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Resoconto d'Aula della Seduta n. 316 di mercoledì 17 febbraio 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Panarello e Forzese  per oggi.

    L'Assemblea ne prende atto.

   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
   stabilità regionale'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Comunicazione del Presidente relativa al disegno di legge
    n. 1133/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
                                 2016.
                     Legge di stabilità regionale»

    PRESIDENTE.   In  conseguenza  della  comunicazione   di   questa
  Presidenza  della  seduta  d'Aula n.  315  del  16  febbraio  2016,
  relativa  allo stralcio al disegno di legge n. 1133/A  Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2016. Legge  di  stabilità
  regionale , si precisa che, al fine di garantire il pieno  rispetto
  della  giurisprudenza costituzionale in materia  di  erogazione  di
  contributi  già  richiamata  nella  suddetta  comunicazione,   sono
  mantenuti  all'articolo 23 i rifinanziamenti di leggi di  spesa  di
  carattere  generale che non hanno specifici destinatari determinati
  ed, in particolare, i seguenti:

  -  Iniziative  culturali direttamente promosse (legge  regionale  5
  marzo 1979, n. 16, articolo 10)

  -  Associazioni culturali (legge regionale 16 agosto 1975,  n.  66,
  articolo 1, lettera c)

  -  Promozione  turistica (legge regionale 12 aprile  1967,  n.  46,
  articolo 31)

  - Bonus nascite (legge regionale 31 luglio 2003, n. 10, articolo 6)

  -  Consultori a supporto famiglia (legge regionale 31 luglio  2003,
  n. 10, articolo 8)

  -  Scuole di servizio sociale (legge regionale 26 novembre 2000, n.
  24, articolo 18, comma 1)

  -  Università attrezzature (legge regionale 15 maggio 2013,  n.  9,
  articolo 73, comma 6)

  -  Università CUS (legge regionale 15 maggio 2013, n.  9,  articolo
  73, comma 6), nei limiti dello stanziamento di 114 migliaia di euro
  per  effetto  dello  stralcio  dell'ulteriore  stanziamento  di  30
  migliaia di euro destinato al CUS Catania

  -  Consorzi  universitari (legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2,
  articolo 66, comma 1)

  - Contributi aziende agro-silvo-pastorali (comma 8)

  - Contributi scuole paritarie (comma 18).

    In considerazione dell'esigenza di assicurare il funzionamento di
  enti   strumentali  della  Regione  che  svolgono  attività  socio-
  assistenziali  di rilevante importanza in ambito regionale,  invito
  il  Governo  a  predisporre apposito emendamento che garantisca  la
  prosecuzione delle attività di queste istituzioni.
   Per  intenderci,  si  è  molto  equivocato  sul  discorso  ciechi-
  sordomuti.  La  legge,  a  differenza  delle  leggi  che  prevedono
  contributi,  definisce  alcune istituzioni quali  enti  strumentali
  della  Regione Siciliana. Questo dovrà essere il Governo  a  dirlo,
  d'intesa  con  la  Commissione. Gli enti  strumentali  svolgono  un
  servizio,  non è il contributo che viene dato ad hoc e  sarebbe  in
  contrasto  con la normativa e, soprattutto, con le decisioni  della
  Corte Costituzionale, peraltro ripetute nel tempo.
   Intanto,   invito  gli  assistenti  a  distribuire   copia   della
  Finanziaria. La copia del bilancio verrà distribuito, mi auguro, in
  serata   perché  gli  Uffici  del  bilancio  ci  stanno   tutt'oggi
  lavorando,  l'hanno  definito, però arriverà  in  serata  in  Aula,
  credo  che  non  ci  siano  difficoltà ad iniziare  la  discussione
  generale con la relazione del Presidente Vinciullo.

   gione siciliana per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale
   per il triennio 2016-2018' (n. 1132/A) e 'Disposizioni programmati-
   che e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità regionale'
   (n. 1133/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione  dei  disegni di legge  Bilancio di  previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario   2016   e   bilancio
  pluriennale   per   il   triennio   2016-2018 .   (n.   1132/A)   e
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
  stabilità regionale . (n. 1133/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  discussione  dei  disegni di legge  Bilancio  di  previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario   2016   e   bilancio
  pluriennale  per il triennio 2016-2018  (n. 1132/A) e  Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2016. Legge  di  stabilità
  regionale  (n. 1133/A).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito di banco.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e  relatore
  di  maggioranza, onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione  di
  maggioranza.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  il  disegno  di
  legge  che  si  sottopone  all'esame dell'Aula  contiene  la  nuova
  manovra  finanziaria  per  il 2016 e si inserisce  in  un  contesto
  economico-finanziario difficilissimo i cui tratti  principali  sono
  di seguito specificati.
   La  situazione finanziaria della Regione Siciliana, infatti,  fino
  alla  fine dell'esercizio 2014 si caratterizzava per una  serie  di
  criticità  strutturali ed, in particolare, per la  presenza  di  un
  disavanzo di parti correnti di oltre tre miliardi di euro.
   In  materia di entrate tributarie, inoltre, si registra  un  forte
  disallineamento  fra le prerogative statutarie  riconosciute  dalla
  Costituzione e il gettito della riscossione, dovuto in  parte  alle
  riforme  fiscali  che  si sono succedute, e  in  parte  al  mancato
  trasferimento  di funzioni. Infatti, considerato che  le  norme  di
  attuazione dello Statuto in materia finanziaria risalgono al  1965,
  D.P.R.  n.  1074,  si  è  nel tempo creato un  divario  incolmabile
  rispetto  alle  riforme nel frattempo realizzate  dallo  Stato.  Di
  fronte al diffondersi presso tutte le autonomie speciali del citato
  fenomeno  del disallineamento, le altre regioni a Statuto  speciale
  hanno  già  rivisto,  in accordo con lo Stato,  i  propri  statuti,
  realizzando  entrate  pro-capite nettamente  più  alte  rispetto  a
  quelle  riconosciute alla Regione Siciliana. A  tal  proposito,  si
  evidenzia che secondo un'analisi condotta dalla Ragioneria generale
  della  Regione e verificata dagli Uffici di questa Commissione,  il
  rapporto tra le entrate e il Titolo I del bilancio e la popolazione
  residente  si  attesta,  nella nostra Regione,  su  2090,  00  euro
  procapite,  a  fronte di un dato pari a 9720,00 euro per  la  Valle
  d'Aosta,  a 8310,00 per il Trentino Alto Adige, a 4200,00 euro  per
  il  Friuli  Venezia  Giulia  e  a 3960,00  euro  procapite  per  la
  Sardegna,  con  uno  squilibrio difficilmente  colmabile  che,  per
  essere  chiari,  è  la  causa delle difficoltà  che  ogni  anno  si
  incontrano nel predisporre gli strumenti finanziari e che  fino  ad
  oggi, difficilmente, erano stati evidenziati da parte degli Uffici.
   Infine, si ricorda che la Regione Siciliana sopporta un contributo
  alla finanza pubblica molto più elevato rispetto alle altre regioni
  che hanno un bilancio simile in termini di entrate.
   In   particolare,  si  fa  presente  quanto  segue:  nel  2015  il
  contributo richiesto dallo Stato alla Regione siciliana è stato  un
  valore  assoluto pari ad euro 2.286,745 miliardi a  fronte  di  582
  milioni  richiesti alla Sardegna, 441,884 milioni al Friuli Venezia
  Giulia  e  di 357,022 milioni per la provincia di Bolzano,  215,244
  milioni per la provincia di Trento e di soli 201,178 milioni per la
  Valle d'Aosta.
   In  termini  di percentuale, invece, il contributo richiesto  alla
  nostra  Regione  si è attestato sul 10 per cento del  totale  degli
  accantonamenti  tributari,  a  fronte  del  12,5   richiesto  dalla
  Lombardia  e  dell'8,6   per cento richiesto dalla  Regione  Lazio,
  mentre  per  tutte le altre regioni, il dato è risultato  di  molto
  inferiore all'8 per cento.
   Da ultimo l'incremento del 42, 5 al 49,11 per cento della quota di
  compartecipazione  regionale alla spesa  sanitaria  disposta  dalla
  legge  27 dicembre del 2006 n. 96, per essere chiaro la finanziaria
  del  2007  ha  determinato  un aggravio di  spese  per  le  finanze
  regionali di circa 600 milioni di euro annui.
   Tale   aumento   avrebbe   dovuto  trovare   compensazione   nella
  retrocessione  alla  Sicilia di una percentuale del  gettito  delle
  accise  sui  prodotti petroliferi immessi in consumo nel territorio
  regionale,   previsione  che  non  ha  tuttavia  trovato   concreta
  attuazione in sede di Commissione paritetica Stato-Regione.
   A  fronte  di tale situazione di partenza, il Parlamento regionale
  ha  avviato  in  special modo nell'ultimo biennio  un  processo  di
  riqualificazione  e  contenimento  della  spesa  come   da   ultimo
  dimostrato dalla manovra finanziaria del 2015.
   Pur  tuttavia  la  criticità sopra evidenziata  fanno  sì  che  il
  complesso  delle  entrate non è più in grado  di  far  fronte  agli
  impegni   della  legislazione  vigente  determinando  un  disavanzo
  strutturale che nel 2016 è stimato in circa un miliardo e  mezzo di
  euro.
   E'  evidente  che  la  definizione di un quadro  stabile  certo  e
  duraturo    nel    tempo   delle   entrate   tributarie    richiede
  necessariamente  il  raggiungimento di un' intesa  con  il  Governo
  nazionale  circa il livello appropriato delle risorse di  cui  deve
  disporre  la  Regione  attraverso  una  modifica  delle  norme   di
  attuazione dello Statuto in materia tributaria tale da adeguare  le
  stesse  all'ordinamento fiscale nazionale limitando i  fenomeni  di
  erosione  della  base  imponibile  di  spettanze  regionale   delle
  principali imposte e in particolare l'IRPEF, IRES e IVA.
   Nell'ambito  della dialettica, costruttiva, evidentemente  che  vi
  deve essere con lo Stato per raggiungere tale obiettivo la presente
  manovra  assume  come punto di partenza la quantificazione  operata
  dal  Governo  delle spettanze regionali tutt'ora  trattenute  dallo
  Stato  in circa 1, 4 miliardi di euro e in particolare 600  milioni
  per  aumento compartecipazione a spesa sanitaria dal 42 al 49,  500
  per  erosione  IRPEF  dal  2007  ad  oggi,  200  per  non  adeguata
  applicazione  dell'art. 37 dello Statuto,  115  per  effetto  della
  sentenza n. 65/2015 della Corte costituzionale.
   In  attesa  della ridefinizione dei rapporti finanziari di  intesa
  con il Governo nazionale la legge 208/2015, la cosiddetta legge  di
  stabilità nazionale per il 2016, ha previsto al comma 685 dell'art.
  1  l'assegnazione  alla Regione siciliana di novecento  milioni  di
  euro per l'anno 2016.
   L'art.   5   del  presente  disegno  di  legge,  quindi,   prevede
  l'accantonamento in apposito fondo in cui sono iscritte le  risorse
  derivanti  dalla riduzione dell'autorizzazione di spesa riepilogate
  nell'allegato   2  della somma di cinquecentocinquanta  milioni  di
  euro  per  l'anno 2016, 1, 4 miliardi di euro per  il  2017  e  1.6
  miliardi di euro per il 2018.
   Di  conseguenza nel caso in cui si verificassero queste condizioni
  possiamo  affermare che per la prima volta dopo decenni il bilancio
  della Regione può dirsi aver raggiunto il pareggio.
   Fatta questa premessa di ordine generale per inquadrare la manovra
  finanziaria passiamo adesso ad una descrizione del suo contenuto.
   Il presente provvedimento si compone di otto titoli.
   Il   titolo   I,   dell'art.  1  dell'art  21  reca   Disposizioni
  finanziarie e contabili e disposizioni di contenimento della spesa'
  oltre alle disposizioni di natura tecnico-contabile si segnalano in
  particolare  l'art.  3  che disciplina il contributo  alle  finanze
  pubbliche  a  carico della Regione, per la prima  senza  l'utilizzo
  delle  risorse del Fondo di sviluppo e coesione, l'art. 6  relativo
  al cofinanziamento dei programmi comunitari per 173 milioni di euro
  per  il 2016 e per 25 milioni di euro per il 2017 e interventi  per
  il  settore agricolo-forestale paria a 60  milioni di euro  per  il
  2016 a valere sulle risorse del Fondo di sviluppo e coesione.
   L'art.  8  poi  in  materia  di disposizioni  finanziarie  per  le
  autonomie  locali, nel testo riformulato dalla Commissione,  merita
  di  essere  ulteriormente approfondito e ulteriormente discusso  da
  parte di tutti i deputati.
   Signor Presidente così come ho più volte chiesto al Governo  c'era
  la  necessità  di nominare prima che si procedesse all'approvazione
  della finanziaria, il Direttore dell'Ufficio dell'Assessorato.  Ciò
  ha  oggettivamente nociuto sui lavori d'Aula in quanto l'Aula,  pur
  potendo contare sull'ausilio di ottime professionalità, però non ha
  potuto confrontarsi con chi deve poi applicare l'articolo 8.
   Per  questo  motivo  - a titolo personale - torno  a  chiedere  al
  Governo  la  nomina del dirigente del Settore in modo tale  che  si
  possa  affrontare con la dovuta conoscenza degli argomenti un  tema
  così  scottante quale quello delle disposizioni finanziarie per  le
  autonomine  locali,  nel senso che dovendosi occupare  anche  delle
  disponibilità di risorse per l'occupazione dei precari,  credo  che
  questo  argomento debba essere ulteriormente discusso, approfondito
  e  essere  oggetto  di un dibattito attento all'interno  di  questa
  Assemblea, cosa che non mancherà assolutamente.
   L'articolo 10,  fissa i termini per potere riportare in  bonis  il
  Palacongresso di Agrigento.
   L'articolo 11, viene incontro ad una richiesta che da tante  parti
  della  società  civile  arrivava, ossia di  adeguare  la  normativa
  regionale a quella nazionale sul sorteggio dei revisori dei conti.
   L'articolo  12,  è di fondamentale importanza perché  stanzia  dei
  fondi  per  la  progettazione degli interventi di  mitigazione  del
  dissesto idrogeologico.
   L'articolo   16,  che  si  occupa  dei  servizi  e  dei   cantieri
  esclusivamente nelle province di Caltanissetta ed Enna.
   L'articolo  17,   invece, stanzia cento  milioni  di  euro  per  i
  cantieri regionali.
   Suddividendo questa somma in quattro parti: venti milioni di  euro
  per la conclusione di una stagione di cantieri regionali di lavoro,
  iniziata  e  mai  conclusa per cui c'era  stata  una  disparità  di
  trattamento  fra  comuni  che  avevano  avuto  la  possibilità   di
  attingere ai finanziamenti regionali e altri che erano rimasti  con
  le  graduatorie pronte e con i lavoratori disoccupati. Una  seconda
  tranche di cinquanta milioni di euro a favore di nuovi cantieri  di
  lavoro,  sempre  negli  enti locali. Una  terza  tranche  di  venti
  milioni  di euro che fa fronte alla legge 17 del 1968 che  consente
  anche  agli enti di culto di potere beneficiare di questi cantieri.
  Infine, dieci milioni di euro per la raccolta differenziata  e  per
  attività  che  possono  aiutare  gli  enti  locali  a  gestire   il
  territorio.
   Come  si  vede  questa importante somma,  pari  a  cento  milioni,
  interviene in un duplice senso: da una parte cerca di combattere in
  modo certo, sicuro, la disoccupazione, la povertà, la fragilità,  i
  soggetti  deboli;  dall'altra parte cerca di venire  incontro  alle
  richieste  degli  enti locali che avevano chiesto  di  avere  delle
  risorse  per potere meglio affrontare le problematiche che tutti  i
  giorni hanno.
   Poi abbiamo l'articolo 18 che si occupa dei PIP di Palermo. In  un
  ulteriore articolo vengono poi stanziati ventinove milioni di  euro
  in  modo  tale da potere stabilire in maniera netta, chiara,  quali
  siano le risorse destinate ai PIP di Palermo.
   Il  Titolo  II,  dall'articolo 22 all'articolo  34,  riporta  come
  titolo    Rifinanziamenti   -  leggi  di   spesa   e   disposizioni
  finanziarie . Contiene i rifinanziamenti di intervento di spesa  di
  varia   natura   fra  i  quali  quelli  individuati  all'elenco   1
  dell'articolo 2, nella tabella dell'articolo 23, e che sono oggetto
  degli  interventi  che ella, signor Presidente,  riterrà  opportuno
  predisporre nell'ambito delle proprie prerogative parlamentari.
   Ricordo solo che tutto ciò che è stato fatto, è stato fatto sempre
  in  pieno accordo con il Governo e allungando una Tabella  che  già
  era stata predisposta dal Governo.
   Nessun atto è stato imposto dalla Commissione al Governo ma  tutto
  è  stato  oggetto di concertazione e di discussione e approvazione,
  articolo  per  articolo,  senza che vi  sia  stato  altro  tipo  di
  approvazione se non quella singola.
   Ciò  posto,  vorrei  soffermarmi sull'articolo  31,  dove  vengono
  stanziati  duemilioni e novecentomila euro per  l'ARPA  che,  uniti
  agli  altri  29 milioni, mettono l'ARPA nelle condizioni,  con  una
  dotazione di quasi 32 milioni di euro di poter svolgere le  proprie
  attività  istituzionali, anzi di fare investimenti per cambiare  le
  proprie  strutture  e  i  propri sistemi di monitoraggio  che  sono
  assolutamente inadeguati alle necessità dell'ARPA per  svolgere  le
  proprie funzioni e i propri compiti istituzionali.
   All'articolo 32 è stato affrontato in maniera seria, concreta,  il
  problema dei consorzi di bonifica.
   Primo  problema,  la Commissione bilancio ha aumentato di circa  3
  milioni  di  euro  le  risorse  che erano  state  destinate  per  i
  consorzi,    passando  da  una  proposta  di   circa   33   milioni
  trecentoventimila euro a quella definitiva di 36 milioni  336  mila
  euro. Sono state garantite le giornate per circa 10 milioni di euro
  e   sempre  collegata  a  questa  materia,  signor  Presidente,   è
  l'articolo  54  che  lei  ha  ritenuto di  stralciare.   Perché  la
  Commissione ha approvato l'articolo 54? Perché l'articolo 54  dà la
  possibilità  all'Assessorato per il   territorio  di  concerto  con
  quello dell'agricoltura di fare svolgere attività in economia anche
  ai consorzi di bonifica, portando fino ad un milione di euro questa
  somma.
   Signor Presidente, lei ha ritenuto di stralciarlo, però le chiedo,
  se   è   possibile,   di   prendere   l'articolo   54,    e   prima
  dell'approvazione della finanziaria mandarlo nelle  commissioni  di
  merito    per    farlo   apprezzare,   anche   perché,   attraverso
  l'approvazione di questo articolo 54, noi eravamo nelle  condizioni
  di  portare a 42 milioni 336 mila euro le risorse per i consorzi di
  bonifica  che  uniti ai diecimilioni per le garanzie  occupazionali
  portavano  tutto  a cinquantadue milioni, nel caso  in  cui  questo
  articolo 54 non fosse approvato, è chiaro che si verrebbe a  creare
  una  carenza  notevole nelle risorse che sono  state  destinate  ai
  consorzi di bonifica.
   Sempre  in  questo  Titolo  II,  troviamo  anche  l'articolo   33.
  L'articolo  33  riguarda Riscossione Sicilia. Stiamo stanziando  17
  milioni e novecento per quest'anno, e invece 17 milioni di euro per
  il  2018. E' chiaro che prima di arrivare agli articoli 31 e 32, vi
  erano   l'articolo  24  che  abbiamo  già  esposto  sulle  garanzie
  occupazionali per dieci milioni di euro, abbiamo poi 6  milioni  di
  euro,  sempre destinati alle garanzie occupazionali dell'ESA e  142
  milioni destinati ai forestali.
   Questi 142 milioni di euro, signor Presidente, uniti ai 60 milioni
  di  euro che già abbiamo individuato e a delle risorse di circa  48
  milioni di euro che non sono state impegnate per quanto riguarda il
  2015,   porta  le  risorse  disponibili  per  i  forestali  e   per
  l'antincendio  nell'anno  2016 a oltre  250  milioni  di  euro  che
  dovrebbe  essere  una somma più che adeguata per  far  fronte  alle
  esigenze  che,  comunque, pone l'Assessorato  nelle  condizioni  di
  partire  entro  la  prima decade di aprile per quanto  riguarda  la
  forestale, e entro il 15 giugno per quanto riguarda l'antincendio.
   Ricordavo  poco fa che all'articolo 25 vi erano questi 29  milioni
  per i Pip, all'articolo 26 è stata data la copertura alla spesa per
  i testimoni di giustizia.
   Il  punto  dolente  di questa finanziaria rimane,  l'articolo  27.
  Nell'articolo  27  per  le ex province vengono  stanziate  solo  19
  milioni 150 mila euro. E' chiaro che queste risorse sono del  tutto
  insufficienti. Non consentono di far fronte né alle  spese  per  il
  personale,  né ai ragazzi diversamente abili che meritano,  quindi,
  di  avere  una  maggiore integrazione, e su  questo  continuiamo  a
  chiedere  al  Governo  di dare legittime risposte  per  cercare  di
  venire  incontro  alla  richiesta  da  parte  del  personale  delle
  province.
   Per quanto riguarda l'articolo 28, vale lo stesso discorso che  si
  fa  per  l'articolo  8. Stiamo parlando del personale  precario,  a
  vario   titolo,  che  lavora  nei  comuni,  anche  qui   chiedo   a
  quest'Assemblea  di  intervenire, anche qui siamo  rimasti  soli  a
  scrivere   questo  articolo  non  supportati,  non   dagli   Uffici
  dell'Assemblea   che,   anzi   si  sono   comportati   in   maniera
  straordinaria, sobbarcandosi un lavoro che è stato faticoso, che  è
  durato per parecchi giorni e per parecchie notti.
   E'  chiaro, Presidente e assessore che, qui ancora una volta si  è
  pagata l'assenza del dirigente del Servizio.
   Per quanto riguarda poi i rimanenti articoli, il Titolo III dal 35
  al  39,  detta  disposizioni  in materia  di  acque,  e  rifiuti  e
  disciplina  in  modo  particolare  il  tributo  speciale   per   il
  conferimento  in  discarica  dei  rifiuti  solidi,   il  cosiddetto
  ecoincentivo;  invece il titolo IV dall'articolo  40  al  47,  reca
  disposizioni  in  materia  di  demanio marittimo  fluviale,  nonché
  materia   urbanistica,   in  particolare   il   titolo   disciplina
  l'approvazione   dei  piani  di  utilizzo  delle   arre   demaniali
  marittime, nonché l'attribuzione ai comuni della gestione dei  beni
  del demanio marittimo e regionale.
   Una  cosa  importante: la Commissione ha ritenuto di accettare  la
  proposta  del  Governo,  che  avevamo  sollecitato  un  po'  tutti,
  affinché, anche nel periodo invernale i luoghi oggetto di  rilascio
  da  parte dell'Assessorato per il Territorio e l'ambiente,  anziché
  rimanere chiusi, fossero aperti e fruibili per fare in modo che  vi
  fosse  una maggiore risposta alle richieste che provengono da tutto
  il territorio.
   Il Titolo V detta invece disposizioni in materia di infrastrutture
  e  di  trasporti,  in  particolare  signor  Presidente,  si  dà  la
  possibilità  all'assessorato di stanziare ulteriori  5  milioni  di
  euro  per  quanto  riguarda il trasporto delle isole  minori  e  il
  trasporto ferroviario.
   Abbiamo  avuto  anche  incrementato  per  8  milioni  e  366   per
  l'esercizio finanziario 2016 e 11. milioni 154 per il 2017-2018, il
  capitolo  per  fare  in  modo  che la Regione  possa  continuare  a
  mantenere  gli impegni assunti con TrenItalia, per l'esercizio  dei
  servizi  di  trasporto territoriale e regionale,  ricordo  che  per
  quanto  riguarda quest'anno è di 8 milioni 366, perché abbiamo  già
  recuperato  circa  tre  milioni, che sono stati  già  a  suo  tempo
  oggetto della  manovrina' che abbiamo avuto nel mese di dicembre.
   Per  quanto riguarda sempre legato a questo capitolo, all'articolo
  49  abbiamo  sbloccato 102 milioni di euro che  sono  destinati  ai
  parcheggi di interscambio, così suddivisi: 90 milioni di  euro  per
  le  città  metropolitane: Messina, Catania, Palermo; 12 milioni  di
  euro per le città con popolazione superiore a trentamila abitanti e
  con  l'obbligo  che,  nel  caso in cui le città  metropolitane  non
  utilizzino  queste risorse, le stesse possano essere utilizzate  da
  città non metropolitane.
   Sempre su questo argomento all'art. 52 abbiamo approvato le  nuove
  disposizioni in materia di tassa di circolazione, così come  misure
  in  materie di impianti di distribuzione di carburante,  sempre  su
  richiesta del Governo.
   All'articolo 53 è stato approvato un emendamento che già era stato
  valutato  positivamente  nella  Commissione  di  merito,  circa  la
  possibilità  che stiamo mettendo in campo di, non solo  salvare  le
  Terme  di  Acireale e di Sciacca,  ma di dare nuova linfa a  queste
  erme che per tanti anni hanno avuto un ruolo importantissimo.
   All'articolo  56 c'è il Fondo dell'Ircac e il  Fondo di  rotazione
  che viene stabilito in dieci milioni ciascuno, e che è una risposta
  importante,  all'art. 56 abbiamo tre finanziamenti  di  un  milione
  cadauno,  per quanto riguarda le università di Palermo,  Catania  e
  Messina  e all'articolo 57 il riconoscimento di 500 mila  euro  per
  alcuni  comuni della provincia di Agrigento che sono stati  colpiti
  dai danni degli eventi atmosferici del 10 ottobre 2015.
   All'art. 58 abbiamo provvidenze in favore dei soggetti danneggiati
  dagli  eventi  atmosferici del 31 dicembre  2014  che  riguardavano
  Pachino,  Porto Palo e Capo Passero; a questo proposito, assessore,
  torno  a ricordare che l'impegno che attraverso l'ordine del giorno
  506  del  29  ottobre  2015, questa Assemblea  aveva  preso,  è  di
  integrare queste risorse, perché non si tratta di nuove risorse, si
  tratta di risorse che erano già destinate a questi comuni e che  in
  fase  di approvazione della manovra finanziaria, per destinarle  ai
  forestali, queste somme sono state sottratte a questi comuni e sono
  state destinate ai forestali.
   C'è  questo  ordine del giorno, ripeto  n. 506,  che  prevede  che
  degli 8,8 milioni  che sono stati tolti all'agricoltura, in parte a
  questi  comuni, dovevano essere restituiti in occasione  di  questa
  finanziaria,  prendiamo atto che anziché 8,8 milioni  l'unica  cosa
  Presidente  Ardizzone  che  siamo  riusciti  ad  ottenere  è  stato
  soltanto  1  milione, lascio a futura memoria, anche degli  uffici,
  questo ordine del giorno in maniera tale che sappiamo il motivo per
  il quale abbiamo approvato l'articolo 58.
   Dopodiché  c'è  l'articolo 59 che lei giustamente ha  ritenuto  di
  stralciare, importante è poi l'articolo 62, che introduce una spesa
  complessiva  di 5 milioni di euro per il cofinanziamento  nazionale
  per  le  non-autosufficienti,  un  fatto  importante  che  potrebbe
  portare  ad  un cofinanziamento statale di ulteriori 35 milioni  di
  euro.  E  dopodiché è chiaro, così come per la società  Interporti,
  c'è  questo  intervento all'articolo 65 per la  Società  Patrimonio
  Immobiliari,   e   andando  avanti,  signor   Presidente,   abbiamo
  approvato,   ma   lei  giustamente  ha  ritenuto  di   stralciarlo,
  l'articolo  70,   Competenze dipartimento regionale  del  lavoro  e
  dipartimento regionale beni culturali', è un emendamento presentato
  dal  Governo,  il  Governo su questo emendamento  ha  continuamente
  insistito, perché riteneva che adeguando la normativa al 118 doveva
  necessariamente procedere alla soppressione di questo ente.
   Dopodiché  ce ne sono altri importanti: il Fondo unico  dell'Irfis
  FinSicilia,  alcuni  che intendevano regolare vicende  legate  alle
  aziende sanitarie, e le chiediamo Presidente se fosse possibile  di
  stralciarle,  comunque  di  metterle lo  stesso  in  un  successivo
  momento all'ordine del giorno, per arrivare all'articolo 84  quello
  su  interventi in favore della zootecnia.
   Questa  Assemblea l'anno scorso ha approvato per  la  prima  volta
  questa legge, ha stanziato una somma di 1 milione e mezzo di  euro,
  ha destinato queste risorse da un bando, il bando è stato fatto c'è
  la  graduatoria, ma le somme non sono state impegnate entro  il  31
  dicembre 2015, di conseguenza noi ci troviamo un bando fatto, gente
  che  si  è impegnata acquistando animali, proprio perché la Regione
  lo  aveva  convinto a fare questa operazione,  e  non  vi  sono  le
  risorse  necessarie  per coprire coloro i quali  hanno,  oggi,  dei
  diritti  reali  nei  confronti della Regione,  questo  articolo  84
  interviene,   appunto,   -   c'è  anche   una   relazione   firmata
  dall'Assessore  e  dal Direttore generale -,  interviene  a  sanare
  questa situazione che non ha causato la Commissione  bilancio'  per
  essere chiari, ma causato da altri.
   E  infine Presidente l'articolo 86, questa Commissione tanto aveva
  lavorato all'articolo 86, ritiene che questo articolo 86 possa dare
  risposte importanti, certe, sicure alla Sicilia, bene, io  anche  a
  nome  di  tutti  i  colleghi faccio appello  alla  sua  sensibilità
  affinché  questo articolo 86, come il precedente 54,  possa  essere
  inviato  alla  Commissione di merito per  essere  apprezzato  prima
  della  discussione  generale,  in maniera  tale   possa  discuterlo
  insieme  agli  altri,  anche  perché come  abbiamo  avuto  modo  di
  discutere per giornate intere, oggi possiamo avere le risorse  però
  non   abbiamo  la  possibilità  di  utilizzarle,  questo   articolo
   iniziativa volta alla promozione di start up'  è secondo noi, però
  possiamo  sempre  sbagliare,  uno  strumento  importante  che   può
  determinare   lo   sviluppo  dell'Isola.   Ciò   premesso    signor
  Presidente, io faccio appello poi alla sua sensibilità  per  quanto
  riguarda  l'articolo 89 -  che lei ha impugnato -, ma che io  anche
  in  questo  caso chiedo sia possibile rivedere. I Commissari  delle
  province  sono venuti in Commissione  Bilancio  ma credo che  siano
  andati  anche  in  I  Commissione, sono  andati  ovunque  ed  hanno
  rappresentato  il  dramma  che vivono migliaia  di  studenti  e  di
  studentesse diversamente abili che non possono più andare a  scuola
  perché  le  province non sono nelle condizioni di operare  la  loro
  assistenza igienico-sanitaria.
   Ricordo  che,  nelle  ultime  tre  finanziarie,  è  stato   sempre
  apprezzato da parte della Commissione  Bilancio  e di quest'Aula un
  emendamento  similare,  è  chiaro, meno  complesso,  perché  adesso
  abbiamo  finalmente  chiarito tutto. Se fosse possibile,  anche  in
  questo  caso,  chiedo  di discutere con la  Commissione  di  merito
  questo argomento.
   E'  questa, signor Presidente, per sommi capi, la Finanziaria  del
  2016.
   E'  una  Finanziaria  che,  ripeto, non fa  ricorso  ad  ulteriori
  indebitamenti,  è una Finanziaria che, per certi aspetti,  potrebbe
  essere paragonata a quella del 1876, quando in Italia finalmente si
  raggiunse  il pareggio. Se riusciamo ad avere queste risorse  dello
  Stato  questo  risultato sarà ottenuto. E' chiaro, come  diceva  il
  vecchio proverbio,  Chi molto fa, molto sbaglia , chi non fa  nulla
  non commette alcun errore.
   Abbiamo  anche potuto commettere degli errori durante i lavori  ma
  abbiamo  lavorato con intensità, con passione, anche con vigore  ma
  lo   abbiamo   fatto   sempre  nell'interesse   della   Sicilia   e
  nell'interesse dei Siciliani. Non ci siamo sottratti giorno e notte
  a questo lavoro.
   Ancora  una  volta  mi  sento in dovere di ringraziare  tutti  gli
  assistenti  parlamentari, i coadiutori, coloro  i  quali  ci  hanno
  assistito in questa lunga maratona, in questo lungo lavoro; i  miei
  colleghi che mi hanno sopportato in questi giorni.
   Abbiamo vissuto momenti difficili ma, alla fine, credo che  questo
  risultato   andava   portato   in  Aula   per   essere   sottoposto
  all'attenzione dei colleghi che da oggi insieme possono  provare  a
  riscrivere  una Finanziaria migliore rispetto a quella che  abbiamo
  fatto noi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è ovvio che tutte le disposizioni
  stralciate vanno per competenza alle Commissioni di merito.
   Nel  caso in cui le Commissioni di merito dovessero esitarle senza
  modificarle, per ovvie ragioni, o subemendarle e dovessero esitarle
  col   parere   favorevole,  l'Aula  considererà  l'opportunità   di
  trattarle nell'ambito di questa Finanziaria.
   Ma mi sembra giusto e doveroso rispettare il percorso previsto dal
  Regolamento.  Per  cui  tutte le norme, non solo  l'articolo  54  o
  l'articolo  86,  da oggi stesso sono rinviate alle  commissioni  di
  merito.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la relazione
  di minoranza.

