1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
1133-1155/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 28.47.2.
Nell'ordine votiamo gli emendamenti 28.47.2, 28.47.3, 28.47.1. Il
parere del Governo sull'emendamento 28.47.2?
FORMICA. Lei non può mandare avanti emendamenti che sono
illegittimi Su Bagheria non c'è la norma .
PRESIDENTE. Se il Governo, prima di dare il parere, ha bisogno di
qualche minuto di approfondimento possiamo anche sospendere l'Aula.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.50)
Presidenza del Presidente Ardizzone
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Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.01
Presidenza del Presidente Ardizzone
D'AGOSTINO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
La seduta è ripresa.
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. All'emendamento 28.47, degli onorevoli Cancelleri ed
altri, sono stati presentati tre subemendamenti. Abbiamo discusso
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
ampiamente, tre ore e mezzo, su questo specifico argomento.
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
E' arrivato il momento di votare. Assessore Baccei, cortesemente,
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
chiamerò uno per uno gli emendamenti e lei mi risponderà se
luogo nel corso della seduta.
favorevole, contrario o si rimette all'Aula così andiamo avanti
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
responsabilmente. .
personale di voto.
Si passa al subemendamento 28.47.2.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
Il parere del Governo?
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
BACCEI, assessore e per l'economia. Contrario.
elettronico.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 28.47.2. Chi è
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
(Non è approvato)
seguenti interrogazioni:
Si passa al sub emendamento 28.47.3.
-da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
Il parere del Governo?
pesca mediterranea:
BACCEI, assessore e per l'economia. Contrario.
N. 919 - Interventi in favore dei lavoratori a tempo determinato
del Consorzio di bonifica Catania 9. Firmatari: Musumeci Nello;
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Currenti Carmelo
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
- Con nota prot. n. 24387/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
Mi rimetto all'Aula.
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le risorse
agricole e alimentari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 28.47.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
N. 1421 - Chiarimenti circa la situazione dell'Unità di analisi e
servizi per la certificazione in agricoltura (A.S.C.A.) di Ispica
(Non è approvato)
(RG). Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Si passa al subemendamento 28.47.1.
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Zito Stefano
Chiedo di parlare.
- Con nota prot. n. 36692/IN.16 del 31 luglio 2014 il Presidente
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
N. 1562 - Seguito dell'ordine del giorno n.8 sull'ARSEA, approvato
Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo ribadisco ancora una
nella seduta n. 14 del 16 gennaio 2013. Firmatari: Lupo Giuseppe
volta, se passa la sostituzione delle parole in deroga con le
parole in applicazione condanniamo a morte i precari dei 14
- Con nota prot. n. 37626/IN.16 del 5 agosto 2014 il Presidente
Comuni in dissesto.
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
-da parte dell'Assessore per la Salute:
BACCEI, assessore e per l'economia. Contrario.
N. 2229 - Chiarimenti in merito ai criteri con cui sono stati
avviati due procedimenti disciplinari per il personale dell'ASP 8
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
di Siracusa. Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Contrario.
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 28.47.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
- Con nota prot. n. 54641/IN.16 del 17 novembre 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
(Non è approvato)
N. 2687 - Chiarimenti sulla presunta truffa perpetrata presso
Si passa all'emendamento 28.47
l'ASP di Palermo e sul superamento delle problematiche dovute alle
Il parere del Governo?
carenze di personale sanitario. Firmatari: Zito Stefano; Palmeri
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
BACCEI, assessore e per l'economia. Contrario.
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
Giampiero; Zafarana Valentina
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
- Con nota prot. n. 34299/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
Contrario a maggioranza.
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.47.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
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Presidenza del vicepresidente Lupo
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Congedi
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Dina, Forzese, Cani, e La Rocca Ruvolo.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.47
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti interrogazioni
dell'emendamento 28.47.
con richiesta di risposta orale presentate:
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso.
N. 2920 - Interventi urgenti nei confronti del Governo nazionale a
Dichiaro aperta la votazione.
garanzia del traghettamento sullo Stretto di Messina e dei relativi
livelli occupazionali.
(Si procede alla votazione)
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Dichiaro chiusa la votazione.
Currenti Carmelo
Risultato della votazione
N. 2921 - Interventi urgenti al fine di garantire la sicurezza e
la buona gestione delle autostrade siciliane.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
- Presidente Regione
segreto:
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Currenti Carmelo
Presenti 68
Votanti 67
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
Maggioranza 34
all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Favorevoli 26
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
Contrari 41
richiesta di risposta scritta:
Astenuti 0
N. 2917 - Chiarimenti sui criteri adottati per i contributi di cui
(Non è approvato)
all'art. 128 legge regionale n. 11 del 2010 e successive
modificazioni.
Si passa all'emendamento 28.45, a firma degli onorevoli Coltraro,
- Presidente Regione
Currenti ed altri.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Gli onorevoli Coltraro e Currenti non sono presenti in Aula.
Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Onorevole Giuffrida lo mantiene?
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La
GIUFFRIDA. Dichiaro di mantenerlo.
Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
N. 2918 - Chiarimenti sulla richiesta di incontro con l'Assessore
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
regionale per l'istruzione e la formazione professionale da parte
del liceo scientifico 'G. La Pira' di Pozzallo (RG).
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
Ferreri Vanessa; Zito Stefano;Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La
Contrario.
Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
N. 2919 - Notizie sull'esclusione dei teatri stabili di prosa
contrario resti seduto.
siciliani dal novero di quelli riconosciuti dal MIBAC come
'nazionali'.
(Non è approvato)
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Si passa all'emendamento 28.38 degli onorevoli Panarello e
Anselmo Alice
Anselmo.
Comunico che è stato presentato un subemendamento a firma
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
dell'onorevole Zafarana.
Onorevole Panarello, mantiene l'emendamento 28.38?
Annunzio di interpellanze
PANARELLO. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
PRESIDENTE. E' stato presentato il subemendamento 28.38.1, a firma
dell'onorevole Zafarana.
N. 374 - Dichiarazione di interesse culturale per le 'Lancitedde'
Il parere del Governo?
di Aspra - Bagheria (PA).
- Presidente Regione
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Siragusa Salvatore; La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo
PANARELLO. Ritiro l'emendamento 28.38.
Matteo; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pertanto, decade anche il
subemendamento 28.38.1.
N. 375 - Misure urgenti in favore dei soggetti affetti da disturbi
Si passa all'emendamento 28.4, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
dello spettro autistico.
altri. Onorevole Di Mauro, lo mantiene?
- Presidente Regione
- Assessore Salute
DI MAURO. Dichiaro di mantenerlo.
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
PRESIDENTE. E' prevista la soppressione del comma 3.
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Il parere del Governo?
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
essere svolte al loro turno.
Contrario.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.4. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
(Non è approvato)
N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico integrato nel
Comunico che gli emendamenti 28.5 degli onorevoli Clemente ed
comune di Siracusa nei casi in cui l'acqua non sia utilizzabile per
altri e il 28.43 degli onorevoli Panepinto e Anselmo sono stati
fini alimentari.
assorbiti.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Si passa all'emendamento 28.37, a firma degli onorevoli Vinciullo
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
ed altri. Onorevole Viunciullo, lo mantiene?
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
E' stato presentato un subemendamento a firma dell'onorevole Di
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
Giacinto che è dichiarato inammissibile.
Presentata il 4/02/16
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
N. 532 - Iniziative a tutela dell'olio siciliano.
Era solo una correzione ortografica, che va bene così.
Oddo Salvatore; Panepinto Giovanni; Laccoto Giuseppe; Vinciullo
Vincenzo; Di Giacinto Giovanni; Venturino Antonio; Rinaldi
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
Francesco; Lo Giudice Salvatore
Presentata il 11/02/16
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
relativa data di discussione.
Favorevole.
Annunzio di interrogazione con richiesta di trattazione urgente
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.37.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
PRESIDENTE. Invito il deputato Segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 3535, per
(E' approvato)
la quale il firmatario, onorevole Riggio, ha chiesto la trattazione
urgente, che questa Presidenza ha accordato ai sensi dell'art. 143
Si passa all'emendamento 28.5, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
del Regolamento interno dell'Assemblea.
altri.
D'AGOSTINO, segretario f.f.. Interrogazione n. 3535 -
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
Ricostituzione del plenum del Collegio dei revisori dei conti del
Comune di Bagheria (PA).
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
- Presidente Regione
28.24, a firma degli onorevoli Clemente, Cordaro ed altri.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Onorevole Cordaro, lo mantiene?
Riggio Francesco
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'interrogazione ora annunziata sarà inviata al
Governo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.6 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Onorevole Di Mauro lo mantiene?
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Invito al ritiro
dell'emendamento soppressivo del Governo. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 28.56. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono ritirati gli emendamenti soppressivi al comma 6.
C'è una riscrittura della Commissione. Invito gli assistenti a
distribuire questo emendamento di riscrittura, 28.59.
Parere del Governo ?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione lo vuole illustrare?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ritorniamo sempre alla .iniziale dovuto alla mancata
applicazione di quell'emendamento mio che prevedeva il recepimento
della legge nazionale.
Adesso che abbiamo questo obbligo, queste somme da dove le
prendiamo? Perché dal momento che è stato detto non occorre il
recepimento della norma nazionale. Avviene in maniera autonoma ok
avviene in maniera autonoma ma dobbiamo trovare le risorse.
Questo è in pratica l'emendamento che dà la possibilità che in
Sicilia oggi, dopo la sua approvazione, venga approvato .
PRESIDENTE. Lo ha scritto la Commissione. Il Governo ha dato
parere favorevole. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Applausi da parte dei componenti il Gruppo Movimento Cinque
Stelle)
L'emendamento 28.59 è approvato.
Si passa all'emendamento 28.8, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. Onorevole Di Mauro lo mantiene o lo ritira? Soppressione
comma 6.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.32, a firma degli
onorevoli Cordaro ed altri. Onorevole Cordaro lo mantiene o lo
ritira?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.42, a firma dell'onorevole
Vinciullo ed altri.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
In pratica cosa è successo? Alcuni comuni hanno avuto quest'anno
dei trasferimenti, stiamo parlando dei comuni in dissesto per
essere chiari, hanno avuto delle risorse destinate al pagamento dei
precari.
Queste risorse sono arrivate nel mese di dicembre. I Comuni,
quindi, non sono stati nelle condizioni di poterle impegnare. In
questo modo noi cosa facciamo? Autorizziamo i comuni che hanno
nelle loro casse denaro della Regione non utilizzato, li
autorizziamo a utilizzarlo per il 2016.
Cosa significa? Che questo è un risparmio per la Regione.
PRESIDENTE. Grazie. Comunque questo era precluso essendo stato
bocciato l'emendamento 28.47.2.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
No
PRESIDENTE. Sì invece, onorevole Vinciullo. Peraltro Lei ha
firmato emendamenti. Quando c'è scritto Vinciullo, io penso che sia
Presidente di Commissione. In realtà Lei li firma a capo di un
Gruppo qua. Comunque è precluso dal 28.47.2.
(Applausi da parte dei componenti il Gruppo Movimento Cinque
Stelle)
E' precluso.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, non può parlare perché è precluso. Si Lei può
presentarlo però c'è una logica, c'è una deontologia pure in queste
cose. Io stesso che leggo penso che Lei lo presenti come Presidente
di Commissione.
Un discorso è parlare come parlamentare, un discorso è parlare come
presidente di commissione.
Si passa all'emendamento 28.9 a firma dell'onorevole Di Mauro. E'
ritirato.
Sospendo, brevemente i lavori d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle 18.07)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.20 a firma Cordaro. E'
ritirato
Si passa all'emendamento 28.10 a firma Di Mauro. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.19. a firma Venturino e Di Giacinto E'
ritirato
Si passa all'emendamento 28.11. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.18. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.17 a firma Lupo. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.48 a firma Figuccia. Non è ritirato
Il parere della Commissione?
VINCIULLO presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.12. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.31. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.13. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.30. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.14. E' ritirato
Si passa all'emendamento 28.29. E' ritirato
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29
Finanziamento spesa personale Ente acquedotti siciliani in
liquidazione
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 1,
della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13 è determinata, per
ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018, in 7.800 migliaia di
euro (Missione l - Programma 3 - capitolo 214107).
2. Il contributo concesso all'Istituto regionale vini e oli di
Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 è determinato per ciascuno degli
esercizi 2016, 2017 e 2018 in 207 migliaia di euro, anche per
provvedere all'assunzione di personale precario (Missione 16 -
Programma 1 - capitolo 147325).
3. Il contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinata per
ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 1.107 migliaia di euro
(Missione 14 - Programma 2 - capitolo 343315).
4. Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
studio universitario della Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinato per
ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 2.708 migliaia di euro
(Missione 4 - Programma 4 - capitolo 373347).
5. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale
15 maggio 2015, n. 9, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2016, l'ulteriore spesa di 130 migliaia di euro (Missione 15 -
Programma 3 - capitolo 108170)».
Sospendo, brevemente i lavori d'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.11)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. All'articolo 29 non ci sono iscritti a parlare.
Si passa all'emendamento 29.1 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.13 a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.14 dell'onorevole Fazio.
FAZIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.2 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.15 presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 29.12 a firma degli onorevoli Clemente e
altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.3 a firma degli onorevoli Di Mauro e
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.11 a firma degli onorevoli Clemente e
altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.4 a firma degli onorevoli Di Mauro e
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.10 a firma degli onorevoli Clemente e
altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.5 a firma degli onorevoli Di Mauro e
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.9 a firma degli onorevoli Clemente e
altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.6 a firma degli onorevoli Di Mauro e
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.8 a firma degli onorevoli Clemente e
altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.7 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri.
E' stato presentato un subemendamento dall'onorevole Di Mauro. Gli
Uffici mi dicono che c'è un problema di copertura però da
verificare eventualmente con un altro capitolo.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, normalmente
quando mi interesso di un problema cerco di essere sempre pronto
alla guerra. Questo emendamento è un emendamento che dovrebbe fare
giustizia per i lavoratori in pensione dell'EAS a cui hanno sospeso
la pensione integrativa. Con questo emendamento sono andato a
cercare i soldi e quindi mi rimetto all'Aula per far passare questo
emendamento che è di buon senso.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, la
questione non è di copertura. La questione è di legittimità. Il
Commissario dello Stato ha impugnato più volte questi emendamenti
ritenendoli anticostituzionali. Perché non può esserci una pensione
integrativa per chi usufruisce già di un'altra pensione. Questa
logica delle doppie pensioni è finita.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, il Presidente Crocetta ogni
volta che interviene, interviene sempre per dire delle cose a metà.
Lei me lo dice perché all'IRSAP prendono la pensione integrativa e
quelli delle Camere di commercio prendono pure la pensione
integrativa? Me lo dice o non me lo dice? Può essere che la Corte
dei conti si è aperta gli occhi sull'EAS e sugli altri si è chiusa
gli occhi?
E' possibile o no? Cerchiamo di fare giustizia, lei che fa
rivoluzioni
PRESIDENTE. Non c'è copertura sull'emendamento 29.7, quindi è
inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 29.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura.:
«Art. 32
Disposizioni finanziarie per i Consorzi di bonifica.
1. L'importo del finanziamento dei consorzi di bonifica, per
l'anno 2016, determinato ai sensi del comma l quater, lettera b),
dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre 1977, n. 106,
come introdotto dal comma 11 dell'articolo 47 della legge regionale
7 maggio 2015 n. 9, è incrementato di 2.962 migliaia di euro.
2. L'incremento di cui al comma 1 è iscritto in apposito capitolo
(Missione 1 - programma 4) dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
e sentito l'Assessore regionale per l'economia ai singoli consorzi
in base ai fabbisogni accertati.
3. L'autorizzazione complessiva di spesa di cui all'articolo 47,
comma 12, della legge regionale n. 9/2015 è rideterminata, anche
per effetto dell'incremento di cui al comma 1, per l'esercizio
finanziario 2016 in 36.336 migliaia di euro, per l'esercizio
finanziario 2017 in 29.202 migliaia di euro e per l'esercizio
finanziario 2018 in 25.030 migliaia di euro (Missione l - Programma
4).
4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2016, a valere
sull'autorizzazione di spese di cui al comma 3, la somma di 50
migliaia di euro è destinata in favore dell'Associazione siciliana
dei consorzi ed enti di bonifica, di irrigazione e di miglioramento
fondiario (ASCEBEM) per spese di funzionamento.
5. Per l'anno 2016, i Commissari dei consorzi di bonifica
trasmettono all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea e all'Assessorato
regionale dell'economia, che lo trasmette alla Commissione
Bilancio' dell'Assemblea regionale siciliana, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge a pena
di decadenza, il rendiconto annuale relativo all'esercizio 2015.
6. I direttori dei consorzi di bonifica presentano all'Assessorato
regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea e alla Commissione Bilancio' dell'Assemblea regionale
siciliana, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge il Piano di riduzione del venti per cento dei
costi di gestione ad eccezione delle spese relative al personale a
tempo indeterminato ed al personale che beneficia delle garanzie
occupazionali.
7. Le inadempienze agli obblighi di cui ai commi 5 e 6 determinano
il blocco dei trasferimenti delle risorse finanziarie ai consorzi
medesimi.
8. Per l'anno 2016, il canone per uso irriguo è determinato nella
stessa misura applicata nell'anno 2015.».
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Avevo
presentato in Commissione Bilancio un emendamento che poi è andato
a finire fra gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Gradirei che l'ascoltasse il Governo.
GRASSO. Avevo presentato un emendamento in Commissione Bilancio
che poi, in Commissione, hanno deciso di non trattare gli
aggiuntivi, per cui è andato a finire nel blocco degli aggiuntivi.
Pongo comunque un problema a lei, assessore, e perché. Che cosa
diceva l'emendamento? Che le disposizioni di cui al comma 42
dell'articolo 20 della legge regionale non si applicano ai
proprietari di immobili di qualsiasi natura, terreno e fabbricato,
che non ricevano benefici diretti, indiretti e potenziali,
derivanti dall'attività di bonifica del comprensorio di
appartenenza.
Questa è una questione che riguarda la provincia di Messina perché
si continua a chiedere ai proprietari di terreni ogni anno una
tassa che questi non sono tenuti a pagare perché la tassa viene
chiesta sulla base di presunti e non effettivi lavori di bonifica o
manutenzione idraulica perché il consorzio di bonifica di Messina,
rispetto a questi terreni, non ha mai esercitato e non ha mai
effettuato alcuna opera di bonifica.
Quindi questa tassa, che è veramente una truffa, perché viene
chiesta? Solo per recuperare le spese di gestione amministrativa e
monitoraggio che nulla hanno a che vedere con le finalità e con la
tutela delle aree e dei bacini del comprensorio e senza concreti
vantaggi per gli immobili dei contribuenti. Quindi, siccome si
stanno sollevando una serie di contenziosi e le assicuro che, in
tutte le regioni d'Italia, le commissioni tributarie hanno dato
ragione, per evitare che la Sicilia si ritrovi a pagare spese
legali e, soprattutto, a continuare a fare gravare sui cittadini
tasse per manutenzione che non sono state effettuate, avevo
presentato questo emendamento.
Mi rendo conto che parlo da sola e che parlo a me stessa però
parlo a tutti quei siciliani che sono costretti, per mantenere
dipendenti perché possono essere destinati ad altro ufficio sono a
carico dei cittadini siciliani.
Pertanto o l'Assessore, visto che l'emendamento è andato a finire
fra gli aggiuntivi - e non si discute - vorrà disporre, in via
amministrativa, al Consorzio di bonifica di Messina, aggregato a
quello di Catania, quantomeno lo sgravio delle somme richieste e,
possibilmente, utilizzare questi dipendenti del Consorzio di
Messina ad altri uffici in modo da dare un aiuto anche all'Azienda
foreste.
Sa bene che tutti gli enti che gravitano attorno al suo
Assessorato, caro Assessore per l'agricoltura, potrebbero essere
meglio utilizzati.
Le faccio un esempio. Quest'anno rifinanziate l'ESA però deve
sapere che l'ESA ha i mezzi non solo non funzionanti ma non ha
neanche i soldi per mettere benzina.
In estate questi mezzi vengono mandati ai comuni per dare una mano
e restano lì.
Spero che prima che questi soggetti, visto che questo emendamento
non è stato apprezzato dalla Commissione Bilancio, i cittadini
piuttosto che rivolgersi alla Commissione tributaria, mi aspetto
che lei, Assessore, possa risolvere il problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, questo articolo è scritto un
po' pasticciato, Assessore Cracolici.
Perché? Entro sessanta giorni, - onorevole Anselmo mi ostruisce la
visuale, può parlare col Presidente della Regione, lei ne ha titolo
da capogruppo del PD ma devo guardare Cracolici perché ha bisogno
che mi dedichi a lui a tempo pieno - devono trasmettere il
rendiconto, pena la decadenza e va bene.
Poi c'è scritto, entro sessanta giorni dalla data in vigore della
presente legge il piano di riduzione del 20 per cento.
Mi scusi, Assessore, ma lei non glielo può dare adesso il 20 per
cento in meno che deve aspettare che loro riducano l'ammontare
complessivo di ogni consorzio di bonifica?
Glielo leggo di nuovo? Lo leggo di nuovo. Il comma 1 stabilisce
l'importo l'importo del finanziamento, i consorzi di bonifica per
il 2016 è determinato e c'è l'importo.
Al comma 5 devono trasmettere entro sessanta giorni il rendiconto.
E' giusto che devono dirci quanto hanno fatto.
Assessore Baccei non vorrei che stiamo rinviando tutto. Sa perché?
In consiglio comunale a Palermo per risolvere le liti scriviamo di
portare un'altra delibera entro centoventi giorni e non vorrei che
vi foste presi questa abitudine.
Per i forestali l'anno prossimo, per i consorzi di bonifica tra
sessanta giorni, ma che finanziaria è?
Dovete avere coraggio
A Roma vi cacceranno se non scrivete qualche norma concreta che
abbia effetti immediati.
Dovete ora riscrivere il comma 1 e tagliare del 20 per cento
oppure lasciate il comma 1 e levate il comma 6.
State in fiducia che i direttori ridurranno del 20 per cento - ho
partecipato a molte riunioni in Commissione Bilancio , Assessore
Baccei - e questa riduzione non avverrà.
Appena saremo in fase di riequilibrio, risusciteremo tutti Oggi è
una finestra importante.
Assessore Baccei, svolgo i miei interventi e non ho né il diritto
né la volontà di bloccare l'Aula però quello che è giusto dire, si
deve dire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo se la
regolarità dei lavori e la trasparenza e legalità abitano ancora in
quest'Aula.
Vi spiego perché.
In Commissione Bilancio abbiamo sentito delle comunicazione
molto gravi da parte dei Commissari ma anche da parte dei Dirigenti
e anche da parte dell'assessore circa la situazione che riguarda i
Consorzi di bonifica. E allora in Commissione Bilancio, è agli atti
della Commissione, abbiamo ascoltato che i Consorzi di bonifica da
molti anni, non so da quanti anni, pur se richieste costantemente
dall'assessore di turno e dal Governo, si rifiutano di presentare i
bilanci. Abbiamo anche ascoltato in Commissione Bilancio che i
Commissari mandati presso i Consorzi di bonifica dal Governo per
acquisire questi atti non hanno avuto la possibilità di acquisire
gli atti perché i dirigenti dei Consorzi di bonifica si sono
rifiutati di consegnare gli atti. Abbiamo pure assistito in
Commissione Bilancio e, quindi appreso ufficialmente, che ci sono
Consorzi di bonifica i cui dirigenti hanno uno stipendio di 240
mila euro e Consorzi di bonifica i cui dirigenti hanno uno
stipendio di 60 mila euro.
Abbiamo sempre appreso ufficialmente dalla Commissione Bilancio
che ci sono Consorzi di bonifica il costo che applicano per ogni
giornata lavorativa è di 6 mila euro e ci sono Consorzi di bonifica
dove il costo di ogni giornata lavorativa è 18 mila euro.
Questo l'abbiamo appreso sempre ufficialmente in Commissione
Bilancio. L'assessore Baccei ha dichiarato ufficialmente in
Commissione Bilancio che lui questi dati non è riuscita ad averli,
che non c'è nessuna certezza sulla gestione di questi Consorzi e
pur tuttavia la norma che prevede di continuare a finanziare questi
Consorzi in maniera indistinta, indiscriminata e al di fuori di
qualunque regola e di qualunque rendiconto sulle spese e sulle
somme che la Regione trasferisce ai Consorzi di bonifica nonostante
tutto ciò la norma approda in Aula con lo stesso finanziamento
degli anni precedenti.
Ora siccome io so che questa Presidenza è molto attenta a che le
norme che approdano in Aula siano delle norme che rispettano la
trasparenza e il rispetto della legalità, io vorrei capire come una
norma che durante la discussione in Commissione Bilancio ha
ricevuto queste dichiarazioni ufficiali da parte del Governo e dei
membri della Commissione, a queste condizioni può approdare in
quest'Aula. Le dico, Presidente, che quanto detto dall'onorevole
Grasso a proposito del Consorzio di Messina è un altro tassello che
si aggiunge, un Consorzio che è da ormai decenni non fornisce un
litro d'acqua a nessuno e che da oltre dieci anni, ricordo un mio
emendamento del 2002 credo anche prima, che sospendeva quelle
cartelle di pagamento sul presupposto che quel consorzio pur non
fornendo acqua a nessuno, quindi pur non essendo più in grado di
operare rispetto a ciò che la legge prevede per la sua esistenza,
viene mantenuto e si concede a questo Consorzio di chiedere ancora
soldi.
Quindi, due grandi illegalità: la prima grande quanto una montagna
di fronte alle dichiarazioni ufficiali in Commissione Bilancio io
mi chiedo come la Presidenza possa fare approdare di fronte a
queste dichiarazioni ufficiali della Commissione Bilancio questa
legge, questa norma in Aula e rispetto al resto quello che ho detto
a supporto e conferma dell'onorevole Grasso mi chiedo pure come si
consenta ad un consorzio inesistente di chiedere ai cittadini di
pagare le tasse.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema consorzi
di bonifica, in Sicilia, non è sicuramente un tema di poco conto
che può essere semplificato con qualche battuta, né tanto meno può
essere semplificato per slogan o per un sentito dire.
Il tema dei consorzi di bonifica, in Sicilia, attiene ad una delle
più importanti criticità che ha la Regione nel settore pubblico
allargato.
L'assessore per l'economia, dottor Baccei, qualche ora fa, ieri
sera per la precisione, ha ricordato all'Aula della difficoltà
economica in cui versano le ex province in Sicilia, con un debito
di circa 160-180 milioni di euro.
La discussione dei consorzi di bonifica va inquadrata, intanto
stasera, se vogliamo dare un contributo al tema, facendo una
premessa, cioè che i consorzi di bonifica, in Sicilia, ad oggi,
hanno maturato un debito, per la Regione, di 50 milioni circa e lo
hanno maturato perché negli anni vi è stata, da un lato, una
volontà di stringere senza, poi, riformare adeguatamente il
settore, dall'altro lato, anche perché vi sono state delle sacche
di mala gestio che non sempre sono state corrette.
Negli ultimi due, tre anni ha visto un'inversione di tendenza
perché, da un lato, chi ha la responsabilità di questi 11 consorzi
di bonifica, ha posto in essere delle politiche di
razionalizzazione, dall'altro lato anche perché la Regione, con le
norme che abbiamo cercato di fare, negli anni precedenti, ha
cercato, in un certo senso, di immettere il settore in un percorso
virtuoso. E' stato fatto tutto? No, assolutamente
Noi dovremo, stasera, con questa norma, ancorché non stiamo
riformando il settore ma, assessore Cracolici, il settore va
riformato al più presto, e con questa norma, dovremo dare mandato a
lei ed al Governo di procedere ad una razionalizzazione del
settore, non ad una mortificazione dello stesso, perché il settore,
oggi, vede due tipi di tifoserie: da un lato coloro che dicono che
i consorzi di bonifica sono un carrozzone che dobbiamo chiudere,
dall'altro, invece, ci sono coloro che, pur sapendo della
difficoltà in cui oggi i consorzi di bonifica versano, gli stessi
enti, sono enti strumentali e fondamentali a sostenere
l'agricoltura in Sicilia, a sostenere un settore che è in grande
difficoltà, ma che rappresenta il primo baluardo dell'economia
siciliana, cioè l'agricoltura.
Questo lo voglio dire perché, oggi, abbiamo cercato, come forza
politica, di apportare un contributo alla materia e lo abbiamo
fatto presentando degli emendamenti. Non tutti sono arrivati, lo
voglio dire all'Assemblea ed anche alla Segreteria generale.
Stasera ho portato la tracciabilità di alcuni emendamenti che, pur
essendo stati presentati, non vedo al testo. Non sono emendamenti
aggiuntivi, sono tutti emendamenti soppressivi o modificativi. Ad
esempio al comma 1, abbiamo fatto un emendamento che intendeva
sostituire la parola 2962' con 4962', dicendo anche dove andavamo
a prendere i soldi con la riduzione dell'articolo 33.
Avevamo posto la soppressione del comma 4, del comma 5 e del
comma 6. E spieghiamo il motivo. È stato detto, nei giorni scorsi,
che i consorzi di bonifica non hanno portato i rendiconti. Niente
di più falso I consorzi di bonifica portano i rendiconti,
altrimenti, se non portassero i rendiconti non potrebbero avere il
saldo. I consorzi di bonifica, dico tutti, hanno portato i
rendiconti, hanno portato le spese, hanno dimostrato quanto è il
personale che non è inferiore a 50 milioni di euro. Dobbiamo anche
inquadrare bene la materia. I consorzi di bonifica, in Sicilia,
costano 55 milioni per le spese del personale a tempo
indeterminato, costano 10 milioni per quanto riguarda le spese dei
lavoratori a tempo determinato, costano circa 15 milioni di euro
per le spese di gestione.
Noi cosa vogliamo fare? O cosa dovremmo fare? Noi dobbiamo da un
lato ridurre le spese a questi consorzi, razionalizzando i
trasferimenti, ma non li possiamo ammazzare, perché se noi
quest'anno dessimo loro soltanto 36 milioni di euro, già dovremmo
preventivare un nuovo buco per la Regione siciliana di almeno 15
milioni di euro.
Noi dobbiamo dare i trasferimenti su due concetti. Il primo è il
personale, il secondo sono gli ettari che hanno l'estensione del
territorio in carico agli stessi consorzi. Estensione che, poi,
deve essere anche inquadrata nello spirito di valorizzazione, cioè
dobbiamo distinguere gli ettari serviti e gli ettari attrezzati
perché, oggi, i territori che vengono serviti dai consorzi di
bonifica non sono gli stessi rispetto a quelli attrezzati. E questo
perché? Perché molti territori hanno gli impianti ma non utilizzati
perché ci sono colture estensive e non colture intensive.
Qual è la nostra proposta? La nostra proposta stasera è - e
concludo Presidente, ma poi ritornerò sugli emendamenti - quella di
aumentare almeno di due milioni di euro il trasferimento per il
personale ai consorzi di bonifica, quella di dare delle ulteriori
competenze. Vi è un mio emendamento che assegna la competenza delle
grandi dighe, assessore Baccei e assessore Cracolici. Ci sono due
consorzi di bonifica, in Sicilia, che gestiscono, di fatto, la diga
dell'Ogliastro in territorio di Caltagirone, il terzo invaso con
110 milioni di metri cubi di acqua e la diga Garcia che è quella
che gestisce il consorzio di bonifica di Palermo.
Noi abbiamo il dovere di trasferire loro queste competenze perché,
di fatto, questi consorzi di bonifica svolgono un ruolo, una
competenza, che è demandata al dipartimento energia e, in effetti,
loro si caricano il costo della stessa. E, allora, dovremmo cercare
di razionalizzare, dovremmo dire ai consorzi di bonifica che devono
risparmiare ma non possiamo - e ho concluso veramente, Presidente -
pensare di ridurre più di quanto hanno già ridotto. Io concludo
dicendo che, eventualmente, interverrò per spiegare i singoli
emendamenti.
PRESIDENTE. E' inscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, i colleghi che mi hanno preceduto mi
pare che abbiano dato il taglio giusto alla problematica che
riguarda i consorzi di bonifica. Dobbiamo partire da quella che è
la mission dei consorzi di bonifica e, quindi, occuparci di quello
che i consorzi di bonifica possono fare per l'agricoltura.
I consorzi di bonifica, oggi, servono 85.000 agricoltori, danno
acqua a 70.000 ettari di terreno e potrebbero darne a 200.000
ettari perché c'è la rete per 200.000 ettari ma non riescono a
darla per la situazione di criticità economico-finanziaria che si è
venuta a creare.
Quindi, il problema dei Consorzi di bonifica è quello di ciò che
deve essere l'agricoltura, di ciò che vogliamo che sia
l'agricoltura nei prossimi anni, perché è chiaro che senza l'acqua
non si può fare agricoltura.
Per fare un esempio stupido, la diga Olivo, in provincia di Enna,
è piena, non si riesce a fare partire la campagna orticola perché
ci sono le tubature bucate e non si possono fare le manutenzioni.
Il Governo sta provvedendo, in questo senso, ma capite bene che il
problema non riguarda solo la diga Olivo, riguarda un po' tutte
quelle che sono le reti di distribuzione dell'acqua in Sicilia.
A fronte di questo cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto una cosa
folle nella scorsa finanziaria, cioè abbiamo ridotto del 10 per
cento, ogni anno fino al 2020, i trasferimenti che erano stati dati
in precedenza ai consorzi di bonifica, dicendo che entro quella
data i consorzi di bonifica si dovevano rendere autonomi. Sappiamo
tutti che questa è una cosa impossibile, sappiamo tutti che è
impossibile perché ciò che è successo è una cosa molto semplice,
che a fronte dei tagli di trasferimenti della Regione si sono
decuplicati i costi dei canoni irrigui, per arrivare fino ad un
assurdo che è quello che, addirittura, la bollettazione ha
riguardato anche i proprietari di terreni che non usufruiscono
dell'acqua dei consorzi di bonifica ma si trovano in maniera
indistinta nella zona di bonifica.
Tutto ciò ha creato una rivoluzione in alcune province perché,
giustamente, chi non usufruisce dell'acqua, è chiaro, che non la
può andare a pagare per conto di chi ne usufruisce e, quindi, si è
creata questa situazione incredibile dove i consorzi di bonifica
adesso sono al palo.
E' vero quello che diceva l'onorevole Falcone, cioè che i fondi
necessari non sono quelli che il Governo ha previsto, quanto meno
ci vorrebbero 55 milioni di euro per il personale, atteso che
abbiamo 1.150 persone a tempo indeterminato e 1.050 con le garanzie
occupazionali.
Quindi, è chiaro che le risorse che sono state messe sono
insufficienti e per tirare questi striminziti 3 milioni di euro in
Commissione Bilancio' si è lavorato per 4 ore in un'atmosfera
aspra e surriscaldata dove si è addirittura sfiorata anche la lite.
Abbiamo presentato anche noi un emendamento dove chiediamo che si
mettano maggiori risorse perché è chiaro che con questi 3 milioni
in più e, quindi, con circa 37 milioni non risolviamo il problema.
Ma la cosa incredibile è stata anche un'altra che l'anno scorso, a
fronte di un taglio che doveva essere del 10 per cento il taglio è
stato del 20 per cento e, quindi, quest'anno andremmo al 30 per
cento. Quindi, si tratta di risorse che non basteranno sicuramente
a risolvere il problema dei consorzi di bonifica, so che
l'assessore Cracolici sta lavorando ad una legge di riforma dei
consorzi perché devono trasformarsi in un ente, effettivamente,
strumentale per l'agricoltura in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà. Invito i colleghi alla brevità. Onorevole Panepinto, lo
sto dicendo in generale. So che lei nell'estrema sintesi dice molte
cose.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla sintesi
proverò a fare diventare un complimento realtà. Vorrei fare
soltanto una considerazione, chiedo all'assessore Cracolici
partendo dall'ultimo comma dell'articolo, cioè il comma 8 che
stabilisce che i canoni irrigui sono quelli del 2015. In realtà,
l'emendamento, a scrittura mia e di altri colleghi, Milazzo,
Alloro, ma dobbiamo accogliere ed approvare l'emendamento
Ruggirello che parla di confermare i canoni acqua 2014.
Per la sintesi che mi chiede il Presidente. Ci sono state ore ed
ore di dibattito, diceva l'onorevole Alloro. Dobbiamo guardare i
consorzi di bonifica per la funzione per la quale sono nati, non
per quello che, poi, sono diventati nel tempo.
Il famoso 20 per cento di riduzione è un modo di capire e leggere
esattamente nei bilanci, onorevole Milazzo Giuseppe, dei consorzi
di bonifica. Oggi, è indispensabile, come abbiamo detto, con
convinzione, tutta l'Aula, una riforma per la messa a reddito del
bosco e per dare una nuova funzione, lo stesso ragionamento vale
per i consorzi di bonifica, garantendo le garanzie occupazionali,
ma al tempo testo dobbiamo abbattere una tassa odiosissima, che non
è il canone irriguo, ma è il cosiddetto sotteso che va a gravare su
terreni che non irrigano e su proprietà che non ne traggono alcun
beneficio.
La riforma, pertanto, va fatta. E credo che questo Parlamento e
questo Governo, insieme alla riforma per il settore forestale, da
stasera dovrebbero avviare la riforma per dare all'agricoltura
acqua per irrigare e viabilità.
Pregherei, quindi, anche i colleghi, ove possibile, di ritirare
gli emendamenti. Ritengo che serviranno altre risorse, ma questi
2.600.000,00 più, prendendo il ragionamento sui 6 milioni della
cosiddetta delibera CIPE che riguarda aspetti idraulici e di
risanamento del territorio che possono coinvolgere i lavoratori dei
consorzi va fatto e dando speditezza ritirando gli emendamenti che
possono complicare il ragionamento.
Lo dico, anche, al buon emendamento dell'onorevole Cancelleri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli
colleghi, mi rivolgo, ovviamente, a tutto il Governo ed a tutta
l'Aula, ma in particolare all'assessore Cracolici che è l assessore
competente per la materia che ha proposto l'articolo 32.
Le voglio porre ragionevolmente, assessore Cracolici, intanto una
questione relativa ai commi 5 e 6 dell'articolo 32 che, in gran
parte condivido. E condivido anche la norma sanzionatrice contenuta
nel comma 7. E' uno dei pochi casi in cui, alle norme, diciamo, che
contengono il precetto, facciamo anche seguire la norma
sanzionatrice o la norma secondaria.
Se tu non fai questo, io ti applico una penale, non ti
trasferisco quello di cui tu avresti, eventualmente, necessità.
Assessore Cracolici, però, non possiamo applicare una norma
secondaria rispetto ad una norma generica che contiene il precetto,
perché quando la norma, l'articolo 32 sostiene che: Se entro 60
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i dirigenti dei
consorzi non trasmettono il loro piano di riduzione al 20 per
cento , lei, assessore Cracolici deve fissare il dies ad quem ,
cioè deve fissare il termine di paragone rispetto al quale
computare il 20 per cento di riduzione. Perché veda, assessore
Cracolici, noi parliamo dei consorzi, degli 11 consorzi nel loro
complesso; non sfugge a lei, anche se è palermitano, che vi sono
consorzi più virtuosi e consorzi meno virtuosi. Alcuni consorzi, le
posso assicurare, hanno già operato la riduzione del 20 per cento.
L'hanno operata nel 2015, l'hanno operata nel 2014. La norma,
quindi, non potrà pretendere un'ulteriore riduzione che, così,
sarebbe del 30, del 40 o del 50 per cento.
Il collega Falcone prima faceva riferimento, opportunamente, al
consorzio di bonifica di Caltagirone che gestisce la diga
dell'Ogliastro con oltre 110-120 milioni di metri cubi di acqua, ma
gestisce anche, e lei lo sa onorevole Cracolici, il famoso,
famigerato contenzioso per il mai avvenuto completamento della diga
di Pietra Rossa. Un altro invaso da 60, 70 milioni di metri cubi di
acqua già costato alla collettività oltre 75 milioni di euro,
rimasto incompleto nonostante l'avvicendarsi dei governi di tutte
le risme e di tutte le bandiere.
Un contenzioso per decine di milioni di euro è stato recentemente
risolto con una transazione di pochi milioni di euro. E' questo un
esempio virtuoso di gestione di un consorzio di bonifica.
Allora, le pongo la questione politica, assessore Cracolici. Si
faccia portare, se li sarà fatti portare, i rendiconti. Parli con i
dirigenti. Si faccia spiegare bene la gestione dei singoli consorzi
per tentare di ridurre i disavanzi e gli sprechi laddove realmente
ci sono e, invece, di sostenere l'azione di rilancio e di servizio
vero agli agricoltori dei consorzi che lo meritano.
Lei solo così, assessore Cracolici, dopo almeno una quindicina di
suoi predecessori potrebbe essere ricordato, almeno in quella plaga
territoriale, come il rappresentante di un Governo efficace ed
efficiente e non come, invece, il portato di parole cui poi non
seguono i fatti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
Lo Sciuto.
facoltà.
L'Assemblea ne prende atto.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo nella qualità di Presidente della Commissione Attività
produttive', commissione di merito per quanto riguarda i consorzi
di bonifica.
Signor Presidente, mi ascolti bene. In base alle regole che avete
dato come Presidenza questi commi, tranne l'1, il 2 e il 3, credo,
non possono essere esaminati in questa finanziaria perché non sono
stati oggetto di esame da parte della Commissione di merito ma sono
stati aggiunti in Commissione Bilancio'.
Lei faccia una verifica attraverso gli uffici e vedrà che non
tutte queste norme, di sicuro le posso dire che il comma 4 non era
all'apprezzamento della Commissione Attività produttive', per cui
siccome avete le lettere di trasmissione che io, come Presidente,
ho inviato, assieme a tutti gli emendamenti apprezzati, alla
Commissione Bilancio', la invito formalmente a stralciare le norme
che non sono state oggetto di esame da parte della Commissione di
merito.
FORMICA. E questa è un'altra accusa grave
LACCOTO. Per quanto riguarda tutta la questione del merito,
invece, dei consorzi di bonifica ritengo che sia urgente, così come
hanno detto alcuni colleghi, una riforma seria ed una verifica del
settore specialmente di quei consorzi di bonifica che sono utili e
che non creano praticamente degli sprechi.
Mi riferisco anche a qualche consorzio della provincia di Messina
che risulterebbe, secondo le affermazioni di alcuni colleghi, non
avere assolutamente alcuna funzione e, quindi, ritengo che di
concerto con l'Assessore per l'agricoltura occorra mettere mano
immediatamente, attraverso una riforma immediata, ai consorzi di
bonifica, agli sprechi, ma anche ad una verifica, che sto chiedendo
per tutti gli enti e per tutte le partecipate, delle somme che
percepiscono i dirigenti ed il personale rispetto alle funzioni
effettivamente svolte.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Milazzo Antonella.
Ne ha facoltà.
FORMICA. L'Aula esige una risposta.
PRESIDENTE. Gli Uffici provvederanno ad una verifica.
LACCOTO. Ho chiesto una verifica.
PRESIDENTE. Deve dare tempo agli Uffici di procedere alla
verifica, sono stato più chiaro?
per l'anno 2016' (Doc. n. 150)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
«Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
Presidenza del presidente Ardizzone
per l'anno 2016» (Doc. numero 150)
MILAZZO Antonella. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto dell'ordine del
Assessori, credo che i consorzi di bonifica siano uno di quei
giorno: «Schema di bilancio di previsione triennio 2016-2017-2018
paradigmi di cui la Sicilia è fatta oggetto di attenzioni ogni
dell'Assemblea regionale siciliana» (Doc. numero 150)
domenica, i consorzi di bonifica, i forestali, i precari e
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Rinaldi, per
quant'altro.
svolgere la relazione.
Credo che anche qui sia giunta l'ora, ed è quello che si sta
facendo, di fare una riforma seria, che metta fine ai danni ed alle
RINALDI, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
male gestioni del passato, che risponda ai criteri nazionali di
Governo, il presente progetto di bilancio di previsione, a partire
armonizzazione contabile a cui nessun ente pubblico partecipato può
da quest'anno Schema di bilancio di previsione - triennio
sottrarsi e credo che questo Governo stia portando avanti con
2016/2018 , viene redatto secondo le modalità introdotte
serietà e determinazione l'esigenza di una riforma seria.
nell'ordinamento regionale dell'articolo 11, comma 5, della legge
Credo, anche, che i consorzi siano, come i colleghi prima di me
regionale n. 3 del 13 gennaio 2015, il quale prevede che
hanno detto, una grande risorsa e che da paradigma della mala
l'Assemblea regionale siciliana adegui il proprio ordinamento
gestione debbano diventare un'opportunità per l'agricoltura che
contabile ai principi di cui al D.Lgs.118/2011 e successive
immaginiamo per la nostra Sicilia. E, soprattutto, le conseguenze
modificazioni ed integrazioni.
di una cattiva gestione finanziaria non possono essere sopportate
La nuova normativa prevede che il bilancio di previsione
dagli agricoltori.
finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio ed è
I consorzi di bonifica sono una fonte primaria, sono una risorsa
aggiornato annualmente in occasione della sua approvazione; le
primaria per gli agricoltori e lo sono soprattutto in quelle
previsioni di entrata e di spesa sono elaborate distintamente per
province come la provincia di Trapani che ha importanti dighe che
ciascun esercizio finanziario, in coerenza con i documenti di
servono ad irrigare migliaia di ettari. E quando parlo della
programmazione.
provincia di Trapani, parlo di realtà fondamentali per la nostra
Con il presente progetto di bilancio l'Assemblea regionale
agricoltura come i vigneti di Marsala o gli uliveti di
siciliana continua il delicato ed impegnativo compito di
Castelvetrano o il melone giallo di Paceco.
contenimento del costo dell'Istituzione parlamentare, senza
Credo che gli agricoltori non possano sopportare, come rischia di
comprometterne la sua funzionalità, iniziato con la l.r. 1/2014,
avvenire, un aumento dei canoni del 500 per cento. Quest'anno
recante Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
parliamo di un aumento del canone di irrigazione ettaro da 16 a 93
della spesa relativa ai costi della politica .
euro; un aumento esorbitante che la nostra agricoltura non può
Nel rispetto delle previsioni di tale legge si è proceduto ad
certamente sopportare e che sarebbe un colpo ferale per un settore
un'ulteriore riduzione di 3.000.000 di euro della dotazione a
che è già così duramente provato.
carico del bilancio regionale, che per il 2016 si attesta a
A tale proposito, mi dispiace che non ci sia l'assessore
143.000.000 di euro, a fronte di 146.000.000 di euro del 2015. La
Contraffatto, un ragionamento, una riflessione importante deve
decurtazione di 3.000.000,00 di euro della dotazione ordinaria di
essere fatta sull'importanza della manutenzione delle dighe che
competenza dell'anno 2016, rispetto alla dotazione relativa
versano tutte in condizioni disastrose e che comportano, molto
all'esercizio 2015, si aggiunge alla riduzione di 3.000.000,00 di
spesso, lo sversamento dell'acqua durante la stagione invernale. I
euro rispetto all'anno precedente, nonché a quella di 3.200.000,00
nostri agricoltori vedono passare l'acqua che va al mare in una
euro già operata nel 2014, che si aggiunge alla drastica riduzione
stagione particolarmente secca, qual è quella in corso, ed è chiaro
del 2013 di 10 milioni di euro a seguito delle misure adottate
che questo non può più accadere.
all'inizio della XVI legislatura.
Dobbiamo attrezzarci, dobbiamo fare un piano di investimenti seri
Se prendete pagina 6, per essere ancora più chiari, c'è un
quale può essere l'utilizzo mirato del piano per il Sud su cui so
prospetto laddove si evince sia la percentuale di differenza
che l'assessore Contrafatto ha inserito le dighe, perché queste
rispetto all'anno precedente, come potete vedere all'insediamento
diventano sempre più
di questa legislatura c'erano 162.200.000 di euro, nel 2013
152.000.000, nel 2014 149.000.000, nel 2015 146.000.000, fino ad
CROCETTA, presidente della regione. Diciamo che le ho inserite io
arrivare ad oggi nel 2016 a 143.000.000; quindi c'è stata una
MILAZZO Antonella. Certo il Governo, ci mancherebbe Il Governo,
decurtazione rispetto al bilancio dell'Assemblea regionale di quasi
il Presidente con l'assessore competente perché credo che con le
venti milioni in tre, quattro anni.
mutazioni climatiche le dighe diventino, per la nostra agricoltura,
Occorre sottolineare che, nonostante la contrazione della
sempre più un bene di interesse primario.
dotazione ordinaria come previsto dalla l.r. 1/2014, con il
Chiedo, quindi, di attenzionare gli emendamenti, quello
presente documento si fa fronte agli aumentati oneri derivanti, in
dell'onorevole Falcone, quello dell'onorevole Ruggirello, chiedo di
particolare, da sempre più gravosi interventi di restauro e
apporre la mia firma all'emendamento 32.32
manutenzione del complesso monumentale Palazzo dei Normanni, che,
si ricorda, ha quest'anno ottenuto un importante riconoscimento da
TURANO. Anche gli onorevoli Vinciullo e Turano.
parte dell'Unesco con il suo inserimento nella World heritage
list ; dalle necessità della sicurezza, con lo stanziamento delle
MILAZZO Antonella. così come gli onorevoli Vinciullo e Turano,
risorse per il bando di gara del servizio vigilanza del Palazzo,
perché è impossibile pretendere dai nostri agricoltori, in un
come richiesto dai competenti Organi dello Stato a seguito dei noti
periodo così difficile, un aumento dei canoni del 500 per cento.
fatti di terrorismo nonché dall' implementazione del contributo
Chiedo che l'Aula apprezzi gli emendamenti che fermano i canoni
ai Gruppi parlamentari di cui alla l.r. n. 30/2015 (contributo
irrigui ai livelli del 2014.
IRAP), pari a 800.000 euro.
Credo che quest'Aula, oggi, debba deliberare in tal senso perché,
Il conseguimento di tale risultato ha richiesto un impegno
a prescindere dalla Commissione di merito, credo che si tratti di
notevole soprattutto se si tiene conto della rigidità della spesa
norme che hanno una refluenza finanziaria, per cui l'apprezzamento
dell'Assemblea, costituita per quasi il 90 per cento da
della Commissione Bilancio', in questa fase, rende sufficiente il
obbligazioni assunte in forza di contratti vigenti.
passaggio all'Aula e la conseguente approvazione.
A ciò si aggiunga che, a causa delle note difficoltà di cassa e
della cronica carenza di liquidità della Regione, una quota della
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
dotazione a carico della stessa di competenza dell'esercizio 2015,
ha facoltà.
pari a complessivi 17.000.000 di euro, è stata trasferita nel corso
del 2016, determinando la necessità di procedere al riaccertamento
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
per l'esercizio 2016, come previsto dal D.Lgs.118/2011. Pertanto
scuserà il Presidente della Regione, ma mi rivolgerò all'Assessore
nell'esercizio finanziario 2015 è stata materialmente versata una
Cracolici. Non è per far una offesa alla sua persona, ma per
dotazione pari a 129.000.000 di euro a fronte di una previsione di
augurare all'onorevole Cracolici un in bocca al lupo . E'
146.000.000 di euro, determinando una minore entrata da
soprattutto un incoraggiamento da parte mia.
rappresentare nel relativo rendiconto generale. Tale dato contabile
I Consorzi di bonifica sono stati oggetto, nel passato, di
è evidenziato nello stato di previsione delle Entrate, al titolo
reprimende paurose, perché erano degli strumenti quasi infernali di
II, tipologia 101, nelle note 1) e 2) dello schema di bilancio
destabilizzazione politica, perché rappresentavano clientelismo e
triennale.
perché rappresentavano mala gestio , malaffare e quant'altro
Ciò ha consentito nel 2015 di far fronte alle sole spese
Al netto di queste considerazioni, alcune in parte condivisibili,
indifferibili, rendendo necessario rinviare al successivo esercizio
i Consorzi di bonifica sono un ente strumentale fondamentale per
spese il cui pagamento materiale, per la stessa natura delle spese
l'agricoltura del nostro territorio, e per questo motivo, Assessore
di che trattasi, può essere rinviato. A tal fine, già nel dicembre
Cracolici, il suo compito è arduo. Per due motivi: primo, per una
2015 il Collegio dei Deputati Questori aveva deciso di destinare
carenza di risorse; secondo, perché io ricordo una stagione - ero
una quota dell'eventuale residuo attivo, nella misura di
sindaco allora - ed era la stagione dell'emergenza idrica. Si era
10.000.000 al riequilibrio del Fondo di Previdenza del Personale,
fatto pure il Commissario dell'emergenza idrica e i contadini
anticipando con un versamento straordinario per il 2016 la manovra
bruciavano anche i Comuni e nel mio Comune, gli agricoltori del
di ripiano del suo deficit strutturale che era stata inizialmente
Comune di Ribera, hanno incendiato, per la carenza d'acqua e per le
spalmata nel triennio 2016/2018, nella misura di 5.000.000 di euro
carenze del Consorzio, la Casa comunale.
annui. Si ricorda infatti che sussistono espresse previsioni
Dato questo clima e dato che il mio territorio vive solo ed
regolamentari interne e di legge che impongono l'obbligo di
esclusivamente di agricoltura, non mi sono chiare alcune scelte
copertura delle quote di buonuscita maturate dal personale in
cervellotiche, schizofreniche da parte dell'Assessorato. E mi
servizio, per consentire al Fondo di previdenza di onorare i propri
riferisco soprattutto al fatto che nel momento in cui il Consorzio
debiti nei confronti del personale. Il rispetto di tale obbligo di
è uno strumento vi sono altri strumenti, quale l'Ufficio periferico
legge è divenuto indifferibile con l'entrata in vigore dei nuovi
dell'agricoltura.
principi contabili, giuridicizzati con l'entrata a pieno regime
So di una proposta alla Giunta di Governo - e in questo caso mi
delle previsioni di cui al D.Lgs.118/2011. Pertanto, si è reso
rivolgo al Presidente della Regione che ha il compito di vigilare
necessario accelerare e realizzare in questo esercizio finanziario
anche su queste cose - che vorrebbe sopprimere l'Ufficio periferico
il riequilibrio del Fondo di Previdenza, che nell'ordinamento
di Ribera. Un Ufficio che su 50 mila ettari irrigui del Consorzio
interno dell'A.R.S. svolge la funzione civilistica di Fondo TFR,
Agrigento 3, 10 mila sono solo a Ribera, un quinto. Non rappresenta
alla luce dell'obbligo imposto dalla legge di redigere il bilancio
solo la provincia di Agrigento ma rappresenta la provincia di
secondo i nuovi criteri. In un quadro di un bilancio redatto
Agrigento e Trapani. Perché il Consorzio Agrigento 3 irrigua pure
secondo i criteri economico-patrimoniali, difatti, il fondo TFR
il territorio di Castelvetrano.
deve rappresentare il quadro effettivo delle prestazioni teoriche
Questo è il quadro. Al di là di questa parentesi che è solamente
da erogare ai dipendenti, onde evitare di incorrere nelle
una parentesi e non entro nel merito, io voglio entrare nel merito.
responsabilità giuridiche previste in materia dall'ordinamento.
Entrando nel merito per quello che ho detto in premessa, nel senso
Lascio ai colleghi tutte le descrizioni delle varie misure che
dell'aiuto, io sottoscrivo l'emendamento dell'onorevole Raia,
sono state inserite sia nelle entrate che nelle uscite, descritte
dell'onorevole Panepinto e dell'onorevole Alloro, che è quello che
in maniera dettagliata per ogni singolo capitolo e per ogni singola
impingua il capitolo, perché le risorse sono poche. Quindi, chiedo,
voce. Quindi per il resto mi rimetto all'Aula Presidente.
signor Presidente, di apporre la firma all'emendamento 32.21, prima
parte, e poi c'è l'emendamento 32.21, seconda parte. Poi, voglio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
apporre la firma anche su quello dell'onorevole Ruggirello. E
generale.
questo è fatto in ragione della crisi, della grave crisi agricola,
che investe il nostro territorio e non è concepibile che questi
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
agricoltori paghino questo genere di tasse.
Voglio fare due precisazioni, signor Presidente della Regione, e
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
forse un suo aiuto, involontariamente e riguardano esattamente
alcune tematiche che hanno sollevato l'onorevole Formica e
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
l'onorevole Grasso, che si riferisce al fatto che molti territori
l'intervento nella finanziaria facevo presente a Lei che nel
pagano una tassa non usufruendo di una irrigazione.
passato avevo presentato degli ordini del giorno e che non avevo
Questa tassa irrigua è formata da due aspetti, la tassa irrigua e
avuto risposta.
la tassa di bonifica. La tassa che pagano gli agricoltori, quella a
Ora io glieli esplicito uno per uno con l'invito, a Lei
cui si riferisce l'onorevole Grasso e quella a cui mi riferisco io,
Presidente, di poterli apprezzare, almeno per una volta, visto lo
è la tassa di bonifica. Nel mio terreno io non irriguo però ho un
stato in cui noi ci troviamo e visto il momento politico, di
beneficio perché ho una bocchetta. Ho aumentato il valore
antipolitica, che per adesso è presente in tutto il nostro
commerciale di quel terreno e, quindi, sono tenuto a pagare una
territorio.
tassa.
Il primo ordine del giorno che ho presentato, Presidente
Dove sta l'inghippo? L'inghippo sta che, se è giusto da un lato,
Ardizzone, riguarda di ridurre ulteriormente le spese per le
non è giusto come si applica, perché si applica indistintamente a
autovetture fino ad averne almeno una come rappresentanza per la
chi questo beneficio ce l'ha e a chi quel beneficio non ce l'ha.
Presidenza perché almeno una macchina di rappresentanza per la
Quindi, la verifica, e da parte dell'assessorato ci può essere una
Presidenza dell'Assemblea mi sembra doveroso e giusto. Mentre le
vigilanza sui consorzi di bonifica perché fanno lo sgravio, è
altre giusto il sacrificio che chiediamo ai nostri concittadini di
chiaro che ci può essere.
dare un esempio di buona amministrazione da parte della nostra
L'ultima vicenda: la vicenda si chiama Agensud. Abbiamo perso
Assemblea.
Agensud, non abbiamo più i soldi per la manutenzione delle righe,
L'altro ordine del giorno che sto presentando, signor Presidente
per nuove strutture, per quello che è la linfa vitale
in ogni amministrazione quando si fa uso di consulenze esterne
dell'agricoltura siciliana.
hanno un regolamento. Noi qua non so a quale regolamento ci
Ed infine, un no al comma 4 dell'articolo. Noi abbiamo fatto una
atteniamo e, quindi, chiedo la riduzione assoluta di tutte le
guerra di religione per dare 150 mila euro all'Anci, che è
consulenze esterne per gli uffici del Consiglio di Presidenza.
un'associazione di comuni, e dobbiamo dare 50 mila euro all'Ascebem
Anche perché non mi risulta che ci sia un regolamento per ciò che
che è un'associazione di consorzi. Io penso che sia giusto
avviene qua in Assemblea.
responsabilizzarli e l'Ascebem venga pagato dalla quota di
Un altro privilegio che secondo me è tempo di eliminare,
gestione, di finanziamento che hanno i consorzi, perché non è
Presidente Ardizzone, quello delle presenze di tutti componenti di
corretto che venga pagato in questi termini.
questa Assemblea senza esclusione alcuna per i rappresentanti del
Consiglio di Presidenza, per i Capigruppo, per i Presidenti delle
FAZIO. Chiedo di parlare.
Commissioni.
Io penso che questo sia un ordine del giorno su cui si può
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
arrivare ad una risposta positiva.
Un altro provvedimento per diminuire la spesa di questa Assemblea
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, assessore
potrebbe essere quella di nominare come Direttore della Fondazione
Cracolici ed assessore Baccei, immagino che sicuramente mi
Federico II un dirigente di questa Assemblea che si occupi di tutta
risponderete, forse chiedete troppo ma mi sarei aspettato
l'attività della Fondazione Federico II.
all'articolo 32 che venisse inserito, così come lo è stato poi
Non è che si risparmiano mille lire. Sono circa, non so se la
successivamente per quanto riguarda l'intervento sui forestali, che
cifra la dico esatta, ma penso che un 250 mila euro - 300 mila euro
entro 90 giorni dall'approvazione e dell'entrata in vigore di
si risparmierebbero.
questa legge, il Governo mettesse mano ad una riforma dei consorzi
Così anche per quanto riguarda la figura sulla sicurezza del
di bonifica.
Palazzo dei Normanni. Io penso che ricercare all'interno del
Non voglio, in qualche modo, ripetere tutto quello che
personale dell'Assemblea una figura che può fare questo tipo di
effettivamente è stato evidenziato dai miei colleghi, però mi
incarico a noi porterebbe un risparmio per le casse dell'Assemblea
sembra che così non può andare.
e quindi dare un preciso segnale al territorio che ne abbiamo di
Sono anni, sostanzialmente, senza voler minimamente fare di tutta
bisogno.
l'erba un fascio, però credo che così non può andare, perché credo
Questo è il più delicato, signor Presidente, perché le chiedo di
che il denaro ormai è diventato poco, non possiamo sprecarlo,
verificare la legittimità delle procedure poste in essere per la
dobbiamo rendere funzionali e funzionanti tutta una serie di
determinazione del trattamento di quiescenza del personale dell'ARS
istituzioni o enti che, bene o male, vengono in qualche modo
recentemente andato in pensione ed, eventualmente, ove se ne
sovvenzionati dalla Regione, e così non mi pare, e così non mi
riscontrasse la illegittimità, a porre in essere ogni provvedimento
sembra, assessore Baccei.
volto a recuperare le somme illegittimamente riconosciute.
Proprio al riguardo, su questo argomento io le ho sentito dire
Non so se questo ordine del giorno è ancora possibile portare alla
che, forse, dobbiamo verificare. Forse, avremmo dovuto verificare
soluzione. Dato che ho letto nei bilanci degli anni passati che noi
anche prima, molto probabilmente, e capire se gli interventi che
pagavamo degli ufficio per la raccolta dei libri, io non so se in
stiamo disponendo sono interventi proficui per la collettività o
qualche proprietà, ad esempio a Palazzo Ex Ministeri, è possibile
se, forse, è preferibile intraprendere altri percorsi per cercare
fare in modo che questa biblioteca venisse fatta in un bene di
di sistemare o aggiustare il tiro.
proprietà dell'Assemblea. E anche in questo caso ridurremmo di
Io mi auguro che questa sia l'ultima finanziaria, assessore
molto le spese dell'Assemblea.
Cracolici, e mi auguro proprio veramente che lei intenda metterci
Ultima, che non so per quale motivo è nato questo ufficio
mano per cercare, in qualche modo, di razionalizzare questo
distaccato a Catania. La domanda che mi pongo è che è un ufficio
settore.
distaccato per dare l'opportunità ai deputati catanesi a fare
Una cosa sicuramente è inaccettabile perché, da quello che
ricevimento in quegli uffici oppure è obsoleto questo servizio e
praticamente è venuto fuori nei giorni scorsi, assessore Baccei, i
quindi eliminando questo ufficio avremmo due impiegati qui in
consorzi di bonifica, alcuni consorzi di bonifica, hanno aumentato
questa Assemblea e quindi poterne avere dei benefici?
il cosiddetto canone irriguo in una cifra che non sto lì ad
Questi sono gli ordini del giorno che nel passato ho presentato e
indicarla, ma che si aggira intorno ad un aumento del 600 per
che io credo che la Presidenza possa apprezzare e porre in essere
cento.
qualche provvedimento che appena letto.
Anche coloro i quali non sono addetti al settore possono benissimo
comprendere che un aumento così vertiginoso risulta di impossibile
PRESIDENTE. Come nel passato verranno apprezzati in seno al
attuazione ma, soprattutto, di impossibile assorbimento da parte
Consiglio di Presidenza, anche perché abbiamo affrontato questi
degli agricoltori. E credo che non può non essere e non può non
argomenti.
esserci un intervento normativo per calmierare questo intervento,
in dipendenza del fatto che le conseguenze, se dovesse trovare
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
applicazione, se non dovesse trovare un freno, sarebbe veramente
disastroso per quanto riguarda il settore agricolo. E convenite con
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
me sul fatto che al danno anche la beffa, al danno di vedersi un
aumento così vertiginoso, anche la beffa di non avere neanche i
CAPPELLO. Signor Presidente, assessori, colleghi, io sarò a dire
servizi adeguati e credo che così non può andare.
il vero molto breve anche perché, considerato il fatto che il
E' necessario mettere mano, veramente, ad un intervento che
Movimento Cinque Stelle rimane l'unica forza politica a non essere
riformi completamente il settore, escludendo coloro i quali
presente nell'ambito del Consiglio di Presidenza, ovviamente non ha
sicuramente non usufruiscono di alcun servizio e possibilmente
potuto in alcun modo dire la propria né su questo atto e questo
dando quei servizi che sono, semplicemente e solamente, dal punto
provvedimento finanziario che oggi ci viene sottoposto, né ha per
di vista astratto e potenziale, ma che non trovano poi rispondenza
l'appunto cercare di modificarlo o di essere partecipe nelle scelte
nell'ambito della realtà.
che il Consiglio di Presidenza stesso ha fatto. Pertanto non
Presidente, è stata posta una pregiudiziale dal Presidente della
abbiamo, ovviamente - e questo è bene che i siciliani lo sappiano -
III Commissione dove è stato chiesto lo stralcio dei commi 5, 6, 7
alcuna responsabilità, nessuna responsabilità, su questi conti.
e 8.
Questo è poco ma sicuro ed è necessario che i siciliani lo
Nell'ipotesi in cui dovesse essere accolta questa pregiudiziale
sappiano.
dalla Presidenza, chiedo di potere presentare, insieme ai colleghi,
Però la domanda è questa signor Presidente. Vero è che sicuramente
un emendamento per quanto riguarda la possibilità di potere
anche questo bilancio molto probabilmente, in quota percentuale, fa
calmierare gli aumenti vertiginosi determinati ovviamente da alcuni
sì, molto probabilmente, che diminuisca le spese rispetto agli anni
consorzi di bonifica perché questo è un comma estremamente
precedenti, ma mi chiedo se davvero si vuole avviare un'azione
importante.
riformatrice sulla riduzione delle spese, questa Assemblea può
Laddove invece non dovesse essere accolto lo stralcio, condivido e
continuare a versare e a sborsare più di due milioni di euro al
sottoscrivo l'emendamento che è stato presentato, per cui è
mese in termini di pensione e di vitalizi per tutti gli ex deputati
stabilito che canone irriguo dovrà essere in egual misura a quello
che si sono susseguiti fino ad oggi? Perché noi ci troviamo di
del 2014 che - se non ricordo male - è stato presentato dal collega
fronte a un bilancio della Regione che oggi è veramente ridicolo
Ruggirello che non solo condivido ma che sottoscrivo.
rispetto ad uno Stato che ci dice che se risparmiamo 400 milioni di
euro ci darà i 500 milioni di euro delle tasse dei siciliani che
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
altrimenti verranno spese dalle altre Regioni italiane, e quindi ci
Chiedo di parlare.
mettono le mani in tasca. Mettono le mani tasca a 5 milioni di
siciliani per ricattarci in maniera chiara ed inequivocabile, con
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
uno stile che non voglio neanche definire per non farmi querelare
da Renzi e company, perché lo stile lo conosciamo purtroppo
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
benissimo ed è da Aula di tribunale. Mentre l'Assemblea spende più
Signor Presidente, desidero intervenire su questa vicenda anche
della metà delle somme nel pagamento di vitalizi e pensioni.
perché mi è stato riferito che il Presidente della III Commissione
Credo che questo trend debba cambiare. Se non ci riuscite voi,
avrebbe eccepito il fatto che alcuni articoli non sono passati
perché non avete alcuna volontà di farlo, probabilmente dovremmo
dalla Commissione di merito.
attendere la prossima legislatura.
Premesso che questi articoli attengono tutti a quelle che sono le
funzioni della Commissione, il quinto cosa dice? Dice: Per l'anno
2016 i commissari dei Consorzi di bonifica trasmettono
all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale,
della pesca mediterranea e all'Assessorato dell'economica che lo
trasmette alla Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale
siciliana, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, a pena di decadenza - che cosa? - il
rendiconto annuale relativo all'esercizio 2015 .
Onorevole Laccoto, non siamo ancora riusciti ad avere i rendiconti
annuali relativi ad alcuni consorzi - lo devono consegnare entro
sessanta giorni.
Ho ascoltato l'onorevole Falcone con quanta dovizia di particolari
citava i costi dei consorzi, ma noi in Commissione non siamo mai
riusciti ad avere questi dati perché mai sono arrivati tali dati da
parte dei consorzi nonostante li abbiamo chiesti ripetutamente e
più volte nel corso di due anni. Da due anni chiediamo i conti dei
consorzi di bonifica, da due anni questi conti non arrivano.
Pertanto, chi è stato il Presidente della IV Commissione a
sollevare il problema? Non riuscendo a trovare un metodo che
potesse costringere questi consorzi a portare i loro conti alla
Commissione, abbiamo pensato che era giusto metterlo per legge.
Quando parliamo infatti dell'80 per cento, quanto vale questo 80
per cento? Quando parliamo del 70, del 90, onorevole Fazio, a
quanto corrisponde il 90 per cento che la Commissione Bilancio
dovrebbe mettere nel bilancio della Regione, se mai siamo riusciti
ad avere questi rendiconti.
Ritengo, pertanto, che è materia esclusiva nostra perché siamo noi
che mettiamo i soldi per i consorzi di bonifica anche se bisogna
trovare un criterio.
Qual è il criterio, entro quanto devono portare i conti in modo
tale che gli Assessorati e la Commissione siano nelle condizioni di
programmare? Onorevole Fazio, a seconda di quanto sono gli importi
destinati ai consorzi, siamo nelle condizioni di potere
programmare.
La seconda cosa, cosa dice? Dice: I direttori dei consorzi di
bonifica presentano - non a noi - all'Assessorato regionale
dell'agricoltura possiamo evitare di controllare? C'è qualcuno in
quest'Aula che vuole che non controlliamo? Dovete dirlo se non
volete che esercitiamo controlli sui consorzi.
I direttori dei consorzi di bonifica presentano all'Assessorato
regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea e alla Commissione Bilancio' - perché siamo sempre
noi che tiriamo fuori ufficialmente e legislativamente le risorse -
entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, il piano di riduzione del 20 per cento dei costi di gestione
ad eccezione della spesa relativa al personale a tempo
indeterminato e al personale che beneficia delle garanzie
occupazionali . Perché Presidente Ardizzone? Perché noi in questi
anni non siamo mai riusciti a capire a quanto ammontano le spese,
cioè alla fine 55 milioni di euro cosa significano? 55 milioni di
euro tutto di personale o 55 milioni compreso le spese per affitti
di locali, per energia elettrica, per tutta una serie di altri
aspetti che noi non conosciamo?
Dopodiché cosa diciamo? Le inadempienze agli obblighi di cui ai
commi 5 e 6 determinano il blocco dei trasferimenti delle risorse
finanziarie ai consorzi medesimi , perché ricordo che quest'anno
cioè nel 2015 non siamo riusciti a dare i soldi perché non sono
arrivati mai i rendiconti, sono rimasti 8 milioni non spesi perché
non siamo riusciti ad avere i rendiconti. Ed allora, per quale
motivo accusare la Commissione Bilancio di essere finalmente
intervenuta su una vicenda dove pretendiamo trasparenza nei conti,
trasparenza nelle spese e possibilità di pagare con i tempi giusti
i lavoratori perché di tutte queste inadempienze alla fine le
vittime sono stati i lavoratori, abbiamo i soldi, avevamo i soldi e
non li abbiamo potuti dare
E l'ultima cosa, Presidente Ardizzone, il canone dell'acqua.
Tutti parlano di questi aumenti, il 600 per cento, il 300 per
cento, il 500 per cento. Bene Prima di fare questi aumenti ci
devono portare i conti, vogliamo capire quali sono i costi che si
sostiene.
Perché, vedete, questi aumenti che noi non conosciamo, di cui non
abbiamo notizie se non giornalistiche, sarebbe il caso che noi
sapessimo a quanto ammontano, di che cosa parlano. Anche perché,
per essere chiari, se a Trapani, onorevole Fazio, aumentano del 600
per cento, a Siracusa non possono aumentare del 100 per cento, cioè
ci deve essere una linea in cui i vari Consorzi aumentino l'acqua
allo stesso modo.
Per cui io le devo dire, in alcuni consorzi non ho notizie di
questi aumenti. Perché lì l'acqua non aumenta? E perché in altri
aumenta? E sui lavoratori, per esempio, a tempo determinato perché
in alcuni Consorzi costano 16 mila euro all'anno e in altri
Consorzi costano 6 mila all'anno? Possiamo avere questi dati,
possiamo cercare un attimino di intervenire con maggiore sicurezza
su questa vicenda?
Fermo restando che il Presidente non c'è, c'è il Vicepresidente,
la volevo richiamare anche su questa vicenda ad una maggiore
attenzione. Abbiamo due Commissari, non si capisce perché questi
Commissari non vengono finalmente, assessore Cracolici, ora io sono
certo che lei lo farà in maniera tale che finalmente finiscono
queste funzioni, 11 Direttori, 25 Vice Direttore, 36 non so che
cosa, bene
Vorremmo per la prima volta che, finalmente, una legge varata da
questo Parlamento sui Consorzi di bonifica venisse attivata, perché
noi non siamo interessati ad altri aspetti se non quelli al
benessere dei lavoratori e al benessere degli agricoltori che non
devono subire problemi a causa di inadempienze soprattutto
politiche.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
innanzitutto ringrazio l'Aula perché avverto che in questa
discussione che è di natura finanziaria vi è anche la
consapevolezza che il sistema dei Consorzi di bonifica è ad un
punto di crisi in cui è urgente affrontare una riforma e,
soprattutto, attuare una riforma, perché io mi sto avvicinando alla
complessità di questo sistema con l'approccio anche dell'ascolto e
di chi deve imparare.
E ho imparato due cose: che nel 1995 fu fatta una riforma che
istituì questi 11 Consorzi, due anni fa abbiamo fatto un'altra
norma in Finanziaria che ha istituito due Commissari al posto degli
attuali 11 Commissari dei Consorzi di bonifica, cioè ha istituito
commissari ma non ha sciolto gli 11 consorzi di bonifica.
Quindi, noi abbiamo operato con tanto pressappochismo. Tra
l'altro, scopro, a proposito di bilancio, onorevole Vinciullo, che
i consorzi di bonifica ai quali chiediamo giustamente trasparenza e
rigore nei conti da oltre 8 anni non hanno collegio dei revisori.
Non si capisce chi dovrebbe poi, concretamente, approvare non solo
il bilancio, ma anche la vigilanza prevista dalle norme di
contabilità sui consorzi di bonifica.
Esiste una struttura di vigilanza in capo all'assessorato che, con
la modifica che abbiamo fatto sulle competenze dell'assessorato per
l'agricoltura, è transitata al Dipartimento Sviluppo rurale da
qualche mese, la vigilanza sui consorzi di bonifica che prima era
in capo al Dipartimento agricoltura.
Su questa vicenda ci misuriamo in un sistema apparentemente non
governato, perché non c'è dubbio che enti che da venti anni sono
commissariati, sono enti non governati.
Allo stesso tempo, enti di cui spesso si parla, io per primo,
conoscendo poco le cose di cui parliamo.
Proverò rapidamente a dire due cose. Fino alla modifica che
abbiamo apportato nella scorsa finanziaria, per legge, avevamo
l'obbligo di contribuire per il 90 per cento sui costi per il
personale.
L'onorevole Falcone ha dato un dato, che per la verità credo sia
un po' sottostimato, perché i costi per il personale a tempo
indeterminato degli 11 consorzi di bonifica, lei ha parlato di 50
milioni, mi si dice che siamo intorno a 53 milioni, il 90 per cento
fa qualcosa in più rispetto ai 38 milioni che davamo. Eppure, noi
continuavamo a dare 38 milioni malgrado il 90 per cento desse altri
numeri. E come si è operato con questi numeri? Non intervenendo
sulle tariffe, ma intervenendo sui debiti. Oggi, devo sinceramene
riferire che, credo, nessuno di noi, ha chiara la dimensione
debitoria di questi enti. Quindi, una delle prime questioni che
abbiamo, non solo la situazione debitoria ma anche del contenzioso
che esiste da parte di questi enti sia il rapporto verso i terzi
fornitori, a diverso titolo, sia e soprattutto nei confronti del
personale.
Noi abbiamo avuto in questi giorni sentenze di tribunale, in
particolare in Sicilia orientale che hanno trasformato rapporti di
lavoro a tempo indeterminato, di 51 giornate, in trasformazione a
tempo determinato. Per avere chiaro di cosa stiamo parlando noi
passiamo da un regime che finanziavamo con le garanzie
occupazionali a un regime fisso di compartecipazione ai costi.
Non c'è dubbio che dobbiamo affrontare con urgenza la questione di
metterci le mani, ho già nominato un nuovo commissario la settimana
scorsa, mi appresterò a farne un altro questa settimana, perché non
c'è dubbio che bisogna metterci le mani, ripartire da un dato di
ricognizione sullo stato dei fatti, però attenzione noi non
possiamo chiedere la botte piena e la moglie ubriaca.
Se da un lato diciamo che dobbiamo tagliare i costi e i
trasferimenti ai consorzi di bonifica, guardate che, comunque i
consorzi di bonifica operano secondo i principi del codice civile,
a uscite certe, devono corrispondere entrate certe, laddove le
entrate non sono certe i commissari e non i direttori, onorevole
Vinciullo, hanno l'obbligo di presentare i bilanci in pareggio. E,
quindi, se non possono avere le entrate di finanza derivata, cioè
quelle della Regione, è chiaro che devono far fronte con le entrate
a tariffa e a tassazione.
Ecco perché io lo dico sapendo pure chi l'ha proposto, ho visto
che alcuni colleghi hanno sottoscritto questo emendamento, non si
può scrivere in una norma che le tariffe sono ferme al 2014 e nel
frattempo gli diamo meno rispetto alle esigenze effettive, perché
stiamo dicendo che i bilanci devono essere approvati in disavanzo.
I bilanci in disavanzo non si possono approvare. Quindi, pregherei
tutti i colleghi di darci anche il tempo per affrontare le
questioni. Perché io ho avuto in queste settimane molti colleghi
presenti qui stasera che, giustamente, sono venuti a manifestare la
preoccupazione dell'aumento delle tariffe delle tasse di cui
parlava l'onorevole Cascio, però delle due l'una. Poi verifichiamo
ed è un tema, per quanto mi riguarda un impegno a verificare i
costi effettivi di questi enti, capire quali risparmi si sono
prodotti, capire qual è lo stato degli emolumenti che in atto
vengono erogati, capire se ci sono sprechi che non giustificano, in
un tempo come quello che stiamo vivendo, il mantenimento di
privilegi odiosi e insopportabili. Però, attenzione, tutto questo
lo dobbiamo capire non sulla base di dichiarazioni a mezzo stampa,
capirlo approfondendo le questioni, studiando i temi.
Io, da questo punto di vista, sono impegnato, anche qui vi
ringrazio perché vi state caricando di un'esigenza di riforme una
dietro l'altra. Noi siamo stati impegnati per anni in attesa di
riforme, oggi ne abbiamo approvata una che entro tre mesi devo
produrre, stasera mi si chiedeva anche l'altra entro tre mesi, ve
ne aggiungo io una terza perché c'è tutto il sistema degli enti
partecipati dell'assessorato dell'agricoltura compresi i consorzi
di ricerca che devono essere anch'essi oggetto di riforma.
IOPPOLO. Non ne ha fatta nessuna
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
L'abbiamo mandata lì per questo
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. In pochi giorni dovrò fare tante riforme. La
ringrazio, onorevole Vinciullo, so che lei è stato tra i
protagonisti.
IOPPOLO. Deve completare la diga di Pietrarossa.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Ci sto andando stasera, onorevole. Domani
mattina sarò lì a completare la diga. Io scopro oggi che noi siamo
la Regione in Italia che utilizza meno di tutti le risorse
nazionali sul piano irrigo nazionale. Abbiamo, da un lato alti
costi, dall'altro lato una scarsa di capacità di investimento e,
quindi, di aumento delle superfici irrigue che consentirebbero di
avere maggiori introiti nei consorzi stessi.
Le questioni che abbiamo davanti sono questioni complesse. Devo
dire, con onestà, penso che il fabbisogno con cui noi oggi stiamo
dando copertura al 2016 ai consorzi di bonifica, non è sufficiente
e quella norma che abbiamo fatto l'anno scorso non è una norma che
può funzionare allo stato degli atti. Ecco perché io, rendendomi
conto della situazione finanziaria che ha la Regione e del fatto
che in Commissione è stata ulteriormente aumentata di circa 3
milioni la copertura dei consorzi di bonifica, oltre i 10 milioni,
e vi chiedo pure un'altra cosa, tra le norme stralcio che il
Presidente ha rinviato vi è una norma urgentissima, consentire ai
consorzi di bonifica di poter utilizzare la stessa norma
dell'azienda del dipartimento foreste per fare gli appalti in house
altrimenti le risorse che sono stata individuate con l'assessorato
del territorio e le altre che potrebbero essere individuate non
saranno utilizzabili dai consorzi di bonifica. Occorre urgentemente
modificare quella norma, la 163 così come si è fatto per il
dipartimento
Chiedo a tutti i colleghi di ritirare gli emendamenti e
soprattutto di togliere quella norma del 2014.
L'ultima chiosa la faccio alla Commissione. Intanto il
Dipartimento mi assicura che i bilanci consuntivi 2014 esistono
presso il Dipartimento sviluppo rurale. Attenzione Non si può
scrivere che la Commissione deve avere i bilanci consuntivi del
2015 entro 60 giorni, poiché i bilanci consuntivi si approvano tra
60 giorni, è evidente che c'è un tempo sfasato. Posso soltanto
assicurare che nel momento in cui i bilanci saranno trasferiti al
Dipartimento sviluppo rurale sarà mia cura prontamente trasferirli
alla Commissione.
Però, chiederei, siccome poi le norme rimangono norme nel momento
in cui scriviamo una norma che non può avere attuazione ma che crea
solo un imbarazzo formale a chi dovrebbe attuarle, chiedo ai
colleghi di togliere quell'aspetto del consuntivo 2015 o al limite
lasciare il concetto di bilanci consuntivi senza specificare l'anno
di riferimento perché - ripeto - i consuntivi, da codice civile, si
approvano nell'aprile dell'anno successivo in cui hai fatto la
spesa. Sono aspetti formali ma che diventano sostanziali per gli
aspetti che ho appena detto.
Mi auguro che il mio collega, assessore Bacchi, mettendo mano già
ora ai temi della riforma, abbia contezza che forse in sede di
assestamento sarà necessario tornare sui Consorzi di bonifica
altrimenti è chiaro che il rischio è che pagheranno l'aumento
dell'acqua gli agricoltori e questo dobbiamo cercare in tutti i
modi di evitarlo proprio per la crisi che c'è in atto in questo
momento nella nostra Regione.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, volevo solo integrare quello che ha detto l'Assessore
Cracolici e ritornare un attimo sulla logica della finanziaria
dello scorso anno.
Non è l'unica leva aumentare le tariffe perché in mezzo c'è
riscuotere i ruoli dai numeri che abbiamo visto ed il tasso di
riscossione dei ruoli è molto differente da Consorzio a Consorzio;
si devono evitare abusi nel prelievo dell'acqua, e c'è quello che
diceva correttamente l'onorevole Cracolici, che però fa parte di
utilizzare bene gli investimenti, cioè aumentare le superfici
irrigue rispetto a quelle attrezzate, perché andiamo da Consorzi
che hanno il 7% a Consorzi più virtuosi che arrivano oltre il 50%.
Chiaramente, se aumento le superfici irrigue, aumento l'acqua che
erogo, se individuo l'acqua che erogo, me la faccio pagare e se poi
riscuoto, ottengo i soldi. Per cui, secondo me ci sono diverse
azioni che posso fare prima di andare a aumentare le bollette. Vi
ricordavo in apertura che la bolletta che si va a pagare in molti
Consorzi è molto più alta di quella che si applica nel resto
d'Italia. Ma nel resto d'Italia la percentuale di superficie
irrigua è in media il 50%, in Sicilia è il 30%, l'acqua erogata è
molto più bassa, ma non penso perché sia l'acqua erogata, ma perché
probabilmente non si va a quantificare quell'acqua, non si
quantifica e poi non si va a riscuotere.
Per cui, secondo me, prima di andare ad incidere sull'aumento
delle bollette bisognerebbe fare delle altre azioni non solo di
contenimento dei costi ma anche nel cercare di far pagare l'acqua a
tutti facendo emergere chi magari la va a prendere in maniera non
corretta.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.1, degli onorevoli Di
Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.11, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.2, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.12, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.38, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo di
non rendere inammissibile l'emendamento 32.38, semplicemente per un
motivo. Il Governo potrà non essere d'accordo su dove andiamo a
prendere i soldi, ma l'emendamento sta in piedi, cioè se l'Aula
decide di approvarlo i soldi ci sono, perché è un taglio
orizzontale di circa l'1,5% sull'allegato 1.
Capisco, quindi, che il Governo possa dare parere contrario, però
non mi pare che sia inammissibile. Le chiedo, quanto meno, di
metterlo in votazione.
PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Cancelleri, ma se c'è un
problema di copertura non gliela possa dare con i tagli lineari.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, il tema che
abbiamo affrontato, anche ieri, che il taglio orizzontale tout
court non si può fare perché occorre andare a verificare, capitolo
per capitolo, se esistono obbligazioni, giuridicamente, vincolanti
e le risorse vanno identificate, specificatamente, per ciascun
capitolo. Questo, quindi, non è possibile farlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.21, I parte.
Comunico che è stato presentato un subemendamento, a firma
dell'onorevole Falcone, che prevede un aumento prelevando
dall'articolo 33. Da un punto di vista finanziario non è
inammissibile perché preleva dall'articolo 33, mi dicono gli
uffici.
BACCEI, assessore per l'economia. La copertura c'è
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 32.21.1.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 32.21 è, pertanto, inammissibile.
Si passa all'emendamento 32.35, degli onorevoli Ruggirello ed
altri.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Per gli emendamenti 32.24, 32.43 e 32.41 vi è incapienza.
L'emendamento 32.31 è privo di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 32.3, a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.13, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 32.30 è privo di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 32.48, del Governo. Il parere della
commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.40, dell'onorevole Anselmo.
ANSELMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.4, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.14, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.29, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 32.21 II parte è privo di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 32.5, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.15, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.44, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 32.44
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
onorevoli Cancelleri e Tancredi.
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 32.44.
L'Assemblea ne prende atto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 27
Contrari 26
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.16, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.37, dell'onorevole Anselmo. Il parere
del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Il parere è favorevole, perché
i commissari sono anche amministratori, quindi la dizione è giusta.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.36, dell'onorevole Anselmo.
L'onorevole Cracolici già ha evidenziato un problema. Per fare
entrare a regime questa norma bisogna togliere i riferimenti
temporali, sia il 2016 che il 2015. Questo è il punto, poi può
anche parlarsi di rendiconto di cassa e non di rendiconto annuale
relativo.
Quindi, invito la Commissione a predisporre un subemendamento in
tal senso.
Onorevoli colleghi, do lettura del subemendamento 32.49 della
Commissione: per l'anno 2016 viene cassato e sostituito con le
parole entro il 30 giugno di ogni anno ; entro 60 giorni dalla
data di entrata in vigore dalla presente legge è cassato;
relativo all'esercizio 2015 è sostituito con il relativo
esercizio precedente .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 32.36 è ritirato dall'onorevole Anselmo.
Si passa all'emendamento 32.7, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.17, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.34, dell'onorevole Anselmo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA , presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.33, dell'onorevole Anselmo.
ANSELMO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.28, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alcuni Consorzi di
bonifica hanno proceduto alla riduzione dei costi. Lo hanno già
fatto un piano. E lo hanno anche depositato all'Assessorato, al
Servizio vigilanza dei Consorzi di bonifica. Per cui, se dopo che
hanno già fatto un piano di riduzione gli facciamo fare un altro 20
per cento, il rischio è che non potranno adempiere a questo
obbligo. Allora ok alla riduzione del piano del 20 per cento a meno
che dimostrino che lo abbiano già effettuato nel triennio
precedente. Queste sono norme di equilibrio. Noi non dobbiamo avere
una foga omicida.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.28. Il parere del
Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, forse più che triennio
suggerirei dell'anno precedente. La norma ha avuto efficacia
dall'anno scorso. In questo senso il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Diamo per letto il subemendamento 32.28.1, del Governo
La spesa nell'anno precedente .
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 32.28 ,così come subemendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.18, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.9, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. LO ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.19, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.22, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.20, degli onorevoli Vinciullo ed
altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.27, degli onorevoli Assenza ed altri.
ASSENZA Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.32, degli onorevoli Ruggirello ed
altri.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.26, degli onorevoli Mangiacavallo ed
altri.
MANGIACAVALLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.42, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 32.23, 32.47, 32.46 e 32.45 sono privi di
copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 32, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.53, è ripresa alle ore 19.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rimangono da approvare gli
articoli 1, 5, 6, 7, 22, 23, 33, 90, 91, 92 e 93. Gli articoli di
merito, sostanzialmente, sono il 22, il 23 ed il 33. Con un po' di
buona volontà, domani pomeriggio potremmo pure completare.
Sentito il Governo, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
lunedì 29 febbraio 2016, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.57 di domenica 28 febbraio 2016, è
ripresa alle ore 11.41 di lunedì 29 febbraio 2016)
per l'anno 2016' (Doc. n. 150)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
Presidenza del Vicepresidente Lupo
per l'anno
finanziario 2016 (Doc. n. 150)
La seduta è aperta.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
PRESIDENTE. Si torna all'articolo 6, precedentemente accantonato
votazione il passaggio all'esame del Documento contabile n. 150.
Cofinanziamento programmi comunitari .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Invito l'assessore Baccei a prendere posto al banco del Governo, i
componenti la Commissione Bilancio al banco della Commissione. Se
(E' approvato)
c'è il Presidente Vinciullo lo invito a sedere al banco della
Commissione, comunque vedo che sono presenti il Vice Presidente
Si passa all'Entrata.
vicario, onorevole Dipasquale, il Vice Presidente, onorevole
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
Savona, quindi possiamo comunque iniziare i lavori.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
Comunico intanto che è stato presentato un emendamento da parte
contrario si alzi.
del Governo, è un emendamento aggiuntivo di diversi commi: così
come fatto ieri con tutti gli altri emendamenti aggiuntivi,
(E' approvato)
ancorché all'articolo, è dichiarato inammissibile e rinviato al ddl-
stralcio.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
Se la riscrittura da parte della Commissione è presentata nei
capitale.
tempi previsti la valutiamo, diversamente metto in votazione
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
l'articolato così come previsto nel testo.
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1 gennaio 2016.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo 2 -Trasferimenti correnti.
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie.
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro.
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione.
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti.
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi.
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CIANCIO. Chiedo il voto palese.
PRESIDENTE. Non è possibile. Secondo il Regolamento, il bilancio
si vota per alzata e seduta.
Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni e degli Allegati, ponendo in votazione
l'intero Documento numero 150 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRECO Giovanni. Chiedo di considerarmi astenuto su tutto il
documento.
PRESIDENTE. L'onorevole Greco Giovanni si è astenuto su tutto il
documento.
Gli ordini del giorno dell'onorevole Greco verranno apprezzati in
Consiglio di Presidenza, così come l'ordine del giorno, primo
firmatario l'onorevole Lentini con altri firmatari, «Invito agli
organi interni dell'Assemblea Regionale per l'implementazione di un
archivio multimediale e della trasmissione televisiva dei lavori
parlamentari», più che impegnare, valutare la disponibilità del
Consiglio di Presidenza che riguarda la questione dell'attivazione
dell'archivio dell'autonomia. Anche questo verrà apprezzato dal
Consiglio di Presidenza. Distribuiamo l'ordine del giorno
dell'onorevole Lentini.
Abbiamo approvato il Bilancio interno. Alle 16.45 passeremo
all'esame - e mi auguro alla votazione e approvazione - del
Bilancio della Regione siciliana.
Pertanto, la seduta è sospesa ed è rinviata alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.35, è ripresa alle ore 17.05)
La seduta è ripresa.
sione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e bilan-
cio pluriennale per il triennio 2016-2018' (n. 1132/A) e 'Disposi-
Presidenza del Presidente Ardizzone
zioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabi-
lità regionale'. (nn. 1133-1155/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. L'onorevole Giuffrida chiede di essere considerato in
Seguito della discussione dei disegni di legge Bilancio di
congedo per oggi.
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e
L'Assemblea ne prende atto.
bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 . (n. 1132/A) e
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione Bilancio e
programmazione a prendere posto nell'apposito banco.
Si passa al seguito della discussione dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
(n. 1132/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A).
Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo 118 del 2011 e s.m.i
- ed in particolare ai sensi dell'articolo 11, dell'allegato 9,
dell'articolo 39 comma 9 e dell'allegato 4/1, paragrafo 9 - la
nuova struttura del bilancio, ai fini dell'approvazione da parte
dell'Assemblea, è organizzata, per le entrate, in titoli' e
tipologie' e, per la spesa, in missioni' e programmi'. Tipologie
e programmi costituiscono le unità di voto ai fini
dell'approvazione.
Si inizia, quindi, l'esame del disegno di legge n. 1132A
Entrate .
Si passa all'articolo 1, stato di previsione dell'entrata. Ne do
lettura:
«Articolo 1
Stato di previsione dell'entrata
1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
e successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle entrate
che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle casse della
Regione per gli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018 in forza di
leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta
dall'annesso stato di previsione dell'entrata (allegato 2)».
Si passa all'esame dell'allegato 2.
All'allegato 2 Entrate è stato presentato dal Governo
l'emendamento A2.1. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Concluso l'esame degli emendamenti, così come previsto dal decreto
legislativo 118/2011, l'Assemblea procederà all'approvazione delle
singole tipologie all'interno di ciascun titolo così come emendate.
Si pone in votazione il fondo pluriennale vincolato per spese
correnti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione il fondo pluriennale vincolato per conto
capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione l'utilizzo avanzo di amministrazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione il fondo di cassa al 1 gennaio 2016. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame del titolo 0: Avanzo di amministrazione .
Si pone in votazione la tipologia 0 avanzo finanziario - FPV -
Fondo iniziale di cassa .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame del titolo 1 Entrate correnti di natura
tributaria contributiva e perequativa .
Si pone in votazione la tipologia 101 imposte, tasse e proventi
assimilati . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 102 tributi destinati al
finanziamento della sanità .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 103 tributi devoluti e regolati
dalle autonomie speciali .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame del titolo 1, si passa all'esame del titolo 2
trasferimenti correnti .
Si pone in votazione la tipologia 101 trasferimenti correnti da
amministrazioni pubbliche .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 102 trasferimenti correnti da
famiglie .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 103 trasferimenti correnti da
imprese .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 105 trasferimenti correnti
dall'Unione Europea e dal resto del mondo . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame del titolo 2, si passa all'esame del titolo 3
entrate extra tributarie .
Si pone in votazione la tipologia 100 vendita di beni e servizi
derivanti dalla gestione dei beni .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 200 proventi derivanti
dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
illeciti .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 300 interessi attivi .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 400 Altre entrate da redditi
dei capitali .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 500 Rimborsi ed altre entrate
correnti .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 3, si passa all'esame del Titolo 4
Entrate in conto capitale .
Si pone in votazione la tipologia 200 Contributi agli
investimenti .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 300 Altri trasferimenti in
conto capitale .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 400 Entrate da alienazione di
beni materiali e immateriali .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 4, si passa all'esame del Titolo 5
Entrate da riduzione di attività finanziarie .
Si pone in votazione la tipologia 100 Alienazione di attività
finanziarie .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 300 Riscossione crediti di
medio-lungo termine .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione la tipologia 400 Altre entrate da riduzione
di attività finanziarie .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 5, si passa all'esame del Titolo 6
Accensione prestiti .
Si pone in votazione la tipologia 300 Accensione mutui e altri
finanziamenti a medio-lungo termine .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 6, si passa all'esame del Titolo 9
Entrate per conto terzi e partite di giro .
Si pone in votazione la tipologia 100 Entrate per partite di
giro .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Scusate, il Governo presti attenzione adesso agli interventi che
verranno fatti. Invito i colleghi parlamentari a non avvicinarsi ai
banchi del Governo se vogliamo che il lavoro sia disciplinato e si
possa andare avanti in maniera veloce, però chiara.
Prego, onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, La ringrazio. Intervengo soltanto per
fare una precisazione, perché noi non stiamo entrando nel merito
delle entrate, lo abbiamo fatto già in sede di dibattito e di
discussione generale, anche sulla finanziaria oltre che sul
bilancio.
Abbiamo anche detto, rappresentato qualche perplessità sulla
consistenza delle entrate, così come sono state testé descritte.
Secondo noi ci sono circa 300-400 milioni di euro di entrate
maggiorate, però speriamo di essere smentiti su questa nostra
affermazione. Può anche darsi che ciò non accadrà.
Però, a me interessa in questo momento capire, ed è la domanda che
rivolgerò all'Assessore Baccei, nel Titolo 4 la tipologia 300 parla
di altri trasferimenti in conto capitale.
Se non vado errato, visto che ormai parliamo con il 118, quindi
questo bilancio non è più facile leggerlo, molti colleghi magari
non riescono più ad approfondirlo, vorrei fare una domanda: questo
a mio avviso è il famoso capitolo dell'articolo 38.
Non so quanti colleghi ricordano che in una Rubrica del
Presidente, di competenza della Presidenza della Regione, nel
famoso articolo 38 con il quale una volta si facevano lavori
pubblici, si finanziavano chiese, si finanziavano piccoli lavori,
piccole opere, abbiamo messo 20 milioni di euro.
Poiché l'articolo 38 discende da un provvedimento specifico, un
provvedimento amministrativo specifico da parte del Governo
nazionale, la domanda era se questo provvedimento fosse agli atti e
se era possibile anche leggerlo per capire se questo articolo 38 è
veramente finanziato con 20 milioni di euro o se, diversamente, è
una ipotesi di lavoro in entrata che magari è stata fatta e poi
sarà regolarizzata successivamente.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Non ho la risposta ora pronta
con me, quindi risponderò in corso di dibattito.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Stato di previsione della spesa
1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati l'impegno
ed il pagamento delle spese della Regione siciliana per gli
esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018 in conformità dello stato di
previsione della spesa annesso alla presente legge (allegato 4)».
Si passa all'esame dell'Allegato 4, a cui sono stati presentati
gli emendamenti contenuti nel relativo fascicolo. Stiamo passando
in questo momento al fascicolo degli emendamenti.
Si passa all'emendamento A4.1. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A4.2. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A4.3. C'è la copertura, Assessore?
BACCEI, assessore per l'economia. No, a questo manca la copertura
finanziaria.
PRESIDENTE. All'emendamento A4.3 manca la copertura, pertanto è
improponibile.
Si passa all'emendamento A4.4. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A4.5. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.5
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
1155/A
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A4.5.
PRESIDENTE. In attesa della sua riscrittura, l'articolo 6 viene
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
accantonato.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
Si torna all'articolo 7 Trasferimento oneri di competenza del
pulsante bianco.
settore sanitario .
Dichiaro aperta la votazione.
Sono presenti sia l'assessore all'economia Baccei che l'assessore
alla sanità, onorevole Gucciardi.
(Si procede alla votazione)
Il Governo può intervenire per illustrare la norma. Prego
assessore Baccei.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
BACCEI, assessore per l'economia. Questa norma prevede che le rate
Risultato della votazione
di mutuo, sia parte capitale che quota interessi, che erano state
stipulate in fase di inizio del piano di rientro, quindi era il
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
2007 o il 2008, una cosa del genere, vengano addebitate alla
segreto:
sanità, questo per un motivo logico, nel senso che quando iniziò il
piano di rientro c'era una sanità in forte disavanzo ed una Regione
Presenti e votanti 54
che stava abbastanza bene dal punto di vista del bilancio, quindi
Maggioranza 28
era in equilibrio. Da quel momento ad oggi, in questi dieci anni,
Favorevoli 31
di fatto come sappiamo le cose si sono completamente ribaltate, nel
Contrari 22
senso che anche per effetto dell'aumento della quota che il
Astenuti 1
bilancio regionale stanzia per la sanità, che per effetto
dell'aumento della quota di compartecipazione e dell'aumento
(E' approvato)
continuo della spesa sanitaria, in questi dieci anni il carico sul
bilancio della Regione è aumentato di oltre 1 miliardo.
Si passa all'emendamento A4.6. Il parere del Governo?
Come sappiamo poi 1 miliardo e trecento è di contributo alla
finanza pubblica, 1 miliardo in meno di entrate, quindi, rispetto
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
ai dieci anni fa, il bilancio della Regione ha 3 miliardi di oneri
in più.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
La sanità nel frattempo, grazie anche agli aiuti che il bilancio
regionale ha dato in questi anni è andato in equilibrio e l'anno
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
scorso ha prodotto un utile.
Contrario.
Quindi noi riteniamo, dal punto di vista logico, opportuno, che
la sanità a questo punto, visto che sta molto meglio ed è in utile
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevoli si alzi; chi è
rispetto al bilancio regionale, possa farsi carico di oneri che a
contrario resti seduto.
suo tempo erano stati fatti proprio per permetterle di rientrare.
Ora, questo, ovviamente, non andrà ad incidere sui LEA, e abbiamo
(Non è approvato)
previsto all'articolo 5 una clausola di salvaguardia, istituendo
dal 2017 e anche per il 2018, un fondo di riequilibrio, pari
Si passa all'emendamento A4.7. Lo dichiaro improponibile.
esattamente all'importo di queste rate.
Si passa all'emendamento A4.8. Lo dichiaro improponibile.
Questo vuol dire che se per effetto di questo maggiore onere la
Si passa all'emendamento A4.9. Il parere del Governo?
sanità dovesse andare in disequilibrio, la Regione gli ridà i soldi
nel 2017.
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
Ovviamente, questa è un po' una forzatura dal punto di vista
tecnico e lo sappiamo, già ne abbiamo parlato con la Ragioneria a
PRESIDENTE. L'emendamento A 4.9 è improponibile.
Roma. Politicamente a Roma la norma viene sostenuta a un punto di
Si passa all'emendamento A4.10. Lo dichiaro improponibile. Sono
compromesso che si è trovato che istituendo questo fondo di
improponibili anche gli emendamenti A4.11 e A4.12.
riequilibrio, di fatto, si garantisce, comunque, la sanità che se
Si passa all'emendamento A4.13. Il parere del Governo?
va in difficoltà c'è questa somma che gli viene restituita l'anno
successivo. Tutto questo, ovviamente, non deve avere nessun impatto
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
sui LEA.
L'altra cosa che sempre nella discussione a Roma è venuta fuori,
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
secondo me corretta, E avanzata proprio dalla Ragioneria stessa
Contrario.
non lato Sanità ma la Ragioneria generale, è quella di dire: non è
neanche coretto che siccome la sanità ha definito dei livelli di
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
riferimento e altre funzioni no, non è giusto che pur di mantenere
segreto.
la sanità così com'è si vada ad incidere profondamente su altri
servizi altrettanto importanti.
Per cui dal punto di vista politico la norma è appoggiata,
tecnicamente ha delle problematiche, speriamo, avendo istituito
questo fondo di riequilibrio, di convincere anche i tecnici ad
adeguarsi e comunque dare un ulteriore supporto alla politica per
farci andare avanti con questa norma che, ripeto, è fondamentale
per il bilancio della Regione, perché se viene meno questa norma
vuol dire che dobbiamo trovare 130 milioni di euro da qualche atra
parte, quindi intervenendo con delle azioni di contenimento, visto
che il bilancio della Regione, come stiamo vedendo in questi
giorni, è ormai ridotto all'osso, sarebbe difficilissimo da
recuperare.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, Assessore Baccei volevo
dirle, sicuramente starà parlando con Renzi, il quale avendo
ascoltato il suo intervento, Totalmente campato in aria, senza un
fogliettino di carta protocollato fra lei e il Ministero
dell'Economia, le avrà detto: Assessore, bravo Hai detto questa
cosa Però siamo Campati in aria'
Assessore, ho avuto il piacere e anche l'onore di essere
componente della Commissione Bilancio e sono troppo a conoscenza di
alcuni fatti, e non atti, solo fatti cioè notizie. Assessore
Baccei, è una lunga storia la nostra, anche triste.
C'era Bianchi, poi arrivò Agnello, ora siamo nell'era Baccei, ma,
Assessore, la verità è che, seppur ritengo corretto approvare
questo articolo 7, lei sa anche che questo articolo 7 è aria
fritta , per il semplice motivo che tra lei, lei in quanto Regione,
e loro , loro in quanto Governo, non vi è un contratto, cioè non
c'è un accordo diciamo concreto, sottoscritto.
Tutte queste finanziarie, Assessore Baccei, - lei è una persona
corretta, e per questo io sono pronto a votare questo articolo 7 -,
perché mi rendo conto delle difficoltà in cui siamo, ma mi rendo
conto pure del fatto che Roma, cioè il Partito Democratico,
continua a prenderci in giro con chiacchierate, perché Assessore
Baccei ieri, non mi ricordo bene lei ha preso la parola e su un
articolo, rivolgendosi all'onorevole Alloro, che è la a dare
supporto tecnico all'Assessore Cracolici, le garantiva non si
preoccupi, per il 50% ne rispondo io . Forse il 60 per cento.
Il tema, Assessore, con l'aria che tira, con il Partito
Democratico che abbiamo, lei oggi c'è, e tra una settimana potrebbe
non esserci più. Poi noi, lo sa con cosa rimaniamo? Noi rimaniamo
con un default e noi poi alla Corte dei Conti e ai siciliani
dobbiamo spiegare che abbiamo creduto, prima a Bianchi, che era
quello che sapeva fare tutto, ma lui più di tutti non sa quanti
articoli ci ha fatto impugnare, tipo i bollini della De Agostini,
ha vinto la brocca, il viaggio all'estero, ecc.
Poi è venuto Agnello che ci sommergeva con tabelline, ora viene
lei che ci sommerge con non ti preoccupare , ma lei potrebbe dire
anche stai sereno , visto che questo termine voi lo utilizzate.
In verità, Assessore, noi poggiamo questa finanziaria sul nulla,
perché il buco c'è e rimane, quella è una manifestazione di
intenti, cioè noi siamo proiettati all'equilibrio, siamo proiettati
che vogliamo fare bene, però sa, Governo, noi abbiamo approvato una
serie di articoli che strutturalmente dovrebbero garantire la
finanziaria e abbiamo deciso di non decidere.
Abbiamo deciso di non decidere, basta leggere tutto l'articolato:
appena lo vedranno a Roma, lei e Crocetta secondo me lo dovete
fare, che so, con una vetrata, perché secondo me vi manderanno via.
Assessore Marziano, vuole che le parli seriamente? Lo dirò
seriamente. Da tre giorni il Corriere della Sera ci mette in prima
pagina, perché noi non sappiamo fare una legge seria che assuma
impegni seri e immediati, voleva il passaggio serio, glielo faccio
io. Ci massacra tutta la stampa nazionale, compreso quell'articolo
che interviene sugli arretrati per i componenti dei C.d.A., voleva
l'intervento serio? Siete inconcreti'.
Apprezzo l'umiltà dell'Assessore Baccei, e ho detto che voterò
l'articolo 7, per tenerezza , perché non mi sento di contribuire
allo sfascio della Sicilia, ma certamente quando interviene
l'arroganza di qualche Assessore che non ha la consapevolezza dei
guai che combinate e degli impegni che disattendete, certamente in
questo modo si crea un clima di repulsione nei confronti di alcune
manifestazioni.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
spero di potere godere po' di attenzione da parte del Governo, che
spero si sia reso conto della gravità dell'articolo in discussione.
Con l'articolo in discussione noi facciamo in Sicilia il contrario
di quello che si è stabilito di fare in Italia, e cioè che
eventuali risparmi in sanità debbono essere reinvestiti in sanità;
che non si possono prelevare somme per pagare, con il fondo
sanitario, cose che con la sanità non hanno nulla a che vedere.
Quest'articolo è uno di quegli articoli - assessore Baccei - che
può aprire derive incontrollabili. Questa è una di quelle norme che
può provocare l'immissione, l'entrata a gamba tesa all'interno
dell'Assemblea regionale siciliana di altre istituzioni che,
finora, sono entrate solo in Commissione.
Non lo possiamo fare, assessore Baccei. Non si può fare. Non si
può fare Perché significa bypassare il passaggio che noi abbiamo
invocato da anni Cioè di rinegoziare con il Governo nazionale la
quota di compartecipazione. E allora se vinciamo quella battaglia
altro che 178 milioni Ce l'hanno fatta di 500 milioni l'anno, per
dieci anni consecutivi
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
Il punto di domanda è questo: ce l'abbiamo l'autorevolezza o no?
A meno che, questa non sia una strategia per introdurre adesso
questo ragionamento. Guardi noi non possiamo dare per scontato di
potere tenere - e ne discutevamo ieri con l'assessore Gucciardi - i
bilanci della sanità perennemente inattivi. Sa come mi sembra
quest'articolo? Come se io e lei andassimo a comprare un biglietto
alla lotteria; ci convinciamo io e lei che abbiamo vinto
cinquecentomila euro e intanto cominciamo a spendere. Non si può
fare.
In sanità non si può fare Non si può fare per rispetto sia dei
risultati brillanti ottenuti - dall'assessore Russo prima,
dall'assessore Borsellino dopo, dall'assessore Gucciardi adesso -
sia per rispetto dei cittadini siciliani, che tutti i giorni a
centinaia di migliaia usufruiscono del servizio sanitario
regionale, che non è tutto rose e fiori Abbiamo fatto passi da
gigante; sono sotto gli occhi di tutti; non siamo più la
Cenerentola, siamo all'ottavo posto; ormai tanti altri guardano le
nostre terga; e noi guardiamo le terga di qualcuno, ma siamo
posizionati bene. Ma nessuno si convinca, però, che la battaglia è
stata vinta in modo definitivo Nessuno si convinca che non si
possa ruzzolare da un momento all'altro per un colpo di dadi di un
servizio in cui dobbiamo essere pronti a spendere qualche decina di
euro, qualche centinaia di migliaia di euro.
Assessore, ma lei c'è stato nei Pronto Soccorso della Sicilia? Di
Palermo? Ma come si fa a sottrarre oltre cento milioni di euro per
finanziare società fallite o fallimentari Che se avessimo un
minimo di orgoglio dovremmo sciogliere e mandare a casa Non si
possono fare queste cose con i soldi della salute Non si possono
fare
Io non so chi ha avuto la brillante idea di scrivere questa norma
e mi rendo conto che crea, se noi la bocciassimo, un buco di
bilancio di 127 milioni di euro. Praticamente incolmabile, me ne
rendo perfettamente conto. Ma passare sotto silenzio il fatto che
questa norma è un segnale chiaro di caduta di capacità contrattuale
di questo Governo nei confronti di Roma, questo non si può
pretendere che io non lo dica. E' grave Noi vogliamo sapere il
momento, l'ora, il giorno il cui ci siederemo con dignità e non da
pezzenti per rinegoziare la quota di compartecipazione.
Se noi indichiamo qual è il momento, bene, altrimenti questa norma
che sarà bocciata, ho capito il suo imbarazzo, assessore Baccei, la
stimo sinceramente e mi rendo conto di una situazione difficile
nella quale lei si trova. I conti non possono quadrare se non
grattiamo qualche centinaio di milioni alla sanità.
Non può funzionare in questo modo. Non può funzionare perché il
discorso diventa troppo banale, troppo di retroterra. Perché poi
per qualsiasi cittadino, il messaggio politico che passa è
devastante, qualsiasi cittadino, in lista d'attesa, in un pronto
soccorso, oppure messo nella impossibilità di avere una qualsiasi
visita o quant'altro, perché le liste di attesa sono troppo lunghe,
penserà che questa cosa è accaduta perché sottraiamo soldi alla
sanità.
Quindi, anche politicamente il messaggio che passa è molto grave.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi spiace
dovere totalmente dissentire dall'intervento del presidente della
Commissione Sanità, onorevole Digiacomo.
Non condivido proprio l'intervento e le sue preoccupazioni perché
ritengo, invece, che questo articolo 7 può rappresentare una grande
opportunità per il Governo, ma per la stessa Assemblea regionale
siciliana, di dare una risposta forte rispetto ai sacrifici che si
sono fatti in sanità in questi anni. La nostra Regione, in questi
anni, ha saputo fare un piano di rientro. Non è stata commissariata
come altre regioni del sud e leggiamo proprio oggi le problematiche
della sanità della Regione Campania.
Abbiamo saputo e con sofferenza anche chiudere, rimodulare alcune
strutture ospedaliere ed oggi ci ritroviamo ad avere un fondo
sanitario che vede una compartecipazione della Regione siciliana
notevolmente superiore rispetto alla compartecipazione delle altre
regioni nel fondo sanitario.
Questo articolo 7 dà la possibilità, finalmente, di riequilibrare
quella compartecipazione della Regione siciliana nel fondo
sanitario, ma, soprattutto, può dare al Governo quella
autorevolezza di dire che questa non è una posizione politica
condivisa soltanto dall'Esecutivo, ma una posizione politica
condivisa e voluta dalla stessa Assemblea regionale siciliana che
negli anni si è fatta carico di un piano di rientro e di sacrifici
nelle ASP della nostra Regione.
Allora, proprio le parole dell'amico onorevole Digiacomo che
parlavano di autorevolezza, l'autorevolezza dei sacrifici viene
data con questa norma se Roma riuscirà a capire per davvero quello
che si sta facendo in questi anni.
A me è interessato l'intervento che ha fatto l'assessore Baccei
quando ha detto che questa norma tecnicamente può avere qualche
difficoltà, ma politicamente è supportata. Che la politica supporti
questa norma è cosa buona e giusta. La politica in Sicilia, in tema
di sanità, ha fatto sacrifici e li sta facendo. L'assessore
Gucciardi sta seguendo l'opera dell'assessore Borsellino vigilando
e attenzionando tutto il lavoro nella sanità siciliana.
Adesso abbiamo la necessità di aprire una contrattazione vera con
Roma. E lei, con questo voto che chiedo all'Assemblea regionale
siciliana all'unanimità, può andare a Roma, non con il cappello in
mano, ma a pretendere delle risorse necessarie che la Sicilia ha
dato, ha subìto. Rispetto ad altre regioni non è stata
commissariata ed oggi ne può trarre risultati.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
cittadini, io mi chiedo, caro onorevole Cimino, ma di siciliano in
quest'Aula che cosa è rimasto? Visto che stiamo facendo una
Finanziaria che attinge risorse solo ed unicamente dai propri
fondi. Abbiamo utilizzato una parte del fondo pensione per i
Comuni, ora si pretende di utilizzare una parte del fondo della
Sanità per altro, cioè 127 milioni di Euro.
Io non posso non sottoscrivere il ragionamento che testé ha fatto
l'onorevole Digiacomo, che finalmente rappresenta la nota stonata
all'interno del Partito Democratico che è assolutamente allineato a
Roma. Roma, che noi stiamo trattando come non so che cosa, come un
padre cattivo nei cui confronti dobbiamo avere un senso di colpa.
Io senso di colpa non ne ho. Ricordo che il 31 dicembre ci hanno
chiuso i punti nascita, nonostante dal 2009 ad oggi la Sicilia
corrisponda più di seicento milioni di Euro l'anno in più rispetto
a tutte le altre Regioni. E noi dove la troviamo questa
autorevolezza come Assemblea se continuiamo ad avallare anche
questa norma che è, appunto, l'articolo 7, con la quale lo Stato ci
dice arrangiatevi . E questo non è possibile, e non è accettabile.
Tanto più che, assessore Baccei, le ricordo che si dice Regione
siciliana , non Regione Sicilia , Regione siciliana E il
linguaggio è importante, anche per la considerazione che si dà
praticamente alla Regione che si vorrebbe rappresentare.
Allora, questa norma è assolutamente inaccettabile, improponibile,
inammissibile e chi la vota si sottomette ad un diktat di Roma.
Questo è un atto di sottomissione, bello e buono e noi non possiamo
consentirlo
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, qua siamo
di nuovo con l'obiettivo di devastare la Sanità siciliana, perché
togliere 127 milioni di Euro alla Sanità, per poi ridarli - non si
sa come, non si sa quando - vuol dire devastare la Regione
siciliana e devastare la Sanità siciliana. Cioè siamo andati a Roma
per poter capire se questo articolo poteva essere introdotto e non
poteva essere impugnato, inserendo delle forzature, ma non a
battere i pugni sul tavolo per dire ma perché a noi ci spettano
600 milioni di Euro della compartecipazione alla spesa sanitaria
che in una notte è passata dal 42 al 49 per cento e tuttora
paghiamo il 49 per cento? .
No, lì non si possono battere i pugni sul tavolo, lì non si
possono fare forzature - che poi non sarebbero neanche forzature -
ma subiamo in silenzio. Ma, emerge da questo articolo, caro
Presidente, la presa per i fondelli che state facendo ai siciliani
per quanto riguarda lo sblocco dei concorsi in Sanità perché per
cinquemila posti di lavoro che state andando a sbandierare a destra
e sinistra ci vogliono circa 300 di Euro. Quindi, servono 300
milioni di Euro, in più ne togliete 127. Come si fanno i concorsi?
Si poteva attivare la mobilità ex regionale? Non so perché ancora
non è attivata. Le graduatorie aperte si potrebbero attivare
immediatamente ed assumere personale, ma ancora non si è fatto. La
Sanità, caro assessore Baccei, è stata terra di conquista e di
clientele.
Vogliamo che sia ancora così? Perché, se facciamo finti concorsi,
che poi non sfociano da nessuna parte, la gente si illude di
trovare un posto di lavoro, andrà a chiedere aiuto non so a chi,
per poi non ottenere niente.
Abbiamo un sacco di soldi non spesi in Sanità, lei non lo sa, ma
io sto cercando in tutti i modi - qua c'è l'assessore alla Salute -
a farmi dare i dati sui soldi spesi sui piani sanitari nazionali,
ma non c'è possibilità di saperlo, forse perché ci sono decine e
decine di milioni di Euro non spesi dal 2011 che ancora aspettiamo.
E se, purtroppo, entro la prossima settimana non avrò risposta,
dovrò andare in Procura a depositare denuncia per omissione di atti
di ufficio, visto che questi dati non si possono sapere.
Ringrazio anche il Presidente Musumeci - che è qui presente -
perché ha avuto la sensibilità di attivare una sottocommissione per
quanto riguarda la sanità, perché è un atto dovuto visto quello che
sta succedendo nella sanità siciliana per quanto riguarda gli
appalti, i concorsi, le assunzioni e quant'altro.
L'altra presa in giro - l'Assessore Baccei se ne sta andando, è
distratto per cose più importanti - la stiamo vedendo sugli
ospedali. Ora, possibilmente, ci sono le amministrative, molti si
faranno la campagna elettorale sugli ospedali come, ad esempio,
l'ospedale di Noto, del quale è stata dichiarata la morte nel 2010
con la vecchia rete ospedaliera ma ormai la gente non se lo ricorda
più, perché non c'erano soldi, fatto sta che poi li regaliamo a
Roma e non sappiamo battere i pugni sul tavolo per farceli dare e
poi ospedali come quello di Noto, che nel periodo soprattutto
estivo potrebbero essere funzionali, li abbandoniamo così. Questo
non lo possiamo permettere, non lo possiamo permettere più
Le altre prese in giro: ancora aspettiamo l'ospedale di Siracusa,
ma se noi rinunciamo ai soldi, da Roma ancora non siamo riusciti a
farci dare questi soldi perché aspettiamo il Mef che ci dà l'ok, si
paventa la data di giugno. Anche se arrivassero i soldi a giugno,
l'avviso, Assessore, che il nostro caro Direttore generale e il
nostro caro Sindaco di Siracusa ancora non hanno individuato al
cento per cento quale deve essere il sito di questo ospedale,
ancora il progetto non esiste, non sono riusciti a fare una
conferenza dei servizi, sono ancora in alto mare e se questo è il
modo di amministrare sia un Comune che un'ASP mi dica lei
Senza parlare della rianimazioni: come apriamo la rianimazioni di
Lentini o quella di Avola o i tanti punti nascita che stiamo
chiudendo, come diceva prima il mio collega?
Abbattimento delle liste di attesa: come si farà mai? Non si potrà
fare mai, per non parlare - e concludo - di quelli che sono i
Registri dei tumori: ancora alcuni sono fermi al palo, forse perché
non si vuole scoprire, effettivamente, se ci sono aree nella nostra
Sicilia dove si è sversato, dove si sono nascosti elementi
inquinanti che stanno aumentando la percentuale di tumori nella
nostra amata terra.
Assessore, questa cosa non si può fare, lo dico anche a lei
Assessore per la salute, lei dovrebbe battersi per impedire questa
cosa, perché in sanità si deve investire non può essere sempre
derubata. Grazie.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e Assessore per la
salute, oggi mi rivolgo a lei nella funzione non solo di assessore
ma anche nella funzione di deputato di questo Parlamento.
Questo è un articolo molto delicato che io voterò favorevolmente
perché finalmente è condotto dalla politica.
Però, la politica deve sapere che questo passaggio, che è stato
fatto nella Finanziaria del 2006, dove c'è stato un rialzo della
compartecipazione della percentuale: l'aumento dal 42 al 49,11 per
cento, se consideriamo questo passaggio e lo moltiplichiamo per il
costo della sanità in Sicilia sono dei soldini ; qualcuno poco fa
diceva circa 500 o 600 milioni di euro.
Questo ci renderebbe un po' più autonomi anche nella gestione ed
arriveremmo durante le finanziarie con un po' di sollievo, di
speranza e capire anche dove andare finalmente ad investire, cosa
che non abbiamo fatto in questi anni.
Questo debito che è stato cancellato, questo aiuto che allora ci è
stato dato dallo Stato per quattro regioni - Lazio, Molise,
Campania e Sicilia - per debiti contratti fino all'anno 2005, noi,
ricordo bene, nella passata legislatura con la legge n. 5 abbiamo
finalmente iniziato un percorso di risanamento, il piano di rientro
è iniziato e lo abbiamo pure attuato e siamo riusciti a
riconquistare la fiducia dello Stato.
Oggi, a partire da questo, chiediamo allo Stato che ci venga in
aiuto e dobbiamo ritornare indietro, così come pagano la
compartecipazione alcune Regioni che ho visitato stanotte,
attraverso Internet, che le regioni, gli assessorati alla salute
vanno dal 32 al 41%: Noi siamo al 49, signor assessore, e quindi la
responsabilità che le affidiamo è quella di portare a compimento
questa decisione che è importante, quella di riportare almeno al
42% così fin dall'anno 2007, quindi, dobbiamo andare, ritornare
alla compartecipazione che pagavamo prima.
Ecco, assessore, le do un input, anche la spending review che oggi
in tutta la Pubblica Amministrazione abbiamo attuato, non vedo una
spending review, invece, reale per quanto riguarda le Asp e per
quanto riguarda gli ospedali, perché considerate che una buona
spending review può essere attuata se controllate bene le gare di
appalto, che vanno dall'acquisto dei farmaci all'acquisto dei
servizi, che al livello regionale sicuramente le cose non sono
andate tanto bene.
Oggi finalmente c'è una centrale di acquisti, finalmente
controllata e, quindi, io penso che non inserire personaggi che già
sono stati negli anni a controllare gli appalti di questo benedetto
assessorato, oggi vogliamo persone nuove, persone esterne, persone
che con concorso partecipino, a spada tratta, a controllare i conti
e gli acquisti che bisogna fare e che l'assessorato alla salute ha
bisogno.
Noi siamo uno Stato dentro uno Stato, noi siamo una Regione, la
seconda Regione d'Italia per ampiezza e per abitanti e, quindi, qua
gli interessi non solo della mafia, ma della mafia dei colletti
bianchi' che ancora imperversano in questa Regione e nei settori
che riguardano la sanità, quindi, da questo momento la mia
proposta, il mio auspicio è quello di non vedere più personaggi
che vengono inseriti per fare le gare in questa benedetta Isola.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per trenta secondi e
riprenderà con l'intervento dell'onorevole Grasso..
(La seduta, sospesa alle ore 12.18, è ripresa alle ore 12.19)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.13.
Congedo
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Vullo ha chiesto congedo per
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
la seduta odierna.
dell'emendamento A4.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
L'Assemblea ne prende atto.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 28
Contrari 24
(E' approvato)
n. 1132/A e nn. 1135-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
1132/A e nn. 1133-1155/A
onorevoli Ioppolo e Musumeci.
GRASSO. Chiedo di parlare.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi oggi, e da
ieri, per ogni articolo che si vota, a seconda come si vota, vi è
il rischio che salti la manovra.
All'inizio di questa maratona per la discussione della legge di
stabilità ho detto tre cose: che un Governo serio, anziché correre
perché deve approvare la manovra, senza preoccuparsi degli effetti
che questa manovra avrà sui siciliani domani, perché approvare una
manovra il 29 febbraio distruggendo famiglie, categorie, persone
perché così finirà, non ha senso.
Avrebbe dovuto prima andare a Roma e ridiscutere con Roma quello
che spettava alla Sicilia
Invece, siamo qui con l'assessore Baccei - persona garbata,
persona per bene, bravo professionista, bravo per tutto quello che
noi vogliamo - con un compito ben preciso. L'assessore Baccei non è
un assessore siciliano E, quindi, se un ospedale chiude, se un
pronto soccorso funziona, se un altro ospedale si deve accorpare,
se per eseguire una risonanza magnetica bisogna aspettare tre anni,
se mancano soldi per fare investimenti infrastrutturali bisogna
aspettare dieci anni, se c'è il discorso della sanità passiva -
quindi, paghiamo alle altre regioni - non ha importanza, se ci sono
invece - nella libertà di mercato - le cliniche private
convenzionate che danno più servizi e paghiamo, se oggi i
laboratori di analisi stanno chiudendo e la medicina convenzionata
sta chiudendo, questo non interessa a nessuno
Perché c'è una Sicilia ladrona', perché c'è una Sicilia sprecona,
perché c'è un Governo nazionale che è detrattore di questa terra,
bene
Allora, così come ha avuto - ed apprezzo - il coraggio e l'onestà
intellettuale il Presidente Digiacomo - e così come noi abbiamo
tante volte ribadito in Commissione sanità e in quest'Aula ai vari
assessorati al Bilancio - prima bisogna diminuire la
compartecipazione della spesa sanitaria della Regione siciliana.
Poi si sarebbe dovuto votare o pensare di portare in Aula.
Ora basta portare articoli che fanno saltare la Finanziaria Noi
siamo qui per fare una Finanziaria che serva ai siciliani
Cominci questo Governo a cercare i soldi per il trasporto
interurbano perché ci sono famiglie che non potranno mandare i
figli a scuola. Cominciamo a chiudere partecipate, a ridurre i
consulenti e applichiamo le norma nazionali alle norme regionali
invece di nominare 70 revisori dei conti, facciamo i sorteggi.
Capiamo dove tagliare e come tagliare, invece di sostenere la
spesa morta. Le aggiungo, caro assessore Baccei, lo Statuto è
vigente Lo Statuto attuale è vigente Va solo attuato e non è
stato attuato per colpa dello Stato. Lo Stato deve dare alla
Regione le misure compensative che ha stabilito nell'accordo del
2007 e, queste misure, non sono arrivate alla Sicilia solo ed
esclusivamente per una mera dimenticanza, per un vizio, perché non
si riunisce la commissione paritetica. E noi, oggi, che dobbiamo
fare? Dobbiamo tagliare somme al Servizio Sanitario Nazionale? Non
è possibile Io sono convinta che tutte le opposizioni voteranno
contro, perché questa è una responsabilità che si deve assumere
questo Governo e la maggioranza che sostiene questo Governo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che il
Governo, a fronte di problemi apparentemente irrisolvibili da esso
stesso creati, alla fine non trova di meglio che aggrapparsi
all'unica via d'uscita che è quella, intravista dal Governo stesso,
di far pagare i propri guasti, le proprie incapacità alla grande
massa dei cittadini siciliani.
E, contestualmente, capisco ed apprezzo la denuncia che qui è
stata fatta da esponenti, anche, della maggioranza - vedi il
Presidente Digiacomo, ma vedi anche altri componenti - e la
denuncia portata avanti da molti colleghi. Ma, mi chiedo si può
chiedere a Don Abbondio di armarsi di spada e andare all'assalto di
Don Rodrigo? Non credo che sia possibile. E' utopistico. E mi
viene, pure, in mente che è assurdo pensare di chiedere o di
pensare che il proconsole di Roma, mandato in Sicilia, possa
battere un colpo contro Roma stessa, contro l'Impero. Anche questo
è utopistico.
Più prosaicamente, mi viene in mente quella barzelletta che si
racconta di uno del Nord seduto sul treno accanto ad un palermitano
e, mentre quello del Nord magnificava lo stato di efficienza dei
servizi delle ferrovie del Nord e rinfacciava al palermitano perché
mai i siciliani, i palermitani non si ribellassero a questo stato
di cose, il palermitano con la sua saggezza antica donabbondiana',
di manzoniana memoria, ha risposto: zitto perché altrimenti ci
tolgono anche i vagoni bestiame che attualmente ci hanno
destinato . Questa è la vera verità, la cruda verità.
Come è immaginabile che un Governo, prima di portare in Aula la
Finanziaria, non abbia preteso da Roma che si mettesse un punto
finale sulla compartecipazione? Come si può pensare di mantenere
ancora in piedi i vari sprechi e i vari carrozzoni che ci sono in
campo senza farsi riconoscere da Roma quanto è dovuto? E andando lì
a testa china e col cappello in mano ad accettare il ricatto dei
500 milioni, promessi ma non mantenuti, che servono solo a tenere
il coltello puntato alla gola da parte del Governo Renzi, per
poterci ancora una volta derubare?
E si pensa, ancora una volta, purtroppo, di farla pagare ai
cittadini siciliani. Si pensa, ancora una volta, di attingere alla
vacca', per così dire, dei servizi sanitari, che vacca non è ma
che semplicemente è l'indice di civiltà di una società.
È l'indice che dovrebbe testimoniare sulla qualità dei servizi che
si rendono nel campo della salute ai cittadini siciliani, se siamo
ancora una Regione evoluta e degna di stare nello scenario
nazionale delle Regioni evolute oppure siamo l'ultima provincia
dell'Impero a cui tutto si può chiedere e tutto si può far pagare.
Io penso che il Governo, se ha un minimo di orgoglio e di
sussulto, si deve fare dare da Roma tutto ciò che Roma ci continua
a rubare, ma tutto ciò penso che non lo farà mai un Governo
incapace e un assessore che è un proconsole di Roma.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente Lupo, io non volevo
intervenire in questo dibattito, ne avrei fatto volentieri a meno.
Percependo il clima dell'Aula, siamo alla fine di una lunga
avventura parlamentare. Entro stanotte dobbiamo finire questa
Finanziaria, percepisco che c'è un clima di allegria, perché siamo
verso la fine della Finanziaria. Però, in questo clima di allegria,
a volte, maturano delle sorprese che possono essere gravi sulla
ricaduta che possono avere sul bilancio della Regione.
Dicevo poco fa che avrei fatto volentieri a meno di intervenire,
però, l'intervento del collega Digiacomo che è presidente della
Commissione Servizi sociali e sanitari all'Assemblea regionale
siciliana, che non è persona superficiale, che quando parla pesa le
parole, mi ha profondamente turbato.
Peraltro, stiamo parlando di un articolo che se venisse meno,
creerebbe un buco nel bilancio della Regione di centoventisette
milioni di euro e siccome abbiamo litigato, in questi ultimi
giorni, anche per dieci mila lire, non per centoventisette milioni
di euro, vorrei capire rispetto all'esito di questa votazione che
ci sarà a seguire di questo dibattito, il parere del Governo
rispetto all'ipotesi di bocciatura di questo articolo, che è
un'ipotesi concreta, assessore Baccei.
Siccome io, prima di questa discussione, ero assolutamente
d'accordo sul fatto che questo articolo andasse votato e rimango
ancora d'accordo sul fatto che questo articolo vada votato, però
l'intervento dell'onorevole Digiacomo che, ripeto, è persona
sobria, che misura le parole, mi ha fatto riflettere e, allora,
vorrei capire dall'Assessore per l'economia e, soprattutto,
dall'assessore Gucciardi, assessore per la salute, qual è la
verità ed a che cosa andiamo incontro se approviamo l'articolo ed a
cosa andiamo incontro se, invece, l'articolo viene bocciato, perché
non è un dettaglio, non stiamo parlando di un articolo banale,
stiamo parlando di un articolo che se è approvato, piuttosto, che
bocciato ci costringerebbe a fermare i lavori di questa Aula e
siccome non siamo al 20 febbraio ma siamo al 29 febbraio, perché
grazie anche all'andamento lento di questa legislatura per cui
abbiamo utilizzato degli orari di panificio, apertura alle ore
9.00, chiusura alle ore 13.00, riapertura alle ore 16.00 e chiusura
alle ore 20.00 - non si capisce per quale ragione - ed un buco di
centotrenta milioni di euro, credo che turberebbe non poco i sonni
dei parlamentari.
Chiedo al Governo di chiarire un attimo le idee mie e dei
parlamentari che, tra qualche minuto, voteranno questo articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
ha facoltà.
Alla fine degli interventi, ce ne sono ancora diversi, chiederò di
intervenire sia all'Assessore per la salute, onorevole Gucciardi,
che all'Assessore per l'economia per rispondere agli interventi dei
colleghi.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, uscirò fuori dal coro di
tutti quelli che si sono accaniti da questo scranno a massacrare
questo articolo ed uscirò fuori dal coro per un semplice motivo,
perché sono convinto e, quindi, già anticipo il mio voto favorevole
all'articolo, che stiamo parlando del bilancio della Regione ed il
bilancio della Regione non si fa a compartimenti stagno, la sanità
ha un bilancio, la Regione ne ha un altro. Ed a qualche collega che
da qua ha invocato la bocciatura di questo articolo suggerisco di
non dirlo perché significa bocciare la finanziaria, bocciando
questo articolo, perché la possibilità di recuperare centoventotto
milioni di euro è chiaro che non l'abbiamo. Quindi, bocciando
l'articolo possiamo andare direttamente a casa. Allora, questa è la
prima considerazione.
La seconda considerazione entra nel merito dell'articolo. Abbiamo
contratto un mutuo e questo mutuo è stato contratto, e mi rivolgo
all'amico onorevole Digiacomo, per la ristrutturazione dei debiti
in sanità. Lo troverei quasi logico che nel momento in cui abbiamo
contratto un mutuo per la ristrutturazione dei debiti in sanità,
venga pagata dalla quota sanitaria e non venga pagata dalla quota
della Regione siciliana per intero.
Ma c'è di più: se leggete attentamente l'articolo, di fatto,
offre e dà l'opportunità alla Regione di avere una misura
compensativa perché l'articolo dice che è autorizzato l'utilizzo di
una quota del Fondo sanitario. Il Fondo sanitario, ricordo a tutti,
è formato da due voci, una quota regionale ed una quota nazionale.
Significa che in questi centoventisette milioni di euro vi è una
compartecipazione di più del 50, 51 per cento da parte del
Ministero alla salute.
Allora, o lo capiamo bene l'articolo, oppure non andiamo avanti.
Per quanto riguarda invece alcune considerazioni, le posso fare
anche mie. E' chiaro che ci vuole una contrattazione con Roma per
ridiscutere la nostra quota di compartecipazione, ma non ha niente
a che vedere con questo articolo che dobbiamo sicuramente votare
per far sì che la finanziaria vada avanti. Per far sì che tutti
quei deputati che si sono sbracciati da questo pulpito, parlando di
precari, di PIP, di forestali, di consorzi di bonifica, abbiano
quelle risorse che questo articolo permette di dare. Perché è
inutile che parliamo di forestali, di PIP o di altro se bocciamo
questo articolo; abbiamo parlato invano, abbiamo parlato a vanvera.
Allora, siccome ci sono dei deputati generalisti che guardano la
finanziaria nel suo complesso, il bilancio della Regione nel suo
complesso, in tutti gli aspetti e vi sono dei deputati
specializzati, quelli per la forestali, per i consorzi, c'è una
specializzazione che ognuno di noi ha.
Mi rivolgo, soprattutto, a quei deputati specializzati e li invito
a votare a favore di questo articolo, perché non votare questo
articolo, significa precludere quello per cui hanno parlato e si
sono battuti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che ha
detto prima di me l'onorevole Cascio Salvatore, è una verità di
evidenza intuitiva.
Purtroppo, ormai, da molti anni faccio parte della Commissione
Sanità' e con gli amici, col presidente Digiacomo abbiamo visto
questo tesoretto della sanità che era una delle fonti di passività
maggiore del bilancio della Regione siciliana, parliamo di
finanziamenti complessivi da parte dello Stato, finanziamenti di
circa 5 miliardi di euro, che da qualche anno vede la luce. Vede la
luce e dà un minimo di apporto positivo al bilancio della Regione.
E' chiaro che l'ideale, collega Cappello, concordo con te, sarebbe
quello di reinvestire, che poi è quello che prevede il tavolo
Massicci, tutti i risparmi sanitari, così come è stato fatto
all'interno del bilancio regionale, ma è anche vero che le poste
necessarie di bilancio come queste di cui all'articolo 7,
rappresentano per il bilancio regionale siciliano l'unica
possibilità di poter chiudere in pari i conti della Regione.
E, d'altronde, come diceva bene l'onorevole Cascio, sono
cofinanziati al 50 per cento dal Fondo sanitario nazionale, quindi,
metà li paga la Regione siciliana e metà li paga lo Stato con il
Fondo sanitario.
Quindi, è evidente che potremmo fare discorsi teorici, appellarci
allo Statuto, all'autonomia, cercare di battere i pugni sul tavolo,
ma sarebbe una battaglia persa, in questo momento, anche perché sui
risparmi sanitari che abbiamo portato avanti, diligentemente, come
Regione dall'assessore Russo, all'assessore Borsellino,
all'assessore Gucciardi, abbiamo ancora molte sacche di risparmio
che possono essere sfruttate ed utilizzate per migliorare la
qualità delle prestazioni sanitarie.
Sicuramente, la situazione non è rosea, sicuramente i conti sono
rosei, ma sulla sanità ancora molto deve essere fatto e molto può
essere fatto, ma non è bocciando questo articolo, non è facendo
della propaganda che si riesce a risanare il bilancio della
Regione, quanto meno della sanità regionale, quindi, questo è un
atto dovuto su cui si poggia gran parte della finanziaria del
bilancio della Regione, è un atto di buon senso, fra l'altro, anche
farlo condividere al Fondo sanitario nazionale, è un motivo di
vanto per la Sicilia che, comunque, nel settore sanitario, con una
politica oculata, sia riuscita negli anni a risanare una voragine
che era quella che si era creata per una mala gestio. Abbiamo
contribuito tutti, compresi il Movimento Cinque Stelle, con
diligenza, a dare i consigli necessari agli Assessori che si sono
succeduti per poter andare ad incidere sulla mala gestio, è chiaro
che, oggi, dire no, non si vota un articolo cardine della
finanziaria, non ha alcun senso ed è soltanto come abbaiare alla
luna.
Non possiamo permettercelo, dobbiamo essere concreti ed efficaci,
ben sapendo che ancora può essere fatto molto, che può essere
ancora scesa
Poi, parlavo con l'assessore Baccei e, quest'anno, del miliardo e
quattrocento milioni di euro che ci vengono riconosciuti da Roma,
diciamo che vengono imputati, in quella somma, proprio i seicento
milioni di euro che sono il frutto della differenza delle aliquote
di competenza regionale e statale, di fatto, già viene riconosciuta
alla Regione questa perequazione rispetto alle altre Regioni
d'Italia virtuose, quindi, ormai il piano di rientro l'abbiamo alle
spalle e, ovviamente, questi dati di bilancio ci confortano e
speriamo che in futuro questi cento milioni che, oggi, vengono
attribuiti al bilancio regionale possano essere ascritti
esclusivamente al bilancio sanitario, ma è chiaro che questo deve
essere frutto di una politica virtuosa di bilancio complessiva
della Regione e non limitata, ovviamente, ai settori della sanità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, a
volte ho l'impressione che si voglia parlare alla pancia della
gente, senza considerare la testa .
Apprezzo sicuramente lo sforzo che sta facendo l'assessore Baccei,
pur con tutte le difficoltà, per mettere ordine in un bilancio
estremamente difficile e con poche risorse, e fra le alchimie
contabili che si stanno utilizzando rientra sicuramente
l'individuazione di centoventisette milioni di euro che possono
essere destinati ad altre situazioni assolutamente deficitarie
della Regione.
Non sono sicuramente d'accordo con l'onorevole Digiacomo che parla
di uno scippo contro la sanità. Basta considerare che questi
centoventisette milioni di euro sono stati, a suo tempo, accesi per
un mutuo a favore della sanità, cosa che l'Assessore aveva detto
fin dall'inizio del suo ragionamento, per capire che una volta che
c'è la capienza nel bilancio della sanità per recuperare questi
centoventisette milioni di euro, è giusto che il bilancio della
sanità partecipi ad una situazione difficile della Sicilia.
La demagogia, che da questo scranno spesso e volentieri viene
esercitata, parla solo alla pancia della gente, senza la
razionalità che certi ragionamenti, invece, richiedono e per i
quali è necessario utilizzare raziocinio. Non va bene. Non va bene
in una situazione dove sottrarre centotrenta milioni di euro al
bilancio della Regione mette a rischio l'intera manovra
finanziaria.
Altro è il discorso del riequilibrio della partecipazione della
Regione al Fondo sanitario, e qua, assessore Gucciardi, le chiedo
di prendere, una buona volta per tutte, nota e attenzione su tante
discrepanze che ci sono a danno della Sicilia.
Non solo la Sicilia partecipa al 49 per cento alle spese
sanitarie, ma la Sicilia è penalizzata anche sotto il punto di
vista della spesa pro-capite.
A suo tempo, qualche mese addietro, sulla stampa pubblicai dei
dati secondo cui un abitante dell'Emilia Romagna costa alla sanità
nazionale quasi 1.900 euro, mentre un abitante della Sicilia ne
costa 1.630 euro, per non parlare della Valle d'Aosta. Per non
parlare dello scandalo che, oggi, c'è sui giornali, di un direttore
della sanità della provincia di Bolzano, che guadagna appena 288
mila euro l'anno.
Non è, quindi, la Sicilia ad essere la Regione sprecona, o almeno
non è la sola ad esserlo.
Sprechi ce ne sono, interventi di razionalizzazione della spesa
pubblica sono indispensabili, e mi riferisco, per esempio, alla
razionalizzazione delle spese legali: non riesco a capire perché
enti regionali, emanazione dello stesso Assessorato, debbano
ricorrere alla giustizia amministrativa per dirimere le loro
problematiche, con costi insostenibili per la Regione.
Caro presidente Crocetta, questo è un argomento che bisogna
mettere all'ordine del giorno: la razionalizzazione ed il
contenimento della spesa non possono riguardare solo la sanità, ma
devono riguardare tutti gli aspetti della finanza regionale.
Trovo semplicemente scandaloso e degno di attenzione da parte
della Corte dei Conti, e anche della Magistratura, il fatto, per
esempio, che i consorzi di bonifica, per anni, non abbiano
presentato bilanci. Non so di chi sia la responsabilità, ma un ente
pubblico che non certifica la propria spesa e non presenta un
bilancio, sicuramente, non rispetta i canoni della Pubblica
Amministrazione.
Ci sono delle responsabilità negli sprechi, ma non credo che, in
questo caso, si possa buttare via il bambino con l'acqua sporca. I
127 milioni di euro di risparmio della sanità fanno parte di un
bilancio regionale nel suo complesso, non si può ragionare per
camere stagno: questo è mio e questo non si tocca .
Questi 127 milioni di euro devono andare a sostegno della
finanziaria, anche nella considerazione che il 50 per cento di
questa somma è a carico del Fondo sanitario nazionale. E'
irrazionale pensare che la Sicilia debba spendere 65 milioni di
euro di tasca propria e non fare spendere 65 milioni di euro al
Fondo sanitario nazionale. E' assolutamente demenziale e mette a
rischio una finanziaria che sta maturando con tanti problemi ma
che, alla fine, deve trovare necessariamente una sua collazione ed
una sua risposta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
battuta dell'onorevole Cascio Francesco, che ha posto la gravità
anche rispetto l'importanza del discutere ed approfondire questo
benedetto articolo 7, penso che, in qualche maniera, sia utile
farlo perché va segnato esattamente il senso e la ragione stessa
dell'articolo 7, che vede una sanità avviata, in questi anni, al
risanamento. E mi permetto di aggiungere anche che va letto dentro
l'ingegneria
Presidente Crocetta, faccia più Giunte così si incontra con gli
Assessori.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. E' obbligatorio ascoltare?
PANEPINTO. No, ma disturbare il Presidente della Regione è vietato
dal Regolamento interno dell'Aula.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Dov'è scritto?
PANEPINTO. E' l'articolo 22, comma 6.
CROCETTA, presidente della Regione. Noi ascoltiamo sempre.
PANEPINTO. Per cui, credo che su questo articolo sia giusto dire
anche che c'è una sanità che, in Sicilia, è diventata elemento per
curare le persone e non per far cadere i Governi e far dimettere
presidenti della Regione.
Io ritengo che l'articolo 7 vada votato raccogliendo, per intero,
le legittime preoccupazioni del Presidente della VI Commissione,
tenendo conto che c'è in atto una destrutturazione di un'idea di
finanza di questa Regione. Stiamo lavorando per recuperare quei tre
miliardi di cui spesso l'assessore Baccei ha parlato in quest'Aula.
Anche l'articolo 7 rappresenta uno di quegli elementi di una
negoziazione che è continua e permanente con il Governo nazionale.
Diciamo a noi stessi che l'articolo 5 servirà ad opzionare mezzo
miliardo di euro per rendere, di fatto, tutte le poste in bilancio
in uscite vere, altrimenti, rischieremo di avere solo voci in
uscita per finta.
Abbiamo faticato non poco per costruire il fondo per le autonomie
locali e debbo dire con un grande risultato, quello di dare
certezza ai comuni, di dare certezza sia sulle spese correnti,
quanto sugli investimenti, quanto su altre voci come quelle di
affrontare una crisi occupazionale straordinaria con cento milioni
di cantieri e di cantieri di servizio, o per rendere operativa la
cosiddetta raccolta differenziata obbligatoria.
Per cui, ritengo che questo Parlamento, se si avventurasse in una
richiesta di voto segreto, correrebbe un rischio enorme perché, di
fatto, andrebbe ad abbattere uno dei pilastri della costruzione di
questa finanziaria che deve essere ancora, necessariamente,
chiamata una finanziaria che fa più risanamento, più mette ordine
nei conti che, certamente, non ha il fiato e per dire fiato intendo
i soldi per guardare oltre.
E penso che sia questa finanziaria del 2016, almeno così mi
auguro, punto di snodo di nuove stagioni che vedono più spese per
investimenti concorrendo con i fondi comunitari e portando a
compimento le riforme di cui abbiamo accennato ieri, ma non come
mero adempimento di uno dei commi sulla forestale, turn over, sui
consorzi di bonifica o su altro.
Per cui ritengo che la formulazione dell'articolo 7 rappresenti
esattamente un percorso che non inizia oggi e non può che essere
immaginato come un articolo accolto possibilmente da tutta l'Aula
all'unanimità come è accaduto in quel momento di compensazione di
opinioni, di pareri e di tutela dei lavoratori della forestale
sull'articolo che riguardava il turn over. Parliamo di cose
diametralmente opposte, ma che si legano perché questo articolo 7 è
chiaro che, senza essere scienziati dell'economia o di macro
economia, rappresenta un elemento fondante di tutto ciò che si è
costruito con questo bilancio e con la legge di stabilità.
Non c'è dubbio, assessore Baccei e presidente Crocetta, che il
rapporto con Roma deve essere ancora più netto, molto più chiaro
perché non possiamo immaginare una costruzione con fatica, lacrime
e sangue, per poi essere accusati da altre sponde di essere
l'antiquariato della politica, di riproporre il vecchio, di
immaginare solo una finanziaria in cui gli attori di questo presepe
della finanziaria sono sempre gli operai della forestale o quelli
delle partecipate. Dobbiamo trovare anche complessivamente, e lo
dico anche all'interno del PD, una coralità di pensiero che possa
immaginare lo sforzo fatto da questo Governo regionale, dal
Parlamento, uno sforzo che riguarda tutta la Sicilia.
Non ci può essere qualcuno più bravo che, poi, ci viene a
raccontare che questa è una finanziaria di retroguardia. Per cui,
nel sostenere per intero, a nome di tutto il Gruppo parlamentare
del PD, tutto nessuno escluso, questo articolo 7, ritengo che
occorra votarlo e che nessuno pensi e me lo auguro, perché è
chiaro, penso che parleranno il Presidente della Regione e
l'Assessore, ci siano le condizioni essenziali per tutelare
complessivamente la Sicilia rivedendo anche la qualità del rapporto
di questa negoziazione che deve essere possibilmente meno supina,
ma più aggressiva nell'interesse della Sicilia.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sento il bisogno di intervenire per chiarire
immediatamente gli aspetti di questo articolo.
Con questo articolo si sta stabilendo, in sostanza, che il mutuo
sulla sanità, invece, di pagarlo solo la Regione, come avviene
attualmente, quindi, facendolo pagare ai cittadini attraverso
l'addizionale IRPEF, facendolo gravare sul Fondo sanitario, in
sostanza, viene compartecipato dalla Regione, per 60 milioni di
euro, mentre la parte restante del mutuo, quasi 70 milioni di euro
viene pagato dallo Stato. Quindi, non mi pare così irrazionale come
articolo. Rendendoci disponibili immediatamente, 60 milioni di euro
per altre spese.
E' chiaro che se questo articolo venisse bocciato, cadrebbe la
finanziaria. Non è che stiamo parlando
GRECO Giovanni. La fa nuova Non è che cade il mondo
CROCETTA, presidente della Regione. Certo, per stabilire che il
debito lo paghiamo tutti noi. Cioè, perché noi, non solo ci
dobbiamo fare carico di quei 60 milioni, ma ci dobbiamo fare carico
anche degli altri 72 milioni 850 mila, che abbiamo trasferito allo
Stato, quindi, un capolavoro proprio, no? Questa vicenda è come
quella di Equitalia. Cioè, praticamente, vediamo come possiamo
favorire lo Stato, no? Questo è il ragionamento.
Allora, vorrei che riflettessimo su queste cose, perché non è che
ci dobbiamo innamorare delle questioni astratte, dobbiamo vedere le
conseguenze pratiche che hanno le nostre scelte. Stiamo
risparmiando 72 milioni di euro l'anno sul debito sanitario.
D'altra parte il debito sanitario è stato contratto negli anni
precedenti. Perché? Perché c'era una sanità che produceva deficit e
si è aumentata la quota di compartecipazione.
Guardate che nell'accordo che dobbiamo ratificare con lo Stato, di
1 miliardo e 400 milioni che andremo a fare, fanno parte i 600
milioni di euro che non pagheremo più, in più per la sanità e che
sono frutto del piano di rientro che abbiamo presentato. Ma con
questo si diminuisce.
La domanda che tutti si pongono qual è? Si diminuisce Enea?
Assolutamente no. Per un semplice motivo, che noi, l'anno scorso
abbiamo raggiunto circa 150 milioni di euro di utili della sanità.
Guardate che siamo dentro Enea soltanto a partire dal 2014 e sul
piano di rispetto di Enea nel 2015 siamo all'ottavo posto, quindi,
sono frutto dell'utile che abbiamo nella lotta agli sprechi. Quel
tasso, quel mutuo che paghiamo è frutto degli sprechi e, quindi, è
giusto, che paghiamo lo spreco con la lotta agli sprechi, non
diminuendo i livelli essenziali di assistenza, li abbiamo
incrementati e trasferiamo una parte del debito sulla sanità allo
Stato, questo è il concetto.
Se poi vogliamo pagare anche quegli altri 72 milioni, bene.
Invece, di farli pagare allo Stato, li paghiamo noi perché diventa
tutto a carico nostro. Aumentiamo 127 milioni di euro la spesa e
continuiamo a fare pagare ai cittadini l'addizionale Irpef sul
prestito perché, capite bene, che si incardina questo sistema nei
prossimi anni potremmo ridurre l'addizionale Irpef, che era frutto
di quella ex piaga, col risparmio del piano sanitari. Quindi,
faccio un invito al senso di responsabilità generale tenuto
presente qual è la partita economica e se questo articolo dovesse
essere soppresso salta la Finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, prendo la parola anche nella qualità
di vicepresidente della Commissione Sanità', appunto nella salute,
dopo avere ascoltato il Presidente, di cui ho sempre apprezzato le
qualità, ma anche il modo come ha condotto i lavori. In Commissione
c'è stata sempre una sintonia, al di là dei colori, proprio perché
la salute non ha coloro ed è giusto che sia così.
Oggi, mi permetto soltanto di differenziare la mia posizione
rispetto alle cose dette, perché sono convinto che tutto quello che
ha detto è assolutamente vero, tutto quello che ha affermato io lo
condivido, però c'è un problema molto serio e credo che lui sia
stato spinto più che dalla ragione dal cuore, proprio perché
sentiamo molto la questione della sanità in Sicilia, sappiamo bene
quali sono spesso le condizioni che si vivono all'interno delle
strutture, quello che si vive nei Pronto Soccorsi; sappiamo bene
quali sono, purtroppo, le difficoltà che oggi la nostra sanità
incontra.
Però, è anche vero che veniamo da anni di sacrifici, di tagli, di
risultati ottenuti che sono notevoli non sono cosa di poco conto e
sappiamo bene che se oggi non approviamo questo articolo,
Presidente Digiacomo, possiamo andarcene, perché non abbiamo più
cosa fare in quest'Aula. Perché come si fa a recuperare 127 milioni
di euro dopo tutto quello che abbiamo fatto, dopo tutte le norme
che abbiamo approvato? Dovremmo andar via, non c'è più motivo di
stare qui, perché dovremmo rivedere tutto: i Pip, i precari, gli
enti locali, i comuni, i forestali, i consorzi, significa dover
smontare tutto il lavoro che fino ad oggi abbiamo fatto. Per cui,
al di là di tutto, diventa una strada obbligata dove non ci possono
essere alternative.
Questo è un articolo che va assolutamente approvato, non
compromette - come qualche collega del Movimento Cinque Stelle
voleva far capire - i concorsi e tutto quello che oggi abbiamo già
pronto per dare l'avvio ad una nuova fase dopo tanti anni, invece,
di tagli. Non compromette nulla, perché gli atti aziendali sono
stati approvati, sono state approvate anche le piante organiche
dove ci sono le masse finanziarie per le assunzioni, per cui questo
non modifica nulla.
E' chiaro che in sanità le risorse sono importantissime e se c'è
una possibilità di potere utilizzare ulteriore risorse questo
significa potere anche migliorare la salute, ma è anche vero - e io
lo dico spesso - che se la salute non ha prezzo, purtroppo oggi
dobbiamo, invece, confrontarci con i costi ed è anche vero che se
oggi non approviamo questo articolo non possiamo chiudere la
finanziaria.
Piuttosto, caro Presidente e caro Assessore - una cosa che è
stata detta da qualche parlamentare prima di me, che lo ha ribadito
altrettanto in maniera forte e decisa - la battaglia che noi
dobbiamo vincere è quella della compartecipazione.
Io non capisco perché la nostra Sicilia compartecipa per il 49 per
cento e lo Stato ci dà il rimanente 51 per cento mentre altre
regioni compartecipano per il 48-49 e lo Stato compartecipa per
CROCETTA, presidente della Regione. C'è l'accordo
FONTANA. Questa è una battaglia che va fatta, che va condotta fino
alla fine: noi avanziamo miliardi di euro per questi anni
CROCETTA, presidente della Regione. C'è l'accordo e questa cosa
finisce.
FONTANA. Speriamo che l'accordo ci sia veramente e si chiuda
questa pagina, perché ci darà la possibilità di potere non solo
sopravvivere, superare questa fase di grande difficoltà,ma potere
riorganizzare ancora meglio la sanità in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questo
articolo - che è stato anche discusso in Commissione Bilancio' -
allora entrando nel merito sembrava una cosa positiva, perché, di
fatto, noi sottraiamo quasi 72 milioni dal bilancio per spostarli
al fondo sanitario, quindi è chiaro che dà una disponibilità
maggiore al nostro bilancio ed alle nostre risorse. Però, noi
omettiamo di dire che contemporaneamente, da tanti anni, noi
abbiamo una percentuale a carico del nostro bilancio rispetto alle
altre che del 42 per cento è passata al 49 per cento. In termini
finanziari ed economici questo significa quasi 800 milioni in più
che noi paghiamo. Altro che 72 milioni Avremmo 700-800 milioni a
nostra disposizione per risanare e mettere nel bilancio alle
entrate, per potere effettuare le spese.
Però, qui c'è un dato politico che io voglio evidenziare. Qui c'è
una maggioranza che si è presentata in Aula chiedendo di approvare
questo articolo, contemporaneamente c'è un esponente di spicco
della maggioranza di questo Governo, che è il Presidente della
Commissione Sanità , che ha detto chiaramente questa cosa non si
può fare, ha dichiarato che questo articolo non si può approvare.
Ora, questo Governo non può venire in Aula e chiedere
all'opposizione di salvare una maggioranza che non c'è. Se in
questa maggioranza ci sono dei dubbi, se in questa maggioranza non
sono disponibili ad approvare questo articolo ne devono trarre le
conseguenze; né tanto meno, onorevole Dipasquale - la prego,
ascolti, lei che adesso è in maggioranza, ascolti - adesso non
potete venire qui a chiederci di votare questo articolo, con una
velata minaccia. La prego si calmi, onorevole Dipasquale, non si
agiti così, che cosa sta difendendo, perché si agita? Cosa sta
difendendo la sua coerenza? Mi dica di cosa sta parlando
DIPASQUALE. E' lei che se ne è andato Lo faccia fare ad un altro
l'intervento Non faccia questa figuracce
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la invito ad ascoltare
l'intervento dell'onorevole Rinaldi. Prego onorevole, prosegua il
suo intervento.
RINALDI. Signor Presidente, l'onorevole Dipasquale mi provoca,
quindi le devo chiedere, non so di quale coerenza stia parlando
Ed allora, dicevo questo Governo deve essere coerente con se
stesso, se c'è una maggioranza che non è d'accordo ad approvare
questo articolo, ne prenda le dovute conseguenze, non può
certamente chiedere a noi e all'opposizione di votare un
emendamento ed un articolo su cui loro non sono d'accordo. Se non
c'è la maggioranza e l'articolo viene bocciato, ne prendo le dovute
conseguenze e ce ne andiamo a casa, anzi liberiamo la Sicilia da
questo Presidente della Regione che politicamente, purtroppo, ha
dimostrato di essere quello che è.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dal punto di
vista del merito dell'articolo non voglio entrare, perché è chiaro
che è norma di chiusura per far approvare il bilancio, perché se
manca una cifra di questa rilevanza evidentemente non riusciamo a
chiudere il bilancio, quindi ci arrampichiamo sugli specchi.
Mi limito solo a dire che dall'inizio di questa legislatura, che
ogni volta abbiamo portato in Aula, avete portato in Aula, e avete
approvato mutui di importo sempre maggiore, perché con questi mutui
dovevamo risolvere tutti i prestiti in corso e tutte le rate in
corso, evidentemente questi mutui non finiscono mai. Però, qua
voglio richiamare l'attenzione dell'assessore Baccei e degli uffici
su una - secondo me - non troppo felice formulazione dell'articolo,
perché quando voi dite a decorre dall'esercizio finanziario 2016
per il finanziamento delle quote residue di capitale di interessi
del prestito , io mi auguro che le rate scadute siano già state
pagate e, quindi, non è necessario inserire per le rate a scadere
da , se sono state già pagate il problema è risolto.
Ed allora, però, mi permetto di specificare, per rendere
quantificabile l'impegno, perché voi parlate dell'importo della
rata annua di euro x , e questo è determinato, però ha autorizzato
l'importo di una quota , questa risulta indeterminata, basterebbe
aggiungere di una quota di pari importo relativo ai . . Perché,
questo, credo che sia necessario indicarlo per evitare ogni
problema ed ogni dubbio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, noi su
questo emendamento o su questa norma del Governo rimaniamo
profondamente scettici comunque.
Rimaniamo scettici per varie ragioni. Sotto un profilo tecnico,
che è quello se possiamo pagare spese correnti con il Fondo
sanitario, con una quota di Fondo sanitario ancorché rate di mutuo,
perché è una rata di mutuo.
Il problema qual è? Lo voglio dire all'assessore Gucciardi.
Assessore, noi, sotto un profilo tecnico, siamo scettici perché
riteniamo che il Consiglio dei Ministri potrà fare - sotto un
profilo finanziario - delle eccezioni. Eccezioni che, già,
l'assessore Baccei, in apertura, aveva esplicitato ma che noi
avevamo anticipato in Commissione Bilancio . Attiene ad un altro
problema.
L'altro problema è quello del livello delle prestazioni sanitarie
che noi garantiamo. Noi stiamo sottraendo 127 milioni di euro alle
prestazioni sanitarie che la Regione siciliana dovrà erogare ai
cittadini siciliani.
Qualche giorno fa abbiamo approvato la norma della Centrale di
committenza, ed abbiamo preso un milione di euro sempre dal Fondo
sanitario. Io ho ritirato un mio emendamento però, anche qua, sono
un milione di euro e, oggi, 127 milioni di euro che noi sottraiamo
ai siciliani nell'erogazione delle prestazioni sanitarie ed
ospedaliere che possiamo non offrire. Diamo qualche prestazione in
meno negli ospedali, diamo qualche prestazione in meno nei
territori: sottraiamo comunque qualcosa.
Allora noi, qua, la domanda che vogliamo rivolgere, anche
all'assessore Gucciardi è quella di comprendere questi 127 milioni
di euro in che cosa incidono? A che cosa li stiamo sottraendo,
nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza sanitaria? Noi
su questo - voglio dire che è un fatto politico - vorremmo avere
delle rassicurazioni.
Sotto il profilo tecnico-finanziario, assessore Baccei, i nostri
dubbi, purtroppo, rimangono e speriamo che i suoi dubbi siano alla
fine fugati da una non impugnativa centrale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi su questo
articolo io ho presentato un emendamento di soppressione. Lo
mantengo e chiederò il voto segreto. Perché, veda, assessore
Baccei, il senso di responsabilità che noi abbiamo fino adesso
dimostrato, la sua maggioranza ha fatto tutto il contrario.
Le ricordo che hanno votato a favore dell'abolizione del tetto
degli alti dirigenti delle società partecipate - e questa è la loro
spending review - ; hanno votato, ieri sera, un emendamento per la
sanatoria degli alti burocrati, che lei mi aveva promesso che si
sarebbe trattato in un disegno di legge a parte. Invece, ieri,
Crocetta le ha fatto presentare un emendamento, come Governo, e lo
ha aiutato per la spending review. Cioè, ha fatto cose poco serie
nei confronti di un Governo che sta cercando di lavorare per
portare una finanziari in porto.
E poi, non parliamo dei diritti che ha eliminato a pensionati che
per vent'anni avevano avuto la pensione integrativa e che questo
Governo, per la spending review, ha tolto.
Io a questo tipo di politica non ci sto, e alla paura che se cade
questo emendamento ce ne andiamo a casa
Invito i colleghi che fanno opposizione e che presentano la
mozione di sfiducia, questo è un articolo in cui se vanno sotto, se
ne vanno a casa, ce ne andiamo a casa e finalmente ci liberiamo di
un Presidente che è poco serio.
Veda, onorevole Fontana, lei è contento quando sente che ci sono
da spendere altri 67 milioni. Ma per chi si spendono questi 67
milioni? Si spendono per i soliti noti, per il potere forte, non si
spendono per le categorie deboli. Io non ci sto e, quindi, manterrò
l'emendamento soppressivo e chiederò il voto segreto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
abbiamo assistito da qualche ora agli interventi che si sono
susseguiti sulla parte favorevole e sulla parte contraria.
Dobbiamo dire con molta onestà che l'articolo 7 se fosse stato
discusso all'inizio di questa finanziaria, così cronologicamente,
penso che non ci sarebbe stato alcun problema ad approvarlo perché,
bocciato questo articolo, questi 60 milioni successivi non si
sarebbero potuti recuperare. Perché mi pare che l'assessore Baccei
abbia detto chiaramente in apertura, e dopo la discussione
generale, che poco c'era da fare sul movimento delle somme nei vari
capitoli e nell'articolato generale della finanziaria.
Abbiamo recuperato, abbiamo fatto un fronte comune su poche
migliaia di euro o centinaia di migliaia di euro in tutti gli
articoli che abbiamo discusso nei giorni precedenti, oggi siamo al
capolinea.
Questi 72 milioni, che la Regione recupera, già sono 10 per cento
di questi 600 milioni della compartecipazione, per cui oggi è
impossibile.
Io ritengo che il settore della sanità, che è stato il sacco di
questa Regione per molti anni e per molti lustri, abbia ripreso un
percorso virtuoso con l'attuale Assessore e col programma che già
da qualche anno nel recupero delle somme si sta attuando. Perché
era impossibile, e quasi orribile direi, assistere ancora a delle
piante organiche nelle varie aziende di due unità complesse nello
stesso ospedale, nel caso specifico Siracusa, ma è così in molte
altre aziende.
Per cu,i oggi abbiamo assistito ai pro e ai contro, ma siamo,
obtorto collo, costretti ed obbligati ad approvare questo articolo,
perché diversamente non potremmo andare avanti e avremmo inficiato
tutto il lavoro fatto prima; fermo restando che c'è questo handicap
della compartecipazione dei 600 milioni, ma questi 600 milioni io
ritengo che già con questo articolo recuperiamo il dieci percento,
e già è qualcosa.
D'altra parte, il recupero e la discussione sulla base che
l'assessore Baccei dovrà andare a fare e a dialogare con Roma per
attivare le procedure delle ulteriori somme necessarie per questa
finanziaria, passano anche attraverso il buon senso e
l'approvazione di questo articolo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
Per fatto personale
1155/A.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà essendo stato citato nel corso di più
(La seduta, sospesa alle ore 17.25, è ripresa alle ore 17.26)
interventi.
La seduta è ripresa.
DIGIACOMO. Signor Presidente, Governo, chi vi parla è un
personaggio politico carico di limiti e di difetti; però,
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A4.14.
francamente, se ce n'è uno che non ho è quello di una non buona
padronanza della lingua italiana.
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
Nel mio intervento, visto che devo fare l'interprete delle mie
ritirarlo.
stesse parole, io ho detto in premessa che ci sarebbe stato
senz'altro il mio voto a favore di questo articolo, che l'articolo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
è un articolo difficile, non per mia interpretazione ma per sua
Si passa all'emendamento A4.15.
interpretazione assessore Baccei che ci ha prospettato un
itinerario molto periglioso, ed io non ho fatto altro che fare mia
FALCONE. Chiedo di parlare.
questa oggettiva difficoltà.
Poi, ho invitato a risolvere il problema della compartecipazione
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
una volta per tutte. E siccome noi non siamo, come penso che non
siamo tutti dal punto di vista della onestà intellettuale e
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
politica di cui ognuno di quelli che siamo qua dentro mi può essere
non so se la Presidenza lo vorrà mantenere o meno, però a me
da maestro - io potrei essere alla fine - però vi assicuro che a
interessava porre un principio e le spiego qual è: nel 2011 sono
questi brillanti risultati che hanno dato il pareggio del bilancio
stati finanziati, con l'articolo 38 di cui prima, tutta una serie
sanità con un lieve avanzo per quattro esercizi consecutivi non
di opere, chiese e piccole altre opere di altro genere,
sono stato il primo ad ottenere questi risultati, li ha ottenuti la
sostanzialmente relative ad enti di culto.
Commissione, l'Aula, ma non sono stato l'ultimo e non accetto
Cosa è successo? Nonostante queste opere avessero avuto il parere
lezioni da nessuno.
favorevole, avessero sostenuto l'intera istruttoria degli uffici,
Sono stato uno che, come voi, ha concorso a raggiungere obiettivi
ad un certo punto il Presidente Crocetta ha inteso annullare con
che nessuno pensava che potessimo raggiungere quando ci sedevamo al
un colpo di penna tutti questi procedimenti che legittimamente
tavolo massiccio, che solo il nome dà un senso di pesantezza e di
avevano superato i vari pareri di legittimità.
inamovibilità, dove eravamo considerati un popolo pezzente, un
Noi, oggi, cosa vogliamo fare con questo emendamento che, tra
popolo canaglia, che non avrebbe mai ottemperato agli impegni
l'altro, Presidente, c'è un errore non è la Parrocchia di
presi. Ce l'abbiamo fatta E se noi abbiamo oggi un minimo di
Belpasso, ma il capitolo che si vuole finanziare, che si vuole
memoria storica perché un popolo che non ha memoria ha scarso
incrementare, è il capitolo 504440 che dice questo: è per la
presente e non ha futuro. Questo atto di richiamo, assessore
manutenzione straordinaria per la Parrocchia Corpus domini nel
Baccei, ad alzare la testa e a sedersi a guardare gli occhi alla
Comune di Belpasso, per la manutenzione straordinaria della Chiesa
pari lo sa a chi lo dobbiamo pure? Lo dobbiamo a Lucia Borsellino,
San Pietro nella frazione di Saponara a Messina, per la
che ha anche oggi una buona soluzione di continuità con l'assessore
manutenzione straordinaria e restauro conservativo del Santuario
Gucciardi e per dare un richiamo di non utilizzare i fondi sanitari
della redenzione nel Comune di Antillo a Messina, la manutenzione
come una sorta di bancomat, perché è una cosa un po' delicata.
straordinaria della Chiesa santuario Letto santo nel Comune di
Assessore Baccei, non è colpa mia se non è passata nella
Santo Stefano di Camastra a Messina, la manutenzione straordinaria
conferenza Stato-Regioni, una cosa che credo debba essere
della Chiesa San Giuseppe Sita in Via Vittorio Veneto a San
approfondita, cioè che i soldi della sanità possono concorrere
Michele di Ganzaria a Catania, per esecuzione del progetto di
anche ad altre parti di bilancio. Non la faccia a me questa
consolidamento e restauro, l'adeguamento impiantistico interno alla
discussione, non lo imputi a me.
Parrocchia del santuario Santa Maria di Ognina a Catania, per
Veda, alla Conferenza Stato-Regioni parli con Renzi, parli con
l'esecuzione del progetto di restauro dell'affresco del fonte
tutti quelli che hanno determinato questo vincolo, non sono
battesimale della Chiesa San Michele Arcangelo di Grammichele in
certamente io, non ci sono scoperchiature di vasi di Pandora se
provincia di Catania.
sotto il coperchio non c'è qualcosa.
In questo capitolo e per questa otto opere vi era un fondo
Quindi, io per primo confermo il mio voto a favore di questo comma
dedicato; questo fondo è stato sottratto.
e non voglio essere frainteso ed invito anche l'Aula ad un senso di
Allora, noi vogliamo porre un principio, vogliamo dire o il
responsabilità, non sono di quelle persone che lanciano la macchina
Governo accoglie questo emendamento che assegna 400 mila euro e
a 150 all'ora sapendo che il burrone è da lì a qualche centinaia di
consente così che queste opere possano essere finanziate, oppure il
metri. Ho dato voce a quello che pensava tutta l'Aula. Nessuno mi
Governo deve dirci come intende spendere quei 20 milioni di euro
rimproveri della mia onestà intellettuale, l'abbiamo pensata tutti,
dell'articolo 38, cioè se il Governo intende dare priorità per
per rimanere qui, per chiudere questa esperienza governativa dalla
tutte quelle opere che erano già in itinere o se, invece, vorrà
maggioranza all'opposizione, con qualche sversatura di auto
finanziare altre cose, cose che vengono uscite dal cilindro
conservazione, c'è tutto in questo voto ed è ipocrita non
all'ultimo momento.
ammetterlo.
Chiediamo un impegno sulla procedura, su una procedura di
Io ho dato voce, ho dato un richiamo rispetto, come dire, ad un
legittimità, su una procedura ordinata, su una procedura che tenga
incitamento. Siamo nelle condizioni di sederci autorevolmente per
conto degli interessi legittimi e trasparenti.
avere quello che ci tocca.
Assessore Baccei, glielo voglio dire, ma lei mi può rimproverare
PRESIDENTE. La questione è stata correttamente posta, in ordine
se io come cittadino siciliano, non come parlamentare, mi sento
all'esigenza di comprendere la destinazione dei Fondi ex articolo
umiliato. Un miliardo e quattro però te ne do trecento, poi te ne
38 perché si tratta di fondi statali e non possiamo incrementare,
do altri duecento, poi se fai il bravo altri seicento . Anche per
tecnicamente, con fondi regionali nostri; mi sembrerebbe assurdo.
una questione di carattere io vivo questa cosa come una
Credo che, in un'altra seduta, il Governo potrà accogliere la
mortificazione, me ne vuole fare un torto? E' un limite della mia
richiesta di avere chiarezza su come si spendono i Fondi dell'ex
azione politica
articolo 38.
Questo ho voluto dire nel mio intervento e non concedo a nessuno
di travisare il senso delle mie parole
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
l'emendamento A4.15.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti A4.16 e A4.17, a firma degli onorevoli
Falcone ed altri. Li dichiaro improponibili.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A4.18, a firma degli onorevoli Di Mauro,
Greco G. e Lombardo.
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla Amministrazione Attività produttive .
Si passa all'emendamento A4.19, a firma degli onorevoli Di Mauro,
Greco G. e Lombardo. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A4.20, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
1132/A e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.20.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
1132/A e nn. 1133-1155/A
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A4.20.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
GUCCIARDI, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, fosse stato soltanto per mettere in equilibrio i conti di
(Si procede alla votazione)
questa manovra, io credo che l'Assessore per la salute avrebbe
dovuto esprimere un giudizio negativo.
Dichiaro chiusa la votazione.
E non credo, anzi sono certo, che la verità non è in questo
articolo, quello della necessità di mettere in equilibrio i conti
Risultato della votazione
di questa manovra, ma semplicemente in questo rapporto dialettico,
Assessore Baccei, fortemente dialettico, con lo Stato che in questi
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
mesi c'è stato e c'è, non soltanto per quanto riguarda i rapporti
segreto:
di natura rigorosamente finanziaria, ma anche per quanto riguarda i
rapporti tra l'Assessorato della salute e i Ministeri competenti,
Presenti e votanti 57
mi riferisco in particolare al MEF ovviamente e al Ministero della
Maggioranza 29
Salute.
Favorevoli 25
In tutto questo c'è un metodo che è cambiato ed è un metodo che
Contrari 31
non vuole, non accetta, non accetterà mai - lo dico con grande
Astenuti 1
rispetto per tutti i colleghi che hanno parlato, che ho ascoltato
con grande attenzione come sono solito fare, perché da ciascuno
(Non è approvato)
cerco di ottenere, di perfezionare quella che è un po' la mia idea
sui singoli temi e sulle singole problematiche di questa Regione -
PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, onorevole Turano; l'onorevole
dicevo, che il metodo che stiamo utilizzando è quello di non
Picciolo non c'è.
apparire più come la Sicilia stracciona o, peggio, canaglia che va
a Roma con il cappello in mano.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, facciamo una riunione di
Noi abbiamo intrapreso da anni un percorso virtuoso in tanti campi
maggioranza?
a partire da quello della sanità della salute e in questa
lunghissima, dolorosa e sofferente traversata del deserto che
PRESIDENTE. Onorevole Greco, non è un problema di maggioranza o di
parte dal 2007 - lo ricordo a me stesso - ognuno, ogni siciliano,
opposizione, vorrei capire cosa vogliono fare. Io svolgo il mio
ognuno di noi, ognuno di voi ci ha messo qualcosa. Per cui, a
ruolo come lo svolge lei
fronte di un comportamento rigorosamente virtuoso, pretendiamo che
dallo Stato ci siano comportamenti analoghi di rispetto di quelli
FORMICA. Vergogna
che sono i percorsi virtuosi che questa Regione da tempo ha
intrapreso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche
Questa è la ragione per cui dopo un rapporto dialettico - il mio
minuto.
amico Alessandro Baccei -sorride, un rapporto dialettico intenso,
tra l'Assessore per la salute, l'Assessore per l'economia e
(La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa alle ore 17.38)
l'intero Governo, di un Assessore che voleva capire perfettamente
cosa stavamo facendo, l'Assessore per la salute ha votato in Giunta
La seduta è ripresa.
questo articolo perché, per la prima volta, e poi dirò il resto,
stiamo provando ad incassare noi qualcosa in più dallo Stato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Capogruppo del Partito
Il Presidente della Regione lo ha spiegato con precisione, questi
Democratico.
127 milioni che in questo momento sono a totale carico del bilancio
della Regione, cioè a totale carico dei cittadini siciliani, finora
ANSELMO. Grazie Presidente. E' chiaro che, alla luce delle ultime
sono stati a carico dei cittadini siciliani, fino all'esercizio
votazioni, è indispensabile un chiarimento, per cui chiedo, a
2015. Da questo momento stiamo provando a spostarne il 50 per
questa Presidenza, il rinvio della seduta a domani.
cento, tanto è la compartecipazione dello Stato al fondo sanitario
regionale, il 50 per cento
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Scusate, c'è una richiesta di rinvio motivata per un
GRECO Giovanni. Li spostiamo sul piano delle consulenze legali
fatto politico, non credo si possa
GUCCIARDI, assessore per la salute. ...il 50 per cento sul
FALCONE. Chiedo di parlare.
bilancio dello Stato, cioè alleggerire il bilancio della Regione
del 50 per cento di rata di mutuo e di interessi.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Ma dicevo, se fosse soltanto questo, non sarebbe una ragione
sufficiente per votare questa norma e la prudenza e la serietà di
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che anche
chi rappresenta questa Regione ha portato a proporre il comma 7,
noi constatiamo lo stato di imbarazzo del Governo, della
dell'articolo 5, come illustrato in apertura dall'Assessore per
maggioranza; nostro malgrado, pur volendo continuare, perché
l'economia.
diciamo che questa finanziaria va approvata il 29 febbraio, onde
Cioè, nel senso che non ci siamo fermati semplicemente ad un
evitare un ulteriore slittamento ed un ulteriore esercizio
articolo che in qualche modo ci consente di fare le cose di cui
finanziario dinanzi alla richiesta del Presidente del Gruppo
abbiamo parlato, ma il comma 7, dell'articolo 5, che regola proprio
parlamentare del Partito Democratico, onorevole Anselmo, ci
questi rapporti con lo Stato, dice espressamente: Nel caso in cui
rimettiamo, ne prendiamo atto e diciamo che è una responsabilità
il risultato di gestione del sistema sanitario regionale relativo
che il Governo si sta assumendo.
ai conti consuntivi del 2016 e 2017 accertati in sede di verifica
annuale da parte dei competenti tavoli tecnici derivante da
(Vive proteste in Aula)
ulteriore onere ( ) qualora dovesse essere negativo, la Regione
assicura la copertura del relativo disavanzo .
CIACCIO. Chiedo di parlare.
Noi non siamo più la Regione stracciona. Noi ci presentiamo allo
Stato con i conti e anche la coscienza a posto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Noi diciamo allo Stato che qualora ci dovesse essere un disavanzo
nei conti della sanità, nonostante i calcoli fatti in maniera
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco la
puntuale dagli uffici e dai dipartimenti, la sostenibilità
richiesta del Presidente del Gruppo parlamentare del Partito
finanziaria dell'articolo 7, noi abbiamo messo una norma di
Democratico, ma questa, in sé, è irrispettosa nei confronti
salvaguardia che sarà approvata - mi auguro - da quest'Aula, in
dell'intero Parlamento; non è possibile dopo che veniamo screditati
sede di approvazione dell'articolo 5 di questo disegno di legge,
giornalmente dalla Stampa e siamo presenti, per la prima volta devo
nella misura in cui ci dovesse essere un risultato negativo della
ammettere che il Parlamento è presente, solo perché la maggioranza
gestione del fondo sanitario regionale, la Regione siciliana fin da
è assente si chiede di rinviare. Ma con quale coraggio? Venite in
adesso si impegna a saldare questo disavanzo negativo.
Aula, discutete, se non siete in grado andate a casa
Per cui lo Stato può stare tranquillo, noi non bariamo e teniamo i
Siamo contrari.
conti a posto. Per il resto, non credo che sia giusto, Presidente,
sono state dette tante cose e io credo che vadano dette almeno due
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
di cose; questa traversata del deserto di cui ho parlato e che è
certamente merito di tutti noi, di tutto voi, merito dei siciliani,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
non può portarci a polemizzare ancora una volta, vi prego, sulla
questione dei concorsi, che io preferisco chiamare reclutamento del
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
personale.
assolutamente contrario alla richiesta di rinvio formulata dal
La Regione siciliana in questo momento è la Regione più avanti
Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico.
rispetto all'applicazione del cd. Decreto Balduzzi . Lo abbiamo
Non mi pare che quest'Aula abbia bocciato emendamenti di chissà
fatto tutti insieme, con la collaborazione di questo Parlamento e,
quale portata, l'Aula ha bocciato un emendamento per spostare 12
per esso, attraverso la Commissione VI, i parlamentari e i
mila euro da un capitolo dell'economia ad un capitolo di spese di
commissari della Commissione sanità di questa Regione?, l'abbiamo
viaggio dell'assessore per le Attività produttive.
fatto con percorsi assolutamente velocissimi, con percorsi
Se fosse stato un incidente di percorso più robusto anch'io avrei
virtuosi, e non rendiamo giustizia e non diciamo grazie alle decine
compreso la drammaticità del momento ma, insomma, qua abbiamo 12
di migliaia di operatori sanitari, con qualunque profilo rivestano
mila euro, se mettiamo 200 euro ciascuno, con 18 mila euro,
all'interno del servizio sanitario regionale, che in questi anni
contribuiremo a fare partire l'Assessorato alle Attività
hanno lavorato sodo e spesso, a fronte di un'insufficiente
produttive.
dotazione organica.
Presidente, andiamo avanti.
In sei mesi, da agosto, da quando la Commissione VI ha espresso il
parere favorevole sulle linee guida, abbiamo lavorato sodo e oggi
FORMICA. Chiedo di parlare.
siamo pronti ad immettere nel servizio sanitario regionale nuove
unità di personale, e non polemizziamo più, perché è una propaganda
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
assolutamente inutile, sulla sostenibilità. Voi sapete benissimo
che il tetto di spesa per il personale è di 2 miliardi e 635
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero abituato, in
milioni è fissato dallo Stato, risale al 2004 ed è un tetto ormai
altri tempi, quando accadeva che le maggioranze avevano le
anacronistico perché nel frattempo il mondo è cambiato ed è andato
momentanee difficoltà legate al - lo dico in dialetto -, chi c'è
avanti.
pi mia , e quando accadevano queste cose c'erano le difficoltà
Inoltre sapete bene che, per legge della Regione, l'unico motivo
momentanee delle maggioranze che, all'improvviso, si liquefacevano,
di decadenza ex lege dei Direttori generali è quello di portare le
oppure, sempre all'improvviso, si ricomponevano; ma ero anche
proprie Aziende in disequilibrio economico-finanziario, quindi non
abituato, Presidente, e penso anche lei, che almeno si mantenesse
c'è nessun rischio, nessun problema. Ci sarà il reclutamento del
la forma, nelle richieste, per uscire da queste situazioni
personale, perché l'entrata in vigore, il 25 novembre, della legge
imbarazzanti.
n. 161 del 2014 sui turni di lavoro, non ci consente di fermarci in
Ora, lei, non può consentire, a mio avviso, Presidente, che,
questo senso, e quindi siamo adesso pronti ad immettere nuove unità
rispetto ad una richiesta generica, c'è un problema e sospendiamo
di personale e siamo pronti a stabilizzare, secondo le leggi dello
l'Aula, a fronte di un'Aula, per una volta devo dare ragione
Stato, quelli che sono i lavoratori a tempo determinato del
all'onorevole Ciaccio, che è piena, è al completo, rispetto a
servizio sanitario regionale, che già oggi sono pagati dal servizio
difficoltà che, poi, sono incomprensibili visto anche la portata
sanitario regionale.
degli emendamenti che sono stati approvati o bocciati di volta in
Quindi altro che disequilibrio, noi parliamo di conti
volta, a sospendere sic et simpliciter l'Aula o a rinviarla con
assolutamente a posto e dobbiamo dare segnali di fiducia a quello
questa motivazione veramente di basso profilo perché inaugureremmo
che il servizio sanitario regionale ha fatto, non possiamo sempre
un percorso ed una stagione molto, ma molto, sui generis non
descrivere questa Sicilia stracciona, questo sistema che non
rispettando più alcuna regola e dando ragione a quanti continuano a
funziona. Chi ha letto le cronache nazionali sa benissimo dei
non fidarsi, ed hanno ragione a questo punto, del lavoro delle Aule
problemi che in questo momento, da Aosta alla Sicilia, ci sono nei
parlamentari.
pronto soccorso, proprio perché l'entrata in vigore di questa
Questa maggioranza, se c'è, batta un colpo e, comunque, cerchi di
legge, che deriva da un'infrazione che purtroppo a livello di norme
essere all'altezza del minimo indispensabile e dell'impegno che le
comunitarie aveva commesso il nostro Paese negli anni passati, oggi
viene chiesto: stare in Aula per l'approvazione di leggi
ci ha messo in linea, e noi siamo pronti per far sì che gli
fondamentali quali sono bilancio e finanziaria. Altrimenti,
operatori sanitari non debbano più soffrire con turni davvero
Presidente, come facciamo a far passare il concetto ed il principio
massacranti, ma con nuove unità di personale che si introducono
che qua si lavora per cercare di migliorare la situazione?
all'interno del sistema. Presidente, questa è una norma di
Non lo possiamo far passare, Presidente, quindi, la invito a
razionalizzazione di spesa, non vogliamo tenere in equilibrio
continuare.
nessun conto, e la centrale unica di committenza, di cui qualche
collega ha parlato prima, va esattamente in questa direzione:
PRESIDENTE. Scusate, ho l'esigenza di sentire i Presidenti dei
attraverso la centrale unica di committenza, che in pochi mesi,
Gruppi parlamentari in separata sede per capire il percorso e, per
dalla delibera di dicembre ad oggi, grazie anche all'opera
il rispetto di tutti gli altri parlamentari che non sono
incessante del Ragioniere generale, è stata messa in campo ed è
capigruppo, l'Aula riprenderà alle ore 18.00, quindi, sospendiamo
pronta ad entrare a regime, pronta operativa e che, peraltro, per
per non oltre un quarto d'ora.
circa l'ottanta per cento si occuperà di risorse del fondo
Spostiamoci nella Sala lettura. I Presidenti dei Gruppi
sanitario regionale, oltre due miliardi e mezzo di euro sono
parlamentari, insieme ai rappresentanti del Governo, mi seguano.
risparmi che, a regime, andranno a ricadere a vantaggio del fondo
sanitario regionale, con investimenti importanti e ulteriori che
(La seduta, sospesa alle 17.45, è ripresa alle ore 18.00)
potremmo fare in questo campo.
Allora nessun taglio è stato effettuato sul fondo sanitario
La seduta è ripresa.
regionale: semplicemente razionalizzazione di spesa. Venivamo da
oltre 300 milioni di mobilità passiva. Siamo a 160 milioni, che
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Anselmo. Dopo la
gridano vendetta E stiamo lavorando perché questi 160 milioni
Conferenza dei Capigruppo, onorevole Anselmo lei insiste nella sua
vengano abbattuti: potremmo costruire un ospedale all'anno con 160
richiesta?
milioni di mobilità passiva, che sono poi, tradotti in termini
etici, i viaggi della speranza' dei nostri concittadini.
ANSELMO. No, signor Presidente, ritiro la richiesta di rinvio a
Sono stati quasi tutti firmati dall'Assessore e approvati dalla
domani.
Giunta i decreti di approvazione degli atti aziendali delle
dotazioni organiche; tanti sono stati notificati.
PRESIDENTE. Andiamo a pagina 24.
E finalmente abbiamo potuto protestare - e concludo Presidente -
Si passa all'emendamento A4.21, a firma dell'onorevole Giovanni
nei confronti di un autorevole quotidiano nazionale, che aveva
Greco.
paragonato le reti tempo-dipendenti - mi riferisco soprattutto alle
Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento A4.21?
reti STAM e STEN, parlo dell'emergenza neonatale e materna - ci
avevano paragonato all'Emilia Romagna signor Presidente, e noi
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
abbiamo protestato. Noi siamo più avanti dell'Emilia Romagna in
queste reti
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.22, a firma dell'onorevole
E allora lo dobbiamo rivendicare, perché è un risultato di questo
Giovanni Greco.
Parlamento ed è un risultato di tutti coloro che si sono succeduti
Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento A4.22?
e hanno sofferto per raggiungere questi risultati. Dobbiamo
guardare a testa alta e senza pietismo altre Regioni. E se
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
certamente oggi, nell'erogazione dei LEA?, siamo l'ottava Regione
di questo Paese e la prima del mezzogiorno - Lazio, Puglia e
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.23, a firma dell'onorevole
Campania comprese - certamente non è merito soltanto di chi vi
Giovanni Greco.
parla, ma è merito di tutti coloro che in questi lunghi anni hanno
Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento A4.23?
fatto la loro parte per raggiungere questi risultati.
E allora io credo che questa norma, che è messa peraltro in
GRECO Giovanni. Lo mantengo.
sicurezza dal punto di vista finanziario dal comma 7 dell'articolo
5, oggi possa essere votata. Proviamo a recuperare a questo nostro
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Parere del Governo? No,
fondo sanitario e a questo nostro bilancio della Regione questi
scusate, l'emendamento è improponibile. Capitolo vincolato.
oltre 60 milioni, che derivano dallo scaricare il 50 per cento del
Si passa all'emendamento A4.24. Manca la copertura.
mutuo sulle casse dello Stato e alleggerire il bilancio della
Si passa all'emendamento A4.25.
Regione di tutto questo. E se in tutto questo, poi, possiamo
produrre e possiamo considerare tutto quello che è stato fatto una
BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.
base di partenza per una sanità davvero all'altezza delle Regioni
più avanzate del nostro Paese, questo ben venga. Naturalmente si
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
potrà raggiungere soltanto con l'aiuto di tutti voi.
BACCEI, assessore all'economia. Non ha copertura.
PRESIDENTE. Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi
all'articolo 7, ai sensi del Regolamento interno si pone ai voti il
PRESIDENTE. Lo dichiaro improponibile.
mantenimento del testo dell'articolo 7. Pertanto lo pongo in
Si passa all'emendamento A4.26. C'è una verifica sull'emendamento
votazione.
A4.26.
Mi interessa sapere il parere della Commissione e del Governo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, desidero intervenire per richiamare
l'attenzione dei colleghi del Nuovo Centro Destra che presentano un
emendamento, riguardante la rubrica dei Beni culturali, per levare
i soldi per la custodia dei beni culturali e metterli per gli scavi
archeologici.
Forse gli scavi archeologici li possono fare con i fondi europei.
Ma chiudere oggi i beni culturali della custodia dei musei
significa realmente un assurdo.
Lo chiedo ai colleghi del Nuovo Centro Destra perché l'assessore
mi pare che sia il loro riferimento. Mi pare un autogol. Soltanto
questo.
PRESIDENTE. Scusate, l'onorevole Vinciullo che è il primo
firmatario.
FONTANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.27. C'è un problema di
copertura.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. No, Presidente. La copertura l'abbiamo verificata.
Mi permetto di dire che abbiamo verificato la copertura per cui i
soldi andrebbero presi dalla ricapitalizzazione.
Questo Parlamento ha già votato contro le ricapitalizzazioni di
tutte le società partecipate di questa Regione che diventano un
buco nero in cui i soldi dei siciliani vanno a finire senza alcun
profitto per la Regione.
Allora, poiché tra l'altro questo capitolo ha ben 4 milioni di
euro, noi riteniamo invece che sia molto più importante rimpinguare
il capitolo che riguarda la conservazione del restauro dei beni
monumentali naturali che l'anno scorso aveva una capienza di un
milione e cinquecento mila euro e poi è diventato un milione e
ottocento mila euro.
Quindi, mettere un milione di euro significa ridare dignità al
nostro patrimonio.
Per cui su questo preannuncio anche il voto a scrutinio segreto.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il
ragionamento dell'onorevole Falcone è da contestare in radice, lo
dico perché ho modo per impoverire il patrimonio delle società
partecipate. Deve essere il Governo a decidere se chiudere una
società o meno. Se si ha una società e la si costringe a portare
libri in tribunale, certamente si depaupera il patrimonio di quella
società.
Quindi io vorrei chiedere all'onorevole Falcone, che ha tanto a
cuore il patrimonio della Regione, di rivedere la sua posizione per
permettere al Governo di utilizzare il capitolo per le
ricapitalizzazioni e fare assumere la responsabilità politica al
Governo di decidere quale società salvare e quale non salvare.
Se noi togliamo i soldi impoveriamo il valore delle società che,
non potendo essere ricapitalizzate, sono costrette a chiudere i
battenti. Il che significa che se c'è qualche società che ha un
certo appeal economico, se non può essere ricapitalizzata dovrebbe
essere chiusa o svenduta, e questa è una cosa che secondo me non
possiamo permettere.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che
siamo stati in Commissione bilancio tanti giorni, credo una decina,
a discutere sui capitoli di bilancio, a discutere sulle misure
finanziarie. Ora, pensare di togliere risorse ad un capitolo che ha
un suo significato e una sua importanza, e che riguarda
sostanzialmente la possibilità di ricapitalizzare alcune società -
per altro credo se non ricordo male nella finanziaria c'è qualcosa
che riguarda la società che ha sede nel porto di Termini Imerese -
le altre risorse che ci sono vanno lasciate in questi capitoli
perché nel corso dell'anno possono esserci necessità di questo
tipo.
Presentare questi emendamenti nel corso dei lavori dell'Assemblea
e senza avere una conoscenza adeguata di quali possono essere le
conseguenze nel sistema delle società e quindi nel obiettivo, e il
loro obiettivo è quello della prosecuzione, credo che possa essere
rischioso. Quindi su questo emendamento inviterei l'onorevole
Falcone se lo può ritirare o quantomeno soprassediamo e più avanti,
attraverso un approfondimento degli uffici, ci rendiamo conto se
questa somma appostata in questo capitolo di bilancio è una somma
che ha un suo significato, un suo valore e una sua importanza.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura onorevole
Falcone. In questo capitolo 4 milioni: 2 e mezzo li abbiamo
utilizzati per Riscossione Sicilia in Commissione bilancio. I soldi
sono stati riutilizzati per altre finalità nel maxi emendamento.
FALCONE. Non sono i dati che abbiamo noi, allora forniteci la
documentazione corretta.
BACCEI, assessore per l'economia. 1.074 milioni sono per impegni
già assunti con l'Agenzia delle Entrate nel 2012 per l'acquisizione
di quote di Riscossione Sicilia, per cui rimangono sul capitolo 450
mila euro.
PRESIDENTE. L'emendamento A4.28 è improponibile onorevole Falcone.
Si passa all'esame dell'emendamento A429.
Onorevole Greco lo mantiene o lo ritira?
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento A4.30 è improponibile.
Si passa all'emendamento A 4.31. E' una riclassificazione di
capitoli. E' un fatto tecnico.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.31.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutini
segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
dell'emendamento A 4.31.
Regolamento)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto palese nominale.
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
(Si procede alla votazione)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 7.
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale.
Risultato della votazione
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
pulsante bianco.
segreto:
Dichiaro aperta la votazione.
Presenti e votanti 59
(Si procede alla votazione)
Maggioranza 30
Favorevoli 24
Dichiaro chiusa la votazione.
Contrari 34
Astenuti 1
Risultato della votazione
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Infatti stiamo andando avanti. Si passa all'emendamento A 4.32
Assessore, c'è copertura?
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
FALCONE. Chiedo di parlare.
Favorevoli 49
Contrari 19
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Astenuti 4
FALCONE. Signor Presidente, Governo, colleghi, l'emendamento A
(E' approvato)
4.31 non ha refluenza. E' una riclassificazione dell'Assessorato
della famiglia, cioè erano degli spostamenti di interventi per cui
Si passa all'articolo 6 che era stato accantonato.
possiamo tranquillamente andare avanti, dimostriamo ulteriormente
Si passa all'emendamento 6.6 a firma degli onorevoli Clemente,
la fragilità del Governo e della maggioranza, la quale maggioranza
Cordaro, Grasso, Gennuso.
ha fatto un tentativo di fuga. Possiamo andare avanti.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Infatti stiamo andando avanti. Eravamo all'emendamento
A 4.32.
L'Assemblea ne prende atto.
TURANO. Ritiro l'emendamento A 4.32.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1 soppressivo dell'intero
articolo 6.
PRESIDENTE. L'emendamento A 4.32 è ritirato.
Si passa all'emendamento A 4.33.
LENTINI. Chiedo di parlare.
TURANO. Ritiro l'emendamento A 4.33.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. L'emendamento A 4.33 è ritirato.
LENTINI. Signor Presidente, intervengo solo per confermare che ho
Si passa all'emendamento A 4.35. Assessore c'è la copertura?
votato favorevolmente all'articolo 7.
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura sui fondi
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto e invito gli uffici a
globali.
mettere a verbale che l'onorevole Lentini ha dichiarato di avere
espresso voto favorevole.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamento A 4.88, A 4.86. Li dichiaro
improponibili.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
Si passa all'emendamento A 4.36, manca copertura. Lo dichiaro
improponibile.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Si passa all'emendamento A 4.34. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento A 4.37. Lo dichiaro improponibile.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
Dichiaro l'improponibilità sulla base delle indicazioni che
sull'articolo 6 c'era una riscrittura della Commissione che
provengono dal Governo.
riguardava alcune parti che erano state votate in Commissione
bilancio stralciate e rinviate in III Commissione, approvate dalla
RINALDI. Chiedo di parlare.
III Commissione e rinviate alla Presidenza.
Lei poc'anzi sulla richiesta della Commissione, assieme agli
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
uffici, ha detto che era inammissibile perché inammissibile era
stato quello del Governo e probabilmente perché era un troppo lungo
RINALDI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, desidero
anche.
chiedere all'Assessore, visto che sono stati dichiarati
Ovviamente, signor Presidente, la parte aggiuntiva di cui parliamo
improponibili, se ha provveduto comunque a fare un emendamento per
riguardava l'anticipazione di due obiettivi tematici su start up e
inserire i finanziamenti destinati ai ciechi e ai sordomuti. Se c'è
incubatori di sviluppo locale e la eleggibilità della spesa.
comunque un finanziamento previsto.
Due norme, dicevo, una riguardava l'attivazione di misure
concordate peraltro con l'assessore Lo Bello, gli obiettivi
BACCEI, assessore per l'economia. Nella finanziaria.
tematici 2 e 3, in considerazione che la Regione poi insegue sempre
progetti sponda per dimostrare che ha fatto spesa. L'altro
RINALDI. Li ha inseriti adesso, ha fatto l'emendamento?
emendamento era l'eleggibilità della spesa a partire dal 31
dicembre 2014.
BACCEI, assessore per l'economia. Sì.
Ovviamente quando una norma non è sponsorizzata bene né dal
bisogno, né da interessi particolari, alla fine naufraga dentro una
RINALDI. Quindi c'è una copertura?
commissione, e se riesce a sopravvivere da questi passaggi della
commissione, poi c'è un tribunale inappellabile che è lo scranno
BACCEI, assessore per l'economia. La copertura in base alle
dove lei siede, signor Presidente, assieme ai suoi uffici, che
indicazioni che ha dato la Presidenza e i ciechi e sordomuti, come
pensano a togliere ogni speranza anche a ipotesi che non siano di
richiesto dalla Presidenza, sono stati enucleati all'interno
materia ordinaria in una finanziaria.
dell'articolo 23 ed hanno uno specifico stanziamento che è quello
Non sono qua per rivendicare l'ammissibilità dell'emendamento, ma
che è uscito dalla Commissione bilancio sostanzialmente.
per rammaricarmene lo faccio con l'assessore Lo Bello. La
difficoltà, nonostante l'onorevole Faraone all'esterno, ci dice che
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A38 a firma dell'onorevole
non parliamo mai di ricercatori universitari, di start up, di
Greco.
incubatori di impresa, di incubatori dello sviluppo locale, la
norma perché era troppo lunga, ma le norme ???? devono dire qualche
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
cosa, possibilmente vanno oltre le tre righe. Quelle brevi sono
quelle che finanziano la tabella H o altro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A39 a firma dell'onorevole
Ovviamente sono qua non per .
Greco.
Posso dire una cosa?
Sono infastidito dall'onorevole Greco che è irrispettoso nei
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
confronti dei colleghi
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A40, non c'è copertura mi
risulta. Lo dichiaro improponibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, e in particolare onorevole Greco,
Si passa all'emendamento A41. E' ritirato.
vi invito ad ascoltare l'intervento del collega, onorevole
Si passa all'emendamento A42 a firma del Governo.
Panepinto e a prendere posto ai banchi.
Il parere della Commissione?
PANEPINTO. all'ascolto dell'onorevole Greco, ma nemmeno ad essere
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
disturbato. Cosa voglio dire? Chiuderemo questa Finanziaria fra
Favorevole.
qualche ora. Ovviamente il momento clue sarà su quella che, non so
quale sinonimo immaginare è la tabella H, dove ci sono cose molto
serie, dai consorzi di ricerca, alla Core, all'Associazione
Regionale Allevatori e tanto altro. Mi rammarico invece Presidente
che lei, che metterà assieme ai suoi uffici e all'ufficio di
Presidenza la norma in un testo molto antico, somiglia al Corano o
alla Bibbia, che è la legge per lo sviluppo, che in questo
Parlamento significa semplicemente l'aborto di tutto ciò che non ha
avuto la fortuna di trovare padrini adeguati per passare nelle
Commissioni. Mi rammarico del fatto che due norme, più alcuni commi
aggiunti dal Governo alla fine finiscono, diciamo al solito, nella
legge successiva, quella dello sviluppo. Erano due le norme che
aiutavano l'impresa sulla cosiddetta eleggibilità della spesa che
aveva elaborato l'onorevole Di Giacinto, ed un'altra norma che
avevo elaborato io assieme all'Università di Palermo per anticipare
- ed era d'accordo l'assessore Lo Bello, che per altro aveva
lavorato in tal senso. Per cui semplicemente un rammarico e per
fare sapere all'onorevole Faraone - e lo dico a chi in questo
Parlamento lo rappresenta - che purtroppo le startup, o incubatori
dello sviluppo locale o altro, non ci potranno essere. Non perché
non c'è qualcuno che non le ha presentate, ma perché - il Governo
ovviamente ha presentato una norma, non si è speso così tanto poi,
per mantenerla e per difenderla di fronte alla Presidenza - però,
mi rammarico, che quella norma non andrà da nessuna parte. Non mi
rammarico. In questa Finanziaria così importante ho fatto il
segretario d'Aula per accompagnare il Presidente del Gruppo nella
tenuta dei numeri. Ma, voglio dire, provo fastidio quando,
regolarmente, nelle norme che considero oggettivamente importanti e
non siano come usano gli inglesi palermitani caviglie , non
possono trovare fortuna in questo Parlamento. Per cui dobbiamo dire
- lo dico al mio amico Faraone - che per quanto riguarda i
ricercatori universitari, per quanto riguarda le Startup
sull'innovazione, per quanto riguarda gli incubatori dello sviluppo
locale, in questo Parlamento non possono trovare spazi, perché pur
girando tutte le Commissioni e pur avendo esito favorevole alla
fine c'è questo diciamo scanno così importante, di cui nutro il
massimo rispetto, e con la timidezza del Governo che non consentono
che ci sia accesso di norme che possano essere in sintonia con il
pensiero dell'onorevole Faraone.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, le norme di cui lei parla sono
già state stralciate dalla Presidenza, sono state trasferite per il
parere in Commissione. La Commissione ha espresso parere favorevole
e sono già trasferite al disegno di legge stralcio che sarà
esaminato.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, mi perdoni, io credo che bisogna avere anche
rispetto per il Parlamento e per le Commissioni che lo
rappresentano. Noi, scusi onorevole Panepinto, la prego
Noi abbiamo avuto delle norme stralciate, rinviate in Commissione
di merito, perché si era detto - così mi è sembrato, perché mi sono
precipitato a convocare la Commissione di merito - dicendo che
quelle che erano state approvate in Commissione Bilancio, senza
essere passate dalle Commissioni di merito, venivano rinviate alle
Commissioni di merito per potere essere approvate.
Lo abbiamo fatto il giorno stesso dell'inizio della discussione in
Parlamento ed è stata approvata all'unanimità, praticamente senza
discussione. Ora il problema, io non so qual è il pensiero del
Governo, il problema di questa norma - da quello che ho capito, non
è una norma mia, ma l'abbiamo ritenuta tutti valida - è quello che
se non si inserisce questa norma in sviluppo Sicilia, cioè nella
norma finanziaria, Sviluppo Sicilia, per tutte le norme che abbiamo
inserito o che inseriremo in finanziaria, non avrà più la
possibilità di esistere.
E questo, a mio avviso, è un problema molto serio, perché noi con
la norma sulle start up abbiamo dato o si darebbe la possibilità
ai giovani, alle giovani imprese, di avere una norma di riferimento
a cui aggrapparsi.
Io credo però - come si diceva ieri - che ci vuole rispetto per
il Parlamento: se la norma doveva essere già stralciata dal
Presidente dell'Assemblea non vedo perché è stata fatta pervenire
di nuovo in Commissione per il parere di merito.
Ci è stata fatta pervenire e abbiamo dato il parere di merito per
consentirne l'inserimento in finanziaria.
Io non credo ai despoti ma credo che in questa finanziaria o nella
conduzione di essa vi sia stato l'onnipresenza - e non voglio dire
altro - di un Presidente che deve pur decidersi, se è stata data la
possibilità perché abbiamo fatto un lavoro inutile; se doveva
essere stralciata non doveva essere nemmeno rinviata alla
Commissione di merito.
Questi momenti di gloria, che passeranno, io credo che non
servano, specialmente quando si ha l'interesse collettivo.
Mi si può dire qualsiasi cosa, caro Presidente - e mi riferisco
anche a qualche personaggio - io non ho presentato nessun
emendamento in nessuna norma per evitare che si possa dire: sto
facendo la difesa dell'interesse generale di un organismo regionale
che deve poter sopravvivere solo con questa norma che è una norma
non nell'interesse o che regala soldi ma è una norma che dà la
possibilità a questo ente di fare l'assistenza tecnica in virtù di
nuove iniziative che sono importanti per la Sicilia.
Non mi piace che l'onorevole Panepinto abbia fatto riferimento a
personaggi esterni a questa Assemblea, a me quello che interessa
capire è: bisognava riportarla in Commissione e se le abbiamo
riportate perché lo abbiamo fatto? Questo è il punto.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ritorna a
chiedere alla Presidenza la trattazione dell'emendamento che questa
mattina abbiamo proposto.
Nel caso che lei Presidente non voglia prendere questa decisione o
comunque la decisione è negativa, se può in qualche modo
accantonare questo articolo in maniera tale che venga proposto
all'attenzione dei Capigruppo. Perché l'insistenza della
Commissione, signor Presidente?
Perché nei commi 5, 6 e 7 si affronta il problema delle
rendicontazioni delle spese europee, infatti nel comma 5 noi
prevediamo che i soggetti privati beneficiari di regime di aiuto
titolare di progetto non concluse alla data del 31.12.2015 e che,
quindi, dovrebbero restituire le risorse alla Comunità europea e
che alla data di entrata in vigore della norma, di cui al presente
articolo, non abbiamo già rinunciato al finanziamento concesso,
possono presentare all'Ufficio regionale o all'organismo intermedio
competente una domanda di proroga al 30 settembre 2016 con
copertura finanziaria esclusivamente con risorse proprie, cioè non
si restituiscono le spese documentate, si concludono i lavori con
spese del titolare dell'incarico, del progetto, invece al comma 6 e
7 noi cosa prevediamo, la possibilità per gli enti locali di poter
completare le opere, perché il problema vero quale è che al momento
ci sono incagliati 100 milioni di euro tra comuni, ex province e
anche scuole per essere chiari, che a suo tempo ebbero la
possibilità di utilizzare questi fondi, se non passano questi due
sub emendamenti è chiaro che noi ci troviamo di fronte a una
difficoltà gravissima da parte degli enti locali, di poter
concludere i lavori che hanno intrapreso, tanto è vero che i comuni
più volte sono venuti in Commissione bilancio, l'assessore Baccei
ha partecipato ad una di queste riunioni, c'era la richiesta da
parte dei comuni di poter appunto proseguire i lavori, per questo
motivo Presidente nel caso lei lo ritenesse giusto, opportuno, le
chiedo di accantonare l'articolo 6, di sottoporre questo
emendamento a tutti i capigruppo, se tutti i capigruppo sono
disponibili a discuterlo lo mettiamo all'ordine del giorno, se i
capigruppo non sono disponibili a metterlo all'ordine del giorno,
in questo caso la Commissione lo ritira.
PRESIDENTE. C'è l'onorevole Salvatore Cascio che chiedeva di
intervenire nella qualità di Presidente della I Commissione
sull'ordine dei lavori, ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo sull'ordine dei lavori perché mi associo alla richiesta
che ha sollevato il Presidente Laccoto della III Commissione, qua
noi dobbiamo essere chiari sul modus operandi, e come dobbiamo
procedere perché mi sembra che prima si faccia una cosa, e poi se
ne fa un'altra. Allora io voglio ricapitolare come è questa storia,
questa storia nasce che alla prima seduta d'Aula, il Presidente
Ardizzone ha spuntato alcuni commi e alcuni emendamenti che avevano
passato il vaglio della Commissione bilancio, e non avevano passato
il vaglio della Commissione di merito, e ha detto se se commissioni
di merito si riuniscono tempestivamente e danno parere, li
inseriamo nel testo e li inseriamo per la trattazione, tutte le
commissioni celermente hanno fatto questo lavoro, nel momento in
cui c'era la seduta, contestualmente c'erano le commissioni per
dare parere. Ora è chiaro che in corso d'opera si è deciso di fare
un'altra cosa, di mettere capre e cavoli tutti assieme, di fare una
specie di legge stralcio di cose che avevano passato il vaglio, e
mi riferisco a questi emendamenti, e di cose che erano ex novo,
allora invito il Governo ed il Presidente dell'Assemblea Regionale
per un discorso di buon senso, per le norme che hanno superato il
vaglio della Commissione bilancio, e il parere positivo delle
commissioni di merito, e dico positivo perché il Regolamento diceva
che se noi davamo parere negativo, non poteva essere ripresentato
il Aula, veniva completamente espunto da qualsiasi testo, inviterei
il Governo solo per questi punti a fare un maxi emendamento
riservato solo a questi punti, e riservare tutto quello che non è
passato, o non ha seguito questa procedura alla seduta successiva
della legge stralcio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare sull'ordine dei lavori
l'onorevole Grasso, ne ha facoltà. Ovviamente poi risponderò agli
interventi.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo presentato
un emendamento all'articolo 6, che siccome era un emendamento di
spesa correttamente era stato presentato in Commissione bilancio,
non si è capito perché, perché qui ora bisogna anche capire i
meccanismi dei lavori anche della Commissione bilancio, poi bisogna
capire meccanismi del regolamento rigido che può cambiare o non
della Presidenza, e bisogna capire tante cose, bisogna poi essere
fortunati pure, e allora il mio emendamento era un emendamento
all'articolo 6, è andato a finire fra gli aggiuntivi, mi risulta
che a un certo punto in Commissione bilancio, non so per quale
motivo, qualche cosa che è andato storto a qualche deputato o
componente della Commissione bilancio, si decide che degli
emendamenti aggiuntivi presentati dai deputati potevano diventare
carta straccia, pur se riguardanti temi importanti, e potevano
essere messi nel malloppo degli aggiuntivi.
Per cui, si strozza il dibattito, se non era perché uno approfitta
di parlare e schiacciare un bottone, molti di noi potevano pure non
essere presenti in quest'Aula.
Se voi vi ricordate, l'anno scorso, all'articolo 35 della legge 7
maggio n. 9, si diceva che che l'assistenza tecnica che discendeva
dai programmi operativi sarebbe dovuta essere affidata a Sviluppo
Italia. Io dico che tutti i dipartimenti hanno violato questa
norma, perché non c'è stato nessun dipartimento che ha dato un solo
affidamento a Sviluppo Italia.
Oggi l'assessore Baccei, che a questo tema non è interessato come
non era interessato a quello di Sicilia Servizi, ci dovrà spiegare
e dice: io no posso dare soldi ad una società che è in debito
Glieli abbiamo dati all'interporto
Però l'Aula, facendo uno sforzo immane, con la comprensione della
Presidente dell'Assemblea, perché era giusto così, ha stabilito
ieri un principio. Ha instaurato un principio di carattere
generale, cioè che i lavoratori, piuttosto che finire in un albo di
un'agenzia, dovranno lavorare.
Ora, c'è una violazione di norma da parte dei dipartimenti perché
l'anno scorso avrebbero dovuto, in virtù dell'articolo 35 della
legge finanziaria approvata, dare l'assistenza tecnica a Sviluppo
Italia Sicilia perché non sarebbe oggi in deficit, così come invece
lo è.
Quindi, c'è un'aperta violazione perché, ricordo a me stessa e a
tutti, in convenzione, quando si tratta di affidamenti, sopra
soglia non si può andare E bisogna osservare le disposizioni del
D.L. 163. Quindi, anche per FORMEZ bisogna fare il bando, non di
può andare in convenzione. Questo che sia chiaro, ma lo metteremo
in un ordine del giorno così i dipartimenti ricorderanno bene le
leggi approvate.
Allora se l'unico modo per salvare 18 persone, per salvare le
nostre professionalità - e mi rivolgo a tutti i colleghi deputati,
non sicuramente all'assessore Baccei, perché neanche vuole sentire
su questo argomento, ma il Governo, il Presidente della Regione e
il Governo nella sua interezza, ci dicano se questa società, anche
attraverso le start up che erano state proposte non solo nella
nostra contro finanziaria ma anche dall'onorevole Di Giacinto, da
Panepinto, perché non possono trovare ingresso oggi dopo che un
regolamento aveva stabilito che, se lo norme andavano in
finanziaria, il Presidente Ardizzone gli ha detto sarebbero
ritornate in Aula.
Non si possono cambiare le regole in corso d'opera, perché, se si
cambiano le regole in corso d'opera, si violano i regolamenti
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo ci sono
argomenti che a quest'Aula piacciono tanto, e ci sono argomenti che
preferisce, quest'Aula, ripetere due volte al giorno.
Ieri pomeriggio, verso le 18.00, abbiamo affrontato questo
argomento oggi, alle 14, ci ritorniamo di nuovo. Io, però, vorrei
invitare i colleghi a riflettere un attimo, e ad evitare che, su
argomenti importanti come quello che è stato sollevato dal
Presidente della Commissione, che argomenti importanti diventino lo
strumento per un attacco, più o meno legittimo - io non entro nel
merito- al Governo o alla Presidenza dell'Assemblea.
E' chiaro che ormai il dado è tratto e la soluzione che è stata
indicata è quella che, ieri in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, abbiamo affrontato.
E si è pure detto che, se vi era un consenso unanime dell'Aula, su
un argomento si poteva chiedere di intervenire per risolvere quel
problema. Diciamoci la verità, ieri in Conferenza dei Capigruppo,
non si è trovata unanimità, onorevole Di Giacinto mi aiuti, non si
è trovata l'unanimità.
Pur tuttavia, Presidente, al netto delle valutazioni che sono
state fatte, politiche, più o meno legittime, più o meno
intriganti, più o meno opportune, noi su questo punto abbiamo una
necessità che è quella di evitare, lo dico al danno si aggiunge la
beffa tra parentesi, che addirittura privati cittadini che hanno
ottenuto dei finanziamenti sono costretti a restituire le somme
perché non hanno completato le procedure di rendicontazione entro
il termine previsto dalla legge per un ritardo della Regione. E
questa secondo me è una cosa che io metterei in un elenco diverso
rispetto a tutto il resto. Ci può essere la volontà dell'Aula di
affrontare altri argomenti, ci può essere il desiderio di dare
risposte, ci può essere il desiderio di incontrare categorie ed
essere solerti nell'assicurare l'impegno politico, ma qua con
questa decisione noi causiamo certamente un danno a soggetti che
hanno investito denari propri e che non hanno potuto completare
l'iter di realizzazione del progetto per un'inefficienza dell'ente
pubblico generale, in tutte le sue forme, in tutte le sue
articolazioni, non solo la Regione e i Comuni.
Quindi, io credo che su questo punto, qualora si dovesse trovare
il consenso unanime dell'Aula soltanto per questo pezzo, si può
trovare una soluzione. Se non vi dovesse essere Presidente, io
spero che il prossimo disegno di legge, che è già all'ordine del
giorno dell'Aula, ed è il disegno di legge stralcio per gli
articoli che abbiamo indicato, trovi una corsia preferenziale a
partire da questo argomento. Perché su quel disegno di legge, che
sono 13 articoli, dove onestamente ci sono cose importanti e cose
molto meno importanti, facciamo di tutta un'erba un fascio e non ne
usciamo.
Allora su questo la Presidenza dell'Assemblea dia, per cortesia,
rassicurazioni all'Aula indicando prioritariamente non solo il
disegno di legge ma anche l'argomento da affrontare. Se lo
affrontiamo oggi o lo affrontiamo mercoledì non cambia, ma se non
lo affrontiamo oggi e non lo affronteremo più causiamo un grande
danno.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
posporre il mio intervento al suo, perché volevo ringraziare
l'onorevole Turano per il suo intervento ecumenico di grande
disponibilità, ma è pur vero che in Conferenza dei Capigruppo ieri,
che abbiamo sollevato io insieme all'onorevole Formica e ad altri
capigruppo, ovviamente si era posto un problema di buon senso. E lo
stesso buon senso che riguardava i dipendenti del Comune di Milo,
che riguardava gli sportellisti, che riguarda delle norme che ieri
erano cogenti in concomitanza all'articolo trattato.
Oggi si parla di Sviluppo Italia Sicilia, un Ente della Regione
che ha lavorato male perché secondo me non è stato ben supportato
dagli uffici regionali, è un ente di grandi potenzialità che può
dare soddisfazioni a tutte quelle categorie che si affacciano al
microcredito d'impresa o alle imprese giovanili, allo sviluppo,
agli incubatori sociali. E chiaramente anche questa è una norma di
buon senso.
Quando, quindi, ieri si chiedeva buon senso nella collegialità,
nella condivisione complessiva dei capigruppo e dell'Aula, unanime
diceva ieri l'onorevole Formica nella Conferenza dei Capigruppo,
che supera qualsiasi volontà ostativa, si faceva riferimento
proprio a questo, al buon senso.
Io dico che il buon senso deve accompagnare i lavori di questa
Assemblea, il Governo secondo me in questa vicenda c'entra poco o
nulla, perché credo che se tutti gli assessori e il Presidente
Crocetta venissero interpellati singolarmente darebbero il pieno
appoggio a questa iniziativa legislativa che il Presidente Laccoto
ha appena detto che è passata unanimemente dalla Commissione di
merito, come altre iniziative sono state affrontate dalla
Commissione Bilancio e dalle Commissioni di merito. Per cui ritengo
che quella logica, quel comportamento di buon senso che ha privato
ieri alcune categorie dei lavoratori dell'apporto, del supporto
legislativo di quest'Aula, possa essere dato oggi senza fare figli
e figliastri, ma senza poter tornare indietro perché sugli errori
del passato per evitare di commetterne altri posto che i
Regolamenti con un minimo di interpretazione autentica che l'Aula
all'unanimità è in grado di dare possono superare questi blocchi.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'onorevole Picciolo quando ha detto che Sviluppo Italia ha
lavorato male, volesse intendere che noi come Assemblea, come
Regione, abbiamo utilizzato male Sviluppo Italia Sicilia perché
ricordo che abbiamo dato le commesse che potevamo dare a Sviluppo
Italia, le abbiamo date fuori Sviluppo Italia per cui non è la
colpa di Sviluppo Italia che va male ma è la colpa delle commesse
non date a Sviluppo Italia da parte della Regione Sicilia che fa
andare male Sviluppo Italia.
