Presidenza del presidente Ardizzone
Avviso di convocazione
BARBAGALLO, segretario, dà lettura dell'avviso di convocazione, in
seduta straordinaria con carattere d'urgenza, dell'Assemblea
regionale siciliana, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana, Parte I, di giovedì 28 marzo 2013:
«Il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Considerata la richiesta di convocazione straordinaria con
carattere d'urgenza dell'Assemblea regionale siciliana, avanzata,
ai sensi dell'articolo 11 dello Statuto della Regione siciliana,
dal Presidente della Regione in sede di Conferenza dei presidenti
dei Gruppi parlamentari del 26 marzo 2013, come integrata dalla
richiesta verbale del 27 marzo successivo;
Considerato che la superiore richiesta di convocazione
straordinaria configura la fattispecie di cui all'articolo 11 dello
Statuto regionale, che abilita il Governo della Regione a
richiedere la convocazione in questione;
Considerato che l'Assemblea regionale è convocata in sessione
ordinaria per il giorno 8 aprile 2013;
Ritenuto che ricorrono i motivi di urgenza previsti dall'articolo
75 del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana per
convocare la stessa, prima di tale data, in seduta straordinaria;
Visti gli articoli 11 dello Statuto della Regione siciliana e 75
del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana;
decreta:
Articolo unico
Ferma restando la convocazione in sessione ordinaria già fissata
per il giorno 8 aprile 2013, l'Assemblea regionale siciliana è
convocata in sessione straordinaria, con carattere d'urgenza, per
mercoledì 3 aprile 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
I - Discussione del disegno di legge: Norme in materia di
rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche di norme in
materia di soglia di sbarramento per l'elezione dei consigli
comunali e di rimborsi dei permessi retribuiti dagli amministratori
locali. (nn. 5-55-66-67 bis/A).
II - Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla
revoca dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
dell'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Il presente decreto sarà comunicata all'Assemblea e pubblicato,
nei termini previsti dall'articolo 75 del Regolamento interno
dell'Assemblea regionale, nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana.
Palermo, 27 marzo 2013
ARDIZZONE»
Comunicazione di dimissioni irrevocabili da deputato regionale a
seguito dell'avvenuta elezione a senatore della Repubblica italiana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota
dell'onorevole Scoma del 26 marzo 2013, pervenuta e protocollata in
pari data al n. 3821/AULAPG, concernente le sue dimissioni
irrevocabili da deputato regionale a seguito dell'avvenuta elezione
a senatore della Repubblica italiana.
Gentile Segretario Generale, a seguito della mia avvenuta
elezione a Senatore della Repubblica Italiana, rassegno le mie
revocabili dimissioni da deputato regionale. La ringrazio per la
collaborazione prestata in tutti questi anni e Le porgo i miei più
cordiali saluti di buon lavoro per gli importanti e difficili
momenti che dovremo attraversare nell'interesse del Paese.
Sentitamente, Senatore Francesco Scoma.
Trattandosi di dimissioni che rimuovono una situazione di
incompatibilità, ai sensi dell'art. 63 della l.r. 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni, l'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, ricordo che oggi l'Assemblea è convocata, a
norma di Statuto e Regolamento interno, in seduta straordinaria con
carattere d'urgenza con l'ordine del giorno di cui all'apposito
avviso di convocazione letto ad inizio dei lavori.
Senonché, al fine di ricostituire opportunamente il plenum
assembleare, propongo, sempreché l'Assemblea vi consenta, di
procedere in questa stessa seduta all'attribuzione del seggio
resosi testé vacante.
Pertanto, se non sorgono osservazioni, nemine contradicente, così
rimane stabilito, eccezionalmente ed unicamente con riferimento al
superiore adempimento.
dell'onorevole Scoma all'onorevole Milazzo
Presidenza del presidente Ardizzone
Attribuzione del seggio resosi a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Francesco Scoma
PRESIDENTE. Comunico quindi che, in previsione dell'attribuzione
del seggio resosi vacante a seguito delle predette dimissioni dalla
carica di deputato regionale dell'onorevole Francesco Scoma,
proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo (per la
lista avente la denominazione Il Popolo della libertà - Musumeci
Presidente ), la Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi
del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello Statuto
della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo II del
Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi il 3
aprile 2013, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha
deliberato, all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche ed
integrazioni (legge elettorale siciliana), di attribuire il seggio
lasciato vacante dall'onorevole Scoma al candidato Giuseppe
Milazzo, che, primo dei non eletti della medesima lista provinciale
e nel medesimo collegio elettorale in cui era stato eletto l'on.
Scoma, segue immediatamente - con voti 5.424 - l'ultimo dei
proclamati eletti, onorevole Caputo.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Onorevoli colleghi, proclamo, quindi, eletto deputato
dell'Assemblea regionale siciliana il candidato Giuseppe Milazzo,
salva la sussistenza di motivi di ineleggibilità o di
incompatibilità preesistenti e non conosciuti fino a questo
momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
(L'onorevole Giuseppe Milazzo entra in Aula)
Presidenza del presidente Ardizzone
Poiché l'onorevole Milazzo è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento di rito.
L'onorevole Milazzo legge la formula del giuramento prevista
dall'articolo 6 delle Norme di attuazione' dello Statuto
siciliano:
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana .
(Applausi)
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Giuseppe Milazzo nelle
funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Tamajo, Sammartino e
Federico sono da considerare in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo è autorizzato a
recarsi in missione a Verona dal 7 al 10 aprile 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo, quindi, la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
17.15.
(La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore
17.17)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GUCCIARDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
dalla Commissione Affari istituzionali è stato esitato un testo dai
contorni irrituali in una fase pre-elettorale e che siamo in seduta
straordinaria per trattare un tema particolare, e non certo la
materia elettorale in senso stretto - trattandosi di un momento in
piena fase pre-elettorale, ripeto - ma quello che attiene, come
abbiamo detto più volte e ribadito, più al tema dei diritti civili
che non alla materia elettorale, mi riferisco alla preferenza di
genere ed agli argomenti connessi, atteso che dai lavori della I
Commissione è uscito un testo profondamente diverso che contiene,
di fatto, una riforma elettorale che il Parlamento dovrebbe
apprestarsi a trattare in seduta straordinaria, io le chiedo che
tutto questo sia portato all'attenzione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Pertanto, chiedo una sospensione dei lavori d'Aula affinché la
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari possa
approfondire la materia in un momento così delicato e importante
per la storia della nostra Regione.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione per una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
DI MAURO. Signor Presidente, credo che l'intervento del capogruppo
del Partito Democratico che mi ha preceduto riguardi una questione
di merito, una questione che concerne un tema importante, la
modifica della legge elettorale per l'elezione dei consigli
comunali.
Prima di tutto, a mio parere, bisogna porre all'attenzione
dell'Assemblea ed anche, mi permetta di dirlo, signor Presidente,
della Presidenza una questione di metodo sulla prassi seguita, nel
rispetto del Regolamento negli anni in questo Parlamento, e cioè io
credo che questa convocazione sia irritale e se è vero che il
Presidente della Regione ha chiesto la convocazione ai sensi
dell'articolo 11 dello Statuto, è anche vero che si ricorre a
questa norma dello Statuto in casi eccezionali
Se si guarda ai precedenti che hanno visto questa Assemblea
riunirsi in via straordinaria con carattere di urgenza - lo ricordo
a me stesso ma è giusto che lei, signor Presidente dell'Assemblea,
faccia un accertamento non perché io voglia mettere in discussione
la richiesta del Presidente della Regione in ordine all'articolo
11, ma per il merito per cui si ricorre alla convocazione
straordinaria - in passato si è fatto ricorso a questa norma
statutaria a proposito dei morti di Nassyria; nella scorsa
legislatura, si fece ricorso soltanto una volta allorquando 33
deputati ne fecero esplicita richiesta in ordine a contestazioni
rivolte al Governo Lombardo per un'attività politica esplicitata
negli ultimi tempi da un Governo che, in quel momento, era diverso
rispetto alla maggioranza che lo aveva eletto; un'altra volta, a
proposito di un evento sismico e, poi, per un altro evento, che
adesso non ricordo, ma che certamente attiene a fatti gravissimi
sui quali l'Assemblea fu chiamata a confrontarsi e ad esprimere la
propria opinione.
Quindi, casi ben definiti, casi importanti, casi che nulla hanno a
che vedere con la questione per la quale è stata chiesta l'odierna
convocazione straordinaria dell'Assemblea.
Oggi, la questione del voto di genere, questione che ha certamente
la sua importanza, non credo rappresenti un fatto sopraggiunto in
quest'ultimo momento, perché nessuno mai ha contestato l'elettorato
passivo e l'elettorato attivo alle donne, e non vi è ombra di
dubbio che - me lo lasci dire, signor Presidente - avere fatto
ricorso ad uno stratagemma per avere a tutti i costi, a scotto di
una dichiarazione estemporanea resa dal Presidente della Regione in
un programma televisivo, credo si trattasse di quello del
conduttore Fabio Fazio, con cui annunciava che il 2 e il 3 aprile
l'Assemblea regionale avrebbe approvato una modifica di questo tipo
al sistema elettorale regionale - il ricorso da parte del
Presidente della Regione a questo strumento sia stato assolutamente
illegittimo sotto il profilo della consuetudine.
Signor Presidente, le chiedo il rispetto delle regole, perché
queste non possono essere calpestate né si può assolutamente
abusare di una opportunità che viene data, attraverso lo Statuto
della Regione siciliana, al Presidente della Regione e neppure si
può ricorrere a strumentazioni così estemporanee per raggiungere
obiettivi che sono soltanto di natura propagandistica e di natura
politica.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori vecchi e nuovi, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perchè ritengo assolutamente necessario
chiederle, Presidente, per il ruolo che lei ricopre, una
riflessione attenta e approfondita e lasciare anche, per chi
interverrà successivamente, queste parole in modo che possano
essere utilizzate allorquando l'onorevole Cracolici ci darà la
possibilità, dopo avere baciato donne e uomini, più donne che
uomini devo dire la verità, di continuare il nostro lavoro.
La signora Stancheris non sta andando via, ritengo quindi avremo
modo di complimentarci tutti a suo tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, poiché la signora Stancheris è
stata nominata assessore, può già farlo, ha questo privilegio di
complimentarsi con lei, anche se ancora non è stata presentata, ma
già siede nei banchi del Governo.
CORDARO. Anche se non vecchissimo come molti assessori di questa
Giunta, io non sono vecchio di età, ma di mentalità; quindi, fin
quando l'assessore non ci verrà presentata formalmente dal
Presidente della Regione, attenderò di potermi complimentare con la
stessa.
Signor Presidente, sono già passati due minuti e, nonostante la
sua e la mia buona volontà, non sono ancora riuscito ad esprimere
quei concetti che sono anche abbastanza semplici per chi li vuole
ascoltare. Tornando al merito e alle cose serie, la invito a
riflettere su quanto le dirò da qui a qualche istante circa la
convocazione straordinaria, articolo 75 del Regolamento
dell'Assemblea e articolo 11 dello Statuto.
Signor Presidente, la storia ci racconta di venti convocazioni
straordinarie negli ultimi venti anni, in media una all'anno,
soprattutto ci racconta di una unica convocazione straordinaria del
Presidente dell'Assemblea che l'ha preceduto, il Presidente Cascio,
in occasione di quello che oggi è ricordato ormai urbi et orbi come
il ribaltone dell'allora Presidente della Regione Lombardo.
In quel caso vi furono 33 deputati che chiesero, appunto, di
ottenere comunicazioni in Aula dal Presidente pro tempore, cosa che
accadde poiché ci fu la convocazione straordinaria.
Lei, d'altro canto, ha già utilizzato l'articolo 68, lo ha
utilizzato con riferimento alla legge sull'abolizione delle
Province, e anche in questo caso ha, oserei dire, utilizzato il
bonus, nel senso che questa convocazione straordinaria, nel primo
caso l'utilizzazione dell'articolo 68 come modalità straordinaria
di procedura in Aula è, anche in questo caso, una vicenda che
storicamente è stata utilizzata una tantum.
Considerato che oggi ci troviamo di fronte ad una richiesta del
presidente del gruppo parlamentare Partito Democratico di
sospendere i lavori per una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, considerato che nella scorsa Conferenza è stato, di
fatto, comunicato da lei, signor Presidente, la volontà di una
convocazione straordinaria, che oggi saremmo qui per celebrare, con
tutti i se e con tutti i ma che le ha sottoposto l'onorevole Di
Mauro e che io condivido.
Considerato che in I Commissione si è svolto un lavoro che sarà
giudicato anche per questo, probabilmente, da chi interverrà dopo
di me, sulla bontà dello stesso, ma nel quale, ad esempio, un
componente del partito dell'onorevole Gucciardi, l'onorevole
Panepinto, ha sottoposto all'attenzione dei commissari una serie di
emendamenti, alcuni dei quali sono stati anche apprezzati, come ad
esempio quello che abbiamo sottoposto all'attenzione della
Commissione e relativo alla riduzione del quorum per il referendum
che vuole accorpare enti locali viciniori, portando l'esempio di
San Cipirello e San Giuseppe Jato, con riferimento a Palermo.
Considerato, quindi, che i deputati del PD in I Commissione hanno
contribuito a creare quel malessere che l'onorevole Gucciardi
sottopone all'Aula e che sarebbe cagione di una sospensione per
un'ulteriore Conferenza dei capigruppo, io mi dichiaro
assolutamente contrario alla sospensione dei lavori e, quindi, alla
Conferenza dei Capigruppo, salvo che il presidente Gucciardi o un
altro capogruppo della maggioranza, un altro presidente di gruppo
parlamentare della maggioranza, non dica in maniera specifica che
si chiede una Conferenza dei capigruppo per revocare la
convocazione straordinaria. In quel caso, sì, avrebbe un senso
giuridico e politico.
Ma chiedere di sospendere l'Aula per una Conferenza dei capigruppo
senza titolo e senza ragioni, Presidente Ardizzone, è assolutamente
irrituale ed è assolutamente ingiustificato, per cui la prego, noi
abbiamo già esaurito dei bonus - quelli legati all'articolo 11
dello Statuto, all'articolo 75 del Regolamento, e quello legato
all'articolo 68 - non inauguriamo una nuova stagione nella quale
oltre al nulla delle richieste vi sia anche il nulla delle
decisioni.
La prego, Presidente Ardizzone, di tutelare il buon andamento dei
lavori e il prestigio di quest'Aula.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Onorevole Cracolici, per favore, lei faccia il
parlamentare del PD, che al Partito dei Siciliani ci pensa il
Partito dei Siciliani.
CRACOLICI. Addirittura
FIGUCCIA. Assolutamente sì
Ovviamente, avevo condiviso il mio intervento col mio gruppo.
Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
Regione, prima di entrare nella questione degli emendamenti e del
testo della norma, vorrei fare un breve passaggio.
Rispetto alla procedura che, ad oggi, è stata da più parti
definita anomala, con la quale si è passati a trattare il testo,
abbiamo un disegno di legge che era stato esitato già la settimana
scorsa in I Commissione; abbiamo poi una Commissione che si ritrova
oggi a trattare di nuovo il testo attraverso una modalità, direi
astuta, per portare in discussione emendamenti che, altrimenti, non
sarebbero potuti arrivare in Aula. Me la faccia definire in termini
di beffa, di forzatura, di un modo, ancora una volta, per
vanificare i lavori della Commissione.
Vedete, su questa forzatura, stamattina ho avuto occasione di
chiedere chiarimenti agli uffici per comprendere se le ragioni per
cui i parlamentari non avessero potuto presentare gli emendamenti
erano da addebitarsi al presidente della Commissione, Marco Forzese
- e in quel caso, ovviamente, se di irregolarità e inadempienze si
fosse trattato, io ne avrei chiesto le dimissioni - oppure se le
responsabilità andavano rintracciate altrove.
In questo intervento non voglio dilungarmi sul testo, sulla norma,
perché ci sarà occasione di tornare in maniera approfondita sugli
emendamenti che verranno trattati uno alla volta, ma è fuor di
dubbio che la norma porta con sé un rischio forte, ovvero quello di
modificare le regole del gioco quando la partita già ha avuto
avvio.
Rispetto alla giornata di oggi, registro un'altra anomalia nel
riferimento all'articolo 11 dello Statuto, rispetto al quale posso,
tuttavia, trovare delle ragioni per comprendere quanto il
Governatore ha inteso fare, ferma restando - come è stato
giustamente ricordato - la straordinarietà della seduta e, quindi,
all'articolo 11 dello Statuto si è fatto riferimento in questi
decenni per fatti straordinari quali guerre o terremoti.
Presidente Crocetta, io sono un autonomista convinto, appassionato
ai temi che stanno a cuore ai siciliani. Sono certo - e mi rivolgo
a lei - che agli articoli dello Statuto saprà fare più volte
riferimento in questi anni perché ho colto nelle sue iniziative,
fino a questo momento, un convincimento certo che ruota attorno ai
temi dell'autonomia, rispetto alla quale vado ben oltre, e che sono
i temi della sovranità. Sono certo, Presidente Crocetta, che vorrà
dare attuazione, ad esempio, a quel tanto richiamato articolo 24
che istituisce l'Alta Corte che già nel 1957 - come ricordato già
da lei e prima di lei dal primo Presidente della Regione siciliana
- è stata sepolta viva.
Sono, altresì, certo, Presidente, che vorrà dare piena attuazione
e allo Statuto fare riferimento con particolare riguardo ancora
all'articolo 37 perché se quell'articolo - come in questi giorni si
sente ripetere - avesse davvero la possibilità di vedere luce
garantirebbe senz'altro alla Regione siciliana entrate fiscali di
molto superiori a quelle che attualmente le vengono trasferite
dallo Stato centrale prevedendo che le imprese, con sede fuori dal
territorio siciliano ma che in esso operano, lascino le imposte in
Sicilia.
Mi rivolgo ancora a lei, Presidente Crocetta, perché questo
pomeriggio vorrò consegnarle, vorrò donarle simbolicamente lo
Statuto della Regione, uno Statuto che ci sta particolarmente a
cuore.
Le consegno, contestualmente, anche il sogno dei siciliani,
insieme allo Statuto le dono un altro simbolo rispetto al quale
dovrò riservarmi di mettere non un veto, ma un nodo Un simbolo
rispetto al quale mi riserverò, insieme ai siciliani, di verificare
nel tempo, nei giorni, nelle settimane e nei prossimi mesi, quanto
davvero c'è di concreto in tutte le esternazioni che fanno
riferimento allo Statuto e che, sono convinto, troveranno
riscontro.
Per questo, Presidente Crocetta, insieme allo Statuto le consegno
la bandiera del popolo siciliano e sono certo che non vorrà
rifiutarla.
(L'onorevole Figuccia consegna al Presidente della Regione una
copia dello Statuto della Regione siciliana e una bandiera della
Regione)
PRESIDENTE. Presidente della Regione, avrà modo di ringraziare
successivamente l'onorevole Figuccia.
LEANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, corriamo il rischio
che la seduta odierna sia un po' pericolosa, nel senso che con
quello che succede fuori, gente che si ammazza perché è piena di
debiti, la difficoltà dei lavoratori che ci sono fuori, sentire
discutere oggi ancora di regolamenti o di questioni esclusivamente
elettorali mi sembra qualcosa di surreale.
Presidente Crocetta, stasera abbiamo l'esigenza che lei ci dica
chiaramente cosa vuole fare di questa legge. Lo dico da componente
della maggioranza anche agli onorevoli colleghi che oggi sono qua
in questo Parlamento. Io voglio capire semplicemente come abbiamo
raggiunto l'intesa: è una legge che si deve fare esclusivamente per
la rappresentanza e il doppio voto di genere o dobbiamo fare la
legge elettorale? Se dobbiamo fare una legge di riforma elettorale
siamo a tempi scaduti, stiamo facendo un'invasione di campo che non
siamo abituati a fare in questo Parlamento.
Se vogliamo fare la legge per la rappresentanza e il voto di
genere facciamolo in maniera secca, se no in Aula, col voto
segreto, andare a mettere in discussione e in pericolo proprio le
cose essenziali della democrazia io non ci vado, non ci voglio
andare.
Presidente, lo dica chiaramente, e lo dico anche agli amici, a
quanti hanno detto in Conferenza dei capigruppo, in tutti i
momenti, che sono d'accordo a questa norma che il Presidente
Crocetta ha presentato.
Se siamo d'accordo solo su questi temi, anche noi come Gruppo UDC
siamo d'accordo e siamo disponibili ad andare avanti; ma andare
oltre, da deputato responsabile, non me la sento.
Andare oltre significa correre il rischio di fare qualcosa di
irreparabile, perché non avremo il tempo di porre rimedio ad
eventuali sbagli che questa Assemblea sarà costretta a fare votando
una legge con tutti gli emendamenti che abbiamo visto.
Signor Presidente, io sono d'accordo per la sospensione richiesta
dall'onorevole Gucciardi, però penso che ci sia bisogno di un
intervento del Presidente Crocetta in modo da chiarire all'Aula
realmente la motivazione per cui ha chiesto la convocazione
straordinaria e, soprattutto, l'importanza di questa norma,
considerato che era nel programma di governo e che abbiamo
addirittura spostato la data delle elezioni. Se il Parlamento è
d'accordo, la possiamo votare in dieci minuti.
Si tratta di un grande atto di civiltà, è un grande atto di
responsabilità; ognuno lo dica chiaramente se siamo d'accordo o non
siamo d'accordo.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa
legislatura ormai siamo abituati a delle novità. Le novità fanno
sempre piacere purché uno sappia quali sono i punti fermi; non ci
possono essere novità se non si conoscono i punti fermi, perché se
si conoscono allora c'è la novità, ma se non ci sono la novità
rischia di essere il caos che, secondo alcune teorie - Zichichi - è
all'origine dell'Universo: c'era una volta il caos.
Su questa norma, signor Presidente, noi abbiamo assistito intanto
ad una convocazione straordinaria, ultrastraordinaria dell'Aula e
ricordo che siamo ad un mese dall'approvazione del bilancio
regionale con le categorie che sono lì tutti i giorni a protestare,
con la gente che non sa se continuerà a percepire lo stipendio, con
la gente che non sa se avrà i soldi per portare da mangiare a casa
e con le proteste continue sotto la sede del Parlamento regionale e
sotto Palazzo d'Orleans, sede del Governo regionale. Però, i guru,
gli interpreti, i neo sondaggisti dicono che il problema
fondamentale, principale, che abbiamo da risolvere è quello di
interrompere la data delle elezioni, posticipandola più volte
perché assolutamente, in maniera indispensabile, dobbiamo
introdurre una modifica alla norma elettorale.
Non vi è chi, nelle strade e nei quartieri di Palermo, nelle varie
città e paesini della Sicilia, laddove c'è la sofferenza vera, non
ci supplica ogni giorno perché si introduca questa modifica della
legge elettorale. Posso capire che tutto è utile, che tutto può
essere confacente a stare in prima pagina, ma che le istituzioni
vengano asservite ai desiderata questo proprio non posso capirlo,
non riesco a comprenderlo, signor Presidente. E non riesco a
comprendere come, da qualche tempo a questa parte, prima con la
legge sull'abolizione delle Province e ora con questa norma, si ha
la sensazione di escludere la possibilità che le Commissioni
facciano il proprio lavoro e che i deputati possano fattivamente e
attivamente partecipare al lavoro delle Commissioni, presentando
gli emendamenti a tempo debito e avendo la possibilità di
discuterli.
C'è stata una prima anomalia che io ho compreso, cosa
sottintendeva alla decisione assunta dalla Presidenza, in seguito
alla Conferenza dei capigruppo, di consentire di riaprire i lavori
della Commissione. Era un tentativo di porre una pezza postuma al
fatto che la I Commissione non era stata messa in condizione o non
aveva dato la possibilità a tutti i parlamentari di questa Aula di
poter esercitare il proprio diritto di presentare emendamenti e di
partecipare fattivamente alla elaborazione della legge prima che
questa arrivasse in Aula.
Quindi, io ho apprezzato, da questo punto di vista, signor
Presidente, il suo intento di porre rimedio per consentire a tutti
di poter presentare gli emendamenti e che questi emendamenti
avessero accesso all'Aula.
Però, a tutto c'è un limite. Noi non possiamo assistere allo
stravolgimento del Regolamento che non consente alla Commissione di
entrare nel merito degli emendamenti, perché questa possibilità era
preclusa nella riunione odierna della I Commissione che poteva solo
ed esclusivamente prendere atto degli emendamenti e saltare così un
passaggio fondamentale previsto dal Regolamento.
Pertanto, signor Presidente, prima di entrare nel merito, perché
l'intervento che sto svolgendo è sull'ordine dei lavori, poi
interverrò nel merito ampiamente e pesantemente quando e se
discuteremo di merito, a proposito di mafia, mafia, mafia - e lo
dico tre volte - ma ne parlerò nel merito, a proposito di mafia
che, attraverso questa norma, entra a condizionare i lavori di
questo Parlamento, ne parleremo al momento debito di mafia, adesso
le chiedo invece - visto che non ho potuto discutere ed
approfondire in Commissione ciò che il Regolamento prevede -, a
norma di Regolamento, che lei dia 48 ore di tempo, così come
prevede il Regolamento, ai deputati di quest'Aula per poter
esercitare le proprie prerogative.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, vuole intervenire sull'ordine dei
lavori? Io la mia decisione l'avrei tratta, se può servire il suo
ragionamento - e sicuramente serve - che ben venga.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera noi siamo
ritornati, o rischiamo di ritornare, su un argomento ma non ad
adiuvandum, bensì marcando una battuta di arresto.
Il fatto di chiedere, da parte del capogruppo del Partito
Democratico, la sospensione dei lavori per ritornare in Conferenza
dei capigruppo, potrebbe sembrare utile, ma in effetti rischia di
frenare i lavori che hanno, invece, necessità di avviarsi
speditamente. Lo dico perché avevamo deciso in Conferenza dei
capigruppo che, oltre alla norma sulle province, non si sarebbe
fatto nient'altro.
Successivamente in Commissione noi, come Popolo della libertà,
abbiamo dato il nostro assenso affinché si potesse procedere in
maniera spedita su questa norma del doppio voto di genere senza
frapporre alcun tipo di ostacolo, esitando un testo sostanzialmente
all'unanimità, anche col voto del Partito Democratico, delle forze
di maggioranza, nessuna esclusa.
Ad un certo punto, invece, abbiamo dovuto registrare una
convocazione della Conferenza dei capigruppo, molto allargata,
fatta in Sala Rossa, nella quale...
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE. C'è troppo chiacchiericcio, non si riesce a seguire
l'intervento dell'onorevole Falcone. Vi invito a prendere posto.
FALCONE. Mi avvio alla conclusione. E' chiaro che in quella
Conferenza dei capigruppo si è deciso di rimandare in Commissione
il disegno di legge che, sostanzialmente, ripeto, era stato esitato
favorevolmente da tutta la Commissione. Potevamo convocare la
Commissione venerdì scorso, invece venerdì non lo si è fatto; la
dovevamo riunire ieri e per un fatto, un evento sopraggiunto, non
l'abbiamo tenuta; è stata rinviata ad oggi, e oggi abbiamo fatto
una seduta di Commissione.
Io dico al collega Forzese che ho avuto più di un dubbio oggi
sulla ritualità o irritualità dei lavori della Commissione perché,
sostanzialmente, Presidente Forzese, a me dispiace per lei, ma
dispiace anche quale componente supplente di questa Commissione, in
quanto siamo stati esautorati.
Per la prima volta una Commissione, forse la più importante, la I
Commissione, oggi è stata chiamata non ad apprezzare degli
emendamenti per farli eventualmente diventare testo del disegno di
legge, ma abbiamo apprezzato solo degli emendamenti che sarebbero
poi diventati - o saranno o diverranno - elemento di parere
favorevole o meno da parte della Commissione durante i lavori
d'Aula. Quattro ore di lavoro inutile, di fatto oggi abbiamo svolto
quattro ore di lavoro inutile perché il testo di legge quello era e
quello è rimasto; non vi è stato un voto ma un apprezzamento
formale e non sostanziale. Il collega Panepinto oggi ha detto che
siamo considerati quasi dei saggi, forse parenti poveri dei saggi
che ricordano Roma; ma, in effetti, noi non abbiamo fatto granché o
nulla.
Oggi, signor Presidente - e vado alla conclusione - noi siamo
responsabilmente perché questa norma si faccia; stiamo attenti,
però, perché nel momento in cui facciamo come il passo del gambero,
a questo punto noi della minoranza vorremmo capire da chi deve
dipendere l'avvio o l'accelerazione di questa norma, perché da un
lato, paradossalmente, abbiamo invocato la convocazione
straordinaria, salvo il fatto che poi la commissione si è riunita
dopo una settimana, salvo il fatto che la commissione chiamata a
riunirsi non ha fatto nient'altro che una semplice cernita per
capire quali erano gli emendamenti ammissibili o meno; tutto
questo, di fatto, e nulla di più.
Allora, anziché ritornare in Conferenza dei capigruppo, dove
addirittura si potrebbe immaginare di rimandare la norma per chissà
quale pulizia, per eliminare chissà quale articolo dalla legge per
farla diventare più apprezzabile, allora continuiamo nei lavori.
L'onorevole Formica ha detto una cosa che, personalmente,
condivido, che è quella delle 48 ore del termine per gli
emendamenti, apriamo subito la discussione generale e vediamo quali
sono gli emendamenti che possono essere motivo di apprezzamento e
gli emendamenti che, invece, devono essere respinti per dare
finalmente alla Sicilia almeno uno straccio di legge dinanzi - e
qui lo voglio segnalare - i gravi problemi dei siciliani, i quali
non ci chiedono una norma simile ma ci chiedono una norma per lo
sviluppo, per l'occupazione e per il sostegno alle imprese che sono
boccheggianti.
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Forzese, stiamo decidendo sull'ordine
dei lavori.
FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori no, la prego onorevole Forzese,
quando verrà chiamato ad esprimere il parere come presidente della
commissione potrà intervenire.
Tutti gli interventi che si sono svolti hanno una ragione alla
base, questo è più che evidente: come è stato bene ricordato, e
giustamente ricordato dalla maggior parte di tutti voi, l'Aula era
stata convocata per l'8 aprile perché eravamo in sessione di
bilancio, come previsto dalla legge e dal Regolamento; sapete tutti
quello che è successo, non stiamo qui a disquisire né a
polemizzare.
Nelle more, da quando si è riunita la I Commissione a quando c'è
stata la Conferenza dei capigruppo, anzi è stata formalizzata
durante la Conferenza dei capigruppo, il Presidente della Regione
mi ha fatto pervenire una nota di richiesta di convocazione
straordinaria dell'Assemblea regionale, ai sensi dell'articolo 11
dello Statuto, e a questo proposito è stato eccepito dall'Aula che
si tratterebbe di una forzatura.
Devo dire che proprio lo Statuto, che non sta a me interpretare né
interpretare il motivo per il quale il Governo, presieduto da
Crocetta o da altro non ha importanza in questo caso perché siamo
istituzioni, mi ha chiesto una convocazione straordinaria che io
non posso assolutamente sindacare.
Peraltro, l'articolo 11 dello Statuto prevede una sorta di
bilanciamento perché se la richiesta mi fosse pervenuta da almeno
20 parlamentari non mi sarei potuto assolutamente sottrarre,
venendo meno alle mie prerogative, secondo quanto previsto dallo
Statuto e dal Regolamento.
Detto questo, ho una richiesta di sospensione dei lavori per
indire una Conferenza dei capigruppo.
Credo che non vi siano motivi perché non si possa riunire la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari; se siamo qui,
stasera, infatti, é per trovare una soluzione concordata su tutta
questa vicenda. Devo dire, ad onor del vero, che il disegno di
legge è stato rinviato in Commissione e non è stato esitato un
nuovo testo; sono stati riaperti i termini dalla Commissione
perché, dalla gran parte di tutti voi, mi è stato fatto notare che
non era stata data la possibilità, essendo in sessione
straordinaria di bilancio, di essere messi a conoscenza che si
potevano presentare emendamenti, indipendentemente dalla formalità
che fosse stata data comunicazione o meno.
Abbiamo, quindi, dato la possibilità alla Commissione di ricevere
gli emendamenti.
Mi risulta che la I Commissione abbia espresso parere su alcuni
emendamenti; è, dunque, in condizione di esprimere un giudizio
ponderato, una volta che gli emendamenti saranno trattati, se
verranno ripresentati dai singoli parlamentari in Aula.
Detto questo, prima di sospendere per riunire la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, con l'accordo dell'Aula - ma
non credo che ci possano essere divergenze su questo - passerei al
secondo punto dell'ordine del giorno, perché il Presidente della
Regione, nelle more, ha proceduto alla revoca di due assessori e
alla nomina di altri due assessori, quanto meno per comunicarlo,
giustamente, all'Aula.
Per quanto riguarda il dono che l'onorevole Figuccia ha fatto al
Presidente della Regione, non entro nel merito delle formalità,
però bisogna dare atto al Presidente della Regione che, dal punto
di vista mediatico, è più bravo e supera tutti, tant'è che aveva
esposto impropriamente la bandiera. Su questo punto, dico che non
può essere contrastato, se era una provocazione.
A tal proposito, vorrei dire, proprio perché siamo Parlamento, che
ho avviato contatti istituzionali con il Presidente del Parlamento
europeo, Martin Schulz.
Abbiamo appuntamento il prossimo 5 giugno perché mi venga
consegnata formalmente la bandiera del Parlamento europeo, cosa che
farò chiedendo un incontro al nuovo Presidente della Repubblica,
che sarà eletto ad aprile. Non l'ho fatto per ovvie ragioni,
essendo l'attuale in scadenza.
Il Presidente Schulz, attraverso i suoi canali, mi ha scritto
chiedendo che venga formata la delegazione. Estemporaneamente,
proprio perché mi viene suggerito dal gesto simbolico
dell'onorevole Figuccia, indicherei quali componenti di questa
delegazione che incontrerà prima il Presidente del Parlamento
europeo - perché queste bandiere dovranno stare proprio qui in
Aula, perché siamo in Sicilia, siamo in Italia, siamo in Europa -,
a parte il sottoscritto e, ovviamente, il Presidente della Regione,
l'onorevole Musumeci dato che è stato europarlamentare, l'onorevole
Francesco Cascio perché è il presidente della Commissione per
l'esame delle attività dell'Unione europea, l'onorevole Cancelleri
o chi vorrà delegare, perché tutti i Gruppi parlamentari siano
rappresentati, e l'onorevole Figuccia, visto che ha fatto questo
gesto e ci ha pure provocati.
Darò, quindi, comunicazione di questa delegazione.
Onorevoli colleghi, in attesa dell'intervento del Presidente della
Regione, invito il deputato segretario a dare lettura dei decreti
presidenziali numero 70 e numero 71 di revoca, rispettivamente,
dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
dell'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
BARBAGALLO, deputato segretario:
«D.P. n. 70/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura;
VISTO il D.P. n. 551/Area 1 /S.G. del 19.11.2012, pubblicato nella
GURS del 7.12.2012 - parte I - n. 52, con il quale il Presidente
della Regione ha nominato il sig. Francesco Battiato Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale del turismo,
dello sport e dello spettacolo;
RITENUTO di dover revocare, per ragioni di opportunità, il D.P. n.
551/Area 1 /S.G. del 19.11.2012 sopra specificato;
RITENUTO, altresì, al fine di garantire continuità all'esercizio
delle funzioni politico-amministrative, che il Presidente della
Regione, assuma, temporaneamente, le funzioni di Assessore
regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al sig.
Francesco Battiato, di Assessore regionale per il turismo, lo sport
e lo spettacolo, è revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, al
fine di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative, il Presidente della Regione Siciliana
assume temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale per il
turismo, lo sport e lo spettacolo.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, li 27 marzo 2013
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»;
«D.P. n. 71/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura;
VISTO il D.P. n. 575/Area 1 /S.G. del 23.11.2012, pubblicato
nella GURS del 7.12.2012 - parte I - n. 52, con il quale il
Presidente della Regione ha nominato il prof. Antonino Zichichi
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato dei beni
culturali e dell'identità siciliana;
RITENUTO di dover revocare, per ragioni di opportunità, il D.P. n.
575/Area 1 /S.G. del 23.11.2012 sopra specificato;
RITENUTO, altresì, al fine di garantire continuità all'esercizio
delle funzioni politico-amministrative, che il Presidente della
Regione, assuma, temporaneamente, le funzioni di Assessore
regionale per i beni culturali e l'identità siciliana;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al prof.
Antonino Zichichi, di Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana, è revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, al
fine di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative, il Presidente della Regione Siciliana
assume temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale per i
beni culturali e l'identità siciliana.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, li 27 marzo 2013
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Invito, quindi, il deputato segretario a dare lettura dei decreti
presidenziali numero 74 e numero 75/AREA 1 /SG del 3 aprile 2013,
di nomina rispettivamente della dottoressa Michela Stancheris ad
Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
della dottoressa Mariarita Sgarlata ad Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, e la contestuale cessazione del
Presidente della Regione dalle funzioni di Assessore per il turismo
e da Assessore per i beni culturali.