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, i commenti  che  ha  fatto
  nella  sua relazione il Presidente Vinciullo noi li faremo articolo
  per articolo man mano che ci sarà la trattazione.
   Quello  che  mi  resta da dire, comunque, è  che  ritengo  che  la
  Finanziaria  così come è stata impostata secondo me è  la  peggiore
  degli  ultimi  anni. E, ancora una volta, siamo condannati,  ancora
  una volta la Sicilia, all'arretratezza ed alla povertà. E' priva di
  programmazione, non ci sono norme sullo sviluppo.
   Mi  rendo  conto  delle difficoltà che c'erano  all'interno  della
  manovra finanziaria e degli impegni che il Governo regionale  aveva
  assunto  col Governo centrale, ma si sono risanati tutta una  serie
  di  posti,  reggono i saldi di bilancio, anche  se  ci  sono  stati
  spostamenti  di  saldi da capitoli a capitoli, ma  l'impianto,  per
  quanto   riguarda  la  mission  che  aveva  l'assessore,  è   stato
  rispettato.  Manca la parte dello sviluppo, in questa  manovra  non
  c'è.
   Quello  che  si  è  creato, si è creato in  Commissione,  i  cento
  milioni  di  cui parlava il nostro Presidente della Commissione  si
  sono creati in quella occasione, sono fondi PAC che stiamo cercando
  di utilizzare per lo sviluppo, ma di nuovo da parte del Governo non
  ho  visto  una  sola  iniziativa che  può  essere  proiettata  allo
  sviluppo di questa benedetta terra di Sicilia che è abbandonata  da
  tutti.
   Lo  è anche perché noi abbiamo un patto, un impegno con il Governo
  centrale,  è  il  coltello  che  abbiamo  alla  gola:  se  noi  non
  risparmiamo  400 milioni non riusciremo ad ottenere i  500  milioni
  che  lo  Stato  ha promesso di darci. E se questi 500  milioni  non
  arriveranno   in  Sicilia  noi  ci  ritroveremo  ad  avere   ucciso
  letteralmente i Comuni, perché vanno totalmente in default. Noi gli
  abbiamo  dato ancora meno quest'anno, 340 milioni, ma se si dovesse
  bloccare  e  quindi non avere la possibilità di  poter  erogare  il
  saldo,  avremo certamente non solo 370 Comuni in default, ma  quasi
  tutti avranno difficoltà a poter chiudere i loro bilanci.
   Questo, secondo me è, il cuore del problema, e ancora una volta ci
  siamo  dimenticati  delle imprese e dell'agricoltura,  entrambi  in
  crisi profonda, e di sostenere, quanto meno, turismo e cultura.
   Pochi  sono  stati gli interventi per lo sviluppo,  voluti  spesso
  dall'opposizione, e parlo per i fondi di progettazione dei  Comuni,
  parlo  per  quanto riguarda l'IRFIS, alcune norme  che  sono  state
  stralciate, fra cui quelle dei pensionati, signor Presidente.
   Noi  mandiamo la gente in pensione, non gli diamo né i  fondi  del
  TFR,  che gli spettano, e mediamente devono aspettare da quattro  a
  sei  anni,  non gli diamo la pensione subito perché  non  vi  è  il
  personale  che lo fa, c'è gente che è andata via e  non  ha  né  la
  pensione né il TFR. Questa è la possibilità di aiutare, una boccata
  d'ossigeno a tanta gente che ha seguito le indicazioni del  Governo
  ma, ahimè, si trova senza soldi in tasca.
   Questo  serve,  secondo me, ad aiutare i figli ad  andare  avanti,
  perché  c'è  la possibilità di aiutarli per la scuola, ma  la  vera
  possibilità  è  avere  la  liquidità necessaria  per  poter  andare
  avanti.   Se   noi   blocchiamo  sul  nascere   queste   iniziative
  costringeremo la gente a restare all'interno, non più ad andare  in
  pensione.
   E, ancora una volta, non è cambiata la filosofia del passato, oggi
  la  legge  di  stabilità doveva contenere norme di  incentivi  alle
  imprese  per  creare  occupazione, le  nuove  generazioni  che  non
  cercano più il posto fisso ma che necessitano essere aiutate  nella
  realizzazione di progetti utilizzando i fondi comunitari.
   Questo non lo vediamo da parte del Governo, il fatto che ci  siano
  iniziative che producano e cerchino di produrre ricchezza  per  una
  terra  che  ha  bisogno,  e  siamo ormai arrivati  alla  parte  più
  terminale  del ragionamento, costringendo così i giovani ad  andare
  fuori. Ne abbiamo visti che hanno lasciato la nostra terra, 13 mila
  giovani, tutti elementi, giovani laureati che sono andati via, ci è
  rimasta manovalanza. E abbiamo sempre a che fare con gente  che  ha
  bisogno del posto di lavoro  per cercare di sbarcare il lunario, ma
  non  abbiamo più quello che ci serve per il domani, per  rilanciare
  questa terra che non lo è più.
   Certo, abbiamo fatto contenimento di spesa, per quanto riguarda  i
  forestali, pubblico impiego, il contenimento della spesa  pubblica,
  i  consorzi di bonifica, e per questo si dà merito all'assessorato,
  all'assessore che si è impuntato a chiudere, a tagliare.
   Abbiamo cercato di far funzionare meglio i cantieri di servizio, i
  PIP,  così  anche loro hanno così certezze, i tetti  di  spesa  che
  erano  diventati  una  giungla retributiva,  nei  consorzi  abbiamo
  notato  direttori che prendevano cento lire e altri  ne  prendevano
  300.  Questa  è la ratio che abbiamo voluto creare, ma  nelle  more
  sono  stati  approvati anche provvedimenti che aiutano, c'è  quello
  dell'IRCAC, quello della CRIAS, che hanno dato 10 milioni  ciascuno
  ai fondi di rotazione, questo proposto sì dall'onorevole Digiacomo,
  ma  voluto  da tutta la Commissione, le scuole paritarie che  hanno
  ottenuto 4 milioni e 140 su impegno dalla nostra linea politica.
   I  cantieri lavoro, sono stati previsti per effettuare  lavori  di
  ripristino, strade, marciapiedi, luoghi di culto, nonché riservando
  l'attenzione alle famiglie che hanno nel proprio seno  i  portatori
  di handicap.
   Le  misure efficaci per contrastare la povertà sono i cantieri  di
  lavoro  che,  da  un  lato,  creano  una  boccata  di  ossigeno  e,
  dall'altro, migliorano la qualità della vita.
   L'IRFIS  che dà una sponda alle imprese e alle attività che  hanno
  necessità,   non  aspettare  il  tasso  favorevole,  le   procedure
  burocratiche,  ma  di  farlo diventare  come  se  fosse  una  banca
  riuscendo  a  patrimonializzare e portare avanti quelle  iniziative
  che  le  banche  serie portano avanti per dare  aiuto  alle  nostre
  imprese che ne hanno necessità perché non hanno più dove andare,  a
  chi andare a bussare, per cercare di risolvere i problemi ed essere
  ascoltati perché nessuno più lo fa.
   I  comuni  e  i precari che dovrebbero essere il cuore dei  nostri
  problemi  siciliani.  Del comune abbiamo già parlato.  Avranno  340
  milioni ma ne hanno persi parecchi, circa 120 milioni.
   I  precari da 300 milioni ne stiamo dando adesso 180, il resto  li
  aspetteremo  quando  arriveranno  i  500  milioni  che  sono  stati
  considerati  in  attesa  del trasferimento da  parte  dello  Stato,
  fondamentali, comunque, per l'equilibrio di bilancio.
   Soldi che saranno assicurati, come dicevo prima, solo nel caso  in
  cui  la  Finanziaria regionale riuscirà a produrre tagli da  almeno
  400 milioni.
   Il  sostegno alle imprese siciliane, tramite il credito d'imposta,
  purtroppo,  non è stato esitato. Poteva dare un impulso  nuovo  per
  l'assunzione di giovani che hanno la speranza di avere  in  Sicilia
  un futuro migliore. Ahimé, non vediamo questa prospettiva.
   La speranza è che la legge di stabilità non produca a carico della
  Regione  ulteriori  oneri, abbiamo contribuito  fino  ad  oggi  per
  l'anno  in  corso e per il principio di risanamento  della  finanza
  pubblica, con un miliardo e 286 milioni, ne abbiamo ricevuti  dallo
  Stato solo 900.
   Noi, in questo momento, siamo in credito nei confronti dello Stato
  e  ci  vogliono ancora tante risorse per cercare di  aiutare  -  lo
  diceva  prima il Presidente nella sua relazione - le province  dove
  mancano 180 milioni, le partecipate dove mancano ancora 30 milioni,
  i  consorzi di bonifica, l'IRSAP, i consorzi universitari che hanno
  bisogno dei soldi necessari per potere concludere e pagare le spese
  di gestione.
   Poi, via via che andremo avanti, tratteremo articolo per articolo,
  andremo  in profondità per capire quello che è giusto e quello  che
  non lo è.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  stiamo  cominciando  la discussione  di  quella  che  io
  ritengo essere una manovra molto, molto importante che, secondo me,
  va  vista,  da un lato, nell'ottica di un percorso, dall'altro,  va
  letta insieme ad altri documenti, va quindi contestualizzata.
   Il percorso è quello che abbiamo iniziato in maniera decisa con la
  Finanziaria  dell'anno  scorso che  è  stato  delineato  anche  nel
  Documento di programmazione.
   Come abbiamo scritto in quel documento quest'anno l'obiettivo  era
  quello di arrivare ad un equilibrio di bilancio nel 2016 e dal 2017
  darsi,  addirittura,  l'obiettivo  di  cominciare  ad  avere  anche
  risorse specifiche da dedicare allo sviluppo.
   La  regola  semplice che ci eravamo dati l'anno scorso era  quella
  dei  tre  miliardi di disavanzo, di avere due miliardi  in  più  di
  entrate e un miliardo di contenimento della spesa.
   Come  sappiamo, di quei due miliardi quest'anno, li abbiamo  avuto
  l'anno  scorso attraverso la normativa dello split payment i  primi
  500 milioni che sono strutturali, quest'anno pensiamo di averli dal
  recepimento...  sono  stati  previsti  nella  legge  di   stabilità
  nazionale, gli altri 500 saranno fatti a breve attraverso un  altro
  provvedimento.  Ma  l'obiettivo grosso è quello  di  arrivare  alla
  revisione  delle norme di attuazione dello Statuto per far  sì  che
  questi  due  miliardi arrivino ogni anno in maniera  strutturale  e
  consentano finalmente alla Regione Sicilia di poter programmare  le
  proprie  attività  senza dovere ricorrere sempre a  continue  legge
  finanziarie e di assestamento per cercare di mettere delle pezze ad
  un bilancio che sappiamo era a forte rischio.
   Però,  già  quest'anno  portiamo  a  termine  quell'obiettivo  del
  miliardo  di  contenimento e dei 2 miliardi  di  maggiori  entrate.
  Certo  sappiamo che 500 milioni devono ancora essere  previsti  dal
  Governo  nazionale, ci stiamo lavorando ed il discorso che è  stato
  fatto  dall'onorevole Savona non è proprio in quei termini,  non  è
  una  pistola che il Governo nazionale ci punta alla testa ma,  così
  come  ci  aveva chiesto la Corte Costituzionale in due sentenze,  è
  parte di un patto. Quel patto che abbiamo fatto all'inizio, diciamo
  in fase di preparazione della manovra Finanziaria, era quello dei 2
  miliardi  di disavanzo, di far carico allo Stato di un 1,4 miliardi
  e  gli  altri  dovevano arrivare attraverso azioni di contenimento.
  Quindi  era,  semplicemente, nell'ambito del disavanzo complessivo,
  trovare  una  formula che fosse fattibile e,  sulla  scia  di  quel
  patto, stiamo andando avanti.
   Quindi,  questo è il percorso che portiamo avanti.  Oltre  ai  500
  milioni che sono nell'ambito dell'articolo 5 ci sono alcune  norme,
  che io ritengo fondamentali, che rappresentano il prosieguo di quel
  cammino  che abbiamo cominciato con la legge Finanziaria  dell'anno
  scorso che, sostanzialmente, è un cammino di allineamento verso  la
  normativa statale su una serie di argomenti. Per cui per me, i  500
  milioni di contenimento della spesa che sono in questa Finanziaria,
  che  non  hanno grossi impatti dal punto di vista sociale,  abbiamo
  cercato  di fare un'azione di contenimento che non creasse  disagio
  sociale. Questi 500 milioni di contenimento, così come alcune norme
  che  riguardano la riduzione dei bacini, che riguardano il pubblico
  impiego,  che  riguardano i costi della politica, sono  per  me  la
  parte  su  cui la Regione Sicilia si impegna; dall'altra parte  c'è
  l'altro termine del patto che è quello con cui noi Governo,  ed  io
  in  prima  persona, ci mettiamo la faccia nella trattativa  con  lo
  Stato che è l'articolo 5.
   Pertanto, io chiedo al Presidente dell'Assemblea, così come  avevo
  chiesto  in Commissione Bilancio, di votare l'articolo 5 alla  fine
  di  questa  manovra finanziaria, non tanto perché vuole  essere  un
  ricatto  ma, semplicemente, perché ci sono due parti del patto.  Se
  portiamo  a  termine  la  prima parte io ed  il  Governo  regionale
  continuiamo   a   metterci  la  faccia,   a   mettere   la   nostra
  responsabilità nel portare a termine questo patto. Laddove  dovesse
  mancare  questo,  ovviamente,  il nostro  impegno  nel  cercare  di
  portare  a termine la trattativa rimarrà, ovviamente, negli  stessi
  termini,  solo che, chiaramente, ci sentiamo di non avere  tutti  i
  presupposti,  tutte le carte in regola, per sederci a quel  tavolo,
  per  cui  la trattativa la facciamo comunque avendo quegli elementi
  dalla  nostra parte, chiaramente ci sentiamo molto più forti  e  ci
  sentiamo  nella condizione di portarla a termine. La mia  richiesta
  al Presidente è, appunto, quella di posporre al termine di tutta la
  manovra finanziaria l'articolo 5.
   Relativamente  allo sviluppo, secondo me, entra l'altra  questione
  cioè  la Finanziaria non va letta da sola. la Finanziaria va  letta
  insieme  ad  altri  documenti,  in primo  luogo  quella  che  è  la
  programmazione  dei  fondi extraregionali,  comunitari  o  statali,
  quindi fondi FSC o i fondi PAC.
   Il  grosso  risultato che porta questa manovra è il fatto  di  non
  utilizzare più fondi destinati allo sviluppo per la spesa corrente.
  Fino  all'anno  scorso,  ma  anche negli anni  precedenti,  abbiamo
  utilizzato  6/700 milioni di euro di fondi destinati allo  sviluppo
  per  spesa  corrente. Quest'anno non succede più per cui  quei  700
  milioni  sono  lasciati allo sviluppo. Considerando da  dove  viene
  questo   bilancio,   penso   che  sia  un  grandissimo   risultato.
  Ovviamente,  la  Finanziaria  va  letta  insieme  ai  documenti  di
  programmazione, i soldi per lo sviluppo stanno nei fondi  FSC,  nei
  fondi PAC, nel FESR, nell'FSE, nei PSR. Sono queste le risorse  che
  dobbiamo spendere al meglio per garantire lo sviluppo della Sicilia
  e stiamo parlando di miliardi di euro.
   Se  non  ci sono azioni per lo sviluppo nella Finanziaria è perché
  lo sviluppo è lasciato a questi fondi extraregionali. Le iniziative
  che  sono  state inserite in Finanziaria, cui facevano  riferimento
  l'onorevole  Vinciullo e l'onorevole Savona, sono  state  messe  in
  Finanziaria  per inserire una parte di sviluppo ma potevano  essere
  fatte  con  atto  amministrativo nell'ambito della  programmazione.
  Quindi,  hanno  un  significato politico ma non  ci  limitiamo  lì,
  perché  se gli abbiamo messo 150 milioni, dall'altra parte ci  sono
  miliardi di euro dedicati allo sviluppo. Il fatto che non siano  in
  questo documento non vuol dire che non ci siano queste azioni. Vuol
  dire che stanno nei documenti di programmazione, dei fondi sviluppo
  e  coesione, dei fondi PAC, del FESR, dell'FSE, del PSR e di  quota
  parte  dei  fondi  nazionali, del PON Ricerca, del PON  Istruzione,
  sono  tutti  fondi di cui la Sicilia ha la quota  parte  insieme  a
  tutti  i  fondi  regionali che sono miliardi di  euro,  interamente
  dedicati  allo  sviluppo dell'isola. Quindi, quei 150  milioni  che
  abbiamo  inserito danno un po' di condimento a questa  Finanziaria,
  per  parlare  anche  di  sviluppo ma sono  una  goccia  nell'Oceano
  rispetto  a tutti gli altri fondi a disposizione della Sicilia  che
  sono  oggetto  di  documenti di programmazione  dei  singoli  fondi
  comunitari e che sono dedicati a start-up, sono dedicati alla banda
  larga,  sono  dedicati alle imprese, sono dedicati  all'università,
  sono  dedicati alla ricerca. Per cui, questi investimenti ci  sono,
  chi  dice  che  non  ci  sono dice una cosa assolutamente  falsa  e
  strumentale. Non è assolutamente così. Sulla banda larga  poi,  una
  settimana fa il Governo nazionale ha aggiunto altri 220 milioni  di
  euro per cui i soldi ci sono, verranno spesi nei prossimi mesi, nei
  prossimi anni di programmazione, per lo sviluppo della Sicilia.
   Non  ha  senso, in questo momento, andare a dire che nel  bilancio
  della  Regione  bisogna trovare fondi per lo sviluppo,  perché  nel
  bilancio della Regione mancano quei due miliardi di euro per pagare
  gli  stipendi,  per pagare i precari, per pagare le  pensioni,  per
  pagare i forestali, per pagare i PIP e così via, mancano 2 miliardi
  di  euro che sono quelli che abbiamo trovato con l'accordo  con  lo
  Stato.  Per  cui  sfido tutti voi a presentare un  emendamento  che
  toglie  soldi  a  PIP,  forestali,  pensioni,  stipendi,  mutui   e
  quant'altro per metterli allo sviluppo. Non è possibile  in  questo
  momento.  I  soldi  ci sono e sono i soldi della programmazione,  i
  fondi extraregionali.
   Un  ultimo  aspetto  molto  importante che  voglio  dire,  che  ho
  ripetuto fino alla noia in Commissione e che comincio a ripetere da
  qui.  Su  questo bilancio regionale abbiamo cercato  di  utilizzare
  tutte  le  risorse  disponibili, per cui tutti i fondi  sono  stati
  ridotti  al minimo previsto di legge, non ci sono riserve, non  c'è
  più  niente.  Se  vogliamo finanziare qualcosa di diverso  dobbiamo
  prendere  i  soldi da un'altra parte, chi porta un  emendamento  di
  spesa deve ovviamente trovare la copertura. Personalmente, ho fatto
  diverse battaglie l'anno scorso e in Commissione su alcuni temi che
  sono  i consorzi di bonifica, che sono i forestali, non perché  non
  voglio  dare i soldi a questi bacini, a questi soggetti,  a  questi
  enti,  semplicemente perché io voglio capire dove mettiamo i soldi.
  Vi  faccio un esempio sui liberi consorzi perché stamattina mi sono
  divertito  a  giocare con alcuni numeri, sui consorzi universitari,
  sui  consorzi  mi confondo. Sui consorzi universitari,  non  so  se
  sapete  come  funzioni, le entrate delle rette e i  contributi  del
  Ministero  li prendono le università, poi le università  hanno  una
  convenzione con i liberi consorzi dove spesano soltanto il  25  per
  cento  del costo della docenza ai consorzi e il 75 per cento  viene
  pagato dall'università.
   Ovviamente,  di  nuovo  non ci sono dati  certi  perché  l'abbiamo
  appreso attraverso telefonate, amicizie, telefonando al Ministero e
  quant'altro, però, quello che sembra è che la differenza tra quello
  che l'università percepisce fra rette e finanziamento del Ministero
  per  iscritto  e  i  costi della docenza per  iscritto  portano  le
  università  a  un  maggior valore di circa 2.000,  2.500  euro  per
  iscritto.
   Se  questo è vero, lo moltiplichiamo per 4.000 iscritti, vuol dire
  che le università in questo gioco trattengono qualcosa che è più  o
  meno  è  il  contributo che poi dobbiamo chiedere alla Regione,  ai
  Comuni, ai Liberi Consorzi.
   Per  questo  io dico, prima di partire tutti,  mettiamo  i  soldi,
  mettiamo i soldi, mettiamo i soldi, capiamo dove li mettiamo  e  se
  li stiamo mettendo o se qualcun altro non li sta trattenendo perché
  poi tanto interviene la Regione.
   Siccome,  in  questo  momento, io prima di  tutto  devo  fare  gli
  interessi   della  Regione,  voglio  capire  di  volta  in   volta,
  attraverso l'acquisizione di informazioni, dove andiamo  a  mettere
  questi soldi.
   La  stessa  cosa  la potrei dire per i Consorzi di  bonifica,  sui
  quali  faticosamente si comincia a capire qualcosa.  Io  vi  voglio
  dare  solo  un  dato: l'azione dei Consorzi di bonifica  si  misura
  principalmente fra un rapporto fra superfici irrigue e le superfici
  attrezzate, le superfici totali.
   Diciamo  che  le Regioni molto virtuose, tipo il Veneto,  arrivano
  fino  a  96  per cento di questo rapporto cioè irrigano il  96  per
  cento   di  superfici  disponibili.  Altre  Regioni  meno  virtuose
  arrivano  a  50-60 per cento, la media della Sicilia è  il  30  con
  delle  punte  buone  con qualcuno che ha il 7 per  cento,  l'8  per
  cento,  soltanto  l'8 per cento del territorio viene  ufficialmente
  irrigato   all'altro  cosa  può  succedere  o   che   lo   irrigano
  abusivamente  o che lo irrigano in proprio o che non  lo  irrigano,
  però,  il servizio non viene fatto nella maniera corretta. A fronte
  di  questo, ovviamente, il costo per ettaro in Sicilia è  circa  40
  volte quello che è in Veneto o in Emilia Romagna.
   Quindi, non stiamo dando un  servizio e abbiamo costi molti  alti.
  In  tutto questo il brutto che cosa è? Che il canone che pagano  le
  Regioni  virtuose è un terzo, un quarto, un quinto  di  quello  che
  pagano  gli agricoltori in Sicilia. Allora, stiamo dando un cattivo
  servizio, lo stiamo facendo pagare tanto e lo stiamo facendo in una
  porzione  molto  limitata. Per questo  io  vi  dico  man  mano  che
  acquisiamo  i  dati  cominciamo a capire le cose,  però  mi  sembra
  strano  che  nessuno mi sia mai venuto a chiedere i soldi  per  gli
  investimenti,  per migliorare il servizio perché, di  fronte  a  un
  piano  del genere, uno i soldi li dà anche volentieri perché si  dà
  un  servizio  agli agricoltori, l'agricoltura è una  delle  risorse
  primarie della Sicilia, sono soldi ben spesi, ma che si chiedano  i
  soldi a prescindere questa, secondo me, è una cosa meno valida, per
  questo  mi troverete sempre restio sui vari argomenti a dare  soldi
  al buio, per questo mi troverete sempre pronto a chiedere ulteriori
  informazioni, perché solo acquisendo le informazioni  cerchiamo  di
  spendere al meglio i soldi della Sicilia per fare un servizio  alle
  imprese, agli agricoltori, ai cittadini, agli studenti evitando  di
  dare risorse là dove forse non è il caso di darle o dove quando  li
  diamo vogliamo capire  meglio come poi vengono spese.
   Quindi,  le mie non sono cose a prescindere perché voglio tagliare
  i  costi. Le mie sono cose che servono per capire meglio se  stiamo
  spendendo  i  soldi  nella direzione giusta, per  cui  se  mi  fate
  emendamenti spesa troviamo la copertura, va bene spostare soldi  da
  una  parte all'altra se insieme, se l'Aula deciderà che è  la  cosa
  corretta,  ovviamente,  se  chiediamo soldi  in  più,  ve  lo  dico
  dall'inizio,  io  non ho fondi, non ho riserve, non  abbiamo  altri
  soldi perché siamo tirati veramente all'osso.
   Le  entrate  sono  state certificate riga per riga  col  Ministero
  delle  Finanze  a  Roma dove ci hanno fatto il contropelo  su  ogni
  numero   correttamente  per  capire  che  fossero  numeri   stimati
  prudenzialmente, il disavanzo era quello che sapete e sapete come è
  stato  corretto, un miliardo e nove, uno e quattro a  carico  dello
  Stato, cinquecento a carico del bilancio della Regione, quindi, non
  è una pistola puntata è che ci siamo divisi la necessità di coprire
  il disavanzo andando a dimensionare il contributo dello Stato, come
  ho  detto  mille volte, in base ai torti che la Regione Sicilia  ha
  subito,  quindi,  seicento milioni della Sanità,  duecentocinquanta
  milioni  dell'art.  37, l'erosione dell'IRPEF,  la  sentenza  della
  Corte  costituzionale  ci ha dato ragione,  in  questo  modo  siamo
  andati a fare queste stime. Penso che il discorso è stato impostato
  correttamente,  io  penso  che  questa  Finanziaria  sia   l'ultimo
  passaggio  per  la  Regione Sicilia, per portare a  termine  questo
  percorso.
   Dopo  di  che  noi,  come  Governo,  fatto  questo  passaggio,  ci
  prendiamo tutta la responsabilità di portare in porto la trattativa
  attraverso gli iter procedurali previsti.
   Per  cui se parliamo di revisione delle norme di attuazione  dello
  Statuto, stiamo parlando di Commissione paritetica, di Consiglio di
  Ministri,  di decreto del Presidente della Repubblica, non  ci  può
  essere nessun altro iter al di là di quelli che sono previsti dalla
  legge.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'Assessore Baccei ha disegnato l'isola che non c'è. Ha parlato  di
  tutta  una  serie di cose - sa bene che la stimo - ma ormai  lei  è
  diventato   in   quest'Aula,   da   un   punto   di   vista   della
  rappresentazione e della rappresentanza del Governo, ad  esclusione
  dell'Assessore Croce, l'ultimo giapponese.
   Questa   è   la  massima  espressione  del  Parlamento   regionale
  siciliano, quando si riunisce per la finanziaria, per la  legge  di
  stabilità; il Presidente della Regione certamente sarà impegnato  a
  fare  danni  in  giro per la Sicilia - danni da un punto  di  vista
  politico - e poi pronto ad accusare gli altri che gli vogliono male
  ma io gli voglio bene
   Dio salvi Crocetta
   Più infatti rimane Crocetta più accresciamo il nostro consenso.
   Cosa  potremmo  fare senza Crocetta? Saremmo tutti  disoccupati  e
  invece, ogni giorno, ci dà linfa vitale.
   Battute e scherzi a parte, avete puntato la pistola alla tempia ai
  forestali spostandoli all'anno prossimo.
   Sa  come  lo  chiamiamo a Palermo? Siccome siamo in un  Parlamento
  siciliano nessuno si scandalizzerà se lo dico in dialetto  scruscio
  ri  catini   nel  senso  che dite ai lavoratori  forestali   l'anno
  prossimo  succederà  qualcosa   ed è una cosa dal  punto  di  vista
  istituzionale veramente indecente.
   Il  Governo le cose le fa o non le fa. Non annuncia di farle e poi
  fa esattamente il contrario.
   Così  come con i PIP. Prima li bastonate e poi qui, con i presidi,
  dobbiamo cercare di spiegarvi che per loro il requisito era  essere
  in una situazione di disagio, alcolista, ex detenuto, il Presidente
  della Regione siccome non capisce nulla di questa materia, arriva e
  dice   di  avere  scoperto  gli  ex  detenuti  dentro  la  pubblica
  amministrazione.
   Si  confonde  e fa fare provvedimenti di espulsione. Poi  subentra
  quello  del  reddito. Ora ci avete ripensato e siete  ritornati  di
  nuovo indietro.
   E' una finanziaria rattoppata.
   Certamente  non ringrazio il Governo perché più si  muove  più  fa
  danni,  ma  non posso fare a meno di ringraziare il Parlamento,  la
  Commissione  Ambiente e territorio , la Commissione  Bilancio , che
  ha  fatto  proprie le mie preoccupazioni su comuni che istituiscono
  zone a traffico limitate solo per incassare soldi. Come il caso  di
  Palermo  se mi dai cento euro, puoi inquinare , questa è la ZTL.
   La   ZTL   dovrebbe   essere  proiettata  verso  la   salvaguardia
  dell'ambiente, l'incentivazione del trasporto pubblico e invece non
  si parla di questo, non si dice niente.
   Fortunatamente il Parlamento fa propria questo, la accoglie  e  la
  ammette  alla  trattazione  d'Aula, e Orlando  oggi  dichiara  alla
  stampa che se ne infischia e andrà avanti lo stesso.
   Ricordo  al  Presidente  dell'ANCI  che  non  è  il  consiglio  di
  circoscrizione   ma   il  Parlamento  regionale,   in   particolare
  l'articolo 14 della legge di stabilità.
   Se  il  Presidente  dell'ANCI comincia a dire  che  disconosce  il
  Parlamento  della  Regione  -  in quanto  presidente  dell'ANCI  ci
  rappresenta  tutti,  lo sappiamo -, se lui  per  primo  comincia  a
  demolire il Parlamento siciliano perché si reputa infallibile e  sa
  fare  tutto,  ritengo che sia l'approccio più sbagliato  di  questo
  mondo.
   Presidente, ho svolto un brevissimo intervento e non ho  altro  da
  dire se non che è grave - e lo rimarco - dovrebbero sollevarsi fior
  e numerosi interventi per chiedere la presenza del Presidente della
  Regione,  perché è un fatto grave. Non siamo in un  momento  felice
  per  cui il Presidente della Regione si può permettere e consentire
  di  non  venire  durante la discussione generale a  raccogliere  le
  istanze e le preoccupazioni dei deputati.
   E' un fatto politicamente ed istituzionalmente scorretto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   la
  discussione sulla finanziaria, è chiaro che rappresenta  sempre  un
  momento importante di confronto, di dibattito, di aspettative.
   E'  chiaro  che  la  legge di stabilità rappresenta  forse  in  un
  deserto, qual è quello che vive la Regione Siciliana in questi  tre
  anni,  l'unico momento di speranza anche per i siciliani, ma  direi
  ancor  di  più,  per le categorie. Per le categorie produttive  che
  sperano, confidano che lo strumento finanziario possa indicare loro
  un percorso, una strada, un viatico per riprendere una posizione in
  verticale.
   Oggi vorrei dire all'assessore Baccei, al Governo e ai partiti  di
  maggioranza che questa Sicilia non è più in verticale. E non è  più
  in verticale ormai da molto tempo, da diversi anni, da quando vi  è
  il  Partito  Democratico  al governo di  questa  terra,  di  questa
  Regione.
   Allora  ho  sentito la relazione di maggioranza, ho ascoltato  con
  più attenzione perché più puntuale, quella di minoranza e ringrazio
  personalmente  e  del Gruppo di Forza Italia, l'onorevole  Riccardo
  Savona,  che con molta puntualità, ha rappresentato le aspettative,
  le  istanze,  ma  soprattutto  ha  delineato  quelle  che  sono  le
  criticità   notevoli   su  cui  ora  ci  soffermeremo   in   questa
  finanziaria.
   L'assessore Baccei ha detto anche che finalmente stanno mettendo i
  conti  in  ordine. Certo, si sta facendo uno sforzo. Si era  fatto,
  era stato promesso dal sottosegretario Faraone che avremmo avuto un
  milione  450 mila euro nell'anno 2016 e lo avremmo avuto in maniera
  strutturale,  cioè  non un contributo, ma un  trasferimento  per  i
  soldi che lo Stato toglie e sottrae alla Sicilia.
   L'assessore Baccei sa bene che i siciliani producono in termini di
  IRPEF, ben settemiliardi e mezzo di euro. Di questi settemiliardi e
  mezzo  di  euro,  alla  Sicilia, rimane meno di  quattromiliardi  e
  duecentomilioni di euro.
   L'assessore Baccei sa bene che i siciliani producono come  gettito
  di   IVA,  oltre  quattromiliardi  e  mezzo  di  euro.  Di   questi
  quattromiliardi  e  mezzo  alla  Sicilia  vengono  sottratti  oltre
  duemiliardi di euro che vanno allo Stato.
   Di  questa immane massa finanziaria lo Stato ci dovrebbe, a fronte
  di  ciò,  retrocedere dicono i tecnici, la stessa parte o  il  pari
  importo.  Nelle altre regioni per l'IVA retrocedono il  6.3  dieci,
  significa  il  63 per cento. A noi invece viene dato  che  cosa?  A
  fronte  di  tremiliardi  e  quattrocentomilioni  di  IRPEF   e   di
  duemiliardi    di   IVA,   viene   dato   appena   duemiliardi    e
  centocinquantamilioni di cofinanziamento sanitario. E il  resto  lo
  Stato trattiene per sé tutto.
   La   grande  manovra  che  hanno  fatto  i  nostri  rappresentanti
  nazionali,  qua non c'entra Baccei, ma c'entrano i politici  locali
  che  hanno una dimensione nazionale, è stata quella appena di darci
  una  elemosina  di  900 milioni di euro, con  la  promessa  che  ci
  saranno dati altri 550 milioni di euro.
   Perch��  assessore  Baccei, dobbiamo dire la verità,  nell'articolo
  degli  accantonamenti  positivi noi abbiamo  ben  550  milioni  che
