Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.21
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Panarello e Forzese per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
stabilità regionale'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione del Presidente relativa al disegno di legge
n. 1133/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2016.
Legge di stabilità regionale»
PRESIDENTE. In conseguenza della comunicazione di questa
Presidenza della seduta d'Aula n. 315 del 16 febbraio 2016,
relativa allo stralcio al disegno di legge n. 1133/A Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità
regionale , si precisa che, al fine di garantire il pieno rispetto
della giurisprudenza costituzionale in materia di erogazione di
contributi già richiamata nella suddetta comunicazione, sono
mantenuti all'articolo 23 i rifinanziamenti di leggi di spesa di
carattere generale che non hanno specifici destinatari determinati
ed, in particolare, i seguenti:
- Iniziative culturali direttamente promosse (legge regionale 5
marzo 1979, n. 16, articolo 10)
- Associazioni culturali (legge regionale 16 agosto 1975, n. 66,
articolo 1, lettera c)
- Promozione turistica (legge regionale 12 aprile 1967, n. 46,
articolo 31)
- Bonus nascite (legge regionale 31 luglio 2003, n. 10, articolo 6)
- Consultori a supporto famiglia (legge regionale 31 luglio 2003,
n. 10, articolo 8)
- Scuole di servizio sociale (legge regionale 26 novembre 2000, n.
24, articolo 18, comma 1)
- Università attrezzature (legge regionale 15 maggio 2013, n. 9,
articolo 73, comma 6)
- Università CUS (legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, articolo
73, comma 6), nei limiti dello stanziamento di 114 migliaia di euro
per effetto dello stralcio dell'ulteriore stanziamento di 30
migliaia di euro destinato al CUS Catania
- Consorzi universitari (legge regionale 26 marzo 2002, n. 2,
articolo 66, comma 1)
- Contributi aziende agro-silvo-pastorali (comma 8)
- Contributi scuole paritarie (comma 18).
In considerazione dell'esigenza di assicurare il funzionamento di
enti strumentali della Regione che svolgono attività socio-
assistenziali di rilevante importanza in ambito regionale, invito
il Governo a predisporre apposito emendamento che garantisca la
prosecuzione delle attività di queste istituzioni.
Per intenderci, si è molto equivocato sul discorso ciechi-
sordomuti. La legge, a differenza delle leggi che prevedono
contributi, definisce alcune istituzioni quali enti strumentali
della Regione Siciliana. Questo dovrà essere il Governo a dirlo,
d'intesa con la Commissione. Gli enti strumentali svolgono un
servizio, non è il contributo che viene dato ad hoc e sarebbe in
contrasto con la normativa e, soprattutto, con le decisioni della
Corte Costituzionale, peraltro ripetute nel tempo.
Intanto, invito gli assistenti a distribuire copia della
Finanziaria. La copia del bilancio verrà distribuito, mi auguro, in
serata perché gli Uffici del bilancio ci stanno tutt'oggi
lavorando, l'hanno definito, però arriverà in serata in Aula,
credo che non ci siano difficoltà ad iniziare la discussione
generale con la relazione del Presidente Vinciullo.
gione siciliana per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale
per il triennio 2016-2018' (n. 1132/A) e 'Disposizioni programmati-
che e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità regionale'
(n. 1133/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e bilancio
pluriennale per il triennio 2016-2018 . (n. 1132/A) e
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
stabilità regionale . (n. 1133/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e bilancio
pluriennale per il triennio 2016-2018 (n. 1132/A) e Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità
regionale (n. 1133/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito di banco.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore
di maggioranza, onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione di
maggioranza.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il disegno di
legge che si sottopone all'esame dell'Aula contiene la nuova
manovra finanziaria per il 2016 e si inserisce in un contesto
economico-finanziario difficilissimo i cui tratti principali sono
di seguito specificati.
La situazione finanziaria della Regione Siciliana, infatti, fino
alla fine dell'esercizio 2014 si caratterizzava per una serie di
criticità strutturali ed, in particolare, per la presenza di un
disavanzo di parti correnti di oltre tre miliardi di euro.
In materia di entrate tributarie, inoltre, si registra un forte
disallineamento fra le prerogative statutarie riconosciute dalla
Costituzione e il gettito della riscossione, dovuto in parte alle
riforme fiscali che si sono succedute, e in parte al mancato
trasferimento di funzioni. Infatti, considerato che le norme di
attuazione dello Statuto in materia finanziaria risalgono al 1965,
D.P.R. n. 1074, si è nel tempo creato un divario incolmabile
rispetto alle riforme nel frattempo realizzate dallo Stato. Di
fronte al diffondersi presso tutte le autonomie speciali del citato
fenomeno del disallineamento, le altre regioni a Statuto speciale
hanno già rivisto, in accordo con lo Stato, i propri statuti,
realizzando entrate pro-capite nettamente più alte rispetto a
quelle riconosciute alla Regione Siciliana. A tal proposito, si
evidenzia che secondo un'analisi condotta dalla Ragioneria generale
della Regione e verificata dagli Uffici di questa Commissione, il
rapporto tra le entrate e il Titolo I del bilancio e la popolazione
residente si attesta, nella nostra Regione, su 2090, 00 euro
procapite, a fronte di un dato pari a 9720,00 euro per la Valle
d'Aosta, a 8310,00 per il Trentino Alto Adige, a 4200,00 euro per
il Friuli Venezia Giulia e a 3960,00 euro procapite per la
Sardegna, con uno squilibrio difficilmente colmabile che, per
essere chiari, è la causa delle difficoltà che ogni anno si
incontrano nel predisporre gli strumenti finanziari e che fino ad
oggi, difficilmente, erano stati evidenziati da parte degli Uffici.
Infine, si ricorda che la Regione Siciliana sopporta un contributo
alla finanza pubblica molto più elevato rispetto alle altre regioni
che hanno un bilancio simile in termini di entrate.
In particolare, si fa presente quanto segue: nel 2015 il
contributo richiesto dallo Stato alla Regione siciliana è stato un
valore assoluto pari ad euro 2.286,745 miliardi a fronte di 582
milioni richiesti alla Sardegna, 441,884 milioni al Friuli Venezia
Giulia e di 357,022 milioni per la provincia di Bolzano, 215,244
milioni per la provincia di Trento e di soli 201,178 milioni per la
Valle d'Aosta.
In termini di percentuale, invece, il contributo richiesto alla
nostra Regione si è attestato sul 10 per cento del totale degli
accantonamenti tributari, a fronte del 12,5 richiesto dalla
Lombardia e dell'8,6 per cento richiesto dalla Regione Lazio,
mentre per tutte le altre regioni, il dato è risultato di molto
inferiore all'8 per cento.
Da ultimo l'incremento del 42, 5 al 49,11 per cento della quota di
compartecipazione regionale alla spesa sanitaria disposta dalla
legge 27 dicembre del 2006 n. 96, per essere chiaro la finanziaria
del 2007 ha determinato un aggravio di spese per le finanze
regionali di circa 600 milioni di euro annui.
Tale aumento avrebbe dovuto trovare compensazione nella
retrocessione alla Sicilia di una percentuale del gettito delle
accise sui prodotti petroliferi immessi in consumo nel territorio
regionale, previsione che non ha tuttavia trovato concreta
attuazione in sede di Commissione paritetica Stato-Regione.
A fronte di tale situazione di partenza, il Parlamento regionale
ha avviato in special modo nell'ultimo biennio un processo di
riqualificazione e contenimento della spesa come da ultimo
dimostrato dalla manovra finanziaria del 2015.
Pur tuttavia la criticità sopra evidenziata fanno sì che il
complesso delle entrate non è più in grado di far fronte agli
impegni della legislazione vigente determinando un disavanzo
strutturale che nel 2016 è stimato in circa un miliardo e mezzo di
euro.
E' evidente che la definizione di un quadro stabile certo e
duraturo nel tempo delle entrate tributarie richiede
necessariamente il raggiungimento di un' intesa con il Governo
nazionale circa il livello appropriato delle risorse di cui deve
disporre la Regione attraverso una modifica delle norme di
attuazione dello Statuto in materia tributaria tale da adeguare le
stesse all'ordinamento fiscale nazionale limitando i fenomeni di
erosione della base imponibile di spettanze regionale delle
principali imposte e in particolare l'IRPEF, IRES e IVA.
Nell'ambito della dialettica, costruttiva, evidentemente che vi
deve essere con lo Stato per raggiungere tale obiettivo la presente
manovra assume come punto di partenza la quantificazione operata
dal Governo delle spettanze regionali tutt'ora trattenute dallo
Stato in circa 1, 4 miliardi di euro e in particolare 600 milioni
per aumento compartecipazione a spesa sanitaria dal 42 al 49, 500
per erosione IRPEF dal 2007 ad oggi, 200 per non adeguata
applicazione dell'art. 37 dello Statuto, 115 per effetto della
sentenza n. 65/2015 della Corte costituzionale.
In attesa della ridefinizione dei rapporti finanziari di intesa
con il Governo nazionale la legge 208/2015, la cosiddetta legge di
stabilità nazionale per il 2016, ha previsto al comma 685 dell'art.
1 l'assegnazione alla Regione siciliana di novecento milioni di
euro per l'anno 2016.
L'art. 5 del presente disegno di legge, quindi, prevede
l'accantonamento in apposito fondo in cui sono iscritte le risorse
derivanti dalla riduzione dell'autorizzazione di spesa riepilogate
nell'allegato 2 della somma di cinquecentocinquanta milioni di
euro per l'anno 2016, 1, 4 miliardi di euro per il 2017 e 1.6
miliardi di euro per il 2018.
Di conseguenza nel caso in cui si verificassero queste condizioni
possiamo affermare che per la prima volta dopo decenni il bilancio
della Regione può dirsi aver raggiunto il pareggio.
Fatta questa premessa di ordine generale per inquadrare la manovra
finanziaria passiamo adesso ad una descrizione del suo contenuto.
Il presente provvedimento si compone di otto titoli.
Il titolo I, dell'art. 1 dell'art 21 reca Disposizioni
finanziarie e contabili e disposizioni di contenimento della spesa'
oltre alle disposizioni di natura tecnico-contabile si segnalano in
particolare l'art. 3 che disciplina il contributo alle finanze
pubbliche a carico della Regione, per la prima senza l'utilizzo
delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione, l'art. 6 relativo
al cofinanziamento dei programmi comunitari per 173 milioni di euro
per il 2016 e per 25 milioni di euro per il 2017 e interventi per
il settore agricolo-forestale paria a 60 milioni di euro per il
2016 a valere sulle risorse del Fondo di sviluppo e coesione.
L'art. 8 poi in materia di disposizioni finanziarie per le
autonomie locali, nel testo riformulato dalla Commissione, merita
di essere ulteriormente approfondito e ulteriormente discusso da
parte di tutti i deputati.
Signor Presidente così come ho più volte chiesto al Governo c'era
la necessità di nominare prima che si procedesse all'approvazione
della finanziaria, il Direttore dell'Ufficio dell'Assessorato. Ciò
ha oggettivamente nociuto sui lavori d'Aula in quanto l'Aula, pur
potendo contare sull'ausilio di ottime professionalità, però non ha
potuto confrontarsi con chi deve poi applicare l'articolo 8.
Per questo motivo - a titolo personale - torno a chiedere al
Governo la nomina del dirigente del Settore in modo tale che si
possa affrontare con la dovuta conoscenza degli argomenti un tema
così scottante quale quello delle disposizioni finanziarie per le
autonomine locali, nel senso che dovendosi occupare anche delle
disponibilità di risorse per l'occupazione dei precari, credo che
questo argomento debba essere ulteriormente discusso, approfondito
e essere oggetto di un dibattito attento all'interno di questa
Assemblea, cosa che non mancherà assolutamente.
L'articolo 10, fissa i termini per potere riportare in bonis il
Palacongresso di Agrigento.
L'articolo 11, viene incontro ad una richiesta che da tante parti
della società civile arrivava, ossia di adeguare la normativa
regionale a quella nazionale sul sorteggio dei revisori dei conti.
L'articolo 12, è di fondamentale importanza perché stanzia dei
fondi per la progettazione degli interventi di mitigazione del
dissesto idrogeologico.
L'articolo 16, che si occupa dei servizi e dei cantieri
esclusivamente nelle province di Caltanissetta ed Enna.
L'articolo 17, invece, stanzia cento milioni di euro per i
cantieri regionali.
Suddividendo questa somma in quattro parti: venti milioni di euro
per la conclusione di una stagione di cantieri regionali di lavoro,
iniziata e mai conclusa per cui c'era stata una disparità di
trattamento fra comuni che avevano avuto la possibilità di
attingere ai finanziamenti regionali e altri che erano rimasti con
le graduatorie pronte e con i lavoratori disoccupati. Una seconda
tranche di cinquanta milioni di euro a favore di nuovi cantieri di
lavoro, sempre negli enti locali. Una terza tranche di venti
milioni di euro che fa fronte alla legge 17 del 1968 che consente
anche agli enti di culto di potere beneficiare di questi cantieri.
Infine, dieci milioni di euro per la raccolta differenziata e per
attività che possono aiutare gli enti locali a gestire il
territorio.
Come si vede questa importante somma, pari a cento milioni,
interviene in un duplice senso: da una parte cerca di combattere in
modo certo, sicuro, la disoccupazione, la povertà, la fragilità, i
soggetti deboli; dall'altra parte cerca di venire incontro alle
richieste degli enti locali che avevano chiesto di avere delle
risorse per potere meglio affrontare le problematiche che tutti i
giorni hanno.
Poi abbiamo l'articolo 18 che si occupa dei PIP di Palermo. In un
ulteriore articolo vengono poi stanziati ventinove milioni di euro
in modo tale da potere stabilire in maniera netta, chiara, quali
siano le risorse destinate ai PIP di Palermo.
Il Titolo II, dall'articolo 22 all'articolo 34, riporta come
titolo Rifinanziamenti - leggi di spesa e disposizioni
finanziarie . Contiene i rifinanziamenti di intervento di spesa di
varia natura fra i quali quelli individuati all'elenco 1
dell'articolo 2, nella tabella dell'articolo 23, e che sono oggetto
degli interventi che ella, signor Presidente, riterrà opportuno
predisporre nell'ambito delle proprie prerogative parlamentari.
Ricordo solo che tutto ciò che è stato fatto, è stato fatto sempre
in pieno accordo con il Governo e allungando una Tabella che già
era stata predisposta dal Governo.
Nessun atto è stato imposto dalla Commissione al Governo ma tutto
è stato oggetto di concertazione e di discussione e approvazione,
articolo per articolo, senza che vi sia stato altro tipo di
approvazione se non quella singola.
Ciò posto, vorrei soffermarmi sull'articolo 31, dove vengono
stanziati duemilioni e novecentomila euro per l'ARPA che, uniti
agli altri 29 milioni, mettono l'ARPA nelle condizioni, con una
dotazione di quasi 32 milioni di euro di poter svolgere le proprie
attività istituzionali, anzi di fare investimenti per cambiare le
proprie strutture e i propri sistemi di monitoraggio che sono
assolutamente inadeguati alle necessità dell'ARPA per svolgere le
proprie funzioni e i propri compiti istituzionali.
All'articolo 32 è stato affrontato in maniera seria, concreta, il
problema dei consorzi di bonifica.
Primo problema, la Commissione bilancio ha aumentato di circa 3
milioni di euro le risorse che erano state destinate per i
consorzi, passando da una proposta di circa 33 milioni
trecentoventimila euro a quella definitiva di 36 milioni 336 mila
euro. Sono state garantite le giornate per circa 10 milioni di euro
e sempre collegata a questa materia, signor Presidente, è
l'articolo 54 che lei ha ritenuto di stralciare. Perché la
Commissione ha approvato l'articolo 54? Perché l'articolo 54 dà la
possibilità all'Assessorato per il territorio di concerto con
quello dell'agricoltura di fare svolgere attività in economia anche
ai consorzi di bonifica, portando fino ad un milione di euro questa
somma.
Signor Presidente, lei ha ritenuto di stralciarlo, però le chiedo,
se è possibile, di prendere l'articolo 54, e prima
dell'approvazione della finanziaria mandarlo nelle commissioni di
merito per farlo apprezzare, anche perché, attraverso
l'approvazione di questo articolo 54, noi eravamo nelle condizioni
di portare a 42 milioni 336 mila euro le risorse per i consorzi di
bonifica che uniti ai diecimilioni per le garanzie occupazionali
portavano tutto a cinquantadue milioni, nel caso in cui questo
articolo 54 non fosse approvato, è chiaro che si verrebbe a creare
una carenza notevole nelle risorse che sono state destinate ai
consorzi di bonifica.
Sempre in questo Titolo II, troviamo anche l'articolo 33.
L'articolo 33 riguarda Riscossione Sicilia. Stiamo stanziando 17
milioni e novecento per quest'anno, e invece 17 milioni di euro per
il 2018. E' chiaro che prima di arrivare agli articoli 31 e 32, vi
erano l'articolo 24 che abbiamo già esposto sulle garanzie
occupazionali per dieci milioni di euro, abbiamo poi 6 milioni di
euro, sempre destinati alle garanzie occupazionali dell'ESA e 142
milioni destinati ai forestali.
Questi 142 milioni di euro, signor Presidente, uniti ai 60 milioni
di euro che già abbiamo individuato e a delle risorse di circa 48
milioni di euro che non sono state impegnate per quanto riguarda il
2015, porta le risorse disponibili per i forestali e per
l'antincendio nell'anno 2016 a oltre 250 milioni di euro che
dovrebbe essere una somma più che adeguata per far fronte alle
esigenze che, comunque, pone l'Assessorato nelle condizioni di
partire entro la prima decade di aprile per quanto riguarda la
forestale, e entro il 15 giugno per quanto riguarda l'antincendio.
Ricordavo poco fa che all'articolo 25 vi erano questi 29 milioni
per i Pip, all'articolo 26 è stata data la copertura alla spesa per
i testimoni di giustizia.
Il punto dolente di questa finanziaria rimane, l'articolo 27.
Nell'articolo 27 per le ex province vengono stanziate solo 19
milioni 150 mila euro. E' chiaro che queste risorse sono del tutto
insufficienti. Non consentono di far fronte né alle spese per il
personale, né ai ragazzi diversamente abili che meritano, quindi,
di avere una maggiore integrazione, e su questo continuiamo a
chiedere al Governo di dare legittime risposte per cercare di
venire incontro alla richiesta da parte del personale delle
province.
Per quanto riguarda l'articolo 28, vale lo stesso discorso che si
fa per l'articolo 8. Stiamo parlando del personale precario, a
vario titolo, che lavora nei comuni, anche qui chiedo a
quest'Assemblea di intervenire, anche qui siamo rimasti soli a
scrivere questo articolo non supportati, non dagli Uffici
dell'Assemblea che, anzi si sono comportati in maniera
straordinaria, sobbarcandosi un lavoro che è stato faticoso, che è
durato per parecchi giorni e per parecchie notti.
E' chiaro, Presidente e assessore che, qui ancora una volta si è
pagata l'assenza del dirigente del Servizio.
Per quanto riguarda poi i rimanenti articoli, il Titolo III dal 35
al 39, detta disposizioni in materia di acque, e rifiuti e
disciplina in modo particolare il tributo speciale per il
conferimento in discarica dei rifiuti solidi, il cosiddetto
ecoincentivo; invece il titolo IV dall'articolo 40 al 47, reca
disposizioni in materia di demanio marittimo fluviale, nonché
materia urbanistica, in particolare il titolo disciplina
l'approvazione dei piani di utilizzo delle arre demaniali
marittime, nonché l'attribuzione ai comuni della gestione dei beni
del demanio marittimo e regionale.
Una cosa importante: la Commissione ha ritenuto di accettare la
proposta del Governo, che avevamo sollecitato un po' tutti,
affinché, anche nel periodo invernale i luoghi oggetto di rilascio
da parte dell'Assessorato per il Territorio e l'ambiente, anziché
rimanere chiusi, fossero aperti e fruibili per fare in modo che vi
fosse una maggiore risposta alle richieste che provengono da tutto
il territorio.
Il Titolo V detta invece disposizioni in materia di infrastrutture
e di trasporti, in particolare signor Presidente, si dà la
possibilità all'assessorato di stanziare ulteriori 5 milioni di
euro per quanto riguarda il trasporto delle isole minori e il
trasporto ferroviario.
Abbiamo avuto anche incrementato per 8 milioni e 366 per
l'esercizio finanziario 2016 e 11. milioni 154 per il 2017-2018, il
capitolo per fare in modo che la Regione possa continuare a
mantenere gli impegni assunti con TrenItalia, per l'esercizio dei
servizi di trasporto territoriale e regionale, ricordo che per
quanto riguarda quest'anno è di 8 milioni 366, perché abbiamo già
recuperato circa tre milioni, che sono stati già a suo tempo
oggetto della manovrina' che abbiamo avuto nel mese di dicembre.
Per quanto riguarda sempre legato a questo capitolo, all'articolo
49 abbiamo sbloccato 102 milioni di euro che sono destinati ai
parcheggi di interscambio, così suddivisi: 90 milioni di euro per
le città metropolitane: Messina, Catania, Palermo; 12 milioni di
euro per le città con popolazione superiore a trentamila abitanti e
con l'obbligo che, nel caso in cui le città metropolitane non
utilizzino queste risorse, le stesse possano essere utilizzate da
città non metropolitane.
Sempre su questo argomento all'art. 52 abbiamo approvato le nuove
disposizioni in materia di tassa di circolazione, così come misure
in materie di impianti di distribuzione di carburante, sempre su
richiesta del Governo.
All'articolo 53 è stato approvato un emendamento che già era stato
valutato positivamente nella Commissione di merito, circa la
possibilità che stiamo mettendo in campo di, non solo salvare le
Terme di Acireale e di Sciacca, ma di dare nuova linfa a queste
erme che per tanti anni hanno avuto un ruolo importantissimo.
All'articolo 56 c'è il Fondo dell'Ircac e il Fondo di rotazione
che viene stabilito in dieci milioni ciascuno, e che è una risposta
importante, all'art. 56 abbiamo tre finanziamenti di un milione
cadauno, per quanto riguarda le università di Palermo, Catania e
Messina e all'articolo 57 il riconoscimento di 500 mila euro per
alcuni comuni della provincia di Agrigento che sono stati colpiti
dai danni degli eventi atmosferici del 10 ottobre 2015.
All'art. 58 abbiamo provvidenze in favore dei soggetti danneggiati
dagli eventi atmosferici del 31 dicembre 2014 che riguardavano
Pachino, Porto Palo e Capo Passero; a questo proposito, assessore,
torno a ricordare che l'impegno che attraverso l'ordine del giorno
506 del 29 ottobre 2015, questa Assemblea aveva preso, è di
integrare queste risorse, perché non si tratta di nuove risorse, si
tratta di risorse che erano già destinate a questi comuni e che in
fase di approvazione della manovra finanziaria, per destinarle ai
forestali, queste somme sono state sottratte a questi comuni e sono
state destinate ai forestali.
C'è questo ordine del giorno, ripeto n. 506, che prevede che
degli 8,8 milioni che sono stati tolti all'agricoltura, in parte a
questi comuni, dovevano essere restituiti in occasione di questa
finanziaria, prendiamo atto che anziché 8,8 milioni l'unica cosa
Presidente Ardizzone che siamo riusciti ad ottenere è stato
soltanto 1 milione, lascio a futura memoria, anche degli uffici,
questo ordine del giorno in maniera tale che sappiamo il motivo per
il quale abbiamo approvato l'articolo 58.
Dopodiché c'è l'articolo 59 che lei giustamente ha ritenuto di
stralciare, importante è poi l'articolo 62, che introduce una spesa
complessiva di 5 milioni di euro per il cofinanziamento nazionale
per le non-autosufficienti, un fatto importante che potrebbe
portare ad un cofinanziamento statale di ulteriori 35 milioni di
euro. E dopodiché è chiaro, così come per la società Interporti,
c'è questo intervento all'articolo 65 per la Società Patrimonio
Immobiliari, e andando avanti, signor Presidente, abbiamo
approvato, ma lei giustamente ha ritenuto di stralciarlo,
l'articolo 70, Competenze dipartimento regionale del lavoro e
dipartimento regionale beni culturali', è un emendamento presentato
dal Governo, il Governo su questo emendamento ha continuamente
insistito, perché riteneva che adeguando la normativa al 118 doveva
necessariamente procedere alla soppressione di questo ente.
Dopodiché ce ne sono altri importanti: il Fondo unico dell'Irfis
FinSicilia, alcuni che intendevano regolare vicende legate alle
aziende sanitarie, e le chiediamo Presidente se fosse possibile di
stralciarle, comunque di metterle lo stesso in un successivo
momento all'ordine del giorno, per arrivare all'articolo 84 quello
su interventi in favore della zootecnia.
Questa Assemblea l'anno scorso ha approvato per la prima volta
questa legge, ha stanziato una somma di 1 milione e mezzo di euro,
ha destinato queste risorse da un bando, il bando è stato fatto c'è
la graduatoria, ma le somme non sono state impegnate entro il 31
dicembre 2015, di conseguenza noi ci troviamo un bando fatto, gente
che si è impegnata acquistando animali, proprio perché la Regione
lo aveva convinto a fare questa operazione, e non vi sono le
risorse necessarie per coprire coloro i quali hanno, oggi, dei
diritti reali nei confronti della Regione, questo articolo 84
interviene, appunto, - c'è anche una relazione firmata
dall'Assessore e dal Direttore generale -, interviene a sanare
questa situazione che non ha causato la Commissione bilancio' per
essere chiari, ma causato da altri.
E infine Presidente l'articolo 86, questa Commissione tanto aveva
lavorato all'articolo 86, ritiene che questo articolo 86 possa dare
risposte importanti, certe, sicure alla Sicilia, bene, io anche a
nome di tutti i colleghi faccio appello alla sua sensibilità
affinché questo articolo 86, come il precedente 54, possa essere
inviato alla Commissione di merito per essere apprezzato prima
della discussione generale, in maniera tale possa discuterlo
insieme agli altri, anche perché come abbiamo avuto modo di
discutere per giornate intere, oggi possiamo avere le risorse però
non abbiamo la possibilità di utilizzarle, questo articolo
iniziativa volta alla promozione di start up' è secondo noi, però
possiamo sempre sbagliare, uno strumento importante che può
determinare lo sviluppo dell'Isola. Ciò premesso signor
Presidente, io faccio appello poi alla sua sensibilità per quanto
riguarda l'articolo 89 - che lei ha impugnato -, ma che io anche
in questo caso chiedo sia possibile rivedere. I Commissari delle
province sono venuti in Commissione Bilancio ma credo che siano
andati anche in I Commissione, sono andati ovunque ed hanno
rappresentato il dramma che vivono migliaia di studenti e di
studentesse diversamente abili che non possono più andare a scuola
perché le province non sono nelle condizioni di operare la loro
assistenza igienico-sanitaria.
Ricordo che, nelle ultime tre finanziarie, è stato sempre
apprezzato da parte della Commissione Bilancio e di quest'Aula un
emendamento similare, è chiaro, meno complesso, perché adesso
abbiamo finalmente chiarito tutto. Se fosse possibile, anche in
questo caso, chiedo di discutere con la Commissione di merito
questo argomento.
E' questa, signor Presidente, per sommi capi, la Finanziaria del
2016.
E' una Finanziaria che, ripeto, non fa ricorso ad ulteriori
indebitamenti, è una Finanziaria che, per certi aspetti, potrebbe
essere paragonata a quella del 1876, quando in Italia finalmente si
raggiunse il pareggio. Se riusciamo ad avere queste risorse dello
Stato questo risultato sarà ottenuto. E' chiaro, come diceva il
vecchio proverbio, Chi molto fa, molto sbaglia , chi non fa nulla
non commette alcun errore.
Abbiamo anche potuto commettere degli errori durante i lavori ma
abbiamo lavorato con intensità, con passione, anche con vigore ma
lo abbiamo fatto sempre nell'interesse della Sicilia e
nell'interesse dei Siciliani. Non ci siamo sottratti giorno e notte
a questo lavoro.
Ancora una volta mi sento in dovere di ringraziare tutti gli
assistenti parlamentari, i coadiutori, coloro i quali ci hanno
assistito in questa lunga maratona, in questo lungo lavoro; i miei
colleghi che mi hanno sopportato in questi giorni.
Abbiamo vissuto momenti difficili ma, alla fine, credo che questo
risultato andava portato in Aula per essere sottoposto
all'attenzione dei colleghi che da oggi insieme possono provare a
riscrivere una Finanziaria migliore rispetto a quella che abbiamo
fatto noi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è ovvio che tutte le disposizioni
stralciate vanno per competenza alle Commissioni di merito.
Nel caso in cui le Commissioni di merito dovessero esitarle senza
modificarle, per ovvie ragioni, o subemendarle e dovessero esitarle
col parere favorevole, l'Aula considererà l'opportunità di
trattarle nell'ambito di questa Finanziaria.
Ma mi sembra giusto e doveroso rispettare il percorso previsto dal
Regolamento. Per cui tutte le norme, non solo l'articolo 54 o
l'articolo 86, da oggi stesso sono rinviate alle commissioni di
merito.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la relazione
di minoranza.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, i commenti che ha fatto
nella sua relazione il Presidente Vinciullo noi li faremo articolo
per articolo man mano che ci sarà la trattazione.
Quello che mi resta da dire, comunque, è che ritengo che la
Finanziaria così come è stata impostata secondo me è la peggiore
degli ultimi anni. E, ancora una volta, siamo condannati, ancora
una volta la Sicilia, all'arretratezza ed alla povertà. E' priva di
programmazione, non ci sono norme sullo sviluppo.
Mi rendo conto delle difficoltà che c'erano all'interno della
manovra finanziaria e degli impegni che il Governo regionale aveva
assunto col Governo centrale, ma si sono risanati tutta una serie
di posti, reggono i saldi di bilancio, anche se ci sono stati
spostamenti di saldi da capitoli a capitoli, ma l'impianto, per
quanto riguarda la mission che aveva l'assessore, è stato
rispettato. Manca la parte dello sviluppo, in questa manovra non
c'è.
Quello che si è creato, si è creato in Commissione, i cento
milioni di cui parlava il nostro Presidente della Commissione si
sono creati in quella occasione, sono fondi PAC che stiamo cercando
di utilizzare per lo sviluppo, ma di nuovo da parte del Governo non
ho visto una sola iniziativa che può essere proiettata allo
sviluppo di questa benedetta terra di Sicilia che è abbandonata da
tutti.
Lo è anche perché noi abbiamo un patto, un impegno con il Governo
centrale, è il coltello che abbiamo alla gola: se noi non
risparmiamo 400 milioni non riusciremo ad ottenere i 500 milioni
che lo Stato ha promesso di darci. E se questi 500 milioni non
arriveranno in Sicilia noi ci ritroveremo ad avere ucciso
letteralmente i Comuni, perché vanno totalmente in default. Noi gli
abbiamo dato ancora meno quest'anno, 340 milioni, ma se si dovesse
bloccare e quindi non avere la possibilità di poter erogare il
saldo, avremo certamente non solo 370 Comuni in default, ma quasi
tutti avranno difficoltà a poter chiudere i loro bilanci.
Questo, secondo me è, il cuore del problema, e ancora una volta ci
siamo dimenticati delle imprese e dell'agricoltura, entrambi in
crisi profonda, e di sostenere, quanto meno, turismo e cultura.
Pochi sono stati gli interventi per lo sviluppo, voluti spesso
dall'opposizione, e parlo per i fondi di progettazione dei Comuni,
parlo per quanto riguarda l'IRFIS, alcune norme che sono state
stralciate, fra cui quelle dei pensionati, signor Presidente.
Noi mandiamo la gente in pensione, non gli diamo né i fondi del
TFR, che gli spettano, e mediamente devono aspettare da quattro a
sei anni, non gli diamo la pensione subito perché non vi è il
personale che lo fa, c'è gente che è andata via e non ha né la
pensione né il TFR. Questa è la possibilità di aiutare, una boccata
d'ossigeno a tanta gente che ha seguito le indicazioni del Governo
ma, ahimè, si trova senza soldi in tasca.
Questo serve, secondo me, ad aiutare i figli ad andare avanti,
perché c'è la possibilità di aiutarli per la scuola, ma la vera
possibilità è avere la liquidità necessaria per poter andare
avanti. Se noi blocchiamo sul nascere queste iniziative
costringeremo la gente a restare all'interno, non più ad andare in
pensione.
E, ancora una volta, non è cambiata la filosofia del passato, oggi
la legge di stabilità doveva contenere norme di incentivi alle
imprese per creare occupazione, le nuove generazioni che non
cercano più il posto fisso ma che necessitano essere aiutate nella
realizzazione di progetti utilizzando i fondi comunitari.
Questo non lo vediamo da parte del Governo, il fatto che ci siano
iniziative che producano e cerchino di produrre ricchezza per una
terra che ha bisogno, e siamo ormai arrivati alla parte più
terminale del ragionamento, costringendo così i giovani ad andare
fuori. Ne abbiamo visti che hanno lasciato la nostra terra, 13 mila
giovani, tutti elementi, giovani laureati che sono andati via, ci è
rimasta manovalanza. E abbiamo sempre a che fare con gente che ha
bisogno del posto di lavoro per cercare di sbarcare il lunario, ma
non abbiamo più quello che ci serve per il domani, per rilanciare
questa terra che non lo è più.
Certo, abbiamo fatto contenimento di spesa, per quanto riguarda i
forestali, pubblico impiego, il contenimento della spesa pubblica,
i consorzi di bonifica, e per questo si dà merito all'assessorato,
all'assessore che si è impuntato a chiudere, a tagliare.
Abbiamo cercato di far funzionare meglio i cantieri di servizio, i
PIP, così anche loro hanno così certezze, i tetti di spesa che
erano diventati una giungla retributiva, nei consorzi abbiamo
notato direttori che prendevano cento lire e altri ne prendevano
300. Questa è la ratio che abbiamo voluto creare, ma nelle more
sono stati approvati anche provvedimenti che aiutano, c'è quello
dell'IRCAC, quello della CRIAS, che hanno dato 10 milioni ciascuno
ai fondi di rotazione, questo proposto sì dall'onorevole Digiacomo,
ma voluto da tutta la Commissione, le scuole paritarie che hanno
ottenuto 4 milioni e 140 su impegno dalla nostra linea politica.
I cantieri lavoro, sono stati previsti per effettuare lavori di
ripristino, strade, marciapiedi, luoghi di culto, nonché riservando
l'attenzione alle famiglie che hanno nel proprio seno i portatori
di handicap.
Le misure efficaci per contrastare la povertà sono i cantieri di
lavoro che, da un lato, creano una boccata di ossigeno e,
dall'altro, migliorano la qualità della vita.
L'IRFIS che dà una sponda alle imprese e alle attività che hanno
necessità, non aspettare il tasso favorevole, le procedure
burocratiche, ma di farlo diventare come se fosse una banca
riuscendo a patrimonializzare e portare avanti quelle iniziative
che le banche serie portano avanti per dare aiuto alle nostre
imprese che ne hanno necessità perché non hanno più dove andare, a
chi andare a bussare, per cercare di risolvere i problemi ed essere
ascoltati perché nessuno più lo fa.
I comuni e i precari che dovrebbero essere il cuore dei nostri
problemi siciliani. Del comune abbiamo già parlato. Avranno 340
milioni ma ne hanno persi parecchi, circa 120 milioni.
I precari da 300 milioni ne stiamo dando adesso 180, il resto li
aspetteremo quando arriveranno i 500 milioni che sono stati
considerati in attesa del trasferimento da parte dello Stato,
fondamentali, comunque, per l'equilibrio di bilancio.
Soldi che saranno assicurati, come dicevo prima, solo nel caso in
cui la Finanziaria regionale riuscirà a produrre tagli da almeno
400 milioni.
Il sostegno alle imprese siciliane, tramite il credito d'imposta,
purtroppo, non è stato esitato. Poteva dare un impulso nuovo per
l'assunzione di giovani che hanno la speranza di avere in Sicilia
un futuro migliore. Ahimé, non vediamo questa prospettiva.
La speranza è che la legge di stabilità non produca a carico della
Regione ulteriori oneri, abbiamo contribuito fino ad oggi per
l'anno in corso e per il principio di risanamento della finanza
pubblica, con un miliardo e 286 milioni, ne abbiamo ricevuti dallo
Stato solo 900.
Noi, in questo momento, siamo in credito nei confronti dello Stato
e ci vogliono ancora tante risorse per cercare di aiutare - lo
diceva prima il Presidente nella sua relazione - le province dove
mancano 180 milioni, le partecipate dove mancano ancora 30 milioni,
i consorzi di bonifica, l'IRSAP, i consorzi universitari che hanno
bisogno dei soldi necessari per potere concludere e pagare le spese
di gestione.
Poi, via via che andremo avanti, tratteremo articolo per articolo,
andremo in profondità per capire quello che è giusto e quello che
non lo è.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, stiamo cominciando la discussione di quella che io
ritengo essere una manovra molto, molto importante che, secondo me,
va vista, da un lato, nell'ottica di un percorso, dall'altro, va
letta insieme ad altri documenti, va quindi contestualizzata.
Il percorso è quello che abbiamo iniziato in maniera decisa con la
Finanziaria dell'anno scorso che è stato delineato anche nel
Documento di programmazione.
Come abbiamo scritto in quel documento quest'anno l'obiettivo era
quello di arrivare ad un equilibrio di bilancio nel 2016 e dal 2017
darsi, addirittura, l'obiettivo di cominciare ad avere anche
risorse specifiche da dedicare allo sviluppo.
La regola semplice che ci eravamo dati l'anno scorso era quella
dei tre miliardi di disavanzo, di avere due miliardi in più di
entrate e un miliardo di contenimento della spesa.
Come sappiamo, di quei due miliardi quest'anno, li abbiamo avuto
l'anno scorso attraverso la normativa dello split payment i primi
500 milioni che sono strutturali, quest'anno pensiamo di averli dal
recepimento... sono stati previsti nella legge di stabilità
nazionale, gli altri 500 saranno fatti a breve attraverso un altro
provvedimento. Ma l'obiettivo grosso è quello di arrivare alla
revisione delle norme di attuazione dello Statuto per far sì che
questi due miliardi arrivino ogni anno in maniera strutturale e
consentano finalmente alla Regione Sicilia di poter programmare le
proprie attività senza dovere ricorrere sempre a continue legge
finanziarie e di assestamento per cercare di mettere delle pezze ad
un bilancio che sappiamo era a forte rischio.
Però, già quest'anno portiamo a termine quell'obiettivo del
miliardo di contenimento e dei 2 miliardi di maggiori entrate.
Certo sappiamo che 500 milioni devono ancora essere previsti dal
Governo nazionale, ci stiamo lavorando ed il discorso che è stato
fatto dall'onorevole Savona non è proprio in quei termini, non è
una pistola che il Governo nazionale ci punta alla testa ma, così
come ci aveva chiesto la Corte Costituzionale in due sentenze, è
parte di un patto. Quel patto che abbiamo fatto all'inizio, diciamo
in fase di preparazione della manovra Finanziaria, era quello dei 2
miliardi di disavanzo, di far carico allo Stato di un 1,4 miliardi
e gli altri dovevano arrivare attraverso azioni di contenimento.
Quindi era, semplicemente, nell'ambito del disavanzo complessivo,
trovare una formula che fosse fattibile e, sulla scia di quel
patto, stiamo andando avanti.
Quindi, questo è il percorso che portiamo avanti. Oltre ai 500
milioni che sono nell'ambito dell'articolo 5 ci sono alcune norme,
che io ritengo fondamentali, che rappresentano il prosieguo di quel
cammino che abbiamo cominciato con la legge Finanziaria dell'anno
scorso che, sostanzialmente, è un cammino di allineamento verso la
normativa statale su una serie di argomenti. Per cui per me, i 500
milioni di contenimento della spesa che sono in questa Finanziaria,
che non hanno grossi impatti dal punto di vista sociale, abbiamo
cercato di fare un'azione di contenimento che non creasse disagio
sociale. Questi 500 milioni di contenimento, così come alcune norme
che riguardano la riduzione dei bacini, che riguardano il pubblico
impiego, che riguardano i costi della politica, sono per me la
parte su cui la Regione Sicilia si impegna; dall'altra parte c'è
l'altro termine del patto che è quello con cui noi Governo, ed io
in prima persona, ci mettiamo la faccia nella trattativa con lo
Stato che è l'articolo 5.
Pertanto, io chiedo al Presidente dell'Assemblea, così come avevo
chiesto in Commissione Bilancio, di votare l'articolo 5 alla fine
di questa manovra finanziaria, non tanto perché vuole essere un
ricatto ma, semplicemente, perché ci sono due parti del patto. Se
portiamo a termine la prima parte io ed il Governo regionale
continuiamo a metterci la faccia, a mettere la nostra
responsabilità nel portare a termine questo patto. Laddove dovesse
mancare questo, ovviamente, il nostro impegno nel cercare di
portare a termine la trattativa rimarrà, ovviamente, negli stessi
termini, solo che, chiaramente, ci sentiamo di non avere tutti i
presupposti, tutte le carte in regola, per sederci a quel tavolo,
per cui la trattativa la facciamo comunque avendo quegli elementi
dalla nostra parte, chiaramente ci sentiamo molto più forti e ci
sentiamo nella condizione di portarla a termine. La mia richiesta
al Presidente è, appunto, quella di posporre al termine di tutta la
manovra finanziaria l'articolo 5.
Relativamente allo sviluppo, secondo me, entra l'altra questione
cioè la Finanziaria non va letta da sola. la Finanziaria va letta
insieme ad altri documenti, in primo luogo quella che è la
programmazione dei fondi extraregionali, comunitari o statali,
quindi fondi FSC o i fondi PAC.
Il grosso risultato che porta questa manovra è il fatto di non
utilizzare più fondi destinati allo sviluppo per la spesa corrente.
Fino all'anno scorso, ma anche negli anni precedenti, abbiamo
utilizzato 6/700 milioni di euro di fondi destinati allo sviluppo
per spesa corrente. Quest'anno non succede più per cui quei 700
milioni sono lasciati allo sviluppo. Considerando da dove viene
questo bilancio, penso che sia un grandissimo risultato.
Ovviamente, la Finanziaria va letta insieme ai documenti di
programmazione, i soldi per lo sviluppo stanno nei fondi FSC, nei
fondi PAC, nel FESR, nell'FSE, nei PSR. Sono queste le risorse che
dobbiamo spendere al meglio per garantire lo sviluppo della Sicilia
e stiamo parlando di miliardi di euro.
Se non ci sono azioni per lo sviluppo nella Finanziaria è perché
lo sviluppo è lasciato a questi fondi extraregionali. Le iniziative
che sono state inserite in Finanziaria, cui facevano riferimento
l'onorevole Vinciullo e l'onorevole Savona, sono state messe in
Finanziaria per inserire una parte di sviluppo ma potevano essere
fatte con atto amministrativo nell'ambito della programmazione.
Quindi, hanno un significato politico ma non ci limitiamo lì,
perché se gli abbiamo messo 150 milioni, dall'altra parte ci sono
miliardi di euro dedicati allo sviluppo. Il fatto che non siano in
questo documento non vuol dire che non ci siano queste azioni. Vuol
dire che stanno nei documenti di programmazione, dei fondi sviluppo
e coesione, dei fondi PAC, del FESR, dell'FSE, del PSR e di quota
parte dei fondi nazionali, del PON Ricerca, del PON Istruzione,
sono tutti fondi di cui la Sicilia ha la quota parte insieme a
tutti i fondi regionali che sono miliardi di euro, interamente
dedicati allo sviluppo dell'isola. Quindi, quei 150 milioni che
abbiamo inserito danno un po' di condimento a questa Finanziaria,
per parlare anche di sviluppo ma sono una goccia nell'Oceano
rispetto a tutti gli altri fondi a disposizione della Sicilia che
sono oggetto di documenti di programmazione dei singoli fondi
comunitari e che sono dedicati a start-up, sono dedicati alla banda
larga, sono dedicati alle imprese, sono dedicati all'università,
sono dedicati alla ricerca. Per cui, questi investimenti ci sono,
chi dice che non ci sono dice una cosa assolutamente falsa e
strumentale. Non è assolutamente così. Sulla banda larga poi, una
settimana fa il Governo nazionale ha aggiunto altri 220 milioni di
euro per cui i soldi ci sono, verranno spesi nei prossimi mesi, nei
prossimi anni di programmazione, per lo sviluppo della Sicilia.
Non ha senso, in questo momento, andare a dire che nel bilancio
della Regione bisogna trovare fondi per lo sviluppo, perché nel
bilancio della Regione mancano quei due miliardi di euro per pagare
gli stipendi, per pagare i precari, per pagare le pensioni, per
pagare i forestali, per pagare i PIP e così via, mancano 2 miliardi
di euro che sono quelli che abbiamo trovato con l'accordo con lo
Stato. Per cui sfido tutti voi a presentare un emendamento che
toglie soldi a PIP, forestali, pensioni, stipendi, mutui e
quant'altro per metterli allo sviluppo. Non è possibile in questo
momento. I soldi ci sono e sono i soldi della programmazione, i
fondi extraregionali.
Un ultimo aspetto molto importante che voglio dire, che ho
ripetuto fino alla noia in Commissione e che comincio a ripetere da
qui. Su questo bilancio regionale abbiamo cercato di utilizzare
tutte le risorse disponibili, per cui tutti i fondi sono stati
ridotti al minimo previsto di legge, non ci sono riserve, non c'è
più niente. Se vogliamo finanziare qualcosa di diverso dobbiamo
prendere i soldi da un'altra parte, chi porta un emendamento di
spesa deve ovviamente trovare la copertura. Personalmente, ho fatto
diverse battaglie l'anno scorso e in Commissione su alcuni temi che
sono i consorzi di bonifica, che sono i forestali, non perché non
voglio dare i soldi a questi bacini, a questi soggetti, a questi
enti, semplicemente perché io voglio capire dove mettiamo i soldi.
Vi faccio un esempio sui liberi consorzi perché stamattina mi sono
divertito a giocare con alcuni numeri, sui consorzi universitari,
sui consorzi mi confondo. Sui consorzi universitari, non so se
sapete come funzioni, le entrate delle rette e i contributi del
Ministero li prendono le università, poi le università hanno una
convenzione con i liberi consorzi dove spesano soltanto il 25 per
cento del costo della docenza ai consorzi e il 75 per cento viene
pagato dall'università.
Ovviamente, di nuovo non ci sono dati certi perché l'abbiamo
appreso attraverso telefonate, amicizie, telefonando al Ministero e
quant'altro, però, quello che sembra è che la differenza tra quello
che l'università percepisce fra rette e finanziamento del Ministero
per iscritto e i costi della docenza per iscritto portano le
università a un maggior valore di circa 2.000, 2.500 euro per
iscritto.
Se questo è vero, lo moltiplichiamo per 4.000 iscritti, vuol dire
che le università in questo gioco trattengono qualcosa che è più o
meno è il contributo che poi dobbiamo chiedere alla Regione, ai
Comuni, ai Liberi Consorzi.
Per questo io dico, prima di partire tutti, mettiamo i soldi,
mettiamo i soldi, mettiamo i soldi, capiamo dove li mettiamo e se
li stiamo mettendo o se qualcun altro non li sta trattenendo perché
poi tanto interviene la Regione.
Siccome, in questo momento, io prima di tutto devo fare gli
interessi della Regione, voglio capire di volta in volta,
attraverso l'acquisizione di informazioni, dove andiamo a mettere
questi soldi.
La stessa cosa la potrei dire per i Consorzi di bonifica, sui
quali faticosamente si comincia a capire qualcosa. Io vi voglio
dare solo un dato: l'azione dei Consorzi di bonifica si misura
principalmente fra un rapporto fra superfici irrigue e le superfici
attrezzate, le superfici totali.
Diciamo che le Regioni molto virtuose, tipo il Veneto, arrivano
fino a 96 per cento di questo rapporto cioè irrigano il 96 per
cento di superfici disponibili. Altre Regioni meno virtuose
arrivano a 50-60 per cento, la media della Sicilia è il 30 con
delle punte buone con qualcuno che ha il 7 per cento, l'8 per
cento, soltanto l'8 per cento del territorio viene ufficialmente
irrigato all'altro cosa può succedere o che lo irrigano
abusivamente o che lo irrigano in proprio o che non lo irrigano,
però, il servizio non viene fatto nella maniera corretta. A fronte
di questo, ovviamente, il costo per ettaro in Sicilia è circa 40
volte quello che è in Veneto o in Emilia Romagna.
Quindi, non stiamo dando un servizio e abbiamo costi molti alti.
In tutto questo il brutto che cosa è? Che il canone che pagano le
Regioni virtuose è un terzo, un quarto, un quinto di quello che
pagano gli agricoltori in Sicilia. Allora, stiamo dando un cattivo
servizio, lo stiamo facendo pagare tanto e lo stiamo facendo in una
porzione molto limitata. Per questo io vi dico man mano che
acquisiamo i dati cominciamo a capire le cose, però mi sembra
strano che nessuno mi sia mai venuto a chiedere i soldi per gli
investimenti, per migliorare il servizio perché, di fronte a un
piano del genere, uno i soldi li dà anche volentieri perché si dà
un servizio agli agricoltori, l'agricoltura è una delle risorse
primarie della Sicilia, sono soldi ben spesi, ma che si chiedano i
soldi a prescindere questa, secondo me, è una cosa meno valida, per
questo mi troverete sempre restio sui vari argomenti a dare soldi
al buio, per questo mi troverete sempre pronto a chiedere ulteriori
informazioni, perché solo acquisendo le informazioni cerchiamo di
spendere al meglio i soldi della Sicilia per fare un servizio alle
imprese, agli agricoltori, ai cittadini, agli studenti evitando di
dare risorse là dove forse non è il caso di darle o dove quando li
diamo vogliamo capire meglio come poi vengono spese.
Quindi, le mie non sono cose a prescindere perché voglio tagliare
i costi. Le mie sono cose che servono per capire meglio se stiamo
spendendo i soldi nella direzione giusta, per cui se mi fate
emendamenti spesa troviamo la copertura, va bene spostare soldi da
una parte all'altra se insieme, se l'Aula deciderà che è la cosa
corretta, ovviamente, se chiediamo soldi in più, ve lo dico
dall'inizio, io non ho fondi, non ho riserve, non abbiamo altri
soldi perché siamo tirati veramente all'osso.
Le entrate sono state certificate riga per riga col Ministero
delle Finanze a Roma dove ci hanno fatto il contropelo su ogni
numero correttamente per capire che fossero numeri stimati
prudenzialmente, il disavanzo era quello che sapete e sapete come è
stato corretto, un miliardo e nove, uno e quattro a carico dello
Stato, cinquecento a carico del bilancio della Regione, quindi, non
è una pistola puntata è che ci siamo divisi la necessità di coprire
il disavanzo andando a dimensionare il contributo dello Stato, come
ho detto mille volte, in base ai torti che la Regione Sicilia ha
subito, quindi, seicento milioni della Sanità, duecentocinquanta
milioni dell'art. 37, l'erosione dell'IRPEF, la sentenza della
Corte costituzionale ci ha dato ragione, in questo modo siamo
andati a fare queste stime. Penso che il discorso è stato impostato
correttamente, io penso che questa Finanziaria sia l'ultimo
passaggio per la Regione Sicilia, per portare a termine questo
percorso.
Dopo di che noi, come Governo, fatto questo passaggio, ci
prendiamo tutta la responsabilità di portare in porto la trattativa
attraverso gli iter procedurali previsti.
Per cui se parliamo di revisione delle norme di attuazione dello
Statuto, stiamo parlando di Commissione paritetica, di Consiglio di
Ministri, di decreto del Presidente della Repubblica, non ci può
essere nessun altro iter al di là di quelli che sono previsti dalla
legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'Assessore Baccei ha disegnato l'isola che non c'è. Ha parlato di
tutta una serie di cose - sa bene che la stimo - ma ormai lei è
diventato in quest'Aula, da un punto di vista della
rappresentazione e della rappresentanza del Governo, ad esclusione
dell'Assessore Croce, l'ultimo giapponese.
Questa è la massima espressione del Parlamento regionale
siciliano, quando si riunisce per la finanziaria, per la legge di
stabilità; il Presidente della Regione certamente sarà impegnato a
fare danni in giro per la Sicilia - danni da un punto di vista
politico - e poi pronto ad accusare gli altri che gli vogliono male
ma io gli voglio bene
Dio salvi Crocetta
Più infatti rimane Crocetta più accresciamo il nostro consenso.
Cosa potremmo fare senza Crocetta? Saremmo tutti disoccupati e
invece, ogni giorno, ci dà linfa vitale.
Battute e scherzi a parte, avete puntato la pistola alla tempia ai
forestali spostandoli all'anno prossimo.
Sa come lo chiamiamo a Palermo? Siccome siamo in un Parlamento
siciliano nessuno si scandalizzerà se lo dico in dialetto scruscio
ri catini nel senso che dite ai lavoratori forestali l'anno
prossimo succederà qualcosa ed è una cosa dal punto di vista
istituzionale veramente indecente.
Il Governo le cose le fa o non le fa. Non annuncia di farle e poi
fa esattamente il contrario.
Così come con i PIP. Prima li bastonate e poi qui, con i presidi,
dobbiamo cercare di spiegarvi che per loro il requisito era essere
in una situazione di disagio, alcolista, ex detenuto, il Presidente
della Regione siccome non capisce nulla di questa materia, arriva e
dice di avere scoperto gli ex detenuti dentro la pubblica
amministrazione.
Si confonde e fa fare provvedimenti di espulsione. Poi subentra
quello del reddito. Ora ci avete ripensato e siete ritornati di
nuovo indietro.
E' una finanziaria rattoppata.
Certamente non ringrazio il Governo perché più si muove più fa
danni, ma non posso fare a meno di ringraziare il Parlamento, la
Commissione Ambiente e territorio , la Commissione Bilancio , che
ha fatto proprie le mie preoccupazioni su comuni che istituiscono
zone a traffico limitate solo per incassare soldi. Come il caso di
Palermo se mi dai cento euro, puoi inquinare , questa è la ZTL.
La ZTL dovrebbe essere proiettata verso la salvaguardia
dell'ambiente, l'incentivazione del trasporto pubblico e invece non
si parla di questo, non si dice niente.
Fortunatamente il Parlamento fa propria questo, la accoglie e la
ammette alla trattazione d'Aula, e Orlando oggi dichiara alla
stampa che se ne infischia e andrà avanti lo stesso.
Ricordo al Presidente dell'ANCI che non è il consiglio di
circoscrizione ma il Parlamento regionale, in particolare
l'articolo 14 della legge di stabilità.
Se il Presidente dell'ANCI comincia a dire che disconosce il
Parlamento della Regione - in quanto presidente dell'ANCI ci
rappresenta tutti, lo sappiamo -, se lui per primo comincia a
demolire il Parlamento siciliano perché si reputa infallibile e sa
fare tutto, ritengo che sia l'approccio più sbagliato di questo
mondo.
Presidente, ho svolto un brevissimo intervento e non ho altro da
dire se non che è grave - e lo rimarco - dovrebbero sollevarsi fior
e numerosi interventi per chiedere la presenza del Presidente della
Regione, perché è un fatto grave. Non siamo in un momento felice
per cui il Presidente della Regione si può permettere e consentire
di non venire durante la discussione generale a raccogliere le
istanze e le preoccupazioni dei deputati.
E' un fatto politicamente ed istituzionalmente scorretto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la
discussione sulla finanziaria, è chiaro che rappresenta sempre un
momento importante di confronto, di dibattito, di aspettative.
E' chiaro che la legge di stabilità rappresenta forse in un
deserto, qual è quello che vive la Regione Siciliana in questi tre
anni, l'unico momento di speranza anche per i siciliani, ma direi
ancor di più, per le categorie. Per le categorie produttive che
sperano, confidano che lo strumento finanziario possa indicare loro
un percorso, una strada, un viatico per riprendere una posizione in
verticale.
Oggi vorrei dire all'assessore Baccei, al Governo e ai partiti di
maggioranza che questa Sicilia non è più in verticale. E non è più
in verticale ormai da molto tempo, da diversi anni, da quando vi è
il Partito Democratico al governo di questa terra, di questa
Regione.
Allora ho sentito la relazione di maggioranza, ho ascoltato con
più attenzione perché più puntuale, quella di minoranza e ringrazio
personalmente e del Gruppo di Forza Italia, l'onorevole Riccardo
Savona, che con molta puntualità, ha rappresentato le aspettative,
le istanze, ma soprattutto ha delineato quelle che sono le
criticità notevoli su cui ora ci soffermeremo in questa
finanziaria.
L'assessore Baccei ha detto anche che finalmente stanno mettendo i
conti in ordine. Certo, si sta facendo uno sforzo. Si era fatto,
era stato promesso dal sottosegretario Faraone che avremmo avuto un
milione 450 mila euro nell'anno 2016 e lo avremmo avuto in maniera
strutturale, cioè non un contributo, ma un trasferimento per i
soldi che lo Stato toglie e sottrae alla Sicilia.
L'assessore Baccei sa bene che i siciliani producono in termini di
IRPEF, ben settemiliardi e mezzo di euro. Di questi settemiliardi e
mezzo di euro, alla Sicilia, rimane meno di quattromiliardi e
duecentomilioni di euro.
L'assessore Baccei sa bene che i siciliani producono come gettito
di IVA, oltre quattromiliardi e mezzo di euro. Di questi
quattromiliardi e mezzo alla Sicilia vengono sottratti oltre
duemiliardi di euro che vanno allo Stato.
Di questa immane massa finanziaria lo Stato ci dovrebbe, a fronte
di ciò, retrocedere dicono i tecnici, la stessa parte o il pari
importo. Nelle altre regioni per l'IVA retrocedono il 6.3 dieci,
significa il 63 per cento. A noi invece viene dato che cosa? A
fronte di tremiliardi e quattrocentomilioni di IRPEF e di
duemiliardi di IVA, viene dato appena duemiliardi e
centocinquantamilioni di cofinanziamento sanitario. E il resto lo
Stato trattiene per sé tutto.
La grande manovra che hanno fatto i nostri rappresentanti
nazionali, qua non c'entra Baccei, ma c'entrano i politici locali
che hanno una dimensione nazionale, è stata quella appena di darci
una elemosina di 900 milioni di euro, con la promessa che ci
saranno dati altri 550 milioni di euro.
Perch�� assessore Baccei, dobbiamo dire la verità, nell'articolo
degli accantonamenti positivi noi abbiamo ben 550 milioni che
vengono congelati, cioè 550 milioni che noi abbiamo detto di
mettere in finanziaria ma poiché lo Stato non ce li ha trasferiti,
congeliamo spese importanti, congeliamo la spesa per 170 milioni
agli enti locali, congeliamo la spesa per i precari, congeliamo la
spesa per 73 milioni ai forestali e ora qua ritorneremo negli altri
congelamenti.
Dall'altro lato abbiamo l'articolo 6, il coofinanziamento ai
programmi comunitari. Bene, la Sicilia cosa deve fare? Deve far
partire i bandi comunitari, deve far partire i bandi del 2014-2020,
in genere dovrebbero essere coofinanziati con soldi regionali, del
bilancio regionale, ma la Sicilia non ce li ha ed allora, dice il
Governo, utilizziamo il fondo di sviluppo e coesione che ci
dovrebbe dare lo Stato. Fondo che ancora non ci ha dato, per cui
prevediamo che ci siano 173 milioni di euro per coofinanziare
queste spese, ma sono soldi che noi non abbiamo, quindi rischiamo
di bloccare l'avvio dei bandi comunitari.
Poi si dice ancora sempre per smentire il sottosegretario Faraone,
ve lo ricordate quando l'onorevole Faraone aveva detto che neppure
un euro sarebbe stato utilizzato delle spese per investimenti per
pagare spesa corrente.
L'articolo 6 è la bugia di questo Governo, è la smentita a parole
e è la menzogna di questo Governo, delle due l'una, non c'è altro
perché: o con i fondi investimenti noi facciamo investimenti o con
i fondi di investimenti noi stiamo pagando spesa corrente.
Cosa diciamo al grido d'allarme, perché caro Presidente Savona, se
io e Lei dicessimo le cose che stiamo dicendo, forse potremmo
essere visti come uomini di parte, il problema vero è che qua a
dire queste cose è l'ANCE, che ha denunciato che negli ultimi 6
anni nei lavori pubblici si sono persi 100 milioni di euro, 100
mila posti di lavoro; è l'ANCE che denuncia che l'anno scorso,
appena 100 milioni di euro sono stati messi in bando per
appaltarli. E' l'ANCE che denuncia che nel 2011, la stazione
appaltante regionale era di un miliardo e seicento milioni di euro
e oggi è di appena cento milioni di euro. Non siamo noi.
Quando l'onorevole Savona dice che ben 13 mila giovani lasciano la
Sicilia, sono giovani soltanto palermitani che lasciano la Sicilia,
perché in Sicilia non c'è più speranza per questi giovani, perché
il Governo della rivoluzione ha creato la involuzione, perché
questa legge finanziaria, caro onorevole Di Giacinto, le ha dato
una rappresentazione chiara: è senz'anima ha detto, e ha ragione.
Questa legge finanziaria non apporta alcun che, è chiaro che
condanna l'arretratezza, chiaro che condanna la povertà, è chiaro
che toglie la speranza e allora guai, guai se Forza Italia, non
avesse immaginato, pensato, di portare di proporre una contro
finanziaria che immettesse, che desse a questa finanziaria, a
questa legge di stabilità, qualche sussulto di orgoglio, e lo
abbiamo fatto quando abbiamo proposto un contrasto forte alla
povertà, rispetto alle sette norme inutili, velleitarie del
Presidente Crocetta, abbiamo invece sostituito assieme
all'onorevole di Giacinto, assieme ad altri, abbiamo sostituito in
massiccio piano dei cantieri di lavoro per gli enti locali e per
gli enti di culto, nel 2016 se gli uffici saranno attenti, attivi e
saranno come dire pronti riusciremo a dare 18 mila posti di lavoro
ai siciliani, ancorché per tre mesi ne riusciremo a dare anche
all'impresa che fa le forniture e la somministrazione di
attrezzature di beni e di servizi una boccata di ossigeno.
Siamo stati noi di Forza Italia a imporci, doveva essere il
Governo a dire che per i dirigenti generali, per i funzionari delle
società partecipate non si poteva superare un tetto di spesa.
Qualcuno, caro assessore Bacchi, dice che noi prendiamo tanto, il
deputato regionale ha un'indennità di 79 mila e 200 euro annui, al
lordo si intende; bene, noi abbiamo detto che dobbiamo porre un
tetto, e il tetto di spesa per i dirigenti delle partecipate non
può essere superiore a 118 mila euro, significa il 50% in più
rispetto alla nostra indennità, che è poco onorevole Di Mauro non
mi pare, è una cifra assolutamente dignitosa, è una cifra che però
comporterà abbiamo visto, abbiamo fatto una valutazione, un
risparmio se gli uffici che sono demandati ad applicare questa
norma la attiveranno, un risparmio di 3 milioni di euro annui,
abbiamo fatto anche un calcolo.
Ebbene, questo però era il Governo che doveva risolvere la
stabilizzazione dei precari negli enti locali, colleghi carissimi
vi ricordate quando il Presidente Crocetta venne in Aula e disse in
una delle sue ultime conferenze stampa, atteso che ormai non lo
fanno più parlare, mi dispiace che l'avete ormai blindato lo vorrei
dire al Capo gruppo Anselmo, mi dispiace che quel povero Crocetta
ormai accerchiato dal Partito Democratico, dall'UDC, anche l'NCD
cerca di bloccarlo per prendere qualche strapuntino di tanto in
tanto, e questo chiaramente questo signore ormai è soffocato, un
politico ormai come dicono i giornali fantasma perché non esiste
più, perché sottoposto a questa minaccia che se dice una parola in
più arriva Roma, e non taglia lui taglia i siciliani, taglia la
Sicilia, se Crocetta ormai dice qualche parola fuori, va oltre il
seminato il rischio che a pagare siamo noi siciliani.
E allora, quando il Presidente Crocetta - poverino lui - disse e
si avventurò a dire daremo un sostegno di stabilizzazione ai
precari per dieci anni , sapete come è finita? Lo sanno i colleghi,
la stessa maggioranza ha riscritto la norma e gli ha fatto fare
magra figura, la stessa maggioranza ha detto al Presidente Crocetta
la sua norma era inadeguata, non poteva essere applicata o non la
vogliono applicare, e andò anche in fumo quella attività
velleitaria, quel pensiero velleitario del Presidente Crocetta.
E ancora è chiaro quando si dice allora le somme che sono
accantonate, non sono accantonate 550 milioni di euro, abbiamo un
accantonamento che è formato da 550 milioni di euro per spese
correnti, e 233 milioni che sono all'articolo 6 per il
cofinanziamento ai bandi comunitari e per i forestali, così come
abbiamo detto, e allora se questo Governo invece di accogliere, di
accettare alcune proposte di buon senso, alcune proposte che
servivano allo sviluppo, noi abbiamo proposto il credito di imposta
per lo sgravio delle aziende con i fondi PAC.
I fondi PAC, cari colleghi, possono essere spesi in due modi: o
per via amministrativa, con dei bandi che gli assessorati di
competenza formulano oppure per via legislativa con una norma che
finalizza questi contributi. Bene, Forza Italia aveva detto che noi
avremmo dovuto finalizzare questi finanziamenti perché non ci
fidiamo del governo, perché il Governo ha dimostrato che i fondi
PAC li ha fatti mandare indietro quando abbiamo perso 300 milioni
di euro sul piano giovani, quando abbiamo perso 50 milioni di euro
sull'impiantistica sportiva, 27 milioni di euro sui beni culturali.
Ma questo soltanto per fare alcuni esempi, onorevole Grasso, non è
l'intera platea. Ben 1 miliardo di euro ci ha sottratto il Governo
Renzi per finanziare il credito d'imposta per le nuove assunzioni,
quell'imposta, quel credito che, nel resto d'Italia, in parte ha
funzionato, in Sicilia ha consentito l'assunzione di appena
settemila persone che, a fronte delle aziende che hanno chiuso,
delle povere partite IVA che si sono cancellate dalle relative
Camere di commercio, ha rappresentato un fallimento totale, una
debacle totale, un massacro e dramma sociale assoluto. Allora, ecco
perché quando lei, onorevole Savona, parla degli enti locali noi
dobbiamo dire una cosa. Noi dobbiamo dire che questa finanziaria è
una finanziaria che si regge sul filo del rasoio, è una finanziaria
che si regge su 783 milioni di euro di somme congelate, è una
finanziaria - mi permetta assessore Baccei - che si regge su almeno
300, 400 mila euro di somme in entrata incerte, è una finanziaria
che gioca e che recupera 70 milioni di euro all'articolo 4
spostando il debito da sette a dieci anni. Perché questo, colleghi?
Perché nel 2014 - tanto per cambiare - ci fu un buco di bilancio,
tanto per cambiare
Allora, quel buco di bilancio, quel disavanzo di bilancio,
Presidente Fazio, veniva coperto in sette anni. Sa cosa ha fatto il
Governo nazionale come regalino? Ha detto: Regione siciliana, non
vi diamo soldi ma ti consentiamo di spalmare il debito - il Governo
Monti - il disavanzo del 2014 da sette in dieci anni . Per cui, è
vero, la nostra rata cambia da 240 milioni di euro a 172 milioni di
euro, abbiamo un risparmio di circa 80 milioni di euro ma stiamo
spostando i nostri debiti ai nostri figli, a coloro i quali vengono
dopo e l'anno scorso facemmo un mutuo, un debito, un ripiano, un
piano di rateizzazioni, un piano di rientro di trent'anni e l'anno
precedente due mutui per altri trent'anni.
Questa Sicilia è indebitata, assessore Baccei, questa Sicilia,
dopo l'esperienza Crocetta, vivrà un dramma sociale, dopo
l'esperienza di questo Governo, che non ha portato alcunchè, dovrà
subire il peso di un indebitamento di difficile sopportazione.
Allora, 783 milioni di euro di spese congelate, accantonamenti
positivi, 300 milioni, 400 milioni di euro di introiti incerti.
Dall'altro lato non si copre a pareggio, perché noi - ha detto bene
l'onorevole Savona nella relazione di minoranza - abbiamo un debito
nei confronti delle province di 180 milioni di euro. C'è un debito,
c'è un ammanco nei confronti dei Comuni di ben 132 milioni di euro.
C'è un ammanco nelle società partecipate, controllate, vigilate, di
30 milioni di euro, e così via.
Noi pensavamo che il Governo avesse maggiore coraggio, e il
Governo il coraggio sapete dove lo ha avuto? Non nella stimolazione
dell'impresa privata, non nel sostegno alle attività produttive,
non nel creare il nostro fondo, che riproporremo per il credito
d'imposta, o nella stimolazione delle attività produttive, soltanto
un emendamento. L'ha presentato l'onorevole Di Giacinto, non lo si
voleva accogliere ed è stato accolto grazie anche al nostro impegno
per l'IRCAC e per la CRIAS, per rifinanziare due misure soltanto,
ma due misure è sempre qualcosa rispetto al niente.
Grazie a noi, dobbiamo dire, è passato - e qua devo ringraziare il
Governo per questo - ha accolto la nostra proposta della
controfinanziaria, onorevole Grasso, che lei aveva proposto sul
fondo di rotazione per i Comuni per la progettazione. Addirittura
un assessore scaltro, qual è Maurizio Croce, ne ha creato un altro
fondo, facendo all'assessorato al territorio, bontà sua, merito al
merito.
In questo senso, però, significa che noi che abbiamo per la prima
volta inserito e voluto che la controfinanziaria di Forza Italia
fosse abbinata alla legge di stabilità significa che l'opposizione,
e il centro destra in generale, aveva ragione.
Allora in questo senso vi devo dire ci aspettavamo norme ancor più
pregnanti, ci aspettavamo norme che portassero un momento di
conforto a determinati settori, segmenti, ecco perché abbiamo
chiesto con forza, e lo abbiamo ottenuto in parte, il sostegno alle
scuole paritarie, nel principio sacrosanto che il diritto allo
studio è un diritto costituzionalmente garantito.
Sapete quanto costa un ragazzo, un giovane allo Stato per farlo
studiare in una scuola pubblica? Sette mila euro l'anno. Sapete
quanto costa un giovane ragazzo per portarlo nella scuola
paritaria? Bene, costa meno di tre mila euro l'anno.
Lo Stato quindi, o in questo caso la Regione, dovrebbe stimolare
quelle realtà delle scuole paritarie che non soltanto danno un
servizio nella maggior parte dei casi migliore agli stessi istituti
pubblici, ma nella stragrande maggioranza dei casi, comunque non
inferiori, per avere anche un risparmio, e lo abbiamo fatto
sostenendo le scuole paritarie primaria.
Ritorneremo in Aula a sostenere le scuole paritarie dell'infanzia,
che oggi via via si stanno sempre più spegnendo, non pensando che
le scuole paritarie impegnano quattro mila dipendenti tra docenti,
amministrative e personale ausiliario. Quanti docenti sarebbero
oggi in mezzo a una strada se non ci fossero questi istituti?
Quanto personale amministrativo ausiliario se non ci fossero questi
istituti? E perché non li dobbiamo allora noi sostenere? Abbiamo il
diritto e dovere di doverlo fare. Ecco perché noi lo abbiamo voluto
fare.
Questo Governo è da tre anni che dice dobbiamo tagliare gli enti
inutili , dobbiamo tagliare gli enti inutili . Sapete cosa è
successo? Gli enti sono tutti là, non è stato tagliato un ente. Mi
dica il Governo, o mi dica qualcuno dei deputati qua presenti se è
capace di poter dire un solo ente che è stato chiuso in questi tre
anni, un solo ente, sono tutti là, con i loro costi e con i loro
debiti.
Noi abbiamo posto un emendamento che riproporremo in Aula e che
dice: in maniera improrogabile, entro il 31 luglio del 2016, gli
enti in liquidazione devono essere chiusi pena la decadenza degli
amministratori, dei liquidatori . Diversamente, sapete cosa
succede? Che ci sono enti che sono in liquidazione da 30 anni, ci
sono enti che sono in liquidazione da 12 anni e questi enti
foraggiano incarichi, fanno una attività gestionale non ordinaria,
straordinaria, una attività che è una attività assolutamente
normale come se la liquidazione fosse - e vado verso la
conclusione, mi scuserà l'onorevole Assenza a cui dobbiamo
riservare sicuramente uno spazio perché le cose sono tante, gli
articoli poi sono tanti, ci sono stati tanti inserimenti in questa
finanziaria, onorevole D'Asero, perché qualcuno pensava che magari
potesse essere la diligenza su cui tutti poter salire e invece no.
E' intervenuto - e ne va a suo merito - il Presidente Ardizzone
che in maniera puntuale ha riportato ordine. Presidente Ardizzone,
mi permetto di dire, io ho letto la sua nota finale e questo mi
rallegra e mi rassicura quando dice che dobbiamo assicurare
comunque il funzionamento degli enti strumentali della Regione che
svolgono una attività socio-assistenziale delicatissima.
Immagino, ad esempio, l'Unione Italiana dei Ciechi, l'Istituto
Helen Keller, la Stamperia Braille e tutti quegli enti che non
possono sopperire, diciamo così, che svolgono una funzione
importante e che non possono essere vittima di un malcostume, di un
malvezzo che purtroppo quest'anno era ritornato in auge in maniera
preponderante.
Dopodiché cosa diciamo noi? Noi diciamo che sui consorzi di
bonifica si doveva fare di più, assessore Baccei. Lo doveva fare
lei ma lo doveva fare l'assessore Cracolici che, da opposizione al
Governo, pur essendo in maggioranza, è da tre anni che incalza il
Governo e dice: dobbiamo sostenere i consorzi di bonifica , perché
ci sono due scuole di pensiero: ci sono coloro che pensano che i
consorzi di bonifica sono dei carrozzoni, noi ci ispiriamo a questa
seconda scuola, coloro che pensano che i consorzi di bonifica non
solo non sono dei carrozzoni, ma sono uno strumento essenziale per
sostenere l'agricoltura in Sicilia.
E' uno strumento necessario che va però razionalizzato e lo
dobbiamo razionalizzare quando diciamo a iniziare dai direttori
dei consorzi di bonifica noi dobbiamo mettere un tetto di spesa che
è quello dei 118 mila euro. Io non so se ci sono direttori che
prendono di più o di meno. Io so soltanto che 118 mila euro l'anno
è uno stipendio molto ragguardevole, onorevole Greco.
Io so anche un'altra cosa che gli operatori dei consorzi di
bonifica hanno unità lavorative 1200 a tempo indeterminato, di cui
550 operai, 600 circa sono amministrativi e poi ci sono 800
stagionali circa. Questi stagionali molti dei quali sono a 51
giornate, 51 giornate non è un lavoro; 51 giornate è una condizione
lavorativa insopportabile. Ecco perché il nostro emendamento che
dice che si parte da 90 giornate lavorative. Tre mesi è un lavoro.
La dignità del lavoro deve essere ripristinata e deve essere in
maniera chiara definita con una certificazione. Chi lavora va
premiato. Chi non lavora va mandato a casa.
Dobbiamo poi anche capire che i consorzi di bonifica per la
funzione che svolgono, che è una funzione sociale e di sostegno ad
un comparto economico importante, il più importante della Sicilia,
hanno un costo sociale che non può gravare sui contribuenti, sui
canoni irrigui, no Ecco perché la maggioranza, l'onorevole
Panepinto ha fatto un emendamento che è quello che dice che i
canoni irrigui non possono essere superiori al 2015. No, non va
bene Non va bene I canoni irrigui non devono essere superiori al
2014, onorevole Assenza ha detto bene lei e noi lo ribadiremo
perché nel 2015 c'è stata una lievitazione insopportabile per gli
agricoltori.
Concludo salutando e ringraziando l'onorevole Cirone Di Marco che
ha voluto farsi carico di una battaglia di equità ed io ho
sostenuto con grande piacere, con grande orgoglio, che è quella
della esenzione, o meglio io chiamerei della razionalizzazione
della tassa di circolazione per le macchina d'epoca tra i 20 e i 30
anni E' una questione di giustizia che abbiamo poi voluto estendere
anche alle associazioni di Protezione civile. Chi compie una
attività nell'interesse degli altri, un'attività nell'interesse
della comunità va premiato. Ecco perché è giusto che anche le
associazioni di volontariato, di Protezione civile, rientrassero in
questo beneficio di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
ascoltato ieri la sua decisione, ovviamente, di intervenire
nell'ambito della finanziaria stralciando alcuni articoli ed
intervendo, segnatamente, sull'articolo 23.
Le motivazioni che l'hanno indotta ad intervenire per stralciare
parte della finanziaria che era stata esitata in II Commissione
trovavano le ragioni prettamente giuridiche nell'ambito del
Regolamento che disciplina il funzionamento e le iniziative che, in
qualche modo, vengono promosse dai singoli parlamentari e dal
Governo. Da parte del Governo con la proposta, appunto, nella
finanziaria; dai singoli parlamentari con la possibilità di poter
emendare con emendamenti integrativi, sostitutivi o soppressivi
della proposta formulata, ovviamente, dal Governo.
Ebbene, l'intervento era del tutto ovvio, perché sennò era
difficile dover spiegare a noi stessi, in primis, e soprattutto ai
siciliani perché il Regolamento delle Commissioni prevede che le
Commissioni di merito che sono quelle che, in via preventiva,
esaminano le proposte, le condividono, le apprezzano e,
possibilmente, le migliorano integrandole.
Ebbene, è stato stralciato dal testo che era stato esitato dalla
II Commissione gran parte dell'articolato. E credo che questo
principio non faccia una grinza, mi sarei compiaciuto con lei ancor
di più se questo principio, continuo a ripetere, indefettibile ed
incontrovertibile, trovasse applicazione non semplicemente e
solamente per quanto riguarda l'articolato, ma anche le
integrazioni che, cammin facendo, qualcuno che mi ha proceduto ha
parlato di assalto alla diligenza , ha impolpato nell'ambito
dell'articolato che, in qualche modo, era stato predisposto
originariamente senza che queste fossero state esaminate neanche,
implicitamente, neanche indirettamente, nell'ambito delle
Commissioni di merito.
Quindi, è un monito che mi permetto, in qualche modo, di segnalare
soprattutto agli uffici molto attenti a queste questioni perché, a
mio avviso, se è un principio è un principio che non può aver
applicazione elastica ma va applicato in maniera del tutto rigida
e, soprattutto, senza tener conto di chi, in qualche modo, ha fatto
le proposte per evitare sicuramente interpretazioni anche che
possano essere, per certi versi, negative.
Quindi, al di là di questi aspetti, invito gli uffici ad
effettuare un confronto tra il testo proposto e il testo esitato
per comprendere se, effettivamente, si è trattato di una
riscrittura, cosa ammissibile mi ha insegnato, o se, per certi
versi, non si è trattato di nessuna riscrittura e se semplicemente
è stato integrato ma senza quel passaggio che lei, opportunamente,
diligentemente e ripristinando la legalità violata, come si dice in
questo caso, ha imposto a questa Assemblea.
Presidente, una istituzione che detta le regole all'esterno, che
non rispetta essa stessa le regole che si è dettata, non è un
bellissimo esempio che viene dato alla collettività. E credo che
sia, forse, arrivato il momento di fare chiarezza, perché di
chiarezza, nell'ambito di questi procedimenti ne ho vista ben poca.
Al di là di questi aspetti cosiddetti procedimentali o
procedurali, che rimetto a lei e alla sua valutazione senza farne
una questione né politica, né di carattere giuridico, però è giusto
che lei, in qualche modo, li attenzioni, entro nel merito della
questione.
Presidente, io sono di prima legislatura e ho immaginato che
quando avrei fatto parte di questa Assemblea sarei stato in grado
di incidere e di svolgere il ruolo nel modo migliore possibile e ho
immaginato che quello che veniva detto all'esterno sicuramente
poteva essere mantenuto, soprattutto perché ad ognuno era data la
possibilità di potere svolgere compiutamente il compito che la
collettività aveva chiamato a svolgere. Mi sono accorto che col
passare del tempo era una pia illusione e ho immaginato che la
prima Finanziaria, come è normale che sia, e me lo ricordo ancora
qual era il suo contenuto e soprattutto qual era la sua precarietà.
Ho immaginato anche giustificando quel Governo che era stato
chiamato ad affrontare tutta una serie di problemi che,
sicuramente, erano urgenti, che presentavano una certa complessità
e che, a mio avviso, meritavano forse più tempo o una maggiore
attenzione, e ho auspicato, immaginato, che col passare del tempo
anche l'acquisizione di una esperienza più approfondita avrebbe
immaginato un percorso che potrebbe considerarsi, in qualche modo,
migliorativo rispetto a quello precedente.
Ebbene, se non ricordo male questa è la quarta Finanziaria che
viene approvata ed è, come qualcuno mi ha anticipato, la peggiore
delle quattro a cui io ho partecipato e che ho condiviso, almeno
sotto l'aspetto della redazione.
Non c'è sviluppo. Abbiamo ascoltato l'Assessore, il quale ha
precisato che non possiamo trovare alcuno sviluppo nella
Finanziaria e che dobbiamo rifarci alle entrate extraregionali.
Assessore, l'esperienza ci ha insegnato molto, soprattutto, di
come vengono utilizzati, di come sono state spese le entrate
extraregionali - mi riferisco ai fondi comunitari e ai fondi PAC -
quindi non solo siamo scettici, ma siamo soprattutto molto
perplessi sul fatto che vedremmo nell'ambito, appunto, di queste
entrate extraregionali e l'utilizzo di queste somme, di questi
fondi, nell'ambito di quegli investimenti che la Sicilia da anni
aspetta.
È la quarta volta che sento dire: vedrete, interverremo.
Rivalorizzeremo le infrastrutture. L'economia avrà sicuramente un
miglioramento per una serie di investimenti che andremo a fare . Ma
la domanda che le faccio e che le pongo: non è una finanziaria di
sviluppo e che tipo di finanziaria è? E' una finanziaria che è come
gli altri e come tutti gli altri non utilizza al meglio quelle
poche risorse di cui la Regione dispone e interviene semplicemente
e solamente per finanziare il precariato e per pagare gli stipendi.
Perché se noi andiamo ad estrapolare alcuni interventi, a mio
avviso, per certi versi significativi ma nulla a che vedere per
quanto riguarda gli aspetti inerenti allo sviluppo, le posso
assicurare che rimane molto poco, rimane pochissimo anzi.
Chi mi ha preceduto ha appena accennato il fatto che sentiamo
parlare da anni di società partecipate che necessariamente non
dobbiamo più rifinanziare. Le faccio una domanda: da quando tempo è
che i siciliani hanno sentito che l'EAS è in liquidazione? E noi
sistematicamente anno dopo anno, provvediamo a finanziare l'EAS.
Riscossione Sicilia. E' vero il suo intervento in ordine al fatto
che comprendere prima, comprendere meglio se noi andiamo a
finanziare dei carrozzoni o no credo che sia opportuno e mi
consenta anche logico, ma non è un quesito, è una domanda che lei
deve porre all'Aula ma ai suoi colleghi, al Governo di cui lei fa
parte, per capire se queste somme che sono diventate veramente
poche sono utili ai siciliani o se, come è stato in tutti questi
anni, li abbiamo utilizzati sprecandoli perché noi non possiamo
immaginare che la Sicilia possa svilupparsi se non realizziamo
infrastrutture, se non diamo ossigeno alle imprese che determinano
sicuramente sviluppo e invece finanziamo dei carrozzoni, ai
Consorzi di bonifica che chi mi ha preceduto ritiene effettivamente
importanti e fondamentali e che condivido, ma credo che sia
opportuno e sia arrivato il momento anche di razionalizzare per
comprendere se una società è in grado francamente di stare da sola
in piedi o deve avere ogni anno dei finanziamenti extra per potere,
in qualche modo, svolgere il proprio compito com'è Riscossione
Sicilia.
E' mai possibile che la Regione siciliana deve finanziare una
società che procede alla riscossione che deve quindi determinare
delle entrate per l'ente? E se lo fa perché lo fa? E' mai possibile
che devono essere utilizzate le risorse che sono destinate ad
altro, allo sviluppo? Invece vengono utilizzate come sono state
utilizzate in questi anni - mi scusi Assessore, non è un fatto
personale, ma è ovviamente un fatto prettamente istituzionale - non
cogliendo invece alcune possibilità estremamente importanti per la
Sicilia e i siciliani.
Veda, già abbiamo delle difficoltà enormi, abbiamo delle
difficoltà enormi perché non ci viene riconosciuto quello che
effettivamente ci spetta.
Ma come ignorare che i Fondi PAC in parte ci sono stati sottratti
anche per la nostra incapacità di utilizzarli al meglio e
soprattutto di spenderli e come altre Regione invece, cogliendo le
occasioni che il Governo nazionale ha loro concesso, abbiano avuto
la capacità di svilupparsi e determinare sicuramente un
miglioramento quantitativo ovviamente del territorio, ed invece la
Sicilia, che dovrebbe essere dal punto di vista prettamente teorico
quella che dovrebbe avere i maggiori benefici sulla base di norme
che sono state approntate per raggiungere questo obiettivo in
quanto per certi versi sicuramente in una situazione completamente
diversa dal resto dell'Italia, langue e soprattutto piuttosto che
avanzare, arretra.
Basta guardare lo stato di disoccupazione, basta vedere qual è la
situazione che sicuramente si vive ogni giorno da parte dei
siciliani sperando in un miglioramento che non arriva. Non arriva
laddove le promesse in campagna elettorale non hanno avuto seguito,
nulla dal punto di vista prettamente concreto.
Tutte quelle riforme, l'eliminazione degli enti inutili. Quanti
articoli sui giornali Quante parole E quanto di questo nei fatti
è stato concretamente realizzato? Nulla, poco
A voglia se i siciliani non vogliono andare a votare Come fanno a
votare? Perché dovrebbero andare a votare? Votare poi chi? Chi in
qualche modo li ha continuato a prendere in giro facendo e
determinando delle illusioni, sicuramente illusioni che poi si sono
volatilizzate nel corso del tempo, soprattutto da un punto di vista
concreto.
Immaginavo che ci sarebbero stati interventi più copiosi
relativamente ad alcuni settori, settori operativi. E' vero, ancora
una volta i precari, per quanto riguarda gli enti locali come è
giusto che sia dal punto di vista umano, vengano rinnovati, è vero
non vengono mandati a casa.
Credo comunque che questa non sia la soluzione. La soluzione era
ben diversa e doveva essere affrontata un po' di tempo fa, adesso è
tardi.
Questo Governo - mi permetto di ricordare - ormai ha le ore
contate, se non addirittura i giorni contati. Ormai, alla fine
della legislatura, immaginare sicuramente che questo Governo cada
adesso non è neanche credibile. Ha sciupato, tuttavia, questi anni
perché piuttosto che mettere mano a delle riforme strutturali che
potessero, anche con enormi sacrifici, determinare effetti virtuosi
come d'altronde è avvenuto in altri territori, in altre compagini e
- perché no - in maniera particolare in altre regioni così non è
stato. E' stato un continuo sprecare occasioni e risorse.
E' più comodo finanziare quello che produce sostegno prettamente
elettorale piuttosto che immaginare uno sviluppo del territorio
complessivo, motivo per cui andrò a presentare degli emendamenti
soppressivi anche per richiamare l'attenzione da parte della
Presidenza e degli uffici in ordine al rispetto di quelle regole
che sono state violate, a mio avviso, e che forse è opportuno
ripristinare nel merito, come è normale che sia.
Mi riserverò, articolo per articolo, previsione per previsione,
condividere o meno le previsioni fatte nella Finanziaria.
PRESIDENTE. Comunico che sono iscritti a parlare gli onorevoli La
Rocca, Grasso, Lombardo, Assenza, Foti, Musumeci, Formica, Ioppolo
e Greco Giovanni.
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, questa Finanziaria si può leggere
sotto due aspetti: il profilo dei contenuti e il profilo dei modi.
Credo che sia molto importante, in questo periodo storico, potere
parlare anche di modi e metodi.
Ancora una volta la Sicilia non ha meritato una legge fatta di
giorno, alla luce del sole. Presidente, la Commissione Bilancio
ha avuto tutto il tempo per lavorare in serenità, tranquillamente,
di giorno.
Eppure, questo non è avvenuto - lo voglio sottolineare -
volutamente. Spiego perché. Ogni giorno la Commissione veniva
convocata puntuale alle 9.30. Alcuni deputati erano presenti alle
9.30, alle 9.45, massimo alle 10.00, poi di fatto le Commissioni
per aspettare i comodi, si deve dire, del PD, iniziavano sempre non
prima del pomeriggio, mancando di rispetto non solo ai deputati
presenti dalla mattina, ma anche ai nostri uffici, perché poi
voglio ricordare che l'ottimo lavoro che portano avanti i nostri
uffici continua, quindi loro sono costretti a lavorare con dei
turni massacranti.
Detto questo, faccio parte della Commissione Bilancio ormai da
tre anni e mezzo e posso dire con certezza che è stata la peggiore
Finanziaria alla quale ho assistito; peggiore Finanziaria che è
culminata con l'aggressione di cui parlavamo ieri dell'onorevole
Panepinto verso l'onorevole Ciaccio. A tal proposito, proprio per
aprire una breve parentesi, visto che fa parte dei lavori, una nota
dell'onorevole in questione, diceva che noi abbiamo fatto un
continuo e sistematico attacco al lavoro del PD, sette giorni su
sette. Dico, al netto del nostro legittimo ruolo di opposizione,
non so dove sono stati questi attacchi al PD sette giorni su sette,
forse si sono tenuti nella Commissione parallela, accanto alla
Commissione Bilancio . Ora, lo dico con molta ironia, visto che si
tratta di attacchi al PD, uno lo faccio. Il PD non ha bisogno di
noi per essere attaccato, sapete benissimo attaccarvi da soli,
sapete benissimo autodistruggervi, possiamo stare con le braccia
incrociate.
Faccio l'esempio per quanto riguarda le dichiarazioni del
sottosegretario Faraone, come se facesse parte di chi sa quel
partito, sulla Finanziaria. L'uomo che si propone come il nuovo che
avanza, l'uomo che parla di sviluppo e di giovani, andando contro
il suo stesso partito. Diciamoci la verità: si sta evidentemente
preparando per le corse alle regionali ed invece di pensare alla
Finanziaria che fanno a Roma che molto spesso distrugge gli enti
locali in Sicilia, viene a criticare la Finanziaria regionale.
Ma torniamo a parlare di contenuti della Finanziaria. Ancora una
volta ci siamo ritrovati ad approvare una Finanziaria senza avere
la certezza di alcune entrate. In questo caso parliamo dei famosi
500 milioni che, a detta dell'assessore Baccei, avremo dopo aver
anche ricontrattato il famoso accordo Stato-Regione nel 2014.
Vorrei ricordare che la lista dei torti della Sicilia vale un
miliardo e quattro e che il Governo nazionale nella finanziaria
statale ci ha già riconosciuto 900 milioni nelle more che vengano
fatte le famose norme di attuazione che sono la causa del fatto che
la Sicilia attualmente non ha applicato il proprio Statuto.
Ripropongo all'Assessore la stessa domanda fatta in Commissione,
ovvero io non capisco perché dovremmo contrattare su delle risorse
che ci spettano di diritto.
Veda, Assessore, è vero che la Corte costituzionale ci ha detto
che dobbiamo dialogare con lo Stato, ma immagino che si riferisse
alle norme di attuazione, quelle che da anni in Sicilia non si
sono fatte e che vanno fatte nei luoghi e nei tempi opportuni,
nella Commissione paritetica.
Veda, Assessore, quello che a me preoccupa, relativamente
all'accordo Stato-Regioni del 2014, è come vengano fatti questi
accordi, perché al netto dei famosi contenziosi di cui abbiamo
rinunciato, agli effetti contenziosi che possiamo anche perdere,
come lo stesso dice, quell'accordo prevedeva anche altre cose ben
più gravi come l'abbassamento del patto di stabilità di 400 milioni
per tre anni, cosa che di fatto è un danno. Quindi, la prego di
fare attenzione a questo accordo che non sia sbilanciato nei
confronti di Roma.
Un'altra cosa importante riguarda tutti gli assessori per il
bilancio che si sono finora succeduti: ci dicevano, come un
mantra, una frase e cioè che per dialogare con Roma bisogna essere
credibili.
Assessore Baccei, le do una bruttissima notizia. Ci sono pochi
margini per essere credibili in questa Regione e non per il suo
lavoro, non voglio difenderla, ma non possiamo essere credibili per
la classe politica che abbiamo in Sicilia, per un solo motivo: non
abbiamo la possibilità in alcuni settori, di spostare un sasso.
Faccio l'esempio, signor Presidente, lei deve sapere che in
Commissione Bilancio', non è dato avere alcuni dati, non è dato
legiferare serenamente.
In questa Regione, ad esempio, uno dei più grandi misteri
irrisolvibili, è sapere quanti sono esattamente i forestali. In
Commissione bilancio non riusciamo a saperlo, lo scorso anno non si
sono avviati 900 lavoratori e non è stato possibile avere i dati
che ci dicessero perché? Sono andati in pensione? Erano in
malattia? Hanno trovato un altro lavoro? Sono scappati alle isole
Cayman?, non si sa Non è possibile legiferare con dati alla mano.
Un altro settore sul quale c'è un' ombra gigantesca sono i
consorzi di bonifica, che è stato il tema caldo e chiave di questa
finanziaria. E' mai possibile che non si riescono ad avere i
bilanci e i documenti e i dati dei consorzi di bonifica? In
Commissione Bilancio' l'assessore Baccei stesso, ha ammesso che
non ha avuto la possibilità di accedere ai dati.
Eppure i deputati che fanno parte della maggioranza, il PD non fa
che chiedere soldi, in questa Regione è molto facile chiedere soldi
senza risolvere i problemi alla base, ci si erge paladini degli
agricoltori, senza andare a lavorare sul perché dei problemi.
Eppure, nessuno del PD, si è stracciato le vesti quando mesi fa si
sono tolti soldi alla CRIAS.
Bene A proposito dei consorzi di bonifica, comunico a quest'Aula,
che proprio in queste ore, ho fatto, a nome del mio Gruppo,
richiesta di accesso agli atti a tutti i consorzi di bonifica,
vediamo che se anche questa volta non riusciremo ad avere i dati e
comunico che, se non verranno forniti i dati nei termini di legge,
questa richiesta di accesso agli atti, si tradurrà in una denuncia
per omissione di atti di ufficio. Questo che sia chiaro. Non è più
tollerabile che in questa Regione, da alcune pentole non si
riescano a togliere i coperchi. Lo dobbiamo a questa Regione, prima
di chiedere soldi, che sono comunque dei cittadini, prima di
parlare a sproposito di sviluppo che non si può fare, dobbiamo
risolvere questi problemi, dobbiamo capire cosa c'è dentro certe
situazioni.
E continuo. Volevo fare una piccola nota su un articolo che è
stato stralciato. Il tanto discusso articolo del siciliano emerito.
Spendo due parole: questo articolo è stato stralciato e in
Commissione, il vicepresidente della Regione, sig.ra Lo Bello, ha
fatto un discorso che mi ha quasi convinto, ha praticamente detto
che è giusto in una Regione come la Sicilia, premiare i siciliani
che portano un messaggio della Sicilia diversa, che mostrano
l'altra faccia della Sicilia, la Sicilia migliore. Premiare il
siciliano emerito significa dare valore alla Sicilia, promuoverci
in maniera diversa nel mondo.
Mi aveva quasi commosso, stavo quasi per dire votiamolo, premiamo
in questa Regione, una buona volta la meritocrazia. Poi ci ho
riflettuto e ho detto: ma noi dobbiamo premiare praticamente la
gente che la Sicilia manda via a calci', perchè non solo, non
siamo in grado di fare nulla come istituzioni, per i cervelli,
cosiddetti, cervelli in fuga, li mandiamo via
Quindi volevo dire al vicepresidente Lo Bello, purtroppo oggi non
è qui, che è giusto premiare il siciliano emerito, magari lo
faremo, ma tra qualche anno, ma solo quando saremo in grado di far
tornare cervelli in fuga, quando metteremo queste persone nelle
condizioni di lavorare qui, nel posto in cui sono nati.
Bene, signor Presidente, ci sarebbero tante altre cose da dire, ad
esempio sul destino dell'esattoria in Sicilia, mi riferisco a
Riscossione Sicilia, è un altro settore dove non si fa altro che
mettere pezze e dove non c'è nessuna visione di futuro ma visto che
ho parlato tanto, sicuramente mi riserverò di parlarne quando
arriveremo all'articolo in questione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per
mantenere il mio intervento nei limiti di un'etica istituzionale
che è dovuta a quest'Aula, mi sono preparata un promemoria, però
nel corso della presentazione della legge di stabilità
dell'Assessore Baccei ho dovuto integrare e fare alcune
riflessioni, perché l'Assessore Baccei ha criticato i colleghi
deputati che lamentavano che nella finanziaria non vi erano
contenute norme di sviluppo, perché le norme di sviluppo devono
appunto provenire da fondi extra comunitari.
Io sono indignata assessore, e sono indignata con questo Governo,
e sono indignata con questo Presidente, sono indignata come
cittadino siciliano, sono indignata come sindaco, sono indignata
come rappresentante di un territorio, come parlamentare di una
forza di opposizione, perché in questi tre anni questo Governo è
responsabile del fallimento della Sicilia per due ordini di motivi:
il Presidente della Regione in maniera unilaterale, in maniera
illegittima ha rinunciato al contenzioso che aveva avviato il
precedente Presidente della Regione con lo Stato, a fronte di
sentenze della Corte Costituzionale che darebbero ragione alla
Sicilia; il Presidente della Regione avrebbe dovuto battersi
perché la compartecipazione della spesa sanitaria in Sicilia
anziché essere incrementata sarebbe dovuta essere quanto meno
inferiore, o quanto meno pari a quella delle altre regioni; non
avrebbe dovuto accettare supinamente l'operazione dello Stato che
spostando il sostituto d'imposta fuori dalla Sicilia incamera gli
oneri a carico dei dipendenti dello Stato residenti in Sicilia,
sottraendo soldi e fondi allo sviluppo della Sicilia, avrebbe
dovuto adoperarsi perché le somme derivanti, - e questo lo avrebbe
dovuto fare anche lei caro assessore -, perché le somme derivanti
dalle operazioni di immatricolazione che dal 2008 la Ragioneria
generale dello Stato sottrae alla Sicilia, e che oggi ammontano a
50 milioni di euro, mentre la Sicilia sopporta i costi della
motorizzazione da quando le funzioni sono state trasferite alla
Sicilia, questo avrebbe dovuto fare un Governo, un Presidente della
Regione prima di presentarsi, e prima di redigere una finanziaria,
anziché andare oggi ad elemosinare quei 500 milioni di euro che
sono accantonati, e che servono, e che sono soldi che
legittimamente spettano alla Sicilia, e che servono per lo sviluppo
della Sicilia; e allora, siccome non ha saputo battersi avrebbe
quanto meno dovuto avere la forza, dico quella forza che non ha, -
perché sappiamo che siamo commissariati dal Governo centrale -, di
pretendere un piano di sviluppo straordinario per la Sicilia con
dati certi, questo avrebbe dovuto fare un presidente della Sicilia
che ama la sua terra, anziché di vendere parole.
Io ancora ricordo, e faccio un passo indietro al 2012, era proprio
l'inizio dell'insediamento Patto per i sindaci', 2500 giovani
saranno assunti, efficientamento energetico, rivoluzione,
innovazione, tecnologia, a distanza di tre anni non è successo
nulla, e i comuni stanno morendo per colpa dell'inefficienza di una
Regione e di un Governo Regionale che non è stato capace di
spendere solo un euro.
E torniamo ai fondi Pac, perché bisogna dire la verità con i
numeri, nel 2012 il primo atto che ha fatto il Governo Crocetta è
stato quello di sottoscrivere l'accordo per il fondo Pac, e il
Governo Monti aveva pensato bene, ragioniere quale era,
bravissimo, ha rovinato l'Italia ed ha rovinato la Sicilia, ha
fatto un accordo capestro, cioè la Sicilia avrebbe avuto le risorse
con una serie di meccanismi particolari solo dopo avere certificato
la spesa, una Sicilia che non aveva risorse, ed ha sbagliato il
Presidente della Regione a sottoscrivere quell'accordo che pure si
era trovato, perché? Perché erano i vecchi fondi Fas, lo Stato
aveva rinunciato perché non poteva cofinanziare la spesa
comunitaria del 25%, e al posto dei fondi Fas alla Sicilia ha dato
i fondi Pac; quei fondi Pac - io mi ricordo ancora assessore alla
famiglia era l'Assessore Bonafede -, misure per la povertà,
cantieri di servizio, Piano giovani, vogliamo stendere un velo
pietoso sul Piano giovani, ce lo potranno dire altri organi però i
giovani siciliani il Piano giovani non l'hanno visto, eppure, era
contenuto nei fondi Pac assieme ad altre misure ed assieme ad altre
misure per gli investimenti, quegli investimenti che lei dice
servivano e sarebbero dovuti servire per lo sviluppo della Sicilia
e non potevano essere contenuti nella finanziaria, invece no,
sarebbero dovuti essere contenuti nelle finanziarie precedenti
perché parte di quelle misure avevano previsto nelle norme
provvedimenti in favore dei siciliani.
Andiamo ai cantieri di servizio, non sono partiti, quei fondi Pac
non sono stati spesi. Nel 2014 il Governo centrale aveva bisogno di
rastrellare somme, aveva bisogno di finanziare il job act allora
che fa? Sicilia tu non li ha i spesi, me li prendo io.
Vogliamo parlare della programmazione comunitaria 2007-2013? Un
fallimento. 165 progetti di impiantistica sono stati definanziati,
le somme sono ritornate a Bruxelles, un'incapacità dei dipartimenti
regionali, un Governo assoggettato ad una burocrazia incapace. Vi
sono dipartimenti che non hanno saputo spendere, vedi i beni
culturali e il turismo. Fondi comunitari tornati indietro e la
Sicilia ancora aspetta. I comuni con difficoltà di pagare le ditte,
le ditte che hanno eseguito i lavori. L'assessore Croce ne sa
qualcosa con i fondi che si è ritrovato finanziati con i fondi Pac,
poi con un altro piano di intervento e che problemi ha avuto? Ditte
che stavano fallendo per ripristinare quei fondi, parte di quelle
risorse sono state perse.
E, poi, alla fine, la beffa. La Regione Sicilia per rendicontare a
Bruxelles fra le somme che non aveva speso, ha utilizzato i
retrospettivi. Cioè, il comune di Rocca di Caprileone ha avuto
finanziato un parco urbano dal CIPE, io desidero sapere tutte le
risorse, quindi, rendicontate a Bruxelles. Se questo è vero, così
come è vero in tanti altri comuni, io chiedo a lei, assessore,
perché oggi rappresenta il Governo, le risorse liberate dove
andranno a finire? Perché i regolamenti comunitari dicono che le
risorse liberate devono essere destinate in quei territori dove si
sono liberate. Quindi, aspettiamo gli investimenti anche da questo.
Allora, perché prenderci in giro? Perché offendere l'intelligenza
di quest'Aula, perché offendere l'intelligenza di quei tanti
Siciliani oggi ingegneri, agronomi, architetti, categorie
produttive. Non c'è un solo settore.
Oggi abbiamo anche registrato che non solo c'è una povertà in
tutte le famiglie ma c'è anche una povertà sanitaria. La gente non
può più comprare i farmaci ed il Governo non ha saputo dare una
sola risposta.
Ecco, caro assessore, perché la mia indignazione. E'
l'indignazione di un Siciliano, è l'indignazione di una persona che
si è candidata pensando di dare un contributo e, invece, viene quì
a farsi insultare dalla gente, senza avere nessuna responsabilità e
senza poter incidere in una sola azione perché dobbiamo rispondere,
perché la Sicilia, supinamente, deve rispondere a Roma, deve
rispondere ad un Governo totalitario, ad un Governo che ha deciso
che non esiste la democrazia, ad un Governo centrale che ha deciso
che gli enti locali devono morire, che c'è un decentramento di
democrazia. Questo è il risultato di questa finanziaria e non lo
dice la sottoscritta lo dice l'ANCE, l'associazione dei
costruttori, lo dice l'ANCI, associazione dei comuni, lo dicono
tutte le categorie, lo dicono i sindacati e, guarda caso, lo dice
persino Faraone: La finanziaria della preistoria , non si può
sentire, è veramente - l'ho letta e faccio mia una frase - il
coraggio dell'indignazione .
I Siciliani oggi hanno solo questo, il coraggio di gridare, il
coraggio dell'indignazione di fronte a tanta ipocrisia.
Lei oggi, carissimo assessore - e tornando ai miei appunti -, dal
punto di vista ragionieristico, se ci trovassimo in una situazione
di società privata farebbe ragionamenti idonei e probabilmente
funzionanti. Tuttavia, quando si parla di regioni e, soprattutto,
quando si redige un bilancio pubblico, come quello della Sicilia,
che differisce da quello dello Stato e da altri regioni per
aggravio di competenze e di fonte statutaria, dunque
costituzionale, non può non tenere in considerazione che il
bilancio dovrebbe avere un'impronta etico-sociale. Non si può non
tenere in considerazione che nei momenti di difficoltà si punta
maggiormente ai settori deboli, a preservare i livelli
occupazionali, ma soprattutto ad avere la capacità di favorire
iniziative per i giovani, e mi riferisco alle start up, e mi
riferisco al credito d'imposta che era previsto nella finanziaria
presentata da Forza Italia. Mi riferisco a quella norma del 2010
che è relativa alla fuga dei cervelli e che tante Regioni hanno
adottato, e che in Sicilia non potrà mai trovare applicazioni,
perché in Sicilia mancano le risorse necessarie.
Però, in compenso si è preferito tenere tutti quegli enti che
gravitano intorno agli assessorati, praticamente da tre anni c'è un
annuncio di taglio agli enti, ma sono tutti ancora lì, commissari
nominati per nove e per dieci volte.
A titolo esemplificativo basti solo pensare all'assessorato
all'agricoltura. Pensiamo per esempio a tutti quegli enti, enti di
ricerca, ESA, consorzi di bonifica, forestali, consorzi ittici,
uffici veterinari, tutti questi enti che potevano essere
raggruppati in un'unica agenzia a servizio delle attività agricole.
Un piccolo imprenditore agricolo per avviare una pratica è sommerso
di domande, è lacerato da una burocrazia soffocante.
Il tema centrale, il tema snodale, perché per alcuni, forse per
parte della maggioranza, i Comuni sono un peso. Io ricordo che la
polis era il centro della vita di ogni società, ce lo hanno
insegnato i romani questo, ebbene la rinascita di un territorio e
dei suoi valori, la ripresa economica, la tutela
dell'ineguagliabile patrimonio che rende il nostro Paese unico al
mondo per il suo made in Italy, potrà realizzarsi partendo dalla
rimozione delle ingessature che hanno ormai inibito ogni possibile
sviluppo locale.
Lo sviluppo locale non è un'accezione, lo sviluppo locale è
l'identità di un popolo, è l'identità di un territorio, è quello
che consente ad un territorio di esprimersi e di far sì che tutte
le vocazioni di quel territorio si esaltino.
Parliamo di mettere a sistema il turismo, parliamo di mettere a
sistema i beni culturali, parliamo di mettere a sistema quella
filiera di beni inestimabili che ha la Sicilia e che questo Governo
ha avuto la capacità di distruggere, perché non ha saputo mettere a
sistema, non ha saputo fare una seria programmazione. Bastava poco,
bastavano semplicemente tre cose: programmazione, semplificazione,
e soprattutto amore per questa terra e non essere supini ad un
Governo centrale che non ha amore per la Sicilia.
Ecco perché, io ho tanta stima per lei assessore, ma un assessore
al bilancio, un assessore alla programmazione, deve essere un
assessore siciliano, ma non perché bisogna essere razzisti ma
perché un assessore siciliano conosce la terra, perché un assessore
siciliano conosce la morfologia dei territori, perché un assessore
siciliano non dice ci sono 340 milioni di euro per i Comuni e a me
non interessa purché arriviamo alla cifra', lo dice un ragioniere,
lo dice un bravo economista, lo dice uno che deve fare quadrare i
conti.
Assessore, non è un fatto personale, è un fatto politico, perché
oggi gli enti locali hanno subìto tagli che non sono
giustificabili, e sa perché non sono giustificabili? Perché io
potevo ammettere pure tutti i tagli che sono stati fatti negli
anni, ma a fronte di misure che incentivavano i Comuni a reggersi
da soli.
L'efficientamento energetico dove è andato a finire? I Comuni
hanno avuto scaricati su di loro i precari, hanno avuto scaricato i
rifiuti, perché il sistema dei rifiuti è fallito, non ci sono stati
impianti e, oggi, ancora tagli ai Comuni. I Comuni oggi non vivono
più, i Comuni oggi i loro bilanci li hanno ingessati con la spesa
del personale, e non si può andare avanti. È da vent'anni che non
c'è più un concorso in un Comune; oggi un Comune non è più in grado
di redigere un progetto, perché grazie a questo Governo
l'assistenza tecnica che sarebbe dovuta servire per dare un
contributo ai Comuni, quella del FORMEZ, di cui ancora ci vantiamo
di avere, non si capisce bene che cosa fa, gira per i comuni, per
certificare la spesa che deve rendicontare alla Regione.
Sono stati abbandonati e sono stati da soli e con essi tutti i
servizi che i comuni non possono erogare ai cittadini perché questo
significa taglio per i servizi essenziali, taglio per la
disabilità, per le fasce più deboli, per i disagi.
La Regione non è stata neanche in grado di fare un'integrazione
per tutte quelle fasce, proprio per la 328, per le misure socio-
sanitarie che metteva nella condizione di non pagare una retta così
alta per quei comuni che hanno l'obbligo quando i tribunali per
esempio ricoverano, decidono che un minore deve essere ricoverato
per qualsiasi motivo in una casa famiglia, il comune viene
massacrato da una retta. Il comune viene massacrato da un'altra
retta quando oltre 60 giorni gli anziani restano nelle RSA. E i
comuni sopportano questi tagli.
Oggi il comune non è un centro di spesa. Il comune rappresenta
l'identità locale, l'espressione più alta dell'identità locale di
un territorio e non mi si può dire che ci sono questi tagli e
basta.
E poi c'è tutto il tema dei precari che poi affronteremo. I
precari sono stati illusi. Sapete qual è il torto più grande di
questo Governo? Quello di non avere saputo lavorare sinergicamente
con il Governo centrale per trovare soluzioni per le varie
tipologie dei precari.
Perché vi sono comuni che avrebbero potuto stabilizzare i precari
utilizzando tutti gli strumenti di cui alla legge 24. E'
intervenuto il 101 oggi. Il 6 agosto del 2016 diremo ai ragazzi per
cui abbiamo fatto i concorsi, quei comuni che hanno fatto i
concorsi e ci sono stilate le graduatorie abbiamo scherzato
perché i comuni non è che non li hanno voluti stabilizzare, non li
hanno potuti stabilizzare. La legge pre-Fornero, il limite
assunzionale
DIPASQUALE. No, non è così
GRASSO. E' così Tu li hai stabilizzati prima. E' così e te lo
dimostro che è così, poi mi risponderai. Io te lo dimostro con i
dati che è così. Poi te lo spiego.
Il comune di Ragusa per anni ha avuto finanziato come spese
correnti, per Ragusa Ibla: Il barocco di Ragusa Ibla si sarebbe
potuto fare d'oro, caro amico Dipasquale.
Rendiconti il comune di Ragusa tutte le spese che ha sostenuto per
mantenere il barocco siciliano patrimonio di tutti i siciliani per
avere le risorse. E finiamola con le ipocrisie. Io quando parlo di
dati, caro collega, parlo di dati certi. Parlo di dati certi e ti
porto in audizione Bilancio' cinquanta sindaci.
Torniamo all'emergenza rifiuti. Quello che è previsto come
incentivo per i comuni, caro assessore, non è un incentivo, è una
tassa perché quando si fanno le norme bisogna avere contezza e
bisogna confrontarsi con le autonomie locali, con il territorio e
con le associazioni. Voi avete un'esigenza quella di adeguare, per
evitare l'infrazione, la percentuale di differenziata alle
direttive comunitarie e al Governo nazionale.
In Sicilia non si può fare ma non per colpa dei comuni. In Sicilia
non si può fare per colpa del Governo regionale, per colpa
dell'assessorato, del dipartimento ai rifiuti. E sapete perché?
Perché il ciclo dei rifiuti in Sicilia fino ad oggi è un costo
perché il 65 per cento nessun comune, -con tutta la buona volontà
-, lo può raggiungere.
Oggi tutti i centri di compostaggio, per quel che mi riguarda,
della provincia di Messina sono chiusi quindi neanche la frazione
di umido e di indifferenziato ci vogliono 300 km. Come si
raggiunge? Dove sono gli impianti? E quando il rifiuto comincia a
diventare un guadagno lo vendiamo alle filiere, per niente, per un
basso prezzo e poi lo vendono fuori e molto probabilmente quando
poi non è competitivo lo vendono a chi poi lo va a bruciare.
Ma io ho sempre sostenuto che i rifiuti in Sicilia sono una
risorsa, sono una fonte di occupazione. Ma quando è a sistema,
quando si mette a regime.
Non c'è l'assessore Contraffatto. Io vorrei chiedere all'assessore
Contraffatto che fine hanno fatto i commissari che ha nominato a
seguito della liquidazione degli ATO? Se hanno predisposto le
dotazioni organiche se hanno dato l'avvio all'SSR, se hanno
previsto gli impianti o, se li hanno previsti, se l'assessorato li
ha esitati. Se tutti i comuni che si sono costituiti in Aro da un
anno hanno depositato presso l'assessorato, presso il dipartimento
dell'assessorato ai rifiuti e all'energia, i loro piani, se sono
stati approvati.
Ed allora quando tutto questo meccanismo si inceppa e si inceppa
per una responsabilità del Governo, mi spiegate che cosa andate a
sbattere e perché andiamo oggi a scaricare responsabilità sui
comuni? Facendo finta che se il comune raggiunge il 65%; io
preparerò un emendamento che sanzionerà il dipartimento se entra 30
giorni non approva i piani d'ambito e prevede tutti gli impianti
che possono consentire che il ciclo dei rifiuti si chiuda. Perché
il ciclo dei rifiuti in Sicilia è solo un costo che grava sui
comuni e, per contro, sui cittadini
E poi, chiudiamo con gli investimenti: il Patto per il Sud. E'
stato emanato con delibera di giunta in un clima natalizio, le
delibere 288 e 344. Una serie di investimenti che avrebbero dovuto
e che in questo momento dovrebbero rilanciare perché nelle
considerazioni della delibera 288 erano proprio queste: finalizzate
al raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo per l'anno
2016/2017. Quel piano per il sud è un'offesa, è un'offesa per tutti
i siciliani. E' un'offesa per ogni parte di territorio della
Sicilia, perché contiene progetti preliminari, perché si finanziano
i progetti per gli studi di fattibilità delle dighe, si prevedono
progetti preliminari: e chi li farà, chi li redigerà, come si
finanziano nell'immediato tutti questi progetti preliminari per
raggiungere questi obiettivi di sviluppo? Ecco perché, caro
assessore, questa è una finanziaria che, sicuramente, accontenterà
il Governo centrale che sicuramente le faranno un plauso perché lei
ha raggiunto la sua mission, ma la sua mission non è la mission dei
siciliani. La sua mission non è quella dello sviluppo della
Sicilia, siamo lontani, siamo completamente lontani. La Sicilia ha
bisogno di interventi ed oggi non c'è più speranza per questa terra
perché i fondi comunitari, quelli che lei prevede per lo sviluppo,
- siamo nel 2016 -, la programmazione è 2014-2020. Bene, in due
anni, dal 2014 un solo euro, un solo centesimo di quei fondi
comunitari, extraregionali, destinati per lo sviluppo è stato speso
per lo sviluppo di questa terra. Non solo ed ancora non si prevede
nessuno perché i criteri del Comitato di sorveglianza saranno
applicati il primo marzo, poi si redigerà il piano ma non si
presenterà negli alberghi, fra gli assessori.
Sul piano, la legge prevede che la programmazione, caro Presidente
gliel'ho detto tante volte, spetta all'Assemblea. Non si fa nel
chiuso di una stanza, non si può fare nel chiuso di una stanza. Non
si possono mortificare territori che hanno progettato, non può
passare che la programmazione comunitaria o quella prevista nelle
delibere del Patto per il Sud siano rappresentativi di questo o
quella parte di maggioranza e, soprattutto, del peso politico che
una parte o un'altra della maggioranza può avere all'interno di
questo Governo.
Io parlo da sola, il Gruppo parla da solo.
Io auspico, desidero e voglio che la Sicilia interpreti, anche
attraverso le linee politiche emergenti della finanziaria il ruolo
di protagonista che la natura le ha consegnato e che la storia,
storia di ascari, traditori, mercenari, vassalli, talvolta le ha
negato. Purtroppo, per l'ennesima volta, questa finanziaria delude
aspettative, speranze e la cosa più grave è che si è pensato solo a
compiacere Roma, piuttosto che lo sviluppo di una Sicilia che vive
da un'emergenza all'altra con un malessere sociale senza precedenti
ed, ahimè, senza all'orizzonte che si ravvisi un minimo di
speranza. Una speranza che stasera ci aspettavamo ma che se lei
ripone la speranza nei fondi comunitari abbiamo detto ai siciliani,
ancora una volta non si è fatto nulla per questa terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io resto colpito positivamente dagli interventi degli
onorevoli che mi hanno preceduto, in particolare l'ultimo, quello
dell'onorevole Grasso che si è distinta innanzitutto per passione e
per competenza e penso che, al di là della discussione generale,
sia il sentore di un Parlamento che comunque manifesta grande
attivismo per le proprie prerogative e per le proprie potestà
legislative e non solo. Ed è un grido d'allarme quello
dell'onorevole Grasso che non può essere, certamente, trascurato,
non può essere trascurato oggi, non può essere trascurato
all'interno di questo Parlamento che sappiamo essere il Parlamento
più antico d'Europa, proprio figlio di quella tradizione normanna
che esportava, non solo in Sicilia, ma anche nel mondo
anglosassone, questa impostazione.
Presidente Ardizzone, non penso che vada mortificato anche
dinnanzi alle parole dell'assessore Baccei di poco fa. Io,
assessore, le riconosco di essersi immerso in una situazione
complicatissima, difficile, nessuno le invidia la posizione che
oggi ricopre, ma questo Parlamento che vanta una storia millenaria,
potremmo dire, tra qualche anno, non può accettare oggi da parte
sua ma di qualunque altro assessore, Presidente Ardizzone, che vi
possa essere una richiesta - io ho sentito prima le sue parole - di
posticipare l'approvazione di un articolo della Finanziaria,
determinante per il sostegno, per l'equilibrio e per la struttura
della stessa a degli adempimenti legislativi di buoni comportamenti
delineati in sedi che non sono questa.
Io, Presidente Ardizzone, non posso accettare che il mio ruolo di
parlamentare regionale e il mio mandato popolare venga svilito
dalla possibilità di esercitare la mia potestà legislativa in
scienza e coscienza sugli articoli di questa Finanziaria dietro il
ricatto del fatto che solo al compimento della stessa verrà
valutato se concedere i soldi di spettanza di questa Regione, se si
sono portati avanti i compiti che sono stati assegnati in un'altra
sede. Io questo non penso che sia un comportamento giusto, non
penso che sia un comportamento accettabile, non dall'onorevole
Lombardo, oggi deputato di opposizione, ieri di maggioranza e
domani di non so cosa. Io penso che non vada accettato da nessuno,
onorevole Presidente Ardizzone. Da tutti i colleghi 90 deputati,
maggioranza, opposizione, ex opposizione e domani maggioranza, da
tutti Questo è un principio che riguarda la difesa delle nostre
prerogative prima ancora dei nostri schieramenti politici. E mi
ricollego anche a questo ragionamento e vorrei chiudere su questo
ragionamento il mio intervento, anche perché, onorevoli colleghi,
Presidente Ardizzone e assessore Baccei, è imbarazzante il silenzio
della maggioranza. Ci siamo alternati da circa due ore deputati
dell'opposizione nel cercare di sollecitare alcuni interventi e
alcune cose che in questa Finanziaria non funzionano e non vi è
stato un solo intervento, dicasi uno, da parte dei deputati della
maggioranza che dovrebbero sostenere questa manovra, che dovrebbero
promuovere questa manovra finanziaria e questa legge di stabilità.
Dinanzi a questo emerge un dato che è lapalissiano: nessuno si
prende l'onere di questa cosa, nessuno vuole mettere la faccia su
questo disegno di legge, nessuno perché tutti hanno consapevolezza
dello sfascio ma nessuno, nei momenti di responsabilità politica, è
pronto a metterci la faccia, i deputati di maggioranza non sono
neanche presenti in Aula se non nella persona dell'onorevole
Cirone, dell'onorevole Dipasquale, dell'onorevole Lupo e
dell'onorevole Ruggirello, scusate non li avevo visti, erano messi
defilati rispetto alla mia visuale. Quindi, il punto qual è? E
vorrei rientrare, io ho più volte parlato, Assessore Baccei, in
questi mesi di guerra tra i bilanci.
E' evidente che dal 2008 in poi si è ingenerato un meccanismo
secondo cui i bilanci dello Stato e degli Enti territoriali dello
Stato sono entrati in una logica di guerra di sottrazione di
risorse, l'ho più volte affermato, e all'interno di questa guerra,
come dire, spietata, certamente che ha visto diversi interventi da
parte di un ente nei confronti dell'altro, ognuno ha cercato di
sottrarre risorse ed è chiaro che, all'interno di questa logica,
negli ultimi anni vi è stato un comportamento dello Stato di
sottrazione continua di risorse nei confronti della Regione
siciliana, non di risorse di spettanze dello Stato ma di risorse
nostre, previste dallo Statuto e di gettito tributario che spetta
interamente alla Regione siciliana non di concessione dello Stato,
risorse nostre e, in questi anni di continua sottrazione, abbiamo
avuto delle difficoltà come Regione siciliana e oggi il dato
strutturale del deficit non può essere ricollegato a un Governo
piuttosto che un altro saremmo degli ipocriti e dobbiamo essere
sinceri con noi stessi ma, d'altronde, lo è la stessa relazione del
suo disegno di legge, la sua relazione, Assessore Baccei, perché
lei parla in modo chiaro di un deficit strutturale di 3 miliardi
che si è presentato a fine 2014, onorevoli colleghi, lei Assessore
Baccei ancora non era in Sicilia, ma ricordate voi all'atto
dell'insediamento del Presidente Crocetta nel dicembre 2012 la
famosa scoperta del miliardo di debito fuori bilancio? Che poi
fuori bilancio non esiste nella contabilità della Regione siciliana
esiste in quella dei Comuni, ma scusate sono stati fatti miliardi
di tagli in questi anni, si è partiti da una situazione debitoria
di un miliardo e l'Assessore Baccei nella relazione scrive che nel
2014 questo deficit è di tre miliardi.
Qualcosa non torna, forse non ho ben letto o sono stato forse in
un sogno, ho vissuto un momento onirico all'interno di questa
Assemblea.
Ma questi tre miliardi, scusate, chi li ha generati? Da cosa
provengono? Così come nella relazione si parla di 8 miliardi di
indebitamento ma, scusate, nel 2012, onorevoli di seconda, terza,
legislatura che eravate presenti anche nella scorsa, non vi era un
debito di 5 miliardi a fine 2012? E questi tre miliardi di
indebitamento chi li ha creati? Io vorrei capirlo questo, vorrei
avere un orientamento.
E quando si parla, sempre a giustificazione di questi 8 miliardi
e, quindi, di questo incremento debitorio, di modelli previsionali
sbagliati delle entrate, ma scusate, le previsioni del PIL
all'interno delle leggi di stabilità degli anni precedenti che
definire sbagliate è dire poco, ma chi le ha predisposte?
Quando si sperava in una perdita di PIL di 0.5 e poi a consuntivo
era sempre puntualmente del 2.5, del 3 causando un deficit di
entrate nell'erario della Regione siciliana, ma scusate, chi ha
predisposto questi documenti contabili? Giusto per avere un idea.
Allora, è proprio nella sua relazione, Assessore Baccei, che
ritrovo questi elementi e si parla giustamente anche delle famose
riserve azzerate per i residui, i famosi due miliardi che lei ha
trovati azzerati, Assessore Baccei. L'azzeramento di queste
riserve, giusto per capirlo, ma queste leggi di erosione delle
riserve sono state contestate dal Commissario dello Stato? Sono
state contestate dal controllore imposto dal Governo centrale? Ma
scusate, onorevoli colleghi, ma perché il Commissario dello Stato
acconsentiva a quell'erosione? Perché si era consapevoli tutti qui
dentro, e non solo, che il taglio di risorse si poteva coprire con
l'erosione di quella riserva? Perché tutti ipocritamente sapevano
che quelle riserve venivano erose salvo poi dire: avete eroso le
risorse. Ma scusate, contestualmente non venivano erose le entrate
di spettanza della Regione siciliana?
Allora, vedete il punto anche più dequalificante, penso, nella
storia di questa legislatura, che sarà oggetto della mozione che
discuteremo da qui a breve, riguarda poi la rinuncia del
contenzioso. E' una pagina miserabile nella storia di questa
Regione - al di là del dato numerico del valore delle sentenze
della Corte - è un dato vergognoso perché ha leso l'autorevolezza
della Regione siciliana e del suo Parlamento, al di là dello
schieramento, ma ha leso tutto il Parlamento, ha leso Vinciullo,
Musumeci, Cirone, ognuno di noi e non v'è dubbio su questo.
Vi è un problema anche di mezzi, Presidente.
Quando si consuma la guerra fra i bilanci, l'unico strumento che
ci viene concesso dallo Statuto è esercitare l'azione dinnanzi alla
Corte Costituzionale.
Nel momento in cui siamo in una guerra fra i bilanci, nel momento
in cui ci vengono erose risorse, nel momento in cui non possiamo
più rivolgerci alla Corte Costituzionale, qual è l'alternativa?
E' andare col cappello in mano, accettare tutto ciò che ci viene
propinato, calare all'interno dell'ordinamento dell'autonomia
legislativa di questa Regione tutte le porcherie che ci sono state
imposte.
E' chiaro, è matematico
Qualcuno mi dice, giustamente, non hanno grande valenza economica
queste sentenze - di questo discuteremo meglio, più avanti - ma mi
metto nei panni dei giudici della Corte Costituzionale e se
dinnanzi ad un ricorso dove vi è lo Stato centrale che vanta delle
risorse e bisogna poi valutare la posizione di una Regione
miserabile, sprecona, fatta di precari perché è questo che viene
imposto dall'opinione pubblica nazionale, quella Regione che noi
siamo chiamati a rappresentare, vorrei vi metteste nei panni di
quel giudice
Qual è l'approccio mentale con cui si misura su quel ricorso? Sarà
da un lato di un Governo che necessita di risorse, di un continuo
scontro con l'Europa, dall'altro vi è una Regione povera,
miserabile e precaria che rinuncia all'unico strumento che ha per
vedere garantite le proprie prerogative.
Certo che abbiamo perso tanti ricorsi alla Corte Costituzionale,
ci mancherebbe
E poi la pagina vergognosa degli accantonamenti.
Ho presentato anche degli emendamenti in Commissione Bilancio ,
che ripresenterò in Aula, provocatori - se così possono essere
definiti - perché non dovrebbero esserlo.
Ho rimodulato le risorse da destinare agli accantonamenti,
provocatorio perché so non può essere contestato in questa sede.
Presidente Ardizzone, lei ha avuto il coraggio di denunciare
queste cose pubblicamente, lo ha avuto anche l'onorevole Vinciullo;
è da cinque anni che denunciamo queste cose, partendo dal 2012,
anno a cui risale il famoso Decreto legge n. 95 che ha imposto per
la prima volta gli accantonamenti, 2013, 2014, 2015 e 2016, sono
cinque anni che questo popolo miserabile, precario, di forestali e
di gente che non ha coraggio versa soldi per il concorso alla
finanza pubblica nazionale.
Abbiamo dato miliardi di euro dei nostri giovani, dei nostri
laureati, dei soldi per lo sviluppo al concorso alla finanza
pubblica nazionale.
Dinnanzi a questo quadro noi dobbiamo sempre soccombere.
A chi spetta andare a Roma non per dire che la Sicilia non vuole
pagare gli accantonamenti ma per dire chiaramente che la Sicilia
vuole pagare quanto pagano gli altri.
Non riusciamo più a dire questo
E' vero, Assessore Baccei, su questo ha una responsabilità perché
se lei rappresenta il trait d'union tra la Regione siciliana e il
Governo nazionale queste cose doveva spiegarle lei.
Lei, Assessore, doveva dire che a pagare un miliardo e
centottantasei milioni è ingiusto, è iniquo, è un trattamento
peggio di una colonia, peggio
Andando avanti e continuando a discutere dell'impalcatura di
questa manovra finanziaria è la vicenda dei 500 milioni.
Ho più volte attenzionato quest'Assemblea sull'iter che ha seguito
questo fantomatico accordo con lo Stato per ottenere finalmente le
prerogative dello Statuto.
Penso che qualcosa di più opaco in questi anni non si sia visto
qui dentro.
Avevamo un accordo concluso negli schemi generali a fine 2012,
sempre i deputati della scorsa legislatura ricorderanno che vi fu
un mandato chiaro, sottoscritto con un ordine del giorno e votato
all'unanimità da quest'Aula dove si diceva al Governo della Regione
siciliana di andare a Roma per tutelare le prerogative dello
Statuto siciliano mettendo in atto una serie di adempimenti.
In silenzio si è andati a Roma e si è chiuso un pacchetto di
interventi che ricordo a me stesso, prima ancora che a voi, che
hanno previsto prima l'armonizzazione della contabilità con la
Finanziaria dell'anno scorso nella quale abbiamo passivamente
esercitato questa funzione di ridistribuire residui, tra l'altro
ricordo sempre a me stesso, che molti di questi residui riguardano,
ad esempio, tante APQ, tanti Accordi di Programma Quadro,
finanziati dal CIPE e quindi dallo Stato negli anni 2008, 2009 e
2010 e che furono anticipati, proprio in virtù di quella delibera
CIPE dalla Regione siciliana e che ancora oggi non sono stati
restituiti dallo Stato che è debitore nei confronti della Regione.
E quindi dinanzi a questo si è avviato l'iter di questo accordo.
Un accordo che ha visto, cosa mai vista nella storia legislativa,
un emendamento alla Finanziaria dove vengono concessi
novecentomilioni di euro, come se l'iter dell'applicazione dello
Statuto non fosse da seguire all'interno dell'alveo delle norme di
attuazione dell'articolo 27 della legge n. 42 del 2009, come da
chiara volontà del legislatore costituzionale prima e ordinario
dopo.
Dinanzi a questo si è soltanto alla fine scoperto che vi sono
novecentomilioni messi in legge di stabilità nazionale,
cinquecentomilioni che sono la possibilità di dare queste somme
solo e a condizione che vi sia l'esecuzione dei compiti.
Allora, dinanzi a questo anche - e mi avvio alla conclusione - so
che l'assessore Baccei ha più volte affermato che non vi è in ogni
caso equilibrio di bilancio nel caso in cui vi fosse
un'attribuzione delle nuove funzioni a questa Regione e
l'ottenimento delle somme spettanti dallo Statuto.
Il problema è che manca una gran parte di quello schema, assessore
Baccei. Il problema è che manca l'applicazione delle imposte di
produzione dell'articolo 36.
Ho presentato un disegno di legge voto affinché vi possa essere
una modifica dell'articolo 36 dello Statuto. E questo, Presidente
Ardizzone, anche lei l'ha sottoposto. Certo mancano i duemiliardi
delle accise, è normale. Nel 2012 questo venne inserito nel
programma di accordo tra Stato e Regione e che oggi non vi è più.
Senza quei duemiliardi è normale che noi non ce la facciamo a
sostenere strutturalmente il bilancio. Ma con quei duemiliardi, non
solo riusciremo a coprire il bilancio e le spese, ma anche a
finanziare sviluppo, a finanziare borse di studio di medicina per i
giovani laureati, a finanziare start up, a finanziare
l'internazionalizzazione delle nostre aziende.
Allora, e concludo - e spero di aver rispettato questo andamento
circolare del mio intervento . non posso accettare questa
impostazione, Presidente Ardizzone. Non posso accettare che
l'accordo Stato-Regione, Statuto e così via, oggi venga svilito dal
fatto che noi parlamentari tutti, presidenti di commissione, tutti,
dobbiamo oggi approvare una Finanziaria con la Spada di Damocle ,
che se non eseguiamo i compiti datici da Roma, i cinquecentomilioni
non esisteranno.
Altro che applicazione dell'articolo 27, altro che norme di
attuazione O si fa così, oppure cinquecentomilioni non verranno
concessi.
Ora chiedo a tutti quanti voi - e concludo davvero - è mai
possibile che la nostra potestà legislativa, il nostro compito, la
passione con cui ognuno di noi quotidianamente lotta con le mille
emergenze, con i propri elettori, con gli abitanti del paese più
piccolo di questa povera Regione, debba misurarsi con la
impossibilità di esercitare la propria potestà legislativa, pena la
legittima erogazione delle risorse che ci spettano.
Presidente Ardizzone, non ci sto più. Non ci sto più ad un sistema
secondo cui ci vengono sottratte le risorse e poi ci vengono
riconcesse sotto ricatto.
E' una vergogna Allora, su questo penso debba essere aperta una
riflessione seria.
Noi ci avvieremo a questo iter parlamentare, questa norma spero
non venga approvata, non so se verrà approvata, ma all'indomani di
questa riforma, di questa legge, occorrerà che tutti i gruppi
parlamentari e tutti i deputati si pongano un tema. Noi non
possiamo andare a concludere l'accordo con lo Stato in queste
forme, diversamente non sarà il problema della legge di stabilità
per il 2016, il problema sarà da qui ai prossimi mesi, chiudere gli
enti, le società, mandare a casa le persone, negare uno sviluppo a
questa terra.
E' questa la scelta dinanzi alla quale siamo chiamati a esercitare
le nostre potestà concesseci non per esercizio divino o qualcosa di
simile ma perché migliaia di persone ci hanno votato per fare i
loro interessi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire dopo
tanti interventi tutti ampiamente esaustivi e convincenti, diventa
sempre più difficile e si deve cercare necessariamente di non
ripetere per non annoiare l'uditorio, tra l'altro sempre più
scarno, ma soprattutto per non pestare l'acqua nel mortaio
inutilmente.
L'ultima freccia dall'arco mi è stata tolta dall'ottimo intervento
dell'onorevole Lombardo, ossia questa richiesta inusitata,
veramente mortificante di accantonare la discussione sull'articolo
5 e di posticiparla alla fine della Finanziaria. Come dire:
divertitevi pure ma, se alla fine non quadra il cerchio, con questo
articolo 5, rimettiamo tutto in discussione.
Presidente, su questo mi appello alla sua autorità ed
autorevolezza, per evitare che si compia anche quest'ulteriore
scempio richiesto dal Governo.
Detto questo che dire? Abbiamo ascoltato la relazione di
maggioranza, anche se mi fa specie che sia stata perorata
dall'onorevole Vinciullo, ma ci sta anche questo nel novero delle
evoluzioni personali e politiche di questa legislatura.
Abbiamo ascoltato la relazione di minoranza dell'onorevole Savona,
abbiamo ascoltato il suo intervento, assessore Baccei.
Poiché gli argomenti sono stati quasi tutti trattati, non mi
soffermerò sulla grande area che caratterizza una parte consistente
delle entrate e sull'assenza di programmazione vera.
Mi soffermerò su due argomenti che, a braccio, ha trattato
l'assessore Baccei.
L'assessore Baccei ha detto: ma che cosa andate cercando in una
Finanziaria regionale? Le norme sullo sviluppo? No, di fondi sullo
sviluppo ne abbiamo a iosa perché ce li abbiamo attraverso i fondi
comunitari e attraverso gli interventi del Governo nazionale.
I Fondi comunitari, a due anni dalla nuova programmazione, questa
Regione è l'unica Regione italiana non solo a non aver progettato e
aver dato la possibilità di spendere un solo euro, ma siamo ancora
all'incertezza sulle stesse linee guida e noi rischieremo, con
questa programmazione, di andare a superare il flop notevolissimo
che abbiamo avuto nella programmazione precedente e sono di questi
giorni, se non di questi mesi, gli sforzi che nell'ambito dei vari
assessorati si sta cercando di finanziare anche carta straccia e
non progetti veri, per cercare di limitare il danno della vergogna
della restituzione di centinaia di milioni se non di miliardi di
euro all'Europa. E noi dobbiamo fare lo sviluppo con questi fondi?
Dei quali voi non riuscite a programmare l'utilizzazione?
Seconda osservazione: ha fatto l'esempio dei consorzi di bonifica.
Questi discorsi li posso accettare da una persona che viene al bar,
ma questo è in puro stile del crocettismo imperante.
Per il Consorzio di bonifica abbiamo gli esempi con le altre
regioni. Noi abbiamo avuto, caro assessore, i consorzi di bonifica,
il precariato, i forestali che per anni sono stati dei serbatoi di
voti da parte di alcuni politici con la p minuscola, scusatemi
nulla di personale ma con la p minuscola, per cui questi signori si
sono fatti per decenni le campagne elettorali rinviando di volta in
volta la sistemazione di questo precariato, da lasciare sempre
appeso all'amo del ricatto elettorale. Però Presidente, un Governo
esiste perché deve avviare a soluzione un fenomeno, e allora se
questo fenomeno non si può risolvere, dopo avere illuso per decenni
dei poveri lavoratori dicendo adesso la pacchia è finita andate
tutti a casa, perché non si può risolvere così, si può risolvere
trasformando quello che è un dato che apparentemente può essere
considerato un peso per l'economia regionale, in un fattore di
sviluppo.
Noi è da tre anni che cerchiamo in Commissione territorio ed
Ambiente di parlare di mettere a regime tutto il sistema
precariato, facendo che cosa una serie interlocuzione con l'Inps
nazionale per chiedere: tu Inps nazionale quali fondi spendi per
l'indennità di disoccupazione a tutti questi lavoratori precari?
Non ti chiediamo un euro in più ma queste somme devono essere
destinate ad un'agenzia regionale che metta veramente a frutto
questi lavoratori, avviare un'interlocuzione con l'Anci, con tutti
i comuni, tu comune quanto spendi ogni anno per la manutenzione del
verde? Protezione Civile tu quanto spendi per la salvaguardia degli
alberi e dei terreni? Assessore se lei fa tutti questi conteggi,
alla fine nel nodo complessivo si spenderebbero meno risorse di
quelle che buttiamo in pozzo senza fondo attualmente, e renderemmo
produttivo un settore che invece rischia, e non per colpa dei
lavoratori, di farci apparire lo zimbello dell'Italia.
Allora, assessore, lei non può venire qui a dire il consorzio di
bonifica sono più gli operai che gli impiegati, la mia provincia è
un classico esempio abbiamo più impiegati che operai, è così, lei
non c'entra nulla, lo so ci mancherebbe, no non l'ha detto proprio,
va be', ma è così, glielo sto dicendo io, e purtroppo è così però
poi che cosa abbiamo, che voi come Governo regionale che cosa avete
pensato, noi questi deficit li facciamo pagare agli agricoltori, ai
proprietari dei fondi che arrivano nel consorzio di bonifica, cioè
in un momento di crisi dell'agricoltura tragica, voi avete
triplicato, l'anno scorso quadruplicato anzi per essere esatti i
canoni a carico dei proprietari dei fondi, senza peraltro avviare
una seria opera di monitoraggio per verificare le reti che non sono
assolutamente funzionanti, l'acqua dove arriva e dove non arriva,
fondi che ormai sono serviti da altro e quindi non
necessiterebbero, ma queste sono cose che non può fare l'onorevole
Assenza da semplice deputato dell'opposizione, sono cose che un
Governo serio, che pensa a governare e non a vivacchiare per
trascinarsi lentamente verso la fine della legislatura, dovrebbe
cominciare e veramente a pensarlo.
Dopodiché e mi avvio celermente verso la conclusione, qualche
perla però dobbiamo pure evidenziarla Presidente Ardizzone, lei è
riuscito a mettere un freno a tante parti che erano state a forza
introdotte in questa legge finanziaria, in parte perché qualcosa
purtroppo è rimasta, ma qualcosa di positivo è stato introdotto
grazie all'opera di qualche membro della Commissione bilancio,
dell'onorevole Savona ma anche di alcuni autorevoli esponenti come
Di Giacinto della maggioranza, che hanno avuto almeno il barlume di
dire qualcosa sullo sviluppo dobbiamo pure inserirlo, e quindi
almeno è spuntato il fondo di progettazione sia a livello
regionale, sia per i comuni, almeno c'è stato un minimo di
rifinanziamento del fondo Ircac e del fondo per la rotazione anche
per la Crias, e quant'altro. Qualche cosa di moralizzazione su
emendamenti specifici del nostro gruppo è bene dirlo è stata
introdotto, quella vergogna per cui anche i revisori dei conti, che
sono organi di controllo, venivano eletti dai consigli comunali o
scelti a seconda delle vicinanze politiche nelle varie società
partecipate, è stato finalmente introdotto il principio del
sorteggio fra gli iscritti all'albo, in maniera che si evitino
queste vergogne di considerare delle pecche anche gli incarichi
di contenimento di controllore.
Il limite a quel tentativo fatto dal Governo di aumentare i
componenti del consiglio di amministrazione - perché anche di
questo si era trattato. Il tetto agli stipendi dei dirigenti,
perché si straparla tanto di chissà quali astronomici emolumenti
della politica senza poi far riferimenti ai lunari emolumenti di
alcuni dirigenti.
Però, Presidente, sa qual è la perla vera, oltre a quella che
riguarda la mia provincia - ma con quella concluderò? Abbiamo
introdotto l'IRESA, articolo 79. Cioè noi, isola di Sicilia che
scontiamo una marginalità geografica senza paragoni con le altre
regioni d'Italia, che già non siamo riusciti ad ottenere dal
Governo nazionale quello che la Regione Sardegna è da decenni che
percepisce, ossia l'intervento per i residenti, per i voli aerei
dei residenti che devono raggiungere il Continente. Noi, in questo,
non siamo riusciti, ma siamo riusciti ad introdurre l'IRESA, che è
l'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili.
Quindi, continuiamo a scoraggiare anche quell'unica risorsa che,
quantomeno in alcune zone della Sicilia, si è andata sviluppando,
ossia quella del turismo che proviene dalle altre regioni,
dall'Europa o dal Mondo. Perché, evidentemente, questa tassa
sull'emissione sonora degli aerei non la pagherà l'Alitalia o la
Ryanair, ma la pagheranno i passeggeri di questi voli.
Speriamo che, almeno su questo, si riesca a raggiungere una
maggioranza che ponga nel nulla quest'autentica follia.
Mi faceva notare l'ottimo capogruppo Falcone, che credo conosca il
bilancio come pochi altri in quest'Assemblea, che, anche dal punto
di vista della tecnicità dei dati, lascia molto a desiderare. Per
esempio, il prospetto allegato - Presidente, questo anche gli
uffici dovrebbero controllarlo - porta ancora tutta una serie di
uscite che, a seguito dell'operazione legittima di stralcio da lei
operata, non sono più tali, e quindi, per esempio gli articoli 23,
commi 6, 7, 8, 9, 10, fino al comma 17 non sono più voci di spesa
attualmente inserite in bilancio, perché riguardano norme da lei
stralciate.
Veniamo alla mia provincia, signor Presidente, e concludo, alla
provincia di Ragusa.
Scomparsi gli aumenti per il CORFILAC, resi quasi inutili gli
stanziamenti per l'ARES, perché sono stati ridotti ad importi
ridicoli - ma non è che si farà un favore a me se li rimpinguiamo -
, il problema è che vi sono delle realtà forse uniche fra tante
realtà siciliane, che dovrebbero essere un fiore all'occhiello di
questa Sicilia, e che invece vengono trattate come dei pari da
eliminare e da punire ad ogni dove.
Non ho chiesto né ho presentato nessun emendamento per l'aeroporto
di Comiso, che tanta polemica suscitò nelle scorse Legislature,
perché vi era la quasi certezza di essere inseriti per il 2016 fra
gli scali di interesse nazionale, però l'accordo di programma,
grazie alla grande solerzia della società di gestione
dell'aeroporto del Comune di Comiso, che è socio di minoranza, ma
che ha la presidenza della società di gestione, e del Governo
regionale, nonché il grande amore che il Governo nazionale continua
ad avere per quest'isola, finora questo accordo di programma non è
stato sottoscritto e quindi speriamo bene.
Però, non solo questo Governo non ha dato un euro per la
provincia, ma grazie ad un emendamento di un deputato di Ragusa,
l'onorevole Dipasquale qui presente, vicepresidente della
Commissione Bilancio, si permette di entrare a gamba tesa nel
bilancio del Comune di Ragusa, dicendo che non diamo un euro per la
legge su Ibla.
Dà fastidio questa Ibla, perché ha raggiunto percentuali di
incremento turistico di oltre il cento percento, dà così fastidio
ad altre realtà regionali per cui Ibla deve essere marginalizzata,
ad Ibla non spetta più nulla. Però spettano e si incrementano per
Ortigia o per la Valle dei Templi, o per Agrigento, per carità ci
mancherebbe altro. Una Regione che si rispetti dovrebbe valorizzare
Agrigento, Siracusa, Tindari, dovrebbe valorizzare tutte e su
questo puntare, non andare a fare la guerra tra i poveri tagliando
ad uno e all'altro. Ma quello che più grave si dice, e su questo,
signor Presidente, vorrei che gli uffici intervenissero, perché c'è
una illegittimità grande come una casa dal punto di vista tecnico-
contabile, l'ente Regione non può intervenire all'interno del
bilancio del singolo ente comunale senza ledere l'autonomia dello
stesso.
Abbiamo il grande esperto, professore universitario, onorevole
Dipasquale che gesticola mentre io parlo. Poi verrà qua e ci
spiegherà, dall'alto della sua sapienza, illuminata dalla terza
elementare, di quello che sarà, ma continuiamo pure
Signor Presidente, assessore Baccei, all'articolo 8 hanno aggiunto
questa perla del comma 19, in cui in pratica sono andati a scovare
le royalty, cioè le perforazioni e quindi questa che non è
un'imposta, perché loro confondono tra l'imposta e un'entrata
straordinaria, però tutto fa brodo in questa grande finanziaria. E
quindi questa entrata straordinaria delle royalty che Ragusa come
Comune percepisce, che non è un dato fisso ma che è commisurata
evidentemente all'estrazione.
Allora si dice al comune di Ragusa, dato che i soldi per Ibla non
te li do più, tu questi 5 milioni li blocchi perché li devi
utilizzare specificatamente per Ibla; poi non importa se questi 5
milioni erano già impegnati nel bilancio di Ragusa per gli anziani,
per le associazioni, per la manutenzione straordinaria, non
importa.
In via astratta si può consentire una norma di questo tipo? Io
vorrei che gli uffici questa norma la studiassero attentamente
perché ci sono pronunce di diverse sezioni della Corte dei Conti
che chiariscono che queste entrate non sono entrate di natura
tributaria, ma sono entrate extratributarie che debbono essere
inserite
DIPASQUALE. Porta una lira a Comiso
ASSENZA. Poi la lezione ce la dà domani quando interviene,
professore Dipasquale, ci dà la lezione qua e poi la va a dare agli
elettori di Ragusa, perché lei sta facendo un'operazione politica
bieca, perché sta danneggiando un intero territorio solo perché
deve danneggiare una amministrazione comunale che è di senso
opposto del suo ex candidato.
Signor Presidente, io gradirei non essere disturbato mentre
intervengo.
Non solo questo, quindi, che si entra a gamba tesa nell'autonomia
economico-finanziaria di un ente diverso da quello, ma si dice
anche che una parte di queste royalties li destini ai comuni
diversi, adottando un criterio che è un capolavoro sulla base del
numero degli abitanti, cioè dimenticando che vi è comunque una
legge nazionale del 1996 che già prevede in questi casi quali siano
i criteri di ripartizione e che non c'entra nulla con il numero
degli abitanti, ma semmai c'entra con l'avere, nell'ambito del
proprio territorio, se si hanno ricadute negative da questa
estrazione territoriale e, quindi, se ci sono impianti di
stoccaggio, impianti di raffinazione e quant'altro. Però qui
abbiamo inventato un altro criterio quello della popolazione.
E, quindi, si dice che il 30 per cento oltre i 15 milioni li
destiniamo per quelle finalità. Ma attenzione, se raggiungiamo i 15
milioni tutto viene rimesso in discussione, il 30 per cento lo
diamo agli altri comuni. 5 milioni il comune di Ragusa li spende
per Ibla, il 30 per cento dei 10 lo destina agli altri comuni, e
dopo un mese dichiara il dissesto e questo è il risultato che
abbiamo ottenuto con questa norma.
Allora, io credo che a tutto c'è un limite. Che veramente la
ragionevolezza deve ritornare a farla da padrona in questa
Assemblea normativa, dopodiché, onorevole Presidente, come al
solito mi sopporterete articolo per articolo, emendamento per
emendamento, ed anche su questo ci torneremo e ci torneremo a iosa
con più dovizia di particolari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io non
mi addentrerò sul terreno dell'analisi tecnica dello strumento
contabile oggetto dell'esame di questa Aula e spero di potere
occupare minor tempo rispetto a quello di alcuni colleghi che hanno
approfondito, dal punto di vista tecnico sì, un bilancio e una
legge di stabilità sulla quale i giudizi politici possono essere
certamente contraddittori ma confluiscono su un unico dato: la
stanchezza con cui si ripete questo rito.
L'assenza del Presidente della Regione siciliana che sconosce il
galateo istituzionale è significativa di come si voglia snobbare
l'Assemblea regionale nel momento in cui essa esamina l'atto più
qualificante e più importante del suo, chiamiamolo, anno
gestionale.
Lei sa benissimo, assessore Baccei, per essere un tecnico e per
questo è stato da Roma incaricato di venire in Sicilia, Lei sa
benissimo come il bilancio sia la cartina tornasole della vita di
un ente.
Si prevedono dieci cose, se ne fanno cinque, se ne fanno sei, se
ne fanno quattro e però nella previsione c'è l'anima, c'è la
programmazione, c'è la prospettiva, c'è l'indicazione di un modello
di sviluppo, c'è la volontà di evidenziare un settore piuttosto che
un altro. Ora, al di là dell'assenza del Presidente della Regione,
al di là dell'assenza di tutti i deputati della maggioranza fatta
eccezione per tre colleghi, è chiaro che noi stiamo ripetendo un
rito tanto per metterci con la coscienza apposta ed io non mi
soffermo sul significato di questo bilancio cedendo alla tentazione
di analizzare il giudizio che il sottosegretario Faraone ha dato
alla vigilia della sessione stessa quando ha detto, entusiasta ed
esultante, che finalmente con l'assessore Baccei abbiamo reso il
bilancio della Regione siciliana vero e non finto. Se dovessi
soffermarmi su questo giudizio e su questa considerazione sarei
portato a pensare che, fino allo scorso anno, lei assessore Baccei
ha portato in quest'Aula un bilancio finto e, se il bilancio è
finto, vuol dire che manca di uno dei tre requisiti essenziali ed
io penso, per esempio, a quello della veridicità. Ma il
sottosegretario Faraone è abituato a questi giudizi affrettati e
superficiali, voglio usare un eufemismo, tentando di proteggere il
suo uomo che è lei, assessore Baccei, condannato a vivere la sua
esperienza di Governo siciliano fra due fuochi e, stranamente, si
tratta sempre di fuoco amico. Lei è l'assessore più odiato e più
esultato del Governo regionale; odiato dallo stesso Presidente
della Regione che, spesso, l'accusa di essere sordo ed insensibile
di fronte alle esigenze che emergono dalla società e difeso dal
Governo nazionale che lo ha voluto qui perché lei potesse
controllare da vicino e governare il processo evolutivo di questo
governo fantasma, del quale non si percepisce sul territorio la
presenza, al di dà di qualche sporadica manifestazione alla quale
partecipano gli assessori che ne fanno parte.
Non intendo neanche soffermarmi sul fatto che il ricorso
all'esercizio provvisorio - come lei sa, faticoso - accompagnato
dalla delusione e dalla illusione di non potere entro il 31
dicembre, finalmente, assicurare uno strumento contabile alla
Regione. Ecco non voglio neanche soffermarmi sulle accuse di
mancato rispetto della legge da parte sua: lei avrebbe secondo
alcuni autorevoli critici operato in aperto contrasto con le nuove
norme che disciplinano la contabilità pubblica. Non è questo che io
desidero richiamare alla sua attenzione ed all'attenzione dei
colleghi che hanno la amabilità di restare in Aula per rendersi
spettatori e protagonisti, al tempo stesso, di questo stanco rito.
Io l'ho seguita nella sua breve, scarna, e se mi consenta, non
convinta relazione in cui lei ha parlato di un bilancio in
equilibrio, di un bilancio dove finalmente è stata fatta chiarezza
di alcune zone d'ombre che avevano caratterizzato gli esercizi e
gli strumenti precedenti, e ha continuato nel dire che, dopotutto,
col Governo nazionale non c'è una pistola puntata alla tempia ma
soltanto la necessità e, quindi, il richiamo a rispetto di un
patto, un miliardo e quattrocento milioni sono il patto che la
Regione Siciliana ha sottoscritto col Governo nazionale, il resto
dovrà essere fatto con i risparmi.
Un richiamo significativo lei ha fatto alla politica di sviluppo,
che è un po' l'accusa che viene mossa dai colleghi della
opposizione, per ultimo dal collega Giorgio Assenza. In questo
strumento abbiamo tentato invano di cercare e di trovare una chiara
indicazione sulle politiche di sviluppo che il Governo avrebbe
dovuto indicare. E lei dice lo sviluppo cercatelo nei fondi
extraregionali, non nei fondi di bilancio. Cercatelo nei fondi che
l'Unione Europea mette ogni anno a disposizione di questa terra di
Sicilia. Assessore, io vorrei chiederle quale programmazione è
stata fatta con i fondi comunitari, comunque li si voglia chiamare,
a prescindere dalle diverse sigle, perché venisse coinvolto questo
Parlamento. Io non ricordo, sono qui da tre anni, di avere mai
partecipato ad un dibattito voluto dal Governo per consentire alle
forze politiche e, quindi, sintesi di interessi legittimi del
territorio, di essere coinvolti, di partecipare alla definizione di
una programmazione dei fondi strutturali, per esempio, che ieri
dovevano essere risorse aggiuntive, oggi come lei sa sono diventate
risorse sostitutive, perché la coperta del bilancio, sia nella
parte corrente, sia nella parte degli investimenti, è una coperta
assai piccola. Due miliardi di euro per i fondi di sviluppo. Verso
quali obiettivi? Con quali procedure? Quali orizzonti si intendono
premiare, privilegiare? Si vuole muovere una economia ad indirizzo
agricolo o ad indirizzo turistico? Ad indirizzo industriale o ad
indirizzo commerciale? Ed è una domanda alla quale davvero io mi
aspetterei una sua, pur succinta, risposta. Per capire quali sono i
criteri con i quali questo Governo pensa di avviare la stagione
dello sviluppo, se col Parlamento e in che modo col Parlamento o se
ritiene di potere fare a meno delle forze politiche rappresentative
del territorio.
Lei dice non basta pensare ai fondi per lo sviluppo, dobbiamo
finalmente arrivare alla stagione delle riforme, ma dobbiamo chi?
Assessore Baccei, lei sa che io nei suoi confronti ho sempre usato,
anche nel linguaggio, un rispetto assoluto per il ruolo e per la
persona. Per la persona perché non conoscendola ho il dovere di
pensare che lei sia una persona per bene, e mi auguro che lei possa
esercitare il diritto di pensare la stessa cosa per me, sul piano
politico perché lei è qui per assolvere ad un mandato, piaccia o no
noi dobbiamo accettare la sua presenza che critichiamo, a volte
anche aspramente, ma che rispettiamo nel ruolo. E però assessore
lei deve avere lo stesso rispetto per la intelligenza di
quest'Aula, la quale all'assessore su cui poggia la politica
economica e finanziaria del Governo, l'Aula chiede: ma le riforme
chi le deve proporre? Chi le deve portare in Aula se non il
Governo?
E come facciamo noi a parlare di riforme, io sono d'accordo con
lei non basta invocare lo sviluppo se poi esistono delle
diseconomie strutturali che non consentono di avviare una seria
politica di sviluppo.
Ma partiamo dalle province dovevano essere abolite per fare cassa
e invece questa è l'unica Regione d'Italia che non ha ancora una
legge sulle province come lei sa.
E non soltanto non abbiamo una legge sulle province ma lo stato di
inerzia, la condizione di stallo in cui si trovano le nove province
determina una ricaduta negativa sulla economia dei territori perché
non lavorano più le piccole e le medie imprese, perché non si fa
più un lavoro neanche di manutenzione ordinaria e ancor meno di
manutenzione straordinaria, perché e lo dice lo strumento
contabile, persino servizi essenziali come l'assistenza alla
popolazione scolastica disabile non viene più assicurato, perché il
60 per cento delle strade provinciali è chiuso al traffico con una
ordinanza ieri del Presidente oggi del Commissario perché non si
può intervenire neanche per rimuovere una frana, chi deve proporre
la riforma delle province?
Centoottanta milioni di euro si dice, ma lei sa che in alcune
province gli stipendi vengono pagati con ritardo? Ma lei sa che
quasi in tutte le province i servizi essenziali non vengono più
assicurati? Ma lei sa che in tutte le province non si fanno più
politiche di investimento? Chi deve proporre la riforma del
Consorzio di bonifica? Ed io so, Assessore che lei la pensa in
maniera diversa su certe cose dal Presidente Crocetta. Ma sono
portato a pensare che questo sua diversità rientri nel gioco delle
parti che il partito democratico sta portando avanti da qualche
anno. Dividiamoci le parti: tu fai il nemico di Crocetta, tu fai
l'amico di Crocetta in modo che così in campagna elettorale diremo
che il partito democratico si è vero ha sostenuto per cinque anni
Crocetta al Governo ma non ha lesinato critiche ed attacchi. Ed un
gioco che ormai non attecchisce più perché i siciliani sono
diventati molto più scaltri e furbi di quanto si pensasse ieri.
E allora, Assessore, ci vuole dire per favore quando comincia la
stagione delle riforme?
Quando pensiamo di riformare i Consorzi di bonifica? Dove c'è
tanta gente, maestranze e anche personale tecnico ed amministrativo
che naturalmente deve continuare a lavorare e però i Consorzi di
bonifica li inventò il deprecato ventennio negli anni 20 quando
c'era da bonificare in Sicilia.
Ma lei è romano e non glielo chiedo, ma lo chiedo ai colleghi, non
c'è un metro quadrato di terra da bonificare in Sicilia.
I Consorzi di bonifica dovrebbero assicurare risorse idriche
allora non sono più Consorzi di bonifica sono Consorzi irrigui e se
sono Consorzi irrigui l'agricoltore vuole sapere se deve gestirli
l'agricoltore o se deve gestirli una pretora di figliocci e amici
del giauguaro che poi lo stesso agricoltore deve continuare a
mantenere ogni mese. Perché se i consorzi di bonifica fossero
gestiti dagli agricoltori naturalmente si risparmierebbe almeno il
60 per cento rispetto al canone che sono costretti a pagare. Tenuto
conto poi che quest'anno un chilo di arance l'agricoltore l'ha
venduto a 5 centesimi mentre per produrlo ce ne vogliono da 14 a 20
centesimi per produrre un chilo di arance.
Quindi le riforme si bene vengano ma il Consorzio di bonifica
quando lo trasformiamo in una grande agenzia dove il ruolo deve
essere preponderante quello degli agricoltori e non dei burocrati?
Che devono continuare a lavorare, certo, ma devono lavorare secondo
le indicazioni che chi sta sulla terra fornisce, chi si alza alle
quattro di mattina e guarda il cielo sperando che il brutto tempo
si realizzi, perché quello che è brutto tempo per un cittadino
diventa la manna dal cielo per gli agricoltori.
In Sicilia non piove da tre mesi, Assessore, tengo la contabilità
perché sono un piccolo agricoltore. E' drammatico tutto questo
Chi deve fare le riforme? Le aree di sviluppo industriale
Presidente Ardizzone, lei che è garante di quest'Aula e attento
testimone delle vicende che hanno caratterizzato la gestione
dell'IRSAP negli ultimi anni.
Presidente, è un grido di allarme il nostro. Oggi ne parlavamo con
il Vicepresidente della Commissione Antimafia , onorevole Fazio,
in Commissione con gli altri colleghi. Da quando ha rassegnato le
dimissioni il presidente Cicero, l'IRSAP vive una condizione di
stallo - e la mia non è un'apologia all'ex presidente Cicero al
quale potrei muovere mille critiche assieme a qualche apprezzamento
benevolo.
Voglio capire cosa c'è dietro questa vicenda perché le aree di
sviluppo industriale sono abbandonate a se stesse.
Vorrei capire perché si è dimesso il presidente Cicero e perché
non si è proceduto alla sua immediata sostituzione.
Cosa è una zona franca l'IRSAP? Nessuno può intervenire? O è
riservato soltanto al Presidente Crocetta e a qualche suo amico
deputato nazionale? Vorrei capirlo E non vorrei capirlo soltanto
io.
Non è possibile che in quest'Aula dobbiamo correre dietro i venti,
trenta, quaranta milioni, ogni volta per consentire ai forestali di
potere avere quel misero salario E' possibile che dobbiamo
impegnare i lavori di quest'Aula a rincorrere le risorse per i
forestali e mai due, tre sedute, una dietro l'altra per porre fine
a questo calvario e fare - finalmente - la riforma del settore
forestale creando un'agenzia
E' stato richiamato dall'onorevole Assenza, si faccia un tavolo
col Ministero del lavoro a proposito dei fondi che l'INPS ogni anno
eroga a migliaia di lavoratori forestali, facciamo un fondo
speciale. Questa gente deve essere mandata a lavorare, ma non può
essere mandata a fare l'antincendio quando già l'incendio ha
distrutto le campagne, altrimenti hanno ragione nel nord Italia ad
attaccarci continuamente e con cinica determinazione.
Assessore Baccei, ci invita alle riforme Renzi ci invita alle
riforme Assessore, lei ripete che il Governo nazionale vuole che
la Sicilia faccia le riforme; ma a queste riforme vogliamo
finalmente dare una sequela, un nome, un cognome?
I precari della pubblica amministrazione. Si vuole decidere cosa
fare e come fare? Da trent'anni vengono utilizzati come serbatoio
di voti e poi non riescono neanche a programmare il diritto alla
vita, il diritto al futuro.
Lo stesso per i lavoratori della formazione. La formazione è stata
condotta e gestita in Sicilia con un cinismo e con una volontà
dolosa davvero indefinibile.
Non vi è dubbio che fra migliaia di formatori ci sia gente perbene
e con voglia di lavorare, gente capace, con esperienza. In questa
Regione dove la formazione è servita più ai docenti che ai
discenti, vogliamo avviare una seria riforma?
Lo stesso vale per gli ex sportellisti, gli sportelli
multifunzionali, che hanno compiuto, hanno portato avanti uno
sciopero serio, civile, silenzioso, qualcuno perfino lo sciopero
della fame. Lavoratori ai quali va la mia solidarietà e quella dei
miei colleghi di Gruppo. Davvero pensiamo di potere continuare ad
invocare le riforme e il Governo continua a non dire in che
direzione?
Assessore, potrei continuare con i comuni, lo ha fatto prima
l'onorevole Grasso, da sindaco, io potrei farlo da ex presidente
della Provincia.
Cinquecento milioni da Roma, rimane la spada di Damocle, rimane
l'incertezza sui comuni. Ma lei, Assessore, può provare a fare
come fanno in quel programma televisivo in cui si truccano, tanto
lei ormai è conosciuto in Sicilia, si mette una parrucca, un
pizzetto, e vada a fare un giro in quattro, cinque comuni, parli
con i dipendenti, parli con i sindaci, si renda conto in quali
condizioni vivono i comuni in Sicilia.
Oggi è davvero un'impresa difficile potere fare l'amministratore
comunale, la trincea più avanzata, più esposta, il punto
catalizzatore di mille richieste, quasi sempre legittime, di mille
ansie, di mille tormenti, di gente che non ce la fa più.
Tutto questo non può essere licenziato con un dobbiamo tagliare e
dobbiamo fare delle riforme .
Bene Facciamole le riforme, perché altrimenti il governo della
rivoluzione continua ad essere considerato per quello che è: una
grande ignobile mistificazione.
Il caos dei rifiuti in Sicilia. Dov'è la rivoluzione?
Il caos della mancanza di programmazione, di pianificazione, manca
un piano idrogeologico, manca un piano antisismico, nella Regione a
più alto rischio sismico d'Italia.
Manca un piano di protezione civile. E come si può pensare di
parlare di protezione civile - mi dispiace che l'assessore Croce si
sia allontanato - a Messina 27 giorni senza acqua potabile, la
terza città dell'Isola, e fosse stato l'ultimo villaggio dell'Isola
non avrebbe assolutamente attenuato la gravità della cosa. Ma come
si fa 27 giorni senz'acqua a Messina perché a Calatabiano la
condotta riposa su un terreno ballerino che ha bisogno di essere
consolidato. Sono cominciati i lavori a Calatabiano e stranamente
sono stati interrotti. Per cui, a Calatabiano vivono l'ansia che la
collina potrebbe cedere in caso di piogge abbondanti, e la stessa
ansia vivono a Messina perché se balla la condotta idrica di
Calatabiano non arriva più acqua a Messina.
Siamo all'ABCD della Protezione civile alla quale non si riesce a
dare una risposta.
Sciogliamo l'ente per lo sviluppo agricolo, recuperiamo quel
personale, facciamone un nuovo dipartimento all'interno
dell'Assessorato dell'agricoltura, sciogliamo i consorzi inutili,
chiudiamo gli istituti autonomi case popolari, dieci coacervi di
mala amministrazione, di malaffare e di clientelismo, facendo
qualche rara eccezione.
E le misure di sviluppo? E gli incentivi alle imprese dove sono? E
gli incentivi all'autoimprenditorialità giovanile? E cosa diciamo
ai giovani, a quelli che vogliono mettere a profitto il diploma e
la laurea e quelli che vogliono diventare imprenditori?
Infine, concludo, signor Presidente, l'altra grave e grande
diseconomia è quella della burocrazia. Qua ce lo dobbiamo dire con
chiarezza. Se questa condizione di stallo ha due responsabili, da
una parte è il ceto politico, a cominciare dal Governo e dalla sua
maggioranza, dall'altra parte è il ceto burocratico.
Non è possibile che a farla franca debba essere sempre la
burocrazia. Non è possibile Conosco centinaia, centinaia di
dipendenti regionali solerti, preparati, e disponibili, ma ne
conosco altre centinaia insolenti, arroganti, presuntuosi,
scansafatiche e amici degli amici. Ci stiamo lavorando, ci stiamo
lavorando E speriamo che il tempo necessario a disposizione possa
aiutarci in questo senso.
E però, signor Presidente Ardizzone, ho il dovere di chiedermi e
di chiederle perché non è stata attuata la legge n. 15 del 2011,
la cosiddetta legge Chinnici? E perché non è stata avviata una
rivisitazione delle norme che disciplinano i rapporti e i
procedimenti amministrativi? Ne parlavamo stamattina col collega
Capogruppo di Forza Italia. Perché nella gran parte degli Uffici
della Regione non si rispetta la legge n. 190 e il decreto
legislativo n. 33 sulla trasparenza?
So quello che lei pensa, Presidente Ardizzone, cioè che è
competenza della Commissione Antimafia. Ci stiamo lavorando,
lavoriamo anche su questo e molto spesso per avere un certificato,
per avere un rapporto, per avere una relazione da un ufficio
l'ostruzionismo comporta ritardi e attese anche di mesi. Verrebbe
voglia di prendere qualcuno per il bavero della giacca e di
trascinarlo e indicarlo alla pubblica opinione. Ed è troppo il
rispetto che si ha verso l'essere umano per consentire di arrivare
a tanto. Però assessore Baccei, lei che invoca le riforme si ponga
anche questo problema.
In Sicilia non comandano i politici, comandano i dirigenti Noi
qualche volta li subiamo, qualche volta veniamo a patti e se si
arriva a patti con i burocrati è finita la libertà d'azione dei
politici
Quando parlo di burocrazia, lo voglio dire con chiarezza, non mi
riferisco alla burocrazia dell'Assemblea regionale siciliana. E non
lo dico perché abbia da accattivare la loro stima, la loro
simpatia, che so essere reciproca, lo dico perché qui si lavora con
grande rispetto per il ruolo del parlamentare, del deputato. Negli
uffici della Regione c'è un atteggiamento di spocchia che è la
sedimentazione di decenni di subalternità della politica al ceto
burocratico. E questi sono i risultati, altrimenti un Segretario
generale così chiacchierato, come quello che oggi occupa quel
ruolo, da qualche tempo sarebbe stato già allontanato. Se questo
non lo si fa è perché la politica, certa politica è ricattabile.
Non si va oltre
Per concludere davvero, assessore Baccei, onorevoli colleghi, è
il fallimento di un progetto politico, lo sforzo di questa legge
di bilancio, di stabilità è marginale rispetto al dramma
complessivo che è quello del fallimento di un progetto. E' fallita
la rivoluzione, ma è fallita anche la capacità di assicurare
l'ordinarietà in questa Regione, dove persino la normalità viene
negata.
E' il fallimento della politica del Partito Democratico, è il
fallimento della strategia del centrosinistra.
Per queste ragioni, ci accostiamo a questa sessione di bilancio,
il mio Gruppo, e credo di poter dire i colleghi del centrodestra,
non con rassegnazione, ma anzi con seria determinazione, ma anche
con la consapevolezza che anche stavolta abbiamo perso un'occasione
per avviare una stagione seria, di confronto, con lealtà e con
concretezza.
Questa è una Regione commissariata, lei è il Commissario,
assessore Baccei, stia attento a tenersi fuori dalle beghe.
C'è una lunga tradizione di commissari odiati, in questa Terra,
sul piano politico, lo dico naturalmente, a cominciare dal '70
A.C., si chiamava Gaio Verre. Come lei venne mandato dal Governo
romano in Sicilia e venne accusato di negare i diritti essenziali
dei siciliani e di volerli appesantire con una ignobile politica di
tributi e di oneri che oggi definiremmo fiscali.
Ecco, vorrei tanto che lei potesse sottrarsi a questa triste
sorte e sono sicuro che lo farebbe se pensasse di essere
considerato soltanto un cieco strumento nelle mani di uno spavaldo
Presidente del Consiglio, che crede, attraverso i suoi proconsoli,
di potere determinare il buono ed il cattivo tempo per dire a
Crocetta: stai sereno Rosario . Qui nessuno è sereno, tranne il
Presidente della Regione; qui tutti subiamo e sentiamo l'incalzare
di una crisi economica e sociale che inevitabilmente ed
ineluttabilmente è diventata anche una crisi politica, per le
ragioni che ho appena esposto e per le tante altre ragioni che
esporremo nel corso dell'esame dell'articolato dello strumento
contabile. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Musumeci lei poc'anzi parlava di un Governo fantasma. Possiamo ogni
tanto fare una riflessione e dire che siamo in presenza di
un'Assemblea fantasma? Ma quanti sono i nostri colleghi che oggi
guardano la trasmissione da casa loro e non sono assenti Presidente
Ardizzone Ma quando si deve togliere questo privilegio Ma quanto
si deve togliere questa vergogna
Questa io pensavo che lei nella riunione del Consiglio di
Presidenza ce la portasse come una notizia già acquisita. Non è
possibile che 35 deputati di questa Assemblea hanno il privilegio
di essere sempre presenti e il sottoscritto che proviene da Marineo
deve viaggiare tutti i giorni ed essere presente per guadagnarmi la
mia pagnotta
Questa è la prima riflessione che dobbiamo cominciare a fare noi
deputati di quest'Assemblea.
Vede, io avevo preparato quattro parole e intendo rimanere su
questo tema per avere un intervento leggero, perché su tutti e 35
interventi, non so se il numero è preciso, nessuno ha parlato di
un'unica riforma che l'Assessore Baccei ha voluto per giovedì
scorso andarsene a Romae portare la riforma della soppressione del
turn over dei forestali. Non se ne è accorto nessuno, forse solo
qualcuno che era ospite in Commissione Bilancio se ne era
accorto, perché qua si deve andare a vedere, Presidente, un po' il
Regolamento di questa Assemblea, se un deputato che non è
componente della Commissione è ospite in un'altra Commissione, io
penso di no. Ma lei si interessi un po' del Regolamento se viene
applicato nelle varie Commissioni, perché non se ne può più, perché
ormai ognuno di noi non può azzuffarsi con i colleghi perché magari
su alcune cose interviene e magari è un po' discolo che parla pure
in più, ma non si può dire mai che è un'ospite, non lo consente
questo nostro Regolamento; però penso che sia stata la prima
esperienza di questa condizione di Commissione e spero che nel
futuro questo non accada più.
Onorevoli colleghi, ormai da tanto e da troppo tempo si assiste ad
un teatrino che rasenta il ridicolo. Si parla di sprechi, di
risparmi, di disuguaglianza. Tutto fumo, solo parole al vento La
casta mantiene le sue radici ben radicate, i privilegi ben saldi,
guai a chi glieli tocca
Un caso che mi ha fatto sorridere è quello di qualche collega che,
davanti al metal detector, è stato perquisito ed è insorto un
casino. Per aggravare ancora di più difendeva i dipendenti di
quest'Assemblea che erano soggetti al loro controllo. Era una
richiesta che avevo fatto io sulla sicurezza, Presidente Ardizzone,
quindi ero ben certo che questo mio intervento avrebbe provocato
qualche stonatura, perché era casa sua. Io faccio notare al collega
che è la casa di tutti i Siciliani, quest'Assemblea, che noi
degnamente dobbiamo rappresentare, cercando oggi che ce lo chiede,
e ce lo chiedono tutti i Siciliani, di rinunciare a qualche
privilegio.
E' impossibile, parlare di personale stabilizzato quando il
Consiglio di Presidenza ne assume altri 85. Anche questo
privilegio, Presidente Ardizzone, cerchi di affrontarlo perché io
sto lottando contro il Regolamento interno di quest'Assemblea che è
un muro di gomma. Diciamo che è un muro di gomma dove io sbatto
ogni giorno. E' possibile che legittimamente loro assumono delle
persone per avere un aiuto per il loro ruolo di consiglieri del
Consiglio di Presidenza? Non è che questi se ne debbono andare a
spasso per la Sicilia, onorevole Ardizzone Questi se vogliono il
supporto, se vogliono veramente fare un lavoro serio per
l'Assemblea della Regione Sicilia tutti questi collaboratori li
dobbiamo vedere qui dentro No, loro dicono che fanno loro un
contratto che dà la possibilità di utilizzarli fuori
dall'Assemblea. Prima o dopo vedrà, Presidente Ardizzone, che la
Guardia di finanza ci verrà a fare di nuovo visita.
Invito questo mio collega ad occuparsi di argomenti che più stanno
a cuore ai cittadini, come la messa in sicurezza dei conti della
Regione, la spending review, i tagli alle spese di rappresentanza.
Ma non è obsoleto, Presidente? A lei gliela riconosco la macchina
di rappresentanza ma a tutti gli altri perché? Perché?
E non parlo di altri argomenti
FALCONE. Parla, parla
GRECO GIOVANNI. No. Che in altri tempi, addirittura, quelli che
avevano la macchina, oltre alla macchina si prendevano i soldini.
Ma non ne voglio parlare, perché già l'ho fatto in passato.
Ma mi fa specie leggere queste cose, mi fa specie Ne avevo
parlato in un'altra seduta: Indennità NAIA, sei deputati sotto
inchiesta . Non è che ne sto parlando ora che è uscita la notizia
sui giornali? E' vero, Presidente Ardizzone? Anche in un'altra
seduta avevo posto il problema del perché un galantuomo oggi paga
delle somme che lui riteneva non fossero legittime
FALCONE. Sono scappati i Cinque Stelle...
GRECO GIOVANNI. Tu non te la prendere con i Cinque Stelle,
prenditela con te che hai consentito di approvare la finanziaria in
II Commissione, sei rimasto là E non rimproverare me che, l'anno
scorso, con quella responsabilità che in quel momento mi sentivo di
avere sono rimasto in Aula, e non ti dico altro
Indennità NAIA. Ho saputo, Presidente Ardizzone, che sono 75 i
dipendenti che hanno avuto riconosciuta questa con una delibera del
Consiglio di Presidenza, ma con una sentenza del TAR che aveva
detto di no, però ci saranno gli uffici che stanno lavorando. Mi
auguro che tutto finisca bene e che non finisca a tarallucci e
vino .
Veda, Presidente Ardizzone, non so se lei, ma penso che lei sia
attento, giorni fa è uscito un articolo dove il decano dell'ufficio
stampa ci accusa di essere deputati mediocri ed io speravo che in
questa Finanziaria noi saremmo riusciti, con la Commissione
Bilancio e il nostro impegno, a dimostrare che noi eravamo deputati
che si occupano dei problemi della Regione Sicilia.
Il primo problema che abbiamo affrontato è l'eliminazione del turn
over. Presidente Ardizzone gliel'ho detto in privato, glielo dico
ora, dobbiamo trovare la soluzione per ritornare su questo
argomento ed eliminarla. Faremo risparmi su altre cose, ma non
possiamo far passare questa norma, perché è una disgrazia sociale
dei siciliani, questo glielo dico anticipatamente.
Veda, il fatto che il Presidente Ardizzone abbia stralciato queste
norme dovrebbe aiutarci a lavorare su quegli articoli che sono
rimasti.
Assessore Baccei, il problema EAS. Il problema è che abbiamo
eliminato una pensione integrativa a degli impiegati andati in
pensione e che ancora oggi non riusciamo a trovare una soluzione di
rispetto del diritto acquisito che avevano questi lavoratori.
COINRES. Non ci dimentichiamo degli operai del COINRES, e non se
ne parla in questa finanziaria. Dei PIP, Presidente Ardizzone,
c'era un articolo dove potevamo mettere in un bacino tutti i
precari, era una buona norma per dare un avvenire a questi
lavoratori, che ogni anno dobbiamo andare a trovare sempre le somme
per farli lavorare.
Quindi, assessore Baccei, riproporrò tutti gli emendamenti che non
sono stati apprezzati dalla II Commissione con la speranza che la
serietà e la responsabilità di questa Assemblea possa trovare una
soluzione per questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, so bene
che parlare per ultimo nel corso di un dibattito è sempre uno
svantaggio perché chi ascolta si attende che finisca presto
l'intervento per chiudere la seduta e tornare presso le proprie
abitazione. E so anche che chi parla, non solo per ultimo spesso
accade quando si parla anche non per ultimo, corre il rischio della
noia, di annoiare e siccome la noia è contagiosa colpisce sia chi
ascolta ma può colpire anche chi parla.
Io, però, devo rilevare come sia davvero triste sul piano politico
e sul piano istituzionale constatare che l'avvio del dibattito con
la discussione generale, quindi, con quella parte dell'iter
parlamentare per l'approvazione di una legge che è riservata alle
considerazioni più profonde, seppur quelle che devono rappresentare
sintesi sul piano politico di questa quarta Finanziaria, l'ultima
o, tutt'al più, la penultima di questa bislacca legislatura,
avvenga con un'Aula, sin da subito, cioè dalle ore 17.00 di
quest'oggi, 17.30, praticamente svuotata dai colleghi della
maggioranza tranne - è stato detto prima - alcuni cortesi colleghi,
come l'onorevole Arancio, l'onorevole Cirone Di Marco e i
componenti, alcuni componenti della Commissione Bilancio che sono
rimasti in Aula.
Mi consenta di rilevarlo, signor Presidente dell'Assemblea, perché
se questa è una coincidenza, è un fatto determinato dalla
occasionalità e dalla casualità, si tratta certamente di un pessimo
costume, di una parte politica, peraltro della parte maggioritaria,
nell'adempiere al proprio mandato parlamentare e, quindi, al patto
d'onore stretto con gli elettori nel momento in cui ognuno di noi
sottoscrive l'accettazione di candidatura e ha poi la ventura di
essere eletto per rappresentare gli interessi autentici e genuini
del popolo lavoratore siciliano.
Se, invece, è un comportamento volontario e, quindi, doloso, come
prima rilevava l'onorevole Musumeci, si tratta davvero di una
condotta assai censurabile che mortifica soprattutto chi la mette
in atto e non certo, invece, chi è rimasto responsabilmente in Aula
per affrontare il dibattito e per tentare di migliorare una legge
che, certamente, ha avuto un iter, fino a questo momento, assai
difficile, assai periglioso e che è possibile definire, come è
stato definito, la peggiore Finanziaria, la peggiore legge di
stabilità degli ultimi anni. E se lo dice l'onorevole Savona che
della Commissione Bilancio è stato lungamente Presidente c'è
davvero da crederci.
Che cosa stiamo esaminando, assessore Baccei? Diciamocelo con
tutta verità e tutta franchezza.
Lei sa che da molti anni è invalso l'uso di sintetizzare in
termini giornalistici qualunque tipo di avvenimento noi si vada
incontro. Lo fanno persino i Magistrati, i Procuratori della
Repubblica quando, con una parola o con una frase, sintetizzano e
coniugano gli aspetti più rilevanti ed importanti di una indagine,
no? Siamo abituati a sentir dire dalla stampa o a leggere sui
giornali che la inchiesta tal dei tali, che l'indagine x o y è
scattata.
Bene, noi potremmo definire con lo stesso sistema, con lo stesso
criterio esplicativo ed espressivo, che questa è la Finanziaria del
tira a campare . Doveva, invece, essere la Finanziaria, una delle
finanziarie di fine mandato che doveva servire, invece, per
rappresentare la vita, il vivere e lo sviluppo dei siciliani. E' la
Finanziaria del tira a campare , di un Governo che del tira a
campare ha fatto la sua logica e di un Parlamento che, haimè,
diceva bene prima il collega Greco, del tira a campare ha fatto
la sua regola, perché se questo Parlamento fosse stato, nel suo
complesso, più dignitoso ed all'altezza del compito, non dico che
alla prima mozione di sfiducia ma, assai probabilmente, alla
seconda e, certamente, alla terza avrebbe dovuto avere il coraggio
di dire basta ad una esperienza di governo assolutamente
fallimentare e dannosa per il popolo siciliano.
E' la legge Finanziaria, di stabilità, del tira a campare a
saldo variabile, perché noi il saldo, in questo momento, non lo
sappiamo. E ce lo ha detto, con onestà intellettuale, proprio lei
assessore Baccei. Ce lo ha detto quando ha richiesto che, intanto
l'articolo 5 vediamo di posporlo alla fine della disamina dei
singoli articoli - credo che siano una novantina o poco più -
perché ancora siamo in trattativa col Governo romano affinché il
Governo romano possa darci quei 500 milioni di euro a condizione
che noi, però, tagliamo per 400 milioni di euro, perché di questo
si tratta.
Quindi, quando lunedì o nei prossimi giorni, chiusa questa
asfittica, da parte della maggioranza che sostiene il Governo,
appassionata e responsabile, da parte delle opposizioni, perché
stasera siamo intervenuti ed interveniamo soltanto i componenti di
questo Parlamento che siedono sui banchi della opposizione, della
cosiddetta minoranza che, assai probabilmente, non è minoranza in
Sicilia e comincerà l'esame dei singoli articoli, sarà un esame
inficiato dal dubbio, da un grande punto interrogativo di cui lo
stesso assessore Baccei stasera ha voluto parlare perché non
sappiamo la trattativa romana quando finirà, come finirà, e se
questi 500 milioni di euro saranno o meno accreditati alla Sicilia.
Assessore Baccei, questa Finanziaria, io lo dissi - e non so se
lei lo ricorderà, del resto ascolta tanti interventi - quando
abbiamo approvato l'esercizio finanziario, l'ennesimo esercizio
finanziario, quando ebbi modo di dire, da questo pulpito, che al
quarto anno di governo, al quarto anno iniziato di attività di
governo, sembrava davvero assai singolare che si dovesse ricorrere
all'esercizio provvisorio. Poteva essere compreso il primo anno,
l'Assemblea si insediò a dicembre del 2012, non c'era il tempo, ma
già dal 2013, 2014, 2015, sarebbe stato assolutamente corretto e
legittimo che si provvedesse al bilancio prima della fine
dell'esercizio in corso. Ed, invece, siamo dovuti ricorrere
all'esercizio finanziario anche quest'anno. E lei rispondendo,
credo, a quello specifico rilievo disse: beh, ma è stata una scelta
del Parlamento, è stata una scelta della Conferenza dei Capigruppo,
perché comunque la Giunta la sua bozza di legge di stabilità e di
bilancio l'ha già approvata, è a disposizione del Parlamento. Ma,
assessore Baccei, come poteva in quel momento il Governo adottare,
con delibera di Giunta regionale di Governo, la propria legge di
stabilità e il proprio bilancio quando non poteva sapere, perché
non lo sa nemmeno adesso, se il miliardo e 400 milioni e poi si è
ridotto l'importo a 500 milioni, sarebbe stato o meno riconosciuto
e accreditato da parte dello Stato?
Si trattò, quindi, di una finzione, si trattò quindi di un
esercizio meramente dialettico, il suo, la verità è che ancora oggi
non c'è assolutamente certezza sui conti. Ecco perché quel termine
che ricorre spesso nella relazione, e per qualche minuto parlerò
della relazione, perché io sono convinto che il Presidente Crocetta
questa relazione non la conosca e non l'abbia nemmeno letta, e quel
termine che è il disallineamento , qui di disallineato c'è
soltanto il Governo della Regione rispetto agli interessi della
Sicilia. Questo sì è un vero disallineamento, cioè una vera
contrapposizione. Il Governo regionale, il Governo Crocetta è
sistematicamente e ontologicamente contrapposto agli interessi dei
siciliani. I siciliani hanno bisogno di vita e di sviluppo e questa
è, come le dicevo, la Finanziaria solo del tira a campare .
Perché, dicevo, il Presidente Crocetta assai probabilmente questa
relazione non la conosce. So bene che il diritto parlamentare non
prevede le firme sugli atti, soprattutto, non prevede le firme
autografe, autentiche. Ma se vi fosse un originale depositato di
questa relazione io credo che, leggendola, il Presidente Crocetta
non l'avrebbe firmato. E perché? Due o tre esempi dimostreranno che
la mia tesi non è poi così campata in aria.
In materia di entrate tributarie, inoltre, si registra un forte
disallineamento fra prerogative statutarie e gettito da riscossioni
dovute . Questi sono i temi cari al collega Lombardo che stasera ha
pronunciato un lucido intervento. ...in parte alle riforme fiscali
che si sono succedute, in parte al mancato trasferimento di
funzioni. Infatti, nel tempo si è creato un divario rispetto alle
riforme nel frattempo realizzate dallo Stato .
Cosa significa per un governatore che governa da tre anni e che,
sottoscrivendo questa parte della relazione illustrativa al disegno
di legge, riconosce e confessa per tre anni di non avere fatto
nulla per colmare il disallineamento che denuncia esservi tra le
entrate tributarie e le prerogative statutarie.
Se fossimo davanti ad un atto amministrativo e non, invece, ad un
corpo normativo alla legge di stabilità, alla vecchia Finanziaria,
saremmo davanti ad un atto illegittimo perché è in violazione di
legge. Se io violo lo Statuto è chiaro che ho commesso una
violazione di norme. Poiché siamo davanti ad una legge e non ad un
atto amministrativo certo questo ragionamento sfuma un po'. Ma
avrebbe potuto firmare - e se lo ha fatto siamo davvero alla follia
politica - un governatore che governa da quasi tre anni e mezzo
sottoscrivere la frase per la quale, di fronte al diffondersi
presso tutte le autonomie speciali, del citato fenomeno del
disallineamento di cui al paragrafo precedente, le altre regioni a
Statuto speciale hanno già rivisto, in accordo con lo Stato i
propri Statuti realizzando entrate pro capite nettamente più alte
rispetto alla Sicilia .
Crocetta questo non lo ha letto e se lo ha letto non lo ha
compreso appieno, perché sta confessando, le generiche gliele
potremmo anche riconoscere ma non oltre che le attenuante
generiche, che mentre le altre autonomie speciali si sono attivate
per ridurre questo divario e, quindi, aumentare rispetto alla
Sicilia le entrate pro capite, quindi, per ogni cittadino, la
Sicilia da tre anni e mezzo Commissari inviati da Roma o non
Commissari inviati da Roma non ha fatto assolutamente nulla.
Il risultato, come poi avviene nei bilanci, è sempre di ordine
quantitativo e numerico.
Del resto il precetto cosa dice Ex ore tuo te iudico, dalle tue
parole ti sto giudicando, giudico dalle parole del Governo, le
parole del Governo a tal proposito si evidenza che, secondo
un'analisi condotta dalla Ragioneria generale della Regione e
verificata dagli uffici di questa Commissione, il rapporto fra le
entrate del Titolo I del bilancio e la popolazione residente si
attesta nella nostra Regione su due mila euro e novanta pro capite
in Sicilia, a fronte di un dato che è cinque volte maggiore per la
Valle d'Aosta, di quattro volte maggiore per il Trentino Alto
Adige, del doppio per il Friuli Venezia Giulia e del doppio persino
per la Sardegna e a fronte di tutto questo il Governo Crocetta
dov'è? Dove è stato per tre anni e mezzo? E forse questa è la
Finanziaria dell'addio? O si avvia ad essere la Finanziaria
dell'addio? Anche il clima d'Aula è da fine di una esperienza.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
E' la relazione della Commissione.
IOPPOLO. E' la relazione della Commissione. Certo, non l'ha letta
Crocetta
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Non la doveva leggere.
IOPPOLO. Certo non l'ha letta Crocetta la relazione della
Commissione ma quella del Governo non l'abbiamo, quindi, devo
commentare quella della Commissione che ha una maggioranza e una
minoranza al proprio interno ed è la stessa maggioranza che
sostiene l'esperienza del Governo Crocetta.
Ma poteva essere questa l'occasione per rimettere in discussione
il contributo richiesto alla Sicilia per la finanza nazionale?
Poteva essere questa Finanziaria l'occasione per chiedere al
Governo nazionale che il contributo siciliano al servizio sanitario
nazionale passasse dal 49,11 per cento e si allineasse al 42,50
come per le altre regioni? Poteva essere l'occasione quest'ultima o
tutt'al più penultima, se questa è l'ultima immaginate la penultima
quanta partecipazione parlamentare avrà quell'iter legislativo per
affrontare il tema non soltanto come ha bene prima illustrato
l'onorevole Musumeci sui Consorzi di bonifica e anche lì si è detta
una parola chiara è stato ribadito nel corso dell'intervento. La
riduzione prevista in bilancio non colpisce né i precari, né le
attività di manutenzione, colpisce il personale, il personale a
tempo indeterminato. E con quale coraggio può farlo la Regione dopo
quello che è accaduto negli anni scorsi quando ha determinato le
condizioni per assumere centinaia, migliaia di persone il cui
stipendio oggi si vuole caricare sugli agricoltori.
Questo mi sembra davvero esemplificativo e sintomatico della
deresponsabilizzazione di un Governo rispetto ai problemi concreti.
Poteva essere questa l'occasione per rivedere il sistema
dell'accoglienza ai minori non accompagnati.
E' da anni, almeno due anni e mezzo, che a Palermo fanno avanti e
indietro i gestori delle istituzioni a cui i comuni demandano
l'accoglienza dei minori non accompagnati che si dibattono tra ciò
che è previsto da un decreto - cioè la retta di 73 o 74 euro al
giorno per ogni minore non accompagnato - rispetto a quello che
viene riconosciuto che è meno di 50 euro e nessuno riesce a dire
finalmente una parola chiara.
Si dica pertanto o 75 o 48 o 49, ovviamente rivedendo anche la
quantità dei servizi prestati.
Si costringe la gente a chiudere, si costringe la gente al
fallimento. Poteva essere questa, Assessore Baccei, l'occasione per
introdurre una norma - tra le tante inutili che il Governo ha
voluto che si introducessero - per pensare alla copertura
assicurativa dai rischi della responsabilità sanitaria delle 18
aziende sanitarie siciliane?
E' norma finanziaria o non è norma finanziaria veleggiare intorno
ad un importo di 450 milioni di euro ogni anno.
Lo sanno o non lo sanno i nostri concittadini siciliani,
conterranei, corregionali, che il sistema sanitario è da anni in
violazione di legge privo di copertura assicurativa solo perché
bisognava abbandonare e lasciare alcuni percorsi individuati nel
passato più o meno recente.
La logica, come nella formazione professionale, come per i
forestali, come in agricoltura, come in ogni settore della vita
sociale, civile ed economica della nostra Regione, la
demonizzazione e la demolizione senza avere un'idea per
ricostruire.
Questa è una Finanziaria in violazione di Statuto.
Non so se coloro i quali sedettero su questi banchi fra il 1946 e
il 1948 vollero lasciare all'ultimo Titolo, il V dello Statuto, i
rapporti economico-finanziari con lo Stato.
Ci sono quelle norme, Presidente Ardizzone, che lei conosce a
memoria, dall'articolo 32 all'articolo 41, sono dieci norme sotto
il titolo di Patrimonio e finanze che hanno un loro preciso
significato.
Anche le norme, diceva un vecchio maestro di diritto, palermitano
di origine ma catanese di adozione, il compianto - mai
sufficientemente compianto - professore Cesare Sanfilippo, anche le
norme hanno un cuore pulsante.
Il cuore pulsante dello Statuto sta proprio lì, nel Titolo V, tra
gli articoli da 35 a 39, sono quelli che regolamentano la
solidarietà nazionale, sono quelli che regolamentano il gettito
delle imposte e, soprattutto, l'incameramento delle imposte per i
siti produttivi, nulla di tutto questo.
La Finanziaria che ci accingiamo ad esaminare e che poi, credo,
una maggioranza quando vorrà degnarci di venire in Aula, alla fine
approverà e voterà, ma solo per tirare a campare, come dicevo
all'inizio - e ho concluso - è una Finanziaria in violazione di
Statuto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula proseguirà i suoi lavori
domani, come concordato, con la discussione generale, si chiude la
discussione generale, si possono presentare emendamenti fino alla
chiusura della discussione generale e, comunque, non oltre le ore
20.00 di venerdì 19 febbraio 2016. Si inizierà a votare lunedì
pomeriggio.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a domani, giovedì 18 febbraio 2016, alle ore
11.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018
(n. 1132/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Savona
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016.
Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Vinciullo
Relatore di minoranza: on. Savona
3) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
La seduta è tolta alle ore 20.56
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio