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Resoconto d'Aula della Seduta n. 31 di mercoledì 03 aprile 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Avviso di convocazione

   BARBAGALLO, segretario, dà lettura dell'avviso di convocazione, in
  seduta   straordinaria  con  carattere  d'urgenza,   dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  pubblicato nella  Gazzetta  ufficiale  della
  Regione siciliana, Parte I, di giovedì 28 marzo 2013:

           «Il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   Considerata   la  richiesta  di  convocazione  straordinaria   con
  carattere  d'urgenza dell'Assemblea regionale siciliana,  avanzata,
  ai  sensi  dell'articolo 11 dello Statuto della Regione  siciliana,
  dal  Presidente della Regione in sede di Conferenza dei  presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari del 26 marzo 2013, come  integrata  dalla
  richiesta verbale del 27 marzo successivo;

   Considerato   che   la   superiore   richiesta   di   convocazione
  straordinaria configura la fattispecie di cui all'articolo 11 dello
  Statuto   regionale,  che  abilita  il  Governo  della  Regione   a
  richiedere la convocazione in questione;

   Considerato  che  l'Assemblea regionale è  convocata  in  sessione
  ordinaria per il giorno 8 aprile 2013;

   Ritenuto  che ricorrono i motivi di urgenza previsti dall'articolo
  75  del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana  per
  convocare la stessa, prima di tale data, in seduta straordinaria;

   Visti gli articoli 11 dello Statuto della Regione siciliana  e  75
  del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana;

                               decreta:
                            Articolo unico

   Ferma  restando la convocazione in sessione ordinaria già  fissata
  per  il  giorno  8 aprile 2013, l'Assemblea regionale  siciliana  è
  convocata  in sessione straordinaria, con carattere d'urgenza,  per
  mercoledì 3 aprile 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
  giorno:

   I  -  Discussione  del  disegno di legge:   Norme  in  materia  di
  rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche di norme in
  materia  di  soglia  di  sbarramento per  l'elezione  dei  consigli
  comunali e di rimborsi dei permessi retribuiti dagli amministratori
  locali.  (nn. 5-55-66-67 bis/A).

   II  -  Comunicazioni del Presidente della Regione in  ordine  alla
  revoca  dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo  spettacolo  e
  dell'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.

   Il  presente  decreto sarà comunicata all'Assemblea e  pubblicato,
  nei  termini  previsti  dall'articolo 75  del  Regolamento  interno
  dell'Assemblea  regionale, nella Gazzetta Ufficiale  della  Regione
  siciliana.

                                               Palermo, 27 marzo 2013
                                                           ARDIZZONE»

   Comunicazione di dimissioni irrevocabili da deputato regionale a
  seguito dell'avvenuta elezione a senatore della Repubblica italiana

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   do   lettura   della    nota
  dell'onorevole Scoma del 26 marzo 2013, pervenuta e protocollata in
  pari   data  al  n.  3821/AULAPG,  concernente  le  sue  dimissioni
  irrevocabili da deputato regionale a seguito dell'avvenuta elezione
  a senatore della Repubblica italiana.

    Gentile   Segretario  Generale,  a  seguito  della  mia  avvenuta
  elezione  a  Senatore della Repubblica Italiana,  rassegno  le  mie
  revocabili  dimissioni da deputato regionale. La ringrazio  per  la
  collaborazione prestata in tutti questi anni e Le porgo i miei  più
  cordiali  saluti  di  buon lavoro per gli  importanti  e  difficili
  momenti che dovremo attraversare nell'interesse del Paese.
   Sentitamente, Senatore Francesco Scoma.

   Trattandosi   di  dimissioni  che  rimuovono  una  situazione   di
  incompatibilità, ai sensi dell'art. 63 della l.r. 20 marzo 1951, n.
  29 e successive modificazioni, l'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, ricordo che oggi l'Assemblea è  convocata,  a
  norma di Statuto e Regolamento interno, in seduta straordinaria con
  carattere  d'urgenza  con l'ordine del giorno di  cui  all'apposito
  avviso di convocazione letto ad inizio dei lavori.
   Senonché,  al  fine  di  ricostituire  opportunamente  il   plenum
  assembleare,  propongo,  sempreché  l'Assemblea  vi  consenta,   di
  procedere  in  questa  stessa  seduta all'attribuzione  del  seggio
  resosi testé vacante.
   Pertanto, se non sorgono osservazioni, nemine contradicente,  così
  rimane stabilito, eccezionalmente ed unicamente con riferimento  al
  superiore adempimento.

   dell'onorevole Scoma all'onorevole Milazzo

   Presidenza del presidente Ardizzone


       Attribuzione del seggio resosi a seguito delle dimissioni
                    dell'onorevole Francesco Scoma

   PRESIDENTE.  Comunico quindi che, in previsione  dell'attribuzione
  del seggio resosi vacante a seguito delle predette dimissioni dalla
  carica   di  deputato  regionale  dell'onorevole  Francesco  Scoma,
  proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo (per  la
  lista  avente la denominazione  Il Popolo della libertà -  Musumeci
  Presidente ), la Commissione per la verifica dei poteri,  ai  sensi
  del  combinato  disposto dell'art. 4, parte seconda, dello  Statuto
  della  Regione  e  della sezione IV del Capo V del  Titolo  II  del
  Regolamento  interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi  il  3
  aprile  2013,  dopo  aver proceduto ai necessari  accertamenti,  ha
  deliberato,  all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60  della  legge
  regionale   20  marzo  1951,  n.  29  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni (legge elettorale siciliana), di attribuire il  seggio
  lasciato   vacante  dall'onorevole  Scoma  al  candidato   Giuseppe
  Milazzo, che, primo dei non eletti della medesima lista provinciale
  e  nel  medesimo collegio elettorale in cui era stato eletto  l'on.
  Scoma,  segue  immediatamente  - con  voti  5.424  -  l'ultimo  dei
  proclamati eletti, onorevole Caputo.
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Onorevoli    colleghi,   proclamo,   quindi,    eletto    deputato
  dell'Assemblea  regionale siciliana il candidato Giuseppe  Milazzo,
  salva   la   sussistenza   di  motivi  di   ineleggibilità   o   di
  incompatibilità  preesistenti  e  non  conosciuti  fino  a   questo
  momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni.
             (L'onorevole Giuseppe Milazzo entra in Aula)


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Poiché  l'onorevole  Milazzo  è presente  in  Aula,  lo  invito  a
  prestare il giuramento di rito.

   L'onorevole  Milazzo  legge  la formula  del  giuramento  prevista
  dall'articolo   6  delle   Norme  di  attuazione'   dello   Statuto
  siciliano:
    Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana .

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Dichiaro immesso l'onorevole Giuseppe  Milazzo  nelle
  funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Tamajo,  Sammartino  e
  Federico sono da considerare in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Caputo  è  autorizzato  a
  recarsi in missione a Verona dal 7 al 10 aprile 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Sospendo,  quindi,  la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  17.15.

        (La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore
                                17.17)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  dalla Commissione Affari istituzionali è stato esitato un testo dai
  contorni irrituali in una fase pre-elettorale e che siamo in seduta
  straordinaria  per trattare un tema particolare,  e  non  certo  la
  materia elettorale in senso stretto - trattandosi di un momento  in
  piena  fase  pre-elettorale, ripeto - ma quello che  attiene,  come
  abbiamo detto più volte e ribadito, più al tema dei diritti  civili
  che  non  alla materia elettorale, mi riferisco alla preferenza  di
  genere  ed agli argomenti connessi, atteso che dai lavori  della  I
  Commissione  è uscito un testo profondamente diverso che  contiene,
  di  fatto,  una  riforma  elettorale  che  il  Parlamento  dovrebbe
  apprestarsi a trattare in seduta straordinaria, io le   chiedo  che
  tutto  questo  sia  portato  all'attenzione  della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Pertanto,  chiedo  una sospensione dei lavori d'Aula  affinché  la
  Conferenza   dei   Presidenti   dei   gruppi   parlamentari   possa
  approfondire  la materia in un momento così delicato  e  importante
  per la storia della nostra Regione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  C'è una richiesta di sospensione per  una  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   DI MAURO. Signor Presidente, credo che l'intervento del capogruppo
  del Partito Democratico  che mi ha preceduto riguardi una questione
  di  merito,  una  questione che concerne  un  tema  importante,  la
  modifica   della  legge  elettorale  per  l'elezione  dei  consigli
  comunali.
   Prima  di  tutto,  a  mio  parere,  bisogna  porre  all'attenzione
  dell'Assemblea  ed anche, mi permetta di dirlo, signor  Presidente,
  della Presidenza una questione di metodo sulla prassi seguita,  nel
  rispetto del Regolamento negli anni in questo Parlamento, e cioè io
  credo  che  questa convocazione sia irritale e se  è  vero  che  il
  Presidente  della  Regione  ha chiesto  la  convocazione  ai  sensi
  dell'articolo  11  dello Statuto, è anche vero  che  si  ricorre  a
  questa norma dello Statuto in casi eccezionali
   Se  si  guarda  ai  precedenti che hanno  visto  questa  Assemblea
  riunirsi in via straordinaria con carattere di urgenza - lo ricordo
  a  me stesso ma è giusto che lei, signor Presidente dell'Assemblea,
  faccia  un accertamento non perché io voglia mettere in discussione
  la  richiesta  del  Presidente della Regione in ordine all'articolo
  11,  ma  per  il  merito  per  cui  si  ricorre  alla  convocazione
  straordinaria  -  in  passato si è fatto  ricorso  a  questa  norma
  statutaria  a  proposito  dei  morti  di  Nassyria;  nella   scorsa
  legislatura,  si  fece  ricorso soltanto una volta  allorquando  33
  deputati  ne  fecero esplicita richiesta in ordine a  contestazioni
  rivolte  al  Governo Lombardo per un'attività politica  esplicitata
  negli  ultimi tempi da un Governo che, in quel momento, era diverso
  rispetto  alla maggioranza che lo aveva eletto; un'altra  volta,  a
  proposito  di  un evento sismico e, poi, per un altro  evento,  che
  adesso  non  ricordo, ma che certamente attiene a fatti  gravissimi
  sui quali l'Assemblea fu chiamata a confrontarsi e ad esprimere  la
  propria opinione.
   Quindi, casi ben definiti, casi importanti, casi che nulla hanno a
  che  vedere con la questione per la quale è stata chiesta l'odierna
  convocazione straordinaria dell'Assemblea.
   Oggi, la questione del voto di genere, questione che ha certamente
  la  sua importanza, non credo rappresenti un fatto sopraggiunto  in
  quest'ultimo momento, perché nessuno mai ha contestato l'elettorato
  passivo  e  l'elettorato attivo alle donne, e non  vi  è  ombra  di
  dubbio  che  -  me lo lasci dire, signor Presidente -  avere  fatto
  ricorso  ad uno stratagemma per avere a tutti i costi, a scotto  di
  una dichiarazione estemporanea resa dal Presidente della Regione in
  un   programma  televisivo,  credo  si  trattasse  di  quello   del
  conduttore Fabio Fazio, con cui annunciava che il 2 e il  3  aprile
  l'Assemblea regionale avrebbe approvato una modifica di questo tipo
  al   sistema  elettorale  regionale  -  il  ricorso  da  parte  del
  Presidente della Regione a questo strumento sia stato assolutamente
  illegittimo sotto il profilo della consuetudine.
   Signor  Presidente,  le chiedo il rispetto  delle  regole,  perché
  queste  non  possono  essere calpestate  né  si  può  assolutamente
  abusare  di  una opportunità che viene data, attraverso lo  Statuto
  della  Regione siciliana, al Presidente della Regione e neppure  si
  può  ricorrere  a strumentazioni così estemporanee per  raggiungere
  obiettivi  che sono soltanto di natura propagandistica e di  natura
  politica.
   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori   vecchi   e   nuovi,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei  lavori  perchè ritengo  assolutamente  necessario
  chiederle,   Presidente,  per  il  ruolo  che  lei   ricopre,   una
  riflessione  attenta  e  approfondita e  lasciare  anche,  per  chi
  interverrà  successivamente, queste  parole  in  modo  che  possano
  essere  utilizzate  allorquando l'onorevole Cracolici  ci  darà  la
  possibilità,  dopo  avere baciato donne e  uomini,  più  donne  che
  uomini devo dire la verità, di continuare il nostro lavoro.
   La  signora Stancheris non sta andando via, ritengo quindi  avremo
  modo di complimentarci tutti a suo tempo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro, poiché la  signora  Stancheris  è
  stata  nominata assessore, può già farlo, ha questo  privilegio  di
  complimentarsi con lei, anche se ancora non è stata presentata,  ma
  già siede nei banchi del Governo.

   CORDARO.  Anche se non vecchissimo come molti assessori di  questa
  Giunta,  io  non sono vecchio di età, ma di mentalità; quindi,  fin
  quando   l'assessore  non  ci  verrà  presentata  formalmente   dal
  Presidente della Regione, attenderò di potermi complimentare con la
  stessa.
   Signor  Presidente, sono già passati due minuti e,  nonostante  la
  sua  e  la mia buona volontà, non sono ancora riuscito ad esprimere
  quei  concetti che sono anche abbastanza semplici per chi li  vuole
  ascoltare.  Tornando  al  merito e alle cose  serie,  la  invito  a
  riflettere  su  quanto le dirò da qui a qualche  istante  circa  la
  convocazione    straordinaria,   articolo   75   del    Regolamento
  dell'Assemblea e articolo 11 dello Statuto.
   Signor  Presidente,  la storia ci racconta di  venti  convocazioni
  straordinarie  negli  ultimi venti anni,  in  media  una  all'anno,
  soprattutto ci racconta di una unica convocazione straordinaria del
  Presidente dell'Assemblea che l'ha preceduto, il Presidente Cascio,
  in occasione di quello che oggi è ricordato ormai urbi et orbi come
  il ribaltone dell'allora Presidente della Regione Lombardo.
   In  quel  caso  vi  furono 33 deputati che chiesero,  appunto,  di
  ottenere comunicazioni in Aula dal Presidente pro tempore, cosa che
  accadde poiché ci fu la convocazione straordinaria.
   Lei,  d'altro  canto,  ha  già utilizzato  l'articolo  68,  lo  ha
  utilizzato   con  riferimento  alla  legge  sull'abolizione   delle
  Province,  e  anche in questo caso ha, oserei dire,  utilizzato  il
  bonus,  nel senso che questa convocazione straordinaria, nel  primo
  caso  l'utilizzazione dell'articolo 68 come modalità  straordinaria
  di  procedura  in  Aula è, anche in questo caso,  una  vicenda  che
  storicamente è stata utilizzata una tantum.
   Considerato  che oggi ci troviamo di fronte ad una  richiesta  del
  presidente   del   gruppo  parlamentare  Partito   Democratico   di
  sospendere  i lavori per una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, considerato che nella scorsa Conferenza è  stato,  di
  fatto,  comunicato  da lei, signor Presidente, la  volontà  di  una
  convocazione straordinaria, che oggi saremmo qui per celebrare, con
  tutti  i  se  e con tutti i ma che le ha sottoposto l'onorevole  Di
  Mauro e che io condivido.
   Considerato che in  I Commissione si è svolto un lavoro  che  sarà
  giudicato  anche per questo, probabilmente, da chi interverrà  dopo
  di  me,  sulla  bontà dello stesso, ma nel quale,  ad  esempio,  un
  componente   del  partito  dell'onorevole  Gucciardi,   l'onorevole
  Panepinto, ha sottoposto all'attenzione dei commissari una serie di
  emendamenti, alcuni dei quali sono stati anche apprezzati, come  ad
  esempio   quello   che  abbiamo  sottoposto  all'attenzione   della
  Commissione e relativo alla riduzione del quorum per il  referendum
  che  vuole  accorpare enti locali viciniori, portando l'esempio  di
  San Cipirello e San Giuseppe Jato, con riferimento a Palermo.
   Considerato, quindi, che i deputati del PD in I Commissione  hanno
  contribuito  a  creare  quel  malessere che  l'onorevole  Gucciardi
  sottopone  all'Aula  e che sarebbe cagione di una  sospensione  per
  un'ulteriore   Conferenza   dei   capigruppo,   io   mi    dichiaro
  assolutamente contrario alla sospensione dei lavori e, quindi, alla
  Conferenza dei Capigruppo, salvo che il presidente Gucciardi  o  un
  altro  capogruppo della maggioranza, un altro presidente di  gruppo
  parlamentare  della maggioranza, non dica in maniera specifica  che
  si   chiede   una  Conferenza  dei  capigruppo  per   revocare   la
  convocazione  straordinaria. In quel caso,  sì,  avrebbe  un  senso
  giuridico e politico.
   Ma chiedere di sospendere l'Aula per una Conferenza dei capigruppo
  senza titolo e senza ragioni, Presidente Ardizzone, è assolutamente
  irrituale ed è assolutamente ingiustificato, per cui la prego,  noi
  abbiamo  già  esaurito  dei bonus - quelli legati  all'articolo  11
  dello  Statuto,  all'articolo 75 del Regolamento, e  quello  legato
  all'articolo  68 - non inauguriamo una nuova stagione  nella  quale
  oltre  al  nulla  delle  richieste vi  sia  anche  il  nulla  delle
  decisioni.
   La  prego, Presidente Ardizzone, di tutelare il buon andamento dei
  lavori e il prestigio di quest'Aula.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Onorevole  Cracolici,  per  favore,  lei   faccia   il
  parlamentare  del  PD,  che al Partito dei Siciliani  ci  pensa  il
  Partito dei Siciliani.

   CRACOLICI. Addirittura

   FIGUCCIA. Assolutamente sì
   Ovviamente, avevo condiviso il mio intervento col mio gruppo.
   Signor  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Presidente   della
  Regione, prima di entrare nella questione degli emendamenti  e  del
  testo della norma, vorrei fare un breve passaggio.
   Rispetto  alla  procedura  che, ad oggi,  è  stata  da  più  parti
  definita  anomala, con la quale si è passati a trattare  il  testo,
  abbiamo  un disegno di legge che era stato esitato già la settimana
  scorsa in I Commissione; abbiamo poi una Commissione che si ritrova
  oggi  a  trattare di nuovo il testo attraverso una modalità,  direi
  astuta, per portare in discussione emendamenti che, altrimenti, non
  sarebbero potuti arrivare in Aula. Me la faccia definire in termini
  di  beffa,  di  forzatura,  di  un  modo,  ancora  una  volta,  per
  vanificare i lavori della Commissione.
   Vedete,  su  questa  forzatura, stamattina ho avuto  occasione  di
  chiedere chiarimenti agli uffici per comprendere se le ragioni  per
  cui  i  parlamentari non avessero potuto presentare gli emendamenti
  erano da addebitarsi al presidente della Commissione, Marco Forzese
  -  e in quel caso, ovviamente, se di irregolarità e inadempienze si
  fosse  trattato, io ne avrei chiesto le dimissioni - oppure  se  le
  responsabilità andavano rintracciate altrove.
   In questo intervento non voglio dilungarmi sul testo, sulla norma,
  perché  ci sarà occasione di tornare in maniera approfondita  sugli
  emendamenti  che verranno trattati uno alla volta,  ma  è  fuor  di
  dubbio che la norma porta con sé un rischio forte, ovvero quello di
  modificare  le  regole  del gioco quando la partita  già  ha  avuto
  avvio.
   Rispetto  alla  giornata di oggi, registro un'altra  anomalia  nel
  riferimento all'articolo 11 dello Statuto, rispetto al quale posso,
  tuttavia,   trovare  delle  ragioni  per  comprendere   quanto   il
  Governatore  ha  inteso  fare,  ferma  restando  -  come  è   stato
  giustamente ricordato - la straordinarietà della seduta e,  quindi,
  all'articolo  11  dello  Statuto si è fatto riferimento  in  questi
  decenni per fatti straordinari quali guerre o terremoti.
   Presidente Crocetta, io sono un autonomista convinto, appassionato
  ai  temi che stanno a cuore ai siciliani. Sono certo - e mi rivolgo
  a  lei  -  che  agli articoli dello Statuto saprà  fare  più  volte
  riferimento  in  questi anni perché ho colto nelle sue  iniziative,
  fino a questo momento, un convincimento certo che ruota attorno  ai
  temi dell'autonomia, rispetto alla quale vado ben oltre, e che sono
  i  temi della sovranità. Sono certo, Presidente Crocetta, che vorrà
  dare  attuazione, ad esempio, a quel tanto richiamato  articolo  24
  che  istituisce l'Alta Corte che già nel 1957 - come ricordato  già
  da  lei e prima di lei dal primo Presidente della Regione siciliana
  - è stata sepolta viva.
   Sono,  altresì, certo, Presidente, che vorrà dare piena attuazione
  e  allo  Statuto  fare riferimento con particolare riguardo  ancora
  all'articolo 37 perché se quell'articolo - come in questi giorni si
  sente  ripetere  -  avesse davvero la possibilità  di  vedere  luce
  garantirebbe senz'altro alla Regione siciliana entrate  fiscali  di
  molto  superiori  a  quelle che attualmente le  vengono  trasferite
  dallo Stato centrale prevedendo che le imprese, con sede fuori  dal
  territorio siciliano ma che in esso operano, lascino le imposte  in
  Sicilia.
   Mi  rivolgo  ancora  a  lei, Presidente  Crocetta,  perché  questo
  pomeriggio  vorrò  consegnarle,  vorrò  donarle  simbolicamente  lo
  Statuto  della  Regione, uno Statuto che ci sta  particolarmente  a
  cuore.
   Le  consegno,  contestualmente,  anche  il  sogno  dei  siciliani,
  insieme  allo  Statuto le dono un altro simbolo rispetto  al  quale
  dovrò  riservarmi  di mettere non un veto, ma un nodo   Un  simbolo
  rispetto al quale mi riserverò, insieme ai siciliani, di verificare
  nel  tempo, nei giorni, nelle settimane e nei prossimi mesi, quanto
  davvero  c'è  di  concreto  in  tutte  le  esternazioni  che  fanno
  riferimento   allo   Statuto  e  che,  sono  convinto,   troveranno
  riscontro.
   Per  questo, Presidente Crocetta, insieme allo Statuto le consegno
  la  bandiera  del  popolo  siciliano e sono  certo  che  non  vorrà
  rifiutarla.

   (L'onorevole  Figuccia consegna al Presidente  della  Regione  una
  copia  dello  Statuto della Regione siciliana e una bandiera  della
  Regione)

   PRESIDENTE.  Presidente della Regione, avrà  modo  di  ringraziare
  successivamente l'onorevole Figuccia.

   LEANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, corriamo il rischio
  che  la  seduta  odierna sia un po' pericolosa, nel senso  che  con
  quello  che succede fuori, gente che si ammazza perché è  piena  di
  debiti,  la  difficoltà dei lavoratori che ci sono  fuori,  sentire
  discutere  oggi ancora di regolamenti o di questioni esclusivamente
  elettorali mi sembra qualcosa di surreale.
   Presidente  Crocetta, stasera abbiamo l'esigenza che lei  ci  dica
  chiaramente cosa vuole fare di questa legge. Lo dico da  componente
  della  maggioranza anche agli onorevoli colleghi che oggi sono  qua
  in  questo Parlamento. Io voglio capire semplicemente come  abbiamo
  raggiunto l'intesa: è una legge che si deve fare esclusivamente per
  la  rappresentanza e il doppio voto di genere o  dobbiamo  fare  la
  legge  elettorale? Se dobbiamo fare una legge di riforma elettorale
  siamo a tempi scaduti, stiamo facendo un'invasione di campo che non
  siamo abituati a fare in questo Parlamento.
   Se  vogliamo  fare la legge per la rappresentanza  e  il  voto  di
  genere  facciamolo  in  maniera secca, se  no  in  Aula,  col  voto
  segreto,  andare a mettere in discussione e in pericolo proprio  le
  cose  essenziali  della democrazia io non ci vado,  non  ci  voglio
  andare.
   Presidente,  lo dica chiaramente, e lo dico anche  agli  amici,  a
  quanti  hanno  detto  in  Conferenza dei  capigruppo,  in  tutti  i
  momenti,  che  sono  d'accordo a questa  norma  che  il  Presidente
  Crocetta ha presentato.
   Se  siamo d'accordo solo su questi temi, anche noi come Gruppo UDC
  siamo  d'accordo  e siamo disponibili ad andare avanti;  ma  andare
  oltre, da deputato responsabile, non me la sento.
   Andare  oltre  significa correre il rischio di  fare  qualcosa  di
  irreparabile,  perché  non  avremo il tempo  di  porre  rimedio  ad
  eventuali sbagli che questa Assemblea sarà costretta a fare votando
  una legge con tutti gli emendamenti che abbiamo visto.
   Signor  Presidente, io sono d'accordo per la sospensione richiesta
  dall'onorevole  Gucciardi, però penso che  ci  sia  bisogno  di  un
  intervento  del  Presidente Crocetta in modo da  chiarire  all'Aula
  realmente  la  motivazione  per  cui  ha  chiesto  la  convocazione
  straordinaria   e,  soprattutto,  l'importanza  di  questa   norma,
  considerato  che  era  nel  programma  di  governo  e  che  abbiamo
  addirittura  spostato la data delle elezioni. Se  il  Parlamento  è
  d'accordo, la possiamo votare in dieci minuti.
   Si  tratta  di  un  grande atto di civiltà, è un  grande  atto  di
  responsabilità; ognuno lo dica chiaramente se siamo d'accordo o non
  siamo d'accordo.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   questa
  legislatura  ormai siamo abituati a delle novità. Le  novità  fanno
  sempre  piacere purché uno sappia quali sono i punti fermi; non  ci
  possono essere novità se non si conoscono i punti  fermi, perché se
  si  conoscono  allora c'è la novità, ma se non ci  sono  la  novità
  rischia di essere il caos che, secondo alcune teorie - Zichichi - è
  all'origine dell'Universo: c'era una volta il caos.
   Su  questa norma, signor Presidente, noi abbiamo assistito intanto
  ad  una convocazione straordinaria, ultrastraordinaria dell'Aula  e
  ricordo  che  siamo  ad  un  mese  dall'approvazione  del  bilancio
  regionale con le categorie che sono lì tutti i giorni a protestare,
  con la gente che non sa se continuerà a percepire lo stipendio, con
  la  gente che non sa se avrà i soldi per portare da mangiare a casa
  e con le proteste continue sotto la sede del Parlamento regionale e
  sotto  Palazzo d'Orleans, sede del Governo regionale. Però, i guru,
  gli   interpreti,  i  neo  sondaggisti  dicono  che   il   problema
  fondamentale,  principale, che abbiamo da  risolvere  è  quello  di
  interrompere  la  data  delle elezioni,  posticipandola  più  volte
  perché   assolutamente,   in   maniera   indispensabile,   dobbiamo
  introdurre una modifica alla norma elettorale.
   Non vi è chi, nelle strade e nei quartieri di Palermo, nelle varie
  città e paesini della Sicilia, laddove c'è la sofferenza vera,  non
  ci  supplica ogni giorno perché si introduca questa modifica  della
  legge  elettorale. Posso capire che tutto è utile,  che  tutto  può
  essere  confacente a stare in prima pagina, ma che  le  istituzioni
  vengano asservite ai  desiderata  questo proprio non posso capirlo,
  non  riesco  a  comprenderlo, signor Presidente.  E  non  riesco  a
  comprendere  come, da qualche tempo a questa parte,  prima  con  la
  legge sull'abolizione delle Province e ora con questa norma, si  ha
  la  sensazione  di  escludere  la possibilità  che  le  Commissioni
  facciano il proprio lavoro e che i deputati possano fattivamente  e
  attivamente  partecipare  al lavoro delle Commissioni,  presentando
  gli  emendamenti  a  tempo  debito  e  avendo  la  possibilità   di
  discuterli.
   C'è   stata   una   prima  anomalia  che  io  ho  compreso,   cosa
  sottintendeva alla decisione assunta dalla Presidenza,  in  seguito
  alla  Conferenza dei capigruppo, di consentire di riaprire i lavori
  della  Commissione. Era un tentativo di porre una pezza postuma  al
  fatto che la I Commissione non era stata messa in condizione o  non
  aveva dato la possibilità a tutti i parlamentari di questa Aula  di
  poter esercitare il proprio diritto di presentare emendamenti e  di
  partecipare  fattivamente alla elaborazione della legge  prima  che
  questa arrivasse in Aula.
   Quindi,  io  ho  apprezzato,  da questo  punto  di  vista,  signor
  Presidente, il suo intento di porre rimedio per consentire a  tutti
  di  poter  presentare  gli  emendamenti e  che  questi  emendamenti
  avessero accesso all'Aula.
   Però,  a  tutto  c'è  un limite. Noi non possiamo  assistere  allo
  stravolgimento del Regolamento che non consente alla Commissione di
  entrare nel merito degli emendamenti, perché questa possibilità era
  preclusa nella riunione odierna della I Commissione che poteva solo
  ed esclusivamente prendere atto degli emendamenti e saltare così un
  passaggio fondamentale previsto dal Regolamento.
   Pertanto,  signor Presidente, prima di entrare nel merito,  perché
  l'intervento  che  sto  svolgendo è  sull'ordine  dei  lavori,  poi
  interverrò  nel  merito  ampiamente  e  pesantemente  quando  e  se
  discuteremo di merito, a proposito di mafia, mafia, mafia  -  e  lo
  dico  tre  volte - ma ne parlerò nel merito, a proposito  di  mafia
  che,  attraverso  questa norma, entra a condizionare  i  lavori  di
  questo  Parlamento, ne parleremo al momento debito di mafia, adesso
  le   chiedo  invece  -  visto  che  non  ho  potuto  discutere   ed
  approfondire  in Commissione ciò che il Regolamento  prevede  -,  a
  norma  di  Regolamento,  che lei dia 48 ore  di  tempo,  così  come
  prevede  il  Regolamento,  ai  deputati  di  quest'Aula  per  poter
  esercitare le proprie prerogative.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, vuole intervenire sull'ordine  dei
  lavori? Io la mia decisione l'avrei tratta, se può servire  il  suo
  ragionamento - e sicuramente serve - che ben venga.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera noi  siamo
  ritornati,  o  rischiamo di ritornare, su un argomento  ma  non  ad
  adiuvandum, bensì marcando una battuta di arresto.
   Il  fatto  di  chiedere,  da  parte  del  capogruppo  del  Partito
  Democratico, la sospensione dei lavori per ritornare in  Conferenza
  dei  capigruppo, potrebbe sembrare utile, ma in effetti rischia  di
  frenare   i  lavori  che  hanno,  invece,  necessità  di   avviarsi
  speditamente.  Lo  dico  perché avevamo deciso  in  Conferenza  dei
  capigruppo  che, oltre alla norma sulle province,  non  si  sarebbe
  fatto nient'altro.
   Successivamente  in  Commissione noi, come Popolo  della  libertà,
  abbiamo  dato  il nostro assenso affinché si potesse  procedere  in
  maniera  spedita  su questa norma del doppio voto di  genere  senza
  frapporre alcun tipo di ostacolo, esitando un testo sostanzialmente
  all'unanimità, anche col voto del Partito Democratico, delle  forze
  di maggioranza, nessuna esclusa.
   Ad   un  certo  punto,  invece,  abbiamo  dovuto  registrare   una
  convocazione  della  Conferenza dei  capigruppo,  molto  allargata,
  fatta in Sala Rossa, nella quale...

                           (brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  C'è troppo chiacchiericcio, non si riesce  a  seguire
  l'intervento dell'onorevole Falcone. Vi invito a prendere posto.

   FALCONE.  Mi  avvio  alla conclusione. E'  chiaro  che  in  quella
  Conferenza  dei capigruppo si è deciso di rimandare in  Commissione
  il disegno di legge che, sostanzialmente, ripeto, era stato esitato
  favorevolmente  da  tutta  la Commissione.  Potevamo  convocare  la
  Commissione  venerdì scorso, invece venerdì non lo si è  fatto;  la
  dovevamo  riunire ieri e per un fatto, un evento sopraggiunto,  non
  l'abbiamo  tenuta; è stata rinviata ad oggi, e oggi  abbiamo  fatto
  una seduta di Commissione.
   Io  dico  al  collega Forzese che ho avuto più di un  dubbio  oggi
  sulla  ritualità o irritualità dei lavori della Commissione perché,
  sostanzialmente,  Presidente Forzese, a me  dispiace  per  lei,  ma
  dispiace anche quale componente supplente di questa Commissione, in
  quanto siamo stati esautorati.
   Per la prima volta una Commissione, forse la più importante, la  I
  Commissione,  oggi  è  stata  chiamata  non  ad  apprezzare   degli
  emendamenti per farli eventualmente diventare testo del disegno  di
  legge,  ma  abbiamo apprezzato solo degli emendamenti che sarebbero
  poi  diventati  -  o  saranno o diverranno  -  elemento  di  parere
  favorevole  o  meno  da parte della Commissione  durante  i  lavori
  d'Aula. Quattro ore di lavoro inutile, di fatto oggi abbiamo svolto
  quattro ore di lavoro inutile perché il testo di legge quello era e
  quello  è  rimasto;  non  vi è stato un voto  ma  un  apprezzamento
  formale  e non sostanziale. Il collega Panepinto oggi ha detto  che
  siamo  considerati quasi dei saggi, forse parenti poveri dei  saggi
  che ricordano Roma; ma, in effetti, noi non abbiamo fatto granché o
  nulla.
   Oggi,  signor  Presidente - e vado alla conclusione  -  noi  siamo
  responsabilmente  perché  questa norma si faccia;  stiamo  attenti,
  però, perché nel momento in cui facciamo come il passo del gambero,
  a  questo  punto noi della minoranza vorremmo capire  da  chi  deve
  dipendere l'avvio o l'accelerazione di questa norma, perché  da  un
  lato,    paradossalmente,   abbiamo   invocato   la    convocazione
  straordinaria, salvo il fatto che poi la commissione si  è  riunita
  dopo  una  settimana, salvo il fatto che la commissione chiamata  a
  riunirsi  non  ha  fatto nient'altro che una semplice  cernita  per
  capire  quali  erano  gli  emendamenti ammissibili  o  meno;  tutto
  questo, di fatto, e nulla di più.
   Allora,  anziché  ritornare  in Conferenza  dei  capigruppo,  dove
  addirittura si potrebbe immaginare di rimandare la norma per chissà
  quale pulizia, per eliminare chissà quale articolo dalla legge  per
  farla  diventare più apprezzabile, allora continuiamo  nei  lavori.
  L'onorevole   Formica   ha  detto  una  cosa  che,   personalmente,
  condivido,  che  è  quella  delle  48  ore  del  termine  per   gli
  emendamenti, apriamo subito la discussione generale e vediamo quali
  sono  gli emendamenti che possono essere motivo di apprezzamento  e
  gli  emendamenti  che,  invece, devono  essere  respinti  per  dare
  finalmente  alla Sicilia almeno uno straccio di legge dinanzi  -  e
  qui  lo voglio segnalare - i gravi problemi dei siciliani, i  quali
  non  ci  chiedono una norma simile ma ci chiedono una norma per  lo
  sviluppo, per l'occupazione e per il sostegno alle imprese che sono
  boccheggianti.

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Forzese, stiamo decidendo  sull'ordine
  dei lavori.

   FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori no, la prego onorevole Forzese,
  quando verrà chiamato ad esprimere il parere come presidente  della
  commissione potrà intervenire.
   Tutti  gli  interventi che si sono svolti hanno una  ragione  alla
  base,  questo  è più che evidente: come è stato bene  ricordato,  e
  giustamente ricordato dalla maggior parte di tutti voi, l'Aula  era
  stata  convocata  per  l'8 aprile perché  eravamo  in  sessione  di
  bilancio, come previsto dalla legge e dal Regolamento; sapete tutti
  quello  che  è  successo,  non  stiamo  qui  a  disquisire   né   a
  polemizzare.
   Nelle  more, da quando si è riunita la I Commissione a quando  c'è
  stata  la  Conferenza  dei capigruppo, anzi  è  stata  formalizzata
  durante  la Conferenza dei capigruppo, il Presidente della  Regione
  mi  ha  fatto  pervenire  una  nota di  richiesta  di  convocazione
  straordinaria  dell'Assemblea regionale, ai sensi dell'articolo  11
  dello Statuto, e a questo proposito è stato eccepito dall'Aula  che
  si tratterebbe di una forzatura.
   Devo dire che proprio lo Statuto, che non sta a me interpretare né
  interpretare  il  motivo  per il quale il  Governo,  presieduto  da
  Crocetta  o da altro non ha importanza in questo caso perché  siamo
  istituzioni,  mi ha chiesto una convocazione straordinaria  che  io
  non posso assolutamente sindacare.
   Peraltro,  l'articolo  11  dello  Statuto  prevede  una  sorta  di
  bilanciamento perché se la richiesta mi fosse pervenuta  da  almeno
  20  parlamentari  non  mi  sarei  potuto  assolutamente  sottrarre,
  venendo  meno  alle mie prerogative, secondo quanto previsto  dallo
  Statuto e dal Regolamento.
   Detto  questo,  ho  una richiesta di sospensione  dei  lavori  per
  indire una Conferenza dei capigruppo.
   Credo  che  non  vi  siano motivi perché non si possa  riunire  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari; se  siamo  qui,
  stasera,  infatti, é per trovare una soluzione concordata su  tutta
  questa  vicenda.  Devo dire, ad onor del vero, che  il  disegno  di
  legge  è  stato  rinviato in Commissione e non è stato  esitato  un
  nuovo  testo;  sono  stati  riaperti i  termini  dalla  Commissione
  perché, dalla gran parte di tutti voi, mi è stato fatto notare  che
  non   era   stata   data  la  possibilità,  essendo   in   sessione
  straordinaria  di  bilancio, di essere messi a  conoscenza  che  si
  potevano  presentare emendamenti, indipendentemente dalla formalità
  che fosse stata data comunicazione o meno.
   Abbiamo,  quindi, dato la possibilità alla Commissione di ricevere
  gli emendamenti.
   Mi  risulta che la I Commissione abbia espresso parere  su  alcuni
  emendamenti;  è,  dunque, in condizione di  esprimere  un  giudizio
  ponderato,  una  volta  che gli emendamenti  saranno  trattati,  se
  verranno ripresentati dai singoli parlamentari in Aula.
   Detto  questo,  prima di sospendere per riunire la Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, con l'accordo dell'Aula  -  ma
  non credo che ci possano essere divergenze su questo - passerei  al
  secondo  punto  dell'ordine del giorno, perché il Presidente  della
  Regione,  nelle more, ha proceduto alla revoca di due  assessori  e
  alla  nomina  di altri due assessori, quanto meno per  comunicarlo,
  giustamente, all'Aula.
   Per  quanto riguarda il dono che l'onorevole Figuccia ha fatto  al
  Presidente  della  Regione, non entro nel merito  delle  formalità,
  però  bisogna dare atto al Presidente della Regione che, dal  punto
  di  vista  mediatico, è più bravo e supera tutti, tant'è che  aveva
  esposto  impropriamente la bandiera. Su questo punto, dico che  non
  può essere contrastato, se era una provocazione.
   A tal proposito, vorrei dire, proprio perché siamo Parlamento, che
  ho  avviato contatti istituzionali con il Presidente del Parlamento
  europeo, Martin Schulz.
   Abbiamo  appuntamento  il  prossimo  5  giugno  perché  mi   venga
  consegnata formalmente la bandiera del Parlamento europeo, cosa che
  farò  chiedendo  un incontro al nuovo Presidente della  Repubblica,
  che  sarà  eletto  ad  aprile. Non l'ho fatto  per  ovvie  ragioni,
  essendo l'attuale in scadenza.
   Il  Presidente  Schulz, attraverso i suoi canali,  mi  ha  scritto
  chiedendo  che  venga  formata  la delegazione.  Estemporaneamente,
  proprio   perché   mi   viene   suggerito   dal   gesto   simbolico
  dell'onorevole  Figuccia,  indicherei quali  componenti  di  questa
  delegazione  che  incontrerà  prima il  Presidente  del  Parlamento
  europeo  -  perché queste bandiere dovranno stare  proprio  qui  in
  Aula, perché siamo in Sicilia, siamo in Italia, siamo in Europa  -,
  a parte il sottoscritto e, ovviamente, il Presidente della Regione,
  l'onorevole Musumeci dato che è stato europarlamentare, l'onorevole
  Francesco  Cascio  perché  è il presidente  della  Commissione  per
  l'esame  delle attività dell'Unione europea, l'onorevole Cancelleri
  o  chi  vorrà  delegare, perché tutti i Gruppi  parlamentari  siano
  rappresentati,  e l'onorevole Figuccia, visto che ha  fatto  questo
  gesto e ci ha pure provocati.
   Darò, quindi, comunicazione di questa delegazione.
   Onorevoli colleghi, in attesa dell'intervento del Presidente della
  Regione,  invito il deputato segretario a dare lettura dei  decreti
  presidenziali  numero  70  e numero 71 di revoca,  rispettivamente,
  dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
  dell'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.

   BARBAGALLO, deputato segretario:

   «D.P. n. 70/Area 1 /S.G.
                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura;

   VISTO il D.P. n. 551/Area 1 /S.G. del 19.11.2012, pubblicato nella
  GURS  del  7.12.2012 - parte I - n. 52, con il quale il  Presidente
  della  Regione  ha  nominato il sig. Francesco  Battiato  Assessore
  regionale  con preposizione all'Assessorato regionale del  turismo,
  dello sport e dello spettacolo;

   RITENUTO di dover revocare, per ragioni di opportunità, il D.P. n.
  551/Area 1 /S.G. del 19.11.2012 sopra specificato;

   RITENUTO,  altresì, al fine di garantire continuità  all'esercizio
  delle  funzioni  politico-amministrative, che il  Presidente  della
  Regione,   assuma,  temporaneamente,  le  funzioni   di   Assessore
  regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al  sig.
  Francesco Battiato, di Assessore regionale per il turismo, lo sport
  e lo spettacolo, è revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente alla revoca di cui al superiore  articolo  1,  al
  fine   di  assicurare  continuità  nell'esercizio  delle  funzioni
  politico-amministrative,  il Presidente  della  Regione  Siciliana
  assume temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, li 27 marzo 2013
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»;

   «D.P. n. 71/Area 1 /S.G.
                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura;

   VISTO  il  D.P.  n.  575/Area 1 /S.G. del  23.11.2012,  pubblicato
  nella  GURS  del  7.12.2012 - parte I - n.  52,  con  il  quale  il
  Presidente  della  Regione ha nominato il prof.  Antonino  Zichichi
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  dei  beni
  culturali e dell'identità siciliana;

   RITENUTO di dover revocare, per ragioni di opportunità, il D.P. n.
  575/Area 1 /S.G. del 23.11.2012 sopra specificato;

   RITENUTO,  altresì, al fine di garantire continuità  all'esercizio
  delle  funzioni  politico-amministrative, che il  Presidente  della
  Regione,   assuma,  temporaneamente,  le  funzioni   di   Assessore
  regionale per i beni culturali e l'identità siciliana;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al prof.
  Antonino  Zichichi, di Assessore regionale per i beni  culturali  e
  l'identità siciliana, è revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente  alla revoca di cui al superiore  articolo  1,  al
  fine   di   assicurare  continuità  nell'esercizio  delle  funzioni
  politico-amministrative,  il  Presidente  della  Regione  Siciliana
  assume  temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, li 27 marzo 2013
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Invito,  quindi, il deputato segretario a dare lettura dei decreti
  presidenziali numero 74 e numero 75/AREA 1 /SG del 3  aprile  2013,
  di  nomina  rispettivamente della dottoressa Michela Stancheris  ad
  Assessore  regionale per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo  e
  della  dottoressa  Mariarita  Sgarlata  ad  Assessore  per  i  beni
  culturali  e l'identità siciliana, e la contestuale cessazione  del
  Presidente della Regione dalle funzioni di Assessore per il turismo
  e da Assessore per i beni culturali.

   BARBAGALLO, deputato segretario:

   «D.P. n. 74/Area 1 /S.G.
                             IL PRESIDENTE

   VISTO  il  D.P. n. 71/Area 1 /S.G. del 27.3.2013, con il quale  il
  Presidente  della  Regione siciliana ha assunto temporaneamente  le
  funzioni  di Assessore regionale per i Beni culturali e  l'identità
  siciliana con contestuale revoca di precedente Assessore nominato e
  preposto al predetto ramo di Amministrazione;

   RITENUTO   di  dover  nominare  Assessore  regionale  la  dott.ssa
  Mariarita  Sgarlata con preposizione all'Assessorato regionale  dei
  beni   culturali   e  dell'identità  siciliana,   con   contestuale
  cessazione  delle funzioni assunte temporaneamente  dal  Presidente
  della   Regione  siciliana  al  predetto  ramo  di  Amministrazione
  regionale;
                                 DECRETA

                                   Art. 1

   Per quanto in premessa specificato la dott.ssa Mariarita Sgarlata,
  nata  a Siracusa il 27 gennaio 1962, è nominata Assessore regionale
  con  preposizione  all'Assessorato regionale dei beni  culturali  e
  dell'identità siciliana.

                                   Art. 2

     Contestualmente  alle  nomine ed alla  preposizione  di  cui  al
  superiore articolo 1, il Presidente della Regione siciliana   cessa
  dalle  funzioni di Assessore regionale per i beni culturali  e  per
  l'identità siciliana.

                                   Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, li 3 aprile 2013
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»;

   «D.P. n. 75/Area 1 /S.G.
                             IL PRESIDENTE

   VISTO  il  D.P. n. 70/Area 1 /S.G. del 27.3.2013, con il quale  il
  Presidente  della  Regione siciliana ha assunto temporaneamente  le
  funzioni  di  Assessore regionale per il turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo con contestuale revoca di precedente Assessore  nominato
  e preposto al predetto ramo di Amministrazione;

   RITENUTO di dover nominare Assessore regionale la dott.ssa Michela
  Stancheris con preposizione all'Assessorato regionale del  turismo,
  dello  sport  e dello spettacolo, con contestuale cessazione  delle
  funzioni  assunte  temporaneamente  dal  presidente  della  Regione
  siciliana al predetto ramo di Amministrazione regionale;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per quanto in premessa specificato la dott.ssa Michela Stancheris,
  nata  a  Alzano  Lombardo  (BG)  il 16  ottobre  1981,  è  nominata
  Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale  del
  turismo, dello sport e dello spettacolo.

                                Art. 2

   Contestualmente  alla  nomina  ed  alla  preposizione  di  cui  al
  superiore  articolo 1, il Presidente della Regione Siciliana  cessa
  dalle funzioni di Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
  spettacolo.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana

   Palermo, li 3 aprile 2013
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta».

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla revoca
       dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
      dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni  del Presidente della Regione in ordine  alla  revoca
  dell'assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo  spettacolo   e
  dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
   Ha  facoltà  di  parlare  il presidente della  Regione,  onorevole
  Crocetta, per rendere le comunicazioni.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  credo  che le questioni delle revoche  siano  abbastanza
  note,  anche  perché  ne abbiamo parlato, ma è giusto  riferire  in
  Parlamento, anche perché questo poi era stato richiesto  da  alcuni
  Gruppi politici.
   C'è  stata  una  questione riconducibile  alle  dichiarazioni  che
  l'assessore  Battiato  aveva  fatto  a  Bruxelles,  che  non  erano
  condivise dal Governo, per cui mi è sembrato necessario superare un
  vulnus che avrebbe coinvolto la Regione siciliana, il Parlamento  e
  il Governo siciliano.
   Ovviamente,  l'assessore Battiato ha precisato che  il  tenore  di
  quelle  affermazioni, probabilmente, doveva essere interpretato  in
  modo più largo; ma il Governo, in particolare io, personalmente, ho
  ritenuto    che    quelle   dichiarazioni,   in    qualche    modo,
  compromettessero  il  rapporto  fra  il  Parlamento  e  il  Governo
  siciliano  e il Parlamento nazionale e fossero lesive dell'immagine
  delle Istituzioni, per cui mi sembrava corretto - ne ho parlato con
  lo  stesso  assessore Battiato, che ha rassegnato il mandato  nelle
  mie  mani  - e mi è sembrata la decisione più giusta, fra  l'altro,
  che  è  servita  anche a ricomporre una serie di rapporti  sia  col
  Parlamento sia con la Camera dei Deputati sia con il Senato.
   Per quanto riguarda l'assessore Zichichi, in realtà, era stato  lo
  stesso  Parlamento  ad  avermi sollecitato più  volte,  proprio  in
  considerazione  dell'assenza nelle Commissioni, di  pensare  ad  un
  assessore  che,  più  stabilmente, seguisse le questioni  dei  beni
  culturali.
   Per   queste  ragioni,  siamo  arrivati  alla  nomina  dei   nuovi
  assessori.
   Si  tratta della dottoressa Mariarita Sgarlata, esperta nel  campo
  dei  beni  culturali  in  quanto  lavora  alla  Sovrintendenza   di
  Siracusa, ha un curriculum di grande livello e credo che finalmente
  si  potrà  avere un'attenzione specifica che verrà dedicata  ad  un
  settore  che,  soprattutto  in  questo  momento,  dopo  la  vicenda
   Novamusa ,  ha  bisogno  di grandi riorganizzazioni  e  di  grande
  attenzione.
   Nel  campo  del  turismo,  ho  fatto,  anche  lì,  una  scelta  di
  innovazione  indicando la dottoressa Michela  Stancheris  che,  fra
  l'altro,  è  esperta in comunicazione ed ha una  grande  conoscenza
  della  legislazione  europea.  Proprio  nel  settore  del  turismo,
  abbiamo  avuto  una  insufficiente capacità di utilizzo  dei  fondi
  europei. L'obiettivo è quello di mettere in collegamento questi due
  assessorati   che  dovranno  parlare  sempre  di  più   lo   stesso
  linguaggio  perché  turismo  e  beni culturali  dovranno  andare  a
  braccetto.  Tenete  presente che il turismo non  riguarda  solo  le
  iniziative direttamente promosse negli spettacoli, ma è soprattutto
  l'azione  di valorizzazione dei nostri siti che deve essere  fatta,
  come pure l'aiuto alle imprese.
   Anche la vicenda dell'imprenditore di Lipari che si è suicidato mi
  sembra  emblematica  della situazione drammatica  che  si  vive  in
  questo  settore. Per tale ragione ho particolarmente apprezzato  le
  dichiarazioni dell'assessore Stancheris che ha detto  la prima cosa
  che  farò nei prossimi giorni sarà andare a portare un fiore  sulla
  tomba di questo imprenditore .
   Credo che questo interpreti anche i sentimenti di quest'Aula e del
  Governo, nell'ottica di avere un settore del turismo che si  occupi
  molto   di  più  dei  problemi  della  destagionalizzazione,  della
  partecipazione  ai  bandi europei, di una comunicazione  molto  più
  forte  rispetto  alle  possibilità  e,  soprattutto,  leghi  questo
  settore alle attività produttive e al settore dei beni culturali.
   Credo che sperimentare i giovani nell'attività di governo sia  una
  forte innovazione.
   Ad  un  giornalista che mi diceva  di questi problemi  ne  abbiamo
  sentito  parlare,  utilizzo dei beni culturali, ecc.  però  non  ne
  abbiamo mai fatto , la differenza tra chi è meno giovane rispetto a
  chi  è  più  giovane è nel fatto che forse non ne  ha  parlato  per
  niente,  ma  sogna  che  queste cose si  realizzino  concretamente.
  Allora,  dare  l'opportunità ad alcuni giovani  di  misurasi  nella
  politica  credo sia estremamente  importante. Nel caso  di  Michela
  Stancheris, ci troviamo di fronte ad una persona  che ha scelto  la
  Sicilia.  Lavorava al Parlamento europeo, avrebbe potuto continuare
  a  stare lì, ma si è innamorata di questa Terra e io credo  che  il
  modo  migliore per esprimere l'amore per la Sicilia sia  quello  di
  lavorare concretamente.
   Auguro quindi all'assessore Sgarlata e all'assessore Stancheris un
  grande lavoro.
   Signor  Presidente, non voglio uscire dall'ordine  del  giorno  ma
  desidero  fare  una  semplice comunicazione, una  precisazione  per
  fatto personale per quanto riguarda il problema del doppio voto  di
  genere e l'utilizzo dell'articolo 11 dello Statuto.
   L'articolo  11 recita  L'Assemblea regionale è convocata  dal  suo
  Presidente  in  sessione ordinaria nella prima  settimana  di  ogni
  bimestre  e, straordinariamente, su richiesta del Governo regionale
  o  di  almeno  venti deputati . Non mi pare che faccia  riferimento
  alle  calamità  o a chissà quali eventi luttuosi o straordinari,  é
  una  valutazione. Venti deputati potrebbero ritenere straordinario,
  per  esempio, parlare di una questione importantissima; io  ritengo
  straordinario parlare di abolizione di province, come ho  fatto,  e
  parlare  di  doppio voto di genere, laddove vediamo nella  politica
  siciliana una scarsissima presenza di donne nelle Istituzioni.
   Stabilire,  quindi, in qualche modo, che ci sia una  presenza  dei
  due  generi  nelle Istituzioni, credo che sia un fatto di  crescita
  democratica incredibile e una battaglia per i diritti civili che mi
  sembra importante che sia già presente nelle prossime votazioni, un
  voto importante.
   E'  chiaro che qui si può dire  noi vogliamo altri due, altri  tre
  giorni .
   Vi  faccio  presente che la norma è chiara anche qui: entro  il  5
  aprile  questo disegno di legge, se si deve approvare, deve  andare
  al   Commissario  dello  Stato.  Tentare  di  dire   spostiamo  gli
  emendamenti, facciamo ancora altre cose  significa tentare di  dire
  che non lo si vuole fare.
   L'arricchire questa norma, che nasce eccezionalmente per il doppio
  voto  di  genere e non per fare la riforma generale  elettorale  in
  Sicilia  o altro, può essere estremamente interessante, può  essere
  un  grande  contributo al dibattito politico e culturale. Guardate,
  però,  che non è questo lo scopo del Governo: quello di causare  in
  piena  elezione, in piena campagna elettorale, il cambiamento delle
  regole.  Il  Governo  non vuole assolutamente cambiare  le  regole;
  vorrebbe  che  si rispettassero, in questo caso, esclusivamente  le
  regole,  laddove la Costituzione repubblicana dice  che  è  compito
  della  Repubblica  rimuovere gli ostacoli  che  si  oppongono  alla
  parità dei soggetti.
   L'anomalia  è non aver approvato in questi anni questo disegno  di
  legge.  L'Italia si trova insieme alla Grecia ad occupare  l'ultimo
  posto per la presenza delle donne nelle Istituzioni.
   Che  questa Regione dimostri, in un contesto nazionale, di  essere
  molto  più  civile di altre Regioni italiane e di essere capace  di
  affrontare questo tema senza volerlo strumentalmente arricchire  di
  altre questioni, perché di idee belle ne abbiamo tutti quanti e  ne
  potremmo  mettere  tutti  quanti  insieme  tante,  però  ho  voluto
  presentare  solo  una  legge  per il doppio  voto  di  genere,  per
  rimuovere gli ostacoli che si oppongono nella realtà siciliana alla
  effettiva parità delle donne rispetto agli altri soggetti. Questo è
  il  senso  di  una  proposta  e  a  questo  mi  piacerebbe  che  il
  Parlamento,  efficacemente e velocemente, stasera, riconducesse  la
  questione senza polemica e cominciando anche un rapporto di dialogo
  nuovo fra destra e sinistra.
   A  volte,  la  destra mi dice che io non voglio dialogare,  ma  il
  dialogo  qui  mi  sembra  che venga chiesto  in  modo  unilaterale:
  rinuncia alle tue idee e al tuo programma e dialoghiamo.
   Nel   mio   programma,  questa  proposta  l'ho   presentata   come
  l'obiettivo dei cento giorni.
   L'ho  presentata  tra le prime proposte di legge, inspiegabilmente
  non si è trattata prima.
   Nessuno,  quindi,  mi può dire di avere abusato  dell'articolo  11
  dello Statuto.
   Vorrei aprire un dialogo nuovo, ma mi pare che da parte del centro-
  destra questo tentativo di dialogo, come dimostra questa volta, non
  venga  accolto  perché  si sceglie la linea dello  scontro:  cambia
  pelle  e  facciamolo  dialogo. Io sono Rosario Crocetta,  con  quel
  programma elettorale che vuole la parità di genere e vuole un  modo
  nuovo di governare. Su queste basi è possibile un dialogo?
   No? Allora, se non è possibile, non rimproverate me.

   PRESIDENTE. Il presidente della Regione è intervenuto sul  secondo
  punto dell'ordine del giorno.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà
  alle  ore  19.00 e convoco la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari presso la Sala lettura Deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 19.56)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Ardizzone


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  si  è  determinata  nel  dare termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti,  in  ordine alla cosiddetta legge elettorale,  fino  a
  domani  alle ore 14.00. L'Aula, quindi, riprenderà domani alle  ore
  16.00   con  la  discussione  generale  e,  a  seguire,   con   gli
  emendamenti.
   Stasera  proseguiremo, invece, con gli interventi che  sono  stati
  richiesti  da  parte di alcuni gruppi parlamentari in  ordine  alle
  comunicazioni  rese dal Presidente della Regione sulla  revoca  dei
  due assessori e, quindi, anche sulla nomina dei nuovi.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, avevo già  fatto  osservare  in  una
  precedente seduta che, dal momento che gli emendamenti non  possono
  essere  presentati  in  Aula dai singoli deputati  se  non  passano
  attraverso  le Commissioni, sarebbe stato opportuno,  da  parte  di
  tutte  le Commissioni, far pervenire a tutti i deputati il  termine
  per la presentazione degli emendamenti.
   Signor  Presidente, gli uffici delle Commissioni, su  disposizione
  della  Presidenza  dell'Assemblea e dei  presidenti  delle  singole
  Commissioni, ritengo debbano mettere al corrente tutti  i  deputati
  dei termini previsti per la presentazione degli emendamenti, perché
  siamo  in  un Parlamento dove dovremmo essere tutti al corrente  di
  quello che avviene in Commissione. Ma non è così.
   Tra l'altro, vi è un altro problema: siccome inizia in Commissione
  l'esame   del  bilancio  e  della  finanziaria,  non  ci   possiamo
  permettere  di arrivare in Aula senza conoscere i termini  precisi,
  anche perché, poi, all'ultimo momento, non si capirà più niente.
   Credo che sia diritto di tutti i parlamentari avere conoscenza dei
  termini specifici per ogni singola Commissione. L'avevo chiesto, se
  lei  ricorda,  quando fu dato il termine di un'ora ma,  almeno,  in
  quella  occasione,  fu  inviata una mail in cui  si  comunicava  la
  scadenza.
   Qui  nessuno  ha  avuto  più comunicazione  da  parte  di  nessuna
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Agli  uffici non risulta, però  si  sta  facendo  una
  verifica.
   Non è un contraddittorio tra questa Presidenza e lei.

   LACCOTO. Apriamo tutte le mail. Invito gli altri deputati  a  dire
  se hanno ricevuto, da parte delle Commissioni, l'invito.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Laccoto,   stiamo   parlando   della   I
  Commissione.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, io invece parlo in generale,  e  non
  soltanto  della I Commissione. E comunque non ho ricevuto  l'invito
  neppure della I Commissione.


   Presidenza del presidente Ardizzone


    Sulle comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alla
   revoca dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo e
      dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana

   PRESIDENTE.  Si riprende il secondo punto dell'ordine del  giorno:
  Comunicazioni  del Presidente della Regione in ordine  alla  revoca
  dell'assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo  spettacolo   e
  dell'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi, io parlerò brevemente sulle dichiarazioni  del
  Presidente  Crocetta  relative  all'insediamento  dei   due   nuovi
  assessori.  Certo, mi farebbe piacere che l'assessore  Sgarlata  mi
  ascoltasse, ma capisco che l'onorevole Malafarina evidentemente non
  vuole   che   mentre   io  parlo  anche  dell'assessore   Sgarlata,
  l'assessore  mi  ascolti. Siccome sono certo  che  mi  ascolteranno
  entrambi,  io  brevemente  dico  all'assessore  e  soprattutto   al
  Presidente  Crocetta che si è liberato in un sol  colpo  del  nulla
  cosmico  per  un verso, e della supponenza del nulla per  un  altro
  verso.
   Però  voglio  fare  una  distinzione, perché  io  mi  occupo  solo
  dell'aspetto  politico,  e  non intendo  minimamente  offendere  il
  professore  Zichichi,  che  apprezzo  e  stimo  sotto  il   profilo
  scientifico, ma che purtroppo ha dimostrato - nelle rare  volte  in
  cui abbiamo avuto modo di confrontarci - di non  azzeccarci nulla ,
  per  dirla  come  un  ex  parlamentare famoso,  con  il  lavoro  di
  assessore e di politico. E lo dico anche essendo stato il  deputato
  primo  firmatario, nella scorsa legislatura, di un emendamento  che
  ha  rimpinguato il capitolo dedicato al Centro Ettore  Majorana  di
  300.000  euro, senza conoscere il professore Zichichi, ma  soltanto
  perché  ritenevo che quell'attività scientifica fosse  meritoria  e
  fosse da tutelare, anzi da aiutare. Però, rispetto alla bontà dello
  scienziato  Zichichi,  ribadisco il nulla cosmico  e  lo  parametro
  esclusivamente  all'appello  politico,  cercando  di  non   turbare
  suscettibilità che non ritengo di dover turbare; anche se mi  viene
  voglia,  invece,  nel  caso dell'assessore  Battiato,  di  turbarle
  pesantemente.
   Presidente  Crocetta, quando parlo di supponenza del nulla,  parlo
  di  un  uomo, di un artista, che in passato ha avuto anche cose  da
  dire. Ci ha spiegato ad esempio, che il senso del possesso fu  pre-
  alessandrino,  ci  ha  parlato dello scivaismo  tantrico  di  stile
  dionisiaco,  ci  ha  detto - perché no - dei  desideri  mistici  di
  prostitute libiche. Sono frasi di sue canzoni
   Forse  lei, Presidente, lo ha messo in Giunta ma non ne aveva  mai
  ascoltata una.
   Io,  invece, in questi giorni, in queste settimane, mi sono  anche
  dedicato  alle  sue canzoni, alla sua attività, per comprendere  in
  fondo  l'intimo dell'uomo e dell'artista e mi sono reso  conto  che
  egli parlava ad una platea che, probabilmente, nel corso degli anni
  si  è  assottigliata e, per questa ragione, non gli è  rimasto  che
  l'improperio e l'offesa.
   Allora, parlo di supponenza del nulla in questo senso, consapevole
  del  peso  delle parole, e lo dico perché sono convinto, Presidente
  Crocetta, che lei abbia fatto benissimo a togliere per entrambe  le
  ragioni, per una ragione politica seria di buon governo l'assessore
  Battiato,  che  ha tolto secondo me a buona ragione,  anche  per  i
  danni  che provocava alla buona politica che in Sicilia c'è,  danni
  di  immagine  inequivocabili, e perché il professore Zichichi  farà
  certamente  meglio  tornando a fare  il  suo  lavoro  nel  quale  è
  certamente impareggiabile.
   Non  sono  abituato,  Presidente Crocetta,  ad  esprimere  giudizi
  preventivi  e  per  questa  ragione,  cercando  di  augurarmi   che
  l'archeologa,  assessore  Sgarlata,  in  ragione  dei  tanti   siti
  archeologici  importanti che probabilmente dobbiamo  rimettere  nel
  circuito internazionale del turismo mondiale, sarà in condizione di
  farlo  perché è competente nel ramo, e sapendo anche  bene  che  la
  dottoressa  Stancheris, conosciuta urbi et orbi come sua segretaria
  particolare, ma è anche una donna - ho letto il suo curriculum  che
  ha  delle  competenze importanti come lei, Presidente, ha tenuto  a
  ribadire  in  quest'Aula - ha vissuto e lavorato per tanti  anni  a
  Bruxelles ed oggi, al di là di quello che ciascuno di noi pensa, la
  politica  economica si fa soprattutto a Bruxelles, sia  per  quanto
  riguarda il dato nazionale che, soprattutto, per quello regionale.
   Valuterò  con  attenzione, insieme a quello  di  tutti  gli  altri
  assessori, il vostro operato e soltanto dopo esprimerò un giudizio.
  Sono  convinto  però,  in  questa sede e questa  sera,  di  dovervi
  soltanto augurare buon lavoro nell'interesse della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato  con
  molta attenzione le parole del Presidente Crocetta e non posso  non
  fare  alcune riflessioni, senza per questo volere minimamente  fare
  polemica. Ho ascoltato i decreti con i quali ha revocato la  nomina
  del  professore  Zichichi e di Battiato nell'ambito  della  Giunta.
  Credo,  peraltro, che non possa non ascriversi almeno ad una  certa
  superficialità l'avere individuato le due figure per poi preporle a
  due Assessorati estremamente importanti e fondamentali.
   Comprendo  benissimo  che sono due figure  di  alto  livello,  che
  sicuramente  hanno  dato un'immagine positiva  al  Governo  e  alla
  Sicilia,  ma  di  certo non adeguate a svolgere, a mio  avviso,  un
  compito estremamente importante e fondamentale quale è la guida  di
  un  Assessorato, che necessita di un impegno continuo e sistematico
  e di una competenza non indifferente.
   La  situazione in cui noi versiamo necessita dell'impegno continuo
  da  parte degli assessori nel tentare di risolvere i tanti problemi
  che affliggono l'Isola, il territorio.
   Se ci trovassimo dinanzi ad una materia completamente diversa, nel
  diritto privato ad esempio, esiste la cosiddetta culpa in eligendo.
   Signor  Presidente, ripeto, non avendo intenzione di  fare  alcuna
  polemica, mi fa piacere che si sia ricreduto in funzione del  fatto
  che  ha  toccato con mano, forse, che la scelta che aveva fatto  in
  modo  del  tutto  autonomo  si  è  rivelata  del  tutto  sbagliata.
  Sbagliata  per quanto riguarda Battiato e la figura  che  ha  fatto
  fare alla Sicilia e a lei stesso; per quanto riguarda il professore
  Zichichi  -  mi  consenta - un grande scienziato, ma  per  ciò  che
  concerne  l'amministrazione di cosa pubblica, lei che ha  fatto  il
  sindaco sa che è cosa ben diversa. E così come chi mi ha preceduto,
  non mi esprimo nei confronti dei nuovi assessori, confido che abbia
  valutato  bene le competenze delle due figure. Aspetto  anch'io  di
  vederli  all'opera  e sottolineo che la Sicilia  è  in  attesa  che
  qualcosa possa effettivamente muoversi.
   Poco  fa  ho ascoltato il suo intervento, signor Presidente  della
  Regione,  e condivido le sue affermazioni. Non possiamo soffermarci
  nel valutare leggi elettorali quando qualcuno si suicida perché  la
  situazione  economica l'ha travolto, e come lui ci sono  moltissimi
  imprenditori,   c'è  tantissima  gente.  Dobbiamo  comprenderlo   e
  dobbiamo forse evitare di fare chiacchiere e cercare di fare  molto
  di più di quanto facciamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi,  questa  sera  devo  rivolgere  al
  Presidente  della  Regione un apprezzamento per la  nomina  che  ha
  fatto  dei  due  assessori, sia per l'assessore  Sgarlata  che  per
  l'assessore Stancheris.
   Nel  dire  questo  esprimo anche l'altro apprezzamento  per  avere
  revocato  due  insigni  e illustri professionisti,  ma  che  niente
  avevano a che fare con la politica.
   Io sono un sindaco e mi vanto di essere sindaco prima di essere un
  deputato,  e  ritengo  che  un  assessore  deve  avere  competenza,
  professionalità  e  capacità  di  ascolto  indipendentemente  dalle
  appartenenze  politiche. Ho avuto difficoltà di interlocuzione  col
  maestro  Battiato, che è un grandissimo artista, che  apprezzo,  ma
  che  non  aveva  completamente  la competenza  per  ascoltare,  per
  affrontare  e  per capire i disagi e i problemi che provengono  dal
  territorio.
   Allo stesso modo troppo distante era l'assessore Zichichi.
   Io,  invece,  auspico  e rivolgo veramente  un  augurio  alle  due
  assessore,  anche  perché  stasera c'è  una  Giunta  al  femminile,
  parliamo di voto di genere, quindi questo mi fa allargare il  cuore
  perché fra donne ci si capisce meglio.
   Io  che  ne  sono il sindaco e che ho un'idea dello  sviluppo  del
  territorio,  ho  detto l'altro giorno che il  Comune  di  Rocca  di
  Caprileone  è  il  comune  capofila di un  progetto  di  ospitalità
  diffusa  e  ritengo  che  all'Assessorato  delle  Risorse  agricole
  abbiamo  un ottimo assessore, ma perché è una persona che ha  fatto
  gavetta, è stato un funzionario, un direttore generale che  conosce
  e  sa  bene quali sono i problemi dell'agricoltura. Ecco,  si  deve
  creare un connubio, il turismo non può essere un'attrazione se  non
  ci  sono infrastrutture, un territorio non si può sviluppare se non
  c'è  sinergia  fra  i  beni  culturali  e  quindi  tutte  le  opere
  architettoniche e artistiche e quindi la fruizione dei parchi.
   Allora  io auspico e darò una copia di questo progetto sia a  lei,
  Presidente Crocetta, che agli Assessori, perché si possa aprire  un
  tavolo di confronto, di concertazione con i territori e ancora  una
  volta faccio appello al Governo affinché la programmazione non  sia
  più una programmazione che provenga dall'alto, affinché i bandi non
  siano    più    emanazione    esclusiva   dell'Assessorato    della
  programmazione,  ma  soprattutto che, come sanno  bene  l'assessore
  Stancheris  e l'assessore Cartabellotta, quando parliamo  di  fondi
  europei  e  del loro corretto impiego, che i fondi europei  vengano
  effettivamente destinati ai territori, ma che siano i  territori  a
  programmare.
   Auspico  che  la  Regione cambi direzione e  che  il  vento  della
  programmazione  possa  cambiare  a  favore  dello  sviluppo  e  del
  rilancio dei singoli territori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  signori
  assessori,  onorevoli  colleghi,  do  anch'io  il  benvenuto   alla
  dottoressa   Stancheris  e  all'assessore  per  i  beni  culturali,
  dottoressa   Sgarlata,  augurando  un  buon   lavoro   sinceramente
  nell'interesse della Sicilia aldilà delle appartenenze politiche. E
  credo  che  tra  poco, Presidente, lei dovrà ricorrere  alle  quote
  azzurre,  perché  sta lasciando in minoranza gli  assessori  maschi
  della sua Giunta.
   Presidente,  lei ormai mi conosce e mi conosce da molti  anni,  sa
  che  io sono abituato a dire quello che penso, non le mando a  dire
  con nessuno né mi nascondo dietro qualcosa. E credo che sia un modo
  per apprezzarci reciprocamente. Io stimo moltissimo lei e il lavoro
  che  fa,  non  lo  condivido  per molte  cose,  ma  so  che  lo  fa
  nell'interesse della Sicilia e so che fa quello in cui crede.
   Ma proprio per questo devo dirle che lei ha fatto perdere sei mesi
  al  turismo  e  ai beni culturali siciliani, perché è  una  persona
  estremamente intelligente e sa quanto lontano vada la maggior parte
  dei  politici.  Lei sapeva benissimo, Presidente  Crocetta  che  né
  l'artista Battiato né il professore Zichichi avrebbero potuto  fare
  quello  che un assessore deve fare: essere presente in Assessorato,
  programmare  lo  sviluppo  turistico e  dei  beni  culturali  della
  Sicilia,  garantire la presenza alla Regione nelle mostre  e  nelle
  fiere  internazionali, promuovere il turismo e quindi  la  Sicilia,
  valorizzare e rilanciare i beni culturali. Lei sapeva bene,  quando
  li ha nominati che né l'uno, per i suoi grandi impegni artistici  -
  quelli li ha sempre rispettati in danno delle cose della Sicilia  -
  né  il professore Zichichi, che vive nell'iperuranio del mondo, non
  ha  mai  compreso  come si fa l'assessore per i Beni  culturali  in
  Sicilia. Sa, gli scienziati sono gente strana, che ha del mondo una
  visione  totalmente  diversa  dagli  essere  umani,  e  quindi   ha
  penalizzato, a modo suo, la Sicilia e lei ha agito in concorso  con
  dolo per avere penalizzato la Sicilia.
   Però,  le  voglio dire che come nostro Presidente,  non  mio  come
  parte  politica,  ma come siciliano, ha creato un danno  enorme  in
  questi  sei mesi, e credo che gli assessori nominati avranno  molto
  da  fare  per  recuperare il tempo perduto,  come  dicevo  poco  fa
  all'amico assessore Cartabellotta a proposito della nostra  assenza
  alla BIT di Milano.
   Qualcuno dice che non serve il padiglione della Sicilia; lo so che
  se  ci  vai magari non ti vedono, però ci sei, e se non ci  vai  ti
  cercano  e  dicono  che la Sicilia non c'è, e noi  abbiamo  perduto
  un'occasione per i nostri operatori turistici, per gli albergatori,
  per  la  promozione  dei  nostri  monumenti  e  devo  dire,  signor
  Presidente,  che  certe volte i calcoli politici  o  la  voglia  di
  essere   presente  a  tutti  i  costi,  spesso  anche  direttamente
  all'interno degli assessorati non paga.
   Lei  come me ha fatto il sindaco, lo ha fatto bene nella sua Gela,
  come  credo  di averlo fatto io nella mia Monreale, e sappiamo  che
  noi  sindaci abbiamo la voglia di capire personalmente tutto quello
  che succede nella nostra città o nella macchina amministrativa.  Ma
  il  Governo di una Regione è cosa ben diversa, noi siamo un piccolo
  Stato, noi rappresentiamo cinque milioni di siciliani e abbiamo  la
  responsabilità  della  Sicilia davanti a  tutto  il  mondo;  e  noi
  abbiamo    condannato   la   Sicilia   all'isolamento    culturale,
  all'isolamento turistico e alla non promozione dei beni culturali.
   Io  immagino  che  se  avessimo avuto due  assessori,  come  so  e
  immagino  saranno  presenti quelli che lei ha appena  nominato,  se
  fossero  stati presenti ogni giorno in Assessorato con i funzionari
  a  programmare, a difendere i fondi comunitari, ad essere  presenti
  nei   grandi   appuntamenti,  a  valorizzare  i  nostri  monumenti,
  probabilmente avremmo avuto sei mesi di ricchezza, di presenza,  di
  competizione,  di  valorizzazione,  di  contrasto  con  chi   vuole
  toglierci i turisti.
   Non  l'abbiamo  fatto questo e lei sapeva bene,  anche  perché  in
  Parlamento  lo  ha  detto  lei stesso a  proposito  del  professore
  Zichichi, e il Parlamento aveva dato un suggerimento.
   Avrà  poi  letto le mie interrogazioni, decine, dove  noi  abbiamo
  avuto  il  sentore  che due grandi personalità, un  artista  e  uno
  scienziato,  non si sposavano con gli interessi dei siciliani:  uno
  inseguiva  la  propria  carriera artistica e il  proprio  guadagno,
  l'altro  inseguiva  il  sogno di scoprire l'ultima  particella  del
  mondo. Io credo che questo debba servire da lezione, prima a lei  e
  poi a tutti noi.
   Chi  deve amministrare in un Governo deve essere una persona  come
  noi,  che  ama  questa Terra, che non ha altri interessi,  che  non
  sposa  altri  obiettivi,  ma che lavora per  la  Sicilia  e  per  i
  siciliani.
   Poi  sarà  la  storia, prima o dopo, la politica  ogni  giorno,  a
  prescindere  delle  parti  o dei partiti,  a  valutare  quello  che
  facciamo  ogni  giorno, perché poi il giudice  del  politico  è  il
  popolo, il cittadino.
   Io   mi   auguro,  Presidente  Crocetta,  che  è  uomo  di  grande
  esperienza,  che  questo  le  serva di esperienza,  lo  ripeto  per
  rafforzare, perché si mettano da parte egoismi e calcoli politici e
  si  pensi a questa splendida Regione che amministriamo, la Sicilia.
  Auguri  ancora agli assessori, ai quali sicuramente non mancheranno
  né   le   mie  interrogazioni  e  neppure  la  mia  presenza  negli
  assessorati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Crocetta,   il   Gruppo  parlamentare  Democratici  Riformisti   si
  congratula  con  i  due assessori neo nominati e augura  loro  buon
  lavoro e ringrazia lei per la scelta qualitativa delle persone, che
  sicuramente  sono  già  apprezzate  nello  scenario  regionale,  in
  particolare la dottoressa Stancheris, che già collabora con lei  da
  parecchio tempo, che ha dato già motivo a tutti i parlamentari,  di
  maggioranza   e   di   opposizione,  di  far  vedere   la   propria
  professionalità e quindi riteniamo che sarà in grado di manifestare
  la  propria professionalità anche nell'oneroso compito di cui  oggi
  lei le l'ha investita.
   Certamente, però, il nostro Gruppo parlamentare intende essere  al
  suo   fianco   nella   rivoluzione  crocettiana   fattivamente   ed
  attivamente,  noi  vogliamo essere attivamente coinvolti  in  tutti
  quei  meccanismi politici essenziali per i quali ci  è  stato  dato
  mandato dal nostro elettorato.
   Noi  siamo  coerenti,  non  rivendichiamo  poltrone,  non  abbiamo
  nessuna  rivendicazione personale da fare,  vogliamo  soltanto  una
  partecipata  democrazia  parlamentare ed  extra  parlamentare.  Non
  vogliamo che lei pensi che l'opposizione possa sostituire forze  di
  maggioranza coerenti e leali che le dimostreranno sempre,  in  ogni
  occasione,  la propria lealtà e la propria adesione ad un  progetto
  politico  che hanno sposato, pur venendo da provenienze diverse  in
  cui  credono e in cui vogliono essere integrati toto corde.  Questo
  noi  chiediamo,  questo  noi  vogliamo, questo  rivendichiamo  come
  Gruppo parlamentare e come singoli deputati. Grazie, Presidente,  e
  buon lavoro.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a parlare l'onorevole  Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  Oscar Wilde diceva  la persona intelligente  fugge  dalla
  politica  per crisi di rigetto , in qualche modo nella  storia  dei
  coinvolgimenti  delle  personalità artistiche,  creative,  non  c'è
  stata una grande fortuna. Devo dire che anche Leonardo Sciascia non
  è che sia rimasto alla storia per avere tracciato un solco profondo
  nella  vita  politica  italiana; però, vorrei  suggerire  a  questo
  Parlamento di non calcare troppo la mano, anche perché Zichichi per
  un  verso e Battiato per un altro, di tutto avevano bisogno, ma non
  avevano   certamente  bisogno  di  quel  ruolo  per  essere   delle
  personalità prestigiose, di livello internazionale. E questo merito
  non  glielo  toglie nessuno, anzi suggerirei di non abusare  perché
  rischieremmo  di  fare  la parte dello zero che  gira  attorno  per
  trovare uno che si mette davanti e da zero diventiamo dieci.
   Detto  questo,  oggettivamente, l'esperienza non è andata  a  buon
  fine, ma io direi che noi non ci dobbiamo stancare di cooptare alla
  politica  personalità di rilevo che comunque, in  una  certa  fase,
  hanno   contribuito  a  quello  che  probabilmente  era  uno  degli
  obiettivi  del  Presidente della Regione, dare il  segnale  che  in
  Sicilia   si   cambiava,  dare  il  segnale  che  in   Sicilia   si
  coinvolgevano  personalità di assoluto livello e prestigio,  e  per
  questo  dobbiamo avere senso di gratitudine nei confronti di queste
  personalità   che  non  avevano  bisogno  di  diventare   assessori
  regionali per essere Antonio Zichichi e il maestro Franco Battiato.
   Ciò  nonostante  la vita va avanti, la vita in generale,  la  vita
  tout  court,  ma anche la vita politica e quindi io auguro  ai  neo
  assessori  - e voglio utilizzare il termine al maschile perché  una
  mia  cara amica, Maria Luisa Spaziani, una volta fu chiamata la più
  grande  poetessa  italiana, ma lei li corresse dicendo   prego,  il
  grande  poeta , come se il femminile volesse essere  una  diminutio
  capitis - di poter contribuire ai processi innovativi iniziati  con
  il Governo Crocetta, in cui tutti ci sentiamo parte attiva ed anche
  entusiasta, e staremo al vostro fianco facendo quello che deve fare
  chi  condivide  un  bel  percorso,  cercando  di  darvi  il  nostro
  contributo  per  fare la migliore delle figure  possibili  per  una
  Regione  come quella siciliana in cui, come diceva il mio  amico  e
  concittadino Gesualdo Bufalino  in Sicilia un uomo può morire  ogni
  giorno  trovando un sapore, un colore, un momento, un tramonto,  un
  ambiente,  un bene culturale, un bene gastronomico e  ti  passa  la
  vita  e  tu muori e non l'hai esaurita tutta . Con questa citazione
  di  questo  mio  vecchio e compianto amico io personalmente,  e  il
  Gruppo del Partito Democratico vi augurano buon lavoro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Pasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente  della  Regione,  signori assessori,  io  penso  che  il
  Parlamento   non   può  non  ringraziare  gli  assessori   uscenti,
  l'assessore  Battiato  e l'assessore Zichichi,  perché  uomini  che
  hanno  comunque svolto un ruolo per questa Sicilia e  uomini  -  mi
  pare  che  Battiato lo abbia fatto anche a titolo  gratuito  -  che
  hanno fatto la loro parte.
   A  loro  va  sicuramente un ringraziamento da parte di tutti  noi;
  poi,  come  capita nelle migliori famiglie, può esserci  sempre  un
  problema  o  una divergenza e lì il capofamiglia si  trova  a  fare
  delle scelte, e le scelte vanno fatte con determinazione al momento
  giusto.
   Questo  è quello che ha fatto il Presidente della Regione,  e  noi
  riteniamo che sia stato tempestivo, che sia stato capace, che abbia
  trovato soluzioni adeguate e idonee a questo ruolo, mi permetta  di
  dirlo,  Presidente,  da  uomo  che appartiene  alla  categoria  dei
  politici.  Noi  politici,  che abbiamo fatto  tanti  sacrifici  per
  diventare politici, che lo siamo diventati grazie anche al consenso
  popolare,  potremmo  dire  che  laddove  fallisce  il  tecnico,  la
  politica riacquista un primato.
   Purtroppo,  però, sono costretto ad essere smentito dai  fatti  di
  questa  sua bella squadra di Governo che fino ad oggi ha dimostrato
  capacità e qualità. Grazie e buon lavoro a tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  Presidente
  Crocetta  ha vinto le elezioni ed è giusto che proceda alle  nomine
  del  suo Governo. Egli ha inteso, nelle sue scelte, espropriare  il
  diritto  di  diversi parlamentari della sua maggioranza  di  essere
  componenti del suo Governo, indicando una serie di tecnici  che  lo
  affiancano in questa esperienza, certamente importante per lui,  ma
  non solo, per tutti i siciliani. E credo che stasera avrebbe dovuto
  avere   l'onestà   intellettuale  di  dire,   a   proposito   delle
  comunicazioni  rese all'Assemblea, di essersi fortemente  sbagliato
  ad  avere indicato due professionisti, stimati per la loro attività
  ma  non  certo per l'esperienza amministrativa condotta in passato,
  che possiamo ricordare.
   Il  primo, l'assessore Battiato, per avere fatto due dichiarazioni
  importanti:  la prima, che non aveva trovato in Assessorato  alcuna
  risorsa  e  che  l'Assessorato era stato derubato;  la  seconda,  a
  proposito  delle  parlamentari  che sono  presenti  nel  Parlamento
  nazionale,  e  su  cui  non è il caso qui  di  dilungarci.  L'altro
  assessore, un uomo di scienza importante, che è apparso  in  questa
  Aula  una  volta  sola,  ma poi non si é avuta  notizia  della  sua
  presenza nel sistema di governo della Regione siciliana.
   E  ricordiamo sia lui che l'altro assessore per non avere mai dato
  i  numeri di telefono ai propri uffici e, quindi, al Parlamento e a
  tutti  coloro  i  quali dovevano relazionarsi con loro,  proprio  a
  tenere una sorta di distanza rispetto al Parlamento, quasi a volere
  rappresentare  un'attività  che  erano  pronti  a  svolgere  e  che
  avrebbero  svolto ogni giorno nell'interesse della  Sicilia  e  dei
  siciliani.
   Non  credo  che  ci sia stata alcuna attività da parte  di  questi
  soggetti.  E se stasera il Presidente della Regione avesse  proprio
  specificato  il suo errore nell'avere indicato queste due  persone,
  credo  che  avrebbe  fatto  una  cosa  onesta  nei  confronti   del
  Parlamento,  nei  confronti  della politica  e  nei  confronti  dei
  siciliani,  perché si può anche sbagliare, si può anche  commettere
  un  errore, si può anche indicare una persona che si ritiene essere
  in  grado di garantire quanto meno una produttività nell'azione  di
  Governo  e  poi sbagliarsi e recitare il mea culpa in un Parlamento
  per dire  sono costretto a fare una sostituzione . Infatti, non c'è
  ombra  di dubbio sul fatto che il Presidente della Regione ha colto
  al  volo un'opportunità che gli è stata lanciata per caso dai mezzi
  di  comunicazione, a proposito dell'assessore Battiato,  quasi  una
  sorta  di  ciambella di salvataggio, e non gli è  sembrato  nemmeno
  tanto  vero procedere alla loro sostituzione perché era l'occasione
  propizia  per rimuoverli dal loro ruolo, per incapacità di svolgere
  l'attività   di   assessori  regionali,  e  procedere   alla   loro
  sostituzione.
   Mi  auguro  che i sostituti siano all'altezza del compito,  perché
  non  c'è  ombra di dubbio che per la Sicilia il turismo  e  i  beni
  culturali rappresentano un importante tassello di quello  che  deve
  essere  il progetto di sviluppo. Un progetto di sviluppo di  questa
  Terra    non   può  prescindere  dal  rispetto  del  territorio   e
  dell'ambiente, dalla valorizzazione dei beni culturali insita in un
  processo di valorizzazione del turismo, l'unica risorsa reale a mio
  avviso che questa Regione debba avere.
   Lei  ha  proceduto ad indicare due persone: questi  due  assessori
  che, certo, lei ha scelto in virtù di una conoscenza personale,  di
  una   valutazione  personale,  non  solo  dei  curricula  ma   pure
  dell'esperienza che hanno maturato. Mi auguro che siano all'altezza
  del  compito  al quale sono state chiamate, perché non  sono  state
  chiamate  a  fare  i suoi collaboratori sul piano personale,  ma  a
  svolgere  un ruolo di governo, un ruolo di guida di questa Regione,
  un  ruolo  di guida per tutti gli operatori del turismo  siciliani.
  Proprio  l'altro  giorno, abbiamo avuto notizia di un  imprenditore
  del  settore  turistico  delle Eolie che  si  è  suicidato  proprio
  perché,  in  presenza  di una grave crisi  che  in  questo  momento
  attraversa il turismo siciliano, abbiamo avuto in questa Regione un
  uomo di governo, come l'assessore Battiato, che è stato assente per
  quattro  mesi in questa Assemblea; stessa cosa ha fatto l'assessore
  Zichichi.  Io  mi  auguro che i due assessori che li  sostituiscono
  siano all'altezza del compito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, come Gruppo politico dell'UDC  abbiamo
  abbracciato  sin  da subito la candidatura del Presidente  Crocetta
  perché  pensavamo  che il momento storico-politico  che  viveva  la
  Sicilia   dovesse   per  forza  di  cose  passare   attraverso   un
  cambiamento. E per cambiamento intendo dire che la Sicilia si  deve
  presentare, per forza di cose, con un volto nuovo, con una immagine
  diversa fatta di gente laboriosa, di gente onesta, e Crocetta,  col
  suo   coraggio  per  tanti  anni  di  battaglia,  rappresentava   e
  rappresenta oggi l'uomo giusto per condurre la Sicilia verso  nuovi
  obiettivi. E' chiaro che dopo le belle parole che ci diremo stasera
  resta  comunque una Sicilia che ha grosse difficoltà  di  bilancio,
  che ha grosse difficoltà per la crisi. L'agricoltura non va bene, e
  qui dobbiamo impegnarci tutti a dare speranza al mondo agricolo,  a
  dare  speranza  alle piccole e medie imprese, agli artigiani,  alle
  famiglie che vivono questo momento di grande disagio sociale,  alle
  infrastrutture  che servono, che sono importanti per  un'Isola  che
  vuole  davvero affrontare il cambiamento. Abbiamo dimostrato grande
  coraggio,  abbiamo discusso in quest'Aula, è stata  una  sofferenza
  per  tanti  di  noi  che per motivi politici sono  cresciuti  anche
  attraverso le Province.
   Ebbene,  è  stato un segnale politico forte che la Nazione  guarda
  con grande attenzione.
   Oggi in Sicilia non ci sono più le Province, nasceranno i consorzi
  di liberi comuni; ma è stata una risposta forte, importante, che si
  inserisce perfettamente nel corretto percorso del cambiamento.
   La  Formazione: io penso che sia sotto gli occhi di tutti  che  la
  Formazione  va  rivista, va collegata al mondo del  lavoro,  e  con
  grande  coraggio questo Governo sta cambiando dalle  fondamenta  la
  formazione  siciliana,  perché  non  c'è  formazione  se  non   c'è
  collegamento  col  mondo del lavoro. E' alle  imprese  che  bisogna
  guardare, è a loro che bisogna guardare con attenzione e ascoltarle
  perché  la formazione è il primo momento, è il passaggio successivo
  per inserirsi nel mondo del lavoro.
   La  sanità. Assessore, devo dirle che lei lavora molto bene, ma la
  vera  scommessa  è  eliminare  i viaggi  della  speranza,  la  vera
  scommessa  è eliminare le attese lunghe che, purtroppo, in  Sicilia
  ancora ci sono per le visite specialistiche.
   Beni  culturali e turismo. Io penso e spero per voi neo  assessori
  che  parliate  tanto  bene insieme, perché la  nostra  Sicilia  può
  crescere e deve crescere nel mondo attraverso i beni culturali e il
  turismo,  che  è  un  binomio, e dovete vivere in  simbiosi  questo
  aspetto perché il cinque per cento della popolazione mondiale ha un
  sogno: visitare questa Terra
   Sta  a noi, alla nostra intelligenza, soprattutto al vostro lavoro
  far  sì  che questo sogno diventi  realtà, perché è da qui  che  si
  comincia per il nostro rilancio, per il vero cambiamento.
   Offriamo al mondo l'idea di una Sicilia diversa perché il mondo ci
  accoglie, ci attende, e i siciliani anche. Buon lavoro e  in  bocca
  al lupo