  vengono  congelati,  cioè  550 milioni che  noi  abbiamo  detto  di
  mettere  in finanziaria ma poiché lo Stato non ce li ha trasferiti,
  congeliamo  spese importanti, congeliamo la spesa per  170  milioni
  agli enti locali, congeliamo la spesa per i precari, congeliamo  la
  spesa per 73 milioni ai forestali e ora qua ritorneremo negli altri
  congelamenti.
   Dall'altro  lato  abbiamo  l'articolo 6,  il  coofinanziamento  ai
  programmi  comunitari. Bene, la Sicilia cosa deve  fare?  Deve  far
  partire i bandi comunitari, deve far partire i bandi del 2014-2020,
  in  genere dovrebbero essere coofinanziati con soldi regionali, del
  bilancio regionale, ma la Sicilia non ce li ha ed allora,  dice  il
  Governo,  utilizziamo  il  fondo di  sviluppo  e  coesione  che  ci
  dovrebbe  dare lo Stato. Fondo che ancora non ci ha dato,  per  cui
  prevediamo  che  ci  siano 173 milioni di  euro  per  coofinanziare
  queste  spese, ma sono soldi che noi non abbiamo, quindi  rischiamo
  di bloccare l'avvio dei bandi comunitari.
   Poi si dice ancora sempre per smentire il sottosegretario Faraone,
  ve  lo ricordate quando l'onorevole Faraone aveva detto che neppure
  un  euro sarebbe stato utilizzato delle spese per investimenti  per
  pagare spesa corrente.
   L'articolo 6 è la bugia di questo Governo, è la smentita a  parole
  e  è  la menzogna di questo Governo, delle due l'una, non c'è altro
  perché: o con i  fondi investimenti noi facciamo investimenti o con
  i fondi di investimenti noi stiamo pagando spesa corrente.
   Cosa diciamo al grido d'allarme, perché caro Presidente Savona, se
  io  e  Lei  dicessimo  le cose che stiamo dicendo,  forse  potremmo
  essere  visti come uomini di parte, il problema vero è  che  qua  a
  dire  queste  cose è l'ANCE, che ha denunciato che negli  ultimi  6
  anni  nei  lavori pubblici si sono persi 100 milioni di  euro,  100
  mila  posti  di  lavoro; è l'ANCE che denuncia che  l'anno  scorso,
  appena  100  milioni  di  euro  sono  stati  messi  in  bando   per
  appaltarli.  E'  l'ANCE  che denuncia che  nel  2011,  la  stazione
  appaltante regionale era di un miliardo e seicento milioni di  euro
  e oggi è di appena cento milioni di euro. Non siamo noi.
   Quando l'onorevole Savona dice che ben 13 mila giovani lasciano la
  Sicilia, sono giovani soltanto palermitani che lasciano la Sicilia,
  perché  in Sicilia non c'è più speranza per questi giovani,  perché
  il  Governo  della  rivoluzione ha creato  la  involuzione,  perché
  questa  legge finanziaria, caro onorevole Di Giacinto, le  ha  dato
  una rappresentazione chiara: è senz'anima ha detto, e ha ragione.
   Questa  legge  finanziaria non apporta alcun  che,  è  chiaro  che
  condanna  l'arretratezza, chiaro che condanna la povertà, è  chiaro
  che  toglie  la speranza e allora guai, guai se Forza  Italia,  non
  avesse  immaginato,  pensato, di portare  di  proporre  una  contro
  finanziaria  che  immettesse, che desse  a  questa  finanziaria,  a
  questa  legge  di  stabilità, qualche sussulto di  orgoglio,  e  lo
  abbiamo  fatto  quando  abbiamo proposto un  contrasto  forte  alla
  povertà,  rispetto  alle  sette  norme  inutili,  velleitarie   del
  Presidente    Crocetta,   abbiamo   invece    sostituito    assieme
  all'onorevole di Giacinto, assieme ad altri, abbiamo sostituito  in
  massiccio  piano dei cantieri di lavoro per gli enti locali  e  per
  gli enti di culto, nel 2016 se gli uffici saranno attenti, attivi e
  saranno come dire pronti riusciremo a dare 18 mila posti di  lavoro
  ai  siciliani,  ancorché per tre mesi ne riusciremo  a  dare  anche
  all'impresa   che   fa  le  forniture  e  la  somministrazione   di
  attrezzature di beni e di servizi una boccata di ossigeno.
   Siamo  stati  noi  di  Forza Italia a imporci,  doveva  essere  il
  Governo a dire che per i dirigenti generali, per i funzionari delle
  società  partecipate  non si poteva superare  un  tetto  di  spesa.
  Qualcuno,  caro assessore Bacchi, dice che noi prendiamo tanto,  il
  deputato regionale ha un'indennità di 79 mila e 200 euro annui,  al
  lordo  si  intende; bene, noi abbiamo detto che dobbiamo  porre  un
  tetto,  e  il tetto di spesa per i dirigenti delle partecipate  non
  può  essere  superiore a 118 mila euro, significa  il  50%  in  più
  rispetto  alla nostra indennità, che è poco onorevole Di Mauro  non
  mi  pare, è una cifra assolutamente dignitosa, è una cifra che però
  comporterà  abbiamo  visto,  abbiamo  fatto  una  valutazione,   un
  risparmio  se  gli  uffici che sono demandati ad  applicare  questa
  norma  la  attiveranno, un risparmio di 3 milioni  di  euro  annui,
  abbiamo fatto anche un calcolo.
   Ebbene,  questo  però  era  il Governo  che  doveva  risolvere  la
  stabilizzazione  dei precari negli enti locali, colleghi  carissimi
  vi ricordate quando il Presidente Crocetta venne in Aula e disse in
  una  delle  sue ultime conferenze stampa, atteso che ormai  non  lo
  fanno più parlare, mi dispiace che l'avete ormai blindato lo vorrei
  dire  al  Capo gruppo Anselmo, mi dispiace che quel povero Crocetta
  ormai  accerchiato dal Partito Democratico, dall'UDC,  anche  l'NCD
  cerca  di  bloccarlo per prendere qualche strapuntino di  tanto  in
  tanto,  e  questo chiaramente questo signore ormai è soffocato,  un
  politico  ormai come dicono i giornali fantasma perché  non  esiste
  più, perché sottoposto a questa minaccia che se dice una parola  in
  più  arriva  Roma, e non taglia lui taglia i siciliani,  taglia  la
  Sicilia,  se Crocetta ormai dice qualche parola fuori, va oltre  il
  seminato il rischio che a pagare siamo noi siciliani.
   E  allora, quando il Presidente Crocetta - poverino lui - disse  e
  si  avventurò  a  dire   daremo un sostegno di  stabilizzazione  ai
  precari per dieci anni , sapete come è finita? Lo sanno i colleghi,
  la  stessa  maggioranza ha riscritto la norma e gli ha  fatto  fare
  magra figura, la stessa maggioranza ha detto al Presidente Crocetta
  la  sua norma era inadeguata, non poteva essere applicata o non  la
  vogliono   applicare,  e  andò  anche  in  fumo   quella   attività
  velleitaria, quel pensiero velleitario del Presidente Crocetta.
   E  ancora  è  chiaro  quando  si dice allora  le  somme  che  sono
  accantonate, non sono accantonate 550 milioni di euro,  abbiamo  un
  accantonamento  che  è formato da 550 milioni  di  euro  per  spese
  correnti,   e  233  milioni  che  sono  all'articolo   6   per   il
  cofinanziamento  ai bandi comunitari e per i forestali,  così  come
  abbiamo detto, e allora se questo Governo invece di accogliere,  di
  accettare  alcune  proposte  di buon  senso,  alcune  proposte  che
  servivano allo sviluppo, noi abbiamo proposto il credito di imposta
  per lo sgravio delle aziende con i fondi PAC.
   I  fondi  PAC, cari colleghi, possono essere spesi in due modi:  o
  per  via  amministrativa,  con dei bandi  che  gli  assessorati  di
  competenza formulano oppure per via legislativa con una  norma  che
  finalizza questi contributi. Bene, Forza Italia aveva detto che noi
  avremmo  dovuto  finalizzare  questi finanziamenti  perché  non  ci
  fidiamo  del governo, perché il Governo ha dimostrato che  i  fondi
  PAC  li  ha fatti mandare indietro quando abbiamo perso 300 milioni
  di  euro sul piano giovani, quando abbiamo perso 50 milioni di euro
  sull'impiantistica sportiva, 27 milioni di euro sui beni culturali.
   Ma questo soltanto per fare alcuni esempi, onorevole Grasso, non è
  l'intera platea. Ben 1 miliardo di euro ci ha sottratto il  Governo
  Renzi  per finanziare il credito d'imposta per le nuove assunzioni,
  quell'imposta, quel credito che, nel resto d'Italia,  in  parte  ha
  funzionato,  in  Sicilia  ha  consentito  l'assunzione  di   appena
  settemila  persone  che, a fronte delle aziende che  hanno  chiuso,
  delle  povere  partite  IVA che si sono cancellate  dalle  relative
  Camere  di  commercio, ha rappresentato un fallimento  totale,  una
  debacle totale, un massacro e dramma sociale assoluto. Allora, ecco
  perché  quando lei, onorevole Savona, parla degli enti  locali  noi
  dobbiamo dire una cosa. Noi dobbiamo dire che questa finanziaria  è
  una finanziaria che si regge sul filo del rasoio, è una finanziaria
  che  si  regge  su  783 milioni di euro di somme congelate,  è  una
  finanziaria - mi permetta assessore Baccei - che si regge su almeno
  300,  400  mila euro di somme in entrata incerte, è una finanziaria
  che  gioca  e  che  recupera  70 milioni  di  euro  all'articolo  4
  spostando il debito da sette a dieci anni. Perché questo, colleghi?
   Perché  nel 2014 - tanto per cambiare - ci fu un buco di bilancio,
  tanto per cambiare
   Allora,  quel  buco  di  bilancio,  quel  disavanzo  di  bilancio,
  Presidente Fazio, veniva coperto in sette anni. Sa cosa ha fatto il
  Governo nazionale come regalino? Ha detto:  Regione siciliana,  non
  vi diamo soldi ma ti consentiamo di spalmare il debito - il Governo
  Monti  - il disavanzo del 2014 da sette in dieci anni . Per cui,  è
  vero, la nostra rata cambia da 240 milioni di euro a 172 milioni di
  euro,  abbiamo un risparmio di circa 80 milioni di euro  ma  stiamo
  spostando i nostri debiti ai nostri figli, a coloro i quali vengono
  dopo  e  l'anno scorso facemmo un mutuo, un debito, un ripiano,  un
  piano  di rateizzazioni, un piano di rientro di trent'anni e l'anno
  precedente due mutui per altri trent'anni.
   Questa  Sicilia  è indebitata, assessore Baccei,  questa  Sicilia,
  dopo   l'esperienza  Crocetta,  vivrà  un  dramma   sociale,   dopo
  l'esperienza di questo Governo, che non ha portato alcunchè,  dovrà
  subire  il  peso  di  un indebitamento di difficile  sopportazione.
  Allora,  783  milioni  di  euro di spese congelate,  accantonamenti
  positivi,  300  milioni, 400 milioni di euro di  introiti  incerti.
  Dall'altro lato non si copre a pareggio, perché noi - ha detto bene
  l'onorevole Savona nella relazione di minoranza - abbiamo un debito
  nei confronti delle province di 180 milioni di euro. C'è un debito,
  c'è un ammanco nei confronti dei Comuni di ben 132 milioni di euro.
  C'è un ammanco nelle società partecipate, controllate, vigilate, di
  30 milioni di euro, e così via.
   Noi  pensavamo  che  il  Governo avesse maggiore  coraggio,  e  il
  Governo il coraggio sapete dove lo ha avuto? Non nella stimolazione
  dell'impresa  privata, non nel sostegno alle  attività  produttive,
  non  nel  creare il nostro fondo, che riproporremo per  il  credito
  d'imposta, o nella stimolazione delle attività produttive, soltanto
  un  emendamento. L'ha presentato l'onorevole Di Giacinto, non lo si
  voleva accogliere ed è stato accolto grazie anche al nostro impegno
  per  l'IRCAC e per la CRIAS, per rifinanziare due misure  soltanto,
  ma due misure è sempre qualcosa rispetto al niente.
   Grazie a noi, dobbiamo dire, è passato - e qua devo ringraziare il
  Governo   per  questo  -  ha  accolto  la  nostra  proposta   della
  controfinanziaria,  onorevole Grasso, che lei  aveva  proposto  sul
  fondo  di  rotazione per i Comuni per la progettazione. Addirittura
  un  assessore scaltro, qual è Maurizio Croce, ne ha creato un altro
  fondo, facendo all'assessorato al territorio, bontà sua, merito  al
  merito.
   In  questo senso, però, significa che noi che abbiamo per la prima
  volta  inserito e voluto che la controfinanziaria di  Forza  Italia
  fosse abbinata alla legge di stabilità significa che l'opposizione,
  e il centro destra in generale, aveva ragione.
   Allora in questo senso vi devo dire ci aspettavamo norme ancor più
  pregnanti,  ci  aspettavamo  norme che  portassero  un  momento  di
  conforto  a  determinati  settori, segmenti,  ecco  perché  abbiamo
  chiesto con forza, e lo abbiamo ottenuto in parte, il sostegno alle
  scuole  paritarie,  nel principio sacrosanto che  il  diritto  allo
  studio è un diritto costituzionalmente garantito.
   Sapete  quanto costa un ragazzo, un giovane allo Stato  per  farlo
  studiare  in  una scuola pubblica? Sette mila euro  l'anno.  Sapete
  quanto   costa  un  giovane  ragazzo  per  portarlo  nella   scuola
  paritaria? Bene, costa meno di tre mila euro l'anno.
   Lo  Stato  quindi, o in questo caso la Regione, dovrebbe stimolare
  quelle  realtà  delle scuole paritarie che non  soltanto  danno  un
  servizio nella maggior parte dei casi migliore agli stessi istituti
  pubblici,  ma  nella stragrande maggioranza dei casi, comunque  non
  inferiori,  per  avere  anche  un risparmio,  e  lo  abbiamo  fatto
  sostenendo le scuole paritarie primaria.
   Ritorneremo in Aula a sostenere le scuole paritarie dell'infanzia,
  che  oggi via via si stanno sempre più spegnendo, non pensando  che
  le  scuole paritarie impegnano quattro mila dipendenti tra docenti,
  amministrative  e  personale ausiliario. Quanti  docenti  sarebbero
  oggi  in  mezzo  a  una strada se non ci fossero  questi  istituti?
  Quanto personale amministrativo ausiliario se non ci fossero questi
  istituti? E perché non li dobbiamo allora noi sostenere? Abbiamo il
  diritto e dovere di doverlo fare. Ecco perché noi lo abbiamo voluto
  fare.
   Questo Governo è da tre anni che dice  dobbiamo tagliare gli  enti
  inutili ,   dobbiamo  tagliare gli enti  inutili .  Sapete  cosa  è
  successo? Gli enti sono tutti là, non è stato tagliato un ente.  Mi
  dica il Governo, o mi dica qualcuno dei deputati qua presenti se  è
  capace di poter dire un solo ente che è stato chiuso in questi  tre
  anni,  un solo ente, sono tutti là, con i loro costi e con  i  loro
  debiti.
   Noi  abbiamo posto un emendamento che riproporremo in Aula  e  che
  dice:   in maniera improrogabile, entro il 31 luglio del 2016,  gli
  enti  in liquidazione devono essere chiusi pena la decadenza  degli
  amministratori,   dei  liquidatori .  Diversamente,   sapete   cosa
  succede? Che ci sono enti che sono in liquidazione  da 30 anni,  ci
  sono  enti  che  sono  in liquidazione da 12  anni  e  questi  enti
  foraggiano  incarichi, fanno una attività gestionale non ordinaria,
  straordinaria,  una  attività  che  è  una  attività  assolutamente
  normale   come  se  la  liquidazione  fosse  -  e  vado  verso   la
  conclusione,   mi  scuserà  l'onorevole  Assenza  a  cui   dobbiamo
  riservare  sicuramente uno spazio perché le cose  sono  tante,  gli
  articoli poi sono tanti, ci sono stati tanti inserimenti in  questa
  finanziaria, onorevole D'Asero, perché qualcuno pensava che  magari
  potesse essere la diligenza su cui tutti poter salire e invece no.
   E'  intervenuto  - e ne va a suo merito - il Presidente  Ardizzone
  che  in maniera puntuale ha riportato ordine. Presidente Ardizzone,
  mi  permetto  di dire, io ho letto la sua nota finale e  questo  mi
  rallegra  e  mi  rassicura  quando  dice  che  dobbiamo  assicurare
  comunque il funzionamento degli enti strumentali della Regione  che
  svolgono una attività socio-assistenziale delicatissima.
   Immagino,  ad  esempio, l'Unione Italiana dei  Ciechi,  l'Istituto
  Helen  Keller,  la Stamperia Braille e tutti quegli  enti  che  non
  possono   sopperire,  diciamo  così,  che  svolgono  una   funzione
  importante e che non possono essere vittima di un malcostume, di un
  malvezzo che purtroppo quest'anno era ritornato in auge in  maniera
  preponderante.
   Dopodiché  cosa  diciamo  noi? Noi diciamo  che  sui  consorzi  di
  bonifica  si  doveva fare di più, assessore Baccei. Lo doveva  fare
  lei ma lo doveva fare l'assessore Cracolici che, da opposizione  al
  Governo,  pur essendo in maggioranza, è da tre anni che incalza  il
  Governo e dice:  dobbiamo sostenere i consorzi di bonifica , perché
  ci  sono due scuole di pensiero: ci sono coloro che pensano  che  i
  consorzi di bonifica sono dei carrozzoni, noi ci ispiriamo a questa
  seconda  scuola, coloro che pensano che i consorzi di bonifica  non
  solo non sono dei carrozzoni, ma sono uno strumento essenziale  per
  sostenere l'agricoltura in Sicilia.
   E'  uno  strumento  necessario che va  però  razionalizzato  e  lo
  dobbiamo  razionalizzare quando diciamo  a iniziare  dai  direttori
  dei consorzi di bonifica noi dobbiamo mettere un tetto di spesa che
  è  quello  dei  118 mila euro. Io non so se ci sono  direttori  che
  prendono di più o di meno. Io so soltanto che 118 mila euro  l'anno
  è uno stipendio molto ragguardevole, onorevole Greco.
   Io  so  anche  un'altra  cosa che gli operatori  dei  consorzi  di
  bonifica hanno unità lavorative 1200 a tempo indeterminato, di  cui
  550  operai,  600  circa sono amministrativi  e  poi  ci  sono  800
  stagionali  circa.  Questi stagionali molti dei  quali  sono  a  51
  giornate, 51 giornate non è un lavoro; 51 giornate è una condizione
  lavorativa  insopportabile. Ecco perché il nostro  emendamento  che
  dice  che si parte da 90 giornate lavorative. Tre mesi è un lavoro.
  La  dignità  del lavoro deve essere ripristinata e deve  essere  in
  maniera  chiara  definita  con una certificazione.  Chi  lavora  va
  premiato. Chi non lavora va mandato a casa.
   Dobbiamo  poi  anche  capire che i consorzi  di  bonifica  per  la
  funzione che svolgono, che è una funzione sociale e di sostegno  ad
  un  comparto economico importante, il più importante della Sicilia,
  hanno  un  costo sociale che non può gravare sui contribuenti,  sui
  canoni   irrigui,  no   Ecco  perché  la  maggioranza,  l'onorevole
  Panepinto  ha  fatto un emendamento che è quello  che  dice  che  i
  canoni  irrigui non possono essere superiori al 2015.  No,  non  va
  bene  Non va bene  I canoni irrigui non devono essere superiori  al
  2014,  onorevole  Assenza ha detto bene lei  e  noi  lo  ribadiremo
  perché  nel 2015 c'è stata una lievitazione insopportabile per  gli
  agricoltori.
   Concludo salutando e ringraziando l'onorevole Cirone Di Marco  che
  ha  voluto  farsi  carico  di una battaglia  di  equità  ed  io  ho
  sostenuto  con grande piacere, con grande orgoglio,  che  è  quella
  della  esenzione,  o  meglio io chiamerei  della  razionalizzazione
  della tassa di circolazione per le macchina d'epoca tra i 20 e i 30
  anni E' una questione di giustizia che abbiamo poi voluto estendere
  anche  alle  associazioni  di Protezione  civile.  Chi  compie  una
  attività  nell'interesse  degli altri,  un'attività  nell'interesse
  della  comunità  va  premiato. Ecco perché è giusto  che  anche  le
  associazioni di volontariato, di Protezione civile, rientrassero in
  questo beneficio di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,   ho
  ascoltato   ieri  la  sua  decisione,  ovviamente,  di  intervenire
  nell'ambito  della  finanziaria  stralciando  alcuni  articoli   ed
  intervendo, segnatamente, sull'articolo 23.
   Le  motivazioni che l'hanno indotta ad intervenire per  stralciare
  parte  della  finanziaria che era stata esitata in  II  Commissione
  trovavano   le  ragioni  prettamente  giuridiche  nell'ambito   del
  Regolamento che disciplina il funzionamento e le iniziative che, in
  qualche  modo,  vengono  promosse dai singoli  parlamentari  e  dal
  Governo.  Da  parte  del  Governo con la proposta,  appunto,  nella
  finanziaria; dai singoli parlamentari con la possibilità  di  poter
  emendare  con  emendamenti integrativi, sostitutivi  o  soppressivi
  della proposta formulata, ovviamente, dal Governo.
   Ebbene,  l'intervento  era  del  tutto  ovvio,  perché  sennò  era
  difficile dover spiegare a noi stessi, in primis, e soprattutto  ai
  siciliani  perché il Regolamento delle Commissioni prevede  che  le
  Commissioni  di  merito  che sono quelle che,  in  via  preventiva,
  esaminano   le   proposte,  le  condividono,   le   apprezzano   e,
  possibilmente, le migliorano integrandole.
   Ebbene,  è stato stralciato dal testo che era stato esitato  dalla
  II  Commissione  gran parte dell'articolato.  E  credo  che  questo
  principio non faccia una grinza, mi sarei compiaciuto con lei ancor
  di  più se questo principio, continuo a ripetere, indefettibile  ed
  incontrovertibile,  trovasse  applicazione  non   semplicemente   e
  solamente   per   quanto  riguarda  l'articolato,   ma   anche   le
  integrazioni  che, cammin facendo, qualcuno che mi ha proceduto  ha
  parlato  di   assalto  alla  diligenza , ha  impolpato  nell'ambito
  dell'articolato  che,  in  qualche  modo,  era  stato   predisposto
  originariamente  senza che queste fossero state esaminate  neanche,
  implicitamente,    neanche   indirettamente,   nell'ambito    delle
  Commissioni di merito.
   Quindi, è un monito che mi permetto, in qualche modo, di segnalare
  soprattutto agli uffici molto attenti a queste questioni perché,  a
  mio  avviso,  se  è un principio è un principio che  non  può  aver
  applicazione  elastica ma va applicato in maniera del tutto  rigida
  e, soprattutto, senza tener conto di chi, in qualche modo, ha fatto
  le  proposte  per  evitare  sicuramente interpretazioni  anche  che
  possano essere, per certi versi, negative.
   Quindi,  al  di  là  di  questi  aspetti,  invito  gli  uffici  ad
  effettuare  un  confronto tra il testo proposto e il testo  esitato
  per   comprendere  se,  effettivamente,  si  è  trattato   di   una
  riscrittura,  cosa ammissibile mi ha insegnato,  o  se,  per  certi
  versi,  non si è trattato di nessuna riscrittura e se semplicemente
  è  stato integrato ma senza quel passaggio che lei, opportunamente,
  diligentemente e ripristinando la legalità violata, come si dice in
  questo caso, ha imposto a questa Assemblea.
   Presidente,  una istituzione che detta le regole all'esterno,  che
  non  rispetta  essa  stessa le regole che si è dettata,  non  è  un
  bellissimo  esempio che viene dato alla collettività. E  credo  che
  sia,  forse,  arrivato  il  momento di fare  chiarezza,  perché  di
  chiarezza, nell'ambito di questi procedimenti ne ho vista ben poca.
   Al   di   là   di  questi  aspetti  cosiddetti  procedimentali   o
  procedurali, che rimetto a lei e alla sua valutazione  senza  farne
  una questione né politica, né di carattere giuridico, però è giusto
  che  lei,  in  qualche modo, li attenzioni, entro nel merito  della
  questione.
   Presidente,  io  sono  di prima legislatura e  ho  immaginato  che
  quando  avrei fatto parte di questa Assemblea sarei stato in  grado
  di incidere e di svolgere il ruolo nel modo migliore possibile e ho
  immaginato  che  quello  che veniva detto  all'esterno  sicuramente
  poteva  essere mantenuto, soprattutto perché ad ognuno era data  la
  possibilità  di  potere svolgere compiutamente il  compito  che  la
  collettività  aveva chiamato a svolgere. Mi sono  accorto  che  col
  passare  del  tempo  era una pia illusione e ho immaginato  che  la
  prima  Finanziaria, come è normale che sia, e me lo ricordo  ancora
  qual era il suo contenuto e soprattutto qual era la sua precarietà.
  Ho  immaginato  anche  giustificando quel  Governo  che  era  stato
  chiamato   ad   affrontare  tutta  una  serie  di   problemi   che,
  sicuramente, erano urgenti, che presentavano una certa  complessità
  e  che,  a  mio  avviso, meritavano forse più tempo o una  maggiore
  attenzione, e ho auspicato, immaginato, che col passare  del  tempo
  anche  l'acquisizione  di una esperienza più  approfondita  avrebbe
  immaginato un percorso che potrebbe considerarsi, in qualche  modo,
  migliorativo rispetto a quello precedente.
   Ebbene,  se  non  ricordo male questa è la quarta Finanziaria  che
  viene  approvata ed è, come qualcuno mi ha anticipato, la  peggiore
  delle  quattro  a cui io ho partecipato e che ho condiviso,  almeno
  sotto l'aspetto della redazione.
   Non  c'è  sviluppo.  Abbiamo ascoltato l'Assessore,  il  quale  ha
  precisato   che   non  possiamo  trovare  alcuno   sviluppo   nella
  Finanziaria e che dobbiamo rifarci alle entrate extraregionali.
   Assessore,  l'esperienza ci ha insegnato  molto,  soprattutto,  di
  come  vengono  utilizzati,  di come sono  state  spese  le  entrate
  extraregionali - mi riferisco ai fondi comunitari e ai fondi PAC  -
  quindi  non  solo  siamo  scettici,  ma  siamo  soprattutto   molto
  perplessi  sul fatto che vedremmo nell'ambito, appunto,  di  queste
  entrate  extraregionali  e l'utilizzo di queste  somme,  di  questi
  fondi,  nell'ambito di quegli investimenti che la Sicilia  da  anni
  aspetta.
   È   la  quarta  volta  che  sento  dire:   vedrete,  interverremo.
  Rivalorizzeremo le infrastrutture. L'economia avrà  sicuramente  un
  miglioramento per una serie di investimenti che andremo a fare . Ma
  la  domanda che le faccio e che le pongo: non è una finanziaria  di
  sviluppo e che tipo di finanziaria è? E' una finanziaria che è come
  gli  altri  e  come tutti gli altri non utilizza al  meglio  quelle
  poche  risorse di cui la Regione dispone e interviene semplicemente
  e solamente per finanziare il precariato e per pagare gli stipendi.
  Perché  se  noi  andiamo ad estrapolare alcuni  interventi,  a  mio
  avviso,  per  certi versi significativi ma nulla a che  vedere  per
  quanto  riguarda  gli  aspetti inerenti  allo  sviluppo,  le  posso
  assicurare che rimane molto poco, rimane pochissimo anzi.
   Chi  mi  ha  preceduto ha appena accennato il fatto  che  sentiamo
  parlare  da  anni  di  società partecipate che necessariamente  non
  dobbiamo più rifinanziare. Le faccio una domanda: da quando tempo è
  che  i  siciliani hanno sentito che l'EAS è in liquidazione? E  noi
  sistematicamente anno dopo anno, provvediamo a finanziare l'EAS.
   Riscossione Sicilia. E' vero il suo intervento in ordine al  fatto
  che  comprendere  prima,  comprendere  meglio  se  noi  andiamo   a
  finanziare  dei  carrozzoni  o no credo  che  sia  opportuno  e  mi
  consenta anche logico, ma non è un quesito, è una domanda  che  lei
  deve  porre all'Aula ma ai suoi colleghi, al Governo di cui lei  fa
  parte,  per  capire  se queste somme che sono  diventate  veramente
  poche  sono  utili ai siciliani o se, come è stato in tutti  questi
  anni,  li  abbiamo utilizzati sprecandoli perché noi  non  possiamo
  immaginare  che  la  Sicilia possa svilupparsi se  non  realizziamo
  infrastrutture, se non diamo ossigeno alle imprese che  determinano
  sicuramente  sviluppo  e  invece  finanziamo  dei  carrozzoni,   ai
  Consorzi di bonifica che chi mi ha preceduto ritiene effettivamente
  importanti  e  fondamentali  e  che condivido,  ma  credo  che  sia
  opportuno  e  sia  arrivato il momento anche di razionalizzare  per
  comprendere se una società è in grado francamente di stare da  sola
  in piedi o deve avere ogni anno dei finanziamenti extra per potere,
  in  qualche  modo,  svolgere il proprio compito  com'è  Riscossione
  Sicilia.
   E'  mai  possibile  che la Regione siciliana deve  finanziare  una
  società  che  procede alla riscossione che deve quindi  determinare
  delle entrate per l'ente? E se lo fa perché lo fa? E' mai possibile
  che  devono  essere  utilizzate le risorse che  sono  destinate  ad
  altro,  allo  sviluppo? Invece vengono utilizzate come  sono  state
  utilizzate  in  questi anni - mi scusi Assessore, non  è  un  fatto
  personale, ma è ovviamente un fatto prettamente istituzionale - non
  cogliendo invece alcune possibilità estremamente importanti per  la
  Sicilia e i siciliani.
   Veda,   già   abbiamo  delle  difficoltà  enormi,  abbiamo   delle
  difficoltà  enormi  perché  non ci viene  riconosciuto  quello  che
  effettivamente ci spetta.
   Ma  come ignorare che i Fondi PAC in parte ci sono stati sottratti
  anche  per  la  nostra  incapacità  di  utilizzarli  al  meglio   e
  soprattutto di spenderli e come altre Regione invece, cogliendo  le
  occasioni che il Governo nazionale ha loro concesso, abbiano  avuto
  la   capacità   di   svilupparsi  e  determinare   sicuramente   un
  miglioramento quantitativo ovviamente del territorio, ed invece  la
  Sicilia, che dovrebbe essere dal punto di vista prettamente teorico
  quella  che dovrebbe avere i maggiori benefici sulla base di  norme
  che  sono  state  approntate per raggiungere  questo  obiettivo  in
  quanto  per certi versi sicuramente in una situazione completamente
  diversa  dal resto dell'Italia, langue e soprattutto piuttosto  che
  avanzare, arretra.
   Basta guardare lo stato di disoccupazione, basta vedere qual è  la
  situazione  che  sicuramente  si vive  ogni  giorno  da  parte  dei
  siciliani  sperando in un miglioramento che non arriva. Non  arriva
  laddove le promesse in campagna elettorale non hanno avuto seguito,
  nulla dal punto di vista prettamente concreto.
   Tutte  quelle  riforme, l'eliminazione degli enti inutili.  Quanti
  articoli sui giornali  Quante parole  E quanto di questo nei  fatti
  è stato concretamente realizzato? Nulla, poco
   A voglia se i siciliani non vogliono andare a votare  Come fanno a
  votare? Perché dovrebbero andare a votare? Votare poi chi?  Chi  in
  qualche  modo  li  ha  continuato a  prendere  in  giro  facendo  e
  determinando delle illusioni, sicuramente illusioni che poi si sono
  volatilizzate nel corso del tempo, soprattutto da un punto di vista
  concreto.
   Immaginavo   che  ci  sarebbero  stati  interventi   più   copiosi
  relativamente ad alcuni settori, settori operativi. E' vero, ancora
  una  volta  i precari, per quanto riguarda gli enti locali  come  è
  giusto che sia dal punto di vista umano, vengano rinnovati,  è vero
  non vengono mandati a casa.
   Credo  comunque che questa non sia la soluzione. La soluzione  era
  ben diversa e doveva essere affrontata un po' di tempo fa, adesso è
  tardi.
   Questo  Governo  -  mi permetto di ricordare -  ormai  ha  le  ore
  contate,  se  non  addirittura i giorni contati. Ormai,  alla  fine
  della  legislatura, immaginare sicuramente che questo Governo  cada
  adesso non è neanche credibile. Ha sciupato, tuttavia, questi  anni
  perché  piuttosto che mettere mano a delle riforme strutturali  che
  potessero, anche con enormi sacrifici, determinare effetti virtuosi
  come d'altronde è avvenuto in altri territori, in altre compagini e
  -  perché no - in maniera particolare in altre regioni così  non  è
  stato. E' stato un continuo sprecare occasioni e risorse.
   E'  più  comodo finanziare quello che produce sostegno prettamente
  elettorale  piuttosto  che immaginare uno sviluppo  del  territorio
  complessivo,  motivo per cui andrò a presentare  degli  emendamenti
  soppressivi  anche  per  richiamare  l'attenzione  da  parte  della
  Presidenza  e  degli uffici in ordine al rispetto di quelle  regole
  che  sono  state  violate, a mio avviso, e che  forse  è  opportuno
  ripristinare nel merito, come è normale che sia.
   Mi  riserverò,  articolo per articolo, previsione per  previsione,
  condividere o meno le previsioni fatte nella Finanziaria.