Signor Presidente, sull'articolo 6 mi permetta di insistere perché
sono stato fra quelli, assieme all'onorevole Panepinto, ad essere
andato dall'onorevole Presidente dell'Assemblea a chiedere che
questa norma così importante che trattava lo sviluppo delle piccole
e medie imprese, la fase di start-up delle piccole e medie imprese,
venisse reinserito perché secondo me era stato un errore
stralciarlo, essendo una norma prettamente economica poteva
rimanere in finanziaria anche senza essere trattata dalla
Commissione di merito. Anche se lunedì scorso il Presidente della
III Commissione ha convocato immediatamente la Commissione ed ha
mandato in Commissione questa norma su indirizzo ben preciso del
Presidente Ardizzone.
Per cui non capisco perché oggi una norma così importante, che
potrebbe far ripartire una serie di imprese, possa essere così
contrastata da parte della Presidenza. Io chiedo che questa norma
possa essere reinserita e la invito, già domani, a trattare questa
norma, perché è una norma di buon senso, è una norma di sviluppo in
un momento in cui la Sicilia non fa impresa.
Non lamentiamoci se poi in Sicilia non si fa impresa, perché in
questo momento non diamo nessuno strumento ai nostri giovani per
poter fare impresa. Rispetto a ciò che ha detto l'onorevole Turano
mi trovo d'accordissimo nel poter dare la possibilità a quelle
persone che in questo momento rischiamo di far fallire per colpa
della Regione a cui non abbiamo dato la possibilità di
rendicontare, non possiamo rendicontare, non solo non abbiamo dato
la possibilità di rendicontare ma rischiamo di farci restituire le
somme.
Poi era stata inserita anche un'altra norma che avevo concordato
col Governo, che c'era la possibilità in virtù di un Regolamento
della Comunità Europea del 2013 di poter rendicontare la spesa
europea a far data dal primo gennaio 2014, anche se il nostro POR è
stato approvato successivamente.
Signor Presidente, la invito eventualmente, così come chiesto dal
Presidente della Commissione Bilancio, di accantonare un attimo
questo articolo, andare avanti con un altro articolo e verificare
con tutti i Capi gruppo se c'è la possibilità di reinserire questo
articolo.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Bacchi, vediamo se ho letto bene ed ho capito bene. Questo articolo
impone una rendicontazione al 31 dicembre 2015 per schematizzare:
pubblici, privati e comuni, aziende pubbliche, private e comuni.
Questo è il mio convincimento, assessore, se noi non rivediamo
questo termine, secondo la logica che lei ha sposato di Cracolici,
fissare un termine ci aiuta, ma indirettamente, anzi creiamo
l'effetto boomerang, perché se oggi dovessimo adempiere al 31
dicembre, nessuno, molti di questi organismi che saranno
interessati dagli effetti di questa norma, saranno nelle condizioni
di rendicontare; a quel punto noi che facciamo? Gli restituiamo i
soldi? Cioè che rapporto creiamo, la confusione più totale
Assessore Baccei? Così si legge l'articolo
Allora, penso che la Commissione sia della mia stessa opinione, se
lei si ferma due minuti o il Presidente lo accantona e si crea un
confronto fra l'Assessore e la Commissione, già abbiamo aiutato,
perché, Assessore, poi non si torna più indietro e ci siamo
incartati noi stessi, quindi è un articolo che impone una data che
poi si ritorcerà contro la Regione.
Fa riferimento alla norma e la norma è che devi rendicontare entro
il 31/12/2015, questo
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dare un
contributo anche sul prosieguo dei lavori.
Visto che da molti colleghi è stato sollevato lo stesso problema e
visto che la Commissione bilancio ha alcuni emendamenti che sono
stati trattati dalle Commissioni di merito e che la Commissione non
ha esitato, le chiederei di sospendere anche per mezz'ora i lavori
o concedere alla Commissione bilancio di riunirsi per poter
analizzare questi emendamenti e poterli apprezzare.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo sull'articolo 6 e mi riferisco in particolare al comma
2, dove autorizziamo il ragioniere generale ad iscrivere nel
provvedimento un accantonamento che riguarda tutta la spesa della
comunità.
Insisto ancora una volta, perchè con il mio intervento voglio dare
la possibilità ai tanti dipendenti delle società partecipate, avevo
presentato qualche giorno fa un emendamento su Sviluppo Italia, che
purtroppo non verrà discusso per le cose ci siamo detti, il
Presidente dell'Assemblea ha ritenuto di ritirare tutti gli
emendamenti aggiuntivi per trattarli successivamente in Commissione
di merito.
Però, colgo l'occasione e rivolgo l'attenzione proprio alle
professionalità che noi abbiamo nelle società partecipate, a
partire da Sviluppo Italia, ma non solo Sviluppo Italia perché poi
c'è altro personale al Ciem, Sicilia Lavoro, anche i tanti della
formazione professionale, dove ci sono veramente persone in gamba
che possono dare una mano d'aiuto per cercare di portare a
compimento la spesa comunitaria, che è tantissima.
Voglio ricordare, ad esempio, che l'articolo, al comma 2, parla
anche dell'agricoltura, che è il settore agricolo dove da
quest'anno finalmente partirà una progettazione che non sarà più
nell'ottica di dare un regalino ai forestali, ma di dare ai
forestali il giusto riconoscimento, con obiettivi seri che sono
proprio i progetti.
Per spendere i soldi della Comunità Europea questo personale, il
personale delle società partecipate, è fondamentale, anche perché
in tutti questi anni hanno avuto la possibilità di formarsi e
formarsi bene, e con l'uscita dei regionali, dei dirigenti, dei
funzionari regionali che andranno in pensione, questo personale
potrebbe essere sicuramente utilizzato affinché possa finalmente
dare un input anche alla Regione, spendendo tutti i soldi.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare
sull'articolo 6.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, solo per dire che si vota l'articolo 6 così com'è,
l'altro emendamento era stato dichiarato inammissibile e rimandato
allo stralcio dal Presidente dell'Assemblea. Per cui si vota così
com'è e sono previste le somme per i forestali e le somme per il
cofinanziamento europeo. C'è poi un emendamento tecnico del
Governo, il 6.11, che risponde a un rilievo fatto dalla ragioneria,
ma che non cambia assolutamente la sostanza dell'articolo.
Semplicemente ci dicevano di non fare più accantonamenti negativi,
ma di rimandare a un allegato speciale. E' semplicemente una
questione tecnica, che non altera la sostanza dell'articolo.
L'articolo quindi rimane tale e quale, prevede i soldi per il
cofinanziamento europeo e per i forestali a valere sull'FSC.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, per chiarezza: il Governo ha
presentato l'emendamento 6.11, che fa parte dell' allegato
emendamenti al disegno di legge, che è interamente sostitutivo
dell'articolo 6. Il Governo lo mantiene?
BACCEI, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. L'emendamento 6.6 è già stato ritirato.
Si passa all'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.11, del Governo.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
l'attenzione dell'assessore Baccei, perché ancora non ho deciso
come votare su questo articolo, quindi io ed il Gruppo parlamentare
di cui faccio parte, abbiamo la necessità di comprendere quale sia,
in buona sostanza, il costrutto giuridico-normativo di questo
articolo, di questa impostazione, in ragione del fatto che i
dipartimenti regionali, per volontà del Governo, hanno deciso di
avvalersi prioritariamente di una società strategica a totale
partecipazione pubblica, che è Sviluppo Italia Sicilia.
E allora, se il presupposto è questo - e il presupposto,
indubbiamente, è questo - anche sotto il profilo dell'assistenza
tecnica - ed era questa la ragione per la quale noi lo agganciavamo
all'articolo 6 - il Governo avrebbe ben potuto, a nostro parere, o
meglio, il Governo e i Dipartimenti regionali devono avvalersi per
l'assistenza tecnica di Sviluppo Italia Sicilia.
Peraltro, Sviluppo Italia Sicilia opera in house providing, dunque
non può andare autonomamente sul mercato per ottenere delle
commesse. E siccome è una società strategica, secondo quanto è
stato affermato dalla finanziaria del 2015, deve essere utilizzata
- altrimenti non avrebbe senso quello che abbiamo fatto negli anni
precedenti - in materia prioritaria dal Governo medesimo.
Ora rispetto a tutto questo, rispetto al fatto che il Formez viene
utilizzato, a nostro parere, impropriamente, perché finisce per
usare fondi nostri che potrebbero, invece, ben essere utilizzati da
una società siciliana, che poi è quello che più importa a me,
assessore Baccei e assessore Cracolici; capisco che a lei dei
dipendenti siciliani non sempre interessa, però Sviluppo Italia
Sicilia ha dipendenti siciliani Non è come il Formez, che arriva,
si prende i nostri soldi e ne fa l'uso che vuole
Allora, rispetto a questa cosa, io non ritengo che questo tema si
possa liquidare con un colpo di inammissibilità. Perché chi lo
liquida così, rispetto a quei lavoratori, e faccio appello -
onorevole Presidente Lupo - alla sua precedente attività di
sindacalista a tutela dei lavoratori, chi ritiene di chiudere
bellamente questo tema, in maniera, a mio parere, errata o quanto
meno superficiale, secondo me sbaglia.
Allora, assessore Baccei, io le chiedo di spiegare - e credo che
sia arrivato anche il momento - qual è la sorte di Sviluppo Italia
Sicilia. Ce lo spieghi Perché poi magari ci convince - mi pare
complicato - e prendiamo atto del fatto che il Governo regionale,
con in qualche modo il benestare della Presidenza dell'Assemblea,
ha deciso di liquidare Sviluppo Italia Sicilia.
Io spero, e credo, di non stare offendendo nessuno. Sono certo,
invece, di stare facendo un'operazione verità, che tutela i
dipendenti siciliani.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.11.
CORDARO. Non mi rispondete?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la risposta è quella che è stata
data ieri più volte, anche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, e che non posso che ribadire.
Tutti gli emendamenti di cui avete discusso, che sono già stati
stralciati dalla Presidenza, sono stati trasferiti ad altro disegno
di legge che è il numero 1133-1155/A Stralcio I. Le Commissioni di
merito hanno già espresso un parere sugli emendamenti trasferiti
alle Commissioni di merito e che non appartengono più a questo
disegno di legge, ma ad altro disegno di legge che è - ripeto - il
numero 1133-1155/A Stralcio I.
Quindi le norme - al di là del merito e dell'importanza che hanno,
e di questo non dubitiamo - devono essere trattate in altro disegno
di legge stralcio, che troverà un iter legislativo rapido, essendo
ciò peraltro, come prevede il Regolamento, nella disponibilità
della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, che il
Presidente Ardizzone ha già annunciato volere convocare presto.
Questo è il punto.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati,
approfitto della dichiarazione di voto per rispondere all'onorevole
Cordaro.
Posso impegnarmi, per la parte che riguarda le competenze del mio
Assessorato, di fare in modo che Sviluppo Italia, così come è stato
nella precedente programmazione, sia un partner fondamentale per
l'attività di assistenza tecnica per quanto riguarda il nuovo PSR.
Chiaramente il tutto - ricordo - compatibilmente alle norme e alla
possibilità di rendicontazione perché nella precedente attività di
programmazione c'è stato un problema sulla fattibilità per alcune
figure del riconoscimento dei requisiti per essere rendicontati ai
fini comunitari.
Detto questo, ho interesse come lei, non oggi che sono al Governo,
ma anche ieri, da semplice deputato, che Sviluppo Italia Sicilia
non chiuda.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati, voglio
approfittare per informare l'Aula che l'Assessorato dell'istruzione
e della formazione ha con Sviluppo Italia Sicilia un rapporto di
assistenza tecnica per uno dei segmenti importanti della nostra
attività.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, credo che la dichiarazione
dell'assessore Marziano sia importante.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho verificato prima anche con l'assessore Lo Bello che
sta affidando delle commesse a Sviluppo Italia Sicilia, come
organismo intermedio del FSR, per cui c'è l'impegno, mi sembra,
degli assessori ad assegnare delle commesse a seconda di quelle che
sono le competenze di Sviluppo Italia Sicilia.
Volevo solo richiamare l'attenzione sull'importanza di questo
articolo che ci consente, da un lato, di avere risorse per i
progetti di dissesto idrogeologico e, quindi, per dare, nell'ambito
di questi progetti, ai lavoratori forestali per circa 60 milioni e,
dall'altro lato, ci permette di cofinanziare la spesa comunitaria
europea e, quindi, di fare investimenti nella Regione, per cui
questo articolo è estremamente importante, venendo meno,
chiaramente, ci sarebbero problemi sia per i progetti di dissesto
idrologico e, quindi, per i lavoratori forestali, che per
cofinanziare la spesa europea.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.11 del Governo. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà fra un'ora
esatta.
(La seduta, sospesa alle ore 14.33, è ripresa alle ore 16.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devono ancora essere approvati gli
articolo 1, 5, 22, 23, 33 e, a seguire, gli articoli 90, 91, 92 e
93 che sono le norme finali.
Con un po' di buona volontà potremmo completare oggi entro le
20.00, altrimenti rinviamo a domani pomeriggio.
Si riprende l'esame dell'articolo 33, precedentemente
accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
di riscrittura 33R, che è in distribuzione.
Invito gli assistenti a distribuirlo.
Sospendo brevemente la seduta in attesa del Presidente
della Regione.
(La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, ai fini procedurali,
essendo stato presentato un emendamento di riscrittura, rimangono
in vita soltanto gli emendamenti soppressivi perché se viene
approvato l'emendamento di riscrittura, decadono tutti gli altri.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
uomo della pace.
Assessore Bacchi, si ricordi, prendo la parola e dico sempre le
cose per come le penso, nella mia follia. Poco fa sono venuto a
chiederle un parere, non ne faccio mistero e le dico cosa penso.
Noi dobbiamo salvare certamente Riscossione Sicilia, però il mio
cuore, ma penso il cuore di tutti i parlamentari, è volto alla
salvaguardia di tutti i lavoratori, quelli di Riscossione Sicilia,
perché no, o di Sviluppo Italia Sicilia, per portare un esempio.
Ora, siccome abbiamo detto a tutti che facciamo una norma ma ci
rivediamo più tardi e definiamo i rapporti, assessore Bacchi, a
tutti abbiamo detto così, sui forestali, su tutti abbiamo detto che
facciamo la norma fra due mese, fra tre mesi, fra quattro mesi;
allora, io dico, riconoscendo l'importo complessivo che voi avete
quantificato in undici milioni e novecento a Riscossione Sicilia,
nulla vieta di dire che sono sempre undici milioni e novecento,
però ora ti do qualche cosina in meno e a riequilibro ti ridò la
parte rimanente, e con quelli che non ti do ora, do ossigeno ai
dipendenti, alla Società Sviluppo Italia e Sicilia e rimandiamo
anche per loro con un comma aggiuntivo, blindando anche questo
articolo.
Quindi un intervento volto a Sviluppo Italia Sicilia, un
intervento di saggezza che il Parlamento adotta per tutti.
Onorevole Panepinto, poco fa abbiamo assistito alla direzione
regionale del PD; lei cercava Faraone e pensavo fosse in Aula.
Siccome l'argomento è delicato, lo vorrei ripetere, io sono per
salvaguardare i novanta dipendenti di SE.RI.T, di Riscossione
Sicilia, sono anche per riconoscere gli undici milioni e novecento,
sono anche, però, come si è fatto con i comuni, come si è fatto con
tutti per dire oggi si fa una pausa ed aiutiamo con quella poca
disponibilità che sono questi undicimilioni e novecento, ci
rivediamo per il riequilibrio e diamo una speranza anche ai
lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, quindi questa è la mia
proposta.
Io non sono per fare né prese della Pastiglia né niente, solo
abbiamo aiutato tutti, certamente non c'è disponibilità in
bilancio, però così l'escamotage si può trovare.
LOMBARDO. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, siamo
arrivati all'ottavo giorno di trattazione di queste leggi di
stabilità e con grande fatica penso che il Governo ed i colleghi
abbiano dato dimostrazione di volere portare avanti questa norma.
Io vorrei essere molto chiaro con il Governo, con il Presidente
Crocetta e con l'Assessore Baccei. In questi giorni, da quando,
giustamente ricordava il Presidente Ardizzone, si è discusso per la
prima volta di Riscossione Sicilia, sono circolare tante voci e
tante riscritture. Tante riscritture e tante voci che si sono
rincorse in merito al destino e al futuro che si vuole dare a
questa società.
Ora, che sia chiaro, a parte la posizione di alcuni componenti
dell'opposizione che hanno manifestato legittimamente, anche con
degli emendamenti presentati, una posizione che ritengo sia alla
luce del sole, che ritengo sia legittima, che il gruppo di Forza
Italia ha voluto portare avanti e che sia corroborata da studi e da
argomentazioni validissime alle quali io, che non mi vedono
favorevoli a queste argomentazioni. Dall'altro vi è, Presidente
Crocetta, affinché lei lo sappia, ma lei lo sa bene, vi è in questo
momento un ginepraio di posizioni all'interno della sua
maggioranza. Un ginepraio all'interno del quale, a distanza di
quattro giorni dalla prima trattazione di questo articolo, ancora
non si è venuti fuori perché è circolata la voce che vede smentita
di questa riscrittura, di una trattativa successiva a questa
erogazione di fondi con Equitalia, è circolata la voce di parte
della maggioranza che vuole una bocciatura e una fine e una morte
di Riscossione Sicilia.
E allora, Presidente Crocetta, su questo bisogna mettere una
parola chiara non basta l'emendamento, che vedrà il mio voto
favorevole, perché la mia posizione non l'ho cambiata.
Occorre che il Governo, in modo chiaro, dica che questi soldi,
questi undici milioni servono a fare, da qui ai prossimi due anni,
queste cose che facciano uscire Riscossione Sicilia dal pantano in
cui si trova.
Serve che il Governo prenda una decisione chiara e una posizione e
dica - una volta e per tutte - che una volta che questo Parlamento
si avvia ad uno sforzo economico notevole, questo non verrà
vanificato nei prossimi novanta giorni con una trattativa, che
possiamo dire sotterranea, con Equitalia.
Questa è una posizione compatta di Parlamento e Governo e ci vuole
una posizione chiara.
Alla luce di questo, Presidente, siccome con i voti segreti si
sono fatte tante operazioni legittime come da Regolamento di
quest'Assemblea, chiedo che vi sia una chiarezza su questo.
Invito i deputati a non celarsi dietro il voto segreto ma a dire,
in modo palese, chi è a favore della soppressione chi è contrario,
anche perché - è l'ultimo invito che rivolgo ai miei colleghi - le
posizioni personali, e lo ribadisco con forza, di certi presidenti
di CDA che oggi ci sono e domani no, non augurando ovviamente nulla
di che, verranno rimossi da questi CDA oppure rimarranno per i
prossimi dieci anni.
Una cosa è l'ente e la sua utilità in favore del popolo siciliano,
altra cosa - da distinguere in modo chiaro, netto e separato - sono
le posizioni avventate e irresponsabili, perché, Presidente
Crocetta, questo ce lo dobbiamo dire
Il clima qui dentro è stato avvelenato appositamente da posizioni
irresponsabili che lei, che rappresenta la proprietà Regione
siciliana all'interno di Riscossione Sicilia, doveva rimuovere in
modo chiaro e limpido, hanno avvelenato il clima su Riscossione
Sicilia.
Vorrei, pertanto, Presidente Crocetta, da lei, in quanto massimo
rappresentante di questa Istituzione una posizione chiara sulle
persone e sull'ente, in modo tale che questo Parlamento possa
votare in modo limpido e chiaro sulla rinascita o sulla morte
definitiva di questo ente.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, facciamo intervenire i colleghi
parlamentari. L'onorevole Lombardo ha invitato, sostanzialmente, a
votare palesemente. Sono stati presentati degli emendamenti
soppressivi. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Greco, sarebbe
interessante sentire prima l'onorevole Greco.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. La ragione della riscrittura
attiene a dinamiche che riguardano le posizioni emerse fra i
partiti all'interno dei medesimi.
E' chiaro che la riscrittura si rendeva necessaria per evitare.
Considero l'eventuale soppressione non di Riscossione Sicilia ma
di una possibilità della potestà della Regione siciliana in materia
di riscossione di tasse, il più grave atto all'autonomia regionale
che si è potuto infliggere dalla costituzione dello Statuto
speciale.
Non la considero una questione strettamente politica, di
sottotono, per cui si può prescindere che d'ora in poi non sarà più
la stessa la Sicilia, se passa un emendamento.
Ci sono poi le questioni di buon senso.
GRECO Giovanni. Ne ha poco perché non ha difeso i Deputati Ha
permesso che ci dicessero che siamo criminali
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Greco, io non lo so.
Sarebbe il caso - considerato che è espressione di un partito
autonomista - che un po' si interroghi sulle cose che dice.
Il tema è questo.
Ritengo che questo sia un dato assolutamente un vulnus non
copribile, ognuno si assume le responsabilità politiche di fronte
alla storia della Sicilia di questo vulnus. Poi c'è un tema che
riguarda il management, la governance, non si decide, non si fanno
delle scelte strutturali su una società sulla base della
valutazione di chi in via transitoria si trova ad occupare una
posizione. Una posizione con toni che in parte hanno messo in
imbarazzo non solo il Governo ma lo stesso Presidente della Regione
che è finito persino in elenco come tutti gli altri di quasi
evasori che non è vero
Andiamo avanti: quindi è inutile che mettiamo in piedi questa
questione perché su questo dobbiamo essere Scusate siccome io
voglio dire delle cose serie, stiamo discutendo del futuro della
Sicilia Se non ci rendiamo conto di questa gravità allora possiamo
capire bene che stiamo scherzando
GRECO Giovanni. Ci auguriamo che le si dimetta
CROCETTA. Onorevole Greco, però ascolti: non approfitti troppo
della mia pazienza Perché io interrompo il mio intervento se lei
continua a tenere questo stile. Perché normalmente in questi casi
si chiede l'allontanamento dall'Aula
GRECO Giovanni. Addirittura
CROCETTA, presidente della Regione. Ma lei che pretende che mentre
io faccio il mio intervento in Aula lei senza chiedere la parola mi
può interrompere?
PRESIDENTE. Onorevole Greco, evitiamo dibattiti, facciamo svolgere
l'intervento al Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Io ritengo, quindi, che noi
dobbiamo approfondire, affrontiamo la questione con chiarezza. Se
noi volessimo essere onesti, noi dovremmo dare meno soldi sulla
spesa corrente perché è inutile in assenza di un oggettivo piano di
risanamento e di un disegno strutturale sulla società dare spesa
corrente che viene assorbita subito. Però io valuterei se non è
necessario invece incrementare i soldi che diamo alla
capitalizzazione per evitare che fra un mese ci troviamo, non
abbiamo il tempo neanche di presentare il piano e quindi di
portarla al ciclo migliore riducendolo sulle entrate, perché non ha
senso dare un solo centesimo se poi la società la si vuole fare
fallire Per essere chiari, per fare fallire questo patrimonio e le
risorse della società dai fornitori ora dobbiamo essere onesti e
chiari su questo, perché non può essere neanche un rinvio trucco.
Seconda questione: quindi io apprezzerei gli emendamenti che
dicono aumentiamo le risorse da destinare alla ricapitalizzazione
avendo ridotto sostanzialmente per un periodo necessario a fare la
riforma in bonis la società e destiniamo ad altro e cominciamo a
ragionare del piano di risanamento . La società attualmente
riscuote 480 milioni di euro quindi non è che i famosi 15 milioni
di euro li perde sono perdite senza incassi perché così come è
stata rappresentata nell'immaginario collettivo sembra che la
società non riscuota nulla e ci costa e perdiamo 15 milioni di
euro. Non è così Noi paghiamo 15 milioni di euro, noi perché il
resto se lo paga la società se la perdita è solo quella, per
riscuotere, per avere come Regione e come Stato 480 milioni, quindi
non è che è quella società de copto che non producono nulla Non è
che la perdita sarebbe minore se non ci fosse nessuno che riscuote.
Ma nessuno che non riscuote non c'è. Bene
Andiamo alla questione di chi riscuote: 1) oggi c'è chi dice
trasferiamo ad Equitalia A parte che non si può fare con legge
di trasferire ad un ente, c'è persino l'inammissibilità di un tale
emendamento perché giuridicamente dà una disposizione ad un ente
che non è regionale, è persino un'azienda privata. E, siccome
nessuno può decidere su che cosa deve fare un'azienda privata,
l'articolo di legge che affiderebbe tout court ad Equitalia, in
assenza di un negoziato, di un contratto e di una subordinazione di
Equitalia a questa legge, è un arbitrio. Inammissibile da punto di
vista legale.
Uno può discutere: Vediamo se possiamo affidarla ad Equitalia ,
ma se delibera e legifera su Equitalia sta facendo un abuso di
potere. Inammissibile, in un'economia dove le aziende hanno
un'autonomia.
Non è un ente partecipato della Regione per cui si possa imporre,
questo sì. Uno può dire a Riscossione: Consegnati ad Equitalia .
Questo glielo può dire a Riscossione, ma non può dire ad Equitalia
che deve accettare questo servizio.
Per essere chiaro, quindi, anche nelle impostazioni che abbiamo
avuto su alcuni emendamenti, sono profondamente illegittimi ed
inefficaci, soprattutto.
Noi abbiamo avviamo, in questi mesi, un'interlocuzione, a partire
dall'assessore Baccei, a me stesso, col Governo per affrontare
questa questione che dobbiamo affrontare.
Il deficit di Equitalia deriva da due questioni. Con questo
rispondo anche sulla questione della riduzione delle entrate.
Rispondo all'onorevole Rinaldi che ha posto ieri una questione che
ritengo corretta, per essere onesti intellettualmente.
Quando lui dice: Voi avete preso i soldi per le trombe d'aria,
per i danni in agricoltura dalle entrate, dal trasferimento a
Riscossione. .
Noi li abbiamo presi volentieri, proprio perché riteniamo che dare
dei soldi ad una società, eventualmente che si vuole fornire, sia
sbagliato. Ripeto la questione è credo critica,è l'incremento del
capitale sociale che, a mio avviso, va persino raddoppiato e
ridotto dai trasferimenti. Questo ci permette di avere qualche mese
per avere un piano di risanamento reale ed un nuovo disegno di
legge che viene in Aula.
Altra questione. Siete proprio sicuri che Equitalia non abbia
lavoratori in cassa integrazione? Non abbia provveduto a
ridimensionamenti di organico e licenziamenti, per cui l'utile di
Equitalia deriva da queste azioni?
Bene. Se questa dovesse essere la condizione, e ho più di qualche
ragionevole dubbio che sia questa la condizione per cui si è
arrivato al risanamento, allora, dobbiamo avere chiaro che nessuna
società, che ha personale in cassa integrazione, può assumere i
dipendenti se prima non assume quegli altri, quindi, venendo in
Sicilia, a meno che non nasca un'Equitalia Sicilia, Equitalia in
quanto tale, non potrebbe assumere assolutamente alcuno. Possiamo,
quindi, licenziare 800 lavoratori?
Guardate, se questa è la nuova politica del Parlamento, mi allineo
perché, a questo punto, significa che noi possiamo licenziare 24
mila forestali, 18 mila precari, siccome la questione che, qui, si
è fatta in questi giorni è di senso totalmente opposto, non riesco
a capire perché, in questo caso, l'esigenza di salvaguardare i
lavoratori non sia prevalente rispetto alla necessità, invece, di
fare togliere alla Sicilia il gabelliere, garantendo l'autonomia in
materia fiscale e, invece, che dovrebbe essere ancora più forte e
cogente, si vuole attaccare l'autonomia della Regione siciliana.
Un'altra questione, poi, a proposito sempre dei tifosi di
Equitalia, voglio ricordare che con il semplice trasferimento della
sede legale da Palermo e Catania e L'Aquila, per i dipendenti dello
Stato, lo Stato ci ha fregato qualcosa come 200 milioni di euro
l'anno.
La ragione per cui quelle risorse rimangono in Sicilia è perché
sono riscosse in Sicilia. Perché questo dice lo Statuto.
Domani dovremo rinegoziare con Roma che un ente, che non è
siciliano, ci deve trasferire risorse che sono nostre. E questo ci
indebolisce rispetto alla trattativa che abbiamo con Roma sui
trasferimenti.
I deficit di Equitalia derivano da due semplici spese: sul
bilancio complessivo , che - credo - non sia molto di più lontano
dai 49 milioni di euro, 39 milioni sono spese del personale.
Se questo personale doveva essere licenziato da Equitalia tanto
vale che la facciamo noi la politica di razionalizzazione in nome
di quel sacro furore del profitto che debbono avere le aziende
Che non si applica ad altre partecipate stranamente, non si
applica, per esempio, quando il divieto di assunzione - abbiamo
fatto la solita norma che permette ai forestali di avanzare,
praticamente di incrementare il numero delle ore, che vanifica ogni
processo di pensionamento; uno a tempo determinato se ne va, viene
sostituito da un altro a tempo determinato, per cui il
centocinquantunista diventa a tempo indeterminato, il centunista
diventa centocinquantunista ed il settantunista diventa a
centunista. Per cui, per ognuno che se ne va in pensione, si
raddoppia il costo dei forestali.
Questa norma di spending review non può essere adottata e non sarà
adottata mai. Ed io dico: Bene . Rispetto la volontà di un
Parlamento che fa la garanzia sociale.
In questo caso, invece, gli ottocento sono figli di nn, sono figli
minori perché rispetto ad un Parlamento che, di norma, è sensibile
su questa questione?
La questione seria, non solo .. I 75 milioni di debito in caso di
fallimento che ha Equitalia se li carica Riscossione? I 75 milioni
di debiti di Riscossione se li carica Equitalia o finiscono sul
groppone della Regione vanificando le manovre di sacrifici che
abbiamo imposto al popolo siciliano con questa manovra finanziaria?
Io ve lo dico quale sarebbe lo scenario in caso di fallimento
delle società. Un bando per l'affidamento a privati, perché
Equitalia non può garantire il livello occupazionale perché non lo
può fare, dopo di che due cose avevano i Salvo in Sicilia: il
servizio informatico e la riscossione, che storicamente era in mano
ai privati.
Se si vuole tornare a quella ragione, facciamolo pure, fatelo pure
ma io non posso essere complice di questo, che sia nella
maggioranza, che sia nel mio partito, che ha questo progetto,
oppure più in generale - però dobbiamo essere chiari - ed il debito
con Monte Paschi? Quella famosa operazione che si fece in un
Governo precedente, che non è nemmeno quello immediatamente
precedente, per cui ci si è indebitati - non discuto sulla bontà
perché non voglio ridurre tutto a questioni di polemiche politiche,
sulla bontà o meno delle operazioni - c'era una legge dello Stato
che imponeva che Monte Paschi uscisse da Riscossione. Bene noi
abbiamo avuto, però, il mutuo dalla stessa Monte Paschi per pagare
i debiti a Monte Paschi con un tasso di interessi pazzesco; lo
stiamo negoziando, ci volete dare due o tre mese per mettere a
posto questa società e poter negoziare con lo Stato, ma anche con
la stessa Equitalia ed anche con lo stesso Monte Paschi, condizione
per rendere accettabile. Dopodicchè, se volete che la riduciamo in
Vomes, la società siccome i dipendenti costano 39 milioni di euro,
basta farsene fuori su ottocento, trecento e, da domani, la società
è in attivo, domani mattina.
Possono essere questi i termini? Oppure ci date la possibilità,
anche perchè, parliamoci chiaro, quello che vi stiamo chiedendo è
una proroga di una decisione, una proroga che faccia, che
salvaguardi gli interessi della Regione per potere negoziare bene
con lo Stato.
Imporre a Riscossione Sicilia un reale piano di risanamento, fare
eventualmente gli aggiustamenti necessari sulla governance che
possa garantire anche il Parlamento e la dignità stessa del
Parlamento e fare dei ragionamenti. Non mi pare che questo sia un
discorso .. se poi, invece, volete fare fallire l'autonomia della
Regione siciliana, ripeto, se questo dovesse essere l'andazzo di
questa legislatura, allora, è meglio fermarla.
Informatica ai privati, le tasse ai privati, cosa ci aspettiamo
ancora? Io non posso essere il notaio che assiste al declino dello
Statuto e dell'autonomia siciliana.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'intervento del Presidente Crocetta, credetemi, non dico che sono
tutte bugie, ma la quasi totalità, perché se è vero che lui aveva a
cuore Riscossione Sicilia, all'indomani delle dichiarazioni
dell'avvocato Fiumefreddo, doveva rimuoverlo dalla società, invece
no, invece no. Cominciò ad essere critico quando ha visto che
sull'elenco c'era pure lui.
E, allora, dico, ma questa cifra che appartiene come evasione a
Crocetta, è quella vera? Lo stanno favorendo, non lo stanno
favorendo? Vorrei tutta la verità perché a me è arrivata la
cartella esattoriale di 1.660 euro di un Tfr che, dico, non avevo,
sono un pensionato, quindi, me la fanno alla fonte a me, quindi,
non ho capito perché mi dice che sono un evasore, semmai, è il mio
ufficio a cui devo rimproverare che hanno fatto male i conti. E,
quindi, quale difesa questo Presidente della Regione che si sente
offeso quando lo interrompo nel suo intervento, ma dov'è che ci ha
difeso? Ci hanno chiamato pirati, farabutti.
Vorrei vedere chi voterà contro il mio emendamento soppressivo.
Vorrei vedere i colleghi. Ma credete, proprio, che tutte le cose
che ha detto il Presidente Crocetta rispondono a verità? Se
rispondessero a verità, lui già a monte buttava fuori chi
amministra questa società.
Siccome lui è uno dei più bravi a parlare di società strategiche.
Lo sapete che cosa l'alta volta mi è capitato di vedere in
televisione? All'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte
dei Conti strategicamente, secondo voi, chi gli ha mandato come
rappresentante della Regione? La dottoressa Monterosso condannata a
1 milione e 300 mila euro per danno erariale. E il dottore
Guagliano che è uno di quelli che beneficerà dell'emendamento del
condono sugli incarichi ai dirigenti regionali. Questi li ha
mandati a rappresentare la Regione all'inaugurazione dell'anno
giudiziario della Corte dei Conti. Bella strategia. E la mantiene
ancora nell'incarico Dimenticavo onorevoli colleghi che c'è stata
un' audizione in Commissione Finanza e l'onorevole Vinciullo me ne
può dare atto dove tutti i dipendenti, Presidente Ardizzone i
dipendenti, hanno chiesto di passare ad Equitalia. Quindi, io non
lo so questo pensiero che si prende per il personale l'onorevole
Crocetta. Io sicuramente se ci fosse stato qualche problema per il
personale Presidente non avrei fatto un intervento di questo genere
che sono sempre garante per gli stipendi dei lavoratori.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Presidente io credo che su questo tema sia assolutamente
necessario oltre che utile per arrivare alla migliore soluzione
possibile la presenza del Presidente della Regione. Credo che non
sia soltanto un' esigenza personale, credo che tutti i colleghi,
l'onorevole Alongi annuisce, chiedono che ci sia il Presidente
della Regione. Quindi la invito cortesemente a sospendere per un
minuto perché io desidero rivolgermi al Presidente della Regione,
ho degli argomenti da sottoporre alla sua attenzione e su questi
argomenti vorrei anche delle risposte perché dalle risposte del
Presidente, lo dico francamente, dipenderà il mio voto su questo
articolo. Quindi Presidente la prego di sospendere un minuto e di
chiedere al Presidente della Regione di tornare in Aula.
PRESIDENTE. Accogliendo la proposta dell'onorevole Cordaro,
sospendo brevemente i lavori d'Aula.
(la seduta sospesa alle ore 16.58, è ripresa alle ore 16.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Cortesemente, Presidente Crocetta, se può rimanere in
Aula, anche perché il fumo fa male, lei fuma troppo e quindi esce
spesso dall'Aula, noi teniamo alla salute e quindi la vogliamo qua
in Aula fino al completamento della Finanziaria.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il
Presidente della Regione per essere rientrato in Aula. Avevo
chiesto la sua presenza perché io desidero, assai brevemente, con i
circa cinque minuti che mi sono concessi, ripercorrere, presidente
Crocetta, quella che è la storia recente della gestione di
Riscossione Sicilia.
E' chiaro che se il Presidente della Regione rientra in Aula e
parla con gli assessori e non ci ascolta, è come se fosse fuori. Vi
inviterei, quindi, ripeto, per cinque minuti, ad ascoltarmi.
Il deputato Cordaro è stato tra i fautori, con il contrario avviso
di quasi tutto il centrodestra, di una ricapitalizzazione di
quaranta milioni di euro a favore di Riscossione Sicilia, non più
tardi di un anno e mezzo fa.
Chi parla, dunque, non essendo debitore di Riscossione Sicilia e
quindi non potendo essere annoverato tra i pirati', credo abbia
tutte le ragioni per parlare in maniera serena e scevra da
qualsiasi condizionamento.
Il presidente precedente di Riscossione Sicilia, l'avvocato Lucia
Di Salvo, a differenza di quanto riportato dall'attuale presidente,
ha presentato a questo Parlamento il Piano industriale di
Riscossione Sicilia.
Il presidente precedente ha iniziato in maniera coerente e seria
un programma di spending review, chiudendo molte delle sedi
decentrate con grandi proteste e quindi senza cercare fama o plausi
da parte di questi deputati regionali i quali, poi, per ragioni,
anche legittime, legate ai campanilismi hanno cercato di tenere
aperta la sede di Favara piuttosto che quella di Bagheria.
Chi c'è stato prima di Fiumefreddo, Presidente Crocetta, ha
notificato cartelle di novecentomila euro ai deputati e non è
successo nulla, perché chi lo ha fatto, lo ha fatto in maniera
seria, pacata, consapevole, appropriata, con il rispetto che si
deve alle Istituzioni e al deputato. E questi deputati, in maniera
altrettanto seria, si sono messi a disposizione, seppure avevano
ragione, tanto da avere avuto, poi, modificata questa sentenza che
è diventata, rispetto a quella iniziale, una sentenza di condanna
assolutamente irrisoria.
Allora la domanda che dobbiamo farci, Presidente Crocetta, non è
chi vuole uccidere Riscossione Sicilia, perché le garantisco che in
questo Parlamento nessuno ha idea di uccidere Riscossione Sicilia,
nessuno ha idea di uccidere nessuno. Ovviamente, parlo
politicamente, ma il tema che qui è ricorrente è: chi ha avvelenato
i pozzi, Presidente Crocetta?
Qualcuno ha avvelenato i pozzi, al punto tale da imporre, sotto il
profilo istituzionale, in maniera ineccepibile, al Presidente
Ardizzone di denunziare l'avvocato Fiumefreddo per tutelare la
dignità, il prestigio, l'autorevolezza del Parlamento.
Rispetto a queste cose, - ma nulla di personale e me ne guardo
bene - , io non ho neanche il piacere di conoscere l'avvocato
Fiumefreddo, non è mai capitato di incrociarci né di stringerci la
mano, ma il tema è sicuramente questo, il tema che, oggi, in
quest'Aula si sente che si percepisce è questo: è di un'atmosfera
che qualcuno ha creato mettendosi in bella vista su Le iene
piuttosto che su altre trasmissioni e in momento sociale delicato
nel quale chi di noi vuole camminare per strada a piedi, da quella
sera ha una ragione in più per essere preoccupato, ha la necessità
di capire se il Presidente della Regione vuole assumere un
indirizzo preciso che tuteli il prestigio e la dignità del
Parlamento, oppure no, altro che Riscossione Sicilia, qui il tema è
un altro Presidente.
E allora, e concludo, io so e lo so per certo che tutti i
dipendenti e tutte le sigle sindacali - lo ha già detto l'onorevole
Greco e lo ribadisco - non vogliono restare in Riscossione Sicilia,
non si sentono garantiti in Riscossione Sicilia e allora, onorevole
Presidente, io credo ed è questo il punto che noi dobbiamo chiarire
che rispetto alla governance di Riscossione Sicilia si è creato
ormai, in maniera inesorabile, un corto circuito istituzionale,
ragione per la quale a lei passa la palla, a lei passa la parola
sulla possibilità o meno di recuperare il corto circuito
istituzionale e di permettere a quest'Aula, senza condizionamenti e
senza preconcetti, di affrontare questa volta sì in maniera chiara
e confacente il destino di Riscossione Sicilia.
ALONGI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALONGI. Su questo articolo, Presidente Crocetta, mi interessava
che comunque ascoltasse attentamente, dicevo, che su questo
articolo vorrei fare due piccolissime considerazioni.
Una la voglio ricondurre e mi rivolgo al Presidente Crocetta alla
riunione che abbiamo fatto l'altra sera subito dopo l'Aula, quando
abbiamo ragionato alla presenza di tutti i Capi gruppi, di tutti i
Gruppi parlamentari sulla ricapitalizzazione della società
Riscossione Sicilia.
Presidente Crocetta, so che lei è molto attento e riesce ad
ascoltare e a parlare in contemporanea, ci mancherebbe altro, ma le
volevo ricordare che l'altra sera avendo fatto una riunione con
tutti i Gruppi parlamentari, tutta l'Aula, maggioranza e
opposizione su Riscossione Sicilia si è fatto un ragionamento che
aveva una logica non soltanto politica, ma io dico di carattere
strutturale per mantenere in piedi e in vita Riscossione Sicilia, e
mi spiego meglio.
Mi pare di avere percepito e di avere ascoltato l'altra sera che
con due milioni e mezzo di ricapitalizzazione Riscossione Sicilia
può sopravvivere soltanto un altro mese circa, perché all'incirca
già siamo a due milioni e quattro diciamo fuori dalla
ricapitalizzazione. E allora perché le faccio questo ragionamento?
Io ho condiviso il suo intervento su Riscossione Sicilia quasi per
intero su alcuni punti no, le dico cosa è condiviso perché è
importante la condivisione insieme di questo ragionamento.
E allora è importante ripensare a una ricapitalizzazione che vada
oltre i due milioni e mezzo di euro perché se noi veramente e se
veramente questo Governo vuole ripensare il ruolo e la governance -
io parlo di governance a livello generale - di Riscossione Sicilia,
dobbiamo metterlo nelle condizioni di non essere affogato e di
essere nelle condizioni di ricapitalizzazione e potere essere
ancora sulla piazza per i prossimi 90 giorni.
Quindi, ritengo che sia importante e io lo chiedo al presidente
Vinciullo e alla Commissione se è possibile rivedere e ripensare
un'integrazione a questa riscrittura che riporti non 2 milioni e
mezzo di euro, se vogliamo fare un discorso vero e serio, se poi
vogliamo fare un discorso da Repubblica delle banane quello lo
possiamo fare, ma mi pare che siamo qui per dirci delle cose che
non sono poi profonde verità. Credo caro Presidente che sia
importante che la ricapitalizzazione a cinque milioni di euro deve
anche avere un suo impegno in quest'Aula e devo dirle con molta
onestà, ed è il passaggio che non ho sentito con le mie orecchie e
che vorrei sentire questa sera, non ho sentito parlare sulla
governance della società Riscossione Sicilia. In che senso? Vorrei
sentire, anche dall'Assessore Baccei, e da lei Presidente, parole
chiare su quello che è l'impegno che il Governo vuole assumere
nella rivisitazione di una governance che sia attenta e che guardi,
Presidente Crocetta, a due aspetti importanti che dovrebbe
svolgere Riscossione Sicilia, uno un servizio vicino e attento alle
esigenze e al territorio e a una riscossione concreta e vera e non
soltanto all'8% - 10%. Perché se oggi come dice lei Riscossione
Sicilia, come dicono i numeri, riesce a riscuotere soltanto il 10%
di quello che dovrebbe riscuotere sicuramente c'è un vulnus nella
sua gestione complessiva e nella governance di questa società.
Quindi, Presidente Crocetta, lei mi troverà al suo fianco su un
ragionamento vero, serio e concreto, quello di ricapitalizzare ad
una cifra superiore di 2 milioni e mezzo di euro, porre
Riscossione Sicilia nelle condizioni, nei prossimi 90 giorni, di
poter essere agile nel mercato e nella discussione complessiva,
avere l'ossigeno per potere sopravvivere per i prossimi 90 giorni
affinché il Governo regionale porti in quest'Aula e ci racconti
quale vuole essere la governance di questa società in prospettiva,
una governance moderna, una governance vicina a due esigenze:
riscuotere il più possibile e non essere soltanto il succhiatore,
il predatore di debiti nei confronti dei cittadini siciliani.
Però aggiungo, stiamo utilizzando del tempo prezioso per ragionare
di una società che oggi è al 99% azionista la Regione Sicilia, su
Riscossione Sicilia, ma abbiamo un'altra società che è Sviluppo
Italia dove la Regione è azionista al 100%, quindi le chiedo
Presidente Crocetta che l'impegno che lei vorrà mettere insieme col
Parlamento regionale nel salvare i settecento lavoratori dipendenti
di Riscossione Sicilia nel dare un modello nuovo e moderno vicino
alle esigenze di Riscossione Sicilia, ripensi anche a Sviluppo
Italia, quindi affinché li mettiamo nelle condizioni, Sviluppo
Italia di avere una governance attenta e avere le condizioni per
potere ripensare ad uno sviluppo e a rilanciare una società
importante, con professionalità altrettanto importanti, ma io non
voglio fare un emendamento, le parlo con assoluta franchezza, lo
preparerò adesso un sub emendamento, ma aggiungo che sono
riflessioni che volevo fare ad alta voce con lei e con i miei
colleghi dell'Aula.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, penso
che ormai siamo arrivati quasi alla fine, manca qualche ultimo
provvedimento per chiudere questa finanziaria.
Penso che questo sia l'articolo più difficile che stiamo trattando
in quest'Aula e forse manco a farlo apposta il Presidente
dell'Assemblea l'ha voluto trattare l'ultimo giorno.
Abbiamo ricapitalizzato questa società ben tre volte e nessuno ha
mai alzato un dito. Ma la conduzione di questa società negli ultimi
mesi, sicuramente, ha commesso qualche errore. Non un errore nei
conti, non un errore nella conduzione della macchina, sicuramente
ha commesso un errore grave perché il Parlamento regionale
siciliano è un Parlamento eletto dal popolo, è un Parlamento che si
assume la responsabilità della conduzione della macchina
burocratica, oltre che politica.
Io quando ho saputo, tramite i giornali, che avevo un debito con
Riscossione Sicilia, non lo sapevo, mi accinsi ad andare in
ufficio, in amministrazione, per capire di che cosa stessimo
parlando, erano alcune multe che non mi erano state recapitate a
casa, per farmi capire che dovevo pagare cioè perché avevo commesso
queste infrazioni. Morale della favola. Non erano più quattromila
euro, ma erano 1.500 euro. Volevo pagare immediatamente, ma non me
l'hanno permesso perché prima dovevano recapitarmi a casa la
scheda, con le varie voci. E quindi, per tre volte abbiamo
ricapitalizzato questa benedetta società.
Quindi, il problema vero è l'avvocato Fiumefreddo. Perché io sono
d'accordo con il Presidente della Regione quando dice che è una
società della Regione siciliana ed è una società che tratta denaro
contante, considerato che parliamo di tasse, e se noi diamo la
possibilità a Equitalia di gestire anche i nostri fondi, dopo
l'errore commesso, e la vendita che, purtroppo, la politica di
qualche anno fa ha condotto a vendere il nostro Banco di Sicilia,
questo sarebbe un ulteriore errore che commettiamo nei confronti
dei siciliani e dei nostri figli a venire.
E allora bisogna dare una sterzata. Ci sono settantacinque milioni
di debiti che ha la Regione e che sicuramente deve cancellare, qua
deve intervenire la politica, non solo quella regionale, ma la
politica nazionale, perché come abbiamo detto poc'anzi nella
trattazione dell'articolo 7, dove abbiamo visto in sette anni, otto
anni, l'aumento di sette punti percentuali che hanno avuto con la
compartecipazione alla spesa sanitaria, ci hanno condotto al
lumicino. E allora la politica nazionale deve intervenire su
questo. Noi dobbiamo salvare, ricapitalizzare la società, ma il
Presidente deve assumere un impegno in questa Aula che un
amministratore non va bene se solo sa amministrare ma se ha dei
brutti comportamenti nei confronti di un Parlamento che sta qua per
intere settimane per cercare di mettere insieme una finanziaria e
portare avanti quelle che sono le nostre idee e portare avanti il
benessere della Sicilia e dei siciliani.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo
che la materia di cui stiamo trattando rappresenta uno dei temi più
importanti, ma soprattutto a mio avviso dovrebbe rappresentare la
caratterizzazione, in senso positivo, non soltanto più di un
Governo, di un Parlamento, dell'impegno costante che ciascuno di
noi mette quotidianamente rispetto al proprio ruolo che dinnanzi
all'opinione pubblica, ormai, è stato ridotto a brandelli, che
dinnanzi all'opinione pubblica, ormai, è sotto i tacchi, sotto i
tacchi di una opinione pubblica che ci guarda, che ci osserva, e ci
giudica sempre più negativamente.
Oggi, l'Assemblea regionale siciliana, in campo nazionale, è
l'organo più incapace a fare una riforma di quei privilegi, di quel
malvezzo, di tutta quella sacca e quei carrozzoni che oggi
rappresentano la zavorra, non soltanto più dei siciliani, ma in
campo nazionale.
Queste sono le premesse da cui dobbiamo partire per inquadrare il
tema.
Riscossione Sicilia, Presidente Crocetta, la più importante
società partecipata della Regione siciliana. Riscossione Sicilia,
il più importante ente che dovrebbe garantire l'espressione massima
dell'autonomia, del privilegio, della prerogativa statutaria,
autonomistica siciliana. Cos'è Riscossione Sicilia oggi? Un ente
che riscuote cinquecento milioni di euro, è stato detto,
cinquecento milioni di euro, dice il Presidente che andrebbero
tutti alla Sicilia, alla Regione, non è vero
CROCETTA, presidente della Regione. Non ho detto questo, ripartiti
tra Stato e Regione.
FALCONE. Riscossione Sicilia, l'ho detto in un mio pubblico
intervento sul quotidiano La Sicilia riscuote circa 480 milioni,
di cui 220 vanno alla Regione siciliana per tributi regionali, 200-
220 milioni di euro vanno allo Stato come tributi erariali, come
riscossione degli enti di previdenza, l'INPS, la Cassa forense, le
altre casse di previdenza, 40 milioni di euro vanno ai comuni per i
tributi locali, la TARSU, la TASI, l'IMU, l'ex ICI, la TARI, tutti
tributi locali, e una ventina di milioni di euro - ce ne siamo
tanti che abbiamo pagato nel passato - sono le sanzioni, le multe
per velocità sostenuta con l'autovettura, per affissione abusiva di
manifesti in campagna elettorale, ecc.
Rispetto a tutto questo abbiamo una società con un personale, con
una risorsa umana di 698 persone che non è vero essere in
soprannumero.
Proprio di oggi è un articolo sul Sole 24 ore che mi sono pregiato
di offrire all'attenzione già alle 7.00 di mattina, ho mandato a
venti colleghi parlamentari invitandoli a leggere il rapporto del
Sole 24 ore sul sistema di riscossione delle entrate e dei tributi
in Italia. Sapete qual è l'indice tendenziale di riscossione? In
Italia nel 2014 si riscuotono 151 euro a cittadino, in Sicilia si
riscuotono 98 euro a cittadino. In Italia nel 2015 si riscuotono
171 euro a cittadino, in Sicilia, sempre nel 2015, si riscuotono
91 euro a cittadino.
Nel 2015 abbiamo un'inversione di tendenza negativa rispetto al
2014, quando nel 2015, nel resto d'Italia, nel resto delle
diciannove regioni italiane gestite da Equitalia aumenta l'indice
di riscossione delle entrate e dei tributi.
Che significa questo? Perché allora Riscossione Sicilia ha una
perdita netta di circa 18 milioni di euro annui e invece Equitalia
ha un utile, soltanto nel 2014, di 21,5 milioni di euro?
Nel 2015 l'utile è aumentato di due milioni di euro, perché? Ce
lo siamo posti? E allora un Parlamento che guardandosi alla
specchio dice e si pone l'interrogativo: ma siamo noi degni di
ricoprire il ruolo che ricopriamo? Questo Parlamento siciliano ha
la dignità di ricoprire il ruolo che ricopre? Sì o no? E' una
domanda che ce la dobbiamo porre dinanzi ai nostri figli E' una
domanda che ce la dobbiamo porre dinanzi ai nostri elettori e a
coloro che non ci hanno votato Per capire se in effetti noi oggi,
il sistema carrozzone lo dobbiamo garantire sulla scorta di una
prerogativa statutaria che va bene quando non è un limite, che va
modificata quando è uno svantaggio.
Io credo che oggi il Parlamento è chiamato ancorché in maniera
superficiale, quasi sonnecchiante, è chiamato ad una decisione che
non è, Presidente Crocetta mi consenta, non è il voto di fiducia a
lei o di sfiducia nei suoi confronti perché se lei la mettesse così
mi creda lei andrebbe sotto Perché lei non ha la fiducia dei
cittadini, ma mi permetta lei non ha la fiducia di questo
Parlamento E' prova del fatto che lei non riesce a tenere la sua
maggioranza, questa maggioranza che è sbrindellata, che è una
maggioranza che se non ci fosse una opposizione responsabile, che
ha costruito l'anno scorso una Finanziaria, e quest'anno un'altra
sarebbe a gambe all'aria questa Regione siciliana, per cui sino a
domenica noi siamo stati lo zimbello d'Italia, ci vergogniamo
quando andiamo fuori, ci prendono in giro, siamo diventati l'ultima
regione in termini di prestigio
E allora, vado verso la conclusione: noi oggi abbiamo una società
che guadagna, che introita appena 30 milioni di euro con gli aggi e
ne spende 48 milioni, se il mantenimento dell'esistente, vuole dire
la rivendicazione della autonomia statutaria e, allora chiaramente
per noi siamo assolutamente contrari. Oggi io prendo atto che
dietro la nostra presa di posizione, il Presidente Crocetta ha
portato un emendamento a quest'Aula che finalmente inizia, è un
tentativo molto timido di rimettere, di riavviare una procedura di
razionalizzazione, di efficientamento di questa azienda, perché qua
non è nemmeno il problema di Antonio Fiumefreddo di cui nessuno di
noi vuole la testa, anzi, sarebbe un errore se noi oggi lo
mandassimo a casa, perché significa che un è Parlamento incapace di
legiferare e di rivedere, di razionalizzare, di migliorare il
proprio sistema del settore pubblico allargato, cosa fa? Ammazza
chi magari fa, in maniera anche folkloristica il suo ruolo, ma che
svolge il suo ruolo Allora qua noi dobbiamo capirci, questo
Parlamento deve dire cosa vuole fare. Noi riteniamo che oggi la
riscossione in Sicilia dovrebbe e concludo, Presidente, arrivare, e
potrebbe benissimo arrivare a 750 milioni di euro, sarebbero più
soldi per la Regione che non prenderebbe più un gettito di 220
milioni ma sarebbero 300, 350, sarebbero più soldi per i comuni,
che sono affamati di denaro, sarebbero più soldi, - Presidente è
importante, parlo io per conto del mio Gruppo, è un argomento molto
importante, un minuto e ho concluso veramente -, noi dovremmo
veramente efficientarlo questo servizio in linea, perché in 19
regioni d'Italia vi è un indice di 171 euro di riscosso per
cittadino e qua siamo a 91 euro? Questo problema, il Presidente
della Regione, il Governo lo deve venire a dire.
Presidente Crocetta ed assessore Baccei, ma quando vi presenterete
a Roma, per recuperare quei 550 milioni, ma cosa vi dirà lo Stato
dinanzi ad un foglio del più importante quotidiano economico?
Concludo, signor Presidente, dicendo che noi, chiaramente, siamo
contrari ad ogni tipo di autoreferenzialità, di autoconservazione,
di mantenimento dell'esistente. Siamo, invece, perché vi sia un
processo di razionalizzazione, di efficientamento entro 90 giorni,
ma con una sanzione: se il Governo è capace di portare un piano
industriale, bene, se il Governo non è capace di portare un piano
industriale, non prendiamoci in giro, questa società va posta in
liquidazione e le somme cedute a chi di dovere.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo perché non sono bravo in matematica. Non lo sono mai
stato, tant'è vero che da piccolino ho fatto gli studi umanistici e
questo gap culturale me lo porto fino ad oggi. E dato che mi porto
questo ap culturale, il mio intervento è rivolto al Presidente
della Regione ed al Governo ed è rivolto ai colleghi e,
soprattutto, all'onorevole Falcone, che mi ha preceduto da questo
scranno.
Non capisco e, pertanto, il mio intervento è squisitamente ed
esclusivamente politico. E parlo, non solo a nome mio personale, ma
a nome - perché lo condividono - degli altri colleghi del mio
Gruppo.
Oggi, stiamo parlando di una questione politica, squisitamente
politica, cioè, oggi, dobbiamo stabilire se, da questo pulpito,
onorevole Falcone, dove lei è solito avvicendarsi, come altri
colleghi dell'opposizione, le cose che si dicono hanno un senso,
oppure le cose che si dicono sono buone per il momento.
Da questo pulpito ci si è sempre vantati di essere sicilianisti,
di essere autonomisti, di rivendicare quella sicilianità che, oggi,
ad un tratto, l'onorevole Falcone vuole abdicare, non delegare,
abdicare perché vuole un gabelliere da Roma.
Pensa che la soluzione di tutti i problemi della Sicilia, sia
portare ed esportare un modello, che è il modello Equitalia.
Non sono d'accordo. Guardi, onorevole Falcone, non è d'accordo con
lei nemmeno il suo leader, l'onorevole Berlusconi, o l'onorevole
Salvini, o l'onorevole Grillo, che da tutti i giornali, in tutte le
salse, si scagliano, ogni giorno, quotidianamente, con Equitalia.
E noi, che abbiamo la possibilità di essere artefici del nostro
destino, in questo caso, che è quello di fare riscuotere le tasse
in Sicilia e di essere un ente riscossore, dobbiamo fare questa
regalia al Governo nazionale.
Penso che, se non siamo capaci, dobbiamo avere il buongusto di
dimetterci tutti, come ha fatto l'onorevole Ferrandelli ed andare a
casa, perché noi qua certifichiamo che la classe politica, questa
classe politica, non è capace di risolvere i problemi ed è capace
sicuramente di chiedere aiuto.
(Applausi dall'onorevole Picciolo)
La prego, onorevole Picciolo.
Perché dico questo? Dico questo per un semplice motivo. Oggi, si
sta tentando un'operazione cioè di fare rimanere le tasse, che noi
riscuotiamo, in Sicilia. Mi appello alla sua onestà intellettuale,
onorevole Musumeci. Noi questo vogliamo fare.
Vi sono, poi, in questo sistema, qualcuno ha parlato, l'onorevole
Cordaro - ed io concordo con lui - di pozzi avvelenati. Questa
vicenda sta prendendo il sopravvento su quella che è la vicenda
principale. La vicenda di un Presidente che io definisco, di
Riscossione Sicilia, signor Presidente, me lo lasci passare il
termine, non ha avuto né il bon ton, né il buon gusto, a volte, di
tacere, perché io sono abituato a rispettare il Parlamento e lo
rispetto quando il voto è positivo e quando il voto è negativo,
perché è un segno di democrazia.
Quando il voto è negativo non posso additare i componenti di
quest'Aula con epiteti che qua non oso ripetere, perché non mi
sembra corretto e non mi sembra di buon gusto.
E, quindi, su questa vicenda, che nasce avvelenata da questa cosa,
si sta creando un danno maggiore per i Siciliani.
Io penso che oggi ci sono le condizioni perché questo Parlamento
approvi questo emendamento con un impegno che è l'impegno, che è
scritto nell'emendamento stesso, di produrre, entro novanta giorni,
un pianto di rilancio della società, se lo ritiene necessario,
onorevole Falcone, io non sono né a favore di Fiumefreddo né
contro, se lo ritiene necessario la governance la farà il Governo;
se ritiene che Fiumefreddo sia in grado di continuare questo lavoro
lo farà, se ritiene, o individuerà in altre persone questi
soggetti, lo farà, ha libertà di sceglierla. Io non sono entrato
nel merito prima e non voglio entrare nel merito ora.
Però, la cosa paradossale, che fa rabbia a tutti i deputati, e che
tutti da questo pulpito hanno detto, è una vicenda che poi tocca
personalmente la gente.
Io, Presidente Crocetta, sono stato intervistato qualche giorno fa
dalle Iene. Non hanno ritenuta degna di scoop la mia intervista e,
naturalmente, non l'hanno mandata perché sostenevano che avessi un
credito verso Riscossione Sicilia di circa 400 euro. Poi, alla
fine, si è rivelato il mio credito nei confronti di Riscossione
Sicilia, di euro 6,40.
CORDARO. Debito . Aveva detto credito .
CASCIO Salvatore. Debito , ho sbagliato, ho detto credito ma
intendevo dire debito .
E qua la colpa non è mia come non è di altri colleghi, la colpa è
di una governance inefficace ed inefficiente perché io sfido
chiunque a dire che ho avuto notificate cartelle di Riscossione
Sicilia. Io non ne ho mai avute notificate e non è che il cittadino
può self service sulle tasse, vado a vedere cosa ho da pagare. Me
lo devono dire E me lo deve dire lo Stato, la Regione cosa ho da
pagare e se non pago sono inadempiente.
Quindi, è chiaro che questo sistema va riformato e va riformato
alla radice.
Purtuttavia, io esprimo il voto favorevole all'emendamento di
riscrittura per le cose che ho detto in premessa e perché penso che
ci deve essere un primato della politica sopra gli altri e sopra
tutto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo rito che
noi annualmente consumiamo della Finanziaria, ci serve l'arco di
una settimana, quattro giorni, cinque giorni, qualche notte -
questa volta lei ce le ha risparmiate - per fare un esame della
Sicilia e per dare sfogo ai deputati ed all'ansia oratoria.
Io sono affezionato alla tesi che, se noi lavorassimo con più
regolarità nell'arco dell'anno - mentre, ad esempio da domani,
entreremo in letargo, io non credo che noi faremo una Conferenza
dei Capigruppo che calendarizzerà lavori seri, noi andremo in
letargo per un mesetto dopo questa fatica - se noi riuscissimo ad
affrontare questi temi... Perché dico questo?
Se noi affrontassimo questi temi cadenzandoli nell'arco dell'anno,
non concentrandoli in poche ore in cui parliamo di tutto e del
contrario di tutto, noi affronteremmo con profondità e con la
necessaria serietà temi così delicati su quella che è la macchina
Sicilia. Questo è impossibile, quindi, concentriamo in una
settimana la discussione su tutto lo scibile umano
Fatto questo sfogo, entro nel merito.
Noi, in questa settimana, abbiamo affrontato una marea di comparti
della Sicilia - dai forestali, a tutto il vasto mondo del
precariato - io mi rifiuto di credere che l'Assemblea non abbia
interesse al futuro degli ottocento dipendenti di Riscossione
Sicilia. Ci stanno a cuore, come ci stanno a cuore tutti gli altri.
Dico di più: il merito della riscrittura dell'articolo fatta dal
Governo mi convince e condivido anche le parole del Presidente in
relazione alla difesa in Sicilia della riscossione delle tasse
perché, qualora questo non avvenisse, se abdicassimo su questo
settore, è evidente, anche emblematicamente, esso ha un valore
rispetto all'autonomia siciliana.
Dico, però, una cosa. Qua mi pare una discussione surreale. Vi
sono due livelli di discussione. Lei lo ha solo sfiorato, signor
Presidente. Un livello è quello che attiene al contenuto di questa
riscrittura dell'articolo; un altro livello attiene alla pancia'
del Parlamento, oserei dire questo.
Questo Consiglio di Presidenza dell'Assemblea ha intrapreso un
procedimento penale nei confronti del management di questa
struttura.. Riteniamo che questo sia un elemento inscindibile dal
merito di una questione? Abbiamo intrapreso un procedimento penale
per difendere l'onorabilità di questo Parlamento - non entro nel
merito della mia questione personale, io ho 88 euro di debito, con
le Iene ho avuto un'esperienza simile a quella - è evidente che, a
mio parere, se il management, avvertendo questa condizione di
disagio, ci togliesse da questa difficoltà, farebbe un servizio
alla Sicilia, non soltanto - lì dissento dall'onorevole Falcone -
per la difesa della nostra dignità, che sarebbe un fatto, comunque,
importante, in quanto istituzione, se mi consente, ma certamente
presterebbe il fianco ad una difesa della categoria, ma io entro
nel merito della questione. L'assessore Baccei ha ripetutamente, -
l'ho ascoltato in Commissione Bilancio - chiesto al management di
Riscossione Sicilia uno straccio di piano industriale, offrendo la
disponibilità dell'assessorato e del dirigente dell'assessorato per
aiutare nell'elaborazione di questo documento.
Ora, un management che non è in condizione di produrre uno
straccio di piano industriale non merita di avere la fiducia di
questo Governo. Credo che le due questioni non siano scindibili. Il
Presidente, ripeto, poco fa, a mio parere, avrebbe potuto dire
qualche parola di più su questo argomento.
Per quanto ci riguarda, il mio sì è un sì condizionato alla
riscrittura dell'articolo, condizionato all'esigenza che ritengo
improcrastinabile di un avvicendamento nel management di
Riscossione Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oddo. Le vorrei dire che la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è già convocata
per domani per cui è responsabilità di tutti noi essere presenti in
Aula, iniziando da lei, responsabilmente, che è componente del
Consiglio di Presidenza.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi mi sembra
che stiamo portando avanti un ragionamento, secondo me, assurdo. Il
tanto menzionato Statuto siciliano che ci dà la potestà per
incassare tributi oggi lo vogliamo svendere.
Volevo richiamare l'attenzione dei colleghi. Che cos'è Equitalia?
Equitalia è una società a capitale pubblico composta al 50 per
cento dall'Inps e dall'Agenzia delle Entrate. Lo sapete quanti sono
i dipendenti di Equitalia, colleghi? Sono 2.500.
Veramente voi pensate che, nel momento in cui si va a trattare un
ragionamento per l'acquisizione di Riscossione Sicilia c'è. da
parte di Equitalia. la possibilità di incorporare tutto il
personale? Mi sembra che sia un ragionamento che deve essere
affrontato, discusso e. quindi. con una proposta industriale ben
precisa.
Però, io volevo fare notare un'altra cosa, Equitalia nel 2014 ha
incassato 7 miliardi di euro, però, attenzione, 7 miliardi di euro
in un sistema economico che è diverso da quello della Sicilia, qua
parliamo che a livello nazionale il reddito pro capite italiano è
di 38 mila euro rispetto a quello della Sicilia che è di 16 mila
euro, quindi, è normale che, a livello nazionale, si vada a
incassare di più rispetto alla Sicilia perché, giustamente, ci
muoviamo in un tessuto economico diverso.
Quindi, cari colleghi, dobbiamo stare attenti: nel momento in cui
si incassano 500 milioni di euro in Sicilia, bene o male siamo là
perché - ripeto - il tessuto economico a livello nazionale è
diverso da quello che c'è in Sicilia. Quindi stiamo attenti anche
su questo.
Io, invece, penso che Riscossione Sicilia vada mantenuta, che è
necessario un piano industriale, anche perché vi dico che la
maggior parte degli uffici in Sicilia hanno sistemi informatici
obsoleti che non riescono, quindi, giustamente, a portare avanti
una giusta riscossione.
Quindi, da questo punto di vista, io ritengo che Riscossione
Sicilia vada potenziata perché sarebbe veramente un peccato perdere
questa facoltà che noi abbiamo e che i nostri padri hanno
conquistato, quella di poter riscuotere i tributi in Sicilia.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, sulla questione di Riscossione Sicilia
su cui discutiamo da anni in Commissione Bilancio e ogni anno ci
vengono riproposte soluzione che poi, purtroppo, non hanno mai una
continuità e una realtà di soluzione, il Governo ci propone una
riscrittura dell'emendamento dove si impegna entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta di Governo
presenta all'Assemblea regionale siciliana un piano organico per la
ridefinizione del sistema di riscossione in Sicilia da sottoporre
al parere della Commissione di merito . Però, poi dice, nella more,
intanto, datemi i soldi per ricapitalizzare, per dare il minimo per
andare avanti e pagare quelli che sono i costi che noi sappiamo non
sono quelli previsti in questo emendamento perché in Commissione
Bilancio è stato quantificato e stimato un debito di circa 40
milioni di euro, quindi, 11 milioni mi sembrano pochi.
Voglio chiedere: può esserci un impegno più serio e rigoroso,
perentorio dove il Governo scrive e lo mette per iscritto che, se
entro 90 giorni non riesce a produrre questo Piano di ridefinizione
della riscossione in Sicilia, allora il novantunesimo giorno si
tratta o, perlomeno, si trova una soluzione, per mettere il
liquidazione questa società perché noi, ogni anno, con questo
sistema di rinviare la decisione di trovare una soluzione e,
quindi, ricapitalizzare e dare ogni anno le somme a Riscossione
Sicilia per sopravvivere, perdiamo la stessa cifra, anzi di più,
perché ogni anno fra interessi che paghiamo, more e quant'altro,
noi paghiamo più di quello che incassiamo.
Allora, qual è la mia proposta? Chiedo al Governo di essere un
poco più precisi in questo impegno. Entro 90 giorni, aggiungere
all'emendamento, che se non riesce a produrre un piano industriale
da presentare alla competente Commissione, al novantunesimo giorno
si va verso la liquidazione della società con tutte le conseguenze
del caso, chiaramente con la salvaguardia del personale; attenzione
il personale non ha scritto e non ha fatto la richiesta per uscire
da Riscossione Sicilia perché ha la voglia di andarsene da
Riscossione Sicilia. Io sarei il primo ad essere orgoglioso di
avere una società siciliana che riesce ad essere attiva nel
proprio bilancio. Ma se ogni anno siamo qui a discutere di
Riscossione Sicilia, evidentemente, c'è qualcosa che non funziona
all'interno dell'organizzazione.
Oggi loro non riescono neanche a mandare delle Pec ai debitori di
Riscossione Sicilia. Voglio ricordare, tra l'altro, a chi ha detto
che siamo evasori fiscali che Riscossione Sicilia non ha questo
compito. Il compito spetta all'Agenzia delle Entrate, poi si avvale
di Riscossione Sicilia per riscuotere il credito, ma non ha altri
compiti.
Chiedo, quindi, al Governo se può essere più preciso in questo
emendamento aggiungendo che, se entro 90 giorni non riesce a
presentare un Piano di ridefinizione della riscossione, di entrare
in liquidazione come società.
MALAFARINA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
questo dibattito, che si è attorcigliato intorno alla figura
dell'amministratore delegato di Riscossione Sicilia, sia fuori
luogo.
Vero è che questo Parlamento ha subito un torto, essendo stato
definito in maniera violenta e fuor di luogo e a volte anche con
epiteti offensivi, ma altrettanto vero è che questo Parlamento è
un'Istituzione e come Istituzione, sicuramente, deve guardare non
alla pancia' delle situazioni, ma alla funzionalità degli Enti e
degli Organi che sono sottoposti alla sua vigilanza.
Purtroppo, devo dire che, nel corso degli anni, c'è stata una
grande disattenzione sulla funzionalità degli Enti e degli Organi
sottoposti alla vigilanza della Regione Sicilia. Se oggi
Riscossione Sicilia non è in grado di essere concorrente con pari
organismi nazionali perché in Sicilia si riscuotono 91 euro per
evasore e nel resto d'Italia 171 euro - così come citava il collega
Falcone - è chiaro che c'è un qualcosa che non funziona.
E' chiaro che il sistema sia incartato perchè non è stato al passo
coi tempi, non si è dotato degli strumenti necessari, non ha
prestato la necessaria attenzione e, quindi, ci ritroviamo di
fronte ad una situazione drammatica della riscossione che non
risulta essere efficiente.
Questo è il tema su cui dobbiamo andare a dibattere e a porre i
correttivi e lo stesso Governo Crocetta deve trovare le soluzioni
per rendere Riscossione Sicilia assolutamente competitiva con il
resto d'Italia.
Penso che questo sia l'argomento da dibattere, da discutere.
Abbiamo affrontato, nel passato, un Piano industriale che è passato
pressoché inosservato a parte la chiusura di qualche sede
periferica che ha creato disagi, ma non si è entrati nel merito
delle situazioni.
Oggi più che mai, quindi, bisogna avere riguardo alle cose reali e
non ai mal di pancia'. Qualche collega deputato, poco fa,
ricordava che già la Presidenza dell'Assemblea ha avviato un'azione
penale nei confronti di chi ha leso l'onorabilità del Parlamento.
E' compito della Magistratura accertare se ci siano o meno
responsabilità, ma non è, sicuramente, compito di questo Parlamento
consumare vendette di alcun tipo. Non sono le vendette che fanno le
istituzioni ma i ragionamenti e l'applicazione delle norme e delle
situazioni concrete.
Ora, caro Presidente, io vorrei dare un annuncio che mi è stato
comunicato poco fa e che è già di dominio pubblico.
Mi risulta che Repubblica Palermo abbia già comunicato le
avvenute dimissioni di due componenti del Consiglio di
amministrazione di Riscossione Sicilia.
Non conosco i nomi, però, la notizia per essere stata pubblicata
ritengo che sia ufficiale e proveniente da fonte qualificata.
Io, signor Presidente, le chiedo una breve sospensione della
seduta per potere un attimo verificare l'atteggiamento dei deputati
e concordare con gli stessi una linea di condotta dopo di che
riprendere fra cinque minuti la seduta.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
semplicemente fare un intervento tecnico rispetto all'emendamento
33.R di riscrittura presentato dal Governo.
Vedete, noi siamo in presenza di una società che, oramai,
stabilmente perde diciotto milioni l'anno. Non voglio dare numeri
rispetto all'indebitamento che ha questa società ma sono diversi
milioni di euro.
Allora, se noi stasera ricapitalizziamo soltanto con due milioni e
mezzo ci verremmo a trovare, fra qualche settimana, con
l'approvazione del bilancio 2015 che, ciò che abbiamo
ricapitalizzato stasera, sarà eroso entro il 31 marzo perché nel
momento in cui il Consiglio di amministrazione approverà
l'ulteriore perdita sarà eroso anche questo capitale sociale perché
mi dicono gli uffici che se noi incrementiamo di due milioni e
mezzo ci troviamo, fra qualche settimana, con cento mila euro di
capitale sociale cioè il minimo per mantenere la società.
Allora, la logica quale potrebbe essere? Siccome, in ogni caso,,
l'aumento di capitale sociale passa attraverso la liquidità e,
quindi, possiamo anche pagare gli stipendi, la logica, così come
sta lavorando credo il Governo in questo momento, è quella di
ricapitalizzare al massimo, con la disponibilità che abbiamo nel
capitolo, fermo restando di mantenere un milione e due per le
altre società partecipate, così come chiesto poco fa e, quindi,
questo ci potrebbe consentire di avere, da qui a 90 giorni, un
piano industriale vero per quanto riguarda Riscossione Sicilia.
Sono d'accordo che la riscossione rimanga in Sicilia, sono
d'accordo col Presidente Crocetta, non dobbiamo a tutti i costi
svendere.
L'emendamento del mio amico Falcone è un emendamento che va
ritirato, secondo il codice societario nessuno può imporre agli
altri di acquistare.
Una società decide di acquistare se ne vede la necessità e il
ritorno economico. Non credo che a Equitalia, in questo momento,
noi possiamo imporre di prendersi i lavoratori e di passare
all'acquisizione delle quote sociali, quindi, quell'emendamento va
ritirato.
E' pur vero che, però, io credo che il Consiglio di
amministrazione di Riscossione Sicilia si deve occupare di
Riscossione Sicilia, non può dichiarare che fa recupero evasione,
perché Riscossione Sicilia non recupera evasione e, purtroppo, è
stata fatta una conferenza stampa dove c'era chi ci raccontava che
aveva recuperato un miliardo di euro e avevamo risolto tutti i
problemi del nostro bilancio.
Il Presidente Crocetta, poco fa, ha detto che lui non ha mai detto
che i cinquecento milioni di incasso vanno tutti alla Sicilia, ma
se guarda i giornali di qualche giorno fa c'è stato qualcun altro
che ha dichiarato che quei cinquecento milioni vanno tutti alla
Sicilia. Quindi, siccome non possiamo raccontare fesserie ai
siciliani dico che la governance di questa società si deve occupare
della riscossione e non di altro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cani. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sicuramente mi ripeterò dopo tanti interventi che mi hanno
preceduto su alcuni temi ma qualcosa voglio precisarla anch'io.
Questa sera dobbiamo votare e decidere in maniera libera, senza
condizionamenti o risentimenti di quello o di quanto avvenuto,
elenchi pubblicati, non pubblicati. Non possiamo consumare
vendette, come diceva qualcuno, ma dobbiamo valutare e decidere
serenamente nell'interesse dei siciliani ed agire anche con un po'
di coerenza perché, talvolta, sento interventi che vanno nella
direzione di salvare Sviluppo Italia Sicilia', quindi di aumentare
le commesse, quindi di fare lavorare queste persone e questa
società in Sicilia; talvolta, sentiamo interventi che vanno nella
direzione opposta, cioè quella di svendere la nostra autonomia, la
nostra capacità e di invocare quasi l'aiuto dello Stato, perché non
siamo in grado di riscuotere quello che dobbiamo riscuotere in
Sicilia.
In merito ho apprezzato molto, e condivido in pieno, l'intervento
del collega Salvatore Cascio che ha posto nei termini giusti un
problema politico e tecnico nello stesso tempo. Dobbiamo
soprattutto chiedere con forza che la governance, e questo lo
deciderà il Governo autonomamente, venga possibilmente cambiata e
migliorata alla luce di tutto quello che è successo perché è stato
sicuramente inopportuno ed offensivo per l'intero Parlamento. Bene
ha fatto il presidente Ardizzone a costituirsi per difendere la
dignità di ognuno di noi e dell'intero Parlamento.
La governance sicuramente deve essere migliorata perché deve
occuparsi di riscossione e deve soprattutto cominciare a ridurre i
costi perché dobbiamo prima di tutto ridurre i costi, perché ci
sono tantissime spese e sprechi di consulenze, di affitti esagerati
e non voglio entrare nello specifico, ma ci sono locali che costano
troppo e che dobbiamo rivedere e questo è compito del Consiglio di
Amministrazione, del Presidente della società.
Chiaramente non possiamo accettare e mi dispiace contraddire - mi
dispiace farlo anche in sua assenza - il Presidente del Gruppo
parlamentare Forza Italia, l'amico Marco Falcone che stimo molto,
quando invoca e quasi da tifoso chiede di passare ad Equitalia
perché Equitalia riesce a riscuotere di più e, quindi, sono anche
più bravi.
Vedevo le percentuali: al nord secondo il Corriere della Sera
riscuotono circa 170 euro a cittadino, mentre in Sicilia siamo
quasi al 50 per cento. Ma viva Dio Non possiamo dimenticare le
condizioni socio economiche della nostra Regione. Qui, da una
settimana che parliamo di precari, di forestali, di gente che ha un
reddito misero, di gente che riesce appena a sopravvivere. Se
andiamo nelle abitazioni, nell'entroterra siciliano, c'è tanta
gente che non riesce a pagare la bolletta dell'acqua o talvolta
della luce, figuriamoci se può pagare le tasse ed è per questo che
magari si riesce a riscuotere meno. Quindi, non possiamo
assolutamente invocare Equitalia come la panacea di tutti i mali
ma, anzi, dobbiamo scongiurarlo, cari colleghi, perché
significherebbe vessare, significherebbe sopraffare e portare a
morte tantissimi cittadini siciliani che non hanno assolutamente la
capacità di sopravvivere e di assicurare reddito ai figli ed alla
famiglia. Seppure è giusto pagare le tasse e cercare di riscuotere
ma non possiamo assolutamente invocare, caro amico Marco Falcone,
Equitalia perché significherebbe veramente strozzare i nostri
concittadini in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, signori Assessori, Presidente
della Regione, onorevoli colleghi, prendo la parola perché su
questa vicenda di Riscossione Sicilia credo che, al di là di quale
sarà la decisione di questo Parlamento appena andremo a votare la
riscrittura proposta, serva fare un minimo di storia per capire
come da giugno 2014 questo Parlamento abbia cercato di trovare
delle soluzioni a quelle che erano le necessità di questa società e
dopo quasi due anni ci si ritrova a dire sempre e solo le stesse
cose.
Quando nel 2014 si cominciò a parlare di un rimodulare la Società
e, quindi, andare verso dei risparmi, la prima cosa - e mi dispiace
che Presidente della Regione stia fuori a parlare, quando gli altri
stiamo al banco ad ascoltare pazientemente tutto e tutti ed anche
lui -, in quella occasione, la soluzione che venne fuori fu quella
di chiudere le sedi decentrate. Sciacca, per esempio, nella
provincia di Agrigento, Licata ed altri, Caltagirone, Gela e così
via.
In quella occasione, io e l'onorevole Ioppolo, con altri colleghi,
avevamo convocato in II Commissione la presidente, dottoressa Di
Salvo e l'allora assessore Agnello per ribadire quali erano i
criteri con cui si stava operando questo nuovo piano strategico.
A due anni di distanza il risultato di questo lavoro è che, ancora
una volta, i temi caldi quali affitti esagerati, per la sede di
Palermo, assessore Baccei, due anni fa ed ancora oggi, si parlava e
si parla di quasi 100 mila euro al mese per la sede di via Orsini;
abbiamo chiesto l'accesso agli atti e non ci è mai stato concesso.
Per le sedi di Agrigento, di Catania, eccetera, affitti da migliaia
e migliaia di euro al mese.
In occasione di quella audizione quando c'era il suo predecessore,
l'assessore Agnello, io e altri colleghi lamentavamo, ricordo
l'onorevole Ioppolo e ricordo il Movimento Cinque Stelle ed altri,
che il danno sarebbe stato, ancora una volta, a carico dei
lavoratori perché se la sede viene accorpata il lavoratore deve
fare anche cento chilometri per andare a lavorare ed a danno del
contribuente perché sappiamo benissimo, ed è vero, che Riscossione
Sicilia non notifica, notifica l'agenzia, però, è anche vero che
chi ha un debito con Riscossione Sicilia non può chiamare per
sapere se ce l'ha, si deve recare alla sede centrale.
Io quando mi sono vista nell'elenco dei morosi ho chiamato e
telefonicamente non mi è stato detto nulla, sono dovuta andare ad
Agrigento dove ho saputo di essere morosa per 78 euro perché il mio
commercialista aveva versato in ritardo l'IRPEF 2012. Allora,
quello che voglio dire questa sera è che, al di là di quelle che
saranno le decisioni di questo Parlamento, questo Parlamento deve
avere l'autorevolezza di sapere, di imporre, di capire che tipo di
strategie si vogliono portare avanti, quali sono i reali risparmi
perché per inciso dico anche che se i servizi vengono solo e sempre
esternalizzati, per la notifica di una cartella viene esercitato un
costo tremendo di 3,50 a cartella, quando invece se si usasse il
dipendente interno ne paghi 0,50, allora cominceremmo a parlare di
risparmio.
Quindi, quello che voglio dire è che se, ancora una volta, il
risparmio si fa a carico del contribuente che deve andare ad
Agrigento nel caso della mia provincia per potere pagare la
cartella e diventa un disagio perché, per esempio, per questa zona
oltre Sciacca si parla di cento chilometri. E questo per quanto
riguarda il pagare le cartelle. I lavoratori non hanno
assolutamente alcun beneficio, quindi, ancora una volta, rischiamo
di ritrovarci qui l'anno prossimo - questo, personalmente, è il
timore più grande che ho -, e di avere sempre e solo gli stessi
problemi quando si parla di questa società di Riscossione Sicilia
che va dal discorso dell'informatizzazione a tutti i servizi che
vengono esternalizzati.
Presidente Crocetta, non so se mi abbia ascoltato, però, è
fondamentale chiarire questi passaggi perché se i costi di questa
società sono così vertiginosi e, ancora una volta, lei che parla di
non fare macelleria sociale , ancora una volta, chi ci rimette
sono i lavoratori che per raggiungere le sedi devono fare
chilometri e chilometri con disagi fortissimi.
Quando si è deciso di chiudere le sedi periferiche e gli Assessori
per l'economia di allora non hanno tenuto conto della volontà del
Parlamento, quelle sedi non costavano assolutamente nulla perché i
comuni li mettevano a disposizione. Il personale andava pagato
comunque.
Questo risparmio, queste strategie, in questi due anni, non sono
stati minimamente attuati da questi presidenti che lei ha messo a
capo di questa società.
Questo rappresenta il punto dolente, non solo, ma questi
presidenti - mi riferisco all'ultimo - solo perché questo
Parlamento non ha votato secondo una disposizione che lui voleva,
ha vomitato una riflessione terribile dopo avere bocciato, nella
manovra passata, quello che dovevamo fare.
E' vero che andare ad Equitalia porterà tutti i disagi dei
colleghi, condivido anche la posizione del Presidente di questa
Regione, però, il problema di questa Riscossione Sicilia è un
problema serio e questo Parlamento che penso non dorma - come dice
l'onorevole Oddo - deve recuperare credibilità e lavorare per il
bene di questa Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
onorevoli colleghi, cercherò di essere telegrafico, seppur devo
riconoscere che l'argomento merita un po' di attenzione.
Ho ascoltato questo dibattito con interesse e devo dire che voglio
distinguermi perché, oggi, secondo me - lo dico con assoluta
franchezza - siamo caduti in una trappola.
Abbiamo parlato non di ricapitalizzare una società ma abbiamo
parlato del presidente della società e siamo stati influenzati, in
questo dibattito, da esternazioni che questo presidente ha fatto.
Non voglio citarlo, non mi interessa chi è, non lo conosco, so che
è moroso ma questi sono aspetti suoi.
Vorrei parlare soltanto con il Governo perché è dal Governo che
voglio una responsabilità, perché vi è tutta, ci sta tutta nel
Governo la responsabilità politica, non della nomina, signor
Presidente, sarebbe un errore.
La trappola nella quale siamo caduti è che non solo siamo stati
insultati ma qualcuno potrà dire che questo dibattito è
condizionato dall'operare di qualcuno.
E' sbagliato, io non ci sto Non mi voglio iscrivere nell'elenco
di queste persone, non voglio neanche parlare di Riscossione
Sicilia, della sua gestione o delle presunte o tali inefficienze.
Voglio parlare soltanto con il Governo e voglio impegnare il
Governo sulla responsabilità di quanto chiede a quest'Aula.
Con la riscrittura dell'articolo 33, il Governo assume un impegno
importante nei confronti di quest'Aula.
Non nego apertis verbis, a chiare lettere, che sono a favore
dell'articolo che il Governo ha presentato ma stia attento il
Governo a non prendere in giro l'Aula.
Un discorso è una dichiarazione, una sbavatura del presidente di
Riscossione, un discorso è un attacco - come vi è stato, anche
violento che non gli fa onore -, un discorso è che il Governo non
possa mantenere l'impegno che ha assunto.
Penso che il Governo questo non lo voglia fare.
Signor Presidente, in meno di dieci secondi, il mio intervento,
signor Presidente della Regione, io la voglio aiutare
CROCETTA, presidente della Regione. Sto presentando un
emendamento.
TURANO. non tanto per fare passare l'emendamento che mi creda
passerà, quando per condividere con lei il percorso da seguire. È
una scelta politica che è in capo tutta alla sua persona, alla sua
Giunta, al bilancio della Regione ed al Governo della Regione e
lei, oggi, responsabilmente non si lasci influenzare dal Presidente
dice che: deve vederci bene, deve vederci chiaro e presenterà
all'Assemblea un riordino ; dobbiamo riparlare di questo argomento
questa volta carte alla mano, scevri da qualunque influenza, sia
essa negativa o positiva, della gestione dei conti e dobbiamo farlo
sapendo di cosa parliamo.
Ha bisogno di 90 giorni di tempo? Bene Io personalmente le do
fiducia fino a 120 giorni, faccia le verifiche e ritorni in
Assemblea con la legge di riordino perché quando la legge di
riordino è una legge giusta, equa, che non tartassa i cittadini,
che chiede di fare pagare il giusto alle persone, che offre un buon
servizio e che tutela i lavoratori, noi dell'UDC siamo pronti a
metterci la firma.
PRESIDENTE. Intanto, avviso i colleghi parlamentari che il
Governo, credo sulla base degli interventi che ci sono stati, ha
presentato un'ulteriore emendamento di riscrittura, che ora sto
invitando a distribuire prima che si passi al voto nel giro di un
quarto d'ora, pertanto, credo che l'emendamento 33.R sia ritirato.
CROCETTA, presidente della Regione. Abbiamo riscritto sulla base
delle indicazioni che sono venute dall'Aula e dalla Commissione
Bilancio che ci hanno consigliato di migliorare l'intervento.
Questa mi pare che sia la dinamica parlamentare, questa si chiama
democrazia perché se qualcuno pensa che ognuno di noi ha una
verità, non esiste la verità in queste cose, esiste la
ragionevolezza in cui, collettivamente, si può operare bene e
quando ci si incaponisce su posizioni individuali, io non mi
caratterizzo per questo, io ascolto e cambio anche opinione.
PRESIDENTE. L'emendamento di riscrittura sta per essere
distribuito all'Aula e, quindi, saremo pronti per la votazione
quando ciò avverrà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento
Presidenza del vicepresidente Lupo
A42.
Sospendo brevemente la seduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
(La seduta sospesa alle ore 18.17 riprende alle ore 18.19)
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
La seduta è ripresa.
della Regione, Assessori, francamente non volevo intervenire su
quest'articolo ma avendo ascoltato i vari colleghi che sono
PRESIDENTE. Assessore Baccei, se può spiegare, come richiesto
intervenuti mi sono detto che non mi potevo esimere dal farlo. E
dall'onorevole Alloro il significato dell'emendamento A42.
non mi potevo e non mi posso esimere perché ascoltando la commedia
degli equivoci o l'eterogenesi dei fini o l'ipocrisia al potere, o
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
l'ipocrisia imperante al Governo, mi viene di fare qualche
colleghi, sostanzialmente è dovuto alla riclassificazione
considerazione: da un lato non c'è dubbio alcuno che Riscossione
all'interno dell'assessorato al Bilancio perché il Demanio e il
Sicilia sia una società vergognosamente amministrata, una società
Patrimonio sono passati dalla ragioneria alle finanze, gli enti in
fallimentare, una società che viene meno al ruolo a cui è stata
liquidazione è passato dalla ragioneria all'ufficio speciale
preposta. Ma possiamo noi dimenticare che Riscossione Sicilia non è
società ed enti in liquidazione, per cui spostiamo una somma
l'unico fiore marcio di questa Regione? Perché lo dimentichiamo?
proporzionata di indennità di presenza dalla ragioneria, in parte
Perché attacchiamo il buco di Riscossione Sicilia che è 40 milioni,
alle finanze e in parte all'ufficio speciale società ed enti in
la perdita all'anno è di 28, 40 quelli che sono e dimentichiamo gli
liquidazione.
stessi che magari su altri buchi o voragini, invece, si battono
qui, durante questa finanziaria, per dire che non bisogna tenere
PRESIDENTE. Si passa alla verifica dei richiedenti per la
conto del buco, ma che bisogna guardare alla necessità di salvare?
votazione per scrutinio segreto. Ci sono i richiedenti. E' stato
Rimango allibito
presentato dal Governo, la Commissione è favorevole. Chi vota a
Consorzi di bonifica. L'assessore Cracolici, ieri, alla fine del
favore vota verde, chi vota contro vota rosso, chi si astiene vota
dibattito, giustamente, ha detto dobbiamo porre velocemente rimedio
bianco.
perché, oltre il costo che è intorno ai 50 milioni di euro all'anno
per un servizio che è reso male, c'è la questione dei debiti,
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
l'aveva detto l'assessore Cracolici, a cui bisogna porre rimedio,
che supereranno i 50 milioni di euro.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Assessore Baccei, che mi dice lei? Sono di più? Forse di più
Lasciamo 50, spiccioli
Risultato della votazione
Società Interporti. E' costata finora 100 milioni, per fare che
cosa? Consulenze Soldi buttati in un calderone, inutilmente.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
Mercati agroalimentari. Stessa cosa. Sicilia e-Servizi, l'AST, la
segreto:
famosa AST, che non so quale voragine ha provocato finora nei conti
della Regione, l'ESA, mi ricorda il presidente Musumeci.
Presenti e votanti 61
Ed allora, colleghi, perché continuare in questa commedia degli
Maggioranza 31
equivoci in cui ognuno è contro qualcosa, parlando sempre nel
Favorevoli 28
disastro da salvare, ma a favore di qualche altra, sempre nel
Contrari 32
disastro.
Astenuti 1
Se fossimo più seri e più lucidi, nell'esaminare questa vicenda,
dovremmo dire che forse non è tutto vero quello che si dice su
(Non è approvato)
Riscossione e cioè sul fatto che passando ad Equitalia, come
qualcuno, magari, velocemente, inopinatamente, ha voluto suggerire.
Non è vero che non facciamo un danno a questa Regione, perché
visto quello che fa questo Governo nazionale, composto da
rapinatori, perché sono rapinatori, io non lo so cosa accadrebbe se
una volta che affidiamo la riscossione di tutti i tributi ad
Equitalia, se contestualmente ed automaticamente ci retrocedono
questi tributi. Oppure può accadere, come purtroppo è accaduto in
questi ultimi anni, che ci dicano: Sì, ti dovrei dare un miliardo
e mezzo, però, aspetta gioia, te ne do 900 milioni, poi, vediamo se
ti do il resto. .
Attenzione, quindi. Io dico solo attenzione
E' vero che è un disastro, non c'è dubbio che sia un disastro. Una
società che riesce a riscuotere appena l'8 per cento è un disastro.
Ma stiamo attenti a non buttare il bambino con l'acqua sporca .
E' la nostra incapacità, ed incapacità di questo Governo, a non
fare funzionare le società, perché la verità è che in ognuna di
queste società non si mettono persone competenti, ma si mette il
raccomandato di turno, in tutte le società, per dare un posto o al
trombato, ma non di questo Governo. E' un po' l'andazzo di tutti i
Governi, che cercano di trovare posti per i trombati. Questo è,
diciamo la verità
Non siamo più in questa situazione perché la situazione economica
e finanziaria, a livello nazionale e, soprattutto, la nostra
situazione dei conti a livello regionale, non ci consente più di
operare con facilità, con nonchalance, questo tipo di scelte.
Le società partecipate della Regione che, comunque, hanno un ruolo
da svolgere, debbono avere una governance di persone preparate e
capaci perché, altrimenti, è perfettamente inutile battersi il
petto. E' perfettamente inutile dire mea culpa .
Chi li ha nominati i vertici? Qualcun altro, qualcuno che non c'è?
Li ha nominati questo Governo, li ha nominati il presidente
Crocetta e non solo i vertici di Riscossione ma tutti i vertici che
ci sono, che producono solo guasti perché non sono in grado -
nessuno dei vertici nominati, potrei fare l'elenco infinito di
tutte le società - di gestirli in maniera manageriale.
Oggi, ci viene richiesto un momento in più, un'attenzione in più
nella nomina di persone che, poi, gestiscono decine e decine e
decine di milioni. E non ci possiamo permettere di nominare
l'amico. Cosa accadrebbe se ai vertici della sanità, con il
principio che è stato giustamente introdotto di mandare a casa i
manager che non vanno, che non riescono a dare l'equilibrio,
mettessimo solo degli incapaci? Pagherebbero i cittadini, come nel
caso di alcune realtà dove non c'è un management vero, ne
pagherebbero le conseguenze sulla propria pelle i cittadini e, di
converso, avremmo altri buchi da gestire.
Quindi, il problema è da affrontare senza ipocrisia, in questo
caso, senza nascondersi, senza infingimenti. Questo Governo si deve
impegnare a rivisitare le nomine di tutti i vertici, non togliere
questo o quell'altro per questa o quell'altra uscita sui giornali,
di cui a me non interessa nulla, assolutamente nulla, perché la
gestione di Riscossione Sicilia non è né migliore né peggiore della
gestione delle altre società. Questo Governo deve essere in grado
di dare efficienza a ciò che amministra perché ciò che amministra
non è suo ma è dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, per le note vicende accadute nello scorso mese di
dicembre, questo dibattito su Riscossione Sicilia rischia di essere
accompagnato dal velo di un sospetto, quello del risentimento,
della voglia di vendetta, di rivincita da parte di quest'Aula.
Ogni proposito nobile e sincero rischia, pertanto, di essere
travisato e vanificato dall'onta del sospetto.
Credo di essere un privilegiato, signor Presidente, se dico,
assieme a miei colleghi di gruppo, ed abbiamo appena ascoltato il
collega capogruppo Formica, che siamo lontani da ogni sospetto per
avere il 4 gennaio 2015, quindi, oltre un anno fa, detto a chiare
lettere che per noi l'esperienza di Riscossione Sicilia, di questa
società quasi interamente partecipata dalla Regione, doveva
considerarsi conclusa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del presidente Ardizzone
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
Lo abbiamo detto alla luce di fatti oggettivi, lo abbiamo detto
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
nell'ottica di una stagione di riforme alla quale il Governo, a piè
sospinto, ci invita a guardare con sempre maggiore attenzione.
TURANO. Signor Presidente, non volendo entrare nel merito delle
Considerare chiusa l'esperienza di un società che produce debiti
legittime richieste, a termine di Regolamento, che avanza
credo significhi una riforma di alto spessore, non soltanto di
l'opposizione, mi chiedo se oggi non serva far prevalere il buon
natura finanziaria ma anche e, soprattutto, di natura etica e
senso.
morale.
Su un fatto programmatico che incide significativamente
Abbiamo presentato, oltre un anno fa, una mozione non ancora
sull'impostazione politica che il Governo dà, credo che
arrivata all'attenzione dell'Aula con la quale chiedevamo al
legittimamente si possa chiedere il voto segreto.
Governo di avviare una trattativa con Equitalia non perché ad occhi
Ma utilizzare lo strumento del voto segreto per provare ad
chiusi si accettassero imposizioni o norme vessatorie, prima nei
incassare un risultato politico che lascia il tempo che trova
confronti dei cittadini contribuenti e, poi, nei confronti del
perché si spostano duemila euro da un capitolo all'altro, o
Governo della Regione o della Regione stessa, ma una trattativa che
diecimila euro per le spese di missione dell'assessore - che
ci consentisse di avere garanzie precise sul servizio di
considero legittime se si vuole adempiere al proprio ruolo con
riscossione. Fino ad oggi il Governo è rimasto assolutamente
serietà e correttezza - sembra una cosa fuori dal mondo.
silente, anzi, continua a difendere la bontà di questa gestione.
Un Governo serio, e questo non lo è, a cominciare dal suo
GRECO Giovanni. Maggioranza non ce n'è
Presidente, politicamente parlando, s'intende, un Governo serio
dovrebbe preoccuparsi di assicurare due obiettivi. Il primo è
TURANO. Onorevole Greco, che non ci sia la maggioranza o che la
quello della efficienza di un servizio prioritario; il secondo, ma
maggioranza viva un momento di difficoltà non abbiamo bisogno di
non meno importante, è quello di garantire i livelli occupazionali
scoprirlo per il tramite del voto segreto.
delle circa 700 unità che lavorano in tutta l'Isola alle dipendenze
Se fosse così comunque vorremmo scoprirlo su un fatto politico, su
di Riscossione Sicilia. Proporre di passare il servizio ad
alcuni aspetti che sono meramente tecnici, noto che la presa di
Equitalia non può assolutamente suscitare alcun sospetto di
posizione portata alle estreme conseguenze da parte di alcuni
insensibilità nei confronti dei dipendenti di Riscossione Sicilia,
colleghi di alcuni Gruppi non è da considerarsi merito per nessuno.
i quali sanno per esserne stati attenti testimoni che, proprio lo
Ragione per la quale avevo apprezzato prima la sua iniziativa,
scorso anno, il Gruppo Lista Musumeci con la collega La Rocca
Presidente, di chiedere sui fatti importanti la possibilità di
Ruvolo, e per noi con il collega Ioppolo e pochi altri colleghi, si
votare anche con il voto segreto e per il resto agevolare il
sono battuti per assicurare o per scongiurare la chiusura delle
percorso di approvazione di una legge che, alla fine, sarà
sedi decentrate di Riscossione Sicilia che tanti disagi avrebbe
approvata lo stesso.
procurato ai cittadini contribuenti soprattutto perché il
Dobbiamo essere chiari
mantenimento delle sedi decentrate sarebbe stato assicurato in
In quest'Aula lo sappiano tutti, può capitare che tante leggi non
immobili offerti, a titolo gratuito, dai comuni stessi preoccupati
vedano la luce ma è certo che la legge di bilancio sarà approvata.
della paventata soppressione di un servizio inequivocabilmente
Mi chiedo che forzatura oggi sta facendo la minoranza o
dannoso per la gente del luogo.
l'opposizione, cercando di dettare l'agenda su un fatto che poi -
Quindi, noi sappiamo quanto sia importante difendere le finalità
alla fine - non produce gli effetti amministrativi che vuole
istituzionali di quella società ed, al tempo stesso, il
produrre?
mantenimento del livello occupazionale. Appare patetico il tono
Onorevole Falcone, mi chiedo se vale la pena continuare questi
allarmistico del Presidente della Regione che vede minacciato lo
lavori o se il Governo stesso non ritiene, visto che in Commissione
spirito dell'autonomia regionale se noi ci rivolgessimo ad
Bilancio' al netto delle provocazioni di qualche collega che ha
Equitalia.
abbandonato i lavori o di qualche altro che, preso dalla
Presidente della Regione, lei è la persona meno adatta in
stanchezza, si è fatto provocare un po' troppo, mi interrogo se non
quest'Aula a potere rivendicare la dignità dell'autonomia
è opportuno che il Governo chieda una sospensione dei lavori per
regionale, avendola lei calpestata, reiteratamente, costantemente,
aggiornarli a domani pomeriggio.
con proterva determinazione durante i tre anni della sua
Mi pare una posizione di buon senso.
presidenza. Appare patetico il richiamo alla salvaguardia
Nessuno si scandalizzi se non si ritiene utile e opportuno fare
dell'autonomia fiscale di questa Regione da parte del Governo, del
una verifica di questo tipo che non è una verifica che necessita
Governatore, avendo egli sacrificato e mortificato l'autonomia
soltanto alla maggioranza, onorevole Formica, è una verifica
fiscale di questa Regione con un atteggiamento remissivo e
tecnica.
subalterno nei confronti del Governo nazionale in più di
Quando, infatti, l'opposizione chiede di votare con l'escamotage
un'occasione.
del voto segreto che - seppur previsto nel Regolamento - su questi
Non ci sono scuse che tengono L'autonomia non può essere un
fatti andrebbe categoricamente vietato.
argomento di comodo: o la si difende sempre o non la si richiami
Il Regolamento è Regolamento e non sarò io a chiedere di non
mai E si abbia il coraggio di ammettere che nei confronti del
rispettarlo.
Governo Renzi questo Governo ha deciso di assumere un atteggiamento
Potrei chiedere, semmai, di cambiarlo ma non di non rispettarlo.
supino.
Chiedo pertanto, Presidente, se non è opportuno fermare i lavori
Ecco perchè, e mi avvio alla conclusione, noi riteniamo che quello
ed aggiornarli a domani pomeriggio.
che sta avvenendo in queste ultime ore desti qualche sospetto.
Vorrei evitare che si prendesse la posizione che poco fa si è
Alcuni elementi della maggioranza da qualche minuto a questa parte
assunta nel senso che su una proposta di buon senso non c'è bisogno
si sono affrettati fra i banchi a far leggere e a sottoporre alla
di scontrarsi o di votare. E' sufficiente dire che il clima, lo sto
lettura di ciascuno di noi i comunicati stampa che annunciano la
chiedendo io che sono uno dei colleghi e vorrei che sul punto se il
inesorabile decadenza del Consiglio di amministrazione della
Governo si pronuncia al meglio i lavori si rinviassero a domani
società Riscossione Italia per le sopravvenute dimissioni di due
pomeriggio.
componenti.
Io ho qualche sospetto sulla fondatezza di quella notizie. Ho
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
qualche sospetto, troppe coincidenze nel momento in cui l'Aula si
appresta ad esprimere un voto e una scelta importante, troppe
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
coincidenze con questa presunta dimissione e quindi decadenza del
Consiglio di amministrazione.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi non capisco quale
Ma, ripeto, non mi lascio trascinare dalla polemica, non mi occupo
sia il buon senso a cui si faceva riferimento prima. Una cosa è
di banditismo politico né quello che viene operato all'interno di
certa. In Aula l'opposizione c'è tutta, noi siamo pronti a
questo Palazzo, né di quello che viene operato all'esterno di
confrontarci sui contenuti, sugli emendamenti, per carità ci
questo Palazzo.
dispiace che la maggioranza sia finita a gambe all'aria con 3
Mi chiederei e mi porrei semmai una domanda: siamo sicuri che la
emendamenti che rovinosamente all'inizio hanno determinato la
Regione siciliana, Assessore Baccei, abbia la competenza sul
sospensione dei lavori e che ora sta riprendendo peggio di prima.
sistema della riscossione? Siamo davvero sicuri che questa
Ci dispiace con statere che l'assessore Cracolici se n'è andata e
competenza non sia invece del Governo nazionale? La invito a
forse è quello che ha capito che è arrivato il momento di staccare
rispondere se avrà la bontà di farlo Assessore Baccei. Non è forse
la spina però questo invito al buon senso, obiettivamente non lo
vero che la competenza del Governo regionale si limita soltanto
capisco. Andiamo avanti, votiamo i provvedimenti e se è il caso il
alla scelta della società che deve procedere, mi fa piacere che lei
bilancio bocciamolo. A costo di andare a casa, qual è il problema
annuisca, segno evidente che noi forse stiamo andando oltre il
perché non dovremmo votarlo questo bilancio? Noi come forza italia,
seminato, signor Presidente dell'Assemblea, e stiamo imboccando una
siamo contenti di potere andare incontro al ritmo che questa
strada che rischia di rivelarsi senza ritorno.
maggioranza sta dando oggi, andiamo avanti e vediamo provvedimento
Riscossione Sicilia per le gestioni presenti e passate è una
per provvedimento questa maggioranza come si comporterà in Aula.
società da chiudere. La Regione siciliana non può buttare
costantemente acqua all'interno di un cesto che non è nelle
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
condizioni di poterla contenere quell'acqua mentre fuori si muore
di sete.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Se una società partecipata interamente dalla Regione paga 36 mila
euro al mese per la sede in cui ospita gli uffici di Catania mentre
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di la della
a 180 metri di distanza il palazzo della Regione rimane semivuoto,
votazione, siccome Presidente Ardizzone, è solo una questione
un motivo di inefficienza ci sarà. Se una società interamente
tecnica. Alcuni colleghi come l'onorevole Di Giacomo un attimo fa
partecipata dalla Regione paga oltre 40 mila euro al mese per
hanno votato ma risultano non votanti e assenti. Poco fa io votavo
affittare la sede di Palermo mentre il palazzo di proprietà della
e lei giustamente ha detto di rivotare perché risultava assente
società rimane pressoché semivuoto ospitando soltanto l'ufficio
nonostante brillasse la lucina per cui le chiedo di fare verificare
della direzione, una regione ci sarà.
se il sistema, al di la del dato, perché poco fa ha visto che io
Queste, assieme a tante altre ragioni che qui sono state
votavo ma risultavo assento e mi ha chiesto di rivoltare. Lo stesso
diligentemente richiamate dai colleghi che mi hanno preceduto,
h accaduto per l'onorevole Di Giacomo e prima per l'onorevole
portano ancora noi più convintamente a dire che l'emendamento
Panarello. Se è possibile, ed è successo anche all'onorevole
presentato dal Governo Crocetta non merita la nostra fiducia e,
Lantieri.
quindi, non merita il nostro voto favorevole. .
PRESIDENTE. L'impianto funziona alla perfezione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
FOTI. Chiedo di parlare.
ASSENZA. Signor Presidente, avevamo presentato un emendamento che
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
è stato recepito interamente dal Governo; non che questo ci faccia
cambiare idea sull'utilità di mantenere in vita Riscossione
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un lunedì nero, lo
Sicilia; è evidente, però, che se lo scopo, come si è proclamato ad
definirei così per questo Governo, quasi ci dispiace. Poco fa la
alta voce da parte del Presidente e da parte di tanti colleghi che
collega capogruppo del Pd aveva chiesto di rimandare l'Aula ed è
sono intervenuti, era quello di avviare ad una stagione nuova
stato veramente imbarazzante sentire una richiesta di questo tipo
Riscossione Sicilia, era in totale contraddizione con lo scopo che
ma lo è ancora di più quando lo si sente provenire dal collega
a parole si diceva di sostenere quello di finanziare la spesa
dell'UDC. Noi chiediamo e ribadiamo che vogliamo continuare a
corrente e affidare ad una cifra ridicola l'importo di
lavorare e se per caso questa richiesta dovesse provenire da parte
ricapitalizzare.
del governo che sia messa ai voti. Lo ripeto Presidente, per una
Questa la scarsa conoscenza di economia e bilancio che ho, ma se
questione di correttezza e di rispetto nei riguardi dei
si vuole ricapitalizzare si deve puntare tutto sulla
parlamentari presenti perché questo ragionamento al contrario
ricapitalizzazione e non buttare soldi in un pozzo senza fondo,
quando c'è una difficoltà della maggioranza e si va sotto bisogna
perché finanziare con 11 milioni e 900 un debito che è di oltre 50
assumersene le responsabilità. Noi siamo qui, siamo presenti e
milioni non serve assolutamente a nulla se non a sprecare questi 11
vogliamo continuare per il bene dei siciliani ma se si vorrà votare
milioni e 900.
la sospensione che si voti.
E' molto più ragionevole come recependo, ripeto, un emendamento
Non sia una decisione unilaterale.
che avevo presentato insieme ad altri colleghi un'oretta e mezzo
fa; viceversa, se si deve proprio puntare, si punti effettivamente
PRESIDENTE. Onorevole Foti, stia tranquilla che il Regolamento
su questa ricapitalizzazione, fermo restando che se entro questi 90
verrà applicato alla perfezione.
giorni non si risolverà nulla, credo che sarà gioco-forza ormai
Su richiesta dell'assessore Baccei, sospendo l'Aula per cinque
obbligatorio procedere alla liquidazione che io preferire fosse
minuti.
invece avviata già da domani. Però, su questo l'Assemblea è sovrana
e deciderà.
(La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.36)
Volevo, però, permettermi di dire che sono state delle alcune cose
palesemente inesatte. E' come se noi affidandoci ad Equitalia a chi
La seduta è ripresa.
sa quale mostro ci affidassimo. Poi, mi spiegherete il perché.
Si è parlato dei dipendenti. Tutti si sono riempiti la bocca di
salvaguardare le postazioni dei dipendenti. Ma avete sentito la
posizione effettiva dei dipendenti qual è? La Commissione
Bilancio , che stranamente su questo argomento non è intervenuta,
ha ascoltato tutte le rappresentanze sindacali nella seduta del 14
gennaio 2016.
Io vi farò perdere due minuti e vi leggerò qual è la posizione dei
dipendenti che voi tutti volete salvaguardare attraverso il
mantenimento di Riscossione Sicilia: Vi chiediamo quindi di
compiere un atto di coraggio, affidare la riscossione ad Equitalia
per aumentare l'efficienza del contrasto all'evasione assicurando
un'azione omogenea su tutto il territorio nazionale. E' chiaro che
deve essere salvaguardata l'applicazione del contratto nazionale di
categoria a garanzia dell'identità unitaria, giuridica e
contrattuale del trattamento dei lavoratori garantendo i livelli
occupazionali. Siamo consapevoli che non può prospettarsi ormai una
soluzione diversa, chi ancora pensa di tergiversare si assumerà la
responsabilità di non avere assicurato un efficiente servizio di
riscossione in grado di salvaguardare i cittadini .
Signor Presidente, queste sono le rappresentanze sindacali
unitarie che all'unisono hanno chiesto questo e noi stiamo oggi
contrabbandando, invece, questa decisione vostra di mantenere
Riscossione per salvaguardare i lavoratori che vi dicono mandateci
ad Equitalia.
E poi, gli altri inconvenienti gravosissimi. La legge dello Stato
è chiara, per cui qualsiasi agente di riscossione in qualunque
parte d'Italia deve adottare gli stessi sistemi di riscossione, gli
stessi sistemi di notifica, gli stessi sistemi di recupero, lo
stesso agio, quindi un euro in più o in meno il passaggio non lo
comporta. Tutto il resto è, ripeto, voler frullare nel manico.
Ho capito che l'Aula sia orientata a effettuare quest'ultimo
tentativo di accanimento terapeutico. Cediamo quest'ulteriore
boccata d'ossigeno che sono i 13 milioni e 200 mila, buttiamoli ,
spero che questo termine si riveli alla lunga non appropriato,
utilizziamoli per un'operazione di ricapitalizzazione vera, che Dio
ce la mandi buona, altrimenti tra tre, quattro mesi con 13 milioni
e 200 mila in meno saremo costretti ad attuare quel passaggio che,
secondo me, purtroppo - e lo dico con assoluta tristezza - sarebbe
doveroso compiere già stasera.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, intervengo a nome del Gruppo
parlamentare del PD su delega del Presidente del Gruppo, per dire
che questa discussione che si avvita ormai in maniera anche
scomposta, diciamocelo con chiarezza, sui giornali, sullo scontro
che è si è manifestato fra le decisioni di questo Parlamento e la
società Riscossione Sicilia, anche oggi debbo dire che rasenta in
qualche modo un po' il livello che ci stiamo assegnando, cioè una
Regione che in qualche modo pur essendo proprietaria di Ferrari,
magari avendo autisti senza patente vuole dimettere il suo
patrimonio, la sua anche autonomia perché non ha autisti cioè si
vende il parco macchine perché non ci sono persone in grado di
guidare.
E in questa finanziaria, è una finanziaria che rivela ogni volta
la necessità di affrontare riforme, abbiamo parlato di altro che
non cito, ma io ritengo che oggi - e lo dico con l'affetto e la
stima nei confronti del Presidente Musumeci -. Lui ha richiamato se
la Sicilia abbia competenze in materia di riscossione, l'Assessore
assentiva rispetto alla regolamentazione, ma l'articolo 17 dello
Statuto ce lo consente, ma ce lo consente perché, in realtà, se
noi non approviamo, io poi non ho capito francamente anche io ho
difficoltà a seguire le riscritture perché ho visto un primo che
aveva un importo la riscrittura rinvia al 2018 il finanziamento,
mentre già al secondo comma parla di ricapitalizzazione.
Io lo dico all'onorevole Musumeci per parlare a tutta
l'Assemblea. Credo che noi non possiamo privarci di Riscossione
Sicilia, dei presidenti dei consigli di amministrazione secondo me
anche da subito, questo e altro. Dalla necessità di avere un piano
che eviti quello che lei citava gli affitti a 36 mila euro, io
ricorderei anche il modo come alcuni studi legali avevano migliaia
e migliaia di pratiche e altri nulla ma non è questa gestione.
La gestione di Riscossione Sicilia come un piccolo mondo delle
finanze sud americane è antica non arriva ad esso perché a me
risulta anche che sistematicamente si andava ad agire in difesa
rispetto a ricorsi davanti le Commissioni tributarie magari in
ritardo.
Ma ripeto è una storia che non arriva adesso, per cui io credo che
siccome dentro riscossione Sicilia Presidente Crocetta, onorevole
Turano non potete chiederci di stare ore e ore qua e poi Turano
che non è convinto e che debbo difendere...
Un attimo solo, onorevole Turano, io credo una cosa Presidente che
la questione Riscossione Sicilia che non è di questa governance o
management, è un problema che deve riguardare anche il rapporto con
gli Enti locali.
In Sicilia per i Comuni non riscuote Riscossione Sicilia per cui
di fatto esiste un problema di conferire con un rapporto con il
Governo nazionale la modifica di alcune norme, perché noi abbiamo
ormai un tasso di evasione dei tributi locali che supera
abbondantemente il 40 e il 50 per cento, per cui dobbiamo
immaginare una nuova missione per Riscossione Sicilia che non sia
solo quella di avere affitti esorbitanti, continuo a citare il
Presidente Musumeci, per cui in questa finanziaria, Presidente
Crocetta, deve fare la riforma su tutto, dai Consorzi di bonifica,
al settore forestale.
Oggi, è necessario anche, Presidente, immaginare che i tempi che
sono previsti nella riscrittura, sia nella prima che nella seconda,
vengono riaccompagnati con l'azzeramento dei vertici della
struttura che è un atto di responsabilità del Governo che lo deve
chiedere e di chi ne deve dare le dimissioni.
Questa sera il Parlamento non può che ricapitalizzare questa
società perché, e sono d'accordo con lei, è uno strumento per
mantenere la nostra autonomia. Sono contrario alla cessione a pezzi
a pezzi al Governo nazionale della nostra autonomia, sia oggi Renzi
o ieri Berlusconi o domani chi sia perché è chiaro che quella
autonomia che è stata costruita, è stata costruita anche su questo.
E siccome ritengo che al di là dei Governi nazionali tutto correrà
sull'asse tosco-emiliano-romano, se ci priviamo di tutto tanto vale
rinunciare a priori a quelle che sono le prerogative di questa
Assemblea regionale.
Servono atti, Presidente, Governo, che diano il segnale però che
questo Parlamento non può essere sottoposto né a pubblico ludibrio
né a vessazioni.
Per cui, sì a questa riscrittura della norma, ma al tempo stesso
anche atti coraggiosi del Governo che vanno ad azzerare il
managment e la governance di Riscossione Sicilia.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente
per dichiarazione di voto, rispetto ad un atteggiamento che
riteniamo dovere in maniera molto responsabile avere nei confronti
di tutti i siciliani che attraverso Sicilia 1 ci guardano in ogni
Comune della Regione siciliana che aspettano di capire quale è
l'atteggiamento del Parlamento rispetto a questo tema.
Personalmente, Presidente, debbo dirle che non sono appassionato
da autonomista all'idea che di riscossione possa occuparsene
Equitalia e lo dico proprio a questo Governo, al quale chiederei
maggiore autorevolezza nei rapporti e nel confronto con Roma. A
questo si aggiunge la vicenda dei dipendenti rappresentata da
tanti.
Per queste ragioni, grazie anche all'emendamento che abbiamo
presentato che si aggiunge a queste motivazioni che prevede che le
società tese allo sviluppo e alla creazione di imprese in Sicilia
possano essere agevolate attraverso lo strumento parlamentare che
oggi abbiamo posto attraverso il nostro emendamento, per queste
ragioni, Presidente Ardizzone, il nostro Gruppo parlamentare, ho
avuto mandato a rappresentarlo, si asterrà e non darà voto
contrario a questo articolo.
PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti soppressivi e un
emendamento di riscrittura a firma del Governo il 33R bis. E' stato
preannunciato un sub emendamento
Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento 33.1?
GRECO Giovanni. Lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.
(Si procede alla verifica dei richiedenti)
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento 33.1. Il parere del Governo?
BACCEI , assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 33.2 è precluso.
Si passa al subemendamento 33R bis.1, che prevede la riduzione, il
comma 3, la cifra da 13.200 a 11.200, presentato dall'onorevole
Turano.
LACCOTO. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, siamo in votazione, non può
parlare
LACCOTO. Lei non può farlo chiedo di parlare
PRESIDENTE. Basta Dobbiamo votare
(Proteste dell'onorevole Laccoto)
Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore 18.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, mantiene o ritira il
subemendamento 33R bis.1? Lo dica al microfono Lo mantiene o lo
ritira?
(Brusio in Aula)
Il Governo, nella persona del Presidente Crocetta, chiede un
minuto di sospensione. Pertanto, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Il subemendamento 33R bis.1, a firma dell'onorevole
Turano, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 33 R Bis, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto che non è
appoggiata.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo l'Aula per cinque minuti per interloquire con il
Presidente della Regione sulla prosecuzione dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 19.02, è ripresa alle ore 19.31)
di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e
bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018'. (n. 1132/A) e 'Di-
Presidenza del Presidente Ardizzone
sposizioni programamtiche e correttive per l'anno 2016. Legge di sta-
bilità regionale' (nn. 1133-1155/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente Ardizzone si era
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
determinato di chiudere i lavori d'Aula alle ore 20.00. Essendo le
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
19.31, è chiaro che in mezz'ora non possiamo concludere i lavori.
(n. 1132/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani, martedì 1 marzo
2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
2016, alle ore 15.00.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.43, degli onorevoli
(La seduta sospesa alle ore 19.32 di lunedì 29 febbraio 2016, è
Tancredi e degli altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
ripresa alle ore 15.30 di martedì 1 marzo 2016)
Governo?
La seduta è ripresa.
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciaccio per
illustrare l'emendamento.
CIACCIO. Signor Presidente, con questo emendamento, semplicemente
togliamo la parte del fondo per il trattamento di posizione e
risultato del personale con qualifica dirigenziale, per metterlo
nelle spese di opere marittime nei porti di seconda categoria,
seconda terza e quarta classe.
Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.43.
Congedi
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
onorevoli Dina e Raia.
all'emendamento A4.43. Chiarisco il significato del voto: chi vota
sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
L'Assemblea ne prende atto.
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 31
PRESIDENTE. L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà tra
un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 19.40)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'emendamento A4.43.
E' stato già espresso un parere contrario sia da parte della
Commissione che del Governo.
Il Governo intende peraltro motivarlo e ribadire il parere
contrario.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Su questo emendamento,
considerando la rilevanza dell'importo, si va di fatto ad incidere
significativamente sul fondo ed è quantificato in base ai contratti
vigenti. Per cui si vanno a toccare delle obbligazioni
giuridicamente vincolanti. Per cui di fatto non ci sono spazi di
questo importo su questo capitolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A4.43. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4.44.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, in questa votazione diciamo che il
fatto che un Gruppo politico si alzi compostamente tutto nello
stesso scompartimento, non presuppone che abbia la maggioranza
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, lei su questo piano proprio non
mi trova d'accordo.
PANEPINTO. Avete fatto la verifica?
PRESIDENTE. Sì, la verifica l'ho fatta e non c'è bisogno di alcuna
verifica per alzata e seduta.
Proprio su questo evitiamo Faccia altro tipo di richieste, ma su
questo no, sul piano dell'applicazione del Regolamento.
PANEPINTO. Signor Presidente, posso avanzare una richiesta?
PRESIDENTE. Prego.
PANEPINTO. Ovviamente, chiedo autorizzazione al Gruppo
dell'onorevole Giovanni Greco e dell'onorevole Di Mauro, che hanno
chiesto ripetutamente il voto segreto, in questa seduta per capire.
Signor Presidente, ritengo e chiedo conforto all'Assessore Baccei,
rispetto a ciò che è accaduto legittimamente, io credo che sia
opportuno che lei con i suoi uffici verifichi ciò che è accaduto in
termini di bilancio e che la seduta possa essere rinviata a quando
deciderà il Presidente.
Quindi, io chiedo che il Governo abbia un momento di
approfondimento rispetto all'accaduto sui numeri e se ci sono le
condizioni si continua, diversamente chieda la sospensione della
seduta per una verifica.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che in
questi momenti in cui tutti stiamo trattando il documento economico-
finanziario, il bilancio, ci vuole la responsabilità di tutti e,
quindi, mi rivolgo anche a lei Presidente, per cercare di capire
che i temi che stiamo trattando sono strutturali e vitali per
l'assetto della Regione siciliana.
Io per questo chiedo alle forze di maggioranza e di opposizione un
rinvio della seduta a domani. E chiedo che il Parlamento su questo
si esprima.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, già il Parlamento l'ha trattato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Verifica del numero legale
Comunicazione di Regolamento interno di Gruppo parlamentare
ANSELMO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale dell'Assemblea il 27 febbraio 2016 e protocollata al n.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
2082/TraspPG del' 1 marzo successivo, l'on. Girolamo Fazio, nella
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Misto , ha trasmesso
presenza con la scheda di votazione.
copia, ai fini della pubblicazione sul sito web dell'ARS, del
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
Regolamento interno del gruppo parlamentare Misto in sostituzione
qualunque tasto.
di quello prima adottato .
Dichiaro aperta la verifica.
Avverto dunque che la documentazione di cui sopra sarà oggetto di
pubblicazione nel sito internet dell'Assemblea ai sensi
(Si procede alla votazione)
dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
Dichiaro chiusa la verifica.
L'Assemblea ne prende atto
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 26
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è sospesa
e riprenderà domani, martedì 23 febbraio 2016, alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.47 di lunedì 22 febbraio 2016, è
ripresa alle ore 16.18 di martedì 23 febbraio 2016)
La seduta è ripresa.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi,
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
l'onorevole Dina.
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
(n. 1132/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
L'Assemblea ne prende atto.
2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
Missione
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
PRESIDENTE. Comunico che l'on. Federico sarà in missione il 24
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
febbraio 2016.
(n. 1132/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, si continua con la discussione sull'articolo
22.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor presidente, intervengo per chiederle se l'articolo
22 è quello che abbiamo nel Testo o c'è una riscrittura.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, l'articolo 22 è quello che abbiamo
nel Testo.
Se c'è la riscrittura, non a caso ho chiesto chi chiede di
intervenire. Si riparte dal Testo, non mi risultano riscritture.
Una richiesta più che opportuna dell'onorevole Rinaldi per sapere
se l'articolo 22 così come l'articolo 23 siano quelli inseriti nel
Testo. Sono quelli inseriti nel Testo e gli emendamenti sono quelli
allegati al Testo. Per quello che mi riguarda possiamo andare avanti
con quello che abbiamo.
e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
ALLORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
(n. 1132/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
ALLORO. Signor presidente, volevo sollevare all'Aula alcune
2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
perplessità che in questi giorni concitati mi stanno apparendo.
Siamo arrivati alla fine di questa finanziaria e come ogni anno
PRESIDENTE. Si passa al punto 2 all'ordine del giorno:
arriviamo alla fine su quelle che sono le tabelle, tabelle che
Discussione di disegni di legge.
vengono, allegato 1, articolo 22 e articolo 23, impropriamente
Si procede con il seguito della discussione dei disegni di legge
definite come tabella H .
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
Io volevo ricordare all'Aula che la tabella H ormai da tempo è
finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.»
stata eliminata ed è stata eliminata quando ci fu l'impugnativa del
(1132/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
Commissario dello Stato. In quella sede, allora, quando il
2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
Commissario dello Stato impugnò la tabella H si salvarono solo
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
quegli enti che avevano un riferimento normativo.
delle Commissioni.
L'altra sera in Commissione Bilancio in una seduta molto
concitata della quale noi abbiamo avuto anche motivo di lamentarci
sia con Presidenza della Commissione Bilancio che con lei
personalmente, io le ho inviato anche una nota per lamentarci che
era avvenuto un vulnus in quella sede causato dalla sostituzione
dei componenti titolari in dispregio a quello che è il Regolamento,
la Presidenza dell'Assemblea ha ritenuto di procedere ad uno
stralcio di tutto una serie di norme.
A mio avviso quello stralcio è uno stralcio errato perché le norme
così come sono presenti in finanziaria sia dell'articolo 22 che
dell'articolo 23 - io vorrei però un attimo di attenzione perché
un problema di merito che dobbiamo capire - la Presidenza
dell'Assemblea ha ritenuto di procedere ad uno stralcio. Lo
stralcio ha interessato anche enti ed istituzioni che, così come
previsto dagli articoli 22 e 23, fanno riferimento a finanziamento
leggi di spesa, l'articolo 22, rifinanziamento leggi di spesa,
l'articolo 23.
Ora io francamente Presidente non capisco per quale motivo tutto
una serie di enti e di istituzioni che hanno l'aggancio normativo,
al di là del fatto che poi l'Assemblea può legittimamente decidere
di votare contro il finanziamento a quegli enti. Io non condivido
lo stralcio di questi enti perché sono degli enti che hanno il
riferimento normativo e che possono legittimamente stare in quelle
tabelle. Mi ha seguito? Non gliene frega niente
PRESIDENTE. Le ripeto parola per parola. Lei sta contestando lo
stralcio
ALLORO. Perfetto Presidente mi consenta, perché questa
finanziaria sta diventando una cosa di pazzi, perché la sera
stacchiamo alle otto e abbiamo l'esercizio provvisorio che è già
scaduto. Io le chiederei Presidente di avere un poco di buon senso,
quello che io so che lei ha e ha dimostrato in tante altre
occasioni perché non è la prima finanziaria che io faccio con lei,
e vedere un poco di definire le questioni perché non possono essere
stralciati dalla tabella enti che invece in quella tabella possono
stare.
Poi se l'Assemblea decide che a quegli enti non va dato un
contributo, non va dato un sostegno economico, è l'Assemblea che lo
decide, non può essere certamente lo stralcio perché in quel modo è
un atto assolutamente arbitrario, glielo voglio dire in maniera
molto chiara. Se dobbiamo mantenere qua la legittimità degli atti
manteniamola sia quando facciamo forzature in Commissione e sia
anche in Aula perché non si capirebbe per quale motivo tutto una
serie di enti che hanno l'aggancio normativo lei ha deciso di
stralciarli. In una prima fase ha stralciato anche gli enti sordi,
muti etc e in una seconda fase ha deciso di riprenderli.
Ora Presidente questo non è possibile Questo non è possibile
perché i due articoli sono chiari: finanziamento leggi di spesa e
rifinanziamento leggi di spesa.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente non ho particolare interesse
sull'articolo 22, in verità sarebbe un intervento sull'ordine dei
lavori, ma lo inglobiamo così non parlo più.
La perplessità che viene leggendo i commi 1 e 2, Presidente
Ardizzone vediamo se mi può aiutare lei e gli interventi
individuati nell'allegato 1, parte A, alla presente legge. Da dov'è
l'allegato 1? Assessore Baccei.
Poi gli interventi individuati all'allegato 1, parte B. Ma dove
sono questi allegati? Qua non ci sono. Questo è il tema Presidente.
C'è solo questo e non c'è scritto niente. Non li troviamo.
Mentre nell'articolo 23 c'è la tabella e la leggiamo,
nell'articolo 22 non ci sono gli allegati.
PRESIDENTE. E' stato distribuito fin dall'inizio.
MILAZZO GIUSEPPE. E' stato distribuito?
Signor Presidente, colgo l'occasione per fare una riflessione in
questo minuto e mezzo, non in tre minuti.
Oggi tutti gioiamo perché è stato approvato l'articolo di
Riscossione Sicilia.
In verità sento il bisogno, signor Presidente, visto che molto
spesso io critico anche la Presidenza, di ricostruire quello che è
accaduto nelle 24 ore trascorse.
Due giorni fa se alle ore 19.30 avessimo proceduto alla
trattazione dell'articolo 33 io sono convinto che l'Aula avrebbe
bocciato l'articolo 33.
Le voglio attestare il fatto che avendo lei riaggiornato l'Aula al
giorno successivo, quindi avendo fermato e lasciato spazio al
dialogo e al confronto, si è arrivati alla giornata di ieri,
giornata in cui il Presidente della Regione con tutti i gruppi
parlamentari ha saputo trovare un momento di mediazione e si è
arrivati all'approvazione dell'articolo 33.
Onorevole Sammartino, mi faccia dire le cose come stanno. E va
anche apprezzato il fatto che i siciliani hanno potuto vedere
giorno per giorno i lavori dell'Assemblea regionale, quindi tutti i
disastri che voi state facendo, ma grazie alla conduzione
dell'Aula, un'Aula che non si è riunita nelle nottate ed ha avuto
la possibilità, con serenità, magari rinviando di due giorni, di
avere un confronto lineare e alla luce del sole.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
desideravo avere un chiarimento da parte dell'assessore Baccei che
per noi e per me è molto importante perché stamattina gli organi di
stampa della provincia di Ragusa danno un risalto molto forte al
fatto che sono stati sospesi i servizi di assistenza nelle scuole
superiori.
In questi giorni di clausura all'interno di questa Aula abbiamo
sentito tante cose importanti, alcune cose meno importanti. Io
ritengo che Lei alla fine del mio intervento debba dare un
chiarimento rispetto a questo percorso perché Lei capisce
perfettamente che sospendendo ora questo servizio e ritengo che
nella medesima situazione si trovano anche le altre province
regionali.
Io penso che una risposta precisa, chiara, va data. Va data alla
famiglie, va data alle scuole, va data a coloro che sono impegnati
in questa attività, alle cooperative e gli assistenti.
Per quanto riguarda invece il rifinanziamento dell'articolo 22 e
23, io ho da chiederle due cose: rispetto al 22 ci sono tabelle già
stabilite che io non ho, dicono che sono state già distribuite,
PRESIDENTE. Si trovano nel fascicolo iniziale. Tutti i
parlamentari ne hanno avuto copia.
RAGUSA. Me lo procuro, signor Presidente. Invece, sull'articolo
23, siccome sono due articoli di cui si parla di stralcio,
assessore, solo un attimo e poi la lascio libero, noi siamo
interessati come Provincia regionale di Ragusa, oggi libero
consorzio, a degli enti: una è l'Aras e l'altra è la Corfilac. Se
questi articoli 22 e 23 vengono stralciati io le chiedo, ed anche
qui ho bisogno di una risposta precisa e chiara, perché la gente
che in questo momento ci sta ascoltando ha bisogno di sapere, se
sarà messa al bando anche l'Aras e quindi anche la Corfilac?
Se questo deve avvenire io ritengo che siamo un po' fuori tema
perché in questi anni non siamo stati, diciamo così, abituati a far
partecipare questi due enti al bando ma abbiamo dato garanzie,
quanto meno nella prima parte dell'anno, soprattutto per la
Corfilac, che il servizio veniva esteso in modo continuativo. Tenga
presente che, per la Corfilac, in particolare il milione e 110 mila
non è bastevole per tutto l'anno solare e, quindi, nella variazione
di bilancio avremmo bisogno di correre ai ripari per raggiungere
l'obiettivo, per portare ad una condizione di normalità questo
ente.
Quindi, Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola, mi
riservo di reintervenire successivamente dopo le risposte che avrò
avuto dall'assessore Baccei su questi due argomenti che io ritengo
importanti e fondamentali perché siamo tutti impegnati a sostenere
questa attività di Governo.
Siamo tutti impegnati e lo facciamo con la nostra forza e la
nostra volontà, con la nostra faccia, un po' tutti, però qui c'è
bisogno di fare un momento di grande chiarezza perché non si può
uscire da questa Aula e poi andare nelle relative province, magari
affrontando conferenze stampa con questa spada di Damocle che ci
pende sulla testa, potremmo avere brutte sorprese anche sotto il
profilo del voto finale.
Perché sia chiaro una cosa Presidente Ardizzone, Presidente
Crocetta: l'immolarsi per una causa giusta, l'immolarsi per la
causa, per un proseguo di attività governativa, per condividere
percorsi politici a cui noi tutti siamo dediti, mi pare che in
questi giorni non è mancato il sostegno di nessuno, ma l'immolarsi
per poi farsi del male ritengo che non sia possibile né per il
Governo e né per coloro che, in modi onesti e leali, supportano
l'attività di questa maggioranza e di questo Governo regionale. Per
cui io attendo risposta, Presidente.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole colleghi, quando si
interviene, se possiamo evitare, siccome siamo sulle questioni di
carattere generale dell'articolo 22, di toccare singoli argomenti
perché, in atto, si è fatto riferimento in due casi ad articoli che
sono stati stralciati e, quindi, è inutile parlare.
Capisco che in ogni provincia c'è una esigenza, parte male il
dibattito di oggi. Se ci intendiamo sui principi di carattere
generale bene, altrimenti andremo avanti secondo quanto già
stabilito e quanto inserito nell'articolo 22 e nell'articolo 23.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Intervengo una volta sull'articolo 22 ed, in particolare, sul comma
terzo dell'articolo e vorrei qui l'attenzione, oltre dell'assessore
Baccei, soprattutto dell'assessore Barbagallo. Questo comma
riguarda il Furs, il Fondo unico regionale dello spettacolo.
L'assessore Barbagallo sa bene come quest'Aula, come in
particolare il partito democratico, il gruppo del partito popolare,
abbiamo sostenuto l'introduzione del Furs insieme a tutta
quest'Aula che ha votato compatta e, quindi, abbia sostenuto un
nuovo modo di contribuzione al teatro sia pubblico che privato ma,
soprattutto, abbia sostenuto e voluto che per questi enti ci
fossero le stesse regole tra pubblico e privato perché la volontà è
di togliere la barriera che esista tra queste due, diciamo, realtà
che poi realtà non sono.
Quindi si era deciso saggiamente di stabilire, di dividere, le
risorse le Furs al 50% per i privati e per il pubblico, ricordando
che con il Furs sono state azzerate le leggi di settore per il
comparto privato e noi sappiamo quanto importante sia il comparto
privato anche per l'aumento del PIL regionale, in termini di forza
lavoro e di quello che fanno i teatri o, comunque, chi lavora nel
settore privato dello spettacolo.
Per cui la invito a valutare nel senso positivo l'emendamento
presentato dalla collega Ciancio, il 22.14, al quale appongo la mia
firma, proprio perché va a fotografare quello che abbiamo fatto
l'anno scorso, cioè lasciando il FURS a 5 milioni diviso al 50 per
cento per lasciare la pari dignità tra il settore pubblico ed il
settore privato; i 2,5 milioni in più dati al settore pubblico,
perché obiettivamente stanno facendo un'opera di risanamento -
sappiamo bene che molti teatri hanno già presentato i piani
industriali, di rientro - però, senza andare a mortificare quella
che è stata la riforma del FURS, la quale, ripeto, quest'Aula ed il
nostro gruppo parlamentare, lei sa bene, l'hanno sempre voluta.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
intervengo sull'ordine dei lavori intanto per comunicare ai
colleghi ed anche alla Presidenza che, da oggi, il nuovo capogruppo
del Movimento 5 Stelle all'Assemblea è Angela Foti, alla quale
faccio i miei più vivi e sinceri auguri, perché, come voi sapete,
il Movimento 5 Stelle fa una rotazione. Fra un paio d'ore
direttamente all'ufficio di Presidenza arriverà anche la nota
ufficiale.
Quindi, era giusto e doveroso comunicarlo a tutti.
Inoltre, Presidente, mi rivolgo direttamente a lei, perché
entriamo nel merito di due capitoli dove ogni anno si assiste ad
uno scenario vergognoso dove ognuno cerca di inserire il
finanziamento dell'ente a cui sta più vicino, a cuore, per non dire
altro.
Allora, mi rivolgo direttamente alla Presidenza, perché non
accetti nessun emendamento che non abbia superato i criteri di
costituzionalità nazionale perché altrimenti, scadremmo nuovamente
in marchette che questo Palazzo non può più accettare.
Quindi, Presidente, solo quegli enti che hanno superato il parere
di legittimità costituzionale al massimo dell'anno scorso, non
permetta a nessuno di inserire altri enti o associazioni di cui si
potrebbe macchiare questo Palazzo di marchette .
Ciò non sarebbe tollerabile
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io intervengo velocemente solo per ribadire alcune cose
che sono state già dette da un mio collega. Una a proposito del
CORFILAC, non la CORFILAC, il consorzio per la ricerca filiero
lattiera casearia.
E, a proposito del CORFILAC, io mi permetto di dire che noi non
dobbiamo chiedere nulla e che non è l'elemosina che viene portata
qui in Aula da parte dei Ragusani. Assolutamente. Qui stiamo
parlando solamente degli stipendi che, così come sono stati
garantiti e, quindi, non è una concessione, non è neanche
l'elemosina, è una cosa dovuta, perché sono gli stipendi che così
come sono stati garantiti a tutti gli enti regionali vanno
garantiti al CORFILAC ed all'ARAS, che poi non è un problema
neanche solamente ragusano, che è l'Associazione allevatori
regionale.
Quindi, io ci tenevo ribadendo l'impostazione, che non è una
richiesta fatta dal territorio perché non so cosa deve essere
compensato.
Io nel mio intervento finale lo dirò: noi non abbiamo avuto grandi
cose ma non toglieteci neanche quelle che sono le risorse
essenziali e le risorse per pagare gli stipendi in strutture
regionali.
Sono sicuro, comunque, che questo non succederà perché sia
l'Assessore Baccei, sia il Presidente della Regione, hanno più
volte garantito, a me personalmente ma non solo a me, che per
quanto riguarda questa vicenda il problema non sussiste.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire
quali sono i criteri. Nel senso che, dagli interventi che ho
ascoltato, mi è sembrato di capire che c'è l'intenzione da parte
del Governo di finanziare quegli enti che in qualche modo sono
stati precedentemente finanziati con una norma di legge.
Qui già qualcuno avanza l'ipotesi che siccome gli anni precedenti
sono stati finanziati con una legge, noi cosa intendiamo per legge?
Che rispetto alle vecchie finanziarie dove c'è stato un contributo
nei confronti di qualche associazione significa che facciamo
riferimento a questi enti e quindi tutti gli enti che
precedentemente hanno avuto un contributo, adesso legittimati a
continuare?
Oppure, come l'altra volta ho sentito dire anche da questa
Presidenza, noi guardiamo gli enti che in qualche modo sono
strumentali alla Regione. Cioè sono tutti quegli enti che svolgono
dei servizi che dovrebbe garantire la Regione, a cominciare - ad
esempio - dall'Istituto dei sordomuti, dei ciechi. E' chiaro che a
quelli va riconosciuto il contributo che, anche se ogni anno lo
diminuiamo, ma mi auguro che quest'anno ci sia un riconoscimento a
questi Istituti.
E l'altra cosa che le richiedo. Noi abbiamo una associazione che
ogni anno a volte viene finanziata e l'altro no, ed è quella
dell'Associazione sclerosi multipla. Secondo lei, signor
Presidente, questa è una associazione strumentale della Regione? E'
un servizio che è degno di avere un riconoscimento da parte della
Regione?
Mi rivolgo al Governo, se è possibile, insieme a tutti gli altri
enti che svolgono un servizio, e anche a lei Presidente Ardizzone,
le chiedo questa cortesia di sapere se questo ente può essere
riconosciuto come ente strumentale. E quindi avere un minimo di
spese è un ente che non chiede molto ogni anno, il minimo per
poter vivere. Grazie.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
intervengo perché credo che in linea con quello che è stato già
ribadito, l'Istituto Toscanini, che è l'Istituto musicale della
provincia di Agrigento ma assieme agli altri Istituti, anche quello
di Caltanissetta e quello di Catania - perché credo che siano in
tre gli Istituti - in attesa del processo di statizzazione, perché
questi diventeranno dei Conservatori a tutti gli effetti e vi è un
iter legislativo in corso che è già passato al Senato e credo debba
passare alla Camera, in questo processo di statizzazione dobbiamo
far sì che gli Istituti non muoiano prima ancora di poter poi
intanto di diventare conservatori e quindi di poter godere del
finanziamento statale da parte del MIUR.
Il Governo ha previsto per il Toscanini 200 mila euro. Non sono
assolutamente sufficienti. Credo che sia necessario almeno
destinare altri 200 mila euro per questo istituto, per poterlo fare
sopravvivere. Perché è un Istituto che raccoglie giovani non
soltanto dalla nostra provincia ma da mezza Sicilia, giovani che
studiano musica, che studiano arte. Bisogna far sì che questo
istituto non muoia. E chiediamo, per la verità, poca cosa, non
chiediamo grosse somme, che possono essere aggiunte a questi 200
mila euro previsti, almeno 200 mila euro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei mi dà
ascolto un secondo, per capire come intendiamo procedere dal punto
di vista regolamentare per chiudere questa finanziaria.
Lei giustamente ha detto in quest'Aula, e ha dichiarato più volte
che ci vuole anche l'osservanza di alcuni principi etici
nell'approvazione delle leggi e fra questi quello di non applicare
un peso e cento misure.
Ora, io vorrei capire, Presidente, se lei ha intenzione di tornare
indietro su norme già stralciate, se lei ha intenzione di
riammettere ciò che non ha ammesso, nei giorni precedenti, perché
se così è noi, chiaramente, eserciteremo ogni nostra prerogativa
per impedire che ci siano trattamenti differenziati a seconda dei
giorni, a seconda dei presentatori o a seconda dei momenti.
Solo questo le volevo chiedere.
SAMMARTINO. Stiamo votando l'articolo 22, però
PRESIDENTE. Onorevole Formica le rispondo in seguito.
FORMICA. Bene, che non sia troppo in seguito.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per un
chiarimento alla Presidenza.
Avevo presentato in Commissione Bilancio' un emendamento
all'articolo 22, relativo all'abbattimento delle barriere
architettoniche indicando i capitoli dell'allegato 1 parte A, per
entrambi, e non lo ritrovo negli emendamenti, vorrei capire qual è
la ragione e perché, scusi dottore Pecoraro, abbiamo fatto una
verifica, entrambi i capitoli riguardano l'allegato 1 parte A
esattamente l'articolo 22, comma 1, ESA e l'altro Enti Parco,
quindi, dico, sono coerenti, non li ho trovati, anche per capire
come vanno gli aggiuntivi, esclusi o meno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo in una fase cruciale per
l'approvazione della finanziaria, anche per il significato che
vogliamo dare.
Intanto, ho il dovere di precisare nei confronti della II
Commissione e anche a porgere le scuse, se dovute, per gli stralci
che ho esercitato. Ma li ho fatti nel pieno potere e nel rispetto
pieno del Regolamento interno.
E' chiaro che l'intervento dell'onorevole Alloro, quando evidenzia
che è successa la confusione, l'onorevole Alloro mi ha detto pure
che si è dovuto allontanare perché non si comprendeva più, io
voglio dare atto allo sforzo di sintesi del quale si è dovuto fare
carico la Commissione nella sua interezza e in particolar modo il
presidente Vinciullo al quale va il mio apprezzamento. Questo lo
vorrei dire con la massima chiarezza, perché quando io ho operato
gli stralci li ho operati nel rispetto del Regolamento interno e
anche del buon senso.
Perché andare ad inserire altri Enti, oltre quelli inseriti non
solo nell'allegato 1, oltre quelli come richiamava l'onorevole
Ciaccio, che hanno superato il requisito della Costituzionalità, se
vogliamo, comunque la non impugnativa dinanzi alla Corte
Costituzionale, e quindi se ne sono aggiunti tanti altri,
chiaramente, non era un buon procedere, ma io mi metto nei panni
del presidente della Commissione e della Commissione tutta, per cui
noi dobbiamo evitare in questo momento di rifare l'errore che si è
fatto in II Commissione.
Così come, per la massima chiarezza, si fa riferimento ad
Istituti, Toscanini, tutti valenti, non ci sarebbe motivo, in
questo momento, quando individuiamo delle associazioni, che,
ripeto, ci dobbiamo intendere sui criteri, mi dovreste spiegare,
perché questa Assemblea si è dovuta assumere l'onere di rendere per
ben due volte inammissibile l'emendamento sulla base del
Regolamento interno che riguardava la biblioteca Fardelliana su un
emendamento prima presentato dall'onorevole Ruggirello, e su un
secondo emendamento presentato dall'onorevole Fazio.
O ci intendiamo sui principi, e sappiamo
ALLORO. Lei ha stralciato degli Enti e delle Istituzioni che hanno
sempre superato il criterio di costituzionalità.
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, questo suo attaccamento ai
principi.
Allora, capisco che c'è la volontà di andare avanti a votare sulla
base degli emendamenti depositati.
Siccome circolano altri emendamenti più o meno di riscrittura da
parte del Governo, scusate, io vorrei essere chiaro.
Onorevole Formica, ho capito quale è la sua posizione, lei mi
conosce e sa quale è già la mia posizione decisa su questo momento
non essendoci condivisione; pur essendoci condivisione gradirei
sapere come è che il Governo, a monte, ha deciso, per inserire, ad
esempio, l'autodromo di Pergusa - che va finanziato - ma anche in
base ad un criterio generale e si figuri io mi sono andato a
rileggere quello che è stato fatto nel '96 quando rientrava nella
legge manifestazione Help Ruanda , Aiutiamo il Ruanda .
ALLORO. Ha letto cosa c'è scritto? Se lei mi dà la parola.
PRESIDENTE. No, onorevole Alloro, io la parola non gliela do
perché stiamo discutendo sui principi generali.
Se lei voleva stava in II Commissione e svolgeva il suo compito
perché una volta che lei pensava che gli emendamenti che erano
stati inseriti dal Governo, quindi, lei era soddisfatto, gli altri
Parlamentari non avevano diritto.
Onorevole Alloro, bisogna avere serietà.
ALLORO. Ma cosa sta dicendo? Deve essere serio lei. Per un cavillo
burocratico ci tiene qui da nove giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio, io la ringrazio per il suo
intervento perché lei aveva dato una strada, pur sapendo che
quella strada era impervia però io la ringrazio perché è un
tentativo, per altro viene pure dal Movimento Cinque Stelle ed è da
apprezzare maggiormente di mediazione.
Lasciamo quelli che avevano superato, non il vaglio di
costituzionalità, ma che non erano stati impugnati.
Lasciamo stare che il Governo ha fatto un po' di confusione, non
me ne voglia il Presidente Crocetta, inserendone alcune e non altre
e ha inserito due articoli, il 22 ed il 23, dove si parla in
entrambi di rifinanziamento di leggi, ma ha una posizione ben
chiara che è stata espressa da un Presidente di gruppo parlamentare
della Lista Musumeci che dice: Non si ritorna sulle decisioni
assunte . Ed io non posso ritornare sulle decisioni assunte.
Onorevole Panepinto, basta
Si inizia a votare. Articolo 22.
CORDARO. Presidente, non ci siamo.
PRESIDENTE. E lo so che non ci siamo, onorevole Cordaro.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per illustrare l'articolo 22, per altro
lei è pure firmatario di un emendamento soppressivo.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vede il principio
che lei sta cercando di rappresentare all'Aula è l'esatto opposto
di quello che lei sta cercando, surrettiziamente e solo in maniera
parolaia, di combattere; cioè, lei sta seguendo un principio e
siccome le conviene, oggi, quello che dice l'onorevole Formica, io
al netto - delle Associazioni, degli Enti, dei Cerisdi di turno,
per intenderci, che hanno fatto la storia della cultura di questa
Regione - di quei poveri dipendenti dei quali non ce ne frega
niente, tanto da domani saranno in mezzo ad una strada rispetto a..
Stia zitto, sto parlando io.
FORMICA. Io non sto zitto mai.
CORDARO. Stia zitto, poi parlerà lei. Quando tocca a lei, parlerà.
PRESIDENTE. No, no, però, manteniamo la calma.
CORDARO. La deve mantenere lei la calma, la calma la deve
mantenere lei, Presidente.
PRESIDENTE. Io sono calmo.
CORDARO. Presidente Ardizzone, lei sta proponendo un sistema che
dice: siccome si vogliono finanziare degli enti random che non
hanno né arte, né parte, ma hanno soltanto la necessità di passare
in quanto, - lo dico io Presidente Ardizzone -, tra virgolette
marchetta del deputato Tizio o del deputato Caio e, allora, lei
che cosa fa? Fa proprio quello che vuole combattere, cioè, rispetto
ad enti, rispetto a fondazioni, rispetto - faccio alcuni esempi -
dal Brass Group, ripeto, al Cerisdi, stiamo parlando, poi,
dell'articolo 23. Non mi sto legando alla forma dell'art. 22 o
dell'art. 23, però, Presidente Ardizzone, quello che mi fa specie è
che lei vuole attribuire all'onorevole Formica una decisione che
vuole prendere lei e, allora, dobbiamo assumerci le responsabilità,
altrimenti poi, quando escono da quest'Aula, le voci che Tizio o
Caio ha voluto affossare questa categoria piuttosto che
quest'altra, poi, non è che ci possiamo adombrare. E, allora, con
molta pacatezza, e mi scuso con l'onorevole Formica, mio amico,
ovviamente non era rivolto a lui.
Presidente, che facciamo? Siccome dobbiamo buttare a mare chi non
lo merita, e ce ne sono tanti, buttiamo a mare pure quelli che
hanno tutti i crismi non per essere finanziati daccapo, ma per
essere rifinanziati secondo leggi istitutive e secondo vaglio di
valutazione e di controllo che sono stati già abbondantemente
superati. Presidente la prego, altrimenti qui significa che io ho
colto il buon senso dell'onorevole Ciaccio, l'onorevole Ciaccio ha
detto che devono passare solo quelle che hanno superato il vaglio
di costituzionalità. In buona sostanza voleva dire quello che sto
dicendo io.
Allora, Presidente, qua rischiamo di buttare l'acqua con tutto il
bambino. La prego, Presidente, creiamo le condizioni per concludere
questa finanziaria, così come l'abbiamo portata avanti, cioè in
condizioni di serenità e di buon senso.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la ringrazio del suo intervento. Mi
assumo la responsabilità di avere stralciato Cerisdi, Whitaker e
Brass Group. Mi assumo la responsabilità, non sto scaricando
sull'onorevole Formica.
No, però, onorevoli colleghi diamo obiettivamente un'immagine non
bella all'esterno perché sembra proprio che ci stiamo accapigliando
per la questione dei contribuiti nella consapevolezza di tutti noi
che non ci sono più risorse e sono convinto che tutti e novanta i
parlamentari vanno alla ricerca di norme chiare e trasparenti per
tutti. E, allora il discorso è uno. In base a quale criterio,
onorevole Cordaro, e la ringrazio perché ha posto il tema, io da
Presidente dell'Ars debbo dare accesso agli enti che il Governo ha
scelto di rifinanziare e che erano inseriti l'anno scorso, rispetto
a delle leggi di rifinanziamento che sono state inserite dalla II
Commissione.
Questo è il dato fondamentale, dobbiamo esser chiari su questo.
CORDARO. La risposta è in sè. Si parla di storie differenti.
PRESIDENTE. No, non è in sè.
CORDARO. Non ne ho parlato perché hanno una storia diversa
normativamente.
PRESIDENTE. No, storie differenti. Lei non mi può dire che sono
storie differenti. Lei stesso, io so, che ha lottato per il Centro
Sturzo' che ha una storia significativa. Gliene voglio dare atto.
Siamo d'accordo, ma il discorso di stralciare le norme non
significa, e io ho dichiarato in maniera aperta che andavano
stralciate tutte quelle norme relative ad enti, e soprattutto mi
riferivo al sociale, che non avevano una funzione strumentale.
Difatti la stranezza è, ce lo dobbiamo dire, che ogni qual volta
vengono inseriti e si fa una gran confusione tra gli enti
strumentali, e tutti diciamo che siamo d'accordo a finanziare
l'Unione Italiana Ciechi, la Stamperia Braille, l'Ente nazionale
sordomuti però questi vanno a finire in un elenco dove di volta, in
volta si inseriscono altre cose, questo è il dato fondamentale.
Ha ragione l'onorevole Rinaldi, in questo momento l'ha fatto con
garbo a contestare la Presidenza che avrei stralciato il contributo
per l'Associazione sclerosi multipla' mi sembra più che evidente
ma se l'anno scorso hanno deciso di non finanziare l'Associazione
sclerosi multipla' significa che io gli impedisco di essere
finanziata in questo momento, ma che significato ha? Non ha neanche
logica quello che ci stiamo dicendo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà però interamente sull'art. 22.
PANEPINTO. Signor Presidente questo Parlamento è in grado anche
nei momenti complicati come questo di trovare sull'art. 22 e su
questa ultima tappa per chiudere la legge di stabilità e il
bilancio di una capacità di sintesi, ovviamente io la voglio
pregare confidando sulla sua autorevolezza, perché io credo che
questo Parlamento sia molto meglio di come rischiamo di farlo
apparire.
PRESIDENTE. Ne sono convinto ci stiamo parlando addosso
inutilmente.
PANEPINTO. Anziché una rappresentazione quasi agonistica di ognuno
in un gioco che poi porterebbe solo al massacro rispettando
esattamente le sue indicazioni, la prego di valutare e lo dico a
nome del mio gruppo, autorizzato in tal senso dall'onorevole
Anselmo, a sospendere un attimo la seduta, a incontrarsi solo con i
Capi Gruppo, con il Presidente della Regione e con l'Assessore al
bilancio e provare nel rispetto dei pregressi relativi
all'annullamento di norme, al fatto stesso che la tabella H non è
solo festa e festini ma è come dire il finanziamento anche di Enti
strumentali della Regione o di categorie importanti o di
istituzioni fondamentali, nella consapevolezza che c'è una capacità
minore di spesa, io credo che lei sarà in condizione con la sua
autorevolezza e con la sua esperienza, di trovare una sintesi non
al ribasso ma al rialzo.
Per cui formalmente le chiedo di sospendere e la invito a
convocare la Conferenza dei Capi gruppo con il Presidente della
Regione e l'Assessore Baccei e solo i Capigruppo confidando
certamente nella sua esperienza e nella sua autorevolezza e nel suo
senso di equilibrio e anche se mi consenta nel suo rigore.
Credo che sia indispensabile per evitare che si continui un
dibattito possibilmente a microfoni spenti in un Aula che si agita
inutilmente.
CIMINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Onorevole Presidente, prendo atto dagli interventi degli
onorevoli colleghi che rispetto a qualche anno addietro dove
unitamente a qualche altro parlamentare avevo avuto il coraggio di
difendere la cosiddetta tabella H ex art. 128 del maggio 2010,
oggi all'Aula si sta presentando una nuova, di fatto, tabella H
voluta probabilmente dal Movimento Cinque Stelle con il Presidente
dell'Assemblea, escludendo degli Enti seri, credibili, che erano
nella vecchia tabella H ex art. 128.
Ho ricordo - e prego di potere essere anche smentito - per quale
motivo mi si parla di principi costituzionali rispetto, ad esempio,
ad alcune fondazioni, come la Fondazione Leonardo Sciascia' di
Racalmuto che è sempre stata presente in tutte le tabelle. E' una
istituzione storica e nella tabella voluta dal Movimento Cinque
Stelle io francamente non la vedo, allora bisogna creare un
criterio univoco ed il criterio univoco è: o si ha il coraggio di
dire che le tabelle non funzionano e si va per tutto a bando; o, se
le tabelle devono funzionare, si deve avere il coraggio di dire che
la tabella del 2010 era una tabella corretta e che va ripresa
perché il sottoscritto non dà la fiducia a questa maggioranza se
non si rispettano i criteri di univocità e di serietà inserendo la
Fondazione Leonardo Sciascia'.
PRESIDENTE. Io la ringrazio, col suo esempio ha evidenziato il
discorso che fino adesso mi sforzo di fare comprendere. Lei ha
parlato della Fondazione Leonardo Sciascia' che conosco
perfettamente e che va potenziata e che non c'è in questa tabella
perché né il Governo prima, né altro l'ha inserita ed io me la
ritrovo completamente fuori così come non mi ritrovo la Biblioteca
Fardelliana' che mi hanno spiegato il significato che ha, e mi
ritrovo altre cose.
Se i principi devono essere generali, devono essere generali per
tutti.
CIMINO. Si ricorre al 128
PRESIDENTE. Sono d'accordo e credo che siamo tutti d'accordo.
Avevamo detto che l'assistenza sociale andava fuori da questo
criterio.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colgo, intanto, l'occasione per
ringraziarla, ovviamente a livello personale, per il modo con cui
sta conducendo l'Assemblea perché, finalmente, dopo anni, penso
forse nella storia di questa Assemblea, si fanno le leggi alla luce
del giorno, pur mettendosi contro, lo riconosco, diversi deputati
di questa Assemblea che, forse, volontariamente, vogliono fare le
notti, lei sta continuando con questa linea e di questo le diamo
atto.
Per quanto riguarda l'onorevole Cimino, io, onestamente, non so
che film si sia fatto, quali tabelle ha visto presentate dal M5S
perché noi siamo stati da sempre e sfido chiunque in quest'Aula a
dire il contrario
CIMINO. Quella che avete presentato voi. Quella che vi inventate
voi.
CIANCIO. siamo stati da sempre contrari alla tabella H' tant'è
che il primo anno in cui siamo stati qua dentro siamo stati gli
unici a votare contrari.
Andremo a vedere, comunque, poi, i resoconti e verificheremo con i
documenti alla mano perché qua è facile dare sempre la colpa al M5S
di qualsiasi cosa: alla nazionale, qua in questa stessa Aula per
gli sportelli multifunzionali, e loro lo sanno benissimo, per le
associazioni. Tutta colpa del M5S. Noi, comunque, rispondiamo e la
smentiamo perché non abbiamo timore di farlo.
Su una cosa, però, concordiamo con il Presidente e cioè che ci
deve essere una linea univoca e non ci possano essere, quest'anno,
discussioni portate all'infinito per decidere chi o come o cosa
deve ricevere dei finanziamenti.
L'articolo 128, onorevole Cimino che lei conosce benissimo,
l'abbiamo modificato, questa discussione, ovviamente, oltre ad
esserci ogni anno, ma c'è stata anche nel 2013 in cui abbiamo fatto
una norma di buon senso, secondo me, perché abbiamo abolito
l'Allegato 1, dell'articolo 128, e l'abbiamo modificato in questo
senso.
Dico che l'articolo 128 è uno strumento che ci permette di non
fare la guerra fra poveri e di mettere tutto in un Fondo che
finalmente faccia giustizia. Questo articolo recita: La Regione
concede un sostegno economico sottoforma di contributi ad Enti,
Fondazioni, Associazione etc, etc.. la cui attività si ripercuote
con riflessi positivi sull'economia del territorio .
Il comma 2, che era l'Allegato 1, è stato cambiato così: Oltre
agli Enti di cui al comma 1, i soggetti già destinatari di
precedenti espresse norme regionali di riconoscimento di specifici
contributi, ove presentino istanza e abbiano i requisiti per
l'accesso ai contributi di quel presente articolo, possono essere
prioritariamente beneficiari di un sostegno economico nei limiti
delle disponibilità finanziarie previste dal bilancio della
Regione .
Io dico: abbiamo uno strumento che finalmente nel 2013 dopo
nottate, dopo ore e ore di discussione siamo riusciti ad approvare;
ma utilizziamolo Diamo un senso alle giornate passate in
quest'Aula
Concordo con la linea del Presidente, togliamo da questa benedetta
tabella tutto ciò che riguarda il sociale, tutto ciò che riguarda
gli enti, ovviamente Unione Italiana Ciechi, Ente nazionale Sordi,
la Stamperia Braille e sapete benissimo a quali mi riferisco,
togliamoli e mettiamo tutto il resto, tutte le associazioni, le
fondazioni che hanno un nome ed un cognome nell'articolo 128 che
significa trasparenza, significa avvisi, significa un determinato
percorso.
Detto questo, Presidente, io però mi sono confusa. Ora io sto
parlando dell'articolo 23 ma stiamo votando l'articolo 22 quindi io
direi e proporrei all'Assemblea, intanto, di procedere con
l'approvazione dell'articolo 22 e poi all'art. 23 fare una sintesi
in questa direzione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo quest'anno proprio
in considerazione, e mi riferisco all'ultimo intervento fatto che
mi sembra abbastanza corretto nella impostazione generale, voglio
ricordare che la legge regionale sui contributi prevede proprio che
prioritariamente i contributi li debbano ricevere gli enti che sono
destinatari di una precisa legge.
E persino all'interno di questi gli enti con i soggetti con
disabilità, disagio sensoriale etc., quindi non occorre inserire
l'articolo, perché già c'è.
La questione che noi dobbiamo risolvere è la questione della
costituzionalità delle leggi che presentiamo, e la questione delle
leggi ammissibili e quelle non ammissibili, perché su questo credo
che l'Aula o il Governo, perché il Governo non ha intanto nessuna
intenzione di delegittimare l'azione del Presidente dell'Ars,
soprattutto quando è rivolta a garanzia e a tutela degli interessi
generali e del rispetto delle leggi.
Voglio ricordare che noi abbiamo dovuto abbandonare la vecchia
tabella H, e abbiamo fatto benissimo, perché fu oggetto di una
impugnativa generalizzata da parte del Commissario dello Stato.
Abbiamo scritto una norma in modifica dell'articolo 128 che ha
stabilito, finalmente, che si accede ai contributi per bando, nella
proposta di legge nostra che era stata presentata alla Commissione
Bilancio e alle Commissioni di merito, c'erano soltanto gli enti
che non avevano subito alcuna impugnativa da parte di organi di
Governo che avevano passato il vaglio, quindi, della
costituzionalità perché nessuno li aveva mai impugnato, dando oltre
a persone che avevano il disagio sensoriale, come i non vedenti,
anche ad alcuni enti che erano considerati strategici.
Mi riferisco per esempio alla Fondazione Whitaker, che nessuno
vorrà dal momento che l'unica cosa che fanno a tenere un museo
aperto non credo che ci sia da fare nessun bando perché le spese di
quel museo sono in sostituzione di quelle che dovrebbe fare
direttamente la Regione, che servono praticamente a pagare gli
stipendi dei dipendenti.
FORMICA. Traduca Presidente.
CROCETTA, presidente della Regione. Io traduco e siccome sto
cercando anche di risolvere un problema è inutile che si pensi che
questo risolvere problema si risolva con singole discussioni o con
il parlare a questo o a quello, perché è l'impostazione generale
che va definita.
La Commissione ha inserito una serie di voci che non avevano
subìto fino ad oggi il vaglio di costituzionalità.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
No, non è così. Non Le consento di dire cose non vere
CROCETTA, Presidente della Regione. Se mi fa spiegare, onorevole
Vinciullo, non è così.
Non rientravano in norme precedenti perché quei capitoli erano
stati impugnati dal Commissario dello Stato precedentemente e non
avevano mai avuto una rettifica diversa.
Bene, se questa è la questione per cui diventa ma perché entra
quel capitolo e non entra l'altro , e se si fa l'eccezione per un
capitolo se ne deve fare eccezione per un altro. Io ritengo che
bisogna unificare l'articolo 22 e l'articolo 23 prevedendo norme
specifiche di finanziamento per le associazioni che hanno disagio
sensoriali, mi riferisco ai non vedenti ed ai non udenti, per
essere più chiari ciechi e sordi, il cui bando di gara è una
finzione e poi crea problemi enormi perché la scuola, per esempio,
per i non vedenti o per i non udenti è una attività ciclica che ha
un inizio delle lezioni a settembre e finisce a giugno. Quindi, non
si possono aspettare i tempi dei bandi.
L'altro elemento, se vi interessa la mia proposta la ascoltate, se
poi dopo che io ho fatto questo intervento continuerete a discutere
di altro
(Brusio in Aula)
Trasferire le risorse , vedo l'emendamento Anselmo, stabilendo
agli assessorati competenti esattamente i capitoli di spesa che
loro non avevano assegnati e destiniamo tutto il resto a bando e
chiudiamo rapidamente questa vicenda.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sarò
brevissimo, anzi veramente telegrafico. Mi permetto semplicemente
di richiamare l'attenzione che più volte si è rimarcato il fatto
che alcune iniziative avevano superato i principi di
costituzionalità.
Mi preme rammentare, ricordare, che tra i principi, anzi, tra gli
articoli della nostra Costituzione ce n'è uno fondamentale che è
l'articolo 97. Ce n'è un altro, il principio di uguaglianza, e ce
n'è un altro ancora non puoi subire disparità di trattamento .
Ebbene
(brusio in Aula)
FAZIO. Io rinuncio all'intervento. E' impossibile
PRESIDENTE. Prego, onorevole Fazio.
FAZIO. Tra i principi costituzionali ce n'è sicuramente uno che è
il principio di uguaglianza e, a mio avviso, le iniziative che io
ho visto contenute all'articolato all'esame dell'Aula effettua
delle disparità di trattamento che trovo assurde, allucinanti e non
condivisibili. Mi permetto di ricordare che la biblioteca
Fardelliana è un ente pubblico E' un ente pubblico e che è stato
messo nella difficoltà economica
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 16.37, riprende alle ore 16.38)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, circolano teorie strane. Io penso che non
tutti abbiano letto l'articolo 22 ed il contenuto degli allegati,
perché negli allegati, lo preciserà l'assessore Baccei, ci sono
tutte le spese obbligatorie, per cui ci innamoriamo delle nostre
idee, alla fine, e mi fa specie che intervenendo alcuni
parlamentari si dica non abbiamo l'allegato 1 e l'allegato 2 e
tutto il contenuto delle spese obbligatorie della finanziaria e dei
trasferimenti per il personale.
Prego onorevole Fazio, continui il suo intervento.
FAZIO. Signor Presidente, semplicemente e solamente per ribadire e
mi auguro che questa Presidenza, così come d'altronde ha anticipato
ed ha annunciato, non contribuirà a determinare delle disparità di
trattamento nell'ambito di situazioni che sono identiche. Se,
sostanzialmente, andiamo a tutelare, così come abbiamo tutelato, i
precari, così come siamo intervenuti per garantire i cosiddetti
livelli occupazionali, vorrei capire qual è il criterio che deve
essere seguito e che viene seguito dal Governo nel momento in cui
mi esclude alcuni enti e me ne include altri. Qual è il criterio di
carattere generale dove viene individuato il soggetto beneficiario
ed altri, invece, necessariamente deve per forza di cose deve
essere escluso. Questo è importante perché è giusto che,
effettivamente, si sappia.
PRESIDENTE. Il suo intervento è stato chiaro.
FAZIO. Vorrei semplicemente ribadire, ancora, un altro concetto
che, per quanto riguarda la biblioteca Fardelliana, non solo è un
ente pubblico, ma svolge un servizio sociale estremamente
importante nell'ambito del territorio. Vorrei anche aggiungere
un'altra cosa. Le difficoltà della biblioteca Fardelliana sono
direttamente attribuibili al Governo e, soprattutto, all'iniziativa
che è stata assunta nella soppressione delle ex province regionali,
che ha determinato, su decisione di un commissario straordinario,
il recesso da parte ovviamente dell'ex provincia regionale.
Mi permetto di ricordare che i soci sono il Comune di Trapani e la
Provincia regionale, non ci sono soggetti privati, svolge una
funzione di carattere sociale, ha cinquant'anni di storia, ha
documenti librari estremamente importanti e fondamentali e tutto
andrebbe al macero. Se questo non è da attenzionare ditemi voi
quale altro ente è da attenzionare
Se il Governo è così sordo e non comprende quanto possa essere
importante, faccia lui e si assuma tutte le responsabilità. Per
quello che mi riguarda, non intendo essere coinvolto in iniziative
cosiddette parziali, che vanno a beneficiare alcuni escludendo
altri.
Per me, se sono un padre i figli sono tutti uguali e non faccio
parzialità.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Vinciullo, chiarisca anche il
contenuto dell'articolo 22 nei vari aspetti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, i commi 1 e 2
dell'articolo 22 sono, per la maggior parte, spese obbligatorie.
Gli uffici hanno fatto distribuire l'allegato 1, parte A, e
l'allegato 1, parte B. In questo allegato che, comunque era già
stato inserito nel testo del disegno di legge relativo alla
finanziaria già distribuito lunedì scorso, sono previsti gli enti,
le associazioni, i comuni a cui vanno le somme previste nei commi 1
e 2.
Come vedete, sono spese obbligatorie. Per alcuni vi sono i
vitalizi per quanto riguarda i talassemici, per altri ci sono gli
stipendi dell'IRSAP, per altri ancora vi sono gli stipendi di una
serie di soggetti che fanno ancora parte di società che abbiamo
sciolte, un altro fa parte dell'accordo che è stato raggiunto con
il contingente dell'arma dei carabinieri.
Quindi, il comma 1 ed il comma 2 sono spese obbligatorie. Trovate
queste spese negli allegati A e B.
Pertanto, Presidente, la Commissione voleva sottoporre alla sua
attenzione l'idea di votare per parti separate gli emendamenti che
riguardano i commi 1, 2, 3, 4 e 5 in quanto trattasi di questioni
prettamente diverse.
1 e 2 sono spese obbligatorie. Se non lo facessimo condanneremmo
importanti categorie di lavoratori.
Per la seconda parte, invece, possiamo votarli tutti insieme o per
parti separate, come vuole lei.
Mi pare di capire che, da quest'Aula, sta venendo fuori l'idea di
accorpare tutte le risorse che abbiamo all'articolo 23 lasciando
fuori soltanto i ciechi ed i sordi, cioè coloro i quali svolgono
un'attività a sostegno di ragazzi e ragazze, soprattutto per quanto
riguarda la stamperia Breil, che hanno bisogno del supporto
necessario di quest'associazione.
La Commissione, Presidente, rimette a lei questa decisione in
quanto, una volta che abbiamo tutelato le associazioni che hanno
come obiettivo previsto dalla legge, e sono enti funzionali e
strumentali della Regione, quello di aiutare i soggetti fragili,
quali sono i non vedenti ed i non udenti, questa soluzione che pare
essere emersa dall'Aula va più che bene alla Commissione.
PRESIDENTE. Se abbiamo ascoltato - e ritengo di sì - il Presidente
della Commissione, nella sua qualità, ha fatto una proposta più che
di buon senso a questa Presidenza che mi sento di accogliere:
votazione per parti separate. Perché, ove non fosse chiaro, i commi
1 e 2 non possono non rimanere, perché successivamente sono stati
presentati gli emendamenti all'allegato, in più e in meno. Non
possiamo bocciare il comma 1 e 2 perché comunque sono spese
obbligatorie. Sul resto, c'è discrezionalità e allora l'Aula può
intervenire.
Gli emendamenti 22.11, 22.1, 22.2, 22.10, 22.9, 22.3 sono
inammissibili.
Si passa all'emendamento 22.4 dell'onorevole Di Mauro e altri.
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, l'approvazione del soppressivo del comma 3
dell'articolo 22 aumenterebbe la gravissima situazione di
difficoltà dei teatri pubblici siciliani. In questo momento con una
operazione di risanamento che ha riguardato principalmente
l'Orchestra sinfonica siciliana dove ci sono circa 20 milioni di
euro di debiti abbiamo ottenuto una ripartizione. E ancora oggi ci
sono due mesi di stipendi arretrati al Teatro stabile di Catania 4
mesi di stipendi arretrati e Taormina Arte più di 14 mensilità
arretrate. Credo che la situazione sia piuttosto grave.
Il Governo esprime parere favorevole sul 22.14 a firma
dell'onorevole Ciancio e su cui l'onorevole Anselmo ha posto la
firma per il Partito Democratico.
DI MAURO. Ritiro l'emendamento 22.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 22.8, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 22.14, a firma degli onorevoli Ciancio e
altri. Gli onorevoli Anselmo e Lupo appongono la firma
all'emendamento 22.14.
Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.14. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 22.17 è precluso.
Si passa all'emendamento 22.5 a firma degli onorevoli Di Mauro e
altri.
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.5. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 22.18 a firma degli onorevoli Fontana e altri non ha
copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 22.6, a firma degli onorevoli Di Mauro e
altri. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, da parte della Commissione c'è una perplessità,
nel senso che la somma viene impegnata per dieci anni. Ma non penso
che noi possiamo impegnare la somma per dieci anni, la possiamo
impegnare per un triennio, per dieci anni. Poi, se il Governo pensa
di poter per dieci anni impegnare questa somma, però da parte
della Commissione viene fatto questo rilievo.
PRESIDENTE. A me sembra strano: è scritto da due mesi questo
articolo e ce ne accorgiamo ora?
BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'Economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, è già stato approvato in Commissione e ha la copertura
nei limiti di spesa pluriennali; per cui, ha la copertura.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.6. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.6.
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.6
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
ho letto una notizia stamattina su La Stampa e ho appreso che il
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Governo ieri pomeriggio ha affidato l'assistenza tecnica di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
Garanzia giovane a Invitalia. Stamattina era una lettera che i
dell'emendamento 22.6.
dipendenti inviavano al Governo. Mi chiedo se ancora una volta i
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
soldi della Sicilia, i soldi che lo Stato invia alla Sicilia,
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
proprio perché sono destinati allo sviluppo, anche a garantire il
pulsante bianco.
lavoro di tanti giovani, possano essere affidati ad una società che
Dichiaro aperta la votazione.
già di per sé svolge assistenza tecnica per il Ministero e quindi
si pagano i dipendenti della Società Invitalia.
(Si procede alla votazione)
Dico è l'ultimo scacco matto e dimostra, appunto, la volontà di
questo Governo di essere veramente assoggettato a Roma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Lo discuteremo nel corso della finanziaria però ritengo che questa
sia veramente una decisione che non può essere accettata laddove
Risultato della votazione
soprattutto si deve considerare che queste società, le società
strategiche, appunto una di queste Sviluppo Italia, sono delle
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
società interamente partecipate dalla Regione ma la normativa
segreto:
comunitaria e la normativa statale proprio perché società in house
up non permettono a queste società di agire e quindi di avere
Presenti e votanti 68
rapporti, di agire a libero mercato. Quindi se il Governo non da
Maggioranza 35
commesse, significa mettere a rischio i dipendenti della Società
Favorevoli 39
Sviluppo Italia che pure ha svolto in tutti questi anni un'attività
Contrari 29
di assistenza favorendo appunto le start up l'intrapresa, quindi mi
Astenuti 0
sembra effettivamente, non si riesce a comprendere che cosa stia
succedendo.
(E' approvato)
Noi l'anno scorso avevamo proposto che in Invitalia venisse
inglobata a IRFIS e l'Assessore all'economia aveva appunto
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento 22.20.
sostenuto che non era necessario perché Sviluppo Italia è una
società che va rilanciata. Mi sembra che nell'ultimo atto di ieri
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
non sia in questa direzione, affidare l'assistenza tecnica a
Formet, ad altre società quando in Sicilia vi sono competenze e
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
professionalità significa veramente dimostrare di non avere amore
per questa terra.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io rimango
basito, il dissalatore di Vulcano è stato completato con fondi
RAGUSA. Chiedo di parlare.
pubblici e deve essere attivato in un'isola minore, ed è un
programma pluriennale di fondi europei spesi; ma siamo alla follia
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Questo è un suicidio dal punto di vista politico
Presidente, io non ho parole Non ho parole Un'opera già
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che iniziamo
consegnata e collaudata in un'isola minore, abbiamo investito
ufficialmente i lavori o comunque entriamo nel vivo della
milioni di euro, ma veramente stiamo discutendo? Non so il Governo
discussione di questo bilancio e finanziaria, io avrei bisogno di
cosa possa fare, presidente Crocetta, non so cosa dire, Assessore
chiedere al Governo, in particolare all'Assessore al Bilancio, non
Contrafatto
c'è riscontro tra le carte consegnateci dei fondi destinati alle
Province.
PRESIDENTE. Invito il Governo a non presentarmi emendamenti se
Come lei sa ci sono alcune province in Sicilia che hanno avviato
dobbiamo andare avanti. Assessore Baccei, cortesemente, ritiriamo
dei servizi importanti quale assistenza igienico sanitaria nelle
gli emendamenti, non mi presentati più emendamenti.
scuole superiori. E' chiaro che se queste province saranno
abbandonate a se stessi non avranno i fondi per portare avanti
VULLO. Chiedo di parlare.
queste attività, dovranno cessare anche i servizi, con tutto quello
che ne comporta, e ritengo che sia una cosa importante, quanto
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
indispensabile.
Nell'articolo 23 che è stato stralciato, tra l'altro, a seguito
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so chi ha
erano inserite due cose molte importanti che riguardano in
chiesto il voto segreto e quei simpaticoni che hanno votato con il
particolare la provincia di Ragusa e cioè l'Aras e la Corfilac. Se
voto segreto hanno affossato il dissalatore di Vulcano.
cortesemente nel rivedere il tutto e nel presentare se vuole il
Io ho sentito in questi giorni e in queste ore parlare in lungo e
Governo un emendamento finale per dare atto alle aspettative sia
in largo della questione del turismo in Sicilia. Dopodiché una
delle province e quindi Liberi Consorzi di oggi, sia dell'Aras e
delle isole che va maggiormente agli occhi degli Italiani, agli
sia del Corfilac, si possono essere più chiare perché noi avremo
occhi dei cittadini europei è quella di sponsorizzare le isole
bisogno di capire meglio quale sarà il destino di questi enti.
Eolie. Ed allora, per scherzare alcuni che gli piace in queste ore
Grazie Presidente.
parlare, parlare, parlare, affossano con un emendamento soppressivo
il dissalatore di Vulcano mi sembra una cosa assurda
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
Scommetto, Presidente, che il 100 per cento di coloro i quali
hanno votato l'emendamento soppressivo in estate vanno a Vulcano e
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
si lamentano perché trovano l'acqua salata. Vergogna
E' una vergogna quello che è successo stasera Una vergogna
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io Presidente le
chiedo, sull'ordine dei lavori, la possibilità di avviare una
LACCOTO. Chiedo di parlare.
riflessione. Penso che sia dovuta e doverosa, penso che lo sia
ancora di più dopo le notizie di stampa di oggi in merito ad
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
un'intervista che è stata rilasciata sul quotidiano La Sicilia dal
presidente di Riscossione Sicilia il quale oggi ha ufficialmente
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardate che
snocciolato delle cifre in merito all'ultimo ricorso vinto dalla
l'Aula, in questo momento, Assessore e Presidente, se è possibile,
Regione Siciliana dinanzi alla Corte Costituzionale.
l'Aula in questo momento non si è resa conto di avere bocciato,
Come sappiamo oggi il Presidente della Società ha dichiarato che
praticamente, un emendamento, un comma, che prevedeva somme
l'ultima sentenza, la 31 del 2016, vale qualcosa come 500 milioni
obbligatorie. Per cui, Presidente, io credo che sia giusto, in ogni
di euro. Ora veda Presidente io come lei sa ho atteso e attendo che
caso, cercare immediatamente di recuperarlo nella norma stralcio.
vi possa essere la discussione franca sulle vicende del
Faccio un appello al Presidente dell'Assemblea e all'Assessore
contenzioso.
perché lì, rispetto a tutto il mondo, noi abbiamo un dissalatore,
In queste settimane questo Parlamento si è confrontato come dire
sperperiamo le somme e, praticamente, lo blocchiamo perché non
con tutte le difficoltà del caso e della situazione, per
abbiamo praticamente, come Assemblea, riconosciuto che quelle sono
l'ottenimento di cifre per i tanti interventi che i deputati
spese obbligatorie; sono spese obbligatorie come quelle dei teatri
meritoriamente vogliono come dire cercare di portare avanti nei
e come altro.
territori, che riguardano in alcuni casi cifre esigue, parlo di
Se vogliamo vanificare un finanziamento e, allora, le chiedo,
qualche migliaia di euro, e tutti noi ci siamo confrontati
Presidente e Assessore, di riportarlo nelle norme stralcio.
onorevole Presidente, con la difficoltà di rinvenire somme utili
In ogni caso, alla fine, mi farò promotore, insieme a tutti gli
affinché questo bilancio potesse dare delle risposte ai siciliani.
altri deputati, di un ordine del giorno per far sì che le spese
Oggi siamo in una situazione che non so definire, io cerco un
obbligatorie vengono, in qualche modo, sicuramente, mantenute
aiuto anche da parte sua, e lo faccio non con spirito polemico nei
perché altrimenti noi avremo fatto un danno enorme.
confronti di nessuno, lo faccio proprio per amore della verità
Presidente Ardizzone, e per il compito arduo che ci è imposto di
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome stiamo discutendo su una
determinare un bilancio che rispecchi in modo fedele e appropriato
norma già che è stata cassata, c'è una proposta dell'onorevole
quelle che sono le cifre di cui dispone la Regione, siamo dinnanzi
Laccoto, fatta al Governo e condivisa dalla Presidenza della
alla sentenza 65 del 2015 che ha un pregresso di 230 milioni di
Commissione di mandarla, con urgenza, tra le norme stralcio e
euro, e che non ho diciamo avuto la possibilità di leggere nelle
appartiene, poi, al potere-dovere del deputato presentare ordini
entrate del bilancio presentate dal Governo della Regione, un
del giorno, se lo ritiene.
ordinario di 115 milioni di quella sentenza, sempre la 65, che non
ritrovo nel bilancio della Regione, e siamo a 345 milioni, ora con
CROCETTA, presidente della Regione. Esprimo parere favorevole a
la sentenza 246 del 2015 e con la 31 del 2016 vengono come dire
trattarla in un'altra seduta tra le norme stralcio.
sentenziati dei principi chiari inerenti alla derivazione delle
entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, e viene detto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al fascicolo degli
in modo chiaro che sono di spettanza di questa Regione, non per
allegati, le variazioni delle tabelle.
come dire vantarmi o per altro, ma a fine dicembre il mio gruppo ha
Si procede con l'emendamento ALL 1.18, a firma degli onorevoli
presentato dei numeri dicendo che quella sentenza, che affermava
Palmeri ed altri.
quel principio valeva 600 milioni di euro l'anno, e l'assessore
Il parere del Governo?
Baccei legittimamente non dico che vi sia un fine diverso da quello
che non sia la verità, perché non mi accodo a critiche sterili o
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
altro, ma l'assessore Baccei il 22 dicembre ha dichiarato in
quest'Aula che quella sentenza, anche sui dati che gli davano i
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
suoi uffici valevano 20 milioni di euro, e che tutte le altre cifre
erano come dire un po' bizzarre, oggi Presidente Ardizzone il capo
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
della società che si occupa di riscossione di questa Regione dice
Contrario a maggioranza.
che queste sentenze valgono 500 milioni di euro.
Presidente Ardizzone, onorevoli colleghi, ma stiamo giocando?
PALMERI. Chiedo di parlare.
Non capisco, cioè delle due l'una, non è che le versioni possono
stare in piede assieme, o le sentenze le ultime valgono 20 milioni,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
o valgono 500 milioni. Presidente Ardizzone io quello che le
chiedo, ed è anche per questo che sono intervenuto, io penso che
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, su
questa Regione debba come dire esitare i propri documenti
questo emendamento ho visto che c'è un parere contrario del Governo
contabili, il bilancio e la finanziaria, con la massima precisione
e c'è anche una riscrittura.
in un momento di grande difficoltà, non parliamo di 2 - 3 milioni
Volevo fare una piccola nota su questo emendamento perché si
di euro, parliamo di una come dire entrata di circa 900 milioni di
tratta di andare a trovare la copertura per ventisette riserve
euro, perché se sommiamo le varie sentenze fanno che il solo anno
naturali in Sicilia e ci sono in ballo novanta dipendenti. Si
2016 900 forse 1 miliardo di euro.
tratta, quindi, praticamente, non di dare un contributo a delle
Presidente Ardizzone le chiedo di fermarci un ora, due ore, per
riserve, ma si tratta di riserve naturali per le quali c'è una
fare un analisi attenta, con i preziosi uffici di cui si avvale
convenzione con la Regione siciliana dal 1998. Si tratta di
questa Assemblea, che sono composti da dirigenti di altissimo
riserve, tra l 'altro, che si sono distinte, che da anni si
livello affinché si possa fare un'analisi attente ed ultimativa su
distinguono in Sicilia per portare avanti una buona amministrazione
queste cifre, noi non possiamo andare avanti ed affidarci alle
e per avere contribuito a creare e a mantenere una biodiversità in
cifre così tanto diverse, io potevo capire una cifra che si poteva
Sicilia.
discostare di qualche milione di euro, qui parliamo di un abisso
Non stiamo parlando, quindi, di noccioline e di cose che sono
che si apre dinnanzi a noi in positivo grazie a Dio, e di questo
state inserite all'interno della tabella per dare un contributo, ma
onorevoli deputati ci dobbiamo avvalere, diversamente se io come
stiamo parlando appunto di salvaguardare le nostre aree protette in
dire ritrovo all'interno non di un documento della Regione
Sicilia, perché se non si trova questa copertura, sicuramente si
siciliana, ma se io trovo Presidente Ardizzone che nella nota di
andrà incontro alla chiusura dei presidi e si tratterà di
aggiornamento al Def del 2015 il Governo nazionale afferma che sono
licenziare novanta dipendenti.
state riscosse 11 miliardi di euro in più dalla lotta all'evasione.
Chiedo, quindi, al Governo di assumersi le proprie responsabilità
Chiedo a me, a lei, agli uffici di questo Parlamento, ai deputati
in questo frangente, anche perché ogni anno ci ritroviamo a dovere
quante di queste somme sono di spettanza di questa Regione, e
rimpinguare proprio questo capitolo. C'è, quindi, una scelta
potrei continuare dicendole per esempio Presidente Ardizzone e
politica fra alcuni enti gestori ed altri. Qua stiamo parlando,
assessore Baccei, la voluntary disclosure che si è chiusa a
infatti, delle associazioni delle riserve gestite dalle
dicembre inerente al rientro di capitali del 2015 e che è valsa 4
associazioni ambientaliste e dalle università. Secondo un decreto
miliardi di gettito nuovo per l'Italia, quante di queste somme sono
del Direttore generale erano stati previsti, per dare copertura, 3
state riversate di spettanza alla Regione all'interno del nostro
milioni 922 mila euro, fra l'altro stiamo parlando appunto di un
bilancio? Su queste domande, presidente Ardizzone, ci dobbiamo
valore minimo che non è stato aggiornato dal 1998. Si riuscirebbe,
fermare un'ora, due ore, tre ore, non penso che necessiti questa
quindi, proprio a garantire gli stipendi, le gestioni, e se non si
analisi di un tempo che possa essere annoverato nelle giornate,
va a dare questa copertura minima, che non è aggiornata, ripeto,
penso che bastino poche ore per avere un dato chiaro e su questo
dal 1998, quindi ai tempi della lira, praticamente andiamo incontro
esitare i nostri documenti.
obbligatoriamente a questi licenziamenti.
Fra l'altro, vorrei fare anche una valutazione politica, perché in
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
una situazione di assenza di tutta una serie di leggi a tutela
dell'ambiente, a tutela del suolo, di pianificazioni ambientali, in
PRESIDENTE. Anche se la discussione generale era chiusa,
mancanza di piano di rifiuti, di acqua, di energia, in mancanza di
l'intervento merita una risposta. Ne ha facoltà.
legge a tutela della costa, del mare, della biodiversità e del
suolo noi che cosa facciamo? Andiamo sempre a tagliare l'ambiente
BACCEI, assessore per l'economia. Solo per rispondere
che è, praticamente, la nostra fonte di sviluppo sostenibile. E',
all'onorevole Lombardo. Ovviamente, ho come primo riferimento il
quindi, una scelta politica che spero il Governo, praticamente,
mio Dipartimento finanze che fa tutte le stime relative alle
ritorni sui suoi passi.
entrate. Relativamente alla vecchia sentenza della Corte
Inoltre, avevo presentato un emendamento che andava a rimpinguare,
costituzionale, quella fine 2015, abbiamo depositato per la sua
praticamente, il capitolo 454525 per la creazione delle nuove aree
interrogazione per la quale noi, si ricorda, eravamo in Aula per
naturali protette. Anche su questo era stata data copertura zero,
rispondere, poi si è deciso di rimandare, però l'avvocato Bologna
cioè praticamente in una situazione come quella nostra siciliana
ha depositato le sue stime, che sono quelle che lei citava dai 13
che siamo del tutto disallineati dall'Europa e dall'Italia per
ai 20 milioni di euro l'anno, a seconda degli anni.
assenza di leggi edili a tutela dell'ambiente, noi che cosa
Oggi, ho chiesto all'avvocato Bologna, in seguito alla nuova
facciamo? Andiamo ad azzerare il capitolo per la creazione di nuove
sentenza della Corte costituzionale, di rifare queste stime, lui mi
aree naturali protette. C'è, quindi, questa scelta politica.
ha mandato una prima indicazione che conferma, in linea di massima,
Inviterei il Governo a prendere dai mille sistemi parassitari che
quelle già fatte, però si riservava di rifarle più accuratamente e
gestisce, che ha creato e che ancora mantiene, perché non si può
può essere oggetto di una successiva discussione.
sempre continuare a tagliare dall'ambiente e da tutte quelle forme
Quello che devo dire è che l'unica stima razionale, con un
di sviluppo per la nostra terra. Questa cosa è inaccettabile.
procedimento logico che ho visto è quella dell'avvocato Bologna.
Per tutte le altre stime che ho sentito, che andavano dai cinque
PRESIDENTE. Il Governo vuole precisare che ha espresso parere
miliardi, ai due miliardi, al mezzo miliardo, non c'era alcuna base
contrario per mancanza di copertura finanziaria.
logica di calcolo ed alcun elemento alla base di quel calcolo.
Per cui, dal momento in cui, ed ho invitato anche lei a venire nei
CORDARO. E, allora, non lo deve fare votare, signor Presidente.
miei uffici, mi si presenta una stima fatta con rigore scientifico,
Nessuno di questi emendamenti è passato dalla Commissione Bilancio.
con criteri diversi sono il primo ad accoglierla perché se troviamo
risorse nuove per il bilancio, ben vengano. Io l'avevo invitata a
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diamo la possibilità al Governo di
venire nei miei uffici a portarmi le sue stime, ci confrontiamo, le
fare la verifica. La seduta è sospesa fino alle ore 17,15.
vediamo, se la stima è scientifica sono il primo ad accoglierla.
(La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 17.13)
LOMBARDO. Io non devo fornire cifre, ho gli strumenti tecnici per
fornire delle stime su miliardi di euro L'Assemblea si deve dotare
La seduta è ripresa.
delle sue stime. Presidente, è un fatto grave
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, la prego, non siamo in discussione
generale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, devo fornire delle cifre sui ricorsi
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, i miei Uffici
mi dicono che gli emendamenti di cui all'allegato 1 sono tutti
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, non c'entra niente la discussione
inammissibili, ad eccezione dell'ultimo, ALL 1.20, che è
fatta in questo momento. Lei ha chiesto di intervenire sull'ordine
tecnicamente ammissibile.
dei lavori.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, anche l'ultimo è precluso, avendo
già votato l'emendamento 22.14.
Pongo quindi in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli onorevoli Picciolo e Alloro hanno dichiarato il loro voto
contrario.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare
la Presidenza per avere dichiarato inammissibili questi
emendamenti, e nello specifico mi piace evidenziare, e me ne
dispiaccio, che il nuovo centro destra aveva presentato un
emendamento per togliere i soldi al personale dell'Ente Sviluppo
Agricolo per darli alle iniziative culturali.
Nel presentare gli emendamenti bisogna mostrare più attenzione;
fortunatamente esiste la Presidenza.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 23, precedentemente
accantonato.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo chiedere una
cosa importante, però vorrei che l'Assessore Cracolici mi
ascoltasse un attimo, perché è una cosa che riguarda lui.
Assessore Cracolici, siamo all'articolo 23 e si parla di
stralciarlo e mettere tutto l'articolo a bando. Vorrei chiederle,
ma il CORFILAC e l'ARAS possono andare a bando? E' importante
questa cosa, perché se domani mattina questi non possono andare a
bando, resteranno tagliati fuori da questo finanziamento.
E' fondamentale avere questa risposta perché altrimenti questo
articolo io non lo voto
PRESIDENTE. Il Presidente Crocetta ha presentato un emendamento
sostitutivo dell'articolo 23. I commi 5 e 6 sono stati votati
nell'articolo 22. Inviterei il Governo a ritirarlo in questo
momento così andiamo secondo l'ordine.
Se ci intendiamo, avendo stabilito i principi di carattere
generale, eventualmente la riscrittura si fa alla fine, sulla
questione delle percentuali, da quello che ho capito, altrimenti
così non si comprende.
Presidente Crocetta, siamo in linea con quanto da Lei dichiarato,
mi faccia fare il mio lavoro ai fini della maggiore chiarezza per
farlo seguire all'Aula.
Si passa all'emendamento soppressivo 23.12, degli onorevoli
Clemente ed altri.
CLEMENTE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
chiedere al Governo, se malauguratamente dovessimo bocciare questa
tabella, se ci sono delle spese obbligatorie?
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
domanda dell'onorevole Rinaldi è una domanda molto opportuna
perché, voglio dire, così come
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non gridate Non c'è motivo di
gridare. L'onorevole Rinaldi ha fatto una domanda tecnica ed è pure
corretta.
CIMINO. Onorevole Cordaro, se mi dà l'opportunità vorrei
rappresentarle questo problema rispetto all'emendamento presentato
dal collega Clemente. In questa tabella vi sono alcune spese che,
secondo il sottoscritto, sono spese obbligatorie. Quindi io
proporrei di votare quest'articolo per singoli commi perché, faccio
un esempio, la scuola di servizio sociale è il pagamento degli
stipendi, i consorzi universitari è il pagamento degli stipendi,
altra cosa sono le attrezzature universitarie, faccio un esempio,
ma voler tagliare totalmente il costo del personale della scuola di
servizi sociali o anche quella dei consorzi universitari sarebbe un
grandissimo danno, posto che, secondo il sottoscritto, è
inammissibile un emendamento in questo senso perché si tratta di
spese di personale.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, noi possiamo votare per commi, se
lei guarda nel primo comma c'è il rifinanziamento di ben nove
leggi. Non posso stralciare e votare sulla singola legge perché
significherebbe abrogare la legge. Si può votare per singoli commi.
RINALDI. Io questa domanda l'avevo fatta al Governo, se posso
avere una risposta.
Per carità, l'onorevole Cimino ne sa di più, essendo stato già
assessore al Bilancio, e quindi conosce benissimo la materia. Ma,
in questo momento, chiedo al Governo se ci sono delle spese
obbligatorie all'interno dell'articolo 23. Se mi rispondete, per
favore.
CIMINO. Rispetto alla proposta del Presidente dell'Assemblea di
votare per commi, si può votare per commi stralciando quelle parti
che hanno le spese obbligatorie. Quindi la scuola ed i servizi
sociali ed i consorzi universitari, perché sono spese obbligatorie
quelle che riguardano il personale. Ricorderete che c'era stata
anche una proposta da parte della Presidenza dell'Assemblea di
trasferire questi soldi per i consorzi universitari,
intelligentemente, come riserva nei fondi che si danno ai liberi
consorzi perché sono soldi dei liberi consorzi destinati per i
consorzi universitari.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho il
dovere di dire a quest'Aula che, per quanto riguarda le spese
riferibili al dipartimento agricolo, ancorché non siano spese
obbligatorie in senso stretto, sono spese cosiddette obbligate, nel
senso che sono riferibili ad attività istituzionali, in alcuni
casi, faccio l'esempio dell'associazione allevatori che ha un
compito fissato da legge nazionale del registro genealogico dei
capi che viene finanziato dall'Assessorato regionale e dal
Ministero dell'agricoltura per le attività di istituto, senza il
quale non saprei neanche come fare un bando, nel caso specifico, o
il CORFILAC o i consorzi di ricerca che impropriamente sono
iscritti...
CROCETTA, presidente della Regione. Non ne fanno parte. Non stiamo
votando l'emendamento
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Presidente, mi hanno chiesto cosa succede a
questo emendamento qualora venisse respinto.
Sto dicendo che ci sono attività - ho fatto l'esempio del
CORFILAC, dei consorzi di ricerca, dell'Osservatorio della pesca
che sembra una banalità ma, proprio in queste ore, stiamo andando a
trattare il FEAMP al Ministero dell'agricoltura e della pesca
nazionale grazie ai dati che ci certifica l'Osservatorio della
pesca.
Consentitemi di dire, colleghi, considerato che sto in questo
Parlamento da qualche anno, personalmente, farei un appello a tutti
al fine di recuperare un po' di lucidità, perché mi sembra che
siamo impazziti, per cui ce la prendiamo con tutto e tutti.
Ma come facciamo a determinare bandi ad esempio per i ciechi
piuttosto che per i sordi. Come si fa? L'abbiamo fatto un anno ed è
stata una grande cavolata
Ecco perché suggerisco a questo Parlamento di recuperare un minimo
di lucidità e consentire di fare ciò che, istituzionalmente,
abbiamo sempre fatto, al di fuori della tabella H.
Questa storia con la tabella H non c'entra nulla
Però, si parla come se fosse un unicum con la tabella H .
Io non so cosa farà il Parlamento, però, ho il dovere di dire che
se verranno azzerati i capitoli, è vero che potremo fare i bandi ma
io non ho, al momento, alcuna certezza che con i bandi finanzieremo
coloro che hanno una legge, in questo momento, per i servizi che,
obbligatoriamente, devono dare alla Sicilia.
Ho il dovere di dirlo, dopodiché ognuno si assuma la
responsabilità ed ognuno giocherà a carte scoperte.
PRESIDENTE. Assessore Cracolici, sono stralciate le norme, punto.
Quindi, lei non è stato d'aiuto perché è intervenuto a difesa del
suo Assessorato.
Capisco. Lei ha detto non sono spese obbligatorie, sono obbligate,
che è una cosa diversa.
E lei da Assessore, se le arriveranno nel suo Assessorato, nella
sua rubrica le somme, sarà così bravo perché ha la competenza da
accelerare le procedure per dare i soldi anche al CORFILAC.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Ragusa, lei è intervenuto quattro volte
sul CORFILAC. Ho capito che lei è contrario se non verrà inserito
il CORFILAC.
Su una domanda specifica posta dall'onorevole Rinaldi, la risposta
è stata che si tratta di spese non obbligatorie ma obbligate,
punto.
C'è una richiesta di votare per singoli commi. Però, attenzione,
se votiamo per singoli commi .
C'è un emendamento il comma 1 è soppresso .
CORDARO. I soppressivi ci sono per tutti i commi
PRESIDENTE. In un comma, nel comma 1, sono indicate le norme
tranne quelle stralciate.
CROCETTA, presidente della Regione. Abbiamo la riscrittura che può
essere sottoposta all'Aula.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, mi scusi, se lei pensa che,
attraverso la riscrittura
Ci dobbiamo intendere, perché già la proposta di riscrittura è
presentata da parte del Governo ed ho ritenuto di accantonarla per
rispetto dell'Aula e per il lavoro che è stato fatto. Perché non
possiamo pensare che, attraverso la riscrittura, che tiriamo
cinque, sei ore alla fine, chi è più bravo inserisce le cose Basta
ora
Posso accettare il discorso di fare il comma 1/a, comma 2/b, comma
3/c. Facciamolo così, presidente Crocetta
Chiedo al Governo di venire incontro alle esigenze della
Presidenza che sono anche le esigenze di singoli parlamentari per i
principi invocati di avere chiarezza nel momento in cui si vota.
Invito i presentatori dell'emendamento 23.12, gli onorevoli
Clemente ed altri, a ritirarlo.
CLEMENTE. Lo manteniamo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contraria maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.12. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 23.11, a firma degli onorevoli Clemente
ed altri.
CLEMENTE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il fatto
che sul primo comma avevamo chiesto già il voto segreto, lei ha
interrotto mentre lo stavamo appoggiando, e poi è andato avanti
facendo finta di dimenticarlo.
PRESIDENTE. Ma lei sta intervenendo sull'emendamento 23.11.
CLEMENTE. No, sul precedente. Comunque, io non capisco il metodo.
Il presidente Crocetta più volte ha dichiarato che c'è un
emendamento di riscrittura. Noi stiamo lavorando non conoscendo
questo emendamento di riscrittura e andando avanti al buio e ci
troveremo, alla fine
PRESIDENTE. Non è al buio. Lei è alla luce perché ha tutti gli
emendamenti inseriti.
CLEMENTE. Tranne quello di riscrittura del Governo.
PRESIDENTE. Stia tranquillo che, in questa fase, il Governo ha
presentato un emendamento di riscrittura riguardante l'articolo 22
che era stato già approvato.
CLEMENTE. Lo ha detto adesso
PRESIDENTE. Vada avanti. Quando arriva l'emendamento, se è
ammissibile, lo ammetterò alla votazione dell'Aula.
CLEMENTE. Ma non sarebbe giusto distribuirlo?
PRESIDENTE. Non sospendo lavori, onorevole Clemente
CLEMENTE. Non sto dicendo di sospendere i lavori Ho detto sarebbe
giusto distribuirlo.
PRESIDENTE. Ma non c'è l'emendamento di riscrittura
CLEMENTE. Come non c'è
PRESIDENTE. Non c'è alcun emendamento di riscrittura
CLEMENTE. Quindi, non ci sono emendamenti di riscrittura
presentati dal Governo?
PRESIDENTE. L'emendamento di riscrittura, come preannunciato dal
Governo, eventualmente sarà al comma 5, sui criteri dell'articolo
128. E già il Governo lo ha preannunciato che condivideva i
principi contenuti nel comma 5. Quando arriveremo al comma 5 che
riguarda il 128, se lo presenterà, lo distribuirò, daremo il tempo
per esaminarlo e si andrà avanti. Il presidente Crocetta ha detto
che condivideva i principi generali contenuti nell'emendamento che
porta la firma degli onorevoli Anselmo, Milazzo e Cirone.
Però, ci vuole un poco di attenzione
CLEMENTE. Signor Presidente, ho voluto un chiarimento, solo
questo..
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se seguite, lo aveva detto.
L'emendamento 23.11, prevede la soppressione dell'intero comma 1
dove ci sono tutte le leggi finanziate: iniziative culturali
direttamente promosse, associazioni culturali, promozione
turistica, bonus nascite, consultori a supporto famiglia, scuole di
servizio sociale, università attrezzature, università CUS, Consorzi
universitari, fondi, contributi in favore di soggetti beneficiari
di un sostegno economico. Non c'entrano con gli articoli
stralciati, lo dico per chiarezza.
Pongo in votazione l'emendamento 23.11.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
CLEMENTE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
segreto.
1132/A e 1133-1155/A.
PRESIDENTE. Resta inteso che in caso di bocciatura non posso
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.44, a firma degli
riproporre nella stessa sessione la stessa materia; c'è tutto il
onorevoli Tancredi ed altri. Il parere del Governo?
fondo dell'articolo 128. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura. Ci sono
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
obbligazioni giuridicamente vincolanti ed il fondo è stato
Contrario.
calcolato con rigore, per cui non ci sono margini.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PRESIDENTE. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A4.45, del Governo. Il parere della
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Commissione?
Contrario a maggioranza.
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 23.11.
segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 23.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 81
Votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 33
Contrari 48
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, calma, se il Governo ha un emendamento di
riscrittura sui principi dell'articolo 128 che, come ha dichiarato,
devono essere di carattere generale, ad eccezione, li cito
testualmente perché erano stati individuati: Unione italiana ciechi
Helen Keller; Comitato regionale della Sicilia e dell'Ente
nazionale Sordomuti; Assistenza socio-sanitaria fisico Frisone;
Istituti per ciechi Palermo e Catania; Stamperia Braille.
GRECO Giovanni. E il polo Asi?
PRESIDENTE. Il polo Asi è stato già votato. Quello che abbiamo
votato sono le leggi che già fanno parte della legislazione
regionale: inziative culturali direttamente promosse, votato;
associazioni culturali, votato; promozione turistica, votato; bonus
nascita, votato; consultorio a supporto famiglia, votato; scuole di
servizio sociale, votato; università attrezzature, votato;
università Cus, votato; consorzi universitari, votato. L'articolo
128 in generale, votato complessivamente.
Sospendo per dieci minuti per dare la possibilità al Governo,
sulla base della votazione effettuato, di riscrivere l'emendamento
o aggiuntivo, vedete voi, perché possiamo andare avanti; prego il
Governo, però, di non mettere in difficoltà questa Presidenza,
reinserendo argomenti già stralciati o addirittura materia nuova..
La seduta è sospesa fino alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 18.21)
La seduta è ripresa.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 23. Appoggio l'emendamento 23.30 presentato
dall'onorevole Falcone e su questo ho presentato, assieme a lui, un
sub emendamento per un'ulteriore spesa di 1 milione e 200 mila
euro.
Parliamo delle scuole paritarie, delle scuole dell'infanzia, che è
uno dei tanti problemi che attanagliano la Regione, in particolare
i comuni metropolitani, perché non riescono a soddisfare i bisogni
delle famiglie; mancano di strutture, in particolare per le scuole
dell'infanzia e primarie.
Il lavoro che svolgono le scuole paritarie, ed in particolare
queste dell'infanzia e primaria, è di grande aiuto alla nostra
società, quindi è giusto ed onesto aiutare - per quei bambini che
rimangono fuori dalle iscrizioni - a trovare sfogo e la possibilità
di iscriversi e pagare una minima retta, in particolare per le
famiglie bisognose.
Queste sono realtà che non si possono dimenticare.
Io penso che questa sia una spesa virtuosa, considerato il fatto
che si gioca la crescita sana, l'obiettivo è quello di arrivare
alla crescita sana dei figli, avere un nido, avere un insegnante,
avere la gioia di tanti bimbi che insieme fanno crescere la bella
realtà che sono i bambini.
Per questo, signor Presidente, dico ai miei colleghi di votare
favorevolmente questo sub emendamento all'emendamento 23.30
dell'onorevole Falcone, affinché possiamo soddisfare anche il
bisogno di queste poche famiglie. Ma è giusto che sia così.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, siccome avevo presentato un emendamento
e poi ovviamente anche subemendamento, vorrei sapere che fine
fanno. Se lo mette in votazione oppure se viene stralciato.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo ancora in attesa del Governo su questa
riscrittura. Lo dico per rispetto dei parlamentari che sono rimasti
in silenzio in questa Aula. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, pure io ho presentato un
subemendamento alla Tabella, il n. 128 che c'è nel testo del
Governo. Vorrei capire, presentando la riscrittura del Governo, se
devo trasportarlo lì o se resta in piedi.
PRESIDENTE. Si può ripresentare.
I principi generali sono stati ribaditi apertamente da tutti.
Credo che andranno concretizzati nell'atto perché si era detto,
questa è l'intesa condivisa dal Governo, che ha trovato
condivisione ampia dell'Aula, comunque di mantenere Unione italiana
ciechi, Unione italiana ciechi Helen-Keller, Comitato regionale
della Sicilia dell'Ente nazionale sordomuti, assistenza socio-
sanitaria fisico Frisone, Istituto per ciechi Palermo e Catania,
Istituto per ciechi Palermo e Catania stamperia Braille.
Il Governo aveva bisogno di riscrivere, condivideva di lasciare
solo questi articoli che potranno valere per il futuro.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora la
montagna deve partorire il topolino e noi non siamo i boy-scout. Ci
sono schieramenti politici, ed è giusto che ognuno almeno ha il
diritto di dire quello che pensa liberamente.
Sulle votazioni abbiamo vincolato l'Aula ad alcuni parametri. Va
bene, siamo tutti d'accordo, siamo pure noi per i ciechi. Poco fa
abbiamo assistito al messaggio autogestito di campagna elettorale
dell'onorevole Cracolici. Tutti siamo per i ciechi, tutti siamo per
queste cose.
Ma il tema è: mentre il Governo non si capisce dov'è, questo è uno
spettacolo perché tutti conveniamo che sulle cose che lei ha letto,
sugli istituti e sulle persone giuridiche che lei ha individuato,
tutti conveniamo che non bisogna certamente esporli al voto d'Aula.
Segnalo che la scorsa finanziaria l'opposizione abbandonò l'Aula e
lasciò il Governo da solo.
Ora, io non voglio fare lezioni a nessuno, ma questo spettacolo al
contrario, pure indecoroso, del fatto, Presidente, che il Governo
ci porta qua con queste tabelle: Articolo 22, no Quello non si può
toccare No quell'altro Articolo 23 e lei ci elenca queste cose.
Giusto
Ma il Governo perché non ci pensa prima? Presidente, questo è il
tema, anziché dare questo spettacolo e incartare lei che deve
cercare di porre rimedio ad eventuali disastri perché un voto che
bocciasse contributi volto a sostenere l'Unione Italiana Ciechi è
certamente un disastro, però voglio dire, Presidente, poco fa
nell'articolo c'erano le comunità alloggio, queste cose le vorrei
ricordare.
Ora il tema è, questa maggioranza che si muove in modo confuso,
perché vorrei ancora di più evidenziare che il problema non è nei
deputati di minoranza, il problema è con qualche componente della
maggioranza, seriamente deluso del fatto che forse, magari, non è
riuscito o non sarà stato garantito, che a fronte di un voto
segreto può fare saltare tutto.
Vorrei concludere, signor Presidente, ricordando a me stesso, che
i bandi, non sono il male assoluto, i bandi sono una cosa
meravigliosa e i bandi, onorevoli Cracolici, lei lo sa meglio di
me, sono degli strumenti dove uno poi va a mettere i parametri di
valutazione, quindi non è che sono il male.
Certamente, ho detto quando lei poco fa si apprestava a venire, a
sedere al banco che le è stato messo a disposizione come Assessore
di questo Governo, che tutti riconosciamo che ci sono delle cose
che devono essere garantite, ma questa confusione non l'abbiamo
creata noi, questi articoli 22 e 23 sono scritti con i piedi e
l'ultima cosa la vorrei dire senza nascondermi.
Questi diritti cristallizzati nel tempo, le leggi istitutive, e va
beh Le leggi istitutive Ma nel frattempo il mondo è cambiato e
ci sono altre necessità nel territorio che ognuno di noi magari
vuole portare in evidenza. No. Le leggi sono cristallizzate.
Onorevole Lombardo, lei come me e come quelli di prima
legislatura, lei non ha diritto a promuovere niente, perché lei è
un deputato precario', lei è con il vincolo di mandato, no senza
vincolo di mandato Lei è commissariato come me.
Cioè la sua prerogativa si ferma a un certo punto, se lei vuole
dire: Voglio promuovere una legge istitutiva, perché c'è un
problema in un Comune , No se l'onorevole Marziano - che non
c'era, - vent'anni fa pose in essere una legge istitutiva, per
sempre, quindi questo diritto sarà tramandato nei secoli, così come
il Parlamento, non si toccherà più. Ma che criterio è? Presidente
Ardizzone? L'anno prossimo che ci avvicineremo alla campagna
elettorale, io non ho presentato emendamenti, le faccio la
previsione: qui finirà a colpi di sedia, i deputati che sono ora
nervosi, l'ultimo anno scoppieranno; vedete di organizzare un
criterio che abbia la dignità, prima dei parametri: dignità Le
leggi istitutive? Ma chi se ne frega delle leggi istitutive C'è un
nuovo Parlamento che è legge sovrana istitutiva, viene prima di
tutti, che ci sono deputati che hanno piantato l'albero e per
sempre sarà inamovibile quel principio? E' la cosa più sbagliata,
quindi io contesto proprio questo principio. Ma quale legge
istitutiva, allora perché li portate qua al voto? Se è scontato
perché ci fate votare queste stronzate' Fate i decreti, perché il
fango domani leggete i giornali, ci massacreranno come la
spartizione. Ma quale spartizione Ci sono le leggi istitutive
Io sono coraggioso, presento un emendamento, me lo voto per
appello nominale, ne risponderò io; sulle leggi istitutive devo
pure votare per voto segreto e domani: Lelio Cusimano, Giletti,
Corriere della Sera, spalmerà fango su tutti noi. Questo è
sbagliato ed è il Governo che ha sbagliato su questo.
PRESIDENTE. Io guardate, non sono per le sospensioni perché mi
sembra che è un vecchio andazzo, c'era il tempo per scrivere,
riscrivere, ce le siamo dette tante volte queste cose, da tre mesi.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo e avevo quasi l'intenzione di rinunciare a questo
intervento, era buonissimo, ma lo sapete perché intervengo?
Per denunciare l'ipocrisia di questa Aula, per denunciare che la
nudità si vuole coprire con un velo e poi, alla fine, si è sempre
nudi.
Qua c'è un principio di fondo che deve essere rispettato e che
quest'Aula, questo Governo e questo Parlamento, non rispettano.
Noi stiamo mischiando capre e cavoli, mettiamo a bando cose che
non devono essere a bando e viceversa. Io, non capisco, - ne
discutevo con l'onorevole Panarello poco fa -, come può essere
messo a bando un Consorzio universitario con il Bass group? Se me
lo spiegate e me lo fate capire, io dico, va bene, avete ragione.
Cioè il Consorzio universitario va messo a bando insieme al Brass
group. Ma veramente ci sono follie.
Quest'Aula e gli interventi dell'assessore Cracolici e gli altri
Assessori sono stati dirimenti hanno detto che, strategicamente, vi
sono degli Enti che sono fondamentali per la vita della Regione
siciliana.
E, allora, si deve avere il coraggio, da parte del Governo, di
presentare quelle che il Governo pensa siano delle cose di cui non
se ne può fare a meno, essenziali, queste non ne possiamo fare a
meno, dobbiamo votarle, dobbiamo finanziarle, la residua parte di
cose che non sono essenziali possono andare a bando.
Quando il Governo ci porta una cosa del genere, penso che è
responsabilità dell'Aula dire: Va bè ma i ciechi perché devono
andare a bando? I Consorzi universitari perché devono andare a
bando? L'Associazione allevatori perché deve andare a bando? . Ma
si deve fare un lavoro del genere, se si mettono qua capra e cavoli
e si mischia tutto, è chiaro che ognuno di noi è legittimato a
dire: E' perché non c'è la mia cosa? Come vi siete permessi a non
mettere quello che ho detto io? .
E, allora, c'è da parte del Governo una assunzione di
responsabilità o si chiama Tabella H o si chiama Tabella H
camuffata, come si vuole chiamare si chiama. Ci vuole il coraggio
di dire che su queste cose non si transige.
E, allora, io invito il Governo a fare un elenco, al di là se sono
state emesse, se sono state discusse, di Istituti, di Enti che
ritengono indispensabili per la Regione siciliana. Dopo di che
andiamo a votare queste cose e tutto il resto va a bando. Si fa un
capitolo unico, un bando unico e si può fare il bando per settore.
E' chiaro che però il bando ha un limite e il limite che con il
bando molti Enti li facciamo morire perché quando il bando viene
fatto e le somme vengono erogate a fine anno o l'anno successivo io
voglio chiedere a voi come fa l'autodromo di Pergusa, che ha
chiesto 400 mila euro, a fare le spese di gestione quando poi le
somme, - dopo che presenta il progetto -, gli saranno date l'anno
prossimo? O ha la capacità di indebitarsi o ha una capacità
economica tale che può anticipare queste somme ma la maggior parte
di questi Enti non ha un centesimo, non è in grado di anticipare e
se vanno in banca li prendono a calci nel sedere, gli dicono come
vi permettere a venire, non vi diamo né anticipazioni, né prestiti.
Quindi, il bando che a volte che sembra una forma democratica non
è altro che una forma per affossare quelle Istituzioni che questo
Parlamento pensa che siano meritevoli di essere votate.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io con il collega
Milazzo sono a prima legislatura e come lui non ho leggi istitutive
in questo Parlamento e come lui, quindi, non ho nessun ente da
difendere. Però, credo che siamo qua siamo andati oltre qualsiasi
immaginazione perché è come se in quest'Aula ci si divide tra chi
fa marchette', com'è stato più volte detto, e chi, invece, difende
interessi primari della Regione siciliana. Siccome credo che questo
non sia il tema, e credo che ci sia stata una Commissione
Bilancio' che ha fatto il suo lavoro e che ha portato le esigenze
dei propri territori al di là se ci siano state leggi istitutive a
supporto, o non ci siano state leggi istitutive, perché credo che
ognuno di noi può avere a cuore dei temi.
Come diceva prima la collega Palmeri, che non credo che stava
facendo un interesse personale, si riferiva alle riserve dove ci
sono novanta dipendenti che vanno in mezzo alla strada. Le riserve
sono importantissime per la nostra terra e che, quindi, non
possiamo dimenticare quello che è l'ambiente. Lì non c'è una legge
istitutiva e, quindi, non capisco qual è la differenza tra quello
che magari è stato detto, per esempio, dal collega Ruggirello sulla
biblioteca Fardelliana ed altre cose che, invece, hanno leggi
istitutive a supporto, forse perché, come diceva bene il collega
Milazzo, quindici anni fa c'era qui un deputato che ha presentato
una legge istitutiva e quegli enti diventano fondamentali, dove
sono state fatte assunzioni, ci sono dipendenti e, quindi, quei
dipendenti non possono andare a casa.
Allora, credo che sia giusto che ognuno di noi non faccia l'esame
a quello che ognuno porta avanti perché qui nessuno sta facendo gli
interessi personali. Ognuno cerca solamente di difendere le
istituzioni che ci sono nei nostri territori.
Io, quindi, signor Presidente, mi scuso per quello che le dico,
però credo che lei è andato anche oltre anche i suoi poteri, perché
l'articolo 7 del Regolamento interno è vero che le permette di
stralciare delle parti che lei ritiene inammissibili, però, secondo
me, lei questo passaggio poteva farlo quando il Governo le ha
presentato il disegno di legge. In quel momento lei, però, ha
deciso di non stralciare la tabella presentata nel disegno di
legge, di mandarlo in Commissione. E, quindi, credo che dopo che la
Commissione ha valutato quella tabella, dando degli importi, non è
stato corretto, per il lavoro che è stato fatto per dieci giorni in
Commissione Bilancio' e, quindi, nei confronti di tutto il
Parlamento e dei deputati, come se noi chissà che tipo di lavoro
sporco stavamo facendo mentre la Presidenza dell'Assemblea, proprio
perché è distante da questo modo di vivere, ha stralciato l'intero
lavoro della Commissione Bilancio', ritenendo che quelli non erano
interessi da tutelare.