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà

   CANCELLERI.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  do
  il  benvenuto  ai  nuovi assessori in questa  squadra  senza  alcun
  pregiudizio perché noi siamo abituati a valutare il lavoro e non  a
  valutare  la persona in quanto tale e, quindi, non conoscendone  le
  qualità lavorative, è ovvio che aspettiamo i primi risultati  e  vi
  diamo perciò il benvenuto e un augurio di buon lavoro.
   In  questo  breve intervento vorrei poter utilizzare le parole  di
  chi  mi  ha  preceduto, l'onorevole Ragusa, quando  diceva  che  il
  cinque per cento delle persone vuole visitare la nostra Terra.
   E'  sotto  gli  occhi di tutti, o meglio sotto gli occhi  di  quei
  cittadini  che vivono in quella zona e che la sentono  propria  col
  cuore  e  con  l'anima, e parlo di  Isola delle  Correnti   che,  a
  seguito  di  autorizzazioni rilasciate dal precedente Governo,  sta
  purtroppo  subendo  una  grandissima devastazione  ambientale.  Con
  questo  mio intervento spero di carpire il vostro interesse  perché
  possiate  immediatamente  andare  a  verificare;  anche  perché  le
  concessioni  che sono state rilasciate di ampliamento  di  un  sito
  balneare  e di costruzione di un altro sito balneare sono senza  il
  PUDM  (Piano di utilizzo del Demanio Marittimo) e siccome questo  è
  obbligatorio  secondo la legge regionale, la 15 del 2005,  articolo
  4,  vi  chiedo cortesemente di intervenire immediatamente  affinché
  non  facciamo di questa Terra che vuole essere visitata dal  cinque
  per cento della popolazione mondiale - e cito nuovamente chi mi  ha
  preceduto  -  semplicemente un posto dove si  piazzano  ombrelloni,
  dove si cementifica e dove invece non si dà il giusto rispetto alle
  cose  belle che abbiamo. Se quel cinque per cento vuole  venire  da
  noi  è  perché  ci  riconosce una fattezza dei  beni  artistici  ed
  ambientali  che non ha pari, che ha un grande valore,  e  non  sono
  certo  i  chioschi dei bar o gli ombrelloni piazzati a  fare  della
  nostra Terra una delle terre più belle del mondo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, signori  rappresentati  del  Governo
  della    Regione,   onorevoli   colleghi,   intervengo   stimolato,
  sollecitato,  dall'ultimo  intervento,  quello  appena  svolto  dal
  collega  del  Movimento Cinque Stelle, perché se, anziché  lui,  da
  questo  podio  avesse preso la parola Beppe Grillo  avrebbe  detto,
  così  come ha detto con riferimento alla vicenda nazionale  Bersani
  è come Monti , che  Crocetta è come i suoi predecessori .
   Stasera è la serata delle interversioni logiche. E' stato detto da
  questo  podio  che  gli assessori, professore  Zichichi  e  Maestro
  Battiato,  non  avevano  bisogno di essere nominati  assessori  per
  aggiungere  una  stelletta al proprio carnet  di  scienziato  e  di
  artista  l'altro.  E'  vero  Loro non avevano   bisogno  di  essere
  nominati assessori, era il Presidente Crocetta che aveva bisogno di
  nominare  loro assessori per mettersi una stelletta al  petto   Per
  dimostrare  al  mondo  intero che egli, a capo  del  Governo  della
  Regione  siciliana,  aveva  nominato  due  illustri  siciliani  che
  avrebbero  contribuito a trasformare, migliorandola, questa  Terra,
  che  avrebbero contribuito al buon governo della Regione siciliana,
  che avrebbero contribuito a rinnovare la politica.
   Chi  quella  scelta ha compiuto si è dovuto ricredere,  ha  dovuto
  rimangiarsi la parola, ha dovuto forse attendere la prima  propizia
  occasione  per  ritornare sui propri passi e dare il  benservito  a
  all'uno e all'altro. Che cosa rimane di questa esperienza? Che cosa
  rimane in Sicilia della presenza di due illustri, uno scienziato  e
  l'altro  artista, per quattro mesi, quattro mesi  e  mezzo,  cinque
  mesi  al  Governo?  Non rimane nulla, rimane  tabula  rasa,  rimane
  l'errore  di  una  impostazione di  Governo  che  è  tutta  protesa
  all'annuncio  e  alla sensazione e poco, per non dire  nulla,  alle
  realizzazioni e alle cose concrete
   Ma  stasera  si  tenta  di consumare un'altra  inversione  logica,
  quella  secondo la quale il Presidente Crocetta tiene  fuori  dalla
  sua  Giunta  i partiti; questi reietti partiti, anche quelli  della
  sua  maggioranza,  che sono costretti a vedere  nominati  assessori
  quasi  chiunque, ma non gli esponenti dei partiti, dei  partiti  di
  maggioranza.
   Il  mio  intervento vuole anche essere a futura memoria.  Vedremo,
  stabiliremo, giudicheremo tra qualche tempo, tra qualche  mese,  se
  questa  impostazione  sarà l'impostazione dell'intera  legislatura.
  Vedremo se le fibrillazioni all'interno dei partiti non avranno  la
  forza  di  convincere  il  Presidente Crocetta  a  rimaneggiare,  a
  rivedere la sua Giunta. Vedremo
   Certo,  se  Crocetta  per  cinque anni  dovesse  mantenere  questa
  Giunta,  avrebbe  certamente rappresentato e  rappresenterebbe  una
  novità.  Se, invece, prima della fine della legislatura, nel  corso
  dei  prossimi mesi, forse nel corso del prossimo anno, tutta questa
  impalcatura  che serve soltanto per i giornali, che serve  soltanto
  per  la  stampa,  quella  video e quella  scritta,  dovesse  essere
  riveduta  e corretta, i siciliani avranno compreso e comprenderanno
  come  si sarà trattato, ancora una volta e soltanto, di fumo  negli
  occhi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Cirone.  Ne  ha
  facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  ho
  voluto   prendere  la  parola  per  segnalare  il  mio   grado   di
  soddisfazione nel vedere questa sera negli scranni del Governo  una
  rappresentanza   istituzionale  di  livello  e  una  rappresentanza
  istituzionale formata da una maggioranza femminile. Non  si  tratta
  di un dato scontato, non si tratta di un dato usuale, tanto meno in
  una  Regione  come  la nostra dove la presenza femminile  è  ancora
  residuale e minoritaria. E, dunque, vanno salutate positivamente le
  nuove   indicazioni  che  sono  state  conferite  alla   dottoressa
  Mariarita  Sgarlata  e alla dottoressa Stancheris.  Vanno  salutate
  positivamente, in particolare queste due ultime, perché  si  tratta
  di settori strategici per la nostra Isola; si tratta di due settori
  che  è  vero sono stati in standby negli ultimi mesi, ma che  hanno
  bisogno particolarmente di andare in sinergia.
   Immaginare  il  Turismo  come  una  gestione  separata  dai   Beni
  culturali  e, viceversa, i Beni culturali da una gestione  separata
  dal Turismo, è una libertà che non possiamo consentirci. Quindi, mi
  auguro  che  le  due  nuove  assessore  -  mi  piace  chiamarle  al
  femminile, e questo non è diminutio, ma nel mio cuore è  un  grande
  posto  -  ebbene, penso che le due assessore questo  debbano  fare:
  andare  in concordia per affrontare questioni che sono in  cantiere
  da troppo tempo.
   In   particolare,   credo  che  la  cultura  sia   particolarmente
  sofferente in questo momento in Sicilia; provengono da varie  parti
  segnali  che  dicono di musei a rischio di chiusura, biblioteche  a
  rischio di chiusura che vanno avanti per il volontariato di persone
  dedite a quel mestiere, a quella professione, a quell'amore.  Vi  è
  una  cultura  profondamente  in difficoltà  per  le  questioni  che
  attengono  alle associazioni che si occupano di musica e che  tanti
  fermenti  positivi  portano nel territorio  siciliano,  come  anche
  tutte  le  associazioni che si occupano di teatro e, quindi,  anche
  loro  sono  animatori  positivi del nostro  territorio.  Accenno  a
  questo per non prolungare ulteriormente il mio intervento, ma credo
  che il tema della cultura, dello spettacolo, debba essere messo  al
  centro  della  riflessione del Governo. Questa è una terra  che  ha
  bisogno  di  eventi  per attrarre turismo e  questi  eventi  devono
  essere  ben costruiti e ben modulati perché abbiano la capacità  di
  attrattiva che, altrimenti, avremmo difficoltà ad esercitare  nella
  competizione internazionale che c'è intorno a noi.
   Auguro, dunque, alle due assessore un buon lavoro.
   Auguro  loro di avere l'energia necessaria, a tenersi in  contatto
  con   il   territorio,  a  fare  della  rete  dei  sindaci,   degli
  amministratori  locali,  degli stessi  deputati  i  loro  punti  di
  riferimento  in  modo  da  alimentare in Sicilia,  una  Sicilia  in
  difficoltà,  una  Sicilia sofferente, la speranza  che  davvero  il
  Governo Crocetta, questo Governo della rivoluzione e della dignità,
  risponda alle loro aspettative.
   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, io credo  che  bisogna  passare  alla
  Giunta  di  genere, perché troppe donne ora  Io non  mi  soffermerò
  alla  scelta delle quote di genere o delle donne, auguro loro  buon
  lavoro  perché questa Regione ne ha bisogno, mi soffermerò soltanto
  a  sollecitare quello che questa Giunta si è ripromessa  dal  primo
  giorno  dell'insediamento: il rispetto  della  legalità,  e  quindi
  invito l'assessore per la salute a far applicare l'articolo 6 della
  legge  5; invito il nuovo assessore per i beni culturali a fare  in
  modo che la gara d'appalto, fatta un anno fa e che è stata vinta da
  una società di fuori, possa essere completata e quindi garantire ai
  lavoratori  di  Novamusa il ritorno al lavoro,  cosa  che  ora  non
  avviene. Aspettiamo da otto mesi che si dia senso alle cose che  la
  legge ci impone.
   Mi  auguro che lei possa garantire ai lavoratori di Siracusa e  di
  tutta  la Sicilia la possibilità di lavorare, così come prevede  la
  legge.
   Mi  auguro  che l'assessore per il turismo possa finalmente  porre
  mano  ai debiti che sono stati contratti dalla Giunta precedente  e
  quindi garantire ai lavoratori di avere quanto di loro spettanza.
   Mi  auguro  che  l'assessore  per i lavori  pubblici  possa  porre
  rimedio a tre anni di illegalità che il suo predecessore ha portato
  avanti  quando  non  ha  nominato,  come  prescrive  la  legge,  il
  presidente  dell'Istituto autonomo case  popolari  di  Siracusa,  e
  chissà  quante altre porcherie che sono state fatte. Mi auguro  che
  l'assessore completi finalmente questo iter.
   Questo  è  l'augurio che mi faccio in un tempo in cui,  purtroppo,
  caro  assessore, la Comunità europea ci prende in giro: da un lato,
  ci  mette  nell'Obiettivo  1  - siamo,  quindi,  riconosciuti  come
  Regione  che  deve  avere  l'attenzione  economica  della  Comunità
  europea  -,  dall'altro,  ci  mette il  patto  di  stabilità  e  ci
  impedisce  di spendere le risorse che vengono date con  l'Obiettivo
  1.
   Ci  revoca,  quindi, le risorse che ci vengono fornite  e  poi  ci
  insulta  dicendo che non siamo in grado di spendere le risorse  che
  ci danno.
   Dunque,  un invito alla Giunta di andare a colloquiare col Governo
  nazionale,  quando  questo avverrà, per presentarsi  alla  Comunità
  europea e porre rimedio alla nefandezza di questo atteggiamento che
  ha,  dato  che,  mentre da un lato ci impegna in tutto,  dall'altro
  lato  ci  leva  tutto,  anche quello che  gli  diamo  come  Governo
  nazionale per contribuire alla spesa della Comunità europea. Quello
  che  mi  auguro non è conoscere tecnicamente, io sono contrario  ai
  governi tecnici, non perché l'abbia con qualcuno in particolare  ma
  sono convinto che la politica ha il primato.
   I  tecnici  possono  essere utilizzati con la  legge  10,  che  ci
  consente   di   utilizzare  la  trasparenza  e  quant'altro,   come
  consulenza  quando necessita; ma la politica non può  continuare  a
  derogare a quello che è il suo motivo di esistere.
   Il Governo Monti, per esempio, ha distrutto l'economia italiana  e
  per  il  quale non ho votato un solo atto, specificando e motivando
  il  perché del non voto; il Governo Monti, pur essendo composto  da
  tecnici,  non  ha  voluto ascoltare le ragioni  per  consentire  il
  rilancio  economico  e occupazionale di questo  Paese.  I  tecnici,
  assessore per l'economia, hanno interesse a far quadrare  i  numeri
  senza  guardare a come farli quadrare. E' giusto  Ma non  è  giusto
  usare la sciabola, è meglio usare il bisturi per vedere dove e cosa
  tagliare e questo è un rapporto che il politico deve fare.
   L'augurio che mi faccio - lo faccio a voi, lo faccio a me stesso e
  ai  siciliani  - è che questa ventata di gioventù, di  donne  e  di
  entusiasmo possa produrre l'effetto che questa Regione vuole,  cioè
  la  garanzia  di  un rilancio economico. Altrimenti il  Governatore
  Crocetta sa che la rivoluzione non è soltanto il nome di un partito
  che  lui  conosce ma, purtroppo, può diventare un fatto  grave  per
  questa Regione. Buon lavoro

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, dopo  l'intervento  dell'onorevole
  Gianni avrei potuto non parlare, ma anch'io desidero associarmi  ad
  alcune richieste che sono state formulate al Governo.
   Innanzitutto, gli auguri ai due assessori affinché il loro  lavoro
  sia fruttuoso e ricco di risultati importanti per la Sicilia.
   Conosco  l'assessore Sgarlata, so quali sono le sue  capacità,  le
  competenze,  le  conoscenze.  So che è  una  docente  universitaria
  brillante e che, quindi, nella nuova attività che verrà a  svolgere
  metterà,  come sempre, la sua passione al servizio dei siciliani.
   Conosco,  solo  per  averla incontrata qualche volta,  l'assessore
  Stancheris,  e  a  tutte e due comunque vanno  sicuramente  i  miei
  auguri. Però alcune cose volevo sollecitare all'assessore Sgarlata.
   L'onorevole   Gianni,  giustamente,  ha  introdotto  il   problema
  relativo ai lavoratori di Novamusa; ma qui, più che di loro,  credo
  che vada affrontato interamente il ragionamento sulla fruizione dei
  nostri  beni  culturali. Lo scorso mese, tanti turisti sono  venuti
  nella  città di Siracusa e non sono riusciti ad entrare al Castello
  Maniace,  che  è  uno dei monumenti federiciani più  importanti  al
  mondo.
   E'  insopportabile,  assessore, che la gente  venga  nella  nostra
  città  e  non  possa visitare i nostri monumenti. Noi  diciamo  che
  tutto  il  mondo  invidia i monumenti della Sicilia.  Goethe  aveva
  detto  che  senza  la Sicilia non si comprendeva  l'Italia,  e  poi
  venendo a visitare la città di Siracusa disse che se non si conosce
  la città di Siracusa non si conosce il mondo.
   Però,  assessore,  noi  non  possiamo impedire  alle  migliaia  di
  visitatori  che  vengono nella nostra città  di  poter  visitare  i
  monumenti. Veda, il personale che il suo predecessore ha utilizzato
  in  questi mesi per sostituire i lavoratori di Novamusa, così  come
  dell'altra cooperativa che operava ad Agrigento, è gente che  vuole
  lavorare  ma non ha specifiche competenze, non conosce  le  lingue,
  non  possiamo  assolutamente pensare che, all'ingresso  dei  nostri
  monumenti,  il front office con i turisti provenienti da  tutto  il
  mondo  sia  costituito da persone che riescono appena a parlare  in
  italiano.
   Questo non è assolutamente consentito.
   Pertanto le chiedo, assessore, di attivarsi immediatamente; per la
  gara  credo  che  ci vorrà molto più tempo, ma si  potranno  sempre
  utilizzare  questi  lavoratori  con formule  momentanee,  anche  di
  collaborazione,  e  si riapriranno immediatamente  le  biglietterie
  che, allo stato, sono chiuse.
   In  particolare, poi, volevo rappresentarle la situazione  davvero
  drammatica   che  si  vive  al  Teatro  Greco  di  Siracusa,   dove
  inopinatamente  è  stata  spostata la biglietteria,  nonostante  il
  Comune  di  Siracusa abbia dato dei locali idonei per poter  aprire
  nuovamente  la biglietteria. In più, le dico che il suo  dirigente,
  il  dottore  Geraci,  ha emanato due provvedimenti,  coi  quali  ha
  ordinato  alla  Sovrintendenza della zona archeologica  del  Teatro
  Greco  di  trasferire  la biglietteria accanto  a  coloro  i  quali
  vendono   souvenir;  cosa  che  non  è  stata  ancora   fatta.   Di
  conseguenza, lei sa che sabato abbiamo avuto un doppio sciopero: da
  una  parte, i lavoratori di Novamusa, che hanno occupato la  strada
  rendendo  quasi impossibile la circolazione a Siracusa e l'ingresso
  al   Teatro  Greco,  e  dall'altra  i  lavoratori  che  sono  stati
  trasferiti qualche anno fa su richiesta della Sovrintendenza ma che
  non  sono nella condizione di potersi rapportare con i turisti  che
  vengono a Siracusa.
   Non  chiedo  perché  io  sono siracusano e  lei  è  siracusana  di
  risolvere  immediatamente  questo  problema.  Lo  chiedo  solo   ed
  esclusivamente  perché  é  una  situazione  così  abnorme,  é   una
  situazione  così sciocca, nemmeno Kafka avrebbe mai immaginato  una
  situazione di questa natura.
   Di  conseguenza,  assessore,  la invito  -  anche  perché  c'è  il
  dirigente generale che conosce questa vicenda - a fare in modo  che
  entro questa settimana almeno uno dei due problemi, uno sicuramente
  di  stupidità  amministrativa e l'altro di assoluto  menefreghismo,
  venga risolto.
   Non  si può perdere un anno di tempo per fare una gara, non si può
  perdere  un anno di tempo per scoprire che c'è qualcuno  che  stava
  frodando  e  stava rubando i soldi della Regione. Di una  cosa  del
  genere  se  ne  accorge immediatamente, al primo mese,  al  secondo
  mese, al terzo mese, che non entrano 19 milioni di euro, o comunque
  un  terzo  di  19  milioni di euro; chiunque altro  se  ne  sarebbe
  accorto  e  avrebbe  posto  fine  a questo  furto  legalizzato  dei
  funzionari  della  Regione a danno della Regione stessa.  Per  cui,
  ripeto,  questo glielo chiedo e glielo chiederò tutte le volte  che
  verrò in Aula.
   All'assessore Borsellino vorrei chiedere se entro questa settimana
  possa  firmare  un  provvedimento  di  giustizia  che  riguarda  le
  province  di  Siracusa e di Agrigento, le uniche  due  province  al
  mondo  che  non  hanno la radioterapia, le uniche due  province  al
  mondo in cui i nostri malati, e non c'è famiglia a Siracusa che non
  ha almeno un malato, sono costretti ad emigrare da Ragusa a Catania
  con  costi esorbitanti. C'è la gara, abbiamo trovato, grazie a lei,
  le somme necessarie; quindi la invio a firmare il decreto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non essendo alcun altro  deputato
  iscritto  a  parlare,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  giovedì 4 aprile 2013, alle ore 16,00.

        (La  seduta,  sospesa alle ore 21.05, è  ripresa  alle  ore
      16.50 di giovedì 4 aprile 2013)

  La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Ardizzone


         Discussione del disegno di legge «Norme in materia di
                            rappresentanza
    e doppia preferenza di genere. Modifiche di norme in materia di
    soglia di sbarramento per l'elezione dei consigli comunali e di
  rimborsi dei permessi retribuiti degli amministratori locali». (5-
                            55-66-67 bis/A)

      PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione   del  disegno  di  legge  «Norme   in   materia   di
  rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche di  norme
  in  materia di soglia di sbarramento per l'elezione dei  consigli
  comunali   e   di   rimborsi   dei  permessi   retribuiti   degli
  amministratori locali». (5-55-66-67 bis/A).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto nel  banco
  alla medesima assegnato.
   Se  il  presidente della Commissione lo desidera, può prendere  la
  parola, in mancanza del relatore, onorevole Anselmo.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione,  onorevole
  Forzese.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, è chiaro che avrei voluto fare  una  splendida
  relazione ma, dal momento in cui mi sento più che altro non  tenuto
  in  considerazione per come sono stati condotti i lavori d'Aula, in
  primis perché ieri, dopo la sospensione, non sono stato invitato  a
  partecipare  ai lavori della Conferenza dei presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  -  a  dire il vero, non so nemmeno  come  sia  finita
  perché  stavo parlando col collega Picciolo e lei, giustamente,  ha
  ritenuto  opportuno dare il via ai lavori - e,  in  secondo  luogo,
  anche perché so che ha chiamato qualche capogruppo e non sono stato
  nemmeno  aggiornato, mi chiedo se, per un momento,  in  entrambi  i
  ruoli,  lei,  da  Presidente dell'Assemblea, ed io,  da  presidente
  della  Commissione Affari Istituzionali, potessimo mettere da parte
  qualche rancore.
   Ho  l'impressione che lei, in questa occasione, così come la volta
  scorsa,  per  ciò  che riguarda l'abrogazione delle  province,  non
  abbia  usato  quel rispetto che più volte rivendica  per  quel  che
  concerne  l'attività  d'Aula, e mi riferisco  al  primo  punto,  in
  quanto  la  Commissione,  la volta scorsa,  non  è  stata  chiamata
  nemmeno dopo che lei ha ritenuto opportuno dare il via ai lavori su
  ciò che riguardasse gli emendamenti e i subemendamenti.
   Al  di  là  del  ruolo svolto in Commissione perché  si  potessero
  esaminare  i  subemendamenti,  ieri ho  tentato  di  dare  all'Aula
  qualche  ulteriore  delucidazione, ma non mi è  stato  concesso  di
  intervenire   sull'ordine   dei   lavori.   E,   così   come   lei,
  brillantemente, più volte ha ribadito che l'Aula è  sovrana  e  che
  lei,  responsabilmente,  sa svolgere il proprio  ruolo,  io  volevo
  semplicemente  dire che ritengo importante che, così  come  deciso,
  non  nella seduta di ieri ma in quella di circa sette o otto giorni
  fa,  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, laddove
  il  suo riferimento regionale e il mio riferimento parteciparono  e
  in cui era stato deciso che il disegno di legge sulla preferenza di
  genere  doveva  essere trattato o, quantomeno, dovevo  assumere  un
  impegno in tal senso, in presenza pure del suo presidente di Gruppo
  parlamentare,  l'amico  Leanza, perché la Commissione  si  riunisse
  giovedì,  il  giorno  prima, per ciò che  riguardava  l'abrogazione
  delle  province,  apprendemmo che l'Aula era stata  rinviata  all'8
  aprile.
     Non volevo mettere in discussione nulla, semplicemente dire  che
  mi  era stato chiesto di convocare la Commissione che, così come ha
  sempre  fatto,  sempre in quella seduta non  solo  ha  espresso  il
  parere  sui documenti finanziari, ma ha dato pure il via al disegno
  di  legge  sulla cosiddetta  preferenza di genere , in presenza  di
  tutte le forze politiche,
   Ritengo  che mai come oggi il Governo Crocetta possa, quanto  meno
  ancora   una  volta,  mettere  in  evidenza  una  vera  e   propria
  rivoluzione.  Ritengo importante che la preferenza di genere  venga
  quanto  meno  tenuta  in  considerazione in  una  Regione  come  la
  Sicilia, laddove ha già dimostrato su  temi diversi, importanti, di
  fare responsabilmente, richiamando tutte le forze politiche sia  di
  minoranza  sia di maggioranza, qualcosa di serio. Non  a  caso,  lo
  stesso  Presidente  Crocetta, ieri,  ha  dato  le  deleghe  ad  una
  presenza prettamente legata anche alla  preferenza di genere .
   Quest'oggi, nella speranza che tutto ciò che è successo in  questi
  ultimi giorni possa essere messo da parte - non vorrei che in prima
  Commissione, che è, a mio avviso, tra le più importanti  di  questo
  Parlamento, per un motivo di carattere personale, sia da parte  sua
  che  da  parte mia, possa essere esautorato un rapporto di  lavoro,
  cosa  che  sicuramente non giova a nessuno  di  noi  -,  la  invito
  gentilmente  e metto in evidenza che se pure ho sbagliato  qualcosa
  l'ho  fatto  in  buona  fede,  ma che  oggi  abbiamo  l'esigenza  e
  l'interesse  che  ognuno  di  noi sia  messo  nelle  condizioni  di
  svolgere   il   proprio   lavoro  nel  rispetto   del   suo   ruolo
  istituzionale.
   Mi  è  sembrato  di capire, infatti, in una delle lettere  che  ho
  ricevuto  da  parte  sua, che ci fosse stata da parte  delle  forze
  politiche    una   carenza   nell'evidenziare   l'attività    della
  Commissione.
   Devo  dire che ho sempre cercato di dare il massimo di me  stesso,
  coinvolgendo  tutto  e  tutti ad una sola ed esclusiva  condizione,
  quella di salvaguardare e di migliorare la qualità di vita di tutti
  i siciliani e, per chi rappresenta questo Parlamento, non penso che
  sia  democratico o comunque è poco democratico che lei,  ieri,  con
  una  prova  di  forza,  nel  momento in  cui  il  presidente  della
  Commissione  Affari  istituzionali  ha  chiesto  la  parola   sullo
  svolgimento  dei lavori in Aula, non gliela ha mai concessa.  Sento
  di  dover dire che la Commissione ha predisposto un testo,  che  ha
  già  consegnato agli uffici e penso che mai come oggi, per quel che
  riguarda il lavoro svolto dalla Commissione - che ieri, presenti il
  Presidente  Crocetta,  l'assessore Valenti e tantissimi  autorevoli
  rappresentanti dei Gruppi parlamentari, ha esaminato una  serie  di
  emendamenti  che sono stati ritirati mentre qualche  emendamento  è
  stato  condiviso all'unanimità - sia importante, fondamentale,  che
  quest'oggi   il  Parlamento  regionale  approvi  la   legge   sulla
  preferenza di genere.

   PRESIDENTE.  Do il benvenuto all'onorevole Anselmo,  relatore  del
  disegno  di legge in discussione. Vorrei ribadire all'Aula che  non
  ho  fino  ad  ora partecipato a riunioni di maggioranza né  intendo
  partecipare  né  prendo  disposizioni da  riunioni  di  maggioranza
  perché  io  sono il Presidente dell'Assemblea. Gradirei  che  anche
  coloro che rappresentano l'istituzione Parlamento ad ogni livello -
  Consiglio di Presidenza, presidenti di Commissione - si attenessero
  a   questo  principio.  Noi  non  siamo  vincolati  a  vertici   di
  maggioranza,  lo ribadisco; io non vi ho partecipato finora  e  non
  intendo assolutamente farlo.
   Siccome non ho compreso bene se il presidente della Commissione si
  sia rimesso al testo, considerata l'importanza del disegno di legge
  e  visto  che è presente la relatrice, onorevole Alice Anselmo,  mi
  sembra  opportuno, dopo avere dato la parola all'onorevole  Cordaro
  sull'ordine   dei   lavori,   che  la   stessa   possa   illustrare
  autorevolmente l'esito dei lavori della Commissione.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO: Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà
  .
   CORDARO.   Signor   Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  brevemente  perchè  non  ho  ben  compreso   il   senso
  dell'intervento  del collega Forzese. Sarà un  limite  mio,  me  ne
  scuso,  però mi è sembrato tutt'al più un problema privato che  non
  credo  possa trovare albergo nel corso di una discussione di questa
  natura,  convinto come resto dell'importanza di questo dibattito  e
  della necessità dei buoni rapporti, istituzionalmente parlando, tra
  il  presidente della prima Commissione, che è la commissione  delle
  leggi, e il Presidente dell'Assemblea.
   Non  credo sia questa la sede opportuna, si è parlato di  riunione
  di maggioranza, di riunione di opposizione e, obiettivamente, ad un
  certo punto mi sono confuso.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro,  io  non   ho   partecipato   né
  parteciperò a nessuna riunione di maggioranza.

   CORDARO.  Presidente, ho capito, e ne sono assolutamente convinto,
  anche  se raccolgo il grido, l'appello accorato del collega Forzese
  all'unità delle istituzioni, che egli solleva con amarezza.
   Detto   questo,  Presidente,  sono  venute  fuori,  come  lei   ha
  sottoposto  all'attenzione dell'Aula ieri sera, alcune indicazioni;
  in  realtà  c'era la volontà, mi era sembrato d'aver  compreso,  di
  addivenire,  al  di  là del tema legato alla doppia  preferenza  di
  genere, ad altri temi che potevano trovare sintesi.
   Rispetto a questo, signor Presidente, io credo che la presenza del
  Presidente  Crocetta  in Aula sia indispensabile  -  nulla  volendo
  togliere all'autorevolezza e al prestigio dell'assessore Valenti  e
  dell'assessore  Bonafede  -  su  un  tema  così  importante,   dove
  l'indirizzo  politico  diventa  assolutamente  imprescindibile,   e
  quest'indirizzo  politico  non può che darlo  il  Presidente  della
  Regione.  Credo, pertanto, e sottopongo all'attenzione di tutti,  a
  cominciare  dai  capigruppo di maggioranza,  che  la  presenza  del
  Presidente  Crocetta  sia  assolutamente  necessaria  se   vogliamo
  portare  avanti una discussione che, entro la serata  di  oggi,  ci
  porti a definire il percorso legislativo.
   Questa  è la mia richiesta sull'ordine dei lavori: comprendere  se
  il  Presidente arriverà, se non arriverà o se dobbiamo  sospendere.
  Vorrei che in tal senso la Presidenza si determinasse.

   PRESIDENTE.  Mi  sembra pertinente quest'intervento dell'onorevole
  Cordaro.
   L'assessore Valenti mi comunica che il Presidente della Regione  è
  in volo da Roma e conta di arrivare nel più breve tempo possibile.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi  non  avremmo
  mai   voluto  ascoltare  le  dichiarazioni  di  un  presidente   di
  Commissione  durante  la  trattazione di  una  legge  che  è  stata
  affrontata  dalla  prima Commissione e averlo ascoltato  lamentarsi
  del  fatto  che non gli è stata data la possibilità di intervenire,
  che  non gli è stata data la possibilità di concordare, di parlare,
  di trattare adeguatamente questa legge, è certamente un fatto grave
  ed  è  un  ulteriore elemento che avvalora quanto da noi  sostenuto
  ieri a proposito della irritualità del percorso di questa norma.
   Considerato  che  si  può  dire che le  elezioni  sono  state  già
  indette, stiamo discutendo una norma che vuole modificare le regole
  a  partita già iniziata, e questo è irrituale anche per l'iter  che
  il  testo ha avuto in Commissione. Ancora una volta, al di  là  poi
  delle dichiarazioni che sono state rese in Aula sui rapporti con la
  Presidenza  o  sulle  accuse, peraltro smentite  dalla  Presidenza,
  rispetto  a  partecipazioni a vertici,  o  comunque  a  vertici  di
  deputati  che  nulla  hanno  a  che  vedere  con  i  rapporti   che
  interessano  quest'Aula,  inviterei la  Presidenza,  alla  luce  di
  queste  dichiarazioni, di evitare di far affrontare  al  Parlamento
  una  norma  molto ma molto controversa, sulla quale peraltro  si  è
  espresso il presidente della prima Commissione, denunciando di  non
  aver   avuto  adeguato  percorso  istituzionale  all'interno  della
  Commissione stessa e nei passaggi tra Aula e Commissione.
   Pertanto, signor Presidente, ancora una volta la invito ad evitare
  di  insistere nell'esame di una legge che, per molti aspetti,  come
  dimostreremo  quando  parleremo nella discussione  generale  e  sui
  singoli  emendamenti,  è una legge liberticida,  è  una  legge  che
  interviene a partita già iniziata.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, la sua posizione era già ben  nota,
  ne  prendiamo  atto. Lei ha più volte manifestato il desiderio  del
  rinvio  della  discussione. Però, sulla  necessità  del  rinvio  in
  Commissione  della  legge, deve dare atto a  questa  Assemblea  che
  abbiamo riaperto i termini, perché eravamo in sessione di bilancio,
  considerato che si è andati avanti con i lavori in Commissione, per
  dare   la   possibilità  a  tutti  i  parlamentari  di   presentare
  emendamenti.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi non scenderò  oggi
  nel  merito della discussione che il presidente Forzese  ha  voluto
  testé porre sul tappeto circa le questioni di maggioranza.
   Però pongo un problema sull'ordine dei lavori. Questa sera abbiamo
  in  Aula  un  testo  che  ha avuto un primo esame  da  parte  della
  Commissione,  lo  abbiamo apprezzato, la  Commissione  ha  dato  il
  parere sul testo che poi è arrivato in Aula; ma ieri, a seguito  di
  un'ulteriore  Conferenza  dei presidenti dei  Gruppi  parlamentari,
  quel  testo  l'abbiamo  rimandato in Commissione  perché  venissero
  apprezzati degli emendamenti, con un parere preventivo.
   Intanto, ritengo necessaria la presenza del presidente Forzese, ma
  non  lo  vedo,  e comunque vorrei capire quali sono  i  lavori  che
  dovremo svolgere questa sera, nel senso che abbiamo un testo  e  su
  quel testo discutiamo? Ieri in Conferenza - come ha detto anche  in
  maniera   egregia  il  capogruppo  del  PID  -  Cantiere  popolare,
  onorevole  Cordaro - si è fatta una sostanziale apertura su  alcuni
  temi  da parte del Governo. Ad esempio, uno per tutti, il Movimento
  Cinque  Stelle  ha  ribadito la necessità di creare  un  filtro  ad
  eventuali  degenerazioni che il presidente  Formica  ha  paventato,
  come  il  rischio di voto controllato, quindi ad esempio il  seggio
  unico.  Al  contempo, qualcuno ha detto che cambiare le regole  del
  gioco  durante  la  partita  o,  io direi,  a  partita  ancora  non
  iniziata, chiaramente è comunque qualcosa che va soppesata.  Ma  al
  contempo, qua dovremmo metterci d'accordo.
   Allora  stasera  io  non  so  se  l'assessore  Valenti,  prima  di
  iniziare,  vorrà relazionare, o se dobbiamo aspettare il Presidente
  Crocetta, per capire come il Parlamento deve muoversi.
   Dobbiamo  muoverci  su  quel testo? Gli  emendamenti  che  abbiamo
  apprezzato sono emendamenti che faranno parte del disegno di  legge
  o servivano solo per avere un indirizzo?
   Ma ancora questo non possiamo dirlo perché il testo non ci è stato
  consegnato.
   E,  quindi, in questo senso, cosa abbiamo fatto? Abbiamo perso  un
  po'  di  tempo, circa quattro ore di tempo in Commissione, e allora
  ha  ragione  l'amico  presidente Forzese, a sentirsi  frustrato,  a
  sentirsi  mortificato, per l'attività non svolta della  Commissione
  Affari Istituzionali. Ha ragione l'amico onorevole Panepinto a dire
  che forse domani si accenderanno i riflettori della Corte dei Conti
  per  capire se dobbiamo risarcire il danno economico per il consumo
  dell'energia  elettrica e, chiaramente, rischiamo di  andare  verso
  una  Babele,  rischiamo  di cadere in una confusione  come  mai  ha
  rischiato di cadere, o di scadere, questa Assemblea.
   Io ho trascorso qualche anno in questo Parlamento, ma oggi mi pare
  che  a  tre  giorni,  a  quarantotto  ore,  a  settantadue  ore,  a
  novantasei ore dal termine ultimo per approvare questa norma,  onde
  evitare  che  i comizi elettorali siano già convocati, l'emanazione
  imminente  del  decreto da parte dell'assessore  Valenti  che,  con
  molta  pazienza e con molto zelo - e di questo la ringrazio,  e  ci
  voglia   scusare  se  qualche  volta  magari  c'è   stata   qualche
  intemperanza - però, giustamente, anche l'assessore Valenti aspetta
  di  capire cosa deve fare. Se è un decreto che deve firmare  oppure
  no,  o  forse qualche malalingua dei miei colleghi di Gruppo mi  ha
  detto  che  stiamo aspettando che il Presidente Crocetta faccia  un
  nuovo decreto per spostare nuovamente le elezioni .
   Non ci voglio credere perché saremmo veramente al paradosso, al di
  là del fatto che oggi ci sono tanti altri problemi, e allora un po'
  di serietà
   Noi stasera, come Gruppo parlamentare PDL, vorremmo capire intanto
  cosa  dobbiamo  fare:  primo,  su quale  testo  dobbiamo  lavorare;
  secondo,  se  gli emendamenti che ieri abbiamo apprezzato  in  Aula
  fanno parte integrante del testo oppure no; terzo, se il Governo ha
  aperto,  così  come ieri ha detto in Conferenza dei  capigruppo,  a
  qualche  ipotesi  dei  vari  Gruppi  parlamentari  e  infine,   per
  concludere,  qual  è la tempistica, che tipo di  programmazione  ci
  vogliamo  dare  per l'eventuale approvazione di questo  disegno  di
  legge.
   Sono  piccoli, semplici e chiari interrogativi che io mi  permetto
  di  rivolgere pure al Governo, magari per venirci incontro e capire
  come  meglio  possiamo lavorare in uno spirito  di  efficienza,  di
  celerità e, alla fine, di concretezza.


   Presidenza del presidente Ardizzone


      Riprende la discussione del disegno di nn. 5-55-66-67 bis/A

   PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge nn. 5-55-
  66-67 bis/A.
   Invito l'onorevole Anselmo a svolgere la relazione.

   ANSELMO,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi
  sembra  doveroso,  prima  di  iniziare la  compiuta  relazione  del
  disegno  di  legge  oggi in esame, svolgere un  plauso  alla  prima
  Commissione  per  i lavori che sono stati fatti, lavori  durante  i
  quali  si è trovata una larga intesa all'interno delle discussioni,
  alle volte anche accese e abbastanza animate, però alla fine quando
  si  vuole  si  può fare della buona politica, ed effettivamente  ci
  siamo trovati tutti d'accordo su alcune norme.
   Fondamentale  è  stato  l'apporto del  Governo  che,  con  estrema
  pazienza e competenza, ci ha dato una mano e ha permesso di esitare
  oggi  quel testo che sta sollevando parecchie critiche, però  si  è
  voluto  approfittare di questa finestra anche per sistemare  alcune
  storture di questo sistema elettorale.
   Mi attengo a quanto scritto per evitare di esagerare con i tempi.
   Il   disegno  di  legge  approvato  dalla  I  Commissione   Affari
  istituzionali' nella seduta del 25 marzo scorso che si propone oggi
  all'Aula contiene, da una parte, norme in materia di rappresentanza
  di  genere  e, dall'altra, alcune modifiche al sistema di  elezione
  dei consigli nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
  nonché alla disciplina dei rimborsi dei permessi retribuiti  per  i
  lavoratori dipendenti che siano eletti negli enti locali.
   Riguardo al primo gruppo di disposizioni, si rileva che la  parità
  dei generi è lontana dalla piena affermazione nella vita sociale  e
  ancora   più  lontana  nella  politica,  soprattutto  nella  nostra
  Regione, dove la situazione ha raggiunto livelli allarmanti. Mentre
  all'Assemblea regionale siciliana in questa legislatura si  ha  una
  nutrita  presenza  di  deputate regionali, non  accade  altrettanto
  negli enti locali.
   La  normativa vigente in materia di rappresentanza di genere negli
  organi degli enti locali non ha, infatti, raggiunto l'obiettivo che
  il  legislatore si è da tempo prefissato. In proposito, si  ricorda
  che  la  legge regionale n. 6 del 5 aprile 2011, recante  Modifiche
  in  materia  di  elezione, composizione e  decadenza  degli  organi
  comunali  e provinciali  e approvata nella scorsa legislatura,  non
  ha   raggiunto  la  maggioranza  dei  consensi  sulla  proposta  di
  introdurre  la  preferenza  multipla nella  elezione  dei  consigli
  comunali  e  provinciali.  La  medesima  legge,  disciplinando   la
  rappresentanza  di  genere  nella  composizione  delle  giunte,  ha
  stabilito  il  principio della presenza di entrambi i generi  nelle
  giunte  senza, tuttavia, prevedere una specifica sanzione nel  caso
  di  inosservanza; inoltre, non è prevista alcuna percentuale minima
  della rappresentanza di genere.
   Con  il  presente  disegno  di  legge,  si  intende  rafforzare  e
  specificare    la    normativa   vigente,   anzitutto    attraverso
  l'introduzione  nelle elezioni dei consigli comunali  della  doppia
  preferenza di genere, cioè la possibilità di poter esprimere una  o
  due  preferenze  ma,  in quest'ultimo caso, a candidati  di  genere
  diverso.  Nel  caso di due preferenze espresse per candidati  dello
  stesso genere, la seconda preferenza è nulla e viene fatta salva la
  prima.
   Al  fine  di  rendere adeguatamente incisiva la norma, si  prevede
  altresì  l'innalzamento  del livello di  rappresentanza  di  genere
  nella  composizione  delle liste elettorali -  attualmente  fissato
  nella  misura massima di tre quarti per ciascun genere - prevedendo
  che  nessun  genere può essere rappresentato in misura superiore  a
  due  terzi. Qualora la lista non dovesse rispettare tale regola,  è
  concesso  un termine per la regolarizzazione, scaduto il  quale  la
  lista  è  ricusata  ed  esclusa dalla competizione  elettorale.  La
  modifica  che  si propone è in armonia con quanto  già  previsto  a
  livello nazionale dalla legge 23 novembre 2012, n. 215.
   Le  modifiche sopra illustrate sono contenute nell'articolo 1  del
  disegno  di legge in esame e riguardano l'elezione dei consigli  di
  tutti  i  comuni,  a  prescindere dalla classe di  popolazione  del
  comune.
   L'articolo   2  del  disegno  di  legge  disciplina,  invece,   la
  rappresentanza  di  genere  anche nella composizione  delle  giunte
  comunali, prevedendo che ogni genere non possa essere rappresentato
  in misura inferiore al 30 per cento. Anche in tal caso nell'ipotesi
  di  violazione  della  norma è prevista una  sanzione,  consistente
  nella nullità del provvedimento di nomina degli assessori.
   Nel  corso dell'esame in Commissione, sono stati inoltre approvati
  due  emendamenti,  riprodotti  rispettivamente  nell'articolo  3  e
  nell'articolo 4 del disegno di legge. Il primo riguarda  la  soglia
  di  sbarramento e comporta l'abbassamento della percentuale  minima
  di  voti  -  fissata al quattro per cento dei voti validi  espressi
  rispetto  all'attuale 5 per cento - che le liste devono raggiungere
  per  essere  rappresentate nei consigli  comunali  nei  Comuni  con
  popolazione superiore a 15.000 abitanti. Il secondo attiene al tema
  dei  rimborsi  a  favore  dei datori di lavoro  per  il  lavoratori
  dipendenti  pubblici e privati eletti negli enti locali  e  prevede
  che  tali rimborsi siano dovuti esclusivamente per i dipendenti che
  risultino essere stati assunti in data antecedente all'elezione.
   Auspicando che il presente disegno di legge possa essere approvato
  dall'Aula  celermente ed in modo condiviso, si  rileva  infine  che
  esso  non  comporta spese o oneri aggiuntivi a carico del  bilancio
  della Regione siciliana.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,  oggi
  questa  Assemblea regionale discute, e spero che alla fine approvi,
  il disegno di legge in materia solo di rappresentanza di genere, di
  cui  si discute sin dalla scorsa legislatura. Avevo presentato, già
  nella  scorsa  legislatura, un emendamento alla riforma  elettorale
  per  il  rinnovo dei consigli comunali e provinciali, che però  non
  vide l'approvazione in quanto bocciato col voto segreto.
   Poi  ho  ripresentato il disegno di legge sulla rappresentanza  di
  genere a firma mia e di altre colleghe del PD come primo disegno di
  legge della XVI legislatura.
   Personalmente  ringrazio  il Presidente della  Regione  per  avere
  voluto  con  forza  che questa Aula affrontasse  l'argomento  sulla
  preferenza di genere, per colmare quel deficit di presenza di donne
  nelle  istituzioni locali, anche in sessione di bilancio, ritenendo
  che  questa,  e  sottolineo solo questa riforma, contenesse  quella
  eccezionalità per cui si è aperta una finestra legislativa.
   La  doppia  preferenza di genere, oltre a colmare quel deficit  di
  presenza, introduce finalmente quel principio di uguaglianza  e  di
  parità fra uomini e donne fondante di tutte le democrazie moderne.
   L'obiettivo  della  piena integrazione delle  donne  nei  processi
  decisionali   della   rappresentanza   politica   istituzionale   è
  funzionale  alla  reale attuazione del modello democratico  che  si
  intende costruire.
   Non  basta  essere  l'altra metà del cielo, frase  molto  cara  al
  Presidente  della  Regione, se poi l'altra  metà  della  terra  non
  partecipa  attivamente alla costruzione di una democrazia paritaria
  che   tenda   a  rimuovere  ostacoli,  pregiudizi,  discriminazioni
  fondanti sulla diversità di sesso.
   Non  basta  dire   ci vorrebbero più donne in  politica ,  se  poi
  queste  non sono messe nelle condizioni di poter esercitare  questa
  nobile e importante missione.
   Infatti,  la  presenza  delle donne nelle istituzioni  in  Sicilia
  raramente  supera il venti per cento, ben lontana  quindi  da  quel
  trenta a cui invece bisognerebbe tendere.
   Questi  numeri,  che vanno dal quattro al dodici per  cento,  sono
  veramente  irrisori  rispetto alle tantissime donne  impegnate  nel
  volontariato, nei partiti, nelle associazioni e a tutte quelle  che
  vorrebbero  dare  un  contributo per cambiare realmente  la  nostra
  società,  partendo dal luogo a loro più vicino qual  è  appunto  il
  comune.  Ma  senza una legge che aiuti questo processo,  il  numero
  delle  donne elette nei consigli è destinato a non aumentare,  anzi
  potrebbe  diminuire  malgrado la riforma elettorale  del  2011  che
  obbliga la presenza nelle liste del venticinque per cento di donne.
   La  norma  che  proponiamo non parte dal  capriccio  personale  di
  qualcuno,  ma  dalla consapevolezza che in un Paese democratico  le
  norme, le sentenze, vanno applicate e rispettate.
   La  sentenza della Corte Costituzionale numero 4 del 2010  dispone
  che  tutti  i  cittadini di entrambi i sessi possano accedere  agli
  uffici   pubblici  e  alle  cariche  elettive,  in  condizioni   di
  eguaglianza  e  pari  opportunità. Inoltre, dispone  che  le  leggi
  regionali  devono  rimuovere ogni ostacolo che impedisca  la  piena
  parità degli uomini e delle donne, nella vita sociale, culturale ed
  economica,  e  promuovere la parità di accesso tra donne  e  uomini
  nelle cariche elettive.
   Signor  Presidente,  capisco che ai colleghi  parlamentari  questa
  discussione  poco  importa, ma credo che stiamo  facendo  una  cosa
  importante per la nostra Regione, quindi dovrebbero mostrare un po'
  di attenzione.
   Si  tratta di una sentenza che motiva la legittimità della  doppia
  preferenza fondandola su due norme costituzionali, gli articoli  51
  e  117,  comma  7,  della Costituzione, per promuovere  appunto  un
  riequilibrio della rappresentanza politica rispettosa del principio
  di eguaglianza fra i generi.
   In tal senso, dice la Corte, ciò che conta in termini di giustizia
  non  è  tanto  il superamento della contingente sottorappresentanza
  femminile,   quanto   la   promozione   garantita   da    copertura
  costituzionale di un meccanismo redistributivo della possibilità di
  accesso  per  tutti al sistema di decisione politica che  determini
  una   partecipazione,   così   anche   una   realizzazione,   della
  rappresentanza  politica sostanzialmente, e non  solo  formalmente,
  rispettosa del principio di uguaglianza tra i generi. Fra  l'altro,
  i  diritti  fondamentali di elettorato attivo e  passivo  rimangono
  inalterati;  il  primo,  perché  l'elettore  può  decidere  di  non
  avvalersi  di  questa ulteriore possibilità che gli viene  data  in
  aggiunta  alla preferenza unica e, quindi, solo di possibilità;  il
  secondo, perché la regola della differenza di genere per la seconda
  preferenza  non offre possibilità maggiori ai candidati dell'uno  o
  dell'altro  sesso  di  essere eletti. Non  vi  sono  candidati  più
  favoriti   o   più   svantaggiati  rispetto  ad  altri,   ma   solo
  un'eguaglianza  di  opportunità particolarmente rafforzata  da  una
  norma  che  promuove il riequilibrio di genere nella rappresentanza
  consiliare.
   La  democrazia  paritaria  è  un principio  innovativo  e  moderno
  riscontrabile  in tanti Paesi europei, ma anche in  alcune  Regioni
  italiane. Espressione di una realtà in cui le donne sono chiamate a
  concorrere  come  gli uomini alla costruzione della  società  e  al
  rinnovamento della politica.
   Noi  non  vogliamo quote, Presidente e assessore, non abbiamo  mai
  chiesto   quote rosa  anche perché non vogliamo gabbie.  La  doppia
  preferenza  di  genere  è motivata dal fatto  che  non  attribuisce
  privilegi,  rispetta gli uomini perché non vengono  previste  quote
  riservate  e  una donna, per poter essere eletta, deve  prendere  i
  voti.  Se  non  é radicata nel territorio, i voti non  arrivano  da
  soli,  e  avere  nelle istituzioni e nelle assemblee  elettive  una
  maggiore presenza femminile vuol dire iniziare a costruire un Paese
  moderno e un cambiamento culturale profondo nella nostra società.
   Questo  Parlamento,  negli  anni, ha varato  ottime  leggi,  anche
  innovative  rispetto  alle altre Regioni  d'Italia;  oggi  non  può
  chiudersi a riccio pensando che il resto del mondo non si  muova  e
  che  stia  fermo. Citava la relatrice il disegno di legge  n.  215,
  approvato alla Camera.
   Noi  dobbiamo  sfidare le cose e i sistemi senza  avere  timori  e
  preoccupazioni  che il tutto possa prendere una piega  che  non  ci
  piace, e che la doppia preferenza di genere non raggiunga lo  scopo
  che  ci  stiamo prefiggendo, cioè di portare in consiglio  comunale
  donne  che  esercitano quell'azione politica autonoma e libera  che
  derivi  dalla  loro  intelligenza,  dalla  loro  capacità   e   dal
  radicamento che esse hanno nel territorio mentre rispondono, invece
  -  come  qualcuno  dice - al maschietto di turno che  le  ha  fatte
  eleggere.  Se  questo è ciò che pensiamo, facciamo un doppio  torto
  alle donne che sono poi la maggioranza in Italia e in Sicilia,  che
  nella  vita faticano per affermarsi, per avere un lavoro dignitoso,
  che  studiano per essere preparate più degli uomini, che sono mamme
  e  donne  impegnate  nel sociale. Ecco, questo  è  quello  che  noi
  pensiamo.
   A  mio avviso, se non proviamo a mettere delle novità positive  in
  politica,  il  rischio maggiore, per quel che  mi  riguarda,  è  un
  ritorno al passato e a quell'invocato cambiamento nella politica  e
  nelle istituzioni che stenterà a partire.
   La  storia ci insegna che se non ci fossero stati uomini  e  donne
  che  si  sono  battuti  nel loro agire politico  e  quotidiano  per
  acquisire  diritti, per sfidare regimi a favore  della  democrazia,
  per  creare  condizioni  di eguaglianza nel  Paese,  noi  oggi  non
  staremmo qui a discutere.
   E  allora  noi, visto che siamo legislatori, abbiamo  un  obbligo:
  essere lungimiranti, rinnovatori, verso una società fatta di uomini
  e  donne.  Non  cogliere l'innovazione e la portata  storica  della
  doppia  preferenza  di  genere significa  ignorare  il  deficit  di
  democrazia  delle  amministrazioni locali  siciliane  e  non  voler
  essere  motori  del cambiamento che, invece, cresce  a  prescindere
  dalla politica e che si manifesta sempre più nella nostra società.
   La  politica ha bisogno di un vento nuovo e di questo vento  nuovo
  noi dobbiamo essere interpreti.
   Anticipare  in  Sicilia quello che altre regioni ancora  oggi  non
  hanno  fatto,  significa porre questa regione non  più  come  terra
  retrograda, ma innovatrice e riformista. Se poi questo  avviene  su
  un  terreno  dei  diritti civili, di democrazia,  di  parità  e  di
  uguaglianza, meglio ancora.
   Non  ci  piace, però, che qualcuno intorbidisca le acque inserendo
  in  questo  disegno di legge una riforma elettorale camuffata,  non
  ragionata,   cambiando   le  carte  del  gioco   a   pochi   giorni
  dall'indizione dei comizi elettorali o, peggio ancora, che si  dica
  che la doppia preferenza agevolerà la mafia, il voto di scambio, le
  peggiori nefandezze.
   Il  voto di genere è foriero di clientela. Chi dice questo  sa  di
  mentire e sa di dire bugie.
   Ciò  che è vero è che siamo di fronte ad una profonda arretratezza
  culturale e politica.
   Mi  auguro che questo Parlamento sia anticipatore di riforme e non
  conservatore, così come, purtroppo, spesse volte avviene.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    esprimo
  soddisfazione  per  il  disegno  di  legge  che  approda  in   Aula
  relativamente alla doppia preferenza di genere.
   Perché  esprimo  soddisfazione? Perché questa  norma  consente  di
  riequilibrare  la  presenza femminile nelle  assemblee  elettive  a
  tutti i livelli.
   E'  difficile  per  me che sono una donna e che sono  stata  anche
  combattuta nel sostenere questa norma, perché da un lato è come  se
  noi donne dovessimo rivendicare ancora oggi un diritto che, invece,
  dovrebbe essere riconosciuto a tutti proprio perché attiene al tema
  dei diritti civili. Ma proprio perché, per ataviche convinzioni, il
  ruolo  della donna è stato misconosciuto dai partiti, mi  sento  in
  dovere  di intervenire e perché devo anche dire che io ho  sofferto
  fino  a  quando sono riuscita a diventare deputato e a  raggiungere
  questo  mio  desiderio  volto  semplicemente  a  rappresentare   un
  territorio,  e  ho  riconosciuto che nel corso di  tutti  gli  anni
  questo limite è stato rappresentato dal fatto che io fossi donna.
   Allora,  tante persone come me, che pure sono capaci,  competenti,
  brave  e che hanno voglia di spendersi in politica, purtroppo negli
  anni  -  la  verità è questa - sono state mortificate dai  partiti.
  Perché? Dov'è il ruolo del partito? Il partito è semplicemente dove
  è  stato misconosciuto il ruolo della donna nella formazione  delle
  liste; tant'è che nel 2007, con l'anno europeo di Strasburgo, si  è
  sentita  la necessità della quota. Quindi, si è pensato alla  donna
  non come ad un valore aggiunto, riconoscendole dignità, ma come  se
  fosse una quota, cioè come se fosse qualcosa attinente alla materia
  economico-finanziaria, e questo ha mortificato, secondo  me,  negli
  anni  il ruolo della donna. Alcuni partiti si sono adeguati,  hanno
  cercato di inserire le donne nelle liste.
   Però  alla  fine, forse non hanno mai ricercato quelle  donne  che
  potevano  avere  anche una capacità elettorale, che  avevano  avuto
  esperienze.  Le  donne non vogliono scorciatoie, ma vogliono  avere
  riconosciuto  quel  diritto,  costituzionalmente  garantito,  della
  opportunità di genere.
   E  quindi  oggi, che parliamo di pari opportunità, è  fondamentale
  che  anche  a  livello legislativo venga riconosciuto questo  ruolo
  alla donna.
   Io  sono  stata  spinta  a  sostenere questa  norma  dagli  ultimi
  atteggiamenti  che  dimostrano quanto il ruolo della  donna,  anche
  all'interno  della componente politica, culturale, lavorativa,  sia
  emarginata.  Basti  vedere che il Presidente  della  Repubblica  ha
  nominato  dieci saggi, dimenticando che in Italia ci sono donne  di
  valore,  dimenticando che ci sono professioniste brave,  scusandosi
  poi l'indomani.
   Questo  significa che ancora, nella mentalità della  politica,  il
  ruolo  della  donna non ha raggiunto effettivamente  quella  parità
  che, invece, per legge le è riconosciuta. E questo non fa altro che
  mortificare, come dicevo prima, la donna in quanto tale.
   Proprio  perché  ho  apprezzato la  sensibilità  del  Governo  nel
  presentare  questo disegno di legge, nel volere  a  tutti  i  costi
  rimandare  le  elezioni perché venisse approvato, ho presentato  un
  emendamento affinché questa norma venga estesa anche alle  elezioni
  regionali,  perché  abbiamo abolito le  Province  ma  facciamo  dei
  provvedimenti sempre per gli altri.
   Pertanto,  è  opportuno, perché non cambia  niente,  estendere  il
  principio a livello regionale.
   Invito  perciò  la Presidenza, vista la delicatezza  del  tema,  a
  valutare  l'ammissibilità del mio emendamento che vuole rafforzare,
  nella composizione delle liste, il ruolo che dovrebbero svolgere le
  donne  all'interno non solo dei consigli comunali, ma anche per  le
  elezioni regionali.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Grasso, per il  suo  autorevole  e
  brillante  intervento,  però mi corre  subito  obbligo  dirle  che,
  purtroppo, l'emendamento da lei presentato non è ammissibile.
   Giustamente,  posso  dire tra virgolette anche  provocatoriamente,
  lei  ha  presentato un emendamento per estendere la  preferenza  di
  genere   per  l'elezione  dei  parlamentari  e  delle  parlamentari
  regionali, ma non è possibile esaminarlo in questa sede  perché  lo
  Statuto   regolamenta  in  maniera  rigida,   con   una   procedura
  rafforzata,  la  legge elettorale per l'elezione  dei  parlamentari
  regionali.
   Poi è il caso di dire che nel suo territorio forse occorre - lei è
  la dimostrazione che forse non ci sarebbe neanche bisogno di questa
  legge, per la quale io sono favorevole - una legge al contrario per
  tutelare gli uomini.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto  che  non
  intervengo  in quanto donna,  lungi da noi l'idea che a parlare  di
  politiche rivolte alle donne debbano essere solo queste ultime,  ma
  intervengo in quanto persona che ha avuto determinate esperienze e,
  quindi, può affermare con una certa sicurezza quanto segue.
   Quella  della doppia preferenza di genere è una norma che,  a  noi
  del  Movimento Cinque Stelle, lascia del tutto indifferenti, perché
  non  abbiamo mai avuto bisogno di una legge che mettesse  donne  in
  Parlamento.  Noi  ne  siamo  la prova  in  quanto,  in  un  sistema
  orizzontale  dove non esistono capi di partito, dove  non  esistono
  equilibri di potere, dove non esistono segretari, dove non esistono
  occasioni o riti del tipo  ero al posto giusto al momento giusto  o
  dove  non  esiste la fortuna di essere riusciti a farsi notare  dal
  capo di turno, esiste solo la possibilità di candidarsi per tutti e
  per  tutte  senza alcuna distinzione. In questo sistema  emerge  il
  merito,  e  il  merito non è né donna né uomo. Non c'è  bisogno  di
  leggi che garantiscano a noi donne un posto in prima fila.
   La  collega  Raia  ha  fatto  bene a  citare  l'articolo  3  della
  Costituzione  perché,  effettivamente,  la  nostra  Costituzione  è
  meravigliosa, dice che  tutti i cittadini sono uguali e hanno  pari
  dignità  di  fronte  alla  legge  ed  è  compito  della  Repubblica
  rimuovere  gli  ostacoli  - ed è un passaggio  fondamentale  -  non
  garantire quindi, ma rimuovere gli ostacoli.
   Tutti  i  cittadini  hanno  la stessa dignità  e,  quindi,  questo
  disegno di legge non introduce l'uguaglianza; l'uguaglianza  è  già
  garantita dalla nostra Costituzione. Anzi, direi il contrario,  nel
  senso che il disegno di legge non è proprio rivolto, secondo me, ad
  introdurre l'uguaglianza.
   Allora,   noi   qui  dobbiamo  ragionare  su  qual  è  l'ostacolo.
  L'ostacolo qual è? Che la gente non vota le donne? Io non credo che
  l'ostacolo  sia questo, altrimenti non si spiegherebbe  perché  noi
  del  Movimento  Cinque  Stelle, che abbiamo  lasciato  i  cittadini
  liberi  di scegliere i loro rappresentanti, rappresentiamo oggi  il
  40  per  cento delle donne in questo Parlamento e  il 40 per  cento
  delle donne al Parlamento nazionale. Il fatto che, per esempio,  le
  donne  siano le più votate nelle nostre file in Sicilia o il  fatto
  che, addirittura, più del 50 per cento dei capolista alla Camera  e
  al  Senato  erano  donne.  È evidente che l'ostacolo  è  un  altro;
  l'ostacolo  non  è  che  la gente non vota  le  donne.  L'ostacolo,
  purtroppo, è ben più radicato ed è di tipo culturale.
   Se  i  partiti vogliono che ci siano più donne in Parlamento, come
  ne  mettono il 30 per cento ne possono mettere il 50 per cento,  ne
  possono mettere il 60 per cento, il 70 per cento.
   Mettetele, che i vostri capi le mettano e vedrete che la gente  le
  voterà,  se  hanno  meriti e se non sono solo  burattini  messi  là
  perché fa comodo, se sono competenti e motivate.
   Il  problema  è  ben  più  radicato, è un problema  culturale.  Se
  vogliamo risolverlo non introduciamo una legge, perché non  si  può
  risolvere  con  una legge ciò che non riusciamo ad  affrontare  col
  buon  senso.  Se vogliamo risolverlo, rimuoviamo gli ostacoli.  Gli
  ostacoli quali sono? Ad esempio, l'allattamento? Noi qua abbiamo la
  prova  vivente  del fatto che una donna con un bambino  piccolo  ha
  serie  difficoltà a fare politica e allora creiamo  delle  nursery,
  creiamo dei posti accoglienti, delle stanze - non ci vuole molto  -
  in   cui  le  donne  che  fanno  politica  possano  tranquillamente
  allattare e poi tornare a fare il proprio lavoro.
   Cerchiamo,  più che altro, di creare dei servizi alle  famiglie  e
  non alle donne. Alle famiglie che hanno bambini e all'interno delle
  quali uno dei due genitori sceglie di fare politica.
   Rendiamo, per esempio, obbligatorio il congedo parentale anche per
  gli  uomini, in modo tale che se una donna decide di fare  politica
  anche  l'uomo può mettersi in congedo parentale e, quindi, la donna
  può  occuparsi  di  politica  e non deve  pensare  ai  figli,  alla
  famiglia o peggio ancora al marito.
   Ci riserviamo di valutare bene questo disegno di legge, anche alla
  luce delle pericolose derive che può avere, e concludo citando  una
  scrittrice  attivista  del  Movimento femminista  americano,  Betty
  Friedan:   Una  ragazza non dovrebbe aspettarsi speciali  privilegi
  per  il  suo sesso, ma neppure dovrebbe adattarsi al pregiudizio  e
  alla  discriminazione.  Deve imparare a competere,  non  in  quanto
  donna  ma in quanto essere umano .

                              (Applausi)


   Presidenza del presidente Ardizzone


                    Per una questione pregiudiziale

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che  è  pervenuta  alla
  Presidenza,  proprio  in questo  momento, una nota  contenente  una
  questione pregiudiziale, sollevata ai sensi dell'articolo  101  del
  Regolamento  interno, a firma degli onorevoli  Di  Mauro,  Formica,
  Lombardo, Figuccia, Cascio Francesco, Cordaro, Falcone e Lantieri.
   Ai  sensi  dell'articolo 101 del Regolamento interno  Iniziata  la
  discussione,   la  proposta  deve  essere  avanzata   con   domanda
  sottoscritta  da  almeno  otto  deputati,  dal  Governo   o   dalla
  Commissione. Non può procedersi oltre nella discussione  - scusate,
  lo  voglio  dire  con  chiarezza all'Aula così ci  chiariamo  sulle
  procedure  -   o  deliberazione se la domanda  non  venga  respinta
  dall'Assemblea con votazione per alzata e seduta, dopo che  abbiano
  parlato non più di due oratori a favore e due contro .
   In  questa  nota  si  fa riferimento ad una sentenza  della  Corte
  europea dei diritti dell'uomo, IV sezione, del 6 novembre 2012.  Ho
  chiesto  agli  uffici di darne copia ai capigruppo per  una  pronta
  visione. Onorevole Formica, la questione è importante molto più  di
  quello  che  si  pensi  dopo  che lei  stesso  ha  applaudito  agli
  interventi  che  ci sono stati in quest'Aula. Quindi,  sospendo  la
  seduta  per  cinque  minuti  per  consentire  agli  uffici  di  far
  distribuire  copia della sentenza della Corte europea  dei  diritti
  dell'uomo e di dare la possibilità ai Gruppi di esaminarla, dopo di
  che potranno parlare due deputati a favore e due contro.
   Intanto,  comunico  che  sta  per  arrivare  il  Presidente  della
  Regione, come richiesto dall'onorevole Cordaro.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.47, è ripresa alle ore 17.58)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, sospendo nuovamente la seduta per  consentire
  un approfondimento ulteriore sulla pregiudiziale sollevata.

     (la seduta, sospesa alle ore 17.59, è ripresa alle ore 18.03)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Figuccia,  firmatario  della
  richiesta di pregiudiziale.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  fino  a  questo
  momento  la  questione è stata affrontata in termini politici,  per
  cui il testo è rimbalzato ripetutamente dalla Commissione all'Aula.
   Oggi  si pone una questione di carattere giurisprudenziale.  Credo
  che,  di fatto, si pone una questione: la Regione rischia di essere
  censurata  dal  diritto internazionale e questa è la ragione  secca
  per la quale riteniamo che non sia possibile che questa norma trovi
  applicazione,    soprattutto   con   riferimento   alle    elezioni
  amministrative  del  mese  di maggio,  e  questo  per  una  ragione
  semplice, perché si stanno cambiando le regole del gioco; perché la
  legge non la si può modificare a due mesi dal voto, quando ormai le
  liste  civiche  sono  evidentemente in  fibrillazione  in  tutti  i
  territori,   quando   le  liste  sono  state   già   completate   e
  l'inserimento   di  questo  elemento  contribuisce   a   modificare
  integralmente gli effetti della partita.
   Vi  do lettura del Codice di buona condotta in materia elettorale,
  approvato   dall'Assemblea  parlamentare  del  Consiglio   d'Europa
  durante  la  sessione  del  2003, che così  recita:   Gli  elementi
  fondamentali del diritto elettorale, e in particolare  del  sistema
  elettorale  propriamente detto, la composizione  delle  commissioni
  elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono  poter
  essere  modificate  nell'anno che precede l'elezione  o  dovrebbero
  essere  legittimate  a  livello  costituzionale  o  ad  un  livello
  superiore a quello della legge ordinaria .
   Mi  si  potrebbe  obiettare  che  questo  Codice  non  ha  trovato
  attuazione  nell'ordinamento italiano, vista ad  esempio  la  legge
  Calderoli,  più nota come legge Porcellum, che è stata  adottata  a
  pochi   mesi  dal  voto.  Ma,  attenzione,  a  sostegno  di  questa
  dichiarazione  che  fa riferimento al 2003, oggi  dobbiamo  fare  i
  conti con un altro elemento.
   Dal  6  novembre  2012 vi è una sentenza della Corte  europea  dei
  diritti  dell'uomo,  IV  sezione - e lei,   signor  Presidente,  da
  esperto  giurista,  avrà  già avuto modo  di  attenzionarla  -  che
  ribadisce  l'assoluta inviolabilità, in merito al Codice  di  buona
  condotta  in  materia  elettorale, ai punti  93,  94  e  95,  della
  sentenza che ha sancito un principio di diritto cui tutti gli Stati
  e tutte le Regioni da quel momento devono uniformarsi, il principio
  secondo il quale le norme in materia elettorale non possono  essere
  modificate nell'anno antecedente la consultazione elettorale.
   La  sentenza - e concludo con le parole della stessa - ricorda che
   la  stabilità della legislazione elettorale assume una particolare
  importanza  per  il rispetto dei diritti garantiti dall'articolo  3
  del  protocollo  1 ,  in effetti se uno Stato  modifica  le  regole
  elettorali  fondamentali  o  se le modifica  alla  vigilia  di  uno
  scrutinio,  rischia  di scalfire il rispetto del  pubblico  per  le
  garanzie che si presume assicurino libere elezioni o la sua fiducia
  nella loro esistenza.

   PRESIDENTE.   E'  iscritta  a  parlare  contro  la  richiesta   di
  pregiudiziale  l'onorevole Anselmo. Ne  ha  facoltà.  A  seguire  è
  iscritto a parlare a favore della pregiudiziale l'onorevole Formica
  e contro la pregiudiziale l'onorevole Gucciardi.

   ANSELMO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto
  la sentenza, però credo che questa pregiudiziale non valga nel caso
  di  specie. Richiamo ai colleghi quello che è successo in occasione
  del  varo del cosiddetto decreto  salva liste', tra l'altro leggevo
  il  Codice  di buona condotta elettorale, i paragrafi 65  e  66,  e
  sostanzialmente  quanto detto è assolutamente vero,  però  mi  dice
  anche  che  questa condizione è superabile laddove si  dimostri  la
  mancanza  di  volontà di manipolazione e di interessi congiunturali
  di partito. Quindi, se dobbiamo leggere bene il Codice, lo leggiamo
  tutto e per intero, dalla prima all'ultima parola, non estrapoliamo
  soltanto  dalla sentenza e dal Codice di buona condotta  elettorale
  le parti che chiaramente fanno comodo.
   Tra l'altro, la sentenza riguarda la Bulgaria, che è famosa per le
  modifiche all'ultimo minuto per consentire i colpi di Stato  e  per
  le  liste  fantasma,  un  caso  chiaramente  poco  conforme  e  non
  applicabile al diritto italiano.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.   L'onorevole   Figuccia  ha  illustrato   la   questione
  pregiudiziale. Possono parlare due a favore e due contro.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   dopo   aver
  ascoltato  il discorso dell'onorevole cittadina Ciancio ho  pensato
  per un momento, e ci sto ancora riflettendo, se non sia il caso  di
  cambiare gruppo e iscrivermi al Movimento Cinque Stelle.

   PRESIDENTE.  Si  attenga  alla  questione  pregiudiziale,  che   è
  importante.

   FORMICA.  Lo  dico  perché  il discorso fatto  qui  dall'onorevole
  Ciancio  ha avuto una tale determinazione, una tale consapevolezza,
  un  tale  orgoglio  dell'essere donna e  una  tale  precisione  nel
  denunciare   l'ipocrisia  e  la  vergogna   di   questa   legge   e
  nell'indicare,   invece,  quali  possono  essere   i   motivi,   le
  disposizioni di legge per eliminare gli ostacoli che fino  ad  oggi
  hanno  impedito  alle donne di essere adeguatamente  rappresentate,
  che  quasi  mi  viene  voglia di dire che  siete  bravi  e  che  se
  continuate così è possibile che mi vedrete nei banchi del Movimento
  Cinque Stelle.
   Sulla  questione pregiudiziale, signor Presidente, lei che è  fine
  giurista  e  ottimo  avvocato, si sarà reso conto  sulla  giustezza
  della  sentenza  che è stata addotta a giustificazione  e  supporto
  della  questione pregiudiziale; perché, cosa dice la sentenza della
  Corte europea?
   Non è buona norma cambiare le regole del gioco a partita iniziata.
  E  qui la partita è iniziata perché i partiti hanno già iniziato  a
  raccogliere  le  firme e, quindi, a partita  iniziata  e  a  regole
  certe,   date,  è  iniziata  la  raccolta  delle  firme,   con   un
  provvedimento  abnorme, abnorme nella convocazione  dell'Assemblea,
  abnorme  nelle  modalità  con cui è stato portato  in  discussione,
  abnorme  per come è stato discusso in Commissione, abnorme per  ciò
  che  prevede,  abnorme  nel contenuto che è  proprio  centrale  per
  quanto riguarda la pregiudiziale, dove si vuole arrivare?
   Qui  si  vuole introdurre in maniera artificiosa, partendo da  una
  eterogenesi  dei  fini o delle azioni collaterali indesiderate,  si
  vuole introdurre, a partita iniziata, una cortesia, un regalo  alla
  mafia.
   Con   questa  legge  ammantata  dalla  prospettiva  di   dare   la
  possibilità alle donne di entrare in Parlamento, si fa il  più  bel
  regalo  alla  mafia in una Terra come la Sicilia  che  di  voto  di
  scambio  e  di  condizionamento del voto mafioso non aveva  proprio
  bisogno,  tanto  è la presenza mafiosa in questa Terra  e  tanto  è
  condizionante  e  favorente per la ricerca del voto  l'introduzione
  delle preferenze.
   Bene,  per  impedire questo scempio e per dare  seguito  a  questa
  sentenza,  che  a maggior ragione dice che durante  la  partita  le
  regole  del  gioco non si cambiano, invito tutta  l'Aula  a  votare
  favorevolmente la pregiudiziale, dopo avere invitato la  Presidenza
  a vedere se ci sono i presupposti perché, autorevolmente, in base a
  questo  principio, non si proceda oltre nella discussione di questo
  provvedimento legislativo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Formica, lei mi dà lo  spunto,  con
  quest'ultimo  appello che mi ha formulato, per evidenziare  che  il
  procedimento  elettorale ancora non è partito  poiché  in  Gazzetta
  Ufficiale non è stato pubblicato il decreto di indizione dei comizi
  elettorali.
   Ha   facoltà  di  parlare  contro   la  pregiudiziale  l'onorevole
  Gucciardi.
   Onorevole Cordaro, non le posso dare la parola perché sono  due  a
  favore  e  due  contro,  compreso il presentatore.  La  prego,  sto
  venendo  incontro alle esigenze di tutti, lei avrà modo di  parlare
  successivamente.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prima  di  me
  l'onorevole  Anselmo ha indicato, con puntualità e  precisione,  le
  ragioni  della  insussistenza delle motivazioni della pregiudiziale
  presentata  dai colleghi parlamentari, citando anche il  Codice  di
  buona  condotta  in materia elettorale e, quindi,  richiamandosi  a
  tutto  ciò che serve per interpretare una decisione di questo  tipo
  che,  evidentemente,  dovrebbe adattarsi all'ordinamento  giuridico
  del nostro Paese.
   Tuttavia,   da   una  lettura  complessiva  della  decisione,   ci
  accorgiamo  che  proprio la doppia preferenza di genere  è  materia
  che,  come  è  stato ripetuto più volte e come è  stato  più  volte
  affermato, attiene più in questo contesto storico ai diritti civili
  che alla modifica di norme elettorali.
   Si  ritiene esattamente, come si può leggere così, velocemente, da
  questa  decisione,  che proprio la doppia preferenza  di  genere  è
  l'unica  norma  che  con certezza non rientra in questa  decisione,
  trattandosi,  appunto,  di situazioni superabili  soltanto  -  dice
  letteralmente  la sentenza - laddove si riuscisse a  dimostrare  la
  mancanza   sia  di  volontà  di  manipolazione,  sia  di  interessi
  congiunturali di partito. Considerato che  la doppia preferenza  di
  genere  non attiene, ovviamente, né all'uno né all'altro  caso,  ma
  semplicemente  vuole applicare un principio di non  discriminazione
  sancito dalla nostra Costituzione, proprio l'articolo 1 del disegno
  di  legge  esula dall'applicazione di questa sentenza con certezza,
  non  così per tutte le altre norme e per gli emendamenti aggiuntivi
  al  disegno di legge. Quindi, signor Presidente, proprio alla  luce
  di  questa decisione, invito la Presidenza e gli Uffici a  valutare
  di  stralciare  da questo disegno di legge tutte le norme  che  non
  attengono  alla  materia dei diritti civili, qual è  certamente  la
  doppia  preferenza  di  genere e, quindi,  a  stralciare  tutta  la
  materia  elettorale, proprio per non incorrere  in  una  infrazione
  degli indirizzi internazionali della giurisprudenza internazionale.

   VINCIULLO. Signor Presidente, la macchina elettorale è partita con
  una delibera di Giunta. Sospendiamo.

   CORDARO. Ha ragione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cordaro ha chiesto di intervenire  per  un
  fatto  tecnico, così come l'onorevole Cancelleri mi  fa  segno  che
  vuole   intervenire,  non  a  favore  né  contro,  bensì   per   un
  chiarimento. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Signor  Presidente, non esprimerò un parere  ma  intanto
  dico  subito all'onorevole Formica che mi dissocio, perché in  ogni
  caso  non  sono convinto che questa sia una legge che favorisce  la
  mafia;  certamente non sono convinto che nell'intento di  chi  l'ha
  proposta  ci sia la volontà di favorire la mafia e considerato  che
  ognuno  è libero di esprimere il proprio parere, io mi permetto  di
  esprimerlo  con serenità. Detto questo, ho cercato  di  leggere  la
  sentenza  nei due minuti che abbiamo avuto e cercherò  di  dare  ai
  tanti  colleghi, absit iniuria verbis, che non sono  giuristi,  una
  chiave  di  lettura, anche se di parte - perché mi rendo  conto  di
  essere  di  parte - quanto più corretta possibile sotto il  profilo
  giuridico.
   In  questa  sentenza  si  legge  testualmente  che   sul  versante
  temporale  dell'introduzione di tale regola che la Corte  porta  le
  proprie  censure  al  principio  di  stabilità  della  legislazione
  elettorale,   per  cui  chi  intenda  candidarsi  deve   avere   la
  possibilità   di  adeguarsi  ad  eventuali  regole  introdotte   in
  prossimità  della  competizione  elettorale.   Quindi,  come   dice
  correttamente  il Presidente, non c'entra niente il  fatto  che  le
  liste  siano o meno presentate, c'entra il principio per  il  quale
  chi  intenda  candidarsi deve avere la possibilità di adeguarsi  ad
  eventuali   regole  introdotte  in  prossimità  della  competizione
  elettorale.  Ed ancora:  è in quest'ottica che, secondo  la  stessa
  Corte  europea dei diritti dell'uomo, deve leggersi il suggerimento
  della  Commissione  di  Venezia  di non  procedersi  nell'anno  che
  precede  l'elezione  alle  riforme del  modo  di  scrutinio,  della
  composizione delle commissioni elettorali, del disegno dei collegi,
  così  come dicono i paragrafi 65 e 66 del Codice di buona  condotta
  in materia elettorale.
   Evidentemente,  Presidente Ardizzone, e  mi  rivolgo  al  giurista
  oltre  che  al Presidente,  quando si fa riferimento alla  certezza
  dell'assenza di volontà di manipolazione o alla mancanza di volontà
  di  interessi congiunturali di partito, è evidente che  questa  non
  può  essere  una presunzione iuris et de iure, cioè una presunzione
  assolutamente inattaccabile; è, invece, certamente una  presunzione
  iuris  tantum,  che  ammette  prova contraria.  E  allora  vero  è,
  onorevole  Gucciardi,  che noi qui non possiamo  provare  l'assenza
  della  volontà  di  manipolazione o  l'interesse  congiunturale  di
  partito,  ma  è  altrettanto ed ovviamente vero  che  non  possiamo
  provare  il contrario  E quindi, data la pertinenza per  certa,  la
  conclusione,  signor Presidente, e ho finito,  è  questa  ed  è  la
  conclusione  della sentenza:  quel che si può affermare  è  che  un
  tale  decisum conferma la presunzione di illegittimità  di  riforme
  elettorali  all'ultimo momento, nell'anno che precede le  elezioni,
  contenuta  nel  ridetto  Codice di buona condotta  elettorale.   Io
  credo che su questo non possa che pronunziarsi l'Aula.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Cancelleri  per
  formalizzare la richiesta di sospensione.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  chiedere  alla  Presidenza la sospensione dei lavori   per  qualche
  minuto,  per avere la possibilità di interfacciarmi col mio  gruppo
  parlamentare  e  per dare la possibilità anche  agli  altri  gruppi
  parlamentari  di fare una piccola discussione su quello  che  viene
  proposto e, quindi, sulla pregiudiziale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sospendo l'Aula  avvertendo  che
  riprenderà alle ore 18.40.

        (La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore
                                18.45)

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Oddo, Trizzino  e  Nicotra
  sono da considerarsi in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa a nomina di Presidente e Vicepresidente di
                          Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  pervenuta  comunicazione  da  parte
  dell'onorevole  D'Asero che è stato eletto  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  Popolo  della  Libertà  (PDL)  verso  il  PPE  e  che
  l'onorevole  Falcone  è  stato  eletto  Vicepresidente  del  gruppo
  medesimo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                Votazione della questione pregiudiziale

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione per alzata e seduta  la  questione
  pregiudiziale,  presentata  dagli  onorevoli  Di  Mauro,   Formica,
  Lombardo, Figuccia, Cascio Francesco, Cordaro, Falcone e Lantieri.
   E' chiaro che se la pregiudiziale dovesse essere approvata, non si
  procederebbe oltre alla discussione del disegno di legge, quindi la
  votazione è più che importante per il prosieguo della serata e  dei
  lavori almeno fino al 30 aprile.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                       (La pregiudiziale è respinta)
            (proteste in Aula dai banchi di centro-destra)

   FORMICA. Sono astenuti i deputati del Movimento Cinque Stelle

   PRESIDENTE. Ricordo che in caso di votazione per alzata  e  seduta
  non sono previsti astenuti.
   Onorevole  Formica,  ogni  parlamentare  opera  senza  vincolo  di
  mandato. Non ci sono astenuti e lei lo comprende perfettamente.

   FORMICA. Controprova.

   PRESIDENTE.  Posso  fare la controprova. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi. Venticinque contrari.

                       (La pregiudiziale è respinta)
            (proteste in Aula dai banchi di centro-destra)

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Riprende la discussione del disegno di legge nn. 5-55-66-67 bis/A

   PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge.
   Se  non  ci  sono  altri  iscritti  a  parlare  nella  discussione
  generale, sospendo la seduta per dieci minuti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che ho
  chiesto  di  parlare nel merito del provvedimento non  nascondendo,
  non  tanto  il fantasioso utilizzo di una sentenza su  una  materia
  profondamente diversa e comunque per tentare di bloccare  una  cosa
  che  si  può  condividere o no, ma che certamente  non  incide  sul
  procedimento elettorale, ma incide su diritti che, in qualche modo,
  riguardano    una   innovazione   che   nel   nostro    ordinamento
  inevitabilmente si sta producendo.
   Vorrei ricordare ai colleghi, che hanno perplessità su una materia
  come  questa,  che già esiste in una Regione del nostro  Paese,  la
  Campania, una legge elettorale che prevede la doppia preferenza  di
  genere,  ed  è  stata  approvata con un voto  largo  del  Consiglio
  regionale campano.
   Lo dico perché sono tra quelli che pensano che materie come queste
  abbiano  bisogno  di una consapevolezza e di una  condivisione  che
  sappia  andare oltre le dimensioni di schieramento, proprio  perché
  sono  convinto che, invece, questioni che sono delicate  sul  piano
  elettorale debbano avere non solo il consenso ma anche un tempo  di
  gestazione,  capaci  non soltanto di essere d'accordo  o  meno  nei
  luoghi dove si forma la decisione, ma di arrivare ai cittadini  che
  sono  poi  quelli  che esercitano la sovranità attraverso  il  loro
  voto.  Non  ho nascosto quindi - l'ho detto anche pubblicamente  -,
  che considero inaudito che si possano cambiare procedure elettorali
  a qualche giorno dalle elezioni.
   Lo considero inaudito perché non condivido il testo - al di là del
  merito,  giuste o sbagliate che siano le norme, su cui poi  si  può
  discutere  -  che, dall'articolo 2 in poi, interviene su  procedure
  che  riguardano  materie  per le quali bisogna  avere  un  rispetto
  sacrale.  Non lo condivido, e ricordo ai colleghi che,  nell'aprile
  2011, abbiamo approvato una riforma delle procedure elettorali  nei
  comuni   e   nelle   province  e,  rispettosi  come   eravamo   del
  procedimento,  poiché  interveniva  su  materie  che   riguardavano
  procedure elettorali, nell'approvare quella legge abbiamo  inserito
  la  previsione  di entrata in vigore dopo otto mesi. L'articolo  11
  della legge 6/2011 dava attuazione alla legge che avevamo approvato
  nel  mese di aprile a partire dall'1 gennaio del 2012, proprio  per
  evitare che

   DI MAURO. Quella era una legge complessa.

   CRACOLICI.  Sono  sorpreso  perché  ritenevo  che  l'onorevole  Di
  Mauro,  nella  scorsa  legislatura, fosse fra  coloro  che  avevano
  votato la preferenza di genere e la doppia preferenza.
   Prendo atto stasera che forse fu uno dei franchi tiratori che, nel
  segreto dell'urna, si è nascosto per cercare di bocciare la norma.
   Ma,  detto  questo,  aggiungo subito  che  la  questione  inserita
  dall'articolo 2 in poi, per me, non è materia trattabile a meno che
  non  si preveda che l'articolo 2 e i seguenti articoli si applicano
  a decorrere dalle prossime elezioni.
   Non  sono  d'accordo poi, e farò una battaglia su  questo,  perché
  considero - lo dico con franchezza - l'abbassamento della soglia di
  sbarramento un errore grave, in un momento come quello che vive  la
  politica  in  Sicilia e non solo, perché siamo ad una frantumazione
  del quadro politico.
   C'è il rischio di una frammentazione, l'abbiamo visto e lo vediamo
  in  tutte  le  competizioni elettorali dove  ormai  i  partiti  non
  esistono più, anche quelli che si professano nuovi.
   C'è  una  proliferazione  di  liste che  fa  diventare  l'elezione
  comunale  spesso più un concorso per tanti candidati  che  non  una
  battaglia  di  idee,  di opinioni, di rappresentazioni,  attraverso
  formazioni  che  hanno un cemento comune che, una  volta,  erano  i
  partiti,  ma  che adesso, spesso, non si capisce più cosa  saranno.
  Ritengo  sbagliato  intervenire su questa materia.  Tra  l'altro  -
  vorrei  ricordarlo  a  tanti nostri colleghi  -  la  materia  dello
  sbarramento è stata introdotta dall'Assemblea regionale siciliana e
  confermata  con  un  referendum che ha riguardato  e  investito  il
  popolo siciliano.
   Tutti  i  partiti che, ipocritamente, avevano votato  in  Aula  la
  riforma  del cinque per cento, al referendum si sono schierati  per
  abrogare la stessa legge che i partiti avevano fatto. Malgrado ciò,
  i siciliani hanno bocciato l'indicazione dei partiti confermando lo
  sbarramento al cinque per cento.
   Anche  questo  lo  dico  per  memoria, visto  che  le  percentuali
  rischiano  di essere anche qui un gioco e un artificio per  cui  si
  inizia  con  il quattro per arrivare al tre, forse al  due,  chissà
  alla   fine  magari  ci  convinciamo  di  azzerarlo  e  di  tornare
  all'antico.
   Io, invece, considero l'introduzione della preferenza di genere, a
  differenza  di  altri colleghi, come ho sentito da chiacchiere  nei
  corridoi, un tema di civiltà.
   Ho  ascoltato con interesse la collega del Movimento Cinque Stelle
  -  che  credo  essere anche la più giovane parlamentare  in  questo
  nostro  Parlamento, oltre che donna giovane -, la  quale  ha  usato
  argomenti che fanno parte di un dibattito che si svolge da anni nel
  nostro  Paese, ovvero se la rappresentanza di genere  la  si  debba
  tutelare con meccanismi elettorali che in qualche modo garantiscano
  la rappresentanza. E' un tema aperto da tempo.
   Ma voglio provare a dire soltanto una cosa: tutte le opinioni sono
  legittime,  però  se  noi  non  avessimo  varato  prima  la   norma
  regionale, secondo cui nelle liste elettorali almeno un terzo delle
  candidature   deve   essere   di   rappresentanti   di   genere   -
  l'introduzione dell'obbligo femminile nelle liste con  cui  abbiamo
  introdotto la modifica della legge elettorale, poi c'è stata quella
  sulle  amministrazioni  comunali -  e  pure  che  il  listino  deve
  comporsi  per  metà  di  uomini e per  metà  di  donne,  in  questo
  Parlamento  non  avremmo  la quantità di donne  che  oggi  abbiamo.
  Quindi,  dire  che  la  legge di per sé é  un  elemento  che  quasi
  penalizza  la  forza  delle  donne  -  mi  permetto  di  dire  -  è
  sconfessato dalla realtà. Se oggi il nostro Parlamento ha molte più
  donne  di quante non ne aveva dieci o quindici anni fa, lo si  deve
  anche  a  quella  legge  che ha in qualche  modo  introdotto  prima
  l'obbligo delle candidature e, io mi auguro, anche l'obbligo  delle
  preferenze,  perché è evidente che se apriamo oggi  la  prospettiva
  per  le  elezioni amministrative sulla doppia preferenza di genere,
  inevitabilmente  si  arriverà pure alla  questione  delle  elezioni
  regionali, che è una legge che ha una sua specificità, come è stato
  ricordato  dal Presidente, con una procedura diversa rispetto  alla
  legge ordinaria per le amministrative.
   E  lo  dico perché la democrazia non è iniziata il 28 ottobre  del
  2012 nella nostra Regione.
   Siamo  arrivati ad oggi con tutti i limiti, grazie anche ai  passi
  avanti  che  si  sono fatti, con innovazioni, a volte faticosamente
  conquistate,  ma  che  hanno consentito di  dare  alle  istituzioni
  democratiche  una capacità di essere luoghi accoglienti  anche  per
  gli  uomini, visto che io faccio parte di questa categoria, ma  nel
  passato è stata esclusivamente o prevalentemente solo degli uomini.
   Oggi  credo che qui, ma anche in tanti consigli comunali, in tanti
  luoghi  amministrativi, comincia ad esserci una presenza  femminile
  sempre più diffusa e che non riguarda solo una parte politica.
   Io  vengo  da un partito che ha introdotto l'obbligo del  quaranta
  per  cento  delle candidature da qualche anno; vengo da un  partito
  che  ha  fatto  qualche mese fa le primarie, che  hanno  riguardato
  milioni  di  persone e che sono state fatte votando un uomo  e  una
  donna,  cioè con la possibilità di votare un uomo e una  donna.  Il
  risultato di quelle primarie è che oltre il quaranta per cento, non
  delle candidate scelte dal partito, ma delle candidature scelte dai
  cittadini, sono state candidature femminili. Questa è una questione
  elettorale? No, è una questione di civiltà
   Ecco perché penso che arrivare oggi ad approvare questa legge  che
  garantisce  la rappresentanza di genere costituisce un elemento  di
  innovazione  civile,  non  di  procedura  elettorale;  mentre  sono
  convinto  che  tutto quello che attiene alle procedure  elettorali,
  ancorché  condivisibili  -  ho  sentito  norme  sui  rimborsi  -  è
  questione di per sé condivisibile, ma obiettivamente intervenire in
  una procedura già iniziata è un precedente molto, molto delicato.
   Pertanto,  signor  Presidente, chiedo che  quest'Aula  si  esprima
  esclusivamente  per  la  parte  che riguarda  l'introduzione  della
  preferenza  di  genere  e chiedo all'Aula, o  alla  Presidenza,  se
  valuterà in tal senso, che poiché è materia delicata e visto che la
  procedura  elettorale  è  già iniziata con l'indizione  dei  comizi
  elettorali,  di fare per  questa parte quello che  si  è  fatto  in
  altre occasioni.
   Infatti,  in  altri  momenti - credo che il Presidente  Cascio  lo
  ricorderà  -  l'Aula  si  è  determinata stralciando  articoli  del
  disegno  di  legge  esitato dalla Commissione, rinviando  ad  altro
  apposito disegno di legge la trattazione, separandolo dal testo che
  era stato prodotto dalla Commissione per quest'Aula. E' un modo per
  evitare  una discussione caotica e per concentrarci su  un  aspetto
  che,  poi,  potrà essere condiviso o non condiviso, ma sappiamo  di
  cosa  stiamo  parlando, parliamo di un aspetto di natura  politica-
  civile, e non di una norma che interviene su procedure che, invece,
  devono  essere, a mio avviso, in maniera certa, definite una  volta
  per tutte e prima del voto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  sono
  stato  uno degli assertori della doppia scheda, la scheda  separata
  per il sindaco rispetto al voto di lista; ma oggi abbiamo assistito
  ad  una  pregiudiziale che, se non attinente alla materia in esame,
  ci  fa  riflettere  su  quella  che è  stata   l'indizione  di  una
  convocazione  straordinaria che, se poteva avere un  senso  per  la
  doppia  preferenza,  non  la  può avere  assolutamente  per  quanto
  riguarda  la  riforma  elettorale a  comizi  già  deliberati  dalla
  Giunta. Io credo che iniziare con precedenti come questi non  fanno
  bene  al nostro Parlamento. Accettare una riforma elettorale quando
  vi  è  stata già l'indizione dei comizi diventa un fatto grave  per
  l'Aula. In un momento così particolare, se ci fossimo limitati alla
  preferenza di genere, sulla quale vi è un largo dibattito a livello
  nazionale,  credo  che avremmo chiuso questa discussione  in  poche
  battute;  ma  certamente non possiamo, in questa  fase,  modificare
  qualsiasi norma elettorale.
   Anche la problematica riguardante un terzo delle preferenze per la
  composizione  delle  liste, ma soprattutto la possibilità  che  non
  venga annullato il voto qualora si esprimano più di due preferenze,
  sono elementi che sicuramente portano ad un controllo del voto.
   Mi pare che in quest'Aula stiamo assistendo ad invettive contro un
  Gruppo  parlamentare o contro un altro, che certo non fanno bene  a
  un  Parlamento, tra l'altro in diretta espressione  di  quella  che
  dovrebbe  essere  la rappresentatività del popolo siciliano.  E  mi
  preme  sottolineare  che  non sarebbe opportuno  né  da  parte  del
  Presidente  dell'Assemblea  né da parte del  Parlamento  modificare
  nemmeno una virgola rispetto alla legge elettorale oggi in vigore.
   Noi stiamo facendo un lungo dibattito e chissà quanto si protrarrà
  la  seduta  odierna  su posizioni diverse, mentre  la  Sicilia  sta
  vivendo   un  momento  particolarmente  grave,  per  cui   dovremmo
  concentrarci più che altro sulle questioni di merito, in una  Terra
  che  vede  uomini suicidarsi per problemi di debito o per questioni
  di sopravvivenza.
   Noi  abbiamo assistito a situazioni che hanno portato al  disastro
  economico  dell'Isola, naturalmente nessuno  vuole  dare  colpe  al
  Governo attuale o alla maggioranza attuale o al Parlamento attuale,
  ma  dovremmo riflettere su atteggiamenti più responsabili anche  da
  parte nostra.
   Non  possiamo  sicuramente accettare di  tenere  una  seduta  così
  lunga,  nella  quale abbiamo discusso ieri e oggi perché  si  vuole
  abbassare  il quorum, si vuole - forse, anche giustamente  rispetto
  alla  situazione siciliana - creare il seggio unico. Ma voi pensate
  che  i  comuni in questo momento, alla vigilia del voto,  siano  in
  grado  di  organizzare  una riforma dei  seggi  rispetto  a  quelli
  attuali?
   Sono  condizioni,  queste, che non ci consentono assolutamente  di
  affrontare questi temi in un momento in cui siamo qua, con i giorni
  contati  rispetto ai termini che bisogna dare al Commissario  dello
  Stato,  per  poi essere penalizzati all'ultimo secondo  dell'ultimo
  momento  per  l'indizione dei comizi. E voi  pensate  che  possiamo
  stravolgere le regole attuali?
   Io  penso che abbiamo un'occasione - assessore, lo dicevo oggi  -,
  che  è  quella  della  riforma dell'ente  intermedio,  una  riforma
  complessa  di  per  sé,  e a quella riforma dobbiamo  cominciare  a
  lavorare subito dopo il bilancio per fare un testo unico degli enti
  locali.  E in quella sede si potrà discutere tranquillamente  sulle
  riforme,  anche  di  tipo elettorale, che si devono  introdurre  in
  Sicilia.
   Ma  non  è  questo il momento, non è opportuno, perché, al  di  là
  delle  pregiudiziali di una sentenza della Corte europea,  io  dico
  che qui ci troviamo in una situazione ancora più grave.
   Abbiamo  fermato l'indizione dei comizi elettorali e  si  vorrebbe
  accettare oggi una modifica della legge elettorale? Riflettiamo  su
  quello che stiamo facendo o che vogliamo fare.
   Io  credo che il disegno di legge, così come é in Aula, non  possa
  essere  esaminato  ora  se  non solo ed esclusivamente  per  quanto
  riguarda la doppia preferenza di genere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  inizio questo mio intervento raccordandomi  con  quanto
  accaduto  pochi  minuti  fa.  E penso  che,  al  di  là  della  non
  approvazione  della questione pregiudiziale, che insieme  ad  altri
  colleghi  abbiamo  presentato all'Aula, bisogna dirlo,  con  grande
  serenità  e  con  grande  senso  di  responsabilità  da  parte  dei
  componenti di quest'Aula, bisogna confermare e renderci  conto  che
  la  maggioranza  di governo che sostiene il Governo  Crocetta,  che
  sostiene il Presidente Crocetta, è allargata ad un nuovo Gruppo che
  è il Movimento Cinque Stelle.
   Vedete, abbiamo in questi mesi assistito a dei balletti e a  delle
  pantomime  su  quello che accadeva dentro quest'Aula.  Si  è,  poi,
  inventato il cosiddetto  modello Sicilia , che mi sono sforzato con
  grande  dedizione  di comprendere cosa sia: non capivo,  perché  si
  parlava  di riforme epocali, si parlava di vicende che stavano  per
  rivoluzionare  questa  Terra, si parlava di voti  incondizionati  e
  incondizionabili.
   Oggi  ci  rendiamo  conto che il  modello Sicilia   non  è  altro,
  forse,  che  un'alleanza nata all'indomani delle urne e  che  vede,
  purtroppo,  uno  scambio, ahimè, non sui problemi della  Sicilia  o
  sulle  problematiche  che attanagliano la nostra  Regione,  ma  che
  riguarda  solo  ed  esclusivamente uno  scambio  di  immagine,  uno
  scambio di notorietà, come se si fosse davvero in un reality.
   Si  cerca  di sfidarsi, come accade ne  Il Grande Fratello   o  in
  altri  noti  reality, tra i vari personaggi su chi  deve  avere  il
  primato all'interno della  casa  e all'interno di questa  casa   si
  assiste quotidianamente a questo. Anche perché abbiamo assistito ad
  una  non  riforma delle province, approvata col voto favorevole  di
  questo   Gruppo;  si  è  assistito  alla  vergognosa  assenza   dei
  componenti  del  Movimento Cinque Stelle in prima  Commissione  sul
  parere relativo ad alcune nomine politiche di candidati nelle liste
  del  partito del Presidente della Regione, che niente hanno  a  che
  vedere  con quei commissariamenti - mi riferisco, ad esempio,  alla
  Camera  di  Commercio  di Ragusa - e che colpevolmente,  perché  si
  tratta  di omissione-commissione, si sono alzati di fatto favorendo
  quel parere.
   Oggi  accade  che  questa  pregiudiziale  non  viene  votata   dal
  Movimento  Cinque  Stelle.  Pregiudiziale  che,  peraltro,  non  fa
  nient'altro  che  ricalcare, onorevoli colleghi,  semplicemente  un
  post  all'interno  del  blog Beppe Grillo  del Marino  Mastrangeli,
  oggi  senatore, che titolava non più tardi di sei mesi fa  L'Unione
  europea  vieta  di  cambiare legge elettorale un anno  prima  delle
  elezioni,  denunciamo il Parlamento italiano e  l'Unione  europea ,
  peraltro,  sbagliando  tutto perché non  c'entra  l'Unione  europea
  bensì    il    Consiglio   d'Europa,   che   è    un'organizzazione
  internazionale, quindi l'Europa non c'entra nulla. Ma questi  è  un
  senatore,  e  sappiamo che il Movimento Cinque  Stelle  si  diverte
  anche  in questo. Allora, penso che innanzi tutto si tratta di  una
  grave incoerenza che nasconde un allargamento di maggioranza.  Poi,
  allargo  il  giudizio  politico anche  alle  comunicazioni  che  il
  Presidente ha fatto l'altro giorno in quest'Aula, quando si è fatto
  riferimento a questa convocazione improvvisata, come è improvvisato
  ogni atto che questo Governo, purtroppo, pone in essere richiamando
  l'articolo  11  dello  Statuto  regionale  che,  giustamente,   lei
  Presidente, che è baluardo e finora ha dimostrato grande coraggio a
  difesa  delle  prerogative di questa Aula, prevede la richiesta  di
  convocazione straordinaria dell'Aula da parte del Presidente  della
  Regione.
   Ma  il dato politico, anche qui, va raccolto perché la riflessione
  che  oggi ci porta ad essere presenti è su quale sia la valutazione
  del   Presidente   della  Regione  sul  termine  o   sull'aggettivo
   straordinario . Io penso che oggi  straordinario   sia  affrontare
  le  problematiche inerenti alla mancanza di lavoro, alle difficoltà
  delle  piccole e medie imprese, alla crisi economica  che  morde  e
  divora il nostro futuro. Non penso che il problema straordinario di
  questa  Regione sia approvare questa legge e far sì che  domani  il
  Presidente  della Regione possa andare al programma televisivo   Le
  invasioni  barbariche  a dire che ha fatto l'ennesima  rivoluzione,
  che consiste nel nulla.
   Io  non  penso che siano queste le motivazioni per cui si  convoca
  l'Aula,  ma sono scelte che fa il Presidente della Regione che  sta
  trascinando,  purtroppo,  questa  maggioranza  -  una   maggioranza
  composta  da  uomini  di grande esperienza e  di  grande  valore  -
  all'interno  di un vortice di tristezza e di rassegnazione,  perché
  queste  scelte,  che nei corridoi del Palazzo vengono  notoriamente
  criticate  dai componenti della maggioranza, poi purtroppo  vengono
  approvate  puntualmente  da  questa maggioranza  parlamentare,  che
  ancora non ha avuto il sussulto d'orgoglio di dire che l'azione  di
  Governo  umilia  questo  Parlamento, ma soprattutto  umilia  questa
  maggioranza calpestandone la capacità politica di rappresentare  la
  Giunta  di  Governo, calpestandone la capacità  di  proposta  e  di
  innovazione.  Infine, signor Presidente, cerco di affrontare  anche
  questa norma.
   Mi  riallaccio  a  quel  che  ha  detto  l'onorevole  Cracolici  -
  anch'egli personaggio di cui ho grande ammirazione - che, di fatto,
  ripropone   quanto   riportato   nella   pregiudiziale,   e    sono
  perfettamente d'accordo quando dice che il problema non  sta  tanto
  nella norma o in quello che prevede che - lo dico chiaramente - può
  essere  condiviso  ed  anzi può essere un  importante  processo  di
  innovazione delle nostre istituzioni, per allargare, per facilitare
  anche  una maggiore partecipazione, in una prima fase, delle donne.
  Ma  l'onorevole Cracolici pone un altro problema, un problema serio
  che  pone anche il Codice al quale abbiamo fatto riferimento  nella
  pregiudiziale: un problema di tempi.
   Ormai,  come  dicevo  prima,  siamo  abituati  al  surrealismo  di
  quest'Aula.
   Sembra  di  assistere  ad  un  film di  Luis  Bunuel  o  di  altri
  surrealisti famosi perché, ad un mese e mezzo dalle elezioni, sfido
  qualunque  deputato  di  quest'Aula  -  che  in  questi  giorni  si
  confronta quotidianamente, telefonicamente e non, con candidati  al
  consiglio  comunale e sindaci per la preparazione di liste,  e  con
  candidati  sindaci che hanno liste pronte - a non  avere  imbarazzo
  nel non sapere rispondere ai nostri dirigenti di partito su come si
  svolgeranno queste elezioni.
   Vedete,  è  una  situazione surreale: a due mesi  dalle  elezioni,
  stiamo  a  discutere  di  seggio unico, di  doppia  preferenza,  di
  abbassamento della soglia di sbarramento.
   Stiamo discutendo di tutte le leggi che regolano la democrazia, ed
  è  surreale che accada perché stiamo giocando con qualcosa  di  cui
  forse non ci rendiamo conto.
   Per  favorire la voglia di immagine di un presidente della Regione
  che  ancora  non  ha  prodotto nulla  agli  atti  per  la  Sicilia,
  rischiamo  di  minare  le regole base della  democrazia,  che  sono
  riportate  nel  Codice  di buona condotta elettorale  cui  facevamo
  riferimento  e  che riporto brevemente, anche perché  ricalcano  in
  modo  straordinario ciò che aveva precedentemente detto l'onorevole
  Cracolici:  «Articolo 63 - La stabilità del diritto è  un  elemento
  importante per la credibilità di un processo elettorale ed  è  essa
  stessa  essenziale al consolidamento della democrazia. Infatti,  se
  le  norme cambiano spesso l'elettore può essere disorientato e  non
  capirle,  a tal punto che potrebbe a torto o a ragione pensare  che
  il  diritto  elettorale - ascoltate bene - sia  uno  strumento  che
  coloro che esercitano il potere manovrano a proprio favore e che il
  voto  dell'elettore  non è di conseguenza elemento  che  decide  il
  risultato dello scrutinio».
   Ebbene,  onorevoli  colleghi,  io vi  richiamo,  al  di  là  delle
  appartenenze  politiche,  ad  un  sussulto  di  democrazia,  ad  un
  sussulto  di dignità, a quella accezione che il nostro  termine  di
  onorevoli  ci  deve consegnare, che è quella che in un  momento  di
  grave  crisi delle Istituzioni e del nostro ordinamento democratico
  continuare  a  minare  queste regole e  a  far  sentire  l'elettore
  semplicemente la pedina di uno scambio e di un gioco più grande  di
  lui,  non  so dove ci porterà. Purtroppo ci porterà, a causa  della
  voglia  di  espressione  di qualcuno, a  pagarne  tutti  quanti  le
  conseguenze.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  ero
  contrario alla pregiudiziale.
   Ero contrario, pur avendola sostenuta, firmata e votata, perché la
  ritenevo  superata  dalla sostanza dei fatti. Bene  hanno  fatto  i
  colleghi a presentare una sentenza della Corte europea dei  diritti
  dell'uomo, che ha rappresentato un rafforzativo di una vicenda  che
  indubbiamente  era  già pregiudicata nella  logica,  perché  non  è
  necessario  essere dei fini giuristi per assicurare  un  principio,
  basta una semplice dichiarazione di buon senso.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi di qualunque parte politica,
  anche  gli  amici  del  Movimento  Cinque  Stelle  che  spesso   si
  confondono  nei meccanismi decisionali e del voto, ma come  si  può
  pensare  logicamente, dopo che il presidente della Regione ha  dato
  delega all'assessore competente per fissare la data per le elezioni
  amministrative  credo il 9 o il 10 di giugno, o  comunque  è  stata
  resa  nota  la volontà del Governo di individuare una data  per  lo
  svolgimento delle elezioni amministrative, a poco meno di  un  mese
  dalla  indizione dei comizi e quindi dall'avvio delle procedure  di
  raccolta  di  firme  per  i simboli nuovi, la  presentazione  delle
  liste,  le  candidature, gli accorpamenti, tutto quello  che  è  il
  compimento  delle  procedure pre-elettorali  per  le  elezioni,  di
  presentare  ed approvare questo disegno di legge. Al  di  là  della
  giusta affermazione del principio della preferenza di genere, che è
  veramente - non dico una conquista di civiltà, perché il termine  è
  roboante - un principio importante che viene affermato dal punto di
  vista  legislativo, come è possibile che ci sia un  Parlamento,  ma
  prima  ancora di un Parlamento un Governo che decida di intervenire
  pesantemente  - a partita iniziata, direbbe qualcuno  -  affermando
  questioni  che  riguardano la composizione delle  liste,  il  tetto
  massimo del numero degli abitanti o addirittura le quote per quanto
  riguarda  la  composizione  delle giunte  e  delle  percentuali  di
  maggioranza?
   E'  insano come principio, signor Presidente, e questa é  un'altra
  presa   di   posizione  di  questo  Governo  che,  per   mascherare
  l'incapacità  di affrontare i temi dell'occupazione,  dei  precari,
  dell'agricoltura, dell'ambiente, della disoccupazione, della  crisi
  degli  imprenditori, non riuscendo ad occuparsi dei  problemi  veri
  della  Sicilia, preferisce occuparsi di temi che, al di  là  di  un
  aspetto  di  civiltà,  rappresentano  argomenti  tediosi  che   non
  riguardano  nessuna delle categorie in crisi della  Sicilia  e  che
  rappresentano un condizionamento del dopo alla vigilia di procedure
  elettorali.
   Signor Presidente, credo che non possiamo andare avanti così.
   Il Presidente Crocetta e il suo Governo devono capire che esistono
  delle  regole  pure per loro, anche se capisco che  chi  arriva  al
  punto  di nominare assessore la propria segretaria sia convinto  di
  essere  onnipotente  Fra l'altro, mi sia consentito  dire,  per  un
  problema  di  giustizia, che l'affermazione  del  Presidente  della
  Regione  ma io non me ne ero accorto; ho pensato all'ultimo  minuto
  che  potevo nominare la mia segretaria e le chiedo scusa perché  ci
  ho pensato all'ultimo minuto , cioè un Presidente della Regione che
  non programma la nomina di un assessore importante quale quello per
  il  turismo, è possibile quando si è forse in preda al  delirio  di
  onnipotenza o quando si è consapevoli dell'incapacità di affrontare
  i  temi programmati nella Regione e allora ci si diverte a dire che
  bisogna  modificare la legge elettorale per poi andare  nelle  sedi
  televisive a dire che si è fatta un'altra riforma.
   Signor  Presidente,  la  invito, lei che  è  stato  un  apprezzato
  amministratore, oltre che un fine giurista e un valente avvocato, a
  rafforzare  le  preoccupazioni di questo Parlamento  ma  anche  dei
  sindaci,  dei candidati, dei partiti, che non possono essere  preda
  di decisioni dell'ultimo minuto.
   Anch'io le chiedo, signor Presidente, di volere consentire il voto
  della  parte  che  riguarda le procedure per  la  rappresentatività
  delle donne nelle liste e poi lasciare tutta la materia al prossimo
  turno elettorale fra un altro anno.

   PRESIDENTE.  L'Aula, probabilmente, era disattenta,  spetta  a  me
  fare  la  sintesi e poi chiaramente si continua con la  discussione
  generale, ma, sostanzialmente, abbiamo una proposta concorde

   TURANO. No, no

   PRESIDENTE.  Aspetti, concorde di due persone. Se non sa che  cosa
  sto  dicendo,  Onorevole  Turano  Di due  deputati  appartenenti  a
  schieramenti diversi.

                           (Brusio in Aula)
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.32)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, cortesemente gradirei poter concludere il  mio
  ragionamento  prima  di  giudizi  affrettati.  Noi  abbiamo   avuti
  interventi   da   parte  di  più  parlamentari,  due   di   opposto
  schieramento,  che,  se  non  erro,  sembrano  concordare  su   una
  questione  che  poi  proceduralmente potrà in qualche  modo  vedere
  coinvolta   l'Aula;  perché,  consentitemi,   da   parte   di   più
  parlamentari si è fatto appello a questa Presidenza, addirittura di
  stoppare la legge, si è fatto appello alla Presidenza di stralciare
  alcune  parti,  voi  sapete benissimo che  non  rientra  più  nelle
  competenze  di quest'Assemblea almeno per le parti che  sono  state
  esitate  da parte della Commissione. Quindi, comunque, occorrerebbe
  un voto d'Aula.
   Siccome  si  sta svolgendo un dibattito civile e debbo  dire  pure
  ricco   di   contenuti,  l'onorevole  Cracolici  aveva  svolto   un
  ragionamento  all'inizio  del suo intervento  evidenziando  come  è
  opportuno che quest'Aula, magari, voti sulla preferenza di genere o
  rimandi,  vediamo quale possa essere la procedura, ad  altra  sede;
  aveva  addirittura formulato l'ipotesi di approvare il  disegno  di
  legge e consentire l'entrate in vigore successivamente.
   Ora,   sento  da  parte  di  un  autorevole  esponente  del   PDL,
  l'onorevole  Caputo, consentitemi, che mi sembra  in  qualche  modo
  sintetizzi  questo tipo di ragionamento anche se in  forme  diverse
  perché  ha  evidenziato  la sua non contrarietà  alla  norma  sulle
  preferenze di genere e l'opportunità di rinviare in altra sede,  ma
  ancora  non  si è stabilito quale, in quale forma, il  ragionamento
  sulle altre norme.
   E'  chiaro  che questo tipo di ragionamento fa parte del dibattito
  che  è  in itinere ed è per questo che io l'ho voluto sottolineare,
  perché  ci  potrebbe in qualche modo far uscire da questa  impasse.
  Questo è quello che volevo evidenziare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  per  rispondere  al  collega  Lombardo  e  per  difendere
  l'operato di questo Governo.
   Onorevole  Lombardo, siamo al quinto mese, non al quinto  anno  di
  legislatura, quindi ancora questo Governo deve dare sicuramente  il
  meglio  di  se  stesso. Ha iniziato con alcuni  provvedimenti  che,
  sicuramente, faranno bene a questa comunità.
   Signor  Presidente, prima delle vacanze di Pasqua ci ha  convocati
  per  l'8  aprile,  ma una chiamata urgente ci riconvoca  per  il  3
  aprile  per  discutere un disegno di legge che va  nella  direzione
  delle  amministrative di giugno dove tanti comuni della Sicilia  si
  accingono a votare.
   A parte la preferenza di genere, di cui sono convinto e sicuro che
  questo  potrebbe andare anche bene, sul resto delle cose non  penso
  che così d'amblè possiamo fare una riforma della legge elettorale.
   Le  comunico, signor Presidente, che questo è l'ultimo disegno  di
  legge  che voto, non perché sia contrario al Governo, ma  questo  è
  l'ultimo disegno di legge se prima non vedo un disegno di legge che
  va a sconfiggere la crisi fuori. Questo è l'ultimo disegno di legge
  che  mi vede impegnato in quest'Aula, perché è impensabile che dopo
  tutto  quello  che accade ogni giorno nella comunità  italiana,  in
  particolare nel meridione d'Italia, ancora perdiamo tempo su  delle
  leggi importantissime ma che sicuramente non sono più importanti di
  quelle che riguardano il popolo siciliano che sta morendo. Oggi, ho
  incontrato  enti che non possono pagare piccole e medie imprese  ed
  enti che non possono pagare il DURC perché avanzano dei soldi dalla
  Regione  siciliana, dalla pubblica amministrazione e si trovano  in
  grande disagio e devono pure licenziare
   Diceva l'economista Keynes che la spending review serve fino ad un
  certo  punto,  quello che occorre è che la pubblica amministrazione
  investa, deve spendere
   Quindi,  desidero  che il mio intervento venga registrato  e  vada
  agli atti. Questo è l'ultimo disegno di legge e non c'è partito che
  tenga   Se  non  c'è una legge sullo sviluppo che  possa  cambiare,
  finalmente,  le regole in questa società siciliana non  voterò  più
  niente  mi asterrò da questo  Quello che chiede il mio elettorato è
  questo
   Quindi, in questo disegno di legge l'unica cosa che accetto  è  la
  legge  sulla  preferenza  di  genere, dopodiché  cancelliamo  tutto
  perché  non  voterò  niente e questa sarà una  mia  iniziativa  che
  sposerò con tanti parlamentari perché l'attenzione della gente, dei
  siciliani va sicuramente dall'altra parte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, mentre qui si discute, si continua a perdere tempo e  il
  disegno di legge fa da navetta tra l'Aula e la I Commissione con il
  Presidente, giustamente, della I Commissione che si sente  il  peso
  in quella che è la sua attività istituzionale, dal momento che lui,
  giustamente, sostiene che per la prima volta nemmeno alla  riunione
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari è stato  invitato,  tant'è
  vero  che  il  banco della Commissione è completamente sguarnito  e
  privo di qualsiasi rappresentante della Commissione stessa..
   Nel  momento in cui si fa da traghetto, si perde tempo, si ammicca
  alle  donne facendo capire che ognuno di noi è più propenso al voto
  di  genere rispetto ad altri, la Sicilia sta morendo  La Sicilia  è
  in  condizioni economiche drammatiche, abbiamo imprenditori che  si
  suicidano  e in Commissione Bilancio, anziché venire il  Governo  e
  portare   il   nuovo  strumento  finanziario  e   farlo   approvare
  velocemente affinché arrivi in Aula, si continua a bivaccare  -  io
  sono il vicepresidente di quella Commissione - e ascoltiamo tutti i
  giorni  le  lamentele  di  coloro i quali, dagli  agricoltori  alla
  formazione,   dagli  imprenditori  ai  vari  settori  dell'economia
  siciliana, vengono a implorare l'aiuto da parte della Regione. E la
  Regione,  ancora una volta si dimostra matrigna, incapace  di  dare
  risposte immediate.
   Mi  fa  piacere,  signor Presidente, che ci  sia  l'Assessore  per
  l'agricoltura, il quale in questi giorni sta promuovendo una  serie
  di iniziative; ma se non c'è lo strumento finanziario ed economico,
  come  può  l'Assessore per l'agricoltura cercare,  ad  esempio,  di
  combattere la  tristezza  degli agrumi che sta devastando tutti gli
  agrumicoltori della Sicilia.
   E  mentre  l'Assessore per le infrastrutture lotta per  avere  dei
  fondi per cercare di venire incontro al dissesto idrogeologico, noi
  continuiamo qui a perdere tempo.
   Signor Presidente,  lei deve contingentare i tempi: o questa legge
  passa  stanotte oppure è chiaro che non possiamo continuare a stare
  qui  ad ascoltare gente che parla solo per il piacere di parlare  e
  solleva problemi solo perché non ha altro da fare.
   E'  possibile, signor Presidente, modificare le regole del voto  a
  comizi già indetti, perché lei poco fa ha detto una inesattezza, mi
  permetto  di  correggerla,  quando lei dice   ma  ancora  i  comizi
  elettorali  non sono stati indetti  , non è vero, erano  stati  già
  indetti  per il mese di marzo, poi le elezioni sono state  spostate
  al  mese di maggio e poi, le ricordo, che c'è una terza delibera di
  Giunta  che sposta le elezioni al mese di giugno. Quindi, veda,  il
  percorso  è  già  iniziato,  il percorso  è  quasi  in  arrivo,  al
  traguardo, quindi la prima cosa che dobbiamo dire e se è  possibile
  dare vita a questa riforma.
   Si  era  partito  con  il  voto  di  genere  e  ricordo  due  cose
  importanti: innanzitutto se la legge è arrivata in Aula è perché il
  PDL  insieme  al  Movimento  5 Stelle è rimasto  in  Commissione  e
  abbiamo  consentito l'approvazione della legge e abbiamo  mantenuto
  il  numero  legale, perché se noi e il Movimento 5  Stelle  fossimo
  usciti fuori dalla Commissione, quella sera sarebbe venuto meno  il
  numero legale e mai la legge sarebbe arrivata in quest'Aula.
   L'idea  che  il  PDL sia contrario alla legge è un fatto  assurdo,
  ricordo  che  l'onorevole Vicari quando era deputato presso  questa
  Assemblea aveva già presentato un disegno di legge in tal  senso  e
  che  poi  il  PDL  ha riproposto al Senato e che fra  il  programma
  prioritario del PDL vi era, appunto, il riconoscimento del voto  di
  genere. Ma come arrivare al voto di genere per evitare che il  voto
  di genere diventi uno strumento attraverso il quale venga ad essere
  controllato il voto?
   Perché  Signor  Presidente, quando il Movimento 5 Stelle  pone  il
  problema di avere il seggio unico per procedere allo scrutinio,  lo
  fa  non perché sono fissati e sono convinti che il seggio unico  di
  scrutinio sia uno strumento inutile, è perché sanno, i primi  loro,
  che  attraverso  il seggio unico si impedisce, a  cominciare  dalla
  mafia,  di controllare il voto in Sicilia. Con la scheda rotante  -
  perché  questa  è  la storia di questa terra -  nel  passato  si  è
  controllato il voto. Con la scheda rotante negli anni passati tutti
  erano  costretti  a votare, così come il potente di  turno,  spesso
  legato alla malavita, costringeva a fare.
   Per  cui, sul voto di genere non ci sono dubbi, Signor Presidente,
  che  siamo  tutti d'accordo, ma dobbiamo trovare,  ancor  prima  di
  votare sul voto di genere, un risultato che ci consenta di ottenere
  l'assoluto anonimato.
   Noi non possiamo avere sezioni dove vanno a votare 350-400 persone
  e  non possiamo avere sezioni , quindi, dove il voto, attraverso il
  voto  di genere, diventa un voto che si controlla, un voto non  più
  democratico e un voto in cui si è soggetti al ricatto della  mafia.
  Questo non lo dobbiamo assolutamente dimenticare
   Veda,  signor  Presidente, se passiamo ad approvare l'articolo  1,
  già  fin  da adesso le dico che dobbiamo tirar fuori un emendamento
  che  è stato inserito, non so per quale motivo, fra gli aggiuntivi,
  affinché  si  veda subito di porre un freno a questo rischio  e  il
  freno  si chiama seggio unico di scrutinio, cioè la possibilità  di
  mettere  tutte  insieme le schede per evitare  che  qualcuno  possa
  controllare il voto.
   Quindi,  ripeto,  da  parte nostra c'è questa volontà  di  portare
  avanti  la  legge. Da parte nostra c'è, però, anche la  volontà  di
  dare vita ad una serie di ulteriori aggiustamenti, perché vedete  -
  lo sollevavano anche alcuni colleghi in Commissione - se prevediamo
  il  doppio voto, è chiaro che dobbiamo anche prevedere una maggiore
  omogeneizzazione fra i candidati uomini e le candidate donne. E  se
  poi  vogliamo a inizio corsa, dal momento che pare essere ormai  un
  fatto su cui si può procedere, dare vita a questa riforma, è chiaro
  che  la richiesta da parte di autorevoli colleghi di abbassare  dal
  cinque al quattro per cento la soglia minima per poter accedere  in
  consiglio  comunale, credo che questo sia un  fatto  dovuto  a  cui
  quest'Aula  non  può  assolutamente sottrarsi.  Così  come  l'altra
  richiesta  di  garantire sì la maggioranza al sindaco,  ma  non  di
  mortificare  gli  elettori  e  i consiglieri  come  è  avvenuto  al
  consiglio  comunale di Palermo. Deve essere un'altra  proposta  che
  deve essere presa in considerazione.
   Poco  fa, in maniera dotta, si discuteva di questa sentenza  della
  Corte  europea. Bene, questa sentenza della Corte europea se valeva
  per  la  Bulgaria, credo che per alcuni comuni della Sicilia  valga
  eccome se non valga  E su questo pericolo vero di infiltrazione  da
  parte della malavita e della mafia, bisogna aprire gli occhi.
   Abbiamo  la necessità, signor Presidente, perché il tempo incombe.
  Non  è  che  noi qui siamo senza limiti, perché i comizi elettorali
  devono  essere  indetti  fra il sessanta e  il  cinquantacinquesimo
  giorno,  perché  ancora  aspettiamo una decisione  del  Commissario
  dello Stato, perché ancora abbiamo la necessità di pubblicarla.  Di
  che  cosa stiamo parlando? O poniamo un termine, un freno lavorando
  giorno e notte, oppure stiamo ingannando i siciliani, stiamo  dando
  loro l'impressione che vogliamo la legge quando sappiamo che è  una
  corsa  contro il tempo che non si fermerà mai perché non riusciremo
  ad  approvarla nei tempi utili affinché venga resa operativa  nelle
  prossime  scadenze e perché, signor  Presidente, non  si  vara  una
  legge  con  la doppia preferenza, soprattutto con la preferenza  di
  genere,  se  non  si  approva prima di tutto il  seggio  unico  per
  evitare le  infiltrazioni mafiose.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di proseguire  nei  lavori
  chiedo  al  Governo di  chiarire se sono state indette le elezioni.
  A  mio  avviso  non  sono  state indette  le  elezioni.  Serve  per
  chiarezza. Diventa dirimente questo tipo di ragionamento.

   VINCIULLO. Non occorre che lo dica il Governo, c'è una delibera di
  Giunta.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Vinciullo,   il   Governo    può    fare
  un'interpretazione autentica perché tutti noi potremmo  leggere  la
  Gazzetta  ufficiale  e  non mi risulta che  ci  sia  pubblicato  un
  decreto.  Lei ha sollevato delle questioni giuste, più volte  si  è
  parlato  di tre date. Facciamo chiarezza anche su questo punto  che
  serve per il prosieguo del dibattito.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Valenti.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, solo una precisazione in quanto la indizione dei
  comizi  elettorali dovrà avvenire tra il sessantesimo giorno  e  il
  cinquantacinquesimo giorno prima della data delle elezioni che sono
  state  individuate  dalla  Giunta con delibera  per  il  9  giugno.
  Quindi, il termine per l'indizione è esattamente il 15 aprile. Fino
  a  quella  data con decreto dell'Assessore per le autonomie  locali
  verranno  indetti i comizi elettorali ufficialmente. Fino a  quella
  data,  quindi,  l'atto  formale  è  proprio  il  mio  decreto   per
  l'indizione dei comizi.

   VINCIULLO. Non è che il chiarimento del Governo  è  vangelo

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, sulle indicazioni del Governo  non
  può  intervenire.  Onorevole Turano lei  parlerà  dopo  l'onorevole
  Cordaro.
   Nell'ordine   sono   iscritti  a  parlare   l'onorevole   Cordaro,
  l'onorevole   Turano,  l'onorevole  Falcone,   l'onorevole   Vullo,
  l'onorevole Assenza, l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Di Mauro e
  l'onorevole Formica.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io temo
  che  questa serata possa essere ricordata come una pagina nera  nel
  cammino di questa legislatura.
   Sono  già  accadute  alcune cose, a mio  parere,  molto  gravi  e,
  probabilmente,  il vero problema e la vera incomprensione  che  sta
  alla  base della fibrillazione dell'Aula è la mancanza di una regia
  o, forse meglio, una contraddizione concettuale. Cioè, noi sappiamo
  che  la  volontà del Governo e della maggioranza che lo sostiene  è
  quella  di  votare la doppia preferenza di genere e  basta,  lo  ha
  detto   l'onorevole  Gucciardi,  lo  ha  sostenuto  il   Presidente
  Crocetta, pur con delle aperture ad eventuali altre richieste.
   E  però, nello stesso tempo, onorevole Gucciardi, è accaduto in  I
  Commissione che tanto da parte di deputati anche di esperienza,  di
  cultura  del PD, quanto da parte di colleghi dell'UDC siano  venuti
  una  serie  di emendamenti che, invece di favorire un  percorso  di
  chiarezza, hanno di fatto messo carne al fuoco, perché non soltanto
  a  quel  punto sono stati apprezzati i loro emendamenti e,  quindi,
  hanno finito per far parte integrante del disegno di legge che oggi
  viene  apprezzato dall'Aula, ma hanno, soprattutto,  e  ciò  è  più
  grave,  aperto la stura ad una sequela di emendamenti corretti  che
  sono  venuti  anche dalla opposizione e che hanno finito  per  fare
  della  discussione  che  oggi doveva avere  ad  oggetto  la  doppia
  preferenza di genere, una discussione su una vera e propria riforma
  elettorale.
   Allora,   se   qua  non  ci  chiariamo,  Presidente  Ardizzone   e
  soprattutto Presidente Crocetta, ed è per questo che io dall'inizio
  della  seduta chiedo la presenza del Presidente della  Regione,  se
  non ci chiariamo qual è l'obbiettivo che ha il Governo e qual è  il
  limite  entro il quale noi finiremmo, a quel punto sì, per  entrare
  nel   merito  della  sentenza  della  Corte  Europea  dei   Diritti
  dell'Uomo,  noi finiremo per scrivere questa sera una  pagina  nera
  nella storia di questa legislatura.
   La  contraddizione concettuale che qualcuno ci deve  chiarire  sta
  alla   base   della   prosecuzione  del  ragionamento,   altrimenti
  continuiamo a navigare a vista.
   Ci  sono colleghi della maggioranza che finiscono per sentirsi  di
  opposizione;  ci sono colleghi dell'opposizione, come  due  che  ho
  sentiti   poc'anzi  del  PDL,  che  non  capiscono  più   se   sono
  all'opposizione  o  se  sono  in maggioranza  e  ci  sono  persone,
  colleghi deputati come me di modesta levatura intellettuale che,  a
  quel punto, rischiano di confondersi e di non capire più qual è  il
  gioco al quale stiamo giocando.
   Allora,  Presidente, fuor di metafora, io voglio  ribadire  alcuni
  concetti precisi.
   Il  primo. La pregiudiziale, onorevoli colleghi che a vario titolo
  siete   intervenuti,   è   assolutamente  pertinente,   anzi,   era
  assolutamente  pertinente  perché in  democrazia  vale  il  voto  e
  quest'Aula,  secondo il Presidente che è garante, l'ha bocciata;  è
  pertinente  perché lo dice il diritto e perché  lo  dice  chi  l'ha
  ammessa e, quindi, era pertinente.
   La  pregiudiziale era pertinente, soprattutto in ragione di quanto
  -  e  in questo io sono d'accordo col collega Caputo - era accaduto
  in quest'Aula. Perché, vedete, io che non sono un uomo che vive dei
  boatos e che vive dei conati della gente, ma sono un uomo che cerca
  di  vivere stando con i piedi per terra ed interpretando  le  reali
  esigenze di questa nostra difficile terra, non farò come il collega
  Lentini che - non me ne abbia -  per la seconda volta dice che  non
  parteciperà  più ai dibattiti se non si parla di economia,  però  è
  sempre  qua e ci partecipa, quindi, collega Lentini, ci  aiuti  lei
  che  è  di maggioranza ad uscire da questo imbarazzo, perché  tutti
  sappiamo  che  ci  sono  gli imprenditori  che  si  suicidano,  ma,
  colleghi,  abbiate  un  po'  di  dignità  e  di  rispetto  per  gli
  imprenditori che si suicidano perché qua finiamo per fare  tutti  i
  demagoghi  e, dopodiché per la terza volta ci troviamo  un  Governo
  che chiede un ulteriore finestra in sede di finanziaria per parlare
  del nulla  Del nulla
   Ed  allora,  rispetto  a queste cose, un po' di  dignità   Perché,
  colleghi  del Movimento 5 Stelle, il vostro padrone Grillo  diceva,
  qualche  mese  fa, e urlava al colpo di Stato quando il  Presidente
  Napolitano  voleva  cambiare la legge elettorale  con  un  consenso
  parlamentare vastissimo  Gridava nelle piazze al colpo di Stato   E
  voi,  oggi,  ad  un mese e mezzo dal voto, al netto del  fatto  che
  siano  stati indetti o meno i comizi elettorali, volete  introdurre
  il  seggio  unico  che è una cosa sacrosanta,  ma  dovete  mettervi
  d'accordo e dovete mettervi d'accordo con voi stessi, perché quando
  la  politica  esisteva, ed era quella con la  p  maiuscola,  se  ci
  fosse  stato  un  intervento come quello  pregevole  dell'onorevole
  Ciancio  e  poi  il suo Gruppo avesse votato come ha votato  quella
  pregiudiziale,  il minimo che poteva accadere era  che  l'onorevole
  Ciancio uscisse dal Gruppo e si iscrivesse al Gruppo Misto,  quando
  la  politica esisteva  Ma siccome voi giocate, come bene  ha  detto
  l'onorevole Lombardo, perché vi pare un gioco, il gioco prima o poi
  sarà disvelato.
   La  luna  di  miele con quei siciliani e con quegli  italiani  che
  hanno  creduto  nel vostro progetto finirà e, forse,  torneremo  ad
  occuparci,  finalmente,  delle cose vere  della  politica  e  degli
  interessi reali della gente.
   Allora,  in  questo  disegno  di legge  che  è  diventato  riforma
  elettorale, ci sono delle cose serie, presidente Ardizzone,  ed  io
  le  valuterò perché nel mio Gruppo parlerò soltanto io.  Il  Gruppo
  del  Cantiere popolare non ha alcun interesse dilatorio, il  Gruppo
  del Cantiere popolare vuole affrontare il tema che ci sottoporrà il
  Governo  quando ce lo spiegherà, spero definitivamente, in  maniera
  costruttiva.
   Chiediamo,   quindi,   che  si  esca  da   questa   contraddizione
  concettuale, altrimenti sosterremo delle tesi che riteniamo  giuste
  sotto il profilo politico.
   Noi  non possiamo sopportare oltre e, quindi, ci batteremo  perché
  ci  sia  ad  esempio  un  premio  di maggioranza  che  assegni  una
  maggioranza   assoluta   in   un   Consiglio   comunale,   soltanto
  raggiungendo il 40 per cento, l'oltraggio alla democrazia che si  è
  verificato  qualche tempo fa a Palermo. Noi non sopporteremo  oltre
  che  un  partito  che ha preso il 10 per cento porti  in  Consiglio
  comunale  30  consiglieri comunali su 50   Se  ci  costringerete  a
  portare  avanti una riforma elettorale, noi faremo le barricate  su
  punti di principio, che sono punti di giustizia sociale e politica.
   L'Italia  è  l'unico  Paese al mondo che ha  due  sbarramenti:  il
  premio  di maggioranza e lo sbarramento. Sono due sbarramenti   Non
  c'è  altra repubblica democratica al mondo che abbia questo sistema
  elettorale
   Considerato che  il premio di maggioranza costituisce già di fatto
  una  finzione giuridica, perché assegna più parlamentari di  quelli
  che  la  democrazia  numerica  assegna,  dobbiamo  intenderci;  noi
  chiederemo  che  lo  sbarramento venga  abbassato  -  è  stata  una
  battaglia  e  sarà  una  battaglia  del  Cantiere  popolare   -   o
  addirittura eliminato e lo spiegheremo in Aula il motivo e cioè che
  la  rappresentanza  democratica torni ad essere una  rappresentanza
  del popolo e non una rappresentanza elitaria.
   Abbiamo assistito, grazie ad una legge che abbiamo subito nel 2011
  e  che ha eliminato l'effetto trascinamento, ad un vero  papocchio'
  durante le scorse elezioni amministrative. Si abbia il coraggio  di
  spiegare  ai siciliani che ci vuole la doppia scheda e che ciascuno
  possa  determinarsi in maniera chiara e ordinata, segnando  in  una
  scheda  il  Sindaco  e  in un'altra il Consiglio  comunale.  Se  ci
  costringerete  su  questa  strada noi  ci  stiamo,  perché  abbiamo
  argomentazioni a iosa
   E  andiamo  al nodo: la doppia preferenza di genere. Sulla  doppia
  preferenza di genere il gruppo del Cantiere popolare non ha  alcuna
  preclusione.
   Certo  Presidente Ardizzone  mi rendo conto, anche  assistendo  al
  dibattito, che è complicato entrare nella psicologia delle donne e,
  quindi, francamente mi fermo rispetto ad una prospettazione  di  un
  tema  identico che è stato esposto in maniera assolutamente diversa
  dalla  collega  Ciancio e dalla collega Raia.  Rispetto  a  questo,
  quindi,  battaglia di libertà? Battaglia di steccato? Le ho sentite
  tutte e due
   C'è chi sostiene, e sono donne, che la doppia preferenza di genere
  finisce  per essere la battaglia di una  riserva indiana ; c'è  chi
  sostiene  -  ed  ho ascoltato eminenti colleghi spiegare  anche  la
  scaturigine della presenza di un numero x di donne in lista  -  che
  questo sia, invece, un momento serio di democrazia.
   Il  gruppo  del  Cantiere  popolare non  si  ferma  dinnanzi  alle
  innovazioni,  è pronto a lavorare in questo senso, lo  diciamo  con
  estrema chiarezza, comprendendo però anche quelle colleghe  o  quei
  colleghi  che hanno una posizione di difficoltà rispetto  a  questo
  approccio.
   Concludendo,  non  voglio  minimamente  dare  giudizi  morali   su
  nessuno,  mi  dispiace,  questo lo devo dire  con  chiarezza  e  mi
  rammarico anche del fatto che abbia alzato i toni nei confronti dei
  colleghi  del Movimento Cinque Stelle, però quello che  è  accaduto
  questa  sera in quest'Aula è spiacevole, è un uso della  democrazia
  che io deploro e che ritengo debba essere, invece, un po' più serio
  e un po' più meditato.
   Capisco  che è un gruppo di 15 colleghi, però se si discute  prima
  quello  che  si  fa  in  Aula  evitiamo  di  creare  scempio  della
  democrazia e di questo Parlamento rispetto poi al resto del  lavoro
  noi  attendiamo,  e concludo signor Presidente, le indicazioni  del
  Governo,  perché  rispetto  a  quella che  sarà  la  prospettazione
  definitiva, il gruppo del Cantiere Popolare si atteggerà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   pensavo   di
  sviluppare  un ragionamento esclusivamente politico, che riguardava
  un  tema  così  importante  come  quello  elettorale.  Ahimè,  sono
  costretto   a   divagare,  brevemente,  per  lasciare   agli   atti
  parlamentari un principio, secondo me, inderogabile.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano continui.

   TURANO.  Signor  Presidente, mi sono  fermato  non  perché  volevo
  tediarla  con  i  miei  ragionamenti,  ma  perché  ritenevo   fosse
  opportuno  che  lei sentisse, atteso che questo piccolo  pezzo  del
  ragionamento è diretto alla Presidenza dell'Assemblea,  che  sempre
  più mi rappresenta.
   So  di  dover  divagare  dal tema principale  per  testimoniare  e
  affermare quello che è il ruolo del deputato.
   Mi è stato spiegato che le regole erano cambiate, il l regolamento
  dell'Assemblea  prevedeva delle procedure ferree e da  diligente  e
  devo  dire  pure  - con un pizzico di orgoglio -   conoscitore  del
  Regolamento  stesso, mi sono preoccupato di studiare la  parte  del
  nuovo Regolamento.
   Se qualcuno, signor Presidente, dei colleghi, e lei non ha bisogno
  di essere difeso, prova a lanciare una palla avvelenata per forzare
  sul Regolamento, sono certo che lei non la raccoglierà.
   Qualche volta può capitare che la politica, all'unanimità,  chieda
  di  derogare  al Regolamento stesso,  ci vuole, però,  l'unanimità.
  Perché  dico  questo?  Perché  gli  interventi  di  autorevolissimi
  colleghi,  peraltro di lunghissima esperienza, portano  a  valutare
  come  utile  ed  apprezzabile l'articolo 1  e  poi  motivano  sulla
  opportunità o meno del rinvio della restante parte della legge.
   Mi  chiedo  quale sia  il ruolo di un deputato.  Se ci  fosse  una
  sintesi politica, ci metteremmo due minuti a liquidare parti  della
  legge  o  parti del disegno di legge che non hanno il  consenso  di
  questa  Assemblea e considerato che  sono uno che è  maggioranza  e
  che la sostiene lealmente, ma che non rinnega  né la mia storia  né
  alcuni  vecchi atti parlamentari che mi riguardano, ho la necessità
  di sapere che le regole vengano rispettate.
   Questa legge, che è una legge elettorale, che arriva in un momento
  particolare e che incendia, per certi versi, i lavori parlamentari,
  è   una  legge  che,  nel  rispetto  del  regolamento,  prevede  la
  presentazione di una serie di emendamenti.
   Mi   convince,   parzialmente,   il  ragionamento   dell'onorevole
  Cracolici,  possiamo  decidere di rinviare  l'applicazione  di  una
  parte  della  legge  non  al  turno immediatamente  successivo,  ma
  all'altro  ancora,  ma nessuno pensi di impedire  a  quest'Aula  di
  trattare gli argomenti che sono contenuti nella legge  nella  forma
  di articolato e nella forma di emendamento o di sub-emendamenti.
   Faccio  un  esempio su tutti: personalmente  non  ho  paura  delle
  grandi  sfide, così come mi appassiona l'idea di votare  la  doppia
  preferenza  di  genere  e  di  dare l'opportunità  all'elettore  di
  scegliere liberamente tra un uomo e una donna, mi intriga l'idea di
  ritornare di nuovo al sistema della doppia scheda.
   Vede,  signor  Presidente, si parla di argomenti  importanti.  Nel
  1998,  onorevole Laccoto, anche lei era su questa lunghezza d'onda,
  non  pensi  che stia banalizzando un ragionamento, sto cercando  di
  riportare al tema che stiamo trattando argomenti importanti, perché
  -  ripeto  -  nel 1998, quando quest'Assemblea votò  la  legge  che
  introdusse la scheda unica, il suo partito, l'appartenenza  al  suo
  partito, era d'accordo ed io ho votato contro quella legge,  seppur
  facente  parte di una maggioranza che sosteneva - parlo con  lei  e
  parlo  pure con la maggioranza di allora che era il centrodestra  -
  perché  ritenevo  che la doppia scheda fosse  un  grande  senso  di
  libertà e di responsabilità che veniva affidato agli elettori.
   Oggi arriva in Aula una legge elettorale e noi dobbiamo trattarla,
  ci  vorrà  meno  di  un  minuto a bocciare il mio  emendamento  che
  prevede  la doppia scheda e però sono pronto e disponibile, qualora
  questo   dovesse  influenzare  così  drammaticamente   la   libertà
  dell'elettore, a sub emendare quel testo e a dire di rinviarlo alla
  prossima  tornata utile, del resto è la terza volta che si rinviano
  le elezioni per le province, non vedo perché non bisogna affrontare
  questi argomenti.
   Signor  Presidente, le chiedo soltanto il rispetto delle regole  e
  personalmente  ho  presentato emendamenti di  cui  sono  fortemente
  convinto  e   vorrei che l'Aula si pronunziasse su  questo,  se  ne
  facesse un dibattito chiaro, franco, leale così si capisce chi  per
  esempio  considera  innovazione e riforma un  atteggiamento  che  è
  quello  di  consegnare  all'elettore la  possibilità  di  esprimere
  liberamente il sindaco e chi, invece, lo considera ancora  ancorato
  e  vincolato ai partiti, ma non si pensi di poter dire che non sono
  ragionamenti attinenti all'argomento che stiamo trattando.
   Concludo, ho sforato di due minuti il tempo, per ribadire  che  la
  libertà che può essere concessa all'elettore, di esprimere un  uomo
  e  una  donna nella scheda, mi sembra un ragionamento serio che  io
  apprezzo e apprezzo anche il coraggio del Presidente della  Regione
  e  del  Presidente  dell'Assemblea  che,  tempestivamente,  portano
  questo argomento qua e proprio perché è un argomento importante

   FORZESE, presidente della Commissione. E anche della Commissione.

   TURANO.   Presidente   Forzese,  chiedo   scusa,   aspettiamo   la
  Commissione  al varco, finalmente speriamo possa dare pareri  sugli
  emendamenti che sono stati presentati e vedremo l'atteggiamento.
   Concludo  dichiarando   il  sostegno  all'idea  o  all'originalità
  dell'idea  che  il  Presidente della Regione ha  avuto  venendo  in
  quest'Aula, ma anticipo che sul punto della trattazione degli altri
  emendamenti,  prerogativa  sua,  signor  Presidente,  però  voglio,
  qualora  lei  dovesse decidere una cosa diversa, che  rimanga  agli
  atti   la  mia volontà, qual è la volontà di un deputato che  vuole
  fare  il  deputato, nel rispetto delle regole e che su alcuni  temi
  non  teme il confronto, anzi prova a ricordare come la stagione dei
  sindaci,   una  stagione  importante  che  ha  riguardato   sindaci
  prevalentemente    di   sinistra,   sia   stata    ancorata    poi,
  esclusivamente,  ai partiti allorquando, invece,  andava  mantenuta
  con la doppia scheda.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera parlare  di
  una  parte della legge, la cosiddetta preferenza di genere, per uno
  come  me  che  ha professato una vita di socialdemocrazia,  i  miei
  idoli  sono stati da Saragat a Pertini, in un certo senso mi  trovo
  in  imbarazzo così  come mi sono trovato in imbarazzo quando  si  è
  parlato del rinvio della legge per le elezioni provinciali.
   Perché  mi  trovo in imbarazzo? Mi trovo in imbarazzo  perché  non
  credo  che  parlare  solo  ed esclusivamente  della  preferenza  di
  genere,  per  un saragattiano, quale io mi professo, sia  un  fatto
  veramente  limitativo,  noi che siamo stati sempre per le  riforme,
  tant'è  che  il gruppo a cui appartengo e sono iscritto  si  chiama
   Democratici riformisti  e l'ho chiesto personalmente di  chiamarsi
  riformisti poiché  noi siamo per le riforme.
   Non  mi  sembra  questo dato di una parziale, di una parzialissima
  legge  dove  si  vuole inserire una cosa giusta anche  per  chi  fa
  politica, onorevole Ciancio, ci sono tante e tante piccole  riserve
  sul  voto  di  genere perché innesca un processo  che  molte  volte
  potrebbe essere un processo di controllo del voto.
   Ci  sono  delle  cose  interessanti che propongono  sicuramente  i
  colleghi  del  Movimento 5 stelle, però, lo  dico  con  la  massima
  sincerità,   forse non ne sono capace, ma vorrei quasi scrivere  un
  libro  su  quanto  ho sentito in questa Aula in questi  mesi,  cose
  così  assurde, senza senso, cose che poi capisco che sono cose solo
  ed esclusivamente di politica.
   Poc'anzi  ho sentito, scusate questa piccola divagazione,  che  si
  parlava  di  imprenditori,  si parlava  di  sviluppo  della  nostra
  società,  quello  che  stiamo facendo  e  capisco  che  è  solo  ed
  esclusivamente un discorso solo e solo politico, mentre non  si  fa
  nulla perché se noi dovessimo parlare di alcune cose, ho presentato
  diverse  interrogazioni, vorrei sapere dal Governo,  dall'assessore
  Lo Bello che non c'è, che fine hanno fatto quelle 4000 pratiche che
  ancora aspettano di essere evase?
   Oggi  con  grande apprezzamento,  abbiamo presentato,  sono  stati
  circa  70  i deputati, un ordine del giorno sulla cenere vulcanica,
  un  problema che tutti i giorni, purtroppo mi pare che ce  ne  sono
  state  9  sull'Etna, un problema che costa alla nostra collettività
  siciliana milioni di euro e nessuno ha mai pensato in questi  mesi,
  in  questi anni, di fare un solo disegno di legge che decida che la
  cenere  vulcanica  diventi  non più  un  rifiuto,  bensì  si  possa
  completamente utilizzare per tanti fini. Ma era così difficile fare
  una cosa simile?
   Noi,  ed  io  in particolare, considerato che non voglio  fare  il
  franco tiratore perché è una cosa che non mi va,  non vorrei essere
  così  categorico  come chi mi ha preceduto poc'anzi,  mi  trovo  in
  grande  imbarazzo,  assessore Valenti, a  votare  questa  legge  di
  genere,  veramente in fortissimo imbarazzo, perché  la  mia  storia
  politica non mi porta sicuramente a votare in maniera parziale  una
  legge  del  genere,  io  che sono stato  da  sempre  un  riformista
  gradirei una riforma che sia complessiva su quello che deve  essere
  la  legge  elettorale,  mi trovo in imbarazzo  e  personalmente  mi
  asterrò su questa legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  esprimerò  non  un  dissenso di principio rispetto  al  tema  della
  preferenza  di  genere, ma voglio esprimere quella  che  è  la  mia
  profonda convinzione.
   Siamo  ancora  una volta, e sempre, di fronte ad una  norma  spot,
  anche  questo  è  un argomento che va di moda, anche  questo  è  un
  argomento  di  cui  si  parla molto, anche questo  è  un  argomento
  cavalcato sull'onda della protesta impersonata dal Movimento Cinque
  Stelle e su un argomento di questo tipo, quindi, chi ci si butta  a
  capofitto  è  il  buon Presidente Crocetta, ci  mancherebbe  altro,
  performandolo in uno dei problemi essenziali della Sicilia.
   I  siciliani,  come  tutti  voi  avete  ben  potuto  notare,  dopo
  l'approvazione   della   norma  che  ha,   di   fatto,   sostituito
  terminologicamente  le Province, hanno fatto  un  grande  balzo  in
  avanti,  sono  tutti felicissimi, hanno dimenticato  tutti  i  loro
  problemi; così come stasera non andranno a dormire se non  sapranno
  che fine avrà fatto l'introduzione di questa doppia preferenza,  di
  questa preferenza di genere, perché di fronte ai drammi veri  della
  nostra Isola, continuiamo, mi scusi signor Presidente, a baloccarci
  su  argomenti  assolutamente ininfluenti per la vita  della  nostra
  collettività.
   Caro  Presidente, voterò a favore della doppia preferenza,  ma  lo
  farò   con  un'introduzione  che è la  necessaria  conseguenza:  la
  doppia preferenza di genere obbligatoria comporta, come conseguenza
  inevitabile,  che le liste siano composte in misura  paritaria  tra
  uomini  e  donne,  perché  altrimenti introduciamo  noi  un  chiaro
  principio  al principio di uguaglianza del voto, perché  diamo  una
  corsia   preferenziale   ad  un  sesso  rappresentato   in   misura
  minoritaria rispetto all'altro.
   Parità dev'esserci,  ma  dev'esserlo  al cento per cento, le liste
  devono essere necessariamente presentate in misura paritaria fra  i
  due  generi,  così  come la rappresentanza in Giunta  dovrà  essere
  rappresentata ugualmente in misura paritaria.
   Scherzando   con  l'illustre  Presidente  della  Commissione   nei
  corridoi, dicevo -  scherzando fino ad un certo punto perché chissà
  che  non  ci si arrivi continuando di questo passo - che  anche  in
  questo   caso  forse  lo  scopo  vero  non  è  quello  di  arrivare
  all'introduzione  di  questa legge, ma magari di  passare  l'estate
  commissariando  anche i Comuni ed eliminare il  momento  elettorale
  anche  per i Comuni, perché siamo sulla buona strada, e non è  così
  scontato il discorso che fa l'Assessore sull'indizione non avvenuta
  e   ancora  non  formalizzata,  perché  non  è  assolutamente  così
  semplice.
   Signor  Presidente,  esercito la sua stessa professione, purtroppo
  ormai  da  tanti anni, le posso dire che all'inizio, e  lei  lo  sa
  meglio  di  me,  la  rappresentanza femminile  nell'Avvocatura  era
  minoritaria; purtroppo da 12 anni, purtroppo per me e  per  i  miei
  colleghi,  sono  Presidente dell'ordine di Ragusa  e  la  settimana
  scorsa  abbiamo  introdotto i nuovi vincitori di  concorso:  signor
  Presidente  su  nove, nove erano donne, ma  la  rivoluzione  si  fa
  così,  sul  campo,  non  si fa creando delle  corsie  preferenziali
  forzate  che  poi  se  non  si  portano  alle  estreme  conseguenze
  rimangono tali.
   Caro  Presidente sono stato eletto in una lista dove  c'erano  tre
  candidati  uomini  e due candidate donne, però, la  somma  dei  tre
  canditati  uomini  era intorno ai diecimila,  la  somma  delle  due
  candidate  donne  era  cento e questa è una  vergogna  per  il  mio
  partito ed io lo riconosco e lo dichiaro pubblicamente.
   Non  basta  creare  delle  norme spot,  bisogna  poi  agire  nella
  sostanza  per  garantire l'effettiva parità e  questa  la  si  crea
  attraverso  il valore delle persone che va ben al di là del  sesso,
  che  va ben al di là dell'esercizio di una professione rispetto  ad
  un'altra,  ma è insita nella bontà dei principi, nella capacità  di
  esprimerla, nell'attività fattuale giorno per giorno e, però, mi si
  consenta  alla fine, non posso accettare la tesi di  chi  mi  dice:
   qui  introduciamo  una norma di civiltà e non  parliamo  di  norme
  elettorale, mentre le altre sarebbero norme elettorali ;  questa  è
  una  grossissima sciocchezza signor Presidente, mi si  consenta  il
  termine,  ma non è materia elettorale la materia della composizione
  delle liste? E' la materia elettorale per eccellenza
   Stiamo  parlando  di  una composizione delle liste  che  viene  in
  qualche   modo   forzata   da  una  legge   che   incide,   quindi,
  conseguentemente e necessariamente in materia elettorale  molto  al
  di  là  di  quello  che può essere la diminuzione  della  quota  di
  rappresentanza dal 5  al 4 per cento  o dalla doppia scheda.
   Pertanto,  se si supera allegramente quel principio che  in  piena
  campagna  elettorale si può modificare la legge elettorale,  questa
  modifica   può  avvenire  per  tutti  gli  argomenti  e  sono   qui
  perfettamente  d'accordo  con  l'onorevole  Turano,   che   mi   ha
  preceduto,  la legge elettorale può essere modificata  in  tutti  i
  suoi aspetti, altrimenti non si modifica per nulla.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  faccio  un
  intervento di riepilogo rispetto agli interventi precedenti che  ho
  sentito,  anche perché è giusto dare in qualche modo delle risposte
  a  quelli  che sono stati degli attacchi non personali, ma  rivolti
  comunque al gruppo che in questo momento, in questo intervento  sto
  rappresentando   e   mi    riferisco  per  esempio   all'intervento
  dell'onorevole Lombardo quando dice che non comprende  il   modello
  Sicilia .
   Il   modello Sicilia  è molto semplice: sono 15 cittadini che sono
  entrati  all'interno  di un'istituzione e  che  stanno  in  maniera
  consapevole,  in  maniera personale, votando, di  volta  in  volta,
  delle leggi a secondo che le ritengano giuste, opportune oppure non
  votandole quando, invece, non le ritengano opportune.
   Possiamo  citare  un esempio su tutti quando,  insieme  al  centro
  destra, abbiamo votato per l'abolizione dell'ARSEA e mi sembra  una
  cosa che vada ad appannaggio del fatto che quando diciamo che siamo
  equi  distanti dalle forze politiche, lo siamo perché siamo  vicini
  al merito delle proposte.
   Chiaramente  quando  si fanno degli annunci dove  si  dice:   Cosa
  hanno  fatto?  Perché ancora sono qui? Dov'è  la  loro  ventata  di
  novità? Cosa hanno prodotto in questi mesi?
   Ebbene  noi che ovviamente non abbiamo fatto parte, negli anni,  a
  vario   titolo  o  con  altre  persone  di  riferimento  a   questa
  legislatura,  in  questi pochi mesi, caro onorevole  Lombardo,   le
  cito  semplicemente quei disegni di legge che vanno  a  valorizzare
  l'attività  che i cittadini potrebbero fare e, quindi, a migliorare
  la  propria vita, perché abbiamo voluto dare in maniera consapevole
  delle  risposte sul territorio e sono il disegno di  legge  per  il
  riconoscimento   dell'albergo   diffuso:   pratica   che   potrebbe
  sicuramente  avviare  molteplici attività  di  tipo  turistico;  il
  reddito mimino di dignità: l'istituzione da parte della Regione  di
  un  reddito  minimo  per  le  fasce  meno  abbienti;  le  norme  di
  inserimento  degli studenti nel mondo del lavoro: anche  questo  un
  disegno  di legge che è stato presentato; ed infine, caro onorevole
  Lombardo, con tutta la stima che possa avere nei suoi confronti, il
  Fondo  per  il microcredito alle microimprese fatto con  parte  dei
  nostri  stipendi a cui io, oggi, in maniera ufficiale la invito  ad
  aderire con parte del suo stipendio.
   Solo  allora e solo allora, ripeto, potrà venirci a dire  che  non
  abbiamo  fatto  nulla,  perché  noi  da  incompetenti,  da  persone
  incapaci,  da  persone  che non hanno alcuna  capacità  di  livello
  politico  e  legislativo ci stiamo almeno  provando  e  non  stiamo
  facendo  becera  demagogia quando ci rivolgiamo a qualcuno  dicendo
  che  non  abbiamo fatto nulla, ci stiamo almeno provando  e  questi
  sono fatti oggettivi.
                              (Applausi)

   L'onorevole Lentini e l'onorevole Vinciullo, invece, hanno ripreso
  quello  che è stato l'intervento fatto anche da qui, qualche seduta
  fa, quando invitavamo il Governo a non perdersi più in normative di
  carattere  legislativo che riguardassero qualcosa che non  aveva  a
  che  fare con i problemi e con la crisi, sottolineo le loro  parole
  perché sono giuste.
   C'è  una  Sicilia  che  sta morendo, ci sono  manifestazioni  ogni
  giorno  fuori da questi palazzi ed è giusto che dobbiamo cominciare
  a  dare  in  maniera  immediata risposte a queste  persone,  perché
  altrimenti non stiamo facendo un buon lavoro come legislatori.
   Però,  fino a quando si controllerà il voto in Sicilia, purtroppo,
  tante  di quelle cose non cambieranno, ed allora siamo costretti  a
  cominciare a mettere in piedi delle norme che siano a contrasto del
  voto  di  scambio e questa diventa per noi imprescindibile  per  il
  passaggio  alla  votazione  del  doppio  voto  di  genere,   perché
  altrimenti  avremo creato l'ennesimo esempio di  doppietta  -   uno
  nove,  uno  otto,  uno sette - che per chi non è avvezzo  a  questi
  meccanismi possono sembrare solo numeri ma che invece rappresentano
  una tracciabilità del voto, ma ovviamente non devo insegnarlo a voi
  che  siete  sicuramente  più capaci e più esperti,  non  perché  lo
  perpetrate,   assolutamente,  non  me   ne   voglia   nessuno,   ma
  semplicemente perché conoscete quali possono essere le dinamiche.
   Il  pensiero espresso dalla collega Gianina Ciancio è il  pensiero
  del  Gruppo Movimento Cinque Stelle solo ed esclusivamente  per  il
  fatto  che  noi  concordiamo, e non perché siamo, come  l'onorevole
  Cordaro ha ricordato,  comandati dal nostro padrone Grillo . Io  mi
  rivolgo  all'onorevole Cordaro chiedendogli di non  rivolgersi  mai
  più  con questi toni perché non è giusto, perché è una mancanza  di
  eleganza, è una mancanza di capacità comunicativa nei confronti  di
  chi  oggi è chiamato qui a fare lo stesso lavoro che fa lui  e  noi
  non  ci siamo mai rivolti con quei toni, né a lui né a nessun altro
  in quest'Aula. Questa cosa ovviamente fa male come dignità, fa male
  anche  per  chi effettivamente sta provando ad essere un  cittadino
  all'interno  delle istituzioni con alto profilo,  alta  dignità  ed
  alto rispetto delle istituzioni.
   Noi  vogliamo riportare al centro di questa discussione quello che
  stasera è qui, chiedendo e ancora una volta invitando il Governo  a
  cominciare  ad  occuparsi in maniera immediata dei  problemi  della
  Sicilia,  dell'agricoltura, di fondi liberabili per  le  piccole  e
  medie  imprese, per le piccolissime imprese, per le microimprese  e
  in  generale per tutti quei cittadini che stanno in questo  momento
  vivendo gravi situazioni di rischio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Rinunzio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  non  tanto perché nel corso di  questo  dibattito  non
  avevo  preso la parola, ma perché ritengo giusto anche fare  alcune
  puntualizzazioni  e  fare un excursus di questo  disegno  di  legge
  presentato  -  come dice spesso il Presidente della  Regione  -  da
  diverso tempo, ma che ha visto nel percorso, nell'iter legislativo,
  una  serie  di  anomalie  a cominciare da quella  che  è  stata  la
  convocazione di urgenza ai sensi dello Statuto riconosciuta da lei,
  Signor  Presidente dell'Assemblea, mi permetta di  dirle,  con  una
  forzatura  di quella che è l'interpretazione dell'articolo  75  del
  Regolamento.
   La  cosa  che  più  mi  fa specie questa sera  è  avere  ascoltato
  interventi   di   colleghi,  peraltro  abituati  a  quest'Aula   da
  tantissimo  tempo, parlare di un disegno di legge che  riguarda  la
  riforma  elettorale, indicando la strada per esaminare soltanto  un
  articolo,  e  cioè  il  voto  di genere, obbligando,  anzi  volendo
  obbligare l'Assemblea quasi a mettere il bavaglio su tutta un'altra
  serie  di  argomenti che, a mio avviso, potrebbero  costituire  una
  serie  di  pressioni,  come  ho avuto  modo  di  dire  in  sede  di
  Conferenza di Capigruppo.
   Credo  che  sia  necessario fare una considerazione  di  carattere
  generale,  che  è  la seguente: o questa legge  elettorale  non  va
  esaminata,  come io ritengo corretto alla vigilia di  una  campagna
  elettorale  che è già partita, che già vede i soggetti destinatari,
  sia delle liste civiche, sia dei partiti impegnati in quella che  è
  l'attività  di  organizzazione di  una  lista,  di  un  sistema  di
  alleanze in ogni civico consesso, o si pone da parte il disegno  di
  legge,  e  si rinvia a dopo le elezioni con un impegno  solenne  di
  tutti  i  Capigruppo  e  ovviamente anche suo,  signor  Presidente,
  perché  questo argomento possa essere trattato con via prioritaria,
  subito dopo l'approvazione della legge di bilancio e di finanziaria
  alla  quale  io  attengo  molta importanza,  se  non  altro  perché
  l'esercizio  provvisorio di quattro mesi va a scadere  a  breve  ed
  ancora non sono stati presentati tutti gli atti necessari.
   Dagli    interventi   di   alcuni   colleghi,   compreso    quello
  dell'onorevole Cracolici, i parlamentari di quest'Aula  si  possono
  dividere  in conservatori ed innovatori. Innovatori sono  coloro  i
  quali  sostengono il voto di genere, non immaginano minimamente  la
  riduzione  anche  di  un  punto della percentuale  in  ordine  allo
  sbarramento e non prevedono altre modifiche della legge elettorale.
   Sono,  invece,  conservatori coloro i quali  pensano  che  non  si
  possono  fare  modifiche alla vigilia di una campagna elettorale  e
  quindi immaginare, e questo è l'ulteriore regalo che ci vuole  fare
  la  maggioranza sulla legge elettorale, di mettere  il  bavaglio  a
  quest'Assemblea  perché,  attraverso  un  marchingegno  che  non  è
  consentito  da  alcuna norma regolamentare, possa  essere  trattato
  questo disegno di legge esclusivamente in ordine all'articolo 1.
   Credo  che questo non si possa fare, non si debba fare e si  debba
  lasciare  libero  il  Parlamento qualora il  Parlamento  decida  di
  passare all'esame di questo disegno di legge ad esaminare non  solo
  gli  emendamenti che sono stati presentati unitamente agli articoli
  inseriti  nel  disegno  di legge, ma tutti  gli  altri  emendamenti
  aggiuntivi, purché facciano parte o siano in assoluta sintonia  con
  il disegno di legge previsto all'ordine del giorno.
   Allora,  signor Presidente, mi appello al suo buon senso, al  buon
  senso  del  Governo, al buon senso dei gruppi parlamentari,  perché
  questo  disegno di legge, senza avere né vincitori né vinti,  senza
  immaginare  che ci possano essere su un disegno di legge elettorale
  innovatori o conservatori, non venga approvato. L'idea del voto  di
  genere è una questione importante, che va esaminata con attenzione.
  Credo  che  si debbano fare una serie di riflessioni  in  ordine  a
  quella    che   potrebbe   essere   la   conferma   della   riserva
  dell'obbligatorietà delle donne che devono essere messe in liste  o
  quanto meno di un genere che deve essere messo obbligatoriamente in
  lista.  Le due cose non possono essere entrambe in sintonia  perché
  significherebbe voler avvantaggiare a tutti i costi un sesso.
   Mi  appello  al  buon senso di quest'Assemblea e  alla  storia  di
  quest'Assemblea,  perché due mesi prima della  scadenza  elettorale
  mai e poi mai sono stati esaminati disegni di legge di modifica  di
  sistema elettorale.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare  l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  preliminarmente
  vorrei sgombrare il campo da un pregiudizio e cioè dal fatto che il
  centro  destra  e la Lista Musumeci in particolare  possano  essere
  contrari ad una norma, ad una legge che possa favorire una maggiore
  rappresentanza delle donne all'interno delle istituzioni.  Tanto  è
  che,  addirittura, abbiamo presentato un  disegno di legge  in  tal
  senso  ancor  prima di quello presentato dal Governatore  Crocetta.
  Questo  per sgombrare il campo da ogni impossibile speculazione  ed
  anche  per denunciare il tentativo da parte di un Presidente  e  di
  una  maggioranza che ha dimostrato di essere assolutamente  succube
  di  questo Presidente, forse perché legata alla paura che si  possa
  andare  a  votare  prima  del  tempo, che  accetta  supinamente  lo
  stravolgimento  di  ogni  convenzione parlamentare  sia  a  livello
  regionale  che  a  livello anche di tutti gli altri  Parlamenti  di
  Paesi  democratici, dove neppure si sarebbe immaginato, pensato  di
  poter presentare una modifica della legge mentre la partita era già
  iniziata.
   E  non  è  vero quello che ha sostenuto il Governo, che  ancora  i
  comizi  elettorali non sono stati indetti, rispetto al  chiarimento
  che  la Presidenza, opportunamente, ha chiesto al Governo, e non  è
  vera la risposta del Governo, che non sono stati indetti i comizi e
  che  comunque  da  qui al 15 aprile il Governo  può  modificare  la
  legge.
   Il  Governo non può fare assolutamente più nulla perché è  in  una
  situazione  obbligata  in quanto, dopo aver cambiato  per  ben  tre
  volte  la  data dell'elezione, l'ultima modifica, con  delibera  di
  Giunta,  ha  stabilito la data del 9 giugno  come  data  ultima  ed
  improcrastinabile per andare a votare, quindi - ripeto - il Governo
  non ha nessuna facoltà di poter intervenire da qui al 15 di aprile
   Il   Governo  è  assolutamente  obbligato  a  convocare  i  comizi
  elettorali  per  la  data del 9 giugno, posto che,  come  ho  detto
  prima,  è  la data ultima per votare in quanto poi sono previsti  i
  ballottaggi  ed  il tutto deve svolgersi all'interno  del  mese  di
  giugno.
   Quindi  questa  è stata una risposta fuorviante  ed  è  stata  una
  risposta   cha   ancora  una  volta  sottolinea  la   gravità   del
  comportamento  istituzionale da parte del Governo che,  a  tutti  i
  costi e stravolgendo ogni regola ed ogni rispetto per quest'Aula  e
  per  la  gente, per i deputati, per la società, insiste addirittura
  andando a convocare in via straordinaria e urgente l'Aula per poter
  affrontare questo argomento.
   Ora,  per  me  sarebbe gioco facile sottolineare  delle  folle  di
  persone  che manifestano tutti i giorni, come sosteneva l'onorevole
  Cancelleri,  le  manifestazioni di protesta che giornalmente  e  in
  tutte   le  parti  dell'Isola  stanno  lì  a  gridare  la   rabbia,
  l'impotenza,  la  preoccupazione per il proprio  futuro  o  per  la
  impossibilità, nella maggioranza dei casi, non solo di poter  avere
  un  lavoro,  ma addirittura di poter portare qualcosa  da  mangiare
  sulla  tavola  per  i propri familiari. Bene, l'Aula  non  è  stata
  convocata in via straordinaria per dare risposta a questi problemi,
  non  è  stata convocata in via straordinaria per intervenire -  per
  esempio - su una norma che acceleri l'utilizzo e la spesa dei Fondi
  europei, non è stata convocata in via straordinaria per cercare  di
  porre  rimedio alla massa enorme di gente che ha perduto il proprio
  posto di lavoro, bensì è stata convocata in via straordinaria  solo
  perché  il Presidente Crocetta aveva annunciato in televisione  che
  per  prima  la  Sicilia  avrebbe  votato  una  norma  per  le  pari
  opportunità, per dare, attraverso il voto di genere, la possibilità
  a molte più donne di essere elette.
   Ma  vedete, a volte  il diavolo fa le pentole ma dimentica di fare
  i coperchi  e a volte, per il principio delle eterogenesi dei fini.
  ci  si  prefigge di arrivare ad un risultato ed invece si arriva  a
  risultati molto diversi.
   E'  come  le reazioni avverse dei farmaci, gli effetti collaterali
  dei  farmaci,  è come se si dicesse che c'è questo farmaco  che  fa
  passare il mal di testa però, a volte, provoca l'infarto. Qui siamo
  in  presenza  di  una legge che ha assolutamente questi  connotati,
  cari  colleghi, perché è una legge che introduce di nuovo  la  mala
  pratica delle preferenze, che introduce di nuovo la possibilità per
  la  mafia  in  Sicilia, in una regione ad alta densità mafiosa,  di
  potere  controllare  i  voti  e  vi spiego  anche  come  faranno  a
  controllare i voti.
   Prima  della  riforma, fino al 1991, nei Comuni, soprattutto,  nei
  piccoli  Comuni  e nei quartieri degradati delle grandi  città,  la
  mafia aveva la possibilità di controllare facilmente il voto ed era
  un  controllo ferreo, un controllo che non ammetteva che si potesse
   sgarrare   perché  poi c'era la punizione, e  che  punizione   Era
  semplice,   si   andava  nelle  famiglie  durante  la  competizione
  elettorale  e  si  portavano dei numeretti dicendo  che  si  doveva
  votare  con  quei  tre numeretti. Poi, c'era il  rappresentante  di
  lista  che  andava  nella  sezione e,  man  mano  che  uscivano  le
  preferenze,   le   annotava.  In  tutte  le   sezioni   c'erano   i
  rappresentanti  di  lista  con  i taccuini  pronti  a  prendere  le
  preferenze man mano che uscivano e come uscivano  Era come i numeri
  del  lotto, uscivano con una precisione che non ammetteva sgarri  e
  se  c'era qualcuno che osava ribellarsi e osava votare liberamente,
  poi  ne pagava le conseguenze, anche con la propria incolumità, con
  le  minacce e persino con atti ancora più gravi di violenza. E  se,
  invece,  questo  esercizio di pressione lo  esercitavano,  come  lo
  esercitavano le segreterie dei partiti, bene, le conseguenze  erano
  che  si diventava dei reietti, non si poteva più partecipare a  dei
  concorsi  perché  inspiegabilmente si veniva  bocciati,  si  veniva
  collocati in una situazione ai margini della società.
   Oggi   il   governatore  Crocetta,  con  questa   proposta   vuole
  reintrodurre  nuovamente questo privilegio per la mafia  e  per  le
  segreterie organizzate e dei partiti che, attraverso le preferenze,
  così  come  contemplate  con questa legge,  ci  faranno  ripiombare
  indietro  di  25  anni, ci faranno ritornare  nel  buio  della  non
  democrazia,  ci faranno ritornare di nuovo alle barbarie  ed  oggi,
  soprattutto  oggi, con la disoccupazione che c'è, con la  fame  che
  c'è, con la gente che non ha da mangiare, nei quartieri di tutte le
  città   ed  in  tanti  Paesi  si  assisterà  al  voto  di   scambio
  generalizzato con la certezza che ci potrà essere il  controllo  se
  il voto è avvenuto, se lo scambio c'è stato:  ti do 100,00 euro per
  ogni  voto,  se  la  combinazione  uscirà;  se  non  uscirà  quella
  combinazione, non avrai i soldi .
   E'  questo a cui mira il presidente Crocetta, è questo a cui  mira
  il  PD,  è  questo  a  cui  mirano quei deputati  che  fanno  della
  democrazia  un  vanto, vogliono questo, vogliono  farci  ripiombare
  nuovamente in questo tipo di situazione.
   Ed allora, se non è questo che vogliono, debbo pensare che è stata
  una  boutade  pubblicitaria, ma non si è  tenuto  conto  abbastanza
  dell'eterogenesi  dei  fini  e degli effetti  collaterali.  Effetti
  collaterali  che  spesso  nei farmaci sono  molto,  ma  molto,  più
  pesanti  e  dannosi  rispetto a ciò che si  prefiggono  di  curare.
  Questa è la situazione
   Caro  onorevole Picciolo, trattandosi di materia elettorale  posso
  parlare per un giorno, si legga l'articolo di competenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Picciolo confermo, è così. Però  non  sfidi
  l'onorevole Formica.
   Onorevole Formica, se potesse concludere il suo intervento, gliene
  saremmo tutti grati.

   FORMICA.  Signor Presidente, non è un problema di  tardi  o  meno.
  Lei, con una interpretazione del regolamento molto forzata oggi  ha
  fatto  sì che questa seduta si tirasse per le lunghe, perché questa
  seduta  doveva  interrompersi  alle  19.15,  quando  c'è  stata  la
  votazione  sulla  pregiudiziale e lei, con una sua  interpretazione
  del  regolamento, ha conteggiato la prima astensione del  Movimento
  Cinque  Stelle che non poteva essere conteggiata tra i  votanti.  A
  mio avviso, invece, doveva conteggiare solo i voti dei deputati che
  erano  rimasti seduti, che non si erano alzati. Ed a quel punto  si
  sarebbe accorto che la pregiudiziale era passata
   Quindi ora, se la seduta si è tirata fino a questo momento,  penso
  che non è colpa di chi vuole impedire uno scempio. Anzi, noi stiamo
  cercando  di far capire se ci sono ancora uomini liberi  in  questo
  Parlamento che vuol far fare un salto indietro, e mi vergognerei  e
  mi vergognerò di uscire per strada se faccio parte di un Parlamento
  che ha reintrodotto le preferenze: questa vergogna
   E  mi  appello  ancora  ai deputati del Movimento  Cinque  Stelle,
  facendo loro notare che le ipotesi che da più parti serpeggiano  in
  quest'Aula  circa  la possibilità, peraltro avanzata  ufficialmente
  dal Governatore in Conferenza Capigruppo e da alcuni capigruppo  di
  maggioranza, di poter discutere solo del voto di genere,  capiranno
  bene che è una perfetta presa in giro rispetto alla possibilità che
  tutti   gli  emendamenti  vengano  esaminati,  anche  quello   loro
  correttivo  sul seggio unico, per impedire, o almeno  diminuire  la
  possibilità di controllo del voto; beh, a quell'emendamento non  si
  arriverà  mai  se  passa  questa  linea.  E  se  non  agiranno  con
  attenzione,  si  saranno resi complici di  una  manovra  fatta  dal
  Governatore  Crocetta e dalla maggioranza che lo  sostiene  per  di
  fatto  favorire  - lo dico ancora una volta - la mafia   Perché  il
  Presidente Crocetta con questa legge vuol favorire la mafia, quella
  mafia  che a parole dice di combattere e che di fatto, invece,  sta
  agevolando con questa norma.
   Io  mi  auguro che questa norma venga bocciata dall'Aula e che  il
  Parlamento abbia il tempo necessario per parlare di modifiche  alla
  legge elettorale, al di fuori del periodo elettorale.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, per l'ennesima volta ha ribadito un
  concetto  in  riferimento alla votazione sulla  pregiudiziale;  lei
  molto meglio di me sa che in caso di voto per alzata e seduta, dopo
  che  è  avvenuta  la votazione - e in questo caso non  era  neanche
  avvenuta  -  può  essere fatta la controprova,  e  comunque  non  è
  prevista l'astensione.
   Questo solo per chiarimento, perché ve ne sia traccia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha facoltà.

   LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa sera siamo
  chiamati ad un'ulteriore fase.
   Siamo  in  un  momento difficile della nostra vita  economica.  Il
  reddito  pro-capite  dei siciliani è di 15 mila  euro  inferiore  a
  quello dei greci; la disoccupazione giovanile è al 60 percento,  la
  più alta d'Europa; le famiglie sono in difficoltà; l'agricoltura  è
  in difficoltà.
   Anziché  occuparci  di queste cose, per la  seconda  volta  in  15
  giorni, siamo chiamati da questo Governo ad occuparci di che  cosa?
  La  prima  volta abbiamo parlato dell'abolizione delle Province,  e
  vedremo  fra  qualche  mese  quello che  si  otterrà,  ed  oggi  ci
  occupiamo della doppia preferenza di genere.
   Anziché  parlare  di  facilità  di accesso  al  credito,  di  come
  rilanciare  l'agricoltura, il turismo, il commercio, il Governo  ci
  chiama  a discutere di una legge per nascondere, forse, quelle  che
  sono  le vere difficoltà: l'incapacità a risolvere i problemi  seri
  di questa terra, di dare risposte concrete ai siciliani.
   Allora  mi rendo conto che oggi, forse, è più importante  apparire
  nelle  televisioni,  fare proclami mediatici e  non  dare  risposte
  concrete  ai siciliani. Io non ho niente contro le donne, anzi  ben
  vengano:  ma penso che una donna che abbia capacità, che si  voglia
  confrontare  con la politica, basta che si candidi in una  lista  e
  possa  essere  eletta.  Per quale motivo  dobbiamo  costringere  le
  persone a dare il doppio voto?
   Questo  è  un  segno di antidemocrazia, perché  io  penso  che  la
  libertà   di   candidarsi  sia  un  fatto  che  non  possa   essere
  condizionato  neanche da una legge. Ognuno si  può  candidare  come
  vuole. Non capisco per quale motivo si debba obbligare l'elettore a
  dare la doppia preferenza: è, secondo me, un fatto assai sbagliato.
  Nei  piccoli comuni, dove si eleggono dieci o quindici consiglieri,
  signor Presidente, lei sa che i grandi elettori possono, con  pochi
  voti,  condizionare ed eleggere i consiglieri che vogliono e quindi
  bloccare  anche la democrazia nei piccoli comuni dove è  importante
  lasciare libero ogni elettore.
   Allora, io credo che oggi stiamo facendo un passo indietro perché,
  come   dicevano  bene  gli  altri  colleghi,  mettendo  la   doppia
  preferenza  possiamo condizionare il voto perché quello  che  è  il
  gesto  nobile  della legge può decadere in un condizionamento  che,
  secondo  me,  può  diventare per certi versi anche  pericoloso  nei
  piccoli centri, nei piccoli borghi.
   Per  tutto  questo io sono contrario a questo disegno di  legge  e
  penso  che  è anche sbagliato, come hanno detto tanti, cambiare  le
  carte  in  corso perché per certi versi già sono stati  indette  le
  date elettorali, e quindi già la gente si sta impegnando e noi  non
  possiamo sicuramente cambiare le regole perché facciamo un danno ai
  cittadini  ma, in un certo senso, anche alla credibilità di  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione
  onorevoli  colleghi,  volevo  illustrare  un  report  della   World
  Economic  Forum  che  mi  sembra alquanto interessante,  un  report
  recente che ha messo in luce, se ce ne fosse ulteriormente bisogno,
  il  GAP tra uomini e donne. Il divario viene misurato in termini di
  pari  opportunità  e  riferito a quattro principali  aree  ossia  a
  partecipazione  ed opportunità economiche, livello  di  istruzione,
  potere  politico, salute e sopravvivenza. Prendendo  in  esame  134
  nazioni,  il  rapporto  mette in luce un  netto  peggioramento  del
  nostro Paese. Rispetto all'anno, precedente l'Italia è passata  dal
  72   al  74  posto ed è superata pure dal Malawi e dal Ghana.  Solo
  tre  donne  su sette hanno la possibilità di assumere incarichi  di
  leadership.  Il  commento  del  redattore  del  report  è,  a   tal
  proposito,  lapidario:   è  più facile spezzare  un  atomo  che  un
  pregiudizio'  come  diceva Albert Einstein  in  un  contesto  socio
  politico economico come quello attuale, purtroppo gli stereotipi di
  genere  sono  tra  i più frequenti e maggiormente  condivisi  dalla
  società.
   Credo  che  sia proprio colpa di questi stereotipi la causa  della
  sottorappresentazione della donna nel lavoro ed in tutte  le  sfere
  della vita pubblica, ed ancora di più in relazione alla discussione
  che  ci  vede presenti in questo consesso nella politica.  Il  nodo
  della  questione non è certamente la lodevole intenzione di cercare
  soluzioni,  di  proporre strumenti, di avviare  iniziative  tese  a
  favorire  quanto  più possibile la riduzione del  GAP  delle  donne
  nella vita politica rispetto agli uomini, quanto invece se la legge
  che andremo oggi a votare potrà produrre tali effetti. In tal senso
  mi  chiedo  quanto  invece  non sia più produttivo  adoperarsi,  ad
  esempio, per attivare percorsi tendenti ad una reale trasformazione
  della  modalità  di lavoro della politica e delle  amministrazioni,
  perché  probabilmente  è proprio lì che vanno  ricercate  le  reali
  causa  della scarsa partecipazione della donna nella vita  politica
  amministrativa.
   Mi viene, ad esempio, da pensare alla nostra collega del Movimento
  Cinque  Stelle che, essendo da poco diventata mamma,  si  trova  da
  poco  ad affrontare i lavori d'Aula con un peso organizzativo e  di
  gestione  della  propria  vita sicuramente molto  più  problematico
  rispetto  a  quello  che  vivono gli altri colleghi.  Immagino  che
  l'adozione   di   politiche  tendenti  a  realizzare   nei   centri
  amministrativi e politici dei luoghi adatti ove potere interpretare
  il proprio ruolo politico e amministrativo senza dovere rinnegare o
  dover  fare  salti mortali per suddividersi anche con il  ruolo  di
  mamma,  sono  questa  e  tante altre le iniziative  che  potrebbero
  essere prese in considerazione e che potrebbero essere più incisive
  nella risoluzione del problema.
   In merito agli altri gruppi di disposizione, e cioè alle modifiche
  al  sistema  di  elezione  dei consigli nei  comuni,  mi  riferisco
  all'abbassamento della soglia di sbarramento dal cinque al  quattro
  percento  dei  consigli, nonché alla disciplina  dei  rimborsi  dei
  permessi  retribuiti per i lavoratori dipendenti eletti negli  enti
  locali, sono convinto che stiamo nettamente in ritardo nel trattare
  tali   argomenti,  troppo  a  ridosso  rispetto  a  questa  tornata
  elettorale  delle amministrative a meno che tali norme non  vengano
  eventualmente messe in vigore per la successiva tornata elettorale.
   Sono  altresì  fermamente  convinto  che  questi  due  giorni   di
  Assemblea potevano essere utilizzati in maniera migliore,  diversa,
  e mi riferisco alle grandi problematiche, alle grandi emergenze che
  affliggono  il  popolo  siciliano, e che il  popolo  siciliano  sta
  vivendo; mi riferisco a quegli imprenditori che chiudono bottega  o
  che  addirittura compiono gesti estremi, alle migliaia di padri  di
  famiglia  che hanno perso il loro lavoro o che sono in procinto  di
  perderlo.
   Oggi  si  sarebbe potuto utilizzare questo tempo, anche quello  di
  ieri,  in  maniera molto più congrua; si poteva parlare  di  questi
  argomenti,  si  poteva studiare il bilancio, si poteva  parlare  di
  bilancio.  Per questo motivo io dico che sono a favore  sicuramente
  del  voto della doppia preferenza di genere, anche se sono convinto
  che  questa non cambierà lo stato delle cose. Mi asterrò per quanto
  riguarda tutto il resto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.
   Si  sono  iscritti  a  parlare l'onorevole  Musumeci,  l'onorevole
  Panepinto e l'onorevole Greco.
   Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo constatare
  stasera,  e voglio fare una piccola premessa legata a questo  avvio
  di legislatura, di questo Governo e del nostro Presidente Crocetta,
  e  del nostro Presidente Ardizzone, è stato un avvio di legislatura
  idilliaco  per  i primi passi: le norme sull'abolizione  degli  ATO
  rifiuti  e  degli  ATO idrici e tutta una serie di  iniziative  che
  sicuramente  hanno  dato  lustro a questo  Parlamento  e  a  questo
  Governo.
   Molto  probabilmente questo meccanismo virtuoso  si  è  inceppato,
  perché  la  scadenza  della tornata elettorale nazionale  e  questa
  prossima  amministrativa ha fatto impazzire il sistema, perché  noi
  qui  questa sera ragioniamo e discutiamo di una norma che  entra  a
  gamba  tesa  durante  la  sessione  di  bilancio,  e  con  forza  e
  imposizione deve passare a tutti i costi.
   La  verità  qual è? Che oltre alla tornata elettorale nazionale  -
  dove  qualche  forza politica qua dentro ha raccolto  frutti  -  le
  ultime  nomine di questo Governo giustificano l'appartenenza  o  il
  consenso elettorale a una determinata forza politica o a più  forze
  politiche.  Io  oggi  ho  apprezzato  di  vero  cuore  l'intervento
  dell'onorevole Faraone, io che faccio parte del centro  sinistra  e
  di questa maggioranza, sono amareggiato di vedere che andiamo verso
  una  tornata  elettorale  in ordine sparso,  dove  tutte  le  forze
  politiche  vogliono  dribblare il compagno di  viaggio,  perché  di
  questo si parla in questa tornata elettorale.
   Questa  norma  stasera  consolida, non il voto  di  scambio  della
  mafia,  come  ha detto qualcuno, ma vuole consolidare  il  voto  di
  genere,  il  responso elettorale di tutti gli amici che sono  stati
  nominati  fino  a  questa mattina. Questo è il  vero  fine,  perché
  diversamente non si può giustificare.
   Io  sono d'accordo al voto di genere nell'articolo 1, ma ci  vuole
  una legge organica, perché diversamente noi stiamo facendo il gioco
  al  massacro,  perché già la norma elettorale in  vigore  è  insita
  nella norma vigente, un deficit di democrazia.
   Quando voi parlate del comune di Palermo, di decine e centinaia di
  comuni  in questa Isola, dove una maggioranza è stata garantita  al
  sessanta per cento, con consiglieri che hanno riportato tre voti di
  preferenza,  mentre quelli che avevano riportato trecento  voti  di
  preferenza  sono  rimasti fuori, vi chiedo ma  è  legittimo?  Ma  è
  democratico tutto questo? Ma stiamo scherzando?
   Allora su questa base noi dobbiamo confrontarci.
   Faccio   un   altro   apprezzamento  al  Presidente   Crocetta   e
  all'assessore all'economia, perché dopo questo tour de force che ci
  hanno  imposto  stasera,  questa Assemblea dovrebbe  discutere  del
  bilancio. E' apprezzabile e lodevole il percorso che si sta facendo
  nel  riconoscimento dell'articolo 37, questi sono i veri  risultati
  importanti. Questo sarà un risultato strategico per la Sicilia, per
  il  futuro dell'economia di questa Sicilia, per i giovani e per  le
  attività produttive che insistono in questo territorio.
   Io  forse mi ero illuso che l'avvio era stato profetico, un  avvio
  positivo  che si è arrestato e continua, e forse continuerà  questo
  fermo, fino a dopo la tornata amministrativa.
   Io  sono  d'accordo  a fare una norma, ma ci vuole  una  norma  di
  riforma elettorale organica e non si può limitare solo alla  doppia
  preferenza di genere perché, sostanzialmente, noi dobbiamo  entrare
  nel  merito, come hanno detto - anche un plauso alla compagine  dei
  grillini - ci faranno fuori tutti con questa norma attuale.
   Perché  con questa norma di carenza di deficit loro raggiungeranno
  sicuramente la prima percentuale e sbatteranno fuori tutti i  furbi
  e  i furbetti che vogliono mettere in campo la diatriba all'interno
  delle coalizioni.
   Su  questa base necessitano organicamente due, tre, quattro punti,
  si  sospenda  la seduta, si faccia una riunione con  il  Presidente
  Crocetta,  con  il  Governo,  e  si fissino  tre  o  quattro  punti
  importanti  per  abbassare il deficit di  democrazia,  per  portare
  avanti  questo  testo.  Non  si può continuare  un  controllo  così
  capillare con una norma del genere.
   Quando ci sono sezioni nei comuni di quattrocento votanti, e vanno
  quindici o venti voti ad un consigliere comunale, per essere eletto
  bastano  duecento voti, che in quindici sezioni significa  quindici
  voti  per sezione. E voi pensate che non si possono controllare  su
  quattrocento  votanti quindici voti? E allora facciamo  la  sezione
  unica.
   Sulla  proposta  del  seggio unico di aumentare  il  numero  degli
  elettori nelle sezioni io penso che sarebbe una strada maestra  per
  evitare  di fare scattare un meccanismo che non dia una maggioranza
  ad una forza politica, ad un sindaco, che al ballottaggio arriva al
  quindici  per  cento  e  gli  scatta  il  sessanta  per  cento   in
  automatico.

   PRESIDENTE:  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  al
  punto  in  cui  siamo dobbiamo prendere atto che il  Parlamento  ha
  evidenziato  in  maniera assolutamente chiara e  inequivocabile  la
  condivisione dello spirito di questo disegno di legge  di  sintesi,
  affinché  sia data pari dignità e pari opportunità alle  donne  per
  poter  essere presenti nei comuni a svolgere un ruolo  che  per  la
  politica diventa un valore aggiunto. Noi riteniamo di essere  stati
  -  noi  del  centro destra in generale, non è tempo di  coccarde  -
  antesignani, quando prima ancora che lo facesse il Governo, abbiamo
  presentato  un  disegno di legge che prevedeva,  appunto,  la  pari
  opportunità  di  preferenze di genere.  Lo  abbiamo  fatto,  quando
  pensavamo  che  il Governo potesse affrontare la propria  avventura
  sulla  scorta di una programmazione fatta di obiettivi, di tempi  e
  di risorse.
   E  tuttavia abbiamo dovuto prendere atto, con grande amarezza, che
  questo  Governo  va  avanti alla giornata,  e  va  avanti  con  una
  approssimazione  che  non  solo mette in difficoltà  il  Parlamento
  nella sua interezza - sia chiaro - ma non rende certamente onore al
  buon  Governo  e ad un metodo di Governo che è fatto di  tappe,  di
  obiettivi, di calendarizzazione, e appunto di programmazione.
   Nel  mese di marzo, abbiamo scoperto che il Presidente Crocetta  è
  per  togliere il diritto di voto a quattro milioni di siciliani che
  avrebbero  dovuto  esprimere  i vertici  dei  liberi  Consorzi  dei
  Comuni, e nel mese di aprile scopriamo che è per favorire le  donne
  nel diritto ad essere elette nei Comuni.
   Si  va  avanti,  naturalmente, a zig-zag, con la schizofrenia  che
  abbiamo dovuto conoscere e registrare in questi mesi e che -  ahimé
  - siamo condannati e costretti a conoscere nel futuro.
   Noi  riteniamo che il disegno di legge in esame all'Assemblea  sia
  assolutamente  una  tappa di civiltà, e  come  tutte  le  tappe  di
  civiltà  ha  bisogno  di  un clima e di  un  contesto  di  assoluta
  serenità,   di   sereno   confronto,   di   aperto   dialogo,    di
  predisposizione  ad  ascoltare e a recepire  i  suggerimenti  degli
  altri, anche dell'avversario.
   Questo  privilegio  l'Assemblea non lo ha  avuto  concesso  da  un
  Governo che pensa di andare avanti a segnare le proprie tappe sotto
  la  spinta  emotiva della piazza. Un Governo che per non avere  una
  programmazione,  è convinto che sia sufficiente un  annuncio,  poco
  conta  se davanti ad una telecamera, per potere poi costringere  il
  Parlamento   ad  arrancare  anche  quando  il  Parlamento   avrebbe
  necessità di occuparsi dello strumento fondamentale della sua  vita
  e  della vita dell'ente che è il bilancio, che per essere strumento
  fondamentale abbisogna di atti propedeutici, di confronti sereni  e
  di approfondimenti meditati.
    Che  fretta  c'era,  maledetta  primavera   direbbe  una  vecchia
  canzone,  che  fretta c'era per arrivare all'esame di  questo  tema
  fondamentale  e  importante  nel  momento  in  cui  poteva   essere
  inserito,  in  un  dibattito molto più ampio, legato  alla  riforma
  degli enti locali in Sicilia?
   Che  fretta c'era, quando si poteva benissimo affrontare  il  tema
  nel  contesto di una stagione di radicali riforme, come  era  stato
  assicurato  dal Governo all'Assemblea nel momento in  cui  è  stato
  votato quel folle disegno di legge per la soppressione degli organi
  elettivi nei liberi Consorzi dei Comuni?
   Tutti  siamo d'accordo sul fatto che serva una sostanziale riforma
  dell'ordinamento  degli Enti locali, tutti  siamo  d'accordo  sulla
  necessità  di  rivedere  la soglia di sbarramento  che  sottrae  al
  diritto   di  rappresentanza  centinaia  di  migliaia  di  elettori
  siciliani, tutti abbiamo avvertito il bisogno di rivedere la  legge
  che   consegna   con  la  quota  di  maggioranza   una   stragrande
  rappresentanza delle assemblee civiche a sindaci che pure ottengono
  soltanto marginali quote di percentuale di voti e di consensi.
   Sono  emersi, in questo dibattito, tante perplessità, a cominciare
  da  quelle  sollevate dal mio Capogruppo, onorevole Formica,  tante
  perplessità legate alla possibilità di rendere impermeabile  l'Ente
  locale  a  condizionamenti e a pressioni esterne  malavitose  e  di
  organizzazioni criminali. Le perplessità, le diffidenze, i problemi
  manifestati  in questo appassionato dibattito dal centro  destra  e
  dal centro sinistra avrebbero dovuto suggerire prudenza.
   E  allora, signor Presidente dell'Assemblea, signori del Governo e
  colleghi  deputati,  noi riteniamo che l'articolo  1  possa  essere
  esaminato  dall'Assemblea  soltanto se viene  sottoposto  all'esame
  dell'Aula   così  com'è,  senza  alcuna  aggiunta  di  emendamenti,
  pensando all'esame radicale, sostanziale, concreto dell'ordinamento
  degli  enti  locali  in Sicilia, già a partire dall'indomani  della
  sessione di bilancio.
   Lo vogliamo fare con grande senso di responsabilità, e sapendo che
  il  centro destra su questa posizione non è del tutto unitario;  lo
  vogliamo  fare facendo appello al contributo che questa opposizione
  di centro destra vuole e sa offrire alla moderna e civile battaglia
  per consentire che la donna possa avere pari opportunità negli enti
  locali,  lo vogliamo fare ben sapendo che questo progetto di  legge
  appare  monco in molti suoi aspetti a cominciare dal principio  che
  avrebbe  dovuto introdurre il cinquanta per cento dei candidati  di
  ambo i sessi.
   E'  un progetto di legge assolutamente mutilato, è un progetto  di
  legge che nella sua articolazione non fa onore al Governo che lo ha
  proposto  nella  sintesi,  ma è anche  un  progetto  di  legge  che
  richiama  una  nostra  iniziativa, quella del  centro  destra,  per
  consentire  di  porre rimedio ad una menomazione che  l'ordinamento
  degli  enti  locali  ha  finora custodito e conservato,  non  certo
  facendo onore alla tradizione e alla storia di questo Parlamento.
   Anche per queste ragioni, signor Presidente, per recuperare ad  un
  senso  di  responsabilità  tutte le  forze  politiche  che  non  si
  richiamano  e non si riconoscono nella maggioranza di  Governo,  le
  chiedo  la  cortesia  di  concederci dieci  minuti  di  sospensione
  affinché  questo  mio  appello, che non  è  solitario,  che  non  è
  personale, ma è quello di larga parte della opposizione  di  centro
  destra, possa diventare patrimonio di tutti.
   Noi  vogliamo  augurarci che a questa Sicilia, che arranca  e  che
  affronta  con  drammatica fantasia l'aridità del  pane  quotidiano,
  possa  stasera arrivare un atto di grande responsabilità che questo
  Governo  non merita, questo Governo meriterebbe una instancabile  e
  irriducibile opposizione improntata ad ostruzionismo.
   Ma  proprio  perché  vogliamo rendere nobile questa  battaglia  di
  civiltà per la parità di preferenze di genere, noi vogliamo stasera
  che  possa  uscire  fuori  una decisione  unitaria,  la  più  ampia
  possibile. Per questa ragione formalizzo la richiesta, a  nome  del
  centro destra, di concederci dieci minuti di pausa. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proviene una richiesta  abbastanza
  chiara  da  parte  di tutto il centro destra.  Ci  sono  altri  due
  iscritti  a  parlare  e siccome c'è la possibilità  di  intervenire
  successivamente sia sugli articoli che sugli emendamenti, ringrazio
  della  comprensione sia l'onorevole Giovanni Greco che  l'onorevole
  Panepinto e sospendo la seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.25, è ripresa alle ore 22.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ci  eravamo  lasciati  con  una
  proposta di sospensione che aveva avanzato l'onorevole Musumeci per
  cercare di trovare un'intesa concordata nell'ambito del Parlamento.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo
  richiesto  con  il presidente Musumeci una sospensione  dei  lavori
  proprio  per  potere mantenere, come centro destra,  una  posizione
  comune su questo delicato disegno di legge.
   Abbiamo   in   tempi  non  sospetti  contestato  la   convocazione
  dell'Assemblea straordinaria in piena sessione di bilancio. Abbiamo
  addirittura  portato i precedenti storici di questa  Assemblea  per
  convocazioni  straordinarie:  soltanto  quattro  precedenti   negli
  ultimi vent'anni.
   Peraltro,  questa Assemblea straordinaria viene a due  mesi  dalle
  elezioni  amministrative,  per  cui abbiamo  contestato  il  metodo
  scelto  per  potere  arrivare  ad un riforma  elettorale  seria  ed
  opportuna.
   Noi  riteniamo  che in questo disegno di legge  ci  siano  diversi
  spunti  per  potere migliorare l'attuale normativa  in  materia  di
  elezioni   amministrative  in  Enti  locali.   Penso   alla   norma
  antitruffa, la norma che prevede i rimborsi per i contratti fittizi
  assunti  dopo la elezione, penso alla norma che ha consentito,  per
  esempio,  al sindaco di Palermo con un partito del 10 per cento  di
  ottenere  30 seggi su 50, penso alla norma di riduzione del  numero
  dei  consiglieri comunali, al seggio unico di scrutinio che  è  una
  cosa  seria,  per controllare il voto di scambio. Ma non  siamo  in
  condizioni  in  questo momento di affrontare una norma  complessiva
  che ridisegna la legge elettorale per gli Enti locali, perché siamo
  a  ridosso di una competizione elettorale che ci vedrà impegnati in
  140 comuni della nostra Isola.
   Allora,  pur  non  volendo ostacolare il progetto  riformista  che
  comunque rimarrebbe a metà, considerata la norma che noi intendiamo
  approvare  questa sera, offriamo alla maggioranza una proposta  che
  fa  riferimento al PDL, alla lista Musumeci e al Cantiere Popolare.
  Di  operare cioè un disegno di legge stralcio che preveda  un  solo
  articolo, la doppia preferenza di genere, così come approvato dalla
  Commissione  Affari Istituzionali, senza emendamenti, e  rassegnare
  tutto  il  resto  del  disegno  di legge  alla  Commissione  Affari
  Istituzionali,  che  si  adopererà  con  l'assessore  Valenti  dopo
  l'approvazione del bilancio e della finanziaria, ad un  disegno  di
  legge organico.
   Su  questo percorso siamo disponibili e vorremmo che il Governo  e
  la maggioranza su questa proposta ci desse una risposta pubblica in
  Aula,  senza  ricorrere a conferenze di servizio, di Presidenti  di
  gruppi e quant'altro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, io ringrazio l'onorevole Cascio per avere portato  questa
  proposta, perché ritengo che introduca anche un elemento  forte  di
  novità nel confronto tra le forze politiche e il Governo.
   Prendo  atto  che prevale una volontà riformatrice, che  è  quella
  legata  alla  possibilità finalmente di rimuovere - così  come  tra
  l'altro dice la Costituzione - gli ostacoli reali che ci sono nella
  partecipazione delle donne alla vita politica, con  dati  che  sono
  persino  allarmanti  nella  società  siciliana,  quindi  credo  che
  costituiremo  anche in questo modo e contribuiremo al  rinnovamento
  della  classe  dirigente di questa Regione, anche attraverso  nuovi
  confronti  e nuove partecipazioni. Credo che la proposta sia  segno
  di  un  grande senso di responsabilità istituzionale,  per  cui  il
  Governo  la fa propria, l'accoglie, la condivide e inviterei  tutti
  ad  operare  in tal senso, ritirando gli emendamenti per  rinviarli
  alla  Commissione  Affari Istituzionali, e a procedere  rapidamente
  all'approvazione dell'articolo 1.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, ringrazio sia il Presidente della Regione  che
  l'onorevole Cascio per il buon senso, visto che ci siamo  ritrovati
  un pò tutti in questi giorni a condividere, quanto meno un percorso
  che ci vede ancora una volta protagonisti in questo nostro Paese.
   Pertanto la Commissione Affari Istituzionali si impegna a trovare,
  ancora una volta, quella sinergia per portare avanti tutto ciò  che
  si  è  detto, sia da parte delle opposizioni responsabili,  sia  da
  parte  di chi, chiaramente, ha condiviso questo ragionamento  e  di
  chi,  come  il  Presidente della Regione e lei, signor  Presidente,
  sicuramente  non farà mancare il proprio appoggio alla riforma  che
  rivede tutto ciò che si è detto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
  attenzione  la  proposta dell'onorevole Musumeci  e  dell'onorevole
  Cascio e devo fare una riflessione ad alta voce.
   E'  una  riflessione che faccio al Governo e al Parlamento  perché
  non   c'è  dubbio  che  questo  momento  politico  segna  un  fatto
  importante.  Una  parte  dell'opposizione  fa  una  scelta,   senza
  concordare una linea politica con l'altra parte dell'opposizione, e
  per quanto ci riguarda noi vogliamo restare coerenti con quello che
  abbiamo  detto sin dalle prime battute di questo disegno di  legge,
  che  noi  riteniamo un disegno di legge, nello spirito,  per  certi
  versi innovativo.
   Avremmo  preferito,  però,  che  questo  disegno  di  legge  fosse
  esaminato in una fase successiva, e che fosse parte di una proposta
  politica  più complessiva che eliminasse alcune storture,  come  ad
  esempio   quella  che  riguarda  la  possibilità  che  il  sindaco,
  accompagnato  da  liste che raggiungono appena  il  10  per  cento,
  ottenga una maggioranza del 60 per cento; avevamo pensato anche che
  fosse  corretto  che  si togliesse la riserva di  un  genere  nella
  misura  del  30  per  cento,  o del 25  per  cento  della  versione
  precedente, perché non c'è ombra di dubbio che in questo  senso  ci
  sarà  un genere che sarà favorito due volte, una perché si assicura
  una rappresentanza minima nella lista, la seconda perché si obbliga
  necessariamente a un voto che deve essere attribuito ad entrambi  i
  generi.
   Quindi  credo  che queste siano delle storture e  che,  invece  di
  innovare  ulteriormente, complicano un disegno di legge che  votato
  l'anno  scorso in un momento di sollecitazione forte  da  parte  di
  alcune  forze  politiche, vide l'Assemblea accettare una  soluzione
  finale  per questa legge elettorale che certamente manifesta,  così
  come hanno detto diversi parlamentari, delle storture.
   L'idea di governare questo processo a spizzichi e a bocconi  senza
  tenere conto dell'idea complessiva di un sistema elettorale, non ci
  aggrada.  Tuttavia  siamo consapevoli che c'è una  maggioranza  ben
  solida  e  per tale motivo ci rimettiamo all'Aula, ci asteniamo  in
  ordine  al  voto e, per quanto ci riguarda, auspichiamo che  subito
  dopo  questo momento elettorale si possa mettere mano ad un disegno
  di legge organico di riordino di un sistema elettorale che presenta
  - lo ripeto per l'ennesima volta - una serie di storture.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  richiesta
  che avviene questa sera senza la presentazione di alcun emendamento
  riporta  la  dicitura, all'articolo 1, che  nel caso di espressione
  di  due  preferenze,  una deve riguardare il  candidato  di  genere
  maschile  e  l'altra il candidato di genere femminile della  stessa
  lista, pena la nullità della seconda preferenza .
   Per  cui  io, al mio seggio elettorale, potrò andare a  votare  il
  candidato   Cracolici  realmente  candidato  della  lista   e   poi
  Cancelleri, che sono io, che lo sto votando. Questo per  me  ha  un
  solo nome ed è voto di scambio.
   Questa  cosa  vi pregherei di attenzionarla perché è molto  grave,
  perché  è  molto  grave,  quello che sta avvenendo   Se  si  fa  lo
  stralcio   senza  la  possibilità  di  portare  alcuni  emendamenti
  correttivi è molto grave
   Voi  ve  ne dovete assumere la responsabilità ed io spero  che  in
  quest'Aula nessuno chieda il voto segreto, anzi chiederemo il  voto
  palese  e  spero che nessuno chieda il voto segreto perché  poi  di
  fronte  alla  stampa  chi  ha votato in maniera  favorevole  questo
  disegno  di legge senza alcun emendamento dovrà renderne  conto  ai
  cittadini di quello che ha fatto.
   Io  inoltre  non mi spiego neanche la proposta che è  stata  fatta
  poco  fa dal centrodestra, quando ci siamo sorbiti sermoni di 15-20
  minuti, di mezz'ora dove si invocava alla mafia, agli inciuci  e  a
  tutto il resto e poi, alla fine, si viene a proporre che va bene ed
  andare a votare una cosa del genere.
   Ora,  io  vorrei  capire  la  logica di determinati  interventi  e
  soprattutto la logica di andare a votare questo articolo 1 senza la
  possibilità  di presentare emendamenti. Ovviamente, il Movimento  5
  Stelle  è contrario alla possibilità di non presentare emendamenti,
  noi non ritiriamo i nostri. .

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole   Greco,   poi
  l'onorevole  Anselmo,  relatrice del disegno  di  legge,  la  quale
  ritengo  spiegherà anche il significato della sentenza della  Corte
  Costituzionale.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco Giovanni.

   GRECO    Giovanni.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  contrariamente  a  quello che si sente come aria,  per  alcune  che
  stanno  vincendo,  come  al  solito  perde  la  politica  e   vince
  l'inciucio.  Sta  bene,  onorevole  Cancelleri  che  lei   è   così
  arrabbiato perché hanno raggiunto questo accordo. Lei lo sa  perché
  io  non  sono  d'accordo questa sera a questo accordo,  scusate  il
  bisticcio, che si è trovato.
   Era  giusto che ieri sera, quando il Presidente aveva fatto questo
  appello di fare un tavolo di concertazione e trovare una sintesi  e
  trovare  questa  stessa soluzione, secondo me,  domani  non  appena
  usciranno i giornali dopo tutto questo gran  casino'  - scusate  la
  parola  poco  adatta  ad un Parlamento - che  hanno  fatto  i  miei
  colleghi,  amanti  dell'inciucio e che  non  hanno  capito  che  la
  politica è cambiata e che in Sicilia il signor Berlusconi non  c'è.
  Con voi che continuate a fare inciuci senza fare le leggi alla luce
  del sole, sarete costretti - e ve lo dico con molta sincerità e con
  molta tristezza - sarete costretti a scomparire.
   Non c'è Berlusconi in Sicilia, ci siamo noi, noi che dobbiamo fare
  una politica che sia alla luce del sole, che non viene fatta dopo 3-
  4  ore  di  dibattito violento e, alla fine, vi accordate  per  una
  legge  che,  secondo me, che da tempi non sospetti ero per  non  la
  riserva  indiana, tanto è vero che sono stato colui che ha  chiesto
  il  voto  segreto  per  questa norma, ve  lo  ricorderete,  i  miei
  colleghi se lo ricordano bene. Io sono contro questo tipo di  legge
  e  le  preannuncio, Presidente, che chiederò il voto  segreto  così
  vedremo nel segreto dell'urna chi è bravo.

   PRESIDENTE.  E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo,  relatrice
  del  disegno  di legge. Ne ha facoltà. E' stata fatta  un'eccezione
  sulla  costituzionalità della norma ed è bene che quello  che  dice
  rimanga agli atti.

   ANSELMO, relatrice. Signor Presidente, credo sia indispensabile  a
  questo  punto  fare  alcune precisazioni  che  ritengo  al  collega
  Cancelleri  sono sfuggite, ma soprattutto è sfuggito al collega  di
  leggere    attentamente   l'articolo    1    che    incrimina    ad
  incostituzionalità o, addirittura, peggio che si  presti  a  brogli
  che  sono assolutamente fuori da ogni logica. Onorevoli Cancelleri,
  io  sono  stata  molto attenta al suo intervento e sto  rispondendo
  puntualmente  alle  sue  osservazioni  assolutamente  fuori  luogo,
  perché il lavoro che è stato fatto in Commissione, ed è stato fatto
  anche  con una persona del suo Gruppo con la quale ci siamo passati
  la  serata a studiare le sentenze della Corte Costituzionale, norme
  di  natura  generale  e  di  natura speciale,  non  possono  essere
  vanificate  da  cose  di principio che, se lei  leggesse  bene,  si
  renderebbe  conto che non sono assolutamente fondate. E  le  spiego
  pure  perché.  Se  lei  legge  nel  caso  di  espressione  di   due
  preferenze, una deve riguardare un candidato di genere  maschile  e
  l'altro  un candidato di genere femminile sulla stessa lista,  pena
  la nullità della seconda preferenza.
   Onorevole  Cancelleri, questo è molto chiaro.  Nel  caso  cui  lei
  faceva riferimento si applicano le norme sulla nullità generale del
  voto.  E  questo,  a meno che non vogliamo andare ad  inficiare  le
  regole  generali sulle nullità delle schede elettorali. Dirò  anche
  di  più.  C'è una sentenza della Corte Costituzionale del 2012  che
  dice  espressamente  che  non  è  possibile,  nel  caso  di  doppia
  preferenza, qualora il candidato esprima due preferenze, la sola in
  quel momento, scatta l'obbligo della doppia preferenza di genere  e
  che  quindi  salta la seconda nullità perché sulla prima  è  chiara
  l'intenzione dell'elettore e quindi non è assolutamente vero quello
  che sta dicendo e che h detto sui lavori della prima Commissione.

   PRESIDENTE. Perché rimanga agli atti credo che l'onorevole Anselmo
  si  riferisse alla sentenza della Corte Costituzionale n. 4 del  14
  gennaio 2010.

   SALVATORE CASCIO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SALVATORE   CASCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  brevemente  per un chiarimento  e  per  tranquillizzare
  l'onorevole Cancelleri. Io sono d'accordo e sottoscrivo quello  che
  ha detto l'onorevole Anselmo, che mi ha preceduto nella risposta.
   Anch'io  volevo  ricordare  la  già citata  sentenza  della  Corte
  Costituzionale,  ma aggiungo un fatto pratico alla  vicenda  ed  un
  fatto  pratico  anche a conforto di qualche dubbio  che  può  avere
  l'onorevole  Cracolici.  Già nella legge attuale  è  previsto  che,
  qualora  il presidente di seggio ravvedesse nel voto la possibilità
  che questo voto fosse segnalato, può annullarlo. E per segnalare il
  voto  ci  sono  vari modo che tutti sappiamo, ed il  presidente  di
  seggio  ha  questa  facoltà  e questa  potestà.  Tale  facoltà  del
  presidente di seggio viene rafforzata ulteriormente da questa norma
  che non dice solo che la seconda preferenza non è valida. Ricordo a
  tutti che, quando ci sono gli scrutini e la seconda preferenza  non
  è valida, il presidente del seggio legge solo la prima preferenza e
  non  legge  la seconda. Quindi, si dovrebbe fare una ricerca  delle
  schede  per  andare  a trovare come è stata votata  quella  scheda.
  Questo per tranquillizzare l'onorevole Cancelleri.
   C'è anche un riferimento all'onorevole Greco. Io sono abituato, in
  questo  Parlamento, a ragionare con calma e a  far  valere  le  mie
  idee, che esprimo alla luce del sole. Penso che la proposta che  ha
  fatto  l'onorevole  Musumeci, condivisa da gran  parte  del  centro
  destra, non sia un inciucio ma una proposta che ha un senso civico,
  una  proposta di consenso, una proposta che va in questa direzione,
  una  proposta  che  facciamo  alla luce  del  sole.  Non  cerchiamo
  medaglie  o  medagliette o ci vogliamo mettere coccarde per  questa
  vicenda,  noi  crediamo fermamente che una legge di  questo  genere
  guarda  ai  tempi  moderni,  ma  è  fuor  di  dubbio,  come  diceva
  l'onorevole Cracolici nel suo intervento che io sottolineo, che  la
  legge  che abbiamo fatto in passato, cioè quella delle quote  rosa,
  ha  agevolato  un determinato percorso della presenza  delle  donne
  nell'ambito  dei  consigli  comunali,  nell'ambito  del  Parlamento
  regionale,  nell'ambito  del Parlamento nazionale.  E'  chiaro  che
  questa  strada  intrapresa non può essere  interrotta.  Quindi  per
  queste considerazioni noi siamo favorevoli, non per qualsiasi forma
  di inciucio che rifuggiamo fin da adesso.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  ho l'impressione che stasera, se verrà approvata  la  norma
  che  introdurrà il doppio voto di genere, rischiamo  di  presentare
  una  Sicilia  che  è molto simile ad uno Stato del  centro  Africa,
  perché ho sentito anche un ragionamento sull'annullamento del voto.
  Io,  che  di  mestiere faccio il segretario comunale  e  a  qualche
  elezione  ho assistito, voglio fare sapere a questo Parlamento  che
  oggi, per le circolari che trasmette il Ministero degli Interni, la
  seconda preferenza non solo non viene citata e letta dal Presidente
  ma  viene annullata senza che viene dato atto al seggio che c'è una
  seconda  preferenza;  voglio dire, io credo  che  dovremmo  per  un
  attimo  fermarci,  e ci tengo a dirlo non in polemica  con  chi  la
  propone.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione.

   PANEPINTO.  Signore Presidente, non si preoccupi,  se  lei  ha  la
  bontà di ascoltarmi, già ho uno spettatore.

   PRESIDENTE.  Io  sono più che uno spettatore, io  la  ascolto  con
  piacere.

   PANEPINTO.  Devo  dire  che questa sera la rappresentazione  della
  centrale  unica di spoglio è qualche cosa che offende  e  oltraggia
  centinaia  e migliaia di persone che riescono a condurre con  pochi
  mezzi,  in  maniera democratica e trasparente, l'elezione  dei  380
  Comuni  siciliani.  Lo  voglio  dire perché  ho  l'impressione  che
  dovremmo  immaginare  che  c'è un continuo  tentativo  di  truccare
  l'elezione.  Qualcuno una volta diceva che la cosa  più  seria  che
  avviene  in  Italia, per cui credo che questa lunga  ed  estenuante
  maratona  parlamentare si possa chiudere tenuto conto il Presidente
  di  seggio ha l'obbligo di non leggere la seconda preferenza perché
  anche  oggi può accadere, a preferenza unica, che si indichino,  al
  di  là  del  genere,  due preferenze. Il Presidente  di  seggio  ha
  l'obbligo di non dare lettura della seconda espressione di voto  ed
  è già previsto nelle norme regolamentari.
   Dopo  di  ciò,  se le conclusione saranno quelle  che  sono  state
  preannunciate prima della sospensione dei lavori, alla fine  questo
  Parlamento  riuscirà  a  dare un segnale di  grande  civiltà  e  di
  riformismo  vero,  che è quello di consentire e  di  dare  maggiore
  opportunità a chi oggi ne ha meno, che è il mondo delle donne.  Per
  cui,  signor  Presidente, tranquillizziamoci sotto  questo  aspetto
  perché  già ci sono in Italia delle regole, le elezioni si  tengono
  dal 1946 quindi ci sono già regole vigenti.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  molto  breve
  per  fare soltanto alcune considerazioni. Ricordo che nella passata
  legislatura s'è trattato un argomento molto simile e tra i deputati
  vi  è  stato un coro unanime di interventi a favore della legge  ma
  poi,  guarda  caso,  col  voto segreto quella  legge  non  è  stata
  approvata.
   Oggi mi pare che la maturità di questa nuova Assemblea sta ponendo
  finalmente  fine ad un percorso che già era iniziato  nella  scorsa
  legislatura,  e  questa  legge  varata  dalla  Commissione   -   mi
  complimento con il signor Presidente e con la relatrice - di  fatto
  non  richiama altro che la legge nazionale, e richiamando la  legge
  nazionale in materia, dove alcune regioni a statuto ordinario hanno
  già  votato,  come  la  Campania ed altre con  questo  sistema,  la
  regione  e  l'Assemblea Regionale Siciliana non deve  innovare,  ma
  deve  poter  utilizzare quella prassi costante che già nelle  altre
  regioni ha dato seguito all'opportunità di dare vita al voto con la
  doppia preferenza.
   Io   sono   certo  che  l'autonomia  regionale  e  la   competenza
  legislativa  esclusiva in materia non debba  essere  una  palla  al
  piede  per  questa regione che vuole poter dare l'opportunità  alle
  donne  di  essere maggiormente rappresentative anche  nei  consigli
  comunali  e  quindi  nelle stesse liste. Oggi ritengo  che  bisogna
  poter  dare  mandato al dipartimento competente di attuare  con  le
  circolari  esplicative  questa materia  come  le  altre  regioni  a
  statuto  ordinario  già  stanno facendo, e  come  di  fatto  citava
  l'onorevole  relatrice, le sentenze della Corte  Costituzionale  in
  materia  stanno dando un'interpretazione sana a come il legislatore
  vuole poter porre fine ad alcuni dubbi che sono stati posti.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente   per  ribadire  la  posizione  che  io   nel   presente
  intervento,  ma  anche  il capogruppo del nostro  partito  e  altri
  colleghi del nostro gruppo hanno ribadito nei loro interventi.
   Prima  ho  parlato di surrealismo, ora possiamo anche  parlare  di
  qualche  scena,  possiamo entrare anche nel particolare.  Prima  ho
  citato  Bunuel,  mi ricordo qualche scena del famoso cortometraggio
   Il cane andaluso  dove le scene si susseguono senza una ragione  e
  senza   un  collegamento,  dove  il  delirio  onirico  trova  punte
  inimmaginabili, ed in quest'Aula purtroppo sta accadendo questo.
   Lo  dico con rammarico, sarà perché sono alla prima legislatura  e
  quindi,  come si dice, ancora devo farmi le ossa e devo  attendermi
  un  po'  di tutto, ma io resto fermo sulla mia posizione con grande
  orgoglio,  con grande determinazione, con grande coerenza.  Abbiamo
  iniziato   questa  attività  parlamentare  oggi  in   questa   Aula
  presentando  una  pregiudiziale che aveva delle ragioni  e  che  di
  fatto  poneva la questione, non tanto del merito della  norma  che,
  ribadisco, è anche opportuna e può essere, e deve essere certamente
  valutata in un momento diverso da una sessione di bilancio e da  un
  periodo  pre-elettorale che ci vedrà tra due mesi andare a  votare.
  Ho  anche ribadito, ed è il problema un po' che riguarda tutti, che
  le  classi dirigenti dei vari partiti sono alle prese già  con  una
  composizione  di  liste e con la formazione  delle  stesse.  Quindi
  resto  coerente  nella mia posizione, ho firmato una  pregiudiziale
  che  dichiara  inopportuno e illegittimo, in base alla  sentenza  6
  novembre  2011 della Corte Europea dei diritti dell'uomo modificare
  una  normativa  elettorale,  a meno di  un  anno  dal  voto,  resto
  coerente, mi chiedo e mi chiederò, tornando a Catania più  tardi  e
  facendo  i  famosi 200 chilometri che dividono Palermo da  Catania,
  come  mai  altre  persone che hanno firmato  la  pregiudiziale  che
  poneva   una  questione  prima  del  giudizio  stesso,  ora  stiano
  cambiando  posizione. Spero di trovare una risposta  e  di  potermi
  svegliare da questo sogno.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo discutendo sulla questione,
  sostanzialmente  una pregiudiziale, che riguarda  lo  stralcio  del
  solo  articolo  1  del  disegno di legge, avanzata  dal  presidente
  Cascio. Non si è riaperto di nuovo il dibattito, come se fossimo in
  discussione   generale,  per  cui  penso  si  possa  passare   alla
  votazione.

   FORMICA. Io avevo chiesto di parlare sulla proposta

   PRESIDENTE. Presidente Formica, lei sa perfettamente che  ho  dato
  la possibilità a più di 4 parlamentari di pronunciarsi. Questo è il
  dato  fondamentale, considerata l'importanza della questione, anche
  perché  su  questo volevo sentire gli umori dell'Aula, non  mi  sto
  dunque  appellando al Regolamento. Ragion per cui  non  faccia  lei
  richiami al Regolamento.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ormai  sono  in
  questa  Assemblea  da  vent'anni - e da quindici  vedo  passeggiare
  l'onorevole  Leanza - e molti colleghi che protestano  magari  sono
  dei   cambia-casacca  che il giorno dopo le elezioni hanno cambiato
  la  lista  dove  sono  stati eletti e hanno  pure  il  coraggio  di
  protestare.
   Io non appartengo a coloro i quali cambiano partito il giorno dopo
  che sono stati eletti. Non l'ho mai fatto.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, si attenga al tema.

   FORMICA. Mi sto attenendo. Rispondo a chiunque.

   PRESIDENTE. Lei deve rispondere a questo Parlamento e  si  attenga
  al tema.

   FORMICA.  Assolutamente. E siccome un membro di questo  Parlamento
  ha  osato fare dei commenti a un mio intervento, ho risposto per le
  rime.

   LO GIUDICE. Ma quali commenti ho fatto?

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, l'onorevole Formica sta  facendo
  il  suo  mestiere  e  lei  ci sta cadendo  Onorevole  Formica  vada
  avanti.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    assieme
  all'onorevole  Musumeci,  il  19  dicembre  abbiamo  presentato  un
  disegno di legge sul voto di genere. Io ho apposto la mia firma  su
  quel  disegno di legge perché sono fermamente convinto che  bisogna
  mettere  in  campo tutte le azioni possibili per consentire,  anche
  nella nostra terra, al sesso femminile, che è oltre il 50% rispetto
  a quello maschile, di accedere alle cariche pubbliche. Per evitare,
  quindi,  che  chiunque  potesse avanzare l'ipotesi  che  il  centro
  destra  o  la  destra  o  la lista Musumeci o  l'onorevole  Formica
  potesse  essere  contro una maggiore possibilità  ed  una  maggiore
  opportunità per le donne di poter accedere ai consigli comunali, io
  ho  accettato  di  gran carriera la proposta  che  ha  avanzato  il
  Presidente Musumeci.
   Ovviamente il Presidente Crocetta, che aveva lanciato questa idea,
  ha  avuto tutto il tempo, dal 19 dicembre ad oggi, tanto che l'Aula
  non  ha  fatto assolutamente nulla, non si è occupata assolutamente
  di  presentare,  assieme alla sua maggioranza,  questo  disegno  di
  legge   in   tempi   utili   per  potere  apportare   i   necessari
  approfondimenti da parte di ciascuno di noi e vedere  qual  era  la
  soluzione migliore per consentire alle donne di essere maggiormente
  rappresentate.
   Noi,  in  questi  giorni in cui si è parlato in seguito  a  quella
  convocazione  anomala  fatta dal Presidente  della  Regione  -  non
  ripeto  qui  quello  che  ho detto nel mio  intervento  durante  la
  discussione generale - ci saremmo aspettati che il Presidente della
  Regione,  quanto  meno rispetto ai rilievi che già  noi  avanzavamo
  nella  prima  commissione  e cioè della  possibilità  del  voto  di
  scambio, perché di questo si trattava, si potesse addivenire ad una
  soluzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, la invito a concludere.

   FORMICA.  Si,  signor  Presidente, ma  devo  giustificare  la  mia
  posizione,  che  è  in  assoluto dissenso con  quanto  ha  avanzato
  l'onorevole Cascio a nome del PDL.
   Ci   saremmo  aspettati  che  il  Presidente  Crocetta  e  la  sua
  maggioranza venissero incontro alle richieste che da più parti sono
  pervenute  per  potere introdurre dei correttivi  onde  evitare  la
  possibilità  del voto di scambio e del favore alla  mafia,  con  il
  controllo del voto. Così non è stato
   Noi  abbiamo  tentato, con una pregiudiziale a cui  gli  amici,  i
  cittadini del Movimento Cinque Stelle avevano aderito in  un  primo
  momento,  e non hanno aderito in un secondo momento fiduciosi,  per
  carità,  che  questa  maggioranza  e  questo  governo  fossero  poi
  addivenuti a cogliere degli emendamenti.
   Io  li  avevo  avvertiti che così non era fin dal  primo  istante,
  perché   l'unico   obiettivo  del  Presidente  Crocetta,   avendolo
  annunciato   in   televisione,  e  l'unico  obiettivo   di   quella
  maggioranza, era di far passare la norma così com'era  e  purtroppo
  sono stati presi sonoramente in giro.
   Bene,  io non voterò a favore di questo stralcio perché intanto  è
  un vulnus contro il Parlamento, è un vulnus contro il lavoro che  è
  stato  fatto dalla Commissione di merito. Anzi, ritengo che  ognuno
  debba prendersi le sue responsabilità e con voto palese dica che  è
  annullato  quanto si è fatto in Sommissione e quanto si è dibattuto
  in quest'Aula.
   Ognuno  si  prenda le proprie responsabilità, io il volta  gabbana
  non lo faccio

   PRESIDENTE.  Non  avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio dell'esame degli articoli.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Mi deve spiegare qual è il fatto personale onorevole
  Ciancio.

   CIANCIO. Signor Presidente, l'onorevole Cordaro, mi ha consigliato
  di uscire fuori dal mio Gruppo.

   PRESIDENTE.  Ma  questo  non  è un fatto  personale.  Le  è  stato
  riconosciuto che ha fatto un ottimo intervento, avrà la possibilità
  nel corso della seduta di parlare.
   Onorevoli colleghi, c'è quindi una proposta di stralcio. In questi
  casi,  si  fa  riferimento  alla prassi. Generalmente  c'è  un'idea
  condivisa, ed in questo caso, così come spesso è avvenuto in questo
  Parlamento, si va avanti senza difficoltà.
   Non  essendo  in  questo caso condivisa la proposta  di  stralcio,
  dobbiamo  fare  riferimento al Regolamento del  Senato,  che  viene
  richiamato  ogni qual volta non viene disciplinato specificatamente
  dal  nostro regolamento. Abbiamo un autorevole precedente ai  tempi
  dell'onorevole  Salvatore Lauricella (seduta  246  del  5  dicembre
  1989),  e del resto l'Assemblea, costantemente, ogni qual volta  il
  Regolamento  non  dispone  sulle  questioni  pertinenti,  nei  suoi
  riferimenti  regolamentari ed istituzionali si  è  sempre  ispirata
  alle  norme  e  alle  prassi  vigenti al Senato  della  Repubblica.
  L'articolo 101 del Regolamento del Senato, in ordine alla  proposta
  di stralcio, dice che Iniziato l'esame degli articoli di un disegno
  di  legge, ciascun senatore - quindi ciascun parlamentare regionale
  -  può  chiedere  che  uno o più articoli e  disposizioni  in  esse
  contenute,  siano  stralciati quando siano suscettibili  di  essere
  distinti dagli altri per la loro autonoma rilevanza normativa.
   Sulla  proposta l'Assemblea discute e delibera nelle forme  e  coi
  limiti previsti per le questioni pregiudiziali e sospensive.
   Ciò significa che si vota per alzata e seduta.
   Resta  inteso  che  noi  stralciamo  solo  l'articolo  1,  ma  gli
  emendamenti  debbono  essere  ritirati  o  eventualmente   verranno
  discussi e messi in votazione.
   L'onorevole  Cascio - vediamo se ho compreso  bene  -  propone  di
  mettere  in  votazione  solo  l'articolo  1,  chiaramente  con  gli
  emendamenti di accompagnamento, a meno che non vengano ritirati, di
  stralciare  l'articolo 2, l'articolo 3, l'articolo 4  e  tutti  gli
  aggiuntivi che fanno parte dello stralcio. C'è poi la norma  finale
  che  è  quella  della pubblicazione in Gazzetta  Ufficiale  che  mi
  sembra ovvia.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi,  hanno  facoltà  di  parlare   due
  deputati a favore e due contro la proposta.

   CAPUTO. Chiedo di parlare a favore della proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi. Credo che alla fine di una intensa, e devo dire
  proficua serata sotto l'aspetto del confronto, a volte anche  duro,
  ma  sicuramente finalizzato a dar vita ad una norma che  stabilisca
  un  principio  di  civiltà  giuridica,  oltre  che  di  opportunità
  politica, credo che siamo arrivati ad un punto importante, che vada
  a conciliare da un lato la necessità che il percorso elettorale, di
  fatto   già   avviato,  non  venga  turbato  da   innovazioni   che
  indubbiamente creerebbero non pochi problemi anche organizzativi  -
  e  aggiungo  anche di natura politica - e consenta di affermare  il
  principio della doppia preferenza di genere.
   Credo  che sia un precedente importante, e va dato merito  a  gran
  parte dell'opposizione di avere sostenuto una proposta condivisa da
  alcuni settori alla maggioranza, e che ha trovato, da questo  punto
  di  vista, Presidente Crocetta, un altro fatto positivo, quello  di
  avere trovato la condivisione del Governo, che da un lato evita  di
  appesantire  un procedimento elettorale, e dall'altro lato  afferma
  un principio.
   Ritengo  che  dobbiamo guardare a questa serata come  a  un  fatto
  importante,  e la prego onorevole Cancellieri, per il  rispetto  di
  quest'Aula,  di  non continuare nelle affermazioni  che  ha  fatto,
  perché  questo Parlamento ha tutte le intenzioni tranne  quella  di
  creare  un sistema elettorale che favorisca il voto di scambio,  la
  prego,   questa  affermazione  la  tenga  per  se,   la   valorizzi
  all'interno del suo Gruppo politico, ne faccia una campagna di quel
  cosiddetto   modello  Sicilia  che ormai  è  diventato  stantio,  e
  guardi  invece  l'aspetto  che  un  Parlamento,  dai  banchi  della
  maggioranza, dai banchi dell'opposizione e con la condivisione  del
  Governo, per voce del suo Presidente, ha stabilito un principio che
  sancisce la presenza delle donne, non più in modo aleatorio  ma  in
  modo   -   come   dire  -  elettoralmente  scientifico  all'interno
  dell'Assemblea della nostra Isola.
   E  quindi  la  prego  di  astenersi  dall'inquinare  un  dibattito
  politico  che è stato fatto alla luce del sole anche  se  con  toni
  certamente aspri. Pertanto, mi esprimo a favore della proposta  che
  tutti  noi  abbiamo  portato avanti e condiviso  che  è  quella  di
  stralciare tutte le norme, di togliere gli emendamenti e di  votare
  l'articolo  1,  che  rappresenta la  sommatoria  di  tante  volontà
  politiche espresse oggi in questo Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Caputo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare contro la proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una  volta
  registriamo anomalie procedurali.
   Dopo  essere  stati settimane intere a lavorare  sul  testo  della
  norma,  dopo  avere sentito parlamentari del centro  destra  essere
  intervenuti in Commissione a sostenere delle tesi in maniera  forte
  e  decisa  su battaglie che avevamo condiviso, sulla quale  avevamo
  studiato  insieme anche fuori dagli spazi di questo  Parlamento,  e
  vederli questa sera sostenere delle tesi esattamente contrarie,  mi
  fa molto male.
   Mi  fa  molto  male, sentire delle dimenticanze, legate  a  quelle
  battaglie che abbiamo fatto - lo dico anche al relatore del testo -
  rispetto  alla tutela di quel pluralismo che venne invocato  quando
  per  la prima volta venne portata in Commissione la questione della
  parità di genere.
   Parlando  di  parità di genere, di pluralismo, di  democrazia,  di
  rappresentanza, si parlo' anche delle minoranze, allora  in  quella
  sede  ad  esempio  fu presentato un emendamento da  parte  del  mio
  Gruppo  parlamentare che portava lo sbarramento al 3 per  cento  e,
  con  senso  di responsabilità, noi dopo aver sentito il Governo,  i
  partiti  di maggioranza, decidemmo in maniera condivisa di  portare
  quello  sbarramento al 4 per cento, e quel gesto lo feci con grande
  senso di responsabilità.
   Mi fa molto male vedere questa sera gli stessi parlamentari che in
  quella  sede  ebbero a fare delle battaglie attorno alla  questione
  del  40  per  cento, più volte ci ritrovammo a ricordare l'anomalia
  del caso Palermo, dove il sindaco Orlando si ritrovò ad avere il 60
  per  cento del consiglio comunale con 30 consiglieri comunali, dopo
  che il suo partito Italia dei Valori prese soltanto il 10 per cento
  dei voti.
   Insomma  ci ritrovammo in Commissione a sostenere delle  battaglie
  unite,   in   maniera  congiunta,  in  maniera   trasversale,   con
  parlamentari della maggioranza e della minoranza, che  questa  sera
  con un colpo di spugna dimenticano tutto quello che è stato fatto.
   Mi  dispiace non solo che questo venga dimenticato, ma mi dispiace
  soprattutto  che  questo venga negato questa  sera  qui  da  questo
  Parlamento.
   Questo  mi da davvero molto dolore, perché avevo creduto in questo
  testo,  avevo  creduto in questa riforma, avevo immaginato  che  si
  potesse  raggiungere un risultato. Avevo messo da parte quelle  che
  erano  le  mie  perplessità,  e si era arrivati  appunto  a  questo
  compromesso, che non era un compromesso rispetto al testo,  ma  era
  un compromesso per i siciliani.
   Vedete   questo   stralcio  stasera  umilia  il   Parlamento,   ma
  soprattutto mi rivolgo di nuovo al Presidente della I Commissione -
  ripeto,  con il quale in questi giorni ho assunto toni  forti  -  e
  dico  Presidente  che  probabilmente io  dovrò  fare  delle  scelte
  rispetto  alla mia presenza in Commissione. Perché se  è  vero  che
  questa  Commissione  non ha più valore, mi chiedo  quali  siano  le
  ragioni per cui torni a riunirsi.
   Quindi  noi  chiediamo a questo punto che gli emendamenti  vengano
  ridiscussi e, ovviamente, siamo contrai rispetto a questo  stralcio
  del testo.

   CORDARO. Chiedo di parlare a favore della proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   nostra
  posizione  è  favorevole  allo  stralcio  dell'articolo  1,  e   mi
  rammarica  il  fatto  che alcuni colleghi non  lo  comprendano,  mi
  rammaricano i toni accorati del collega Figuccia ad esempio.
   La nostra richiesta e il nostro appoggio a questo stralcio trovano
  proprio la loro ragione in quella pregiudiziale che abbiamo  votato
  ed   appoggiato   ad   inizio  della  seduta.   Noi,   con   quella
  pregiudiziale, abbiamo cercato di spiegare a chi oggi, a chi adesso
  grida,  che  non potevamo affrontare un tema così complesso  ad  un
  mese e mezzo dal voto.
   Avevamo   offerto,  a  chi  adesso  protesta,  una  via  giuridica
  assolutamente lineare che ci riportasse in Commissione all'indomani
  delle  elezioni  per  discutere una riforma  elettorale  vera,  che
  comprenda  proprio  tutte quelle norme che  anche  noi,  come  voi,
  vogliamo  che  facciano  parte della nuova  legge  elettorale,  per
  correggere  quelle storture che si sono verificate a  Palermo,  per
  correggere  la  doppia stortura dello sbarramento e del  premio  di
  maggioranza, per correggere la stortura del papocchio della  scheda
  unica  senza  voto  di  trascinamento e, quindi,  la  necessità  di
  introdurre la doppia scheda.
   Però,  siccome siamo donne e uomini di buon senso e siccome  siamo
  abituati  a  fare  le  cose  alla luce del  sole  -  e  mi  rivolgo
  all'onorevole  Greco  che quando parla di inciuci  non  vorrei  che
  vendesse  la merce che egli utilizza, forse, nel suo modo  di  fare
  politica e che a noi non appartiene -noi alla luce del sole abbiamo
  fatto  una proposta seria rispetto alla quale, e mi rivolgo  adesso
  al  Presidente Crocetta che non vedo in Aula, e ai Capigruppo della
  maggioranza,  chiediamo un impegno solenne  a  ritirare  tutti  gli
  emendamenti  all'articolo 1 così come faremo noi e a votare  contro
  eventuali  emendamenti che da parte di colleghi che non condividono
  questo  modus procedendi, dovessero portare a colpi di mano  che  a
  quel   punto  diventerebbero  un  vulnus  per  i  futuri   rapporti
  assolutamente  cristallini,  trasparenti  e  pubblici   in   questa
  legislatura.
   Questo  è  il  nostro  modo di operare,  fatto  di  buon  senso  e
  nell'interesse reale dei siciliani.
   CIANCIO. Chiedo di parlare contro la proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intanto   è
  interessante vedere come questa maggioranza orbiti un po' su  tutta
  l'Aula e si sposti un po' lì e un po' qui. E' bello vedere come  le
  opinioni  personali di molte persone abbiano cambiato completamente
  rotta;  è interessante, inoltre, vedere come nel giro di poche  ore
  maggioranza e opposizione siano diventate così amiche.
   E'  evidente  che  c'è una comunione d'intenti che  non  c'è  dato
  conoscere.
   Noi,  penso si fosse capito, eravamo già dall'inizio della seduta,
  contro il voto di genere nudo e crudo e rimaniamo contro l'articolo
  1,  così  come  lo state presentando, anche perché, ripeto,  questo
  metodo  che  avete  usato, colorito, e che vede  la  maggioranza  e
  l'opposizione accordarsi, di fatto, tiene fuori le forze  politiche
  che  volevano  anch'esse dare un contributo  al  miglioramento  del
  testo.
   Il  testo, così com'è, è pericolosissimo ed invito a chi non se ne
  fosse  accorto, a studiarlo un po' più attentamente  anche  perché,
  anche  se  ci  fosse il minimo dubbio che questo disegno  di  legge
  favorisca  il voto di scambio, anche se ci fosse il minimo  dubbio,
  quest'Assemblea ed il Presidente hanno il dovere di  controllare  e
  di  verificare  che  questo  non si verifichi.  In  caso  contrario
  assumetevene tutte le responsabilità.
   Noi ci faremo scudo con la nostra trasparenza, ci faremo scudo dei
  cittadini, e faremo sapere ai cittadini chi vota a favore, chi vota
  contro, ed eventualmente chi chiede il voto segreto.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione  la  proposta   di   stralcio
  dell'onorevole Francesco Cascio così come esternata in precedenza.
   Chi è a favore si alzi; chi è contrario resti seduto

                            (E' approvata)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1.
          Norme   in   materia  di  rappresentanza   e   doppia
        preferenza di genere

   1.  Alla  legge  regionale 15 settembre 1997, n. 35  e  successive
  modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

   a) l'articolo 1 bis è sostituito dal seguente:

   Art.  1 bis - Composizione delle liste per l'elezione dei consigli
  comunali.  1. Nelle liste di candidati per l'elezione del consiglio
  comunale nessun genere può essere rappresentato in misura superiore
  a  due  terzi dei componenti della stessa lista, con arrotondamento
  all'unità  superiore in caso di cifra decimale pari o  superiore  a
  0,5,  ed all'unità inferiore in caso di cifra decimale inferiore  a
  0,5.'.

   b) all'articolo 2, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

   3  bis.  Il  voto  alla lista è espresso, ai sensi  del  comma  3,
  tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta. Ciascun
  elettore  può esprimere inoltre sino ad un massimo di due  voti  di
  preferenza per candidati della lista da lui votata, scrivendone  il
  nome ed il cognome o solo quest'ultimo sulle apposite righe poste a
  fianco del contrassegno. Nel caso di espressione di due preferenze,
  una  deve  riguardare un candidato di genere maschile e l'altra  un
  candidato  di genere femminile della stessa lista, pena la  nullità
  della seconda preferenza.';

   c) il comma 2 dell'articolo 2 ter è sostituito dal seguente:

   2.  Il  voto  alla  lista  è  espresso,  ai  sensi  del  comma   3
  dell'articolo  2  bis, tracciando un segno sul  contrassegno  della
  lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre sino ad  un
  massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da  lui
  votata, scrivendone il nome e il cognome o solo quest'ultimo  sulle
  apposite  righe  poste  a  fianco del  contrassegno.  Nel  caso  di
  espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato  di
  genere  maschile  e l'altra un candidato di genere femminile  della
  stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.';

   d) il comma 2 dell'articolo 4 è sostituito dal seguente:

   2.  Il  voto  alla  lista  è  espresso,  ai  sensi  del  comma   3
  dell'articolo 3, tracciando un segno sul contrassegno  della  lista
  prescelta.  Ciascun  elettore  può esprimere  inoltre  sino  ad  un
  massimo di due voti di preferenza per candidati della lista da  lui
  votata, scrivendone il nome ed il cognome o solo quest'ultimo sulle
  apposite  righe  poste  a  fianco del  contrassegno.  Nel  caso  di
  espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato  di
  genere  maschile  e l'altra un candidato di genere femminile  della
  stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.'.

   2.  Al  comma 1 dell'articolo 18 del Testo unico delle  leggi  per
  l'elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato
  con  decreto  presidenziale 20 agosto  1960,  n.  3,  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  dopo la  lettera  e)  è  aggiunta  la
  seguente:

   e  bis)  verifica  il  rispetto delle  disposizioni  del  comma  l
  dell'articolo 1 bis della legge regionale 15 settembre 1997 n. 35 e
  successive  modifiche e integrazioni, e, in caso  di  inosservanza,
  assegna ai presentatori della lista un termine di ventiquattro  ore
  per  la  regolarizzazione della stessa. Trascorso inutilmente  tale
  termine,   riduce  la  lista  cancellando  i  nomi  dei   candidati
  appartenenti  al  genere più rappresentato, procedendo  dall'ultimo
  della  lista, in modo da assicurare il rispetto del citato comma  1
  dell'articolo  1 bis della legge regionale n. 35/1997.  Qualora  la
  lista,  in  esito  alla cancellazione delle candidature  eccedenti,
  contenga   un  numero  di  candidati  inferiore  a  quello   minimo
  prescritto, ricusa la lista.'.

   3.  All'articolo 38 del Testo unico delle leggi per l'elezione dei
  consigli  comunali nella Regione siciliana, approvato  con  decreto
  presidenziale  20  agosto  1960, n. 3, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

   a) il comma 3 è sostituito dal seguente:

   3. L'elettore può manifestare sino ad un massimo di due preferenze
  esclusivamente per i candidati della lista da lui votata. Nel  caso
  di  espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato
  di genere maschile e l'altra un candidato di genere femminile della
  stessa lista, pena la nullità della seconda preferenza.';

   b) il comma 4 è soppresso;

   c) il comma 8 è sostituito dal seguente:

   8.  Qualora  vengano espressi più di due voti  di  preferenza  per
  candidati  di una medesima lista, si intende votata la sola  lista,
  ferme  restando  le altre cause di nullità dei voti previste  dalla
  legge.»

   Si passa all'esame degli emendamenti.
   Si procede con l'emendamento 1.1.

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di farlo mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Non  essendo  la votazione appoggiata  a  termini  di
  regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.1.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Non  essendo  la votazione appoggiata  a  termini  di
  regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.3.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.9. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.10. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.11.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Non  essendo  la votazione appoggiata  a  termini  di
  regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.11.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.12. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.13. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.14.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.14

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Di Mauro,  Figuccia,  Formica,  Greco
  Giovanni,  La Rocca Ruvolo, Lentini, Lombardo, Lo Sciuto,  Miccichè,
  Sorbello  e  Sudano,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto
  dell'emendamento 1.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  79
   Maggioranza         40
   Favorevoli          13
   Contrari            64
   Astenuto            1

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.15. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.16. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.17. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.18.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Non  essendo  la votazione appoggiata  a  termini  di
  regolamento pongo in votazione l'emendamento 1.18.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.19. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti dall'1.20 all'1.26 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 1.27. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevole  Formica,  so che probabilmente ha già  trattato  questo
  argomento  con  gli  Uffici  e penso che  ci  verrà  incontro.  Gli
  emendamenti  1.28 1.29 1.31 e 1.32 saranno trattati  congiuntamente
  per  l'analogia  del  contenuto, e a tal proposito  si  invitano  i
  presentatori  al  ritiro  degli stessi emendamenti  in  quanto  non
  risultano coordinati con l'attuale normativa elettorale che prevede
  un'unica   scheda  per  l'elezione  del  sindaco  e  del  Consiglio
  comunale.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono   tre
  emendamenti   che   sembrano  simili  ma   hanno   una   differenza
  fondamentale,  perché in uno si parla della doppia  scheda  per  il
  sindaco  e per il Consiglio comunale senza la presenza dei simboli,
  nell'altro invece si parla della doppia scheda per il sindaco e per
  il Consiglio comunale con la presenza dei simboli.

   PRESIDENTE. Per le due liste, quella rosa e quella blu. L'elettore
  riceverà  due schede, una di colore azzurro ed una di colore  rosa.
  Siccome  non è coordinata con la scheda unica del sindaco, appunto,
  chiedevo di ritirarli.

   FORMICA.  Questa è la proposta che avevamo lanciato al  Presidente
  Crocetta  per  evitare  il  voto  di  scambio,  anziché  la  doppia
  preferenza di genere prevedere una scheda rosa per le donne  e  una
  scheda  azzurra per gli uomini, questa era la proposta per  evitare
  il  controllo mafioso del voto. Quindi rimane una unica preferenza:
  con la scheda rosa si votava per le donne con la scheda azzurra  si
  votava per gli uomini. Questo lo ritengo importante e fondamentale.

   PRESIDENTE.  Nella  norma è prevista la  scheda  unica,  una  sola
  scheda per il sindaco

   FORMICA. Se passa questo emendamento vuol dire che modifichiamo la
  norma, daremo potere di coordinamento.

   PRESIDENTE.  Non  è  possibile  Onorevole Formica,   la  invito  a
  venirci  incontro  se può ritirarli, altrimenti  sono  costretto  a
  dichiararli inammissibili.

   FORMICA.  Signor  Presidente era un'idea coerente  con  quanto  ho
  sostenuto.

   PRESIDENTE. La Presidenza li dichiara inammissibili.
   L'emendamento 1.2 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.8.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, l'emendamento 1.8 si  riferisce  a
  quella  frase  alla quale mi riferivo poc'anzi che  sostituisce  la
  frase  pena la nullità della seconda preferenza' con la frase  pena
  la  nullità di entrambi i voti di preferenza espressi'. Il  voto  è
  attribuito  alla  lista  e  già così potrebbe  essere  accettabile.
  Chiedo  che  la  votazione dell'emendamento avvenga  per  scrutinio
  segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio,
  Di  Mauro,  Ferreri, Foti, Greco G., La Rocca, Lombardo, Lo  Sciuto,
  Mangiacavallo,   Palmeri,   Siragusa,  Sorbello,   Sudano,   Troisi,
  Venturino,  Zafarana  e  Zito, indìco  la  votazione  per  scrutinio
  segreto dell'emendamento 1.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
  segreto:

   Presenti e votanti  79
   Maggioranza         40
   Favorevoli          26
   Contrari            53

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 1.4, 1.6, 1.7 e 1.5 sono assorbiti.
   Si  passa  all'emendamento 1.30, a firma dell'onorevole Greco.  Lo
  pongo  in  votazione. Chi è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.34, dell'onorevole Giovanni Greco.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Pongo  in votazione l'emendamento 1.34. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5, che è la norma finale. Ne do lettura:

                              Art. 5.
                             Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge  sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  i seguenti ordini del giorno:
   -  n.  22   Iniziative  concernenti la  cenere  vulcanica ,  degli
  onorevoli   Vullo,  Picciolo,  Forzese,  Tamajo,   Anselmo,   Greco
  Marcello, Lo Giudice, Savona, Foti ed altri;

   -  n.  23   Iniziative in materia di  gestione provvisoria'  delle
  province   regionali   degli  onorevoli  Ferrandelli,   Dipasquale,
  Picciolo, Lo Giudice, Tamajo, Savona, Arancio ed altri.

   Il Governo ha dichiarato di accettarli come raccomandazione.
   Comunico  che  è  stato  presentato dalla  Commissione,  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.

   ANSELMO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO, relatore.  Signor Presidente, si tratta semplicemente  di
  un  emendamento di raccordo visto il rinvio che si fa  nella  legge
  per  l'elezione  dei consigli circoscrizionali e  all'elezione  dei
  consigli  comunali e chiaramente dobbiamo inserire dopo la dicitura
   l'elezione  dei consigli comunali e dei consigli circoscrizionali
  altrimenti avremmo un problema di vuoto normativo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)
   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  nn. 5-55-66-67 bis/A.

       GRECO  GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.

  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge  Norme
      in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere.
      Modifiche di norme in materia di soglia di sbarramento per
      l'elezione dei consigli comunali e di rimborsi dei permessi
     retribuiti degli amministratori locali   nn. 5-55-66-67 bis/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Norme  in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere.
  Modifiche  di  norme  in  materia  di  soglia  di  sbarramento  per
  l'elezione  dei  consigli  comunali  e  di  rimborsi  dei  permessi
  retribuiti degli amministratori locali  (nn. 5-55-66-67 bis/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          52
   Contrari            18
   Astenuti             2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, siamo molto stanchi, abbiamo  fatto  un  buon
  lavoro, è compito del Parlamento trovare la sintesi.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
  brevemente  per dire grazie ad un Parlamento che trova questa  sera
  le ragioni per portare avanti le riforme.
   Io  spero  che  una  riflessione si facci  anche  all'interno  del
  Movimento  dei  Grillini per dire che nelle leggi  c'è  sempre  una
  mediazione che bisogna fare e che non si può pensare ogni volta  di
  incassare tutti i risultati.
   Per  quel che ci riguarda, lavoreremo, subito dopo la Finanziaria,
  sia  sulla legge per i consorzi, che per quanto riguarda la riforma
  elettorale,  però  questo  deve avvenire  nell'unità  di  tutto  il
  Parlamento  perché ritengo che le regole non si possono cambiare  a
  colpi di maggioranza.
   Grazie di cuore a tutti.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la seduta straordinaria con  carattere
  d'urgenza.
   Chiaramente, nella prossima seduta di giorno 8 aprile introdurremo
  la   questione  relativa alla elezione dei tre  rappresentanti  che
  dovranno  eleggere  il Presidente della Repubblica.  Per  un  fatto
  procedurale  non  possiamo darne comunicazione adesso,  l'Assemblea
  dovrà  essere prima aperta e poi chiusa proprio lo stesso giorno  8
  aprile per inserire il punto nell'ordine del giorno.
   La seduta è rinviata a lunedì,  8 aprile 2013, alle ore 16.00.

                   La seduta è tolta alle ore 23.41

   Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio del regolamento e
         dei resoconti alle ore 01.30 di venerdì 5 aprile 2013

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 5 - 55 - 66 - 67 BIS/A  NORME IN MATERIA  DI
  RAPPRESENTANZA E DOPPIA PREFERENZA DI GENERE. MODIFICHE  DI  NORME
  IN  MATERIA  DI SOGLIA DI SBARRAMENTO PER L'ELEZIONE DEI  CONSIGLI
  COMUNALI   E   DI   RIMBORSI   DEI   PERMESSI   RETRIBUITI   DEGLI
  AMMINISTRATORI LOCALI.

     Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno:

   Emendamento 117.1:

      All'art.  1,  comma 1, lettera a), sub 1 bis, aggiungere  nella
  rubrica  dopo  consigli comunali  le parole  e circoscrizionali   e
  dopo  le  parole   consiglio comunale  le parole  e  del  consiglio
  circoscrizionale.