   PRESIDENTE. Comunico che sono iscritti a parlare gli onorevoli  La
  Rocca,  Grasso, Lombardo, Assenza, Foti, Musumeci, Formica, Ioppolo
  e Greco Giovanni.
   E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor Presidente, questa Finanziaria si  può  leggere
  sotto  due aspetti: il profilo dei contenuti e il profilo dei modi.
  Credo  che sia molto importante, in questo periodo storico,  potere
  parlare anche di modi e metodi.
   Ancora  una  volta la Sicilia non ha meritato una legge  fatta  di
  giorno,  alla luce del sole. Presidente, la Commissione   Bilancio
  ha  avuto tutto il tempo per lavorare in serenità, tranquillamente,
  di giorno.
   Eppure,  questo  non  è  avvenuto  -  lo  voglio  sottolineare   -
  volutamente.  Spiego  perché.  Ogni giorno  la  Commissione  veniva
  convocata  puntuale alle 9.30. Alcuni deputati erano presenti  alle
  9.30,  alle  9.45, massimo alle 10.00, poi di fatto le  Commissioni
  per aspettare i comodi, si deve dire, del PD, iniziavano sempre non
  prima  del  pomeriggio, mancando di rispetto non solo  ai  deputati
  presenti  dalla  mattina,  ma anche ai nostri  uffici,  perché  poi
  voglio  ricordare che l'ottimo lavoro che portano avanti  i  nostri
  uffici  continua,  quindi loro sono costretti a  lavorare  con  dei
  turni massacranti.
   Detto  questo, faccio parte della Commissione  Bilancio  ormai  da
  tre  anni e mezzo e posso dire con certezza che è stata la peggiore
  Finanziaria  alla  quale ho assistito; peggiore Finanziaria  che  è
  culminata  con  l'aggressione di cui parlavamo ieri  dell'onorevole
  Panepinto  verso l'onorevole Ciaccio. A tal proposito, proprio  per
  aprire una breve parentesi, visto che fa parte dei lavori, una nota
  dell'onorevole  in  questione, diceva  che  noi  abbiamo  fatto  un
  continuo  e sistematico attacco al lavoro del PD, sette  giorni  su
  sette.  Dico,  al netto del nostro legittimo ruolo di  opposizione,
  non so dove sono stati questi attacchi al PD sette giorni su sette,
  forse  si  sono  tenuti nella Commissione parallela,  accanto  alla
  Commissione  Bilancio . Ora, lo dico con molta ironia, visto che si
  tratta  di  attacchi al PD, uno lo faccio. Il PD non ha bisogno  di
  noi  per  essere  attaccato, sapete benissimo attaccarvi  da  soli,
  sapete  benissimo autodistruggervi, possiamo stare con  le  braccia
  incrociate.
   Faccio   l'esempio  per  quanto  riguarda  le  dichiarazioni   del
  sottosegretario  Faraone, come se facesse  parte  di  chi  sa  quel
  partito, sulla Finanziaria. L'uomo che si propone come il nuovo che
  avanza,  l'uomo che parla di sviluppo e di giovani, andando  contro
  il  suo  stesso  partito. Diciamoci la verità: si sta evidentemente
  preparando  per le corse alle regionali ed  invece di pensare  alla
  Finanziaria  che fanno a Roma che molto spesso distrugge  gli  enti
  locali in Sicilia, viene a criticare la Finanziaria regionale.
   Ma  torniamo a parlare di contenuti della Finanziaria. Ancora  una
  volta  ci siamo ritrovati ad approvare una Finanziaria senza  avere
  la  certezza di alcune entrate. In questo caso parliamo dei  famosi
  500  milioni che, a detta dell'assessore Baccei, avremo  dopo  aver
  anche ricontrattato il famoso accordo Stato-Regione nel 2014.
   Vorrei  ricordare  che la lista dei torti della  Sicilia  vale  un
  miliardo  e  quattro e che il Governo nazionale  nella  finanziaria
  statale  ci ha già riconosciuto 900 milioni nelle more che  vengano
  fatte le famose norme di attuazione che sono la causa del fatto che
  la Sicilia attualmente non ha applicato il proprio Statuto.
   Ripropongo  all'Assessore la stessa domanda fatta in  Commissione,
  ovvero  io non capisco perché dovremmo contrattare su delle risorse
  che ci spettano di diritto.
   Veda,  Assessore, è vero che la Corte costituzionale ci  ha  detto
  che  dobbiamo dialogare con lo Stato, ma immagino che si  riferisse
  alle  norme  di attuazione, quelle che da anni  in Sicilia  non  si
  sono  fatte  e  che  vanno fatte nei luoghi e nei tempi  opportuni,
  nella Commissione paritetica.
   Veda,   Assessore,  quello  che  a  me  preoccupa,   relativamente
  all'accordo  Stato-Regioni del 2014, è come  vengano  fatti  questi
  accordi,  perché  al netto dei famosi contenziosi  di  cui  abbiamo
  rinunciato,  agli effetti contenziosi che possiamo  anche  perdere,
  come  lo stesso dice, quell'accordo prevedeva anche altre cose  ben
  più gravi come l'abbassamento del patto di stabilità di 400 milioni
  per  tre  anni, cosa che di fatto è un danno. Quindi, la  prego  di
  fare  attenzione  a  questo accordo che  non  sia  sbilanciato  nei
  confronti di Roma.
   Un'altra  cosa  importante riguarda tutti  gli  assessori  per  il
  bilancio  che  si  sono  finora succeduti:  ci  dicevano,  come  un
  mantra, una frase e cioè che per dialogare con Roma bisogna  essere
  credibili.
   Assessore  Baccei, le do una bruttissima notizia.  Ci  sono  pochi
  margini  per essere credibili in questa Regione e non  per  il  suo
  lavoro, non voglio difenderla, ma non possiamo essere credibili per
  la  classe politica che abbiamo in Sicilia, per un solo motivo: non
  abbiamo  la  possibilità in alcuni settori, di spostare  un  sasso.
  Faccio  l'esempio,  signor  Presidente,  lei  deve  sapere  che  in
  Commissione  Bilancio', non è dato avere alcuni dati,  non  è  dato
  legiferare serenamente.
   In  questa  Regione,  ad  esempio,  uno  dei  più  grandi  misteri
  irrisolvibili,  è sapere quanti sono esattamente  i  forestali.  In
  Commissione bilancio non riusciamo a saperlo, lo scorso anno non si
  sono  avviati 900 lavoratori e non è stato possibile avere  i  dati
  che  ci  dicessero  perché?  Sono  andati  in  pensione?  Erano  in
  malattia?  Hanno trovato un altro lavoro? Sono scappati alle  isole
  Cayman?, non si sa  Non è possibile legiferare con dati alla mano.
   Un  altro  settore  sul  quale c'è un'  ombra  gigantesca  sono  i
  consorzi di bonifica, che è stato il tema caldo e chiave di  questa
  finanziaria.  E'  mai  possibile che non si  riescono  ad  avere  i
  bilanci  e  i  documenti  e  i dati dei consorzi  di  bonifica?  In
  Commissione   Bilancio' l'assessore Baccei stesso, ha  ammesso  che
  non ha avuto la possibilità di accedere ai dati.
   Eppure i deputati che fanno parte della maggioranza, il PD non  fa
  che chiedere soldi, in questa Regione è molto facile chiedere soldi
  senza  risolvere  i problemi alla base, ci si erge  paladini  degli
  agricoltori, senza andare a lavorare sul perché dei problemi.
   Eppure, nessuno del PD, si è stracciato le vesti quando mesi fa si
  sono tolti soldi alla CRIAS.
   Bene  A proposito dei consorzi di bonifica, comunico a quest'Aula,
  che  proprio  in  queste  ore, ho fatto, a  nome  del  mio  Gruppo,
  richiesta  di  accesso agli atti a  tutti i consorzi  di  bonifica,
  vediamo che se anche questa volta non riusciremo ad avere i dati  e
  comunico che, se non verranno forniti i dati nei termini di  legge,
  questa  richiesta di accesso agli atti, si tradurrà in una denuncia
  per  omissione di atti di ufficio. Questo che sia chiaro. Non è più
  tollerabile  che  in  questa Regione,  da  alcune  pentole  non  si
  riescano a togliere i coperchi. Lo dobbiamo a questa Regione, prima
  di  chiedere  soldi,  che  sono comunque dei  cittadini,  prima  di
  parlare  a  sproposito di sviluppo che non si  può  fare,  dobbiamo
  risolvere  questi problemi, dobbiamo capire cosa c'è  dentro  certe
  situazioni.
   E  continuo.  Volevo fare una piccola nota su un  articolo  che  è
  stato stralciato. Il tanto discusso articolo del siciliano emerito.
   Spendo  due  parole:  questo articolo  è  stato  stralciato  e  in
  Commissione, il vicepresidente della Regione, sig.ra  Lo Bello,  ha
  fatto  un discorso che mi ha quasi convinto, ha praticamente  detto
  che  è  giusto in una Regione come la Sicilia, premiare i siciliani
  che  portano  un  messaggio  della Sicilia  diversa,  che  mostrano
  l'altra  faccia  della  Sicilia, la Sicilia migliore.  Premiare  il
  siciliano  emerito significa dare valore alla Sicilia,  promuoverci
  in maniera diversa nel mondo.
   Mi  aveva quasi commosso, stavo quasi per dire votiamolo, premiamo
  in  questa  Regione,  una buona volta la meritocrazia.  Poi  ci  ho
  riflettuto  e  ho  detto: ma noi dobbiamo premiare praticamente  la
  gente  che  la  Sicilia  manda via a calci', perchè non  solo,  non
  siamo  in  grado  di fare nulla come istituzioni, per  i  cervelli,
  cosiddetti, cervelli in fuga, li mandiamo via
   Quindi volevo dire al vicepresidente Lo Bello, purtroppo oggi  non
  è  qui,  che  è  giusto premiare il siciliano  emerito,  magari  lo
  faremo, ma tra qualche anno, ma solo quando saremo in grado di  far
  tornare  cervelli  in fuga, quando metteremo queste  persone  nelle
  condizioni di lavorare qui, nel posto in cui sono nati.
   Bene, signor Presidente, ci sarebbero tante altre cose da dire, ad
  esempio  sul  destino  dell'esattoria in Sicilia,  mi  riferisco  a
  Riscossione  Sicilia, è un altro settore dove non si fa  altro  che
  mettere pezze e dove non c'è nessuna visione di futuro ma visto che
  ho  parlato  tanto,  sicuramente mi riserverò  di  parlarne  quando
  arriveremo all'articolo in questione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   per
  mantenere  il  mio intervento nei limiti di un'etica  istituzionale
  che  è  dovuta a quest'Aula, mi sono preparata un promemoria,  però
  nel   corso   della   presentazione  della   legge   di   stabilità
  dell'Assessore   Baccei   ho  dovuto  integrare   e   fare   alcune
  riflessioni,  perché  l'Assessore Baccei ha  criticato  i  colleghi
  deputati  che  lamentavano  che  nella  finanziaria  non  vi  erano
  contenute  norme  di sviluppo, perché le norme di  sviluppo  devono
  appunto provenire da fondi extra comunitari.
    Io sono indignata assessore, e sono indignata con questo Governo,
  e  sono  indignata  con  questo  Presidente,  sono  indignata  come
  cittadino  siciliano, sono indignata come sindaco,  sono  indignata
  come  rappresentante  di un territorio, come  parlamentare  di  una
  forza  di  opposizione, perché in questi tre anni questo Governo  è
  responsabile del fallimento della Sicilia per due ordini di motivi:
  il  Presidente  della  Regione in maniera unilaterale,  in  maniera
  illegittima  ha  rinunciato al contenzioso  che  aveva  avviato  il
  precedente  Presidente  della Regione con lo  Stato,  a  fronte  di
  sentenze  della  Corte  Costituzionale che darebbero  ragione  alla
  Sicilia;   il  Presidente  della Regione  avrebbe  dovuto  battersi
  perché  la  compartecipazione  della  spesa  sanitaria  in  Sicilia
  anziché  essere  incrementata sarebbe  dovuta  essere  quanto  meno
  inferiore,  o  quanto meno pari a quella delle altre  regioni;  non
  avrebbe  dovuto accettare supinamente l'operazione dello Stato  che
  spostando  il sostituto d'imposta fuori dalla Sicilia incamera  gli
  oneri  a  carico dei dipendenti dello Stato residenti  in  Sicilia,
  sottraendo  soldi  e  fondi allo sviluppo  della  Sicilia,  avrebbe
  dovuto adoperarsi perché le somme derivanti,  - e questo lo avrebbe
  dovuto  fare anche lei caro assessore -, perché le somme  derivanti
  dalle  operazioni  di immatricolazione che dal 2008  la  Ragioneria
  generale  dello Stato sottrae alla Sicilia, e che oggi ammontano  a
  50  milioni  di  euro,  mentre la Sicilia sopporta  i  costi  della
  motorizzazione  da  quando le funzioni sono state  trasferite  alla
  Sicilia, questo avrebbe dovuto fare un Governo, un Presidente della
  Regione  prima di presentarsi, e prima di redigere una finanziaria,
  anziché  andare oggi ad elemosinare quei 500 milioni  di  euro  che
  sono   accantonati,   e  che  servono,  e  che   sono   soldi   che
  legittimamente spettano alla Sicilia, e che servono per lo sviluppo
  della  Sicilia;  e  allora, siccome non ha saputo battersi  avrebbe
  quanto meno dovuto avere la forza, dico quella forza che non ha,  -
  perché sappiamo che siamo commissariati dal Governo centrale -,  di
  pretendere  un piano di sviluppo straordinario per la  Sicilia  con
  dati  certi, questo avrebbe dovuto fare un presidente della Sicilia
  che ama la sua terra, anziché di vendere parole.
   Io ancora ricordo, e faccio un passo indietro al 2012, era proprio
  l'inizio  dell'insediamento  Patto per  i  sindaci',  2500  giovani
  saranno    assunti,   efficientamento   energetico,    rivoluzione,
  innovazione,  tecnologia, a distanza di tre  anni  non  è  successo
  nulla, e i comuni stanno morendo per colpa dell'inefficienza di una
  Regione  e  di  un  Governo Regionale che non  è  stato  capace  di
  spendere solo un euro.
   E  torniamo  ai  fondi Pac, perché bisogna dire la  verità  con  i
  numeri,  nel 2012 il primo atto che ha fatto il Governo Crocetta  è
  stato  quello  di sottoscrivere l'accordo per il fondo  Pac,  e  il
  Governo   Monti   aveva  pensato  bene,  ragioniere    quale   era,
  bravissimo,  ha  rovinato l'Italia ed ha rovinato  la  Sicilia,  ha
  fatto un accordo capestro, cioè la Sicilia avrebbe avuto le risorse
  con una serie di meccanismi particolari solo dopo avere certificato
  la  spesa,  una Sicilia che non aveva risorse, ed ha  sbagliato  il
  Presidente della Regione a sottoscrivere quell'accordo che pure  si
  era  trovato,  perché? Perché erano i vecchi fondi  Fas,  lo  Stato
  aveva   rinunciato   perché  non  poteva  cofinanziare   la   spesa
  comunitaria del 25%, e al posto dei fondi Fas alla Sicilia ha  dato
  i fondi Pac;  quei fondi Pac -  io mi ricordo ancora assessore alla
  famiglia  era  l'Assessore  Bonafede  -,  misure  per  la  povertà,
  cantieri  di  servizio, Piano giovani, vogliamo  stendere  un  velo
  pietoso sul Piano  giovani, ce lo potranno dire altri organi però i
  giovani  siciliani il Piano giovani non l'hanno visto, eppure,  era
  contenuto nei fondi Pac assieme ad altre misure ed assieme ad altre
  misure  per  gli  investimenti, quegli investimenti  che  lei  dice
  servivano e sarebbero dovuti servire per lo sviluppo della  Sicilia
  e  non  potevano  essere  contenuti nella finanziaria,  invece  no,
  sarebbero  dovuti  essere  contenuti nelle  finanziarie  precedenti
  perché  parte  di  quelle  misure  avevano  previsto  nelle   norme
  provvedimenti in favore dei siciliani.
   Andiamo ai cantieri di servizio, non sono partiti, quei fondi  Pac
  non sono stati spesi. Nel 2014 il Governo centrale aveva bisogno di
  rastrellare  somme, aveva bisogno di finanziare il job  act  allora
  che fa? Sicilia tu non li ha i spesi, me li prendo io.
   Vogliamo  parlare della programmazione comunitaria  2007-2013?  Un
  fallimento.  165 progetti di impiantistica sono stati definanziati,
  le somme sono ritornate a Bruxelles, un'incapacità dei dipartimenti
  regionali,  un Governo assoggettato ad una burocrazia incapace.  Vi
  sono  dipartimenti  che  non hanno saputo  spendere,  vedi  i  beni
  culturali  e  il turismo. Fondi comunitari tornati  indietro  e  la
  Sicilia ancora aspetta. I comuni con difficoltà di pagare le ditte,
  le  ditte  che  hanno eseguito i lavori. L'assessore  Croce  ne  sa
  qualcosa con i fondi che si è ritrovato finanziati con i fondi Pac,
  poi con un altro piano di intervento e che problemi ha avuto? Ditte
  che  stavano fallendo per ripristinare quei fondi, parte di  quelle
  risorse sono state perse.
   E, poi, alla fine, la beffa. La Regione Sicilia per rendicontare a
  Bruxelles  fra  le  somme  che non aveva  speso,  ha  utilizzato  i
  retrospettivi.  Cioè,  il comune di Rocca di  Caprileone  ha  avuto
  finanziato  un parco urbano dal CIPE, io desidero sapere  tutte  le
  risorse,  quindi, rendicontate a Bruxelles. Se questo è vero,  così
  come  è  vero  in  tanti altri comuni, io chiedo a lei,  assessore,
  perché  oggi  rappresenta  il Governo,  le  risorse  liberate  dove
  andranno  a finire? Perché i regolamenti comunitari dicono  che  le
  risorse liberate devono essere destinate in quei territori dove  si
  sono liberate. Quindi, aspettiamo gli investimenti anche da questo.
   Allora,  perché prenderci in giro? Perché offendere l'intelligenza
  di  quest'Aula,  perché  offendere  l'intelligenza  di  quei  tanti
  Siciliani   oggi   ingegneri,   agronomi,   architetti,   categorie
  produttive. Non c'è un solo settore.
   Oggi  abbiamo  anche registrato che non solo c'è  una  povertà  in
  tutte le famiglie ma c'è anche una povertà sanitaria. La gente  non
  può  più  comprare i farmaci ed il Governo non ha saputo  dare  una
  sola risposta.
   Ecco,   caro   assessore,   perché   la   mia   indignazione.   E'
  l'indignazione di un Siciliano, è l'indignazione di una persona che
  si  è candidata pensando di dare un contributo e, invece, viene quì
  a farsi insultare dalla gente, senza avere nessuna responsabilità e
  senza poter incidere in una sola azione perché dobbiamo rispondere,
  perché  la  Sicilia,  supinamente, deve  rispondere  a  Roma,  deve
  rispondere ad un Governo totalitario, ad un Governo che  ha  deciso
  che  non esiste la democrazia, ad un Governo centrale che ha deciso
  che  gli  enti  locali devono morire, che c'è un  decentramento  di
  democrazia. Questo è il risultato di questa finanziaria  e  non  lo
  dice   la   sottoscritta   lo  dice  l'ANCE,   l'associazione   dei
  costruttori,  lo  dice l'ANCI, associazione dei comuni,  lo  dicono
  tutte  le categorie, lo dicono i sindacati e, guarda caso, lo  dice
  persino  Faraone:   La finanziaria della preistoria ,  non  si  può
  sentire,  è  veramente - l'ho letta e faccio mia  una  frase  -  il
   coraggio dell'indignazione .
   I  Siciliani  oggi hanno solo questo, il coraggio di  gridare,  il
  coraggio dell'indignazione di fronte a tanta ipocrisia.
   Lei oggi, carissimo assessore -  e tornando ai miei appunti -, dal
  punto  di vista ragionieristico, se ci trovassimo in una situazione
  di  società  privata  farebbe ragionamenti idonei  e  probabilmente
  funzionanti.  Tuttavia, quando si parla di regioni e,  soprattutto,
  quando  si redige un bilancio pubblico, come quello della  Sicilia,
  che  differisce  da  quello dello Stato  e  da  altri  regioni  per
  aggravio   di   competenze   e   di   fonte   statutaria,    dunque
  costituzionale,  non  può  non  tenere  in  considerazione  che  il
  bilancio dovrebbe avere un'impronta etico-sociale. Non si  può  non
  tenere  in  considerazione che nei momenti di difficoltà  si  punta
  maggiormente   ai   settori  deboli,   a   preservare   i   livelli
  occupazionali,  ma  soprattutto ad avere la  capacità  di  favorire
  iniziative  per  i  giovani, e mi riferisco alle  start  up,  e  mi
  riferisco  al credito d'imposta che era previsto nella  finanziaria
  presentata  da Forza Italia. Mi riferisco a quella norma  del  2010
  che  è  relativa alla fuga dei cervelli e che tante  Regioni  hanno
  adottato,  e  che  in  Sicilia non potrà mai trovare  applicazioni,
  perché in Sicilia mancano le risorse necessarie.
   Però,  in  compenso si è preferito tenere tutti  quegli  enti  che
  gravitano intorno agli assessorati, praticamente da tre anni c'è un
  annuncio  di taglio agli enti, ma sono tutti ancora lì,  commissari
  nominati per nove e per dieci volte.
   A   titolo  esemplificativo  basti  solo  pensare  all'assessorato
  all'agricoltura. Pensiamo per esempio a tutti quegli enti, enti  di
  ricerca,  ESA,  consorzi di bonifica, forestali,  consorzi  ittici,
  uffici   veterinari,   tutti  questi  enti  che   potevano   essere
  raggruppati in un'unica agenzia a servizio delle attività agricole.
  Un piccolo imprenditore agricolo per avviare una pratica è sommerso
  di domande, è lacerato da una burocrazia soffocante.
   Il  tema  centrale, il tema snodale, perché per alcuni, forse  per
  parte  della maggioranza, i Comuni sono un peso. Io ricordo che  la
  polis  era  il  centro  della vita di ogni  società,  ce  lo  hanno
  insegnato  i romani questo, ebbene la rinascita di un territorio  e
  dei    suoi    valori,    la   ripresa   economica,    la    tutela
  dell'ineguagliabile patrimonio che rende il nostro Paese  unico  al
  mondo  per  il suo made in Italy, potrà realizzarsi partendo  dalla
  rimozione  delle ingessature che hanno ormai inibito ogni possibile
  sviluppo locale.
   Lo  sviluppo  locale  non è un'accezione,  lo  sviluppo  locale  è
  l'identità  di un popolo, è l'identità di un territorio,  è  quello
  che  consente ad un territorio di esprimersi e di far sì che  tutte
  le vocazioni di quel territorio si esaltino.
   Parliamo  di mettere a sistema il turismo, parliamo di  mettere  a
  sistema  i  beni  culturali, parliamo di mettere a  sistema  quella
  filiera di beni inestimabili che ha la Sicilia e che questo Governo
  ha avuto la capacità di distruggere, perché non ha saputo mettere a
  sistema, non ha saputo fare una seria programmazione. Bastava poco,
  bastavano  semplicemente tre cose: programmazione, semplificazione,
  e  soprattutto  amore per questa terra e non essere  supini  ad  un
  Governo centrale che non ha amore per la Sicilia.
   Ecco  perché, io ho tanta stima per lei assessore, ma un assessore
  al  bilancio,  un  assessore alla programmazione,  deve  essere  un
  assessore  siciliano,  ma  non perché bisogna  essere  razzisti  ma
  perché un assessore siciliano conosce la terra, perché un assessore
  siciliano  conosce la morfologia dei territori, perché un assessore
  siciliano non dice  ci sono 340 milioni di euro per i Comuni e a me
  non  interessa purché arriviamo alla cifra', lo dice un ragioniere,
  lo  dice un bravo economista, lo dice uno che deve fare quadrare  i
  conti.
   Assessore,  non è un fatto personale, è un fatto politico,  perché
  oggi   gli   enti   locali  hanno  subìto  tagli   che   non   sono
  giustificabili,  e  sa  perché non sono giustificabili?  Perché  io
  potevo  ammettere  pure tutti i tagli che sono  stati  fatti  negli
  anni,  ma  a fronte di misure che incentivavano i Comuni a reggersi
  da soli.
   L'efficientamento  energetico dove è andato  a  finire?  I  Comuni
  hanno avuto scaricati su di loro i precari, hanno avuto scaricato i
  rifiuti, perché il sistema dei rifiuti è fallito, non ci sono stati
  impianti e, oggi, ancora tagli ai Comuni. I Comuni oggi non  vivono
  più,  i Comuni oggi i loro bilanci li hanno ingessati con la  spesa
  del  personale, e non si può andare avanti. È da vent'anni che  non
  c'è più un concorso in un Comune; oggi un Comune non è più in grado
  di   redigere   un   progetto,  perché  grazie  a  questo   Governo
  l'assistenza  tecnica  che  sarebbe  dovuta  servire  per  dare  un
  contributo ai Comuni, quella del FORMEZ, di cui ancora ci  vantiamo
  di  avere, non si capisce bene che cosa fa, gira per i comuni,  per
  certificare la spesa che deve rendicontare alla Regione.
   Sono  stati  abbandonati e sono stati da soli e con essi  tutti  i
  servizi che i comuni non possono erogare ai cittadini perché questo
  significa   taglio  per  i  servizi  essenziali,  taglio   per   la
  disabilità, per le fasce più deboli, per i disagi.
   La  Regione  non  è stata neanche in grado di fare un'integrazione
  per  tutte  quelle fasce, proprio per la 328, per le misure  socio-
  sanitarie che metteva nella condizione di non pagare una retta così
  alta  per  quei  comuni che hanno l'obbligo quando i tribunali  per
  esempio  ricoverano, decidono che un minore deve essere  ricoverato
  per  qualsiasi  motivo  in  una  casa  famiglia,  il  comune  viene
  massacrato  da  una retta. Il comune viene massacrato  da  un'altra
  retta  quando oltre 60 giorni gli anziani restano nelle  RSA.  E  i
  comuni sopportano questi tagli.
   Oggi  il  comune  non è un centro di spesa. Il comune  rappresenta
  l'identità locale, l'espressione più alta dell'identità  locale  di
  un  territorio  e  non mi si può dire che ci sono  questi  tagli  e
  basta.
   E  poi  c'è  tutto  il  tema dei precari che poi  affronteremo.  I
  precari  sono  stati illusi. Sapete qual è il torto più  grande  di
  questo  Governo? Quello di non avere saputo lavorare sinergicamente
  con  il  Governo  centrale  per  trovare  soluzioni  per  le  varie
  tipologie dei precari.
   Perché  vi sono comuni che avrebbero potuto stabilizzare i precari
  utilizzando  tutti  gli  strumenti   di  cui  alla  legge  24.   E'
  intervenuto il 101 oggi. Il 6 agosto del 2016 diremo ai ragazzi per
  cui  abbiamo  fatto  i  concorsi, quei comuni  che  hanno  fatto  i
  concorsi   e  ci  sono  stilate le graduatorie  abbiamo  scherzato
  perché i comuni non è che non li hanno voluti stabilizzare, non  li
  hanno   potuti  stabilizzare.  La  legge  pre-Fornero,  il   limite
  assunzionale