BARBAGALLO, deputato segretario:
«D.P. n. 74/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO il D.P. n. 71/Area 1 /S.G. del 27.3.2013, con il quale il
Presidente della Regione siciliana ha assunto temporaneamente le
funzioni di Assessore regionale per i Beni culturali e l'identità
siciliana con contestuale revoca di precedente Assessore nominato e
preposto al predetto ramo di Amministrazione;
RITENUTO di dover nominare Assessore regionale la dott.ssa
Mariarita Sgarlata con preposizione all'Assessorato regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana, con contestuale
cessazione delle funzioni assunte temporaneamente dal Presidente
della Regione siciliana al predetto ramo di Amministrazione
regionale;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato la dott.ssa Mariarita Sgarlata,
nata a Siracusa il 27 gennaio 1962, è nominata Assessore regionale
con preposizione all'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana.
Art. 2
Contestualmente alle nomine ed alla preposizione di cui al
superiore articolo 1, il Presidente della Regione siciliana cessa
dalle funzioni di Assessore regionale per i beni culturali e per
l'identità siciliana.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, li 3 aprile 2013
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»;
«D.P. n. 75/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO il D.P. n. 70/Area 1 /S.G. del 27.3.2013, con il quale il
Presidente della Regione siciliana ha assunto temporaneamente le
funzioni di Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
spettacolo con contestuale revoca di precedente Assessore nominato
e preposto al predetto ramo di Amministrazione;
RITENUTO di dover nominare Assessore regionale la dott.ssa Michela
Stancheris con preposizione all'Assessorato regionale del turismo,
dello sport e dello spettacolo, con contestuale cessazione delle
funzioni assunte temporaneamente dal presidente della Regione
siciliana al predetto ramo di Amministrazione regionale;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato la dott.ssa Michela Stancheris,
nata a Alzano Lombardo (BG) il 16 ottobre 1981, è nominata
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale del
turismo, dello sport e dello spettacolo.
Art. 2
Contestualmente alla nomina ed alla preposizione di cui al
superiore articolo 1, il Presidente della Regione Siciliana cessa
dalle funzioni di Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
spettacolo.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana
Palermo, li 3 aprile 2013
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta».
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla revoca
dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla revoca
dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Ha facoltà di parlare il presidente della Regione, onorevole
Crocetta, per rendere le comunicazioni.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che le questioni delle revoche siano abbastanza
note, anche perché ne abbiamo parlato, ma è giusto riferire in
Parlamento, anche perché questo poi era stato richiesto da alcuni
Gruppi politici.
C'è stata una questione riconducibile alle dichiarazioni che
l'assessore Battiato aveva fatto a Bruxelles, che non erano
condivise dal Governo, per cui mi è sembrato necessario superare un
vulnus che avrebbe coinvolto la Regione siciliana, il Parlamento e
il Governo siciliano.
Ovviamente, l'assessore Battiato ha precisato che il tenore di
quelle affermazioni, probabilmente, doveva essere interpretato in
modo più largo; ma il Governo, in particolare io, personalmente, ho
ritenuto che quelle dichiarazioni, in qualche modo,
compromettessero il rapporto fra il Parlamento e il Governo
siciliano e il Parlamento nazionale e fossero lesive dell'immagine
delle Istituzioni, per cui mi sembrava corretto - ne ho parlato con
lo stesso assessore Battiato, che ha rassegnato il mandato nelle
mie mani - e mi è sembrata la decisione più giusta, fra l'altro,
che è servita anche a ricomporre una serie di rapporti sia col
Parlamento sia con la Camera dei Deputati sia con il Senato.
Per quanto riguarda l'assessore Zichichi, in realtà, era stato lo
stesso Parlamento ad avermi sollecitato più volte, proprio in
considerazione dell'assenza nelle Commissioni, di pensare ad un
assessore che, più stabilmente, seguisse le questioni dei beni
culturali.
Per queste ragioni, siamo arrivati alla nomina dei nuovi
assessori.
Si tratta della dottoressa Mariarita Sgarlata, esperta nel campo
dei beni culturali in quanto lavora alla Sovrintendenza di
Siracusa, ha un curriculum di grande livello e credo che finalmente
si potrà avere un'attenzione specifica che verrà dedicata ad un
settore che, soprattutto in questo momento, dopo la vicenda
Novamusa , ha bisogno di grandi riorganizzazioni e di grande
attenzione.
Nel campo del turismo, ho fatto, anche lì, una scelta di
innovazione indicando la dottoressa Michela Stancheris che, fra
l'altro, è esperta in comunicazione ed ha una grande conoscenza
della legislazione europea. Proprio nel settore del turismo,
abbiamo avuto una insufficiente capacità di utilizzo dei fondi
europei. L'obiettivo è quello di mettere in collegamento questi due
assessorati che dovranno parlare sempre di più lo stesso
linguaggio perché turismo e beni culturali dovranno andare a
braccetto. Tenete presente che il turismo non riguarda solo le
iniziative direttamente promosse negli spettacoli, ma è soprattutto
l'azione di valorizzazione dei nostri siti che deve essere fatta,
come pure l'aiuto alle imprese.
Anche la vicenda dell'imprenditore di Lipari che si è suicidato mi
sembra emblematica della situazione drammatica che si vive in
questo settore. Per tale ragione ho particolarmente apprezzato le
dichiarazioni dell'assessore Stancheris che ha detto la prima cosa
che farò nei prossimi giorni sarà andare a portare un fiore sulla
tomba di questo imprenditore .
Credo che questo interpreti anche i sentimenti di quest'Aula e del
Governo, nell'ottica di avere un settore del turismo che si occupi
molto di più dei problemi della destagionalizzazione, della
partecipazione ai bandi europei, di una comunicazione molto più
forte rispetto alle possibilità e, soprattutto, leghi questo
settore alle attività produttive e al settore dei beni culturali.
Credo che sperimentare i giovani nell'attività di governo sia una
forte innovazione.
Ad un giornalista che mi diceva di questi problemi ne abbiamo
sentito parlare, utilizzo dei beni culturali, ecc. però non ne
abbiamo mai fatto , la differenza tra chi è meno giovane rispetto a
chi è più giovane è nel fatto che forse non ne ha parlato per
niente, ma sogna che queste cose si realizzino concretamente.
Allora, dare l'opportunità ad alcuni giovani di misurasi nella
politica credo sia estremamente importante. Nel caso di Michela
Stancheris, ci troviamo di fronte ad una persona che ha scelto la
Sicilia. Lavorava al Parlamento europeo, avrebbe potuto continuare
a stare lì, ma si è innamorata di questa Terra e io credo che il
modo migliore per esprimere l'amore per la Sicilia sia quello di
lavorare concretamente.
Auguro quindi all'assessore Sgarlata e all'assessore Stancheris un
grande lavoro.
Signor Presidente, non voglio uscire dall'ordine del giorno ma
desidero fare una semplice comunicazione, una precisazione per
fatto personale per quanto riguarda il problema del doppio voto di
genere e l'utilizzo dell'articolo 11 dello Statuto.
L'articolo 11 recita L'Assemblea regionale è convocata dal suo
Presidente in sessione ordinaria nella prima settimana di ogni
bimestre e, straordinariamente, su richiesta del Governo regionale
o di almeno venti deputati . Non mi pare che faccia riferimento
alle calamità o a chissà quali eventi luttuosi o straordinari, é
una valutazione. Venti deputati potrebbero ritenere straordinario,
per esempio, parlare di una questione importantissima; io ritengo
straordinario parlare di abolizione di province, come ho fatto, e
parlare di doppio voto di genere, laddove vediamo nella politica
siciliana una scarsissima presenza di donne nelle Istituzioni.
Stabilire, quindi, in qualche modo, che ci sia una presenza dei
due generi nelle Istituzioni, credo che sia un fatto di crescita
democratica incredibile e una battaglia per i diritti civili che mi
sembra importante che sia già presente nelle prossime votazioni, un
voto importante.
E' chiaro che qui si può dire noi vogliamo altri due, altri tre
giorni .
Vi faccio presente che la norma è chiara anche qui: entro il 5
aprile questo disegno di legge, se si deve approvare, deve andare
al Commissario dello Stato. Tentare di dire spostiamo gli
emendamenti, facciamo ancora altre cose significa tentare di dire
che non lo si vuole fare.
L'arricchire questa norma, che nasce eccezionalmente per il doppio
voto di genere e non per fare la riforma generale elettorale in
Sicilia o altro, può essere estremamente interessante, può essere
un grande contributo al dibattito politico e culturale. Guardate,
però, che non è questo lo scopo del Governo: quello di causare in
piena elezione, in piena campagna elettorale, il cambiamento delle
regole. Il Governo non vuole assolutamente cambiare le regole;
vorrebbe che si rispettassero, in questo caso, esclusivamente le
regole, laddove la Costituzione repubblicana dice che è compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla
parità dei soggetti.
L'anomalia è non aver approvato in questi anni questo disegno di
legge. L'Italia si trova insieme alla Grecia ad occupare l'ultimo
posto per la presenza delle donne nelle Istituzioni.
Che questa Regione dimostri, in un contesto nazionale, di essere
molto più civile di altre Regioni italiane e di essere capace di
affrontare questo tema senza volerlo strumentalmente arricchire di
altre questioni, perché di idee belle ne abbiamo tutti quanti e ne
potremmo mettere tutti quanti insieme tante, però ho voluto
presentare solo una legge per il doppio voto di genere, per
rimuovere gli ostacoli che si oppongono nella realtà siciliana alla
effettiva parità delle donne rispetto agli altri soggetti. Questo è
il senso di una proposta e a questo mi piacerebbe che il
Parlamento, efficacemente e velocemente, stasera, riconducesse la
questione senza polemica e cominciando anche un rapporto di dialogo
nuovo fra destra e sinistra.
A volte, la destra mi dice che io non voglio dialogare, ma il
dialogo qui mi sembra che venga chiesto in modo unilaterale:
rinuncia alle tue idee e al tuo programma e dialoghiamo.
Nel mio programma, questa proposta l'ho presentata come
l'obiettivo dei cento giorni.
L'ho presentata tra le prime proposte di legge, inspiegabilmente
non si è trattata prima.
Nessuno, quindi, mi può dire di avere abusato dell'articolo 11
dello Statuto.
Vorrei aprire un dialogo nuovo, ma mi pare che da parte del centro-
destra questo tentativo di dialogo, come dimostra questa volta, non
venga accolto perché si sceglie la linea dello scontro: cambia
pelle e facciamolo dialogo. Io sono Rosario Crocetta, con quel
programma elettorale che vuole la parità di genere e vuole un modo
nuovo di governare. Su queste basi è possibile un dialogo?
No? Allora, se non è possibile, non rimproverate me.
PRESIDENTE. Il presidente della Regione è intervenuto sul secondo
punto dell'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 19.00 e convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari presso la Sala lettura Deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.56)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Ardizzone
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
si è determinata nel dare termine per la presentazione degli
emendamenti, in ordine alla cosiddetta legge elettorale, fino a
domani alle ore 14.00. L'Aula, quindi, riprenderà domani alle ore
16.00 con la discussione generale e, a seguire, con gli
emendamenti.
Stasera proseguiremo, invece, con gli interventi che sono stati
richiesti da parte di alcuni gruppi parlamentari in ordine alle
comunicazioni rese dal Presidente della Regione sulla revoca dei
due assessori e, quindi, anche sulla nomina dei nuovi.
Presidenza del presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, avevo già fatto osservare in una
precedente seduta che, dal momento che gli emendamenti non possono
essere presentati in Aula dai singoli deputati se non passano
attraverso le Commissioni, sarebbe stato opportuno, da parte di
tutte le Commissioni, far pervenire a tutti i deputati il termine
per la presentazione degli emendamenti.
Signor Presidente, gli uffici delle Commissioni, su disposizione
della Presidenza dell'Assemblea e dei presidenti delle singole
Commissioni, ritengo debbano mettere al corrente tutti i deputati
dei termini previsti per la presentazione degli emendamenti, perché
siamo in un Parlamento dove dovremmo essere tutti al corrente di
quello che avviene in Commissione. Ma non è così.
Tra l'altro, vi è un altro problema: siccome inizia in Commissione
l'esame del bilancio e della finanziaria, non ci possiamo
permettere di arrivare in Aula senza conoscere i termini precisi,
anche perché, poi, all'ultimo momento, non si capirà più niente.
Credo che sia diritto di tutti i parlamentari avere conoscenza dei
termini specifici per ogni singola Commissione. L'avevo chiesto, se
lei ricorda, quando fu dato il termine di un'ora ma, almeno, in
quella occasione, fu inviata una mail in cui si comunicava la
scadenza.
Qui nessuno ha avuto più comunicazione da parte di nessuna
Commissione.
PRESIDENTE. Agli uffici non risulta, però si sta facendo una
verifica.
Non è un contraddittorio tra questa Presidenza e lei.
LACCOTO. Apriamo tutte le mail. Invito gli altri deputati a dire
se hanno ricevuto, da parte delle Commissioni, l'invito.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, stiamo parlando della I
Commissione.
LACCOTO. Signor Presidente, io invece parlo in generale, e non
soltanto della I Commissione. E comunque non ho ricevuto l'invito
neppure della I Commissione.
Presidenza del presidente Ardizzone
Sulle comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla
revoca dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
PRESIDENTE. Si riprende il secondo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla revoca
dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, io parlerò brevemente sulle dichiarazioni del
Presidente Crocetta relative all'insediamento dei due nuovi
assessori. Certo, mi farebbe piacere che l'assessore Sgarlata mi
ascoltasse, ma capisco che l'onorevole Malafarina evidentemente non
vuole che mentre io parlo anche dell'assessore Sgarlata,
l'assessore mi ascolti. Siccome sono certo che mi ascolteranno
entrambi, io brevemente dico all'assessore e soprattutto al
Presidente Crocetta che si è liberato in un sol colpo del nulla
cosmico per un verso, e della supponenza del nulla per un altro
verso.
Però voglio fare una distinzione, perché io mi occupo solo
dell'aspetto politico, e non intendo minimamente offendere il
professore Zichichi, che apprezzo e stimo sotto il profilo
scientifico, ma che purtroppo ha dimostrato - nelle rare volte in
cui abbiamo avuto modo di confrontarci - di non azzeccarci nulla ,
per dirla come un ex parlamentare famoso, con il lavoro di
assessore e di politico. E lo dico anche essendo stato il deputato
primo firmatario, nella scorsa legislatura, di un emendamento che
ha rimpinguato il capitolo dedicato al Centro Ettore Majorana di
300.000 euro, senza conoscere il professore Zichichi, ma soltanto
perché ritenevo che quell'attività scientifica fosse meritoria e
fosse da tutelare, anzi da aiutare. Però, rispetto alla bontà dello
scienziato Zichichi, ribadisco il nulla cosmico e lo parametro
esclusivamente all'appello politico, cercando di non turbare
suscettibilità che non ritengo di dover turbare; anche se mi viene
voglia, invece, nel caso dell'assessore Battiato, di turbarle
pesantemente.
Presidente Crocetta, quando parlo di supponenza del nulla, parlo
di un uomo, di un artista, che in passato ha avuto anche cose da
dire. Ci ha spiegato ad esempio, che il senso del possesso fu pre-
alessandrino, ci ha parlato dello scivaismo tantrico di stile
dionisiaco, ci ha detto - perché no - dei desideri mistici di
prostitute libiche. Sono frasi di sue canzoni
Forse lei, Presidente, lo ha messo in Giunta ma non ne aveva mai
ascoltata una.
Io, invece, in questi giorni, in queste settimane, mi sono anche
dedicato alle sue canzoni, alla sua attività, per comprendere in
fondo l'intimo dell'uomo e dell'artista e mi sono reso conto che
egli parlava ad una platea che, probabilmente, nel corso degli anni
si è assottigliata e, per questa ragione, non gli è rimasto che
l'improperio e l'offesa.
Allora, parlo di supponenza del nulla in questo senso, consapevole
del peso delle parole, e lo dico perché sono convinto, Presidente
Crocetta, che lei abbia fatto benissimo a togliere per entrambe le
ragioni, per una ragione politica seria di buon governo l'assessore
Battiato, che ha tolto secondo me a buona ragione, anche per i
danni che provocava alla buona politica che in Sicilia c'è, danni
di immagine inequivocabili, e perché il professore Zichichi farà
certamente meglio tornando a fare il suo lavoro nel quale è
certamente impareggiabile.
Non sono abituato, Presidente Crocetta, ad esprimere giudizi
preventivi e per questa ragione, cercando di augurarmi che
l'archeologa, assessore Sgarlata, in ragione dei tanti siti
archeologici importanti che probabilmente dobbiamo rimettere nel
circuito internazionale del turismo mondiale, sarà in condizione di
farlo perché è competente nel ramo, e sapendo anche bene che la
dottoressa Stancheris, conosciuta urbi et orbi come sua segretaria
particolare, ma è anche una donna - ho letto il suo curriculum che
ha delle competenze importanti come lei, Presidente, ha tenuto a
ribadire in quest'Aula - ha vissuto e lavorato per tanti anni a
Bruxelles ed oggi, al di là di quello che ciascuno di noi pensa, la
politica economica si fa soprattutto a Bruxelles, sia per quanto
riguarda il dato nazionale che, soprattutto, per quello regionale.
Valuterò con attenzione, insieme a quello di tutti gli altri
assessori, il vostro operato e soltanto dopo esprimerò un giudizio.
Sono convinto però, in questa sede e questa sera, di dovervi
soltanto augurare buon lavoro nell'interesse della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
molta attenzione le parole del Presidente Crocetta e non posso non
fare alcune riflessioni, senza per questo volere minimamente fare
polemica. Ho ascoltato i decreti con i quali ha revocato la nomina
del professore Zichichi e di Battiato nell'ambito della Giunta.
Credo, peraltro, che non possa non ascriversi almeno ad una certa
superficialità l'avere individuato le due figure per poi preporle a
due Assessorati estremamente importanti e fondamentali.
Comprendo benissimo che sono due figure di alto livello, che
sicuramente hanno dato un'immagine positiva al Governo e alla
Sicilia, ma di certo non adeguate a svolgere, a mio avviso, un
compito estremamente importante e fondamentale quale è la guida di
un Assessorato, che necessita di un impegno continuo e sistematico
e di una competenza non indifferente.
La situazione in cui noi versiamo necessita dell'impegno continuo
da parte degli assessori nel tentare di risolvere i tanti problemi
che affliggono l'Isola, il territorio.
Se ci trovassimo dinanzi ad una materia completamente diversa, nel
diritto privato ad esempio, esiste la cosiddetta culpa in eligendo.
Signor Presidente, ripeto, non avendo intenzione di fare alcuna
polemica, mi fa piacere che si sia ricreduto in funzione del fatto
che ha toccato con mano, forse, che la scelta che aveva fatto in
modo del tutto autonomo si è rivelata del tutto sbagliata.
Sbagliata per quanto riguarda Battiato e la figura che ha fatto
fare alla Sicilia e a lei stesso; per quanto riguarda il professore
Zichichi - mi consenta - un grande scienziato, ma per ciò che
concerne l'amministrazione di cosa pubblica, lei che ha fatto il
sindaco sa che è cosa ben diversa. E così come chi mi ha preceduto,
non mi esprimo nei confronti dei nuovi assessori, confido che abbia
valutato bene le competenze delle due figure. Aspetto anch'io di
vederli all'opera e sottolineo che la Sicilia è in attesa che
qualcosa possa effettivamente muoversi.
Poco fa ho ascoltato il suo intervento, signor Presidente della
Regione, e condivido le sue affermazioni. Non possiamo soffermarci
nel valutare leggi elettorali quando qualcuno si suicida perché la
situazione economica l'ha travolto, e come lui ci sono moltissimi
imprenditori, c'è tantissima gente. Dobbiamo comprenderlo e
dobbiamo forse evitare di fare chiacchiere e cercare di fare molto
di più di quanto facciamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, questa sera devo rivolgere al
Presidente della Regione un apprezzamento per la nomina che ha
fatto dei due assessori, sia per l'assessore Sgarlata che per
l'assessore Stancheris.
Nel dire questo esprimo anche l'altro apprezzamento per avere
revocato due insigni e illustri professionisti, ma che niente
avevano a che fare con la politica.
Io sono un sindaco e mi vanto di essere sindaco prima di essere un
deputato, e ritengo che un assessore deve avere competenza,
professionalità e capacità di ascolto indipendentemente dalle
appartenenze politiche. Ho avuto difficoltà di interlocuzione col
maestro Battiato, che è un grandissimo artista, che apprezzo, ma
che non aveva completamente la competenza per ascoltare, per
affrontare e per capire i disagi e i problemi che provengono dal
territorio.
Allo stesso modo troppo distante era l'assessore Zichichi.
Io, invece, auspico e rivolgo veramente un augurio alle due
assessore, anche perché stasera c'è una Giunta al femminile,
parliamo di voto di genere, quindi questo mi fa allargare il cuore
perché fra donne ci si capisce meglio.
Io che ne sono il sindaco e che ho un'idea dello sviluppo del
territorio, ho detto l'altro giorno che il Comune di Rocca di
Caprileone è il comune capofila di un progetto di ospitalità
diffusa e ritengo che all'Assessorato delle Risorse agricole
abbiamo un ottimo assessore, ma perché è una persona che ha fatto
gavetta, è stato un funzionario, un direttore generale che conosce
e sa bene quali sono i problemi dell'agricoltura. Ecco, si deve
creare un connubio, il turismo non può essere un'attrazione se non
ci sono infrastrutture, un territorio non si può sviluppare se non
c'è sinergia fra i beni culturali e quindi tutte le opere
architettoniche e artistiche e quindi la fruizione dei parchi.
Allora io auspico e darò una copia di questo progetto sia a lei,
Presidente Crocetta, che agli Assessori, perché si possa aprire un
tavolo di confronto, di concertazione con i territori e ancora una
volta faccio appello al Governo affinché la programmazione non sia
più una programmazione che provenga dall'alto, affinché i bandi non
siano più emanazione esclusiva dell'Assessorato della
programmazione, ma soprattutto che, come sanno bene l'assessore
Stancheris e l'assessore Cartabellotta, quando parliamo di fondi
europei e del loro corretto impiego, che i fondi europei vengano
effettivamente destinati ai territori, ma che siano i territori a
programmare.
Auspico che la Regione cambi direzione e che il vento della
programmazione possa cambiare a favore dello sviluppo e del
rilancio dei singoli territori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, Presidente della Regione, signori
assessori, onorevoli colleghi, do anch'io il benvenuto alla
dottoressa Stancheris e all'assessore per i beni culturali,
dottoressa Sgarlata, augurando un buon lavoro sinceramente
nell'interesse della Sicilia aldilà delle appartenenze politiche. E
credo che tra poco, Presidente, lei dovrà ricorrere alle quote
azzurre, perché sta lasciando in minoranza gli assessori maschi
della sua Giunta.
Presidente, lei ormai mi conosce e mi conosce da molti anni, sa
che io sono abituato a dire quello che penso, non le mando a dire
con nessuno né mi nascondo dietro qualcosa. E credo che sia un modo
per apprezzarci reciprocamente. Io stimo moltissimo lei e il lavoro
che fa, non lo condivido per molte cose, ma so che lo fa
nell'interesse della Sicilia e so che fa quello in cui crede.
Ma proprio per questo devo dirle che lei ha fatto perdere sei mesi
al turismo e ai beni culturali siciliani, perché è una persona
estremamente intelligente e sa quanto lontano vada la maggior parte
dei politici. Lei sapeva benissimo, Presidente Crocetta che né
l'artista Battiato né il professore Zichichi avrebbero potuto fare
quello che un assessore deve fare: essere presente in Assessorato,
programmare lo sviluppo turistico e dei beni culturali della
Sicilia, garantire la presenza alla Regione nelle mostre e nelle
fiere internazionali, promuovere il turismo e quindi la Sicilia,
valorizzare e rilanciare i beni culturali. Lei sapeva bene, quando
li ha nominati che né l'uno, per i suoi grandi impegni artistici -
quelli li ha sempre rispettati in danno delle cose della Sicilia -
né il professore Zichichi, che vive nell'iperuranio del mondo, non
ha mai compreso come si fa l'assessore per i Beni culturali in
Sicilia. Sa, gli scienziati sono gente strana, che ha del mondo una
visione totalmente diversa dagli essere umani, e quindi ha
penalizzato, a modo suo, la Sicilia e lei ha agito in concorso con
dolo per avere penalizzato la Sicilia.
Però, le voglio dire che come nostro Presidente, non mio come
parte politica, ma come siciliano, ha creato un danno enorme in
questi sei mesi, e credo che gli assessori nominati avranno molto
da fare per recuperare il tempo perduto, come dicevo poco fa
all'amico assessore Cartabellotta a proposito della nostra assenza
alla BIT di Milano.
Qualcuno dice che non serve il padiglione della Sicilia; lo so che
se ci vai magari non ti vedono, però ci sei, e se non ci vai ti
cercano e dicono che la Sicilia non c'è, e noi abbiamo perduto
un'occasione per i nostri operatori turistici, per gli albergatori,
per la promozione dei nostri monumenti e devo dire, signor
Presidente, che certe volte i calcoli politici o la voglia di
essere presente a tutti i costi, spesso anche direttamente
all'interno degli assessorati non paga.
Lei come me ha fatto il sindaco, lo ha fatto bene nella sua Gela,
come credo di averlo fatto io nella mia Monreale, e sappiamo che
noi sindaci abbiamo la voglia di capire personalmente tutto quello
che succede nella nostra città o nella macchina amministrativa. Ma
il Governo di una Regione è cosa ben diversa, noi siamo un piccolo
Stato, noi rappresentiamo cinque milioni di siciliani e abbiamo la
responsabilità della Sicilia davanti a tutto il mondo; e noi
abbiamo condannato la Sicilia all'isolamento culturale,
all'isolamento turistico e alla non promozione dei beni culturali.
Io immagino che se avessimo avuto due assessori, come so e
immagino saranno presenti quelli che lei ha appena nominato, se
fossero stati presenti ogni giorno in Assessorato con i funzionari
a programmare, a difendere i fondi comunitari, ad essere presenti
nei grandi appuntamenti, a valorizzare i nostri monumenti,
probabilmente avremmo avuto sei mesi di ricchezza, di presenza, di
competizione, di valorizzazione, di contrasto con chi vuole
toglierci i turisti.
Non l'abbiamo fatto questo e lei sapeva bene, anche perché in
Parlamento lo ha detto lei stesso a proposito del professore
Zichichi, e il Parlamento aveva dato un suggerimento.
Avrà poi letto le mie interrogazioni, decine, dove noi abbiamo
avuto il sentore che due grandi personalità, un artista e uno
scienziato, non si sposavano con gli interessi dei siciliani: uno
inseguiva la propria carriera artistica e il proprio guadagno,
l'altro inseguiva il sogno di scoprire l'ultima particella del
mondo. Io credo che questo debba servire da lezione, prima a lei e
poi a tutti noi.
Chi deve amministrare in un Governo deve essere una persona come
noi, che ama questa Terra, che non ha altri interessi, che non
sposa altri obiettivi, ma che lavora per la Sicilia e per i
siciliani.
Poi sarà la storia, prima o dopo, la politica ogni giorno, a
prescindere delle parti o dei partiti, a valutare quello che
facciamo ogni giorno, perché poi il giudice del politico è il
popolo, il cittadino.
Io mi auguro, Presidente Crocetta, che è uomo di grande
esperienza, che questo le serva di esperienza, lo ripeto per
rafforzare, perché si mettano da parte egoismi e calcoli politici e
si pensi a questa splendida Regione che amministriamo, la Sicilia.
Auguri ancora agli assessori, ai quali sicuramente non mancheranno
né le mie interrogazioni e neppure la mia presenza negli
assessorati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, il Gruppo parlamentare Democratici Riformisti si
congratula con i due assessori neo nominati e augura loro buon
lavoro e ringrazia lei per la scelta qualitativa delle persone, che
sicuramente sono già apprezzate nello scenario regionale, in
particolare la dottoressa Stancheris, che già collabora con lei da
parecchio tempo, che ha dato già motivo a tutti i parlamentari, di
maggioranza e di opposizione, di far vedere la propria
professionalità e quindi riteniamo che sarà in grado di manifestare
la propria professionalità anche nell'oneroso compito di cui oggi
lei le l'ha investita.
Certamente, però, il nostro Gruppo parlamentare intende essere al
suo fianco nella rivoluzione crocettiana fattivamente ed
attivamente, noi vogliamo essere attivamente coinvolti in tutti
quei meccanismi politici essenziali per i quali ci è stato dato
mandato dal nostro elettorato.
Noi siamo coerenti, non rivendichiamo poltrone, non abbiamo
nessuna rivendicazione personale da fare, vogliamo soltanto una
partecipata democrazia parlamentare ed extra parlamentare. Non
vogliamo che lei pensi che l'opposizione possa sostituire forze di
maggioranza coerenti e leali che le dimostreranno sempre, in ogni
occasione, la propria lealtà e la propria adesione ad un progetto
politico che hanno sposato, pur venendo da provenienze diverse in
cui credono e in cui vogliono essere integrati toto corde. Questo
noi chiediamo, questo noi vogliamo, questo rivendichiamo come
Gruppo parlamentare e come singoli deputati. Grazie, Presidente, e
buon lavoro.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Oscar Wilde diceva la persona intelligente fugge dalla
politica per crisi di rigetto , in qualche modo nella storia dei
coinvolgimenti delle personalità artistiche, creative, non c'è
stata una grande fortuna. Devo dire che anche Leonardo Sciascia non
è che sia rimasto alla storia per avere tracciato un solco profondo
nella vita politica italiana; però, vorrei suggerire a questo
Parlamento di non calcare troppo la mano, anche perché Zichichi per
un verso e Battiato per un altro, di tutto avevano bisogno, ma non
avevano certamente bisogno di quel ruolo per essere delle
personalità prestigiose, di livello internazionale. E questo merito
non glielo toglie nessuno, anzi suggerirei di non abusare perché
rischieremmo di fare la parte dello zero che gira attorno per
trovare uno che si mette davanti e da zero diventiamo dieci.
Detto questo, oggettivamente, l'esperienza non è andata a buon
fine, ma io direi che noi non ci dobbiamo stancare di cooptare alla
politica personalità di rilevo che comunque, in una certa fase,
hanno contribuito a quello che probabilmente era uno degli
obiettivi del Presidente della Regione, dare il segnale che in
Sicilia si cambiava, dare il segnale che in Sicilia si
coinvolgevano personalità di assoluto livello e prestigio, e per
questo dobbiamo avere senso di gratitudine nei confronti di queste
personalità che non avevano bisogno di diventare assessori
regionali per essere Antonio Zichichi e il maestro Franco Battiato.
Ciò nonostante la vita va avanti, la vita in generale, la vita
tout court, ma anche la vita politica e quindi io auguro ai neo
assessori - e voglio utilizzare il termine al maschile perché una
mia cara amica, Maria Luisa Spaziani, una volta fu chiamata la più
grande poetessa italiana, ma lei li corresse dicendo prego, il
grande poeta , come se il femminile volesse essere una diminutio
capitis - di poter contribuire ai processi innovativi iniziati con
il Governo Crocetta, in cui tutti ci sentiamo parte attiva ed anche
entusiasta, e staremo al vostro fianco facendo quello che deve fare
chi condivide un bel percorso, cercando di darvi il nostro
contributo per fare la migliore delle figure possibili per una
Regione come quella siciliana in cui, come diceva il mio amico e
concittadino Gesualdo Bufalino in Sicilia un uomo può morire ogni
giorno trovando un sapore, un colore, un momento, un tramonto, un
ambiente, un bene culturale, un bene gastronomico e ti passa la
vita e tu muori e non l'hai esaurita tutta . Con questa citazione
di questo mio vecchio e compianto amico io personalmente, e il
Gruppo del Partito Democratico vi augurano buon lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Pasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, signori assessori, io penso che il
Parlamento non può non ringraziare gli assessori uscenti,
l'assessore Battiato e l'assessore Zichichi, perché uomini che
hanno comunque svolto un ruolo per questa Sicilia e uomini - mi
pare che Battiato lo abbia fatto anche a titolo gratuito - che
hanno fatto la loro parte.
A loro va sicuramente un ringraziamento da parte di tutti noi;
poi, come capita nelle migliori famiglie, può esserci sempre un
problema o una divergenza e lì il capofamiglia si trova a fare
delle scelte, e le scelte vanno fatte con determinazione al momento
giusto.
Questo è quello che ha fatto il Presidente della Regione, e noi
riteniamo che sia stato tempestivo, che sia stato capace, che abbia
trovato soluzioni adeguate e idonee a questo ruolo, mi permetta di
dirlo, Presidente, da uomo che appartiene alla categoria dei
politici. Noi politici, che abbiamo fatto tanti sacrifici per
diventare politici, che lo siamo diventati grazie anche al consenso
popolare, potremmo dire che laddove fallisce il tecnico, la
politica riacquista un primato.
Purtroppo, però, sono costretto ad essere smentito dai fatti di
questa sua bella squadra di Governo che fino ad oggi ha dimostrato
capacità e qualità. Grazie e buon lavoro a tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
Crocetta ha vinto le elezioni ed è giusto che proceda alle nomine
del suo Governo. Egli ha inteso, nelle sue scelte, espropriare il
diritto di diversi parlamentari della sua maggioranza di essere
componenti del suo Governo, indicando una serie di tecnici che lo
affiancano in questa esperienza, certamente importante per lui, ma
non solo, per tutti i siciliani. E credo che stasera avrebbe dovuto
avere l'onestà intellettuale di dire, a proposito delle
comunicazioni rese all'Assemblea, di essersi fortemente sbagliato
ad avere indicato due professionisti, stimati per la loro attività
ma non certo per l'esperienza amministrativa condotta in passato,
che possiamo ricordare.
Il primo, l'assessore Battiato, per avere fatto due dichiarazioni
importanti: la prima, che non aveva trovato in Assessorato alcuna
risorsa e che l'Assessorato era stato derubato; la seconda, a
proposito delle parlamentari che sono presenti nel Parlamento
nazionale, e su cui non è il caso qui di dilungarci. L'altro
assessore, un uomo di scienza importante, che è apparso in questa
Aula una volta sola, ma poi non si é avuta notizia della sua
presenza nel sistema di governo della Regione siciliana.
E ricordiamo sia lui che l'altro assessore per non avere mai dato
i numeri di telefono ai propri uffici e, quindi, al Parlamento e a
tutti coloro i quali dovevano relazionarsi con loro, proprio a
tenere una sorta di distanza rispetto al Parlamento, quasi a volere
rappresentare un'attività che erano pronti a svolgere e che
avrebbero svolto ogni giorno nell'interesse della Sicilia e dei
siciliani.
Non credo che ci sia stata alcuna attività da parte di questi
soggetti. E se stasera il Presidente della Regione avesse proprio
specificato il suo errore nell'avere indicato queste due persone,
credo che avrebbe fatto una cosa onesta nei confronti del
Parlamento, nei confronti della politica e nei confronti dei
siciliani, perché si può anche sbagliare, si può anche commettere
un errore, si può anche indicare una persona che si ritiene essere
in grado di garantire quanto meno una produttività nell'azione di
Governo e poi sbagliarsi e recitare il mea culpa in un Parlamento
per dire sono costretto a fare una sostituzione . Infatti, non c'è
ombra di dubbio sul fatto che il Presidente della Regione ha colto
al volo un'opportunità che gli è stata lanciata per caso dai mezzi
di comunicazione, a proposito dell'assessore Battiato, quasi una
sorta di ciambella di salvataggio, e non gli è sembrato nemmeno
tanto vero procedere alla loro sostituzione perché era l'occasione
propizia per rimuoverli dal loro ruolo, per incapacità di svolgere
l'attività di assessori regionali, e procedere alla loro
sostituzione.
Mi auguro che i sostituti siano all'altezza del compito, perché
non c'è ombra di dubbio che per la Sicilia il turismo e i beni
culturali rappresentano un importante tassello di quello che deve
essere il progetto di sviluppo. Un progetto di sviluppo di questa
Terra non può prescindere dal rispetto del territorio e
dell'ambiente, dalla valorizzazione dei beni culturali insita in un
processo di valorizzazione del turismo, l'unica risorsa reale a mio
avviso che questa Regione debba avere.
Lei ha proceduto ad indicare due persone: questi due assessori
che, certo, lei ha scelto in virtù di una conoscenza personale, di
una valutazione personale, non solo dei curricula ma pure
dell'esperienza che hanno maturato. Mi auguro che siano all'altezza
del compito al quale sono state chiamate, perché non sono state
chiamate a fare i suoi collaboratori sul piano personale, ma a
svolgere un ruolo di governo, un ruolo di guida di questa Regione,
un ruolo di guida per tutti gli operatori del turismo siciliani.
Proprio l'altro giorno, abbiamo avuto notizia di un imprenditore
del settore turistico delle Eolie che si è suicidato proprio
perché, in presenza di una grave crisi che in questo momento
attraversa il turismo siciliano, abbiamo avuto in questa Regione un
uomo di governo, come l'assessore Battiato, che è stato assente per
quattro mesi in questa Assemblea; stessa cosa ha fatto l'assessore
Zichichi. Io mi auguro che i due assessori che li sostituiscono
siano all'altezza del compito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, come Gruppo politico dell'UDC abbiamo
abbracciato sin da subito la candidatura del Presidente Crocetta
perché pensavamo che il momento storico-politico che viveva la
Sicilia dovesse per forza di cose passare attraverso un
cambiamento. E per cambiamento intendo dire che la Sicilia si deve
presentare, per forza di cose, con un volto nuovo, con una immagine
diversa fatta di gente laboriosa, di gente onesta, e Crocetta, col
suo coraggio per tanti anni di battaglia, rappresentava e
rappresenta oggi l'uomo giusto per condurre la Sicilia verso nuovi
obiettivi. E' chiaro che dopo le belle parole che ci diremo stasera
resta comunque una Sicilia che ha grosse difficoltà di bilancio,
che ha grosse difficoltà per la crisi. L'agricoltura non va bene, e
qui dobbiamo impegnarci tutti a dare speranza al mondo agricolo, a
dare speranza alle piccole e medie imprese, agli artigiani, alle
famiglie che vivono questo momento di grande disagio sociale, alle
infrastrutture che servono, che sono importanti per un'Isola che
vuole davvero affrontare il cambiamento. Abbiamo dimostrato grande
coraggio, abbiamo discusso in quest'Aula, è stata una sofferenza
per tanti di noi che per motivi politici sono cresciuti anche
attraverso le Province.
Ebbene, è stato un segnale politico forte che la Nazione guarda
con grande attenzione.
Oggi in Sicilia non ci sono più le Province, nasceranno i consorzi
di liberi comuni; ma è stata una risposta forte, importante, che si
inserisce perfettamente nel corretto percorso del cambiamento.
La Formazione: io penso che sia sotto gli occhi di tutti che la
Formazione va rivista, va collegata al mondo del lavoro, e con
grande coraggio questo Governo sta cambiando dalle fondamenta la
formazione siciliana, perché non c'è formazione se non c'è
collegamento col mondo del lavoro. E' alle imprese che bisogna
guardare, è a loro che bisogna guardare con attenzione e ascoltarle
perché la formazione è il primo momento, è il passaggio successivo
per inserirsi nel mondo del lavoro.
La sanità. Assessore, devo dirle che lei lavora molto bene, ma la
vera scommessa è eliminare i viaggi della speranza, la vera
scommessa è eliminare le attese lunghe che, purtroppo, in Sicilia
ancora ci sono per le visite specialistiche.
Beni culturali e turismo. Io penso e spero per voi neo assessori
che parliate tanto bene insieme, perché la nostra Sicilia può
crescere e deve crescere nel mondo attraverso i beni culturali e il
turismo, che è un binomio, e dovete vivere in simbiosi questo
aspetto perché il cinque per cento della popolazione mondiale ha un
sogno: visitare questa Terra
Sta a noi, alla nostra intelligenza, soprattutto al vostro lavoro
far sì che questo sogno diventi realtà, perché è da qui che si
comincia per il nostro rilancio, per il vero cambiamento.
Offriamo al mondo l'idea di una Sicilia diversa perché il mondo ci
accoglie, ci attende, e i siciliani anche. Buon lavoro e in bocca
al lupo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, do
il benvenuto ai nuovi assessori in questa squadra senza alcun
pregiudizio perché noi siamo abituati a valutare il lavoro e non a
valutare la persona in quanto tale e, quindi, non conoscendone le
qualità lavorative, è ovvio che aspettiamo i primi risultati e vi
diamo perciò il benvenuto e un augurio di buon lavoro.
In questo breve intervento vorrei poter utilizzare le parole di
chi mi ha preceduto, l'onorevole Ragusa, quando diceva che il
cinque per cento delle persone vuole visitare la nostra Terra.
E' sotto gli occhi di tutti, o meglio sotto gli occhi di quei
cittadini che vivono in quella zona e che la sentono propria col
cuore e con l'anima, e parlo di Isola delle Correnti che, a
seguito di autorizzazioni rilasciate dal precedente Governo, sta
purtroppo subendo una grandissima devastazione ambientale. Con
questo mio intervento spero di carpire il vostro interesse perché
possiate immediatamente andare a verificare; anche perché le
concessioni che sono state rilasciate di ampliamento di un sito
balneare e di costruzione di un altro sito balneare sono senza il
PUDM (Piano di utilizzo del Demanio Marittimo) e siccome questo è
obbligatorio secondo la legge regionale, la 15 del 2005, articolo
4, vi chiedo cortesemente di intervenire immediatamente affinché
non facciamo di questa Terra che vuole essere visitata dal cinque
per cento della popolazione mondiale - e cito nuovamente chi mi ha
preceduto - semplicemente un posto dove si piazzano ombrelloni,
dove si cementifica e dove invece non si dà il giusto rispetto alle
cose belle che abbiamo. Se quel cinque per cento vuole venire da
noi è perché ci riconosce una fattezza dei beni artistici ed
ambientali che non ha pari, che ha un grande valore, e non sono
certo i chioschi dei bar o gli ombrelloni piazzati a fare della
nostra Terra una delle terre più belle del mondo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signori rappresentati del Governo
della Regione, onorevoli colleghi, intervengo stimolato,
sollecitato, dall'ultimo intervento, quello appena svolto dal
collega del Movimento Cinque Stelle, perché se, anziché lui, da
questo podio avesse preso la parola Beppe Grillo avrebbe detto,
così come ha detto con riferimento alla vicenda nazionale Bersani
è come Monti , che Crocetta è come i suoi predecessori .
Stasera è la serata delle interversioni logiche. E' stato detto da
questo podio che gli assessori, professore Zichichi e Maestro
Battiato, non avevano bisogno di essere nominati assessori per
aggiungere una stelletta al proprio carnet di scienziato e di
artista l'altro. E' vero Loro non avevano bisogno di essere
nominati assessori, era il Presidente Crocetta che aveva bisogno di
nominare loro assessori per mettersi una stelletta al petto Per
dimostrare al mondo intero che egli, a capo del Governo della
Regione siciliana, aveva nominato due illustri siciliani che
avrebbero contribuito a trasformare, migliorandola, questa Terra,
che avrebbero contribuito al buon governo della Regione siciliana,
che avrebbero contribuito a rinnovare la politica.
Chi quella scelta ha compiuto si è dovuto ricredere, ha dovuto
rimangiarsi la parola, ha dovuto forse attendere la prima propizia
occasione per ritornare sui propri passi e dare il benservito a
all'uno e all'altro. Che cosa rimane di questa esperienza? Che cosa
rimane in Sicilia della presenza di due illustri, uno scienziato e
l'altro artista, per quattro mesi, quattro mesi e mezzo, cinque
mesi al Governo? Non rimane nulla, rimane tabula rasa, rimane
l'errore di una impostazione di Governo che è tutta protesa
all'annuncio e alla sensazione e poco, per non dire nulla, alle
realizzazioni e alle cose concrete
Ma stasera si tenta di consumare un'altra inversione logica,
quella secondo la quale il Presidente Crocetta tiene fuori dalla
sua Giunta i partiti; questi reietti partiti, anche quelli della
sua maggioranza, che sono costretti a vedere nominati assessori
quasi chiunque, ma non gli esponenti dei partiti, dei partiti di
maggioranza.
Il mio intervento vuole anche essere a futura memoria. Vedremo,
stabiliremo, giudicheremo tra qualche tempo, tra qualche mese, se
questa impostazione sarà l'impostazione dell'intera legislatura.
Vedremo se le fibrillazioni all'interno dei partiti non avranno la
forza di convincere il Presidente Crocetta a rimaneggiare, a
rivedere la sua Giunta. Vedremo
Certo, se Crocetta per cinque anni dovesse mantenere questa
Giunta, avrebbe certamente rappresentato e rappresenterebbe una
novità. Se, invece, prima della fine della legislatura, nel corso
dei prossimi mesi, forse nel corso del prossimo anno, tutta questa
impalcatura che serve soltanto per i giornali, che serve soltanto
per la stampa, quella video e quella scritta, dovesse essere
riveduta e corretta, i siciliani avranno compreso e comprenderanno
come si sarà trattato, ancora una volta e soltanto, di fumo negli
occhi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
voluto prendere la parola per segnalare il mio grado di
soddisfazione nel vedere questa sera negli scranni del Governo una
rappresentanza istituzionale di livello e una rappresentanza
istituzionale formata da una maggioranza femminile. Non si tratta
di un dato scontato, non si tratta di un dato usuale, tanto meno in
una Regione come la nostra dove la presenza femminile è ancora
residuale e minoritaria. E, dunque, vanno salutate positivamente le
nuove indicazioni che sono state conferite alla dottoressa
Mariarita Sgarlata e alla dottoressa Stancheris. Vanno salutate
positivamente, in particolare queste due ultime, perché si tratta
di settori strategici per la nostra Isola; si tratta di due settori
che è vero sono stati in standby negli ultimi mesi, ma che hanno
bisogno particolarmente di andare in sinergia.
Immaginare il Turismo come una gestione separata dai Beni
culturali e, viceversa, i Beni culturali da una gestione separata
dal Turismo, è una libertà che non possiamo consentirci. Quindi, mi
auguro che le due nuove assessore - mi piace chiamarle al
femminile, e questo non è diminutio, ma nel mio cuore è un grande
posto - ebbene, penso che le due assessore questo debbano fare:
andare in concordia per affrontare questioni che sono in cantiere
da troppo tempo.
In particolare, credo che la cultura sia particolarmente
sofferente in questo momento in Sicilia; provengono da varie parti
segnali che dicono di musei a rischio di chiusura, biblioteche a
rischio di chiusura che vanno avanti per il volontariato di persone
dedite a quel mestiere, a quella professione, a quell'amore. Vi è
una cultura profondamente in difficoltà per le questioni che
attengono alle associazioni che si occupano di musica e che tanti
fermenti positivi portano nel territorio siciliano, come anche
tutte le associazioni che si occupano di teatro e, quindi, anche
loro sono animatori positivi del nostro territorio. Accenno a
questo per non prolungare ulteriormente il mio intervento, ma credo
che il tema della cultura, dello spettacolo, debba essere messo al
centro della riflessione del Governo. Questa è una terra che ha
bisogno di eventi per attrarre turismo e questi eventi devono
essere ben costruiti e ben modulati perché abbiano la capacità di
attrattiva che, altrimenti, avremmo difficoltà ad esercitare nella
competizione internazionale che c'è intorno a noi.
Auguro, dunque, alle due assessore un buon lavoro.
Auguro loro di avere l'energia necessaria, a tenersi in contatto
con il territorio, a fare della rete dei sindaci, degli
amministratori locali, degli stessi deputati i loro punti di
riferimento in modo da alimentare in Sicilia, una Sicilia in
difficoltà, una Sicilia sofferente, la speranza che davvero il
Governo Crocetta, questo Governo della rivoluzione e della dignità,
risponda alle loro aspettative.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, io credo che bisogna passare alla
Giunta di genere, perché troppe donne ora Io non mi soffermerò
alla scelta delle quote di genere o delle donne, auguro loro buon
lavoro perché questa Regione ne ha bisogno, mi soffermerò soltanto
a sollecitare quello che questa Giunta si è ripromessa dal primo
giorno dell'insediamento: il rispetto della legalità, e quindi
invito l'assessore per la salute a far applicare l'articolo 6 della
legge 5; invito il nuovo assessore per i beni culturali a fare in
modo che la gara d'appalto, fatta un anno fa e che è stata vinta da
una società di fuori, possa essere completata e quindi garantire ai
lavoratori di Novamusa il ritorno al lavoro, cosa che ora non
avviene. Aspettiamo da otto mesi che si dia senso alle cose che la
legge ci impone.
Mi auguro che lei possa garantire ai lavoratori di Siracusa e di
tutta la Sicilia la possibilità di lavorare, così come prevede la
legge.
Mi auguro che l'assessore per il turismo possa finalmente porre
mano ai debiti che sono stati contratti dalla Giunta precedente e
quindi garantire ai lavoratori di avere quanto di loro spettanza.
Mi auguro che l'assessore per i lavori pubblici possa porre
rimedio a tre anni di illegalità che il suo predecessore ha portato
avanti quando non ha nominato, come prescrive la legge, il
presidente dell'Istituto autonomo case popolari di Siracusa, e
chissà quante altre porcherie che sono state fatte. Mi auguro che
l'assessore completi finalmente questo iter.
Questo è l'augurio che mi faccio in un tempo in cui, purtroppo,
caro assessore, la Comunità europea ci prende in giro: da un lato,
ci mette nell'Obiettivo 1 - siamo, quindi, riconosciuti come
Regione che deve avere l'attenzione economica della Comunità
europea -, dall'altro, ci mette il patto di stabilità e ci
impedisce di spendere le risorse che vengono date con l'Obiettivo
1.
Ci revoca, quindi, le risorse che ci vengono fornite e poi ci
insulta dicendo che non siamo in grado di spendere le risorse che
ci danno.
Dunque, un invito alla Giunta di andare a colloquiare col Governo
nazionale, quando questo avverrà, per presentarsi alla Comunità
europea e porre rimedio alla nefandezza di questo atteggiamento che
ha, dato che, mentre da un lato ci impegna in tutto, dall'altro
lato ci leva tutto, anche quello che gli diamo come Governo
nazionale per contribuire alla spesa della Comunità europea. Quello
che mi auguro non è conoscere tecnicamente, io sono contrario ai
governi tecnici, non perché l'abbia con qualcuno in particolare ma
sono convinto che la politica ha il primato.
I tecnici possono essere utilizzati con la legge 10, che ci
consente di utilizzare la trasparenza e quant'altro, come
consulenza quando necessita; ma la politica non può continuare a
derogare a quello che è il suo motivo di esistere.
Il Governo Monti, per esempio, ha distrutto l'economia italiana e
per il quale non ho votato un solo atto, specificando e motivando
il perché del non voto; il Governo Monti, pur essendo composto da
tecnici, non ha voluto ascoltare le ragioni per consentire il
rilancio economico e occupazionale di questo Paese. I tecnici,
assessore per l'economia, hanno interesse a far quadrare i numeri
senza guardare a come farli quadrare. E' giusto Ma non è giusto
usare la sciabola, è meglio usare il bisturi per vedere dove e cosa
tagliare e questo è un rapporto che il politico deve fare.
L'augurio che mi faccio - lo faccio a voi, lo faccio a me stesso e
ai siciliani - è che questa ventata di gioventù, di donne e di
entusiasmo possa produrre l'effetto che questa Regione vuole, cioè
la garanzia di un rilancio economico. Altrimenti il Governatore
Crocetta sa che la rivoluzione non è soltanto il nome di un partito
che lui conosce ma, purtroppo, può diventare un fatto grave per
questa Regione. Buon lavoro
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, dopo l'intervento dell'onorevole
Gianni avrei potuto non parlare, ma anch'io desidero associarmi ad
alcune richieste che sono state formulate al Governo.
Innanzitutto, gli auguri ai due assessori affinché il loro lavoro
sia fruttuoso e ricco di risultati importanti per la Sicilia.
Conosco l'assessore Sgarlata, so quali sono le sue capacità, le
competenze, le conoscenze. So che è una docente universitaria
brillante e che, quindi, nella nuova attività che verrà a svolgere
metterà, come sempre, la sua passione al servizio dei siciliani.
Conosco, solo per averla incontrata qualche volta, l'assessore
Stancheris, e a tutte e due comunque vanno sicuramente i miei
auguri. Però alcune cose volevo sollecitare all'assessore Sgarlata.
L'onorevole Gianni, giustamente, ha introdotto il problema
relativo ai lavoratori di Novamusa; ma qui, più che di loro, credo
che vada affrontato interamente il ragionamento sulla fruizione dei
nostri beni culturali. Lo scorso mese, tanti turisti sono venuti
nella città di Siracusa e non sono riusciti ad entrare al Castello
Maniace, che è uno dei monumenti federiciani più importanti al
mondo.
E' insopportabile, assessore, che la gente venga nella nostra
città e non possa visitare i nostri monumenti. Noi diciamo che
tutto il mondo invidia i monumenti della Sicilia. Goethe aveva
detto che senza la Sicilia non si comprendeva l'Italia, e poi
venendo a visitare la città di Siracusa disse che se non si conosce
la città di Siracusa non si conosce il mondo.
Però, assessore, noi non possiamo impedire alle migliaia di
visitatori che vengono nella nostra città di poter visitare i
monumenti. Veda, il personale che il suo predecessore ha utilizzato
in questi mesi per sostituire i lavoratori di Novamusa, così come
dell'altra cooperativa che operava ad Agrigento, è gente che vuole
lavorare ma non ha specifiche competenze, non conosce le lingue,
non possiamo assolutamente pensare che, all'ingresso dei nostri
monumenti, il front office con i turisti provenienti da tutto il
mondo sia costituito da persone che riescono appena a parlare in
italiano.
Questo non è assolutamente consentito.
Pertanto le chiedo, assessore, di attivarsi immediatamente; per la
gara credo che ci vorrà molto più tempo, ma si potranno sempre
utilizzare questi lavoratori con formule momentanee, anche di
collaborazione, e si riapriranno immediatamente le biglietterie
che, allo stato, sono chiuse.
In particolare, poi, volevo rappresentarle la situazione davvero
drammatica che si vive al Teatro Greco di Siracusa, dove
inopinatamente è stata spostata la biglietteria, nonostante il
Comune di Siracusa abbia dato dei locali idonei per poter aprire
nuovamente la biglietteria. In più, le dico che il suo dirigente,
il dottore Geraci, ha emanato due provvedimenti, coi quali ha
ordinato alla Sovrintendenza della zona archeologica del Teatro
Greco di trasferire la biglietteria accanto a coloro i quali
vendono souvenir; cosa che non è stata ancora fatta. Di
conseguenza, lei sa che sabato abbiamo avuto un doppio sciopero: da
una parte, i lavoratori di Novamusa, che hanno occupato la strada
rendendo quasi impossibile la circolazione a Siracusa e l'ingresso
al Teatro Greco, e dall'altra i lavoratori che sono stati
trasferiti qualche anno fa su richiesta della Sovrintendenza ma che
non sono nella condizione di potersi rapportare con i turisti che
vengono a Siracusa.
Non chiedo perché io sono siracusano e lei è siracusana di
risolvere immediatamente questo problema. Lo chiedo solo ed
esclusivamente perché é una situazione così abnorme, é una
situazione così sciocca, nemmeno Kafka avrebbe mai immaginato una
situazione di questa natura.
Di conseguenza, assessore, la invito - anche perché c'è il
dirigente generale che conosce questa vicenda - a fare in modo che
entro questa settimana almeno uno dei due problemi, uno sicuramente
di stupidità amministrativa e l'altro di assoluto menefreghismo,
venga risolto.
Non si può perdere un anno di tempo per fare una gara, non si può
perdere un anno di tempo per scoprire che c'è qualcuno che stava
frodando e stava rubando i soldi della Regione. Di una cosa del
genere se ne accorge immediatamente, al primo mese, al secondo
mese, al terzo mese, che non entrano 19 milioni di euro, o comunque
un terzo di 19 milioni di euro; chiunque altro se ne sarebbe
accorto e avrebbe posto fine a questo furto legalizzato dei
funzionari della Regione a danno della Regione stessa. Per cui,
ripeto, questo glielo chiedo e glielo chiederò tutte le volte che
verrò in Aula.
All'assessore Borsellino vorrei chiedere se entro questa settimana
possa firmare un provvedimento di giustizia che riguarda le
province di Siracusa e di Agrigento, le uniche due province al
mondo che non hanno la radioterapia, le uniche due province al
mondo in cui i nostri malati, e non c'è famiglia a Siracusa che non
ha almeno un malato, sono costretti ad emigrare da Ragusa a Catania
con costi esorbitanti. C'è la gara, abbiamo trovato, grazie a lei,
le somme necessarie; quindi la invio a firmare il decreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendo alcun altro deputato
iscritto a parlare, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
giovedì 4 aprile 2013, alle ore 16,00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.05, è ripresa alle ore
16.50 di giovedì 4 aprile 2013)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di
rappresentanza
e doppia preferenza di genere. Modifiche di norme in materia di
soglia di sbarramento per l'elezione dei consigli comunali e di
rimborsi dei permessi retribuiti degli amministratori locali». (5-
55-66-67 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di
rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche di norme
in materia di soglia di sbarramento per l'elezione dei consigli
comunali e di rimborsi dei permessi retribuiti degli
amministratori locali». (5-55-66-67 bis/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto nel banco
alla medesima assegnato.
Se il presidente della Commissione lo desidera, può prendere la
parola, in mancanza del relatore, onorevole Anselmo.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione, onorevole
Forzese.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è chiaro che avrei voluto fare una splendida
relazione ma, dal momento in cui mi sento più che altro non tenuto
in considerazione per come sono stati condotti i lavori d'Aula, in
primis perché ieri, dopo la sospensione, non sono stato invitato a
partecipare ai lavori della Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari - a dire il vero, non so nemmeno come sia finita
perché stavo parlando col collega Picciolo e lei, giustamente, ha
ritenuto opportuno dare il via ai lavori - e, in secondo luogo,
anche perché so che ha chiamato qualche capogruppo e non sono stato
nemmeno aggiornato, mi chiedo se, per un momento, in entrambi i
ruoli, lei, da Presidente dell'Assemblea, ed io, da presidente
della Commissione Affari Istituzionali, potessimo mettere da parte
qualche rancore.
Ho l'impressione che lei, in questa occasione, così come la volta
scorsa, per ciò che riguarda l'abrogazione delle province, non
abbia usato quel rispetto che più volte rivendica per quel che
concerne l'attività d'Aula, e mi riferisco al primo punto, in
quanto la Commissione, la volta scorsa, non è stata chiamata
nemmeno dopo che lei ha ritenuto opportuno dare il via ai lavori su
ciò che riguardasse gli emendamenti e i subemendamenti.
Al di là del ruolo svolto in Commissione perché si potessero
esaminare i subemendamenti, ieri ho tentato di dare all'Aula
qualche ulteriore delucidazione, ma non mi è stato concesso di
intervenire sull'ordine dei lavori. E, così come lei,
brillantemente, più volte ha ribadito che l'Aula è sovrana e che
lei, responsabilmente, sa svolgere il proprio ruolo, io volevo
semplicemente dire che ritengo importante che, così come deciso,
non nella seduta di ieri ma in quella di circa sette o otto giorni
fa, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, laddove
il suo riferimento regionale e il mio riferimento parteciparono e
in cui era stato deciso che il disegno di legge sulla preferenza di
genere doveva essere trattato o, quantomeno, dovevo assumere un
impegno in tal senso, in presenza pure del suo presidente di Gruppo
parlamentare, l'amico Leanza, perché la Commissione si riunisse
giovedì, il giorno prima, per ciò che riguardava l'abrogazione
delle province, apprendemmo che l'Aula era stata rinviata all'8
aprile.
Non volevo mettere in discussione nulla, semplicemente dire che
mi era stato chiesto di convocare la Commissione che, così come ha
sempre fatto, sempre in quella seduta non solo ha espresso il
parere sui documenti finanziari, ma ha dato pure il via al disegno
di legge sulla cosiddetta preferenza di genere , in presenza di
tutte le forze politiche,
Ritengo che mai come oggi il Governo Crocetta possa, quanto meno
ancora una volta, mettere in evidenza una vera e propria
rivoluzione. Ritengo importante che la preferenza di genere venga
quanto meno tenuta in considerazione in una Regione come la
Sicilia, laddove ha già dimostrato su temi diversi, importanti, di
fare responsabilmente, richiamando tutte le forze politiche sia di
minoranza sia di maggioranza, qualcosa di serio. Non a caso, lo
stesso Presidente Crocetta, ieri, ha dato le deleghe ad una
presenza prettamente legata anche alla preferenza di genere .
Quest'oggi, nella speranza che tutto ciò che è successo in questi
ultimi giorni possa essere messo da parte - non vorrei che in prima
Commissione, che è, a mio avviso, tra le più importanti di questo
Parlamento, per un motivo di carattere personale, sia da parte sua
che da parte mia, possa essere esautorato un rapporto di lavoro,
cosa che sicuramente non giova a nessuno di noi -, la invito
gentilmente e metto in evidenza che se pure ho sbagliato qualcosa
l'ho fatto in buona fede, ma che oggi abbiamo l'esigenza e
l'interesse che ognuno di noi sia messo nelle condizioni di
svolgere il proprio lavoro nel rispetto del suo ruolo
istituzionale.
Mi è sembrato di capire, infatti, in una delle lettere che ho
ricevuto da parte sua, che ci fosse stata da parte delle forze
politiche una carenza nell'evidenziare l'attività della
Commissione.
Devo dire che ho sempre cercato di dare il massimo di me stesso,
coinvolgendo tutto e tutti ad una sola ed esclusiva condizione,
quella di salvaguardare e di migliorare la qualità di vita di tutti
i siciliani e, per chi rappresenta questo Parlamento, non penso che
sia democratico o comunque è poco democratico che lei, ieri, con
una prova di forza, nel momento in cui il presidente della
Commissione Affari istituzionali ha chiesto la parola sullo
svolgimento dei lavori in Aula, non gliela ha mai concessa. Sento
di dover dire che la Commissione ha predisposto un testo, che ha
già consegnato agli uffici e penso che mai come oggi, per quel che
riguarda il lavoro svolto dalla Commissione - che ieri, presenti il
Presidente Crocetta, l'assessore Valenti e tantissimi autorevoli
rappresentanti dei Gruppi parlamentari, ha esaminato una serie di
emendamenti che sono stati ritirati mentre qualche emendamento è
stato condiviso all'unanimità - sia importante, fondamentale, che
quest'oggi il Parlamento regionale approvi la legge sulla
preferenza di genere.
PRESIDENTE. Do il benvenuto all'onorevole Anselmo, relatore del
disegno di legge in discussione. Vorrei ribadire all'Aula che non
ho fino ad ora partecipato a riunioni di maggioranza né intendo
partecipare né prendo disposizioni da riunioni di maggioranza
perché io sono il Presidente dell'Assemblea. Gradirei che anche
coloro che rappresentano l'istituzione Parlamento ad ogni livello -
Consiglio di Presidenza, presidenti di Commissione - si attenessero
a questo principio. Noi non siamo vincolati a vertici di
maggioranza, lo ribadisco; io non vi ho partecipato finora e non
intendo assolutamente farlo.
Siccome non ho compreso bene se il presidente della Commissione si
sia rimesso al testo, considerata l'importanza del disegno di legge
e visto che è presente la relatrice, onorevole Alice Anselmo, mi
sembra opportuno, dopo avere dato la parola all'onorevole Cordaro
sull'ordine dei lavori, che la stessa possa illustrare
autorevolmente l'esito dei lavori della Commissione.
Presidenza del presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CORDARO: Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
intervengo brevemente perchè non ho ben compreso il senso
dell'intervento del collega Forzese. Sarà un limite mio, me ne
scuso, però mi è sembrato tutt'al più un problema privato che non
credo possa trovare albergo nel corso di una discussione di questa
natura, convinto come resto dell'importanza di questo dibattito e
della necessità dei buoni rapporti, istituzionalmente parlando, tra
il presidente della prima Commissione, che è la commissione delle
leggi, e il Presidente dell'Assemblea.
Non credo sia questa la sede opportuna, si è parlato di riunione
di maggioranza, di riunione di opposizione e, obiettivamente, ad un
certo punto mi sono confuso.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io non ho partecipato né
parteciperò a nessuna riunione di maggioranza.
CORDARO. Presidente, ho capito, e ne sono assolutamente convinto,
anche se raccolgo il grido, l'appello accorato del collega Forzese
all'unità delle istituzioni, che egli solleva con amarezza.
Detto questo, Presidente, sono venute fuori, come lei ha
sottoposto all'attenzione dell'Aula ieri sera, alcune indicazioni;
in realtà c'era la volontà, mi era sembrato d'aver compreso, di
addivenire, al di là del tema legato alla doppia preferenza di
genere, ad altri temi che potevano trovare sintesi.
Rispetto a questo, signor Presidente, io credo che la presenza del
Presidente Crocetta in Aula sia indispensabile - nulla volendo
togliere all'autorevolezza e al prestigio dell'assessore Valenti e
dell'assessore Bonafede - su un tema così importante, dove
l'indirizzo politico diventa assolutamente imprescindibile, e
quest'indirizzo politico non può che darlo il Presidente della
Regione. Credo, pertanto, e sottopongo all'attenzione di tutti, a
cominciare dai capigruppo di maggioranza, che la presenza del
Presidente Crocetta sia assolutamente necessaria se vogliamo
portare avanti una discussione che, entro la serata di oggi, ci
porti a definire il percorso legislativo.
Questa è la mia richiesta sull'ordine dei lavori: comprendere se
il Presidente arriverà, se non arriverà o se dobbiamo sospendere.
Vorrei che in tal senso la Presidenza si determinasse.
PRESIDENTE. Mi sembra pertinente quest'intervento dell'onorevole
Cordaro.
L'assessore Valenti mi comunica che il Presidente della Regione è
in volo da Roma e conta di arrivare nel più breve tempo possibile.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi non avremmo
mai voluto ascoltare le dichiarazioni di un presidente di
Commissione durante la trattazione di una legge che è stata
affrontata dalla prima Commissione e averlo ascoltato lamentarsi
del fatto che non gli è stata data la possibilità di intervenire,
che non gli è stata data la possibilità di concordare, di parlare,
di trattare adeguatamente questa legge, è certamente un fatto grave
ed è un ulteriore elemento che avvalora quanto da noi sostenuto
ieri a proposito della irritualità del percorso di questa norma.
Considerato che si può dire che le elezioni sono state già
indette, stiamo discutendo una norma che vuole modificare le regole
a partita già iniziata, e questo è irrituale anche per l'iter che
il testo ha avuto in Commissione. Ancora una volta, al di là poi
delle dichiarazioni che sono state rese in Aula sui rapporti con la
Presidenza o sulle accuse, peraltro smentite dalla Presidenza,
rispetto a partecipazioni a vertici, o comunque a vertici di
deputati che nulla hanno a che vedere con i rapporti che
interessano quest'Aula, inviterei la Presidenza, alla luce di
queste dichiarazioni, di evitare di far affrontare al Parlamento
una norma molto ma molto controversa, sulla quale peraltro si è
espresso il presidente della prima Commissione, denunciando di non
aver avuto adeguato percorso istituzionale all'interno della
Commissione stessa e nei passaggi tra Aula e Commissione.
Pertanto, signor Presidente, ancora una volta la invito ad evitare
di insistere nell'esame di una legge che, per molti aspetti, come
dimostreremo quando parleremo nella discussione generale e sui
singoli emendamenti, è una legge liberticida, è una legge che
interviene a partita già iniziata.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la sua posizione era già ben nota,
ne prendiamo atto. Lei ha più volte manifestato il desiderio del
rinvio della discussione. Però, sulla necessità del rinvio in
Commissione della legge, deve dare atto a questa Assemblea che
abbiamo riaperto i termini, perché eravamo in sessione di bilancio,
considerato che si è andati avanti con i lavori in Commissione, per
dare la possibilità a tutti i parlamentari di presentare
emendamenti.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi non scenderò oggi
nel merito della discussione che il presidente Forzese ha voluto
testé porre sul tappeto circa le questioni di maggioranza.
Però pongo un problema sull'ordine dei lavori. Questa sera abbiamo
in Aula un testo che ha avuto un primo esame da parte della
Commissione, lo abbiamo apprezzato, la Commissione ha dato il
parere sul testo che poi è arrivato in Aula; ma ieri, a seguito di
un'ulteriore Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari,
quel testo l'abbiamo rimandato in Commissione perché venissero
apprezzati degli emendamenti, con un parere preventivo.
Intanto, ritengo necessaria la presenza del presidente Forzese, ma
non lo vedo, e comunque vorrei capire quali sono i lavori che
dovremo svolgere questa sera, nel senso che abbiamo un testo e su
quel testo discutiamo? Ieri in Conferenza - come ha detto anche in
maniera egregia il capogruppo del PID - Cantiere popolare,
onorevole Cordaro - si è fatta una sostanziale apertura su alcuni
temi da parte del Governo. Ad esempio, uno per tutti, il Movimento
Cinque Stelle ha ribadito la necessità di creare un filtro ad
eventuali degenerazioni che il presidente Formica ha paventato,
come il rischio di voto controllato, quindi ad esempio il seggio
unico. Al contempo, qualcuno ha detto che cambiare le regole del
gioco durante la partita o, io direi, a partita ancora non
iniziata, chiaramente è comunque qualcosa che va soppesata. Ma al
contempo, qua dovremmo metterci d'accordo.
Allora stasera io non so se l'assessore Valenti, prima di
iniziare, vorrà relazionare, o se dobbiamo aspettare il Presidente
Crocetta, per capire come il Parlamento deve muoversi.
Dobbiamo muoverci su quel testo? Gli emendamenti che abbiamo
apprezzato sono emendamenti che faranno parte del disegno di legge
o servivano solo per avere un indirizzo?
Ma ancora questo non possiamo dirlo perché il testo non ci è stato
consegnato.
E, quindi, in questo senso, cosa abbiamo fatto? Abbiamo perso un
po' di tempo, circa quattro ore di tempo in Commissione, e allora
ha ragione l'amico presidente Forzese, a sentirsi frustrato, a
sentirsi mortificato, per l'attività non svolta della Commissione
Affari Istituzionali. Ha ragione l'amico onorevole Panepinto a dire
che forse domani si accenderanno i riflettori della Corte dei Conti
per capire se dobbiamo risarcire il danno economico per il consumo
dell'energia elettrica e, chiaramente, rischiamo di andare verso
una Babele, rischiamo di cadere in una confusione come mai ha
rischiato di cadere, o di scadere, questa Assemblea.
Io ho trascorso qualche anno in questo Parlamento, ma oggi mi pare
che a tre giorni, a quarantotto ore, a settantadue ore, a
novantasei ore dal termine ultimo per approvare questa norma, onde
evitare che i comizi elettorali siano già convocati, l'emanazione
imminente del decreto da parte dell'assessore Valenti che, con
molta pazienza e con molto zelo - e di questo la ringrazio, e ci
voglia scusare se qualche volta magari c'è stata qualche
intemperanza - però, giustamente, anche l'assessore Valenti aspetta
di capire cosa deve fare. Se è un decreto che deve firmare oppure
no, o forse qualche malalingua dei miei colleghi di Gruppo mi ha
detto che stiamo aspettando che il Presidente Crocetta faccia un
nuovo decreto per spostare nuovamente le elezioni .
Non ci voglio credere perché saremmo veramente al paradosso, al di
là del fatto che oggi ci sono tanti altri problemi, e allora un po'
di serietà
Noi stasera, come Gruppo parlamentare PDL, vorremmo capire intanto
cosa dobbiamo fare: primo, su quale testo dobbiamo lavorare;
secondo, se gli emendamenti che ieri abbiamo apprezzato in Aula
fanno parte integrante del testo oppure no; terzo, se il Governo ha
aperto, così come ieri ha detto in Conferenza dei capigruppo, a
qualche ipotesi dei vari Gruppi parlamentari e infine, per
concludere, qual è la tempistica, che tipo di programmazione ci
vogliamo dare per l'eventuale approvazione di questo disegno di
legge.
Sono piccoli, semplici e chiari interrogativi che io mi permetto
di rivolgere pure al Governo, magari per venirci incontro e capire
come meglio possiamo lavorare in uno spirito di efficienza, di
celerità e, alla fine, di concretezza.
Presidenza del presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di nn. 5-55-66-67 bis/A
PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge nn. 5-55-
66-67 bis/A.
Invito l'onorevole Anselmo a svolgere la relazione.
ANSELMO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
sembra doveroso, prima di iniziare la compiuta relazione del
disegno di legge oggi in esame, svolgere un plauso alla prima
Commissione per i lavori che sono stati fatti, lavori durante i
quali si è trovata una larga intesa all'interno delle discussioni,
alle volte anche accese e abbastanza animate, però alla fine quando
si vuole si può fare della buona politica, ed effettivamente ci
siamo trovati tutti d'accordo su alcune norme.
Fondamentale è stato l'apporto del Governo che, con estrema
pazienza e competenza, ci ha dato una mano e ha permesso di esitare
oggi quel testo che sta sollevando parecchie critiche, però si è
voluto approfittare di questa finestra anche per sistemare alcune
storture di questo sistema elettorale.
Mi attengo a quanto scritto per evitare di esagerare con i tempi.
Il disegno di legge approvato dalla I Commissione Affari
istituzionali' nella seduta del 25 marzo scorso che si propone oggi
all'Aula contiene, da una parte, norme in materia di rappresentanza
di genere e, dall'altra, alcune modifiche al sistema di elezione
dei consigli nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
nonché alla disciplina dei rimborsi dei permessi retribuiti per i
lavoratori dipendenti che siano eletti negli enti locali.
Riguardo al primo gruppo di disposizioni, si rileva che la parità
dei generi è lontana dalla piena affermazione nella vita sociale e
ancora più lontana nella politica, soprattutto nella nostra
Regione, dove la situazione ha raggiunto livelli allarmanti. Mentre
all'Assemblea regionale siciliana in questa legislatura si ha una
nutrita presenza di deputate regionali, non accade altrettanto
negli enti locali.
La normativa vigente in materia di rappresentanza di genere negli
organi degli enti locali non ha, infatti, raggiunto l'obiettivo che
il legislatore si è da tempo prefissato. In proposito, si ricorda
che la legge regionale n. 6 del 5 aprile 2011, recante Modifiche
in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi
comunali e provinciali e approvata nella scorsa legislatura, non
ha raggiunto la maggioranza dei consensi sulla proposta di
introdurre la preferenza multipla nella elezione dei consigli
comunali e provinciali. La medesima legge, disciplinando la
rappresentanza di genere nella composizione delle giunte, ha
stabilito il principio della presenza di entrambi i generi nelle
giunte senza, tuttavia, prevedere una specifica sanzione nel caso
di inosservanza; inoltre, non è prevista alcuna percentuale minima
della rappresentanza di genere.
Con il presente disegno di legge, si intende rafforzare e
specificare la normativa vigente, anzitutto attraverso
l'introduzione nelle elezioni dei consigli comunali della doppia
preferenza di genere, cioè la possibilità di poter esprimere una o
due preferenze ma, in quest'ultimo caso, a candidati di genere
diverso. Nel caso di due preferenze espresse per candidati dello
stesso genere, la seconda preferenza è nulla e viene fatta salva la
prima.
Al fine di rendere adeguatamente incisiva la norma, si prevede
altresì l'innalzamento del livello di rappresentanza di genere
nella composizione delle liste elettorali - attualmente fissato
nella misura massima di tre quarti per ciascun genere - prevedendo
che nessun genere può essere rappresentato in misura superiore a
due terzi. Qualora la lista non dovesse rispettare tale regola, è
concesso un termine per la regolarizzazione, scaduto il quale la
lista è ricusata ed esclusa dalla competizione elettorale. La
modifica che si propone è in armonia con quanto già previsto a
livello nazionale dalla legge 23 novembre 2012, n. 215.
Le modifiche sopra illustrate sono contenute nell'articolo 1 del
disegno di legge in esame e riguardano l'elezione dei consigli di
tutti i comuni, a prescindere dalla classe di popolazione del
comune.
L'articolo 2 del disegno di legge disciplina, invece, la
rappresentanza di genere anche nella composizione delle giunte
comunali, prevedendo che ogni genere non possa essere rappresentato
in misura inferiore al 30 per cento. Anche in tal caso nell'ipotesi
di violazione della norma è prevista una sanzione, consistente
nella nullità del provvedimento di nomina degli assessori.
Nel corso dell'esame in Commissione, sono stati inoltre approvati
due emendamenti, riprodotti rispettivamente nell'articolo 3 e
nell'articolo 4 del disegno di legge. Il primo riguarda la soglia
di sbarramento e comporta l'abbassamento della percentuale minima
di voti - fissata al quattro per cento dei voti validi espressi
rispetto all'attuale 5 per cento - che le liste devono raggiungere
per essere rappresentate nei consigli comunali nei Comuni con
popolazione superiore a 15.000 abitanti. Il secondo attiene al tema
dei rimborsi a favore dei datori di lavoro per il lavoratori
dipendenti pubblici e privati eletti negli enti locali e prevede
che tali rimborsi siano dovuti esclusivamente per i dipendenti che
risultino essere stati assunti in data antecedente all'elezione.
Auspicando che il presente disegno di legge possa essere approvato
dall'Aula celermente ed in modo condiviso, si rileva infine che
esso non comporta spese o oneri aggiuntivi a carico del bilancio
della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, oggi
questa Assemblea regionale discute, e spero che alla fine approvi,
il disegno di legge in materia solo di rappresentanza di genere, di
cui si discute sin dalla scorsa legislatura. Avevo presentato, già
nella scorsa legislatura, un emendamento alla riforma elettorale
per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali, che però non
vide l'approvazione in quanto bocciato col voto segreto.
Poi ho ripresentato il disegno di legge sulla rappresentanza di
genere a firma mia e di altre colleghe del PD come primo disegno di
legge della XVI legislatura.
Personalmente ringrazio il Presidente della Regione per avere
voluto con forza che questa Aula affrontasse l'argomento sulla
preferenza di genere, per colmare quel deficit di presenza di donne
nelle istituzioni locali, anche in sessione di bilancio, ritenendo
che questa, e sottolineo solo questa riforma, contenesse quella
eccezionalità per cui si è aperta una finestra legislativa.
La doppia preferenza di genere, oltre a colmare quel deficit di
presenza, introduce finalmente quel principio di uguaglianza e di
parità fra uomini e donne fondante di tutte le democrazie moderne.
L'obiettivo della piena integrazione delle donne nei processi
decisionali della rappresentanza politica istituzionale è
funzionale alla reale attuazione del modello democratico che si
intende costruire.
Non basta essere l'altra metà del cielo, frase molto cara al
Presidente della Regione, se poi l'altra metà della terra non
partecipa attivamente alla costruzione di una democrazia paritaria
che tenda a rimuovere ostacoli, pregiudizi, discriminazioni
fondanti sulla diversità di sesso.
Non basta dire ci vorrebbero più donne in politica , se poi
queste non sono messe nelle condizioni di poter esercitare questa
nobile e importante missione.
Infatti, la presenza delle donne nelle istituzioni in Sicilia
raramente supera il venti per cento, ben lontana quindi da quel
trenta a cui invece bisognerebbe tendere.
Questi numeri, che vanno dal quattro al dodici per cento, sono
veramente irrisori rispetto alle tantissime donne impegnate nel
volontariato, nei partiti, nelle associazioni e a tutte quelle che
vorrebbero dare un contributo per cambiare realmente la nostra
società, partendo dal luogo a loro più vicino qual è appunto il
comune. Ma senza una legge che aiuti questo processo, il numero
delle donne elette nei consigli è destinato a non aumentare, anzi
potrebbe diminuire malgrado la riforma elettorale del 2011 che
obbliga la presenza nelle liste del venticinque per cento di donne.
La norma che proponiamo non parte dal capriccio personale di
qualcuno, ma dalla consapevolezza che in un Paese democratico le
norme, le sentenze, vanno applicate e rispettate.
La sentenza della Corte Costituzionale numero 4 del 2010 dispone
che tutti i cittadini di entrambi i sessi possano accedere agli
uffici pubblici e alle cariche elettive, in condizioni di
eguaglianza e pari opportunità. Inoltre, dispone che le leggi
regionali devono rimuovere ogni ostacolo che impedisca la piena
parità degli uomini e delle donne, nella vita sociale, culturale ed
economica, e promuovere la parità di accesso tra donne e uomini
nelle cariche elettive.
Signor Presidente, capisco che ai colleghi parlamentari questa
discussione poco importa, ma credo che stiamo facendo una cosa
importante per la nostra Regione, quindi dovrebbero mostrare un po'
di attenzione.
Si tratta di una sentenza che motiva la legittimità della doppia
preferenza fondandola su due norme costituzionali, gli articoli 51
e 117, comma 7, della Costituzione, per promuovere appunto un
riequilibrio della rappresentanza politica rispettosa del principio
di eguaglianza fra i generi.
In tal senso, dice la Corte, ciò che conta in termini di giustizia
non è tanto il superamento della contingente sottorappresentanza
femminile, quanto la promozione garantita da copertura
costituzionale di un meccanismo redistributivo della possibilità di
accesso per tutti al sistema di decisione politica che determini
una partecipazione, così anche una realizzazione, della
rappresentanza politica sostanzialmente, e non solo formalmente,
rispettosa del principio di uguaglianza tra i generi. Fra l'altro,
i diritti fondamentali di elettorato attivo e passivo rimangono
inalterati; il primo, perché l'elettore può decidere di non
avvalersi di questa ulteriore possibilità che gli viene data in
aggiunta alla preferenza unica e, quindi, solo di possibilità; il
secondo, perché la regola della differenza di genere per la seconda
preferenza non offre possibilità maggiori ai candidati dell'uno o
dell'altro sesso di essere eletti. Non vi sono candidati più
favoriti o più svantaggiati rispetto ad altri, ma solo
un'eguaglianza di opportunità particolarmente rafforzata da una
norma che promuove il riequilibrio di genere nella rappresentanza
consiliare.
La democrazia paritaria è un principio innovativo e moderno
riscontrabile in tanti Paesi europei, ma anche in alcune Regioni
italiane. Espressione di una realtà in cui le donne sono chiamate a
concorrere come gli uomini alla costruzione della società e al
rinnovamento della politica.
Noi non vogliamo quote, Presidente e assessore, non abbiamo mai
chiesto quote rosa anche perché non vogliamo gabbie. La doppia
preferenza di genere è motivata dal fatto che non attribuisce
privilegi, rispetta gli uomini perché non vengono previste quote
riservate e una donna, per poter essere eletta, deve prendere i
voti. Se non é radicata nel territorio, i voti non arrivano da
soli, e avere nelle istituzioni e nelle assemblee elettive una
maggiore presenza femminile vuol dire iniziare a costruire un Paese
moderno e un cambiamento culturale profondo nella nostra società.
Questo Parlamento, negli anni, ha varato ottime leggi, anche
innovative rispetto alle altre Regioni d'Italia; oggi non può
chiudersi a riccio pensando che il resto del mondo non si muova e
che stia fermo. Citava la relatrice il disegno di legge n. 215,
approvato alla Camera.
Noi dobbiamo sfidare le cose e i sistemi senza avere timori e
preoccupazioni che il tutto possa prendere una piega che non ci
piace, e che la doppia preferenza di genere non raggiunga lo scopo
che ci stiamo prefiggendo, cioè di portare in consiglio comunale
donne che esercitano quell'azione politica autonoma e libera che
derivi dalla loro intelligenza, dalla loro capacità e dal
radicamento che esse hanno nel territorio mentre rispondono, invece
- come qualcuno dice - al maschietto di turno che le ha fatte
eleggere. Se questo è ciò che pensiamo, facciamo un doppio torto
alle donne che sono poi la maggioranza in Italia e in Sicilia, che
nella vita faticano per affermarsi, per avere un lavoro dignitoso,
che studiano per essere preparate più degli uomini, che sono mamme
e donne impegnate nel sociale. Ecco, questo è quello che noi
pensiamo.
A mio avviso, se non proviamo a mettere delle novità positive in
politica, il rischio maggiore, per quel che mi riguarda, è un
ritorno al passato e a quell'invocato cambiamento nella politica e
nelle istituzioni che stenterà a partire.
La storia ci insegna che se non ci fossero stati uomini e donne
che si sono battuti nel loro agire politico e quotidiano per
acquisire diritti, per sfidare regimi a favore della democrazia,
per creare condizioni di eguaglianza nel Paese, noi oggi non
staremmo qui a discutere.
E allora noi, visto che siamo legislatori, abbiamo un obbligo:
essere lungimiranti, rinnovatori, verso una società fatta di uomini
e donne. Non cogliere l'innovazione e la portata storica della
doppia preferenza di genere significa ignorare il deficit di
democrazia delle amministrazioni locali siciliane e non voler
essere motori del cambiamento che, invece, cresce a prescindere
dalla politica e che si manifesta sempre più nella nostra società.
La politica ha bisogno di un vento nuovo e di questo vento nuovo
noi dobbiamo essere interpreti.
Anticipare in Sicilia quello che altre regioni ancora oggi non
hanno fatto, significa porre questa regione non più come terra
retrograda, ma innovatrice e riformista. Se poi questo avviene su
un terreno dei diritti civili, di democrazia, di parità e di
uguaglianza, meglio ancora.
Non ci piace, però, che qualcuno intorbidisca le acque inserendo
in questo disegno di legge una riforma elettorale camuffata, non
ragionata, cambiando le carte del gioco a pochi giorni
dall'indizione dei comizi elettorali o, peggio ancora, che si dica
che la doppia preferenza agevolerà la mafia, il voto di scambio, le
peggiori nefandezze.
Il voto di genere è foriero di clientela. Chi dice questo sa di
mentire e sa di dire bugie.
Ciò che è vero è che siamo di fronte ad una profonda arretratezza
culturale e politica.
Mi auguro che questo Parlamento sia anticipatore di riforme e non
conservatore, così come, purtroppo, spesse volte avviene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo
soddisfazione per il disegno di legge che approda in Aula
relativamente alla doppia preferenza di genere.
Perché esprimo soddisfazione? Perché questa norma consente di
riequilibrare la presenza femminile nelle assemblee elettive a
tutti i livelli.
E' difficile per me che sono una donna e che sono stata anche
combattuta nel sostenere questa norma, perché da un lato è come se
noi donne dovessimo rivendicare ancora oggi un diritto che, invece,
dovrebbe essere riconosciuto a tutti proprio perché attiene al tema
dei diritti civili. Ma proprio perché, per ataviche convinzioni, il
ruolo della donna è stato misconosciuto dai partiti, mi sento in
dovere di intervenire e perché devo anche dire che io ho sofferto
fino a quando sono riuscita a diventare deputato e a raggiungere
questo mio desiderio volto semplicemente a rappresentare un
territorio, e ho riconosciuto che nel corso di tutti gli anni
questo limite è stato rappresentato dal fatto che io fossi donna.
Allora, tante persone come me, che pure sono capaci, competenti,
brave e che hanno voglia di spendersi in politica, purtroppo negli
anni - la verità è questa - sono state mortificate dai partiti.
Perché? Dov'è il ruolo del partito? Il partito è semplicemente dove
è stato misconosciuto il ruolo della donna nella formazione delle
liste; tant'è che nel 2007, con l'anno europeo di Strasburgo, si è
sentita la necessità della quota. Quindi, si è pensato alla donna
non come ad un valore aggiunto, riconoscendole dignità, ma come se
fosse una quota, cioè come se fosse qualcosa attinente alla materia
economico-finanziaria, e questo ha mortificato, secondo me, negli
anni il ruolo della donna. Alcuni partiti si sono adeguati, hanno
cercato di inserire le donne nelle liste.
Però alla fine, forse non hanno mai ricercato quelle donne che
potevano avere anche una capacità elettorale, che avevano avuto
esperienze. Le donne non vogliono scorciatoie, ma vogliono avere
riconosciuto quel diritto, costituzionalmente garantito, della
opportunità di genere.
E quindi oggi, che parliamo di pari opportunità, è fondamentale
che anche a livello legislativo venga riconosciuto questo ruolo
alla donna.
Io sono stata spinta a sostenere questa norma dagli ultimi
atteggiamenti che dimostrano quanto il ruolo della donna, anche
all'interno della componente politica, culturale, lavorativa, sia
emarginata. Basti vedere che il Presidente della Repubblica ha
nominato dieci saggi, dimenticando che in Italia ci sono donne di
valore, dimenticando che ci sono professioniste brave, scusandosi
poi l'indomani.
Questo significa che ancora, nella mentalità della politica, il
ruolo della donna non ha raggiunto effettivamente quella parità
che, invece, per legge le è riconosciuta. E questo non fa altro che
mortificare, come dicevo prima, la donna in quanto tale.
Proprio perché ho apprezzato la sensibilità del Governo nel
presentare questo disegno di legge, nel volere a tutti i costi
rimandare le elezioni perché venisse approvato, ho presentato un
emendamento affinché questa norma venga estesa anche alle elezioni
regionali, perché abbiamo abolito le Province ma facciamo dei
provvedimenti sempre per gli altri.
Pertanto, è opportuno, perché non cambia niente, estendere il
principio a livello regionale.
Invito perciò la Presidenza, vista la delicatezza del tema, a
valutare l'ammissibilità del mio emendamento che vuole rafforzare,
nella composizione delle liste, il ruolo che dovrebbero svolgere le
donne all'interno non solo dei consigli comunali, ma anche per le
elezioni regionali.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grasso, per il suo autorevole e
brillante intervento, però mi corre subito obbligo dirle che,
purtroppo, l'emendamento da lei presentato non è ammissibile.
Giustamente, posso dire tra virgolette anche provocatoriamente,
lei ha presentato un emendamento per estendere la preferenza di
genere per l'elezione dei parlamentari e delle parlamentari
regionali, ma non è possibile esaminarlo in questa sede perché lo
Statuto regolamenta in maniera rigida, con una procedura
rafforzata, la legge elettorale per l'elezione dei parlamentari
regionali.
Poi è il caso di dire che nel suo territorio forse occorre - lei è
la dimostrazione che forse non ci sarebbe neanche bisogno di questa
legge, per la quale io sono favorevole - una legge al contrario per
tutelare gli uomini.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che non
intervengo in quanto donna, lungi da noi l'idea che a parlare di
politiche rivolte alle donne debbano essere solo queste ultime, ma
intervengo in quanto persona che ha avuto determinate esperienze e,
quindi, può affermare con una certa sicurezza quanto segue.
Quella della doppia preferenza di genere è una norma che, a noi
del Movimento Cinque Stelle, lascia del tutto indifferenti, perché
non abbiamo mai avuto bisogno di una legge che mettesse donne in
Parlamento. Noi ne siamo la prova in quanto, in un sistema
orizzontale dove non esistono capi di partito, dove non esistono
equilibri di potere, dove non esistono segretari, dove non esistono
occasioni o riti del tipo ero al posto giusto al momento giusto o
dove non esiste la fortuna di essere riusciti a farsi notare dal
capo di turno, esiste solo la possibilità di candidarsi per tutti e
per tutte senza alcuna distinzione. In questo sistema emerge il
merito, e il merito non è né donna né uomo. Non c'è bisogno di
leggi che garantiscano a noi donne un posto in prima fila.
La collega Raia ha fatto bene a citare l'articolo 3 della
Costituzione perché, effettivamente, la nostra Costituzione è
meravigliosa, dice che tutti i cittadini sono uguali e hanno pari
dignità di fronte alla legge ed è compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli - ed è un passaggio fondamentale - non
garantire quindi, ma rimuovere gli ostacoli.
Tutti i cittadini hanno la stessa dignità e, quindi, questo
disegno di legge non introduce l'uguaglianza; l'uguaglianza è già
garantita dalla nostra Costituzione. Anzi, direi il contrario, nel
senso che il disegno di legge non è proprio rivolto, secondo me, ad
introdurre l'uguaglianza.
Allora, noi qui dobbiamo ragionare su qual è l'ostacolo.
L'ostacolo qual è? Che la gente non vota le donne? Io non credo che
l'ostacolo sia questo, altrimenti non si spiegherebbe perché noi
del Movimento Cinque Stelle, che abbiamo lasciato i cittadini
liberi di scegliere i loro rappresentanti, rappresentiamo oggi il
40 per cento delle donne in questo Parlamento e il 40 per cento
delle donne al Parlamento nazionale. Il fatto che, per esempio, le
donne siano le più votate nelle nostre file in Sicilia o il fatto
che, addirittura, più del 50 per cento dei capolista alla Camera e
al Senato erano donne. È evidente che l'ostacolo è un altro;
l'ostacolo non è che la gente non vota le donne. L'ostacolo,
purtroppo, è ben più radicato ed è di tipo culturale.
Se i partiti vogliono che ci siano più donne in Parlamento, come
ne mettono il 30 per cento ne possono mettere il 50 per cento, ne
possono mettere il 60 per cento, il 70 per cento.
Mettetele, che i vostri capi le mettano e vedrete che la gente le
voterà, se hanno meriti e se non sono solo burattini messi là
perché fa comodo, se sono competenti e motivate.
Il problema è ben più radicato, è un problema culturale. Se
vogliamo risolverlo non introduciamo una legge, perché non si può
risolvere con una legge ciò che non riusciamo ad affrontare col
buon senso. Se vogliamo risolverlo, rimuoviamo gli ostacoli. Gli
ostacoli quali sono? Ad esempio, l'allattamento? Noi qua abbiamo la
prova vivente del fatto che una donna con un bambino piccolo ha
serie difficoltà a fare politica e allora creiamo delle nursery,
creiamo dei posti accoglienti, delle stanze - non ci vuole molto -
in cui le donne che fanno politica possano tranquillamente
allattare e poi tornare a fare il proprio lavoro.
Cerchiamo, più che altro, di creare dei servizi alle famiglie e
non alle donne. Alle famiglie che hanno bambini e all'interno delle
quali uno dei due genitori sceglie di fare politica.
Rendiamo, per esempio, obbligatorio il congedo parentale anche per
gli uomini, in modo tale che se una donna decide di fare politica
anche l'uomo può mettersi in congedo parentale e, quindi, la donna
può occuparsi di politica e non deve pensare ai figli, alla
famiglia o peggio ancora al marito.
Ci riserviamo di valutare bene questo disegno di legge, anche alla
luce delle pericolose derive che può avere, e concludo citando una
scrittrice attivista del Movimento femminista americano, Betty
Friedan: Una ragazza non dovrebbe aspettarsi speciali privilegi
per il suo sesso, ma neppure dovrebbe adattarsi al pregiudizio e
alla discriminazione. Deve imparare a competere, non in quanto
donna ma in quanto essere umano .
(Applausi)
Presidenza del presidente Ardizzone
Per una questione pregiudiziale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è pervenuta alla
Presidenza, proprio in questo momento, una nota contenente una
questione pregiudiziale, sollevata ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento interno, a firma degli onorevoli Di Mauro, Formica,
Lombardo, Figuccia, Cascio Francesco, Cordaro, Falcone e Lantieri.
Ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno Iniziata la
discussione, la proposta deve essere avanzata con domanda
sottoscritta da almeno otto deputati, dal Governo o dalla
Commissione. Non può procedersi oltre nella discussione - scusate,
lo voglio dire con chiarezza all'Aula così ci chiariamo sulle
procedure - o deliberazione se la domanda non venga respinta
dall'Assemblea con votazione per alzata e seduta, dopo che abbiano
parlato non più di due oratori a favore e due contro .
In questa nota si fa riferimento ad una sentenza della Corte
europea dei diritti dell'uomo, IV sezione, del 6 novembre 2012. Ho
chiesto agli uffici di darne copia ai capigruppo per una pronta
visione. Onorevole Formica, la questione è importante molto più di
quello che si pensi dopo che lei stesso ha applaudito agli
interventi che ci sono stati in quest'Aula. Quindi, sospendo la
seduta per cinque minuti per consentire agli uffici di far
distribuire copia della sentenza della Corte europea dei diritti
dell'uomo e di dare la possibilità ai Gruppi di esaminarla, dopo di
che potranno parlare due deputati a favore e due contro.
Intanto, comunico che sta per arrivare il Presidente della
Regione, come richiesto dall'onorevole Cordaro.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.47, è ripresa alle ore 17.58)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sospendo nuovamente la seduta per consentire
un approfondimento ulteriore sulla pregiudiziale sollevata.
(la seduta, sospesa alle ore 17.59, è ripresa alle ore 18.03)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia, firmatario della
richiesta di pregiudiziale.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino a questo
momento la questione è stata affrontata in termini politici, per
cui il testo è rimbalzato ripetutamente dalla Commissione all'Aula.
Oggi si pone una questione di carattere giurisprudenziale. Credo
che, di fatto, si pone una questione: la Regione rischia di essere
censurata dal diritto internazionale e questa è la ragione secca
per la quale riteniamo che non sia possibile che questa norma trovi
applicazione, soprattutto con riferimento alle elezioni
amministrative del mese di maggio, e questo per una ragione
semplice, perché si stanno cambiando le regole del gioco; perché la
legge non la si può modificare a due mesi dal voto, quando ormai le
liste civiche sono evidentemente in fibrillazione in tutti i
territori, quando le liste sono state già completate e
l'inserimento di questo elemento contribuisce a modificare
integralmente gli effetti della partita.
Vi do lettura del Codice di buona condotta in materia elettorale,
approvato dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa
durante la sessione del 2003, che così recita: Gli elementi
fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema
elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni
elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter
essere modificate nell'anno che precede l'elezione o dovrebbero
essere legittimate a livello costituzionale o ad un livello
superiore a quello della legge ordinaria .
Mi si potrebbe obiettare che questo Codice non ha trovato
attuazione nell'ordinamento italiano, vista ad esempio la legge
Calderoli, più nota come legge Porcellum, che è stata adottata a
pochi mesi dal voto. Ma, attenzione, a sostegno di questa
dichiarazione che fa riferimento al 2003, oggi dobbiamo fare i
conti con un altro elemento.
Dal 6 novembre 2012 vi è una sentenza della Corte europea dei
diritti dell'uomo, IV sezione - e lei, signor Presidente, da
esperto giurista, avrà già avuto modo di attenzionarla - che
ribadisce l'assoluta inviolabilità, in merito al Codice di buona
condotta in materia elettorale, ai punti 93, 94 e 95, della
sentenza che ha sancito un principio di diritto cui tutti gli Stati
e tutte le Regioni da quel momento devono uniformarsi, il principio
secondo il quale le norme in materia elettorale non possono essere
modificate nell'anno antecedente la consultazione elettorale.
La sentenza - e concludo con le parole della stessa - ricorda che
la stabilità della legislazione elettorale assume una particolare
importanza per il rispetto dei diritti garantiti dall'articolo 3
del protocollo 1 , in effetti se uno Stato modifica le regole
elettorali fondamentali o se le modifica alla vigilia di uno
scrutinio, rischia di scalfire il rispetto del pubblico per le
garanzie che si presume assicurino libere elezioni o la sua fiducia
nella loro esistenza.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare contro la richiesta di
pregiudiziale l'onorevole Anselmo. Ne ha facoltà. A seguire è
iscritto a parlare a favore della pregiudiziale l'onorevole Formica
e contro la pregiudiziale l'onorevole Gucciardi.
ANSELMO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto
la sentenza, però credo che questa pregiudiziale non valga nel caso
di specie. Richiamo ai colleghi quello che è successo in occasione
del varo del cosiddetto decreto salva liste', tra l'altro leggevo
il Codice di buona condotta elettorale, i paragrafi 65 e 66, e
sostanzialmente quanto detto è assolutamente vero, però mi dice
anche che questa condizione è superabile laddove si dimostri la
mancanza di volontà di manipolazione e di interessi congiunturali
di partito. Quindi, se dobbiamo leggere bene il Codice, lo leggiamo
tutto e per intero, dalla prima all'ultima parola, non estrapoliamo
soltanto dalla sentenza e dal Codice di buona condotta elettorale
le parti che chiaramente fanno comodo.
Tra l'altro, la sentenza riguarda la Bulgaria, che è famosa per le
modifiche all'ultimo minuto per consentire i colpi di Stato e per
le liste fantasma, un caso chiaramente poco conforme e non
applicabile al diritto italiano.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
CORDARO. L'onorevole Figuccia ha illustrato la questione
pregiudiziale. Possono parlare due a favore e due contro.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver
ascoltato il discorso dell'onorevole cittadina Ciancio ho pensato
per un momento, e ci sto ancora riflettendo, se non sia il caso di
cambiare gruppo e iscrivermi al Movimento Cinque Stelle.
PRESIDENTE. Si attenga alla questione pregiudiziale, che è
importante.
FORMICA. Lo dico perché il discorso fatto qui dall'onorevole
Ciancio ha avuto una tale determinazione, una tale consapevolezza,
un tale orgoglio dell'essere donna e una tale precisione nel
denunciare l'ipocrisia e la vergogna di questa legge e
nell'indicare, invece, quali possono essere i motivi, le
disposizioni di legge per eliminare gli ostacoli che fino ad oggi
hanno impedito alle donne di essere adeguatamente rappresentate,
che quasi mi viene voglia di dire che siete bravi e che se
continuate così è possibile che mi vedrete nei banchi del Movimento
Cinque Stelle.
Sulla questione pregiudiziale, signor Presidente, lei che è fine
giurista e ottimo avvocato, si sarà reso conto sulla giustezza
della sentenza che è stata addotta a giustificazione e supporto
della questione pregiudiziale; perché, cosa dice la sentenza della
Corte europea?
Non è buona norma cambiare le regole del gioco a partita iniziata.
E qui la partita è iniziata perché i partiti hanno già iniziato a
raccogliere le firme e, quindi, a partita iniziata e a regole
certe, date, è iniziata la raccolta delle firme, con un
provvedimento abnorme, abnorme nella convocazione dell'Assemblea,
abnorme nelle modalità con cui è stato portato in discussione,
abnorme per come è stato discusso in Commissione, abnorme per ciò
che prevede, abnorme nel contenuto che è proprio centrale per
quanto riguarda la pregiudiziale, dove si vuole arrivare?
Qui si vuole introdurre in maniera artificiosa, partendo da una
eterogenesi dei fini o delle azioni collaterali indesiderate, si
vuole introdurre, a partita iniziata, una cortesia, un regalo alla
mafia.
Con questa legge ammantata dalla prospettiva di dare la
possibilità alle donne di entrare in Parlamento, si fa il più bel
regalo alla mafia in una Terra come la Sicilia che di voto di
scambio e di condizionamento del voto mafioso non aveva proprio
bisogno, tanto è la presenza mafiosa in questa Terra e tanto è
condizionante e favorente per la ricerca del voto l'introduzione
delle preferenze.
Bene, per impedire questo scempio e per dare seguito a questa
sentenza, che a maggior ragione dice che durante la partita le
regole del gioco non si cambiano, invito tutta l'Aula a votare
favorevolmente la pregiudiziale, dopo avere invitato la Presidenza
a vedere se ci sono i presupposti perché, autorevolmente, in base a
questo principio, non si proceda oltre nella discussione di questo
provvedimento legislativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Formica, lei mi dà lo spunto, con
quest'ultimo appello che mi ha formulato, per evidenziare che il
procedimento elettorale ancora non è partito poiché in Gazzetta
Ufficiale non è stato pubblicato il decreto di indizione dei comizi
elettorali.
Ha facoltà di parlare contro la pregiudiziale l'onorevole
Gucciardi.
Onorevole Cordaro, non le posso dare la parola perché sono due a
favore e due contro, compreso il presentatore. La prego, sto
venendo incontro alle esigenze di tutti, lei avrà modo di parlare
successivamente.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di me
l'onorevole Anselmo ha indicato, con puntualità e precisione, le
ragioni della insussistenza delle motivazioni della pregiudiziale
presentata dai colleghi parlamentari, citando anche il Codice di
buona condotta in materia elettorale e, quindi, richiamandosi a
tutto ciò che serve per interpretare una decisione di questo tipo
che, evidentemente, dovrebbe adattarsi all'ordinamento giuridico
del nostro Paese.
Tuttavia, da una lettura complessiva della decisione, ci
accorgiamo che proprio la doppia preferenza di genere è materia
che, come è stato ripetuto più volte e come è stato più volte
affermato, attiene più in questo contesto storico ai diritti civili
che alla modifica di norme elettorali.
Si ritiene esattamente, come si può leggere così, velocemente, da
questa decisione, che proprio la doppia preferenza di genere è
l'unica norma che con certezza non rientra in questa decisione,
trattandosi, appunto, di situazioni superabili soltanto - dice
letteralmente la sentenza - laddove si riuscisse a dimostrare la
mancanza sia di volontà di manipolazione, sia di interessi
congiunturali di partito. Considerato che la doppia preferenza di
genere non attiene, ovviamente, né all'uno né all'altro caso, ma
semplicemente vuole applicare un principio di non discriminazione
sancito dalla nostra Costituzione, proprio l'articolo 1 del disegno
di legge esula dall'applicazione di questa sentenza con certezza,
non così per tutte le altre norme e per gli emendamenti aggiuntivi
al disegno di legge. Quindi, signor Presidente, proprio alla luce
di questa decisione, invito la Presidenza e gli Uffici a valutare
di stralciare da questo disegno di legge tutte le norme che non
attengono alla materia dei diritti civili, qual è certamente la
doppia preferenza di genere e, quindi, a stralciare tutta la
materia elettorale, proprio per non incorrere in una infrazione
degli indirizzi internazionali della giurisprudenza internazionale.
VINCIULLO. Signor Presidente, la macchina elettorale è partita con
una delibera di Giunta. Sospendiamo.
CORDARO. Ha ragione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Cordaro ha chiesto di intervenire per un
fatto tecnico, così come l'onorevole Cancelleri mi fa segno che
vuole intervenire, non a favore né contro, bensì per un
chiarimento. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cordaro.
CORDARO. Signor Presidente, non esprimerò un parere ma intanto
dico subito all'onorevole Formica che mi dissocio, perché in ogni
caso non sono convinto che questa sia una legge che favorisce la
mafia; certamente non sono convinto che nell'intento di chi l'ha
proposta ci sia la volontà di favorire la mafia e considerato che
ognuno è libero di esprimere il proprio parere, io mi permetto di
esprimerlo con serenità. Detto questo, ho cercato di leggere la
sentenza nei due minuti che abbiamo avuto e cercherò di dare ai
tanti colleghi, absit iniuria verbis, che non sono giuristi, una
chiave di lettura, anche se di parte - perché mi rendo conto di
essere di parte - quanto più corretta possibile sotto il profilo
giuridico.
In questa sentenza si legge testualmente che sul versante
temporale dell'introduzione di tale regola che la Corte porta le
proprie censure al principio di stabilità della legislazione
elettorale, per cui chi intenda candidarsi deve avere la
possibilità di adeguarsi ad eventuali regole introdotte in
prossimità della competizione elettorale. Quindi, come dice
correttamente il Presidente, non c'entra niente il fatto che le
liste siano o meno presentate, c'entra il principio per il quale
chi intenda candidarsi deve avere la possibilità di adeguarsi ad
eventuali regole introdotte in prossimità della competizione
elettorale. Ed ancora: è in quest'ottica che, secondo la stessa
Corte europea dei diritti dell'uomo, deve leggersi il suggerimento
della Commissione di Venezia di non procedersi nell'anno che
precede l'elezione alle riforme del modo di scrutinio, della
composizione delle commissioni elettorali, del disegno dei collegi,
così come dicono i paragrafi 65 e 66 del Codice di buona condotta
in materia elettorale.
Evidentemente, Presidente Ardizzone, e mi rivolgo al giurista
oltre che al Presidente, quando si fa riferimento alla certezza
dell'assenza di volontà di manipolazione o alla mancanza di volontà
di interessi congiunturali di partito, è evidente che questa non
può essere una presunzione iuris et de iure, cioè una presunzione
assolutamente inattaccabile; è, invece, certamente una presunzione
iuris tantum, che ammette prova contraria. E allora vero è,
onorevole Gucciardi, che noi qui non possiamo provare l'assenza
della volontà di manipolazione o l'interesse congiunturale di
partito, ma è altrettanto ed ovviamente vero che non possiamo
provare il contrario E quindi, data la pertinenza per certa, la
conclusione, signor Presidente, e ho finito, è questa ed è la
conclusione della sentenza: quel che si può affermare è che un
tale decisum conferma la presunzione di illegittimità di riforme
elettorali all'ultimo momento, nell'anno che precede le elezioni,
contenuta nel ridetto Codice di buona condotta elettorale. Io
credo che su questo non possa che pronunziarsi l'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri per
formalizzare la richiesta di sospensione.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere alla Presidenza la sospensione dei lavori per qualche
minuto, per avere la possibilità di interfacciarmi col mio gruppo
parlamentare e per dare la possibilità anche agli altri gruppi
parlamentari di fare una piccola discussione su quello che viene
proposto e, quindi, sulla pregiudiziale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula avvertendo che
riprenderà alle ore 18.40.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore
18.45)
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Oddo, Trizzino e Nicotra
sono da considerarsi in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a nomina di Presidente e Vicepresidente di
Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta comunicazione da parte
dell'onorevole D'Asero che è stato eletto Presidente del Gruppo
parlamentare Popolo della Libertà (PDL) verso il PPE e che
l'onorevole Falcone è stato eletto Vicepresidente del gruppo
medesimo.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione della questione pregiudiziale
PRESIDENTE. Pongo in votazione per alzata e seduta la questione
pregiudiziale, presentata dagli onorevoli Di Mauro, Formica,
Lombardo, Figuccia, Cascio Francesco, Cordaro, Falcone e Lantieri.
E' chiaro che se la pregiudiziale dovesse essere approvata, non si
procederebbe oltre alla discussione del disegno di legge, quindi la
votazione è più che importante per il prosieguo della serata e dei
lavori almeno fino al 30 aprile.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(La pregiudiziale è respinta)
(proteste in Aula dai banchi di centro-destra)
FORMICA. Sono astenuti i deputati del Movimento Cinque Stelle
PRESIDENTE. Ricordo che in caso di votazione per alzata e seduta
non sono previsti astenuti.
Onorevole Formica, ogni parlamentare opera senza vincolo di
mandato. Non ci sono astenuti e lei lo comprende perfettamente.
FORMICA. Controprova.
PRESIDENTE. Posso fare la controprova. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi. Venticinque contrari.
(La pregiudiziale è respinta)
(proteste in Aula dai banchi di centro-destra)
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 5-55-66-67 bis/A
PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge.
Se non ci sono altri iscritti a parlare nella discussione
generale, sospendo la seduta per dieci minuti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che ho
chiesto di parlare nel merito del provvedimento non nascondendo,
non tanto il fantasioso utilizzo di una sentenza su una materia
profondamente diversa e comunque per tentare di bloccare una cosa
che si può condividere o no, ma che certamente non incide sul
procedimento elettorale, ma incide su diritti che, in qualche modo,
riguardano una innovazione che nel nostro ordinamento
inevitabilmente si sta producendo.
Vorrei ricordare ai colleghi, che hanno perplessità su una materia
come questa, che già esiste in una Regione del nostro Paese, la
Campania, una legge elettorale che prevede la doppia preferenza di
genere, ed è stata approvata con un voto largo del Consiglio
regionale campano.
Lo dico perché sono tra quelli che pensano che materie come queste
abbiano bisogno di una consapevolezza e di una condivisione che
sappia andare oltre le dimensioni di schieramento, proprio perché
sono convinto che, invece, questioni che sono delicate sul piano
elettorale debbano avere non solo il consenso ma anche un tempo di
gestazione, capaci non soltanto di essere d'accordo o meno nei
luoghi dove si forma la decisione, ma di arrivare ai cittadini che
sono poi quelli che esercitano la sovranità attraverso il loro
voto. Non ho nascosto quindi - l'ho detto anche pubblicamente -,
che considero inaudito che si possano cambiare procedure elettorali
a qualche giorno dalle elezioni.
Lo considero inaudito perché non condivido il testo - al di là del
merito, giuste o sbagliate che siano le norme, su cui poi si può
discutere - che, dall'articolo 2 in poi, interviene su procedure
che riguardano materie per le quali bisogna avere un rispetto
sacrale. Non lo condivido, e ricordo ai colleghi che, nell'aprile
2011, abbiamo approvato una riforma delle procedure elettorali nei
comuni e nelle province e, rispettosi come eravamo del
procedimento, poiché interveniva su materie che riguardavano
procedure elettorali, nell'approvare quella legge abbiamo inserito
la previsione di entrata in vigore dopo otto mesi. L'articolo 11
della legge 6/2011 dava attuazione alla legge che avevamo approvato
nel mese di aprile a partire dall'1 gennaio del 2012, proprio per
evitare che
DI MAURO. Quella era una legge complessa.
CRACOLICI. Sono sorpreso perché ritenevo che l'onorevole Di
Mauro, nella scorsa legislatura, fosse fra coloro che avevano
votato la preferenza di genere e la doppia preferenza.
Prendo atto stasera che forse fu uno dei franchi tiratori che, nel
segreto dell'urna, si è nascosto per cercare di bocciare la norma.
Ma, detto questo, aggiungo subito che la questione inserita
dall'articolo 2 in poi, per me, non è materia trattabile a meno che
non si preveda che l'articolo 2 e i seguenti articoli si applicano
a decorrere dalle prossime elezioni.
Non sono d'accordo poi, e farò una battaglia su questo, perché
considero - lo dico con franchezza - l'abbassamento della soglia di
sbarramento un errore grave, in un momento come quello che vive la
politica in Sicilia e non solo, perché siamo ad una frantumazione
del quadro politico.
C'è il rischio di una frammentazione, l'abbiamo visto e lo vediamo
in tutte le competizioni elettorali dove ormai i partiti non
esistono più, anche quelli che si professano nuovi.
C'è una proliferazione di liste che fa diventare l'elezione
comunale spesso più un concorso per tanti candidati che non una
battaglia di idee, di opinioni, di rappresentazioni, attraverso
formazioni che hanno un cemento comune che, una volta, erano i
partiti, ma che adesso, spesso, non si capisce più cosa saranno.
Ritengo sbagliato intervenire su questa materia. Tra l'altro -
vorrei ricordarlo a tanti nostri colleghi - la materia dello
sbarramento è stata introdotta dall'Assemblea regionale siciliana e
confermata con un referendum che ha riguardato e investito il
popolo siciliano.
Tutti i partiti che, ipocritamente, avevano votato in Aula la
riforma del cinque per cento, al referendum si sono schierati per
abrogare la stessa legge che i partiti avevano fatto. Malgrado ciò,
i siciliani hanno bocciato l'indicazione dei partiti confermando lo
sbarramento al cinque per cento.
Anche questo lo dico per memoria, visto che le percentuali
rischiano di essere anche qui un gioco e un artificio per cui si
inizia con il quattro per arrivare al tre, forse al due, chissà
alla fine magari ci convinciamo di azzerarlo e di tornare
all'antico.
Io, invece, considero l'introduzione della preferenza di genere, a
differenza di altri colleghi, come ho sentito da chiacchiere nei
corridoi, un tema di civiltà.
Ho ascoltato con interesse la collega del Movimento Cinque Stelle
- che credo essere anche la più giovane parlamentare in questo
nostro Parlamento, oltre che donna giovane -, la quale ha usato
argomenti che fanno parte di un dibattito che si svolge da anni nel
nostro Paese, ovvero se la rappresentanza di genere la si debba
tutelare con meccanismi elettorali che in qualche modo garantiscano
la rappresentanza. E' un tema aperto da tempo.
Ma voglio provare a dire soltanto una cosa: tutte le opinioni sono
legittime, però se noi non avessimo varato prima la norma
regionale, secondo cui nelle liste elettorali almeno un terzo delle
candidature deve essere di rappresentanti di genere -
l'introduzione dell'obbligo femminile nelle liste con cui abbiamo
introdotto la modifica della legge elettorale, poi c'è stata quella
sulle amministrazioni comunali - e pure che il listino deve
comporsi per metà di uomini e per metà di donne, in questo
Parlamento non avremmo la quantità di donne che oggi abbiamo.
Quindi, dire che la legge di per sé é un elemento che quasi
penalizza la forza delle donne - mi permetto di dire - è
sconfessato dalla realtà. Se oggi il nostro Parlamento ha molte più
donne di quante non ne aveva dieci o quindici anni fa, lo si deve
anche a quella legge che ha in qualche modo introdotto prima
l'obbligo delle candidature e, io mi auguro, anche l'obbligo delle
preferenze, perché è evidente che se apriamo oggi la prospettiva
per le elezioni amministrative sulla doppia preferenza di genere,
inevitabilmente si arriverà pure alla questione delle elezioni
regionali, che è una legge che ha una sua specificità, come è stato
ricordato dal Presidente, con una procedura diversa rispetto alla
legge ordinaria per le amministrative.
E lo dico perché la democrazia non è iniziata il 28 ottobre del
2012 nella nostra Regione.
Siamo arrivati ad oggi con tutti i limiti, grazie anche ai passi
avanti che si sono fatti, con innovazioni, a volte faticosamente
conquistate, ma che hanno consentito di dare alle istituzioni
democratiche una capacità di essere luoghi accoglienti anche per
gli uomini, visto che io faccio parte di questa categoria, ma nel
passato è stata esclusivamente o prevalentemente solo degli uomini.
Oggi credo che qui, ma anche in tanti consigli comunali, in tanti
luoghi amministrativi, comincia ad esserci una presenza femminile
sempre più diffusa e che non riguarda solo una parte politica.
Io vengo da un partito che ha introdotto l'obbligo del quaranta
per cento delle candidature da qualche anno; vengo da un partito
che ha fatto qualche mese fa le primarie, che hanno riguardato
milioni di persone e che sono state fatte votando un uomo e una
donna, cioè con la possibilità di votare un uomo e una donna. Il
risultato di quelle primarie è che oltre il quaranta per cento, non
delle candidate scelte dal partito, ma delle candidature scelte dai
cittadini, sono state candidature femminili. Questa è una questione
elettorale? No, è una questione di civiltà
Ecco perché penso che arrivare oggi ad approvare questa legge che
garantisce la rappresentanza di genere costituisce un elemento di
innovazione civile, non di procedura elettorale; mentre sono
convinto che tutto quello che attiene alle procedure elettorali,
ancorché condivisibili - ho sentito norme sui rimborsi - è
questione di per sé condivisibile, ma obiettivamente intervenire in
una procedura già iniziata è un precedente molto, molto delicato.
Pertanto, signor Presidente, chiedo che quest'Aula si esprima
esclusivamente per la parte che riguarda l'introduzione della
preferenza di genere e chiedo all'Aula, o alla Presidenza, se
valuterà in tal senso, che poiché è materia delicata e visto che la
procedura elettorale è già iniziata con l'indizione dei comizi
elettorali, di fare per questa parte quello che si è fatto in
altre occasioni.
Infatti, in altri momenti - credo che il Presidente Cascio lo
ricorderà - l'Aula si è determinata stralciando articoli del
disegno di legge esitato dalla Commissione, rinviando ad altro
apposito disegno di legge la trattazione, separandolo dal testo che
era stato prodotto dalla Commissione per quest'Aula. E' un modo per
evitare una discussione caotica e per concentrarci su un aspetto
che, poi, potrà essere condiviso o non condiviso, ma sappiamo di
cosa stiamo parlando, parliamo di un aspetto di natura politica-
civile, e non di una norma che interviene su procedure che, invece,
devono essere, a mio avviso, in maniera certa, definite una volta
per tutte e prima del voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io sono
stato uno degli assertori della doppia scheda, la scheda separata
per il sindaco rispetto al voto di lista; ma oggi abbiamo assistito
ad una pregiudiziale che, se non attinente alla materia in esame,
ci fa riflettere su quella che è stata l'indizione di una
convocazione straordinaria che, se poteva avere un senso per la
doppia preferenza, non la può avere assolutamente per quanto
riguarda la riforma elettorale a comizi già deliberati dalla
Giunta. Io credo che iniziare con precedenti come questi non fanno
bene al nostro Parlamento. Accettare una riforma elettorale quando
vi è stata già l'indizione dei comizi diventa un fatto grave per
l'Aula. In un momento così particolare, se ci fossimo limitati alla
preferenza di genere, sulla quale vi è un largo dibattito a livello
nazionale, credo che avremmo chiuso questa discussione in poche
battute; ma certamente non possiamo, in questa fase, modificare
qualsiasi norma elettorale.
Anche la problematica riguardante un terzo delle preferenze per la
composizione delle liste, ma soprattutto la possibilità che non
venga annullato il voto qualora si esprimano più di due preferenze,
sono elementi che sicuramente portano ad un controllo del voto.
Mi pare che in quest'Aula stiamo assistendo ad invettive contro un
Gruppo parlamentare o contro un altro, che certo non fanno bene a
un Parlamento, tra l'altro in diretta espressione di quella che
dovrebbe essere la rappresentatività del popolo siciliano. E mi
preme sottolineare che non sarebbe opportuno né da parte del
Presidente dell'Assemblea né da parte del Parlamento modificare
nemmeno una virgola rispetto alla legge elettorale oggi in vigore.
Noi stiamo facendo un lungo dibattito e chissà quanto si protrarrà
la seduta odierna su posizioni diverse, mentre la Sicilia sta
vivendo un momento particolarmente grave, per cui dovremmo
concentrarci più che altro sulle questioni di merito, in una Terra
che vede uomini suicidarsi per problemi di debito o per questioni
di sopravvivenza.
Noi abbiamo assistito a situazioni che hanno portato al disastro
economico dell'Isola, naturalmente nessuno vuole dare colpe al
Governo attuale o alla maggioranza attuale o al Parlamento attuale,
ma dovremmo riflettere su atteggiamenti più responsabili anche da
parte nostra.
Non possiamo sicuramente accettare di tenere una seduta così
lunga, nella quale abbiamo discusso ieri e oggi perché si vuole
abbassare il quorum, si vuole - forse, anche giustamente rispetto
alla situazione siciliana - creare il seggio unico. Ma voi pensate
che i comuni in questo momento, alla vigilia del voto, siano in
grado di organizzare una riforma dei seggi rispetto a quelli
attuali?
Sono condizioni, queste, che non ci consentono assolutamente di
affrontare questi temi in un momento in cui siamo qua, con i giorni
contati rispetto ai termini che bisogna dare al Commissario dello
Stato, per poi essere penalizzati all'ultimo secondo dell'ultimo
momento per l'indizione dei comizi. E voi pensate che possiamo
stravolgere le regole attuali?
Io penso che abbiamo un'occasione - assessore, lo dicevo oggi -,
che è quella della riforma dell'ente intermedio, una riforma
complessa di per sé, e a quella riforma dobbiamo cominciare a
lavorare subito dopo il bilancio per fare un testo unico degli enti
locali. E in quella sede si potrà discutere tranquillamente sulle
riforme, anche di tipo elettorale, che si devono introdurre in
Sicilia.
Ma non è questo il momento, non è opportuno, perché, al di là
delle pregiudiziali di una sentenza della Corte europea, io dico
che qui ci troviamo in una situazione ancora più grave.
Abbiamo fermato l'indizione dei comizi elettorali e si vorrebbe
accettare oggi una modifica della legge elettorale? Riflettiamo su
quello che stiamo facendo o che vogliamo fare.
Io credo che il disegno di legge, così come é in Aula, non possa
essere esaminato ora se non solo ed esclusivamente per quanto
riguarda la doppia preferenza di genere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, inizio questo mio intervento raccordandomi con quanto
accaduto pochi minuti fa. E penso che, al di là della non
approvazione della questione pregiudiziale, che insieme ad altri
colleghi abbiamo presentato all'Aula, bisogna dirlo, con grande
serenità e con grande senso di responsabilità da parte dei
componenti di quest'Aula, bisogna confermare e renderci conto che
la maggioranza di governo che sostiene il Governo Crocetta, che
sostiene il Presidente Crocetta, è allargata ad un nuovo Gruppo che
è il Movimento Cinque Stelle.
Vedete, abbiamo in questi mesi assistito a dei balletti e a delle
pantomime su quello che accadeva dentro quest'Aula. Si è, poi,
inventato il cosiddetto modello Sicilia , che mi sono sforzato con
grande dedizione di comprendere cosa sia: non capivo, perché si
parlava di riforme epocali, si parlava di vicende che stavano per
rivoluzionare questa Terra, si parlava di voti incondizionati e
incondizionabili.
Oggi ci rendiamo conto che il modello Sicilia non è altro,
forse, che un'alleanza nata all'indomani delle urne e che vede,
purtroppo, uno scambio, ahimè, non sui problemi della Sicilia o
sulle problematiche che attanagliano la nostra Regione, ma che
riguarda solo ed esclusivamente uno scambio di immagine, uno
scambio di notorietà, come se si fosse davvero in un reality.
Si cerca di sfidarsi, come accade ne Il Grande Fratello o in
altri noti reality, tra i vari personaggi su chi deve avere il
primato all'interno della casa e all'interno di questa casa si
assiste quotidianamente a questo. Anche perché abbiamo assistito ad
una non riforma delle province, approvata col voto favorevole di
questo Gruppo; si è assistito alla vergognosa assenza dei
componenti del Movimento Cinque Stelle in prima Commissione sul
parere relativo ad alcune nomine politiche di candidati nelle liste
del partito del Presidente della Regione, che niente hanno a che
vedere con quei commissariamenti - mi riferisco, ad esempio, alla
Camera di Commercio di Ragusa - e che colpevolmente, perché si
tratta di omissione-commissione, si sono alzati di fatto favorendo
quel parere.
Oggi accade che questa pregiudiziale non viene votata dal
Movimento Cinque Stelle. Pregiudiziale che, peraltro, non fa
nient'altro che ricalcare, onorevoli colleghi, semplicemente un
post all'interno del blog Beppe Grillo del Marino Mastrangeli,
oggi senatore, che titolava non più tardi di sei mesi fa L'Unione
europea vieta di cambiare legge elettorale un anno prima delle
elezioni, denunciamo il Parlamento italiano e l'Unione europea ,
peraltro, sbagliando tutto perché non c'entra l'Unione europea
bensì il Consiglio d'Europa, che è un'organizzazione
internazionale, quindi l'Europa non c'entra nulla. Ma questi è un
senatore, e sappiamo che il Movimento Cinque Stelle si diverte
anche in questo. Allora, penso che innanzi tutto si tratta di una
grave incoerenza che nasconde un allargamento di maggioranza. Poi,
allargo il giudizio politico anche alle comunicazioni che il
Presidente ha fatto l'altro giorno in quest'Aula, quando si è fatto
riferimento a questa convocazione improvvisata, come è improvvisato
ogni atto che questo Governo, purtroppo, pone in essere richiamando
l'articolo 11 dello Statuto regionale che, giustamente, lei
Presidente, che è baluardo e finora ha dimostrato grande coraggio a
difesa delle prerogative di questa Aula, prevede la richiesta di
convocazione straordinaria dell'Aula da parte del Presidente della
Regione.
Ma il dato politico, anche qui, va raccolto perché la riflessione
che oggi ci porta ad essere presenti è su quale sia la valutazione
del Presidente della Regione sul termine o sull'aggettivo
straordinario . Io penso che oggi straordinario sia affrontare
le problematiche inerenti alla mancanza di lavoro, alle difficoltà
delle piccole e medie imprese, alla crisi economica che morde e
divora il nostro futuro. Non penso che il problema straordinario di
questa Regione sia approvare questa legge e far sì che domani il
Presidente della Regione possa andare al programma televisivo Le
invasioni barbariche a dire che ha fatto l'ennesima rivoluzione,
che consiste nel nulla.
Io non penso che siano queste le motivazioni per cui si convoca
l'Aula, ma sono scelte che fa il Presidente della Regione che sta
trascinando, purtroppo, questa maggioranza - una maggioranza
composta da uomini di grande esperienza e di grande valore -
all'interno di un vortice di tristezza e di rassegnazione, perché
queste scelte, che nei corridoi del Palazzo vengono notoriamente
criticate dai componenti della maggioranza, poi purtroppo vengono
approvate puntualmente da questa maggioranza parlamentare, che
ancora non ha avuto il sussulto d'orgoglio di dire che l'azione di
Governo umilia questo Parlamento, ma soprattutto umilia questa
maggioranza calpestandone la capacità politica di rappresentare la
Giunta di Governo, calpestandone la capacità di proposta e di
innovazione. Infine, signor Presidente, cerco di affrontare anche
questa norma.
Mi riallaccio a quel che ha detto l'onorevole Cracolici -
anch'egli personaggio di cui ho grande ammirazione - che, di fatto,
ripropone quanto riportato nella pregiudiziale, e sono
perfettamente d'accordo quando dice che il problema non sta tanto
nella norma o in quello che prevede che - lo dico chiaramente - può
essere condiviso ed anzi può essere un importante processo di
innovazione delle nostre istituzioni, per allargare, per facilitare
anche una maggiore partecipazione, in una prima fase, delle donne.
Ma l'onorevole Cracolici pone un altro problema, un problema serio
che pone anche il Codice al quale abbiamo fatto riferimento nella
pregiudiziale: un problema di tempi.
Ormai, come dicevo prima, siamo abituati al surrealismo di
quest'Aula.
Sembra di assistere ad un film di Luis Bunuel o di altri
surrealisti famosi perché, ad un mese e mezzo dalle elezioni, sfido
qualunque deputato di quest'Aula - che in questi giorni si
confronta quotidianamente, telefonicamente e non, con candidati al
consiglio comunale e sindaci per la preparazione di liste, e con
candidati sindaci che hanno liste pronte - a non avere imbarazzo
nel non sapere rispondere ai nostri dirigenti di partito su come si
svolgeranno queste elezioni.
Vedete, è una situazione surreale: a due mesi dalle elezioni,
stiamo a discutere di seggio unico, di doppia preferenza, di
abbassamento della soglia di sbarramento.
Stiamo discutendo di tutte le leggi che regolano la democrazia, ed
è surreale che accada perché stiamo giocando con qualcosa di cui
forse non ci rendiamo conto.
Per favorire la voglia di immagine di un presidente della Regione
che ancora non ha prodotto nulla agli atti per la Sicilia,
rischiamo di minare le regole base della democrazia, che sono
riportate nel Codice di buona condotta elettorale cui facevamo
riferimento e che riporto brevemente, anche perché ricalcano in
modo straordinario ciò che aveva precedentemente detto l'onorevole
Cracolici: «Articolo 63 - La stabilità del diritto è un elemento
importante per la credibilità di un processo elettorale ed è essa
stessa essenziale al consolidamento della democrazia. Infatti, se
le norme cambiano spesso l'elettore può essere disorientato e non
capirle, a tal punto che potrebbe a torto o a ragione pensare che
il diritto elettorale - ascoltate bene - sia uno strumento che
coloro che esercitano il potere manovrano a proprio favore e che il
voto dell'elettore non è di conseguenza elemento che decide il
risultato dello scrutinio».
Ebbene, onorevoli colleghi, io vi richiamo, al di là delle
appartenenze politiche, ad un sussulto di democrazia, ad un
sussulto di dignità, a quella accezione che il nostro termine di
onorevoli ci deve consegnare, che è quella che in un momento di
grave crisi delle Istituzioni e del nostro ordinamento democratico
continuare a minare queste regole e a far sentire l'elettore
semplicemente la pedina di uno scambio e di un gioco più grande di
lui, non so dove ci porterà. Purtroppo ci porterà, a causa della
voglia di espressione di qualcuno, a pagarne tutti quanti le
conseguenze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ero
contrario alla pregiudiziale.
Ero contrario, pur avendola sostenuta, firmata e votata, perché la
ritenevo superata dalla sostanza dei fatti. Bene hanno fatto i
colleghi a presentare una sentenza della Corte europea dei diritti
dell'uomo, che ha rappresentato un rafforzativo di una vicenda che
indubbiamente era già pregiudicata nella logica, perché non è
necessario essere dei fini giuristi per assicurare un principio,
basta una semplice dichiarazione di buon senso.
Signor Presidente, onorevoli colleghi di qualunque parte politica,
anche gli amici del Movimento Cinque Stelle che spesso si
confondono nei meccanismi decisionali e del voto, ma come si può
pensare logicamente, dopo che il presidente della Regione ha dato
delega all'assessore competente per fissare la data per le elezioni
amministrative credo il 9 o il 10 di giugno, o comunque è stata
resa nota la volontà del Governo di individuare una data per lo
svolgimento delle elezioni amministrative, a poco meno di un mese
dalla indizione dei comizi e quindi dall'avvio delle procedure di
raccolta di firme per i simboli nuovi, la presentazione delle
liste, le candidature, gli accorpamenti, tutto quello che è il
compimento delle procedure pre-elettorali per le elezioni, di
presentare ed approvare questo disegno di legge. Al di là della
giusta affermazione del principio della preferenza di genere, che è
veramente - non dico una conquista di civiltà, perché il termine è
roboante - un principio importante che viene affermato dal punto di
vista legislativo, come è possibile che ci sia un Parlamento, ma
prima ancora di un Parlamento un Governo che decida di intervenire
pesantemente - a partita iniziata, direbbe qualcuno - affermando
questioni che riguardano la composizione delle liste, il tetto
massimo del numero degli abitanti o addirittura le quote per quanto
riguarda la composizione delle giunte e delle percentuali di
maggioranza?
E' insano come principio, signor Presidente, e questa é un'altra
presa di posizione di questo Governo che, per mascherare
l'incapacità di affrontare i temi dell'occupazione, dei precari,
dell'agricoltura, dell'ambiente, della disoccupazione, della crisi
degli imprenditori, non riuscendo ad occuparsi dei problemi veri
della Sicilia, preferisce occuparsi di temi che, al di là di un
aspetto di civiltà, rappresentano argomenti tediosi che non
riguardano nessuna delle categorie in crisi della Sicilia e che
rappresentano un condizionamento del dopo alla vigilia di procedure
elettorali.
Signor Presidente, credo che non possiamo andare avanti così.
Il Presidente Crocetta e il suo Governo devono capire che esistono
delle regole pure per loro, anche se capisco che chi arriva al
punto di nominare assessore la propria segretaria sia convinto di
essere onnipotente Fra l'altro, mi sia consentito dire, per un
problema di giustizia, che l'affermazione del Presidente della
Regione ma io non me ne ero accorto; ho pensato all'ultimo minuto
che potevo nominare la mia segretaria e le chiedo scusa perché ci
ho pensato all'ultimo minuto , cioè un Presidente della Regione che
non programma la nomina di un assessore importante quale quello per
il turismo, è possibile quando si è forse in preda al delirio di
onnipotenza o quando si è consapevoli dell'incapacità di affrontare
i temi programmati nella Regione e allora ci si diverte a dire che
bisogna modificare la legge elettorale per poi andare nelle sedi
televisive a dire che si è fatta un'altra riforma.
Signor Presidente, la invito, lei che è stato un apprezzato
amministratore, oltre che un fine giurista e un valente avvocato, a
rafforzare le preoccupazioni di questo Parlamento ma anche dei
sindaci, dei candidati, dei partiti, che non possono essere preda
di decisioni dell'ultimo minuto.
Anch'io le chiedo, signor Presidente, di volere consentire il voto
della parte che riguarda le procedure per la rappresentatività
delle donne nelle liste e poi lasciare tutta la materia al prossimo
turno elettorale fra un altro anno.
PRESIDENTE. L'Aula, probabilmente, era disattenta, spetta a me
fare la sintesi e poi chiaramente si continua con la discussione
generale, ma, sostanzialmente, abbiamo una proposta concorde
TURANO. No, no
PRESIDENTE. Aspetti, concorde di due persone. Se non sa che cosa
sto dicendo, Onorevole Turano Di due deputati appartenenti a
schieramenti diversi.
(Brusio in Aula)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.32)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, cortesemente gradirei poter concludere il mio
ragionamento prima di giudizi affrettati. Noi abbiamo avuti
interventi da parte di più parlamentari, due di opposto
schieramento, che, se non erro, sembrano concordare su una
questione che poi proceduralmente potrà in qualche modo vedere
coinvolta l'Aula; perché, consentitemi, da parte di più
parlamentari si è fatto appello a questa Presidenza, addirittura di
stoppare la legge, si è fatto appello alla Presidenza di stralciare
alcune parti, voi sapete benissimo che non rientra più nelle
competenze di quest'Assemblea almeno per le parti che sono state
esitate da parte della Commissione. Quindi, comunque, occorrerebbe
un voto d'Aula.
Siccome si sta svolgendo un dibattito civile e debbo dire pure
ricco di contenuti, l'onorevole Cracolici aveva svolto un
ragionamento all'inizio del suo intervento evidenziando come è
opportuno che quest'Aula, magari, voti sulla preferenza di genere o
rimandi, vediamo quale possa essere la procedura, ad altra sede;
aveva addirittura formulato l'ipotesi di approvare il disegno di
legge e consentire l'entrate in vigore successivamente.
Ora, sento da parte di un autorevole esponente del PDL,
l'onorevole Caputo, consentitemi, che mi sembra in qualche modo
sintetizzi questo tipo di ragionamento anche se in forme diverse
perché ha evidenziato la sua non contrarietà alla norma sulle
preferenze di genere e l'opportunità di rinviare in altra sede, ma
ancora non si è stabilito quale, in quale forma, il ragionamento
sulle altre norme.
E' chiaro che questo tipo di ragionamento fa parte del dibattito
che è in itinere ed è per questo che io l'ho voluto sottolineare,
perché ci potrebbe in qualche modo far uscire da questa impasse.
Questo è quello che volevo evidenziare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per rispondere al collega Lombardo e per difendere
l'operato di questo Governo.
Onorevole Lombardo, siamo al quinto mese, non al quinto anno di
legislatura, quindi ancora questo Governo deve dare sicuramente il
meglio di se stesso. Ha iniziato con alcuni provvedimenti che,
sicuramente, faranno bene a questa comunità.
Signor Presidente, prima delle vacanze di Pasqua ci ha convocati
per l'8 aprile, ma una chiamata urgente ci riconvoca per il 3
aprile per discutere un disegno di legge che va nella direzione
delle amministrative di giugno dove tanti comuni della Sicilia si
accingono a votare.
A parte la preferenza di genere, di cui sono convinto e sicuro che
questo potrebbe andare anche bene, sul resto delle cose non penso
che così d'amblè possiamo fare una riforma della legge elettorale.
Le comunico, signor Presidente, che questo è l'ultimo disegno di
legge che voto, non perché sia contrario al Governo, ma questo è
l'ultimo disegno di legge se prima non vedo un disegno di legge che
va a sconfiggere la crisi fuori. Questo è l'ultimo disegno di legge
che mi vede impegnato in quest'Aula, perché è impensabile che dopo
tutto quello che accade ogni giorno nella comunità italiana, in
particolare nel meridione d'Italia, ancora perdiamo tempo su delle
leggi importantissime ma che sicuramente non sono più importanti di
quelle che riguardano il popolo siciliano che sta morendo. Oggi, ho
incontrato enti che non possono pagare piccole e medie imprese ed
enti che non possono pagare il DURC perché avanzano dei soldi dalla
Regione siciliana, dalla pubblica amministrazione e si trovano in
grande disagio e devono pure licenziare
Diceva l'economista Keynes che la spending review serve fino ad un
certo punto, quello che occorre è che la pubblica amministrazione
investa, deve spendere
Quindi, desidero che il mio intervento venga registrato e vada
agli atti. Questo è l'ultimo disegno di legge e non c'è partito che
tenga Se non c'è una legge sullo sviluppo che possa cambiare,
finalmente, le regole in questa società siciliana non voterò più
niente mi asterrò da questo Quello che chiede il mio elettorato è
questo
Quindi, in questo disegno di legge l'unica cosa che accetto è la
legge sulla preferenza di genere, dopodiché cancelliamo tutto
perché non voterò niente e questa sarà una mia iniziativa che
sposerò con tanti parlamentari perché l'attenzione della gente, dei
siciliani va sicuramente dall'altra parte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, mentre qui si discute, si continua a perdere tempo e il
disegno di legge fa da navetta tra l'Aula e la I Commissione con il
Presidente, giustamente, della I Commissione che si sente il peso
in quella che è la sua attività istituzionale, dal momento che lui,
giustamente, sostiene che per la prima volta nemmeno alla riunione
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è stato invitato, tant'è
vero che il banco della Commissione è completamente sguarnito e
privo di qualsiasi rappresentante della Commissione stessa..
Nel momento in cui si fa da traghetto, si perde tempo, si ammicca
alle donne facendo capire che ognuno di noi è più propenso al voto
di genere rispetto ad altri, la Sicilia sta morendo La Sicilia è
in condizioni economiche drammatiche, abbiamo imprenditori che si
suicidano e in Commissione Bilancio, anziché venire il Governo e
portare il nuovo strumento finanziario e farlo approvare
velocemente affinché arrivi in Aula, si continua a bivaccare - io
sono il vicepresidente di quella Commissione - e ascoltiamo tutti i
giorni le lamentele di coloro i quali, dagli agricoltori alla
formazione, dagli imprenditori ai vari settori dell'economia
siciliana, vengono a implorare l'aiuto da parte della Regione. E la
Regione, ancora una volta si dimostra matrigna, incapace di dare
risposte immediate.
Mi fa piacere, signor Presidente, che ci sia l'Assessore per
l'agricoltura, il quale in questi giorni sta promuovendo una serie
di iniziative; ma se non c'è lo strumento finanziario ed economico,
come può l'Assessore per l'agricoltura cercare, ad esempio, di
combattere la tristezza degli agrumi che sta devastando tutti gli
agrumicoltori della Sicilia.
E mentre l'Assessore per le infrastrutture lotta per avere dei
fondi per cercare di venire incontro al dissesto idrogeologico, noi
continuiamo qui a perdere tempo.
Signor Presidente, lei deve contingentare i tempi: o questa legge
passa stanotte oppure è chiaro che non possiamo continuare a stare
qui ad ascoltare gente che parla solo per il piacere di parlare e
solleva problemi solo perché non ha altro da fare.
E' possibile, signor Presidente, modificare le regole del voto a
comizi già indetti, perché lei poco fa ha detto una inesattezza, mi
permetto di correggerla, quando lei dice ma ancora i comizi
elettorali non sono stati indetti , non è vero, erano stati già
indetti per il mese di marzo, poi le elezioni sono state spostate
al mese di maggio e poi, le ricordo, che c'è una terza delibera di
Giunta che sposta le elezioni al mese di giugno. Quindi, veda, il
percorso è già iniziato, il percorso è quasi in arrivo, al
traguardo, quindi la prima cosa che dobbiamo dire e se è possibile
dare vita a questa riforma.
Si era partito con il voto di genere e ricordo due cose
importanti: innanzitutto se la legge è arrivata in Aula è perché il
PDL insieme al Movimento 5 Stelle è rimasto in Commissione e
abbiamo consentito l'approvazione della legge e abbiamo mantenuto
il numero legale, perché se noi e il Movimento 5 Stelle fossimo
usciti fuori dalla Commissione, quella sera sarebbe venuto meno il
numero legale e mai la legge sarebbe arrivata in quest'Aula.
L'idea che il PDL sia contrario alla legge è un fatto assurdo,
ricordo che l'onorevole Vicari quando era deputato presso questa
Assemblea aveva già presentato un disegno di legge in tal senso e
che poi il PDL ha riproposto al Senato e che fra il programma
prioritario del PDL vi era, appunto, il riconoscimento del voto di
genere. Ma come arrivare al voto di genere per evitare che il voto
di genere diventi uno strumento attraverso il quale venga ad essere
controllato il voto?
Perché Signor Presidente, quando il Movimento 5 Stelle pone il
problema di avere il seggio unico per procedere allo scrutinio, lo
fa non perché sono fissati e sono convinti che il seggio unico di
scrutinio sia uno strumento inutile, è perché sanno, i primi loro,
che attraverso il seggio unico si impedisce, a cominciare dalla
mafia, di controllare il voto in Sicilia. Con la scheda rotante -
perché questa è la storia di questa terra - nel passato si è
controllato il voto. Con la scheda rotante negli anni passati tutti
erano costretti a votare, così come il potente di turno, spesso
legato alla malavita, costringeva a fare.
Per cui, sul voto di genere non ci sono dubbi, Signor Presidente,
che siamo tutti d'accordo, ma dobbiamo trovare, ancor prima di
votare sul voto di genere, un risultato che ci consenta di ottenere
l'assoluto anonimato.
Noi non possiamo avere sezioni dove vanno a votare 350-400 persone
e non possiamo avere sezioni , quindi, dove il voto, attraverso il
voto di genere, diventa un voto che si controlla, un voto non più
democratico e un voto in cui si è soggetti al ricatto della mafia.
Questo non lo dobbiamo assolutamente dimenticare
Veda, signor Presidente, se passiamo ad approvare l'articolo 1,
già fin da adesso le dico che dobbiamo tirar fuori un emendamento
che è stato inserito, non so per quale motivo, fra gli aggiuntivi,
affinché si veda subito di porre un freno a questo rischio e il
freno si chiama seggio unico di scrutinio, cioè la possibilità di
mettere tutte insieme le schede per evitare che qualcuno possa
controllare il voto.
Quindi, ripeto, da parte nostra c'è questa volontà di portare
avanti la legge. Da parte nostra c'è, però, anche la volontà di
dare vita ad una serie di ulteriori aggiustamenti, perché vedete -
lo sollevavano anche alcuni colleghi in Commissione - se prevediamo
il doppio voto, è chiaro che dobbiamo anche prevedere una maggiore
omogeneizzazione fra i candidati uomini e le candidate donne. E se
poi vogliamo a inizio corsa, dal momento che pare essere ormai un
fatto su cui si può procedere, dare vita a questa riforma, è chiaro
che la richiesta da parte di autorevoli colleghi di abbassare dal
cinque al quattro per cento la soglia minima per poter accedere in
consiglio comunale, credo che questo sia un fatto dovuto a cui
quest'Aula non può assolutamente sottrarsi. Così come l'altra
richiesta di garantire sì la maggioranza al sindaco, ma non di
mortificare gli elettori e i consiglieri come è avvenuto al
consiglio comunale di Palermo. Deve essere un'altra proposta che
deve essere presa in considerazione.
Poco fa, in maniera dotta, si discuteva di questa sentenza della
Corte europea. Bene, questa sentenza della Corte europea se valeva
per la Bulgaria, credo che per alcuni comuni della Sicilia valga
eccome se non valga E su questo pericolo vero di infiltrazione da
parte della malavita e della mafia, bisogna aprire gli occhi.
Abbiamo la necessità, signor Presidente, perché il tempo incombe.
Non è che noi qui siamo senza limiti, perché i comizi elettorali
devono essere indetti fra il sessanta e il cinquantacinquesimo
giorno, perché ancora aspettiamo una decisione del Commissario
dello Stato, perché ancora abbiamo la necessità di pubblicarla. Di
che cosa stiamo parlando? O poniamo un termine, un freno lavorando
giorno e notte, oppure stiamo ingannando i siciliani, stiamo dando
loro l'impressione che vogliamo la legge quando sappiamo che è una
corsa contro il tempo che non si fermerà mai perché non riusciremo
ad approvarla nei tempi utili affinché venga resa operativa nelle
prossime scadenze e perché, signor Presidente, non si vara una
legge con la doppia preferenza, soprattutto con la preferenza di
genere, se non si approva prima di tutto il seggio unico per
evitare le infiltrazioni mafiose.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire nei lavori
chiedo al Governo di chiarire se sono state indette le elezioni.
A mio avviso non sono state indette le elezioni. Serve per
chiarezza. Diventa dirimente questo tipo di ragionamento.
VINCIULLO. Non occorre che lo dica il Governo, c'è una delibera di
Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, il Governo può fare
un'interpretazione autentica perché tutti noi potremmo leggere la
Gazzetta ufficiale e non mi risulta che ci sia pubblicato un
decreto. Lei ha sollevato delle questioni giuste, più volte si è
parlato di tre date. Facciamo chiarezza anche su questo punto che
serve per il prosieguo del dibattito.
Ha facoltà di parlare l'assessore Valenti.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, solo una precisazione in quanto la indizione dei
comizi elettorali dovrà avvenire tra il sessantesimo giorno e il
cinquantacinquesimo giorno prima della data delle elezioni che sono
state individuate dalla Giunta con delibera per il 9 giugno.
Quindi, il termine per l'indizione è esattamente il 15 aprile. Fino
a quella data con decreto dell'Assessore per le autonomie locali
verranno indetti i comizi elettorali ufficialmente. Fino a quella
data, quindi, l'atto formale è proprio il mio decreto per
l'indizione dei comizi.
VINCIULLO. Non è che il chiarimento del Governo è vangelo
PRESIDENTE. Onorevole Formica, sulle indicazioni del Governo non
può intervenire. Onorevole Turano lei parlerà dopo l'onorevole
Cordaro.
Nell'ordine sono iscritti a parlare l'onorevole Cordaro,
l'onorevole Turano, l'onorevole Falcone, l'onorevole Vullo,
l'onorevole Assenza, l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Di Mauro e
l'onorevole Formica.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io temo
che questa serata possa essere ricordata come una pagina nera nel
cammino di questa legislatura.
Sono già accadute alcune cose, a mio parere, molto gravi e,
probabilmente, il vero problema e la vera incomprensione che sta
alla base della fibrillazione dell'Aula è la mancanza di una regia
o, forse meglio, una contraddizione concettuale. Cioè, noi sappiamo
che la volontà del Governo e della maggioranza che lo sostiene è
quella di votare la doppia preferenza di genere e basta, lo ha
detto l'onorevole Gucciardi, lo ha sostenuto il Presidente
Crocetta, pur con delle aperture ad eventuali altre richieste.
E però, nello stesso tempo, onorevole Gucciardi, è accaduto in I
Commissione che tanto da parte di deputati anche di esperienza, di
cultura del PD, quanto da parte di colleghi dell'UDC siano venuti
una serie di emendamenti che, invece di favorire un percorso di
chiarezza, hanno di fatto messo carne al fuoco, perché non soltanto
a quel punto sono stati apprezzati i loro emendamenti e, quindi,
hanno finito per far parte integrante del disegno di legge che oggi
viene apprezzato dall'Aula, ma hanno, soprattutto, e ciò è più
grave, aperto la stura ad una sequela di emendamenti corretti che
sono venuti anche dalla opposizione e che hanno finito per fare
della discussione che oggi doveva avere ad oggetto la doppia
preferenza di genere, una discussione su una vera e propria riforma
elettorale.
Allora, se qua non ci chiariamo, Presidente Ardizzone e
soprattutto Presidente Crocetta, ed è per questo che io dall'inizio
della seduta chiedo la presenza del Presidente della Regione, se
non ci chiariamo qual è l'obbiettivo che ha il Governo e qual è il
limite entro il quale noi finiremmo, a quel punto sì, per entrare
nel merito della sentenza della Corte Europea dei Diritti
dell'Uomo, noi finiremo per scrivere questa sera una pagina nera
nella storia di questa legislatura.
La contraddizione concettuale che qualcuno ci deve chiarire sta
alla base della prosecuzione del ragionamento, altrimenti
continuiamo a navigare a vista.
Ci sono colleghi della maggioranza che finiscono per sentirsi di
opposizione; ci sono colleghi dell'opposizione, come due che ho
sentiti poc'anzi del PDL, che non capiscono più se sono
all'opposizione o se sono in maggioranza e ci sono persone,
colleghi deputati come me di modesta levatura intellettuale che, a
quel punto, rischiano di confondersi e di non capire più qual è il
gioco al quale stiamo giocando.
Allora, Presidente, fuor di metafora, io voglio ribadire alcuni
concetti precisi.
Il primo. La pregiudiziale, onorevoli colleghi che a vario titolo
siete intervenuti, è assolutamente pertinente, anzi, era
assolutamente pertinente perché in democrazia vale il voto e
quest'Aula, secondo il Presidente che è garante, l'ha bocciata; è
pertinente perché lo dice il diritto e perché lo dice chi l'ha
ammessa e, quindi, era pertinente.
La pregiudiziale era pertinente, soprattutto in ragione di quanto
- e in questo io sono d'accordo col collega Caputo - era accaduto
in quest'Aula. Perché, vedete, io che non sono un uomo che vive dei
boatos e che vive dei conati della gente, ma sono un uomo che cerca
di vivere stando con i piedi per terra ed interpretando le reali
esigenze di questa nostra difficile terra, non farò come il collega
Lentini che - non me ne abbia - per la seconda volta dice che non
parteciperà più ai dibattiti se non si parla di economia, però è
sempre qua e ci partecipa, quindi, collega Lentini, ci aiuti lei
che è di maggioranza ad uscire da questo imbarazzo, perché tutti
sappiamo che ci sono gli imprenditori che si suicidano, ma,
colleghi, abbiate un po' di dignità e di rispetto per gli
imprenditori che si suicidano perché qua finiamo per fare tutti i
demagoghi e, dopodiché per la terza volta ci troviamo un Governo
che chiede un ulteriore finestra in sede di finanziaria per parlare
del nulla Del nulla
Ed allora, rispetto a queste cose, un po' di dignità Perché,
colleghi del Movimento 5 Stelle, il vostro padrone Grillo diceva,
qualche mese fa, e urlava al colpo di Stato quando il Presidente
Napolitano voleva cambiare la legge elettorale con un consenso
parlamentare vastissimo Gridava nelle piazze al colpo di Stato E
voi, oggi, ad un mese e mezzo dal voto, al netto del fatto che
siano stati indetti o meno i comizi elettorali, volete introdurre
il seggio unico che è una cosa sacrosanta, ma dovete mettervi
d'accordo e dovete mettervi d'accordo con voi stessi, perché quando
la politica esisteva, ed era quella con la p maiuscola, se ci
fosse stato un intervento come quello pregevole dell'onorevole
Ciancio e poi il suo Gruppo avesse votato come ha votato quella
pregiudiziale, il minimo che poteva accadere era che l'onorevole
Ciancio uscisse dal Gruppo e si iscrivesse al Gruppo Misto, quando
la politica esisteva Ma siccome voi giocate, come bene ha detto
l'onorevole Lombardo, perché vi pare un gioco, il gioco prima o poi
sarà disvelato.
La luna di miele con quei siciliani e con quegli italiani che
hanno creduto nel vostro progetto finirà e, forse, torneremo ad
occuparci, finalmente, delle cose vere della politica e degli
interessi reali della gente.
Allora, in questo disegno di legge che è diventato riforma
elettorale, ci sono delle cose serie, presidente Ardizzone, ed io
le valuterò perché nel mio Gruppo parlerò soltanto io. Il Gruppo
del Cantiere popolare non ha alcun interesse dilatorio, il Gruppo
del Cantiere popolare vuole affrontare il tema che ci sottoporrà il
Governo quando ce lo spiegherà, spero definitivamente, in maniera
costruttiva.
Chiediamo, quindi, che si esca da questa contraddizione
concettuale, altrimenti sosterremo delle tesi che riteniamo giuste
sotto il profilo politico.
Noi non possiamo sopportare oltre e, quindi, ci batteremo perché
ci sia ad esempio un premio di maggioranza che assegni una
maggioranza assoluta in un Consiglio comunale, soltanto
raggiungendo il 40 per cento, l'oltraggio alla democrazia che si è
verificato qualche tempo fa a Palermo. Noi non sopporteremo oltre
che un partito che ha preso il 10 per cento porti in Consiglio
comunale 30 consiglieri comunali su 50 Se ci costringerete a
portare avanti una riforma elettorale, noi faremo le barricate su
punti di principio, che sono punti di giustizia sociale e politica.
L'Italia è l'unico Paese al mondo che ha due sbarramenti: il
premio di maggioranza e lo sbarramento. Sono due sbarramenti Non
c'è altra repubblica democratica al mondo che abbia questo sistema
elettorale
Considerato che il premio di maggioranza costituisce già di fatto
una finzione giuridica, perché assegna più parlamentari di quelli
che la democrazia numerica assegna, dobbiamo intenderci; noi
chiederemo che lo sbarramento venga abbassato - è stata una
battaglia e sarà una battaglia del Cantiere popolare - o
addirittura eliminato e lo spiegheremo in Aula il motivo e cioè che
la rappresentanza democratica torni ad essere una rappresentanza
del popolo e non una rappresentanza elitaria.
Abbiamo assistito, grazie ad una legge che abbiamo subito nel 2011
e che ha eliminato l'effetto trascinamento, ad un vero papocchio'
durante le scorse elezioni amministrative. Si abbia il coraggio di
spiegare ai siciliani che ci vuole la doppia scheda e che ciascuno
possa determinarsi in maniera chiara e ordinata, segnando in una
scheda il Sindaco e in un'altra il Consiglio comunale. Se ci
costringerete su questa strada noi ci stiamo, perché abbiamo
argomentazioni a iosa
E andiamo al nodo: la doppia preferenza di genere. Sulla doppia
preferenza di genere il gruppo del Cantiere popolare non ha alcuna
preclusione.
Certo Presidente Ardizzone mi rendo conto, anche assistendo al
dibattito, che è complicato entrare nella psicologia delle donne e,
quindi, francamente mi fermo rispetto ad una prospettazione di un
tema identico che è stato esposto in maniera assolutamente diversa
dalla collega Ciancio e dalla collega Raia. Rispetto a questo,
quindi, battaglia di libertà? Battaglia di steccato? Le ho sentite
tutte e due
C'è chi sostiene, e sono donne, che la doppia preferenza di genere
finisce per essere la battaglia di una riserva indiana ; c'è chi
sostiene - ed ho ascoltato eminenti colleghi spiegare anche la
scaturigine della presenza di un numero x di donne in lista - che
questo sia, invece, un momento serio di democrazia.
Il gruppo del Cantiere popolare non si ferma dinnanzi alle
innovazioni, è pronto a lavorare in questo senso, lo diciamo con
estrema chiarezza, comprendendo però anche quelle colleghe o quei
colleghi che hanno una posizione di difficoltà rispetto a questo
approccio.
Concludendo, non voglio minimamente dare giudizi morali su
nessuno, mi dispiace, questo lo devo dire con chiarezza e mi
rammarico anche del fatto che abbia alzato i toni nei confronti dei
colleghi del Movimento Cinque Stelle, però quello che è accaduto
questa sera in quest'Aula è spiacevole, è un uso della democrazia
che io deploro e che ritengo debba essere, invece, un po' più serio
e un po' più meditato.
Capisco che è un gruppo di 15 colleghi, però se si discute prima
quello che si fa in Aula evitiamo di creare scempio della
democrazia e di questo Parlamento rispetto poi al resto del lavoro
noi attendiamo, e concludo signor Presidente, le indicazioni del
Governo, perché rispetto a quella che sarà la prospettazione
definitiva, il gruppo del Cantiere Popolare si atteggerà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo di
sviluppare un ragionamento esclusivamente politico, che riguardava
un tema così importante come quello elettorale. Ahimè, sono
costretto a divagare, brevemente, per lasciare agli atti
parlamentari un principio, secondo me, inderogabile.
PRESIDENTE. Onorevole Turano continui.
TURANO. Signor Presidente, mi sono fermato non perché volevo
tediarla con i miei ragionamenti, ma perché ritenevo fosse
opportuno che lei sentisse, atteso che questo piccolo pezzo del
ragionamento è diretto alla Presidenza dell'Assemblea, che sempre
più mi rappresenta.
So di dover divagare dal tema principale per testimoniare e
affermare quello che è il ruolo del deputato.
Mi è stato spiegato che le regole erano cambiate, il l regolamento
dell'Assemblea prevedeva delle procedure ferree e da diligente e
devo dire pure - con un pizzico di orgoglio - conoscitore del
Regolamento stesso, mi sono preoccupato di studiare la parte del
nuovo Regolamento.
Se qualcuno, signor Presidente, dei colleghi, e lei non ha bisogno
di essere difeso, prova a lanciare una palla avvelenata per forzare
sul Regolamento, sono certo che lei non la raccoglierà.
Qualche volta può capitare che la politica, all'unanimità, chieda
di derogare al Regolamento stesso, ci vuole, però, l'unanimità.
Perché dico questo? Perché gli interventi di autorevolissimi
colleghi, peraltro di lunghissima esperienza, portano a valutare
come utile ed apprezzabile l'articolo 1 e poi motivano sulla
opportunità o meno del rinvio della restante parte della legge.
Mi chiedo quale sia il ruolo di un deputato. Se ci fosse una
sintesi politica, ci metteremmo due minuti a liquidare parti della
legge o parti del disegno di legge che non hanno il consenso di
questa Assemblea e considerato che sono uno che è maggioranza e
che la sostiene lealmente, ma che non rinnega né la mia storia né
alcuni vecchi atti parlamentari che mi riguardano, ho la necessità
di sapere che le regole vengano rispettate.
Questa legge, che è una legge elettorale, che arriva in un momento
particolare e che incendia, per certi versi, i lavori parlamentari,
è una legge che, nel rispetto del regolamento, prevede la
presentazione di una serie di emendamenti.
Mi convince, parzialmente, il ragionamento dell'onorevole
Cracolici, possiamo decidere di rinviare l'applicazione di una
parte della legge non al turno immediatamente successivo, ma
all'altro ancora, ma nessuno pensi di impedire a quest'Aula di
trattare gli argomenti che sono contenuti nella legge nella forma
di articolato e nella forma di emendamento o di sub-emendamenti.
Faccio un esempio su tutti: personalmente non ho paura delle
grandi sfide, così come mi appassiona l'idea di votare la doppia
preferenza di genere e di dare l'opportunità all'elettore di
scegliere liberamente tra un uomo e una donna, mi intriga l'idea di
ritornare di nuovo al sistema della doppia scheda.
Vede, signor Presidente, si parla di argomenti importanti. Nel
1998, onorevole Laccoto, anche lei era su questa lunghezza d'onda,
non pensi che stia banalizzando un ragionamento, sto cercando di
riportare al tema che stiamo trattando argomenti importanti, perché
- ripeto - nel 1998, quando quest'Assemblea votò la legge che
introdusse la scheda unica, il suo partito, l'appartenenza al suo
partito, era d'accordo ed io ho votato contro quella legge, seppur
facente parte di una maggioranza che sosteneva - parlo con lei e
parlo pure con la maggioranza di allora che era il centrodestra -
perché ritenevo che la doppia scheda fosse un grande senso di
libertà e di responsabilità che veniva affidato agli elettori.
Oggi arriva in Aula una legge elettorale e noi dobbiamo trattarla,
ci vorrà meno di un minuto a bocciare il mio emendamento che
prevede la doppia scheda e però sono pronto e disponibile, qualora
questo dovesse influenzare così drammaticamente la libertà
dell'elettore, a sub emendare quel testo e a dire di rinviarlo alla
prossima tornata utile, del resto è la terza volta che si rinviano
le elezioni per le province, non vedo perché non bisogna affrontare
questi argomenti.
Signor Presidente, le chiedo soltanto il rispetto delle regole e
personalmente ho presentato emendamenti di cui sono fortemente
convinto e vorrei che l'Aula si pronunziasse su questo, se ne
facesse un dibattito chiaro, franco, leale così si capisce chi per
esempio considera innovazione e riforma un atteggiamento che è
quello di consegnare all'elettore la possibilità di esprimere
liberamente il sindaco e chi, invece, lo considera ancora ancorato
e vincolato ai partiti, ma non si pensi di poter dire che non sono
ragionamenti attinenti all'argomento che stiamo trattando.
Concludo, ho sforato di due minuti il tempo, per ribadire che la
libertà che può essere concessa all'elettore, di esprimere un uomo
e una donna nella scheda, mi sembra un ragionamento serio che io
apprezzo e apprezzo anche il coraggio del Presidente della Regione
e del Presidente dell'Assemblea che, tempestivamente, portano
questo argomento qua e proprio perché è un argomento importante
FORZESE, presidente della Commissione. E anche della Commissione.
TURANO. Presidente Forzese, chiedo scusa, aspettiamo la
Commissione al varco, finalmente speriamo possa dare pareri sugli
emendamenti che sono stati presentati e vedremo l'atteggiamento.
Concludo dichiarando il sostegno all'idea o all'originalità
dell'idea che il Presidente della Regione ha avuto venendo in
quest'Aula, ma anticipo che sul punto della trattazione degli altri
emendamenti, prerogativa sua, signor Presidente, però voglio,
qualora lei dovesse decidere una cosa diversa, che rimanga agli
atti la mia volontà, qual è la volontà di un deputato che vuole
fare il deputato, nel rispetto delle regole e che su alcuni temi
non teme il confronto, anzi prova a ricordare come la stagione dei
sindaci, una stagione importante che ha riguardato sindaci
prevalentemente di sinistra, sia stata ancorata poi,
esclusivamente, ai partiti allorquando, invece, andava mantenuta
con la doppia scheda.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha
facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera parlare di
una parte della legge, la cosiddetta preferenza di genere, per uno
come me che ha professato una vita di socialdemocrazia, i miei
idoli sono stati da Saragat a Pertini, in un certo senso mi trovo
in imbarazzo così come mi sono trovato in imbarazzo quando si è
parlato del rinvio della legge per le elezioni provinciali.
Perché mi trovo in imbarazzo? Mi trovo in imbarazzo perché non
credo che parlare solo ed esclusivamente della preferenza di
genere, per un saragattiano, quale io mi professo, sia un fatto
veramente limitativo, noi che siamo stati sempre per le riforme,
tant'è che il gruppo a cui appartengo e sono iscritto si chiama
Democratici riformisti e l'ho chiesto personalmente di chiamarsi
riformisti poiché noi siamo per le riforme.
Non mi sembra questo dato di una parziale, di una parzialissima
legge dove si vuole inserire una cosa giusta anche per chi fa
politica, onorevole Ciancio, ci sono tante e tante piccole riserve
sul voto di genere perché innesca un processo che molte volte
potrebbe essere un processo di controllo del voto.
Ci sono delle cose interessanti che propongono sicuramente i
colleghi del Movimento 5 stelle, però, lo dico con la massima
sincerità, forse non ne sono capace, ma vorrei quasi scrivere un
libro su quanto ho sentito in questa Aula in questi mesi, cose
così assurde, senza senso, cose che poi capisco che sono cose solo
ed esclusivamente di politica.
Poc'anzi ho sentito, scusate questa piccola divagazione, che si
parlava di imprenditori, si parlava di sviluppo della nostra
società, quello che stiamo facendo e capisco che è solo ed
esclusivamente un discorso solo e solo politico, mentre non si fa
nulla perché se noi dovessimo parlare di alcune cose, ho presentato
diverse interrogazioni, vorrei sapere dal Governo, dall'assessore
Lo Bello che non c'è, che fine hanno fatto quelle 4000 pratiche che
ancora aspettano di essere evase?
Oggi con grande apprezzamento, abbiamo presentato, sono stati
circa 70 i deputati, un ordine del giorno sulla cenere vulcanica,
un problema che tutti i giorni, purtroppo mi pare che ce ne sono
state 9 sull'Etna, un problema che costa alla nostra collettività
siciliana milioni di euro e nessuno ha mai pensato in questi mesi,
in questi anni, di fare un solo disegno di legge che decida che la
cenere vulcanica diventi non più un rifiuto, bensì si possa
completamente utilizzare per tanti fini. Ma era così difficile fare
una cosa simile?
Noi, ed io in particolare, considerato che non voglio fare il
franco tiratore perché è una cosa che non mi va, non vorrei essere
così categorico come chi mi ha preceduto poc'anzi, mi trovo in
grande imbarazzo, assessore Valenti, a votare questa legge di
genere, veramente in fortissimo imbarazzo, perché la mia storia
politica non mi porta sicuramente a votare in maniera parziale una
legge del genere, io che sono stato da sempre un riformista
gradirei una riforma che sia complessiva su quello che deve essere
la legge elettorale, mi trovo in imbarazzo e personalmente mi
asterrò su questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
esprimerò non un dissenso di principio rispetto al tema della
preferenza di genere, ma voglio esprimere quella che è la mia
profonda convinzione.
Siamo ancora una volta, e sempre, di fronte ad una norma spot,
anche questo è un argomento che va di moda, anche questo è un
argomento di cui si parla molto, anche questo è un argomento
cavalcato sull'onda della protesta impersonata dal Movimento Cinque
Stelle e su un argomento di questo tipo, quindi, chi ci si butta a
capofitto è il buon Presidente Crocetta, ci mancherebbe altro,
performandolo in uno dei problemi essenziali della Sicilia.
I siciliani, come tutti voi avete ben potuto notare, dopo
l'approvazione della norma che ha, di fatto, sostituito
terminologicamente le Province, hanno fatto un grande balzo in
avanti, sono tutti felicissimi, hanno dimenticato tutti i loro
problemi; così come stasera non andranno a dormire se non sapranno
che fine avrà fatto l'introduzione di questa doppia preferenza, di
questa preferenza di genere, perché di fronte ai drammi veri della
nostra Isola, continuiamo, mi scusi signor Presidente, a baloccarci
su argomenti assolutamente ininfluenti per la vita della nostra
collettività.
Caro Presidente, voterò a favore della doppia preferenza, ma lo
farò con un'introduzione che è la necessaria conseguenza: la
doppia preferenza di genere obbligatoria comporta, come conseguenza
inevitabile, che le liste siano composte in misura paritaria tra
uomini e donne, perché altrimenti introduciamo noi un chiaro
principio al principio di uguaglianza del voto, perché diamo una
corsia preferenziale ad un sesso rappresentato in misura
minoritaria rispetto all'altro.
Parità dev'esserci, ma dev'esserlo al cento per cento, le liste
devono essere necessariamente presentate in misura paritaria fra i
due generi, così come la rappresentanza in Giunta dovrà essere
rappresentata ugualmente in misura paritaria.
Scherzando con l'illustre Presidente della Commissione nei
corridoi, dicevo - scherzando fino ad un certo punto perché chissà
che non ci si arrivi continuando di questo passo - che anche in
questo caso forse lo scopo vero non è quello di arrivare
all'introduzione di questa legge, ma magari di passare l'estate
commissariando anche i Comuni ed eliminare il momento elettorale
anche per i Comuni, perché siamo sulla buona strada, e non è così
scontato il discorso che fa l'Assessore sull'indizione non avvenuta
e ancora non formalizzata, perché non è assolutamente così
semplice.
Signor Presidente, esercito la sua stessa professione, purtroppo
ormai da tanti anni, le posso dire che all'inizio, e lei lo sa
meglio di me, la rappresentanza femminile nell'Avvocatura era
minoritaria; purtroppo da 12 anni, purtroppo per me e per i miei
colleghi, sono Presidente dell'ordine di Ragusa e la settimana
scorsa abbiamo introdotto i nuovi vincitori di concorso: signor
Presidente su nove, nove erano donne, ma la rivoluzione si fa
così, sul campo, non si fa creando delle corsie preferenziali
forzate che poi se non si portano alle estreme conseguenze
rimangono tali.
Caro Presidente sono stato eletto in una lista dove c'erano tre
candidati uomini e due candidate donne, però, la somma dei tre
canditati uomini era intorno ai diecimila, la somma delle due
candidate donne era cento e questa è una vergogna per il mio
partito ed io lo riconosco e lo dichiaro pubblicamente.
Non basta creare delle norme spot, bisogna poi agire nella
sostanza per garantire l'effettiva parità e questa la si crea
attraverso il valore delle persone che va ben al di là del sesso,
che va ben al di là dell'esercizio di una professione rispetto ad
un'altra, ma è insita nella bontà dei principi, nella capacità di
esprimerla, nell'attività fattuale giorno per giorno e, però, mi si
consenta alla fine, non posso accettare la tesi di chi mi dice:
qui introduciamo una norma di civiltà e non parliamo di norme
elettorale, mentre le altre sarebbero norme elettorali ; questa è
una grossissima sciocchezza signor Presidente, mi si consenta il
termine, ma non è materia elettorale la materia della composizione
delle liste? E' la materia elettorale per eccellenza
Stiamo parlando di una composizione delle liste che viene in
qualche modo forzata da una legge che incide, quindi,
conseguentemente e necessariamente in materia elettorale molto al
di là di quello che può essere la diminuzione della quota di
rappresentanza dal 5 al 4 per cento o dalla doppia scheda.
Pertanto, se si supera allegramente quel principio che in piena
campagna elettorale si può modificare la legge elettorale, questa
modifica può avvenire per tutti gli argomenti e sono qui
perfettamente d'accordo con l'onorevole Turano, che mi ha
preceduto, la legge elettorale può essere modificata in tutti i
suoi aspetti, altrimenti non si modifica per nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio un
intervento di riepilogo rispetto agli interventi precedenti che ho
sentito, anche perché è giusto dare in qualche modo delle risposte
a quelli che sono stati degli attacchi non personali, ma rivolti
comunque al gruppo che in questo momento, in questo intervento sto
rappresentando e mi riferisco per esempio all'intervento
dell'onorevole Lombardo quando dice che non comprende il modello
Sicilia .
Il modello Sicilia è molto semplice: sono 15 cittadini che sono
entrati all'interno di un'istituzione e che stanno in maniera
consapevole, in maniera personale, votando, di volta in volta,
delle leggi a secondo che le ritengano giuste, opportune oppure non
votandole quando, invece, non le ritengano opportune.
Possiamo citare un esempio su tutti quando, insieme al centro
destra, abbiamo votato per l'abolizione dell'ARSEA e mi sembra una
cosa che vada ad appannaggio del fatto che quando diciamo che siamo
equi distanti dalle forze politiche, lo siamo perché siamo vicini
al merito delle proposte.
Chiaramente quando si fanno degli annunci dove si dice: Cosa
hanno fatto? Perché ancora sono qui? Dov'è la loro ventata di
novità? Cosa hanno prodotto in questi mesi?
Ebbene noi che ovviamente non abbiamo fatto parte, negli anni, a
vario titolo o con altre persone di riferimento a questa
legislatura, in questi pochi mesi, caro onorevole Lombardo, le
cito semplicemente quei disegni di legge che vanno a valorizzare
l'attività che i cittadini potrebbero fare e, quindi, a migliorare
la propria vita, perché abbiamo voluto dare in maniera consapevole
delle risposte sul territorio e sono il disegno di legge per il
riconoscimento dell'albergo diffuso: pratica che potrebbe
sicuramente avviare molteplici attività di tipo turistico; il
reddito mimino di dignità: l'istituzione da parte della Regione di
un reddito minimo per le fasce meno abbienti; le norme di
inserimento degli studenti nel mondo del lavoro: anche questo un
disegno di legge che è stato presentato; ed infine, caro onorevole
Lombardo, con tutta la stima che possa avere nei suoi confronti, il
Fondo per il microcredito alle microimprese fatto con parte dei
nostri stipendi a cui io, oggi, in maniera ufficiale la invito ad
aderire con parte del suo stipendio.
Solo allora e solo allora, ripeto, potrà venirci a dire che non
abbiamo fatto nulla, perché noi da incompetenti, da persone
incapaci, da persone che non hanno alcuna capacità di livello
politico e legislativo ci stiamo almeno provando e non stiamo
facendo becera demagogia quando ci rivolgiamo a qualcuno dicendo
che non abbiamo fatto nulla, ci stiamo almeno provando e questi
sono fatti oggettivi.
(Applausi)
L'onorevole Lentini e l'onorevole Vinciullo, invece, hanno ripreso
quello che è stato l'intervento fatto anche da qui, qualche seduta
fa, quando invitavamo il Governo a non perdersi più in normative di
carattere legislativo che riguardassero qualcosa che non aveva a
che fare con i problemi e con la crisi, sottolineo le loro parole
perché sono giuste.
C'è una Sicilia che sta morendo, ci sono manifestazioni ogni
giorno fuori da questi palazzi ed è giusto che dobbiamo cominciare
a dare in maniera immediata risposte a queste persone, perché
altrimenti non stiamo facendo un buon lavoro come legislatori.
Però, fino a quando si controllerà il voto in Sicilia, purtroppo,
tante di quelle cose non cambieranno, ed allora siamo costretti a
cominciare a mettere in piedi delle norme che siano a contrasto del
voto di scambio e questa diventa per noi imprescindibile per il
passaggio alla votazione del doppio voto di genere, perché
altrimenti avremo creato l'ennesimo esempio di doppietta - uno
nove, uno otto, uno sette - che per chi non è avvezzo a questi
meccanismi possono sembrare solo numeri ma che invece rappresentano
una tracciabilità del voto, ma ovviamente non devo insegnarlo a voi
che siete sicuramente più capaci e più esperti, non perché lo
perpetrate, assolutamente, non me ne voglia nessuno, ma
semplicemente perché conoscete quali possono essere le dinamiche.
Il pensiero espresso dalla collega Gianina Ciancio è il pensiero
del Gruppo Movimento Cinque Stelle solo ed esclusivamente per il
fatto che noi concordiamo, e non perché siamo, come l'onorevole
Cordaro ha ricordato, comandati dal nostro padrone Grillo . Io mi
rivolgo all'onorevole Cordaro chiedendogli di non rivolgersi mai
più con questi toni perché non è giusto, perché è una mancanza di
eleganza, è una mancanza di capacità comunicativa nei confronti di
chi oggi è chiamato qui a fare lo stesso lavoro che fa lui e noi
non ci siamo mai rivolti con quei toni, né a lui né a nessun altro
in quest'Aula. Questa cosa ovviamente fa male come dignità, fa male
anche per chi effettivamente sta provando ad essere un cittadino
all'interno delle istituzioni con alto profilo, alta dignità ed
alto rispetto delle istituzioni.
Noi vogliamo riportare al centro di questa discussione quello che
stasera è qui, chiedendo e ancora una volta invitando il Governo a
cominciare ad occuparsi in maniera immediata dei problemi della
Sicilia, dell'agricoltura, di fondi liberabili per le piccole e
medie imprese, per le piccolissime imprese, per le microimprese e
in generale per tutti quei cittadini che stanno in questo momento
vivendo gravi situazioni di rischio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Rinunzio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire non tanto perché nel corso di questo dibattito non
avevo preso la parola, ma perché ritengo giusto anche fare alcune
puntualizzazioni e fare un excursus di questo disegno di legge
presentato - come dice spesso il Presidente della Regione - da
diverso tempo, ma che ha visto nel percorso, nell'iter legislativo,
una serie di anomalie a cominciare da quella che è stata la
convocazione di urgenza ai sensi dello Statuto riconosciuta da lei,
Signor Presidente dell'Assemblea, mi permetta di dirle, con una
forzatura di quella che è l'interpretazione dell'articolo 75 del
Regolamento.
La cosa che più mi fa specie questa sera è avere ascoltato
interventi di colleghi, peraltro abituati a quest'Aula da
tantissimo tempo, parlare di un disegno di legge che riguarda la
riforma elettorale, indicando la strada per esaminare soltanto un
articolo, e cioè il voto di genere, obbligando, anzi volendo
obbligare l'Assemblea quasi a mettere il bavaglio su tutta un'altra
serie di argomenti che, a mio avviso, potrebbero costituire una
serie di pressioni, come ho avuto modo di dire in sede di
Conferenza di Capigruppo.
Credo che sia necessario fare una considerazione di carattere
generale, che è la seguente: o questa legge elettorale non va
esaminata, come io ritengo corretto alla vigilia di una campagna
elettorale che è già partita, che già vede i soggetti destinatari,
sia delle liste civiche, sia dei partiti impegnati in quella che è
l'attività di organizzazione di una lista, di un sistema di
alleanze in ogni civico consesso, o si pone da parte il disegno di
legge, e si rinvia a dopo le elezioni con un impegno solenne di
tutti i Capigruppo e ovviamente anche suo, signor Presidente,
perché questo argomento possa essere trattato con via prioritaria,
subito dopo l'approvazione della legge di bilancio e di finanziaria
alla quale io attengo molta importanza, se non altro perché
l'esercizio provvisorio di quattro mesi va a scadere a breve ed
ancora non sono stati presentati tutti gli atti necessari.
Dagli interventi di alcuni colleghi, compreso quello
dell'onorevole Cracolici, i parlamentari di quest'Aula si possono
dividere in conservatori ed innovatori. Innovatori sono coloro i
quali sostengono il voto di genere, non immaginano minimamente la
riduzione anche di un punto della percentuale in ordine allo
sbarramento e non prevedono altre modifiche della legge elettorale.
Sono, invece, conservatori coloro i quali pensano che non si
possono fare modifiche alla vigilia di una campagna elettorale e
quindi immaginare, e questo è l'ulteriore regalo che ci vuole fare
la maggioranza sulla legge elettorale, di mettere il bavaglio a
quest'Assemblea perché, attraverso un marchingegno che non è
consentito da alcuna norma regolamentare, possa essere trattato
questo disegno di legge esclusivamente in ordine all'articolo 1.
Credo che questo non si possa fare, non si debba fare e si debba
lasciare libero il Parlamento qualora il Parlamento decida di
passare all'esame di questo disegno di legge ad esaminare non solo
gli emendamenti che sono stati presentati unitamente agli articoli
inseriti nel disegno di legge, ma tutti gli altri emendamenti
aggiuntivi, purché facciano parte o siano in assoluta sintonia con
il disegno di legge previsto all'ordine del giorno.
Allora, signor Presidente, mi appello al suo buon senso, al buon
senso del Governo, al buon senso dei gruppi parlamentari, perché
questo disegno di legge, senza avere né vincitori né vinti, senza
immaginare che ci possano essere su un disegno di legge elettorale
innovatori o conservatori, non venga approvato. L'idea del voto di
genere è una questione importante, che va esaminata con attenzione.
Credo che si debbano fare una serie di riflessioni in ordine a
quella che potrebbe essere la conferma della riserva
dell'obbligatorietà delle donne che devono essere messe in liste o
quanto meno di un genere che deve essere messo obbligatoriamente in
lista. Le due cose non possono essere entrambe in sintonia perché
significherebbe voler avvantaggiare a tutti i costi un sesso.
Mi appello al buon senso di quest'Assemblea e alla storia di
quest'Assemblea, perché due mesi prima della scadenza elettorale
mai e poi mai sono stati esaminati disegni di legge di modifica di
sistema elettorale.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
vorrei sgombrare il campo da un pregiudizio e cioè dal fatto che il
centro destra e la Lista Musumeci in particolare possano essere
contrari ad una norma, ad una legge che possa favorire una maggiore
rappresentanza delle donne all'interno delle istituzioni. Tanto è
che, addirittura, abbiamo presentato un disegno di legge in tal
senso ancor prima di quello presentato dal Governatore Crocetta.
Questo per sgombrare il campo da ogni impossibile speculazione ed
anche per denunciare il tentativo da parte di un Presidente e di
una maggioranza che ha dimostrato di essere assolutamente succube
di questo Presidente, forse perché legata alla paura che si possa
andare a votare prima del tempo, che accetta supinamente lo
stravolgimento di ogni convenzione parlamentare sia a livello
regionale che a livello anche di tutti gli altri Parlamenti di
Paesi democratici, dove neppure si sarebbe immaginato, pensato di
poter presentare una modifica della legge mentre la partita era già
iniziata.
E non è vero quello che ha sostenuto il Governo, che ancora i
comizi elettorali non sono stati indetti, rispetto al chiarimento
che la Presidenza, opportunamente, ha chiesto al Governo, e non è
vera la risposta del Governo, che non sono stati indetti i comizi e
che comunque da qui al 15 aprile il Governo può modificare la
legge.
Il Governo non può fare assolutamente più nulla perché è in una
situazione obbligata in quanto, dopo aver cambiato per ben tre
volte la data dell'elezione, l'ultima modifica, con delibera di
Giunta, ha stabilito la data del 9 giugno come data ultima ed
improcrastinabile per andare a votare, quindi - ripeto - il Governo
non ha nessuna facoltà di poter intervenire da qui al 15 di aprile
Il Governo è assolutamente obbligato a convocare i comizi
elettorali per la data del 9 giugno, posto che, come ho detto
prima, è la data ultima per votare in quanto poi sono previsti i
ballottaggi ed il tutto deve svolgersi all'interno del mese di
giugno.
Quindi questa è stata una risposta fuorviante ed è stata una
risposta cha ancora una volta sottolinea la gravità del
comportamento istituzionale da parte del Governo che, a tutti i
costi e stravolgendo ogni regola ed ogni rispetto per quest'Aula e
per la gente, per i deputati, per la società, insiste addirittura
andando a convocare in via straordinaria e urgente l'Aula per poter
affrontare questo argomento.
Ora, per me sarebbe gioco facile sottolineare delle folle di
persone che manifestano tutti i giorni, come sosteneva l'onorevole
Cancelleri, le manifestazioni di protesta che giornalmente e in
tutte le parti dell'Isola stanno lì a gridare la rabbia,
l'impotenza, la preoccupazione per il proprio futuro o per la
impossibilità, nella maggioranza dei casi, non solo di poter avere
un lavoro, ma addirittura di poter portare qualcosa da mangiare
sulla tavola per i propri familiari. Bene, l'Aula non è stata
convocata in via straordinaria per dare risposta a questi problemi,
non è stata convocata in via straordinaria per intervenire - per
esempio - su una norma che acceleri l'utilizzo e la spesa dei Fondi
europei, non è stata convocata in via straordinaria per cercare di
porre rimedio alla massa enorme di gente che ha perduto il proprio
posto di lavoro, bensì è stata convocata in via straordinaria solo
perché il Presidente Crocetta aveva annunciato in televisione che
per prima la Sicilia avrebbe votato una norma per le pari
opportunità, per dare, attraverso il voto di genere, la possibilità
a molte più donne di essere elette.
Ma vedete, a volte il diavolo fa le pentole ma dimentica di fare
i coperchi e a volte, per il principio delle eterogenesi dei fini.
ci si prefigge di arrivare ad un risultato ed invece si arriva a
risultati molto diversi.
E' come le reazioni avverse dei farmaci, gli effetti collaterali
dei farmaci, è come se si dicesse che c'è questo farmaco che fa
passare il mal di testa però, a volte, provoca l'infarto. Qui siamo
in presenza di una legge che ha assolutamente questi connotati,
cari colleghi, perché è una legge che introduce di nuovo la mala
pratica delle preferenze, che introduce di nuovo la possibilità per
la mafia in Sicilia, in una regione ad alta densità mafiosa, di
potere controllare i voti e vi spiego anche come faranno a
controllare i voti.
Prima della riforma, fino al 1991, nei Comuni, soprattutto, nei
piccoli Comuni e nei quartieri degradati delle grandi città, la
mafia aveva la possibilità di controllare facilmente il voto ed era
un controllo ferreo, un controllo che non ammetteva che si potesse
sgarrare perché poi c'era la punizione, e che punizione Era
semplice, si andava nelle famiglie durante la competizione
elettorale e si portavano dei numeretti dicendo che si doveva
votare con quei tre numeretti. Poi, c'era il rappresentante di
lista che andava nella sezione e, man mano che uscivano le
preferenze, le annotava. In tutte le sezioni c'erano i
rappresentanti di lista con i taccuini pronti a prendere le
preferenze man mano che uscivano e come uscivano Era come i numeri
del lotto, uscivano con una precisione che non ammetteva sgarri e
se c'era qualcuno che osava ribellarsi e osava votare liberamente,
poi ne pagava le conseguenze, anche con la propria incolumità, con
le minacce e persino con atti ancora più gravi di violenza. E se,
invece, questo esercizio di pressione lo esercitavano, come lo
esercitavano le segreterie dei partiti, bene, le conseguenze erano
che si diventava dei reietti, non si poteva più partecipare a dei
concorsi perché inspiegabilmente si veniva bocciati, si veniva
collocati in una situazione ai margini della società.
Oggi il governatore Crocetta, con questa proposta vuole
reintrodurre nuovamente questo privilegio per la mafia e per le
segreterie organizzate e dei partiti che, attraverso le preferenze,
così come contemplate con questa legge, ci faranno ripiombare
indietro di 25 anni, ci faranno ritornare nel buio della non
democrazia, ci faranno ritornare di nuovo alle barbarie ed oggi,
soprattutto oggi, con la disoccupazione che c'è, con la fame che
c'è, con la gente che non ha da mangiare, nei quartieri di tutte le
città ed in tanti Paesi si assisterà al voto di scambio
generalizzato con la certezza che ci potrà essere il controllo se
il voto è avvenuto, se lo scambio c'è stato: ti do 100,00 euro per
ogni voto, se la combinazione uscirà; se non uscirà quella
combinazione, non avrai i soldi .
E' questo a cui mira il presidente Crocetta, è questo a cui mira
il PD, è questo a cui mirano quei deputati che fanno della
democrazia un vanto, vogliono questo, vogliono farci ripiombare
nuovamente in questo tipo di situazione.
Ed allora, se non è questo che vogliono, debbo pensare che è stata
una boutade pubblicitaria, ma non si è tenuto conto abbastanza
dell'eterogenesi dei fini e degli effetti collaterali. Effetti
collaterali che spesso nei farmaci sono molto, ma molto, più
pesanti e dannosi rispetto a ciò che si prefiggono di curare.
Questa è la situazione
Caro onorevole Picciolo, trattandosi di materia elettorale posso
parlare per un giorno, si legga l'articolo di competenza.
PRESIDENTE. Onorevole Picciolo confermo, è così. Però non sfidi
l'onorevole Formica.
Onorevole Formica, se potesse concludere il suo intervento, gliene
saremmo tutti grati.
FORMICA. Signor Presidente, non è un problema di tardi o meno.
Lei, con una interpretazione del regolamento molto forzata oggi ha
fatto sì che questa seduta si tirasse per le lunghe, perché questa
seduta doveva interrompersi alle 19.15, quando c'è stata la
votazione sulla pregiudiziale e lei, con una sua interpretazione
del regolamento, ha conteggiato la prima astensione del Movimento
Cinque Stelle che non poteva essere conteggiata tra i votanti. A
mio avviso, invece, doveva conteggiare solo i voti dei deputati che
erano rimasti seduti, che non si erano alzati. Ed a quel punto si
sarebbe accorto che la pregiudiziale era passata
Quindi ora, se la seduta si è tirata fino a questo momento, penso
che non è colpa di chi vuole impedire uno scempio. Anzi, noi stiamo
cercando di far capire se ci sono ancora uomini liberi in questo
Parlamento che vuol far fare un salto indietro, e mi vergognerei e
mi vergognerò di uscire per strada se faccio parte di un Parlamento
che ha reintrodotto le preferenze: questa vergogna
E mi appello ancora ai deputati del Movimento Cinque Stelle,
facendo loro notare che le ipotesi che da più parti serpeggiano in
quest'Aula circa la possibilità, peraltro avanzata ufficialmente
dal Governatore in Conferenza Capigruppo e da alcuni capigruppo di
maggioranza, di poter discutere solo del voto di genere, capiranno
bene che è una perfetta presa in giro rispetto alla possibilità che
tutti gli emendamenti vengano esaminati, anche quello loro
correttivo sul seggio unico, per impedire, o almeno diminuire la
possibilità di controllo del voto; beh, a quell'emendamento non si
arriverà mai se passa questa linea. E se non agiranno con
attenzione, si saranno resi complici di una manovra fatta dal
Governatore Crocetta e dalla maggioranza che lo sostiene per di
fatto favorire - lo dico ancora una volta - la mafia Perché il
Presidente Crocetta con questa legge vuol favorire la mafia, quella
mafia che a parole dice di combattere e che di fatto, invece, sta
agevolando con questa norma.
Io mi auguro che questa norma venga bocciata dall'Aula e che il
Parlamento abbia il tempo necessario per parlare di modifiche alla
legge elettorale, al di fuori del periodo elettorale.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, per l'ennesima volta ha ribadito un
concetto in riferimento alla votazione sulla pregiudiziale; lei
molto meglio di me sa che in caso di voto per alzata e seduta, dopo
che è avvenuta la votazione - e in questo caso non era neanche
avvenuta - può essere fatta la controprova, e comunque non è
prevista l'astensione.
Questo solo per chiarimento, perché ve ne sia traccia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa sera siamo
chiamati ad un'ulteriore fase.
Siamo in un momento difficile della nostra vita economica. Il
reddito pro-capite dei siciliani è di 15 mila euro inferiore a
quello dei greci; la disoccupazione giovanile è al 60 percento, la
più alta d'Europa; le famiglie sono in difficoltà; l'agricoltura è
in difficoltà.
Anziché occuparci di queste cose, per la seconda volta in 15
giorni, siamo chiamati da questo Governo ad occuparci di che cosa?
La prima volta abbiamo parlato dell'abolizione delle Province, e
vedremo fra qualche mese quello che si otterrà, ed oggi ci
occupiamo della doppia preferenza di genere.
Anziché parlare di facilità di accesso al credito, di come
rilanciare l'agricoltura, il turismo, il commercio, il Governo ci
chiama a discutere di una legge per nascondere, forse, quelle che
sono le vere difficoltà: l'incapacità a risolvere i problemi seri
di questa terra, di dare risposte concrete ai siciliani.
Allora mi rendo conto che oggi, forse, è più importante apparire
nelle televisioni, fare proclami mediatici e non dare risposte
concrete ai siciliani. Io non ho niente contro le donne, anzi ben
vengano: ma penso che una donna che abbia capacità, che si voglia
confrontare con la politica, basta che si candidi in una lista e
possa essere eletta. Per quale motivo dobbiamo costringere le
persone a dare il doppio voto?
Questo è un segno di antidemocrazia, perché io penso che la
libertà di candidarsi sia un fatto che non possa essere
condizionato neanche da una legge. Ognuno si può candidare come
vuole. Non capisco per quale motivo si debba obbligare l'elettore a
dare la doppia preferenza: è, secondo me, un fatto assai sbagliato.
Nei piccoli comuni, dove si eleggono dieci o quindici consiglieri,
signor Presidente, lei sa che i grandi elettori possono, con pochi
voti, condizionare ed eleggere i consiglieri che vogliono e quindi
bloccare anche la democrazia nei piccoli comuni dove è importante
lasciare libero ogni elettore.
Allora, io credo che oggi stiamo facendo un passo indietro perché,
come dicevano bene gli altri colleghi, mettendo la doppia
preferenza possiamo condizionare il voto perché quello che è il
gesto nobile della legge può decadere in un condizionamento che,
secondo me, può diventare per certi versi anche pericoloso nei
piccoli centri, nei piccoli borghi.
Per tutto questo io sono contrario a questo disegno di legge e
penso che è anche sbagliato, come hanno detto tanti, cambiare le
carte in corso perché per certi versi già sono stati indette le
date elettorali, e quindi già la gente si sta impegnando e noi non
possiamo sicuramente cambiare le regole perché facciamo un danno ai
cittadini ma, in un certo senso, anche alla credibilità di questo
Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione
onorevoli colleghi, volevo illustrare un report della World
Economic Forum che mi sembra alquanto interessante, un report
recente che ha messo in luce, se ce ne fosse ulteriormente bisogno,
il GAP tra uomini e donne. Il divario viene misurato in termini di
pari opportunità e riferito a quattro principali aree ossia a
partecipazione ed opportunità economiche, livello di istruzione,
potere politico, salute e sopravvivenza. Prendendo in esame 134
nazioni, il rapporto mette in luce un netto peggioramento del
nostro Paese. Rispetto all'anno, precedente l'Italia è passata dal
72 al 74 posto ed è superata pure dal Malawi e dal Ghana. Solo
tre donne su sette hanno la possibilità di assumere incarichi di
leadership. Il commento del redattore del report è, a tal
proposito, lapidario: è più facile spezzare un atomo che un
pregiudizio' come diceva Albert Einstein in un contesto socio
politico economico come quello attuale, purtroppo gli stereotipi di
genere sono tra i più frequenti e maggiormente condivisi dalla
società.
Credo che sia proprio colpa di questi stereotipi la causa della
sottorappresentazione della donna nel lavoro ed in tutte le sfere
della vita pubblica, ed ancora di più in relazione alla discussione
che ci vede presenti in questo consesso nella politica. Il nodo
della questione non è certamente la lodevole intenzione di cercare
soluzioni, di proporre strumenti, di avviare iniziative tese a
favorire quanto più possibile la riduzione del GAP delle donne
nella vita politica rispetto agli uomini, quanto invece se la legge
che andremo oggi a votare potrà produrre tali effetti. In tal senso
mi chiedo quanto invece non sia più produttivo adoperarsi, ad
esempio, per attivare percorsi tendenti ad una reale trasformazione
della modalità di lavoro della politica e delle amministrazioni,
perché probabilmente è proprio lì che vanno ricercate le reali
causa della scarsa partecipazione della donna nella vita politica
amministrativa.
Mi viene, ad esempio, da pensare alla nostra collega del Movimento
Cinque Stelle che, essendo da poco diventata mamma, si trova da
poco ad affrontare i lavori d'Aula con un peso organizzativo e di
gestione della propria vita sicuramente molto più problematico
rispetto a quello che vivono gli altri colleghi. Immagino che
l'adozione di politiche tendenti a realizzare nei centri
amministrativi e politici dei luoghi adatti ove potere interpretare
il proprio ruolo politico e amministrativo senza dovere rinnegare o
dover fare salti mortali per suddividersi anche con il ruolo di
mamma, sono questa e tante altre le iniziative che potrebbero
essere prese in considerazione e che potrebbero essere più incisive
nella risoluzione del problema.
In merito agli altri gruppi di disposizione, e cioè alle modifiche
al sistema di elezione dei consigli nei comuni, mi riferisco
all'abbassamento della soglia di sbarramento dal cinque al quattro
percento dei consigli, nonché alla disciplina dei rimborsi dei
permessi retribuiti per i lavoratori dipendenti eletti negli enti
locali, sono convinto che stiamo nettamente in ritardo nel trattare
tali argomenti, troppo a ridosso rispetto a questa tornata
elettorale delle amministrative a meno che tali norme non vengano
eventualmente messe in vigore per la successiva tornata elettorale.
Sono altresì fermamente convinto che questi due giorni di
Assemblea potevano essere utilizzati in maniera migliore, diversa,
e mi riferisco alle grandi problematiche, alle grandi emergenze che
affliggono il popolo siciliano, e che il popolo siciliano sta
vivendo; mi riferisco a quegli imprenditori che chiudono bottega o
che addirittura compiono gesti estremi, alle migliaia di padri di
famiglia che hanno perso il loro lavoro o che sono in procinto di
perderlo.
Oggi si sarebbe potuto utilizzare questo tempo, anche quello di
ieri, in maniera molto più congrua; si poteva parlare di questi
argomenti, si poteva studiare il bilancio, si poteva parlare di
bilancio. Per questo motivo io dico che sono a favore sicuramente
del voto della doppia preferenza di genere, anche se sono convinto
che questa non cambierà lo stato delle cose. Mi asterrò per quanto
riguarda tutto il resto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
Si sono iscritti a parlare l'onorevole Musumeci, l'onorevole
Panepinto e l'onorevole Greco.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo constatare
stasera, e voglio fare una piccola premessa legata a questo avvio
di legislatura, di questo Governo e del nostro Presidente Crocetta,
e del nostro Presidente Ardizzone, è stato un avvio di legislatura
idilliaco per i primi passi: le norme sull'abolizione degli ATO
rifiuti e degli ATO idrici e tutta una serie di iniziative che
sicuramente hanno dato lustro a questo Parlamento e a questo
Governo.
Molto probabilmente questo meccanismo virtuoso si è inceppato,
perché la scadenza della tornata elettorale nazionale e questa
prossima amministrativa ha fatto impazzire il sistema, perché noi
qui questa sera ragioniamo e discutiamo di una norma che entra a
gamba tesa durante la sessione di bilancio, e con forza e
imposizione deve passare a tutti i costi.
La verità qual è? Che oltre alla tornata elettorale nazionale -
dove qualche forza politica qua dentro ha raccolto frutti - le
ultime nomine di questo Governo giustificano l'appartenenza o il
consenso elettorale a una determinata forza politica o a più forze
politiche. Io oggi ho apprezzato di vero cuore l'intervento
dell'onorevole Faraone, io che faccio parte del centro sinistra e
di questa maggioranza, sono amareggiato di vedere che andiamo verso
una tornata elettorale in ordine sparso, dove tutte le forze
politiche vogliono dribblare il compagno di viaggio, perché di
questo si parla in questa tornata elettorale.
Questa norma stasera consolida, non il voto di scambio della
mafia, come ha detto qualcuno, ma vuole consolidare il voto di
genere, il responso elettorale di tutti gli amici che sono stati
nominati fino a questa mattina. Questo è il vero fine, perché
diversamente non si può giustificare.
Io sono d'accordo al voto di genere nell'articolo 1, ma ci vuole
una legge organica, perché diversamente noi stiamo facendo il gioco
al massacro, perché già la norma elettorale in vigore è insita
nella norma vigente, un deficit di democrazia.
Quando voi parlate del comune di Palermo, di decine e centinaia di
comuni in questa Isola, dove una maggioranza è stata garantita al
sessanta per cento, con consiglieri che hanno riportato tre voti di
preferenza, mentre quelli che avevano riportato trecento voti di
preferenza sono rimasti fuori, vi chiedo ma è legittimo? Ma è
democratico tutto questo? Ma stiamo scherzando?
Allora su questa base noi dobbiamo confrontarci.
Faccio un altro apprezzamento al Presidente Crocetta e
all'assessore all'economia, perché dopo questo tour de force che ci
hanno imposto stasera, questa Assemblea dovrebbe discutere del
bilancio. E' apprezzabile e lodevole il percorso che si sta facendo
nel riconoscimento dell'articolo 37, questi sono i veri risultati
importanti. Questo sarà un risultato strategico per la Sicilia, per
il futuro dell'economia di questa Sicilia, per i giovani e per le
attività produttive che insistono in questo territorio.
Io forse mi ero illuso che l'avvio era stato profetico, un avvio
positivo che si è arrestato e continua, e forse continuerà questo
fermo, fino a dopo la tornata amministrativa.
Io sono d'accordo a fare una norma, ma ci vuole una norma di
riforma elettorale organica e non si può limitare solo alla doppia
preferenza di genere perché, sostanzialmente, noi dobbiamo entrare
nel merito, come hanno detto - anche un plauso alla compagine dei
grillini - ci faranno fuori tutti con questa norma attuale.
Perché con questa norma di carenza di deficit loro raggiungeranno
sicuramente la prima percentuale e sbatteranno fuori tutti i furbi
e i furbetti che vogliono mettere in campo la diatriba all'interno
delle coalizioni.
Su questa base necessitano organicamente due, tre, quattro punti,
si sospenda la seduta, si faccia una riunione con il Presidente
Crocetta, con il Governo, e si fissino tre o quattro punti
importanti per abbassare il deficit di democrazia, per portare
avanti questo testo. Non si può continuare un controllo così
capillare con una norma del genere.
Quando ci sono sezioni nei comuni di quattrocento votanti, e vanno
quindici o venti voti ad un consigliere comunale, per essere eletto
bastano duecento voti, che in quindici sezioni significa quindici
voti per sezione. E voi pensate che non si possono controllare su
quattrocento votanti quindici voti? E allora facciamo la sezione
unica.
Sulla proposta del seggio unico di aumentare il numero degli
elettori nelle sezioni io penso che sarebbe una strada maestra per
evitare di fare scattare un meccanismo che non dia una maggioranza
ad una forza politica, ad un sindaco, che al ballottaggio arriva al
quindici per cento e gli scatta il sessanta per cento in
automatico.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al
punto in cui siamo dobbiamo prendere atto che il Parlamento ha
evidenziato in maniera assolutamente chiara e inequivocabile la
condivisione dello spirito di questo disegno di legge di sintesi,
affinché sia data pari dignità e pari opportunità alle donne per
poter essere presenti nei comuni a svolgere un ruolo che per la
politica diventa un valore aggiunto. Noi riteniamo di essere stati
- noi del centro destra in generale, non è tempo di coccarde -
antesignani, quando prima ancora che lo facesse il Governo, abbiamo
presentato un disegno di legge che prevedeva, appunto, la pari
opportunità di preferenze di genere. Lo abbiamo fatto, quando
pensavamo che il Governo potesse affrontare la propria avventura
sulla scorta di una programmazione fatta di obiettivi, di tempi e
di risorse.
E tuttavia abbiamo dovuto prendere atto, con grande amarezza, che
questo Governo va avanti alla giornata, e va avanti con una
approssimazione che non solo mette in difficoltà il Parlamento
nella sua interezza - sia chiaro - ma non rende certamente onore al
buon Governo e ad un metodo di Governo che è fatto di tappe, di
obiettivi, di calendarizzazione, e appunto di programmazione.
Nel mese di marzo, abbiamo scoperto che il Presidente Crocetta è
per togliere il diritto di voto a quattro milioni di siciliani che
avrebbero dovuto esprimere i vertici dei liberi Consorzi dei
Comuni, e nel mese di aprile scopriamo che è per favorire le donne
nel diritto ad essere elette nei Comuni.
Si va avanti, naturalmente, a zig-zag, con la schizofrenia che
abbiamo dovuto conoscere e registrare in questi mesi e che - ahimé
- siamo condannati e costretti a conoscere nel futuro.
Noi riteniamo che il disegno di legge in esame all'Assemblea sia
assolutamente una tappa di civiltà, e come tutte le tappe di
civiltà ha bisogno di un clima e di un contesto di assoluta
serenità, di sereno confronto, di aperto dialogo, di
predisposizione ad ascoltare e a recepire i suggerimenti degli
altri, anche dell'avversario.
Questo privilegio l'Assemblea non lo ha avuto concesso da un
Governo che pensa di andare avanti a segnare le proprie tappe sotto
la spinta emotiva della piazza. Un Governo che per non avere una
programmazione, è convinto che sia sufficiente un annuncio, poco
conta se davanti ad una telecamera, per potere poi costringere il
Parlamento ad arrancare anche quando il Parlamento avrebbe
necessità di occuparsi dello strumento fondamentale della sua vita
e della vita dell'ente che è il bilancio, che per essere strumento
fondamentale abbisogna di atti propedeutici, di confronti sereni e
di approfondimenti meditati.
Che fretta c'era, maledetta primavera direbbe una vecchia
canzone, che fretta c'era per arrivare all'esame di questo tema
fondamentale e importante nel momento in cui poteva essere
inserito, in un dibattito molto più ampio, legato alla riforma
degli enti locali in Sicilia?
Che fretta c'era, quando si poteva benissimo affrontare il tema
nel contesto di una stagione di radicali riforme, come era stato
assicurato dal Governo all'Assemblea nel momento in cui è stato
votato quel folle disegno di legge per la soppressione degli organi
elettivi nei liberi Consorzi dei Comuni?
Tutti siamo d'accordo sul fatto che serva una sostanziale riforma
dell'ordinamento degli Enti locali, tutti siamo d'accordo sulla
necessità di rivedere la soglia di sbarramento che sottrae al
diritto di rappresentanza centinaia di migliaia di elettori
siciliani, tutti abbiamo avvertito il bisogno di rivedere la legge
che consegna con la quota di maggioranza una stragrande
rappresentanza delle assemblee civiche a sindaci che pure ottengono
soltanto marginali quote di percentuale di voti e di consensi.
Sono emersi, in questo dibattito, tante perplessità, a cominciare
da quelle sollevate dal mio Capogruppo, onorevole Formica, tante
perplessità legate alla possibilità di rendere impermeabile l'Ente
locale a condizionamenti e a pressioni esterne malavitose e di
organizzazioni criminali. Le perplessità, le diffidenze, i problemi
manifestati in questo appassionato dibattito dal centro destra e
dal centro sinistra avrebbero dovuto suggerire prudenza.
E allora, signor Presidente dell'Assemblea, signori del Governo e
colleghi deputati, noi riteniamo che l'articolo 1 possa essere
esaminato dall'Assemblea soltanto se viene sottoposto all'esame
dell'Aula così com'è, senza alcuna aggiunta di emendamenti,
pensando all'esame radicale, sostanziale, concreto dell'ordinamento
degli enti locali in Sicilia, già a partire dall'indomani della
sessione di bilancio.
Lo vogliamo fare con grande senso di responsabilità, e sapendo che
il centro destra su questa posizione non è del tutto unitario; lo
vogliamo fare facendo appello al contributo che questa opposizione
di centro destra vuole e sa offrire alla moderna e civile battaglia
per consentire che la donna possa avere pari opportunità negli enti
locali, lo vogliamo fare ben sapendo che questo progetto di legge
appare monco in molti suoi aspetti a cominciare dal principio che
avrebbe dovuto introdurre il cinquanta per cento dei candidati di
ambo i sessi.
E' un progetto di legge assolutamente mutilato, è un progetto di
legge che nella sua articolazione non fa onore al Governo che lo ha
proposto nella sintesi, ma è anche un progetto di legge che
richiama una nostra iniziativa, quella del centro destra, per
consentire di porre rimedio ad una menomazione che l'ordinamento
degli enti locali ha finora custodito e conservato, non certo
facendo onore alla tradizione e alla storia di questo Parlamento.
Anche per queste ragioni, signor Presidente, per recuperare ad un
senso di responsabilità tutte le forze politiche che non si
richiamano e non si riconoscono nella maggioranza di Governo, le
chiedo la cortesia di concederci dieci minuti di sospensione
affinché questo mio appello, che non è solitario, che non è
personale, ma è quello di larga parte della opposizione di centro
destra, possa diventare patrimonio di tutti.
Noi vogliamo augurarci che a questa Sicilia, che arranca e che
affronta con drammatica fantasia l'aridità del pane quotidiano,
possa stasera arrivare un atto di grande responsabilità che questo
Governo non merita, questo Governo meriterebbe una instancabile e
irriducibile opposizione improntata ad ostruzionismo.
Ma proprio perché vogliamo rendere nobile questa battaglia di
civiltà per la parità di preferenze di genere, noi vogliamo stasera
che possa uscire fuori una decisione unitaria, la più ampia
possibile. Per questa ragione formalizzo la richiesta, a nome del
centro destra, di concederci dieci minuti di pausa. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proviene una richiesta abbastanza
chiara da parte di tutto il centro destra. Ci sono altri due
iscritti a parlare e siccome c'è la possibilità di intervenire
successivamente sia sugli articoli che sugli emendamenti, ringrazio
della comprensione sia l'onorevole Giovanni Greco che l'onorevole
Panepinto e sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.25, è ripresa alle ore 22.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci eravamo lasciati con una
proposta di sospensione che aveva avanzato l'onorevole Musumeci per
cercare di trovare un'intesa concordata nell'ambito del Parlamento.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
richiesto con il presidente Musumeci una sospensione dei lavori
proprio per potere mantenere, come centro destra, una posizione
comune su questo delicato disegno di legge.
Abbiamo in tempi non sospetti contestato la convocazione
dell'Assemblea straordinaria in piena sessione di bilancio. Abbiamo
addirittura portato i precedenti storici di questa Assemblea per
convocazioni straordinarie: soltanto quattro precedenti negli
ultimi vent'anni.
Peraltro, questa Assemblea straordinaria viene a due mesi dalle
elezioni amministrative, per cui abbiamo contestato il metodo
scelto per potere arrivare ad un riforma elettorale seria ed
opportuna.
Noi riteniamo che in questo disegno di legge ci siano diversi
spunti per potere migliorare l'attuale normativa in materia di
elezioni amministrative in Enti locali. Penso alla norma
antitruffa, la norma che prevede i rimborsi per i contratti fittizi
assunti dopo la elezione, penso alla norma che ha consentito, per
esempio, al sindaco di Palermo con un partito del 10 per cento di
ottenere 30 seggi su 50, penso alla norma di riduzione del numero
dei consiglieri comunali, al seggio unico di scrutinio che è una
cosa seria, per controllare il voto di scambio. Ma non siamo in
condizioni in questo momento di affrontare una norma complessiva
che ridisegna la legge elettorale per gli Enti locali, perché siamo
a ridosso di una competizione elettorale che ci vedrà impegnati in
140 comuni della nostra Isola.
Allora, pur non volendo ostacolare il progetto riformista che
comunque rimarrebbe a metà, considerata la norma che noi intendiamo
approvare questa sera, offriamo alla maggioranza una proposta che
fa riferimento al PDL, alla lista Musumeci e al Cantiere Popolare.
Di operare cioè un disegno di legge stralcio che preveda un solo
articolo, la doppia preferenza di genere, così come approvato dalla
Commissione Affari Istituzionali, senza emendamenti, e rassegnare
tutto il resto del disegno di legge alla Commissione Affari
Istituzionali, che si adopererà con l'assessore Valenti dopo
l'approvazione del bilancio e della finanziaria, ad un disegno di
legge organico.
Su questo percorso siamo disponibili e vorremmo che il Governo e
la maggioranza su questa proposta ci desse una risposta pubblica in
Aula, senza ricorrere a conferenze di servizio, di Presidenti di
gruppi e quant'altro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io ringrazio l'onorevole Cascio per avere portato questa
proposta, perché ritengo che introduca anche un elemento forte di
novità nel confronto tra le forze politiche e il Governo.
Prendo atto che prevale una volontà riformatrice, che è quella
legata alla possibilità finalmente di rimuovere - così come tra
l'altro dice la Costituzione - gli ostacoli reali che ci sono nella
partecipazione delle donne alla vita politica, con dati che sono
persino allarmanti nella società siciliana, quindi credo che
costituiremo anche in questo modo e contribuiremo al rinnovamento
della classe dirigente di questa Regione, anche attraverso nuovi
confronti e nuove partecipazioni. Credo che la proposta sia segno
di un grande senso di responsabilità istituzionale, per cui il
Governo la fa propria, l'accoglie, la condivide e inviterei tutti
ad operare in tal senso, ritirando gli emendamenti per rinviarli
alla Commissione Affari Istituzionali, e a procedere rapidamente
all'approvazione dell'articolo 1.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ringrazio sia il Presidente della Regione che
l'onorevole Cascio per il buon senso, visto che ci siamo ritrovati
un pò tutti in questi giorni a condividere, quanto meno un percorso
che ci vede ancora una volta protagonisti in questo nostro Paese.
Pertanto la Commissione Affari Istituzionali si impegna a trovare,
ancora una volta, quella sinergia per portare avanti tutto ciò che
si è detto, sia da parte delle opposizioni responsabili, sia da
parte di chi, chiaramente, ha condiviso questo ragionamento e di
chi, come il Presidente della Regione e lei, signor Presidente,
sicuramente non farà mancare il proprio appoggio alla riforma che
rivede tutto ciò che si è detto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione la proposta dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole
Cascio e devo fare una riflessione ad alta voce.
E' una riflessione che faccio al Governo e al Parlamento perché
non c'è dubbio che questo momento politico segna un fatto
importante. Una parte dell'opposizione fa una scelta, senza
concordare una linea politica con l'altra parte dell'opposizione, e
per quanto ci riguarda noi vogliamo restare coerenti con quello che
abbiamo detto sin dalle prime battute di questo disegno di legge,
che noi riteniamo un disegno di legge, nello spirito, per certi
versi innovativo.
Avremmo preferito, però, che questo disegno di legge fosse
esaminato in una fase successiva, e che fosse parte di una proposta
politica più complessiva che eliminasse alcune storture, come ad
esempio quella che riguarda la possibilità che il sindaco,
accompagnato da liste che raggiungono appena il 10 per cento,
ottenga una maggioranza del 60 per cento; avevamo pensato anche che
fosse corretto che si togliesse la riserva di un genere nella
misura del 30 per cento, o del 25 per cento della versione
precedente, perché non c'è ombra di dubbio che in questo senso ci
sarà un genere che sarà favorito due volte, una perché si assicura
una rappresentanza minima nella lista, la seconda perché si obbliga
necessariamente a un voto che deve essere attribuito ad entrambi i
generi.
Quindi credo che queste siano delle storture e che, invece di
innovare ulteriormente, complicano un disegno di legge che votato
l'anno scorso in un momento di sollecitazione forte da parte di
alcune forze politiche, vide l'Assemblea accettare una soluzione
finale per questa legge elettorale che certamente manifesta, così
come hanno detto diversi parlamentari, delle storture.
L'idea di governare questo processo a spizzichi e a bocconi senza
tenere conto dell'idea complessiva di un sistema elettorale, non ci
aggrada. Tuttavia siamo consapevoli che c'è una maggioranza ben
solida e per tale motivo ci rimettiamo all'Aula, ci asteniamo in
ordine al voto e, per quanto ci riguarda, auspichiamo che subito
dopo questo momento elettorale si possa mettere mano ad un disegno
di legge organico di riordino di un sistema elettorale che presenta
- lo ripeto per l'ennesima volta - una serie di storture.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la richiesta
che avviene questa sera senza la presentazione di alcun emendamento
riporta la dicitura, all'articolo 1, che nel caso di espressione
di due preferenze, una deve riguardare il candidato di genere
maschile e l'altra il candidato di genere femminile della stessa
lista, pena la nullità della seconda preferenza .
Per cui io, al mio seggio elettorale, potrò andare a votare il
candidato Cracolici realmente candidato della lista e poi
Cancelleri, che sono io, che lo sto votando. Questo per me ha un
solo nome ed è voto di scambio.
Questa cosa vi pregherei di attenzionarla perché è molto grave,
perché è molto grave, quello che sta avvenendo Se si fa lo
stralcio senza la possibilità di portare alcuni emendamenti
correttivi è molto grave
Voi ve ne dovete assumere la responsabilità ed io spero che in
quest'Aula nessuno chieda il voto segreto, anzi chiederemo il voto
palese e spero che nessuno chieda il voto segreto perché poi di
fronte alla stampa chi ha votato in maniera favorevole questo
disegno di legge senza alcun emendamento dovrà renderne conto ai
cittadini di quello che ha fatto.
Io inoltre non mi spiego neanche la proposta che è stata fatta
poco fa dal centrodestra, quando ci siamo sorbiti sermoni di 15-20
minuti, di mezz'ora dove si invocava alla mafia, agli inciuci e a
tutto il resto e poi, alla fine, si viene a proporre che va bene ed
andare a votare una cosa del genere.
Ora, io vorrei capire la logica di determinati interventi e
soprattutto la logica di andare a votare questo articolo 1 senza la
possibilità di presentare emendamenti. Ovviamente, il Movimento 5
Stelle è contrario alla possibilità di non presentare emendamenti,
noi non ritiriamo i nostri. .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco, poi
l'onorevole Anselmo, relatrice del disegno di legge, la quale
ritengo spiegherà anche il significato della sentenza della Corte
Costituzionale.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
contrariamente a quello che si sente come aria, per alcune che
stanno vincendo, come al solito perde la politica e vince
l'inciucio. Sta bene, onorevole Cancelleri che lei è così
arrabbiato perché hanno raggiunto questo accordo. Lei lo sa perché
io non sono d'accordo questa sera a questo accordo, scusate il
bisticcio, che si è trovato.
Era giusto che ieri sera, quando il Presidente aveva fatto questo
appello di fare un tavolo di concertazione e trovare una sintesi e
trovare questa stessa soluzione, secondo me, domani non appena
usciranno i giornali dopo tutto questo gran casino' - scusate la
parola poco adatta ad un Parlamento - che hanno fatto i miei
colleghi, amanti dell'inciucio e che non hanno capito che la
politica è cambiata e che in Sicilia il signor Berlusconi non c'è.
Con voi che continuate a fare inciuci senza fare le leggi alla luce
del sole, sarete costretti - e ve lo dico con molta sincerità e con
molta tristezza - sarete costretti a scomparire.
Non c'è Berlusconi in Sicilia, ci siamo noi, noi che dobbiamo fare
una politica che sia alla luce del sole, che non viene fatta dopo 3-
4 ore di dibattito violento e, alla fine, vi accordate per una
legge che, secondo me, che da tempi non sospetti ero per non la
riserva indiana, tanto è vero che sono stato colui che ha chiesto
il voto segreto per questa norma, ve lo ricorderete, i miei
colleghi se lo ricordano bene. Io sono contro questo tipo di legge
e le preannuncio, Presidente, che chiederò il voto segreto così
vedremo nel segreto dell'urna chi è bravo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo, relatrice
del disegno di legge. Ne ha facoltà. E' stata fatta un'eccezione
sulla costituzionalità della norma ed è bene che quello che dice
rimanga agli atti.
ANSELMO, relatrice. Signor Presidente, credo sia indispensabile a
questo punto fare alcune precisazioni che ritengo al collega
Cancelleri sono sfuggite, ma soprattutto è sfuggito al collega di
leggere attentamente l'articolo 1 che incrimina ad
incostituzionalità o, addirittura, peggio che si presti a brogli
che sono assolutamente fuori da ogni logica. Onorevoli Cancelleri,
io sono stata molto attenta al suo intervento e sto rispondendo
puntualmente alle sue osservazioni assolutamente fuori luogo,
perché il lavoro che è stato fatto in Commissione, ed è stato fatto
anche con una persona del suo Gruppo con la quale ci siamo passati
la serata a studiare le sentenze della Corte Costituzionale, norme
di natura generale e di natura speciale, non possono essere
vanificate da cose di principio che, se lei leggesse bene, si
renderebbe conto che non sono assolutamente fondate. E le spiego
pure perché. Se lei legge nel caso di espressione di due
preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e
l'altro un candidato di genere femminile sulla stessa lista, pena
la nullità della seconda preferenza.
Onorevole Cancelleri, questo è molto chiaro. Nel caso cui lei
faceva riferimento si applicano le norme sulla nullità generale del
voto. E questo, a meno che non vogliamo andare ad inficiare le
regole generali sulle nullità delle schede elettorali. Dirò anche
di più. C'è una sentenza della Corte Costituzionale del 2012 che
dice espressamente che non è possibile, nel caso di doppia
preferenza, qualora il candidato esprima due preferenze, la sola in
quel momento, scatta l'obbligo della doppia preferenza di genere e
che quindi salta la seconda nullità perché sulla prima è chiara
l'intenzione dell'elettore e quindi non è assolutamente vero quello
che sta dicendo e che h detto sui lavori della prima Commissione.
PRESIDENTE. Perché rimanga agli atti credo che l'onorevole Anselmo
si riferisse alla sentenza della Corte Costituzionale n. 4 del 14
gennaio 2010.
SALVATORE CASCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVATORE CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo brevemente per un chiarimento e per tranquillizzare
l'onorevole Cancelleri. Io sono d'accordo e sottoscrivo quello che
ha detto l'onorevole Anselmo, che mi ha preceduto nella risposta.
Anch'io volevo ricordare la già citata sentenza della Corte
Costituzionale, ma aggiungo un fatto pratico alla vicenda ed un
fatto pratico anche a conforto di qualche dubbio che può avere
l'onorevole Cracolici. Già nella legge attuale è previsto che,
qualora il presidente di seggio ravvedesse nel voto la possibilità
che questo voto fosse segnalato, può annullarlo. E per segnalare il
voto ci sono vari modo che tutti sappiamo, ed il presidente di
seggio ha questa facoltà e questa potestà. Tale facoltà del
presidente di seggio viene rafforzata ulteriormente da questa norma
che non dice solo che la seconda preferenza non è valida. Ricordo a
tutti che, quando ci sono gli scrutini e la seconda preferenza non
è valida, il presidente del seggio legge solo la prima preferenza e
non legge la seconda. Quindi, si dovrebbe fare una ricerca delle
schede per andare a trovare come è stata votata quella scheda.
Questo per tranquillizzare l'onorevole Cancelleri.
C'è anche un riferimento all'onorevole Greco. Io sono abituato, in
questo Parlamento, a ragionare con calma e a far valere le mie
idee, che esprimo alla luce del sole. Penso che la proposta che ha
fatto l'onorevole Musumeci, condivisa da gran parte del centro
destra, non sia un inciucio ma una proposta che ha un senso civico,
una proposta di consenso, una proposta che va in questa direzione,
una proposta che facciamo alla luce del sole. Non cerchiamo
medaglie o medagliette o ci vogliamo mettere coccarde per questa
vicenda, noi crediamo fermamente che una legge di questo genere
guarda ai tempi moderni, ma è fuor di dubbio, come diceva
l'onorevole Cracolici nel suo intervento che io sottolineo, che la
legge che abbiamo fatto in passato, cioè quella delle quote rosa,
ha agevolato un determinato percorso della presenza delle donne
nell'ambito dei consigli comunali, nell'ambito del Parlamento
regionale, nell'ambito del Parlamento nazionale. E' chiaro che
questa strada intrapresa non può essere interrotta. Quindi per
queste considerazioni noi siamo favorevoli, non per qualsiasi forma
di inciucio che rifuggiamo fin da adesso.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché ho l'impressione che stasera, se verrà approvata la norma
che introdurrà il doppio voto di genere, rischiamo di presentare
una Sicilia che è molto simile ad uno Stato del centro Africa,
perché ho sentito anche un ragionamento sull'annullamento del voto.
Io, che di mestiere faccio il segretario comunale e a qualche
elezione ho assistito, voglio fare sapere a questo Parlamento che
oggi, per le circolari che trasmette il Ministero degli Interni, la
seconda preferenza non solo non viene citata e letta dal Presidente
ma viene annullata senza che viene dato atto al seggio che c'è una
seconda preferenza; voglio dire, io credo che dovremmo per un
attimo fermarci, e ci tengo a dirlo non in polemica con chi la
propone.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione.
PANEPINTO. Signore Presidente, non si preoccupi, se lei ha la
bontà di ascoltarmi, già ho uno spettatore.
PRESIDENTE. Io sono più che uno spettatore, io la ascolto con
piacere.
PANEPINTO. Devo dire che questa sera la rappresentazione della
centrale unica di spoglio è qualche cosa che offende e oltraggia
centinaia e migliaia di persone che riescono a condurre con pochi
mezzi, in maniera democratica e trasparente, l'elezione dei 380
Comuni siciliani. Lo voglio dire perché ho l'impressione che
dovremmo immaginare che c'è un continuo tentativo di truccare
l'elezione. Qualcuno una volta diceva che la cosa più seria che
avviene in Italia, per cui credo che questa lunga ed estenuante
maratona parlamentare si possa chiudere tenuto conto il Presidente
di seggio ha l'obbligo di non leggere la seconda preferenza perché
anche oggi può accadere, a preferenza unica, che si indichino, al
di là del genere, due preferenze. Il Presidente di seggio ha
l'obbligo di non dare lettura della seconda espressione di voto ed
è già previsto nelle norme regolamentari.
Dopo di ciò, se le conclusione saranno quelle che sono state
preannunciate prima della sospensione dei lavori, alla fine questo
Parlamento riuscirà a dare un segnale di grande civiltà e di
riformismo vero, che è quello di consentire e di dare maggiore
opportunità a chi oggi ne ha meno, che è il mondo delle donne. Per
cui, signor Presidente, tranquillizziamoci sotto questo aspetto
perché già ci sono in Italia delle regole, le elezioni si tengono
dal 1946 quindi ci sono già regole vigenti.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto breve
per fare soltanto alcune considerazioni. Ricordo che nella passata
legislatura s'è trattato un argomento molto simile e tra i deputati
vi è stato un coro unanime di interventi a favore della legge ma
poi, guarda caso, col voto segreto quella legge non è stata
approvata.
Oggi mi pare che la maturità di questa nuova Assemblea sta ponendo
finalmente fine ad un percorso che già era iniziato nella scorsa
legislatura, e questa legge varata dalla Commissione - mi
complimento con il signor Presidente e con la relatrice - di fatto
non richiama altro che la legge nazionale, e richiamando la legge
nazionale in materia, dove alcune regioni a statuto ordinario hanno
già votato, come la Campania ed altre con questo sistema, la
regione e l'Assemblea Regionale Siciliana non deve innovare, ma
deve poter utilizzare quella prassi costante che già nelle altre
regioni ha dato seguito all'opportunità di dare vita al voto con la
doppia preferenza.
Io sono certo che l'autonomia regionale e la competenza
legislativa esclusiva in materia non debba essere una palla al
piede per questa regione che vuole poter dare l'opportunità alle
donne di essere maggiormente rappresentative anche nei consigli
comunali e quindi nelle stesse liste. Oggi ritengo che bisogna
poter dare mandato al dipartimento competente di attuare con le
circolari esplicative questa materia come le altre regioni a
statuto ordinario già stanno facendo, e come di fatto citava
l'onorevole relatrice, le sentenze della Corte Costituzionale in
materia stanno dando un'interpretazione sana a come il legislatore
vuole poter porre fine ad alcuni dubbi che sono stati posti.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per ribadire la posizione che io nel presente
intervento, ma anche il capogruppo del nostro partito e altri
colleghi del nostro gruppo hanno ribadito nei loro interventi.
Prima ho parlato di surrealismo, ora possiamo anche parlare di
qualche scena, possiamo entrare anche nel particolare. Prima ho
citato Bunuel, mi ricordo qualche scena del famoso cortometraggio
Il cane andaluso dove le scene si susseguono senza una ragione e
senza un collegamento, dove il delirio onirico trova punte
inimmaginabili, ed in quest'Aula purtroppo sta accadendo questo.
Lo dico con rammarico, sarà perché sono alla prima legislatura e
quindi, come si dice, ancora devo farmi le ossa e devo attendermi
un po' di tutto, ma io resto fermo sulla mia posizione con grande
orgoglio, con grande determinazione, con grande coerenza. Abbiamo
iniziato questa attività parlamentare oggi in questa Aula
presentando una pregiudiziale che aveva delle ragioni e che di
fatto poneva la questione, non tanto del merito della norma che,
ribadisco, è anche opportuna e può essere, e deve essere certamente
valutata in un momento diverso da una sessione di bilancio e da un
periodo pre-elettorale che ci vedrà tra due mesi andare a votare.
Ho anche ribadito, ed è il problema un po' che riguarda tutti, che
le classi dirigenti dei vari partiti sono alle prese già con una
composizione di liste e con la formazione delle stesse. Quindi
resto coerente nella mia posizione, ho firmato una pregiudiziale
che dichiara inopportuno e illegittimo, in base alla sentenza 6
novembre 2011 della Corte Europea dei diritti dell'uomo modificare
una normativa elettorale, a meno di un anno dal voto, resto
coerente, mi chiedo e mi chiederò, tornando a Catania più tardi e
facendo i famosi 200 chilometri che dividono Palermo da Catania,
come mai altre persone che hanno firmato la pregiudiziale che
poneva una questione prima del giudizio stesso, ora stiano
cambiando posizione. Spero di trovare una risposta e di potermi
svegliare da questo sogno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo discutendo sulla questione,
sostanzialmente una pregiudiziale, che riguarda lo stralcio del
solo articolo 1 del disegno di legge, avanzata dal presidente
Cascio. Non si è riaperto di nuovo il dibattito, come se fossimo in
discussione generale, per cui penso si possa passare alla
votazione.
FORMICA. Io avevo chiesto di parlare sulla proposta
PRESIDENTE. Presidente Formica, lei sa perfettamente che ho dato
la possibilità a più di 4 parlamentari di pronunciarsi. Questo è il
dato fondamentale, considerata l'importanza della questione, anche
perché su questo volevo sentire gli umori dell'Aula, non mi sto
dunque appellando al Regolamento. Ragion per cui non faccia lei
richiami al Regolamento.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ormai sono in
questa Assemblea da vent'anni - e da quindici vedo passeggiare
l'onorevole Leanza - e molti colleghi che protestano magari sono
dei cambia-casacca che il giorno dopo le elezioni hanno cambiato
la lista dove sono stati eletti e hanno pure il coraggio di
protestare.
Io non appartengo a coloro i quali cambiano partito il giorno dopo
che sono stati eletti. Non l'ho mai fatto.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, si attenga al tema.
FORMICA. Mi sto attenendo. Rispondo a chiunque.
PRESIDENTE. Lei deve rispondere a questo Parlamento e si attenga
al tema.
FORMICA. Assolutamente. E siccome un membro di questo Parlamento
ha osato fare dei commenti a un mio intervento, ho risposto per le
rime.
LO GIUDICE. Ma quali commenti ho fatto?
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, l'onorevole Formica sta facendo
il suo mestiere e lei ci sta cadendo Onorevole Formica vada
avanti.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assieme
all'onorevole Musumeci, il 19 dicembre abbiamo presentato un
disegno di legge sul voto di genere. Io ho apposto la mia firma su
quel disegno di legge perché sono fermamente convinto che bisogna
mettere in campo tutte le azioni possibili per consentire, anche
nella nostra terra, al sesso femminile, che è oltre il 50% rispetto
a quello maschile, di accedere alle cariche pubbliche. Per evitare,
quindi, che chiunque potesse avanzare l'ipotesi che il centro
destra o la destra o la lista Musumeci o l'onorevole Formica
potesse essere contro una maggiore possibilità ed una maggiore
opportunità per le donne di poter accedere ai consigli comunali, io
ho accettato di gran carriera la proposta che ha avanzato il
Presidente Musumeci.
Ovviamente il Presidente Crocetta, che aveva lanciato questa idea,
ha avuto tutto il tempo, dal 19 dicembre ad oggi, tanto che l'Aula
non ha fatto assolutamente nulla, non si è occupata assolutamente
di presentare, assieme alla sua maggioranza, questo disegno di
legge in tempi utili per potere apportare i necessari
approfondimenti da parte di ciascuno di noi e vedere qual era la
soluzione migliore per consentire alle donne di essere maggiormente
rappresentate.
Noi, in questi giorni in cui si è parlato in seguito a quella
convocazione anomala fatta dal Presidente della Regione - non
ripeto qui quello che ho detto nel mio intervento durante la
discussione generale - ci saremmo aspettati che il Presidente della
Regione, quanto meno rispetto ai rilievi che già noi avanzavamo
nella prima commissione e cioè della possibilità del voto di
scambio, perché di questo si trattava, si potesse addivenire ad una
soluzione.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la invito a concludere.
FORMICA. Si, signor Presidente, ma devo giustificare la mia
posizione, che è in assoluto dissenso con quanto ha avanzato
l'onorevole Cascio a nome del PDL.
Ci saremmo aspettati che il Presidente Crocetta e la sua
maggioranza venissero incontro alle richieste che da più parti sono
pervenute per potere introdurre dei correttivi onde evitare la
possibilità del voto di scambio e del favore alla mafia, con il
controllo del voto. Così non è stato
Noi abbiamo tentato, con una pregiudiziale a cui gli amici, i
cittadini del Movimento Cinque Stelle avevano aderito in un primo
momento, e non hanno aderito in un secondo momento fiduciosi, per
carità, che questa maggioranza e questo governo fossero poi
addivenuti a cogliere degli emendamenti.
Io li avevo avvertiti che così non era fin dal primo istante,
perché l'unico obiettivo del Presidente Crocetta, avendolo
annunciato in televisione, e l'unico obiettivo di quella
maggioranza, era di far passare la norma così com'era e purtroppo
sono stati presi sonoramente in giro.
Bene, io non voterò a favore di questo stralcio perché intanto è
un vulnus contro il Parlamento, è un vulnus contro il lavoro che è
stato fatto dalla Commissione di merito. Anzi, ritengo che ognuno
debba prendersi le sue responsabilità e con voto palese dica che è
annullato quanto si è fatto in Sommissione e quanto si è dibattuto
in quest'Aula.
Ognuno si prenda le proprie responsabilità, io il volta gabbana
non lo faccio
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio dell'esame degli articoli.
(E' approvato)
CIANCIO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Mi deve spiegare qual è il fatto personale onorevole
Ciancio.
CIANCIO. Signor Presidente, l'onorevole Cordaro, mi ha consigliato
di uscire fuori dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ma questo non è un fatto personale. Le è stato
riconosciuto che ha fatto un ottimo intervento, avrà la possibilità
nel corso della seduta di parlare.
Onorevoli colleghi, c'è quindi una proposta di stralcio. In questi
casi, si fa riferimento alla prassi. Generalmente c'è un'idea
condivisa, ed in questo caso, così come spesso è avvenuto in questo
Parlamento, si va avanti senza difficoltà.
Non essendo in questo caso condivisa la proposta di stralcio,
dobbiamo fare riferimento al Regolamento del Senato, che viene
richiamato ogni qual volta non viene disciplinato specificatamente
dal nostro regolamento. Abbiamo un autorevole precedente ai tempi
dell'onorevole Salvatore Lauricella (seduta 246 del 5 dicembre
1989), e del resto l'Assemblea, costantemente, ogni qual volta il
Regolamento non dispone sulle questioni pertinenti, nei suoi
riferimenti regolamentari ed istituzionali si è sempre ispirata
alle norme e alle prassi vigenti al Senato della Repubblica.
L'articolo 101 del Regolamento del Senato, in ordine alla proposta
di stralcio, dice che Iniziato l'esame degli articoli di un disegno
di legge, ciascun senatore - quindi ciascun parlamentare regionale
- può chiedere che uno o più articoli e disposizioni in esse
contenute, siano stralciati quando siano suscettibili di essere
distinti dagli altri per la loro autonoma rilevanza normativa.
Sulla proposta l'Assemblea discute e delibera nelle forme e coi
limiti previsti per le questioni pregiudiziali e sospensive.
Ciò significa che si vota per alzata e seduta.
Resta inteso che noi stralciamo solo l'articolo 1, ma gli
emendamenti debbono essere ritirati o eventualmente verranno
discussi e messi in votazione.
L'onorevole Cascio - vediamo se ho compreso bene - propone di
mettere in votazione solo l'articolo 1, chiaramente con gli
emendamenti di accompagnamento, a meno che non vengano ritirati, di
stralciare l'articolo 2, l'articolo 3, l'articolo 4 e tutti gli
aggiuntivi che fanno parte dello stralcio. C'è poi la norma finale
che è quella della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che mi
sembra ovvia.
Pertanto, onorevoli colleghi, hanno facoltà di parlare due
deputati a favore e due contro la proposta.
CAPUTO. Chiedo di parlare a favore della proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi. Credo che alla fine di una intensa, e devo dire
proficua serata sotto l'aspetto del confronto, a volte anche duro,
ma sicuramente finalizzato a dar vita ad una norma che stabilisca
un principio di civiltà giuridica, oltre che di opportunità
politica, credo che siamo arrivati ad un punto importante, che vada
a conciliare da un lato la necessità che il percorso elettorale, di
fatto già avviato, non venga turbato da innovazioni che
indubbiamente creerebbero non pochi problemi anche organizzativi -
e aggiungo anche di natura politica - e consenta di affermare il
principio della doppia preferenza di genere.
Credo che sia un precedente importante, e va dato merito a gran
parte dell'opposizione di avere sostenuto una proposta condivisa da
alcuni settori alla maggioranza, e che ha trovato, da questo punto
di vista, Presidente Crocetta, un altro fatto positivo, quello di
avere trovato la condivisione del Governo, che da un lato evita di
appesantire un procedimento elettorale, e dall'altro lato afferma
un principio.
Ritengo che dobbiamo guardare a questa serata come a un fatto
importante, e la prego onorevole Cancellieri, per il rispetto di
quest'Aula, di non continuare nelle affermazioni che ha fatto,
perché questo Parlamento ha tutte le intenzioni tranne quella di
creare un sistema elettorale che favorisca il voto di scambio, la
prego, questa affermazione la tenga per se, la valorizzi
all'interno del suo Gruppo politico, ne faccia una campagna di quel
cosiddetto modello Sicilia che ormai è diventato stantio, e
guardi invece l'aspetto che un Parlamento, dai banchi della
maggioranza, dai banchi dell'opposizione e con la condivisione del
Governo, per voce del suo Presidente, ha stabilito un principio che
sancisce la presenza delle donne, non più in modo aleatorio ma in
modo - come dire - elettoralmente scientifico all'interno
dell'Assemblea della nostra Isola.
E quindi la prego di astenersi dall'inquinare un dibattito
politico che è stato fatto alla luce del sole anche se con toni
certamente aspri. Pertanto, mi esprimo a favore della proposta che
tutti noi abbiamo portato avanti e condiviso che è quella di
stralciare tutte le norme, di togliere gli emendamenti e di votare
l'articolo 1, che rappresenta la sommatoria di tante volontà
politiche espresse oggi in questo Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caputo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta
registriamo anomalie procedurali.
Dopo essere stati settimane intere a lavorare sul testo della
norma, dopo avere sentito parlamentari del centro destra essere
intervenuti in Commissione a sostenere delle tesi in maniera forte
e decisa su battaglie che avevamo condiviso, sulla quale avevamo
studiato insieme anche fuori dagli spazi di questo Parlamento, e
vederli questa sera sostenere delle tesi esattamente contrarie, mi
fa molto male.
Mi fa molto male, sentire delle dimenticanze, legate a quelle
battaglie che abbiamo fatto - lo dico anche al relatore del testo -
rispetto alla tutela di quel pluralismo che venne invocato quando
per la prima volta venne portata in Commissione la questione della
parità di genere.
Parlando di parità di genere, di pluralismo, di democrazia, di
rappresentanza, si parlo' anche delle minoranze, allora in quella
sede ad esempio fu presentato un emendamento da parte del mio
Gruppo parlamentare che portava lo sbarramento al 3 per cento e,
con senso di responsabilità, noi dopo aver sentito il Governo, i
partiti di maggioranza, decidemmo in maniera condivisa di portare
quello sbarramento al 4 per cento, e quel gesto lo feci con grande
senso di responsabilità.
Mi fa molto male vedere questa sera gli stessi parlamentari che in
quella sede ebbero a fare delle battaglie attorno alla questione
del 40 per cento, più volte ci ritrovammo a ricordare l'anomalia
del caso Palermo, dove il sindaco Orlando si ritrovò ad avere il 60
per cento del consiglio comunale con 30 consiglieri comunali, dopo
che il suo partito Italia dei Valori prese soltanto il 10 per cento
dei voti.
Insomma ci ritrovammo in Commissione a sostenere delle battaglie
unite, in maniera congiunta, in maniera trasversale, con
parlamentari della maggioranza e della minoranza, che questa sera
con un colpo di spugna dimenticano tutto quello che è stato fatto.
Mi dispiace non solo che questo venga dimenticato, ma mi dispiace
soprattutto che questo venga negato questa sera qui da questo
Parlamento.
Questo mi da davvero molto dolore, perché avevo creduto in questo
testo, avevo creduto in questa riforma, avevo immaginato che si
potesse raggiungere un risultato. Avevo messo da parte quelle che
erano le mie perplessità, e si era arrivati appunto a questo
compromesso, che non era un compromesso rispetto al testo, ma era
un compromesso per i siciliani.
Vedete questo stralcio stasera umilia il Parlamento, ma
soprattutto mi rivolgo di nuovo al Presidente della I Commissione -
ripeto, con il quale in questi giorni ho assunto toni forti - e
dico Presidente che probabilmente io dovrò fare delle scelte
rispetto alla mia presenza in Commissione. Perché se è vero che
questa Commissione non ha più valore, mi chiedo quali siano le
ragioni per cui torni a riunirsi.
Quindi noi chiediamo a questo punto che gli emendamenti vengano
ridiscussi e, ovviamente, siamo contrai rispetto a questo stralcio
del testo.
CORDARO. Chiedo di parlare a favore della proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la nostra
posizione è favorevole allo stralcio dell'articolo 1, e mi
rammarica il fatto che alcuni colleghi non lo comprendano, mi
rammaricano i toni accorati del collega Figuccia ad esempio.
La nostra richiesta e il nostro appoggio a questo stralcio trovano
proprio la loro ragione in quella pregiudiziale che abbiamo votato
ed appoggiato ad inizio della seduta. Noi, con quella
pregiudiziale, abbiamo cercato di spiegare a chi oggi, a chi adesso
grida, che non potevamo affrontare un tema così complesso ad un
mese e mezzo dal voto.
Avevamo offerto, a chi adesso protesta, una via giuridica
assolutamente lineare che ci riportasse in Commissione all'indomani
delle elezioni per discutere una riforma elettorale vera, che
comprenda proprio tutte quelle norme che anche noi, come voi,
vogliamo che facciano parte della nuova legge elettorale, per
correggere quelle storture che si sono verificate a Palermo, per
correggere la doppia stortura dello sbarramento e del premio di
maggioranza, per correggere la stortura del papocchio della scheda
unica senza voto di trascinamento e, quindi, la necessità di
introdurre la doppia scheda.
Però, siccome siamo donne e uomini di buon senso e siccome siamo
abituati a fare le cose alla luce del sole - e mi rivolgo
all'onorevole Greco che quando parla di inciuci non vorrei che
vendesse la merce che egli utilizza, forse, nel suo modo di fare
politica e che a noi non appartiene -noi alla luce del sole abbiamo
fatto una proposta seria rispetto alla quale, e mi rivolgo adesso
al Presidente Crocetta che non vedo in Aula, e ai Capigruppo della
maggioranza, chiediamo un impegno solenne a ritirare tutti gli
emendamenti all'articolo 1 così come faremo noi e a votare contro
eventuali emendamenti che da parte di colleghi che non condividono
questo modus procedendi, dovessero portare a colpi di mano che a
quel punto diventerebbero un vulnus per i futuri rapporti
assolutamente cristallini, trasparenti e pubblici in questa
legislatura.
Questo è il nostro modo di operare, fatto di buon senso e
nell'interesse reale dei siciliani.
CIANCIO. Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto è
interessante vedere come questa maggioranza orbiti un po' su tutta
l'Aula e si sposti un po' lì e un po' qui. E' bello vedere come le
opinioni personali di molte persone abbiano cambiato completamente
rotta; è interessante, inoltre, vedere come nel giro di poche ore
maggioranza e opposizione siano diventate così amiche.
E' evidente che c'è una comunione d'intenti che non c'è dato
conoscere.
Noi, penso si fosse capito, eravamo già dall'inizio della seduta,
contro il voto di genere nudo e crudo e rimaniamo contro l'articolo
1, così come lo state presentando, anche perché, ripeto, questo
metodo che avete usato, colorito, e che vede la maggioranza e
l'opposizione accordarsi, di fatto, tiene fuori le forze politiche
che volevano anch'esse dare un contributo al miglioramento del
testo.
Il testo, così com'è, è pericolosissimo ed invito a chi non se ne
fosse accorto, a studiarlo un po' più attentamente anche perché,
anche se ci fosse il minimo dubbio che questo disegno di legge
favorisca il voto di scambio, anche se ci fosse il minimo dubbio,
quest'Assemblea ed il Presidente hanno il dovere di controllare e
di verificare che questo non si verifichi. In caso contrario
assumetevene tutte le responsabilità.
Noi ci faremo scudo con la nostra trasparenza, ci faremo scudo dei
cittadini, e faremo sapere ai cittadini chi vota a favore, chi vota
contro, ed eventualmente chi chiede il voto segreto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di stralcio
dell'onorevole Francesco Cascio così come esternata in precedenza.
Chi è a favore si alzi; chi è contrario resti seduto
(E' approvata)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Norme in materia di rappresentanza e doppia
preferenza di genere
1. Alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 e successive
modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) l'articolo 1 bis è sostituito dal seguente:
Art. 1 bis - Composizione delle liste per l'elezione dei consigli
comunali. 1. Nelle liste di candidati per l'elezione del consiglio
comunale nessun genere può essere rappresentato in misura superiore
a due terzi dei componenti della stessa lista, con arrotondamento
all'unità superiore in caso di cifra decimale pari o superiore a
0,5, ed all'unità inferiore in caso di cifra decimale inferiore a
0,5.'.
b) all'articolo 2, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
3 bis. Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3,
tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta. Ciascun
elettore può esprimere inoltre sino ad un massimo di due voti di
preferenza per candidati della lista da lui votata, scrivendone il
nome ed il cognome o solo quest'ultimo sulle apposite righe poste a
fianco del contrassegno. Nel caso di espressione di due preferenze,
una deve riguardare un candidato di genere maschile e l'altra un
candidato di genere femminile della stessa lista, pena la nullità
della seconda preferenza.';
c) il comma 2 dell'articolo 2 ter è sostituito dal seguente:
2. Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3
dell'articolo 2 bis, tracciando un segno sul contrassegno della
lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre sino ad un
massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui
votata, scrivendone il nome e il cognome o solo quest'ultimo sulle
apposite righe poste a fianco del contrassegno. Nel caso di
espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di
genere maschile e l'altra un candidato di genere femminile della
stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.';
d) il comma 2 dell'articolo 4 è sostituito dal seguente:
2. Il voto alla lista è espresso, ai sensi del comma 3
dell'articolo 3, tracciando un segno sul contrassegno della lista
prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre sino ad un
massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da lui
votata, scrivendone il nome ed il cognome o solo quest'ultimo sulle
apposite righe poste a fianco del contrassegno. Nel caso di
espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di
genere maschile e l'altra un candidato di genere femminile della
stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.'.
2. Al comma 1 dell'articolo 18 del Testo unico delle leggi per
l'elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato
con decreto presidenziale 20 agosto 1960, n. 3, e successive
modifiche ed integrazioni, dopo la lettera e) è aggiunta la
seguente:
e bis) verifica il rispetto delle disposizioni del comma l
dell'articolo 1 bis della legge regionale 15 settembre 1997 n. 35 e
successive modifiche e integrazioni, e, in caso di inosservanza,
assegna ai presentatori della lista un termine di ventiquattro ore
per la regolarizzazione della stessa. Trascorso inutilmente tale
termine, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati
appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall'ultimo
della lista, in modo da assicurare il rispetto del citato comma 1
dell'articolo 1 bis della legge regionale n. 35/1997. Qualora la
lista, in esito alla cancellazione delle candidature eccedenti,
contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo
prescritto, ricusa la lista.'.
3. All'articolo 38 del Testo unico delle leggi per l'elezione dei
consigli comunali nella Regione siciliana, approvato con decreto
presidenziale 20 agosto 1960, n. 3, e successive modifiche ed
integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. L'elettore può manifestare sino ad un massimo di due preferenze
esclusivamente per i candidati della lista da lui votata. Nel caso
di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato
di genere maschile e l'altra un candidato di genere femminile della
stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.';
b) il comma 4 è soppresso;
c) il comma 8 è sostituito dal seguente:
8. Qualora vengano espressi più di due voti di preferenza per
candidati di una medesima lista, si intende votata la sola lista,
ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla
legge.»
Si passa all'esame degli emendamenti.
Si procede con l'emendamento 1.1.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Non essendo la votazione appoggiata a termini di
regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.1.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Non essendo la votazione appoggiata a termini di
regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.3.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.9. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.10. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.11.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Non essendo la votazione appoggiata a termini di
regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.11.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.12. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.13. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.14.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Di Mauro, Figuccia, Formica, Greco
Giovanni, La Rocca Ruvolo, Lentini, Lombardo, Lo Sciuto, Miccichè,
Sorbello e Sudano, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 79
Maggioranza 40
Favorevoli 13
Contrari 64
Astenuto 1
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.15. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.16. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.17. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.18.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Non essendo la votazione appoggiata a termini di
regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.18.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.19. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti dall'1.20 all'1.26 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 1.27. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevole Formica, so che probabilmente ha già trattato questo
argomento con gli Uffici e penso che ci verrà incontro. Gli
emendamenti 1.28 1.29 1.31 e 1.32 saranno trattati congiuntamente
per l'analogia del contenuto, e a tal proposito si invitano i
presentatori al ritiro degli stessi emendamenti in quanto non
risultano coordinati con l'attuale normativa elettorale che prevede
un'unica scheda per l'elezione del sindaco e del Consiglio
comunale.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tre
emendamenti che sembrano simili ma hanno una differenza
fondamentale, perché in uno si parla della doppia scheda per il
sindaco e per il Consiglio comunale senza la presenza dei simboli,
nell'altro invece si parla della doppia scheda per il sindaco e per
il Consiglio comunale con la presenza dei simboli.
PRESIDENTE. Per le due liste, quella rosa e quella blu. L'elettore
riceverà due schede, una di colore azzurro ed una di colore rosa.
Siccome non è coordinata con la scheda unica del sindaco, appunto,
chiedevo di ritirarli.
FORMICA. Questa è la proposta che avevamo lanciato al Presidente
Crocetta per evitare il voto di scambio, anziché la doppia
preferenza di genere prevedere una scheda rosa per le donne e una
scheda azzurra per gli uomini, questa era la proposta per evitare
il controllo mafioso del voto. Quindi rimane una unica preferenza:
con la scheda rosa si votava per le donne con la scheda azzurra si
votava per gli uomini. Questo lo ritengo importante e fondamentale.
PRESIDENTE. Nella norma è prevista la scheda unica, una sola
scheda per il sindaco
FORMICA. Se passa questo emendamento vuol dire che modifichiamo la
norma, daremo potere di coordinamento.
PRESIDENTE. Non è possibile Onorevole Formica, la invito a
venirci incontro se può ritirarli, altrimenti sono costretto a
dichiararli inammissibili.
FORMICA. Signor Presidente era un'idea coerente con quanto ho
sostenuto.
PRESIDENTE. La Presidenza li dichiara inammissibili.
L'emendamento 1.2 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.8.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, l'emendamento 1.8 si riferisce a
quella frase alla quale mi riferivo poc'anzi che sostituisce la
frase pena la nullità della seconda preferenza' con la frase pena
la nullità di entrambi i voti di preferenza espressi'. Il voto è
attribuito alla lista e già così potrebbe essere accettabile.
Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio,
Di Mauro, Ferreri, Foti, Greco G., La Rocca, Lombardo, Lo Sciuto,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Sorbello, Sudano, Troisi,
Venturino, Zafarana e Zito, indìco la votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 1.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
segreto:
Presenti e votanti 79
Maggioranza 40
Favorevoli 26
Contrari 53
(Non è approvato)
Gli emendamenti 1.4, 1.6, 1.7 e 1.5 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 1.30, a firma dell'onorevole Greco. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.34, dell'onorevole Giovanni Greco.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento 1.34. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5, che è la norma finale. Ne do lettura:
Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
i seguenti ordini del giorno:
- n. 22 Iniziative concernenti la cenere vulcanica , degli
onorevoli Vullo, Picciolo, Forzese, Tamajo, Anselmo, Greco
Marcello, Lo Giudice, Savona, Foti ed altri;
- n. 23 Iniziative in materia di gestione provvisoria' delle
province regionali degli onorevoli Ferrandelli, Dipasquale,
Picciolo, Lo Giudice, Tamajo, Savona, Arancio ed altri.
Il Governo ha dichiarato di accettarli come raccomandazione.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
ANSELMO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO, relatore. Signor Presidente, si tratta semplicemente di
un emendamento di raccordo visto il rinvio che si fa nella legge
per l'elezione dei consigli circoscrizionali e all'elezione dei
consigli comunali e chiaramente dobbiamo inserire dopo la dicitura
l'elezione dei consigli comunali e dei consigli circoscrizionali
altrimenti avremmo un problema di vuoto normativo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
nn. 5-55-66-67 bis/A.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge Norme
in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere.
Modifiche di norme in materia di soglia di sbarramento per
l'elezione dei consigli comunali e di rimborsi dei permessi
retribuiti degli amministratori locali nn. 5-55-66-67 bis/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere.
Modifiche di norme in materia di soglia di sbarramento per
l'elezione dei consigli comunali e di rimborsi dei permessi
retribuiti degli amministratori locali (nn. 5-55-66-67 bis/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 52
Contrari 18
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, siamo molto stanchi, abbiamo fatto un buon
lavoro, è compito del Parlamento trovare la sintesi.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
brevemente per dire grazie ad un Parlamento che trova questa sera
le ragioni per portare avanti le riforme.
Io spero che una riflessione si facci anche all'interno del
Movimento dei Grillini per dire che nelle leggi c'è sempre una
mediazione che bisogna fare e che non si può pensare ogni volta di
incassare tutti i risultati.
Per quel che ci riguarda, lavoreremo, subito dopo la Finanziaria,
sia sulla legge per i consorzi, che per quanto riguarda la riforma
elettorale, però questo deve avvenire nell'unità di tutto il
Parlamento perché ritengo che le regole non si possono cambiare a
colpi di maggioranza.
Grazie di cuore a tutti.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la seduta straordinaria con carattere
d'urgenza.
Chiaramente, nella prossima seduta di giorno 8 aprile introdurremo
la questione relativa alla elezione dei tre rappresentanti che
dovranno eleggere il Presidente della Repubblica. Per un fatto
procedurale non possiamo darne comunicazione adesso, l'Assemblea
dovrà essere prima aperta e poi chiusa proprio lo stesso giorno 8
aprile per inserire il punto nell'ordine del giorno.
La seduta è rinviata a lunedì, 8 aprile 2013, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 23.41
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio del regolamento e
dei resoconti alle ore 01.30 di venerdì 5 aprile 2013
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 5 - 55 - 66 - 67 BIS/A NORME IN MATERIA DI
RAPPRESENTANZA E DOPPIA PREFERENZA DI GENERE. MODIFICHE DI NORME
IN MATERIA DI SOGLIA DI SBARRAMENTO PER L'ELEZIONE DEI CONSIGLI
COMUNALI E DI RIMBORSI DEI PERMESSI RETRIBUITI DEGLI
AMMINISTRATORI LOCALI.
Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno:
Emendamento 117.1:
All'art. 1, comma 1, lettera a), sub 1 bis, aggiungere nella
rubrica dopo consigli comunali le parole e circoscrizionali e
dopo le parole consiglio comunale le parole e del consiglio
circoscrizionale.