Mi scusi, Presidente, se dico questo ma se noi oggi siamo a questa
situazione è perché tanti enti importanti, com'è stato detto,
determinanti per la Sicilia, sono stati eliminati e oggi non
sappiamo come reinserirli dentro il disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, non polemizzo mai con i parlamentari
che intervengono. Se siamo qua è probabilmente perché hanno ragione
alcuni giornalisti che scrivono che leggi di sviluppo ne facciamo
poche e che è nostro interesse, legittimo e corretto, e ci
dividiamo se difendere gli sportellisti o meno. Corretto
difenderli; se è giusto o meno. Il mondo imprenditoriale non ci
guarda più. Non facciamo le riforme. Questo è il dato fondamentale
per cui respingo al mittente la sua provocazione, perché lei sa che
non è così, perché il lavoro che ha fatto la Commissione, - ed è
stato dimostrato -, non si è limitato a quegli articoli.
Correttamente e legittimamente ha ritenuto di rifinanziare altre
leggi. Questo è il dato fondamentale e credo che il nostro compito
non sia di rifinanziare le leggi.
Si è fatto spesso riferimento all'autodromo di Pergusa. Sono
convinto che l'autodromo di Pergusa vada salvato ma bisogna vedere
se l'autodromo di Pergusa ha partecipato a bandi, quanto turismo ha
prodotto, e questo lo può fare il Governo. Non lo posso fare né io,
né lei che dettiamo norme di carattere generale, questo è il dato
fondamentale, lo può fare l'Assessore al turismo di riferimento che
poi ci sono delle persone che vengono messe sul lastrico io di
questo mi rendo perfettamente conto e allora il Governo si faccia
promotore di una legge chiara che riguardi tutti i dipendenti di
tutti gli Enti, non di quelli che hanno lo sponsor o meno.
Si è parlato di Pergusa, per carità, ma si può parlare di tanti
altri, questo è il dato fondamentale e non è uscito fuori questo
perché noi dobbiamo fare leggi generali e perché le ribadisco
onorevole Sudano che da quando sono qua si sono tirati in mezzo
sempre Enti in tabella H che non ci dovrebbero stare, perché
c'era un effetto trascinamento su altre cose, perché c'era il tempo
nel '96 in cui si finanziava, giustamente, l'autodromo di Pergusa e
si finanziava la manifestazione - l'ho detto prima - HELP RUANDA ,
aiutiamo il Ruanda.
Questo è il dato fondamentale, abbiamo stabilito una linea capisco
che ognuno si innamora delle proprie idee, ma andiamo avanti noi
stiamo aspettando il Governo che ci deve dare i principi di
carattere generale e deve determinare sulla base delle norme
approvate, perché quando l'onorevole Cimino dice: ce ne sono
alcuni e non ce ne sono altre , come la Fondazione Sciascia di
Racalmuto che ho avuto il piacere di visitare più volte, si sta
parlando del percorso degli scrittori, si deve spiegare perché non
è finanziata, e anche là ci sono dipendenti, e può diventare un
momento di attrazione, ma queste cose non le può fare l'Aula, le
deve fare il Governo e fare la selezione, non lo può fare l'Aula
altrimenti diventa un finanziamento a pioggia e non ci guarderanno
con interesse imprenditori, artigiani, commercianti, i giovani che
non credono che pensiamo, per carità, sempre ai precari, facendo
distinzione tra i precari stessi, e la colpa non è sua chiaramente
che non c'era, le posso dire che non è neanche mia, ma la
responsabilità di trovare le soluzioni ce la dobbiamo prendere sia
lei che io, perché in questo momento gestiamo noi e dobbiamo dare
una speranza, e la speranza non si dà continuando con un vecchio
sistema che lei sono sicuro che non vuole.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. E' arrivato l'Assessore Baccei vediamo questo
emendamento, ma continui onorevole Alloro.
ALLORO. Volevo dire Presidente che io non conosco il contenuto
dell'emendamento di riscrittura del Governo me lo posso immaginare.
Volevo dirle Presidente che io non torno ad Enna con le mani vuote,
sono soddisfatto solo perché abbiamo noi fatto una bella
finanziaria, dove ho incassato il fatto che lei mi ha detto che
sono poco serio, ed effettivamente è vero Presidente.
Dico è assolutamente vero
PRESIDENTE. Onorevole Alloro non ho detto questo
ALLORO. Mi faccia parlare. Ed effettivamente è vero che io sono
poco serio perché giustamente lei si sta insediando da Presidente
dell'Assemblea stasera, cioè non è che lei ha fatto altre quattro
finanziarie prima dove i criteri che sono stati utilizzati sono
diametralmente opposti a quelli che stiamo portando avanti stasera.
Abbiamo fatto altre tre finanziarie, caro Presidente, dove in una
è stata votata la tabella H, tabella H che le vorrei ricordare non
è stata stralciata da lei, è stata bocciata dal Commissario dello
Stato il quale disse che dovevano essere stralciati tutti gli
interventi che non avevano un aggancio legislativo. E tutti quegli
interventi che non avevano un aggancio legislativo furono
regolarmente, con la sua alta benedizione, dati ad Enti e
Istituzioni importanti per la Sicilia come l'ANAS, come il
CORFILAC, come il COPPEM, come l'Università, come i Consorzi
universitari, come l'Ente autodromo di Pergusa, come gli Enti per
i ciechi, i sordi e tutte le associazioni che si occupano di
disabilità.
Siamo noi che interventi importanti come quelli lì, li facciamo
diventare una tabella H, ma di che tabella H stiamo parlando se
diamo un contributo ai Consorzi universitari? Di che tabella H
parliamo se diamo un contributo alle associazioni che si occupano
di disabilità?
Signor Presidente, siccome io sono una persona poco seria, cosa
ritenevo? Ritenevo che o si facesse un ragionamento di merito o,
viceversa, nel momento in cui lei procede agli stralci, gli stralci
non li può fare con il criterio con cui li ha fatti lei dove alcune
cose restano dentro e altre cose restano fuori.
Signor Presidente, mi deve spiegare, - io non voglio andare
contro i Consorzi universitari sia ben chiaro -, perché stralcia
l'Università polo di Enna che è l'unico polo che c'è, quarto polo,
e lascia dentro i Consorzi universitari. Cos'è una norma generale e
astratta se tutti sappiamo che sono quattro i Consorzi
universitari? E' chiaro che questo contributo di 5 milioni verrà
diviso tra i quattro Consorzi universitari. Lo sappiamo tutti quali
sono i Consorzi universitari.
La stessa cosa vale per l'iniziativa del turismo; non me ne voglia
il mio amico Barbagallo, io sono d'accordo all'iniziativa del
turismo però non capisco perché ci sono le iniziative del turismo
e non ci sono le iniziative direttamente promuovibili da tutti gli
altri assessorati.
Allora, signor Presidente, le chiederei due minuti di attenzione e
concludo, il motivo della mia lamentela è questo, perché se lei
avesse stralciato solo le norme che riguardano la disabilità e
avesse detto tutto il resto va a bando, nessuno avrebbe avuto modo
di potersi lamentare.
Il problema è che quando alcune cose si lasciano dentro e altre
cose si lasciano fuori è chiaro che c'è un motivo di lamentela da
parte di tutti, questo a maggior ragione quando parliamo dell'Ente
autodromo di Pergusa, lei che mi dice Help Ruanda , Il comma 4,
dell'articolo 38 della legge a cui fa riferimento, la legge
33/1996, recita: Per consentire le manifestazioni motoristiche per
il conseguimento dei fini istituzionali dell'Ente autodromo di
Pergusa, l'assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti è autorizzato a concedere un contributo annuo di lire 2
miliardi, 2 mila milioni di lire .
Non è, quindi, un problema di Help Ruanda', perché dobbiamo
banalizzare tutto? Per altro nel '96, evidentemente, non mi trovavo
a fare il deputato, probabilmente lei sì.
Il problema è capire se dobbiamo finanziare le iniziative che non
hanno aiuto legislativo o se dobbiamo cambiare sistema, ma questo
non lo possiamo fare in corsa, cioè non lo possiamo fare arrivando
all'ultimo articolo di una finanziaria.
Devo dire, quindi, signor Presidente, che questa sua inversione di
tendenza rispetto alle finanziarie precedenti, mi pare che sia
dovuta ai problemi politici che questa maggioranza ha avuto qualche
giorno fa.
SAMMARTINO. Stiamo aspettando la riscrittura del Governo.
PRESIDENTE. Avevo capito che doveva parlare, siccome la sentivo
parlare sull'emendamento. Francamente ancora io non l'ho visto. Se
ci sono cose che non sono in linea con quanto ho detto non verrà
ammesso. Quindi, per serenità di tutti, compresa la sua.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Onorevole colleghi, signor Presidente, signori Assessori,
fra gli emendamenti presentati ritualmente c'era, e rimane, un
aggiuntivo a firma mia e di altri colleghi che voleva regolamentare
in maniera utile, a mio parere, e voleva rendere un buon servizio
alle leggi della Sicilia, il garante dei detenuti'.
E' evidente che stiamo parlando di un emendamento che non ha
alcuna refluenza di carattere economico, stiamo parlando di
un'istituzione che negli ultimi anni, a parere di questo deputato,
è stata maltrattata. Non tanto perché la figura del garante è stata
individuata in un funzionario o in un dirigente regionale, pure
bravissimo o bravissima, ma per il semplice fatto che una figura
così importante che deve essere di garanzia, a parere di chi parla,
non può essere legata ad un soggetto dell'Amministrazione che ha
già tantissimi lavori da fare e che ha già tanti compiti da
svolgere e deve farli al meglio.
E allora, questo articolo, che io chiedo di aggiungere alla
finanziaria, in buona sostanza, fermo restando la gratuità
dell'incarico, vuole regolare un percorso che vede il garante dei
detenuti ritornare a quella figura che può istituzionalmente
occuparsi solo e soltanto di questo.
Per questa ragione si precisa che non può essere un funzionario o
un dirigente regionale, che non può essere un parlamentare europeo,
che non può essere un parlamentare nazionale né della Camera né del
Senato, che non può essere un deputato regionale, che deve avere
cioè come sua mission in una nazione come l'Italia, in un paese
come l'Italia, che ha subìto gravi infrazioni e che dovrà pagare
pesanti multe sul tema che sto affrontando, credo che noi faremmo
un grande servizio di immagine, ma soprattutto di sostanza, se
apprezzassimo questo emendamento e se lo introducessimo nella legge
che andremo a votare da qui a poco.
Ne parlo con la Presidenza, spero che la Presidenza lo possa
apprezzare, chiedo al presidente Vinciullo di indicarmi se lo può
apprezzare come Commissione bilancio' e se non ci sono indicazioni
contrarie, e spero come fino ad ora è stato, che su temi di
principio non ce ne siano, vorrei invitare l'Aula tutta a votare
queste modifiche che mi sembrano di buon senso, oltre che di
conducenza giuridica e normativa.
Presidente Ardizzone dieci secondi per lei. Io mi fermo, mi fermo
qui, perché prendo atto che lei ha posto all'Aula temi di
principio, io non intendo più discutere argomenti specifici,
l'auspicio, dandole atto che lei ha stabilito una regola generale e
la sta portando avanti, fatti salvi i capitoli che riguardano
l'assistenza sociale, auspico che il Governo mantenga con i
siciliani almeno questi impegni e che nei bandi che si andranno a
strutturare e che verranno posti in essere dal Governo quelle
associazioni, quegli enti, che hanno legge istitutiva e che
svolgono storicamente un ruolo importante per la Sicilia, possano
essere tutelati e finanziati.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato anche l'intervento del Presidente dell'Assemblea. Siamo
alla quarta finanziaria. Ogni anno succedono queste storie
all'ultimo minuto perché ognuno vuole i contributi di qua e i
contributi di là. E credo che questo sia un esercizio ormai da
superare.
Assessore Baccei, colleghi, ritengo che noi abbiamo fatto dei
tagli ben precisi per tentare di recuperare 500 milioni di euro dal
Governo nazionale che servono a far bilanciare questo nuovo
esercizio finanziario.
Colgo l'occasione, signor Presidente, perché finita questa
finanziaria veramente si passi alle leggi di riforma.
Noi ci riduciamo ogni anno a dover inserire nella finanziaria
tutto quello che non si riesce a fare per diversi motivi durante il
corso dell'anno.
Noi abbiamo un problema serio. Il problema l'ho detto in un'altra
circostanza e lo ribadisco. Se per potere fare bilanciare questa
finanziaria per ottenere 500 milioni dal Governo nazionale noi
abbiamo dovuto bloccare il turn over dei forestali, noi abbiamo
dovuto creare dei problemi agli enti locali. Non vedo perché non
possiamo verificare una serie di norme che naturalmente portano
sprechi a questa Regione.
Assessore Baccei, credo che sia venuto il momento anche per lei
per seguire queste leggi di riforma. Mi riferisco a quelle che
devono essere le riforme delle partecipate, le riforme degli enti
che noi per tanto tempo abbiamo sempre annunciato e mai verificato.
Perché ci dobbiamo ridurre all'ultimo secondo
Signor Presidente, ritengo che le norme stralcio di cui si è
parlato possono avere un senso se veramente entro poco tempo
vengono discusse dall'Aula. Per cui io penserei che nella
Conferenza dei Capigruppo, che lei ha convocato per domani, si
possa mettere un termine già preciso perché queste norme stralcio
finalmente arrivino in Aula e poi perché le Commissioni possano
lavorare a quelle riforme che devono veramente portare ad una
Regione efficiente prima di quegli sprechi che hanno portato.
Noi qua ci stiamo girando su noi stessi per pochi spiccioli. E'
finita l'epoca che ognuno debba, praticamente, portare avanti un
suo contributo, una sua sponsorizzazione che è legittima, ma noi
dobbiamo partire da un presupposto che, così come abbiamo fatto
tipo di riforme rispetto ai deputati, debbono essere fatti anche
tipi di riforme rispetto a quello che è il mondo che gravita
attorno alla Regione e, quindi insisto, le partecipate, gli enti
regionali.
Dobbiamo verificare quali sono le partecipate, o unificare,
assessore Baccei, alcune partecipate, perché continuando così noi
non riusciremo mai a portare avanti il risanamento. Siamo, forse,
alla penultima o all'ultima finanziaria di questa Regione,
cerchiamo questo anno di sfruttarlo veramente con leggi di riforma,
vedrete che noi non ci ridurremo sempre all'ultimo secondo, alla
finanziaria, a fare questo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, solo
perché resti, ormai solo questo, almeno agli atti parlamentari.
A me non resta altro che prendere atto che, forse, alcuni deputati
dobbiamo auspicare che, se abbiamo voglia di spenderci ancora per
la Sicilia, se c'è rimasta la voglia, forse di ricandidarci e di
capire qual è stato il principio della conservazione di alcune
leggi istitutive che da vent'anni, a parte cechi, sordomuti e
quant'altro, di tante altre leggi istitutive, di tanti enti che da
tanti anni hanno la necessità, perché sono veramente strategici,
rispetto a quelli che, purtroppo, non avendo una legge istitutiva
svolgono un'opera meritoria sul territorio ma che, ahimè, non c'è
assolutamente la possibilità che questi enti, in qualsiasi modo,
possano partecipare neanche ad un bando perché non ci saranno e non
ci sono stati e non ci sono bandi che prevedono finanziamenti per
questo.
Quindi, in questo clima surreale, ancora per capire quale ente è
stato finanziato e quale ente non è stato finanziato, io pongo due
temi e pongo un problema perché il Governo se ne assuma la
responsabilità.
In un momento di grande difficoltà delle famiglie, in un momento
in cui la dispersione scolastica aumenta, non si è neanche
trattato, sfiorato, proprio perché alcune riserve che vi erano
contenute nella legge che riguardava quella delle autonomie locali,
alcune leggi, ed era questa una riserva, sono state tout court
eliminate nel corso degli anni nelle Commissioni Bilancio ed a
nessun parlamentare che fa parte della Commissione Bilancio ma,
soprattutto, al Governo perché il parlamentare poteva sottoporlo al
Governo e forse lo ha fatto.
Io gradirei che cosa ha detto il Governo, che si assuma la
responsabilità. Il Governo, onorevole Vinciullo, si assume la
responsabilità di non avere quest'anno rifinanziato la riserva che
riguarda il trasporto interurbano per gli alunni. Significa che le
famiglie saranno costrette a non poter sopportare il costo
dell'abbonamento scolastico ed a mandare i figli a scuola.
Ed, ancora, un emendamento che era stato presentato all'articolo
8, stralciato dalla Presidenza, e che non c'è stata neanche la
possibilità di capire le ragioni per le quali era stato stralciato,
forse perché mancava la copertura. Bene, ne prendiamo atto.
Un altro emendamento che rifinanziava la legge sull'abbattimento
delle barriere architettoniche, all'articolo 22, ritenuto
inammissibile dalla Presidenza, neanche questo emendamento
distribuito e, quindi, prendiamo atto che, su temi importanti,
delicati, che riguardano cittadini, che riguardano persone
disagiate, che riguardano disabili, che riguardano le fasce più
deboli, che riguardano i ragazzi, parliamo del diritto allo studio.
Ma il diritto allo studio si incentiva anche mettendo le famiglie,
i giovani, nelle condizioni di andare a scuola.
Vorrei che questo restasse agli atti.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non per
voler ritornare su questioni di massima però, secondo me, è
principio di un Parlamento intelligente saper distinguere da
principi di massima elementi che, se non chiariti opportunamente,
possono portare a qualche disastro.
Onorevole Cracolici, io vorrei questo chiarimento. Il CORFILAC è
un soggetto certificatore, cioè se noi vendiamo il caciocavallo
dop, il pecorino dop, il piacentino e movimentiamo decine e decine
di milioni di merci e da stasera lo mettiamo a bando, da qui a
quando non si riassegnano le somme chi certifica?
Cioè, io, per esempio, ho una partita di cento tonnellate di
piacentino, di caciocavallo dop, etc. Domani si devono licenziare i
dipendenti perché in una procedura concorsuale a bando potrebbe
essere anche stanziamento zero, non lo possiamo escludere.
Quando i produttori di tutta la Sicilia porteranno questi beni
d'eccellenza, per cui certifica soltanto il CORFILAC - da tutta la
Sicilia certificano al CORFILAC, perché lo abbiamo creato per
questo - il danno di decine e decine di milioni di euro per la
mancata commercializzazione, perché non c'è la certificazione, chi
lo paga?
La lingua italiana ha gli aggettivi qualificativi. Aver inserito
un soggetto certificatore come il CORFILAC in una tabella a bando è
una cosa stupida.
La lingua italiana ha gli aggettivi qualificativi, questa è una
cosa che qualifica l'Assemblea per un'iniziativa stupida, facendo
un danno di decine e decine di milioni di euro.
Governo, assessore Baccei, bisogna stare attenti perché potremmo
essere chiamati per danni.
Il CORFILAC certifica prodotti dop, nel momento in cui sospende
l'attività e domani un agricoltore, un allevatore, un produttore
porta cento tonnellate di caciocavallo, di pecorino, di piacentino
e non c'è questo soggetto che certifica io pongo questo problema,
questo danno.
Qua stiamo parlando di un rapporto commerciale.
Io mi rendo conto che non c'è una risposta però è stata una
grandissima fesseria mettere il CORFILAC a bando. Cioè, che cosa
accadrebbe, vorrei sapere, se si chiudesse il soggetto
certificatore del parmigiano reggiano? Come ve lo devo ripetere? In
coreano, in giapponese?
In Emilia Romagna si consentirebbe di mettere a bando il futuro di
un soggetto certificatore che certifica il parmigiano reggiano, che
vende miliardi di euro di prodotto ogni anno?
Stiamo facendo questo danno
Non ci sono fatti personali, esigo una risposta, che qualcuno mi
dica: Guardi, in questi sei mesi il parmigiano reggiano lo
certifica quest'altro soggetto , se non c'è è danno, danno
economico incalcolabile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa all'emendamento 23Rbis.
Evidenzio subito che sono stati inseriti tre commi che non sono
stati trattati nelle Commissioni.
GRECO GIOVANNI. Allora è inutile che li legge, signor Presidente.
PRESIDENTE. No, aspetti, ci dobbiamo intendere, siamo un
Parlamento e dobbiamo trovare un punto di equilibrio. Ne do
lettura:
7. Nel triennio 2016-2018 gli Istituti autonomi per le case
popolari, nei limiti delle proprie disponibilità e fermi restando
gli equilibri di bilancio, sono autorizzati nei casi di dichiarata
inagibilità anche temporanea di alloggi interessati da ordinanze di
sgombero coattivo, a corrispondere a titolo di contributo per il
conseguente disagio abitativo una indennità alloggio nella misura
massima di 250 euro mensili per nucleo familiare.
8. I trasferimenti di cui all'articolo 9, comma 1, della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
interazioni, ferma restando la riserva di cui all'articolo 27,
comma 1, della presente legge, sono prioritariamente destinati al
mantenimento della quota di partecipazione nei Consorzi
Universitari.
9. Al fine di garantire la necessaria assistenza di natura
sociale, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro, nell'ambito delle risorse del Fondo politiche sociali
di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, è autorizzato a
stipulare apposita convenzione con l'Ircs Oasi Maria SS. di Troina
Onlus, per l'apprestamento di specifici servizi di alta
integrazione socio sanitaria. .
E' evidente che questi tre commi non sono stati trattati nelle
Commissioni di merito e di Bilancio. Per esempio, sull'Oasi di
Troina, così mi ascolta l'onorevole Alloro, ha spiegato il
Presidente della Regione - ma lo spiegherà lui non faccio
l'interpretazione autentica della bontà dei tre commi - che noi
stiamo autorizzando l'Assessore a prelevare delle somme
dall'articolo 328. Non stiamo mettendo altre somme rispetto a
quello che era precedentemente.
Capisco però che poi nascono tantissime altre esigenze. Ci vuole
una condivisione di carattere generale. Così come quella illustrata
dall'onorevole Cordaro che riguarda il Garante dei detenuti che,
per altro, porta la firma di tutti i Capigruppo. Se c'è una
condivisione, votiamo complessivamente questo emendamento. Tutti
gli altri restano assorbiti. Però gradirei che il Presidente della
Regione spiegasse il contenuto. Limitatamente a questi tre commi
presentati dal Governo e limitatamente all'emendamento che porta la
firma di tutti i capigruppo, l'Aula, se non c'è parere contrario,
si può pronunciare.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, iniziamo dall'Istituto autonomo case popolari. Molto
frequentemente per questioni di danni strutturali, assistiamo a
crolli di palazzine popolari ormai vecchie, in tutto il territorio
della Regione, che determinano sfratti.
Non c'è alcuna modalità di intervento perché non esiste nessun
capitolo di spesa specifico nel bilancio della Regione. Sono
indigenti? Alcuni lo sono, altri non lo sono, però sono sicuramente
persone che hanno diritto all'alloggio popolare e, quindi, non in
condizioni economiche eccellenti.
Nel momento in cui questi devono andarsi ad affittare, cioè non
solo pagano il danno, ma anche la beffa, passano da un canone dove
pagavano 100 euro al mese, passano a 300, 400, 500 secondo il
mercato, allora, è un intervento, si autorizza nell'ambito delle
risorse dell'Istituto autonomo case popolari
MILAZZO GIUSEPPE. La legge stralcio deve passare dalla
Commissione.
CROCETTA. Presidente della Regione. E va beh Anche la Regione
deve passare dalla Commissione, cioè voglio dire noi dobbiamo fare
pagare alla povera gente le nostre ripicche? Dobbiamo fare pagare
alla povera gente Perché ditemi chi sono i destinatari specifici
di questa norma che è generale e astratta.
Andiamo avanti. Ci avete posto il problema dei consorzi
universitari che riguardano tutte le province siciliane che stanno
fallendo, ci avete posto insistentemente, abbiamo detto che
nell'ambito delle risorse destinate alle province, siccome i
commissari si divertono a non finanziarle, obblighiamo,
precisamente prima sottraendo. Quindi, salvaguardiamo istituzioni
che servono alle famiglie della Sicilia, perché non ho capito
perché noi dobbiamo fare fallire: il Consorzio di Trapani, quello
di Ragusa, quello di Siracusa, quello di Caltanissetta, quello di
Enna.
Questo è il tema. Sono provvedimenti generali che non hanno una
destinazione né clientelare né specifica.
Oasi di Troina. Fino al 2012, l'Oasi di Troina aveva una
convenzione specifica, dopodiché questa convenzione è scaduta e fra
un rinvio e l'altro, fra una cosa e l'altra, loro hanno continuato
a fare i servizi e nessuno li ha pagati, perché non c'era la
convenzione.
Siccome c'è la grande discussione generale su chi deve fare sta
convenzione, stiamo stabilendo che la deve fare l'Assessorato alla
famiglia, perché siccome quella cosa nel 2009-2012 era stabilita
con legge e stabiliva una compartecipazione fra fondo sanitario,
eccetera,, stiamo dicendo, siccome con il decreto Balduzzi, questo
non è più possibile, stiamo dicendo l'autorizza l'Assessorato alla
famiglia e tranquillizziamo che cosa? Un Ente, quello dell'oasi di
Troina che fa ricerca sulle malattie rare, che accoglie i disabili
di tutte le regioni per un servizio che nel territorio regionale
non assicura nessuno.
Niente clientele e, per giunta, non stiamo mettendo neppure
vincoli di risorse finanziarie, perché questo è il tema della
convenzione che va stabilito sulla base della congruità dei
progetti, come prevede la legge.
Quindi, niente concessioni a nessuno, ma soltanto la possibilità
di risolvere alcune questioni generali che ci stanno creando
problemi.
Abbiamo diverse centinaia di famiglie sfrattate in Sicilia che non
sanno dove andare, abbiamo case popolari, crollate, pericolanti.
Allora, l'Istituto autonomo case popolari, vuole risolverli questi
problemi? Questo è il tema.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ricordo che, nel 2013, occupandoci della
finanziaria di quell'esercizio, sottolineammo l'esigenza di porre
fine a questo spettacolo indecoroso ed indegno che, ogni anno,
offriamo alla comunità siciliana.
Questo Parlamento ha fatto un bel lavoro sulla legge di stabilità
e sul bilancio, merito della Commissione e merito di tutti i Gruppi
parlamentari e mi dolgo del fatto che, per una lieve indisposizione
fisica, una fastidiosa influenza, non ho potuto, come avrei voluto,
partecipare per intero a questa sessione e, però, come ricorderà il
Governo, non certo il Presidente della Regione che, non conoscendo
il galateo istituzionale, anche questa volta è assente
CROCETTA, presidente della Regione. Sono in Aula
PRESIDENTE. E' in Aula.
MUSUMECI. E' assente dal banco del Presidente della Regione; non
mi interessa se va in Aula, è assente C'è un galateo istituzionale
e chiedere a Crocetta di rispettare il galateo istituzionale è come
chiedere ad un musulmano di essere battezzato alla fonte del
Battista.
E' indecoroso
Avevo chiesto al Governo, nel 2013, di porre fine a questo indegno
spettacolo della tabella H , comunque la si voglia chiamare, è uno
spettacolo indecoroso.
Tutti i 90 Deputati riceviamo sollecitazioni e segnalazioni dal
territorio, alcune lecite, alcune un po' meno, però, davanti a Dio,
io credo che nessuno, qui, possa smentirmi se dico che, a questa
quarta finanziaria, non mi sono mai permesso, come nelle precedenti
finanziarie, di segnalare una sola esigenza perché non contesto il
merito, contesto il metodo.
Signor Presidente dell'Assemblea, nel 2013 noi lanciammo l'idea
che il Parlamento avrebbe dovuto votare un solo capitolo destinato
alle risorse finanziarie per il sostegno agli Enti culturali,
sociali, di Pubblica istruzione, turistici e sportivi e sarebbe
stata competenza del Governo, perché materia di gestione, decidere
come assegnare quelle risorse.
Detto da un Deputato dell'opposizione poteva sembrare, persino,
paradossale ma siamo stati educati al culto delle istituzioni e
quella proposta aveva un valore politico che, soltanto la
insensibilità di questo Governo, poteva non cogliere e, ancora
oggi, siamo allo spettacolo del mercato delle vacche grasse.
Per questa ragione, signor Presidente, io ritengo e ribadisco che,
almeno l'ultima finanziaria, quella dell'anno prossimo -
naturalmente io mi auguro sia questa l'ultima finanziaria ma, se
dovessimo rispettare la viltà del calendario, questa dovrebbe
essere la penultima - che l'ultima finanziaria possa, finalmente,
assegnare al Governo il compito di decidere con quali criteri
assegnare le risorse che questo Parlamento determina in un solo
capitolo.
Quanto all'intervento del presidente Crocetta di alcuni minuti fa,
a proposito dell'emendamento 23R bis per il punto 7, relativo agli
Istituti Autonomi per le Case Popolari, mi permetto di fare alcune
osservazioni.
Gli Istituti Case Popolari, Presidente Crocetta, fatte rare
eccezioni, sono delle bettole di mala amministrazione e qualcuna
anche di malaffare. So quello che dico alla luce dell'istruttoria
che la Commissione Antimafia ha condotto e che si avvia alla
redazione della relazione conclusiva.
Gli Istituti Case Popolari vanno chiusi al più presto possibile,
vanno chiusi perché da anni vengono meno alle loro funzioni
istituzionali, vanno chiusi perchè sono centri di clientela, vanno
chiusi perché non rispettano i bilanci e molti non hanno neppure
redatto i bilanci consuntivi, vanno chiusi perché da anni alcuni
non pubblicano più un bando per creare nuovi alloggi, vanno chiusi
perché sono diventati soltanto meri stipendifici . Il personale va
recuperato perché possiede molte competenze e va aggregato
all'assessorato delle infrastrutture.
La vicenda dell'emergenza abitativa in Sicilia è troppo grave,
presidente Crocetta, per essere licenziata con un emendamento del
genere. Il problema qui non è di disconoscere o riconoscere 250
euro mensili alle famiglie costrette a lasciare l'immobile che sta
crollando addosso perché l'alloggio di riparazione non può essere
trovato con 250 euro al mese, a meno che non si pensi ad un
tugurio. Quindi, il rimedio rischia di apparire peggiore del male.
Ma io credo che per potere votare questo emendamento, almeno per
quanto riguarda me ed il mio Gruppo, ho il dovere di porle alcune
domande. Lei ritiene che la riforma degli IACP in Sicilia possa
essere portata in Aula in tempi ragionevoli, entro sessanta giorni,
magari con la costituzione di un'Agenzia, cancellando quella
proposta che il precedente Governo, il terzo Governo Crocetta,
aveva pensato di portare in Aula e venne bocciato diligentemente
già all'interno della Giunta.
Secondo, non possiamo non porre un vincolo. Lei non sa, Presidente
Crocetta, che in Sicilia 2.800 alloggi di case popolari sono
gestiti dal racket, il quale pretende di potere decidere chi entra,
chi esce e chi subentra.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
(Presidenza del Vicepresidente LUPO)
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Assenza ha chiesto congedo
MUSUMECI. Lei non sa, Presidente Crocetta, che in Sicilia quasi
per la seduta odierna.
tre mila alloggi degli IACP sono occupati da famiglie che non hanno
alcun titolo per farlo e che nessuna autorità costituita si è mai
L'Assemblea ne prende atto.
permessa di tentarne lo sgombero.
Abbiamo il dovere di dire che fra queste famiglie abusive molte
sono realmente bisognose ma se noi premiamo chi ha ritenuto con la
forza e con la furbizia di violare la legge cinque, otto, dieci,
vent'anni fa, occupando notte tempo un immobile, quale contrappeso
diamo alle 40 mila famiglie di persone perbene che in Sicilia da
dieci, vent'anni aspettano di vedersi assegnato un alloggio dalle
graduatorie regolarmente elaborate e pubblicate?
Cosa fa il Governo della legalità? Il Governo della rivoluzione?
Il Governo Crocetta?
Ecco, io avevo il dovere, signor Presidente della Regione, di
porre questo problema, che è un dramma sociale perché mi rendo
conto che non si può far finta di non capire davanti a famiglie che
non riescono più a potere dormire con sicurezza, col pericolo
concreto che l'intonaco del solaio possa crollare addosso.
Ma quale segnale esce fuori da quest'Aula stasera?
Se noi non poniamo un freno, se noi non impegniamo il Governo e
quindi l'Aula a riformare questo settore, se noi rimaniamo
insensibili di fronte all'esigenza di decine di migliaia di
famiglie che in Sicilia vivono nei tuguri in una promiscuità
disarmante e che da decenni aspettano che venga pubblicato il
bando.
E allora, il problema di questo emendamento va affrontato,
accompagnato naturalmente da un altro perentorio impegno da parte
del Governo.
Si diano risposte alle domande che io mi sono in estrema sintesi
permesso di porre a questo Governo e a questa Aula e le assicuro
che, per quanto ci riguarda, per quanto riguarda il mio Gruppo, il
voto favorevole a questo emendamento certamente non mancherà, ma
pensare di proporre questa soluzione facendo finta di non conoscere
il dramma e il contesto che accompagna l'emergenza abitativa in
Sicilia è la fallimentare gestione degli Istituti autonomi case
popolari, significa davvero essere irresponsabili.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione. Ne
ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io non entro nel merito del fair play istituzionale, dei
musulmani, eccetera, perché non mi pare che il Governo si possa
inserire.
Il Governo ha l'obbligo di stare in Aula, non il Presidente della
Regione, io fra l'altro lo ero ed ero proprio per cercare di
risolvere alcune questioni - mentre ascoltavo attentamente
l'onorevole Musumeci - legate proprio alle vicende che potevano
nascere in questi articoli.
Per quanto riguarda questo emendamento, non vuole servire a
risolvere l'emergenza abitativa, perché non è tale, né ha questa
pretesa.
Noi, ogni anno, siamo costretti a fare la legge finanziaria, una
volta per Ribera, un'altra volta per altro, articoli specifici di
finanziamento di situazione di dare integrazione a sfrattati spesso
per la responsabilità dell'Istituto autonomo case popolari che ha
costruito case senza criteri e li paga la Regione o i Comuni.
In questo caso stiamo dicendo all'ente che ha fatto il danno di
intervenire sulla differenza che ci può essere tra il canone
abitativo normale che si deve pagare comunque all'Istituto case
popolari e un ragionevole prezzo di mercato su case popolari;
perché uno paga 150 euro al mese più 250 sono 400 e non credo che
il prezzo medio in Sicilia di un alloggio simile a quello di una
casa popolare.
MUSUMECI. Il problema generale casa
CROCETTA, presidente della Regione. Per il problema generale
casa noi abbiamo sulla riforma abbiamo già presentato da tempo
una legge sulla scorsa finanziaria che riguarda la questione della
sistemazione dell'alloggio popolare. Riguardo all'emergenza
abitativa, mi pare che abbiamo presentato una proposta dentro
questa legge che parla dell'inclusione sociale e in quella ci sono
gli interventi specifici, quindi alcune cose le abbiamo fatte in
questa, altre cose verranno fatte ed io chiedo che si metta quel
disegno di legge di riforma dell'Istituto autonomo case popolari
immediatamente in discussione nella specifica Commissione.
Il Governo già la sua parte l'ha fatta. Non c'è, quindi, nessun
motivo per cui ci si possa opporre a questa norma di buon senso che
penalizza le vittime dell'Istituto autonomo case popolari.
Per il resto, le assicuro, ma questo come vicenda personale, che
quando ero sindaco di Gela, coloro che occupavano abusivamente le
case, io li ho sfrattati e quando ho costruito 200 alloggi popolari
che stavano per essere occupati, ho mandato preventivamente i
vigili urbani e la vigilanza ed il primo che ha occupato la casa
l'ho sfrattato.
Le assicuro che nell'anno in cui è stata fatta questa operazione,
per l'esattezza anno 2008, mentre in Sicilia non si assegnava una
sola casa popolare perché da Palermo a Ragusa a Trapani venivano
tutte occupate abusivamente, il mio comune è stato l'unico comune
che ha affidato le case ai legittimi assegnatari.
La pongo, quindi, a coloro che sono stati amministratori, per quel
che mi riguarda non so se Ragusa, perché l'onorevole Di Pasquale si
potrà risentire ed io le chiedo scusa, però le prove che li ho
sfrattati le ho, ho gli articoli di stampa.
Non solo, ma da quell'elenco originario che il comune aveva
stipulato, mi sono permesso di escludere coloro che erano stati
condannati per estorsione e fatti di mafia, coloro che erano stati
condannati per spaccio di sostanze stupefacenti, coloro che erano
stati condannati per pedofilia sulla base del fatto che avevo un
obbligo sociale di non tenere in un quartiere elementi che
potevano mettere turbativa all'ordine pubblico. Sono andato ben
oltre e ho dimostrato di sapere agire. Non sono competenze nostre,
della regione, gli sfratti, noi abbiamo il dovere di fare una buona
legge, l'abbiamo presentata, questo Parlamento proceda.
GRASSO. Non è una buona legge
CROCETTA, presidente della Regione. Non c'entra niente se è una
buona legge Il problema è che volete leggi specifiche di
finanziamento.Qui stiamo creando lo strumento che agisce per il
futuro dando all'Ente che è responsabile degli sfratti e che ha
costruito male l'onere di pagare e non scaricandola sui comuni.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del presidente ARDIZZONE
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
1132/A e 1133-1155/A.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Chiedo spiegazioni all'assessore Baccei perché voglio
capire e non mi importa se la maggioranza litiga al suo interno.
ZITO. Signor Presidente, intervengo perché questo comma 7 è
Prima di votare vorrei capire questo emendamento.
abbastanza curioso nel senso che può essere interessante, può
essere un modo per risolvere temporaneamente un problema ma,
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
purtroppo, in Sicilia sappiamo che i problemi non si risolvono ma
si continuano a creare e mi spiego meglio.
GRECO Giovanni. Stiamo votando.
In Commissione Antimafia, abbiamo avuto l'onorevole Musumeci che
ha acceso i riflettori anche sul discorso degli IACP, i vari
PRESIDENTE. Assessore Baccei, non intervenga.
dirigenti sono venuti a dirci che ci sono circa 200 milioni di euro
non spesi per quanto riguarda gli IACP, quindi potremmo fare noi
alloggi, potremmo ristrutturare quelli che già ci sono, quelli che
sono inagibili, a Siracusa ce ne sono alcuni, in alcuni casi ci
sono stati gli abitanti di questi palazzi che ci hanno segnalato le
condizioni fatiscenti in cui sono gli stessi, ma nessuno
interviene.
Fatto così questo emendamento è molto pericoloso perché non dice
quanto alloggi ci sono, per quante spese e siccome parla di
dichiarazione di inagibilità, basta l'intervento dei vigili del
fuoco che lo dichiarano inagibile e la metà del patrimonio degli
IACP può essere dichiarato inagibile.
Non è questo il modo di risolvere il problema. E' spendere i soldi
che ci sono nelle casse regionali, quindi i 200 milioni di euro per
cominciare ad intervenire perché altrimenti creiamo un altro
problema che non riusciamo a risolvere perché appena facciamo
uscire quelle persone da dentro quelli alloggi che sono
pericolanti, l'indomani ce ne sono altri che occupano quelli
edifici, sicuramente perché non fa riferimento a nulla.
Quindi se vogliamo risolvere i problemi bene, altrimenti niente.
Per quanto riguarda l'articolo 9, che riguarda l'Oasi di Troina,
noi l'abbiamo sentito in Commissione Sanità, ovviamente fanno un
lavoro meritorio, però non capisco perché la convenzione, che è un
atto amministrativo, deve passare per legge perché questa cosa non
è chiara.
PRESIDENTE. Sì, però su questi tre emendamenti era importante
capire se l'Aula era d'accordo a lasciarli o no.
SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, io volevo alcuni chiarimenti, soprattutto dove
si parla che sono abrogati i commi 8 ter, 8 quinques.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vorrei spiegare l'emendamento 23 R bis.
E' un emendamento aggiuntivo rispetto al comma 1, dove ci sono
tutti gli enti e gli importi dei bandi che non sono stati
stralciati, più ci sono 3.140 milioni per le scuole paritarie. In
aggiunta a questo c'è la tabella con i numeri, dove ci sono i vari
istituti dei ciechi, i sordomuti e Frisone, anche questi vanno con
finanziamento specifico. Dopodiché, noi abbiamo le somme relative a
quegli enti che non erano stati finanziati l'anno scorso e quindi
che vanno inserite in quella somma che andava già a bando l'anno
scorso, che è uscita dalla Commissione Bilancio con quattro milioni
e mezzo, se vi ricordate; le somme che erano state destinate a enti
non finanziati l'anno scorso, valevano 2.495 milioni, a questi
2.495 milioni dobbiamo togliere 600 mila euro che sono stati dati
per copertura in Commissione Bilancio e alle scuole paritarie 3.140
milioni per cui li dobbiamo togliere e abbiamo quindi la differenza
che si va a giungere 4 milioni e mezzo per un totale di 6.335
milioni.
Questo importo di 6.335 milioni viene diviso sugli assessorati in
base alle quote di ripartizione che sono state utilizzate l'anno
scorso per andare a ripartire 6 milioni e mezzo che sono stati dati
a bando, le stesse quote dell'anno scorso senza nessuna
discrezionalità, che se volete, ve le dico: sono il 17 per cento
all'agricoltura, il 31 per cento alla famiglia, l'11 per cento
all'istruzione, il 30 per cento ai beni culturali, il 5 per cento
al turismo e il 6 per cento alla sanità.
Poi, abbiamo preso gli enti che invece sono usciti dalla
Commissione Bilancio, che non sono né al comma 1 né in questa
tabella dove ci sono ciechi, sordomuti e Frisone, e li siamo andati
a collocare negli assessorati di interesse per gli importi usciti
dalla Commissione Bilancio.
Per cui, Fondazione Whitaker che aveva 400 mila euro va sui beni
culturali, il Brass Group 240 mila euro sul turismo, il CERISDI 280
mila euro sull'istruzione, quello che era stato denominato CUS
Catania per 30 mila euro va sull'istruzione, il Polo Universitario
di Enna 1574 sull'istruzione.
Quindi, la somma che vi trovate qui sugli assessorati è la somma
di questi valori che erano usciti su questi enti dalla Commissione
Bilancio più la ripartizione dei 6 milioni 335 secondo le
percentuali date l'anno scorso che vi ho letto prima.
Questo porta a questi importi che trovate per assessorato e che
andranno a bando.
Quindi, ripeto, sono tre pezzi di fatto. Il primo pezzo il comma
1, il secondo pezzo sono i ciechi, sordomuti e Frisone, il terzo
pezzo è le somme per assessorato, che andranno a bando, formate da
due parti la parte assegnata già a bando, come l'anno scorso, più
la somma degli enti a cui era stato dato un valore in Commissione
Bilancio che erano stati finanziati anche l'anno scorso.
Mi sembra che sia stato fatto un criterio oggettivo per cui non è
stata usata nessuna discrezionalità per cui questo è quello che è
emerso anche dalle indicazioni date correttamente dalla Presidenza
dell'Assemblea e che noi abbiamo seguito.
LENTINI. Le scuole paritarie?
BACCEI, assessore per l'economia. Le scuole paritarie sono nel
comma 1 per 3 milioni 140 così come è uscito dalla Commissione
Bilancio.
LENTINI. E quelle dell'infanzia?
BACCEI, assessore per l'economia. Non è uscito dalla Commissione
Bilancio. Qui abbiamo ripreso gli importi usciti dalla Commissione
Bilancio senza usare nessuna variazione e nessuna forma di
discrezionalità.
Spiego gli altri commi.
Il primo va di fatto a fare rientrare nel bando tutti gli enti che
vi dicevo prima. Quindi Brass Group, Whitaker, etc.
Il secondo comma è di fatto l'assegnazione agli assessorati delle
somme fatte come prima.
Il terzo comma è il finanziamento specifico degli enti di cui alla
tabella.
Il quarto comma vincola l'assegnazione delle somme ai consorzi
universitari ad una revisione da fare con le Università perché come
vi ho spiegato in apertura di questa sessione sulla finanziaria la
sensazione è che le Università trattengono somme che potrebbero
andare ai consorzi universitari costringendo la Regione a versare
ulteriori somme.
Insieme all'assessore Marziano, allora, stiamo convocando i
Rettori delle tre Università per rivedere sia le forme di
governance - è il caso che l'Università entri o non entri - che le
logiche di assegnazione dei contributi ai consorzi ma, soprattutto,
i rapporti economico-finanziari tra Università e i consorzi.
Avendo capito questo procederemo con l'assegnazione delle somme ai
liberi consorzi.
Non stiamo parlando tra tre mesi perché già la settimana prossima,
se l'assessore Marziano ha l'ok dai Rettori, li incontriamo e
liberiamo queste somme. Però vogliamo vederci un pochino più chiaro
per cercare da un lato di liberare più risorse per i consorzi senza
gravare sulla Regione ma semplicemente andando a dare ai consorzi
somme che arrivano dalle rette e dai contributi al Ministero
dell'Università e della ricerca. Niente di più e niente di meno che
capire con loro anche una disposizione, come diceva l'onorevole
Fontana in un intervento nei giorni scorsi, se c'è una modalità di
distribuzione più razionale dei corsi sul territorio.
I commi 5 e 6 sono una tutela per la Regione: il 5, in specifico,
per Frisone, il 6 per tutti che i contributi sono nei limiti
dell'assegnazione prevista; quindi se 10 anni fa davamo 200 mila
euro ed ora ne diamo 150 mila, la nostra obbligazione è sui 150 e
non su quello che davamo 10 anni fa. Questo per tutelare la Regione
ed il bilancio della Regione. Il 7, 8 e 9 sono quelli che abbiamo
appena visto.
PRESIDENTE. Comunico gli iscritti a parlare in modo da contenere i
singoli interventi: Di Giacinto, Figuccia, Di Mauro, Cascio
Salvatore, Fazio, Rinaldi, Ciancio.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
faccio la premessa che, per quanto mi riguarda, sia io che il mio
Gruppo voteremo questo emendamento del Governo però, Presidente
Ardizzone, volevo porre una questione di principio, perché oggi
siccome la finanziaria è stata fatta tutta sui principi, io non
capisco perché questo emendamento è stato ammesso e, siccome
parliamo di sociale, parliamo di assistenzialismo, parliamo di
tutto quello che volete, e quindi mi va bene che lo votiamo perché
risolviamo dei problemi seri a chi ha l'alloggio popolare, a Troina
e quant'altro, però non capisco quando abbiamo parlato di sviluppo,
e lei sa a che cosa mi riferisco, mi rivolgo alla fase di start up,
a dare la possibilità di rendicontare le spese comunitarie, a
quelle imprese che rischiano di fallire. Delle imprese che
rischiano di fallire ce ne freghiamo e ce ne freghiamo anche della
possibilità che in questa terra si possa fare sviluppo.
Allora, signor Presidente, io la invito a mettere al voto questo
emendamento. Per quanto mi riguarda soltanto questo emendamento,
perché ci saranno ora decine di subemendamenti all'emendamento, per
cui io le comunico che sono disponibile a votare solo questo
emendamento. Dopodiché, per quanto mi riguarda, quale capogruppo
non sono disponibile a fare ammettere altri subemendamenti.
PRESIDENTE. Dobbiamo intenderci, Presidente Crocetta. C'è stato un
intervento dell'onorevole Di Giacinto perché, dal suo punto di
vista, è legittimo.
Ormai mi faccio carico di tutto
Di fatto avevo invitato il Governo a non presentare emendamenti
che non erano passati dalle Commissioni e non si può,
obiettivamente, scaricare sempre sulla Presidenza. Avevo chiesto
questa cortesia. Vi invito a ritirare tre emendamenti, tutti ne
parlano e tutti mettono il punto che, comunque, questa Presidenza
avrebbe quasi abusato e non è assolutamente corretto.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'Aula è liberissima di bocciare tutti gli emendamenti
che vuole. Il Governo ha la facoltà di presentare, fino all'ultimo
momento, emendamenti di riscrittura anche se non sono passati dalle
Commissioni di merito. L'Assemblea ha la facoltà di bocciarli. Non
ho capito perché io debbo fare fallire i consorzi universitari
della Sicilia perché non ho stabilito delle riserve a loro favore.
Non ho capito perché devo prendermela con i poveri Cristi che
l'hanno votato, ognuno si assume le proprie responsabilità perché
dietro la forma c'è il contenuto e se la politica perde di vista il
contenuto non è più politica.
SAMMARTINO. Ma cosa sta dicendo
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino lei interviene sempre per mettere
un po' di pace. Ormai questo è il suo ruolo. Questo lo abbiamo
compreso tutti Allora, presidente Crocetta, mi dispiace ma io i
tre commi
MUSUMECI. Un mese fa si poteva presentare.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, alla luce degli interventi che
ci sono stati, mi dispiace i 3 commi, se vogliamo approvare la
finanziaria, perché mentre si discute, i singoli parlamentari
correttamente mi pongono problemi procedurali. Mi dispiace, ma devo
stralciare i 3 commi che vanno in uno con il disegno di legge
stralcio, così come ha evidenziato, ha dato la disponibilità,
peraltro sono gran parte di pertinenza
Già da domani, approvata la finanziaria, le Commissioni
lavoreranno sulle leggi stralcio. Mi dispiace, ma non posso fare
diversamente perché non si può imputare a questa Presidenza
Allora, i commi 7, 8 e 9 sono stralciati e vanno al disegno di
legge stralcio insieme all'articolo che è stato bocciato.
FONTANA. Non c'è motivo di stralciare questi commi
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, ma lei sente i discorsi, oppure
s'innamora della sua tesi, mi scusi Dobbiamo approvare la
finanziaria o no? Allora, vanno al disegno di legge stralcio,
perché se c'è una questione corretta sulle start up, io non lo sto
facendo per quello che ha detto l'onorevole Di Giacinto,
correttamente, abbiamo accelerato nelle Commissioni, hanno espresso
i pareri e, alla fine, mi arrivano altri emendamenti di tutti i
gruppi parlamentari che mi stanno arrivando in questo momento,
appellandosi tutti agli emendamenti presentati dal Governo.
Basta ora Approviamo questa benedetta finanziaria che troppo
abbiamo discusso su questo articolo 23, inutilmente Sono
stralciati. Sono costretto a contingentare i tempi da questo
momento. Onorevoli, vi prego di ritirare anche la richiesta di
intervento. Siete intervenuti, la gran parte, sull'articolo 23;
siete intervenuti tutti. Non ha più senso questo dibattito. Non ha
più senso
(Subbuglio in Aula)
FONTANA. Mettiamo ai voti lo stralcio.
PRESIDENTE. Non le ho dato la parola, onorevole Fontana. Non le ho
dato la parola
Il Governo mi ha preannunciato un subemendamento che dice: sono
abrogati i commi 8 ter, 8 quinques. Però, scriviamolo cortesemente.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per semplificare
la votazione, anziché presentare emendamenti abrogativi, possiamo
votare per parti separate questo emendamento di riscrittura, il 23
R?
PRESIDENTE. No, perché è aggiuntivo ed ha una sua logica;
onorevole Ciancio, non lo posso fare.
Andiamo al voto.
(Brusio in aula)
Non si può andare avanti così, ho dieci richieste di intervento.
Onorevole Fazio, lei è intervenuto, cortesemente. Non si vuole fare
approvare la finanziaria. L'Assemblea si è bloccata sull'articolo
23. Ma stiamo scherzando
Sto aspettando il subemendamento del Governo.
Onorevole Sudano, la riscrittura è una, cioè il 23 R bis, senza i
commi 7, 8 e 9.
Mi date questo subemendamento del Governo? Gradirei che ora il
Governo seguisse i lavori.
Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 23 R
bis 12 con cui si intende abrogare i commi 8 ter e 8 quinquies'.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 23 R
bis12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Foti e da tutto il
Movimento Cinque Stelle, l'emendamento di riscrittura 23 R bis 7,
che sostituisce il comma 2 dell'emendamento 23 R.
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Non abbiamo questo
emendamento, Presidente.
PRESIDENTE. Invito gli assistenti parlamentari a distribuire
l'emendamento.
Presidente Crocetta, non si allontani. Non è più possibile, così
CROCETTA, presidente della Regione. Le cose legittime del Governo
non vengono mai considerate
PRESIDENTE. Stanno presentando centomila subemendamenti, non è
possibile
(Subbuglio in Aula)
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Basta ora Ci sono solo due emendamenti che possono
essere trattati, uno a firma degli onorevoli Falcone e Milazzo,
l'altro a firma dell'onorevole Foti.
Li diamo al Governo affinché li esamini e possa esprimere parere.
Sono gli emendamenti 23 R bis 7 e 23 R bis 5. C'è l'emendamento
Cordaro, che porta la firma di tutti, che è aggiuntivo, ancora.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Avevo chiesto di parlare prima io, signor Presidente.
PRESIDENTE. Basta, onorevole Cimino. Non è neanche educato quello
che sta succedendo. State intralciando i lavori. Questa è la
realtà
Ho dato la parola all'onorevole Di Mauro. Basta
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Baccei,
premetto che noi, come Gruppo parlamentare, non abbiamo presentato
alcun emendamento. Vorrei però avere contezza di quello che stiamo
facendo. Noi, in Aula, abbiamo approvato il comma 1 per un valore
di 14 milioni 300 mila euro. E' la sommatoria delle leggi con i
relativi contributi assegnati direttamente a vari soggetti. Abbiamo
un totale di 14 milioni 300 mila euro.
BACCEI, assessore per l'economia. Sono aggiunti 3 milioni 140 mila
alla tabella, quindi sono più di 14 milioni.
DI MAURO. Poi abbiamo un emendamento del Governo che cita una
serie di leggi che fanno riferimento a determinati soggetti
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.14, è ripresa alle ore 20.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito cortesemente a prendete
posto, non si riesce più a seguire.
Invito i parlamentari a non avvicinarsi a questa Presidenza.
Invito gli assistenti a limitare l'accesso alla Presidenza.
Invito i parlamentari a non avvicinarsi ai banchi del Governo,
perché il Governo deve esprimere il parere con la massima calma.
Si riprende l'esame dell'emendamento 23 R bis 7, a firma degli
onorevoli Foti, Ciaccio e Ciancio. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.45
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
dell'emendamento A4.45.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 23 R bis 7.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Dichiaro aperta la votazione.
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 23 R bis 7.
(Si procede alla votazione)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
Dichiaro chiusa la votazione.
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Risultato della votazione
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 64
Risultato della votazione
Votanti 63
Maggioranza 32
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
Favorevoli 39
segreto:
Contrari 24
Astenuti 0
Presenti 72
Votanti 72
(E' approvato)
Maggioranza 37
Favorevoli 40
Si passa all'Amministrazione infrastrutture e mobilità.
Contrari 32
Si passa all'emendamento A4.46, a firma degli onorevoli Greco G.
Astenuti 0
ed altri.
(E' approvato)
GRECO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
Onorevoli colleghi, non c'è più la ripartizione in percentuale,
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti A4.47,
va tutto in un fondo unico.
A4.48, A4.49 e A4.50, a firma degli onorevoli Assenza ed altri,
Si passa all'emendamento 23 R bis. Lo dichiaro assorbito.
sono dichiarati improponibili.
Onorevoli colleghi, è stato presentato l'emendamento 23 R bis 3, a
Si passa all'emendamento A4.51, a firma degli onorevoli Greco G.
firma di tutti i Capigruppo. Si tratta dell'istituzione del garante
ed altri.
dei detenuti.
Il parere del Governo?
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
E' stato presentato da parte del Governo un piccolo emendamento
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario a
tecnico.
maggioranza.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Non è approvato)
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
rassicurare i colleghi che, poi, le soluzioni più semplici sono
Si passa agli emendamenti A4.52, A4.53, A4.54 e A4.55, a firma
quelle che richiedono giorni di discussione. Abbiamo esclusivamente
degli onorevoli Assenza ed altri sono dichiarati improponibili, ed
cambiato il comma 2 che era pericolosissimo, così scritto, perché
anche gli emendamenti A4.56 e A4.57, a firma degli onorevoli Zito
toglieva la trasparenza dei bandi, rimangono le tabelle, rimane
ed altri. L'Assemblea ne prende atto.
tutto ciò che è previsto al comma 3 ed i seguenti commi, ad
Si passa all' Amministrazione Istruzione e formazione. Si passa
eccezione di quelli stralciati dalla Presidenza. Quindi, quello che
all'emendamento A4.58, a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed
si è modificato mettendo tutto all'articolo 128 è esclusivamente la
altri
prima pagina dell'emendamento.
Il parere del Governo?
PRESIDENTE. Ritorniamo all'emendamento tecnico del Governo 23 R
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
bis 14, che recita: «E' eliminato l'intervento relativo al capitolo
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
215734».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.
contrario si alzi.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
(E' approvato)
segreto.
Gli altri emendamenti sono assorbiti o non hanno copertura
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
finanziaria.
LENTINI. Come si fa a votare un emendamento senza averlo?
PRESIDENTE. Non è regolare, vi invito a prendere posto. Abbiamo
approvato l'emendamento tecnico del Governo che elimina un capitolo
per un fatto tecnico.
Comunico che è stato presentato un subemendamento, a firma degli
onorevoli Clemente, Cordaro e Lentini che prevede uno spostamento
da Istituto per ciechi Palermo e Catania con la copertura sul fondo
globale.
C'è un incremento di 200.000 euro, prelevandolo dal fondo globale
per l'Istituto Florio Palermo-Catania.
Vi dovete allontanare dai banchi del Governo.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Sui fondi globali ci sono solo i
soldi per Vulcano, in questo momento.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Pongo in votazione l'emendamento 23 bis, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa ai soppressivi dei commi dell'articolo 23, a seguire.
Diamo per scontato che sono ritirati l'emendamento 23.3 degli
onorevoli Di Mauro ed altri; il 23.14 degli onorevoli Cordaro ed
altri; il 23.33 dell'onorevole Anselmo; il 23.4, il 23.5 ed il
23.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
L'emendamento 23.37 degli onorevoli Anselmo ed altri è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 23, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, onorevoli colleghi, la finanziaria sostanzialmente è
approvata. Se prendete posto approviamo i cinque articoli di
carattere tecnico e poi sospendiamo in modo che le dichiarazioni di
voto, che tutti vogliono fare in questo momento, si potranno fare
domani mattina con calma, alla luce del sole.
Si passa all'articolo 5, in precedenza accantonato.
Allora, gli emendamenti soppressivi sono ritirati. Portano la
firma dell'onorevole Di Mauro.
Si passa all'emendamento 5.20, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.23, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 5.21 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:
«Articolo 90
Fondi globali e tabelle
l. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge 32 regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
restano determinati per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 nelle
misure indicate nelle tabelle A' e B' allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese
correnti e per il fondo globale destinato alle spese in conto
capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
autorizzate da norme vigenti e per le quali nel precedente
esercizio finanziario sia previsto uno stanziamento di competenza,
sono stabilite negli importi indicati, per l'anno 2016,
nell'allegata tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, le
autorizzazioni di spesa recate dalle leggi indicate nell'allegata
tabella D' sono ridotte degli importi stabiliti, per ciascuno
degli anni 2016, 2017 e 2018 , nella tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, le
autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere pluriennale
indicate nell'allegata tabella E' sono rimodulate degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2016, 2017 e 2018
nella tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, le
leggi di spesa indicate nella allegata tabella F' sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, gli
stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la
cui quantificazione è demandata alla legge finanziaria sono
determinati nell'allegata tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, le
spese autorizzate relative agli interventi di cui all'articolo 200,
comma l, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche ed integrazioni, sono indicate nell'allegata tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale n. 10/1999 e successive modifiche ed integrazioni, gli
importi dei nuovi limiti di impegno per ciascuno degli anni
considerati dal bilancio finanziario, con l'indicazione dell'anno
di decorrenza e dell'anno terminale, sono determinati nell'allegata
tabella L'».
Si passa all'esame delle Tabelle allegate e dei relativi
emendamenti. Invito a ritirare gli emendamenti presentati alle
tabelle.
FORMICA. C'è un emendamento alla tabella G che è una correzione.
PRESIDENTE. C'è questo emendamento alla tabella G, di correzione.
Onorevole Formica, la invito a ritirarlo.
Sembrerebbe un refuso fra quanto uscito dalla Commissione e quanto
risulta. Eventualmente, domani, col 117 si modifica, previa
verifica.
Tabella D, tabella E, tabella F, tabella G, tabella I, tabella L.
Concluso l'esame delle tabelle e dei relativi emendamenti, pongo in
votazione l'articolo. Tutti gli emendamenti sono inammissibili.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:
«Art. 91
Effetti della manovra e copertura finanziaria
l. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dall'l gennaio 2016».
Gli emendamenti presentati all'articolo 91 sono inammissibili. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 92. Ne do lettura:
«Art. 92
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Sono abrogate le seguenti norme:
a) articolo 139, comma 34, della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4;
b) articolo 23 della legge regionale 27 maggio 1980, n. 47;
c) legge regionale 7 ottobre 1950, n. 75;
d) legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8, articolo 2, comma 3».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
Si passa all'emendamento 92.8. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 92 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 1 in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo un emendamento
soppressivo dell'articolo 1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:
«Art. 93
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ci sono ancora da esaminare gli emendamenti
presentati ai sensi dell'articolo 117, nonché la questione posta
stasera dall'onorevole Formica. Bisogna dare la possibilità agli
uffici di verificare tutto quello che abbiamo votato. Per cui,
domani alle ore 11.00 si procederà alle dichiarazioni di voto ed
alla votazione finale.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani, 2 marzo 2016,
alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.37 di martedì 1 marzo 2016, è
ripresa alle ore 12.00 di mercoledì 2 marzo 2016)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proceduralmente passeremo prima
all'approvazione degli emendamenti ai sensi dell'articolo 117, sono
correzioni formali e non sono neanche tanti. Successivamente,
all'approvazione degli ordini del giorno, a meno che il Governo non
li voglia accettare tutti come raccomandazione. In terzo luogo
voteremo, a scrutinio palese, la finanziaria. Il Governo,
successivamente, si riunirà per approvare la nota di variazione di
bilancio, così com'è previsto dal Regolamento e ritorneremo in Aula
per il voto finale.
E, allora, se mi date copia degli emendamenti ai sensi
dell'articolo 117.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.58
Congedi
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
odierna gli onorevoli Vullo e Greco Giovanni.
dell'emendamento A4.58.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
L'Assemblea ne prende atto.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 21
Contrari 46
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti A4.84, A4.85, a firma degli onorevoli
Clemente e Cordaro. Li dichiaro improponibili. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa agli emendamenti A4.66, a firma degli onorevoli Rinaldi
ed altri ed A4.87, a firma degli onorevoli Clemente e Cordaro.
Vanno in Finanziaria.
Si passa agli emendamenti A4.59, a firma degli onorevoli Falcone
ed altri, A4.60, a firma degli onorevoli D'Asero ed altri, A4.61, a
firma degli onorevoli Falcone ed altri. Vanno in Finanziaria.
Si passa all'emendamento A4.62, a firma degli onorevoli Panepinto
e Anselmo.
Sulla copertura?
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
PRESIDENTE. Non c'è copertura. Lo dichiaro improponibile, così come
l'emendamento A 4.63, a firma degli onorevoli Greco G. ed altri..
Si passa all'emendamento A4.64, a firma degli onorevoli Alloro ed
altri.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. In che senso? C'è copertura?
BACCEI, assessore per l'economia. Sì, c'è copertura.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4.65, a firma degli onorevoli Lombardo
ed altri. E' precluso.
Si passa all'emendamento A4.92, a firma Fontana ed altri. Va in
Finanziaria.
Si passa all'Amministrazione Agricoltura, sviluppo rurale e pesca
mediterranea.
Si passa all'emendamento A4.67, a firma Greco G. ed altri..
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.67
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
1132/A e 1133-1155/A
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A4.67.
PRESIDENTE. Se siamo d'accordo può parlare un parlamentare per
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
Gruppo, se non ci sono osservazioni in contrario. Magari, poiché
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
parlerà uno per un Gruppo, lo potrà fare fino ad un massimo di
pulsante bianco.
dieci minuti, non di cinque.
Dichiaro aperta la votazione.
CORDARO. Anche trenta minuti.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei propone tre minuti europei.
Dichiaro chiusa la votazione.
CORDARO. Dicevo, trenta minuti.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 32
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A 4.93, a firma degli onorevoli Alloro e
Anselmo. Lo dichiaro improponibile. Va in finanziaria pure questo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.89, a firma degli onorevoli
Dipasquale e Anselmo. Lo dichiaro improponibile. Va in Finanziaria.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.68, a firma degli onorevoli Assenza
ed altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.69, a firma degli onorevoli Assenza
ed altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.94, a firma degli onorevoli Clemente
e Cordaro. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.91, a firma degli onorevoli
Dipasquale e Anselmo. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.83, a firma degli onorevoli Di
Giacomo ed altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa all'emendamento A 4.70, degli onorevoli Greco G. ed
altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento A
4.71, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro improponibile.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento A
4.72, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro improponibile.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento
A4.73, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro
improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento
A4.74, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro
improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento
A4.75, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro
improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento
A4.76, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro
improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Attingono tutti dal fondo sanitario, sostanzialmente.
Si passa all'emendamento A4.77, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.77.
Cordoglio per la morte dell'onorevole Nello Valastro
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
PRESIDENTE. Prima di riprendere i lavori do comunicazione che è
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
deceduto l'onorevole Nello Valastro che è stato deputato di
dell'emendamento A4.77.
quest'Assemblea per ben due legislature per cui propongo un minuto
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
di silenzio.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
(I deputati osservano un minuto di silenzio)
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 39
Contrari 34
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4.78, degli onorevoli Greco G. ed altri.
Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Turismo, sport e spettacolo.
Si passa all'emendamento A 4.79, degli onorevoli Lombardo ed
altri. Lo dichiaro improponibile, in mancanza di copertura.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.95, degli onorevoli Coltraro ed
altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A 4.96, degli onorevoli Alloro ed altri.
Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'Amministrazione Economia.
Si passa all'emendamento A 4.80, del Governo. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
CIANCIO. Chiedo che il voto avvenga per scrutinio segreto.
Parlamentare Movimento Cinque Stelle
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.80.
Comunicazione relativa ad elezione di cariche interne
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
al Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A4.80.
PRESIDENTE. Comunico che, per quanto rileva specialmente ai sensi
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
dell'articolo 25 quater del Regolamento interno dell'Ars, con nota
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pervenuta l'1 marzo 2016 e protocollata al numero 2141/AulaPg-
pulsante bianco.
CedPG del 2 marzo successivo, l'onorevole Cancelleri, nella qualità
Dichiaro aperta la votazione.
di Presidente del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle , ha
rappresentato che, a far data dall'1 marzo 2016, l'onorevole Angela
(Si procede alla votazione)
Foti ha assunto la carica di Vicepresidente del Gruppo medesimo, in
sostituzione dell'onorevole Francesco Cappello.
Dichiaro chiusa la votazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Risultato della votazione
Auguri, onorevole Angela Foti, che ieri mi ha mandato un messaggio
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
a mezzanotte per sapere quand'era la Conferenza dei Presidenti dei
segreto:
Gruppi parlamentari.
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 38
Contrari 32
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4.81, del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Concluso l'esame degli emendamenti, così come previsto dal decreto
legislativo n. 118 del 2011 e sue modifiche, l'Assemblea procederà
all'approvazione dei singoli programmi all'interno di ciascuna
missione, così come emendati. Si passa all'esame della Missione 0
Disavanzo finanziario .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'esame della Missione 1 Servizi istituzionali,
generali e di gestione .
Pongo in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1 Organi istituzionali . Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 8. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 10. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 11. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Programma 12. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio . Si pongono in
votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 8. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato gli otto programmi.
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2.. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero . Si pongono
in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1 Sport e tempo libero . Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo . Si pongono in votazione i seguenti programmi,
così come emendati:
Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 2 Politiche regionali unitarie per il turismo . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio e di edilizia abitativa. Si
pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1 Urbanistica . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e
dell'ambiente .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3 Rifiuti . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 8. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 9. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 10, si passa all'esame della
missione 11 Soccorso Civile .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 11, si passa all'esame della
missione 12 Diritti sociali politiche sociali e famiglia .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 8. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 10. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 12, si passa all'esame della
missione 13 Tutela della Salute .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 8. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 13, si passa all'esame della
missione 14 Sviluppo economico e competitività .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 14, si passa all'esame della
missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione
professionale .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 4 .Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 15, si passa all'esame della
missione 16 Agricoltura .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 16, si passa all'esame della
missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 17, si passa all'esame della
missione 18 Relazione con le altre autonomie territoriali e
locali .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 18, si passa all'esame della
missione 19 Relazioni internazionali e cooperazione .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 19, si passa all'esame della
missione 20 Fondi-Accantonamenti .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 20, si passa all'esame della
missione 50 Debito Pubblico .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della missione 50, si passa all'esame della
missione 99 Servizi per conto Terzi .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
Programma 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Programma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Concluso l'esame dell'allegato 4), pongo in votazione l'articolo
2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, con i relativi allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non essendo stati presentati emendamenti, pongo in votazione il
testo risultate.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si sospende l'esame del bilancio per passare finanziaria:
stabilità regionale' (nn. 1133-1155/A)
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
1132/A e 1133-1155/A
Sospendo l'Aula per cinque minuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura degli emendamenti
(La seduta, sospesa alle ore 17.01, è ripresa alle ore 17.07)
presentati ai sensi dell'articolo 117 per la relativa approvazione.
Si passa all'emendamento 117.BIL. Lo pongo in votazione. Chi è
La seduta è ripresa.
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
(E' approvato)
«Art. 1.
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è
Risultati differenziali.
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
l. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b), della legge
(E' approvato)
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, e considerati gli effetti della presente legge, il
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione. Chi è
saldo netto da impiegare per l'anno 2016 è determinato in termini
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
di competenza in 2.915.711 migliaia di euro.
(E' approvato)
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, è determinato per l'anno 2017
Si passa all'emendamento 117.11. Lo pongo in votazione. Chi è
un saldo netto da impiegare pari a 2.925.882 migliaia di euro e
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
per l'anno 2018 un saldo netto da impiegare pari a 2.931.006
migliaia di euro».
(E' approvato)
L'articolo 1 è accantonato.
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
(E' approvato)
«Art. 2
Disposizioni in materia di residui passivi perenti
Si passa all'emendamento n. 117.4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
1. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
(E' approvato)
impegni assunti fino all'esercizio 2005, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2015, sono
Si passa all'emendamento n. 117.5. Lo pongo in votazione. Chi è
cancellate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
finanziario medesimo. Con decreto del Ragioniere generale della
Regione sono individuate le somme da eliminare ai sensi del
(E' approvato)
presente comma. Copia di detto decreto è allegata al rendiconto
generale della Regione per l'esercizio finanziario 2015.
Si passa all'emendamento n. 117.6. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
2. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
(E' approvato)
impegni assunti a decorrere dall'esercizio 2006, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2015, cui
Si passa all'emendamento n. 117.7. Lo pongo in votazione. Chi è
non corrispondono obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
cancellate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
finanziario medesimo. Con decreto del Ragioniere generale della
(E' approvato)
Regione, su indicazione delle competenti amministrazioni, sono
individuate le somme da eliminare ai sensi del presente comma.
Si passa all'emendamento n. 117.8. Lo pongo in votazione. Chi
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Regione per l'esercizio finanziario 2015.
(E' approvato)
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
Si passa all'emendamento n. 117.9. Lo pongo in votazione. Chi è
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
adottato le deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le
modalità di appalto.
(E' approvato)
4. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma 1
Si passa all'emendamento n. 117.10. Lo pongo in votazione. Chi è
del presente articolo, sia documentata l'interruzione dei termini
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
di prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi del
successivo comma 2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si
(E' approvato)
provvede al relativo pagamento mediante iscrizione in bilancio
delle relative somme, da effettuarsi con decreti del Ragioniere
Comunico che sono stati presentati degli ordini del giorno.
generale della Regione ai sensi degli articoli 26 e 27 della legge
Assessore Baccei ha avuto modo di vederli?
31 dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e
dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo li accetta come
successive modifiche ed integrazioni».
raccomandazione.
Gli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4 e 2.5, presentati all'articolo
LENTINI. Almeno quelli più importanti, votiamoli.
2, sono inammissibili.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 2.6 I e
PRESIDENTE. Però, non si apre dibattito; si votano o a favore o
II parte. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
contro.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Accantonamenti tributari
1. All'onere a carico della Regione per il concorso al
risanamento della finanza pubblica, così come rideterminato in
1.286.745 migliaia di euro ai sensi dell'articolo 9 septies comma
3, del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78 convertito in legge con
modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, legge 6 agosto 2015, n.
125, per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede con
risorse a carico del bilancio regionale. (Missione 1 - Programma 4
- capitolo 219213).
2. All'articolo 5, comma 2, della legge regionale 7 maggio 2015,
n. 9 le parole per ciascuno degli esercizi finanziari 2015, 2016
e 2017 sono sostituite con le parole per l'esercizio finanziario
2015».
Gli emendamenti 3.1, 3.5, 3.2, 3.4, 3.9, 3.8, 3.7, 3.6, 3.11,
3.10, 3.12 e 3.3, presentati all'articolo 3, sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 3. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Disposizioni in materia di variazioni di bilancio
1. All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 30 settembre
2015, n. 21 sono apportate le seguenti modifiche:
a) la parola sette è sostituita dalla parola dieci ;
b) l'importo 246.263.833,48 è sostituito dall'importo:
172.384.683,44 ;
c) dopo le parole 6 agosto 2015, n. 125 sono aggiunte le parole
, come modificato dall'articolo 1, comma 691, della legge 28
dicembre 2018, n. 208 .
2. A decorrere dall'esercizio finanziario 2016 le variazioni di
bilancio connesse a riproduzioni di economie di spesa di fondi
regionali sono effettuate, a fronte dell'accertamento delle
relative entrate, solamente nei casi in cui sia individuato un
vincolo di specifica destinazione dell'entrata alla spesa e sia
prevista la relativa copertura nel bilancio di previsione
finanziario, ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, e nel
rispetto del principio 4/2 allegato al medesimo decreto
legislativo n. 118/2011, ed in particolare del punto 5».
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 4 e sull'ordine dei lavori per cercare anche di
avere un faro da lei su come possiamo organizzare le categorie
dell'ammissibilità e dell'improponibilità.
Avevo proposto anche all'articolo 3 alcuni emendamenti che
certamente sono, come lei ha detto, inammissibili in quanto
configgono con delle norme nazionali che hanno imposto il quantum
degli accantonamenti. Però, ritengo che in alcuni di questi
emendamenti ho richiamato proprio i principi di consensualità
nella definizione dei rapporti finanziari tra la Regione Siciliana
e lo Stato.
Nel fare questo, signor Presidente, io ho sposato le declamate
richieste di ridefinizione delle somme degli accantonamenti sue ed
anche del Presidente Vinciullo e di altri deputati che hanno più
volte denunciato questi fatti, e volevo anche approfittare di
questa discussione proprio per chiedere all'Assessore Baccei e al
Presidente Crocetta quali sono state le iniziative del Governo nel
corso di questo anno per ridefinire proprio la quota degli
accantonamenti.
In modo provocatorio io ho posto come termini di paragone sia gli
accantonamenti che sono stati assegnati alla Regione Lombardia,
che sono di gran lunga inferiore a quelli della Regione Sicilia,
che non ha niente a che vedere con la Lombardia, tanto in numero
di abitanti - sappiamo che la Lombardia ha dieci milioni di
abitanti e la Sicilia ne ha cinque milioni - tanto in numero di
prodotto interno lordo, in quanto sappiamo che il reddito pro-
capite della Lombardia è di 32 mila euro, quello della Sicilia è
intorno ai 17 mila euro.
Quindi, facendo questo tipo di studio, ho anche cercato di
raffrontare la quota di onere che viene posta a carico della
Regione con quello di un'altra Regione a Statuto Speciale, quale è
il Friuli Venezia Giulia che paga rispetto al PIL e al numero di
abitanti della Sicilia una quota di gran lunga inferiore. Ed
allora, dato che questi emendamenti sono stati ritenuti
inammissibili e poc'anzi si è consumata l'impossibilità di questo
Parlamento di potere analizzare in modo asettico e in modo
obiettivo le cifre del contenzioso, io volevo chiedere al
Presidente Crocetta e all'Assessore Baccei cosa è stato fatto in
questo anno dato che è da un anno che denuncia che la quota
dell'accantonamento del concorso alla finanza pubblica è ingiusta
nei confronti della Regione e lo abbiamo detto tutti, io vorrei
capire cosa ha fatto il Governo Crocetta per ridurre la quota,
naturalmente la risposta non può essere in termini di risultato
perché il risultato è stato che l'accantonamento è il più alto
di'Italia, vorrei sapere quali sono state le attività che sono
state poste in essere.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Lombardo penso che
questo tema lo abbiamo affrontato tante volte sia in Aula che in
Commissione Bilancio.
Il tema delle entrate pro-capite, del contributo alla finanza
pubblica, come ho anche detto in chiusura della discussione
generale, nasce dal Governo, cioè questo tema lo abbiamo tirato
fuori noi sia delle entrate pro-capite che delle entrate per
abitante, che del contributo alla finanza pubblica in percentuale
sulle entrate, e lo abbiamo tirato fuori noi. Da lì poi
correttamente si sono agganciati tutti gli onorevoli perché vuol
dire che era il tema giusto, tanto era giusto che ci ha portato
avanti con la trattativa che stiamo facendo con lo Stato che
arriva a riconoscerci due miliardi in più di entrate.
Quindi in quei due miliardi in più di entrate, anziché, come ho
spiegato più volte, andare a ridurre il contributo alla finanza
pubblica che sarebbe stata una cosa ancora più visibile per le
Regioni, abbiamo riportato la quota di riduzione all'interno dei
due miliardi. Dentro i due miliardi c'è di fatto anche una
riduzione del contributo alla finanza pubblica. Se lei aumenta di
due miliardi le entrate e và a rifare quegli indicatori, vede che
le cambiano significativamente. Per cui, quello che ha fatto
questo Governo nell'ultimo anno è andare a ritrattare con il
Governo nazionale sia le entrate che il contributo alla finanza
pubblica.
La stima che è stata fatta, l'accordo, è quello di due miliardi,
che in parte fino al 2017 è stato anticipato con l'Iva, e per
quest'anno sappiamo 900 più 500, l'anno prossimo attraverso la
Commissione paritetica e tutto quello che è l'iter previsto,
porterà, come è scritto in questa finanziaria, un miliardo e
quattrocentomilioni per l'anno prossimo e un miliardo e
settecentomilioni per l'anno successivo.
All'interno di quello c'è anche una quota parte che è
potenzialmente la riduzione del contributo finanza pubblica che è
riportato sulle entrate, che entra da una parte o esca dall'altra,
il saldo e il risultato netto sono gli stessi, per cui dentro
quella trattativa complessiva che da un anno con il Presidente
Crocetta stiamo portando avanti con il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.4, 4.3 e 4.6, presentati
all'articolo 4, sono inammissibili.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.5.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Rapporti finanziari Stato-Regione e
compensazione per gettiti IRAP ed Addizionale regionale
1. Il saldo tra gli importi presunti dei gettiti dell'Imposta
regionale sulle attività produttive e dell'Addizionale all'imposta
sul reddito delle persone fisiche e quelli effettivamente affluiti
alla Regione siciliana nel periodo 2001-2013, da compensare ai
sensi dell'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni, è
quantificato in 50.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2016.
2. L'importo di cui al comma l è accantonato in un apposito fondo
in cui sono iscritte le risorse derivanti dalle riduzioni delle
autorizzazioni di spesa riepilogate nell'Allegato 2, per gli
importi nello stesso indicati.
3. Nelle more della modifica delle norme di attuazione dello
Statuto in materia tributaria, gli importi corrispondenti alle
maggiori entrate stimate in 1.400.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2017 e 1.685.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2018, sono accantonati in un apposito
fondo in cui sono iscritte le risorse derivanti dalle riduzioni
delle autorizzazioni di spesa riepilogate nell'Allegato 2, per gli
importi nello stesso indicati.
4. Le riduzioni delle autorizzazioni di spesa di cui all'articolo
3, comma 1, della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 32 sono
sostituite dalle riduzioni delle autorizzazioni di spesa
riepilogate nell'Allegato 2, per gli importi nello stesso
indicati.
5. Le somme riconosciute alla Regione ai sensi dei commi
precedenti del presente articolo e del comma 1 dell'articolo 3
della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 32, sono destinate
prioritariamente al ripristino delle autorizzazioni di spesa per
le regolazioni contabili delle imposte dirette e delle tasse ed
imposte indirette sugli affari e relative addizionali (capitoli
219202 e 219205) per gli importi indicati nella colonna A
dell'Allegato 2 e, per la parte eccedente, in misura proporzionale
agli importi indicati nella medesima tabella A per le ulteriori
autorizzazioni di spesa.
6. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
del comma 5.
7. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, commi 80 e 86,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nel caso in cui il risultato
di gestione del sistema sanitario regionale relativo ai conti
consuntivi degli anni 2016 e 2017, accertato in sede di verifica
annuale da parte dei competenti tavoli tecnici, derivante anche
dall'ulteriore onere posto a carico del fondo sanitario in
applicazione dell'articolo 7 della presente legge, sia negativo,
la Regione assicura la copertura del relativo disavanzo. Per le
finalità del presente comma è incrementata di 127.850 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2017 e 2018 la
dotazione finanziaria della Missione 13 - Programma 4 - capitolo
413333.
8. A seguito delle verifiche dei competenti tavoli tecnici, le
risorse non utilizzate per le finalità di cui al comma 7 sono
destinate ad integrazione dell'accantonamento positivo Fondo
destinato alla proroga dei contratti di lavoro subordinato di cui
all'articolo 30, comma 4, della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 e successive modifiche ed integrazioni ».
L'articolo 5 è accantonato.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6
Cofinanziamento Programmi comunitari
1. In relazione all'accertamento delle entrate relative al Fondo
di sviluppo e coesione, per una quota complessiva pari a 233.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016 e di 25.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017, è disposto, ai
sensi dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, uno specifico
accantonamento negativo, codice 1001, nella Tabella A allegata,
finalizzato al finanziamento delle spese riportate nei
corrispondenti accantonamenti positivi, codici 1005 e 1006
disposti, ai sensi dell'articolo 10, comma 2, della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni, nella Tabella A allegata, per gli importi e le
finalità di seguito elencate:
a) 173.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016 e
25.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017 al
cofinanziamento regionale dei Programmi Comunitari PO FSR, PO FSE,
PO FEAMP e PO FEASR 2014-2020;
b) 60.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016 agli
interventi previsti dal comma 8 dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 per il settore agricolo e forestale.
2. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
iscrivere in bilancio, con proprio provvedimento, le somme
previste negli corrispondenti accantonamenti positivi, codici 1005
e 1006, destinate al cofinanziamento regionale dei Programmi
Comunitari PO FSR, PO FSE, PO FEAMP e PO FEASR 2014-2020 e agli
interventi previsti dal comma 8 dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 per il settore agricolo e
forestale».
L'articolo 6 è accantonato.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7
Trasferimento oneri di competenza del settore sanitario
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2016, per il
finanziamento delle quote residue di capitale ed interessi del
prestito sottoscritto ai sensi dell'articolo 2, comma 46, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 tra il Ministero dell'Economia e la
Regione siciliana dell'importo annuo di 127.850 migliaia di euro,
è autorizzato l'utilizzo di una quota del Fondo sanitario».
L'articolo 7 è accantonato.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Disposizioni in materia di autonomie locali
1. I comuni, con delibera del consiglio comunale, hanno la
facoltà di anticipare gli effetti dell'articolo 2, comma 1, della
legge regionale 26 giugno 2015, n. 11.
2. Per effetto delle disposizioni previste al comma 1,
l'assegnazione ai comuni di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, è determinata in 340.000
migliaia di euro per l'anno 2016, di cui 1.000 migliaia di euro
per le finalità di cui all'articolo 19, comma 2, della legge
regionale 8 agosto 1985, n. 34 e successive modifiche ed
integrazioni, per gli interventi di cui agli articoli 8 e 9 della
legge medesima, e in 325.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2017 e 2018. Conseguentemente è rideterminata
l'aliquota di compartecipazione al gettito dell'imposta sui
redditi effettivamente riscossa di cui al medesimo articolo.
3. Il comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 è sostituito dal seguente:
8. Tenuto conto del comma 10 dell'articolo 259 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
integrazioni, per far fronte alle emergenze finanziarie degli enti
locali che hanno dichiarato dissesto per l'anno finanziario 2013
e/o 2014, è previsto per l'anno 2016, uno stanziamento di 800
migliaia di euro a carico del fondo di cui all'articolo 6, comma
1, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modifiche ed integrazioni, quale contributo, in ragione del costo
di ogni dipendente che, secondo i parametri del decreto del
Ministero dell'Interno 24 luglio 2014, risulti in soprannumero. .
4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 8,
della legge regionale n. 9/2015, è ridotta a 800 migliaia di euro
per ciascuno degli esercizi finanziari 2016 e 2017.
5. L'intervento finanziario di cui al comma 8 dell'articolo 6
della legge regionale n. 9/2015 si intende erogato a titolo di
contributo.
6. Ai comuni in stato di dissesto non beneficiari di analoghi
interventi regionali è concesso un contributo triennale a
decorrere dall'anno 2016, in proporzione al numero degli abitanti.
7. Al maggiore onere di cui al comma 6 a carico del bilancio
regionale per il triennio 2016-2018 si provvede a valere sul Fondo
di cui al presente articolo.
8. Per le finalità di cui al primo periodo del comma 9
dell'articolo 6 della legge regionale n. 9/2015 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2016, la spesa di 1200 migliaia di euro a valere sulle
assegnazioni del Fondo delle autonomie locali.
9. Per l'esercizio finanziario 2016, a valere sul Fondo
perequativo di cui al comma 2 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni, è accantonata la somma di 500 migliaia di euro per
garantire la prosecuzione degli interventi di cui al comma 10
dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.
10. Per le finalità di cui all'articolo 21, comma 8, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19, l'Assessorato regionale delle
autonomie locali e la funzione pubblica, previo parere della
Conferenza Regione-Autonomie Locali, è autorizzato ad impiegare
una somma a valere sulle disponibilità del Fondo di cui al comma
2, nella misura massima di 150 migliaia di euro, per l'erogazione
di contributi alle associazioni di comuni ed alle associazioni di
amministratori comunali operanti sul territorio regionale.
11. A sostegno ed incentivo delle unioni dei comuni previste
dall'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 è
autorizzata la spesa di 500 migliaia di euro, quale
compartecipazione regionale ai contributi statali per l'anno 2016,
a valere sul Fondo perequativo di cui all'articolo 6, comma 2,
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche
ed integrazioni. I contributi sono concessi in relazione
all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte dell'unione
a seguito della delega esclusiva delle medesime da parte di tutti
i comuni aderenti.
12. Per i comuni di Barcellona e Milazzo interessati
dall'alluvione dell'autunno 2015 con esondazione del Torrente
Mela, l'Assessorato regionale delle autonomie locali e della
funzione pubblica è autorizzato a concedere, per l'esercizio
finanziario 2016, un contributo di 100 migliaia di euro ciascuno,
a valere sul Fondo delle autonomie locali.
13. Le riserve a valere sul Fondo delle autonomie locali,
costituito ai sensi dell'articolo 6, comma l, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 non possono superare, in ogni
caso, la percentuale del due per cento.
14. Ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti secondo
l'ultimo censimento, in fase di riparto del fondo delle autonomie
locali è garantita un'assegnazione di parte corrente non inferiore
a quella dell'anno 2015.
15. Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni, sono
soppresse le parole di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 984 .
16. Ai comuni che inquadrano nei propri ruoli il personale di cui
alla legge regionale 5 agosto 1982, n. 93, come integrato
dall'articolo 17 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, è riconosciuto un
contributo, per gli esercizi finanziari 2016 e 2017, a valere e
nei limiti della riserva prevista dall'articolo 9, comma 1, della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, commisurato al costo del
personale assunto. A decorrere dall'esercizio finanziario 2018 gli
oneri relativi al personale predetto sono posti a carico dei
bilanci dei Comuni interessati.
17. E' istituito un fondo perequativo costituito dalle entrate
della Regione di cui all'articolo 43, comma 1, relativo alle nuove
concessioni, destinato all'equilibrio tra i comuni titolari di
demanio marittimo e i comuni montani. Con decreto dell'Assessore
regionale per l'economia, di concerto con l'Assessore regionale
per il territorio e l'ambiente, sono stabiliti i parametri per
raggiungere tale equilibrio.
18. Il comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 è abrogato.
19. All'articolo 13 della legge regionale n. 9/2013 sono aggiunti
i seguenti commi:
"4 bis. Per le produzioni ottenute a decorrere dall'1 gennaio
2016 per ciascuna concessione di coltivazione, il valore
dell'aliquota, calcolato ai sensi del comma 1, è corrisposto per
un terzo alla Regione e per due terzi secondo i seguenti criteri:
a) il settanta per cento è attribuito al comune in cui ricade il
giacimento, da destinare alle seguenti attività:
1) interventi di riqualificazione dei centri urbani;
2) riduzione pressione fiscale;
3) tutela e manutenzione del siti UNESCO;
4) servizi socio assistenziali in favore dei diversamente abili;
5) incremento industriale e interventi di miglioramento
ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le
coltivazioni;
b) il trenta per cento è attribuito ai comuni del territorio del
libero consorzio nel cui ambito territoriale ricade il giacimento,
secondo il criterio della popolazione residente già definito in
materia di compartecipazione Iva di cui al decreto legislativo 14
marzo 2011, n. 23, da destinare alle finalità di cui ai punti 1,
2, 3 e 4.
4 ter. La ripartizione nelle percentuali di cui sopra ha luogo
unicamente nelle ipotesi in cui, in relazione al comune in cui
ricade il giacimento, il valore ottenuto dalle produzioni inerenti
la concessione di coltivazione è superiore a 15.000 migliaia di
euro, soglia al di sotto della quale il valore corrispondente ai
due terzi dell'aliquota è di spettanza del solo comune di
pertinenza.
4 quater. La legge regionale 11 aprile 1981, n. 61, è annualmente
rifinanziata per l'importo di 5.000 migliaia di euro con i
proventi derivanti dalle coltivazioni di idrocarburi liquidi e
gassosi nel territorio del comune di Ragusa di spettanza del
comune medesimo. .
20. L'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia,
con decreto da emanarsi entro 180 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, individua i siti culturali minori la
cui gestione, ai fini di una migliore fruizione e valorizzazione,
è trasferita agli enti territoriali stabilendone altresì le
modalità, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale».
Onorevoli colleghi, c'era un richiesta espressa da parte del
Governo, già in sede di discussione generale, di accantonamento
dell'articolo 8.
Peraltro ho già indirizzato una nota ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari in merito ad una richiesta avanzata Presidente
dell'ANCI, onorevole Leoluca Orlando, che sarà accompagnato da una
nutrita delegazione di sindaci giovedì alle ore 13:00, e so che
c'è anche un'interlocuzione con il Presidente Crocetta, con
l'assessore Bacchi e con l'assessore alle autonomie locali per
vedere di trovare una condivisione sul fondo delle autonomie.
Se alcuni Capigruppo non sono ancora informati di questo
incontro, lo saranno tra poco.
L'articolo 8 è pertanto accantonato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9
Sostegno alle strategie sociali ed alle politiche inclusive
Per le iniziative di particolare rilevanza connesse con le
attività e le funzioni di competenza dell'Assessorato regionale
della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, di concerto
con l'Assessorato regionale delle autonomie locali e della
funzione pubblica, previo parere della Conferenza Regione-
Autonomie locali per quanto riguarda le iniziative nei confronti
dei comuni, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la
spesa di 4.000 migliaia di euro a valere sul Terzo ambito di
intervento - Piano di cambiamento' del documento di
programmazione finanziaria del Piano di Azione e Coesione (PAC)
2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE
n. 10/2015, per azioni di sostegno e di sistema alle strategie
sociali ed alle politiche inclusive nonché per fronteggiare eventi
straordinari».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento soppressivo 9.3.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Zafarana ed altri
l'emendamento soppressivo 9.4. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Mario Rapisardi di caltanissetta
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.4
Saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Mario
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Rapisardi di Caltanissetta
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 9.4.
PRESIDENTE. Porgo, intanto, il saluto dell'intero Parlamento,
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
all'Istituto Tecnico Commerciale Mario Rapisardi di
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
Caltanissetta. Ci sono tanti studenti accompagnati dagli insegnanti
pulsante bianco.
e, quindi, ci fa piacere dare il buon esempio, almeno sulla
Dichiaro aperta la votazione.
compostezza in questo momento, agli studenti di Caltanissetta.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 24
Contrari 35
(Non è approvato)
Gli emendamenti 9.6 e 9.2 sono preclusi.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Zafarana ed altri
l'emendamento 9.12.
ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non c'è
stato neanche modo di potere approfondire le finalità di questo
articolo 9, a parte il fatto che è arrivato in Aula. Ho fatto
numerose telefonate sia alla dirigenza generale, sia
all'assessorato delle Autonomie locali, sia all'altro assessorato
della Famiglia, ai quali ho chiesto lumi di cosa si trattasse;
sono 4 milioni e non è dato conoscere per quali finalità servono,
e poi soprattutto alla fine è interessante la dizione per
politiche inclusive, nonché per fronteggiare eventi straordinari .
Eventi straordinari? Ma di che tipo?
Poi andiamo a vedere che il PAC sono soldi per investimenti, ma
vorrei capire dove sono questi investimenti.
Permettete che ci sia da parte nostra la volontà di spendere i
soldi per il PAC, assessore Baccei? Per che cosa sono finalizzati?
Sono un portafoglio di quattro milioni di euro messi da parte per
la prossima campagna elettorale sul PAC?
Nella linea del PAC, che sono soldi per investimenti, questa
soprattutto è la linea inerente il piano di cambiamento il cui
documento di esplicitazione ed enumerazione degli interventi
previsti ancora non esiste, così come per gli altri due piani del
PAC 1420. Sinceramente è una votazione a scatola chiusa, è una
ipoteca sul futuro.
Se invece non è passato l'emendamento, almeno cerchiamo di
finalizzare, ed il mio intervento è dovuto a questo; si vanno a
fare investimenti per il lavoro e piangiamo sempre denaro in
questa Assemblea e a livello regionale per quel che riguarda
l'assistenza ai ragazzi disabili delle scuole ed il trasporto
nelle scuole. Ma si tratta di lavoro? Allora, chi deve fare
l'assistenza o il trasporto deve lavorare. Finalizziamo questi
fondi per il lavoro che darà luogo alla esplicitazione di un
servizio, un servizio che noi in Sicilia non riusciamo a garantire
con la regolarità e con la obbligatorietà prevista dalla legge.
Ritengo che questo sia un emendamento di buon senso, e qualora
voi non lo votiate la Sicilia prenderà atto del fatto che ad oggi
il servizio di trasporto e l'assistenza igienica nelle scuole di
ogni ordine e grado è carente o addirittura, in alcune province,
non esiste e non si vuole allocare alcuna risorsa per sostenere
queste due finalità. Di lavoro si tratta, oltre che per
l'assistenza agli asili nido per ogni scuola di ogni ordine e
grado, i centri educativi per la frequenza, i centri educativo-
riabilitativi a carattere ambulatoriale e diurno. Si tratta di
servizi ed io propongo all'Assemblea una norma di buon senso.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.23, è ripresa alle ore 17.26)
La seduta è ripresa.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
questione che ha posto l'onorevole Zafarana sia una questione
giusta. Mi aspettavo che il valente assessore Miccichè, oltre che
assessore importante di questa Giunta -se non ricordo male ha
brillato in questi anni per la sua verve, per gli interventi che
ha fatto in quest'Aula - intervenisse e rispondesse all'onorevole
Zafarana su ciò che ha pensato di fare. Aspetto con ansia perché
sono anni che aspetto di sentire la sua voce in questa Assemblea e
spero che sia la volta buona che non si serva solo della macchina
per girare la Sicilia ma possa anche intervenire in quest'Aula e
dire quello che vuole fare con questi quattro milioni di euro.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Governo e mi rivolgo soprattutto alla sua maggioranza e vorrei che
il presidente Crocetta prestasse, come sempre fa, attenzione agli
interventi ed al mio in particolare.
Raccolgo, proprio, l'invito che viene dal Presidente
dell'Assemblea, che è un invito da palissiano posto che siamo
all'inizio dell'esame della finanziaria.
Presidente Crocetta, capi gruppo di maggioranza, abbiamo appena
assistito ad un intervento di una gravità estrema nel quale un
parlamentare del PD ha additato un assessore di questo Governo
invitandolo a non usare la macchina solo per girare la Sicilia.
C'è un tempo per essere distratti, caro presidente Crocetta, ma
c'è un tempo per essere attenti. Dobbiamo essere da subito chiari:
avete ridotto la Sicilia al disastro, tutte le attenzioni dei
siciliani, soprattutto delle classi più bisognose sono su
quest'Aula e sui nostri lavori Se pensate di risolvere in
quest'Aula i vostri problemi personali e politici e se pensate
soprattutto che l'opposizione - e io ne sono un rappresentante -
responsabile sì ma non stupida, possa farvi da sponda rispetto a
delle determinazioni e a degli articoli di questa Finanziaria che
vi servono per risolvere delle faide tra di voi, noi non ci stiamo
e lo denunciamo chiaramente ai siciliani.
Allora, Presidente Crocetta, siccome siamo all'inizio della
Finanziaria, ieri lo spettacolo è stato triste perché
evidentemente, e sono d'accordo con lei, quello è infantilismo
politico, approvare un emendamento che toglie 20 mila euro al
Presidente della Regione per le sue missioni, è infantilismo
politico Però, adesso siamo agli stracci, siamo agli stracci
Allora, Presidente Ardizzone, tutti vogliamo approvare la
Finanziaria, ma non mi pare che ci siano le condizioni perché
questa opposizione possa dare un contributo costruttivo, perché
prima dovete spiegarvi tra di voi qual è l'indirizzo che volete
adottare.
Allora, io credo, Presidente, che sarebbe più opportuno tranne che
non volete scivolare in ulteriori incidenti clamorosi che
finirebbero si per penalizzare i siciliani, io credo, Presidente
Ardizzone e desidero anche che il Governo si esprima nella persona
del Presidente della Regione, si fermi la macchina, si chiariscano
questi signori su qual è il loro progetto di Finanziaria per la
Sicilia, ce lo comunichino dopodiché l'opposizione prenderà atto di
una sintesi e stabilirà cosa è nell'interesse dei siciliani ed
allora potremmo dare un contributo e cosa è nell'interesse, caro
Presidente Crocetta, di quella mangiuglia che lei dice di
combattere e noi vorremmo insieme a lei combatterla sul serio, ma
che ci pare che per molti deputati della sua maggioranza
costituisca il fine ultimo della loro presenza in Parlamento.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, assessori, io credo che l'emendamento non faccia
null'altro che dare 4 milioni in più ai comuni per le attività
sociali. Quindi, l'idea che questo possa servire per gestire una
spesa clientelare o, peggio, per le campagne elettorali non mi pare
proprio pertinente, perché di fatto la spesa non verrebbe neppure
gestita dall'Assessorato che dovrà fare un bando, addirittura si
parla di una conferenza che deve essere fatta con gli Enti locali e
l'Assessorato della Famiglia. Quindi, mi pare che dovranno essere
stabiliti i criteri e la destinazione della spesa. Non vedo nulla,
nessuna necessità persino di aggiungere ulteriori paletti.
Io mi sono permesso di dire che l'emendamento, cioè l'articolo va
bene così com'è, non c'è bisogno, per il resto si potrebbero dare
raccomandazioni, degli ordini del giorno di utilizzo della spesa
sociale, però non allargherei il fronte alle associazioni, altri
enti eccetera, a meno che non si dica invece ai comuni o in
aggiunta ai comuni le province, ma parliamo sempre di questi
istituzioni. Io mi limiterei a questo e non aprirei maglie di altro
tipo.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
sono in linea con il Presidente Crocetta. Stiamo assegnando delle
risorse in più ai Comuni. Non soltanto questo. I progetti li
facciamo passare attraverso la Conferenza Regione-Autonomie locali,
non li sta approvando chissà chi, li sta approvando la Conferenza
regionale Autonomie locali, quindi non capisco di che cosa state
parlando e di che cosa vi stranite.
Era stato messo società , ho fatto un subemendamento dove tolgo
società e metto Onlus , cosicché togliamo tutte le questioni nel
mezzo, ci siamo? Quindi, io non parlo con te Totò, parlo con il
Movimento Cinque Stello.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
rassicurare l'onorevole Cordaro che questa Finanziaria non è
certamente una Finanziaria fatta per risolvere faide all'interno
della maggioranza, perché faide non ce n'è.
Io invito l'Aula ed i colleghi a votare questo articolo perché
trattasi di un articolo di buonsenso, visto che stiamo mettendo
delle risorse a favore delle classi più disagiate, dell'inclusione
sociale, quindi, sostengo ovviamente il subemendamento
dell'onorevole Di Giacinto, che specifica gli enti a cui si rivolge
questo articolo e, soprattutto, tengo a sottolineare che questa
Finanziaria è fatta per i siciliani, non è fatta per nessun
deputato né della maggioranza né dell'opposizione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, rispetto a questo articolo mi sembra
che, da parte del Governo riscontriamo una volta un provvedimento
che è a favore delle politiche inclusive, che riguardano gli ambiti
di intervento a favore delle fasce deboli, delle disabilità, dei
minori e Vullo, lei dice Micciché . Giù le mani da Micciché, PD
Giù le mani da Micciché
Micciché in questa vicenda è l'assessore che sta tutelando gli
interventi a favore delle fasce deboli, non in quanto assessore
Micciché, ma in quanto assessore che deve tutelare l'ambito e voi
di maggioranza non potete giocare con queste beghe interne
Noi siamo per questo articolo, per l'articolo 9 ed, ovviamente,
sosteniamo l'emendamento, in questo caso, dell'onorevole Di
Giacinto, purché si tratti ovviamente di enti senza scopo di lucro,
Onlus, perché nessuno deve poter mettere le mani su queste risorse
che devono andare a vantaggio dei più deboli. Quindi, onorevole
Vullo, non si permetta più di giocare con questi aspetti, va bene?
Non è corretto Giù le mani da Micciché
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, mi tocca l'obbligo, prima di ogni cosa,
rispondere all'onorevole Anselmo ed al Presidente Crocetta, che
forse facevano richiamo alle opposizioni, ma l'onorevole Anselmo
dice: non ci sono faide . Noi ne prendiamo atto.
Ieri sera non ci è sembrato così, veramente. Non solo non ci è
sembrato così ieri sera, ma l'onorevole Vullo non è renziano come
lei, è di un altro partito; dico, chiaritevi un attimo le idee.
Questo per onestà, anche intellettuale, per chi ci ascolta, perché
ieri sera le faide si sono viste tutte.
Oggi lei difende l'articolo, ma poc'anzi l'onorevole Vullo invece
voleva sapere, voleva spiegazioni. Quindi, siete di idee diverse,
siete renziani? Non abbiamo capito nulla
A proposito di tanto, in Commissione Bilancio noi questo articolo
lo abbiamo sostenuto e difeso per una ragione molto semplice. Si
tratta di un articolo permanente a sostegno delle strategie sociali
e delle politiche inclusive che solo i comuni possono fare, che
l'Assessorato non può elargire somme a piacimento, ma che
predisporrà un bando al quale parteciperanno i soggetti o comuni, o
associazioni onlus.
Ci sarà una commissione perché tutte le procedure sono così, vi
sarà un'istruttoria e, poi, verranno finanziati progetti
ammissibili e soprattutto in ogni progetto di questo - dico non
glielo devo difendere io, ma tutti i bandi sono stati così - ci
saranno delle griglie a seconda di quello che maggiormente, cioè
che è più propositivo, quindi, credo veramente che debba essere
apprezzato perché per il disagio sociale in questa finanziaria c'è
pochissimo e se quel poco che c'è cerchiamo di distoglierlo
Bene diceva la preoccupazione condivisa dell'onorevole Zafarana,
ma quello è da riportare ai liberi Consorzi, alle ex province, ai
compiti istituzionali delle ex province perché il trasporto per i
disabili, il trasporto potrebbe rientrare anche in progetti
finalizzati qualora se ne ravvisi la necessità, ma ricordo che per
il trasporto ai disabili ci vogliono i mezzi che non sempre ci
sono.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono,
invece, rassicurato dalle parole del Presidente Crocetta, come sono
rassicurato dall'intervento dell'onorevole Di Giacinto e, quindi,
non contesto le finalità dell'articolato.
Pur tuttavia, qualche perplessità ce l'ho anch'io, assessore
Miccichè, e soprattutto questa mia perplessità è una questione di
buon gusto, di bon ton. A mio avviso, in un articolo della
finanziaria, non si può scrivere nonché per fronteggiare eventi
straordinari . Non si può assolutamente scrivere perché dà ampio
margine alla discrezionalità dell'Assessore o di chicchessia perché
diventerebbe una sorta di bancomat per fronteggiare le emergenze
sociali perché diventa un fondo di riserva per tutti gli aspetti
che riguardano l'inclusione sociale.
Ho visto, quindi, l'emendamento presentato dall'onorevole Zafarana
che condivido in pieno, che è l'emendamento 9.11, dove dice di
cassare queste parole ed io, signor Assessore, inviterei anche lei
a presentare un emendamento in tal senso.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Miccichè, dopo quello che ha detto il collega, onorevole Figuccia,
cosa possiamo dire tutti noi L'unica cosa che doveva chiarire
l'onorevole Figuccia è se si riferiva a Miccichè Gianfranco o a
Miccichè Gianluca.
Sono qua per dare l'interpretazione autentica e cioè noi
condividiamo il fatto che l'azione portata avanti dall'assessore
Miccichè, di concerto con i due assessorati, certamente recependo
il correttivo proposto dall'onorevole Di Giacinto, possa essere una
cosa seria perché un'attenzione maggiore alle onlus, visto che i
comuni non danno più niente, perché il tema è i comuni con le
associazioni non hanno più rapporti, non possono fare bandi, non ci
sono quattrini, questo bisogna dire.
Questo, quindi, trasferito questo finanziamento, spalmato presso i
comuni, certamente può dare ossigeno a coloro i quali ogni giorno
sviluppano un'azione sociale onlus, certamente, senza finalità di
lucro. E' bene evidenziare questo, onorevole Di Giacinto, e sono
convinto che posso interpretare il suo pensiero quando si pensa
alle onlus certamente non solo sotto il profilo giuridico, già
onlus significa tutto, ma perché no, siccome c'è un clima di caccia
alle streghe diciamo chiaramente che le onlus avranno, riceveranno
questi contributi e li spenderanno totalmente con pareggio di
bilancio attraverso rendicontazione, senza arricchire nessun
componente della onlus.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei tanto che
l'Aula nonostante l'Assessore non si sia espresso e questo ci
dovrebbe far riflettere su quanto sia vaga la formulazione di
questo articolo.
Onorevoli colleghi, qui non si vuole per nulla distrarre somme in
chissà quali fantomatici problemi che stanno a cuore a un Gruppo
parlamentare più che a un altro; qui stiamo parlando di una
tematiche che riguarda tutti noi, che riguarda tutte le province, è
un problema che attanaglia centinaia di famiglie di cui noi abbiamo
la responsabilità.
Garantire il diritto allo studio anche ai ragazzi disabili oltre
che un diritto riconosciuto in maniera universale è un problema per
le famiglie che, oltre a subire l'umiliazione di vedere bistrattato
un diritto dei propri figli, devono anche provare a sopperire a
questa cosa di cui tutti noi siamo responsabili: ricordiamoci che
centinaia di ragazzi sono rimasti a casa negli scorsi mesi.
Allora, dato che ci sono queste risorse, utilizziamole,
vincoliamole a questo scopo in modo che gli ultimi non rimangano
gli ultimi, perché gli ultimi se non li aiutiamo noi in maniera
diretta con un articolo dedicato, rimarranno gli ultimi e questa è
un'opportunità per tutti di mettere la parole fine a questo
problema per quest'anno, garantendo che si possa organizzare in
maniera strutturata, programmata un trasporto e un'assistenza
scolastica per i ragazzi.
Sono sicura che tutti i Gruppi abbiamo ricevuto lettere da parte
di associazioni di genitori e il loro dramma umano, il fatto che
anche la produttività di queste famiglie è stata limitata, perché
chiaramente un genitore non va a lavorare per accompagnare il
figlio a scuola e quindi anche un danno per il tessuto produttivo.
Allora, questa coglietela come una opportunità e vi chiedo di
sostenere l'emendamento Zafarana.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.12.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Mi rimetto all'Aula.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Procedo alla verifica del numero dei richiedenti
sull'emendamento 9.12.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.12.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
1132/A e 1133-1155/A
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 9.12.
PRESIDENTE. Tra gli ordini del giorno ce n'è uno che impegna la
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
Presidenza dell'Assemblea, peraltro porta la firma di quasi tutti i
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
parlamentari, ritengo che il primo firmatario sia l'onorevole
pulsante bianco.
Lombardo, per la costituzione di una Commissione di indagine avente
Dichiaro aperta la votazione.
per oggetto la corretta quantificazione degli effetti finanziari in
favore della Regione siciliana derivanti dalla sentenza della Corte
(Si procede alla votazione)
costituzionale.
Non posso non accoglierlo, ho avuto modo di riferirlo e
Dichiaro chiusa la votazione.
procederemo di conseguenza.
Evitiamo, almeno sugli ordini del giorno, di aprire discussioni
Risultato della votazione
importanti ma che, alla fine, credo che diventino sterili quando
sono ripetitive.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
Onorevole Lentini, lei quale ordine del giorno chiedeva che
segreto:
venisse comunque votato dall'Aula?
Facciamo un ragionamento più semplice
Presenti 73
Inizio dal primo ordine del giorno e se verrà chiesta la
Votanti 72
votazione, l'Aula voterà.
Maggioranza 37
Assessore Baccei, mi presti un attimo di attenzione, inizio dal
Favorevoli 38
primo ordine del giorno, di massima vengono accettati tutti come
Contrari 34
raccomandazione, se c'è una richiesta di voto, si pronuncerà a
Astenuti 0
favore o contro e l'Aula, voterà.
Si passa all'ordine del giorno n. 520 Misure urgenti in merito
(E' approvato)
alla sorte della Società partecipata Riscossione Sicilia S.p.a. .
Il parere del Governo?
L'articolo 9 è approvato nel testo risultante.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
BACCEI, assessore per l'economia. Penso rientri nella norma che
abbiamo già approvato. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
«Art. 10
Palacongressi di Agrigento
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno nn. 521, 522, 523,
524, 525, 526.
1. Il bene del patrimonio immobiliare regionale denominato
Palacongressi di Agrigento è affidato, per la gestione, per
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo li accetta come
l'utilizzo e per la fruizione pubblica all'Ente parco archeologico
raccomandazione.
e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento istituito con
legge regionale 30 novembre 2000, n. 20.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 527.
2. Le somme riscosse per il pubblico uso dell'immobile sono
CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
utilizzate, sino alla concorrenza necessaria, per il mantenimento
funzionale e per la manutenzione ordinaria dell'immobile.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 528.
3. Tutte le somme in eccesso rispetto a quelle di cui al comma 2
sono utilizzate dall'Ente parco Valle dei Templi per gli scopi di
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo lo accetta come
migliore valorizzazione e fruizione dei beni archeologici e
raccomandazione.
monumentali della città di Agrigento.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 529.
4. L'utilizzo delle somme di cui al comma 3 deve avvenire, qualora
esuli dalle competenze proprie dell'Ente parco Valle dei Templi e
LENTINI. Chiedo di parlare.
comunque per i beni esterni alla perimetrazione di cui all'articolo
2 della legge regionale n. 20/2000, attraverso una intesa
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
formalizzata tra Ente parco, comune di Agrigento e Soprintendenza
dei beni culturali di Agrigento. Tale intesa è soggetta
LENTINI. Signor Presidente, l'ordine del giorno riguarda il
all'approvazione dell'Assessore regionale per i beni culturali e
trasporto pubblico locale e desidero che sia posto in votazione per
l'identità siciliana.
un semplice motivo: queste società attendono che il quadrimestre
2014 venga ancora pagato, potrebbe essere anche un debito fuori
5. I bilanci dell'Ente Parco Valle dei Templi, di cui al comma 2
bilancio e, quindi, desidero che, alla prima occasione, durante la
dell'articolo 13 della legge regionale n. 20/2000, sono redatti ed
variazione di bilancio che ci sarà da qui ad un paio di mesi,
adeguati in modo tale da consentire una chiara contabilizzazione
vengano date immediatamente queste somme che rappresentano soldi
delle somme, sia in entrata che in uscita, relative
sacrosanti.
all'applicazione dei precedenti commi. Tali somme formano oggetto
Qualora non si facesse ciò, questi potrebbero rivolgersi contro la
di contabilità e rendicontazione separate e sono sottoposte a
Pubblica amministrazione e ci troveremo in grosse difficoltà per
vigilanza e controllo da parte dell'Assessorato regionale dei beni
pagare non soltanto i ventisette milioni ma anche le spese.
culturali e dell'identità siciliana nonché dell'Assessorato
regionale dell'economia.
PRESIDENTE. L'onorevole Lentini, correttamente pone un problema.
Mettiamoci, in questo momento, nei panni dell'Assessore che deve
6. Per l'esercizio finanziario 2016 il dieci per cento dei
esprimere un parere e, poi, l'Aula si deve assumere la
proventi derivanti dai biglietti di ingresso e servizi a pagamento
responsabilità di impegnare il Governo sul pagamento. Se le somme
che affluiscono al bilancio dell'Ente Parco Valle dei Templi di
sono dovute, sono dovute per atto amministrativo - non è perché
Agrigento è destinato alle finalità di cui al presente articolo».
l'Aula impegna - non stiamo facendo un atto legislativo. Le ricordo
che non possiamo fare atti amministrativi.
Sono stati presentati diversi emendamenti soppressivi all'articolo
Se le somme sono dovute, sono dovute. Il fatto stesso che venga
10.
accettato come raccomandazione.
Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento 10.16?
Su un atto amministrativo, stiamo dicendo di procedere alla
liquidazione di un impegno che deve essere fatto.
FALCONE. Lo ritiro.
Chiedo che ritiri la richiesta di voto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LENTINI. D'accordo, Presidente.
Onorevole Di Mauro, mantiene gli emendamenti 10.1 e 10.2?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo lo accetta come
DI MAURO. Li ritiro.
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno nn. 530, 531, 532,
Si passa all'emendamento 10.17. Lo pongo in votazione. Il parere
533, 534, 535.
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo li accetta come
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
raccomandazione.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 536. Era quello
riferito al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Istituiamo la Commissione di indagine per accertarlo.
Favorevole.
Si passa agli ordini del giorno nn. 537, 538, 539, 540, 541, 542,
543, 544, 545, 546, 547, 548, 549, 550, 551.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.17 con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo li accetta come
seduto; chi è contrario si alzi.
raccomandazione.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 552.
Si passa all'emendamento 10.12.
LOMBARDO. Chiedo che venga posto in votazione.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Però, mi scusi, onorevole Lombardo, capisco la
portata dell'ordine del giorno, ma se abbiamo deciso di istituire
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
la Commissione di indagine, capisco che è relativa alla rinuncia al
Gli emendamenti 10.3, 10.11, 10.4, degli onorevoli Di Mauro ed
contenzioso e quant'altro, però, fa parte Evitiamo perché forziamo
altri, sono ritirati.
inutilmente
Si passa all'emendamento 10.14. Il parere del Governo?
LOMBARDO. D'accordo, signor Presidente.
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo lo accetta come
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
raccomandazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno nn. 553, 554, 555.
Favorevole.
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo li accetta come
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
raccomandazione.
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 10.14. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 556.
(E' approvato)
LOMBARDO. Chiedo che venga posto in votazione.
Si passa all'emendamento 10.15. Onorevole Fontana, lo mantiene?
PRESIDENTE. L'ordine del giorno 556 reca: Istituzione di numero
100 borse di formazione specialistica di area medica per i nati o
FONTANA. Lo ritiro.
residenti in Sicilia per l'anno accademico 2015-2016 .
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
Gli emendamenti 10.9, 10.5, 10.10, 10.6, 10.8 e 10.7 sono
ritirati.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10 così come emendato. Chi è
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo il voto su
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
questo ordine del giorno per il solo fatto che l'assessore
(E' approvato)
Marziano, anche in Aula, nel corso della trattazione della
finanziaria, ma anche l'assessore Gucciardi so che è a conoscenza
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
di quanto l'Assessorato alla Formazione sta predisponendo grazie al
Fondo sociale europeo per il 2014-2020 e vorrei semplicemente
«Art. 11
l'assicurazione da parte dell'assessore Marziano che vi sia in atto
Disposizioni in materia di revisione economico-finanziaria degli
la procedura per bandire queste 100 borse di studio in medicina.
enti locali
Penso che sia fondamentale anche perché abbiamo concordato di non
aggiungere risorse alla legge del 1994 proprio perché si poteva
l. È istituito presso il dipartimento regionale delle autonomie
attingere alle risorse aggiuntive comunitarie. Quindi, assessore
locali l'elenco regionale dei revisori dei conti degli enti locali,
Marziano le chiedo se è possibile un assenso sulle borse di area
di seguito denominato elenco regionale. Tale elenco è gestito con
medica e sulla possibilità che il suo Assessorato le stia per porre
modalità telematiche.
in essere. E' un voto palese.
2. Sono iscritti nell'elenco regionale, a domanda, i soggetti
PANARELLO. Signor Presidente, non ho il blocco degli ordini del
inseriti nel registro dei revisori legali di cui al decreto
giorno.
legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.
PRESIDENTE. Sono stati distribuiti, veramente. Le arriveranno.
3. Con decreto del Presidente della Regione emanato entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, è determinata
MARZIANO, assessore istruzione e formazione professionale.
l'articolazione dell'elenco regionale in base alla tipologia di
Chiedo di parlare.
enti e fasce demografiche.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
4. Con il decreto di cui al comma 3 sono definite, altresì, le
modalità e i termini di iscrizione nell'elenco regionale nonché le
MARZIANO, assessore istruzione e formazione professionale.
modalità di tenuta e di aggiornamento dell'elenco medesimo.
Allora, posso assicurare che è in fase di pubblicazione un avviso -
dovrebbe essere l'avviso 6, in ordine tra quelli fatti
5. A decorrere dal primo rinnovo dell'organo di revisione
dall'Assessorato - che prevede proprio la possibilità di finanziare
successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, i
da 70 a 120 specializzandi in medicina, con una dotazione
revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante
finanziaria di 10 milioni di euro. Perché dico da 70 a 120? Perché
estrazione dall'elenco regionale».
la cifra oscilla in base alla durata dei corsi di specializzazione.
Più saranno i quinquennali e minore sarà il numero, più saranno i
Si passa all'emendamento 11.15. Onorevole Cordaro, lo mantiene?
triennali e maggiore sarà. Ma confermo che c'è un avviso
finanziario con 10 milioni di euro a valere sul Fondo sociale
CORDARO. Lo ritiro.
europeo per gli specializzandi in medicina. Confermo, non so se ci
sono altri ordini del giorno, che stiamo facendo un altro avviso,
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
finanziato con 10 milioni di euro, per finanziare 200 dottorati di
Si passa all'emendamento 11.1. Onorevole Di Mauro, lo mantiene?
ricerca le cui destinazioni vengono decise dal SUS, cioè dal
sistema universitario siciliano.
Di MAURO. Sì.
PRESIDENTE. Sulla base di questa risposta, onorevole Lombardo,
CIANCIO. Chiedo di parlare.
mantiene la richiesta di votazione?
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Sì, la mantengo.
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io non
capisco perché i colleghi vogliono mantenere l'emendamento
PRESIDENTE. Allora, lo votiamo. Tutto sommato il Governo è
soppressivo di questo articolo dato che è un articolo molto
favorevole.
importante che, finalmente, allinea la Sicilia a una modalità di
nomina dei revisori dei Conti che c'è in tutta Italia tranne che in
PANARELLO. Senza testi non è etico votare.
Sicilia: anziché essere estratti mediante sorteggio sono nominati
dai Consigli comunali.
PRESIDENTE. Diamo i testi degli ordini del giorno all'onorevole
Questo è un decreto che risale al 2011 e la Sicilia ha impiegato
Panarello. E' giusto, è eticamente corretto.
ben cinque anni per adeguarsi alla normativa nazionale e credo che
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 556, a pagina 64 del
la possibile soppressione di questo articolo sia un grave errore
primo blocco.
che questo Parlamento può fare.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Io ho presentato anche dei modificativi a questo articolo; però,
intanto chiedo che ovviamente il soppressivo venga ritirato e poi,
(E' approvato)
eventualmente, mi riservo di spiegarli dopo.
Si passa agli ordini del giorno nn. 557, 558, 559, 560, 561.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo li accetta come
raccomandazione.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 562.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TURANO. Non ho il blocco con gli ordini del giorno. Chiedo una
copia del blocco perché c'è un ordine del giorno a mia firma per il
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
quale vorrei chiedere la votazione.
Contrario.
PRESIDENTE. Mi suggerisce l'onorevole Cimino che Einaudi diceva:
DI MAURO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
E' necessario conoscere per deliberare .
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
(La seduta, sospesa alle ore 12.23, è ripresa alle ore 12.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Gli assistenti stanno distribuendo i fascicoli.
Eravamo all'ordine del giorno n. 562.
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 563. E' accettato come
raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 564, a firma degli onorevoli
Fontana ed altri.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un ordine
del giorno per l'applicazione della disciplina prevista dal comma
20 del disegno di legge che stiamo, appunto approvando, in quanto
sono stati esclusi dall'applicazione dell'articolo 6, del comma 2,
alcuni amministratori e commissari che vengono nominati nel Parco
archeologico ma anche nelle varie amministrazioni. Quindi, per
ripristinare un assegno che possa in qualche modo ristorare coloro
i quali si impegnano nelle attività amministrative e nell'attività
di Commissario anche nei parchi archeologici.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, lei assume l'impegno e lo accetta
come raccomandazione?
BACCEI, assessore per l'economia. E' il contrario di quello che
abbiamo fatto nella legge, che abbiamo votato, che abbiamo
proposto.
PRESIDENTE. Per la valutazione, almeno. L'ordine del giorno n. 564
è accettato come raccomandazione per approfondimento.
L'ordine del giorno n. 565 è accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 567, a firma degli onorevoli
Laccoto ed altri.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche
al Governo. Ieri per un errore è stato praticamente bocciata la
possibilità di potere mettere in funzione il dissalatore di Vulcano
(ME) creando certamente un vulnus, perché vi sono già delle
obbligazioni e l'Assessore competente non può mettere a gara la
gestione e il funzionamento del dissalatore tenendo conto anche dei
costi eccessivi che ci sono per il rifornimento di cisterne che
vengono fatte ogni anno per le isole. Credo che sia opportuno che
l'Assessore competente blocchi le somme in attesa della norma
stralcio, perché altrimenti andremmo a sperperare oltre 20 milioni
di euro già spesi per la costruzione del dissalatore, creando tra
l'altro un grave danno non solo a Vulcano, ma anche alle altre
isole.
PRESIDENTE. E' pervenuta alla Presidenza la richiesta di
apposizione di firma all'ordine del giorno n. 567 da parte degli
onorevoli Formica, Cimino, Sammartino e Lupo. Peraltro, questa va
nelle norme stralcio il cui esame sarà avviato la prossima
settimana, è stato deciso così ma comunque lo confermeremo in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 567. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 568 a firma degli
onorevoli Dipasquale ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 569, a firma degli onorevoli
Palmeri ed altri. E' accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 570, a firma degli onorevoli
Anselmo ed altri. E' accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 571, a firma degli onorevoli
Germanà ed altri. E' accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 572, a firma degli onorevoli
Germanà ed altri. E' accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 573, a firma dell'onorevole
Savona. E' accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 574, a firma dell'onorevole
Falcone.
Gli onorevoli Formica, Cascio Salvatore, Di Mauro, Ioppolo,
Clemente, Musumeci, Giuffrida, Greco Marcello, Di Giacinto, Savona,
Sammartino, Vinciullo, dichiarano di apporre la firma all'ordine
del giorno n. 574.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire che
l'Assessorato competente non è quello della pubblica istruzione e
formazione professionale, ma è l'Assessorato della famiglia e,
quindi, bisogna fare questa modifica.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 574 tenendo
conto della modifica di attribuzione dell'Assessorato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 575, a firma a firma
dell'onorevole Falcone.
IOPPOLO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno n. 575.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, lei
ha seguito bene il dibattito in Aula e, quindi, sa come si evolve
questa fattispecie.
Io non ho presentato nessun ordine del giorno perché il Presidente
Crocetta si era impegnato personalmente, dopo gli interventi delle
colleghe Raia e Foti ed anche il mio, a mettere all'ordine del
giorno del disegno di legge stralcio questa fattispecie.
Io per questo non l'ho fatto. Le dico che condivido quest'ordine
del giorno e chiedo che il Governo intervenga fortemente per la
risoluzione di detta questione che veramente è una situazione che
non convince quanto anche di difficile interpretazione, per volontà
che non riesco a cogliere, perché - come lei ben sa - l'emendamento
che io avevo presentato in commissione di merito è votato. Quindi,
non capisco come mai lei non ha preso visione e non ha preso
valutazione.
PRESIDENTE. Gli onorevoli D'Asero, Raia, Sammartino, Ioppolo,
Musumeci hanno chiesto di apporre la loro firma.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 575. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 576 Erogazione risorse anni
2014 e 2015 stanziate per i minori intraventunenni sottoposti a
provvedimento dell'Autorità giudiziaria minorile percorso
riabilitativo , dell'onorevole Falcone.
FIGUCCIA. Mettiamolo ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, anche questo noi lo possiamo
votare però mettiamo in difficoltà l'assessore perché, se si tratta
di atti dovuti, gli atti sono dovuti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Questo è un fatto di amministrazione.
PRESIDENTE. Infatti, è un fatto di amministrazione, come facciamo
ad intervenire? Se viene presentato come raccomandazione il Governo
farà la valutazione, i dovuti approfondimenti.
C'è un atto che proviene dall'Assemblea, allora lo accetta come
raccomandazione per la valutazione perché fa riferimento alla
finanziaria 2016 che abbiamo votato.
Quindi, è accettato come raccomandazione.
Gli ordini del giorno nn. 577, 578, 579,580, 581, 582, 584, 585,
586, 587, 588, 589 sono accettati come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 590, dell'onorevole Milazzo
Giuseppe.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, siccome all'articolo 33, comma 4, abbiamo istituito un
fondo generico ma volto alla salvaguardia degli equilibri
occupazionali dei dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia si impegna
il Governo proprio per quello che ho detto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'ordine del giorno n. 591 è accettato come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 595, a firma dell'onorevole
Vinciullo.
Stanno arrivando anche altri ordini del giorno.
Onorevole Foti, ce ne sono due che dovranno essere oggetto di
considerazione, in altra sede, quelli che ha presentato in ultimo,
cortesemente. L'ordine del giorno n. 593 è sempre a firma
dell'onorevole Foti Iniziative urgenti per assicurare un equo
trattamento nei confronti del personale medico-biologo
dell'Istituto zooprofilattico .
Si passa all'ordine del giorno n. 592, a firma degli onorevoli
Clemente ed altri.
Lo pongo in votazione con il parere favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 595, a firma dell'onorevole
Vinciullo.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.48, è ripresa alle ore 12.49)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 595, a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo è favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 594, a firma dell'onorevole
Lentini.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signore Presidente, onorevoli colleghi, chiedo la parola
anche per trenta secondi e cerco di mantenermi nel tempo.
Questo è un ordine del giorno che spero venga sposato dall'Aula
perché parliamo di personale Italtel-Sirap, personale che passa nel
1994 alla Regione siciliana. C'è stato un accordo con il gruppo
IRI, quindi lo Stato con le Regioni, dove per chiudere dei
contenziosi hanno trasferito, hanno raggiunto questo accordo con il
trasferimento di personale tecnici ed amministrativi presso la
Regione di appartenenza.
Chiedo, quindi, signor Presidente, che questo personale sia
equiparato al personale di ruolo della Regione siciliana nel senso
che loro sono volenterosi lavorano ad oggi, ma ancora non hanno
riconosciuto la mansione e la qualifica del dipendente regionale.
Chiedo, appunto, che venga messo ai voti per evitare che ancora si
allunghino i tempi e, considerato il fatto che, ormai, con il
prepensionamento di tanti dirigenti e funzionari che vanno via da
qua al 2020, penso che, parliamo di 60 dipendenti. Chiedo che venga
messo ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, viene accettato come
raccomandazione.
LENTINI. Chiedo il voto d'Aula.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Lentini, lei chiede il voto
d'Aula. Già ho ammesso degli ordini del giorno che dovevano essere
depositati entro la chiusura della discussione generale per dare la
possibilità però, assessore, mi segua, assessore Lantieri.
L'ordine del giorno n. 594, sto dicendo, il presentatore lo ha
illustrato, avrà le sue buone ragioni giuridiche.
Onorevole Lentini, gli ordini del giorno andavano presentati
correttamente entro la chiusura della discussione generale. Sembra
che riapriamo la finanziaria
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Onorevole Giuffrida, lei si
sta innervosendo Lei prima non poteva parlare perché non era il
firmatario dell'ordine del giorno. L'ordine del giorno poteva
essere illustrato solo dal presentatore in via eccezionale.
(Proteste dell'onorevole Giuffrida)
Lei non era neanche presentatore, per cui dovrebbe dare atto che
l'ho fatta parlare, pur non essendo il presentatore
Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 594?
LANTIERI, assessore per la funzione pubblica e le autonomie
locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'ordine del giorno è stato approvato con il voto
contrario del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle.
Si passa all'ordine del giorno n. 596, a firma dell'onorevole
Alloro.
MUSUMECI. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n.
596.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
questo ordine del giorno, che so già essere condiviso dal Governo,
tant'è che era stato inserito ieri tra gli aggiuntivi, diciamo che
si erano inseriti in Aula, e poi per una serie di vicende legate
alla seduta che è stata concitata e complicata, la Presidenza
dell'Assemblea ha ritenuto di stralciare.
Chiedo anche ai colleghi di supportare questo ordine del giorno
perché da tre anni in Commissione Sanità, assieme al Presidente e
assieme a tutti i colleghi, l'onorevole Ioppolo e tanti altri,
tentiamo di sbloccare questa vicenda legata alle funzioni
assistenziali dell'Oasi di Troina.
Sulla qualità di questo istituto c'è una condivisione generale,
su quelle che sono le tematiche gravissime che trattano, sappiamo
che lo fanno ad altissimo livello, non si capisce perché da tre
anni non riusciamo a far rifirmare una convenzione scaduta che
riguarda esclusivamente le funzioni socio-assistenziali.
Per cui, io chiedo che questo ordine del giorno venga votato
anche per sanare sul piano politico, un vulnus che è stato quello
di estromettere questo ordine del giorno che era stato presentato
dal Governo e fortemente voluto dalla Commissione sanità e da tanti
altri colleghi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che hanno chiesto di apporre la firma all'ordine del
giorno n. 596 gli onorevoli Di Giacomo, Formica, Musumeci e
Sammartino. Peraltro, questo ordine del giorno, così come un altro
che è stato illustrato dall'onorevole Laccoto, fa riferimento a due
emendamenti inseriti in finanziaria che dovranno fare parte dello
stralcio che, spero, possa arrivare in Aula la prossima settimana.
Si passa all'ordine del giorno n. 597, a firma dell'onorevole
Panepinto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura della norma finale che comunque, ieri avevamo votato:
«Art. 93
1.la presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità
Presidenza del Presidente Ardizzone
regionale.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Si procede, quindi, alla votazione finale del disegno di legge nn.
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
1133-1155/A Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
dell'emendamento 11.1.
2016. Legge di stabilità regionale .
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
Comunico che potrà intervenire un deputato per gruppo parlamentare
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
per la durata di 5 minuti.
pulsante bianco.
Onorevoli colleghi, organizzerò gli interventi in modo tale da
Dichiaro aperta la votazione.
alternare quelli di maggioranza e opposizione - se si può
comprendere dov'è la maggioranza e dov'è l'opposizione.
(Si procede alla votazione)
E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe, per il Gruppo
parlamentare di Forza Italia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ne ha facoltà.
Risultato della votazione
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
parteciperò al voto sulla finanziaria, toglierò il tesserino perché
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
coerenza vuole, visto che ci sono alcune norme su cui mi sono
segreto:
battuto e l'Assemblea ha ritenuto meritevoli di accoglimento, fra
tutti l'articolo 14, il fondo generico volto alla salvaguardia
Presenti e votanti 68
degli equilibri dei dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia.
Maggioranza 35
Un pensiero anche alle norme che non sono state approvate, e molto
Favorevoli 28
spesso non trattate, gli sportellisti, il Cerisdi.
Contrari 40
Certamente però ci sono delle riforme importanti che si dovranno
Astenuti 0
fare, una scadenza è stata fissata: forestali, Riscossione Sicilia.
Pertanto, non mi sento di votare a favore perché alcuni errori sono
(Non è approvato)
stati commessi. Non mi sento di votare nemmeno contro a dispositivi
che sono stati inseriti.
Si passa all'emendamento 11.18, a firma degli onorevoli Coltraro
Voglio dirle, signor Presidente, per questo ho insistito per
ed altri.
chiedere la parola, che ho scritto di mio pugno una dichiarazione
che presenterò ora - concluso il mio intervento - con estremo
FIGUCCIA. Lo ritiro.
rammarico, senza polemica alcuna e certamente non è un dissociarsi
né a valori né al mio partito, ma da oggi rassegno le mie
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
dimissioni dal Gruppo politico e parlamentare Forza Italia per
Si passa all'emendamento 11.19, dell'onorevole Falcone.
aderire al Gruppo misto, certamente non discostandomi dai valori,
dai principi, dalle battaglie che ho portato avanti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
Di seguito dico e affermo che non sosterrò il Governo Crocetta,
non sostengo il Governo Crocetta, sono distante da Crocetta, mi
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
rivedo in uno schieramento che esprime valori ma certamente,
Presidente - senza polemica alcuna - ringrazio il mio Capogruppo,
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'emendamento
onorevole Falcone, che rimarrà il mio Capogruppo, il commissario
11.19 creiamo l'allineamento con la norma nazionale.
Miccichè, i colleghi tutti, ma serve un momento di riflessione,
Noi dobbiamo fare delle norme equilibrate, di buonsenso e,
anche alla luce delle cose che sono scaturite in Aula, la
soprattutto, efficaci. Non possiamo fissare un albo regionale a cui
confusione più totale che governa i Gruppi parlamentari e ritengo
tutti possono partecipare e dal quale poi inviamo nei vari Comuni i
che ognuno di noi debba rappresentare se stesso in base alla
vari revisori dei conti. Non possiamo mandare al Comune di Capri
propria coscienza.
Leoni un revisore dei conti di Palermo che, magari, costerà come
indennità qualche migliaia di euro ma costerà, come missione, dieci
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, prendo atto che per tre minuti e
volte la propria indennità.
due secondi ha parlato a nome del Gruppo Forza Italia,
Allora, noi diciamo: fissiamo il sorteggio, ma facciamo un albo
successivamente ha dichiarato di parlare per il Gruppo misto.
comunale. Ciascun professionista chiede di essere inserito in
Diventa difficile la distribuzione dei minuti per ciascun
quell'albo comunale. Si fa un sorteggio in Consiglio comunale in
intervento.
una seduta pubblica e chi è che viene sorteggiato sarà chiamato a
Onorevole Figuccia, interverrà a nome e per conto di Forza Italia
rivestire la propria carica. E' una norma equilibrata, efficace e
o no? Perché bisogna capire la posizione dei Gruppi, considerando
che crea, sostanzialmente, una grande trasparenza.
che l'onorevole Milazzo è fuori quota .
E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera finalmente
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, lei era già intervenuta. Si
siamo arrivati all'epilogo di una lunghissima maratona.
interviene una sola volta, per il futuro, sull'articolo. Ne ha
Non è bello e non è neanche semplice parlare in un'Aula che ancora
facoltà.
una volta è del tutto distratta.
CIANCIO. Signor Presidente, grazie, allora, interverrò anche sui
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prestare attenzione.
successivi emendamenti.
La fase delle dichiarazioni di voto sarebbe la fase più importante.
Onorevole Falcone, forse non ha avuto il tempo o modo di vedere la
normativa nazionale perché il decreto 39/2010, tra l'altro citato
FAZIO. Penso proprio di sì, però forse non è proprio condivisa
al comma 2 del testo dell'articolo, già possiede in sé tutti i
questa impostazione da parte di molti colleghi.
requisiti, le modalità per accedere al registro, le modalità di
Dicevo che ieri finalmente si è arrivati a un epilogo sicuramente
presentazione della richiesta.
non previsto, non prevedibile, e che a mio avviso è il frutto
Quindi, a mio avviso - e questo è quello che propongo anche con
sicuramente di una mancata programmazione e soprattutto una mancata
gli emendamenti - non è necessario neanche il decreto di cui ai
coerenza da parte di questo Governo, che l'unica cosa che ha fatto
commi 3 e 4 perché le modalità di presentazione delle domande, di
è sicuramente determinare un ulteriore danno nei confronti di enti
iscrizione a registro, di iscrizione all'albo, sono già previste
che vorrei capire quando potranno effettivamente svolgere le
dal decreto 39. Infatti, propongo l'abrogazione dei commi 3 e 4.
proprie funzioni.
Prevedo anche all'inizio del comma 1, in applicazione dell'articolo
Mi riferisco a una serie di soggetti che prima erano individuati
16 della normativa nazionale, non è altro che un richiamo ed è
direttamente con interventi, appunto, mirati, e adesso,
rafforzativo per quanto riguarda l'applicazione della normativa
necessariamente, devono partecipare ad un bando per vedere
nazionale, aggiungo, così come prevede la normativa nazionale, alla
sicuramente assegnate queste somme, chissà fra quanto tempo.
fine del comma 2 nonché gli iscritti all'ordine dei dottori
Intendo utilizzare, sicuramente, questi cinque minuti per
commercialisti e degli esperti contabili. In questo modo noi, ho
rimarcare ancora una volta che questa è una finanziaria senza
provato a presentare gli emendamenti che ci allineano perfettamente
anima, senza respiro, la definirei di sopravvivenza perché
a quello che è il comma nazionale, che ho qua e se volete vi faccio
francamente l'unico intervento che viene effettuato è ancora una
anche vedere e leggere, però fare altro, fare un avviso del
volta nei confronti, ovviamente, dei precari. Sentirmi dire ed
comune, significherebbe complicare la situazione, complicare le
avere approvato una legge per quanto riguarda la forestazione a
modalità di selezione e anche di scostarci da quello che avviene
distanza di tre anni e mezzo da questo Governo, che entro novanta
nel resto d'Italia, quindi io chiedo che venga applicata la
giorni si impegnava a presentare un disegno di legge, come se
normativa così come avviene in tutte le altre regioni d'Italia.
questo Governo fosse stato eletto ieri e non sapeva, e non doveva
sapere. Sentirmi dire, ancora una volta, che i consorzi di bonifica
LACCOTO. Chiedo di parlare.
sono sicuramente degli enti che determinano uno spreco di risorse e
però vedere che sono stati oggetto di finanziamento o di interesse,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
di intervento come è giusto che fosse, senza che fosse mai stata
presentata una iniziativa di riforma, di modifica, di controllo.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io credo che la
Sentirmi dire dall'Assessore al ramo che addirittura mancavano i
trasparenza sia giusta e sia applicabile alla normativa nazionale,
revisori e che quindi nessuno poteva controllare i bilanci di
nel senso che io condivido l'intervento dell'onorevole Falcone. Noi
questi enti, a distanza di tre anni e mezzo dall'attività di questo
non possiamo creare delle spese aggiuntive agli enti locali per le
Governo. Il che la dice lunga sulla capacità e sulla incidenza che
missioni da coloro che vengono da Agrigento, da Palermo. Si fa la
ha avuto questo Governo nell'ambito della soluzione di tanti
normativa nazionale, si fa il bando pubblico in ogni singolo ente
problemi che affliggono la Sicilia, se non addirittura l'ha
locale e si fa per sorteggio. Perché dobbiamo creare queste
affossata ancora di più, più di quanto lo era stata nell'ambito dei
complicazioni?
governi precedenti.
Io sono per la semplificazione burocratica, quindi approvo
Ed è allucinante tutto quello che effettivamente è avvenuto. Non
l'emendamento dell'onorevole Falcone, che lo sia condivisibile da
ci sono sicuramente iniziative di largo respiro o di riforma, mi
tutti i punti di vista.
auguro che lo siano, ma mi sembra ormai del tutto tardivo una
iniziativa del genere: ancora è al palo quella delle ex province
FONTANA. Chiedo di parlare.
regionali.
Vorrei ricordare che già questa iniziativa, che doveva essere di
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
riforma radicale, ha determinato un danno alla collettività che è
impressionante e rilevante. Come potere non rimarcare ancora una
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi anch'io sono
volta quali sono le conseguenze che ha determinato la soppressione
assolutamente d'accordo con l'emendamento Falcone, del resto la
delle ex province e nei confronti di alcuni enti vitali,
norma nazionale prevede precisi confini rispetto alla nomina del
estremamente importanti. Mi piace ricordare ancora una volta la
Presidente, dei componenti, per il Presidente bisogna avere dieci
biblioteca Fardelliana, i Consorzi universitari. L'unica cosa che
anni di anzianità, d'iscrizione, bisogna avere anche un'esperienza
hanno fatto i commissari straordinari, quelli nominati appunto da
negli enti locali, e quindi ogni ente può fare un albo, quindi un
questo Governo, è di formulare il recesso mandando al macero, o
avviso per manifestazioni di interesse, crea un albo e da
bene o male determinando la fine di enti che sopravvivevano e che
quell'albo si procede con il sorteggio, quindi questo mi sembra una
erano stati fondati e fondanti per quanto riguarda alcune attività
procedura assolutamente trasparente ma anche efficiente perché si
e alcune sicuramente servizi estremi importanti per il territorio.
porteranno persone che hanno una competenza specifica nel settore.
Non posso non rimarcare, comunque, una iniziativa che mi sembra
Del resto dobbiamo evitare che persone della Sicilia occidentale
effettivamente lodevole ed importante che riguarda un po' la
vanno ad Augusta a svolgere funzioni di revisore di conti, cose che
gestione del demanio marittimo. E vorrei, signor Presidente, qui
sono accadute e che certamente non sono piacevoli anche perché i
richiamare l'attenzione dell'Aula su un aspetto che mi sembra
costi lievitano e lievitano notevolmente.
rilevante ed anche rassicurare tutta una serie di associazioni che
si sono scagliati contro a questa iniziativa senza neanche leggerla
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
e senza neanche comprenderne il significato.
Mi piace ricordare un aspetto che mi sembra importante, che ai
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
comuni verrà trasferita la gestione del demanio solo quando questi
avranno provveduto a dotarsi di PUDMU, cioè il Piano regolatore
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi io
delle spiagge, quindi non è vero e non è affatto vero che si
intervengo perché condivido anch'io l'emendamento Falcone. Lo
potranno vedere la realizzazione di costruzioni a destra e a manca
condivido per le ragioni che esposto il collega precedentemente e
come qualcuno che ha affermato, perché se ciò avvenisse in spregio
vorrei anche tranquillizzare l'onorevole Ciancio che parlava
alle norme, come quando si costruisce in termini abusivi, e quindi,
dell'adeguamento alla norma nazionale.
anzi, tutto il contrario. L'adozione di PUDMO consente sicuramente
Se noi ci facciamo caso attualmente i comuni votano il revisore
di intervenire nell'ambito di una gestione clientelare che è
dei conti sulla scorta della presentazione dei curriculum, quindi
avvenuta nel tempo da parte di una Regione che sicuramente non ha
di fatto aprono delle iscrizioni, quindi già i comuni lo fanno
tenuto conto di valorizzare le coste. Anzi tutto il contrario
questa procedura, non sarebbe, ed è molto semplice questa
perché tutto ciò, e vorrei ricordare un passaggio estremamente
procedura, solo che quella procedura prevedeva la votazione e
importante, che le concessioni rilasciate dalla Regione, laddove
questa procedura prevede il sorteggio, quindi non c'è nessun
scadute, non potranno essere rinnovate se non coerenti con il PUDMO
problema. Cosa diversa all'albo regionale che complicherebbe di
e quindi è possibile che il Comune, la collettività, possa
molto data la situazione geografica, orografica della nostra
intervenire nei confronti di quello sfregio che si è effettuato in
Regione a spostamenti e a spese di missione insostenibile per i
tutto questo periodo di tempo nella realizzazione di manufatti e
comuni.
strutture sicuramente non adeguate.
Quindi mi sembra una norma di buon senso che non stravolge lo
Non posso non rilevare il fatto che non condivido questa
spirito della legge, della trasparenza.
finanziaria e quindi il mio voto, insieme a quello del Gruppo, è
contrario.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevole colleghi , la Sicilia in
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
materia di ordinamento degli enti locali ha una competenza
quando ho fatto l'intervento all'inizio sulla discussione generale
esclusiva. La realtà anche morfologica del territorio della Sicilia
della finanziaria ho detto che la finanziaria, così come era stata
è sicuramente diversa da una provincia del Nord.
presentata dal Governo, si poteva fermare all'articolo 19, all'ex
Un revisore sorteggiato e che è di gela, di Augusta che deve
articolo 19, perché non conteneva nulla di particolare.
arrivare in un comune della provincia di Messina costa di missioni
Devo dire, e questo credo che l'assessore all'economia lo sa, che
a un comune più di quanto percepisce ogni anno. Non solo, con i
con il lavoro fatto in Commissione e in questa Aula questa è
compiti e le funzioni del revisore dei conti e con un impegno
diventata una buona finanziaria, non un'ottima finanziaria ma una
costante io credo che nessuno accetterebbe perché il revisore oggi
buona finanziaria, poiché sia prima la Commissione che poi l'Aula
è un organo che lavora a fianco dell'Assessore al bilancio ed è
ha inserito una serie di provvedimenti che sono volti un po' allo
presente in un comune almeno due volte a settimana.
sviluppo, un po' a ciò che possono essere i cantieri di lavoro per
Immaginate un revisore che deve fare duecento chilometri e
dare tre mesi di occupazione, così come sono state inserite le
l'interlocuzione che deve avere con gli enti locali, non solo
somme a circa 14.000 persone per tre mesi sì ma diciamo che si può
ribadisco oggi la scelta negli enti locali dei revisori viene fatta
attivare in questo momento 100 milioni di euro di fondi PAC che
attraverso un avviso pubblico al quale partecipano i revisori, e
possono consentire di alleviare un po' le famiglie disagiate ma
poi la scelta spetta nella collegialità al consiglio comunale, si
dare una boccata di ossigeno, nel contempo, anche alle imprese che
potrebbe eliminare questo per essere ancora più trasparente con un
forniscono materiali per i cantieri, i cantieri scuola chiaramente.
sorteggio, ma limitiamolo semplicemente ad un albo comunale, perché
E, di contro, possono anche aiutare gli istituti di culto ed i
significa un aggravio di spese, e significa non rendere un servizio
comuni che non hanno in questo momento soldi, a poter fare un
alle amministrazioni comunali, perché i revisori non potrebbero
minimo di manutenzione sia ordinaria che straordinaria.
essere presenti così come invece lo sono i revisori che sono
Sono state inserite delle somme per sbloccare la spesa per gli
appunto del territorio, del luogo.
interporti, soprattutto l'interporto di Termini Imerese, con le
somme inserite facciamo partire un finanziamento di circa 76
FORMICA. Chiedo di parlare.
milioni di euro e andiamo a completare quello dell'interporto di
Catania che in questo momento è fermo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Abbiamo adesso delle somme all'IRCAC e alla CRIAS che dà un minimo
possibilità di credito agevolato alle imprese, alle imprese
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non capisco
artigiane e alle imprese cooperative.
perché è stato formulato in quella maniera l'articolo 11, in quanto
Sono dispiaciuto perché non è stata possibile inserire quella
per le considerazioni che sono state testé svolte andando ad
norma su cui ha lavorato insieme a me l'onorevole Panepinto per
incidere su materia che è di pertinenza delle autonomie locali,
quanto riguarda le start up, ma ci auguriamo, così come è stato
ritengo che l'emendamento presentato da Forza Italia, da Falcone e
preso impegno da parte del Presidente Ardizzone e non credo che non
da tutti quelli del gruppo di Forza Italia, sia l'emendamento che
si farà, la prossima settimana di cominciare a lavorare su questo
più correttamente interpreta alla lettera il significato delle
disegno di legge dove ci sono anche queste norme.
autonomie locali, quindi penso che sarebbe da votare l'emendamento
Finalmente si è lavorato alla destagionalizzazione del turismo,
Falcone ed è da votare l'emendamento Falcone, per essere in linea
perché consentire ai lidi di stare aperti tutto l'anno è
con quanto previsto nell'assetto costituzionale delle varie
destagionalizzare il turismo. Non è il massimo che in questo
autonomie della nostra Repubblica.
momento abbiamo fatto, ma è una piccola goccia in un mare e questo
potrà aiutare le imprese del turismo presenti in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, non ci sono altri interventi, parere del
Chiaramente, nel dichiarare il nostro voto favorevole alla
Governo sull'emendamento Falcone.
finanziaria, mi auguro che da qui ai prossimi mesi si possa
lavorare finalmente alle riforme vere, a quelle per lo sviluppo e
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e funzione pubblica.
per la semplificazione amministrativa.
Il Governo si rimette all'Aula.
E noi chiediamo che le rendicontazioni delle somme erogate agli
enti regionali non solo vengano rendicontate, perché molto spesso
PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione.
queste sono delle somme che noi abbiamo certezza per come sono
spese. Chiediamo, pertanto, un impegno al Governo anche su questo,
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
di andare a controllare queste spese.
Presidente il testo che è stato approvato dalla Commissione
Per tutti questi motivi, ripeto, diamo il voto favorevole alla
bilancio è quello che ci è stato inviato dalla I Commissione, e
finanziaria, augurandoci che la prossima possa essere di sviluppo
l'abbiamo approvato così come era stato elaborato in I Commissione,
rispetto a ciò che è oggi la Sicilia.
di conseguenza siamo contrari a maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione è
facoltà.
contraria a maggioranza. Lo pongo in votazione, allora chi è
favorevole all'emendamento Falcone si alzi.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al momento della
valutazione complessiva di questa finanziaria, probabilmente,
(E' approvato)
quello che mi viene in mente come termine è quello, mi dispiace se
corro il rischio di essere poco istituzionale, ma per come gli
E allora chiaramente essendo sostitutivo sono preclusi e decadono
emendamenti sono stati alcuni recuperati, altri considerati
tutti gli altri emendamenti, abbiamo approvato definitivamente
inammissibili, con una corsa che tirava, di volta in volta, in
l'articolo 11, no ormai è stato approvato questo è interamente
causa, l'ottimo lavoro fatto dalla commissione bilancio che,
sostitutivo.
tuttavia, veniva una volta dal Governo, un'altra volta dalle
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura :
procedure utilizzate nei lavori d'Aula, per vedere mortificati, di
volta in volta, dei provvedimenti che potessero essere, o meno,
«Art. 12
considerati da una parte o da una fazione all'interno di una parte
Interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico
anziché da un'altra, devo dirvi che il termine che mi viene più
consono da utilizzare è quello di una grande tombola. Sì, una
1. Al fine di velocizzare le necessarie attività progettuali
grande tombola, perché il sorteggio è stato fatto quando sono stati
propedeutiche alla realizzazione degli interventi di salvaguardia
recuperati alcuni emendamenti, anziché degli altri.
del territorio siciliano, è istituito, presso l'Assessorato
Un sorteggio che ha visto penalizzati l'ESA, il buono scuola,
regionale del territorio e dell'ambiente, il Fondo per la
l'IRSAP.
progettazione degli interventi di mitigazione del dissesto
Sì, quell'ESA al quale abbiamo tolto 700 mila euro, ma ancora il
idrogeologico.
Teatro Massimo di Palermo al quale abbiamo tolto 300 mila euro, con
associazioni e contributi che sono completamente, arrivando ad un
2. Per l'istituzione del Fondo, per l'esercizio finanziario 2016,
certo punto, scomparsi nel vuoto e tra questi, ad esempio, il
è autorizzata la spesa di 700 migliaia di euro. Il Fondo è altresì
CERISDI o l'associazione degli allevatori. Di contro, in questa
alimentato con le risorse imputate agli oneri di progettazione nei
grande tombola, ecco che vengono premiati alcuni enti a cui,
quadri economici dei progetti approvati, ove la progettazione sia
invece, si innalzano le voci di spesa.
stata finanziata a valere sulle risorse del Fondo.
Uno scenario assolutamente desolante, molto più grave di quello
che il Governo ci sta rappresentando in Aula, perché un Governo non
3. Il Fondo è disciplinato con decreto dell'Assessore regionale
vittima certo, soltanto, de vita romani, ma delle indicazioni di
per il territorio e l'ambiente, da adottare entro novanta giorni
Bruxelles e della Banca Centrale Europea, perché l'assessore Baccei
dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo
lo sa bene, il vero protagonista di questa finanziaria non è Renzi,
modalità previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
ma è la Banca Centrale Europea, con la riduzione dei trasferimenti
successive modifiche ed integrazioni.
statali con una serie di tagli che al Governo regionale vengono
chiesti di fare.
4. Al relativo onere si provvede, quanto a 500 migliaia di euro, a
E così vengono meno una serie di provvedimenti a favore di enti
valere sul Terzo ambito di intervento - Piano di cambiamento del
importantissimi che finiscono col soccombere all'interno dei quella
documento di programmazione finanziaria del Piano di azione e
grande tombola. E fra questi, per esempio, enti preziosissimi che
Coesione (PAC) 2014-2020, con le procedure adottate ai sensi della
fanno attività socio-assistenziale come quello di Troina, o ancora
delibera CIPE n. 10/2015, per azioni di sostegno e di sistema alle
l'Istituto Annibale di Francia sul quale ci si è accaniti.
strategie sociali ed alle politiche inclusive nonché per
Così come una serie di interventi in favore dei più deboli.
fronteggiare eventi straordinari, e quanto a 200 migliaia di euro,
E così, ancora, quando si è parlato di alcune fasce deboli come,
a valere sul bilancio regionale.
ad esempio, i lavoratori ASU, per i quali si sarebbe potuto
prevedere un finanziamento per le annualità, oltre che 2016, 2017 e
Si passa all'emendamento 12.6, dell'onorevole Clemente lei insiste
anche 2018. E, così, per tanti altri bacini.
con le soppressioni proprio, che lo ritira.
Signor Presidente, purtroppo, la mia valutazione personale, dopo
Si passa all'emendamento 12.1, dell'onorevole Di Mauro che lo
avere sentito, ovviamente, anche l'onorevole Falcone, Presidente
ritira.
del Gruppo parlamentare Forza Italia, col quale ci stiamo
Si passa all'emendamento 12.11, dell'onorevole Zafarana, se vuole
raccordando in queste ore, non può che essere una valutazione
illustrare intervenendo sull'intero articolo 12 chiaramente.
assolutamente contraria, una valutazione che porta quindi ad
esprimere un voto contrario e a mettere un bollino rosso in questa
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
grande tombola dalla quale prendiamo francamente le distanze.
l'emendamento va nell'ottica, dato che l'articolo 12 va a creare un
fondo per finanziare la progettazione di interventi per il dissesto
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana in
idro-geologico. Considerate la situazione siciliana, situazione di
rappresentanza del gruppo parlamentare NCD. Ne ha facoltà.
difficoltà in cui versa tutta la progettazione, soprattutto la
programmazione 7 13, si spera che per il futuro e anche per gli
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, siamo
interventi immediati si possa avere, da queste risorse così come
giunti, dopo questa lunga maratona che ci ha visti devo dire anche
allocate, una immediata risposta. In particolar modo, i miei
protagonisti nella fase del lavoro della Commissione con un'intera
emendamenti, il 12.11 e il 12.12, ancorché possano anche essere
settimana senza interruzioni, cimentarci nel tentativo di trovare
modulati, in particolare il 12.11 in attinenza al comma 3, vanno a
una soluzione e di chiudere un cerchio difficilissimo.
restringere il campo di azione per gli interventi, così come
Difficilissimo per la carenza di risorse, difficilissimo per le
indicati per livelli di gravità ed emergenza dal P.A.I..
tante emergenze che insistono nel nostro territorio, difficilissimo
Quindi si individua una progettualità che sia finalizzata alle
per le richieste che venivano da ogni dove, e non sapevamo quale
aree maggiormente interessate dal dissesto geologico, così come
affondare prima e quale parare, perché cari colleghi ci troviamo in
individuate nel P.A.I. che, ad oggi, è l'unico strumento che va ad
un momento veramente di grandissima difficoltà. Difficoltà
individuare la reale criticità e i fronti di frana del territorio
economica, difficoltà finanziaria, difficoltà occupazionale,
siciliano, così come censiti. Anche perché, si capisce che 700 mila
difficoltà per aiutare le imprese, le piccole imprese, per aiutare
euro sono ben poca cosa rispetto a quanta progettazione avremmo
i giovani e francamente è difficile anche fare delle proposizioni
bisogno. Pertanto, dato che credo sia un intervento che poi verrà
quando non c'è la disponibilità.
disciplinato dall'assessore Croce e per il quale si avvarrà,
Un bilancio che non ha avuto nessuna disponibilità di potere
nell'ottica del rispetto, così come è scritto, del codice degli
affrontare con fantasia, ma anche con iniziativa politica per dare
appalti e quindi lo invitiamo ad utilizzare, ove ciò non sia già
speranza ad alcune categorie. Un bilancio quasi obbligato per
chiaro, criteri di non discriminazione, di parità di trattamento,
assicurare il minimo a tutti, per assicurare la sopravvivenza dei
di proporzionalità e trasparenza nell'affidamento degli incarichi
forestali, per assicurare la sopravvivenza dei consorzi di
di progettazione.
bonifica, per assicurare la sopravvivenza dei precari negli enti
locali, per assicurare la sopravvivenza dei PIP, per assicurare
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
quel minino trasferimento agli enti locali. Abbiamo assistito
nell'Aula gialla di questo Palazzo all'accorata, disperata
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
richiesta dei Sindaci della nostra Sicilia, che hanno potuto,
purtroppo, constatare come i trasferimenti agli enti locali da 1
CROCETTA, presidente della Regione. Sicuramente il comma
miliardo di euro del 2008 sono scesi a 345 milioni di euro, quindi
aggiustato dall'onorevole Zafarana ha un suo fascino e una sua
meno di 1/3.
ragionevolezza. Però voglio sottoporre alcune altre questioni
Capite in quale situazione vivono i nostri Comuni? Ma non c'è
perché a volte, a furia di regimentare tutto, si finisce per creare
altra disponibilità, non c'è altra possibilità, anzi quest'Aula e
i presupposti per il non agire. Supponiamo la vicenda del crollo
il Governo hanno fatto uno sforzo notevole per dotare altri 50
del ponte dell'autostrada, laddove non c'è nessun inserimento nel
milioni di euro ai Comuni e dare una piccolissima boccata
P.A.I., non è una priorità, le priorità vengono stabilite sulla
d'ossigeno. Per non parlare delle ex Province, dei Liberi consorzi,
base delle necessità e ci sono delle regole già nella pubblica
che versano in un dramma terribile, una situazione drammatica che
amministrazione.
vede un disavanzo di circa 140 milioni di euro. Ebbene, siamo stati
E non c'è bisogno di metterne altre, laddove ci sono situazioni
capaci soltanto di trasferire circa 20 milioni di euro e poi sono
che derivano dalle minacce di un centro abitato rispetto ad altri.
stati rastrellati e raggranellati altri 9 milioni e 200 mila euro,
Quindi la necessità di normare, con ulteriori norme limitative,
per altro in questi 9 milioni e 200 mila euro, dopo le battaglie di
questi provvedimenti sicuramente non c'è perché a volte finisce per
ieri che hanno visto anche lo stralcio. Spero per una disattenzione
impedire ogni azione amministrativa.
o per una leggerezza di quest'Aula e di questa Presidenza, è stato
stralciato il comma 8, che prevedeva prioritariamente la
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
destinazione della quota di partecipazione ai Consorzi universitari
e spero che questo sia ripreso dalla Giunta regionale dove abbiamo
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
avuto assicurazioni dal Presidente, dagli assessori, da tutti gli
assessori, dalla Vicepresidenza, che saranno certamente prodotti
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi trovo
questi atti per potere continuare a far vivere i Consorzi
totalmente d'accordo a questo articolo che è stato peraltro
universitari nei nostri territori.
apprezzato dopo ampie discussioni in commissione bilancio. Anche
Con tutte le cose che sono state dette, con tutte le cose che sono
perché i fondi utilizzati per la progettazione, i capitoli, vengono
state anche sottolineate, perché alcune cose vanno aggiustate, ha
rimpinguati qualora questa progettazione vada a buon fine. Nulla
ragione anche l'Assessore Baccei, e tutto ciò sarà certamente
facciamo a ciò che il P.A.I. prevede, ma anzi creiamo un fondo più
rivisto puntualizzando alcune questioni che, certamente,
veloce e più immediato per eventuali altre calamità.
sistemeranno anche dal punto di vista organizzativo e finanziario i
Ritengo che modificare ulteriormente questa cosa sia dannosa e non
Consorzi stessi.
utile all'amministrazione. Il P.A.I. ha la sua strada, le sue
Sono stati destinati 4 milioni di euro anche a tutte quelle aree
progettazioni, i suoi fondi. Questo ci permette di avere uno
che hanno subito dei danni notevoli. Abbiamo firmato anche un
strumento più veloce per potere affrontare calamità immediate.
ordine del giorno per tenere conto cronologicamente di tutte quelle
aree che hanno subito dei danni incalcolabili. E tutto questo è
CIMINO. Chiedo di parlare.
frutto di un lavoro sapiente che è stato fatto in questa Aula e
condiviso anche dal Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Purtroppo, resta l'amarezza. L'amarezza di tante altre cose che
avremmo voluto fare. L'amarezza di non avere potuto sostenere al
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi ho chiesto di
meglio - come io avrei voluto e come tanti altri colleghi avrebbero
intervenire perché ritengo che su questo argomento, oltre la
voluto - gli istituti musicali e linguistici, di non avere potuto
necessità di dare la necessaria copertura finanziaria per il
destinare ulteriori risorse alle farmacie delle Isole minori che,
capitolo per le progettazioni, sia necessario un coordinamento tra
purtroppo, sono in grande sofferenza. L'anno scorso eravamo
l'attività del dissesto idrogeologico e l'attività che citava il
riusciti a destinare oltre 340 mila euro, altri 220, arrivando
presidente della regione di emergenza, di Protezione Civile.
quindi a 500 mila euro. E invece quest'anno, purtroppo, tutto
Ricordo sia al presidente della regione, che all'assessore Lo
questo non è stato possibile. Non è stato possibile perché non
Bello nonché all'assessore Croce, ad esempio, il tema della
c'era la disponibilità.
cattedrale di Agrigento, dove attualmente si vive una situazione di
Ma resta l'amarezza anche per tante altre cose che non sono state
grande degrado e di grande pericolo e probabilmente tra le
fatte. Non voglio approfittare del tempo che mi è stato dato e
progettazioni del dissesto idrogeologico e, forse, con un giusto
quindi non voglio sconfinare, ma ci sono tante altre cose che
coordinamento con la Protezione Civile si può mettere in sicurezza
vorrei sottolineare. Per esempio, i 4 milioni di euro che sono
tutto il centro storico agrigentino.
stati dati per l'inclusione sociale. Questo è un altro segnale
Proprio quest'oggi ho letto delle polemiche da parte della Curia
forte che abbiamo voluto dare alla nostra Sicilia e ai nostri
agrigentina dove ancora si aspettano risposte da parte della
siciliani. Soprattutto alle fasce deboli di questa terra ed anche
regione siciliana
gli interventi di mitigazione per il dissesto idrogeologico.
Avere la volontà nella finanziaria di inserire delle risorse per
E poi la questione di Riscossione Sicilia, frutto di un dibattito
la progettazione è poca cosa se non vi è, poi, un raccordo e un
lunghissimo, molto articolato, dove ho colto tanti contributi che
coordinamento con l'attività di emergenza vera del territorio e per
sono sicuramente da considerare assolutamente condivisibili.
questo è necessario un intervento da parte del Governo, perché in
Partendo anche dalla nostra Autonomia, partendo dal fatto che avere
tema di emergenza si può intervenire con la Protezione Civile, con
un istituto di riscossione che sia autonomo, che sia nostro, che
le Ordinanze della Protezione Civile. Ricordiamo come per la
sia siciliano, credo che ci dia grande soddisfazione. Ma, nello
cattedrale ed il centro storico di Agrigento vi sono state, anche,
stesso tempo, però, dobbiamo considerare che questo Istituto, in
delle Ordinanze da parte del governo nazionale e attualmente mi
questi anni, purtroppo, ha creato dei disavanzi notevoli. E quindi
pare che c'è l'abbandono totale.
la decisione di trasferire per ricapitalizzare questa Società e per
dare ossigeno alla Società stessa, per avere la possibilità di fare
LACCOTO. Chiedo di parlare.
una norma, una legge per rivedere tutta la situazione dei tributi,
credo che questa sia una decisione assolutamente responsabile.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Come responsabile - e mi auguro che questo accada nei prossimi 90
giorni - la riforma sui Consorzi di bonifica e la riforma dei
LACCOTO. Prego il Governo e in particolare l'assessore Baccei e
forestali.
l'assessore per il territorio di seguirmi. Avevo presentato due
Il nostro voto, certamente, anche se non siamo soddisfatti appieno
emendamenti per quanto riguarda il discorso fatto dall'onorevole
ed anche se ci resta l'amarezza di qualcosa che potevamo ancora
Cimino. Uno di questi era per il Fondo di rotazione generale per i
fare, sarà un voto positivo.
comuni, perché ci siamo accorti che per quanto riguarda tutti i
progetti a valenza nazionale mancano le risorse ai comuni per poter
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giuffrida. Ne ha
fare le progettazioni esecutive e questa è una parte.
facoltà.
Questo emendamento, non so perché, in Commissione bilancio è
saltato; io spero che il Governo comprenda che i comuni hanno
GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anticipo il voto
bisogno di questo Fondo di rotazione per la progettazione non solo
favorevole del Gruppo Sicilia Democratica . Il voto favorevole,
di consolidamento e quindi mi vede favorevole questo spunto per
però, ha un presupposto, quello di una fiducia a tempo, nel senso
quanto riguarda i consolidamenti ed il Fondo per la progettazione.
che, quando noi abbiamo aderito a questa maggioranza, abbiamo
Assessore Baccei, avevo presentato un altro emendamento per quanto
riposta la fiducia nel Governo della Regione e ci aspettavamo, e ci
riguarda il discorso dell'onorevole Cimino e cioè per i Fondi per
aspettiamo ancora, che questo Governo possa fare veramente le
l'emergenza. Siamo l'unica regione in Italia che non ha nemmeno un
riforme.
Fondo minimo per l'emergenza. Che cosa avviene? L'Ordinanza
Quindi, certamente guardiamo con tanta attenzione a quello che
nazionale di Protezione Civile dura 45 giorni, non avendo noi un
l'operato del Governo ma vediamo che questa Finanziaria, purtroppo,
Fondo a disposizione per le emergenze succede che non abbiamo un
i problemi della Sicilia, le grandi riforme che tutti ci aspettiamo
pronto cassa per intervenire nei casi di emergenza. Passati,
praticamente non li ha realizzati e non li ha formalizzati.
quindi, i 45 giorni previsti dall'Ordinanza nazionale, dobbiamo
Pertanto, per questo dicevo, il nostro è un voto condizionato e,
aspettare anni per potere dare la possibilità a coloro che hanno
purtroppo, dobbiamo sostanzialmente sottolineare come tante
subito danni di intervenire ed avere rimborsato questi Fondi.
situazioni che implicano, che comportano, che necessitano di una
Sono favorevole a questo, ma chiedo al Governo e all'assessore
riforma, come quella dei consorzi di bonifica, dei forestali - come
Baccei in particolare di accettare la norma per quanto riguarda i
hanno detto bene i colleghi - o di altre riforme importanti, non le
Fondi di rotazione generale per i comuni e secondo di accettare
abbiamo viste e le aspettiamo.
anche quell'emendamento da me ripresentato per costituire un fondo
Dobbiamo dare sicuramente merito, quindi, questa fiducia moderata
per l'emergenza in Sicilia, unica regione a non avere il fondo
anche riposta su determinate iniziative legislative che in questa
citato da cui attingere in caso di bisogno.
Finanziaria abbiamo visto e condividiamo, il fatto che si dà la
stura a quella che è la promozione turistica, apprezziamo con viva
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
soddisfazione l'istituzione delle guide ambientali che,
sicuramente, dà una regolamentazione specifica a quelle che sono le
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
guide turistiche in alta montagna finalmente; vediamo come la
balneazione durante l'anno, che sicuramente è un valore aggiunto
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
per il nostro turismo, possa avere delle prospettive di sviluppo.
all'articolo 12 un emendamento che consenta un passaggio
Però, aspettiamo le grandi riforme. Pertanto, il nostro, come
preliminare all'emanazione del decreto da parte dell'assessore per
dicevo, è in voto di fiducia nella prospettiva che possa aversi una
il territorio e l'ambiente in Commissione IV territorio e
Finanziaria che possa veramente soddisfare quelle che sono le
ambiente per l'appunto, affinché vi possa essere un confronto
prospettive future di questa nostra Regione, che sono l'occupazione
produttivo e certamente stimolante per determinare le modalità di
e di raggiungere uno sviluppo economico che sia importante.
funzionamento e di erogazione di queste somme, penso che sia un
emendamento di buon senso, penso sia un emendamento che anche
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
l'assessore Croce potrà apprezzare.
facoltà.
Assessore, le chiedo se è possibile appunto di apprezzare
l'emendamento che preveda un passaggio in Commissione Territorio e
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, in
Ambiente prima dell'emanazione del decreto? E poi, assessore, le
queste settimane che siamo stati impegnati, a volte anche contro la
volevo chiedere brevemente in generale ma ne approfitto nel
nostra volontà, sui limiti, sugli impegni, sugli orari, ad
particolare dell'art. 12, vi è un richiamo al decreto legislativo
approvare quella che poteva essere, doveva essere o veniva
n. 163 che peraltro ho visto effettuare su altri articoli proposti
spacciata per essere una Finanziaria, abbiamo assistito, su questo
che riguardano le sue competenze, come sappiamo la Regione si è
palcoscenico della commedia degli equivoci , a delle cose
dotata nel 2011 della legge sulla contrattualistica pubblica che di
incredibili.
fatto è ripreso in gran parte la normativa nazionale, vi è una
Per esempio, per iniziare, abbiamo assistito alla presentazione,
ragione? Per chiedere questa applicazione ai principi del 2006
da parte del Governo, di una Finanziaria che non era una
piuttosto che la nostra legge regionale? Vi è qualcosa che non è
Finanziaria, era un libro bianco . Può accadere, sul palcoscenico
contenuta all'interno della norma regionale nostra che resta nel
della commedia degli equivoci, che si presenti un libro bianco per
163 e che lei giustamente prevede di applicare per il fondo e per
lasciare all'immaginazione creativa di chi deve poi decidere cosa
gli articoli? Vorrei un chiarimento su questo.
metterci dentro.
Abbiamo assistito ad un Governo della rivoluzione che, invece, si
CROCE, assessore Territorio e Ambiente. Chiedo di parlare.
è battuto contro il limite che il Parlamento aveva imposto allo
stipendio dei manager delle società partecipate della Regione. Il
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Parlamento aveva deciso 118 mila euro, poi, addirittura, lo aveva
abbassato a 79 mila euro, che è una grande cifra, un'ottima grande
CROCE, assessore Territorio e Ambiente. Signor Presidente,
cifra, la maggioranza ed il Governo della rivoluzione si sono
onorevoli deputati, una serie di chiarimenti: intanto per
impegnati, battuti in maniera furibonda per ripristinare il vecchio
rispondere all'onorevole Zafarana, chiaramente questo fondo di
limite che era molto, molto più alto.
rotazione per i progetti, per la progettazione degli interventi a
Abbiamo assistito ad una Finanziaria che, invece di dare soluzione
rischio idrogeologico così come vi è normato al comma 3 è oggetto
ai problemi che vi erano sul tappeto, si è impegnata per crearne di
poi di un Regolamento che ne fissa i criteri che viene emanato
nuovi. Si è impegnata per distruggere Sviluppo Sicilia, che è
dall'Assessorato Territorio e Ambiente. È evidente che nella
l'unica società che, all'inizio della spesa del fondi europei,
stesura della disciplina del fondo stesso, si terranno conto di
poteva dare un contributo fattivo, soprattutto ai piccoli
tutti quei criteri che sono disciplinati dalla normativa statale e
imprenditori siciliani che non hanno, certo, la possibilità di
quindi la classe del rischio è stata soggetta ad alluvioni o ad
recarsi a Roma.
emergenze recenti avranno certamente un criterio prioritario
Si è tentato, insomma, in ogni modo, in questa non Finanziaria
rispetto agli altri. La norma nasce dall'esigenza di un decreto del
di mettere i bastoni fra le ruote.
Presidente del Consiglio dei Ministri che abbiamo avuto anche modo
E c'è voluta tutta la pazienza e tutto l'attaccamento dei
di discutere in Commissione Bilancio quando si parlò del Patto per
Parlamentari siciliani o, almeno, di quelli che hanno a cuore le
il Sud perché vengono individuati per il finanziamento degli
sorti di questa Sicilia, nonostante tutto, nonostante il Governo,
interventi come priorità viene individuata la cantierabilità
nonostante la maggioranza, nonostante l'incapacità, nonostante
dell'intervento medesimo.
l'incompetenza e nonostante l'arroganza, per cercare di mettere
Questo ci impone a livello regionale di dotarci di tutto un parco
riparo, almeno, ad alcuni dei disastri maggiori che questa non
progetti-esecutivi da poter presentare e quindi avere anche una
Finanziaria stava provocando.
priorità sulla normativa nazionale.
I soldi ai Comuni, come tutti hanno visto - i colleghi che sono
Da qui ne deriva la necessità considerata anche la situazione
intervenuti prima di me lo hanno sottolineato - portati al disastro
economica in cui versano gli enti locali, la necessità di dotare i
e, addirittura, si voleva coinvolgere, nel disastro, anche il Fondo
comuni di un fondo di rotazione per la progettazione degli
pensioni, aggiungendo disastro a disastro ed è stata solo ed
interventi a rischio idrogeologico e ne nasce chiaramente l'art. 12
esclusivamente la volontà di quest'Aula che è riuscita a mettere
che è un fondo a disposizione dei comuni e così come ha detto
una piccola toppa, non una grande toppa, una goccia nel mare del
qualcuno prima è un fondo che si autorigenera perché è chiaro
bisogno finanziario dei Comuni stessi.
qualora l'intervento venga finanziato e vada a buon fine i soldi
I provvedimenti per l'occupazione, assenti totalmente nella
della progettazione vanno a rimpinguare il capitolo medesimo. Per
Finanziaria, con una previsione, confusionaria, arrangiata ed
rispondere all'onorevole Lombardo: c'è un tema, il tema è che nello
arrabattata che non risolveva nessun problema per nessuno e
Sblocca Italia viene richiamato come attuatore di interventi per
avrebbe, certamente, sprecato 100 milioni di euro e che è stata,
la medicazione del rischio idrogeologico il Commissario per
ancora una volta, la volontà, la capacità, la lungimiranza e la
l'emergenza del rischio idrogeologico medesimo. Il Commissario è
concretezza, soprattutto, dell'opposizione che ha trasformato
una struttura di natura statale e quindi deve necessariamente
l'utilizzo, la previsione di utilizzo, di quei 100 milioni in
attenersi a quella che è la normativa statale e quindi il 163 per
qualcosa che dà respiro reale, occupazione vera ed un aiuto anche
questo lei trova sull'art. 12 il richiamo al 163, in realtà la
ai Comuni, oltre che ai disoccupati, nel momento in cui, tagliati
normativa regionale non si discosta molto rispetto alla normativa
di qualsiasi tipo di finanziamento, non erano in grado, neppure, di
statale.
affrontare le pur minime riparazioni.
Quindi anche l'emendamento dell'onorevole Zafarana rispetto al
E, quindi, abbiamo istituito i cantieri di lavoro, quelli veri,
12.12 dove richiama i principi di discriminazione, parità di
non le fesserie dei cantieri di servizio, non le fesserie del
trattamento, proporzionalità e trasparenza in realtà sono quei
reddito minimo previsti dal Governo. Bene.
principi a cui si ispira il 163 quindi in qualche modo è ultronea
L'università, assolutamente scomparsa dai programmi del Governo,
la ripetizione all'interno dell'articolo medesimo.
abbiamo anche qui previsto un fondo di 1 milione di euro per
Una ultima risposta all'onorevole Lombardo: io non sono contrario
ciascuna delle tre Università siciliane.
al parere della Commissione competente Ambiente e Territorio.
Forestali: anche qua un disastro, tra l'altro, rasentando il
L'unica cosa che eventualmente chiederei, se è possibile, se lei
ridicolo e cioè, ora, alla fine quasi di questa legislatura, il
lo possa subemendare, che questo parere non sia un parere
Governo della rivoluzione pensa che bisogna porre mano alla
obbligatorio. Che sia un sentito, o un parere della Commissione non
riforma dei forestali.
vincolante.
Si commenta da sé, non c'è bisogno di dire altro.
I precari, illusi per tanto tempo e per troppo tempo e, fino
FALCONE. Chiedo di parlare.
all'ultimo, si sono sentiti promettere la stabilizzazione e, poco
ci mancava, che non avessero neppure la proroga per un anno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
La tabella H , con il Governo impegnato a conservare privilegi e
con l'Aula che, meritoriamente, ha cercato di eliminare questi
FALCONE. Signor Presidente, io credo che l'articolo 12 sia un
privilegi.
articolo intelligente, però da un lato è un articolo importante, è
L'ecotassa sui rifiuti, ancora una volta i Comuni bombardati,
un articolo - come dicevo - intelligente, ma dall'altro lato, come
cornuti e mazziati , non si fanno gli impianti, non si consente
l'ha spiegato l'assessore è un articolo che diventa un duplicato
loro di andare avanti su un tema così delicato e sul quale si è
dell'articolo 61. Cos'è l'articolo 61? E' il fondo di rotazione dei
accumulato il disastro di 1 miliardo e 300 milioni di debito e, per
Comuni per la progettazione, che Forza Italia volle e che il
giunta, gli si impone l'ecotassa.
Governo ha accolto voglio dire, ne do atto. Ora, assessore Croce,
I lidi balneari, un'altra delle poche cose che siamo riusciti a
lei dice che questo fondo serve per finanziarie le progettazioni
modificare per dare un minimo di prospettiva che è contro,
cantierabili dei Comuni. Cosa diamo? Diamo gli incarichi sulla
addirittura, grossi pezzi della maggioranza e del Governo che non
scorta delle indicazioni che arrivano dai Comuni? O stiamo tornando
volevano che ce la facessimo.
alla 433, quando l'assessore alla Presidenza dava gli incarichi sui
La tentata sanatoria degli alloggi abusivi, occupati abusivamente;
lavori di protezione civile? Lo dobbiamo capire qual è. La Regione
il Governo della legalità , che proponeva la sanatoria degli
è un ente programmatorio, la Regione non è un ente gestore,
occupanti abusivi degli alloggi.
assessore Croce. Noi dobbiamo essere chiari.
Un'altra vergogna sventata da questa Aula.
Allora dobbiamo se andiamo in questa seconda, diciamo così,
Alla fine, le toppe a questa Finanziaria le ha messe l'Aula con il
ipotesi, dobbiamo subemendarlo. Dobbiamo dire che il fondo che è di
contributo di parte della maggioranza e dell'opposizione,
cinquecento, di settecento, o di due milioni di euro.
prevedendo, persino, le uniche forme di finanziamento per la Crias
Perché ad esempio, io ho presentato - e lo voglio dire al Governo,
e per l'Ircac che, ancora una volta, nella Finanziaria del libro
all'assessore Baccei, un emendamento che dice che i settecento
bianco, presentata dal Governo, erano anch'esse assenti.
sono ridotti a cinquecento , perché?
Pertanto, annuncio il nostro voto contrario ad una Finanziaria che
Perché se prendiamo cinquecento euro dai Fondi PAC, prendiamone
non c'è.
anche un milione dai fondi PAC, due milioni, ma non togliamo, non
depauperiamo di duecento mila euro il Bilancio regionale che serve
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
a Finanziaria e cose importantissime.
facoltà.
Fermo restando che questa è una cosa importante. Allora, io sono
So che si dividerà i minuti con l'onorevole Lentini.
per dare un sostegno alle idee efficaci, ma attenzione, dobbiamo
però liberare, alleggerire gli assessorati dalla gestione, gestione
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore per
non ne vogliamo. La gestione riteniamo che sia una involuzione ed
l'economia, sicuramente questa Finanziaria e questo bilancio hanno
un passo indietro, cioè ritornare agli anni '90, '95, 2000, quando
rappresentato dei momenti difficili e, probabilmente, anche per
gli assessorati davano decine e centinaia di milioni di vecchie
certe parti anche contraddittori, però, questa Finanziaria merita
Lire di incarichi. Allora, su questo io chiederei che un attimino
di essere apprezzata per gli ulteriori sacrifici che ha voluto
ci si fermasse, perché su questo articolo dobbiamo capire se si
potere rappresentare per questa terra martoriata e, allo stesso
integra e si sposa con l'articolo 61 o se invece ne è una
tempo, ha voluto creare le condizioni per rilanciare alcuni settori
duplicazione che è coperta sotto mentite spoglie, cioè diciamo che
indispensabili per fare ripartire l'economia dell'Isola. E, proprio
è un fondo di rotazione ma è uno strumento di gestione politica
perché trattasi di una Finanziaria difficile e contraddittoria che
dell'assessorato.
merita di essere apprezzata da un Governo nazionale che deve
cominciare a guardare a questa nostra Regione come una Regione che,
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
con consapevolezza, ha attivato tutte quelle prescrizioni e
Falcone, l'articolo 12 non può essere inglobato nell'articolo 61
procedure necessarie che, probabilmente, tante altre regioni del
per un semplice motivo. Perché l'articolo 61 è un Fondo relazione,
nostro Paese, ad oggi, non hanno fatto e continuano a non fare.
progettazione destinato solo ai Comuni. L'articolo 12 non lo può
Questa Finanziaria si può contraddistinguere per alcuni momenti, i
essere, proprio per i motivi e per quello che è stato detto prima
momenti della ordinarietà, ormai, che quest'Aula vive da tempo con
da alcuni deputati, dall'onorevole Cimino. L'articolo 12 è qualcosa
le cosiddette proroghe indispensabili e, nello stesso tempo,
che apre anche alla protezione civile, è qualcosa che apre anche ai
anche per un momento di straordinaria importanza come la legge,
geni civile, è qualcosa che apre anche al commissario per il
fortemente voluta dall'assessore Croce, di riforma del nostro
rischio idrogeologico e non può essere limitato ai soli enti
demanio e, soprattutto, anche la possibilità e l'opportunità di
locali. Le tolgo, diciamo, il dubbio.
valorizzare quelle strutture balneari che anche in inverno
L'assessorato non gestisce nulla.
esercitano attività sportiva. Così come anche la volontà di
L'Assessorato non ha nessuna intenzione di fare la gestione di
appostare le risorse per i centri storici ed aver voluto
affidamenti, incarichi, assolutamente. Noi mettiamo a disposizione,
valorizzare quelle strutture che, speriamo, possano anche
così come lei ha fatto all'articolo 61 in Commissione Bilancio -
concludere l'esperienza del commissariamento per dare voce agli
gliene do atto - mettiamo a disposizione di enti locali, che non
artigiani ed ai commercianti di quest'Isola e voglio ricordare
siano solo i Comuni, un fondo di rotazione per la progettazione
l'Ircac così come anche la Crias, con il giusto riconoscimento e
degli interventi da rischio idrogeologico, perché la norma statale
potenziamento dell'attività dell'Irfis.
ci impone come criterio prioritario di portare progetti
Voglio anche ribadire l'importanza della norma sul Palacongressi
cantierabili.
di Agrigento che non è una norma così semplice com'è stata
disegnata e detta da alcuni. Non si tratta soltanto della volontà
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Si passa all'emendamento
di trasferire il bene dall'assessorato al bilancio all'assessorato
12.11.
ai beni culturali, ma si vuole potere dare la dimostrazione che in
Sicilia vi sono alcuni enti che funzionano, come l'Ente Parco
GRASSO. Chiedo di parlare.
archeologico di Agrigento, che rappresentano il fiore all'occhiello
di questa amministrazione regionale e, nello stesso tempo, sono
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
anche nella disponibilità di potere salvare alcune strutture
abbandonate dall'incuria della nostra Regione.
GRASSO. Assessore, le chiedo un chiarimento: Al fine di
Concludo dicendo che la Finanziaria ha rappresentato questo primo
velocizzare le attività progettuali, propedeutiche , fondo di
momento, ma nei supplementari il Governo deve essere pronto per
progettazione per gli interventi di mitigazione del dissesto
affrontare la Riscossione, Sicilia e-Servizi ed il tema dei
idrogeologico , in termini pratici, lei faceva poc'anzi riferimento
forestali. Sono tre argomenti dove la Commissione Bilancio e l'Aula
al patto del Sud, un comune perché non ci sono enti. Noi sappiamo
si confronteranno e si spera si possa fare un gran buon lavoro.
che gli enti sono o i comuni o i geni civili. I geni civili possono
Grazie.
progettare e, poi, non so quale ente progetta. E' la Protezione
civile che non progetta, non so quale altro ente. E' il commissario
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
per il dissesto idrogeologico che finora ha ricevuto i progetti
facoltà.
cantierabili.
Oggi, questo fondo per cosa serve? Per conferire incarichi di
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo di
progettazione? Chiariamolo, perché non ho chiaro questo. Assessore,
studiare questa manovra finanziaria. Devo dire che questo è il
è istituito un fondo per la progettazione, ciò significa che presso
primo anno, dopo tre trascorsi, in cui devo fare un plauso per la
l'Assessorato al territorio vi è un ufficio che si occuperà di
Presidenza dell'Assemblea ed un plauso al Governo. Non mi voglio
progettazione per progetti per dissesti idrogeologici? E questi
contraddire perché sono stato tantissime volte contrario a certe
progetti in Assessorato come arrivano? Per esempio, un comune invia
scelte, però, devo dire che finalmente si adotta un metodo,
un progetto preliminare o un ente, non so chi, e diventa esecutivo
Presidente, e di questo le do atto.
perché questo ufficio di progettazione lo rende esecutivo o ho
Veda, i problemi vengono da lontano, non sono problemi che oggi ci
capito male io?
ritroviamo così, vengono da lontano, questi problemi devono essere
risolti e noi siamo stati chiamati qua, eletti dal popolo, per
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Il comma 3 dice
cercare di portare e soddisfare il bisogno dei cittadini.
che ci sarà un decreto dell'Assessore in cui verrà regolamentata la
Io, in prima persona, cercherò in tutti i modi di fare la mia
disciplina del Fondo medesimo. Vi è un Fondo, dopodiché si faranno
parte, come spero di farla, però, veda, assessore, un consiglio
i criteri dagli enti locali per accedere a questo fondo. Su una
personale, e questo è rivolto non solo al Parlamento ma in
semplice richiesta, se sposa i criteri, si farà una graduatoria e
particolare al Governo: noi abbiamo tante società partecipate e,
verranno individuati i criteri che beneficeranno di questo Fondo di
anche perché ho avuto modi di conoscere il loro lavoro, ritengo
rotazione.
siano i gioielli di questa Regione siciliana. Noi non possiamo
disperdere questo patrimonio, non possiamo sicuramente disperdere
GRASSO. C'è sostanzialmente una richiesta, quindi, non ho un ente,
anche i quattrini che queste società, se le mettiamo veramente al
un comune che non ha la possibilità di , si rivolge e l'Assessorato
lavoro, possono produrre per la loro professionalità e per la loro
redige il progetto. Ah, si assegnano le somme all'ente o al comune.
gentilezza.
Va bene, è chiaro.
Il personale della Regione, Presidente, ha bisogno di essere
coccolato non derubato. Io ho cercato in tutti i modi di spiegare
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
all'esterno che quei 50 milioni che sono stati sottratti dal Fondo
facoltà.
pensione saranno restituiti e saranno restituiti seriamente.
Poi mi voglio rivolgere ai liberi consorzi e alle città
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore in
metropolitane dove all'interno ci sono delle società di persone
realtà non ho capito effettivamente la distinzione rispetto al
che producono e portano avanti le società anche considerato il
fondo previsto di cui all'articolo 61, nella misura in cui mi
fatto che dal 2008 non ci sono state più assunzioni, questo
sembra che, comunque, possano partecipare lo stesso solo i comuni,
personale non dà solo capacità di sviluppo ma dàanche serenità ad
oltre che un altro soggetto che prima lei indicava, ma rispetto a
un comparto che, dopo tantissimi anni, non avendo più personale,
questo per evitare la duplicazione e, a nostro avviso, il
quest'ultimo, sicuramente, porterà avanti tutto.
proliferare effettivamente non solo di incarichi, credo che quello
Poi l'ultima cosa, Presidente, per quanto riguarda le scuole: la
che stia a cuore a tutti è il fatto che questo venga fatto con
scuola materna. Abbiamo aiutato in questa Finanziaria le scuole
criteri certi, limitando la discrezionalità, credo che sia anche
primarie. Presidente, le scuole materne hanno bisogno di essere
legittimo negli interessi di tutti.
aiutate perché, in particolare nelle grandi città, i comuni non
Su questo non si potrebbe prevedere, riflettevamo prima, un avviso
riescono a soddisfare i bisogni della società, quindi, le scuole
con il quale l'Assessorato, effettivamente, definisce prima i
materne, con il contributo che passa lo Stato, non sono
criteri, indica l'ordine di priorità, e su questo mantenendo su
soddisfatte, quindi, noi, come facevamo negli anni passati,
quella impostazione di lasciare, comunque, l'utilizzo di quel
dobbiamo ritornare ad aiutarle.
Fondo, cioè dei fondi Pac che rimane sui 500 mila euro, evitando
Quindi, questo mio parere favorevole è dovuto anche al fatto che
quegli ulteriori 200 mila euro che gravano, invece, sul bilancio
ho notato che, finalmente, per quanto riguarda l'attenzione del
regionale.
Governo, per quanto riguarda i forestali, il mondo dell'agricoltura
ed altro, c'è un impegno serio che finalmente produce progetti e
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
obiettivi che arriveranno alla Comunità europea.
facoltà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sul
facoltà.
dissesto idrogeologico il Parlamento debba fare chiarezza nel senso
che nessuno si può nascondere dietro il voto segreto ed io, che
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
sono stato Assessore per un lasso di tempo breve, mi sono reso
Regione, assessori, devo preliminarmente rivolgermi a lei,
conto che in Sicilia, spesso, a quel tempo, non solo i sindaci non
Presidente Ardizzone, e devo esprimere un plauso per la conduzione
erano in condizioni di fare progetti ma, a quel tempo - ripeto -
dell'Aula sotto il profilo della gestione della tempistica dei
erano in condizioni di presentare delle schede attraverso le quali
lavori.
l'Assessore poteva, o meglio ancora il direttore generale poteva
Per la prima volta, a mia memoria, ma credo per la prima volta in
predisporre i relativi finanziamenti.
assoluto, il lavoro è stato un lavoro ordinato, svolto in tempi
Oggi, questo non è più possibile e, se fosse anche, mi permetto di
normali e tutto questo credo e spero, alla fine, possa giovare
dire, necessario secondo le stime che può fare il Governo, credo
all'esito di una buona legge Finanziaria.
che questo Fondo andrebbe ulteriormente impinguato, perché trattasi
Le ho già rassegnato il mio rammarico per un verso e in qualche
di un fondo, da quello che ho capito, Assessore, di rotazione, nel
modo la mia perplessità e il mio dispiacere per alcune norme che, a
senso che a finanziamento avvenuto si restituiscono le somme, un
mio parere, andavano votate e che lei non ha fatto votare, le ho
po' simile a quello della Cassa depositi e prestiti e, se è
anche rassegnato, comunque, il riconoscimento della volontà sua di
possibile, si potrebbero attingere anche risorse dai Fondi
mantenere un principio generale e mi sono convinto, alla fine, che
comunitari perché in fondo si tratta di un progetto.
probabilmente il suo disegno intimo è quello di ricandidare il
Quindi, queste cosa sono? Somme ulteriori che assegna. Ma lei ha
Presidente Crocetta alle prossime elezioni visto che, in fondo, lei
la possibilità di impegnare anche risorse comunitarie a questo
non ha fatto altro che delegare al Governo tutte quelle competenze
fondo di 500 milioni, di aggiungere risorse comunitarie, per
che, un tempo, furono di questo Parlamento.
consentire ai sindaci di realizzare le opere che sono necessarie
Quanto al Presidente Crocetta, il mio giudizio è - anche in questo
per il dissesto?
caso - netto.
Allora, qui il tema è semplice: abbiamo la necessità di dotare di
Sa, Presidente, che non gliele ho mai mandate a dire, però, in
una serie di progetti che, certamente, possono entrare in una sorta
questa Finanziaria l'ho molto apprezzata perché ha, secondo me,
di piano-programma a lungo di termine, di caratura nazionale
come non era mai accaduto - almeno per quella che è la mia memoria
perché, laddove le altre regioni non sono in grado di avere i
- assunto il ruolo di Presidente della Regione a tutto tondo.
progetti esecutivi, credo che se i comuni fossero dotati di un
Ha saputo rinunciare, ha saputo dare segnali di apertura, ha, per
fondo che nell'arco di cinque anni o avessero il progetto
la prima volta, a mio parere, assunto un atteggiamento di sobrietà
finanziato o restituissero le somme, perché un criterio deve
che deve essere proprio al Presidente della Regione, magari si
esserci, altrimenti i sindaci conferiscono incarichi senza ragioni,
sarebbe potuta risparmiare quella battuta sui Salvo in
stabilendo anche la priorità assoluta, perché lei sa meglio di me
considerazione del fatto che, semmai la battaglia era quella di
che c'è un'elencazione di quelle che sono le priorità, credo che
portare Riscossione Sicilia ad Equitalia che è ente pubblico e non
dovremmo privilegiare tutti i rischi di altissimo livello che ci
in mano ai privati, come probabilmente in un empito di foga le è
sono all'interno dei PAI e fare in modo che i sindaci possano avere
sfuggito. Ma il giudizio di fondo sul suo atteggiamento e sulla sua
la copertura finanziaria e mi permetto di dire, per evitare che dal
condotta, in questa Finanziaria, per quanto mi riguarda, rimane
rischio idrogeologico si passi poi alla protezione civile, cioè si
positivo.
passi al disastro, si passi al danno, si passi praticamente a tutte
Chiudiamo una maratona svolta in maniera assolutamente corretta,
quelle cose che, poi, vediamo che si verificano nei mesi di
sotto il profilo istituzionale, una maratona che ha visto la
settembre e di ottobre.
Commissione Bilancio occupata per più di due settimane e il
Quindi, inviterei il Parlamento ad agire in maniera trasparente,
Parlamento impegnato per più di due settimane.
ad approvare questo emendamento perché ci possa essere, nei
Tanto in Commissione - e ringrazio Roberto Clemente, collega,
confronti degli amministratori locali, un'opportunità per risolvere
amico e deputato responsabile che ha collaborato a migliorare
i problemi che, ogni giorno, si pongono.
questa Finanziaria in quanto componente della Commissione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
Bilancio - quanto in Aula il mio Gruppo parlamentare si è speso
facoltà.
senza strumentalità per dare un contributo ad una Finanziaria che
poteva essere migliore di quella che è ma che è molto meglio di
SORBELLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
quelle che l'hanno preceduta.
sostanzialmente, vorrei dare il mio sostegno a questo emendamento
Questa è una Finanziaria che viene fuori, a nostro parere, con un
perché si inquadra in una politica di priorità, dove le priorità
buco nero di fondo, Assessore Baccei, i famosi 500 milioni di euro.
sono già costituite nel PAI, per cui le priorità devono essere
Che fine farà la Regione siciliana?
consolidate, poi, nell'atto amministrativo del decreto assessoriale
La scommessa è quella di un'interlocuzione importante con Roma.
che sarà redatto dopo la redazione di questo articolato.
Riusciremo in questo? Riuscirà lei in questo?
Ma mi preme anche sottolineare che questo articolato è libero e
Le perplessità rimangono ed è per questo che il giudizio rimane
lascia intravedere qualcosa di anomalo, quando non andiamo a
sospeso.
giustificare ed a puntualizzare che i fondi saranno gestiti, signor
Passo velocemente ai dati, comuni, enti locali.
Assessore - possiamo subemendare - dai comuni o altri enti e va
Credo che la questione sia stata gestita malissimo, credo si sia
fuori l'Assessorato e così facendo l'atto amministrativo successivo
scritta una squallida pagina sotto il profilo istituzionale.
sarà scevro da ogni critica e da ogni perplessità.
Credo - anzi, sono certo - sia prevalsa la logica della parata
mediatica invece che la volontà vera di risolvere il problema dei
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
comuni.
facoltà.
Il Governo ha assunto impegni che non poteva mantenere, ma l'ANCI
- a mio parere - ha fatto peggio.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono favorevole
L'ANCI non ha chiesto quel tavolo tecnico che poteva e doveva
all'istituzione del Fondo, ritengo che sia insufficiente rispetto
chiedere vieppiù dopo quell'incontro in Parlamento che gli era
alla constatazione, ormai decennale, che non siamo in grado di
stato concesso e ha finito per utilizzare la demagogia della
utilizzare né i Fondi Europei né, molto spesso, neanche quelli
kermesse piuttosto che la volontà di risolvere il problema,
nazionali previsti proprio per mancanza e carenza di progettazione.
arrivando ad una conclusione che, paradossalmente, stava per
Alla fine, secondo me, l'unico punto che c'è da chiarire,
rivelarsi - addirittura - controproducente nei confronti dei
Assessore, premesso che bisogna incrementare il quantitativo del
comuni.
Fondo, l'ammontare del Fondo perché sia efficace e, quindi, vedremo
E' grazie al Parlamento ed all'attenzione dei parlamentari che
come emendare, perché si tratta, in questo caso, veramente di
cinquanta milioni veri sono andati ai comuni della Sicilia e il
mettere in campo un' azione efficace, vera perché tutto il resto
commento dell'ANCI postumo si manifesta e si palesa anche come un
sono chiacchiere, l'azione efficace e vera è finalmente avere
atto di irriconoscenza nei confronti del Parlamento stesso che,
progetti che siano esecutivi e cantierabili e, finalmente,
secondo l'ANCI, non sarebbe più credibile.
cominciare a spendere i soldi.
Credo che abbiamo fatto una cosa di buon senso, abbiamo fatto
Rispetto ai criteri di trasparenza, Assessore, è una iniziativa
quello che si poteva fare.
direttamente proposta nel senso che, disciplinata così come è
L'ottimo è nemico del buono e noi il buono lo abbiamo fatto.
disciplinata, l'Assessorato, in questo caso, rispetto alle
Quanto alle province il buco nero rimane.
richieste che pervengono, dovrebbe operare una sorta di scelta di
D'altronde la mancata realizzazione della riforma Crocetta-
priorità sulle richieste da parte dei comuni, sul modo o sulle
Giletti , in buona sostanza, da tre anni impedisce alle province di
modalità di distribuire le risorse ai comuni stessi.
ottenere i finanziamenti che gli altri in Italia ottengono.
Intanto chiedo che vengano inserite anche le province, affinché
Questo è un dato significativo e sul quale, anche in questo caso,
rimanga agli atti, e ovviamente il Genio civile. Che mi dice
il nostro giudizio rimane sospeso.
onorevole Di Mauro?
Abbiamo, però, tutelato i precari degli enti locali e il mio voto
contrario alla norma del Movimento Cinque Stelle - lo voglio dire -
DI MAURO. Deve essere centro abitato e, quindi, il comune.
non era un voto contrario di principio, era un voto ragionato
perché derogare alla legge dello Stato e porsi in contrasto con gli
FORMICA. Che c'entra rispetto ai progetti sul dissesto, onorevole
obiettivi della finanza pubblica, avrebbe creato presupposti
Di Mauro, lei parla da ex Assessore non a caso siete intervenuti
drammatici per quei lavoratori che, invece, con una norma di buon
due ex Assessori al territorio.
senso votata all'unanimità abbiamo salvato.
La verità vera è che, comunque, questo Fondo è di grande utilità.
Abbiamo iniziato un percorso positivo nei confronti dei precari,
Ritengo necessario che l'Assessore, nell'emanare il decreto, si
abbiamo riformato il demanio marittimo, un'altra riforma importante
attenga a principi di trasparenza perché, altrimenti, veramente
e seria, attribuendo competenza ed introiti ai comuni, abbiamo
sarebbero iniziative direttamente proposte come quelle di natura
imposto, abbiamo deciso che le spiagge potessero restare attrezzate
culturale o turistica e ritengo, invece, in questo caso, vista
tutto l'anno, determinando così, a mio parere, un incentivo per il
l'importanza, la gravità e le ricadute sul territorio di questo
commercio e per il turismo.
tipo di provvedimento, mi auguro e ritengo che l'Assessore operi
Abbiamo messo in Finanziaria 100 milioni per i cantieri di lavoro;
con un bando di grande trasparenza.
abbiamo rifinanziato la CRIAS per dare respiro agli artigiani, la
Sarei pure favorevole, presidente Ardizzone, a vedere assieme al
nuova Irfis che riguarderà imprese, editoria, il Fondo unico per lo
Governo, se ci dà qualche minuto, sempre secondo criteri di
spettacolo e l'agricoltura; abbiamo rifinanziato l'Ircac per dare
trasparenza, di vedere dove trovare risorse per incrementare questo
sostegno alle cooperative.
Fondo perché, altrimenti, parliamo sempre di avere cantierabilità
Abbiamo messo ordine nelle partecipate, Assessore Baccei, abbiamo
nei progetti, esecutività nei progetti, sappiamo che i comuni non
soprattutto eliminato lo spettro dei licenziamenti; abbiamo
hanno un centesimo per questa finalità, dovremmo avere con questo
eliminato, a mio parere, quel buco nero che era il bacino che
articolo l'occasione di aggiustarlo, impinguarlo, in maniera tale
teneva in ansia tanti lavoratori e tante lavoratrici e che creava
da renderlo qualcosa di efficace ai fini dell'utilizzo anche
situazioni di grande incertezza nel tessuto sociale siciliano.
dell'intero plafond dei Fondi europei posto che siamo all'inizio di
Abbiamo dato fiato a Sviluppo Italia Sicilia che abbiamo
questa programmazione.
rifinanziato, abbiamo soprattutto posto un principio che è quello
Quindi, presidente Ardizzone, se ci dà qualche minuto, assieme al
secondo il quale i dipartimenti della Regione e gli assessorati
Governo, per vedere come trovare delle risorse aggiuntive per
devono dare risposte a Sviluppo Italia Sicilia e che è finita la
incrementare questo capitolo e regolamentarlo al meglio sarebbe,
stagione dell'utilizzo di società esterne per l'assistenza.
secondo me, una cosa molto utile per tutti i comuni della nostra
Abbiamo anche creato situazione che vanno, a mio parere,
Sicilia.
approfondite.
Mi riferisco a Sicilia e-Servizi, mi riferisco a quello che non è
PRESIDENTE. E' iscritto a parlar l'onorevole Ioppolo. Ne ha
stato fatto per le scuole dell'infanzia e che dobbiamo recuperare
facoltà
perché non possiamo lasciare al loro destino queste scuole,
abbiamo, in buona sostanza, chiuso un bilancio in pareggio,
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema è molto
Assessore Baccei, quindi, la sua scommessa, sotto il profilo
interessante ed è anche una vera emergenza della nostra terra di
contabile, è vinta. Ma a che costi, Assessore?
Sicilia. Io, per la verità, in tema di mitigazione del dissesto
Il giudizio qui resta sospeso per la ragione legata ai 500 milioni
idrogeologico mi sarei atteso molto di più da parte del Governo che
che attendiamo ma, soprattutto, resta sospeso perché è arrivato il
non l'istituzione di un semplice Fondo di rotazione, tuttavia,
momento che questo Governo inizi una battaglia vera per il
aderendo a quanto ha testé detto il mio capogruppo, l'onorevole
recepimento, da parte del Parlamento nazionale, della legge-voto
Formica, qualche considerazione mi preme di dovere svolgere intanto
che vuole finalmente attuato l'articolo 36 dello Statuto.
in relazione - signor Assessore, se mi ascolta so che non è
semplicissimo - alla dizione del primo comma.
CIMINO. Bravo
Io eviterei, se fossi in lei, di utilizzare l'articolo
determinativo per la progettazione perché sembrerebbe, proprio
CORDARO. La possibilità di un'autonomia impositiva nella nostra
perché è determinativo, direi per progettazione che questo sia
Regione non è più derogabile e risolverebbe, da sola, i problemi
l'unico Fondo attingibile da parte di chiunque, quindi, non
economici della Sicilia. Fin quando questo non sarà fatto, anche in
soltanto da parte della Regione ma da parte del Genio civile, da
questo senso il nostro giudizio resterà sospeso.
parte dei comuni, da parte dei liberi consorzi.
Abbiamo introdotto l'ecotassa. E' un principio di buonsenso
Il Fondo è certamente un fondo minimo rispetto a quello che
giuridico ed economico e, però, la Regione deve mettere nelle
occorrerebbe, il calcolo è presto fatto. Se fossero davvero
condizioni e, quindi, a mio parere, in questo caso, mancano le
settecentomila euro tenuto conto che le progettazioni, in genere,
premesse perché i cittadini ed i comuni imparino ad essere
sono il 10 per cento, beh il 5, siamo intorno a 10-11-12 milioni.
virtuosi.
La verità è che il nostro territorio ha bisogno, certamente, di
E' giusta l'ecotassa ma è giusto che le regioni creino le premesse
più. Concordo con quanto è stato sollevato precedentemente dagli
giuridiche e normative. E' giusto anche che ci si occupi presto di
interventi di alcuni colleghi che, comunque, il Fondo debba essere
quello che è stato accantonato.
affidato agli enti locali, alle autonomie locali, cioè ai comuni ed
Si dovrà continuare a parlare di barriere architettoniche, si
ai liberi consorzi per le eventuali opere sovracomunali, ma la
dovrà tornare a parlare di diritti dei disabili, si dovrà tornare a
Regione deve avere un piano di priorità che soltanto la Regione
parlare di trasporto pubblico locale, si dovrà tornare a parlare di
può, ovviamente, avendo la mappa generale di tutto il territorio e
riforme.
soprattutto delle emergenze che si moltiplicano ogni giorno di più,
Abbiamo scritto in Finanziaria che ce ne sono alcune in cantiere,
avere chiaro come quadro di riferimento.
mi riferisco soprattutto al settore forestale e - vivaddio - alla
In tal senso la norma, così modificata e corretta, per quanto mi
riforma delle province, società ed enti regionali, il turismo, gli
riguarda, va certamente approvata.
enti parco e però - e concludo, Presidente - il giudizio sospeso
diventa negativo quando io analizzo come è stata gestita
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
quest'Aula, non da lei, Presidente, ma di quella che dovrebbe
facoltà.
essere una maggioranza che maggioranza non è perché questa
maggioranza che sostiene Crocetta è spaccata non soltanto al suo
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che in
interno ma anche all'interno dei partiti stessi che dovrebbero
questo articolo stiamo sbagliando impostazione. In questo articolo,
sostenerlo. E porto un esempio perché devo andare a concludere: noi
mai si parla di progettazione esecutiva, signor Assessore. Si parla
abbiamo sostenuto fortemente, come opposizione responsabile, le
di velocizzare le necessarie attività progettuali e propedeutiche.
norme che riguardavano il finanziamento dell'agricoltura. Un
Quindi, sono d'accordo con l'onorevole Ioppolo che va ben definito
esempio su tutti: votazione segreta, nonostante il centro-destra a
cosa intendiamo. Perché se intendiamo fare progetti esecutivi,
tutela dell'agricoltura abbia votato con il Governo, 40 voti a
signor Assessore, le ricordo che con 700 mila euro, forse appena,
favore e 36 contrari.
appena, secondo che progetto facciamo, neanche bastano per un
Mi verrebbe da dire che forse tutta l'UDC e metà PD ha votato
progetto, perché appena cominciamo a fare carotaggi, appena
contro quella norma. Non voglio personalizzare con nessuno di voi
cominciamo a fare trivellazioni per capire che tipo di terreno
però, signor Presidente, questo è un dato che ci deve fare
abbiamo, indagini geologiche e quanto altro, già i 700 mila euro
riflettere tutti e ci deve fare concludere perché o si trova un
sono finiti. E' bene che qui spieghiamo, signor Assessore, di che
buon senso che porti le tante riforme che dobbiamo compiere a buon
cosa stiamo parlando perché ci stiamo confondendo. Intanto, non
fine, passando da un nuovo patto che può essere soltanto fatto
parliamo di progetti esecutivi, perché qui non stiamo parlando di
nell'interesse dei siciliano, oppure alle prossime elezioni, cari
questo.
amici, sia chi si ricandiderà, sia chi non lo farà, resterà a casa
perché saremo spazzati via.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 12.11?
Per questa ragione, e concludo, il nostro voto è contrario.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
abbiamo assistito, a mio parere, ad un dibattito stucchevole su
Contrario.
questa finanziaria. Dico stucchevole perché in fondo la possiamo
dividere in due parti che è quella relativa a tutte le cose che
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ogni anno si ripetono, mi riferisco ovviamente al tema dei PIP, dei
forestali, dei precari e tutte le altre cose che abbiamo discusso
abbondantemente. E' stucchevole perché sono stati fatti diversi
interventi, ciascuno ripetitivo, cercando di manifestare la propria
disponibilità nei confronti di queste categorie e, l'altra parte,
che è quella legata a tutta una serie di argomenti che
sembrerebbero messi lì in finanziaria avere un senso.
E io su questo mi vorrei soffermare distinguendo a sua volta due
cose. La prima questione, che credo si è voluto specificatamente
sorvolare cercando di non affrontarla adeguatamente, il tema degli
accantonamenti tributari dell'articolo 3 e dell'articolo 5 che sono
il punto fondamentale di questa finanziaria attorno ai quali si
svolge un dibattito Roma - Palermo sui famosi 500 milioni.
E dico che è un dibattito questo abbastanza complicato, che
meritava una attenzione di questa Aula abbastanza seria, abbastanza
approfondita perché non si riesce a capire come mai non siano stati
dati questi soldi in tempo utile ed evitare questa sceneggiata
degli accantonamenti nel presupposto di una presunta
inapplicabilità di questa Regione nei confronti dell'interlocuzione
romana e si è messo da parte tutto ciò che è stato maltolto alla
Sicilia dal 2010 in poi.
E dico questo perché sono fortemente preoccupato non solo per la
parte che non è entrata in nessuna discussione con Roma ma sono
anche preoccupato perché alla fine di questi 500 milioni possa
qualcuno tirare fuori alcuni temi, come le regolazioni contabili,
tali da far venire meno queste risorse.
Ricordo all'Assessore Baccei che ha assunto impegno con questa
Aula perché senza questi 500 milioni noi andremmo a ledere
interessi di soggetti che hanno da queste risorse il proprio
stipendio perché di questo si tratta alla fine.
E, allora, questa mancanza di fiducia di Roma nei confronti del
Governo siciliano, nonostante la presenza di un assessore voluto da
Roma, questa attività che è stata posta in essere da parte del
Governo, che ha visto confrontarsi, lo diceva poc'anzi il collega
Cordaro, ma io vorrei sottolinearlo più adeguatamente perché non
solo i voti che si sono manifestati in questa Aula, spesso la
maggioranza su 35-37 voti e l'opposizione su 27-30 voti, ma la
responsabilità delle opposizioni che allorquando sono stati chiesti
i voti segreti si è rimasti in Aula perché si aveva la
consapevolezza che questa Aula non era in condizioni di andare
avanti.
Un malessere nella maggioranza. Non so se è riferita alle norme,
non so se il fatto che il Presidente Crocetta si sia affidato ai
partiti. Una cosa è certa. Che in questa Aula raramente si è
verificata una presenza di più di 70 parlamentari ed ogni volta che
si è deciso di votare si è avuto un riscontro assolutamente
negativo in termini di quelli che sono i numeri veri, i numeri di
valore cartolare sulla maggioranza rispetto a quelli che sono i
numeri poi reali.
E volevo sottolineare l'attenzione, Presidente Ardizzone, su
quattro argomenti che sono stati inseriti con forza dal Governo
nella finanziaria e sono: il tema della sanità, i 127 milioni che
accompagnati al costo delle risorse che saranno pagate dai
direttori generali delle ASP nei confronti del personale precario,
certamente, costituiscono un appesantimento notevole ed un carico
di costo che, non so, se questo potrà servire a garantire nella
sanità i servizi minimi essenziali di assistenza.
La centrale unica di committenza, per carità, voluta da Roma, non
so quale valore aggiunto possa essere questo per le imprese
siciliane. La centrale unica di committenza metterà ai margini le
imprese siciliane le quali dovranno lavorare per interposta persona
con grave nocumento economico.
La questione edilizia agevolata: abbiamo tolto 50 milioni al
sistema delle imprese cooperativo, o imprese che possono pensare
all'edilizia agevolata, tenendo conto anche che si sono tolte le
risorse che sono destinate a quelle case che vengono edificate a
coloro i quali subivano sfratti.
Ed, infine, la misura dei rifiuti che, me lo lasci dire, signor
Presidente, è un aggravio per i comuni, un'accelerazione improvvisa
su questo tema della differenziata, tenendo conto che la tariffa è
pagata dai siciliani per interno, al 1005, e ciò comporterà da
parte dei comuni che non hanno previsto i mezzi per la
realizzazione di questo servizio, ulteriori costi che saranno a
carico dei cittadini.
Cosa ha fatto la commissione bilancio? Ha inserito due norme,
assolutamente, positive. L'hanno detto i colleghi, lo ripeto.
Quello dell'IRCAC, della CRIAS, come fondo per lo sviluppo e
quella, anche, dei cantieri di lavoro.
Non ho scorto da parte del Governo una voglia straordinaria di
mettere in campo misure, norme che potessero consentire, veramente,
un passo avanti in termini di sviluppo. Questo l'ha fatto la
commissione per quello che le era consentito di fare, perché
ricordiamo che, ad ogni emendamento che aveva necessità di una
copertura finanziaria, l'assessore Baccei, nel suo quaderno,
annotava che bisognava ridurre i capitoli che erano destinati a
quello che sono praticamente gli stipendi, e la qualcosa era
impossibile. Ci siamo trovati, quindi, con spazi molto ristretti
rispetto ai quali, il tentativo di volere creare condizioni di
crescita in questo territorio non è stato possibile.
In questo spazio così difficile, ripeto, le opposizioni hanno
partecipato ai lavori. Noi stessi abbiamo partecipato. Prendiamo
atto che, comunque, il Governo è riuscito a garantire una serie di
risorse per quanto riguarda servizi delle società partecipate, dei
consorzi di bonifica. Abbiamo espresso il nostro parere con le
difficoltà interne, anche legate ad un nostro parlamentare, in
ordine a Riscossione Sicilia, perché avevamo compreso che le
risorse erano destinate a tenere in piedi, comunque, una struttura
che aveva il suo valore, a cominciare dagli stipendi e dal servizio
che espleta, mi riferisco, ovviamente, a Riscossione Sicilia,
tenendo conto che una soluzione, a breve, bisognerà trovarla.
Per queste ragioni, signor Presidente, tenendo conto, anche, che
non siamo soddisfatti di gran parte delle cose che non sono scritte
in questa finanziaria, e che dovevano essere scritte e che dovevano
dare un segnale ad un certo mondo, a cominciare dall'agricoltura,
per non dire, poi, anche, del mondo, praticamente, dell'edilizia
privata.
Abbiamo trovato una soluzione nell'ambito dei fondi destinati
all'IRFIS con un emendamento presentato dalla collega Sudano. Su
questo siamo stati d'accordo tutti, perché riteniamo che l'edilizia
e l'agricoltura debbano avere un sostegno.
Esprimiamo la nostra astensione su questa finanziaria, signor
Presidente, nel convincimento che questa intesa con Roma possa
essere veritiera, non ci siano sorprese di regolazioni contabili, o
di altre cose e si possa arrivare, mi permetto di dire, l'anno
prossimo, in vista di quello che è la scadenza di questo mandato
parlamentare, almeno a qualcosa di concreto da prospettare ai
siciliani in termini di sviluppo, di lavoro e di cose che possono
interessare il sistema delle imprese.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
CIACCIO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Congedi
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Francesco Cascio, Gennuso,
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.11
Nicotra, Cracolici, Grasso, hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
dell'emendamento 12.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio parlare con
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
assoluta franchezza come sono solito fare dicendo che siamo partiti
pulsante bianco.
con una finanziaria e ne stiamo approvando un'altra. Il lavoro
Dichiaro aperta la votazione.
fatto in Commissione, il lavoro fatto dall'Aula è un lavoro che
certamente riscrive, riqualifica il testo e in certi aspetti lo
(Si procede alla votazione)
migliora tanto.
Così come non mi sento di dire che tutte le cose buone vengono
Dichiaro chiusa la votazione.
dall'Aula e anche il Governo ha impostato una finanziaria che
sicuramente è una finanziaria diversa rispetto agli anni
Risultato della votazione
precedenti, ma mi creda questa delega in bianco ancora non mi sento
di darla. Cercherò di essere puntuale su alcuni aspetti e di dire
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
quello che penso.
segreto:
Solitamente i problemi si risolvono in alcuni vertici, spesso si
fanno dei vertici di maggioranza, mi sto perdendo ogni tanto quando
Presenti 59
facciamo questi vertici dico tutto quello che devo dire lo voglio
Votanti 58
dire in Aula. Partendo dal primo aspetto, abbiamo fatto bene a fare
Maggioranza 30
una finanziaria lavorando di più, forse tanto, tanto di più e non
Favorevoli 23
prendendo le forze politiche o i deputati per stanchezza abbiamo
Contrari 34
fatto bene a farla di giorno.
Astenuti 1
Questo spero che sia un inizio ma siccome anche i deputati non
(Non è approvato)
erano pronti a questo modo diverso di lavorare si sono lasciati
prendere un po' troppo la mano. Credo che il Presidente Ardizzone
Si passa all'emendamento 12.8, a firma degli onorevoli Clemente ed
si sia distinto in questo e lo voglio riconoscere pubblicamente
altri.
seppur ieri stesso da questo scranno non ho lesinato critiche ad
alcuni atteggiamenti che il Presidente ha mosso. Questo non
CLEMENTE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
significa che come dicevo prima tutte le cose fatte sono delle cose
ritirarlo.
fatte alla luce del sole, delle cose e delle ombre vi sono e
sbaglierei intervento se dicessi tutte le cose intelligenti e utili
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
e ce ne sono tante che ha proposto il Governo e tutte le cose
Si passa all'emendamento 12.3, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
intelligenti e utili e ce ne sono tante che ha posto l'Assemblea.
altri.
Mi sento di parlare da una forza politica di maggioranza che
rispetta questo Governo e questa maggioranza con assoluta libertà
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
dando un avviso al Governo e dando un avviso al PD ed è un avviso
ritirarlo.
di pericolo. Voglio essere chiaro, i colleghi lo sanno come sta la
vicenda dei 500 milioni di euro, erano soldi che avevamo trovato,
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
che poi si sono persi, che poi sono stati trovati, che poi sono
Si passa all'emendamento 12.15, a firma degli onorevoli
stati trovati per davvero, che poi in corso d'opera abbiamo visto
Cancelleri ed altri. Non essendoci la copertura finanziaria, lo
essere pezzo di carta e poi ancora oggi usciamo con un documento su
dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
una mediazione romana che il Governo della Regione e il PD deve
Si passa all'emendamento 12.13, a firma degli onorevoli Falcone ed
fare. Ora, con assoluta franchezza, il PD deve tenere la barra
altri. Comunico che è stato presentato il subemendamento 12.13.1,
dritta e quando 500 milioni di euro non si sono trovati non si sono
sempre a firma dell'onorevole Falcone.
trovati anteponendo gli interessi dei siciliani e del Governo
stesso a problemi di quel partito.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
E' inutile che non ce le diciamo le cose. Dirle significa fare il
proprio dovere e dirle agli alleati significa cercare con gli
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
alleati di condividere un percorso.
Se il PD lo avesse fatto, se non avesse anteposto agli interessi
FALCONE. Signor Presidente, ribadisco quello che ho detto
del Governo questi problemi oggi saremmo tutti più forti, lo dico
poc'anzi. Noi dobbiamo evitare di depauperare il bilancio regionale
con franchezza, lo dico senza infingimenti e lo dico con assoluta
e dobbiamo utilizzare fondi invece extra-regionali come i fondi
lealtà. Le beghe interne che vi sono state e le abbiamo verificate
PAC.
in quest'Aula come diceva poco fa l'onorevole Cordaro, che fa male
Se l'Assessore vuole possiamo incrementare lo stanziamento da 500
ad accusare l'UDC di non avere votato col Governo, avrebbe dovuto
mila euro ad 1 milione di euro, anche a 2 milioni, però con i
dire che il Governo ogni tanto ha chiesto all'opposizione il voto
fondi PAC. Non tocchiamo il bilancio regionale, per cui la
segreto per avere voti dell'opposizione.
richiesta che facciamo - e per cui chiedo anche su questo il voto
Questo la dice lunga sulla lealtà e su come alcune cose vanno
segreto -, è di votare la soppressione dei 200 mila euro relativi
riscontrate. Ecco dico al PD il PD deve pensare a risolvere i
al bilancio regionale.
propri problemi interni all'interno del Gruppo parlamentare e non
scaricarli sull'Aula. All'Assessore Baccei e al Governo dico che
TURANO. Chiedo di parlare.
bisogna avere un po' più di coraggio, un po' più di innovazione, un
po' più di caparbietà.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Perché ci sono qui dentro uomini liberi e forze politiche che sono
pronti a fare le grandi battaglie che devono essere fatte. Ma la
TURANO. Signor Presidente, onorevole colleghi, signori Assessori,
politica degli annunci è diventata nemica della politica in
a me sembra, lo dico con franchezza, che il ragionamento
generale. La politica degli annunci che è quella di dire che faremo
dell'onorevole Falcone non sia sbagliato.
delle cose si trasforma in un atto di sfiducia. Perché non sono
Avere aggiunto, in Commissione Bilancio, 200 mila euro dal
contento di avere scritto per legge che entro 30 giorni va fatta la
bilancio regionale per incrementare
riforma della forestale, entro 60 giorni la riforma dei consorzi di
Io sono fortemente convinto della validità del Fondo e vado oltre.
bonifica, entro 30 giorni la riforma di Riscossione Sicilia. O
Poiché parliamo di un argomento veramente serio, credo che ci debba
ancora perché non abbiamo fatto la riforma delle province. Queste
essere da parte dell'Assessore regionale, che ha una visione
sono cose che vanno fatte. Non vanno più dette e non vanno
completa ed esaustiva di tutta la Sicilia, il massimo della libertà
annunciate. Perché ogni qual volta le annunciamo diciamo che
e della discrezionalità nella valutazione degli affidamenti
trasformiamo la speranza della riforma in disillusione. E penso,
dell'incarico e del luogo dove intervenire.
Assessore Baccei, che il nostro voto favorevole su questa legge
Tuttavia, i 200 mila euro in più non spostano, non significano
finanziaria vuole riconoscere l'importante azione che lei ha
qualcosa che possa essere davvero risolutiva. Se serve aumentare il
portato avanti. E quando parlo di lei, parlo dell'intero Governo,
Fondo con una copertura come data per i primi 500 mila euro che è
anche del Presidente. Pur tuttavia, credo, che le cose vadano
la delibera CIPE, a me sembra giusto e corretto. Se serve, invece,
dette. C'è una macchina da mettere ancora a punto.
aumentarlo con i fondi regionale, seppur esigui, perché poi non
E i prossimi mesi saranno mesi decisivi perché con la
significano niente, a me sembra onestamente una forzatura.
responsabilità del Governo della Regione e con la responsabilità
Se l'Assessore mi spiega qual è la ragione per cui si interviene
del buon senso degli alleati, quando parlo di alleati immagino
sono pronto, chiaramente, a rivedere la mia posizione ma, così come
sulle riforme non mi lascerò trascinare nella discussione su quello
è scritto nel testo, per me non è di facile comprensione.
o questo emendamento cambia poco, ma con la lealtà che deve
distinguere il Governo e la sua maggioranza e la coalizione, alla
CROCE, assessore per il territorio e ambiente. Chiedo di parlare.
quale hanno diritto di essere iscritti tutti in egual modo. Noi
vogliamo realizzare queste cose. I prossimi mesi saranno decisivi
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
per riscontrare carte alla mano quando facciamo queste riforme per
davvero. E quando le faremo per davvero, sono certo che noi
CROCE, assessore per il territorio e ambiente. Onorevole Turano,
dell'UDC saremo qua tutti compatti a sostenere il Governo.
la motivazione è di mettere una quota minima sul bilancio regionale
Non credo di chiedere tanto. Chiedo soltanto di essere puntuale e
perché, come lei ha visto, la copertura di 500 mila euro è sul PAC
rigoroso negli impegni che assumo, con le forze politiche che
terza fase 2014-2020 ed i fondi non sono immediatamente spendibili,
governano la Regione e come siciliano.
per cui si è inserita una quota minima sul bilancio regionale di
Il voto dell'UDC è favorevole a questa manovra perché è una
200 mila euro per attivare il Fondo di rotazione immediatamente
manovra che qualifica l'azione di riforma che in Sicilia si vuole
dopo l'approvazione della legge finanziaria, senza perdere
fare. E questo sforzo di riforma appartiene tanto al Governo quanto
ulteriore tempo in virtù del fatto che abbiamo una grande necessità
all'Aula. Ma aspettiamo con piacere di portare a casa le cose che
di incominciare ad attivare una progettazione che ci permetta di
servono e i prossimi quattro mesi saranno decisivi.
avere i finanziamenti statali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Pongo il votazione il subemendamento 12.13.1. Il
parere del Governo?
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
intervengo quasi alla fine. La panoramica è chiara. Una cosa su cui
CROCE, assessore per il territorio e ambiente. Contrario.
vorrei fare una riflessione: questo è il Governo delle more . Ma
non le more quelle dei cespugli. Nelle more di fare la riforma dei
FALCONE. Chiedo di parlare per un fatto procedurale.
forestali, nelle more di Riscossione Sicilia, dei Consorzi di
bonifica, delle IPAB, dei decreti di integrazione. Eppure siamo già
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
a tre anni e mi pare che il bambino invece di imparare a camminare
ancora, a mala pena, gattona.
FALCONE. Signor Presidente, ritengo che il parere debba
Sorrido, ma c'è poco da sorridere. Perché fuori da questa stanza,
esprimerlo l'Assessore per l'economia.
da questa grande Aula, c'è tutto un mondo che gira, e una Sicilia
che ci chiedeva risposte e che non ci sono all'interno di questa
PRESIDENTE. Ho capito, l'Assessore al territorio giustamente cerca
finanziaria.
di portare somme al proprio Assessorato. Ho capito. Però, siccome
Parliamoci chiaro, i colleghi lo hanno ampiamente detto. Questi
la voce è unica, mi parla un Assessore e, per me, il parere lo
famosi 500 milioni nostri che ci spettano, che andate a lesinare
esprime il Governo.
con la condizionale se faremo questo, se faremo quell'altro ,
Il parere del Governo?
forse ci daranno quello che ci spetta. E questo è un punto di non
ritorno. Un punto di non ritorno perché non avere preteso, non
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
avere contrattato, al momento debito e approvare questa legge ci
porterà a una situazione, ad una trappola.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
Una trappola da cui difficilmente si riuscirà ad uscire e si
tornerà indietro. Nei primi giorni della discussione di questo
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
disegno di legge, che non riteniamo essere una volontà né del
Contrario.
Governo né tanto meno di Crocetta, che si è visto bocciare la
maggior parte dei provvedimenti che ha portato in Aula - e per
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
questo noi riconduciamo questo disegno di legge al PD, il PD che,
in completa sintonia col PD di Roma, ci tiene legati al cappio,
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
perché è questa l'amara verità - abbiamo con grande senso di
responsabilità - forse lei un po' ieri, con quell'espressione con
cui ha detto che parecchi deputati fra noi non siamo colpevoli, non
siamo responsabili del passato ma siamo chiamati a rispondere del
presente ed a trovare soluzioni - cercato di contribuire
consapevolmente a questo disegno di legge, pretendendo
l'applicazione di quanto è previsto in materia di scelta dei
revisori dei conti anche nel resto d'Italia e, quindi, provvedere
al sorteggio degli stessi; abbiamo voluto fortemente - era stato
anche chiesto nelle altre finanziarie - che ci fosse una differenza
di trattamento nei comuni virtuosi che già lavorano bene e si
dirigono ad avere ottimi risultati in termini di raccolta
differenziata, quindi l'ECOTASSA, un'Ecotassa, ricordiamocelo,
vincolata agli scopi di bonifica e salvaguardia del territorio e
promozione e sostegno dei comuni virtuosi per implementare
ulteriormente la raccolta differenziata; abbiamo voluto ed ottenuto
che ci fossero dei sistemi di erogazione dei carburanti che
evitassero le truffe che, ogni tanto, campeggiano e vengono
scoperte e poi ci ritroviamo sulle pagine dei giornali
sull'erogazione dei carburanti; abbiamo dato sostegno all'ARPA,
abbiamo voluto ed ottenuto risorse sui PAC per i comuni virtuosi
che già lavorano per la raccolta differenziata.
Ma c'è rimasto l'amaro in bocca per tante cose che, nel fuoco
incrociato di quest'Aula litigiosa, un fuoco incrociato a volte,
cosa ancora più grave, all'interno del partito di maggioranza,
hanno visto affossare delle norme che si potevano attuare per dare
un segnale di giustizia, come quello dell'ulteriore taglio ai
dirigenti della sanità.
Nel fuoco incrociato, nei mal di pancia provocati da questo
polpettone indigesto c'è andata di mezzo, per l'ennesima volta, la
Sicilia.
Un'altra sconfitta per quest'Aula ed in più vogliamo aggiungere
una nota sui 120 e passa milioni di euro del mutuo, erosi dal fondo
della sanità. Ce la dice lunga anche per questo l'amarezza, perché
mentre si continua a tagliere sui servizi, mentre si tagliano i
punti nascita, mentre si rifila e si ritaglia sulle spalle dei
cittadini e non si potenziano i pronto soccorsi, dove oggi per i
codici gialli abbiamo attese di circa dieci ore, mentre si rifila
sui servizi ai cittadini, specialmente quelli che non vivono nelle
grandi città, noi cosa facciamo? Andiamo a togliere 120 milioni e
più alla sanità siciliana mentre, nel frattempo, si fa campagna
elettorale parlando di stabilizzazioni ed assunzioni. Vedremo come
le farete.
Noi a questo disegno di legge abbiamo contribuito con senso di
responsabilità ma non siamo per niente soddisfatti, questo è
chiaro.
Questo è chiaro perché, nonostante l'abrogazione della tabella H,
non siamo riusciti a dare risposta a quegli enti di ricerca che
sono stati strumentalmente relegati a quello strumento capestro e
su cui oggi dovrete trovare delle soluzioni ma, diciamo con un
mezzo sorriso, siamo riusciti ad eliminare quella sacca, quel cono
d'ombra che ancora si gettava su queste risorse, mentre l'Aula
continuava a discutere, a litigare, i mal di pancia ancora
presenti.
Le sedute, sì sono state tenute di giorno - finalmente, direi,
dopo tre anni ci siamo riusciti, anche dopo essere stati derisi
attraverso le immagini dei deputati che di notte, giustamente come
essere umani, crollano alle tre, quattro di notte - questa volta ce
l'abbiamo fatta.
La stessa cosa non possiamo dire della Commissione bilancio che,
alla fine, si è arresa ed ha capitolato anch'essa alle riunioni
fatte nella stanza accanto, anch'essa alle riunioni notturne e poi,
finita con le crisi di nervi e le aggressioni verbali e anche
fisiche dell'ultima sera.
Per quanto ci riguarda siamo qui presenti come lo siamo stati fin
dal primo giorno, voteremo no a questa legge di stabilità, ci
aspettiamo una riforma più grande quella che verrà, poi, con le
elezioni.
Il Presidente, lo invitiamo a riflettere su quello che è successo
in questi giorni, su quante volte la maggioranza è andata sotto,
specialmente sotto i colpi del fuoco amico e, quindi, ribadiamo il
nostro no , con i Siciliani ce la vedremo fuori da questa Aula,
attraverso il rapporto che abbiamo con loro, con le Piazze, con gli
incontri, quelli leali dove si raccolgono davvero le istanze dei
cittadini che, purtroppo, non siamo riusciti, fino in fondo, a fare
entrare in questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo.
Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
ovviamente, l'intervento dell'onorevole Turano mi ha portato, un
attimo, a stravolgere, quanto meno l'inizio del mio intervento.
Io vorrei ricordare all'onorevole Turano, sono un Deputato a prima
legislatura, però, anche io sono una Siciliana e sono nata e
cresciuta in questa Terra e, forse, l'onorevole Turano dimentica
che la crisi finanziaria in cui versa, oggi, questa Regione, è
frutto di un periodo di cui, sicuramente, non era il PD al Governo
di questa Regione, ma era, guarda caso, il Partito di cui lei è
rappresentante, quindi, onorevole Turano, prima di fare accuse
prive del tutto di fondamento, la invito a riflettere su quello che
dice.
Dopo di che, lei ironizzava sul Gruppo parlamentare che ho l'onore
di presidere, vede onorevole Turano, il gruppo parlamentare del PD
è un gruppo numeroso, è un gruppo numeroso perché rispecchia un
grande partito e, quindi, la invito a non riversare sul mio gruppo
parlamentare i problemi e le incomprensioni che lei può avere
all'interno del suo gruppo parlamentare o del suo intergruppo.
Il gruppo parlamentare è un gruppo del PD, è un gruppo numeroso,
ci si confronta e ci si scontra anche ma, oggi, il gruppo del PD è
tutto presente in Aula e tutto voterà questa finanziaria, quindi,
rispedisco al mittente queste sue provocazioni e le ricordo che lei
fa parte di questa maggioranza che lei appoggia questo Governo e ha
la rappresentanza in Giunta.
Detto ciò, ritorno al tema dell'intervento che è la
finanziaria,una finanziaria, onorevoli io ho aspettato con grande
rispetto e silenzio tutti i vostri interventi, quella che, oggi, ci
apprestiamo a votare è una buona finanziaria ed è una buona
finanziaria perché forse nessuno ci ha riflettuto, io in realtà
c'ho riflettuto solo ieri sera uscendo dal Palazzo, da quando sono
Deputato è la prima finanziaria dove non abbiamo avuto gli
asserragliamenti fuori dal Palazzo.
Io ricordo la prima finanziaria dove avevamo le piazze sia da un
lato che dall'altro del Palazzo assolutamente gremite.
Questo qualcosa vorrà pur dire.
Quest'anno portiamo a termine l'obiettivo del miliardo di
contenimento della spesa e dei due miliari di maggiore entrate.
Questa finanziaria pone le basi di una prossima finanziaria che
abbia delle risorse specifiche al suo interno da dedicare allo
sviluppo.
Con questa legge di stabilità ricordiamolo non sono più utilizzati
per spesa corrente i fondi destinati allo sviluppo e se noi
consideriamo da dove viene questo bilancio credo che questo sia un
grandissimo risultato, azioni di sviluppo che devono tenere conto,
ovviamente, di tutti i fondi extra-regionali e di fondi nazionali
messi a disposizione dei Ministeri.
Con questa finanziaria noi abbiamo dato risposte certe e sicure a
tanti comparti, abbiamo dato risposte ai forestali approvando una
norma che apre la strada alla prima vera riforma del settore che
tutela il patrimonio boschivo e naturalistico dell'Isola attraverso
la valorizzazione produttiva dei boschi, la gestione delle riserve
e dei siti a finalità turistica-ambientali, mettendo al centro le
attività dei lavoratori che, finalmente, potranno essere
utilizzati a pieno ed al meglio.
Sui consorzi di bonifica abbiamo riconosciuto la loro importanza
per il nostro territorio, per gli agricoltori, puntando ad una
riforma che arriverà in tempi brevi e che risponderà ai criteri
nazionali di amministrazione contabile e che, soprattutto, porrà
fine agli sprechi del passato.
Abbiamo approvato le norme che iniziano un percorso importante di
valorizzazione del demanio marittimo e, quindi, delle nostre coste.
Abbiamo garantito precari e salvaguardato i comuni. Abbiamo creato
opportunità con i cantieri di servizio e con i cantieri di lavoro
per non dimenticare il fondo dei venti milioni alla Crias ed
all'Ircac per dare sostegno alle imprese. Sono stati mantenuti i
fondi per le associazioni anti racket e per le associazioni
antimafia.
E' stato definitivamente cancellato l'equivoco, io direi, sul
rifinanziamento delle leggi di spesa ancora oggi impropriamente
chiamata Tabella H.
E vorrei ricordare a quest'Aula che il Governo aveva presentato un
emendamento con il quale sposava quello che era l'emendamento che
portava me, come prima firmataria, dei bandi sulle macro aree.
I tempi sono cambiati, lo abbiamo capito noi deputati di prima
legislatura dal primo momento che abbiamo varcato la Sala d'Ercole,
ma l'ha capito anche quest'Aula con il voto di ieri sull'idea dei
bandi per i finanziamenti delle associazioni.
Abbiamo continuato con questa finanziaria l'azione di
razionalizzazione della spesa e messa in sicurezza dei conti in un
rapporto di reciproco rispetto tra lo Stato e la Regione; ed in
questo quadro si inserisce e si definisce l'aver caricato sul fondo
sanitario il mutuo sanità, tenendo conto che mentre fino ad ora i
famosi, vituperati 327 milioni di capitale di interesse erano a
totale carico del bilancio della Regione e, quindi, dei siciliani,
adesso poiché lo Stato contribuisce per oltre il 50 per cento al
fondo sanitario regionale, è evidente come per la prima volta la
rata di mutuo sarà pagata per metà dallo Stato.
In ogni caso, fermo restando che si garantiscono i LEA e tutti i
servizi nonché le assunzioni imminenti degli operatori siciliani,
ricordo a quest'Aula che il comma 7 dell'articolo 5, garantisce il
ripristino del fondo nella lontana, lontanissima ipotesi che
dovesse registrarsi una perdita in sanità.
Quindi, cari colleghi, serietà e rigore; serietà e rigore
accompagnati da una qualità dei servizi sanitari di livello
nazionale.
Inoltre, non dimentichiamo i risparmi certi della centrale unica
di committenza che vanno verso questa direzione essendo risparmi
che verranno reinvestiti in sanità.
Quindi, mi permetto di dire anzi di gridare Basta Basta . La
smettano i gufi di piangere lacrime false, perché l'azione
dell'Assessore per la salute, l'onorevole Baldo Gucciardi, ha il
riconoscimento generale. Non è più possibile queste lacrime
inutili
Con questa finanziaria abbiamo anche dimostrato che la Sicilia
rispetta i patti.
Assessore Baccei, lei ha svolto un ottimo lavoro e personalmente
le riconosco una grande capacità di sintesi e soprattutto un'enorme
dose di pazienza.
Adesso, però, mi dispiace, tocca di nuovo a lei. Noi abbiamo
rispettato i patti, noi tutti in quest'Aula abbiamo dimostrato
serietà e collaborazione e per questo ringrazio i colleghi del mio
Gruppo parlamentare, i colleghi della maggioranza ed anche una
opposizione che si è dimostrata responsabile e collaborativi,
contribuendo a migliorare questa finanziaria.
Presidente Ardizzone, prima di chiudere, le chiedo di accelerare
l'iter per le norme stralciate comprese quelle sulle start-up e
quelle del diritto allo studio che sono battaglie su cui ci siamo
impegnati e che vogliamo portare al termine. Ed al Presidente
Crocetta chiedo di attenzionare il trasporto degli alunni delle
scuole superiori.
Chiudo come ho iniziato: questa è una buona finanziaria che avrà
ed ha il sostegno di tutto il Gruppo parlamentare del PD.
PRESIDENTE. Prima dell'intervento del Presidente Crocetta, ha
chiesto di intervenire il presidente della Commissione, onorevole
Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori
CROCETTA, presidente della Regione. Non tirare scherzi, Vinciullo
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Vinciullo non fa scherzi, rappresenterà il parere della
Commissione, così come lo abbiamo espresso, con grande oggettività
alle volte anche dimostrando di non condividere le manovre del
Governo.
E' arrivata una manovra finanziaria in Commissione Bilancio e noi
abbiamo lavorato per giorni, anche durante le ore notturne per
cercare di migliorare il testo e per venire incontro a quelle che
ci sembravano essere le esigenze dei cittadini.
La volta scorsa ho detto, concludendo, che abbiamo anche potuto
commettere errori perché quando si lavora si commettono errori,
solo chi non fa nulla non commette errori; Montanelli diceva una
cosa bellissima: solo gli idioti e Dio sono convinti di avere
sempre ragione .
Noi su alcune cose abbiamo potuto anche fare interventi che
potevano andare al di là di quelle che erano le nostre
prerogative, lo abbiamo fatto nell'interesse della Sicilia e lo
abbiamo fatto nell'interesse di migliorare questa norma.
Questa norma, sostanzialmente, così come è uscita dalla
Commissione Bilancio, migliorata - mi sia consentito dire,
Presidente Crocetta - rispetto al testo che era arrivato da parte
del Governo, ha sicuramente contribuito a rendere più interessante
il dialogo che c'è stato fra i vari partiti.
A tutti i rappresentanti dei partiti, Presidenti di Commissione,
va il mio ringraziamento in nome anche dall'ufficio di Presidenza
della Commissione, proprio perché abbiamo apprezzato il lavoro di
tutti, però su alcune cose, Presidente, mi permetto di ritornare
ancora un istante.
Abbiamo approvato all'articolo 6 il co-finanziamento programmi
comunitari che stanzia 173 milioni di euro per gli esercizi
finanziari 2016 e 25 per il 2017 e 60 milioni di euro per i
forestali. Ma rimane il grande cruccio, così come sostenuto
dall'onorevole Panepinto, dall'onorevole Di Giacinto, da tutti i
componenti della Commissione, che non siamo riusciti ad inserire
l'emendamento che riguardava le start up; perché Presidente
Ardizzone e Presidente Crocetta, in quell'emendamento vi sono tre
commi di particolare importanza e di particolare rilevanza dal
punto di vista economico che consentiranno ai comuni siciliani di
non perdere finanziamenti per 100 milioni di euro e di poter
completare le opere che hanno iniziato, soprattutto quelli
superiori a 5 milioni di euro e perché mettono, coloro i quali
hanno ricevuto finanziamenti europei e non sono stati nelle
condizioni di concludere queste opere, di poterle completare con
proprie risorse senza perdere il finanziamento europeo, altrimenti,
il rischio concreto, certo, Presidente, è quello di dover
restituire le somme che hanno ricevuto, di non poter completare i
lavori con un danno irreversibile che porterà sul lastrico
migliaia di piccoli imprenditori siciliani che hanno chiesto questo
intervento da parte della Comunità europea e che adesso, più che un
intervento a loro favore, diventa un intervento che porterà alla
loro distruzione.
Abbiamo apprezzato con l'assessore Baccei e con l'assessore
Gucciardi l'articolo 7.
Su questo articolo 7 tante leggende metropolitane sono state
diffuse. Non è vero che bloccherà le assunzioni nella sanità Non
c'entra nulla questo articolo 7 con il blocco delle assunzioni
nella sanità
Continueremo sulla strada iniziata per fare le assunzioni nella
sanità, perché ricordo a tutti che le risorse per fare queste
assunzioni già ci sono perché di questi 5 mila posti attualmente
vuoti 4.700 vengono attualmente ricoperti da incarichi dati a
precari, alcuni dei quali hanno più di 5 anni ormai di precariato
alle spalle, molti più di 36 mesi ed è chiaro che questo taglio non
influirà assolutamente sulla loro stabilizzazione. Sono impegni che
sono stati presi in questo Parlamento, sono impegni che possono
essere facilmente verificati.
Perché cosa succede, per essere chiaro? Fino ad oggi questo debito
lo paga solo ed esclusivamente alla Sicilia, grazie all'intuizione
dell'assessore Baccei, ripeto che ringrazio, questo debito andrà
a far parte delle risorse del Servizio sanitario nazionale, che
sono così fatti: 49 a carico della Regione Sicilia, 51 a carico
dello Stato.
Significa, dunque, che questo debito, contratto nel 2007, prima
che la maggior parte di noi entrasse a fare il deputato, fino ad
oggi è pagato interamente dalla Regione, domani verrà pagato dalla
Regione solo al 49 per cento.
Questo è un danno che abbiamo fatto ai siciliani, è un danno che
abbiamo fatto alla Sicilia, è un danno che abbiamo fatto alla
sanità pubblica della Sicilia - non credo che sia assolutamente
così.
Sarebbe opportuno che ognuno di noi si documentasse e nel dire le
cose le dicesse nel rispetto della verità.
L'articolo 8 riguarda disposizioni in materia di autonomie locali.
Abbiamo incontrato più volte i sindaci, abbiamo parlato, abbiamo
discusso, abbiamo individuato delle soluzioni che non accontentano
i sindaci ma è tutto ciò che abbiamo, più di questo non abbiamo.
Abbiamo potuto raschiare il fondo fino alla fine ma tutto quello
che potevamo prendere lo abbiamo preso.
Oltre a questi 340 milioni di euro, già precedentemente assegnati,
ne sono stati assegnati altri 50 che sono pronto cassa, pronta
disponibilità, sono risorse vere, immediate che possono venire
incontro ai comuni.
Abbiamo assegnato ulteriori 10 milioni di euro.
Sono state previste in più tutte le proroghe per quei comuni che
sono in dissesto e che si trovano in grosse difficoltà per quanto
riguarda la stabilizzazione dei lavoratori.
A questi lavoratori abbiamo cercato di dare il massimo della
garanzia ed il massimo sostegno.
E' chiaro, rimane fuori Milo, rimane fuori qualche altra categoria
di lavoratori precari ma abbiamo detto - e su questo abbiamo la
parola del Presidente dell'Assemblea - che subito passeremo ad
approvare e discutere tutti gli emendamenti e gli articoli che sono
stati stralciati.
Ci sono altre norme importanti come quella sui revisori dei conti
che saranno finalmente estratti a sorteggio e non più nominati dai
partiti, dai consiglieri comunali - e questo mi pare essere una
cosa giusta e importante.
Ci siamo fermati, in modo particolare, sulla proposta di istituire
i cantieri di lavoro.
Voglio rivendicare il fatto che è stata la Commissione Bilancio ,
nella sua interezza, perché l'emendamento è firmato da tutti i
componenti della Commissione Bilancio che ha voluto fortemente
questi cantieri di lavoro.
Questi cantieri di lavoro, pari a cento milioni di euro, vogliono
dire mille cantieri di lavoro dove in ciascuno lavoreranno più di
venti persone, ciò significa che ventimila persone potranno essere
destinate a lavorare, da qui a qualche mese, non appena avremo la
delibera CIPE su questo argomento.
Ciò rappresenta una cosa importante su cui la Commissione ha
lavorato, su un testo predisposto dall'onorevole Di Giacinto e poi
firmato da tutti noi proprio perché ci tenevamo a dare la certezza
ai soggetti fragili di potere avere un'occupazione, di potere avere
un reddito frutto del proprio lavoro e non un reddito frutto del
fatto di non far nulla. E' importante La dignità del lavoro, la
dignità di coloro i quali ricevono un compenso per il lavoro fatto.
Abbiamo affrontato velocemente l'emergenza dei PIP di Palermo,
abbiamo con attenzione discusso l'articolo 22 e 23.
Ha fatto bene, Presidente - mi accingo a concludere - a
salvaguardare quelle fasce fragili di non udenti, sordi, così come
è importante il contributo che è stato dato alle scuole pubbliche
non statali.
Ci tengo a chiarirlo perché ogni volta, erroneamente, si parla di
scuole cattoliche. Sono scuole pubbliche non statali - per
chiarezza.
Contributi a scuole private e a scuole cattoliche o di altro rito
non siamo in grado di darne. Possiamo dare e vogliamo dare
contributi solo alle scuole pubbliche non statali.
Ci siamo, inoltre, occupati dei liberi consorzi, 9 milioni sono
stati aggiunti ai 19,150 più altri 30. Anche qui c'è bisogno di
fare presto, Presidente Crocetta, dobbiamo necessariamente arrivare
ad una soluzione.
Mi soffermo e non vado oltre...
(Brusio in Aula)
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Scusate, ma il Presidente della Commissione non ha la possibilità
di parlare? Mi avete messo il bavaglio?
Abbiamo quindi dato una copertura minima per le province. Dobbiamo
fare presto per portare la legge in Aula perché è stato ricordato
il dramma che vivono i ragazzi e le ragazze diversamente abili,
oltre che i dipendenti delle province.
Abbiamo, con la dovuta attenzione, esaminato la vicenda legata al
Consorzio di bonifica e, signor Presidente, le chiedo di portare in
Aula la discussione dell'articolo che dà la possibilità ai Consorzi
di bonifica di avere ulteriori finanziamenti per 6 milioni.
Abbiamo superato, positivamente, la vicenda di Riscossione
Sicilia.
Abbiamo esaminato con la dovuta attenzione la problematiche legate
al demanio, credo che abbiamo dato la giusta risposta ai parcheggi
interscambio, che anche lì stiamo parlando di 102 milioni di euro,
non di una lira, di 102 milioni di euro
Abbiamo inserito le risorse per il trasporto delle Isole minori e
il trasporto ferroviario.
La giusta attenzione hanno avuto le terme di Sciacca e di
Acireale.
Poi, volevo soffermarmi su un'altra vicenda che la Commissione
Bilancio ha voluto affrontare sempre con emendamento della
Commissione a firma dell'onorevole Di Giacinto: i Fondi Unico per
l'IRCAC e la Fondazione di rotazione della CRIAS per 10 milioni
ciascuno.
Abbiamo, signor Presidente, lavorato con la dovuta attenzione,
pensiamo di aver dato le giuste risposte, anche se tante altre
bisogna darne. Per questo motivo, la Commissione, a maggioranza,
evidentemente, è dell'avviso che la manovra finanziaria così come è
stata deliberata dall'Assemblea, vada approvata.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io credo che questa finanziaria non dovrebbe avere
nessuno voto contrario; dovrebbe avere, semmai, astensioni nel
legittimo ruolo che si ha tra maggioranza ed opposizioni, perché
non c'è forza politica che non ha contribuito sia nel lavoro in
Commissione, sia nel lavoro parlamentare, ad esprimere contenuti e
valori che nel corso d'opera hanno contribuito al miglioramento di
una buona finanziaria già presentata dal Governo.
Io ritengo che non c'è gruppo politico a cui noi non abbiamo
aperto un'interlocuzione e io ringrazio molto quei parlamentari che
hanno apprezzato anche il lavoro di mediazione che il Governo, e
anche personale dell'Assessore, ha svolto, con incontri che non è
stato basato sullo scambio di favori.
Si chiude definitivamente la vicenda in modo epocale, definitivo,
già è una decisione che avevamo assunto nel 2014, dove la tabella H
allora aveva 100 destinatari, otre 100 destinatari e costava 60
milioni di euro, per ridursi veramente agli enti che ne hanno
ragione, alle associazioni che lavorano attraverso bandi e, quindi,
privilegiando anche lì la meritocrazia e le spese.
E in questo voglio ringraziare anche il ruolo che ha avuto il
Presidente Ardizzone che, in qualche modo, ha posto anche dei
paletti che sono stati utili a portare, poi c'è andato anche di
mezzo qualche morto, qualche ferito. Ma voglio dire, possiamo
considerare per esempio tabella H, i Whitaker la cui convenzione
venne firmata dal Presidente Piersanti Mattarella? Che è uno degli
orgogli della Sicilia, o i Corfilac? Sicuramente no Solo che
quando non si vogliono fare le mediazioni politiche allora,
purtroppo, bisogna scegliere, fare decisioni dolorose che a volte
finiscono anche per penalizzare alcune cose.
Sicuramente, abbiamo la possibilità nella prossima legge sullo
sviluppo di aggiustare anche alcune questioni, non in questo senso
perché lì ormai si va a bando, ma sicuramente su aspetti
importanti.
Mi riferisco, per esempio, ai consorzi universitari che hanno
grandi difficoltà. Non possiamo lasciare la questione dei consorzi
universitari e dei diversamente abili alla burocrazia regionale che
commissaria gli enti e gestisce il commissariamento degli enti. Lì
deve intervenire la politica che deve dare indirizzi precisi a
questi commissari. E, quindi, mi auguro che queste due vicende
vengano affrontate normativamente nella prossima legge sullo
sviluppo.
Ce lo chiedono anche alcuni commissari che ci chiedono anche di
intervenire per evitare tutta questa vicenda e, soprattutto, non
possono essere penalizzati i consorzi delle università delle
province minori, Siracusa, Ragusa, Trapani, Agrigento,
Caltanissetta, la stessa Enna, perché quando saltano quelle
Università saltano i poveri dal diritto allo studio che non hanno i
soldi per trasferirsi a Catania, a Palermo e a Messina.
Quindi, non sono interventi di capriccio, sono interventi a favore
dei poveri, delle famiglie bisognose perché il diritto allo studio
è un diritto costituzionale che noi dobbiamo proteggere e non può
andare questo nel gioco degli scontri politici o della competizione
politica.
Così le questioni che riguardano l'emergenza abitativa o i diritti
dei diversamente abili, non solo delle province, ma di un centro
unico in Italia che è quello dell'Oasi di Troina, tra altro di area
cattolica, per cui mi sarei aspettato anche dalle forze moderate un
sostegno maggiore.
Gli interventi alla scuola pubblica positivi. Ma io dico positivo
perché vanno in gran parte alla scuola cattolica.
Io, laico nella politica, cattolico nelle mie scelte private, però
dico che quella è una grande garanzia perché era una struttura
importante della vita sociale del Paese. Perché la religione è
parte importante della vita sociale di questo nostro Paese. Dove
la scuola privata spesso in Sicilia, contrariamente a quella
confessionale paradossalmente più affidata ai mestieranti, ai
nipotifici costruiti è spesso oggetto di gravi inchieste. Con
chiarezza abbiamo voluto premiare un settore che si rivolge ad una
offerta di qualità paradossalmente, perché noi non abbiamo la LUISS
qua, per essere chiari, nel privato abbiamo altre realtà, mentre le
scuole religiose garantiscono un livello di istruzione e di
solidarietà che spesso non garantiscono gli altri privati. Proprio
perché sono spirito laico mi posso permettere il lusso anche di
fare, di essere perfino, di apparire confessionale, proprio perché
ho questa laicità e capisco il senso con cui ha detto l'onorevole
Vinciullo perché dice da cattolico voglio ribadire il fatto che
non ho inteso privilegiare una confessione o un'altra ma ho inteso
fare una cosa .
Non chieda scusa, onorevole Vinciullo, quella scuola cattolica è
una scuola di eccellenza e di qualità e noi siamo orgogliosi di
poterla finanziare.
Ripeto, perché non bisognerebbe votare no? Perché per la prima
volta dopo tanti anni non utilizziamo più per coprire la spesa
corrente di questa Regione i fondi dello sviluppo.
Quest'anno, attraverso questa finanziaria, si avranno a
disposizione per gli investimenti in Sicilia 750 milioni di euro in
più, che non vengono pagati dal popolo siciliano, ma sono frutto
dei trasferimenti statali che, fino all'anno scorso, abbiamo dovuto
impegnare per coprire il deficit di bilancio.
E questi sono dati. Questa finanziaria, quindi, non vale solo
quello che abbiamo investito. Vale i 750 milioni in più di euro che
noi andiamo ad inserire nello sviluppo, perché li abbiamo
liberalizzati.
Vale i 2 miliardi e 400 milioni di accordo che stiamo chiudendo
con lo Stato per il patto per lo sviluppo.
Vale 1 miliardo e 400 milioni che non saranno più dati in questa
finanziaria e basta, saranno dati per sempre alla Sicilia, frutto
delle entrate della Regione siciliana, riformando l'accordo con lo
Stato, l'accordo storico, che era stato fatto nel 1946, sulle
entrate, con coraggio, rinegoziando il mutuo della sanità, che non
varrà più, dove noi saremo riproposti perché nell'accordo sul
miliardo e 400 milioni ci sono anche quei 650 milioni circa che
paghiamo per l'alta spesa sanitaria come Regione e, quindi, viene
riportata ai livelli delle altre Regioni.
Ci sono i soldi rubati attraverso Latina, il trasferimento della
sede di Latina. E ci sono tante altre cose che sono state
riconosciute.
E c'è la rinegoziazione dei crediti che noi abbiamo con lo Stato,
perché, parliamoci chiaro, l'accordo del 2014, lo posso dire in
siciliano? Mi perdonate? Non mi considererete anti-istituzionale
perché penso che il siciliano sia una lingua e persino, bellissima
e, persino, colta: A pigghiata era furzusa . Perché se noi non
avessimo fatto quell'accordo, nel 2014 avremmo avuto la Sicilia in
default. Nel 2015 saremmo stati commissariati. E ho sventato anche
una manovra che c'era sul commissariamento.
Capivo che quell'accordo andava fatto, ma vi assicuro che i soldi
ve li sto facendo restituire tutti e li dovranno restituire tutti
Perché hanno dovuto coprire, poi, non solo il 2014, il 2015, il
2016, 2018, attraverso questo accordo storico e anche la
rivisitazione.
Su questo, quindi, abbiamo garantito il rispetto dell'autonomia.
Vi ringrazio per il voto su Riscossione: avete garantito
l'autonomia della Regione siciliana. Mi rivolgo, pertanto, in
particolare, anche alle forze autonomiste che ci sono, anche al di
là delle sigle, in quest'Assemblea e che si riconoscono anche in
altri Gruppi parlamentari, ma dove c'è un'espressione che è venuta
anche dal voto.
Ci battiamo per l'autonomia. Io su Sicilia Riscossione, ve lo
dico, non ho posto l'Aula di fronte ad alcun ricatto, perché non
sono abituato a fare ricatti, ma sinceramente non so - oggi, lo
posso dire, perché si è votato con tranquillità - non so, oggi, se
ci fosse stato un voto negativo su Riscossione, se esisterebbe
ancora questo Governo e questo Parlamento. Perché sulle partite
importanti non si può cedere, perché queste riguardano la dignità
del popolo siciliano, il rispetto della Costituzione e dello
Statuto. E su questo non si cede
Riscossione Sicilia è andata male? Dobbiamo avere la forza di
farla andare bene. Lo dobbiamo fare con l'orgoglio siciliano. Non
abbiamo bisogno di proconsoli che vengano da altrove per regolare i
nostri conti, dobbiamo dimostrare di avere la capacità, la voglia e
la volontà di tagliare privilegi e di fare buona amministrazione,
che è quello che sta avvenendo in questi tre anni grazie anche al
vostro ruolo. Di tutti, anche di quelli che a volte si oppongono su
atti importanti, perché non li comprendono magari, o perché abbiamo
punti di vista diversi, perché questo fa parte della legittimità
della politica.
Ieri sera litigavo con l'onorevole Milazzo e questa mattina siamo
ritornati amici, perché non litigavo per un fatto personale, dicevo
come fai a sacrificare i consorzi o la questione delle case
popolari? e mi dice che non è d'accordo; oppure, ieri sera ce
l'avevo con l'onorevole Di Giacinto - frainteso - ed oggi non
credo.
Ed io vi ringrazio anche per il clima umano, e apprezzo le parole
dell'onorevole Cordaro quando dice che ha visto un Governo - non
voglio parlare di me, perché parlava anche specificamente di me -
che ha voluto aprire un nuovo stile di rapporti col Parlamento. Sì,
voglio aprire un nuovo stile di rapporti col Parlamento e credo che
su questo dobbiamo andare al di là delle logiche dell'appartenenza.
In questa fase finale della legislatura non ci possiamo permettere
i giochetti in cui diciamo che la riforma la facciamo nella
prossima finanziaria, perché le cose che riusciremo a fare oggi, al
di la del Governo che ci sarà - anche se io sono convinto che ci
sarà ancora questo Governo, però con questo non voglio innervosire
nessuno, ma mi consentirete anche un minimo di amor proprio,
saranno i siciliani a giudicare se si è fatto male o se si è fatto
bene, quindi l'ho detto come battuta e senza arroganza, perché
tutto mi appartiene fuorché l'arroganza - deciderà il nuovo
Governo, ma quel nuovo Governo erediterà o meno un nuovo sistema.
Riceverà un'informatica regionale che funziona, oppure
privatizzazioni che in Sicilia sono pericolose perché le
privatizzazioni di servizi pubblici essenziali in Sicilia non sono
come i bandi di gara che si fanno in Toscana o in Lombardia, lì c'è
la mafia in agguato. Oppure sulla riscossione, dobbiamo stare
attenti alle privatizzazioni che potrebbero essere oggetto di
aggressioni, perché capite bene che significa negoziare cartelle
miliardarie. 800 famiglie, 800 soggetti in Sicilia evadono 1
miliardo. Quindi, pensate a chi sono gli evasori, per cui mi fa
ridere anche quando si dice che l'onorevole Milazzo aveva 46 euro
di debiti con Riscossione Sicilia.
Oggi mi è arrivata la bolletta della Siciliana Gas e debbo pagare
220 euro; siccome a casa non ci sono, fra l'altro non capisco come
mi arriva tutto questo gas accantonato, visto che tutto l'inverno
non ho acceso mai i riscaldamenti, ma questo è un altro problema,
magari ce l'avrò scritto in cartella e sono evasore perché non ho
potuto avere la notifica.
E' chiaro che su questo mi sento di difendere la dignità del
Parlamento, però non mi sento di criminalizzare, come qualcuno mi
ha chiesto di fare, un Presidente, i due Presidenti che ha avuto
Riscossione Sicilia, che hanno fatto un buon lavoro. Poi ognuno può
sbagliare, può esternare, ma il lavoro l'hanno iniziato. Dobbiamo
avere capacità di dare maggiore slancio con un nuovo Consiglio di
Amministrazione, ancora più consono, magari che fa più nel
silenzio, però guardate, in quell'elenco ci sono finito pure io, ma
non appartengo per carattere né ai rancorosi, né a coloro che si
arrabbiamo se qualcuno dice qualcosa. Penso, come diceva Voltaire
la libertà di parola del tuo nemico la devi tutelare . Mai mi
sognerei di perseguire qualcuno per le opinioni esternate. Non
appartiene a me, né al mio carattere, né al mio stile. Io apprezzo,
qualche volta mi arrabbio, dovrei fare ottomila denunce per
diffamazione al giorno. Non le faccio perché ritengo che la
politica sia l'esercizio della dialettica e non quello delle
imboscate nei confronti degli altri.
Abbiamo dato ai Comuni - e non capisco perché si lamenta il
Presidente dell'ANCI, salvo per questioni elettoralistiche - la
possibilità di valorizzare il patrimonio che era di proprietà della
Regione e che trasferiamo ai Comuni per fare cassa. Se sanno
lavorare, quelle spiagge, quelle montagne, diventeranno fattori di
ricchezza. Chi è più bravo, lavora; chi è più bravo, incassa. I
Comuni non possono essere più enti di spesa, ma debbono essere
anche imprenditori. A Taormina una spiaggia vale soldi notevoli.
Allora possono essere entrate per i Comuni. San'Alessio, Cefalù,
tutta la Sicilia è in una fase del turismo che si incrementa del 25
per cento.
Prima il Presidente Ardizzone e poi io abbiamo ricevuto una
delegazione cinese pronti a inviare centinaia di migliaia di
turisti in Sicilia. Perché dicono che la Sicilia è bellissima.
Quindi non sarà bellissima onorevole Musumeci Ma è già
bellissima
Questa Regione ha delle potenzialità incredibili. Un PIL che
cresce, mettiamo a posto i conti. Cominciamo a valorizzare gli
elementi finali in questo scorcio finale di legislatura. La
riqualificazione dei trasferimenti. No ai Fondi PAC perché i Fondi
PAC servono a fare gli investimenti e non pagare mutui. Allora i
Fondi per gli investimenti praticamente sistematicamente violati e
finalizzati ad altro? E' questo che ci chiedeva il prode Orlando?
Di finalizzare i fondi per gli investimenti all'appagamento dei
muti e non agli investimenti? Perché quando un Comune accende un
mutuo non ci vuole la certificazione della Ragioneria generale che
dice che con le proprie risorse il Comune è in condizione di potere
fare quella esposizione?
Non può essere il gioco delle tre carte. Eppure anche lì siamo
intervenuti dando 60 milioni in più di euro che possono servire per
i mutui a quei Comuni che sono in difficoltà. Non misure
generalizzate a pioggia, ma fatte e mirate per evitare il default
di alcuni Comuni. E potere intervenire là nelle difficoltà e non
consentire, per esempio, che i Comuni che hanno risorse proprie -
Catania, Palermo - abbiano ad avere lo stesso trattamento di Comuni
che non sanno come pagare gli stipendi o come assicurare il
servizio dei rifiuti urbani.
Cominciamo a mettere criteri diversi. Forse dovremmo fare, fra le
riforme da fare, la riforma delle modalità in cui diamo i
trasferimenti agli enti locali, il cui parametro non può essere
solo la popolazione. Può essere l'indice di virtuosità, la capacità
di riscossione, una serie di premialità per chi agisce meglio.
Forse questa Sicilia la cambieremo molto.
E quando abbiamo approvato la norma sulla differenziata - e
ringrazio tutti in questa Aula, anche chi ha votato contro -
abbiamo detto al Comune fai la differenziata perché non puoi farla
pagare ai cittadini la tua inadempienza . Chi farà più
differenziata pagherà di meno nel conferimento di discarica,
pagherà una tassa minore, e chi invece non la fa, pagherà di più.
Ed è giusto che sia così, perché i cittadini siciliani non possono
pagare il più alto costo dei rifiuti sulla base delle inadempienze
dei comuni.
Allora, vi sembra niente quello che abbiamo approvato lì?
La destagionalizzazione delle strutture balneari come cambiamento?
Da quanti decenni ne parliamo?
Questa non è una finanziaria e basta, è una finanziaria di riforme
che sono state portate.
Misure per i poveri, cantieri di lavoro, attraverso il lavoro. Io
sono felice che la proposta del reddito di inclusione sia stata
modulata così in Commissione bilancio, perché se l'avessi proposta
io sarebbe stata l'ira di Dio, come quando ho fatto i cantieri di
servizio per dire che non facevano nulla, non servivano a niente,
era assistenza. Meno male, almeno stavolta siamo tutti d'accordo.
Capisco che c'è un ruolo delle parti per cui se propone il
Governo, il Governo propone sempre il male. Una volta che la
proposta viene dal Parlamento, è il bene ed io apprezzo questo bene
proprio perché lo condivido, non ho la capacità di non condividere
le cose perché vengono da altri. Anzi, quando le cose buone vengono
dagli altri mi piacciono.
Fondi di rotazione ai comuni, che si continuano a lamentare, con
10 milioni più 20 per la progettazione. E potrei continuare.
Noi dobbiamo andare veloci per le prossime riforme, perché io che
sono juventino - la casta è interista, il popolo è juventino -
quando la mia squadra fa gol e vince 1 a 0, voglio fare 2 a 0 e
quando fa 2 a 0 voglio fare 3 a 0 e così via, e finisce come la
partita di palla a canestro.
LENTINI. Lei deve tifare per il Palermo
CROCETTA. Presidente della Regione. Onorevole Lentini, le assicuro
che la Juventus è una grande squadra.
Credo che abbiamo riforme importanti da fare: la
sburocratizzazione, le norme stralciate, ed altro. Facciamo la
Conferenza dei capigruppo e facciamo un patto, che sia quello di
portare avanti un programma di riforme. Poi ognuno dentro quel
piano di riforme ci mette quello che ci vuole mettere, perché noi
non possiamo fare l'accordo del pensiero unico, sarebbe la fine
della democrazia.
Noi facciamo un patto per portare avanti le riforme, perché questo
lavoro non lo facciamo per noi, lo facciamo per la storia, per il
Popolo siciliano.
Io voglio ringraziare tutti quanti, anche quelli che mi hanno
detto qualche parolina in più. A parte che, essendo cristiano, non
conosco il sentimento dell'odio e del rancore, perché l'odio ed il
rancore fanno male a chi li esercita, non a chi li subisce. E
siccome io non mi voglio fare male e S. Agostino diceva la prima
caritas in civitatem va rivolta a se stessi, io non mi voglio fare
male odiando.
Quindi, con serenità, apprezzo i vostri toni, il lavoro di tutti i
gruppi parlamentari, dai Fratelli d'Italia al Movimento 5 Stelle,
perché spesso dico grillino e mi guardano male - anche perché a
me, fra l'altro, il grillo è simpatico, quindi non ve lo dico
negativamente; abbiamo fatto lo stesso twitter, ieri, a proposito
delle adozioni, delle stepchild, dell'utero in affitto.
Su questo, vi dico con sincerità: abbiate il coraggio di rompere
la ritualità della politica e dire in questa finanziaria ci ho
messo anch'io la faccia, ed invece di votare no, mi astengo perché
non faccio parte del Governo .
Questo sarebbe il segno di un Parlamento e di una politica in
Sicilia che è cresciuta veramente e che è avanti rispetto al quadro
nazionale.
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Legge di stabilità regionale' (nn. 1133-1155/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 12.13.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
legge
subemendamento 12.13.1.
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
2016.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
Legge di stabilità regionale.» (1133-1155/A)
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge « Disposizioni programmatiche e correttine per
(Si procede alla votazione)
l'anno 2016. Legge di stabilità regionale» (1133-1155/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
Risultato della votazione
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
(Si procede alla votazione)
Presenti 68
Dichiaro chiusa la votazione.
Votanti 68
Maggioranza 35
Risultato della votazione
Favorevoli 32
Contrari 35
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
Astenuti 1
nominale:
(Non è approvato)
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Si passa all'emendamento 12.4, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Favorevoli 48
Contrari 21
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
Astenuti 3
ritirarlo.
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.9, degli onorevoli Clemente ed altri.
E' da considerarsi il voto favorevole dell'onorevole Giuffrida.
Quindi i voti favorevoli sono 49.
CLEMENTE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
Onorevoli colleghi, abbiamo approvato il disegno di legge nn. 1133-
ritirarlo.
1155/A Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016.
Legge di stabilità regionale .
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Come prescritto dall'articolo 73 quinquies del Regolamento interno
Si passa all'emendamento 12.14, degli onorevoli Lombardo ed altri.
bisogna votare il Bilancio.
Previo parere obbligatorio della Commissione, togliamo obbligatorio
A seguito dell'approvazione del disegno di legge Finanziaria , la
e lasciamo previo parere, se c'è il parere è chiaro che, togliamo
Presidenza sospende la seduta per consentire alla Giunta di Governo
obbligatorio.
di approvare e presentare all'Assemblea la nota di variazione al
Bilancio di previsione ed alla Commissione Bilancio di esprimere il
GRECO Giovanni. Parere obbligatorio ma non vincolante.
parere sulla medesima nota.
Contemporaneamente, convoco la Conferenza dei Presidenti dei
PRESIDENTE. Quindi, previo parere bisognava scrivere, senza
Gruppi parlamentari per dobbiamo calendarizzare le norme stralcio.
obbligatorio.
Il parere del Governo?
(La seduta, sospesa alle ore 15.18, è ripresa alle ore 16.31)
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Invito gli Uffici a distribuire la Nota di variazione del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Da intendersi previo parere, togliamo obbligatorio va
bene?
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.5, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.10, degli onorevoli Clemente ed altri.
E' privo della copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 12.15, dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 12, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Zone a traffico limitato
1. Tutti i comuni che hanno istituito o che istituiscono zone a
traffico limitato, ZTL, sono obbligati, entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, ad approvare un
regolamento attuativo che preveda:
a) le tariffe per ottenere il permesso di accesso alle ZTL;
b) le riduzioni per i veicoli meno inquinanti;
c) l'accesso gratuito alle ZTL per le persone disabili, le cui
autovetture siano dotate di contrassegno speciale e per le vetture
a trazione elettrica;
d) le agevolazioni per i residenti all'interno del perimetro ZTL,
nonché le misure necessarie volte ad incentivare il trasporto
pubblico e la lotta all'inquinamento;
e) l'applicazione ai residenti di tariffe differenziate rispetto
a quelle applicate ai non residenti;
f) il regime delle sanzioni da applicare in base al Codice della
strada, nonché appositi strumenti di monitoraggio
sull'inquinamento.
Pregherei l'Aula di prestare attenzione. Questo è un articolo che
è stato esitato dalla IV Commissione - il Presidente è qua - e sono
stati inseriti tutta una serie di emendamenti. Io, per carità, dico
modestamente la mia: già ho perplessità su questo tipo di articolo
perché è una disciplina prevista dal codice della strada, e dove
noi invadiamo il campo che è riservato ai comuni, però se
l'articolo mantiene la fisionomia di carattere generale, ci
possiamo pure stare, cioè se noi riproponiamo il contenuto già
previsto dal codice della strada, però mi sembra, realisticamente,
che occorreva un maggiore approfondimento. Ho rispetto della IV
Commissione, però invito i firmatari a ritirare gli emendamenti
perché disciplinano in maniera troppo precisa quella che è una
competenza propria dei comuni e che deriva dal codice della strada.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
l'emendamento 14.7, che dà la possibilità ai residenti di ottenere
uno sconto sul pagamento della tassa, perché è vero che bisogna
rispettare l'autonomia dei comuni, e nell'emendamento non è citata
una cifra; quindi accettiamo che in zona ZTL si paghi.
Però, se considerate che nella città di Palermo la zona ZTL mette
insieme circa 250 mila abitanti e tutti sono costretti a pagare,
questa non è una libera scelta. Chi abita nella zona limitata non è
che può dire che non gli interessa, perché se ha la macchina e la
deve spostare, anche di poco, deve pagare, altrimenti prendono la
multa. Viceversa, chi non è residente può scegliere di andare in
centro in autobus, in tram. Chi abita invece dentro il perimetro
della zona ZTL, rispetto ai non residenti la cifra autonomamente
che sceglie il sindaco di mettere desidero che almeno il 50 per
cento di quella cifra per i residenti non sia valida, perché chi
abita dentro il perimetro non ha nessuna scelta, deve
obbligatoriamente fare il pass.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che si vuole
fare entrare secca una norma che forse nasce da problematiche
locali della città di Palermo e il collega Milazzo ha presentato il
suo bell'articolo. Però vorrei fare apprezzare all'Assemblea ed
anche alla Presidenza che alcune di queste lettere aggiuntive che
non stravolgono assolutamente il testo vanno ad aggiungere ed a
puntualizzare alcuni aspetti, ove, se possibile, l'Assemblea potrà
apprezzare che prevedere delle tariffe agevolate per chi vive nelle
zone ZTL potrà essere molto apprezzato da chi, da una parte godrà
di un miglioramento della qualità della vita perché l'inquinamento
diminuirà, però potrà avere un prezzo agevolato per potere portare
la propria auto all'interno delle ZTL. Non possiamo dimenticare,
signor Presidente, che c'è una necessità perché diversamente
rischiamo di portare fuori ancora di più e disabitare ancora di più
i centri storici. E poi una pratica che già applicata in tantissimi
comuni che sta avendo una fortissima risposta e apprezzamento ossia
quella di vincolare una minima parte degli introiti della ZTL e
degli stalli per favorire gli spostamenti in bicicletta anche dei
dipendenti dei Comuni e delle pubbliche Amministrazioni. Questo
tipo di emendamento andrebbe ad incentivare, a rendere più
sopportabile questo piccolo disagio e ad aiutare, anche, i sindaci
in questo difficile compito che ha preso la nostra nazione e la
nostra regione e cioè quello di andare a diminuire le sorgenti di
inquinamento che sono il traffico veicolare.
Se c'è, quindi, una necessità così impellente di regolamentare le
ZTL, io voglio pregare l'Assemblea di voler valutare queste due
lettere che si aggiungono all'articolo e che nulla tolgono
all'apprezzabilissimo impegno del collega che ha portato questo
articolo all'attenzione dell'Assemblea.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
presentato dall'onorevole Milazzo, che era molto più articolato ed
entrava nello specifico, con tutta una serie di emendamenti è
diventato un articolo pressoché della Commissione proprio perché lo
abbiamo riportato a quelli che erano i punti generali e generici,
perché è necessario, assolutamente, che venga istituito un
Regolamento nei Comuni dove si applicano le ZTL, però non si può
dare l'impressione che l'acquisto del pass, quando verranno
istituite le zone, è come se fosse la possibilità di pagare una
tariffa per la circolazione di tutte le auto. Se lo spirito della
ZTL deve essere quello di fare in modo che si inquini meno,
l'emissione di un Regolamento significa proprio questo:
regolamentare secondo principi generali e regolamentare anche,
(credo che sia molto chiaro il punto di regolamentare anche per i
residenti che non devono subire un contraccolpo dal punto di vista
economico) con tariffe differenziati per i portatori di handicap e
per tutti i soggetti che non possono fruire gli altri mezzi di
trasporto, nonché la possibilità e anche questo è un principio
generale che le risorse proveniente dell'istituzione, dal pagamento
dei pass se devono essere risorse riconvertite e riconvertibili
nella possibilità di incrementare il trasporto pubblico.
L'abbiamo, quindi, ridotto all'osso tenendo presente che stiamo
parlando di principi generali che poi ogni comune deve
regolamentare secondo le proprie necessità.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ultime
sentenze dei TAR che si sono espresse sulle ZTL hanno contestato il
fatto che i comuni che individuano nella istituzione di una ZTL
solo l'approvazione di una tariffa, sono state rimandate al
mittente e sospese.
L'Assemblea regionale, allora, cosa ha fatto attraverso le due
commissioni?
Vorrei ricordare al sottoscritto, con grande umiltà, che è stato
rispettato il Regolamento. Si è passati dalle commissioni di merito
e vorrei ricordare a me stesso che mi ero appassionato a scrivere
un articolo lungo. La Commissione nelle persone dell'onorevole
Fazio, dell'onorevole Turano, dell'onorevole Trizzino, gli altri
componenti del M5S, tutta la Commissione si è fermata ed ha
riscritto un articolo mantenendo principi di generalità ed
astrattezza senza entrare nel merito dell'autonomia dei comuni,
perché è vero che dice: Devi differenziare fra residente e non
residente ma non stabilisce con quali parametri perché quella è
l'autonomia del comune e non stabilisce un gettito preciso o
determinato dall'Assemblea.
Noi manteniamo, quindi, solo il fatto di una giustizia sulla base
della quale un residente che viene intrappolato nella ZTL viene
obbligato a pagare un pass uguale a coloro i quali sono non
residenti. Il comune, quindi, viene invitato a differenziare questo
rapporto, inoltre non ci occupiamo solo di Codice della strada,
dice al comune: Tu che la istituisci, devi occuparti di mettere
dei sistemi di monitoraggio della tutela dell'ambiente, devi
invitare tutti coloro i quali abitano in quel comune
all'incentivazione del trasporto pubblico, devi invitare gli
amministratori a salvaguardare l'ambiente, quindi è una norma che
fissa criteri generale e astratti.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'articolato che è venuto fuori dalla Commissione è venuto fuori
dopo un attento approfondimento ai principi che lei francamente ha
richiamato nel suo intervento, quindi stando bene attenti a non
invadere la sfera di competenza che l'ordinamento giuridico
attribuisce agli enti locali e quindi mantenendo un intervento che
prevede sicuramente un obbligo regolamentare ma senza invadere la
sfera di competenza attribuita ai comuni. A me sembra che alcuni
emendamenti contengono invece questo intervento che rientra nella
sfera di competenza degli enti locali. Una cosa è dire devi
necessariamente differenziare l'imposta o ovviamente il canone per
quanto riguarda la zona ZTL , altra cosa è dire tu comune i
proventi che ne derivano da questo gettito le devi utilizzare per
attenuare l'inquinamento . A me sembra sostanzialmente che ciò non
sia possibile anche perché l'assessore Baccei ne potrebbe dare
conferma questa ipotesi rientra, questa fattispecie rientra
nell'ambito dei fondi propri dell'autonomia finanziaria propria del
comune. Non ci troviamo dinanzi all'ipotesi di trasferimento di
risorse per cui ovviamente l'ente mandante o l'ente committente è
in grado di potere intervenire nell'ambito della destinazione
specifica delle risorse. Qui sono delle risorse che sono ovviamente
proprie del comune sulla base di una istituzione di una zona ZTL e
quindi a mio avviso nel momento in cui io anche se in parte ne
destino una finalità interferisco nell'ambito della competenza
dell'autonomia dell'ente locale. Quindi credo che quanto da lei
evidenziato appunto nel suo intervento nella fattispecie trova
secondo me rispondenza in alcuni emendamenti che sono stati
predisposti e in via del tutta cautelare perché, lei sa benissimo
che trattasi di una materia abbastanza complessa dove
sostanzialmente la certezza forse non si è mai acquisita se no
ovviamente con l'intervento da parte del giudice, motivo per cui
andrei molto cauto e quindi inviterei sicuramente i redattori di
questi emendamenti a riflettere eventualmente a ritirarli. Una cosa
è intervenire dal punto di vista astratta altra cosa invece
intervenire dal punto di vista concreto, mi permetto di ricordare a
me stesso e a tutti in Aula che per quanto riguarda la Regione è
inammissibile la cosiddetta ipotesi di legge-provvedimento mentre a
livello nazionale non è così.
FOTI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 14.3, 14.4, 14.5 e
14.6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Lentini, la invito a trasformare il suo emendamento in
un ordine del giorno perché l'emendamento va a specificare una
norma generale già contenuta, non possiamo noi con legge
disciplinare una materia che è dei comuni
LENTINI. Questo emendamento è una differenziazione tra chi abita
fuori e chi abita dentro il perimetro.
PRESIDENTE. Lei non lo può dire Il legislatore regionale parlava
prima di legge provvedimento, l'onorevole Fazio, opportunamente,
che non è possibile a noi. Se più parliamo di queste cose, più
specifichiamo, più invadiamo un campo che non è nostro, per cui
Lo ritira onorevole Lentini?
LENTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15
Norme di contenimento della spesa della Pubblica
Amministrazione regionale
1. Per effetto della disposizione di cui al comma 1 dell'articolo
49 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, il fondo per la
retribuzione di posizione e di risultato del personale con
qualifica dirigenziale della Regione siciliana, come determinato ai
sensi dell'articolo 49, comma 27, della legge regionale n. 9/2015,
è ridotto, a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, della somma
di 1.843 migliaia di euro e a decorrere dall'esercizio finanziario
2017 dell'ulteriore somma di 1.843 migliaia di euro.
2. Le strutture dirigenziali oggetto della riorganizzazione di cui
all'articolo 49, comma 1, della legge regionale n. 9/2015 che, nel
corso dell'esercizio finanziario risultino vacanti, possono essere
affidate esclusivamente ad interim, nelle more del successivo
riassetto organizzativo con le procedure di cui al comma 3.
3. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione
della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, è disposto con cadenza
biennale, per il quadriennio 2017-2020, l'accorpamento per materie
omogenee di strutture dirigenziali in numero corrispondente a
quello delle strutture dirigenziali rimaste vacanti nel biennio
precedente, a seguito dei pensionamenti di cui all'articolo 52
della legge regionale 15 maggio 2015, n. 9.
4. Per il quadriennio 2017-2020 il fondo è ridotto a seguito della
riduzione delle strutture dirigenziali di cui al comma 3.
5. Al fine di assicurare piena omogeneità nella graduazione della
retribuzione di posizione, entro sessanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, previa informativa alle
organizzazioni sindacali, sottopone alla giunta regionale una
proposta di individuazione dei criteri di pesatura degli incarichi
dirigenziali, tenendo conto delle disposizioni del presente
articolo, ferme restando le disponibilità del fondo per il
trattamento accessorio della dirigenza.
6. All'articolo 56, comma 3, della legge regionale 7 maggio 2015,
n. 9, dopo le parole le competenze in materia di liquidazioni
A.T.O., enti ed aziende regionali sono aggiunte le parole per
l'espletamento delle quali è istituita apposita struttura
intermedia, senza oneri aggiuntivi per il bilancio della Regione,
ferma restando la riduzione complessiva delle strutture
dirigenziali nell'ambito dell'Assessorato dell'Economia,
conformemente alle previsioni di cui all'articolo 49, comma l .
7. All'articolo 52 della legge regionale 15 maggio 2015, n. 9, è
aggiunto il seguente comma:
9 bis. Nelle ipotesi di pensionamento ai sensi del presente
articolo, i contratti dirigenziali, ove in scadenza nei dodici mesi
precedenti la data di collocamento in quiescenza, possono essere
prorogati sino alla data di cancellazione dal ruolo, fatti salvi i
casi di risoluzione unilaterale del contratto di lavoro. .
8. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il trattamento di buonuscita di cui all'articolo 6, comma 4,
della legge l febbraio 1963, n. 11, è calcolato con riferimento
alla media delle retribuzioni dell'ultimo quinquennio.
9. Con apposito accordo quadro è disciplinato, in armonia con le
disposizioni statali in materia, il trattamento economico da
attribuire ai dipendenti della Regione e degli enti di cui
all'articolo l della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, nonché
degli enti comunque sovvenzionati, collocati in aspettativa
sindacale retribuita.
10. Nelle more della definizione dell'accordo quadro, ai
dipendenti di cui al comma 9 spetta il trattamento economico
corrispondente a quello previsto, per la medesima fattispecie per i
dipendenti pubblici del comparto regioni-autonomie locali.
11. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge cessano di avere efficacia gli accordi sindacali che
prevedono trattamenti economici in contrasto con la disposizione di
cui ai commi 9 e 10.
12. La disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 49 della legge
regionale 15 maggio 2015, n. 9, è anticipata al novantesimo giorno
dalla data di entrata in vigore del regolamento attuativo del comma
1 dell'articolo 49 della legge regionale n. 9/2015.
13. Il trattamento economico accessorio del personale con
qualifica non dirigenziale, relativo al compenso per la
partecipazione al piano di lavoro, e quello del personale con
qualifica dirigenziale relativo alla retribuzione di posizione
parte variabile è erogato mensilmente.
14. All'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13
dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. I contratti vigenti che prevedano un trattamento
complessivo annuo lordo superiore al limite di cui al comma l sono
rinegoziati entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge. In caso di mancato accordo sulla rinegoziazione, si
provvede alla risoluzione unilaterale dei contratti entro i
successivi 30 giorni. La mancata attuazione delle disposizioni di
cui al presente comma determina responsabilità per inadempimento e,
nel caso di società o enti, la decadenza degli amministratori. .
15. Nelle more della definizione delle procedure previste
dall'articolo 11, della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, per
le finalità di cui all'articolo 49, comma 1, della legge regionale
7 maggio 2015, n. 9, gli incarichi dirigenziali scaduti o in
scadenza alla data di entrata in vigore della presente legge sono
prorogati fino alla pubblicazione del regolamento di cui
all'articolo 49, comma 1, della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
e comunque non oltre il 30 giugno 2016.
16. Nelle ipotesi di revoca o di modifica degli incarichi di
direzione delle strutture di massima dimensione, disposte ai sensi
del comma 3, dell'articolo 9 della legge regionale 15 maggio 2000
n. 10, il trattamento economico fondamentale ed accessorio già
attribuito per l'incarico di dirigente generale è dovuto
esclusivamente fino alla data di cessazione dell'incarico. Non si
applicano le disposizioni normative o contrattuali più favorevoli».
L'articolo 15 è accantonato.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16
Cantieri di Servizio (RMI)
1. L'integrazione per il nucleo familiare dell'indennità di cui
all'articolo l comma 3 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5,
non può superare, per ciascuno dei soggetti beneficiari, l'importo
percepito per tale finalità al 31 dicembre 2015.
2. Le misure di cui all'articolo 35, commi 4 e 5 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 sono riconosciute unicamente ai
soggetti per i quali il numero di anni necessari al raggiungimento
dei requisiti di pensionabilità, con conseguente fuoriuscita dal
relativo bacino di riferimento, non è inferiore a cinque.
3. La richiesta di cui al comma 4 dell'articolo 35 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 deve essere presentata, a pena di
decadenza, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge.
4. Il conseguimento dei requisiti per l'accesso ai trattamenti
pensionistici comporta la cancellazione dall'elenco ad esaurimento
istituito presso il dipartimento regionale del lavoro,
dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle attività
formative, ai sensi dell'articolo 35, comma 1, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
5. Ai destinatari cui mancano dieci anni per maturare il diritto
alla pensione, inseriti nella graduatoria del D.D.G. n. 11892/2014
del 17 dicembre 2014 che costituiscono una società anche
cooperativa, è riconosciuto il beneficio previsto dall'articolo 35,
commi 4 e 5, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 in misura
doppia, con le modalità previste al comma 2 e, comunque, nei limiti
dello stanziamento di bilancio.
6. I beneficiari delle misure di cui all'articolo 35, commi 4 e 5
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 possono negoziare i
crediti, a tassi non superiori a quelli oggetto del protocollo di
cui al successivo comma 7, presso un istituto bancario a propria
scelta che abbia aderito al protocollo. Il dipartimento regionale
della famiglia interviene quale cessionario del credito e sostiene
il costo finanziario della cessione attraverso il pagamento del
credito ceduto e degli interessi in sei rate semestrali.
7. Il dipartimento regionale finanze e credito, entro quindici
giorni dalla entrata in vigore della presente legge, stipula un
protocollo di intesa con l'ABI per fissare la soglia percentuale di
riduzione da applicare obbligatoriamente al TEGM relativo al IV
trimestre 2015 rilevato ai sensi dell'articolo 2 della legge 7
marzo 1996, n. 108 e successive modifiche ed integrazioni, per le
operazioni di anticipazioni e sconto.
8. La spesa autorizzata per le finalità di cui all'articolo l,
comma 3, della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5, è destinata,
prioritariamente alle finalità di cui all'articolo 35, commi 4 e 5,
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e di cui al comma 6 del
presente articolo».
PRESIDENTE. Gli emendamenti 16.11, 16.1, 16.2, 16.3, 16.4, 16.5,
16.6, 16.7, 16.8, 16.9, sono ritirati dai rispettivi firmatari.
Si passa all'emendamento 16.12, degli onorevoli Arancio e altri.
ARANCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
l'articolo nella sua interezza riguarda gli RMI, il Reddito minimo
di inserimento , Province di Caltanissetta e di Enna.
L'emendamento, a prima firma dell'onorevole Federico, è stato
scritto perché con la riforma dell'ISEE, mantenendo i valori che
c'erano prima praticamente avrebbero determinato la fuoriuscita da
tutto il bacino di tutti i lavoratori. Essendo il fatto che il
bacino è incomprimibile, ci adeguiamo semplicemente alla nuova
legge ed impediamo di determinare un danno a questi lavoratori,
perché non approvando questo emendamento determineremmo il fatto
che con la nuova normativa dell'ISEE non daremmo più questa misura
di sostegno al reddito. Per questo ritengo che vada votato
positivamente e poi ritengo che tutto l'articolo per intero, tutta
la legge per intero vada votata perché sicuramente và nel verso
giusto, nel favorire la fuoriuscita da questo bacino dei lavoratori
e mi pare sinanche geniale l'idea di fare l'anticipazione
attraverso una convenzione con le banche per favorire la
fuoriuscita. Anzi, penso che il Governo abbia operato in questa
legge non bene, ma benissimo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 16.12. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Il reddito, non è specificato
così. La cui somma annuale non vuol dire niente.
ARANCIO. Il tema è il reddito. Praticamente nella stesura
dell'ISEE, entrano anche i proventi derivanti, il reddito
derivante, per esempio mi hanno spiegato
CRACOLICI. Basta scrivere il reddito .
ARANCIO. E scriviamolo. Chiedo che venga subemendato da parte del
Governo scrivendo il reddito.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura. Il patrimonio mobiliare
rischia di essere quello che c'è nel conto corrente.
ARANCIO. E, quindi, il patrimonio.
CROCETTA, presidente della Regione. Bisogna specificare il reddito
derivante dal patrimonio immobiliare.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
questa norma, che aveva un carattere provvisorio di natura
emergenziale, è diventata ormai una norma che si ripropone ogni
anno perché è diventata, da quello che noi vediamo scritto in ogni
finanziaria, una sorta di diritto non scritto da parte di questi
lavoratori.
Ora, senza volere entrare nel merito di quello che può essere la
necessità di assistere le persone, non c'è dubbio che questi,
ormai, così come si è impostato l'articolo della finanziaria, hanno
tante caratteristiche similari ai cosiddetti precari perché è
diventata una norma che ha assimilato quei soggetti ai precari. Ma,
aggiungo, che queste persone, signor Presidente della Regione,
assessore al lavoro, non vogliono uscire da questo settore perché a
suo tempo avevano fatto una norma in cui in un articolo era
inserita la necessità che tutti i lavori che affidavano i comuni
dove insistevano questi lavoratori potevano essere inseriti come
riserva nei cantieri che venivano assegnati in quei comuni. Questo
non è successo per cui noi ci troviamo sempre con lo stesso numero
di lavoratori che da 6.500 euro, ora qualcuno vuole fare transitare
a 10 mila euro, per carità, non è che 6.500 euro erano una cifra
straordinaria, erano una cifra molto scarsa, ovviamente, credo che
si tratti degli assegni o di altro tipo di copertura, però, facendo
così noi, non pensando minimamente ad una soluzione di carattere
diverso, abbiamo inserito nel bilancio una posta fissa,
obbligatoria che cesserà soltanto quando queste persone andranno in
pensione.
Per cui, da una situazione precaria, improvvisa, urgente,
necessaria per motivi di carattere economico perché l'origine è una
norma nazionale che, poi, non fu riproposta con il fatto che durava
per un anno qui è diventata, invece, una cosa stabile che crea un
onere a carico della Regione siciliana. Inviterei, pertanto, il
Governo a riflettere su questa norma, a soprassedere e valutare se
è l'opportunità ancora ogni anno in ogni finanziaria insistere con
questo tipo di soluzioni lavorative che non sono certamente
all'indirizzo di quella che è la soluzione vera del problema del
lavoro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento come proposto non fa riferimento al
reddito; fa riferimento al patrimonio mobiliare che si può
intendere un conto corrente. Non devi avere un deposito bancario,
possesso di altro, superiore ai dieci mila euro. Ma mi sembra una
limitazione perché se un povero disgraziato, voglio dire, ha
risparmiato dopo una vita, dieci mila euro e lo devi escludere,
sinceramente, tornerei, eventualmente, su questo comma, uniformando
la logica di accesso al bacino esattamente così come è fatta per
altre categorie, glie ex PIP, ecc., dove si fa riferimento al
reddito individuale ma non al fatto che mi sono fatto un piccolo
conto corrente di risparmio, dopo una vita di sacrifici, no
Qui è della serie cosa garantiscono? Possono garantire un 10 mila
euro di deposito bancario? Cosa può garantire dal punto di vista
della vita di una persona?
Per il resto, mi pare che le norme di alleggerimento del bacino ci
sono tutte, anche l'anno scorso nella finanziaria abbiamo inserito
la norma che obbligava i comuni ad assumere e non lo rispettano
perché fanno i furbi; il tema è che probabilmente dovremmo
cominciare a stabilire delle sanzioni, se non lo si fa Stabilire
che quelle riserve vanno però, insomma, starei attento ad
introdurre norme pericolosette.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggettivamente
l'emendamento per come è stato presentato non funziona.
Potremmo, in maniera anche per un problema di metterlo in linea
con il resto di norme che sono presenti in finanziaria, utilizzare
i limiti che sono stati approvati in commissione Bilancio per
quanto riguarda i PIP, che erano 20 mila euro di reddito
individuale e 40 mila euro di reddito familiare.
Così non si fanno differenze con altri soggetti appartenenti ad
altri bacini.
Poi volevo dire che questo bacino, in questa norma, in questa
finanziaria sono presenti tutta una serie di incentivi alla
fuoriuscita che abbiamo iniziato a mettere dalla scorsa volta e che
non hanno funzionato perché non c'erano i soldi.
Questa volta, invece, il Governo ha presentato una norma, a mio
avviso, molto intelligente che è quella di consentire ai
destinatari di fare una sorta di cessione di credito nei confronti
delle banche che sono convenzionate con la Regione, questo
consentirà una grande fuoriuscita, ed è stata approvata anche
un'ulteriore norma che duplica le tre annualità diventando sei, nel
caso in cui ci si costituisce in società di persone o in
cooperativa.
Questo dovrebbe esaurire la graduatoria che è stata fatta e che è
cristallizzata e, se dovesse funzionare, si potrebbe utilizzare
questa norma, ampliare questa norma anche per altri soggetti che
eventualmente dovessero richiederlo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, va bene la proposta, siccome noi all'articolo 18 abbiamo
una norma che riguarda l'accesso al reddito che è quello per gli ex
Pip dove si dice: il reddito individuale, personale superiore a 20
mila euro, ove superi detta soglia del reddito Isee familiare
superiore a 40 mila euro cioè lo uniformiamo agli altri e
chiudiamo, perché non possiamo quando uno risparmia, perché se c'è
un povero Cristo voglio dire che risparmia, lo penalizziamo pure?
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma,
intervengo sull'emendamento 16.12, è una norma giusta e
giustificata dalla modificazione che ha subito recentemente per
norma nazionale, il calcolo del reddito ISEE tutto qui è.
E, i colleghi che hanno presentato l'emendamento hanno voluto
farsi carico di questa modificazione, in che cosa consiste la
modificazione, Presidente Crocetta? Il reddito ISEE, il calcolo per
il reddito ISEE per la prima volta fa emergere il patrimonio
mobiliare, significa i conti correnti sostanzialmente che viene
integrato, confrontato con l'anagrafe tributaria perché ormai i
conti correnti sono tutti controllati e controllabili; prevede,
infatti, una franchigia la norma per i conti correnti, la norma
nazionale fino a 6 mila euro, quindi ricalcolare portando il limite
a 10 mila euro dalle 6 mila euro iniziali è una norma non solo di
buonsenso, ma di adeguamento fermo restando il bacino di
riferimento perché prima non si calcolava il conto corrente o
quanto si aveva nel conto corrente e adesso si calcola.
E' chiaro che l'importo contenuto nel conto corrente ai fini
della cosiddetta DSU cioè della dichiarazione non può superare
complessivamente la consistenza patrimoniale, perché il termine che
andrebbe utilizzato nella nostra norma è consistenza patrimoniale
mobiliare che è la somma del reddito percepito e di quanto,
eventualmente, accantonato da redditi che certo non sono redditi di
grande spessore fino alla consistenza ai fini del calcolo ISEE di
10 mila euro.
La norma, quindi, mi pare di buonsenso, solo che va iscritta con
queste modificazioni che mi sono permesso di suggerire.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, modificare il calcolo ISEE non lo possiamo fare perché è
una norma nazionale; quindi, io insisterei su una soluzione
abbastanza garantista, abbastanza ampia perché parliamo di 20 mila
euro di reddito individuale, di 40 mila, cioè stiamo parlando
mentre lì ci andiamo ad inserire una serie di tecnicismi che mi
sembrano un po' eccessivi sinceramente, soprattutto da fare così
non che ci mettiamo in una Commissione di lavoro, se vogliamo farlo
pensiamo di riformare il sistema magari valutandolo in una
Commissione parlamentare, però in una finanziaria eviterei di
inserire delle norme che magari ce la impugnano e non abbiamo
risolto il problema. Quindi, io la riscriverei così come è scritta
quella dei PIP.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, io sull'emendamento concordo con la
proposta del Presidente. Vorrei dire, però, ai colleghi, in
particolare all'onorevole Di Mauro, che questa è una norma per
incentivare la fuoriuscita dal bacino degli RMI.
Ora, funzionerà o meno non lo so, però ha questa finalità. Caso
mai bisognerebbe chiedere poi all'Assessorato competente il
prossimo anno se, effettivamente, questa misura funziona, perché se
funziona potrebbe essere utile anche per altri bacini di
precariato, ed infatti lo so bene che c'è pure per i PIP, di modo
ché si risolva un problema che tutti quanti avvertiamo e se è
necessario affrontare e risolvere positivamente.
PRESIDENTE. L'Emendamento è stato riscritto. Ne do lettura: Ai
fini dell'ammissione ai programmi di lavoro dei cantieri di
servizio di cui alla legge regionale 5/2015 è posto il limite per i
soggetti beneficiari del reddito individuale personale non
superiore a 20 mila euro e ove si superi detta soglia del reddito
ISEE familiare non superiore a 40 mila euro . Lo presenta la
Commissione, il Governo che lo ha proposto chiaramente è
favorevole. Pongo in votazione l'emendamento sostitutivo del 16.12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17
Cantieri regionali di lavoro
1. Al fine di contrastare gli effetti della crisi economica che
investe in particolare le fasce più deboli della popolazione e per
mitigare le condizioni di povertà ed emarginazione sociale
scaturenti dalla carenza di opportunità occupazionali, l'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro, è
autorizzato, per l'anno 2016, a finanziare l'istituzione e la
gestione diretta di Cantieri di servizio, in favore dei comuni
della Sicilia, per i quali non si è provveduto ad emettere i
decreti di finanziamento nell'anno 2014 per mancanza di copertura
finanziaria, per un importo complessivo di 20.000 migliaia di euro
con la dotazione allocata nel Terzo ambito di intervento - Piano
di cambiamento del documento di programmazione finanziaria del
Piano di azione e Coesione (PAC) 2014-2020 con le procedure
adottate ai sensi della delibera CIPE n. 10/2015.
2. L'Assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali
ed il lavoro è autorizzato, altresì, a finanziare cantieri di
lavoro ai sensi della legge regionale 1 luglio 1968, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 36 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6 a favore dei comuni fino a 150.000
abitanti, per un importo di 50.000 migliaia di euro, e degli enti
di culto della Sicilia, per un importo di 20.000 migliaia di euro,
a valere sui fondi del Terzo ambito di intervento - Piano di
Cambiamento del documento di programmazione finanziaria del Piano
di azione e coesione (PAC) 2014-2020 con le procedure adottate ai
sensi della delibera CIPE n. 10/2015. I criteri per l'assegnazione
dei fondi agli enti di culto della Sicilia sono individuati, con
apposito decreto, dall'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro, sentita la Commissione bilancio
dell'Assemblea regionale siciliana, da emanarsi entro sessanta
giorni dalla pubblicazione della presente legge.
3. L'Assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali
ed il lavoro assegna, per l'anno 2016, ai comuni della Sicilia con
popolazione non superiore a 150.000 abitanti, un importo a scalare
per finanziare borse di lavoro trimestrali per il sostegno al
reddito dei disoccupati al fine di effettuare la raccolta
differenziata dei rifiuti con il sistema "porta a porta" e/o lavori
di manutenzione ai sensi del comma 2 bis dell'articolo 4 della
legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni. Per le finalità di cui al presente comma è stanziata
la somma di 10.000 migliaia di euro, a valere sui fondi del Terzo
ambito di intervento - Piano di Cambiamento del documento di
programmazione finanziaria del Piano di azione e coesione (PAC)
2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE n.
10/2015».
Si passa agli emendamenti 17.1 e 17.2 a firma dell'onorevole Greco
Giovanni e altri.
GRECO GIOVANNI. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.14 dell'onorevole Foti ed altri.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento chiedo la soppressione del comma 3. Forse qualcuno si
potrà stupire perché chiedere di eliminare questo comma perché
leggendo si parla di utilizzare 10 mila migliaia di euro,
temporaneamente, attraverso l'impiego dei disoccupati per
potenziare la raccolta porta a porta. Sommessamente mi permetto di
fare notare che non c'è nulla di più diseducativo che dare un
servizio di porta a porta, rinforzato con l'aiuto di questi
disoccupati, per tre mesi e poi eliminarlo. Perché finite le
risorse l'utente si ritroverebbe senza questo servizio.
Vorrei dire che chiunque mastichi un po' l'argomento sa che è
profondamente diseducativo. E poi mi chiedo, anche sul fronte
dell'aiuto, del supporto al contrasto alla disoccupazione, ma come
faremmo a controllare degli inoccupati, dei disoccupati che girano
per le città, per le strade? Come andremmo a verificare il lavoro
che hanno fatto?
Allora, signor Presidente, chiedo all'Assemblea - pur apprezzando
la buona volontà di chi lo ha proposto questo comma - di abrogarlo
ed, eventualmente, queste risorse andare a impinguare cantieri di
servizio, altre opere. Opere dove noi possiamo andare a
concretizzare un opera che viene realizzata in un determinato
periodo. Ma, per piacere, evitiamo di consegnare un giubbotto a
delle persone che devono girare per tre mesi a fare un servizio e
poi, alla fine, non avremmo la sostituzione e in un progetto in cui
non è controllabile né il soggetto durante quel periodo, né
l'esecuzione del progetto e su cui, poi, dovremmo andare a
concludere il progetto senza avere nulla per dare continuità. Poi,
mi pare che sul fronte dei dipendenti dei vari ATO, delle varie
ditte che si occupano di raccolta di rifiuti c'è già una abbondanza
sproporzionata di operai che vanno utilizzati. Quindi, non ne trovo
proprio la necessità.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, la somma di 20 milioni di euro è stata richiesta
dal Governo in quanto presso l'Assessorato vi sono dei cantieri già
inseriti in graduatoria che non sono stati finanziati con la
finanziaria di due anni fa.
Due anni fa avevamo stanziato la somma di 50 milioni; 30 milioni
furono disponibili, 20 no. Abbiamo, quindi, questa graduatoria.
Abbiamo nei vari Comuni i lavoratori che hanno diritto ad avere
questa possibilità di lavorare. E' chiaro che questo è ciò che è
stato detto dal Governo e dagli Uffici la notte che abbiamo
approvato l'emendamento.
Credo che mettere ulteriori 10 milioni di euro non serve a nulla
perché, comunque, le spese impegnate e possibili sono al massimo 20
milioni di euro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 17.14. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.3, a firma dell'onorevole Di Mauro e
altro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.11 a firma dell'onorevole Cancelleri e
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione e signor Assessore per i beni culturali,
spero di essere chiaro nell'esposizione. Non voglio cambiare l'idea
del comma 2. Con questo emendamento sto semplicemente chiedendo al
Parlamento di avere un diverso approccio allo stanziamento di
questi soldi. Invece che darne 70 milioni ai comuni e 20 milioni
agli enti di culto, in Commissione si diceva per andare ad agire
sul recupero dei beni culturali di chiese ed altro, di dare
direttamente anche i 20 milioni di euro ai comuni affinché possano
provvedere loro stessi ad andare ad insistere su quelli che sono
beni culturali riconosciuti, cioè chiese o altre edifici di culto
che abbiano però un interesse di natura artistica e storica.
Semplicemente questo, e credo che sia di buon senso e poi
potrebbe essere apprezzato sia dall'Assessore che dal Governo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione e signori Assessori, io intervengo perché
non condivido questo emendamento presentato dall'onorevole
Cancelleri. Siccome questo qua è un emendamento che abbiamo voluto
fortemente i gruppi di maggioranza in Commissione e lo abbiamo
voluto, sviluppato, pensando, non dovete essere permalosi, insieme
a parte dell'opposizione, della minoranza. E' vero, non tutta la
minoranza. Quindi, l'abbiamo voluto pensando che era necessario
rifinanziare i cantieri di lavoro, fondamentali per coloro che
aspettano risposte immediate dal punto di vista di ristoro, di
risorse ma anche per i comuni che hanno bisogno tanta piccola
manutenzione e con questo si possono fare.
Abbiamo pensato anche alle chiese che non hanno un significato e
un valore per quanto riguarda quelle chiese che rappresentano un
valore architettonico dal punto di vista storico, si è vero, le
chiese che hanno un valore architettonico, ma già sono tutelate,
molte sono patrimonio dell'UNESCO, su questo hanno anche risorse;
ma, attenzione, le chiese rappresentano un tessuto che è un tessuto
sociale, che è importante, fondamentale, in tutto il nostro
territorio. Ed è una risposta a tanti giovani, a tanti ragazzi e
non solo, a quel disagio che spesso i comuni non trovano perché, a
volte, trovano la porta del sindaco chiusa ed io qualcuno lo
conosco di questi. Chiusa E trovano invece la porta della chiesa,
della parrocchia che a volte è costretta a rimanere chiusa perché
non ha i soldi per sistemare il tetto, perché non ha i soldi per la
manutenzione ordinaria.
Quindi, vi prego anche su questo non potete togliere. Pertanto, la
invito a ritirare l'emendamento perché io sono assolutamente
contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, innanzitutto vorrei spiegare il
testo che, come ricordava l'onorevole Dipasquale, è stato voluto
sia dalla maggioranza che dall'opposizione. Insieme a tutti i
deputati presenti in Commissione si sono adoperati per la
riscrittura di questo articolo. Che sia chiaro Non è rivolto né
alle chiese, né agli edifici religiosi perché la legge 17 del 1
luglio del 1968 non dà la possibilità di rivolgersi a chiese e
istituti religiosi, noi ci possiamo rivolgere solo agli enti di
culto, e la legge n. 17 del 1968 prevedeva che i cantieri di lavoro
fossero destinati contemporaneamente sia ai comuni quanto agli enti
di culto.
Quando parliamo di enti di culto significa che se viene una chiesa
metodista o evangelista e chiede di ottenere il contributo per
adeguare l'immobile lo può fare.
Perché la legge n. 17 del 1968 non prevede la possibilità solo per
edifici religiosi? Perché se c'è un oratorio che svolge una
funzione sociale importantissima, non avendo più di 50 anni non
potrebbe partecipare, oppure un campetto di calcio che svolge
attività di aggregazione per i ragazzi non potrebbe essere
finanziato. Quindi, la norma è rispettosa della legge del 1968, ma
anche per essere chiaro dell'articolo 36 della legge regionale
14/05/09 n. 6, e in questo senso rispettosi delle norme precedenti
la Commissione si è espressa, è evidente, dando maggiore importanza
ai comuni i quali hanno avuto quasi tra parti della somma a
disposizione una minore importanza non dal punto di vista sociale,
ma dal punto di vista economico agli enti di culto tutti, nessuno
escluso.
Per questo motivo il parere della Commissione non può che essere
negativo e invitiamo i colleghi, se possibile, a ritirare
l'emendamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non pensavo di
intervenire posto che ritenevo che su quest'articolo non ci fosse
da fare granché molte discussioni, se non casomai l'unica
discussione possibile è quella di incrementare i fondi che abbiamo
previsto, ma sono dovuto intervenire Presidente perché, purtroppo,
vengo tirato per la giacchetta come si suole dire, quando sento
l'onorevole Dipasquale affermare in quest'Aula che questa norma è
una norma bellissima e importante che la maggioranza l'ha voluta.
Ma caro onorevole Dipasquale, capisco che lei è un camminatore, ed
essendo un camminatore è chiaro che si imbatte, incontra con idee,
proposte, suggerimenti; ma dovrebbe stare più attento Questa norma
è stata una norma fortemente voluta dall'opposizione, questa norma
è una norma che sia il Gruppo di Forza Italia, sia la Lista
Musumeci e sia, per la verità, perché sono una persona onesta, una
proposta che era stata presentata dall'onorevole Di Giacinto in
Commissione, che ha appoggiato la battaglia che abbiamo fatto
onorevole Dipasquale, questa è forse l'unica norma che nobilita una
finanziaria, che altrimenti era una finanziaria che non prevedeva
nulla per il lavoro.
A parte - onorevole Crocetta, ora mi risponde - a parte le confuse
previsioni presentate dal Governo circa il reddito non so come
l'avete chiamato reddito minimo, come erano quegli articoli che
erano previsti dell'aiuto da dare, l'unica norma seria che è stata
nel tempo provata, e che nel tempo ha dato sempre risultati
tangibili e sul fronte di dare un'occasione di lavoro e, quindi, di
reddito alle persone e sul fronte di dare esecutività a una serie
infinita di opere pubbliche che ormai da troppi anni non possono
essere realizzati, visto che i trasferimenti ai comuni sono stati
praticamente azzerati e da parte del Governo centrale e da parte
del Governo regionale.
Pertanto, io inviterei i colleghi a ritirare gli emendamenti,
anche e soprattutto quello che riguarda gli enti di culto.
Voglio a questo proposito precisare che nell'ultima norma che
abbiamo fatto circa i cantieri di lavoro, quella del 2010,
inopinatamente non erano previsti i fondi per le chiese, gli enti
di culto. Pertanto, è che non si fanno interventi sugli enti di
culto ormai da tempo immemorabile e non hanno altra fonte di
finanziamento.
Quindi, ritengo che se somme ci sono da spostare sono le somme
previste per i residui di cantiere del reddito di servizio, i
cosiddetti cantieri di servizio, che non hanno ragion d'essere e
spiego anche perché, presidente Crocetta. Si riferiscono ad una
platea di servizi da erogare da parte dei comuni, e glielo dico con
tutta onestà, per averlo osservato sul campo, dove si accavallano,
con quella norma, una serie di utilizzi di lavoratori che sono
previsti per le stesse cose. Le cooperative che hanno le
convenzioni con i comuni, fanno verde pubblico e fanno le stesse
cose, più in alcuni comuni una parte dei precari che vengono
utilizzati per le stesse cose.
Per cui, io ritengo, presidente Crocetta, che anche quella parte
di finanziamento previsto per i cantieri di servizio sarebbe molto
più utile aggiungerla ai 50 milioni previsti per i cantieri di
lavoro che sono veramente efficaci.
Tenga presente che stiamo escludendo le grandi città dove non
funzionavano perché non c'era controllo e secondo me faremmo cosa
utile, onorevole Ioppolo, se nel frattempo prepara un
subemendamento mentre io parlo. Parlo per il semplice fatto che,
avendo constatato nella realtà l'inizio di quei cantieri di
servizio, l'unica cosa che ho osservato è la sovrapposizione di
soggetti che fanno la stessa cosa nei comuni. Perché con i cantieri
di servizio qual è la finalità? Cura del verde pubblico che già
fanno le cooperative convenzionate.
Pertanto, mi prefiggo di aumentare la somma di 30 milioni per i
cantieri di lavoro portandola a 80 milioni, tenuto anche conto del
fatto che nel 2010, quando abbiamo istituito i cantieri di lavoro,
erano previsti 200 milioni di euro e ne sono stati utilizzati 188
credo. Quindi, è stata una misura che è stata ampiamente
utilizzata, ampiamente efficace perché ha permesso di realizzare
una serie di opere pubbliche. Non c'è il pericolo di precariato
perché con il meccanismo dei cantieri di lavoro non si è dato mai
corso ad ipotesi di precariato.
Quindi, invito ad accettare questo subemendamento che sposta i 30
milioni previsti per i cantieri di servizio a favore dei cantieri
di lavoro.
PRESIDENTE. Però formalizzatelo questo emendamento.
FORMICA. Lo stiamo già facendo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a tutto
quello che viene detto, siccome riteniamo che a parlare siano le
carte e siano le proposte e i disegni di legge che vengono
presentati, noi qualche settimana prima della presentazione della
finanziaria, come Gruppo parlamentare di Forza Italia, criticammo
quella finanziaria che presentava il Governo perché ritenevamo che
la stessa non aveva una sola misura per lo sviluppo, per la
crescita.
Dicemmo che quella era la finanziaria del tirare a campare, di un
Governo che, non avendo più nulla da offrire alla Sicilia, cercava
di tirare a campare sino alla conclusione della legislatura.
La settimana successiva ritornammo in conferenza stampa, così come
avevamo preannunciato la settimana precedente, e presentammo
all'opinione pubblica, alla stampa, ma anche la offrimmo alla
valutazione attenta del Governo, una contro-finanziaria, tant'è che
quel disegno di legge è stato abbinato al testo base del Governo ed
è stato rubricato al n. 1152 come testo abbinato al testo base.
Cosa si diceva in quel testo? Uno degli interventi pregnanti e
caratterizzanti era quello dei cantieri di lavoro, un imponente
intervento di contrasto alla povertà con i cantieri di lavoro. Ad
un certo punto, quell'articolo è stato preso, è stato voluto anche
dall'onorevole Di Giacinto, in Commissione Bilancio , ed è chiaro
che andava incontro ai desiderata di Forza Italia, ai desiderata
non soltanto di un partito, di un Gruppo politico, ma ai desiderata
all'emergenza di povertà di questa nostra Terra.
Cos'è successo dopo? Poiché il Governo due anni fa aveva, però,
finanziato con 50 milioni di euro i cantieri di servizio e di quei
50 milioni di euro ne erano stati attivati appena 20 milioni per
cui vi erano stati tutta una serie di comuni che pur avendo voluto,
pur avendo partecipato al bando, ne erano rimasti esclusi per un
errore che il Governo aveva fatto due anni fa. Bene, si è cercato
di trovare una sintesi e inserire in questa norma importante di
contrasto alla povertà 20 milioni di euro al comma 1 per sanare
la posizione o le aspettative di quei comuni che, pur avendo
partecipato a quel bando e pur essendo stati ammessi legittimamente
a quella graduatoria, ne erano stati esclusi.
Cos'è l'articolo 17 se non l'armonia di varie esigenze:
1) riuscire a contrastare realmente una emergenza drammatica in
Sicilia e lo facciamo con i cantieri di lavoro che vanno nella
direzione di dare una migliore qualità di vita ai vari comuni e
dare al contempo un sostegno lavorativo ai disoccupati, alla gente
che ne ha bisogno, senza dare loro soldi regalati perché quando
vengono dati dei soldi senza una controprestazione lavorativa, quei
soldi non vengono considerati come devono essere considerati cioè
non viene dato il necessario peso.
2) Gli enti di culto. E' da anni che non vengono finanziati
cantieri di lavoro per gli enti di culto, soltanto nel 2009 vennero
finanziati gli ultimi trenta cantieri di lavoro in tutta Sicilia.
Un piano consistente, allora, per riuscire a garantire, ad
intervenire sui nostri beni anche di pregio che in questo momento
sono a dura prova per l'usura del tempo, diventava un intervento
necessario. Dopo di che stiamo, nello spirito di condivisione,
anche, sperimentando un intervento per quanto riguarda l'ambiente,
per far si che ai Comuni si possa finanziare un intervento, se
vogliamo, sperimentale nel settore ambientale.
In questo senso, credo che questo articolo, così come lo abbiamo
strutturato in Commissione Bilancio , vada approvato sic et
simpliciter per evitare che ci siano vari emendamenti, vari commi,
vari subemendamenti che possono stravolgere una mission importante
che potrà dare se attuata, e qua chiameremo il Governo che deve
impegnarsi a stimolare gli uffici a far si che questa misura possa
essere in maniera celere, in maniera razionale applicata per dare
un beneficio alla Sicilia.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GRASSO. Signor Presidente, il mio è un intervento breve e
pragmatico perché questo è, come dicevano i miei colleghi che mi
hanno preceduto, come diceva il capogruppo, una misura che è stata
fortemente voluta da Forza Italia appoggiata anche dagli altri
colleghi perché solo così in un momento di grande disagio per la
Sicilia si può fare vero contrasto alla povertà.
Assessore Micciché, le chiedo scusa, due anni fa il Governo fece
un grande annuncio: 50 milioni di euro destinati per il contrasto
alla povertà per i cantieri di servizio.
Bene, sono stati attivati dopo due anni dall'approvazione della
Finanziaria, a metà dell'opera le somme sono state spostate per
coprire spese correnti e una parte di quelle risorse non sono state
utilizzate. Quindi, se oggi per evitare che questo diventi una
norma spot, siccome i criteri sono criteri già previsti e
stabiliti, io la prego entro due mesi, cioè proprio subito dopo
l'approvazione, la pubblicazione della Finanziaria di attivare
immediatamente perché solo così si può dare una risposta proprio in
termini di lavoro e, quindi, una risposta in termini di aiuto alle
misure di povertà, alla disoccupazione ma si potrà avere la
certezza che da qui a 6 mesi queste risorse così come è avvenuto
per tutte le altre politiche attive del lavoro tanto decantate del
Governo che non sono mai partite. E' proprio una raccomandazione
perché altrimenti veramente vi faremo uscire su tutti i giornali se
questo non avviene
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
chiedo che l'articolo venga votato così com'è per un semplice
motivo: in Commissione Bilancio è stato condiviso sia
dall'Assessore perché ci ha chiesto di ridurre uno stanziamento che
inizialmente era di 30 milioni di euro a 20 milioni perché erano
bastevoli per coprire quei cantieri di servizi che non erano stati
finanziati in anni precedenti, per cui andare a mettere delle somme
in più lì sarebbe come dire: non spendiamo questi soldi .
Per quanto riguarda i cantieri di lavoro, io sono il firmatario di
un emendamento che ho presentato in Commissione che poi devo dire è
stato condiviso dall'onorevole Dipasquale, dal Pd, è stato
condiviso da tutta la Commissione affinché si arrivasse a questo
articolato.
Oggi, cambiarlo, caro Presidente, credo che sia sbagliato perché è
stato condiviso sia dalla maggioranza che dall'opposizione tranne
che dal Movimento Cinque Stelle perché quando parliamo di enti di
culto il Movimento Cinque Stelle pensa soltanto che stiamo parlando
delle Chiese.
Io dico che quando parliamo di enti di culto parliamo di
aggregazioni, parliamo di centri di aggregazioni, parliamo di campi
di calcetto, parliamo di tutto ciò che le Chiese fanno nei
confronti dei nostri bambini che le amministrazioni locali non
riescono a fare.
Per cui, io chiedo al Movimento Cinque Stelle, all'onorevole
Cancelleri che so della sua sensibilità rispetto a questi temi, di
ritirare questo emendamento, caro collega Cancelleri, non perché -
ripeto - sono innamorato delle Chiese, ma perché credo che si
possano fare una serie di cantieri che possono risolvere qualche
problema rispetto all'aggregazione sociale.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
cercherò di essere telegrafico perché i colleghi, bene o male,
hanno fatto la sintesi di quello che si è verificato in Commissione
Bilancio e io credo che questo articolo sia un articolo che
qualifichi l'impianto intero della Finanziaria al netto di
valutazioni politiche che altri colleghi con gli emendamenti
soppressivi fanno io credo che intervenire su questo settore
significhi intervenire correttamente.
Dico queste cose perché vorrei il Governo più attento, meno
distratto com'è stato poco fa e sono certo che questa volta non si
rimetterà all'Aula ma darà il parere favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 17.11. Il parere del
Governo?
MICCICHE', Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.11
Comunicazione di dimissione e contestuale sostituzione di
componente di Commissione
PRESIDENTE. Essendo al richiesta appoggiata a termini di
Regolamenti, indìco la votazione per scrutinio segreto
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Cordaro ha
dell'emendamento 17.11.
presentato le dimissioni da componente della Commissione speciale
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
Statuto e che sono pervenute alla Presidenza il 23 febbraio 2016.
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
Considerato che occorre provvedere alla sostituzione, è stato
pulsante bianco.
designato componente della Commissione Statuto l'onorevole
Dichiaro aperta la votazione.
Bernadette Grasso, del Gruppo parlamentare Grande Sud-PID Cantiere
(Si procede alla votazione)
Popolare verso Forza Italia al quale l'onorevole Cordaro
appartiene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Do lettura del relativo decreto:
Risultato della votazione
I L P R E S I D E N T E
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
VISTE le dimissioni dell'onorevole Salvatore Cordaro dalla
segreto:
Commissione parlamentare speciale Statuto, pervenute alla
Presidenza il 23 febbraio 2016;
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
Favorevoli 21
Contrari 51
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Grande Sud-PID
Astenuti 0
Cantiere Popolare verso Forza Italia al quale l'on. Cordaro
appartiene;
(Non è approvato)
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
Onorevole Cancelleri, mantiene gli altri emendamenti?
D E C R E T A
CANCELLERI. Li mantengo.
l'onorevole Bernadette GRASSO è nominata componente della
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.12. Il parere del Governo?
Commissione parlamentare speciale Statuto, in sostituzione
dell'on.le Cordaro, dimissionario .
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
Comunicazione relativa all'esito della Conferenza dei Presidenti
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
dei Gruppi parlamentari
Contrario.
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 17.12. Chi è
parlamentari, riunitasi in data odierna, sotto la Presidenza del
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Presidente, onorevole Ardizzone e con la partecipazione del
Vicepresidente dell'ARS, onorevole Lupo, ha deliberato
(Non è approvato)
all'unanimità, la seguente agenda dei lavori:
Si passa all'emendamento 17.8 Il parere del Governo?
-AULA
Esaurita la votazione dei documenti finanziari, l'Assemblea
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
tornerà a riunirsi martedì 8 marzo 2016 per discutere gli argomenti
già iscritti all'ordine del giorno dell'Aula prima dell'avvio della
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
sessione di bilancio e precisamente il disegno di legge sul demanio
trazzerale ed alcune mozioni parlamentari.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di
maggioranzaq. Contrario.
-COMMISSIONI
Tanto la Commissione Bilancio' quanto le altre Commissioni di
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
merito si riuniranno con procedura d'urgenza per esaminare il
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 17.8. Chi è
disegno di legge nn. 1133-1155/A Stralcio I contenente, fra le
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
altre, Disposizioni per favorire il tessuto economico regionale,
ivi incluse quelle stralciate dalla Presidenza dal disegno di legge
(Non è approvato)
Finanziaria'.
Si passa all'emendamento 17.7. Il parere del Governo?
Si è altresì convenuto che a seguito della sopracitata procedura
d'urgenza, l'Aula avvii la discussione del superiore disegno di
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
legge Stralcio' il 15 marzo p.v.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
L'Assembla ne prende atto.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Votazione della Nota di variazione al disegno di legge nn. 1132/A
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
finanziario 2016 e Bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 17.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Bilancio ha approvato la
Nota di variazione al disegno di legge n. 1132/A Bilancio di
(Non è approvato)
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e
Bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
Si passa all'emendamento 17.9. Il parere del Governo?
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. L'emendamento e precluso.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.4, a firma dell'onorevole
Di Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.13, a firma dell'onorevole Cancelleri.
Il parere del Governo?
BACCE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 17.13. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 17.10 e 17.6 sono assorbiti.
Pongo in votazione l'articolo 17 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Era stato presentato dall'onorevole Formica un emendamento che
viene trasformato in ordine del giorno.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18
Misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti al
bacino
PIP Emergenza Palermo
1. Le misure di cui al comma 3 dell'articolo 68 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 sono riconosciute unicamente ai
soggetti per i quali il numero di anni necessari al raggiungimento
dei requisiti di pensionabilità, con conseguente fuoriuscita dal
relativo bacino di riferimento, non è inferiore a cinque.
2. Nei confronti dei soggetti beneficiari delle misure di cui al
comma 3 dell'articolo 68 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9,
si applicano le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 6, della
presente legge.
3. La richiesta di cui al comma 3 dell'articolo 68 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 deve essere presentata, a pena di
decadenza, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge.
4. Sono abrogate le disposizioni di cui alle lettere b) e c) del
comma 3 dell'articolo 68 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9.
5. L'ammontare della misura di fuoriuscita di cui al comma 3
dell'articolo 68 della legge regionale n. 9/2015 non può in ogni
caso superare l'importo corrispondente al numero di mensilità
mancanti alla data di fuoriuscita dal bacino per raggiungimento dei
requisiti di pensionabilità.
6. La lettera f) del comma 6 dell'articolo 68 della della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 è così sostituita:
f) reddito individuale personale superiore a 20.000 euro e ove si
superi detta soglia reddito ISEE familiare superiore a 40.000
euro. ».
PRESIDENTE. Gli onorevoli Di Mauro, Greco Giovanni e Lombardo
ritirano gli emendamenti a loro firma.
Si passa all'emendamento 18.8, che prevede la soppressione del
comma 6, a firma degli onorevoli La Rocca, Cancelleri ed altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, Presidente della Regione, l'anno
scorso noi avevamo fatto una Finanziaria, la numero 9 del 2015, che
già prevedeva tutta una serie di criteri.
La norma è stata per oltre un anno applicata anche, diciamo,
abbastanza bene. Adesso si vuole cambiare per il semplice motivo
che, forse, qualcuno deve rientrare perché andare ad ampliare i
criteri oggettivamente non mi sembra opportuno.
Anche il Presidente della Commissione Bilancio ha tirato in
ballo, giustamente, l'interpretazione perché rispetto alla norma
precedente, che era chiarissima, l'assessore Micciché ha detto -
forse perché suggerito, non so per quale motivo - che la norma
precedente era poco chiara.
Siccome per come era scritta era chiarissima, le cose sono due: o
ha un ufficio di dirigenti molto scarsi o effettivamente andiamo a
cambiare i criteri precedenti.
Quindi, noi siamo contrari perché riteniamo che la norma
precedentemente, attualmente in vigore, è chiarissima. Sì, perché
invece di mettere e o meglio o ove si evince . Siamo, quindi,
contrari e chiediamo l'apprezzamento da parte dei colleghi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.8. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
'Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
Presidenza del Presidente Ardizzone
2016. e Bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 (n. 1132/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.8.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
dell'emendamento 18.8.
finanziario 2016 e Bilancio pluriennale per il triennio 2016-
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
2018 (1132/A)
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Bilancio di previsione della Regione siciliana
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
per l'esercizio finanziario 2016 e Bilancio pluriennale per il
triennio 2016-2018 (1132/A).
BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro aperta la votazione.
Mi rimetto all'Aula.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Scusate, il Governo si è corretto e si è rimesso
all'Aula. Sia la Commissione che il Governo si sono rimessi
Dichiaro chiusa la votazione.
all'Aula.
Risultato della votazione
Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
(Si procede alla votazione)
nominale:
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Risultato della votazione
Favorevoli 45
Contrari 20
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
Astenuti 4
segreto:
(L'Assemblea approva)
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 marzo 2016,
Favorevoli 32
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Contrari 37
Astenuti 0
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
(Non è approvato)
Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti seduto;
(Seguito)
chi è contrario si alzi.
Relatore: on. Laccoto
(E' approvato)
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
mercoledì 24 febbraio 2016, alle ore 11.00.
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
ai ricorsi in materia di legittimità
(La seduta, sospesa alle ore 20.12 di martedì 23 febbraio 2016, è
costituzionale promossi innanzi alla Corte
ripresa alle ore 11.12 di mercoledì 24 febbraio 2016)
costituzionale.
La seduta è ripresa.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
PRESIDENTE. Invito i componenti la Commissione Bilancio' a
prendere posto nell'apposito banco.
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
Ricordo che fino ad ora abbiamo accantonato gli articoli 1, 5, 6,
7, 8 e 15. Sono stati approvati gli articoli 2, 3, 4, 9, 10, 11,
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
12, 14, 16, 17, 18. L'articolo 13 era tra quelli stralciati.
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
Si passa all'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:
31.
«Articolo 19
(25 novembre 2013)
Disposizioni di contenimento della spesa nel settore forestale.
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
Disposizioni in materia di garanzie occupazionali
VINCIULLO
1. Nelle more di una riforma organica del settore forestale è
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
sospeso il meccanismo di sostituzione di cui all'articolo 52 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, e all'articolo 30 della legge
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
regionale 25 maggio 1995, n. 45, e successive modifiche ed
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
integrazioni.
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
2. Al comma 6 dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
2011, n. 7, dopo le parole triennio 2013-2015 sono inserite le
parole ed al triennio 2016-2018 .
(3 novembre 2015)
3. Le disposizioni di cui al comma 2 sono estese anche ai
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
lavoratori stagionali dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) assunti
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 agosto 1998, n.
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
16 e a quelli dei consorzi di bonifica».
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
GRECO Giovanni. E' un articolo particolare perché riguarda i
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
forestali.
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
PRESIDENTE. Sì. Allora, momentaneamente lo accantoniamo.
conseguenti.
Si passa all'esame dell'articolo 20. Ne do lettura:
(16 dicembre 2015)
«Articolo 20
Disposizioni in materia di enti regionali
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
legge, la partecipazione agli organi collegiali, anche di
amministrazione, degli enti di cui all'articolo 1 della legge
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
integrazioni, e degli enti comunque sovvenzionati, sottoposti a
tutela o anche a sola vigilanza della Regione, nonché la titolarità
(13 gennaio 2016)
di organi dei predetti enti è disciplinata secondo le disposizioni
di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto legge 31 maggio 2010,
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
PAPALE - FIGUCCIA
n. 122 e successive modifiche ed integrazioni, così come
interpretato dall'articolo 35, comma 2 bis del decreto legge 9
La seduta è tolta alle ore 16.37
febbraio 2012, n. 5 convertito, con modificazioni, dalla legge 4
aprile 2012, n. 35. La disposizione del presente comma non si
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
applica agli enti nominativamente indicati nell'allegato 1, parte
Il Direttore
A, della presente legge, a tutti i soggetti già espressamente
dott. Mario Di Piazza
esclusi dall'applicazione dell'articolo 6, comma 2, del decreto
legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla
Il Consigliere parlamentare responsabile
legge n. 122/2010 e successive modifiche ed integrazioni e agli
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
enti parco archeologici.
2. A far data dalla scadenza degli organi attualmente in carica,
le funzioni già attribuite ai collegi dei revisori dei conti di cui
all'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6, sono
svolte da due revisori dei conti, nominati con decreto
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale e designati con rispettiva proposta del Ministro per
l'istruzione, l'università e la ricerca e dell'Assessore regionale
per l'istruzione e la formazione professionale. Ferme restando le
disposizioni previste dal comma 2 dell'articolo 9 della legge
regionale 24 febbraio 2000, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, i componenti dei collegi dei revisori di competenza
regionale devono avere la propria residenza nella Regione.
3. Al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale n. 6/2000, le
parole quattro anni sono sostituite con le parole tre anni e le
parole due quadrienni sono sostituite con le parole due
trienni .
4. A far data dalla scadenza degli organi attualmente in carica,
le funzioni già attribuite ai collegi dei revisori dei conti di cui
all'articolo 16 della legge regionale n. 6/2000, sono svolte da un
revisore dei conti nominato con decreto dell'Assessore regionale
per l'istruzione e la formazione professionale secondo le
disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 9 della medesima
legge regionale n. 6/2000. Ferme restando le disposizioni previste
dal comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 6/2000 e
successive modifiche ed integrazioni, il revisore dei conti deve
avere la propria residenza nella Regione.
5. Sono abrogate le disposizioni degli articoli 9 e 16 della legge
regionale 24 febbraio 2000, n. 6, incompatibili con le previsioni
di cui ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo.
6. Il comma 4 dell'articolo 39 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 è sostituito dal seguente:
4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, fermo restando il numero massimo di tre componenti,
ciascun Assessore regionale con proprio decreto definisce le
rappresentanze degli organi degli enti di cui al comma 1,
sottoposti a controllo e vigilanza del proprio ramo di
amministrazione, mantenendo se previsto un componente in
rappresentanza delle istituzioni o delle associazioni
rappresentative di interessi economici e sociali. Nei successivi
trenta giorni gli enti adeguano i propri statuti alle disposizioni
del presente comma. .
7. Le disposizioni di cui all'articolo 39 della legge regionale n.
9/2015 non si applicano alle istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza (IPAB).
8. La durata del commissariamento degli enti regionali non può
essere superiore a tre mesi».
Onorevoli colleghi, considerato che sono stati presentati diversi
emendamenti e che ancora molti parlamentari devono arrivare,
accantoniamo momentaneamente anche questo articolo.
Si passa all'esame dell'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21
Esclusività appartenenza bacini
1. E' esclusa la contemporanea appartenenza a più bacini di
garanzie occupazionali o di provvidenze di cui alle seguenti leggi
regionali:
a) legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76, articolo 3 (Garanzie
occupazionali consorzi di bonifica);
b) legge regionale 31 agosto 1998, n. 16, articolo 1 (Garanzie
occupazionali ESA);
c) legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, articoli 45 ter, 46 e 47
della (Garanzie occupazionali forestali);
d) legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 articolo 68 (PIP);
e) legge regionale 15 maggio 2005, n. 5 articolo 1 (Canteri di
servizio);
f) legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 articolo 30, comma 5
(LSU).
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche
all'ente Vivaio Vite americano, all'Istituto zootecnico e a tutti
gli enti a partecipazione regionale che si avvalgono di personale
stagionale».
Onorevoli colleghi, se si ritirano gli emendamenti soppressivi
possiamo procedere.
Si passa all'emendamento 21.1, degli onorevoli Greco G. ed altri.
Onorevole Greco G. lo ritira?
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.6, degli onorevoli Cordaro ed altri.
Non sono presenti in Aula i firmatari.
Si passa all'emendamento 21.7, degli onorevoli Sorbello ed altri.
SORBELLO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.2, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.5, degli onorevoli Grasso ed altri.
Non sono presenti in Aula i firmatari.
Si passa all'emendamento 21.11, degli onorevoli Anselmo e Arancio.
Non sono presenti in Aula i firmatari.
Si passa agli emendamenti 21.9 e 21.8, degli onorevoli Falcone ed
altri. Non sono presenti in Aula i firmatari.
Si passa all'emendamento 21.3, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.4, degli onorevoli Cordaro ed altri.
Non sono presenti in Aula i firmatari.
Si passa all'emendamento 21.10, del Governo.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Relativamente all'esclusione contemporanea a
diversi bacini ho cercato di fare un emendamento propositivo, cioè
dico che questo elemento deve essere allargato a tutti i bacini che
hanno personale precario, assessore Baccei. Non ho capito perché
lei ha fatto questo emendamento? Le chiedo di ritirarlo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Greco, come ben sa non
è che conosca le specificità dei diversi bacini. Questo emendamento
viene dall'assessore Cracolici che dice che per questo istituto le
persone
GRECO Giovanni. Allora, lo ritiri perché lui non c'è.
BACCEI, assessore per l'economia. No, non posso ritirarlo. No,
assolutamente. Quello che diceva, se ricordo bene, poi la
Commissione mi aiuti perché ne abbiamo anche dibattuto in
Commissione, che è personale con una specificità, non mi ricordo
esattamente quale; sono specialisti. Onorevole Savona, se lei
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRECO Giovanni. Che approva l'emendamento?
PRESIDENTE. Sì
GRECO Giovanni. Perché lo approva se abbiamo votato tutti contro?
Non l'ho capito. Siamo 4 contro venti. Pure un cieco se ne
accorgerebbe
PRESIDENTE. Allora, controprova. Lo ripongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Onorevole Greco, sono 8 contro 9, non contro 20. In quella
confusione, con l'onorevole Lombardo che non sapeva se doveva
rimanere seduto o alzarsi, in base alle sue indicazioni
(Non è approvato)
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, a parte la vittoria del collega
Greco su una cosa che forse i colleghi che hanno votato a favore
non hanno valutato attentamente
GRECO Giovanni. Le ricordo che lei era stato pure favorevole in
Commissione a questo emendamento.
PANARELLO. ma il tema è se dobbiamo affrontare materia che hanno
una loro consistenza in questo contesto, lo dico al Presidente se
dobbiamo affrontare articoli importanti. Quindi, pensavo di
valutare, eventualmente, gli articoli che non hanno emendamenti
perché altrimenti rischiamo, al di là
ZAFARANA. Il Governo dov'è?
PANARELLO. Lasci stare. Io parlo per me. E veramente parlo pure
per voi, è giusto? Allora, parlo per il Parlamento che dovrebbe
affrontare le questioni non come pensa il collega Ciaccio, come se
fosse una corrida ma come un Parlamento che deve legiferare
consapevolmente su materie che possono essere di un certo rilievo.
Quindi, al di là dell'emendamento votato chiederei al Presidente,
se è possibile, di affrontare gli articoli che non hanno
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, è proprio questo lo spirito, però
mi rivolgo a lei perché è stato puntualissimo.
PANARELLO. Lei ha ragione.
PRESIDENTE. Se abbiamo stabilito gli orari: inizio ore 11.00 e si
sospende alle 14.00; si riprende alle 16.00 per chiudere alle ore
20.00, 20.30. Dovrebbe essere questo il percorso in questi giorni.
Se ci discipliniamo, però evitiamo l'elasticità degli orari.
GRASSO. Domani sempre alle ore 11.00?
PRESIDENTE. Domani alle ore 11.00, si sospende alle ore 13.00 per
l'incontro con l'ANCI e si riprenderà alle ore 16.00. Venerdì
riprendiamo alle ore 15.00 perché c'è il Presidente della
Repubblica all'inaugurazione dell'anno accademico a Palermo.
FORMICA. Allora, alle 16.00.
PRESIDENTE. Alle 16.00. Presumibilmente, dovremmo approvare la
finanziaria entro le ore 20.00 di venerdì o al massimo entro le ore
20.00 di sabato. Se c'è un po' di diligenza e siamo tutti in orario
la possiamo approvare anche entro le ore 20.00 di venerdì.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Finanziamento interventi nel settore della forestazione.
Finanziamento garanzie occupazionali
1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018, la spesa di 10.000 migliaia
di euro (Missione 16 - Programma l - capitolo 147320).
2. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13 è autorizzata per ciascuno degli esercizi
finanziari 2016, 2017 e 2018, la spesa di 6.000 migliaia di euro
(Missione 16 - Programma 3 - capitolo 147326).
3. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 8 dell'articolo 47
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, è determinata nel limite
massimo di 142.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2016 e di 137.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari 2017 e 2018.
4. Le somme di cui al comma 3 sono iscritte in apposito fondo
nella rubrica del dipartimento bilancio e tesoro da ripartire, con
decreto del Ragioniere generale, tra il dipartimento regionale
dello sviluppo rurale e territoriale ed il Comando del Corpo
forestale della Regione siciliana, previa richiesta congiunta dei
dirigenti generali dei predetti dipartimenti in proporzione ai
rispettivi fabbisogni.
5. Al comma 8 dell'articolo 47 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 le parole da Per ciascuno alle parole 31.330 migliaia
di euro sono sostituite con le parole: Per ciascuno degli
esercizi finanziari 2016 e 2017 la spesa complessiva, rideterminata
in 36.330 migliaia di euro e in 31.330 migliaia di euro, è
ripartita rispettivamente per l'esercizio finanziario 2016 quanto a
29.430 migliaia di euro - Missione 16 Programma 1 - capitolo 156604
e a 6.900 migliaia di euro - Missione 9 - Programma 5 - capitolo
150514 e per l'esercizio finanziario 2017 quanto a 24.430 migliaia
di euro - Missione 16 - Programma 1 - capitolo 156604 e ad euro
6.900 migliaia di euro - Missione 9 - Programma 5 - capitolo
150514».
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 24 sono stati
presentati soltanto emendamenti soppressivi:
-il 24.1, 24.2, 24.3, 24.4, 24.5, 24.6, degli onorevoli Di Mauro,
Greco Giovanni e Lombardo;
-il 24.9, 24.8, 24.7, 24.12, 24.11 e 24.10, degli onorevoli
Clemente, Cordaro,Grasso e Gennuso.
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
GRASSO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Finanziamento misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti
al bacino
PIP Emergenza Palermo
1. L'autorizzazione di cui all'articolo 68 della legge regionale
15 maggio 2015, n. 9, è determinata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2016, 2017 e 2018, in 29.000 migliaia di euro (Missione
12 - Programma 4 - capitolo 183799)».
Comunico che all'articolo 25 sono stati presentati due
emendamenti:
-emendamento soppressivo 25.1, degli onorevoli Di Mauro, Greco G. e
Lombardo;
-emendamento aggiuntivo 25.2, degli onorevoli Cascio F., Alongi ed
altri.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, le posso chiedere se l'articolo
nel quale abbiamo bocciato l'emendamento del Governo è stato
approvato?
PRESIDENTE. Sì, è stato approvato. L'emendamento 25.2 ha problemi
di copertura per cui invito l'onorevole Alongi a ritirarlo.
ALONGI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Greco, ritira l'emendamento 25.1?
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Finanziamento provvedimenti in favore dei testimoni di giustizia
1. Per le finalità di cui all'articolo 2, comma l, della legge
regionale 26 agosto 2014, n. 22 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2017 l'ulteriore spesa di 510 migliaia di euro
(Missione l - Programma 3 - capitolo 212038)».
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti.
Si passa all'emendamento 26.1, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.3, dell'onorevole Grasso e altri.
GRASSO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.4, degli onorevoli Siragusa ed altri.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono
disponibile anche al ritiro dell'emendamento, non sono contro i
testimoni di giustizia, però vorrei che l'Assessore spiegasse le
finalità dell'articolo, soprattutto alla luce della riscrittura,
che sto vedendo, successiva al mio emendamento, perché ulteriori
510 migliaia di euro cosa significano? Ne dobbiamo assumere altri?
Stiamo coprendo un debito fuori bilancio? Vorrei spiegazioni in
merito dall'Assessore.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. La copertura è per le assunzioni che già sono state
fatte, siccome non erano state messe le quote in bilancio, adesso è
per assicurare, perché voi sapete meglio di me che per
un'assunzione a tempo indeterminato la copertura deve essere
decennale. Questa cifra garantisce la copertura per le assunzioni
già fatte. Non ci sono per adesso nuove assunzioni.
PRESIDENTE. Onorevoli Siragusa, mantiene l'emendamento 26.4?
SIRAGUSA. Sì.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché
avevo presentato il mio emendamento soppressivo? Perché è possibile
che noi facciamo la lotta alla mafia ed i soldi li gestiscono a
Roma e, poi, dobbiamo andare a pagare gli stipendi ai testimoni di
giustizia? Io sono perché i soldi che vanno all'Agenzia nazionale,
che gestisce il grande ministro Alfano, ci vengano trasferiti per
poter pagare gli stipendi a queste persone che hanno fatto un atto
eroico, però li deve pagare Roma, non dobbiamo pagarli noi, e se
noi non ci facciamo valere, Presidente, loro ci addosseranno tutte
le spese che riguardano questo argomento su cui la Sicilia ancora
ha questa medaglia di primato in Italia.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ha lungamente
discusso su questo argomento, anche perché altri colleghi prima
dell'onorevole Siragusa avevano chiesto la soppressione
dell'articolo. Intanto, attraverso le relazioni degli uffici, che
sono state depositate, è emerso che non trattasi di debito fuori
bilancio, in quanto l'impegno di spesa non è fatto per il 2015 ma è
fatto per il 2016.
Dopodiché ci è stato spiegato, e anche verbalizzato, che per
ragioni legate alla sicurezza di questi lavoratori ancora non sono
stati inseriti nell'elenco di tutti i dipendenti della Regione e
che, di conseguenza, per i prossimi anni era necessario, proprio
per tutelare la loro incolumità, dare vita a delle riserve che
ammontavano a 790 mila euro, dal momento che 280 mila erano stati
già previsti. Pertanto, la Commissione ha, poi, approvato questo
articolo, credo anche all'unanimità su questa vicenda, proprio
perché è stato ampiamente dimostrato che le somme non sono dovute
all'anno 2015 ma agli anni successivi, al 2016/2017, e c'era stato
l'impegno del Governo, che credo si sia anche trasformato in un
emendamento, che dal 2018 in poi questa posta, che al momento era
messa solo ed esclusivamente per salvaguardare questi ultimi
assunti della Regione, fosse inserita nel bilancio della Regione.
Pertanto, il parere della Commissione sull'emendamento è contrario.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
fare una proposta: considerato il fatto che durante i lavori della
Commissione sulla finanziaria, sul bilancio di quest'anno, proprio
su questo punto, su questo articolo, ci siamo un po' soffermati ed
io ho detto in Commissione che l'Agenzia nazionale per i beni
confiscati gestisce il patrimonio rinvenuto dalle sottrazioni che
si fanno alla mafia che oggi ha notevoli risorse per potere pagare
queste persone. E lo devono fare perché stanno partecipando
attivamente a risolvere il problema della Sicilia e non solo.
Considerato il fatto che la Sicilia, in questo momento, ha
problemi economici gravi e che c'è un tira e molla' con il Governo
nazionale, affinché si possa rimediare e portare più risorse
possibili perché non ci possiamo fermare e dobbiamo investire,
signor Presidente e onorevoli colleghi, propongo un subemendamento
che preveda il pagamento di questi lavoratori utilizzando le
risorse dell'Agenzia dei beni confiscati, alla quale non mancano
risorse. L'abbiamo più volte dibattuto anche in Commissione
antimafia. Quindi, la mia proposta è questa.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi l'emendamento
lo ritiriamo, però, è chiaro che qua stiamo coprendo un debito
fuori bilancio, questo è fuori di discussione, e valuteremo se è il
caso di mandare questi atti all'autorità competente, ovvero alla
Corte dei conti.
PRESIDENTE. Onorevole Siracusa, sul concetto di debito fuori
bilancio per la Regione, ci dobbiamo intendere, perché i debiti
fuori bilancio sono per gli enti locali.
SIRAGUSA. E' un parente stretto. Ritiro l'emendamento.
GRECO Giovanni. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. No, onorevole Greco, lei già l'ha ritirato. Non lo può
fare per Regolamento e neanche per buon senso.
GRECO Giovanni. Se il Regolamento mi dice che non lo posso fare
non lo faccio.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
che l'onorevole Siragusa abbia ritirato l'emendamento. L'argomento
dei debiti fuori bilancio l'ha risolto il Presidente
dell'Assemblea.
Inviterei i colleghi a valutare bene il voto su quest'articolo
perché, al di là di tutte le obiezioni, come, per esempio, quella
dell'onorevole Lentini che auspica un intervento nazionale, noi
siamo di fronte ad una scelta che il Parlamento ha già fatto di
dare corso ad una legge per testimoniare concretamente un sostegno
a coloro che si sono esposti in situazioni particolari per
testimoniare contro l'illegalità, contro la mafia.
Quindi, sarebbe singolare che il Parlamento dove tutti affermiamo
di essere a sostegno della legalità in una terra - diciamo così -
martoriata storicamente da fenomeni illegali che si pronunciasse
contro una norma di questo genere, anche perché - ripeto - siamo in
presenza di persone che sono state assunte sulla base di una legge
che prevede un sostegno concreto a persone che, per la loro scelta,
sono in condizioni di particolare precarietà anche economica.
Quindi, mi auguro che, chiariti gli aspetti del debito fuori
bilancio, l'auspicio dell'onorevole Lentini, lo condivido, ma non
credo che si possa aspettare l'intervento dello Stato per
consentire a queste persone, che già operano nella Regione
Siciliana, di percepire la retribuzione.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
condivido l'intervento del collega Panarello, nel senso che mi ha
anticipato, però, volevo integrare, lo dico all'assessore qui
presente alle autonomia locali ma non soltanto, agli assessori
presenti perché possano assumere un impegno. Io credo che su questo
tema, signor presidente Ardizzone, noi dovremmo intestarci una
battaglia e lo dobbiamo fare prendendo spunto dal voto che faremo a
questo articolato, per intanto, non perché io debba difendere il
ministro Alfano, ma voglio ricordare ai colleghi che sono
intervenuti che il FUG, Fondo Unico di Giustizia, non dipende dal
ministro degli interni ma dipende dal ministro della Giustizia
Orlando, dove ci sono importanti risorse ma credo che sia
importante pensare e ripensare ad una norma che, fino ad oggi, non
è stata mai fatta e bisogna mettere qui la forza di tutto il
Parlamento regionale, affinché una percentuale delle somme che sono
accontonate presso il FUG, il Fondo Unico di Giustizia, possa
essere utilizzato nel nostro territorio considerato che l'80% di
quelle risorse sono risorse provenienti da confische di questa
terra.
Quindi, io condivido e ringrazio anche il collega del Movimento
Cinque Stelle che ha ritirato l'emendamento soppressivo, concordo
con il collega Panarello e credo che sia importante intestarci una
norma, discutere su una norma importante, che possa rivedere e
ripensare l'utilizzo del Fondo Unico di Giustizia. Questo,
assessore Baccei, se lo segni, si prenda questo impegno, potrebbe
essere un'azione importante che noi facciamo nell'interesse, non
solo dei siciliani, ma è anche una giustizia nei confronti dei
siciliani che sono stati depredati da Cosa Nostra con beni e
risorse importanti.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare che, se non erro, nella precedente
legislatura, addirittura, votammo una legge voto, perché comunque è
una competenza nazionale. E' un discorso che dovremmo riprendere
come Parlamento siciliano ed avere la forza, attraverso i nostri
parlamentari nazionali, a difenderlo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori, ha
fatto bene lei a ricordare che già il Parlamento si era espresso su
questa norma e penso sia giusto riproporla. Ma io voglio
intervenire, intanto, per chiarire un po' quello che è il pensiero
del Parlamento su questa norma.
Non ritengo che in questo Parlamento ci siano deputati o gruppi
politici contrari a questo tipo di norme. Su questo non ci sono
dubbi, c'è stato - lo ricordava il Presidente della Commissione
Bilancio - ampia discussione durante le sedute della Commissione
Bilancio su questa norma.
Quello che, però, non sfugge anche a proposito di questa norma è
l'assoluta confusione che regna nel Governo e l'assoluta incapacità
di dare risposte perfino su delle proposte che sono state portate
avanti e sbandierate dal Governo Crocetta. Cioè, se si lanciano dei
proclami e poi non si è in grado di dare sostanza ad una norma che
avrebbe dovuto essere caratterizzante del Governo della legalità,
traspare, ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno,
l'assoluta confusione e l'assoluta incapacità, perché, lasciamo
stare l'aspetto del debito fuori bilancio che, in qualche modo, è
stato arginato, presidente Vinciullo, ma di questo si tratta.
Non possiamo non esimerci dal portare una critica giusta, una
critica vera. Quindi, due cose: primo, almeno sulle cose che lo
stesso Governo ha lanciato autonomamente, coma paradigma della
propria azione, che ci sia la preparazione necessaria e gli atti
consequenziali a supporto di ciò che si annuncia; l'altro aspetto,
lo ha annunciato lei, Presidente Ardizzone, ritengo che su questo
tema, come sollevato dall'onorevole Alongi, bisogna intervenire
presto perché queste risorse non possono essere sulle spalle del
nostro già magro bilancio, posto che lo Stato, attraverso il Fondo
Unico di Giustizia, ha ingentissime risorse che, giustamente, come
rilevava il collega Alongi, per l'80% provengono dalla Sicilia
stessa. Quindi, non abbiamo i soldi da dare ai ciechi, per i comuni
e i servizi essenziali, dobbiamo poi, invece, caricarci sulle
spalle delle spese che, non c'è ombra di dubbio, dovrebbero essere
a carico del ministero di grazia e giustizia.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento
26.6.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, vorremmo che il Governo spiegasse questo
emendamento perché in Commissione Bilancio, altro è stato detto.
FORMICA. La confusione regna sovrana
PRESIDENTE. Se il Governo ritiene di spiegarlo. Dalla lettura
sembra che ci sia un aumento di spesa e occorre copertura
finanziaria nel 2016.
LANITERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, signori deputati, l'emendamento
aggiunge un'ulteriore somma per il completamento del bacino delle
assunzioni.
FORMICA. Ma quante sono le persone da assumere?
LANITERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Non sono determinati, la somma è 288, le persone da
assumere non si sa. Non hanno fornito i dati.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sempre
sull'ottica di quello spirito di collaborazione su temi importanti
come questo, che questa maggioranza e questo Governo non meritano,
chiedo di accantonare questo articolo, perché su un tema come
quello che stiamo trattando e cioè i testimoni di giustizia, non
possiamo permetterci di fare papocchi'.
Quindi, il 26.6, l'emendamento a firma del Governo, che è un
emendamento che ha una sua valenza indubbia, vogliamo apprezzarlo
comprendendolo.
Attenderei che l'assessore si confrontasse con gli uffici per
avere dati certi e poi lo riprenderemo in considerazione.
Signor Presidente, se lo ritiene, io allo stato attuale chiederei
di accantonarlo.
PRESIDENTE. Cosa dice il Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia, Lo accantoniamo.
PRESIDENTE. L'emendamento 26.6 è accantonato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Musumeci e Dina.
L'Assemblea ne prende atto.
1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27
Assegnazioni finanziarie ai liberi Consorzi comunali
1. Per le finalità dell'articolo 9 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 per l'esercizio finanziario 2018 è autorizzata la spesa
di 19.150 migliaia di euro (Missione 18 - Programma l - capitolo
191302)».
L'articolo 27 è accantonato.
Si passa all'articolo 28.
«Art. 28
Finanziamento disposizioni in materia di personale
precario
1. Le spese autorizzate per l'esercizio finanziario 2016
dall'articolo 30, commi 8 e 10, della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni sono
rispettivamente rideterminate in 182.000 migliaia di euro (Missione
15 - Programma 3 - capitolo 191310) ed in 6.850 migliaia di euro
(Missione 15 - Programma 3 - capitolo 313319).
2. Entro il 30 giugno 2016 ciascun ente territoriale approva il
piano programmatico triennale delle assunzioni di cui all'articolo
30, comma 1, della legge regionale n. 5/2014, effettuabili in
ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, tenuto conto degli spazi
assunzionali disponibili in ciascuna annualità. Il piano triennale
è trasmesso entro i successivi 15 giorni all'Assessorato regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica.
3. Gli enti che in presenza di risorse assunzionali e di posti
disponibili in pianta organica non concludono entro il 31 dicembre
2016 il processo di stabilizzazione ai sensi dell'articolo 4 del
decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge, con
modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, legge 30 ottobre 2013, n.
125, con l'utilizzo integrale delle risorse assunzionali
disponibili, sono esclusi dal riparto del Fondo di cui al comma 7
dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014, per il cinquanta
per cento del contributo spettante per i soggetti non stabilizzati
nonostante gli spazi assunzionali per il 2016. Dal 2017, la
decurtazione è effettuata per il cento per cento del contributo
spettante per i soggetti non stabilizzati nonostante gli spazi
assunzionali.
4. Le assunzioni disposte ai sensi dell'articolo 4, comma 8, del
decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge, con
modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, legge 30 ottobre 2013, n.
125 non si computano nel limite finanziario fissato dall'articolo
35, comma 3 bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 in
quanto rientranti nella disciplina del reclutamento ordinario ai
sensi dell'articolo 36, comma 5 bis del medesimo decreto
legislativo.
5. Il comma 2 dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014, è
sostituito dal seguente:
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, commi 6 e 8
del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 30 ottobre
2013, n. 125, la riserva di cui al comma 3 bis dell'articolo 35 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applica anche ai
soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 1. .
6. In sede di riparto del Fondo di cui al comma 7 dell'articolo 30
della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche e
integrazioni, i trasferimenti ai comuni beneficiari della
disposizione di cui all'articolo 13, comma 4 della legge regionale
15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche e integrazioni, sono
decurtati in misura corrispondente ai proventi derivanti dalla
medesima disposizione, riferiti all'anno precedente.
7. In sede di riparto del Fondo di cui al comma 7 dell'articolo 30
della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche e
integrazioni, i trasferimenti ai comuni in dissesto sono decurtati
delle somme trasferite nell'anno precedente che siano eventualmente
risultate in misura superiore rispetto all'effettiva spesa
sostenuta nel medesimo anno per il personale precario. La relativa
quota risultante in misura superiore non deve, pertanto, essere
restituita.
8. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 32, comma 5,
della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed
integrazioni è determinata per ciascuno degli esercizi finanziari
2017 e 2018 in 28.000 migliaia di euro da iscriversi in un apposito
fondo da assegnare al dipartimento della funzione pubblica e del
personale. Il Ragioniere generale è autorizzato ad apportare le
variazioni discendenti dall'applicazione del presente comma.
9. Al comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale n. 5/2014 le
parole "e fino al 31 dicembre 2016" sono sostituite con le parole
"e fino al 31 dicembre 2018" e dopo le parole "n. 125/2013" sono
aggiunte le parole "e dell'articolo 1, comma 426, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, sussistendone i presupposti".
10. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 30, comma 5,
della legge regionale n. 5/2014, è determinata per l'esercizio
finanziario 2016 in 36.362 migliaia di euro (Missione 15 -
Programma 3 - capitolo 313318).
11. L'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 31, comma 1,
della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed
integrazioni è determinata per l'esercizio finanziario 2016 in 312
migliaia di euro (Missione 15 - Programma 3 - capitolo - 313318).
12. Al comma 6 dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modifiche e integrazioni, sono aggiunte le parole "e
l'articolo 34, comma 2 della legge regionale 18 maggio 1996, n.
33".
13. Per fare fronte alle necessità derivanti dalla mancata
erogazione dei contributi dell'anno 2013 dovuti agli Enti diversi
dalle autonomie locali, pubbliche amministrazioni, ivi comprese le
aziende pubbliche del Servizio sanitario regionale, la cui istanza,
presentata, non è stata regolarizzata nell' anno di competenza, è
autorizzato per l'esercizio finanziario 2016 la spesa di 100
migliaia di euro (Missione 15 - Programma 3 - Titolo 1 - capitolo
313319). Al relativo onere si provvede mediante riduzione di pari
importo della spesa autorizzata dall'articolo 30, comma 7, della
legge regionale n. 5/2014 (Missione 18 - Programma 1 - Titolo 1 -
capitolo 191310)».
Presidente Vinciullo, vuole che lo accantoniamo o andiamo avanti?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di accantonare
l'articolo 28, anche perché, siccome domani abbiamo l'incontro con
i comuni, sarebbe opportuno prima parlare con loro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 29. Ne do lettura:
«Art. 29
Finanziamento spesa personale Ente acquedotti siciliani
in liquidazione
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13 è determinata, per ciascuno
degli esercizi 2016, 2017 e 2018, in 7.800 migliaia di euro
(Missione l - Programma 3 - capitolo 214107).
2. Il contributo concesso all'Istituto regionale vini e oli di
Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 è determinato per ciascuno degli
esercizi 2016, 2017 e 2018 in 207 migliaia di euro, anche per
provvedere all'assunzione di personale precario (Missione 16 -
Programma 1 - capitolo 147325).
3. Il contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinata per
ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 1.107 migliaia di euro
(Missione 14 - Programma 2 - capitolo 343315).
4. Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
studio universitario della Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinato per
ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 2.708 migliaia di euro
(Missione 4 - Programma 4 - capitolo 373347).
5. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale 15
maggio 2015, n. 9, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016,
l'ulteriore spesa di 130 migliaia di euro (Missione 15 - Programma
3 - capitolo 108170)».
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 11.46, è ripresa alle ore 11.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'Assessore Lantieri mi ha chiesto di ritornare
all'articolo 26, perché ha la spiegazione dell'emendamento
governativo 26.6.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
del Governo 26.6, abbiamo conferma che i 288 mila euro, da
aggiungere per il triennio 2016-2018, sono per l'elenco, che è
stato mandato dal Ministero, che ha dato via libera alle nuove
assunzioni, che in totale sono nove, i cui nomi non si possono
conoscere. C'è un elenco presso gli enti locali. erciò, questi
soldi riguardano le nuove assunzioni.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarei dell'idea di
continuare ad accantonare questo articolo ed attendere una
relazione scritta degli uffici, anche perché in commissione gli
uffici hanno detto altra cosa.
Se ci sono nuove assunzioni da fare, cioè altre nove persone che
sono percettrici di diritto, la commissione è propensa ad
approvarlo - s'immagini, di fronte ai diritti nessuno è contrario -
però, la dichiarazione di oggi dell'assessore si scontra con ciò
che è stato detto in commissione.
Ciò nondimeno, signor Presidente, se lei ritiene che lo dobbiamo
votare la commissione lo vota. Sarebbe opportuno, però, attendere
una relazione scritta su questo argomento.
PRESIDENTE. Siccome già abbiamo iniziato, abbiamo esaminato tanti
articoli ma non molti, continuare ad accantonare non serve.
Il Governo ha spiegato. Ognuno può essere convinto o meno sulla
richiesta formulata da un collega parlamentare, nella fattispecie
dall'onorevole Cordaro. Si può votare a favore o contro ma la
spiegazione è stata data direttamente dall'assessore.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Quindi, si tratta di nove nuovi assunzioni che dovrebbero avvenire
quando?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Nel 2016, perché ho parlato direttamente con il
direttore, la dottoressa Giammanco.
PRESIDENTE. Quindi, avendo l'assessore dato la spiegazione, è
inutile che continuiamo a rinviare.
C'è un subemendamento tecnico del Governo: Sostituire il comma 3
con il seguente: Il comma 3 dell'articolo 2 . Mi riferisco proprio
all'emendamento 26.6.
Pongo in votazione il subemendamento 26.6.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Era un errore materiale nell'indicazione della legge.
Pongo in votazione l'emendamento 26.6, così come subemendato.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.5, che è precluso dall'approvazione
del 26.6
Pongo in votazione l'articolo 26, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Accantoniamo l'articolo 27 perché anche questa materia
l'affronteremo con i Comuni e con l'Anci, così come l'articolo 28.
L'articolo 29, Assessore, lo possiamo trattare? Finanziamento
spesa personale Ente acquedotti siciliani in liquidazione .
C'è un emendamento sull'articolo 15 e sono collegati, quindi, è
accantonato, va approvato prima l'articolo 15.
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura.
«Art. 30
Acquisizione dei servizi delle società partecipate
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 11, comma 5,
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche
ed integrazioni è determinata, per ciascuno degli esercizi 2017 e
2018, in 44.523 migliaia di euro (Missione 1 - Programma 11 -
capitolo 212533).
2. Al comma 1 dell'articolo 78 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 le parole si avvale sono sostituite dalle parole può
avvalersi .
3. All'articolo 35 della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 è
aggiunto il seguente comma:
10 bis. L'ufficio di cui al comma 1, a decorrere dall'1 marzo
2016, è posto alle dipendenze dell'assessore regionale per
l'economia. .
4. Allo scopo di rilanciare lo sviluppo degli interporti siciliani
per lo svolgimento delle attività e dei servizi della Società
Interporti Siciliani (SIS) è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2016 la spesa di 500 migliaia di euro».
All'articolo 30 sono stati presentati emendamenti soppressivi.
Siamo passati all'articolo 30 perché il 29 lo abbiamo dovuto
accantonare su richiesta dell'assessore Baccei perché agganciato
all'articolo 15 che prevedeva una particolare copertura finanziaria
collegata con l'articolo 15.0
Onorevole Greco, mantiene l'emendamento soppressivo dell'articolo
30?
GRECO Giovanni. Lo mantengo.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Quindi, lo mantiene? Va bene.
Emendamento 30.1, l'onorevole Greco mantiene l'emendamento
soppressivo dell'intero articolo ed ha chiesto il voto segreto.
Verifichiamo i richiedenti sull'emendamento 30.1.
GRECO Giovanni. Ritiro l'emendamento 30.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Allora, viene meno pure la richiesta di votazione a scrutinio
segreto.
L'onorevole Cordaro ritira l'emendamento?
L'onorevole Greco ha ritirato l'emendamento soppressivo, ritira
anche lei?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Cancelleri, gli emendamenti soppressivi?
C'è l'emendamento dell'onorevole Cancelleri che prevede la
soppressione dei commi 2 e 3 dell'articolo 30.
Onorevole Cancelleri, li mantiene o li ritira?
Non c'è l'onorevole Cancelleri?
Onorevole Ciaccio?
CIACCIO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. E' mantenuto.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Scusate, per evitare confusione, il primo emendamento
presentato - onorevole Cracolici però mi segua altrimenti facciamo
confusione - dell'onorevole Cancelleri prevede la soppressione dei
commi 2 e 3.
Quindi, li stiamo votando assieme per la soppressione, altrimenti
accantoniamo questo e cominciamo a votare singolarmente i singoli
commi. Però, lo deve dire il Governo. L'emendamento a firma
Cancelleri prevede la soppressione dei commi 2 e 3.
BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'Economia. Signor Presidente, io farei una
distinzione in questo articolo perché il comma 1 e il comma 4 sono
i soldi previsti dal contratto di servizio con le società
partecipate. Se non diamo i soldi vuol dire che non possiamo pagare
gli stipendi al personale delle società partecipate, per cui su
questo non vedo motivo di sopprimere
PRESIDENTE. Allora li votiamo singolarmente. Si passa
all'emendamento 30.3 a firma dell'onorevole Greco Giovanni che lo
mantiene. E' prevista la soppressione solo del comma 2. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Mi rimetto all'Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Verifichiamo i richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 30.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 30.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 19
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti 30.9, 30,16, 30.12, 30.18, 30.19, 30.21 sono
assorbiti. Si passa all'emendamento 30.4 a firma degli onorevoli Di
Mauro ed altri, soppressione del comma 3 .
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.
E' stato presentato un emendamento soppressivo del comma 3 a firma
del Governo. Il Governo l'ha presentato e deve dire se lo ritira o
lo mantiene.
BACCEI, assessore per l'Economia. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
all'emendamento del Governo 30.17 soppressivo del comma 3 si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.22; sostituire le parole assessorato
all'economia con le parole assessorato alla Presidenza .
Onorevole Di Mauro mantiene l'emendamento 30.22?
DI MAURO. Lo mantengo.
SAMMARTINO. E' precluso.
PRESIDENTE. Che c'entra Lo abbiamo mantenuto quindi non è
precluso. E' in essere il comma 3. Se non l'abbiamo soppresso si
può intervenire sul comma 3.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Mi si rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Mi rimetto all'Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 30.22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 30.22
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 14
Contrari 43
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.5. Onorevole Di Mauro mantiene le
parole soppressione comma 4 ?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Clemente lo mantiene?
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Siracusa lo mantiene?
SIRACUSA. Lo ritiro.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato un
emendamento aggiuntivo all'articolo 30, anche perché qui bisogna
fare chiarezza, assessore Baccei dovremmo fare chiarezza su che
cosa si vuole fare quali società strategiche della Regione si
vogliono salvare.
Non ho visto in nessun articolo una proposta da parte del Governo
che riguardassero sviluppo Italia-Sicilia . Siccome è una
partecipata interamente della Regione e svolge una funzione
strategica ma non solo come missioni, ieri, avantieri il Governo e
l'ho detto quando ho parlato sull'ordine dei lavori, che tutti i
siciliani lo sappiano che io sa per cosa parlo? Non perché sono
dipendenti, non li conosco ma perché so il ruolo
che ha svolto sviluppo Italia-Sicilia a sostegno delle imprese,
le parlo da sindaco e da rappresentante del territorio, sostenendo
soprattutto l'intrapresa giovanile. Oggi volere svuotare ed
affidare proprio l'asistenza tecnica di garanzia giovani a
Invitalia quando in Sicilia c'è Sviluppo Italia dove lavora 78
dipendenti siciliani, ma questo Governo le commesse le deve dare
tutte a Roma? Noi dobbiamo pagare con i soldi destinati alla
Sicilia i dipendenti dello stato che già hanno, i dipendenti di
Invitalia che già ha, l'assistenza tecnica dei ministeri e di
tutto?
Mi dispiace che l'Aula, che il Parlamento, di fronte a questo non
si indigna. Presidente, a me il Governo deve spiegare perché questo
emendamento aggiuntivo non c'è stato e glielo dovete spiegare a
quei 78 lavoratori che ieri vi hanno mandato una lettera. Assessore
Barbagallo lei è siciliano come me, Assessore Barbagallo lei è un
sindaco come me, Assessore Barbagallo, Assessore Lantieri, ma dove
state?
Voi siete deputati non siete tecnici. Carissimo Assessore
Gucciardi vale pure per lei. Dobbiamo capire perché questa società
deve chiudere e che fine faranno i 78 dipendenti e per quale motivo
gli avete affidato Garanzia Giovani a Invitalia Sicilia e perché di
Sviluppo Italia non si parla.
L'anno scorso noi chiedevamo che venisse inglobata all'IRFIS e lei
caro Assessore ha detto no. Un mese fa le ho chiesto, che cosa si
farà con Sviluppo Italia?'. Bisogna rilanciarla. Bene io chiedo che
questo emendamento siccome è attinente al testo venga prelevato e
che lei, caro Presidente, lo metta in votazione.
PRESIDENTE. Scusate, a me non risulta questo emendamento.
Cortesemente onorevole Grasso, se me lo fa avere.
LACCOTO. Chiedi di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, fra le norme stralciate inviate alle
Commissioni di merito, mi segue un attimo Presidente, perfavore.
Presidente Ardizzone e Assessori, abbiamo noi approvato una norma
che dà nuove competenze a Sviluppo Sicilia per dare la possibilità
dell'esistenza di Sviluppo Sicilia. Tale norma è stato approvata
avantieri nella Commissione di merito per far si che possa
ritornare nel testo. Quindi, io queste preoccupazioni, Assessore
lei ci dia conferma, non le vedo se quella norma che era stata
stralciata perché mancava il parere della Commissione di merito.
No, l'abbiamo già fatto, l'abbiamo riportata in Commissione di
merito e rinviata al Presidente dell'Assemblea. Quindi, credo che
nelle norme successive vi sia questa norma per cui le
preoccupazioni possono esserci.
PRESIDENTE. Va bene, già l'ha detta l'onorevole Laccoto la
questione relativa agli emendamenti aggiuntivi.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Assessore Baccei mi ascolti che lei sa che
quando poi mi muovo poi creo problemi. Si ricorderà lei qualche
cosina in questo ultimo periodo. Tema Sviluppo Italia Sicilia.
Assessore, evitiamo di fare interventi politici. Lei conosce le
professionalità che sono all'interno di Sviluppo Italia Sicilia. Ma
veramente, con una riflessione in piena coscienza, ma ci sentiamo
di buttare a mare un patrimonio umano di questo livello?
Collega Sammartino non distragga l'Assessore, già lo distrae il
Presidente della Regione continuamente, lui vuole risanare e
Crocetta invece si vuole muovere in controtendenza. Assessore
Baccei, un colpo di reni, un colpo di genio, un sussulto di
responsabilità, prenda la parola e garantisca al Parlamento che lei
è disponibile a trasferire commesse, ossigeno, perché lì c'è la
competenza per potere portare avanti la nostra strategia, per
rilanciare la Regione.
Forse ce n'è carrozzoni ma non è Sviluppo Italia Sicilia e lei lo
sa Assessore. Per cui noi riteniamo che lei abbia tutte le capacità
e forse anche la piena volontà di potere prendere la parola e dare
un impegno concreto a queste risorse umane.
Quindi là non c'è una battaglia di un singolo gruppo parlamentare
ma di una società che per quanto mi riguarda io ritengo strategica
per il rilancio della Sicilia.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io avevo
presentato un emendamento modificativo all'articolo 30 per quanto
riguarda Sviluppo Italia.
Ricordo a tutti in quest'Aula che l'anno scorso abbiamo inserito
una norma in finanziaria che obbligava gli assessorati regionali a
rivolgersi a Sviluppo Italia per determinate attività.
Di fatto, a quanto sembra, questo non è successo, anche perché
sappiamo con certezza che l'Assessorato al lavoro si è rivolto a
Invitalia per fare delle attività che Sviluppo Italia può fare.
Signor Presidente, le consegno il mio emendamento, modificativo
dell'articolo 30, che non è inserito nel fascicolo degli
emendamenti e quindi chiedo se è possibile di inserirlo. Rispetto a
ciò che abbiamo fatto l'anno scorso: abbiamo dato un milione e 200
mila euro a Sviluppo Italia, se è possibile considerare questo
milione e 200 mila euro a fondo perduto per le spese di
funzionamento, quindi non c'è ulteriore impegno di spesa rispetto
all'emendamento da me presentato.
PANEPINTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
ritengo che l'esposizione fatta dall'onorevole Di Giacinto e prima
ancora da altri colleghi vada ripresa nel senso che, in attesa che
il Governo vari una riforma definitiva e complessiva sulle
partecipate e quindi porti a compimento una sua strategia, non
inserire in questo articolo l'emendamento che riguarda Sviluppo
Italia è un errore, perché rischiamo di avere una società che
continuerà a restare sul groppone della Regione senza funzioni e
senza i soldi che l'anno scorso erano stati appostati nel bilancio.
Per cui sarebbe opportuno, signor Presidente, che lei valutasse,
assieme agli uffici, l'inserimento di questa norma che
apparentemente è aggiuntiva ma in realtà è connessa esattamente con
il testo, aggiungendo solo una cosa: che noi ad oggi, mi pare, che
non abbiamo le strutture per avviare e anticipare, possibilmente,
la nuova programmazione che dovrà presumibilmente vederci di nuovo
alla ricerca alla fine di progetti sponda ma di anticipare
l'utilizzo di queste risorse.
Signor Presidente, la mia sommessa sollecitazione è di verificare
che l'emendamento che riguarda Sviluppo Italia possa essere
trattato congiuntamente con l'articolo.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ogni tanto
rimango allibito dall'uso pensare, di una distrazione, da uno
strabismo di un Governo regionale - perdonatemi - o di chi è
preposto a garantire non 80-87 lavoratori che io dico con molta
schiettezza: a me che la mamma Regione garantisce i lavoratori
tanto per garantire non mi piace, a me piace la mamma Regione che
garantisce professionalità acquisita nei decenni.
Devo dirvi con molta schiettezza e con grande correttezza che
Sviluppo Italia in questo ultimo ventennio, decennio ha dimostrato
una grande, grande professionalità; sono cresciute, sono state a
fianco delle piccole e medie imprese e, caro Assessore Baccei, io
le parlo con estrema franchezza: o il Governo decide adesso, in
velocità, un sostegno vero e faccia in modo che possano essere
assegnate commesse a i lavoratori di Sviluppo Italia o io da questo
minuto scendo dallo scranno e dirò che voglio dare il mio voto, in
quest'Aula.
Non è una minaccia è perché sono talmente convinto e consapevole
che Sviluppo Italia non può morire tagliandogli completamente o
chiudendo i rubinetti a intelligenza e professionalità nei quali si
sono dimostrati forti in questi anni, perché se questo non avviene
veramente vuol dire che siamo alla catastrofe.
Non è ammissibile, non è comprensibile, non comprendo il motivo
politico di scelta di questo Governo a tagliare e a mandare a casa,
a mettere nel dimenticatoio 87 lavoratori.
Se accade questo ripenserò al mio modo di agire in Aula da domani
mattina o al termine della votazione più tardi.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non possiamo
ritornare sempre alle stesse cose.
Praticamente noi la volta scorsa, l'anno scorso, abbiamo deciso,
in tanti deputati, di lasciare in vita Sviluppo Italia . Abbiamo
inserito, con forzature, 1milione e 200mila euro affinché si
potesse portare avanti questa benedetta professionalità. Il
problema che nasce oggi è quello che noi intanto immediatamente
dobbiamo mettere in discussione questo emendamento, anche se
aggiuntivo, ma portarlo avanti affinché non si perda questa
professionalità, considerato il fatto che ormai tanti dei dirigenti
e del personale della Regione anche non dirigenziale, ha presentato
domanda per andare in pensione.
Noi abbiamo bisogno di personale qualificato che possa sicuramente
metterci nelle condizioni e mettere nelle condizioni questa
benedetta Isola di avere personale professionale e portare avanti
tutte quelle che sono le problematiche di questa Terra.
Vedete, è come quando una famiglia si trova in grosse difficoltà,
e la prima cosa che pensa, forse non lo sapete, ma esiste il Monte
dei pegni . Quando una persona è in grosse difficoltà va al Monte
dei pegni. Cosa va a vendere? Le cose personali, le cose che hanno
un valore, ad esempio i gioielli, l'oro, i brillanti, ecc. ecc.
Se noi vendiamo, le famiglie che vendono difficilmente vanno a
ricomperare il gioiello che hanno venduto per bisogno.
Oggi noi se vendiamo per bisogno, ed è l'errore più grave che
possa fare l'Amministrazione regionale, noi sicuramente non
arriveremo mai a un fatto importante, quello che questo personale,
dopo tanti anni, ha acquisito professionalità. Oggi dobbiamo
tenerceli cari e metterli in qualsiasi posto, in qualsiasi società
partecipata, perché queste persone non possono sicuramente rimanere
fuori dall'Amministrazione.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Assessore Baccei, la convenzione fatta con Invitalia?
riguardava un momento di transizione fatta dai tecnici, l'Assessore
pro tempore Caruso ha fatto questa transazione. Noi siamo per
Sviluppo Sicilia , perché in questi anni ha dimostrato di sapere
sostenere e aiutare le piccole e medie imprese, ed è un aspetto di
aiuto e sostegno a chi oggi produce. L'altro aspetto riguarda 70/80
posti di lavoro che sono posti di lavoro ma sono anche famiglie.
In questo momento di grandi riforme noi riteniamo che vada
salvaguardato il patrimonio e l'investimento che la Regione
siciliana ha fatto nel formare questi elementi, questi soggetti che
hanno sostenuto lo sviluppo in questa nostra Terra, per cui
l'invito dell'UDC stamattina, qui, è di salvare Sviluppo Sicilia ,
chiudendo la convenzione con Sviluppo Italia , mi pare una cosa
onesta e leale nei confronti della nostra Terra.
Possiamo anche stralciare tutti gli articoli che vogliamo di
questa finanziaria, ma ci corre l'obbligo di ricordarci che i
liberi consorzi comunali, ieri province regionali, non hanno i
fondi per portare avanti i servizi essenziali, e parlo di
assistenza igienico-sanitaria nelle scuole superiori.
Se tutto questo non vuole riguardarci, facciamo altre cose, non
facciamo politica, per cui gradirei stamattina, anziché stralciare,
che il Governo prenda posizione e ci dica chiaramente cosa vuole
fare in questo contesto così difficile.
PRESIDENTE. Sono stati introdotti argomenti Sviluppo Italia,
Invitalia, tutto quello che vogliamo, però sono tutti emendamenti
aggiuntivi e proceduralmente non ci siamo.
L'onorevole Grasso diceva di avere presentato un emendamento ma
nel gruppo degli aggiuntivi, non lo posso inserire nell'ambito
dell'articolo 30.
RAGUSA. Lo fa il Governo?
PRESIDENTE. No, neanche se lo fa il Governo. Seguiamo una
procedura corretta. Stanno arrivando emendamenti di tutti i colori,
non posso dire ad alcuni sì e ad altri no. Seguiamo un percorso
coerente. Capisco che c'è una condivisione su questo
GRASSO. L'avevo presentato. E' andato a finire tra quelli
aggiuntivi.
PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo questo, non c'entra con
l'articolo 30. Lei correttamente l'ha presentato tra gli
aggiuntivi.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, poco fa ha dichiarato inammissibile un
mio emendamento che era aggiuntivo ma che avevo presentato anche io
e che non trovo fra gli emendamenti che riguardavano questo
articolo e che era un articolo di buon senso, cioè quello di
chiedere alle società partecipate di presentare ogni anno, sia il
piano industriale e anche il fabbisogno del personale. Così come
richiesto dalla legge che abbiamo approvato, però mi rendo conto
che se c'è una regola che vale per tutti gli altri emendamenti, le
chiedo questi emendamenti aggiuntivi verranno poi discussi o sono
eliminati definitivamente?
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, peraltro era collegato
all'emendamento 3.22 che già era stato bocciato. Però
realisticamente dicevamo con gli uffici che è un emendamento di
buon senso. Se c'è un'armonia di carattere generale si possono
recuperare negli aggiuntivi, non significa che se noi recuperiamo
questo entrano in gioco altri millecinquecento aggiuntivi. Ne io
vorrei in questo momento forzare la procedura per poi dire è stato
ammesso per quello non andiamo ??? Questo è il punto.
RINALDI. Assolutamente, se lei lo ritiene opportuno o se c'è una
condivisione su alcuni emendamenti la prego di portarlo in
votazione.
PRESIDENTE. Ma io penso di sì, lo rinviamo successivamente
considerato che un dibattito c'è stato, c'è una condivisione di
massima. Però non inserirlo in questo contesto, perché comunque è
una forzatura regolamentare.
RINALDI. Volevo chiedere all'assessore Baccei, rispetto alla
società Sviluppo Sicilia, questa società l'abbiamo acquistata da
InItalia e se non ricordo male credo circa 10 milioni. Adesso non
mantenerla in vita non ne comprendo il motivo. Acquistiamo una
società per fornire dei servizi alla Regione Siciliana con i soldi
dei siciliani e adesso non la manteniamo in vita?
C'è un motivo, Assessore?
PRESIDENTE. Assessore, farei concludere gli interventi con
l'onorevole Formica e poi interviene lei.
FORMICA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, una
considerazione prima e un suggerimento poi, se può in qualche modo
contribuire uscire dai problemi che lei giustamente ha sollevato.
La considerazione è la seguente, signor Presidente. Siamo la
Regione dei paradossi, cioè quella regione che ha decine di milioni
per gli ex Pip, centinaia di milioni per tutti i precari in maniera
aspecifica e spesso e volentieri senza premiare una professionalità
specifica, siamo la Regione che più di ogni altra necessita o
necessiterebbe con urgenza di supporti tecnici adeguati proprio
perché perdiamo molto spesso i finanziamenti perché non siamo in
grado di approvare dal punto di vista tecnico e supportare dal
punto di vista tecnico i progetti presentati.
Nel momento in cui abbiamo una società che abbiamo acquisito che
ha dimostrato nel tempo di essere in grado di assicurare questo
supporto tecnico che, badate bene, riguarda soprattutto, le persone
più deboli, cioè i giovani che presentano piccoli progetti, i nuovi
imprenditori, di fatto dei soggetti, delle microimprese che non
hanno spesso e volentieri la possibilità di rivolgersi a grandi
studi tecnici e che hanno trovato, nel corso degli anni, in questa
società un supporto necessario che ha consentito a costoro di
portare a buon fine i progetti. Ed, allora, siccome ritengo che
anche lei, Presidente, si rende conto di questa necessità un'idea
potrebbe essere quella, per evitare che poi tutti gli emendamenti
entrano in Aula così, se dà mandato alla Commissione Bilancio di
esaminare in maniera specifica questo emendamento sarebbe, secondo
me, una soluzione per consentire questa norma di buon senso senza
allargare o stravolgere il regolamento. Quindi io ritengo che
questa potrebbe essere una soluzione adeguata, Presidente.
BACCEI. Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI. Assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati. Non è che da parte del Governo, come possiate immaginare
ci siano una forma di accanimento verso Sviluppo Italia Sicilia.
Come ben sapete ci sono delle regole precise e, fortunatamente, c'è
la Corte dei Conti che vigila su queste regole e sapete che le
società non si possono ricapitalizzare, non si può fare. Se l'anno
scorso quel contributo gli è stato dato, quella somma era stata
data, come anticipazione da soci è perché il ragioniere ha valutato
che era l'unica forma possibile per dargli quei soldi senza
incorrere in Corte dei Conti o, comunque, andare contro la legge.
Quindi quella era la modalità con cui si potevano dare quei soldi.
Non è che uno può decidere, anche se vuole, di dare 1,2, 3, 5
milioni di ricapitalizzazione, il pagamento in spese di
funzionamento, cioè un codice civile che regola il funzionamento
delle società ed a quello bisogna stare. Per cui bisogna muoversi
in quell'ambito. Sì, può studiare la Commissione bilancio ma sempre
deve tener conto di quello che dice il Codice civile.
GRASSO. Non è così
BACCEI. Assessore per l'economia. Non è così, se si può fare sono
il primo a farlo, ben volentieri. Secondo l'anno scorso avevamo una
legge per dare le commesse prioritariamente a Sviluppo Italia-
Sicilia.
GRASSO. L'Interporto è in perdita o no?
BACCEI. Assessore per l'economia. L'Interporto no va in
liquidazione, chi ha detto che Interporto va in liquidazione,
onorevole Grasso? Ma chi l'ha detto? Chi l'ha detto? Non va in
liquidazione. La maniera è dargli delle commesse, io personalmente
ho chiamato assessori e direttori per far dare le commesse a
Sviluppo Italia-Sicilia e l'economia ha dato le commesse a Sviluppo
Italia-Sicilia. Ora c'è chi le dà e c'è non le dà, quindi io
capisco che io vi rivolgiate tutti a me perché ormai sono il
cattivo della situazione però, secondo me, se è stata data
veramente una commessa a Invitalia bisogna capire perché
l'assessore ed il direttore hanno dato la commessa a Invitalia, io
non so se sia vero, chi l'abbia data ed in che tempi però su questo
bisogna capire le motivazioni visto che l'anno scorso il parlamento
aveva approvato una legge. Ora bisogna parlare con le autorità di
gestione per far dare le commesse.
Io, ad esempio, ho parlato con il direttore Falgares, per quanto
riguarda il Fesr, lui ha parlato con Sviluppo Italia-Sicilia e loro
preferiscono essere organismo intermedio anziché fare l'assistenza
tecnica ed in quella direzione si sta andando. Sul Psr, poi qui c'è
l'assessore Cracolici che può essere più preciso di me, si è
risolta la situazione del passato per la quale Sviluppo Italia-
Sicilia no poteva essere pagata per il lavoro che aveva fatto,
l'abbiamo risolto. Il risolvere questa situazione ci da la
possibilità di pagargli le commesse, di dargli le commesse sul
futuro e così via.
Però se poi trovate altre maniere per dare i soldi a Sviluppo
Italia-Sicilia le vediamo. Dal mio punto di vista la cosa migliore
è dargli le commesse riconoscendo le professionalità e spingendo
sugli assessori, come anche il Presidente della Regione ha fatto,
per primo se li è chiamati sia assessori che direttori dicendo di
dare le commesse a Sviluppo Italia-Sicilia. Questa secondo me è la
strada, io strade di dare soldi per il funzionamento e
ricapitalizzazione, francamente, non la ritengo possibile perché la
Corte dei Conti non la ritiene possibile. Io sono il primo a dire
che ho sbagliato a dare le commesse agli altri se non si danno per
primo a Sviluppo Italia-Sicilia. Ma non gliel'ho dato io, onorevole
Grasso Che ci posso fare
Più che telefonare agli assessori e ai direttori e dire di darli a
Sviluppo Italia-Sicilia io non so cosa ci posso fare. Ho capito che
mi fa vedere il messaggio, ma gliel'ho data io?
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, per cortesia
BACCEI, Assessore per l'economia Io non so cosa ci posso fare
Ripeto, c'è una legge dell'anno scorso che va fatta rispettare con
gli Assessori e con i direttori, sentendo Sviluppo Italia
Sicilia . Laddove si trovano delle cose anomale andremo a vedere
perché sono state fatte, magari c'è una motivazione oppure no. Io
non lo so, non l'ho data io, è stata data dall'Assessorato del
lavoro, probabilmente, essendo Garanzia giovani . Non so se è
stato prima l'assessore Caruso.
Bisogna capire, con gli Assessori ed i direttori, perché si è
scelto di andare da Invitalia anziché da Sviluppo Italia Sicilia ,
visto che c'era una legge.
PRESIDENTE. Questo discorso appartiene agli emendamenti
aggiuntivi. L'onorevole Formica aveva fatto una proposta, che
accolgo parzialmente, nel senso che è già un discorso che si è
sviluppato, successivamente tra gli aggiuntivi ne verranno
estrapolati alcuni, se è opportuno, visto che si è sviluppato il
dibattito e lo porteremo avanti. Chiaramente deve fare sintesi la
Commissione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, avendo già
ascoltato l'intervento di tanti colleghi a favore di Sviluppo
Italia Sicilia , non volevo intervenire perché è troppo evidente
che condivido il tema ed anche il merito delle argomentazioni che
sono state utilizzate. Però, Presidente Ardizzone, mi dispiace che
non ci sia il Governatore Crocetta ed allora mi rivolgo, per il
merito, all'assessore Baccei.
Io ho un timore che, man mano che andiamo avanti nell'affrontare
questa finanziaria, diventa sempre più una certezza e vorrei che
questo timore o questa quasi certezza mi venisse fugata dal
Presidente della Regione. Io temo, onorevoli colleghi, che questa
finanziaria si stia facendo non per fare cose buone, ma per andare
in odio o per andare contro una volta ad Ingroia e, quindi,
all'articolo 30 stabiliamo che ci si può avvalere, diventa
potenziale l'ipotesi di avvalersi dei dipendenti di Sicilia e -
Servizi, per cui dobbiamo andare in odio ad Ingroia e gli facciamo
questa mala parte.
Poi, non ci piace la dottoressa Volpe, che è Presidente di
SSviluppo Italia Sicilia , e, quindi, dobbiamo, a questo punto,
ammazzare Sviluppo Italia Sicilia .
Dopodiché cercheremo di capire qual è il percorso e qual è la
prossima società partecipata che dovremo prendere in considerazione
perché, magari, ci sarà qualcuno più o meno amico, più o meno
vicino.
Presidente Ardizzone, non può essere questo lo spirito della
finanziaria perché l'assessore Baccei ci ha dimostrato, nell'ultimo
anno, che, quando l'Assessorato dell'economia ha voluto mantenere
un punto lo ha mantenuto, non ci può venire a dire che lei ha
cercato di mandare commesse a Sviluppo Italia Sicilia , c'è chi
ha risposto e chi no. Perché, in questo ultimo anno, sotto il
profilo strategico ed in considerazione delle condizioni economiche
della Regione siciliana, secondo me in buona parte anche a ragione,
chi ha mosso le pedine e chi ha mosso i pupi è stato l'Assessorato
dell'economia.
Se la strategia del Governo è quella di mandare a casa tutto il
personale e di fare - come si dice a Palermo - scopa nuova ,
perché magari c'è gente più brava, anche sotto il profilo
gestionale, sotto il profilo dell'idea di sviluppo di questa
Regione, diversa e migliore rispetto a chi c'è per ora, noi ne
prendiamo atto. Però, le ultime due votazioni e le ultime due
interpretazioni di voto mi portano ad essere particolarmente
preoccupato.
Vi invito, dunque, ad addurre ragioni politiche o di Governo,
perché quelle che sono state addotte su Sicilia e -Servizi prima e
su Sviluppo Italia Sicilia dopo non mi hanno convinto.
Mi auguro di sbagliarmi, ma temo di essere nel giusto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento che è stato presentato debba trovare accoglimento,
perché la ricapitalizzazione di altre società è stata testé votata,
quindi il richiamo alle norme del Codice civile, vale per tutte le
partecipate della Regione e invito l'Assessore a verificare se
abbiamo approvato Interport Sicilia e se Interport Sicilia
all'emendamento che riguardava, è una società partecipata e in
perdita ed è stata ricapitalizzata.
Aggiungo un'altra cosa; questo vale per Sicilia e -Servizi. Il
comma 2 dice che può avvalersi di Sicilia e -Servizi, mi auguro e
auspico che questo può avvalersi di Sicilia e -Servizi non
significhi un'altra strategia, per dire che anche in questo caso ci
avvaliamo di società che vengono da Roma o da Firenze.
PRESIDENTE. Questo emendamento, insieme a quello dell'onorevole
Rinaldi, viene trasmesso alla Commissione, perché vengono
estrapolati dal gruppo degli aggiuntivi per farne un corpo unico e
approvarli a seguire tra gli emendamenti aggiuntivi, quindi già
sono ammissibili tra questi, avendo già svolto il dibattito; ci
sarà modo per svilupparli.
ALONGI. Ci sono pure due emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. Va bene sono tra quelli aggiuntivi.
Questa materia verrà trattata in uno tra gli emendamenti
aggiuntivi.
Prima di passare alla votazione intera dell'articolo, abbiamo un
emendamento tecnico presentato dalla Commissione che coordina fra
la legge che stiamo votando e la legge precedente. Ne do lettura:
nell'ambito delle autonomie locali e della funzione pubblica', è
soppressa, per coordinarla con la parola assessore regionale per
l'economia .
Pongo in votazione l'emendamento 30.23 della Commissione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 30, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Marineo-Bolognetta
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto comprensivo
Marineo-Bolognetta
PRESIDENTE. Porgo un saluto agli studenti dell'Istituto
comprensivo Marineo-Bolognetta che ci danno l'onore di essere
presenti in quest'Aula che, peraltro è abbastanza frequentata
quanto si svolge il disegno di legge sulla finanziaria e spero che
i lavori dell'Aula, almeno come si stanno svolgendo in questo
frangente, possano essere d'esempio per la futura classe dirigente.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
1132/A e nn. 1133-1155/A
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare..
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ero
intervenuto prima perché non pensavo che gli emendamenti
aggiuntivi fossero stati trattati con particolare interesse se
chiamati da questo pulpito.
Colgo l'opportunità per ricordare agli Uffici che tra gli
aggiuntivi che si occuperanno di Società partecipate c'è anche un
mio emendamento che si occupa di personale licenziato da società
partecipate che sono state messe in liquidazione. Parliamo di 20
persone in Sicilia che sono state licenziate al seguito della messa
in liquidazione da alcune società partecipate tra cui Ciem, Cerisdi
e altre tre che non ricordo. Faccio quindi presente alla Presidenza
che esiste questo mio emendamento e quindi la possibilità di
trattarlo tra gli aggiuntivi qualora venissero estrapolati e
mandati in Commissione di merito.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della Commissione le
vorrei ricordare che ci sono anche una serie di emendamenti sul
Cerisdi, se possono essere anche quelli messi insieme agli altri
anche perché abbiamo questo problema poi.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31
Disposizioni finanziarie per l'Agenzia regionale per la
protezione dell'Ambiente
1. Ai sensi del comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale
2015, n. 9 l'assegnazione di cui al comma 9 dell'articolo 90 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è determinata per l'esercizio
finanziario 2016 e 2017 in 2.900 migliaia di euro per anno
(Missione 9 - Programma 8 - capitolo 443308)».
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
l'articolo è condiviso dal mio Gruppo parlamentare, tra l'altro è
stato approvato un emendamento, in Commissione Bilancio , sulla
riqualificazione dell'Arpa. Solo per ricordare che ci sono due
aggiuntivi che sono condivisi anche dal Governo e, quindi, non
chiedo che vengano trattati adesso, aspetterò che vengano trattati
nelle sedi opportuno e sono due emendamenti relativi, appunto, alla
qualificazione giuridica dell'Arpa che, poi, mi riserverò di
trattare specificatamente nella sede opportuna.
Volevo, soltanto, ricordarlo perché sono, appunto, determinanti e
condivisi con il Governo.
PRESIDENTE. All'articolo 31 è stato presentato un emendamento
soppressivo, a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.2 Onorevole Clemente, lo ritira?
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 32 è accantonato.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33
Riscossione Sicilia s.p.a.
1. Per le finalità di cui all'articolo 66, comma 1, della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9, a saldo delle somme dovute ai sensi
della medesima disposizione, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2016 la spesa di 17.900 migliaia di euro e per
l'esercizio finanziario 2018 la spesa di 17.000 migliaia di euro
(Missione 16 - Programma 1 - capitolo 219215)».
Sono stati presentati due emendamenti soppressivi.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo far
presente al Governo che noi siamo, ovviamente, favorevoli ad
approvare l'articolo così com'è, perché, comunque sia, si parla di
crediti di Riscossione Sicilia, quindi, assolutamente legittimo
riconoscerli, però chiedo all'Aula di ritirare, compreso al
Governo, gli emendamenti.
Detto questo, però, volevo fare presente una cosa, ovvero che
sulla riscossione in Sicilia, sulle fatture in Sicilia, si dovrebbe
fare un ragionamento più complessivo, perché non è possibile che
ancora su questo argomento si tiri a campare.
Nello specifico, visto che in Commissione Bilancio sono circa
tre anni che facciamo audizioni in merito e sentiamo sempre gli
stessi problemi, uno di questi era il famoso piano industriale.
Alla fine di dicembre abbiamo ricevuto un piano industriale
decisamente obsoleto, 2014-2016. Io mi sono presa la briga,
Assessore, di leggere tutto il piano industriale e già, dalla
relazione del piano industriale, c'era scritto chiaramente che era
un piano industriale poco credibile, abbozzato per dei motivi ben
specifici, ovvero dei nodi da sciogliere con Roma. Quindi, non
possiamo continuare a giocare al cane che si morde la coda, ovvero
noi chiediamo il piano industriale e, poi, chi fa il piano
industriale ci dice: Ci sono dei nodi da risolvere tra la Regione
e lo Stato .
Ad esempio, alcuni di questi nodi sono il famosissimo ingresso in
Sogei, quindi, nella piattaforma informatica; il rientro della
situazione debitoria, tutti i crediti che ammontano a 250 milioni
tra Inps, Inail e Stato e Regione e, ancora, la definizione del
nuovo modello di remunerazione nonché rimborso dei costi fissi.
Infatti, Assessore, mi serve la sua attenzione, è un argomento
importante e anche molto tecnico, mi serve l'attenzione
dell'Assessore, perché riguardo ai costi fissi, riguardo a
quest'Aula, che il decreto legge 201 del 2011, come fa presente
anche il piano industriale, prevedeva la copertura dei costi fissi,
ovviamente, dietro la presentazione del bilancio certificato, però,
in tutti questi anni, quello che è mancato è stato il decreto
attuativo di questa norma e, nel frattempo, in questi anni, il
settore della riscossione siciliana è inevitabilmente affondato.
In più, proprio in questi giorni, ho ricevuto dai miei colleghi
della Camera dei Deputati, Villarosa, Cancelleri ed altri, la
risposta ad un question time che abbiamo fatto presentare.
In particolare, il Ministero ci risponde per quanto riguarda
l'ingresso in SOGEI che questa cosa è possibile farla attraverso
accordi tra pubbliche amministrazioni, quindi tra Riscossione
Sicilia ed Equitalia.
La domanda è: ma questi accordi che si potevano fare e lo sappiamo
da un anno, questo tavolo tecnico è stato fatto nel febbraio 2015,
a che punto sono? Lo Stato ha detto che si può fare, ripeto
Assessore, tramite l'istituto degli accordi tra le pubbliche
amministrazioni, però non si capisce.
Praticamente, cosa dice il Ministero? Lo scorso anno a febbraio è
stato fatto un tavolo tecnico fra Stato e Regione e si è detto che
questo utilizzo della piattaforma di SOGEI si può fare l'istituto
fra accordi fra pubbliche amministrazioni, quindi si potrebbe fare,
scritto testualmente, tramite un accordo tra Equitalia e
Riscossione Sicilia, solo non si capisce, dopo un anno, a che punto
siamo arrivati. Quando verrà fatto questo accordo? Se vuole le
fornisco la copia della risposta.
In più, altra cosa importante, per quanto riguarda la norma, il
decreto a cui facevo riferimento che prevedeva la copertura dei
costi fissi, il Ministero ci dice che la norma è stata
integralmente sostituita dal decreto legislativo 159 del 2015 fatto
a settembre.
Questo decreto prevede varie cose, tra cui che gli agenti della
riscossione sono riconosciuti gli oneri di riscossione e di
esecuzione commisurati ai costi per il funzionamento del servizio.
Questa norma prevede tanto altro e immagino che anche in questo
caso serviranno dei decreti dello Stato.
Quindi, alla luce di questo e alla luce del fatto che da una nota
della Segreteria regionale del coordinamento aziendale di
Riscossione Sicilia ci hanno inviato una nota il 27 gennaio che fa
presente che i problemi relativi agli sprechi - quindi mi riferisco
alle consulenze e agli affitti - non sono stati assolutamente
superati.
Quindi, alla luce di tutti questi problemi e questi nodi da
sciogliere prima di avere un piano industriale che sia credibile
credo che sia, quanto meno, necessario avviare nel più breve tempo
possibile un tavolo di interlocuzione con Roma per capire che fine
fare, che destino deve avere l'esattoria in Sicilia, anche perché i
dipendenti di Riscossione Sicilia, alcuni stanno richiedendo il
passaggio ad Equitalia.
Capisco la posizione dei dipendenti, ma si devono valutare una
serie di cose. Prima di tutto se Equitalia si farebbe carico della
riscossione regionale, poi dobbiamo anche considerare che anche
Equitalia ha una situazione debitoria non indifferente e del
personale in esubero.
Quindi, a questo punto, Assessore, visto che non sono
problematiche che si possono risolvere con norme regionali,
deposito, Presidente dell'Assemblea, un ordine del giorno per
impegnare il Governo ad aprire questo tavolo con Roma.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore
Baccei, ritengo che anche gli emendamenti alla norma che in questo
momento è in discussione presuppone, almeno è la mia proposta, di
accantonare l'articolo anche rispetto al ragionamento che ha un
attimo fa concluso la collega del Movimento Cinque Stelle, per cui
ritengo che sia opportuno, dal mio punto di vista, e chiedo anche
il conforto dell'Assessore, di accantonare la norma perché comunque
ci sono emendamenti che non sono meramente soppressivi, ma sono
emendamenti che riaprono la discussione assolutamente diversa ad
eccezione di quella del Governo che rilancia a 19 milioni e mezzo
anziché a 17.
Per cui, vorrei che il Governo chiedesse di trattare
successivamente la norma.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Secondo me qui ci sono due
aspetti diversi. Questa norma, come correttamente ha detto
l'onorevole La Rocca, riguarda il pagamento di crediti che
Riscossione Sicilia ha già a bilancio, quindi la Regione sta
pagando dei suoi debiti. Tenete conto che Riscossione Sicilia,
avendo una situazione che è strutturalmente in perdita di 15-20
milioni, scusatemi l'approssimazione, ma non ha 15-20 milioni di
cassa per pagare gli stipendi.
Per cui, se noi non approviamo questa norma mettiamo in ulteriore
tensione finanziaria Riscossione Sicilia che non può poi pagare gli
stipendi alle persone. Siccome mi pare che questo Parlamento,
correttamente, sia molto sensibile alle tematiche del personale,
io su questa norma andrei liscio visto che penso che il personale
interessi a tutti e la porrei in votazione.
C'è dopo la riproposizione dell'emendamento sulla
ricapitalizzazione di Riscossione Sicilia, al quale, secondo me, si
può rimandare tutta la discussione che ora si sta facendo; però,
su questo, qualsiasi decisione poi l'Aula voglia prendere, io
comunque l'assicurazione che riusciamo a pagare gli stipendi per
almeno un anno ai dipendenti la farei salva, visto che comunque
abbiamo fatto lo sforzo di trovare queste risorse a bilancio.
Quindi, scindiamo i due discorsi, garantiamo di riuscire a pagare
gli stipendi ai lavoratori, garantendogli la cassa di crediti che
hanno già a bilancio e di debiti che la Regione ha; poi, tutta la
discussione relativa a Riscossione Sicilia, ricapitalizzazione, il
futuro, la rimandare i all'emendamento che propone il Governo di
ricapitalizzazione di 2 milioni e mezzo.
Se siete d'accordo, spaccherei le due cose.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
prima di lasciarci andare a valutazioni politiche trattando questo
articolo, dobbiamo entrare nel merito di quello che è scritto e
credo che l'articolo che è qui in questione, l'articolo 33, faccia
riferimento
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, occorre attenzione, molta
attenzione nei confronti dei colleghi che intervengono perché si
sta entrando nel merito e credo che è interesse di tutti fare una
buona finanziaria.
DI MAURO. Guardando l'articolo così com'è bisogna certamente
collegarsi a quello che è il primo comma dell'articolo 66 della
legge 9 del 2015, che ha il compito di dare un'interpretazione
adeguata a quell'articolo e dice: considerato che è stato
riconosciuto, nei limiti del credito allo stesso titolo iscritto
all'ultimo bilancio societario approvato, quantificato nella misura
78 milioni 674 mila 786, questa somma riconosciuta l'anno scorso,
in questa finanziaria si indicano le somme di 17 milioni .
Quindi, noi stiamo trattando questo argomento? Tutt'altro, altre
questioni: la ricapitalizzazione, la questione politica dello
scontro che c'è in questo momento col Presidente. Tutto questo
credo, assessore, vada affrontato con un apposito disegno di legge
e in quest'Aula si possa discutere se continuare il servizio con
Riscossione Sicilia, se affrontare un confronto col Governo
nazionale a proposito di Equitalia, perché non possiamo superarlo
con un semplice emendamento.
Quindi, io mi limiterei a trattare l'argomento di questo
articolo. Per quanto mi riguarda ritiro l'emendamento che avevo
presentato pronunciandomi fin da ora all'approvazione
dell'articolo e sul prosieguo di quello che deve essere
Riscossione Sicilia, di quello che deve essere il tema della
riscossione in genere, va affrontato, a mio parere, con un disegno
di legge apposito in cui il Parlamento si soffermi su questo,
ascolti la relazione del Governo, veda un momentino quali sono i
conti su cui confrontarci e fare le valutazioni che sono necessarie
fare.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, capisco l'intervento dell'Assessore
Baccei che sull'articolo 33 vuole creare una situazione che ponga
all'attenzione la situazione del breve periodo e, quindi, la
possibilità di garantire gli stipendi e l'attività per questo anno
e, successivamente, con l'emendamento aggiuntivo analizzare la
tematica delle ulteriori risorse.
Ritengo comunque, onorevole Presidente, che questa fase della
finanziaria debba poter essere il momento utile e necessario per
fare chiarezza, per dire realmente come stanno le cose e cosa il
Governo vuole realizzare, non soltanto nella immediatezza del
pagamento dello stipendio per l'anno finanziario, ma soprattutto la
programmazione e le iniziative politiche, le intese che si vogliono
poter portare avanti per riuscire ad avere anche in Sicilia una
riscossione che riesce ad operare nel territorio.
Per questa ragione, secondo me, è necessario che vi sia un
intervento da parte del Governo concreto tale da poter informare
l'Aula sulla reale situazione finanziaria, non soltanto
dell'attività di Riscossione Sicilia, ma soprattutto il momento
politico che vive questa nostra Regione in tema di riscossione,
delle imposizioni perché abbiamo avuto notizie in questi giorni
come, di fatto, l'attività di Riscossione ha operato bene.
Diversi enti istituzionali si trovano in una situazione di difetto
nei confronti della riscossione, come anche la stessa Regione
Sicilia, tant'è che queste somme sono somme che la Regione Sicilia
deve in quanto debitrice nei confronti di Riscossione Sicilia e,
soprattutto, anche chiarire la posizione del Governo rispetto alla
sentenza della Corte costituzionale n. 31 del 27 gennaio 2016 dove
la stessa Corte costituzionale attribuisce alla Regione siciliana
500 milioni di euro che può non versare nel bilancio dello Stato.
E, siccome questo Parlamento da diversi anni ormai, grazie anche a
lei Presidente Ardizzone, ha portato avanti quella iniziativa
legislativa di abrogare l'articolo 36 comma 2 del nostro Statuto
per realizzare e fare in modo che le imposte di produzione vengano
ad essere versate nel bilancio della Regione siciliana e non nel
bilancio dello Stato, io ritengo che un momento come questo, con
l'articolo 33 non bisogna soltanto pensare al brevissimo periodo e
all'emergenza occupazionale di Riscossione Sicilia che va
sicuramente salvaguardata e garantita, ma va, anche da parte del
Governo, realizzata una programmazione, una pianificazione certa.
Come bene diceva l'onorevole Claudia La Rocca, il tavolo con la
Regione. Ma il tavolo con la Regione, il tavolo con lo Stato è un
tavolo che pone la Sicilia con il cappello in mano perché lo Stato
deve poter concedere un contributo, un aiuto ad una Regione
sprecone o, invece, la Regione deve pretendere delle risorse che
sono dei siciliani e in questo momento vi è il maltolto delle
risorse dei siciliani nel bilancio dello Stato? Anche per capire
realmente qual è la filosofia del nostro Governo rispetto alla
trattazione di tematiche di questo genere con il Governo nazionale.
La sentenza della Corte Costituzionale del 27 gennaio dà
nuovamente ragione alla Sicilia e noi, come siciliani, ci
presentiamo ancora a Roma con il cappello in mano pensando soltanto
a dei provvedimenti tampone per riscossione, rispetto a un
ragionamento di valorizzazione, di presenza del territorio e di
maggiore attività rispetto a chi non paga le imposte in Sicilia, e
parlo soprattutto, oltre che della Regione siciliana, anche dei
Comuni che si trovano in difetto rispetto a questa nostra azione di
riscossione delle risorse per riuscire poi a realizzare il bilancio
della Regione.
Mi pare che in questo momento è più che mai necessaria chiarezza,
non soltanto sui rapporti con Roma ma soprattutto su quello che il
Governo vuole realizzare e spero che su argomenti come questo non
si ci rimetta all'Aula ma che il Governo possa fornire una linea,
una chiave di lettura, possa apprezzare anche un percorso che si
vuol poter definire.
Poc'anzi è stato approvato da quest'Aula un emendamento che di
fatto va a creare, rispetto alla società partecipata di Sicilia e
-Servizi, una situazione secondo me di grande difficoltà rispetto
ad un rapporto di braccio operativo dell'Amministrazione regionale,
invece oggi diventa una delle tante strutture su cui ci si può
avvalere. Quindi su certi argomenti, penso, che il pressapochismo
non convinca nessuno e non conviene a nessuno e ci vuole chiarezza
da parte del Governo.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo con favore
l'intervento dell'onorevole Cimino, anche perché riprende in parte
la questione delle sentenze della Corte che ieri è stata un poco
definita, anche da qualche autorevole membro del Governo, una
pagliacciata. Ma vediamo come questa vicenda si innesta in una
visione strategica che si dovrebbe avere di questa Regione che,
ahimè, non vi è ombra di gestione strategica, al massimo vi è una
visione clientelare e del tirare a campare degli enti di questa
Regione.
Non è un caso, onorevole colleghi, che in questa ora abbiamo
discusso in fila prima della morte di Sicilia e -Servizi, perché di
fatto pochi minuti fa si è decretata la fine di Sicilia e -Servizi
con il relativo licenziamento che avverrà nei prossimi mesi dei
suoi lavoratori, dove il Governo non tanto con un'azione ma con una
omissione ha determinato la chiusura di Sicilia e -Servizi, subito
dopo si è passati a Sviluppo Italia e si è determinato, con
un'ulteriore omissione, la chiusura di un'altra strategica società
che fa riferimento alla Regione e siamo a due.
Ora, con l'ennesima omissione del Governo, si sta determinando la
chiusura di Riscossione e perché vi è un'omissione signor
Presidente? Non perché il Governo non si sia speso, anche in questo
frangente, nella presentazione di un emendamento che dà conto delle
legittime spettanze della società Riscossione Sicilia ma perché
quello che si chiede e lo si chiesto in ogni finanziaria era una
riforma profonda di Riscossione Sicilia, perché il problema e il
vero tema attorno a cui confrontarsi dovrebbe essere questo.
Nel momento in cui si espone al pubblico ludibrio, come dire il
solo versamento di risorse, Assessore Baccei, di fatto si espone la
società ad un rischio grave che è quello di manifestare agli occhi
dei cittadini e dei parlamentari Riscossione Sicilia come una
società inutile.
E ritorno al discorso strategico, perché è un errore politico
prima, e questo è evidente, aver chiuso di fatto queste tre
società; è un errore amministrativo, perché dal punto di vista
amministrativo vi sono decine di omissioni perpetrate in questi
anni dagli Assessorati regionali; è un errore strategico, onorevoli
colleghi.
Io non so per quanti anni rappresenteremo il popolo siciliano
all'interno di questo Parlamento, ma vedete, vedere chiuse in
sequenza Sicilia e-servizi , che gestisce le informazioni
strategiche e informatiche di questa Regione, parliamo di milioni
di dati sensibili; Sviluppo Italia Sicilia , che di fatto si
occupa di procedure tecniche su bandi e quindi su risorse di questa
Regione, Riscossione Sicilia , che proprio ieri ho cercato di
attenzionare al Presidente Ardizzone e al Governo, ma mi è stato
risposto che queste tematiche sono pagliacciate , giustamente, il
fatto che Riscossione Sicilia potrebbe nei prossimi anni, grazie ai
ruoli trasmessi dall'Agenzia delle Entrate, riscuotere milioni di
euro di spettanze della Regione.
Dinnanzi a ciò, questo Governo regionale non dico che deve avere
una linea politica perché, parliamoci chiaro, non avete una linea
politica; va bene che non siete in grado di amministrare le società
perché siete in Assessorato e negli Assessorati per fare altro, ma
diamine, una linea strategica per questa Regione e per le società
serventi, che hanno un ruolo strategico, per l'appunto, la vogliamo
dare noi deputati o dobbiamo semplicemente aspettare che tutto
fallisca in questa Regione affinché chiuda per sempre anche la
Regione siciliana?
E' una domanda che mi pongo, ed è una domanda che mi pongo,
Presidente, perché riprendo l'intervento del collega Cordaro di
poco fa, bisogna mettere al riparo l'utilità delle società dalle
persone che in questo momento dirigono e/o rappresentano la
proprietà Regione siciliana all'interno di queste società. Non vi
può essere una posizione, e sono io a dirlo e ci tengo a
sottolinearlo, di astio o di mancata simpatia nei confronti di un
Presidente di C.d.A. o meno, rispetto al netto dell'utilità che
questa società rappresenta per la Regione.
Lo dico, Presidente, anche perché le dichiarazioni di ieri del
Presidente di Riscossione Sicilia contengono anche altri due dati,
al di là della visione dei 500 milioni di euro di cui parlavo ieri,
definita da qualcuno pagliacciata . Vi è un dato: ieri il
Presidente di Riscossione Sicilia ha affermato innanzitutto di
avere informato formalmente il Presidente della Regione siciliana,
Crocetta, formalmente - e ripeto formalmente - che Riscossione
Sicilia nei prossimi anni potrà esercitare queste funzioni e
riscuotere questi 500 milioni, ed è un dato importante, penso.
Secondo: si parla chiaramente di responsabilità politiche e di
danno erariale da parte di qualcuno, nel caso in cui queste somme
non dovessero essere riscosse. Io, al di là di queste
considerazioni che penso abbiano rilevanza politica, della quale
non dovrei rispondere io, ma qualcun altro qui dentro, ma chi si
occupa di altro, giustamente, penso che su questo bisogna fare una
riflessione, onorevoli colleghi. Io vi chiedo, e lo faccio, penso,
in modo libero, e lo dimostrerò proprio per il contenuto delle mie
richieste, di approvare questo articolo, di rifinanziare,
ricapitalizzare con altro articolo, ma di dare queste somme a
Riscossione Sicilia, perché questa società, insieme a tutte le
altre che il Governo sta facendo fallire, ha una valenza strategica
che riguarda i prossimi parlamenti della Regione siciliana nella
sua interezza.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, io mi ricollego al dibattito che si sta svolgendo in
questi minuti sull'articolo 33, nel tentativo di dare a questo
Parlamento, rispetto a questo articolo, la dovuta attenzione.
Mi ricollego in particolare all'intervento fatto qualche minuto fa
dall'onorevole Cordaro. Noi a volte abbiamo agito, in questo
Parlamento, sulla spinta emotiva, sulla quasi esigenza di far
sentire la nostra voce più forte rispetto a delle polemiche che
venivano portate avanti sulla stampa da Presidenti di società
partecipate della Regione, al di là che queste società fossero più
o meno strategiche per la nostra terra.
Noi abbiamo l'occasione oggi, lavorando sull'articolo 33, di porre
finalmente e definitivamente attenzione alla questione Riscossione
Sicilia, che credo sia una questione di assoluto rilievo per questa
Regione, se vogliamo ancora immaginare una possibilità di sviluppo
per questa terra.
Riscossione Sicilia non è soltanto strategica per la Regione, ma
credo che, fra tutte le società partecipate, sia la più strategica
in assoluto.
Su questo argomento abbiamo fatto una serie di votazioni in
Parlamento, polemiche sui giornali, diverse audizioni in
Commissione bilancio e ognuno ha preso spunto da quello che ha
sentito, da quello che ha visto per poter esprimere un giudizio.
Credo che sia venuto il momento per mettere una parola definitiva
sulla questione Riscossione Sicilia e metterla non soltanto per
quello che riguarda la questione degli stipendi e della
ricapitalizzazione momentanea che ovviamente va fatta, non può non
essere fatta, a mio parere, ma soprattutto per quello che riguarda
il futuro di questa società.
Abbiamo discusso in diverse audizioni, qua c'è il presidente
Vinciullo, sulla possibilità di chiudere Riscossione Sicilia, sulla
possibilità di rilanciare Riscossione Sicilia, sulla possibilità di
cedere l'attività di riscossione a Equitalia. Credo che la
questione oggi sia qui in Parlamento a un punto di svolta. Noi
dobbiamo dividere e per questo poi mi accingo a formulare la
proposta di stralcio, accantonamento momentaneo dell'emendamento
per poterlo riscrivere con il Governo, abbiamo due esigenze, la
prima, assessore Baccei, è quella come diceva lei nel suo
intervento di assicurare a Riscossione Sicilia i soldi per il
personale e la ricapitalizzazione, la seconda, che va fatta,
secondo me, contestualmente in un secondo comma, è quella di
capire cosa si vuole fare la riscossione in questa terra?
Si vuole continuare a gestire in questo modo o si vuole cercare di
appoggiare lo sviluppo sulla Regione, sulla capacità di riscossione
di un'azienda partecipata dalla Regione in tutto o in parte che sia
effettivamente in grado di riscuotere e che sia lontana dalla
politica, lontana dalle beghe di palazzo, dalle polemiche
giornalistiche, dalle ripicche che i parlamentari o altri
reciprocamente si possono fare?
Credo che il momento per discutere di questo problema sia
assolutamente questo, in questa finanziaria. Potrebbe questa
finanziare contenere una delle poche norme corpose affrontando il
tema della riscossione della Sicilia nell'articolo 33 con una norma
che la riscriva tutta e che abbia due commi, il primo che riguardi
la questione degli stipendi del personale e il secondo che riguardi
il futuro di Riscossione Sicilia.
Sono convinto che Riscossione Sicilia debba avere un futuro,
lontano dalla Sicilia, personalmente, ritengo che noi dobbiamo
servirci dell'aiuto di Equitalia, anche se probabilmente è
impopolare parlarne perché Equitalia in questi ultimi anni non ha
goduto di grandissimo consenso per le cartelle, per quello che è
successo in questi ultimi anni.
Ma oggi il potere di Equitalia è molto ridimensionato rispetto a
qualche anno fa. Il Governo nazionale, credo che in questi ultimi
due anni, abbia fatto tante cose per ridimensionare il potere di
Equitalia e credo che oggi la possibilità di una collaborazione
maggiore con il livello di riscossione nazionale sia una
possibilità che la Sicilia non possa farsi sfuggire.
Chiedo al Presidente dell'Assemblea, ma vorrei che su questo
l'assessore Baccei che si occupa dell'argomento, su questa
questione dello stralcio, per riscriverlo oggi stesso, non stralcio
per riscriverlo nella legge sviluppo tanto per essere chiari, che
tratti in questo articolo della finanziaria l'oggi e il domani, in
maniera tale da mettere fine alle polemiche e guardare a
Riscossione Sicilia, non come la società presieduta da Fiumefreddo,
che non sta simpatico alla maggior parte dei parlamentari, e credo
che la simpatia, antipatia sia reciproca, ma come una società che
serve alla Sicilia e che non può essere intaccata dalle simpatie o
dalle antipatie personali.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso che
il tema che affrontiamo oggi su Riscossione Sicilia attiene ad una
questione particolarmente delicata che a mio avviso non va
affrontata assolutamente con il fegato, ma va vista in una politica
ed amministrativa ampia di questa terra e della istituzione che
tutti noi rappresentiamo.
Il tema è uno: tutti riteniamo che il sistema della riscossione
dei tributi sia un fatto strategico per la nostra terra, e su
questo non penso che ci possa essere qualcuno che possa dissentire
in merito. Poi, però, il vero problema attiene al modo, al metodo,
alla strategia del sistema di riscossione che vogliamo attuare.
Stranamente non hanno aiutato, devo dire, le polemiche che il
rappresentante legale di Riscossione Sicilia ha attivato ed attuato
in questi mesi. A mio avviso, quasi per nascondere la polvere o la
sabbia sotto il tappeto, se vogliamo, perché questa polvere, nel
frattempo, si è accumulata.
Oggi, il Parlamento siciliano deve intervenire su uno dei più
importanti settori strategici della nostra regione. E come lo
dobbiamo fare? Noi dobbiamo partire da un dato: la riscossione dei
tributi in Sicilia è in perdita o è in utile? E' chiaro che è in
perdita, qualcuno potrebbe dire Ed è chiaro che è in perdita in
Sicilia ed è in perdita anche nelle altre Regioni, ma dobbiamo
anche dire in quale entità è in perdita in Sicilia.
In Sicilia, il settore della riscossione è in perdita per un
indice di gran lunga superiore rispetto al resto d'Italia, rispetto
alle altre 19 Regioni d'Italia. E lo è per varie ragioni, non
ultima la ragione più importante è che utilizziamo una piattaforma
di riscossione assolutamente, diciamo così, vetusta, assolutamente
inadeguata, una piattaforma che non consente di raggiungere delle
performances di produttività tali da poter mantenere il settore in
equilibrio.
Ed, allora, cosa succede? Noi oggi abbiamo due dati, e lo voglio
dire al presidente Ardizzone oltre che al presidente Crocetta; da
un lato l'articolo parla della restituzione di parte del debito,
quel debito che era di 80 milioni di euro nei confronti di
Riscossione Sicilia, quel debito per cui si è pagato il 50%, per
cui l'anno scorso abbiamo pagato 40 milioni di euro e quest'anno si
tentava di pagarne 25 milioni circa e circa 10 milioni nel 2018.
Via via in Commissione questo pagamento si è affievolito, si è
ridotto a 18 milioni di euro, ora abbiamo un emendamento del
Governo che lo porta a 15,4 milioni. Quindi, via via, lo sposta
comunque al 2018, e c'è anche qualche dubbio nel Governo, non tanto
nella restituzione di quanto è dovuto, ma sono soldi su cui nessuno
vuole, come dire, intervenire. Sono soldi di Riscossione Sicilia,
ed è giusto che glieli dobbiamo dare. C'è un altro tema, Presidente
Crocetta, ed è il tema che Riscossione Sicilia riscuote annualmente
480 milioni di euro, altro che evasione onorevole Lombardo
Riscossione Sicilia, intanto, non fa evasione come ha detto
erroneamente il presidente Fiumefreddo, non fa evasione.
Riscossione Sicilia sull'accertato riscuote.
Fatta questa premessa necessaria, Riscossione Sicilia riscuote
meno che nelle altre regioni Equitalia, è un altro dato acclarato.
E, fermo restando, presidente Crocetta, che Riscossione Sicilia
riscuote 500 milioni di euro sui cui guadagna in ragione degli
agio, l'agio che varia da 4 punti a 9 punti, in media è 7 punti,
vogliamo mettere, potremmo dire 6,5 punti ma, ammesso e non
concesso che fosse 6,5 punti, siamo ad un introito di 30 milioni di
euro. Sto facendo i conti - mi scuseranno le colleghe - alla
femminina, ma diciamo ai maschietti che sbagliano, che siamo
superficiali ma che facciamo i conti in maniera molto pratica, a
noi non servono a pagare nemmeno gli stipendi che costano circa 36
milioni di euro annui.
Considerate che lo stipendio di un dipendente medio è di 55 mila
euro l'anno, in considerazione del fatto che hanno dei contratti
bancari. Allora, se a questo dobbiamo aggiungere le spese di
gestione significa che ogni giorno Riscossione Sicilia perde 33
mila euro, cioè già ieri li ha persi, oggi, mentre noi parliamo, ha
già perso 15 mila euro, perché abbiamo superato le ore dodici, ma
già siamo ai 16, ai 18, ai 33 mila euro alla fine della giornata.
Allora, voglio dire ai colleghi, a questa Sicilia, cosa serve?
Serve un servizio efficace o serve mantenere un baluardo o un
sistema che diventa al limite del carrozzone.
Qua dobbiamo chiarirci. Noi vogliamo rivendicare l'autonomia ma
quando l'autonomia è una prerogativa e non quando è un limite, lo
dobbiamo dire in maniera chiara, Presidente Ardizzone.
Allora, una cosa è il dovuto, che dobbiamo dare, su cui nessuno
pone lingua; altra cosa è la ricapitalizzazione, e lo voglio dire
al Governo, assessore Baccei.
Nel momento in cui il codice civile dice: Il capitale sociale è
in perdita quella società tecnicamente è in liquidazione, quella
società è oggi Riscossione Sicilia - diciamo le cose come stanno -
è in liquidazione.
Qualcuno forse vuole ancora dare ossigeno con un accanimento
terapeutico che comporta un danno, come un boomerang alla Sicilia,
ad un ente che non è strategico per la Sicilia, lo dobbiamo dire.
Quanto, nel 2011, decidemmo gli enti strategici o meno, mettemmo
anche Riscossione Sicilia ma dobbiamo anche accorgerci - e non
dobbiamo fare un'insalata - una cosa è Sicilia Servizi, altra cosa,
totalmente diversa, è Sviluppo Italia Sicilia, altra cosa,
assolutamente differenziata è Riscossione Sicilia. Se facciamo un
minestrone non abbiamo più capito niente e veramente siamo degli
improvvisatori.
Dobbiamo dire una cosa oggi. Oggi noi dobbiamo capire che altra
cosa rispetto al capitale - e lo voglio dire ai colleghi del
Movimento 5 Stelle - è il patrimonio.
Il patrimonio da cosa è dato? Il patrimonio è dato dai debiti e
dai crediti. Se i due fattori coincidano - prof. Fazio mi corregga
- il patrimonio è in equilibrio; se i debiti sono superiori ai
crediti il patrimonio è in perdita. Ma il patrimonio è una cosa
diversa dal capitale sociale.
Noi oggi abbiamo un patrimonio che non sarà inutile ed abbiamo un
capitale sociale che è in meno.
Noi possiamo trovare una soluzione, noi siamo perché il sistema di
riscossione sia un sistema efficace, efficiente, abbia un ritorno
così come anche l'ultima sentenza, di cui qualcuno si è ammantato,
ha cercato di utilizzarla quasi a mo' di avvertimento, minaccia.
Anche la sentenza, Presidente Crocetta, non la attua l'evasione,
non la attua Riscossione Sicilia, l'evasione la attua l'agenzia
delle entrate, siamo al limite dell'ignoranza qua, quando si dicono
determinate castronerie.
Qua dovrebbero essere i giuristi a contraddirmi in quello che sto
dicendo.
Il nostro non è un emendamento che ci siamo inventati, Presidente
Ardizzone, è un emendamento che è studiato, ci sono anche degli
studi dietro, c'è un confronto, c'è un dibattito. E che dice
l'emendamento? L'emendamento dice che Riscossione Sicilia, che già
tecnicamente è in liquidazione, passa a Equitalia, facendo un
passaggio, accompagnando questo passaggio anche nella garanzia
della migrazione senza soluzione di continuità dei dipendenti.
Dopo, entro i 90 giorni, sarà Equitalia che insieme, Presidente
della Regione, assessore Baccei, in quel tavolo nazionale, riuscirà
a mediare alla vendita e alla cessione delle quote che già detiene,
con una piccolissima percentuale ma che già ha Equitalia.
In questo senso noi creiamo un servizio di riscossione efficiente,
un servizio di riscossione che metta veramente a frutto le entrate
non soltanto della Regione sicliana, perché Riscossione Sicilia o
il sistema di riscossione, non cerca di riscuotere le tasse
siciliane, cerca di riscuotere anche i tributi erariali cioè dello
Stato, i tributi dei Comuni, le sanzioni.
E' una materia molto complessa che oggi, comunque, con le
piattaforme di Riscossione Sicilia è assolutamente inadeguata; è
come se stiamo facendo camminare una Ferrari con un motore di una
Cinquecento.
Vado verso la conclusione. Fermo restando l'articolo 33, così come
rivisto dal Governo, che porta da 17 milioni a 15 milioni e 400 per
l'anno 2016 e sposta la spesa all'anno 2018, fermo restando il
comma 1, l'emendamento 33.3 diventa un emendamento aggiuntivo, cioè
il comma 2, dell'articolo. Per cui noi diamo i soldi che dobbiamo
dare, paghiamo il nostro debito, e garantiamo un servizio
efficiente di riscossione e creiamo questo passaggio verso un ente
moderno, efficiente, efficace che contribuirà a rafforzare le casse
della Regione in termini di entrate.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei richiamare l'Aula al senso di responsabilità per
evitare che, con emendamenti non meditati, noi vanifichiamo lo
sforzo di risanamento della finanza pubblica che stiamo mettendo in
campo con il Governo.
Trovo perfettamente legittimo che un Parlamento, delle forze
politiche, un Governo, si interroghino se proseguire un'attività di
riscossione attraverso una propria agenzia.
Chiederei all'onorevole Falcone di ascoltarmi attentamente, perché
le cose che dirò sono molto gravi e mi piacerebbe che poi questi
emendamenti vengano presentati con piena coscienza e deliberato
consenso, cioè sappiamo quello che stiamo determinando.
Posso capire che un Parlamento si interroghi su questo e trovo
perfettamente legittime le argomentazioni dell'onorevole Falcone,
il tema però è un altro.
Attualmente abbiamo una società di riscossione che incamera circa
500 milioni di euro l'anno e ne perde 15 milioni, come società Non
è che noi da quella società non ricaviamo alcuna entrata, per
essere chiari. E' come se, per dire, su quei 480 milioni di euro,
diamo 15 milioni di euro all'anno alla società per cui li
restituiamo e quei 480 milioni diventano 465. Questa è la partita
Quindi, non è che la cancellazione di Riscossione è un'operazione
indolore.
Io ho apprezzato molto il senso di responsabilità - vi chiedo
scusa se non citerò gli altri interventi perché non li ho sentiti
in quanto ero impegnato in Presidenza - dell'onorevole Cascio
intorno a questa vicenda e vorrei che questo senso di
responsabilità fosse condiviso.
Una cosa è che diamo un'indicazione, per dire dobbiamo incardinare
il sistema della Riscossione Sicilia con Equitalia, una cosa è dire
che il Governo avvierà un'azione per un accordo tra Governo
regionale e Governo nazionale, una cosa è dire che da domani
Riscossione non c'è più, anche perché i vincoli che poniamo ad
Equitalia sono vincoli per i quali non abbiamo alcuna potestà
legislativa, non è che Equitalia non ha partecipato alla Regione
per cui gli diciamo: Gli 800 dipendenti te li prendi tu . In base
a quale norma?
Questo è oggetto di una trattativa che ho già avviato con il
Governo nazionale e che fa parte dell'accordo che andiamo a fare
sulle entrate, ma una cosa è tracciare un percorso per cui si dirà:
L'anno prossimo Equitalia sostituirà Riscossione Sicilia ,
un'altra cosa è che domani mattina fallisce la società, ci sono 800
dipendenti che non sanno cosa fare perché Equitalia non ha bisogno
di 800 dipendenti ed un'altra cosa è dire: I 75 milioni di euro di
Riscossione ed i debiti di Riscossione a chi vanno? Equitalia se li
carica? Non credo affatto anche perché i segnali che mi sono
arrivati sono della serie: noi i debiti non ce li carichiamo .
Per cui, improvvisamente, domani mattina la Regione siciliana si
troverebbe ad avere un'agente che non riscuote, Equitalia
impiegherà mesi per organizzare un servizio di riscossione e, nel
frattempo, quest'anno non riscuote nessuno per cui avremmo una
difficoltà non di competenza, perché è chiaro che la competenza
rimane delle entrate ma, sicuramente, di cassa che aggraverebbe per
500 milioni, per mesi che non riscuoteremmo, avremmo un problema di
come pagare per mesi i dipendenti nel caso in cui dovessimo avere
la sostituzione immediata di Equitalia, quindi, contribuiremmo a
questo capolavoro di ridurre l'occupazione siciliana e non
risolveremmo immediatamente il problema, lo aggraveremmo.
Il debito di Riscossione, la perdita di Riscossione come società
non sul sistema delle entrate che è specifico ed attivo - preciso -
, deriva da due fatti essenziali: uno è l'eccesso di forza lavoro;
la forza lavoro è sovrastimata, sicuramente, non ascrivibile a
questo Governo. Giusto? Non voglio fare polemica e rimproverare il
passato; andava così e sapevamo tutti che andava così. Giusto?
L'altro è la questione legata al mutuo acceso per l'acquisto delle
partecipazioni di Monte Paschi.
Ci fu una legge nazionale che obbligava a pubblicizzare tutto il
sistema delle riscossioni, per cui siccome c'era un sistema misto,
Monte Paschi doveva uscire, solo un piccolo particolare non
indifferente: la valutazione delle quote non è stata mai fatta per
cui le quote le ha stabilite Montepaschi come ha voluto e su questo
ho denunciato alla Procura della Repubblica, per essere
estremamente chiari, con tassi di interesse che sono di 15 milioni
di euro l'anno. Ciò determina il passivo di Riscossione Sicilia.
Semplicemente basta rinegoziare con lo Stato e con Montepaschi il
mutuo acceso per pagare la cessione di Montepaschi e rivedere la
politica del personale senza macelleria sociale. Siamo in
condizione di mettere in bonis la società. Misure che stiamo
attuando.
Allora, mi chiedo, perché continuare con la favoletta della
ricapitalizzazione per 2 milioni e mezzo, eccetera
Scusate ma quanto spendiamo per i PIP di Palermo? Non ci fruttano
480 milioni l'anno Allora, riteniamo queste discussioni sugli
sprechi e sui parassitismi una doppia morale inaccettabile. Non è
il problema della governance di Sicilia e -Servizi che non durerà
molto, il problema è che se creeremmo un danno, in questo momento,
irrimediabile in cui vanificheremmo un lavoro che stiamo facendo
col Governo nazionale. Quindi, salviamo, in questo momento, la
società, l'emendamento del Governo va in questa direzione, ma dà un
segnale onorevole Falcone, non è che gli dice: io ti do dei soldi
in più per ricapitalizzare rispetto a quelli
Sto parlando all'onorevole Falcone.
L'emendamento del Governo non è che dice: io ti do 2 milioni e
mezzo in più , dice Bene Tu produci un passivo, ti debbo dare dei
soldi, tu la ricapitalizzazione te la paghi con i soldi che ti
spettano , quindi, non un intervento del Governo che premia,
pertanto si deve fare l'azione di revisione della spesa, cioè: ti
do la possibilità di reimpiegare una parte di quelle somme ,
dopodiché, onorevole Falcone, sono disponibile, il Governo è
disponibile a discutere tutte le prospettive, quindi, accetterei
tutti gli emendamenti che dicono di verificare col Governo tutta la
strategia della riscossione cercando di creare un sistema di
collaborazione con Equitalia che può anche apportare la
sostituzione ma stabilirlo con questi tempi è un danno
irreparabile, perché per mesi non avremmo un centesimo per pagare i
fornitori, per pagare i PIP, per pagare i forestali, per pagare gli
impiegati e avremmo il problema di chi ci riscuote le tasse ed
avremmo il problema di pagare quei 75 milioni.
Una cosa è andare dal Governo con forza perché l'ho già posto al
Governo, l'abbiamo posto insieme all'assessore Baccei e stiamo
lavorando, un'altra cosa è trovarsi di fronte alla società fallita,
con nessuno che riscuote, con qualcuno che deve venire in emergenza
che viene da Salvatore, ci licenzia i lavoratori, ci scarica i 75
milioni di euro di debiti e non ci dà le entrate in tempi utili. La
vogliamo fare questa considerazione? Quindi, accolgo l'invito a
stralciare, in questo momento, questa discussione per fare una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari col Governo e
vedere di studiare insieme un documento che raccolga questa istanza
per cercare di salvare il sistema di Riscossione Sicilia senza
avere debiti e ad incardinare un rapporto con Equitalia, però senza
farci male. Questa è la mia proposta.
PRESIDENTE. La richiesta di accantonamento di questo articolo non
può non essere accolta. Il dibattito si è sviluppato, è stato
ampio.
Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Edilizia sovvenzionata ed agevolata
1. Per il triennio 2016-2018 gli interventi di edilizia agevolata
e sovvenzionata previsti dalle leggi regionali sotto elencate sono
finanziati a valere sulle risorse afferenti all'edilizia
sovvenzionata ed agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978, n.
457, che alla data di entrata in vigore della presente legge non
risultino programmate mediante atti giuridicamente vincolati, nella
misura a fianco di ciascuna legge indicata:
a) articoli 1 e 8 della legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79 e
successive modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma 2 -
capitolo 742802);
- 34.145 migliaia di euro per l'anno 2016, 33.351 migliaia di euro
per l'anno 2017 e 30.770 migliaia di euro per l'anno 2018;
b) articolo 1 della legge regionale 12 agosto 1980, n. 86 e
successive modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma 2 -
capitolo 673307);
- 2.194 migliaia di euro per l'anno 2016, 1.955 migliaia di euro
per l'anno 2017 e 939 migliaia di euro per l'anno 2018;
c) articoli 1 e 2 della legge regionale 12 aprile 1952, n. 12 e
successive modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma 1 -
capitolo 672401);
- 11.585 migliaia di euro per l'anno 2016; 11.096 migliaia di euro
per l'anno 2017 e 10.571 migliaia di euro per l'anno 2018;
d) articolo 132 della legge regionale 10 settembre 1993, n. 25 e
successive modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma 2 -
capitolo 673315);
- 990 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e 930
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2018.
2. Le annualità relative alle sopra indicate leggi regionali sono
conseguentemente ridotte di pari importo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-34.1, 34.2, 34.6, 34.3, degli onorevoli Di Mauro, Greco Giovanni e
Lombardo;
-34.5, degli onorevoli Clemente, Cordaro, Grasso e Gennuso;
-34.8, del Governo.
Si passa agli emendamenti soppressivi. Onorevole Greco, mantiene
la soppressione dell'articolo?
GRECO Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Clemente, lei mantiene la soppressione dell'articolo?
CLEMENTE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.8 del Governo, al quale è stato
presentato il subemendamento 34.8.1, degli onorevoli Formica ed
altri.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel 2014, ritengo
inopinatamente e senza valutare le conseguenze, in quella norma il
Governo ha inserito l'esclusione delle cooperative anteriori
all'anno 2000 che è una contraddizione in sintesi, perché proprio
quelle, oggi, sono le uniche che sono in grado
Mi spiego meglio: ho presentato il subemendamento 34.8.1 che cassa
il comma 6. Il comma 6 cosa diceva? Che dal 2014 in poi sarebbero
state ammesse a finanziamento solo le cooperative successive
all'anno 2000.
Noi chiediamo di cassare quella norma. Perché? Perché proprio le
cooperative anteriori all'anno 2000, oggi, sono pronte per
iniziare, quindi, è un atto di buon senso che pone fine ad un
errore che è stato fatto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 34.8.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 34.8, del Governo. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, considerata l'ora, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.43, è ripresa alle ore 16.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito gli assistenti a distribuire il fascicolo degli
emendamenti dall'articolo 35 all'articolo 93. Invito la II
Commissione legislativa Bilancio' a prendere posto nell'apposito
banco.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36
Interventi sostitutivi per la bonifica dei siti contaminati
1. In attuazione dell'articolo 250 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, è istituito un fondo per anticipare le somme
necessarie per gli interventi sostitutivi da parte della Regione,
in subordine dei comuni inadempienti, per la bonifica dei siti
contaminati, ad eccezione dei siti di interesse nazionale.
2. Entro il termine di novanta giorni dall'avvio dei lavori di
ripristino ambientale, il competente dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti attiva le procedure di recupero delle
somme necessarie per gli interventi sostitutivi di cui al comma 1,
nei confronti dei Comuni inadempienti, da versarsi in apposito
capitolo di entrata del bilancio della Regione.
3. Decorso il termine di trenta giorni in difetto del recupero di
cui al comma 2 il dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
di concerto con il dipartimento regionale delle autonomie locali,
provvede al recupero mediante compensazione dei trasferimenti ai
sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5.
4. Per le finalità di cui al comma l del presente articolo è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2016 la spesa di 1.000
migliaia di euro».
Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi. I firmatari
degli emendamenti, onorevoli Di Mauro, Greco, Lombardo, Clemente,
Cordaro Grasso non sono presenti in Aula.
Onorevole Gennuso, l'emendamento 36.6 lo mantiene o lo ritira?
GENNUSO. Lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 36.2 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Non sono presenti i firmatari. Si passa all'emendamento 36.3 degli
onorevoli Di Mauro ed altri. Non sono presenti i firmatari. Si
passa all'emendamento 36.4 degli onorevoli Di Mauro ed altri. Non
sono presenti i firmatari. Si passa all'emendamento 36.5 degli
onorevoli Di Mauro ed altri. Non sono presenti i firmatari.
Pongo in votazione l'articolo 36. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37 che, però, ha diversi emendamenti.
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38
Piani di caratterizzazione
l. Per la realizzazione dei piani di caratterizzazione dei siti
utilizzati come discariche e soggetti a procedura di infrazione
2003/2077 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016 la spesa
di 250 migliaia di euro».
Sono stati presentati gli emendamenti soppressivi 38.1 degli
onorevoli Di Mauro ed altri e 38.2 degli onorevoli Clemente ed
altri.
Invito i firmatari al ritiro, ma non sono neanche presenti, perché
l'articolo serve ad evitare la procedura di infrazione comunitaria.
E' arrivato l'Assessore di riferimento, Contrafatto, però, non sono
presenti i presentatori. E' presente solo l'onorevole Gennuso e lo
invito al ritiro dell'emendamento 38.2.
GENNUSO. Lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Abbiamo approvato gli articoli 36 e 38 che non avevano
sostanzialmente emendamenti.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
TITOLO III
Disposizioni in materia di acqua e rifiuti
«Art. 35
Tributo speciale per il conferimento in discarica dei
rifiuti solidi (Ecoincentivo)
l. In armonia con le previsioni di cui al comma 4 dell'articolo 9
della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, i soggetti conferitori in discarica dei rifiuti di
cui al comma 2 dell'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, devono corrispondere alla Regione, dall'1 gennaio
2017, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti,
secondo la disciplina di cui all'articolo 2 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, nella
misura di seguito indicata, in considerazione del livello di
raccolta differenziata su base annua:
PERCENTUALE DI RACCOLTA RIFIUTI
DIFFERENZIATA (RD) DEL URBANI PER
COMUNE KG
minore o uguale al 15%
0,02152
maggiore del 15% e fino
al 25% 0,01937
maggiore del 25% e fino
al 35% 0,01506
maggiore del 35% e fino
al 45% 0,01291
maggiore del 45% e fino
al 65% 0,00775
maggiore del 65%
0,00517
2. Per la rilevazione del livello di raccolta differenziata i dati
devono essere desunti dalla dichiarazione annuale di cui alla legge
25 gennaio 1994, n. 70 e successive modifiche ed integrazioni
(MUD), riferita ai singoli Comuni sui quali ricadono gli effetti
del tributo speciale come rideterminato nel comma 1. Per il calcolo
delle percentuali della raccolta differenziata, i Comuni devono
tenere conto dei criteri adottati dalla Regione, autocertificando
la percentuale raggiunta.
3. I Comuni hanno l'obbligo di trasmettere la dichiarazione e
l'autocertificazione di cui al comma 2 entro e non oltre il 30
giugno al dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. La
mancata comunicazione comporta l'applicazione del tributo nella
misura massima di cui al comma l. Il dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti provvede ad eseguire il controllo, a
campione, dei dati forniti.
4. I Comuni che non raggiungono, nell'anno precedente, la
percentuale di raccolta differenziata del 65 per cento, sono tenuti
al pagamento dell'addizionale del 20 per cento prevista
dall'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
5. L'addizionale di cui al comma 4 è applicata con le modalità
previste dall'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni ed è versata, dai gestori
degli impianti di smaltimento, in un apposito capitolo di entrata
del bilancio della Regione.
6. La percentuale di raccolta differenziata sulla quale applicare
il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti,
nonché l'addizionale di cui al comma 4, è quella determinata
nell'anno precedente in attuazione del comma 2.
7. Per gli scarti, i sovvalli, i fanghi anche palabili, dall'1
gennaio 2017, il tributo speciale per il deposito in discarica dei
rifiuti è pari al 20 per cento del tributo di cui al comma l, oltre
l'addizionale di cui al comma 4, ove dovuta.
8. Per ogni trimestre, i funzionari di cui al comma 7
dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni, trasmettono al dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti una relazione contenente gli
esiti dei controlli effettuati ivi compreso il contenzioso
attivato.
9. All'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 le
parole Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente sono
sostituite dalle parole dipartimento regionale dell'acqua e dei
rifiuti .
10. Per le restanti tipologie di rifiuti non di provenienza urbana
continua ad applicarsi il comma 3 dell'articolo 8 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4.
11. Fino alla determinazione della percentuale di raccolta
differenziata di cui al comma 2 del presente articolo, il tributo
speciale per il deposito in discarica dei rifiuti si applica nella
misura in atto stabilita, salvo conguaglio.
12. Per il primo triennio dall'entrata in vigore della presente
legge si applica una decurtazione del 30 per cento del tributo
speciale per il deposito in discarica dei rifiuti per i Comuni che
realizzano un incremento su base annua almeno pari a 10 punti
percentuali della raccolta differenziata ed una decurtazione del 40
per cento del tributo speciale per il deposito in discarica dei
rifiuti per i Comuni che realizzano un incremento su base annua
almeno pari a 15 punti percentuali della raccolta differenziata.
13. Per il primo triennio dall'entrata in vigore della presente
legge , la quota del 20 per cento di cui all'articolo 2, comma 2,
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, relativa alle maggiori
risorse di cui al comma 5, è destinata ai Comuni che raggiungono un
incremento di almeno il 10 per cento della raccolta differenziata
su base annua.
14. Per l'anno 2017 l'incremento su base annua della percentuale
di raccolta differenziata, di cui ai commi 12 e 13, è calcolato
rapportando la percentuale realizzata nel 2015 rispetto a quella
del 2016 e cosi per gli anni successivi facendo riferimento al
biennio precedente.
15. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6 è sostituito dal seguente:
2. Il gettito derivante dal tributo affluisce su un apposito
fondo del bilancio della Regione così come previsto dall'articolo
3, comma 27, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 e successive
modifiche ed integrazioni. .
16. Ferme restando le quote previste dal comma 27 dell'articolo 3
della legge 28 dicembre 1995, n. 549 e successive modifiche ed
integrazioni, il 50 per cento del gettito derivante dal tributo
speciale è destinato ad attività finalizzate alla riduzione della
produzione di rifiuti ed all'incentivazione della raccolta
differenziata esclusivamente presso i comuni che hanno usufruito
della tariffa nella misura minima.
17. Al fine di promuovere il riutilizzo, il riciclaggio e il
recupero dei rifiuti urbani e speciali, nell'attuazione del
principio generale della gerarchia di trattamento, si privilegiano
procedure di autorizzazione accelerate e, ove previste,
semplificate come disposto dall'articolo 214 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni, per la realizzazione di impianti di trattamento per
il riciclaggio ed il recupero sia di frazioni secche che umide, con
l'adozione da parte della Regione di un iter amministrativo che,
lasciando fermi i vigenti termini minori, imponga la conclusione
del procedimento ed il rilascio del titolo autorizzatorio da parte
dell'amministrazione competente entro e non oltre dodici mesi dalla
data del deposito del progetto definitivo da parte del soggetto
richiedente.
18. Gli impianti che godono di questo regime speciale sono
identificati in quelli dedicati esclusivamente al trattamento per
il recupero di materia:
a) impianti per la selezione dei rifiuti urbani indifferenziati
dedicati alla massimizzazione del recupero di materia al fine del
riciclaggio, e con esclusione di produzione CDR/CSS, e con
eventuale linea di presso-estrusione delle plastiche e produzione
di materia prima secondaria;
b) impianti di compostaggio aerobico, compresi gli impianti di
compostaggio aerobico automatici, ed impianti di digestione
anaerobica con successivo compostaggio aerobico alimentati con la
FORSU con capacità di trattamento inferiore a 36.000 tonnellate
annue ed inferiore alla eventuale potenza elettrica di l Megawatt,
con un controllo accurato del materiale in entrata e in uscita;
c) impianti di selezione e riciclo di frazioni secche
differenziate, con eventuale linea di presso-estrusione delle
plastiche con capacità di trattamento inferiore a 36.000 tonnellate
annue;
d) centri per il riuso e centri di raccolta.
19. Gli impianti di cui al comma 18, lettera b), di digestione
anaerobica sono autorizzati privilegiando l'immissione del biogas
prodotto nella rete pubblica di distribuzione gas, tramite
trattamenti di purificazione e adeguamento alle caratteristiche
richieste dai gestori della rete stessa, ad eccezione del biogas
impiegato in impianti di bassa potenza termica ed elettrica per il
fabbisogno energetico necessario al funzionamento dell'impianto
stesso. E' previsto altresì l'uso del biogas come carburante per
autotrazione da commercializzare nelle reti commerciali
autorizzate, specialmente laddove è assente la rete pubblica di
distribuzione gas. Tale procedura si intende estesa agli impianti
di digestione anaerobica con successivo trattamento aerobico di
qualsiasi dimensione ed alimentati sia da FORSU che da scarti
agricoli che possano produrre compost idoneo all'impiego in
agricoltura e nel giardinaggio.
20. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui al presente
articolo, gli impianti autorizzati con la procedura semplificata
non possono successivamente essere autorizzati a trattare materiali
in ingresso diversi da quelli originariamente previsti».
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, le chiedo gentilmente, dato che è in
corso, ho saputo, una riunione alla presenza del Presidente della
Regione su alcune tematiche inerenti la legge di stabilità,
all'interno della quale sono impegnati i capigruppo, le chiedo - se
è possibile - un quarto d'ora, venti minuti di sospensione in modo
tale da poter trattare, alla presenza dei capigruppo, questi
importanti articoli
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, ho avuto modo già di riferirlo al
Presidente della Regione. Ormai è da quattro legislature che io
sono qui dentro e ogni volta che si approvava una Finanziaria c'era
il cattivo vezzo di bloccare i lavori dell'Aula - non è questo il
caso - e quindi c'è il rispetto anche per i parlamentari.
Finalmente siamo riusciti, in questa legislatura, quanto meno, a
darci una regolata sugli orari, laddove è possibile farlo. Ho già
riferito al Presidente Crocetta che la riunione è opportuna farla a
chiusura dell'Aula che avverrà alle ore 20.00. Ma questo per
rispetto dei lavori del Parlamento, perché se c'è un programma dei
lavori non possiamo noi sul momento cambiare le nostre
impostazioni.
LOMBARDO. Non voglio stravolgere i lavori assembleari, né voglio
attuare delle tecniche opportunistiche.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, ho avuto modo già di riferirlo al
Presidente Crocetta. Se c'è l'esigenza, tutta legittima, dopo le
ore 20.00, il Presidente Crocetta con i capigruppo, tutti i
capigruppo - quindi, non c'è un problema di maggioranza o di
opposizione - possono concordare alcune linee che, però, dovranno
trovare sintesi nel Parlamento stesso. Quindi, non posso rinviare
la seduta
LOMBARDO. Allora noi trattiamo l'argomento dei rifiuti senza i
capigruppo?
PRESIDENTE. Forse non mi so spiegare. Ma è un problema dei
capigruppo, non è un problema di questo Parlamento, non è un
problema neanche suo. Se abbiamo detto che il Parlamento riprendeva
l'esame alle ore 16.00, non possiamo dire che poi succede un
problema in conferenza dei capigruppo e si rinvia.
Onorevole Lombardo, mi consenta, il capogruppo del Partito
Democratico è in Aula
LOMBARDO. E allora possiamo andare avanti
PRESIDENTE. Comunque andavamo avanti Era per dirle, senza nulla
togliere all'onorevole Anselmo, anzi tutt'altro...
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
PRESIDENTE. Ritorniamo all'articolo 35.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 35
introduce un istituto che noi abbiamo condiviso, il mio Gruppo ha
condiviso. Abbiamo pure presentato un disegno di legge che è stato
oggetto di discussione in Commissione Bilancio . Abbiamo
apprezzato che il Governo ha accettato, con parere positivo, alcuni
emendamenti che abbiamo presentato in Commissione Bilancio .
Abbiamo poi ripresentato qualche emendamento correttivo. Ce ne
sono tre, in particolare dei nostri. Però, volevo segnalare che c'è
un altro emendamento che non è in questo fascicolo ma negli
aggiuntivi che introduce la tariffa puntuale. E' stato oggetto di
discussione approfondita in Commissione Bilancio e sono dell'idea
che questa proposta, cioè la tariffa puntuale, che tra l'altro, è
una disposizione nazionale perché trova risposta nel codice
dell'ambiente, sicuramente sarà condivisa dal Governo e, quindi,
vorrei che venisse discussa nella sede della discussione degli
emendamenti aggiuntivi. Per il resto l'articolato è condivisibile.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo richiamare
l'attenzione dell'Aula sulle disposizioni, appunto, dell'articolo
35, che in Commissione, sicuramente, mi hanno visto contrario,
ovviamente, alla loro previsione.
Mi piace ricordare e rammentare che con questo articolo 35 si
ipotizza un incentivo alla raccolta differenziata e,
sostanzialmente, si vanno a premiare quei comuni che, in qualche
modo, in termini virtuosi, hanno svolto la raccolta differenziata,
svolgendo, ovviamente, un importante lavoro, una importante
attività.
Di contro, la normativa interviene nei confronti di coloro i quali
non hanno raggiunto la raccolta differenziata, così come prevede la
legge - e mi riferisco in maniera particolare alla percentuale del
65 per cento - prevedendo una sanzione nei loro confronti, a mio
avviso, dove abbiamo fatto anche un parametro, estremamente pesante
al riguardo.
Mi permetto di evidenziare che, se i comuni non hanno effettuato
raccolta differenziata, non credo che sia esclusivamente colpa
loro.
Penso che la Regione - e segnatamente anche il dipartimento
allora competente - abbia svolto un ruolo determinante affinché, in
qualche modo, molti comuni e non hanno avviato la raccolta
differenziata e si trovano sicuramente indietro nell'ambito di
questa importante iniziativa. Quello che preme a me rammentare, ai
colleghi, è che la sanzione, ancorché ovviamente vada a colpire i
comuni, poi, nei fatti, si riferisce, ovviamente, alla collettività
che sarà chiamata a risponderne dal punto di vista prettamente
economico-patrimoniale.
Poiché, per quanto riguarda i rifiuti in alcuni comuni, per non
dire quasi per tutta la Sicilia, i tributi in ordine alla raccolta
differenziata, comunque, alla raccolta dei rifiuti, sono i più alti
in assoluto nell'ambito del territorio italiano, con queste
sanzioni noi non facciamo altro che aggravare ancora di più la
grave situazione in cui, ovviamente, versano i comuni e
segnatamente, soprattutto, coloro i quali già si trovano in enorme
difficoltà, invece quindi di capire quali sono i motivi e quali
sono i percorsi che possono essere attivati affinché, in qualche
modo, quei comuni che hanno qualche difficoltà possono essere messi
nelle stesse condizioni degli altri comuni e, quindi, poterli
agevolare nell'ambito di questa iniziativa, noi non facciamo altro
che aggravarne le conseguenze là dove già, effettivamente, le
conseguenze sono già abbastanza gravi.
Ritengo, pertanto, che al di là ovviamente del merito che è quello
sicuramente di incentivare la raccolta differenziata, poi, nei
fatti, si traduce in una sanzione che, per quanto mi riguarda, la
ritengo del tutto iniqua, pesante e, soprattutto, impossibile da
attuare in dipendenza delle conseguenze che ne derivano, motivo
per cui mi sono permesso di presentare, gli emendamenti soppressivi
perché credo che è altro la metodologia per incentivare la raccolta
differenziata che dovrebbe essere utilizzata. Sanzionando o
gravando dal punto di vista economico i cittadini causeremmo delle
conseguenze sicuramente disastrose.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
questo articolo bisogna fare una riflessione. Signor Assessore, mi
scusi io gradirei che lei su questo articolo, al di là
dell'opinione espressa da chi è stato favorevole, ritengo che
dobbiamo essere anche pratici.
Oggi in Sicilia, e lo dico a lei perché sicuramente è il suo
assessorato e, quindi, può dare contezza di quanto io sto per
affermare, sostanzialmente, la legge n. 9/2010 che ha istituito
l'SRR aveva disciplinato un sistema integrato dei rifiuti, quindi,
nella gestione dei rifiuti, che consentiva, che avrebbe dovuto
portare alla costituzione, quindi, a un ciclo dalla raccolta allo
smaltimento e al riciclo dei rifiuti. Per varie vicissitudini che
non stiamo qui a dire questo sistema si è inceppato.
Sappiamo che sono state poste in liquidazione le Ato, sono stati
nominati i commissari, e, purtroppo, le dotazioni organiche, i
piani di ambito non sono stati approvati, quindi, oggi pensare di
raggiungere il 65% quando non c'è un sistema che è andato a regime,
significa mettere non i comuni, ma i cittadini in una condizione
veramente grave, perché l'aumento del tributo poi si riverserà
necessariamente sui cittadini, già il tributo che si paga in
discarica è abbastanza alto, quindi, io chiederei, sono d'accordo
con l'emendamento soppressivo presentato dall'onorevole Fazio,
perché si possa parlare di un incentivo ai comuni che raggiungono
il 65%, significa mettere i comuni nella condizione di raggiungere
il 65%.
Ricordo a me stessa che in alcune province gli impianti di
compostaggio sono chiusi, non c'è neanche quella parte di umido che
può contribuire, quello che passerebbe per un incentivo è
un'ecotassa. Io invito l'Aula a fare una riflessione e soprattutto
quei deputati che hanno maggiore contezza delle realtà delle
autonomie locali e dei comuni, per comprendere effettivamente se
questo è un incentivo a volere differenziare di più, o invece è un
ulteriore costo che oggi si aggiunge ai cittadini, e io credo che
sia un costo, non si possono fare passare norme come incentivi,
perché la Regione, il dipartimento ha delle precise responsabilità.
Quando il dipartimento approverà i piani di ambito, le dotazioni
organiche, farà partire gli impianti e quando il ciclo dei rifiuti
si è concluso con il riciclo della differenziata, allora, poi,
possiamo parlare di applicare l'ecotassa o l'incentivo. Grazie.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito
all'articolo 35 vorrei che vi fosse preliminarmente, se è
possibile, un'interlocuzione fattiva con l'assessore Contrafatto.
Chiedo questa interlocuzione, assessore, anche perché, come abbiamo
avuto modo di apprezzare nel corso di questa legge di stabilità, su
varie tematiche si è potuto interloquire con gli assessori al ramo
e si è riusciti anche a comprendere meglio per l'appunto quali sono
le intenzioni del Governo, perché vede, assessore Contrafatto e
onorevoli colleghi, il rischio che si profila con l'articolo 35 non
è tanto nel merito dell'articolo 35 che vede favorevole sia il
Movimento per l'Autonomia, penso anche tanti colleghi, il Movimento
Cinque Stelle ed altri che hanno suggerito delle modifiche. Il
punto, assessore Contrafatto, è che anche in ambito dei rifiuti non
vi è una strategia proprio perché abbiamo letto Assessore
Contrafatto, in merito alla legge 9 del 2010, io penso che in
questa regione ci si sia , come dire, nel corso della scorsa
legislatura, e non solo, battuti un po' tutti per evitare che in
questa regione si potessero, all'epoca, costruire i
termavalorizzatori, come sappiamo. Sappiamo che anche il presidente
della regione Crocetta e molti degli esponenti del partito
democratico all'epoca si batterono affinché il sistema di gestione
e della termovalorizzazione all'interno di questa regione non
vedesse la luce, non sulla base di un no pregiudiziale, ma sulla
base di un nuovo concetto nella gestione dei rifiuti che potesse
valorizzare il rifiuto e potesse generare, per questa regione, un
utile dal trattamento e dalla gestione di questi rifiuti. Sia
l'onorevole Fazio, giustamente, ma anche l'onorevole Grasso, hanno
posto dei dubbi su questo comma 1 che, per carità, è un principio
condivisibile ma che, come ha ricordato l'onorevole Fazio, oggi i
comuni non riescono a gestire.
Dinnanzi a questo le chiedo, assessore Contrafatto, come è
possibile che in tre anni questo governo non sia riuscito a creare
una filiera nella gestione dei rifiuti adeguandosi ai più moderni
piani di gestione dei rifiuti? Come è possibile che oggi sentiamo
che la regione ha dato il proprio assenso alla costruzione di
termovalorizzatori in Sicilia quando si andrà al compimento di un
sistema dei rifiuti che riesca a trattare e a bruciare soltanto una
parte minima del rifiuto. Quindi, la domanda che le pongo per avere
chiarezza io e questo Parlamento una volta per tutte, perché non si
riesce ad approntare una riforma organica invece di andare ogni
legge di stabilità a inserire qualche articolo, qualche emendamento
che non fa nient'altro che ingenerare confusione, non si riesce a
creare una riforma organica che crei le filiere e che generi,
all'interno dei comuni, la possibilità per gestire l'eventuale
prodotto differenziato.
Questa è la domanda che le pongo assessore. Non è possibile che
per anni questo Parlamento e il governo della scorsa legislatura,
con dei rappresentanti che oggi siedono in questo governo che
all'epoca da parlamentari sostenevano l'abolizione dei
termovalorizzatori, oggi danno l'assenso per la costruzione dei
termovalorizzatori e non pongono gli strumenti utili affinché i
comuni raggiungano, giustamente assessore, come lei ha cercato
insieme anche al movimento cinque stelle che è stato propositivo
nell'inserire un sistema che consenta ai comuni di raggiungere
questi livelli di raccolta differenziata che non sono un traguardo,
dovrebbero essere la normalità.
Quindi, quello che le chiedo assessore, cosa mettiamo noi oggi di
risorse e di somme affinché i comuni possano gestire il rifiuto
differenziato? Questa è la domanda. Non è inserire una tassa per il
comune che oggi, come ricordava bene l'onorevole Fazio, non sarà in
grado di corrispondere. E poi un'altra domanda e penso che sia
centrale assessore, se avrà la cortesia di rispondermi. Com'è
possibile che il governo della regione siciliana che nella persona
del presidente Crocetta e di alcuni autorevoli rappresentanti di
questo governo, per anni si è battuto per l'abolizione dei
termovalorizzatori, affinché non venissero costruiti oggi dà
l'assenso per la costruzione di termovalorizzatori che non sono
proiettati da qui ai prossimi cinque anni, sono oggi un concetto
trapassato.
Come è possibile che questo governo punti tutto sulla
termovalorizzazione?
Paradossalmente, assessore Contrafatto, le dico che fare la
differenziata, a fronte di sei impianti, otto, due mega impianti è
inutile, è una contraddizione in termini, da un lato in conferenza
stato-regione dire sì ai termovalorizzatori, dall'altro proporre un
articolo e un comma per aumentare la raccolta differenziata.
Chiaritevi le idee
ALONGI. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio intervento
vorrei fare due piccole considerazioni, ma le ho già fatte in
Commissione in occasione della sua audizione quando abbiamo
discusso su questo specifico articolo.
Veda, sono due ragionamenti che abbiamo fatto in Commissione, ma
le vorrei fare qui all'Aula e la Governo tutto che è presente.
Le ho già detto la volta scorsa in Commissione che ritengo che noi
non possiamo scaricare ai sindaci, ed è chiaro che questa non è una
responsabilità, Assessore, che io le voglio addossare, perché lei è
Assessore di questo Governo soltanto da meno di un anno, se non
vado errato, mi corregga se non è così.
BACCEI, assessore per l'economia. Un anno e due mesi.
ALONGI. E' chiaro che non possiamo addebitarle responsabilità di
programmazione, però le voglio dire con molta schiettezza che non
possiamo continuare a scaricare le responsabilità di una incapacità
progettuale di questi ultimi anni ai sindaci
E mi spiego meglio.
non possiamo scaricare ai sindaci l'assenza di un'adeguata
programmazione e realizzazione di impianti di riciclo e in
particolar modo dell'umido, perché, Assessore, diciamocelo con
molta schiettezza, riusciamo a raggiungere le quote del 65 per
cento di raccolta differenziata soltanto se riusciamo a trovare nel
territorio regionale impianti dove possiamo portare l'umido.
L'umido è la maggiore percentuale di rifiuto che può essere
riciclato, perché la plastica, le lattine, il vetro e la carta
hanno una percentuale molto bassa, non possono fare raggiungere
quel 65 percento.
E' chiaro che l'umido - lei mi insegna - che ha una percentuale
molto alta per permettere di raggiungere ai comuni quel traguardo.
Allora io le dico con molta schiettezza che se noi non realizziamo
in Sicilia impianti di compostaggio nel territorio e che non sono
a 200 chilometri dove può essere portato l'umido, chiaramente sarà
difficile che i comuni possano raggiungere quelle percentuali.
E tutto questo si ribalterebbe sui sindaci e, a cascata, sui
cittadini che poi sono costretti a pagare una super tassa, un eco
tassa aggiuntiva per il mancato raggiungimento di quella
percentuale.
Ma, vorrei aggiungere a questo un altro tema che è particolarmente
significativo e importante.
Credo che sia importante, Assessore, se questo testo dovesse
passare e io la invito ad un impegno pubblico in quest'Aula, glielo
avevo chiesto anche in Commissione, a utilizzare queste risorse
affinché nei comuni il cittadino virtuoso possa essere agevolato.
Mi spiego meglio. Oggi in un comune se un cittadino fa la raccolta
differenziata e raggiunge il 65 percento, ma nello stesso comune
l'80 percento non fa la raccolta differenziata, il cittadino che è
modello nella differenziata, viene equiparato come gli altri che
non l'hanno fatta.
Allora, o creiamo strumenti affinché il cittadino, cioè la singola
tariffa sul singolo cittadino che è riuscito a fare la raccolta
differenziata può essere premiato o alla fine noi faremo sempre di
un'erba un fascio.
Allora, ritengo che sia importante pensare e ripensare ad uno
strumento di disponibilità economica, non soltanto verso i comuni,
ma verso i comuni e attraverso questo, attraverso i cittadini che
hanno la voglia, la capacità e la volontà di fare la raccolta
differenziata perché se no facciamo di tutta una erba un fascio.
Presidente Crocetta è un invito che chiaramente le stiamo facendo,
attenzione, perché io credo che raggiungeremo queste percentuali
importanti, se creiamo strumenti di sostegno a quei Comuni e a quei
cittadini che hanno voglia di fare la raccolta differenziata.
Quindi ritengo che l'articolo, così com'è strutturato, non lo
condivido in pieno.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, in
merito a questo articolo 35 sul quale già si sono soffermate le
osservazioni di molti miei colleghi che è inutile ripercorrere e
relativamente proprio a quello che di fatto è una eco-tassa che poi
il governo cerca di addolcire trasformandola in un eco-incentivo
con le previsioni del comma 12, io avevo sollevato in commissione
delle perplessità che mi sono permesso di ribadire attraverso la
proposizione di un emendamento, esattamente il 3554.
Come i colleghi avranno notato questo articolo 35, questa imposta,
questo tributo speciale viene commisurato a secondo degli scaglioni
di raccolta differenziata per cui minore è lo scaglione di raccolta
più alto è il tributo e questo in linea di principio va benissimo.
Attraverso il correttivo del comma 12 però si introduce un sistema
per cui non si fa più riferimento né al dato di partenza, né al
dato finale di raccolta percentuale realizzata all'interno del
comune ma solo all'incremento di differenziata e questo può portare
a delle notevoli storture, nel senso che è evidente che se un
comune parte da zero è molto più semplice per quel comune
raggiungere il 15 per cento in un anno di raccolta differenziata
perché da 0 a 15 è semplicissimo, è un'esperienza normalissima che
si è fatta in tutti i comuni nei primi periodi di avvio della
differenziata così come è semplice da 15 arrivare a 30.
Se un comune già virtuosamente ha raggiunto il 50 e parte da 50,
da 50 a 65 le difficoltà sono molto più notevoli.
Allora questo emendamento serve ad evitare che si assista ad una
vera e propria stortura e cioè che io parto da 50 e riesco ad
arrivare a 55 paradossalmente rischio di pagare un'eco-tassa
superiore a quello che partendo da 20 è arrivato a 35.
Per cui il correttivo posto da questo emendamento è proprio in
questo senso, evitare comunque che un comune che raggiunge un
livello di raccolta differenziata di una fascia superiore rispetto
a quella precedente, anche se ha un incremento nell'anno minore di
quello che parte da una qualifica inferiore possa pagare, possa
essere costretto a pagare di più rispetto al comune che ha sì
attuato un incremento maggiore nell'ultimo anno ma che rimane pur
sempre sotto la soglia di differenziata dell'altro.
Credo che sia un emendamento di assoluto buon senso e anche che
corrisponda ad un senso di giustizia nei confronti dei comuni che
hanno già avviato da tempo, nonostante il deserto in Sicilia di
impianti che favoriscono questo sistema, una raccolta differenziata
che già in alcuni casi lodevoli arriva a livelli abbastanza
soddisfacenti.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
interesse tutti i colleghi e uno degli interventi che condivido
nella prima parte è quello dell'onorevole Alongi perché parla non
solo della raccolta differenziata, perché se nella raccolta
differenziata parliamo di plastica, di carta e quant'altro ha un
certo peso ma se invece nella raccolta differenziata mettiamo
quello che dovrebbe essere messo nei cassonetti cioè l'umido, il
peso naturalmente aumenta.
Assessore Contrafatto, lei deve sapere una cosa e questa
interrogazione che farò fra qualche minuto è una interrogazione che
parla del comune di Catania.
Il Comune di Catania non può mai se l'Assessore Cracolici me lo
consente, il comune di Catania, cosa che sanno ben pochi cittadini
e anche pochissimi deputati della provincia di Catania, il comune
di Catania ha un capitolato, Assessore, Presidente, che non potrà
mai e dico mai raggiungere il 65%. Perché non può raggiungere il
65%. Perché nel capitolato, io non vorrei che questo capitolato sia
un copia e incolla in altri comuni. Il capitolato del comune di
Catania prevede che i rifiuti indifferenziati cioè quelli che vanno
in discarica, sono a carico del comune di Catania, non dell'azienda
che vince l'appalto. Allora l'azienda che vince l'appalto paga solo
ed esclusivamente i rifiuti differenziati.
Allora se io raccolgo mille chili di rifiuti in un giorno e di cui
800 li porto in discarica, io azienda x e azienda y non mi costa
nulla, ne prendo 200 e li porto per l'indifferenziata e pago solo
per 200kg, allora che succede?
In molti comuni e a Catania in particolar modo, la maggior parte
dei rifiuti vanno a finire in discarica perché i primi, le aziende
che hanno l'appalto per il servizio non hanno nessuno interesse a
portarlo perché devono pagare loro.
Allora una delle cose che bisogna fare e bisogna dire che non può
avvenire ne i capitolati d'appalto, quando si fa un capitolato
d'appalto chi vince la gara deve anche pagare gli oneri della
discarica. Poi se dobbiamo sicuramente, quello che sta avvenendo a
Catania è un fatto emblematico, assessore. Noi abbiamo visto come i
cittadini catanesi che stiamo pagando i rifiuti de comuni limitrofi
alla città di Catania perché da Pedara ad arrivare a Gravina o a
S.Agata Li Battiati hanno chiuso tutti i cassonetti e tutti questi
rifiuti vengono portati nelle città di Catania.
Allora assessore, la prima cosa che le chiedo che bisogna fare una
circolare e in questa circolare bisogna dire chiaramente che gli
oneri per la discarica vengono e devono farsi carico le aziende che
vincono gli appalti. Per quanto concerne invece questa tipologia di
ecotassa mi vede sicuramente a favore perché solo cosi, credo che
possa veramente iniziare una raccolta differenziata capillare e
possiamo raggiungere quelle quote che ognuno di noi come cittadini
ci aspettiamo. Grazie.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a Palermo c'è in
voga e penso poi in tutta la Sicilia una bella frase. Dice: Ma è
babbiu o è vero? O c'è u babbiu
Ora, mi verrebbe da dire che siamo in presenza del solito
Sbabbiu , però, dall'altro fatto rifletto pure sul punto che u
babbiu , se è babbiu , in genere, non fa danno. Qui, invece, siamo
in presenza di un babbiu che, oserei definire, tragico per le
conseguenze e micidiale per i comuni.
Perché dico questo?
Presidente com'è possibile, com'è immaginabile assistere alle
giravolte di un Governo regionale che dichiara, urbe e orbi, con la
sua stessa maggioranza e, soprattutto, con quella componente del
Partito democratico che si rifà a più antiche tradizioni, e mi
riferisco ai DS, che da sempre hanno portato avanti una battaglia
contro l'ipotesi persino di termovalorizzazione e senza, voglio
dire, avere una qualche ragione di condivisione per portare avanti
questa battaglia.
Com'è possibile che, il Presidente della Regione più volte ha
dichiarato, sulla stampa, in Aula e su ogni mezzo, persino in
televisione, che si sarebbe opposto con tutte le sue forze alla
costruzione di termovalorizzatori in Sicilia, si arrivi, poi, a
prevederne la costruzione di 2 mega da parte del Governo impresario
di Roma. Dico Governo impresario perché un Presidente del Consiglio
che vuole imporre alle Regioni la costruzione di questi mostri è un
impresario, ora vedremo perché è un impresario, che porta avanti
una propria linea di ipotesi di trattamento dei rifiuti che non
trova giustificazione del punto di vista tecnico, ma ne trova tante
dal punto di vista della finanza.
E perché dico questo? Dico questo perché di termovalorizzazione,
che poi questo eufemismo, si tratta di inceneritori a cui,
sostanzialmente, per addolcirli, per renderli più attraenti e
malleabili, si appiccica la parola valorizzazione.
Di termovalorizzazione, dicevo, non si parla più nei paesi
sviluppati.
E' vero che in Austria c'è il termovalorizzatore, ma perché
l'hanno costruito 30 e più anni fa, quando, sì, la
termovalorizzazione era all'avanguardia. E' vero che in Danimarca,
in altri posti ci sono, ma per le stesse motivazioni.
Non c è alcun Paese al mondo che ancora propone, partendo oggi per
la costruzione in futuro, prevede la termovalorizzazione, perché i
sistemi che oramai vanno in voga, per il recupero di materie prime
e seconde dai rifiuti, non prevedono più la termovalorizzazione del
rifiuto stesso.
Non si capisce, quindi, cos'è che ha fatto cambiare idea al
Governo.
Ma dirò di più. Come si può pensare, e ritorniamo al babbiu ,
come si può pensare di imporre una ecotassa progressiva ai
comuni: a quegli stessi comuni a cui non si è data né la
possibilità di una programmazione del ciclo dei rifiuti; a quei
cittadini a cui non si è data la possibilità con la costruzione
degli impianti di potere avviare una differenziata vera; a quei
comuni a cui sono stati tagliati i trasferimenti in maniera
drastica; a quei comuni che, pur volendo, e ce ne sono, mettere in
campo dei sistemi di raccolta differenziata, poi, alla fine, non
sanno che esito avrà quest'esempio virtuoso da parte dei propri
cittadini, posto che non esistendo gli impianti intermedi, quelli
sì urgenti, quelli sì necessari, quelli sì utili, quelli sì
impellenti - non essendoci questi impianti e ritorniamo al babbìo.
Facciamo pagare, in quei comuni, la raccolta differenziata e poi
la buttiamo in discarica. Cioè, facciamo giocare e sollazzare i
cittadini a darsi da fare per la raccolta differenziata, per poi
andare a depositarli nuovamente in discarica.
Io penso che sia un tema importante, Presidente, un tema veramente
importante; penso che, un Governo serio non avrebbe neppure dovuto
pensare di proporre questo articolo. E, iniziando a fare mea culpa,
avrebbe dovuto preoccuparsi non tanto di programmare fantastici
mega-inceneritori, o termovalorizzatori che dir si voglia tanto è
la stessa cosa, ma si sarebbe dovuto impegnare - e mi auguro che,
al posto di questo articolo, lo faccia presto - si sarebbe dovuto
impegnare a costruire gli impianti necessari, sul territorio, per
rendere utile, efficace e produttiva la raccolta differenziata.
Perché, altrimenti siamo al babbìo
Sulla scelta dei due, o più, termovalorizzatori vorrei solo
ricordare che, per stessa ammissione di chi li propone, se andasse
in porto la percentuale del 65% di raccolta differenziata, il
prodotto residuo, che rimarrebbe da portare presso questi impianti
di termovalorizzazzione, sarebbe intorno a qualche centinaio di
migliaio di tonnellate all'anno. E, allora, se arrivando, appunto,
a queste percentuali di raccolta differenziata noi, in Sicilia,
arriveremmo a 100, 150 mila tonnellate annue da andare a
termovalorizza, per quale motivo si propone la costruzione di mega
impianti per 1.200.000 tonnellate? Allora, arriviamo a quello che
dicevo all'inizio: non ci sono motivazioni tecniche, ma ci sono,
evidentemente, motivazioni di altra natura magari finanziaria per
spingere sulla termovalorizzarione.
Come si può proporre la costruzione - stia attento, Presidente
della Regione - di due mega impianti da 1.200.000 tonnellate se,
arrivando a quella percentuale - che è auspicabile e ci si dovrebbe
arrivare - noi arriveremmo a produrre 200.000 tonnellate annue?
Vogliamo importare in Sicilia i rifiuti di mezza Italia?
Altra considerazione. Come si può pensare di andare a costruire
due mega impianti, quando già gli impianti che ci sono - e
segnatamente quello in Piemonte, di Alessandria o Vercelli, e
quello di Parma - lavorano neanche al 40% della loro capacità
perché non trovano combustibile per bruciare? Allora, il motivo è
sempre quello: ci sono motivi finanziari, c'è qualche cordata amica
che ha bisogno di fare questi impianti, per puro interesse di
natura economico-finanziaria
Allora, Governo, fermiamoci sui rifiuti Fermiamoci, e facciamo
ciò che è normale, e cioè mettiamo in campo la catena del
riciclaggio: impianti di compostaggio, impianti di recupero delle
materie, e finisco Presidente, prime e seconde e, quando si farà
questo, si potrà, caso mai, stabilire se ci vuole uno, mezzo,
nessuno o centomila inceneritori. Perché solo allora si potrà dire,
non ora prima di cominciare.
E, soprattutto, non osiamo, e lo voglio dire, non osiamo
continuare a tartassare i comuni e i cittadini, che nessuna colpa
hanno riguardo ai mancati investimenti ed alla impossibilità di
raggiungere quelle percentuali previste. Altrimenti, gettate la
maschera e dite che state imponendo un altro salasso e un altro
tributo ai cittadini inermi di questa Regione martoriata e
tartassata.
Quindi, invito il Governo a ritirare questo articolo perché è
vergognoso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io mi rivolgo all'Assessore.
Assessore, io le voglio fare alcune osservazioni che non riguardano
il tema dei termovalorizzatori per cui ci sarà un'apposita seduta
eccetera, ma vorrei trattare l'argomento così com'è in questo
momento scritto nel testo.
Il testo comincia con un termine: In armonia . Ed è in armonia
con le disposizioni legislative nazionali, certamente è in armonia
con il codice dell'ambiente, ma questo non si concilia con la
realtà.
Lei saprà, certamente, che ci sono diversi comuni che recentemente
hanno fatto l'appalto della sola raccolta dei rifiuti solidi urbani
e non della raccolta differenziata. Allora, se noi non escludiamo
questi Comuni noi rischiamo di arrecare un ulteriore onere con
l'entrata in vigore di questa legge il 1 gennaio 2017 di ulteriore
spese a carico dei cittadini e le faccio l'esempio della mia città.
La mia città di Agrigento ha fatto recentemente un appalto per due
anni solo della raccolta dei rifiuti solidi urbani; quindi, c'è
un'attrezzatura e una logistica organizzata solo per la raccolta.
Se noi andiamo a gravare così immediatamente e non facendo data dal
1 gennaio 2019 noi dovremmo costringere il comune di Agrigento ad
acquisire una serie di beni mobili - Assessore io vorrei che fosse
per un momento attento e poi potesse dare una risposta - cioè
consentire ai Comuni quelli che hanno fatto gli appalti e che vanno
a scadere a breve di essere per quanto possibile esonerati
dall'applicazione di questa norma, che potrà entrare in vigore da
parte loro quando saranno in grado, scaduto il contratto, di potere
fare una nuova attività perché in questo momento - ripeto - il
comune di Agrigento ha soltanto l'idoneità ai sensi dell'appalto
della raccolta dei rifiuti.
Se noi andiamo a caricare i Comuni di questa ulteriore spesa,
questa sarà a carico dei cittadini.
Allora, il termine che lei ha spostato dell'entrata in vigore
della legge dal 1 gennaio 2016 al 1 gennaio 2017 vedo che da
parte sua necessita un'attività di elencare i Comuni che
nell'immediato andranno ad osservare questa tipologia di norma; in
caso diverso lei avrà determinato non solo un onere a carico dei
Comuni per via del fatto che dovranno adempiere a questa norma di
legge, perché non saranno in grado di garantire la raccolta
differenziata, ma farà in modo che i Comuni avranno un ulteriore
spesa per l'acquisto di macchinari e quant'altro occorre per
garantire la raccolta dei rifiuti differenziata.
Assessore, su questo io vorrei una sua precisazione. Scusi,
Presidente, non si può parlare così ...
PRESIDENTE. Ha ragione onorevole Di Mauro. Onorevoli colleghi, vi
invito ad allontanarvi dai banchi del Governo.
DI MAURO. Allora, Assessore, ripeto e sintetizzo. Ci sono diversi
Comuni questo è chiaro. Allora, se lei fa entrare questa norma così
per tutti i Comuni della Sicilia in vigore noi avremmo arrecato ai
cittadini un ulteriore appesantimento del costo della raccolta dei
rifiuti solidi urbani perché i sindaci dovranno fare un ulteriore
appalto per l'acquisto dei macchinari, per l'acquisto delle
attrezzature, e questo è un danno.
Quindi, questa norma se lei la può accantonare e indicare i Comuni
con la scadenza del contratto, rispetto al quale la norma entra in
vigore, perché se lei la indica genericamente il 1 gennaio 2017
lei avrà arrecato un danno ai cittadini che debbono pagare il 100
per cento della spesa e avrà recato un danno al Comune perché
certamente si applicherà la penale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha
facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
richiamare l'attenzione dell'Assessore. Fermo restando come
principio che sono d'accordo con questo articolo 35, le volevo dire
che noi in Sicilia, rispetto al decreto Ronchi istituito nel 1997,
che poi recepiva una direttiva CEE del 1991, noi siamo in ritardo
di 20 anni. Il decreto Ronchi diceva che dobbiamo iniziare la
raccolta differenziata, il riciclo ed eliminare le discariche che
sono fonte di inquinamento per il nostro territorio. Dopo 20 anni
noi ancora discutiamo di raccolta differenziata e di discariche.
Nel 1997, anche il decreto Ronchi, prevedeva i termovalorizzatori.
Quando sento dire che i termovalorizzatori sono un danno per il
nostro ambiente, le ricordo che in Lombardia ci sono 12
termovalorizzatori, la raccolta differenziata è al 75 per cento,
eppure funzionano tutti.
Noi vogliamo bloccare il progresso? Penso che oggi i
termovalorizzatori rappresentino veramente la svolta per risolvere
questo annoso problema che ci portiamo avanti da 20 anni.
Però, debbo dire un'altra cosa. Purtroppo, per quanto riguarda il
nostro territorio, gli ATO rifiuti, la maggior parte, hanno fallito
il loro mandato cioè di aumentare la raccolta differenziata in
Sicilia. Oggi, nelle migliori delle ipotesi, il migliore ATO più
virtuoso differenzia del 15-20 per cento.
La prima cosa da fare, quindi, è intervenire urgentemente su tutti
i comuni perché costituiscano le SRL, individuare gli impianti di
compostaggio. Ora partirà la nuova programmazione europea nel 2017-
2020, finanziare gli impianti di compostaggio nei territori perché
la maggior parte sono sprovvisti e ci sono i fondi per fare questo
e cercare di fare partire il sistema. Fino a quando non facciamo
questo, non abbiamo risolto niente, perché i comuni, ancora oggi,
non sono organizzati per la raccolta differenziata.
Allora, coraggio, facciamo partire la raccolta differenziata e
andiamo avanti con i termovalorizzatori. Togliamo di mezzo questo
discorso che i termovalorizzatori minacciano l'ambiente. Non è vero
niente.
Ho abitato per 4-5 anni a Brescia. C'era un termovalorizzatore a 2
chilometri dalla città e non ha mai inquinato e lì la raccolta
differenziata era dell'80 per cento. Quindi, andiamo avanti su
questa strada.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
mi auguro che sull'eco tassa, che questa norma possa aiutare ad
accelerare verso il raggiungimento di quella meta che è la
riduzione dei rifiuti da conferire in discarica e che, quindi, al
contempo, questa cosa possa cancellare la possibilità che si sta
prendendo a livello regionale, a livello nazionale, in
considerazione, in Sicilia, che sono i termovalorizzatori di
cuffariana' memoria e gli inceneritori.
Ancora oggi si sentono delle cose che chi le dice, secondo me,
mente e sa di mentire a se stesso, sia che i termovalorizzatori e
gli inceneritori non fanno male, quando invece è risaputo che si
producono delle nano particelle che inquinano l'aria, l'acqua, il
suolo, che entrano nella catena alimentare a danno quindi degli
animali, a danno dell'uomo, e che si creano dei costi sanitari
molti pesanti per la collettività, con un aumento delle neoplasie
accertate e questo in paesi un poco più evoluti del nostro già è
accertato, tanto che stanno abbandonando e hanno abbandonato da
tempo l'ipotesi dei termovalorizzatori.
Così come sta avvenendo in Francia, dove appunto tutte le massime
autorità dei paesi portavoce della Francia stanno dicendo e stanno
consigliando di abbandonare del tutto questa impiantistica obsoleta
rappresentata dagli inceneritori. Quindi,di cosa stiamo parlando
Mi auguro che questa norma acceleri e ci aiuti ad accelerare verso
l'obiettivo della riduzione dei rifiuti, al contempo la Regione ha
bisogno e non deve abbandonare i comuni perché sappiamo che i
comuni molti sono virtuosi, ma riescono a raggiungere gli obiettivi
con delle grandissime difficoltà perché sono abbandonati. Molti
comuni, ad esempio, riescono con mille difficoltà a raggiungere
delle alte percentuali di raccolta differenziata senza le
impiantistiche pubbliche a supporto per calmierare i prezzi, quindi
senza gli impianti di compostaggio. Quindi, la Regione dovrebbe
aiutare questi comuni. Inoltre, la Regione dovrebbe cercare di
impegnarsi maggiormente a non perdere i finanziamenti pubblici.
Abbiamo visto che cosa è successo con l'OPCM 3887, si sono persi
200 milioni di euro che erano stati assegnati alla Regione
siciliana per la costruzione degli impianti di compostaggio e non
sono stati utilizzati per questo scopo; quindi, in questo momento
tutti gli impianti di compostaggio sarebbero stati costruiti in
Sicilia e avrebbero permesso di raggiungere gli obiettivi.
L'anno scorso la Regione siciliana ha chiesto lo stato di
commissariamento, ha detto che le discariche erano piene, stavano
letteralmente esplodendo per avere il commissariamento e quindi
poter fare gli impianti di incenerimento. Abbiamo visto che questo
non è successo, quindi avevamo ancora due anni di possibilità di
abbancamento nelle discariche. Che cosa abbiamo fatto in questo
anno? Nulla Quindi, si va indietro, addirittura nel 2015 c'è stata
una riduzione della raccolta differenziata. Quindi, invece che
andare avanti si va indietro.
I comuni molto spesso sono soli. Anche se devo dire che ci sono
amministrazioni e amministrazioni, ovviamente ci sono delle
amministrazioni che non hanno mosso un passo in avanti. E' giusto
l'intento della Regione nell'aiutare comunque i comuni per un
triennio e, quindi, mi riferisco al comma 12 dove, appunto, si
fanno degli incentivi per un triennio.
Però, per i comuni che partano da zero e che arrivano, fanno un
incremento del 10 per cento e per i comuni che fanno un incremento
del 15 per cento, però al contempo bisogna aiutare i comuni
virtuosi della Sicilia, i comuni che invece hanno raggiunto delle
belle percentuali di raccolta differenziata. Ad esempio,
nell'ultimo triennio i comuni che hanno raggiunto una percentuale
di raccolta differenziata media del 35 per cento.
Ho presentato un emendamento all'articolo 12 che ho modificato,
quindi ritirato e modificato in questo modo: non si applica
l'addizionale di cui al comma 4, ossia l'addizionale del 20 per
cento per i comuni che non hanno raggiunto quindi il 65 per cento,
quindi questa addizionale del 20 per cento non si applica per qui
comuni che hanno raggiunto una raccolta differenziata del 35 per
cento. Quindi, anche nel caso in cui non incrementino meno di 10
punti percentuali.
Questo è un emendamento alla stregua anche di altri miei colleghi
che hanno presentato degli emendamenti che vanno in questo senso
per aiutare anche i comuni che hanno fatto degli sforzi in questi
anni, spesso senza l'aiuto della Regione e tra mille difficoltà e,
quindi, bisogna tenere conto anche di questi sforzi.
Assessore, volevo fare presente un punto. Innanzitutto, che
avevamo presentato, era stato inserito all'interno dell'articolo 35
un comma, il comma 16 che era stato condiviso, era stato
precedentemente apprezzato da lei, che parlava di destinare il 50
per cento del gettito derivante dal tributo speciale per attività
finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti.
Io ho visto che è presente un emendamento soppressivo a firma del
Governo che va a sopprimere il comma 16. Quindi, mi auguro che sia
un errore di stampa, visto che era stato precedentemente apprezzato
dal Governo. .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo.
Volevo fare solo alcune considerazioni, perché io sono in linea di
principio assolutamente favorevole ad una norma che incentivi la
raccolta differenziata.
E' chiaro che la Sicilia è indietro, ma non sulla raccolta
differenziata, la Sicilia è indietro sul sistema rifiuti, perché
non abbiamo ancora stabilito quale deve essere il percorso che
questa nostra isola deve portare avanti sul sistema rifiuti. Questa
norma è chiaro che è una norma che va da un lato a far sì che i
comuni debbano sforzarsi per portare avanti una maggiore
percentuale di raccolta differenziata, dall'altro però, Assessore,
come lei ben sa perché si confronta ogni giorno con quella che è la
realtà della nostra Sicilia, il sistema rifiuti è allo sbando.
Noi siamo in una condizione in cui da un lato andiamo a mettere
una tassa che fa passare da 120 euro a tonnellate a 215 euro,
secondo quella che è la griglia che abbiamo messo, dall'altra però
le SRR non sono partite, ancora abbiamo nei comuni commissari
liquidatori e commissari della Regione. I commissari della Regione
non hanno i poteri per andare a mettere le mani nelle tasche dei
comuni e, quindi, c'è complessivamente una situazione che è di
delirio.
Ed allora, noi in questa situazione di delirio stiamo andando a
mettere una tassa, senza mettere di fatto i comuni nelle condizioni
di avere un'idea chiara di quello che deve essere il sistema
rifiuti in Sicilia.
Per capirci, ad Enna, la provincia di Enna, tutti i comuni o
comunque il 95 per cento dei comuni, sono minore o uguale al 15 per
cento. Vero è che c'è il comma 12 che fa loro un accompagnamento di
3 anni, ma è vero anche che noi siamo in una condizione dove ancora
non si sa i dipendenti che fine fanno, perché ci sono gli
amministrativi che non vengono pagati da sette mesi, gli operativi
che vengono pagati, alcuni operativi non vengono pagati.
Per cui, sarebbe utile che questo Governo mettesse mano realmente
ad una riforma che dia la possibilità di capire verso dove andiamo;
per capirci, questa vicenda di tutta una serie di sindaci che
stanno facendo gli affidamenti col 191 e abbiamo il problema e
questo ci lascia, lei lo conosce bene ha avuto modo lei anche di
fare degli articoli di stampa eccetera.
Cantone l'autorità anti corruzione ci ha detto che non siamo in
linea con la normativa europea, perché il discorso degli ARO che
era un sistema che aveva messo in campo per andare a tentare di
mettere assieme i comuni limitrofi, di fatto ci ha riportato
indietro, e quindi su 300 e rotti comuni ce ne sono 280 che hanno
costituito un ARO che è composto solo da un comune.
Quindi, questa norma va bene, io direi se magari potessimo un
pochino abbassare le percentuali, perché già i comuni sono
abbondantemente tartassati in termini di trasferimenti, non per
colpa nostra, perché la coperta è questa. Quindi, se riuscissimo,
nonostante la norma di accompagnamento del comma 12.
E poi, Assessore, io la inviterei a mettere in campo
immediatamente non dico una riforma, ma una norma che possa mettere
i comuni in una condizione di chiarezza, perché così il sistema
rischia di esplodere, e non è un problema di termavalorizzatori o
meno, si tratta di capire quale deve essere il percorso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
che la norma, così come dal Governo e dall'assessore Contrafatto
proposta all'Assemblea, abbia una sua logica e una sua importanza,
cioè quella di accelerare anche per quelle parti di questa Sicilia
che a macchia di leopardo sono percentuali talmente basse da
immaginare una grande difficoltà stessa a riallineare il tutto.
Però, rispetto ai ragionamenti che hanno fatto i colleghi, non
ultimo l'onorevole Alloro, e la invito a valutare l'emendamento
35.60 a firma degli onorevoli Panarello e Anselmo perché è chiaro
che se non abbiamo i piani delle SRR approvati, attuare l'avvio di
una differenziata.
Io vengo da un Ambito, cosiddetto virtuoso e ci sono punte anche
del 74 per cento, ma calibrare l'avvio all'approvazione delle SRR e
i piani d'ambito crea una questione che attiene l'Assessorato, mi
sembra una norma di buonsenso.
Così come ritengo, Assessore, che cassare il comma 16 possa essere
un errore perché dobbiamo, come diceva la collega Palmeri,
incentivare anche il fondo per i comuni che hanno bisogno anche di
strutture relativamente agli ARO. Infatti, Assessore, una parte
della riuscita della norma del governo Crocetta sta proprio nel
potenziare gli ARO che riguardano soprattutto quei comuni e sono
200 in Sicilia sotto 5000 mila abitanti che hanno dovuto mettersi
insieme per la gestione dei rifiuti.
La vorrei pregare di valutare questo emendamento Panarello-Anselmo
e il mantenimento del comma 16 della norma con un'ultima
considerazione.
La inviterei pure a provare ad immaginare già inserito in questa
norma che bisogna mettere un punto finale alle gestioni
commissariali delle società, perché oggi noi rischiamo di caricare
sul costo tre costi che sono quelli delle SRR, il cui costo ricade
sugli ARO, quello delle società in liquidazione che sono gli
ambiti, ma anche il costo dell'impiantistica che oggi è
differenziato territorio per territorio, perché abbiamo territori
che hanno una impiantistica pubblica e pagano un prezzo, territori
che sono in balia dei privati che pagano un altro prezzo. Di fatto,
dobbiamo armonizzare i tre costi che sono SRR, le società in
liquidazione, gli ARO e l'impiantistica. Per cui, valuti se non
dobbiamo provare ad accelerare anche su fatti che riguardano il
Codice civile, ma che hanno come soggetti attuatori delle norme del
Codice civile funzionari della Regione.
Un'ultima cosa. Mi piacerebbe che a questa norma, se approvata
dall'Aula, seguisse una accelerazione dell'attività
dell'Amministrazione regionale nel concedere autorizzazioni e nulla-
osta all'impiantistica pubblica, perché credo che sia fondamentale,
perché se c'è un'applicazione rigida nei confronti di strutture
pubbliche, chiedendo anche autorizzazioni o nulla-osta che si
possono avere ad attività avviata, il rischio è che tutto quello
che è pubblico è fermo e tutto quello che è privato è in corso,
quindi con un costo aggiuntivo a carico dei cittadini come dicevano
i colleghi prima.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio aggiungere
qualcosa a quello che già brillantemente molti colleghi deputati
hanno sottolineato. Però, ho sentito delle cose che non si potevano
proprio sentire, cioè parlare di progresso e sviluppo, accostare
queste due parole alla parola incenerimento è veramente qualcosa
che costringe ad intervenire, e perché?
Anzitutto, evidentemente, si sconoscono certe direttive: la A 2008
del 1998 che è stata recepita in Italia già da parecchi anni, da
più di 6 anni; le leggi regionali e soprattutto quelle norme che
approvate anche in quest'Aula nella scorsa legislatura ci
impegnavano a ridurre, prevenire i rifiuti e prevenire la
pericolosità.
Qualcuno ricorderà che la combustione è combustione Poi, possiamo
mettere filtri, doppi filtri, ma la combustione è combustione
Chi vive a Palermo, ricorderà, ad esempio, che dopo l'incendio di
Bellolampo fu sconsigliato caldamente alle madri di allattare i
propri bambini. E questo è un fatto.
Quindi, per piacere, non diciamo che non fa male Diciamo che
sapientemente certe holding, certe strutture imprenditoriali a
pagamento si fanno fare servizi televisivi e studi su misura per
dire che gli inceneritori non fanno male; però, almeno si abbia il
buonsenso di tacere
Tornando ad argomenti più legati a quello che può essere alla
portata delle menti più semplici, consiglierei a qualcuno di
vedere, ad esempio, il pluripremiato documentario di Jeremy Irons
Trashed , in cui si spiega perfettamente, dove già gli
inceneritori ci sono, che nei terreni limitrofi è sconsigliata
l'attività pastorizia, la produzione di prodotti alimentari perché
contengono diossina, che già è stato spiegato cos'è.
Poi, vorrei dire che qui, nella nostra bella Sicilia, ci sono
comuni pessimi, ma ci sono realtà virtuose che vanno aiutate,
seguite e promosse. Una per tutte: Ferla, un piccolo comune nel
siracusano, Aci Bonaccorsi, Zafferana, comuni che rispecchiano
perfettamente la taglia dei comuni siciliani, comuni che oscillano
dai 5 mila ai 15 mila abitanti che hanno, grazie a sindaci
illuminati, raggiunto percentuali ragguardevoli che superano ben
oltre i limiti di legge, cioè siamo al 70, 80 per cento con
processi di incentivazione e partecipazione dei cittadini e di
tariffa puntuale.
Un impegno che noi avevamo preso, un impegno di legge nazionale,
di legge Europea che ci dice che dobbiamo perseguire obiettivi di
efficacia, efficienza ed economicità.
Se oggi non c'è la sostenibilità economica, cari colleghi, dovete
andare a parlare con certi sindaci, con gli ATO che hanno
accumulato più di 2 miliardi di debiti e che, purtroppo, i
cittadini dovranno sostenere, perché allora si fecero politiche
assurde di assunzioni e qui l'Assessore dovrà presto prendere delle
decisioni, perché è chiaro che i contratti di Federambiente sono
troppo onerosi da sostenere anche con gli amministrativi entrati
nel mondo dei rifiuti, ma che stanno negli uffici e che con i
rifiuti non hanno nulla che vedere e che i cittadini pagano.
E poi, vorrei dire anche che i recenti trattati internazionali che
abbiamo firmato - ricordiamo l'Agenda 20, qualche mese fa - si
parla di sostenibilità ambientale, sociale, sia sotto il profilo
del rispetto delle risorse del nostro pianeta.
Ecco signori, se noi le risorse le bruciamo, le risorse diventano
rifiuto pericoloso, non potranno più entrare in nessun tipo di
filiera di attività produttiva impedendo anche gli aspetti sociali
e solidali che la filiera corretta dei rifiuti potrebbe darci ed è
la famosa occupazione, le famose strategie rifiuti zero .
Quindi, capisco che il Governo nazionale, con un colpo di mano e
un atto autoritario ed auto-referenziale, ci ha imposto sulla carta
di fare gli inceneritori; però, signor Presidente, quando si parla
di questi argomenti bisogna trattarli con la dovuta attenzione e il
dovuto rispetto. Per quel che ci riguarda, la parola definitiva è
no e faremo di tutto per impedirlo, ma non è un no sterile,
fine a sé stesso, di tipo ideologico, è un no costruttivo che
guarda ai siciliani, alle prospettive di occupazione, lavoro e
riqualificazione professionale che possiamo dare, è vitalità al
tessuto produttivo, cosa che già avviene anche in regioni del sud,
quindi sfatiamo il mito che non ce la faremo mai, perché regioni
veramente vessate e umiliate come la Campania e la Calabria, con un
sussulto di dignità, in pochissimi anni stanno dando risultati
straordinari e stanno per sorpassare addirittura le regioni del
nord. Perché non possiamo farlo qui in Sicilia?
E quindi, questa norma va nella direzione giusta, incentiva i
comuni che lavorano bene, perché si può lavorare bene e i fatti lo
dimostrano, e va a far pagare di più chi non si attiene a quello
che la legge prescrive; saranno poi i cittadini che dovranno pagare
che la faranno pagare ai loro sindaci, sindaci che non fanno il
loro dovere, quindi questo è l'unico metodo e ben venga questa
norma.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, per le questioni tecniche sollevate qui interverrà
l'assessore Contrafatto, io mi limiterò ad alcune brevi
considerazioni.
In Sicilia, da diversi anni, la differenziata dovrebbe essere al
sessantacinque per cento, l'obiettivo fissato dai vari governi è il
sessantacinque per cento. Attualmente abbiamo la differenziata che
è meno del dieci per cento, otto, nove per cento dopo anni
ininterrotti di queste norme che sanciscono la differenziata. Dopo
di che io vorrei essere spiegato da voi, da chi solleva critiche a
questa norma, che addirittura sarebbe vessatoria. Una norma che non
preveda sanzioni, pensate ragionevolmente che possa essere
rispettata?
Il principio delle norme è quello che se devono essere norme che
poi non diventano norme manifesto , prevedono una sanzione. Questo
è il discorso. Perché una sanzione? Perché abbiamo verificato che
il meccanismo di avere stabilito un progetto di differenziata è un
tentativo perfettamente inutile perché nella stragrande maggioranza
delle municipalità siciliane a nessuno interessa raggiungere questi
obiettivi di differenziata.
Questo è il tema, perché non prevedono alcuna sanzione. Noi
dobbiamo provare col metodo premiale. Come dire tutti i cittadini
che non rubano avranno diritto ad un premio . Il premio per chi
rispetta la norma è di averla rispettata, che è un dovere non
soltanto del Parlamento, del Governo, dell'amministrazione
regionale o statale, ma è un dovere anche per i comuni.
Una distinzione dobbiamo fare. Noi siamo entrati nel merito dei
cittadini vessati o meno. Il sistema delle tariffe dei rifiuti
vengono stabiliti dai Comuni, quindi i Comuni che devono
incentivare la differenziata, ho seguito con attenzione l'ultima
parte dell'intervento dell'onorevole Foti che in qualche modo
questo lo poneva come elemento, i Comuni devono stabilire se
premiare i cittadini che fanno la differenziata, o un sistema di
penalizzazione per coloro che non la fanno.
Però, se noi non sblocchiamo la situazione, questa norma può
apparire ingiusta, può apparire pesante, e noi la dobbiamo fare
perché altrimenti, quando parliamo di inceneritore, si può fare un
discriminato uso degli inceneritori e se non si fa la differenziata
da qualche parte devono finire questi rifiuti. Quindi, se noi non
incentiviamo la differenziata, di cosa stiamo parlando?
Mi appello a voi, perché noi rischiamo pesantemente in Sicilia, se
non si incentiva la differenziata. Poi i comuni stabiliranno, ci
sono comuni avanzati in Italia, in Europa, nel mondo dove il
cittadino che fa differenziata ci va con una scheda magnetica che
gli viene scaricata pure la tariffa, ma questo non lo deve
stabilire la Regione.
I Comuni poi sono liberissimi di fare piani che consentano
gestioni virtuose e di penalizzare i cittadini poi che la
differenziata la fanno. Però li dobbiamo mettere, con una norma
semplice e non complicata, di fronte alla responsabilità e
all'obiettivo che non può andare tutto come prima.
Ultimissima questione. Noi abbiamo il problema degli inceneritori
e i termovalorizzatori. Questa norma non prevede affatto
inceneritori e termovalorizzatori e quindi non capisco se stiamo
parlando di un tema che può essere oggetto interessante con
interventi acuti e interessanti ma che non fanno parte della norma,
e quindi non c'entra nulla.
Solo per ragioni politiche io voglio essere chiaro. Il progetto
precedentemente avviato sugli inceneritori in Sicilia, bloccato dal
Governo Lombardo e dal nostro Governo, riguardava quattro mega
inceneritori e 750 tonnellate ciascuno che fanno 3 mila tonnellate.
I rifiuti in Sicilia sono 4.000, il trattamento a cui il Governo,
il piano del Ministero potrebbe riguardare massimo 700 tonnellate
quindi parliamo di una Sicilia che veniva destinata a fare
l'incenerimento di rifiuti di mezza Italia, per essere chiari.
I due progetti presentati dal Governo, ai quali noi ci siamo
opposti perché li riteniamo eccessivi, sono da 350 ciascuno, per un
totale di 700.
FORMICA. Sono 700 ciascuno. Lei non conosce i progetti
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Formica, sono 700 in
due. La invito ad andare all'Assessorato Energia e prendersi le
copie. Sono due da 350 e a questo progetto noi ci siamo opposti.
Ovviamente, siccome questi progetti sono obbligatori per le
Regioni italiane che li dovranno adottare, ci sono due modi: uno di
opporsi, tout court, e di farsi commissariare, perchè questo
avverrà alle Regioni che si stanno opponendo; l'altra è dire:
Discutiamo sulle quantità, discutiamo sulle modalità, noi siamo
contrari a progetti imposti, vogliamo che questi progetti vengano
discussi con le comunità, vengano discussi con i comuni, ci sia
l'approvazione da parte degli locali e non abbiano un impatto
ambientale, non siano inceneritori classici ma valorizzatori, che
non abbiano effetti inquinanti e, quindi, che non possono essere di
dimensioni sproporzionate.. . Un modo, quindi, per garantire e
difendere il popolo siciliano.
Questa è la nostra posizione. Nessuno, quindi, ha dato via libera
a niente. Ed in ogni caso, non fanno parte di questa norma, per cui
nessuno trovi argomenti per bocciare una norma che vuole
incrementare la differenziata e combattere l'incenerimento, di
fatto, motivando un voto contrario per dire il Governo vuole fare
l'inceneritore.
Il Governo vuole impedire l'inceneritore, incrementando la
differenziata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di palare l'assessore Contrafatto.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, scusatemi per la
voce, o meglio dovrei dire, per la totale assenza di voce.
Ho ascoltato tutti gli interventi con attenzione. Alcuni
riproponevano dei temi che abbiamo affrontato nelle tre riunioni
delle relative commissioni che hanno preceduto l'ingresso di questa
norma in Aula.
Forse non sono stata sufficientemente chiara nel sottolineare in
tutti questi nostri incontri che di fatto, in Sicilia, e di
diritto, una tassa sul conferimento dei rifiuti la paghiamo. E la
paghiamo dal 1997. In questo momento, qualunque comune che
conferisce rifiuti in discarica, paga un tributo di 12 euro a
tonnellata, faccia questo comune l'1% di raccolta differenziata,
faccia il 62% di raccolta differenziata. Lo scopo di questo
articolo è rimodulare questo tributo che, per ora, paghiamo -
ripeto - da 19 anni.
E lo rimoduliamo in modo che i comuni che hanno già raggiunto dei
livelli di raccolta differenziata alti, ma non quelli ancora
auspicati dalla legge, possano pagare meno di quelli che la
raccolta differenziata continuano a non farla. Siccome, però, vuole
essere un incentivo a fare questa raccolta, oltre che differenziare
tra chi ha già iniziato un percorso virtuoso da quelli che ancora
lo devono cominciare, è previsto nell'articolato, nei commi degli
articoli che, i comuni che riescono nel prossimo triennio ad
incrementare la loro raccolta di almeno 10 punti percentuali,
abbiano uno sconto del 30% del tributo. E chi, invece, riuscirà ad
aumentarla di quindici punti percentuali abbia uno sconto del 40%.
Questo perché si vuole, proprio, incentivare ed agevolare i comuni
e, soprattutto, vuol farsi pagare meno ai comuni che questo
percorso lo hanno già iniziato e lo stanno proseguendo.
Ed è proprio per questo che non è prevista l'addizionale per i
comuni che hanno già raggiunto un certo livello di raccolta
differenziata, ed è per questo che è previsto che le somme che la
Regione incasserà da questo tributo vengano ridestinate ai comuni
che hanno progetti per incrementare la differenziata. Quindi, non
solo ci sarà un risparmio per i comuni virtuosi, ma ci sarà, anche,
un reinvestimento di queste somme perché possano esserlo sempre di
più e che, quindi, nel prossimo triennio tutti quanti possano
raggiungere quanto più possibile avvicinarsi a questo 65% che, come
giustamente sottolineato anche dall'Aula, doveva essere raggiunto
già dieci anni fa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame degli
emendamenti all'articolo 35.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento soppressivo 35.1. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 35.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo 5.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 19
Contrari 53
(Non è approvato)
Gli emendamenti 35.53 e 35.22 sono da intendersi assorbiti.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.2. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.3. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.4. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.5.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.56, degli onorevoli Lombardo ed altri.
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 35.56, degli onorevoli Clemente ed altri.
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 35.6 è da intendersi assorbito.
Si passa all'emendamento 35.57, degli onorevoli Ruggirello ed
altri.
RUGGIRELLO. Lo ritiro.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.7. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.8. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.9. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.10. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.11. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.12. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.13. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Palmeri ed altri
il subemendamento 35.44.1 all'emendamento 35.44.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 35.44, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamento 35.54 e 35.55 sono da intendersi assorbiti.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.14. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 35.34 è da intendersi assorbito.
Si passa all'emendamento 35.59, degli onorevoli Ruggirello e
altri.
RUGGIRELLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.15. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.16. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 35.61,
di riscrittura del comma 16 dell'articolo 35.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La somma è destinata a finanziare attività per la riduzione della
produzione di rifiuti ed incentivare la raccolta differenziata. Il
parere della Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. Bene, abbiamo pure la motivazione.
Pongo in votazione l'emendamento 35.61 di riscrittura del comma 16
dell'articolo 35, presentato dal Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.18. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.19. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.20. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
l'emendamento 35.21. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Panarello ed altri
l'emendamento 35.60.
PANARELLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 35, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Art. 37
Sito minerario dismesso di contrada Bosco nel Comune di
San Cataldo.
Intervento per la messa in sicurezza
l. Per la realizzazione dell'intervento di messa in sicurezza del
sito minerario dismesso di contrada Bosco nel Comune di San Cataldo
da parte del dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 1.000
migliaia di euro».
E' stato presentato l'emendamento 37.1 a firma degli onorevoli
Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' stato presentato l'emendamento 37.2 a firma degli onorevoli
Clemente ed altri. Onorevole Grasso lo vuole ritirare? E' ritirato.
All'emendamento 37.7 è stato presentato il subemendamento di
riscrittura 37.7.1 degli onorevoli Cancelleri e Panepinto, mentre
all'emendamento 37.5 è stato presentato il subemendamento 37.5.1
degli onorevoli Anselmo ed altri di identico contenuto:
«1. Per la realizzazione dell'intervento di messa in sicurezza del
sito minerario dismesso di contrada Bosco nel Comune di San Cataldo
da parte del competente Dipartimento regionale dell'Acqua e dei
Rifiuti, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016 la spesa
di 800 migliaia di euro.
2. Per consentire gli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria necessari per il recupero e l'avvio della gestione
della miniera museo di Cozzo Disi secondo quanto previsto dalla
convenzione stipulata ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della
legge regionale 15 maggio 1991, n. 17 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 200 migliaia di euro».
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, vorrei capire come stiamo procedendo
perché non ho nulla in contrario a sostenere il subemendamento che
è stato presentato, però, dobbiamo indicare se abbiamo cambiato
criterio di valutazione e parlo con i colleghi della maggioranza,
onorevole Cascio.
Dobbiamo capire come stiamo procedendo, se stiamo procedendo ad
inserire cose che meritano oppure se non vi è l'impegno del Governo
a fare una valutazione complessiva in corso d'opera. Grazie.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
tranquillizzare l'onorevole Turano, nel senso che penso che il
Governo abbia la capacità, la facoltà intellettiva e di
responsabilità per capire le cose che sono utili ai siciliani e le
cose che non sono utili ai siciliani. Poi, se noi ci vogliamo
sostituire al Governo e pensare di sindacare e di dire questo va
bene e questo non va bene, questa è un'altra materia e questo tema
non ne sono appassionato.
Per quanto riguarda questo emendamento, è un emendamento di
giustizia, che non fa altro che dare corso a una convenzione che la
Regione siciliana ha stipulato e c'è un disegno di legge che ogni
volta per capienza di fondi non viene attuato. Tra parentesi serve
per mettere in sicurezza un sito minerario che è un patrimonio
archeologico della Sicilia e siccome il fondo, onorevole Turano è
giusto che parli, è giusto che glielo dica, siccome non stiamo
stravolgendo l'universo, perché quando togliamo 200 mila euro per
destinarli a Cozzo Disi rispetto al sito minerario di contrada
Bosco, il sito minerario Bosco ha un altro finanziamento sui fondi
PAC di 5 milioni e mezzo di euro e sono cinque milioni e mezzo più
un milione, quindi, figuriamoci, stiamo facendo una carezza.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, signori deputati, come spiegai in
Commissione Bilancio di un milione di euro che è posta in questo
articolo 37 è perché esiste un procedimento penale pendente con
sequestro del sito di San Cataldo in cui, peraltro, la Regione è
stata onerata a bonificare il sito con 7 punti espressi in un
ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che appunto,
dispone il sequestro preventivo.
La Regione ad oggi ha ottemperato a sei di questi punti, manca il
settimo punto che consiste proprio nella materiale bonifica per cui
esiste un progetto depositato presso la cancelleria del giudice e
acquisito, quindi, al procedimento penale per 6 milioni e mezzo,
ecco perché in Finanziaria chiedevo l'appostamento di 1 milione di
euro per poter partire con il primo lotto di bonifica, e poi nel
finanziamento con i Pac ne sono stati previsti altri 5 milioni e
mezzo, perché 5 milioni e mezzo più uno fa sei e mezzo che è
l'importo del progetto - ripeto - che è allegato al procedimento
penale pendente, peraltro, è un procedimento in cui sono stati
anche individuati i responsabili, per cui, quando vi sarà le
sentenza, e la sentenza passerà in giudicato, la Regione avrà anche
titolo per rivalersi e riprendere queste somme, che però,
purtroppo, non sarà nell'immediato, ma nell'immediato occorre
procedere alla bonifica del sito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, però volevo un chiarimento dopo il suo
intervento assessore, siccome lei parlava dello stanziamento della
somma di 1 milione che nasceva da un dato oggettivo come dice lei,
noi abbiamo il subemendamento che finanzia anche un altro tipo di
intervento dividendo la somma.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Allora siccome il subemendamento è per il 20% della somma,
è possibile con i ribassi del primo lotto riuscire a coprirlo con
800, però, non si può scendere al di sotto di questa cifra.
PRESIDENTE. Grazie intanto per il chiarimento da un punto di vista
tecnico.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
volevo spiegare la natura anche del subemendamento in maniera tale
che chi avesse delle perplessità può farsi le idee più chiare. La
III Commissione, durante la presidenza dell'onorevole Marziano, ha
istituito una sottocommissione che riguardava il fenomeno delle
miniere in Sicilia, questa cosa chiaramente ha preso il fenomeno e
ha studiato anche in chiave di riproposizione turistica quei siti
minerari che hanno rappresentato il nostro passato e che in qualche
modo, possono rappresentare invece adesso lo sviluppo turistico e,
quindi, il nostro futuro.
La miniera museo di Cozzo Disi che ricade nel comune di
Casteltermini, è stata una miniera sulla quale tantissimi soldi
regionali ed europei sono stati spesi per la riqualificazione, sia
in superficie cioè tutti i manufatti che sono stati recuperati, sia
anche nel sottosuolo dove l'assessorato ha speso parecchi milioni
di euro per andare a mettere in sicurezza il primo livello che è
stato per lungo tempo visitabile.
Oggi, in seguito all'incuria, il primo livello è chiaramente stato
abbandonato e, quindi, invaso anche dalle acque. Questo primo
intervento di 200 mila euro sulla base di una convenzione tra
l'assessorato ai Beni Culturali e il comune di Casteltermini serve
semplicemente per buttare fuori l'acqua, quindi, andare a
riprendere con delle pompe quello che è già recuperabile e metterlo
in fruizione. Stiamo parlando del fatto che la miniera museo di
Cozzo Disi è la prima a potere essere già visitabile
nell'immediatezza, cioè subito dopo questi lavori, e questo
potrebbe rappresentare davvero una nuova possibilità di attrazione
turistica per la nostra terra, che ancora oggi non è messa in atto
in questo tipo.
Con l'intervento dell'anno scorso sulla miniera Trabonella e lo
stanziamento di 659 mila euro per quanto riguarda la bonifica
dell'amianto, questa della miniera di Bosco Palo e quella della
miniera di Museo di Cozzo Disi è già un cammino che si sta
intraprendendo da parte di questo Parlamento e di questa regione
nei confronti del rispetto del nostro passato e delle possibilità
che invece possiamo avere di sfruttamento di questi siti minerari.
Pertanto, credo che non ci sia alcun problema se questo Parlamento
oggi vorrà dare un voto favorevole a questo subemendamento.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente per dire che questa somma, nella logica che ci ha
ispirato in commissione Bilancio l'assessore che riduce lo
stanziamento per un altro sito minerario aiuta, anche alla luce del
fatto che tutti i deputati, dal Movimento cinque stelle a Sicilia
democratica, a Sicilia futura, al PD firmano un emendamento che
consente, contestualmente ad un altro investimento di 470 mila
euro, che il Comune di Casteltermini sta attuando, a valere su
risorse residue del patto territoriale Magazzolo Platani, di fatto
si offre la possibilità - lo dico all'assessore al Turismo - di
farne uno dei primi siti minerari visitabili in Sicilia dentro la
logica dei distretti turistici minerari, come attrattore turistico
in una posizione straordinaria che è tra la Valle dei Templi e i
Monti Sicani.
Se questo emendamento viene approvato, che porta sostanzialmente
la firma di tutti, non credo che ci sarà qualcuno che potrà dire di
avere fatto di più, insieme al Governo e all'assessore Contrafatto,
credo che sia una straordinaria pagina di questa Finanziaria.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, condividendo l'intervento
dell'assessore Contrafatto e anche dei colleghi parlamentari voglio
ribadire come l'intervento della Regione rispetto alla miniera
Cozzo Disi è un intervento per la messa in sicurezza dove già la
Regione siciliana, con l'assessore alla Presidenza dell'epoca che
era il sottoscritto, era intervenuta notevolmente per rendere
fruibile questa struttura. E' necessario che questa somma possa
essere anche rimpinguata perché si tratta di una iniziativa
realmente meritoria e che merita l'apprezzamento dell'Aula.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
capire se noi abbiamo un governo double-face o se possiamo fidarci
di quello che il Governo ci dice, fermo restando che non ho nulla
in contrario a questo tipo di intervento. Ma in commissione
Bilancio noi abbiamo discusso lungamente sull'argomento chiedendo
perché non si facevano interventi per il recupero di altri siti. Il
Governo ci ha detto che si cominciava con questo intervento perché
c'era, da un lato, un progetto esecutivo che costava un milione e,
dall'altro lato, perché c'era un provvedimento della magistratura
che obbligava ad intervenire per forza e solo per cominciare su
questo sito e, pertanto, le obiezioni di alcuni deputati che
chiedevano l'intervento anche su altri siti, sono state superate da
queste dichiarazioni del Governo. Se ora qua, invece, si interviene
con provvedimenti...
CASCIO Salvatore. Quando si parla di Messina, quasi quasi non
guardano in faccia nessuno
FORMICA. Ascolto cose che non hanno né giustificazione né altro.
Onorevole Cascio, ascolti la fine dell'intervento Io sono
favorevole all'intervento, mi stavo chiedendo se possiamo fidarci
di un governo double-face che in Commissione ci dice una cosa e in
Aula ce ne dice un'altra e, se avendo fatto questa dichiarazione
ultima il Governo, perché mai oltre questo tipo di intervento che
io condivido, onorevole Cascio, perché sono per il recupero di
tutti i siti, quindi, se oltre questo perché non si interviene
anche sugli altri visto che è stata superata la logica delle
dichiarazioni che in un primo momento il Governo aveva fatto in
Commissione?
Chiedevo solo questo Dobbiamo credere al Governo quando è in
Commissione o dobbiamo chiedere al Governo quando è in Aula?
Solo questo
PRESIDENTE. Abbiamo un emendamento di riscrittura dell'emendamento
37.7 cioè il 37.7.1. E' chiaro che se viene approvato, è approvato
definitivamente l'intero articolo 37.
Pongo in votazione l'emendamento 37.7.1. di riscrittura a firma
Cancelleri, Panepinto, Anselmo, Cascio Salvatore, Cimino, Fontana e
Greco Marcello. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39
Norme in materia di risorse idriche
1. Alla legge regionale 11 agosto 2015, n. 19, dopo l'articolo 13,
è aggiunto il seguente:
Art. 13 bis
Norma transitoria
l. Nelle more della definizione e del concreto avvio del modello
tariffario regionale di cui alle disposizioni della presente legge,
e comunque non oltre il 31 dicembre 2016, i provvedimenti tariffari
dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico
(AEEGSI) di cui all'Allegato A alla deliberazione n. 474/2015
dell'Autorità medesima, conservano efficacia nella Regione.
2. Fino alla definizione ed al concreto avvio del modello
tariffario regionale di cui alla presente legge, trova applicazione
ogni altro eventuale futuro provvedimento dell'Autorità per
l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI).
3. Fino alla definizione ed al concreto avvio del modello
tariffario regionale di cui alla presente legge, l'Autorità per
l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) continua
ad esercitare, anche con riferimento alle gestioni operanti nel
territorio siciliano, i poteri di cui all'articolo 21, commi 13 e
19, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive
modifiche ed integrazioni, nonché di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 e successive modifiche ed
integrazioni».
Onorevole Di Mauro, ritira l'emendamento 39.1 soppressivo
all'articolo 39?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli Grasso, Clemente, Falcone, ritirate gli emendamenti? Gli
emendamenti sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 39.4 a firma La Rocca, Cancelleri e
Ciaccio.
Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza.. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Vi è una richiesta di votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 39.4.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 39.4.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 39.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 17
Contrari 46
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'esame dell'emendamento 39.6, onorevole Sudano lo
ritira?
SUDANO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 39.5 a firma Di Giacinto,
Cimino e altri.
CIMINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 39 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 40. Ne do lettura:
TITOLO IV
Disposizioni in materia di demanio marittimo e fluviale.
Disposizioni in materia urbanistica
«Art. 40
Approvazione dei Piani di utilizzo delle aree demaniali
marittime
1. Il comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre
2005, n. 15 è sostituito dai seguenti:
3. L'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente approva
i Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime adottati dai
comuni, ai quali spetta la predisposizione della documentazione
necessaria per la valutazione ambientale strategica secondo le
procedure di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152. I Piani sono dotati dei pareri di competenza e di
ogni altro atto endoprocedimentale obbligatorio, ivi compresa la
procedura di cui agli articoli 6 e seguenti del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152. L'approvazione da parte dell'assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente interviene entro il
termine perentorio di novanta giorni dal ricevimento della delibera
di adozione del consiglio comunale, decorsi i quali i Piani
acquisiscono efficacia. Resta ferma l'applicabilità, da parte
dell'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, della
clausola di cui all'articolo 19, comma 1, della legge regionale 27
dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni. I
provvedimenti edilizi abilitativi previsti dall'articolo 1, comma
4, sono sostituiti dal nulla osta rilasciato dal comune competente
per territorio.
3 bis. Fatti salvi i commi 1, 2 e 2 bis del presente articolo, le
nuove concessioni demaniali marittime da rilasciarsi dovranno
risultare coerenti con le previsioni del piano e quelle già
rilasciate, in epoca successiva all'entrata in vigore della legge
regionale 29 novembre 2005, n. 15, qualora fossero in contrasto
dovranno essere adeguate alla prima scadenza utile. Le disposizioni
di cui al presente comma trovano applicazione anche nell'ipotesi di
varianti al Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime.
3 ter. Con la presente legge le concessioni demaniali regolarmente
pagate, coerenti con la previsione di cui all'articolo 11, comma
48, della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, ancorché non
rientranti nelle disposizioni di cui all'articolo 1, della legge
regionale 29 novembre 2005, n. 15, mantengono la loro validità,
senza applicazione di sanzioni.
3 quater. Nei confronti dei comuni inadempienti, che entro il
termine perentorio di sei mesi dall'entrata in vigore della
presente legge non hanno adottato il Piano di utilizzo delle aree
demaniali marittime, i commissari ad acta, nominati ai sensi del
comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
15, sono autorizzati ad esercitare i poteri sostitutivi finalizzati
alla redazione ed all'adozione dei suddetti Piani».
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento solo per
una precisazione. Ricordo a me stessa nei lavori d'Aula per quanto
riguarda sia la tariffa, l'applicazione della tariffa proprio per
tutto quello che riguardava la materia delle risorse idriche e
quanto sostenuto dalle opposizioni che non bisognava e non si
poteva derogare alle previsioni ed ai provvedimenti tariffari
dell'autorità per l'energia e per il gas.
Oggi ci rendiamo conto che il Governo, proprio nell'avvio, sta
dando ragione a quanto sostenuto, durante l'approvazione di quella
legge, dalle opposizioni. Quindi, una cosa è fare gli annunci
sull'acqua pubblica, un'altra cosa è poi applicare le norme secondo
i dettati legislativi.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei mantiene gli emendamenti
soppressivi del 40?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vice Presidente Lupo
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché di questo articolo
40 - mi rivolgo ovviamente all'assessore col quale più abbiamo
seguito tutta la questione - pur condividendo la modifica al comma
3, mi preoccupa ciò che è scritto nel comma 3 bis perché, fatti
salvi i commi 1, 2 e 2 bis del presente articolo, le nuove
concessioni Ora, il termine nuove concessioni è un termine che
sta anche a riguardare, assessore, la concessione che viene
presentata domani e che scade nel 2020.
Allora, se noi impostiamo questo articolo sulla necessità del
piano delle spiagge e il relativo obbligo di adeguarsi, siamo
perfettamente d'accordo. Io vorrei, se è possibile, se lei lo
condivide, non entrare nel merito di tutto ciò che riguarda il tema
delle nuove concessioni, perché tutto questo si può interpretare
come una sorta di anticipazione delle normative europee che
saranno, credo, emanate dopo il 2020.
Siccome sono preoccupato di questo, perché noi abbiamo concessioni
di siti balneari, altri tipi di concessioni in cui ci sono
attività, il termine nuova concessione che è corretto, per
carità, però così come è formulato, ovviamente, metterà i comuni in
una condizione di comprende anche chi da cinquant'anni lavora in
una attività di stabilimento balneare, di presentarsi dinnanzi
l'amministrazione con una nuova... Allora, siccome noi sappiamo,
assessore, che tutte le concessioni scadono al 2020 perché si
attende una direttiva europea, qual è il senso della proposizione
di questo articolo e di questa precisazione perché metterà i comuni
in una serie di difficoltà perché daranno un'interpretazione della
nuova concessione come un fatto nuovo, rispetto al quale esistendo
una vecchia concessione da diversi anni, l'amministrazione
comunale, evidentemente, ricorrerà ad una sorta di bando di
evidenza pubblica.
Tutto questo, ovviamente, è stridente rispetto alla direttiva
europea che stabilisce che fino al 2020 sono tutte Se noi citiamo
queste norme, facciamo entrare i comuni in confusione, allora
ribadiamo questa sua indicazione del comma 1 che è importante,
finalmente cercheremo di mettere a punto l'iniziativa ma corriamo
il rischio di intaccare l'attività delle imprese, stabilimenti
balneari e altro che esistono da diversi anni perché le
amministrazioni comunali, secondo me, dinnanzi al termine nuove
concessioni cominceranno a riflettere su cosa fare e cosa non
fare, al di là della disposizione legislativa che prevede le
proroghe per tutte perché delle due l'una: o noi siamo certi che le
proroghe esistono o non vedo perché noi oggi, cinque anni prima, ci
dobbiamo preoccupare di quello che sarà dopo il 2020.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, il mio intervento è sulla
scia dell'intervento del collega Di Mauro, io ho anche presentato
degli emendamenti per la soppressione di questi articoli perché,
Presidente, gli articoli 40, 41, 42, e 43 - altro discorso poi sarà
fatto sull'articolo 46 - sono di fatto una nuova legge sul demanio
marittimo ed inserire una riforma così importante in Finanziaria,
senza avere coinvolto nella fase della costruzione del disegno di
legge, i comuni, le associazioni di categoria, mi sembra una
forzatura esagerata.
Io ricordo che l'ultima legge che poi è la legge attualmente in
vigore che, in qualche modo, stabilisce l'utilizzo del demanio
marittimo è una legge del 2005, del dicembre 2005, che è stata
elaborata come le leggi di riforma nelle Commissioni parlamentari,
ha subìto l'iter legislativo corretto, in Commissione parlamentare
di merito, Commissione Bilancio , confronto con le categorie,
insomma è stato un iter che è durato parecchi mesi e che ha portato
alla prima ed unica legge del settore che la Sicilia ha approvato
nel dicembre 2005, la legge n. 15 del 2005 che è la legge che
attualmente regolamenta l'utilizzo del demanio marittimo che, fino
a quel momento, era un problema per la Sicilia e oggi è diventato
una risorsa anche in termini economici.
Io credo, non voglio entrare nel merito specifico dei vari
articoli di questa legge, ma credo che sia la riforma complessiva
che trasferisce competenze ai Comuni, che modifica anche i
parametri di riferimento per quanto riguarda il costo del demanio
marittimo, che regolamenta la vita di 120 comuni marittimi in
maniera totalmente nuova, io non so se questa riforma sia stata
calata dall'alto, se sia stata in qualche modo discusso con le
associazioni di categorie e con l'ANCI perché non so quanti hanno
letto questi articoli ma, di fatto, la Regione si spoglia di una
competenza che è specifica delle Regioni facendo esattamente il
contrario di quello che hanno fatto nel resto d'Italia.
Noi diamo la competenza esclusiva ai comuni e manteniamo alla
Regione soltanto compiti di coordinamento e controllo con
l'approvazione del PUDM, piano di utilizzo del demanio marittimo.
Pertanto, io credo sia il caso, per quanto riguarda gli articoli
40, 41, 42 e 43 di immaginare anche una riflessione ulteriore
rispetto alla possibilità di approvare questi articoli in
Finanziaria, mi sembra materia complessa, mi sembra materia che
abbia diritto al rango di una riforma vera e propria e non norma da
appiccicare in Finanziaria così com'è. Anche perché - lo dico a
ragione veduta - quando parla all'articolo 43 delle risorse e
prevede che i Comuni versino alla Regione soltanto il 25% e
trattengono il 75% degli oneri, questo configura un minor gettito
nelle casse della Regione quindi è una norma che può essere
inserita in Finanziaria soltanto nella maniera in cui determina
minori entrate per le casse della Regione mentre nel resto d'Italia
la stessa norma prevede che il 10% vada ai Comuni e il 90% alla
Regione.
Quindi, chiedo al Governo un supplemento di istruttoria e la
possibilità che, con una riflessione nuovamente delle Commissioni
di merito, si possa elaborare una riforma complessiva compiuta e
migliore dal punto di vista della concretizzazione e della messa in
opera. Grazie.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, vorrei dare un mio contributo anche per
un chiarimento alla norma. Assessore, credo che sostanzialmente
l'articolo 3 non aggiunga nulla rispetto a quanto già la norma
prevede. Se non vado errato, la legge del 2005 imponeva già ai
Comuni di dotarsi di PUDM.
Allora, la domanda e la conseguenza che ne deriva: ma se la legge
già lo prevedeva nel 2005, in questo momento, qualsiasi comune che
adotta e approva il PUDM e lo trasmette alla Regione e questo
ovviamente lo approva, produce gli effetti che effettivamente si
volevano evitare. Quindi, l'articolo 3 non fa altro che ribadire,
ancora una volta, che la legge attribuisce in capo ai comuni,
quello di dotarsi della pianificazione per quanto riguarda il
demanio marittimo che, sostanzialmente, fa si che lo stesso comune
procede ad effettuare una pianificazione del proprio territorio.
Quindi, non determina alcuna conseguenza questo articolo se non
una conferma che, ancora una volta, viene sollecitato il Comune a
dotarsi di quella strumentazione che, sostanzialmente, è prevista e
resa obbligatoria dalla legge del 2005 rimasta inattuata.
Mi piace ricordare, signor assessore e vorrei che, effettivamente,
lei lo dicesse qui, l'unico comune che ha dato attuazione a questa
norma è il comune di San Vito Lo Capo.
Tutti gli altri comuni non hanno provveduto a quanto la legge
obbligava loro, cioè quello di procedere alla pianificazione del
territorio demaniale. Molti comuni vi hanno provveduto e,
sostanzialmente, hanno trasmesso la documentazione, ma la Regione
ha un'attività istruttoria alquanto lenta e complessa, motivo per
cui non ha adottato alcun provvedimento cosiddetto approvativo .
Altro aspetto, e mi piace qui rimarcarlo, per chi, specialmente,
ha fatto, e bene o male, ha una certa dimestichezza nell'ambito
dell'attività gestionale amministrativa, comprende quanto possa
essere, invece, importante questo articolo per quanto riguarda i
comuni.
Noi abbiamo una situazione che è paradossale per certi versi.
Perché paradossale? Perché da una parte, il comune svolge la
propria attività istruttoria, per quanto riguarda ovviamente i beni
propri demaniali, che appartengono al demanio comunale,
contestualmente e contemporaneamente, un altro ente accanto allo
stesso sito, alla stessa area, per cui il comune procede a svolgere
l'attività istruttoria e rilascia il provvedimento concessorio, un
altro ente, che in questo caso è la Regione, svolge attività
istruttoria, possibilmente, rilasciando un provvedimento
concessorio che, nei fatti, è incompatibile con quello precedente.
Bene. Con questa finalità e con questo obiettivo, secondo me,
queste discrepanze, o queste situazioni negative verrebbero meno.
Mi permette, da ultimo, fare osservare, eventualmente all'Aula,
che, anzi, la Regione siciliana è l'ultima Regione che sta
intervendo in questo modo qua, perché tutte le altre Regioni hanno
provveduto ad effettuare il trasferimento di competenze che, mi
piace ricordare, non è uno spostamento di proprietà, perché la
proprietà rimane sempre in capo alla Regione, ma l'attività
istruttoria e, semplicemente, gestionale ed amministrativa, mentre
la proprietà rimane sempre in capo alla Regione stessa, che vorrei
ricordare, in funzione, ovviamente, che la proprietà rimane in capo
alla Regione, ha sempre il potere di direzione, controllo e
sostituzione, sulla base dei criteri generali di diritto
amministrativo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Volevo ringraziare l'assessore Croce per avere posto in
finanziaria questo argomento che riguarda il demanio marittimo, che
è un argomento molto importante e ritengo utile, anche, per il
futuro economico delle casse della nostra Regione ma, anche, per
potere fornire elementi veri per l'occupazione giovanile.
Oggi, di fatto, si sta mutando una filosofia rispetto a quella del
passato che, personalmente, condividevo. Con l'assessore Cascio,
assessore per il territorio e l'ambiente, si erano creati i servizi
per il demanio, dando alla Regione una competenza, su base
provinciale, che meglio riuscivano ad attenzionare le problematiche
del demanio marittimo. Quei servizi, successivamente, chissà per
quale motivo, sono stati trasformati in unità operative ed oggi, di
fatto, quelle unità non funzionano, tant'è che il problema delle
aree demaniali e delle tante pratiche di richiesta di concessione
sono bloccate negli uffici della Regione.
Con questo articolo, secondo me, si vuole potere dare un elemento
di chiarezza rispetto alla gestione del demanio marittimo, ma io
chiederei all'assessore Croce un ulteriore sforzo per riuscire a
dare un'opportunità anche a chi, oggi, vuole intraprendere
un'attività imprenditoriale in questo settore con degli strumenti
per agevolare soprattutto i giovani che hanno voglia e desiderio di
cimentarsi nell'apertura di chioschi, di attività e di associazioni
sportive sulle nostre spiagge.
Io chiederei all'assessore Croce di potersi soffermare sulla
possibilità, ad esempio, di creare le condizioni che queste
strutture non soggiacciano alla cosiddetta precarietà. Perché da
noi, nel nostro territorio, si riesce a frequentare queste
strutture anche nei periodi che vanno oltre l'estate, e quindi la
precarietà di queste strutture rappresenta un costo per chi vuole
intraprendere un'attività imprenditoriale.
E, soprattutto, vorrei anche richiamare l'attenzione
dell'assessore Baccei, per quanto riguarda il terzo comma, sulle
concessioni demaniali giustamente e regolarmente pagate. Viviamo in
questo nostro territorio, soprattutto nelle isole minori come
Lampedusa, dove tanti imprenditori, giovani imprenditori che oggi
hanno avuto l'opportunità di una concessione demaniale, per il
fenomeno degli sbarchi, per il fenomeno della crisi anche del
settore turistico, di vivere una situazione problematica rispetto
al rilascio del Documento Unico di Regolazione Contabile (DURC).
Noi dobbiamo dare la possibilità di incentivare l'utilizzo di
queste strutture, senza chiudere la possibilità di continuare con
queste attività. Nel momento in cui noi subordiniamo la concessione
anche alla possibilità che siano stati regolarmente pagati tutti i
canoni, rischiamo, purtroppo, che ci sia il blocco di tante
attività commerciali in un momento di crisi come questo.
Io direi se è possibile, anche, di dare la possibilità di
condividere un percorso che sia più attenuato rispetto a chi vuole
attivare e proseguire un'attività di questo genere, soprattutto
anche nelle isole minori come Lampedusa.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori il tema
del demanio credo che abbia un'importanza strategica per la
Sicilia. Quindi, volevo proporre all'attenzione del Governo, una
serie di proposte proprio per la tutela e la promozione per uno
sviluppo sostenibile delle coste che, in questo momento,
considerando le potenzialità che potrebbe avere, non è valorizzata
considerando territori analoghi ai nostri, come estensione di
coste.
In particolare, volevo premettere che la Sicilia, ad esempio è
l'unica regione italiana, innanzi tutto, a non essere dotata di una
legge volta alla tutela del mare e del suo litorale.
Inoltre una parte significativa della propria economia, della
nostra economia, dipende proprio dall'essere insulare, dalla pesca,
dal turismo. Quindi, dovremmo avvantaggiarci e valorizzare molto di
più questa nostra vocazione.
La Sicilia è la più grande isola del mediterraneo, inutile dirlo,
e c'è un immenso patrimonio, anche patrimonio UNESCO, parchi
archeologici da tutelare.
Inoltre considerando che la stragrande maggioranza dei siciliani
vive proprio nella fascia costiera - in una fascia compresa a meno
di 20 km dal mare -, considerando che le tre aree metropolitane
sono sulla costa, considerando il grandissimo problema
dell'abusivismo costiero siciliano e quindi dell'esigenza di
riqualificazione della costa che richiederebbe, evidentemente, una
pianificazione costiera - aspetto questo che ci permetterebbe,
anche, di investire ad esempio con delle progettazioni comunitarie,
che ci permetterebbe di dividere per settori la costa e di fare
delle progettualità volte a risolvere il problema dell'abusivismo.
Considerando il problema dell'inquinamento delle nostre coste, in
Sicilia sono balenabili circa 227 Km di costa. La città
metropolitana di Palermo, che è la più grande, si sviluppa su di un
tratto costiero di circa 25 Km dei quali 17 non sono balneabili a
causa dell'inquinamento.
La provincia di Siracusa, ad avere il primato, con quasi 90 Km di
mare non balenabile seguiti dalla provincia di Palermo, Messina,
Trapani, Agrigento e Ragusa con soli 4 chilometri.
I problemi dell'inquinamento ovviamente sono figli dei problemi
della depurazione, della mancata depurazione, dei problemi dei poli
industriali, e soprattutto la mancanza appunto dell'impiantistica
volte a depurare adeguatamente le acque.
Sono stati previsti circa 387 impianti in Sicilia, un numero
abnorme di cui soltanto 321 sono in funzione e di cui soltanto 12
impianti sono funzionanti nella potenzialità, diciamo nella
funzionalità ottimale.
Quindi si rende necessario in Sicilia affrontare una strategia
veramente efficace per risolvere tutti i problemi, ogni volta
considerare che dovrebbe essere il nostro volano prioritario per lo
sviluppo, per uno sviluppo sostenibile che è mettendolo a paragone
con altre aree e territorialmente estesa come la nostra, come
Regione avremmo delle potenzialità di sviluppo economiche enormi,
ma dobbiamo permettere tutto questo.
Quindi una politica che vada a tutelare i territori della fascia
costiera, una riqualificazione e recupero della costa, arrestare la
devastazione degli abitat naturali e il progressivo impoverimento
della biodiversità e permettere anche la mobilità sostenibile in
queste aree costiere.
Quindi ho presentato un ordine del giorno, che è volto ad
impegnare il Governo in questa direzione con tutta una serie di
azioni. Attraverso un apposito decreto si emanano tutta una serie
di indirizzi volte alla programmazione, alla pianificazione del
demanio.
Quindi attività di monitoraggio, vigilanza delle attività delle
concessioni, individuazione di tutte una serie di aree precluse per
la tutela biologica, naturalistica, paesaggistica, di libera
fruizione e pubblica fruizione e per la mobilità sostenibile, per
il rilascio, il rinnovo, la modificazione, la revoca delle
concessioni del demanio marittimo.
Inoltre si chiede al Governo di emanare le direttive vincolanti
per la disciplina degli usi del demanio marittimo con finalità
turistico ricreative.
Il decreto dell'Assessore si chiede che garantisca la
conservazione e la tutela degli ecosistemi, di armonizzare le
azioni sul territorio per uno sviluppo sostenibile che tuteli il
paesaggio, eccetera.
TURANO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Può parlare anche dal banco della
Commissione se preferisce.
TURANO. Signor Presidente avevo deciso di non intervenire sul
dibattito parlamentare, però alcuni colleghi onestamente mi hanno
stuzzicato, ed io onestamente apprezzo lo sforzo che sta facendo
l'Assessore Croce che vorrei seguisse il mio ragionamento.
PRESIDENTE. Assessore Croce gentilmente può seguire l'intervento
dell'onorevole Turano?
TURANO. Vorrei che l'Assessore seguisse il mio ragionamento perché
provare a mettere ordine in un settore come questo secondo me
gestito fino ad ora non in maniera brillante non può che essere
utile. E io credo che in maniera responsabile ci voglia non solo la
condivisione dei Comuni ma un intesa strategica con i Comuni perché
alcune porzioni del territorio della Regione siciliana possano
diventare fonte di ricchezza oltre che di lavoro come diceva
l'onorevole Cimino, e di sviluppo.
Il problema è capire come questo diventi compatibile con la tutela
del territorio e come questo diventi come dire, spendibile in
termini di investimento per l'immagine della Sicilia.
Io sono uno di quelli che conosce bene il mio territorio e diceva
bene poca fa l'onorevole Fazio e attento a come alcuni Comuni
gestiscono i propri litorali. Faccio un esempio su tutti e parlo di
San Vito Lo capo che è l'unico comune che si è dotato, per
informare l'Aula che a fronte di una concessione di mille metri
quadrati per la quale la Regione determina un introito di meno di
mille euro l'anno, il Comune facendo un bando di evidenza pubblica
e mettendola all'asta ha introitato centoquattro mila euro l'anno.
Cerchiamo di capire il valore strategico delle spiagge e cerchiamo
di capire come queste possono diventare da un lato business per chi
decide di fare quest'attività e dall'altro lato un introito serio
per la Regione siciliana.
Dico questo perché l'Assessore ha una grande responsabilità. Se
noi pensiamo di allargare le maglie per fare diventare tutto, come
diceva l'onorevole Cimino, luogo di strutture fisse, che possono
lavorare tutto l'anno e che possono fare tutto, in barba alle
disposizioni che regolamentano la fascia costiera in maniera rigida
e, secondo me, in maniera intelligente, non facciamo un buon
servizio.
Credo che il valore del paesaggio - che per altro è un diritto
garantito dalla Costituzione - sia una valore prevalente rispetto
ai legittimi interessi che possono avere i privati o che può avere
la stessa Regione.
L'Assessore Croce deve essere bravo, attento, nel determinare con
la sua visione strategica che riguarda tutto il territorio quello
che succede sulle coste. Mi sento di dare questa cambiale in bianco
all'Assessore. E vorrei che seguisse, per ora che lo gestisce
direttamente, poi per il tramite dei Comuni, con attenzione come
alcune iniziative siano portate avanti. Fermo rimanendo che non ci
dobbiamo lasciare ingannare da chi pensa di utilizzare un lido per
fare altre cose. Credo che non ci sono spese di montaggio e
smontaggio. A me sembra assolutamente pertinente che si possa dare
la concessione e sono concessioni stagionali. C'è una ragione per
la quale cambio argomento. C'è una ragione per la quale dal 1976 è
impedita qualunque tipo di edificazione sulle coste. E c'è una
ragione per la quale le concessioni edilizie, le concessioni sul
suolo demaniale sono ancorate alla legge del 1976.
Credo - e lo guardo con favore - parlo con tutti anche con chi
gestisce questi esercizi. Credo che questi esercizi qualifichino
meglio il litorale, ma il litorale deve rimanere un litorale
utilizzabile, usufruibile da tutti. L'accesso al mare deve essere
garantito da tutti. E queste strutture che qualificano sicuramente
l'offerta formativa, devono attenersi, in maniera scrupolosa, a
regole rigide che la Regione deve impartire.
Penso che con questa legge, l'Assessore Croce, si stia sforzando
di mettere ordine. Ma vi rigireremo con altrettanta attenzione al
che questo avvenga in maniera scrupolosa.
Comunicazione di decreti di nomina di componenti di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 32 del 24 febbraio 2016
del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, l'onorevole
Giuseppe Milazzo è nominato componente della I Commissione
legislativa permanente Affari istituzionali in sostituzione
dell'onorevole Falcone, dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, noi abbiamo praticamente in Sicilia circa 9 mila
concessioni. Queste concessioni sono, di fatto, tutte prorogate al
2020, così come prima erano prorogate al 2015. Nel momento in cui
lei inserisce il comma 3bis con la modifica e parla di nuove
concessioni che devono adeguarsi al nuovo piano, lei vuol dire che
fa venir meno il diritto di proroga. Signor Assessore, lei fa
entrare i Comuni in conflitto con i privati. Perché nel momento in
cui lei parla di nuove concessioni, di adeguamento al piano
spiagge, è ovvio che si potrà verificare l'ipotesi per cui laddove
insiste una attività domani questo potrà essere differito. Allora
la prego di fare a meno di questa modifica normativa. Perché, di
fatto, la direttiva è europea. Noi cosa ci entriamo ad andare a
stabilire una cosa che riguarda un indirizzo che deve dare
l'Europa? Allora, quando io ero Assessore, valeva fino al 2015.
Adesso, sempre l'Europa, l'ha sposta dal 2015 al 2020. Noi stiamo
per essere così zelanti che cinque anni prima ci occupiamo di
quello che succerà nel 2020.
Signor Assessore, le concessioni che scadono, facendo un esempio,
il 1 gennaio 2017 sono prorogate al 2020, nessuno può intervenire
in quella concessione attraverso un bando o attraverso una
procedura che lei ritiene necessaria di adeguamento perché
l'adeguamento per ciò che è stato sostanzialmente stabilito con
prorogatio dall'Europa fino al 2020 non può essere toccato. Allora
la pregherei di soprassedere su questo secondo comma facendo in
modo che per la prima parte e per tutto il resto che riguarda il
piano spiagge che ritengo una cosa valida e che forse finalmente
potrà essere realizzato, mi trova assolutamente d'accordo.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Signor assessore con l'occasione le
chiederei di chiarire meglio il contenuto dell'articolo 3 ter , che
c'è un riferimento normativo poco preciso.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Vorrei rispondere
su un punto dell'onorevole Di Mauro e poi riservarmi di intervenire
alla fine per tutti i chiarimenti. Solo per chiarire l'equivoco
perché magari è scritto male, ma c'è un equivoco di fondo.
Lei ha citato le novemila concessioni che ci sono sul territorio
regionale, ma sa bene, in quanto ha ricoperto anche la carica di
assessore, che non tutto il demanio è concessionato, ci sono delle
aree ancora non concessionate quindi quelle sono le nuove
concessioni. No, no quelle che io intendo. Ripeto.
DI MAURO. Questo lei lo pensa, ma non c'è scritto.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Ripeto, onorevole
l'ho premesso. Può essere scritto male, lo possiamo scrivere
meglio però si intendeva per nuove concessioni sono le concessioni
, nell'interpretazione autentica, ripeto, però si può ribadire
molto meglio, se lei lo ritiene lo sub emendiamo immediatamente, ma
per me le nuove concessioni erano le concessioni di aree che non
sono state concesse perché come lei ha ribadito più volte esiste un
rinnovo e una proroga automatica delle concessioni esistenti al 31
dicembre 2020.
Quindi, ripeto, le nuove concessioni erano solo le concessioni di
aree non concesse del demanio marittimo, quelle esistenti sono
rinnovate automaticamente al 2020 e quindi non si possono intendere
fino a quella data come nuove concessioni. Se è necessario
chiarirlo, lo chiariamo, non c'è nessuno problema.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
fondamentalmente d'accordo con questo articolo e lo abbiamo
condiviso in Commissione Aambiente e abbiamo anche sistemato
qualcosa in commissione bilancio. Siamo d'accordo perché il punto
tre chiarisce in maniera definitiva, qualora ce ne fosse stato
bisogno, che i comuni devono predisporre tutta la documentazione
necessaria per la VAS, anche se è una cosa ovvia e che molto comuni
fanno già o hanno già fatto, per altri comuni non è altrettanto
ovvio e quindi questo comma chiarisce la questione.
Va bene anche il comma 3 bis perché chiarisce anche una cosa che
doveva avvenire già dal 2005 ma la stiamo mettendo adesso nel 2016
che è le concessioni già rilasciate devono adeguarsi ai piani di
utilizzo del demanio marittimo, anche se chiederei all'Assessore di
apprezzare un emendamento che tra l'altro forse era presente anche
nella prima formulazione dicendo che le concessioni che non possono
essere adeguate ai piani non possono neanche essere rinnovate.
Questo è un emendamento che ho presentato ed è a pagina 19, magari
lo votiamo per parti separate però chiedo che venga apprezzato.
Il comma 3 ter abbiamo chiarito in Commissione che si tratta di
una norma che, non vedo l'onorevole Falcone, ma copre un vulnus
normativo e quindi siamo assolutamente d'accordo, e poi va bene i
commissari ad acta , cosa che è già prevista tra l'altro dalla
legge vigente, la legge 15 è un'ottima legge se fosse stata
applicata magari non avremmo tanti problemi oggi, però con questa
andiamo a specificare meglio alcune cose, è ovvio che una materia
del genere non andrebbe trattata in finanziaria, andrebbe trattata
con un disegno di legge apposito, ma l'ottimo è nemico del buono e
quindi in questo momento storico ci accontentiamo di questo. Però
una cosa è fondamentale assessore, un attimo mi segua perché noi
col comma 1 in particolare e con la seconda parte del comma 1,
praticamente diamo il via libera ai piani anche se non approvati,
diamo il silenzio assenso la possibilità del silenzio assenso per i
piani di utilizzo del demanio marittimo, questa è una cosa che per
noi non può assolutamente andar bene, i piani devono essere
approvati, deve essere approvata la Vas, se c'è un problema in
assessorato come c'è effettivamente, ci sono tantissimi piani già
presentati che ancora non vengono approvati, non possiamo aggirare
il problema scrivendo una norma che deroga al codice ambiente,
anche perché si parla appunto di ambiente non si parla di materie
urbanistiche e cose varie, e dobbiamo assolutamente sistemare la
questione in sede di assessorato, potenziare l'ufficio,
riorganizzare meglio le risorse dell'assessorato, ma non si può
pensare che siccome l'ufficio Viavas non approva i piani, facciamo
una norma per aggirare questo problema, prima risolviamo il
problema e poi vediamo eventualmente come sistemare le norme,
grazie.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi in Commissione
bilancio su questi articoli che riguardavano i canoni demaniali era
stato fatto da parte mia un ragionamento, e volevo chiedere,
l'abbiamo riportato sull'8? Va bene io comunque perché resti
traccia l'intervento lo faccio comunque, si era fatto un
ragionamento che riguardava la creazione di un fondo perequativo,
perché questo articolo così osannato diciamo non fa altro che
donare risorse alla Regione levandoli a tutti i comuni, e quindi al
bilancio della Regione, per darli solo ai comuni che sono titolari
di demanio, viva viva per i comuni titolari di demanio è chiaro che
tutti gli altri come dire subiscono un nocumento da questa cosa.
Allora il ragionamento che avevo fatto io in Commissione era
quello di dire, una quota di questo pagamento che i comuni fanno in
favore della Regione originariamente versiamoli ai comuni montani,
cioè facciamo si che questo elemento di ricchezza possa essere un
minimo ripartito anche alle aree più svantaggiate. Ora siccome io
non ho trovato traccia ne nell'articolo 40, ne nel 41, ne nel 42,
ne nel 43, chiedevo all'assessore notizie in merito, grazie.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 19.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Assessore Croce, prima di procedere alla votazione,
intende intervenire per rispondere agli interventi?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, signor
Presidente, volevo intervenire per spiegare la ratio degli interi
articoli 40, 41, 42 e 43.
La ratio, in realtà, nasce per mettere ordine in una norma, quella
del 2005, che oggettivamente è una norma scritta molto bene, è una
riforma di settore scritta bene. Ma il Governo ha inteso che,
rispetto a quella norma, si potesse fare un passo avanti che
necessita questo trasferimento poi alla fine di funzioni
amministrative per far riacquisire alla Regione quel ruolo di ente
di pianificazione e di programmazione e non un ruolo di ufficio a
sportello.
E' un po' un richiamo alle norme sull'urbanistica del piano
regolatore regionale. Noi, in realtà, come Regione siciliana, come
Dipartimento, come Assessorato, tendiamo ad approvare il piano
nella sua interezza, lo strumento di pianificazione però poi, in
realtà, le singole concessioni vengono lasciate nella funzione
amministrativa dei Comuni.
Allora, nell'intenzione e anche nella visione di vedere il demanio
marittimo poi alla fine come una porzione di un territorio comunale
e quindi un piccolo quartiere all'interno dell'intero Comune, si è
pensato di trasferire la funzione amministrativa delle concessioni
ai Comuni medesimi.
E' chiaro che il bene resta di proprietà della Regione,
specificava bene l'onorevole Fazio. Il demanio marittimo è una
proprietà regionale e resta di proprietà regionale e, quindi, in
qualche modo, è chiaro che si mettono anche dei vincoli in questo
trasferimento di funzioni. I vincoli sono richiami alla legge 15
del 2005 e, quindi, ribadire la necessità dell'acquisizione del
piano di utilizzo del demanio marittimo e su questo punto volevo
fare un chiarimento rispetto a quello che diceva l'onorevole
Ciancio prima del Movimento Cinque Stelle. Non è assolutamente
intendimento di questa Amministrazione derogare o attivare il
meccanismo di silenzio-assenso sulla normativa ambientale.
Peraltro, proprio oggi è arrivata una lettera del Presidente della
Regione alle amministrazioni, alle Autorità ambientali in cui ci ha
ribadito, ci ha invitato, mi ha invitato come autorità ambientale
ad emanare una direttiva nei confronti degli uffici, proprio per
ribadire il concetto che il silenzio- assenso è un meccanismo
che sulla normativa ambientale non può essere applicato. Tant'è che
il comma 1 dice che il silenzio-assenso scatta solo ed
esclusivamente nei termini dopo l'acquisizione della delibera di
adozione del Consiglio comunale.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che per arrivare alla delibera di
adozione del Consiglio comunale tutte le procedure ambientali, ivi
compresi anche i pareri richiesti dalla Soprintendenza e
quant'altro, devono essere intesi già acquisiti e, quindi, il
silenzio-assenso scatta solo nel momento in cui c'è la delibera di
adozione del Consiglio comunale e ci deve essere una sorta di
decreto di approvazione, presa d'atto da parte dell'Assessore per
il territorio e l'ambiente della delibera di adozione del
Consiglio comunale medesimo.
Quindi, tutte le procedure e tutti i pareri previsti per il piano
di realizzo stesso si intendono già acquisiti e, pertanto, non c'è
alcuna deroga rispetto al procedimento ambientale stesso.
Io volevo rispondere anche all'onorevole Cimino, il quale faceva
un riferimento al comma 3 ter che, tra l'altro, credo, l'onorevole
Falcone abbia preparato un piccolo subemendamento di chiarimento,
un subemendamento all'emendamento presentato dall'onorevole
Ciancio, il 40.11.
Il comma 3 ter è soltanto un voler colmare un vuoto normativo che
si è venuto a creare nella Regione siciliana, ovvero prima del 2005
esisteva la possibilità di dare delle concessioni sul demanio
marittimo anche ad uso abitativo. Nel 2005 la legge viene abrogata.
La Regione siciliana dovrebbe modificare la norma e fino al 2012
non la modifica, il che significa che tra il 2005 ed il 2012 viene
a cadere questa possibilità di concedere dei beni del demanio
marittimo ad uso abitativo. Per poi arrivare al 2012 a rifare una
norma in cui, di fatto, diamo di nuovo la possibilità di
concessioni di beni del demanio marittimo ad uso abitativo.
Nei 7 anni che intercorrono nel vuoto normativo, i concessionari
hanno regolarmente pagato i canoni della concessione medesima,
però, sono soggetti ad un vulnus di occupazione abusiva del demanio
marittimo in quanto c'era il vuoto normativo.
Noi, allora, con questo comma 3 ter cosa facciamo? Andiamo a
colmare questo vuoto e facciamo in modo che questi 7 anni,
manteniamo la validità e, chiaramente, non andiamo ad applicare le
sanzioni previste per l'occupazione abusiva in quanto il ritardo
viene dall'Amministrazione e certamente non è colpa del
concessionario.
DI MAURO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 40.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Sono ritirati, altresì, gli emendamenti 40.2, 40.4 e 40.10.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 40.9. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PALMERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, l'emendamento è finalizzato a meglio
disciplinare la procedura di approvazione del PUDM, in quanto è
prevista l'acquisizione, l'istituto dell'acquisizione di efficacia
per decorrenza dei termini e, quindi, mi sembrava più congruo il
termine di 180 giorni piuttosto che di 90 per evitare il caso in
cui, per esempio, venga approvato in automatico un piano che non è
passato all'esame dell'Assessorato e con l'altro emendamento
successivo, per di più, per evitare il rischio che l'adozione del
piano da parte dei comuni, appunto, visto che deve avvenire in
conformità di tutti pareri, nulla osta, espressi da parte delle
amministrazioni competenti oltre che dell'amministrazione comunale,
mi sembra più congruo e più sicuro.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, credevo di avere risposto prima nell'intervento.
La delibera di adozione del Consiglio comunale non può esistere se
non sono stati già acquisiti tutti i pareri. I pareri devono essere
acquisiti prima che il Consiglio comunale possa adottare il piano
di utilizzo del demanio marittimo.
In realtà, quindi, il termine di 90 giorni è più che sufficiente
affinché l'Assessorato del territorio ed ambiente prende atto della
delibera di Consiglio comunale, che è già completa di tutti i
pareri che sono stati già acquisiti e ne faccia il decreto di presa
d'atto ed approvazione.
Il termine di 180 giorni, pertanto, mi sembra un poco esagerato e
ritardatario rispetto all'applicazione del PUDM, perché comunque
sia i pareri sono stati già acquisiti, già è passato anche al
vaglio dell'assessorato medesimo perché ha già fatto la valutazione
ambientale strategica; quindi, mi sembra esagerato.
PRESIDENTE. L'emendamento 40.9, alla luce anche dei chiarimenti
resi dall'assessore Croce, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 40.7 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 40.3. E' ritirato.
Si passa all'emendamento del Governo 40.13.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, è l'emendamento che chiarisce ancora meglio
l'osservazione fatta prima dall'onorevole Palmeri. Lo dice in
maniera ancora più esplicita. Se lei lo ha letto, se le è arrivato
il 40.13 del Governo viene specificato che i piani devono essere
adottati dai consigli comunali solo dopo il decreto di
pubblicazione.
FALCONE. C'era l'emendamento dell'onorevole Assenza
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole,
scusi, l'avevamo presentato prima. Io non li avevo letti ancora gli
emendamenti.
FALCONE. Sarebbe un atto di carineria votare l'emendamento
dell'onorevole Assenza.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Per me possiamo
votare anche quello dell'onorevole Assenza, le dico. Non c'è nessun
problema.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 40.13. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 40.5, che è precluso dall'approvazione
dell'emendamento 40.13.
Si passa all'emendamento 40.6. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
RESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 40.12, degli onorevoli Ciancio ed altri.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sapere se
si può votare per parti separate, nel senso quelle non adeguabili
non potranno essere rinnovate separatamente dal resto
dell'articolo.
PRESIDENTE. Se vuole può presentare un subemendamento sostitutivo
dell'emendamento 40.12.
CIANCIO. Se il Governo dà parere favorevole, presento il
subemendamento.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Alla seconda
parte, quella del non adeguabili, non potranno essere rinnovate ,
il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Ciancio a presentare il
subemendamento sostitutivo in modo da procedere alla votazione.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 19.35)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Ciancio
il subemendamento 40.12.1 all'emendamento 40.12. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 40.12, così come emendato. Il
parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Il parere della Commissione è favorevole se l'Assessore però
ribadisce che le concessioni in essere non subiranno anticipazioni
rispetto a quello che avevamo già previsto relativamente alle
scadenze naturali. La Commissione è favorevole, così come il
Governo, ma a condizione che lei ribadisce il concetto che le
concessioni andranno a scadenza naturale.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Lo abbiamo
specificato nell'emendamento che abbiamo appena presentato.
PRESIDENTE. All'emendamento 40.12 non ci sono altri
subemendamenti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Credo che sia necessario prima approvare il subemendamento
dell'onorevole Di Mauro e poi passare all'emendamento 40.12.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 19.45)
LACCOTO. Chiedi di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace però
io non sono assolutamente d'accordo sul sub emendamento che da la
possibilità di una sanatoria per uso abitativo nelle concessioni
demaniali già avute. C'è un piccolo problema, che la legge parla di
valorizzazione del demanio, non parla di potere dare la sanatoria
per uso abitativo; al di la del vulnus, io credo che abbiamo
superato qualsiasi norma rispetto a questo, noi stiamo prendendo i
beni demaniali e gli diamo la concessione per uso abitativo -
concessione già di prima mi si dice - ma è sempre una sanatoria che
non è valorizzazione, perché io sono d'accordo per quanto riguarda
le valorizzazioni ma qui stiamo superando un limite. Vedete, al di
la, già io ho perplessità su alcune vicende dell'articolo 43, noi
stiamo praticamente facendo i cambi di destinazione d'uso nel
demanio mentre, a norma della legge 7876, non possiamo nei 150
metri dare la possibilità di un'autorizzazione, cioè noi stiamo
cercando di normalizzare, anche se in fretta, anche se in
finanziaria, una norma di demanio che andava sicuramente più
approfondita.
D'accordo che la facciamo ora, ma cerchiamo di limitare i danni,
non possiamo sicuramente, al di la di questo, dare una sanatoria
per uso abitativo per i beni demaniali, non sono assolutamente
d'accordo. Signor Presidente, noi ci troviamo in questa situazione:
abbiamo i beni del demanio che finora potevano essere i fari,
potevano essere qualsiasi altra cosa, e noi oggi con queste norme
andiamo a parlare di valorizzazione; le valorizzazioni possono
anche starci, ma non possiamo mettere nelle valorizzazione l'uso
abitativo, non sono assolutamente d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel subemendamento 40.12.1 già
approvato l'onorevole Ciancio ha precisato che la parola
sostituite è sostituita con la parola aggiunte .
Con questa precisazione pongo in votazione l'emendamento 40.12
dell'onorevole Ciancio, così come emendato.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 40.14.
Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento
40.14.1 interamente sostitutivo dell'emendamento 40.14. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 40.15, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, come ha detto l'assessore Croce, sana un vulnus
normativo che sta creando un empasse presso il demanio marittimo.
Cosa succede sostanzialmente?
Fino al 2005 erano rilasciate concessioni demaniali per tutta una
serie di attività, balneari, portuali, ricreative comprese anche le
attività abitative affini a tutte queste attività. Nel 2005 invece
la regione siciliana all'articolo 1, nella propria declaratoria,
non inserì anche la concessione per uso abitativo affine alle
attività di cui sopra, funzionali comunque alle attività
precedenti. Cosa succede? Che tanti titolari di concessioni - non
proprietà onorevole Laccoto, ecco perché la valorizzazione non
c'entra - che avevano in corso la propria concessione per uso
abitativo ma affine e funzionale alle attività di cui sopra
(commerciali, ricreative, e così via) si sono vista preclusa la
possibilità di poter aver rinnovato legittimamente il proprio
titolo. Nel frattempo però, dobbiamo dire, che ad alcuni sono state
rinnovate, ad altri è stata invece imposta una sanzione.
L'assessorato territorio e ambiente è intervenuto tre volte, con
delle circolari a firma dell'assessore Interlandi. Assessore Croce,
queste circolari hanno tentato di chiarire il vulnus ma non sono
riuscite per cui alcuni hanno fatto causa al T.A.R. e hanno
ottenuto la concessione ed altri che non hanno fatto causa sono
rimasti in questo momento in un limbo, pur avendo regolarmente
pagato annualmente per il titolo quadriennale. Oggi cosa succede?
Che nel 2012 la regione siciliana è intervenuta pensando di
regolarizzare la posizione, ma invece, da un lato ha regolarizzato
le posizioni che scadevano dal 2012, ma quelle precedenti in
itinere sono rimaste così appese, pendenti.
Allora oggi a cosa serve questa norma? Questa norma, che è
assolutamente in coerenza con la norma nazionale, non a caso
abbiamo fatto un emendamento aggiuntivo con il quale si prevede
l'articolo 01 del decreto legge 400 del 1993 che poi è stato
convertito nella legge 494 del 1993. Con questa norma, noi andiamo
a sanare un vulnus che oggi serve non soltanto per regolarizzare la
posizione di tanti legittimati ad avere il proprio diritto di
concessione, non di proprietà, ecco perché, presidente Laccoto mi
permetta, eccezione sull'acquisto, sul guadagno della concessione
non c'è. E' quattro anni, quali 50 anni Sono concessioni che si
rinnovano di quattro anni in quattro anni.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.56, è ripresa alle ore 20.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo in fase in
fase di votazione dell'emendamento 40.15. Il Governo aveva espresso
un parere favorevole. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, la Commissione
si rimette all'Aula, pongo in votazione l'emendamento 40.15. C'è
una richiesta di voto segreto dell'emendamento 40.15. Verifichiamo
se è appoggiata. La richiesta non è appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento 40.15. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
E' stato presentato il subemendamento 40.11.1 che sostituisce
l'emendamento 40.11, soppressivo del comma 3 ter a firma degli
onorevoli del Movimento Cinque Stelle, prima firmataria l'onorevole
Ciancio.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione si rimette all'Aula. Signor Presidente, di quali
colleghi sono le firme? Abbiamo la necessità di avere firme
leggibili.
PRESIDENTE. Le firme sono degli onorevoli Ciancio, Ciaccio,
Cancelleri e Siragusa.
Pongo in votazione il subemendamento 40.11.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 40.8.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 40, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che dopo la seduta, che è rinviata a
domani alle ore 11.00, si svolgerà un incontro dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, su richiesta del Presidente Crocetta, nella
stanza del Presidente della Regione, sul tema di Riscossione
Sicilia.
Questa è la richiesta del Presidente, ne do comunicazione ai
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, giovedì 25 febbraio 2016,
alle ore 11.00, con lo stesso ordine del giorno, come anticipato
dal Presidente Ardizzone che ha già comunicato che i lavori
verranno sospesi alle ore 13.00 perché si svolgerà l'incontro con
la delegazione dell'ANCI, per poi riprendere nel pomeriggio alle
ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.13 di mercoledì 24 febbraio 2016,
è ripresa alle ore 11.30 di giovedì, 25 febbraio 2016)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del presidente Ardizzone
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo lontani dall'approvazione
della finanziaria, su 93 articoli ne abbiamo approvati 30, quindi
un terzo. Siccome dobbiamo evitare le nottate, anzi le eviteremo, è
interesse di tutti noi andare avanti celermente.
Onorevoli colleghi, un po' di attenzione, soprattutto ai
capigruppo. Ieri, l'Aula ha affrontato dei temi complessi, proprio
perché complessi, sono stati approvati pochi articoli.
Ora, noi abbiamo una possibilità, in considerazione che alle 13.00
dovremo incontrare, almeno i capigruppo, la delegazione dell'Anci;
so che è una delegazione abbastanza nutrita, l'invito naturalmente
è esteso ai presidenti della I e II Commissione, agli Assessori e
ai parlamentari che desiderano parteciparvi, non è preclusa la
partecipazione.
Possiamo continuare sulla materia urbanistica se andiamo avanti
celermente. Se dobbiamo ancora impantanarci in discorsi in base ai
quali tutti devono intervenire, sospendiamo e andiamo avanti con
gli articoli più semplici, almeno da un punto di vista numerico
cominciamo a togliere dal fascicolo tutti gli emendamenti che non
comportano particolari problemi, se non altro perché non hanno
inseriti emendamenti, se non soppressivi.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non voglio
rubare tempo. Ieri, sulla votazione degli articoli si è proceduto
speditamente per alzata e seduta. Voglio ribadire qui, prima che
comincino i lavori d'Aula, che la sottoscritta ha votato contro
l'approvazione dell'articolo 35 che è proprio quello dell'ecotassa
che aveva chiesto la soppressione di quell'articolo, l'ha sostenuta
ribadendo che è una norma che non incentiva, ma che è una norma
iniqua e annuncio un'eventuale presentazione dell'ordine del
giorno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1133-1155/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41
Affidamento beni del demanio marittimo ai Comuni
1. La gestione amministrativa del demanio marittimo della Regione,
ad esclusione delle aree del demanio marittimo in concessione ai
Comuni, dei beni immobili che insistono sulle aree demaniali nonché
delle aree portuali, è attribuita ai Comuni che dovranno provvedere
alla sua manutenzione, agli interventi ordinari di recupero
ambientale e di disinquinamento.
2. Con successivo decreto dell'assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente sono individuate ed assegnate le aree
oggetto di trasferimento in capo ai comuni affinché gli stessi
esercitino le funzioni amministrative di gestione delle aree
demaniali.
3. Il decreto di cui al comma 2 è subordinato alla esistenza ed
all'efficacia dei Piani di cui all'articolo 4, comma 1, della legge
regionale 29 novembre 2005, n 15.
4. Il decreto assessoriale di cui al comma 3 disciplina anche la
tutela dall'inquinamento acustico derivante dall'esercizio delle
attività conferite in concessione, in conformità alle norme vigenti
dettate dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447 e dai relativi decreti
di attuazione.
5. Per le violazioni della disciplina di cui al comma 3 bis
trovano applicazione le sanzioni amministrative di cui all'articolo
10 della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
6. Le attività di vigilanza e controllo in materia di inquinamento
acustico sono svolte dai comuni, nell' ambito delle competenze
individuate dalla legislazione statale e regionale vigente,
avvalendosi del supporto dell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente.
7. Per le attività di vigilanza e controllo di cui al comma 3
quater, il comune o i privati cittadini effettuano precise e
dettagliate richieste all'ARPA, che dà priorità di controllo alle
segnalazioni, agli esposti, alle lamentele presentate dai cittadini
residenti in ambienti abitativi o esterni prossimi alla sorgente di
inquinamento acustico per la quale sono effettuati i controlli. Gli
oneri per le attività di vigilanza e controllo effettuate ai sensi
del presente comma sono a carico dell'ARPA.
8. Gli oneri derivanti all'ARPA per l'esecuzione dei rilievi
fonometrici necessari per accertare l'ottemperanza, da parte dei
soggetti titolari di impianti ò infrastrutture, a provvedimenti di
adeguamento delle emissioni sonore emanati dalla amministrazione
comunale, sono a carico dei soggetti titolari degli impianti o
delle infrastrutture. Le tariffe delle prestazioni tecniche di
rilevamento sono indicate nel tariffario delle prestazioni
dell'ARPA.
9. In caso di mancato adempimento entro i termini prescritti da
parte dei comuni a quanto previsto dalla legge, l'assessorato
regionale del territorio ed ambiente nomina un commissario ad acta,
che provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell'incarico.
10. L'assessore regionale per il territorio ed l'ambiente, sentito
l'assessore regionale per l'economia, con apposito decreto da
emanarsi entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della
presente legge:
a) fissa i canoni, anche in deroga ai criteri di cui all'articolo
3 della legge regionale 29 novembre 2005, n 15, tenendo conto delle
diverse caratteristiche ed utilizzi delle aree demaniali marittime;
b) adotta le linee guida, vincolanti per i Comuni, contenenti
limiti, condizioni, prescrizioni nonché la disciplina del diverso
uso delle aree e dei periodi di utilizzo, le ipotesi di revoca,
decadenza e sospensione delle concessioni, le tutele amministrative
o giurisdizionali;
c) redige il bando tipo, secondo principi di trasparenza e
semplificazione, cui i Comuni dovranno attenersi nel rilascio delle
concessioni a terzi, questi ultimi da individuarsi mediante
procedimento ad evidenza pubblica.
11. Nell'ambito delle competenze come sopra conferite, le funzioni
di vigilanza nonché l'applicazione delle relative sanzioni
amministrative sono esercitate dai Comuni ferme restando le
funzioni di polizia marittima disciplinate dal codice della
navigazione e dal relativo regolamento di attuazione.
12. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano
applicazione a favore dei comuni solo a seguito dell'approvazione
del piano previsto dall'articolo 35.
13. Fino al completo adempimento delle disposizioni di cui al
comma 12, resta in vigore la vigente gestione in carico al
dipartimento regionale dell'ambiente».
Si passa all'emendamento 41.38 a firma degli onorevoli D'Asero e
Fontana. Prevede la soppressione dell'articolo 41.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.1 a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.16, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.34, a firma degli onorevoli Assenza,
Falcone, Figuccia.
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.41 a firma degli onorevoli Foti e
Mangiacavallo. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 41.41. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avendo approvato il sostitutivo, decadono o sono assorbiti tutti
gli altri emendamenti e quindi è interamente approvato l'articolo
41. Abbiamo approvato l'articolo, con il vostro emendamento e
quindi è sostitutivo di tutto. Gli emendamenti 41.41 e 41.42 sono
di identico contenuto. E' stato approvato l'emendamento
sostitutivo.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42
Valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni
immobili del
demanio marittimo regionale tramite concessione
1. I beni immobili del demanio regionale marittimo di proprietà
della Regione individuati con decreti dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia nonché con gli Assessori regionali per i beni
culturali e l'identità siciliana e per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea, esclusivamente per i beni immobili
rispettivamente appartenenti al demanio culturale ed al demanio
forestale, che versano in condizioni di precarietà strutturale
possono essere concessi prioritariamente ai comuni o a privati, a
titolo oneroso, per un periodo non superiore a cinquanta anni, ai
fini del risanamento, adeguamento, riqualificazione e riconversione
dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro,
ristrutturazione anche con l'introduzione di nuove destinazioni
d'uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche o
attività di servizio per i cittadini, compatibili con gli utilizzi
del demanio marittimo. Lo svolgimento delle attività economiche è
comunque soggetto al rispetto delle disposizioni contenute nel
codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
2. I beni di cui al comma 1 costituiranno un elenco che sarà
oggetto di pubblicazione nella sezione Amministrazione
trasparente dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente e, contestualmente, trasmesso con gli allegati alla
Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana.
3. Le concessioni di cui al presente articolo sono assegnate con
procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo commisurato
al raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario
dell'iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni.
4. I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni di
cui al presente articolo sono contenuti nei bandi predisposti
dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
prevedendo, in particolare, nel caso di revoca della concessione,
quanto disposto dall'articolo 42 e seguenti del codice della
navigazione.
5. Per il perseguimento delle finalità di valorizzazione e
utilizzazione a fini economici dei beni di cui al presente
articolo, i beni medesimi possono essere affidati a terzi ai sensi
dell'articolo 143 del codice dei contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, in quanto compatibile.
6. I titolari di concessioni in corso di validità, i cui immobili
versano nelle condizioni di cui al presente articolo, hanno diritto
a proporre una modifica della concessione secondo i criteri sopra
previsti con le conseguenti variazioni del rapporto concessorio
sulla base del relativo programma economico-finanziario, purché
entro i limiti della concessione già assentita.
7. I concessionari durante il periodo di esecuzione dei lavori di
recupero, restauro e ristrutturazione nonché per i primi sei anni
di esercizio hanno diritto a richiedere l'applicazione del canone
ricognitorio».
Si passa all'emendamento 42.1, a firma degli onorevli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.9, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.14, a firma degli onorevoli Assenza,
Falcone, Figuccia.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 42.15 è assorbito.
L'emendamento 42.2 è ritirato.
Si passa all'emendamento 42.20, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni e Lombardo. L'emendamento riguarda il parere.
Onorevole Greco, possiamo mantenerlo togliendo la parola
obbligatorio , quindi da intendersi previo parere della
Commissione , non obbligatorio , così evitiamo poi emendamenti ai
sensi dell'articolo 117.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 42.3, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 42.19 è assorbito.
L'emendamento 42.4 è ritirato.
Si passa all'emendamento 42.18, a firma degli onorevoli Lombardo,
Di Mauro ed altri. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 42.11 a firma degli onorevoli Ciancio ed
altri.
CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 42.5, 42.6, 42.12, 42.17, 42.7 e 42.8 sono
ritirati.
Si passa all'emendamento 42.16, a firma dell'onorevole Di Mauro.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 42.23,
di riscrittura, che così recita: I titolari di concessioni licenze
in corso di validità i cui immobili versano nelle condizioni di cui
al presente articolo, hanno diritto a proporre una modifica della
concessione secondo i criteri sopra previsti con le variazioni del
rapporto concessorio da definirsi in apposito contratto sulla base
del programma economico-finanziario ivi compreso il piano di
ammortamento presentato .
Assessore Croce, può spiegarlo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, questo emendamento serve a superare un rilievo che è
stato fatto dal MEF, nel senso che la disciplina comunitaria fa una
distinzione dei titoli concessori tra concessioni licenze e
concessioni contratto.
L'articolo 42 disciplina la valorizzazione dei beni, la
concessione dei beni immobili sul demanio marittimo e all'inizio
diceva che i titolari di concessione, in corso di validità,
presentando un programma economico-finanziario e un piano di
ammortamento, hanno diritto a usufruire di quello previsto
dall'articolo 42 dal comma 1 ovvero della concessione per i 50
anni.
Questa cosa induceva il fatto di volere superare la direttiva
comunitaria del 31 dicembre 2020, la Bolkstein, sembrava che fosse
un articolo per bypassare il termine delle scadenze del 31 dicembre
2020.
Chiariamo soltanto che la scadenza della Bolkstein è sulle
concessioni licenze.
Per usufruire, quindi, di quello previsto dall'articolo 42 il
titolo concessorio deve essere modificato in concessione contratto
che invece non è soggetto alla direttiva comunitaria Bolkstein.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, volevo avere delle assicurazioni da
parte dell'Assessore che questo termine, da noi utilizzato, di
canone ricognitore sia proprio un percorso già fatto.
Significa una rivalutazione dell'introito in maniera significativa
da parte della Regione ma certamente un aggravio di costi da parte
delle imprese.
Non so Assessore se questa cosa è stata approfondita da lei
adeguatamente perché, credo che sia - mi permetto di dire -
considerate che molte sono attività di pochi mesi, inserire un
canone che ha un valore corrispettivo a quella che è l'attività
economica significa un aumento dei costi abbastanza considerevole.
Deve altresì tenersi in conto che si tratta di un'attività che
regge 2-3 mesi l'anno.
La inviterei, pertanto, di fare un'attenta valutazione con gli
uffici, di sospendere questo emendamento.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, credo che la modifica apportata al comma
6 integra quello che contiene al comma 7 che, a mio avviso, per
quanto riguarda il comma 7 era inammissibile, in dipendenza del
fatto che al soggetto concessionario era demandata la possibilità
di potere trasformare e, quindi, determinare il canone ricognitorio
senza ancorarlo però all'investimento.
Ciò, a mio avviso, sarebbe stato troppo comodo, nel senso che
basta fare un investimento di poche migliaia di euro per potere
ottenere il canone ricognitorio.
Ha fatto bene, pertanto, il Governo a presentare l'emendamento
soppressivo del comma 7.
Per quanto riguarda il cosiddetto rapporto concessorio di licenze
che - mi permetto di ricordare - fattispecie introdotta ex novo
dalla dottrina e adesso anche dalla giurisprudenza che evidenzia
come ci sia profonda differenza tra la concessione vera e propria,
quindi il diritto a ottenere la concessione rispetto alla
concessione licenza, dove sostanzialmente viene riconosciuto in
capo al concessionario una certa posizione giuridica da far valere
nei confronti dell'amministrazione e in funzione, ovviamente, del
piano economico-finanziario e qualcuno lo ha chiamato anche piano
di ammortamento. E' ovvio che riconosco la possibilità di poter
calcolare il cosiddetto canone ricognitorio, in proporzione
all'investimento che tu fai, perché se tu fai un investimento di
poco conto e, addirittura, pretendi ed eventualmente ottieni,
laddove in qualche modo è previsto dal comma 7; addirittura, che io
applichi il canone ricognitorio, lo trovo veramente una cosa del
tutto esagerata e inammissibile.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un problema
con il comma 6. Noi introducevamo il limite temporale della
scadenza, ovvero si poteva rimodulare il contratto entro la
scadenza in concessione. Nella riscrittura 42.23, anche se cambiamo
titolare di concessione e licenza, non facciamo nessun riferimento
alla scadenza temporale.
Chiederei che fosse specificato con un subemendamento perché non
vorrei che si creassero situazioni di trattamento diverso, così
come abbiamo discusso in Commissione Bilancio .
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in realtà lo scriviamo, l'avevo
spiegato prima, provo a chiarire meglio.
Sostanzialmente, cambiamo la natura del rapporto concessorio, come
se facciamo una nuova concessione trasformando la concessione
licenza in concessione contratto, che sono due fatti specie di
rapporto concessorio completamente diverse.
Non aveva senso lasciare il limite temporale perché è come se noi
facciamo una nuova concessione trasformandola in concessione
contratto. E' una cosa diversa rispetto alla concessione, in cui
c'è il limite imposto dalla normativa comunitaria che è il 31
dicembre 2020. Per questo è saltato perché abbiamo disciplinato il
nuovo rapporto concessorio. E' scritto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 42.23 del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
soppressivo 42.24, che prevede la soppressione del comma 7.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 42.24. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 42 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43
Disposizioni in materia di risorse
1. I Comuni versano alla Regione i canoni demaniali, di cui alla
lettera a) del comma 10 dell'articolo 41, in misura pari ai canoni
accertati nell'anno 2015 per le concessioni già rilasciate e
trasferite, e nella misura del 25 per cento per le nuove
concessioni, la cui istruttoria è svolta per intero dai Comuni.
Devono intendersi come nuove concessioni quelle rilasciate dai
Comuni a favore di terzi a partire dal trasferimento delle funzioni
di cui all'articolo 41.
2. I Comuni provvedono ad indicare nel bando per l'assegnazione a
terzi il canone base che non potrà essere inferiore a quello
previsto dalla lettera a) del comma 10 dell'articolo 41.
3. L'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 41, con le
modalità di cui al comma l, assicura comunque alla Regione
annualmente, il livello dei canoni riscossi nell'anno 2015 per le
concessioni in corso.
4. Il mancato trasferimento da parte dei Comuni delle somme
annualmente dovute di cui al comma 1, autorizza la Regione ad
operare una compensazione negativa a valere sulla assegnazione
annuale ai Comuni ai sensi dell'articolo 6, comma l, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
5. Ai concessionari del demanio marittimo è consentito il
mantenimento delle strutture balneari per tutto l'anno solare, al
fine di esercitare le attività complementari alla balneazione,
avvalendosi della concessione demaniale in corso di validità
rilasciata per le attività stagionali estive.
6. Ai fini dell'esercizio delle attività di cui al comma 5, i
concessionari sono tenuti a presentare la sola comunicazione di
prosecuzione dell'attività all'autorità concedente con
l'indicazione delle opere e degli impianti da mantenere installati
nonché la richiesta di rideterminazione del canone all'ente
concedente.
7. Sul demanio marittimo della Regione le autorizzazioni
amministrative, le licenze, i nulla osta, il parere igienico-
sanitario, rilasciati dagli enti preposti sul demanio marittimo per
le attività connesse e complementari all'attività balneare, hanno
validità temporale pari a tutto il periodo della concessione
demaniale in essere.
8. La validità delle licenze o delle autorizzazioni amministrative
di cui al comma 7, rilasciate per l'esercizio delle attività
complementari alla balneazione, qualora non si apportino modifiche
alla struttura assentita in concessione, perdurano per tutta la
durata della concessione demaniale anche nel caso di esercizio
stagionale dell'attività che ne comporta il montaggio e lo
smontaggio nel corso dell'anno solare».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati dagli onorevoli
Clemente, Fontana e Greco Giovanni.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri, nel corso
dell'intervento sull'articolo 41, parlando con l'assessore, per il
territorio e l'ambiente, dott. Croce, l'avevo invitato a fare un
distinguo vero tra tutte le attività che sono sorte entro i 150
metri dal mare che hanno prima del 1976 e le attività che sono
sorte dopo.
Ora, a leggere bene il comma 5 dell'articolo 43, capisco che
stiamo provando a fare una sanatoria delle concessioni che si sono
ottenute per la fruizione del mare.
Cercherò di essere chiaro, Assessore. Se la volontà è quella di
permettere ai lidi balneari, che nascono per la diretta fruizione
del mare, di rimanere aperti tutto l'anno, per fare quello che
vogliono, lei deve dire, chiaramente, all'Aula, che ha deciso di
permettere, a chi ha ottenuto una concessione stagionale per un
periodo che va dal 1 di maggio alla fine di ottobre, di stare
aperto tutto l'anno per fare tutto.
Questo lo devo dire perché è chiaro che il comma 5 ha questo fine.
Io, sul punto, vorrei una risposta chiara da parte del Governo.
Faccio un esempio su tutti, Presidente della Regione, faccio un
esempio su tutti. Ci sono una serie di esercizi commerciali, nati
entro la fascia dei 150 metri, che ricevono delle prescrizioni per
l'autorizzazione e per il rilascio delle concessioni che sono
severissime; ci sono, vicini, degli esercizi balneari che nascono
come diretta fruizione del mare che, con questo articolo, possono
rimanere aperti tutto l'anno e fare tutto.
CORDARO. Tutto che vuol dire?
TURANO. Tutto significa che possono trasformarsi in ristoranti,
chiedo scusa, onorevole Di Giacinto, non è una posizione.
Io ho una posizione politica chiara ed è del massimo del rigore
sul demanio marittimo il che significa, per quel che mi riguarda,
che il demanio marittimo deve diventare una fonte di ricchezza per
la Regione e anche per i gestori degli esercizi, però, non si può
chiedere di aprire un esercizio commerciale per la diretta
fruizione del mare, ovvero sia per mettere ombrelloni e sdraio e,
dopo, essere autorizzati a tenerlo tutto l'anno per fare tutte le
attività perché faremmo un danno a tutti quelli che, invece, hanno
ottenuto una regolare concessione e che sono bloccati da più di
quaranta anni.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei che questa questione l'affrontassimo in modo
globale.
Cosa significa? Per legge i Comuni debbono fare il Piano
spiagge ; dentro il Piano spiagge i Comuni non possono
autorizzare interventi dentro aree che sono protette, debbono
assicurarsi, per esempio, che quegli interventi siano compatibili.
Penso, per esempio, a Lampedusa; non si può fare autorizzare
alcuna attività di balneazione all'Isola dei Conigli, mentre si può
fare alla Guiccia e si può fare in altre spiagge.
Andiamo avanti. Penso a delle spiagge dove, per esempio, esistono
i gigli marini, le dune, eccetera.
E' inutile fare ipocrisie; se quella tipologia di spiaggia deve
essere protetta, deve essere protetta tutto l'anno, non è che può
essere protetta per sei mesi l'anno e per sei mesi no Perché è
inutile dire che la proteggiamo per sei mesi e dopo la
distruggiamo Allora, cosa è un ciclo dell'irrazionale
Cominciamo a pensare, invece, che il bello può coincidere col
buono e il buono può coincidere anche con l'utile, perché noi non
possiamo pensare di non avere un immenso patrimonio in Sicilia, con
una possibilità di balneazione che potrebbe essere di 9 mesi per
anno. Per essere chiari, io vado a Lampedusa, e a settembre, con la
spiaggia piena, i turisti si vedono smontare le strutture balneari
E' proponibile pensare che la Sicilia, che dovrebbe competere con
le isole Baleari, debba trovarsi di fronte a queste situazioni?
Io ritengo che la destagionalizzazione sia uno degli elementi più
fortemente innovativi; ovviamente, questo non significa che noi
dobbiamo autorizzare concessioni nelle aree protette e che sono
sottoposte a vincoli, la scommessa si fa nell'approvazione dei
piani spiaggia, che devono essere compatibili col rispetto
dell'ambiente e debbono avere zone dove sia possibile fare
interventi privati destinati alla balneazione e al resto, e zone
che debbano rimanere spiagge libere; è lì la misura, è lì che va
fatto il controllo Ma imporre il gioco dei pazzi, per cui a un
certo punto a maggio si montano le cabine, mentre a settembre si
distruggono, con costi spaventosi, è una cosa che non ha senso
(Proteste dell'onorevole Turano)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle 11.58, è ripresa alle ore 12.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invita a fare un ragionamento
pacato, così da far comprendere qualcosa anche fuori. L'onorevole
Turano sostiene che si tratta di una sanatoria. Il Presidente della
Regione ha spiegato i motivi della permanenza di questo articolo.
Se noi, in maniera garbata, spieghiamo ognuno le nostre posizioni,
poi possiamo procedere con la votazione.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
innanzitutto non posso acconsentire che il collega Turano si
rivolga nei confronti del Governo e nello specifico dell'assessore
Croce con questa terminologia e voglio sapere se parla a titolo
personale o a titolo del partito e della sua maggioranza, perché in
questo caso si apre, francamente, una frattura all'interno del
Governo e della maggioranza.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, la pesca rurale e la pesca
mediterranea. Vorremmo sapere cosa gli ha detto.
CIMINO. Quindi gradisco sapere dal Capogruppo dell'UDC se
condivide questa posizione, ritengo isolata, dell'onorevole Turano.
L'articolo 43 è un articolo che è stato apprezzato dalla
Commissione di merito, è stato apprezzato dalla Commissione
Bilancio e riprende l'intervento che il sottoscritto ha fatto
proprio ieri, complimentandosi con l'assessore Croce, per avere
finalmente voluto chiarire il ruolo che i beni demaniali della
Regione devono potere avere in questa nostra isola.
Leggendo bene l'articolo in questione e nello specifico il comma
5, non si tratta di alcuna sanatoria, ma si tratta, leggendo bene,
della possibilità per le strutture balneari di mantenere la propria
struttura tutto l'anno per attività complementari alla balneazione,
attività complementari alla balneazione. In una Regione come la
Sicilia che ha la fortuna ancora oggi il 25 di febbraio di avere la
possibilità di fare vela, di fare surf, di fare canottaggio, di
vivere le nostre strutture demaniali, non capisco per quale motivo
noi dobbiamo costringere chi svolge anche queste attività sportive,
godendo della natura del nostro territorio, di smontare la
struttura e non poter svolgere queste attività sportive. Vi sono
circoli velici che operano in Sicilia, vi sono circoli di surf, di
canottaggio e noi vogliamo dire che questa è una sanatoria?
E allora, prima di parlare di sanatoria, di utilizzare questi
termini in quest'Aula soltanto per fare demagogia e mistificare la
realtà, io apprezzo l'iniziativa del Governo e queste norme in tema
di demanio stanno qualificando la finanziaria regionale e ha
ragione il Presidente Crocetta quando parla del tema Lampedusa, ma
questo tema riguarda tutte le isole minori e tutta la costa della
nostra Regione.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido
appieno l'intervento che ha fatto il Presidente della Regione e lo
sottoscrivo al 100%. Noi stiamo litigando per il comma 5
dell'articolo 43, quando, nelle leggi già esistenti, è permesso
poterlo fare con dei distinguo nel senso che coloro i quali hanno i
servizi all'interno del lido, possono mantenere la struttura per
tutto l'anno.
Premettendo quello che ha detto il Presidente Crocetta, che tutte
le città balneari dovrebbero essere dotate di strumenti chiamiamoli
urbanistici, dove si decide quello che si può fare e quello che non
si può fare, se è impossibile dare licenze per lidi o non è
possibile, considerato che il demanio viene pagato tutto l'anno,
questa io la ritengo una norma di rilancio dell'economia perché
poter mantenere queste strutture tutto l'anno significa che per
tutto l'anno mantengono una micro economia; non si utilizzeranno
dal punto di vista balneare però già nel turismo, anche
intraregionale, possono essere utilizzati come ristoranti, come
luoghi di ritrovo, quindi mettono in moto una micro economia che in
un momento di ristagno come questo non fa male.
Tenendo sempre presente il fatto che dove ci sono riserve, dove ci
sono paesaggi, è impossibile che vengano creati lidi, ma là dove ci
sono e le condizioni lo permettono, io sono per il fatto che questa
micro economia esista e permette di candidare la Sicilia al turismo
per tutto l'anno perché per il clima che abbiamo lo possiamo fare e
lo dobbiamo fare.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché mi sono tranquillizzato perché fino a poco fa rischiavamo
una crisi di Governo e cadere francamente a mare o sulle spiagge
sarebbe stato un paradosso e mi pare che il clima si è ricomposto e
volevo all'onorevole Turano, garbatamente, esprimere qual è il mio
concetto.
E il concetto parte da un fatto, onorevole Turano, sanatoria è
quando si sana qualcosa che non è previsto, questo già è previsto
nella legge nazionale. Cioè oggi che cosa succede? Gli stabilimenti
balneari montano e smontano la struttura .
TURANO. No, no.
CASCIO Salvatore. Si, montano e smontano la struttura se non hanno
attività di tipo gastronomico o altre. Se hanno solo attività
balneare montano e smontano la struttura e a volte si assiste a un
degrado nelle nostre spiagge di cataste di legno, di cose
abbandonate. Qua si dà la possibilità di essere aperti tutto l'anno
e la voglio tranquillizzare su un punto, se lei legge il comma
successivo, il comma 6, mentre il comma 5 parla di mantenimento, il
comma 6 parla dell'attività di esercizio e dice che verrà
rideterminato il canone nel momento in cui il concessionario dice
che vuole fare attività per tutto l'anno.
Quindi il comma 6 fa chiarezza a quello che dice lei, che non c'è
nessun tentativo ma, alla luce del sole, e può essere invece un
volano di sviluppo per la nostra economia. Non è lei stesso che
dice che questa è la terra del sole e del mare? E lo vuole fare
funzionare solo per 6 mesi? Se abbiamo la possibilità di farla
funzionare per tutto l'anno, perché no?
Quindi, io penso che questo emendamento non solo sia utile ma sia
giustissimo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve perché
i colleghi che mi hanno preceduto hanno già espresso compiutamente
qual è l'orientamento, che ritengo giusto, dell'Aula.
Io francamente mi sono perso le ragioni recondite dell'intervento
del collega Capogruppo dell'UDC che immagino alla fine di questa
seduta uscirà dalla maggioranza avendo, evidentemente, assunto un
atteggiamento sconveniente sotto il profilo formale e assolutamente
incompatibile con il Governo Crocetta sotto il profilo sostanziale.
Se ci fosse ancora la politica io credo che questa seduta dovrebbe
fermarsi per valutare la possibilità, insieme al Presidente della
Regione e ai leaders del secondo partito di maggioranza di
comprendere se ci sono ancora le condizioni per tenere in piedi
questo Governo.
Diceva un mio amico artigiano era proprio la botta del mastro che
ci mancava , caro Presidente Crocetta.
La famosa botta del mastro che questa mattina ha voluto assestare
alla sua maggioranza l'ottimo collega Turano che siccome è un
deputato di lungo corso avrà, ovviamente, delle ragioni politiche
serie per avere detto quello che ha detto, fatto quello che ha
fatto.
Io per quanto mi riguarda non solo dico all'Assessore Croce che di
questo articolo 43, che è uno dei pochi articoli di questa legge
finanziaria che dà una mano ai siciliani, lei non deve toccare
nulla. Ma arrivo a dire che io sono per la liberalizzazione, dodici
mesi all'anno, fermo restando il rispetto delle leggi e il piano
delle spiagge, che siamo pronti ad esitare, perché in una Regione
come la Sicilia nella quale il sole e l'estate c'è per dieci mesi
all'anno, immaginare di mettere balzelli e paletti in un tempo in
cui la crisi economica ha distrutto l'economia delle famiglie, è da
persone che sono fuori dalla realtà.
E allora, io con grande chiarezza dico che desidero votare
l'articolo 43 così come è e vi faccio una condizione al contrario.
Non cambiate questo articolo perché avrete altrimenti il nostro
voto contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono iscritti a
parlare gli onorevoli Sudano, il Presidente Cascio, Rinaldi,
Lentini, Di Giacinto, Fazio, Palmeri, Ciancio, Laccoto e Ragusa.
Se le posizioni sono chiare, sono state esplicitate, io passerei
alla votazione.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 43.17,
che è in distribuzione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico,
solo per dire che già è previsto nella legge il prolungamento a 12
mesi. Non occorre alcuna autorizzazione. La legge oggi prevede, per
coloro che hanno già la concessione trimestrale, di fare una
semplice comunicazione per i 12 mesi. Quindi stiamo parlando di
nulla.
CROCETTA, presidente della Regione. Sono i sindaci a stabilirlo
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 43.11, degli onorevoli
Ciancio ed altri.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io sono disposta a ritirare
l'emendamento, però vorrei capire se, così come ha detto poco fa
l'onorevole Rinaldi, la legge già prevede che le attività possono
stipulare una convenzione per 12 mesi e possono proseguire le
attività collaterali alla balneazione per tutti i 12 mesi con una
comunicazione.
Ma i commi 5 e 6, mi perdoni signor Presidente, non fanno
riferimento al ruolo dei comuni, stanno disponendo in maniera
generale ed astratta. Dico, la legge già lo prevede, non capisco
perché inserire questi altri due commi. Se magari l'assessore ce lo
può spiegare, noi valutiamo se ritirare l'emendamento, altrimenti
non vedo il motivo per lasciare questi due commi.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
di volere dare il mio contributo per tranquillizzare, intanto, il
collega Turano, che ha sposato questa causa, però, da un punto di
vista errato. Mi permetto di dirlo da amico e da collega.
Questa non è una sanatoria, e lo dico da ex assessore per il
territorio e l'ambiente.
Questo articolo 43 è un articolo fortemente atteso dai
concessionari di demanio marittimo, perché consente di mantenere le
strutture, non soltanto edili, ma soprattutto quelle strutture
complementari alla balneazione, che sono tante, dai ristoranti ad
altro, durante i 12 mesi.
Cosa che prima, era sì consentito, ma era quasi sempre, poi, nei
fatti, precluso.
Perché? Perché durante l'inverno, come lei, caro amico Turano sa,
molto spesso ci sono delle mareggiate. Queste mareggiate,
ovviamente, finivano per distruggere le strutture che venivano
utilizzate per le attività complementari. Per cui, se non vi era
una previsione prescritta, così come nell'articolo 5, le
Capitanerie di porto ed i Geni civili, opere marittime, di fatto,
obbligavano a smontare tutto entro il 30 ottobre.
Questa previsione legislativa, coi comma 5 e 6, sottopone sempre
le concessioni demaniali, comunque, ai pareri previsti, cioè
Capitanerie di porto, Genio civile, non sono più le opere marittime
c'è sempre il Genio civile, sovrintendenza più tutte le licenze
commerciali ma, di fatto, lo prevede dando la possibilità prevista
col comma 5 di poterle mantenere 12 mese l'anno.
Ciò significa che i titolari di concessione demaniale per attività
complementari alla balneazione, potranno mantenere 12 mesi l'anno
le strutture montate, tranne i casi evidenti di zone esposte alle
mareggiate ed in quel caso, il Genio civile e, soprattutto, la
Capitaneria di porto, chiaramente, obbligheranno a smontarle ad
ottobre in ogni caso.
E', dunque, una norma che dà una garanzia dal punto di vista del
mantenimento delle strutture. E' una garanzia in termini, anche,
economici: chi deve avere queste strutture, ovviamente deve
assumere delle persone. Il titolo concessorio valido per tutto
l'anno ti dà la possibilità di fare delle assunzioni di personale
sapendo di potere gestire un'attività commerciale per dodici mesi
l'anno.
Sono stato critico sulla materia del demanio all'inizio del mio
intervento ieri perché ritenevo che la riforma del demanio
abbisognasse di una legge organica. Siamo andanti avanti, bene.
Quest'articolo è un articolo ben scritto obiettivamente. Per cui
non mi sembra il caso di andare a cercare il pelo nell'uovo o di
andare a fare delle modifiche soprattutto, quando obiettivamente,
onorevole Turano, non si tratta di una sanatoria, ma si tratta
della possibilità per gli esercenti di potere fare il loro lavoro.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, non mi metta in difficoltà. Lei è
già intervenuto.
TURANO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Quale fatto personale, onorevole Turano? Nessuno l'ha
accusata. Comunque ha la parola.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, dobbiamo
essere chiari, se chiedo di realizzare un esercizio commerciale, un
ristorante, un'attività qualunque entro centocinquanta metri dal
mare o sulla battigia di qualunque spiaggia siciliana, sono certo
di non poterlo fare perché c'è una norma che mi impedisce di fare
questo.
Lo strumento che stiamo per approvare consente, camuffando
l'iniziativa come lido balneare diretto alla libera fruizione del
mare e utilizzando i servizi annessi, di realizzare strutture
precarie che non vengono smontate per legge entro la fascia dei
centocinquanta metri dal mare.
Questa è la verità. Almeno questa è la mia interpretazione e sul
punto, signor Presidente, mi creda non intendo abdicare alla
battaglia che intendo fare.
Detto questo, mi preoccupo di come si voglia pure ritenere tutte
le autorizzazioni che legittimano l'esercizio commerciale valide
tutto l'anno e mi chiedo se ci sono delle autorizzazioni
semplificate. Cercherò di essere ancora più chiaro.
Signor Presidente, un esercizio con l'articolo 43, secondo me,
assessore Croce, stiamo facendo un torto a tutti gli esercizi
commerciali autorizzati prima del 1976, il cui adeguamento per
ottenere la concessione, questo è quello che fanno i suoi uffici, è
rigorosissimo. Allora noi dobbiamo sapere quello che stiamo
facendo.
Credo che consentire l'apertura di strutture precarie per il
diritto alla balneazione è una cosa corretta. Quando si è soli si
fanno delle battaglie, si perde, non succede niente, ma le proprie
idee si manifestano.
PRESIDENTE. Andiamo avanti con la finanziaria, onorevole Turano.
TURANO. Questo è un pezzo della finanziaria importante, signor
Presidente.
Io non ho difficoltà ad annunciare il mio voto favorevole alla
soppressione dei commi 5, 6 e 7 facendo miei gli emendamenti,
perché non li considero corretti e giusti.
PRESIDENTE. Scusate, è giusto che chiarisca un principio. C'era un
lungo elenco di parlamentari che avevano chiesto di intervenire ed
io avevo invitato a non intervenire. Le posizioni d'Aula sono
chiare. Invito i parlamentari a rinunciare, altrimenti debbo
riaprire le iscrizioni, iniziando dall'onorevole Lentini e
dall'onorevole Fazio che si sono di nuovo riproposti. Se le
posizioni sono chiare si vota e andiamo avanti, siamo ancora a un
terzo della finanziaria.
TURANO. Stiamo parlando di una cosa seria.
PRESIDENTE. Lo so che è una cosa seria, ma le posizioni d'Aula
sono chiare. Io chiedo all'onorevole Lentini e all'onorevole Fazio
di rinunciare a intervenire. L'onorevole Sudano ha già rinunciato.
Si passa all'emendamento 43.11, a firma dell'onorevole Ciancio.
CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.3, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri, soppressivo del comma 2.
Assessore Croce, gli Uffici mi evidenziano che con l'approvazione
dell'articolo 41 si modifica pure il secondo comma dell'articolo
43, quindi sarebbe opportuno sopprimere il comma 2.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 43.4, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.5, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.12, degli onorevoli Ciancio ed altri.
CIANCIO. Lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 43.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 43.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 27
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
E' stato presentato l'emendamento 43.17, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 43.6, 43.16, 43.7 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 43.8 a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.13 a firma dell'onorevole Ciancio e
altri, soppressivo del comma 8.
L'onorevole Ciancio lo mantiene.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 43, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44.
Determinazione dei diritti fissi in materia di demanio idrico
fluviale
1. Alla lettera m) del comma 1 dell'articolo 8 della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni, dopo le parole "Demanio idrico" è soppressa la parola
"fluviale".
2. L'assessore regionale per il territorio e l'ambiente di
concerto con l'assessore regionale per l'economia, con proprio
decreto, istituisce e determina la misura dei canoni e dei diritti
fissi per le attività di istituto che l'assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente espleta sul demanio idrico in attuazione
della disposizione normativa di cui al comma 1.
3. Per l'espletamento delle attività di cui alla lettera q
septies) dell'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e di cui al comma 2 dell'articolo 47 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9, così come modificato dall'articolo 8 della legge
regionale 11 agosto 2015, n. 16, gli assessori regionali per il
territorio e l'ambiente e per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea stipulano apposito accordo interassessoriale.
4. Per le finalità di cui al comma 3 è destinato almeno il 10 per
cento delle risorse finanziarie di cui al comma 8 dell'articolo 47
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive
modificazioni ed integrazioni, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2016, 2017 e 2018».
All'articolo 44 sono stati presentati emendamenti.
Onorevoli colleghi, prima di sospendere i lavori per potere
incontrare l'ANCI, vi inviterei a concludere la materia
dell'Assessore Croce.
DI MAURO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
BACCEI, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirare gli
emendamenti a firma del Governo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 44.13, a firma dell'onorevole
Lombardo e altri. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 44, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Art. 45.
Norme in materia di autorizzazione ambientale
1. All'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9, dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti commi:
3 bis. Per il funzionamento della Commissione tecnica di
cui ai commi 1 e 2 e comunque per il pagamento degli oneri
direttamente riferiti alle attività istruttorie previste dal
comma 3 è autorizzata, per il triennio 2016-2018, la spesa
annua di 90 migliaia di euro.
3 ter. La Commissione è composta da trenta commissari
esterni. L'incarico dei componenti della Commissione di cui
al comma 1 è di durata triennale, rinnovabile una sola
volta».
Sono stati presentati emendamenti.
DI MAURO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 45.4, a firma dell'onorevole
Falcone, è improponibile.
FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 45.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 45. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 27
dicembre 1978, n. 71
1. Il primo comma dell'articolo 3 della legge regionale 27
dicembre 1978, n. 71 è sostituito dal seguente:
l. Il progetto di piano regolatore generale e quello di piano
particolareggiato devono essere depositati non oltre il decimo
giorno dalla data della deliberazione di adozione, presso la
segreteria comunale, a libera visione del pubblico, per sessanta
giorni consecutivi. .
2. Dopo il sesto comma dell'articolo 3 della legge regionale 27
dicembre 1978, n. 71 sono aggiunti i seguenti:
6 bis. Considerata la contestuale adozione degli atti di
pianificazione generale ed attuativa e relative varianti e del
rapporto ambientale ex articolo 13 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152 e successive modifiche, in applicazione e con le
modalità previste dall'articolo 39 del decreto legislativo 14 marzo
2013, n. 33 sono sottoposti all'obbligo di pubblicazione gli schemi
di provvedimento, le delibere di adozione o approvazione ed i
relativi allegati tecnici, nonché le informazioni ambientali
richiamate dall'articolo 40 del medesimo decreto legislativo n. 33
del 2013, nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 14 del
citato decreto legislativo n. 152 del 2006.
6 ter. Gli obblighi di pubblicazione di cui al comma 6 bis sono
estesi a tutti i piani e programmi di governo del territorio di
natura urbanistica, e loro varianti, previsti dalla vigente
legislazione, inclusi piani e programmi relativi alla
localizzazione di insediamenti commerciali e grandi strutture di
vendita».
Tutti gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
DI MAURO. Ritiro gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. Anche gli onorevoli Cordaro e Fontana ritirano gli
emendamenti. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 46. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo chiuso la rubrica relativa all'assessore per il territorio
e ambiente, Croce. Assessore, grazie per la sua collaborazione.
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Art. 52
Disposizioni in materia di tassa di circolazione
1. I veicoli ed i motoveicoli, esclusi quelli adibiti ad uso
professionale e/o personale, iscritti ai registri degli enti
certificatori previsti dal D.M. 17 dicembre 2009, pubblicato sul
Supplemento Ordinario n. 55 alla G.U.R.I. n. 65 del 19 Marzo 2010,
appartenenti a proprietari residenti nel territorio siciliano, a
decorrere dall'anno in cui si compie il trentesimo anno dalla loro
costruzione, sono assoggettati, in caso di utilizzazione sulla
pubblica strada, ad una tassa di circolazione forfettaria annua di
euro 25,82 per i veicoli ed euro 10,33 per i motoveicoli. Salvo
prova contraria, i veicoli di cui al primo periodo si considerano
costruiti nell'anno di prima immatricolazione in Italia o in altro
Stato.
2. Gli autoveicoli e i motoveicoli di particolare interesse
storico e collezionistico, esclusi quelli adibiti ad uso
professionale e personale, iscritti ai registri degli Enti
certificatori previsti dal D.M. 17 dicembre 2009, pubblicato sul
Supplemento Ordinario n. 55 alla G.U.R.I. n. 65 del 19 Marzo 2010,
appartenenti a proprietari residenti nel territorio siciliano, a
decorrere dall'anno in cui si compie il ventesimo anno dalla loro
costruzione, sono assoggettati, in caso di utilizzazione sulla
pubblica strada, ad una tassa di circolazione forfettaria annua di
euro 75,00 per gli autoveicoli e di euro 35,00 per i motoveicoli.
3. Si considerano veicoli di particolare interesse storico e
collezionistico:
a) i veicoli costruiti specificamente per le competizioni;
b) i veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica,
anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre;
c) i veicoli i quali, pur non appartenendo alle categorie di cui
alle lettere a) e b), rivestano un particolare interesse storico o
collezionistico in ragione del loro rilievo industriale, sportivo,
estetico o di costume.
4. Gli uffici del dipartimento regionale delle Finanze e del
credito rilasciano, a richiesta, sulla base della attestazione
dell'iscrizione ai registri di cui ai commi l e 2, le relative
autorizzazioni.
5. Per tutto quanto non previsto nel presente articolo si applica
la vigente legislazione in materia.
6. Le disposizioni di cui all'articolo 17, lettera d), del decreto
del Presidente della Repubblica del 5 febbraio 1953, n. 39 trovano
applicazione per gli autoveicoli di proprietà delle associazioni di
volontariato di protezione civile iscritte ai sensi dell'articolo 7
della legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, al registro regionale
delle organizzazioni di volontariato della protezione civile,
utilizzate ad uso esclusivo per le finalità di assistenza sociale,
sanitaria, soccorso, protezione civile».
CORDARO. C'è una riscrittura del mio Gruppo che stiamo valutando
con l'assessore, se potesse accantonarlo un attimo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Presidente della Regione e in mancanza all'assessore per i
trasporti. C'è un problema che sta avvenendo in queste ore: nei
Nebrodi, con la scusa di avere tagliato il 6 per cento alle società
di autolinee, così, senza nessuna autorizzazione, qualche ditta ha
tagliato inopinatamente le corse che raggiungono i paesi montani
senza dare nessun avviso e nessuna richiesta di autorizzazione.
Assessore Baccei, c'è un problema molto serio, in questo momento
molti sindaci hanno fatto un appello al Parlamento e al Governo
regionale per intervenire. Il problema è serio perché se è vero che
vengono tolte le somme pari al 6 per cento per le autolinee non è
consentito motu proprio a queste ditte di interrompere alcuni
servizi essenziali.
Spero che avvenga una trattativa immediata e che vengano diffidate
queste ditte, al fine di evitare che i percorsi anche più
importanti per i paesi montani, possano subire queste interruzioni.
CROCETTA. presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA. presidente della Regione. Signor Presidente, nessuna
ditta concessionaria di autorizzazioni può ritirare motu proprio
servizi essenziali per la popolazione. Questo può essere causa di
revoca della concessione, per cui convocheremo le ditte che hanno
operato in modo arbitrario, unilaterale, per ripristinare il
servizio, altrimenti si procederà alla revoca e la sostituzione
delle linee che sono in concessione a quelle aziende verranno date
ad altre aziende, non esclusa quella pubblica che è l'Ast.
PRESIDENTE. Sono le ore 12.40. Per l'articolo 52 mi hanno chiesto
tempo per delle riscritture, perché ci sono una serie di problemi.
Me lo ha chiesto il Governo, insieme all'onorevole Cordaro,
all'onorevole Cani che aveva un altro emendamento.
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura.
«Art. 53
Terme di Acireale e di Sciacca
1. All'articolo 21 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 è
aggiunto il seguente comma:
2 bis. Nelle more del completamento delle procedure di
liquidazione previste dal comma 1, le società Terme di Acireale
S.p.A. e Terme di Sciacca S.p.A. possono, attraverso gare ad
evidenza pubblica, affidare a soggetti privati la gestione e la
valorizzazione dei complessi cremotermali ed idrominerali esistenti
nel bacino idrotermale di Acireale e di Sciacca, compreso lo
sfruttamento delle acque termali ed idrominerali, nonché le
attività accessorie e complementari».
Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi, a firma degli
onorevoli Falcone, Sammartino, Di Mauro e Clemente.
Li mantenete o li ritirate?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Sammartino, lo
mantiene e lo ritira?
SAMMARTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Di Mauro?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo ritiro,
però, vorrei un chiarimento dall'Assessore.
L'emendamento, che ho condiviso con i colleghi, prevede che una
società in liquidazione, come le Terme di Acireale, possa avviare,
attraverso il Commissario liquidatore, tutte le procedure di bando
per farlo.
L'attuale emendamento, essendo una società in liquidazione, vorrei
capire come, tecnicamente, il Commissario liquidatore può avviare
le procedure di bando di vendita.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
testo del Governo, di fatto, sia stato votato dall'emendamento che
è stato presentato, mi riferisco al 53.7.
Assessore Baccei, mi scusi, rispetto al testo originario, il
Governo, ha presentato un emendamento 53.7.
CROCETTA, presidente della Regione. Lo abbiamo ritirato.
DI MAURO. Lo ritirate? Va bene, se lo ritirate, allora, per quanto
ci riguarda a noi sta bene, è un articolo di buon senso.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, onorevole Sammartino, il tema è questo: noi abbiamo
avuto, sulle Terme di Acireale, una sentenza del Magistrato che ha
stabilito che ha rigettato l'istanza fallimentare.
Avendo rigettato, il Magistrato, l'istanza fallimentare vuol dire
che la Magistratura ritiene che ci possa essere un percorso di
ripresa.
Questa è la questione che noi stiamo affrontando, presenteremo un
piano fatto già per mercoledì prossimo e per venerdì prossimo è già
convocata una Conferenza di servizi specifica sull'argomento;
vorremmo evitare che noi non prendiamo, persino, atto che le
sentenze della Magistratura addirittura siano più garantiste
rispetto a quelle della politica che, in questo caso, registra
positivamente una sentenza.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo la
natura e la ratio dell'articolo 53 sulle Terme di Sciacca e di
Acireale, io mi permetterei di emendare l'articolo soltanto nella
parte iniziale per dare un termine certo nella possibilità di
provvedere alla gara di affidamento, poter dire sono autorizzati,
entro 30 giorni, ad espletare, nelle more delle liquidazioni
perché, purtroppo, in Sicilia, abbiamo avuto problemi che le
liquidazioni sono durate, poi, decenni.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, invece,
Presidente, lascerei le cose così come sono perché mettere questo
limite temporale potrebbe, invece, compromettere l'evoluzione di
tutto l'iter.
Quindi, mi permetto di dire, che così come è concepito, mi pare
assolutamente ragionevole.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non comprendo
l'articolo presentato dal Governo, perchè credo che
FOTI. E' ritirato.
SUDANO. No, l'articolo dell'articolato, perché se le Società sono
messe in liquidazione e ci sono dei commissari, non si comprendono
le scelte che si fanno. Spesso vengono, tra l'altro, messi dei
commissari ad acta che non hanno neanche la forza giuridica e
amministrativa per potere intervenire, quindi, non capisco come
potrebbero procedere con dei bandi ad evidenza pubblica, dato che
possono attivare soltanto l'ordinaria amministrazione.
E' ovvio che, per quanto riguarda il nostro territorio, ci sono le
terme di Acireale, che sicuramente meriterebbero un'attenzione
diversa da parte della Regione, ma non credo che questo si possa
fare con un articolo dove un commissario liquidatore faccia un
bando ad evidenza pubblica senza nessuna scelta da parte di
quest'Assemblea.
Ritengo, quindi, che vada approfondito l'intero articolo, e
magari, Presidente, chiedo se può accantonarlo, per capire meglio
come affrontare la vicenda delle terme di Acireale e di Sciacca.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rispondere alla
richiesta di chiarimenti che è pervenuta da parte di alcuni
colleghi, dal momento che io sono firmatario dell'emendamento.
L'emendamento, così come è stato approvato dalla Commissione, che
non riguarda solo le terme di Acireale, ma come è giusto, riguarda
anche quella di Sciacca, perché le leggi devono rispondere al
principio della generalità e dell'astrattezza, non dà la
possibilità di vendere beni, questo mi pare che sia evidente, dà
soltanto la possibilità, a coloro i quali sono stati nominati dalla
Regione, di potere, attraverso gara ad evidenza pubblica - ripeto,
attraverso gara ad evidenza pubblica - affidare anche a soggetti
privati la gestione e la valorizzazione dei complessi idrominerari
esistenti nei due bacini.
Quindi, nessuna autorizzazione a vendere, nessun intervento che
possa mettere in discussione il patrimonio delle terme di Acireale
e di Sciacca, anche perché, ricordo, su alcuni vi sono degli
usufrutti costituiti all'atto della costituzione della società, di
durata trentennale e, com'è noto, beni soggetti ad usufrutto non
possono essere venduti.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul chiarimento
dato dal Governo, ovviamente sono d'accordo affinché le terme di
Acireale e di Sciacca, dopo tanti anni, possano avere la
possibilità di essere, diciamo, guardate dal mercato.
Però, una precisazione va fatta e la chiedo al Governo. Siccome è
da troppi anni che su questi territori vengono manifestate le
volontà della Regione, attraverso bandi, magari deserti, a volte
attraverso l'inefficienza amministrativa, vorrei che si
introducesse - e lo chiedo anche alla collega che sta per
intervenire - che, entro trenta giorni, nelle more del
completamento della procedura, diamo un tempo certo affinché il
bando venga pubblicato.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma
riguarda le due terme di Sciacca ed Acireale. Assessore, io spero
di potere offrire un piccolo contributo, anche di chiarezza.
Purtroppo, le terme di Sciacca e di Acireale vivono due situazioni
completamente diverse. Questa norma, così come enunciata, è una
norma assolutamente condivisibile dal punto di vista dei buoni
propositi, e nessuno può metterla in discussione. D'altra parte,
altro non fa, che spostare il buon intendimento che abbiamo avuto
quando abbiamo varato la legge del 2010 e davamo la competenza alla
Regione in quanto proprietaria, sostanzialmente, dei complessi di
fare i bandi per affidare la gestione la trasferiamo alla società
in liquidazione.
Questo mi sembra un fatto pratico e concreto, però, non mi pare
che stiamo affrontando il vero problema; io parlo in questo caso,
signor Presidente, soltanto della questione che riguarda le Terme
di Acireale perché quella di Sciacca non la conosco in maniera così
approfondita. Il vero problema sono i debiti che sono in capo alla
società Terme di Acireale. Questi debiti, per quanto possono essere
ristrutturati e rinegoziati attraverso un mandato esplicito, che
secondo me, per legge dobbiamo dare al liquidatore e, per quanto
lui possa riuscire a fare questa azione, dobbiamo scrivere nella
norma che il bando di affidamento della gestione deve prevedere, da
parte di chi subentrerà, utilizzando anche l'usufrutto, estendendo
l'usufrutto e dandolo in concessione anche per novantanove anni,
dobbiamo considerare che deve, chi subentra, pagare questo debito,
altrimenti non ce ne usciamo dal problema che ci ha avvinto in
questi anni.
Presidente, mi ascolti, conosco la questione meglio di lei, la
conosco molto meglio di lei e le assicuro che siccome ci abbiamo
dormito in questi anni noi rischiamo così di non fare un passo
avanti, specifichiamo nella norma che chi viene, chi subentra
altrimenti questa norma non serve a nulla, non raggiungiamo il
risultato. Il proposito è ottimo, lo dico alla collega Foti, ma se
non aggiungiamo questa piccola variazione non raggiungiamo nessun
effetto e rischiamo per altri due-tre anni di impantanarci. Lo dico
come azione costruttiva.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, intervengo perché trovo, invece, la norma scritta dal
Governo sicuramente importante. È importante per un senso: forse
non tutti sanno, o meglio la sanno da un punto di vista economico-
finanziario, la storia delle terme, soprattutto di quelle di
Sciacca, ma non la sanno da un altro punto di vista.
Se non procediamo e non procediamo subito, noi rischiamo di
perdere il patrimonio idrotermale delle Terme di Sciacca, perché
Sciacca ha una sua specificità nel senso che, oltre alle acque e
alle stufe, vi sono i fanghi e i fanghi vanno incontro ad un
fenomeno che si chiama cementificazione. Nel momento in cui i
fanghi per l'inutilizzo cementificano, si perde la vena, si perde
tutto il bacino.
Questo è un problema che è stato sollecitato anche l'anno scorso.
Quindi, il liquidatore, nel momento in cui attiva le procedure, non
fa altro che salvaguardare il patrimonio che, eventualmente, la
Regione deve dismettere, quindi, assolutamente bisogna procedere
con celerità su questa norma.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
mi sembra che stiamo intraprendendo la via giusta perché molti
colleghi, magari non conoscendo le vicende né di Sciacca e neanche
di Acireale, dimenticano che noi abbiamo investito e abbiamo pagato
decine e decine di milioni di euro affinché queste strutture
possano essere acquistate dalla Regione siciliana.
Signor Assessore, non dimentichiamo, se l'onorevole D'Agostino e
l'onorevole Foti, che sono anche loro accesi e conoscono abbastanza
bene la vicenda
PRESIDENTE. Fra cinque minuti dobbiamo chiudere.
VULLO delle terme di Acireale, fra i beni delle Terme di
Acireale, signor assessore, c'è una famosa acqua che è l'acqua
Pozzillo e l'onorevole D'Agostino e l'onorevole Foti, che sono
acesi, ricorderanno benissimo l'importanza e il mercato che aveva
quest'acqua minerale. Non fare nulla, come qualche deputato
sostiene, quello di accantonare questo articolo di legge, mi sembra
inopportuno perché, finalmente, iniziamo una procedura affinché le
Terme di Acireale e le Terme di Sciacca possano intraprendere una
strada che potrebbe essere anche una sorta di privatizzazione od
altro, affinché pare che ci sia la volontà di alcuni imprenditori
affinché le Terme di Acireale e le Terme di Sciacca possano
diventare punto di riferimento anche per per la nostra economia.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vullo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola.
Questo argomento, chiaramente, mi è molto caro. Le parole che hanno
detto i colleghi fanno capire l'amarezza con cui oggi si percepisce
l'abbandono di questa situazione, però, mi pare che il Presidente,
ritirando i propri emendamenti e i colleghi ritirando i propri
soppressivi e, soprattutto, annunciando una Conferenza dei Servizi
a cui saranno invitati, chiaramente, anche le autorità locali e i
soggetti creditori, ci darà la possibilità, anche sistemando alcune
situazioni relative all'usufrutto, alla situazione debitoria che è
stata lasciata così, a briglie sciolte, all'abbandono, di dare
veramente sostanza ad una volontà che l'Aula, che tutti i Gruppi
parlamentari, che l'Assessore al Turismo ed anche nel DEF abbiamo
visto che c'è in inserito il termalismo come una asset strategico
per lo sviluppo del turismo in Sicilia, del turismo sostenibile.
Questa azione, questa norma, tra l'altro, va a rendere chiare
alcune attività che, con grande volontà e abnegazione, stanno
portando avanti gli attuali commissari liquidatori, sia di Sciacca
che di Acireale, che si stanno prodigando alla valutazione degli
immobili, alla alienazione di quello che non è pertinente
all'attività termale, dando risposte alla sensibilità e al bisogno
proprio di quei comuni se non addirittura di intere aree che
godevano di un'economia florida quando queste attività erano
aperte.
Ricordiamoci che il processo di desertificazione delle imprese e
dell'economia collaterale all'attività termale, oggi è un processo
che sta mortificando dei territori. In questo momento, con questa
norma che ricordo, e ringrazio l'onorevole Vinciullo, Presidente
della Commissione Bilancio, che ha avuto la pazienza e la forza di
ascoltare le autorità locali, la società civile, che sono venuti in
Commissione chiedendoci questo articolo, questo, non altri,
chiedendoci di rendere attuale e concreto l'impegno che anche il
Presidente aveva preso e che oggi ha ribadito. Quindi, chiedo che
non venga toccato.
Tutti quanti stiamo assumendo anche un impegno a rendere concrete
le volontà che abbiamo esposto fino a questo momento. Quindi,
chiedo ai colleghi di non subemendare e di dare il via libera a
questo articolo anche perché - e vorrei rispondere alle perplessità
del collega Sammartino - i commissari liquidatori, è vero, non
hanno tra le loro prerogative quella di fare altro che non sia la
liquidazione ma se il bando include la soddisfazione dei creditori
che è una prerogativa dei commissari, con questa norma lo andiamo a
mettere in chiaro perché si potrebbero aprire degli scenari in cui
anche quei piccoli e timidi tentativi di rilancio dell'attività che
si stanno facendo vengano bloccati. Grazie.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, sulle Terme di Sciacca, purtroppo,
discutiamo da decenni in questa Assemblea, però, le chiedo
l'articolo che stiamo per votare prevede, nelle more del
completamento delle procedure di liquidazione previsto dal comma 1,
possiamo con una legge sovrastare delle norme del Codice Civile e
annullarle? Secondo me no.
Quindi, o noi con una norma riprendiamo l'attività normale delle
Terme e, quindi, poi è autorizzata a fare qualsiasi bando pubblico,
o questa norma non serve a niente.
Come lei ben sa, quando una società entra in liquidazione si fa
attraverso un atto pubblico notarile. Questo atto prevede una serie
di norme dove si enunciano tutti i doveri previsti dal liquidatore.
Il liquidatore cosa può fare? Può soltanto amministrare la
straordinaria amministrazione e cioè incamerare tutti i crediti
vantati e pagare tutti i debiti. Questa è la liquidazione. Non può
fare altro e quindi non può svolgere alcuna attività ordinaria.
Se il Governo intende che le Terme di Sciacca e di Acireale
riprendono l'attività normale, deve togliere la liquidazione e,
poi, può bandire tutti i bandi che vuole.
Quindi, ha ragione l'onorevole D'Agostino che dice c'è una buona
volontà , ma ha ragione anche l'onorevole Sudano che dice che
questa norma non vale a niente per i motivi che ho esposto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
vorrei essere sintetica.
Assessore, vorrei solo un chiarimento, l'anno scorso la società
advisor, quindi, Sviluppo Italia, per le Terme di Sciacca, per
l'affidamento, ha presentato un bando, dopo una serie di riunioni.
Ancora, oggi, parliamo di gara ad evidenza pubblica. Come mai?
Perché non è andata avanti?
Era solo per capire visto che, oggi, ci ritroviamo a ripercorrere
quello che già dal punto di vista amministrativo era stato fatto.
Addirittura, mi risulta essere stato tradotto pure in inglese.
Perché tanto lavoro e non è stato pubblicato? Semplicemente, che
l'Assessore risponda perché, caro Presidente, quando approviamo
norme dobbiamo pure capire che c'è stato un iter amministrativo e
ogni anno ripetiamo gli iter amministrativi che restano morti.
Quanto meno, almeno la cognizione di capire che cosa facciamo qui
dentro.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 53.8, a
firma degli onorevoli Sammartino ed altri.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
colleghi, l'onorevole Sammartino, credo, abbia ritirato il suo
emendamento soppressivo e non ha fatto bene perché la soppressione
di questo articolo determinerebbe la condizione perché finalmente
l'Assemblea regionale siciliana affrontasse con compiutezza il
delicato tema delle Terme di Acireale e di Sciacca.
E credo che il Governo avrebbe dovuto dare parere favorevole a
quell'emendamento soppressivo proprio per le cose che ha detto,
opportunamente, il Presidente della Regione quando ha ricordato che
se la sezione commerciale, fallimentare del Tribunale di Catania ha
respinto l'istanza di fallimento, vuol dire che dall'esame degli
atti e delle relazioni in possesso di quella sezione di magistrati
ci sono le condizioni perché le Terme, e qui mi riferisco a quelle
di Acireale - ma credo che la situazione sia perfettamente analoga,
almeno sul punto delle prospettive a quelle di Sciacca -, possano
avere una plausibilità economico-finanziaria. Forzare la norma ed
invadere un campo che non è di competenza della legislazione
regionale, questo sì che bloccherà ancora per mesi e per anni la
vicenda delle due terme di Acireale e di Sciacca.
Vorrei che qualcuno mi spiegasse, e non so chi abbia materialmente
scritto queste norme, che cosa c'entra la modifica degli articoli
2484 e 2486 del Codice civile e se questa Assemblea regionale
siciliana può modificare le norme del Codice civile.
E' stato detto, e lo ribadisco, come si può imporre ad un
commissario liquidatore, che deve gestire la società, ai soli fini
della conservazione e dell'integrità del patrimonio della società,
di fare bandi pubblici per la gestione delle attività connesse alle
due terme, perché di tutto parleremo in questa norma, compreso lo
sfruttamento delle acque termali ed idrotermali, nonché le attività
accessorie e complementari. Come dire: vieni tu privato, e vieni a
gestire mentre io devo liquidare la società e conservare e tutelare
il patrimonio della società, a continuare a gestirlo Per quanto?
Per 9 anni, per 19 anni, per 29 anni, per 99 anni. Mi sembra,
quindi, davvero che questo sia un percorso impossibile, a meno che
non modifichiamo la norma e l'incarico di liquidazione.
La verità è che non andavano, probabilmente, liquidate le società
di capitale, non dimentichiamo che si tratta di società per azioni,
parlo con maggiore cognizione di causa per quella di Acireale,
bisognava riprendere un percorso di buona e corretta gestione, di
investimento e di rilancio di quell'attività, di tutela di quel
patrimonio. Qualora la società dovesse essere rimessa in bonis,
poi, la Regione potrà decidere il percorso futuro.
La norma, quindi, va assolutamente ritirata e questo non significa
rinviare sine die il problema, ma affrontarlo, finalmente, con
cognizione di causa, una volta per tutte.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Semplicemente, per dire che la
norma dice possono , possono attraverso gara ad evidenza pubblica
affidare, quindi, non c'è scritto debbono affidare. Stiamo
mettendo
IOPPOLO. Non lo possono fare
CROCETTA, presidente della Regione. Sto parlando del testo del
Governo che, a mio avviso, va approvato così com'è, dice possono
attraverso non stabilisce, quindi, un percorso.
Perché qual è stato il limite che abbiamo avuto, oggi? Che i
commissari, sulla base di direttive regionali e sulla base della
legge, non potevano procedere, perché si aspettava che lo dovesse
fare la Regione.
La Regione non l'ha fatto per tanti motivi. Ci sono questioni che
riguardano, tra l'altro, la durata della concessione che,
attualmente, scadrebbe tra 18 anni, la necessità che l'affidamento
possa essere per un periodo più lungo. Ci sono, qui, una serie di
questioni tecniche che abbiamo visto stamattina con l'ufficio
legislativo e legale e, già, per venerdì prossimo è convocato
l'incontro per stabilire come procedere. Vi chiedo, cortesemente,
di non creare problemi rispetto alla gestione di una questione che
è già difficile, perché il percorso è incardinato e prevede di
approvare la norma così com'è.
MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le chiedo di intervenire brevemente
perché abbiamo l'incontro con l'ANCI che già aspetta in Sala
gialla.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, chiedo a chi ha presentato
l'emendamento 53.8 di ritirarlo. In pratica, l'articolo di cui
stiamo discutendo, è un articolo che viene alla fine di un percorso
che ha visto, praticamente, impegnati buona parte dei deputati
agrigentini nella questione relativa alle Terme di Sciacca e non in
quella di Acireale.
Capisco che la questione, alla fine, riguardi anche Acireale e
venga sottoposta all'attenzione di tutti come questione collettiva
ma, di fatto l'articolo 53 serve al commissario liquidatore delle
Terme di Sciacca per fare un bando di affidamento della struttura,
dello stabilimento e dell'albergo delle terme nel periodo
dell'estate 2016, e servirà per un anno, due anni, non per un
periodo superiore. Non capisco qual è il problema dei colleghi di
Acireale, della zona di Catania e se è un problema quello che
abbiamo visto essere rappresentato, chiedo eventualmente di
stralciare le posizioni di Acireale e di Sciacca, e lasciare
soltanto Sciacca nell'articolo 53.
PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Mangiacavallo,
onorevole Vinciullo, la rivolgo all'onorevole Sammartino che ha
posto il problema. L'onorevole Mangiacavallo ha chiesto di ritirare
l'emendamento 53.8. Lo mantiene, come Commissione?
SAMMARTINO. A nome della Commissione, mantengo l'emendamento 53.8.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 53.8?
CROCETTA, presidente della Regione. Siamo favorevoli ad indicare
un termine però il possono è un entrare troppo in una questione
gestionale che va stabilita sulla base dei criteri di economicità
ed altro. Vi invito a mettere un termine.
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, lo mantiene o lo ritira?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente, la Commissione sta valutando se ritirarlo.
CROCETTA, presidente della Regione Questo emendamento causa
complicazioni in Aula. Se alla fine non dobbiamo fare nulla Lo so
che l'ottimo è nemico del bene. Invece, di sperare nell'ottimo
almeno raggiungiamo il medio.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Ritiro l'emendamento 53.8.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 53. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'Aula è sospesa per riprendere alle ore 16.00. Invito i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'assessore Baccei, l'assessore
Lantieri a venire in Sala Gialla per l'incontro con l'ANCI.
(La seduta, sospesa alle ore 13.13, è ripresa alle ore 16.24)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Dina.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Emanuele Dipasquale, con nota prot. n.
1706/SG.LEG.PG. del 19 febbraio 2016, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 1161 Istituzione
dell'Autorità portuale regionale (ASPOR) ;
- l'onorevole Vincenzo Fontana, con nota prot. n. 1741/SG.LEG.PG.
del 22 febbraio 2016, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 976 Istituzione della figura professionale di
biologo junior ex articolo 31, comma 2, del decreto del Presidente
della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328. Norme per la spendibilità
del titolo di laurea in scienze biologiche ex decreto 509/1999 e
delle competenze professionali all'interno del territorio
regionale .
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta ed è stato assegnata alla
competente Commissione la seguente richiesta di parere:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Legge regionale n. 24/2015 art. 1, comma 3 - Trasmissione schema
di decreto presidenziale di disciplina delle modalità operative per
l'accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'IRCCS Centro Neurolesi
Bonino Pulejo di Messina (n. 73/VI).
Pervenuto in data 23 febbraio 2016.
Inviato in data 23 febbraio 2016.
Comunicazione parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Aggiornamento Piano regionale delle bonifiche. (n. 66/IV).
Reso in data 9 febbraio 2016.
Inviato in data 11 febbraio 2016.
Comunicazione di costituzione dell'Ufficio di Presidenza
della Commissione parlamentare speciale Statuto'
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 2 del 23 febbraio 2016
la Commissione parlamentare speciale Statuto' ha proceduto alla
costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così composto:
- Presidente: on. Antonino D'Asero;
- Vicepresidenti: on. Filippo Panarello;
on. Riccardo Savona.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei disegni di
legge n. 1132/A e nn. 1133- 1155/A
Invito i componenti la Commissione a prendere posto nell'apposito
banco.
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55
Fondo unico IRCAC e fondo di rotazione CRIAS
1. Per le finalità di cui alla lettera b) del comma 2
dell'articolo 1 della legge regionale 5 luglio 2004, n. 10, e
successive modifiche ed integrazioni, per l'incremento del fondo
unico costituito presso l'istituto regionale per il credito alla
cooperazione (IRCAC), ai sensi dell'articolo 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6, per l'esercizio finanziario 2016 è
stanziata la somma di 10.000 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui all'articolo 39 della legge regionale 18
febbraio 1986, n. 3, per l'incremento del fondo di rotazione della
CRIAS, per l'esercizio finanziario 2016 è stanziata la somma di
10.000 migliaia di euro.
3. La copertura finanziaria dei commi 1 e 2 è a valere sul Terzo
ambito di intervento - Piano di cambiamento del documento di
programmazione finanziaria del Piano di azione e Coesione (PAC)
2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE n.
10/2015, per azioni di sostegno e di sistema alle strategie sociali
ed alle politiche inclusive nonché per fronteggiare eventi
straordinari».
All'articolo 55 sono stati presentati degli emendamenti
soppressivi.
GRECO. Li ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 55.2 a firma Di Mauro.
DI MAURO. E' ritirato
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 55.8
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questo articolo fatto in Commissione mira a rafforzare il credito
nei confronti delle cooperative e degli artigiani.
Sapete che negli anni scorsi abbiamo tolto dal Fondo delle risorse
e quindi parzialmente le recuperiamo reinserendo delle risorse nel
Fondo sia dell'IRCAC che della CRIAS, ricordando che in questo
momento la CRIAS, cioè il credito per gli artigiani, riesce ad
erogare somme dopo 14 mesi. Significa che facciamo fallire le
imprese artigiane e poi gli diamo i soldi.
Con questi 10 milioni di euro, quindi, andiamo a colmare un
piccolo .. e quindi recuperiamo la tempistica e la stessa cosa
facciamo con IRCAC.
Chiedo che vengano votati gli emendamenti 55.6 e 55.7 che sono
uguali di fatto. Si tratta di un fatto tecnico perché questo così
come era riformulato l'articolo andava in un Fondo di rotazione
vincolato, così va, invece, nel Fondo unico dell'IRCAC.
PRESIDENTE. Il 55.5.
DI GIACINTO. Il 55.6 ed il 55.7 sono uguali. Infatti, va nel Fondo
unico dell'IRCAC, mentre così com'è scritto c'è qualche problema
che va su un fondo vincolato non per tutte le cooperative.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio
voto favorevole all'articolo 55 che ridà risorse al fondo unico
per l'IRCAC e al fondo unico per la CRIAS.
Nello stesso tempo, però, vorrei poter sollecitare il Governo
a definire la costituzione dei Consigli di amministrazione.
Ritengo che sia presso l'IRCAC che presso la CRIAS si dia voce sia
alle associazioni del mondo cooperativistico, sia alle associazioni
del mondo dell'artigianato e mantenere i commissariamenti non è una
buona pratica di buona amministrazione.
Quindi, se il Governo dando queste risorse che ne determinano il
potenziamento per l'attività, ed è una cosa sicuramente da
apprezzare, deve allo stesso tempo creare le condizioni perché
questi Consigli di amministrazione si possano finalmente definire
ed eliminare la precarietà dei Commissari.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, come ricordava l'onorevole Di Giacinto, la
Commissione Bilancio ha dato particolare importanza a questo
tema, tanto è vero che ha recepito un emendamento a firma dello
stesso onorevole Di Giacinto, poi fatto proprio da tutti i
componenti della Commissione, perché abbiamo voluto raccogliere le
istanze che provengono dal mondo del lavoro e le preoccupazioni
tante volte espresse in Commissione Bilancio da chi è venuto a
denunciare il fatto che con più di un anno di ritardo si riesce a
ottenere il contributo richiesto, che poi non è un contributo a
fondo perduto, stiamo attenti, perché trattasi di un fondo unico,
di un fondo di rotazione.
Di conseguenza, la Commissione dà parere favorevole allo
stanziamento di questi 10 milioni per l'IRCAC e 10 milioni per la
CRIAS.
Nello stesso tempo, Presidente, le vorrei poi sollecitare, quando
verrà il momento, l'approvazione di un articolo dove si risolve il
problema sollevato dall'onorevole Cimino, nel senso che troppo
tempo i commissari durano in carica e da troppo tempo.
Con la norma che abbiamo voluto approvare in Commissione
Bilancio il mandato del Commissario dura soltanto 90 giorni ed
entro 90 giorni il Governo deve dare vita e istituire gli organi
che legittimamente sono chiamati a svolgere le funzioni presso
tutti gli enti, associazioni controllate a qualsiasi titolo da
parte della Regione.
LACCOTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LACCOTO. Signor Presidente, intervengo come Presidente della
Commissione Attività produttive per sostenere questo articolo con
l'incremento del fondo.
Colgo l'occasione anche per rappresentare, mi dispiace che non ci
sia l'Assessore alle attività produttive, perché abbiamo già
esaminato in Commissione una situazione particolare della CRIAS per
quanto riguarda i redditi e le somme che non sono state
praticamente recepite.
Colgo l'occasione ancora per far sì che il Governo possa
presentare un emendamento al fine di potere controllare, da parte
del Governo, le spese legali, perché oggi avviene che le spese
legali vengono deliberate dai dirigenti senza che possano essere
controllate dal Governo e, quindi, dal Parlamento.
Ho chiesto una relazione dettagliata su quelle che sono le somme
dei dirigenti, le spese legali che sono state effettuate negli
ultimi tre anni e la giustificazione di queste spese legali.
Siamo nella situazione in cui la CRIAS deve recuperare un Fondo di
100 milioni di euro e non sappiamo a che cosa sono servite le spese
legali fin qui sostenute che sono parecchie migliaia o centinaia di
migliaia di euro.
Quindi, io ritengo che, al di là di questo articolo, senza
affrettare il problema che si vedrà dopo nell'ambito del
commissariamento o 90 o 120 giorni si vedrà, bisognerà mettere pure
un articolo come Governo perché finisca l'autonomia di queste
partecipate che non rendicontano assolutamente né le spese legali
né la situazione dei dirigenti finanziari, non so se mi segue
l'assessore Baccei in assenza dell'Assessore per le attività
produttive. Ritengo che vada messa nell'articolato una norma che dà
la possibilità al Governo di fare, o preventivo o subito, il
controllo di queste spese legali, di queste attività, non dico ma
il controllo degli incarichi legali.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessori,
intanto, vorrei fare un appello anche al Governo.
L'articolo 55 non è un articolo che può essere licenziato come un
articolo normale. L'articolo 55 è un articolo che parla dello
sviluppo che, in una finanziaria in cui tutti, ormai, hanno
compreso che non ha nulla di crescita, che non ha nulla di
sviluppo, l'articolo 55, lo dicevamo con l'onorevole Di Giacinto in
Commissione, è una delle pochissime norme che potrebbe dare un
input ad un'economia ormai depressa.
Io le chiedo, signor Presidente, se possiamo accantonarlo. Perché?
C'è un motivo, in questo emendamento del Governo dovevano arrivare
le norme per la Crias, le norme che non ci sono, le norme che
dicevano dobbiamo introdurre, dobbiamo reintrodurre le agevolazioni
per gli artigiani che volessero ristrutturare il proprio
laboratorio, l'acquisto di nuove attrezzature, di nuovi macchinari,
quella norma che prevedeva un prestito a tasso agevolato per il 75
per cento.
Allora, io dico, siccome stiamo riformulando, se per un attimo
anziché avere la foga di correre perché dobbiamo arrivare, facciamo
un altro articolo, l'articolo 52, 53 ad esempio, quelli che sono,
come dire, meno importanti. Questo articolo ha delle ricadute
finanziarie non indifferenti.
Io la prego, presidente Ardizzone, sospendiamo un attimo su questo
articolo, accantoniamolo anche perché dovrei fare un subemendamento
che diventa utile e che, tra l'altro, l'assessore per le attività
produttive pare che avesse anche condiviso con l'istituto Crias.
Per cui, io chiedo fermiamoci un attimo su questo articolo,
facciamo un subemendamento e cerchiamo così almeno alle realtà
produttive dell'isola di dare una boccata di ossigeno.
PRESIDENTE. Va bene, è accantonato. Però, avevo chiesto all'Aula
ed alla Commissione se eravamo pronti a votare. Stasera dobbiamo
uscire fuori con un bel po' di articoli.
CORDARO. Fatto il subemendamento si vota
PRESIDENTE. Sì, d'accordo. Pensavo che fosse già stato fatto
questo lavoro.
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«Art. 56
Interventi finanziari in favore delle Università degli Studi di
Palermo, Catania e Messina
1. Al fine di favorire il diritto allo studio e l'ammodernamento
delle Università degli Studi di Palermo, Catania e Messina, una
quota parte dei fondi PAC 2014-2020, in misura non inferiore a 3
milioni di euro, è destinata in parti uguali a ciascuna delle
predette Università».
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
perfettamente d'accordo con gli obiettivi dell'articolo 56. Segnalo
un elemento di criticità, perché? Nei bandi che sta facendo
l'assessorato per circa 20 milioni di euro sui dottorati di ricerca
e sulle facoltà di medicina, sulle specializzazioni in medicina,
abbiamo dovuto tenere conto che in Sicilia il Crus è formato da 4
università, 3 pubbliche ed una privata, diciamo riconosciuta.
Allora, chiedo che si possa o incrementare di un ulteriore milione
di euro la somma prevista, se questo è tecnicamente possibile, ed
inserire Enna o, se non si dovesse poter fare, piuttosto che fare
bloccare poi da una modalità di infrazione comunitaria, inserire
già adesso con un emendamento la facoltà di Enna.
Vi posso garantire che stiamo procedendo così nei due bandi
importanti che hanno un'importante dotazione finanziaria: 10
milioni di euro per i dottorati e 10 milioni di euro per gli
specializzandi, sono riservati a quattro università siciliane
perché il sistema universitario riconosciuto è costituito da
quattro università.
Allora, propongo l'una o l'altra soluzione. Se c'è la possibilità
di prelevare un ulteriore milione di euro dal fondo PAC, da cui
sono prelevati, incrementiamo di un milione euro e inseriamo Enna,
altrimenti in ogni caso bisogna inserire Enna per evitare di
bloccare tre milioni di euro che ci vengono contestati.
PRESIDENTE. Questo emendamento è firmato da lei, assessore
Marziano?
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. No, so che c'era un emendamento firmato da un
capogruppo.
PRESIDENTE. Quindi, l'Assessore sta dicendo che questo articolo 56
se non inseriamo anche l'università privata di Enna sostanzialmente
diventa... perché manca un soggetto. Però chi mi dice che c'è il
milione per il PAC? Altrimenti rimane tre milioni.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che sia un
emendamento di buonsenso quello che è stato presentato dal Governo
e da alcuni capigruppo dell'Aula. Penso, Presidente, che sia tra
l'altro un emendamento necessario affinché queste somme vengano
erogate alle università di Palermo, Catania, Messina ed Enna;
quindi, condizione necessaria affinché questi fondi PAC vengano
erogati. Ecco perché innanzitutto vi è l'apprezzamento da parte del
sottoscritto e penso anche dei colleghi del Gruppo Movimento per
l'Autonomia.
Ne approfitto anche perché l'assessore Marziano ha fatto un cenno
anche alla vicenda in generale dell'utilizzo dei fondi comunitari
in merito alla possibilità, paventata e che anche l'assessore
Marziano ha più volte confermato, di poter finalmente erogare e
stabilire nuove borse di specializzazione per quello che riguarda
l'area medica in Sicilia.
Assessore, io vorrei delle rassicurazioni da lei, anche perché
come sa bene la legge n. 33/94, che istituiva delle borse regionali
per l'area medica delle università di Palermo, Catania e Messina,
purtroppo per mancanza di fondi ormai ha visto erose il numero di
borse di studio di medicina.
So che, anche grazie alla programmazione del fondo sociale, lei e
il suo assessorato si sta adoperando affinché vi sia una
redistribuzione di queste risorse per favorire il diritto allo
studio su diverse aree di formazione, specialistica e non, di
questa Regione.
Come lei anche saprà assessore, io sono stato firmatario insieme
anche ad altri colleghi, di un emendamento che prevedeva la
possibilità di rimpinguare proprio le somme di quella legge, però
data la disponibilità che il suo assessorato ha fornito per
prevedere e dirottare queste risorse all'interno della
programmazione europea, questo emendamento è stato ritirato.
Quindi, vorrei da lei assessore delle rassicurazioni anche in
merito alle borse di specializzazione di area medica, stante
l'apprezzamento di questo emendamento da lei presentato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, solo per dirle che l'emendamento da me
presentato originariamente in Commissione Bilancio prevedeva
anche l'università di Enna, con la motivazione data dall'assessore
Marziano. solo per confermarle questo, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, per quanto riguarda il milione in
più PAC?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Cosa dice il Governo?
PRESIDENTE. Assessore Baccei, c'è questo emendamento che allarga
all'università di Enna. L'Assessore Marziano sostiene che è cosa
giusta ed opportuna, altrimenti bloccherebbe il sistema PAC in
generale. E se è possibile prevedere un milione in più sui fondi
PAC.
BACCEI, assessore per l'economia. Se sono fondi PAC devo
verificare con il direttore alla programmazione.
PRESIDENTE. L'emendamento dice sostituire la cifra tre milioni
di euro con la cifra quattro milioni di euro , dopo le parole
Palermo, Catania e Messina aggiungere Enna .
In subordine l'Assessore Marziano dice se non è possibile mettere
il milione in più inseriamo Enna e comunque c'è una ripartizione
tre milioni di euro. Però, mi devono dare la copertura. Qualcuno me
lo deve dire.
CIANCIO. Un milione da dove lo prendiamo?
PRESIDENTE. Lo sto chiedendo espressamente.
Scusate, però se non c'è copertura sugli emendamenti sarò
costretto a renderli tutti inammissibili.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione sarebbe dell'idea di aggiungere Enna e poi quando
l'Assessore Baccei ha un quadro più chiaro di quelli che sono i
fondi a disposizione, può procedere.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.47, è ripresa alle ore 16.49)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, c'è copertura finanziaria sul
subemendamento 56.3.1.?
BACCEI, assessore per l'economia. Sì, ovviamente si è preso
oggetto alle procedure e facciamo tre più uno e mettiamo Enna.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Assessore, quanto abbiamo a disposizione nei fondi PAC?
Dobbiamo avere un quadro chiaro su questa vicenda. Si era già
chiuso con le università a tre milioni, ora ci sono i consorzi
universitari che vogliono altre risorse.
PRESIDENTE. Da parte, posso dire del Governo, Assessore Marziano?
Porta la firma dell'onorevole Falcone, il Governo la sottoscrive e
Marziano. L'Assessore Baccei sostiene che c'è la copertura
finanziaria. L'Aula può votare a favore o contro.
Il parere della Commissione sull'emendamento 56.3.1?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 56.3.1
PRESIDENTE. Essendo al richiesta appoggiata a termini di
Regolamenti, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 56.3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 11
Contrari 52
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 56.1.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 56.2.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 56.3.
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 56. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Federico e Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
1132/A e nn. 1133-1155/A
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, possiamo ritornare all'articolo 55?
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
preannunciare la presentazione di un subemendamento nei confronti
della CRIAS, che riassetti, all'interno del Fondo unico ex articolo
64 della legge regionale n. 6/97, tanti piccoli fondi. Questo
servirà per semplificare le procedure della CRIAS e l'erogazione
dei fondi. Sta per essere presentato questo subemendamento.
PRESIDENTE. Non siamo pronti sull'articolo 55.
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Art. 57
Provvidenze in favore delle imprese agricole danneggiate
dagli eventi atmosferici del 10 ottobre 2015
1. L'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediten-anea è autorizzato ad erogare per l'esercizio
finanziario 2016 la somma 500 migliaia di euro alle imprese
agricole che hanno subito gravi danni agli impianti di serricoltura
a seguito dagli eventi atmosferici verificatisi il 10 ottobre 2015
nei territori dei comuni di Licata, Naro, Canicattì, Campobello di
Licata e Ravanusa della provincia di Agrigento, dichiarati
eccezionali con decreto del Ministro per le politiche agricole
alimentali e forestali del 24 dicembre 2015».
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 57
chiedo l'accantonamento perché desidero che sia presente il
Presidente della Regione che agli agricoltori di Licata, di Palma
di Montechiaro, di Ravanusa aveva assicurato un impegno del Governo
e penso che l'assessore Baccei sarà d'accordo ad accantonare questo
articolo.
Considerato che i 500 mila euro sono una somma irrisoria, dando
atto che è già avvenuta la declaratoria il 24 di dicembre, sarebbe
opportuno, in uno dei territori più importante dal punto di vista
della serricoltura siciliana che fosse presente il Presidente della
Regione che tanto su questa cosa ha detto ed impegni precisi ha
preso.
Per cui, se l'assessore Baccei è d'accordo, chiederei di
accantonare perché comunque ci sono degli emendamenti che
impinguano il capitolo che è esiguo rispetto al fabbisogno
accertato dagli uffici periferici dell'assessorato
dell'agricoltura.
Assessore Baccei, è d'accordo ad accantonarlo?
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per ricollegarmi a
quanto ha detto l'onorevole Panepinto, mi permetto di fare una
proposta.
Considerato che è stato dichiarato lo stato di calamità e
considerato che le risorse che potranno arrivare dallo Stato,
purtroppo, passerà parecchio tempo, noi potremmo eventualmente
anticipare le somme con i fondi FESR, quindi, con i fondi della
Comunità europea e, quindi, noi potremmo, attraverso i fondi FESR,
fare un'anticipazione per quanto riguarda i danni che ha subito la
serricoltura di Licata.
Tra l'altro, si tratta di danni ingenti e certamente non sono i
500 milioni di euro che possono in qualche modo risolvere il
problema.
Peraltro, abbiamo anche incluso Naro, Ravanusa, Campobello,
Canicattì, Palma di Montechiaro, per cui sarebbero tanti comuni
che, in effetti, hanno anche purtroppo avuto dei danni, ma i danni
più grossi sono stati registrati dal comune di Licata e tutti gli
imprenditori di Licata sono veramente in grande ansia per conoscere
quali provvedimenti lo Stato e la Regione possono garantire per
ristorare un tantino quelli che sono i danni che loro hanno subito.
Ed allora, direi, se fosse possibile, procedere ad una
anticipazione delle somme attraverso i fondi FESR. Vorrei sapere se
l'Assessore per l'agricoltura è d'accordo e se questa procedura può
essere una procedura possibile.
PRESIDENTE. Intanto, c'è una richiesta di accantonamento
dell'articolo 57.
L'Assessore intanto se può rispondere all'onorevole Fontana e,
poi, passiamo, in attesa che arrivi il Presidente della Regione,
all'articolo 58.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho
capito bene, dovremmo accantonare quest'articolo.
E' evidente che sia l'articolo 57 che l'articolo 58,
l'accertamento dei danni subìti dagli agricoltori è molto maggiore
rispetto alla capienza che qui di copertura stiamo facendo.
In particolare, vorrei ricordare che nel corso del 2015 c'era un
fondo che era destinato, mi si dice, a Pachino, di circa 5 milioni
di euro che sono stati, invece, 3 milioni dirottati per il
finanziamento del fondo per il lavoro forestale. Quindi, ad oggi,
con le due previsioni finanziarie, rispetto alla consistenza
finanziaria non rispondono interamente alla richiesta fatta dagli
agricoltori.
Voglio aggiungere che non è prevedibile che dal Governo nazionale
arrivino risorse pari all'ammontare dei danni subiti dagli
agricoltori.
Quindi, se dobbiamo rimborsare tutto o in parte i danni subiti,
dobbiamo sapere che dobbiamo usare il bilancio della Regione, non
ci sono né anticipazioni perché il PSR, che tra l'altro si sta
avviando in queste ore, non potrà che disciplinare per quanto
riguarda i danni le attività successive all'approvazione dello
stesso, e quindi non possiamo certamente utilizzare il PSR 2014-
2020 che si avvia nel 2016 per attività che sono intervenute nel
corso degli anni precedenti.
Quindi, quella non è una strada che tecnicamente si potrà
utilizzare, sono d'accordo a sospendere la trattazione per
verificare se, quanto meno, si possano ripristinare le risorse che
sono state dal fondo per Pachino sottratte nella precedente
variazione di bilancio.
Questa è la situazione. E' chiaro che sulla base delle risorse, si
distribuiranno quelle che ci saranno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
(Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone)
PRESIDENTE. C'è un a richiesta di accantonamento dell'articolo 57
da parte dell'onorevole Panepinto e dell'articolo 58 da parte del
Governo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare su questa vicenda.
PRESIDENTE. Lei deve dare una mano nella qualità di Presidente
della Commissione, onorevole Vinciullo. Se gli emendamenti sono
accantonati è inutile aprire il dibattito, quando verrà il
Presidente della Regione, di cui è stata chiesta la presenza,
andremo avanti.
Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei replicare
all'assessore Cracolici.
Presidente, le chiedo di prestare attenzione perché questa vicenda
la riguarderà.
Intendevo replicare all'assessore Cracolici in maniera tale che
andiamo a gestire questa vicenda sul giusto e doveroso canale.
A dicembre del 2014 come ad ottobre e a novembre, vi sono stati un
a serie di danni; questi danni, per quanto riguarda la provincia di
Siracusa, sono stati quantificati in circa 6 milioni di euro.
E'stata pure impegnata la somma traendola da 499 del '99. Dopo di
che, nel mese di ottobre del 2015, da parte del suo predecessore,
ci fu detto: non possiamo impegnare queste risorse per destinarle
agli agricoltori di Pachino e Porto Palo perché non abbiamo ancora
la graduatoria pronta e perché non abbiamo definito il percorso.
C'è una possibilità che queste risorse vengano perdute. Allora per
evitare di perderle le possiamo utilizzare per pagare i forestali?
Io dissi che ero d'accordo ad una condizione, e cioè che sia
l'Assemblea regionale ad approvare un ordine del giorno con il
quale si impegna il Governo a rimettere nel capitolo - assessore
Cracolici - 8 milioni e 800 mila euro perché non solo abbiamo tolto
le risorse per Pachino e Porto Palo, ma abbiamo pure tolto le
risorse destinate all'acquisto della nafta per gli agricoltori
tanto è vero che quest'anno agli agricoltori non abbiamo potuto
dare questo contributo. Il tutto è stato racchiuso nell'ordine del
giorno n. 506 del 29 ottobre che è stato accolto dal Governo e che
è stato approvato da questa Assemblea.
Quindi noi non abbiamo con l'articolo 57 e 58 la stessa cosa,
parliamo di due casi diversi non perché successi in tempi diversi e
in province diverse, ma perché su un primo caso, cioè quello della
provincia di Ragusa e di Agrigento ancora devono essere
quantificati i danni e, invece, per quanto riguarda la provincia di
Siracusa i danni erano stati quantificati, erano state stanziate le
somme ed erano state già pure impegnate per cui, Presidente, chiedo
che la vicenda dell'articolo 58, che può essere anche accantonato,
venga però discussa avendo sempre accanto l'ordine del giorno n.
506, che invito gli Uffici a distribuire ai colleghi in maniera
tale che sappiamo di che cosa stiamo parlando e quali sono stati
gli impegni che questa Assemblea ha assunto. Erano risorse già
destinate che il Governo nazionale aveva dato già a Pachino e a
Portopalo, e abbiamo detto di utilizzarle per altre finalità per
evitare di perderle.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 48, precedentemente
accantonato.
Si passa all'emendamento 48.1, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.4, degli onorevoli Clemente ed altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.6, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.5, degli onorevoli Zito ed altri,
interamente sostitutivo dell'articolo 48.
ZITO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questo
emendamento potrebbe anche essere separato in due parti, cioè il
comma 1 e poi i commi 2 e 3. La riscrittura che cosa prevede?
Intanto che un membro sia esterno e due siano interni ma i commi 2
e 3 intervengono anche in maniera quindi sulla parte finanziaria
sui compensi che vengono dati ai componenti dell'Eurega che in
questo momento per gara prendono 10 mila euro, possono arrivare ad
un compenso di 10 mila euro più Iva e invece gli interni possono
avere dei rimborsi, se non ricordo male, fino a 5 mila euro, invece
queste cifre passano a 4 mila e a 2 mila euro però il gettone
rimane sempre di 300 euro a presenza, quindi che cosa vuol dire?
Che il tetto massimo viene raggiunto prima Quindi in massimo in
tredici, quattordici sedute si chiude il tetto massimo per una gara
e potrebbe avere sia un risparmio economico che un risparmio di
tempo quindi io vorrei anche un parere separato sul comma 1 e sui
commi 2 e 3 se è possibile da parte dell'assessore.
PRESIDENTE. Lei chiede la votazione per parti separate. Il parere
del Governo sul comma 1?
PISTORIO, assessore alle Infrastrutture e mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 17.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 48.5.
Onorevoli colleghi, l'onorevole Zito ha chiesto il parere per
parti separati. In effetti, la votazione per parti separate in
questo caso non è possibile perché l'emendamento è interamente
sostitutivo. Per cui faremo una sola votazione, il parere dovrà
essere unico.
Se facciamo un dibattito pacato, può essere che alla fine troviamo
una conclusione. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, il parere è contrario in ambedue le
parti, anche se la votazione sarà unica, perché l'emendamento
sostitutivo vanifica la finalità della norma che prevede una
diversa funzionalità delle commissioni, oggi scarsamente
funzionante, eliminando questo rito della rotazione tra diverse
realtà territoriali per una presunta garanzia di trasparenza che è
data, invece, dalle regole e dai comportamenti non per pateticità
delle commissioni.
Per quanto riguarda la parte economica, io comprendo che il
Movimento Cinque Stelle ha fatto della questione delle
remunerazioni dei gettoni una battaglia di principio, ma io ritengo
che le prestazioni, soprattutto di qualità professionale elevata
vadano remunerate per il giusto.
Rifuggo da modelli pauperistici che non riconoscono la competenza
e la professionalità dei componenti e anche accorciare i tempi in
modo forzoso non è una garanzia di efficienza né di trasparenza.
Quindi il parere è motivatamente contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 48.5.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 48.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'emendamento preme il pulsante verde; chi vota contro preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 22
Contrari 36
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 48.2, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 48.10 è precluso. L'emendamento 48.7 è decaduto.
Si passa all'emendamento 48.9, degli onorevoli Turano ed altri.
TURANO. Lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.3, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 48.8, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, l'abrogazione del comma 22,
dell'articolo 9 della legge12/2011 prevede semplicemente la
abrogazione dell'indennità di funzione per chi partecipa all'UREGA,
perché l'UREGA è un organo importante che, però, nel tempo non ha
dato la necessaria rotazione, quindi chi per 10 anni si occupa di
fare gare d'appalto potrebbe, dico potrebbe perché il condizionale
in questo caso è d'obbligo, in qualche modo, abituarsi ad un certo
trattamento economico.
Siccome non è mai stata prevista una rotazione obbligatoria,
crediamo, in questo caso, che forse l'indennità di funzione vada
eliminata.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Ovviamente contrario. E' impensabile gestire gare d'appalto in modo
gratuito, è una aberrazione giuridica.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 48.11 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 48. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 49, precedentemente
accantonato.
Si passa all'emendamento 49.1, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.10, degli onorevoli Clemente ed altri.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.15, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.2, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.3, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.4, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.18 I parte, degli onorevoli Cimino ed
altri.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la serietà e
l'opportunità di questo articolo sui parcheggi di interscambio va
estesa anche a quelle città che hanno porti di interesse nazionale
e hanno situazioni analoghe sebbene non siano città metropolitane o
città come Palermo e Catania che possono, di fatto, andare incontro
ad iniziative favorevoli come questo articolo 49.
Di fatto, l'emendamento apre e da la possibilità di collegare la
tematica dei parcheggi in interscambio anche per le realtà portuali
di interesse nazionale che esistono in Sicilia.
PRESIDENTE. Chiedo un intervento da parte dell'assessore. Al comma
5 c'è scritto: Al finanziamento dei parcheggi di interscambio in
favore dei comuni individuati al comma 3, si provvede mediante
l'utilizzo delle somme, accertate e riproducibili, rispettivamente
attribuite agli articoli 3 e 6 della legge 24 marzo 1989, n. 122 al
netto degli impegni assunti . Si tratterebbe della legge Tognoli,
probabilmente quindi inammissibile da un punto di vista
finanziario?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si,
perché amplia la gamma, non amplia le risorse. Il punto è questo:
io non ho nulla in contrario all'emendamento Cimino, ma ho la
sensazione che la fattispecie dei comuni superiori ai 30.000
abitanti ricomprende quasi certamente i Comuni del piano della
portualità, per cui è una aggiunta e comunque aggiungo viste le
ragioni che lei propone anche se ve ne fosse qualcuno sotto soglia
secondo me dobbiamo ricomprenderlo è una attività accettabile che
si connette a un'attività specifica la portualità.
Quindi il parere è favorevole.
MILLAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente non parlo da due giorni e già
è un successo.
Vorrei rivolgermi all'Assessore Pistorio e mi spiace che avete già
congedato l'Assessore Croce.
Leggendo il comma 1 di questo articolo 49, sorrido se penso al
fatto che a Palermo non si apre il cantiere della metropolitana
automatica leggera, un'opera che vale circa un miliardo di euro in
coofinanziamento, circa cinquecento, seicento milioni che
metterebbe lo Stato, trecento milioni li metterebbe la Regione,
duecento milioni il Comune di Palermo attraverso la capacità di
accensione mutui e la parte che non riuscirebbe a coprire sarebbe
concessa mediante finanza di progetto. Tutto questo che vi ho
elencato traducetelo se fosse una scienza politica un effetto
moltiplicatorio si dice in economia, chi meglio di me, forse ci
sono qua tanti giuristi, io questa cosa l'ho particolarmente
approfondita, e la cosa che spiace tutto questo con il nostro
amatissimo Sindaco che con Delrio lanciano il patto per Palermo, è
una legge che non esiste. C'è il patto per il Sud e la
metropolitana automatica leggera si ferma, lui arriva a Palermo e
dice che porta trecento milioni ma in verità se ne fa rubare
trecento dallo Stato e tutta questa cosa non si concretizza perché
il parere VIA, cioè la valutazione impatto ambientale, è superato
dal parere DAS; sia il Comune che la Regione si dimenticano che
questo parere lo deve dare il MATTANAS, assessore, cioè il
Ministero per l'ambiente attraverso lo Sblocco Italia.
Un signore che sta a Roma e che si chiama Renzi fa lo Sblocco
Italia appunto per dare ossigeno all'economia e il Comune e la
Regione sa cosa fanno, assessore? Si iscrivono perché ci vuole un
milione per questa valutazione impatto ambientale, e mi parlate di
parcheggi, di interscambio che è acqua fresca, mentre la Sicilia
muore di fame, un opera che sarebbe cantierabile in un anno,
raccontiamo la storiella di altri tram, quindi altri ZTL perché
tutti i tram di Italia perdono, perdono perché i tram non hanno i
tornelli, invece le metropolitane su 27 mila di passeggeri
segnerebbero 27 milioni di biglietti, e quindi si potrebbe mettere
in piedi un piano di ammortamento in una città come Palermo che è
capoluogo della Sicilia.
Giocate voi con il Sindaco Orlando a scrivervi da un anno sul
parere VIA e l'opera lentamente morirà e parlate di parcheggi di
interscambio? Ma fate ridere, mettete un milione ora per dare il
parere VIA e fare partire la metropolitana automatica leggera di
Palermo.
Io questo articolo non lo voterò favorevolmente e presenterò anche
un emendamento. Ma a chi prendete in giro? Portate avanti questo ed
è lavoro concreto per tutto l'indotto, e lei non rida, onorevole
Cracolici, perché io voterò per i forestali, però qua parliamo
sempre di forestali e di PIP, li dobbiamo garantire - lei sa io
sono sempre al suo fianco - però quando legiferiamo senza impegno
di spesa qualcuno dice che facciamo cose incostituzionali, quando
siamo chiamati a spendere un milione per aprire un cantiere
importantissimo perché questo è il vero mezzo di collegamento senza
impatto ambientale, sotto traccia. Ma a Palermo ci sono siti
archeologici. Tutte le grandi città del mondo hanno siti
archeologici e solo Palermo che fa parte, subisce questo giochetto
fra il Ministro e il Sindaco Orlando. Quindi, io dico che sarebbe
veramente un colpo di remi fermarsi e trovare il milione per
finanziare la valutazione impatto ambientale e fare partire da qui
a un anno, un anno e mezzo la metropolitana automatica leggera di
Palermo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo per oggi gli onorevoli Germanà e
Musumeci.
L'Assemblea ne prende atto.
e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, l'onorevole Milazzo mi pare che ha sollevato,
anche se in modo sotterraneo, a dire il vero, il rischio che
l'approvazione di questo emendamento potesse portare ad una
diminuzione dei contributi per le città metropolitane.
Allora, voglio rassicurare tutti i deputati delle città
metropolitane. L'approvazione dell'emendamento dell'onorevole
Cimino non comporta una perdita di risorse per le città
metropolitane. La legge Tognoli, perché di questo stiamo parlando,
stanziò 102 milioni di euro per la Sicilia. Di questi 102 milioni
di euro, 90 andranno a Messina, Catania e Palermo, ne rimangono 12.
L'aggiunta di questo emendamento non cambia nulla, perché parla di
città sede di porto che hanno più di trentamila abitanti.
Bene, stiamo parlando di Porto Empedocle e di Augusta, che
comunque entrerebbero lo stesso nel finanziamento perché sia Porto
Empedocle che Augusta hanno una popolazione superiore a 35 mila
abitanti. E' un modo, da parte dell'assessore Cimino, ed io
sottoscrivo questo emendamento, di ribadire l'attenzione che la
Sicilia deve avere nelle città che sono sedi di porto. Quindi nulla
togliamo alle città metropolitane, nulla togliamo alle altre città,
perché il limite diciamo di abitanti per poter accedere a questo
contributo era di 30 mila abitanti e Porto Empedocle ed Augusta,
comunque, entravano all'interno di questo finanziamento.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, Quando
in Commissione abbiamo discusso su questa norma che riguarda i
parcheggi di interscambio, io ho avuto modo di chiedere se era
possibile presentare degli emendamenti. Mi è stato detto che,
siccome si tratta di una norma che è residuata dalla legge Tognoli;
io quando Tognoli era ministro delle infrastrutture ero giovane
socialista di 17 anni, voglio dire. Abbiamo scoperto che c'erano
milioni di euro messi di lato che non sono stati spesi in tutti
questi anni. Mi è stato detto che dovevamo attenerci
scrupolosamente a quella che era la legge, per cui non capisco
adesso perché stiamo cominciando ad uscire emendamenti che, come
dire, non hanno nulla a che vedere con la legge. La legge è chiara,
la legge dice quali sono le città che possono usufruire di questi
parcheggi di interscambio, io mi auguro che le città che potranno
usufruirne saranno nelle condizioni, dopo 25 anni, di presentare
progetti che siano coerenti con quello che la legge dice. Per cui
non cominciamo ad uscire cose: i porti, Porto Empedocle, ecc.
Queste sono città superiori a 30 mila abitanti, quindi rientrano
nel dettato della legge per cui io assolutamente contrario a questi
emendamenti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io già
in Commissione Bilancio avevo sollevato il problema e cerco di
riprodurre qui in maniera veloce qual'è il mio pensiero sulla
materia. Se il Governo, per riempire una finanziaria che non ha
grandi contenuti, anzi che non ha nessun contenuto vero, cerca di
mettere in circolazione comunque delle somme per dare l'impressione
che dà una svolta all'economia, riprendere come in questo caso una
norma dell'88, la legge Tognoli, prevista e già in ritardo allora
nell'88, nella previsione delle infrastrutture al servizio della
città. Ma già allora era una norma che era in ritardo, pensare di
riproporla oggi, quando sappiamo in quali e quante difficoltà di
carenza di risorse si dibatte la nostra terra e le città, in
particolare, per cose che sono essenziali. Quindi, non è che noi
facciamo una cortesia a qualcuno riproponendo questa norma.
Noi, sostanzialmente, nella migliore delle ipotesi, costruiremo
qualche opera che non servirà a niente, nella peggiore delle
ipotesi continueremo a non utilizzare queste somme così come è
stato nel passato.
Allora, cosa propongo io, assessore? So che lei è uno che cerca di
aprirsi e di vedere ogni possibilità di portare in porto una
soluzione se è giusta. Ci sarebbe la possibilità di ottenere a
livello nazionale una modifica per quanto riguarda, chiamiamolo
aggiornamento di quella legge, per quanto riguarda l'utilizzo alla
luce delle nuove esigenze? Perché, per esempio, per i Comuni di 30
mila abitanti ha senso prevedere la possibilità di costruire
parcheggi di interscambio laddove non c'è metropolitana, laddove
non ci sono linee di autobus, laddove non ci sono treni che possono
essere interpretati.... in superfici con stazioni intermedie? Che
senso ha? Nessuno.
Potremmo costruire qualche parcheggio nella periferia di queste
città sopra i 30 mila abitanti, che saranno lasciati lì nel più
grande e totale abbandono.
Avrebbe molto senso poter utilizzare queste preziose risorse se,
magari, sei mesi dopo, nella prossima variazione di bilancio, se
l'assessore, che ritengo persona valida in questo senso, riesce a
farsi autorizzare dal Parlamento, nel senso con una modifica della
Tognoli che autorizzi le opere che, invece, sarebbero
indispensabili sulla viabilità per le nostre città, ritengo che
faremmo una cosa molto ma molto più consona e molto più conducente
a raggiungere, poi, gli obiettivi di rendere e di fare cose utili.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 49.18, I
parte?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 49.12. E' precluso, essendo stato
sostituito interamente il comma 3.
Onorevole Di Mauro, ritira gli emendamenti 49.5, 49.6, 49.7 e
49.11 a sua firma?
DI MAURO. Li ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.18, II parte, a firma Cimino.
CIMINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.13, degli onorevoli Zito ed altri, che
è precluso.
Si passa all'emendamento 49.17, a firma Turano e Cani.
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.8, a firma Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.16, a firma La Rocca ed altri.
LA ROCCA Claudia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA Claudia. Signor Presidente, assessore, è un emendamento
molto semplice. Al comma 7, diciamo che possono accedere ai
finanziamenti i Comuni che hanno presentato il piano urbano del
traffico e il piano urbano dei parcheggi.
Chiedo semplicemente di inserire anche il piano urbano per la
mobilità, perché è un altro strumento, tra l'altro previsto
dall'articolo 22 della legge 340/2000, e che, anzi, a differenza
del piano del traffico, ha una visione più ampia della mobilità nei
Comuni.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, signori deputati, il parere è favorevole perché è
giusta la ratio della norma e, se avessimo messo come unico
riferimento, avrebbe avuto un carattere un po' più stringente
perché non tutti i Comuni sono dotati di questo piano ma, in
aggiunta, come strumento ulteriore, è validissimo.
Onorevole Formica, lei è stato molto generoso con me e ha troppa
fiducia in me, ma io prendermi la responsabilità di non fare questa
norma che, comunque, mette in circuito 120 milioni di euro,
sperando che il Governo nazionale me ne faccia una con la quale
rende queste risorse flessibili per interventi, magari, più
adattabili, preferisco attivare queste risorse che per la parte
preponderante vanno nelle aree urbane delle città metropolitane in
cui le politiche del traffico dell'interscambio hanno una loro
possibilità. E' una risorsa in più che vogliamo attivare.
Grazie per la fiducia ma non sono così bravo da ottenere questo da
Roma, meglio l'uovo oggi che la gallina domani .
PRESIDENTE. Il parere del Governo, quindi, è favorevole. Il parere
della Commissione?
VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 49.9 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 49.18, III parte, a firma degli onorevole
Cimino ed altri.
CIMINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 49.14 a firma degli onorevoli Zito ed altri è
precluso.
Pongo in votazione l'articolo 49, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Art. 50
Trasporto isole minori e trasporto ferroviario
l. Alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 12 è aggiunto il
seguente articolo:
Art. 7 bis
Trasporto isole minori
1. In conformità a quanto disposto dalla presente legge, i servizi
di trasporto dei passeggeri tra la Sicilia e le isole minori e tra
di esse possono essere espletati anche con mezzi alternativi a
quelli marittimi. .
2. Il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 9 agosto 2002,
n. 12 è soppresso.
3. La dotazione finanziaria prevista dall'articolo 26 della legge
regionael 7 maggio 2015, n. 9 è incrementata di 7.000 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2016.
4. Al fine di assumere l'onere dell'Iva sui corrispettivi dovuti a
Trenitalia S.p.A. per l'esercizio dei servizi di trasporto
ferroviario regionale, è autorizzata la spesa di 8.366 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2016 e di 11.154 migliaia di euro
per ciascuno degli esercizi finanziari 2017 e 2018».
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, signori deputati, è stato presentato dall'Assessore al
Bilancio un subemendamento a questo articolo perché c'è un tema che
è molto rilevante. Abbiamo avuto in Commissione di merito, in
Commissione Bilancio, l'approvazione del finanziamento di sette
milioni di euro per il Fondo sulle Isole minori, indispensabile a
poter celebrare le gare quinquennali sui servizi aggiunti per il
trasporto marittimo sulle Isole minori.
Solo che l'appostamento per il 2016 non è sufficiente in quanto
rimarrebbe scoperto il 2017 e non possiamo bandire una gara con
un'annualità non coperta. Stiamo cercando di rinvenire una
soluzione razionale di buon senso che intendiamo proporre
all'Aula,.
Quindi, chiedo di accantonare questo articolo e di riprenderlo
appena l'emendamento sarà definito per ritornare sull'argomento.
Grazie.
PRESIDENTE. L'articolo 50 è accantonato.
Per quanto riguarda l'articolo 51, la competenza è dell'Assessore
Lo Bello che è assente. Chiedo al Governo se possiamo andare avanti
su questo articolo. Non dovrebbe comportare problemi.
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51
Misure in materia di impianti di distribuzione di
carburanti
1. La parola concessione contenuta nella legge regionale 5
agosto 1982, n. 97 e successive modifiche ed integrazioni, è
sostituita dalla parola autorizzazione .
2. Le parole Assessorato regionale dell'Industria contenute
nella legge regionale 5 agosto 1982, n. 97 e successive modifiche
ed integrazioni, sono sostituite dalle parole "assessorato
regionale delle attività produttive".
3. Fermo restando le disposizioni attuative previste dalla legge
regionale 5 agosto 1982, n. 97 e successive modifiche ed
integrazioni l'assessore regionale per le attività produttive,
entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, emana le disposizioni finalizzate alla semplificazione ed
alle sanzioni dei procedimenti amministrativi in materia.
4. In materia di impianti di distribuzione carburanti ubicati
sulla reta autostradale e sui raccordi autostradali trovano
applicazione le disposizioni nazionali e regionali di settore.
5. Per quanto non previsto dalle disposizioni regionali di
settore, trovano applicazione le relative disposizioni nazionali.
6. I titolari di depositi commerciali di oli minerali non possono
esercitare, come attività accessoria, l'immissione diretta del
carburante nei serbatoi degli automezzi. Il divieto di cui al
presente comma non trova applicazione nel caso di rifornimento
delle macchine agricole strumentali all'agricoltura».
Si passa all'emendamento 51.1 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. E' ritirato.
DI MAURO. No, non è ritirato. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, non è ritirato perché mi sembra una
dei commi inutili. Io credo che da questo articolo bisognerebbe
salvare soltanto il comma 2 e il comma 5. Il resto sono commi che
trascrivere in una legge non ha alcun significato perché la parola
concessione con una autorizzazione o quella del comma 3 e comma 4
mi sembrano ultronei rispetto alla necessità di fare con legge una
norma di questo tipo.
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo 51 in attesa che
arrivi l'Assessore Lo Bello.
Assessore Cracolici, lei si offre per qualche norma visto che è
presente. Dica lei da dove riprendere.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. L'articolo 55 si può trattare.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55
Fondo unico IRCAC e fondo di rotazione CRIAS
1. Per le finalità di cui alla lettera b) del comma 2
dell'articolo 1 della legge regionale 5 luglio 2004, n. 10, e
successive modifiche ed integrazioni, per l'incremento del fondo
unico costituito presso l'istituto regionale per il credito alla
cooperazione (IRCAC), ai sensi dell'articolo 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6, per l'esercizio finanziario 2016 è
stanziata la somma di 10.000 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui all'articolo 39 della legge regionale 18
febbraio 1986, n. 3, per l'incremento del fondo di rotazione della
CRIAS, per l'esercizio finanziario 2016 è stanziata la somma di
10.000 migliaia di euro.
3. La copertura finanziaria dei commi 1 e 2 è a valere sul Terzo
ambito di intervento - Piano di cambiamento del documento di
programmazione finanziaria del Piano di azione e Coesione (PAC)
2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE n.
10/2015, per azioni di sostegno e di sistema alle strategie sociali
ed alle politiche inclusive nonché per fronteggiare eventi
straordinari».
All'articolo 55 l'onorevole Falcone ha presentato un
subemendamento al suo emendamento. E' un subemendamento con sei
commi.
Onorevole Falcone, però, lei mi aveva detto che era un piccolo
subemendamento.
FALCONE. E' esemplificativo. Non ha costi.
PRESIDENTE. Aspettiamo l'assessore per le attività produttive, Lo
Bello.
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura.
«Art. 60
Attività di valorizzazione dei beni immobili
1. Le attività inerenti la valorizzazione di beni immobili di
proprietà della Regione e degli enti vigilati e finanziati possono
essere realizzate anche mediante affidamenti in regime di house
providing a società totalmente partecipate dalla Regione già
costituite.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per il triennio
2016-2018 la spesa annua di 1.500 migliaia di euro».
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vorrei spiegare che cos'è questo articolo.
Sostanzialmente, la SPI è una società che è andata in liquidazione
nella quale è stata interrotta la liquidazione.
Il fatto è che non ha più commesse perché non ne può più avere in
quanto non è una società in house. Per quell'attività, quindi, o si
danno ad una società in house o si fa una gara.
Una delle soluzioni potrebbe essere affidare la commessa ad
un'altra società in house della Regione e fare, con questa nuova
società, un contratto di servizi che è di circa 500 mila euro
l'anno che servirebbe a pagare le persone che attualmente fanno
quell'attività che dovrebbero transitare attraverso l'albo e,
comunque, serve a pagare un numero di persone uguale a quello che
fa l'attività oggi.
Pertanto, facendo cadere questo emendamento, stiamo togliendo la
possibilità di pagare degli stipendi a delle persone che farebbero
l'attività di gestione immobiliare, per essere chiari.
Quindi, sono soldi per gli stipendi delle persone che dovrebbero
fare l'attività di gestione immobiliare che, fino ad ieri, ha fatto
SPI.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli deputati, assessore Baccei
vorrei un chiarimento.
Nell'articolo voi parlate di società totalmente partecipate dalla
Regione già costituite , nell'emendamento aggiungete a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione .
In teoria, in questa potrebbe entrare anche la stessa SPI.
Quindi, io vorrei chiarito qual è l'intento del Governo nei
confronti della SPI che, a nostro avviso, dovrebbe essere chiusa e,
poi, quale sarebbe questa società già costituita che si farà carico
della valorizzazione del patrimonio immobiliare più questo
personale a cui faceva riferimento.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato
affrontato in Commissione questo tema ed io ricordo che avevo
suggerito e credo bene anche che sia stato presentato un
emendamento che regolamentava il tema di questo personale perchè,
signor Presidente, assessore Baccei, noi abbiamo una serie di
persone che sono state indirizzate in un contenitore rispetto al
quale alcuni sono andati a lavorare, non so qual è stato il
criterio che è stato utilizzato, ed altri ancora sono inseriti in
questa legge.
Avevo suggerito in Commissione che il Governo presentasse un
emendamento affinché l'avvio, il transito di queste persone sia
fatto attraverso un processo di evidenza, cioè un concorso interno,
riservato alle persone che sono state impegnate nelle società in
cui la Regione aveva una quota parte che sono state eliminate, mi
riferisco al CIAM, mi riferisco alla SPI, mi riferisco agli altri
in maniera tale che alla figura può partecipare un soggetto che
abbia titoli e si possano evitare anche, mi permetto dire,
indicazioni di carattere personale di Tizio o di Caio. Se, quindi,
a questo sistema si aggiunge un emendamento di questo tenore da
parte del Governo credo che tutti possiamo stare tranquilli perché
avverrà un selezione secondo competenze, capacità, e
professionalità.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sul comma del Governo, prima di tutto SPI non può essere
perché si aggancia a quello che dice il comma 1 che è in housing.
SPI non è in house perché ha una partecipazione di un soggetto
esterno, quindi, non può essere SPI. Relativamente alla richiesta
dell'onorevole Di Mauro, sono favorevole perché la logica è
assolutamente quella che dicevo io.
DI MAURO. Ne abbiamo già parlato.
BACCEI, assessore per l'economia. Sì, non mi ricordo se la legge
regionale quella che regolamenta i passaggi dall'albo delle
partecipate, lo prevede già, se no lo prevede lo aggiungiamo. Sono
d'accordo, onorevole Di Mauro. Cioè, le società devono fare
richiesta di competenze. Possiamo fare una cosa trasparente.
Personalmente sono d'accordo.
DI MAURO. Se lo aggiungiamo siamo tutti contenti. Si fa un bando
riservato.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si rischia di fare
confusione. Apprezzo l'intervento dell'onorevole La Rocca Claudia e
direi che, nel momento in cui la Commissione Bilancio , di fatto,
ha ascoltato anche le sigle sindacali di questi lavoratori che
hanno avuto negli anni una missione specifica di specializzazione
per la valorizzazione dei beni immobili della Regione, nel momento
in cui l'assessorato dell'economia decide di porre in liquidazione
il rapporto con la SPI, la mission di questa forza lavoro, che è
già specializzata, l'assessore Baccei ritiene di trasferirla,
giustamente, ad una società a capitale... Ma voglio dirle,
assessore, noi rischiamo di fare confusione rispetto alle
specializzazioni ed il lavoro che ciascun operatore nelle diverse
società ha svolto.
Direi, ma per quale motivo non diciamo chiaramente che questo
personale va a svolgere presso la SAS, che è la società che mi pare
si individua in questo articolo, la missione di valorizzazione del
patrimonio della Regione? In modo tale che, di fatto, noi non
perdiamo quelle professionalità già acquisite, manteniamo i livelli
occupazionali come, di fatto, l'amministrazione ha fatto in questi
anni, dando alla SPI un nuovo ramo di azienda, dando alla SAS un
nuovo ramo d'azienda e, di fatto, proseguire quella mission di
valorizzare i beni immobili della Regione.
Facendo ciò che, invece, vuole fare l'onorevole Di Mauro, noi
creiamo l'ampliamento del callderone ma la mission della
valorizzazione dei beni immobili non sarà delegata a chi già negli
anni ha operato in questo settore ma si amplia la platea e si
rischia soltanto confusione.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
rinnovo la domanda della collega, alla quale non abbiamo avuto
risposta. Sarò semplice, la collega ha chiesto di capire
effettivamente quello che c'è scritto. Qua si parla di società
totalmente partecipate della Regione già costituite.
Siccome noi ne abbiamo salvate 11 questo Governo e lei avete già
individuato tra queste 11 qualcuna che si occuperà di questo o già
costituite' significa che si tratta di qualcun'altra? Dico di quali
società già costituite'stiamo parlando?
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, dobbiamo
chiarire alcune cose. Poco fa l'assessore ha dichiarato che la SPI
non è una società in housing, quindi non potrebbe svolgere questo
servizio ma, successivamente, lo stesso Governo presenta un
emendamento dove indica a totale o maggioritaria partecipata,
quindi, significa che ci potrebbe essere anche una società privata
perché se è maggioritaria significa che ci sono altri privati che
compongono questa società.
Ma la cosa che mi interessa di più, se l'Assessore mi ascolta, il
Presidente e l'onorevole Di Mauro...
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, onorevole D'Agostino e onorevole
Cimino, evitiamo di interloquire con il Governo mentre parlano i
colleghi.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 17.,52 è ripresa alle ore 17.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Rinaldi, continui il suo intervento.
RINALDI. Se l'Assessore mi presta un momento di attenzione, ripeto
quello che ho detto poco fa.
(Brusìo in Aula)
Quando finiranno di parlare poi mi faranno un cenno Vogliamo fare
una riunione privata?
PRESIDENTE. Non si può andare avanti così, c'è il collega che sta
parlando. O il Governo interloquisce con il deputato...
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.55, è ripresa alle ore 17.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i parlamentari ad allontanarsi dai banchi del
Governo. Invito gli assistenti parlamentari ad invitare i deputati,
anche per il futuro, quando l'Aula non è sospesa, a sedere al loro
posto. Grazie.
Gradirei che gli assistenti parlamentari evitino, per quanto
possibile, di fare avvicinare i deputati al banco del Governo
mentre gli altri colleghi parlano dal podio.
Prego, onorevole Rinaldi, continui il suo intervento.
RINALDI. Signor Presidente, la ringrazio. Ripeto quello che avevo
detto poc'anzi. Poco fa una collega aveva chiesto, visto che c'è un
articolo che prevede che si possa realizzare questo servizio anche
mediante affidamento in regime in house, con le società a totale
partecipazione da parte della Regione siciliana, c'è un emendamento
successivo del Governo che sostiene a totale o a maggioritaria
partecipazione . Quindi, se noi diciamo anche maggioritaria ,
significa che c'è un altro socio.
Assessore, su quello che sto dicendo desidero una risposta. Lei
poc'anzi a una domanda della collega, che le chiedeva se la SPI
poteva svolgere questo servizio visto che era a partecipazione
della Regione siciliana, ha risposto che deve essere totalmente
partecipata dalla Regione ma c'è un suo emendamento successivo che
sostiene a totale o maggioritaria partecipazione , quindi, se è
maggioritaria significa che ci possono essere anche altri soci,
pertanto, delle due - come dice un amico mio la luna -, o diciamo
che può farlo oppure diciamo una cosa diversa in questi due
emendamenti presentati.
Questo è l'uno ma, poi, le chiedo anche un'altra cosa: due anni fa
abbiamo approvato una legge nella quale si istituiva un albo che
comprendeva tutti i ragazzi fuoriusciti dalle società partecipate.
Avevamo preso un impegno - o perlomeno questo Governo aveva preso
un impegno - nei confronti di questi ragazzi dicendo che li
avremmo avviati al lavoro nelle altre società al momento in cui ci
fosse stata la disponibilità.
Ora, capisco che tutti sono bisognosi ma perché stiamo facendo
questa differenza?
Come mai questo Governo sta imprimendo una marcia, una quarta per
i ragazzi della SPI e gli altri che, invece, sono fuoriusciti
dalle società partecipate della stessa Regione, dove aveva la
stessa partecipazione, li lasciamo a casa in questo albo dove
avevamo promesso di reinserirli immediatamente.
Io, per carità, voglio la tutela di tutti, anche di questi ragazzi
dalla SPI, ma ci sono i ragazzi dell'albo che abbiamo istituito con
la nostra legge due anni fa che ancora aspettano una risposta da
questo Governo.
Desidero sapere perché a questi stiamo dando una precedenza
immediata con questi articoli ed a quelli che abbiamo scritto
nell'albo li lasciamo lì da due anni e passa.
Se, gentilmente, mi dà una risposta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diamo la risposta, però, per il
futuro, evitiamo di introdurre, durante la discussione degli
articoli, nuovi argomenti anche se sono realisticamente pertinenti,
però dobbiamo andare avanti con la finanziaria.
BACCEI, assessore per l'economia. Io non ho detto che SPI non può
fare quelle attività, ho detto che SPI non è una società in house
per cui per fare quell'attività dovrebbe vincere una gara.
Se dovessimo fare una gara, SPI parteciperebbe, se la vincesse
potrebbe fare quell'attività. Non può avere un affidamento diretto
perché non è una società in house.
Possono esserci società in house con una partecipazione della
Regione che non è totalitaria. Le faccio un esempio: SEUS, è
partecipata dalla Regione e dalle ASP, non è partecipata al cento
per cento dalla Regione ma è una società in house.
RINALDI. Dobbiamo specificare che anche se maggioritarie
BACCEI, assessore per l'economia. Infatti, le ho detto che nel
comma 1 c'è scritto affidamento in housing, a totale
partecipazione dicendo affidamento in housing a totale o
maggioritaria partecipazione possono essere società, comunque, in
house che non sono completamente partecipate dalla Regione.
Questa è la mia risposta. Se vuole la risposta sul tema del CIEM,
ad oggi, le procedure dell'albo sono state gestite secondo le
disposizioni della legge regionale, cioè per il personale delle
società in liquidazione si fa una verifica presso tutte le altre
società se hanno l'esigenza di chiedere il personale e ne
dimostrano la sostenibilità economico-finanziaria, perché se
spostiamo persone presso un società che già è lì lì, per cui nella
legge regionale attuale si prevede questa procedura - secondo me
corretta - in cui si dice che si verifica presso tutte le altre
società se hanno la necessità e se hanno la sostenibilità economico-
finanziaria anche con queste persone.
Quanto diceva l'onorevole Di Mauro, secondo me, è corretto e si
dice ora: Se noi spostiamo le commesse di SPI su un'altra società
e la nuova società ha bisogno di personale dovrebbe richiederlo
all'Albo e prelevarlo dall'Albo secondo criteri trasparenti. Questa
è la mia risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 60.1, degli onorevoli Di
Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 60.5, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 60.4 degli onorevoli La Rocca ed altri.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
LA ROCCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 60.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 60.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 33
Contrari 27
Astenuti 0
(E' approvato)
(Proteste in Aula)
Non rimetto in votazione articoli già votati. State attenti e
seguite i lavori, compreso il Governo, perché c'è molta
distrazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, intervengo perché resti agli atti che
sono stato puntuale, ho pigiato uno dei tre tasti che, ovviamente,
non le comunicherò e che la mia luce non si è accesa e io questo
gliel'ho fatto notare prima che lei comunicasse l'esito del voto.
Questo per le future votazioni.
PRESIDENTE. Tranquillo, onorevole Cordaro.
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, lei è entrato dopo che si è chiusa
la votazione, senza furbizia alcuna, per cortesia. Se avete
interesse a votare la finanziaria non vi muovete dall'Aula.
e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Articolo 61
Fondo di rotazione per la progettazione
1. Le somme erogate in favore degli enti locali per il
finanziamento delle spese di progettazione di cui all'articolo 43
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 non reintroitate sono
recuperate, senza oneri finanziari aggiuntivi, in due quote
costanti a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, a prescindere
dal finanziamento dell'opera, a valere sui trasferimenti di cui
all'articolo 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
e successive modifiche ed integrazioni e di cui all'articolo 9
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 in favore degli stessi».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 61.5. Invito gli assistenti a distribuirlo ai colleghi
parlamentari.
Onorevoli colleghi, anche se si tratta di emendamenti del Governo
poiché sostituiscono ed integrano materia ed altro mi verrò
costretto, per il futuro, a dichiarare tutto inammissibile compresi
gli emendamenti del Governo.
Che significa per mia conoscenza che il Fondo di rotazione viene
esteso anche ai beneficiari pubblici regionali? Chi sarebbero?
Invito i colleghi parlamentari a prendere posto. Invito anche i
Presidenti delle Commissioni di merito a darmi una mano.
Onorevole Cordaro, se prende posto.
CORDARO. Ma cosa vuole da me?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, se prende posto, perché sta
disturbando la II Commissione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore 18.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i colleghi parlamentari a prendere posto.
Onorevoli colleghi, per intenderci, non vengono ammessi da questa
Presidenza emendamenti, anche governativi, che non vengono
presentati in tempo. Chiarisco: o vengono presentati almeno un'ora
prima, mi autodisciplino, presso questa Presidenza, emendamenti
anche relativi agli articoli che tratteremo domani o, altrimenti,
non verranno ammessi. Per essere chiari, perché non si comprende.
DI MAURO. Ho le norme di riferimento a corredo
PRESIDENTE. Con le norme a corredo, mi sembra giusto, evidente.
Altrimenti, il lavoro delle Commissioni di merito è svilito.
Altrimenti, mi devo fare autorizzare dall'Aula a derogare al
Regolamento, non accettiamo niente, nessun emendamento
Onorevoli colleghi, ritorniamo all'articolo 52 «Disposizioni in
materia di tassa di circolazione». E' stato, su richiesta di
diversi parlamentari, accantonato perché doveva essere riscritto,
non so per quale motivo. Non c'è alcuna riscrittura, quindi,
procediamo in base al testo.
GRASSO. C'era una riscrittura che ho già presentato.
PRESIDENTE. Quale riscrittura, onorevole Grasso?
Ma, scusate, se l'hanno trattato in Commissione l'articolo. Quando
presentate emendamenti all'ultimo minuto diventa difficile, escono
fuori pastrocchi Se è stato fatto un lavoro in Commissione,
invito i colleghi parlamentari a ritirare gli emendamenti.
GRASSO. Gli emendamenti erano già al testo
PRESIDENTE. Gli emendamenti li tratteremo perché sono già al
testo. Se sono al testo ora chiameremo, di volta in volta. Quando
c'è il suo emendamento lei lo svilupperà.
Allora, si passa all'emendamento 52.1, degli onorevoli Di Mauro ed
altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
52.5, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'onorevole Grasso ha presentato il subemendamento 52.4.3, di
riscrittura dell'emendamento 52.4. Il Governo ha avuto la
possibilità di leggere questo emendamento?
BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore all'economia. Avevo già avvisato, in sede di
approvazione del disegno di legge sulla tassa di circolazione, che
siamo chiaramente, diciamo, borderline per non dire a rischio
perché è un tributo derivato, non è un tributo nostro, dove abbiamo
potestà di accertamento e riscossione ma non possiamo normare su
questo tributo. Altre regioni hanno dato delle esenzioni che lo
Stato ha proibito e sono state impugnate.
Io ho detto alle persone proviamo a farlo , lo facciamo, non ho
alcun problema dal punto di vista economico-finanziario; vi avviso
solo che la normativa molto probabilmente è soggetta ad
impugnativa.
Tra l'altro la Corte costituzionale si è già pronunciata sul tema
dando torto alle regioni, però proviamo a farla. La mia unica
avvertenza è che mi rimetterò all'Aula, quello che deciderete voi
a me va bene. Tanto più semplice la facciamo, tanto meno rischiamo,
detto che c'è un forte rischio.
Per il resto, se siete d'accordo voi sull'emendamento, per me va
bene perché mi rimetterò alla vostra decisione.
PRESIDENTE. Scusi, assessore Baccei non ho compreso. C'è
l'impugnativa ma c'è già la decisione della Corte costituzionale o
no?
BACCEI, assessore all'economia. Ci sono già delle decisioni. Ci
sono già delle sentenze. Però non vorrei sbagliarmi. Ho una nota
tecnica degli uffici che ora
CORDARO. Ci sono interpretazioni diverse. Alcune impugnative sono
state accolte, altre no.
BACCEI, assessore all'economia. Altre non sono state impugnate
non so perché, perché è sfuggito. Per questo dico proviamoci. Però,
il rischio di impugnativa è molto forte.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo che ha una sua storia, ha radici in questa Aula perché già
l'anno scorso, nell'ultima finanziaria, quest'Aula ha approvato,
con l'accoglimento da parte del Governo, un ordine del giorno che
normava l'esenzione non solo per le macchine storiche con
iscrizione trentennale, ma anche per le ventennali.
Poi, abbiamo anche lavorato in Commissione, devo dire con la
partecipazione di tutti i Gruppi parlamentari perché sul tema vi è
una grandissima sensibilità di quest'Aula e vi è una sensibilità
anche che è venuta dal Governo, dal Presidente dell'Assemblea che
ha partecipato ad un convegno che si è tenuto in questi locali, dal
Presidente del Governo, onorevole Crocetta.
Vi è dunque una maturazione che è venuta anche dallo scambio che i
Gruppi che stanno sostenendo questo articolo 52, hanno potuto
intrattenere con tutti i portatori di interesse che, in Sicilia,
sono organizzati in associazioni presenti in tutte le province.
Da queste associazioni sono venuti una serie di suggerimenti che
nell'articolo vengono tutti quanti raccolti e che indicano una
griglia di appartenenza molto ristretta.
Qui non si tratta di fare esenzioni o di concedere esenzioni a
macchine che siano ventennali, dai venti ai ventinove anni. Si
tratta di dare delle esenzioni a macchine che hanno un pregio, una
capacità cioè di esprimere sul piano estetico, sul piano tecnico,
sul piano anche della ricerca industriale delle specificità e come
tali vengono riconosciute da enti certificatori che sono normati da
un D.M. del 2009.
A questi enti certificatori ci si riferisce nell'articolato al
fine di costruire uno schema di appartenenza molto stretto. Si
tratta per altro di veicoli i cui proprietari devono essere
residenti in Sicilia, si tratta di veicoli che non devono essere
utilizzati ad uso professionale e personale, ma soltanto nei
momenti di convivialità e di collegialità che queste associazioni
mettono nel territorio.
La finalità non è soltanto quella di esentare, per altro
prevediamo una esenzione che viene fissata in cifre precise, di 75
euro per le macchine e di 35 euro per le moto, sempre iscritte nei
registri specialistici, ma è anche quella di tutelare un indotto
piuttosto interessante e significativo che nel nostro territorio
c'è, ed è un indotto di officine, di negozi di ricambi e anche di
attività turistiche che vengono fatti dal più piccolo dei comuni
alla più grande delle città metropolitane, con una capacità anche
di interlocuzione tra soggetti che portano anche da altri paesi a
visitare la nostra Isola. L'ultima, per esempio, esperienza l'ho
vissuta direttamente in provincia di Ragusa, laddove si è tenuta
una fiera del pezzo di ricambio per macchine d'epoca e che ha fatto
venire dall'isola di Malta moltissimi collezionisti.
Si tratta, dunque, di un mercato molto particolare, di un
interesse piuttosto diffuso al quale noi, con questo articolo
cerchiamo di dare una risposta.
Io mi riferisco, poi, ad una legge importante che quest'Assemblea
regionale, su proposta del Governo, ha fatto che è quella di
regionalizzare la tassa automobilistica.
Ecco, perché, tra l'altro, tempisticamente, l'articolo 52 è stato
accolto dalla Commissione Bilancio' perché si rifà a quel
provvedimento, nel senso che essendo la tassa, adesso,
regionalizzata si può pensare, come utilmente è stato scremato ed
affrontato in Commissione Bilancio' alla possibilità di studiare,
applicare esenzioni alle macchine trentennali ed a quelle
ventennali sullo schema di altre regioni perché, per esempio, la
regione Lombardia applica le esenzioni, addirittura, totali persino
a quelle iscritte in un determinato registro storico, oppure
l'Umbria che si è data una percentuale di risparmio rispetto alla
tassa di circolazione per queste macchine.
Vi è quindi un intendimento che riguarda le regioni da nord a sud
ed è un intendimento che tende, quindi, a dare procedimenti
egualitari dal nord al sud del Paese.
Mi riferisco ulteriormente alla tassa regionale automobilistica
perché all'articolo 5 - e lo dico perché questo è un tema che
abbiamo attenzionato anche con altri colleghi che adesso
presenteranno, probabilmente, illustreranno qualche emendamento,
cioè il tema dell'archivio regionale automobilistico - è previsto
che la nostra Regione si doterà - e questo articolo aiuta ad andare
in questa direzione - di un archivio regionale automobilistico.
Avremo, cioè nel tempo sulla base delle singole autorizzazioni
filtrate dagli enti certificatori, un archivio regionale dentro il
quale anche queste macchine, i cui proprietari sono i
collezionisti, potranno essere inquadrate.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, illustri brevemente il
subemendamento di riscrittura 52.4.3, a sua firma.
GRASSO. Signor Presidente, brevemente. Ho riscritto il mio
emendamento semplicemente prevedendo, proprio per la valorizzazione
del patrimonio dei veicoli di interesse storico e collezionistico
dei veicoli d'epoca - siccome c'era una frammentazione e c'era una
richiesta da parte di molti di istituire presso l'assessorato alle
infrastrutture ed alla mobilità un registro al quale, poi,
avrebbero potuto iscriversi tutti coloro i quali possedevano
macchine d'epoca, i collezionisti.
Io dico, lasciando gli enti ed i club che sono stati previsti con
decreto del Presidente della Repubblica, che è istituito presso
l'assessorato alla mobilità ed alle infrastrutture, un registro al
quale possono iscriversi , lasciando la libertà di scelta di chi
vuole iscriversi presso il registro e di chi, invece, preferisce
restare con gli enti dov'è.
Con un successivo decreto l'assessorato dovrà decidere le modalità
di iscrizione, etc.
Questo per accontentare chi non voleva più iscriversi ai club ed
istituire un registro regionale e, nella libertà di scelta,
ciascuno decide dove poter iscriversi.
Poi chiedo la modifica al comma 2 dell'articolo 52 con la cifra di
euro 10,33, cioè quella prevista al comma 1. Perché? Altre regioni
si sono adeguate a quelle prima della legge di stabilità.
Perché è vero quello che diceva l'assessore per l'economia, che
c'era stata un'impugnativa alla Corte costituzionale per la legge
regionale della Lombardia però l'impugnativa non riguardava la
tariffa ma riguarda semplicemente i requisiti di iscrizione.
I requisiti di iscrizione sono di esclusiva competenza dello Stato
mentre la legge approvata dallo Stato dava competenza alle regioni
di stabilire il minimo tariffario.
Siccome si tratta di una passione, della valorizzazione di un
patrimonio storico, d'epoca sarebbe giusto, equo che ci fosse una
tariffa minima e nessuna speculazione, proprio per valorizzare
ancora meglio il patrimonio.
Quindi, spero che ci sia il consenso dell'Aula nell'apprezzare
l'emendamento che non sostituisce - ripeto - l'ASI o gli altri enti
ma, semplicemente, dà la libertà a coloro i quali non vogliono
iscriversi presso questo registro di iscriversi nel registro che
verrà istituito presso la Regione.
Credo che non sia in contrasto neanche con quanto proposto e con
quanto discusso in commissione e con quanto proposto dall'onorevole
Cirone. Poi il tariffario minimo di euro 10,33.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
intervenire perché io sarei assolutamente favorevole all'abolizione
delle tasse di circolazione per i veicoli ultra ventennali però
dobbiamo essere consapevoli di quello che facciamo ed evitare che
le norme, emanate da quest'Assemblea, poi siano oggetto di
impugnativa.
Quindi, dobbiamo parlare con cognizione di causa.
C'è una risoluzione, la 4EDF del Ministero dell'economia e delle
finanze del 1 aprile 2015 che, citando una sentenza della Corte
costituzionale del 2003, ribadisce che i veicoli ultraventennali ma
non superiori ai trent'anni sono assoggettati alla normale tassa di
circolazione. Sarebbe utile accantonare questo articolo, acquisire
ufficialmente questa nota e sulla scorta di questa nota del
Ministero evitare di legiferare in modo approssimativo.
FORMICA. Approviamolo
PRESIDENTE. Onorevole Formica, guardi che proprio adesso mi giunge
una nota che nella legge di stabilità nazionale è stato
definitivamente tolto il bollo per i mezzi che hanno più di
trent'anni mentre noi lo stiamo mantenendo. Quindi, dobbiamo fare
chiarezza. Dico non accantoniamo definitivamente un minimo di
chiarezza sulla normativa perché è vero quello che sostiene
l'onorevole Cordaro vi sono delle sentenze che non sono omogenee
tra di loro perché c'è differenza fra regioni e regioni soprattutto
regioni a Statuto speciale e regioni a Statuto ordinario. Solo che
la cosa che si sta evidenziando, proprio in questo momento in un
articolo di Panorama , se non leggo male, che è uscito oggi, me
l'anno portato, peraltro richiama, penso, quello che
opportunamente diceva l'onorevole Malafarina, che con la legge di
stabilità del 2015 il Governo nazionale ha, infatti, eliminato il
bollo che gravava sui veicoli over trenta.
FALCONE. E' oltre i venti, trenta anni il problema che stiamo
trattando
FORMICA. E' al comma 1.
PRESIDENTE. Al comma 1, onorevole Falcone, c'è scritto: a
decorrere dall'anno in cui si compie il trentesimo anno della loro
costruzione sono assoggettati, in caso di utilizzazione su pubblica
strada, ad una tassa di circolazione forfetaria. Cioè, mentre lo
Stato l'ha tolta noi la stiamo mantenendo. Però, siccome è un
articolo e, quindi, non ho il materiale uscito oggi, quindi, sarà
una questione di questi giorni, sicuramente la Commissione non
l'aveva potuto esitare, accantoniamolo momentaneamente per un
riscontro perché non vorrei che non veniamo incontro alle esigenze
dei siciliani. Sì, però, gradirei che l'onorevole Cirone che lo ha
seguito passo, passo e ha fatto un ottimo intervento sulla base
dell'informativa a sua conoscenza, si trovasse, si verifichi, ci
affidiamo a lei ed al suo buon senso anche alla luce dell'articolo
della legge di stabilità.
Scusate, però, le cose vanno verificate.
Onorevole Cracolici, vorrei andare a trattare i due articoli 57 e
58. Sull'articolo 57 c'è una riscrittura del Governo già pervenuta
in tempo a questa Presidenza. Invito gli assistenti parlamentari a
darne copia agli onorevoli colleghi.
Scusate, onorevoli colleghi, non riceviamo più emendamenti.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18,59, è ripresa alle ore 18.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, richiamo tutti voi: gli
emendamenti che non hanno copertura finanziaria e che non hanno
relazione tecnica non saranno ammessi da questa Presidenza e
siccome dobbiamo approvare la finanziaria entro giorno 29, avevo
programmato che noi continuavamo fino a venerdì, siamo andati ora a
sabato credo che arriveremo a domenica e forse a lunedì perché
purtroppo io non sono disponibile a fare nottate perché non è
giusto farne.
Anche sugli articoli più semplici siamo impantanati e mi arrivano
gli emendamenti e i sub emendamenti non andiamo da nessuna parte.
Gli emendamenti devono essere corredati dalle relazioni tecniche
altrimenti no si comprenderebbe il lavoro fatto dalle commissioni
di merito.
Si passa all'esame dell'articolo 62. Ne do lettura:
«Art. 62
Cofinanziamento Fondo nazionale per le non
autosufficienze
1. Al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle
prestazioni assistenziali da garantire con riguardo alle persone
non autosufficienti di cui al Fondo a nazionale per le non
autosufficienze , istituito dall'articolo 1, comma 1264 della legge
27 dicembre 2006, n. 296, a seguito delle disposizioni contenute
nel decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di
concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell'economia e
delle finanze del 14 maggio 2015, concernente il riparto delle
risorse per l'anno 2015 del predetto Fondo nazionale per le non
autosufficienze è autorizzata per l'anno 2016 la spesa complessiva
di 5.000 migliaia di euro quale cofinanziamento regionale
aggiuntivo alle risorse assegnate in favore della Regione siciliana
per la copertura dei costi di rilevanza sociale dell'assistenza
socio-sanitaria di cui al citato decreto.
2. La spesa di cui al comma 1 è iscritta nell'ambito
dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro - dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali - Missione 12, Programma 2, Macro-aggregato 1.04
(capitoli 183350 -183785)».
Comunico che gli emendamenti 62.4, 62.1, 62.2 e 62.3 sono ritirati
dai rispettivi firmatari.
Pongo in votazione l'art. 62. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 63. Ne do lettura.
«Art. 63
Centrale unica di committenza
l. Al fine di garantire la realizzazione degli interventi di
razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti
di beni e servizi, alla spesa connessa all'attività svolta dalla
Centrale unica di committenza , di cui all'articolo 55 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9, per gli acquisti di beni e servizi
per gli enti e le aziende del servizio sanitario regionale, si fa
fronte, a decorrere dall'anno 2016, con le risorse correnti del
Fondo sanitario regionale, nel limite annuo massimo di 1.000
migliaia di euro.
2. La spesa di cui al comma 1, a seguito di riparto delle risorse
correnti del Fondo sanitario regionale, è iscritta in apposito
capitolo dell'Assessorato regionale dell'economia - dipartimento
regionale bilancio e tesoro - Missione l - Programma 3».
Comunico che gli emendamenti 63.3, 63.4, 63.2 e 63.5 sono ritirati
dai rispetti firmatari.
Pongo in votazione l'art. 63. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo. 64. Ne do lettura.
«Art. 64
Funzioni ispettive e di vigilanza dell'Assessorato
regionale dell'economia
1. Per le finalità di cui al comma 7 del1'articolo 53 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 per la Ragioneria generale della
Regione è autorizzata la spesa di 20 migliaia di euro per ciascuno
degli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018 per la corresponsione
del trattamento di trasferta spettante al personale regionale
incaricato. La spesa è iscritta alla Missione l - Programma 11 del
bilancio della Regione».
Comunico che gli emendamenti 64.3, 64.1 e 64.2 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
Pongo in votazione l'art. 64. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'art. 65 è accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 66. Ne do lettura:
«Art. 66
Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5
in materia di soppressione di enti economici regionali
1. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 20 gennaio 1999,
n. 5 le parole ivi comprese quelle della Resais sono sostituite
dalle parole ad eccezione di quella della Resais che, nelle more
della rimodulazione del suo assetto organizzativo e della sua
missione aziendale, al momento della chiusura della liquidazione
dell'Ente Siciliano per la Promozione Industriale è trasferita
all'Ente Minerario Siciliano ».
C'è un emendamento di riscrittura all'art. 66 del Governo, solo
che nel secondo comma è tutta materia nuova per cui mi debbo
limitare al comma 1. Non è ammesso l'emendamento 66.5 completamente
materia nuova.
Comunico che gli emendamenti 66.1, 66.2, 66.3 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
Pongo in votazione l'art. 66. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 68. Ne do lettura:
«Art. 68
Utilizzo personale dello Stato per l'esercizio di funzioni in
materia di pubblica istruzione
1. Per le finalità di cui all'articolo 9 del decreto del
Presidente della Repubblica 14 maggio 1985, n. 246 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 70 migliaia di euro
(Missione 4 - Programma 2 - Capitolo 372514)».
Comunico che gli emendamenti sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
Pongo in votazione l'art. 68. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:
«Art. 71
Restituzione di somme relative al progetto
Conciliazione Tempi di Vita e di Lavoro
1. Per la restituzione delle somme, comprensive di interessi,
dovute alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
delle pari opportunità, a causa della mancata attuazione del
progetto Conciliazione Tempi di Vita e di Lavoro , di cui alla
convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, affidato per la
realizzazione alla Società Lavoro Sicilia S.p.A., dichiarata
fallita con sentenza del Tribunale di Palermo numero 78 del 13
maggio 2015, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2016, la
spesa complessiva di 372 migliaia di euro (capitolo 185202).»
All'articolo 71 sono stati presentati gli emendamenti: 71.1, a
firma dell'onorevole Di Mauro ed altri; n. 71.2 a firma
dell'onorevole Cordaro ed altri; n. 71.3 a firma dell'onorevole
Falcone ed altri; n. 71.4, a firma dell'onorevole Falcone ed altri.
Si passa all'emendamento 71.1.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 71.2.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 71.3.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 71.4.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando
di un debito fuori bilancio, di una sanatoria in termini ormai
adusi per il Partito Democratico, di una sanatoria che facciamo di
vecchie somme che non abbiamo pagato e che stiamo pagando.
Dai nostri uffici è emerso che il debito, per quanto riguarda la
conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è di 211 mila euro,
Assessore Baccei, non è di 372 mila euro.
Non a caso noi abbiamo detto che dobbiamo mettere la somma
necessaria, soldi in più anche se un euro o sono 161 mila euro è un
peccato, rappresenta un atto di sperpero che noi non vogliamo che
si faccia. Per cui chiediamo che il nostro emendamento sia
approvato proprio perché servirà a colmare, a sanare un debito
pregresso ma nei giusti termini economici.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Io non conosco la cifra nel
dettaglio, immagino che qua ci sia una relazione con la firma del
ragioniere, verifichiamo, chiamiamo il ragioniere e se il
ragioniere ci dice che la somma è quella io non ho dubbi di
metterlo in discussione. Onestamente non conosco il bilancio,
verifico e vi do una risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone lo ritira?
FALCONE. Signor Presidente questo articolo va ritirato. Il Governo
deve pagare per via amministrativa e non per via legislativa
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Falcone, la somma era
stata data dal Governo a una società che poi è fallita, doveva fare
un progetto che non è stato fatto, quindi la somma la dovrebbe
restituire la società.
Siccome la società è fallita, la somma la sta restituendo la
Regione che poi si rivale nei confronti della Società.
Il ragioniere mi conferma che la somma dovuta al Governo è di 372
mila euro, quindi non si può fare in via amministrativa.
FALCONE. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Falcone lo ritira, anche se gli dobbiamo
dare atto che forse in via amministrativa il problema era
risolvibile, perché se c'è un pagamento dovuto in forza di una
sentenza.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, si parla di progetti che in altre regioni
sono stati realizzati e che tuttora portano benefici alle famiglie,
alle madri lavoratrici a tutti quei soggetti che godono di misure
volte a migliorare, a conciliare i tempi di vita e lavoro e poi ci
ritroviamo di fronte ad un articolo in cui si mette in evidenza che
c'è stato un vero e proprio corto circuito nell'affidamento, nella
procedura amministrativa e si rimane veramente basiti.
Siamo coscienti del fatto che se alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri dobbiamo restituire queste somme, evidentemente le
restituiremo. E' importante, però, che questo Governo (a tale scopo
presenteremo un ordine del giorno) vada ad individuare le
responsabilità amministrative ed eventualmente a chiedere che la
Corte dei Conti accerti altre responsabilità, perché è chiaro che
la collettività non si può fare carico dell'inefficienza, della
mala burocrazia e del velo di oscurità che spesso su alcune società
e partecipate ritroviamo e uno degli effetti sono questi articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lo ritira?
FALCONE. Lo mantengo.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor presidente, solo per dare un contributo nulla di più
al riguardo. E' vero che il procedimento sostanzialmente che viene
utilizzato ha una copertura, ma è altrettanto vero che se noi
entriamo nel merito la regione è obbligata in dipendenza del fatto
che se si arriva ad una sentenza e si arriva, quindi, anche ad una
condanna, oltre la sorte capitale, la regione dovrà necessariamente
sborsare anche gli interessi e le spese legali.
Ritengo, pertanto, che nel merito non può non essere accolta una
proposta del genere ancor che il procedimento sia quanto meno un
po' irregolare al riguardo, perché c'è un obbligo ben preciso che
non era stato espletato da parte del dirigente responsabile o
comunque dal responsabile, perché se c'era una Convenzione, vi era
un obbligo in capo ai responsabili di provvedere cosa che non è
stata fatta e le cui conseguenze sono agli occhi di tutti.
Nel merito, quindi, non può non essere accolta una proposta del
genere per evitare che il danno possa accrescersi ancora di più di
quanto effettivamente evidenziato. Nell'ambito del procedimento
lascia un po' perplessi o quanto meno dubbiosi.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone ritira l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 71.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 71.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
71.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
«Art. 72
Trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti
degli enti e delle società partecipate
1. Al fine di concorrere alla razionalizzazione della spesa
pubblica regionale nonché al fine della salvaguardia degli
equilibri di bilancio, il trattamento economico complessivo dei
dipendenti e dei dirigenti degli enti sottoposti a controllo e
vigilanza della Regione, delle società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione nonché degli enti che, a qualunque
titolo, ricevono trasferimenti o contributi a carico del bilancio
della Regione non può essere superiore a 118.000 euro annui lordi.
Le disposizioni del presente comma non trovano applicazione per gli
enti del settore sanitario, ai quali si applicano le disposizioni
di cui al comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno
2014, n. 13, come modificato dal comma 3 del presente articolo.
2. I contratti vigenti che prevedano un trattamento economico
complessivo annuo lordo superiore al limite di cui al comma 1 sono
rinegoziati entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge. In caso di mancato accordo sulla rinegoziazione,
gli amministratori provvedono alla risoluzione unilaterale dei
contratti entro i successivi trenta giorni. La mancata attuazione
delle disposizioni di cui al presente comma determina la decadenza
degli amministratori.
3. All'articolo 13, comma 3, della legge regionale n. 13/2014 le
parole da e degli enti fino a sanitario. sono soppresse».
Si passa all'emendamento 72.1 a firma dell'onorevole Di Mauro ed
altri. Onorevole Di Mauro lo mantiene?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, io ritengo che questo articolo mi pare
che è stato impugnato dalla legge di stabilità del 2012 ed anche
dal Commissario dello Stato, e così recitava: Viene determinato
il parametro massimo cui deve attenersi il trattamento economico
dei dirigenti apicali dell'Istituto azienda agenzie cofondazione
enti regionali sotto questa attuale vigilanza .
Poi cozza, intanto esula dalla competenza del legislatore, quindi
non penso che sia un articolo da votare, però su questo gli uffici
mi daranno ragione o meno. Il trattamento economico quindi non può
essere definito da noi da un contratto collettivo; poi, si pone in
contrasto con l'art. 117 secondo comma lettera L) della
Costituzione e del decreto legge 265 del 2001, che riserva alla
competenza esclusiva dello Stato la materia dell'ordinamento civile
e quindi per i rapporti di diritto privato regolabili dal codice.
Cozza poi con l'articolo 14 quando noi ci riferiamo alle società,
enti in decadenza degli amministratori.
Secondo me l'articolo 14 mette in evidenza che il limite massimo
dei dirigenti è di 160 mila euro. Secondo me questa è nella
contrattazione il Governo ha la possibilità di contrattare con i
dirigenti e mettere, appunto, il relativo contratto e stabilire
esattamente quale deve essere l'emolumento.
Quindi, attenzione a votare questo articolo, secondo me gli uffici
bisogna un po' leggere su questa cosa perché ci sono dei contrasti
con l'art. 117.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 72.5 a firma dell'onorevole
Cordaro ed altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.12 a firma dell'onorevole Picciolo ed
altri.
PICCIOLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.16 a firma dell'onorevole Cimino ed
altri.
CIMINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.2 a firma dell'onorevole Di Mauro ed
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.10 a firma dell'onorevole Savona ed
altri. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 72.10. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 72.18, a firma Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in
realtà su questo emendamento c'è poco da spiegare, è una
costituzione di cifra. Volevo semplicemente dire una cosa: non sono
cifre casuali.
La ratio della Commissione, perché 118 mila euro l'onorevole
Falcone ricorderà che è stato inserito proprio perché riguardava il
criterio che dipendenti e dirigenti potessero guadagnare fino ad
una volta e mezzo del compenso dei deputati regionali. Con
l'emendamento io invece propongo, il Gruppo parlamentare Movimento
Cinque Stelle propone di limitare al compenso dei deputati
regionali che, nel suo complesso annuale, è 79.200,00 euro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 72.18
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 72.18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 32
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 72.19. E' ritirato.
Onorevole Di Mauro, ritira il suo emendamento?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.13, firma degli onorevoli Foti ed
altri.
FOTI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.17, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 72.21, a firma Cancelleri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 72 così come emendato.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, considerato che ormai il voto
segreto è diventato un esercizio goliardico, è opportuno che sulla
votazione finale di questo articolo si voti in maniera palese e,
per quanto ci riguarda, chiediamo che venga bocciato perché non ha
più senso tenerlo in piedi in questo modo.
Chiedo, quindi, che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta di votazione per scrutinio segreto del
Movimento Cinque Stelle prevale sul voto nominale. Però, è strano
chiedere un voto segreto dopo che il PD aveva chiesto un voto
palese nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 72.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
72.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 32
Contrari 38
Astenuti 0
(Non è approvato)
Considerato che comunque dovremo andare avanti, io propongo di
passare alla votazione degli articoli che la Presidenza aveva
stralciato. Non mi riferisco al famoso articolo 23. Erano passati
in II Commissione e non le Commissioni di merito. La gran parte di
questi articoli adesso sono corredati del parere della Commissione
di merito.
E' chiaro che, ribadisco quanto ebbi a dire prima, non vengono
presentati emendamenti su questi articoli: o si approvano o si
bocciano. Quelli che non hanno avuto il parere favorevole, che non
sono stati ..
GRECO Giovanni. Su questi articoli ci deve dare il tempo di
presentare gli emendamenti.
PRESIDENTE. No. Così aggraviamo il problema. Dobbiamo essere
chiari con noi stessi.
In II Commissione hanno partecipato tutti i Gruppi parlamentari,
anche con l'assenza. Siccome si era creato un vulnus al Regolamento
e alcuni articoli non erano passati dalle Commissioni di merito,
erano stati stralciati, li abbiamo inviati immediatamente alle
Commissioni di merito per essere trattati, con la precisa
indicazione che non potevano essere presentati emendamenti perché
gli emendamenti dovevano essere presentati entro il venerdì alle
ore 20.00.
CIACCIO. No, Presidente
PRESIDENTE. Come no E' così, onorevole Ciaccio
FOTI. Signor Presidente erano stralciati.
PRESIDENTE. No, onorevole Foti. Allora, intanto dico quali sono
gli emendamenti che potrebbero trovare l'adesione. Sono stati
inviati nelle Commissioni di merito l'articolo 13 Dotazione
organica degli enti , l'articolo 59
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, intanto sto parlando io e poi parlate sull'ordine
dei lavori Se non sapete cosa sto dicendo, di che cosa. Vorrei un
po' di calma. Per essere chiari, ai fini regolamentari.
Siccome in II Commissione erano stati esitati, non mi riferisco
alla tabella H, all'articolo 23, mi sto riferendo agli articoli di
merito, la questione delle start up, che è stata contestata e c'era
la condivisione di tutti, tanto per intenderci.
Siccome abbiamo dato termine per presentare gli emendamenti fino a
venerdì alle ore 20.00, ci eravamo lasciati col dire che si dava la
possibilità alle Commissioni di merito di pronunciarsi sugli
articoli che erano stati esitati dalla Commissione, sarebbero stati
portati in Aula per essere votati a favore o contro, non ha
importanza, senza presentare emendamenti. Questo si era detto O
pensate che riapriamo il termine per presentare emendamenti?
FOTI. Sì
PRESIDENTE. Non se ne parla, onorevole Foti
ZAFARANA. Le posso chiedere una convocazione dei capigruppo?
PRESIDENTE. No Ma stiamo scherzando qua Qua ognuno si dà le
regole a proprio modo
ZAFARANA. Presidente, lei sta andando contro il Regolamento
PRESIDENTE. Ma, infatti, abbiamo detto che questi non si
emendavano. Lei ha la possibilità di votare a favore o contro. Ma
io dopo che do i termini per gli emendamenti di venerdì alle ore
20.00. E' quello che è successo in II Commissione, onorevole
Zafarana
CIACCIO. Presidente, gli articoli non c'erano nel testo
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Va bene, si trattano a seguire della finanziaria,
assieme agli aggiuntivi. E' questo che volete Va bene, andiamo
avanti.
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
«Articolo 77
Documentazione per l'accesso al Fondo Unico Regionale
per lo Spettacolo
1. La lett. b) del comma 4 dell'articolo 65 della legge regionale
7 maggio 2015, n. 9 è così sostituita:
b) a partire dall'anno 2016, di avere ottenuto nell'anno
precedente incassi propri derivanti dall''attività svolta dall'ente
non inferiori all'ammontare dei contributi pubblici a qualunque
titolo assegnati nell'anno precedente, con espressa e unica
esclusione del FURS, rispettivamente del 3,5 per cento nell'anno
2016, del 7 per cento nell'anno 2017, del 10 per cento nell'anno
2018, e di percentuali superiori negli anni seguenti».
C'è un emendamento dell'onorevole Anselmo che, essendo aggiuntivo,
non posso accogliere.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un
brevissimo intervento per portare l'attenzione dell'Aula su un
problema che è scaturito con la votazione che l'Aula ha fatto poco
fa.
Avendo bocciato l'articolo 72, che poneva un tetto stipendiale ai
dipendenti delle partecipate, sostanzialmente rivive l'attuale
stipendio dei dipendenti regionali. Cioè, abbiamo giocato un'ora
approvando l'emendamento del Movimento Cinque Stelle che portava il
tetto a 79 mila euro, poi bocciando l'articolo 72 sostanzialmente
nulla cambia per i dipendenti delle società partecipate.
Quindi, chiedo, da qua a quando finisce l'esame della finanziaria,
cioè nei prossimi giorni, al Governo di valutare la possibilità di
tornare sull'argomento con un emendamento diverso da quello che
abbiamo bocciato, perché sappiamo tutti che l'Aula non può
esprimersi due volte sullo stesso emendamento, e, quindi, tornare a
legiferare, non più con scrutini segreti ma, credo, con votazioni
segrete, per porre un tetto a quello che è lo stipendio dei
dipendenti e dei dirigenti delle partecipate della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, mi dispiace, questa richiesta non
può trovare accoglimento perché nella stessa sessione - lei lo ha
detto e capisco che il suo è un intervento più politico - non si
può più ritornare sullo stesso argomento. In questa sessione non si
può più tornare su questo argomento.
Si passa all'emendamento del Governo 77.3. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la riscrittura abbiamo
proposto l'abrogazione degli articoli 5 e 6 della legge regionale
n. 8 del 2004 che introduceva in Sicilia la guida ambientale
escursionistica.
Vi sono stati una serie di contenziosi con le associazioni che
operano sul territorio ed alcuni conflittuali rapporti con
l'assessorato alla formazione, per cui in undici anni in Sicilia
non abbiamo abilitato nessuna guida ambientale.
Per porre fine a codesta questione propongo l'abrogazione
dell'articolo 5 e dell'articolo 6 della legge regionale del 2004 ed
il recepimento integrale, in Sicilia, degli articoli 21 e 22 della
legge nazionale, introducendo in Sicilia la disciplina della guida
di media montagna.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor presidente, colleghi, fermo restando che prima
abbiamo protestato perché non abbiamo avuto neanche il tempo
materiale di vederlo l'emendamento, considerato che c'è anche il
subemendamento . Non è stato ammesso, quindi rimane solo il 77.3 .
Credo che cambi completamente il significato dell'articolo 77 o
rimane il riferimento al Fondo unico per lo spettacolo? P perché il
77 è così sostituito, quindi, fermo restando che, assessore, queste
norme così come tutte le altre, dovrebbero passare dalle
Commissioni di merito non è che in Aula si può valutare una cosa
del genere. Dico, noi siamo pure favorevoli, però, che almeno si
seguano i processi giusti e ci diate la possibilità di leggerle le
cose.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto ci
sarebbe anche da capire cosa succederebbe a tutte le guide che
fanno parte dell'albo dell'articolo 6 che stiamo abrogando perché
c'è l'albo. Però, in qualsiasi caso, siccome questa è una materia
appunto di riordino del settore turistico che sappiamo benissimo
che ci sono delle norme molto obsolete, faccio un esempio, però,
dico, le norme in Assemblea sono stati depositati dei testi che
riordinano il settore turistico. Ad esempio ci sono le norme sulle
agenzie di viaggi che sono ferme al '36, quindi, non capisco la
fretta di trattare.
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Abbiamo una guida.
LA ROCCA. Sì, però c'è la norma regionale che istituisce
all'articolo 6 l'albo. Dico se non è stato mai applicato è un
problema degli assessorati. Dobbiamo rivedere il settore turistico
nel complesso. Ci sono dei testi depositati, non è materia
finanziaria. E' una questione non tanto di merito ma di modalità
nel legiferare. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca, lei pone correttamente la
questione, però, possiamo trovare una soluzione di mezzo. Il fatto
stesso che ancora non sono state esitate tutte queste leggi, se
l'assessore ha sentito l'esigenza di introdurla c'è un'urgenza.
Quindi, magari, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari diamo priorità ai disegni di legge trattati, dando per
scontato che sono stati depositati questi emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento 77.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Scusate c' un'altra materia che penso non dovrebbe comportare
grossi problemi: i forestali.
FORMICA. Signor Presidente, lei è molto ironico
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:
«Art. 78
Aggiornamento delle graduatorie per i lavoratori
forestali
1. Al fine di procedere alla corretta formulazione delle
graduatorie previste dalla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5,
articolo 12, l'anzianità lavorativa di ciascun lavoratore va
determinata con aggiornamento al 31 dicembre 2015».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 78.1, a firma
dell'onorevole Di Mauro ed altri. Onorevole Di Mauro, è' prevista
la soppressione, ritira?
GRECO Giovanni. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Ed allora, siccome sono tutti soppressivi, si vota il
mantenimento degli articoli. Si vota direttamente il mantenimento
perché sono tutti soppressivi.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 78. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:
«Art. 79
Istituzione imposta regionale sulle emissioni sonore
degli aeromobili civili
1. Ai sensi dell'articolo 36 dello Statuto della Regione
siciliana, a decorrere dall'1 gennaio 2016, è istituita quale
tributo proprio regionale l'imposta regionale sulle emissioni
sonore degli aeromobili civili (IRESA), di cui agli articoli 90 e
seguenti della legge 21 novembre 2000, n. 342, che si applica dal
periodo d'imposta successivo a quello di approvazione del
regolamento regionale previsto dal comma 2, secondo la disciplina
statale richiamata.
2. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale dell'conomia di concerto con l'Assessore
regionale delle infrastrutture e della mobilità e l'Assessore
regionale del territorio e dell'ambiente è adottato il regolamento
col quale si provvede a disciplinare le funzioni della
liquidazione, dell'accertamento e della riscossione dell'IRESA.
3. La Regione per l'esercizio delle funzioni di cui al comma
precedente e secondo la disciplina regolamentare ivi prevista potrà
avvalersi dei competenti organismi pubblici. Il regolamento di cui
al comma precedente individa altresì gli organismi cui potranno
essere affidate le funzioni in caso di indisponibilità
all'utilizzazione dell'istituto dell'avvalimento».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 79.1, a firma degli
onorevoli Di Mauro ed altri. Lo stesso Governo chiede di cassarlo,
quindi, esprime parere favorevole alla soppressione se lo mantiene
l'onorevole Greco. Onorevole Greco, lo mantiene?
GRECO Giovanni. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 79.1 che mantiene
l'onorevole Di Mauro e Greco. Il parere del Governo è favorevole.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, pongo in votazione l'emendamento 79.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80 ne do lettura:
«Art. 80
Disposizioni in materia di insediamenti produttivi in
verde agricolo
1. All'articolo 22, comma 2, della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71, dopo la lett. f) è aggiunta la seguente:
f bis) restano in ogni caso esclusi dalle previsioni di cui alla
lett. f) del presente articolo gli edifici a destinazione turistico-
alberghiera, i complessi ricettivi ed i servizi. ».
Comunico che all'articolo 80 sono stati presentati tutti
emendamenti soppressivi. Pertanto, pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 81, ne do lettura:
«Art. 81
Proroga del termine in materia di sottotetti
All'articolo 92, comma 1, della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9, le parole 31 dicembre 2015 sono sostituite dalle parole 31
dicembre 2018 ».
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che in
questi giorni su alcuni quotidiani regionali e nazionali si è
creato anche qualche allarmismo eccessivo su temi che regolarmente
vengono inseriti in questa finanziaria come questo articolo che
riguarda i sotto tetti. Se si legge l'articolato infatti, non fa
altro che prorogare un articolo della scorsa finanziaria, quindi
rimango meravigliata anche di interventi sulla stampa anche di
assessori illustri di questo Governo che hanno parlato di una certa
politichetta che fa questo tipo di emendamenti.
Io non mi sento nessuna Politichetta , mi sento una persona che
si occupa dei problemi del territorio, che non si vuole nascondere
dietro un dito, che se c'è un problema cerca di risolverlo e se in
tutta Italia, compresa la legge 380 del 2001 prevede questo, ma noi
siamo ancora nel 2016 senza recepire questa legge, siamo costretti
a dover fare ogni anno questa proroga e non accetto lezioni da
nessuno qui.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per essere molto
chiari, questo è un articolo che in altre regioni viene strutturato
come legge. Si tratta non di sanatorie ma si tratta di recupero
abitativo.
In un momento in cui c'è una crisi, per le famiglie anche che
possono dare la possibilità di dare ai figli un uso abitativo ai
fini anche della prima casa credo che sia anche giusta la
possibilità d'una proroga.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Sudano
ha ragione, non solo l'abbiamo approvato la scorsa finanziaria e
nelle altre regioni già è in funzione da tanti anni, ma vorrei dire
che risolve un problema che attualmente nessuna legge riesce a
risolvere; e cioè, quando i costruttori costruiscono gli
appartamenti e sopra fanno i sottotetti, questi sottotetti in
effetti vengono oggi utilizzati per uso abitativo, ma non viene
contemplata la volumetria nel pagamento delle tasse che riguardano
sia la spazzatura che tutte quelle che riguardano la casa, quindi
noi, con questa legge, diamo la possibilità di recupero abitativo
ma facciamo pagare anche le tasse, e diventa un introito per la
Regione siciliana.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ogni
anno viene puntualmente riproposta questa norma. Io credo che sia
giusto per l'ultima volta approvarla perché in Commissione
Territorio e Ambiente dovrebbero essere oramai pronti i testi di
riforma del sistema dell'urbanistica e dell'edilizia. È di tutto
evidenza che una volta licenziati questi testi nell'arco di poche
sedute l'Aula può definitivamente intervenire sulla materia,
quindi, a me sembra opportuno come procedimento da approvare per
l'ultima volta.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, voglio
ribadire l'importanza di questa norma, dell'art. 81 e apprezzo
notevolmente l'intervento che ha fatto l'onorevole Laccoto perché
in un momento di grande crisi economica questa norma riesce anche a
sbloccare quel po' di piccola edilizia che esiste nel nostro
territorio e di in più devo dire mi pare strano che proprio
l'onorevole Falcone con il suo gruppo presenti una norma abrogativa
a questo articolo perché quest'articolo, mi piace dirlo, nasce con
l'onorevole Salvo Fleres che militava in quest'Aula con i colori
del vostro partito.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, molto
brevemente vorrei ribadire il concetto che ha espresso poco fa
anche se in maniera molto sintetica l'onorevole Turano. Noi siamo
in ritardo rispetto al Testo Unico della 380 del 2001 a livello
nazionale, siamo in ritardo di 14 anni. Ebbene noi dobbiamo,
invece, recepire l'intero testo della 380 che peraltro è stata già
votata in Commissione e, quindi, dobbiamo, invece, incardinarla in
Assemblea per approvarlo perché questo è solo un piccolo aspetto
rispetto a tutto quello che è previsto dal Testo Unico, quindi
questo vuole essere un invito non solo a prorogare per quest'anno
augurandoci che sia l'ultimo anno, proprio perché dobbiamo andare
avanti e recepire la 380.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
discussione che si è sviluppata ha confermato che non siamo in
presenza di una norma che abbiamo approvato in Finanziaria
dell'anno scorso e che, siccome la gente non ha potuto nell'arco,
perché la proroga è un intervento straordinario che si dà una
tantum.
Ha ricordato l'onorevole Cimino che è decano di questa Assemblea,
più di me, che siamo in presenza di una norma che era contenuta nel
piano casa di Berlusconi che poi in Sicilia, assieme ad altri, fu
approvata in termini, invece di fare una legge organica si disse:
facciamo l'intervento per alcuni anni , perché non era una
sanatoria ma quasi.
E allora i colleghi che vogliono affrontare in termini strutturali
questo problema, lo facciano nella Commissione di merito, quindi
nessuno si scandalizzi se poi la Stampa pensa che siamo una Regione
che invece di affrontare in maniera organica le questioni si affida
continuamente a proroghe.
Se si vuole fare una norma strutturale la si faccia ma non si
ricorra allo strumento della proroga. La Commissione di merito si
riunisca e valuti.
Signor Presidente, io non ritiro l'emendamento, però suggerirei di
accantonarlo perché non ci può essere una proroga da qui al 2018,
soprattutto proposta da quelli che dicono che questa materia va
normata in maniera definitiva.
Non può essere una proroga fino al 2018, significa che i promotori
non ritengono che ci si debba confrontare su una norma definitiva
ma che vogliono che si vada ad una proroga pura e semplice, quindi
o un intervento di merito oppure uno strumento di questo genere è
sbagliato.
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 81 sono stati presentati
tutti emendamenti soppressivi. Pertanto, pongo in votazione il
mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:
«Art. 82
Proroga dei termini in materia di interventi di edilizia
agevolata
1. All'articolo 93, comma 1, della legge regionale 7 maggio 2015,
n. 9, le parole 31 dicembre 2016 sono sostituite dalle parole 31
dicembre 2018 .».
Comunico che all'articolo 82 sono stati presentati emendamenti
soppressivi, quindi si vota per il mantenimento. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:
«Art. 83
Modifica dell'articolo 89, comma 3 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6
in materia di insediamenti produttivi in verde agricolo"
1. All'articolo 89, comma 3, della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6 aggiungere ovvero quelle iniziative imprenditoriali che
abbiano comunque presentato istanza di partecipazione ai predetti
progetti di finanza agevolata ».
ALLORO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor presidente, onorevoli colleghi, con questa norma
stiamo, sostanzialmente, allargando quanto previsto dall'articolo
89 relativo a leggi urbanistiche che dice: Le disposizioni del
presente articolo relativa agli insediamenti produttivi in verde
agricolo si applicano a tutti gli interventi inseriti oltre che
alla programmazione europea .
Quella era una norma che, sostanzialmente, aveva un senso perché
riguardava dei produttivi in verde agricolo; noi con questa norma
lo stiamo allargando a tutti. Basta fare una domanda, presentare
istanza di partecipazione a progetti di finanza agevolata, che
tutte le iniziative imprenditoriali, cioè qualunque tipo di
iniziativa imprenditoriale, possono godere di questa possibilità di
edificazione in verde agricolo.
Mi sembra un po' eccessivo. Non so, onestamente, chi lo ha
presentato.
DI MAURO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
all'assessore per il territorio e all'assessore per l'agricoltura
che, credo, sostengano questo articolo. Mi rivolgo ad entrambi gli
assessori che, credo, sostengano questo intervento perché è
previsto il disegno di legge del Governo.
Il caso è il seguente: c'è una corsa, alcuni cavalli che
partecipano a questa corsa sono azzoppati e non possono correre, si
stabilisce che potendo, forse, vincere gli si consente di
sospendere la corsa, fare in modo che guariscano e quindi
rimettersi in corsa.
Signor Presidente, pregherei la Presidenza di valutare
l'ammissibilità di questo articolo; dopo pregherei il Governo di
esprimersi conseguentemente, ritenendolo al di la di ogni
immaginevole considerazione che si possa avere e inviterei il
Parlamento a fare il suo dovere, cioè respingere un articolo che
non ha né testa, né coda.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
credo che aprire un dibattito su questo articolo, onestamente
diventerà ginnastica labbiale. Siccome l'articolo interviene su una
norma che aveva una sua logica, siamo all'inizio della
programmazione dei Centinai di miliardi di lire disponibili e
manca magari dove insediare le attività produttive. Ma quella norma
che risale all'articolo 35 del 2001 era una norma che prevedeva già
un finanziamento ottenuto e non una istanza di finanziamento, per
cui io ritengo che il Governo si pronunci e poi oggettivamente
credo anche se non so in quale Commissione sia passata ci sono
tutti i crismi della inammissibilità della norma stessa.
PRESIDENTE. Allora, io vorrei che non si tiri in mezzo ogni volta
la questione sull'ammissibilità o meno, perché dobbiamo essere
consequenziali su quello che i singoli gruppi e i singoli
parlamentari fanno nelle Commissioni di merito. Avendo stabilito un
percorso, perché può essere tutto finanziario se ci sono delle
refluenze di carattere finanziario, avendo la Commissione di merito
ritengo fatto un lavoro circostanziato debbo affidarmi al lavoro
della Commissione per cui non richiamiamo in causa, o chiamiamo in
causa la Presidenza sull'ammissibilità quando fa comodo o meno.
Invece è corretto sapere la posizione del Governo perché abbiamo
avuto un precedente. Se il Governo è contrario c'è un indirizzo
che si dà all'Aula.
CROCE, assessore territorio e ambiente, Onorevole Di Mauro era
solo per precisare una cosa che ovviamente è importante visto il
suo intervento.
Nel disegno di legge che ha esitato la Giunta, il Governo questo
articolo non c'era. Questo era per puntualizzare una cosa, quindi è
un emendamento aggiuntivo venuto successivamente e il parere del
Governo è contrario.
MAGGIO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, solo per confermare che non era nel
testo e che non è stato presentato nessun emendamento in
Commissione e quindi non è stato approvato.
FORMICA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che un
Governo che si è da sempre e un Presidente che da sempre si sono
impegnati e hanno manifestato la propria quinta essenza nell'essere
i rappresentanti della legalità della trasparenza e nell'impedire
che avvengono dei veri e propri assalti come in questo caso alla
diligenza, a me fa specie che non ci sia una rivolta vera da parte
della maggioranza che appoggia questo Governo rispetto ad un
articolo che è un insulto alla legalità, alla trasparenza, al buon
senso. E mi fa specie pure lei, Presidente dell'Assemblea, che di
solito è molto puntuale; io al suo posto, prendendo spunto dalle
dichiarazioni che ha fatto il Presidente della Commissione, dicendo
che non era passato dalla Commissione, di fronte a questa
dichiarazione, fossi in lei Presidente, anche per sopperire alle
manchevolezze del Governo o della maggioranza, io stralcerei questo
articolo che è una vergogna. Una vergogna
PRESIDENTE. L'emendamento è passato dalla IV Commissione con il
numero 65.6 e dalla IV Commissione, presidente Maggio, è arrivato
in II Commissione. Altrimenti gli uffici l'avrebbero stralciato. È
passato col parere favorevole della IV Commissione.
Il parere del Governo?
BACCEI. assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO. Presidente della Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole al
mantenimento si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 84. Ne do lettura:
«Art. 84
Interventi in favore della zootecnia
1. Per le finalità di cui all'articolo 43 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9, al fine di consentire la prosecuzione
dell'incentivazione per l'acquisto e l'impiego di riproduttori
animali, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa
complessiva di 785 migliaia di euro.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
interamente sostitutivo dell'articolo, il numero 84.3. Distribuiamo
l'emendamento di riscrittura del Governo. Se l'assessore lo vuole
spiegare. Se nessuno chiede di intervenire no».
FALCONE. E' stato già bocciato in Commissione
PRESIDENTE. Se è stato bocciato in Commissione non significa, può
ritornare in Aula.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
FALCONE. Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessori, non
entro nel merito ma potrei anche farlo, credo però una cosa che mi
sembra un tentativo surrettizio da parte del Governo di accomunare
il primo comma al secondo comma, facendo diventare un articolo di
riscrittura anche perché, le devo dire, c'era un articolo di
riscrittura nel primo comma mio che diceva, addirittura, che le
competenze, che vengono svolte dall'ente di cui all'articolo 43,
passassero all'istituto dell'incremento ittico, così come sino a
qualche anno fa effettuava.
Questo mio emendamento non è stato tenuto in considerazione,
allora io chiedo a questa Presidenza che si voti per parti
separate.
Il primo comma è quello che è nel testo; sul secondo comma, su cui
è stato anche detto, e per questo fu bocciato in Commissione
bilancio, che le SOAT lo fanno addirittura gratuitamente, noi
vogliamo articolare una riflessione a parte.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Onorevole Falcone, sulla questione dello
schedario viticolo, visto che lei si è appassionato a questa
seconda parte, e qualche collega pure, da quel che capisco in Aula,
vorrei semplicemente dire che questa è un'attività per la quale è
un obbligo dell'amministrazione regionale consentire il
mantenimento del registro sulle condizioni dei nostri impianti.
Oltretutto, quest'anno al 31 dicembre sono stati posti in vendita i
diritti di reimpianto che hanno consentito a questa Regione di
vendere oltre 12 mila ettari ad agricoltori siciliani per
impiantare nuovi vitigni nel nostro territorio. Diritti di
reimpianto che sono definiti da regolamenti comunitari e per i
quali noi abbiamo l'obbligo, da un lato, di fare questa operazione
di ampliamento dei diritti di reimpianto, dall'altro lato della
registrazione sul mantenimento delle attuali quantità di ettaraggio
che è previsto per il nostro settore vitivinicolo.
Vorrei ricordare, ma non dico nulla di nuovo, che questo settore
in questo momento è l'eccellenza della produzione agricola
siciliana.
Io credo che noi faremmo un torto e un danno ad un settore che, in
questo momento, è tra le eccellenze della Sicilia, che consente di
migliorare le qualità di produzione, e lei, probabilmente, o perché
non conosce la questione o semplicemente perché, visto che lo
propone il Governo, si appassiona in senso contrario, vorrei
ricordarle che questa non è un'attività per la quale l'assessore ha
un interesse personale. Quindi, stia tranquillo, stia sereno, è
un'attività che mi è stata chiesta dagli uffici. Sulla base della
richiesta degli uffici ho proposto l'emendamento, anzi non
l'emendamento, era nel testo elaborato e prodotto dalla Giunta per
quest'Aula. Quindi, non ci siano allusioni di nessun tipo perché
non c'è nessuna dietrologia in un'attività istituzionale che, ad
oggi, ha portato nuove entrate al bilancio della Regione.
Vorrei ricordare che, grazie alla vendita di diritti di
reimpianto, la Regione incasserà, nel corso del 2016, oltre 3
milioni di euro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Onorevole Cracolici, vorrei un chiarimento. Considerato
che l'argomento è molto importante perché il sistema riguarda
anche, se ho capito bene, gli operatori del settore, cioè quelli
che già hanno un impianto perché si deve avere una mappatura
complessiva.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sono quasi 100 mila ettari.
DI MAURO. Le voglio rivolgere una domanda in maniera tale che lei
mi risponda ufficialmente: l'anno scorso e due anni fa questo
servizio lo ha fatto un ufficio della Regione o lo ha fatto sempre
con appalto?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sono stati fatti per attività esterna.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 84.1, soppressivo
dell'articolo a firma dell'onorevole Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 84.2 a firma degli onorevoli Clemente ed
altri.
CLEMENTE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la riscrittura, emendamento 84.3 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente c'è stata una richiesta precedente
dell'onorevole Falcone di votare per parti separati, anche perché,
per essere chiari, la prima parte è l'articolo che è uscito dalla
Commissione, la seconda parte è l'emendamento.
PRESIDENTE. C'è una richiesta, che è formalizzata, di voto per
parti separate?
CLEMENTE. Lo ha chiesto il Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo la fa sua la richiesta?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. La faccio mia.
PRESIDENTE. Leggo il comma dell'emendamento 84.3: 1. Per le
finalità di cui all'articolo 43 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, al fine di consentire la prosecuzione
delll'incentivazione per l'acquisto e l'impiego di riproduttori
animali, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa
complessiva di 785 migliaia di euro
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Leggo il comma 2 dell'emendamento 84.3: 2. Per l'aggiornamento ed
il consolidamento dei dati dello schedario viticolo regionale è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 250
migliaia di euro.
Al maggiore onere derivante dal comma 2 si provvede mediante
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 29,
comma 1, del disegno di legge .
Lo pongo in votazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
FERRERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del comma 2 dell'emendamento 84.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del comma 2
dell'emendamento 84.3
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 25
Contrari 39
Astenuti 0
(Non è approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Si passa all'articolo 85. Ne do lettura:
«Art. 85
Modifiche all'articolo 8, comma 1 bis della legge
regionale 4 gennaio 2014, n. 1
in materia di contratti di collaborazione
1. All'articolo 8, comma 1 bis, della legge regionale 4 gennaio
2014, n. 1 dopo le parole in corso di legislatura sono aggiunte
le seguenti nonché la modifica dei contratti e la stipula di nuovi
contratti di collaborazione, fino a concorrenza del limite di spesa
previsto dalle disposizioni interne dell'Assemblea regionale
siciliana per ciascun deputato».
Sono stati presentati due emendamenti soppressivi: l'85.1 degli
onorevoli Di Mauro ed altri e l'85.2 degli onorevoli Clemente ed
altri.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'Aula riprenderà domani alle ore 15.00 perché
vi sarà l'apertura dell'Anno Accademico.
Invito i presentatori degli emendamenti - ne sono arrivati
tantissimi - a munirsi delle relative relazioni tecniche e delle
dovute coperture finanziarie, così evitiamo equivoci di fondo.
Quegli articoli che hanno comportato problemi possono essere, in
qualche modo, esaminati prima di domani per trovare una
condivisione non sul piano politico ma, soprattutto, su quello
giuridico.
(La seduta, sospesa alle ore 20.13 di giovedì 25
febbraio 2016, è ripresa alle ore 15.09 di venerdì 26
febbraio 2016)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
50 in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 50.9 a firma del Governo. Assessore, lo
mantiene o lo ritira?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Lo
ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.1 degli onorevoli di Mauro, Greco
Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.2 degli onorevoli Clemente ed altri.
Poiché i firmatari non sono presenti, l'emendamento decade.
Si passa all'emendamento 50.8, a firma degli onorevoli Rinaldi,
Federico, Assenza, Figuccia, Grasso, Milazzo, Papale. E' decaduto
per assenza dei firmatari.
Si passa all'emendamento 50.3, a firma dell'onorevole Fazio. Lo
mantiene?
FAZIO. Lo mantengo. Questo emendamento è stato già approvato in
Commissione di merito.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 50.6, a firma degli onorevoli Tancredi,
Palmeri, Cancelleri, Cappello.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, basta leggere per comprenderne il senso:
si vuole dare la possibilità, per il trasporto nelle isole minori,
di poter utilizzare, in caso di particolari condizioni, mezzi di
trasporto alternativi a quello marittimo.
Sappiamo bene che succede spesso che durante le mareggiate, se le
stesse si protraggono per periodi molto lunghi, si possono
verificare dei veri e propri sequestri degli isolani, che è la
cosa più grave, se non addirittura l'impossibilità di raggiungere
le isole minori. Quindi disporremmo l'impegno di una somma da
utilizzare, chiaramente, solo al bisogno per questi eventi
straordinari; e se per l'Aula va bene la nostra proposta è a
sostegno
PRESIDENTE. Io lo capisco, anche perché questo è in linea con il
dettato preparato dal Governo. Voi inserite un limite massimo di
700 migliaia di euro, ma questa cifra è dovuta a che cosa? Nasce da
uno studio?
FOTI. Nasce dall'osservazione dei fatti avvenuti in questi anni:
si è fatto un calcolo sul numero e la frequenza delle volte che il
trasporto è stato interrotto e non essendo previsto dal punto di
vista normativo un'alternativa, noi abbiamo previsto questa somma
sulla base di quello che è successo negli ultimi anni. Poi, se
l'Assessore ritiene che sia poco congrua o eccessiva, possiamo
anche subemendare e mirare alla cifra giusta che potrebbe servire.
Fermo restando, signor Presidente, che si tratterebbe di eventi
straordinari.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
Foti, il punto è questo: la filosofia dell'emendamento è
perfettamente in linea con la norma che ha presentato il Governo e
che è stata apprezzata dalla Commissione, ma la previsione
finanziaria è assolutamente opinabile, nel senso che non abbiamo
valutato, ad oggi, quanto costa questo servizio e non c'è
un'attività sottostante che ci permette di quantificarlo.
Noi abbiamo una dotazione che è legata ai servizi che eroghiamo ed
h quella che noi abbiamo. Le dico che, se i 700 migliaia di euro
sono aggiuntivi, io non ho copertura finanziaria. Già faccio una
grande fatica a trovare le risorse per l'attività attuale.
Quindi, io suggerirei, invece, di mantenere questa condizione di
previsione; dopodiché vediamo, nell'eventualità che dovessero
verificarsi questi eventi, di utilizzare la flessibilità della
gestione amministrativa per potere eventualmente remunerare. Tra
l'altro, il caso che lei individua è quasi un'ipotesi di protezione
civile, perché se c'è la mareggiata e non c'è la raggiungibilità
del sito con i mezzi ordinari è evidente che chiameremmo in causa
la Protezione civile e utilizzeremmo altri mezzi.
Per cui, questa previsione di spesa è assolutamente opinabile e,
comunque, non coperta dal bilancio.
FOTI. Signor Presidente, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.7, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
altri.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
un emendamento ma, purtroppo, sono arrivato in ritardo. Lei lo ha
dichiarato inammissibile.
Assessore, avevo presentato un emendamento dove eliminavo i mezzi
alternativi, ma non per eliminare i mezzi alternativi ma
soprattutto per chiederle c'è una salvaguardia nel caso in cui
questo trasporto viene fatto con altri mezzi per il personale
marittimo, oppure chiaramente se voi eliminerete delle corse e,
quindi, di conseguenza anche il personale che viene impiegato, sia
negli aliscafi che nelle navi, verrà diminuito rispetto
all'utilizzo di mezzi alternativi. Avete previsto una sorta di
salvaguardia per questo personale?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
Rinaldi, non c'è bisogno di prevedere alcuna salvaguardia per la
semplice ragione che noi abbiamo in previsione di garantire il
collegamento con i mezzi classici che ci sono e lì sarà fatta una
gara; anzi informo l'Aula, perché mi piace essere trasparente, che
abbiamo ritirato l'emendamento modificativo perché ad oggi non
abbiamo le risorse per gli anni successivi al 2016 per garantire la
gara quinquennale. Quindi, avendo l'Assemblea fatto una scelta,
della quale ringrazio, di avere integrato lo stanziamento del 2016
per 7 milioni l'Amministrazione potrà celebrare una gara annuale
con questa dotazione. Quindi, questo ci garantisce il modello
classico.
La previsione del comma 1, non è il comma 2, perché lei sopprimeva
il comma 2. Errore. Il comma 2 prevede l'abolizione dell'obbligo
dell'aggiudicazione al prezzo più basso. E' una cosa diversa,
comunque non ha importanza. Voglio dirle il tema è questo.
Questa previsione è una previsione programmatica che è stata
valutata come un'ipotesi da approfondire per evitare questa
monoliticità del servizio. Anche per le particolari condizioni noi
sperimenteremo e verificheremo la praticabilità di mezzi
alternativi da utilizzare nel caso in cui vi siano condizioni di
inagibilità del mezzo ordinario.
Con la previsione dell'onorevole Fazio che abbiamo accolto
addirittura di prevedere un risparmio di spesa, lui ha valutato
anche la comparazione economica. Io suggerisco, c'è un altro dato,
l'ho detto all'onorevole prima cioè quello dell'emergenza e
protezione civile. Potremmo trovarci nel caso in cui le Isole non
siamo raggiungibili con l'aliscafo e per questo dovremo verificare
queste condizioni, approfondirle e, poi, in questo senso
procederemo per cui non c'è da garantire nessuna salvaguardia
perché la gara sarà fatta per i mezzi ordinari e la copertura è
quella che abbiamo sempre trovato in modo assolutamente
trasparente.
RINALDI. Ne approfitto per chiedere suggerimenti sull'altro.
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Noi
facciamo una cosa, noi eliminiamo l'obbligo normativo, valevole
solo in Sicilia, di fare queste gare obbligatoriamente al prezzo
più basso e applichiamo la norma statale che garantisce di potere
utilizzare l'offerta economicamente più vantaggiosa. Ormai la linea
di tendenza è quella di evitare queste gare capestro al prezzo più
basso che non garantiscono la qualità delle prestazioni, ma di fare
gare economicamente più vantaggiose che conti di avere servizi
migliori a garanzia dei cittadini. In un caso come quello del
trasporto per mare mi pare un dovere assoluto.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, ritira l'emendamento?
RINALDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 50.5, a firma dell'onorevole Fazio.
Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parer della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.19, è ripresa alle ore 15.20)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cappello ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
1132/A e nn. 1133-1155/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 52 in precedenza accantonato.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio un appello
al voto su questo articolo 52 che ha un significato immediato di
ricaduta sul collezionismo storico siciliano, ma anche un
significato più alto.
Perché testimonia la capacità, la identità della nostra Regione a
Statuto autonomo di indirizzarsi verso scelte che le sono proprie,
che le sono dovute dal rispetto dell'articolo 14 in materia, per
esempio, di comunicazioni e trasporti, che le sono dovute da una
lunga storia per la quale la Regione si è affermata nell'ambito del
contesto nazionale, dando prova di lungimiranza e, talvolta, di
amministrazione innovativa e avanzata.
Quindi, mi appello al Governo, so che l'articolo presenta degli
aspetti che non lasciano, come dire, tranquilli sul piano della sua
proponibilità, sono stati sottolineati in vari contesti, anche
l'Assessore se n'è fatto carico, ma io credo che siamo di fronte a
una sfida, una sfida da interpretare con il rispetto naturalmente
delle istituzioni alle quali dobbiamo rifarci e cioè il Governo
nazionale, ma anche con l'orgoglio di coloro i quali sanno,
determinando una scelta come questa, di esercitare poteri che
all'autonomia sono riconosciuti.
Quindi, il Parlamento deciderà con l'articolo 52 anche questo,
questo riferimento costituzionale e istituzionale che riguarda la
nostra Regione.
Ringrazio, peraltro tutti i Gruppi parlamentari dal Centrodestra
al Movimento Cinque Stelle, passando per i partiti di Governo.
Ringrazio tutti i parlamentari che in Commissione Bilancio hanno
contribuito a che questo articolo fosse condiviso e fosse anche
impostato così nella sua formulazione ed invito il Governo e
l'Assemblea a testimoniare con l'approvazione dell'articolo 52 la
volontà di procedere in avanti portando la nostra Regione a livello
di altre regioni che hanno già determinato una propria linea, una
propria scelta e che consentono al collezionismo storico, sia
trentennale che ventennale, di avere delle esenzioni per aiutare
anche l'indotto a difendersi da una crisi di settore che in questi
anni, dopo la finanziaria del 2014, li ha in qualche modo colpiti.
PRESIDENTE. Onorevole Cirone, la ringrazio soprattutto per la
chiarezza del suo intervento perché proprio i profili che erano
stati evidenziati ieri lei ha dato un motivo in più per la
eventuale approvazione da parte dell'Aula.
L'emendamento 52.1 era stato ritirato ieri, lo conferma
l'onorevole Greco. L'emendamento 52.5 era stato ritirato ieri,
l'onorevole Cordaro conferma il ritiro.
Si passa all'emendamento 52.4, interamente sostitutivo, presentato
dall'onorevole Cordaro.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.27, è ripresa alle ore 15.28)
La seduta è ripresa.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
all'articolo 52 ritirato, dovrebbe esserci un subemendamento che
riguardava uno o due temi, anzi due temi, se non ricordo male,
perché l'emendamento l'ha materialmente redatto l'onorevole Grasso.
Dovrebbe essere anche a mia firma. Se gli Uffici mi confermano,
manterrei il subemendamento e lo sottoporrei all'Assessore e alla
Commissione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.29, è ripresa alle ore 15.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'onorevole Cordaro evidenziava che c'è il
subemendamento 52.4, di riscrittura, che riguarda i commi 1, 2 e 3.
E a questo c'è un subemendamento presentato dall'onorevole Falcone.
Onorevole Rinaldi, gli uffici mi spiegano che se vengono approvati
questi dell'onorevole Cordaro e dell'onorevole Falcone, in
automatico decade il suo.
Su questo articolo, che doveva essere semplice - onorevole Cirone,
mi segua lei - sono arrivati quattro sub-emendamenti. Non è
possibile procedere così. Pur capendo che nel merito è tutto
accoglibile, siamo all'inizio, abbiamo ripreso il percorso della
finanziaria, non possiamo da un minuto all'altro dare pareri su
emendamenti che mancano di relazioni e normative di riferimento.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso
dell'articolo 52 non era altro, ritengo, che una norma transitoria,
nelle more che si vada a legiferare compiutamente così a livello
regionale, con registro regionale.
Per cui riterrei opportuno rinviare questi emendamenti per
approvare l'articolo 52 sic et simpliciter, così come è stato
approvato in Commissione, che tra l'altro è mutuato da altre
Regioni che hanno già attivato queste procedure e rinviare poi ad
una norma organica che parta dal registro automobilistico delle
auto storiche ventennale e trentennale, per arrivare così ad una
legge organica. Per cui oggi noi siamo chiamati a esprimerci su una
norma transitoria, nelle more che venga legiferata in materia delle
auto di epoche storiche successivamente. Questo ci aiuterebbe,
entro quest'anno, l'anno prossimo, ad approvare una norma siffatta.
PRESIDENTE. Io mi riporto all'intervento fatto dall'onorevole
Cirone e al richiamo che correttamente ha fatto l'onorevole
Cancelleri. Non è intervenuto ma lo ha evidenziato, questioni che
abbiamo evidenziato già ieri. Questo è un articolo a forte rischio
di impugnativa da parte del Governo nazionale, inutile nasconderlo.
L'onorevole Cirone, correttamente, ha portato la discussione sul
binario giusto. Altre Regioni hanno fatto una loro legge in
materia, l'hanno già applicata, ma su queste sono pendenti più
ricorsi innanzi la Corte Costituzionale. Ha peraltro rivolto un
invito al Governo di resistere in caso di impugnativa, per vedere
fino in fondo se vi sono delle prerogative statuarie o meno che
sono state violate da parte del Governo nazionale, oppure ha
errato, perché se l'articolo è compitamente scritto dalla III
Commissione, perché è scritto con dovizia di richiami e di
riferimenti giuridici, io condivido l'impostazione dell'onorevole
Sorbello.
Se i colleghi che hanno presentato emendamenti e sub-emendamenti
li ritirano, ci affidiamo al lavoro svolto dalla Commissione,
sapendo qual è il rischio che stiamo correndo.
Bene, i subemendamenti sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 52.6, degli onorevoli Ruggirello ed
altri.
RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 52, così come esitato dalla
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Assessore Baccei, gradiremmo la presenza degli altri assessori per
andare avanti, perché vorrei seguire l'ordine cronologico delle
norme.
Informo l'Aula che sono stati già approvati 45 articoli su 93. 26
articoli sono da approvare e 14 sono quelli stralciati.
Si riprende l'esame dell'articolo 55, precedentemente accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 55.8, in
distribuzione.
Comunico, altresì, che sono stati presentati dall'onorevole
Falcone gli emendamenti 55.7.1 e 55.7.1.1.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento dell'assessore Cracolici sia materia estranea
rispetto all'argomento di cui stiamo parlando. Per quello trattasi
un fondo unico, un'interpretazione per determinate fattispecie.. e
così via. Noi stiamo parlando, in questo articolo, di CRIAS e di
IRCAC Cosa facciamo con questo emendamento Stiamo semplificando
l'azione della CRIAS, a saldi invariati.
Stiamo dicendo che tutte le risorse che sono in tre fondi - e,
specificatamente, nel fondo di cui agli articoli 20 e 21 della
legge n. 35, nel fondo di cui all'art. 68 della legge n. 6 e nel
fondo di cui all'art. 48 della legge n. 32 - confluiscono nel fondo
di cui all'art. 64 di cui alla legge n. 6 del 1997. Questo, già, lo
avevamo fatto negli anni precedenti con altri fondi.
Stiamo semplificando, stiamo facendo confluire le economie che ci
sono nei vari fondi in un unico fondo, a gestione separata, per
semplificare e per far sì che le aziende, che le nostre imprese
artigiane e non solo - ci sono anche le imprese agricole -
rientrino in questo fondo: trattasi infatti di acquisto di
prodotti e materiale di consumo, funzionali all'esercizio
dell'attività agricola di cui all'articolo 16 della legge n.
6/2009, così come i contributi in conto interessi alle imprese
artigiane per il ripianamento delle esposizioni debitorie, di cui
all'articolo 124 della legge n. 11/2010.
A tutto ciò si aggiungerebbero poi, se dobbiamo completare, la
formazione delle scorte di materia prima, i prodotti finiti, il
credito d'esercizio per l'acquisto, la costruzione, la
ristrutturazione di laboratori, o l'acquisto di macchinari,
attrezzature, e così via.
Sostanzialmente questo emendamento è un emendamento che completa
l'articolo 55, specificatamente per IRCAC e CRIAS.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Onorevole Falcone, questo emendamento che il
Governo ha presentato è relativo alla ristrutturazione delle
passività agrarie per le quali siamo fermi, con una norma della
legge n. 9 del 2008 - variata poi con la n. 25 del 2011 - ad una
disposizione che prevede una ristrutturazione dei debiti, in
agricoltura, fino al 31 dicembre 2010. Cioè gli imprenditori
agricoli che avevano debiti con le banche, fino al 31 dicembre 2010
potevano ristrutturare il loro debito con un fondo che era gestito
dall'Assessorato all'agricoltura con uno schema in convenzione con
tutti gli istituti di credito.
Quel fondo, oggi, ha delle giacenze perché è un fondo di
rotazione. Si tratta, semplicemente, di eliminare 31 dicembre
2010 e consentire alle imprese agricole, nel momento in cui fanno
l'istanza per ristrutturare il loro debito di poterlo fare fino
all'anno prima in cui presentano l'istanza, cioè tutti i debiti che
hanno contratto fino all'anno precedente al momento in cui
presentano l'istanza
Con questa norma andremmo a contrastare una situazione di collasso
economico da parte delle aziende agricole, che attendono questo
strumento per poter ritornare in bonis rispetto alla situazione di
sofferenza del sistema agrario.
Quella stessa norma prevedeva anche la capitalizzazione per le
cooperative agricole e quella norma era relativa esclusivamente
alla capitalizzazione di soci di cooperative che agivano soltanto
per i beni confiscati. Quella norma non ha avuto ad oggi
attuazione.
Con questa norma ci si limita a togliere il vincolo dei beni
confiscati e consentire la capitalizzazione delle cooperative
agricole al fine di poter aumentare la loro capacità di credito
presso gli istituti di credito. Vorrei dire ai colleghi che questa
è una norma molto attesa dal mondo agricolo. Perché è coerente con
questo articolo 55 di cui non c'entrano nulla gli aspetti che erano
trattati dall'articolo stesso? Perché una parte dei fondi che
riguardano, come lei ha ricordato, il sistema agricolo, riguardano
anche la CRIAS oltre che l'IRCAC, perché abbiamo istituito con
legge della Regione un fondo alla CRIAS per la gestione delle
scorte, le cose che lei ricordava, così come l'IRCAC gestisce le
cooperative agricole e anche quelle sono in sofferenza. Questa
misura consente al mondo agricolo di assumere, di avere uno
strumento che in questo momento stimiamo, per dare un'idea delle
dimensioni del problema, perché operiamo secondo il regime de
minimis e stimiamo che con i circa 13 milioni che dai nostri conti
risulterebbero nelle disponibilità residue di quel fondo di
rotazione
CORDARO. La giacenza
CRACOLICI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea. Sì, la giacenza, ristruttureremmo
circa 150/200 milioni di debiti che il mondo agricolo ha con le
banche. Credo che questa è una norma che riguarda la Sicilia,
attesa in questo momento particolare soprattutto nel ragusano; c'è
una particolare e acuta sofferenza di questa situazione.
L'altra norma che è contenuta sempre in questo articolo è quella
relativa alla possibilità che le cooperative agricole, cioè le
cantine, anch'esse gestite dall'IRCAC. Si da l'interpretazione
autentica a una norma che ha impedito ad oggi, malgrado ci sia una
legge della Regione, di consentire ai soci fideiussori di liberare
le fideiussioni per quelle cantine poste in liquidazione e per le
quali si è avviata la procedura di fallimento dopo che è entrata in
vigore la legge che abbiamo fatto circa 8 anni fa ma che è stata
notificata a Bruxelles per essere vigente nel nostro sistema.
L'interpretazione ha fatto si che gli uffici hanno inteso escludere
da quella applicazione della norma i soci che, ancorché presenti
nelle graduatorie di quelle cantine sociali, di quelle cooperative,
poiché la procedura di liquidazione e di fallimento si è conclusa
nel periodo in cui si attendeva la notifica di Bruxelles, gli
uffici hanno interpretato la questione sospendendo l'applicazione a
quei soci.
Siamo nella situazione per cui ci sono, pur avendo una legge, soci
di cooperative agricole che hanno situazioni in cui sono stati
posti in vendita i loro beni malgrado ci sia una legge della
Regione che consentiva di liberare le fideiussioni. Ecco perché
stiamo parlando di una norma che riguarda il mondo agricolo che mai
come in questo momento vive un momento di sofferenza e che questo
parlamento a mio avviso fa bene a dare una risposta che riguarda la
condizione finanziaria e di liquidità per consentire anche a questo
settore di guardare con speranza anche alla fase di avvio del nuovo
PSR.
Quindi credo che questo emendamento è un emendamento che serve al
mondo dell'agricoltura nella sua interezza e credo e mi auguro che
nessuna forza politica intenda in qualche modo contrapporsi visto
che a parole siamo tutti d'accordo a sostenere, tra l'altro una
misura che al bilancio della Regione, in questa finanziaria, non
costa un solo euro.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ieri nel mio intervento così com'è, votando o l'emendamento 55.7 o
55.6 che riguardava soltanto l'incremento del fondo. Perché
l'incremento del fondo? Perché ho spiegato ieri, e lo ribadisco
oggi, in un momento in cui c'è difficoltà ad avere credito da parte
delle cooperative, da parte delle imprese artigiane dal mondo
bancario noi stiamo dando un po' di respiro, diamo un po' di
respiro e di ossigeno a queste piccole e medie imprese e a queste
cooperative per accedere esclusivamente al credito.
Ora, con l'emendamento presentato dal collega Falcone, noi
praticamente, oltre ad incrementare il fondo andiamo a cambiare il
sistema di finanziamento.
FALCONE. Onorevole Di Giacinto, ho già dichiarato di ritirare
l'emendamento 55.7.1.1, quello che cambia il sistema di
finanziamento.
DI GIACINTO. Perfetto, perché lì cambia tutto il sistema di
finanziamento che può essere legittimo e logico ma, per quanto mi
riguarda, dico di fare un disegno di legge organico e lo andiamo a
rivedere. Cioè è illogico che oggi, in fase di finanziaria,
rifacciamo una norma per quanto riguarda il rifinanziamento alle
imprese artigiane e alle cooperative.
Il 55.7.1, che recupera tutte le somme dai vari fondi su quello
posso essere, sono d'accordo collega Falcone a poterlo votare.
Se poi l'emendamento dell'onorevole Cracolici, relativamente
all'agricoltura, non incide sui fondi, su questi fondi che noi
stiamo istituendo, così come ha detto l'assessore Cracolici, per
quanto mi riguarda non ho nessuna difficoltà, anche se stiamo
trattando, ricordo, il fondo IRCAC e il fondo CRIAS, non stiamo
parlando in questo momento di fondi particolari per l'agricoltura,
però non sono io certamente a mettermi di traverso rispetto a
questa questione.
RAGUSA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'emendamento presentato dall'assessore Baccei ed esposto qui
dall'assessore Cracolici, per la crisi che in questo momento vive
l'agricoltura è un segnale importante. È un segnale che permette a
quelle imprese che sono in uno stato debitorio di poter usufruire
di questi fondi per liberarsi di questo momento di grande
difficoltà economica per cui possiamo salutarlo solo con
soddisfazione.
Volevo rivolgermi all'assessore Cracolici perché voglio
notificarle con soddisfazione che questo emendamento coglie nel
segno proprio per la difficoltà che attraversa il comparto
agricolo.
Mi piace anche ricordare che io sono stato promotore di questa
norma, dell'acquisto delle scorte, perché in una finanziaria degli
anni scorsi fui proprio io a portare avanti questo ragionamento che
ha avuto un grande riscontro sul territorio.
In provincia di Ragusa quelle aziende che hanno usufruito di
questo strumento ai tempi erano 3.500 e penso che siano aumentate
in questi anni.
Mi rimane solo da chiederle una cosa, assessore, siccome la crisi
è talmente profonda e alla fine è un sistema che aiuta l'impresa a
recuperare la fase debitoria ma non l'aiuta a promuovere quello che
è il prodotto che si produce in questa Isola, tant'è che io le
chiedo, visto che lei appartiene a questo grande partito, visto che
il Ministro all'agricoltura appartiene anch'esso a questo grande
partito, si faccia carico di fare sì che venga emanata una norma di
salvaguardia per i prodotti che provengono dall'Italia ed in modo
particolare dalla Sicilia e, se vuole proprio nello specifico,
facciamoci carico di una fascia trasformata che va da Catania e che
arriva fino a Trapani, che poi è il motore che trasmette economia
in questa terra, perché è una terra che viaggia a due velocità: c'è
una parte a sud che va discretamente bene, ma tuttavia è gente che
va aiutata.
Pensi che in provincia di Ragusa, ma io so che lei lo sa, ci sono
35 mila addetti nel mondo dell'agricoltura; cioè vuol dire che è
una piccola Fiat che va aiutata e sostenuta. Inoltre, io so che lei
ha avuto un incontro qui a Palermo con il Ministro dell'agricoltura
e le chiedo, nelle possibilità che lei ha, di portare il Ministro
dove l'agricoltura pulsa veramente, lo porti in provincia di
Ragusa, facciamo capire alla gente che vive a Roma, che fa politica
a Roma, che questa Sicilia ha bisogno di questo atteggiamento, che
va sostenuta, che va aiutata anche attraverso queste azioni che
sono meritevoli ma che comunque una norma di salvaguardia ci
darebbe moltissimo per uscire da questo momento di grande crisi che
noi tutti soffriamo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché
credo l'articolo sia importante. Mi è stata chiarita già l'ultima
parte di questo articolo che l'interpretazione consente di
recuperare soggetti utilmente collocati in graduatoria per
l'accesso ai benefici che qualora lo stato di fallimentare si
concluda dopo, è la vecchia questione della 37 del '94, si possono
richiedere sempre per questi soggetti, i relativi certificati
casellari per sapere se ci sono stati casi di bancarotta e, quindi,
solo allora si potrà procedere alla liquidazione. Quindi questo
ultimo comma è un comma diciamo di interpretazione, ma che consente
ai cittadini che sono nelle stesse condizioni di altri che hanno
già avuto beneficio in costanza di pendenza di processo, di potere
ottenere il beneficio che, per chi non lo sapesse, è un accordo con
le banche perché per il 60% del debito se l'accolla la Regione
siciliana e i titolari di questi finanziamenti che sono andati in
malora hanno diritto allo svincolo delle ipoteche.
Ricordo all'Aula che ci sono state persone che, purtroppo, si sono
anche suicidate per questo tipo di normativa che allora aveva
consentito sia dei benefici ma che le imprese andate in malora
avevano determinato la rovina di tante famiglie. La seconda cosa
che volevo capire, assessore Cracolici, è questa modifica del primo
comma della legge 6 del 2009, perché francamente nella prima parte
che è prevista dalla normativa è indicata la possibilità che le
società che sottoscrivono un aumento di capitale hanno diritto
praticamente ad accedere a questa sorta di risorsa che è depositata
all'IRCAC. Nella modifica lei indica che possono essere presentate
più domande. Non riesco a capire qual è la ratio di questa norma.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sono i singoli soci delle cooperative.
DI MAURO. Non è specificato però qua. Cioè non è specificato
perché si parla il soggetto che può chiedere è sempre la
cooperativa. Cioè la modifica con la norma esistente consente
sempre alla cooperativa di fare l'istanza. Cioè, non c'è la
specifica dei singoli soci. Lei sta dicendo all'Aula i singoli
soci possono accedere ad un prestito e, quindi, auto svincolarsi
dall'onere e dall'obbligo che c'è con l'Istituto bancario.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Se vuole le leggo la relazione tecnica.
DI MAURO. No, lasci perdere la relazione. Cioè, dobbiamo mettere
in sintonia tutto l'articolo. Siccome il soggetto nella parte della
legislazione esistente è la singola impresa, nella sostituzione è
sempre scritto alle imprese singole' soci delle società
cooperative, agricole alle società agricole di capitali che
deliberano un aumento di capitale. Cioè sarebbero non più le
cooperative, la cooperativa singola, ma sono le cooperative che
appartengono
Ma così può chiedere un'impresa agricola, diciamo un prestito per
fattispecie che non rientra in questa necessità. Cioè voglio dire
se la legge
FAZIO. Il prestito non c'entra niente.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Vorrei leggere la relazione tecnica che
supportava questo emendamento.
FORMICA. Non si potrebbe fare distribuire questa norma?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. L'articolo 3 della legge 25/2011 contiene
alcune modifiche dell'articolo 18 della legge 6/2009. In
particolare il comma 1 prevede uno stanziamento, eccetera. Come è
possibile notare, rispetto alla previsione della norma originaria,
si è voluto ulteriormente allungare, eccetera. Questa è la seconda
parte, quella del termine.
Altra modifica sostanziale apportata dall'articolo 3 della legge
25/2011 è la concessione di contributi in conto capitale alle
imprese agricole, socie di cooperative o di società di capitali,
che deliberano un aumento di capitale, dando la possibilità di
presentare domande collettive da parte delle cooperative o delle
società. Considerato che la norma, come formulata, si è dimostrata
di difficile attuazione per l'intreccio tra i beneficiari diretti,
soci delle cooperative e delle società di capitali, ed i
beneficiari indiretti, cooperative e società di capitali, si
propone una modifica sostanziale della norma, prevedendo
l'erogazione del contributo in conto capitale alle imprese agricole
cooperative ed alle società agricole di capitali che deliberino un
aumento del capitale sociale. Di conseguenza, è necessario
eliminare la priorità assegnata nell'erogazione ai coltivatori
diretti, cioè alle persone fisiche, agli imprenditori agricoli
professionali ed alle cooperative che gestiscono e coltivano
terreni confiscati alla mafia, prevista dal comma 2, articolo 18
della legge 6/2009. Con la modifica proposta si supera tale
contrasto e si consente all'Assessorato per l'agricoltura di
stabilire, con proprio decreto, i criteri di selezione delle
iniziative proposte.
E' chiaro qual è la questione?
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, ieri avevo sperato che quando lei aveva
precisato che gli emendamenti dovessero essere supportati da
relazione ciò venisse effettivamente fatto; onorevole Cracolici non
ce l'ho con lei, si figuri.
Ovviamente, l'emendamento in questione tocca tre punti
completamente diversi l'uno dall'altro.
Il primo punto interviene con l'erogazione di un contributo nei
confronti delle società cooperative o delle cooperative agricole
che procedono ad un aumento di capitale sociale, dove c'è un
intervento pubblico a riguardo che ha difficoltà ad essere erogato
sulla base della dizione della norma pregressa. Mi permetto di
suggerire all'Assessore di presentare un subemendamento perché
quando rinvia al decreto attuativo in ordine alle modalità per la
concessione degli aiuti, occorre fissare un termine entro il quale
il decreto verrà emanato. Solo questo, nient'altro.
Chiarito questo concetto, quindi non è un'innovazione, bensì
semplicemente una semplificazione normativa per consentire,
effettivamente, di poter far sì che le cooperative agricole ed
eventualmente le società di capitale, agricole, possano procedere
alla cosiddetta capitalizzazione.
L'obiettivo della norma era quello di trovarsi società robuste dal
punto di vista dei capitali, per poter affrontare le difficoltà del
mercato. Questa norma ha trovato difficoltà ad essere attuata,
perché poco interessante a riguardo. Motivo per cui si intende
semplificarla per poter, in qualche modo, concedere gli interventi.
Il secondo intervento previsto nell'ambito dell'emendamento
riguarda un argomento completamente diverso che è la
ristrutturazione dei debiti prevista dalla normativa e che non può
trovare applicazione tenuto conto che ha inserito ex se un termine
che è del 2010, motivo per cui le somme che erano state stanziate
sono lì, nessuno le può toccare e nessuno le può utilizzare se non
si modifica il termine entro il quale, ovviamente, e mi consenta
anche Assessore la cosa è intelligente, perché diventa un Fondo di
rotazione, tenuto conto che lei, non indicando il termine, fino a
quando non si esauriscono i fondi o meglio, fino a quando non
vengono, in qualche modo, rimpinguate le cooperative senza bisogno
di ulteriore altra normativa possono accedervi purché abbiano i
requisiti previsti, ovviamente, dalla norma. Quindi, lo trovo, non
solo intelligente ma, addirittura, condivisibile.
Il terzo argomento è un po' più complesso perché mi viene di fare
una domanda: il pronunciamento della Corte di Giustizia, in ordine
all'ammissibilità di questo intervento, alla compatibilità di
questo intervento, vorrei ricordare, siccome è di diversi anni fa,
com'è possibile che ci si svegli a distanza di anni perché vorrei
ricordare - l'onorevole Di Mauro l'ha richiamata alla memoria - la
norma che è stata approvata dall'Assemblea regionale siciliana ha
qualche anno e, quindi, questo problema è un problema sicuramente
che non è stato evidenziato la settimana scorsa, un mese fa, due
mesi fa, bensì ha qualche anno. Com'è possibile che l'Assessorato
all'agricoltura, o gli assessori che si sono avvicendati nel tempo,
non si siano preoccupati di promuovere un'iniziativa tesa a
chiarire questa posizione, perché mi permetto di evidenziare ai
colleghi, che il terzo punto non è altro che un'interpretazione
autentica perché non aggiungiamo nulla di più rispetto ai soggetti
beneficiari individuati dalla norma perché richiama la graduatoria
già inserita utilmente in graduatoria ma, ovviamente, trova il suo
limite nell'ambito di una non specificazione in ordine dei
cosiddetti requisiti oggettivi, non soggettivi, cioè nel senso che
doveva esserci una dichiarazione di fallimento, comunque,
ovviamente, una procedura concorsuale avviata.
A mio avviso, la norma è non solo intelligente, da condividere, ma
poiché intervenire in agricoltura è estremamente complesso e
difficile, perché ci sono le normative comunitarie che determinano
un limite, è l'unica cosa possibile in questo momento. Ed è vero
che darebbe un sollievo molto leggero al comparto che è in
sofferenza, se non addirittura, moribondo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, vi invito alla
brevità, cortesemente.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo chiesto di
avere delucidazioni sul testo e soprattutto sull'emendamento 55.8
perché, ovviamente, la materia ci appare molto, ma molto complessa.
Soprattutto per quanto riguarda il comma 1, anche dopo l'intervento
che ha fatto, le delucidazioni che ha dato
Però, signor Presidente, se non collaboriamo, qua dentro sarà
difficile anche esplicitare il dibattito per la buona riuscita
perché, se non ci comprendiamo
PRESIDENTE. L'assessore Cracolici la sta ascoltando.
FORMICA. Sì lo so, ma il problema è che su alcuni punti che
possono apparire complicati, complessi e che magari non lo sono,
alla luce delle delucidazioni, poi, se non c'è chiarezza, la
confusione diventa ampia e, quando c'è confusione, non ci sono mai
conseguenze buone.
Da quello che, almeno a me, è dato capire rispetto al dibattito
che c'è stato finora e alle delucidazioni che ha dato anche
l'Assessore, appare - mi riferisco al comma 1 - che rispetto ad una
norma iniziale che stabiliva dei paletti che, magari, potevano
essere di intralcio rispetto al funzionamento della legge perché
fra l'altro prevedeva la questione di un'unica domanda
presentabile, eliminiamo quest'unica domanda presentabile e
lasciamo discrezionalità all'Assessore, nel senso che col decreto,
eliminando quel blocco che c'era inizialmente, non si impedisce a
chi ha diritto di poter presentare le domande.
Nel caso in specie ai singoli soci.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e la
pesca mediterranea. Invece, che i singoli soci, la richiesta la fa
la società.
FORMICA. Ma questo come funziona per le società di capitali?
Cerchiamo di chiarire, di specificare bene questo.
Assessore, se chiarisce meglio questa parte perché è un settore
importante per la Sicilia e che soffre molto, in questo momento,
vediamo di indirizzare al meglio i provvedimenti di Governo che
facciamo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ho
compreso lo sforzo che lei ha fatto per cercare di recuperare,
però, tengo a sottolineare che la dizione che è riportata in questa
legge è la seguente: Il termine alle imprese agricole soci di
cooperative o di società di capitali che deliberano un aumento di
capitale è sostituto con le stesse parole: alle imprese agricole
socie delle cooperative e alle società agricole di capitali che
debbono cioè la sostituzione sono le stesse parole La inviterei
a correggerlo, perché mi sembra che, come è formulato, si sia
copiato lo spirito della vecchia legge, lo dico perché poi dobbiamo
essere nelle condizioni di applicarla.
Siamo d'accordo, però Sono le stesse parole, Assessore.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e la
pesca mediterranea. Scusa, hai ragione, è alle società agricole ed
alle cooperative.
DI MAURO. Assessore, o si dimette o lo corregge
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e la
pesca mediterranea. Intanto, ringrazio il collega Fazio per la
precisazione che ha fatto e per l'efficacia con la quale ha fatto
questa precisazione.
E' evidente che la questione che ha posto l'onorevole Di Mauro sia
corretta. Questo emendamento si pone l'obiettivo di consentire alle
cooperative ed alle società di fare, in quanto soggetto giuridico,
richiesta per la capitalizzazione delle società, quindi, non più ai
singoli soci, ma alle società ed alle cooperative, quindi, va
precisato, va corretta la questione così come è scritta.
Purtroppo, mi sono fidato degli uffici
PRESIDENTE. Sospendo due minuti per la riscrittura.
(La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.20)
La seduta è ripresa.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, non ho
che da esprimere un giudizio positivo sulla proposta di questo
emendamento che, di fatto, dopo un congelamento che c'è stato al 31
dicembre 2013, sblocca tutti coloro che sono entrati in empasse
economiche da quella data ad oggi. Trasformando da socio privato in
società di capitale o cooperativa, di fatto, con questa norma,
andiamo ad approvare un provvedimento che è salutare per questo
settore, che già soffre immensamente.
Per cui il mio plauso all'Assessore, non mi spiegavo poc'anzi
com'è che una norma di buon senso come questa arrivasse dopo cinque
anni dalla prima genitura, e l'ultimo comma non fa altro che
recuperare, anche qui un plauso, tutti coloro che hanno avuto già
la pendenza giudiziaria con la procedura fallimentare.
Questi due momenti, che sono quelli della ricapitalizzazione fino
all'anno precedente, al 31 dicembre dell'anno precedente, ed il
recupero di tutti coloro che dal 31 dicembre 2010 fino ad oggi
hanno avuto attivata la procedura fallimentare, vengono recuperati.
Per cui ritengo che questa sia una norma che possa definirsi
fulcro di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 55.7 I parte, degli
onorevoli Falcone ed altri è stato presentato, da parte
dell'onorevole Falcone il subemendamento sostitutivo 55.7.1, che si
aggiunge all'articolo 55.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, dobbiamo votare sia il
subemendamento 55.7.1, sul quale siamo d'accordo e l'emendamento
55.7, che riguarda l'IRCAC, non riguarda la CRIAS, quindi, dobbiamo
votare sia uno che l'altro.
PRESIDENTE. Voteremo, quindi, l'emendamento 55.7 I parte, così
come subemendato, e l'emendamento 55.6, a firma dell'onorevole Di
Giacinto, che non sarà assorbito da quello dell'onorevole Falcone.
Il parere della Commissione sul subemendamento 55.7.1?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 55.6, a firma dell'onorevole Di
Giacinto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 55.7 II parte, a firma degli onorevoli
Falcone ed altri. Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira?
FALCONE. Estende i benefici all'editoria. Mantengo l'emendamento.
FORMICA. Che si occupa anche di formazione agricola
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
CIMINO. Può spiegare l'emendamento?
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, basta. E' da un'ora che siamo su
questo articolo, abbiamo ancora 26 articoli. Un deputato interviene
una volta soltanto per cinque minuti per spiegare l'intero
articolo.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.7 II parte
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 55.7, II parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 35
Contrari 31
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 55.3, degli onorevoli Di
Mauro ed altri
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 55.4, degli onorevoli Di
Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 55.8, del Governo. Comunico che è stato
presentato dal Governo il subemendamento 55.8.1.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione segreto su un
subemendamento.
CORDARO. Presidente, se ce lo spiega
PRESIDENTE. Il dibattito c'è stato, è stato pure ampio.
L'onorevole Cracolici ha presentato un subemendamento sulla base
degli interventi dell'onorevole Formica, Di Mauro, Fazio ed ha
riconosciuto che c'era un errore. O si segue il dibattito o non
andiamo da nessuna parte C'è una richiesta di voto segreto.
GRECO Giovanni. La ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 55.8.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 55.8. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, così come subemendato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 55.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 40
Contrari 35
Astenuti 0
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 55, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'Assessore Lo Bello è presente. Siccome dobbiamo approvare gli
articoli - mi riferisco al secondo fascicolo, per completarlo - 51,
57, 61, 65 e 74, questa è la scaletta con la quale andiamo avanti.
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51
Misure in materia di impianti di distribuzione di
carburanti
1. La parola concessione contenuta nella legge regionale 5
agosto 1982, n. 97 e successive modifiche ed integrazioni, è
sostituita dalla parola autorizzazione .
2. Le parole Assessorato regionale dell'Industria contenute
nella legge regionale 5 agosto 1982, n. 97 e successive modifiche
ed integrazioni, sono sostituite dalle parole "assessorato
regionale delle attività produttive".
3. Fermo restando le disposizioni attuative previste dalla legge
regionale 5 agosto 1982, n. 97 e successive modifiche ed
integrazioni l'assessore regionale per le attività produttive,
entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, emana le disposizioni finalizzate alla semplificazione ed
alle sanzioni dei procedimenti amministrativi in materia.
4. In materia di impianti di distribuzione carburanti ubicati
sulla reta autostradale e sui raccordi autostradali trovano
applicazione le disposizioni nazionali e regionali di settore.
5. Per quanto non previsto dalle disposizioni regionali di
settore, trovano applicazione le relative disposizioni nazionali.
6. I titolari di depositi commerciali di oli minerali non possono
esercitare, come attività accessoria, l'immissione diretta del
carburante nei serbatoi degli automezzi. Il divieto di cui al
presente comma non trova applicazione nel caso di rifornimento
delle macchine agricole strumentali all'agricoltura».
Abbiamo un serie di emendamenti che prevedono la soppressione di
articoli a di commi.
Onorevole Greco, ritira gli emendamenti soppressivi al 51?
GRECO Giovanni.. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Cordaro, lei ritira il suo emendamento?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 51.8 primo firmatario l'onorevole Ciaccio
ed altri. Lo mantiene?
CIACCIO. Lo mantengo.
TANCREDI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 51.8.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo
emendamento noi chiediamo l'installazione di un dispositivo, che è
presente in tutti i distributori d'Europa - tranne che in Italia -
che determina la temperatura del carburante, in funzione del fatto
che varia il volume in base alla temperatura ambientale. In questa
maniera, si potrebbe dare la certezza agli utenti di avere sempre
la stessa quantità precisa di quello che viene pagato e realmente
erogato. E' un dispositivo che costa poche decine di euro, che
dovrebbero avere tutti i distributori in Italia e non solo in
Regione siciliana
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
colleghi, per quanto riguarda questo emendamento, pur
condividendone lo spirito devo dire che l'intenzione di questo
emendamento, così come veniva detto dall'onorevole, è assolutamente
quello di poter misurare, con estrema chiarezza il carburante
erogato. Come sappiamo, le truffe, in questo senso, hanno
ampiamente documentato, anche con filmati, che questo avviene.
Pur tuttavia, in questo momento - proprio abbiamo chiesto un
approfondimento nella mattinata di oggi - e a livello nazionale
proprio la Commissione carburante, presieduta dalla Regione
siciliana, si sta occupando di interventi in materia di carburanti
e di stazioni di servizio.
Proprio perché questa è una di quelle cose che sono alla
valutazione della commissione nazionale, noi vorremmo dare un
parere negativo a questo emendamento tenuto conto che, poi,
rientrerà fra tutti quegli interventi che faranno parte di una
direttiva nazionale.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore io,
francamente, di questo articolo riesco a comprendere il primo comma
ed il secondo. Il terzo ed il quarto sono nelle cose. Cosa dice il
terzo? Fermo restando le disposizioni attuative, previste dalla
legge 97/1982 e successive modifiche e integrazioni, entro 120
giorni saranno emanate le disposizioni finalizzate alla
semplificazione. Non occorre norma Comma 4: In materia di
impianti distribuzione carburanti ubicati sulla rete autostradale e
su raccordi autostradali trovano applicazioni le disposizioni
nazionali e regionali di settore, e non c'è bisogno di scriverlo
nella legge .
Comma 5: Per quanto non previsto nelle disposizioni regionali di
settore, trovano applicazione le relative disposizioni nazionali .
Quello che dice lei è una cosa ma qui non è inserito. Qui ci sono
due argomenti importanti: uno è il tema dell'autorizzazione, che
prima era concessione, il secondo è che va indirizzato
all'Assessorato regionale per le attività produttive e non più
all'Assessorato regionale per l'industria e il terzo è questo comma
6, il divieto eccetera. Sugli altri tre commi ci si può muovere per
via amministrativa.
Se ci sono altri argomenti che, le devo dire, ho avuto modo di
riscontrare in una sorta di illustrazione che il Governo ha fatto,
qui non c'è traccia. O si corregge attraverso un emendamento del
Governo, oppure è una norma che si racchiude in due commi che hanno
un valore molto, per carità di precisazione, di correttezza, ci
mancherebbe altro, ma le altre cose che lei ha detto non ci sono
inserite qui.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
signori deputati, quando abbiamo giudicato assolutamente non più
rinviabile passare sul territorio siciliano dall'idea della
concessione a quella dell'autorizzazione che, come sapete, la
Sicilia non si capisce bene che cosa conceda, tenuto conto che i
distributori di carburante sono o sul territorio comunale o,
addirittura, su territorio privato, quindi, un'idea di concessione
assolutamente inesistente.
Oltretutto, le norme nazionali, siamo l'unica Regione ad avere
ancora questo tipo di dicitura, quindi, il primo, così come diceva
giustamente l'onorevole Di Mauro, è semplicemente il cambio di
quello che è il concetto di concessione a quello che è, invece, la
pratica dell'autorizzazione.
Come voi sapete, la concessione è un atto che ha una propria
scadenza che è decennale, per riaprire, poi, tutta la pratica della
cosiddetta concessione come se venisse questa concessione non solo
aggiornata ma, in qualche caso, neppure con la possibilità di
essere integrata, ma come una concessione ex novo, rispetto al
fatto che questa, invece, riveste il destinatario di questa ad oggi
autorizzazione è l'Assessorato regionale delle attività produttive
tenuto conto che i regolamenti precedenti la davano all'Assessorato
regionale dell'industria.
Passiamo al terzo comma, quel comma che dice l'onorevole Di Mauro,
non capirsi bene. Perché? Abbiamo ravvisato l'esigenza di scrivere
un regolamento perché così come oggi noi abbiamo visto e valutato -
e lo faremo insieme alla Commissione attività produttive -
l'autorizzazione, come noi sappiamo, così come nel resto del
territorio italiano, hanno in sé quello che oggi viene pagato come
concessione che, come vi ho detto, ha durata decennale, avrà la
necessità di essere contemplata in una forma di regolamento o di
indicazioni, anche procedurali, perché non è vero che parliamo di
concessione, la tassa di concessione dovrà poi essere prevista o
come tassa di autorizzazione o, comunque, dispiegare all'interno di
una divisione che, per esempio, veniva dalla Commissione dover
essere in qualche modo collegato all'erogato e non, invece, al tipo
di carburante erogato ma alla sua quantità.
Per quanto riguarda, invece, il comma 4, da questa norma vengono
esclusi gli impianti ubicati sulle autostrade e quelli nei raccordi
autostradali.
Per quanto riguarda, invece, il quinto per dire che tutto ciò che
non è previsto sul territorio siciliano ad esclusione delle
autostrade e raccordi autostradali, valgono le regole nazionali.
Per quanto riguarda il sesto comma
Per quanto riguarda il sesto comma, in questo momento noi abbiamo
avuto depositi di carburante che erogano carburante anche ad
autovetture ed anche a mezzi pesanti. In questa maniera, per
ragioni di sicurezza, legate anche ai distributori di carburante,
prevediamo che questo debba essere mantenuto semplicemente per le
macchine agricole strumentali all'agricoltura.
Questa è la spiegazione di tutti e sei i commi.
Per quanto riguarda l'emendamento presentato dall'onorevole
Ciaccio, torno a ribadire che non è affatto una contrarietà
all'emendamento e, rispetto a questo, possiamo anche rimetterci
all'Aula per valutare la nostra non contrarietà.
Questo è un momento in cui diciamo che tanto questa norma sarà
inserita in quei centoventi giorni in cui regolamenteremo una serie
di cose fra le quali, probabilmente, anche questa se viene recepita
razionalmente dalla Commissione carburanti.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
intervengo sull'emendamento 51.8. Io apprezzo la replica
dell'assessore, però, credo che questo emendamento sia di buon
senso perché è a tutela di tutti i cittadini e degli utenti che
utilizzano i rifornimenti per fare benzina. Quindi, se per una
volta la Regione Sicilia anticipa le altre regioni e mette una
norma a tutela dei cittadini, credo che sia positivo e chiedo il
voto segreto su questo emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 51.8 viene mantenuto?
CIACCIO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Sono mantenuti il 51.1 e il 51.3.
PRESIDENTE. L'emendamento 51.9 viene mantenuto?
CORDARO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 51.2 degli onorevoli Di Mauro ed altri è mantenuto?
DI MAURO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 51.3 viene mantenuto?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 51.3. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 51.4 degli onorevoli Di Mauro ed altri viene
mantenuto?
DI MAURO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 51.5 degli onorevoli Di Mauro ed altri è mantenuto.
DI MAURO. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 51.8 è mantenuto.
Il Governo si è rimesso all'Aula. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 51.8. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 51.6 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 51.7 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Onorevole Di Mauro, lo ritira?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 51, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura.
«Art. 57
Provvidenze in favore delle imprese agricole danneggiate
dagli eventi atmosferici del 10 ottobre 2015
1. L'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediten-anea è autorizzato ad erogare per l'esercizio
finanziario 2016 la somma 500 migliaia di euro alle imprese
agricole che hanno subito gravi danni agli impianti di serricoltura
a seguito dagli eventi atmosferici verificatisi il 10 ottobre 2015
nei territori dei comuni di Licata, Naro, Canicattì, Campobello di
Licata e Ravanusa della provincia di Agrigento, dichiarati
eccezionali con decreto del Ministro per le politiche agricole
alimentali e forestali del 24 dicembre 2015».
Ribadisco per l'organizzazione dei lavori. Noi andremo con
quest'ordine: articolo 57, 58, 61, 65 e 74.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, vista
l'assenza dell'Assessore per l'agricoltura, del Presidente Crocetta
e dell'Assessore Baccei, gli articoli 57 e 58 accantoniamoli e
passiamo agli altri articoli.
PRESIDENTE. Scusate, che vuol dire accantoniamoli?
PANEPINTO. Signor Presidente, esattamente con la stessa
metodologia. Aspettiamo l'Assessore per l'agricoltura.
PRESIDENTE. Ma dov'è l'Assessore per l'agricoltura?
PANEPINTO. Non lo so, signor Presidente. Gli articoli 57 e 58
accantoniamoli, Presidente. Passiamo all'articolo 59.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 61. Ne do lettura.
«Art. 61
Fondo di rotazione per la progettazione
1. Le somme erogate in favore degli enti locali per il
finanziamento delle spese di progettazione di cui all'articolo 43
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 non reintroitate sono
recuperate, senza oneri finanziari aggiuntivi, in due quote
costanti a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, a prescindere
dal finanziamento dell'opera, a valere sui trasferimenti di cui
all'articolo 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
e successive modifiche ed integrazioni e di cui all'articolo 9
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 in favore degli stessi».
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, l'abbiamo inserito nella riscrittura dell'articolo 8
sugli enti locali perché la riscrittura era quella di ieri che era
stata agli Uffici che era un po' confusa, diciamo così. L'abbiamo
riscritto, però, poi l'abbiamo inserito nell'ambito dell'articolo 8
perché tratta tutti i temi degli enti locali.
Se volete lo trattiamo qua, invece.
PANEPINTO. Accantoniamolo.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la prego, stiamo accantonando
troppi articoli.
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, onorevole Laccoto. Siccome ancora non stiamo
trattando l'articolo, non le do la parola sull'ordine dei lavori
perché significa bloccare i lavori.
La trattazione è rinviata, in uno, all'articolo 8.
Scusate, se l'Assessore Cracolici ci fa la cortesia di ritornare
in Aula, può essere che andiamo avanti secondo l'ordine che ci
siamo dati. Gli articoli 62, 63 e 64 erano già stati approvati.
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:
«Art. 65
Sicilia patrimonio immobiliare S.p.A.
1. Per l'esercizio finanziario 2016 è autorizzato il pagamento del
saldo dei corrispettivi dovuti alla Sicilia patrimonio immobiliare
S.p.A., discendenti dal relativo contratto di servizio.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 1.921 migliaia di euro».
L'articolo 61 lo tratteremo in uno con l'articolo 8 perché,
onorevole Laccoto, c'è un problema di carattere tecnico.
Formalmente doveva essere soppresso. Se viene soppresso non può
essere trattato lo stesso argomento nella stessa sessione, per cui
lo trattiamo in quella sede e vediamo come si sviluppa. Lo
manteniamo in vita in questo momento.
Onorevoli colleghi, sull'articolo 65 sospendo la seduta per due
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 17.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E' stato presentato all'articolo 65 un subemendamento
di riscrittura da parte del Governo e già ieri era stato depositato
con la firma di gran parte dei Capigruppo.
Si passa all'emendamento soppressivo 65.1 a firma dell'onorevole
Greco e altri.
GRECO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
soppressivo 65.4 a firma dell'onorevole Cordaro e altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 65.5 a firma dell'onorevole Cancelleri e
altri.
Lo metto in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 65.5.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 65.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 65.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 24
Contrari 44
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 65.6, a firma dell'onorevole Falcone ed altri, è
precluso. Si passa all'emendamento 65.2, a firma dell'onorevole Di
Mauro ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro, anche a nome dei cofirmatari.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 65.3, a firma dell'onorevole
Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro, anche a nome dei cofirmatari.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n. 1132
e nn. 1133-1135/A
PRESIDENTE. La Commissione ha preannunciato la presentazione del
sub-emendamento 65.9.1.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Si, gli emendamenti 65.10 e 65.9, sono in distribuzione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito
all'emendamento 65.10, ci permettiamo di fare notare come
l'emendamento, in pratica, sia una riproposizione dell'articolo 60
che è stato già votato. Porrei l'attenzione su questi emendamenti
che arrivano all'ultimo minuto, perché ci sembra che si voglia
dribblare una decisione su un articolo sul quale il Parlamento si
è già espresso. Se lei lo paragona all'articolo 60 vedrà che il
contenuto è lo stesso, anche la somma di 1500 migliaia di euro
corrisponde.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle 17.13, è ripresa alle 17.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Gli emendamenti non sono gli stessi apparentemente,
onorevole Foti. Chiedo che il Governo lo chiarisca e, comunque, per
quello che riguarda questa Presidenza verranno votati in maniera
separata. La votazione non sarà unica sui due commi.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati. Questo emendamento individua quella che è la società che
potrà fare l'attività, che è la Sas, alla quale è stato adeguato lo
statuto per poter svolgere l'attività.
PRESIDENTE. Soddisfatta onorevole Foti?
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. L'unica
cosa dove siamo soddisfatti è che finalmente, dopo 24 ore,
l'assessore ci ha detto qual è la società, perché questa domanda
l'avevamo fatta ieri. Ora sappiamo che è la Sas, ma rimane di
stesso identico contenuto, come ha detto la collega
precedentemente. Infatti dice l'articolo 60, già bocciato da questa
Aula: l'attività inerente la valorizzazione dei beni immobili di
proprietà della Regione e degli enti vigilati ed in servizio
possono essere realizzati anche mediante affidamenti in regime
inhouse providing a società totalmente partecipate dalla Regione
già costituite. Adesso stiamo dicendo che, invece, è la Sas. Ma
sempre questo è Di questo contenuto stiamo parlando ed in più, per
le finalità di tale comma, abbiamo detto, stiamo dando lo stesso
importo, quindi per noi rimane dello stesso identico contenuto solo
che cambia adesso che c'è la società.
PRESIDENTE. Allora l'assessore, se non ho compreso male, ha
esplicitato che nell'articolo 60 si poteva fare riferimento a più
società perché più società nella Regione siciliana possono
procedere alla valorizzazione degli immobili.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati. Dire che le attività possono essere trasferite ad altra
società non è esattamente la stessa cosa che si individui un
soggetto ad una nuova società, che si individui, fra l'altro faceva
riferimento ad una nuova società, che si individui invece una
società esistente specifica, quindi non è affatto lo stesso
articolo bocciato perché là c'era una genericità alla quale si è
opposto il Parlamento e non è detto che la volontà parlamentare
laddove si specifichi correttamente qual è il contenitore senza
dare origine ad una nuova società poi sia identica. Quindi
l'articolo non è affatto, per niente, uguale.
PRESIDENTE. Si votano, comunque, per parti separate. Si passa
all'articolo 65. Vi sono 3 emendamenti. L'emendamento 65.10 viene,
appunto, votato per parti separate. Il 65.9 è un subemendamento al
65.9. Subemendamento 65.9.1 che si aggiungi all'emendamento 65.9.
Il parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO. Presidente della Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.9 così come subemendato. Il
parere del Governo?
BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO. Presidente della Commissione Bilancio e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.10.1. Votiamo per parti
separate. E' la riscrittura del Governo. E' stato presentato dal
Governo. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il secondo comma dell'articolo 65.
comma
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 65.10, secondo
comma.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 65.10, secondo comma.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 42
Contrari 33
Astenuti 0
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 65, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. C'è un emendamento di riscrittura del
Governo, un emendamento aggiuntivo primo firmatario l'onorevole
Lombardo ed altri.
CROCETTA, Presidente della Regione. Lo accantoniamo?
PRESIDENTE. Noi possiamo fare tutto, Presidente. Il discorso è
che c'eravamo dati un percorso. Lei me lo chiede ed io,
chiaramente, accantono. Si passa all'articolo 58. Lo possiamo
trattare, Presidente Crocetta?
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di iniziare a
discutere di questo articolo avrei bisogno di chiedere
all'Assessore Cracolici la motivazione per la quale questi danni
riguardano soltanto alcuni Comuni della Regione Sicilia. Nei
territori dei Comuni di Licata, Naro, Canicattì, Campobello di
Licata e Ravanusa in provincia di Agrigento. Non mi pare che questo
tipo di danni siano stati identificati soltanto in questa
provincia. Gradirei che lei ci dicesse se dalla provincia di Ragusa
non è arrivata nessuna segnalazione perché qualora fosse arrivata
una segnalazione pretendo che anche la provincia di Ragusa entri in
questo finanziamento.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
Art. 74
Fondo unico dell'Irfis Finsicilia S.p.A.
1. L'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 61 - 1. Al fine di favorire l'accesso al credito delle PMI
operanti in Sicilia e di attivare investimenti di partenariato
pubblico-privato è costituito nel patrimonio netto dell'IRFIS
FinSicilia S.p.A un fondo unico, valido ai fini della
determinazione del Patrimonio di Vigilanza, per la concessione di
credito e garanzie, con rischio a carico dell'IRFIS Finsicilia, in
favore delle piccole e medie imprese operanti nei settori
dell'industria, compresa l'agroindustria, del turismo e della
ricettività, del commercio, dell'energia da fonti rinnovabili e dei
servizi. Nell'ambito della propria autonomia gestionale di
intermediario finanziario iscritto agli elenchi di cui al Testo
Unico Bancario, l'Irfis determina le linee di intervento, i
prodotti e le modalità di concessione dei finanziamenti, fermi
restando, i massimali fissati dalla Commissione europea per gli
aiuti de minimis. Il suddetto Fondo è costituito mediante tutte le
disponibilità risultanti alla data del 31 dicembre 2015 relative ai
fondi a gestione separata, istituiti ai sensi degli articoli 5 e 11
della legge regionale 5 agosto 1957, n. 51 e successive modifiche
ed integrazioni, dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
1973, n. 50 é successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo
23 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96 e successive
modifiche ed integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale 17
marzo 1979, n. 44 e successive modifiche e integrazioni - ivi
compresa la quota residua di cui al comma 150 dell'articolo 11
della legge regionale 29 maggio 2012 n. 26, dell'articolo 20 della
legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7 e successive modifiche e
integrazioni, dell'articolo 69 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 e successive modifiche e integrazioni, degli articoli 26
e 43 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25 e successive
modifiche e integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale 16
dicembre 2008, n. 23 e successive modifiche e integrazioni,
dell'articolo 46 della legge regionale 31 dicembre 1985, n. 57 e
successive modifiche e integrazioni, dell'articolo 2 della legge
regionale 12 aprile 1967, n. 46 e successive modifiche e
integrazioni, dell'articolo 1 lett. A della legge regionale 12
giugno 1976 n. 78, delle leggi regionali n. 5 e n. 6 del 13 marzo
1975, nonchè del Fondo ex articolo 60 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni,
dell'articolo 9 della legge regionale 4 agosto 1978 n. 26. Tutti i
successivi rientri di cui alle citate leggi, al netto delle somme,
a qualsiasi titolo spettanti, all'IRFIS FinSicilia S.p.A. per la
gestione del Fondo istituito dall'articolo 1 della legge regionale
12 giugno 1976, n. 78 confluiscono, periodicamente, nel fondo
costituito dal presente articolo. Al fine di consentire all'IRFIS
Finsicilia la definizione della gestione unica a stralcio e fino
all'esaurimento delle operazioni in essere alla data di entrata in
vigore della presente legge vengono confermati i compensi previsti
dalle convenzioni tra la Regione siciliana e l'lrfis che regolano
le previgenti singole operatività sopra riportate, ridotti del 10
per cento.
2. Al comma 6 quinquies dell'articolo 20 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11, dopo le parole "del presente articolo" sono
inserite le seguenti: , nonché di tutte le altre disposizioni per
le società partecipate dalla Regione contenute in provvedimenti e
norme regionali ».
2. Al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 15 gennaio
2014, n. 3 dopo le parole attività economica inserire le parole
di mercato .
FALCONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto dico che
siamo particolarmente soddisfatti per questo emendamento che ha
proposto l'onorevole Savona e che ha avuto già l'apprezzamento
della Commissione bilancio. Questo emendamento sostanzialmente cosa
fa con questo articolo? L'IRFIS riesce a sostenere tutta una serie
di comparti e di settori improduttivi che vanno dall'industria, dal
commercio dall'agricoltura. Volevo preannunciare anche un
emendamento che estendesse questi benefici così come l'abbiamo
fatto con l'IRCAC anche per l'editoria. Oggi l'editoria è un altro
comparto in sofferenza ma che anche diciamo così dà occupazione e
crea anche sostegno a un comparto particolare quale quello dei
giornalisti e della comunicazione, per cui soltanto il tempo per
poter proporre un sub emendamento e inserire anche il sostegno al
comparto della comunicazione e dell'editoria.
PRESIDENTE. Un chiarimento onorevole Falcone. Lei ha presentato un
emendamento similare quando abbiamo trattato dell'IRCAC e della
CRIAS e quindi lo estende anche all'IRFIS?
LENTINI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ora qui non ci
siamo più signori miei, diamoci una calmata, diamoci una calmata,
perché altrimenti non si capisce più niente.
Ed allora, considerato il fatto, signor Presidente, che noi
abbiamo l'IRFIS che si occupa di industrie e commercio, abbiamo
l'IRCAC che si occupava di cooperative e ora dall'anno scorso dalla
finanziaria si occuperà anche di aziende agricole, imprese
agricole. E questo è un altro.
Abbiamo il CRIAS che si occuperà e si occupa di artigianato e ci
abbiamo messo pure le piccole imprese artigiane, ora con l'IRFIS
dobbiamo inserire signori miei, stiamo perdendo il lume e la
ragione
Si mettono in votazione alcuni emendamenti che sono
insignificanti, cioè non si può pretendere un grande ente IRFIS che
nasce solo ed esclusivamente per l'industria e il commercio andare
a trasferire, perché altrimenti noi che facciamo? Aiutiamo in tutti
i reparti l'agricoltura, per carità, che è giusto aiutare, ci
mancherebbe, l'agricoltura, l'editoria, i servizi alle persone, ma
i servizi alle persone vedo un emendamento del collega Di Giacinto,
per carità, ma c'è l'Assessorato della famiglia che si deve
occupare di queste cose.
Allora, se noi veramente dobbiamo venire qua per lavorare e fare
le cose in un certo modo e rendere il lavoro certosino e dare le
giuste regole a tutti i cittadini siciliani, mi trovate d'accordo;
ma se noi dobbiamo fare di tutta un'erba un fascio, dobbiamo
inserirci ovunque e dovunque, queste sono cose che non si possono
fare. Utilizzare un ente come l'IRFIS per inserirci pure
l'agricoltura, l'editoria, e non me ne vogliano perché io rispetto
anche loro, o i servizi alle persone. Ma che cosa veniamo a fare
qua? Questa è una cretinata, scusate
Poi che fa, facciamo il voto segreto e con il voto segreto devono
passare le cose che non devono passare e al contrario quelle che
passano? Ma di che parliamo Non è che ci sono cretini Qua stiamo
parlando di persone serie Questo è un Parlamento L'IRFIS non si
può occupare di queste cose. L'IRFIS fa una cosa, l'IRCAC ne fa
un'altra, e la CRIAS un'altra ancora, perché sono degli enti che
sono nati per aiutare dei settori. Qua sta andando a finire che
tutti ci inseriamo in un contesto dove non c'entra nulla Ora,
siccome sapete che in IRFIS c'è possibilmente qualche milioncino in
più, l'agricoltura, i servizi alle persone e l'editoria. Ma signori
miei Ma datevi una calmata
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.33, è ripresa alle ore 17.49)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'articolo 74.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un secondo per
dire che, poco fa, nell'intervento sull'emendamento precedente, mi
riferivo al subemendamento 74.5.1 mi riferivo, per precisare,
all'agricoltura ed all'edilizia. Quindi, secondo me, in IRFIS né
agricoltura, né edilizia. Siccome poco fa si parlava pure di
editoria e non c'entra niente.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli
colleghi, intervengo per dire che soltanto in apparenza mi sembrano
contrastanti gli interventi dell'onorevole Falcone e quello
dell'onorevole Lentini.
Soltanto in apparenza, perché nella sostanza vera rivendicano lo
stesso tipo di interventi e lo stesso tipo di attenzione che la
Regione dovrebbe avere nei confronti di tutti i ceti produttivi
dell'Isola.
La distinzione, la differenziazione, che il collega Lentini si è
sforzato di sottolineare fra i tre Istituti economici della
Regione: l'Irfis, l'Ircac e la Crias che hanno ovviamente statuti
diversi e specializzazioni e settori di interventi diversi, una
Regione moderna, una Regione seria, una Regione governata non
dovrebbe più tollerarli nella forma in cui essi si trovano e
operano. Perché Irfis, Crias e Ircac andrebbero accorpati in un
unico Istituto a sostegno delle attività produttive della Regione
siciliana, a maggior ragione da quando, e sono ormai quasi una
ventina di anni, la Regione siciliana non ha più un polo bancario
di riferimento, dopo le vergognose operazioni che videro la fusione
per incorporazione della Sicilcassa dentro il Banco di Sicilia e
poi la svendita del Banco di Sicilia al Banco di Roma e dunque a
Unicredit e via seguitando.
Una Regione di 5 milioni di abitanti con vocazione certamente
agricola, certamente artigianale, certamente industriale,
certamente commerciale, non ha più poli di riferimento finanziari.
Ecco perché i due colleghi che prima sono intervenuti solo
apparentemente e per passione momentanea hanno dato l'impressione
di sostenere qualcosa di diverso, certo non è questo il Governo che
poteva compiere un'operazione così intelligente ed anche così
complessa, non è certamente questo il Governo e forse non sono
questi gli anni.
Ma vorrei chiedere, quali grandi industrie negli ultimi anni ha
sostenuto l'Irfis? Perché non si viene qui a dire nomi e cognomi?
Nessuna Nessuna La grande industria è scappata dalla Sicilia in
questi anni.
Ed allora, quello che sostiene l'onorevole Falcone e ancor prima
l'emendamento della Commissione è assolutamente ragionevole, anche
l'editoria è industria e si parla di industria dell'editoria e
perché non sostenerla, quando va sostenuta con criteri e requisiti
oggettivi che devono essere ovviamente fissati e normati Ma se
l'Irfis oltre all'industria sostiene anche il commercio, beh Non
si tratta di reti commerciali in gran parte? Noi l'abbiamo votata
un anno fa circa, forse un po' di più di un anno fa una legge
sull'editoria. Può dirci il Governo quale è stata l'applicazione di
questa legge sull'editoria? In che senso la legge è intervenuta in
relazione a quella che è l'industria editoriale siciliana in questa
considerando quella scritta e quella non scritta? Quella della
informazione e quella culturale? La verità è che su questi aspetti,
come su tanti altri aspetti, il Governo è assolutamente
inadempiente, direi proprio latitante.
Allora, chiedo all'Aula uno sforzo perché si possa procedere in
questa direzione e la direzione è quella che è stata individuata
con l'emendamento della Commissione e il subemendamento al quale io
appongo la mia firma, lo dichiaro sin da adesso preannunciato e
spero già depositato dall'onorevole Falcone.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
quando parliamo di IRFIS, CRIAS ed IRCAC, stiamo parlando di tre
fattispecie diverse di istituti: uno che si rivolge
all'artigianato, uno che si rivolge alla cooperazione e l'IRFIS che
si rivolge all'industria in generale.
Credo che ciò che vuole fare il collega Falcone è già inserito
nella norma, caro collega Ioppolo. Perché quando la norma parla di
servizi, i servizi si intendono tutto ciò che riguarda i servizi in
generale, per cui anche dell'editoria.
Mi auguro che non si voglia fare quello che è stato fatto poco fa
sull'articolo dell'IRCAC, dove stiamo andando a pagare senza limiti
i debiti delle cooperative che si sono indebitate per quanto
riguarda l'editoria.
Chiedo all'onorevole Falcone di fare un ordine del giorno per
inserire un tetto massimo dove si può arrivare. Grazie, onorevole,
perché farà l'ordine del giorno che io già sottoscrivo insieme
all'onorevole Falcone, che si possa arrivare fino a 50 mila euro.
Quando parlo, invece, di servizi alle persone, caro collega
Ioppolo e caro collega Lentini, sto parlando di investimenti che
non possono fare quelle attività, che sono S.r.l., S.p.A. e per
questo tipo di impostazione sono delle aziende industriali, non
possono accedere al credito presso l'IRFIS. Ad esempio, le case di
cure private, se devono ristrutturare l'immobile, non possono
accedere al finanziamento IRFIS.
Ricordo che oggi l'IRFIS è una banca. Forse, a qualcuno sfugge
questo fatto. Ad esempio, se una scuola privata che dà servizi alle
persone, vuole fare la ristrutturazione, non può accedere al
credito IRFIS. Quindi, quando inserisco questa parola e dico
servizio alle persone non c'entra niente con l'Assessorato della
famiglia e con altro; è per accedere al credito.
Chiedo all'Aula di poter votare questo emendamento perché è di una
semplicità assoluta che dà credito anche a questo tipo di attività
industriale.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che bisogna
capire qual è il taglio che si vuole dare a questa finanziaria. Se
è, come è giusto, fare una finanziaria di assistenza per gli
strati sociali deboli, siamo tutti d'accordo. C'è un aspetto che
manca ed è l'aspetto dello sviluppo. Questa è un'opportunità.
Questa opportunità ci viene data dall'IRFIS. Quindi, non si
inalberi nessuno se la Commissione inserisce l'agricoltura e
l'edilizia. Non si arrabbi nessuno se qualcuno inserisce l'editoria
e che io firmerò questo emendamento presentato dall'onorevole
Falcone. Così come firmerò, e sono d'accordo sull'intervento del
nostro amico e collega Di Giacinto, sul servizio alle persone.
Siamo a un bivio: sostenere le piccole e medie imprese, sostenere
l'impresa e l'industria. Siamo a un bivio molto importante, perché
se molte imprese oggi non riescono a superare la data per
consegnare il dovuto al fisco, se molte imprese preferiscono
andarsene a Malta oppure all'estero, un motivo ci deve essere Ma
l'altro motivo importante è quello che questa Terra diventa
attrattiva per tutti e, soprattutto, in modo particolare, per le
nostre imprese.
Per cui, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, il
Gruppo dell'UDC, noi siamo per aprire ai cittadini che ne hanno
bisogno la banca, perché l'IRFIS è una banca e, quindi, è
disponibile, a disposizione dei cittadini siciliani.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questo
tema dell'Irfis credo sia importantissimo, e che non vada
sottovalutato che forse quest'Aula, e anche il Governo, se ne sono
occupati non attentamente in questi quasi tre anni.
Abbiamo avuto un blocco, dettato anche da alcuni pareri dell'ANAC,
che ritenevano in un primo momento che l'Irfis fosse soltanto una
società strumentale, quindi non poteva aprire il credito al libero
mercato, poi successivamente, dopo una serie di interlocuzioni,
l'ANAC ha invece dato un parere favorevole affinché l'Irfis si
potesse aprire al mercato.
Credo che, data tutta la situazione di grande crisi che vive la
Sicilia, su questi temi dobbiamo fare delle battaglie, come
l'Irfis, che forse è la partecipata regionale più importante,
perché è in realtà a tutti gli effetti una 107? . E' una banca, è
una di quelle partecipate che andrebbe veramente, si dovrebbe
mettere tanto personale in più, anche da tutte quelle partecipate
che stiamo possibilmente mettendo in liquidazione, formando il
personale, perché io faccio presente che a Catania, per esempio,
c'è una sede dell'Irfis che ha solo un dipendente e che, anche
secondo le norme bancarie, non è in regola.
Non capisco quindi l'allarmismo di tutti i colleghi
nell'aggiungere materie di competenza all'Irfis. L'Irfis è una
banca che dà del credito a tassi agevolatissimi, quasi a tasso
zero, credo che tutti i siciliani dovrebbero avere la possibilità
di poter accedere, ovviamente tutti i siciliani che fanno impresa,
dall'editoria all'edilizia, perché io ricorderei che noi abbiamo
impinguato i fondi della Crias, dell'Ircac, ma nessuno più parla
anche delle imprese edili che stanno morendo in Sicilia, e che
debbono avere anche loro la possibilità di accedere a un credito
agevolato. Quindi io mi rimetto all'Aula dicendo che forse questo
sarebbe uno di quegli argomenti da affrontare in modo più serio,
invece di gridare e fare allarmismi inutili, perché è stata già
svenduta una quota, purtroppo, da parte della Regione siciliana in
tempi passati, abbiamo perso una grande occasione, come Sicilia, di
avere una nostra banca.
Quindi chiedo a tutti di non fare perdere una grande occasione
all'Irfis.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, vista
l'importanza dell'articolato che riguarda l'Irfis, io pregherei gli
onorevoli colleghi di attenzionare particolarmente il testo che
esitato dalla Commissione, perché nel testo, di fatto, vengono
previste tutte le iniziative che oggi l'Irfis è in grado di poter
operare. Ho avuto modo così, poc'anzi, di vedere come nel sito
dell'Irfis vi siano tutte le iniziative che nel corso degli anni
sono state finanziate, e le varie aziende che hanno avuto beneficio
di questo strumento.
Notavo come l'emendamento dell'onorevole Falcone, che è un
emendamento sicuramente apprezzabile, è diventato pleonastico
rispetto sia all'articolo 74, ma anche rispetto al fatto che già
l'Irfis svolge queste attività a favore delle imprese che operano
nell'ambito dell'informazione e dei servizi.
Ritengo, proprio per non creare confusione e non bloccare
l'attività di un istituto che sta crescendo dopo le autorizzazioni
avute anche dalla Banca d'Italia, e noi rischiamo, con tanta carne
al fuoco che mettiamo questa sera, anche di bloccare una crescita
esponenziale che questa struttura deve potere avere anche
nell'esperienza annuale che si sta definendo.
Direi che sia necessario approvare il testo, così come è stato
approfondito con la Commissione II e con gli Uffici, inserire ciò
che diceva bene l'onorevole Di Giacinto sulla società di persone e
magari, subito dopo questa finanziaria, poter attivare un tavolo di
lavoro in questo Parlamento, perché tra Crias, Ircac ed Irfis vi
sia una gestione che possa essere unitaria e che possa
rappresentare il medio credito per la Sicilia, perché oggi noi, tra
le battaglie per l'Ircac, per la Crias e per l'Irfis, rischiamo di
fare confusione senza attenzionare una tematica che, direi, è bene
che la Commissione Attività produttive, la Commissione Bilancio e
l'Aula possa esaminare, in un testo complessivo, proprio perché,
richiamando le parole dell'intervento dell'onorevole Ioppolo, la
Sicilia ha la necessità di un mediocredito.
In passato abbiamo avuto delle esperienze purtroppo negative,
facciamo in modo che questa struttura che sta per nascere, che si
sta potenziando nel territorio, non trovi da parte dell'Assemblea
qualche emendamento che, di fatto, crei difficoltà ad una crescita
che deve poter avvenire pian piano e fatta anche in modo ponderato.
CRACOLICI, assessore all'agricoltura, sviluppo rurale e pesca
mediterranea. Signor Presidente, onorevole deputati, vorrei
semplicemente dire all'Aula che l'Irfis che abbiamo conosciuto nel
passato non esiste più . Esiste un istituto di credito che opera
secondo le logiche del mercato ed è controllato da Bankitalia.
Quindi opera secondo i principi bancari, quindi impedire all'Irfis
di operare in alcuni settori è come cercare di impedire ad una
banca di fare la banca. Lo dico perché noi siamo anche alla vigilia
dell'avvio di tutta l'attività della programmazione comunitaria,
non solo il Tsr, il Fesr, l'Fse.
Come è noto queste misure si attivano con il cofinanziamento da
parte delle imprese. Ora consentire all'Irfis di approntare
strumenti finanziari o strumenti cosiddetti di ingegneria
finanziaria che possano essere utilizzati da parte dei beneficiari
delle misure messe a bando per cofinanziare gli interventi e,
quindi, accedere ai finanziamenti comunitari io lo considero un
elemento intelligente. Ecco perché, dico ai colleghi, consentire
all'Irfis, ad esempio, di operare nel settore primario
dell'agricoltura, perché oggi già l'Irfis opera nel settore delle
aziende di trasformazione, nell'agroindustria, ma l'attività del
settore primario, fatto cioè verso quell'attività che produce
agricoltura e non è attività di mera trasformazione, è un modo per
aiutare i nostri imprenditori. Dopodiché tutto questo avverrà con
le regole bancarie, cioè chiaramente l'Irfis darà i soldi a chi è
in grado di poterli restituire. Eviterei di creare barricate su un
tema, come dire, di questa dimensione. Ecco perché io suggerisco
l'agricoltura, l'edilizia; cioè l'Irfis è una banca, come tutte le
banche deve poter operare nel mercato finanziario. Quindi io sono
d'accordo, non so chi ha fatto gli emendamenti, a sostenere quegli
emendamenti, la Commissione, per consentire all'Irfis di fare ciò
per cui abbiamo deciso, con qualche piroetta nel passato, perché
abbiamo regalato un pezzo dell'Irfis, come è noto, a Unicredit ma
almeno consentiamoci di fare quello per cui è rimasta, cioè fare il
mediocredito con il 107, sottoposta alla vigilanza di Bankitalia
nel settore del credito.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, intervengo per un chiarimento e, oltre che per un
chiarimento, per in premessa dire che sono favorevolissimo
all'emendamento della Commissione perché non fa altro che allargare
la platea dei soggetti beneficiari, ma volevo sottolineare una cosa
all'onorevole Di Giacinto.
A mio avviso stiamo usando un termine improprio. Onorevole Di
Giacinto, secondo la mia modesta opinione, poi lo accolga come
suggerimento non come critica, quando si parla di servizi alla
persona si intendono altre cose, per me la dizione più corretta è
servizio al cittadino, dove si intende per servizio al cittadino
tutto quello che riguarda le infrastrutture, la mobilità, la
sanità, l'educazione, lo smaltimento dei rifiuti, tutto. Servizi
alla persona ha una dizione completamente diversa da quello che si
vuole, dallo spirito del testo. Quindi, se possibile, chiedo di
correggere il subemendamento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi con questo nostro
sub emendamento ci troviamo perfettamente d'accordo anche con la
tesi adesso presentata dall'assessore Cracolici.
Accade, grazie a Dio, anche questo in Parlamento: che quando le
cause sono giuste, ci si trova tutti d'accordo.
All'articolo 74, quando si fa riferimento all'IRFIS, si fa
riferimento a settori che, quando l'IRFIS è nata, erano settori
chiave nell'immaginario di chi doveva pensare al sistema del
finanziamento e delle banche. E tra i settori chiave, Presidente
Ardizzone, era indicata l'industria.
Ma io vorrei fare, ai colleghi deputati, una domanda: ma, in
Sicilia in questi trent'anni, quali industrie si sono realizzate?
E, allora, perché sarebbe pleonastico questo emendamento?
Noi andiamo incontro ad un'esigenza, l'esigenza di una Sicilia che
può cambiare. Che è una Sicilia che non può essere fatta, soltanto,
di quelle cattedrali nel deserto che dovevano rappresentare un
piano industriale che non si è mai realizzato
Noi andiamo incontro, con quell'emendamento presentato in
commissione - che parte, appunto, dall'onorevole vice presidente
Savona e che viene sposato da tutta la commissione, e che viene sub
emendato con un nostro emendamento che fa riferimento ad un settore
strategico, che è quello dell'informazione.
Oggi, agricoltura, turismo viaggiano su canali che non possono
essere quelli di un piano industriale di trent'anni fa, fatto di
cattedrali nel deserto. Viaggiano su un piano che è quello delle
nuove tecnologie, di streaming, dell'HD, del web di tutta una serie
di settori che noi, in questo modo, individuiamo come strategici
perché coniugano l'innovazione a quel mondo della tradizione che
caratterizza i settori produttivi della Sicilia e che prendono le
distanze da quel modello fallimentare che, in questi trent'anni
purtroppo, non ha funzionato.
Per questo chiediamo al Parlamento, con atto di responsabilità, di
sostenere quella proposta e, insieme a quella proposta, di
sostenere il nostro sub emendamento.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta noi in Sicilia abbiamo alcune strutture che, ormai,
risalgono a tanto tempo fa - la CRIAS, l'IRCAC, e l'IRFIS - che,
operando diversamente, costituiscono una valvola di sfogo per il
sistema delle imprese e le assicuro che l'IRCAC, costituita nel
1954, così come la CRIAS sono una grande opportunità per il mondo
delle cooperative e dell'artigianato.
Relativamente all'IRFIS, mi permetto di chiarire ai colleghi che
per l'agricoltura è già uno strumento operativo e va bene la
precisazione dell'onorevole Cracolici che, ovviamente, conosce
adeguatamente l'argomento, mi fa piacere. Comunque il settore
dell'agricoltura è già coperto.
Relativamente all'edilizia, per la quale ho presentato un
emendamento, non essendo lavori pubblici - che è cosa diversa - è
un sistema molto a rischio. Io credo di non trovare le ragioni per
le quali l'edilizia possa essere esclusa, perché potrebbe essere un
settore che, oggi, trova ristoro nell'IRFIS, se non altro perché
c'è un tasso di prestito che potrebbe andare a compensare il
disvalore che, oggi, c'è nei processi di vendita degli immobili.
Quindi, per quanto mi riguarda, non solo esprimo il parere
favorevole affinché anche l'edilizia faccia parte di questo
contesto, ma l'IRFIS può essere l'unica risposta, oggi, che il
Governo regionale può dare al settore delle imprese.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, lei è già intervenuto. Non si
ritorna sullo stesso argomento.
Comunico che all'emendamento 74.5 è stato presentato il sub
emendamento 74.5.1, degli onorevoli Falcone ed altri.
Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 74.5, così come sub emendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 74, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
alcune cose. Non ce l'ho contro gli agricoltori, voi siete i
maestri del Parlamento; questa è un'operazione che bisognava fare
in Commissione, visto e considerato che qualcuno vuole agevolare il
percorso dell'agricoltura, o dell'edilizia, o di chi che sia,
l'emendamento principe siccome c'è su IRCAC e su CRIAS c'è un
articolo anziché mettere 10 milioni e volete aiutare, mettete 50
milioni ma dovete distinguere un settore con un altro. Seconda
cosa, quando si parla di banca e mi auguro che diventi una banca e
finalmente l'ex Banco di Sicilia, oggi Unicredit, e tutte le banche
che insistono nel territorio regionale che vendono maledettamente
il denaro al 7% contro il 3,5% del settentrione d'Italia, quindi il
50% in meno, la cosa che voglio farvi entrare nella testa e questo
vale per me in primis, dobbiamo distinguere i settori, sono tre
enti che lavorano per tre cose diverse.
Vi dico una cosa, siccome questo rimarrà agli atti e siccome spero
che questa Assemblea finalmente accolga il mio ordine del giorno,
l'archivio di queste sedute d'Aula viene inserite nel contesto
dell'Assemblea dove vengono sistemate e in qualsiasi momento le
andiamo a vedere. Vi ricorderete, se ve lo ricorderete, che appena
aprite questa maglia con IRFIS e tutti i settori insisteranno in
questa cosa poi vedrete che l'IRFIS non avrà più vita e a 5 anni
non ci arriverà. Poi vedrete, come abbiamo venduto il Banco di
Sicilia perderemo pure un grande ente che si chiama IRFIS, un
grande ente che si chiama IRCAC, un grande ente che si chiama
CRIAS.
Siete spensierati
PRESIDENTE. Si passa agli articoli 57 e 58 precedentemente
accantonato.
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti di
riscrittura da parte del Governo.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo perché non conosco ancora il nuovo testo che ha
presentato il Governo, ma francamente vorrei ricordare che quello
che è stato previsto all'articolo 57 per quanto riguarda i
territori di alcune province, credo sia veramente ridicolo perché
prevedere cinquecentomila euro per diversi comuni che hanno subito
danni per milioni e milioni di euro, un fatto assolutamente non
congruo.
Pertanto, vorrei sperare che queste risorse intanto siano
destinate non in maniera capillare a quei comuni che magari hanno
avuto un minimo di danno a seguito di una pioggia copiosa, ma che
sia rispettata la declaratoria che è stata approvata, credo il 24
dicembre dal nostro Governo regionale e che queste risorse vadano a
quei comuni che in effetti hanno subito danni per delle condizioni
meteo veramente terribili come quella di Licata che ha distrutto
delle serriculture importanti con danni che sono stati quantificati
per circa sette milioni di euro.
Quindi io vorrei sperare che la riscrittura degli articoli 57 e 58
preveda, signor Presidente, una risorsa che sia adeguata ai danni
che vi sono stati e che siano soprattutto rivolti a quelle realtà
che hanno subito realmente questi danni ingenti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non
conosco ancora l'emendamento presentato dal Governo, tuttavia
ritengo che quanto anzidetto nel mio intervento di poco fa è
importante che anche la provincia di Ragusa rientri in questo
ambito, perché è chiaro che non ci può essere una discriminante per
i danni subiti dall'agricoltura.
I danni all'agricoltura sono tutti gli stessi, sono tutti della
stessa matrice e sono tutti importanti, per tutte le province della
Regione siciliana. E siccome in modo particolare anche la provincia
di Ragusa è stata toccata da questi danni, noi ne chiediamo
l'inserimento.
PRESIDENTE. Ma a chi chiede l'inserimento, al Governo?
RAGUSA. Al Governo, chiaro.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei che anche
l'assessore all'agricoltura mi ascoltasse anche perché con la
riproposizione dell'emendamento 58.8 nulla viene fatto in più da
parte del Governo rispetto a quello che ha fatto la Commissione
Bilancio.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Ci sono 750 mila euro in più
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Non è così, onorevole Marziano, non deve spiegare a me questa
vicenda.
Su questa vicenda c'erano cinque milioni di euro, e ve li abbiamo
dati per chiudere la finanziaria dell'anno scorso. I danni di
Pachino e Porto Palo ammontano a 5 milioni di euro, dovete
restituire 5 milioni di euro così com'è previsto perché c'è un
ordine del giorno, il n. 506, approvato da questa Assemblea, che
impegna il Governo della Regione a restituire agli agricoltori di
Pachino e Porto Palo i 5 milioni che gli abbiamo tolto il 29
ottobre dell'anno scorso.
E quindi, prima di andare avanti, bisogna mantenere gli impegni
assunti. Presidente, io la invito a far stampare l'ordine del
giorno 506 e lo distribuiamo ai colleghi. Noi siamo rimasti che con
quell'ordine del giorno all'agricoltura venivano restituiti 8.800
milioni che era la somma che avevamo tolto per destinarla ai
forestali er pacta sunt servanda. Gli accordi si mantengono. La
parola data si mantiene.
Se io oggi ti tolgo una cosa e ti prometto che te la do fra un
mese non è possibile che il mese dopo tu mi restituisci, a mò di
elemosina, un terzo di quello che tu mi hai prestato. Quei 5
milioni di euro sono stati prestati al Governo per chiudere la
manovra finanziaria. Ora devono essere restituiti, perché lei sa,
assessore Cracolici, che i danni per gli agricoltori di Pachino e
Porto Palo sono stati riconosciuti dai suoi uffici pari a 5 milioni
di euro e 5 milioni di euro c'erano. Li abbiamo tolti, li abbiamo
messi a disposizione del Governo, e ora devono tornare perché non è
possibile che la gente che ha avuto distrutte le serre, che ha
avuto l'impegno del Governo dei suoi predecessori, del suo
Direttore generale, nella duplice veste di Assessore e di Direttore
generale, ora quegli impegni non vengono mantenuti.
Ripeto, somme già disponibili. Presidente, le sarei grato se
facesse circolare l'ordine del giorno 506 approvato da questa
Assemblea. Cioè non è possibile che noi abbiamo approvato una cosa
e oggi ci rimangiamo quello che abbiamo approvato.
CANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'onorevole Vinciullo giustamente si accalora perché i danni che
hanno subito gli agricoltori di Porto Palo e della zona del
Siracusano sono certamente ingenti e vanno anche aiutati e
rispettati; però, se noi partiamo da anni precedenti, caro collega
e cari colleghi, ci sono tantissimi agricoltori dell'Agrigentino,
del Nisseno che aspettano di essere rimborsati per i danni che
hanno avuto nei vari anni e per grosse somme, perché si sono
abbattute delle calamità purtroppo sia nella provincia di
Caltanissetta e dell'Agrigento che ricordo sono province ad alta
intensità agricola.
Quindi, certamente, se si riesce a trovare la disponibilità
economica-finanziaria per aiutare queste aziende, saremmo tutti
felici. Però, io ritengo in un momento di grande difficoltà che
bisogna anche un pochino accontentarsi e se andiamo a vedere
l'emendamento presentato dal Governo, il 57.8, onorevole Panepinto,
si tratta di 1750 migliaia di euro per 6 comuni, che diventa quasi
un piccolo rimborso, onorevole Greco.
Ci sono aziende che hanno avuto distrutto tutto completamente in
quella maledetta giornata del 10 ottobre 2015 perché c'è stata una
tromba d'aria pesantissima. Quindi sono solo piccoli regali, non
certamente aiuti, però in un momento di grave crisi certamente ci
accontentiamo. Alla luce del sub-emendamento ritiro l'emendamento
57.4 in cui chiedevo di aumentare da 500 mila euro a 1 milione lo
stanziamento per questi paesi.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
motivo: ho capito qual è il metodo di questa Assemblea. Il metodo
di questa Assemblea è creare il problema per fare finta di
risolverlo.
Mi spiego meglio: nella seduta del 30 ottobre 2015 è arrivato in
quest'Aula il disegno di legge 349/A Stralcio, che riguardava
interventi nel settore forestale e prevenzione degli incendi,
perché dovevamo fare finire le giornate, ovviamente, ai forestali,
perché anche loro sono dei padri di famiglia, per l'amor di Dio, ma
questo disegno di legge, poi convertito nella legge 26/2015, al
comma 2 prevedeva l'abrogazione di alcuni articoli della legge
25/2011. L'articolo 1 passava da cinque milioni a due milioni, poi,
veniva abrogato il comma 6 dell'articolo 10 ed il comma 4
dell'articolo 28.
Perché creare il problema per poi fare finta di risolverlo? Perché
se andiamo a vedere la legge regionale 11 e gli articoli che
abbiamo abrogato, la legge intanto era Interventi per lo sviluppo
dell'agricoltura e della pesca ; proprio l'articolo 1 era un Fondo
di solidarietà regionale, che al proprio interno richiamava la
legge 11/2010, per il danneggiamento per avversità atmosferica.
Quindi, abbiamo svuotato un capitolo di bilancio di tre milioni di
euro proprio per questi interventi.
Abbiamo tolto, come dicevo prima, anche il comma 6 dell'articolo
10 che riguardava, invece, interventi per le vetrine promozionali,
per dare un po' di ossigeno all'agricoltura e, poi, il comma 4
dell'articolo 28, che riguardava il contributo per il carburante.
Signor Presidente, non si può continuare così.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.
ZITO. Non possiamo creare i problemi perché dobbiamo pagare altri
ed ora questi soldi bisogna vedere da dove li stiamo prendendo, per
darli, giustamente, agli agricoltori e svuotiamo la legge 25/2011
che era nata per questo per fare, poi, marchette in finanziaria.
Perché quando un capitolo di bilancio si trasforma in finanziaria
mettendo nomi e cognomi dei comuni dove devono arrivare i soldi
sono marchette , non è un vero aiuto agli agricoltori. E non
possiamo andare avanti così.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, mi permetto di intervenire perché in
Commissione questa norma è stata motivo di discussione. Attenzione,
stiamo discutendo di esigenze legittime. Tutte. Le esigenze che gli
amici di Agrigento hanno evidenziato per i danni subiti, così come
le esigenze degli amici del siracusano per quello che è successo
con le gelate. Ed hanno profondamente ragione.
Però, in finanziaria è emerso un ragionamento. Perché anche
Ragusa, ma non Ragusa, la provincia di Ragusa, la provincia di
Caltanissetta e la provincia di Catania, colpita dal ciclone Atos
si è trovata ad affrontare la vicenda che ha descritto l'amico
Presidente della Commissione, onorevole Vinciullo.
Vi ricordate cosa avevamo fatto? Stiamo parlando, però, di una
cifra immensa perché, ovviamente, in Commissione ho espresso questa
difficoltà ma, a differenza dei danni subiti nei comuni di
Agrigento e di quelli subiti dai comuni del siracusano, là furono
quantificati 60 milioni di euro di danni, 50, 60, decine e decine
di milioni di euro di danni, poi, l'avevamo previsto in
finanziaria, dopodiché, quei soldi, come ricordate bene, come
ricorda bene il Presidente della Regione e l'Assessore a cui più
volte ho avuto modo anche di ricordarlo, presero una strada
diversa, legittima, però, quei soldi li abbiamo tolti. I soldi di
Atos c'erano, le assicuro Presidente che è stato così, i soldi per
Atos c'erano, dopodiché, i soldi non ci sono stati più per altre
esigenze importanti.
Allora, cosa le voglio dire, Presidente, non le dico ora e subito,
non sto dicendo questo, le dico solamente che esiste un problema
che non si risolve con 1 milione di euro. Ho firmato un emendamento
dei colleghi ragusani, l'ho firmato senza difficoltà, che prevede
non so quanto, ma il problema di Atos non si risolve con 1 milione
di euro. Il problema di Atos non si risolve con 5 milioni di euro,
per Atos ci vogliono decine di milioni di euro che sono state
certificate, le risorse c'erano e si sono perse.
Io, quindi, sono sicuro che su questo non voglio fare l'assalto
alla diligenza dei colleghi che, giustamente, hanno quelle poche
risorse con cui si coprono quei pochi danni. Atos è un'altra cosa e
sono sicuro che il Presidente insieme all'Assessore che ama le tre
province ci aiuterà a trovare una soluzione che per me non deve
essere per forza questa sera, l'importante è che così come si
risolve, ed è più facile farlo dal bilancio regionale, l'intervento
per gli amici di Agrigento, per gli agricoltori di Agrigento e per
quelli di Siracusa, sono sicuro che l'impegno del Governo deve
essere anche per risolvere questa questione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto, comunico che nelle more
dell'intervento sono pervenuti due emendamenti. Lo dico per vostra
conoscenza e per rappresentarlo al Governo, però, gradirei che il
Governo ed il presidente Crocetta mi ascoltassero.
Mi è pervenuto un emendamento a firma degli onorevoli Ferreri,
Ragusa, Digiacomo, Assenza, giustamente, tutti i deputati di
Ragusa, evidenziando che va aggiunto dopo la parola Ravanusa i
comuni Scicli, Pozzallo, Modica, Ragusa, Santa Croce Camerina,
Vittoria e Agate .
L'onorevole Lentini e l'onorevole Di Giacinto presentano un altro
emendamento, chiaramente, i palermitani ed ancora aspetto
l'onorevole Formica con l'emendamento dei messinesi, dove
inseriscono le parole Valledolmo, Alia, Vicari, Castronovo di
Sicilia, Alinusa e Montemaggiore Belsito .
E, allora, onorevoli colleghi, per intenderci...
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, no, no, onorevole Crocetta, ora mi riferisco
soprattutto a lei.
Il principio delle norme di carattere generale lo dobbiamo
richiamare e farlo proprio. Invito il Governo a ritirare gli
emendamenti 57.8 e 58.8.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, mi deve fare completare.
Vanno ritirati gli emendamenti, va fatto un Fondo, magari più
ampio, dove si individuano, si fa riferimento ai decreti.
(Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. La questione è partita male dalla Commissione ed
arriva in Aula, ed è chiaro che succede questo E, ancora, siamo ad
un terzo della finanziaria Non è più possibile questo discorso
Non è più possibile Le norme sono di carattere generale e, quando
arriveremo all'articolo 23 sarà peggio ancora per cui invito il
Governo a ritirare i due emendamenti, a farne uno complessivo, ad
individuare i decreti ministeriali che prevedono l'evento e sarà il
Governo senza alcuna discrezionalità a procedere alla ripartizione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, avevo chiesto la parola proprio perché intendevo fare
questa proposta. Trasformare E' inutile che ridete
Siccome la verifica dei fondi che spettano è basata sulle
dichiarazioni dello stato di calamità, sul riconoscimento da parte
del Governo dello stato di calamità, sull'entità dei danni
accertati e non su quello che chiedono i singoli deputati.
Quindi, chiedo, non c'è bisogno di unificare
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione non ha sbagliato, doveva arrivare con la manovra.
Non glielo permetto Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non la sta ascoltando nessuno
CROCETTA, presidente della Regione. Scusi, unificare i due
articoli, Presidente, ed istituire con l'ammontare delle due somme
complessive il Fondo per le calamità e l'agricoltura. Sto andando a
riscriverlo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, sono d'accordo con lei, però con un
elemento: sono d'accordo che vengano riscritti gli articoli 57 e 58
facendo riferimento alle declaratorie del Ministero
dell'Agricoltura, per tutto ciò che riguarda danni che ha seguito
le procedure previste dalla normativa nazionale.
Nulla di scandaloso ed è giusto che sia così, probabilmente,
servirà un approfondimento anche di una legge che garantisca oltre
le assicurazioni, perché ricordo che è chiaro che interveniamo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, dobbiamo andare avanti
ora chiudiamo e andiamo all'articolo 8.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare, Presidente. L'onorevole Panepinto ha replicato.
Adesso parlo io.
PRESIDENTE. Lei ha già parlato, peraltro lei dimentica di essere
il Presidente della Commissione
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Devo parlare anche io su questo articolo.
PRESIDENTE. Panepinto non ha parlato su questo articolo, non è
vero aveva chiesto il rinvio.
PANEPINTO. Onorevole Vinciullo, mi fa finire di parlare?
Presidente, posso chiedere ai colleghi un po' di attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, in questo momento, non la sta
ascoltando nessuno. Sospendiamo per cinque minuti. Ho altri dieci
iscritti a parlare.
Siccome il Presidente della Regione ha trovato la soluzione, penso
che siamo convinti e così è di buono auspicio per gli articoli a
venire.
PANEPINTO. Onorevoli colleghi, se posso appellarmi alla vostra
gentile cortesia, però, una cosa la voglio dire ai colleghi:
trattare le questioni che riguardano gli agricoltori di Pachino, di
Trapani, di Licata, di Ragusa, di Caltanissetta, di Enna, di tutte
e nove le province, in una maniera oltraggiosa per chi, in qualche
modo, ha subito dei danni a seguito di una gelata o per un ciclone
come è accaduto a ottobre, mi sembra un modo che abbassa il
livello di solidarietà nei confronti di una categoria che la
mattina si alza e va a lavorare.
Fare diventare tutto - lo dico al collega, Zito - marchette o
altro, onestamente mi rattrista perché, alla fine, dobbiamo
immaginare che a Pachino, così come a Siracusa o Ragusa, o in altri
posti questa gente ci ha chiesto di rimettere in piedi la propria
attività.
Detto ciò prendo atto di una cosa: che in questo Parlamento,
collega Zito, è più facile fare passare una cosa che riguarda un
soggetto singolo, un'istituzione, un'associazione, una borgata, e
non qualche cosa che ha a che fare con persone che la mattina si
alzano, che hanno presentato la domanda, che hanno avuto
controllato dagli uffici periferici dell'agricoltura, che sono
stati valutati. E, onestamente, vedere questa ribellione, fatemelo
dire, contro questi poveri agricoltori di Licata, mi è sembrata
troppo
PRESIDENTE. Non sono più in trattazione gli articoli 57 e 58.
Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Formica e Raia.
RAIA. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Per lei, onorevole Grasso, ha parlato più volte
l'onorevole Falcone.
GRASSO. Io oggi non ho parlato. Desidero intervenire su questo
articolo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, ha fatto parlare l'onorevole Panepinto due
volte. Adesso parlo io.
PRESIDENTE. Lei ha parlato, onorevole Vinciullo.
Gli articoli 57 e 58 non ci sono più. Quando arriveranno,
all'articolo generale, potrete aggiungere gli ordini del giorno.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se mi prestate un
po' di attenzione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto, un po' di ordine.
Onorevole Vinciullo, se lei, intanto, prende posto.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Devo parlare.
PRESIDENTE. Lei è il Presidente della Commissione Prenda posto.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
No.
PRESIDENTE. Come non è il Presidente della Commissione Ha
abdicato a questo ruolo Bene Prendiamo atto che si è dimesso
Prego, onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, vorrei parlare, ma penso che per i
colleghi sarebbe anche utile ascoltarmi.
Onorevoli colleghi, vi racconto un particolare: nel mio paese,
penso anche in altri paesi
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, non disturbi il Governo
FORMICA. Dicevo, anche in altri paesi, c'era e c'è ancora
un'usanza, che era quella che per la festa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto.
Allora, sospendo l'Aula per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.49, è ripresa alle ore 19.02)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un emendamento del
Governo 57.Gov.
E' un emendamento di riscrittura degli articoli 57 e 58 e
diventerebbe un'articolo unico. Ne do lettura: Provvidenze in
favore delle imprese agricole danneggiate da eventi atmosferici.
«Per i danni subiti dalla imprese del comparto agricolo, a seguito
di eccezionali calamità naturali, riconosciuti ai sensi delle
normative vigenti, è istituito, per l'esercizio finanziario 2016,
un fondo con la dotazione finanziaria di quattromila migliaia di
euro, da ripartire sulla base dei criteri stabiliti con decreto
dell'Assessorato regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea, previa delibera della giunta regionale. Al
maggiore onere, di cui al presente articolo rispetto alla manovra
del Governo pari a duemilacinquecento migliaia di euro, si provvede
mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
33 del disegno di legge».
Si farà riferimento, come è stato evidenziato, ad una legge già
esistente. E' stata richiamata dagli interventi in Aula, che è la
legge n. 25 del 2011.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stavo dicendo,
poco fa, che nel mio paese, e penso in tanti altri paesi, c'era e
c'è la consuetudine che, per la festa di S. Nicola, vengono
buttate, distribuite sulla piazza per i ragazzini, le noccioline.
Di fronte a questa usanza, ci sono i ragazzi che si radunano e,
praticamente, si accapigliano a chi può prendere qualche nocciolina
in più. Arrivano anche a scazzottarsi.
PRESIDENTE. Assessore Cracolici, sta parlando di noccioline.
Quindi, si rivolge a lei
FORMICA. Assessore, parlo di noccioline e l'ho preso con le con le
mani nella marmellata, quindi, ascolti
Stavo dicendo, si accapigliano i ragazzi per raccogliere quante
più noccioline possibili. A volte capita che ci sono due fratelli,
dei quali uno riesce a recuperare un sacchettino di nocciole e
l'altro niente. A casa continua la lite perché arrivano i due
fratelli, quello magari con un sacchettino di nocciole e l'altro
che piange: papà non sono riuscito a prenderne neppure una ; e il
papà cerca di intervenire per convincere quello che aveva avuto più
fortuna a dare le noccioline anche all'altro. E ricomincia la
zuffa.
Potrei continuare tanta è tale è la somiglianza di ciò che è
accaduto in quest'Aula a proposito di questi due articoli. Potrei
continuare all'infinito, Presidente. La verità è che siamo in
presenza di un Governo che, a fronte di queste richieste, doveva
fare quello che forse ora, col buon senso del dopo sta tentando di
fare.
Primo: stiamo dando prebende per favorire qualcuno? Non mi pare.
Stiamo cercando, almeno penso che l'intenzione dei colleghi che
hanno presentato emendamenti era quella di dare un ristoro a danni
causati da eventi atmosferici catastrofici che sono certificati. In
un Paese normale, in una Regione normale è mai possibile che il
ristoro dei danni per eventi avversi certificati debba essere
lasciato in balìa della battaglia d'Aula per ottenere qualche
nocciolina? Vi sembra una cosa normale?
A me pare che siamo in presenza di una commedia assurda. Potrei
dire: Perché non diamo un ristoro per i cittadini di Messina che
hanno subìto l'intemperie dell'acqua che mancava a causa del
disastro amministrativo e per 15 giorni sono stati senza acqua? .
Possiamo continuare così? La verità è che, di fronte a calamità
naturali, Presidente, mi auguro che anche per il futuro si prenda
questa decisione.
Il Governo si assuma la responsabilità di quantificare i danni
certificati' dagli uffici periferici della Regione e dagli uffici
dello Stato e dopo di che stabilisca quanto è l'ammontare. Non ho
tutti i soldi? Io Governo, io Regione per affrontare il danno
faccio una graduatoria in base all'ammontare dei danni e cerco di
ristorare le persone che hanno diritto e il cui diritto è
certificato perché, altrimenti, abbiamo fatto ridere chi ci ha
ascoltato in questo dibattito che è stato veramente umiliante,
signor Presidente.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Lei, se vuole, può parlare dal banco delle Commissioni essendo il
Presidente della Commissione Bilancio .
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo come
deputato semplice. Lei poco fa ha detto che la Commissione
Bilancio ha operato in modo poco corretto. Non ha operato in modo
poco corretto la Commissione Bilancio , ha riparato ad un torto
che il Governo ha fatto nei confronti degli agricoltori di Pachino
e di Porto Palo. Perché questo torto? Perché ad ottobre, quando
abbiamo fatto l'ennesima Finanziaria per poter pagare i forestali,
fu detto: Mi presti tu territorio di Pachino e Porto Palo 8
milioni e 800 mila euro, io chiudo la Finanziaria e te li
restituisco? . Signor Presidente, non fidandomi del Governo, ho
preparato un ordine del giorno, il n. 506. Questo ordine del
giorno è stato approvato, e cosa prevedeva, onorevole Cracolici?
Impegna il Governo della Regione a predisporre nella futura
manovra finanziaria 2016, cioè questa, tutti gli atti necessari a
ripristinare, cioè a rimettere, da dove era stata presa, la
dotazione finanziaria originale scaturente dalla legge n. 499 del
1999 destinata alle imprese agricole pari complessivamente a 8.8
milioni di euro che, con la variazione di bilancio indicata in
premessa, è stata utilizzata per i lavoratori forestali.
E si faceva riferimento, signor Presidente, perché poco fa ha
detto: Ma c'è qualcosa, un supporto dal punto di vista
giuridico? . Si faceva riferimento alla delibera di Giunta n. 158
del 22 dicembre 2015 dove, appunto, la Giunta regionale di governo
aveva destinato le risorse del fondo regionale di solidarietà a
copertura delle richieste di risarcimento di parte delle aziende
agricole dei danni causati dai venti gelidi del 31 dicembre 2014.
Per essere chiari, quindi, signor Presidente, c'è stato un
prestito, c'era un tempo entro cui restituire questo prestito ed
era la prima Finanziaria. Il Governo si è presentato in
Commissione, non ha onorato l'impegno assunto attraverso l'ordine
del giorno e la Commissione Bilancio ha ripristinato il capitolo
delle risorse che erano state tolte.
Onorevole Cracolici gliel'ho consegnato poco fa l'ordine del
giorno.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. L'ordine del giorno lo conosco.
VINCIULLO. Perfetto. Quindi cosa significava? Che alla prima
sessione utile il Governo doveva restituire. Non li ha restituiti.
Oggi, signor Presidente, non possiamo immaginare che i soldi che il
territorio di Pachino e Porto palo ha prestato al Governo, anziché
essere restituiti a chi li ha prestati, vengono messi in un
salvadanaio comune dove questo salvadanaio, per essere chiari,
viene alimentato dalle risorse che ho messo io perché questo
salvadanaio a quanto ammonta?
Ammonta a quattro milioni di euro che è sempre inferiore ai cinque
milioni di euro che noi abbiamo stanziato e, in questo salvadanaio,
ora chi mette i soldi e le mani, solo quelli di Pachino e Porto
Palo? Ma anche gli altri, giustamente anche gli altri.
Allora, signor Presidente, assessori, qui intanto c'è un errore
che il Governo si deve rendere conto di aver commesso e, quindi,
avendo commesso questo errore deve riparare. Deve riparare
innanzitutto restituendo le risorse che sono state prestate,
perché, nel diritto, la prima cosa che bisogna fare, è restituire
il prestito, non è possibile che con il prestito ottenuto si vanno
ad alimentare altre fonti. Seconda cosa, non siamo nelle
condizioni di restituire questo prestito.
Allora qui, assessore Cracolici, si assume un impegno e si dice
agli agricoltori di Pachino: Diamo due milioni e i rimanenti tre
milioni li restituiamo entro aprile, entro maggio, entro giugno .
Gli agricoltori di Licata, dell'agrigentino, hanno altri diritti,
bene, gli verranno dati, assegnati per la prima volta perché la
differenza che i colleghi non vogliono capire, onorevole Formica,
io non chiedo né noccioline né elemosina...
FORMICA. Lei no, ma gli altri sì
VINCIULLO. Io chiedo il riconoscimento di un diritto che mi deriva
non da una promessa o dalla parola data, un diritto che deriva da
un atto parlamentare che tutti i colleghi avete votato
all'unanimità e tutti, quindi, non solo il Governo, né lei, signor
Presidente, moralmente vi siete impegnati a restituire agli
agricoltori di Pachino e Porto Palo ciò che gli agricoltori di
Pachino e Porto Palo a ottobre vi hanno prestato, cioè il denaro
che vi hanno prestato.
Pertanto, io invito il Governo a ritirare l'emendamento ultimo che
ha presentato perché è un emendamento che non fa giustizia, che non
mantiene la parola data, che fa sì che io, da oggi, posso dire in
giro che questo è un Governo fatto da felloni'. Felloni significa
gente che non mantiene la parola e lo posso dire in qualsiasi
momento perché quando c'è un atto parlamentare e questo atto
parlamentare non viene onorato ci troviamo di fronte a persone che
non onorano l'impegno e quindi, Presidente, io sto parlando non
come Presidente della Commissione
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, questo non significa nulla, lei
deve usare l'educazione e le parole giuste sia come Presidente
della Commissione che come parlamentare.
VINCIULLO. L'educazione mi deriva da questo documento che lei ha
l'onere di fare rispettare.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato distribuito un
emendamento. Noi siamo espressione di un territorio ma
rappresentiamo tutta la Sicilia.
Onorevole Vinciullo, io non voglio alimentare alcuna polemica,
però nell'articolo 57 si fa riferimento ad un decreto ministeriale
che riconosce gli eventi avvenuti a Licata e a Palma di
Montechiaro. Nella norma io mi ritrovo Licata e Campobello di
Licata, mi ritrovo Ravanusa, mi ritrovo Canicattì e non mi ritrovo
Palma di Montechiaro.
Io dico: ora basta Andiamo secondo l'indicazione data dal Governo
che credo che sia condivisa dall'Aula di fare un fondo unico e
hanno ragione i parlamentari che sono intervenuti evidenziando che
già c'era una legge ed era la legge n. 25 del 2011 che prevedeva il
fondo unico.
VINCIULLO. Ma cosa sta dicendo?
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se questo è
un Governo di felloni ma, certamente, è un Governo che dice una
cosa e ne fa un'altra .
Sto guardando la copertura di questo emendamento che deriva
dall'articolo 33. Mi era parso di capire ieri che questo Governo
voleva salvare Riscossione Sicilia dicendo che, tra l'altro, le
somme messe nel Bilancio erano delle somme esigue e che era
necessario rimpinguare quel capitolo e intervenire per dare altre
risorse a Riscossione Sicilia. Ma qui già vedo che ne toglie altri
2 milioni e mezzo.
Quindi, questo Governo non può dire ieri che vuole salvare
Riscossione Sicilia e oggi mi toglie 2 milioni e mezzo. Secondo me,
questo Governo vuole chiudere Riscossione Sicilia. Dica la verità e
non ci racconti frottole.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo elaborando
un subemendamento all'emendamento governativo sempre in termini
assolutamente generale e, però, con riferimento agli accertamenti
già espletati dalle IPA e con rispetto del criterio cronologico
delle declaratorie.
Volevo, però, intervenire perché evidentemente nel momento in cui
si iniziano a indicare delle località specifiche, poi, si apre
indubbiamente il novero della lotta tra poveri per cui non si
capisce perché Porto Palo abbia subìto la gelata e Pozzallo, che
dista 50 metri è, invece, coperto da chissà quale coperta
illuminata e non poteva subire la gelata.
Però, volevo anche intervenire in aperta polemica con il
Presidente Crocetta che, a seguito dell'intervento dell'onorevole
Dipasquale, si è permesso di dire che non rispondeva a verità che
lo Stato aveva fatto pervenire alla Regione Sicilia, per
l'esattezza, Presidente, questo lo dicono i suoi Uffici, la somma
di euro 102.730.965, 30 disposta dal Ministero delle politiche
agricole a fronte dei residui attivi sul capitolo di entrata del
bilancio della Regione 4781, alla data dell'11 gennaio 2012.
Questa è la risposta che il suo primo assessore all'agricoltura,
Cartabellotta, per giustificare la mancata corresponsione dei danni
derivanti dalle calamità accertate per tutto il territorio della
Regione Sicilia in base alle varie calamità e, con precisione, per
tutte le province per gli eventi calamitosi 2009-2011, per le
piogge alluvionali della provincia di Messina del novembre 2011,
per il cosiddetto Ciclone Atos' nelle province di Agrigento,
Catania, Enna, Ragusa e Siracusa, il Ministero dell'agricoltura
aveva approntato e aveva erogato in favore di questa Regione la
somma complessiva di euro 102.730.965,30.
A seguito di tutta una serie di interrogazioni che io ho fatto dal
primo momento dell'insediamento, e alle quali non mi si rispondeva,
alla terza interrogazione il buon Cartabellotta ha risposto con
questa nota, protocollo n. 13446 del 12 febbraio 2014, nella quale,
sostanzialmente, mi dice: hai ragione, ma c'è la nota
dell'Assessorato all'economia, del suo Assessorato all'economia,
che dice che, siccome non erano fondi vincolati - mentendo anche in
questo, perché erano fondi vincolati - li abbiamo utilizzati per
altro.
Vi dovete vergognare Non avete consentito alle imprese siciliane,
di tutte le province, distrutte da eventi calamitosi gravi, di
percepire quello che il Governo nazionale aveva erogato alla
Regione con queste specifiche destinazioni
Allora, Presidente Crocetta, abbia almeno la dignità di riferire
con esattezza le notizie e di non dire che i deputati si sbagliano
e dicono fesserie quando parlano. Se vuole, se non ha questi atti,
glieli metto a disposizione io Ma sono atti del suo Governo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Per fatto personale
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, se c'è qualcuno che sostiene che per delle specifiche
calamità lo Stato, questo Stato meraviglioso che manda soldi per le
calamità, quando non manda un centesimo, perché dice che bisogna
coprire le spese con le assicurazioni
FALCONE. Non parliamo male del Presidente del Consiglio
CROCETTA, presidente della Regione. Io non sto parlando male del
Governo, anche perché c'era un altro Governo nel gennaio del 2012.
C'erano un altro Governo regionale e un altro Governo nazionale,
quindi, andiamo piano con le vergogne e il rispetto istituzionale;
onorevole Falcone, ci sono forme che vanno rispettate, anche perché
io vergogna non lo dico a nessuno e pretendo che non venga detto
a me in un'Aula parlamentare.
FALCONE. Non lo abbiamo detto
CROCETTA, presidente della Regione. Allora, se qualcuno sostiene
questo, veramente rappresenta un mondo che non esiste, visto che,
da anni, le direttive europee e quelle statali dicono che bisogna
provvedere a coprire i danni tramite assicurazione.
Cento milioni di euro neanche per il terremoto del Belice li hanno
dati Li hanno dati, invece, improvvisamente per la calamità di
Vittoria
Allora, qual è la questione. Io, poco fa, ho chiamato l'ex
assessore Cartabellotta.
ASSENZA. Possiamo fare distribuire a tutti i colleghi la risposta?
PRESIDENTE. No, non si distribuisce nulla. Poi presenterà
un'interrogazione.
CROCETTA, presidente della Regione. Siccome già mi offeso se, per
lo meno, mi fa parlare dimostra di avere un minimo di gentilezza
Posso parlare o no? Visto che io l'ho ascoltata... L'assessore
Cartabellotta mi dice questo: i cento milioni di euro che erano
stati mandati furono mandati per pagare, per trasferire alla
Regione, da parte dello Stato, le spese che già aveva sostenuto
prima del gennaio 2012, quindi, potevano essere destinate alle
calamità. Ma a quali calamità di quali anni?
Dire queste cose, dimenticando le sequenze temporali, quindi,
erano stati soldi per cui la Ragioneria generale non autorizzò
quella spesa per nuove spese per il semplice motivo che quei
trasferimenti erano accaduti, erano stati dati per le spese già
sostenute ed anticipate dalla Regione siciliana. Questo mi dicono.
In ogni caso, siccome la verità è sempre bizantina in questa
Regione, e spesso inesistente, sarà mia cura verificare queste
carte.
1132/A e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
1132/A e nn. 1133-1155/A
PRESIDENTE. Nelle more degli interventi, assessore Cracolici,
cortesemente, mi riferisco a lei, sono stati presentati quattro
emendamenti se può, cortesemente guardarli con calma.
Peraltro, uno sarà illustrato, penso, dall'onorevole Di Mauro per
poi procedere all'approvazione. Assessore Cracolici, stiamo per
ascoltare l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo illustrare
il subemendamento presentato dai colleghi Fazio, Greco, Formica ed
il sottoscritto. Tutti siamo d'accordo, e credo che questo il
Parlamento lo abbia compreso, che non ci può essere una norma ad
hoc per un comune e che questo Fondo è l'unica soluzione che potrà
fare tacere ogni discussione.
Mi permetterei di aggiungere, assessore Cracolici, lei che sta
seguendo sotto il profilo tecnico questa norma, che essendo in
corso diverse procedure per il riconoscimento dello stato di
calamità che può fare soltanto il Ministero dell'Agricoltura,
Consiglio dei Ministri, meglio ancora - allora bisogna correggere
Ministero dell'Agricoltura' con Consiglio dei Ministri' - io
aggiungerei il seguente emendamento: Dopo delle parole
dell'assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea , aggiungere che dovrà contenere
l'assegnazione delle risorse in proporzione ai danni subìti nel
territorio e solo dopo il completamento dell'iter istruttorio di
riconoscimento da parte , avevo scritto Ministero
dell'Agricoltura ma in questo caso è Consiglio dei Ministri . Se
il Governo è d'accordo così rispettiamo il riconoscimento, signor
Presidente dell'Assemblea, rispettiamo il deliberato del Consiglio
dei Ministri e nessuno potrà lamentarsi perché la proporzione credo
che sia la cosa migliore. L'ispettorato dell'agricoltura garantisce
sugli importi che verranno assegnati.
COLTRARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLTRARO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'intervento nasce per avere un chiarimento tecnico-giuridico sulla
questione del Fondo di solidarietà unico per capire, per ragioni di
carattere personale, è una cosa che, sotto il profilo giuridico,
non capisco nel senso che noi abbiamo, sotto un profilo politico,
portato avanti questa questione della calamità naturale che ha
colpito i territori di Porto Palo e di Pachino al 31 dicembre del
2014 con l'allora assessore all'agricoltura Caleca, sulla base del
quale è stato riconosciuto lo stato di calamità, sono stati
stanziati dei fondi pari a 5 milioni o 5 milioni e .400 per i
quali sono state presentate una serie di domande da parte dei
territori ed avviata una graduatoria che era quasi definitiva.
Dopodiché, per ragioni di carattere congiunturale, eccezionale,
questi fondi sono stati stanziati e dirottati per ragioni
emergenziali a favore dei forestali.
Ora, tecnicamente, fermo restando che il fondo unico di
solidarietà e che non si vuole levare nulla agli altri paesi che
hanno ottenuto un... Presidente, però così non si può parlare
tecnicamente nel momento in cui c'è un riconoscimento preventivo da
parte del Consiglio dei Ministri di uno stato di calamità.
C'è uno stanziamento di bilancio riconosciuto con un vincolo di
destinazione, poi per ragioni di carattere tecnico si revoca questo
impegno per uno stanziamento, ora, la priorità che è stata data
tecnicamente viene persa oppure viene mantenuta? Perché nel momento
in cui è possibile fare revoche in continuazione e fare rientrare
nel calderone generale tutti i comuni, compresi quelli per cui già
si è fatto un lavoro preventivo, con graduatorie quasi approvate,
con calamità che possono essere presenti di nuove ogni mese, di
fatto i territori non sono in grado di organizzarsi.
Non per difendere il territorio di Pachino e Porto Palo, però già
là si è avviata un'attività amministrativa che è da anni che si sta
portando avanti, sono stati fatti degli impegni da parte degli
agricoltori e oggi gli stiamo dicendo che non ci sono più neanche
500 mila euro dopo che sono state varate graduatorie per 8 milioni
di euro, è una cosa grave che sotto il profilo tecnico-giuridico
non ci sta e, a maggior ragione, sotto il profilo politico di
impegno di Governo.
Poi, senza volere nulla togliere chi ha fatto questo errori, le
scelte politiche, però è giusto rispettare gli atti deliberativi
che sono stati adottati con grado di priorità.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, sostanzialmente qui stasera assistiamo al do ut des di
cui negli anni scorsi si poteva fare, si attuava.
Siamo arrivati al capolinea, abbiamo tutta una serie di
provvedimenti, di decreti con relativa declaratoria e ritengo che
il fondo unico che si va ad istituire questa sera, sia minimo
rispetto ai danni subiti in tutto il territorio siciliano.
Per cui, le furbizie, debbo dire con molta onestà, le furbizie e
gli atti, messi in atto da parte della Commissione, non hanno
riscontro, non si riscontrano con quella che è la volontà di questo
Parlamento.
Perché chi ha fatto le notti in Commissione ha ottenuto qualche
emendamento e oggi vediamo che alla resa dei conti i conti non
tornano e lo dobbiamo dire con molta onestà.
Allora, furbescamente i rappresentati della provincia di Siracusa
sarebbe stato opportuno accettare quel milione 750 mila euro, che
ritengo che con questo fondo unico non avranno mai nell'arco del
prossimo lustro forse, lo otterranno, e si va verso una soluzione e
andremo al 10, 15 per cento di quello che precedentemente
nell'articolo 58 poteva ottenere la provincia di Siracusa.
Per cui mi rimetto alla volontà, perché vedete assistere alla
furbizia della fuga in avanti, da parte di qualche collega di
infilare l'emendamento all'ultimo momento per poi andare a fare la
speculazione sul territorio, questa non è ammessa a nessuno.
E siccome non è ammessa a nessuno, allora la regola generale del
fondo unico è partecipare, valutare quelli che sono i decreti così
come prevede la 499 del 1999 e andare avanti su quella declaratoria
e su quella priorità in percentuale per tutti gli interventi che si
debbono fare su tutto il territorio siciliano e per gli eventi che
si sono verificati nel tempo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor presidente, onorevoli colleghi, solo per
evidenziare i contenuti di un sub emendamento all'emendamento del
Governo che comunque apprezziamo, perché quanto meno viene
individuato un criterio, perché mi dispiace doverlo sottolineare,
però Presidente, io credo che sia necessario anche un minimo di
rispetto istituzionale.
Mi dispiace, Presidente Vinciullo, però non può accadere che
quando accade qualcosa che non era come noi avevamo previsto noi
decidiamo di fare saltare il banco. Perché io da quel banco lì non
mi alzo contro il Governo a seconda della posizione, condivisa o
meno, per dire - come lei ha detto - che si tratta di un Governo
di felloni . Che sia un Governo di felloni o un Governo di
melloni, ai siciliani non interessa. Ai siciliani interessa che le
norme abbiano carattere di generalità ed astrattezza. Per queste
ragioni condividiamo in questa fattispecie l'emendamento del
Governo. Al quale aggiungiamo un subemendamento che è quello di
natura ovvia. Introduce un criterio cronologico nella presentazione
delle istanze. Visto che deve esserci il controllo delle IPAB noi
chiediamo, attraverso questo subemendamento, di introdurre un
criterio di massima oggettività che è il criterio cronologico.
Poi che sia, ripeto, un Governo di felloni o di melloni,
decidetevelo al vostro interno e non annoiate l'Aula su queste
cose.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ascoltato per davvero religiosamente, e un po' stupito, questo
dibattito perché secondo me ci siamo innervositi in gran parte per
ragioni che potevano essere evitate.
Già il Governo aveva predisposto un emendamento per ripristinare
quanto previsto dalla legge n. 25 del 2011 che era il Fondo a cui
faceva riferimento l'onorevole Vinciullo. Nel momento in cui questo
emendamento è stato presentato ha avuto - come gran parte degli
emendamenti che sono stati presentati in questa Aula, anche quelli
di iniziativa governativa - non ha avuto la copertura finanziaria
perché, ricordo, che stiamo facendo un bilancio dove taglia 500
milioni di euro di spese e ricordo che ne abbiamo ulteriori 500
accantonati. Alla fine si è dovuto fare una scelta su ciò che era
finanziabile e su ciò che non era finanziabile. Ma lo dico
all'onorevole Vinciullo perché il Governo con emendamento
depositato in Commissione aveva previsto - e si può andare a
cercare in III Commissione - l'ulteriore finanziamento di 5 milioni
di euro del Fondo.
Aggiungo che in questi giorni, grazie al fatto che abbiamo
ripristinato il Fondo scorte sempre della legge n. 25 del 2011,
abbiamo introdotto una salvaguardia che il 30 per cento dei residui
di quel Fondo, vengono destinati alle aziende dei territori per i
quali sono stati definiti con atto del Consiglio dei Ministri, in
cui è stato dichiarato lo stato di calamità. Questo vale per
Pachino, vale per Vittoria, vale per tutti i territori che hanno
avuto una declaratoria della Regione e una dichiarazione dello
stato di calamità da parte del Consiglio dei Ministri. Quindi una
misura specifica che consente a queste aziende di accedere a quel
cosiddetto mutuo per i teli, per le piantine, per far ripartire
l'annata agraria a queste aziende, sempre nell'ambito del regime de
minimis.
Voglio assicurare che è evidente che l'Aula può scrivere tutti i
Comuni che vuole. Ma vi posso assicurare che non ci sarà nessun
funzionario che utilizzerà gli aiuti se non esclusivamente nei
Comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di calamità. Perché
solo a quei Comuni e solo per quelle aziende per i quali è fatta
l'istruttoria, è possibile operare in regime di esenzione rispetto
al regime de minimis. Quindi nessun Comune, anche se iscritto da
tutta l'Aula, potrà mai ricevere un euro se non è previsto dalla
dichiarazione di stato di calamità che deroga ai principi
regolamentari dell'Unione europea.
Aggiungo che nessuna struttura della Regione, anche perché esiste
una circolare la n. 1 del 2006, a firma dell'Assessore per
l'agricoltura del tempo, che ha disposto - e io lo condivido - che
gli aiuti che vengono erogati, onorevoli colleghi, non dallo Stato.
I soldi con cui si danno gli aiuti sono soldi regionali. Lo Stato
si limita a dichiarare lo stato di calamità e ogni tanto a inviare
qualche spicciolo. Qualche giorno fa, chi ha avuto l'occasione di
sentire il Ministro per l'agricoltura a Palermo, proprio parlando
dei fatti di Pachino e di Licata, nonché di altri Comuni, il
Ministro, pur condividendo le ragioni del sostegno a quei
territori, ha ribadito che lo Stato non opera più, non ha più la
legge che finanzia gli aiuti, perché lo Stato opera secondo regime
assicurativo, ovvero quel regime che con PSR nazionale consentirà
agli agricoltori, tanto per dare una cifra, oggi l'80% del fondo
per le assicurazioni, viene utilizzato dalle aziende del centro-
nord, perché le aziende del sud non utilizzano questo strumento a
tutela delle proprie attività economiche.
Avevamo quindi proposto un emendamento per ripristinare il fondo
della legge 25, il Governo ha ora presentato un emendamento di 4
milioni per ripristinare quel fondo, voglio assicurare che
procederemo secondo l'ordine cronologico e secondo le risorse che
sono a disposizione, quindi nessuno si senta tagliato fuori, sulla
base delle risorse che ci sono e dell'ordine cronologico.
Aggiungo, onorevole Vinciullo, che mi si possa accusare di tutto,
ma non certo di dire una cosa senza mettere la faccia in quello che
dico. Onorevole Greco, le sue battute le lasci per i luoghi che
frequenta lei.
Quello che voglio qui ribadire è che il regime di aiuti che noi
prevediamo, sulla base delle risorse che avremo, potremo erogarli
soltanto a quelle declaratorie che sono state fatte non più di
quattro anni prima dal momento in cui pagheremo gli aiuti. Questo
perché il regolamento comunitario del 2014 stabilisce che il regime
di aiuti può operare per un tempo massimo di 4 anni dal momento in
cui si è verificato l'evento calamitoso.
Siccome stiamo litigando tra Comuni e non, le risorse che ci
saranno saranno destinate sull'ordine cronologico e in base
proporzionale rispetto ai danni subiti. Voglio ricordare che nel
fondo, che comunque abbiamo ancora a disposizione, perché
l'onorevole Vinciullo ha ricordato che sono stati tolti 8 milioni,
non tutti, al regime di aiuto, ma ne sono rimasti 2. Con questi 4
che andranno a rifinanziare quel capitolo potremo cominciare a
pagare gli aiuti, spero che con qualche altro residuo che si potrà
trovare nei fondi della ex 488 potremo cercare un ristoro concreto
alle aziende agricole. Mi pare che da questo punto di vista la
questione possa chiudersi con una certa tranquillità da parte
dell'Aula, perché nessuno sarà escluso.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Grazie Presidente per avere apprezzato la sua idea del
fondo unico, per avere apprezzato l'idea del Presidente della
Regione, ma l'intervento dell'Assessore Cracolici mi convince a
ritirare l'emendamento perché è stato chiaro e trasparente nella
sua esposizione, perché mi affido alla sua onestà intellettuale,
nel senso che tutte le dichiarazioni declaratorie potranno essere
messe in moto in modo cronologico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi sono stati distribuiti
subemendamenti ad un emendamento di riscrittura del governo che
accorpa gli articoli 57 e 58. Assessore Cracolici mi segua.
57.GOV.3.1 è un subemendamento al 57.GOV.3, è normale perché
sostituire Ministero dell'Agricoltura. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea.. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Lo vorremmo vedere.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo mi sembra troppo nervoso stasera.
Mantenga la calma che ancora c'è molto lavoro da fare, non si
innervosisca. Lei non deve rallentare. Io ho il dubbio che lei
rallenti i lavori sulla base della dichiarazione che ha fatto
prima. E lei non si è comportato da Presidente della Commissione.
Mi preoccupa l'intervento che lei ha fatto prima, lei è un
parlamentare ed un presidente di commissione ed ha il dovere di
agevolare il percorso dell'Aula.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Io non ho parlato da questo banco, me ne sono andato lì.
PRESIDENTE. E che significa? E lei mi dice che ora deve vedere un
emendamento.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
E che significa? Io ho il diritto di parlare anche come deputato,
chiaro? Allora, cosa vuole votare lei per primo?
PRESIDENTE. Che vuol dire che cosa voglio votare per primo?
L'ordine: 57.GOV.3.1, 57.GOV.3, 57.GOV.2, 57.GOV.1, 57.GOV.4,
57.GOV. Il 57.GOV è quello del Governo, quello base. Onorevoli
deputati, il 57.GOV.3.1 interviene sul GOV.3 a firma Di Mauro che
prevedeva il riconoscimento da parte del Ministero
dell'Agricoltura, il riconoscimento lo fa il Governo nazionale. Non
è il Ministero dell'Agricoltura e, quindi, è un fatto tecnico.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Il
Governo nazionale, come diceva l'onorevole Di Mauro, parlava di
Consiglio dei Ministri. Cioè nell'emendamento scrivere Governo
nazionale io scriverei Consiglio dei Ministri, che senso ha
scrivere Governo nazionale.
PRESIDENTE. Allora la Commissione propone anziché governo
nazionale, consiglio dei ministri. Allora, leggasi 37.GOV.3.1
Consiglio dei ministri. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 57.GOV.3, emendamento a firma
dell'onorevole Di Mauro. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore all'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 57.GOV.2, invito l'onorevole Cancelleri,
Ciaccio ed altri a ritirarlo perché già previsto. E' ritirato. Si
passa all'emendamento 57.GOV.2 a firma dell'onorevole Formica. E'
previsto il parere della Commissione, previo parere della
Commissione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Secondo me lo dobbiamo togliere previo parere della Commissione .
Che facciamo gli elenchi li vediamo noi?
PRESIDENTE. Invito al ritiro onorevole Formica. E' ritirato. C'era
l'emendamento primo firmatario Ragusa, che hanno fatto proprio
Assenza, dopo la parola mediterranea aggiungere sulla base delle
declaratorie delle Ipa provinciali rispettando il criterio
cronologico . La declaratoria la fa la giunta regionale.
La declaratoria la fa la Giunta regionale. Va bene. La invito al
ritiro, onorevole Assenza.
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 57.GOV.4 del Governo. Il
parere della commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Mi scusi, lei lo ha letto ,onorevole Greco? Magari il
voto segreto alla fine, perché questa è proprio la questione di
carattere tecnico.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 57.GOV, nel testo risultante. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Cosa?
GRECO Giovanni. Ritiro la richiesta di votazione per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 57.GOV, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato gli articoli 57 e 58. Onorevoli colleghi, in
sostanza, abbiamo completato, tra ieri ed oggi, il secondo
fascicolo degli articoli tranne l'articolo 61, che è stato rinviato
per la trattazione dell'articolo 8. Sarei dell'avviso di passare
all'articolo 8, che ha numerosissimi emendamenti. Si tratta delle
autonomie locali. Allora, faccio distribuire gli emendanti che sono
stati presentati, così potranno essere vagliati.
Evitiamo, domani sull'articolo 8, discussioni che possano
complicare il percorso.
Domani si farà una discussione a partire dalle ore 10,00.
Sono stati distribuiti gli emendamenti 8.141, 8.143, 8.61.1 del
Governo. A parte gli emendamenti inseriti nei fascicoli.
Da domani ci sarà il contingentamento dei tempi.
(La seduta, sospesa alle ore 19.57 di venerdì 26 febbraio 2016, è
ripresa alle ore 10.37 di sabato 27 febbraio 2016)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come stabilito ieri, si riprende
l'esame dall'articolo 8 in precedenza accantonato.
Compatibilmente con la complessità degli articoli, abbiamo
l'esigenza di andare avanti nell'approvazione della finanziaria;
per cui, così come previsto dal Regolamento, ogni parlamentare
interverrà sull'articolo ad illustrazione di tutti gli emendamenti
per cinque minuti; veramente con l'autorizzazione dell'Aula mi
riservo di fare intervenire i capigruppo nella condizione che non
diventi un atteggiamento ostruzionistico, di maggioranza o di
opposizione, ci può essere pure un'ostruzione da parte di
capigruppo della maggioranza, nelle dinamiche d'Aula succede pure
questo, per la regola di carattere generale è che i parlamentari
intervengano cinque minuti sull'articolo ad illustrazione di tutti
gli emendamenti, mi riservo con l'autorizzazione dell'Aula ad
adottare un comportamento più flessibile per i capigruppo.
Sull'articolo 8, assessore Lantieri, prima del dibattito
considerata la complessità dell'articolo, se magari vuole
intervenire all'inizio ad illustrare sulle linee generali la
portata della norma o intende intervenire successivamente?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Intervengo successivamente.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Lantieri, ho una questione molto importante da porre. Nella
finanziaria dello Stato è stato approvato il famoso emendamento
Capodicasa che è stato inserito nel comma 215 dell'articolo 1 della
finanziaria nazionale che prevedeva, relativamente agli enti in
dissesto, testualmente che la proroga dei rapporti di lavoro a
tempo determinato è subordinata all'assunzione integrale degli
oneri a carico della Regione.
Mi sono permessa di contattare il dipartimento competente del
Ministero per capire un po' l'interpretazione di questa norma e mi
è stato confermato quello che temevano i quattordici comuni
coinvolti in questa situazione, ovvero che la copertura loro la
intendono integrale, da parte della Regione. Significa che, mentre
fino a dicembre i comuni potevano contribuire alla quota della
copertura del personale precario, questa cosa non potranno più
farla.
Cosa succederà nei comuni che soprattutto non hanno personale in
esubero? Saranno costretti a ridurre l'orario del personale
comportando non solo un problema ai soggetti, ma anche un problema
alla funzionalità degli uffici.
Per quello che io so, il costo totale di questi precari ammonta a
9.500.000, di cui se non erro, Assessore, in caso mi correggerà,
una parte è coperta all'interno del comma 1, dell'articolo 28,
quindi dentro 182.000.000, 6.500.000 dovrebbero coprire questa
risorsa.
Poi c'è un'altra parte che è coperta dal comma 8, dell'articolo 8.
Parliamo di 1.200.000. Se facciamo i conti, quelli che mancano sono
1.800.000, perché ne servirebbero 3.000.000 circa per coprire
integralmente il costo dei precari, visto che sono stati bocciati
emendamenti che avevano delle risorse, non so se è un problema per
l'assessore Baccei trovare un altro 1.800.000 da inserire, avrei
presentato un emendamento per portare la cifra da 1.200.000 a
1.800.000 per scongiurare questa mancanza di risorse. Inoltre credo
sia necessario interloquire con Roma presentando un ordine del
giorno per risolvere questo problema. Cioè perché non dare la
possibilità ai comuni di contribuire nel momento in cui ne abbiano
appunto le possibilità?
Poi, relativamente all'emendamento che è stato presentato, mi
riferisco all'8.143, avrei una domanda sul comma 1. Ovvero,
relativamente alle risorse stanziate che saranno un prestito nei
confronti dei comuni, si intende che il rimborso debba essere dato
con gli interessi, oltre il fatto che la manovra è un po' rischiosa
da come è scritta. E poi sapere perché al comma 4 si prevede
l'utilizzo dei fondi PAC anche per il pagamento di mutui pregressi
dei comuni, perché i fondi PAC dovrebbero servire per la
progettazione dei comuni in questo caso.
Quindi in questo caso, signor Presidente, ho presentato un
soppressivo del comma 4 per non distrarre altre risorse dalla
progettazione per pagare mutui passati.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, tanto
perché il Presidente ieri aveva contingentato i miei tempi,
desidero alcuni chiarimenti in merito agli emendamenti che sono
stati distribuiti ieri sera e precisamente all'8.142 e all'8.143.
L'emendamento 8.142 è stato assorbito dall'8.143.
Ho bisogno di un chiarimento circa l'emendamento 8.143. Si
riferisce all'articolo 204 del TUEL, cioè il richiamo è
all'articolo 204 del TUEL? E le spiego perché.
Il 204 del TUEL è quello sui prestiti, sull'indebitamento. Al
comma 1 si legge: con ammortamento decennale, a partire dal 2017,
ai comuni della Regione, per un importo di 115 migliaia di euro e
ai liberi consorzi, gli enti locali assumono i suddetti prestiti
nel rispetto delle disposizioni vigenti e per le finalità di
investimento .
Prima che l'Aula si esprima e voti, io vorrei capire che cosa
vuole dire questo articolo. Non è chiaro. È spesa corrente o sono
investimenti? Perché se sono investimenti il richiamo è
all'articolo 204 del TUEL che l'assessore Lantieri conosce bene,
visto che si tratta del Testo Unico degli Enti Locali, quindi nel
rapporto tra amministrazioni comunali e enti locali possiamo anche
capire di cosa si tratta.
Io desidero una risposta. Sa perché desidero una risposta? Perché
quando oggi all'Aula si presenta questo emendamento e si chiede
l'approvazione di questo emendamento, Presidente, visto che pure
lei ha preso atto che da qui a sei, otto, mesi la decurtazione dei
trasferimenti ai comuni li porterà al fallimento, che cosa stiamo
dicendo noi ai comuni con questo articolo? È autorizzato ai comuni
il prestito per investimenti? Significa che se un Comune deve
realizzare una strada, così come è scritto
(Brusio in Aula)
Scusate, colleghi, noi stiamo approvando un emendamento, se
diciamo sì e dobbiamo avere la cognizione di quello che approviamo
perché decretiamo la morte dei comuni, è un emendamento non
proponibile in questi termini. E vi spiego perché. Perché così come
è proposto l'articolo 8, noi stiamo dicendo che si danno ai comuni
115 milioni di euro o ai liberi consorzi che non si capisce bene
come li restituiranno, per prestiti rispetto alle disposizioni
vigenti e per le finalità di investimenti.
Questi prestiti sono garantiti sul fondo pensioni, significa che
ogni anno i comuni devono restituire, a partire dal 2017, alla
Regione, perché sono a valere sul fondo pensioni, ma nel momento in
cui non li restituiscono verranno decurtati. Ma il problema qual è
Presidente? Noi abbiamo preso in giro, l'altro giorno, i sindaci se
questo emendamento venisse approvato così com'è. Perché oggi si
daranno 115 milioni ai comuni, più gli altri ai liberi consorzi,
per spese di investimento. Che significa? Che il Comune, prima di
richiedere e accedere a questo prestito, deve avere, funziona come
il 204 del Testo Unico degli Enti Locali, la capacità di
indebitamento.
Significa che se un Comune deve realizzare un campetto di calcio,
una piazza, qualcosa, può fare un mutuo con la Cassa depositi e
prestiti. Invece di farlo con la Cassa depositi e prestiti, si
rivolge alla Regione. La Regione glielo concede da valere sul fondo
pensioni e il Comune deve restituirli.
Allora, io dico, rispetto alla Cassa depositi e prestiti a quale
tasso lo concede? A tasso zero? E può essere un vantaggio. I comuni
possono, rispetto all'impegno che si è preso quel giorno, risolvere
il problema dei bilanci a decorrere dal 2017? Io chiedo, su questo
emendamento, che l'Assessore mi dia una risposta.
Io presenterò un subemendamento che sottoporrò alla sua
attenzione, Presidente, rispetto agli impegni presi perché noi
parlavamo di spese correnti e c'era un impegno anche da parte delle
opposizioni e non un altro prestito per investimenti, perché non ha
risolto il problema. Sto depositando un subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, proprio perché ero presente, i
comuni hanno rappresentato che quei 115 milioni di euro erano sì
destinati a investimenti, ma sono serviti nel corso degli anni al
pagamento delle rate di mutuo accese, dobbiamo essere chiari.
Considerato che lei, onorevole Grasso, mi ha chiamato in causa, ho
il dovere di riferire che non erano proprio investimenti, ma sono
serviti per le spese ordinarie.
Quell'emendamento è stato concordato con l'ANCI e con le
organizzazioni presenti
GRASSO. I 115 milioni di euro per investimenti si riferivano
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, lei che è sindaco ha
l'interlocuzione diretta con l'ANCI, verifichi se va bene o meno
questo emendamento.
GRASSO. Io dissento
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo per quanto riguarda l'articolo 8 ed in particolare la
batosta che ho ricevuto ieri sera quando - in chiusura - avete
messo i deputati a conoscenza dell'emendamento 8.143.
Caro Presidente, cari amici, cari colleghi, Assessori, - onorevole
Falcone se mi presta un attimo di attenzione perché sto parlando di
comuni, di una realtà seria - l'anno scorso nella finanziaria
abbiamo sottratto ai dipendenti regionali, in modo maledetto, il 5
per cento, il 10 dopo, e il 15 e 20 per cento fino al 2020 per il
prepensionamento, per chi accettasse di andare in pensione.
Hanno presentato la domanda 4.580 persone. La batosta, che è stata
cancellata al 2003, la possibilità di andare in pensione col
pensionamento retributivo, è stato cancellato anche questo.
Stamattina parliamo di fondi pensione per la Sicilia. Le pensioni,
quindi, che ogni giorno, ogni mese sono risorse che vengono
accantonate dai dipendenti regionali per il loro futuro - tenendo
presente che i dipendenti regionali hanno la possibilità,
attraverso questo fondo, di chiedere delle anticipazioni fino a 40
mila euro. All'approvazione sarà negato anche questo
Ricordo a tutti che, per quanto riguarda i comuni, perché è ai
comuni che le risorse verrebbero destinate, 400 milioni di euro che
sono stati dati ai comuni per quanto riguarda gli ATO in
piccolissima parte percentuale non sono stati restituiti.
In piccolissima parte sono stati restituiti alla Regione, ma tutto
il resto è rimasto poesia Nessuno ha pagato e nessuno pagherà Lo
hanno appena detto i sindaci deputati che hanno preso la parola e
dicono che non ce la fanno più perché i comuni sono allo stremo e
non pagheranno nemmeno questo mutuo.
In questo emendamento che il Governo ha predisposto al secondo
comma che, nell'eventualità i comuni non andassero a pagare il
prestito interverrebbe la Regione. Come interviene la Regione, se
in questi 3-4 anni non è mai intervenuta e le cose vanno indietro,
indietro
Oggi, vogliamo fare valere, deve valere la politica. Oggi,
dobbiamo chiedere al Governo nazionale se ci aiuta ad avere un
prestito, un mutuo, accendere un mutuo per i Comuni e risolvere il
problema o altrimenti pensare ad un taglio lineare generale
sull'intero bilancio dell'1 per cento per raccogliere fino a 120
milioni di euro e pensare di aiutarli in un altro modo. Ecco, vi
porto pure le proposte Sto pensando che il prossimo bilancio, la
prossima finanziaria, siccome la Regione siciliana non è nelle
condizioni di andare avanti ci metteremo a licenziare i dipendenti
della Regione. Poi i deputati da 70 passeremo a 10 e poi, perché
no, pensiamo pure a derubare dalle tasche i già appesantiti tagli
che sono stati fatti per il personale dell'Assemblea
Presidente, questa è una mascalzonata' che si fa alle persone che
mettono da parte dei soldi per le pensioni e, intanto, è
anticostituzionale.
Mi auguro che nessuno, a livello regionale, intervenga con il
Governo nazionale per farsi mettere un visto, un parere favorevole
per fare questa azione indegna
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, prima
di iniziare a parlare dell'articolo 8, volevo ringraziare la
dottoressa Luciana Giammanco che, catapultata dal Governo l'ultimo
istante in questa arena e in questa giungla rappresentata
dall'articolo 8, ha saputo con impegno, capacità, conoscenza,
professionalità, e presenza soprattutto, ha saputo garantire alla
Commissione le giuste indicazioni.
Però, la complessità del tema trattato, la difficoltà per la
contemporanea presenza di norme che sono in contrasto fra loro
merita un'ulteriore attenzione.
Poco fa la collega La Rocca ha posto il problema dei 14 Comuni fra
cui Augusta e Bagheria. Per questi Comuni la Commissione ha
ulteriormente aumentato le risorse portandole da un milione, quanto
erano state l'anno scorso, ad un milione e due. Però, la normativa
regionale sembra scontrarsi con la normativa nazionale.
In pratica, l'emendamento presentato all'ultima finanziaria
nazionale prevede la possibilità di prorogare i lavoratori a
condizione che sia la Regione che si faccia carica di questo
impegno.
Questo è un tema che abbiamo posto in Commissione, dobbiamo di qui
alla fine della giornata cercare di dare risposte, nel senso che
l'articolo approvato in Aula a Montecitorio riguarda la riconferma
delle risorse dell'anno scorso e in questo caso la Regione,
addirittura, le ha aumentate del 20 per cento e, quindi, possiamo
dare una risposta più che certa alle preoccupazioni dei Sindaci.
Oppure andava inteso diversamente, cioè nel senso che bisogna
coprire l'intera posta che però devo dire non conosciamo al momento
perché i Sindaci non hanno fatto pervenire agli uffici
dell'Assessorato né a quelli della Commissione - qualora l'avessero
voluto fare, nonostante siano stati auditi - il costo complessivo
dei lavoratori che sono dipendenti dei Comuni.
Per cui, ripeto, nel dire oggettivamente che da parte della
dottoressa Giammanco non sono assolutamente mancate la
professionalità, la capacità, la conoscenza nell'affrontare questo
argomento, sarebbe importante per difetto di legislazione, in
alcune parti, proprio per la presenza di norme contrastanti che per
un istante si rifletta ancora una volta su questa vicenda.
Sull'altro tema, che è quello delle risorse che abbiamo da
assegnare ai comuni, la Commissione presenterà un emendamento che
sottoporremo anche noi al vaglio dell'Aula e che saranno i colleghi
ad illustrarlo fra poco.
Quello che i tenevo a sottolineare è che le perplessità che stanno
cominciando ad emergere sull'argomento relativo all'emendamento
8.141, o 8.142, comunque, quello che è stato licenziato dalla
Commissione è un argomento di difficile comprensione per certi
aspetti e che merita ulteriore attenzione a prescindere, ripeto,
dal momento che altro è stato detto dall'intervento del direttore
generale che, invece ha garantito alla Commissione le opportune
conoscenze e competenze.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor, Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
all'assessore Lantieri, che ha l'onore e l'onere di essere di fatto
il Ministro dell'Interno in Sicilia, considerato i 400 comuni
siciliani e i 5 milioni di abitanti che la Sicilia ha.
Aggiungendo che in Sicilia, a differenza delle altre regioni
d'Italia, - onorevole Milazzo, la sua attenzione mi sarebbe
graditissima -, in Sicilia a partire dalla legge n. 1 del 1979 ai
comuni sono state affidate tutte le funzioni possibili e
immaginabili. Arriviamo alla fine degli anni '80 quando la Regione
decide di finanziare le dotazioni organiche dei Comuni e con la
legge n. 2 del 1991, avvengono una serie di assunzioni che di fatto
vanno a coprire per intero, anche in sovra-numero.
Allora si parlava di personale in sovra-numero nei Comuni; abbiamo
poi la legge n. 37 del 1985, che recepisce la norma nazionale e
oltre a trattare temi di sanatoria edilizia, di fatto, fa assumere,
prima al Genio civile il personale per sanatorie e successivamente
questo personale viene trasferito ai comuni. Ai comuni sono
assegnate tutte le funzioni che riguardano: l'edilizia scolastica,
il mantenimento degli asili nido, e così via, compresa la viabilità
rurale che, una volta era a carico delle comunità montane, poi
passò alle province con la legge n. 9 del 1976, per poi, di fatto,
avere pure, - solo per memoria -, un capitolo nel bilancio della
Regione per la viabilità rurale.
Tanto per dare un esempio, assessore Lantieri, quando si
realizzavano le cosiddette associazioni interpoderali, i Consigli
comunali assumevano l'onere della manutenzione, realizzata l'opera.
Ritengo che trattare il tema dei trasferimenti ai comuni, come se
si trattasse di una normalissima tabella, quella più notoria - la
Tabella H -, secondo me è un errore, perché, al di là di una
fascia di sindaco che rappresenta una comunità - come è avvenuto
giovedì mattina, qua nel Palazzo Reale in Sala Gialla -, dietro un
comune ci sono gli stipendi degli impiegati che si pagano con
distanza di due e tre mesi, esistono gli asili nido, il servizio
di refezione scolastica, la pubblica illuminazione, tutto ciò che
un cittadino ha in termini di servizi e spesso e volentieri il
comune è l'azienda più grande di quella realtà territoriale.
Ritengo che lo sforzo, lodevole, importante, fatto dall'assessore
Baccei, debba a un certo punto, fermarsi da un punto di vista dei
numeri, ma assumere anche una connotazione squisitamente politica,
cioè vale a dire, come garantiamo ai 390 comuni siciliani, in
particolare a quei comuni che sono sotto i 15 mila abitanti, che
sono la stragrande maggioranza, come garantiamo questi servizi?
E come garantiamo anche la tenuta democratica, se vogliamo, e
sociale, senza voler apparire come se lanciassi gridi di dolore,
come quelli che furono in un altro Parlamento che è a Torino.
Oggi, però, immaginare, a legislazione vigente, rispetto a quelle
che sono le prescrizioni normative per la redazione di un bilancio,
per l'accensione di un mutuo, per il controllo legittimo,
importante, ma che sta creando anche un vuoto di assunzione di
responsabilità, cioè vale a dire il controllo preventivo e
successivo degli atti alla Corte dei Conti, rischiamo che così come
è stato elaborato l'emendamento di riscrittura, l' 8.143, di fatto
crea un serio problema per la chiusura dei bilanci.
Non smentendo l'azione del Governo perché poi alla fine
l'Assessore Baccei si è trovato l'eredità di un trasferimento che
fino a qualche anno fa era di novecentoquaranta mila euro per gli
Enti locali a un taglio continuo e costante di risorse alle Regioni
da parte dello Stato nazionale, aggiungendo anche - e lo dico
Assessore - forse è anche il tempo che lei convochi una conferenza
sui temi dei comuni vengono trattati in maniera, diciamo,
sinergica, e le faccio un esempio: già Assessore Contrafatto, se
noi diamo i soldi ai comuni e facciamo funzionare il Fondo Jessica
per esempio e vanno ad abbattere il costo del consumo dell'energia
elettrica del 50 per cento, un Comune che spende quattrocento mila
euro di energia elettrica per la pubblica illuminazione e ne
risparmia duecento, è come se fosse un trasferimento per
investimenti.
Per cui, io ritengo che la proposta che avanzo assieme ad altri
colleghi sia quella di dare certezza nella redazione del bilancio e
cioè vale a dire il prelievo di centoquarantacinque milioni di euro
dal Fondo pensioni Sicilia che lo faccia direttamente il Governo
regionale, assegni con certezza i soldi ai Comuni e poi con i fondi
PAC sarà ricomposto quel fondo senza intaccare i diritti dei
pensionati.
Non credo che ci sia alternativa perché così come è formato il
testo, che è frutto di tanta buona volontà ma rischia di essere
inapplicabile in sede di redazione del bilancio.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI MAURO. Signor Presidente intervengo così per delle linee
generali su questo articolo 8 per avere alcuni chiarimenti dal
Governo e in particolar modo dall'Assessore Baccei.
Assessore Baccei credo che il comma 8 dell'articolo 8 e il comma
16 riguardano le stesse unità lavorative che nell'ipotesi prevista
dalla legge dovrebbero transitare dai liberi Consorzi al comune di
Paternò.
E' una norma questa ripetitiva. Nel comma 8 è indicata una
ipotetica somma di un milione e duecento, nel comma 16 è indicata
una copertura di spesa molto generica, tant'é che recita:
Commisurato al costo del personale assunto .
E allora bisogna capire se c'è un trasferimento di risorse a
valere per tutti i dipendenti oppure se questa norma fa riferimento
soltanto a coloro i quali hanno avuto riconosciuta la sentenza
definitiva da parte della Cassazione.
Onorevole Sammartino stiamo parlando della questione dei
dipendenti delle provincie dei liberi Consorzi che transitano al
comune di Paternò.
Questi due commi sono ripetitivi, per cui uno andrebbe annullato e
credo il comma 16 perché è molto generico, mentre il comma 8 dà la
indicazione precisa delle risorse che occorrono.
SAMMARTINO. Le risorse sono uguali.
DI MAURO. No non sono indicate, è un'altra cosa. Chiaro? Sono
ripetitive le somme, sono ripetitivi i due commi.
Poi, volevo porle un'altra domanda, il comma 4 dice che c'è stata
una riduzione di due milioni di un fondo che è a valere sui comuni
in dissesto a ottocento mila euro, la differenza è stata già
assegnata ai comuni? Perché non riesco a capire come mai c'è questa
differenza, tenendo conto che più avanti si fa riferimento che
alcune risorse saranno trasferite ai comuni che hanno dichiarato il
dissesto a decorrere dal 2016. Non riesco a capire se queste
risorse sono trasferite, assessore, solo per avere delucidazioni.
Ed infine, la questione del comma 2, francamente l'assegnazione di
un milione di euro soltanto da dividere tra i comuni di Agrigento e
Siracusa, che rientrano nella legge 34 del 1985, così come Ragusa
Ibla, è una somma irrisoria per due ragioni. La prima, perché
l'articolo fa riferimento ai cosiddetti contributi in conto
capitale che sarebbero assegnati ai cittadini che ristrutturano gli
immobili; la seconda parte è assegnata ai comuni che debbono fare
degli interventi. Dividere un milione di euro a due comuni,
cinquecento e cinquecento, a sua volta parte di questi
cinquecento sono contributi in conto capitale, nemmeno in conto
interessi - anche perché non ce ne sarebbe bisogno in conto
interessi in quanto già c'è un provvedimento legislativo in questo
senso - sono somme o che vanno rimpinguate, assessore Baccei o che
vanno eliminate perché è estremamente mortificante che vengono
assegnate somme così irrisorie alle città di Agrigento e di
Siracusa dove è notorio che i crolli e gli interventi per un
consolidamento al centro storico sono all'ordine del giorno.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un
intervento complessivo sugli emendamenti ma anche per darle
l'aiutino' sull'ordine dei lavori perché signor Presidente, su una
materia così complessa - e dando seguito ad un incontro che c'è
stato in Sala Gialla con tutti i sindaci, alla presenza dei
capigruppo o dei rappresentanti dei gruppi e l'assessore Baccei -,
permettetemi di potere pensare che dovevamo cominciare con una
relazione dell'assessore su quella che è l'impronta che vuole dare
perché l'emendamento 8.143, che ricordo a me stesso essere un
aggiuntivo, fra pochi minuti, fra poche ore, quando si procederà
al voto degli emendamenti potrebbe essere anche inteso con un senso
diverso rispetto allo spirito totalmente confuso che l'assessore ha
messo nero su bianco perché ogni emendamento soppressivo che
dovesse passare o modificativo cambierà totalmente il senso della
legge. Intanto partiamo da questo presupposto.
Nel merito dell'8.143, assessore Baccei, vorrei ricordare che io e
l'onorevole Ciaccio, che abbiamo parlato in Sala Gialla a nome di
Forza Italia e Movimento cinque stelle, avevamo proposto
all'onorevole Bernardette Grasso 115 milioni con un taglio
orizzontale su tutti i capitoli. Ma quanto avrebbe inciso? Niente,
su 22 miliardi Proponete, o di attingere al fondo relativo alle
pensioni, assessore Baccei, ecco perché lei lo doveva spiegare, le
spese in conto capitale non possono essere utilizzate per legge per
spese correnti.
Qualora lei volesse soccorrere perché poi i fondi PAC saranno un
bel PAC' per i comuni, quindi poi lei che cosa farà? Dirà: li
soccorro io, come anticipazione, ma là ci paghiamo gli interessi
Quindi la posta aumenterà, ma vorrei ricordare che noi qua
amministriamo soldi che sono di tutti i siciliani, dobbiamo fare
operazioni al risparmio, non aumentare poi le spese. Questo è lo
spirito che dovremmo adottare Quindi, signor assessore, una
riscrittura aggiuntiva di questo calibro, e poi, Presidente
Ardizzone, io non voglio dare lezione a nessuno, ma viene Orlando,
ci prende come briganti, tutti. Ci siamo strafregati' dei Comuni.
E' venuto qua Orlando, alla testa di trecentonovanta sindaci, ci
viene a prendere a tutti per briganti, e cosa facciamo? La montagna
partorisce il topolino. Io sono per dare centoquindici milioni ai
Comuni veri, veri Perché, stiamo attenti, quella riunione potrebbe
trasformarsi in un boomerang, ed io mi rifaccio all'appello del
Presidente Ardizzone. Facciamo operazioni vere, perché altrimenti
verrebbe confermata la tesi, - che io smentisco -, di Orlando. Non
c'era bisogno che veniva qua, lui alla testa di trecentonovanta
sindaci, perché tutti i deputati che sono eletti a suffragio
diretto, espressione del territorio, non hanno bisogno dei
promemoria di Orlando. Non hanno bisogno del promemoria di Orlando,
così, visto che recepiamo il decreto Monti, - Milazzo è un
consigliere regionale sotto il profilo economico ed è giusto -, il
Presidente dell'ANCI è pagato cinquemila Euro al mese. Allora, noi
dobbiamo trovare soldi veri, e Orlando dichiari che rinuncerà alla
sua indennità perché i cittadini guardano L'ANCI deve essere
leggera, come l'Assemblea Io mi schiero coi sindaci, assessore
Baccei E non li voglio lasciare contenti e gabbati Quindi
dobbiamo dare soldi veri.
Allora io le chiedevo, Assessore, prenda lei la parola, prima che
ogni deputato prenda abbagli, illustri punto per punto questa
riscrittura aggiuntiva che, qualora l'articolo che stiamo trattando
dovesse essere modificato potrebbe anche non potersi più agganciare
al cento per cento, secondo quello che vuole fare lei. Ecco perché
io le chiedo, Assessore, di non approvare un articolo sull'onda
dell'emotività, così signor Presidente, e finisco e non parlo più,
come abbiamo fatto con i revisori.
Il dibattito che c'è al di fuori della Sicilia, - solo altri
venti secondi -, è di cambiare la norma che riguarda i revisori,
perché quando un revisore pazzo scatenato viene sorteggiato
paralizza un comune, e noi che facciamo? Abbiamo recepito quella
norma che vogliono cambiare nel resto d'Italia? Ma siamo impazziti?
Quindi, Assessore io direi di affrontare il dibattito, e mi affido
alla saggezza del Presidente dell'Assemblea, in modo ponderato e
senza premura perché rischieremmo di fare arrivare un boomerang
sull'Assemblea Regionale.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signori del Governo, colleghi. In tema
di contingentamento dei tempi cinque minuti sono davvero pochi per
tentare di affrontare compiutamente un articolo che consta di oltre
venti commi e che rappresenta, in questa legge di stabilità, i
rapporti tra la Regione e le autonomie locali, Comuni ed ex
Province o liberi consorzi. Tuttavia, è su alcuni aspetti che
intendo, nei cinque minuti rigorosamente che mi sono stati
assegnati, - che vengono assegnati -, affrontare almeno due
questioni. La prima l'ha appena terminata di illustrare con
efficacia il collega Milazzo. Anche io sono stato presente, come
ella Presidente, che quella riunione presiedeva in Sala Gialla
l'altro ieri, alla calata dei sindaci su Palermo. Una
manifestazione, quella da parte dei sindaci, guidata dal sindaco
del capoluogo delle nostra Regione, che certamente si attendevano
qualcosa di diverso e qualche cosa di più rispetto all'emendamento
8.143proposto dal Governo.
Vedete, la proposta del Governo a seguito di quella
manifestazione, che ha avuto anche un vago sapore elettoralistico,
data che non è nascosta a nessuno l'ambizione del Sindaco Orlando
ad ingerirsi nelle questioni regionali, non so se egli pensa di
essere candidato tra un anno e mezzo alla guida di questa Regione
ma certo la sua contrapposizione nei confronti del Governo,
assessore Baccei, nei confronti del Governo, assessore Lantieri, e
nei confronti di questa Assemblea regionale è emersa in maniera
assolutamente chiara due giorni fa, giovedì, nel primo pomeriggio
di giovedì.
Ma che cosa propone di fare il Governo con l'emendamento 8.143?
Propone di esercitare un ulteriore prestito nei confronti delle
autonomie locali, dei comuni, che già sono indebitati fin sopra il
proprio collo.
Ma voi avete idea di quanti ratei paga normalmente un Comune per
accensione di mutui trentennali, ventennali, decennali? Non è
indebitamento il ricorso continuo alle anticipazioni di cassa
presso le banche tesoriere? Anche quello è sostanzialmente un mutuo
perché sull'anticipazione di cassa i comuni pagano fior di
interessi.
La risposta che dà il Governo della Regione è sostanzialmente un
altro prestito senza comprendere bene se poi questo prestito possa
o meno essere restituito anche se il quinto comma sembrerebbe
essere apparentemente una norma di salvaguardia.
E allora è molto più efficace, invece, trovare risorse all'interno
del bilancio anche seguendo il suggerimento, che non è certo un
suggerimento di grande scelta politica, che è quello del taglio
lineare in percentuale su tutti i capitoli di spesa.
Il secondo tema che intendo affrontare, signor Presidente, si
riferisce, invece, al comma sesto e qui ho bisogno davvero
dell'attenzione dell'assessore Lantieri che certamente la presta e
sarebbe opportuno anche dell'assessore Baccei.
In Commissione è passato un principio ed io ne sono grato a tutti
i componenti della Commissione Bilancio e per essa al Presidente
Vinciullo e cioè una norma per i comuni in dissesto finanziario.
Il comma sesto, però, così come è scritto, e io credo che i
tecnici dell'assessorato me ne possano dare atto, risulterebbe del
tutto inapplicabile perché mancano i criteri descrittivi attraverso
cui poi mettere in moto la norma.
Io ho presentato una serie di emendamenti, signor Presidente e
colleghi, che si riferiscono intanto all'estensione degli anni
entro i quali il dissesto finanziario deve essere stato presentato
dai comuni aggiungendo anche gli anni 2011, 2012 che altrimenti
resterebbero inspiegabilmente fuori dalla previsione normativa.
Ho previsto anche l'aumento del fondo, sempre a valere su quello
delle autonomie locali a qualcosa di più che non l'importo
simbolico o poco più che è stato previsto ed anche ai criteri di
assegnazione che ovviamente non possono che fare riferimento ad un
dato oggettivo che è il numero degli abitanti quali risultanti
entro il 31 dicembre del 2015.
Io prego l'assessore Lantieri e l'assessore Baccei, attraverso i
tecnici dell'assessorato, di verificare all'interno di questi
emendamenti, ai quali io non sono assolutamente legato, ed una
riscrittura del Governo potrebbe essere la soluzione, ma per
rendere davvero applicabile una norma che altrimenti rischia di
rimanere soltanto di principio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
intervengo sull'intero articolo 8 che è stato approvato dalla
Giunta di questo Governo, e che è stato presentato all'Assemblea.
Già quando è stato approvato dalla Giunta penso che l'articolo 8
così come presentato era da definirsi pietoso, però con gli accordi
che si fanno all'interno della maggioranza, e forse qualche altro
Gruppo di minoranza, da pietoso è diventato indecente, perché
questo è l'unico termine che si può dare a una riscrittura che
penalizza tutti, e che l'unico intento è fare la guerra tra poveri,
e mi riferisco ai soldi che, comunque, si danno ad associazioni, -
associazioni private e non pubbliche -, dove si fanno marchette ,
dove l'unica cosa che si doveva fare è aiutare i comuni.
Signor Presidente, io come lei ero presente insieme ai sindaci, e
mi sono reso conto, e per questo sono intervenuto, che la
maggioranza e il Pd risultano sempre più schizofrenici, ricordo
l'intervento dei colleghi della maggioranza che avevano dato
mandato a occhi chiusi all'assessore Baccei per dare i soldi ai
comuni.
Insieme, al collega Milazzo ci siamo opposti, perché sappiamo che
l'assessore Baccei non è credibile, e che avrebbe portato in Aula
soluzioni impresentabili, ed entro nel merito della questione:
l'emendamento 8.143. Intanto, parlando con gli Uffici mi risulta
che non è attuabile, anche perché noi togliamo al fondo pensioni,
cosa che in qualsiasi parte, non regione, d'Italia, io voglio
vedere se lo Stato o altre Regioni per andare a sanare le mancanze
di questo Governo, vanno a incidere sul fondo dell'Inps, e l'Inps è
pure d'accordo, però siccome non sappiamo che cosa fare, - perché
questo Governo come più volte abbiamo detto non ha una
progettualità -, non sa come andare avanti giorno dopo giorno, vede
un tesoretto, che sono i risparmi dei lavoratori, e cerca di
aggredirlo, e cerca di inserire delle clausole di salvaguardia che
sono irrealizzabili; Presidente, ma andare a dire che con i fondi
Cipe riusciamo a pagare le rate, visto che compete ad una
riorganizzazione, rimodulazione e approvazione da parte del
Ministero, questo Parlamento come fa a dire che riuscirà a
garantire la copertura delle rate? Inoltre se la copertura delle
rate è prevista per i 115 milioni, gli altri 30 milioni di euro che
diamo ai liberi consorzi, come vengono coperti? Chi pagherà queste
rate? Non c'è scritto, non c'è scritto nulla, quindi, già 30
milioni sono tolti a fondo perduto, cosa che è assurda signor
Presidente, quindi questo emendamento è proprio improponibile,
allora quello che noi riproponiamo, e che abbiamo detto in maniera
onesta davanti a tutti i sindaci è che il Movimento Cinque Stelle
c'è, e li vuole aiutare, che propone e chiede agli Uffici di fare
una stima sul taglio orizzontale, io lo capisco che non è
politicamente un'operazione corretta, perché penalizza tutti, ma è
l'unico modo per evitare queste porcate, perché non so come
definirle, allora se gli uffici invece di perdere tempo a fare
emendamenti inutili, fanno una stima sui capitoli non vincolati
delle spese dell'intero bilancio, probabilmente con lo 0,5 o con
l'1% riusciamo a dare copertura, e inizialmente quindi a
rimpinguare il fondo perequativo. Inoltre, signor Presidente, la
cosa che comunque mi preme, che non è possibile, e non è
tollerabile, accettare un modo di lavorare e di incidere sui
comuni, che sono quello che lei in primis ha detto in quella
riunione, sono il front office con la popolazione, come vedete se
io sto cercando di essere costruttivo, però l'assessore
assolutamente non ha ascoltato, non sa neanche una parola di quello
che io ho detto, in ogni modo visto che il Governo ha presentato
questa schifezza noi chiederemo il voto nominale e vedremo chi si
assumerà la responsabilità sull'emendamento 8.143. Noi
assolutamente no.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho seguito con attenzione una serie di interventi. E'
chiaro che le conclusioni rispetto alle questioni le farà anche
l'assessore Baccei che mantiene l'interlocazione con la Commissione
Bilancio.
Però, ci sono alcune questioni che dobbiamo cominciare a
focalizzare all'interno di questo dibattito. Dall'andamento della
discussione di stamani, sembrerebbe quasi che i comuni vengano
dissestati dalla Regione. Non mi sembra che le cose stiano così
perché quando si dice, per esempio, che le spese di investimento
servono a pagare le rate di mutuo per gli investimenti da parte dei
comuni, allora, dobbiamo dire con altrettanta chiarezza che quei
mutui sono stati assunti illegittimamente. Quando si accende un
mutuo c'è una dichiarazione da parte dell'ente che l'ente è in
grado, sulla base delle proprie entrate e non sulla base di entrate
che gli vengono date da terzi, di pagare i mutui.
E' chiaro che questo uso distorto che si è fatto dei Fondi di
investimento che vengono trasferiti dallo Stato, dalla Regione
verso gli enti locali per pagare, poi, l'indebitamento precedente
che si è fatto, determina il blocco dello sviluppo in Sicilia. Ciò
significa che potremo portare, non so a quanto, i trasferimenti che
facciamo ai comuni per le spese di investimento, ma questo non
determinerà una sola manutenzione di una strada, non la costruzione
di qualcosa perché, sempre e sistematicamente, quei soldi verranno
destinati al pagamento dei mutui e, magari, la spesa corrente
destinata a pagare fuor di consulenze
GRASSO. Ma quali
CROCETTA, presidente della Regione. No, mi scusi, onorevole
Grasso, non deve vedere il suo comune. Potremmo elencare. Quindi,
tutta questa questione demagogica e generalizzata attorno alle
scelte di fare delle cose va vista con moderazione.
D'altra parte, il trasferimento che adesso si fa - apro un
capitolo su cui noi forse dovremmo regolamentare in modo più
sistematico - dei soldi ai comuni, dei fondi che vengono trasferiti
ai comuni sulla base unica del criterio del numero degli abitanti,
ritenete che sia giusto? Cioè, se per esempio, un comune, a
prescindere dal numero degli abitanti, avesse risorse necessarie
per andare avanti, nella Conferenza degli enti locali, non
bisognerebbe applicare quei criteri di sussidiarietà che l'ANCI
chiede alla Regione ed allo Stato nei confronti dei comuni e
andrebbe fatta anche fra comuni?
I temi sono complicati. La manovra, così come è stata presentata
dall'assessore Baccei, non è una manovra vessatoria, anzi, è una
doppia manovra, perché, da un lato, mantiene 145 milioni del PAC,
che potranno essere destinati unicamente allo sviluppo, non per
pagare debiti pregressi. Quindi, acceleriamo la spesa nei comuni
per fare le cose che non si fanno da anni, per fare nuovi
investimenti, che viene tutta mantenuta. E per rispondere ai
criteri legati ad indebitamenti dà la possibilità di utilizzare
risorse addizionali che vengono dal Fondo pensioni.
Se uno può pagarsi il mutuo, non è necessario che ne accenda un
altro. Lì agisce la volontarietà, perché non è una distribuzione
tout court che indebita gli enti, mentre per le spese investimento
potrà fare fondo con i PAC. Dopodiché, se la questione riguarda il
pagamento dei mutui e non la destinazione di tutte quelle risorse
che sarebbe scellerato destinare al pagamento dei mutui perché non
favorirebbe la crescita della Sicilia, allora, credo che la
questione non riguardi i 145 milioni, ma una piccola parte di quei
145 milioni che, soprattutto, onorevole Grasso, per i piccolissimi
comuni ha un senso, da destinare specificamente.
Se dovessimo fare dei correttivi a questa manovra ultima, li farei
solo per i piccoli comuni perché sono quelli che hanno le vere
difficoltà non avendo entrate proprie, mentre il resto è aria
fritta. Noi abbiamo 145 milioni di PAC, 145 milioni che possono
venire dal Fondo pensioni, quindi se vogliamo fare una manovra
facciamola per coloro che hanno bisogno, non per far fare i capi
popolo a qualcuno su una questione persino illegittima che, invece,
favorisce l'idea di una Sicilia che non investe mai sullo sviluppo.
Questo è il tema.
Fondo pensioni. Ho sentito l'appassionato intervento
dell'onorevole Lentini che si pone, giustamente, il problema di
salvaguardare i lavoratori. Noi non stiamo togliendo niente ai
lavoratori, ai dipendenti.
I Fondi pensione esistono come fondi proprio perché debbono
investire le risorse e farle fruttare, invece di immobilizzarle. Se
questa possibilità di utilizzo per investimenti, per favorire la
crescita del fondo non esiste, allora, tanto vale abrogarlo. Si
mettono quelle cifre accantonate della Regione per pagare le
pensioni ed aboliamo un ente inutile, invece, di tenere dirigenti
generali, strutture, eccetera.
Quindi, o i fondi sono fondi e come tutti i fondi sono anche fondi
che prestano e, quindi, fruttano, perché quello è il senso del
fondo, invece, qui si è voluta rappresentare l'idea di una Regione
che toglie i soldi. No, investe quei soldi, per farli fruttare.
Qual è la garanzia di restituzione? In questo caso la garanzia di
restituzione - vorrei che mi ascoltasse, onorevole Lentini - è
molto semplice. Il fatto - onorevole Lentini, mi ascolti, la
prego, perchè ognuno si affeziona alla propria idea senza
confrontarsi con gli altri - che la Regione può trattenere
direttamente ai trasferimenti ai comuni le risorse che non
restituiscono e si chiude la partita.
Si dice che questo non sia avvenuto nel passato. Io vi assicuro
che col mio Governo è avvenuto. A coloro i quali avevamo dato Fondi
di rotazione e che non hanno pagato le relative rate, a quei comuni
abbiamo trattenuto le risorse da destinare e ci siamo ripresi i
soldi che abbiamo prestato.
In passato non era accaduto, però questo Governo, anche da questo
punto di vista, ha segnato una svolta.
Non facciamo interventi scassa bilancio , manovre scassa
bilancio perché - ripeto - eventualmente le risorse addizionali
delle quali abbiamo bisogno rappresentano una piccola parte che
serve ai piccoli comuni per pagare i mutui.
Su questo possiamo discutere insieme ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari ed alla Commissione; non facciamo, però, cose
demagogiche che ci fanno solo male, anche perché vorrei capire da
dove prende i soldi questa Regione.
Non cominciamo ad imprecare contro la Regione che è una Regione in
cui le entrate sono quelle che sono, i trasferimenti statali sono
stati ridotti, la crisi economica si è abbattuta per sette anni
consecutivi con la riduzione del PIL, la chiusura delle aziende, la
diminuzione delle entrate, i licenziamenti di massa avvenuti e,
finalmente, con i segnali nuovi che cominciano a venire, in senso
diverso. Pensate che tutto ciò non incida sul bilancio della
Regione? Non incidono sul bilancio della Regione 2.500 dipendenti
in più? Migliaia di dipendenti in più nelle partecipate? Ventimila
precari, ventiquattromila forestali?
Il problema è che qui si vuole fare quadrare tutto con demagogia.
Questo è un bilancio che mette rigore e solidarietà.
Volere strafare, però, sulla base del fatto che c'è uno che magari
ha appetiti elettorali che deve cavalcare una questione demagogica,
ebbene, risponda anche cosa farebbe domani nei confronti della
Regione. La farebbe fallire? Siamo chiari su questo
Dobbiamo essere rigorosi e ciò significa che se c'è un problema
per i piccoli comuni vediamo come poterlo affrontare, Assessore e
lo dico anche al Presidente Vinciullo e all'intera Commissione.
Non facciamo mosse demagogiche che non hanno assolutamente senso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, continuo a ribadire, così come ho
detto nella riunione dei sindaci di ieri, che questa problematica
l'avevo sollevata sia I che in II Commissione.
L'articolo 8 di cui voglio parlare in generale - e, poi, entro nel
meccanismo di questo mutuo molto eventuale - è un articolo molto
complesso che diventa tale perché abbiamo un fondo di 340 milioni,
oggi, e su questo fondo non si è fatto altro che tentare di
inserire delle riserve che ritengo, a meno che non siano di
carattere generale, vadano eliminate.
Abbiamo presentato, con l'onorevole Panepinto, un emendamento,
approvato in Commissione Bilancio', di vincolare queste riserve
massimo al 2 per cento del fondo.
Ho visto che l'onorevole Dipasquale - non me ne voglia - ha
reinserito un emendamento per rimettere la riserva su Ragusa Ibla.
Se abbiamo già parlato di ciò che dobbiamo fare con Ibla, in
Commissione Bilancio', non capisco il ritentare di inserire
nuovamente questa riserva.
Chiedo a tutti i colleghi deputati di ritirare quegli emendamenti
di riserve particolari, su questo o quel comune o su quell'altro
Comuni. La trovo, oggi, davanti ad una questione di comuni che
rischiano il fallimento, una cosa veramente vergognosa.
Andiamo invece alla copertura. Credo che non possiamo fare questa
copertura, Assessore. Non la possiamo fare per due ordini di
motivi: credo che non abbiamo la disponibilità del Fondo pensioni.
La Regione non ha questa disponibilità. Se riusciamo a farlo
passare al Consiglio dei Ministri, credo che, poi, un singolo
lavoratore che fa ricorso davanti la Corte costituzionale,
probabilmente, ci bloccherà tutto questo.
Io non capisco, però, un'altra cosa, assessore Baccei e su questo
voglio conferma da lei: come possa avere dato parere favorevole
l'Anci perché questo non è altro che - ed è una vergogna se l'Anci
ha dato un parere favorevole - un mutuo che i Comuni devono fare.
Vi ricordo che i Comuni per potere fare un mutuo non vanno in
banca e gli portano il titolo di proprietà della casa, devono avere
dei parametri ben precisi per potere fare dei mutui ed io vi dico
che l'80 per cento dei comuni siciliani, siccome ha i parametri
deficitari fuori, siccome sono in pre-dissesto, siccome sono in
dissesto, nessuno di loro può fare mutuo.
Quindi, stiamo inserendo una norma per non dare certezza ai
bilanci dei comuni.
Allora, la Commissione Bilancio' poco fa aveva elaborato un
subemendamento all'emendamento 8.143, del Governo, dove si possa
vedere - non so se arriviamo ai famosi 115 milioni, 120 milioni,
130 quelli che sono, quelli che sono scritti qua, però di soldi
veri - un taglio dell'1 per cento, dell'1,5 per cento sui capitoli
dei bilancio per potere arrivare - non so Assessore, so che non
arriveremo perché la spesa sanitaria non deve essere fuori, su
quello che possiamo fare e su quei capitoli che possiamo tagliare -
a 50, 60 milioni, ma gli stiamo dando soldi veri, così non gli
stiamo dando soldi, gli stiamo dando semplicemente debiti su debiti
perché con il mutuo che vanno a fare gli facciamo pagare altri
mutui. Per cui, chiedo all'Assessore di fermarci 10 minuti per fare
una sintesi tra il Governo ed i Presidenti dei Gruppi parlamentari
al fine di trovare una soluzione affinché, ripeto, si possano dare
soldi veri ai Comuni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti il
dibattito in Aula su questa cosa risulta molto acceso e ritengo che
molti dei colleghi abbiano ragione su questa vicenda, intanto,
perché si sta intervenendo sul fondo pensioni e, in un momento come
questo, obiettivamente, andare a gravare su una voce di spesa come
le pensioni che è l'unico, probabilmente, riferimento certo che è
rimasto in Sicilia, anche in considerazione della riduzione dei
trasferimenti nazionali francamente, assessore Baccei, mi sembra
veramente un colpo basso.
Oggettivamente, andare a gravare sempre sugli stessi e, in questo
caso, su cittadini, dipendenti, Pubblica amministrazione che da 30
anni aspettano quel momento rispetto al quale rischiamo di mettere
un grande punto interrogativo su questa dimensione, certamente, è
davvero un colpo basso. Ma sa perché è un colpo basso, Assessore?
Perché noi è vero, assessore Baccei
Presidente, gradirei che l'Assessore su questa cosa, invece, di
parlare con l'assessore Cracolici rinviasse un attimino.
Ha ragione, era la nostra contro finanziaria. Ma c'è una piccola
differenza. Noi non parlavamo certo di mutuo, noi parlavamo di
anticipazioni che non gravavano con ulteriori interessi sempre
sugli stessi, sui comuni. Noi adesso stiamo andando a gravare sui
comuni, avviando a loro scapito una serie di costi che non potranno
più sostenere anche perché, tra le altre cose, come si evince al
comma 3, voi fate riferimento agli investimenti e non certo alla
spesa corrente, perché in quella Sala gialla, due giorni fa, quando
i Presidenti dei Gruppi parlamentari si sono presi l'impegno con
tutti i sindaci e con il Presidente dell'Anci, di dare sì 115
milioni, ma garantendo servizi ai comuni, i servizi essenziali,
gli asili nido, l'illuminazione. Adesso, li mettiamo nelle
condizioni di fare che cosa? Gli investimenti. Ebbene, non è di
questo che i comuni sono venuti a parlare, non è questo che i
Comuni sono venuti a chiedere, mettendo, tra l'altro, un'ipoteca
per i prossimi trent'anni sulle teste di tutti i cittadini
siciliani.
Noi ad accendere altri mutui, che sia chiaro, per coprire
qualsivoglia spesa, non ci stiamo
Quindi, di questa cosa vi assumerete la responsabilità, fermo
restando ancora, presidente Ardizzone ed assessore Baccei, che
siamo ancora in fase di discussione.
Inviterei, Assessore, a fare una riflessione su questa cosa,
accantoniamo l'articolo e vediamo su questa cosa dov'è che possiamo
andare a trovare le voci di spesa perché, sicuramente, i siciliani
non hanno bisogno di accendere ulteriori costi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato,
senza infingimenti fino a questo momento, la conduzione dell'Aula
ed il modo in cui il Governo si è mosso su articoli di questo
disegno di legge che, ritengo assolutamente importanti per lo
sviluppo della Sicilia. Parlo di CRIAS, di IRCAC, di IRFIS, di
stabilimenti, di precari, di partecipate; tutti articoli che
abbiamo approvato con il contributo ragionevole di un pezzo di
opposizione responsabile e che danno risposte economiche e
garantiscono la pace sociale nella nostra Regione.
Ho, però, un timore, che rassegno sommessamente all'assessore per
l'economia, dottor Baccei, e al presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, onorevole Ardizzone - non essendo presente in Aula il
Presidente della Regione - che, avendo compiuto un errore,
rischiamo, cercando di correggerlo, di farne uno più grave.
Presidente Ardizzone, Assessori e colleghi, qualcuno ha definito
Orlando, un capo popolo, io voglio dire al presidente Ardizzone che
non sono stato io ad invitarlo in piena finanziaria, con 200
sindaci al seguito in Sala gialla, io non lo avrei fatto
Assessore Baccei, in quelle condizioni, devo dire francamente che
non l'avrei incontrato, avrei invece chiesto ed ottenuto un
incontro, di carattere tecnico, tra i tecnici dell'ANCI e quelli
dell'Assessorato al bilancio, per svolgere, insieme all'Assessore
per la funzione pubblica, il giusto ruolo di ciascuno.
Quindi, per inseguire un errore, oggi, ci stupiamo del capo
popolo Ma se i capi popolo si aiutano a diventare tali, poi,
diventa complicato spiegare che la colpa è dei capi popolo,
probabilmente, prima di assumere decisioni e scelte dovremmo essere
un po' più oculati.
Nel merito, ieri mattina in questa straordinaria Aula, si è svolto
un convegno dell'ANCI, al quale ho avuto l'onore di partecipare
come relatore. Nell'occasione di ieri, ovviamente, il tema
dominante è stata la riunione del giorno precedente in Sala gialla,
perché tra i relatori dell'incontro di ieri vi erano anche il
sindaco Orlando, Presidente dell'ANCI ed il segretario generale
dell'ANCI, Alvano.
Ebbene, siccome siamo in diretta e gli emendamenti sono cartacei,
ho ricevuto, presidente Ardizzone, una telefonata da parte del
Segretario generale dell'ANCI, il quale avendo avuto modo di
leggere l'emendamento 8.143, mi ha detto non solo che gli impegni
non erano quelli - e io non so chi avesse preso impegni ed in che
termini - ma mi ha pure detto, con amara ironia , che se il
problema era stabilire che dovevano fare un mutuo non c'era bisogno
che i soldi glieli desse la Regione perché i Comuni come fare un
mutuo lo sanno già.
Allora, non vorrei che trattandosi di mutuo e non di soldi
immediatamente spendibili, che trattandosi di soldi destinati ad
investimenti e non credo che tutti questi Comuni abbiano questa
voglia matta di fare palestre ma hanno altri problemi molto più
seri, noi posto che questi Comuni devono chiudere i bilanci, siamo
qua, alla fine, a rischiare di bocciare, come Parlamento regionale,
una norma proposta dal Governo perché, poi, si dica fuori che il
Parlamento ha affossato i comuni.
Questo è un rischio che stiamo correndo che non possiamo
assolutamente permetterci di portare fino in fondo e, allora, con
molta franchezza, invito con un fare quale è stato il mio e voglio
continuare a comportarmi durante questa finanziaria in maniera
costruttiva perché ribadisco ci sono dei punti che fin'ora mi hanno
convinto e che abbiamo sostenuto, fermiamoci un attimo perché
capisco che il Governo ha dei paletti e dei limiti da rispettare,
ma il Governo capisca che il Parlamento non può assumersi la
responsabilità di bocciare norme che, poi, a torto o a ragione,
verrebbero vendute fuori come un omicidio politico.
Quindi, presidente Ardizzone siccome l'articolo 8, così come
riscritto, diventa il tema dei temi, vi invito a fermarci un attimo
ed a fare un ragionamento serio soprattutto sulla possibilità di
rinvenire, da qualche altra parte, soldi reali che sono quelli che
servono davvero ai comuni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta
ci ritroviamo ad affrontare all'ultimo momento utile i problemi più
spinosi ed importanti che, invece, avrebbero dovuto trovare
soluzione addirittura all'inizio della presentazione della manovra
finanziaria stessa.
Quindi, ancora una volta, ci troviamo di fronte all'incapacità, da
parte del Governo, di affrontare i problemi veri che ha lasciato e
che lascia, ovviamente, poi, la porta aperta al demagogo di turno
che aspettando all'ultimo secondo utile si presenta qui per cercare
di ribaltare il tavolo e buttare la palla dall'altro lato o
prendere la palla quando non gli conviene portarsela via se il
gioco si fa duro.
Allora, se dobbiamo affrontare un tema così spinoso con la dovuta
cautela che deve contraddistinguere sempre l'azione di chi fa le
leggi, distinguendoci in ciò da chi cerca di approfittare delle
decisioni altrui per poter dire poi: Ah, ci hanno penalizzati
Allora, cominciamo ad affrontare il problema in maniera seria e
vera. Intanto, non è vero che tutti i comuni sono uguali, perché
non è vero che tutti i comuni uguali, considerato che c'è una
differenza abissale trai comuni che possono godere di entrate
proprie - anche sconfinate - e comuni invece che per la loro
ubicazione geografica, per la loro situazione economica, per la
loro capacità di avere possibili entrate e per la loro consistenza
non sono nelle stesse condizioni degli altri comuni.
Quindi, fare un ragionamento univoco per i comuni grandi e per i
comuni piccoli, per quelli che hanno altre entrate e per quelli che
invece vivono esclusivamente dei trasferimenti della Regione non è
un ragionamento obiettivo, egualitario, rispettoso del legislatore
ma è un modo per camuffare chi fa il furbo e magari opera sul
proprio bilancio scialacquando con spese improprie che non trovano
più motivo di essere in un momento di grave crisi economica e
danneggia di fatto le vere esigenze dei comuni.
Andiamo alle toppe che faticosamente il governo regionale ha
cercato di presentare con quell'emendamento che è assurdo, ridicolo
per tanti motivi, governo regionale pressato dalla richiesta
avanzata all'ultimo minuto dai comuni o da chi rappresenta i comuni
e che non ha trovato di meglio, con quell'emendamento, porre o
presentare un rimedio che è molto peggiore del male che vuole
risolvere. Primo: per le ragioni che ho detto perché non discerne
tra comuni grandi e piccoli. Secondo: si tenta di prendere soldi
dal fondo pensioni che è stato faticosamente ricostituito in questi
ultimi anni dopo che inopinatamente alcuni decenni fa era stato
tolto e tutti sappiamo i problemi enormi, gravi che aveva provocato
quella decisione sbagliata allora di raschiare il fondo del barile.
Non si parli e si tagli subito questa previsione di attingere al
fondo pensione. E' chiaro, signor presidente della regione, non è
vero che i fondi debbono fare speculazioni finanziarie perché fare
speculazioni finanziarie, in un momento di finanza creativa, avendo
osservato cosa è avvenuto con le speculazioni finanziarie negli
ultimi anni e i buchi enormi che hanno prodotto queste speculazioni
finanziarie, in virtù di ciò non si può venire a dire che i fondi
debbono fare speculazioni finanziarie sulla pelle dei cittadini. I
fondi pensioni sono soldi dei pensionati e non si toccano.
Proposta, presidente Ardizzone, se noi dobbiamo trovare una
soluzione ragionevole e da legislatori quali siamo in quest'Aula
senza soluzioni di compromesso dari da fari cuntenti e gabbati,
cioè che non risolvono il problema e aggravano invece i problemi
esistenti, come quella proposta del governo, ci fermiamo un attimo,
non troviamo 115 milioni? Ne troviamo di meno, ma almeno troviamo
soldi veri, soldi che possono essere utilizzati dai comuni e non
prese per i fondelli a danno di altri settori che distruggiamo,
vedi fondo pensioni. Facciamo la distinzione tra grandi comuni e
comuni più piccoli, e diamogli 50 milioni veri.
Se dobbiamo fare un taglio lineare dell'uno, dell'uno e mezzo, del
due per cento su quella parte del bilancio su cui si può incidere,
mi rendo conto che non è tutto in bilancio, ma anche se possiamo
incidere su una parte del Bilancio non credo, e finisco Presidente
Ardizzone, che faremo danno ad alcuno, se con un sacrificio dell'1,
dell'1,50 anche del 2 per cento, raccogliamo una cifra di
quarantacinque, cinquanta milioni di Euro, li diamo, e diamo soldi
veri, a chi ne ha effettivamente bisogno e finiamola con la
demagogia Quindi chiedo ufficialmente di accantonare l'esame di
questo articolo in attesa che si trovi la soluzione da tutti,
credo, condivisa in quest'Aula.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Presidente, io condivido il ragionamento dei colleghi che
mi hanno preceduto e segnatamente quello dell'onorevole Di Giacinto
per quanto riguarda i Comuni. Perché è chiaro che un prestito di
questo tipo, un mutuo di questo tipo, perché di questo si tratta,
sarà difficilmente utilizzabile. Sicuramente non potrà essere
utilizzato da tutti i Comuni ma, a maggior ragione non potrà essere
assolutamente utilizzabile dalle Province, perché i trenta milioni
che noi mettiamo per investimenti sulle Province non consentiranno
alle Province, ammesso che la norma dovesse rimanere questa, di
potere utilizzare questi fondi, perché, come tutti sappiamo le
Province ormai sono in una condizione di pregiudizio degli
equilibri di Bilancio con i ragionieri generali che hanno fatto le
comunicazioni ai sensi dell'articolo 153 del Testo Unico
dell'Ordinamento Enti Locali. Quest'anno le Province stanno subendo
dallo Stato un taglio di centocinquanta milioni, taglio che è stato
parzialmente riequilibrato dalla legge di stabilità del 2016 e che
in Sicilia purtroppo non ha operato per il fatto che ancora la
legge sui liberi consorzi non è stata approvata. Quindi è chiaro
che dobbiamo trovare una soluzione diversa al problema, dobbiamo
dare ai Comuni ed ai liberi consorzi soldi veri e non solo la
possibilità di indebitarsi.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Presidente, anch'io su questo articolo francamente vorrei
esprimere il mio pensiero proprio perché credo che questo è il modo
per scontentare tutti e non risolvere nessun problema. Perché
condivido anche l'intervento così accorato, molto sentito e
partecipato, dell'onorevole Lentini il quale dice, giustamente,
questi prelievi forzati non sono illegittimi ma sicuramente
inopportuni. Talaltro costringere i Comuni a dover procedere a dei
mutui, quando sono la maggior parte nell'impossibilità di potere
accedere o negoziare un mutuo, mi sembra francamente una procedura
che non ha nessun senso. Avrebbero potuto farlo i Comuni
autonomamente, non era necessario che fossero stati così
sollecitati dalla Regione con questo prelievo forzato per accedere
a dei mutui, che i Comuni talaltro al novanta per cento non possono
neppure negoziare perché non sono nelle condizioni di poterlo fare.
Ed allora bisogna trovare delle strade alternative e credo che
siano state già indicate da alcuni parlamentari che sono
intervenuti in questo dibattito. L'onorevole Di Giacinto, mi pare,
in maniera molto chiara, molto esplicita, ha anche affermato che
questa procedura è una procedura non percorribile e che quindi va
ricercata semmai una soluzione alternativa, una soluzione diversa.
E quale può essere? La soluzione diversa può essere o quella del
prelievo lineare di una percentuale che si possa, in modo da
arrivare ad un tetto che è possibile distribuire e poi, quindi,
trasferire e quindi come trasferimento ai comuni e non come mutuo,
perché se noi li vogliamo aiutare veramente i comuni dobbiamo
certamente trasferire risorse non indebitarli ulteriormente perché
è come tentare ad una impresa che sta per fallire costringerli ad
accendere nuovi mutui per coprire altre spese. Quindi mi pare una
procedura assolutamente non percorribile.
Cosa fare allora? Bisogna trovare delle risorse, bisogna trovare
anche un 60, 80 milioni di euro che possa servire e io mi permetto
di fare anche una proposta. Non so se l'assessore Baccei, non lo
vedo si sarà forse allontanato, ma mi permetto di fare una
proposta. La proposta è quella che se noi in qualche modo
riuscissimo a trovare 80, 82 milioni di euro potremmo utilizzare 60
milioni di euro per i comuni, 20 milioni di euro per le ex province
che anch'esse sono in grandissima difficoltà, e anche 2-3 milioni
di euro per i consorzi universitari e potremmo in questo modo,
credo, chiudere una partita importante sia con i comuni, sia con le
ex province e sia con i consorzi universitari.
Io mi permetto sommessamente di fare questa proposta e spero che
possa essere vagliata dal Governo con grande attenzione perché non
credo che ci possano essere soluzioni alternative a questo
problema.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENT. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ritengo
che questo articolo 8 sia alquanto pericoloso perché difficilmente
potrà trovare una approvazione non soltanto da parte dell'Aula ma
successiva anche dello stesso Consiglio dei Ministri.
E mi spiego con più facilità.
Questo gioco delle scatole cinesi non può funzionare in un sistema
come la Regione siciliana perché quest'oggi, con questo emendamento
si vuole trasformare il fondo pensioni in una banca.
La banca per potere dare credito ad una impresa, ad una famiglia,
ha bisogno di sapere e di conoscere il rating di quella impresa, di
quella famiglia, le garanzie che tu poni.
Noi oggi creiamo con il sistema di scatole cinesi la banca che
diventa il fondo pensioni, che deve garantire la famiglia,
l'impresa comune che guarda caso non mi pare che oggi riesce a dare
al fondo pensioni, cosiddetta banca, le garanzie necessarie per
supportare al finanziamento.
E recentemente questo gioco di scatole cinesi la Banca d'Italia
per alcune banche, fortunatamente del nord, lo ha fortemente
sanzionato perché alcune banche cosa facevano? Finanziavano i
propri soci con il proprio aumento di capitale, con i propri
bilanci fregando di fatto il cittadino, il piccolo risparmiatore.
Questo articolo vuole fare questo.
Allora, ve lo dico con estrema franchezza, il fondo pensioni non
si può toccare. Io ritengo che sia necessario ritirarlo, provvedere
ad un taglio lineare che dà la possibilità di dare la giusta
copertura ai comuni per le necessità di spese correnti ed in più
pregherei l'assessore al Bilancio con la sua attività di fare un
controllo vero sulle spese dei comuni siciliani. Perché vi sono
comuni che in modo serio, virtuoso spendono le risorse in conto
capitale per investimenti ed altri, invece, che spendono le risorse
anche per spesa corrente per iniziative che di fatto pongono oggi
diversi comuni in fallimento.
Ricordo proprio in questi giorni la lettera dei parroci del Comune
di Porto Empedocle che sino a giorni addietro si riusciva in quel
comune a finanziare iniziative ludiche, balletti, concerti, e
manifestazioni di interesse culturale per rallegrare le piazze, ed
oggi quel comune rischia il fallimento, quel comune rischia di
vedere i propri dipendenti non avere neanche lo stipendio dei
propri lavoratori, allora ritengo che è necessario poter fare
chiarezza, riprendere e dare al fondo pensioni quella mission che è
propria del fondo pensioni, che riguarda il fondo del personale
della Regione siciliana che negli anni ha onorato e lavorato per la
Regione siciliana, e fare anche un controllo vero sulle attività e
sulle spese di tutti i comuni siciliani, perché alcuni comuni con
le spese in conto capitale invece hanno coperto spese che di fatto
non potevano essere ne ora e ne mai neanche negli stessi revisori
dei conti.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho
ascoltato con attenzione le dichiarazioni fatte dal Presidente
Crocetta, e le devo dire che sono rimasto veramente esterrefatto da
un Presidente che dichiara cose diverse da quando fa la riunione
con i sindaci, e poi qui in Aula che c'è una demagogia ed uno
sperpero di risorse da parte dei comuni, che li individuano
attraverso le consulenze che danno o addirittura pagando delle rate
di mutui in maniera illegittima, e la cosa più grave è che lo dice
chi ha fatto il sindaco, quindi ha amministrato un comune, e sa le
difficoltà a cui vanno incontro i comuni giornalmente, per le
esigenze e per i servizi diciamo essenziali e primari che ogni
comune deve dare e affrontare ogni giorno, i comuni hanno perso
nell'arco di pochissimi anni delle risorse finanziarie che la
Regione dava, da 900 milioni sono passati a 340, rispetto ai 357
dell'anno scorso, e i 119 milioni che avevamo previsto l'anno
scorso come fondi strutturali, quest'anno diamo 340 milioni
soltanto come dotazione ordinaria, e grazie al contributo diciamo
di tutti i gruppi, è stato istituiti un fondo di 120 milioni per i
cantieri di lavoro, qui si parla di fondo di fonti non ho capito se
parlavamo di fonti di energia, o fondi nel senso ma questa è
un'altra questione che riguarda il Presidente Crocetta, ma il fondo
delle pensioni, giustamente come mi ha preceduto l'onorevole Di
Giacinto, non è nella nostra disposizione, cioè è mai possibile che
i sindaci vengono qui, fanno una manifestazione, chiedono aiuto
alla Regione per trovare una soluzione alle loro difficoltà
quotidiane, e noi diamo sempre risposte sulle spalle degli altri
prevedendo di fondi Pac, prevedendo il fondo pensione, sapendo
benissimo che ne l'uno ne l'altro potranno contare delle risorse, e
anche se ciò dovesse avvenire Presidente, e anche se ciò dovesse
essere legittimo, cioè utilizzare i fondi che riguardano i
lavoratori, ha ragione l'onorevole Lentini, sono i fondi
accantonati per le pensioni dei lavoratori, se questo dovesse
avvenire cioè ognuno utilizza questi fondi e poi non è in grado di
rimpinguare nuovamente questi fondi che facciamo non paghiamo le
pensioni ai lavoratori?
Ma queste idee io non so da dove derivano, e con quale criterio e
con quale sentimento si possa proporle sia ai sindaci, ma
soprattutto alla Regione siciliana, che tra l'altro non ha nessuna
competenza in questo, invece la soluzione doveva avvenire prima,
non può essere che la Regione ogni volta che deve fare una
finanziaria comincia a tagliare, e poi dove vuole trovare le
risorse per alcuni sottogoverni, per alcune partecipate, e per
quello che conviene li lascia e li trova urgentemente, per tutti
gli altri e soprattutto per i comuni che invece hanno un esigenza
quotidiana, non sanno più come affrontare e fornire i servizi
essenziali, hanno aumentato le percentuali di tutte le tasse
possibili ed immaginabili che potevano fare, a cominciare da . e
finendo a tutti gli altri, e noi gli diciamo che sperperano le
risorse? Non è una risposta che un Governo regionale può dare ai
comuni, doveva prevederla e individuarla all'inizio quando ha
stipulato questa finanziaria, e li doveva trovare le risorse per
aumentare le erogazioni nei confronti dei comuni, non oggi, a un
giorno dalla conclusione della finanziaria, a uscire tutti pazzi di
pensare di tagliare le risorse dell'1 per cento. Doveva farlo
all'inizio perché questo era il compito. Capisco che questo non
interessa al Governo che ha altro su cui discutere. Ma credo che
questa doveva essere la soluzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questa discussione sembra quasi
surreale. Qualcosa l'ha evidenziata proprio ora l'onorevole
Rinaldi.
Trattiamo la finanziaria almeno da due mesi. Si è richiamato anche
il discorso che il Presidente dell'Assemblea, nella qualità di
Presidente dell'ARS, ha risposto ad una richiesta legittima fatta
dal Presidente dell'ANCI, che poi sia il sindaco di Palermo, è un
altro discorso, ognuno la valuta come ritiene più opportuno,
compresi i parlamentari regionali palermitani, ma non credo che si
facciano condizionare dal fatto che il presidente dell'ANCI, sia il
sindaco di Palermo, e lo dice uno che rispetto alla sua parte
politica, è molto ma molto lontano.
Ma se il Presidente dell'ANCI mi chiede un incontro alla presenza
di tantissimi rappresentanti dei comuni i quali hanno evidenziato
che c'è una curva discendente per i trasferimenti ai comuni che
parte da 900.000.000 di euro e arriva a 300.000.000 di euro, non
credo che ci sia necessità di differenziarsi politicamente su
questa esigenza.
Né con la massima franchezza, lo dico con chiarezza, quando
l'assessore Baccei ha detto questa è la coperta e su questi numeri
dobbiamo ragionare, tutti si sono ribellati perché qua non possiamo
toccare perché si tratta di x associazione, là non possiamo
toccare, là non possiamo toccare, ma francamente i comuni sono
parte della Repubblica italiana, così come lo è la Regione e lo
Stato complessivamente. Non possiamo trattare i comuni come se
considerassimo, si è parlato di tagli lineari, per carità può
essere una soluzione, come se si trattasse di un'associazione
qualunque, non è questo il modo di fare, perché svolgono servizi. E
il dibattito è surreale perché noi arriviamo all'approvazione di
una finanziaria che deve avvenire entro stasera o domani al
massimo, mi auguro, o domani al massimo, e ancora discutiamo dove
andare a reperire le somme e quasi tutti a disconoscere che c'è un
problema.
Tutti hanno ragione intervenendo, però poi quando si tocca un
altro settore, si tocca un altro settore. Pur adesso, prendo atto,
mi è pervenuto un messaggio da parte del segretario dell'ANCI che
probabilmente questa non è la soluzione più opportuna trovata. Ma
siamo in itinere non c'è motivo di dividerci su queste cose. E
quello che ho detto ai sindaci, perché da parte probabilmente di
qualcuno c'è stato pure populismo, però un po' di buon senso in
queste cose. Dobbiamo trovare i 115.000.000.
La soluzione prospettata non è opportuna però, quando ora si
tratterà dei tagli lineari, ogni parlamentare interverrà scaricando
le responsabilità al Governo - e lo dico da presidente - perché
questo non si può tagliare, quell'altro non si può tagliare,
quell'altro ancora non si può tagliare. E tutti a fare le difese
d'ufficio di questo o di quell'altro. Un po' di responsabilità su
questi argomenti occorrerebbe.
Mi scuso con l'onorevole Laccoto, se vuole parlare bene, se
intende riferire, perché ormai le posizioni sono chiare
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho una
proposta da fare. Penso che a questo punto vada per un attimo
sospesa la seduta e trovata una soluzione da parte del Governo. C'è
un piccolo problema nell'ipotesi prospettata dal Governo c'è
l'ipotesi del fondo pensione e dei fondi PAC. Sappiamo che i
bilanci dei comuni, con il bilancio regolamentare, non può essere
affrontata la spesa d'investimento dai pagamenti dei mutui perché
devono esserci entrata certe.
Per quanto riguarda il fondo pensioni, il fondo pensioni messo in
quella maniera, ma ci potrebbe essere altra soluzione, naturalmente
crea problemi ai piccoli comuni principalmente che non hanno la
possibilità di contrarre mutui in queste condizioni. La mia
proposta, Presidente, è che seppur non tutti i 145 milioni, il
Governo faccia una proposta immediata perché trovi soluzioni di
somme immediatamente disponibili per i comuni in modo da affrontare
il bilancio 2016 e poi, se possibile, fare anche dei tagli in quei
capitoli non obbligatori, dove si possono fare dei tagli per
rimpinguare le somme liquide da potere trasferire ai comuni. Certo,
non saranno 145 ma potranno essere 115. Garantiamo la possibilità
di fondi, assessore Baccei.
Assessore Baccei, la Sicilia - io l'ho già detto in passato - si
muove come investimento con i comuni. Se noi togliamo la
possibilità ai comuni di fare le manutenzioni straordinarie, di
incentivare, di investire, le piccole imprese, i piccoli artigiani
che sono quelli che tengono l'economia della Regione Siciliana non
potranno vivere e non potranno dare sviluppo alla Sicilia.
Preoccupiamoci, soprattutto, di dare la possibilità ai comuni di
spendere quel minimo possibile e di investirlo. Sono così si può
mettere un poco in moto la Sicilia.
Presidente, io ho accolto la sua ipotesi perché è anche giusta.
Chiedo che si sospenda e che l'Assessore faccia una proposta
diversa da quella che è stata fatta con la riscrittura
dell'articolo 8 e si vada avanti speditamente.
PRESIDENTE. Ancora sono iscritti a parlare gli onorevoli Turano,
Tancredi e Sorbello. Vorrei sentire l'Assessore. Onorevole Laccoto,
vorrei essere chiaro su un passaggio. Noi comunque dovremo votare.
Se noi affidiamo al Governo il compito di recuperare se non tutte
le somme, una parte della somma, non possiamo ritornare in Aula
dicendo ha tolto X a questo e quindi ci lamentiamo e presentiamo
altri centomila sub-emendamenti con un giochetto dove ognuno si fa
l'intervento dall'Aula per avere la coscienza a posto.
Se uno si affida al Governo, si affida al Governo perché trova dei
soldi immediatamente. Ma si sta dando una responsabilità al
Governo. Se noi arriviamo in Aula e non siamo d'accordo perché
spostiamo le somme e quello non si può toccare
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, innanzitutto
volevo rispondere al tema del taglio lineare. A partire dal fatto
che, a mio modo di vedere, ma gli uffici poi potranno darmi
conforto, non è ammissibile perché non c'è copertura certa. Lì
bisogna dire capitolo per capitolo quanti soldi si prendono. Non è
che posso tagliare lo 0,5 a tutto sapendo che il 90 per cento del
bilancio non si può toccare. E non dico un 90 per cento a caso.
Inutile che sento parlare di 22 miliardi, non so da dove tirate
fuori le cifre. I fondi regionali di entrate sono circa 12
miliardi. Se ci aggiungiamo i 900 milioni ottenuti arriviamo circa
a 13 miliardi.
Cominciamo a dire che 6 miliardi e mezzo sono sanità e non si
possono toccare; mezzo miliardo sono mutui e non si possono toccare
perché altrimenti andiamo in default; mezzo miliardo è disavanzo e
non è che possiamo tagliare il disavanzo, ovviamente; 700 milioni
sono le pensioni e ovviamente non possiamo andare a toccare le
pensioni; 1 miliardo e 400 milioni sono gli stipendi fra quelli
della Regione e quelli degli enti e non possiamo andare a toccare
gli stipendi delle persone degli enti; 500 milioni sono gli enti
locali, non possiamo andare a tagliare agli enti locali per ridare
agli enti locali e quindi li togliamo; altri 200 milioni sono i
trasporti, hanno obbligazioni giuridicamente vincolanti, per cui
non si possono andare a toccare.
Un miliardo e trecento milioni è il contributo alla finanza
pubblica; abbiamo già un bilancio impugnato perché l'abbiamo
toccato, sconsiglierei pertanto di andarlo a toccare.
Siamo già arrivati a dodici miliardi dei tredici, possiamo
toccare, teoricamente, un miliardo.
Cosa è questo miliardo?
Precari, forestali, la spesa sociale, le partecipate, l'ARS,
questo possiamo andare a toccare.
Ora dobbiamo arrivare ad un'altra area, ci sono delle cose che
abbiamo già approvato in questa Assemblea.
Sui forestali abbiamo già votato e così via. Rimane un montante
molto ridotto.
Quindi, o stiamo facendo demagogia allo stato puro o visto che la
situazione è critica cerchiamo di fare le persone responsabili.
Il taglio lineare - non so a chi sia venuto in mente, da quale
parte del mondo venga - per me è inammissibile e inattuabile.
Scartiamo questa ipotesi.
Se vogliamo fare dei tagli, dobbiamo fare dei tagli mirati su un
montante molto ridotto.
Da un lato, difendo la soluzione che avevamo dato rendendomi conto
di tutte le problematiche che ci sono.
Non è che i dirigenti regionali, tutte le persone, devono venirci
a raccontare le problematiche - non viviamo sulla luna - le
conosciamo perfettamente.
Così come, ad esempio, sappiamo perfettamente che l'articolo 7 ha
una rischiosità altissima che, io per primo, ho denunciato.
Non voglio che, dopo che arriviamo all'articolo 7, tutti mi
vengano a rappresentare i problemi, li conosco io per primo, ne ho
già discusso con Roma.
La ragioneria mi ha già detto che non si può fare, è una lotta
politica che stiamo facendo perché, secondo noi, è giusta, stiamo
cercando di dare tutti gli appigli per fare questa lotta politica a
Roma.
La stessa cosa era questo comma 853.
Sicuramente presenta delle problematiche, sicuramente, dal punto
di vista tecnico, ha mille problemi, dal punto di vista politico, è
un'altra battaglia che io mi sento di fare a Roma.
E come sui novecento milioni prima, come sui cinquecento milioni
dopo, come sull'articolo 7 ci rimettevamo la faccia come Governo
perché ritenevamo utile, in questo momento di difficoltà, fare
questo tipo di battaglia politica, così come con l'onorevole
Lantieri stiamo cercando di fare una battaglia politica sulle
province.
Ora si sta presentando il problema dei comuni ma non scordiamoci
che le province hanno circa 150-180 milioni di disavanzo, per cui
fra poco riaffronteremo quel problema.
Non è che vogliamo non vedere i problemi, stiamo cercando di
affrontarli in maniera graduale.
Ricordiamoci che veniamo da una situazione di tre miliardi e mezzo
di disavanzo, non veniamo da una situazione che avevamo soldi in
più e li abbiamo spesi o li dobbiamo trovare.
Veniamo, quindi, da una situazione in cui si sta cercando di
risolvere il problema dei tre miliardi e mezzo di disavanzo.
E' chiaro che qualche problema sul tavolo rimane e con
responsabilità cerchiamo di affrontarlo pronti a fare le giuste
battaglie politiche a Roma, come già stiamo facendo e di cui si
vedono i frutti.
Da un lato, difendo quello che è scritto non perché penso sia
perfetto ma perché penso che sia una battaglia che si può fare e
che può portare i suoi risultati.
Questa è una prima ipotesi.
Se, invece, vogliamo andare su un'ipotesi di tagli mirati o di
interventi su quello che è disposizione, c'è la possibilità -
lavorando fra Regione e Fondo pensioni - di rimandare, rateizzare,
la rata che annualmente la Regione paga al Fondo pensioni che vale
circa cinquanta milioni.
Sul Fondo pensioni ne ho sentite di nuovo tantissime.
Spero che siano tutte strumentalizzazioni. E' ovvio che non
andiamo a togliere i soldi al Fondo pensioni che deve pagare le
pensioni.
Tutti i Fondi pensioni fanno dei calcoli sulle riserve attuariali,
hanno una grande liquidità disponibile che, normalmente, già oggi,
investono.
Nessuno è talmente incompetente, talmente cattivo, da andare a
togliere i soldi ai pensionati.
Mi meraviglia che Forza Italia, che per prima ha fatto questa
proposta, venga a dire che noi andiamo a togliere i soldi ai
pensionati quando quella proposta viene da Forza Italia fatta sulla
Regione perché, sostanzialmente, si può fare.
Infatti, dai calcoli delle riserve attuariali è una cosa
fattibile.
MILAZZO Giuseppe. Ha cambiato idea, Assessore?
BACCEI, assessore per l'economia. Noi, pertanto, non andiamo a
prendere i soldi dalle tasche dei pensionati - riconosco che l'idea
veniva da Forza Italia - solo che il problema che veniva dato alla
Regione era che aumentava comunque la spesa ed io non avevo più il
mio paletto, la trattativa con lo Stato per i 500 milioni, questo
ho sempre detto a Forza Italia, per questo non poteva andare bene.
Però, questo tecnicamente si poteva fare, si può fare con tutte le
difficoltà. E' ovvio che il fondo pensioni non lo stiamo
trasformando in una banca. E' una eccezione che andremmo a fare,
che abbiamo motivato nella norma, che andrebbe motivata con Roma,
che andrebbe spinta a Roma e che i siciliani cercheranno di portare
avanti a Roma.
Secondo me, i pensionati non possono ricorrere perché non stiamo
toccando i loro soldi stiamo andando sulle modalità in cui il fondo
pensioni fa gli investimenti. Per cui, affrontiamo le cose con
responsabilità e con la competenza che, sicuramente, avete e state
dicendo cose per strumentalizzare.
Pertanto, secondo me, se vogliamo accantonare questa ipotesi e
vogliamo andare su una ipotesi di tagli o, comunque, agire
sull'ammontare che è disponibile al bilancio, io andrei sui 50
milioni di questa rata che annualmente la Regione versa al Fondo
pensioni facendo un accordo con il Fondo pensioni, per una
successiva rateizzazione, per quello che è e, a questo volendo
possiamo andare ad aggiungere altri tagli mirati alla spesa che,
però, possiamo andare a toccare oggi e che, quindi, stiamo parlando
dell'articolo 23, stiamo parlando dell'allegato 1, parte b, stiamo
parlando dei soldi che stiamo dando come crediti a Riscossione
Sicilia.
Questo è l'ammontare su cui possiamo lavorare, andando a togliere
le obbligazioni giuridicamente vincolanti vale circa un'ottantina
di milioni come montante, non sto dicendo che li prendiamo tutti,
come montante su cui lavorare.
E' chiaro che, se andassimo a toccare queste cifre, c'è l'impegno
del Governo non a togliere i soldi a queste persone ma di
ritornare, come già io ho detto ad apertura della relazione, sia in
Commissione Bilancio che in Aula, cioè l'impegno del Governo di
ritornare in assestamento, vedere tutte le risorse disponibili e
risolvere quei problemi che oggi potrebbero rimanere irrisolti, sia
questi fondi ulteriori che potremmo andare a prendere sia, e
soprattutto, anche il problema che in gran parte rimarrà fuori oggi
da questo bilancio, che stiamo affrontando con l'Assessore alle
autonomie locali, che riguarda quello dei liberi consorzi.
La decisione è se andare avanti o se vogliamo dare i soldi
contanti, subito, un po' meno di quelli che i Comuni si aspettano
ma, comunque, un gesto importante e, secondo me, a questo punto,
togliamo tutte le mistificazioni, non li diamo più come spesa di
investimento perché spesa di investimento non è, aumentiamo il
fondo della spesa corrente, se si può, e almeno risolviamo questo
problema.
Relativamente a quello che ho sentito, che non si può fare perché
questo è conto capitale, ma l'anno scorso il mutuo casa, deposito e
prestiti che abbiamo dato ai Comuni, ma non è la stessa cosa?
Allora, cosa stiamo dicendo? Lo abbiamo fatto l'anno scorso,
l'abbiamo fatto tutti gli anni, il fondo per gli investimenti è tra
le spesi correnti. Una stima che hanno fatto gli uffici,
assolutamente approssimativa come ordine di grandezza, è che le
rate dei comuni valgono tra i 300 e i 400 milioni e, quindi, sono
ben oltre i 115 milioni, quindi, vuol dire che il problema dei
comuni è molto maggiore.
Io direi, a questo punto, se è possibile, recuperiamo questa spesa
ed eventualmente la facciamo passare direttamente come spesa
corrente, almeno la finiamo di giocare e chiamiamo con il nome
proprio le cose.
Pertanto, eventualmente, possiamo fermarci 10 minuti e decidiamo
un attimo anche con il Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci fermiamo fino alle ore 13.00,
però, quello che vorrei evidenziare è che alle 13.00 riprendiamo.
Assessore Baccei, Presidente Crocetta, alle 13.00 abbiamo
l'esigenza di riprendere.
(La seduta, sospesa alle ore 12.39 riprende alle ore 13.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dal Governo l'emendamento 8.143 R, che è in distribuzione.
Invito l'assessore Baccei ad illustrarlo all'Aula.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in coerenza con quanto dicevo prima, con l'emendamento in
distribuzione, sostanzialmente, diamo 50 milioni in più ai comuni
da destinarsi prioritariamente al pagamento delle quote dei mutui.
I criteri poi verranno definiti su proposto dell'assessorato delle
autonomie locali e dell'assessorato dell'economia, verificando le
accertate difficoltà finanziarie e il fatto che abbiano adottato
misure di contenimento della spesa. Si va a vedere chi realmente ne
ha bisogno, che sia comunque un Comune virtuoso e si da questo
fondo in più di 50 milioni di euro.
Rimangono le misure del PAC, quindi i 115 milioni per i comuni -
ora parliamo di comuni, poi una cosa analoga viene fatta per i
liberi consorzi - e rimangono i 10 milioni sempre del PAC per i
fondi di rotazione. Questa, di fatto, è una misura aggiuntiva a
quanto prima previsto.
Abbiamo tolto quel che riguarda il fondo pensioni perché abbiamo
dato questo in più; poi, visti tutti gli interventi fatti, mi
sembra sufficiente, 50 più 115 più 10, più gli abbiamo dato 100
milioni per i cantieri di lavoro, più i fondi per il completamento
delle opere PO/FESR 2007-2013. Mi pare che stiamo dando un cospicuo
ammontare di risorse da utilizzare per investimento, in più questa
misura che aiuta i comuni in difficoltà al pagamento delle rate di
mutuo con 50 milioni aggiuntivi.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 8 in
generale interverrà il mio Capogruppo e, quindi, lascio a lui gli
argomenti. Io volevo soffermarmi sull'emendamento di riscrittura
del Governo, che riguarda il problema delle royalties.
In pratica, l'emendamento canguro non vale solo per la Cirinnà,
vale anche per questo problema delle royalties in quanto,
attraverso questa riscrittura, il Governo voleva far saltare tutti
gli emendamenti proposti, cosa che non è riuscita perché li abbiamo
ripresentati testè adattandoli all'articolo 8.143R.
In realtà questo articolo 8.143R è scritto tecnicamente un po'
meglio dell'articolo 19 bis contenuto nel testo esitato dalla
Commissione Bilancio .
In questo intervento, oltre che rivolgermi all'Aula, vorrei che mi
seguisse la Presidenza, gli uffici di Presidenza e soprattutto gli
uffici.
Questo articolo 8.143R ha un po' superato le illegittimità più
macroscopiche, però nel risultato finale perviene agli stessi
risultati - anzi a risultati ancora peggiori per la sola città di
Ragusa - e non supera le critiche di fondo.
Questa materia di royalties non è materia di competenza regionale
- o quanto meno lo è nei limiti imposti dalle direttive comunitarie
e dalla legge nazionale.
Quello che fa testo in questo campo è il decreto legislativo 25
novembre 1966, n. 625 che è esattamente un decreto legislativo di
attivazione della direttiva 94/22/CE relative alle condizioni di
rilascio di esercizio delle autorizzazione ricerca e coltivazione
di idrocarburi. E' una normativa comunitaria, una direttiva
immediatamente applicabile nell'ambito del territorio nazionale e
ribadita con questo decreto legislativo 25 novembre 1996.
Andiamo alla sostanza del problema. Gli articoli 19, 20 e 21 di
questo decreto legislativo si occupano dell'applicazione di queste
concessioni e quindi delle modalità di divisione della royalties.
Gli articoli 20 e 21 - gradirei che gli uffici mi seguissero -
parlano della destinazione delle aliquote, il 20 per le regioni a
statuto ordinario, il 21 per le regioni a statuto speciale e per le
province autonome di Trento e Bolzano, applicando la stessa
normativa e stabilendo in maniera imperativa come può avvenire la
ripartizione delle quote di spettanza di questi ordinamenti, caro
Presidente.
In tutte queste norme l'applicazione di ripartizione fra vari
comuni non è assolutamente lasciata alla libera interpretazione
delle singole regioni, ma deve avvenire, recita esattamente
l'articolo 19, in conformità alle norme del presente decreto .
Le norme del presente decreto dicono che qualora l'impianto, la
centrale di raccolta o trasferimento e l'impianto di estrazione
interessi il sottosuolo di più comuni allora si procede a questa
ripartizione altrimenti la ripartizione non ha luogo perché il
suolo è di spettanza del comune nel cui ambito è inserito
l'impianto di coltivazione
Basta leggere l'articolo 20, comma 2, in cui dice la ripartizione
della quota di spettanza comunale è effettuata con gli stessi
criteri qualora le concessioni con impianti di coltivazione
interessino il territorio di più comuni . E' solo questo il caso in
cui si può dar luogo ad una ripartizione diversa da quella che è
la destinazione complessiva che viene regolata dalla legge
comunitaria, dalla legge nazionale ed anche dalle leggi regionali
in vigore.
Ritengo che l'articolo 19 bis, anche così come modificato
dall'articolo 8.143R del Governo, vada interamente abrogato.
Mi dispiace che su questo si voglia fare una polemica inutile,
perché è come se qualcuno fosse paladino degli interessi dei vari
comuni e gli altri fossero invece a favore di un solo Comune o
quant'altro.
Non si tratta di questo, si tratta di fare corrispondere quello
che indubbiamente è un sacrificio e un rischio per il territorio di
riferimento con gli eventuali benefici che possono derivare
dall'estensione di questa royalties. Aggiungo ancora, ad ulteriore
dimostrazione che sia questa la strada da seguire, vi è una
sentenza della Corte di Cassazione di appena due o tre giorni fa
che, su imput di un Comune riverasco dell'Adriatico, che adesso non
ricordo qual è ma mi pare che sia un Comune del Teramese, che aveva
intrapreso un giudizio nei confronti dell'ENI e dell'EDISON,
sostenendo che qualora si tratti di piattaforme off shore
rientrante nelle 12 miglia, quelle piattaforme devono pagare l'IMU
e l'ICI di riferimento anche ed esclusivamente a quel comune nel
cui sottosuolo vi è il giacimento di riferimento. L'unica eccezione
è qualora il giacimento si estenda nel territorio di più Comuni
questi benefici vanno a più Comuni. Poi è chiaro che se si apre una
maglia di questo tipo si arriverà al rischio paradossale. Mettiamo
che Gela aderisca al libero consorzio dei Comuni e le estrazioni
superano questo limite, paradossalmente, adottando quel criterio
assurdo del numero degli abitanti, sarebbe Catania.
A questo punto la Presidenza deve valutare seriamente
sull'ammissibilità della discussione sia di questo emendamento sia
del testo originario come è uscito dalla Commissione Bilancio,
perché è in palese contrasto con una disciplina imposta dalla
Comunità europea e dallo stesso decreto legislativo 25 novembre
1996, n. 625, per effetto dell'articolo 201 - ripeto, perché non
vorrei essere frainteso - che si applica specificatamente anche per
le ragioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento
e Bolzano.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
per fare una proposta all'assessore Bacchi, perché è chiaro che
l'articolo 8 di questa finanziaria mette a nudo quelle che sono le
problematiche di questa Regione. E' anche vero che in questa
formulazione è una toppa che sposta in la quelle che sono le
problematiche di bilancio che i nostri comuni stanno affrontando e
che di fatto sta portando ad avere determinate sofferenze
direttamente ai cittadini.
Io ho partecipato alla riunione di un paio di giorni fa che c'è
stata in Sala Gialla e si percepiva chiaramente la sofferenza dei
Sindaci, della reale difficoltà di potere chiudere il bilancio e
soprattutto della ricaduta negativa che avranno i territorio e i
cittadini per la difficoltà di erogare servizi essenziali e
primari.
Per questo mi piacerebbe che dalla Sicilia, possibilmente
l'Assessore Baccei si facesse portavoce di una proposta in
prospettiva che potrebbe, nel medio periodo, dare ulteriori risorse
a tutte le Regioni italiane puntando magari a coinvolgere i suoi
omologhi delle altre Regioni italiane per portare lo Stato a
ragionare su questo tipo di presupposto imitando i più bravi
d'Europa che sono i tedeschi. Perché non tutti sanno che i tedeschi
hanno un istituto omologo delle casse depositi e prestiti, che è la
KFW. La differenza qual è? Che la cassa depositi e prestiti che
l'anno passato ha emesso 320 milioni di euro di titoli che vengono
iscritti nel bilancio dello Stato e quindi incidono sul bilancio
dello Stato italiano. Invece la cassa depositi e prestiti tedesca,
nel 2015 ha emesso 500 miliardi di euro di obbligazioni che non
vengono conteggiate. Non c'è traccia nel bilancio dello Stato
tedesco.
Sarebbe molto importante se lo Stato cominciasse a fare un
ragionamento di questo tipo in ambito europeo, possibilmente su
proposta delle Regioni, perché nel momento in cui si riuscisse a
fare questo tipo di ragionamento ovviamente a cascata i benefici
per le Regioni sarebbero enormi, in quanto non ci sarebbe più quel
deficit del 3 per cento e ci permetterebbe sicuramente di azzerare
quella famosa compartecipazione alle spese nazionali e, di fatto,
dare ristoro a tutti quegli enti locali che in questo momento sono
in fortissima sofferenza e cominciare a ragionare su un prospetto
di rilancio reale di quello che è non solo la nostra regione, ma la
nostra nazione. Perché questa forma di razzismo economico che
subiamo sistematicamente, non solo come siciliani ma soprattutto
come italiani, credo che bisogna cominciare a metterlo sul tavolo
in maniera forte.
La proposta che faccio e che spero che l'assessore Baccei possa
portare avanti, e quindi di cominciare a ragionare con i suoi
omologhi perché so che nelle altre regioni hanno gli stessi
problemi ed è soltanto un portare più in là, la fine della nostra
economia.
E' una proposta che dovrebbe essere portata avanti per poi
discuterla a livello più ampio, perché noi subiamo a cascata quelle
che sono i vincoli dati dall'Europa.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accetto la
proposta del Presidente della Regione, onorevole Crocetta, sul
punto 19 intervengo dopo.
CROCETTA. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
CROCETTA. Presidente della Regione. Grazie, onorevole Dipasquale,
anche perché nelle questioni ragusane ci voglio entrare poco. Farò
un intervento lapidario.
Vorrei ricordare che gli interventi che stiamo facendo in questa
finanziaria a favore dei comuni, dove confermiamo 342 milioni di
euro di trasferimenti agli enti locali, rispetto all'anno scorso.
Negli ultimi due anni noi non abbiamo ridotto i trasferimenti agli
enti locali di un solo centesimo.
Abbiamo provveduto ad abbassare la spesa regionale su tutte le
altre voci, compreso il 5 per cento quest'anno che abbiamo fatto
quest'anno in tutte le voci e che non abbiamo applicato.
Diamo 115 milioni di investimenti dai Fondi PAC, ulteriori 50
milioni che andavano proprio nella direzione, di chi mi ha
preceduto, proprio per i comuni in difficoltà che servono a coprire
quelle spese per mutui; quindi noi facciamo una doppia operazione,
da un lato costringiamo i Comuni a investire proprio per lo
sviluppo e proprio per evitare che attraverso i fondi per
investimenti, mi pago solo i mutui e invece non qualifico la spesa
corrente.
Noi stiamo dando un'accelerata nella direzione dello sviluppo,
interveniamo anche addizionalmente sui comuni in difficoltà, i
Fondi PAC non è vero che non possono chiudere i bilanci, per il
semplice motivo che,per gli investimenti non è obbligatorio
iscriverli in bilancio, si scrivono appena vi è certezza ai fondi,
però diventano lavoro, diventano economia, diventano PIL, è questo
quello che stiamo facendo come Regione, ma che dobbiamo portare
avanti per i comuni.
Diamo 10 milioni per il Fondo progettazione che sottraiamo alla
spesa corrente, per essere chiari, destinati ad essere incrementati
sulla base dell'articolo che abbiamo già approvato o che è in
itinere, penso che deve essere ancora approvato, sul rimpinguamento
del vecchio fondo, che sarà di venti, trenta milioni.
Diamo 100 milioni per cantieri e servizi di lavoro che
permetteranno di risparmiare anche lì tante spese, risparmiare sui
contributi sociali e risparmiare anche sulle spese a investimento,
attraverso lavori che si potranno dare in economia. Cioè i Comuni
ricevono quest'anno qualcosa come 200 milioni in più di euro
rispetto all'anno scorso e poi dobbiamo sentire qualche demagogo
populista che non vuole, e non mi riferisco a quest'Aula, che non
vuole riformare la spesa e andare nella direzione dove siamo andati
noi in questi tre anni che hanno permesso di salvare la Regione,
grazie anche al vostro lavoro parlamentare, dobbiamo capire che i
tempi del rigore sono venuti per tutti, ma questi non sono del
rigore tout court sono manovre per la riqualificazione della spesa
che vanno nella direzione degli investimenti.
Salviamo la possibilità ai Comuni in difficoltà di potersi pagare
i mutui, quindi facciamo la grande operazione che serve per lo
sviluppo della Sicilia.
Sulle province non è questo l'articolo, ma anticipo che ci saranno
oltre ai 30 milioni per gli investimenti 9 milioni in più che
verranno destinati specificamente per il pagamento dei mutui.
Quindi, stiamo facendo una grande operazione in un momento di
difficoltà di incremento dei trasferimenti di fatto su varie voci
agli Enti locali.
Ultima questione da non sottovalutare. Con il trasferimento del
patrimonio demaniale della Regione noi diamo ai Comuni la
possibilità di valorizzare il patrimonio che attualmente è
inutilizzato potendo dare entrate incredibili, perché non mi venite
a dire che il sistema come andava prima quando noi praticamente
concedevamo le spiagge attraverso l'Assessorato territorio e
Ambiente per cui, magari, si pagava la prima rata e poi non si
pagava più e nessuno verificava, oppure la tassa da pagare per una
spiaggia a Taormina possa essere la stessa da quella pagata al
comune di Licata come avveniva prima.
E' chiaro che questo, quindi, può dare una possibilità reale ai
Comuni di investire nelle politiche di sviluppo, perché laddove io
devo promuovere il turismo applicherò la tariffa bassa, laddove il
turismo funziona alla grande e si possono pagare cifre più alte
determineranno le entrate.
Quindi, stiamo modernizzando il sistema, stiamo cambiando le
modalità con cui si interviene a favore dei Comuni, ripeto, che
devono cominciare ad investire sui tagli e su spesa corrente
inutile su consulenti inutili, eccetera e si investa si faccia
politica di investimento, questo stiamo dicendo con questa
finanziaria e ripeto quando diamo 200 milioni di euro in più ai
Comuni non si può dire noi non li vogliamo per gli investimenti;
allora, volete continuare a babbiare e questo noi qualifichiamo.
D'altra parte, guardate, noi abbiamo sempre la possibilità di
intervenire con una manovra di bilancio, i 50 milioni sono più che
sufficienti perché vedremo le difficoltà reali singolo Comune, per
singolo Comune e su questo faremo le scelte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo intanto tutti gli
emendamenti nei fascicoli, poi sono stati presentati gli
emendamenti che enuncio:
8.143 R1 da parte della Commissione, 8.143 R quello presentato dal
Governo a seguito del dibattito d'Aula che c'è stato, l'8.61.1,
l'8.141, l'8.61, poi abbiamo tutti una serie di sub emendamenti
all'8.141 la materia delle royalties per comprenderci.
Comunico che sono stati presentati emendamenti soppressivi
all'articolo 8.
Si passa all'emendamento 8.27 degli onorevoli Clemente ed altri.
Onorevole Cordaro, lo mantiene o lo ritira?
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.1, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'emendamento si
intende decaduto.
Si passa all'emendamento 8.28, degli onorevoli Clemente ed altri.
Onorevole Cordaro, lo mantiene o lo ritira?
CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.2. a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'emendamento si
intende decaduto.
Si passa all'emendamento 8.29 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'emendamento si
intende decaduto.
Si passa all'emendamento 8.123 a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Ritiriamo tutto e votiamo l'emendamento 8.117.
Chiediamo la votazione per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Si può votare solo la prima parte dell'emendamento
8.117, non si può votare dalla parte del comma 1 dell'articolo 1
della legge' perché è materia di competenza del Consiglio di
Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana.
Quindi si vota l'emendamento 8.117 gli effetti dell'articolo 2
comma 1 della legge regionale 26 giugno 2015, n. 11'. Si vota la
prima parte, la seconda parte è inammissibile: il comma 1
dell'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre 1965, n. 44 è
abrogato'.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
serve semplicemente per fare entrare in vigore la norma che prevede
l'adeguamento alla normativa nazionale in tema di enti locali, cioè
di consigli comunali, quindi il taglio dei gettoni di presenza.
L'emendamento prevede di fare entrare in vigore, con
l'approvazione di questa finanziaria, la legge che abbiamo
approvato qualche mese fa in tema di enti locali, cioè di comuni,
per fare entrare immediatamente il taglio dei gettoni di presenza,
il taglio degli stipendi dei sindaci e degli assessori
immediatamente, e non come è stato previsto dalla precedente legge
che abbiamo approvato, al successivo rinnovo dei consigli comunali.
In commissione Bilancio, purtroppo, questa norma è stata
modificata dicendo che i consigli comunali possono adottare questa
cosa e io credo che - a parte il fatto che il Governo aveva già
previsto questo taglio e che quindi in qualche modo aveva previsto
quelle somme da potere utilizzare - il Governo dovrebbe dare parere
favorevole a questo emendamento e poi anche la Commissione dovrebbe
adeguarsi a questa scelta.
Chiedo al Parlamento di poterlo analizzare e di poterlo valutare
favorevolmente perché mi sembra una cosa opportuna.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.117. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario, anche perché l'emendamento specifica che
diventa responsabilità dei consigli comunali recepire la legge,
perciò loro possono, con delibera del consiglio comunale, attuare
la legge subito.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
I Parte
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento
8.117 - I Parte
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale dell'emendamento
8.117, I Parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti .......65
Maggioranza ............. 33
Favorevoli ............. 21
Contrari .............. 43
Astenuti ............. 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.92, a firma dell'onorevole Foti. Il
parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.92. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.91, a firma dell'onorevole
Foti e altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.91. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.132. E' assorbito, è uguale all'8.91.
L'emendamento 8.31 è decaduto.
Si passa all'emendamento 8.35, a firma dell'onorevole Clemente.
CLEMENTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 8.135, 8.133, 8.134 sono preclusi dalla bocciatura
dell'emendamento al comma 1.
L'emendamento 8.136 è precluso.
L'emendamento 8.130 è precluso.
Si passa all'emendamento 8.33, a firma di Clemente, Cordaro ed
altri. Lo invito al ritiro.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 8.31 è decaduto per assenza dei firmatari.
L'emendamento 8.32 è decaduto per assenza dei firmatari.
Si passa all'emendamento 8.23, a firma dell'onorevole Grasso ed
altri. Onorevole Grasso lo mantiene o lo ritira?
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente lo mantengo. Questo emendamento con
riferimento alle leggi speciali e alle riserve, si riferisce alle
riserve di cui agli articoli 8 e 9, quelle che sono rimaste Ragusa
Ibla, Ortigia, Agrigento e quant'altro, come patrimonio
dell'UNESCO.
Proprio perché si tratta del patrimonio dell'UNESCO e non può
essere legato ad un bene di una città io dico che queste somme si
possono dare, le somme previste, solo previa rendicontazione delle
somme spese l'anno precedente, quindi sul consuntivo, e poi a
consuntivo della rendicontazione delle somme che si danno
quest'anno perché non è pensabile che si possano dare così come
spese correnti ai comuni che possibilmente possono poi liberamente
utilizzarle.
E' bene che noi finalizziamo e rendicontiamo prima che si ricevano
le somme e si danno a consuntivo dopo la regolamentazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LANTIERI, Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevole Grasso, queste somme vengono date a resoconto dopo che
si è dimostrato tutto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.37. Decaduto.
Si passa all'emendamento 8.38, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri. Onorevole Cordaro, lo ritira?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.106, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
BACCEI, Assessore all'economia. C'è un errore di scrittura.
PRESIDENTE. C'è un errore di scrittura. Il Governo è favorevole.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.109, a firma dell'onorevole Ioppolo ed
altri.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento si inquadra nel ragionamento che ho proposto
stamattina con riferimento al sostegno ai comuni in dissesto
finanziario del quale il Presidente e l'intera Giunta sono ben
consapevoli.
Se noi non aggiungiamo, al fine di rendere maggiormente
applicabile la norma contenuta al comma 3 dell'articolo 8 e al
comma sesto anche gli anni di riferimento e per quello che riguarda
il voto, si riferiva al 2011, 2012 abbiamo reso la norma
praticamente inapplicabile ai comuni che ne hanno bisogno.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.122 a firma di La Rocca ed altri. E'
ritirato.
Si passa all'emendamento 8.39 a firma dell'onorevole Vinciullo
D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 8.40 è decaduto.
Si passa all'emendamento 8.114, a firma dell'onorevole Ioppolo. E'
ritirato.
L'emendamento 8.41 a firma dell'onorevole Di Mauro, decade.
L'emendamento 8.73 a firma dell'onorevole Ciaccio è ritirato.
L'emendamento 8.42 a firma dell'onorevole Di Mauro, decade.
L'emendamento 8.99, a firma dell'onorevole Ioppolo, è ritirato.
L'emendamento 8.121 è assorbito.
L'emendamento 8.115 è assorbito.
Si passa all'emendamento 8.108, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un altro fatto
tecnico questo. Nel trasferimento tra la Commissione e gli uffici
inavvertitamente abbiamo approvato un emendamento con il quale
diciamo ai comuni in stato di dissesto, non beneficiari di analoghi
interventi regionali, è concesso un contributo triennale a
decorrere dal 2016 in proporzione al numero di abitanti. Ma di
quanto è? Era di 800 mila euro. Quindi, siccome lo abbiamo definito
in Commissione e inavvertitamente come poc'anzi non è arrivato agli
uffici, dobbiamo specificare che il contributo è di 800 mila euro.
LANTIERI, Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Sempre sul fondo è.
FALCONE. Allora, certo, si prende sempre dal fondo autonomie
locali, considerate che l'anno scorso c'era un fondo di 2 milioni
di euro, quel fondo di 2 milioni di euro lo abbiamo fatto diventare
3, infatti al comma 4 abbiamo detto che l'autorizzazione di spesa
dell'articolo 6, comma 8, è ridotto a 800 migliaia di euro, da 2
milioni a 800 migliaia.
CROCETTA, Presidente della Regione. Era nel fondo per l'autonomia.
FALCONE. No, sempre da là
PRESIDENTE. Ma scusate al quantificazione sul contributo 800, si
capisco che è passata in Commissione ma, intervenga il Governo.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il Governo è favorevole a condizione che non superi il 2
per cento, perché si parla sempre del 2 per cento dei fondi degli
enti locali, perché prendono i fondi dai 340 milioni di euro, cioè
è sempre lo stesso fondo a sostegno, l'importante è che non superi
il 2 per cento, quindi il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.108. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 8.110, 8.111, 8.118 e 8.112, degli
onorevoli Ioppolo ed altri; 8.78, degli onorevoli Siragusa ed altri
che sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 8.43, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.113, degli onorevoli Ioppolo ed altri.
Manca la copertura. Onorevole Ioppolo lo ritira?
IOPPOLO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.44 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.45 degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.119, degli onorevoli La Rocca ed altri.
LA ROCCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, serve
semplicemente per evitare problemi di interpretazione rispetto alle
norme nazionali, quindi, rimanda alla norma nazionale per indicare
a chi sono destinate le somme del comma 8, articolo 8. E' un po'
per fare chiarezza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.119. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.46, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.48, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.79, degli onorevoli Siragusa ed altri..
Prevede la soppressione del comma 10.
SIRACUSA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per voto segreto
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.79
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.79.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 8.49, degli onorevoli Cordaro ed altri;
8.11, degli onorevoli Di Mauro ed altri e 8.129, degli onorevoli
Cancelleri e La Rocca. Sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 8.83, degli onorevoli panepinto ed
Anselmo. Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura.
Si passa all'emendamento 8.96 dell'onorevole Anselmo.
ANSELMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.94, degli onorevoli Coltraro ed altri.
COLTRARO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.80, degli onorevoli Siragusa ed altri.
SIRAGUSA. Lo mantengo e chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.80
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.80.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 34
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
Quindi vengono assorbiti fino all'emendamento 8.51. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa all'emendamento 8.13, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.105, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, l'anno scorso la Protezione civile,
anche nazionale, si è recata ad Antillo. È crollata una cittadina
di appena 800 abitanti. I danni che ha subito Antillo sono stati -
e l'Assessore Croce lo sa - riportati su scala nazionale. Centomila
euro, non credo che stravolgano il bilancio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.125, degli onorevoli Cancelleri e La
Rocca, sul quale c'è un aumento da 100 a 150. Copertura sul Fondo.
E' precluso perché assorbito dall'approvazione precedente.
Si passa all'emendamento 8.95, degli onorevoli Sammartino ed
altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole. Presidente, non si capisce nulla.
PRESIDENTE. Mi interessa solo sapere se c'è la copertura.
(Subbuglio in Aula)
FORMICA. Presidente, così sviliamo chi ha avuto dei danni
PRESIDENTE. La invito al ritiro, onorevole Sammartino.
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. L'emendamento 8.95 non è altro che - mi riferisco al
presidente Crocetta ed ai colleghi parlamentari della provincia di
Trapani - un continuo chiedere, quasi una forma di elemosina, per
un errore sacrosanto fatto da un commissario nominato dalla Giunta
del governo Crocetta alla provincia regionale di Trapani, dottor
Pellos, che ha tolto la partecipazione alla Biblioteca
Fardelliana ed al Luglio musicale di Trapani nonché al consorzio
universitario, della componente provincia, nelle azioni all'interno
della società dove il comune di Trapani, assieme alla provincia,
detenevano il 50 per cento ciascuno delle quote azionarie.
Questo fabbisogno era stato presentato ed approvato dalla
Commissione Bilancio' ed è inserito nell'articolo 23 dell'ex
Tabella H' sia per il Luglio musicale , sia per la Biblioteca
Fardelliana che non sono associazioni, rappresentano settant'anni
di storia di biblioteca e settant'anni di storia del più antico
luglio musicale, di tradizione siciliana, il secondo in Sicilia.
Si tratta non di togliere fondi a chicchesia o ad enti o
associazioni, ma è un ritornare alla ex provincia di Trapani, visto
che non possiamo dare quella possibilità al comune di mantenere
questi enti che rappresentano la cultura nel nostro territorio.
Non è un volere rubacchiare - mi dispiace che gli altri colleghi
stanno facendo un po' di baldoria su questo -, non è un togliere
denaro.
E' stato inserito in un contesto anche con l'aiuto del dottor
Amato, attuale commissario della provincia di Trapani, per
ritornare a quello che è un fatto dovuto rispetto a qualcosa che
era stato tolto.
Viceversa, sono dodici persone che se ne vanno a casa, per quanto
riguarda la Biblioteca Fardelliana , assieme ad una storia che
finisce per un territorio a causa di un mero errore.
Non c'era motivo, infatti ,che il Commissario uscisse fuori dalla
provincia regionale.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Vorrei fare un intervento di
carattere generale, senza entrare nel merito delle singole riserve,
che riprende un po' quello che aveva fatto l'onorevole Di Giacinto
in Commissione, apprezzato da tutti.
Fino a pochi minuti fa siamo andati tutti a dire che i comuni
versano in gravi difficoltà, cosa che rappresenta un problema, che
bisogna dunque aiutarli.
Ora da una, due, dieci, cento, mille riserve, dobbiamo essere
coerenti. Non vorrei entrare nel merito.
Penso che da un lato la norma dell'onorevole Di Giacinto sia
corretta perché pone un limite del 2 per cento, dall'altro sono
convinto che se, poi, diciamo che quelli più del 2 per cento
vengono ridotte in proporzione, ci sarà la corsa ad aumentare il
valore di quelle riserve almeno ci si accaparra un po' di più e, di
nuovo, non ne usciamo.
Pertanto, o le togliamo tutte, o troviamo un criterio in base al
quale si stabilisce se debbano esserci queste riserve per motivi
eccezionali e quali siano, troviamo un metodo che ponga fine a
questa cosa che, sono convinto, che se andiamo a chiedere ai
comuni, alcuni dei quali magari hanno l'appoggio più forte altri
più debole, quindi, non diamo i soldi a chi ha necessità ma a chi
ha l'appoggio. Non penso sia un criterio giusto per nessuno.
Cerchiamo un criterio equo. Facciamo un fondo al 2 per cento e,
poi, lo attribuiamo in base a certi criteri? Troviamo una cosa
valida per tutti perché così non si può andare avanti, non
nell'interesse dei comuni.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, non voglio entrare nel merito
degli emendamenti.
Se facciamo, però, passare questa idea che possiamo finanziare
tutto ai comuni sul fondo e con la riserva sul fondo delle
autonomie, vi dico che sto presentando un emendamento di due
milioni perché a Casteldaccia è franata la circonvallazione e vi
chiederò di inserirla nel fondo per finanziarla. Non può essere
questo il criterio
Non possiamo dire stamattina che ci mancano i soldi per i comuni
ed i comuni sono in dissesto e ora dobbiamo fare le riserve a tutti
i comuni.
Chiedo anche, Presidente, che chi ha presentato emendamenti per
superare quel 2 per cento che è stato inserito in finanziaria li
ritiri perché già è partita anche l'idea di aumentare dal 2 per
cento al 3 per cento e magari qualcuno poi lo presenterà al 10 per
cento. Quindi invito anche a ritirare questo emendamento.
PRESIDENTE. Il Governo esprime parere contrario o favorevole? Non
apro dibattito su questo.
Allora, il parere del Governo?
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, dobbiamo andare avanti. Si è
prenotato, giustamente, pure l'onorevole Oddo che è di Trapani.
Basta ora Ci sono principi di carattere generale, negli interventi
si sta facendo comprendere questo Ha correttamente esposto il tema
l'onorevole Ruggirello. Il Governo ha detto la sua. Il ritiro non
c'è. Vorrei sapere se sulle riserve a favore dei Comuni in
generale, il parere è favorevole o contrario.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il problema è che ci possa essere la possibilità che il 2
per cento della riserva sia superato. Perciò si può fare una
valutazione successiva.
PRESIDENTE. Che vuol dire, assessore Lantieri, si può fare una
valutazione successiva Lei deve dire se è favorevole o contraria.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Non c'è la copertura. Il 2 per cento è stato superato e
non si può fare una valutazione successiva.
PRESIDENTE. Quindi, è inammissibile per mancanza di copertura.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, vorrei sapere e capire se l'emendamento
8.105 è stato votato favorevolmente.
PRESIDENTE. Sì.
CIMINO. Ecco, è stato votato favorevolmente. Io ritengo che
quest'Aula debba avere un criterio ed una linea. Non è corretto,
onorevole Presidente, che ieri sera quest'Aula si è bloccata per
dare il finanziamento ai comuni danneggiati per le tematiche
agricole, di Palma, Licata, Campobello, Siracusa, Pachino e si è
deciso un criterio generale d'astratto, mi pare, alle ore 12.30 si
individuano i Comuni alluvionati ed alle ore 12.30 ad una proposta
valida di un altro parlamentare, invece, non si dà copertura
finanziaria.
Io ritengo che dobbiamo resettare il sistema e capire dove
vogliamo arrivare. Perché anche i parlamentari agrigentini
potrebbero porre il problema del consorzio universitario, del
Toscanini di Ribera ed iniziative che sono collegate, vuoi o non
vuoi, all'attività dei comuni e dei consorzi dei comuni. Quindi, si
può fare tutto, ma bisogna rispettare le realtà locali per quello
che rappresentano da Messina ad Agrigento, a Trapani. Quindi, direi
che se il Governo si ferma un attimo e resetta la situazione deve
arrivare a soddisfare le peculiarità e le emergenze del territorio
in generale.
PRESIDENTE. Per rispondere all'onorevole Cimino. Onorevole Cimino,
lei correttamente ha posto un tema. Sull'8.105, gli Uffici mi fanno
notare che non c'è un aumento della spesa, c'è una ripartizione
delle somme tra gli stessi comuni.
CIMINO. Come a Trapani.
PRESIDENTE. Questo dipende dal Presidente della Regione.
1132/A e 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Se noi andiamo a vincolare le
riserve d'ora in poi, abbiamo già superato il 2 per cento, questo è
il tema.
Quindi, mentre gli altri potevano essere ammissibili su questa
idea, non diventano più ammissibili tutti gli altri, a meno che uno
non dica: bene per le somme destinate a quel comune si riserva
qualcosa ma, in questo caso, sarebbe un atto in difformità con la
legge sulle autonomie locali che prevede la concertazione.
Ora, i 500 mila euro dell'emendamento Ruggirello, non sconvolgono
oltre, ma siccome dopo ci sono quelli da 5 milioni, da 5 milioni e
da altri 5 milioni, noi dovremmo stabilire - perché non daremo più
parere di copertura finanziaria, perché, non c'è - se fare un
eccezione o meno su questo articolo, per cui ci rimettiamo al
Parlamento sulla decisione, oppure dobbiamo bloccare, sin da
adesso, ma da questo momento in poi non abbiamo più copertura
finanziaria.
SAMMARTINO. E' a valere sul fondo di riserva dei Comuni
PRESIDENTE. Se c'è mancanza di copertura è inammissibile.
Onorevole Sammartino, con tutto il rispetto la copertura me la dà
il Governo ed è intervenuto il Presidente della Regione sulla
copertura. Non c'è altro da discutere.
SAMMARTINO. Chiedo il parere dell'Assessore all'economia.
PRESIDENTE. Che parere?
ODDO. Si è rimesso all'Aula.
PRESIDENTE. Chi si è rimesso all'Aula? Ma perché dovete fare così,
onorevole Oddo, stiamo facendo una finanziaria.
FORMICA. Allora, non ne passa neanche uno.
PRESIDENTE. E' chiaro, non ne passa neanche uno.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire che,
sinceramente, in questo articolo 8 non intravedo tutta questa
generalità di cui si parla, tra l'altro al Fondo di riserva, come
ha ricordato l'onorevole Di Giacinto è stato messo un blocco del 2
per cento, ma nessuno ha fatto i calcoli e sa a quanto corrisponde
questo 2 per cento, quindi, non capisco come si fa a dire che è
inammissibile per mancanza di copertura se non si sa a quanto
corrisponde il 2 per cento del Fondo. In più, Presidente, aggiungo
che questo emendamento era un comma dell'articolo 23, che aveva
copertura finanziaria in quell'articolo e che lei ha stralciato e
che, pertanto, potrebbe trovare copertura anche in quei 30 milioni
dell'articolo 23 perché era messo proprio là questo articolo,
Presidente, ed è stato stralciato.
PRESIDENTE. Questo non me lo doveva dire, se era stato messo là
SUDANO. Sì, perché prima andava direttamente e, poi, così come ce
li hanno gli enti e le associazioni
Questa è cultura e noi non possiamo fare finta di niente.
PRESIDENTE. Questo non me lo doveva dire Ma lei si rende conto di
quello che mi sta dicendo.
SUDANO. Questo fondo è pieno di riserve e non voglio dire che in
quest'Aula ci siano i figli buoni ed i figli cattivi.
PRESIDENTE. No, lei mi sta dicendo che era un modo per eludere
l'articolo 23.
Sulla base della dichiarazione del presidente della Regione,
onorevole Crocetta, gli emendamenti 8.71, 8.70, 8.69, degli
onorevoli Dipasquale e Anselmo, l'emendamento 8.26, degli onorevoli
Clemente ed altri, l'emendamento 8.90, degli onorevoli Digiacomo ed
altri, l'emendamento 8.131, degli onorevoli Ruggirello ed altri,
l'emendamento 8.137, del Governo e l'emendamento 8.139, degli
onorevoli Coltraro ed altri, sono tutti
(Proteste in Aula)
no scusate. Sulla base della dichiarazione del Presidente della
Regione, onorevole Crocetta, dall'emendamento 8.71 all'emendamento
8.139, compresi gli emendamenti del Governo, sono tutti
inammissibili. E i problemi si risolvono in via amministrativa.
Si passa all'emendamento 8.52, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ripento, dall'emendamento 8.71 all'emendamento 8.139 sono tutti
inammissibili.
SAMMARTINO. Quindi l'emendamento 8.95 non è inammissibile?
PRESIDENTE. Ha ragione dall'emendamento 8.95 all'emendamento
8.139, sono tutti inammissibili. Grazie onorevole Sammartino.
SAMMARTINO. Ma il presidente Crocetta ha detto
PRESIDENTE. No, no, il presidente Crocetta non lo ha detto.
Dall'emendamento 8.71 l'ho detto io.
Lei vuole generare proprio questa confusione. La discussione parte
proprio dall'emendamento 8.95, quindi, la ringrazio di averlo
evidenziato per gli uffici che stanno registrando e per gli
stenografi.
Dall'emendamento 8.95 all'emendamento 8.139 sono tutti
inammissibili.
L'emendamento 8.52 è stato ritirato.
Si passa all'emendamento 8.53, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
E' da intendersi decaduto.
Si passa all'emendamento 8.126, degli onorevoli Cancelleri e La
Rocca.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A maggior ragione se lei me lo porta
all'1 per cento già
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciamo parlare l'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Signor Presidente, vorrei l'attenzione un po' di tutti
perché vorrei dire una cosa.
Allora, il comma 13 introduce il limite del 2 per cento per andare
a prelevare sul fondo dei comuni tutti quei passaggi che possiamo
fare.
Ora, sulla base della discussione che c'è stata poc'anzi, dico
una cosa: ad un certo punto abbiamo deciso, per voce del Presidente
della Regione, di bloccare tutte le leggi sull'emendamento che
proponeva il collega Ruggirello, da lì in poi tutti questi
interventi che abbiamo sempre definito, in qualche modo, di
quartiere. Però, in realtà, a me sarebbe piaciuto che questa fosse
stata una regola che ci fossimo imposti fin dal principio e,
invece, nel comma 2 abbiamo dato un milione di euro per andare a
finanziare le leggi speciali che ci sono per i centri storici di
Siracusa e di Agrigento, poi, abbiamo dato dei soldi - per carità
in maniera meritoria e anch'io avevo proposto l'emendamento, in
qualche modo, che andava a ristorare quei territori - per alcune
parti alluvionate della Sicilia e della zona del messinese - però,
quello doveva essere un ragionamento di carattere generale e,
invece, non è stato fatto.
Oggi, mi ritrovo ad essere d'accordo con l'intervento sulle zone
alluvionate, non mi trovo d'accordo a dare soldi a centri storici
di città che fra l'altro non ne hanno neanche di bisogno quando,
invece, ci sono tantissime disgrazie in giro.
Ora detto ciò, penso che abbassare dal 2 per cento all'1 per cento
può andare a limitare quelli che potrebbero essere i danni anche
perché ieri, veniamo dal morto come si suol di dire, abbiamo
fatto conferenze stampe con l'ANCI, incontri con l'ANCI, che ci
hanno detto che, praticamente, non ce la fanno, quindi, più andiamo
a limare quel fondo e più consegneremo ai sindaci una voce contro
questo Parlamento.
Io, onestamente, non mi voglio prestare a questa critica perché
credo che ai comuni dobbiamo dare la possibilità di potere mettere
in piedi azioni e bilanci concreti e, quindi, gli dobbiamo dare i
soldi.
PRESIDENTE. Va bene l'ha spiegato.
Allora, cerchiamo di ricomporci. Abbiamo fino ad ora lavorato su
un fondo pari al 2 per cento, ora l'onorevole Cancelleri propone la
diminuzione all'1 percento, l'onorevole Falcone successivamente mi
propone l'aumento al 3 per cento, se ci siamo affidati e fino ad
ora abbiamo operato sul 2 per cento, al fine di non rendere
inammissibili questi emendamenti vi invito al ritiro.
Onorevole Cancelleri lo ritira ?
CANCELLERI. Dichiaro di non ritirarlo.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.52 a firma degli onorevoli Clemente ed
altri. E' decaduto.
Si passa all'emendamento 8.53 degli onorevoli Di Mauro ed altri.
E' decaduto.
Si passa all'emendamento 8.126 a firma degli onorevole Cancelleri
e La Rocca C. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.101 a firma degli onorevoli Falcone ed
altri. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 8.97 a firma degli onorevoli Ruggirello
ed altri. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 8.54 a firma degli onorevoli Clemente ed
altri. Onorevole Cordaro lo mantiene o lo ritira?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.15 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri. E' decaduto.
Si passa all'emendamento 8.104 a firma degli onorevoli Falcone e
Savona. Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira?
FALCONE. La più grande riserva di tutti perché sta impedendo, in
un momento in cui vi è la decurtazione per tutti i comuni, che
tutta una serie di comuni mantengano lo stanziamento dell'anno
scorso, a detrimento degli altri. Quindi, io chiedo che venga
approvato il mio emendamento. Sostanzialmente diciamo che ai comuni
con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti manteniamo lo
stanziamento dell'anno scorso. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 8.104 ritirato dall'onorevole Falcone, è fatto
proprio dall'onorevole Cancelleri. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino segreto.
PRESIDENTE. La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.104
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.104.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 32
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.98 a firma dell'onorevole Anselmo.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Presidente, questo emendamento si rende necessario visto
e considerato che successivamente al comma 15
PRESIDENTE. Onorevole Formica Povero Cordaro, tra Formica e
Grasso
ANSELMO. L'emendamento si rende necessario perché altrimenti il
successivo comma 15 perderebbe totalmente di effetto.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo e della Commissione,
pongo in votazione l'emendamento 8.98. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 8.16 è decaduto. L'emendamento 8.62 di Cordaro, lo
ritira?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 8.103 di Falcone. Lo mantiene o ritira?
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Presidente, col comma 15 sostanzialmente stiamo
allargando la platea dei Comuni, dei piccoli Comuni che vengono,
diciamo così, beneficiari comunque di una riserva generalizzata che
tocca tutta una serie di Comuni che rientrano in quella norma. Così
facendo, sopprimendo le parole di cui la legge 27 dicembre 1997 n.
984, che sono i famosi Comuni montani di una declaratoria, stiamo
estendendo la platea. Quindi a mio avviso stiamo sempre allargando.
Allora, o le riserve Allora spiegalo, e se tu mi dimostri che è
una cosa diversa io
PRESIDENTE. Non deve dimostrare niente, la Commissione dà il
parere Si passa all'emendamento 8.103. Il parere del Governo
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Col parere contrario della Commissione pongo in
votazione l'emendamento 8.103. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.63.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 8.55 è decaduto. L'emendamento 8.64 è
ritirato. L'emendamento 8.18 è decaduto. L'emendamento 8.124 di
Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Presidente, io spero che il Governo almeno a questo
dia parere favorevole. Il comma 17 istituisce un fondo perequativo
fra i Comuni che sono titolari di demanio marittimo ed i Comuni
montani. Ora noi crediamo che questa cosa non sia perequativa. E'
perequativo se facciamo un fondo perequativo fra i Comuni titolari
di demanio marittimo e quelli non titolari di demanio marittimo,
cioè fra gli uni e gli altri nessuno escluso. Per cui chiedo di
cambiare semplicemente la dicitura, in maniera tale da dare un
ristoro a tutti i Comuni della Sicilia e non soltanto ad una parte.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.124. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere contrario della Commissione pongo in
votazione l'emendamento 8.124. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 8.68 è assorbito. L'emendamento 8.65 è ritirato.
L'emendamento 8.56 è decaduto. L'emendamento 8.140 è ritirato.
L'emendamento 8.66 è ritirato.
Si passa all'emendamento 8.127, a firma dell'onorevole Cancelleri.
Lo ritira? E' la soppressione.
CANCELLERI. Non lo ritiro.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
gradirei l'attenzione dell'Aula perché le cose che dirò, ritengo,
siano particolarmente importanti su questo articolo e anche
particolarmente gravi.
La Commissione ha fatto un lavoro particolare su questo articolo,
non Nello Dipasquale, la Commissione, prevedendo l'utilizzo delle
royalties in maniera morale. Una vera e propria campagna di
moralizzazione delle royalties perché così, come è accaduto in
altre parti del nostro Paese, vi faccio un esempio la Basilicata,
ma io sono sicuro che i colleghi più attenti avranno seguito e
ricordano tutto quello che è successo in Basilicata, dove sulle
royalties c'è stato uno scandalo nazionale, in quanto ci siamo
trovati dei comuni che prendevano i soldi per lo sviluppo, i soldi
per l'occupazione e li buttavano per spese correnti in maniera
davvero delinquenziale.
Allora la Commissione, dopo aver ascoltato l'ENI, i rappresentanti
dell'ENI, perché volevano riintervenire, e mi permetto di dire a
proposito dei pareri e .
Signor Presidente la prego di ascoltarmi perché io capisco che
l'onorevole Assenza ha tutto l'interesse a far ritenere illegittimo
il lavoro fatto. Siccome la Commissione parlamentare ha fatto un
lavoro serio prevedendo un intervento normativo così come è
successo già altre volte, così come è successo nel 2013 quando
questa Assemblea ha automontato dal 10 al 20 per cento le
royalties.
Ma non devo qui ricordare a voi che proprio la Basilicata ha fatto
un intervento normativo andando oltre quello che era il principio
del Comune di appartenenza del giacimento. E proprio prevedendo un
intervento, caro collega Assenza, un intervento a tutti i comuni
che ricadevano nell'ex provincia di appartenenza.
Quindi, già esiste un intervento normativo su questo ma a
prescindere da questo gli uffici, la Presidenza ha fatto bene a non
stralciarlo e così come ci sono stati i pareri di tutti a tal punto
che è diventato un articolo della finanziaria.
Di cosa discutiamo? Non voglio fare polemica, non è questo il
momento.
Di cosa discutiamo? Discutiamo di risorse che nel 2011, cari
colleghi, corrispondevano a circa 27 milioni e 800 mila euro. Oggi
corrispondono a 78 milioni di euro divisi in pochissimi comuni.
Circa 7 comuni. Di questi 78 milioni di euro 30 milioni il Comune
di Ragusa.
Quindi, mentre noi ci ammazziamo per trovare risorse per tutti i
comuni della Sicilia, per 100 milioni, ci siamo trovati un
incremento delle royalties dovuto all'aumento dell'aliquota che non
hanno voluto solo gli amici del Movimento Cinque Stelle e fino
all'ultima Commissione non dimentica che siamo stati tutti a
difendere il 20 per cento dell'aliquota.
E su questo abbiamo occasione, avremo occasione di ritornarci.
Però, caro Presidente, si tratta di un ammontare di risorse immenso
e quando io sento i comuni piangere perché non hanno una lira per
gli investimenti e, invece, vedo un comune come il Comune di Ragusa
che prende, ragazzi, 20 milioni di euro e in due anni li fa
diventare spese correnti ovviamente è davvero da scandalo e da
scandalo nazionale.
Ma io queste cose non le dico e poi dico valuteremo se mandarla
alla Corte dei Conti, io già ho consegnato mercoledì alle 16.00 al
Presidente Graffeo un dossier, una denunzia chiara, specifica, dove
dimostro che la spesa corrente del comune di Ragusa, in maniera
scientifica arriva da 70 milioni di euro, a 90 e 800 caro
assessore, no io gradisco parlare almeno quanto gli altri.
PRESIDENTE. No lei parla cinque minuti come previsto dal
Regolamento.
DI PASQUALE. Allora io capisco che da fastidio il mio intervento
PRESIDENTE. Ma non da nessun fastidio, ma deve essere rispettoso.
DI PASQUALE è arrivato il momento di moralizzare questa spesa, io
chiedo che su questo articolo e lo chiedo al Movimento Cinque
Stelle, siccome il sindaco è il sindaco di Ragusa che io ho
denunciato oltre ovviamente
PRESIDENTE. Si la invito a concludere.
DI PASQUALE. lo capisco che vi da fastidio, quindi io..
PRESIDENTE. Onorevole Di Pasquale, con tutto il rispetto il suo
intervento non lo permetto, fastidio non me ne dà.
DI PASQUALE. chiedo il voto palese perché voglio capire chi è il
moralizzatore, e chi è davvero
PRESIDENTE. Ve bene, lei ha scambiato quel podio per un piccolo
comune dove fare il comizio però, votiamo seriamente e allora
l'onorevole Cordaro mi fa presente che non aveva ritirato
l'emendamento soppressivo, e allora parere del Governo
sull'emendamento soppressivo, voto segreto, verifica richiedenti
voto segreto, intanto parere del Governo. Sull'8.127 che raggruppa
tutti gli emendamenti soppressivi, Cordaro. Parere del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula, la Commissione?
VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contraria a maggioranza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.127
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.127.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 45
Contrari 28
Astenuti 0
(E' approvato)
E allora decadono tutti gli emendamenti anche quelli di
riscrittura presentati dal Governo al comma 19. Si passa
all'emendamento 8.67 abbiamo fatto un gran salto avanti, onorevole
Cordaro lo ritira?
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Emendamento 8.21, no è arrivato l'onorevole
Greco, lo mantiene o lo ritira? Lo ritira. Emendamento 8.102
onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira? E'andato via.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato.
Si passa all'emendamento 8.22. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.22. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.60 dell'onorevole Greco Giovanni. Lo
ritira?
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.76. Assessore Baccei, c'è la copertura?
BACCEI, assessore per l'economia. Se riduce l'entrata non può
esserci copertura. Quindi non c'è copertura.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, lo ritira?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Lo ritiro. Però, signor Presidente, non occorre assolutamente
copertura perché il passaggio da un capitolo ad un altro è sempre
dell'Assessorato dei beni culturali.
PRESIDENTE. Però viene incontro alle esigenze dell'Aula. Si passa
all'emendamento 8.61.
Comunico che all'emendamento 8.61 c'è un sub emendamento del
Governo. Le parole 37770' sono sostituite da 377703' ai fini
della copertura del capitolo.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore
Vermiglio gradirei la sua attenzione su questo emendamento perché è
l'ennesimo taglio ai comuni. Tra le righe dell'emendamento è un
passaggio da un capitolo ad un altro, ma è il passaggio dal
capitolo dove vanno a confluire il taglio del 30 per cento dello
sbigliettamento che va ai comuni viene modulato nella misura del
30, 20, 10 per cento rispettivamente per i comuni da a diecimila a
cinquantamila o oltre cinquantamila abitanti.
I comuni dove insistono siti culturali importanti o anche meno
importanti sono di piccole dimensioni. Quindi di fatto se noi
andiamo, per esempio, a dare il 30 per cento oggi a Piazza
Armerina, per dirne uno, se poi Piazza Armerina che ha circa da
dieci a cinquantamila, ne avrà il 20 per cento.
Quindi, di fatto è un taglio a Piazza Armerina. Seconda cosa,
questo risparmio viene messo in un capitolo che è l'ennesimo
capitolo per associazioni, la legge 128, ve le posso leggere se
volete.
Se facciamo un discorso generale e il comportamento che abbiamo
provato a tenere in quest'Aula finora ragioniamo sulle erogazioni
alle associazioni così come previsto dall'articolo 23, quindi in
modo uguale per tutti e non sottraiamo fondi ai comuni sui quali
ricadono beni culturali anzi facciamo in modo che questi comuni
abbiano la possibilità e l'ascolto dagli assessorati necessario per
fare tutela, valorizzazione, pubblicizzazione dei loro siti. Mi
sembra che fare questo tipo di passaggio non serva sicuramente ai
nostri beni culturali che sono il motore, forse oggi l'unico motore
da cui deve prendere vita questa Regione, e facciamo comunque un
discorso generale e organico per quanto riguarda le erogazioni ad
associazioni, enti culturali, ecc.
Credo di potere avere su questo l'avallo da parte dell'assessore.
Non togliamo ulteriori fondi ai comuni.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Presidente, proprio su questo argomento ho fatto un
emendamento successivo che in realtà non fa altro che abrogare il
comma 4 della legge che abbiamo inserito in Finanziaria l'anno
scorso. Perché qui stiamo spostando da un capitolo all'altro, ma
secondo me l'errore è stato l'anno scorso, nella fretta della
Finanziaria, di far sì
(Brusio in Aula)
Presidente parlo con lei, dato che l'Aula non è interessata.
Successivamente ho inserito un emendamento che prevede
l'abrogazione del comma di una legge che abbiamo inserito l'anno
scorso in Finanziaria. Questa legge ha previsto che l'incasso della
biglietteria, il 30 per cento, invece di andare direttamente ai
comuni, andasse in un capitolo della Regione. Io dico che invece di
spostare da un capitolo all'altro si dovrebbe abrogare il comma 4
della legge dell'anno scorso e far sì che questo 30 per cento vada
direttamente nelle casse dei comuni, perché questo doppio giro
purtroppo fa sì che la Regione non manda neanche questo 30 per
cento ai comuni. Quindi, se noi veramente vogliamo che si faccia
cultura e tutto quello che è stato detto, che rimanga nelle casse
comunali.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
deputati, io desideravo assecondare quello che diceva la collega
Valeria Sudano e le porto l'esempio di Taormina. Taormina, in
passato, con la convenzione fra Regione e Comune aveva direttamente
i soldi. Da quando questa convenzione purtroppo non viene più
rispettata Taormina ha problemi importanti per quanto riguarda la
manutenzione del flusso turistico e quindi lei sa benissimo che ci
sono un sacco di turisti che hanno fatto sicuramente eccezioni, se
non denunzia, perché il sito di Taormina, il teatro antico,
purtroppo è sporco. Quindi, bisogna immediatamente dare i soldi al
comune di Taormina per pulirlo e non darli alla Regione e poi la
Regione li trasferisce alla calende greche.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sul subemendamento 8.61.1
del Governo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
BACCEI. assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, avendo verificato questo capitolo, il totale della quota,
il 30%, vale 3 milioni e 400 mila euro. Io non so quanto valga il
10, 20, 30% dei biglietti dei musei di questi comuni ma,
sicuramente, non può valere il 50%, perché la deduzione massima è
del 30%.
Così come è formulato, non va bene, non ha copertura.
PRESIDENTE. Non essendoci copertura, dichiaro il subemendamento
inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.120.
Gli Uffici comunicano che c'è una minore entrata per la Regione
siciliana.
L'ha spiegato l'onorevole Sudano chiaramente. Il discorso è se il
Governo è convinto o meno.
Forse, l'assessore Croce ha fatto chiarezza da un punto di vista
contabile.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei
approfittare di questo articolo per porre l'attenzione su un
argomento molto serio che è connesso all'intervento che ha fatto
prima l'onorevole del Movimento Cinque Stelle..
Posto che per un errore, ritengo, di mera interpretazione l'anno
scorso l'Aula ha votato una riduzione dello stanziamento a favore
delle strutture archeologiche, dei parchi e di quelle strutture
che, di fatto, dallo sbigliettamento riescono a svolgere non
soltanto attività culturali.
Ora, io non voglio entrare nel merito della copertura finanziaria
dei due capitoli perché poco mi importa se il concerto o se
l'iniziativa culturale l'organizza l'accademia X del capitolo X
o l'organizza il Comune sempre con gli stessi soldi.
Voglio, però, ribadire, presidente Ardizzone - e pregherei il
Governo di attenzionare questa mia preghiera - che, con questi
soldi, si riescono a realizzare anche gli scavi archeologici, si
riescono a realizzare tutte quelle attività connesse al patrimonio
culturale.
Quindi, io direi che è necessario poter disciplinare queste
risorse e questi capitoli, non tanto per la problematica di chi
organizza l'iniziativa culturale e convegnistica ma, soprattutto,
che buona parte di queste risorse siano destinate alla sicurezza e
anche alla ricerca dei beni archeologici dei vari territori
interessati.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 8.120, prima
firmataria l'onorevole Sudano. Non richiede copertura. Sul merito
il Governo è favorevole o contrario?
CROCETTA, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contraria a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, scusate, prendete posto perché tra poco
passeremo alla votazione dell'articolo 8.
Sono stati presentati tre emendamenti.
Abbiamo in discussione l'emendamento 8.143.R, il subemendamento
8.143.R1.
L'onorevole Savona ritira l'8.143.R2?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
L'8.143.R1 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. E l'8.143.R2?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
L'8.143.R2 non può essere ritirato.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione, fino a prova
contraria, si chiama Vinciullo.
Se il Presidente della Commissione mi dice che lo ritira, lo
ritira il Presidente della Commissione.
Va bene, prendo atto che ad un emendamento del Governo viene
presentato il subemendamento.
L'emendamento 8.143.R2 mi spiegate che cosa è?
Che c'entrano gli Enti locali, non l'ho voluto dire, infatti
correttamente lo ha ritirato
L'emendamento 8.143.R2, ma sul fondo di rotazione che c'entra
l'Assessorato alle Autonomie locali? E' un fatto tecnico, onorevole
Sammartino.
SAMMARTINO. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Ma sul fondo di rotazione che c'entra l'Assessorato
alle Autonomie Locali? E' un fatto tecnico, onorevole Sammartino?
Onorevole Coltraro, lei è un noto giurista
PREESIDENTE. Allora passiamo all'8.143.R a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Emendamento 8.143.R2 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Invito i colleghi parlamentari a prendere posto per la votazione.
Onorevole Panepinto, tutti gli altri emendamenti presentati sono
inammissibili.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DIPASQUALE. Signor Presidente ho chiesto di parlare per
dichiarazione di voto. Lei deve darmi la parola. Lei non è il
padrone qui E' una vergogna
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 15.12, è ripresa alle ore 16.23)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 15, precedentemente
accantonato.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor presidente, ieri abbiamo approvato l'emendamento
65.9, dove abbiamo fatto riferimento ad una legge che, credo, sia
errata. Le chiedo, quindi, di poter modificare, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, la legge che non mi ricordo se
era del 2011 invece che del 2014.
PRESIDENTE. Credo che gli Uffici abbiano già predisposto
l'emendamento ai sensi dell'articolo 117 per la rettifica normativa
con il riferimento esatto.
Sono stati distribuiti i due emendamenti presentati dal Governo e
i due emendamenti presentati dalla Commissione.
Invito il Presidente della Commissione, onorevole Vinciullo, a
prendere posto nell'apposito banco della Commissione.
Gli emendamenti che sono stati distribuiti sono: 15.60.1 e 15.63 a
firma del Governo, 15.61 e 15.62 a firma della Commissione.
Inviterei gli Uffici a distribuire tutti gli emendamenti anche per
facilitare il dibattito perché vi ricordo che sull'articolo, e sul
complesso degli emendamenti, ogni parlamentare può intervenire una
sola volta, quindi prendendo la parola avrete modo di esprimervi
anche su tutti gli emendamenti che nel frattempo fossero pervenuti
alla Presidenza. E' stato distribuito anche l'emendamento 15.60 a
firma del Governo. Riepilogando sono stati presentati gli
emendamenti 15.60, 15.60.1, 15.63, 15.61, 15.62.
PRESIDENTE. Assessore Lantieri vuole intervenire in apertura per
illustrare l'articolo 15?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Grazie Presidente. L'articolo 15 parla di norme di
contenimento della spesa della Pubblica Amministrazione. Sono tutti
i risparmi che sono stati fatti da parte della dirigenza: la
riduzione del 30 per cento delle strutture, perciò la nuova
riorganizzazione degli Uffici in base alla pesatura e in base al
valore che hanno all'interno dell'Amministrazione, l'accordo-quadro
che è stato fatto con i sindacati, e tutto quello che verrà attuato
nei mesi successivi per quanto riguarda la riforma che stiamo
mettendo in atto.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Presidente, assessori, colleghi. Sicuramente, visto che
il Governo ha presentato diversi emendamenti, penso che o
l'assessore al ramo o l'assessore Baccei li debba illustrare
singolarmente perché, oggettivamente, vanno a modificare diversi
aspetti.
Poi volevo subito annunciare che l'emendamento 15.29 viene
ritirato, così già gli Uffici possono prenderne nota.
Un altro aspetto è quello che riguarda i premi-obiettivo e di
risultato. Noi abbiamo presentato degli emendamenti per il semplice
motivo che secondo il Gruppo di cui io faccio parte, ad oggi c'è un
abuso dell'utilizzo dello strumento dei premi-obiettivo e di
risultato.
Abbiamo fatto un'indagine, un'analisi di alcuni assessorati,
perché gli altri non si sono neanche degnati di rispondere per
quanto riguarda la valutazione dei premi-obiettivo e di risultato,
e abbiamo denunciato come questi vengano utilizzati. Spesso anche
per mandare delle mail, per tenere degli armadietti in ordine.
Naturalmente, siccome il sistema oramai è marcio, - utilizzo
questo termine perché non so come esprimerlo al meglio - perché se
il funzionario sotto al dirigente non prende il premio-obiettivo,
non lo prende neanche il dirigente.
Quindi l'utilizzo in questo modo dei premi-obiettivo e di
risultato, ovviamente, non può essere tollerato, anche perché grava
sulle tasche dei siciliani per circa dieci milioni di euro.
Noi non siamo contro il premio-obiettivo o di risultato, noi anzi
quello che ci auspichiamo è che i risultati prima o poi arrivino in
questa Regione. Però, quello che abbiamo constatato in questi tre
anni e anche in questo preciso momento, perché cosa succede, il
dirigente, o meglio, l'assessore che dovrebbe dare le linee guida
al proprio assessorato dovrebbe fin da subito, già a gennaio,
massimo febbraio, dare le linee su come raggiungere gli obiettivi.
Naturalmente poi a cascata, ognuno a chi è sottoposto, i propri
risultati. Questi devono essere quantificabili e concreti, almeno
per una verifica dopo il primo semestre, e poi a dicembre, se
effettivamente il dirigente o il funzionario ha raggiunto il
risultato, questo è giusto che venga retribuito.
Ad oggi, però, questa non è la prassi, anzi, addirittura, la
Corte dei Conti ha sollevato il problema denunciando che è anomalo
che tutti i dirigenti abbiano un punteggio uguale e, soprattutto,
un punteggio che è superiore dal 97 percento in su.
Abbiamo già, come Gruppo parlamentare, presentato agli organi di
competenza tale anomalia, quindi c'è un'istruttoria in corso, e per
questo motivo quello che chiediamo è che temporaneamente,
quantomeno per il 2016, venga sospesa l'erogazione del premio-
obiettivo e di risultato per poi capire come questo Governo, in via
amministrativa, - perché si può fare in via amministrativa -,
intende riorganizzare la valorizzazione degli obiettivi all'interno
della macchina burocratica, perché - ripeto e sottolineo - questo
ad oggi non avviene.
Inoltre, voglio sottolineare ed evidenziare un errore che sempre
questo Governo ha fatto nella scorsa legislatura dimenticandosi che
ci sono dei comparti della Regione siciliana che vengono fortemente
penalizzati rispetto alla stessa funzione che avviene nello Stato e
mi riferisco al Corpo forestale dello Stato, non ai forestali.
So che c'è stato un emendamento che in Commissione era stato
presentato proprio da lei, onorevole Lupo, e che, sfortunatamente
non è stato contestato o bocciato dal Movimento 5 Stelle ma è stato
direttamente l'assessore Baccei a ritirarlo.
Quindi, siccome noi ne abbiamo apprezzato e ne apprezziamo
tutt'ora i contenuti, non so se è inserito direttamente, però è
materia attinente a questo articolo, e su questo annuncio sin d'ora
il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.2 soppressivo dell'intero
articolo, dell'onorevole Lombardo.
LOMBARDO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
15.40 degli onorevoli Clemente, Cordaro ed altri.
GRASSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
15.3 il comma 1 è soppresso a firma degli onorevoli Di Mauro,
Greco, Lombardo.
LOMBARDO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
15.41, soppressivo del comma1.
GRASSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
15.34 dell'onorevole Ciaccio. Lo mantiene, onorevole Ciaccio?
CIACCIO. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Invito l'assessore Baccei, a chiarire all'Aula se è
percorribile, considerato che riguarda anche riduzioni di diversi
capitoli. Lei dovrebbe chiarire se la riduzione è fattibile.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la problematica, come detto l'altra volta sul comma
simile, è che ci sono delle obbligazioni giuridicamente vincolanti
in base ai contratti vigenti, quindi, è già stata calcolata in base
a quello.
Le riduzioni che sono state chieste sia in bilancio che in
finanziaria, sulla retribuzione è perché sono collegate a dei fatti
specifici o al fatto che le persone vanno in prepensionamento o per
la riorganizzazione della struttura.
Oltre a questo, per essere più puntuali e precisi nella
definizione della retribuzione, abbiamo chiesto che venga fatta una
pesatura delle posizioni dirigenziali per andare a premiare quei
dirigenti che occupano - o strategicamente - o per il lavoro
fatto, posizioni che sono più importanti di altre. Quindi, per
andare a differenziare le posizioni dirigenziali.
Questi sono gli interventi fatti e leciti, questo, secondo me, va
a toccare posizioni giuridicamente vincolanti per cui non è
ammissibile.
PRESIDENTE. Dichiaro, pertanto, inammissibile l'emendamento 15.34.
Inammissibili sono pure gli emendamenti 15.38, 15.20 e 15.35.
Si passa all'emendamento 15.63, che è stato distribuito in
apertura, a firma del Governo.
Il Governo lo vuole illustrare?
BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'Economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, per il discorso che dicevo poc'anzi, quindi, per andare
a ripristinare delle somme dove ci sono delle obbligazioni
giuridicamente vincolanti, prevediamo l'aumento del fondo della
dirigenza andando a prelevare le somme dal capitolo di finanziaria,
corrispondente al capitolo di bilancio che era stato incrementato
di un milione, nel senso che noi avevamo previsto,
complessivamente, 789 mila euro. Su questo capitolo, è stato messo
un milione, a bilancio, per cui, di fatto, noi ne togliamo, in
finanziaria, 789, quindi l'effetto è che si incrementa di 200 mila
euro questo capitolo, per cui, si è andato incontro alle esigenze
di incrementarlo e per la differenza a un milione, andando a
prelevare risorse da un altro capitolo che è relativo al personale
dell'EAS perché, dietro dei conteggi più accurati da parte della
funzione pubblica, mi risultava, in piccola parte,
sovradimensionato, per cui abbiamo preso 211 mila euro da lì, a
complemento dei 789 mila euro che abbiamo preso dall'altro
capitolo, per ripristinare un milione di euro nel fondo della
dirigenza.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo emendamento e sull'intero articolo così come da lei
suggerito ai colleghi deputati.
Io ho visto questo emendamento ed anche la spiegazione
dell'assessore Baccei - dico - nulla quaestio sulla vicenda
capitolo 21.41.07 sul quale, però, va fatta una riflessione, nel
senso che se vengono poste delle somme all'interno dei capitoli con
una finalizzazione, mi chiedo come si fa, nel corso della
trattazione della finanziaria, a scoprire soltanto oggi che 211
mila euro sono ulteriori rispetto al fatto che siano andati in
pensione dei dipendenti dell'EAS in servizio presso la Resais, ed è
la prima domanda - dico - non penso che siano andati in pensione in
questo mese o in questo mese e mezzo.
La seconda, assessore, è sul capitolo 67.20.08, che ho appena
visto, non si tratta di una spesa corrente?
Su questo noi dovremmo, un attimo, metterci d'accordo.
Abbiamo già visto e avuto modo di vedere, in questi giorni di
trattazione, che non c'è un euro di investimenti in questa
finanziaria, ma uno dei pochi capitoli che sono finalizzati a spese
per investimenti, e non per investimenti di secondo livello o di
secondo piano ma per una vicenda importante che riguarda le opere
pubbliche relative alla costruzione e al completamento e al
miglioramento delle opere marittime dei corpi di seconda categoria
e quant'altro, penso che ridurre di 790 mila euro le spese per
investimenti in una Regione che grida da ogni parte, appunto, spese
per investimenti, non mi sembra il massimo.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per un
chiarimento, siccome l'Assemblea si era già espressa sulla
riduzione di questo capitolo famoso', io mi chiedo se è una
situazione corretta andarlo a rimpinguare tramite una partita di
giro, semplicemente questo visto che l'Assemblea si era espressa
per una riduzione di un determinato capitolo per un aspetto ben
preciso.
Solo questo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi durante la
trattazione del bilancio l'Aula si è espressa spostando un milione
di euro dal capito 21.20.19 al capito 67.20.08. Oggi ci viene
riproposto un emendamento al quale togliamo un milione di euro dal
capitolo 67.20.08 per andarlo a rimettere nel 21.20.19. Secondo me
questa cosa è inammissibile, non si può fare. L'Aula si è già
espressa in merito a questa situazione. Io non credo che si debba
rivotare nuovamente, altrimenti apriamo un precedente per il quale
possiamo andare a ritrattare tutte le cose che abbiamo finora
votato con la presentazione di emendamenti.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 16.51, è ripresa alle ore 17.13)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
1155/A
PRESIDENTE. Si riprende con l'esame dell'emendamento 15.63.
Comunico che è stata presentata una riscrittura da parte del
Governo, l'emendamento 15.63 R.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Credo con la precisazione che vale solo
per l'esercizio 2016.
BACCEI, assessore per l'economia. Per l'esercizio 2016 abbiamo
portato la riduzione da 1.843 a 843 dando copertura sui due
capitoli che vedete indicati nell'emendamento.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, devo dire la verità, qua
dovrebbe intervenire lei. Non dovevo chiedere io la parola e non so
a chi mi devo appellare, il mio interlocutore è lei.
Su questa cosa, piace o meno all'onorevole Milazzo, ci siamo già
espressi. Ci sono delle regole, se passa il principio, anche se è
un errore gravissimo quello che è stato commesso ieri e l'altro
ieri, che si può tornare indietro, l'Assemblea non ha più senso
quando si riunisce.
Questo emendamento è inammissibile. Non è che cambiando la cifra,
cambia l'argomento. Su questo argomento, su questa materia, su
questo tema, non so come definirlo, l'Assemblea è stata chiamata ad
esprimersi. Non si può più tornare indietro ed è un meccanismo
pericoloso per tutti, per la Presidenza, per il Governo, per
ciascun deputato. Questo è il tema, signor Presidente.
TANCREDI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, il punto fondamentale qui è che è
anche parzialmente offensivo della nostra intelligenza perché, nel
momento in cui chiediamo che sia reso improponibile perché è stato
già votato ed il Regolamento parla chiaro, l'articolo 111, al comma
2, dice: Non possono proporsi, sotto qualsiasi forma, articoli
aggiuntivi od emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni
dell'Assemblea adottate sull'argomento o estranei allo specifico
oggetto della discussione . Il Regolamento è chiaro. Di che cosa
stiamo parlando?
PRESIDENTE. Rispondo alle due richieste di chiarimento dei
colleghi e, a seguire, c'è una richiesta di intervento
dell'onorevole Ioppolo.
Il capito che viene utilizzato per la copertura che è il 672008
non è un capitolo che abbiamo già approvato in bilancio, ma è un
capitolo che trovate a pagina 10 dell'articolato della manovra, in
quanto è un capitolo che fa parte dell'Allegato 1. Da un punto di
vista tecnico, quindi, può essere trattato.
MILAZZO Giuseppe. Quindi, lei mi sta dicendo che se un emendamento
mi viene bocciato posso presentarlo ad un altro articolo?
PRESIDENTE. No, ovviamente. Stessa cosa può essere fatta su altri
capitoli che fanno parte dell'Allegato 1, non stiamo parlando di un
capitolo approvato in Bilancio.
MILAZZO. Ma già ci siamo espressi sull'argomento, Presidente.
PRESIDENTE. Inviterei l'assessore Baccei a verificare se
l'emendamento può essere ritirato, diversamente, invito gli Uffici
ad un approfondimento più attento sull'ammissibilità
dell'emendamento e, in quel caso, comunque, lo accantoniamo per
procedere con un altro articolo in attesa di avere una risposta
chiara da parte degli Uffici.
Assessore, lei ritiene che l'emendamento possa essere ritirato? Se
vuole possiamo anche accantonare...
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Bene, Presidente, lo ritiriamo
e risolviamo la questione negli assestamenti di bilancio.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 15.63 e 15.63R sono ritirati.
Si passa all'emendamento 15.4, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.42, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.37, degli onorevoli Ciaccio ed altri,
che così recita: «Al comma 2, dopo la parola ad interim è
inserito il periodo per non più di tre mesi .».
CIACCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è
tecnico e penso soprattutto che sia di buon senso perché non
possiamo affidare ad interim per almeno un biennio, perché questo
cita l'articolo successivo, l'incarico dirigenziale, quindi, ponevo
un limite di non oltre tre mesi per un incarico ad interim
perché, altrimenti, significa aggirare la norma ed affidare ad
interim per due anni un posto che, oggettivamente, dovrebbe essere
occupato da una persona singola e, quindi, non accumulare incarichi
in questo modo. Quindi, ponevo un termine, può essere tre mesi,
possono esse quattro o cinque ma, sicuramente, siccome l'articolo
successivo parla che la Giunta, su proposta dell'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, è disposto con cadenza
biennale, dare un incarico ad interim per due anni mi sembra
eccessivo. Siamo favorevoli, e spero che il Governo lo apprezzi.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo sinceramente al
Movimento Cinque Stelle di ritirare questo emendamento perché non
se ne valuta la portata. Gli effetti pratici sapete quali sono?
Abbiamo un problema che è quello di ridurre, secondo i rilievi
della Corte dei Conti, da 1600 a 800 le posizioni dirigenziali.
Abbiamo avviato i pre-pensionamenti. Per la politica dei pre-
pensionamenti, non per rimpiazzare sistematicamente, quindi, per
effetto di questo l'articolo che abbiamo fatto sostanzialmente
dice: su base annuale si procede alla riorganizzazione. Non è che
noi ogni pre-pensionato gli diamo l'incarico, cioè l'interim serve
a stabilire che periodicamente si provveda sulla base
dell'effettivo numero di dirigenti che se ne vanno, a riorganizzare
il sistema. Basta che uno se ne va e, dopo tre mesi, non facciamo
la riorganizzazione, rimpiazziamo esattamente lo stesso numero di
dirigenti che c'era prima, vanifichiamo la manovra sul pre-
pensionamento e finiamo di nuovo dalla Corte dei Conti. Quindi, è
una manovra che consente Questa idea di ogni tre mesi vanifica
tutto il lavoro che abbiamo fatto.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Inizialmente, la
riorganizzazione era annuale, solo che fare una riorganizzazione è
un intervento abbastanza pesante, vediamo ora cosa stiamo facendo
con la riduzione del 30 per cento. Abbiamo pensato che farla
annualmente significherebbe stare sempre a fare riorganizzazioni
fra CGA, pareri, eccetera. Abbiamo detto di passare ad ogni due
anni per evitare di essere continuamente a riorganizzare e non
avere mai un minimo di assetto. Abbiamo pensato di passare al
biennio come riorganizzazione complessiva.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Ciaccio, facciamo
annualmente come era nel testo originario e ritirate l'emendamento,
Invece di dire: ogni tre mesi , si dice: ogni anno .
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Ciaccio a formalizzare questo
subemendamento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido
l'intervento dell'onorevole Ciaccio per un motivo direi tecnico e
pratico. Il problema non è tanto temporale, di tre mesi, sei mesi,
un anno, due anni, ma il problema vero è che questi uffici devono
poter avere una compatibilità nelle attività che si svolgono.
Infatti, è importante che nel momento in cui viene affidato
l'interim che questo sia affidato ad un dirigente che ha
l'attività compatibile e similare con quella che va a svolgere.
Faccio un esempio che si è verificato giorni fa in provincia di
Agrigento nel settore dei beni culturali: la biblioteca Luigi
Pirandello ed il Museo Archeologico. Il dirigente generale,
giustamente, ha nominato ad interim il dirigente della biblioteca
Museo Archeologico anche per la biblioteca Luigi Pirandello .
Noi non possiamo creare le condizioni che ogni tre mesi vi siano
questi cambi di ruolo e di impegni dalle attività da fare, per
questo è importante, secondo me, anche mantenere i due anni.
CIACCIO. Ogni anno.
CIMINO. Va bene, allora, facciamo un anno, sebbene capisco che la
riforma non è facile riuscire a realizzarla nei tempi previsti.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento di
riscrittura a firma dell'onorevole Ciaccio, il 15.37.1.
Io vorrei invitare i colleghi a non eccedere nella presentazione
di subemendamenti perché l'articolo 15 è già piuttosto complesso.
Ci sono numerosissimi emendamenti e subementamenti, dopodiché si
rischia di rendere meno chiaro e leggibile l'articolato ed anche di
complicare l'attuazione delle procedure.
Provvediamo a numerare ed a distribuire il subemendamento 15.37.1.
Intanto ne do lettura: Dopo la parola ad interim , è inserito il
periodo per non oltre un anno .
Quindi, al posto di non più di tre mesi , si legge per non oltre
un anno .
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Ciaccio, il subemendamento 15.37.1 era un subemendamento
di riscrittura completa dell'emendamento 15.37, giusto?
CIACCIO. Sì.
PRESIDENTE. Va bene, quindi, l'emendamento 15.37 è assorbito
dall'approvazione del subemendamento 15.37.1.
Si passa all'emendamento 15.5, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.43, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.44, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.45, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.7, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.46, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.47, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.9, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.58, degli onorevoli Savona ed altri.
SAVONA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.48, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.10, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.54, degli onorevoli Savona ed altri.
Onorevole Savona, lo mantiene?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Sì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per illustrarlo.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
L'emendamento recita soltanto che, in funzione della norma già
approvata, estendiamo il beneficio a tutti quelli che hanno
usufruito della legge 9/2015, tutta gente che è andata già in
pensione.
Questo vale per tutti, anche per quelli andati in pensione ieri,
no che andranno domani.
Non ha costi, è a costo zero, non ci sono costi né per funzionari,
né per impiegati, né per dirigenti.
PRESIDENTE. Siamo sicuri che non riguardi diritti già acquisiti?
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor presidente, onorevoli
deputati, io penso che questo trattamento sia in linea di massima
peggiorativo per i dipendenti, salvo che qualcuno, negli ultimi
anni, abbia perso una posizione che aveva precedentemente, per cui
per queste persone può essere migliorativo.
Nella norma, andando indietro degli ultimi cinque anni, è
mediamente peggiorativo.
Secondo me, andiamo a ledere diritti già acquisiti in maniera
peggiorativa, anche perché è peggiorativo nella maggior parte dei
casi.
PRESIDENTE. Credo che intervenga su diritti acquisiti, per cui la
invito a ritirarlo, onorevole Savona, anche perché non possiamo
intervenire con efficacia retroattiva.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.57 dell'onorevole Savona.
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Relatore di minoranza. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Erano stati presentati tre sub-emendamenti al 15.60.1
che, per espressa richiesta dei proponenti, vengono trasferiti al
15.60.1R.
Invito a distribuire anche i sub-emendamenti 15.60.1, 15.60.2 e
15.60.3.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire se
questi emendamenti sono passati dalla Commissione di merito?
Se la copertura finanziaria è stata giusta?
Se è corretto, in un momento in cui abbiamo difficoltà a fare la
rendicontazione dei fondi comunitari, a trasferire funzionari e
dirigenti regionali nei centri di ricerca dell'agricoltura?
Mi sembra che, francamente, stiamo un po' esagerando con questo
articolo.
Io ritengo che è improponibile, oltre che indigeribile.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
onorevole Cimino, relativamente al secondo comma di questo
emendamento, voglio far rilevare che non si tratta di personale che
verrà distaccato in centri di ricerca ma è personale che, da molti
anni, è presso di questi Centri, cioè l'Istituto zootecnico, il
Centro di granicoltura e l'Istituto ippico di Catania che sono
personale regionale che, da molti anni, svolge servizio presso
questi Enti.
Nel corso dell'anno 2015 si è verificato, a seguito
dell'approvazione di una norma in finanziaria, il fatto che la
Regione, per il personale di ruolo regionale assegnato presso
questi Enti, ha chiesto a questi Enti il pagamento della parte, non
solo accessoria, ma anche della parte fondamentale.
Con questa norma si riconosce, a questi Enti, il diritto di
utilizzare queste persone perché, in molti casi, faccio l'esempio
del Centro ippico che è la questione di cui mi hanno parlato i
funzionari, c'è un solo dipendente che, se va via, praticamente,
non c'è nessun amministrativo.
Queste persone che, in atto, vengono utilizzate da questi Centri,
con questa norma, la Regione si farà carico della parte
fondamentale, come ha sempre fatto mentre, gli Enti, si faranno
parte solo della parte accessoria.
In molti casi, se dovessimo chiedere anche indietro la parte
fondamentale, questi Enti, faccio l'esempio del Centro di
granicoltura, ma anche del Centro ippico, non sarebbero nelle
condizioni di poter garantire la restituzione di queste somme
perché saremmo comunque noi, visto che sono a finanza derivata a
doverli finanziari.
CIMINO. E allora mettiamoli già in servizio.
CRACOLICI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Ma
sono già in servizio, non ce ne sono altri. Possiamo benissimo
metterli.
CROCETTA, presidente della Regione. Possiamo aggiungerlo.
CRACOLICI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Non
c'è problema.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi io
intervengo in quanto presidente della I Commissione, per quanto
riguarda l'emendamento per dovere di cronaca e per dare
comunicazione ai colleghi è solo il primo comma che è passato alla
commissione. I commi successivi non sono stati oggetto di parere da
parte della Commissione. Io parlo del 1 comma, è passato
sicuramente che riguarda le aspettative sindacali a cui spetta solo
la retribuzione di base e non quella accessoria. Per quanto
riguarda gli altri punti non sono passati, però mi rendo conto che
sono punti condivisibili perché l'intervento che ha fatto
l'onorevole Cracolici, anche se devo dire ha chiarito ancora di
più, è facile, si intuisce già dal testo. Si riferisce
esclusivamente, onorevole Cimino, a dipendenti regionali,
dirigenziali e non dirigenziali ed è specificato nel testo, quindi
non è un onere da parte della Regione, accessorio. Se mai la
Regione mette dei paletti in cui dice a questi enti non vi
permettete a chiedermi la retribuzione accessoria perché non vi
sarà concessa per legge. Questo è il quadro dove ci muoviamo.
Un'altra cosa onorevole Cimino. Io però volevo da parte del
Governo capire meglio l'11 bis, non che abbia perplessità perché
siccome qua citando leggi e citando numeri uno deve a vere
l'enciclopedia in testa, a quale fa riferimento?
CROCETTA, presidente della Regione. Lo chiarisco io. Per effetto
dei prepensionamenti l'Ufficio legislativo e legale della Regione è
rimasto senza avvocati. Ovviamente un ufficio legislativo e legale
senza avvocati non serve a nulla. Allora abbiamo la necessità di
portare delle persone li. Ovviamente la richiesta di nuove
assunzioni ha dei limiti legali, prima si fa l'interpello
proveniente da altre amministrazioni, che possono essere sia
regionali, pensa al personale delle ex province, che potrebbe avere
un grande interesse, e poi chiaramente se non dovessimo soddisfare
attraverso questi processi di mobilità la richiesta che noi
abbiamo, si potrà procedere anche ad assumere però questo è
fondamentale perché attualmente l'ufficio è paralizzato. Quindi un
fatto meramente tecnico.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, a maggiore delucidazione di quanto sostenuto
dall'Assessore Cracolici, si potrebbe, anche per evitare le
perplessità dell'onorevole Cimino,
CRACOLICI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. L'ho
già inserito già in servizio .
IOPPOLO. Ecco, io proponevo di sostituire può prestare servizio ,
continua a prestare servizio perché si tratta di personale già
storicamente dipendente di questi istituzioni che sono tutte
particolarmente utili e prestigiose.
A me particolarmente vicina dal punto di vista della sua funzione
il Centro sperimentale, l'Agenzia sperimentale di granicoltura in
territorio di Caltagirone che da sempre svolge una attività
preziosa nel campo della ricerca, ma al di là di questo non
approvare una norma di questo tipo significa ed equivale a far
chiudere le agenzie, il centro sperimentale e tutte quelle che
versano nella stessa condizione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo un
minimo di attenzione per quanto riguarda questa riscrittura del
Governo proprio nella parte dell'11 bis dove viene inpegnata una
cifra che fra l'altro viene tolta dall'Eas di 225, 250 mila euro,
non ricordo in questo momento, per prevedere la possibilità di
costituire l'ufficio legale della Regione, la possibilità di
distaccare qualcuno.
Noi abbiamo presentato un sub-emendamento a questo 11 bis dove
prevediamo, invece, di potere utilizzare personale interno della
Regione questo per far sì innanzitutto, risparmiare soldi, quindi,
andiamo a raggiungere tre obiettivi che sono contenere le spese
conseguenti all'abbinamento degli incarichi, riordinare l'attuale
regime degli avvocati dell'amministrazione regionale per adattarlo
alla nuova riforma dell'ordinamento forense approava nel dicembre
del 2012 e consentire agli avvocati dell'amministrazione regionale
di patrocinare integralmente, gratuitamente anche per gli enti
previsti dalla citata norma, quindi, potremmo prevederli per
l'Irsap, per gli Ersu, per gli Iacp e tutta una serie di
situazioni. Credo che il risparmio è davvero ottimo e soprattutto
cominciamo a fare camminare la macchina regionale in una maniera
anche più seria. Spero che sia apprezzato dai componenti del
Parlamento e votarlo positivamente.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'interpello per i dipendenti interni della Regione c'è
stato ed è rimasto inevaso nel senso che nessun dipendente della
Regione ha inteso fare domanda per andare all'Ufficio legislativo e
legale, quindi, c'è tutta la necessità ed è rimasta, quindi, l'idea
di fermarsi a quelli non ha senso.
I nuovi concorsi pubblici sono disciplinati dalla legge e vengono
prioritariamente prima di procedere a nuove assunzioni, il prelievo
da enti pubblici. E' normale, quindi, che se noi avremo domande che
ci vengono da enti pubblici, dovranno prioritariamente essere
assunti quei dipendenti e successivamente, però, in ogni caso,
anche se viene uno della provincia qualcuno lo dovrà pagare, no?
Quindi, il tema è questo. E' chiaro che bisogna prevedere le somme
al bilancio.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sul
sub-emendamento 15.60.1.1 che aggiunge un comma all'articolo 15.
Noi siamo d'accordo a questo sub-emendamento perché va a riprendere
una questione annosa che è stata sollevata più volte in Commissione
Ambiente ed in Commissione Bilancio, cioè la qualificazione
giuridica dell'Agenzia per l'ambiente che, finalmente, viene
inquadrata nel settore sanitario di cui alla legge regionale che
riprende la legge nazionale istituita appunto nell'Arpa stessa. Le
motivazioni per le quali siamo a favore, chiaramente, una delle
motivazioni è perché si scioglie il nodo che è supposto
dall'Ufficio legislativo della Regione che chiedeva proprio un
intervento di questo Parlamento per la qualificazione giuridica
dell'Arpa ed il secondo motivo, più importante ancora del primo, è
che in questo modo cioè qualificando l'Arpa come ente nel settore
sanitario, si permette di garantire lo sblocco delle assunzioni che
era stato introdotto con la legge n. 25 del 2008 e che prevedeva
una deroga soltanto per l'azienda.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, semplicemente per sapere se stiamo
facendo una nuova finanziaria perché un fioccare e fiorire di
emendamenti e subemendamenti che probabilmente ci confonderanno.
Personalmente sul tema dell'Ufficio legale immagino più un
interpello tra tutti gli enti della Regione. Per cui presenteremo
un subemendamento che aiuta anche a reperire nell'ambito degli enti
controllati dalla Regione la possibilità di avere personale
qualificato in tal senso.
PRESIDENTE. Credo anche io che ci sia un eccesso di subemendamenti
che non aiuta l'Aula a procedere. Per altro, mi sembra che abbiamo
ancora molto lavoro da fare.
Intanto invito gli Uffici ma anche la Commissione Bilancio a
verificare se le norme proposte e contenute nell'emendamento
15.60.1R sono transitate dalla Commissione Bilancio e a verificare,
insieme al Governo, la copertura dei singoli commi dell'emendamento
15.60.1R. E' esplicitamente indicato una copertura al comma 11bis.
Rispetto agli altri commi, non è esplicitato una copertura. Vorrei
sapere se è necessaria.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Onorevoli colleghi, sul secondo comma la
questione è questa. L'Amministrazione regionale ha sempre
considerato questi dipendenti all'interno del proprio bilancio per
i dipendenti della Regione. Ad un certo punto sulla base di una
interpretazione nell'esercizio finanziario scorso si è posta la
questione se questi enti dovevano rimborsare alla Regione la parte
fondamentale del salario. Ma in atto la copertura finanziaria di
queste persone è nell'ambito dell'Amministrazione regionale.
Quindi non c'è una nuova copertura. Semmai, ci sarà un minor costo
poiché da oggi è certo che il salario accessorio è a carico degli
enti e non più dell'Amministrazione regionale. Quindi non c'è una
copertura per un maggiore onere dell'Amministrazione. Ma semmai un
minor costo dovuto al fatto che il salario accessorio è a carico
degli enti.
E' una questione interpretativa.
Sto spiegando che la norma non ha un maggiore onere perché da oggi
c'è un costo in più. E' un costo che ha sempre sostenuto
l'Amministrazione regionale nell'ambito del proprio costo del
personale.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, dei 12 emendamenti, tanti quanti ne sono
arrivati sul banco della Commissione Bilancio, soltanto uno è
passato dalla Commissione avendo il parere negativo che è quello
che riguardava gli avvocati dell'Ufficio legale e legislativo della
Regione, che ormai è ridotto a lumicino.
Gli altri, a dire vero, non sono passati dalla Commissione. Ed
alcuni, come ad esempio quello sull'ARPA, sono di una cosa così
importante, significativa, che ritengo che la Commissione sanità
non posso in questa vicenda essere superata. Del resto,
giustamente, il Presidente, tutti quelli che erano stati apprezzati
in commissione bilancio, che non erano passati in commissione
sanità, li ha rimandati indietro.
Dal momento che la Presidenza ha adottato questo atteggiamento,
che non è possibile assolutamente separare il percorso che è stato
fatto fino ad adesso, credo che tutti gli argomenti che qui sono
evidenziati, che nulla hanno a che fare con la commissione
bilancio
PRESIDENTE. Inviterei i colleghi a non distrarre l'assessore
Cracolici che dovrebbe ascoltare l'intervento del Presidente
Vinciullo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dicevo la Presidenza dell'Assemblea ha codificato il concetto
espresso, anche bacchettato la commissione bilancio, sul fatto che
la commissione bilancio avrebbe trattato argomenti che non erano di
sua commissione.
Ha, di conseguenza, rimandato nelle commissioni di merito tutti
gli emendamenti che non erano passati dalla commissione bilancio.
E' stato stabilito un percorso, dal quel percorso non si può più
derogare e, quindi, per essere chiari, non ci potete oggi chiedere
pareri su argomenti che non sono della commissione bilancio, ma che
sono di altre commissioni.
Proprio per avere un'univocità di indirizzo, pertanto, da parte
della Presidenza dell'Assemblea, credo che alcuni di questi
emendamenti non possano essere, la commissione bilancio non può
esprimere parere.
CROCETTA, presidente della Regione. Su questo emendamento che
riguarda l'ARPA, onorevole Vinciullo, siccome è previsto un
passaggio, che è la delibera per renderlo, noi possiamo lì
aggiungere il cui provvedimento sarà sottoposto alla valutazione
della commissione sanità, salute , per cui diventa una norma di
indirizzo che, comunque, non sfugge al , diciamo, quindi, che si
può superare la questione. Per le altre commissioni, mi riferisco,
poi, ad ognuna Questo, onorevole Vinciullo, se noi aggiungiamo, su
delibera di giunta e previo parere della commissione competente,
noi abbiamo risolto la questione per cui non abbiamo assolutamente
saltato il passaggio parlamentare necessario.
Lo modifichiamo in tal senso.
E' passato in commissione. E' già stato presentato il
subemendamento.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Ritengo che per fare un poco d'ordine, dobbiamo parlare
di emendamento ed emendamento.
Per quanto riguardo il 2 comma previsto dal 160R1, è passato
dalla commissione III, agricoltura, di merito, quindi, se non l'ha
approvato la commissione bilancio è un momento suo che non ha e,
quindi, non ha i requisiti. L'unica cosa che, secondo l'emendamento
Ioppolo, io metterei non continua , può continuare , perché il
personale potrebbe anche rifiutarsi e ritornare, praticamente,
nella Ecco, questo solo per precisazione. Per gli altri
emendamenti, ritengo che non bisogna trattarli tutti insieme, ma
uno per uno.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente della Regione, veda, qui, non si tratta di
trovare un espediente che consenta all'ARPA di superare un ostacolo
che ha posto la Presidenza dell'Assemblea che, nell'esaminare tutti
gli articoli del disegno di legge della Finanziaria, ha stabilito
che ciò che non era passato dalla Commissione non poteva essere
trattato in quest'Aula.
E' chiaro - e lei converrà con me - che non è possibile fare due
pesi e due misure, se il criterio è stabilito a quel criterio ci
dobbiamo adeguare tutti, perché nessuno può essere legibus solutus,
nemmeno il Presidente dell'Assemblea, se è stabilito un criterio,
quel criterio si deve adottare.
Fra l'altro, anche sull'emendamento 15.60.1.R, dal momento che
dite che non ci sono maggiori spese, qui ci sono maggiori spese. Ce
ne sono 225 migliaia di euro.
Per essere chiari: poco fa, quando abbiamo trattato i precari dei
comuni in dissesto che rischiano di essere licenziati, il Governo
ha dichiarato che non c'erano più risorse e, quindi, il
provvedimento che riguardava i comuni in dissesto con personale in
soprannumero che, come lei sa, dovrà essere licenziato, non c'erano
risorse mentre per altre fattispecie le risorse ci sono. Quindi, o
le risorse non ci sono mai o ci sono sempre.
Io su questo invito la Presidenza dell'Assemblea ad essere
rigorosa come lo è stata con il disegno di legge che è arrivato
dalla Commissione Bilancio : ciò che non doveva essere trattato
dalla Commissione Bilancio è stato stralciato, stesso discorso
per questi quindici emendamenti, sulla copertura poco fa il Governo
ha detto che non ha copertura ora, improvvisamente, ha trovato
altri 225 mila euro. Non è possibile
La copertura abbiamo detto che non c'è più e, quindi, ci dobbiamo
fermare perché l'avete certificato voi che non c'è più
disponibilità economica.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo intervenire
in merito al comma 10 dell'emendamento 15.60.1.R, quello in cui si
tratta e si chiarisce la posizione dei dipendenti che prestano
servizio presso la Stazione di granicoltura per la Sicilia -
sezione sperimentale - e gli altri istituti.
Questa norma si rende necessaria proprio per il fatto che, a
seguito dell'approvazione della legge n. 6 del 2009 e dell'ultima
Finanziaria, si è verificato un corto circuito vero e proprio tra
la comunicazione dell'Assessorato enti locali e sono state
richieste indietro delle somme per gli stessi dipendenti che, da
anni, fanno ricerca presso la Stazione di granicoltura e noi
rischiamo di dover chiudere solo per questa partita di giro che, in
effetti, avverrebbe e che rallenta ancora di più i tempi.
Non si chiede maggiore copertura perché già questi ricercatori
fanno ricerca ed avendo, oltretutto, eccellenti risultati nella
conservazione e nella preparazione dei grani antichi siciliani.
Da parte nostra, su questo emendamento, tendevamo a volere
chiarire che non c'è assolutamente nuova spesa e che è
assolutamente necessario urgentemente A tale scopo avevamo anche
presentato un'interpellanza all'Assessore Cracolici che prontamente
ha risposto a questa esigenza-urgenza.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Vinciullo, intervengo solo per chiarire, relativamente al
subemendamento Arpa', che già l'anno scorso abbiamo prelevato 29
milioni di euro dalla sanità e, quindi, non c'è alcuna variazione
di carattere finanziario, rimane il punto politico di trasferire
questo personale sotto la giurisdizione del servizio sanitario.
Qualora l'Assemblea fosse disponibile, mi pare che il decreto
dica: Alla fine di questo lavoro interassessoriale presenteremo
alle due commissioni congiunte il risultato del nostro lavoro e lì
il Parlamento si esprimerà .
Era per ricordare questo passaggio che, probabilmente, non era
stato chiarito adeguatamente. Già i 29 milioni glieli abbiamo dati
l'anno scorso, quindi, si tratta di regolarizzare una vicenda in
cui c'è chi guida e chi pedala.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, continuano ad arrivare subemendamenti.
Intanto, vorrei ricordare che per essere ammissibili, comunque
devono essere firmati o dal capogruppo o da almeno 4 deputati.
PICCIOLO. Signor Presidente, intervengo solo per dire che vista
l'importanza di taluni emendamenti, è opportuno seguire la
strategia che ha appena indicato il presidente Digiacomo cioè che
gli emendamenti che sono stati già discussi in questo articolo
vengono eventualmente discussi punto per punto, espungendo quelli
che possono avere dei rilievi che faceva il presidente Vinciullo e
cioè dove c'è maggiore spesa, dove è stato discusso sulla spesa,
allora si può intervenire ma gli altri è opportuno portarli a
termine perché sono un completamento di alcune azioni già iniziate
l'anno scorso che rendono, altrimenti, le leggi monche.
Presidente Vinciullo, la cosa importante è fare leggi che, poi,
possono trovare applicabilità. Se, come diceva bene Trizzino, ad
esempio, quella sull'ARPA è una legge che non trova la sua
applicabilità perché manca la parte complementare dell'emendamento
del Movimento Cinque Stelle, è opportuno completare quel disegno di
legge, altrimenti lasciamo, ancora, in sospeso un Ente strumentale
della Regione che non ha la sua funzionalità.
La stessa cosa per quello che diceva l'assessore Cracolici per
quanto riguarda l'Istituto dell'Agricoltura. Se quei dipendenti
sono già alle dipendenze della Regione siciliana e già percepiscono
un trattamento economico e non c'è un maggiore onere, che senso ha
tenerli in un limbo? Soltanto per una questione di principio?
Il principio funziona quando cammina con la logica del
legislatore. Qui noi facciamo leggi, non facciamo, soltanto,
questioni di principio. Il principi ci sta, ma le leggi devono
camminare, devono funzionare e devono essere efficienti, efficaci e
produrre i loro effetti.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, sinceramente non ho chiari questi
emendamenti che stanno arrivando perché ricordo a quest'Aula che,
in questi anni, alcuni gruppi hanno fatto una battaglia contro
l'assessorato alla sanità, all'assessore Borsellino, sui comandati
alla sanità che dovevano essere eliminati. Regolarmente si facevano
emendamenti per eliminare la spesa all'assessorato alla sanità.
Vorrei capire, allora, qua, che cosa stiamo facendo con tutti
questi comandati che stiamo inserendo in una forma velata ma che,
in realtà, ci sono. E non capisco neanche come la Regione siciliana
possa avere l'esigenza di prevedere una spesa di 225 mila euro per
avvocati.
Sono convinta che se fate un interpello nei vari Dipartimenti, gli
avvocati ci sono e, quindi, non credo che ci sia la necessità .
CROCETTA, presidente della Regione. Lo abbiamo fatto, ma nessuno
ha risposto
SUDANO. Presidente Crocetta, mi creda, qua sono stati fatti tre
anni di emendamenti all'assessorato alla sanità, quindi, io voglio
capire cosa è cambiato dopo due anni e mezzo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, volevo chiedere se c'è una riserva di
risorse solo per il Governo. Poco fa, quando c'era il presidente
Ardizzone, è stato dichiarato dallo stesso Governo che non poteva
più essere coperta nessuna norma che prevedeva una spesa. Voglio
capire se c'è una riserva solo per il Governo e, quindi, gli
emendamenti che presenta il Governo hanno la copertura e quelli
che, invece, hanno presentato i deputati precedentemente sono stati
dichiarati inammissibili per mancanza di copertura. Chiedo una
spiegazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, mi rivolgo innanzitutto al collega Picciolo che
sostiene, secondo me, una tesi poco convincente, cioè quella
secondo cui le leggi non si fanno sui princìpi.
Le leggi si fanno solo ed esclusivamente sui princìpi, guai se,
per un istante, pensassimo che si possono fare delle leggi
adeguando e mettendo sotto i piedi i princìpi.
Per essere chiaro, qui l'onorevole Trizzino, mi dispiace che lei
ha presentato l'emendamento, lo sa, non è assolutamente una
questione personale con lei che ho sempre apprezzato per la
competenza e la capacità. E' stata elaborata, da parte della
Presidenza, una teoria che la Commissione Bilancio ha accettato,
cioè quella secondo la quale tutto ciò che non era passato dalle
Commissioni di merito non poteva essere oggetto di attenzione da
parte della Commissione Bilancio .
Abbiamo ammesso di avere sbagliato, dopo di che ci aspettiamo
dalla Presidenza che vi sia un'applicazione rigorosa di questo
principio. Invece, mi pare di capire che così non è, perché quanto
arrivano 16 emendamenti su vicende che non sono state trattate né
dalla Commissione Bilancio , né dalle Commissioni di merito, è
chiaro che viene meno il principio che sta alla base dello stralcio
di tutti gli articoli.
Mi sarei pure aspettato che prima che la Presidenza portasse
questi emendamenti, mettesse in discussione, signor Presidente
Lupo, gli articoli stralciati dalla Presidenza che sono andati
nelle Commissioni di merito, che hanno ottenuto il parere
favorevole e che ancora non abbiamo visto messi all'ordine del
giorno.
Su quanto asserito dal Presidente Digiacomo, pur accettando la sua
idea, la sua proposta, vorrei ricordare che sia l'anno scorso
quanto quest'anno la Commissione Bilancio non ha mai operato su
input della Commissione sanità, ma la Commissione Bilancio ha
operato su un tema che riguardava solo ed esclusivamente il fatto
che sono state appostate sul capitolo dell'ARPA 2 milioni e 900
mila euro.
GUCCIARDI, assessore per la salute. 29 milioni di euro.
VINCIULLO, presidente della Commissione bilancio e relatore di
maggioranza. No, questo no, abbiamo appostato soltanto 2 milioni e
900 mila euro, perché lei sa meglio di me, Assessore, che il
bilancio dell'Assessorato regionale della sanità, non è stato
oggetto di discussione della Commissione Bilancio , abbiamo preso
per buono quello che lei ci ha portato. Ci ha quantificato la spesa
nel suo totale e così abbiamo fatto.
Sull'ARPA abbiamo solo ed esclusivamente trattato argomenti che
riguardano il bilancio interno della Regione e che non ha nulla a
che fare con la sanità. Quindi, ci siamo pronunciati sul fatto se 2
milioni e 900 mila euro li potevamo mettere più o meno sull'ARPA
che per noi non è una struttura che ha scopi sanitari perché mai è
arrivato questo emendamento da parte della Commissione.
Dopo di che, cosa le volevo fare notare? Siamo qui dalle ore 16.00
con l'articolo 15, un articolo che doveva passare nel giro di un
quarto d'ora e che, invece, dopo due ore e un quarto siamo ancora
qui a discutere.
E' iniziata una sorta di assalto alla diligenza', mi pare di
capire, per ogni articolo arrivano numerosi emendamenti. Sarebbe il
caso di applicare quanto intelligentemente ha detto il Presidente
Ardizzone, cioè non accettiamo più emendamenti che non arrivano
dalle Commissioni e soprattutto mi pare di ricordare che il
Presidente Ardizzone aveva teorizzato un altro concetto - mi
rivolgo agli uffici - cioè quello di non accettare più emendamenti
che non avessero la relazione.
Di questi 15 emendamenti che sono arrivati, solo 2, per essere
chiari quelli della Commissione Bilancio , hanno la relazione, gli
altri 4 non hanno alcuna relazione. Una volta che il principio è
stabilito, a meno che non decidiamo di cambiare comportamento e
atteggiamento, quindi, andiamo a rivedere ciò che è stato
precedentemente bocciato, è stato detto non si accettano più
emendamenti senza relazione, non si accettano più emendamenti che
non siano passati dalle Commissioni di merito .
Fermiamoci, altrimenti, Presidente Lupo, c'è il rischio che il 27
febbraio del 2017 saremo ancora qui ad approvare la Finanziaria del
2016.
PRESIDENTE. Credo sia opportuno ricordare che la Presidenza ha già
stralciato alcuni articoli che pure facevano parte dell'articolato
approvato in Commissione Bilancio perché alcuni articoli non
erano transitati dalle Commissioni di merito, cioè il ragionamento
che ora ci ricordava l'onorevole Vinciullo.
Ovviamente, ciò vale anche per il Governo. E' stata presentata una
riscrittura, il Presidente Ardizzone aveva già ricordato che gli
emendamenti dovevano essere accompagnati anche da una relazione
tecnica. Vorrei dare per scontato - ma a questo punto non posso più
farlo - che il Governo si attenga a queste disposizioni.
In ogni caso, siccome abbiamo ascoltato anche alcuni Presidenti di
Commissioni parlamentari dire che alcuni emendamenti sono
transitati dalla Commissione di merito, io sospendo l'Aula per 10
minuti e invito gli uffici a verificare se, effettivamente,
l'emendamento di riscrittura è transitato per i diversi commi dalle
commissioni di merito e, per quanto di competenza, dalla
Commissione Bilancio . Peraltro, questi 10 minuti sono, comunque,
necessari perché sono stati presentati molti subemendamenti che
richiedono, anch'essi, una valutazione da parte degli uffici e
della Presidenza.
Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per quindici
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 18.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento all'emendamento di
riscrittura del Governo 15.60.1, l'Aula può prendere in esame
soltanto il comma 9 perché di riscrittura dei commi 9, 10 e 11
dell'articolo 15.
Per quanto riguarda il comma 10, lo stesso è trasferito al disegno
di legge stralcio che sarà esaminato dopo la finanziaria. Per
quanto riguarda i commi 11 e 11 bis, sono commi che presentano
materie estranea, che non sono state trattate neppure dalle
Commissioni di merito e che potranno seguire il normale iter
parlamentare se proposte dal Governo o da qualche deputato.
Ovviamente, possiamo quindi prendere in considerazione soltanto i
sub emendamenti presentati che riguardano il comma 9, tutti gli
altri, logicamente, decadono.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. L'emendamento sull'ufficio
legale è passato in Commissione, poi se la Commissione l'abbia
respinto non ha importanza.
Voglio precisare che, ai sensi del Regolamento che vige in
quest'Aula, il Governo può presentare emendamenti di riscrittura
senza che debbano passare necessariamente dalle commissioni di
merito e siccome è la riscrittura di un emendamento già fatto, tra
l'altro già passato in Commissione, non capisco perché noi dobbiamo
bloccare la vita dell'ufficio legislativo e legale che serve sia al
Parlamento che al Governo per non fare un emendamento che è
legittimo.
Pertanto, io insisto ai sensi del Regolamento.
Possiamo fare la verifica con i tecnici, se l'Ufficio di
segreteria della Presidenza ci conferma che noi non possiamo
presentare la riscrittura e bisogna andare nelle commissioni di
merito, allora ci atteniamo al Regolamento, ma mi pare che il
Regolamento lo preveda, fra l'altro per un testo che è stato già
mandato in Commissione.
PRESIDENTE. Signor Presidente Crocetta, la riscrittura riguarda
norme che erano state già scritte nel disegno di legge. Un esempio
di riscrittura è il comma 9, che riscrive i commi 9, 10 e 11
dell'articolo 15 del disegno di legge.
CROCETTA, presidente della Regione. Ma ci si rende conto che noi
potremmo riscrivere l'intero articolo con un emendamento?
Sinceramente è inaccettabile questa cosa, perché il Regolamento
prevede la possibilità che noi riscriviamo l'intero articolo
PRESIDENTE. Signor Presidente si può riscrivere l'intero articolo.
Il punto è che i commi 11 e 11 bis non riguardano una riscrittura
di norme già precedentemente scritte, magari in modo diverso, nel
testo dell'articolato, ma riguardano nuova materia che non è mai
stata presentata.
CROCETTA, presidente della Regione. Ma è stata presentata
PRESIDENTE. Signor Presidente non ci risulta presentata, né dalla
Commissioni di merito, né dalla Commissione Bilancio.
CROCETTA, presidente della Regione. E' passata
PRESIDENTE. Se lei insiste, sospendo l'Aula per altri due minuti
per procedere ad una verifica.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, se lei ci
invita a ritirarlo è una cosa ed io, per amore della politica, lo
ritiro, però se si dice che è inammissibile, questo non è vero.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 18.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, fatte le opportune ulteriori
verifiche; confermo che il comma 9 è già stato preso in esame dalla
Commissione di merito che è la I Commissione, come ha dichiarato
l'onorevole Salvatore Cascio, e dalla II Commissione, che ha
approvato i commi 9, 10 e 11 dell'articolo 15 che fanno parte
dell'articolato, e pertanto il comma 9 è, ai sensi del Regolamento,
una vera e propria riscrittura.
Per quanto riguarda il comma 10, è stata esaminato dalla III
Commissione Attività produttive ma non è stato esaminato dalla
Commissione Bilancio e, quindi, al pari di tutte le altre norme non
esaminate dalla Commissione Bilancio, viene trasferito al disegno
di legge stralcio come tutte le altre norme stralciate dal
Presidente Ardizzone per le medesime, identiche ragioni.
Per quanto riguarda i commi 11 e 11 bis, fatta una verifica con
gli Uffici ma anche con la Presidenza della Commissione Affari
istituzionali , non risultano norme trattate né in I Commissione
Affari istituzionali , peraltro l'onorevole Salvatore Cascio, lo
ha prima qui dichiarato né tanto meno, ovviamente, in Commissione
Bilancio.
Io, quindi, inviterei il Governo, se lo ritiene, a ritirare i
commi 11 e 11 bis.
CROCETTA, presidente della Regione. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il comma 10 è trasferito al disegno di legge stralcio. Sarà
esaminato insieme a tutte le altre norme dopo la finanziaria e,
quindi, dell'emendamento di riscrittura 15.60.R resta in vita
soltanto il comma 9.
Non ci sono sub-emendamenti presentati al comma 9.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando lei parla
del disegno di legge intende la legge sullo sviluppo?
PRESIDENTE. Il disegno di legge stralcio è quello annunciato dal
Presidente dell'Assemblea e che riguarderà tutte le norme
stralciate dal testo del disegno di legge n. 1133.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, sullo stralcio che ha operato volevo
capire per quale motivo il comma 10 dovrebbe passare alla
Commissione Bilancio, visto che non prevede spesa ed è stato
esaminato dalla Commissione di merito.
PRESIDENTE. Ma la copertura la deve verificare la Commissione
Bilancio.
Siccome la Commissione Bilancio non l'ha esaminato, come per tutte
le altre norme non esaminate dalla Commissione Bilancio, viene
stralciato. Segue le stesse regole.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella
scrittura originaria che aveva fatto a firma dell'Assessore Baccei,
c'era la modifica e la riscrittura parziale degli articolo 9, 10 e
11 che riguardano la medesima materia. Questa materia non ha
copertura di spesa. Perché non trattare l'emendamento 15.60 che è
la modifica dei commi 9, 10 e 11 proposta dall'Assessore Baccei?
PRESIDENTE. Nel trattare esclusivamente il comma 9
dell'emendamento 15.60.1R, di fatto, stiamo trattando esattamente
l'emendamento 15.60 - come lei giustamente dice - che riguardava
esclusivamente il comma 9 dell'articolo 15, così come riscritto.
Quindi i commi 9, 10 e 11 dell'articolo 15 sono riformulati come
segue. Ed è espressamente indicata la riformulazione in un unico
comma che diventa il comma 9 dell'articolo 15.
Pongo in votazione l'emendamento 15.60, l'emendamento 15.60.1R è
ritirato per le altri parti.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 15.49 e 15.11 erano già stati ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 15.50, 15.12, 1559 e 15.13 sono preclusi.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.52, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.14, degli onorevoli Di Mauro ed
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.55, del Governo, che propone la
soppressione del comma 13.
Il parere della commissione?
VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 15.53 e 15.15 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 15.23, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.16, degli onorevoli Di Mauro ed
altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.51, degli onorevoli Ciaccio ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, colleghi, la legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13, ha predisposto un tetto, sia per i
dirigenti regionali in quescienza che per quelli in attività, di
160 mila euro. Più volte, in ospitate televisive, il nostro
Presidente della Regione ha detto a tutta la popolazione italiana
che la Regione siciliana si era dotata di questa norma. E ne siamo
fieri, visto che, comunque, la nostra è una Regione che è stata
sempre criticata per gli sprechi e questa, invece, era una norma di
assoluto buonsenso.
Il problema, però, nasce nella semantica delle righe, dei commi di
legge che, effettivamente, però, ad andarli a leggere, qualche
problema lo rappresentano. Perché mentre per i trattamenti di
quiescenza viene utilizzata la terminologia trattamento lordo
annuo omnicomprensivo , invece, per i trattamenti in essere, cioè
per i dipendenti che in questo momento stanno ancora lavorando per
la Regione, si utilizza la anomala dicitura che è il trattamento
annuo complessivo fiscale .
Ecco, noi crediamo che questa rappresenti un problema, perché si
riferisce, chiaramente, soltanto ad una parte dell'emolumento e non
a tutto e, quindi, chiediamo semplicemente di equiparare i commi,
andando a scrivere, anche in quel caso, che si tratta del
trattamento loro annuo omnicomprensivo.
Chiediamo, anche, di differire il termine, visto che è già
scaduto, e la legge era del 2014 e di prolungarlo fino al 31
dicembre 2018. E di fare entrare questa disposizione a partire
dalla pubblicazione della seguente legge, che è davvero una norma
di buonsenso. E' davvero una norma che può, in qualche modo,
determinare fin da subito la possibilità di avere una riduzione di
spesa e che, comunque, rimane all'interno di quelle che erano le
prerogative non del Movimento 5 Stelle, ma del Governo, perché fu
il Governo stesso a proporre quell'iniziativa legislativa.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, l'ultimo periodo
dell'emendamento, cioè il periodo che dice dopo il comma 4,
dell'articolo 13, della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è
aggiunto il seguente comma le disposizioni di cui al presente
articolo si applicano a partire dalla data di pubblicazione della
presente legge' , introdurrebbe una retroattività a partire
dall'approvazione della legge citata. E noi non possiamo approvare
leggi con effetto retroattivo.
CANCELLERI. Della presente legge.
PRESIDENTE. Della legge in esame, allora è ridondante e superfluo
perché a partire dall'entrata in vigore è come per tutte le
leggi.
Pongo in votazione l'emendamento 15.51. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, il Governo quello che doveva fare per
quanto riguarda la riduzione delle spese lo ha già fatto. Questo è
un attacco sempre maggiore nei confronti dei dirigenti.
Per questo motivo il Governo dà parere contrario a questo
emendamento.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, volevo semplicemente segnalarle che
la legge regionale 11 giugno del 2014 prevedeva il fatto che
dovesse avvenire una sorta di contrattazione, cosa che chiaramente
nel tempo noi non sappiamo se è avvenuta o se è mai avvenuta.
Questo voleva essere in qualche modo un rimarcare normativamente
che è dall'entrata in vigore dell'approvazione di questa legge che
stiamo discutendo in questo momento che questa cosa comincia ad
avere degli effetti.
PRESIDENTE. Comunque la norma,come tutte le altre norme della
finanziaria in discussione, entrerà in vigore a partire dalla
pubblicazione, quindi è ridondante.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, la Commissione è contraria anche perché
cerchiamo di intervenire su un argomento che è frutto della
contrattazione fra i lavoratori e il Governo. Inoltre, verrebbe a
crearsi una disparità di trattamento tra chi già è andato in
pensione, quindi la cosa giusta sarebbe che vi sia questo incontro
tra i sindacati e il Governo e si va a programmare l'attività di
riduzione dei costi per i dirigenti.
Al momento, credo, che sia importante che vi sia la
contrattazione, quindi la Commissione è contraria a maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e contrario a
maggioranza della Commissione pongo in votazione l'emendamento
15.51.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, siamo in fase di votazione. Lei
può dichiarare solo il motivo della sua astensione.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
questa ormai anacronistica demagogia dell'assalto alle caste che
non ci sono, sia un modo per delegittimare, ogni giorno, un lavoro
di persone che provano a tenere in piedi un apparato.
Sono stati già fatti i tagli, sono stipendi considerevoli e
importanti che si equiparano al tasso di responsabilità a cui sono
chiamati, quindi senza volere difendere; io solitamente difendo i
forestali, o quelli dei danni di Licata ..
PRESIDENTE. La invito a indicare succintamente il motivo
dell'astensione, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento
interno.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ai sensi dell'articolo 131 del
Regolamento interno solo per indicare brevemente i motivi
dell'astensione. Non sono ammessi dal Regolamento altri interventi.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
astengo perché ritengo che il testo così com'è va bene. La
differenza, che sembrerebbe a primo acchitto che non ci sia,
invece c'è ed è una differenza sostanziale nell'emendamento.
L'emendamento del Governo si riferisce al trattamento lordo annuo
complessivo. L'emendamento che presenta il M5S, invece, si
riferisce al trattamento lordo omnicomprensivo, significa che se vi
sono voci di stipendio che non sono soggetti a ritenuta fiscale
vanno a fare cumulo in tutta la vicenda. Da questo punto di vista,
penso che era giusto l'emendamento del Governo e per tale motivo ho
dichiarato la mia astensione.
CANCELLERI Chiedo che la votazione dell'emendamento 15.51 avvenga
per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 15.51.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 15.51.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si riscontrano anomalie nel sistema elettronico di voto)
Sospendo brevemente l'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore 19.04)
La seduta è ripresa.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 15.51.
PRESIDENTE. Indìco nuovamente la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 15.51.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 32
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.22, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.17, a firma degli onorevoli Di Mauro
ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CANCELLERI. Vorrei solo una risposta sui due deputati che prima
nei loro interventi hanno dichiarato di astenersi. In questi casi
che si fa?
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, in questo caso vale la
votazione, non c'è dubbio. È stata fatta una dichiarazione, è stata
aperta una votazione che è stata ripetuta. Vale l'esito della
votazione, su questo non c'è dubbio.
Si passa all'emendamento 15.33, a firma degli onorevoli Ciaccio ed
altri.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.21, a firma degli onorevoli Cordaro ed
altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.18, a firma degli onorevoli Di Mauro
ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.26, a firma degli onorevoli Ciaccio ed
altri. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.29, a firma degli onorevoli Ciaccio ed
altri.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.39, a firma degli onorevoli Lupo e
Anselmo. E' ritirato.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, lei ha ritirato l'emendamento 15.39,
ma ci sono gli altri due emendamenti a seguire, ce n'erano anche
degli altri, a firma mia e di altri, che sono stati messi tra gli
aggiuntivi; quindi, chiedo che questi vengano discussi e portati
avanti, altrimenti farei mio quello ritirato.
PRESIDENTE. Credo che ci sia un problema di copertura
sull'emendamento 15.39 che, sostanzialmente, è riproposto dagli
emendamenti 15.1 e 15.2.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Le conseguenze finanziarie di
questo emendamento non sono specificate da nessuna parte.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è uno degli
emendamenti più tranquilli e qualificati che ci sono. È vero che
c'è una differenza fra l'importo che paghiamo per le indennità di
malattia per il Corpo Forestale qua in Sicilia, ma è pur vero che
c'è una differenza abissale fra quello che si paga in tutta Italia.
Quindi, noi chiediamo di adeguarci al regolamento che c'è per tutta
l'Italia. È un emendamento di buon senso, ma le cose facili le
facciamo diventare sempre difficili.
Presidente, avevo anche chiesto, prima di presentare
l'emendamento, all'assessore Baccei, se fosse un emendamento che
avrebbe portato difficoltà economiche. Mi ha detto di no; quindi
ora, assessore Baccei, per cortesia, se lei si dice favorevole
all'emendamento andiamo avanti.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il Governo vota favorevolmente all'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.56. E' assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 15 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 27 precedentemente accantonato.
La discussione è stata fatta oggi. E' stato presentato un
emendamento di riscrittura.
Quando abbiamo parlato dei comuni, il principio con il quale
abbiamo recuperato, grazie anche al suo apporto, onorevole Cordaro,
somme per i comuni l'Aula ha impegnato il Governo a reperire somme
per le assegnazioni finanziarie ai liberi consorzi.
Se l'assessore vuole illustrare l'articolo 27, ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo articolo 27 ha la stessa struttura che aveva
l'articolo 8 per i comuni. Quindi, aggiunge a quanto inizialmente
previsto, che era 19 milioni 150 mila, che è lo stesso
stanziamento dell'anno scorso, 9 milioni di euro - così come ne
avevamo aggiunti 50 milioni per i comuni - per le province, con la
stessa modalità per cui prioritariamente per le rate di mutuo,
verificando le difficoltà finanziarie delle province, deliberato
dalla Giunta su proposta dell'assessore per le autonomie locali e
dell'assessore per l'economia.
Anche per le province, così come per i comuni, c'è la richiesta
dei fondi PAC per 30 milioni di euro per investimenti. Così come
per i comuni avevamo chiesto 115 milioni, che è la stessa somma
dell'anno scorso, per i liberi consorzi mettiamo 30 milioni che è
la stessa somma dell'anno scorso.
Quindi, rispetto all'anno scorso ci sono 9 milioni di euro in più
che sono, specificatamente o prioritariamente, previsti per il
pagamento delle rate di ammortamento.
Quindi, è in analogia con i comuni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Assessore, rispetto all'articolo
27 noi aggiungiamo il 27 R. Lo intendiamo come riscrittura,
l'emendamento era un aggiuntivo di riscrittura.
Come riscrittura decadono gli altri.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io a tal proposito
vorrei, se fosse possibile Presidente Crocetta, assessore Baccei,
inserire la questione che riguarda i consorzi universitari.
Vicepresidente Lo Bello, considerato che ci sono questi 9 milioni
di euro in più noi possiamo stralciare 2 milioni di euro e
dividerli per i quattro consorzi, 500 mila euro ciascuno, perché
questo emendamento era già stato approvato, condiviso in
Commissione e capisco che oggi le ristrettezze, perché
probabilmente hanno bisogno più del doppio di questa somma che noi
prevediamo, ma capendo che oggi le ristrettezze sono veramente
tante e, allora, vediamo se possiamo, da questi 9 milioni, tagliare
2 milioni e così chiudiamo un'altra questione che resta ancora
aperta e, quindi, per Trapani, Agrigento, Ragusa e Siracusa e,
quindi, mettere questi 500 mila euro per ogni Consorzio, per
complessivi 2 milioni di euro.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, su questo invito l'Assessore, così
facciamo chiarezza, leggete attentamente l'articolato, è un
articolato di carattere generale, le questioni poste correttamente
e legittimamente dall'onorevole Fontana riguarderanno,
probabilmente, l'articolo 23 che verrà affrontato domani, con
calma, con la massima serenità.
Questo è un articolo di scrittura generale sulla base di quello
che ci siamo detti oggi, per quanto riguarda i Comuni, non stiamo
entrando nel dettaglio, nel dettaglio si entrerà domani e si
deciderà.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione della
provincia di Ragusa io penso che lei la conosca quanto me e quanto
l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La provincia di Ragusa ha difficoltà enormi. Se non rimpinguiamo i
capitoli, i servizi dell'assistenza igienico-sanitaria delle scuole
superiori, non potranno più essere portati avanti.
Ha verificato la provincia di Ragusa, Assessore?
Quindi, nell'appostamento che voi farete nelle province, sarebbe
opportuno il sostenimento di questo capitolo che riguarda, proprio,
la provincia di Ragusa che è una delle province più disastrate, da
questo punto di vista, della Sicilia.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. L'assessore Baccei dov'è? Mi può ascoltare un minutino?
Assessore, io non lo so se il discorso che abbiamo avuto noi, per
quanto riguarda i fondi ai Consorzi comunali, lei se lo ricorderà,
io le voglio ricordare che, dal 1 di dicembre, i ciechi e le
categorie disagiate non vanno a scuola.
Lei mi aveva promesso che, nella discussione generale, metteva un
codicillo per dare la possibilità di una parte del finanziamento
che va alle province di metterlo solo per questi servizi; lo
dobbiamo fare per giustizia sociale.
RINALDI. C'è un mio emendamento che prevede lo stanziamento di un
milione e 750 mila euro.
GRECO Giovanni. Io la ringrazio e vediamo se l'Aula sarà così
generosa. Assessore Baccei, non si lasci distogliere da questo
deputato che non fa più parte del mio Guppo.
Volevo una risposta da parte dell'Assessore.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, su questo tema abbiamo dibattuto in Commissione Bilancio
ed era stato proposto dal Governo di dire che le somme andavano
prioritariamente destinate per i disabili, i ciechi, eccetera. Poi,
durante la Commissione Bilancio, era venuto fuori che c'era già una
circolare dell'assessore, onorevole Lantieri, che dava indicazioni
in questo senso.
Sta emergendo che c'è chi
GRECO Giovanni. Se ne sono fregati
BACCEI, assessore per l'economia Sta emergendo che c'è chi la
applica e chi no.
Quindi, detto che, secondo me, dovrebbe essere universalmente
applicata perché, oltre ad essere di buon senso, chiaramente va a
creare ulteriori disagi su categorie svantaggiate, se siamo
d'accordo di rintrodurre un prioritariamente assegnate a queste
io, e penso il Governo, siamo favorevoli.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, brevemente. Siccome l'impegno
per l'assistenza alla persona, per i servizi ai disabili, per i
trasporti, è un impegno che abbiamo portato avanti tutti, io vorrei
comunicare all'Assemblea che nella Gazzetta ufficiale di giovedì,
nazionale, è stata fatta la ripartizione dei 30 milioni di euro che
vengono dallo Stato per il trasporto degli alunni e che nella
prossima Gazzetta, lo so per certo perché ho partecipato alla
riunione della 9 Commissione a Roma, ci sarà la ripartizione di
ulteriori 40 milioni di euro, sempre nazionalmente, tra le quali
rientrano le province siciliane.
In quella ripartizione sarà indicato che, assieme al trasporto,
uno degli obiettivi di quella ripartizione è l'assistenza alla
persona, l'assistenza alla comunicazione, quindi rispetto a quando
abbiamo lanciato l'allarme c'è una novità, che il Governo ha
ripartito i 70 milioni di euro per le disabilità.
GRECO Giovanni. E nel frattempo li lasciamo a casa?
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. No
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, come ricordava correttamente l'Assessore Baccei,
per ben tre sedute la Commissione Bilancio ha incontrato i
presidenti delle province e insieme ai presidenti province ha
incontrato il ragioniere generale delle province e poi abbiamo
voluto incontrare i responsabili del servizio solidarietà sociale
delle nove province.
Il dato che viene fuori è un dato drammatico ed è dato da tre
elementi.
Il primo, il mancato pagamento del servizio che le varie
cooperative ed associazioni hanno svolto nel 2015 e in parte
perfino nel 2014, per cui ci sono tutti i lavoratori impegnati nel
settore che da almeno otto, nove mesi non percepiscono lo stipendio
e ci sono le cooperative che hanno deciso di non prestare più il
servizio.
Di conseguenza, un principio costituzionalmente garantito e che i
ragazzi, le ragazze diversamente abili abbiamo assistenza igienico-
sanitaria è venuta meno.
In più, alcune province, stiamo parlando di una cosa seria se
riusciamo un attimo ad ascoltarci, compresa, evidentemente quella
di Palermo, hanno deciso di fare venire meno il servizio. Per cui i
ragazzi e le ragazze diversamente abili non vanno più a scuola, o
se ci vanno, ci sono i genitori, quelli che lo possono fare, che li
accompagnano e cercano di assisterli.
Il risultato? E' che la Regione in qualche modo è complice di un
principio secondo il quale, assessore Baccei, viene evaso l'obbligo
scolastico o principio che è veramente vergognoso quando si tratta
di ragazzi normo-dotati e diventa veramente increscioso quando si
tratta di ragazzi e di ragazze diversamente abili.
A quanto ammonta il costo che le nove province pagano per avere
questo servizio?
Dai dati che abbiamo avuto portati in Commissione questo servizio
ammonta a 22 milioni di euro. Evidentemente sette a Palermo, sette
a Catania, 900 a Siracusa, quindi con diversità anche di costi,
anche in virtù dei servizi diversi che vengono resi.
E per cui si è detto per quest'anno così, dall'anno prossimo in
tutte le province lo stesso servizio.
Quindi, per essere chiari, noi abbiamo intanto questi 22 milioni
che servono per assistere i ragazzi e le ragazze diversamente
abili.
Secondo problema: le società che lavorano in nome e per conto
delle province che da Trapani fino a Messina e Catania hanno del
personale che svolge servizi nelle scuole, nelle strade un po' in
tutte le realtà e che, al momento, stanno per essere sospesi nel
caso in cui noi non diamo certezza ai Commissari provinciali del
fatto che saremo nelle condizioni di assicurare queste somme.
Ricordo a tutti i colleghi che anche queste cooperative, società,
società in house, società di tutte le varie specie assicurano i
servizi nelle scuole, nelle strade così via.
Terzo problema. Riguarda il personale. Alcune province sono tenute
a certificare che non stanno pagando non il personale precario.
Stiamo attenti, non pagano il personale di ruolo dal mese di
novembre e, di conseguenza, ammesso che noi recepissimo l'ultimo
articolo del disegno di legge che lei, signor Presidente, ha
stralciato e che riguarda l'assistenza ai diversamente abili che è
già passato dalle Commissioni, per essere chiaro con questo
inserimento di queste risorse non riusciamo nemmeno a garantire
l'assistenza ai ragazzi ed alle ragazze diversamente abili.
Noi apprezziamo lo sforzo che la Regione, l'Assessore, il
Presidente hanno fatto per trovare i 50 milioni per i Comuni e
questi nove per le province, però nove per le province, assessore
Baccei e assessore Lantieri, sono assolutamente inadeguati. Noi non
riusciamo nemmeno a finire il mese di febbraio.
Ed allora, io, Presidente Ardizzone, proprio perché di mezzo ci
sono centinaia di interessati, le vorrei chiedere una cortesia
speciale. Se stasera facciamo tutti i ragionamenti che lei riterrà
opportuni e poi lo accantoniamo, chiedendo al Governo di portare
questa somma almeno a 15 milioni di euro, vedendo dove li possiamo
rastrellare; non dica no a priori Non dica no a priori Anche
perché, domani i Commissari ci rassegneranno le dimissioni perché
non sono in grado di gestire l'ente che stanno amministrando.
Per essere chiari, quindi, cerchiamo almeno di tirare fino ad
aprile con 15 milioni di euro e, poi, attendere le elezioni e
vedere cosa succede. Anche perché, veda, Presidente e assessori,
non è che allontanando il problema, il problema non si porrà in
tutta la sua drammaticità a giugno perché quando finirà il sistema
commissariale è chiaro che i comuni si troveranno addosso anche
questo problema.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha giustamente
sottolineato l'onorevole Vinciullo, se già ci siamo lamentati di
quelle che erano le riserve sui Comuni a fronte di un fondo che è,
seppure insufficiente, però è più corposo, più grosso, con le
province noi non possiamo risolvere il problema della disabilità,
facendo le riserve e diciamo prioritariamente devono pagare perché
le risorse non bastano.
Per capirci, la provincia di Enna dal mese prossimo non pagherà
più gli stipendi neanche dei dipendenti a tempo indeterminato e per
pagare a quelli a tempo determinato dobbiamo fare, poi, un
emendamento successivamente nell'articolo che riguarda il
precariato. Solo quest'anno sono stati tagliati 150 milioni di
euro; l'anno scorso 65.
C'è una situazione di squilibrio complessivo che non è stata
ripresa, parzialmente è stata riequilibrata con la legge di
stabilità. In Sicilia non ha avuto effetto perché non abbiamo la
legge sulle province.
Quindi, dico, uno sforzo maggiore, atteso che sulla disabilità, io
le faccio un esempio, non è solo un problema di trasporti e di
servizi, c'è un problema di ragazzi. Dico ci sono state le Iene
qui a Palermo; all'Istituto d'arte e ci sono 18 ragazzi sordomuti
che non hanno il traduttore Liss, quindi stanno lì, a scuola,
cercando di capire cosa devono fare. Questa è una cosa gravissima,
perché lì non garantiamo neanche il diritto allo studio. E' una
cosa che un paese civile, una regione civile, non può consentire.
Dico, quindi, se dobbiamo dire prioritariamente diciamolo mettendo
delle risorse aggiuntive.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
questo problema, ho presentato un emendamento il 27.5 che destina
esattamente 1 milione e 650 mila euro a questo servizio. Le leggo
solo il titolo dell'articolo 17 Attribuzione somme alle province
per l'erogazione di servizi socio-assistenziali . Le somme che
prevediamo di erogare in finanziaria alle province, da destinare
sono 11 milioni e 900 mila, 1 milione e 650 mila che era la cifra
che avevamo destinato precedentemente, a questo servizio socio-
assistenziale.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo semplicemente
dire che mi trovo in totale disaccordo con il punto di vista del
Presidente della Commissione Bilancio'. Ritengo che questo
articolo debba essere votato subito. Può essere migliorato e
certamente l'emendamento del collega Rinaldi, che destina 1 milione
e 650 mila euro ai servizi socio-assistenziali, ci vede in piena
sintonia. Chiedo all'Aula, quindi, di votare questo emendamento. E,
per quanto mi riguarda, chiedo di apporre la firma mia e dei
componenti del mio Gruppo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, onorevole Presidente della Regione, vorrei solamente
evidenziare una riflessione che ho avuto modo di fare già in
Commissione ed all'Assessore per gli enti locali. Dobbiamo stare
attenti affinché le risorse necessarie per gli stipendi, almeno per
gli stipendi dei lavoratori di ogni libero consorzio, siano
realmente coperte. Lo dico perché in provincia di Ragusa - e
siccome mi auguro che anche gli altri miei colleghi su questo mi
diano una mano, quindi, se qualcuno vuole formulare un emendamento
che lo faccia e che lo formuli, in modo che lo possiamo sostenere -
, perché, dicevo, per esempio, la provincia di Ragusa ha un
problema relativo al 2015, non per colpa della provincia ma per
colpa di minori trasferimenti che gli abbiamo dato; rischia di non
poter chiudere il bilancio e di tagliare dei servizi, per colpa non
del Commissario o della provincia che è stata sprecona, e
disattenta, ma per colpa nostra.
Quindi, attenzione, perché poi se vengono qua con tutti i
dipendenti, qua in Assessorato o aal Governo, io farò da
capopopolo. Vorrei attenzionare la questione.
Vorrei concludere dicendo che la questione dei diversamente abili,
è una vergogna. Ho assistito insieme ai miei colleghi
all'occupazione dei locali della provincia da parte di mamme
disperate che pretendevano, giustamente, il diritto allo studio
anche per i loro figli. E vi dico che è stata una cosa
mortificante, nel ruolo. Io, da parlamentare della Regione
siciliana, mi sono sentito davvero mortificato.
Vi prego di aiutarci perché, poi, nei territori ci siamo noi e ci
sono, purtroppo, i parlamentari di maggioranza che, poi, hanno più
responsabilità - giustamente - di quelli di minoranza, a trovare ed
a svolgere questo ruolo che è davvero fastidioso e antipatico.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è stata una delle prime cose che ho detto sia in
Commissione Bilancio' che in Aula. Sappiamo tutti che il problema
dei liberi consorzi è un problema veramente serio che vale 150-180
milioni di euro. Per cui mettere due, tre, cinque, otto milioni non
serve assolutamente a nulla.
Il problema va affrontato in maniera seria a partire
dall'approvazione della legge dei liberi consorzi. Questo è il
primo passaggio. Poi, va fatto - come già stiamo facendo con
l'assessore Lantieri - un discorso serio che deve vedere coinvolti
i Commissari dei liberi consorzi, che devono fare la loro parte, la
Regione, che deve fare la sua parte e dare risorse, e lo Stato che,
a questo punto, deve entrare cercando di alleggerire il contributo
alla finanza pubblica che è quello che sta strozzando i liberi
consorzi.
Questa cosa, però, va fatta, in maniera organica, molto
urgentemente. La prima cosa da fare, quindi, appena finita la
finanziaria, e siamo già d'accordo con l'Assessore, abbiamo già
cominciato le interlocuzioni, è impostare il lavoro in maniera
seria, e andare a Roma con la legge approvata, con la legge
approvata in maniera coerente che non sia nuovamente impugnata.
Va affrontato il discorso economico-finanziario con un tavolo, con
i commissari che facciano la loro parte. La Regione deve trovare le
risorse, serie, che non possono essere 4, 5 milioni, ma, purtroppo,
devo essere di più. E, a quel punto, porteremo lo Stato a fare la
sua parte, alleggerendo il contributo alla finanza pubblica, perché
è diventato insopportabile, ed è quello che ha fatto saltare gli
equilibri dei liberi consorzi, perché se il problema di 180 milioni
e il contributo alla finanza pubblica vale 180 milioni, è ovvio
che è quello che ha fatto saltare gli equilibri.
E' vero che bisognava attrezzarsi per tempo e fare una riforma più
seria. Cominciare a far transitare le persone dove dovevano
transitare e così via.
Questo non è stato affrontato per tempo, però, facciamolo ora,
facciamolo seriamente, a partire dall'approvazione della legge. La
mia proposta, quindi, è, approviamo così com'è visto che abbiamo
fatto lo sforzo massimo. Inutile, andare a cercare 2 o 3 milioni
per pulirsi la coscienza, perché non risolviamo assolutamente
niente. Finita la finanziaria, affrontiamo in maniera seria il
problema, a partire dall'approvazione della legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
ha facoltà.
CASCIO Salvatore Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, perché la domanda è rivolta a lei, signor Presidente,
non è rivolta al Governo, quindi, più breve di così.
Preliminarmente, vorrei sapere, proceduralmente, lei come vuole
operare? Nel senso, se noi votiamo l'emendamento 27R, che è un
emendamento di riscrittura, significa che decadono tutti gli
emendamenti presentati nel fascicolo?
PRESIDENTE. Sì, è proprio così.
CASCIO Salvatore. Perfetto, questo lo dico per i colleghi,
ascoltate, per chi ha presentato emendamenti. Siccome, tra quegli
emendamenti, pur nella pochezza delle risorse, assessore Baccei, vi
sono emendamenti che non variano la spesa, perché il tetto di spesa
previsto è di 19 milioni ed all'interno di quei 19 milioni si
operano delle variazioni, precisamente si assegnano e si vincolano
delle somme ai consorzi universitari o ad altre istituzioni che..
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, ne ha già parlato l'onorevole
Fontana ed abbiamo detto che verrà trattato con l'articolo 23. Mi
dispiace se lei era disattento.
CASCIO. No, signor Presidente. Questi emendamenti li possiamo
ripresentare? Questa è la domanda, per questo era rivolta a lei.
PRESIDENTE. Il primo intervento sulla questione dei consorzi
universitari è stato dell'onorevole Fontana e si era detto,
facciamo una norma di carattere generale. Si riapre il discorso
sull'articolo 23, per capire dove si può arrivare.
CASCIO Salvatore. Li possiamo recuperare, quindi, questo era il
ragionamento
PRESIDENTE. La questione dei consorzi universitari verrà trattata
in uno con i consorzi universitari.
CASCIO Salvatore. Va bene, perché se decadono tutti, non li
possiamo più recuperare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato un
emendamento all'articolo 27 che, ovviamente, è inserito e nel
momento in cui c'è la riscrittura da parte del Governo sappiamo
che, effettivamente, gli emendamenti decadono. Insieme ad altri
colleghi, allora, ci siamo permessi di ripresentare un
subemendamento all'emendamento presentato dal Governo.
E', estremamente, importante e fondamentale questo subemendamento
perché, a saldi invariati, quindi, assessore Baccei, non chiedo una
lira in più di quanto effettivamente erano stanziati per i liberi
consorzi, ma non possiamo non affrontare, a mio avviso, un tema ed
un problema che scaturisce e che deriva dalle decisioni, a mio
avviso, del tutto inopportune poste in essere dai commissari
straordinari dove, immediatamente, dal loro insediamento hanno
formulato il recesso nei confronti di alcune istituzioni ed alcuni
enti estremamente importanti e fondamentali per il territorio.
Da anni, hanno svolto un'attività culturale e, hanno qualificato
una parte del territorio, che rischiano, no rischiano, sono quasi
morti. E' ovvio che non c'è alcuna destinazione, alcun nome, né
altro, ma è a carattere generale, cioè nel senso che, poiché i
liberi consorzi dei comuni, la cui legge che sarà esaminata tra
pochi giorni o tra pochi mesi, speriamo, deve in qualche modo
riprendere un certo discorso ed una certa attenzione nei confronti
di questi enti, allora, serve per farli sopravvivere, affinché con
l'entrata in vigore della nuova normativa questi non periscano
totalmente.
E mi riferisco non tanto, così come avete immaginato voi,
all'articolo 23, perché quello è l'intervento che è destinato da
parte della Regione ma avevamo anche, ed era estremamente
importante quale socio fondatore di alcuni enti, la provincia
regionale.
In base a una decisione - continuo a ripetere - del tutto
inopportuna, improvvida e quanto meno inaspettata, è venuto meno il
socio che, bene o male, ha fondato l'ente; le conseguenze le potete
immaginare.
Aggiungo che quest'Aula ha avuto un'attenzione particolare per
quanto riguarda i livelli occupazionali, nella fattispecie le posso
assicurare che non solo non vengono garantiti i livelli
occupazionali ma, a mio avviso, c'è una conseguenza molto grave
sotto l'aspetto dell'occupazione, lasciando stare l'aspetto
prettamente culturale perché alcuni centri, alcuni territori,
sicuramente vengono meno anche quelle rappresentanze che sono, a
mio avviso, estremamente importanti perché una città possa
qualificarsi anche sotto l'aspetto culturale.
Quindi, insisto insieme agli altri colleghi, insieme alla
deputazione per quanto riguarda il subemendamento che è stato
presentato ed invito il Governo a esprimersi a riguardo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio vuole
essere un intervento più tecnico ed è anche una richiesta di
chiarimento all'assessore Baccei.
Io credo che stiamo utilizzando, forse troppo, però, il fondo. Noi
abbiamo già utilizzato 100 milioni di euro per quanto riguarda i
cantieri di lavoro. All'articolo 55 abbiamo utilizzato 20 milioni
di euro per quanto riguarda sempre l'Ircac e la Crias; abbiamo
utilizzato 3 milioni di euro per quanto riguarda le Università; 500
mila euro per il Fondo di progettazione di cui all'articolo 12 e,
oggi, abbiamo utilizzato 115 milioni di euro per quanto riguarda il
fondo dei comuni; ne stiamo mettendo altri 30 milioni. Siamo
arrivati a 272 milioni di euro, la seconda misura, siamo nel
secondo piano della famosa delibera CIPE del 6 novembre 2015,
quella delibera che assegnava alla Sicilia 1 miliardo 882 milioni
di euro in tre piani. Noi siamo nel piano del cambiamento dove
c'erano 287 milioni di euro, di questi, 50 milioni servono
all'autorità di gestione del Fondo sociale europeo per definire dei
piani 2007-20013 e siamo a 50 milioni.
Assessore, la prego di fare una verifica ed eventualmente spostare
questi 30 milioni di euro al piano primo che è quello di
completamenti, cioè dove ci sono 800 milioni di euro, perché
altrimenti rischiamo, tecnicamente, di imputare una spesa laddove
soldi non ce ne sono più. Lo verifichi, la prego, Assessore, è
soltanto una verifica tecnica non altro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Clemente. Ne ha
facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era per ribadire
ciò che l'onorevole Cordaro aveva testé ricordato all'assessore
Baccei.
Secondo me l'intervento fatto dall'onorevole Cordaro chiariva bene
la necessità di affrontare anche l'emendamento dell'onorevole
Rinaldi proprio perché, a mio avviso, i bambini che sono a casa già
da dicembre - abbiamo avuto, c'era pure lei, un'audizione
pesantissima in Commissione Bilancio con i genitori e le
associazioni rappresentative - non possono aspettare una trattativa
col Governo, non possono più aspettare, Presidente, è inumano
lasciare questi bambini a casa, senza sostegno scolastico, senza
alcun sostegno anche perché seppur l'assessore Lantieri, con grande
diligenza, ha fatto una circolare precisa, è stata disattesa dai
commissari, specialmente quello di Palermo.
La prego, quindi, di volere, su questo, trovare una soluzione
immediata o quanto meno pensate a rimuovere i commissari che non
seguono le direttive degli Assessori; delle due l'una. Non si
possono lasciare, ancora, i bambini a casa senza alcun sostegno
scolastico.
PRESIDENTE. E' stato presentato un subemendamento al 27R, primo
firmatario Rinaldi. Assessore Baccei, cortesemente, se può guardare
l'emendamento che forse viene incontro alle esigenze che hanno
evidenziato quasi tutti gli intervenuti, a parte i consorzi, che
era la questione dei servizi sociali. Se c'è copertura, c'è una
somma da destinare a questi servizi.
GRASSO. Sempre nell'ambito della somma stanziata
PRESIDENTE. Sì, nell'ambito della somma stanziata, si dà una somma
per queste cose che avete evidenziato.
BACCEI, assessore per l'economia. Ovviamente, la copertura c'è
perché è un di cui . Il tema è un tema sensibile ma dico solo una
cosa: se siamo tutti d'accordo, perché se ne facciamo una e poi
parte la processione che ne chiediamo altre 14 non va bene.
Ne facciamo una e siamo tutti d'accordo, io non ho alcun problema
al mondo.
DI MAURO. C'è quello dei consorzi.
FAZIO. C'è l'altro mio.
PRESIDENTE. Quello dei consorzi l'affrontiamo sull'articolo 23.
Probabilmente, anzi sicuramente, sono io che non conosco...
Onorevole Di Mauro, mi rivolgo proprio a lei perché è stato
Assessore. Gradirei un aiuto da parte sua, però, con i disegni di
legge alla mano.
Tra le norme stralciate, questa Presidenza non ha stralciato la
norma che prevede 5 milioni e 200 mila euro per i consorzi
universitari. Ora, ho capito il meccanismo, l'ha spiegato
l'onorevole Fontana e vediamo se ho compreso bene così è chiaro per
tutti questo, se non ho compreso male.
Dei consorzi fanno parte le province; una somma la dava la Regione
ai consorzi universitari, l'altra somma arrivava attraverso le
province.
Ora, le chiedo: considerato che è stato Assessore e deputato
illuminato, possiamo continuare a tenere in piedi le province
sapendo che, realisticamente, non esistono più? O il problema è
quello, comunque, di mantenere in vita e vediamo, come una volta
che tratteremo l'articolo 23, i consorzi universitari?
Cortesemente, però, non apriamo questioni giuridiche. L'onorevole
Fontana dice che è impossibile ed avrà pure le sue ragioni, ma io
non posso tenere in piedi le province perché se vengono meno le
province, vengono meno i consorzi universitari. Mi scusi
Il problema di carattere finanziario è diverso, perché si tratta
di impinguare eventualmente la somma prevista nell'articolo 23.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per spiegare le
cose dette dall'onorevole Fontana e poi illustrate, con dovizia di
particolare, anche dall'onorevole Fazio. Il sistema che è nato
attorno ai consorzi vede dei soci fondatori che venendo meno,
almeno per quest'anno, si andrebbe incontro, certamente, alla
liquidazione dei consorzi universitari. Quindi, a valere per
quest'anno, considerato che i liberi consorzi continueranno ad
esistere, quanto meno va confermata l'imputazione della spesa su
quelle che sono le risorse che sono assegnate alla provincia, che
poi li trasferisce.
Nel frattempo, quest'anno, avremmo tutto il tempo per modificare
la compagine societaria e verificare se sussisteranno le condizioni
affinché il libero consorzio esisterà ed avrà la competenza dei
liberi consorzi universitari o venendo meno si stabilirà come fare.
Vorrei ricordare all'assessore Baccei che nell'imputazione di
spesa dello scorso anno, a proposito di 19 milioni 150 mila euro,
c'era un di cui che era 1 milione 650 mila euro che era una somma
assegnata al personale che lavorava presso la Provincia regionale
di Catania.
Queste somme già sono state impegnate e trovasi praticamente
nell'ambito di quello che è l'articolo 8. Quindi c'è questa somma
che è libera, poi, si deciderà in Aula cosa fare, se privilegiare
il sistema assistenziale, ma imputarlo comunque ad altro articolo è
sbagliato.
Ricordo anche al presidente Crocetta che aveva presentato un
emendamento in Commissione Bilancio - se lei ricorda, Presidente
era il suo impegno aver presentato questo emendamento - che poi
l'assessore Baccei ha ritirato impegnandosi, ovviamente, ad
affrontare la questione in Aula per risolverla. Però,
l'impostazione tecnica, al di là delle cifre deve restare per
quest'anno 2016 per le cose che sono state delle dall'onorevole
Fazio, dall'onorevole Fontana, dal sottoscritto, dall'onorevole
Cimino e tutti gli altri, l'onorevole Panepinto, eccetera, deve
restare per ora incastonata nell'ente Provincia o libero consorzio
che sarà.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, posso farle un'altra domanda?
Senza volermi sostituire al Governo: ma c'è l'esigenza di mettere
una cifra fissa, oppure è soltanto una questione di carattere
giuridico? Se è una questione di carattere giuridico lo potrei fare
pure a cifra zero, chiaramente non lo facciamo a cifra zero, e
diamo la possibilità eventualmente
DI MAURO. Faccio l'esempio della Provincia di Agrigento, ha una
quota dei 2/3 di questa società, se non è in grado di trasferire le
risorse ci avviamo alla liquidazione perché già la Camera di
Commercio ha manifestato il recesso, quindi, facciamo saltare i
liberi consorzi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'argomento debba essere affrontato approfondendo l'emendamento
dell'onorevole Fazio perché è un emendamento che, di fatto, dà la
possibilità di riuscire a mantenere la situazione attuale per
quanto riguarda i rapporti delle ex Province con le realtà locali e
soprattutto, onorevole Presidente, rispetto al ragionamento che
faceva lei poc'anzi, oggi, non possiamo e non dobbiamo togliere
questo rapporto del Consorzio universitario con l'ex Provincia o
col libero consorzio perché quei consorzi universitari sono nati
per le peculiarità proprie del territorio.
Evitando e non votando l'emendamento dell'onorevole Fazio
rischiamo di creare che questi consorzi rimangano delle strutture
para regionali, cioè col finanziamento della Regione siciliana con
un problema che nel medio e nel lungo periodo andrà ad aggravarsi.
Al contrario, invece, ritengo, nel medio e nel lungo periodo,
questi consorzi devono sempre più essere collegati con il libero
consorzio e sempre meno con la Regione siciliana. In questa fase,
quindi, gli articoli 23 e 17 hanno due funzioni ben diverse che nel
momento in cui l'Assemblea darà vita ai liberi consorzi, i liberi
consorzi saranno i titolari propri dei consorzi universitari e,
allora, la Regione può fare anche un passo in dietro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Stiamo dando 9 milioni
aggiuntivi che sono, ovviamente, dedicati prioritariamente ai
mutui. Questo significa che si libera per i liberi consorzi una
spesa che magari doveva essere affrontata con le risorse del titolo
1 per pagare quei mutui che hanno i comuni, quindi spesa corrente,
quindi si libera una parte
Credo che, oggi, mettere riserve quantizzate non abbia senso,
credo che occorra fare un'operazione molto semplice.
Prioritariamente, i comuni devono garantire i servizi rivolti alla
disabilità ed ai liberi consorzi dei comuni.
Onorevole Di Mauro, come dice non si risolve il problema del
personale, perché se lei toglie i soldi destinati alle riserve non
è che il tema cambia. O ci sono le risorse, o non ci sono.
Quindi, precisando quello che ha detto prima l'assessore Marziano
quando ha parlato esattamente di questo riparto, dobbiamo
vincolarli alla spesa sociale, altrimenti se lei dice che non ci
sono i soldi degli stipendi, allora, gli emendamenti diventano
persino inammissibili.
BACCEI, assessore per l'economia. Non so se avete presente che i
costi complessivi delle Province ammontano a 550 milioni di euro,
immaginatevi quanto possono spostare 500, 600 mila euro su un
bilancio di 550 milioni di euro, con 180 milioni di euro di
perdita. Secondo voi fare una riserva di 300, 400, 500 mila euro
cosa sposta? Ma di cosa stiamo discutendo? Sono 550 milioni di
euro.
DI MAURO. Non cambiamo le carte in tavola. Stiamo parlando dei
liberi consorzi. Lei mi deve dare una risposta sui liberi consorzi,
e me la deve dare come l'anno scorso. Assumetevi la responsabilità.
Sono cose vostre.
BACCEI, assessore per l'economia. Gliela sto dando la risposta.
PRESIDENTE. La posizione del Governo è chiara. Il ragionamento
all'inverso si può fare, nel momento in cui votiamo l'articolo 23,
quei 5 milioni li destiniamo direttamente alle province, perché ho
compreso qual è il problema di carattere giuridico, ma è chiaro che
essendo la govette ed essendo queste le disponibilità, da qualche
parte devono venire in meno e, quindi, ci sarà un minore
trasferimento da parte della Regione.
Mi ha convinto il ragionamento, per carità, che hanno fatto i
colleghi di Agrigento, perché necessariamente devono essere i
liberi consorzi a trasferirlo. Lo ha chiarito l'onorevole Di Mauro,
lo possiamo vedere nell'articolo 23, perché quella somma
dell'articolo 23 la destiniamo attraverso i liberi consorzi.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Lo abbiamo fatto
l'anno scorso.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non sono stato
esaustivo nel descrivere che non è così come effettivamente è stato
affermato, perché non sono solo i consorzi universitari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciamo parlare l'onorevole
Fazio.
FAZIO. Ho spiegato poco fa, ed ho affermato, che i commissari
straordinari ed i nominati da questo Governo, il primo compito che
hanno fatto, nel momento in cui si sono insediati, è stato il
recesso nei confronti di alcuni enti di carattere culturale, che
non sono Presidente solo i consorzi universitari, perché se fossero
solo i consorzi universitari avremmo risolto il problema con
l'articolo 23, non è così.
Faccio un ragionamento di carattere giuridico, e se mi segue il
Presidente, anche di carattere politico. Poiché è una scelta che è
stata fatta dal commissario e non ritengo che sia demandabile una
scelta di questo genere a un commissario straordinario che si
insedia e francamente mi sopprime un ente che dura da cinquant'anni
e che svolge nel territorio una funzione estremamente importante e
fondamentale. E allora non è possibile che immediatamente formula
il recesso e lo fa morire perché significa vanificare anni e anni
di impegno anche di carattere economico. Allora il ragionamento
qual è? Se sostanzialmente lo fai sopravvivere per un anno, che è
quella la cosa più importante, poiché il libero Consorzio di comuni
comunque deve essere ricostituito, deve essere il libero Consorzio
di comuni a dover decidere politicamente, e anche ci mette la
faccia, se sopprimerlo, se farlo valere, se incentivarlo oppure no.
Non può essere semplicemente e solamente fatto finire un ente e
ovviamente un organismo che svolge un'attività culturale importante
per decisione di un organo straordinario che viene nominato, che
non conosce il territorio, che non conosce la storia, che non
conosce quello che è stato fatto. È chiaro? Ecco perché insisto sul
subemendamento, perché è di vitale importanza per alcuni territori.
Come faccio a spiegarlo ancora? E non è solo un problema di
Consorzio universitario, è un ragionamento che deve essere fatto e
che non può essere demandato a un commissario straordinario che
viene, vorrei ricordare ai miei colleghi, che solo per quanto
riguarda Trapani ne sono arrivati tre che non conoscono un bel
niente di quello che è successo in cinquant'anni di storia.
Allora se una decisione del genere dove essere assunta, e mi sta
bene, ma deve essere imputabile e deve essere ovviamente decisa dal
libero Consorzio dei comuni che ha sostituito nei fatti e
giuridicamente il Consorzio universitario.
Insisto almeno perché il mio emendamento venga messo ai voti.
Grazie.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
1132/A e nn. 1133-1155/A
PRESIDENTE. Allora abbiamo l'emendamento di riscrittura
sostitutivo dell'intero articolo e due subemendamenti.
Onorevole Fazio, purtroppo sono costretto a dichiarare
inammissibile il suo emendamento proprio perché non si limita ai
liberi Consorzi ma è la stessa materia trattata all'articolo 8 e
difesa con forza, gli do atto, dall'onorevole Sammartino.
Si passa al subemendamento 27 R 2. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27 R, così come subemendato. Il parere
del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa, riprenderà domani,
domenica 28 febbraio 2016, alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.04 di sabato 27 febbraio 2016, è
ripresa alle ore 10.12 di domenica 28 febbraio 2016)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, sta alla nostra buona volontà completare la
finanziaria nei termini previsti.
Riprendiamo i lavori dall'articolo 19 Disposizioni di
contenimento della spesa nel settore forestale. Disposizioni in
materia di garanzie occupazionali , in precedenza accantonato.
Invito i colleghi ad evitare di avvicinarsi ai banchi della
Presidenza e soprattutto del Governo. Ha facoltà di parlare
l'assessore Cracolici.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e le
pesca mediterranea. Signor Presidente, questo articolo si pone due
obiettivi. Il primo è quello di affrontare dopo vent'anni una
riforma organica del settore della forestazione, che è un'attività
già in itinere con la struttura dell'Assessorato e contiamo di
poter predisporre il testo da presentare in Aula entro novanta
giorni.
Questo è un obiettivo che ci diamo, che possiamo anche
formalizzare in quest'Aula. La sospensione del turn over nasce
perché, proprio per fare la riforma, è necessario avere la
fotografia, allo stato degli atti, della situazione dei lavoratori
forestali rispetto alle varie fasce ed alle modalità di impiego che
si avranno nel futuro.
L'altra questione, e lo dico per rispetto e per dare dignità ai
lavoratori forestali, noi contiamo di fare una riforma che mette al
centro le attività, non le giornate, cioè per anni abbiamo discusso
del lavoro forestale come un fatto di concessione di giornate di
lavoro e non parlando, invece, di restituire la dignità del lavoro
che si fa, cioè dell'attività utile per la collettività.
In questo senso, la riforma che ci apprestiamo a fare ha proprio
questa ambizione: restituire dignità al lavoro forestale mettendo
al centro le attività, l'utilità sociale delle attività che
verranno svolte e, in nome di questo, ridare anche orgoglio,
funzione e credibilità al lavoro forestale uscendo anche da una
letteratura.
Lo dico con una battuta, quando si parla di forestali si parla per
numeri: si dice 24 mila, 22 mila, 25 mila, 20 mila, si dimentica
che i lavoratori forestali che utilizza la Regione sono lavoratori
giornalieri e, quindi, come tali, non sono 25 mila lavoratori che
sono tutto l'anno lavoratori full time.
Abbiamo fatto una stima rispetto al numero delle giornate che, in
atto, vengono fatte dai lavoratori forestali e può dirsi, con
certezza, che il numero di addetti di uomo-anno-lavoro è pari a
meno di 9 mila addetti. Lo dico perché altre Regioni del nostro
Paese, a partire dalla Sardegna, ha un numero di lavoratori addetti
nel settore della forestazione, considerati i rapporti demografici
diversi tra noi e altre Regioni, che non è di molto inferiore a
quello che, in atto, ha la Regione siciliana. Quindi, lo dico per
uscire da stereotipi, da frasi fatte anche di campagne di
comunicazioni che rappresenta il lavoro forestale come una delle
vergogne della Sicilia.
Noi non possiamo accettare questa rappresentazione del lavoro
forestale come una vergogna. Lo vogliamo rivalorizzare, dargli la
dignità di lavoro utile e mettendo al centro la funzione
organizzativa della Regione al fine di dare attività utili, ripeto,
alla collettività, a partire dalla costituzione, in Sicilia, del
servizio di prevenzione civile, un servizio che metta al centro
questa attività per garantire, monitorare il lavoro nei nostri
territori al fine di prevenire i disastri ambientali che, ogni
anno, raccontiamo dopo le piogge.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cinque minuti sull'intero articolo.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi vorrei
soffermare sulla questione relativa al blocco del turn over, ma
vorrei avere delle rassicurazioni, perché fra l'altro è stato già
fatto il blocco delle graduatorie fino al 31 dicembre 2015, ma
ritengo che se c'è l'impegno da parte del Governo ad emanare una
norma entro 90 giorni, ad emanare una norma che riorganizzi il
settore, credo che si possa responsabilmente e, con una intesa
politica forte, raggiungere l'obiettivo.
L'obiettivo è quello di mettere a sistema - lo dico da 3 anni e
questo lo rivendico, ho già presentato anche un disegno di legge -
questi lavoratori che rappresentano un bene per la Sicilia.
Vorrei, però, soltanto due assicurazioni dell'assessore Cracolici.
Assessore, mi ascolti due minuti, poi, il tempo passa. Dicevo di
volere da lei due assicurazioni: una è quella dei 90 giorni.
Poi, le volevo sottolineare ciò che si sta verificando in questi
giorni: sostanzialmente, in alcune aziende, c'è un comportamento
diverso. Che significa? Abbiamo approvato l'articolo sulla
formazione delle graduatorie al 31 dicembre 2015, però, in alcune
province, soprattutto Catania, Trapani e Siracusa, si stanno
effettuando le iscrizioni non secondo quanto stabilito dalla norma
e, quindi, non utilizzando l'anzianità di iscrizione, ma
l'anzianità di servizio. Ciò che cosa comporta? Che, alcuni
soggetti, per esempio, alcuni sindacati, possibilmente, scavalcano
gli altri.
E' vero che c'è stata un'ordinanza da parte del Tribunale che ha
sollevato un'eccezione di incostituzionalità, però, vorrei che,
nelle more della pronuncia della Corte costituzionale,
l'Assessorato facesse una direttiva che dia un indirizzo alle
aziende perché si uniformino ai criteri stabiliti dalla la legge.
E, ancora, Assessore, l'articolo 12 della finanziaria, credo del
2014, aveva previsto l'impiego dei forestali nei comuni per
dissesto idrogeologico, per sistemare, eccetera. Che cosa si è
verificato? Che le aziende hanno fatto i progetti, però, per
mancanza di un regolamento, questi forestali non sono stati
impiegati nei comuni.
La prego, Assessore, proprio per prevenire il dissesto, per dare
una mano ed anche per evitare che, poi, all'ultimo debbano
completare le aziende, di dare anche in questo senso delle
direttive o, quanto meno, che si faccia il regolamento perché i
forestali possano veramente essere utili e possano essere utili al
territorio, sfatando ormai quella che è diventata una leggenda,
cioè che sono delle categorie improduttive, che sono dei lavoratori
che non servono.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
vorrei riflettere insieme a voi sull'articolazione del comma 1,
dell'articolo 19, perché credo che sia, in merito al turn over,
un'articolazione che risente del fatto che avremmo dovuto approvare
la finanziaria entro il 31 dicembre del 2015.
Però, siccome la norma a tutt'oggi esistente, diceva che il turn
over doveva avvenire in base alle domande che venivano presentate
entro il dicembre dell'anno precedente, per poi avere le
graduatorie disponibili a marzo, ho una grossa preoccupazione,
perché la normativa, ad oggi, esistente e vigente, dice che già da
martedì avremo le nuove graduatorie ed invece no, perché
interveniamo con una norma che entrerà in vigore in coincidenza con
le graduatorie che già saranno state riformulate e, quindi, invito
a riflettere anche su questo punto, anche perché non si capirebbe
lo spirito di una riforma che deve essere quella di riformare il
settore, di partire non già dai lavoratori ma dalle attività che i
lavoratori possono espletare e sono tantissime e, soprattutto,
quelle attività che possono finalmente determinare una diversa
opinione pubblica su questi lavoratori, perché vi vorrei ricordare
che, al di là delle strumentalizzazioni che qualcuno continua a
mettere in campo, che se finora non hanno potuto effettuare certi
tipi di servizi è perché glielo abbiamo impedito.
Allora, mettendo in campo una riforma in tempi brevi, massimo 90
giorni e cercando, appunto, di partire da ciò che serve e dalle
professionalità che abbiamo all'interno di quel bacino che sono
delle professionalità spendibili, credo che faremo una buona
azione politica , se così la possiamo definire, nei confronti della
collettività, però non possiamo pensare che con il comma 1
dell'articolo 19 ci laviamo pure le mani e facciamo spending review
con una norma che, purtroppo, interviene successivamente, quindi,
invito l'Assessore ed il Governo tutto a riflettere su questo
punto, anche perché l'accanimento nei confronti di questi
lavoratori li porterebbe sicuramente a pensare che c'è la volontà
di una penalizzazione che possiamo evitare, proprio perché la
riforma parlerà d'altro, perché qualcuno continua a dire: c'è la
riforma e, quindi, blocchiamo il turn over. Siccome, la riforma
parlerà d'altro, della loro valorizzazione, del loro utilizzo
produttivo, vorrei evitare che tutto ciò accadesse perché daremmo
sicuramente un segnale negativo, complessivamente, nei confronti di
questo bacino di lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà
MILAZZO Giuseppe. Assessore Cracolici, lei ha annunciato che
porterà in Aula una riforma, lei difende l'articolo 19 che, in
verità, ha refluenze non solo sull'articolo 19 - lo sappiamo tutti
- ma su tutta la finanziaria, su tutto il bilancio della Regione e
sugli impegni che ha assunto, a Roma, l'assessore Baccei.
In verità, assessore Cracolici, se posso muovere una critica nei
suoi confronti, ma in assoluta serenità e sempre con spirito volto
alla costruttività, devo dirle che lei non ha assolutamente fornito
all'Aula un numero, non ha detto quanto è il risparmio, nelle more
delle riforme avrebbe potuto, almeno, preannunciare all'Aula
qualche - diciamola con un poco di spirito - chicca , cioè non ha
dato niente, ha detto che la riforma sarà improntata, eccetera, ma
non ha parlato di niente.
Per carità, posso anche intuire perché lei non voglia commettere
questo errore, cioè per evitare di scatenare in Aula delle
differenziazioni che potrebbero certamente avere impatto negativo
sul voto sull'articolo 19.
Però, dagli interventi che ho già visto vedo un PD che fa partito
di lotta e di Governo, perché come le dirà meglio, poi, il mio
capogruppo, lo avevamo preannunciato e, poi, per senso di
responsabilità abbiamo evitato di presentare emendamenti per
bloccare il turn over perché ci sono degli impegni, però, se qua,
poi, sentiamo prendere la parola o vediamo che già qualcuno scrive
emendamenti di demagogia per dire: noi fermiamo , noi facciamo ,
allora, deve fare una cosa, o c'è un PD che cerca di portare
risultati a Roma e rivedere un poco la storia di questa Regione
spendacciona e, allora, è una politica, ma lei, Assessore, non può
dire che promuove l'articolo 19 e contemporaneamente i suoi
colleghi scrivono altro.
Motivo per cui, le dico la verità, Assessore, già in Commissione
mi sono astenuto dal mettere bocca e dal presentare emendamenti.
Motivo per cui, al momento del voto, assessore Cracolici, toglierò
il tesserino. E lo sa perché toglierò il tesserino? Perché non ci
metterò mano, voi siete il Governo, voi avete preso impegni e voi
ve la dovete vedere, poi, con i siciliani. Voglio vedere che
riforma porterete Ma prima della riforma, cioè questi famosi 90
giorni, voglio vedere cosa succederà da qui ad un'ora, due ore,
quando voterete e quando salterà la Finanziaria se bocceranno
questo articolo e quando verrà approvato l'articolo, perché tutte e
due le facce mi incuriosiscono e siccome la maggioranza siete voi
io toglierò il tesserino, mi siederò al mio posto e voglio vedere
lo spettacolo che ci sarà quando alcuni vorranno fare i salvatori
Io sono curioso e non voterò niente, perché altro dire
all'Assemblea il blocco del turnover determina un risparmio di 20
milioni , però il blocco del risparmio ed i 20 milioni
determineranno una stabilizzazione. Allora sai, gente che è
ricattata quotidianamente, settantottisti, centunisti,
centocinquantunisti che sono sempre schiavi della politica e devono
sempre venire qua sotto a patire queste giornate lavorative, allora
sai, per liberarle da questo gioco noi che facciamo? Avviamo un
processo di stabilizzazione. Io sono d'accordo. Ma se questo deve
servire ad ammazzarli e fra 90 giorni non si sa cosa deve accadere,
perché lei non l'ha detto all'Aula cosa accadrà.
Cioè, lei mi dice: Milazzo, noi li dobbiamo ammazzare, dobbiamo
bloccare il turnover, fra 90 giorni non si sa cosa accadrà , ed
allora io non sono d'accordo. Lei mi dice: Milazzo, io blocco il
turnover perché voglio avviare la stabilizzazione , io sono
d'accordo. Motivo per cui, siccome secondo me le idee non le avete
chiare, io toglierò il tesserino e non ci metto mano.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, di certo lo dico ai colleghi, a me
stesso ed all'onorevole Milazzo che gode della mia simpatia, la
grande certezza in quest'Aula è che c'è tutta l'Aula schierata a
favore di questo mondo che è stato già fin troppo bistrattato da
Giletti, dalla superficialità e dalla approssimazione, come diceva
l'onorevole Cracolici, confondendo le unità lavorative con i
settantottisti, i centocinquantunisti e così via dicendo.
Quindi, posso rassicurare chi ci ascolta che chi da sempre si è
occupato ed ha difeso i forestali, l'ha fatto poc'anzi l'onorevole
Maggio, l'onorevole Cracolici nell'introduzione, lo farà
l'onorevole Panarello, l'onorevole Anselmo e tutti gli altri.
Oggi, stiamo provando, onorevole Milazzo, a far uscire dall'Aula
un atto che sia coraggioso di questo Parlamento, che tuteli 200
mila ettari di bosco che è un grande patrimonio per la Sicilia, che
riconverta adesso un utilizzo migliore di questo grande patrimonio
ed, al tempo stesso, la valorizzazione della forza lavoro che è una
grande risorsa per la Sicilia e per tutto il sistema ambientale
italiano.
A questa aggiungerei la messa a reddito di un patrimonio boschivo
che ha un grande valore.
Per cui, oggi, anziché dividerci tra quelli che sono a favore del
turnover e quelli che sono contro il turnover, io ritengo che la
linea che dobbiamo seguire, con grande senso di responsabilità di
una classe dirigente che tutela tutti i lavoratori dell'azienda del
mondo della forestazione, è quello di immaginare il rilancio di
questa grande attività.
Non è più sopportabile che ogni domenica alle ore 14.00 arriva il
giornalista che cerca lo scoop per attaccare persone che lavorano
come nella loro stragrande composizione.
Per cui, proviamo a trovare la composizione, mi rivolgo alle forze
di minoranza quanto a quelle di maggioranza, che sia quello di
mettere in campo entro 90 giorni una riforma vera che permetta
anche il riutilizzo di lavoratori nel settore agricolo che è fatto
di viabilità rurale, che è fatto di pulizia di vallone, di strade,
di salvaguardia di un sistema complessivo che è quello agro-
economico.
Detto questo, stiamo lavorando. Abbiamo avuto interrogazione con
alcuni capigruppo, lo dovremmo fare con tutti, per evitare che alla
fine, nel dividerci tra turnover sì, turnover no, si danneggiano i
lavoratori.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
emendamento e volevo motivarlo e dare all'Aula, finalmente, la
giusta indicazione che ognuno di noi ha il dovere di lavorare per
portare beneficio alla Sicilia e non per danneggiare la Sicilia e i
siciliani. A volte, siamo presi dalle tante cose da fare e ci
distraiamo dalle cose più importanti che, invece, portano beneficio
alla Regione.
Questo emendamento l'ho pensato già nella Commissione dove ero
precedentemente, Attività produttive , la Commissione nella sua
interezza ha pensato di portare avanti i prodotti di qualità di
questa nostra Terra.
Abbiamo pensato ai prodotti DOC, IGT, a tutto quello che poteva
servire affinché presentassimo, all'intera nazione, e oltre la
nazione, un prodotto di qualità.
Voglio mettere a conoscenza i colleghi parlamentari che ad oggi
quelli che hanno lavorato sulla tenuta dei registri genealogici
delle colture agricole sono dei professionisti esterni con partita
IVA, 5-6 saranno, portano un introito annuale di circa 3 milioni di
euro, lo ha detto l'assessore ultimamente, con una spesa di circa
200-250 mila euro l'anno.
Questo emendamento è stato condiviso e controfirmato, è stato
votato anche nella Commissione di merito, signor Presidente, è
uscito pure dalla Commissione di merito con parere favorevole ed è
pure prevista la copertura finanziaria.
Il capitolo in entrata è stato già dall'anno scorso formato, ci
sono già circa 3 milioni di euro e per pagare i professionisti, che
attendono da due anni, manca il capitolo di spesa. Questa è la
ragione per la quale il sottoscritto vuole lavorare solo ed
esclusivamente a fin di bene. Il registro genealogico servirà pure
per la classificazione dei nostri grani antichi nonché per l'olio
di qualità siciliano. Questa è la motivazione.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi, come me e
come credo tanti altri colleghi, difende il lavoro forestale ed è
più interessato a fare in modo che al più presto si determini la
riforma del settore, auspicata da anni e annunciata dall'assessore
Cracolici.
Anche il termine ipotizzato dallo stesso Assessore, oltre che da
qualche collega parlamentare, può aiutare a sdrammatizzare il tema
del blocco o del mantenimento del turnover. Perché difendere il
lavoro forestale e i lavoratori forestali significa riorganizzare
il settore, sviluppare le attività, utilizzare al meglio le risorse
umane che ci sono in questo ambito a sostegno, per esempio, della
mitigazione dei rischi di dissesto idrogeologico e tutte le altre
misure che già, in qualche maniera, sono state anticipate nel corso
dei mesi precedenti, ma che devono diventare strutturali ed
organiche all'impegno dei lavoratori forestali.
Credo che in questo senso il Parlamento, se vuole aiutare il
settore e vuole aiutare i lavoratori del settore, si debba muovere
e dobbiamo evitare, mi riferisco al tema evocato in un intervento
che io ho apprezzato da parte del collega Milazzo, cioè di una
possibile bocciatura della finanziaria con tutte le conseguenze che
si determinerebbero.
Ora, io capisco che nel gioco parlamentare chi fa l'opposizione
possa immaginare uno scenario di questo genere, è legittimo; ma
penso che sarebbe fuori luogo utilizzare i forestali per una
operazione politica di questo genere.
I forestali, più di altri, non avrebbero nessun guadagno dalla
bocciatura della finanziaria e del bilancio, sarebbero quelli che
pagherebbero di più. Quindi, io mi rivolgo a tutta l'Aula e
soprattutto a quelli che dicono di volere salvaguardare il lavoro
forestale e la condizione dei lavoratori forestali per evitare che
sulla pelle dei forestali si determini uno scontro all'interno
dell'Aula che presuppone uno scontro politico dal quale certamente
i forestali non avrebbero nulla da guadagnare.
Ecco perché io ritengo che, sulla scorta dell'annuncio fatto
dall'Assessore e dell'iniziativa dei Gruppi parlamentari di
maggioranza e dell'opposizione, si potrebbe accelerare il progetto
di riforma dal quale può scaturire sicuramente la fine della
condizione di precarietà del settore e le condizioni per rendere
più utile l'attività dei lavoratori forestali per quanto riguarda
la salvaguardia ambientale e il contrasto al dissesto idrogeologico
e prefigurare un futuro meno incerto per tutto il comparto
forestale.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proverò ad essere
propositivo in merito all'articolo 19 e proverò ad esserlo anche,
sperando di argomentare un po' la proposta che faccio al Governo e
ai colleghi.
Io, come lei sa e come lei ricorda bene, Presidente, in sede di
discussione generale ho criticato fortemente il meccanismo secondo
il quale l'articolo 5 di questa legge di stabilità dovesse essere
approvato solo e a condizione che vi fossero una serie di
adempimenti normativi da eseguire nel corso dei lavori di questo
Parlamento e, purtroppo, l'articolo 19 rientra un po', anzi rientra
a pieno titolo all'interno di quei compiti che ci sono stati
assegnati, non si capisce bene da quale sede istituzionale, se sia
una sede di Governo nazionale, se sia una sede di Ministero
nazionale, se sia una Commissione paritetica prevista dallo
Statuto, se sia un tavolo tecnico ministeriale, ancora non si è ben
compreso.
Però, vede, assessore Cracolici, la norma così come è scritta,
sembra essere un po' un retaggio culturale dei tempi che furono,
dove, a prescindere dal contenuto del provvedimento, occorre
necessariamente portare uno scalpo, occorre portare uno scalpo, a
Roma occorre necessariamente portare qualcosa, perché all'interno
del circuito della riserva indiana bisogna necessariamente colpire
qualcosa o qualcuno per dimostrare che si è andati in Sicilia e si
è colpito un settore.
La più grave mancanza secondo me, assessore Cracolici, del
Governo, non solo di quello di cui ora fa parte lei ma anche di
quelli precedenti, è che non si è riusciti ad andare a Roma a
dimostrare che in questi anni questa Regione i sacrifici li ha
fatti - eccome se li ha fatti - in tanti settori.
Io ricordo a me stesso che questa Regione è dal 2008 che non
assume più un dipendente, ed ha fatto una legge di blocco delle
assunzioni che tante altre regioni non hanno fatto. Assessore
Cracolici, io le ricordo, ma lei lo sa bene perché è stato
protagonista di quelle stagioni, che lavoratori forestali in questa
Regione non ne vengono assunti più da prima dal 2008 e che sono
ridotti
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Dal '96.
LOMBARDO. Dal '96. Lei ricorda bene che questa Regione,
assessore Gucciardi, con la legge n. 5 del 2009, si è messa in
linea con le regioni più virtuose in tema di spesa sanitaria e
tutti questi risultati vanno portati a Roma, perché non si può
continuare a inveire, a vituperare la categoria dei forestali, che
non sono dei favoriti o dei graziati dalla società, ma sono delle
persone che hanno ottenuto un lavoro e che cercano di andare sempre
di più verso una stabilizzazione.
Per questo il tema centrale deve essere necessariamente da un lato
la tutela dell'immagine del lavoratori, dall'altro, assessore
Cracolici, l'utilizzo dei lavoratori, col disegno di legge n. 268 e
in particolare con l'articolo 5, che era la vecchia riforma delle
Province così come disegnata nella scorsa legislatura, venivano
previsti protocolli d'intesa tra la Regione e i liberi consorzi che
dovevano nascere secondo una diversa impostazione.
Poi, sappiamo come sono nati morti all'interno della concezione di
questo Governo, potevano essere utilizzati all'interno degli enti
locali, affinché vi fosse anche un contatto maggiormente diretto
tra ente locale e lavoratore forestale proprio per creare quel
clima di fiducia e di riconoscenza tra la cittadinanza che vede nel
forestale non più un privilegiato, che non lo è mai stato, ma vede
una persona che aiuta la collettività in molte delle mansioni che
devono essere svolte.
Ed allora, dinanzi a tutto questo, noi il taglio del turn over,
ovvero di quel meccanismo che non vuole privilegiare una categoria,
ma che vuole solamente avvicinare un lavoratore che è precario da
tanti anni a una stabilizzazione, noi questo non lo consentiamo ed
abbiamo non solo presentato gli articoli soppressivi, perché ci
sembrava semplicemente una posizione di retroguardia, ma abbiamo
anche presentato un emendamento che riscrive l'articolo e che
consenta la possibilità di effettuare una riforma organica del
settore forestale da qui a 120 giorni.
Io penso che dinanzi a questa richiesta e dinanzi alla difesa dei
forestali che sono degli umili lavoratori siciliani, io penso che
il Governo non possa rimanere silente.
Quindi, assessore Cracolici, io la invito insieme anche ai
deputati della maggioranza e del PD a non fare passare questo
articolo massacrante per la Sicilia, ma ad accogliere l'emendamento
che stiamo scrivendo insieme ad altri deputati.
RAGUSA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
l'intervento dell'assessore Cracolici ci informa, stamattina, che
sta preparando la riforma del comparto forestale.
Allora, io le dico sin da subito, caro assessore Cracolici, che
nelle more dell'attesa della sua riforma, e spero che sia in grado
di farla, noi siamo per lo scorrimento delle graduatorie. Perché
d'altronde, caro Assessore, se lei magari si farà un giro nelle
zone montane della regione Sicilia si renderà conto della
depressione economica che stanno vivendo queste piccole città
montane.
Molte di queste città vivono sull'economia della forestale e se
noi non diamo la possibilità di andare avanti nella graduatoria ci
sarà un vero immobilismo. Non si spiega come un lavoratore possa
stare 20 anni, 25 anni a 78 giornate. Io dovrei chiedere a voi
tutti come si può fare sopravvivere una famiglia con 78 giornate
lavorative, vista la crisi economica e l'innalzamento dei prezzi
che c'è in questo momento storico nella nazione italiana.
D'altronde, io ricordo cosa disse il Presidente Crocetta: Non
faremo macelleria sociale . Ecco, se vogliamo iniziare un
ragionamento in controtendenza, questo è l'atto che dimostrerà ai
siciliani del comparto forestale che non ci sarà macelleria
sociale.
Ed inoltre, Assessore, che senso ha far partire la stagione
dell'antincendio nel mese di luglio e continuarla fino a dicembre?
Non ha proprio senso questa cosa L'antincendio deve partire ad
aprile e chiudersi a dicembre, perché tutto questo se non sarà
fatto, sì che dovremmo raccogliere le critiche che piovono da tutte
le parti
Un'altra cosa, assessore Cracolici. Io le chiedo ufficialmente -
assessore Cracolici, per favore, mi ascolti un attimo - quando il
comparto dei forestali siciliani sarà attaccato pubblicamente a
livello nazionale io ritengo che sia un dovere morale difenderli,
tutelarli perché noi se li tuteliamo, tuteliamo la Regione Sicilia,
perché le trasmissioni che vanno più di moda si divertono ad
infangare un lavoro dignitoso fatto da persone che lavorano per
salvaguardare l'ambiente e le zone montane e la salvaguardia
idrogeologica.
D'altronde, non c'è uno strumento, oggi, che possa misurare
l'ossigeno. Eppure questi lavoratori, che non sono lavoratori
normali ma sono operatori specializzati nel settore ambientale, io
spero che queste parole lei nella riforma li riprenda perché se
abbiamo lavorato per le partecipate siciliane e le abbiamo aiutate
economicamente, se abbiamo aiutato i PIP, se abbiamo aiutato il
precariato siciliano, io le chiedo ufficialmente qui questa mattina
che nella riforma si parli di stabilizzazione definitiva del
comparto forestale siciliano, perché solo allora avremmo dato
dignità piena a questo comparto di lavoratori, solo così potremmo
lavare la mancata dignità che abbiamo dato a questa gente in questi
anni.
E poi, Assessore, non acquisiamo più terreni. Un po' di anni fa
bastava conferire a titolo gratuito terreni e poi venivano
riconsegnati ai proprietari dopo 20 anni e sarebbe come trovare
nuova linfa, nuovi terreni, nuovi rimboschimenti, nuova
occupazione.
Noi non siamo né la Lombardia, né il Veneto e neanche la Toscana.
Siamo la Sicilia. È questa la nostra Sicilia. La Sicilia va
tutelata, va difesa e i lavoratori forestali hanno bisogno di
essere difesi.
E poi, perché non mettere in moto il meccanismo virtuoso,
Assessore? Ma perché non integrarci con i beni culturali? Ma perché
non integrarci con il turismo? Tanti rifugi forestali oggi sono
chiusi, apriamoli alla gente, apriamoli al turismo Facciamo
accompagnare i nostri visitatori dai nostri operatori forestali che
potremmo anche professionalizzarli, farli crescere, specializzarli,
diventare guide ambientali.
Assessore, i nostri vivai sono distrutti, i vivai forestali sono
distrutti; non vengono più messi a dimora piante autoctone, cosa
vuol dire? Oggi, tante piante non sono più produttive.
Ed allora, bisogna cambiare registro, bisogna avere piante
produttive perché le resinosi non danno più possibilità e della
riforma io spero che lei possa parlare anche di biomasse perché
(protesta dell'onorevole Dipasquale)
RAGUSA. Scusi, questo signore, questo onorevole che non è
d'accordo sul mio intervento lo faccia smettere E' un teatrante
E' un camminatore E' sempre in giro per tutti i partiti della
Sicilia E la smetta Dipasquale di interrompermi Mi faccia la
cortesia di smetterla
PRESIDENTE. Non accetti provocazioni. La invito a concludere.
RAGUSA. E quando parlo di energia alternativa, Assessore, parlo di
biomasse perché le ramaglie, gli eucalipti oggi non hanno ragione
di esistere. Dobbiamo creare dei centri di biomassa e i fondi che
verranno tirati fuori dalle biomasse saranno investiti nei capitoli
per i forestali.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, mi sembra che il clima d'Aula veda
un'ampia condivisione da parte di diversi Gruppi parlamentari.
Sottolineo questo perché ci sono momenti in politica in cui non
bisogna avere a tutti i costi l'ardire e la voglia di mettere il
cappello sulle cose, ma con responsabilità fotografare quello che
accade e quello che sta accadendo in quest'Aula.
Signor Presidente dell'Assemblea, e lo ricordo anche all'Assessore
Cracolici, che su questo provvedimento c'è un'ampia e assoluta
condivisione da parte di tutti i Gruppi parlamentari. Mi si dirà,
forse, che l'Assessore Baccei ha avuto ampio mandato da parte del
Governo nazionale. Mi si dirà, forse, che l'Assessore Baccei è
stato inchiodato da Renzi rispetto a questo provvedimento
altrimenti potrebbe saltare il banco.
Ebbene, mi dispiace, si vede che l'Assessore Baccei tornerà a
casa, a Roma, con questa missiva dicendo che, evidentemente, su
questo tema ha incontrato un muro altissimo. Un muro altissimo
legato al fatto che mera demagogia vi è quando si affronta la
questione dei forestali in maniera semplicistica, perché ormai,
Presidente, è sotto gli occhi di tutti che demagogico è stato
l'approccio con il quale in questi anni si è detto ci sono più
forestali che alberi.
E' stato demagogico perché da parte di nessuno vi è mai stata
l'ardire, da parte di nessuno vi è mai stata la vera volontà di
avviare una riforma organica del settore, una riforma organica
attraverso la quale rendere il bosco produttivo; una riforma
organica attraverso la quale poter utilizzare gli operatori
forestali all'interno dei parchi, delle riserve, delle aree
protette, delle aree naturali, attraverso il quale poter parlare
della trasformazione del cippato in energia elettrica.
Ed allora, il tema qual è? Il tema è che, al contrario, attraverso
la valorizzazione di quelle aree e del bosco produttivo, noi
possiamo prevedere il rilancio della nostra Sicilia: una Sicilia
che deve fondare le proprie possibilità sullo sviluppo delle aree
interne, delle aree rurali. Perché sa cosa c'è di nuovo? C'è di
nuovo che in un momento come questo, in cui le aree urbane, le aree
metropolitane sono sempre a maggiore rischio di disagio e
marginalità sociale, lì nelle aree interne, invece, può annidarsi
un'occasione vera di sviluppo. Uno sviluppo che passa attraverso la
valorizzazione di quelle aree Uno sviluppo che si concretizza in
un esempio, che questa legislatura ha vissuto sulle proprie spalle,
fortunatamente, e che è quello che nella riserva naturale dello
Zingaro con un biglietto di quattro euro si riescono a produrre
qualcosa come un milione di euro l'anno
E allora immaginiamo di poter esportare questo modello per tutta
la Sicilia. Una Sicilia dove possano arrivare dal Nord Europa, dove
anziché saltare a piè pari, arrivando in Tunisia o in Spagna, il
turismo possa riempire queste nostre bellissime aree; aree
destinate allo sviluppo, capaci di mettere insieme la forestazione,
ma anche il mondo dell'agricoltura e insieme al mondo
dell'agricoltura anche quello dell'allevamento. E perché non
pensare, ad esempio, all'utilizzo delle aree come siti archeologici
o siti culturali, dove è possibile utilizzare la presenza dei
forestali, che ovviamente non possiamo immaginare di andare a
recuperare a settembre-ottobre. Perché la contraddizione vera, in
tutti questi anni - e mi assumo la responsabilità di quello che
dico - con governi di centro destra e con governi di centro
sinistra, è che si sono voluti tenere - e non solo queste
categorie, ma tante e troppe categorie in Sicilia - uomini e donne
dentro delle gabbie, gabbie altissime come fossero prigioni, che
dovevano essere sottoposti a ricatto morale ed elettorale di classi
dirigenti che si sono alternate.
Allora, io credo che ci sia la possibilità di svoltare attraverso
una riforma organica. Una riforma organica che, ripeto, guarda al
mondo della forestazione in chiave produttiva e che oggi si toglie
dalla testa questo obsoleto concetto del blocco del turn-over.
Noi diciamo una cosa in più, signor Presidente, ed è questa: diamo
una possibilità a questo Governo. Qual è l'opportunità che vogliamo
lanciare? Nessuna voglia di fare demagogia, ma soltanto portare a
casa il risultato. La possibilità deve essere questa: il Governo
faccia ora, subito, entro novanta giorni da questa finanziaria, una
riforma seria e, da quella data, verifichiamo se effettivamente ci
sono le condizioni per portare avanti quel risultato e quel
modello. Se quelle condizioni non ci saranno, signor Presidente, e
concludo, allora pazienza. Si vadano a cercare questi cinque
milioni in consulenze inutili; in buste paghe che vengono fatte da
società esterne; in tutta una serie di sprechi di cui, francamente,
la Sicilia può fare a meno. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signori assessori, onorevoli colleghi, prometto che il
mio intervento non andrà oltre i cinque minuti, come lei
giustamente vuole e pretende nel rispetto del Regolamento interno.
Io mi permetto di dire solamente che sulla questione forestali si
sono fatti vent'anni di demagogia, vent'anni di populismo e,
purtroppo, vent'anni di clientelismo sulle spalle dei poveri
forestali. Ancora qui, oggi, c'è chi continua questa farsa,
cercando di passare per coloro che difendono i forestali e che poi,
invece, hanno avuto solamente l'interesse - e continuano ad avere
l'interesse - ad avere masse elettorali da tenere affamate, così
come è stato per i forestali e portarseli, poi, con la manina
elezione dopo elezione. Però ormai i forestali hanno le idee
chiare, conoscono bene quei chiacchieroni e coloro che hanno
cercato di utilizzarli tenendoli precari, tenendoli mortificati,
solamente per questioni clientelari, e per questioni di consenso
ma, oramai, questi personaggi sono conosciuti, li conoscono.
Io sono convinto che in ogni provincia i forestali hanno la
fotografia del personaggio politico che ha fatto sempre demagogia
sulla loro pelle lasciandoli precari, lasciandoli affamati, e poi
dopo di che, hanno cercato invece di fare i difensori lasciandoli
in questo stato.
Oggi, ci troviamo in una fase diversa. Si sta lavorando realmente
per una riforma e io penso, lo abbiamo detto in Commissione e lo
pensiamo tutti, che solamente attraverso la riforma e solamente
attraverso le cose che sta facendo il Governo potremmo rompere
questo collegamento tra i capi bastoni', tra coloro che hanno
pensato e hanno sfruttato per tanti anni questi poveri lavoratori e
rispetto a quella che invece deve essere la loro posizione
lavorativa e nel loro effettivo utilizzo perché è vero che sono
risorse importantissime ma su questo il Governo non ha bisogno di
suggeritori che vengono qui a diventare i populisti del momento, i
difensori dei forestali del momento perché oramai sono smascherati,
conosciuti, individuati e considerati, davvero, non credibili dai
lavoratori della forestale. Quindi buon lavoro al Governo,
lavoriamo velocemente, andiamo verso la riforma e io penso che così
riusciremo a dare una risposta dignitosa.
PRESIDENTE. Evitiamo i capannelli, onorevoli colleghi. Onorevole
Alongi ha la parola. Non interviene?
ALONGI. Signor Presidente, non è che non intervengo, mi riservo di
intervenire perché vedo che il Governo sta scrivendo un nuovo
emendamento e quindi vorrei leggerlo e capire di cosa stiamo
parlando.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso una cosa,
che rispetto a questo tema il Parlamento deve in qualche modo
ragionare su un aspetto. Noi siamo stati sempre quelli che abbiamo
detto che bisogna effettuare la riforma del sistema forestale.
Lo abbiamo detto come Parlamento, lo abbiamo detto ognuno di noi e
lo stiamo ribadendo anche stamattina. L'impegno che si sta
assumendo l'Assessore Cracolici è quello che entro 90 giorni il
Governo presenta la riforma della forestale. Questo è l'aspetto sul
quale noi oggi ci dovremmo concentrare sapendo una cosa che le
graduatorie di cui tanto stiamo parlando sono state aggiornate al
31.12.2015 e valgono per tutto il 2016. Il blocco del turn over
ovviamente sul quale ognuno di noi ha fatto la propria battaglia
deve in qualche modo, non deve essere, come dire
PRESIDENTE. Sta parlando la collega, se dovete discutere, uscite
fuori
RAIA. Noi dovremmo assumere stamattina un impegno, che è quello
che la riforma si deve fare entro 90 giorni, e che il blocco del
turn over ed eventualmente, proprio per essere credibili non si
effettua in questi 90 giorni ma nel momento in cui si fa la riforma
si vedrà successivamente.
Allora, l'impegno in sostanza è solamente questo: 90 giorni una
riforma importante. 90 giorni una riforma che tutti quanti
aspettiamo da tanto tempo, 90 giorni per una riforma che deve
riscrivere un settore che è stato assolutamente bistrattato e
massacrato non dalla Regione ma dalla stampa, da alcuni sindaci del
Nord, da alcuni presidenti delle Regioni del Nord, che hanno detto
che i forestali in Sicilia sono nulla facenti, sono dei ladri e
sono semplicemente delle persone che non debbono lavorare.
Allora, noi difendiamo i lavoratori forestali, li difendiamo in
ogni cosa, in ogni lavoro, perché sono importanti per la Sicilia e
li difendiamo sapendo che una riforma attesa da anni si può fare,
per fare cosa? Questo lo vedremo quando si discuterà della riforma,
certamente tutti quanti abbiamo sempre detto di fare una riforma,
creando un bosco produttivo, in maniera tale che i lavoratori non
si sentano, né, come dire, assistiti, ma si sentano veri e propri
lavoratori che fanno del proprio lavoro la dignità che mettono in
questo settore.
Allora, questa è la cosa sulla quale ci dobbiamo soffermare: 90
giorni bastano per fare una riforma, il turn over è importante,
questo è quello che dobbiamo fare e i Gruppi parlamentari devono
trovare un'intesa, un accordo, rispetto ad un tema importante che
stamattina stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome è stato preannunciato un
emendamento, tutti ne parlano e ancora non è in possesso di questa
Presidenza, si parla pure di un emendamento condiviso, gradirei che
l'emendamento pervenisse in tempo utile alla Presidenza, così ci
chiariamo le idee pure sui tempi, perché ognuno viene a sollecitare
se chiudere alle 13.00, alle 14.00, andare avanti no stop, l'unica
cosa certa che non faremo nottata.
Vorrei essere chiaro, se noi evitiamo dibattiti che sono sempre
importanti, per carità, ma spesso ripetiamo le stesse cose e
andiamo avanti secondo un percorso che se il Governo vuole dare,
noi pure stamattina possiamo definire alcuni articoli importanti e,
eventualmente rinviare, a domani. Ma se noi stamattina già da
un'ora e mezza siamo bloccati su un articolo, sul quale sembrerebbe
che c'era una condivisione generale e ancora non c'è, credo che
saremo costretti ad andare avanti senza interruzioni.
Ed evitiamo pure capannelli e discussioni varie, evitate di
mettere in difficoltà questa Presidenza presentando emendamenti già
bocciati dall'Aula .
LACCOTO. Presidente, perché dobbiamo continuare domani?
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, su questo decide la Presidenza.
LACCOTO. La Presidenza con la Conferenza dei Capigruppo
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la finanziaria io la chiuderei
entro l'una, tutta la finanziaria, ma se lei pensa che su un
articolo sul quale c'era una condivisione è da un'ora e mezza che
discutiamo, ma onorevole Laccoto lei mi vuole dire che noi dobbiamo
fare la finanziaria stasera e dobbiamo fare nottata? Nottata non ne
faccio Non faccio nottata
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
LACCOTO. Ma chi la vuole la nottata
PRESIDENTE. Non faccio nottata né oggi né domani, non faccio
nottata
LACCOTO. Lei fa solo demagogia e basta Il Regolamento interno
stabilisce che il calendario dei lavori lo fa la Conferenza dei
Capigruppo.
PRESIDENTE. Sono presidente del Parlamento e proprio per questo
lei si limiti ad intervenire e a presentare emendamenti.
Del PD ne doveva intervenire uno e ne sono intervenuti sei, c'era
un emendamento condiviso e ancora io non lo vedo.
LACCOTO. Lei fa solo demagogia
PRESIDENTE. La demagogia la fa lei perché non ho interessi da
portare a casa, stia tranquillo, io ho l'interesse di chiudere la
finanziaria entro il 29 febbraio.
Invito l'Assessore Baccei a farmi pervenire copia di questo
emendamento che mi è stato detto che era condiviso dai Gruppi, ma
si discute da un'ora e mezza, e ancora mi dite sui tempi della
finanziaria
IOPPOLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessore, colleghi, il fermento che stamattina registra l'Aula
riprendendo i lavori sull'art. 19, cioè sulle prospettive del
settore della forestazione e quindi dei lavoratori della forestale
in Sicilia, è certamente un fermento che prende le mosse è stato
detto stamattina, dal rilievo che da ultimo questo settore ha
assunto in Sicilia e non solo in Sicilia.
Vedete, io rimango convinto, e se il Presidente dell'Assemblea
volesse consentire un minimo di agibilità perché io possa svolgere
questo intervento, gliene sarei grato, io rimango convinto che la
politica deve guidare i fenomeni della società, deve trovare i
giusti contemperamenti, non deve lasciarsi andare né a difese
sperticate, né
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.17, è ripresa alle ore 11.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi vi invito a prendete posto,
allontanatevi dai banchi del Governo.
Onorevole Ioppolo può riprendere il suo intervento.
IOPPOLO. Signor Presidente io posso anche rinunciare non è detto
che necessariamente l'Aula debba ascoltare il mio intervento, però
dicevo che il ruolo della politica è quello di governare i fenomeni
della società e non si può da una parte criminalizzare un intero
settore né dall'altra parte si possono creare sacche di privilegio.
Noi, così facendo, rischiamo di innescare una guerra tra poveri, in
questa poverissima Sicilia. E' da tempo che chiediamo la riforma
del settore. E la riforma ha sempre un tempo che manca. La riforma
poteva essere fatta molti anni fa, molti anni fa. La riforma poteva
essere fatta tre anni fa, due anni fa, l'anno scorso. Il tempo
della riforma è sempre un'incognita. Anche perché le riforme
possono poi sempre essere riformate, auspicabilmente in termini
migliorativi.
C'è una dichiarazione che noi dobbiamo ritenere impegnativa per
l'intero Governo Crocetta, e stamattina l'ha pronunciata
l'assessore Cracolici. Entro un tempo breve, ragionevolmente breve,
l'assessore Cracolici dice di essere in grado di fare esaminare dal
Parlamento una riforma dell'intero settore. E noi non dubitiamo
delle buone intenzioni dell'assessore Cracolici, anche se
stamattina non ci ha detto per lo meno quali sono i filoni
principali di questa riforma. Spero che lo faccia in seguito, e da
qui a poco.
C'è solo un modo per risolvere il problema dei forestali in
Sicilia, sottraendoli al dileggio nazionale che talvolta è stato
ingenerato anche dalla presenza del Presidente della Regione
quando, facendo un po' di confusione sui numeri, ha fatto pensare a
chissà che cosa.
Se tutti i forestali lavorassero 365 giorni all'anno essi
sarebbero cinquemila e seicento, cinquemila e settecento unità. Il
problema delle fasce è certamente una complicazione nel settore, ed
ognuno avrebbe da curare circa 40 ettari del patrimonio boschivo
siciliano. Se sono duecentomila ettari, diviso cinquemila e
seicento, il numero è questo.
La norma però che ci viene proposta stamattina è una norma, - e
non ho ancora capito ancora bene quale sarà l'emendamento, e non so
nemmeno se la Presidenza ha già l'emendamento -, che intende
sospendere il turn over in attesa dell'approvazione di una riforma
complessiva del settore. Ora Presidente, lei è un giurista ed io
non voglio appellarmi a questioni di diritto, perché la questione è
fondamentalmente politica, ma quando mai si sospendono gli effetti
di norme vigenti in attesa di una nuova legge, di una nuova norma.
Semmai il modo di procedere è esattamente il contrario. Fissiamo un
termine breve e certo, novanta giorni, per promulgare la riforma ed
entro quel termine di novanta giorni rimangono in vigore le leggi
che attualmente guidano il settore. Quindi, non va sospeso il turn
over, va mantenuto ancora per novanta giorni, che potrebbero poi
essere ottanta, potrebbero essere settanta, se il Governo da una
parte ed il Parlamento dall'altra parte, mostrassero lo zelo che il
settore rivendica e reclama da anni per riformare il settore in
termini produttivi, in termini di riconversione positiva
dell'attività lavorativa di costoro.
Quindi, il Parlamento può senz'altro, stamattina, emanare una
norma, promulgare una norma di assoluto buon senso e di
collegamento con i principi fondamentali dell'ordinamento
giuridico. Non si sospende nulla ancora per novanta giorni, ancora
per tre mesi, ed entro tre mesi Governo e Parlamento, si impegnino
per varare la riforma da tanto tempo auspicata e rivendicata.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su tema
così delicato ed importante, chiedo l'attenzione dell'assessore
Cracolici su questo tema, credo che sia facile venire in questo
scranno e fare comizi a favore dei forestali, chi non è capace di
farlo, chi non ha la capacità politica di farlo, ma credo che oggi
sia un giorno dove bisogna dimostrare un grande senso di
responsabilità politica.
Credo che per troppi anni i forestali sono stati utili e comodi ad
un pezzo di politica e alla demagogia politica. Non è possibile
continuare a pensare di tenere il laccio corto al collo dei
lavoratori forestali e poi in piena campagna elettorale o in
occasione di momenti particolari della politica c'è la
disponibilità di un pezzo del Parlamento ad allentare quel laccio e
restringerlo subito dopo la campagna elettorale. Questo credo sia
stato l'errore politico fatto in questi decenni in questa terra
troppo pirandelliana'. E allora dico all'assessore Cracolici
perché novanta giorni per la riforma? Io sono invece dell'idea che
se un Parlamento e un governo ne ha volontà e la capacità, stiamo
lavorando una settimana intera presidente Ardizzone, credo che
possiamo pensare di fare una riforma anche in tempi più rapidi di
novanta giorni, se veramente la vogliamo fare, se poi non la
vogliamo fare, andiamo alle calende greche.
Le dico, signor assessore, che ritengo che sia opportuno che lei
ripensi e pensi, ora le dico quale è il mio pensiero sui forestali.
Ritengo che bisogna ripensare ad un modo nuovo dell'utilizzo dei
forestali in Sicilia e mi pare che siamo tutti quanti in questa
direzione, in quello che sia un servizio produttivo alla Sicilia e
ai siciliani, al territorio dove operano e quindi, signor
Presidente, se riusciamo a stringere i tempi e ad accorciare i
tempi della riforma, una riforma che deve essere condivisa da tutta
l'Aula, maggioranza e opposizione, una riforma che ridia dignità ai
lavoratori, che gli tolga questo cappio al collo che li stringe
soltanto prima delle campagne elettorali, ritengo che se riusciamo
a fare una riforma in tempi rapidi, possiamo anche non fermare il
turn over, e se poi quella riforma non dovesse andare a buon fine,
a quel punto applicare il turn over.
Quindi, ritengo, signor Presidente e assessori, di accorciare i
tempi della riforma affinché ci si assuma la responsabilità
politica in tempi certi ed in tempi rapidi e sono in attesa di
aspettare questo emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo o
ripensato dal Governo per decidere se darne voto favorevole o
contrario.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
sull'andamento dei lavori e le chiedo, tenuto conto che il
Regolamento interno attribuisce a lei la responsabilità
sull'andazzo dei lavori, se è possibile continuare a discutere di
argomenti così importanti nell'ambito di questa bolgia che si va a
costituire.
Mi preme ricordare semplicemente il fatto che ieri aveva lei
determinato alcune regole e vorrei sapere se oggi le stesse regole
sono reiterate oppure sono state modificate.
Segnatamente, ieri ha detto che i subemendamenti o gli emendamenti
di riscrittura devono essere presentati mezz'ora prima. Ha anche
precisato che ogni subemendamento o ogni emendamento,
necessariamente, deve essere dotato di relazione. Non è possibile e
non è neanche immaginabile approvare testi normativi su argomenti e
su settori strategici della vita della Regione con l'andazzo
dell'attività che in qualche modo si sviluppa, basta guardare qui
attorno.
La invito, pertanto, a precisare in via preventiva quali sono le
regole affinché tutti ci atteniamo.
PRESIDENTE. Le regole sono quelle previste nel Regolamento, che
lei conosce alla perfezione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una domenica
bestiale Ecco iniziamo così con una serie di interventi che non
finiscono mai, in cui si dice tutto, il contrario di tutto, il
nulla, divagazioni che nulla hanno a che vedere con questo
articolo. Il Movimento Cinque Stelle ha fatto una riflessione, è
chiaro che in questa ultima mezzora abbiamo cercato un attimo di
sentire il polso dell'Aula mentre, nel frattempo, da questo scranno
si faceva comizi a destra e manca. Si è sempre in perenne campagna
elettorale.
La nostra riflessione è questa. In tre anni abbondanti questo
Governo aveva tutto il tempo di fare delle cose ovvie, quanto
semplici. Ovvie, quanto semplici, quanto dimostrato fin dalla fase
del dibattimento in Commissione bilancio, che siamo ben lontani e
che l'intenzione rimarrà intenzione evidentemente da chi può e
deve, avendo assunto l'impegno e l'onore di governare.
Facendo la fotografia di quello che è successo, abbiamo avuto
quattro assessori all'agricoltura, quattro-cinque assessori al
territorio ambiente, nel giochetto delle poltrone si sono bruciati
tre anni, con il risultato che ancora ad oggi, ed è stato anche
detto nella fase dibattimentale, non ci sono i numeri esatti, per
cui questa legenda che tanto alimenta il gossip televisivo
domenicale e che umilia non solo il Governo che dovrebbe correre ai
ripari, ma tutta l'Assemblea regionale e cosa ancora più grave la
Regione, i siciliani, nessuno da delle risposte. Non ci sono i
numeri certi o qualcuno non li vuole fare uscire, di certo non
possiamo essere noi a saperlo perché siamo totalmente esclusi da
queste dinamiche e l'unica cosa che chiediamo, se si può inserire
nell'articolo, è quello che si diano tempi certi alla riforma,
certi ma anche congrui, perché parliamoci chiaro novanta giorni ci
sembra davvero impossibile, visto che in tre anni non si è fatto il
lavoro, che si possa riuscire a farlo. Quindi magari mettendo
centoventi giorni con la buona volontà e ci sarà assolutamente
anche da parte nostra, si potrà fare la riforma che al primo comma
dice nelle more della riforma . E' che queste more della riforma
a volte durano anche quindici anni.
Quindi attenzione, si prenda l'impegno, lo si faccia, da parte
nostra c'è tutta la buona volontà.
Non mi voglio ripetere: valorizzazione del territorio, contrasto
al dissesto idrogeologico, prevenzione degli incendi, signori un
paio di anni fa durante la finanziaria affacciandosi da qui c'erano
montagne in fiamme e i cittadini di Palermo e di tutta la Sicilia
che fuggivano dalle zone di villeggiatura perché la Sicilia
prendeva fuoco. Ma non soltanto il fuoco dal punto di vista fisico,
un fuoco che deve bruciare, che è quello di una mancata riforma e
probabilmente molti di quegli incendi sono stati causati proprio da
questo.
Quindi, se c'è la volontà di inserire una tempistica, noi siamo a
favore, se c'è qualche sub emendamento di qualcuno lo appoggiamo,
oppure lo possiamo scrivere anche noi.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, nella postazione in cui sono seduto
ricevo mobbing. Bando agli scherzi, Presidente.
CROCETTA, presidente della Regione. Si sposti a sinistra
FORMICA. Voi, il Governo della rivoluzione a sinistra, non avete
più neppure le cravatte rosse
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura. Ehilà
FORMICA. L'hai messa stamattina perché hai visto me ieri
Io sono ancora uno dei pochi, provenendo da quella destra che
invece aveva attenzione per il popolo, che la porto la cravatta,
non mi vergogno.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta che in questa
Aula si affronta un problema che riguarda i precari in genere, i
forestali o le altre categorie che in quale modo vengono dipinte
come se fossero dei soggetti a cui bisogna dare un pezzo di pane
buttato li, e di cui si debbono pure vergognare, e che ogni volta
dobbiamo giustificare nelle aule televisive e nell'Aula
parlamentare nazionale, come se fossimo gli spreconi di turno. Io
voglio invece invitare tutti a riflettere su alcune cose a cui
spesso, o dico quasi mai, si è posta attenzione.
Noi in Sicilia, per colpa dei vari governi nazionali che si sono
succeduti, non abbiamo più avuto investimenti infrastrutturali, non
abbiamo più avuto investimenti di risorse tali da farci superare il
gap che ci divideva dalle altre Regioni del resto d'Italia, non ci
sono le industrie millantate, non si è data una mano di aiuto al
settore primario che è l'agricoltura in maniera consistente, e si è
lasciato che questa terra vivesse di qualche briciola, di qualche
prebenda, e per giunta col senso di colpa. Ma quali sono le cifre
in campo? Vogliamo riflettere per una volta di che cifre stiamo
parlando? Parliamo dei 180 milioni per la forestazione.
Bene, ma nessuno ricorda che per esempio il Governo Renzi a
livello nazionale, solo qualche mese addietro, ci ha sottratto
oltre 1 miliardo di euro dei nostri fondi PAC per la cassa
integrazione. E la cassa integrazione a vantaggio di chi andava?
Delle regioni del sud? Della Sicilia? O non piuttosto per l'80% a
vantaggio delle regioni del nord? E che cosa è la cassa
integrazione, se non un aiuto di Stato a delle categorie disagiate
che avevano perso il posto di lavoro?
Quindi, da un lato si spendono oltre 15 miliardi di euro all'anno
per foraggiare la disoccupazione del nord, dall'altro lato dopo
averci spogliato di tutto si punta l'indice contro questa regione
per 180 milioni della forestale, ma veramente, come diciamo in
siciliano curnuti e mazziati . Ma veramente un attimo di orgoglio
per andare a Roma e dire ma come ti permetti , ma come non vi
vergognate a contestare i 180 milioni, quando ci avete rubato solo
a ottobre oltre 1 miliardo di PAC per finanziare i vostri
forestali, cioè i cassintegrati del nord, quando spendete oltre 10
miliardi per la cassa integrazione, che per l'80 % è al nord, e non
perché al nord sono più bravi ma per il semplice fatto che tutti
quegli investimenti che dovevano consentire al sud, e alla Sicilia
in particolare, di superare il gap di infrastrutture che ci separa
dal nord non sono stati mai fatti. Quindi, ci hanno tenuto in una
condizione miserevole, e per giunta ci contestano anche quelle
cifre minime che paghiamo col nostro bilancio, tali da consentire
ad una categoria che ha lavorato da sempre, e continua a lavorare
con lavori spesso difficili, di potere avere quel minimo di
sussistenza, è una vergogna, ed è una vergogna che questo
Parlamento e questo Governo non vada a Roma per far valere queste
buone ragioni, con le cifre, non con le chiacchiere.
Abbiamo presentato insieme all'onorevole Ioppolo e all'onorevole
Lombardo, un emendamento che sterilizza completamente quella follia
del blocco del turn over, che era una follia allo stato pure; per
colpe che i lavoratori non hanno si vuol far pagare a loro il fatto
che c'è un'inerzia totale da parte del Governo e quindi ancora una
volta facciamo ricadere sulle spalle a chi non ha colpe.
Pertanto, invito a uscire velocemente da questa impasse, votiamo
quell'emendamento e diamo a tutti la possibilità di poter
tranquillamente continuare a svolgere onestamente la propria
funzione.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo per chiarire una volta per tutte, se ancora ce ne fosse
di bisogno, Presidente Crocetta, che questo bilancio, questo
Governo, che io non ho apprezzato nella prima fase di questa
legislatura, in questa finanziaria ha fatto miracoli e i miracoli
sono dovuti al fatto che all'interno di un bilancio e di una
finanziaria si è trovato lo spazio e si sono trovate le risorse per
istituire i cantieri di lavoro, per cercare di foraggiare il più
possibile i comuni e le province, ma dobbiamo dircelo con un'onestà
mentale unica: che cosa può fare un Governo, che cosa può fare
questa Assemblea quando noi abbiamo un bilancio ingessato nella
parte corrente con 99.9 periodico che finanzia solo la parte
corrente. E cioè dire il bilancio e la finanziaria nel tempo, nei
lustri, nelle legislature scorse non hanno fatto altro che
foraggiare, aumentare per pagare stipendi che oggi sono arrivati a
duecentoventimila unità. Questo bilancio finanzia duecentoventimila
unità, unità che si sono assommate nel tempo: forestali, precari
nei comuni, partecipate
Oggi si arriva ad un passaggio importante, che si apre una nuova
stagione che deve partire proprio dalla riforma dei forestali.
Perché diciamocelo chiaro, va bene che questi ventiquattro miliardi
del bilancio soddisfano le esigenze di un milione già che significa
il venti per cento, il venticinque per cento dei siciliani, ma ce
lo dobbiamo dire con molta onestà: se si deve andare verso una
svolta è inutile che diciamo che il Governo centrale non ci
finanzia. Nel tempo la Regione siciliana non ha fatto altro che
andare verso una soluzione per ingessare il bilancio. Il bilancio
oggi tutte le risorse economiche della Sicilia sono ingessate per
finanziare la spesa corrente e ci vuole una svolta e la svolta è
quella, al di là delle vendette che si vogliono consumare, che si
sono forse consumate nell'articolato che già abbiamo approvato, noi
dobbiamo dire con molta onestà che forse questa dei forestali
incomincia, mi auguro che l'assessore Cracolici nell'arco di
qualche mese potrà portare in quest'Aula una riforma costruttiva
che guarda al futuro, che guarda veramente all'impiego di queste
ventottomila unità che poi se facciamo il conto tra settantottisti,
centouno, centocinquantuno, sostanzialmente proporzionalmente forse
siamo al cinquanta per cento di forza lavoro vera.
E per cui questo è il primo punto. Io spero che questa sia la
prima riforma vera insieme a quella delle province. Perché, vedete,
noi siamo i primi sempre a distruggere, a demolire e poi gli ultimi
a ricostruire. Abbiamo fatto la riforma delle province, la prima in
Italia, e siamo gli ultimi a legiferare effettivamente per il
futuro e oggi abbiamo ingessato anche i liberi Consorzi, tutti i
commissari minacciano le dimissioni perché sostanzialmente non sono
in grado di pagare gli stipendi, forse, a fine mese, alla fine di
questo mese.
Abbiamo attivato la procedura per la riforma idrica, dell'acqua e
siamo gli ultimi perché è stata impugnata e abbiamo creato un caos.
Dovevamo fare la riforma dei rifiuti e siamo gli ultimi anche lì.
Mi auguro che da domani, dalla prossima settimana, da quando si
chiude la votazione di questa Finanziaria, possiamo andare verso
queste 2, 3, 4 riforme importanti per il bene della Sicilia e dei
siciliani.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 19 R, di riscrittura dell'articolo 19, che è in
distribuzione. Invito il Governo ad illustrarlo-
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento è un po' la sintesi degli interventi che
sono stati fatti in Aula. Già l'anno scorso nella finanziaria ci fu
un articolo che impegnava il Governo a presentare la riforma degli
Enti. Ora, alcune parti sono pronte, sono già in Giunta, ovviamente
la parte più importante era un po' quella che riguardava il settore
agricolo, per cui secondo me è bene che ci sia un emendamento che
obblighi il Governo a presentare questa riforma entro 90 giorni e
l'Assemblea ad approvarla nei successivi 30 giorni.
Tutto questo è fatto nella volontà comune, perché tutti gli
interventi sono andati in questa direzione di valorizzare quello
che è il lavoro dei forestali e di utilizzarlo al meglio, di
renderlo produttivo. Quindi, l'obiettivo ultimo di tutti è questo:
Nessuno vuole togliere giornate ai forestali ma si vuole che queste
giornate siano utilizzate al meglio in servizi che siano a valore
per la collettività, per i patrimonio boschivo e che possano
fruttare anche un reddito.
Per cui, secondo me, per primo io con l'Assessore Cracolici, il
Presidente, insomma, lavoreremo per fare questa riforma che è
indispensabile a questo punto, perché siamo tutti d'accordo che
venga fatta entro questo termine.
Ringrazio tutti per il senso di responsabilità, tutte le forze
politiche, tutti i capi gruppi, tutti i parlamentari che hanno
sottoscritto questo emendamento, che secondo me ha una valenza
molto importante che - ripeto - non è assolutamente quello di
trovare risorse finanziarie, ma è quello di valorizzare al massimo
le attività che vengono svolte da questi lavoratori. Per cui, nella
speranza che, visto che sono stati approvati da tutti, venga
approvato, io già da ora vi ringrazio per lo sforzo che avete fatto
e per il senso di responsabilità.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, i capigruppo
hanno trovato un accordo su un emendamento di riscrittura
dell'articolo 19 che riprende quello che la Commissione Bilancio
aveva già predisposto. Per questo motivo noi lo riproponiamo adesso
in maniera tale che il Parlamento lo possa apprezzare nella sua
interezza e si possa giungere ad un voto unanime fissando dei
termini entro i quali dovrà essere approvata la nuova riforma del
settore e, nel caso in cui ciò non avverrà, è chiaro che si
ritornerà col vecchio sistema e quindi vi sarà la possibilità di
procedere così come per 90 giorni stiamo sospendendo. Credo che sia
una buona norma, una soluzione che può accontentarci tutti e che ci
mette nelle condizioni di poter portare un risultato, ripeto,
condiviso da tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
debbo dire che abbiamo condiviso tutti e c'è la firma del mio
capogruppo, ma, senza volere fare polemica, questo risultato lo
avevamo già proposto e ottenuto in Commissione bilancio e quindi
ritengo che anche il lavoro della Commissione, in questo senso,
venga premiato per la condivisione. Abbiamo finalmente un impegno
da parte del Governo, che non eravamo riusciti ad ottenere, di una
riforma organica e strutturale della forestazione. Quindi, da
questo punto di vista, condivido totalmente l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti soppressivi
presentati all'articolo 19 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 19.R, di riscrittura dell'intero
articolo 19.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, vorrei precisare che c'era un emendamento a
firma dell'onorevole Lentini e che portava la firma di gran parte
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Questo emendamento viene
trasmesso insieme agli stralciati, per essere trattato da martedì
prossimo, cioè seguirà il percorso degli stralciati e verrà
trattato in via di urgenza.
Onorevoli colleghi, ribadisco un concetto.
Mi stanno arrivando emendamenti, compresi emendamenti governativi,
che sono aggiuntivi rispetto alla materia e mettono in difficoltà
in primo luogo questa Presidenza. Siccome anche il Governo si sta
facendo portatore di emendamenti di singoli parlamentari, vorrei
ricordare che siamo parlamentari, siamo persone serie e abbiamo
maggiore responsabilità rispetto a tutti gli altri.
Invito il Governo, in primo luogo, e i singoli parlamentari di
evitare di mettere la difficoltà la Presidenza introducendo
emendamenti aggiuntivi che non sono stati trattati nelle
Commissioni. Peraltro abbiamo un percorso d'Aula: martedì ci sarà
una Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari e da
mercoledì in poi si riprenderà il percorso sulle norme già
stralciate e su queste norme che già hanno una valutazione di
carattere complessivo. Sarà questione di sette giorni.
Si riprende l'esame dell'articolo 20 Disposizioni in materia di
enti regionali , in precedenza accantonato.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei
l'attenzione dell'Assessore Baccei, perché l'articolo 19 è stato
approvato. Vorrei ricordare che questo Parlamento ha votato una
norma che recepisce quasi in toto o in toto la norma nazionale per
l'individuazione dei revisori, ovvero i Comuni individueranno i
revisori mediante sorteggio.
Poi leggo l'articolo 19, io lo leggo magari lei è distratto, ma
glielo ricordo io: comma 2 a far data dalla scadenza degli
organismi attualmente in carica le funzioni già attribuite al
collegio dei revisori di cui all'articolo 9 della legge n. 6/2000
sono svolte da due revisori dei conti nominati con decreto
assessoriale'; comma 4 a far data dalla scadenza degli attuali
incarichi, le funzioni già attribuite ai collegi dei revisori dei
conti sono svolte da un revisore dei conti nominato con decreto
dell'assessore .
Mi scusi, assessore, la domanda è questa: ma perché i comuni, che
sono eletti dai cittadini, devono fare il sorteggio e gli enti
devono prendere questi revisori nominati e quindi c'è sempre la
riserva dell'assessore che qualche amico se lo trova?
Quindi, io vi dico che sono stato buono, tranquillo Noi dobbiamo
dare esempio che lo schiaffo non lo diamo solo ai comuni perché
devono subire le nostre norme, e quindi mi rifaccio al mio collega
capogruppo, onorevole Falcone, che presenti dei sub emendamenti per
recepire la norma assenza anche per queste cose, perché la legge
deve essere efficace in tutti gli organismi pubblici, Regione,
liberi consorzi. Assessori che così poi si chiamano il revisore
dicendogli ti farò mettere qua, ti darò un bell'incarico'. Guarda
deputato, non fare il monello, non ti preoccupare che il revisore
arriva.
Quindi dobbiamo dare il buono esempio, fermo restando, assessore
Baccei, che dovrebbe spiegare all'Aula, perché lo sa, io non ho una
grande preparazione, sono inadeguato, mi deve spiegare cosa ciascun
assessore regionale con proprio decreto definisce le rappresentanze
degli organi degli enti. Cosa sono le rappresentanze, assessore
Bacchi? Questo lo vuole spiegare all'Aula? Perché noi oggi siamo
chiamati ad approvare una finanziaria ed essere più chiari
possibili.
Evitiamo queste norme che richiamano una legge che poi ti da
un'altra legge e poi un'altra legge ancora e appena finisce la
finanziaria significa che si è aperta la campagna elettorale.
Quindi o lei fa una riscrittura, o recepisce la norma assenza di
cui noi, con orgoglio, ne abbiamo fatto un vanto o, altrimenti, io
vi sommergerò di interventi.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Milazzo, ma non è una norma mia, è una norma che ha
approvato l'Assemblea e, quindi, è merito di tutti, ci mancherebbe
altro
Volevo dire solo che noi abbiamo già presentato, anche a firma
dell'onorevole Milazzo e di tutto il Gruppo, un emendamento a
questo articolo relativo, però, per uno svarione degli uffici, solo
al comma 4,. se possiamo correggerlo inserendolo anche al comma 2,
perché in pratica è lo stesso principio sempre applicando il
principio della legislazione nazionale del sorteggio.
Colgo l'occasione, anche perché qua parliamo solo dei revisori
relativi agli Istituti scolastici, la differenza tra il comma 2 e
il comma 4 è fra Istituti pubblici, Istituti statali e Istituti
privati.
Evidentemente, lo stesso criterio deve valere per entrambi gli
Istituti, però - se l'Assessore Baccei mi ascolta un attimo -
siccome questo articolo riguarda solo gli istituti scolastici, noi
dobbiamo cercare, prima di chiudere la Finanziaria, di fare una
norma omnibus che riguardi tutte le partecipate e gli enti,
comunque, controllati dalla Regione.
E' un indice di moralizzazione quando si parla di occupazione
della politica in ogni spazio, credo che daremmo un buon segnale
all'esterno nel dire che almeno gli organi di controllo vengono
svincolati dalle pressioni e dalle intrusioni della politica.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sottoscritto
l'emendamento insieme ai colleghi Assenza e Giuseppe Milazzo e,
quindi, su questo argomento non mi soffermo, ritenendo che c'è un
principio di carattere generale che è quello del sorteggio.
Per le scuole si deve fare un albo provinciale, per cui c'è la
possibilità, per tutti coloro che sono iscritti, di partecipare per
provincia e vale lo stesso discorso per le partecipate.
Io invece, Presidente Ardizzone, avevo presentato un emendamento
che ritengo sia coerente al testo e che il Governo aveva fatto
proprio, addirittura, è finito tra gli aggiuntivi.
Le spiego di che cosa si tratta.
Si tratta, proprio, del contenimento della spesa. Il Governo,
l'Assessore Baccei, si era impegnato e di fatto - Assessore, così
lei ci dà una mano e la ringrazio -, dicevo, lei ieri si era
impegnato addirittura a presentare l'emendamento aggiuntivo, a me
non interessa chi è il cattivo, a me interesse che, fra gli
aggiuntivi, siccome è coerente al testo, ed era un emendamento
presentato, non capisco perché sia andato a finire fra gli
aggiuntivi e le spiego di che cosa si tratta e vorrei che, siccome
è coerente al testo, si trattasse ora.
Le spiego semplicemente perché.
Con la Finanziaria approvata l'anno scorso si è data la
possibilità ai dipendenti regionali di andare in pensione.
Che cosa si è verificato? Sono stati esclusi i dipendenti degli
Enti strategici che potevano usufruire della stessa possibilità.
Siccome la previsione del decreto legge 95/2012 prevede che
possono raggiungere i requisiti della pre-Fornero fino al dicembre
2016, perché ha previsto un accordo con l'INPS, ritengo che sia
anche corretto, non solo dare la possibilità a questi soggetti di
andare in pensione, ma significa anche trasferire meno risorse per
il pagamento degli stipendi a questi Enti strategici.
Era un emendamento fra gli aggiuntivi e il Governo ha detto: No,
lo condividiamo, lo inseriamo .
Oggi vediamo che la Presidenza non ha ammesso emendamenti
aggiuntivi, per cui le chiedo la cortesia, se ritiene, di tirarlo
fuori dagli emendamenti aggiuntivi e di trattarlo perché si tratta
proprio del contenimento della spesa e non incide.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, la ringrazio per avere posto per
l'ennesima volta la questione. Se si tratta di emendamenti che sono
attinenti all'articolo che noi stiamo trattando, lei correttamente
si è rivolta al Governo, lo riscrive il Governo, lo aggancia ad uno
degli articoli o agli emendamenti che sono in trattazione, però - e
mi riferisco al Governo -se il Governo, per carità, secondo una
giusta impostazione che si è data, pensa di inserire questo
emendamento in un lungo elenco di commi che mi diventa un nuovo
articolo - dobbiamo essere chiari - in un lungo elenco dove c'è
legittimamente l'emendamento evidenziato dall'onorevole Grasso,
l'emendamento evidenziato dall'onorevole Ardizzone, non è più
emendamento di riscrittura attinente all'articolo o agli
emendamenti, perché diventa complessivamente un nuovo articolo.
Se l'Assessore Baccei ha ritenuto di condividere questo
principio, limitatamente all'aspetto da lei enunciato e riesce ad
agganciarlo correttamente, secondo quanto previsto dal Regolamento
ad un articolo, l'Aula è nelle condizioni di votare a favore o
contro, ma non me lo può inserire in un emendamento di tre pagine.
Siamo chiari o no?
LACCOTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però, se riapriamo un discorso su questo e ognuno pensa di
riagganciare i singoli emendamenti non ci siamo più.
LACCOTO. Signor Presidente, io pregherei l'Assessore Baccei di
darmi ascolto per un momento.
In questa Finanziaria noi abbiamo fatto un atto importante,
abbiamo approvato l'articolo 19, però, nelle Commissioni, e
principalmente nella mia, abbiamo notato una serie di sperperi
nelle partecipate e negli enti regionali.
Avevo sollecitato l'Assessore al ramo a fare una modifica nella
Finanziaria che può essere ancora oggi, secondo quanto indicato dal
Presidente dell'Assemblea, riscritta con un emendamento che venga e
ponga fine ad uno stato di sperpero che è molto di più di quello
che avviene nei forestali.
Guardate, abbiamo messo mano solo a due di questi IRSAP e CRIAS,
centinaia di milioni di euro per spese legali, senza nessun
controllo da parte dell'Assessorato perché, secondo la norma, viene
vietato questo.
Allora, io chiedo che in questo articolo riscritto dal Governo una
volta per tutti si ponga fine agli sperperi e venga messa mano alla
riforma degli enti e delle partecipate con un controllo sulle spese
legali e con un controllo anche su quelle che sono alcune anomalie
di sistema nelle partecipate.
Non capisco una Finanziaria, Assessore Baccei, che tende a fare
risparmio e a togliere gli sperperi perché non ha messo mano a
questa. Signor Presidente dell'Assemblea, questa non è una cosa
personale ma è una constatazione che i maggiori oneri di sperpero
avvengono in questa Regione da parte degli enti e da parte delle
partecipate regionali.
Una volta per tutte, se chiediamo sacrifici noi dobbiamo avere il
coraggio di mettere il bisturi là dove ci sono veramente sperperi.
Allora, le chiedo Assessore Baccei, Assessore alle attività
produttive, Assessore all'agricoltura, una volta per tutte
chiudiamola con questi sperperi e con questi clientelismi, andiamo
a mettere il bisturi là dove vi sono spese non rendicontate.
Vi faccio un esempio: noi abbiamo, praticamente, saputo che nella
CRIAS vi sono centomilioni di Euro non recuperati ma, nello stesso
tempo, ci sono centinaia di migliaia di Euro date per spese legali,
che non recuperano nemmeno un centesimo. Così per la CRIAS, così
per tutti gli altri enti sottoposti.
Signor Presidente della Regione, una volta per tutte noi dobbiamo
chiuderla. Vi sono commissari che continuano a dare incarichi per
spese legali senza nessuna rendicontazione. Ed allora noi diciamo,
se noi dobbiamo chiudere con un modo di fare politica passato, lo
dobbiamo fare anche oggi affrontando, una volta per tutte - e
questa era l'occasione - mettendo mano ad una riforma vera degli
enti e delle partecipate, perché il discorso di iniziare fra una
settimana, da quando sono qua, l'ho sentito da dieci anni, dieci
anni che si dice: Poi lo facciamo con una legge .
Abbiamo avuto la dimostrazione che l'Aula, assessore Baccei,
quando è chiamata alle sue responsabile, si prende le sue
responsabilità. L'abbiamo visto nell'articolo 19, però, è anche
vero che il Governo deve mostrare la volontà vera di chiudere con
gli sperperi.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, mi segua un attimo. Il suo
emendamento è identico all'articolo 13, che era già stato trattato
in I Commissione, che è tra le norme stralciate. Per cui avrà lo
stesso percorso, quindi privilegiato d'urgenza, da mercoledì a
seguire. E' identico il contenuto. Non discutiamo più, il contenuto
è identico. Avrà lo stesso percorso. Ha fatto bene, però, con il
suo intervento ad evidenziarlo, però, gradirei che i singoli
parlamentari semplificassero il lavoro della Presidenza, se
vogliamo chiudere nei tempi dovuti.
CANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il mio
intervento vuole solo precisare una cosa ed approfitto della
presenza dell'assessore Lantieri, che è interessata, che riguarda
la materia della nomina dei revisori dei conti. Non tanto le
modalità, sorteggio, non sorteggio, perché già è stato adottato
questo sistema, questo metodo. Ma quanto ai requisiti previsti dai
revisori, dai commercialisti, da quanti in ogni caso vogliono
partecipare o aspirare ad essere sorteggiati.
C'è una circolare del 9 ottobre 2015, a firma dell'allora
assessore Pistorio, che va modificata, va bloccata e modificata,
perché prevede dei requisiti che in Sicilia i commercialisti o i
revisori non possono acquisire.
Mi riferisco a questo passaggio dove dice che entro il 30
novembre dell'anno precedente devono acquisire almeno dieci crediti
formativi per aver partecipato a corsi e/o seminari formativi in
materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria
degli enti territoriali i cui programmi di approfondimento ed i
relativi testi di verifica siano stati preventivamente condivisi
con il Ministero dell'Interno . Lei sa bene, assessore, che la
Sicilia non ha aderito a questa convenzione con il Ministero
dell'Interno, quindi, i nostri revisori ed i nostri commercialisti
non possono acquisire questi crediti e, quindi, restano esclusi.
Tant'è che già qualche libero consorzio ha dato il via alla
procedura, a giorni ci saranno i sorteggio e, tra gli aspiranti,
tra le domande, ci sono solo concorrenti calabresi o napoletani.
Quindi, diventa un paradosso ed anche, mi consenta, una vergogna,
cioè non potere dare la possibilità ai nostri corregionali,
revisori o commercialisti di partecipare e di aspirare a questa
carica, ma parlo solo per quelli fuori regione.
La prego di modificare la circolare n. 11 del 9 ottobre 2015 che
si riferisce alla legge n. 15 e di bloccare eventuali sorteggi che
già sono in atto, quali per esempio, dalla settimana prossima in
provincia di Agrigento, se è possibile chiamare il commissario e
bloccare in attesa di questa modifica. Va anche modificata la norma
che abbiamo approvato, l'emendamento Falcone, relativo alla nomina
dei revisori negli enti locali, nei comuni, perché porta la stessa
condizione e, quindi, anche lì andremmo ad escludere i revisori e i
commercialisti siciliani.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire relativamente alla nomina dei revisori dei conti delle
scuole per un semplice motivo: dobbiamo sapere che un revisore dei
conti nominato nelle scuole percepisce una parcella di circa 100
euro al mese, ciò significa 1.200 euro l'anno. Se facciamo passare
l'idea del sorteggio per la trasparenza, che sarebbe corretto, ci
dobbiamo rendere conto che un professionista, considerate che può
essere nominato un professionista di Catania che deve andare a
Trapani, e soltanto la trasferta ci costerebbe 500 euro al giorno,
quindi, è illogico che noi diamo 100 euro al mese per il
professionista e 500 euro di trasferta.
Se dobbiamo fare spending review ritengo che già un professionista
deve accettare - io non accetterei mai di fare il revisore dei
conti in una scuola perché le responsabilità che si assume sono
tantissime, per guadagnare 100 euro al mese, figuratevi se ci devo
andare tramite un sorteggio - per cui, ritengo che quelli delle
scuole rimangano di nomina dell'assessore perché può fare i
revisori di quella provincia in quella provincia e, quindi, è più
logico che rimanga così.
Rispetto a quanto detto poc'anzi dal collega Cani, ho già
sollevato il problema ieri all'assessore di questa circolare, la
circolare n. 11 del 2015 dell'assessorato agli enti locali e mi
stranizza che possano fare firmare una circolare ad un assessore
dove si richiedono dei requisiti che, purtroppo, i professionisti
siciliani non hanno perché la Sicilia non ha sottoscritto la
convenzione con il Ministero degli interni per cui non può avere
crediti formativi condivisi con il Ministero degli interni, per cui
nessun professionista, se si utilizza questa circolare, può
partecipare a fare il revisore dei conti nei liberi consorzi.
Pertanto, assessore, la invito ad occuparsene immediatamente, se
poi l'onorevole Falcone la stessa cosa l'ha scritta sulla norma
degli enti locali, la invito con un 117 a rettificarla perché
altrimenti nessun revisore siciliano può fare più il revisore degli
enti locali.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
porre l'attenzione del Governo su due questioni: la prima è la
richiesta, attraverso un apposito comma di questo articolo, che il
Governo fa a proposito dei revisori dei conti. Il Governo, da un
lato, in un articolo della Finanziaria... Presidente, mi ascolti,
non dia retta all'Assessore Cracolici: è un uomo che pensa male
sempre per gli altri, per sé pensa bene. Glielo dico sul mio onore.
Per se pensa bene, eccome se pensa bene Le luci si spengono e sono
sempre accese Andreottiano.
Le volevo sottoporre alcune valutazioni. La prima: Presidente
Crocetta, abbiamo con legge stabilito che i revisori dei conti, un
apposito articolo di questa Finanziaria, negli enti locali verranno
sorteggiati. Adesso in questa comma, che non ricordo se è il
quattro o il cinque, viene tolto pure agli enti locali la
possibilità della presenza nei collegi dei revisori delle scuole a
favore, invece, guarda caso, di nomine dirette che fa il Governo.
Io non voglio incidere nelle scelte del Governo, ma gradirei che
il Governo rivedesse questa posizione, lasciando la possibilità che
l'ente locale scelga il nominativo attraverso il sorteggio e possa
essere sempre presente nell'ambito di quelli che sono i collegi dei
revisori delle scuole. E' un criterio, credo, corretto, onesto, che
rimetto alla sua valutazione.
La seconda questione è quella relativa ai commissari.
Presidente della Regione, cari colleghi, io non credo che si possa
pensare che, pur di fare un'azione contro il Governo, si possa
consentire che un commissario duri in un ente soltanto tre mesi
perché non si assicura la continuità amministrativa, non si
assicura tutto ciò che l'Amministrazione, in una gestione
commissariale, può fare, perché significa avviare un turnover che
se da un lato mette a nudo le carenze di un Governo che non riesce
a fare i consigli d'amministrazione, non credo che il rimedio che
il Parlamento vuole porre, perché questo emendamento è un
emendamento frutto dei lavori della Commissione, sia migliore di
quello che, in realtà, potrebbe essere la soluzione di eliminare
questo comma.
Quindi, Presidente della Regione vorrei che lei esaminasse il mio
emendamento di soppressione del comma 8 perché lo ritengo
irrituale, non consono a quelli che sono gli interessi dell'ente e,
soprattutto, ritengo che non verrà assicurata la continuità
amministrativa.
Se il Governo è nelle condizioni proceda alla nomina dei consigli
d'amministrazione e faccia un'attività positiva in favore dei suoi
uffici.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 20 della
Finanziaria del 2016 interviene nell'ambito, appunto, degli enti
regionali disponendo, in termini del tutto eterogenei, modifiche a
norme pregresse. Mi preme qui ricordare che l'articolo 7 del
disegno di legge e l'articolo 20 prevedono che le disposizioni
stabilite dalla legge regionale n. 9/2015 non si applicano alle
IPAB.
Vorrei ricordare, e rimarcare l'attenzione dell'Aula, che
l'articolo 39 prevedeva un obbligo in capo al Governo, entro 120
giorni dal mese di maggio, entrata in vigore della legge di
stabilità 2015, si predisponesse un piano di riordino delle
cosiddette partecipate.
Non riesco a comprendere per quale motivo, a distanza di un anno,
si esclude dall'applicazione della normativa, e si escludono le
IPAB che, a mio avviso, invece, necessitavano di un intervento di
riordino e possibilmente anche un intervento di riforma.
Sembra che, effettivamente, che il Governo voglia rinviare sine
die qualsiasi tipo di intervento nell'ambito del settore dell'IPAB
dove a mio avviso, necessitano, invece, di un intervento di
modifica radicale.
Su questo argomento vorrei che, effettivamente, venisse data la
risposta da parte del Governo, perché credo che sia del tutto
inaccettabile che, nell'ambito di una disposizione, che prevede un
obbligo in capo al Governo di procedere ad un riordino delle
partecipate, escludere l'IPAB.
Il comma successivo, il comma 8, vorrei che, effettivamente,
Presidente, poiché è una norma di carattere generale, nel senso che
i commissari non possono durare oltre il termine di 90 giorni, 3
mesi, non riesco a capire per quale motivo il Governo predispone
questo arco temporale esclusivamente nei confronti degli enti e non
introduce anche le istituzioni. E' una scelta oppure,
effettivamente, è una dimenticanza, io non riesco a comprendere per
quale motivo gli enti dovrebbero essere commissariati per 90
giorni, mentre nelle istituzioni possono durare i commissariamenti
sine die senza immaginare, effettivamente, una scadenza, a meno che
non è prevista nel decreto, appunto, di commissariamento e,
appunto, di nomina. Se c'è una regola non può che valere in termini
di carattere generale e non semplicemente o solamente nei confronti
degli enti.
Preme anche ricordare, che molte istituzioni sono commissariate da
anni e, a mio avviso, questo forse, andrebbe a regolamentare un
settore che non può essere disciplinato così come avvenuto nel
passato. Mi preme ricordare che i commissari straordinari sono
quelli che sostituiscono gli organi ordinari, che possono
semplicemente e solamente svolgere alcuni adempimenti, ma che
debbono essere subito sostituiti dagli organi ordinari. Invece, qui
abbiamo assistito negli anni che l'organo straordinario
commissario, ha sostituito, senza soluzione di continuità, anni
dopo anni, organi che, a mio avviso, invece, dovevano essere
gestiti, amministrati, diretti e controllati dagli organi preposti
che la legge in qualche modo individua.
Io credo che su questo argomento il Governo dovrebbe avere
maggiore attenzione e, soprattutto, se è possibile, riscontrare
quanto da me evidenziato, per avere eventualmente anche un
chiarimento se trattasi di una semplice dimenticanza, o se è una
scelta voluta e determinata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fazio. Ha facoltà di parlare il
Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, io penso che a questo punto, abbia ragione l'onorevole Di
Mauro a dire togliamo il comma , per evitare di creare situazioni
e facciamo diventare questo un argomento di ritardo della
Finanziaria, per una questione, tutto sommato, su cui io credo che
noi dobbiamo evitare di bloccare e dobbiamo andare avanti, perché
ci sono delle riflessioni da fare. Quando commissariamo un ente può
essere anche un ente locale, può essere un comune che è
commissariato fino alla scadenza naturale delle elezioni, può
essere commissariato in sostituzione del consiglio comunale.
Allora, che facciamo?
Ogni 3 mesi gli ridiamo una governance diversa fino a quando non
si va alle elezioni. Ci sono una serie di aspetti che attengono
anche ad un minimo di stabilità. Quindi io a questo punto condivido
la proposta dell'onorevole Di Mauro, per dedicare a questo tema
un'argomentazione in fase di legge sulla semplificazione
amministrativa, potremmo disciplinare, fare una disciplina dei
commissariamenti più organica e per evitare che questo avvenga in
modo così non approfondito.
Quindi, io sono, a questo punto, per la soppressione del comma 8.
PRESIDENTE. Dell'intero articolo o del comma 8?
CROCETTA, presidente della Regione. No, del comma 8.
PRESIDENTE. Mi ero rallegrato, pensavo che si riferisse alla
soppressione dell'articolo così andavamo avanti.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire proprio
sul punto, ma dopo le rassicurazioni del Governo che è per
sopprimere il comma 8 non c'è più ragione di insistere.
Grazie.
CASCIO S. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO S. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo perché ho sentito alcuni colleghi che hanno espresso
alcune perplessità e queste perplessità non solo le condivido ma
invito il Governo e in particolare l'assessore Lantieri a stare
attenta a questo aspetto. E l'aspetto è il seguente, signor
Presidente: noi abbiamo votato una norma per cui gli enti locali i
revisori dei conti vanno a sorteggio. Votando questa norma noi
abbiamo aderito a quello che è la legge nazionale. La legge
nazionale prevede che questi revisori abbiano dei crediti
formativi, cosa che in Sicilia non c'è. Allora noi ci potremmo
trovare nell'ipotesi con una legge approvata dell'impossibilità di
fare il sorteggio per il revisore e sarebbe un disastro, un danno.
E allora ci vogliono due cose: la prima fare la convenzione per
fare i crediti formativi e ci vuole il tempo che ci vuole, ma nella
legge dobbiamo mettere una norma transitoria in cui diciamo nelle
more di acquisire il credito formativo cioè che può essere postumo,
gli diamo dodici mesi di tempo per acquisire il credito formativo,
se no saranno bloccati tutti. E chiaro?
La seconda questione. Noi non possiamo fare due pesi e due misure.
Quando andiamo alla pubblica istruzione al revisore dei conti che
viene nominato dall'assessore, ci troviamo una discrasia perché i
revisori in effetti sono due: uno lo nomina l'ente locale per le
scuole primarie a sorteggio e uno lo nomina l'assessore. E allora o
li uniformiamo e ci mettiamo d'accordo perché nemmeno questo metodo
è giusto. È a livello di correzione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, rubo qualche
minuto. Vorrei collegarmi a quanto detto dall'onorevole Fazio e
all'accenno che ha fatto alle istituzioni di pubblica assistenza e
beneficenza. Io vorrei dire che sono contenta di questo comma 7 che
è stato introdotto durante la sessione di bilancio perché darà
l'opportunità a questa istituzione finalmente di vedere nominati i
consigli dei amministrazione.
Vorrei ricordare che tutte queste strutture hanno subito, proprio
utilizzo questa parola, subito commissariamenti fiume fino ad oggi,
commissariamenti iniziati addirittura prima che questa legislatura
avvenisse ma voi ci avete messo il carico, caro Governo, perché non
è stato nominato neppure un consiglio di amministrazione in tutto
questo tempo.
I commissari. Io non ho nulla contro i commissari, però
ricordiamoci che i commissari vengono remunerati, probabilmente
giustamente, ma ingiustamente perché, perché non vengono invece
remunerati parecchi lavoratori che, pur continuando a prestare il
loro servizio in queste strutture, subiscono una situazione di
ritardo degli stipendi a causa della mancata riforma che si attende
già dal 2000, mancato recepimento dell'articolo 10 della legge n.
328 e che era un'intenzione manifestata da questo Governo già
addirittura il 30 novembre del 2012, cioè all'indomani delle
elezioni. Questo Governo aveva detto: faremo la riforma delle
IPAB'.
Siamo arrivati al 2016, ancora siamo qui ad uno stallo. Perché?
Perché i Commissari, caro Presidente, vengono pagati, inviati dalla
Regione, ma vengono pagati dalle strutture. Le strutture che non
ricevono nessun contributo regionale e vorrei dire all'Aula e al
Governo, dato che in questi giorni è stato detto più volte che ci
sono diritti acquisiti, che ci sono i contratti nazionali del
lavoro che dobbiamo rispettare, che ci sono diciamo parti
accessorie degli stipendi che dobbiamo rispettare, che per questi
lavoratori non c'è rispetto di nulla.
Questa finanziaria per l'ennesima volta presenta zero sul capitolo
della legge 71 che ricordo essere un obbligo. La Regione non
contribuisce con nessuna somma per giunta manda i Commissari, per
giunta non fa la riforma, per giunta non fa il decreto sulla
integrazione socio-sanitaria.
Quindi, questo fatto è gravissimo e torno a restituire all'Aula
questo argomento pregando, se ci sarà spazio, di trattare gli
aggiuntivi fossero anche solo quelli del Governo ricordando che
oltre i nostri ci sono emendamenti dell'Assessore Micciché per
rimpinguare questo capitolo che ricordo essere un obbligo a cui ci
siamo sottratti già dalla scorsa finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Presidente, colleghi, noi nei giorni scorsi abbiamo
approvato l'articolo 11 in materia di revisore dei conti. Credo che
questa norma ha bisogno di una, come dire, aggiustata perché così
com'è renderà molto difficile la sua applicazione e, a tal
proposito, io sto depositando un ordine del giorno con il quale
chiedo che questa norma una transitorietà per cercare di fare
adeguare i nostri revisori dei conti a quello che è il richiamo
della normativa nazionale che assegna dei crediti formativi ai
revisori dei conti che sono inseriti dentro alcune fasce
demografiche perché a seconda di dove tu fai il revisore dei conti,
hai un credito formativo diverso rispetto ad un altro.
Allora, la norma che noi abbiamo approvato tutto questo non lo
prevede. Vero è che c'è un richiamo alla normativa nazionale ma è
anche vero che c'è scritto che la normativa stessa scatta nel
momento in cui viene approvata la finanziaria o nel momento in cui
si arriva, come dire, alla sostituzione dei revisori dei conti.
Tutto questo penalizzerebbe fortemente i professionisti siciliani
quindi ci vuole una norma transitoria in maniera tale che i nostri
professionisti possano avere quei crediti formativi che gli
consentono di accedere alle varie postazioni. Per questo, sto
presentando un ordine del giorno che chiede al Governo di tenere
conto di questa fattispecie. Grazie.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, signori Assessori, solo una nota di
chiarimento da parte del Governo perché pocanzi è intervenuto il
collega Fazio per sapere qual è la ragione per la quale il
paragrafo 7, articolo 20 dove si parla si applica alle IPAB la
normativa dell'articolo 39 della legge 9 del 2015', c'è una ragione
di carattere politico-amministrativo perché tale previsione venga
posta quando questi enti hanno bisogno veramente di una effettiva
riforma? Volevo una risposta del Governo signor Presidente.
L'Assessore competente se mi può dare una risposta .
PRESIDENTE. Può parlare più vicino al microfono? Può ripetere la
domanda?
GIUFFRIDA. Chiedevo per quale motivo nel paragrafo 7 dell'articolo
20 viene ad essere sottratta la normativa sulle IPAB, sulla
revisione degli enti dell'articolo 9 del 2015.
SUDANO. Perché ci sono più enti, tre non bastavano.
GIUFFRIDA. Si, ma quella è tutta una normativa che abbisogna non
solo dal punto di vista numerico, ma è una realtà giuridica che ha
bisogno di una revisione. Per questo voglio capire per quale motivo
si sottraggono le IPAB. Voglio una risposta compiuta, di carattere
programmatico, politico, amministrativo. Desidererei saperlo,
perché non vedo il motivo per cui le IPAB debbano essere sottratte
alla revisione degli enti. Se mi convincete posso essere anche
d'accordo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 20.1, a firma
dell'onorevole Di Mauro. Lo mantiene o lo ritira?
DI MAURO. Ritiro tutti gli emendamenti soppressivi, eccetto quello
del comma 8.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.18, a firma dell'onorevole
Cordaro. E' ritirato.
Gli emendamenti 20.22 e 20.17 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 20.34, a firma dell'onorevole Anselmo.
ANSELMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.20, a firma dell'onorevole
Fontana.
FONTANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.38, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Grazie signor Presidente. Onorevoli colleghi, questo
articolo era arrivato in Commissione con la dicitura fino alla
legge 4 aprile 2012, n. 35. Dopodiché il periodo che le
disposizioni del presente comma non si applicano agli enti
nominativamente indicati nell'Allegato 1 parte A fino alla frase
finale, è stato aggiunto durante la notte della commissione.
Presidente Crocetta io gradirei da lei questo riscontro. La norma
così come era scritta era condivisibile, perché dava piena
applicazione a una sentenza del CGA, metteva finalmente la
normativa nazionale anche sul territorio regionale siciliana. Era
una norma davvero condivisibile. Ma nel momento in cui andiamo a
scrivere che la disposizione del presente comma non si applica a
quell'elenco al quale fa riferimento era un elenco lunghissimo di
nomi di enti regionali; per cui alla fine, quando abbiamo chiesto
all'assessore Baccei: scusate, ma quale ente è rimasto escluso da
quest'esclusione? Non sapeva rispondere. Perché non ce ne erano
più, li avevamo nominati tutti.
Allora se dobbiamo fare le norme, e devono essere delle norme
giuste, poi però non possiamo andare ad escludere tutti gli enti
della Regione, perché allora abbiamo fatto un manifesto E noi a
votare i manifesti, ovviamente, non ci stiamo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.21, a firma dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.26, a firma dell'onorevole
Fontana. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 20.43, a firma dell'onorevole Turano.
Lo mantiene o lo ritira, onorevole Turano?
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.41 a firma dell'onorevole
Cascio Salvatore.
E' ritirato.
Si passa all'emendamento 20.39. Lo mantiene o lo ritira il
Governo? Il Governo lo mantiene.
Il parere della Commissione?.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione ed il
Governo l'ha proposto pongo in votazione l'emendamento 20.39. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 36 è precluso. L'emendamento 32 è precluso. Il n. 3
è ritirato, il n. 4 è ritirato. L'emendamento 20.16 è ritirato.
L'emendamento 20.31 è ritirato. L'emendamento 25 è ritirato.
L'emendamento 20.15 è ritirato. L'emendamento 20.24 è ritirato.
L'emendamento 20.33 a firma dell'onorevole Assenza. Lo mantiene?
Mi scusi, però ora in questo momento, onorevole Falcone mi arriva
un sostitutivo del comma 4.
Abbiamo da votare l'emendamento 20.33.1 perché era estensivo sia
del comma 2 sia del comma 4.
Il parere del Governo? Stiamo votando il 20.33.1 estende al comma
2 e al comma 4.
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo pongo in votazione l'emendamento 20.33.1.
Scusate il Governo ha detto favorevole e la Commissione ha detto
favorevole a maggioranza. La commissione è rappresentata
dall'onorevole Vinciullo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.33. C'è una richiesta di voto segreto.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.33
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 20.33.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 27
Contrari 44
Astenuti 0
Non è approvato
Si passa all'emendamento 26. E' ritirato. Si passa all'emendamento
2.14. E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 20.13 a firma Cordaro è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne Ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione, sull'emendamento 20.13 Presidente della Regione e
Assessori, perché noi manteniamo l'emendamento soppressivo del
comma 6, ritenendo che sia, questo comma 6, così come è stato
pensato antigiuridico, nel senso che una legge regionale, non
soltanto non può porsi in contrasto con lo statuto di un ente, ma a
maggior ragione, non lo può modificare.
L'organo preposto alla modifica di uno statuto è solo e soltanto
l'assemblea dei soci e, per questa ragione, non può farsi per
legge.
Vi invito, dunque, a votare per la soppressione del comma 6,
perché stiamo votando altrimenti una norma che si pone in contrasto
con il corpus legislativo dello Stato italiano.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.6. Il parere del
Governo?
CROCETTA. presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in realtà quello che dice l'onorevole Cordaro una ratio
ce l'ha, perché basterebbe fare le assemblee per modificare gli
statuti, quindi sinceramente, anche perché poi anche avendo
approvato questa norma che diventa una norma manifesto, in ogni
caso bisognerà dare entro quindi diciamo che una norma che se c'è o
non c'è non è cambi molto. Perché la volontà del socio quindi.
Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, perché la
Commissione bilancio ha pensato di fare questa norma?
Intanto per un semplice motivo, ve n'è un'altra, attualmente in
vigore, che prevedeva che i consigli di amministrazione delle
società a qualsiasi titolo partecipate dalla Regione o da società a
sua volta partecipate dalla Regione, dovevano ridurre a tre i
consigli di amministrazione, cosa che non è avvenuta, nel senso che
ci sono società ancora partecipate della Regione che hanno 9
componenti, per 60 dipendenti, per fare solo un esempio, significa
che se mettiamo anche i 3 revisori dei conti: 12 più due supplenti
14, ci sono società in cui ogni 5 lavoratori c'è un componente del
consiglio di amministrazione.
Cioè ogni 5 lavoratori c'è un componente del consiglio di
amministrazione.
Allora, veda, Presidente, questa cosa non la possiamo più
assolutamente né sopporto rare né tollerare, abbiamo pensato in
questi anni di potere ridurre questi costi, così non è.
Continuiamo ad avere queste società quasi tutte in perdita,
chiaro Quasi tutte in perdita Perché se fossero in attivo
potremmo anche giustificare 9 componenti di consigli di
amministrazione.
Dopodiché onorevole Cordaro, veda le società dove la Regione è
maggioritaria, possiamo dargli un'indicazione? Oppure queste
società dove la Regione nell'assemblea ha la maggioranza del
capitale, noi non possiamo intervenire.
Cosa stiamo dicendo alle nostre controllo tate? Cioè a casa nostra
cosa stiamo dicendo? Abbiamo scritto entro i 60, io mi sono reso
conto, che è pressoché impossibile, ho fatto l'emendamento per
portarlo a 120, stiamo dicendo che a casa nostra non possiamo più
avere 9 componenti di consigli di amministrazione, più 3 revisori,
più 2 supplenti.
La situazione è sotto gli occhi di tutti, perché ci sono società
che lavorano solo per pagare i Consigli di amministrazione, mi
sarei aspettato da lei Presidente Crocetta che di fronte a una
proposta della Commissione che è quella di snellire e di tagliare
su fasce insopportabili di abuso vi fosse stato da parte del
Governo il parere favorevole.
Per questo motivo la Commissione continua a ribadire la bontà
dell'azione che ha svolto, chiedo al Governo di riverificare con il
parere che ha dato, anche perché Presidente Crocetta bisogna capire
se è questo Governo è a favore di tenere tutta questa gente oppure
no.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DI GIACINTO. Signor Presidente, questo argomento perché voglio
intervenire, è stato trattato in Commissione bilancio. Che cosa
avevamo detto in Commissione bilancio? Di rettificare l'articolo
dove giusto è che si portano a tre componenti ma entro 120 giorni e
l'Assemblea che porta a tre i componenti, non può essere
l'Assessore che gli dice di portali a tre. Questo era stato già
discusso in Commissione bilancio se non si va in contrasto con il
Codice civile, non può essere l'Assessore regionale a dire
portiamolo a tre o portiamolo a cinque. La norma deve dire: I
Consigli di amministrazione sono portati a tre entro 120 giorni, 60
giorni, 90 giorni, gli Statuti si devono adeguare, non li può dire
l'Assessore regionale.
PRESIDENTE. Noi stiamo votando, non si è compresa qual' è la
posizione della Commissione, quella del Governo è che si è rimesso
all'Aula.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario
PRESIDENTE. pongo in votazione l'emendamento
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 20.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'emendamento soppressivo preme il pulsante verde; chi vota no
preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.ù
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutino segreto:
Presenti 73
Votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 17
Contrari 56
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.27. Onorevole Vinciullo lo ritira?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Andiamo da 60 a 120 per dare più tempo di fare questo intervento,
quindi se l'Assemblea è disponibile a votarlo favorevolmente,
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 20.27 chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.25 l'onorevole Di Mauro lo ritira.
L'onorevole Di Mauro ha detto che ritirava tutto tranne la
soppressione del comma 8.
Io ho dato per scontato che c'era il ritiro.
CORDARO. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
DI MAURO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.19, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.12, dell'onorevole Cordaro ed altri, è
ritirato.
CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.9, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
Soppressione del comma 8. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
VULLO. Il Governo è favorevole alla soppressione? Chiedo di
intervenire.
PRESIDENTE. No, non può. Siamo in fase di votazione. Non può
intervenire Solo se si astiene. Si astiene Se si astiene si metta
lì ed evitiamo l'incidente di ieri e così non partecipa tra quelli
che si alzano e si siedono. Ha facoltà di parlare.
VULLO. Presidente, mi scusi. Stiamo parlando dell'articolo 20,
comma 8. Nel comma 8 si parla delle IPAB.
PRESIDENTE. No, onorevole Vullo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Brusìo in Aula)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
GRASSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 20
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
20.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 43
Contrari 29
Astenuti 0
(E' approvato)
Sospendo l'Aula per tre minuti, per interloquire con il Presidente
della Regione.
(La seduta, sospesa alle ore 13.03, è ripresa alle ore13.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 28, in precedenza
accantonato.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo è
l'articolo di finanziamento delle disposizioni in materia di
personale precario. C'è poco da discutere, in questo articolo,
perché abbiamo assistito ad annunci, ad annunci di agenzie di
elenchi, ad annunci di stabilizzazioni, ad annunci di contributo
decennale per i comuni che procedevano alla stabilizzazione dei
precari e, invece, solo una misera proroga fino al 31 dicembre
2016.
Questo Governo ha dimostrato la propria incapacità ed il Governo
nazionale, soprattutto quando ha avuto la possibilità di dare una
mano alla Sicilia per i precari, che cosa ha pensato di fare con il
famoso decreto 101? Di dimenticarsi, soprattutto quando c'era un
ministro siciliano che, in Sicilia, c'era una platea di precari e
c'era una Regione che meritava di avere un'attenzione particolare.
Oggi, 24 milioni di persone sono in mezzo ad una strada perché è
stato diminuito anche il contributo ai comuni. Questa finanziaria
della trasparenza, questa finanziaria della rivoluzione, questa
finanziaria dell'incentivo, a che cosa? Alle categorie produttive.
E' una finanziaria che lascia a mare le famiglie perché non dovete
dimenticare che i comuni, quest'anno, non è vero che hanno avuto
risorse, hanno avuto accesso ai mutui perché è stato diminuito il
contributo che viene dato per i precari, anziché il 10 per cento, i
comuni dovranno mettere il venti per cento.
Assessore Lantieri, siccome questo è un tema delicato perché qui,
al pari dei precari regionali che gravano al 100 per cento sulla
Regione, al pari di tutti i dipendenti delle partecipate dove si
torna indietro dopo che si approvano articoli, i precari della
Sicilia e, soprattutto, quei comuni che avevano, in virtù di una
legge regionale, la 24/2012, proceduto alle stabilizzazioni, oggi,
a distanza di tre anni, per effetto del DL 101 vedono scadute le
graduatorie ed il paradosso qual è? Che devono accollarsi
nuovamente la spesa perché si dovranno fare le procedure, sempre
per quella stessa categoria di soggetti.
Questo è un Governo che ha dimostrato di non avere strategia, in
questi tre anni, e le uniche norme che stanno passando in questa
finanziaria e sono state approvate riguardano i cantieri di lavoro
per i comuni, per il culto, IRFIS, IRCAC, è stata semplicemente
iniziativa del gruppo di opposizione, Forza Italia, PID, Grande Sud
e Lista Musumeci. Io chiedo un impegno ed un impegno serio da parte
sua, caro Assessore, affinché al termine della finanziaria, si apra
a Roma un tavolo tecnico per trovare soluzione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidente del Vice Presidente Lupo
Da vent'anni i comuni non assumono personale ed è una vergogna.
Oggi, questo Governo aveva illuso i precari, addirittura, si
formava un'agenzia, invece, continuiamo a sistemare le stesse
persone, continuiamo a garantire le stesse persone ed ancora alle
famiglie dobbiamo dire che il trasporto interurbano, soprattutto a
quei piccoli comuni, proprio a quei piccoli comuni che non hanno
entrate e che abitano nelle montagne e ed hanno dei figli che
devono fare trenta, quaranta chilometri per andare a scuola, questo
Governo dovrà avere il coraggio di dire che per il trasporto
interurbano non è stata prevista una norma, non è stato previsto un
euro e la sottoscritta, all'articolo 8, aveva presentato un
emendamento, ma non si è potuto discutere perché la Presidenza ha
ritenuto di stralciare l'emendamento perché non c'era la copertura.
Bene Lo ridiscutiamo all'articolo 22, nel rifinanziamento della
spesa, perché non c'è stata attenzione né per i disabili, né per
gli ultimi, né per le famiglie. Questo è il risultato di questa
finanziaria.
Non facciamo dei comunicati stampa di plauso, perché c'è poco da
plaudire, si sono solo garantiti i privilegi. Il presidente
Crocetta ieri parlava di consulenze. I comuni non possono fare
consulenze, lo scandalo sono le consulenze degli enti partecipati
della Regione, lo scandalo sono quelle consulenze di cui parlava
l'onorevole Laccoto perché, ogni tanto, fa piacere ascoltare
l'onestà intellettuale, anche se da una diversa parte politica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho anticipato
ieri nell'intervento sui trasferimenti alle province, c'è
l'esigenza di presentare un emendamento che ho presentato, quindi,
di far sì che questo emendamento aggiuntivo possa diventare un
subemendamento.
Avrei bisogno di attenzione, però, Presidente.
Io ho presentato un aggiuntivo sul problema dei precari delle
province che potrò trasformare in subemendamento, vediamo come fare
alla luce dell'orientamento della Presidenza.
L'emendamento precisa meglio la problematica senza apportare spesa
nuova. Cosa è successo?
E' successo che la legge di stabilità, nel dare la proroga ai
precari degli enti locali anche in dissesto, ha posto il 100 per
cento a carico della Regione.
Non ho parlato delle province, cosa che ho fatto, invece, lo
scarso anno quando ci fu la proroga.
Nella legge di stabilità si dice che negli enti locali che sono in
dissesto possono essere prorogati i lavoratori a tempo determinato,
LSU, eccetera, a condizione che la Regione garantisca il 100 per
cento.
Ora, mentre lo scorso anno la legge di stabilità parlava
espressamente di lavoratori degli enti locali in dissesto e delle
province, quest'anno non parla delle province.
Le province non sono enti in dissesto, sono enti che sono in una
condizione di disequilibrio finanziario per cui, con questo
emendamento, li mettiamo assieme agli enti che sono in dissesto,
andando a pescare sempre nello stesso calderone del comma 1 e gli
garantiamo la possibilità della proroga. Si tratta di 490
lavoratori, lo abbiamo fatto esattamente nelle stesse condizioni
anche l'anno scorso; è solo un problema di natura tecnica.
Con l'altro emendamento che presento, si dà la possibilità,
assessore Lantieri, ai lavoratori sempre delle province, in attesa
che facciamo al riforma delle province, di potere fare mobilità e,
quindi, essere stabilizzati anche da altri enti, se gli altri enti,
ovviamente, lo riterranno necessario, quindi, fanno la richiesta,
se l'ente si carica il lavoratore, transita, fermo restando che,
poi, con la legge di riforma, Assessore, andremo a definire la
questione una volte per tutte.
Quindi, Presidente, volevo capire se devo presentarlo come
subemendamento o se lo riprendiamo dagli aggiuntivi. Presidente,
questo emendamento è stato concordato, mi sono fatto aiutare, nella
stesura, anche dal dottore Morale e dal dirigente della provincia
regionale, perché si trattava di un emendamento molto tecnico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Alloro, faremo una verifica con gli
uffici. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
cercato di capire, non è una materia su cui sono molto pratico,
però, il comma 3, assessore Lantieri - certamente l'assessore
Baccei è in giro per il mondo e non potrà ascoltarci, ma la sua
presenza è sufficiente - dice: gli enti che in presenza di risorse
assunzionali , cioè che hanno i soldi, giusto assessore Lantieri,
e di posti disponibili in pianta organica , quindi si sono fatti
la ricognizione e hanno quattro posti, giusto, non concludono
entro il 31 dicembre 2016 il processo di stabilizzazione di cui
alla norma nazionale, questo famoso 101, avranno una decurtazione
del 50 per cento.
Ora il tema è, i comuni che per causa oggettive, cioè perché si
scontreranno col patto di stabilità, quindi, supereranno il patto
di stabilità, non per colpa del comune, ma perché hanno delle
difficoltà oggettive - ieri ne abbiamo ampiamente parlato -, come
possono essere colpiti da questo provvedimento?
Assessore, vorrei che l'onorevole Alloro le trasmettesse le mie
preoccupazioni, perché qui dobbiamo scrivere una norma di
salvaguardia perché ci sono comuni che non per colpa loro, ma qual
è il comune che non vorrà stabilizzare, tutti vogliamo
stabilizzare, ma ci sono delle condizioni, degli imprevisti
amministrativi e finanziari che metteranno quel comune, anzi che
non metteranno quel comune in condizione di attuare la norma,
quindi, assessore Lantieri, sono molto perplesso su questo comma 3,
per cui vi invito ad approfondire il tema.
Onorevole Panepinto, lei che è abbastanza ferrato su questi
comuni
PANEPINTO. Ho presentato un emendamento soppressivo.
MILAZZO. Oh Sopprimiamo questo comma perché è un boomerang per i
comuni, da un lato gli diciamo che possono stabilizzare, dall'altro
lato se ieri gli abbiamo dato un quarto, metà delle risorse che
metteranno i comuni nelle condizioni di avere le somme per chiudere
il bilancio, cioè per garantire quelle somme non comprimibili per
quella spesa corrente che è ossigeno per i comuni, non possiamo
dirgli risparmia, perché vorrei ricordare a me stesso, una
settimana fa sono stato chiamato, in consiglio comunale a Palermo,
a uniformarmi a tre ordinanze della Corte dei Conti che gli dice:
non puoi usare le somme a destinazione vincolata o quelle in conto
capitale per dichiarare il bilancio in pareggio , cioè fra noi e il
comune c'è la scure della Corte dei Conti che fissa tutti questi
paletti, assessore Lantieri, per cui le chiedo - siccome lei è una
persona di buon senso e che ha amore per quello che fa e glielo
certifico perché sono stato suo collega d'Aula e so come la pensa
sui comuni - se può approfondire questo tema perché non vorrei
che, poi, ci trovassimo in gravi condizioni creando problemi ai
comuni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Lantieri, ritengo che il comma 3, così come ne ho chiesto la
soppressione, vada soppresso perché non si collega con tutto ciò
che riguarda i parametri che ai comuni vengono dati per avviare la
cosiddetta stabilizzazione, che poi non è altro che la copertura di
posti vacanti in organico.
Ora, immaginare che un comune debba essere penalizzato e ricorderà
il presidente Vinciullo che abbiamo avuto una lunga discussione in
Commissione Bilancio' portando la sanzione solo ad una parte nel
primo anno del trasferimento dovuto per la stabilizzazione, ebbene,
Assessore, la inviterei a dare parere favorevole al soppressivo per
ridiscutere complessivamente tutta la 24 ed anche il rapporto con
il Governo nazionale in materia di precariato che non è legato
tutto alla disponibilità di risorse o di norme e di legislazione
della Regione, ma ha un riflesso condizionato da tutta la normativa
in materia di enti locali, non ultimo gli ultimi provvedimenti che
il ministro Madia ha già emanato ed emanerà per quanto riguarda i
comuni e, soprattutto, per la questione del personale e per il
rapporto cittadini e numero di dipendenti.
Per cui mi pare opportuno, per evitare che tutti i problemi
risiedano nei comuni e, certamente, nei comuni ci sono problemi
anche di gestione, non lo posso negare, ma oggi, a mio parere, il
terzo comma non può reggere se non dopo un incontro del Governo
regionale, da lei rappresentato, con il Governo nazionale in
materia di precariato e di stabilizzazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori vorrei sottoporre all'Aula l'emendamento 28.47 che
riguarda i precari dei comuni in dissesto. Come sapete, onorevoli
colleghi, la legge nazionale prevede la totale copertura da parte
della Regione per la proroga dei precari dei comuni in dissesto.
Ebbene, con questo emendamento stiamo proponendo che, al fine di
garantire i servizi indispensabili che queste persone portano
all'interno delle amministrazioni comunali ed in applicazione ai
dettami della legge nazionale, i comuni che hanno delle risorse a
valere sui bilanci stabilmente riequilibrati possano anticipare
quelle somme, nelle more che la Regione, poi, copra, come da legge
nazionale, il cento per cento.
Signor Presidente, le segnalo un errore di scrittura nel mio
emendamento. Chiedo se gli Uffici nel secondo periodo dove si
dice: al fine di garantire i servizi indispensabili , possano
ritenere cassata e sostituita la parola in deroga con in
applicazione .
PRESIDENTE. Può formalizzare un subemendamento per maggiore
chiarezza?
CANCELLERI. Va bene. Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco gli
interventi che hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto perché
ci siamo trovati in corso d'opera, assessore Baccei, da un
meccanismo che puntava a premiare chi stabilizzava ad un meccanismo
che punta, diciamo così, a penalizzare chi non stabilizza.
Ora, credo che nel corpo dell'articolo i riferimenti al 101
escludano le preoccupazioni che ha rappresentato qui il collega
Milazzo, però, è necessario che in queste norme precisiamo meglio e
soprattutto ci dobbiamo fare carico di un confronto con il Governo
nazionale per quanto riguarda il patto di stabilità per il
personale e lo sforzo che bisogna fare per favorire il maggior
numero possibile di stabilizzazioni.
Questo deve avvenire, assessore Lantieri, assessore Baccei,
evitando misure che prevedano immissioni in ruolo, perché anche qua
evitiamo confusioni, ad un numero di ore, come dire, che
penalizzano fortemente, peggiorano le condizioni dei contrattisti
perché se le risorse assunzionali mi consentono di stabilizzare
sulla base della valutazione nazionale a 7 ore o ad 8 ore, è chiaro
che si pone un problema. Ecco perché ho fatto una norma che dice:
i Comuni devono stabilizzare allo stesso orario' che è part-time,
ovviamente, che c'era, diciamo così, che avevano i contrattisti.
Un altro tema che, secondo me, non è sufficientemente affrontato,
assessore Baccei, riguarda i comuni che sono sottoposti al piano di
riequilibrio. La proroga è possibile pure per loro, ovviamente,
come pure per i comuni in dissesto ma, per esempio, ci sono misure
che potrebbero essere estese anche ai comuni sottoposti a piano di
riequilibrio, mi riferisco al comma 7 dove si dice che le somme
eccedenti riferite ai comuni in dissesto non debbano essere
restituite, che possono essere estese anche ai comuni che hanno
questa
Se determinati comuni devono restituire le risorse, rischiano di
andare in dissesto, quindi, siccome immagino che l'Assessore per
l'economia, l'Assessore per gli Enti locali non abbiano interesse a
promuovere il dissesto dei comuni, anche con un piccolo
subemendamento, estendere quella parte che riguarda la restituzione
ai comuni che sono sottoposti a pino di riequilibrio, quindi, non
nuova spesa, comma 7, in cui si dice che i calcoli e le somme
eccedenti non devono essere restituite, quindi, non si tratta di
nuova spesa ma di consentire a quei comuni che sono in queste
condizioni di evitare di scivolare verso il dissesto ma,
soprattutto, anche per fugare le preoccupazioni che sono contenute
nel comma 3 che andrebbe, in ogni caso, riscritto per evitare
queste preoccupazioni, dobbiamo assicurarci che da parte del
Governo nazionale ci sia un'attenzione ed una disponibilità per
evitare che tutta questa materia rimanga, ancora una volta, sulla
carta.
Dopodiché, lo dico al collega Panepinto che ha sottoscritto il
comma 3 che va soppresso scritto in quel modo, però, vorrei evitare
quello che è successo nel corso di questi anni e, quindi, condivido
lo spirito, per cui i comuni si sono sottratti, anche laddove
potevano farlo, alla possibilità di immettere in ruolo il personale
precario. E questa idea, questo tema così complesso, va affrontato
con una disponibilità del Governo nazionale, con un impegno del
Governo regionale, ma anche con un impegno altrettanto serio da
parte degli enti locali che usufruiscono del lavoro e dell'attività
di queste persone e che non si possono adagiare sul fatto che
queste persone lavorano per loro a carico della Regione.
Quindi, assessore Baccei, le chiederei - se è d'accordo - d'intesa
con l'Assessore, di riformulare la parte finale del comma 7, per
consentire, anche ai comuni che sono sottoposti a piano di
riequilibrio, di non restituire le somme di cui si parla.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io non mi voglio dilungare a elencare
le cose che già l'onorevole Grasso, a nome di Forza Italia e degli
altri Gruppi di opposizione Lista Musumeci, PID-Grande Sud, ha
elencato circa le manchevolezze, le mancanze, le assurdità, le
incomprensioni, le follie, le deficienze di questa finanziaria
proprio a proposito di questo articolo, che riguarda il mondo dei
precari. Parto da una constatazione: siamo sempre agli annunci
ante, per le smentite in corso e per le pugnalate, post.
Si era annunciato che si sarebbero risolti tutti i problemi dei
precari; che avevano trovato la soluzione - parlo del Governo
centrale - e che, finalmente, questa triste pagina del precariato
in Sicilia sarebbe stata chiusa definitivamente. In corso d'opera
si sono corretti, annunciando che si poteva fare, forse, un'agenzia
attraverso la quale risolvere il problema in attesa della soluzione
definitiva.
Hanno continuato, di intoppo in intoppo, dicendo che l'agenzia,
forse, non si poteva fare, ma che, comunque, si andava ad una
proroga triennale.
C'è stato un altro ripensamento. Resipiscenza: non si poteva fare
neppure la conferma triennale, ma ci si doveva accontentare di una
proroga annuale.
Ma, nonostante ciò, c'è stato un ulteriore ripensamento, perché
neanche la proroga annuale, nei fatti, sarà possibile Perché
contestualmente, di fronte all'annuncio che i comuni avrebbero
avuto i soldi per dieci anni per stabilizzare, anche quella è
venuta meno Era scritta nella sabbia
Ma c'è di più Man mano che scorreva il tempo - oserei dire i
giorni, ma forse anche le ore o i minuti - c'è stata l'ultima
trovata, e cioè che il Governo ha tolto i soldi persino ai Comuni
Ha diminuito i trasferimenti ai Comuni, rendendo di fatto non più
precaria, ma impossibile, la prosecuzione di questi lavoratori.
Allora, io penso che fino a quando questa Terra non avrà un
Governo che abbia il coraggio - oserei dire gli attributi - per
andare a Roma e farsi rispettare, noi saremo continuamente
dileggiati; continuamente presi in giro. Cornuti e mazziati
avevo detto poco fa, a proposito dei forestali. Perché qualsiasi
cosa si può fare per i precari del nord. Niente mai, neppure quello
dovuto, indispensabile, può essere immaginato per i precari del
sud, perché altrimenti non si capisce perché si risolvono i
problemi, anche quando c'è un precariato di qualche anno che
interessa il nord e si tenta di lasciare sempre nell'abbandono e
nella disperazione chi lavora da oltre 20 anni negli uffici della
Regione, negli uffici dei comuni, negli uffici delle società
partecipate, rendendosi spesso indispensabili per il prosieguo
dell'attività di quegli uffici stessi come se dovessimo
continuamente chiedere l'elemosina a Roma.
Io invito il Governo a evitare ulteriori guai e a vedere di
aggiustare così come abbiamo fatto nel corso di questa intera
finanziaria; perché questa finanziaria, trarremo le conseguenze
alla fine, è figlia dei tentativi fatti dal Parlamento di
correggere le fesserie, le follie, le omissioni, le mancanze, le
storture presenti nella finanziaria che ha presentato il Governo.
Voglio invitare il Governo a discutere questo articolo, ad
approntare e discutere, invito anche lei, Presidente Lupo, a
discutere questo articolo, l'emendamento che riguarda gli ex
sportellisti che, a tutti gli effetti, sono non solo precari ma
sono stati fatti diventare precari proprio loro, i 1700
sportellisti che addirittura avevano una legge regionale che,
inopinatamente, in corso d'opera, è stata cambiata nell'ipotesi di
finanziamento da fondi regionali a fondi comunitari, gettando nella
disperazione una categoria di soggetti con una specializzazione nel
settore dei servizi dell'impiego proprio quei servizi che in questo
momento, sia a livello comunitario che a livello nazionale si dice
che bisogna assolutamente implementare essendo assolutamente
carenti in Sicilia.
Quindi, invito, visto che ci sono degli emendamenti già
presentati, il Governo in questo caso, facendo propri gli
emendamenti che sono stati presentati anche dall'Aula, a
formalizzare un emendamento che tenga conto di queste riflessioni e
non procuri ulteriori danni irreparabili.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato insieme
agli onorevoli D'Asero, Falcone, Foti, Anselmo e Giuffrida, un
emendamento all'articolo 28.
Questo emendamento, in effetti, era stato già presentato sia nelle
Commissioni di merito, e apprezzato, e anche in Commissione
Bilancio . Non si capisce e non capiamo il motivo per cui
l'emendamento che non ha costi aggiuntivi sia finito negli
emendamenti, non nell'articolato, ma negli emendamenti aggiuntivi.
L'emendamento che noi abbiamo ripresentato, sostanzialmente,
potrebbe essere considerato, proponendo il 117, un adeguamento al
testo, perché ha tutte le caratteristiche per essere considerato
tale in quanto il decreto che è stato emanato a fine dicembre
dall'Assessorato prima dell'esercizio provvisorio, prevedeva, per
alcuni comuni in modo particolare, per i precari l'inserimento del
comune di Milo.
Milo è un comune della provincia di Catania che fino al 31
dicembre 2014 aveva in forza 8 precari, 8 precari LSU, 8 precari
che sono precari da quando in Sicilia esistono i precari e cioè dal
1989-1990 e che, di anno in anno, così come tutti i comuni della
regione Sicilia, hanno avuto le proroghe.
Sennonché quell'anno, per via di alcune incertezze da parte del
Governo nazionale nell'emanazione della norma, il Sindaco decise di
non prorogare a questi 8 - ed è l'unico caso in Sicilia - la
proroga, appunto, del loro lavoro stesso.
La norma - la leggo così siamo tutti quanti consapevoli delle cose
- dice questo: Per l'anno 2014, con l'articolo 4, comma 9 bis,
del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con
modificazioni della legge 30 ottobre 2013, n. 125, il legislatore
nazionale, ha consentito di poter prorogare, permanendo il
fabbisogno organizzativo e le comprovate esigenze istituzionali,
volte ad assicurare i servizi già erogati, in deroga ai termini e
vincoli di cui al precedente comma 9, i rapporti di lavoro a tempo
determinato .
Con l'emendamento che noi abbiamo presentato e, quindi, chiedo
all'Assessore di considerarlo, di accoglierlo, che questo
emendamento e quindi questi precari che non hanno avuto la proroga,
di essere considerati in forza, in quanto hanno i requisiti
previsti dalla legge nazionale e quindi non sono nuovi ingressi,
come qualcuno paventa e come qualcuno si preoccupa di questo
ragionamento, ma sono da poter considerare effettivi perché hanno i
criteri e rientrano nei criteri del 2014, della legge 2013/101.
Quindi, questo emendamento chiarisce che tutti gli enti che hanno
differito il termine di proroga dalla data del 31 dicembre 2013,
ovvero dalla data del 31 dicembre 2014 e 31 dicembre 2015, che la
prosecuzione dei rapporti di lavoro dispone, ai sensi delle
suddette norme regionali e comunque da disporre, devono
considerarsi in costanza dei relativi di rapporti di lavoro, anche
con riferimento alla norma autorizzatoria, della proroga normata
con leggi dello Stato.
Quindi, Assessore, così come abbiamo depositato l'emendamento
assieme agli altri colleghi, noi riteniamo che questo debba essere
tenuto fortemente in considerazione da parte del Governo, perché
non si prevede spesa, in quanto Milo rientra, appunto,
nell'esercizio provvisorio emanato con decreto assessoriale a fine
dicembre e, quindi, questi lavoratori possono tornare ad essere
considerati - badate bene - non lavoratori a tempo indeterminato,
ma semplicemente lavoratori precari del comune di Milo.
Anche questa è una cosa pazzesca che in Sicilia si vuole
continuare ad avere il titolo di precari, non tanto di lavoratori.
Le cose che accadono nella nostra Regione sono veramente folli
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ritengo che il terzo comma, dell'articolo 28, vada riscritto perché
rischiamo di creare ulteriori problemi ai comuni.
Infatti, è troppo generico, non prevede le differenziazioni che ci
sono da comune a comune e che cosa impone la legge, perché
sappiamo che i comuni in dissesto non possono prevedere nuove
assunzioni. I comuni in pre-dissesto hanno un piano di rientro
approvato dal Ministero e, pertanto, in quel piano è prevista già
la pianta organica; quindi non possiamo dire che entro il 31
dicembre 2016 si deve concludere la stabilizzazione dei precari,
perché se il Ministero non ha approvato questo tipo di pianta
organica, significherebbe che una parte dei precari degli enti
locali andrebbero a casa, perché comunque non credo che i comuni
oggi, date le scarse risorse che hanno, possono procedere il 50 per
cento del contributo.
Quindi, io credo che bisognerebbe modificare questo terzo comma,
prevedendo entro l'anno l'approvazione della pianta organica
triennale e concludere le stabilizzazioni nel triennio. Se,
ovviamente, questo non avviene, allora si può procedere alla
riduzione del contributo da parte della Regione siciliana, ma dare
il termine di un anno, con tutti i problemi che oggi hanno gli enti
locali, secondo me, diventa un atteggiamento troppo rigido e,
forse, pretestuoso, perché sappiamo che molti comuni non hanno le
risorse.
Quindi, chiedo se il Governo può successivamente fare una
riscrittura.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io mi rivolgo a lei e in particolare
all'Assessore Lantieri, perché, riagganciandomi all'intervento
della collega Raia, vorremmo una risposta nel merito del contenuto.
Non volendolo considerare un aggiuntivo, qui stiamo parlando di un
aggiustamento al testo che, per una serie di errori di
comunicazione, non prevede all'interno del suo articolato un
chiarimento sulla posizione di persone precarie della Pubblica
amministrazione che, pari a tutte le altre contenute all'interno di
questo articolo, devono avere una risposta sulla possibilità della
loro proroga.
Proroga su un contratto che, di fatto, non si è interrotto e che
non va in contrasto né alla normativa nazionale, né alle
disposizioni della Regione siciliana, ma che nella marea di leggi e
di proroghe sono rimasti incagliati in una specifica che manca, e
questo è il modo per specificare qual è la loro posizione.
Comprendo perfettamente che gli aggiuntivi, e vorrei capire anche
dagli uffici come mai è finito negli aggiuntivi dato che in
Commissione Bilancio e nella Commissione Affari istituzionali
era stato dato il via libera a questo chiarimento non finisse nel
cestino, perché qui si tratta di dare giustizia a tutti come lo si
sta dando in questo articolo e non vedo perché si debba creare
questa discriminazione che non comporta alcun aumento di spesa.
Voglio ribadire che le anticipazioni sui precari che sono state
date a fine dicembre prima dell'esercizio provvisorio includevano
nell'elenco dei Comuni anche questo Comune. Quindi, o si è
sbagliato prima o ci si sta distraendo adesso e possiamo correre ai
ripari nella sede opportuna che è quella di discussione.
Quindi, se ci sono tutti i presupposti - e lo vorrei sentire
dall'Assessore - penso che non ci possano essere problemi a mettere
in discussione la norma presentata da noi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un'ora.
Riprenderà tra un'ora esatta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 15.19)
Presidenza del Vicepresidente Lupo
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'esame dell'articolo
28.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire sull'articolo 28, in particolare sul comma 3, perché
diciamo insieme agli Uffici la sera della Commissione bilancio ho
riscritto assieme agli Uffici questo articolo e mi stranizza come
qualche collega possa chiedere eventualmente lo stralcio del comma
3. Il comma 3 ha una ratio ben precisa che ho presentato tra
l'altro un sub emendamento a questo che poi chiedo che venga messo
ai voti. Che cosa fa questo comma 3? Se aspettiamo che i Comuni
stabilizzino non stabile rizzeranno mai se non mettiamo una
sanzione. Non parlo di mettere una sanzione a quei Comuni che non
possono stabilizzare, è chiaro che quei Comuni che non possono
stabilizzare rimangono fuori.
Ma scusate, quei Comuni che al 31 dicembre 2016 potrebbero
stabilizzare, hanno tutti i parametri previsti per legge che lo
possono fare, hanno gli spazi occupazionali che lo possono fare,
hanno le piante organiche che lo prevedono e lo possono fare,
perché non devono stabilizzare? Se non stabilizzano che cosa
succede? Nulla, aspetteranno che il prossimo anno prorogheremo al
31 dicembre 2017 e quindi a pagare continuerà ad essere sempre
mamma Regione . O entriamo nell'ottica che dobbiamo dare delle
sanzioni agli amministratori locali e quindi ai Comuni purtroppo,
oppure non stabilizzerà mai nessuno.
Ecco perché questo comma 3 è stato inserito, per questo semplice
motivo. Dobbiamo mettere nelle condizioni, ed è un comma fatto
nell'interesse esclusivo degli ex ragazzi da stabilizzare, ecco
perché dico che va votato, non può essere diversamente, chiedo
all'Assessore di dare parere favorevole sia a questo comma che al
mio sub emendamento che aggiunge questa parte quei Comuni
chiaramente che hanno la possibilità e tutti i parametri
assunzionali in regola per poter assumere .
PRESIDENTE. Si passa all'emendemanto 28.1. Per quanto riguarda gli
emendamenti le regole sono quelle che ben conoscete, che sono state
più volte ben ribadite nel corso di questi lavori, cioè saranno
esaminati gli emendamenti che sono nel fascicolo ed esclusivamente
quelli che sono stati apprezzati, valutati, secondo il regolamento
sia dalle competenti Commissioni di merito che dalla Commissione
bilancio, tutti gli altri sono trasmessi per confluire nel disegno
di legge stralcio esattamente come abbiamo fatto fino ad oggi su
tutti gli altri articoli.
ALLORO. Chiedo di parlare..
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno ad
intervenire perché il problema che ho posto che da un punto di
vista regolamentare giustamente lei ha spiegato bene, però siccome
riguarda una categoria di lavoratori precari e di contrattisti che
con l'attuale testo del disegno di legge restano fuori che sono i
precari delle Province, i precari dei Liberi consorzi, lo pongo
perché il testo non ne parla, l'emendamento non lo fate recuperare
per discuterlo, il Governo mi dica cosa vuole fare. Sarebbero gli
unici che rimangono fuori in questo modo.
BACCEI, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Se non sbaglio i precari delle
Province ci sono per il contributo che a loro in questo momento
spetta, il 60%, non so se lei intenda dargli il 100% ma non mi
risulta che ho già detto più volte che sui Liberi consorzi il
problema è molto più grosso, non lo affrontiamo a pezzettini,
facciamo quello che è previsto dalla legge.
ALLORO. Ma non gli rinnovano il contratto
BACCEI, assessore per l'economia. Perchè non gli rinnovano il
contratto? Non sono in dissesto. Ne parleremo con i commissari,
onorevole Alloro. I commissari sono nominati dalla Regione. Il
Presidente della Regione ora non c'è, c'è qui l'assessore Lantieri.
Si deve prendere un impegno a parlare con i commissari perché
rinnovino il contratto e noi gli diamo il 60%.
Così come dovrebbero, come gli è stato già chiesto, la circolare
dell'onorevole Lantieri, dare i soldi ai disabili e, poi, dopo,
lasciare fuori altri problemi, altre somme.
Ad oggi, dare il 100%, prima di tutto non è possibile perché un
secondo dopo che noi diamo il 100%, sul quel palco, salgono per
portare per i comuni in pre-dissesto, per i comuni in riequilibrio,
poi, dopo salgono, a quel punto portiamo tutti.
ALLORO. Assessore, ma così sono a casa. Non gli hanno rinnovato il
contratto per un mese.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Alloro, noi abbiamo un
problema di 180 milioni con le province. Un giorno, dopo, che
abbiamo approvato la finanziaria, cominciamo ad affrontare. Ora ci
vuole una copertura di 4 milioni di euro che, al momento, non ci
sono. Per cui andiamo secondo le norme di legge, anche perché sono
sicuro che un secondo dopo arrivano altre richieste e continuiamo
ad andare avanti. Ed in questo momento non si possono fare, lo
facciamo un secondo dopo l'approvazione della finanziaria.
Onorevole Lantieri, se con me, si vuol prendere l'impegno di
chiamarsi i commissari e lavorare su questo punto?
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, signor Assessore, anch'io prendo la
parola su questo articolo, proprio a proposito delle cose che ha
già detto l'onorevole Alloro.
Assessore, io mi rendo conto e capisco benissimo quali sono le
difficoltà, però, non possiamo creare figli e figliastri.
Noi siamo in una condizione e dobbiamo essere assolutamente sereni
perché, oggi, è stata anche considerata la questione, legittima,
che riguarda i 7 precari del comune di Milo, e che io, onestamente,
condivido, perché di fronte a tutto quello che la Regione ha fatto
in passato, e continua a fare, in favore dei precari. Li abbiamo
sempre stabilizzati ed abbiamo sempre avuto un atteggiamento,
assolutamente, di grande disponibilità per poterli mantenere nei
loro posti perché sono persone che soffrono da anni, e continuano
ancora a soffrire, perché non hanno certezza del domani.
E' chiaro che, oggi, non possiamo creare una disparità di
trattamento con i precari delle province.
Due, quindi, sono le cose: o noi decidiamo questi precari di
spalmarli e spalmarli in altri enti e, quindi, darli anche ai
comuni della provincia o dove è possibile poterli trasferire o,
altrimenti, dobbiamo trovare, comunque, una soluzione anche per
loro, signor assessore, perché sarebbe ingiusto che a fronte di 20
mila, 19 mila precari che vengono stabilizzati resterebbero fuori
questa Prorogati, è una stabilizzazione a tempo, di questo mi
rendo conto.
Sarebbe ingiusto non considerare questa piccola frangia, perché,
poi, in fondo, se facciamo un conteggio dei precari delle province
credo che non raggiungiamo neppure, sono Quanti?
BACCEI, assessore per l'economia. 4 milioni di euro.
FONTANA. Ci vogliono 4 milioni di euro, ma sono meno di 1.000,
insomma, ecco.
Direi, quindi, mi sembra corretto quello che ha detto l'assessore,
cioè dopo l'approvazione di questa finanziaria, sedersi anche con i
commissari e capire in che modo è possibile salvare i precari.
Sarebbe, veramente, un'ingiustizia di grandissime proporzioni.
Sarebbe, veramente, ingiusto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.1, soppressivo dell'intero
articolo, a firma dell'onorevole Greco. Lo ritira onorevole Greco?
RAIA. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi.
Prima della pausa pranzo, io, così come altri colleghi, avevamo
chiesto che, rispetto ai precari di Milo ci fosse un pronunciamento
da parte della Presidenza e, quindi, dell'Assessorato e
dell'assessore Lantieri perché credo che, nel momento in cui si
stia discutendo l'articolo 28, i precari in generale, ci debba
essere una risposta.
Capisco tutto, però, come dice l'onorevole Fontana, non ci possono
essere figli e figliastri in questa Regione. Noi siamo soliti
salvare tutti. Salvare precari, salvare quelli che non sono
precari, salvare chi è Co.co.co, salvare chi è in altre condizioni,
cioè siamo mamma Regione che solitamente salva tutti.
Non si capisce perché queste persone non debbano avere lo stesso
trattamento e non debbano essere salvati non da dipendenti, da
precari, riconsiderati precari. Qua nessuno sta dicendo assunzioni
a tempo indeterminato o fare dirigenti o percepire indennità
abbastanza pesanti. Stiamo parlando di persone che percepiscono
stipendi, quando gli va bene e quando arrivano i soldi
trasferimenti da parte della Regione, non altissimi.
Quindi, io le chiedo, Assessore, Assessori, di considerare che,
oltre noi, ci sono anche altri che aspettano, da questa Regione, un
segnale e non stiamo parlando di aprire maglie, stiamo parlando di
un diritto, il diritto di esistere sia per i precari delle province
ma anche per i precari di Milo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quando abbiamo ripreso i lavori
abbiamo già chiarito il concetto, peraltro ormai ben noto a tutti,
che richiama l'articolo 111 del Regolamento che vorrei leggere per
l'ultima volta: non possono essere presentati in Assemblea
emendamenti che non siano stati presentati e ritenuti ammissibili
nella competente Commissione .
GIUFFRIDA. Sono stati presentati. Io non capisco perché non sono
stati fascicolati. Sono andati in entrambe le Commissioni.
PRESIDENTE. A ciò si aggiunge che l'assessore Baccei, intervenuto
qualche minuto fa, ha precisato che ci sono pure problemi di
copertura finanziaria e, addirittura, ha affermato che, al momento,
mancano 4 milioni per coprire interamente le previsioni
dell'articolo 28.
GIUFFRIDA. Qui, non c'è un problema di copertura finanziaria. In
questa fattispecie non c'è nessuna copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Le regole che presiederanno alla trattazione degli
emendamenti sono quelle previste dal Regolamento e non altre,
ovviamente.
BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore all'economia. Sono due fattispecie diverse. Io
ho detto: sulla provincia c'è la copertura per il 60 per cento,
come previsto dalla legge e Cercheremo di anticiparlo appena
chiudiamo
ALLORO. Non c'è neanche quello perché mancano 4 milioni di euro
BACCEI, assessore all'economia. Ma no, mancano 4 milioni per
garantire l'altro 40 per cento, onorevole Alloro, non facciamo
confusione che mi sembra che non sia il momento. Garantisco io che
per il 60 per cento previsto dalla legge c'è la copertura. Siccome
ci sono io che la deve garantire, se glielo dico io vuol dire che
c'è. Va bene? Facciamo così?
Sul 40 per cento ulteriore non era previsto nella legge e non c'è
la copertura.
ALLORO. L'anno scorso l'abbiamo fatto. Non sono in condizioni di
pagarlo questo 40 per cento
BACCEI, assessore all'economia. Le province hanno un bilancio di
550 milioni. Noi facciamo una circolare che, prioritariamente,
devono garantire disabili e precari come già abbiamo fatto.
I Commissari si devono impegnare a farlo prima di sostenere altre
spese.
Il 60 per cento è coperto, come previsto dalla normativa. Per
quanto riguarda Milo posso dire che non è un problema di copertura
finanziaria. Per cui se qualcuno mi dice che, tecnicamente, si può
fare io do la copertura.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PREIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. L'assessore Baccei ha ribadito che la copertura
finanziaria per quanto riguarda i contrattisti di Milo è già in
essere. Vorrei ribadire, perché volevano una risposta da parte del
Governo, che con la legge 101/2013 i contrattisti di Milo rientrano
nella proroga dei processi di stabilizzazione perché a quel periodo
avevano tutte le carte in regola per entrare nel decreto 101.
Purtroppo, per una volontà non loro, ma per una volontà del
sindaco pro-tempore i contratti non sono stati rinnovati. Siccome
la Regione è solidale e la copertura c'è, non interessa metterci
contro 8 lavoratori anche perché, ribadisco, nel 2013 avevano tutti
i requisiti. Una postilla della proroga, però, dice che debbono
avere continuità lavorativa e, purtroppo, per un periodo di un
anno, un anno e qualche mese c'è stata discontinuità lavorativa.
Il Governo, quindi, si rimette all'Aula perché ci potrebbe essere
un problema di impugnativa.
RAIA. Signor Presidente, quindi, l'emendamento va votato se
l'Assessore si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. L'emendamento 28.1, a firma degli onorevoli Greco e
altri recita: L'articolo è soppresso . E' mantenuto o ritirato?
GIUFFRIDA. La Commissione Bilancio' l'ha valutato.
PRESIDENTE. L'emendamento, siccome non è transitato dalle
Commissioni di merito
RAIA. E' passato anche dalla V Commissione.
PRESIDENTE. Non risulta transitato dalle Commissioni di merito,
quindi, sarà trasmesso alle Commissioni competenti per confluire
nel disegno di legge stralcio, esattamente come per tutti gli
altri. Abbiamo già chiesto, ovviamente, non solo agli Uffici ma
alle Commissioni competenti.
VINCIULLO, presidente commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente commissione e relatore di maggioranza.
L'argomento lavoratori precari del comune di Milo è stato
ampiamente discusso in Commissione anche perché c'era un mio
emendamento, ma non l'abbiamo mai posto in discussione
ufficialmente, ecco perché agli Uffici non risulta la discussione.
L'emendamento, però, posso assicurare che è transitato e faceva
anche parte di un maxiemendamento che, alla fine, non ha approvato
l'emendamento a favore dei lavoratori di Milo.
Devo dire, quindi, in assoluta onestà, che, comunque, in
Commissione si è discusso, e anche a lungo, la vicenda legata ai
lavoratori di Milo.
Se l'unico problema per lei è il mancato passaggio in Commissione,
formalmente è stato inserito in un maxiemendamento - doveva essere
a pagina 7 o 8 di quel maxiemendamento - che è stato bocciato,
però non risulta verbalizzato. E' più che altro un problema formale
che se volete possiamo superare.
Sulla vicenda dell'interruzione di un anno dei lavori abbiamo
ricordato, più volte, che vige una norma nazionale che potrebbe
trovare vigore ed efficacia anche in Sicilia, qualora lo voleste,
che entro due anni dà la possibilità di ritornare sul posto di
lavoro. Quanto sia efficace in questa occasione non sono in grado
di dirlo perché non mi occupo di questa vicenda, però, la ratio a
livello generale prevede anche questa possibilità.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, anche se non sono di Milo e non sono
catanese, rispetto i lavoratori che sono stati raggirati. Se
ricordate bene quella legge 101 del 2013, il sindaco pro-tempore di
Milo ha commesso un errore gravissimo. Considerato il fatto che
questa Amministrazione già garantisce, l'abbiamo detto, l'ha detto
pure l'Assessore che è coperto il contributo, come tutti gli ex LSU
sono garantiti dal 60 per cento, non si capisce per quale motivo il
nuovo sindaco possa anche avanzare una proposta alla Regione per
inserire Ora mi dicono alcuni colleghi che il sindaco ha fatto
pure questo
Quindi, avanzerei una proposta. Se considerate che il fatto è del
2013 e siamo al 2016, c'è la preoccupazione che, poi, così come
diceva l'Assessore, perdiamo pure i tre anni e non diamo più la
possibilità di reinserirsi.
Quindi, noi dobbiamo normare, dobbiamo presentare un emendamento,
un subemendamento che possa inserirsi nel contesto; intanto, lo
paghiamo con quel 60 per cento che la Regione siciliana elargisce
per i dipendenti del regime transitorio, per gli LSU. A quel punto,
diventa una cosa normale per il sindaco. Noi dobbiamo autorizzare
il sindaco a intraprendere questo percorso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto
per un ulteriore approfondimento, fermo restando che sul rispetto
delle regole non si transige, per alcun emendamento. Dobbiamo
applicare le regole, non è nella disponibilità derogare al
Regolamento. Facciamo un approfondimento per una verifica.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 15.48)
La seduta è ripresa.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, a
proposito dell'emendamento che riguarda i lavoratori di Milo, a me
pare che siamo in presenza di una situazione che prevede, come in
quei regimi che erano ormai alla dissolvenza che, mancando il pane,
la carne, il cibo, si occupavano di far rispettare le regole anche
le più idiote. Il presidente Crocetta sarà d'accordo con quello che
sto dicendo perché lei, come Governo, è stato umiliato più volte,
in questa finanziaria, per una volta prendo io le sue difese,
Presidente.
Mi sembra una situazione surreale, come quei regimi che, a fronte
di una situazione disastrosa, cercano il rispetto assoluto delle
regole e dell'etichetta.
Ora, a proposito dei lavoratori di Milo, a fronte di una
dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio',
onorevole Vinciullo, che dichiara in Aula e, quindi, a verbale che
l'emendamento è stato presentato e che si è iniziata pure una
discussione in quanto facente parte di una maxiemendamento,
discussione che poi non si è conclusa, non si capisce perché la
Presidenza dell'Assemblea si impunti a volere impedire, a fronte di
una unanimità da parte dell'Aula, a che l'argomento si discuta.
Vorrei ricordare alla Presidenza, qualora lo avesse dimenticato,
che più volte in quest'Aula anche nel formale rispetto delle
regole, si è sempre detto - anche durante questa finanziaria - che,
purché ci sia una valutazione unanime da parte dell'Aula e, quindi,
si impedisca che si possa instaurare un precedente, la valutazione
unanime dell'Aula supera ogni altra considerazione.
Non capisco perché la Presidenza si sia incaponita o continui ad
incaponirsi a mettersi di traverso, rispetto ad un percorso
facilitato della finanziaria in Aula ed un percorso che preveda di
attuare norme in favore di categorie discriminate, non si capisce
quale sia l'incaponimento.
Non capisco perché la Presidenza, a fronte di una formale
presentazione dell'emendamento in Commissione ed a fronte,
soprattutto, di una valutazione unanime dell'Aula che supera ogni
altra obiezione, perché alla fine l'Aula è sovrana, voglia
continuare in questo accanimento, a meno che la Presidenza non
voglia impedire l'approvazione rapida e giusta di una finanziaria
corretta nei confronti di tutti.
Prego la Presidenza di non intralciare la volontà unanime
dell'Aula perché, questo sì, sarebbe un golpe nei confronti delle
istituzioni, dei lavoratori e delle categorie interessate.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, notoriamente neanche io sono di Milo.
Gradire attenzione da parte dell'Aula relativamente a questo
emendamento rispetto al quale non parlerò
Per favore, Presidente, vorrei avere 30 secondi di attenzione da
parte dell'Aula su questa vicenda. E' una questione di metodo,
Presidente.
Ripeto, notoriamente, non mi occupo delle cose di Milo, mi occupo
di questioni che, comunque, attengono il territorio regionale ma,
nel merito, pur trattandosi tra l'altro di un emendamento
presentato se non ho capito male dalla collega del Movimento Cinque
Stelle insieme ad altri colleghi di altri partiti non il mio,
siccome da qui a breve continueremo a trattare emendamenti che sono
passati dalla Commissione Bilancio' e lì sono stati trattati se
pur non votati, se gli emendamenti sono - e mi sembra di capire che
è questa la fattispecie - passati dalla Commissione Bilancio' e lì
sono stati trattati anche se non c'è stato il voto, laddove c'è
l'unanimità da parte dell'Aula
Presidente Lupo, ho bisogno della sua attenzione, altrimenti non
Qua non può succedere che per questioni interne a Gruppi
parlamentari o peggio per questioni di contrapposizione tra
maggioranza ed opposizione, ci sono vicende che vanno oltre, che ci
inchiodano al nostro ruolo, responsabile, di legislatori, io le
chiedo, Presidente, che da questo momento e va utilizzato come
criterio oggettivo e credo che sia un riferimento interpretativo
del Regolamento e neanche più di tanto interpretativo perché così
è, così è scritto nel Regolamento, tutti gli emendamenti che sono
trattati dalla Commissione Bilancio', la Commissione autorevole,
la Commissione che ha un quadro generale delle attività del
Parlamento, in quanto Commissione che fa le attività di
programmazione, vengano portati al vaglio di questo Parlamento,
qualsiasi altra decisione, peraltro in questo senso condivisa
all'unanimità dal Parlamento, verrà considerata come una decisione
assolutamente illegittima. Quindi, Presidente, non è una questione
sull'emendamento ma è un aspetto procedurale su cui la invito a
valutare insieme agli Uffici.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, a me sembra che, francamente, stiamo
affrontando una discussione davvero astratta ed a tratti surreale.
Io non mi trincero dietro il fatto di essere o meno di Milo, qui il
problema non è la situazione concreta: Milo; perché potrebbe essere
qualunque altro comune.
Vi è un emendamento - ed il mio, mi permetto, vuole essere anche
un richiamo al Regolamento - che è stato presentato in Commissione
Bilancio' e che la Commissione ha discusso seppur non è stato,
poi, seguito da un voto finale.
Il Regolamento ci richiama la possibilità di presentare
emendamenti in Aula a condizione che siano stati presentati
precedentemente o nelle Commissioni di merito o in Commissione
Bilancio'. Il Regolamento non fa riferimento all'approvazione del
Regolamento ma alla sua presentazione, dunque, presentato
l'emendamento esso può essere riproposto in Aula e legittimamente
esaminato ed affrontato. Questo sul piano formale. Sul piano
sostanziale, per questo emendamento e per quanti altri ve ne
saranno in seguito, spero molto pochi, ma che affrontano questioni
concrete della vita di decine e di centinaia di persone, credo che
si debba e si possa, mi riferisco, per esempio, agli sportellisti,
signor Presidente della Regione, questione che lei conosce e che ha
affrontato nei giorni scorsi. Se l'emendamento è stato portato
all'esame della Commissione Bilancio, anche se non è seguito un
voto formale, è non solo ammissibile, ma deve essere discusso e
votato in Assemblea.
Abbiamo affrontato mille questioni nel corso di questa finanziaria
e alcune decine ancora dovranno essere affrontate nelle prossime
ore e nei prossimi giorni; non tener conto delle necessità, delle
esigenze, di fatto, di centinaia, forse qualche migliaio, di
famiglie che attendono soltanto la certezza del diritto, non
l'affermazione di un nuovo diritto, ma la certezza di un diritto
già acquisito, mi sembrerebbe davvero una contraddizione in
termini, a maggior ragione, quando l'intera Assemblea, in tutti i
suoi settori, di maggioranza e di minoranza, hanno già dichiarato,
in buona sostanza, di essere favorevoli all'accoglimento di queste
norme.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo a pieno
con l'intervento degli onorevoli Ioppolo e Formica, perché secondo
me, si cerca di ingessare il dibattito, anche limitando l'azione
politica del Governo. Diceva bene ieri il Presidente Crocetta, il
Governo ha potestà di presentare emendamenti di riscrittura che
possono anche cambiare, in corso d'opera, sentendo l'Aula sentendo
il dibattito, la sostanza di alcune norme; altrimenti la nostra
presenza è inutile.
Caro Presidente della Commissione, Vinciullo, lei ieri si è
leggermente arroccato, probabilmente per vicende personali che
l'avevano indisposto. Obiettivamente, ieri non ha avuto un
atteggiamento ecumenico, come nel suo stile, mi è sembrato troppo
ingessato per vicende probabilmente, che l'hanno indisposta.
Quest'Aula, dai Gruppi di maggioranza ai Gruppi di opposizione,
all'unanimità, chiede all'Assemblea per il problema di Milo, che è
un problema sostanziale, fondamentale, per il problema degli
sportellisti, per altre norme di buonsenso senza impegno di spesa
che siano state affrontate nelle Commissioni. Caro Presidente
Vinciullo, le Commissioni non ascoltano gli emendamenti una volta
sì e una volta no o dimenticano di averle ascoltati quando
riguardano vicende che non si vogliono trattare. C'è una
uniformità, un'omogeneità di comportamento, sto parlando con lei
Presidente Vinciullo, che ho apprezzato il suo intervento per Milo,
mentre non ho apprezzato quello di ieri per altri emendamenti che
erano stati discussi in Commissione che, però, si sono dimenticati.
Voglio dire e ribadisco il buonsenso dell'intervento di
maggioranza, di opposizione e prego la Presidenza di evitare questi
arroccamenti, perchè sanno molto di un vecchio sistema feudale di
gestione che è superato dai fatti. Questa è un'Aula dinamica che
dimostra collaborazione e volontà di andare avanti e portare a casa
una buona finanziaria per la Sicilia e per il Parlamento.
PRESIDENTE. Ovviamente, qui c'è solo una gestione attenta al
rispetto del Regolamento, quindi non le è consentito esprimersi in
quei termini nei confronti della Presidenza.
FORMICA. Ma non contro l'Aula
PRESIDENTE. Ovviamente, nel rispetto dell'Aula, visto che il
Regolamento è dell'Aula.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Anche su richiesta di quasi
tutti i Gruppi parlamentari, mi sono incontrato prima con il
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole Ardizzone,
la linea che intende seguire la Presidenza dell'ARS è di non
inserire nella finanziaria tutto ciò che in questo momento, non è
andato nelle Commissioni di merito.
C'è una proposta che potrebbe risolvere l'empasse di dire: se noi
approviamo entro domani la finanziaria, martedì in Conferenza dei
Capigruppo parlamentari possiamo aprire immediatamente la legge
stralcio dove andiamo a inserire tutti gli emendamenti degli
articoli presentati con un disegno di legge specifico.
Ognuno di noi ha esternato abbastanza l'opinione politica che ha
attorno a queste vicende; la volontà di volere risolvere alcune
questioni, mi riferisco a Milo, dove un provvedimento di giustizia
ha licenziato dei lavoratori, mi riferisco alla questione degli
sportellisti, mi riferisco anche alla questione dell'IRSAP, perché
non è che noi possiamo fare aggredire l'IRSAP in questo momento dai
creditori, perché c'è confusione tra il ruolo dell'IRSAP e delle
ASI. Sono una serie di questioni, compreso il tipo di governance,
perché una cosa era la situazione che c'era prima all'IRSAP, quella
che c'è attualmente credo che ponga delle questioni più
ragionevoli. Però, è anche giusto che queste vicende vengano
discusse con i Gruppi parlamentari e le Commissioni.
Vi faccio un appello: andiamo avanti su tutto ciò che è
ammissibile; il resto ce lo vediamo martedì con Governo e
Conferenza dei Capigruppo e presentiamo, immediatamente, con gli
emendamenti che sono stati stralciati, un disegno di legge stralcio
che va in Commissione e può andare in Aula.
FORMICA. Non siamo d'accordo, Presidente Il problema è sbagliato
CROCETTA, presidente della Regione. Ma come lo supera, onorevole
Formica? Io le voglio dire, come supera il giudizio di
inammissibilità considerato che il giudizio di inammissibilità è
tipico del ruolo della Presidenza e non è superabile, né con
orientamenti, né con conferenze di Capigruppo, né con ordini del
giorno, né con voti dell'Assemblea. Quindi, se non è superabile è
inutile che continuiamo a discutere. Eliminiamo la materia del
contendere e andiamo avanti.
FORMICA. Intanto, dobbiamo discernere tra ciò che è andato in
Commissione e ciò che non è andato in Commissione. L'Aula è sovrana
se c'è l'unanimità
PRESIDENTE. Mi sembra che il Presidente Crocetta sia intervenuto
in maniera risolutiva. Tutti questi emendamenti sono trasmessi alle
competenti Commissioni per confluire nel disegno di legge stralcio.
Peraltro, voglio precisare che, comunque, in ogni caso,
tratteremmo gli emendamenti aggiuntivi all'articolo, e non so
quanti emendamenti aggiuntivi all'articolo ci siano anche tra gli
emendamenti aggiuntivi. Ad ogni modo, siccome il Presidente della
Regione ha dato la più ampia disponibilità ad affrontare questo e
altri temi di assoluto interesse nel più breve tempo possibile,
spingendosi a dire che già a partire da martedì si può attivare un
percorso sul disegno di legge stralcio e oggi è domenica, quindi
parliamo di dopodomani, c'è un impegno del Presidente della Regione
ad affrontare questi temi, mi pare che sia una parola risolutiva,
onorevole Formica.
FORMICA. Lei ha dichiarato che tratterà gli emendamenti aggiuntivi
all'articolo?
PRESIDENTE. No, io non ho dichiarato questo. Ho dichiarato che, in
ogni caso, l'emendamento di cui si parlava che ancora non è stato
dichiarato ammissibile per le questioni che dicevo, perché non
risulta approvato in V Commissione, non è stato formalmente
trasmesso dalla V Commissione alla II; la II Commissione non ha
formalmente apprezzato l'emendamento né lo ha approvato, ancorché
l'abbia discusso la II Commissione, ma non lo ha trasmesso
all'Aula, perché non risulta trasmesso l'emendamento all'Aula dalla
Commissione, ancorché, ripeto, sia stato discusso e non sia stato
formalmente trasmesso all'Aula. Quindi, pure esistendo diversi
motivi di natura regolamentare che pongono oggi la questione
dell'ammissibilità, in ogni caso, sarebbe un emendamento aggiuntivo
al pari di tanti altri emendamenti aggiuntivi che, probabilmente,
ci sono.
Allora, credo che anche da un punto di vista parlamentare,
regolamentare, anche per rispetto a tutte le altre questioni
analoghe che meritano altrettanta attenzione, il percorso anche
breve e più adatto, adeguato anche al rispetto regolamentare che si
può seguire è quello suggerito dal Presidente della Regione e cioè
che questo, ed eventualmente altri emendamenti, possano essere
affrontati nel disegno di legge stralcio che il Presidente della
Regione ha dichiarato voler affrontare già a partire da dopodomani,
quindi non c'è motivo anche accedendo ad una sua richiesta di non
rallentare il percorso che riguarda l'approvazione della
finanziaria.
FORMICA. La mia richiesta per la convocazione di una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è circoscritta agli
emendamenti aggiuntivi di questo articolo.
Sentiamo i capigruppo per gli aggiuntivi
PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Formica di sentire i
Presidenti dei gruppi parlamentari per gli emendamenti aggiuntivi.
Siccome intanto c'è un articolato che parte con l'emendamento 28.1,
alla fine dell'esame dell'articolato, vediamo se eventualmente ci
saranno altre richieste del genere, credo comunque che
l'orientamento, anche politicamente più corretto sia quello
espresso dal Presidente della Regione.
Si passa all'emendamento 28.1. L'emendamento 28.1 è ritirato.
Si passa all'emendamento 28.28. E', ritirato.
Si passa all'emendamento 28.34.
DI GIACINTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 28.34.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.27.
CORDARO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 28.27.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, o lei, Presidente,
ci dà delle assicurazioni circa il fatto che prima di decidere
sulla sorte di alcuni emendamenti faremo una breve Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari oppure noi, almeno io e tanti
altri Presidenti dei Gruppi parlamentari e deputati abbandoneremo
l'Aula. Vi approvate la finanziaria o le porcherie che volete
PRESIDENTE. Ovviamente, la sua richiesta riguarda l'esame di tutto
l'articolato, non penso si possa immaginare di fare una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per ogni articolo,
complessivamente.
FORMICA. Ho detto a questo articolo.
PRESIDENTE. A questo articolo? Quindi, se poi dovesse porsi lo
stesso tema sugli altri articoli eventualmente ci sarà una nuova
richiesta di convocazione di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Mi pare eccessivo sinceramente, non penso si possa
immaginare di fare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari su ogni articolo. Per capire meglio la sua richiesta.
FORMICA. La facciamo su tutto.
PRESIDENTE. Quindi, c'è una richiesta da parte dell'onorevole
Formica di convocazione di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari sulla vicenda emendamenti aggiuntivi. La questione
sarà rappresentata evidentemente per la sua rilevanza al Presidente
dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, intanto stiamo esaminando
l'articolo 28.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Formica è intervenuto con grande buonsenso perché ci sono delle
norme che non riguardano né paesi, né cognomi, né associazioni, né
uomini e donne con nomi propri. Riguardano temi che sono stati
dibattuti in commissione Bilancio, che sono stati dibattuti nelle
Commissioni di merito e che riguardano platee di siciliani che
attendono delle risposte da questo Parlamento.
Per onestà intellettuale, devo dire, che su questi temi il
Presidente della Regione ha dimostrato disponibilità a ragionare,
disponibilità a trovare soluzioni.
Io conosco perfettamente il Regolamento e so che c'è una norma che
prevede che il Presidente dell'Assemblea può dichiarare
inammissibile un emendamento in maniera inappellabile.
Signor Presidente Lupo, però, se ci sono dei Capigruppo, ed io mi
aggiungo alla richiesta dell'onorevole Formica, che immaginano, con
la volontà di concludere un lavoro, fino a questo momento, portato
avanti in maniera ragionevole e mai strumentale, di riaffrontare il
tema della riduzione della spesa, il tema dei prepensionamenti, il
tema degli sportelli multifunzionali, cioè, qua non è che stiamo
parlando - voglio essere volgare, mi perdoneranno le signore -
delle marchette di Tizio o di Caio. Qua stiamo parlando di temi
generali che riguardano platee intere di siciliani e che
abbisognano, a nostro parere, a parere certamente dell'onorevole
Formica e, certamente, mio e spero, auspico anche degli altri
Capigruppo, di un momento di riflessione.
Se poi, nonostante il momento di riflessione, la Presidenza
dell'Assemblea dovesse rideterminarsi in questo modo, ne
prenderemmo atto, fermo restando che, capisco bene che l'ottimo è
il nemico del buono e che non è magari possibile fare tutto oggi e
quello che non si può fare oggi, si può fare domani o, comunque, al
più presto; ma su temi come quelli che ho enunciato c'è una sintesi
dell'Aula, proprio perché sono temi assolutamente trasversali che
mi pare davvero irragionevole precludere anche un momento di
ragionamento, un momento di democratico ragionamento su queste
argomentazioni.
Signor Presidente, pertanto, mi associo formalmente alla richiesta
dell'onorevole Formica e la ragione, ribadisco per evitare ogni
incomprensione, ogni malinteso, non è assolutamente strumentale ma
costruttiva, per provare ad esitare, prima possibile, una
finanziaria che può essere ancora migliorata e che vogliamo
contribuire a migliorare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, io credo che oggi possiamo, in maniera
molto chiara, considerare ed apprezzare il confronto pacato che in
questi giorni ha caratterizzato, tranne qualche quiproquò, tranne
qualche, diciamo così, tono un po' diverso rispetto, comunque, al
percorso regolare che quest'Aula ha avuto. Percorso regolare che
questa Presidenza dell'ARS non può non apprezzare. Ed è in ragione
di questo atteggiamento che maggioranza ed opposizione stanno
tenendo, in ragione del fatto che, quest'anno, la finanziaria la
stiamo portando a compimento in un tempo che ha preceduto i quattro
mesi dell'esercizio provvisorio, diversi Capigruppo, e non solo
hanno manifestato, sottoposto, richiesto alla Presidenza dell'ARS e
al Presidente della Regione di ritrovarsi su alcuni temi. E i temi
sostanzialmente sono tre.
I temi sono i precari di Milo, i precari delle province, delle ex
province e quello degli sportellisti. Gli sportellisti su cui il
Governo si era impegnato, si è impegnato. Gli sportellisti a cui
abbiamo detto di interrompere una protesta pacifica, una protesta
che ha visto protagonisti alcuni rappresentanti di questa categoria
che hanno messo a repentaglio anche il loro stato di salute.
Una protesta che ha interpretato le ansie, le preoccupazioni di
1700 ex lavoratori che oggi sono stati lasciati in mezzo ad una
strada perché il Governo non si è assunto l'onere, così come aveva
loro garantito, di poter continuare nell'erogare quel servizio di
cui loro erano protagonisti.
Ed allora, in questo senso, Presidente Lupo, noi chiediamo e ci
associamo, così come lo hanno fatto il Presidente Formica,
l'onorevole Figuccia, così come lo ha fatto l'onorevole Ioppolo,
così come ha fatto il Presidente Cordaro, così come lo stesso
onorevole Picciolo della maggioranza è intervenuto.
Noi crediamo e chiediamo che si sospendano i lavori per 15 minuti
per ritrovare in una Conferenza dei Capigruppo la regolarità di un
percorso, di stabilirlo. Ci sono delle cose che esulano, ma ci sono
delle cose che con il concorso e con la concordia di tutti possono
rientrare in un percorso ordinato che, ribadisco, questa Aula sta
conducendo.
Questa è la richiesta che noi rassegniamo alla sensibilità di
questa Presidenza dell'Assemblea regionale. E' una richiesta di
buonsenso, ma che vuole consentire la celerità, se vogliamo, la
regolarità dei lavori e, soprattutto, l'efficienza degli stessi.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
allinearmi, pur nel rispetto del ruolo della maggioranza e
dell'opposizione, a quelle che sono le regole certe che questa Aula
vuole darsi tra quelle regole certe che l'onorevole Cracolici, mio
Capogruppo nel Partito Democratico e mio punto di riferimento
all'epoca nella sua certezza di rispetto delle regole, mi ha sempre
detto che la Conferenza dei Capigruppo regola la vita di questa
Assemblea nel rispetto del Regolamento.
Quindi, noi chiediamo che la Conferenza dei Capigruppo si
determini assieme agli Uffici della Presidenza nella scelta degli
argomenti, che possono, se possono, essere trattati a margine come
emendamenti aggiuntivi, atti che sono stati discussi dalle
Commissioni di merito e che possono, all'unanimità, da questa Aula
essere dibattuti perché riguardano la vita democratica di questo
Parlamento, la vita di alcuni lavoratori che hanno necessità di
avere regole certe. Noi non stiamo né rubando né facendo atti,
Presidente Lupo, per rispondere alla sua domanda di prima, di cui
ci dobbiamo vergognare. Cerchiamo semmai di tutelare i siciliani e
tutelare il nostro mandato elettivo e di tutelare il rispetto che
meritiamo come parlamentari, come Capigruppo e come organismi
componenti di questo Parlamento.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire che ho
grande rispetto per l'Ufficio di Presidenza, ma ho tanto rispetto
anche per noi parlamentari e, quindi, credo che, a volte,
soprattutto dopo una settimana di stanchezza, forse, bisogna essere
più elastici.
Qua siamo tutti stanchi e capisco che ci possono essere, anche,
momenti di nervosismo, però io devo dire la verità. Leggendo il
Regolamento non lo trovo così chiaro così come viene interpretato
dall'Ufficio di Presidenza per quanto rispetto abbia verso
quest'ultimo, perché abbiamo l'articolo 111 del Regolamento che
pone un tema e l'articolo 112 nei suoi commi che
Scusate non riesco a parlare
PRESIDENTE. Invito i colleghi a seguire l'intervento
dell'onorevole Sudano.
SUDANO. Onorevole Turano per favore non riesco a parlare
(Brusio in Aula)
SUDANO. Stavo dicendo che il Regolamento prevede due articoli, il
111 ed il 112.
E' vero che gli emendamenti devono passare dalle Commissioni di
merito, ma è anche vero che all'interno dell'articolo 112 del
nostro Regolamento si prevedono il 6 ed il 7 comma che di certo
sono un eccezione rispetto all'iter precedente, perché se l'iter
precedente dice che gli emendamenti devono essere fatti prima della
discussione generale, è ovvio che ci stiamo riferendo a quando il
disegno di legge viene incardinato in Aula, si fa la discussione
generale e poi si dà il termine per gli emendamenti. Dopodiché
inizia la votazione dell'articolato.
Successivamente al 6 comma ed al 7 comma dell'articolo 112 è
previsto che quattro deputati o un capogruppo possano presentare
emendamenti che riguardano quella materia.
Io non credo, quindi, che ci riferiamo sempre al caso in cui gli
emendamenti debbano passare dalle Commissioni. Quello che vorrei
dire, quindi, è che in una situazione del genere dove sicuramente
stiamo affrontando tanti problemi che riguardano la Sicilia, se c'è
un'unanimità da parte di tutti i Gruppi, i presidenti delle
Commissioni di merito hanno detto che, comunque, il tema si era
discusso, non mi sembra opportuno bloccare l'Aula per ore su questo
tema del Regolamento, basterebbe un minimo di elasticità. Mi scusi,
signor presidente, se mi sono permessa, ma qua in caso contrario
non riusciamo più ad andare avanti.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Mi rendo conto che rispetto a quelle che sono le decisioni
assunte, diventa complicato chiedere delle eccezioni. C'è, però, un
punto: le questioni qui riportate da più di un collega sono delle
partite molto delicate e soprattutto condivise in maniera
trasversale.
Non riguardano qualcuno nello specifico, un territorio, ma si
tratta di questioni politiche generali e complessive. Di fronte a
queste partite, ritengo che sarebbe utile avere un impegno ora, da
parte della Presidenza dell'Assemblea, di convocare i capigruppo
per spostare il tutto in una legge stralcio, perché se non c'è
questa assicurazione, la fibrillazione continuerà perché stiamo
parlando non di particolari, ma di uomini in carne e ossa. Stiamo
parlando di lavoratori, stiamo parlando di diritti e quindi credo
che l'Aula quando pone problemi di questo tipo deve essere
ascoltata.
Ripeto, la soluzione può essere un impegno assunto adesso
attraverso la possibilità di una legge stralcio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo da più parti richiesta,
convoco immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari in Sala lettura deputati.
L'Aula è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.31, è ripresa alle ore 17.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 28.2,
degli onorevoli Di Mauro e altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Signor Presidente, sull'esito della Conferenza dei
capigruppo non diamo nessuna comunicazione?
PRESIDENTE. Onorevole Formica, in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si è deciso di riprendere con l'esame
dell'articolato, nel pieno rispetto del Regolamento.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, o sono diventato cretino, ed è
possibile perché con l'età tutto può accadere, oppure debbo pensare
che stiamo entrando in una situazione omissiva in cui, addirittura,
non si rispetta il Regolamento neppure per comunicare all'Aula gli
esiti di una Conferenza dei capigruppo.
Non è vero che la Conferenza dei capigruppo ha stabilito che si
continua tout court così; di fronte ad un dibattito che c'è stato
da parte di tutti i componenti, la conferenza ha stabilito che:
a) si può riprendere qualche emendamento, se c'è l'unanimità
dell'Aula;
b) addirittura, nella giornata di domani, si possono riprendere
persino gli emendamenti stralciati che riguardavano l'Allegato 1.
Pensate un po', l'Allegato 1, cioè i manciugghi .
Capisco che il Presidente Crocetta nella condizione di minus
habens in cui è stato condannato da questa maggioranza, pur di
andare avanti accetta qualsiasi cosa; ma che l'Aula possa accettare
la prevaricazione di fronte alla richiesta unanime da parte di
tutti di non sentire il bisogno di accedere alle richieste unanime
questo mi pare il colmo.
Continuo, quindi, ad affermare che la Presidenza non può
continuare a prevaricare la volontà unanime dell'Aula. Se su taluni
argomenti c'è la volontà unanime dell'Aula, così come espressamente
previsto dal Regolamento, e così come la prassi costante di questa
Assemblea finora ha regolato i lavori di quest'Aula, la Presidenza
non può non accedere alla volontà unanime dell'Aula. Quando manca
quest'ultima, la Presidenza correttamente può stralciare, ma se su
qualche argomento, peraltro già passato in Commissione, c'è la
volontà unanime dell'Aula, la Presidenza ha l'obbligo di accedere a
questa richiesta unanime dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei ha dato una sua interpretazione
della Conferenza dei Capigruppo.
La Conferenza dei capigruppo ha deciso di trasmettere alle
Commissioni competenti tutti gli emendamenti che, in base al
Regolamento non possono essere oggi trattati o nel corso dell'esame
della legge di stabilità, per confluire nel disegno di legge
stralcio e quindi di proseguire con l'ordine dei lavori così come
già precedentemente detto.
1132/A e nn. 1133-1155/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
1132/A e nn. 1133-1155/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 28.3,
degli onorevoli Di Mauro e altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.26, degli onorevoli Cordaro ed altri.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.47, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
Comunico che all'emendamento 28.47 sono stati presentati tre sub
emendamenti, che sono in corso di distribuzione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Cancelleri, la invito, intanto, ad illustrare il sub
emendamento 28.47.3.
CANCELLERI. Signor Presidente, come ricorderà gli emendamenti a
firma nostra dovrebbero essere due; uno era quello in
applicazione al posto di in deroga , mentre l'altro si riferisce
semplicemente all'anno 2016.
L'emendamento in questione, il 28.47, altro non è che dare la
possibilità ai Comuni in dissesto che devono prorogare i precari
per l'anno 2016 - che come sapete sulla base della norma nazionale
possono farlo solo a totale carico della Regione - di poter
anticipare le somme a valere sui bilanci stabilmente riequilibrate,
nelle more che poi la Regione dia i soldi ai Comuni.
Ed è solo per l'anno 2016. Quindi viene puntualizzato con i due
sub emendamenti che si riferisce semplicemente a questo arco
temporale.
PRESIDENTE. I sub emendamenti distribuiti a sua firma sono il
28.47.3 e 28.47.1.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo appena
concluso una Conferenza dei Capigruppo nella quale si sono
stabilite alcune cose. Si sono posti alcuni paletti. La invito a
valutare quello che sta accadendo in questo istante in Aula perché
è davvero insopportabile che, rispetto alla stralcio di alcune
norme per il semplice fatto che probabilmente sono andate in
Commissione Bilancio ma non sono state discusse, seppur discusse
nelle Commissioni di merito, e quindi con un percorso istituzionale
nitido e trasparente, seppur il Presidente dell'Assemblea,
correttamente, indica la via dicendo che non è possibile più
presentare sub emendamenti in Aula e foglietti volanti, ci troviamo
ancora con altri 10 fogli numerati. Sub emendamenti per i quali
voglio sapere: di chi sono, chi li ha scritti, di che cosa stiamo
parlando, da quali Commissioni sono passati. E se dobbiamo
continuare così oppure no
Comunico formalmente che, da questo momento in poi, o si discutono
tutti gli emendamenti che avevano avuto un percorso lineare e
istituzionalmente trasparente, oppure non sono più disponibile a
valutare un solo sub emendamento che sia stato partorito un minuto
fa in questa Aula senza che vi sia stato alcun vaglio da parte di
chicchessia. Figli e figliastri non ne possiamo fare
Vogliamo chiudere come voi questa finanziaria, che ha una serie di
norme utili per i siciliani. Valuteremo come votare. Ci state
costringendo ad arroccarci su posizioni che non vogliamo assumere.
Signor Presidente, sono arrivati sette sub emendamenti. E non li
capisco Non so cosa vogliono dire Vado dal Presidente della
Commissione Bilancio e non me li sa spiegare Perché non li
conosce
Di che cosa stiamo parlando? Ci vogliamo dare una regola che valga
per tutti? Altrimenti noi siamo costretti a tutelare il diritto
dell'opposizione di assumere delle decisioni che vedono in primo
luogo imporre trasparenza ad un'Aula e ad un percorso che, se fino
a questo momento ha avuto trasparenza, lo deve esclusivamente
all'opposizione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Vinciullo, che è
firmatario dell'emendamento 28.47.2, visto che lo ha scritto, ed è
sicuramente in grado di illustrarlo e di spiegarlo, gli altri due
sub emendamenti illustrati dall'onorevole Cancelleri, sono sub
emendamenti all'emendamento 28.47 dell'onorevole Cancelleri. E sono
sub emendamenti ad un emendamento che riguarda il testo in
discussione. Quindi devono essere discussi da questa Aula, poi,
ovviamente, l'Aula si determinerà.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, desideravo essere
ascoltato su questo argomento. Ve lo chiedo per cortesia. Perché
vedete, da quando abbiamo approvato l'articolo 28, che è quello che
riguarda i precari, ho sempre chiesto a tutti di procedere con
attenzione e di verificare se, tra i provvedimenti che erano
arrivati dalla Commissione di merito fra quelli che erano stati
aggiunti in Commissione e subemendando quelli che erano arrivati
dalle Commissioni di merito, vi potessero essere fasce di
lavoratori che rimanevano fuori. Onorevole Formica, qui c'è il
rischio che centinaia di precari con questo comma rimangono fuori.
E, siccome non possiamo correre il rischio
FORMICA. Se 7.000 sportellisti rimangono fuori a lei non importa
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Le chiedo, per cortesia, glielo richiedo per la seconda volta, per
gli sportellisti mi interessa quanto i precari perché qualsiasi
cosa riguarda il lavoro mi ha sempre interessato, quindi la prego
se, per cortesia, ha la bontà di ascoltarmi e mi può aiutare con la
sua saggezza e le sue conoscenze.
Questo emendamento, per essere chiaro, intanto fa riferimento alla
legge 28 dicembre 2015, numero 208, che al comma 215 così dice,
perché vedete noi stiamo parlando di una legge nazionale che non
abbiamo ancora recepito per cui, onorevole Cordaro, io mi
permettevo, dal momento che il collega ha subemendato un
emendamento citando la legge nazionale, la prima cosa che bisogna
fare è quella di recepire il testo nazionale. Se non recepiamo il
testo nazionale, non siamo nelle condizioni di poter poi
intervenire sulla norma. E, quindi, c'è il rischio concreto che, se
non recepiamo la norma nazionale, non trova applicazione in Sicilia
e, quindi, stiamo facendo una norma manifesto, cioè stiamo
prendendo in giro i precari dei Comuni in predissesto, per essere
chiaro. Cosa dice il comma 215? Il termine del 31 dicembre 2015, di
cui all'articolo 6, comma 6 bis, del decreto legge 31 dicembre
2014, evito di continuare a leggere tutti i riferimenti che fa,
così dice: per l'anno 2016 agli enti territoriali di cui al primo
periodo del presente comma che si trovino nelle condizioni di cui
all'articolo 259 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, numero 267, non si applicano le disposizioni di cui ai
commi 6,7 e 8 del medesimo articolo. Vedete, quando vi chiedevo
aiuto, è perché qui non si parla di quello che vogliono fare,
ribadiscono e rimandano sempre ad articoli.
Per gli stessi enti, cioè quelli che sono in dissesto secondo
l'articolo 259, la proroga dei rapporti di lavoro a tempo
determinato è subordinata all'assunzione integrale degli oneri a
carico della Regione, ai sensi dell'articolo 259, comma 10, del
Testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 numero
267. Onorevole Alloro, ve lo chiedo per cortesia, perché - ripeto -
c'è gente che rischia di rimanere fuori, se sbagliamo
l'interpretazione Cosa dice il comma 10 di questo benedetto
decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267? Quindi di un
decreto di 16 anni fa che trova, però, applicazione. Dice: le
Regioni a Statuto speciale e le Province autonome di Trento e
Bolzano, quindi anche la Sicilia, possono porre a proprio carico
oneri per la copertura di posti negli enti locali dissestati in
aggiunta a quelli di cui alla dotazione organica rideterminata ove
gli oneri predetti siano previsti per tutti gli enti operanti
nell'ambito della medesima Regione o Provincia autonoma.
E' necessario, secondo il mio modesto avviso, recepire la norma
nazionale. Possiamo anche indicare il 2016 ma nel testo della legge
nazionale è previsto il 2016 ed a mio modesto avviso, onorevole
Cancelleri, il testo deve rimanere quello che ha presentato.
E' corretta la formulazione che ha fatto prima, in deroga, perché
noi non possiamo qui applicare la legge nazionale.
Se noi diciamo in applicazione cosa stiamo facendo? La legge
dice: tu Regione devi dargli i soldi, se quindi vogliamo approvare
questo emendamento che dà la possibilità ai comuni di anticipare le
risorse, l'emendamento presentato prima dall'onorevole Cancelleri è
quello corretto, nel senso in deroga, in deroga alla legge dello
Stato, cosa che noi non possiamo fare.
Se diciamo in applicazione non è possibile per i comuni
anticipare le risorse.
L'unico ente che in questa vicenda può anticipare le risorse, così
come previsto dal comma 215 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre
2015, n. 208, siamo noi, Assessore, noi possiamo, dobbiamo
anticipare le risorse.
Non possiamo autorizzare i comuni ad andare in deroga. Perché non
li possiamo autorizzare?
Perché sa meglio di me, Assessore, che la contabilità dei comuni
che sono in dissesto con la 259 sfugge al nostro controllo ed è
sottoposto al controllo del Ministero degli interni.
Non possiamo oggi predisporre questo atto così com'è perché il
rischio certo e concreto è che, se passasse i comuni, i quattordici
comuni della Regione siciliana, non possono assolutamente andare in
deroga perché, attraverso la norma citata, non è consentita questa
deroga.
I comuni - ripeto - di cui all'articolo 259, comma 10 del Testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 non
possono assolutamente anticipare le risorse.
Pertanto, o lasciamo il testo così come presentato dall'onorevole
Cancelleri all'inizio - che mi sembra essere corretto - oppure
sappiate che corriamo il rischio di creare un vulnus, cioè una
ferita insopportabile, mettendo a rischio i comuni, i lavoratori
dei quattordici comuni.
Se non riusciamo a trovare una ratio nell'approvazione della
norma, sarei dell'avviso, Presidente, se è d'accordo, di
accantonarla e la affrontiamo con gli uffici in modo tale da
chiarire se in questo modo stiamo arrecando un danno ai lavoratori
precari oppure se li stiamo aiutando.
Il testo, così come è stato presentato, è corretto.
Ricordo pure che non possiamo emanare una legislazione in
contrasto con quella nazionale.
Se accettiamo e facciamo nostro l'emendamento relativo al comma
215 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, abbiamo
risolto il problema.
Se recepiamo la norma nazionale è un fatto dovuto che dobbiamo
anticipare le risorse ai comuni.
PRESIDENTE. Invito il Governo a seguire l'intervento
dell'onorevole Vinciullo che mi sembra sia stato chiaro. Quindi, si
può avviare anche a concludere.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Assessore, abbiamo una norma nazionale, dobbiamo decidere stasera
se accettarla o meno.
Se decidiamo di accettare la norma nazionale è automatico che la
Regione anticipi le risorse, se non l'accettiamo non possiamo
pensare di applicare una norma che non produce valore in Sicilia e,
quindi, in questo caso, può passare la norma che dice in deroga
non in applicazione ma ricordando sempre che noi, su questa
materia, non abbiamo poteri concorrenti con quello dello Stato ma
dobbiamo solo adeguarci alla normativa nazionale.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Vinciullo, non ho le
competenze per entrare nel merito se dobbiamo recepire o meno e mi
rimetto agli Uffici. Concordo che in deroga alla normativa
nazionale non possiamo andare. Io quello che posso dire è che nel
nostro disegno la copertura, visto che c'è una legge nazionale che
prevede che la Regione vada a coprire il 100% dei precari, il 100%
dei precari nei comuni in dissesto e qui faccio la differenza con i
Liberi Consorzi, quindi, noi stiamo applicando una norma nazionale,
noi ci stiamo adeguando poi, se dobbiamo recepire in maniera
esplicita o no io questo non lo so e mi rimetto agli Uffici.
Io quello che posso dire è che la copertura finanziaria per questi
precari è al comma 6 per cui la possiamo legare al comma 6, se
vogliamo, sto dicendo un parere tecnico sto dicendo una cosa
tecnica. Se vogliamo trovare una copertura, la copertura al comma
6 che vale più di 2 milioni di euro, siccome quello vale 1 milione
e otto si trova, se vogliamo farlo, non lo sto facendo, sto dicendo
una cosa tecnica
Quindi, volendo, la copertura è al comma 6, volendo.
PRESIDENTE. Volevo ricordare che, sull'articolo e sull'insieme
degli emendamenti all'articolo si interviene una sola volta.
Peraltro, più volte alcuni hanno chiesto la parola sull'ordine dei
lavori, mi pare che l'onorevole Panarello è già intervenuto,
quindi, la inviterei ad intervenire brevemente sull'ordine dei
lavori, altrimenti mi vedo costretto a ridare la parola a tutti i
colleghi che sono già intervenuti e non mi pare il caso perché
dovremmo cercare di andare avanti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE, Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ha
ragione, però, mi sono permesso di chiedere al collega Vinciullo
tenuto conto che non c'è il Presidente della Commissione Lavoro,
che è competente in questo campo
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori dopo
l'intervento dell'onorevole Panarello.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a seguire l'intervento
dell'onorevole Panarello. Dopo l'intervento dell'onorevole
Panarello prenderemo in esame eventuali richieste di intervento.
PANARELLO. Volevo sommessamente dire che, siccome la Commissione
Lavoro ha esaminato il testo a suo tempo proposto dal Governo in
cui c'era il comma 6 che prevede la copertura sulla base della
Legge di Stabilità nazionale al 100% per i comuni, credo che su
questo aspetto non c'è alcun problema.
Il comma chiede di consentire l'autorizzazione ai comuni in
dissesto, qualora abbiano risorse proprie, di anticipare le risorse
che la Regione gli manderà perché ci sarà, onorevole Vinciullo, a
proposito, so quando lei è sensibile, perché ci può essere che la
Regione decide di dare le risorse fra tre mesi e c'è il problema
della proroga e del pagamento di queste persone.
Mi pare di buon senso, se non ci sono obiezioni di merito, quindi,
parlavo in questo senso.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel condividere,
peraltro, l'emendamento della Commissione Bilancio, che nel merito
attiene i precari del Comune di Bagheria, che hanno la solidarietà
di tutto il Parlamento, ma per chiedere sull'ordine dei lavori,
rispetto al metodo, condividendo a pieno la vicenda dei precari del
Comune di Bagheria, per comprendere qual è la procedura attraverso
la quale noi arriviamo alla trattazione degli emendamenti in Aula.
Questo emendamento, che noi condividiamo, rispetto al quale
chiederei alla Commissione Bilancio di fare ulteriori
approfondimenti, era già passato alla Commissione Bilancio?
Presidente della Commissione, le pongo questo quesito.
Qualora non fosse passato dalla Commissione Bilancio o fosse
passato dalla Commissione Bilancio senza che fosse arrivato un voto
favorevole o contrario, essendo questa questione, equiparabile a
quella del Comune di Milo, ovvero a quello degli sportelli
multifunzionali, ovvero delle politiche attive del lavoro, vittime
1.700 persone, insieme ai 4000 della formazione professionale, di
una rivoluzione mai avvenuta, a quel punto vorremmo chiedere, per
parità di trattamento, che questo stesso emendamento venisse
inserito in discussione.
Bene la questione dello stralcio, ma se si apre una sola
possibilità, Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. ...rispetto alla possibilità di trattare emendamenti di
questo tipo, credo che, per le politiche attive del lavoro, per gli
sportelli multifunzionali, vittime 1.700 persone, insieme alla
formazione professionale, in toto, credo che questo argomento
meriti la trattazione.
Chiedo formalmente che la Commissione Bilancio, Presidente Lupo,
possa riunirsi..
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
fare una domanda all'assessore Baccei. La prego di guardarmi,
Assessore.
Ho assistito nelle scorse settimane a diverse manifestazioni
pacifiche da parte degli sportellisti e qualcuno del Governo, ha
preso anche qualche impegno e ha fatto sospendere anche queste
manifestazioni dicendo a queste persone che avrebbero risolto il
problema in Finanziaria.
Desidero sapere qual è l'atteggiamento da parte del Governo in
merito a questa criticità, in merito a questo problema. Dalla sua
risposta noi prenderemo atto e valuteremo insieme al mio Gruppo se
continuare i lavori o abbandonare l'Aula.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Mi pare che dovremmo limitare la discussione agli emendamenti che
stiamo esaminando, mi rivolgo al Governo, in particolare
all'assessore Lantieri, perché credo che meritino approfondimento
da parte del Governo.
Le chiederò, tra qualche minuto, di intervenire sul tema e se è
necessario un approfondimento, prima che lei intervenga, possiamo
anche sospendere l'Aula qualche minuto.
Intanto, ascoltiamo l'onorevole Turano.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in maniera
telegrafica, a me sembra che si continui a fare molta confusione,
soprattutto se dopo il chiarimento che lei aveva dato in relazione
al diritto di subemendare emendamenti già presentati, continuiamo a
chiedere chiarimenti.
Colleghi, vi prego, posso dire una cosa? Possiamo provare a dare
un profilo alto al ragionamento politico che stiamo facendo? Non
facciamo diventare per forza tutto uno scontro. L'articolo 28 sui
precari è una cosa che viene seguita da 24 mila famiglie.
Se a questo abbiamo un problema collaterale e lo dobbiamo per
forza discutere ora e per forza incartare anche questa discussione
non facciamo un buon servizio a nessuno.
FORMICA. Ma neanche figli e figliastri
TURANO. Signor Presidente, vorrei che si procedesse così come
eravamo rimasti, seppur con una Conferenza dei Capigruppo che non
aveva sortito una condivisione all'unanimità su alcuni punti.
Poiché ancora non c'è, vorrei invitare i colleghi a trattare
soltanto l'articolo 28 nelle parti che stiamo trattando e a
pronunziarsi in maniera libera sugli emendamenti o subemendamenti
che vengono fatti. Perché se su ogni subemendamento, su ogni
emendamento o su ogni discorso dobbiamo ritornare per capire e per
sapere se dobbiamo rimettere altri argomenti o meno significa non
finire più questa discussione.
Non parlo con la Presidenza, invito i miei colleghi parlamentari
ad aiutare l'approvazione di questo articolo che incide
pesantemente sulle famiglie siciliane.