   DIPASQUALE. No, non è così

   GRASSO.  E' così  Tu li hai stabilizzati prima. E' così  e  te  lo
  dimostro  che è così, poi mi risponderai. Io te lo dimostro  con  i
  dati che è così. Poi te lo spiego.
   Il  comune  di  Ragusa  per anni ha avuto  finanziato  come  spese
  correnti,  per  Ragusa Ibla: Il barocco di Ragusa Ibla  si  sarebbe
  potuto fare d'oro, caro amico Dipasquale.
   Rendiconti il comune di Ragusa tutte le spese che ha sostenuto per
  mantenere il barocco siciliano patrimonio di tutti i siciliani  per
  avere le risorse. E finiamola con le ipocrisie. Io quando parlo  di
  dati,  caro collega, parlo di dati certi. Parlo di dati certi e  ti
  porto in audizione  Bilancio' cinquanta sindaci.
      Torniamo  all'emergenza rifiuti. Quello  che  è  previsto  come
  incentivo per i comuni, caro assessore, non è un incentivo,  è  una
  tassa  perché  quando si fanno le norme bisogna  avere  contezza  e
  bisogna  confrontarsi con le autonomie locali, con il territorio  e
  con  le associazioni. Voi avete un'esigenza quella di adeguare, per
  evitare   l'infrazione,  la  percentuale  di   differenziata   alle
  direttive comunitarie e al Governo nazionale.
   In Sicilia non si può fare ma non per colpa dei comuni. In Sicilia
  non  si  può  fare  per  colpa  del Governo  regionale,  per  colpa
  dell'assessorato,  del dipartimento ai rifiuti.  E  sapete  perché?
  Perché  il  ciclo dei rifiuti in Sicilia fino ad oggi  è  un  costo
  perché il 65 per cento  nessun comune,  -con tutta la buona volontà
  -, lo può raggiungere.
   Oggi  tutti  i  centri di compostaggio, per quel che mi  riguarda,
  della  provincia di Messina sono chiusi quindi neanche la  frazione
  di  umido  e  di  indifferenziato  ci  vogliono  300  km.  Come  si
  raggiunge?  Dove sono gli impianti? E quando il rifiuto comincia  a
  diventare un guadagno lo vendiamo alle filiere, per niente, per  un
  basso  prezzo  e poi lo vendono fuori e molto probabilmente  quando
  poi non è competitivo lo vendono a chi poi lo va a bruciare.
   Ma  io  ho  sempre  sostenuto che i rifiuti in  Sicilia  sono  una
  risorsa,  sono  una fonte di occupazione. Ma quando  è  a  sistema,
  quando si mette a regime.
   Non c'è l'assessore Contraffatto. Io vorrei chiedere all'assessore
  Contraffatto  che fine hanno fatto i commissari che ha  nominato  a
  seguito  della  liquidazione degli ATO?  Se  hanno  predisposto  le
  dotazioni  organiche  se  hanno  dato  l'avvio  all'SSR,  se  hanno
  previsto gli impianti o, se li hanno previsti, se l'assessorato  li
  ha  esitati. Se tutti i comuni che si sono costituiti in Aro da  un
  anno  hanno depositato presso l'assessorato, presso il dipartimento
  dell'assessorato ai rifiuti e all'energia, i loro  piani,  se  sono
  stati approvati.
   Ed  allora quando tutto questo meccanismo si inceppa e si  inceppa
  per  una responsabilità del Governo, mi spiegate che cosa andate  a
  sbattere  e  perché  andiamo  oggi a scaricare  responsabilità  sui
  comuni?  Facendo  finta  che se il comune  raggiunge  il  65%;   io
  preparerò un emendamento che sanzionerà il dipartimento se entra 30
  giorni  non  approva i piani d'ambito e prevede tutti gli  impianti
  che  possono consentire che il ciclo dei rifiuti si chiuda.  Perché
  il  ciclo  dei  rifiuti in Sicilia è solo un costo  che  grava  sui
  comuni e, per contro, sui cittadini
   E  poi,  chiudiamo con gli investimenti: il Patto per il  Sud.  E'
  stato  emanato  con  delibera di giunta in un clima  natalizio,  le
  delibere 288 e 344. Una serie di investimenti che avrebbero  dovuto
  e   che  in  questo  momento  dovrebbero  rilanciare  perché  nelle
  considerazioni della delibera 288 erano proprio queste: finalizzate
  al   raggiungimento  degli  obiettivi  dello  sviluppo  per  l'anno
  2016/2017. Quel piano per il sud è un'offesa, è un'offesa per tutti
  i  siciliani.  E'  un'offesa  per ogni parte  di  territorio  della
  Sicilia, perché contiene progetti preliminari, perché si finanziano
  i  progetti per gli studi di fattibilità delle dighe, si  prevedono
  progetti  preliminari:  e chi li farà, chi  li  redigerà,  come  si
  finanziano  nell'immediato tutti questi  progetti  preliminari  per
  raggiungere  questi  obiettivi  di  sviluppo?  Ecco  perché,   caro
  assessore,  questa è una finanziaria che, sicuramente, accontenterà
  il Governo centrale che sicuramente le faranno un plauso perché lei
  ha raggiunto la sua mission, ma la sua mission non è la mission dei
  siciliani.  La  sua  mission  non è  quella  dello  sviluppo  della
  Sicilia, siamo lontani, siamo completamente lontani. La Sicilia  ha
  bisogno di interventi ed oggi non c'è più speranza per questa terra
  perché  i fondi comunitari, quelli che lei prevede per lo sviluppo,
  -  siamo  nel 2016 -, la programmazione è 2014-2020. Bene,  in  due
  anni,  dal  2014  un  solo euro, un solo centesimo  di  quei  fondi
  comunitari, extraregionali, destinati per lo sviluppo è stato speso
  per  lo sviluppo di questa terra. Non solo ed ancora non si prevede
  nessuno  perché  i  criteri del Comitato  di  sorveglianza  saranno
  applicati  il  primo  marzo, poi si redigerà il  piano  ma  non  si
  presenterà negli alberghi, fra gli assessori.
   Sul piano, la legge prevede che la programmazione, caro Presidente
  gliel'ho  detto tante volte, spetta all'Assemblea. Non  si  fa  nel
  chiuso di una stanza, non si può fare nel chiuso di una stanza. Non
  si  possono  mortificare territori che hanno  progettato,  non  può
  passare  che la programmazione comunitaria o quella prevista  nelle
  delibere  del Patto per il Sud siano rappresentativi  di  questo  o
  quella  parte di maggioranza e, soprattutto, del peso politico  che
  una  parte  o  un'altra della maggioranza può avere all'interno  di
  questo Governo.
   Io parlo da sola, il Gruppo parla da solo.
   Io  auspico,  desidero e voglio che la Sicilia  interpreti,  anche
  attraverso le linee politiche emergenti della finanziaria il  ruolo
  di  protagonista che la natura le ha consegnato e  che  la  storia,
  storia  di ascari, traditori, mercenari, vassalli, talvolta  le  ha
  negato. Purtroppo, per l'ennesima volta, questa finanziaria  delude
  aspettative, speranze e la cosa più grave è che si è pensato solo a
  compiacere Roma, piuttosto che lo sviluppo di una Sicilia che  vive
  da un'emergenza all'altra con un malessere sociale senza precedenti
  ed,  ahimè,  senza  all'orizzonte  che  si  ravvisi  un  minimo  di
  speranza.  Una speranza che stasera ci aspettavamo ma  che  se  lei
  ripone la speranza nei fondi comunitari abbiamo detto ai siciliani,
  ancora una volta non si è fatto nulla per questa terra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  io  resto colpito positivamente dagli interventi  degli
  onorevoli  che mi hanno preceduto, in particolare l'ultimo,  quello
  dell'onorevole Grasso che si è distinta innanzitutto per passione e
  per  competenza  e penso che, al di là della discussione  generale,
  sia  il  sentore  di  un Parlamento che comunque  manifesta  grande
  attivismo  per  le  proprie prerogative e per  le  proprie  potestà
  legislative   e   non  solo.  Ed  è  un  grido   d'allarme   quello
  dell'onorevole  Grasso che non può essere, certamente,  trascurato,
  non   può   essere  trascurato  oggi,  non  può  essere  trascurato
  all'interno di questo Parlamento che sappiamo essere il  Parlamento
  più  antico d'Europa, proprio figlio di quella tradizione  normanna
  che   esportava,   non  solo  in  Sicilia,  ma  anche   nel   mondo
  anglosassone, questa impostazione.
   Presidente  Ardizzone,  non  penso  che  vada  mortificato   anche
  dinnanzi  alle  parole  dell'assessore  Baccei  di  poco  fa.   Io,
  assessore,  le  riconosco  di essersi  immerso  in  una  situazione
  complicatissima,  difficile, nessuno le invidia  la  posizione  che
  oggi ricopre, ma questo Parlamento che vanta una storia millenaria,
  potremmo  dire, tra qualche anno, non può accettare oggi  da  parte
  sua  ma di qualunque altro assessore, Presidente Ardizzone, che  vi
  possa essere una richiesta - io ho sentito prima le sue parole - di
  posticipare   l'approvazione  di  un  articolo  della  Finanziaria,
  determinante  per il sostegno, per l'equilibrio e per la  struttura
  della stessa a degli adempimenti legislativi di buoni comportamenti
  delineati in sedi che non sono questa.
   Io, Presidente Ardizzone, non posso accettare che il mio ruolo  di
  parlamentare  regionale  e il mio mandato  popolare  venga  svilito
  dalla  possibilità  di  esercitare la mia  potestà  legislativa  in
  scienza e coscienza sugli articoli di questa Finanziaria dietro  il
  ricatto  del  fatto  che  solo  al compimento  della  stessa  verrà
  valutato se concedere i soldi di spettanza di questa Regione, se si
  sono  portati avanti i compiti che sono stati assegnati in un'altra
  sede.  Io  questo  non penso che sia un comportamento  giusto,  non
  penso  che  sia  un  comportamento accettabile, non  dall'onorevole
  Lombardo,  oggi  deputato di opposizione,  ieri  di  maggioranza  e
  domani  di non so cosa. Io penso che non vada accettato da nessuno,
  onorevole  Presidente Ardizzone. Da tutti i colleghi  90  deputati,
  maggioranza,  opposizione, ex opposizione e domani maggioranza,  da
  tutti   Questo è un principio che riguarda la difesa  delle  nostre
  prerogative  prima ancora dei nostri schieramenti  politici.  E  mi
  ricollego  anche a questo ragionamento e vorrei chiudere su  questo
  ragionamento  il mio intervento, anche perché, onorevoli  colleghi,
  Presidente Ardizzone e assessore Baccei, è imbarazzante il silenzio
  della  maggioranza. Ci siamo alternati da circa  due  ore  deputati
  dell'opposizione  nel cercare di sollecitare  alcuni  interventi  e
  alcune  cose che in questa Finanziaria non funzionano e  non  vi  è
  stato  un solo intervento, dicasi uno, da parte dei deputati  della
  maggioranza che dovrebbero sostenere questa manovra, che dovrebbero
  promuovere questa manovra finanziaria e questa legge di stabilità.
   Dinanzi  a  questo emerge un dato che è lapalissiano:  nessuno  si
  prende  l'onere di questa cosa, nessuno vuole mettere la faccia  su
  questo  disegno di legge, nessuno perché tutti hanno consapevolezza
  dello sfascio ma nessuno, nei momenti di responsabilità politica, è
  pronto  a  metterci la faccia, i deputati di maggioranza  non  sono
  neanche  presenti  in  Aula  se  non nella  persona  dell'onorevole
  Cirone,   dell'onorevole   Dipasquale,   dell'onorevole   Lupo    e
  dell'onorevole Ruggirello, scusate non li avevo visti, erano  messi
  defilati  rispetto alla mia visuale. Quindi, il  punto  qual  è?  E
  vorrei  rientrare,  io ho più volte parlato, Assessore  Baccei,  in
  questi mesi di guerra tra i bilanci.
   E'  evidente  che  dal 2008 in poi si è ingenerato  un  meccanismo
  secondo  cui i bilanci dello Stato e degli Enti territoriali  dello
  Stato  sono  entrati  in  una logica di guerra  di  sottrazione  di
  risorse, l'ho più volte affermato, e all'interno di questa  guerra,
  come dire, spietata, certamente che ha visto diversi interventi  da
  parte  di  un ente nei confronti dell'altro, ognuno ha  cercato  di
  sottrarre  risorse ed è chiaro che, all'interno di  questa  logica,
  negli  ultimi  anni  vi  è stato un comportamento  dello  Stato  di
  sottrazione  continua  di  risorse  nei  confronti  della   Regione
  siciliana,  non di risorse di spettanze dello Stato ma  di  risorse
  nostre,  previste dallo Statuto e di gettito tributario che  spetta
  interamente alla Regione siciliana non di concessione dello  Stato,
  risorse  nostre e, in questi anni di continua sottrazione,  abbiamo
  avuto  delle  difficoltà  come Regione siciliana  e  oggi  il  dato
  strutturale  del deficit non può essere ricollegato  a  un  Governo
  piuttosto  che  un altro saremmo degli ipocriti e  dobbiamo  essere
  sinceri con noi stessi ma, d'altronde, lo è la stessa relazione del
  suo  disegno  di legge, la sua relazione, Assessore Baccei,  perché
  lei  parla  in modo chiaro di un deficit strutturale di 3  miliardi
  che si è presentato a fine 2014,  onorevoli colleghi, lei Assessore
  Baccei  ancora  non  era  in  Sicilia, ma  ricordate  voi  all'atto
  dell'insediamento  del Presidente Crocetta  nel  dicembre  2012  la
  famosa  scoperta  del miliardo di debito fuori  bilancio?  Che  poi
  fuori bilancio non esiste nella contabilità della Regione siciliana
  esiste  in quella dei Comuni, ma scusate sono stati fatti  miliardi
  di  tagli  in questi anni, si è partiti da una situazione debitoria
  di  un miliardo e l'Assessore Baccei nella relazione scrive che nel
  2014 questo deficit è di tre miliardi.
   Qualcosa  non torna, forse non ho ben letto o sono stato forse  in
  un  sogno,  ho  vissuto  un momento onirico all'interno  di  questa
  Assemblea.
   Ma  questi  tre  miliardi, scusate, chi li ha  generati?  Da  cosa
  provengono?  Così come nella relazione si parla di  8  miliardi  di
  indebitamento  ma, scusate, nel 2012, onorevoli di seconda,  terza,
  legislatura che eravate presenti anche nella scorsa, non vi era  un
  debito  di  5  miliardi  a  fine 2012? E  questi  tre  miliardi  di
  indebitamento  chi li ha creati? Io vorrei capirlo  questo,  vorrei
  avere un orientamento.
   E  quando  si parla, sempre a giustificazione di questi 8 miliardi
  e,  quindi, di questo incremento debitorio, di modelli previsionali
  sbagliati  delle  entrate,  ma  scusate,  le  previsioni  del   PIL
  all'interno  delle  leggi di stabilità degli  anni  precedenti  che
  definire  sbagliate  è dire poco, ma chi le ha predisposte?
   Quando  si sperava in una perdita di PIL di 0.5 e poi a consuntivo
  era  sempre  puntualmente del 2.5, del 3  causando  un  deficit  di
  entrate  nell'erario della Regione siciliana, ma  scusate,  chi  ha
  predisposto questi documenti contabili? Giusto per avere  un  idea.
  Allora,  è  proprio  nella  sua relazione,  Assessore  Baccei,  che
  ritrovo  questi elementi e si parla giustamente anche delle  famose
  riserve  azzerate per i residui, i famosi due miliardi che  lei  ha
  trovati   azzerati,  Assessore  Baccei.  L'azzeramento  di   queste
  riserve,  giusto  per capirlo, ma queste leggi  di  erosione  delle
  riserve  sono  state contestate dal Commissario dello  Stato?  Sono
  state  contestate dal controllore imposto dal Governo centrale?  Ma
  scusate,  onorevoli colleghi, ma perché il Commissario dello  Stato
  acconsentiva a quell'erosione? Perché si era consapevoli tutti  qui
  dentro, e non solo, che il taglio di risorse si poteva coprire  con
  l'erosione  di quella riserva? Perché tutti ipocritamente  sapevano
  che  quelle riserve venivano erose salvo poi dire: avete  eroso  le
  risorse. Ma scusate, contestualmente non venivano erose le  entrate
  di spettanza della Regione siciliana?
   Allora,  vedete  il punto anche più dequalificante,  penso,  nella
  storia  di  questa legislatura, che sarà oggetto della mozione  che
  discuteremo   da  qui  a  breve,  riguarda  poi  la  rinuncia   del
  contenzioso.  E'  una  pagina miserabile  nella  storia  di  questa
  Regione  -  al  di là del dato numerico del valore  delle  sentenze
  della  Corte  - è un dato vergognoso perché ha leso l'autorevolezza
  della  Regione  siciliana  e del suo Parlamento,  al  di  là  dello
  schieramento,  ma ha leso tutto il Parlamento, ha  leso  Vinciullo,
  Musumeci, Cirone, ognuno di noi e non v'è dubbio su questo.
   Vi è un problema anche di mezzi, Presidente.
   Quando  si consuma la guerra fra i bilanci, l'unico strumento  che
  ci viene concesso dallo Statuto è esercitare l'azione dinnanzi alla
  Corte Costituzionale.
   Nel  momento in cui siamo in una guerra fra i bilanci, nel momento
  in  cui  ci vengono erose risorse, nel momento in cui non  possiamo
  più rivolgerci alla Corte Costituzionale, qual è l'alternativa?
   E'  andare col cappello in mano, accettare tutto ciò che ci  viene
  propinato,   calare  all'interno  dell'ordinamento   dell'autonomia
  legislativa di questa Regione tutte le porcherie che ci sono  state
  imposte.
   E' chiaro, è matematico
   Qualcuno  mi dice, giustamente, non hanno grande valenza economica
  queste sentenze - di questo discuteremo meglio, più avanti - ma  mi
  metto  nei  panni  dei  giudici della  Corte  Costituzionale  e  se
  dinnanzi ad un ricorso dove vi è lo Stato centrale che vanta  delle
  risorse  e  bisogna  poi  valutare  la  posizione  di  una  Regione
  miserabile,  sprecona, fatta di precari perché è questo  che  viene
  imposto  dall'opinione pubblica nazionale, quella Regione  che  noi
  siamo  chiamati a rappresentare, vorrei vi metteste  nei  panni  di
  quel giudice
   Qual è l'approccio mentale con cui si misura su quel ricorso? Sarà
  da  un  lato di un Governo che necessita di risorse, di un continuo
  scontro   con  l'Europa,  dall'altro  vi  è  una  Regione   povera,
  miserabile e precaria che rinuncia all'unico strumento che  ha  per
  vedere garantite le proprie prerogative.
   Certo  che  abbiamo perso tanti ricorsi alla Corte Costituzionale,
  ci mancherebbe
   E poi la pagina vergognosa degli accantonamenti.
   Ho  presentato anche degli emendamenti in Commissione   Bilancio ,
  che  ripresenterò  in  Aula, provocatori - se così  possono  essere
  definiti - perché non dovrebbero esserlo.
   Ho   rimodulato  le  risorse  da  destinare  agli  accantonamenti,
  provocatorio perché so non può essere contestato in questa sede.
   Presidente  Ardizzone,  lei  ha avuto il  coraggio  di  denunciare
  queste cose pubblicamente, lo ha avuto anche l'onorevole Vinciullo;
  è  da  cinque anni che denunciamo queste cose, partendo  dal  2012,
  anno a cui risale il famoso Decreto legge n. 95 che ha imposto  per
  la  prima  volta gli accantonamenti, 2013, 2014, 2015 e 2016,  sono
  cinque anni che questo popolo miserabile, precario, di forestali  e
  di  gente  che  non  ha coraggio versa soldi per il  concorso  alla
  finanza pubblica nazionale.
   Abbiamo  dato  miliardi  di euro dei nostri  giovani,  dei  nostri
  laureati,  dei  soldi  per  lo sviluppo al  concorso  alla  finanza
  pubblica nazionale.
   Dinnanzi a questo quadro noi dobbiamo sempre soccombere.
   A  chi  spetta andare a Roma non per dire che la Sicilia non vuole
  pagare  gli  accantonamenti ma per dire chiaramente che la  Sicilia
  vuole pagare quanto pagano gli altri.
   Non riusciamo più a dire questo
   E'  vero, Assessore Baccei, su questo ha una responsabilità perché
  se  lei rappresenta il trait d'union tra la Regione siciliana e  il
  Governo nazionale queste cose doveva spiegarle lei.
   Lei,   Assessore,  doveva  dire  che  a  pagare  un   miliardo   e
  centottantasei  milioni  è  ingiusto, è iniquo,  è  un  trattamento
  peggio di una colonia, peggio
   Andando  avanti  e  continuando  a discutere  dell'impalcatura  di
  questa manovra finanziaria è la vicenda dei 500 milioni.
   Ho più volte attenzionato quest'Assemblea sull'iter che ha seguito
  questo fantomatico accordo con lo Stato per ottenere finalmente  le
  prerogative dello Statuto.
   Penso  che  qualcosa di più opaco in questi anni non si sia  visto
  qui dentro.
   Avevamo  un  accordo concluso negli schemi generali a  fine  2012,
  sempre i deputati della scorsa legislatura ricorderanno che  vi  fu
  un  mandato chiaro, sottoscritto con un ordine del giorno e  votato
  all'unanimità da quest'Aula dove si diceva al Governo della Regione
  siciliana  di  andare  a  Roma per tutelare  le  prerogative  dello
  Statuto siciliano mettendo in atto una serie di adempimenti.
   In  silenzio  si  è andati a Roma e si è chiuso  un  pacchetto  di
  interventi  che ricordo a me stesso, prima ancora che  a  voi,  che
  hanno  previsto  prima l'armonizzazione della  contabilità  con  la
  Finanziaria  dell'anno  scorso  nella  quale  abbiamo  passivamente
  esercitato  questa funzione di ridistribuire residui,  tra  l'altro
  ricordo sempre a me stesso, che molti di questi residui riguardano,
  ad   esempio,  tante  APQ,  tanti  Accordi  di  Programma   Quadro,
  finanziati  dal CIPE e quindi dallo Stato negli anni 2008,  2009  e
  2010  e  che furono anticipati, proprio in virtù di quella delibera
  CIPE  dalla  Regione  siciliana e che ancora oggi  non  sono  stati
  restituiti dallo Stato che è debitore nei confronti della Regione.
   E  quindi  dinanzi a questo si è avviato l'iter di questo accordo.
  Un  accordo  che ha visto, cosa mai vista nella storia legislativa,
  un    emendamento   alla   Finanziaria   dove   vengono    concessi
  novecentomilioni  di  euro, come se l'iter dell'applicazione  dello
  Statuto non fosse da seguire all'interno dell'alveo delle norme  di
  attuazione  dell'articolo 27 della legge n. 42 del  2009,  come  da
  chiara  volontà  del legislatore costituzionale prima  e  ordinario
  dopo.
   Dinanzi  a  questo si è soltanto alla fine scoperto  che  vi  sono
  novecentomilioni   messi   in   legge   di   stabilità   nazionale,
  cinquecentomilioni  che sono la possibilità di  dare  queste  somme
  solo e a condizione che vi sia l'esecuzione dei compiti.
   Allora, dinanzi a questo anche - e mi avvio alla conclusione -  so
  che  l'assessore Baccei ha più volte affermato che non vi è in ogni
  caso   equilibrio   di  bilancio  nel  caso   in   cui   vi   fosse
  un'attribuzione   delle  nuove  funzioni   a   questa   Regione   e
  l'ottenimento delle somme spettanti dallo Statuto.
   Il problema è che manca una gran parte di quello schema, assessore
  Baccei.  Il  problema è che manca l'applicazione delle  imposte  di
  produzione dell'articolo 36.
   Ho  presentato un disegno di legge voto affinché vi  possa  essere
  una  modifica dell'articolo 36 dello Statuto. E questo,  Presidente
  Ardizzone,  anche lei l'ha sottoposto. Certo mancano  i duemiliardi
  delle  accise,  è  normale.  Nel 2012  questo  venne  inserito  nel
  programma di accordo tra Stato e Regione e che oggi non vi  è  più.
  Senza  quei  duemiliardi è normale che noi non  ce  la  facciamo  a
  sostenere strutturalmente il bilancio. Ma con quei duemiliardi, non
  solo  riusciremo  a  coprire il bilancio e le  spese,  ma  anche  a
  finanziare sviluppo, a finanziare borse di studio di medicina per i
  giovani   laureati,   a   finanziare   start   up,   a   finanziare
  l'internazionalizzazione delle nostre aziende.
   Allora,  e  concludo - e spero di aver rispettato questo andamento
  circolare   del  mio  intervento  .  non  posso  accettare   questa
  impostazione,   Presidente  Ardizzone.  Non  posso  accettare   che
  l'accordo Stato-Regione, Statuto e così via, oggi venga svilito dal
  fatto che noi parlamentari tutti, presidenti di commissione, tutti,
  dobbiamo  oggi approvare una Finanziaria con la  Spada di Damocle ,
  che se non eseguiamo i compiti datici da Roma, i cinquecentomilioni
  non esisteranno.
   Altro  che  applicazione  dell'articolo 27,  altro  che  norme  di
  attuazione   O si fa così, oppure cinquecentomilioni  non  verranno
  concessi.
   Ora  chiedo  a  tutti  quanti voi - e concludo  davvero  -  è  mai
  possibile che la nostra potestà legislativa, il nostro compito,  la
  passione  con cui ognuno di noi quotidianamente lotta con le  mille
  emergenze,  con i propri elettori, con gli abitanti del  paese  più
  piccolo   di  questa  povera  Regione,  debba  misurarsi   con   la
  impossibilità di esercitare la propria potestà legislativa, pena la
  legittima erogazione delle risorse che ci spettano.
   Presidente Ardizzone, non ci sto più. Non ci sto più ad un sistema
  secondo  cui  ci  vengono sottratte le risorse  e  poi  ci  vengono
  riconcesse sotto ricatto.
   E'  una vergogna  Allora, su questo penso debba essere aperta  una
  riflessione seria.
   Noi  ci  avvieremo a questo iter parlamentare, questa norma  spero
  non venga approvata, non so se verrà approvata, ma all'indomani  di
  questa  riforma,  di  questa legge, occorrerà che  tutti  i  gruppi
  parlamentari  e  tutti  i  deputati si pongano  un  tema.  Noi  non
  possiamo  andare  a  concludere l'accordo con lo  Stato  in  queste
  forme,  diversamente non sarà il problema della legge di  stabilità
  per il 2016, il problema sarà da qui ai prossimi mesi, chiudere gli
  enti, le società, mandare a casa le persone, negare uno sviluppo  a
  questa terra.
   E' questa la scelta dinanzi alla quale siamo chiamati a esercitare
  le nostre potestà concesseci non per esercizio divino o qualcosa di
  simile  ma  perché migliaia di persone ci hanno votato per  fare  i
  loro interessi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire  dopo
  tanti  interventi tutti ampiamente esaustivi e convincenti, diventa
  sempre  più  difficile  e  si deve cercare necessariamente  di  non
  ripetere  per  non  annoiare l'uditorio,  tra  l'altro  sempre  più
  scarno,   ma  soprattutto  per  non  pestare  l'acqua  nel  mortaio
  inutilmente.
   L'ultima freccia dall'arco mi è stata tolta dall'ottimo intervento
  dell'onorevole   Lombardo,   ossia  questa   richiesta   inusitata,
  veramente  mortificante di accantonare la discussione sull'articolo
  5  e  di  posticiparla  alla  fine della  Finanziaria.  Come  dire:
  divertitevi pure ma, se alla fine non quadra il cerchio, con questo
  articolo 5, rimettiamo tutto in discussione.
   Presidente,   su   questo  mi  appello  alla   sua   autorità   ed
  autorevolezza,  per  evitare  che si compia  anche  quest'ulteriore
  scempio richiesto dal Governo.
   Detto   questo  che  dire?  Abbiamo  ascoltato  la  relazione   di
  maggioranza,  anche  se  mi  fa  specie  che  sia  stata   perorata
  dall'onorevole Vinciullo, ma ci sta anche questo nel  novero  delle
  evoluzioni personali e politiche di questa legislatura.
   Abbiamo ascoltato la relazione di minoranza dell'onorevole Savona,
  abbiamo ascoltato il suo intervento, assessore Baccei.
   Poiché  gli  argomenti  sono stati quasi tutti  trattati,  non  mi
  soffermerò sulla grande area che caratterizza una parte consistente
  delle entrate e sull'assenza di programmazione vera.
   Mi  soffermerò  su  due  argomenti che,  a  braccio,  ha  trattato
  l'assessore Baccei.
   L'assessore  Baccei ha detto: ma che cosa andate cercando  in  una
  Finanziaria regionale? Le norme sullo sviluppo? No, di fondi  sullo
  sviluppo ne abbiamo a iosa perché ce li abbiamo attraverso i  fondi
  comunitari e attraverso gli interventi del Governo nazionale.
   I  Fondi comunitari, a due anni dalla nuova programmazione, questa
  Regione è l'unica Regione italiana non solo a non aver progettato e
  aver  dato la possibilità di spendere un solo euro, ma siamo ancora
  all'incertezza  sulle  stesse linee guida e  noi  rischieremo,  con
  questa  programmazione, di andare a superare il flop  notevolissimo
  che  abbiamo avuto nella programmazione precedente e sono di questi
  giorni, se non di questi mesi, gli sforzi che nell'ambito dei  vari
  assessorati  si sta cercando di finanziare anche carta  straccia  e
  non  progetti veri, per cercare di limitare il danno della vergogna
  della  restituzione di centinaia di milioni se non di  miliardi  di
  euro  all'Europa. E noi dobbiamo fare lo sviluppo con questi fondi?
  Dei quali voi non riuscite a programmare l'utilizzazione?
   Seconda osservazione: ha fatto l'esempio dei consorzi di bonifica.
  Questi discorsi li posso accettare da una persona che viene al bar,
  ma questo è in puro stile del crocettismo imperante.
   Per  il  Consorzio  di bonifica abbiamo gli esempi  con  le  altre
  regioni. Noi abbiamo avuto, caro assessore, i consorzi di bonifica,
  il  precariato, i forestali che per anni sono stati dei serbatoi di
  voti  da  parte di alcuni politici con la  p  minuscola,  scusatemi
  nulla di personale ma con la p minuscola, per cui questi signori si
  sono fatti per decenni le campagne elettorali rinviando di volta in
  volta  la  sistemazione di questo precariato,  da  lasciare  sempre
  appeso  all'amo del ricatto elettorale. Però Presidente, un Governo
  esiste  perché deve avviare a soluzione un fenomeno,  e  allora  se
  questo fenomeno non si può risolvere, dopo avere illuso per decenni
  dei  poveri  lavoratori dicendo adesso la pacchia è  finita  andate
  tutti  a  casa, perché non si può risolvere così, si può  risolvere
  trasformando  quello  che è un dato che apparentemente  può  essere
  considerato  un  peso per l'economia regionale, in  un  fattore  di
  sviluppo.
   Noi  è  da  tre  anni che cerchiamo in Commissione  territorio  ed
  Ambiente   di  parlare  di  mettere  a  regime  tutto  il   sistema
  precariato,  facendo che cosa una serie interlocuzione  con  l'Inps
  nazionale  per chiedere: tu Inps nazionale quali fondi  spendi  per
  l'indennità  di  disoccupazione a tutti questi lavoratori  precari?
  Non  ti  chiediamo  un  euro in più ma queste somme  devono  essere
  destinate  ad  un'agenzia regionale che metta  veramente  a  frutto
  questi lavoratori, avviare un'interlocuzione con l'Anci, con  tutti
  i comuni, tu comune quanto spendi ogni anno per la manutenzione del
  verde? Protezione Civile tu quanto spendi per la salvaguardia degli
  alberi  e  dei terreni? Assessore se lei fa tutti questi  conteggi,
  alla  fine  nel nodo complessivo si spenderebbero meno  risorse  di
  quelle  che buttiamo in pozzo senza fondo attualmente, e renderemmo
  produttivo  un  settore che invece rischia, e  non  per  colpa  dei
  lavoratori, di farci apparire lo zimbello dell'Italia.
   Allora,  assessore, lei non può venire qui a dire il consorzio  di
  bonifica sono più gli operai che gli impiegati, la mia provincia  è
  un  classico esempio abbiamo più impiegati che operai, è così,  lei
  non c'entra nulla, lo so ci mancherebbe, no non l'ha detto proprio,
  va  be', ma è così, glielo sto dicendo io, e purtroppo è così  però
  poi che cosa abbiamo, che voi come Governo regionale che cosa avete
  pensato, noi questi deficit li facciamo pagare agli agricoltori, ai
  proprietari dei fondi che arrivano nel consorzio di bonifica,  cioè
  in   un  momento  di  crisi  dell'agricoltura  tragica,  voi  avete
  triplicato,  l'anno scorso quadruplicato anzi per essere  esatti  i
  canoni  a carico dei proprietari dei fondi, senza peraltro  avviare
  una seria opera di monitoraggio per verificare le reti che non sono
  assolutamente funzionanti, l'acqua dove arriva e dove  non  arriva,
  fondi   che   ormai   sono   serviti  da   altro   e   quindi   non
  necessiterebbero, ma queste sono cose che non può fare  l'onorevole
  Assenza  da  semplice deputato dell'opposizione, sono cose  che  un
  Governo  serio,  che  pensa a governare e  non  a  vivacchiare  per
  trascinarsi  lentamente verso la fine della  legislatura,  dovrebbe
  cominciare e veramente a pensarlo.
   Dopodiché  e  mi  avvio  celermente verso la conclusione,  qualche
  perla  però dobbiamo pure evidenziarla Presidente Ardizzone, lei  è
  riuscito a mettere un freno a tante parti che erano state  a  forza
  introdotte  in  questa legge finanziaria, in parte perché  qualcosa
  purtroppo  è  rimasta, ma qualcosa di positivo è  stato  introdotto
  grazie  all'opera  di  qualche membro della  Commissione  bilancio,
  dell'onorevole Savona ma anche di alcuni autorevoli esponenti  come
  Di Giacinto della maggioranza, che hanno avuto almeno il barlume di
  dire  qualcosa  sullo  sviluppo dobbiamo pure inserirlo,  e  quindi
  almeno   è  spuntato  il  fondo  di  progettazione  sia  a  livello
  regionale,  sia  per  i  comuni, almeno  c'è  stato  un  minimo  di
  rifinanziamento del fondo Ircac e del fondo per la rotazione  anche
  per  la  Crias,  e  quant'altro. Qualche cosa di moralizzazione  su
  emendamenti  specifici  del nostro gruppo  è  bene  dirlo  è  stata
  introdotto, quella vergogna per cui anche i revisori dei conti, che
  sono  organi di controllo, venivano eletti dai consigli comunali  o
  scelti  a  seconda  delle vicinanze politiche nelle  varie  società
  partecipate,  è  stato  finalmente  introdotto  il  principio   del
  sorteggio  fra  gli iscritti all'albo, in maniera  che  si  evitino
  queste  vergogne di considerare delle  pecche  anche gli  incarichi
  di contenimento di controllore.
   Il  limite  a  quel  tentativo fatto dal Governo  di  aumentare  i
  componenti  del  consiglio di amministrazione  -  perché  anche  di
  questo  si  era  trattato.  Il tetto agli stipendi  dei  dirigenti,
  perché  si  straparla tanto di chissà quali astronomici  emolumenti
  della  politica senza poi far riferimenti ai lunari  emolumenti  di
  alcuni dirigenti.
   Però,  Presidente,  sa qual è la perla vera, oltre  a  quella  che
  riguarda  la  mia  provincia  - ma con quella  concluderò?  Abbiamo
  introdotto  l'IRESA, articolo 79. Cioè noi, isola  di  Sicilia  che
  scontiamo  una marginalità geografica senza paragoni con  le  altre
  regioni  d'Italia,  che  già non siamo  riusciti  ad  ottenere  dal
  Governo  nazionale quello che la Regione Sardegna è da decenni  che
  percepisce,  ossia l'intervento per i residenti, per i  voli  aerei
  dei residenti che devono raggiungere il Continente. Noi, in questo,
  non siamo riusciti, ma siamo riusciti ad introdurre l'IRESA, che  è
  l'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili.
   Quindi,  continuiamo a scoraggiare anche quell'unica risorsa  che,
  quantomeno  in alcune zone della Sicilia, si è andata  sviluppando,
  ossia   quella  del  turismo  che  proviene  dalle  altre  regioni,
  dall'Europa  o  dal  Mondo.  Perché,  evidentemente,  questa  tassa
  sull'emissione  sonora degli aerei non la pagherà l'Alitalia  o  la
  Ryanair, ma la pagheranno i passeggeri di questi voli.
   Speriamo  che,  almeno  su  questo, si riesca  a  raggiungere  una
  maggioranza che ponga nel nulla quest'autentica follia.
   Mi faceva notare l'ottimo capogruppo Falcone, che credo conosca il
  bilancio come pochi altri in quest'Assemblea, che, anche dal  punto
  di  vista della tecnicità dei dati, lascia molto a desiderare.  Per
  esempio,  il  prospetto  allegato - Presidente,  questo  anche  gli
  uffici  dovrebbero controllarlo - porta ancora tutta una  serie  di
  uscite che, a seguito dell'operazione legittima di stralcio da  lei
  operata, non sono più tali, e quindi, per esempio gli articoli  23,
  commi  6, 7, 8, 9, 10, fino al comma 17 non sono più voci di  spesa
  attualmente  inserite in bilancio, perché riguardano norme  da  lei
  stralciate.
   Veniamo  alla  mia provincia, signor Presidente, e concludo,  alla
  provincia di Ragusa.
   Scomparsi  gli  aumenti per il CORFILAC, resi  quasi  inutili  gli
  stanziamenti  per  l'ARES,  perché sono stati  ridotti  ad  importi
  ridicoli - ma non è che si farà un favore a me se li rimpinguiamo -
  ,  il  problema è che vi sono delle realtà forse uniche  fra  tante
  realtà  siciliane, che dovrebbero essere un fiore all'occhiello  di
  questa  Sicilia,  e che invece vengono trattate come  dei  pari  da
  eliminare e da punire ad ogni dove.
   Non ho chiesto né ho presentato nessun emendamento per l'aeroporto
  di  Comiso,  che  tanta polemica suscitò nelle scorse  Legislature,
  perché vi era la quasi certezza di essere inseriti per il 2016  fra
  gli  scali  di  interesse nazionale, però l'accordo  di  programma,
  grazie   alla   grande   solerzia   della   società   di   gestione
  dell'aeroporto del Comune di Comiso, che è socio di  minoranza,  ma
  che  ha  la  presidenza della società di gestione,  e  del  Governo
  regionale, nonché il grande amore che il Governo nazionale continua
  ad avere per quest'isola, finora questo accordo di programma non  è
  stato sottoscritto e quindi speriamo bene.
   Però,  non  solo  questo  Governo non  ha  dato  un  euro  per  la
  provincia,  ma grazie ad un emendamento di un deputato  di  Ragusa,
  l'onorevole   Dipasquale   qui   presente,   vicepresidente   della
  Commissione  Bilancio,  si permette di entrare  a  gamba  tesa  nel
  bilancio del Comune di Ragusa, dicendo che non diamo un euro per la
  legge su Ibla.
   Dà  fastidio  questa  Ibla,  perché ha  raggiunto  percentuali  di
  incremento  turistico di oltre il cento percento, dà così  fastidio
  ad  altre realtà regionali per cui Ibla deve essere marginalizzata,
  ad  Ibla non spetta più nulla. Però spettano e si incrementano  per
  Ortigia  o per la Valle dei Templi, o per Agrigento, per carità  ci
  mancherebbe altro. Una Regione che si rispetti dovrebbe valorizzare
  Agrigento,  Siracusa,  Tindari, dovrebbe  valorizzare  tutte  e  su
  questo  puntare, non andare a fare la guerra tra i poveri tagliando
  ad  uno  e all'altro. Ma quello che più grave si dice, e su questo,
  signor Presidente, vorrei che gli uffici intervenissero, perché c'è
  una  illegittimità grande come una casa dal punto di vista tecnico-
  contabile,  l'ente  Regione  non può  intervenire  all'interno  del
  bilancio  del singolo ente comunale senza ledere l'autonomia  dello
  stesso.
   Abbiamo  il  grande  esperto, professore universitario,  onorevole
  Dipasquale  che  gesticola mentre io parlo.  Poi  verrà  qua  e  ci
  spiegherà,  dall'alto  della sua sapienza, illuminata  dalla  terza
  elementare, di quello che sarà, ma continuiamo pure
   Signor Presidente, assessore Baccei, all'articolo 8 hanno aggiunto
  questa  perla del comma 19, in cui in pratica sono andati a scovare
  le  royalty,  cioè  le  perforazioni e  quindi  questa  che  non  è
  un'imposta,  perché  loro  confondono tra  l'imposta  e  un'entrata
  straordinaria, però tutto fa brodo in questa grande finanziaria.  E
  quindi  questa entrata straordinaria delle royalty che Ragusa  come
  Comune  percepisce, che non è un dato fisso ma  che  è  commisurata
  evidentemente all'estrazione.
   Allora si dice al comune di Ragusa, dato che i soldi per Ibla  non
  te  li  do  più,  tu  questi 5 milioni li blocchi  perché  li  devi
  utilizzare specificatamente per Ibla; poi non importa se  questi  5
  milioni erano già impegnati nel bilancio di Ragusa per gli anziani,
  per   le  associazioni,  per  la  manutenzione  straordinaria,  non
  importa.
   In  via  astratta si può consentire una norma di questo  tipo?  Io
  vorrei  che  gli  uffici  questa norma la studiassero  attentamente
  perché  ci  sono pronunce di diverse sezioni della Corte dei  Conti
  che  chiariscono  che  queste entrate non sono  entrate  di  natura
  tributaria,  ma  sono entrate extratributarie  che  debbono  essere
  inserite

   DIPASQUALE. Porta una lira a Comiso

   ASSENZA.  Poi  la  lezione  ce  la dà  domani  quando  interviene,
  professore Dipasquale, ci dà la lezione qua e poi la va a dare agli
  elettori  di Ragusa, perché lei sta facendo un'operazione  politica
  bieca,  perché  sta danneggiando un intero territorio  solo  perché
  deve  danneggiare  una  amministrazione comunale  che  è  di  senso
  opposto del suo ex candidato.
   Signor  Presidente,  io  gradirei  non  essere  disturbato  mentre
  intervengo.
   Non  solo questo, quindi, che si entra a gamba tesa nell'autonomia
  economico-finanziaria  di un ente diverso da  quello,  ma  si  dice
  anche  che  una  parte  di queste royalties li  destini  ai  comuni
  diversi,  adottando un criterio che è un capolavoro sulla base  del
  numero  degli  abitanti, cioè dimenticando che vi  è  comunque  una
  legge nazionale del 1996 che già prevede in questi casi quali siano
  i  criteri  di ripartizione e che non c'entra nulla con  il  numero
  degli  abitanti,  ma  semmai c'entra con l'avere,  nell'ambito  del
  proprio  territorio,  se  si  hanno  ricadute  negative  da  questa
  estrazione   territoriale  e,  quindi,  se  ci  sono  impianti   di
  stoccaggio,  impianti  di  raffinazione  e  quant'altro.  Però  qui
  abbiamo inventato un altro criterio quello della popolazione.
   E,  quindi,  si  dice che il 30 per cento oltre i  15  milioni  li
  destiniamo per quelle finalità. Ma attenzione, se raggiungiamo i 15
  milioni  tutto  viene rimesso in discussione, il 30  per  cento  lo
  diamo  agli altri comuni. 5 milioni il comune di Ragusa  li  spende
  per  Ibla,  il 30 per cento dei 10 lo destina agli altri comuni,  e
  dopo  un  mese  dichiara il dissesto e questo è  il  risultato  che
  abbiamo ottenuto con questa norma.
   Allora,  io  credo  che a tutto c'è un limite.  Che  veramente  la
  ragionevolezza  deve  ritornare  a  farla  da  padrona  in   questa
  Assemblea  normativa,  dopodiché,  onorevole  Presidente,  come  al
  solito  mi  sopporterete  articolo per  articolo,  emendamento  per
  emendamento, ed anche su questo ci torneremo e ci torneremo a  iosa
  con più dovizia di particolari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io non
  mi  addentrerò  sul  terreno dell'analisi tecnica  dello  strumento
  contabile  oggetto  dell'esame di questa Aula  e  spero  di  potere
  occupare minor tempo rispetto a quello di alcuni colleghi che hanno
  approfondito,  dal  punto di vista tecnico sì, un  bilancio  e  una
  legge  di  stabilità sulla quale i giudizi politici possono  essere
  certamente  contraddittori ma confluiscono su  un  unico  dato:  la
  stanchezza con cui si ripete questo rito.
   L'assenza  del Presidente della Regione siciliana che sconosce  il
  galateo  istituzionale è significativa di come si  voglia  snobbare
  l'Assemblea  regionale nel momento in cui essa esamina  l'atto  più
  qualificante   e   più  importante  del  suo,   chiamiamolo,   anno
  gestionale.
   Lei  sa benissimo, assessore Baccei, per essere un tecnico  e  per
  questo  è  stato  da Roma incaricato di venire in Sicilia,  Lei  sa
  benissimo come il  bilancio sia la cartina tornasole della vita  di
  un ente.
   Si  prevedono dieci cose, se ne fanno cinque, se ne fanno sei,  se
  ne  fanno  quattro  e  però nella previsione c'è  l'anima,  c'è  la
  programmazione, c'è la prospettiva, c'è l'indicazione di un modello
  di sviluppo, c'è la volontà di evidenziare un settore piuttosto che
  un  altro. Ora, al di là dell'assenza del Presidente della Regione,
  al  di  là dell'assenza di tutti i deputati della maggioranza fatta
  eccezione  per tre colleghi, è chiaro che noi stiamo  ripetendo  un
  rito  tanto  per metterci con la coscienza apposta  ed  io  non  mi
  soffermo sul significato di questo bilancio cedendo alla tentazione
  di  analizzare il giudizio che il sottosegretario Faraone  ha  dato
  alla  vigilia della sessione stessa quando ha detto, entusiasta  ed
  esultante,  che finalmente con l'assessore Baccei abbiamo  reso  il
  bilancio  della  Regione siciliana vero e  non  finto.  Se  dovessi
  soffermarmi  su  questo giudizio e su questa  considerazione  sarei
  portato a pensare che, fino allo scorso anno, lei assessore  Baccei
  ha  portato  in  quest'Aula un bilancio finto e, se il  bilancio  è
  finto,  vuol dire che manca di uno dei tre requisiti essenziali  ed
  io   penso,  per  esempio,  a  quello  della  veridicità.   Ma   il
  sottosegretario  Faraone è abituato a questi giudizi  affrettati  e
  superficiali, voglio usare un eufemismo, tentando di proteggere  il
  suo  uomo che è lei, assessore Baccei, condannato a vivere  la  sua
  esperienza  di Governo siciliano fra due fuochi e, stranamente,  si
  tratta  sempre di fuoco amico. Lei è l'assessore più odiato  e  più
  esultato  del  Governo  regionale; odiato dallo  stesso  Presidente
  della  Regione che, spesso, l'accusa di essere sordo ed insensibile
  di  fronte  alle esigenze che emergono dalla società e  difeso  dal
  Governo   nazionale  che  lo  ha  voluto  qui  perché  lei  potesse
  controllare da vicino e governare il processo evolutivo  di  questo
  governo  fantasma,  del quale non si percepisce sul  territorio  la
  presenza,  al di dà di qualche sporadica manifestazione alla  quale
  partecipano gli assessori che ne fanno parte.
   Non   intendo  neanche  soffermarmi  sul  fatto  che  il   ricorso
  all'esercizio  provvisorio - come lei sa, faticoso  -  accompagnato
  dalla  delusione  e  dalla illusione di  non  potere  entro  il  31
  dicembre,  finalmente,  assicurare  uno  strumento  contabile  alla
  Regione.  Ecco  non  voglio  neanche soffermarmi  sulle  accuse  di
  mancato  rispetto  della legge da parte sua:  lei  avrebbe  secondo
  alcuni autorevoli critici operato in aperto contrasto con le  nuove
  norme che disciplinano la contabilità pubblica. Non è questo che io
  desidero  richiamare  alla  sua attenzione  ed  all'attenzione  dei
  colleghi  che  hanno la amabilità di restare in Aula  per  rendersi
  spettatori e protagonisti, al tempo stesso, di questo stanco  rito.
  Io  l'ho  seguita  nella sua breve, scarna, e se mi  consenta,  non
  convinta  relazione  in  cui  lei ha  parlato  di  un  bilancio  in
  equilibrio, di un bilancio dove finalmente è stata fatta  chiarezza
  di  alcune  zone d'ombre che avevano caratterizzato gli esercizi  e
  gli  strumenti precedenti, e ha continuato nel dire che, dopotutto,
  col  Governo nazionale non c'è una pistola puntata alla  tempia  ma
  soltanto  la  necessità e, quindi, il richiamo  a  rispetto  di  un
  patto,  un  miliardo e quattrocento milioni sono il  patto  che  la
  Regione  Siciliana ha sottoscritto col Governo nazionale, il  resto
  dovrà essere fatto con i risparmi.
   Un  richiamo significativo lei ha fatto alla politica di sviluppo,
  che   è  un  po'  l'accusa  che  viene  mossa  dai  colleghi  della
  opposizione,  per  ultimo dal collega Giorgio  Assenza.  In  questo
  strumento abbiamo tentato invano di cercare e di trovare una chiara
  indicazione  sulle  politiche di sviluppo che  il  Governo  avrebbe
  dovuto  indicare.  E  lei  dice  lo sviluppo  cercatelo  nei  fondi
  extraregionali, non nei fondi di bilancio. Cercatelo nei fondi  che
  l'Unione Europea mette ogni anno a disposizione di questa terra  di
  Sicilia.  Assessore,  io  vorrei chiederle quale  programmazione  è
  stata fatta con i fondi comunitari, comunque li si voglia chiamare,
  a  prescindere dalle diverse sigle, perché venisse coinvolto questo
  Parlamento.  Io  non ricordo, sono qui da tre anni,  di  avere  mai
  partecipato ad un dibattito voluto dal Governo per consentire  alle
  forze  politiche  e,  quindi, sintesi di  interessi  legittimi  del
  territorio, di essere coinvolti, di partecipare alla definizione di
  una  programmazione dei fondi strutturali, per  esempio,  che  ieri
  dovevano essere risorse aggiuntive, oggi come lei sa sono diventate
  risorse  sostitutive,  perché la coperta del  bilancio,  sia  nella
  parte  corrente, sia nella parte degli investimenti, è una  coperta
  assai  piccola. Due miliardi di euro per i fondi di sviluppo. Verso
  quali  obiettivi? Con quali procedure? Quali orizzonti si intendono
  premiare,  privilegiare? Si vuole muovere una economia ad indirizzo
  agricolo  o ad indirizzo turistico? Ad indirizzo industriale  o  ad
  indirizzo  commerciale? Ed è una domanda alla quale davvero  io  mi
  aspetterei una sua, pur succinta, risposta. Per capire quali sono i
  criteri  con  i quali questo Governo pensa di avviare  la  stagione
  dello sviluppo, se col Parlamento e in che modo col Parlamento o se
  ritiene di potere fare a meno delle forze politiche rappresentative
  del territorio.
   Lei  dice  non  basta  pensare ai fondi per lo sviluppo,  dobbiamo
  finalmente  arrivare alla stagione delle riforme, ma dobbiamo  chi?
  Assessore Baccei, lei sa che io nei suoi confronti ho sempre usato,
  anche  nel linguaggio, un rispetto assoluto per il ruolo e  per  la
  persona.  Per  la persona perché non conoscendola ho il  dovere  di
  pensare che lei sia una persona per bene, e mi auguro che lei possa
  esercitare il diritto di pensare la stessa cosa per me,  sul  piano
  politico perché lei è qui per assolvere ad un mandato, piaccia o no
  noi  dobbiamo  accettare la sua presenza che critichiamo,  a  volte
  anche  aspramente, ma che rispettiamo nel ruolo. E  però  assessore
  lei   deve  avere  lo  stesso  rispetto  per  la  intelligenza   di
  quest'Aula,  la  quale  all'assessore su  cui  poggia  la  politica
  economica  e finanziaria del Governo, l'Aula chiede: ma le  riforme
  chi  le  deve  proporre? Chi le deve portare  in  Aula  se  non  il
  Governo?
   E  come  facciamo noi a parlare di riforme, io sono d'accordo  con
  lei   non  basta  invocare  lo  sviluppo  se  poi  esistono   delle
  diseconomie  strutturali che non consentono di  avviare  una  seria
  politica di sviluppo.
   Ma  partiamo dalle province dovevano essere abolite per fare cassa
  e  invece  questa è l'unica Regione d'Italia che non ha ancora  una
  legge sulle province come lei sa.
   E non soltanto non abbiamo una legge sulle province ma lo stato di
  inerzia, la condizione di stallo in cui si trovano le nove province
  determina una ricaduta negativa sulla economia dei territori perché
  non  lavorano più le piccole e le medie imprese, perché non  si  fa
  più  un  lavoro neanche di manutenzione ordinaria e ancor  meno  di
  manutenzione   straordinaria,  perché  e  lo  dice   lo   strumento
  contabile,  persino  servizi  essenziali  come  l'assistenza   alla
  popolazione scolastica disabile non viene più assicurato, perché il
  60  per cento delle strade provinciali è chiuso al traffico con una
  ordinanza  ieri del Presidente oggi del Commissario perché  non  si
  può  intervenire neanche per rimuovere una frana, chi deve proporre
  la riforma delle province?
   Centoottanta  milioni di euro si dice, ma lei  sa  che  in  alcune
  province  gli stipendi vengono pagati con ritardo? Ma  lei  sa  che
  quasi  in  tutte  le province i servizi essenziali non vengono  più
  assicurati?  Ma lei sa che in tutte le province non  si  fanno  più
  politiche  di  investimento?  Chi  deve  proporre  la  riforma  del
  Consorzio  di  bonifica? Ed io so, Assessore che lei  la  pensa  in
  maniera  diversa  su certe cose dal Presidente  Crocetta.  Ma  sono
  portato a pensare che questo sua diversità rientri nel gioco  delle
  parti  che  il partito democratico sta portando avanti  da  qualche
  anno.  Dividiamoci le parti: tu fai il nemico di Crocetta,  tu  fai
  l'amico di Crocetta in modo che così in campagna elettorale  diremo
  che  il partito democratico si è vero ha sostenuto per cinque  anni
  Crocetta al Governo ma non ha lesinato critiche ed attacchi. Ed  un
  gioco  che  ormai  non  attecchisce  più perché  i  siciliani  sono
  diventati molto più scaltri e furbi di quanto si pensasse ieri.
   E  allora, Assessore, ci vuole dire per favore quando comincia  la
  stagione delle riforme?
   Quando  pensiamo  di  riformare i Consorzi di bonifica?  Dove  c'è
  tanta gente, maestranze e anche personale tecnico ed amministrativo
  che  naturalmente deve continuare a lavorare e però i  Consorzi  di
  bonifica  li  inventò il deprecato ventennio negli anni  20  quando
  c'era da bonificare in Sicilia.
   Ma lei è romano e non glielo chiedo, ma lo chiedo ai colleghi, non
  c'è un metro quadrato di terra da bonificare in Sicilia.
   I  Consorzi  di  bonifica  dovrebbero assicurare  risorse  idriche
  allora non sono più Consorzi di bonifica sono Consorzi irrigui e se
  sono  Consorzi irrigui l'agricoltore vuole sapere se deve  gestirli
  l'agricoltore o se deve gestirli una pretora di figliocci  e  amici
  del  giauguaro  che  poi lo stesso agricoltore  deve  continuare  a
  mantenere  ogni  mese.  Perché se i consorzi  di  bonifica  fossero
  gestiti dagli agricoltori naturalmente si risparmierebbe almeno  il
  60 per cento rispetto al canone che sono costretti a pagare. Tenuto
  conto  poi  che  quest'anno un chilo di arance  l'agricoltore  l'ha
  venduto a 5 centesimi mentre per produrlo ce ne vogliono da 14 a 20
  centesimi per produrre un chilo di arance.
   Quindi  le  riforme si  bene vengano ma il Consorzio  di  bonifica
  quando  lo  trasformiamo in una grande agenzia dove il  ruolo  deve
  essere  preponderante quello degli agricoltori e non dei burocrati?
  Che devono continuare a lavorare, certo, ma devono lavorare secondo
  le  indicazioni che chi sta sulla terra fornisce, chi si alza  alle
  quattro  di mattina e guarda il cielo sperando che il brutto  tempo
  si  realizzi,  perché quello che è brutto tempo  per  un  cittadino
  diventa la manna dal cielo per gli agricoltori.
   In  Sicilia non piove da tre mesi, Assessore, tengo la contabilità
  perché sono un piccolo agricoltore. E' drammatico tutto questo
   Chi deve fare le riforme? Le aree di sviluppo industriale
   Presidente  Ardizzone, lei che è garante di quest'Aula  e  attento
  testimone  delle  vicende  che  hanno  caratterizzato  la  gestione
  dell'IRSAP negli ultimi anni.
   Presidente, è un grido di allarme il nostro. Oggi ne parlavamo con
  il  Vicepresidente della Commissione  Antimafia , onorevole  Fazio,
  in  Commissione con gli altri colleghi. Da quando ha rassegnato  le
  dimissioni  il  presidente Cicero, l'IRSAP vive una  condizione  di
  stallo  -  e la mia non è un'apologia all'ex presidente  Cicero  al
  quale potrei muovere mille critiche assieme a qualche apprezzamento
  benevolo.
   Voglio  capire cosa c'è dietro questa vicenda perché  le  aree  di
  sviluppo industriale sono abbandonate a se stesse.
   Vorrei  capire perché si è dimesso il presidente Cicero  e  perché
  non si è proceduto alla sua immediata sostituzione.
   Cosa  è  una  zona  franca l'IRSAP? Nessuno può intervenire?  O  è
  riservato  soltanto al Presidente Crocetta e a  qualche  suo  amico
  deputato  nazionale? Vorrei capirlo  E non vorrei capirlo  soltanto
  io.
   Non è possibile che in quest'Aula dobbiamo correre dietro i venti,
  trenta, quaranta milioni, ogni volta per consentire ai forestali di
  potere  avere  quel  misero  salario   E'  possibile  che  dobbiamo
  impegnare  i  lavori di quest'Aula a rincorrere le  risorse  per  i
  forestali e mai due, tre sedute, una dietro l'altra per porre  fine
  a  questo  calvario  e fare - finalmente - la riforma  del  settore
  forestale creando un'agenzia
   E'  stato  richiamato dall'onorevole Assenza, si faccia un  tavolo
  col Ministero del lavoro a proposito dei fondi che l'INPS ogni anno
  eroga  a  migliaia  di  lavoratori  forestali,  facciamo  un  fondo
  speciale. Questa gente deve essere mandata a lavorare, ma  non  può
  essere  mandata  a  fare  l'antincendio quando  già  l'incendio  ha
  distrutto le campagne, altrimenti hanno ragione nel nord Italia  ad
  attaccarci continuamente e con cinica determinazione.
   Assessore  Baccei, ci invita alle riforme  Renzi  ci  invita  alle
  riforme   Assessore, lei ripete che il Governo nazionale vuole  che
  la  Sicilia  faccia  le  riforme;  ma  a  queste  riforme  vogliamo
  finalmente dare una sequela, un nome, un cognome?
   I  precari della pubblica amministrazione. Si vuole decidere  cosa
  fare  e  come fare? Da trent'anni vengono utilizzati come serbatoio
  di  voti  e poi non riescono neanche a programmare il diritto  alla
  vita, il diritto al futuro.
   Lo stesso per i lavoratori della formazione. La formazione è stata
  condotta  e  gestita in Sicilia con un cinismo e  con  una  volontà
  dolosa davvero indefinibile.
   Non vi è dubbio che fra migliaia di formatori ci sia gente perbene
  e  con  voglia di lavorare, gente capace, con esperienza. In questa
  Regione  dove  la  formazione  è servita  più  ai  docenti  che  ai
  discenti, vogliamo avviare una seria riforma?
   Lo   stesso   vale   per  gli  ex  sportellisti,   gli   sportelli
  multifunzionali,  che  hanno compiuto,  hanno  portato  avanti  uno
  sciopero  serio, civile, silenzioso, qualcuno perfino  lo  sciopero
  della fame. Lavoratori ai quali va la mia solidarietà e quella  dei
  miei  colleghi di Gruppo. Davvero pensiamo di potere continuare  ad
  invocare  le  riforme  e il Governo continua  a  non  dire  in  che
  direzione?
   Assessore,  potrei  continuare con i comuni,  lo  ha  fatto  prima
  l'onorevole  Grasso, da sindaco, io potrei farlo da  ex  presidente
  della Provincia.
   Cinquecento  milioni da Roma, rimane la spada di  Damocle,  rimane
  l'incertezza  sui comuni. Ma lei,  Assessore, può  provare  a  fare
  come  fanno in quel programma televisivo in cui si truccano,  tanto
  lei  ormai  è  conosciuto  in Sicilia, si mette  una  parrucca,  un
  pizzetto,  e  vada a fare un giro in quattro, cinque comuni,  parli
  con  i  dipendenti, parli con i sindaci, si renda  conto  in  quali
  condizioni vivono i comuni in Sicilia.
   Oggi  è  davvero un'impresa difficile potere fare l'amministratore
  comunale,   la  trincea  più  avanzata,  più  esposta,   il   punto
  catalizzatore di mille richieste, quasi sempre legittime, di  mille
  ansie, di mille tormenti, di gente che non ce la fa più.
   Tutto questo non può essere licenziato con un  dobbiamo tagliare e
  dobbiamo fare delle riforme .
   Bene   Facciamole le riforme, perché altrimenti il  governo  della
  rivoluzione continua ad essere considerato per quello  che  è:  una
  grande ignobile mistificazione.
   Il caos dei rifiuti in Sicilia. Dov'è la rivoluzione?
   Il caos della mancanza di programmazione, di pianificazione, manca
  un piano idrogeologico, manca un piano antisismico, nella Regione a
  più alto rischio sismico d'Italia.
   Manca  un  piano  di protezione civile. E come si può  pensare  di
  parlare di protezione civile - mi dispiace che l'assessore Croce si
  sia  allontanato  -  a Messina 27 giorni senza acqua  potabile,  la
  terza città dell'Isola, e fosse stato l'ultimo villaggio dell'Isola
  non  avrebbe assolutamente attenuato la gravità della cosa. Ma come
  si  fa  27  giorni  senz'acqua a Messina perché  a  Calatabiano  la
  condotta  riposa su un terreno ballerino che ha bisogno  di  essere
  consolidato.  Sono cominciati i lavori a Calatabiano e  stranamente
  sono stati interrotti. Per cui, a Calatabiano vivono l'ansia che la
  collina  potrebbe cedere in caso di piogge abbondanti, e la  stessa
  ansia  vivono  a  Messina perché se balla  la  condotta  idrica  di
  Calatabiano non arriva più acqua a Messina.
   Siamo all'ABCD della Protezione civile alla quale non si riesce  a
  dare una risposta.
   Sciogliamo  l'ente  per  lo  sviluppo agricolo,  recuperiamo  quel
  personale,    facciamone   un   nuovo   dipartimento    all'interno
  dell'Assessorato  dell'agricoltura, sciogliamo i consorzi  inutili,
  chiudiamo  gli istituti autonomi case popolari, dieci  coacervi  di
  mala  amministrazione,  di  malaffare e  di  clientelismo,  facendo
  qualche rara eccezione.
   E le misure di sviluppo? E gli incentivi alle imprese dove sono? E
  gli  incentivi all'autoimprenditorialità giovanile? E cosa  diciamo
  ai  giovani, a quelli che vogliono mettere a profitto il diploma  e
  la laurea e quelli che vogliono diventare imprenditori?
   Infine,  concludo,  signor  Presidente,  l'altra  grave  e  grande
  diseconomia è quella della burocrazia. Qua ce lo dobbiamo dire  con
  chiarezza.  Se questa condizione di stallo ha due responsabili,  da
  una  parte è il ceto politico, a cominciare dal Governo e dalla sua
  maggioranza, dall'altra parte è il ceto burocratico.
   Non  è  possibile  che  a  farla franca  debba  essere  sempre  la
  burocrazia.  Non  è  possibile   Conosco  centinaia,  centinaia  di
  dipendenti  regionali  solerti, preparati,  e  disponibili,  ma  ne
  conosco   altre   centinaia   insolenti,  arroganti,   presuntuosi,
  scansafatiche e amici degli amici. Ci stiamo lavorando,  ci  stiamo
  lavorando  E speriamo che il tempo necessario a disposizione  possa
  aiutarci in questo senso.
   E  però, signor Presidente Ardizzone, ho il dovere di chiedermi  e
  di  chiederle perché non è stata attuata la legge  n. 15 del  2011,
  la  cosiddetta  legge Chinnici? E perché non è  stata  avviata  una
  rivisitazione  delle  norme  che  disciplinano  i  rapporti   e   i
  procedimenti  amministrativi? Ne parlavamo stamattina  col  collega
  Capogruppo  di Forza Italia. Perché nella gran parte  degli  Uffici
  della  Regione  non  si  rispetta la legge  n.  190  e  il  decreto
  legislativo n. 33 sulla trasparenza?
    So  quello  che  lei  pensa, Presidente  Ardizzone,  cioè  che  è
  competenza   della  Commissione  Antimafia.  Ci  stiamo  lavorando,
  lavoriamo  anche su questo e molto spesso per avere un certificato,
  per  avere  un  rapporto,  per avere una relazione  da  un  ufficio
  l'ostruzionismo comporta ritardi e attese anche di  mesi.  Verrebbe
  voglia  di  prendere  qualcuno per il  bavero  della  giacca  e  di
  trascinarlo  e  indicarlo alla pubblica opinione. Ed  è  troppo  il
  rispetto  che si ha verso l'essere umano per consentire di arrivare
  a  tanto. Però assessore Baccei, lei che invoca le riforme si ponga
  anche questo problema.
    In  Sicilia non comandano i politici, comandano i dirigenti   Noi
  qualche  volta li subiamo, qualche volta veniamo a patti  e  se  si
  arriva  a  patti con i burocrati è finita la libertà  d'azione  dei
  politici
    Quando parlo di burocrazia, lo voglio dire con chiarezza, non  mi
  riferisco alla burocrazia dell'Assemblea regionale siciliana. E non
  lo  dico  perché  abbia  da accattivare  la  loro  stima,  la  loro
  simpatia, che so essere reciproca, lo dico perché qui si lavora con
  grande rispetto per il ruolo del parlamentare, del deputato.  Negli
  uffici  della  Regione c'è un atteggiamento di spocchia  che  è  la
  sedimentazione  di decenni di subalternità della politica  al  ceto
  burocratico.  E questi sono i risultati, altrimenti  un  Segretario
  generale  così  chiacchierato, come quello  che  oggi  occupa  quel
  ruolo,  da  qualche tempo sarebbe stato già allontanato. Se  questo
  non  lo  si  fa è perché la politica, certa politica è ricattabile.
  Non si va oltre
    Per  concludere davvero, assessore Baccei, onorevoli colleghi,  è
  il   fallimento di un progetto politico, lo sforzo di questa  legge
  di   bilancio,  di  stabilità  è   marginale  rispetto  al   dramma
  complessivo che è quello del fallimento di un  progetto. E' fallita
  la  rivoluzione,  ma  è  fallita anche la  capacità  di  assicurare
  l'ordinarietà  in questa Regione, dove persino la  normalità  viene
  negata.
    E'  il  fallimento della politica del Partito Democratico,  è  il
  fallimento della strategia del centrosinistra.
    Per  queste ragioni, ci accostiamo a questa sessione di bilancio,
  il  mio  Gruppo, e credo di poter dire i colleghi del centrodestra,
  non  con rassegnazione, ma anzi con seria determinazione, ma  anche
  con la consapevolezza che anche stavolta abbiamo perso un'occasione
  per  avviare  una stagione seria, di confronto, con  lealtà  e  con
  concretezza.
    Questa  è  una  Regione  commissariata,  lei  è  il  Commissario,
  assessore Baccei, stia attento a tenersi fuori dalle beghe.
    C'è  una lunga tradizione di commissari odiati, in questa  Terra,
  sul  piano  politico, lo dico naturalmente, a  cominciare  dal  '70
  A.C.,  si  chiamava Gaio Verre. Come lei venne mandato dal  Governo
  romano  in  Sicilia e venne accusato di negare i diritti essenziali
  dei siciliani e di volerli appesantire con una ignobile politica di
  tributi e di oneri che oggi definiremmo fiscali.
    Ecco,  vorrei  tanto che lei potesse sottrarsi  a  questa  triste
  sorte   e  sono  sicuro  che  lo  farebbe  se  pensasse  di  essere
  considerato soltanto un cieco strumento nelle mani di uno  spavaldo
  Presidente  del Consiglio, che crede, attraverso i suoi proconsoli,
  di  potere  determinare il buono ed il cattivo  tempo  per  dire  a
  Crocetta:   stai sereno Rosario  . Qui nessuno è sereno, tranne  il
  Presidente  della Regione; qui tutti subiamo e sentiamo l'incalzare
  di   una   crisi   economica  e  sociale  che  inevitabilmente   ed
  ineluttabilmente  è  diventata anche una  crisi  politica,  per  le
  ragioni  che  ho  appena esposto e per le tante altre  ragioni  che
  esporremo  nel  corso  dell'esame dell'articolato  dello  strumento
  contabile. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  Musumeci lei poc'anzi parlava di un Governo fantasma. Possiamo ogni
  tanto  fare  una  riflessione  e dire  che  siamo  in  presenza  di
  un'Assemblea  fantasma? Ma quanti sono i nostri colleghi  che  oggi
  guardano la trasmissione da casa loro e non sono assenti Presidente
  Ardizzone  Ma quando si deve togliere questo privilegio  Ma  quanto
  si deve togliere questa vergogna
   Questa  io  pensavo  che  lei  nella  riunione  del  Consiglio  di
  Presidenza  ce  la portasse come una notizia già acquisita.  Non  è
  possibile  che 35 deputati di questa Assemblea hanno il  privilegio
  di essere sempre presenti e il sottoscritto che proviene da Marineo
  deve viaggiare tutti i giorni ed essere presente per guadagnarmi la
  mia pagnotta
   Questa  è la prima riflessione che dobbiamo cominciare a fare  noi
  deputati di quest'Assemblea.
   Vede,  io  avevo  preparato quattro parole e intendo  rimanere  su
  questo tema per avere un intervento leggero, perché su tutti  e  35
  interventi,  non so se il numero è preciso, nessuno ha  parlato  di
  un'unica  riforma  che  l'Assessore Baccei ha  voluto  per  giovedì
  scorso andarsene a Romae portare la riforma della soppressione  del
  turn  over  dei forestali. Non se ne è accorto nessuno, forse  solo
  qualcuno  che  era  ospite  in Commissione   Bilancio   se  ne  era
  accorto, perché qua si deve andare a vedere, Presidente, un po'  il
  Regolamento  di  questa  Assemblea,  se  un  deputato  che  non   è
  componente  della Commissione è ospite in un'altra Commissione,  io
  penso  di  no. Ma lei si interessi un po' del Regolamento se  viene
  applicato nelle varie Commissioni, perché non se ne può più, perché
  ormai ognuno di noi non può azzuffarsi con i colleghi perché magari
  su  alcune cose interviene e magari è un po' discolo che parla pure
  in  più,  ma  non si può dire mai che è un'ospite, non lo  consente
  questo  nostro  Regolamento; però penso  che  sia  stata  la  prima
  esperienza  di  questa condizione di Commissione e  spero  che  nel
  futuro questo non accada più.
   Onorevoli colleghi, ormai da tanto e da troppo tempo si assiste ad
  un  teatrino  che  rasenta il ridicolo. Si  parla  di  sprechi,  di
  risparmi,  di disuguaglianza. Tutto fumo, solo parole al vento   La
  casta  mantiene le sue radici ben radicate, i privilegi ben  saldi,
  guai a chi glieli tocca
   Un caso che mi ha fatto sorridere è quello di qualche collega che,
  davanti  al  metal detector, è stato perquisito  ed  è  insorto  un
  casino.  Per  aggravare  ancora di più difendeva  i  dipendenti  di
  quest'Assemblea  che  erano soggetti al  loro  controllo.  Era  una
  richiesta che avevo fatto io sulla sicurezza, Presidente Ardizzone,
  quindi  ero  ben certo che questo mio intervento avrebbe  provocato
  qualche stonatura, perché era casa sua. Io faccio notare al collega
  che  è  la  casa  di  tutti i Siciliani, quest'Assemblea,  che  noi
  degnamente dobbiamo rappresentare, cercando oggi che ce lo  chiede,
  e  ce  lo  chiedono  tutti  i Siciliani, di  rinunciare  a  qualche
  privilegio.
   E'  impossibile,  parlare  di  personale  stabilizzato  quando  il
  Consiglio   di   Presidenza  ne  assume  altri  85.  Anche   questo
  privilegio, Presidente Ardizzone, cerchi di affrontarlo  perché  io
  sto lottando contro il Regolamento interno di quest'Assemblea che è
  un  muro  di gomma. Diciamo che è un muro di gomma dove  io  sbatto
  ogni  giorno.  E' possibile che legittimamente loro assumono  delle
  persone  per  avere un aiuto per il loro ruolo di  consiglieri  del
  Consiglio  di Presidenza? Non è che questi se ne debbono  andare  a
  spasso  per la Sicilia, onorevole Ardizzone  Questi se vogliono  il
  supporto,   se  vogliono  veramente  fare  un  lavoro   serio   per
  l'Assemblea  della  Regione Sicilia tutti questi  collaboratori  li
  dobbiamo  vedere  qui dentro  No, loro dicono  che  fanno  loro  un
  contratto   che   dà   la   possibilità   di   utilizzarli    fuori
  dall'Assemblea.  Prima o dopo vedrà, Presidente Ardizzone,  che  la
  Guardia di finanza ci verrà a fare di nuovo visita.
   Invito questo mio collega ad occuparsi di argomenti che più stanno
  a  cuore  ai cittadini, come la messa in sicurezza dei conti  della
  Regione,  la spending review, i tagli alle spese di rappresentanza.
  Ma  non  è obsoleto, Presidente? A lei gliela riconosco la macchina
  di rappresentanza ma a tutti gli altri perché? Perché?
   E non parlo di altri argomenti

   FALCONE. Parla, parla

   GRECO  GIOVANNI. No. Che in altri tempi, addirittura,  quelli  che
  avevano  la macchina, oltre alla macchina si prendevano i  soldini.
  Ma non ne voglio parlare, perché già l'ho fatto in passato.
   Ma  mi  fa  specie  leggere queste cose, mi fa  specie   Ne  avevo
  parlato  in  un'altra seduta:  Indennità NAIA, sei  deputati  sotto
  inchiesta . Non è che ne sto parlando ora che è uscita  la  notizia
  sui  giornali?  E'  vero, Presidente Ardizzone? Anche  in  un'altra
  seduta  avevo posto il problema del perché un galantuomo oggi  paga
  delle somme che lui riteneva non fossero legittime

   FALCONE. Sono scappati i Cinque Stelle...

   GRECO  GIOVANNI.  Tu  non  te la prendere  con  i  Cinque  Stelle,
  prenditela con te che hai consentito di approvare la finanziaria in
  II  Commissione, sei rimasto là  E non rimproverare me che,  l'anno
  scorso, con quella responsabilità che in quel momento mi sentivo di
  avere sono rimasto in Aula, e non ti dico altro
   Indennità  NAIA. Ho saputo, Presidente Ardizzone, che  sono  75  i
  dipendenti che hanno avuto riconosciuta questa con una delibera del
  Consiglio  di  Presidenza, ma con una sentenza del  TAR  che  aveva
  detto  di  no, però ci saranno gli uffici che stanno lavorando.  Mi
  auguro  che  tutto finisca bene e che non finisca a   tarallucci  e
  vino .
   Veda,  Presidente Ardizzone, non so se lei, ma penso che  lei  sia
  attento, giorni fa è uscito un articolo dove il decano dell'ufficio
  stampa  ci accusa di essere deputati mediocri ed io speravo che  in
  questa   Finanziaria  noi  saremmo  riusciti,  con  la  Commissione
  Bilancio e il nostro impegno, a dimostrare che noi eravamo deputati
  che si occupano dei problemi della Regione Sicilia.
   Il primo problema che abbiamo affrontato è l'eliminazione del turn
  over.  Presidente Ardizzone gliel'ho detto in privato, glielo  dico
  ora,   dobbiamo  trovare  la  soluzione  per  ritornare  su  questo
  argomento  ed  eliminarla. Faremo risparmi su altre  cose,  ma  non
  possiamo  far passare questa norma, perché è una disgrazia  sociale
  dei siciliani, questo glielo dico anticipatamente.
   Veda, il fatto che il Presidente Ardizzone abbia stralciato queste
  norme  dovrebbe  aiutarci a lavorare su quegli  articoli  che  sono
  rimasti.
   Assessore  Baccei,  il  problema EAS. Il problema  è  che  abbiamo
  eliminato  una  pensione integrativa a degli  impiegati  andati  in
  pensione e che ancora oggi non riusciamo a trovare una soluzione di
  rispetto del diritto acquisito che avevano questi lavoratori.
   COINRES. Non ci dimentichiamo degli operai del COINRES, e  non  se
  ne  parla  in  questa  finanziaria. Dei PIP, Presidente  Ardizzone,
  c'era  un  articolo  dove potevamo mettere in  un  bacino  tutti  i
  precari,  era  una  buona  norma per  dare  un  avvenire  a  questi
  lavoratori, che ogni anno dobbiamo andare a trovare sempre le somme
  per farli lavorare.
   Quindi, assessore Baccei, riproporrò tutti gli emendamenti che non
  sono  stati apprezzati dalla II Commissione con la speranza che  la
  serietà  e la responsabilità di questa Assemblea possa trovare  una
  soluzione per questi lavoratori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, so bene
  che  parlare  per  ultimo nel corso di un dibattito  è  sempre  uno
  svantaggio  perché  chi  ascolta  si  attende  che  finisca  presto
  l'intervento  per  chiudere la seduta e tornare presso  le  proprie
  abitazione.  E  so anche che chi parla, non solo per ultimo  spesso
  accade quando si parla anche non per ultimo, corre il rischio della
  noia,  di annoiare e siccome la noia è contagiosa colpisce sia  chi
  ascolta ma può colpire anche chi parla.
   Io, però, devo rilevare come sia davvero triste sul piano politico
  e  sul piano istituzionale constatare che l'avvio del dibattito con
  la   discussione  generale,  quindi,  con  quella  parte  dell'iter
  parlamentare  per l'approvazione di una legge che è riservata  alle
  considerazioni più profonde, seppur quelle che devono rappresentare
  sintesi  sul piano politico di questa quarta Finanziaria,  l'ultima
  o,  tutt'al  più,   la  penultima di questa  bislacca  legislatura,
  avvenga  con  un'Aula,  sin da subito,  cioè  dalle  ore  17.00  di
  quest'oggi,   17.30,  praticamente  svuotata  dai  colleghi   della
  maggioranza tranne - è stato detto prima - alcuni cortesi colleghi,
  come  l'onorevole  Arancio,  l'onorevole  Cirone  Di  Marco   e   i
  componenti, alcuni componenti della Commissione  Bilancio  che sono
  rimasti in Aula.
   Mi consenta di rilevarlo, signor Presidente dell'Assemblea, perché
  se   questa  è  una  coincidenza,  è  un  fatto  determinato  dalla
  occasionalità e dalla casualità, si tratta certamente di un pessimo
  costume, di una parte politica, peraltro della parte maggioritaria,
  nell'adempiere al proprio mandato parlamentare e, quindi, al  patto
  d'onore stretto con gli elettori nel momento in cui ognuno  di  noi
  sottoscrive  l'accettazione di candidatura e ha poi la  ventura  di
  essere  eletto per rappresentare gli interessi autentici  e genuini
  del popolo lavoratore siciliano.
   Se,  invece, è un comportamento volontario e, quindi, doloso, come
  prima  rilevava  l'onorevole Musumeci, si  tratta  davvero  di  una
  condotta  assai censurabile che mortifica soprattutto chi la  mette
  in atto e non certo, invece, chi è rimasto responsabilmente in Aula
  per  affrontare il dibattito e per tentare di migliorare una  legge
  che,  certamente,  ha avuto un iter, fino a questo  momento,  assai
  difficile,  assai  periglioso e che è possibile  definire,  come  è
  stato  definito,  la  peggiore Finanziaria, la  peggiore  legge  di
  stabilità  degli ultimi anni. E se lo dice l'onorevole  Savona  che
  della  Commissione   Bilancio  è stato  lungamente  Presidente  c'è
  davvero da crederci.
   Che  cosa  stiamo  esaminando, assessore Baccei?  Diciamocelo  con
  tutta verità e tutta franchezza.
   Lei  sa  che  da  molti anni è invalso l'uso  di  sintetizzare  in
  termini  giornalistici qualunque tipo di avvenimento  noi  si  vada
  incontro.  Lo  fanno  persino  i Magistrati,  i  Procuratori  della
  Repubblica  quando, con una parola o con una frase, sintetizzano  e
  coniugano  gli aspetti più rilevanti ed importanti di una indagine,
  no?  Siamo  abituati a sentir dire dalla stampa  o  a  leggere  sui
  giornali  che la inchiesta tal dei tali, che l'indagine  x  o  y  è
  scattata.
   Bene,  noi potremmo definire con lo stesso sistema, con lo  stesso
  criterio esplicativo ed espressivo, che questa è la Finanziaria del
   tira  a campare . Doveva, invece, essere la Finanziaria, una delle
  finanziarie  di  fine  mandato  che  doveva  servire,  invece,  per
  rappresentare la vita, il vivere e lo sviluppo dei siciliani. E' la
  Finanziaria  del  tira a campare , di un Governo che  del   tira  a
  campare   ha  fatto  la sua logica e di un Parlamento  che,  haimè,
  diceva  bene prima il collega Greco, del  tira a campare  ha  fatto
  la  sua  regola, perché se questo Parlamento fosse stato,  nel  suo
  complesso, più dignitoso ed all'altezza del compito, non  dico  che
  alla  prima  mozione  di  sfiducia ma,  assai  probabilmente,  alla
  seconda  e, certamente, alla terza avrebbe dovuto avere il coraggio
  di   dire   basta   ad  una  esperienza  di  governo  assolutamente
  fallimentare e dannosa per il popolo siciliano.
   E'  la  legge  Finanziaria, di stabilità, del  tira a  campare   a
  saldo  variabile, perché noi il saldo, in questo  momento,  non  lo
  sappiamo.  E ce lo ha detto, con onestà intellettuale, proprio  lei
  assessore  Baccei. Ce lo ha detto quando ha richiesto che,  intanto
  l'articolo  5  vediamo  di posporlo alla fine  della  disamina  dei
  singoli  articoli  - credo che siano una novantina  o  poco  più  -
  perché  ancora siamo in trattativa col Governo romano  affinché  il
  Governo  romano possa darci quei 500 milioni di euro  a  condizione
  che  noi, però, tagliamo per 400 milioni di euro, perché di  questo
  si tratta.
   Quindi,  quando  lunedì  o  nei  prossimi  giorni,  chiusa  questa
  asfittica,  da  parte  della maggioranza che sostiene  il  Governo,
  appassionata  e  responsabile, da parte delle  opposizioni,  perché
  stasera siamo intervenuti ed interveniamo soltanto i componenti  di
  questo  Parlamento che siedono sui banchi della opposizione,  della
  cosiddetta  minoranza che, assai probabilmente, non è minoranza  in
  Sicilia  e  comincerà l'esame dei singoli articoli, sarà  un  esame
  inficiato  dal dubbio, da un grande punto interrogativo di  cui  lo
  stesso  assessore  Baccei  stasera ha  voluto  parlare  perché  non
  sappiamo  la  trattativa romana quando finirà, come  finirà,  e  se
  questi 500 milioni di euro saranno o meno accreditati alla Sicilia.
   Assessore  Baccei, questa Finanziaria, io lo dissi - e non  so  se
  lei  lo  ricorderà,  del resto ascolta tanti  interventi  -  quando
  abbiamo  approvato  l'esercizio finanziario,  l'ennesimo  esercizio
  finanziario,  quando ebbi modo di dire, da questo pulpito,  che  al
  quarto  anno  di  governo, al quarto anno iniziato di  attività  di
  governo,  sembrava davvero assai singolare che si dovesse ricorrere
  all'esercizio  provvisorio. Poteva essere compreso il  primo  anno,
  l'Assemblea si insediò a dicembre del 2012, non c'era il tempo,  ma
  già  dal  2013, 2014, 2015, sarebbe stato assolutamente corretto  e
  legittimo   che  si  provvedesse  al  bilancio  prima  della   fine
  dell'esercizio  in  corso.  Ed,  invece,  siamo  dovuti   ricorrere
  all'esercizio  finanziario  anche quest'anno.  E  lei  rispondendo,
  credo, a quello specifico rilievo disse: beh, ma è stata una scelta
  del Parlamento, è stata una scelta della Conferenza dei Capigruppo,
  perché comunque la Giunta la sua bozza di legge di stabilità  e  di
  bilancio  l'ha già approvata, è a disposizione del Parlamento.  Ma,
  assessore  Baccei, come poteva in quel momento il Governo adottare,
  con  delibera di Giunta regionale di Governo, la propria  legge  di
  stabilità  e  il proprio bilancio quando non poteva sapere,  perché
  non  lo sa nemmeno adesso, se il miliardo e 400 milioni e poi si  è
  ridotto  l'importo a 500 milioni, sarebbe stato o meno riconosciuto
  e accreditato da parte dello Stato?
   Si  trattò,  quindi,  di  una finzione, si  trattò  quindi  di  un
  esercizio meramente dialettico, il suo, la verità è che ancora oggi
  non  c'è assolutamente certezza sui conti. Ecco perché quel termine
  che  ricorre  spesso nella relazione, e per qualche minuto  parlerò
  della relazione, perché io sono convinto che il Presidente Crocetta
  questa relazione non la conosca e non l'abbia nemmeno letta, e quel
  termine  che  è  il   disallineamento ,  qui  di  disallineato  c'è
  soltanto  il  Governo della Regione rispetto agli  interessi  della
  Sicilia.  Questo  sì  è  un  vero disallineamento,  cioè  una  vera
  contrapposizione.  Il  Governo regionale,  il  Governo  Crocetta  è
  sistematicamente e ontologicamente contrapposto agli interessi  dei
  siciliani. I siciliani hanno bisogno di vita e di sviluppo e questa
  è, come le dicevo, la Finanziaria solo del  tira a campare .
   Perché, dicevo, il Presidente Crocetta assai probabilmente  questa
  relazione  non la conosce. So bene che il diritto parlamentare  non
  prevede  le  firme  sugli atti, soprattutto, non prevede  le  firme
  autografe,  autentiche. Ma se vi fosse un originale  depositato  di
  questa  relazione io credo che, leggendola, il Presidente  Crocetta
  non l'avrebbe firmato. E perché? Due o tre esempi dimostreranno che
  la mia tesi non è poi così campata in aria.
    In  materia di entrate tributarie, inoltre, si registra un  forte
  disallineamento fra prerogative statutarie e gettito da riscossioni
  dovute . Questi sono i temi cari al collega Lombardo che stasera ha
  pronunciato un lucido intervento.  ...in parte alle riforme fiscali
  che  si  sono  succedute,  in  parte al  mancato  trasferimento  di
  funzioni.  Infatti, nel tempo si è creato un divario rispetto  alle
  riforme nel frattempo realizzate dallo Stato .
   Cosa  significa per un governatore che governa da tre anni e  che,
  sottoscrivendo questa parte della relazione illustrativa al disegno
  di  legge,  riconosce e confessa per tre anni di  non  avere  fatto
  nulla  per colmare il disallineamento che denuncia esservi  tra  le
  entrate tributarie e le prerogative statutarie.
   Se  fossimo davanti ad un atto amministrativo e non, invece, ad un
  corpo  normativo alla legge di stabilità, alla vecchia Finanziaria,
  saremmo  davanti ad un atto illegittimo perché è in  violazione  di
  legge.  Se  io  violo  lo  Statuto è chiaro  che  ho  commesso  una
  violazione di norme. Poiché siamo davanti ad una legge e non ad  un
  atto  amministrativo certo questo ragionamento  sfuma  un  po'.  Ma
  avrebbe potuto firmare - e se lo ha fatto siamo davvero alla follia
  politica  -  un governatore che governa da quasi tre anni  e  mezzo
  sottoscrivere  la  frase per la quale,  di  fronte  al  diffondersi
  presso  tutte  le  autonomie  speciali,  del  citato  fenomeno  del
  disallineamento di cui al paragrafo precedente, le altre regioni  a
  Statuto  speciale  hanno già rivisto, in accordo  con  lo  Stato  i
  propri  Statuti realizzando entrate pro capite nettamente più  alte
  rispetto alla Sicilia .
   Crocetta  questo  non  lo ha letto e se lo  ha  letto  non  lo  ha
  compreso  appieno,  perché  sta confessando,  le  generiche  gliele
  potremmo   anche  riconoscere  ma  non  oltre  che  le   attenuante
  generiche, che mentre le altre autonomie speciali si sono  attivate
  per  ridurre  questo  divario e, quindi,  aumentare  rispetto  alla
  Sicilia  le  entrate  pro capite, quindi, per  ogni  cittadino,  la
  Sicilia  da  tre  anni e mezzo Commissari inviati  da  Roma  o  non
  Commissari inviati da Roma non ha fatto assolutamente nulla.
   Il  risultato,  come poi avviene nei bilanci, è sempre  di  ordine
  quantitativo e numerico.
   Del  resto  il precetto cosa dice Ex ore tuo te iudico, dalle  tue
  parole  ti  sto  giudicando, giudico dalle parole del  Governo,  le
  parole  del  Governo  a  tal  proposito si  evidenza  che,  secondo
  un'analisi  condotta  dalla Ragioneria  generale  della  Regione  e
  verificata dagli uffici di questa Commissione, il rapporto  fra  le
  entrate  del  Titolo I del bilancio e la popolazione  residente  si
  attesta nella nostra Regione su due mila euro e novanta pro  capite
  in  Sicilia, a fronte di un dato che è cinque volte maggiore per la
  Valle  d'Aosta,  di  quattro volte maggiore per  il  Trentino  Alto
  Adige, del doppio per il Friuli Venezia Giulia e del doppio persino
  per  la  Sardegna  e a fronte di tutto questo il  Governo  Crocetta
  dov'è?  Dove  è  stato per tre anni e mezzo? E forse  questa  è  la
  Finanziaria  dell'addio?  O  si  avvia  ad  essere  la  Finanziaria
  dell'addio? Anche il clima d'Aula è da fine di una esperienza.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  E' la relazione della Commissione.

   IOPPOLO. E' la relazione della Commissione. Certo, non l'ha  letta
  Crocetta

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Non la doveva leggere.

   IOPPOLO.  Certo  non  l'ha  letta  Crocetta  la  relazione   della
  Commissione  ma  quella  del Governo non  l'abbiamo,  quindi,  devo
  commentare  quella della Commissione che ha una maggioranza  e  una
  minoranza  al  proprio  interno ed  è  la  stessa  maggioranza  che
  sostiene l'esperienza del Governo Crocetta.
   Ma  poteva  essere questa l'occasione per rimettere in discussione
  il  contributo  richiesto alla Sicilia per  la  finanza  nazionale?
  Poteva  essere  questa  Finanziaria  l'occasione  per  chiedere  al
  Governo nazionale che il contributo siciliano al servizio sanitario
  nazionale  passasse  dal 49,11 per cento e si allineasse  al  42,50
  come per le altre regioni? Poteva essere l'occasione quest'ultima o
  tutt'al più penultima, se questa è l'ultima immaginate la penultima
  quanta partecipazione parlamentare avrà quell'iter legislativo  per
  affrontare  il  tema  non soltanto come ha  bene  prima  illustrato
  l'onorevole Musumeci sui Consorzi di bonifica e anche lì si è detta
  una  parola  chiara è stato ribadito nel corso dell'intervento.  La
  riduzione  prevista in bilancio non colpisce né i  precari,  né  le
  attività  di  manutenzione, colpisce il personale, il  personale  a
  tempo indeterminato. E con quale coraggio può farlo la Regione dopo
  quello  che  è accaduto negli anni scorsi quando ha determinato  le
  condizioni  per  assumere centinaia, migliaia  di  persone  il  cui
  stipendio oggi si vuole caricare sugli agricoltori.
   Questo  mi  sembra  davvero esemplificativo  e  sintomatico  della
  deresponsabilizzazione di un Governo rispetto ai problemi concreti.
   Poteva   essere  questa  l'occasione  per  rivedere   il   sistema
  dell'accoglienza ai minori non accompagnati.
   E' da anni, almeno due anni e mezzo, che a Palermo fanno avanti  e
  indietro  i  gestori  delle istituzioni a cui  i  comuni  demandano
  l'accoglienza dei minori non accompagnati che si dibattono tra  ciò
  che  è  previsto da un decreto - cioè la retta di 73 o 74  euro  al
  giorno  per  ogni minore non accompagnato - rispetto a  quello  che
  viene  riconosciuto che è meno di 50 euro e nessuno riesce  a  dire
  finalmente una parola chiara.
   Si  dica  pertanto o 75 o 48 o 49, ovviamente rivedendo  anche  la
  quantità dei servizi prestati.
   Si  costringe  la  gente  a chiudere, si  costringe  la  gente  al
  fallimento. Poteva essere questa, Assessore Baccei, l'occasione per
  introdurre  una  norma - tra le tante inutili  che  il  Governo  ha
  voluto   che  si  introducessero  -  per  pensare  alla   copertura
  assicurativa  dai  rischi della responsabilità sanitaria  delle  18
  aziende sanitarie siciliane?
   E'  norma finanziaria o non è norma finanziaria veleggiare intorno
  ad un importo di 450 milioni di euro ogni anno.
   Lo   sanno  o  non  lo  sanno  i  nostri  concittadini  siciliani,
  conterranei, corregionali, che il sistema sanitario è  da  anni  in
  violazione  di  legge privo di copertura assicurativa  solo  perché
  bisognava  abbandonare e lasciare alcuni percorsi  individuati  nel
  passato più o meno recente.
   La  logica,  come  nella  formazione  professionale,  come  per  i
  forestali,  come  in agricoltura, come in ogni settore  della  vita
  sociale,   civile   ed   economica   della   nostra   Regione,   la
  demonizzazione   e   la  demolizione  senza   avere   un'idea   per
  ricostruire.
   Questa è una Finanziaria in violazione di Statuto.
   Non so se coloro i quali sedettero su questi banchi fra il 1946  e
  il  1948 vollero lasciare all'ultimo Titolo, il V dello Statuto,  i
  rapporti economico-finanziari con lo Stato.
   Ci  sono  quelle norme, Presidente Ardizzone, che  lei  conosce  a
  memoria,  dall'articolo 32 all'articolo 41, sono dieci norme  sotto
  il  titolo  di   Patrimonio e finanze  che hanno  un  loro  preciso
  significato.
   Anche  le norme, diceva un vecchio maestro di diritto, palermitano
  di   origine   ma  catanese  di  adozione,  il  compianto   -   mai
  sufficientemente compianto - professore Cesare Sanfilippo, anche le
  norme hanno un cuore pulsante.
   Il  cuore pulsante dello Statuto sta proprio lì, nel Titolo V, tra
  gli  articoli  da  35  a  39,  sono  quelli  che  regolamentano  la
  solidarietà  nazionale,  sono quelli che regolamentano  il  gettito
  delle  imposte e, soprattutto, l'incameramento delle imposte per  i
  siti produttivi, nulla di tutto questo.
   La  Finanziaria che ci accingiamo ad esaminare e che  poi,  credo,
  una  maggioranza quando vorrà degnarci di venire in Aula, alla fine
  approverà  e  voterà,  ma solo per tirare a  campare,  come  dicevo
  all'inizio  -  e ho concluso - è una Finanziaria in  violazione  di
  Statuto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'Aula proseguirà i  suoi  lavori
  domani, come concordato, con la discussione generale, si chiude  la
  discussione generale, si possono presentare emendamenti  fino  alla
  chiusura della discussione generale e, comunque, non oltre  le  ore
  20.00  di  venerdì 19 febbraio 2016. Si inizierà  a  votare  lunedì
  pomeriggio.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta è rinviata a domani, giovedì 18 febbraio 2016, alle ore
  11.00, con il seguente ordine del giorno:

  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
               finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018
               (n. 1132/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Savona

            2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016.
               Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A) (Seguito)

                Relatore di maggioranza: on. Vinciullo

                Relatore di minoranza: on. Savona

            3)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

                   La seduta è tolta alle ore 20.56

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio