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Resoconto d'Aula della Seduta n. 318 di lunedì 22 febbraio 2016
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   1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
                              1133-1155/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione dell'emendamento  28.47.2.
  Nell'ordine  votiamo gli emendamenti 28.47.2, 28.47.3, 28.47.1.  Il
  parere del Governo sull'emendamento 28.47.2?

   FORMICA.   Lei  non  può  mandare  avanti  emendamenti  che   sono
  illegittimi  Su Bagheria non c'è la norma .

   PRESIDENTE. Se il Governo, prima di dare il parere, ha bisogno  di
  qualche minuto di approfondimento possiamo anche sospendere l'Aula.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.50)




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                   La seduta è aperta alle ore 16.01
                  Presidenza del Presidente Ardizzone


   D'AGOSTINO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
   La seduta è ripresa.
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende

  approvato.
   PRESIDENTE.  All'emendamento 28.47, degli onorevoli Cancelleri  ed

  altri,  sono stati presentati tre subemendamenti. Abbiamo  discusso
   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  ampiamente, tre ore e mezzo, su questo specifico argomento.
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
   E'  arrivato il momento di votare. Assessore Baccei, cortesemente,
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  chiamerò  uno  per  uno  gli emendamenti e  lei  mi  risponderà  se
  luogo nel corso della seduta.
  favorevole,  contrario o si rimette all'Aula  così  andiamo  avanti
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  responsabilmente. .
  personale di voto.
   Si passa al subemendamento 28.47.2.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
   Il parere del Governo?
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di

  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
   BACCEI, assessore e per l'economia. Contrario.
  elettronico.


   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 28.47.2.  Chi  è
             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.


   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
                           (Non è approvato)
  seguenti interrogazioni:


   Si passa al sub emendamento 28.47.3.
   -da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
   Il parere del Governo?
      pesca mediterranea:


   BACCEI, assessore e per l'economia. Contrario.
   N.  919  - Interventi in favore dei lavoratori a tempo determinato

  del  Consorzio  di bonifica Catania 9. Firmatari:  Musumeci  Nello;
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Currenti Carmelo


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   -  Con  nota prot. n. 24387/IN.16 del 21 maggio 2014 il Presidente
  Mi rimetto all'Aula.
  della  Regione  ha delegato l'Assessore regionale  per  le  risorse

  agricole e alimentari.
   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 28.47.3.  Chi  è

  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
   N. 1421 - Chiarimenti circa la situazione dell'Unità di analisi  e

  servizi  per la certificazione in agricoltura (A.S.C.A.) di  Ispica
                           (Non è approvato)
  (RG).  Firmatari:  Ciaccio  Giorgio;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;

  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
   Si passa al subemendamento 28.47.1.
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa

  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Zito Stefano
  Chiedo di parlare.


   -  Con  nota prot. n. 36692/IN.16 del 31 luglio 2014 il Presidente
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   N. 1562 - Seguito dell'ordine del giorno n.8 sull'ARSEA, approvato
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, lo  ribadisco  ancora  una
  nella seduta n. 14 del 16 gennaio 2013. Firmatari: Lupo Giuseppe
  volta,  se  passa la sostituzione delle parole  in deroga   con  le

  parole   in  applicazione  condanniamo a morte  i  precari  dei  14
   -  Con  nota  prot. n. 37626/IN.16 del 5 agosto 2014 il Presidente
  Comuni in dissesto.
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.


   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   -da parte dell'Assessore per la Salute:


   BACCEI, assessore e per l'economia.  Contrario.
   N.  2229  -  Chiarimenti in merito ai criteri con cui  sono  stati

  avviati  due procedimenti disciplinari per il personale dell'ASP  8
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  di  Siracusa.  Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni  Carlo;

  Cappello   Francesco;      Ciaccio   Giorgio;   Ciancio    Gianina;
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Contrario.
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;

  Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 28.47.1.  Chi  è

  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
   - Con nota prot. n. 54641/IN.16 del 17 novembre 2014 il Presidente

  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
                           (Non è approvato)


   N.  2687  -  Chiarimenti sulla presunta truffa  perpetrata  presso
   Si passa all'emendamento 28.47
  l'ASP di Palermo e sul superamento delle problematiche dovute  alle
   Il parere del Governo?
  carenze  di  personale sanitario. Firmatari: Zito Stefano;  Palmeri

  Valentina;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
   BACCEI, assessore e per l'economia.  Contrario.
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca

  Claudia;   Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa  Salvatore;    Trizzino
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  Giampiero; Zafarana Valentina


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   -  Con nota prot. n. 34299/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
  Contrario a maggioranza.
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.


   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.47.
   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto

  stenografico della seduta odierna.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedi
   PANEPINTO.  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio

  segreto.
   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli

  onorevoli Dina, Forzese, Cani, e La Rocca Ruvolo.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   L'Assemblea ne prende atto.
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.47


                      Annunzio di interrogazioni
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di

  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti interrogazioni
  dell'emendamento 28.47.
  con richiesta di risposta orale presentate:
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso.
   N. 2920 - Interventi urgenti nei confronti del Governo nazionale a
   Dichiaro aperta la votazione.
  garanzia del traghettamento sullo Stretto di Messina e dei relativi

  livelli occupazionali.
                      (Si procede alla votazione)
   - Presidente Regione

   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Currenti Carmelo


                       Risultato della votazione
   N.  2921 - Interventi urgenti al fine di garantire la sicurezza  e

  la buona gestione delle autostrade siciliane.
   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   - Presidente Regione
  segreto:
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità

   Currenti Carmelo
   Presenti            68

   Votanti             67
   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
   Maggioranza         34
  all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Favorevoli          26
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
   Contrari            41
  richiesta di risposta scritta:
   Astenuti            0


   N. 2917 - Chiarimenti sui criteri adottati per i contributi di cui
                           (Non è approvato)
  all'art.   128  legge  regionale  n.  11  del  2010  e   successive

  modificazioni.
   Si  passa all'emendamento 28.45, a firma degli onorevoli Coltraro,
   - Presidente Regione
  Currenti ed altri.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Gli  onorevoli  Coltraro  e Currenti non sono  presenti  in  Aula.
   Ferreri  Vanessa;  Zito  Stefano; Trizzino  Giampiero;  Cancelleri
  Onorevole Giuffrida lo mantiene?
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;  Mangiacavallo

  Matteo;  Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti  Angela;  La
   GIUFFRIDA. Dichiaro di mantenerlo.
  Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio

   N.  2918 - Chiarimenti sulla richiesta di incontro con l'Assessore
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
  regionale per l'istruzione e la formazione professionale  da  parte

  del liceo scientifico 'G. La Pira' di Pozzallo (RG).
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
   - Presidente Regione

   - Assessore Istruzione e Formazione
   PRESIDENTE. Il parere della commissione?
   Ferreri  Vanessa;  Zito  Stefano;Trizzino   Giampiero;  Cancelleri

  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;  Mangiacavallo
   VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Matteo;  Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti  Angela;  La
  Contrario.
  Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio


   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
   N.  2919  -  Notizie sull'esclusione dei teatri stabili  di  prosa
  contrario resti seduto.
  siciliani  dal  novero  di  quelli  riconosciuti  dal  MIBAC   come

  'nazionali'.
                           (Non è approvato)
   - Presidente Regione

   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Si  passa  all'emendamento  28.38  degli  onorevoli  Panarello   e
   Anselmo Alice
  Anselmo.

   Comunico  che  è  stato  presentato  un  subemendamento  a   firma
   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
  dell'onorevole Zafarana.

   Onorevole Panarello, mantiene l'emendamento 28.38?
                       Annunzio di interpellanze


   PANARELLO. Dichiaro di mantenerlo.
   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti

  interpellanze:
   PRESIDENTE. E' stato presentato il subemendamento 28.38.1, a firma

  dell'onorevole Zafarana.
   N.  374 - Dichiarazione di interesse culturale per le 'Lancitedde'
   Il parere del Governo?
  di Aspra - Bagheria (PA).

   - Presidente Regione
   BACCEI, assessore per l'economia.  Contrario.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana

   Siragusa  Salvatore; La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciancio

  Gianina;   Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo
   PANARELLO. Ritiro l'emendamento 28.38.
  Matteo;  Palmeri  Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero;  Zito

  Stefano
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pertanto, decade anche  il

  subemendamento 28.38.1.
   N. 375 - Misure urgenti in favore dei soggetti affetti da disturbi
   Si passa all'emendamento 28.4, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  dello spettro autistico.
  altri. Onorevole Di Mauro, lo mantiene?
   - Presidente Regione

   - Assessore Salute
   DI MAURO. Dichiaro di mantenerlo.
   Ciaccio       Giorgio;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Cappello

  Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
   PRESIDENTE. E' prevista la soppressione del comma 3.
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
   Il parere del Governo?
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;

  Zito Stefano
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.


   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
   PRESIDENTE. Il parere della commissione?
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si

  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  essere svolte al loro turno.
  Contrario.


                          Annunzio di mozioni
   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  28.4.   Chi   è

  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti

  mozioni:
                           (Non è approvato)


   N. 531 - Riduzione della tariffa del servizio idrico integrato nel
   Comunico  che  gli  emendamenti 28.5 degli onorevoli  Clemente  ed
  comune di Siracusa nei casi in cui l'acqua non sia utilizzabile per
  altri  e  il  28.43 degli onorevoli Panepinto e Anselmo sono  stati
  fini alimentari.
  assorbiti.
   Zito  Stefano;  Cancelleri Giovanni  Carlo;   Cappello  Francesco;
   Si  passa all'emendamento 28.37, a firma degli onorevoli Vinciullo
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  ed altri. Onorevole Viunciullo, lo mantiene?
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
   E'  stato  presentato un subemendamento a firma dell'onorevole  Di
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
  Giacinto che è dichiarato inammissibile.
   Presentata il 4/02/16


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   N. 532 - Iniziative a tutela dell'olio siciliano.
  Era solo una correzione ortografica, che va bene così.
   Oddo  Salvatore;  Panepinto Giovanni; Laccoto Giuseppe;  Vinciullo

  Vincenzo;   Di   Giacinto  Giovanni;  Venturino  Antonio;   Rinaldi
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
  Francesco; Lo Giudice Salvatore

   Presentata il 11/02/16
   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.


   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
   PRESIDENTE. Il parere della commissione?
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei

  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  relativa data di discussione.
  Favorevole.


    Annunzio di interrogazione con richiesta di trattazione urgente
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.37.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  Segretario  a   dare   lettura

  dell'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 3535,  per
                            (E' approvato)
  la quale il firmatario, onorevole Riggio, ha chiesto la trattazione

  urgente, che questa Presidenza ha accordato ai sensi dell'art.  143
   Si passa all'emendamento 28.5, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  del Regolamento interno dell'Assemblea.
  altri.


   D'AGOSTINO,   segretario   f.f..   Interrogazione   n.   3535    -
   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
  Ricostituzione del plenum del Collegio dei revisori dei  conti  del

  Comune di Bagheria (PA).
   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
   - Presidente Regione
  28.24,   a  firma  degli  onorevoli  Clemente,  Cordaro  ed  altri.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
  Onorevole Cordaro, lo mantiene?
   Riggio Francesco


   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.
   PRESIDENTE.  L'interrogazione  ora  annunziata  sarà  inviata   al

  Governo.
       PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa all'emendamento 28.6 degli onorevoli Di Mauro ed  altri.
  Onorevole Di Mauro lo mantiene?

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Invito   al   ritiro
  dell'emendamento soppressivo del Governo. E' ritirato.
   Si passa all'emendamento 28.56. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono ritirati gli emendamenti soppressivi al comma 6.
  C'è  una  riscrittura della Commissione. Invito  gli  assistenti  a
  distribuire questo emendamento di riscrittura, 28.59.
   Parere del Governo ?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione lo vuole illustrare?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ritorniamo   sempre   alla      .iniziale   dovuto   alla   mancata
  applicazione di quell'emendamento mio che prevedeva il  recepimento
  della legge nazionale.
   Adesso  che  abbiamo  questo obbligo,  queste  somme  da  dove  le
  prendiamo?  Perché dal momento che è stato detto   non  occorre  il
  recepimento della norma nazionale. Avviene in maniera autonoma   ok
  avviene in maniera autonoma ma dobbiamo trovare le risorse.
   Questo  è  in pratica l'emendamento che dà la possibilità  che  in
  Sicilia oggi, dopo la sua approvazione, venga approvato .

   PRESIDENTE.  Lo  ha  scritto la Commissione. Il  Governo  ha  dato
  parere favorevole. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     (Applausi da parte dei componenti il Gruppo Movimento Cinque
                                Stelle)

   L'emendamento 28.59 è approvato.
   Si passa all'emendamento 28.8, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.  Onorevole  Di  Mauro lo mantiene o lo ritira?  Soppressione
  comma 6.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  28.32,  a  firma   degli
  onorevoli  Cordaro ed altri. Onorevole Cordaro  lo  mantiene  o  lo
  ritira?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.42, a firma dell'onorevole
  Vinciullo ed altri.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  In  pratica  cosa è successo? Alcuni comuni hanno avuto  quest'anno
  dei  trasferimenti,  stiamo parlando dei  comuni  in  dissesto  per
  essere chiari, hanno avuto delle risorse destinate al pagamento dei
  precari.
   Queste  risorse  sono  arrivate nel mese di  dicembre.  I  Comuni,
  quindi,  non  sono stati nelle condizioni di poterle impegnare.  In
  questo  modo  noi  cosa facciamo? Autorizziamo i comuni  che  hanno
  nelle   loro   casse  denaro  della  Regione  non  utilizzato,   li
  autorizziamo a utilizzarlo per il 2016.
   Cosa significa? Che questo è un risparmio per la Regione.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Comunque questo era precluso  essendo  stato
  bocciato l'emendamento 28.47.2.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  No

   PRESIDENTE.  Sì  invece,  onorevole  Vinciullo.  Peraltro  Lei  ha
  firmato emendamenti. Quando c'è scritto Vinciullo, io penso che sia
  Presidente  di Commissione. In realtà Lei li firma  a  capo  di  un
  Gruppo qua. Comunque è precluso dal 28.47.2.

     (Applausi da parte dei componenti il Gruppo Movimento Cinque
                                Stelle)

   E' precluso.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  non può parlare perché è precluso.  Si  Lei  può
  presentarlo però c'è una logica, c'è una deontologia pure in queste
  cose. Io stesso che leggo penso che Lei lo presenti come Presidente
  di Commissione.
  Un discorso è parlare come parlamentare, un discorso è parlare come
  presidente di commissione.
   Si  passa all'emendamento 28.9 a firma dell'onorevole Di Mauro. E'
  ritirato.
   Sospendo, brevemente i lavori d'Aula.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle 18.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 28.20 a firma  Cordaro.  E'
  ritirato
   Si passa all'emendamento 28.10 a firma Di Mauro. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.19. a firma Venturino e Di Giacinto E'
  ritirato
   Si passa all'emendamento 28.11. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.18. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.17 a firma Lupo. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.48 a firma Figuccia. Non è ritirato
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 28.12. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.31. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.13. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.30. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.14. E' ritirato
   Si passa all'emendamento 28.29. E' ritirato

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 28. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29
       Finanziamento spesa personale Ente acquedotti siciliani in
                             liquidazione

   1.  L'autorizzazione  di  spesa di cui all'articolo  6,  comma  1,
  della  legge  regionale 11 giugno 2014, n. 13  è  determinata,  per
  ciascuno  degli  esercizi 2016, 2017 e 2018, in 7.800  migliaia  di
  euro (Missione l - Programma 3 - capitolo 214107).

   2.  Il  contributo concesso all'Istituto regionale vini e  oli  di
  Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10 è determinato per ciascuno  degli
  esercizi  2016,  2017 e 2018 in 207 migliaia  di  euro,  anche  per
  provvedere  all'assunzione di personale  precario  (Missione  16  -
  Programma 1 - capitolo 147325).

   3.  Il  contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
  delle   attività  produttive  ai  sensi  del  comma   2   quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinata per
  ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 1.107 migliaia di euro
  (Missione 14 - Programma 2 - capitolo 343315).

   4.  Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
  studio  universitario della Sicilia ai sensi del comma 2  quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinato per
  ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 2.708 migliaia di euro
  (Missione 4 - Programma 4 - capitolo 373347).

   5.  Per  le  finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale
  15  maggio  2015, n. 9, è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2016,  l'ulteriore  spesa di 130 migliaia di euro  (Missione  15  -
  Programma 3 - capitolo 108170)».

   Sospendo, brevemente i lavori d'Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.11)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. All'articolo 29 non ci sono iscritti a parlare.
   Si  passa all'emendamento 29.1 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.13 a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.14 dell'onorevole Fazio.

   FAZIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.2 degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.15 presentato dal Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'emendamento 29.12 a firma degli onorevoli Clemente  e
  altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.3 a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.11 a firma degli onorevoli Clemente  e
  altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.4 a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 29.10 a firma degli onorevoli Clemente  e
  altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.5 a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.9 a firma degli onorevoli Clemente  e
  altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.6 a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.8 a firma degli onorevoli Clemente  e
  altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 29.7 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.
   E' stato presentato un subemendamento dall'onorevole Di Mauro. Gli
  Uffici  mi  dicono  che  c'è  un  problema  di  copertura  però  da
  verificare eventualmente con un altro capitolo.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, normalmente
  quando  mi  interesso di un problema cerco di essere sempre  pronto
  alla  guerra. Questo emendamento è un emendamento che dovrebbe fare
  giustizia per i lavoratori in pensione dell'EAS a cui hanno sospeso
  la  pensione  integrativa.  Con questo emendamento  sono  andato  a
  cercare i soldi e quindi mi rimetto all'Aula per far passare questo
  emendamento che è di buon senso.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Onorevoli  colleghi,   la
  questione  non  è  di copertura. La questione è di legittimità.  Il
  Commissario  dello Stato ha impugnato più volte questi  emendamenti
  ritenendoli anticostituzionali. Perché non può esserci una pensione
  integrativa  per  chi usufruisce già di un'altra  pensione.  Questa
  logica delle doppie pensioni è finita.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, il Presidente  Crocetta  ogni
  volta che interviene, interviene sempre per dire delle cose a metà.
  Lei me lo dice perché all'IRSAP prendono la pensione integrativa  e
  quelli   delle  Camere  di  commercio  prendono  pure  la  pensione
  integrativa? Me lo dice o non me lo dice? Può essere che  la  Corte
  dei  conti si è aperta gli occhi sull'EAS e sugli altri si è chiusa
  gli occhi?
   E'  possibile  o  no?  Cerchiamo di fare  giustizia,  lei  che  fa
  rivoluzioni

   PRESIDENTE.  Non  c'è copertura sull'emendamento  29.7,  quindi  è
  inammissibile.
   Pongo in votazione l'articolo 29.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura.:

                               «Art. 32
          Disposizioni finanziarie per i Consorzi di bonifica.

   1.  L'importo  del  finanziamento dei consorzi  di  bonifica,  per
  l'anno  2016, determinato ai sensi del comma l quater, lettera  b),
  dell'articolo  2 della legge regionale 30 dicembre  1977,  n.  106,
  come introdotto dal comma 11 dell'articolo 47 della legge regionale
  7 maggio 2015 n. 9, è incrementato di 2.962 migliaia di euro.
   2.  L'incremento di cui al comma 1 è iscritto in apposito capitolo
  (Missione    1   -   programma   4)   dell'Assessorato    regionale
  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca  mediterranea
  e  sentito l'Assessore regionale per l'economia ai singoli consorzi
  in base ai fabbisogni accertati.
   3.  L'autorizzazione complessiva di spesa di cui all'articolo  47,
  comma  12,  della legge regionale n. 9/2015 è rideterminata,  anche
  per  effetto  dell'incremento di cui al comma  1,  per  l'esercizio
  finanziario  2016  in  36.336 migliaia  di  euro,  per  l'esercizio
  finanziario  2017  in  29.202 migliaia di euro  e  per  l'esercizio
  finanziario 2018 in 25.030 migliaia di euro (Missione l - Programma
  4).
   4.   A   decorrere  dall'esercizio  finanziario  2016,  a   valere
  sull'autorizzazione di spese di cui al comma  3,  la  somma  di  50
  migliaia  di euro è destinata in favore dell'Associazione siciliana
  dei consorzi ed enti di bonifica, di irrigazione e di miglioramento
  fondiario (ASCEBEM) per spese di funzionamento.
   5.  Per  l'anno  2016,  i  Commissari  dei  consorzi  di  bonifica
  trasmettono   all'Assessorato  regionale  dell'agricoltura,   dello
  sviluppo  rurale  e  della  pesca  mediterranea  e  all'Assessorato
  regionale   dell'economia,  che  lo  trasmette   alla   Commissione
   Bilancio'  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  entro   sessanta
  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge a  pena
  di decadenza, il rendiconto annuale relativo all'esercizio 2015.
   6. I direttori dei consorzi di bonifica presentano all'Assessorato
  regionale  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale  e  della  pesca
  mediterranea e alla Commissione  Bilancio' dell'Assemblea regionale
  siciliana,  entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della presente legge il Piano di riduzione del venti per cento  dei
  costi di gestione ad eccezione delle spese relative al personale  a
  tempo  indeterminato ed al personale che beneficia  delle  garanzie
  occupazionali.
   7. Le inadempienze agli obblighi di cui ai commi 5 e 6 determinano
  il  blocco dei trasferimenti delle risorse finanziarie ai  consorzi
  medesimi.
   8.  Per l'anno 2016, il canone per uso irriguo è determinato nella
  stessa misura applicata nell'anno 2015.».

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Avevo
  presentato in Commissione Bilancio un emendamento che poi è  andato
  a finire fra gli aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Gradirei che l'ascoltasse il Governo.

   GRASSO.  Avevo  presentato un emendamento in Commissione  Bilancio
  che   poi,  in  Commissione,  hanno  deciso  di  non  trattare  gli
  aggiuntivi,  per cui è andato a finire nel blocco degli aggiuntivi.
  Pongo  comunque  un problema a lei, assessore, e perché.  Che  cosa
  diceva  l'emendamento?  Che le disposizioni  di  cui  al  comma  42
  dell'articolo  20  della  legge  regionale  non  si  applicano   ai
  proprietari  di immobili di qualsiasi natura, terreno e fabbricato,
  che   non   ricevano  benefici  diretti,  indiretti  e  potenziali,
  derivanti   dall'attività   di   bonifica   del   comprensorio   di
  appartenenza.
   Questa è una questione che riguarda la provincia di Messina perché
  si  continua  a  chiedere ai proprietari di terreni ogni  anno  una
  tassa  che  questi non sono tenuti a pagare perché la  tassa  viene
  chiesta sulla base di presunti e non effettivi lavori di bonifica o
  manutenzione idraulica perché il consorzio di bonifica di  Messina,
  rispetto  a  questi terreni, non ha mai esercitato  e  non  ha  mai
  effettuato alcuna opera di bonifica.
   Quindi  questa  tassa,  che è veramente una truffa,  perché  viene
  chiesta? Solo per recuperare le spese di gestione amministrativa  e
  monitoraggio che nulla hanno a che vedere con le finalità e con  la
  tutela  delle  aree e dei bacini del comprensorio e senza  concreti
  vantaggi  per  gli  immobili dei contribuenti. Quindi,  siccome  si
  stanno  sollevando una serie di contenziosi e le assicuro  che,  in
  tutte  le  regioni d'Italia, le commissioni tributarie  hanno  dato
  ragione,  per  evitare  che la Sicilia si ritrovi  a  pagare  spese
  legali  e,  soprattutto, a continuare a fare gravare sui  cittadini
  tasse  per  manutenzione  che  non  sono  state  effettuate,  avevo
  presentato questo emendamento.
   Mi  rendo  conto  che parlo da sola e che parlo a me  stessa  però
  parlo  a  tutti  quei siciliani che sono costretti,  per  mantenere
  dipendenti perché possono essere destinati ad altro ufficio sono  a
  carico dei cittadini siciliani.
   Pertanto o l'Assessore, visto che l'emendamento è andato a  finire
  fra  gli  aggiuntivi - e non si discute - vorrà  disporre,  in  via
  amministrativa,  al Consorzio di bonifica di Messina,  aggregato  a
  quello  di Catania, quantomeno lo sgravio delle somme richieste  e,
  possibilmente,  utilizzare  questi  dipendenti  del  Consorzio   di
  Messina  ad altri uffici in modo da dare un aiuto anche all'Azienda
  foreste.
   Sa   bene  che  tutti  gli  enti  che  gravitano  attorno  al  suo
  Assessorato,  caro  Assessore per l'agricoltura, potrebbero  essere
  meglio utilizzati.
   Le  faccio  un  esempio. Quest'anno rifinanziate l'ESA  però  deve
  sapere  che  l'ESA ha i mezzi non solo non funzionanti  ma  non  ha
  neanche i soldi per mettere benzina.
   In estate questi mezzi vengono mandati ai comuni per dare una mano
  e restano lì.
   Spero  che prima che questi soggetti, visto che questo emendamento
  non  è  stato  apprezzato dalla Commissione  Bilancio, i  cittadini
  piuttosto  che rivolgersi alla Commissione tributaria,  mi  aspetto
  che lei, Assessore, possa risolvere il problema.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, questo articolo è scritto  un
  po' pasticciato, Assessore Cracolici.
   Perché? Entro sessanta giorni, - onorevole Anselmo mi ostruisce la
  visuale, può parlare col Presidente della Regione, lei ne ha titolo
  da  capogruppo del PD ma devo guardare Cracolici perché ha  bisogno
  che  mi  dedichi  a  lui  a  tempo pieno -  devono  trasmettere  il
  rendiconto, pena la decadenza e va bene.
   Poi  c'è scritto, entro sessanta giorni dalla data in vigore della
  presente legge il piano di riduzione del 20 per cento.
   Mi  scusi, Assessore, ma lei non glielo può dare adesso il 20  per
  cento  in  meno  che  deve aspettare che loro riducano  l'ammontare
  complessivo di ogni consorzio di bonifica?
   Glielo  leggo  di nuovo? Lo leggo di nuovo. Il comma 1  stabilisce
  l'importo  l'importo del finanziamento, i consorzi di bonifica  per
  il 2016 è determinato   e c'è l'importo.
   Al comma 5 devono trasmettere entro sessanta giorni il rendiconto.
  E' giusto che devono dirci quanto hanno fatto.
   Assessore Baccei non vorrei che stiamo rinviando tutto. Sa perché?
  In consiglio comunale a Palermo per risolvere le liti  scriviamo di
  portare un'altra delibera entro centoventi giorni e non vorrei  che
  vi foste presi questa abitudine.
   Per  i  forestali l'anno prossimo, per i consorzi di bonifica  tra
  sessanta giorni, ma che finanziaria è?
   Dovete avere coraggio
   A  Roma  vi cacceranno se non scrivete qualche norma concreta  che
  abbia effetti immediati.
   Dovete  ora  riscrivere il comma 1 e tagliare  del  20  per  cento
  oppure lasciate il comma 1 e levate il comma 6.
   State in fiducia che i direttori ridurranno del 20 per cento -  ho
  partecipato  a molte riunioni in Commissione  Bilancio ,  Assessore
  Baccei - e questa riduzione non avverrà.
   Appena saremo in fase di riequilibrio, risusciteremo tutti  Oggi è
  una finestra importante.
   Assessore Baccei, svolgo i miei interventi e non ho né il  diritto
  né  la volontà di bloccare l'Aula però quello che è giusto dire, si
  deve dire.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo  se  la
  regolarità dei lavori e la trasparenza e legalità abitano ancora in
  quest'Aula.
   Vi spiego perché.
   In  Commissione   Bilancio   abbiamo sentito  delle  comunicazione
  molto gravi da parte dei Commissari ma anche da parte dei Dirigenti
  e  anche da parte dell'assessore circa la situazione che riguarda i
  Consorzi di bonifica. E allora in Commissione Bilancio, è agli atti
  della Commissione, abbiamo ascoltato che i Consorzi di bonifica  da
  molti  anni,  non so da quanti anni, pur se richieste costantemente
  dall'assessore di turno e dal Governo, si rifiutano di presentare i
  bilanci.  Abbiamo  anche ascoltato in Commissione  Bilancio  che  i
  Commissari  mandati presso i Consorzi di bonifica dal  Governo  per
  acquisire  questi atti non hanno avuto la possibilità di  acquisire
  gli  atti  perché  i  dirigenti dei Consorzi di  bonifica  si  sono
  rifiutati  di  consegnare  gli  atti.  Abbiamo  pure  assistito  in
  Commissione Bilancio e, quindi appreso ufficialmente, che  ci  sono
  Consorzi  di  bonifica i cui dirigenti hanno uno stipendio  di  240
  mila  euro  e  Consorzi  di  bonifica i  cui  dirigenti  hanno  uno
  stipendio di 60 mila euro.
   Abbiamo  sempre  appreso ufficialmente dalla Commissione  Bilancio
  che  ci  sono Consorzi di bonifica il costo che applicano per  ogni
  giornata lavorativa è di 6 mila euro e ci sono Consorzi di bonifica
  dove il costo di ogni giornata lavorativa è 18 mila euro.
   Questo  l'abbiamo  appreso  sempre  ufficialmente  in  Commissione
  Bilancio.   L'assessore  Baccei  ha  dichiarato  ufficialmente   in
  Commissione Bilancio che lui questi dati non è riuscita ad  averli,
  che  non  c'è nessuna certezza sulla gestione di questi Consorzi  e
  pur tuttavia la norma che prevede di continuare a finanziare questi
  Consorzi  in  maniera indistinta, indiscriminata e al di  fuori  di
  qualunque  regola  e di qualunque rendiconto sulle  spese  e  sulle
  somme che la Regione trasferisce ai Consorzi di bonifica nonostante
  tutto  ciò  la  norma  approda in Aula con lo stesso  finanziamento
  degli anni precedenti.
   Ora  siccome io so che questa Presidenza è molto attenta a che  le
  norme  che  approdano in Aula siano delle norme che  rispettano  la
  trasparenza e il rispetto della legalità, io vorrei capire come una
  norma  che  durante  la  discussione  in  Commissione  Bilancio  ha
  ricevuto queste dichiarazioni ufficiali da parte del Governo e  dei
  membri  della  Commissione, a queste condizioni  può  approdare  in
  quest'Aula.  Le  dico, Presidente, che quanto detto  dall'onorevole
  Grasso a proposito del Consorzio di Messina è un altro tassello che
  si  aggiunge, un Consorzio che è da ormai decenni non  fornisce  un
  litro  d'acqua a nessuno e che da oltre dieci anni, ricordo un  mio
  emendamento  del  2002  credo anche prima,  che  sospendeva  quelle
  cartelle  di pagamento sul presupposto che quel consorzio  pur  non
  fornendo  acqua a nessuno, quindi pur non essendo più in  grado  di
  operare  rispetto a ciò che la legge prevede per la sua  esistenza,
  viene  mantenuto e si concede a questo Consorzio di chiedere ancora
  soldi.
   Quindi, due grandi illegalità: la prima grande quanto una montagna
  di  fronte alle dichiarazioni ufficiali in Commissione Bilancio  io
  mi  chiedo  come  la Presidenza possa fare approdare  di  fronte  a
  queste  dichiarazioni ufficiali della Commissione  Bilancio  questa
  legge, questa norma in Aula e rispetto al resto quello che ho detto
  a  supporto e conferma dell'onorevole Grasso mi chiedo pure come si
  consenta  ad  un consorzio inesistente di chiedere ai cittadini  di
  pagare le tasse.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema  consorzi
  di  bonifica, in Sicilia, non è sicuramente un tema di  poco  conto
  che  può essere semplificato con qualche battuta, né tanto meno può
  essere semplificato per slogan o per un sentito dire.
   Il tema dei consorzi di bonifica, in Sicilia, attiene ad una delle
  più  importanti  criticità che ha la Regione nel  settore  pubblico
  allargato.
   L'assessore  per l'economia, dottor Baccei, qualche ora  fa,  ieri
  sera  per  la  precisione, ha ricordato all'Aula  della  difficoltà
  economica  in cui versano le ex province in Sicilia, con un  debito
  di circa 160-180 milioni di euro.
   La  discussione  dei  consorzi di bonifica va inquadrata,  intanto
  stasera,  se  vogliamo  dare un contributo  al  tema,  facendo  una
  premessa,  cioè  che i consorzi di bonifica, in Sicilia,  ad  oggi,
  hanno maturato un debito, per la Regione, di 50 milioni circa e  lo
  hanno  maturato  perché  negli anni vi è stata,  da  un  lato,  una
  volontà  di  stringere  senza,  poi,  riformare  adeguatamente   il
  settore,  dall'altro lato, anche perché vi sono state delle  sacche
  di mala gestio che non sempre sono state corrette.
   Negli  ultimi  due,  tre anni ha visto un'inversione  di  tendenza
  perché,  da un lato, chi ha la responsabilità di questi 11 consorzi
  di    bonifica,   ha   posto   in   essere   delle   politiche   di
  razionalizzazione, dall'altro lato anche perché la Regione, con  le
  norme  che  abbiamo  cercato  di fare, negli  anni  precedenti,  ha
  cercato,  in un certo senso, di immettere il settore in un percorso
  virtuoso. E' stato fatto tutto? No, assolutamente
   Noi  dovremo,  stasera,  con  questa norma,  ancorché  non  stiamo
  riformando  il  settore  ma, assessore  Cracolici,  il  settore  va
  riformato al più presto, e con questa norma, dovremo dare mandato a
  lei  ed  al  Governo  di  procedere ad  una  razionalizzazione  del
  settore, non ad una mortificazione dello stesso, perché il settore,
  oggi, vede due tipi di tifoserie: da un lato coloro che dicono  che
  i  consorzi  di bonifica sono un carrozzone che dobbiamo  chiudere,
  dall'altro,   invece,  ci  sono  coloro  che,  pur  sapendo   della
  difficoltà  in cui oggi i consorzi di bonifica versano, gli  stessi
  enti,   sono   enti   strumentali  e   fondamentali   a   sostenere
  l'agricoltura in Sicilia, a sostenere un settore che  è  in  grande
  difficoltà,  ma  che  rappresenta il primo  baluardo  dell'economia
  siciliana, cioè l'agricoltura.
   Questo  lo  voglio dire perché, oggi, abbiamo cercato, come  forza
  politica,  di  apportare un contributo alla materia  e  lo  abbiamo
  fatto  presentando degli emendamenti. Non tutti sono  arrivati,  lo
  voglio dire all'Assemblea ed anche alla Segreteria generale.
   Stasera ho portato la tracciabilità di alcuni emendamenti che, pur
  essendo  stati presentati, non vedo al testo. Non sono  emendamenti
  aggiuntivi,  sono tutti emendamenti soppressivi o modificativi.  Ad
  esempio  al  comma  1, abbiamo fatto un emendamento  che  intendeva
  sostituire la parola  2962' con  4962', dicendo anche dove andavamo
  a prendere i soldi con la riduzione dell'articolo 33.
   Avevamo  posto  la  soppressione del comma 4, del comma  5  e  del
  comma  6. E spieghiamo il motivo. È stato detto, nei giorni scorsi,
  che  i  consorzi di bonifica non hanno portato i rendiconti. Niente
  di  più  falso   I  consorzi  di  bonifica  portano  i  rendiconti,
  altrimenti, se non portassero i rendiconti non potrebbero avere  il
  saldo.  I  consorzi  di  bonifica,  dico  tutti,  hanno  portato  i
  rendiconti,  hanno portato le spese, hanno dimostrato quanto  è  il
  personale che non è inferiore a 50 milioni di euro. Dobbiamo  anche
  inquadrare  bene  la materia. I consorzi di bonifica,  in  Sicilia,
  costano   55   milioni  per  le  spese  del   personale   a   tempo
  indeterminato, costano 10 milioni per quanto riguarda le spese  dei
  lavoratori a tempo determinato, costano  circa 15 milioni  di  euro
  per le spese di gestione.
   Noi  cosa vogliamo fare? O cosa dovremmo fare? Noi dobbiamo da  un
  lato  ridurre  le  spese  a  questi  consorzi,  razionalizzando   i
  trasferimenti,  ma  non  li  possiamo  ammazzare,  perché  se   noi
  quest'anno  dessimo loro soltanto 36 milioni di euro, già  dovremmo
  preventivare  un nuovo buco per la Regione siciliana di  almeno  15
  milioni di euro.
   Noi  dobbiamo dare i trasferimenti su due concetti. Il primo è  il
  personale,  il  secondo sono gli ettari che hanno l'estensione  del
  territorio  in  carico agli stessi consorzi. Estensione  che,  poi,
  deve  essere anche inquadrata nello spirito di valorizzazione, cioè
  dobbiamo  distinguere  gli ettari serviti e gli  ettari  attrezzati
  perché,  oggi,  i  territori che vengono serviti  dai  consorzi  di
  bonifica non sono gli stessi rispetto a quelli attrezzati. E questo
  perché? Perché molti territori hanno gli impianti ma non utilizzati
  perché ci sono colture estensive e non colture intensive.
   Qual  è  la  nostra proposta? La nostra proposta  stasera  è  -  e
  concludo Presidente, ma poi ritornerò sugli emendamenti - quella di
  aumentare  almeno  di due milioni di euro il trasferimento  per  il
  personale  ai consorzi di bonifica, quella di dare delle  ulteriori
  competenze. Vi è un mio emendamento che assegna la competenza delle
  grandi  dighe, assessore Baccei e assessore Cracolici. Ci sono  due
  consorzi di bonifica, in Sicilia, che gestiscono, di fatto, la diga
  dell'Ogliastro  in territorio di Caltagirone, il terzo  invaso  con
  110  milioni di metri cubi di acqua e la diga Garcia che  è  quella
  che gestisce il consorzio di bonifica di Palermo.
   Noi abbiamo il dovere di trasferire loro queste competenze perché,
  di  fatto,  questi  consorzi di bonifica  svolgono  un  ruolo,  una
  competenza, che è demandata al dipartimento energia e, in  effetti,
  loro si caricano il costo della stessa. E, allora, dovremmo cercare
  di razionalizzare, dovremmo dire ai consorzi di bonifica che devono
  risparmiare ma non possiamo - e ho concluso veramente, Presidente -
  pensare  di  ridurre più di quanto hanno già ridotto.  Io  concludo
  dicendo  che,  eventualmente, interverrò  per  spiegare  i  singoli
  emendamenti.

   PRESIDENTE.  E'  inscritto  a parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, i colleghi che mi hanno  preceduto  mi
  pare  che  abbiano  dato  il taglio giusto  alla  problematica  che
  riguarda i consorzi di bonifica. Dobbiamo partire da quella  che  è
  la  mission dei consorzi di bonifica e, quindi, occuparci di quello
  che i consorzi di bonifica possono fare per l'agricoltura.
   I  consorzi  di bonifica, oggi, servono 85.000 agricoltori,  danno
  acqua  a  70.000  ettari di terreno e potrebbero  darne  a  200.000
  ettari  perché  c'è la rete per 200.000 ettari ma  non  riescono  a
  darla per la situazione di criticità economico-finanziaria che si è
  venuta a creare.
   Quindi,  il problema dei Consorzi di bonifica è quello di ciò  che
  deve   essere   l'agricoltura,  di  ciò  che   vogliamo   che   sia
  l'agricoltura nei prossimi anni, perché è chiaro che senza  l'acqua
  non si può fare agricoltura.
   Per  fare un esempio stupido, la diga Olivo, in provincia di Enna,
  è  piena, non si riesce a fare partire la campagna orticola  perché
  ci  sono  le tubature bucate e non si possono fare le manutenzioni.
  Il  Governo sta provvedendo, in questo senso, ma capite bene che il
  problema  non  riguarda solo la diga Olivo, riguarda un  po'  tutte
  quelle che sono le reti di distribuzione dell'acqua in Sicilia.
   A  fronte  di  questo cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto  una  cosa
  folle  nella scorsa finanziaria, cioè abbiamo ridotto  del  10  per
  cento, ogni anno fino al 2020, i trasferimenti che erano stati dati
  in  precedenza  ai consorzi di bonifica, dicendo che  entro  quella
  data  i consorzi di bonifica si dovevano rendere autonomi. Sappiamo
  tutti  che  questa  è una cosa impossibile, sappiamo  tutti  che  è
  impossibile  perché ciò che è successo è una cosa  molto  semplice,
  che  a  fronte  dei tagli di trasferimenti della  Regione  si  sono
  decuplicati  i costi dei canoni irrigui, per arrivare  fino  ad  un
  assurdo  che  è  quello  che,  addirittura,  la  bollettazione   ha
  riguardato  anche  i  proprietari di terreni che  non  usufruiscono
  dell'acqua  dei  consorzi  di bonifica ma  si  trovano  in  maniera
  indistinta nella zona di bonifica.
   Tutto  ciò  ha  creato una rivoluzione in alcune province  perché,
  giustamente, chi non usufruisce dell'acqua, è chiaro,  che  non  la
  può andare a pagare per conto di chi ne usufruisce e, quindi, si  è
  creata  questa situazione incredibile dove i consorzi  di  bonifica
  adesso sono al palo.
   E'  vero  quello che diceva l'onorevole Falcone, cioè che i  fondi
  necessari  non sono quelli che il Governo ha previsto, quanto  meno
  ci  vorrebbero  55  milioni di euro per il  personale,  atteso  che
  abbiamo 1.150 persone a tempo indeterminato e 1.050 con le garanzie
  occupazionali.
   Quindi,  è  chiaro  che  le  risorse che  sono  state  messe  sono
  insufficienti e per tirare questi striminziti 3 milioni di euro  in
  Commissione   Bilancio' si è lavorato per  4  ore  in  un'atmosfera
  aspra e surriscaldata dove si è addirittura sfiorata anche la lite.
   Abbiamo presentato anche noi un emendamento dove chiediamo che  si
  mettano  maggiori risorse perché è chiaro che con questi 3  milioni
  in  più e, quindi, con circa 37 milioni non risolviamo il problema.
  Ma la cosa incredibile è stata anche un'altra che l'anno scorso,  a
  fronte di un taglio che doveva essere del 10 per cento il taglio  è
  stato  del  20 per cento e, quindi, quest'anno andremmo al  30  per
  cento.  Quindi, si tratta di risorse che non basteranno sicuramente
  a   risolvere  il  problema  dei  consorzi  di  bonifica,  so   che
  l'assessore  Cracolici sta lavorando ad una legge  di  riforma  dei
  consorzi  perché  devono trasformarsi in un  ente,  effettivamente,
  strumentale per l'agricoltura in Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.  Invito i colleghi alla brevità. Onorevole  Panepinto,  lo
  sto dicendo in generale. So che lei nell'estrema sintesi dice molte
  cose.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sulla  sintesi
  proverò  a  fare  diventare  un  complimento  realtà.  Vorrei  fare
  soltanto   una   considerazione,  chiedo  all'assessore   Cracolici
  partendo  dall'ultimo comma dell'articolo,  cioè  il  comma  8  che
  stabilisce  che i canoni irrigui sono quelli del 2015.  In  realtà,
  l'emendamento,  a  scrittura  mia e  di  altri  colleghi,  Milazzo,
  Alloro,   ma   dobbiamo   accogliere  ed  approvare   l'emendamento
  Ruggirello che parla di confermare i canoni acqua 2014.
   Per  la sintesi che mi chiede il Presidente. Ci sono state ore  ed
  ore  di  dibattito, diceva l'onorevole Alloro. Dobbiamo guardare  i
  consorzi  di bonifica per la funzione per la quale sono  nati,  non
  per quello che, poi, sono diventati nel tempo.
   Il  famoso 20 per cento di riduzione è un modo di capire e leggere
  esattamente  nei bilanci, onorevole Milazzo Giuseppe, dei  consorzi
  di  bonifica.  Oggi,  è  indispensabile, come  abbiamo  detto,  con
  convinzione, tutta l'Aula, una riforma per la messa a  reddito  del
  bosco  e  per dare una nuova funzione, lo stesso ragionamento  vale
  per  i  consorzi di bonifica, garantendo le garanzie occupazionali,
  ma al tempo testo dobbiamo abbattere una tassa odiosissima, che non
  è il canone irriguo, ma è il cosiddetto sotteso che va a gravare su
  terreni  che non irrigano e su proprietà che non ne traggono  alcun
  beneficio.
   La  riforma,  pertanto, va fatta. E credo che questo Parlamento  e
  questo  Governo, insieme alla riforma per il settore forestale,  da
  stasera  dovrebbero  avviare la riforma  per  dare  all'agricoltura
  acqua per irrigare e viabilità.
   Pregherei,  quindi, anche i colleghi, ove possibile,  di  ritirare
  gli  emendamenti. Ritengo che serviranno altre risorse,  ma  questi
  2.600.000,00  più, prendendo il ragionamento sui  6  milioni  della
  cosiddetta  delibera  CIPE  che riguarda  aspetti  idraulici  e  di
  risanamento del territorio che possono coinvolgere i lavoratori dei
  consorzi va fatto e dando speditezza ritirando gli emendamenti  che
  possono complicare il ragionamento.
   Lo dico, anche, al buon emendamento dell'onorevole Cancelleri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  signori  del  Governo,   onorevoli
  colleghi,  mi rivolgo, ovviamente, a tutto il Governo  ed  a  tutta
  l'Aula, ma in particolare all'assessore Cracolici che è l assessore
  competente per la materia che ha proposto l'articolo 32.
   Le  voglio porre ragionevolmente, assessore Cracolici, intanto una
  questione  relativa ai commi 5 e 6 dell'articolo 32  che,  in  gran
  parte condivido. E condivido anche la norma sanzionatrice contenuta
  nel comma 7. E' uno dei pochi casi in cui, alle norme, diciamo, che
  contengono    il   precetto,  facciamo  anche  seguire   la   norma
  sanzionatrice o la norma secondaria.
    Se  tu  non  fai  questo,  io  ti  applico  una  penale,  non  ti
  trasferisco quello di cui tu avresti, eventualmente, necessità.
   Assessore  Cracolici,  però,  non  possiamo  applicare  una  norma
  secondaria rispetto ad una norma generica che contiene il precetto,
  perché  quando la norma, l'articolo 32 sostiene che:  Se  entro  60
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i dirigenti dei
  consorzi  non  trasmettono il loro piano di  riduzione  al  20  per
  cento ,  lei, assessore Cracolici deve fissare il  dies  ad  quem ,
  cioè  deve  fissare  il  termine  di  paragone  rispetto  al  quale
  computare  il  20  per cento di riduzione. Perché  veda,  assessore
  Cracolici,  noi parliamo dei consorzi, degli 11 consorzi  nel  loro
  complesso;  non sfugge a lei, anche se è palermitano, che  vi  sono
  consorzi più virtuosi e consorzi meno virtuosi. Alcuni consorzi, le
  posso  assicurare, hanno già operato la riduzione del 20 per cento.
  L'hanno  operata  nel  2015, l'hanno operata nel  2014.  La  norma,
  quindi,  non  potrà  pretendere un'ulteriore riduzione  che,  così,
  sarebbe del 30, del 40 o del 50 per cento.
   Il  collega  Falcone prima faceva riferimento, opportunamente,  al
  consorzio  di  bonifica  di  Caltagirone  che  gestisce   la   diga
  dell'Ogliastro con oltre 110-120 milioni di metri cubi di acqua, ma
  gestisce  anche,  e  lei  lo  sa onorevole  Cracolici,  il  famoso,
  famigerato contenzioso per il mai avvenuto completamento della diga
  di Pietra Rossa. Un altro invaso da 60, 70 milioni di metri cubi di
  acqua  già  costato  alla collettività oltre 75  milioni  di  euro,
  rimasto  incompleto nonostante l'avvicendarsi dei governi di  tutte
  le risme e di tutte le bandiere.
   Un  contenzioso per decine di milioni di euro è stato recentemente
  risolto con una transazione di pochi milioni di euro. E' questo  un
  esempio virtuoso di gestione di un consorzio di bonifica.
   Allora,  le  pongo la questione politica, assessore Cracolici.  Si
  faccia portare, se li sarà fatti portare, i rendiconti. Parli con i
  dirigenti. Si faccia spiegare bene la gestione dei singoli consorzi
  per  tentare di ridurre i disavanzi e gli sprechi laddove realmente
  ci  sono e, invece, di sostenere l'azione di rilancio e di servizio
  vero agli agricoltori dei consorzi che lo meritano.
   Lei solo così, assessore Cracolici, dopo almeno una quindicina  di
  suoi predecessori potrebbe essere ricordato, almeno in quella plaga
  territoriale,  come  il rappresentante di un  Governo  efficace  ed
  efficiente  e non come, invece, il portato di parole  cui  poi  non
  seguono i fatti.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedo
                  Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  Lo Sciuto.
  facoltà.
   L'Assemblea ne prende atto.


   LACCOTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo nella qualità di Presidente della Commissione   Attività
  produttive', commissione di merito per quanto riguarda  i  consorzi
  di bonifica.
   Signor Presidente, mi ascolti bene. In base alle regole che  avete
  dato  come Presidenza questi commi, tranne l'1, il 2 e il 3, credo,
  non  possono essere esaminati in questa finanziaria perché non sono
  stati oggetto di esame da parte della Commissione di merito ma sono
  stati aggiunti in Commissione  Bilancio'.
   Lei  faccia  una verifica attraverso gli uffici e  vedrà  che  non
  tutte queste norme, di sicuro le posso dire che il comma 4 non  era
  all'apprezzamento della Commissione  Attività produttive', per  cui
  siccome  avete le lettere di trasmissione che io, come  Presidente,
  ho  inviato,  assieme  a  tutti  gli emendamenti  apprezzati,  alla
  Commissione  Bilancio', la invito formalmente a stralciare le norme
  che  non sono state oggetto di esame da parte della Commissione  di
  merito.

   FORMICA. E questa è un'altra accusa grave

   LACCOTO.  Per  quanto  riguarda tutta  la  questione  del  merito,
  invece, dei consorzi di bonifica ritengo che sia urgente, così come
  hanno detto alcuni colleghi, una riforma seria ed una verifica  del
  settore specialmente di quei consorzi di bonifica che sono utili  e
  che non creano praticamente degli sprechi.
   Mi  riferisco anche a qualche consorzio della provincia di Messina
  che  risulterebbe, secondo le affermazioni di alcuni colleghi,  non
  avere  assolutamente  alcuna funzione e,  quindi,  ritengo  che  di
  concerto  con  l'Assessore per l'agricoltura occorra  mettere  mano
  immediatamente, attraverso una riforma immediata,  ai  consorzi  di
  bonifica, agli sprechi, ma anche ad una verifica, che sto chiedendo
  per  tutti  gli  enti e per tutte le partecipate, delle  somme  che
  percepiscono  i  dirigenti ed il personale rispetto  alle  funzioni
  effettivamente svolte.

   PRESIDENTE.  E' iscritta a parlare l'onorevole Milazzo  Antonella.
  Ne ha facoltà.

   FORMICA. L'Aula esige una risposta.

   PRESIDENTE. Gli Uffici provvederanno ad una verifica.

   LACCOTO. Ho chiesto una verifica.

   PRESIDENTE.  Deve  dare  tempo  agli  Uffici  di  procedere   alla
  verifica, sono stato più chiaro?


    per l'anno 2016' (Doc. n. 150)

   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




   «Progetto  di bilancio interno dell'Assemblea regionale  siciliana
                  Presidenza del presidente Ardizzone
  per l'anno 2016» (Doc. numero 150)


   MILAZZO   Antonella.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto dell'ordine  del
  Assessori,  credo  che i consorzi di bonifica  siano  uno  di  quei
  giorno:  «Schema di bilancio di previsione triennio  2016-2017-2018
  paradigmi  di  cui  la Sicilia è fatta oggetto di  attenzioni  ogni
  dell'Assemblea regionale siciliana» (Doc. numero 150)
  domenica,  i  consorzi  di  bonifica,  i  forestali,  i  precari  e
   Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Rinaldi, per
  quant'altro.
  svolgere la relazione.
   Credo  che  anche  qui sia giunta l'ora, ed è quello  che  si  sta

  facendo, di fare una riforma seria, che metta fine ai danni ed alle
   RINALDI, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  male  gestioni  del passato, che risponda ai criteri  nazionali  di
  Governo, il presente progetto di bilancio di previsione, a  partire
  armonizzazione contabile a cui nessun ente pubblico partecipato può
  da   quest'anno   Schema  di  bilancio  di  previsione  -  triennio
  sottrarsi  e  credo  che questo Governo stia  portando  avanti  con
  2016/2018 ,   viene   redatto  secondo   le   modalità   introdotte
  serietà e determinazione l'esigenza di una riforma seria.
  nell'ordinamento regionale dell'articolo 11, comma 5,  della  legge
   Credo,  anche, che i consorzi siano, come i colleghi prima  di  me
  regionale  n.  3  del  13  gennaio  2015,  il  quale  prevede   che
  hanno  detto,  una  grande risorsa e che da  paradigma  della  mala
  l'Assemblea  regionale  siciliana  adegui  il  proprio  ordinamento
  gestione  debbano  diventare un'opportunità per  l'agricoltura  che
  contabile  ai  principi  di  cui  al  D.Lgs.118/2011  e  successive
  immaginiamo  per la nostra Sicilia. E, soprattutto, le  conseguenze
  modificazioni ed integrazioni.
  di  una  cattiva gestione finanziaria non possono essere sopportate
   La   nuova   normativa  prevede  che  il  bilancio  di  previsione
  dagli agricoltori.
  finanziario  è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio  ed  è
   I  consorzi di bonifica sono una fonte primaria, sono una  risorsa
  aggiornato  annualmente  in occasione della  sua  approvazione;  le
  primaria  per  gli  agricoltori e lo  sono  soprattutto  in  quelle
  previsioni  di entrata e di spesa sono elaborate distintamente  per
  province  come la provincia di Trapani che ha importanti dighe  che
  ciascun  esercizio  finanziario, in coerenza  con  i  documenti  di
  servono  ad  irrigare  migliaia di ettari.  E  quando  parlo  della
  programmazione.
  provincia  di Trapani, parlo di realtà fondamentali per  la  nostra
   Con   il  presente  progetto  di  bilancio  l'Assemblea  regionale
  agricoltura   come  i  vigneti  di  Marsala  o   gli   uliveti   di
  siciliana   continua   il  delicato  ed  impegnativo   compito   di
  Castelvetrano o il melone giallo di Paceco.
  contenimento   del   costo  dell'Istituzione  parlamentare,   senza
   Credo che gli agricoltori non possano sopportare, come rischia  di
  comprometterne  la sua funzionalità, iniziato con la  l.r.  1/2014,
  avvenire,  un  aumento  dei canoni del 500  per  cento.  Quest'anno
  recante  Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento
  parliamo di un aumento del canone di irrigazione ettaro da 16 a  93
  della spesa relativa ai costi della politica .
  euro;  un  aumento  esorbitante che la nostra agricoltura  non  può
   Nel  rispetto  delle previsioni di tale legge si  è  proceduto  ad
  certamente sopportare e che sarebbe un colpo ferale per un  settore
  un'ulteriore  riduzione  di 3.000.000 di  euro  della  dotazione  a
  che è già così duramente provato.
  carico  del  bilancio  regionale, che per  il  2016  si  attesta  a
   A   tale  proposito,  mi  dispiace  che  non  ci  sia  l'assessore
  143.000.000 di euro, a fronte di 146.000.000 di euro del  2015.  La
  Contraffatto,  un  ragionamento, una  riflessione  importante  deve
  decurtazione  di 3.000.000,00 di euro della dotazione ordinaria  di
  essere  fatta  sull'importanza della manutenzione delle  dighe  che
  competenza   dell'anno  2016,  rispetto  alla  dotazione   relativa
  versano  tutte  in  condizioni disastrose e che  comportano,  molto
  all'esercizio  2015, si aggiunge alla riduzione di 3.000.000,00  di
  spesso, lo sversamento dell'acqua durante la stagione invernale.  I
  euro  rispetto all'anno precedente, nonché a quella di 3.200.000,00
  nostri  agricoltori vedono passare l'acqua che va al  mare  in  una
  euro  già operata nel 2014, che si aggiunge alla drastica riduzione
  stagione particolarmente secca, qual è quella in corso, ed è chiaro
  del  2013  di  10  milioni di euro a seguito delle misure  adottate
  che questo non può più accadere.
  all'inizio della XVI legislatura.
   Dobbiamo attrezzarci, dobbiamo fare un piano di investimenti  seri
   Se  prendete  pagina  6,  per essere ancora  più  chiari,  c'è  un
  quale  può essere l'utilizzo mirato del piano per il Sud su cui  so
  prospetto  laddove  si  evince  sia la  percentuale  di  differenza
  che  l'assessore  Contrafatto ha inserito le dighe,  perché  queste
  rispetto  all'anno precedente, come potete vedere  all'insediamento
  diventano sempre più
  di  questa  legislatura  c'erano  162.200.000  di  euro,  nel  2013

  152.000.000,  nel 2014 149.000.000, nel 2015 146.000.000,  fino  ad
   CROCETTA, presidente della regione. Diciamo che le ho inserite io
  arrivare  ad  oggi  nel 2016 a 143.000.000; quindi  c'è  stata  una
   MILAZZO  Antonella. Certo il Governo, ci mancherebbe  Il  Governo,
  decurtazione rispetto al bilancio dell'Assemblea regionale di quasi
  il  Presidente con l'assessore competente perché credo che  con  le
  venti milioni in tre, quattro anni.
  mutazioni climatiche le dighe diventino, per la nostra agricoltura,
   Occorre   sottolineare  che,  nonostante  la   contrazione   della
  sempre più un bene di interesse primario.
  dotazione  ordinaria  come  previsto  dalla  l.r.  1/2014,  con  il
   Chiedo,   quindi,   di   attenzionare  gli   emendamenti,   quello
  presente documento si fa fronte agli aumentati oneri derivanti,  in
  dell'onorevole Falcone, quello dell'onorevole Ruggirello, chiedo di
  particolare,  da  sempre  più  gravosi  interventi  di  restauro  e
  apporre la mia firma all'emendamento 32.32
  manutenzione  del complesso monumentale Palazzo dei Normanni,  che,

  si  ricorda, ha quest'anno ottenuto un importante riconoscimento da
   TURANO. Anche gli onorevoli Vinciullo e Turano.
  parte  dell'Unesco  con  il suo inserimento nella   World  heritage

  list ;  dalle necessità della sicurezza, con lo stanziamento  delle
   MILAZZO  Antonella.  così come gli onorevoli Vinciullo  e  Turano,
  risorse  per  il bando di gara del servizio vigilanza del  Palazzo,
  perché  è  impossibile  pretendere dai nostri  agricoltori,  in  un
  come richiesto dai competenti Organi dello Stato a seguito dei noti
  periodo così difficile, un aumento dei canoni del 500 per cento.
  fatti  di  terrorismo nonché dall'  implementazione  del contributo
   Chiedo  che l'Aula apprezzi gli emendamenti che fermano  i  canoni
  ai  Gruppi  parlamentari  di cui alla l.r. n.  30/2015  (contributo
  irrigui ai livelli del 2014.
  IRAP), pari a 800.000 euro.
   Credo  che quest'Aula, oggi, debba deliberare in tal senso perché,
   Il  conseguimento  di  tale  risultato  ha  richiesto  un  impegno
  a  prescindere dalla Commissione di merito, credo che si tratti  di
  notevole  soprattutto se si tiene conto della rigidità della  spesa
  norme  che hanno una refluenza finanziaria, per cui l'apprezzamento
  dell'Assemblea,   costituita  per  quasi  il  90   per   cento   da
  della Commissione  Bilancio', in questa fase, rende sufficiente  il
  obbligazioni assunte in forza di contratti vigenti.
  passaggio all'Aula e la conseguente approvazione.
   A  ciò  si aggiunga che, a causa delle note difficoltà di cassa  e

  della  cronica carenza di liquidità della Regione, una quota  della
   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  dotazione a carico della stessa di competenza dell'esercizio  2015,
  ha facoltà.
  pari a complessivi 17.000.000 di euro, è stata trasferita nel corso

  del  2016, determinando la necessità di procedere al riaccertamento
   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi
  per  l'esercizio  2016, come previsto dal D.Lgs.118/2011.  Pertanto
  scuserà  il Presidente della Regione, ma mi rivolgerò all'Assessore
  nell'esercizio finanziario 2015 è stata materialmente  versata  una
  Cracolici.  Non  è  per far una offesa alla  sua  persona,  ma  per
  dotazione pari a 129.000.000 di euro a fronte di una previsione  di
  augurare  all'onorevole  Cracolici  un   in  bocca  al  lupo .   E'
  146.000.000   di   euro,  determinando  una   minore   entrata   da
  soprattutto un incoraggiamento da parte mia.
  rappresentare nel relativo rendiconto generale. Tale dato contabile
   I  Consorzi  di  bonifica  sono stati  oggetto,  nel  passato,  di
  è  evidenziato nello stato di previsione delle Entrate,  al  titolo
  reprimende paurose, perché erano degli strumenti quasi infernali di
  II,  tipologia  101,  nelle note 1) e 2) dello schema  di  bilancio
  destabilizzazione politica, perché rappresentavano  clientelismo  e
  triennale.
  perché rappresentavano  mala gestio , malaffare e quant'altro
   Ciò  ha  consentito  nel  2015  di  far  fronte  alle  sole  spese
   Al  netto di queste considerazioni, alcune in parte condivisibili,
  indifferibili, rendendo necessario rinviare al successivo esercizio
  i  Consorzi  di bonifica sono un ente strumentale fondamentale  per
  spese  il cui pagamento materiale, per la stessa natura delle spese
  l'agricoltura del nostro territorio, e per questo motivo, Assessore
  di  che trattasi, può essere rinviato. A tal fine, già nel dicembre
  Cracolici, il suo compito è arduo. Per due motivi: primo,  per  una
  2015  il  Collegio dei Deputati Questori aveva deciso di  destinare
  carenza di risorse; secondo, perché io ricordo una stagione  -  ero
  una   quota   dell'eventuale  residuo   attivo,  nella  misura   di
  sindaco allora - ed era la stagione dell'emergenza idrica.  Si  era
  10.000.000  al riequilibrio del Fondo di Previdenza del  Personale,
  fatto  pure  il  Commissario dell'emergenza idrica  e  i  contadini
  anticipando con un versamento straordinario per il 2016 la  manovra
  bruciavano  anche  i Comuni e nel mio Comune, gli  agricoltori  del
  di  ripiano  del suo deficit strutturale che era stata inizialmente
  Comune di Ribera, hanno incendiato, per la carenza d'acqua e per le
  spalmata nel triennio 2016/2018, nella misura di 5.000.000 di  euro
  carenze del Consorzio, la Casa comunale.
  annui.   Si  ricorda  infatti  che sussistono  espresse  previsioni
   Dato  questo  clima  e  dato che il mio territorio  vive  solo  ed
  regolamentari  interne  e  di  legge  che  impongono  l'obbligo  di
  esclusivamente  di  agricoltura, non mi sono chiare  alcune  scelte
  copertura  delle  quote  di buonuscita maturate  dal  personale  in
  cervellotiche,  schizofreniche  da  parte  dell'Assessorato.  E  mi
  servizio, per consentire al Fondo di previdenza di onorare i propri
  riferisco  soprattutto al fatto che nel momento in cui il Consorzio
  debiti nei confronti del personale. Il rispetto di tale obbligo  di
  è uno strumento vi sono altri strumenti, quale l'Ufficio periferico
  legge  è  divenuto indifferibile con l'entrata in vigore dei  nuovi
  dell'agricoltura.
  principi  contabili, giuridicizzati con l'entrata  a  pieno  regime
   So  di  una proposta alla Giunta di Governo - e in questo caso  mi
  delle  previsioni  di cui al D.Lgs.118/2011. Pertanto,  si  è  reso
  rivolgo  al Presidente della Regione che ha il compito di  vigilare
  necessario  accelerare e realizzare in questo esercizio finanziario
  anche su queste cose - che vorrebbe sopprimere l'Ufficio periferico
  il  riequilibrio  del  Fondo  di Previdenza,  che  nell'ordinamento
  di  Ribera. Un Ufficio che su 50 mila ettari irrigui del  Consorzio
  interno  dell'A.R.S. svolge la funzione  civilistica di Fondo  TFR,
  Agrigento 3, 10 mila sono solo a Ribera, un quinto. Non rappresenta
  alla  luce dell'obbligo imposto dalla legge di redigere il bilancio
  solo  la  provincia  di Agrigento ma rappresenta  la  provincia  di
  secondo  i  nuovi  criteri. In un quadro  di  un  bilancio  redatto
  Agrigento  e Trapani. Perché il Consorzio Agrigento 3 irrigua  pure
  secondo  i  criteri economico-patrimoniali, difatti, il  fondo  TFR
  il territorio di Castelvetrano.
  deve  rappresentare il quadro effettivo delle prestazioni  teoriche
   Questo  è  il quadro. Al di là di questa parentesi che è solamente
  da   erogare  ai  dipendenti,  onde  evitare  di  incorrere   nelle
  una parentesi e non entro nel merito, io voglio entrare nel merito.
  responsabilità giuridiche previste in materia dall'ordinamento.
  Entrando nel merito per quello che ho detto in premessa, nel  senso
   Lascio  ai  colleghi tutte le descrizioni delle varie  misure  che
  dell'aiuto,  io  sottoscrivo  l'emendamento  dell'onorevole   Raia,
  sono  state inserite sia nelle entrate che nelle uscite,  descritte
  dell'onorevole Panepinto e dell'onorevole Alloro, che è quello  che
  in maniera dettagliata per ogni singolo capitolo e per ogni singola
  impingua il capitolo, perché le risorse sono poche. Quindi, chiedo,
  voce. Quindi per il resto mi rimetto all'Aula Presidente.
  signor Presidente, di apporre la firma all'emendamento 32.21, prima

  parte,  e  poi c'è l'emendamento 32.21, seconda parte. Poi,  voglio
   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  apporre  la  firma  anche  su quello dell'onorevole  Ruggirello.  E
  generale.
  questo  è fatto in ragione della crisi, della grave crisi agricola,

  che  investe  il nostro territorio e non è concepibile  che  questi
   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
  agricoltori paghino questo genere di tasse.

   Voglio  fare due precisazioni, signor Presidente della Regione,  e
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  forse  un  suo  aiuto,  involontariamente e riguardano  esattamente

  alcune   tematiche  che  hanno  sollevato  l'onorevole  Formica   e
   GRECO   Giovanni.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   con
  l'onorevole  Grasso, che si riferisce al fatto che molti  territori
  l'intervento  nella  finanziaria facevo  presente  a  Lei  che  nel
  pagano una tassa non usufruendo di una irrigazione.
  passato  avevo presentato degli ordini del giorno e che  non  avevo
   Questa tassa irrigua è formata da due aspetti, la tassa irrigua  e
  avuto risposta.
  la tassa di bonifica. La tassa che pagano gli agricoltori, quella a
   Ora   io  glieli  esplicito  uno  per  uno  con  l'invito,  a  Lei
  cui si riferisce l'onorevole Grasso e quella a cui mi riferisco io,
  Presidente, di poterli apprezzare, almeno per una volta,  visto  lo
  è  la tassa di bonifica. Nel mio terreno io non irriguo però ho  un
  stato  in  cui  noi  ci  troviamo e visto il momento  politico,  di
  beneficio   perché  ho  una  bocchetta.  Ho  aumentato  il   valore
  antipolitica,  che  per  adesso  è  presente  in  tutto  il  nostro
  commerciale  di quel terreno e, quindi, sono tenuto  a  pagare  una
  territorio.
  tassa.
   Il   primo   ordine  del  giorno  che  ho  presentato,  Presidente
   Dove  sta l'inghippo? L'inghippo sta che, se è giusto da un  lato,
  Ardizzone,  riguarda  di  ridurre ulteriormente  le  spese  per  le
  non  è giusto come si applica, perché si applica indistintamente  a
  autovetture  fino ad averne almeno una come rappresentanza  per  la
  chi  questo beneficio ce l'ha e a chi quel beneficio non  ce  l'ha.
  Presidenza  perché  almeno una macchina di  rappresentanza  per  la
  Quindi, la verifica, e da parte dell'assessorato ci può essere  una
  Presidenza  dell'Assemblea mi sembra doveroso e giusto.  Mentre  le
  vigilanza  sui  consorzi di bonifica perché  fanno  lo  sgravio,  è
  altre giusto il sacrificio che chiediamo ai nostri concittadini  di
  chiaro che ci può essere.
  dare  un  esempio  di buona amministrazione da parte  della  nostra
   L'ultima  vicenda:  la  vicenda si chiama Agensud.  Abbiamo  perso
  Assemblea.
  Agensud,  non abbiamo più i soldi per la manutenzione delle  righe,
   L'altro  ordine del giorno che sto presentando, signor  Presidente
  per   nuove   strutture,  per  quello  che  è   la   linfa   vitale
  in  ogni  amministrazione quando si fa uso  di  consulenze  esterne
  dell'agricoltura siciliana.
  hanno  un  regolamento.  Noi  qua non so  a  quale  regolamento  ci
     Ed infine, un no al comma 4 dell'articolo. Noi abbiamo fatto una
  atteniamo  e,  quindi,  chiedo la riduzione assoluta  di  tutte  le
  guerra  di  religione  per  dare 150  mila  euro  all'Anci,  che  è
  consulenze  esterne  per  gli uffici del Consiglio  di  Presidenza.
  un'associazione di comuni, e dobbiamo dare 50 mila euro all'Ascebem
  Anche  perché non mi risulta che ci sia un regolamento per ciò  che
  che  è  un'associazione  di  consorzi.  Io  penso  che  sia  giusto
  avviene qua in Assemblea.
  responsabilizzarli  e  l'Ascebem  venga  pagato  dalla   quota   di
   Un   altro  privilegio  che  secondo  me  è  tempo  di  eliminare,
  gestione,  di  finanziamento che hanno i  consorzi,  perché  non  è
  Presidente Ardizzone, quello delle presenze di tutti componenti  di
  corretto che venga pagato in questi termini.
  questa  Assemblea senza esclusione alcuna per i rappresentanti  del

  Consiglio  di Presidenza, per i Capigruppo, per i Presidenti  delle
   FAZIO. Chiedo di parlare.
  Commissioni.

   Io  penso  che  questo  sia un ordine del giorno  su  cui  si  può
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  arrivare ad una risposta positiva.

   Un  altro provvedimento per diminuire la spesa di questa Assemblea
   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, assessore
  potrebbe  essere quella di nominare come Direttore della Fondazione
  Cracolici   ed  assessore  Baccei,  immagino  che  sicuramente   mi
  Federico II un dirigente di questa Assemblea che si occupi di tutta
  risponderete,   forse  chiedete  troppo  ma  mi   sarei   aspettato
  l'attività della Fondazione Federico II.
  all'articolo  32 che venisse inserito, così come  lo  è  stato  poi
   Non  è  che si risparmiano mille lire. Sono circa, non  so  se  la
  successivamente per quanto riguarda l'intervento sui forestali, che
  cifra la dico esatta, ma penso che un 250 mila euro - 300 mila euro
  entro  90  giorni  dall'approvazione e dell'entrata  in  vigore  di
  si risparmierebbero.
  questa  legge, il Governo mettesse mano ad una riforma dei consorzi
   Così  anche  per  quanto riguarda la figura  sulla  sicurezza  del
  di bonifica.
  Palazzo  dei  Normanni.  Io  penso che  ricercare  all'interno  del
   Non   voglio,   in  qualche  modo,  ripetere  tutto   quello   che
  personale  dell'Assemblea una figura che può fare  questo  tipo  di
  effettivamente  è  stato  evidenziato dai miei  colleghi,  però  mi
  incarico  a noi porterebbe un risparmio per le casse dell'Assemblea
  sembra che così non può andare.
  e  quindi  dare un preciso segnale al territorio che ne abbiamo  di
   Sono  anni, sostanzialmente, senza voler minimamente fare di tutta
  bisogno.
  l'erba un fascio, però credo che così non può andare, perché  credo
   Questo  è il più delicato, signor Presidente, perché le chiedo  di
  che  il  denaro  ormai  è diventato poco, non  possiamo  sprecarlo,
  verificare  la legittimità delle procedure poste in essere  per  la
  dobbiamo  rendere  funzionali  e funzionanti  tutta  una  serie  di
  determinazione del trattamento di quiescenza del personale dell'ARS
  istituzioni  o  enti  che,  bene o male, vengono  in  qualche  modo
  recentemente  andato  in  pensione ed,  eventualmente,  ove  se  ne
  sovvenzionati  dalla Regione, e così non mi pare,  e  così  non  mi
  riscontrasse la illegittimità, a porre in essere ogni provvedimento
  sembra, assessore Baccei.
  volto a recuperare le somme illegittimamente riconosciute.
   Proprio  al  riguardo, su questo argomento io le ho  sentito  dire
   Non so se questo ordine del giorno è ancora possibile portare alla
  che,  forse, dobbiamo verificare. Forse, avremmo dovuto  verificare
  soluzione. Dato che ho letto nei bilanci degli anni passati che noi
  anche  prima,  molto probabilmente, e capire se gli interventi  che
  pagavamo degli ufficio per la raccolta dei libri, io non so  se  in
  stiamo  disponendo sono interventi proficui per la  collettività  o
  qualche  proprietà, ad esempio a Palazzo Ex Ministeri, è  possibile
  se,  forse, è preferibile intraprendere altri percorsi per  cercare
  fare  in  modo che questa biblioteca venisse fatta in  un  bene  di
  di sistemare o aggiustare il tiro.
  proprietà  dell'Assemblea.  E anche in questo  caso  ridurremmo  di
   Io  mi  auguro  che  questa  sia l'ultima  finanziaria,  assessore
  molto le spese dell'Assemblea.
  Cracolici,  e mi auguro proprio veramente che lei intenda  metterci
   Ultima,  che  non  so  per  quale motivo  è  nato  questo  ufficio
  mano  per  cercare,  in  qualche  modo,  di  razionalizzare  questo
  distaccato  a Catania. La domanda che mi pongo è che è  un  ufficio
  settore.
  distaccato  per  dare  l'opportunità ai deputati  catanesi  a  fare
   Una  cosa  sicuramente  è  inaccettabile  perché,  da  quello  che
  ricevimento  in quegli uffici oppure è obsoleto questo  servizio  e
  praticamente è venuto fuori nei giorni scorsi, assessore Baccei,  i
  quindi  eliminando  questo ufficio avremmo  due  impiegati  qui  in
  consorzi  di bonifica, alcuni consorzi di bonifica, hanno aumentato
  questa Assemblea e quindi poterne avere dei benefici?
  il  cosiddetto  canone  irriguo in una cifra  che  non  sto  lì  ad
   Questi sono gli ordini del giorno che nel passato ho presentato  e
  indicarla,  ma  che  si aggira intorno ad un aumento  del  600  per
  che  io  credo che la Presidenza possa apprezzare e porre in essere
  cento.
  qualche provvedimento che appena letto.
   Anche coloro i quali non sono addetti al settore possono benissimo

  comprendere  che un aumento così vertiginoso risulta di impossibile
   PRESIDENTE.  Come  nel  passato verranno  apprezzati  in  seno  al
  attuazione  ma, soprattutto, di impossibile assorbimento  da  parte
  Consiglio  di  Presidenza, anche perché abbiamo  affrontato  questi
  degli  agricoltori. E credo che non può non essere e  non  può  non
  argomenti.
  esserci  un  intervento normativo per calmierare questo intervento,

  in  dipendenza  del  fatto che le conseguenze, se  dovesse  trovare
   CAPPELLO. Chiedo di parlare.
  applicazione,  se  non dovesse trovare un freno, sarebbe  veramente

  disastroso per quanto riguarda il settore agricolo. E convenite con
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  me  sul  fatto che al danno anche la beffa, al danno di vedersi  un

  aumento  così  vertiginoso, anche la beffa di non avere  neanche  i
   CAPPELLO. Signor Presidente, assessori, colleghi, io sarò  a  dire
  servizi adeguati e credo che così non può andare.
  il  vero  molto  breve anche perché, considerato il  fatto  che  il
   E'  necessario  mettere  mano, veramente,  ad  un  intervento  che
  Movimento Cinque Stelle rimane l'unica forza politica a non  essere
  riformi  completamente  il  settore,  escludendo  coloro  i   quali
  presente nell'ambito del Consiglio di Presidenza, ovviamente non ha
  sicuramente  non  usufruiscono di alcun servizio   e  possibilmente
  potuto  in  alcun modo dire la propria né su questo atto  e  questo
  dando  quei servizi che sono, semplicemente e solamente, dal  punto
  provvedimento finanziario che oggi ci viene sottoposto, né  ha  per
  di  vista astratto e potenziale, ma che non trovano poi rispondenza
  l'appunto cercare di modificarlo o di essere partecipe nelle scelte
  nell'ambito della realtà.
  che  il  Consiglio  di  Presidenza stesso ha  fatto.  Pertanto  non
   Presidente,  è stata posta una pregiudiziale dal Presidente  della
  abbiamo, ovviamente - e questo è bene che i siciliani lo sappiano -
  III Commissione dove è stato chiesto lo stralcio dei commi 5, 6,  7
  alcuna responsabilità, nessuna responsabilità, su questi conti.
  e 8.
   Questo  è  poco  ma  sicuro ed è necessario  che  i  siciliani  lo
   Nell'ipotesi  in  cui dovesse essere accolta questa  pregiudiziale
  sappiano.
  dalla Presidenza, chiedo di potere presentare, insieme ai colleghi,
   Però la domanda è questa signor Presidente. Vero è che sicuramente
  un  emendamento  per  quanto  riguarda  la  possibilità  di  potere
  anche questo bilancio molto probabilmente, in quota percentuale, fa
  calmierare gli aumenti vertiginosi determinati ovviamente da alcuni
  sì, molto probabilmente, che diminuisca le spese rispetto agli anni
  consorzi   di  bonifica  perché  questo  è  un  comma  estremamente
  precedenti,  ma  mi  chiedo se davvero si vuole  avviare  un'azione
  importante.
  riformatrice  sulla  riduzione delle spese,  questa  Assemblea  può
   Laddove invece non dovesse essere accolto lo stralcio, condivido e
  continuare  a versare e a sborsare più di due milioni  di  euro  al
  sottoscrivo  l'emendamento  che  è  stato  presentato,  per  cui  è
  mese in termini di pensione e di vitalizi per tutti gli ex deputati
  stabilito che canone irriguo dovrà essere in egual misura a  quello
  che  si  sono  susseguiti fino ad oggi? Perché noi ci  troviamo  di
  del 2014 che - se non ricordo male - è stato presentato dal collega
  fronte  a  un bilancio della Regione che oggi è veramente  ridicolo
  Ruggirello che non solo condivido ma che sottoscrivo.
  rispetto ad uno Stato che ci dice che se risparmiamo 400 milioni di

  euro  ci  darà i 500 milioni di euro delle tasse dei siciliani  che
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  altrimenti verranno spese dalle altre Regioni italiane, e quindi ci
  Chiedo di parlare.
  mettono  le  mani in tasca. Mettono le mani tasca a  5  milioni  di

  siciliani  per ricattarci in maniera chiara ed inequivocabile,  con
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  uno  stile  che non voglio neanche definire per non farmi querelare

  da  Renzi  e  company,  perché  lo stile  lo  conosciamo  purtroppo
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  benissimo ed è da Aula di tribunale. Mentre l'Assemblea spende  più
  Signor  Presidente,  desidero intervenire su questa  vicenda  anche
  della metà delle somme nel pagamento di vitalizi e pensioni.
  perché  mi è stato riferito che il Presidente della III Commissione
   Credo  che  questo trend debba cambiare. Se non ci  riuscite  voi,
  avrebbe  eccepito  il fatto che alcuni articoli  non  sono  passati
  perché  non  avete alcuna volontà di farlo, probabilmente  dovremmo
  dalla Commissione di merito.
  attendere la prossima legislatura.
   Premesso che questi articoli attengono tutti a quelle che sono  le

  funzioni della Commissione, il quinto cosa dice? Dice:  Per  l'anno
  2016   i   commissari   dei   Consorzi  di   bonifica   trasmettono
  all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo  rurale,
  della  pesca mediterranea e all'Assessorato dell'economica  che  lo
  trasmette  alla  Commissione   Bilancio   dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della  presente  legge, a pena di decadenza   -  che  cosa?  -   il
  rendiconto annuale relativo all'esercizio 2015 .
   Onorevole Laccoto, non siamo ancora riusciti ad avere i rendiconti
  annuali  relativi  ad alcuni consorzi - lo devono consegnare  entro
  sessanta giorni.
   Ho ascoltato l'onorevole Falcone con quanta dovizia di particolari
  citava  i  costi dei consorzi, ma noi in Commissione non siamo  mai
  riusciti ad avere questi dati perché mai sono arrivati tali dati da
  parte  dei  consorzi nonostante li abbiamo chiesti ripetutamente  e
  più  volte nel corso di due anni. Da due anni chiediamo i conti dei
  consorzi di bonifica, da due anni questi conti non arrivano.
   Pertanto,  chi  è  stato  il Presidente  della  IV  Commissione  a
  sollevare  il  problema?  Non riuscendo a  trovare  un  metodo  che
  potesse  costringere questi consorzi a portare i  loro  conti  alla
  Commissione, abbiamo pensato che era giusto metterlo per legge.
   Quando parliamo infatti dell'80 per cento,  quanto vale questo  80
  per  cento?  Quando  parliamo del 70, del 90,  onorevole  Fazio,  a
  quanto  corrisponde  il 90 per cento che la Commissione   Bilancio
  dovrebbe  mettere nel bilancio della Regione, se mai siamo riusciti
  ad avere questi rendiconti.
   Ritengo, pertanto, che è materia esclusiva nostra perché siamo noi
  che  mettiamo i soldi per i consorzi di bonifica anche  se  bisogna
  trovare un criterio.
   Qual  è  il criterio, entro quanto devono portare i conti in  modo
  tale che gli Assessorati e la Commissione siano nelle condizioni di
  programmare? Onorevole Fazio, a seconda di quanto sono gli  importi
  destinati   ai   consorzi,  siamo  nelle   condizioni   di   potere
  programmare.
   La  seconda  cosa, cosa dice? Dice:  I direttori dei  consorzi  di
  bonifica  presentano   -  non  a noi -   all'Assessorato  regionale
  dell'agricoltura   possiamo evitare di controllare? C'è qualcuno in
  quest'Aula  che  vuole che non controlliamo? Dovete  dirlo  se  non
  volete che esercitiamo controlli sui consorzi.
    I  direttori  dei consorzi di bonifica presentano all'Assessorato
  regionale  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale  e  della  pesca
  mediterranea e alla Commissione  Bilancio'   - perché siamo  sempre
  noi che tiriamo fuori ufficialmente e legislativamente le risorse -
    entro  sessanta  giorni  dall'entrata in  vigore  della  presente
  legge, il piano di riduzione del 20 per cento dei costi di gestione
  ad   eccezione   della  spesa  relativa  al   personale   a   tempo
  indeterminato   e  al  personale  che  beneficia   delle   garanzie
  occupazionali . Perché Presidente Ardizzone? Perché noi  in  questi
  anni  non siamo mai riusciti a capire a quanto ammontano le  spese,
  cioè  alla fine 55 milioni di euro cosa significano? 55 milioni  di
  euro  tutto di personale o 55 milioni compreso le spese per affitti
  di  locali,  per  energia elettrica, per tutta una serie  di  altri
  aspetti che noi non conosciamo?
    Dopodiché cosa diciamo?   Le inadempienze agli obblighi di cui ai
  commi  5  e 6 determinano il blocco dei trasferimenti delle risorse
  finanziarie  ai consorzi medesimi ,  perché ricordo che  quest'anno
  cioè  nel  2015 non siamo riusciti a dare i soldi perché  non  sono
  arrivati mai i rendiconti, sono rimasti 8 milioni non spesi  perché
  non  siamo  riusciti ad avere i rendiconti. Ed  allora,  per  quale
  motivo  accusare  la  Commissione  Bilancio  di  essere  finalmente
  intervenuta su una vicenda dove pretendiamo trasparenza nei  conti,
  trasparenza nelle spese e possibilità di pagare con i tempi  giusti
  i  lavoratori  perché  di tutte queste inadempienze  alla  fine  le
  vittime sono stati i lavoratori, abbiamo i soldi, avevamo i soldi e
  non li abbiamo potuti dare
     E  l'ultima  cosa,  Presidente Ardizzone, il canone  dell'acqua.
  Tutti  parlano  di  questi aumenti, il 600 per cento,  il  300  per
  cento,  il  500  per cento. Bene  Prima di fare questi  aumenti  ci
  devono  portare i conti, vogliamo capire quali sono i costi che  si
  sostiene.
   Perché, vedete, questi aumenti che noi non conosciamo, di cui  non
  abbiamo  notizie  se non giornalistiche, sarebbe il  caso  che  noi
  sapessimo  a  quanto ammontano, di che cosa parlano. Anche  perché,
  per essere chiari, se a Trapani, onorevole Fazio, aumentano del 600
  per cento, a Siracusa non possono aumentare del 100 per cento, cioè
  ci  deve  essere una linea in cui i vari Consorzi aumentino l'acqua
  allo stesso modo.
   Per  cui  io  le devo dire, in alcuni consorzi non ho  notizie  di
  questi  aumenti. Perché lì l'acqua non aumenta? E perché  in  altri
  aumenta? E sui lavoratori, per esempio, a tempo determinato  perché
  in  alcuni  Consorzi  costano 16 mila  euro  all'anno  e  in  altri
  Consorzi  costano  6  mila all'anno? Possiamo  avere  questi  dati,
  possiamo  cercare un attimino di intervenire con maggiore sicurezza
  su questa vicenda?
   Fermo  restando  che il Presidente non c'è, c'è il Vicepresidente,
  la  volevo  richiamare  anche su questa  vicenda  ad  una  maggiore
  attenzione.  Abbiamo due Commissari, non si capisce  perché  questi
  Commissari non vengono finalmente, assessore Cracolici, ora io sono
  certo  che  lei  lo  farà in maniera tale che finalmente  finiscono
  queste  funzioni, 11 Direttori, 25 Vice Direttore, 36  non  so  che
  cosa, bene
   Vorremmo  per la prima volta che, finalmente, una legge varata  da
  questo Parlamento sui Consorzi di bonifica venisse attivata, perché
  noi  non  siamo  interessati ad altri  aspetti  se  non  quelli  al
  benessere dei lavoratori e al benessere degli agricoltori  che  non
  devono   subire  problemi  a  causa  di  inadempienze   soprattutto
  politiche.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io
  innanzitutto  ringrazio  l'Aula  perché  avverto  che   in   questa
  discussione   che  è  di  natura  finanziaria   vi   è   anche   la
  consapevolezza  che il sistema dei Consorzi di  bonifica  è  ad  un
  punto  di  crisi  in  cui  è  urgente  affrontare  una  riforma  e,
  soprattutto, attuare una riforma, perché io mi sto avvicinando alla
  complessità di questo sistema con l'approccio anche dell'ascolto  e
  di chi deve imparare.
   E  ho  imparato  due cose: che nel 1995 fu fatta una  riforma  che
  istituì  questi  11  Consorzi, due anni fa abbiamo  fatto  un'altra
  norma in Finanziaria che ha istituito due Commissari al posto degli
  attuali  11 Commissari dei Consorzi di bonifica, cioè ha  istituito
  commissari ma non ha sciolto gli 11 consorzi di bonifica.
   Quindi,  noi  abbiamo  operato  con  tanto  pressappochismo.   Tra
  l'altro, scopro, a proposito di bilancio, onorevole Vinciullo,  che
  i consorzi di bonifica ai quali chiediamo giustamente trasparenza e
  rigore nei conti da oltre 8 anni non hanno collegio dei revisori.
   Non si capisce chi dovrebbe poi, concretamente, approvare non solo
  il  bilancio,  ma  anche  la  vigilanza  prevista  dalle  norme  di
  contabilità sui consorzi di bonifica.
   Esiste una struttura di vigilanza in capo all'assessorato che, con
  la modifica che abbiamo fatto sulle competenze dell'assessorato per
  l'agricoltura,  è  transitata al Dipartimento  Sviluppo  rurale  da
  qualche  mese, la vigilanza sui consorzi di bonifica che prima  era
  in capo al Dipartimento agricoltura.
   Su  questa  vicenda ci misuriamo in un sistema apparentemente  non
  governato,  perché non c'è dubbio che enti che da venti  anni  sono
  commissariati, sono enti non governati.
   Allo  stesso  tempo, enti di cui spesso si parla,  io  per  primo,
  conoscendo poco le cose di cui parliamo.
   Proverò  rapidamente  a  dire due cose.  Fino  alla  modifica  che
  abbiamo  apportato  nella scorsa finanziaria,  per  legge,  avevamo
  l'obbligo  di  contribuire per il 90 per cento  sui  costi  per  il
  personale.
   L'onorevole Falcone ha dato un dato, che per la verità  credo  sia
  un  po'  sottostimato,  perché i costi per  il  personale  a  tempo
  indeterminato degli 11 consorzi di bonifica, lei ha parlato  di  50
  milioni, mi si dice che siamo intorno a 53 milioni, il 90 per cento
  fa  qualcosa in più rispetto ai 38 milioni che davamo. Eppure,  noi
  continuavamo a dare 38 milioni malgrado il 90 per cento desse altri
  numeri.  E  come  si è operato con questi numeri? Non  intervenendo
  sulle  tariffe, ma intervenendo sui debiti. Oggi, devo  sinceramene
  riferire  che,  credo,  nessuno di noi,  ha  chiara  la  dimensione
  debitoria  di  questi enti. Quindi, una delle prime  questioni  che
  abbiamo,  non solo la situazione debitoria ma anche del contenzioso
  che  esiste da parte di questi enti sia il rapporto verso  i  terzi
  fornitori,  a  diverso titolo, sia e soprattutto nei confronti  del
  personale.
   Noi  abbiamo  avuto  in questi giorni sentenze  di  tribunale,  in
  particolare in Sicilia orientale che hanno trasformato rapporti  di
  lavoro  a tempo indeterminato, di 51 giornate, in trasformazione  a
  tempo  determinato.  Per avere chiaro di cosa stiamo  parlando  noi
  passiamo   da   un   regime  che  finanziavamo  con   le   garanzie
  occupazionali a un regime fisso di compartecipazione ai costi.
   Non c'è dubbio che dobbiamo affrontare con urgenza la questione di
  metterci le mani, ho già nominato un nuovo commissario la settimana
  scorsa, mi appresterò a farne un altro questa settimana, perché non
  c'è  dubbio che bisogna metterci le mani, ripartire da un  dato  di
  ricognizione  sullo  stato  dei  fatti,  però  attenzione  noi  non
  possiamo chiedere la botte piena e la moglie ubriaca.
   Se  da  un  lato  diciamo  che  dobbiamo  tagliare  i  costi  e  i
  trasferimenti  ai consorzi di bonifica, guardate  che,  comunque  i
  consorzi di bonifica operano secondo i principi del codice  civile,
  a  uscite  certe,  devono corrispondere entrate certe,  laddove  le
  entrate  non  sono certe i commissari e non i direttori,  onorevole
  Vinciullo, hanno l'obbligo di presentare i bilanci in pareggio.  E,
  quindi,  se non possono avere le entrate di finanza derivata,  cioè
  quelle della Regione, è chiaro che devono far fronte con le entrate
  a tariffa e a tassazione.
   Ecco  perché io lo dico sapendo pure chi l'ha proposto,  ho  visto
  che  alcuni colleghi hanno sottoscritto questo emendamento, non  si
  può  scrivere in una norma che le tariffe sono ferme al 2014 e  nel
  frattempo  gli diamo meno rispetto alle esigenze effettive,  perché
  stiamo  dicendo che i bilanci devono essere approvati in disavanzo.
  I  bilanci in disavanzo non si possono approvare. Quindi, pregherei
  tutti  i  colleghi  di  darci  anche il  tempo  per  affrontare  le
  questioni.  Perché io ho avuto in queste settimane  molti  colleghi
  presenti qui stasera che, giustamente, sono venuti a manifestare la
  preoccupazione  dell'aumento  delle  tariffe  delle  tasse  di  cui
  parlava  l'onorevole Cascio, però delle due l'una. Poi verifichiamo
  ed  è  un  tema, per quanto mi riguarda un impegno a  verificare  i
  costi  effettivi  di  questi enti, capire quali  risparmi  si  sono
  prodotti,  capire  qual  è lo stato degli emolumenti  che  in  atto
  vengono erogati, capire se ci sono sprechi che non giustificano, in
  un  tempo  come  quello  che  stiamo vivendo,  il  mantenimento  di
  privilegi  odiosi e insopportabili. Però, attenzione, tutto  questo
  lo  dobbiamo capire non sulla base di dichiarazioni a mezzo stampa,
  capirlo approfondendo le questioni, studiando i temi.
   Io,  da  questo  punto  di  vista, sono impegnato,  anche  qui  vi
  ringrazio  perché vi state caricando di un'esigenza di riforme  una
  dietro  l'altra. Noi siamo stati impegnati per anni  in  attesa  di
  riforme,  oggi  ne abbiamo approvata una che entro  tre  mesi  devo
  produrre, stasera mi si chiedeva anche l'altra entro tre  mesi,  ve
  ne  aggiungo  io una terza perché c'è tutto il sistema  degli  enti
  partecipati dell'assessorato dell'agricoltura compresi  i  consorzi
  di ricerca che devono essere anch'essi oggetto di riforma.

   IOPPOLO. Non ne ha fatta nessuna

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  L'abbiamo mandata lì per questo

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. In pochi giorni dovrò fare tante  riforme.  La
  ringrazio,  onorevole  Vinciullo,  so  che  lei  è  stato   tra   i
  protagonisti.

   IOPPOLO. Deve completare la diga di Pietrarossa.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Ci  sto  andando stasera,  onorevole.  Domani
  mattina sarò lì a completare la diga. Io scopro oggi che noi  siamo
  la  Regione  in  Italia  che  utilizza meno  di  tutti  le  risorse
  nazionali  sul  piano irrigo nazionale. Abbiamo, da  un  lato  alti
  costi,  dall'altro lato una scarsa di capacità di  investimento  e,
  quindi,  di aumento delle superfici irrigue che consentirebbero  di
  avere maggiori introiti nei consorzi stessi.
   Le  questioni  che abbiamo davanti sono questioni complesse.  Devo
  dire,  con onestà, penso che il fabbisogno con cui noi oggi  stiamo
  dando  copertura al 2016 ai consorzi di bonifica, non è sufficiente
  e  quella norma che abbiamo fatto l'anno scorso non è una norma che
  può  funzionare  allo stato degli atti. Ecco perché io,  rendendomi
  conto  della situazione finanziaria che ha la Regione e  del  fatto
  che  in  Commissione  è stata ulteriormente aumentata  di  circa  3
  milioni  la copertura dei consorzi di bonifica, oltre i 10 milioni,
  e  vi  chiedo  pure  un'altra cosa, tra le norme  stralcio  che  il
  Presidente  ha rinviato vi è una norma urgentissima, consentire  ai
  consorzi   di   bonifica  di  poter  utilizzare  la  stessa   norma
  dell'azienda del dipartimento foreste per fare gli appalti in house
  altrimenti  le risorse che sono stata individuate con l'assessorato
  del  territorio  e le altre che potrebbero essere  individuate  non
  saranno utilizzabili dai consorzi di bonifica. Occorre urgentemente
  modificare  quella  norma, la 163 così  come  si  è  fatto  per  il
  dipartimento
   Chiedo   a  tutti  i  colleghi  di  ritirare  gli  emendamenti   e
  soprattutto di togliere quella norma del 2014.
   L'ultima   chiosa   la   faccio  alla  Commissione.   Intanto   il
  Dipartimento  mi  assicura che i bilanci consuntivi  2014  esistono
  presso  il  Dipartimento sviluppo rurale. Attenzione   Non  si  può
  scrivere  che  la Commissione deve avere i bilanci  consuntivi  del
  2015 entro 60 giorni, poiché i bilanci consuntivi si approvano  tra
  60  giorni,  è  evidente che c'è un tempo sfasato.  Posso  soltanto
  assicurare  che nel momento in cui i bilanci saranno trasferiti  al
  Dipartimento sviluppo rurale sarà mia cura prontamente  trasferirli
  alla Commissione.
   Però,  chiederei, siccome poi le norme rimangono norme nel momento
  in cui scriviamo una norma che non può avere attuazione ma che crea
  solo  un  imbarazzo  formale  a chi dovrebbe  attuarle,  chiedo  ai
  colleghi di togliere quell'aspetto del consuntivo 2015 o al  limite
  lasciare il concetto di bilanci consuntivi senza specificare l'anno
  di riferimento perché - ripeto - i consuntivi, da codice civile, si
  approvano  nell'aprile dell'anno successivo in  cui  hai  fatto  la
  spesa.  Sono aspetti formali ma che diventano sostanziali  per  gli
  aspetti che ho appena detto.
   Mi  auguro che il mio collega, assessore Bacchi, mettendo mano già
  ora  ai  temi della riforma, abbia contezza che forse  in  sede  di
  assestamento  sarà  necessario tornare  sui  Consorzi  di  bonifica
  altrimenti  è  chiaro  che  il rischio è che  pagheranno  l'aumento
  dell'acqua  gli agricoltori e questo dobbiamo cercare  in  tutti  i
  modi  di  evitarlo proprio per la crisi che c'è in atto  in  questo
  momento nella nostra Regione.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  volevo  solo integrare quello che ha  detto  l'Assessore
  Cracolici  e  ritornare  un attimo sulla logica  della  finanziaria
  dello scorso anno.
   Non  è  l'unica  leva  aumentare le tariffe perché  in  mezzo  c'è
  riscuotere  i  ruoli dai numeri che abbiamo visto ed  il  tasso  di
  riscossione dei ruoli è molto differente da Consorzio a  Consorzio;
  si  devono evitare abusi nel prelievo dell'acqua, e c'è quello  che
  diceva  correttamente l'onorevole Cracolici, che però fa  parte  di
  utilizzare  bene  gli  investimenti, cioè  aumentare  le  superfici
  irrigue  rispetto a quelle attrezzate, perché andiamo  da  Consorzi
  che hanno il 7% a Consorzi più virtuosi che arrivano oltre il 50%.
   Chiaramente, se aumento le superfici irrigue, aumento l'acqua  che
  erogo, se individuo l'acqua che erogo, me la faccio pagare e se poi
  riscuoto,  ottengo  i soldi. Per cui, secondo me  ci  sono  diverse
  azioni  che posso fare prima di andare a aumentare le bollette.  Vi
  ricordavo in apertura che la bolletta che si va a pagare  in  molti
  Consorzi  è  molto  più  alta di quella che si  applica  nel  resto
  d'Italia.  Ma  nel  resto  d'Italia la  percentuale  di  superficie
  irrigua  è in media il 50%, in Sicilia è il 30%, l'acqua erogata  è
  molto più bassa, ma non penso perché sia l'acqua erogata, ma perché
  probabilmente  non  si  va  a  quantificare  quell'acqua,  non   si
  quantifica e poi non si va a riscuotere.
   Per  cui,  secondo  me,  prima di andare ad incidere  sull'aumento
  delle  bollette bisognerebbe fare delle altre azioni  non  solo  di
  contenimento dei costi ma anche nel cercare di far pagare l'acqua a
  tutti  facendo emergere chi magari la va a prendere in maniera  non
  corretta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 32.1,  degli  onorevoli  Di
  Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.11, degli onorevoli Cordaro ed altri.
   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.2, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.12, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.38, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le  chiedo  di
  non rendere inammissibile l'emendamento 32.38, semplicemente per un
  motivo.  Il  Governo potrà non essere d'accordo su dove  andiamo  a
  prendere  i  soldi, ma l'emendamento sta in piedi, cioè  se  l'Aula
  decide   di  approvarlo  i  soldi  ci  sono,  perché  è  un  taglio
  orizzontale di circa l'1,5% sull'allegato 1.
   Capisco, quindi, che il Governo possa dare parere contrario,  però
  non  mi  pare  che  sia inammissibile. Le chiedo, quanto  meno,  di
  metterlo in votazione.

   PRESIDENTE.  Mi  dispiace,  onorevole Cancelleri,  ma  se  c'è  un
  problema di copertura non gliela possa dare con i tagli lineari.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, il tema  che
  abbiamo  affrontato,  anche ieri, che il  taglio  orizzontale  tout
  court  non si può fare perché occorre andare a verificare, capitolo
  per  capitolo, se esistono obbligazioni, giuridicamente, vincolanti
  e  le  risorse  vanno identificate, specificatamente,  per  ciascun
  capitolo. Questo, quindi, non è possibile farlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.21, I  parte.
   Comunico  che  è  stato  presentato  un  subemendamento,  a  firma
  dell'onorevole   Falcone,  che  prevede   un   aumento   prelevando
  dall'articolo  33.  Da  un  punto  di  vista  finanziario   non   è
  inammissibile  perché  preleva  dall'articolo  33,  mi  dicono  gli
  uffici.

   BACCEI, assessore per l'economia.  La copertura c'è

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 32.21.1.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.
   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 32.21 è, pertanto, inammissibile.
   Si passa all'emendamento 32.35, degli onorevoli Ruggirello ed
  altri.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Per gli emendamenti 32.24, 32.43 e 32.41 vi è incapienza.
   L'emendamento 32.31 è privo di copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 32.3, a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.13, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 32.30 è privo di copertura finanziaria.
   Si  passa  all'emendamento  32.48, del Governo.  Il  parere  della
  commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.40, dell'onorevole Anselmo.

   ANSELMO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.4, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.14, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.29, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 32.21 II parte è privo di copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 32.5, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.15, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.44, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedi
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 32.44


   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  onorevoli Cancelleri e Tancredi.
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento 32.44.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          27
   Contrari            26

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.16, degli onorevoli Cordaro ed altri.
   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 32.37, dell'onorevole Anselmo. Il parere
  del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Il parere è favorevole, perché
  i commissari sono anche amministratori, quindi la dizione è giusta.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione. Chi  è  favorevole  rimanga
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.36, dell'onorevole Anselmo.
   L'onorevole  Cracolici già ha evidenziato un  problema.  Per  fare
  entrare  a  regime  questa  norma bisogna  togliere  i  riferimenti
  temporali,  sia  il 2016 che il 2015. Questo è il  punto,  poi  può
  anche  parlarsi di rendiconto di cassa e non di rendiconto  annuale
  relativo.
   Quindi,  invito la Commissione a predisporre un subemendamento  in
  tal senso.
   Onorevoli  colleghi,  do  lettura del subemendamento  32.49  della
  Commissione:   per l'anno 2016  viene cassato e sostituito  con  le
  parole   entro  il 30 giugno di ogni anno ; entro 60  giorni  dalla
  data  di  entrata  in  vigore  dalla  presente  legge   è  cassato;
   relativo  all'esercizio  2015   è  sostituito  con   il   relativo
  esercizio precedente .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 32.36 è ritirato dall'onorevole Anselmo.
   Si passa all'emendamento 32.7, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.17, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.34, dell'onorevole Anselmo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA , presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.33, dell'onorevole Anselmo.

   ANSELMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.28, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alcuni Consorzi di
  bonifica  hanno proceduto alla riduzione dei costi.  Lo  hanno  già
  fatto  un  piano.  E lo hanno anche depositato all'Assessorato,  al
  Servizio  vigilanza dei Consorzi di bonifica. Per cui, se dopo  che
  hanno già fatto un piano di riduzione gli facciamo fare un altro 20
  per  cento,  il  rischio  è  che non potranno  adempiere  a  questo
  obbligo. Allora ok alla riduzione del piano del 20 per cento a meno
  che   dimostrino  che  lo  abbiano  già  effettuato  nel   triennio
  precedente. Queste sono norme di equilibrio. Noi non dobbiamo avere
  una foga omicida.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.28. Il parere  del
  Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor Presidente,  forse  più  che  triennio
  suggerirei  dell'anno  precedente.  La  norma  ha  avuto  efficacia
  dall'anno scorso. In questo senso il parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Diamo per letto il subemendamento 32.28.1, del Governo
   La spesa nell'anno precedente .
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 32.28 ,così come subemendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 32.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.18, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.9, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. LO ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.19, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.22, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  32.20, degli  onorevoli  Vinciullo  ed
  altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.27, degli onorevoli Assenza ed altri.

   ASSENZA Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.32, degli  onorevoli  Ruggirello  ed
  altri.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 32.26, degli onorevoli Mangiacavallo  ed
  altri.

   MANGIACAVALLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 32.42, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  32.23,  32.47,  32.46  e  32.45  sono  privi  di
  copertura finanziaria.
   Pongo in votazione l'articolo 32, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.53, è ripresa alle ore 19.56)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  rimangono  da  approvare   gli
  articoli  1, 5, 6, 7, 22, 23, 33, 90, 91, 92 e 93. Gli articoli  di
  merito, sostanzialmente, sono il 22, il 23 ed il 33. Con un po'  di
  buona volontà, domani pomeriggio potremmo pure completare.
   Sentito  il  Governo,  la seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  lunedì 29 febbraio 2016, alle ore 11.00.

  (La seduta, sospesa alle ore 19.57 di domenica 28 febbraio 2016, è
          ripresa alle ore 11.41 di lunedì 29 febbraio 2016)


     per l'anno 2016' (Doc. n. 150)

   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




    Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
                  Presidenza del Vicepresidente Lupo
                              per l'anno

                    finanziario 2016 (Doc. n. 150)
   La seduta è aperta.


   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
   PRESIDENTE.  Si torna all'articolo 6, precedentemente  accantonato
  votazione il passaggio all'esame del Documento contabile  n. 150.
   Cofinanziamento programmi comunitari .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Invito l'assessore Baccei a prendere posto al banco del Governo, i

  componenti la Commissione Bilancio al  banco della Commissione.  Se
                            (E' approvato)
  c'è  il  Presidente  Vinciullo lo invito a sedere  al  banco  della

  Commissione,  comunque vedo che sono presenti  il  Vice  Presidente
   Si passa all'Entrata.
  vicario,   onorevole  Dipasquale,  il  Vice  Presidente,  onorevole
   Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
  Savona, quindi possiamo comunque iniziare i lavori.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
     Comunico intanto che è stato presentato un emendamento da  parte
  contrario si alzi.
  del  Governo, è un emendamento aggiuntivo di diversi  commi:   così

  come  fatto  ieri  con  tutti  gli  altri  emendamenti  aggiuntivi,
                            (E' approvato)
  ancorché all'articolo, è dichiarato inammissibile e rinviato al ddl-

  stralcio.
   Si  dà  lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
   Se  la  riscrittura da parte della Commissione  è  presentata  nei
  capitale.
  tempi  previsti  la  valutiamo,  diversamente  metto  in  votazione
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  l'articolato così come previsto nel testo.
  contrario si alzi.


                             (E' approvato)

   Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si dà lettura del Fondo di cassa all'1 gennaio 2016.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa al Titolo 2 -Trasferimenti correnti.
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.
                            (E' approvata)

   Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie.
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro.
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.

   Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione.
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti.
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi.
   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Chiedo il voto palese.

   PRESIDENTE.  Non è possibile. Secondo il Regolamento, il  bilancio
  si vota per alzata e seduta.
   Si passa ai Riepiloghi.
   Si  dà  lettura  del Riepilogo generale Entrate  per  Titoli,  del
  Riepilogo  generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo  generale
  delle  Spese  per Missioni e degli Allegati, ponendo  in  votazione
  l'intero Documento numero 150 con gli annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   GRECO  Giovanni.  Chiedo  di considerarmi  astenuto  su  tutto  il
  documento.

   PRESIDENTE. L'onorevole Greco Giovanni si è astenuto su  tutto  il
  documento.
   Gli ordini del giorno dell'onorevole Greco verranno apprezzati  in
  Consiglio  di  Presidenza,  così come l'ordine  del  giorno,  primo
  firmatario  l'onorevole Lentini con altri firmatari,  «Invito  agli
  organi interni dell'Assemblea Regionale per l'implementazione di un
  archivio  multimediale e della trasmissione televisiva  dei  lavori
  parlamentari»,  più  che impegnare, valutare la  disponibilità  del
  Consiglio  di Presidenza che riguarda la questione dell'attivazione
  dell'archivio  dell'autonomia. Anche questo  verrà  apprezzato  dal
  Consiglio   di   Presidenza.  Distribuiamo  l'ordine   del   giorno
  dell'onorevole Lentini.
   Abbiamo  approvato  il  Bilancio  interno.  Alle  16.45  passeremo
  all'esame  -  e  mi  auguro alla votazione  e  approvazione  -  del
  Bilancio della Regione siciliana.
   Pertanto, la seduta è sospesa ed è rinviata alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.35, è ripresa alle ore 17.05)

   La seduta è ripresa.


    sione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016 e bilan-

    cio pluriennale per il triennio 2016-2018' (n. 1132/A) e 'Disposi-
   Presidenza del Presidente Ardizzone
    zioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabi-

    lità regionale'. (nn. 1133-1155/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del Presidente Ardizzone



   Presidenza del vicepresidente Lupo
                                Congedo



   PRESIDENTE. L'onorevole Giuffrida chiede di essere considerato  in
   Seguito  della  discussione  dei disegni  di  legge   Bilancio  di
  congedo per oggi.
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario  2016  e
   L'Assemblea ne prende atto.
  bilancio  pluriennale  per il triennio 2016-2018 .  (n.  1132/A)  e

   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
  stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)

   PRESIDENTE.  Invito  i  componenti la II Commissione   Bilancio  e
  programmazione  a prendere posto nell'apposito banco.
   Si  passa  al  seguito  della discussione  dei  disegni  di  legge
   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
  (n.  1132/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
  2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A).
   Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo 118 del 2011 e s.m.i
  -  ed  in  particolare ai sensi dell'articolo 11, dell'allegato  9,
  dell'articolo  39  comma 9 e dell'allegato 4/1, paragrafo  9  -  la
  nuova  struttura del bilancio, ai fini dell'approvazione  da  parte
  dell'Assemblea,  è  organizzata, per le  entrate,  in   titoli'   e
   tipologie' e, per la spesa, in  missioni' e  programmi'. Tipologie
  e    programmi   costituiscono   le   unità   di   voto   ai   fini
  dell'approvazione.
   Si   inizia,  quindi,  l'esame  del  disegno  di  legge  n.  1132A
   Entrate .
   Si  passa all'articolo 1, stato di previsione dell'entrata. Ne  do
  lettura:

                              «Articolo 1
                    Stato di previsione dell'entrata

   1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
  e  successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle  entrate
  che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle casse della
  Regione  per gli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018 in forza  di
  leggi,  decreti,  regolamenti  e  di  ogni  altro  titolo,  risulta
  dall'annesso stato di previsione dell'entrata (allegato 2)».

   Si passa all'esame dell'allegato 2.
   All'allegato   2    Entrate   è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento A2.1. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Concluso l'esame degli emendamenti, così come previsto dal decreto
  legislativo 118/2011, l'Assemblea procederà all'approvazione  delle
  singole tipologie all'interno di ciascun titolo così come emendate.
   Si  pone  in  votazione il fondo pluriennale vincolato  per  spese
  correnti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione il fondo pluriennale vincolato per conto
  capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione l'utilizzo avanzo di amministrazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione il fondo di cassa al 1  gennaio 2016. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame del titolo 0:  Avanzo di amministrazione .
   Si pone in votazione la tipologia 0 avanzo finanziario - FPV -
   Fondo iniziale di cassa .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame del titolo 1  Entrate correnti di natura
  tributaria contributiva e perequativa .
   Si pone in votazione la  tipologia 101  imposte, tasse e proventi
  assimilati . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 102  tributi destinati al
  finanziamento della sanità .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 103  tributi devoluti e regolati
  dalle autonomie speciali .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 1, si passa all'esame del titolo 2
   trasferimenti correnti .
   Si pone in votazione la tipologia 101  trasferimenti correnti da
  amministrazioni pubbliche .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 102  trasferimenti correnti da
  famiglie .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 103  trasferimenti correnti da
  imprese .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 105  trasferimenti correnti
  dall'Unione Europea e dal resto del mondo . Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 2, si passa all'esame del titolo 3
   entrate extra tributarie .
   Si pone in votazione la tipologia 100  vendita di beni e servizi
  derivanti dalla gestione dei beni .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 200  proventi derivanti
  dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
  illeciti .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si pone in votazione la tipologia 300  interessi attivi .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone  in votazione la tipologia 400  Altre entrate da  redditi
  dei capitali .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone  in votazione la tipologia 500  Rimborsi ed altre entrate
  correnti .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 3, si passa all'esame  del  Titolo  4
   Entrate in conto capitale .
   Si   pone   in   votazione  la  tipologia  200   Contributi   agli
  investimenti .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone  in  votazione la tipologia 300  Altri  trasferimenti  in
  conto capitale .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone in votazione la tipologia 400  Entrate da alienazione  di
  beni materiali e immateriali .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 4, si passa all'esame  del  Titolo  5
   Entrate da riduzione di attività finanziarie .
   Si  pone  in  votazione la tipologia 100  Alienazione di  attività
  finanziarie .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone  in  votazione la tipologia 300  Riscossione  crediti  di
  medio-lungo termine .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone in votazione la tipologia 400  Altre entrate da riduzione
  di attività finanziarie .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 5, si passa all'esame  del  Titolo  6
   Accensione prestiti .
   Si  pone  in votazione la tipologia 300  Accensione mutui e  altri
  finanziamenti a medio-lungo termine .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 6, si passa all'esame  del  Titolo  9
   Entrate per conto terzi e partite di giro .
   Si  pone  in  votazione la tipologia 100  Entrate per  partite  di
  giro .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
  1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Scusate, il Governo  presti attenzione adesso agli interventi  che
  verranno fatti. Invito i colleghi parlamentari a non avvicinarsi ai
  banchi del Governo se vogliamo che il lavoro sia disciplinato e  si
  possa andare avanti in maniera veloce, però chiara.
   Prego, onorevole Falcone.

   FALCONE. Signor Presidente, La ringrazio. Intervengo soltanto  per
  fare  una  precisazione, perché noi non stiamo entrando nel  merito
  delle  entrate,  lo  abbiamo fatto già in sede di  dibattito  e  di
  discussione  generale,  anche  sulla  finanziaria  oltre  che   sul
  bilancio.
   Abbiamo  anche  detto,  rappresentato  qualche  perplessità  sulla
  consistenza  delle entrate, così come sono state  testé  descritte.
  Secondo  noi  ci  sono circa 300-400 milioni  di  euro  di  entrate
  maggiorate,  però  speriamo  di essere smentiti  su  questa  nostra
  affermazione. Può anche darsi che ciò non accadrà.
   Però, a me interessa in questo momento capire, ed è la domanda che
  rivolgerò all'Assessore Baccei, nel Titolo 4 la tipologia 300 parla
  di altri trasferimenti in conto capitale.
   Se  non  vado errato, visto che ormai parliamo con il 118,  quindi
  questo  bilancio  non è più facile leggerlo, molti colleghi  magari
  non  riescono più ad approfondirlo, vorrei fare una domanda: questo
  a mio avviso è il famoso capitolo dell'articolo 38.
   Non   so  quanti  colleghi  ricordano  che  in  una  Rubrica   del
  Presidente,  di  competenza  della Presidenza  della  Regione,  nel
  famoso  articolo  38  con  il quale una volta  si  facevano  lavori
  pubblici,  si finanziavano chiese, si finanziavano piccoli  lavori,
  piccole opere, abbiamo messo 20 milioni di euro.
   Poiché  l'articolo 38 discende da un provvedimento  specifico,  un
  provvedimento  amministrativo  specifico  da  parte   del   Governo
  nazionale, la domanda era se questo provvedimento fosse agli atti e
  se era possibile anche leggerlo per capire se questo articolo 38  è
  veramente  finanziato con 20 milioni di euro o se, diversamente,  è
  una  ipotesi  di lavoro in entrata che magari è stata fatta  e  poi
  sarà regolarizzata successivamente.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Non ho la risposta  ora  pronta
  con me, quindi risponderò in corso di dibattito.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                    Stato di previsione della spesa

   1.  In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
  e  successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati l'impegno
  ed  il  pagamento  delle  spese della  Regione  siciliana  per  gli
  esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018 in conformità dello stato  di
  previsione della spesa annesso alla presente legge (allegato 4)».

   Si  passa  all'esame dell'Allegato 4, a cui sono stati  presentati
  gli  emendamenti contenuti nel relativo fascicolo. Stiamo  passando
  in questo momento al fascicolo degli emendamenti.
   Si passa all'emendamento A4.1. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A4.2. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A4.3. C'è la copertura, Assessore?

   BACCEI,  assessore per l'economia. No, a questo manca la copertura
  finanziaria.

   PRESIDENTE.  All'emendamento A4.3 manca la copertura,  pertanto  è
  improponibile.
   Si passa all'emendamento A4.4. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A4.5. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
   segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.



   e nn. 1133-1155/A
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.5


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
                                1155/A
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento A4.5.
   PRESIDENTE.  In attesa della sua riscrittura, l'articolo  6  viene
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  accantonato.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
   Si  torna  all'articolo 7  Trasferimento oneri di  competenza  del
  pulsante bianco.
  settore sanitario .
    Dichiaro aperta la votazione.
   Sono  presenti sia l'assessore all'economia Baccei che l'assessore

  alla sanità, onorevole Gucciardi.
                      (Si procede alla votazione)
   Il   Governo  può  intervenire  per  illustrare  la  norma.  Prego

  assessore Baccei.
   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.


   BACCEI, assessore per l'economia. Questa norma prevede che le rate
                       Risultato della votazione
  di  mutuo, sia parte capitale che quota interessi, che erano  state

  stipulate  in  fase di inizio del piano di rientro, quindi  era  il
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  2007  o  il  2008,  una  cosa del genere, vengano  addebitate  alla
  segreto:
  sanità, questo per un motivo logico, nel senso che quando iniziò il

  piano di rientro c'era una sanità in forte disavanzo ed una Regione
   Presenti e votanti  54
  che  stava abbastanza bene dal punto di vista del bilancio,  quindi
   Maggioranza         28
  era  in equilibrio. Da quel momento ad oggi, in questi dieci  anni,
   Favorevoli          31
  di fatto come sappiamo le cose si sono completamente ribaltate, nel
   Contrari            22
  senso  che  anche  per  effetto dell'aumento  della  quota  che  il
   Astenuti             1
  bilancio   regionale  stanzia  per  la  sanità,  che  per   effetto

  dell'aumento   della  quota  di  compartecipazione  e  dell'aumento
                            (E' approvato)
  continuo della spesa sanitaria, in questi dieci anni il carico  sul

  bilancio della Regione è aumentato di oltre 1 miliardo.
   Si passa all'emendamento A4.6. Il parere del Governo?
   Come  sappiamo  poi  1 miliardo e trecento è  di  contributo  alla

  finanza  pubblica, 1 miliardo in meno di entrate, quindi,  rispetto
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  ai  dieci anni fa, il bilancio della Regione ha 3 miliardi di oneri

  in più.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   La  sanità nel frattempo, grazie anche agli aiuti che il  bilancio

  regionale  ha dato in questi anni è andato in equilibrio  e  l'anno
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  scorso ha prodotto un utile.
  Contrario.
   Quindi  noi riteniamo, dal punto di vista logico, opportuno,   che

  la  sanità a questo punto, visto che sta molto meglio ed è in utile
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevoli si alzi; chi è
  rispetto al bilancio regionale, possa farsi carico di oneri  che  a
  contrario resti seduto.
  suo tempo erano stati fatti proprio per permetterle di rientrare.

   Ora, questo, ovviamente, non andrà ad incidere sui  LEA, e abbiamo
                           (Non è approvato)
  previsto  all'articolo  5 una clausola di salvaguardia,  istituendo

  dal  2017  e  anche  per  il 2018, un fondo di  riequilibrio,  pari
   Si passa all'emendamento A4.7. Lo dichiaro improponibile.
  esattamente all'importo di queste rate.
   Si  passa all'emendamento A4.8. Lo dichiaro improponibile.
   Questo  vuol dire che se per effetto di questo maggiore  onere  la
   Si passa all'emendamento A4.9. Il parere del Governo?
  sanità dovesse andare in disequilibrio, la Regione gli ridà i soldi

  nel 2017.
   BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
   Ovviamente,  questa  è un po' una forzatura  dal  punto  di  vista

  tecnico e lo sappiamo, già  ne abbiamo parlato con la Ragioneria  a
   PRESIDENTE. L'emendamento  A 4.9 è improponibile.
  Roma.  Politicamente a Roma la norma viene sostenuta a un punto  di
   Si  passa  all'emendamento A4.10. Lo dichiaro improponibile.  Sono
  compromesso  che  si  è  trovato che  istituendo  questo  fondo  di
  improponibili anche gli emendamenti A4.11 e A4.12.
  riequilibrio, di fatto, si garantisce, comunque, la sanità  che  se
   Si passa all'emendamento A4.13. Il parere del Governo?
  va  in  difficoltà c'è questa somma che gli viene restituita l'anno

  successivo. Tutto questo, ovviamente, non deve avere nessun impatto
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  sui LEA.

     L'altra cosa che sempre nella discussione a Roma è venuta fuori,
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  secondo  me  corretta, E  avanzata proprio dalla Ragioneria  stessa
  Contrario.
  non lato Sanità ma la Ragioneria generale, è quella di dire: non  è

  neanche  coretto che siccome la sanità ha definito dei  livelli  di
   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  riferimento e altre funzioni no, non è giusto che pur di  mantenere
  segreto.
  la  sanità  così com'è si vada ad incidere profondamente  su  altri

  servizi altrettanto importanti.
   Per  cui  dal  punto  di  vista politico la  norma  è  appoggiata,
  tecnicamente  ha  delle problematiche, speriamo,  avendo  istituito
  questo  fondo  di riequilibrio, di convincere anche  i  tecnici  ad
  adeguarsi  e comunque dare un ulteriore supporto alla politica  per
  farci  andare  avanti con questa norma che, ripeto, è  fondamentale
  per  il  bilancio della Regione, perché se viene meno questa  norma
  vuol  dire che dobbiamo trovare 130 milioni di euro da qualche atra
  parte, quindi intervenendo con delle azioni di contenimento,  visto
  che  il  bilancio  della  Regione, come stiamo  vedendo  in  questi
  giorni,  è  ormai  ridotto  all'osso,  sarebbe  difficilissimo   da
  recuperare.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  Assessore  Baccei  volevo
  dirle,  sicuramente  starà  parlando con  Renzi,  il  quale  avendo
  ascoltato il suo intervento, Totalmente campato in aria,  senza  un
  fogliettino   di  carta  protocollato  fra  lei  e   il   Ministero
  dell'Economia,  le avrà detto: Assessore, bravo  Hai  detto  questa
  cosa  Però  siamo Campati in aria'
   Assessore,  ho  avuto  il  piacere  e  anche  l'onore  di   essere
  componente della Commissione Bilancio e sono troppo a conoscenza di
  alcuni  fatti,  e  non  atti, solo fatti  cioè  notizie.  Assessore
  Baccei, è una lunga storia la nostra, anche triste.
   C'era Bianchi, poi arrivò Agnello, ora siamo nell'era Baccei,  ma,
  Assessore,  la  verità  è  che, seppur ritengo  corretto  approvare
  questo  articolo  7,  lei sa anche che questo articolo  7  è   aria
  fritta , per il semplice motivo che tra lei, lei in quanto Regione,
  e   loro , loro in quanto Governo, non vi è un contratto, cioè  non
  c'è un accordo diciamo concreto, sottoscritto.
   Tutte  queste finanziarie, Assessore Baccei, - lei è  una  persona
  corretta, e per questo io sono pronto a votare questo articolo 7 -,
  perché  mi rendo conto delle difficoltà in cui siamo, ma  mi  rendo
  conto  pure  del  fatto  che  Roma, cioè  il  Partito  Democratico,
  continua  a  prenderci in giro con chiacchierate, perché  Assessore
  Baccei  ieri, non mi ricordo bene lei ha preso la parola  e  su  un
  articolo,  rivolgendosi  all'onorevole Alloro,  che  è  la  a  dare
  supporto  tecnico  all'Assessore Cracolici, le  garantiva   non  si
  preoccupi, per il 50% ne rispondo io . Forse il 60 per cento.
   Il   tema,  Assessore,  con  l'aria  che  tira,  con  il   Partito
  Democratico che abbiamo, lei oggi c'è, e tra una settimana potrebbe
  non  esserci più. Poi noi, lo sa con cosa rimaniamo? Noi  rimaniamo
  con  un  default  e  noi poi alla Corte dei Conti  e  ai  siciliani
  dobbiamo  spiegare che abbiamo creduto, prima a  Bianchi,  che  era
  quello  che  sapeva fare tutto, ma lui più di tutti non  sa  quanti
  articoli  ci ha fatto impugnare, tipo i bollini della De  Agostini,
  ha vinto la brocca, il viaggio all'estero, ecc.
   Poi  è  venuto Agnello che ci sommergeva con tabelline, ora  viene
  lei  che ci sommerge con  non ti preoccupare , ma lei potrebbe dire
  anche  stai sereno , visto che questo termine voi lo utilizzate.
   In  verità, Assessore, noi poggiamo questa finanziaria sul  nulla,
  perché  il  buco  c'è  e  rimane, quella è  una  manifestazione  di
  intenti, cioè noi siamo proiettati all'equilibrio, siamo proiettati
  che vogliamo fare bene, però sa, Governo, noi abbiamo approvato una
  serie  di  articoli  che  strutturalmente dovrebbero  garantire  la
  finanziaria e abbiamo deciso di non decidere.
  Abbiamo  deciso di non decidere, basta leggere tutto  l'articolato:
  appena  lo  vedranno a Roma, lei e Crocetta secondo  me  lo  dovete
  fare, che so, con una vetrata, perché secondo me vi manderanno via.
  Assessore  Marziano,  vuole  che  le  parli  seriamente?  Lo   dirò
  seriamente. Da tre giorni il Corriere della Sera ci mette in  prima
  pagina,  perché  noi non sappiamo fare una legge seria  che  assuma
  impegni seri e immediati, voleva il passaggio serio, glielo  faccio
  io.  Ci massacra tutta la stampa nazionale, compreso quell'articolo
  che  interviene sugli arretrati per i componenti dei C.d.A., voleva
  l'intervento serio? Siete  inconcreti'.
   Apprezzo  l'umiltà dell'Assessore Baccei, e ho  detto  che  voterò
  l'articolo  7, per  tenerezza , perché non mi sento di  contribuire
  allo   sfascio  della  Sicilia,  ma  certamente  quando  interviene
  l'arroganza  di qualche Assessore che non ha la consapevolezza  dei
  guai che combinate e degli impegni che disattendete, certamente  in
  questo  modo si crea un clima di repulsione nei confronti di alcune
  manifestazioni.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
  spero di potere godere po' di attenzione da parte del Governo,  che
  spero si sia reso conto della gravità dell'articolo in discussione.
   Con l'articolo in discussione noi facciamo in Sicilia il contrario
  di  quello  che  si  è  stabilito di fare in  Italia,  e  cioè  che
  eventuali risparmi in sanità debbono essere reinvestiti in  sanità;
  che  non  si  possono  prelevare somme per  pagare,  con  il  fondo
  sanitario, cose che con la sanità non hanno nulla a che vedere.
   Quest'articolo è uno di quegli articoli - assessore Baccei  -  che
  può aprire derive incontrollabili. Questa è una di quelle norme che
  può  provocare  l'immissione, l'entrata a  gamba  tesa  all'interno
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  di  altre  istituzioni   che,
  finora, sono entrate solo in Commissione.
   Non  lo  possiamo fare, assessore Baccei. Non si può fare. Non  si
  può  fare  Perché significa bypassare il passaggio che noi  abbiamo
  invocato  da anni  Cioè di rinegoziare con il Governo nazionale  la
  quota  di  compartecipazione. E allora se vinciamo quella battaglia
  altro che 178 milioni  Ce l'hanno fatta di 500 milioni l'anno,  per
  dieci anni consecutivi
           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   Il punto di domanda è questo: ce l'abbiamo l'autorevolezza o no?
   A  meno  che,  questa non sia una strategia per introdurre  adesso
  questo  ragionamento. Guardi noi non possiamo dare per scontato  di
  potere tenere - e ne discutevamo ieri con l'assessore Gucciardi - i
  bilanci  della  sanità perennemente inattivi.  Sa  come  mi  sembra
  quest'articolo? Come se io e lei andassimo a comprare un  biglietto
  alla   lotteria;  ci  convinciamo  io  e  lei  che  abbiamo   vinto
  cinquecentomila euro e intanto cominciamo a spendere.  Non  si  può
  fare.
   In  sanità non si può fare  Non si può fare per rispetto  sia  dei
  risultati   brillanti  ottenuti  -   dall'assessore  Russo   prima,
  dall'assessore Borsellino dopo, dall'assessore Gucciardi  adesso  -
  sia  per  rispetto dei cittadini siciliani, che tutti  i  giorni  a
  centinaia   di   migliaia  usufruiscono  del   servizio   sanitario
  regionale,  che  non è tutto rose e fiori  Abbiamo fatto  passi  da
  gigante;  sono  sotto  gli  occhi  di  tutti;  non  siamo  più   la
  Cenerentola,  siamo all'ottavo posto; ormai tanti altri guardano le
  nostre  terga;  e  noi  guardiamo le terga di  qualcuno,  ma  siamo
  posizionati bene. Ma nessuno si convinca, però, che la battaglia  è
  stata  vinta  in modo definitivo  Nessuno si convinca  che  non  si
  possa ruzzolare da un momento all'altro per un colpo di dadi di  un
  servizio in cui dobbiamo essere pronti a spendere qualche decina di
  euro, qualche centinaia di migliaia di euro.
   Assessore, ma lei c'è stato nei Pronto Soccorso della Sicilia?  Di
  Palermo? Ma come si fa a sottrarre oltre cento milioni di euro  per
  finanziare  società  fallite o fallimentari   Che  se  avessimo  un
  minimo  di  orgoglio dovremmo sciogliere e mandare a casa   Non  si
  possono  fare queste cose con i soldi della salute  Non si  possono
  fare
   Io  non so chi ha avuto la brillante idea di scrivere questa norma
  e  mi  rendo  conto  che crea, se noi la bocciassimo,  un  buco  di
  bilancio  di 127 milioni di euro. Praticamente incolmabile,  me  ne
  rendo  perfettamente conto. Ma passare sotto silenzio il fatto  che
  questa norma è un segnale chiaro di caduta di capacità contrattuale
  di  questo  Governo  nei  confronti di  Roma,  questo  non  si  può
  pretendere  che  io non lo dica. E' grave  Noi vogliamo  sapere  il
  momento, l'ora, il giorno il cui ci siederemo con dignità e non  da
  pezzenti per rinegoziare la quota di compartecipazione.
   Se noi indichiamo qual è il momento, bene, altrimenti questa norma
  che sarà bocciata, ho capito il suo imbarazzo, assessore Baccei, la
  stimo  sinceramente  e  mi rendo conto di una situazione  difficile
  nella  quale  lei  si trova. I conti non possono  quadrare  se  non
  grattiamo qualche centinaio di milioni alla sanità.
   Non  può  funzionare in questo modo. Non può funzionare perché  il
  discorso  diventa troppo banale, troppo di retroterra.  Perché  poi
  per  qualsiasi  cittadino,  il  messaggio  politico  che  passa   è
  devastante,  qualsiasi cittadino, in lista d'attesa, in  un  pronto
  soccorso,  oppure messo nella impossibilità di avere una  qualsiasi
  visita o quant'altro, perché le liste di attesa sono troppo lunghe,
  penserà  che  questa cosa è accaduta perché sottraiamo  soldi  alla
  sanità.
   Quindi, anche politicamente il messaggio che passa è molto grave.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi  spiace
  dovere  totalmente dissentire dall'intervento del presidente  della
  Commissione Sanità, onorevole Digiacomo.
   Non  condivido proprio l'intervento e le sue preoccupazioni perché
  ritengo, invece, che questo articolo 7 può rappresentare una grande
  opportunità  per  il Governo, ma per la stessa Assemblea  regionale
  siciliana, di dare una risposta forte rispetto ai sacrifici che  si
  sono  fatti in sanità in questi anni. La nostra Regione, in  questi
  anni, ha saputo fare un piano di rientro. Non è stata commissariata
  come altre regioni del sud e leggiamo proprio oggi le problematiche
  della sanità della Regione Campania.
   Abbiamo saputo e con sofferenza anche chiudere, rimodulare  alcune
  strutture  ospedaliere  ed oggi ci ritroviamo  ad  avere  un  fondo
  sanitario  che  vede una compartecipazione della Regione  siciliana
  notevolmente superiore rispetto alla compartecipazione delle  altre
  regioni nel fondo sanitario.
   Questo  articolo 7 dà la possibilità, finalmente, di riequilibrare
  quella   compartecipazione  della  Regione  siciliana   nel   fondo
  sanitario,   ma,   soprattutto,  può   dare   al   Governo   quella
  autorevolezza  di  dire  che questa non è  una  posizione  politica
  condivisa  soltanto  dall'Esecutivo,  ma  una  posizione   politica
  condivisa  e voluta dalla stessa Assemblea regionale siciliana  che
  negli  anni si è fatta carico di un piano di rientro e di sacrifici
  nelle ASP della nostra Regione.
   Allora,  proprio  le  parole dell'amico  onorevole  Digiacomo  che
  parlavano  di  autorevolezza, l'autorevolezza dei  sacrifici  viene
  data  con questa norma se Roma riuscirà a capire per davvero quello
  che si sta facendo in questi anni.
   A  me  è  interessato l'intervento che ha fatto l'assessore Baccei
  quando  ha  detto che questa norma tecnicamente può  avere  qualche
  difficoltà, ma politicamente è supportata. Che la politica supporti
  questa norma è cosa buona e giusta. La politica in Sicilia, in tema
  di  sanità,  ha  fatto  sacrifici e  li  sta  facendo.  L'assessore
  Gucciardi  sta seguendo l'opera dell'assessore Borsellino vigilando
  e attenzionando tutto il lavoro nella sanità siciliana.
   Adesso abbiamo la necessità di aprire una contrattazione vera  con
  Roma.  E  lei,  con questo voto che chiedo all'Assemblea  regionale
  siciliana all'unanimità, può andare a Roma, non con il cappello  in
  mano,  ma  a pretendere delle risorse necessarie che la Sicilia  ha
  dato,   ha   subìto.  Rispetto  ad  altre  regioni  non   è   stata
  commissariata ed oggi ne può trarre risultati.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini, io mi chiedo, caro onorevole Cimino, ma di siciliano  in
  quest'Aula  che  cosa  è  rimasto? Visto  che  stiamo  facendo  una
  Finanziaria  che  attinge  risorse solo ed  unicamente  dai  propri
  fondi.  Abbiamo  utilizzato una parte  del  fondo  pensione  per  i
  Comuni,  ora  si pretende di utilizzare una parte del  fondo  della
  Sanità per altro, cioè 127 milioni di Euro.
   Io  non posso non sottoscrivere il ragionamento che testé ha fatto
  l'onorevole  Digiacomo, che finalmente rappresenta la nota  stonata
  all'interno del Partito Democratico che è assolutamente allineato a
  Roma. Roma, che noi stiamo trattando come non so che cosa, come  un
  padre cattivo nei cui confronti dobbiamo avere un senso di colpa.
   Io  senso di colpa non ne ho. Ricordo che il 31 dicembre ci  hanno
  chiuso  i  punti  nascita, nonostante dal 2009 ad oggi  la  Sicilia
  corrisponda più di seicento milioni di Euro l'anno in più  rispetto
  a   tutte  le  altre  Regioni.   E  noi  dove  la  troviamo  questa
  autorevolezza  come  Assemblea  se continuiamo  ad  avallare  anche
  questa norma che è, appunto, l'articolo 7, con la quale lo Stato ci
  dice  arrangiatevi . E questo non è possibile, e non è accettabile.
   Tanto  più che, assessore Baccei, le ricordo che si dice   Regione
  siciliana ,  non   Regione  Sicilia ,  Regione  siciliana    E   il
  linguaggio  è  importante, anche per la considerazione  che  si  dà
  praticamente alla Regione che si vorrebbe rappresentare.
   Allora, questa norma è assolutamente inaccettabile, improponibile,
  inammissibile  e  chi la vota si sottomette ad un diktat  di  Roma.
  Questo è un atto di sottomissione, bello e buono e noi non possiamo
  consentirlo

   ZITO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, qua siamo
  di  nuovo con l'obiettivo di devastare la Sanità siciliana,  perché
  togliere 127 milioni di Euro alla Sanità, per poi ridarli - non  si
  sa  come,  non  si  sa  quando  - vuol dire  devastare  la  Regione
  siciliana e devastare la Sanità siciliana. Cioè siamo andati a Roma
  per  poter capire se questo articolo poteva essere introdotto e non
  poteva  essere  impugnato,  inserendo delle  forzature,  ma  non  a
  battere  i  pugni sul tavolo per dire  ma perché a noi ci  spettano
  600  milioni  di Euro della compartecipazione alla spesa  sanitaria
  che  in  una  notte  è  passata dal 42 al 49 per  cento  e  tuttora
  paghiamo il 49 per cento? .
   No,  lì  non  si  possono battere i pugni sul tavolo,  lì  non  si
  possono fare forzature - che poi non sarebbero neanche forzature  -
  ma  subiamo  in  silenzio.  Ma, emerge  da  questo  articolo,  caro
  Presidente, la presa per i fondelli che state facendo ai  siciliani
  per  quanto  riguarda lo sblocco dei concorsi in Sanità perché  per
  cinquemila posti di lavoro che state andando a sbandierare a destra
  e  sinistra  ci  vogliono circa 300 di Euro.  Quindi,  servono  300
  milioni  di Euro, in più ne togliete 127. Come si fanno i concorsi?
  Si  poteva attivare la mobilità ex regionale? Non so perché  ancora
  non  è  attivata.  Le  graduatorie aperte  si  potrebbero  attivare
  immediatamente ed assumere personale, ma ancora non si è fatto.  La
  Sanità,  caro  assessore Baccei, è stata terra di  conquista  e  di
  clientele.
   Vogliamo  che sia ancora così? Perché, se facciamo finti concorsi,
  che  poi  non  sfociano da nessuna parte, la  gente  si  illude  di
  trovare  un posto di lavoro, andrà a chiedere aiuto non so  a  chi,
  per poi non ottenere niente.
   Abbiamo un sacco di soldi non spesi in Sanità, lei non lo  sa,  ma
  io sto cercando in tutti i modi - qua c'è l'assessore alla Salute -
  a  farmi  dare i dati sui soldi spesi sui piani sanitari nazionali,
  ma  non  c'è possibilità di saperlo, forse perché ci sono decine  e
  decine di milioni di Euro non spesi dal 2011 che ancora aspettiamo.
  E  se,  purtroppo, entro la prossima settimana non  avrò  risposta,
  dovrò andare in Procura a depositare denuncia per omissione di atti
  di ufficio, visto che questi dati non si possono sapere.
   Ringrazio  anche il Presidente Musumeci  - che è  qui  presente  -
  perché ha avuto la sensibilità di attivare una sottocommissione per
  quanto riguarda la sanità, perché è un atto dovuto visto quello che
  sta  succedendo  nella  sanità siciliana per  quanto  riguarda  gli
  appalti, i concorsi, le assunzioni e quant'altro.
   L'altra  presa in giro - l'Assessore Baccei se ne sta  andando,  è
  distratto  per  cose  più  importanti -  la  stiamo  vedendo  sugli
  ospedali. Ora, possibilmente, ci sono le amministrative,  molti  si
  faranno  la  campagna elettorale sugli ospedali come,  ad  esempio,
  l'ospedale di Noto, del quale è stata dichiarata la morte nel  2010
  con la vecchia rete ospedaliera ma ormai la gente non se lo ricorda
  più,  perché  non c'erano soldi, fatto sta che poi li  regaliamo  a
  Roma  e non sappiamo battere i pugni sul tavolo per farceli dare  e
  poi  ospedali  come  quello di Noto, che  nel  periodo  soprattutto
  estivo  potrebbero essere funzionali, li abbandoniamo così.  Questo
  non lo possiamo permettere, non lo possiamo permettere più
   Le  altre prese in giro: ancora aspettiamo l'ospedale di Siracusa,
  ma se noi rinunciamo ai soldi, da Roma ancora non siamo riusciti  a
  farci dare questi soldi perché aspettiamo il Mef che ci dà l'ok, si
  paventa  la data di giugno. Anche se arrivassero i soldi a  giugno,
  l'avviso,  Assessore, che il nostro caro Direttore  generale  e  il
  nostro  caro  Sindaco di Siracusa ancora non hanno  individuato  al
  cento  per  cento  quale deve essere il sito  di  questo  ospedale,
  ancora  il  progetto  non  esiste, non sono  riusciti  a  fare  una
  conferenza dei servizi, sono ancora in alto mare e se questo  è  il
  modo di amministrare sia un Comune che un'ASP mi dica lei
   Senza parlare della rianimazioni: come apriamo la rianimazioni  di
  Lentini  o  quella  di  Avola o i tanti punti  nascita  che  stiamo
  chiudendo, come diceva prima il mio collega?
   Abbattimento delle liste di attesa: come si farà mai? Non si potrà
  fare  mai,  per  non parlare - e concludo - di quelli  che  sono  i
  Registri dei tumori: ancora alcuni sono fermi al palo, forse perché
  non si vuole scoprire, effettivamente, se ci sono aree nella nostra
  Sicilia  dove  si  è  sversato,  dove  si  sono  nascosti  elementi
  inquinanti  che  stanno aumentando la percentuale di  tumori  nella
  nostra amata terra.
   Assessore,  questa  cosa non si può fare,  lo  dico  anche  a  lei
  Assessore per la salute, lei dovrebbe battersi per impedire  questa
  cosa,  perché  in  sanità si deve investire non può  essere  sempre
  derubata. Grazie.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e Assessore per  la
  salute,  oggi mi rivolgo a lei nella funzione non solo di assessore
  ma anche nella funzione di deputato di questo Parlamento.
   Questo  è  un articolo molto delicato che io voterò favorevolmente
  perché finalmente è condotto dalla politica.
   Però,  la politica deve sapere che questo passaggio, che  è  stato
  fatto  nella  Finanziaria del 2006, dove c'è stato un rialzo  della
  compartecipazione della percentuale: l'aumento dal 42 al 49,11  per
  cento, se consideriamo questo passaggio e lo moltiplichiamo per  il
  costo della sanità in Sicilia sono dei  soldini ; qualcuno poco  fa
  diceva circa 500 o 600 milioni di euro.
   Questo  ci renderebbe un po' più autonomi anche nella gestione  ed
  arriveremmo  durante  le finanziarie con un  po'  di  sollievo,  di
  speranza  e capire anche dove andare finalmente ad investire,  cosa
  che non abbiamo fatto in questi anni.
   Questo debito che è stato cancellato, questo aiuto che allora ci è
  stato  dato  dallo  Stato  per quattro  regioni  -  Lazio,  Molise,
  Campania e Sicilia - per debiti contratti fino all'anno 2005,  noi,
  ricordo  bene, nella passata legislatura con la legge n. 5  abbiamo
  finalmente iniziato un percorso di risanamento, il piano di rientro
  è   iniziato  e  lo  abbiamo  pure  attuato  e  siamo  riusciti   a
  riconquistare la fiducia dello Stato.
   Oggi,  a  partire da questo, chiediamo allo Stato che ci venga  in
  aiuto   e   dobbiamo  ritornare  indietro,  così  come  pagano   la
  compartecipazione   alcune  Regioni  che  ho   visitato   stanotte,
  attraverso  Internet, che le regioni, gli assessorati  alla  salute
  vanno dal 32 al 41%: Noi siamo al 49, signor assessore, e quindi la
  responsabilità  che le affidiamo è quella di portare  a  compimento
  questa  decisione che è importante, quella di riportare  almeno  al
  42%  così  fin  dall'anno 2007, quindi, dobbiamo andare,  ritornare
  alla compartecipazione che pagavamo prima.
   Ecco, assessore, le do un input, anche la spending review che oggi
  in  tutta la Pubblica Amministrazione abbiamo attuato, non vedo una
  spending  review, invece, reale per quanto riguarda le  Asp  e  per
  quanto  riguarda gli ospedali, perché  considerate  che  una  buona
  spending review può essere attuata se controllate bene le  gare  di
  appalto,  che  vanno  dall'acquisto dei  farmaci  all'acquisto  dei
  servizi,  che  al livello regionale sicuramente le  cose  non  sono
  andate tanto bene.
   Oggi   finalmente   c'è  una  centrale  di  acquisti,   finalmente
  controllata e, quindi, io penso che non inserire personaggi che già
  sono stati negli anni a controllare gli appalti di questo benedetto
  assessorato, oggi vogliamo persone nuove, persone esterne,  persone
  che con concorso partecipino, a spada tratta, a controllare i conti
  e  gli acquisti che bisogna fare e che l'assessorato alla salute ha
  bisogno.
   Noi  siamo  uno Stato dentro uno Stato, noi siamo una Regione,  la
  seconda Regione d'Italia per ampiezza e per abitanti e, quindi, qua
  gli  interessi  non solo della mafia, ma della mafia dei   colletti
  bianchi'  che ancora imperversano in questa Regione e  nei  settori
  che  riguardano  la  sanità,  quindi,  da  questo  momento  la  mia
  proposta,   il  mio auspicio è quello di non vedere più  personaggi
  che vengono inseriti per fare le gare in questa benedetta Isola.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa  per  trenta  secondi  e
  riprenderà con l'intervento dell'onorevole Grasso..

     (La seduta, sospesa alle ore 12.18, è ripresa alle ore 12.19)

   La seduta è ripresa.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.13.
                                Congedo


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
   PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Vullo ha chiesto congedo  per
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  la seduta odierna.
  dell'emendamento A4.13.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
   L'Assemblea ne prende atto.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il

  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          28
   Contrari            24

                            (E' approvato)



   n. 1132/A e nn. 1135-1155/A
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
                       1132/A e nn. 1133-1155/A
  onorevoli Ioppolo e Musumeci.


   GRASSO. Chiedo di parlare.
   L'Assemblea ne prende atto.


   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, noi  oggi,  e  da
  ieri, per ogni articolo che si vota, a seconda come si vota,  vi  è
  il rischio che salti la manovra.
   All'inizio  di questa maratona per la discussione della  legge  di
  stabilità ho detto tre cose: che un Governo serio, anziché  correre
  perché  deve approvare la manovra, senza preoccuparsi degli effetti
  che  questa manovra avrà sui siciliani domani, perché approvare una
  manovra  il  29 febbraio distruggendo famiglie, categorie,  persone
  perché così finirà, non ha senso.
   Avrebbe  dovuto prima andare a Roma e ridiscutere con Roma  quello
  che spettava alla Sicilia
   Invece,  siamo  qui  con  l'assessore Baccei  -  persona  garbata,
  persona per bene, bravo professionista, bravo per tutto quello  che
  noi vogliamo - con un compito ben preciso. L'assessore Baccei non è
  un  assessore  siciliano  E, quindi, se un ospedale chiude,  se  un
  pronto  soccorso funziona, se un altro ospedale si deve  accorpare,
  se per eseguire una risonanza magnetica bisogna aspettare tre anni,
  se  mancano  soldi  per fare investimenti infrastrutturali  bisogna
  aspettare  dieci  anni, se c'è il discorso della sanità  passiva  -
  quindi, paghiamo alle altre regioni - non ha importanza, se ci sono
  invece   -   nella  libertà  di  mercato  -  le  cliniche   private
  convenzionate  che  danno  più  servizi  e  paghiamo,  se  oggi   i
  laboratori  di analisi stanno chiudendo e la medicina convenzionata
  sta chiudendo, questo non interessa a nessuno
   Perché c'è una  Sicilia ladrona', perché c'è una Sicilia sprecona,
  perché  c'è un Governo nazionale che è detrattore di questa  terra,
  bene
   Allora,  così come ha avuto - ed apprezzo - il coraggio e l'onestà
  intellettuale  il  Presidente Digiacomo - e così come  noi  abbiamo
  tante volte ribadito in Commissione sanità e in quest'Aula ai  vari
  assessorati   al   Bilancio   -   prima   bisogna   diminuire    la
  compartecipazione  della spesa sanitaria della  Regione  siciliana.
  Poi si sarebbe dovuto votare o pensare di portare in Aula.
   Ora  basta portare articoli che fanno saltare la Finanziaria   Noi
  siamo qui per fare una Finanziaria che serva ai siciliani
   Cominci  questo  Governo  a  cercare  i  soldi  per  il  trasporto
  interurbano  perché  ci sono famiglie che non  potranno  mandare  i
  figli  a  scuola. Cominciamo a chiudere partecipate,  a  ridurre  i
  consulenti  e  applichiamo le norma nazionali alle norme  regionali
  invece di nominare 70 revisori dei conti, facciamo i sorteggi.
   Capiamo  dove  tagliare e come tagliare, invece  di  sostenere  la
  spesa  morta.  Le  aggiungo, caro assessore Baccei,  lo  Statuto  è
  vigente   Lo  Statuto attuale è vigente  Va solo attuato  e  non  è
  stato  attuato  per  colpa dello Stato. Lo  Stato  deve  dare  alla
  Regione  le  misure compensative che ha stabilito nell'accordo  del
  2007  e,  queste  misure, non sono arrivate alla  Sicilia  solo  ed
  esclusivamente per una mera dimenticanza, per un vizio, perché  non
  si  riunisce  la commissione paritetica. E noi, oggi, che  dobbiamo
  fare? Dobbiamo tagliare somme al Servizio Sanitario Nazionale?  Non
  è  possibile   Io sono convinta che tutte le opposizioni  voteranno
  contro,  perché  questa è una responsabilità che si  deve  assumere
  questo Governo e la maggioranza che sostiene questo Governo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che  il
  Governo, a fronte di problemi apparentemente irrisolvibili da  esso
  stesso  creati,  alla  fine  non trova di  meglio  che  aggrapparsi
  all'unica via d'uscita che è quella, intravista dal Governo stesso,
  di  far  pagare i propri guasti, le proprie incapacità alla  grande
  massa dei cittadini siciliani.
   E,  contestualmente, capisco ed apprezzo la  denuncia  che  qui  è
  stata  fatta  da  esponenti, anche,  della maggioranza  -  vedi  il
  Presidente  Digiacomo,  ma  vedi anche  altri  componenti  -  e  la
  denuncia  portata avanti da molti colleghi. Ma, mi  chiedo  si  può
  chiedere a Don Abbondio di armarsi di spada e andare all'assalto di
  Don  Rodrigo?  Non  credo che sia possibile. E'  utopistico.  E  mi
  viene,  pure,  in  mente che è assurdo pensare  di  chiedere  o  di
  pensare  che  il  proconsole  di Roma, mandato  in  Sicilia,  possa
  battere un colpo contro Roma stessa, contro l'Impero. Anche  questo
  è utopistico.
   Più  prosaicamente,  mi viene in mente quella barzelletta  che  si
  racconta di uno del Nord seduto sul treno accanto ad un palermitano
  e,  mentre  quello del Nord magnificava lo stato di efficienza  dei
  servizi delle ferrovie del Nord e rinfacciava al palermitano perché
  mai  i  siciliani, i palermitani non si ribellassero a questo stato
  di cose, il palermitano con la sua saggezza antica  donabbondiana',
  di  manzoniana  memoria, ha risposto:  zitto perché  altrimenti  ci
  tolgono   anche  i  vagoni  bestiame  che  attualmente   ci   hanno
  destinato . Questa è la vera verità, la cruda verità.
   Come  è  immaginabile che un Governo, prima di portare in Aula  la
  Finanziaria,  non  abbia preteso da Roma che si mettesse  un  punto
  finale  sulla  compartecipazione? Come si può pensare di  mantenere
  ancora  in piedi i vari sprechi e i vari carrozzoni che ci sono  in
  campo senza farsi riconoscere da Roma quanto è dovuto? E andando lì
  a  testa  china e col cappello in mano ad accettare il ricatto  dei
  500  milioni, promessi ma non mantenuti, che servono solo a  tenere
  il  coltello  puntato  alla gola da parte del  Governo  Renzi,  per
  poterci ancora una volta derubare?
   E  si  pensa,  ancora  una volta, purtroppo, di  farla  pagare  ai
  cittadini siciliani. Si pensa, ancora una volta, di attingere  alla
   vacca',  per così dire, dei servizi sanitari, che vacca non  è  ma
  che semplicemente è l'indice di civiltà di una società.
   È l'indice che dovrebbe testimoniare sulla qualità dei servizi che
  si  rendono nel campo della salute ai cittadini siciliani, se siamo
  ancora  una  Regione  evoluta  e  degna  di  stare  nello  scenario
  nazionale  delle  Regioni evolute oppure siamo  l'ultima  provincia
  dell'Impero a cui tutto si può chiedere e tutto si può far pagare.
   Io  penso  che  il  Governo, se ha un  minimo  di  orgoglio  e  di
  sussulto, si deve fare dare da Roma tutto ciò che Roma ci  continua
  a  rubare,  ma  tutto  ciò penso che non lo  farà  mai  un  Governo
  incapace e un assessore che è un proconsole di Roma.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   CASCIO   Francesco.  Signor  Presidente  Lupo,   io   non   volevo
  intervenire in questo dibattito, ne avrei fatto volentieri a  meno.
  Percependo  il  clima  dell'Aula, siamo  alla  fine  di  una  lunga
  avventura  parlamentare.  Entro  stanotte  dobbiamo  finire  questa
  Finanziaria, percepisco che c'è un clima di allegria, perché  siamo
  verso la fine della Finanziaria. Però, in questo clima di allegria,
  a  volte,  maturano delle sorprese che possono essere  gravi  sulla
  ricaduta che possono avere sul bilancio della Regione.
   Dicevo  poco  fa che avrei fatto volentieri a meno di intervenire,
  però,  l'intervento  del collega Digiacomo che è  presidente  della
  Commissione   Servizi  sociali e sanitari  all'Assemblea  regionale
  siciliana, che non è persona superficiale, che quando parla pesa le
  parole, mi ha profondamente turbato.
   Peraltro,  stiamo  parlando di un articolo che  se  venisse  meno,
  creerebbe  un  buco  nel bilancio della Regione di  centoventisette
  milioni  di  euro  e  siccome abbiamo litigato,  in  questi  ultimi
  giorni,  anche per dieci mila lire, non per centoventisette milioni
  di  euro, vorrei capire rispetto all'esito di questa votazione  che
  ci  sarà  a  seguire  di questo dibattito, il  parere  del  Governo
  rispetto  all'ipotesi  di  bocciatura di  questo  articolo,  che  è
  un'ipotesi concreta, assessore Baccei.
   Siccome   io,  prima  di  questa  discussione,  ero  assolutamente
  d'accordo  sul fatto che questo articolo andasse votato  e  rimango
  ancora  d'accordo sul fatto che questo articolo vada  votato,  però
  l'intervento  dell'onorevole  Digiacomo  che,  ripeto,  è   persona
  sobria,  che  misura le parole, mi ha fatto riflettere  e,  allora,
  vorrei   capire  dall'Assessore  per  l'economia  e,   soprattutto,
  dall'assessore  Gucciardi, assessore per  la  salute,   qual  è  la
  verità ed a che cosa andiamo incontro se approviamo l'articolo ed a
  cosa andiamo incontro se, invece, l'articolo viene bocciato, perché
  non  è  un  dettaglio, non stiamo parlando di un  articolo  banale,
  stiamo  parlando di un articolo che se è approvato, piuttosto,  che
  bocciato  ci  costringerebbe a fermare i lavori di  questa  Aula  e
  siccome  non  siamo al 20 febbraio ma siamo al 29 febbraio,  perché
  grazie  anche  all'andamento lento di questa  legislatura  per  cui
  abbiamo  utilizzato  degli orari di panificio,  apertura  alle  ore
  9.00, chiusura alle ore 13.00, riapertura alle ore 16.00 e chiusura
  alle  ore 20.00 - non si capisce per quale ragione - ed un buco  di
  centotrenta milioni di euro, credo che turberebbe non poco i  sonni
  dei parlamentari.
   Chiedo  al  Governo  di  chiarire un attimo  le  idee  mie  e  dei
  parlamentari che, tra qualche minuto, voteranno questo articolo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  ha facoltà.
   Alla fine degli interventi, ce ne sono ancora diversi, chiederò di
  intervenire  sia all'Assessore per la salute, onorevole  Gucciardi,
  che all'Assessore per l'economia per rispondere agli interventi dei
  colleghi.

   CASCIO  Salvatore.  Signor Presidente, uscirò fuori  dal  coro  di
  tutti  quelli  che si sono accaniti da questo scranno a  massacrare
  questo  articolo  ed uscirò fuori dal coro per un semplice  motivo,
  perché sono convinto e, quindi, già anticipo il mio voto favorevole
  all'articolo, che stiamo parlando del bilancio della Regione ed  il
  bilancio della Regione non si fa a compartimenti stagno, la  sanità
  ha un bilancio, la Regione ne ha un altro. Ed a qualche collega che
  da  qua ha invocato la bocciatura di questo articolo suggerisco  di
  non  dirlo  perché  significa bocciare  la  finanziaria,  bocciando
  questo  articolo, perché la possibilità di recuperare centoventotto
  milioni  di  euro  è  chiaro che non l'abbiamo.  Quindi,  bocciando
  l'articolo possiamo andare direttamente a casa. Allora, questa è la
  prima considerazione.
   La  seconda considerazione entra nel merito dell'articolo. Abbiamo
  contratto  un mutuo e questo mutuo è stato contratto, e mi  rivolgo
  all'amico  onorevole Digiacomo, per la ristrutturazione dei  debiti
  in  sanità. Lo troverei quasi logico che nel momento in cui abbiamo
  contratto  un mutuo per la ristrutturazione dei debiti  in  sanità,
  venga  pagata dalla quota sanitaria e non venga pagata dalla  quota
  della Regione siciliana per intero.
   Ma  c'è  di  più: se  leggete attentamente l'articolo,  di  fatto,
  offre   e  dà  l'opportunità  alla  Regione  di  avere  una  misura
  compensativa perché l'articolo dice che è autorizzato l'utilizzo di
  una quota del Fondo sanitario. Il Fondo sanitario, ricordo a tutti,
  è  formato da due voci, una quota regionale ed una quota nazionale.
  Significa che in questi centoventisette milioni di euro  vi  è  una
  compartecipazione  di  più  del 50,  51  per  cento  da  parte  del
  Ministero alla salute.
   Allora, o lo capiamo bene l'articolo, oppure non andiamo avanti.
   Per  quanto  riguarda invece alcune considerazioni, le posso  fare
  anche  mie. E' chiaro che ci vuole una contrattazione con Roma  per
  ridiscutere la nostra quota di compartecipazione, ma non ha  niente
  a  che  vedere con questo articolo che dobbiamo sicuramente  votare
  per  far  sì che la finanziaria vada avanti. Per far sì  che  tutti
  quei deputati che si sono sbracciati da questo pulpito, parlando di
  precari,  di  PIP,  di forestali, di consorzi di bonifica,  abbiano
  quelle  risorse  che questo articolo permette  di  dare.  Perché  è
  inutile  che  parliamo di forestali, di PIP o di altro se  bocciamo
  questo articolo; abbiamo parlato invano, abbiamo parlato a vanvera.
   Allora,  siccome ci sono dei deputati generalisti che guardano  la
  finanziaria  nel suo complesso, il bilancio della Regione  nel  suo
  complesso,   in   tutti  gli  aspetti  e  vi  sono   dei   deputati
  specializzati,  quelli per la forestali, per i  consorzi,  c'è  una
  specializzazione che ognuno di noi ha.
   Mi rivolgo, soprattutto, a quei deputati specializzati e li invito
  a  votare  a  favore di questo articolo, perché non  votare  questo
  articolo,  significa precludere quello per cui hanno parlato  e  si
  sono battuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  quello  che  ha
  detto  prima  di me l'onorevole Cascio Salvatore, è una  verità  di
  evidenza intuitiva.
   Purtroppo,  ormai,  da molti anni faccio parte  della  Commissione
   Sanità'  e  con gli amici, col presidente Digiacomo abbiamo  visto
  questo  tesoretto della sanità che era una delle fonti di passività
  maggiore   del  bilancio  della  Regione  siciliana,  parliamo   di
  finanziamenti  complessivi da parte dello Stato,  finanziamenti  di
  circa 5 miliardi di euro, che da qualche anno vede la luce. Vede la
  luce e dà un minimo di apporto positivo al bilancio della Regione.
   E' chiaro che l'ideale, collega Cappello, concordo con te, sarebbe
  quello  di  reinvestire, che poi è quello  che  prevede  il  tavolo
  Massicci,  tutti  i  risparmi sanitari, così  come  è  stato  fatto
  all'interno  del bilancio regionale, ma è anche vero che  le  poste
  necessarie   di  bilancio  come  queste  di  cui  all'articolo   7,
  rappresentano    per   il  bilancio  regionale  siciliano   l'unica
  possibilità di poter chiudere in pari i conti della Regione.
   E,   d'altronde,  come  diceva  bene  l'onorevole   Cascio,   sono
  cofinanziati al 50 per cento dal Fondo sanitario nazionale, quindi,
  metà  li paga la Regione siciliana e metà li paga lo Stato  con  il
  Fondo sanitario.
   Quindi,  è evidente che potremmo fare discorsi teorici, appellarci
  allo Statuto, all'autonomia, cercare di battere i pugni sul tavolo,
  ma sarebbe una battaglia persa, in questo momento, anche perché sui
  risparmi sanitari che abbiamo portato avanti, diligentemente,  come
  Regione    dall'assessore    Russo,    all'assessore    Borsellino,
  all'assessore Gucciardi, abbiamo ancora molte sacche  di  risparmio
  che  possono  essere  sfruttate  ed utilizzate  per  migliorare  la
  qualità delle prestazioni sanitarie.
   Sicuramente, la situazione non è rosea, sicuramente i  conti  sono
  rosei,  ma sulla sanità ancora molto deve essere fatto e molto  può
  essere  fatto,  ma non è bocciando questo articolo, non  è  facendo
  della  propaganda  che  si  riesce a  risanare  il  bilancio  della
  Regione,  quanto meno della sanità regionale, quindi, questo  è  un
  atto  dovuto  su  cui  si poggia gran parte della  finanziaria  del
  bilancio della Regione, è un atto di buon senso, fra l'altro, anche
  farlo  condividere al Fondo sanitario nazionale,  è  un  motivo  di
  vanto per la Sicilia che, comunque, nel settore sanitario, con  una
  politica  oculata, sia riuscita negli anni a risanare una  voragine
  che  era  quella  che  si era creata per una mala  gestio.  Abbiamo
  contribuito  tutti,  compresi  il  Movimento  Cinque  Stelle,   con
  diligenza, a dare i consigli necessari agli Assessori che  si  sono
  succeduti per poter andare ad incidere sulla mala gestio, è  chiaro
  che,  oggi,  dire  no,  non  si  vota  un  articolo  cardine  della
  finanziaria,  non ha alcun senso ed è soltanto come  abbaiare  alla
  luna.
   Non  possiamo permettercelo, dobbiamo essere concreti ed efficaci,
  ben  sapendo  che  ancora può essere fatto molto,  che  può  essere
  ancora scesa
   Poi, parlavo con l'assessore Baccei e, quest'anno, del miliardo  e
  quattrocento milioni di euro che ci vengono riconosciuti  da  Roma,
  diciamo  che vengono imputati, in quella somma, proprio i  seicento
  milioni  di euro che sono il frutto della differenza delle aliquote
  di competenza regionale e statale, di fatto, già viene riconosciuta
  alla  Regione  questa  perequazione  rispetto  alle  altre  Regioni
  d'Italia virtuose, quindi, ormai il piano di rientro l'abbiamo alle
  spalle  e,  ovviamente,  questi dati di bilancio  ci  confortano  e
  speriamo  che  in  futuro questi cento milioni che,  oggi,  vengono
  attribuiti   al   bilancio   regionale  possano   essere   ascritti
  esclusivamente al bilancio sanitario, ma è chiaro che  questo  deve
  essere  frutto  di  una  politica virtuosa di bilancio  complessiva
  della Regione e non limitata, ovviamente, ai settori della sanità.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  a
  volte  ho  l'impressione che si voglia parlare alla  pancia   della
  gente, senza considerare la  testa .
   Apprezzo sicuramente lo sforzo che sta facendo l'assessore Baccei,
  pur  con  tutte  le difficoltà, per mettere ordine in  un  bilancio
  estremamente  difficile  e con poche risorse,  e  fra  le  alchimie
  contabili   che   si   stanno   utilizzando   rientra   sicuramente
  l'individuazione  di centoventisette milioni di  euro  che  possono
  essere  destinati  ad  altre  situazioni assolutamente  deficitarie
  della Regione.
   Non sono sicuramente d'accordo con l'onorevole Digiacomo che parla
  di  uno   scippo   contro la sanità. Basta considerare  che  questi
  centoventisette milioni di euro sono stati, a suo tempo, accesi per
  un  mutuo  a favore della sanità, cosa che l'Assessore aveva  detto
  fin  dall'inizio del suo ragionamento, per capire che una volta che
  c'è  la  capienza  nel bilancio della sanità per recuperare  questi
  centoventisette  milioni di euro, è giusto che  il  bilancio  della
  sanità partecipi ad una situazione difficile della Sicilia.
   La  demagogia,  che  da questo scranno spesso e  volentieri  viene
  esercitata,  parla  solo  alla   pancia   della  gente,  senza   la
  razionalità  che  certi ragionamenti, invece, richiedono  e  per  i
  quali è necessario utilizzare raziocinio. Non va bene. Non va  bene
  in  una  situazione dove sottrarre centotrenta milioni di  euro  al
  bilancio   della   Regione   mette  a  rischio   l'intera   manovra
  finanziaria.
   Altro  è  il discorso del riequilibrio della partecipazione  della
  Regione  al Fondo sanitario, e qua, assessore Gucciardi, le  chiedo
  di  prendere, una buona volta per tutte, nota e attenzione su tante
  discrepanze che ci sono a danno della Sicilia.
   Non  solo  la  Sicilia  partecipa  al  49  per  cento  alle  spese
  sanitarie,  ma  la Sicilia è penalizzata anche sotto  il  punto  di
  vista della spesa pro-capite.
   A  suo  tempo,  qualche mese addietro, sulla stampa pubblicai  dei
  dati  secondo cui un abitante dell'Emilia Romagna costa alla sanità
  nazionale  quasi  1.900 euro, mentre un abitante della  Sicilia  ne
  costa  1.630  euro, per non parlare della Valle  d'Aosta.  Per  non
  parlare dello scandalo che, oggi, c'è sui giornali, di un direttore
  della  sanità della provincia di Bolzano, che guadagna  appena  288
  mila euro l'anno.
   Non  è, quindi, la Sicilia ad essere la Regione sprecona, o almeno
  non è la sola ad esserlo.
   Sprechi  ce  ne sono, interventi di razionalizzazione della  spesa
  pubblica  sono  indispensabili, e mi riferisco, per  esempio,  alla
  razionalizzazione delle spese legali: non riesco  a  capire  perché
  enti   regionali,  emanazione  dello  stesso  Assessorato,  debbano
  ricorrere  alla  giustizia  amministrativa  per  dirimere  le  loro
  problematiche, con costi insostenibili per la Regione.
   Caro  presidente  Crocetta,  questo è  un  argomento  che  bisogna
  mettere   all'ordine  del  giorno:  la  razionalizzazione   ed   il
  contenimento della spesa non possono riguardare solo la sanità,  ma
  devono riguardare tutti gli aspetti della finanza regionale.
   Trovo  semplicemente  scandaloso e degno di  attenzione  da  parte
  della  Corte dei Conti, e anche della Magistratura, il  fatto,  per
  esempio,  che  i  consorzi  di  bonifica,  per  anni,  non  abbiano
  presentato bilanci. Non so di chi sia la responsabilità, ma un ente
  pubblico  che  non  certifica la propria spesa e  non  presenta  un
  bilancio,  sicuramente,  non  rispetta  i  canoni  della   Pubblica
  Amministrazione.
   Ci  sono delle responsabilità negli sprechi, ma non credo che,  in
  questo caso, si possa buttare via il bambino con l'acqua sporca.  I
  127  milioni  di euro di risparmio della sanità fanno parte  di  un
  bilancio  regionale  nel suo complesso, non si  può  ragionare  per
  camere stagno:  questo è mio e questo non si tocca .
   Questi  127  milioni  di  euro  devono  andare  a  sostegno  della
  finanziaria,  anche nella considerazione che il  50  per  cento  di
  questa  somma  è  a  carico  del  Fondo  sanitario  nazionale.   E'
  irrazionale  pensare che la Sicilia debba spendere  65  milioni  di
  euro  di  tasca propria e non fare spendere 65 milioni di  euro  al
  Fondo  sanitario nazionale. E' assolutamente demenziale e  mette  a
  rischio  una  finanziaria che sta maturando con tanti  problemi  ma
  che, alla fine, deve trovare necessariamente una sua collazione  ed
  una sua risposta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  battuta  dell'onorevole Cascio Francesco, che ha posto  la  gravità
  anche  rispetto  l'importanza del discutere ed approfondire  questo
  benedetto  articolo  7, penso che, in qualche  maniera,  sia  utile
  farlo  perché  va segnato esattamente il senso e la ragione  stessa
  dell'articolo  7, che vede una sanità avviata, in questi  anni,  al
  risanamento. E mi permetto di aggiungere anche che va letto  dentro
  l'ingegneria
   Presidente  Crocetta, faccia più Giunte così si incontra  con  gli
  Assessori.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. E' obbligatorio ascoltare?

   PANEPINTO. No, ma disturbare il Presidente della Regione è vietato
  dal Regolamento interno dell'Aula.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Dov'è scritto?

   PANEPINTO. E' l'articolo 22, comma 6.

   CROCETTA, presidente della Regione. Noi ascoltiamo sempre.

   PANEPINTO.  Per cui, credo che su questo articolo sia giusto  dire
  anche che c'è una sanità che, in Sicilia, è diventata elemento  per
  curare  le  persone e non per far cadere i Governi e far  dimettere
  presidenti della Regione.
   Io  ritengo che l'articolo 7 vada votato raccogliendo, per intero,
  le  legittime  preoccupazioni del Presidente della VI  Commissione,
  tenendo  conto che c'è in atto una destrutturazione di  un'idea  di
  finanza di questa Regione. Stiamo lavorando per recuperare quei tre
  miliardi di cui spesso l'assessore Baccei ha parlato in quest'Aula.
  Anche  l'articolo  7  rappresenta uno di  quegli  elementi  di  una
  negoziazione che è continua e permanente con il Governo nazionale.
   Diciamo  a noi stessi che l'articolo 5 servirà ad opzionare  mezzo
  miliardo  di euro per rendere, di fatto, tutte le poste in bilancio
  in  uscite  vere,  altrimenti, rischieremo di avere  solo  voci  in
  uscita per finta.
   Abbiamo  faticato non poco per costruire il fondo per le autonomie
  locali  e  debbo  dire  con  un grande risultato,  quello  di  dare
  certezza  ai  comuni,  di dare certezza sia sulle  spese  correnti,
  quanto  sugli  investimenti, quanto su altre voci  come  quelle  di
  affrontare una crisi occupazionale straordinaria con cento  milioni
  di  cantieri e di cantieri di servizio, o per rendere operativa  la
  cosiddetta raccolta differenziata obbligatoria.
   Per  cui, ritengo che questo Parlamento, se si avventurasse in una
  richiesta di voto segreto, correrebbe un rischio enorme perché,  di
  fatto, andrebbe ad abbattere uno dei pilastri della costruzione  di
  questa   finanziaria  che  deve  essere  ancora,   necessariamente,
  chiamata  una finanziaria che fa più risanamento, più mette  ordine
  nei conti che, certamente, non ha il fiato e per dire fiato intendo
  i soldi per guardare oltre.
   E  penso  che  sia  questa finanziaria del 2016,  almeno  così  mi
  auguro,  punto di snodo di nuove stagioni che vedono più spese  per
  investimenti  concorrendo  con  i fondi  comunitari  e  portando  a
  compimento  le riforme di cui abbiamo accennato ieri, ma  non  come
  mero  adempimento di uno dei commi sulla forestale, turn over,  sui
  consorzi di bonifica o su altro.
   Per  cui  ritengo che la formulazione dell'articolo 7  rappresenti
  esattamente  un percorso che non inizia oggi e non può  che  essere
  immaginato  come un articolo accolto possibilmente da tutta  l'Aula
  all'unanimità  come è accaduto in quel momento di compensazione  di
  opinioni,  di  pareri  e di tutela dei lavoratori  della  forestale
  sull'articolo  che  riguardava  il  turn  over.  Parliamo  di  cose
  diametralmente opposte, ma che si legano perché questo articolo 7 è
  chiaro  che,  senza  essere  scienziati dell'economia  o  di  macro
  economia, rappresenta un elemento fondante di tutto ciò  che  si  è
  costruito con questo bilancio e con la legge di stabilità.
   Non  c'è  dubbio, assessore Baccei e presidente Crocetta,  che  il
  rapporto  con Roma deve essere ancora più netto, molto  più  chiaro
  perché  non possiamo immaginare una costruzione con fatica, lacrime
  e  sangue,  per  poi  essere accusati da  altre  sponde  di  essere
  l'antiquariato  della  politica,  di  riproporre  il  vecchio,   di
  immaginare solo una finanziaria in cui gli attori di questo presepe
  della  finanziaria sono sempre gli operai della forestale o  quelli
  delle  partecipate. Dobbiamo trovare anche complessivamente,  e  lo
  dico  anche all'interno del PD, una coralità di pensiero che  possa
  immaginare  lo  sforzo  fatto  da  questo  Governo  regionale,  dal
  Parlamento, uno sforzo che riguarda tutta la Sicilia.
   Non  ci  può  essere  qualcuno più bravo  che,  poi,  ci  viene  a
  raccontare che questa è una finanziaria di retroguardia.  Per  cui,
  nel  sostenere  per intero, a nome di tutto il Gruppo  parlamentare
  del  PD,  tutto  nessuno escluso, questo articolo  7,  ritengo  che
  occorra  votarlo  e  che nessuno pensi e me  lo  auguro,  perché  è
  chiaro,  penso  che  parleranno  il  Presidente  della  Regione   e
  l'Assessore,  ci  siano  le  condizioni  essenziali  per   tutelare
  complessivamente la Sicilia rivedendo anche la qualità del rapporto
  di  questa negoziazione che deve essere possibilmente meno  supina,
  ma più aggressiva nell'interesse della Sicilia.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   sento   il   bisogno  di   intervenire   per   chiarire
  immediatamente gli aspetti di questo articolo.
   Con  questo articolo si sta stabilendo, in sostanza, che il  mutuo
  sulla  sanità,  invece,  di pagarlo solo la Regione,  come  avviene
  attualmente,  quindi,  facendolo  pagare  ai  cittadini  attraverso
  l'addizionale  IRPEF,  facendolo gravare sul  Fondo  sanitario,  in
  sostanza,  viene compartecipato dalla Regione, per  60  milioni  di
  euro, mentre la parte restante del mutuo, quasi 70 milioni di  euro
  viene pagato dallo Stato. Quindi, non mi pare così irrazionale come
  articolo. Rendendoci disponibili immediatamente, 60 milioni di euro
  per altre spese.
   E'  chiaro  che se questo articolo venisse bocciato,  cadrebbe  la
  finanziaria. Non è che stiamo parlando

   GRECO Giovanni. La fa nuova  Non è che cade il mondo

   CROCETTA,  presidente della Regione. Certo, per stabilire  che  il
  debito  lo  paghiamo  tutti noi. Cioè,  perché  noi,  non  solo  ci
  dobbiamo fare carico di quei 60 milioni, ma ci dobbiamo fare carico
  anche degli altri 72 milioni 850 mila, che abbiamo trasferito  allo
  Stato,  quindi,  un capolavoro proprio, no? Questa vicenda  è  come
  quella  di  Equitalia.  Cioè, praticamente, vediamo  come  possiamo
  favorire lo Stato, no? Questo è il ragionamento.
   Allora, vorrei che riflettessimo su queste cose, perché non è  che
  ci dobbiamo innamorare delle questioni astratte, dobbiamo vedere le
  conseguenze   pratiche   che  hanno  le   nostre   scelte.   Stiamo
  risparmiando  72  milioni  di  euro l'anno  sul  debito  sanitario.
  D'altra  parte  il  debito sanitario è stato contratto  negli  anni
  precedenti. Perché? Perché c'era una sanità che produceva deficit e
  si è aumentata la quota di compartecipazione.
   Guardate che nell'accordo che dobbiamo ratificare con lo Stato, di
  1  miliardo  e 400 milioni che andremo a fare, fanno  parte  i  600
  milioni di euro che non pagheremo più, in più per la sanità  e  che
  sono  frutto  del piano di rientro che abbiamo presentato.  Ma  con
  questo si diminuisce.
   La  domanda  che  tutti  si pongono qual è?  Si  diminuisce  Enea?
  Assolutamente  no. Per un semplice motivo, che noi,  l'anno  scorso
  abbiamo raggiunto circa 150 milioni di euro di utili della sanità.
   Guardate che siamo dentro Enea soltanto a partire dal 2014  e  sul
  piano  di rispetto di Enea nel 2015 siamo all'ottavo posto, quindi,
  sono  frutto dell'utile che abbiamo nella lotta agli sprechi.  Quel
  tasso, quel mutuo che paghiamo è frutto degli sprechi e, quindi,  è
  giusto,  che  paghiamo  lo spreco con la lotta  agli  sprechi,  non
  diminuendo   i  livelli  essenziali  di  assistenza,   li   abbiamo
  incrementati e trasferiamo una parte del debito sulla  sanità  allo
  Stato, questo è il concetto.
   Se  poi  vogliamo  pagare  anche quegli altri  72  milioni,  bene.
  Invece,  di farli pagare allo Stato, li paghiamo noi perché diventa
  tutto  a  carico nostro. Aumentiamo 127 milioni di euro la spesa  e
  continuiamo  a  fare  pagare ai cittadini l'addizionale  Irpef  sul
  prestito  perché, capite bene, che si incardina questo sistema  nei
  prossimi anni potremmo ridurre l'addizionale Irpef, che era  frutto
  di  quella  ex  piaga,  col risparmio del piano  sanitari.  Quindi,
  faccio  un  invito  al  senso  di  responsabilità  generale  tenuto
  presente  qual è la partita economica e se questo articolo  dovesse
  essere soppresso salta la Finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, prendo la parola anche nella  qualità
  di vicepresidente della Commissione  Sanità', appunto nella salute,
  dopo avere ascoltato il Presidente, di cui  ho sempre apprezzato le
  qualità, ma anche il modo come ha condotto i lavori. In Commissione
  c'è  stata sempre una sintonia, al di là dei colori, proprio perché
  la salute non ha coloro ed è giusto che sia così.
   Oggi,  mi  permetto  soltanto di differenziare  la  mia  posizione
  rispetto alle cose dette, perché sono convinto che tutto quello che
  ha  detto è assolutamente vero, tutto quello che ha affermato io lo
  condivido,  però c'è un problema molto serio e credo  che  lui  sia
  stato  spinto  più  che  dalla ragione dal  cuore,  proprio  perché
  sentiamo molto la questione della sanità in Sicilia, sappiamo  bene
  quali  sono  spesso  le condizioni che si vivono all'interno  delle
  strutture,  quello che si vive nei Pronto Soccorsi;  sappiamo  bene
  quali  sono,  purtroppo, le difficoltà che oggi  la  nostra  sanità
  incontra.
   Però, è anche vero che veniamo da anni di sacrifici, di tagli,  di
  risultati ottenuti che sono notevoli non sono cosa di poco conto  e
  sappiamo   bene  che  se  oggi  non  approviamo  questo   articolo,
  Presidente  Digiacomo, possiamo andarcene, perché non  abbiamo  più
  cosa fare in quest'Aula. Perché come si fa a recuperare 127 milioni
  di  euro  dopo tutto quello che abbiamo fatto, dopo tutte le  norme
  che  abbiamo approvato? Dovremmo andar via, non c'è più  motivo  di
  stare  qui,  perché dovremmo rivedere tutto: i Pip, i precari,  gli
  enti  locali,  i  comuni, i forestali, i consorzi, significa  dover
  smontare  tutto il lavoro che fino ad oggi abbiamo fatto. Per  cui,
  al di là di tutto, diventa una strada obbligata dove non ci possono
  essere alternative.
   Questo   è  un  articolo  che  va  assolutamente  approvato,   non
  compromette  -  come  qualche collega del Movimento  Cinque  Stelle
  voleva far capire -  i concorsi e tutto quello che oggi abbiamo già
  pronto  per dare l'avvio ad una nuova fase dopo tanti anni, invece,
  di  tagli.  Non  compromette nulla, perché gli atti aziendali  sono
  stati  approvati,  sono state approvate anche le  piante  organiche
  dove ci sono le masse finanziarie per le assunzioni, per cui questo
  non modifica nulla.
   E'  chiaro che in sanità le risorse sono importantissime e se  c'è
  una  possibilità  di  potere utilizzare  ulteriore  risorse  questo
  significa potere anche migliorare la salute, ma è anche vero - e io
  lo  dico  spesso  - che se la salute non ha prezzo, purtroppo  oggi
  dobbiamo, invece, confrontarci con i costi ed è anche vero  che  se
  oggi  non  approviamo  questo articolo  non  possiamo  chiudere  la
  finanziaria.
     Piuttosto,  caro Presidente e caro Assessore - una  cosa  che  è
  stata detta da qualche parlamentare prima di me, che lo ha ribadito
  altrettanto  in  maniera  forte e decisa -  la  battaglia  che  noi
  dobbiamo vincere è quella della compartecipazione.
   Io non capisco perché la nostra Sicilia compartecipa per il 49 per
  cento  e  lo  Stato  ci dà il rimanente 51 per cento  mentre  altre
  regioni compartecipano per il 48-49 e lo Stato compartecipa per

   CROCETTA, presidente della Regione. C'è l'accordo

   FONTANA. Questa è una battaglia che va fatta, che va condotta fino
  alla fine: noi avanziamo miliardi di euro per questi anni

   CROCETTA,  presidente della Regione. C'è l'accordo e  questa  cosa
  finisce.

   FONTANA.  Speriamo  che  l'accordo ci sia veramente  e  si  chiuda
  questa  pagina,  perché ci darà la possibilità di potere  non  solo
  sopravvivere,  superare questa fase di grande difficoltà,ma  potere
  riorganizzare ancora meglio  la sanità in Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  questo
  articolo  - che è stato anche discusso in Commissione  Bilancio'  -
  allora  entrando nel merito sembrava una cosa positiva, perché,  di
  fatto,  noi sottraiamo quasi 72 milioni dal bilancio per  spostarli
  al  fondo  sanitario,  quindi è chiaro  che  dà  una  disponibilità
  maggiore  al  nostro  bilancio ed alle nostre  risorse.  Però,  noi
  omettiamo  di  dire  che contemporaneamente,  da  tanti  anni,  noi
  abbiamo una percentuale a carico del nostro bilancio rispetto  alle
  altre  che del 42 per cento  è passata al 49 per cento. In  termini
  finanziari ed economici questo significa quasi 800 milioni  in  più
  che noi paghiamo. Altro che 72 milioni   Avremmo 700-800 milioni  a
  nostra  disposizione  per  risanare e  mettere  nel  bilancio  alle
  entrate, per potere effettuare le spese.
   Però, qui c'è un dato politico che io voglio evidenziare. Qui  c'è
  una  maggioranza che si è presentata in Aula chiedendo di approvare
  questo  articolo,  contemporaneamente c'è un  esponente  di  spicco
  della  maggioranza  di questo Governo, che è  il  Presidente  della
  Commissione  Sanità , che ha detto chiaramente questa cosa  non  si
  può fare, ha dichiarato che questo articolo non si può approvare.
   Ora,   questo   Governo  non  può  venire  in  Aula   e   chiedere
  all'opposizione  di  salvare una maggioranza che  non  c'è.  Se  in
  questa maggioranza ci sono dei dubbi, se in questa maggioranza  non
  sono  disponibili ad approvare questo articolo ne devono trarre  le
  conseguenze;  né  tanto  meno, onorevole  Dipasquale  -  la  prego,
  ascolti,  lei  che adesso è in maggioranza, ascolti  -  adesso  non
  potete  venire qui a chiederci di votare questo articolo,  con  una
  velata  minaccia. La prego si calmi, onorevole Dipasquale,  non  si
  agiti  così,  che  cosa sta difendendo, perché si agita?  Cosa  sta
  difendendo la sua coerenza? Mi dica di cosa sta parlando

   DIPASQUALE. E' lei che se ne è andato  Lo faccia fare ad un  altro
  l'intervento  Non faccia questa figuracce

   PRESIDENTE.   Onorevole  Dipasquale,  la   invito   ad   ascoltare
  l'intervento dell'onorevole Rinaldi. Prego onorevole,  prosegua  il
  suo intervento.

   RINALDI.  Signor  Presidente, l'onorevole Dipasquale  mi  provoca,
  quindi le devo chiedere, non so di quale coerenza stia parlando
   Ed  allora,  dicevo  questo Governo deve essere  coerente  con  se
  stesso,  se  c'è una maggioranza che non è d'accordo  ad  approvare
  questo   articolo,  ne  prenda  le  dovute  conseguenze,  non   può
  certamente   chiedere  a  noi  e  all'opposizione  di   votare   un
  emendamento ed un articolo su cui loro non sono d'accordo.  Se  non
  c'è la maggioranza e l'articolo viene bocciato, ne prendo le dovute
  conseguenze  e ce ne andiamo a casa, anzi liberiamo la  Sicilia  da
  questo  Presidente della Regione che politicamente,  purtroppo,  ha
  dimostrato di essere quello che è.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dal  punto  di
  vista  del merito dell'articolo non voglio entrare, perché è chiaro
  che  è  norma di chiusura per far approvare il bilancio, perché  se
  manca  una cifra di questa rilevanza evidentemente non riusciamo  a
  chiudere il bilancio, quindi ci arrampichiamo sugli specchi.
   Mi  limito solo a dire che dall'inizio di questa legislatura,  che
  ogni  volta abbiamo portato in Aula, avete portato in Aula, e avete
  approvato mutui di importo sempre maggiore, perché con questi mutui
  dovevamo  risolvere tutti i prestiti in corso e tutte  le  rate  in
  corso,  evidentemente  questi mutui non finiscono  mai.  Però,  qua
  voglio richiamare l'attenzione dell'assessore Baccei e degli uffici
  su una - secondo me - non troppo felice formulazione dell'articolo,
  perché  quando voi dite  a decorre dall'esercizio finanziario  2016
  per  il  finanziamento delle quote residue di capitale di interessi
  del  prestito ,  io mi auguro che le rate scadute siano  già  state
  pagate  e, quindi, non è necessario inserire  per le rate a scadere
  da , se sono state già pagate il problema è risolto.
   Ed   allora,  però,  mi  permetto  di  specificare,  per   rendere
  quantificabile  l'impegno,  perché voi parlate  dell'importo  della
  rata annua di euro  x , e questo è determinato, però ha autorizzato
   l'importo  di una quota , questa risulta indeterminata, basterebbe
  aggiungere   di  una quota di pari importo relativo ai . .  Perché,
  questo,  credo  che  sia  necessario  indicarlo  per  evitare  ogni
  problema ed ogni dubbio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  noi  su
  questo   emendamento  o  su  questa  norma  del  Governo  rimaniamo
  profondamente scettici comunque.
   Rimaniamo  scettici per varie ragioni. Sotto un  profilo  tecnico,
  che  è  quello  se  possiamo pagare spese  correnti  con  il  Fondo
  sanitario, con una quota di Fondo sanitario ancorché rate di mutuo,
  perché è una rata di mutuo.
   Il  problema  qual  è?  Lo  voglio dire  all'assessore  Gucciardi.
  Assessore,  noi,  sotto un profilo tecnico, siamo  scettici  perché
  riteniamo  che  il Consiglio dei Ministri potrà  fare  -  sotto  un
  profilo  finanziario  -   delle  eccezioni.  Eccezioni  che,   già,
  l'assessore  Baccei,  in  apertura, aveva esplicitato  ma  che  noi
  avevamo  anticipato in Commissione  Bilancio . Attiene ad un  altro
  problema.
   L'altro  problema è quello del livello delle prestazioni sanitarie
  che  noi garantiamo. Noi stiamo sottraendo 127 milioni di euro alle
  prestazioni  sanitarie che la Regione siciliana  dovrà  erogare  ai
  cittadini siciliani.
   Qualche  giorno  fa abbiamo approvato la norma della  Centrale  di
  committenza, ed abbiamo preso un milione di euro sempre  dal  Fondo
  sanitario. Io ho ritirato un mio emendamento però, anche qua,  sono
  un  milione di euro e, oggi, 127 milioni di euro che noi sottraiamo
  ai   siciliani  nell'erogazione  delle  prestazioni  sanitarie   ed
  ospedaliere che possiamo non offrire. Diamo qualche prestazione  in
  meno  negli  ospedali,  diamo  qualche  prestazione  in  meno   nei
  territori: sottraiamo comunque qualcosa.
   Allora  noi,  qua,  la  domanda  che  vogliamo  rivolgere,   anche
  all'assessore Gucciardi è quella di comprendere questi 127  milioni
  di  euro  in  che  cosa incidono? A che cosa li stiamo  sottraendo,
  nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza sanitaria?  Noi
  su  questo  - voglio dire che è un fatto politico - vorremmo  avere
  delle rassicurazioni.
     Sotto il profilo tecnico-finanziario, assessore Baccei, i nostri
  dubbi, purtroppo, rimangono e speriamo che i suoi dubbi siano  alla
  fine fugati da una non impugnativa centrale.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi  su  questo
  articolo  io  ho  presentato  un emendamento  di  soppressione.  Lo
  mantengo  e  chiederò  il  voto segreto.  Perché,  veda,  assessore
  Baccei,  il  senso  di responsabilità che noi abbiamo  fino  adesso
  dimostrato, la sua maggioranza ha fatto tutto il contrario.
   Le  ricordo  che hanno votato a favore dell'abolizione  del  tetto
  degli alti dirigenti delle società partecipate - e questa è la loro
  spending review - ; hanno votato, ieri sera, un emendamento per  la
  sanatoria  degli alti burocrati, che lei mi aveva promesso  che  si
  sarebbe  trattato  in  un disegno di legge a parte.  Invece,  ieri,
  Crocetta le ha fatto presentare un emendamento, come Governo, e  lo
  ha  aiutato per la  spending review. Cioè, ha fatto cose poco serie
  nei  confronti  di  un  Governo che sta cercando  di  lavorare  per
  portare una finanziari in porto.
   E  poi, non parliamo dei diritti che ha eliminato a pensionati che
  per  vent'anni avevano avuto la pensione integrativa e  che  questo
  Governo, per la spending review, ha tolto.
   Io  a questo tipo di politica non ci sto, e alla paura che se cade
  questo emendamento ce ne andiamo a casa
   Invito  i  colleghi  che fanno opposizione  e  che  presentano  la
  mozione di sfiducia, questo è un articolo in cui se vanno sotto, se
  ne  vanno a casa, ce ne andiamo a casa e finalmente ci liberiamo di
  un Presidente che è poco serio.
   Veda,  onorevole Fontana, lei è contento quando sente che ci  sono
  da  spendere  altri  67 milioni. Ma per chi si spendono  questi  67
  milioni? Si spendono per i soliti noti, per il potere forte, non si
  spendono per le categorie deboli. Io non ci sto e, quindi, manterrò
  l'emendamento soppressivo e chiederò il voto segreto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  abbiamo  assistito  da  qualche ora agli  interventi  che  si  sono
  susseguiti sulla parte favorevole e sulla parte contraria.
   Dobbiamo  dire  con molta onestà che l'articolo 7 se  fosse  stato
  discusso  all'inizio di questa finanziaria, così  cronologicamente,
  penso che non ci sarebbe stato alcun problema ad approvarlo perché,
  bocciato  questo  articolo,  questi 60 milioni  successivi  non  si
  sarebbero potuti recuperare. Perché mi pare che l'assessore  Baccei
  abbia   detto  chiaramente  in  apertura,  e  dopo  la  discussione
  generale, che poco c'era da fare sul movimento delle somme nei vari
  capitoli e nell'articolato generale della finanziaria.
   Abbiamo  recuperato,  abbiamo fatto  un  fronte  comune  su  poche
  migliaia  di  euro  o centinaia di migliaia di euro  in  tutti  gli
  articoli che abbiamo discusso nei giorni precedenti, oggi siamo  al
  capolinea.
   Questi 72 milioni, che la Regione recupera, già sono 10 per  cento
  di  questi  600  milioni della compartecipazione, per  cui  oggi  è
  impossibile.
   Io  ritengo che il settore della sanità, che è stato il  sacco  di
  questa Regione per molti anni e per molti lustri, abbia ripreso  un
  percorso virtuoso con l'attuale Assessore e col programma  che  già
  da  qualche  anno nel recupero delle somme si sta attuando.  Perché
  era  impossibile, e quasi orribile direi, assistere ancora a  delle
  piante  organiche nelle varie aziende di due unità complesse  nello
  stesso  ospedale, nel caso specifico Siracusa, ma è così  in  molte
  altre aziende.
   Per  cu,i  oggi  abbiamo assistito ai pro e ai contro,  ma  siamo,
  obtorto collo, costretti ed obbligati ad approvare questo articolo,
  perché  diversamente non potremmo andare avanti e avremmo inficiato
  tutto il lavoro fatto prima; fermo restando che c'è questo handicap
  della  compartecipazione dei 600 milioni, ma questi 600 milioni  io
  ritengo  che già con questo articolo recuperiamo il dieci percento,
  e già è qualcosa.
   D'altra  parte,  il  recupero  e la  discussione  sulla  base  che
  l'assessore Baccei dovrà andare a fare e a dialogare con  Roma  per
  attivare  le procedure delle ulteriori somme necessarie per  questa
  finanziaria,   passano   anche   attraverso   il   buon   senso   e
  l'approvazione di questo articolo.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                          Per fatto personale
                                1155/A.


   DIGIACOMO. Chiedo di parlare per fatto personale.
   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.


   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà essendo stato citato nel corso  di  più
     (La seduta, sospesa alle ore 17.25, è ripresa alle ore 17.26)
  interventi.


   La seduta è ripresa.
   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  Governo,  chi  vi  parla   è   un

  personaggio   politico  carico  di  limiti  e  di  difetti;   però,
   PRESIDENTE Si passa all'emendamento A4.14.
  francamente,  se ce n'è uno che non ho è quello di  una  non  buona

  padronanza della lingua italiana.
   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
   Nel  mio  intervento, visto che devo fare l'interprete  delle  mie
  ritirarlo.
  stesse  parole,  io  ho  detto in premessa  che  ci  sarebbe  stato

  senz'altro  il mio voto a favore di questo articolo, che l'articolo
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  è  un  articolo difficile, non per mia interpretazione ma  per  sua
   Si passa all'emendamento A4.15.
  interpretazione   assessore  Baccei  che  ci  ha   prospettato   un

  itinerario molto periglioso, ed io non ho fatto altro che fare  mia
   FALCONE. Chiedo di parlare.
  questa oggettiva difficoltà.

   Poi,  ho  invitato a risolvere il problema della compartecipazione
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  una  volta per tutte. E siccome noi non siamo, come penso  che  non

  siamo  tutti  dal  punto  di  vista della  onestà  intellettuale  e
   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  politica di cui ognuno di quelli che siamo qua dentro mi può essere
  non  so   se  la Presidenza lo vorrà mantenere o meno,  però  a  me
  da  maestro - io potrei essere alla fine - però vi assicuro  che  a
  interessava porre  un principio e le spiego qual è: nel  2011  sono
  questi  brillanti risultati che hanno dato il pareggio del bilancio
  stati  finanziati, con l'articolo 38 di cui prima, tutta una  serie
  sanità  con  un  lieve avanzo per quattro esercizi consecutivi  non
  di   opere,   chiese  e  piccole  altre  opere  di  altro   genere,
  sono stato il primo ad ottenere questi risultati, li ha ottenuti la
  sostanzialmente relative ad enti di culto.
  Commissione,  l'Aula,  ma non sono stato  l'ultimo  e  non  accetto
   Cosa  è successo? Nonostante queste opere avessero avuto il parere
  lezioni da nessuno.
  favorevole, avessero sostenuto  l'intera istruttoria degli  uffici,
   Sono  stato uno che, come voi, ha concorso a raggiungere obiettivi
  ad  un certo punto il  Presidente Crocetta ha inteso annullare  con
  che nessuno pensava che potessimo raggiungere quando ci sedevamo al
  un  colpo  di  penna  tutti questi procedimenti che  legittimamente
  tavolo massiccio, che solo il nome dà un senso di pesantezza  e  di
  avevano superato i vari pareri di legittimità.
  inamovibilità,  dove  eravamo considerati un  popolo  pezzente,  un
   Noi,  oggi,  cosa  vogliamo fare con questo emendamento  che,  tra
  popolo  canaglia,  che  non  avrebbe mai ottemperato  agli  impegni
  l'altro,  Presidente,  c'è  un  errore  non  è  la  Parrocchia   di
  presi.  Ce  l'abbiamo fatta  E se noi abbiamo  oggi  un  minimo  di
  Belpasso,  ma  il capitolo che si vuole finanziare,  che  si  vuole
  memoria  storica  perché un popolo che non  ha  memoria  ha  scarso
  incrementare,  è  il capitolo 504440 che dice  questo:  è  per   la
  presente  e  non  ha  futuro. Questo atto  di  richiamo,  assessore
  manutenzione  straordinaria  per la Parrocchia  Corpus  domini  nel
  Baccei,  ad  alzare la testa e a sedersi a guardare gli occhi  alla
  Comune di Belpasso,  per la manutenzione straordinaria della Chiesa
  pari  lo sa a chi lo dobbiamo pure? Lo dobbiamo a Lucia Borsellino,
  San    Pietro  nella  frazione  di  Saponara  a  Messina,  per   la
  che ha anche oggi una buona soluzione di continuità con l'assessore
  manutenzione  straordinaria e restauro conservativo  del  Santuario
  Gucciardi e per dare un richiamo di non utilizzare i fondi sanitari
  della  redenzione nel Comune di Antillo a Messina, la  manutenzione
  come una sorta di bancomat, perché è una cosa un po' delicata.
  straordinaria  della  Chiesa santuario Letto santo  nel  Comune  di
     Assessore  Baccei,  non  è colpa mia  se  non  è  passata  nella
  Santo  Stefano di Camastra a Messina, la manutenzione straordinaria
  conferenza   Stato-Regioni,  una  cosa  che  credo   debba   essere
  della  Chiesa  San  Giuseppe Sita in Via  Vittorio  Veneto   a  San
  approfondita,  cioè  che  i soldi della sanità  possono  concorrere
  Michele  di  Ganzaria  a Catania, per esecuzione  del  progetto  di
  anche  ad  altre  parti  di bilancio. Non la  faccia  a  me  questa
  consolidamento e restauro, l'adeguamento impiantistico interno alla
  discussione, non lo imputi a me.
  Parrocchia  del  santuario Santa Maria di  Ognina  a  Catania,  per
   Veda,  alla  Conferenza Stato-Regioni parli con Renzi,  parli  con
  l'esecuzione  del  progetto  di restauro  dell'affresco  del  fonte
  tutti  quelli  che  hanno  determinato  questo  vincolo,  non  sono
  battesimale  della Chiesa San Michele Arcangelo di  Grammichele  in
  certamente  io, non ci sono scoperchiature di vasi  di  Pandora  se
  provincia di Catania.
  sotto il coperchio non c'è qualcosa.
   In  questo  capitolo  e per questa otto opere  vi   era  un  fondo
   Quindi, io per primo confermo il mio voto a favore di questo comma
  dedicato; questo  fondo è stato sottratto.
  e non voglio essere frainteso ed invito anche l'Aula ad un senso di
   Allora,  noi  vogliamo  porre un principio,  vogliamo  dire  o  il
  responsabilità, non sono di quelle persone che lanciano la macchina
  Governo  accoglie questo emendamento che assegna 400  mila  euro  e
  a 150 all'ora sapendo che il burrone è da lì a qualche centinaia di
  consente così che queste opere possano essere finanziate, oppure il
  metri.  Ho dato voce a quello che pensava tutta l'Aula. Nessuno  mi
  Governo  deve dirci come intende spendere quei 20 milioni  di  euro
  rimproveri della mia onestà intellettuale, l'abbiamo pensata tutti,
  dell'articolo  38, cioè se  il Governo intende dare  priorità   per
  per  rimanere qui, per chiudere questa esperienza governativa dalla
  tutte   quelle opere che erano già in itinere o se,  invece,  vorrà
  maggioranza  all'opposizione,  con  qualche  sversatura   di   auto
  finanziare  altre  cose,  cose  che  vengono  uscite  dal  cilindro
  conservazione,  c'è  tutto  in  questo  voto  ed  è  ipocrita   non
  all'ultimo momento.
  ammetterlo.
   Chiediamo  un  impegno  sulla  procedura,  su  una  procedura   di
   Io  ho  dato voce, ho dato un richiamo rispetto, come dire, ad  un
  legittimità, su una procedura ordinata, su una procedura che  tenga
  incitamento.  Siamo nelle condizioni di sederci autorevolmente  per
  conto degli interessi legittimi e trasparenti.
  avere quello che ci tocca.

   Assessore  Baccei, glielo voglio dire, ma lei mi può  rimproverare
   PRESIDENTE.  La questione è stata correttamente posta,  in  ordine
  se  io  come cittadino siciliano, non come parlamentare,  mi  sento
  all'esigenza di comprendere la destinazione dei Fondi  ex  articolo
  umiliato.  Un miliardo e quattro però te ne do trecento, poi te  ne
  38  perché  si tratta di fondi statali e non possiamo incrementare,
  do  altri duecento, poi se fai il bravo altri seicento . Anche  per
  tecnicamente, con fondi regionali nostri; mi sembrerebbe assurdo.
  una   questione  di  carattere  io  vivo  questa  cosa   come   una
   Credo  che,  in  un'altra seduta, il Governo potrà  accogliere  la
  mortificazione, me ne vuole fare un torto? E' un limite  della  mia
  richiesta  di  avere chiarezza su come si spendono i Fondi  dell'ex
  azione politica
  articolo 38.
   Questo  ho voluto dire nel mio intervento e non concedo a  nessuno

  di travisare il senso delle mie parole
   FALCONE.  Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare

  l'emendamento A4.15.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli emendamenti A4.16 e A4.17, a firma degli onorevoli
  Falcone ed altri. Li dichiaro improponibili.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A4.18, a firma degli onorevoli Di Mauro,
  Greco G. e Lombardo.

   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa alla Amministrazione  Attività produttive .
   Si passa all'emendamento A4.19,  a firma degli onorevoli Di Mauro,
  Greco G. e Lombardo. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento A4.20, a firma del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)



   1132/A e nn. 1133-1155/A
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.20.


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
                       1132/A e nn. 1133-1155/A
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento A4.20.
   GUCCIARDI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.
   GUCCIARDI,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli

  colleghi, fosse stato soltanto per mettere in equilibrio i conti di
                      (Si procede alla votazione)
  questa  manovra,  io credo che l'Assessore per  la  salute  avrebbe

  dovuto esprimere un giudizio negativo.
   Dichiaro chiusa la votazione.
   E  non  credo,  anzi sono certo, che la verità  non  è  in  questo

  articolo, quello della necessità di mettere in equilibrio  i  conti
                       Risultato della votazione
  di  questa manovra, ma semplicemente in questo rapporto dialettico,

  Assessore Baccei, fortemente dialettico, con lo Stato che in questi
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  mesi  c'è  stato e c'è, non soltanto per quanto riguarda i rapporti
  segreto:
  di natura rigorosamente finanziaria, ma anche per quanto riguarda i

  rapporti  tra l'Assessorato della salute e i Ministeri  competenti,
   Presenti e votanti  57
  mi  riferisco in particolare al MEF ovviamente e al Ministero della
   Maggioranza         29
  Salute.
   Favorevoli          25
   In  tutto  questo c'è un metodo che è cambiato ed è un metodo  che
   Contrari            31
  non  vuole,  non  accetta, non accetterà mai - lo dico  con  grande
   Astenuti             1
  rispetto  per tutti i colleghi che hanno parlato, che ho  ascoltato

  con  grande  attenzione come sono solito fare, perché  da  ciascuno
                           (Non è approvato)
  cerco di ottenere, di perfezionare quella che è un po' la mia  idea

  sui singoli temi e sulle singole problematiche di questa Regione  -
   PRESIDENTE.   Onorevole  Anselmo,  onorevole  Turano;  l'onorevole
  dicevo,  che  il  metodo che stiamo utilizzando  è  quello  di  non
  Picciolo non c'è.
  apparire più come la Sicilia stracciona o, peggio, canaglia che  va

  a Roma con il cappello in mano.
   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente,  facciamo  una  riunione  di
   Noi abbiamo intrapreso da anni un percorso virtuoso in tanti campi
  maggioranza?
  a  partire  da  quello  della  sanità  della  salute  e  in  questa

  lunghissima,  dolorosa   e sofferente traversata  del  deserto  che
   PRESIDENTE. Onorevole Greco, non è un problema di maggioranza o di
  parte  dal  2007 - lo ricordo a me stesso - ognuno, ogni siciliano,
  opposizione,  vorrei capire cosa vogliono fare. Io  svolgo  il  mio
  ognuno  di  noi,  ognuno di voi ci ha messo qualcosa.  Per  cui,  a
  ruolo come lo svolge lei
  fronte di un comportamento rigorosamente virtuoso, pretendiamo  che

  dallo  Stato ci siano comportamenti analoghi di rispetto di  quelli
   FORMICA. Vergogna
  che  sono  i  percorsi  virtuosi che questa  Regione  da  tempo  ha

  intrapreso.
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la  seduta  per  qualche
   Questa  è la ragione per cui dopo un rapporto dialettico - il  mio
  minuto.
  amico  Alessandro Baccei -sorride, un rapporto dialettico  intenso,

  tra  l'Assessore  per  la  salute,  l'Assessore  per  l'economia  e
     (La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa alle ore 17.38)
  l'intero  Governo, di un Assessore che voleva capire  perfettamente

  cosa stavamo facendo, l'Assessore per la salute ha votato in Giunta
   La seduta è ripresa.
  questo  articolo perché, per la prima volta, e poi dirò  il  resto,

  stiamo provando ad incassare noi qualcosa in più dallo Stato.
   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire il Capogruppo  del  Partito
   Il  Presidente della Regione lo ha spiegato con precisione, questi
  Democratico.
  127 milioni che in questo momento sono a totale carico del bilancio

  della Regione, cioè a totale carico dei cittadini siciliani, finora
   ANSELMO. Grazie Presidente. E' chiaro che, alla luce delle  ultime
  sono  stati  a  carico dei cittadini siciliani, fino  all'esercizio
  votazioni,  è  indispensabile un chiarimento,  per  cui  chiedo,  a
  2015.  Da  questo  momento stiamo provando a spostarne  il  50  per
  questa Presidenza, il rinvio della seduta a domani.
  cento,  tanto è la compartecipazione dello Stato al fondo sanitario

  regionale, il 50 per cento
                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Scusate, c'è una richiesta di rinvio motivata  per  un
   GRECO Giovanni. Li spostiamo sul piano delle consulenze legali
  fatto politico, non credo si possa


   GUCCIARDI,  assessore  per  la salute.  ...il  50  per  cento  sul
   FALCONE. Chiedo di parlare.
  bilancio  dello Stato, cioè alleggerire il bilancio  della  Regione

  del 50 per cento di rata di mutuo e di interessi.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Ma  dicevo,  se  fosse  soltanto questo, non sarebbe  una  ragione

  sufficiente per votare questa norma e la prudenza e la  serietà  di
   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che anche
  chi  rappresenta questa Regione ha portato a proporre il  comma  7,
  noi   constatiamo  lo  stato  di  imbarazzo  del   Governo,   della
  dell'articolo  5,  come illustrato in apertura  dall'Assessore  per
  maggioranza;  nostro  malgrado,  pur  volendo  continuare,   perché
  l'economia.
  diciamo  che  questa finanziaria va approvata il 29 febbraio,  onde
   Cioè,  nel  senso  che  non ci siamo fermati semplicemente  ad  un
  evitare   un  ulteriore  slittamento  ed  un  ulteriore   esercizio
  articolo  che in qualche modo ci consente di fare le  cose  di  cui
  finanziario  dinanzi  alla  richiesta  del  Presidente  del  Gruppo
  abbiamo parlato, ma il comma 7, dell'articolo 5, che regola proprio
  parlamentare  del  Partito  Democratico,  onorevole   Anselmo,   ci
  questi rapporti con lo Stato, dice espressamente:  Nel caso in  cui
  rimettiamo,  ne  prendiamo atto e diciamo che è una  responsabilità
  il  risultato di gestione del sistema sanitario regionale  relativo
  che il Governo si sta assumendo.
  ai  conti  consuntivi del 2016 e 2017 accertati in sede di verifica

  annuale  da  parte  dei  competenti  tavoli  tecnici  derivante  da
                        (Vive proteste in Aula)
  ulteriore  onere  ( ) qualora dovesse essere negativo,  la  Regione

  assicura la copertura del relativo disavanzo .
   CIACCIO. Chiedo di parlare.
   Noi  non siamo più la Regione stracciona. Noi ci presentiamo  allo

  Stato con i conti e anche la coscienza a posto.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Noi  diciamo allo Stato che qualora ci dovesse essere un disavanzo

  nei  conti  della  sanità,  nonostante i calcoli fatti  in  maniera
   CIACCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  capisco   la
  puntuale   dagli  uffici  e  dai  dipartimenti,  la   sostenibilità
  richiesta  del  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  del  Partito
  finanziaria  dell'articolo  7,  noi  abbiamo  messo  una  norma  di
  Democratico,  ma  questa,  in  sé,  è  irrispettosa  nei  confronti
  salvaguardia  che  sarà approvata - mi auguro - da  quest'Aula,  in
  dell'intero Parlamento; non è possibile dopo che veniamo screditati
  sede  di  approvazione dell'articolo 5 di questo disegno di  legge,
  giornalmente dalla Stampa e siamo presenti, per la prima volta devo
  nella  misura in cui ci dovesse essere un risultato negativo  della
  ammettere  che il Parlamento è presente, solo perché la maggioranza
  gestione del fondo sanitario regionale, la Regione siciliana fin da
  è  assente si chiede di rinviare. Ma con quale coraggio? Venite  in
  adesso si impegna a saldare questo disavanzo negativo.
  Aula, discutete, se non siete in grado andate a casa
  Per cui lo Stato può stare tranquillo, noi non bariamo e teniamo  i
   Siamo contrari.
  conti  a posto. Per il resto, non credo che sia giusto, Presidente,

  sono state dette tante cose e io credo che vadano dette almeno  due
   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
  di  cose; questa traversata del deserto di cui ho parlato e  che  è

  certamente merito di tutti noi, di tutto voi, merito dei siciliani,
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  non  può  portarci a polemizzare ancora una volta, vi prego,  sulla

  questione dei concorsi, che io preferisco chiamare reclutamento del
   CASCIO  Francesco.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono
  personale.
  assolutamente  contrario  alla richiesta di  rinvio  formulata  dal
   La  Regione  siciliana in questo momento è la Regione  più  avanti
  Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico.
  rispetto  all'applicazione del cd.  Decreto Balduzzi .  Lo  abbiamo
   Non  mi  pare che quest'Aula abbia bocciato emendamenti di  chissà
  fatto tutti insieme, con la collaborazione di questo Parlamento  e,
  quale  portata, l'Aula ha bocciato un emendamento per  spostare  12
  per  esso,  attraverso  la  Commissione  VI,  i  parlamentari  e  i
  mila  euro da un capitolo dell'economia ad un capitolo di spese  di
  commissari  della Commissione sanità di questa Regione?,  l'abbiamo
  viaggio dell'assessore per le Attività produttive.
  fatto   con   percorsi  assolutamente  velocissimi,  con   percorsi
   Se  fosse stato un incidente di percorso più robusto anch'io avrei
  virtuosi, e non rendiamo giustizia e non diciamo grazie alle decine
  compreso  la drammaticità del momento ma, insomma, qua  abbiamo  12
  di  migliaia di operatori sanitari, con qualunque profilo rivestano
  mila  euro,  se  mettiamo  200 euro ciascuno,  con  18  mila  euro,
  all'interno  del servizio sanitario regionale, che in  questi  anni
  contribuiremo   a   fare   partire  l'Assessorato   alle   Attività
  hanno   lavorato  sodo  e  spesso,  a  fronte  di  un'insufficiente
  produttive.
  dotazione organica.
   Presidente, andiamo avanti.
   In sei mesi, da agosto, da quando la Commissione VI ha espresso il

  parere  favorevole sulle linee guida, abbiamo lavorato sodo e  oggi
   FORMICA. Chiedo di parlare.
  siamo  pronti  ad immettere nel servizio sanitario regionale  nuove

  unità di personale, e non polemizziamo più, perché è una propaganda
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  assolutamente  inutile,  sulla sostenibilità. Voi sapete  benissimo

  che  il  tetto  di  spesa per il personale è di 2  miliardi  e  635
   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero abituato,  in
  milioni  è fissato dallo Stato, risale al 2004 ed è un tetto  ormai
  altri  tempi,  quando  accadeva  che  le  maggioranze  avevano   le
  anacronistico perché nel frattempo il mondo è cambiato ed è  andato
  momentanee difficoltà legate al - lo dico in dialetto -,   chi  c'è
  avanti.
  pi  mia ,  e  quando accadevano queste cose c'erano  le  difficoltà
   Inoltre  sapete bene che, per legge della Regione, l'unico  motivo
  momentanee delle maggioranze che, all'improvviso, si liquefacevano,
  di  decadenza ex lege dei Direttori generali è quello di portare le
  oppure,  sempre  all'improvviso, si  ricomponevano;  ma  ero  anche
  proprie Aziende in disequilibrio economico-finanziario, quindi  non
  abituato,  Presidente, e penso anche lei, che almeno si  mantenesse
  c'è  nessun  rischio, nessun problema. Ci sarà il reclutamento  del
  la   forma,  nelle  richieste,  per  uscire  da  queste  situazioni
  personale, perché l'entrata in vigore, il 25 novembre, della  legge
  imbarazzanti.
  n. 161 del 2014 sui turni di lavoro, non ci consente di fermarci in
   Ora,  lei,  non  può  consentire, a mio avviso,  Presidente,  che,
  questo senso, e quindi siamo adesso pronti ad immettere nuove unità
  rispetto  ad  una richiesta generica, c'è un problema e sospendiamo
  di  personale e siamo pronti a stabilizzare, secondo le leggi dello
  l'Aula,  a  fronte  di  un'Aula, per una volta  devo  dare  ragione
  Stato,  quelli  che  sono  i lavoratori  a  tempo  determinato  del
  all'onorevole  Ciaccio,  che è piena, è  al  completo,  rispetto  a
  servizio sanitario regionale, che già oggi sono pagati dal servizio
  difficoltà  che, poi, sono incomprensibili visto anche  la  portata
  sanitario regionale.
  degli  emendamenti che sono stati approvati o bocciati di volta  in
   Quindi   altro   che   disequilibrio,  noi   parliamo   di   conti
  volta,  a  sospendere sic et simpliciter l'Aula o a  rinviarla  con
  assolutamente a posto e dobbiamo dare segnali di fiducia  a  quello
  questa  motivazione veramente di basso profilo perché inaugureremmo
  che  il  servizio sanitario regionale ha fatto, non possiamo sempre
  un  percorso  ed  una  stagione molto, ma molto,  sui  generis  non
  descrivere  questa  Sicilia  stracciona,  questo  sistema  che  non
  rispettando più alcuna regola e dando ragione a quanti continuano a
  funziona.  Chi  ha  letto le cronache nazionali  sa  benissimo  dei
  non fidarsi, ed hanno ragione a questo punto, del lavoro delle Aule
  problemi che in questo momento, da Aosta alla Sicilia, ci sono  nei
  parlamentari.
  pronto  soccorso,  proprio perché l'entrata  in  vigore  di  questa
   Questa maggioranza, se c'è, batta un colpo e, comunque, cerchi  di
  legge, che deriva da un'infrazione che purtroppo a livello di norme
  essere all'altezza del minimo indispensabile e dell'impegno che  le
  comunitarie aveva commesso il nostro Paese negli anni passati, oggi
  viene   chiesto:  stare  in  Aula  per  l'approvazione   di   leggi
  ci  ha  messo  in  linea, e noi siamo pronti per  far  sì  che  gli
  fondamentali   quali  sono  bilancio  e  finanziaria.   Altrimenti,
  operatori  sanitari  non  debbano più soffrire  con  turni  davvero
  Presidente, come facciamo a far passare il concetto ed il principio
  massacranti,  ma  con nuove unità di personale che  si  introducono
  che qua si lavora per cercare di migliorare la situazione?
  all'interno  del  sistema.  Presidente,  questa  è  una  norma   di
   Non  lo  possiamo  far passare, Presidente, quindi,  la  invito  a
  razionalizzazione  di  spesa,  non vogliamo  tenere  in  equilibrio
  continuare.
  nessun  conto, e la centrale unica di committenza, di  cui  qualche

  collega  ha  parlato  prima, va esattamente  in  questa  direzione:
   PRESIDENTE.  Scusate, ho l'esigenza di sentire  i  Presidenti  dei
  attraverso  la  centrale unica di committenza, che in  pochi  mesi,
  Gruppi parlamentari in separata sede per capire il percorso e,  per
  dalla   delibera  di  dicembre  ad  oggi,  grazie  anche  all'opera
  il   rispetto  di  tutti  gli  altri  parlamentari  che  non   sono
  incessante  del Ragioniere generale, è stata messa in  campo  ed  è
  capigruppo,  l'Aula riprenderà alle ore 18.00, quindi,  sospendiamo
  pronta  ad entrare a regime, pronta operativa e che, peraltro,  per
  per non oltre un quarto d'ora.
  circa  l'ottanta  per  cento  si  occuperà  di  risorse  del  fondo
   Spostiamoci   nella   Sala  lettura.  I  Presidenti   dei   Gruppi
  sanitario  regionale,  oltre due miliardi  e  mezzo  di  euro  sono
  parlamentari, insieme ai rappresentanti del Governo, mi seguano.
  risparmi  che, a regime, andranno a ricadere a vantaggio del  fondo

  sanitario  regionale, con investimenti importanti e  ulteriori  che
       (La seduta, sospesa alle 17.45, è ripresa alle ore 18.00)
  potremmo fare in questo campo.

   Allora  nessun  taglio  è  stato effettuato  sul  fondo  sanitario
   La seduta è ripresa.
  regionale:  semplicemente razionalizzazione di spesa.  Venivamo  da

  oltre  300  milioni di mobilità passiva. Siamo a 160  milioni,  che
   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Anselmo. Dopo la
  gridano  vendetta   E stiamo lavorando perché  questi  160  milioni
  Conferenza dei Capigruppo, onorevole Anselmo lei insiste nella  sua
  vengano abbattuti: potremmo costruire un ospedale all'anno con  160
  richiesta?
  milioni  di  mobilità  passiva, che sono poi, tradotti  in  termini

  etici, i  viaggi della speranza' dei nostri concittadini.
   ANSELMO.  No, signor Presidente, ritiro la richiesta di  rinvio  a
   Sono  stati  quasi tutti firmati dall'Assessore e approvati  dalla
  domani.
  Giunta  i  decreti  di  approvazione  degli  atti  aziendali  delle

  dotazioni organiche; tanti sono stati notificati.
   PRESIDENTE. Andiamo a pagina 24.
   E  finalmente abbiamo potuto protestare - e concludo Presidente  -
   Si  passa  all'emendamento A4.21, a firma dell'onorevole  Giovanni
  nei  confronti  di  un autorevole quotidiano nazionale,  che  aveva
  Greco.
  paragonato le reti tempo-dipendenti - mi riferisco soprattutto alle
   Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento A4.21?
  reti  STAM  e STEN, parlo dell'emergenza neonatale e materna  -  ci

  avevano  paragonato  all'Emilia Romagna signor  Presidente,  e  noi
   GRECO Giovanni. Lo ritiro.
  abbiamo  protestato.  Noi siamo più avanti dell'Emilia  Romagna  in

  queste reti
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.22, a firma dell'onorevole
   E  allora lo dobbiamo rivendicare, perché è un risultato di questo
  Giovanni Greco.
  Parlamento ed è un risultato di tutti coloro che si sono  succeduti
   Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento A4.22?
  e   hanno  sofferto  per  raggiungere  questi  risultati.  Dobbiamo

  guardare  a  testa  alta  e  senza pietismo  altre  Regioni.  E  se
   GRECO Giovanni. Lo ritiro.
  certamente  oggi, nell'erogazione dei LEA?, siamo l'ottava  Regione

  di  questo  Paese  e  la prima del mezzogiorno -  Lazio,  Puglia  e
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A4.23, a firma dell'onorevole
  Campania  comprese  - certamente non è merito soltanto  di  chi  vi
  Giovanni Greco.
  parla, ma è merito di tutti coloro che in questi lunghi anni  hanno
   Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento A4.23?
  fatto la loro parte per raggiungere questi risultati.

   E  allora  io  credo  che questa norma, che è  messa  peraltro  in
   GRECO Giovanni. Lo mantengo.
  sicurezza  dal punto di vista finanziario dal comma 7 dell'articolo

  5,  oggi possa essere votata. Proviamo a recuperare a questo nostro
   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Parere  del  Governo?  No,
  fondo  sanitario  e a questo nostro bilancio della  Regione  questi
  scusate, l'emendamento è improponibile. Capitolo vincolato.
  oltre 60 milioni, che derivano dallo scaricare il 50 per cento  del
   Si passa all'emendamento A4.24. Manca la copertura.
  mutuo  sulle  casse  dello Stato e alleggerire  il  bilancio  della
   Si passa all'emendamento A4.25.
  Regione  di  tutto  questo.  E se in tutto  questo,  poi,  possiamo

  produrre e possiamo considerare tutto quello che è stato fatto  una
   BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.
  base  di  partenza per una sanità davvero all'altezza delle Regioni

  più  avanzate  del nostro Paese, questo ben venga. Naturalmente  si
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  potrà raggiungere soltanto con l'aiuto di tutti voi.


   BACCEI, assessore all'economia. Non ha copertura.
   PRESIDENTE.  Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi

  all'articolo 7, ai sensi del Regolamento interno si pone ai voti il
   PRESIDENTE. Lo dichiaro improponibile.
  mantenimento  del  testo  dell'articolo 7.  Pertanto  lo  pongo  in
   Si  passa all'emendamento A4.26. C'è una verifica sull'emendamento
  votazione.
  A4.26.

   Mi interessa sapere il parere della Commissione e del Governo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, desidero intervenire  per  richiamare
  l'attenzione dei colleghi del Nuovo Centro Destra che presentano un
  emendamento, riguardante la rubrica dei Beni culturali, per  levare
  i soldi per la custodia dei beni culturali e metterli per gli scavi
  archeologici.
   Forse  gli scavi archeologici li possono fare con i fondi europei.
  Ma  chiudere  oggi  i  beni  culturali  della  custodia  dei  musei
  significa realmente un assurdo.
   Lo  chiedo  ai colleghi del Nuovo Centro Destra perché l'assessore
  mi  pare  che sia il loro riferimento. Mi pare un autogol. Soltanto
  questo.

   PRESIDENTE.  Scusate,  l'onorevole  Vinciullo  che  è   il   primo
  firmatario.

   FONTANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento A4.27. C'è un  problema  di
  copertura.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. No, Presidente. La copertura l'abbiamo verificata.
   Mi permetto di dire che abbiamo verificato la copertura per cui  i
  soldi andrebbero presi dalla ricapitalizzazione.
   Questo  Parlamento  ha già votato contro le ricapitalizzazioni  di
  tutte  le  società partecipate di questa Regione che  diventano  un
  buco  nero in cui i soldi dei siciliani vanno a finire senza  alcun
  profitto per la Regione.
   Allora,  poiché tra l'altro questo capitolo ha ben  4  milioni  di
  euro, noi riteniamo invece che sia molto più importante rimpinguare
  il  capitolo  che riguarda la conservazione del restauro  dei  beni
  monumentali  naturali che l'anno scorso aveva una  capienza  di  un
  milione  e  cinquecento mila euro e poi è diventato  un  milione  e
  ottocento mila euro.
   Quindi,  mettere  un milione di euro significa ridare  dignità  al
  nostro patrimonio.
   Per cui su questo preannuncio anche il voto a scrutinio segreto.
   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   il
  ragionamento dell'onorevole Falcone è da contestare in  radice,  lo
  dico  perché  ho  modo per impoverire il patrimonio  delle  società
  partecipate.  Deve  essere il Governo a decidere  se  chiudere  una
  società  o  meno. Se si ha una società e la si costringe a  portare
  libri in tribunale, certamente si depaupera il patrimonio di quella
  società.
   Quindi  io vorrei chiedere all'onorevole Falcone, che ha  tanto  a
  cuore il patrimonio della Regione, di rivedere la sua posizione per
  permettere   al   Governo  di  utilizzare  il   capitolo   per   le
  ricapitalizzazioni  e fare assumere la responsabilità  politica  al
  Governo di decidere quale società salvare e quale non salvare.
   Se  noi togliamo i soldi impoveriamo il valore delle società  che,
  non  potendo  essere ricapitalizzate, sono costrette a  chiudere  i
  battenti.  Il che significa che se c'è qualche società  che  ha  un
  certo  appeal economico, se non può essere ricapitalizzata dovrebbe
  essere  chiusa o svenduta, e questa è una cosa che secondo  me  non
  possiamo permettere.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premesso  che
  siamo stati in Commissione bilancio tanti giorni, credo una decina,
  a  discutere  sui  capitoli di bilancio, a discutere  sulle  misure
  finanziarie. Ora, pensare di togliere risorse ad un capitolo che ha
  un   suo   significato  e  una  sua  importanza,  e  che   riguarda
  sostanzialmente la possibilità di ricapitalizzare alcune società  -
  per  altro credo se non ricordo male nella finanziaria c'è qualcosa
  che riguarda la società che ha sede nel porto di Termini Imerese  -
  le  altre  risorse  che ci sono vanno lasciate in  questi  capitoli
  perché  nel  corso  dell'anno possono esserci necessità  di  questo
  tipo.
   Presentare  questi emendamenti nel corso dei lavori dell'Assemblea
  e  senza  avere una conoscenza adeguata di quali possono essere  le
  conseguenze nel sistema delle società e quindi nel obiettivo, e  il
  loro  obiettivo è quello della prosecuzione, credo che possa essere
  rischioso.  Quindi  su  questo  emendamento  inviterei  l'onorevole
  Falcone se lo può ritirare o quantomeno soprassediamo e più avanti,
  attraverso  un approfondimento degli uffici, ci rendiamo  conto  se
  questa  somma appostata in questo capitolo di bilancio è una  somma
  che ha un suo significato, un suo valore e una sua importanza.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Non c'è  copertura  onorevole
  Falcone.  In  questo  capitolo 4 milioni:  2  e  mezzo  li  abbiamo
  utilizzati per Riscossione Sicilia in Commissione bilancio. I soldi
  sono stati riutilizzati per altre finalità nel maxi emendamento.

   FALCONE.  Non  sono  i dati che abbiamo noi, allora  forniteci  la
  documentazione corretta.

   BACCEI,  assessore per l'economia. 1.074 milioni sono per  impegni
  già assunti con l'Agenzia delle Entrate nel 2012 per l'acquisizione
  di quote di Riscossione Sicilia, per cui rimangono sul capitolo 450
  mila euro.
   PRESIDENTE. L'emendamento A4.28 è improponibile onorevole Falcone.
   Si passa all'esame dell'emendamento A429.
   Onorevole Greco lo mantiene o lo ritira?

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento A4.30 è improponibile.
   Si  passa  all'emendamento  A 4.31. E'  una  riclassificazione  di
  capitoli. E' un fatto tecnico.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.

   GRECO   Giovanni.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.31.
   GRECO  Giovanni.  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutini

  segreto.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di

  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
  dell'emendamento A 4.31.
                             Regolamento)
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto palese nominale.
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


                      (Si procede alla votazione)
           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 7.


   Dichiaro chiusa la votazione.
    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di

  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale.
                       Risultato della votazione
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  pulsante bianco.
  segreto:
   Dichiaro aperta la votazione.


   Presenti e votanti  59
                      (Si procede alla votazione)
   Maggioranza         30

   Favorevoli          24
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Contrari            34

   Astenuti             1
                       Risultato della votazione


                           (Non è approvato)
   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio

  nominale:
   Infatti  stiamo  andando avanti. Si passa all'emendamento  A  4.32

  Assessore, c'è copertura?
   Presenti e votanti  72

   Maggioranza         37
   FALCONE. Chiedo di parlare.
   Favorevoli          49

   Contrari            19
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Astenuti             4


   FALCONE.  Signor  Presidente, Governo, colleghi,  l'emendamento  A
                            (E' approvato)
  4.31  non  ha  refluenza. E' una riclassificazione dell'Assessorato

  della famiglia, cioè erano degli spostamenti di interventi per  cui
   Si passa all'articolo 6 che era stato accantonato.
  possiamo  tranquillamente andare avanti, dimostriamo  ulteriormente
   Si  passa  all'emendamento 6.6 a firma degli  onorevoli  Clemente,
  la  fragilità del Governo e della maggioranza, la quale maggioranza
  Cordaro, Grasso, Gennuso.
  ha fatto un tentativo di fuga. Possiamo andare avanti.


   CLEMENTE. Lo ritiro.
   PRESIDENTE. Infatti stiamo andando avanti. Eravamo all'emendamento

  A 4.32.
   L'Assemblea ne prende atto.


   TURANO. Ritiro l'emendamento A 4.32.
   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 6.1 soppressivo  dell'intero

  articolo 6.
   PRESIDENTE. L'emendamento A 4.32 è ritirato.

   Si passa all'emendamento A 4.33.
   LENTINI. Chiedo di parlare.


   TURANO. Ritiro l'emendamento A 4.33.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   PRESIDENTE. L'emendamento A 4.33 è ritirato.
   LENTINI. Signor Presidente, intervengo solo per confermare che  ho
   Si passa all'emendamento A 4.35. Assessore c'è la copertura?
  votato favorevolmente all'articolo 7.


   BACCEI,  assessore  per l'economia. Non c'è  copertura  sui  fondi
   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto  e  invito  gli  uffici  a
  globali.
  mettere  a verbale che l'onorevole Lentini ha dichiarato  di  avere

  espresso voto favorevole.
   PRESIDENTE. Si passa agli emendamento A 4.88, A 4.86. Li  dichiaro

  improponibili.
   PANEPINTO. Chiedo di parlare.
   Si  passa  all'emendamento A 4.36, manca  copertura.  Lo  dichiaro

  improponibile.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Si passa all'emendamento A 4.34. Lo dichiaro improponibile.

   Si passa all'emendamento A 4.37. Lo dichiaro improponibile.
   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
   Dichiaro  l'improponibilità  sulla  base  delle  indicazioni   che
  sull'articolo  6  c'era  una  riscrittura  della  Commissione   che
  provengono dal Governo.
  riguardava  alcune  parti  che erano state  votate  in  Commissione

  bilancio stralciate e rinviate in III Commissione, approvate  dalla
   RINALDI. Chiedo di parlare.
  III Commissione e rinviate alla Presidenza.

   Lei  poc'anzi  sulla  richiesta della  Commissione,  assieme  agli
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  uffici,  ha  detto  che era inammissibile perché inammissibile  era

  stato quello del Governo e probabilmente perché era un troppo lungo
   RINALDI.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, desidero
  anche.
  chiedere   all'Assessore,   visto   che   sono   stati   dichiarati
   Ovviamente, signor Presidente, la parte aggiuntiva di cui parliamo
  improponibili, se ha provveduto comunque a fare un emendamento  per
  riguardava l'anticipazione di due obiettivi tematici su start up  e
  inserire i finanziamenti destinati ai ciechi e ai sordomuti. Se c'è
  incubatori di sviluppo locale e la eleggibilità della spesa.
  comunque un finanziamento previsto.
   Due   norme,  dicevo,  una  riguardava  l'attivazione  di   misure

  concordate  peraltro  con  l'assessore  Lo  Bello,  gli   obiettivi
   BACCEI, assessore per l'economia. Nella finanziaria.
  tematici 2 e 3, in considerazione che la Regione poi insegue sempre

  progetti  sponda  per  dimostrare  che  ha  fatto  spesa.   L'altro
   RINALDI. Li ha inseriti adesso, ha fatto l'emendamento?
  emendamento  era  l'eleggibilità  della  spesa  a  partire  dal  31

  dicembre 2014.
   BACCEI, assessore per l'economia. Sì.
   Ovviamente  quando  una  norma non è  sponsorizzata  bene  né  dal

  bisogno, né da interessi particolari, alla fine naufraga dentro una
   RINALDI. Quindi c'è una copertura?
  commissione,  e  se riesce a sopravvivere da questi passaggi  della

  commissione,  poi c'è un tribunale inappellabile che è  lo  scranno
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. La  copertura  in  base  alle
  dove  lei  siede,  signor Presidente, assieme ai suoi  uffici,  che
  indicazioni che ha dato la Presidenza e i ciechi e sordomuti,  come
  pensano  a togliere ogni speranza anche a ipotesi che non siano  di
  richiesto   dalla  Presidenza,  sono  stati  enucleati  all'interno
  materia ordinaria in una finanziaria.
  dell'articolo 23 ed hanno uno specifico stanziamento che  è  quello
   Non sono qua per rivendicare l'ammissibilità dell'emendamento,  ma
  che è uscito dalla Commissione bilancio sostanzialmente.
  per   rammaricarmene  lo  faccio  con  l'assessore  Lo  Bello.   La

  difficoltà, nonostante l'onorevole Faraone all'esterno, ci dice che
   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento A38 a firma  dell'onorevole
  non  parliamo  mai di ricercatori universitari,  di  start  up,  di
  Greco.
  incubatori  di  impresa, di incubatori dello  sviluppo  locale,  la

  norma perché era troppo lunga, ma le norme ???? devono dire qualche
   GRECO Giovanni. Lo ritiro.
  cosa,  possibilmente vanno oltre le tre righe.  Quelle  brevi  sono

  quelle che finanziano la tabella H o altro.
   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento A39 a firma  dell'onorevole
   Ovviamente sono qua non per  .
  Greco.
   Posso dire una cosa?

   Sono  infastidito  dall'onorevole Greco  che  è  irrispettoso  nei
   GRECO Giovanni. Lo ritiro.
  confronti dei colleghi
   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento A40, non c'è  copertura  mi

  risulta.  Lo dichiaro  improponibile.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, e in particolare onorevole  Greco,
   Si passa all'emendamento A41.  E' ritirato.
  vi   invito   ad  ascoltare  l'intervento  del  collega,  onorevole
   Si passa all'emendamento A42 a firma del Governo.
  Panepinto e a prendere posto ai banchi.
   Il parere della Commissione?


   PANEPINTO.  all'ascolto dell'onorevole Greco, ma nemmeno ad essere
   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  disturbato.  Cosa  voglio dire? Chiuderemo questa  Finanziaria  fra
  Favorevole.
  qualche ora. Ovviamente il momento clue sarà su quella che, non  so

  quale  sinonimo immaginare è la tabella H, dove ci sono cose  molto
  serie,   dai  consorzi  di  ricerca,  alla  Core,  all'Associazione
  Regionale  Allevatori e tanto altro. Mi rammarico invece Presidente
  che  lei,  che  metterà  assieme ai suoi uffici  e  all'ufficio  di
  Presidenza la norma in un testo molto antico, somiglia al Corano  o
  alla  Bibbia,  che  è  la  legge per lo  sviluppo,  che  in  questo
  Parlamento significa semplicemente l'aborto di tutto ciò che non ha
  avuto  la  fortuna  di trovare padrini adeguati per  passare  nelle
  Commissioni. Mi rammarico del fatto che due norme, più alcuni commi
  aggiunti dal Governo alla fine finiscono, diciamo al solito,  nella
  legge  successiva, quella dello sviluppo. Erano due  le  norme  che
  aiutavano  l'impresa sulla cosiddetta eleggibilità della spesa  che
  aveva  elaborato  l'onorevole Di Giacinto, ed  un'altra  norma  che
  avevo elaborato io assieme all'Università di Palermo per anticipare
  -  ed  era  d'accordo  l'assessore Lo Bello, che  per  altro  aveva
  lavorato  in  tal senso. Per cui semplicemente un rammarico  e  per
  fare  sapere  all'onorevole Faraone - e lo dico  a  chi  in  questo
  Parlamento  lo rappresenta - che purtroppo le startup, o incubatori
  dello  sviluppo locale o altro, non ci potranno essere. Non  perché
  non  c'è  qualcuno che non le ha presentate, ma perché - il Governo
  ovviamente ha presentato una norma, non si è speso così tanto  poi,
  per  mantenerla e per difenderla di fronte alla Presidenza -  però,
  mi  rammarico, che quella norma non andrà da nessuna parte. Non  mi
  rammarico.  In  questa  Finanziaria così  importante  ho  fatto  il
  segretario  d'Aula per accompagnare il Presidente del Gruppo  nella
  tenuta   dei  numeri.  Ma,  voglio  dire,  provo  fastidio  quando,
  regolarmente, nelle norme che considero oggettivamente importanti e
  non  siano  come  usano  gli  inglesi palermitani   caviglie ,  non
  possono trovare fortuna in questo Parlamento. Per cui dobbiamo dire
  -  lo  dico  al  mio  amico Faraone - che  per  quanto  riguarda  i
  ricercatori   universitari,   per  quanto   riguarda   le   Startup
  sull'innovazione, per quanto riguarda gli incubatori dello sviluppo
  locale, in questo Parlamento non possono trovare spazi, perché  pur
  girando  tutte  le Commissioni e pur avendo esito  favorevole  alla
  fine  c'è questo diciamo  scanno  così importante, di cui nutro  il
  massimo rispetto, e con la timidezza del Governo che non consentono
  che  ci sia accesso di norme che possano essere in sintonia con  il
  pensiero dell'onorevole Faraone.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, le norme di cui lei  parla  sono
  già state stralciate dalla Presidenza, sono state trasferite per il
  parere in Commissione. La Commissione ha espresso parere favorevole
  e  sono  già  trasferite  al disegno di  legge  stralcio  che  sarà
  esaminato.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Presidente, mi perdoni, io credo che bisogna avere  anche
  rispetto   per   il  Parlamento  e  per  le  Commissioni   che   lo
  rappresentano. Noi, scusi onorevole Panepinto, la prego
   Noi  abbiamo avuto delle norme stralciate, rinviate in Commissione
  di merito, perché si era detto - così mi è sembrato, perché mi sono
  precipitato  a  convocare la Commissione di merito  -  dicendo  che
  quelle  che  erano state approvate in Commissione  Bilancio,  senza
  essere passate dalle Commissioni di merito, venivano rinviate  alle
  Commissioni di merito per potere essere approvate.
   Lo abbiamo fatto il giorno stesso dell'inizio della discussione in
  Parlamento  ed è stata approvata all'unanimità, praticamente  senza
  discussione.  Ora  il problema, io non so qual è  il  pensiero  del
  Governo, il problema di questa norma - da quello che ho capito, non
  è  una norma mia, ma l'abbiamo ritenuta tutti valida - è quello che
  se  non  si inserisce questa norma in sviluppo Sicilia, cioè  nella
  norma finanziaria, Sviluppo Sicilia, per tutte le norme che abbiamo
  inserito  o  che  inseriremo  in  finanziaria,  non  avrà  più   la
  possibilità di esistere.
   E  questo, a mio avviso, è un problema molto serio, perché noi con
  la  norma sulle  start up  abbiamo dato o si darebbe la possibilità
  ai giovani, alle giovani imprese, di avere una norma di riferimento
  a cui aggrapparsi.
   Io  credo però - come si diceva ieri - che  ci vuole rispetto  per
  il  Parlamento:  se  la  norma doveva  essere  già  stralciata  dal
  Presidente  dell'Assemblea non vedo perché è stata fatta  pervenire
  di nuovo in Commissione per il parere di merito.
   Ci  è stata fatta pervenire e abbiamo dato il parere di merito per
  consentirne l'inserimento in finanziaria.
   Io non credo ai despoti ma credo che in questa finanziaria o nella
  conduzione di essa vi sia stato l'onnipresenza  - e non voglio dire
  altro - di un Presidente che deve pur decidersi, se è stata data la
  possibilità  perché  abbiamo fatto un  lavoro  inutile;  se  doveva
  essere   stralciata  non  doveva  essere  nemmeno   rinviata   alla
  Commissione di merito.
   Questi  momenti  di  gloria, che  passeranno,  io  credo  che  non
  servano, specialmente quando si ha l'interesse collettivo.
   Mi  si  può  dire qualsiasi cosa, caro Presidente - e mi riferisco
  anche   a  qualche  personaggio  -  io  non  ho  presentato  nessun
  emendamento  in  nessuna norma per evitare che si possa  dire:  sto
  facendo la difesa dell'interesse generale di un organismo regionale
  che  deve poter sopravvivere solo con questa norma che è una  norma
  non  nell'interesse o che regala soldi ma è una  norma  che  dà  la
  possibilità a questo ente di fare l'assistenza tecnica in virtù  di
  nuove iniziative che sono importanti per la Sicilia.
   Non  mi piace che l'onorevole Panepinto abbia fatto riferimento  a
  personaggi  esterni a questa Assemblea, a me quello  che  interessa
  capire  è:  bisognava riportarla in Commissione  e  se  le  abbiamo
  riportate perché lo abbiamo fatto? Questo è il punto.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione  ritorna  a
  chiedere alla Presidenza la trattazione dell'emendamento che questa
  mattina abbiamo proposto.
   Nel caso che lei Presidente non voglia prendere questa decisione o
  comunque   la  decisione  è  negativa,  se  può  in  qualche   modo
  accantonare  questo  articolo in maniera tale  che  venga  proposto
  all'attenzione   dei   Capigruppo.   Perché   l'insistenza    della
  Commissione, signor Presidente?
   Perché  nei  commi  5,  6  e  7  si  affronta  il  problema  delle
  rendicontazioni  delle  spese europee,  infatti  nel  comma  5  noi
  prevediamo  che i soggetti privati beneficiari di regime  di  aiuto
  titolare di progetto non concluse alla data del 31.12.2015  e  che,
  quindi,  dovrebbero restituire le risorse alla Comunità  europea  e
  che  alla data di entrata in vigore della norma, di cui al presente
  articolo,  non  abbiamo  già rinunciato al finanziamento  concesso,
  possono presentare all'Ufficio regionale o all'organismo intermedio
  competente  una  domanda  di  proroga  al  30  settembre  2016  con
  copertura finanziaria esclusivamente con risorse proprie, cioè  non
  si  restituiscono le spese documentate, si concludono i lavori  con
  spese del titolare dell'incarico, del progetto, invece al comma 6 e
  7  noi cosa prevediamo, la possibilità per gli enti locali di poter
  completare le opere, perché il problema vero quale è che al momento
  ci  sono  incagliati 100 milioni di euro tra comuni, ex province  e
  anche  scuole  per  essere  chiari,  che  a  suo  tempo  ebbero  la
  possibilità di utilizzare questi fondi, se non passano  questi  due
  sub  emendamenti  è  chiaro che noi ci troviamo  di  fronte  a  una
  difficoltà  gravissima  da  parte  degli  enti  locali,  di   poter
  concludere i lavori che hanno intrapreso, tanto è vero che i comuni
  più  volte sono venuti in Commissione bilancio, l'assessore  Baccei
  ha  partecipato  ad una di queste riunioni, c'era la  richiesta  da
  parte  dei comuni di poter appunto proseguire i lavori, per  questo
  motivo  Presidente nel caso lei lo ritenesse giusto, opportuno,  le
  chiedo   di   accantonare  l'articolo  6,  di   sottoporre   questo
  emendamento  a  tutti  i  capigruppo, se tutti  i  capigruppo  sono
  disponibili  a discuterlo lo mettiamo all'ordine del giorno,  se  i
  capigruppo  non sono disponibili a metterlo all'ordine del  giorno,
  in questo caso la Commissione lo ritira.

   PRESIDENTE.  C'è  l'onorevole Salvatore  Cascio  che  chiedeva  di
  intervenire   nella  qualità  di  Presidente  della  I  Commissione
  sull'ordine dei lavori, ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io
  intervengo sull'ordine dei lavori perché mi associo alla  richiesta
  che  ha sollevato il Presidente Laccoto della III Commissione,  qua
  noi  dobbiamo  essere chiari sul modus operandi,  e  come  dobbiamo
  procedere perché mi sembra che prima si faccia una cosa, e  poi  se
  ne fa un'altra. Allora io voglio ricapitolare come è questa storia,
  questa  storia  nasce che alla prima seduta d'Aula,  il  Presidente
  Ardizzone ha spuntato alcuni commi e alcuni emendamenti che avevano
  passato il vaglio della Commissione bilancio, e non avevano passato
  il vaglio della Commissione di merito, e ha detto se se commissioni
  di   merito  si  riuniscono  tempestivamente  e  danno  parere,  li
  inseriamo  nel  testo e li inseriamo per la trattazione,  tutte  le
  commissioni  celermente hanno fatto questo lavoro, nel  momento  in
  cui  c'era  la  seduta, contestualmente c'erano le commissioni  per
  dare  parere. Ora è chiaro che in corso d'opera si è deciso di fare
  un'altra cosa, di mettere capre e cavoli tutti assieme, di fare una
  specie  di legge stralcio di cose che avevano passato il vaglio,  e
  mi  riferisco  a questi emendamenti, e di cose che erano  ex  novo,
  allora  invito il Governo ed il Presidente dell'Assemblea Regionale
  per  un discorso di buon senso, per le norme che hanno superato  il
  vaglio  della  Commissione  bilancio, e il  parere  positivo  delle
  commissioni di merito, e dico positivo perché il Regolamento diceva
  che  se  noi davamo parere negativo, non poteva essere ripresentato
  il Aula, veniva completamente espunto da qualsiasi testo, inviterei
  il  Governo  solo  per  questi punti a  fare  un  maxi  emendamento
  riservato solo a questi punti, e riservare tutto quello che  non  è
  passato,  o  non ha seguito questa procedura alla seduta successiva
  della legge stralcio.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  sull'ordine   dei   lavori
  l'onorevole  Grasso, ne ha facoltà. Ovviamente poi risponderò  agli
  interventi.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo presentato
  un  emendamento  all'articolo 6, che siccome era un emendamento  di
  spesa  correttamente era stato presentato in Commissione  bilancio,
  non  si  è  capito perché, perché qui ora bisogna  anche  capire  i
  meccanismi dei lavori anche della Commissione bilancio, poi bisogna
  capire  meccanismi del regolamento rigido che può  cambiare  o  non
  della  Presidenza, e bisogna capire tante cose, bisogna poi  essere
  fortunati  pure,  e  allora il mio emendamento era  un  emendamento
  all'articolo  6, è andato a finire fra gli aggiuntivi,  mi  risulta
  che  a  un  certo punto in Commissione bilancio, non so  per  quale
  motivo,  qualche  cosa  che è andato storto a  qualche  deputato  o
  componente  della  Commissione  bilancio,  si  decide   che   degli
  emendamenti  aggiuntivi presentati dai deputati potevano  diventare
  carta  straccia,  pur  se riguardanti temi importanti,  e  potevano
  essere messi nel malloppo degli aggiuntivi.
   Per cui, si strozza il dibattito, se non era perché uno approfitta
  di parlare e schiacciare un bottone, molti di noi potevano pure non
  essere presenti in quest'Aula.
   Se voi vi ricordate, l'anno scorso, all'articolo 35 della legge  7
  maggio  n. 9, si diceva che che l'assistenza tecnica che discendeva
  dai  programmi operativi sarebbe dovuta essere affidata a  Sviluppo
  Italia.  Io  dico  che  tutti i dipartimenti hanno  violato  questa
  norma, perché non c'è stato nessun dipartimento che ha dato un solo
  affidamento a Sviluppo Italia.
   Oggi  l'assessore Baccei, che a questo tema non è interessato come
  non  era interessato a quello di Sicilia Servizi, ci dovrà spiegare
  e  dice:   io no posso dare soldi ad una società che è in  debito
  Glieli abbiamo dati all'interporto
   Però  l'Aula, facendo uno sforzo immane, con la comprensione della
  Presidente  dell'Assemblea, perché era giusto  così,  ha  stabilito
  ieri   un  principio.  Ha  instaurato  un  principio  di  carattere
  generale, cioè che i lavoratori, piuttosto che finire in un albo di
  un'agenzia, dovranno lavorare.
   Ora,  c'è una violazione di norma da parte dei dipartimenti perché
  l'anno  scorso  avrebbero dovuto, in virtù dell'articolo  35  della
  legge  finanziaria approvata, dare l'assistenza tecnica a  Sviluppo
  Italia Sicilia perché non sarebbe oggi in deficit, così come invece
  lo è.
   Quindi, c'è un'aperta violazione perché, ricordo a me stessa  e  a
  tutti,  in  convenzione,  quando si tratta  di  affidamenti,  sopra
  soglia  non si può andare  E bisogna osservare le disposizioni  del
  D.L.  163. Quindi, anche per FORMEZ bisogna fare il bando,  non  di
  può  andare in convenzione. Questo che sia chiaro, ma lo  metteremo
  in  un  ordine del giorno così i dipartimenti ricorderanno bene  le
  leggi approvate.
   Allora  se  l'unico modo per salvare 18 persone,  per  salvare  le
  nostre  professionalità - e mi rivolgo a tutti i colleghi deputati,
  non  sicuramente all'assessore Baccei, perché neanche vuole sentire
  su  questo argomento, ma il Governo, il Presidente della Regione  e
  il  Governo nella sua interezza, ci dicano se questa società, anche
  attraverso  le  start up che erano state proposte  non  solo  nella
  nostra  contro finanziaria ma anche dall'onorevole Di Giacinto,  da
  Panepinto,  perché non possono trovare ingresso oggi  dopo  che  un
  regolamento   aveva  stabilito  che,  se  lo  norme   andavano   in
  finanziaria,  il  Presidente  Ardizzone  gli  ha  detto   sarebbero
  ritornate in Aula.
   Non si possono cambiare le regole in corso d'opera, perché, se  si
  cambiano le regole in corso d'opera, si violano i regolamenti

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo  ci  sono
  argomenti che a quest'Aula piacciono tanto, e ci sono argomenti che
  preferisce, quest'Aula, ripetere due volte al giorno.
   Ieri   pomeriggio,  verso  le  18.00,  abbiamo  affrontato  questo
  argomento  oggi, alle 14, ci ritorniamo di nuovo. Io, però,  vorrei
  invitare  i colleghi a riflettere un attimo, e ad evitare  che,  su
  argomenti  importanti  come  quello  che  è  stato  sollevato   dal
  Presidente della Commissione, che argomenti importanti diventino lo
  strumento  per un attacco, più o meno legittimo - io non entro  nel
  merito- al Governo o alla Presidenza dell'Assemblea.
   E'  chiaro che ormai il dado è tratto e la soluzione che  è  stata
  indicata è quella che, ieri in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, abbiamo affrontato.
   E si è pure detto che, se vi era un consenso unanime dell'Aula, su
  un  argomento si poteva chiedere di intervenire per risolvere  quel
  problema.  Diciamoci la verità, ieri in Conferenza dei  Capigruppo,
  non si è trovata unanimità, onorevole Di Giacinto mi aiuti, non  si
  è trovata l'unanimità.
   Pur  tuttavia,  Presidente, al netto delle  valutazioni  che  sono
  state   fatte,  politiche,  più  o  meno  legittime,  più  o   meno
  intriganti,  più o meno opportune, noi su questo punto abbiamo  una
  necessità che è quella di evitare, lo dico al danno si aggiunge  la
  beffa  tra  parentesi, che addirittura privati cittadini che  hanno
  ottenuto  dei  finanziamenti sono costretti a restituire  le  somme
  perché  non hanno completato le procedure di rendicontazione  entro
  il  termine  previsto dalla legge per un ritardo della  Regione.  E
  questa  secondo me è una cosa che io metterei in un elenco  diverso
  rispetto  a  tutto il resto. Ci può essere la volontà dell'Aula  di
  affrontare  altri  argomenti, ci può essere il  desiderio  di  dare
  risposte,  ci  può essere il desiderio di incontrare  categorie  ed
  essere  solerti  nell'assicurare l'impegno  politico,  ma  qua  con
  questa  decisione noi causiamo certamente un danno a  soggetti  che
  hanno  investito  denari propri e che non hanno  potuto  completare
  l'iter  di realizzazione del progetto per un'inefficienza dell'ente
  pubblico  generale,  in  tutte  le  sue  forme,  in  tutte  le  sue
  articolazioni, non solo la Regione e i Comuni.
   Quindi,  io credo che su questo punto, qualora si dovesse  trovare
  il  consenso  unanime dell'Aula soltanto per questo pezzo,  si  può
  trovare  una  soluzione. Se non vi dovesse  essere  Presidente,  io
  spero  che  il prossimo disegno di legge, che è già all'ordine  del
  giorno  dell'Aula,  ed  è  il disegno di  legge  stralcio  per  gli
  articoli  che  abbiamo indicato, trovi una corsia  preferenziale  a
  partire  da questo argomento. Perché su quel disegno di legge,  che
  sono  13 articoli, dove onestamente ci sono cose importanti e  cose
  molto meno importanti, facciamo di tutta un'erba un fascio e non ne
  usciamo.
   Allora  su  questo la Presidenza dell'Assemblea dia, per cortesia,
  rassicurazioni  all'Aula  indicando prioritariamente  non  solo  il
  disegno  di  legge  ma  anche  l'argomento  da  affrontare.  Se  lo
  affrontiamo oggi o lo affrontiamo mercoledì non cambia, ma  se  non
  lo  affrontiamo oggi e non lo affronteremo più causiamo  un  grande
  danno.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   volevo
  posporre  il  mio  intervento  al suo,  perché  volevo  ringraziare
  l'onorevole  Turano  per  il  suo intervento  ecumenico  di  grande
  disponibilità, ma è pur vero che in Conferenza dei Capigruppo ieri,
  che  abbiamo sollevato io insieme all'onorevole Formica e ad  altri
  capigruppo, ovviamente si era posto un problema di buon senso. E lo
  stesso  buon senso che riguardava i dipendenti del Comune di  Milo,
  che  riguardava gli sportellisti, che riguarda delle norme che ieri
  erano cogenti in concomitanza all'articolo trattato.
   Oggi  si  parla di Sviluppo Italia Sicilia, un Ente della  Regione
  che  ha  lavorato male perché secondo me non è stato ben supportato
  dagli  uffici regionali, è un ente di grandi potenzialità  che  può
  dare  soddisfazioni a tutte quelle categorie che si  affacciano  al
  microcredito  d'impresa  o alle imprese giovanili,  allo  sviluppo,
  agli incubatori sociali. E chiaramente anche questa è una norma  di
  buon senso.
   Quando,  quindi,  ieri si chiedeva buon senso nella  collegialità,
  nella  condivisione complessiva dei capigruppo e dell'Aula, unanime
  diceva  ieri  l'onorevole Formica nella Conferenza dei  Capigruppo,
  che  supera  qualsiasi  volontà  ostativa,  si  faceva  riferimento
  proprio a questo, al buon senso.
   Io  dico  che il buon senso deve accompagnare i lavori  di  questa
  Assemblea, il Governo secondo me in questa vicenda c'entra  poco  o
  nulla,  perché  credo che se tutti gli assessori  e  il  Presidente
  Crocetta  venissero interpellati singolarmente darebbero  il  pieno
  appoggio a questa iniziativa legislativa che il Presidente  Laccoto
  ha  appena  detto che è passata unanimemente dalla  Commissione  di
  merito,   come   altre  iniziative  sono  state  affrontate   dalla
  Commissione Bilancio e dalle Commissioni di merito. Per cui ritengo
  che  quella logica, quel comportamento di buon senso che ha privato
  ieri  alcune  categorie dei lavoratori dell'apporto,  del  supporto
  legislativo di quest'Aula, possa essere dato oggi senza fare  figli
  e  figliastri, ma senza poter tornare indietro perché sugli  errori
  del   passato  per  evitare  di  commetterne  altri  posto  che   i
  Regolamenti con un minimo di interpretazione autentica  che  l'Aula
  all'unanimità è in grado di dare possono superare questi blocchi.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  l'onorevole  Picciolo  quando  ha  detto  che  Sviluppo  Italia  ha
  lavorato  male,  volesse  intendere che noi  come  Assemblea,  come
  Regione,  abbiamo  utilizzato male Sviluppo Italia  Sicilia  perché
  ricordo  che abbiamo dato le commesse che potevamo dare a  Sviluppo
  Italia,  le  abbiamo date fuori Sviluppo Italia per cui  non  è  la
  colpa  di  Sviluppo Italia che va male ma è la colpa delle commesse
  non  date a Sviluppo Italia da parte della Regione Sicilia  che  fa
  andare male Sviluppo Italia.
   Signor Presidente, sull'articolo 6 mi permetta di insistere perché
  sono  stato fra quelli, assieme all'onorevole Panepinto, ad  essere
  andato  dall'onorevole  Presidente dell'Assemblea  a  chiedere  che
  questa norma così importante che trattava lo sviluppo delle piccole
  e medie imprese, la fase di start-up delle piccole e medie imprese,
  venisse   reinserito  perché  secondo  me  era  stato   un   errore
  stralciarlo,   essendo  una  norma  prettamente  economica   poteva
  rimanere   in   finanziaria  anche  senza  essere  trattata   dalla
  Commissione  di merito. Anche se lunedì scorso il Presidente  della
  III  Commissione ha convocato immediatamente la Commissione  ed  ha
  mandato  in  Commissione questa norma su indirizzo ben preciso  del
  Presidente Ardizzone.
   Per  cui  non  capisco perché oggi una norma così importante,  che
  potrebbe  far  ripartire una serie di imprese,  possa  essere  così
  contrastata  da parte della Presidenza. Io chiedo che questa  norma
  possa  essere reinserita e la invito, già domani, a trattare questa
  norma, perché è una norma di buon senso, è una norma di sviluppo in
  un momento in cui la Sicilia non fa impresa.
   Non  lamentiamoci se poi in Sicilia non si fa impresa,  perché  in
  questo  momento non diamo nessuno strumento ai nostri  giovani  per
  poter  fare impresa. Rispetto a ciò che ha detto l'onorevole Turano
  mi  trovo  d'accordissimo nel poter dare la  possibilità  a  quelle
  persone  che in questo momento rischiamo di far fallire  per  colpa
  della   Regione   a  cui  non  abbiamo  dato  la   possibilità   di
  rendicontare, non possiamo rendicontare, non solo non abbiamo  dato
  la  possibilità di rendicontare ma rischiamo di farci restituire le
  somme.
   Poi  era  stata inserita anche un'altra norma che avevo concordato
  col  Governo,  che c'era la possibilità in virtù di un  Regolamento
  della  Comunità  Europea del 2013 di poter  rendicontare  la  spesa
  europea a far data dal primo gennaio 2014, anche se il nostro POR è
  stato approvato successivamente.
   Signor Presidente, la invito eventualmente, così come chiesto  dal
  Presidente  della  Commissione Bilancio, di accantonare  un  attimo
  questo  articolo, andare avanti con un altro articolo e  verificare
  con  tutti i Capi gruppo se c'è la possibilità di reinserire questo
  articolo.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
  Bacchi, vediamo se ho letto bene ed ho capito bene. Questo articolo
  impone  una  rendicontazione al 31 dicembre 2015 per schematizzare:
  pubblici, privati e comuni, aziende pubbliche, private e comuni.
   Questo  è  il  mio convincimento, assessore, se noi non  rivediamo
  questo  termine, secondo la logica che lei ha sposato di Cracolici,
  fissare  un  termine  ci  aiuta,  ma indirettamente,  anzi  creiamo
  l'effetto  boomerang,  perché se oggi  dovessimo  adempiere  al  31
  dicembre,   nessuno,   molti  di  questi  organismi   che   saranno
  interessati dagli effetti di questa norma, saranno nelle condizioni
  di  rendicontare; a quel punto noi che facciamo? Gli restituiamo  i
  soldi?  Cioè  che  rapporto  creiamo,  la  confusione  più  totale
  Assessore Baccei? Così si legge l'articolo
   Allora, penso che la Commissione sia della mia stessa opinione, se
  lei  si ferma due minuti o il Presidente lo accantona e si crea  un
  confronto  fra  l'Assessore e la Commissione, già abbiamo  aiutato,
  perché,  Assessore,  poi  non si torna  più  indietro  e  ci  siamo
  incartati noi stessi, quindi è un articolo che impone una data  che
  poi si ritorcerà contro la Regione.
   Fa riferimento alla norma e la norma è che devi rendicontare entro
  il 31/12/2015, questo

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  dare  un
  contributo anche sul prosieguo dei lavori.
   Visto che da molti colleghi è stato sollevato lo stesso problema e
  visto  che la Commissione bilancio ha alcuni emendamenti  che  sono
  stati trattati dalle Commissioni di merito e che la Commissione non
  ha  esitato, le chiederei di sospendere anche per mezz'ora i lavori
  o  concedere  alla  Commissione  bilancio  di  riunirsi  per  poter
  analizzare questi emendamenti e poterli apprezzare.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo sull'articolo 6 e mi riferisco in particolare  al  comma
  2,  dove  autorizziamo  il  ragioniere generale  ad  iscrivere  nel
  provvedimento un accantonamento che riguarda tutta la  spesa  della
  comunità.
   Insisto ancora una volta, perchè con il mio intervento voglio dare
  la possibilità ai tanti dipendenti delle società partecipate, avevo
  presentato qualche giorno fa un emendamento su Sviluppo Italia, che
  purtroppo  non  verrà  discusso per le  cose  ci  siamo  detti,  il
  Presidente  dell'Assemblea  ha  ritenuto  di  ritirare  tutti   gli
  emendamenti aggiuntivi per trattarli successivamente in Commissione
  di merito.
   Però,  colgo  l'occasione  e  rivolgo  l'attenzione  proprio  alle
  professionalità  che  noi  abbiamo  nelle  società  partecipate,  a
  partire da Sviluppo Italia, ma non solo Sviluppo Italia perché  poi
  c'è  altro  personale al Ciem, Sicilia Lavoro, anche i tanti  della
  formazione professionale, dove ci sono veramente persone  in  gamba
  che  possono  dare  una  mano d'aiuto  per  cercare  di  portare  a
  compimento la spesa comunitaria, che è tantissima.
   Voglio  ricordare, ad esempio, che l'articolo, al comma  2,  parla
  anche   dell'agricoltura,  che  è  il  settore  agricolo  dove   da
  quest'anno  finalmente partirà una progettazione che non  sarà  più
  nell'ottica  di  dare  un  regalino ai forestali,  ma  di  dare  ai
  forestali  il  giusto riconoscimento, con obiettivi seri  che  sono
  proprio i progetti.
   Per  spendere i soldi della Comunità Europea questo personale,  il
  personale  delle società partecipate, è fondamentale, anche  perché
  in  tutti  questi  anni hanno avuto la possibilità  di  formarsi  e
  formarsi  bene,  e con l'uscita dei regionali, dei  dirigenti,  dei
  funzionari  regionali  che andranno in pensione,  questo  personale
  potrebbe  essere  sicuramente utilizzato affinché possa  finalmente
  dare un input anche alla Regione, spendendo tutti i soldi.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare
  sull'articolo 6.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  solo  per  dire  che si vota l'articolo  6  così  com'è,
  l'altro  emendamento era stato dichiarato inammissibile e rimandato
  allo  stralcio dal Presidente dell'Assemblea. Per cui si vota  così
  com'è  e sono previste le somme per i forestali e le somme  per  il
  cofinanziamento  europeo.  C'è  poi  un  emendamento  tecnico   del
  Governo, il 6.11, che risponde a un rilievo fatto dalla ragioneria,
  ma   che   non  cambia  assolutamente  la  sostanza  dell'articolo.
  Semplicemente ci dicevano di non fare più accantonamenti  negativi,
  ma  di  rimandare  a  un  allegato speciale. E'  semplicemente  una
  questione  tecnica,  che  non  altera  la  sostanza  dell'articolo.
  L'articolo  quindi  rimane tale e quale, prevede  i  soldi  per  il
  cofinanziamento europeo e per i forestali a valere sull'FSC.

   PRESIDENTE.  Assessore  Baccei,  per  chiarezza:  il  Governo   ha
  presentato   l'emendamento  6.11,  che  fa   parte   dell' allegato
  emendamenti   al  disegno  di legge, che è interamente  sostitutivo
  dell'articolo 6. Il Governo lo mantiene?

   BACCEI, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE. L'emendamento 6.6 è già stato ritirato.
   Si   passa  all'emendamento  6.1,  a  firma  dell'onorevole  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.11, del Governo.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  l'attenzione  dell'assessore Baccei, perché ancora  non  ho  deciso
  come votare su questo articolo, quindi io ed il Gruppo parlamentare
  di cui faccio parte, abbiamo la necessità di comprendere quale sia,
  in  buona  sostanza,  il  costrutto giuridico-normativo  di  questo
  articolo,  di  questa  impostazione, in ragione  del  fatto  che  i
  dipartimenti  regionali, per volontà del Governo, hanno  deciso  di
  avvalersi  prioritariamente  di una  società  strategica  a  totale
  partecipazione pubblica, che è Sviluppo Italia Sicilia.
   E  allora,  se  il  presupposto  è  questo  -  e  il  presupposto,
  indubbiamente,  è  questo - anche sotto il profilo  dell'assistenza
  tecnica - ed era questa la ragione per la quale noi lo agganciavamo
  all'articolo 6 - il Governo avrebbe ben potuto, a nostro parere,  o
  meglio, il Governo e i Dipartimenti regionali devono avvalersi  per
  l'assistenza tecnica di Sviluppo Italia Sicilia.
   Peraltro, Sviluppo Italia Sicilia opera in house providing, dunque
  non  può  andare  autonomamente  sul  mercato  per  ottenere  delle
  commesse.  E  siccome è una società strategica,  secondo  quanto  è
  stato  affermato dalla finanziaria del 2015, deve essere utilizzata
  -  altrimenti non avrebbe senso quello che abbiamo fatto negli anni
  precedenti - in materia prioritaria dal Governo medesimo.
   Ora rispetto a tutto questo, rispetto al fatto che il Formez viene
  utilizzato,  a  nostro parere, impropriamente, perché  finisce  per
  usare fondi nostri che potrebbero, invece, ben essere utilizzati da
  una  società  siciliana, che poi è quello che  più  importa  a  me,
  assessore  Baccei  e assessore Cracolici; capisco  che  a  lei  dei
  dipendenti  siciliani  non sempre interessa, però  Sviluppo  Italia
  Sicilia  ha dipendenti siciliani  Non è come il Formez, che arriva,
  si prende i nostri soldi e ne fa l'uso che vuole
   Allora, rispetto a questa cosa, io non ritengo che questo tema  si
  possa  liquidare  con un colpo di inammissibilità.  Perché  chi  lo
  liquida  così,  rispetto  a quei lavoratori,  e  faccio  appello  -
  onorevole  Presidente  Lupo  -  alla  sua  precedente  attività  di
  sindacalista  a  tutela  dei lavoratori, chi  ritiene  di  chiudere
  bellamente questo tema, in maniera, a mio parere, errata  o  quanto
  meno superficiale, secondo me sbaglia.
   Allora,  assessore Baccei, io le chiedo di spiegare - e credo  che
  sia  arrivato anche il momento - qual è la sorte di Sviluppo Italia
  Sicilia.  Ce lo spieghi  Perché poi magari ci convince  -  mi  pare
  complicato  - e prendiamo atto del fatto che il Governo  regionale,
  con  in  qualche modo il benestare della Presidenza dell'Assemblea,
  ha deciso di liquidare Sviluppo Italia Sicilia.
   Io  spero,  e credo, di non stare offendendo nessuno. Sono  certo,
  invece,  di  stare  facendo  un'operazione  verità,  che  tutela  i
  dipendenti siciliani.
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.11.

   CORDARO. Non mi rispondete?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, la risposta è quella che  è  stata
  data  ieri più volte, anche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, e che non posso che ribadire.
   Tutti  gli  emendamenti di cui avete discusso, che sono già  stati
  stralciati dalla Presidenza, sono stati trasferiti ad altro disegno
  di  legge che è il numero 1133-1155/A Stralcio I. Le Commissioni di
  merito  hanno  già espresso un parere sugli emendamenti  trasferiti
  alle  Commissioni  di merito e che non appartengono  più  a  questo
  disegno di legge, ma ad altro disegno di legge che è - ripeto -  il
  numero 1133-1155/A Stralcio I.
   Quindi le norme - al di là del merito e dell'importanza che hanno,
  e di questo non dubitiamo - devono essere trattate in altro disegno
  di  legge stralcio, che troverà un iter legislativo rapido, essendo
  ciò  peraltro,  come  prevede il Regolamento,  nella  disponibilità
  della  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari,  che  il
  Presidente  Ardizzone  ha già annunciato volere  convocare  presto.
  Questo è il punto.

   CRACOLICI, assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Signor  Presidente,   onorevoli   deputati,
  approfitto della dichiarazione di voto per rispondere all'onorevole
  Cordaro.
   Posso impegnarmi, per la parte che riguarda le competenze del  mio
  Assessorato, di fare in modo che Sviluppo Italia, così come è stato
  nella  precedente  programmazione, sia un partner fondamentale  per
  l'attività di assistenza tecnica per quanto riguarda il nuovo PSR.
   Chiaramente il tutto - ricordo - compatibilmente alle norme e alla
  possibilità di rendicontazione perché nella precedente attività  di
  programmazione c'è stato un problema sulla fattibilità  per  alcune
  figure del riconoscimento dei requisiti per essere rendicontati  ai
  fini comunitari.
   Detto questo, ho interesse come lei, non oggi che sono al Governo,
  ma  anche  ieri, da semplice deputato, che Sviluppo Italia  Sicilia
  non chiuda.

   MARZIANO,    assessore    per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore    per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,   voglio
  approfittare per informare l'Aula che l'Assessorato dell'istruzione
  e  della  formazione ha con Sviluppo Italia Sicilia un rapporto  di
  assistenza  tecnica  per uno dei segmenti importanti  della  nostra
  attività.

   PRESIDENTE.   Assessore  Baccei,  credo   che   la   dichiarazione
  dell'assessore Marziano sia importante.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ho verificato prima anche con l'assessore Lo  Bello  che
  sta  affidando  delle  commesse  a Sviluppo  Italia  Sicilia,  come
  organismo  intermedio  del FSR, per cui c'è l'impegno,  mi  sembra,
  degli assessori ad assegnare delle commesse a seconda di quelle che
  sono le competenze di Sviluppo Italia Sicilia.
   Volevo  solo  richiamare  l'attenzione sull'importanza  di  questo
  articolo  che  ci  consente, da un lato, di  avere  risorse  per  i
  progetti di dissesto idrogeologico e, quindi, per dare, nell'ambito
  di questi progetti, ai lavoratori forestali per circa 60 milioni e,
  dall'altro  lato, ci permette di cofinanziare la spesa  comunitaria
  europea  e,  quindi, di fare investimenti nella  Regione,  per  cui
  questo   articolo   è   estremamente  importante,   venendo   meno,
  chiaramente, ci sarebbero problemi sia per i progetti  di  dissesto
  idrologico  e,  quindi,  per  i  lavoratori  forestali,   che   per
  cofinanziare la spesa europea.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.11 del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà  fra  un'ora
  esatta.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.33, è ripresa alle ore 16.13)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devono ancora essere approvati gli
  articolo 1, 5, 22, 23, 33 e, a seguire, gli articoli 90, 91,  92  e
  93 che sono le norme finali.
   Con  un  po'  di buona volontà potremmo completare oggi  entro  le
  20.00, altrimenti rinviamo a domani pomeriggio.
   Si   riprende   l'esame  dell'articolo  33,  precedentemente
  accantonato.
   Comunico  che  è stato presentato dal Governo  l'emendamento
  di riscrittura 33R, che è in distribuzione.
   Invito gli assistenti a distribuirlo.
   Sospendo  brevemente  la  seduta in  attesa  del  Presidente
  della Regione.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che, ai fini procedurali,
  essendo  stato presentato un emendamento di riscrittura,  rimangono
  in  vita  soltanto  gli  emendamenti soppressivi  perché  se  viene
  approvato l'emendamento di riscrittura, decadono tutti gli altri.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono
  uomo della pace.
   Assessore  Bacchi, si ricordi, prendo la parola e dico  sempre  le
  cose  per  come le penso, nella mia follia. Poco fa sono  venuto  a
  chiederle un parere, non ne faccio mistero e le dico cosa penso.
   Noi  dobbiamo salvare certamente Riscossione Sicilia, però il  mio
  cuore,  ma  penso il cuore di tutti i parlamentari,  è  volto  alla
  salvaguardia di tutti i lavoratori, quelli di Riscossione  Sicilia,
  perché no, o di Sviluppo Italia Sicilia, per portare un esempio.
   Ora,  siccome abbiamo detto a tutti che facciamo una norma  ma  ci
  rivediamo  più  tardi e definiamo i rapporti, assessore  Bacchi,  a
  tutti abbiamo detto così, sui forestali, su tutti abbiamo detto che
  facciamo  la  norma fra due mese, fra tre mesi, fra  quattro  mesi;
  allora,  io dico, riconoscendo l'importo complessivo che voi  avete
  quantificato  in undici milioni e novecento a Riscossione  Sicilia,
  nulla  vieta  di dire che sono sempre undici milioni  e  novecento,
  però  ora ti do qualche cosina in meno e a riequilibro ti  ridò  la
  parte  rimanente, e con quelli che non ti do ora,  do  ossigeno  ai
  dipendenti,  alla  Società Sviluppo Italia e Sicilia  e  rimandiamo
  anche  per  loro  con un comma aggiuntivo, blindando  anche  questo
  articolo.
   Quindi   un  intervento  volto  a  Sviluppo  Italia  Sicilia,   un
  intervento  di  saggezza  che  il  Parlamento  adotta  per   tutti.
  Onorevole  Panepinto,  poco  fa abbiamo  assistito  alla  direzione
  regionale  del  PD; lei cercava Faraone e pensavo  fosse  in  Aula.
  Siccome  l'argomento è delicato, lo vorrei ripetere,  io  sono  per
  salvaguardare  i  novanta  dipendenti di  SE.RI.T,  di  Riscossione
  Sicilia, sono anche per riconoscere gli undici milioni e novecento,
  sono anche, però, come si è fatto con i comuni, come si è fatto con
  tutti  per  dire  oggi si fa una pausa ed aiutiamo con quella  poca
  disponibilità  che  sono  questi  undicimilioni  e  novecento,   ci
  rivediamo  per  il  riequilibrio e  diamo  una  speranza  anche  ai
  lavoratori  di  Sviluppo Italia Sicilia, quindi  questa  è  la  mia
  proposta.
   Io  non  sono per fare né  prese della Pastiglia  né niente,  solo
  abbiamo   aiutato  tutti,  certamente  non  c'è  disponibilità   in
  bilancio, però così l'escamotage si può trovare.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  siamo
  arrivati  all'ottavo  giorno  di trattazione  di  queste  leggi  di
  stabilità  e con grande fatica penso che il Governo ed  i  colleghi
  abbiano dato dimostrazione di volere portare avanti questa norma.
   Io  vorrei  essere molto chiaro con il Governo, con il  Presidente
  Crocetta  e  con l'Assessore Baccei. In questi giorni,  da  quando,
  giustamente ricordava il Presidente Ardizzone, si è discusso per la
  prima  volta  di Riscossione Sicilia, sono circolare tante  voci  e
  tante  riscritture.  Tante riscritture e tante  voci  che  si  sono
  rincorse   in  merito al destino e al futuro che si  vuole  dare  a
  questa società.
   Ora,  che  sia  chiaro, a parte la posizione di alcuni  componenti
  dell'opposizione  che hanno manifestato legittimamente,  anche  con
  degli  emendamenti presentati, una posizione che ritengo  sia  alla
  luce  del  sole, che ritengo sia legittima, che il gruppo di  Forza
  Italia ha voluto portare avanti e che sia corroborata da studi e da
  argomentazioni  validissime  alle  quali  io,  che  non  mi  vedono
  favorevoli  a  queste argomentazioni. Dall'altro vi  è,  Presidente
  Crocetta, affinché lei lo sappia, ma lei lo sa bene, vi è in questo
  momento   un   ginepraio   di  posizioni  all'interno   della   sua
  maggioranza.  Un  ginepraio all'interno del quale,  a  distanza  di
  quattro  giorni dalla prima trattazione di questo articolo,  ancora
  non  si è venuti fuori perché è circolata la voce che vede smentita
  di  questa  riscrittura,  di  una trattativa  successiva  a  questa
  erogazione  di  fondi con Equitalia, è circolata la voce  di  parte
  della  maggioranza che vuole una bocciatura e una fine e una  morte
  di Riscossione Sicilia.
   E  allora,  Presidente  Crocetta, su questo  bisogna  mettere  una
  parola  chiara  non  basta l'emendamento, che  vedrà  il  mio  voto
  favorevole, perché la mia posizione non l'ho cambiata.
   Occorre  che  il Governo, in modo chiaro, dica che  questi  soldi,
  questi undici milioni servono a fare, da qui ai prossimi due  anni,
  queste cose che facciano uscire Riscossione Sicilia dal pantano  in
  cui si trova.
   Serve che il Governo prenda una decisione chiara e una posizione e
  dica  - una volta e per tutte - che una volta che questo Parlamento
  si  avvia  ad  uno  sforzo  economico notevole,  questo  non  verrà
  vanificato  nei  prossimi novanta giorni con  una  trattativa,  che
  possiamo dire sotterranea, con Equitalia.
   Questa è una posizione compatta di Parlamento e Governo e ci vuole
  una posizione chiara.
   Alla  luce  di questo, Presidente, siccome con i voti  segreti  si
  sono  fatte  tante  operazioni legittime  come  da  Regolamento  di
  quest'Assemblea, chiedo che vi sia una chiarezza su questo.
   Invito i deputati a non celarsi dietro il voto segreto ma a  dire,
  in  modo palese, chi è a favore della soppressione chi è contrario,
  anche perché - è l'ultimo invito che rivolgo ai miei colleghi -  le
  posizioni  personali, e lo ribadisco con forza, di certi presidenti
  di CDA che oggi ci sono e domani no, non augurando ovviamente nulla
  di  che,  verranno  rimossi da questi CDA oppure rimarranno  per  i
  prossimi dieci anni.
   Una cosa è l'ente e la sua utilità in favore del popolo siciliano,
  altra cosa - da distinguere in modo chiaro, netto e separato - sono
  le   posizioni  avventate  e  irresponsabili,  perché,   Presidente
  Crocetta, questo ce lo dobbiamo dire
   Il  clima qui dentro è stato avvelenato appositamente da posizioni
  irresponsabili  che  lei,  che  rappresenta  la  proprietà  Regione
  siciliana  all'interno di Riscossione Sicilia, doveva rimuovere  in
  modo  chiaro  e  limpido, hanno avvelenato il clima su  Riscossione
  Sicilia.
   Vorrei,  pertanto, Presidente Crocetta, da lei, in quanto  massimo
  rappresentante  di  questa Istituzione una posizione  chiara  sulle
  persone  e  sull'ente,  in  modo tale che questo  Parlamento  possa
  votare  in  modo  limpido e chiaro sulla rinascita  o  sulla  morte
  definitiva di questo ente.

   PRESIDENTE. Presidente Crocetta, facciamo intervenire  i  colleghi
  parlamentari. L'onorevole Lombardo ha invitato, sostanzialmente,  a
  votare   palesemente.  Sono  stati  presentati  degli   emendamenti
  soppressivi.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Greco,  sarebbe
  interessante sentire prima l'onorevole Greco.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. La ragione della  riscrittura
  attiene  a  dinamiche  che riguardano le  posizioni  emerse  fra  i
  partiti all'interno dei medesimi.
   E' chiaro che la riscrittura si rendeva necessaria per evitare.
   Considero  l'eventuale soppressione non di Riscossione Sicilia  ma
  di una possibilità della potestà della Regione siciliana in materia
  di  riscossione di tasse, il più grave atto all'autonomia regionale
  che  si  è  potuto  infliggere  dalla  costituzione  dello  Statuto
  speciale.
   Non   la   considero  una  questione  strettamente  politica,   di
  sottotono, per cui si può prescindere che d'ora in poi non sarà più
  la stessa la Sicilia, se passa un emendamento.
   Ci sono poi le questioni di buon senso.

   GRECO  Giovanni. Ne ha poco perché non ha difeso  i  Deputati   Ha
  permesso che ci dicessero che siamo criminali

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Greco, io non lo so.
   Sarebbe  il  caso - considerato che è espressione  di  un  partito
  autonomista - che un po' si interroghi sulle cose che dice.
   Il tema è questo.
   Ritengo  che  questo  sia  un  dato assolutamente  un  vulnus  non
  copribile, ognuno si assume le responsabilità politiche  di  fronte
  alla  storia  della Sicilia di questo vulnus. Poi c'è un  tema  che
  riguarda il management, la governance, non si decide, non si  fanno
  delle   scelte  strutturali  su  una  società  sulla   base   della
  valutazione  di  chi in via transitoria si trova  ad  occupare  una
  posizione.  Una  posizione con toni che in  parte  hanno  messo  in
  imbarazzo non solo il Governo ma lo stesso Presidente della Regione
  che  è  finito  persino in elenco come tutti  gli  altri  di  quasi
  evasori che non è vero
   Andiamo  avanti:  quindi è inutile che mettiamo  in  piedi  questa
  questione  perché  su  questo dobbiamo  essere Scusate  siccome  io
  voglio  dire  delle cose serie, stiamo discutendo del futuro  della
  Sicilia  Se non ci rendiamo conto di questa gravità allora possiamo
  capire bene che stiamo scherzando

   GRECO Giovanni. Ci auguriamo che le si dimetta

   CROCETTA.  Onorevole  Greco, però ascolti: non  approfitti  troppo
  della  mia pazienza  Perché io interrompo il mio intervento se  lei
  continua  a tenere questo stile. Perché normalmente in questi  casi
  si chiede l'allontanamento dall'Aula

   GRECO Giovanni. Addirittura

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma lei che pretende che mentre
  io faccio il mio intervento in Aula lei senza chiedere la parola mi
  può interrompere?

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, evitiamo dibattiti, facciamo svolgere
  l'intervento al Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Io ritengo, quindi,  che  noi
  dobbiamo  approfondire, affrontiamo la questione con chiarezza.  Se
  noi  volessimo  essere onesti, noi dovremmo dare meno  soldi  sulla
  spesa corrente perché è inutile in assenza di un oggettivo piano di
  risanamento  e di un disegno strutturale sulla società  dare  spesa
  corrente  che viene assorbita subito. Però io valuterei  se  non  è
  necessario   invece   incrementare   i   soldi   che   diamo   alla
  capitalizzazione  per  evitare che fra un  mese  ci  troviamo,  non
  abbiamo  il  tempo  neanche di presentare  il  piano  e  quindi  di
  portarla al ciclo migliore riducendolo sulle entrate, perché non ha
  senso  dare  un solo centesimo se poi la società la si  vuole  fare
  fallire  Per essere chiari, per fare fallire questo patrimonio e le
  risorse  della società dai fornitori ora dobbiamo essere  onesti  e
  chiari su questo, perché non può essere neanche un rinvio trucco.
   Seconda  questione:  quindi  io apprezzerei  gli  emendamenti  che
  dicono   aumentiamo le risorse da destinare alla ricapitalizzazione
  avendo ridotto sostanzialmente per un periodo necessario a fare  la
  riforma  in  bonis la società e destiniamo ad altro e cominciamo  a
  ragionare   del  piano  di  risanamento .  La  società  attualmente
  riscuote  480 milioni di euro quindi non è che i famosi 15  milioni
  di  euro  li  perde sono perdite senza incassi perché così  come  è
  stata  rappresentata  nell'immaginario  collettivo  sembra  che  la
  società  non  riscuota nulla e ci costa e perdiamo  15  milioni  di
  euro.  Non  è così  Noi paghiamo 15 milioni di euro, noi perché  il
  resto  se  lo  paga  la società se la perdita è  solo  quella,  per
  riscuotere, per avere come Regione e come Stato 480 milioni, quindi
  non è che è quella società de copto che non producono nulla  Non  è
  che la perdita sarebbe minore se non ci fosse nessuno che riscuote.
  Ma nessuno che non riscuote non c'è. Bene
   Andiamo  alla  questione di chi riscuote: 1)  oggi  c'è  chi  dice
   trasferiamo ad Equitalia   A parte che non si può fare  con  legge
  di  trasferire ad un ente, c'è persino l'inammissibilità di un tale
  emendamento perché giuridicamente dà una disposizione  ad  un  ente
  che  non  è  regionale, è persino un'azienda  privata.  E,  siccome
  nessuno  può  decidere  su che cosa deve fare  un'azienda  privata,
  l'articolo  di  legge che affiderebbe tout court ad  Equitalia,  in
  assenza di un negoziato, di un contratto e di una subordinazione di
  Equitalia a questa legge, è un arbitrio. Inammissibile da punto  di
  vista legale.
   Uno  può  discutere:  Vediamo se possiamo affidarla ad Equitalia ,
  ma  se  delibera e legifera su Equitalia sta facendo  un  abuso  di
  potere.  Inammissibile,  in  un'economia  dove  le  aziende   hanno
  un'autonomia.
   Non  è un ente partecipato della Regione per cui si possa imporre,
  questo  sì.  Uno può dire a Riscossione:  Consegnati ad Equitalia .
  Questo  glielo può dire a Riscossione, ma non può dire ad Equitalia
  che deve accettare questo servizio.
     Per  essere chiaro, quindi, anche nelle impostazioni che abbiamo
  avuto  su  alcuni  emendamenti, sono profondamente  illegittimi  ed
  inefficaci, soprattutto.
   Noi  abbiamo avviamo, in questi mesi, un'interlocuzione, a partire
  dall'assessore  Baccei,  a me stesso, col  Governo  per  affrontare
  questa questione che dobbiamo affrontare.
   Il  deficit  di  Equitalia  deriva da due  questioni.  Con  questo
  rispondo  anche  sulla  questione della  riduzione  delle  entrate.
  Rispondo all'onorevole Rinaldi che ha posto ieri una questione  che
  ritengo corretta, per essere onesti intellettualmente.
   Quando  lui  dice:  Voi avete preso i soldi per le trombe  d'aria,
  per  i  danni  in  agricoltura dalle entrate, dal  trasferimento  a
  Riscossione. .
   Noi li abbiamo presi volentieri, proprio perché riteniamo che dare
  dei  soldi ad una società, eventualmente che si vuole fornire,  sia
  sbagliato.  Ripeto la questione è credo critica,è l'incremento  del
  capitale  sociale  che,  a  mio avviso, va  persino  raddoppiato  e
  ridotto dai trasferimenti. Questo ci permette di avere qualche mese
  per  avere  un  piano di risanamento reale ed un nuovo  disegno  di
  legge che viene in Aula.
   Altra  questione.  Siete proprio sicuri che  Equitalia  non  abbia
  lavoratori   in   cassa  integrazione?  Non  abbia   provveduto   a
  ridimensionamenti di organico e licenziamenti, per cui  l'utile  di
  Equitalia deriva da queste azioni?
   Bene.  Se questa dovesse essere la condizione, e ho più di qualche
  ragionevole  dubbio  che  sia questa la condizione  per  cui  si  è
  arrivato al risanamento, allora, dobbiamo avere chiaro che  nessuna
  società,  che ha personale in cassa integrazione,  può  assumere  i
  dipendenti  se  prima non assume quegli altri, quindi,  venendo  in
  Sicilia,  a  meno che non nasca un'Equitalia Sicilia, Equitalia  in
  quanto  tale, non potrebbe assumere assolutamente alcuno. Possiamo,
  quindi, licenziare 800 lavoratori?
   Guardate, se questa è la nuova politica del Parlamento, mi allineo
  perché,  a  questo punto, significa che noi possiamo licenziare  24
  mila forestali, 18 mila precari, siccome la questione che, qui,  si
  è  fatta in questi giorni è di senso totalmente opposto, non riesco
  a  capire  perché,  in questo caso, l'esigenza di  salvaguardare  i
  lavoratori  non sia prevalente rispetto alla necessità, invece,  di
  fare togliere alla Sicilia il gabelliere, garantendo l'autonomia in
  materia  fiscale e, invece, che dovrebbe essere ancora più forte  e
  cogente, si vuole attaccare l'autonomia della Regione siciliana.
   Un'altra  questione,  poi,  a  proposito  sempre  dei  tifosi   di
  Equitalia, voglio ricordare che con il semplice trasferimento della
  sede legale da Palermo e Catania e L'Aquila, per i dipendenti dello
  Stato,  lo  Stato ci ha fregato qualcosa come 200 milioni  di  euro
  l'anno.
   La  ragione per cui quelle risorse rimangono in Sicilia  è  perché
  sono riscosse in Sicilia. Perché questo dice lo Statuto.
   Domani  dovremo  rinegoziare con Roma  che  un  ente,  che  non  è
  siciliano, ci deve trasferire risorse che sono nostre. E questo  ci
  indebolisce  rispetto  alla trattativa che  abbiamo  con  Roma  sui
  trasferimenti.
   I  deficit  di  Equitalia  derivano da  due  semplici  spese:  sul
  bilancio  complessivo , che - credo - non sia molto di più  lontano
  dai 49 milioni di euro, 39 milioni sono spese del personale.
   Se  questo  personale doveva essere licenziato da Equitalia  tanto
  vale  che la facciamo noi la politica di razionalizzazione in  nome
  di quel sacro furore del profitto che debbono avere le aziende
   Che  non  si  applica  ad altre partecipate  stranamente,  non  si
  applica,  per  esempio, quando il divieto di assunzione  -  abbiamo
  fatto  la  solita  norma  che permette ai  forestali  di  avanzare,
  praticamente di incrementare il numero delle ore, che vanifica ogni
  processo di pensionamento; uno a tempo determinato se ne va,  viene
  sostituito   da  un  altro  a  tempo  determinato,   per   cui   il
  centocinquantunista  diventa a tempo indeterminato,  il  centunista
  diventa   centocinquantunista  ed  il   settantunista   diventa   a
  centunista.  Per  cui,  per ognuno che se ne  va  in  pensione,  si
  raddoppia il costo dei forestali.
   Questa norma di spending review non può essere adottata e non sarà
  adottata  mai.  Ed  io  dico:  Bene . Rispetto  la  volontà  di  un
  Parlamento che fa la garanzia sociale.
   In questo caso, invece, gli ottocento sono figli di nn, sono figli
  minori  perché rispetto ad un Parlamento che, di norma, è sensibile
  su questa questione?
   La  questione seria, non solo .. I 75 milioni di debito in caso di
  fallimento che ha Equitalia se li carica Riscossione? I 75  milioni
  di  debiti  di  Riscossione se li carica Equitalia o finiscono  sul
  groppone  della  Regione vanificando le manovre  di  sacrifici  che
  abbiamo imposto al popolo siciliano con questa manovra finanziaria?
   Io  ve  lo  dico  quale sarebbe lo scenario in caso di  fallimento
  delle  società.  Un  bando  per  l'affidamento  a  privati,  perché
  Equitalia non può garantire il livello occupazionale perché non  lo
  può  fare,  dopo  di che due cose avevano i Salvo  in  Sicilia:  il
  servizio informatico e la riscossione, che storicamente era in mano
  ai privati.
   Se si vuole tornare a quella ragione, facciamolo pure, fatelo pure
  ma   io  non  posso  essere  complice  di  questo,  che  sia  nella
  maggioranza,  che  sia  nel mio partito, che  ha  questo  progetto,
  oppure più in generale - però dobbiamo essere chiari - ed il debito
  con  Monte  Paschi?  Quella famosa operazione che  si  fece  in  un
  Governo   precedente,  che  non  è  nemmeno  quello  immediatamente
  precedente,  per cui ci si è indebitati - non discuto  sulla  bontà
  perché non voglio ridurre tutto a questioni di polemiche politiche,
  sulla  bontà o meno delle operazioni - c'era una legge dello  Stato
  che  imponeva  che  Monte Paschi uscisse da Riscossione.  Bene  noi
  abbiamo avuto, però, il mutuo dalla stessa Monte Paschi per  pagare
  i  debiti  a  Monte Paschi con un tasso di interessi  pazzesco;  lo
  stiamo  negoziando,  ci volete dare due o tre mese  per  mettere  a
  posto  questa società e poter negoziare con lo Stato, ma anche  con
  la stessa Equitalia ed anche con lo stesso Monte Paschi, condizione
  per rendere accettabile. Dopodicchè, se volete che la riduciamo  in
  Vomes, la società siccome i dipendenti costano 39 milioni di  euro,
  basta farsene fuori su ottocento, trecento e, da domani, la società
  è in attivo, domani mattina.
   Possono  essere  questi i termini? Oppure ci date la  possibilità,
  anche  perchè, parliamoci chiaro, quello che vi stiamo chiedendo  è
  una   proroga  di  una  decisione,  una  proroga  che  faccia,  che
  salvaguardi  gli interessi della Regione per potere negoziare  bene
  con lo Stato.
   Imporre a Riscossione Sicilia un reale piano di risanamento,  fare
  eventualmente  gli  aggiustamenti necessari  sulla  governance  che
  possa  garantire  anche  il Parlamento  e  la  dignità  stessa  del
  Parlamento e fare dei ragionamenti. Non mi pare che questo  sia  un
  discorso  .. se poi, invece, volete fare fallire l'autonomia  della
  Regione  siciliana, ripeto, se questo dovesse essere  l'andazzo  di
  questa legislatura, allora, è meglio fermarla.
     Informatica ai privati, le tasse ai privati, cosa ci  aspettiamo
  ancora? Io non posso essere il notaio che assiste al declino  dello
  Statuto e dell'autonomia siciliana.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO    Giovanni.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  l'intervento del Presidente Crocetta, credetemi, non dico che  sono
  tutte bugie, ma la quasi totalità, perché se è vero che lui aveva a
  cuore   Riscossione   Sicilia,  all'indomani  delle   dichiarazioni
  dell'avvocato Fiumefreddo, doveva rimuoverlo dalla società,  invece
  no,  invece  no.  Cominciò ad essere critico quando  ha  visto  che
  sull'elenco c'era pure lui.
   E,  allora,  dico, ma questa cifra che appartiene come evasione  a
  Crocetta,  è  quella  vera?  Lo stanno  favorendo,  non  lo  stanno
  favorendo?  Vorrei  tutta  la verità perché  a  me  è  arrivata  la
  cartella esattoriale di 1.660 euro di un Tfr che, dico, non  avevo,
  sono  un  pensionato, quindi, me la fanno alla fonte a me,  quindi,
  non  ho capito perché mi dice che sono un evasore, semmai, è il mio
  ufficio  a  cui devo rimproverare che hanno fatto male i conti.  E,
  quindi,  quale difesa questo Presidente della Regione che si  sente
  offeso quando lo interrompo nel suo intervento, ma dov'è che ci  ha
  difeso? Ci hanno chiamato pirati, farabutti.
     Vorrei  vedere chi voterà contro il mio emendamento soppressivo.
  Vorrei  vedere i colleghi. Ma credete, proprio, che tutte  le  cose
  che  ha  detto  il  Presidente Crocetta  rispondono  a  verità?  Se
  rispondessero  a  verità,  lui  già  a  monte  buttava  fuori   chi
  amministra questa società.
   Siccome lui è uno dei più bravi a parlare di società strategiche.
   Lo  sapete  che  cosa  l'alta volta mi è  capitato  di  vedere  in
  televisione?  All'inaugurazione dell'anno giudiziario  della  Corte
  dei  Conti  strategicamente, secondo voi, chi gli ha  mandato  come
  rappresentante della Regione? La dottoressa Monterosso condannata a
  1  milione  e  300  mila  euro per danno  erariale.  E  il  dottore
  Guagliano  che è uno di quelli che beneficerà dell'emendamento  del
  condono  sugli  incarichi  ai dirigenti  regionali.  Questi  li  ha
  mandati  a  rappresentare  la  Regione all'inaugurazione  dell'anno
  giudiziario  della Corte dei Conti. Bella strategia. E la  mantiene
  ancora nell'incarico  Dimenticavo onorevoli colleghi che c'è  stata
  un' audizione in Commissione Finanza e l'onorevole Vinciullo me  ne
  può  dare  atto  dove  tutti i dipendenti, Presidente  Ardizzone  i
  dipendenti, hanno chiesto di passare ad Equitalia. Quindi,  io  non
  lo  so  questo pensiero che si prende per il personale  l'onorevole
  Crocetta. Io sicuramente se ci fosse stato qualche problema per  il
  personale Presidente non avrei fatto un intervento di questo genere
  che sono sempre garante per gli stipendi dei lavoratori.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Presidente io credo che su questo tema sia assolutamente
  necessario  oltre  che utile per arrivare alla  migliore  soluzione
  possibile la presenza del Presidente della Regione. Credo  che  non
  sia  soltanto un' esigenza personale, credo che tutti  i  colleghi,
  l'onorevole  Alongi  annuisce, chiedono che ci  sia  il  Presidente
  della  Regione. Quindi la invito cortesemente a sospendere  per  un
  minuto  perché io desidero rivolgermi al Presidente della  Regione,
  ho  degli  argomenti da sottoporre alla sua attenzione e su  questi
  argomenti  vorrei  anche delle risposte perché dalle  risposte  del
  Presidente,  lo dico francamente, dipenderà il mio voto  su  questo
  articolo. Quindi Presidente la prego di sospendere un minuto  e  di
  chiedere al Presidente della Regione di tornare in Aula.

   PRESIDENTE.   Accogliendo  la  proposta  dell'onorevole   Cordaro,
  sospendo brevemente i lavori d'Aula.

     (la seduta sospesa alle ore 16.58, è ripresa alle ore 16.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Cortesemente, Presidente Crocetta, se può rimanere  in
  Aula,  anche perché il fumo fa male, lei fuma troppo e quindi  esce
  spesso dall'Aula, noi teniamo alla salute e quindi la vogliamo  qua
  in Aula fino al completamento della Finanziaria.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio  il
  Presidente  della  Regione  per essere  rientrato  in  Aula.  Avevo
  chiesto la sua presenza perché io desidero, assai brevemente, con i
  circa  cinque minuti che mi sono concessi, ripercorrere, presidente
  Crocetta,  quella  che  è  la  storia  recente  della  gestione  di
  Riscossione Sicilia.
   E'  chiaro  che se il Presidente della Regione rientra in  Aula  e
  parla con gli assessori e non ci ascolta, è come se fosse fuori. Vi
  inviterei, quindi, ripeto, per cinque minuti, ad ascoltarmi.
   Il deputato Cordaro è stato tra i fautori, con il contrario avviso
  di  quasi  tutto  il  centrodestra, di  una  ricapitalizzazione  di
  quaranta milioni di euro a favore di Riscossione Sicilia,  non  più
  tardi di un anno e mezzo fa.
   Chi  parla, dunque, non essendo debitore di Riscossione Sicilia  e
  quindi  non  potendo essere annoverato tra i  pirati', credo  abbia
  tutte  le  ragioni  per  parlare in  maniera  serena  e  scevra  da
  qualsiasi condizionamento.
   Il  presidente precedente di Riscossione Sicilia, l'avvocato Lucia
  Di Salvo, a differenza di quanto riportato dall'attuale presidente,
  ha   presentato  a  questo  Parlamento  il  Piano  industriale   di
  Riscossione Sicilia.
   Il  presidente precedente ha iniziato in maniera coerente e  seria
  un  programma  di  spending  review,  chiudendo  molte  delle  sedi
  decentrate con grandi proteste e quindi senza cercare fama o plausi
  da  parte  di questi deputati regionali i quali, poi, per  ragioni,
  anche  legittime,  legate ai campanilismi hanno cercato  di  tenere
  aperta la sede di Favara piuttosto che quella di Bagheria.
   Chi  c'è  stato  prima  di  Fiumefreddo, Presidente  Crocetta,  ha
  notificato  cartelle  di novecentomila euro ai  deputati  e  non  è
  successo  nulla,  perché chi lo ha fatto, lo ha  fatto  in  maniera
  seria,  pacata,  consapevole, appropriata, con il rispetto  che  si
  deve  alle Istituzioni e al deputato. E questi deputati, in maniera
  altrettanto  seria, si sono messi a disposizione,  seppure  avevano
  ragione, tanto da avere avuto, poi, modificata questa sentenza  che
  è  diventata, rispetto a quella iniziale, una sentenza di  condanna
  assolutamente irrisoria.
   Allora la domanda che dobbiamo farci, Presidente Crocetta,  non  è
  chi vuole uccidere Riscossione Sicilia, perché le garantisco che in
  questo  Parlamento nessuno ha idea di uccidere Riscossione Sicilia,
  nessuno   ha   idea   di   uccidere  nessuno.   Ovviamente,   parlo
  politicamente, ma il tema che qui è ricorrente è: chi ha avvelenato
  i pozzi, Presidente Crocetta?
   Qualcuno ha avvelenato i pozzi, al punto tale da imporre, sotto il
  profilo  istituzionale,  in  maniera  ineccepibile,  al  Presidente
  Ardizzone  di  denunziare l'avvocato Fiumefreddo  per  tutelare  la
  dignità, il prestigio, l'autorevolezza del Parlamento.
   Rispetto  a queste cose, -  ma nulla di personale e me  ne  guardo
  bene  -  ,  io  non  ho neanche il piacere di conoscere  l'avvocato
  Fiumefreddo, non è mai capitato di incrociarci né di stringerci  la
  mano,  ma  il  tema  è sicuramente questo, il tema  che,  oggi,  in
  quest'Aula  si sente che si percepisce è questo: è di  un'atmosfera
  che  qualcuno  ha  creato mettendosi in bella vista  su   Le  iene
  piuttosto  che su altre trasmissioni e in momento sociale  delicato
  nel  quale chi di noi vuole camminare per strada a piedi, da quella
  sera  ha una ragione in più per essere preoccupato, ha la necessità
  di  capire  se  il  Presidente  della  Regione  vuole  assumere  un
  indirizzo  preciso  che  tuteli  il  prestigio  e  la  dignità  del
  Parlamento, oppure no, altro che Riscossione Sicilia, qui il tema è
  un altro Presidente.
   E  allora,  e  concludo,  io so e lo so  per  certo  che  tutti  i
  dipendenti e tutte le sigle sindacali - lo ha già detto l'onorevole
  Greco e lo ribadisco - non vogliono restare in Riscossione Sicilia,
  non si sentono garantiti in Riscossione Sicilia e allora, onorevole
  Presidente, io credo ed è questo il punto che noi dobbiamo chiarire
  che  rispetto alla governance di Riscossione Sicilia  si  è  creato
  ormai,  in  maniera  inesorabile, un corto circuito  istituzionale,
  ragione  per la quale a lei passa la palla, a lei passa  la  parola
  sulla   possibilità  o  meno  di  recuperare  il   corto   circuito
  istituzionale e di permettere a quest'Aula, senza condizionamenti e
  senza  preconcetti, di affrontare questa volta sì in maniera chiara
  e confacente il destino di Riscossione Sicilia.

   ALONGI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà

   ALONGI.  Su  questo articolo, Presidente Crocetta, mi  interessava
  che  comunque  ascoltasse  attentamente,  dicevo,  che   su  questo
  articolo vorrei fare due piccolissime considerazioni.
   Una  la voglio ricondurre e mi rivolgo al Presidente Crocetta alla
  riunione che abbiamo fatto l'altra sera subito dopo l'Aula,  quando
  abbiamo ragionato alla presenza di tutti i Capi gruppi, di tutti  i
  Gruppi   parlamentari  sulla   ricapitalizzazione   della   società
  Riscossione Sicilia.
   Presidente  Crocetta,  so  che lei è molto  attento  e  riesce  ad
  ascoltare e a parlare in contemporanea, ci mancherebbe altro, ma le
  volevo  ricordare  che l'altra sera avendo fatto una  riunione  con
  tutti   i   Gruppi  parlamentari,  tutta  l'Aula,   maggioranza   e
  opposizione  su Riscossione Sicilia si è fatto un ragionamento  che
  aveva  una  logica non soltanto politica, ma io dico  di  carattere
  strutturale per mantenere in piedi e in vita Riscossione Sicilia, e
  mi spiego meglio.
   Mi  pare di avere percepito e di avere ascoltato l'altra sera  che
  con  due  milioni e mezzo di ricapitalizzazione Riscossione Sicilia
  può  sopravvivere soltanto un altro mese circa, perché  all'incirca
  già   siamo   a   due  milioni  e  quattro  diciamo   fuori   dalla
  ricapitalizzazione.  E allora perché le faccio questo ragionamento?
  Io  ho condiviso il suo intervento su Riscossione Sicilia quasi per
  intero  su  alcuni  punti no, le dico cosa  è  condiviso  perché  è
  importante la condivisione insieme di questo ragionamento.
   E  allora è importante ripensare a una ricapitalizzazione che vada
  oltre  i due milioni e mezzo di euro perché se noi veramente  e  se
  veramente questo Governo vuole ripensare il ruolo e la governance -
  io parlo di governance a livello generale - di Riscossione Sicilia,
  dobbiamo  metterlo  nelle condizioni di non essere  affogato  e  di
  essere  nelle  condizioni  di ricapitalizzazione  e  potere  essere
  ancora sulla piazza per i prossimi 90 giorni.
   Quindi,  ritengo che sia importante e io lo chiedo  al  presidente
  Vinciullo  e alla Commissione se  è possibile rivedere e  ripensare
  un'integrazione a questa riscrittura che riporti non  2  milioni  e
  mezzo  di euro, se vogliamo fare un discorso vero e serio,  se  poi
  vogliamo  fare  un  discorso da Repubblica delle banane  quello  lo
  possiamo  fare, ma mi pare che siamo qui per dirci delle  cose  che
  non  sono  poi  profonde  verità. Credo  caro  Presidente  che  sia
  importante che la ricapitalizzazione a cinque milioni di euro  deve
  anche  avere  un suo impegno in quest'Aula e devo dirle  con  molta
  onestà, ed è il passaggio che non ho sentito con le mie orecchie  e
  che  vorrei  sentire  questa sera, non  ho  sentito  parlare  sulla
  governance della società Riscossione Sicilia. In che senso?  Vorrei
  sentire,  anche dall'Assessore Baccei, e da lei Presidente,  parole
  chiare  su  quello  che è l'impegno che il Governo  vuole  assumere
  nella rivisitazione di una governance che sia attenta e che guardi,
  Presidente  Crocetta,   a  due  aspetti  importanti  che   dovrebbe
  svolgere Riscossione Sicilia, uno un servizio vicino e attento alle
  esigenze e al territorio e a una riscossione concreta e vera e  non
  soltanto  all'8%  - 10%. Perché se oggi come dice  lei  Riscossione
  Sicilia, come dicono i numeri, riesce a riscuotere soltanto il  10%
  di  quello che dovrebbe riscuotere sicuramente c'è un vulnus  nella
  sua gestione complessiva e nella governance di questa società.
   Quindi,  Presidente Crocetta, lei mi troverà al suo fianco  su  un
  ragionamento  vero, serio e concreto, quello di ricapitalizzare  ad
  una   cifra  superiore  di   2  milioni  e  mezzo  di  euro,  porre
  Riscossione  Sicilia nelle condizioni, nei prossimi 90  giorni,  di
  poter  essere  agile  nel mercato e nella discussione  complessiva,
  avere  l'ossigeno per potere sopravvivere per i prossimi 90  giorni
  affinché  il  Governo regionale porti in quest'Aula e  ci  racconti
  quale  vuole essere la governance di questa società in prospettiva,
  una  governance  moderna, una governance  vicina  a  due  esigenze:
  riscuotere  il più possibile e non essere soltanto il  succhiatore,
  il predatore di debiti nei confronti dei cittadini siciliani.
   Però aggiungo, stiamo utilizzando del tempo prezioso per ragionare
  di  una società che oggi è al 99% azionista la Regione Sicilia,  su
  Riscossione  Sicilia, ma abbiamo un'altra società  che  è  Sviluppo
  Italia  dove  la  Regione  è azionista al 100%,  quindi  le  chiedo
  Presidente Crocetta che l'impegno che lei vorrà mettere insieme col
  Parlamento regionale nel salvare i settecento lavoratori dipendenti
  di  Riscossione Sicilia nel dare un modello nuovo e moderno  vicino
  alle  esigenze  di  Riscossione Sicilia, ripensi anche  a  Sviluppo
  Italia,  quindi  affinché  li mettiamo nelle  condizioni,  Sviluppo
  Italia  di  avere una governance attenta e avere le condizioni  per
  potere  ripensare  ad  uno  sviluppo e  a  rilanciare  una  società
  importante, con professionalità altrettanto importanti, ma  io  non
  voglio  fare  un emendamento, le parlo con assoluta franchezza,  lo
  preparerò  adesso  un  sub  emendamento,  ma  aggiungo   che   sono
  riflessioni  che  volevo fare ad alta voce con lei  e  con  i  miei
  colleghi dell'Aula.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  penso
  che  ormai  siamo  arrivati quasi alla fine, manca  qualche  ultimo
  provvedimento per chiudere questa finanziaria.
   Penso che questo sia l'articolo più difficile che stiamo trattando
  in   quest'Aula  e  forse  manco  a  farlo  apposta  il  Presidente
  dell'Assemblea l'ha voluto trattare l'ultimo giorno.
   Abbiamo ricapitalizzato questa società ben tre volte e nessuno  ha
  mai alzato un dito. Ma la conduzione di questa società negli ultimi
  mesi,  sicuramente, ha commesso qualche errore. Non un  errore  nei
  conti,  non  un errore nella conduzione della macchina, sicuramente
  ha   commesso  un  errore  grave  perché  il  Parlamento  regionale
  siciliano è un Parlamento eletto dal popolo, è un Parlamento che si
  assume   la   responsabilità   della  conduzione   della   macchina
  burocratica, oltre che politica.
   Io  quando ho saputo, tramite i giornali, che avevo un debito  con
  Riscossione  Sicilia,  non  lo sapevo,  mi  accinsi  ad  andare  in
  ufficio,  in  amministrazione, per  capire  di  che  cosa  stessimo
  parlando,  erano alcune multe che non mi erano state  recapitate  a
  casa, per farmi capire che dovevo pagare cioè perché avevo commesso
  queste  infrazioni. Morale della favola. Non erano più  quattromila
  euro, ma erano 1.500 euro. Volevo pagare immediatamente, ma non  me
  l'hanno  permesso  perché  prima dovevano  recapitarmi  a  casa  la
  scheda,  con  le  varie  voci.  E quindi,  per  tre  volte  abbiamo
  ricapitalizzato questa benedetta società.
   Quindi,  il problema vero è l'avvocato Fiumefreddo. Perché io sono
  d'accordo  con il Presidente della Regione quando dice  che  è  una
  società della Regione siciliana ed è una società che tratta  denaro
  contante,  considerato che parliamo di tasse, e  se  noi  diamo  la
  possibilità  a  Equitalia di gestire anche  i  nostri  fondi,  dopo
  l'errore  commesso,  e la vendita che, purtroppo,  la  politica  di
  qualche  anno fa ha condotto a vendere il nostro Banco di  Sicilia,
  questo  sarebbe un ulteriore errore che commettiamo  nei  confronti
  dei siciliani e dei nostri figli a venire.
   E allora bisogna dare una sterzata. Ci sono settantacinque milioni
  di  debiti che ha la Regione e che sicuramente deve cancellare, qua
  deve  intervenire  la politica, non solo quella  regionale,  ma  la
  politica  nazionale,  perché  come  abbiamo  detto  poc'anzi  nella
  trattazione dell'articolo 7, dove abbiamo visto in sette anni, otto
  anni,  l'aumento di sette punti percentuali che hanno avuto con  la
  compartecipazione  alla  spesa  sanitaria,  ci  hanno  condotto  al
  lumicino.  E  allora  la  politica nazionale  deve  intervenire  su
  questo.  Noi  dobbiamo salvare, ricapitalizzare la società,  ma  il
  Presidente  deve  assumere  un  impegno  in  questa  Aula  che   un
  amministratore non va bene se solo sa amministrare  ma  se  ha  dei
  brutti comportamenti nei confronti di un Parlamento che sta qua per
  intere  settimane per cercare di mettere insieme una finanziaria  e
  portare  avanti quelle che sono le nostre idee e portare avanti  il
  benessere della Sicilia e dei siciliani.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  credo
  che la materia di cui stiamo trattando rappresenta uno dei temi più
  importanti,  ma soprattutto a mio avviso dovrebbe rappresentare  la
  caratterizzazione,  in  senso positivo,  non  soltanto  più  di  un
  Governo,  di  un Parlamento, dell'impegno costante che ciascuno  di
  noi  mette  quotidianamente rispetto al proprio ruolo che  dinnanzi
  all'opinione  pubblica,  ormai, è stato ridotto  a  brandelli,  che
  dinnanzi  all'opinione pubblica, ormai, è sotto i tacchi,  sotto  i
  tacchi di una opinione pubblica che ci guarda, che ci osserva, e ci
  giudica sempre più negativamente.
   Oggi,  l'Assemblea  regionale siciliana,  in  campo  nazionale,  è
  l'organo più incapace a fare una riforma di quei privilegi, di quel
  malvezzo,  di  tutta  quella  sacca  e  quei  carrozzoni  che  oggi
  rappresentano  la  zavorra, non soltanto più dei siciliani,  ma  in
  campo nazionale.
   Queste sono le premesse da cui dobbiamo partire per inquadrare  il
  tema.
   Riscossione  Sicilia,  Presidente  Crocetta,  la  più   importante
  società  partecipata della Regione siciliana. Riscossione  Sicilia,
  il più importante ente che dovrebbe garantire l'espressione massima
  dell'autonomia,  del  privilegio,  della  prerogativa   statutaria,
  autonomistica  siciliana. Cos'è Riscossione Sicilia oggi?  Un  ente
  che   riscuote   cinquecento  milioni  di  euro,  è  stato   detto,
  cinquecento  milioni  di  euro, dice il Presidente  che  andrebbero
  tutti alla Sicilia, alla Regione, non è vero

   CROCETTA, presidente della Regione. Non ho detto questo, ripartiti
  tra Stato e Regione.

   FALCONE.  Riscossione  Sicilia, l'ho  detto  in  un  mio  pubblico
  intervento sul quotidiano  La Sicilia  riscuote circa 480  milioni,
  di cui 220 vanno alla Regione siciliana per tributi regionali, 200-
  220  milioni  di euro vanno allo Stato come tributi erariali,  come
  riscossione degli enti di previdenza, l'INPS, la Cassa forense,  le
  altre casse di previdenza, 40 milioni di euro vanno ai comuni per i
  tributi locali, la TARSU, la TASI, l'IMU, l'ex ICI, la TARI,  tutti
  tributi  locali, e una ventina di milioni di euro  -  ce  ne  siamo
  tanti  che abbiamo pagato nel passato -  sono le sanzioni, le multe
  per velocità sostenuta con l'autovettura, per affissione abusiva di
  manifesti in campagna elettorale, ecc.
   Rispetto a tutto questo abbiamo una società con un personale,  con
  una  risorsa  umana  di  698  persone che  non  è  vero  essere  in
  soprannumero.
   Proprio di oggi è un articolo sul Sole 24 ore che mi sono pregiato
  di  offrire all'attenzione già alle 7.00 di mattina, ho  mandato  a
  venti  colleghi parlamentari invitandoli a leggere il rapporto  del
  Sole  24 ore sul sistema di riscossione delle entrate e dei tributi
  in  Italia.  Sapete qual è l'indice tendenziale di riscossione?  In
  Italia  nel 2014 si riscuotono 151 euro a cittadino, in Sicilia  si
  riscuotono  98  euro a cittadino. In Italia nel 2015 si  riscuotono
  171  euro  a cittadino, in Sicilia, sempre nel 2015,  si riscuotono
  91 euro a cittadino.
   Nel  2015  abbiamo un'inversione di tendenza negativa rispetto  al
  2014,  quando  nel  2015,  nel  resto  d'Italia,  nel  resto  delle
  diciannove  regioni italiane gestite da Equitalia aumenta  l'indice
  di riscossione delle entrate e dei tributi.
   Che  significa  questo? Perché allora Riscossione Sicilia  ha  una
  perdita  netta di circa 18 milioni di euro annui e invece Equitalia
  ha un utile, soltanto nel 2014, di 21,5 milioni di euro?
     Nel 2015 l'utile è aumentato di due milioni di euro, perché?  Ce
  lo  siamo  posti?  E  allora  un Parlamento  che  guardandosi  alla
  specchio  dice e si pone l'interrogativo:  ma siamo  noi  degni  di
  ricoprire  il ruolo che ricopriamo? Questo Parlamento siciliano  ha
  la  dignità  di ricoprire il ruolo che ricopre? Sì  o  no?  E'  una
  domanda  che ce la dobbiamo porre dinanzi ai nostri figli   E'  una
  domanda  che  ce la dobbiamo porre dinanzi ai nostri elettori  e  a
  coloro che non ci hanno votato  Per capire se in effetti noi  oggi,
  il  sistema  carrozzone lo dobbiamo garantire sulla scorta  di  una
  prerogativa statutaria che va bene quando non è un limite,  che  va
  modificata quando è uno svantaggio.
   Io  credo  che oggi il Parlamento è chiamato ancorché  in  maniera
  superficiale, quasi sonnecchiante, è chiamato ad una decisione  che
  non è, Presidente Crocetta mi consenta, non è il voto di fiducia  a
  lei o di sfiducia nei suoi confronti perché se lei la mettesse così
  mi  creda  lei  andrebbe sotto  Perché lei non ha  la  fiducia  dei
  cittadini,  ma  mi  permetta  lei  non  ha  la  fiducia  di  questo
  Parlamento  E' prova del fatto che lei non riesce a tenere  la  sua
  maggioranza,  questa  maggioranza che è  sbrindellata,  che  è  una
  maggioranza  che se non ci fosse una opposizione responsabile,  che
  ha  costruito l'anno scorso una Finanziaria, e quest'anno  un'altra
  sarebbe a gambe all'aria questa Regione siciliana, per cui  sino  a
  domenica  noi  siamo  stati  lo zimbello d'Italia,  ci  vergogniamo
  quando andiamo fuori, ci prendono in giro, siamo diventati l'ultima
  regione in termini di prestigio
    E allora, vado verso la conclusione: noi oggi abbiamo una società
  che guadagna, che introita appena 30 milioni di euro con gli aggi e
  ne spende 48 milioni, se il mantenimento dell'esistente, vuole dire
  la  rivendicazione della autonomia statutaria e, allora chiaramente
  per  noi  siamo  assolutamente contrari.  Oggi io prendo  atto  che
  dietro  la  nostra  presa di posizione, il Presidente  Crocetta  ha
  portato  un  emendamento a quest'Aula che finalmente inizia,  è  un
  tentativo molto timido di rimettere, di riavviare una procedura  di
  razionalizzazione, di efficientamento di questa azienda, perché qua
  non è nemmeno il problema di Antonio Fiumefreddo di cui nessuno  di
  noi  vuole  la  testa,  anzi, sarebbe un  errore  se  noi  oggi  lo
  mandassimo a casa, perché significa che un è Parlamento incapace di
  legiferare  e  di  rivedere, di razionalizzare,  di  migliorare  il
  proprio  sistema del settore pubblico allargato, cosa  fa?  Ammazza
  chi  magari fa, in maniera anche folkloristica il suo ruolo, ma che
  svolge  il  suo  ruolo   Allora qua noi  dobbiamo  capirci,  questo
  Parlamento  deve dire cosa vuole fare. Noi riteniamo  che  oggi  la
  riscossione in Sicilia dovrebbe e concludo, Presidente, arrivare, e
  potrebbe  benissimo arrivare a 750 milioni di euro,  sarebbero  più
  soldi  per  la  Regione che non prenderebbe più un gettito  di  220
  milioni  ma sarebbero 300, 350, sarebbero più soldi per  i  comuni,
  che  sono affamati di denaro, sarebbero più soldi,  - Presidente  è
  importante, parlo io per conto del mio Gruppo, è un argomento molto
  importante,  un  minuto  e ho concluso veramente  -,  noi  dovremmo
  veramente  efficientarlo questo servizio in  linea,  perché  in  19
  regioni  d'Italia  vi  è  un indice di 171  euro  di  riscosso  per
  cittadino  e  qua siamo a 91 euro? Questo problema,  il  Presidente
  della Regione, il Governo lo deve venire a dire.
   Presidente Crocetta ed assessore Baccei, ma quando vi presenterete
  a  Roma, per recuperare quei 550 milioni, ma cosa vi dirà lo  Stato
  dinanzi ad un foglio del più importante quotidiano economico?
   Concludo,  signor Presidente, dicendo che noi, chiaramente,  siamo
  contrari  ad ogni tipo di autoreferenzialità, di autoconservazione,
  di  mantenimento dell'esistente. Siamo, invece, perché  vi  sia  un
  processo di razionalizzazione, di efficientamento entro 90  giorni,
  ma  con  una sanzione: se il Governo è capace di portare  un  piano
  industriale, bene, se il Governo non è capace di portare  un  piano
  industriale, non prendiamoci in giro, questa società  va  posta  in
  liquidazione e le somme cedute a chi di dovere.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  intervengo  perché non sono bravo in matematica. Non  lo  sono  mai
  stato, tant'è vero che da piccolino ho fatto gli studi umanistici e
  questo gap culturale me lo porto fino ad oggi. E dato che mi  porto
  questo  ap  culturale,  il mio intervento è rivolto  al  Presidente
  della   Regione  ed  al  Governo  ed  è  rivolto  ai  colleghi   e,
  soprattutto, all'onorevole Falcone, che mi ha preceduto  da  questo
  scranno.
   Non  capisco  e,  pertanto, il mio intervento è  squisitamente  ed
  esclusivamente politico. E parlo, non solo a nome mio personale, ma
  a  nome  -  perché  lo condividono - degli altri colleghi  del  mio
  Gruppo.
   Oggi,  stiamo  parlando  di una questione politica,  squisitamente
  politica,  cioè,  oggi, dobbiamo stabilire se, da  questo  pulpito,
  onorevole  Falcone,  dove  lei è solito  avvicendarsi,  come  altri
  colleghi  dell'opposizione, le cose che si dicono hanno  un  senso,
  oppure le cose che si dicono sono buone per il momento.
   Da  questo  pulpito ci si è sempre vantati di essere sicilianisti,
  di essere autonomisti, di rivendicare quella sicilianità che, oggi,
  ad  un  tratto,  l'onorevole Falcone vuole abdicare, non  delegare,
  abdicare perché vuole un gabelliere da Roma.
   Pensa  che  la  soluzione di tutti i problemi della  Sicilia,  sia
  portare ed esportare un modello, che è il modello Equitalia.
   Non sono d'accordo. Guardi, onorevole Falcone, non è d'accordo con
  lei  nemmeno  il suo leader, l'onorevole Berlusconi, o  l'onorevole
  Salvini, o l'onorevole Grillo, che da tutti i giornali, in tutte le
  salse, si scagliano, ogni giorno, quotidianamente, con Equitalia.
   E  noi,  che abbiamo la possibilità di essere artefici del  nostro
  destino,  in questo caso, che è quello di fare riscuotere le  tasse
  in  Sicilia  e di essere un ente riscossore, dobbiamo  fare  questa
  regalia al Governo nazionale.
   Penso  che,  se non siamo capaci, dobbiamo avere il  buongusto  di
  dimetterci tutti, come ha fatto l'onorevole Ferrandelli ed andare a
  casa,  perché noi qua certifichiamo che la classe politica,  questa
  classe  politica, non è capace di risolvere i problemi ed è  capace
  sicuramente di chiedere aiuto.

                  (Applausi dall'onorevole Picciolo)

   La prego, onorevole Picciolo.
   Perché  dico questo? Dico questo per un semplice motivo. Oggi,  si
  sta  tentando un'operazione cioè di fare rimanere le tasse, che noi
  riscuotiamo,  in Sicilia. Mi appello alla sua onestà intellettuale,
  onorevole Musumeci. Noi questo vogliamo fare.
   Vi  sono, poi, in questo sistema, qualcuno ha parlato, l'onorevole
  Cordaro  -  ed  io  concordo con lui - di pozzi avvelenati.  Questa
  vicenda  sta  prendendo il sopravvento su quella che è  la  vicenda
  principale.  La  vicenda  di un Presidente  che  io  definisco,  di
  Riscossione  Sicilia, signor Presidente, me  lo  lasci  passare  il
  termine, non ha avuto né il bon ton, né il buon gusto, a volte,  di
  tacere,  perché  io sono abituato a rispettare il Parlamento  e  lo
  rispetto  quando  il voto è positivo e quando il voto  è  negativo,
  perché è un segno di democrazia.
   Quando  il  voto  è negativo non posso additare  i  componenti  di
  quest'Aula  con  epiteti che qua non oso ripetere,  perché  non  mi
  sembra corretto e non mi sembra di buon gusto.
   E, quindi, su questa vicenda, che nasce avvelenata da questa cosa,
  si sta creando un danno maggiore per i Siciliani.
   Io  penso  che oggi ci sono le condizioni perché questo Parlamento
  approvi  questo emendamento con un impegno che è l'impegno,  che  è
  scritto nell'emendamento stesso, di produrre, entro novanta giorni,
  un  pianto  di  rilancio della società, se lo  ritiene  necessario,
  onorevole  Falcone,  io  non sono né a  favore  di  Fiumefreddo  né
  contro,  se lo ritiene necessario la governance la farà il Governo;
  se ritiene che Fiumefreddo sia in grado di continuare questo lavoro
  lo  farà,  se  ritiene,  o  individuerà  in  altre  persone  questi
  soggetti,  lo  farà, ha libertà di sceglierla. Io non sono  entrato
  nel merito prima e non voglio entrare nel merito ora.
   Però, la cosa paradossale, che fa rabbia a tutti i deputati, e che
  tutti  da  questo pulpito hanno detto, è una vicenda che poi  tocca
  personalmente la gente.
   Io, Presidente Crocetta, sono stato intervistato qualche giorno fa
  dalle Iene. Non hanno ritenuta degna di scoop la mia intervista  e,
  naturalmente, non l'hanno mandata perché sostenevano che avessi  un
  credito  verso  Riscossione Sicilia di circa 400  euro.  Poi,  alla
  fine,  si  è  rivelato il mio credito nei confronti di  Riscossione
  Sicilia, di euro 6,40.

   CORDARO.  Debito . Aveva detto  credito .

   CASCIO  Salvatore.  Debito , ho sbagliato, ho detto   credito   ma
  intendevo dire  debito .
   E  qua la colpa non è mia come non è di altri colleghi, la colpa è
  di  una  governance  inefficace  ed inefficiente  perché  io  sfido
  chiunque  a  dire che ho avuto notificate cartelle  di  Riscossione
  Sicilia. Io non ne ho mai avute notificate e non è che il cittadino
  può  self service sulle tasse, vado a vedere cosa ho da pagare.  Me
  lo  devono dire  E me lo deve dire lo Stato, la Regione cosa ho  da
  pagare e se non pago sono inadempiente.
   Quindi,  è  chiaro che questo sistema va riformato e va  riformato
  alla radice.
   Purtuttavia,  io  esprimo  il voto favorevole  all'emendamento  di
  riscrittura per le cose che ho detto in premessa e perché penso che
  ci  deve  essere un primato della politica sopra gli altri e  sopra
  tutto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo  rito  che
  noi  annualmente consumiamo della Finanziaria, ci serve  l'arco  di
  una  settimana,  quattro  giorni, cinque giorni,  qualche  notte  -
  questa  volta  lei ce le ha risparmiate - per fare un  esame  della
  Sicilia e per dare sfogo ai deputati ed all'ansia oratoria.
   Io  sono  affezionato  alla tesi che, se noi lavorassimo  con  più
  regolarità  nell'arco  dell'anno - mentre, ad  esempio  da  domani,
  entreremo  in  letargo, io non credo che noi faremo una  Conferenza
  dei  Capigruppo  che  calendarizzerà lavori seri,  noi  andremo  in
  letargo  per un mesetto dopo questa fatica - se noi riuscissimo  ad
  affrontare questi temi... Perché dico questo?
   Se noi affrontassimo questi temi cadenzandoli nell'arco dell'anno,
  non  concentrandoli in poche ore in cui parliamo  di  tutto  e  del
  contrario  di  tutto,  noi affronteremmo con profondità  e  con  la
  necessaria  serietà temi così delicati su quella che è la  macchina
  Sicilia.  Questo  è  impossibile,  quindi,  concentriamo   in   una
  settimana la discussione su tutto lo scibile umano
   Fatto questo sfogo, entro nel merito.
   Noi, in questa settimana, abbiamo affrontato una marea di comparti
  della  Sicilia  -  dai  forestali,  a  tutto  il  vasto  mondo  del
  precariato  -  io mi rifiuto di credere che l'Assemblea  non  abbia
  interesse  al  futuro  degli  ottocento dipendenti  di  Riscossione
  Sicilia. Ci stanno a cuore, come ci stanno a cuore tutti gli altri.
   Dico  di più: il merito della riscrittura dell'articolo fatta  dal
  Governo  mi convince e condivido anche le parole del Presidente  in
  relazione  alla  difesa  in Sicilia della riscossione  delle  tasse
  perché,  qualora  questo non avvenisse, se  abdicassimo  su  questo
  settore,  è  evidente, anche emblematicamente, esso  ha  un  valore
  rispetto all'autonomia siciliana.
   Dico,  però,  una cosa. Qua mi pare una discussione  surreale.  Vi
  sono  due  livelli di discussione. Lei lo ha solo sfiorato,  signor
  Presidente. Un livello è quello che attiene al contenuto di  questa
  riscrittura  dell'articolo; un altro livello attiene alla   pancia'
  del Parlamento, oserei dire questo.
   Questo  Consiglio  di Presidenza dell'Assemblea ha  intrapreso  un
  procedimento  penale  nei  confronti  del  management   di   questa
  struttura..  Riteniamo che questo sia un elemento inscindibile  dal
  merito  di una questione? Abbiamo intrapreso un procedimento penale
  per  difendere l'onorabilità di questo Parlamento - non  entro  nel
  merito della mia questione personale, io ho 88 euro di debito,  con
  le Iene ho avuto un'esperienza simile a quella - è evidente che,  a
  mio  parere,  se  il  management, avvertendo questa  condizione  di
  disagio,  ci  togliesse da questa difficoltà, farebbe  un  servizio
  alla  Sicilia, non soltanto - lì dissento dall'onorevole Falcone  -
  per la difesa della nostra dignità, che sarebbe un fatto, comunque,
  importante,  in quanto istituzione, se mi consente,  ma  certamente
  presterebbe  il fianco ad una difesa della categoria, ma  io  entro
  nel merito della questione. L'assessore Baccei ha ripetutamente,  -
  l'ho  ascoltato in Commissione Bilancio - chiesto al management  di
  Riscossione Sicilia uno straccio di piano industriale, offrendo  la
  disponibilità dell'assessorato e del dirigente dell'assessorato per
  aiutare nell'elaborazione di questo documento.
   Ora,  un  management  che  non  è in condizione  di  produrre  uno
  straccio  di  piano industriale non merita di avere la  fiducia  di
  questo Governo. Credo che le due questioni non siano scindibili. Il
  Presidente,  ripeto,  poco fa, a mio parere,  avrebbe  potuto  dire
  qualche parola di più su questo argomento.
   Per  quanto  ci  riguarda,  il mio sì è un  sì  condizionato  alla
  riscrittura  dell'articolo, condizionato all'esigenza  che  ritengo
  improcrastinabile   di   un  avvicendamento   nel   management   di
  Riscossione Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Oddo.  Le  vorrei  dire  che   la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è già  convocata
  per domani per cui è responsabilità di tutti noi essere presenti in
  Aula,  iniziando  da lei, responsabilmente, che  è  componente  del
  Consiglio di Presidenza.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi mi  sembra
  che stiamo portando avanti un ragionamento, secondo me, assurdo. Il
  tanto  menzionato  Statuto  siciliano che  ci  dà  la  potestà  per
  incassare tributi oggi lo vogliamo svendere.
   Volevo  richiamare l'attenzione dei colleghi. Che cos'è Equitalia?
  Equitalia  è  una società a capitale pubblico composta  al  50  per
  cento dall'Inps e dall'Agenzia delle Entrate. Lo sapete quanti sono
  i dipendenti di Equitalia, colleghi? Sono 2.500.
   Veramente voi pensate che, nel momento in cui si va a trattare  un
  ragionamento  per  l'acquisizione di Riscossione  Sicilia  c'è.  da
  parte  di  Equitalia.  la  possibilità  di  incorporare  tutto   il
  personale?  Mi  sembra  che  sia un ragionamento  che  deve  essere
  affrontato,  discusso e. quindi. con una proposta  industriale  ben
  precisa.
   Però,  io volevo fare notare un'altra cosa, Equitalia nel 2014  ha
  incassato 7 miliardi di euro, però, attenzione, 7 miliardi di  euro
  in  un sistema economico che è diverso da quello della Sicilia, qua
  parliamo  che a livello nazionale il reddito pro capite italiano  è
  di  38  mila euro rispetto a quello della Sicilia che è di 16  mila
  euro,  quindi,  è  normale  che, a livello  nazionale,  si  vada  a
  incassare  di  più  rispetto alla Sicilia perché,  giustamente,  ci
  muoviamo in un tessuto economico diverso.
   Quindi, cari colleghi, dobbiamo stare attenti: nel momento in  cui
  si  incassano 500 milioni di euro in Sicilia, bene o male siamo  là
  perché  -  ripeto  -  il tessuto economico a  livello  nazionale  è
  diverso da quello che  c'è in Sicilia. Quindi stiamo attenti  anche
  su questo.
   Io,  invece, penso che Riscossione Sicilia vada mantenuta,  che  è
  necessario  un  piano  industriale, anche perché  vi  dico  che  la
  maggior  parte  degli  uffici in Sicilia hanno sistemi  informatici
  obsoleti  che  non riescono, quindi, giustamente, a portare  avanti
  una giusta riscossione.
   Quindi,  da  questo  punto  di vista, io ritengo  che  Riscossione
  Sicilia vada potenziata perché sarebbe veramente un peccato perdere
  questa  facoltà  che  noi  abbiamo  e  che  i  nostri  padri  hanno
  conquistato, quella di poter riscuotere i tributi in Sicilia.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, sulla questione di Riscossione Sicilia
  su  cui  discutiamo da anni in Commissione Bilancio e ogni anno  ci
  vengono riproposte soluzione che poi, purtroppo, non hanno mai  una
  continuità  e  una realtà di soluzione, il Governo ci  propone  una
  riscrittura  dell'emendamento dove  si  impegna   entro  90  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta  di  Governo
  presenta all'Assemblea regionale siciliana un piano organico per la
  ridefinizione  del sistema di riscossione in Sicilia da  sottoporre
  al parere della Commissione di merito . Però, poi dice, nella more,
  intanto, datemi i soldi per ricapitalizzare, per dare il minimo per
  andare avanti e pagare quelli che sono i costi che noi sappiamo non
  sono  quelli  previsti in questo emendamento perché in  Commissione
  Bilancio  è  stato  quantificato e stimato un debito  di  circa  40
  milioni di euro, quindi, 11 milioni mi sembrano pochi.
   Voglio  chiedere:  può esserci un impegno più  serio  e  rigoroso,
  perentorio dove il Governo scrive e lo mette per iscritto  che,  se
  entro 90 giorni non riesce a produrre questo Piano di ridefinizione
  della  riscossione  in Sicilia, allora il novantunesimo  giorno  si
  tratta  o,  perlomeno,  si  trova una  soluzione,  per  mettere  il
  liquidazione  questa  società perché noi,  ogni  anno,  con  questo
  sistema  di  rinviare  la  decisione di trovare  una  soluzione  e,
  quindi,  ricapitalizzare e dare ogni anno le  somme  a  Riscossione
  Sicilia  per sopravvivere, perdiamo la stessa cifra, anzi  di  più,
  perché  ogni  anno fra interessi che paghiamo, more e  quant'altro,
  noi paghiamo più di quello che incassiamo.
   Allora,  qual  è la mia proposta? Chiedo al Governo di  essere  un
  poco  più  precisi  in questo impegno. Entro 90 giorni,  aggiungere
  all'emendamento, che se non riesce a produrre un piano  industriale
  da  presentare alla competente Commissione, al novantunesimo giorno
  si  va verso la liquidazione della società con tutte le conseguenze
  del caso, chiaramente con la salvaguardia del personale; attenzione
  il  personale non ha scritto e non ha fatto la richiesta per uscire
  da  Riscossione  Sicilia  perché  ha  la  voglia  di  andarsene  da
  Riscossione  Sicilia.  Io sarei il primo ad  essere  orgoglioso  di
  avere  una  società  siciliana che riesce  ad  essere  attiva   nel
  proprio  bilancio.  Ma  se  ogni anno  siamo  qui  a  discutere  di
  Riscossione  Sicilia, evidentemente, c'è qualcosa che non  funziona
  all'interno dell'organizzazione.
   Oggi loro non riescono neanche a mandare delle Pec ai debitori  di
  Riscossione Sicilia. Voglio ricordare, tra l'altro, a chi ha  detto
  che  siamo  evasori fiscali che Riscossione Sicilia non  ha  questo
  compito. Il compito spetta all'Agenzia delle Entrate, poi si avvale
  di  Riscossione Sicilia per riscuotere il credito, ma non ha  altri
  compiti.
   Chiedo,  quindi,  al Governo se può essere più preciso  in  questo
  emendamento  aggiungendo  che, se entro  90  giorni  non  riesce  a
  presentare un Piano di ridefinizione della riscossione, di  entrare
  in liquidazione come società.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  penso  che
  questo  dibattito,  che  si  è attorcigliato  intorno  alla  figura
  dell'amministratore  delegato  di Riscossione  Sicilia,  sia  fuori
  luogo.
   Vero  è  che  questo Parlamento ha subito un torto, essendo  stato
  definito  in maniera violenta e fuor di luogo e a volte  anche  con
  epiteti  offensivi, ma altrettanto vero è che questo  Parlamento  è
  un'Istituzione e come Istituzione, sicuramente, deve  guardare  non
  alla   pancia' delle situazioni, ma alla funzionalità degli Enti  e
  degli Organi che sono sottoposti alla sua vigilanza.
   Purtroppo,  devo  dire che, nel corso degli anni,  c'è  stata  una
  grande  disattenzione sulla funzionalità degli Enti e degli  Organi
  sottoposti   alla   vigilanza  della  Regione  Sicilia.   Se   oggi
  Riscossione Sicilia non è in grado di essere concorrente  con  pari
  organismi  nazionali perché in Sicilia si riscuotono  91  euro  per
  evasore e nel resto d'Italia 171 euro - così come citava il collega
  Falcone - è chiaro che c'è un qualcosa che non funziona.
   E' chiaro che il sistema sia incartato perchè non è stato al passo
  coi  tempi,  non  si  è dotato degli strumenti  necessari,  non  ha
  prestato  la  necessaria  attenzione e, quindi,  ci  ritroviamo  di
  fronte  ad  una  situazione drammatica della  riscossione  che  non
  risulta essere efficiente.
   Questo  è il tema su cui dobbiamo andare a dibattere e a  porre  i
  correttivi  e lo stesso Governo Crocetta deve trovare le  soluzioni
  per  rendere Riscossione Sicilia assolutamente competitiva  con  il
  resto d'Italia.
   Penso  che  questo  sia  l'argomento da dibattere,  da  discutere.
  Abbiamo affrontato, nel passato, un Piano industriale che è passato
  pressoché   inosservato  a  parte  la  chiusura  di  qualche   sede
  periferica  che  ha creato disagi, ma non si è entrati  nel  merito
  delle situazioni.
   Oggi più che mai, quindi, bisogna avere riguardo alle cose reali e
  non  ai   mal  di  pancia'.  Qualche  collega  deputato,  poco  fa,
  ricordava che già la Presidenza dell'Assemblea ha avviato un'azione
  penale  nei  confronti di chi ha leso l'onorabilità del Parlamento.
  E'  compito  della  Magistratura  accertare  se  ci  siano  o  meno
  responsabilità, ma non è, sicuramente, compito di questo Parlamento
  consumare vendette di alcun tipo. Non sono le vendette che fanno le
  istituzioni ma i ragionamenti e l'applicazione delle norme e  delle
  situazioni concrete.
   Ora,  caro Presidente, io vorrei dare un annuncio che mi  è  stato
  comunicato poco fa e che è già di dominio pubblico.
   Mi  risulta  che   Repubblica Palermo   abbia  già  comunicato  le
  avvenute   dimissioni   di   due  componenti   del   Consiglio   di
  amministrazione di Riscossione Sicilia.
   Non  conosco i nomi, però, la notizia per essere stata  pubblicata
  ritengo che sia ufficiale e proveniente da fonte qualificata.
   Io,  signor  Presidente,  le chiedo una  breve  sospensione  della
  seduta per potere un attimo verificare l'atteggiamento dei deputati
  e  concordare  con  gli stessi una linea di condotta  dopo  di  che
  riprendere fra cinque minuti la seduta.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  volevo
  semplicemente  fare un intervento tecnico rispetto  all'emendamento
  33.R di riscrittura presentato dal Governo.
   Vedete,  noi  siamo  in  presenza  di  una  società  che,  oramai,
  stabilmente  perde diciotto milioni l'anno. Non voglio dare  numeri
  rispetto  all'indebitamento che ha questa società ma  sono  diversi
  milioni di euro.
   Allora, se noi stasera ricapitalizziamo soltanto con due milioni e
  mezzo   ci   verremmo  a  trovare,  fra  qualche   settimana,   con
  l'approvazione   del   bilancio   2015   che,   ciò   che   abbiamo
  ricapitalizzato  stasera, sarà eroso entro il 31 marzo  perché  nel
  momento   in   cui   il  Consiglio  di  amministrazione   approverà
  l'ulteriore perdita sarà eroso anche questo capitale sociale perché
  mi  dicono  gli  uffici che se noi incrementiamo di due  milioni  e
  mezzo  ci troviamo, fra qualche settimana, con cento mila  euro  di
  capitale sociale cioè il minimo per mantenere la società.
   Allora,  la logica quale potrebbe essere? Siccome, in ogni  caso,,
  l'aumento  di  capitale sociale passa attraverso  la  liquidità  e,
  quindi,  possiamo anche pagare gli stipendi, la logica,  così  come
  sta  lavorando  credo  il Governo in questo momento,  è  quella  di
  ricapitalizzare  al massimo, con la disponibilità che  abbiamo  nel
  capitolo,  fermo restando di mantenere  un milione  e  due  per  le
  altre  società  partecipate, così come chiesto poco fa  e,  quindi,
  questo  ci  potrebbe consentire di avere, da qui a  90  giorni,  un
  piano industriale vero per quanto riguarda Riscossione Sicilia.
   Sono  d'accordo  che  la  riscossione  rimanga  in  Sicilia,  sono
  d'accordo  col  Presidente Crocetta, non dobbiamo a tutti  i  costi
  svendere.
   L'emendamento  del  mio  amico Falcone è  un  emendamento  che  va
  ritirato,  secondo il codice societario nessuno  può  imporre  agli
  altri di acquistare.
   Una  società  decide di acquistare se ne vede la  necessità  e  il
  ritorno  economico. Non credo che a Equitalia, in  questo  momento,
  noi  possiamo  imporre  di  prendersi i  lavoratori  e  di  passare
  all'acquisizione delle quote sociali, quindi, quell'emendamento  va
  ritirato.
   E'   pur   vero   che,  però,  io  credo  che  il   Consiglio   di
  amministrazione  di  Riscossione  Sicilia  si  deve   occupare   di
  Riscossione  Sicilia, non può dichiarare che fa recupero  evasione,
  perché  Riscossione Sicilia  non recupera evasione e, purtroppo,  è
  stata fatta una conferenza stampa dove c'era chi ci raccontava  che
  aveva  recuperato  un miliardo di euro e avevamo  risolto  tutti  i
  problemi del nostro bilancio.
   Il Presidente Crocetta, poco fa, ha detto che lui non ha mai detto
  che  i cinquecento milioni di incasso vanno tutti alla Sicilia,  ma
  se  guarda i giornali di qualche giorno fa c'è stato qualcun  altro
  che  ha  dichiarato che quei cinquecento milioni vanno  tutti  alla
  Sicilia.  Quindi,  siccome  non  possiamo  raccontare  fesserie  ai
  siciliani dico che la governance di questa società si deve occupare
  della riscossione e non di altro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cani. Ne ha facoltà.

   CANI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Assessori,
  sicuramente  mi  ripeterò  dopo  tanti  interventi  che  mi   hanno
  preceduto su alcuni temi ma qualcosa voglio precisarla anch'io.
   Questa  sera  dobbiamo votare e decidere in maniera libera,  senza
  condizionamenti  o  risentimenti di quello o  di  quanto  avvenuto,
  elenchi   pubblicati,  non  pubblicati.  Non   possiamo   consumare
  vendette,  come  diceva qualcuno, ma dobbiamo valutare  e  decidere
  serenamente nell'interesse dei siciliani ed agire anche con un  po'
  di  coerenza  perché, talvolta, sento interventi  che  vanno  nella
  direzione di salvare  Sviluppo Italia Sicilia', quindi di aumentare
  le  commesse,  quindi  di  fare lavorare queste  persone  e  questa
  società  in Sicilia; talvolta, sentiamo interventi che vanno  nella
  direzione opposta, cioè quella di svendere la nostra autonomia,  la
  nostra capacità e di invocare quasi l'aiuto dello Stato, perché non
  siamo  in  grado  di riscuotere quello che dobbiamo  riscuotere  in
  Sicilia.
   In  merito ho apprezzato molto, e condivido in pieno, l'intervento
  del  collega  Salvatore Cascio che ha posto nei termini  giusti  un
  problema   politico   e  tecnico  nello  stesso   tempo.   Dobbiamo
  soprattutto  chiedere  con forza che la  governance,  e  questo  lo
  deciderà  il Governo autonomamente, venga possibilmente cambiata  e
  migliorata alla luce di tutto quello che è successo perché è  stato
  sicuramente inopportuno ed offensivo per l'intero Parlamento.  Bene
  ha  fatto  il  presidente Ardizzone a costituirsi per difendere  la
  dignità di ognuno di noi e dell'intero Parlamento.
   La  governance  sicuramente  deve essere  migliorata  perché  deve
  occuparsi di riscossione e deve soprattutto cominciare a ridurre  i
  costi  perché  dobbiamo prima di tutto ridurre i costi,  perché  ci
  sono tantissime spese e sprechi di consulenze, di affitti esagerati
  e non voglio entrare nello specifico, ma ci sono locali che costano
  troppo e che dobbiamo rivedere e questo è compito del Consiglio  di
  Amministrazione, del Presidente della società.
   Chiaramente non possiamo accettare e mi dispiace contraddire -  mi
  dispiace  farlo  anche  in sua assenza - il Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  Forza Italia, l'amico Marco Falcone che stimo  molto,
  quando  invoca  e  quasi da tifoso chiede di passare  ad  Equitalia
  perché  Equitalia riesce a riscuotere di più e, quindi, sono  anche
  più bravi.
   Vedevo  le  percentuali: al nord secondo il  Corriere  della  Sera
  riscuotono  circa  170 euro a cittadino, mentre  in  Sicilia  siamo
  quasi  al  50  per cento. Ma viva Dio  Non possiamo dimenticare  le
  condizioni  socio  economiche della nostra  Regione.  Qui,  da  una
  settimana che parliamo di precari, di forestali, di gente che ha un
  reddito  misero,  di  gente che riesce appena  a  sopravvivere.  Se
  andiamo  nelle  abitazioni, nell'entroterra  siciliano,  c'è  tanta
  gente  che  non riesce a pagare la bolletta dell'acqua  o  talvolta
  della luce, figuriamoci se può pagare le tasse ed è per questo  che
  magari   si   riesce  a  riscuotere  meno.  Quindi,  non   possiamo
  assolutamente invocare Equitalia come la panacea di  tutti  i  mali
  ma,    anzi,   dobbiamo   scongiurarlo,   cari   colleghi,   perché
  significherebbe  vessare, significherebbe sopraffare  e  portare  a
  morte tantissimi cittadini siciliani che non hanno assolutamente la
  capacità di sopravvivere e di assicurare reddito ai figli  ed  alla
  famiglia.  Seppure è giusto pagare le tasse e cercare di riscuotere
  ma  non  possiamo assolutamente invocare, caro amico Marco Falcone,
  Equitalia  perché  significherebbe  veramente  strozzare  i  nostri
  concittadini in Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, signori Assessori, Presidente
  della  Regione,  onorevoli colleghi, prendo  la  parola  perché  su
  questa vicenda di Riscossione Sicilia credo che, al di là di  quale
  sarà  la decisione di questo Parlamento appena andremo a votare  la
  riscrittura  proposta, serva fare un minimo di  storia  per  capire
  come  da  giugno  2014 questo Parlamento abbia cercato  di  trovare
  delle soluzioni a quelle che erano le necessità di questa società e
  dopo  quasi due anni ci si ritrova a dire sempre e solo  le  stesse
  cose.
   Quando  nel 2014 si cominciò a parlare di un rimodulare la Società
  e, quindi, andare verso dei risparmi, la prima cosa - e mi dispiace
  che Presidente della Regione stia fuori a parlare, quando gli altri
  stiamo  al banco ad ascoltare pazientemente tutto e tutti ed  anche
  lui  -, in quella occasione, la soluzione che venne fuori fu quella
  di  chiudere  le  sedi  decentrate.  Sciacca,  per  esempio,  nella
  provincia di Agrigento, Licata ed altri, Caltagirone, Gela  e  così
  via.
   In quella occasione, io e l'onorevole Ioppolo, con altri colleghi,
  avevamo  convocato in II Commissione la presidente,  dottoressa  Di
  Salvo  e  l'allora  assessore Agnello per ribadire  quali  erano  i
  criteri con cui si stava operando questo nuovo piano strategico.
   A due anni di distanza il risultato di questo lavoro è che, ancora
  una  volta,  i temi caldi quali affitti esagerati, per la  sede  di
  Palermo, assessore Baccei, due anni fa ed ancora oggi, si parlava e
  si  parla di quasi 100 mila euro al mese per la sede di via Orsini;
  abbiamo  chiesto l'accesso agli atti e non ci è mai stato concesso.
  Per le sedi di Agrigento, di Catania, eccetera, affitti da migliaia
  e migliaia di euro al mese.
   In occasione di quella audizione quando c'era il suo predecessore,
  l'assessore  Agnello,  io  e  altri colleghi  lamentavamo,  ricordo
  l'onorevole Ioppolo e ricordo il Movimento Cinque Stelle ed  altri,
  che  il  danno  sarebbe  stato, ancora  una  volta,  a  carico  dei
  lavoratori  perché  se la sede viene accorpata il  lavoratore  deve
  fare  anche cento chilometri per andare a lavorare ed a  danno  del
  contribuente perché sappiamo benissimo, ed è vero, che  Riscossione
  Sicilia  non notifica, notifica l'agenzia, però, è anche  vero  che
  chi  ha  un  debito  con Riscossione Sicilia non può  chiamare  per
  sapere se ce l'ha, si deve recare alla sede centrale.
   Io  quando  mi  sono vista nell'elenco dei morosi  ho  chiamato  e
  telefonicamente non mi è stato detto nulla, sono dovuta  andare  ad
  Agrigento dove ho saputo di essere morosa per 78 euro perché il mio
  commercialista  aveva  versato  in ritardo  l'IRPEF  2012.  Allora,
  quello  che  voglio dire questa sera è che, al di là di quelle  che
  saranno  le decisioni di questo Parlamento, questo Parlamento  deve
  avere l'autorevolezza di sapere, di imporre, di capire che tipo  di
  strategie  si vogliono portare avanti, quali sono i reali  risparmi
  perché per inciso dico anche che se i servizi vengono solo e sempre
  esternalizzati, per la notifica di una cartella viene esercitato un
  costo  tremendo di 3,50 a cartella, quando invece se si  usasse  il
  dipendente interno ne paghi 0,50, allora cominceremmo a parlare  di
  risparmio.
   Quindi,  quello  che voglio dire è che se, ancora  una  volta,  il
  risparmio  si  fa  a  carico del contribuente che  deve  andare  ad
  Agrigento  nel  caso  della  mia provincia  per  potere  pagare  la
  cartella e diventa un disagio perché, per esempio, per questa  zona
  oltre  Sciacca  si parla di cento chilometri. E questo  per  quanto
  riguarda   il   pagare   le  cartelle.  I  lavoratori   non   hanno
  assolutamente alcun beneficio, quindi, ancora una volta,  rischiamo
  di  ritrovarci  qui l'anno prossimo - questo, personalmente,  è  il
  timore  più  grande che ho -, e di avere sempre e solo  gli  stessi
  problemi  quando si parla di questa società di Riscossione  Sicilia
  che  va  dal discorso dell'informatizzazione a tutti i servizi  che
  vengono esternalizzati.
   Presidente  Crocetta,  non  so  se mi  abbia  ascoltato,  però,  è
  fondamentale chiarire questi passaggi perché se i costi  di  questa
  società sono così vertiginosi e, ancora una volta, lei che parla di
  non  fare   macelleria sociale , ancora una volta, chi  ci  rimette
  sono   i  lavoratori  che  per  raggiungere  le  sedi  devono  fare
  chilometri e chilometri con disagi fortissimi.
   Quando si è deciso di chiudere le sedi periferiche e gli Assessori
  per  l'economia di allora non hanno tenuto conto della volontà  del
  Parlamento, quelle sedi non costavano assolutamente nulla perché  i
  comuni  li  mettevano  a disposizione. Il personale  andava  pagato
  comunque.
   Questo  risparmio, queste strategie, in questi due anni, non  sono
  stati  minimamente attuati da questi presidenti che lei ha messo  a
  capo di questa società.
   Questo   rappresenta  il  punto  dolente,  non  solo,  ma   questi
  presidenti   -  mi  riferisco  all'ultimo  -  solo  perché   questo
  Parlamento  non ha votato secondo una disposizione che lui  voleva,
  ha  vomitato  una riflessione terribile dopo avere bocciato,  nella
  manovra passata, quello che dovevamo fare.
   E'  vero  che  andare  ad Equitalia porterà  tutti  i  disagi  dei
  colleghi,  condivido  anche la posizione del Presidente  di  questa
  Regione,  però,  il  problema di questa Riscossione  Sicilia  è  un
  problema serio e questo Parlamento che penso non dorma - come  dice
  l'onorevole  Oddo - deve recuperare credibilità e lavorare  per  il
  bene di questa Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, Presidente  della  Regione,  Governo,
  onorevoli  colleghi,  cercherò di essere telegrafico,  seppur  devo
  riconoscere che l'argomento merita un po' di attenzione.
   Ho ascoltato questo dibattito con interesse e devo dire che voglio
  distinguermi  perché,  oggi, secondo me  -  lo  dico  con  assoluta
  franchezza - siamo caduti in una trappola.
   Abbiamo  parlato  non di ricapitalizzare una  società  ma  abbiamo
  parlato del presidente della società e siamo stati influenzati,  in
  questo dibattito, da esternazioni che questo presidente ha fatto.
   Non voglio citarlo, non mi interessa chi è, non lo conosco, so che
  è moroso ma questi sono aspetti suoi.
   Vorrei  parlare soltanto con il Governo perché è dal  Governo  che
  voglio  una  responsabilità, perché vi è tutta, ci  sta  tutta  nel
  Governo  la  responsabilità  politica,  non  della  nomina,  signor
  Presidente, sarebbe un errore.
   La  trappola  nella quale siamo caduti è che non solo siamo  stati
  insultati   ma   qualcuno  potrà  dire  che  questo   dibattito   è
  condizionato dall'operare di qualcuno.
   E'  sbagliato, io non ci sto  Non mi voglio iscrivere  nell'elenco
  di  queste  persone,  non  voglio neanche  parlare  di  Riscossione
  Sicilia,  della sua gestione o delle presunte o tali  inefficienze.
  Voglio  parlare  soltanto  con il Governo  e  voglio  impegnare  il
  Governo sulla responsabilità di quanto chiede a quest'Aula.
   Con  la riscrittura dell'articolo 33, il Governo assume un impegno
  importante nei confronti di quest'Aula.
   Non  nego  apertis  verbis, a chiare lettere, che  sono  a  favore
  dell'articolo  che  il Governo ha presentato  ma  stia  attento  il
  Governo a non prendere in giro l'Aula.
   Un  discorso è una dichiarazione, una sbavatura del presidente  di
  Riscossione,  un  discorso è un attacco - come vi  è  stato,  anche
  violento  che non gli fa onore -, un discorso è che il Governo  non
  possa mantenere l'impegno che ha assunto.
   Penso che il Governo questo non lo voglia fare.
   Signor  Presidente, in meno di dieci secondi, il  mio  intervento,
  signor Presidente della Regione,  io la voglio aiutare

   CROCETTA,   presidente   della   Regione.   Sto   presentando   un
  emendamento.

   TURANO.   non  tanto per fare passare l'emendamento che  mi  creda
  passerà,  quando per condividere con lei il percorso da seguire.  È
  una  scelta politica che è in capo tutta alla sua persona, alla sua
  Giunta,  al  bilancio della Regione ed al Governo della  Regione  e
  lei, oggi, responsabilmente non si lasci influenzare dal Presidente
  dice  che:   deve  vederci bene, deve vederci chiaro  e  presenterà
  all'Assemblea un riordino ; dobbiamo riparlare di questo  argomento
  questa  volta  carte alla mano, scevri da qualunque influenza,  sia
  essa negativa o positiva, della gestione dei conti e dobbiamo farlo
  sapendo di cosa parliamo.
   Ha  bisogno  di 90 giorni di tempo? Bene  Io personalmente  le  do
  fiducia  fino  a  120  giorni, faccia le  verifiche  e  ritorni  in
  Assemblea  con  la  legge di riordino perché  quando  la  legge  di
  riordino  è  una legge giusta, equa, che non tartassa i  cittadini,
  che chiede di fare pagare il giusto alle persone, che offre un buon
  servizio  e  che tutela i lavoratori, noi dell'UDC siamo  pronti  a
  metterci la firma.

   PRESIDENTE.  Intanto,  avviso  i  colleghi  parlamentari  che   il
  Governo,  credo sulla base degli interventi che ci sono  stati,  ha
  presentato  un'ulteriore emendamento di riscrittura,  che  ora  sto
  invitando a distribuire prima che si passi al voto nel giro  di  un
  quarto d'ora, pertanto, credo che l'emendamento 33.R sia ritirato.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Abbiamo riscritto sulla  base
  delle  indicazioni  che sono venute dall'Aula e  dalla  Commissione
  Bilancio  che  ci  hanno  consigliato di  migliorare  l'intervento.
  Questa  mi pare che sia la dinamica parlamentare, questa si  chiama
  democrazia  perché  se  qualcuno pensa che ognuno  di  noi  ha  una
  verità,   non   esiste  la  verità  in  queste  cose,   esiste   la
  ragionevolezza  in  cui, collettivamente, si  può  operare  bene  e
  quando  ci  si  incaponisce su posizioni  individuali,  io  non  mi
  caratterizzo per questo, io ascolto e cambio anche opinione.

   PRESIDENTE.   L'emendamento   di  riscrittura   sta   per   essere
  distribuito  all'Aula  e, quindi, saremo pronti  per  la  votazione
  quando ciò avverrà.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di voto segreto  sull'emendamento
                  Presidenza del vicepresidente Lupo
  A42.

   Sospendo brevemente la seduta.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha

  facoltà.
      (La seduta sospesa alle ore 18.17 riprende alle ore 18.19)


   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
   La seduta è ripresa.
  della  Regione,  Assessori, francamente non volevo  intervenire  su

  quest'articolo  ma  avendo  ascoltato  i  vari  colleghi  che  sono
   PRESIDENTE.  Assessore  Baccei, se può  spiegare,  come  richiesto
  intervenuti  mi sono detto che non mi potevo esimere dal  farlo.  E
  dall'onorevole   Alloro il significato dell'emendamento A42.
  non  mi potevo e non mi posso esimere perché ascoltando la commedia

  degli equivoci o l'eterogenesi dei fini o l'ipocrisia al potere,  o
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  l'ipocrisia  imperante  al  Governo,  mi  viene  di  fare   qualche
  colleghi,   sostanzialmente   è   dovuto   alla   riclassificazione
  considerazione:  da un lato non c'è dubbio alcuno  che  Riscossione
  all'interno  dell'assessorato al Bilancio perché  il Demanio  e  il
  Sicilia  sia una società vergognosamente amministrata, una  società
  Patrimonio sono passati dalla ragioneria alle finanze, gli enti  in
  fallimentare,  una società che viene meno al ruolo a  cui  è  stata
  liquidazione  è  passato  dalla  ragioneria  all'ufficio   speciale
  preposta. Ma possiamo noi dimenticare che Riscossione Sicilia non è
  società  ed  enti  in  liquidazione, per cui spostiamo   una  somma
  l'unico  fiore  marcio di questa Regione? Perché lo  dimentichiamo?
  proporzionata di indennità di presenza dalla ragioneria,  in  parte
  Perché attacchiamo il buco di Riscossione Sicilia che è 40 milioni,
  alle  finanze e in parte all'ufficio speciale società  ed  enti  in
  la perdita all'anno è di 28, 40 quelli che sono e dimentichiamo gli
  liquidazione.
  stessi  che  magari su altri buchi o voragini, invece,  si  battono

  qui,  durante  questa finanziaria, per dire che non bisogna  tenere
   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  verifica  dei  richiedenti  per   la
  conto  del buco, ma che bisogna guardare alla necessità di salvare?
  votazione  per scrutinio segreto. Ci sono i richiedenti.  E'  stato
  Rimango allibito
  presentato  dal Governo, la Commissione è favorevole.  Chi  vota  a
   Consorzi  di bonifica. L'assessore Cracolici, ieri, alla fine  del
  favore vota verde, chi vota contro vota rosso, chi si astiene  vota
  dibattito, giustamente, ha detto dobbiamo porre velocemente rimedio
  bianco.
  perché, oltre il costo che è intorno ai 50 milioni di euro all'anno

  per  un  servizio  che  è reso male, c'è la questione  dei  debiti,
   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
  l'aveva  detto l'assessore Cracolici, a cui bisogna porre  rimedio,

  che supereranno i 50 milioni di euro.
   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
   Assessore  Baccei,  che mi dice lei? Sono di più?  Forse  di  più

  Lasciamo 50, spiccioli
                       Risultato della votazione
   Società  Interporti. E' costata finora 100 milioni, per  fare  che

  cosa? Consulenze  Soldi buttati in un calderone, inutilmente.
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   Mercati agroalimentari. Stessa cosa. Sicilia e-Servizi, l'AST,  la
  segreto:
  famosa AST, che non so quale voragine ha provocato finora nei conti

  della Regione, l'ESA, mi ricorda il presidente Musumeci.
   Presenti e votanti  61
   Ed  allora,  colleghi, perché continuare in questa commedia  degli
   Maggioranza         31
  equivoci  in  cui  ognuno è contro qualcosa,  parlando  sempre  nel
   Favorevoli          28
  disastro  da  salvare,  ma a favore di qualche  altra,  sempre  nel
   Contrari            32
  disastro.
   Astenuti             1
   Se  fossimo più seri e più lucidi, nell'esaminare questa  vicenda,

  dovremmo  dire  che forse non è tutto vero quello che  si  dice  su
                           (Non è approvato)
  Riscossione  e  cioè  sul  fatto che passando  ad  Equitalia,  come

  qualcuno, magari, velocemente, inopinatamente, ha voluto suggerire.
   Non  è  vero  che  non facciamo un danno a questa Regione,  perché
  visto   quello  che  fa  questo  Governo  nazionale,  composto   da
  rapinatori, perché sono rapinatori, io non lo so cosa accadrebbe se
  una  volta  che  affidiamo la riscossione di  tutti  i  tributi  ad
  Equitalia,  se  contestualmente ed automaticamente  ci  retrocedono
  questi  tributi. Oppure può accadere, come purtroppo è accaduto  in
  questi  ultimi anni, che ci dicano:  Sì, ti dovrei dare un miliardo
  e mezzo, però, aspetta gioia, te ne do 900 milioni, poi, vediamo se
  ti do il resto. .
   Attenzione, quindi. Io dico solo attenzione
   E' vero che è un disastro, non c'è dubbio che sia un disastro. Una
  società che riesce a riscuotere appena l'8 per cento è un disastro.
  Ma stiamo attenti a non  buttare il bambino con l'acqua sporca .
   E'  la  nostra incapacità, ed incapacità di questo Governo, a  non
  fare  funzionare le società, perché la verità è che  in  ognuna  di
  queste  società non si mettono persone competenti, ma si  mette  il
  raccomandato di turno, in tutte le società, per dare un posto o  al
  trombato, ma non di questo Governo. E' un po' l'andazzo di tutti  i
  Governi,  che  cercano di trovare posti per i trombati.  Questo  è,
  diciamo la verità
   Non  siamo più in questa situazione perché la situazione economica
  e  finanziaria,  a  livello  nazionale e,  soprattutto,  la  nostra
  situazione  dei conti a livello regionale, non ci consente  più  di
  operare con facilità, con nonchalance, questo tipo di scelte.
   Le società partecipate della Regione che, comunque, hanno un ruolo
  da  svolgere, debbono avere una governance di persone  preparate  e
  capaci  perché,  altrimenti, è perfettamente  inutile  battersi  il
  petto. E' perfettamente inutile dire mea culpa .
   Chi li ha nominati i vertici? Qualcun altro, qualcuno che non c'è?
  Li  ha  nominati  questo  Governo, li  ha  nominati  il  presidente
  Crocetta e non solo i vertici di Riscossione ma tutti i vertici che
  ci  sono,  che  producono solo guasti perché non sono  in  grado  -
  nessuno  dei  vertici  nominati, potrei fare l'elenco  infinito  di
  tutte le società - di gestirli in maniera manageriale.
   Oggi,  ci viene richiesto un momento in più, un'attenzione in  più
  nella  nomina  di persone che, poi, gestiscono decine  e  decine  e
  decine  di  milioni.  E  non  ci possiamo  permettere  di  nominare
  l'amico.  Cosa  accadrebbe  se  ai vertici  della  sanità,  con  il
  principio che è stato giustamente introdotto di mandare  a  casa  i
  manager  che  non  vanno,  che non riescono  a  dare  l'equilibrio,
  mettessimo solo degli incapaci?  Pagherebbero i cittadini, come nel
  caso  di  alcune  realtà  dove  non  c'è  un  management  vero,  ne
  pagherebbero le conseguenze sulla propria pelle i cittadini  e,  di
  converso, avremmo altri buchi da gestire.
   Quindi,  il  problema è da affrontare senza ipocrisia,  in  questo
  caso, senza nascondersi, senza infingimenti. Questo Governo si deve
  impegnare  a rivisitare le nomine di tutti i vertici, non  togliere
  questo  o quell'altro per questa o quell'altra uscita sui giornali,
  di  cui  a  me non interessa nulla, assolutamente nulla, perché  la
  gestione di Riscossione Sicilia non è né migliore né peggiore della
  gestione  delle altre società. Questo Governo deve essere in  grado
  di  dare  efficienza a ciò che amministra perché ciò che amministra
  non è suo ma è dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  per  le  note vicende accadute  nello  scorso  mese  di
  dicembre, questo dibattito su Riscossione Sicilia rischia di essere
  accompagnato  dal  velo  di un sospetto, quello  del  risentimento,
  della voglia di vendetta, di rivincita da parte di quest'Aula.
   Ogni  proposito  nobile  e sincero rischia,  pertanto,  di  essere
  travisato e vanificato dall'onta del sospetto.
   Credo  di  essere  un  privilegiato, signor Presidente,  se  dico,
  assieme  a miei colleghi di gruppo, ed abbiamo appena ascoltato  il
  collega capogruppo Formica, che siamo lontani da ogni sospetto  per
  avere  il 4 gennaio 2015, quindi, oltre un anno fa, detto a  chiare
  lettere che per noi l'esperienza di Riscossione Sicilia, di  questa
  società   quasi  interamente  partecipata  dalla  Regione,   doveva
  considerarsi conclusa.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                        Sull'ordine dei lavori
                  Presidenza del presidente Ardizzone


   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   Lo  abbiamo  detto alla luce di fatti oggettivi, lo abbiamo  detto
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  nell'ottica di una stagione di riforme alla quale il Governo, a piè

  sospinto, ci invita a guardare con sempre maggiore attenzione.
   TURANO.  Signor Presidente, non volendo entrare nel  merito  delle
   Considerare  chiusa l'esperienza di un società che produce  debiti
  legittime   richieste,  a  termine  di  Regolamento,   che   avanza
  credo  significhi  una riforma di alto spessore,  non  soltanto  di
  l'opposizione,  mi chiedo se oggi non serva far prevalere  il  buon
  natura  finanziaria  ma anche e, soprattutto,  di  natura  etica  e
  senso.
  morale.
   Su   un   fatto   programmatico   che  incide   significativamente
   Abbiamo  presentato,  oltre un anno fa,  una  mozione  non  ancora
  sull'impostazione   politica  che  il   Governo   dà,   credo   che
  arrivata  all'attenzione  dell'Aula  con  la  quale  chiedevamo  al
  legittimamente si possa chiedere il voto segreto.
  Governo di avviare una trattativa con Equitalia non perché ad occhi
   Ma  utilizzare  lo  strumento  del voto  segreto  per  provare  ad
  chiusi  si  accettassero imposizioni o norme vessatorie, prima  nei
  incassare  un  risultato politico che lascia  il  tempo  che  trova
  confronti  dei  cittadini contribuenti e, poi,  nei  confronti  del
  perché  si  spostano  duemila  euro da  un  capitolo  all'altro,  o
  Governo della Regione o della Regione stessa, ma una trattativa che
  diecimila  euro  per  le  spese di missione  dell'assessore  -  che
  ci   consentisse  di  avere  garanzie  precise  sul   servizio   di
  considero  legittime  se si vuole adempiere al  proprio  ruolo  con
  riscossione.  Fino  ad  oggi  il Governo  è  rimasto  assolutamente
  serietà e correttezza - sembra una cosa fuori dal mondo.
  silente, anzi, continua a difendere la bontà di questa gestione.

   Un  Governo  serio,  e  questo non lo  è,  a  cominciare  dal  suo
   GRECO Giovanni. Maggioranza non ce n'è
  Presidente,  politicamente parlando, s'intende,  un  Governo  serio

  dovrebbe  preoccuparsi  di assicurare due  obiettivi.  Il  primo  è
   TURANO.  Onorevole Greco, che non ci sia la maggioranza o  che  la
  quello della efficienza di un servizio prioritario; il secondo,  ma
  maggioranza  viva un momento di difficoltà non abbiamo  bisogno  di
  non  meno importante, è quello di garantire i livelli occupazionali
  scoprirlo per il tramite del voto segreto.
  delle circa 700 unità che lavorano in tutta l'Isola alle dipendenze
   Se fosse così comunque vorremmo scoprirlo su un fatto politico, su
  di   Riscossione  Sicilia.  Proporre  di  passare  il  servizio  ad
  alcuni  aspetti che sono meramente tecnici, noto che  la  presa  di
  Equitalia  non  può  assolutamente  suscitare  alcun  sospetto   di
  posizione  portata  alle estreme conseguenze  da  parte  di  alcuni
  insensibilità nei confronti dei dipendenti di Riscossione  Sicilia,
  colleghi di alcuni Gruppi non è da considerarsi merito per nessuno.
  i  quali sanno per esserne stati attenti testimoni che, proprio  lo
   Ragione  per  la  quale avevo apprezzato prima la sua  iniziativa,
  scorso  anno,  il  Gruppo Lista Musumeci con la  collega  La  Rocca
  Presidente,  di  chiedere sui fatti importanti  la  possibilità  di
  Ruvolo, e per noi con il collega Ioppolo e pochi altri colleghi, si
  votare  anche  con  il  voto segreto e per il  resto  agevolare  il
  sono  battuti  per assicurare o per scongiurare la  chiusura  delle
  percorso  di  approvazione  di  una  legge  che,  alla  fine,  sarà
  sedi  decentrate  di Riscossione Sicilia che tanti  disagi  avrebbe
  approvata lo stesso.
  procurato   ai   cittadini  contribuenti  soprattutto   perché   il
   Dobbiamo essere chiari
  mantenimento  delle  sedi decentrate  sarebbe stato  assicurato  in
   In  quest'Aula lo sappiano tutti, può capitare che tante leggi non
  immobili  offerti, a titolo gratuito, dai comuni stessi preoccupati
  vedano la luce ma è certo che la legge di bilancio sarà approvata.
  della  paventata  soppressione  di un  servizio  inequivocabilmente
   Mi   chiedo  che  forzatura  oggi  sta  facendo  la  minoranza   o
  dannoso per la gente del luogo.
  l'opposizione, cercando di dettare l'agenda su un fatto che  poi  -
   Quindi,  noi sappiamo quanto sia importante difendere le  finalità
  alla  fine  -  non  produce  gli effetti amministrativi  che  vuole
  istituzionali   di   quella  società  ed,  al  tempo   stesso,   il
  produrre?
  mantenimento  del  livello occupazionale. Appare patetico  il  tono
   Onorevole  Falcone,  mi chiedo se vale la pena  continuare  questi
  allarmistico  del Presidente della Regione che vede  minacciato  lo
  lavori o se il Governo stesso non ritiene, visto che in Commissione
  spirito   dell'autonomia  regionale  se  noi  ci  rivolgessimo   ad
   Bilancio'  al netto delle provocazioni di qualche collega  che  ha
  Equitalia.
  abbandonato   i  lavori  o  di  qualche  altro  che,  preso   dalla
   Presidente  della  Regione,  lei  è  la  persona  meno  adatta  in
  stanchezza, si è fatto provocare un po' troppo, mi interrogo se non
  quest'Aula   a   potere   rivendicare  la  dignità   dell'autonomia
  è  opportuno che il Governo chieda una sospensione dei  lavori  per
  regionale,  avendola lei calpestata, reiteratamente, costantemente,
  aggiornarli a domani pomeriggio.
  con   proterva  determinazione  durante  i  tre  anni   della   sua
   Mi pare una posizione di buon senso.
  presidenza.   Appare   patetico  il  richiamo   alla   salvaguardia
   Nessuno  si  scandalizzi se non si ritiene utile e opportuno  fare
  dell'autonomia fiscale di questa Regione da parte del Governo,  del
  una  verifica  di questo tipo che non è una verifica che  necessita
  Governatore,  avendo  egli  sacrificato e  mortificato  l'autonomia
  soltanto  alla  maggioranza,  onorevole  Formica,  è  una  verifica
  fiscale  di  questa  Regione  con  un  atteggiamento  remissivo   e
  tecnica.
  subalterno  nei  confronti  del  Governo  nazionale   in   più   di
   Quando,  infatti, l'opposizione chiede di votare con  l'escamotage
  un'occasione.
  del  voto segreto che - seppur previsto nel Regolamento - su questi
   Non  ci  sono  scuse che tengono  L'autonomia non  può  essere  un
  fatti andrebbe categoricamente vietato.
  argomento  di comodo: o la si difende sempre o non la  si  richiami
   Il  Regolamento  è  Regolamento e non sarò io a  chiedere  di  non
  mai   E  si  abbia il coraggio di ammettere che nei  confronti  del
  rispettarlo.
  Governo Renzi questo Governo ha deciso di assumere un atteggiamento
   Potrei chiedere, semmai, di cambiarlo ma non di non rispettarlo.
  supino.
   Chiedo  pertanto, Presidente, se non è opportuno fermare i  lavori
   Ecco perchè, e mi avvio alla conclusione, noi riteniamo che quello
  ed aggiornarli a domani pomeriggio.
  che sta avvenendo in queste ultime ore desti qualche sospetto.
   Vorrei  evitare che si prendesse la posizione che  poco  fa  si  è
   Alcuni elementi della maggioranza da qualche minuto a questa parte
  assunta nel senso che su una proposta di buon senso non c'è bisogno
  si  sono affrettati fra i banchi a far leggere e a sottoporre  alla
  di scontrarsi o di votare. E' sufficiente dire che il clima, lo sto
  lettura  di  ciascuno di noi i comunicati stampa che annunciano  la
  chiedendo io che sono uno dei colleghi e vorrei che sul punto se il
  inesorabile  decadenza  del  Consiglio  di  amministrazione   della
  Governo  si  pronuncia al meglio i lavori si rinviassero  a  domani
  società  Riscossione Italia per le sopravvenute dimissioni  di  due
  pomeriggio.
  componenti.

   Io  ho  qualche  sospetto sulla fondatezza di quella  notizie.  Ho
   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
  qualche  sospetto, troppe coincidenze nel momento in cui l'Aula  si

  appresta  ad  esprimere  un  voto e una scelta  importante,  troppe
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  coincidenze  con questa presunta dimissione e quindi decadenza  del

  Consiglio di amministrazione.
   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi non capisco  quale
   Ma, ripeto, non mi lascio trascinare dalla polemica, non mi occupo
  sia  il  buon senso a cui si faceva riferimento prima. Una  cosa  è
  di  banditismo politico né quello che viene operato all'interno  di
  certa.  In  Aula  l'opposizione  c'è  tutta,  noi  siamo  pronti  a
  questo  Palazzo,  né  di  quello che viene operato  all'esterno  di
  confrontarci  sui  contenuti,  sugli  emendamenti,  per  carità  ci
  questo Palazzo.
  dispiace  che  la  maggioranza sia finita a gambe  all'aria  con  3
   Mi  chiederei e mi porrei semmai una domanda: siamo sicuri che  la
  emendamenti  che  rovinosamente  all'inizio  hanno  determinato  la
  Regione  siciliana,  Assessore Baccei,   abbia  la  competenza  sul
  sospensione dei lavori e che ora sta riprendendo peggio  di  prima.
  sistema   della  riscossione?  Siamo  davvero  sicuri  che   questa
  Ci  dispiace con statere che l'assessore Cracolici se n'è andata  e
  competenza  non  sia  invece del Governo  nazionale?  La  invito  a
  forse  è quello che ha capito che è arrivato il momento di staccare
  rispondere se avrà la bontà di farlo Assessore Baccei. Non è  forse
  la  spina però questo invito al buon senso, obiettivamente  non  lo
  vero  che  la  competenza del Governo regionale si limita  soltanto
  capisco. Andiamo avanti, votiamo i provvedimenti e se è il caso  il
  alla scelta della società che deve procedere, mi fa piacere che lei
  bilancio  bocciamolo. A costo di andare a casa, qual è il  problema
  annuisca,  segno  evidente che noi forse stiamo  andando  oltre  il
  perché non dovremmo votarlo questo bilancio? Noi come forza italia,
  seminato, signor Presidente dell'Assemblea, e stiamo imboccando una
  siamo  contenti  di  potere andare incontro  al  ritmo  che  questa
  strada che rischia di rivelarsi senza ritorno.
  maggioranza sta dando oggi, andiamo avanti e vediamo  provvedimento
   Riscossione  Sicilia  per le gestioni presenti  e  passate  è  una
  per provvedimento questa maggioranza come si comporterà in Aula.
  società   da  chiudere.  La  Regione  siciliana  non  può   buttare

  costantemente  acqua  all'interno di  un  cesto  che  non  è  nelle
   PANEPINTO. Chiedo di parlare.
  condizioni di poterla contenere quell'acqua mentre fuori  si  muore

  di sete.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Se  una società partecipata interamente dalla Regione paga 36 mila

  euro al mese per la sede in cui ospita gli uffici di Catania mentre
   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di  la  della
  a  180 metri di distanza il palazzo della Regione rimane semivuoto,
  votazione,  siccome  Presidente Ardizzone,  è  solo  una  questione
  un  motivo  di  inefficienza ci sarà. Se  una  società  interamente
  tecnica.  Alcuni colleghi come l'onorevole Di Giacomo un attimo  fa
  partecipata  dalla  Regione paga oltre 40 mila  euro  al  mese  per
  hanno  votato ma risultano non votanti e assenti. Poco fa io votavo
  affittare  la sede di Palermo mentre il palazzo di proprietà  della
  e  lei  giustamente  ha detto di rivotare perché risultava  assente
  società  rimane  pressoché semivuoto ospitando  soltanto  l'ufficio
  nonostante brillasse la lucina per cui le chiedo di fare verificare
  della direzione, una regione ci sarà.
  se  il  sistema, al di la del dato, perché poco fa ha visto che  io
   Queste,  assieme  a  tante  altre  ragioni  che  qui  sono   state
  votavo ma risultavo assento e mi ha chiesto di rivoltare. Lo stesso
  diligentemente  richiamate dai colleghi  che  mi  hanno  preceduto,
  h  accaduto  per  l'onorevole Di Giacomo e  prima  per  l'onorevole
  portano  ancora  noi  più  convintamente a dire  che  l'emendamento
  Panarello.  Se  è  possibile,  ed è  successo  anche  all'onorevole
  presentato  dal  Governo Crocetta non merita la nostra  fiducia  e,
  Lantieri.
  quindi, non merita il nostro voto favorevole. .


   PRESIDENTE. L'impianto funziona alla perfezione.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha

  facoltà.
   FOTI. Chiedo di parlare.


   ASSENZA. Signor Presidente, avevamo presentato un emendamento  che
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  è  stato recepito interamente dal Governo; non che questo ci faccia

  cambiare   idea  sull'utilità  di  mantenere  in  vita  Riscossione
   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, un lunedì  nero,  lo
  Sicilia; è evidente, però, che se lo scopo, come si è proclamato ad
  definirei  così per questo Governo, quasi ci dispiace. Poco  fa  la
  alta voce da parte del Presidente e da parte di tanti colleghi  che
  collega  capogruppo del Pd aveva chiesto di rimandare l'Aula  ed  è
  sono  intervenuti,  era  quello di avviare ad  una  stagione  nuova
  stato  veramente imbarazzante sentire una richiesta di questo  tipo
  Riscossione Sicilia, era in totale contraddizione con lo scopo  che
  ma  lo  è  ancora di più quando lo si sente provenire  dal  collega
  a  parole  si  diceva  di sostenere quello di finanziare  la  spesa
  dell'UDC.  Noi  chiediamo  e ribadiamo che  vogliamo  continuare  a
  corrente   e   affidare   ad  una  cifra  ridicola   l'importo   di
  lavorare e se per caso questa richiesta dovesse provenire da  parte
  ricapitalizzare.
  del  governo che sia messa ai voti. Lo ripeto Presidente,  per  una
   Questa la scarsa conoscenza di economia e bilancio che ho,  ma  se
  questione   di   correttezza  e  di  rispetto  nei   riguardi   dei
  si    vuole   ricapitalizzare   si   deve   puntare   tutto   sulla
  parlamentari  presenti  perché  questo  ragionamento  al  contrario
  ricapitalizzazione  e non buttare soldi in un  pozzo  senza  fondo,
  quando  c'è una difficoltà della maggioranza e si va sotto  bisogna
  perché finanziare con 11 milioni e 900 un debito che è di oltre  50
  assumersene  le  responsabilità. Noi siamo qui,  siamo  presenti  e
  milioni non serve assolutamente a nulla se non a sprecare questi 11
  vogliamo continuare per il bene dei siciliani ma se si vorrà votare
  milioni e 900.
  la sospensione che si voti.
   E'  molto  più ragionevole come recependo, ripeto, un  emendamento
   Non sia una decisione unilaterale.
  che  avevo presentato insieme ad altri colleghi un'oretta  e  mezzo

  fa;  viceversa, se si deve proprio puntare, si punti effettivamente
   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, stia tranquilla  che  il  Regolamento
  su questa ricapitalizzazione, fermo restando che se entro questi 90
  verrà applicato alla perfezione.
  giorni  non  si  risolverà nulla, credo che sarà gioco-forza  ormai
   Su  richiesta  dell'assessore Baccei, sospendo l'Aula  per  cinque
  obbligatorio  procedere alla liquidazione che  io  preferire  fosse
  minuti.
  invece avviata già da domani. Però, su questo l'Assemblea è sovrana

  e deciderà.
     (La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.36)
   Volevo, però, permettermi di dire che sono state delle alcune cose

  palesemente inesatte. E' come se noi affidandoci ad Equitalia a chi
   La seduta è ripresa.
  sa quale mostro ci affidassimo. Poi, mi spiegherete il perché.

   Si  è  parlato dei dipendenti. Tutti si sono riempiti la bocca  di
  salvaguardare  le  postazioni dei dipendenti. Ma avete  sentito  la
  posizione   effettiva  dei  dipendenti  qual  è?   La   Commissione
   Bilancio ,  che stranamente su questo argomento non è intervenuta,
  ha  ascoltato tutte le rappresentanze sindacali nella seduta del 14
  gennaio 2016.
   Io vi farò perdere due minuti e vi leggerò qual è la posizione dei
  dipendenti  che  voi  tutti  volete  salvaguardare  attraverso   il
  mantenimento  di  Riscossione  Sicilia:   Vi  chiediamo  quindi  di
  compiere  un atto di coraggio, affidare la riscossione ad Equitalia
  per  aumentare l'efficienza del contrasto all'evasione  assicurando
  un'azione omogenea su tutto il territorio nazionale. E' chiaro  che
  deve essere salvaguardata l'applicazione del contratto nazionale di
  categoria   a   garanzia   dell'identità  unitaria,   giuridica   e
  contrattuale  del trattamento dei lavoratori garantendo  i  livelli
  occupazionali. Siamo consapevoli che non può prospettarsi ormai una
  soluzione diversa, chi ancora pensa di tergiversare si assumerà  la
  responsabilità  di non avere assicurato un efficiente  servizio  di
  riscossione in grado di salvaguardare i cittadini .
   Signor   Presidente,  queste  sono  le  rappresentanze   sindacali
  unitarie  che  all'unisono hanno chiesto questo e noi  stiamo  oggi
  contrabbandando,  invece,  questa  decisione  vostra  di  mantenere
  Riscossione per salvaguardare i lavoratori che vi dicono  mandateci
  ad Equitalia.
   E  poi, gli altri inconvenienti gravosissimi. La legge dello Stato
  è  chiara,  per  cui qualsiasi agente di riscossione  in  qualunque
  parte d'Italia deve adottare gli stessi sistemi di riscossione, gli
  stessi  sistemi  di notifica, gli stessi sistemi  di  recupero,  lo
  stesso  agio, quindi un euro in più o in meno il passaggio  non  lo
  comporta. Tutto il resto è, ripeto, voler frullare nel manico.
   Ho  capito  che  l'Aula  sia orientata a  effettuare  quest'ultimo
  tentativo   di  accanimento  terapeutico.  Cediamo  quest'ulteriore
  boccata  d'ossigeno che sono i 13 milioni e 200 mila,  buttiamoli ,
  spero  che  questo  termine si riveli alla lunga  non  appropriato,
  utilizziamoli per un'operazione di ricapitalizzazione vera, che Dio
  ce  la mandi buona, altrimenti tra tre, quattro mesi con 13 milioni
  e  200 mila in meno saremo costretti ad attuare quel passaggio che,
  secondo  me, purtroppo - e lo dico con assoluta tristezza - sarebbe
  doveroso compiere già stasera.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  intervengo  a  nome  del   Gruppo
  parlamentare del PD su delega del Presidente del Gruppo,  per  dire
  che  questa  discussione  che  si avvita  ormai  in  maniera  anche
  scomposta,  diciamocelo con chiarezza, sui giornali, sullo  scontro
  che  è si è manifestato fra le decisioni di questo Parlamento e  la
  società  Riscossione Sicilia, anche oggi debbo dire che rasenta  in
  qualche  modo un po' il livello che ci stiamo assegnando, cioè  una
  Regione  che  in qualche modo pur essendo proprietaria di  Ferrari,
  magari  avendo  autisti  senza  patente  vuole  dimettere  il   suo
  patrimonio,  la sua anche autonomia perché non ha autisti  cioè  si
  vende  il  parco macchine perché non ci sono persone  in  grado  di
  guidare.
   E  in  questa finanziaria, è una finanziaria che rivela ogni volta
  la  necessità di affrontare riforme, abbiamo parlato di  altro  che
  non  cito,  ma io ritengo che oggi - e lo dico con l'affetto  e  la
  stima nei confronti del Presidente Musumeci -. Lui ha richiamato se
  la  Sicilia abbia competenze in materia di riscossione, l'Assessore
  assentiva  rispetto alla regolamentazione, ma l'articolo  17  dello
  Statuto  ce  lo consente, ma ce lo consente  perché, in realtà,  se
  noi  non approviamo, io poi non ho capito francamente anche  io  ho
  difficoltà  a seguire le riscritture perché ho visto un  primo  che
  aveva  un  importo la riscrittura rinvia al 2018 il  finanziamento,
  mentre già al secondo comma parla di ricapitalizzazione.
   Io   lo   dico   all'onorevole  Musumeci  per  parlare   a   tutta
  l'Assemblea.  Credo  che noi non possiamo privarci  di  Riscossione
  Sicilia, dei presidenti dei consigli di amministrazione secondo  me
  anche  da subito, questo e altro. Dalla necessità di avere un piano
  che  eviti  quello che lei citava gli affitti a 36  mila  euro,  io
  ricorderei anche il modo come alcuni studi legali avevano  migliaia
  e migliaia di pratiche e altri nulla ma non è questa gestione.
   La  gestione  di Riscossione Sicilia come un piccolo  mondo  delle
  finanze  sud  americane è antica non arriva ad  esso  perché  a  me
  risulta  anche  che sistematicamente si andava ad agire  in  difesa
  rispetto  a  ricorsi  davanti le Commissioni tributarie  magari  in
  ritardo.
   Ma ripeto è una storia che non arriva adesso, per cui io credo che
  siccome  dentro riscossione Sicilia Presidente Crocetta,  onorevole
  Turano  non potete chiederci di stare ore e ore qua e poi    Turano
  che non è convinto e che debbo difendere...
   Un attimo solo, onorevole Turano, io credo una cosa Presidente che
  la  questione Riscossione Sicilia che non è di questa governance  o
  management, è un problema che deve riguardare anche il rapporto con
  gli Enti locali.
   In  Sicilia per i Comuni non riscuote Riscossione Sicilia per  cui
  di  fatto  esiste un problema di conferire con un rapporto  con  il
  Governo  nazionale la modifica di alcune norme, perché noi  abbiamo
  ormai    un  tasso  di  evasione  dei  tributi  locali  che  supera
  abbondantemente  il  40  e  il  50  per  cento,  per  cui  dobbiamo
  immaginare una nuova missione per Riscossione Sicilia che  non  sia
  solo  quella  di avere affitti esorbitanti, continuo a  citare   il
  Presidente  Musumeci,  per  cui in questa  finanziaria,  Presidente
  Crocetta, deve fare la riforma su tutto, dai Consorzi di  bonifica,
  al settore forestale.
   Oggi,  è necessario anche, Presidente, immaginare che i tempi  che
  sono previsti nella riscrittura, sia nella prima che nella seconda,
  vengono   riaccompagnati  con  l'azzeramento  dei   vertici   della
  struttura che è un atto di responsabilità del Governo che  lo  deve
  chiedere e di chi ne deve dare le dimissioni.
   Questa  sera  il  Parlamento  non può che  ricapitalizzare  questa
  società  perché,  e  sono d'accordo con lei, è  uno  strumento  per
  mantenere la nostra autonomia. Sono contrario alla cessione a pezzi
  a pezzi al Governo nazionale della nostra autonomia, sia oggi Renzi
  o  ieri  Berlusconi  o domani chi sia perché è  chiaro  che  quella
  autonomia che è stata costruita, è stata costruita anche su questo.
  E  siccome ritengo che al di là dei Governi nazionali tutto correrà
  sull'asse tosco-emiliano-romano, se ci priviamo di tutto tanto vale
  rinunciare  a  priori  a quelle che sono le prerogative  di  questa
  Assemblea regionale.
   Servono  atti, Presidente, Governo, che diano il segnale però  che
  questo  Parlamento non può essere sottoposto né a pubblico ludibrio
  né a vessazioni.
   Per  cui, sì a questa riscrittura della norma, ma al tempo  stesso
  anche  atti  coraggiosi  del  Governo  che  vanno  ad  azzerare  il
  managment e la governance di Riscossione Sicilia.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente
  per  dichiarazione  di  voto,  rispetto  ad  un  atteggiamento  che
  riteniamo  dovere in maniera molto responsabile avere nei confronti
  di  tutti i siciliani che attraverso Sicilia 1 ci guardano in  ogni
  Comune  della  Regione siciliana che aspettano di  capire  quale  è
  l'atteggiamento del Parlamento rispetto a questo tema.
   Personalmente,  Presidente, debbo dirle che non sono  appassionato
  da  autonomista  all'idea  che  di  riscossione  possa  occuparsene
  Equitalia  e  lo dico proprio a questo Governo, al quale  chiederei
  maggiore  autorevolezza nei rapporti e nel confronto  con  Roma.  A
  questo  si  aggiunge  la  vicenda dei dipendenti  rappresentata  da
  tanti.
   Per  queste  ragioni,  grazie  anche all'emendamento  che  abbiamo
  presentato che si aggiunge a queste motivazioni che prevede che  le
  società  tese allo sviluppo e alla creazione di imprese in  Sicilia
  possano  essere agevolate attraverso lo strumento parlamentare  che
  oggi  abbiamo  posto attraverso il nostro emendamento,  per  queste
  ragioni,  Presidente Ardizzone, il nostro Gruppo  parlamentare,  ho
  avuto  mandato  a  rappresentarlo,  si  asterrà  e  non  darà  voto
  contrario a questo articolo.

   PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti soppressivi e un
  emendamento di riscrittura a firma del Governo il 33R bis. E' stato
  preannunciato un sub emendamento
    Onorevole Greco, mantiene o ritira l'emendamento 33.1?

   GRECO Giovanni. Lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si procede alla verifica dei richiedenti.

              (Si procede alla verifica dei richiedenti)

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Pongo in votazione  l'emendamento 33.1. Il parere del Governo?

   BACCEI , assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 33.2 è precluso.
   Si passa al subemendamento 33R bis.1, che prevede la riduzione, il
  comma  3, la cifra  da 13.200   a 11.200, presentato dall'onorevole
  Turano.

   LACCOTO. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto,  siamo  in  votazione,  non   può
  parlare

   LACCOTO. Lei non può farlo  chiedo di parlare

     PRESIDENTE. Basta  Dobbiamo votare

                   (Proteste dell'onorevole Laccoto)

    Sospendo la seduta per un minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.58,  è ripresa alle ore 18.59)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE.   Onorevole   Turano,   mantiene   o     ritira    il
  subemendamento 33R bis.1? Lo dica al microfono  Lo  mantiene  o  lo
  ritira?

                           (Brusio in Aula)

    Il  Governo,  nella  persona del Presidente Crocetta,  chiede  un
  minuto di sospensione. Pertanto, la seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore  19.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Il  subemendamento 33R bis.1, a firma  dell'onorevole
  Turano, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 33 R Bis, a firma del Governo. Il parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta  di  voto  segreto  che   non   è
  appoggiata.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo  l'Aula  per  cinque  minuti  per  interloquire  con   il
  Presidente della Regione sulla prosecuzione dei lavori.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.02, è  ripresa  alle ore 19.31)


   di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2016  e

   bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018'. (n. 1132/A) e  'Di-
   Presidenza del Presidente Ardizzone
   sposizioni programamtiche e correttive per l'anno 2016. Legge di sta-

   bilità regionale' (nn. 1133-1155/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del Presidente Ardizzone



   Presidenza del vicepresidente Lupo
                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   La seduta è ripresa.


   Riprende  il  seguito  della  discussione  dei  disegni  di  legge
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il Presidente  Ardizzone  si  era
   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  determinato di chiudere i lavori d'Aula alle ore 20.00. Essendo  le
  finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
  19.31,  è chiaro che in mezz'ora non possiamo concludere i  lavori.
  (n.  1132/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
  Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani, martedì 1  marzo
  2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
  2016, alle ore 15.00.


   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  A4.43,  degli   onorevoli
   (La seduta sospesa alle ore 19.32  di lunedì 29 febbraio 2016, è
  Tancredi  e  degli  altri.  Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
           ripresa alle ore 15.30  di martedì 1 marzo 2016)
  Governo?


   La seduta è ripresa.
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.


   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Ciaccio   per
  illustrare l'emendamento.

   CIACCIO.  Signor Presidente, con questo emendamento,  semplicemente
  togliamo  la  parte  del  fondo per il trattamento  di  posizione  e
  risultato  del  personale con qualifica dirigenziale,  per  metterlo
  nelle  spese  di  opere  marittime nei porti di  seconda  categoria,
  seconda terza e quarta classe.
   Chiedo  che  la  votazione dell'emendamento avvenga per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.43.
                                Congedi


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  onorevoli Dina e Raia.
  all'emendamento A4.43. Chiarisco il significato del voto:  chi  vota

  sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
   L'Assemblea ne prende atto.
  si astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            31

   PRESIDENTE. L'Assemblea non è in numero legale.
   Sospendo,  pertanto,  la  seduta  avvertendo  che  riprenderà  tra
  un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 19.40)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'emendamento A4.43.
   E'  stato  già  espresso un parere contrario sia  da  parte  della
  Commissione che del Governo.
   Il  Governo  intende  peraltro  motivarlo  e  ribadire  il  parere
  contrario.
   BACCEI,  assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore   per  l'economia.  Su   questo   emendamento,
  considerando la rilevanza dell'importo, si va di fatto ad  incidere
  significativamente sul fondo ed è quantificato in base ai contratti
  vigenti.   Per   cui   si  vanno  a  toccare   delle   obbligazioni
  giuridicamente vincolanti. Per cui di fatto non ci  sono  spazi  di
  questo importo su questo capitolo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A4.43.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A4.44.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, in questa votazione diciamo  che  il
  fatto  che  un  Gruppo politico si alzi compostamente  tutto  nello
  stesso scompartimento, non presuppone che abbia la maggioranza

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, lei su questo piano proprio  non
  mi trova d'accordo.

   PANEPINTO. Avete fatto la verifica?

   PRESIDENTE. Sì, la verifica l'ho fatta e non c'è bisogno di alcuna
  verifica per alzata e seduta.
   Proprio su questo evitiamo  Faccia altro tipo di richieste, ma  su
  questo no, sul piano dell'applicazione del Regolamento.

   PANEPINTO. Signor Presidente, posso avanzare una richiesta?

   PRESIDENTE. Prego.

   PANEPINTO.   Ovviamente,    chiedo   autorizzazione   al    Gruppo
  dell'onorevole Giovanni Greco e dell'onorevole Di Mauro, che  hanno
  chiesto ripetutamente il voto segreto, in questa seduta per capire.
   Signor Presidente, ritengo e chiedo conforto all'Assessore Baccei,
  rispetto  a  ciò che è accaduto legittimamente, io  credo  che  sia
  opportuno che lei con i suoi uffici verifichi ciò che è accaduto in
  termini di bilancio e che la seduta possa essere rinviata a  quando
  deciderà il Presidente.
   Quindi,   io   chiedo  che  il  Governo  abbia   un   momento   di
  approfondimento rispetto all'accaduto sui numeri e se  ci  sono  le
  condizioni  si  continua, diversamente chieda la sospensione  della
  seduta per una verifica.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che in
  questi momenti in cui tutti stiamo trattando il documento economico-
  finanziario, il bilancio, ci vuole la responsabilità  di  tutti  e,
  quindi,  mi rivolgo anche a lei Presidente, per cercare  di  capire
  che  i  temi  che stiamo trattando sono strutturali  e  vitali  per
  l'assetto della Regione siciliana.
   Io per questo chiedo alle forze di maggioranza e di opposizione un
  rinvio  della seduta a domani. E chiedo che il Parlamento su questo
  si esprima.

   PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, già il Parlamento l'ha trattato.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                      Verifica del numero legale
      Comunicazione di Regolamento interno di Gruppo parlamentare


   ANSELMO. Chiedo la verifica del numero legale.
   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Segreteria

  generale  dell'Assemblea il 27 febbraio 2016 e protocollata  al  n.
    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  2082/TraspPG del' 1  marzo successivo, l'on. Girolamo Fazio,  nella
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  qualità di Presidente del Gruppo parlamentare  Misto , ha trasmesso
  presenza con la scheda di votazione.
  copia,  ai  fini  della pubblicazione sul sito  web  dell'ARS,  del
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  Regolamento  interno del  gruppo parlamentare Misto in sostituzione
  qualunque tasto.
  di quello prima adottato .
    Dichiaro aperta la verifica.
   Avverto dunque che la documentazione di cui sopra sarà oggetto  di

  pubblicazione   nel   sito   internet   dell'Assemblea   ai   sensi
                      (Si procede alla votazione)
  dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.


   Dichiaro chiusa la verifica.
   L'Assemblea ne prende atto


                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            26

   L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è  sospesa
  e riprenderà domani, martedì 23 febbraio 2016, alle ore 16.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 19.47 di lunedì 22 febbraio 2016, è
         ripresa alle ore 16.18  di martedì 23 febbraio 2016)

   La seduta è ripresa.



   1132/A e 1133-1155/A
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo


   Riprende  il  seguito  della  discussione  dei  disegni  di  legge
   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno  chiesto  congedo,   per   oggi,
   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  l'onorevole Dina.
  finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .

  (n.  1132/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
   L'Assemblea ne prende atto.
  2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)


                               Missione
   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei  disegni  di

  legge   Bilancio di previsione della Regione siciliana  per  l'anno
   PRESIDENTE.  Comunico che l'on. Federico  sarà in missione  il  24
  finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
  febbraio 2016.
  (n.  1132/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno

  2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, si continua con la discussione  sull'articolo

  22.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor presidente, intervengo per chiederle se l'articolo
  22 è quello che abbiamo nel Testo o c'è una riscrittura.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, l'articolo 22 è quello che  abbiamo
  nel Testo.
   Se  c'è  la  riscrittura,  non a caso  ho  chiesto  chi  chiede  di
  intervenire. Si riparte dal Testo, non mi risultano riscritture.
   Una  richiesta più che opportuna dell'onorevole Rinaldi per  sapere
  se  l'articolo 22 così come l'articolo 23 siano quelli inseriti  nel
  Testo.  Sono quelli inseriti nel Testo e gli emendamenti sono quelli
  allegati al Testo. Per quello che mi riguarda possiamo andare avanti
  con quello che abbiamo.


   e nn. 1133-1155/A


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




   ALLORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   Riprende  il  seguito  della  discussione  dei  disegni  di  legge

   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .

  (n.  1132/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
   ALLORO.  Signor  presidente,  volevo  sollevare  all'Aula   alcune
  2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
  perplessità  che  in questi giorni concitati mi  stanno  apparendo.

  Siamo  arrivati  alla fine di questa finanziaria e come  ogni  anno
   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  2  all'ordine   del   giorno:
  arriviamo  alla  fine  su quelle che sono le tabelle,  tabelle  che
  Discussione di disegni di legge.
  vengono,  allegato  1, articolo 22 e articolo  23,   impropriamente
   Si  procede con il seguito della discussione dei disegni di  legge
  definite come tabella H .
  «Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
     Io  volevo ricordare all'Aula che la tabella H ormai da tempo  è
  finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.»
  stata eliminata ed è stata eliminata quando ci fu l'impugnativa del
  (1132/A)  e   Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno
  Commissario  dello  Stato.  In  quella  sede,  allora,  quando   il
  2016. Legge di stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
  Commissario  dello  Stato impugnò la tabella H  si  salvarono  solo
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  quegli enti che avevano un riferimento normativo.
  delle Commissioni.
     L'altra  sera  in  Commissione  Bilancio  in  una  seduta  molto

  concitata  della quale noi abbiamo avuto anche motivo di lamentarci
  sia   con  Presidenza  della  Commissione  Bilancio  che  con   lei
  personalmente,  io le ho inviato anche una nota per lamentarci  che
  era  avvenuto  un vulnus in quella sede causato dalla  sostituzione
  dei componenti titolari in dispregio a quello che è il Regolamento,
  la  Presidenza  dell'Assemblea  ha ritenuto  di  procedere  ad  uno
  stralcio di tutto una serie di norme.
   A mio avviso quello stralcio è uno stralcio errato perché le norme
  così  come  sono presenti in finanziaria sia dell'articolo  22  che
  dell'articolo  23 -  io vorrei però un attimo di attenzione  perché
  un   problema  di  merito  che  dobbiamo  capire  -  la  Presidenza
  dell'Assemblea  ha  ritenuto  di  procedere  ad  uno  stralcio.  Lo
  stralcio  ha interessato anche enti ed istituzioni che,  così  come
  previsto  dagli articoli 22 e 23, fanno riferimento a finanziamento
  leggi  di  spesa,  l'articolo 22, rifinanziamento leggi  di  spesa,
  l'articolo 23.
   Ora  io francamente Presidente non capisco per quale motivo  tutto
  una  serie di enti e di istituzioni che hanno l'aggancio normativo,
  al  di là del fatto che poi l'Assemblea può legittimamente decidere
  di  votare  contro il finanziamento a quegli enti. Io non condivido
  lo  stralcio  di questi enti perché sono degli enti  che  hanno  il
  riferimento normativo e che possono legittimamente stare in  quelle
  tabelle. Mi ha seguito? Non gliene frega niente

   PRESIDENTE.  Le  ripeto parola per parola. Lei sta contestando  lo
  stralcio

   ALLORO.   Perfetto    Presidente  mi  consenta,    perché   questa
  finanziaria  sta  diventando una cosa  di  pazzi,  perché  la  sera
  stacchiamo alle otto e abbiamo l'esercizio provvisorio  che  è  già
  scaduto. Io le chiederei Presidente di avere un poco di buon senso,
  quello  che  io  so  che  lei  ha e ha dimostrato  in  tante  altre
  occasioni perché non è la prima finanziaria che io faccio con  lei,
  e vedere un poco di definire le questioni perché non possono essere
  stralciati dalla tabella enti che invece in quella tabella  possono
  stare.
   Poi  se  l'Assemblea  decide che a quegli  enti  non  va  dato  un
  contributo, non va dato un sostegno economico, è l'Assemblea che lo
  decide, non può essere certamente lo stralcio perché in quel modo è
  un  atto  assolutamente arbitrario, glielo voglio dire  in  maniera
  molto  chiara. Se dobbiamo mantenere qua la legittimità degli  atti
  manteniamola  sia  quando facciamo forzature in Commissione  e  sia
  anche  in  Aula perché non si capirebbe per quale motivo tutto  una
  serie  di  enti  che hanno l'aggancio normativo lei  ha  deciso  di
  stralciarli. In una prima fase ha stralciato anche gli enti  sordi,
  muti etc  e in una seconda fase ha deciso di riprenderli.
   Ora  Presidente  questo non è possibile  Questo  non  è  possibile
  perché  i due articoli sono chiari: finanziamento leggi di spesa  e
  rifinanziamento leggi di spesa.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente non ho particolare  interesse
  sull'articolo  22, in verità sarebbe un intervento sull'ordine  dei
  lavori, ma lo inglobiamo così non parlo più.
   La  perplessità  che  viene leggendo i commi  1  e  2,  Presidente
  Ardizzone   vediamo  se  mi  può  aiutare  lei  e  gli   interventi
  individuati nell'allegato 1, parte A, alla presente legge. Da dov'è
  l'allegato 1? Assessore Baccei.
   Poi  gli  interventi individuati all'allegato 1, parte B. Ma  dove
  sono questi allegati? Qua non ci sono. Questo è il tema Presidente.
  C'è solo questo e non c'è scritto niente. Non li troviamo.
   Mentre   nell'articolo   23  c'è  la  tabella   e   la   leggiamo,
  nell'articolo 22 non ci sono gli allegati.

   PRESIDENTE. E' stato distribuito fin dall'inizio.

   MILAZZO GIUSEPPE. E' stato distribuito?
   Signor  Presidente, colgo l'occasione per fare una riflessione  in
  questo minuto e mezzo, non in tre minuti.
   Oggi  tutti  gioiamo  perché  è  stato  approvato  l'articolo   di
  Riscossione Sicilia.
   In  verità  sento il bisogno, signor Presidente, visto  che  molto
  spesso io critico anche la Presidenza, di ricostruire quello che  è
  accaduto nelle 24 ore trascorse.
   Due   giorni  fa  se  alle  ore  19.30  avessimo  proceduto   alla
  trattazione  dell'articolo 33 io sono convinto che  l'Aula  avrebbe
  bocciato l'articolo 33.
   Le voglio attestare il fatto che avendo lei riaggiornato l'Aula al
  giorno  successivo,  quindi avendo fermato  e  lasciato  spazio  al
  dialogo  e  al  confronto, si è arrivati  alla  giornata  di  ieri,
  giornata  in  cui il Presidente della Regione con  tutti  i  gruppi
  parlamentari  ha  saputo trovare un momento di mediazione  e  si  è
  arrivati all'approvazione dell'articolo 33.
   Onorevole  Sammartino, mi faccia dire le cose come  stanno.  E  va
  anche  apprezzato  il  fatto che i siciliani  hanno  potuto  vedere
  giorno per giorno i lavori dell'Assemblea regionale, quindi tutti i
  disastri   che  voi  state  facendo,  ma  grazie  alla   conduzione
  dell'Aula, un'Aula che non si è riunita nelle nottate ed  ha  avuto
  la  possibilità, con serenità, magari rinviando di due  giorni,  di
  avere un confronto lineare e alla luce del sole.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  desideravo avere un chiarimento da parte dell'assessore Baccei  che
  per noi e per me è molto importante perché stamattina gli organi di
  stampa  della provincia di Ragusa danno un risalto molto  forte  al
  fatto  che sono stati sospesi i servizi di assistenza nelle  scuole
  superiori.
   In  questi  giorni di clausura all'interno di questa Aula  abbiamo
  sentito  tante  cose  importanti, alcune cose meno  importanti.  Io
  ritengo  che  Lei  alla  fine  del mio  intervento  debba  dare  un
  chiarimento   rispetto  a  questo  percorso  perché   Lei   capisce
  perfettamente  che sospendendo ora questo servizio  e  ritengo  che
  nella  medesima  situazione  si trovano  anche  le  altre  province
  regionali.
   Io  penso che una risposta precisa, chiara, va data. Va data  alla
  famiglie,  va data alle scuole, va data a coloro che sono impegnati
  in questa attività, alle cooperative e gli assistenti.
   Per  quanto riguarda invece il rifinanziamento dell'articolo 22  e
  23, io ho da chiederle due cose: rispetto al 22 ci sono tabelle già
  stabilite che io non ho, dicono che sono state già distribuite,

   PRESIDENTE.   Si   trovano  nel  fascicolo   iniziale.   Tutti   i
  parlamentari ne hanno avuto copia.

   RAGUSA.  Me  lo  procuro, signor Presidente. Invece, sull'articolo
  23,  siccome  sono  due  articoli di  cui  si  parla  di  stralcio,
  assessore,  solo  un  attimo  e poi la  lascio  libero,  noi  siamo
  interessati  come  Provincia  regionale  di  Ragusa,  oggi   libero
  consorzio,  a degli enti: una è l'Aras e l'altra è la Corfilac.  Se
  questi  articoli 22 e 23 vengono stralciati io le chiedo, ed  anche
  qui  ho  bisogno di una risposta precisa e chiara, perché la  gente
  che  in  questo momento ci sta ascoltando ha bisogno di sapere,  se
  sarà messa al bando anche l'Aras e quindi anche la Corfilac?
   Se  questo  deve avvenire io ritengo che siamo un po'  fuori  tema
  perché in questi anni non siamo stati, diciamo così, abituati a far
  partecipare  questi  due  enti al bando ma abbiamo  dato  garanzie,
  quanto  meno  nella  prima  parte  dell'anno,  soprattutto  per  la
  Corfilac, che il servizio veniva esteso in modo continuativo. Tenga
  presente che, per la Corfilac, in particolare il milione e 110 mila
  non è bastevole per tutto l'anno solare e, quindi, nella variazione
  di  bilancio  avremmo bisogno di correre ai ripari per  raggiungere
  l'obiettivo,  per  portare ad una condizione  di  normalità  questo
  ente.
   Quindi,  Presidente, la ringrazio per avermi dato  la  parola,  mi
  riservo di reintervenire successivamente dopo le risposte che  avrò
  avuto  dall'assessore Baccei su questi due argomenti che io ritengo
  importanti e fondamentali perché siamo tutti impegnati a  sostenere
  questa attività di Governo.
   Siamo  tutti  impegnati e lo facciamo con la  nostra  forza  e  la
  nostra  volontà, con la nostra faccia, un po' tutti, però  qui  c'è
  bisogno  di fare un momento di grande chiarezza perché non  si  può
  uscire  da questa Aula e poi andare nelle relative province, magari
  affrontando  conferenze stampa con questa spada di Damocle  che  ci
  pende  sulla testa, potremmo avere brutte sorprese anche  sotto  il
  profilo del voto finale.
   Perché  sia  chiaro  una  cosa  Presidente  Ardizzone,  Presidente
  Crocetta:  l'immolarsi  per una causa giusta,  l'immolarsi  per  la
  causa,  per  un  proseguo di attività governativa, per  condividere
  percorsi  politici a cui noi tutti siamo dediti,  mi  pare  che  in
  questi  giorni non è mancato il sostegno di nessuno, ma l'immolarsi
  per  poi  farsi del male ritengo che non sia possibile  né  per  il
  Governo  e  né  per coloro che, in modi onesti e leali,  supportano
  l'attività di questa maggioranza e di questo Governo regionale. Per
  cui io attendo risposta, Presidente.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Onorevole  colleghi,   quando   si
  interviene,  se possiamo evitare, siccome siamo sulle questioni  di
  carattere  generale dell'articolo 22, di toccare singoli  argomenti
  perché, in atto, si è fatto riferimento in due casi ad articoli che
  sono stati stralciati e, quindi, è inutile parlare.
   Capisco  che  in ogni provincia c'è una esigenza,  parte  male  il
  dibattito  di  oggi.  Se  ci intendiamo sui principi  di  carattere
  generale  bene,  altrimenti  andremo  avanti  secondo  quanto   già
  stabilito e quanto inserito nell'articolo 22 e nell'articolo 23.

   ANSELMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Intervengo una volta sull'articolo 22 ed, in particolare, sul comma
  terzo dell'articolo e vorrei qui l'attenzione, oltre dell'assessore
  Baccei,   soprattutto  dell'assessore  Barbagallo.   Questo   comma
  riguarda il Furs, il Fondo unico regionale dello spettacolo.
   L'assessore   Barbagallo  sa  bene  come   quest'Aula,   come   in
  particolare il partito democratico, il gruppo del partito popolare,
  abbiamo   sostenuto  l'introduzione  del  Furs  insieme   a   tutta
  quest'Aula  che  ha votato compatta e, quindi, abbia  sostenuto  un
  nuovo modo di contribuzione al teatro sia pubblico che privato  ma,
  soprattutto,  abbia  sostenuto e voluto  che  per  questi  enti  ci
  fossero le stesse regole tra pubblico e privato perché la volontà è
  di  togliere la barriera che esista tra queste due, diciamo, realtà
  che poi realtà non sono.
   Quindi  si  era deciso saggiamente di stabilire, di  dividere,  le
  risorse  le Furs al 50% per i privati e per il pubblico, ricordando
  che  con  il  Furs sono state azzerate le leggi di settore  per  il
  comparto  privato e noi sappiamo quanto importante sia il  comparto
  privato anche per l'aumento del PIL regionale, in termini di  forza
  lavoro  e di quello che fanno i teatri o, comunque, chi lavora  nel
  settore privato dello spettacolo.
   Per  cui  la  invito  a valutare nel senso positivo  l'emendamento
  presentato dalla collega Ciancio, il 22.14, al quale appongo la mia
  firma,  proprio  perché va a fotografare quello che  abbiamo  fatto
  l'anno scorso, cioè lasciando il FURS a 5 milioni diviso al 50  per
  cento  per lasciare la pari dignità tra il settore pubblico  ed  il
  settore  privato;  i 2,5 milioni in più dati al  settore  pubblico,
  perché  obiettivamente  stanno facendo un'opera  di  risanamento  -
  sappiamo  bene  che  molti  teatri hanno  già  presentato  i  piani
  industriali,  di rientro - però, senza andare a mortificare  quella
  che è stata la riforma del FURS, la quale, ripeto, quest'Aula ed il
  nostro gruppo parlamentare, lei sa bene, l'hanno sempre voluta.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  intervengo  sull'ordine  dei  lavori  intanto  per  comunicare   ai
  colleghi ed anche alla Presidenza che, da oggi, il nuovo capogruppo
  del  Movimento  5  Stelle all'Assemblea è Angela Foti,  alla  quale
  faccio  i miei più vivi e sinceri auguri, perché, come voi  sapete,
  il  Movimento  5  Stelle  fa  una  rotazione.  Fra  un  paio  d'ore
  direttamente  all'ufficio  di Presidenza  arriverà  anche  la  nota
  ufficiale.
   Quindi, era giusto e doveroso comunicarlo a tutti.
   Inoltre,  Presidente,  mi  rivolgo  direttamente  a  lei,   perché
  entriamo  nel merito di due capitoli dove ogni anno si  assiste  ad
  uno   scenario  vergognoso  dove  ognuno  cerca  di   inserire   il
  finanziamento dell'ente a cui sta più vicino, a cuore, per non dire
  altro.
   Allora,  mi  rivolgo  direttamente  alla  Presidenza,  perché  non
  accetti  nessun  emendamento che non abbia superato  i  criteri  di
  costituzionalità nazionale perché altrimenti, scadremmo  nuovamente
  in marchette che questo Palazzo non può più accettare.
   Quindi, Presidente, solo quegli enti che hanno superato il  parere
  di  legittimità  costituzionale al massimo  dell'anno  scorso,  non
  permetta a nessuno di inserire altri enti o associazioni di cui  si
  potrebbe macchiare questo  Palazzo di marchette .
   Ciò non sarebbe tollerabile

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, io intervengo velocemente solo per ribadire alcune  cose
  che  sono  state già dette da un mio collega. Una a  proposito  del
  CORFILAC,  non  la  CORFILAC, il consorzio per la  ricerca  filiero
  lattiera casearia.
   E,  a  proposito del CORFILAC, io mi permetto di dire che noi  non
  dobbiamo  chiedere nulla e che non è l'elemosina che viene  portata
  qui  in  Aula  da  parte  dei Ragusani. Assolutamente.  Qui  stiamo
  parlando  solamente  degli  stipendi  che,  così  come  sono  stati
  garantiti  e,  quindi,  non  è  una  concessione,  non  è   neanche
  l'elemosina, è una cosa dovuta, perché sono gli stipendi  che  così
  come  sono  stati  garantiti  a  tutti  gli  enti  regionali  vanno
  garantiti  al  CORFILAC  ed all'ARAS, che poi  non  è  un  problema
  neanche   solamente  ragusano,  che  è  l'Associazione   allevatori
  regionale.
   Quindi,  io  ci  tenevo ribadendo l'impostazione, che  non  è  una
  richiesta  fatta  dal  territorio perché non so  cosa  deve  essere
  compensato.
   Io nel mio intervento finale lo dirò: noi non abbiamo avuto grandi
  cose   ma  non  toglieteci  neanche  quelle  che  sono  le  risorse
  essenziali  e  le  risorse  per pagare gli  stipendi  in  strutture
  regionali.
   Sono  sicuro,  comunque,  che  questo  non  succederà  perché  sia
  l'Assessore  Baccei,  sia il Presidente della  Regione,  hanno  più
  volte  garantito,  a me personalmente ma non solo  a  me,  che  per
  quanto riguarda questa vicenda il problema non sussiste.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  capire
  quali  sono  i  criteri.  Nel senso che, dagli  interventi  che  ho
  ascoltato,  mi è sembrato di capire che c'è l'intenzione  da  parte
  del  Governo  di  finanziare quegli enti che in qualche  modo  sono
  stati precedentemente finanziati con una norma di legge.
   Qui  già qualcuno avanza l'ipotesi che siccome gli anni precedenti
  sono stati finanziati con una legge, noi cosa intendiamo per legge?
  Che  rispetto alle vecchie finanziarie dove c'è stato un contributo
  nei  confronti  di  qualche  associazione  significa  che  facciamo
  riferimento   a   questi  enti  e  quindi  tutti   gli   enti   che
  precedentemente  hanno avuto un contributo,  adesso  legittimati  a
  continuare?
   Oppure,  come  l'altra  volta  ho sentito  dire  anche  da  questa
  Presidenza,  noi  guardiamo  gli enti  che  in  qualche  modo  sono
  strumentali alla Regione. Cioè sono tutti quegli enti che  svolgono
  dei  servizi che dovrebbe garantire la Regione, a cominciare  -  ad
  esempio - dall'Istituto dei sordomuti, dei ciechi. E' chiaro che  a
  quelli  va  riconosciuto il contributo che, anche se ogni  anno  lo
  diminuiamo, ma mi auguro che quest'anno ci sia un riconoscimento  a
  questi Istituti.
   E  l'altra cosa che le richiedo. Noi abbiamo una associazione  che
  ogni  anno  a  volte viene  finanziata e l'altro no,  ed  è  quella
  dell'Associazione   sclerosi   multipla.   Secondo   lei,    signor
  Presidente, questa è una associazione strumentale della Regione? E'
  un  servizio che è degno di avere un riconoscimento da parte  della
  Regione?
   Mi  rivolgo al Governo, se è possibile, insieme a tutti gli  altri
  enti  che svolgono un servizio, e anche a lei Presidente Ardizzone,
  le  chiedo  questa  cortesia di sapere se questo  ente  può  essere
  riconosciuto  come ente strumentale. E quindi avere  un  minimo  di
  spese     è  un ente che non chiede molto ogni anno, il minimo  per
  poter vivere. Grazie.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  intervengo  perché credo che in linea con quello che  è  stato  già
  ribadito,  l'Istituto  Toscanini, che è l'Istituto  musicale  della
  provincia di Agrigento ma assieme agli altri Istituti, anche quello
  di  Caltanissetta e quello di Catania - perché credo che  siano  in
  tre  gli Istituti - in attesa del processo di statizzazione, perché
  questi diventeranno dei Conservatori a tutti gli effetti e vi è  un
  iter legislativo in corso che è già passato al Senato e credo debba
  passare  alla Camera, in questo processo di statizzazione  dobbiamo
  far  sì  che  gli Istituti non muoiano prima ancora  di  poter  poi
  intanto  di  diventare conservatori e quindi di  poter  godere  del
  finanziamento statale da parte del MIUR.
   Il  Governo ha previsto per il Toscanini 200 mila euro.  Non  sono
  assolutamente   sufficienti.  Credo  che  sia   necessario   almeno
  destinare altri 200 mila euro per questo istituto, per poterlo fare
  sopravvivere.  Perché  è  un  Istituto che  raccoglie  giovani  non
  soltanto  dalla nostra provincia ma da mezza Sicilia,  giovani  che
  studiano  musica,  che studiano arte. Bisogna  far  sì  che  questo
  istituto  non  muoia. E chiediamo, per la verità,  poca  cosa,  non
  chiediamo  grosse somme, che possono essere aggiunte a  questi  200
  mila euro previsti, almeno 200 mila euro.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  se  lei  mi  dà
  ascolto un secondo, per capire come intendiamo procedere dal  punto
  di vista regolamentare per chiudere questa finanziaria.
   Lei  giustamente ha detto in quest'Aula, e ha dichiarato più volte
  che   ci   vuole  anche  l'osservanza  di  alcuni  principi   etici
  nell'approvazione delle leggi e fra questi quello di non  applicare
  un peso e cento misure.
   Ora, io vorrei capire, Presidente, se lei ha intenzione di tornare
  indietro  su  norme  già  stralciate,  se  lei  ha  intenzione   di
  riammettere  ciò che non ha ammesso, nei giorni precedenti,  perché
  se  così  è  noi, chiaramente, eserciteremo ogni nostra prerogativa
  per  impedire che ci siano trattamenti differenziati a seconda  dei
  giorni, a seconda dei presentatori o a seconda dei momenti.
   Solo questo le volevo chiedere.

   SAMMARTINO. Stiamo votando l'articolo 22, però

   PRESIDENTE. Onorevole Formica le rispondo in seguito.

   FORMICA. Bene, che non sia troppo in seguito.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  per   un
  chiarimento alla Presidenza.
   Avevo   presentato  in  Commissione   Bilancio'   un   emendamento
  all'articolo   22,   relativo   all'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche indicando i capitoli dell'allegato 1 parte  A,  per
  entrambi, e non lo ritrovo negli emendamenti, vorrei capire qual  è
  la  ragione  e  perché, scusi dottore Pecoraro, abbiamo  fatto  una
  verifica,  entrambi  i  capitoli riguardano l'allegato  1  parte  A
  esattamente  l'articolo  22, comma 1, ESA  e  l'altro  Enti  Parco,
  quindi,  dico,  sono coerenti, non li ho trovati, anche per  capire
  come vanno gli aggiuntivi, esclusi o meno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siamo in una  fase  cruciale  per
  l'approvazione  della  finanziaria, anche per  il  significato  che
  vogliamo dare.
   Intanto,  ho  il  dovere  di  precisare  nei  confronti  della  II
  Commissione e anche a porgere le scuse, se dovute, per gli  stralci
  che  ho  esercitato. Ma li ho fatti nel pieno potere e nel rispetto
  pieno del Regolamento interno.
   E' chiaro che l'intervento dell'onorevole Alloro, quando evidenzia
  che  è successa la confusione, l'onorevole Alloro mi ha detto  pure
  che  si  è  dovuto  allontanare perché non si comprendeva  più,  io
  voglio dare atto allo sforzo di sintesi del quale si è dovuto  fare
  carico  la Commissione nella sua interezza e in particolar modo  il
  presidente  Vinciullo al quale va il mio apprezzamento.  Questo  lo
  vorrei  dire con la massima chiarezza, perché quando io ho  operato
  gli  stralci li ho operati nel rispetto del Regolamento  interno  e
  anche del buon senso.
   Perché  andare ad inserire altri Enti, oltre quelli  inseriti  non
  solo  nell'allegato  1,  oltre quelli come  richiamava  l'onorevole
  Ciaccio, che hanno superato il requisito della Costituzionalità, se
  vogliamo,   comunque   la  non  impugnativa  dinanzi   alla   Corte
  Costituzionale,  e  quindi  se  ne  sono  aggiunti   tanti   altri,
  chiaramente,  non era un buon procedere, ma io mi metto  nei  panni
  del presidente della Commissione e della Commissione tutta, per cui
  noi dobbiamo evitare in questo momento di rifare  l'errore che si è
  fatto in II Commissione.
   Così  come,  per  la  massima  chiarezza,  si  fa  riferimento  ad
  Istituti,  Toscanini,  tutti valenti, non  ci  sarebbe  motivo,  in
  questo  momento,  quando  individuiamo  delle  associazioni,   che,
  ripeto,  ci  dobbiamo intendere sui criteri, mi dovreste  spiegare,
  perché questa Assemblea si è dovuta assumere l'onere di rendere per
  ben   due   volte  inammissibile  l'emendamento  sulla   base   del
  Regolamento interno che riguardava la biblioteca Fardelliana su  un
  emendamento  prima presentato dall'onorevole Ruggirello,  e  su  un
  secondo emendamento presentato dall'onorevole Fazio.
   O ci intendiamo sui principi, e sappiamo

   ALLORO. Lei ha stralciato degli Enti e delle Istituzioni che hanno
  sempre superato il criterio di costituzionalità.

   PRESIDENTE.    Onorevole  Alloro,  questo  suo   attaccamento   ai
  principi.
   Allora, capisco che c'è la volontà di andare avanti a votare sulla
  base degli emendamenti depositati.
   Siccome  circolano altri emendamenti più o meno di riscrittura  da
  parte del Governo, scusate, io vorrei essere chiaro.
   Onorevole  Formica,  ho capito quale è la sua  posizione,  lei  mi
  conosce  e sa quale è già la mia posizione decisa su questo momento
  non  essendoci  condivisione; pur essendoci  condivisione  gradirei
  sapere come è che il Governo, a monte, ha deciso, per inserire,  ad
  esempio,  l'autodromo di Pergusa - che va finanziato - ma anche  in
  base  ad  un  criterio generale e si figuri io  mi  sono  andato  a
  rileggere  quello che è stato fatto nel '96 quando rientrava  nella
  legge manifestazione  Help Ruanda ,  Aiutiamo il Ruanda .

   ALLORO. Ha letto cosa c'è scritto? Se lei mi dà la parola.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Alloro, io la  parola  non  gliela  do
  perché stiamo discutendo sui principi generali.
   Se  lei  voleva stava in II Commissione e svolgeva il suo  compito
  perché  una  volta  che lei pensava che gli emendamenti  che  erano
  stati  inseriti dal Governo, quindi, lei era soddisfatto, gli altri
  Parlamentari  non avevano diritto.
   Onorevole Alloro, bisogna avere serietà.

   ALLORO. Ma cosa sta dicendo? Deve essere serio lei. Per un cavillo
  burocratico ci tiene qui da nove giorni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciaccio,  io  la  ringrazio  per  il   suo
  intervento  perché   lei  aveva dato una strada,  pur  sapendo  che
  quella  strada  era  impervia però io  la  ringrazio  perché  è  un
  tentativo, per altro viene pure dal Movimento Cinque Stelle ed è da
  apprezzare maggiormente di mediazione.
   Lasciamo   quelli  che  avevano  superato,  non   il   vaglio   di
  costituzionalità, ma che non erano stati impugnati.
   Lasciamo  stare che il Governo ha fatto un po' di confusione,  non
  me ne voglia il Presidente Crocetta, inserendone alcune e non altre
  e  ha  inserito  due articoli, il 22 ed il 23,  dove  si  parla  in
  entrambi  di  rifinanziamento di leggi, ma  ha  una  posizione  ben
  chiara che è stata espressa da un Presidente di gruppo parlamentare
  della  Lista  Musumeci  che dice:  Non si ritorna  sulle  decisioni
  assunte .  Ed  io  non  posso ritornare  sulle  decisioni  assunte.
  Onorevole Panepinto, basta
   Si inizia a votare. Articolo 22.

   CORDARO. Presidente, non ci siamo.

   PRESIDENTE. E lo so che non ci siamo, onorevole Cordaro.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, per illustrare l'articolo 22, per altro
  lei è pure firmatario di un emendamento soppressivo.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vede il principio
  che  lei  sta cercando di rappresentare all'Aula è l'esatto opposto
  di  quello che lei sta cercando, surrettiziamente e solo in maniera
  parolaia,  di  combattere; cioè, lei sta seguendo  un  principio  e
  siccome le conviene, oggi, quello che dice l'onorevole Formica,  io
  al  netto -  delle Associazioni, degli Enti, dei Cerisdi di  turno,
  per  intenderci, che hanno fatto la storia della cultura di  questa
  Regione  -   di quei poveri dipendenti dei quali non  ce  ne  frega
  niente, tanto da domani saranno in mezzo ad una strada rispetto a..
   Stia zitto, sto parlando io.

   FORMICA. Io non sto zitto  mai.

   CORDARO. Stia zitto, poi parlerà lei. Quando tocca a lei, parlerà.

   PRESIDENTE. No, no, però, manteniamo la calma.

   CORDARO.  La  deve  mantenere  lei la  calma,  la  calma  la  deve
  mantenere lei, Presidente.

   PRESIDENTE. Io sono calmo.

   CORDARO.  Presidente Ardizzone, lei sta proponendo un sistema  che
  dice:  siccome  si vogliono finanziare degli enti  random  che  non
  hanno  né arte, né parte, ma hanno soltanto la necessità di passare
  in  quanto,   - lo dico io Presidente Ardizzone -,  tra  virgolette
   marchetta  del deputato Tizio o del deputato Caio  e, allora,  lei
  che cosa fa? Fa proprio quello che vuole combattere, cioè, rispetto
  ad  enti, rispetto a fondazioni, rispetto - faccio alcuni esempi  -
  dal   Brass  Group,  ripeto,  al  Cerisdi,  stiamo  parlando,  poi,
  dell'articolo  23.  Non mi sto legando alla forma  dell'art.  22  o
  dell'art. 23, però, Presidente Ardizzone, quello che mi fa specie è
  che  lei  vuole attribuire all'onorevole Formica una decisione  che
  vuole prendere lei e, allora, dobbiamo assumerci le responsabilità,
  altrimenti  poi, quando escono da quest'Aula, le voci che  Tizio  o
  Caio   ha   voluto   affossare  questa  categoria   piuttosto   che
  quest'altra, poi, non è che ci possiamo adombrare. E,  allora,  con
  molta  pacatezza,  e mi scuso con l'onorevole Formica,  mio  amico,
  ovviamente non era rivolto a lui.
   Presidente, che facciamo? Siccome dobbiamo buttare a mare chi  non
  lo  merita,  e  ce ne sono tanti, buttiamo a mare pure  quelli  che
  hanno  tutti  i  crismi non per essere finanziati daccapo,  ma  per
  essere  rifinanziati secondo leggi istitutive e secondo  vaglio  di
  valutazione  e  di  controllo che sono  stati  già  abbondantemente
  superati. Presidente la prego, altrimenti qui significa che  io  ho
  colto il buon senso dell'onorevole Ciaccio, l'onorevole Ciaccio  ha
  detto  che devono passare solo quelle che hanno superato il  vaglio
  di  costituzionalità. In buona sostanza voleva dire quello che  sto
  dicendo io.
   Allora, Presidente, qua rischiamo di buttare l'acqua con tutto  il
  bambino. La prego, Presidente, creiamo le condizioni per concludere
  questa  finanziaria, così come l'abbiamo portata  avanti,  cioè  in
  condizioni di serenità e di buon senso.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la ringrazio del suo intervento. Mi
  assumo  la  responsabilità di avere stralciato Cerisdi, Whitaker  e
  Brass  Group.  Mi  assumo  la responsabilità,  non  sto  scaricando
  sull'onorevole Formica.
   No,  però, onorevoli colleghi diamo obiettivamente un'immagine non
  bella all'esterno perché sembra proprio che ci stiamo accapigliando
  per la  questione dei contribuiti nella consapevolezza di tutti noi
  che  non ci sono più risorse e sono convinto che tutti e novanta  i
  parlamentari  vanno alla ricerca di norme chiare e trasparenti  per
  tutti.  E,  allora  il discorso è uno. In base  a  quale  criterio,
  onorevole  Cordaro, e la ringrazio perché ha posto il tema,  io  da
  Presidente dell'Ars debbo dare accesso agli enti che il Governo  ha
  scelto di rifinanziare e che erano inseriti l'anno scorso, rispetto
  a  delle leggi di rifinanziamento che sono state inserite dalla  II
  Commissione.
   Questo è il dato fondamentale, dobbiamo  esser chiari su questo.

   CORDARO. La risposta è in sè. Si parla di storie differenti.

   PRESIDENTE. No, non è in sè.

   CORDARO.  Non  ne  ho  parlato perché  hanno  una  storia  diversa
  normativamente.

   PRESIDENTE.  No, storie differenti. Lei non mi può dire  che  sono
  storie differenti. Lei stesso, io so, che ha lottato per il  Centro
  Sturzo'  che ha una storia significativa. Gliene voglio dare  atto.
  Siamo  d'accordo,  ma  il  discorso  di  stralciare  le  norme  non
  significa,  e  io  ho   dichiarato in maniera aperta  che  andavano
  stralciate  tutte quelle norme relative ad enti, e  soprattutto  mi
  riferivo al sociale, che non  avevano una funzione strumentale.
   Difatti  la stranezza è, ce lo dobbiamo dire, che ogni qual  volta
  vengono  inseriti  e  si  fa  una  gran  confusione  tra  gli  enti
  strumentali,  e  tutti  diciamo che siamo  d'accordo  a  finanziare
  l'Unione  Italiana Ciechi, la Stamperia Braille,  l'Ente  nazionale
  sordomuti però questi vanno a finire in un elenco dove di volta, in
  volta si inseriscono altre cose, questo è il dato fondamentale.
   Ha  ragione l'onorevole Rinaldi, in questo momento l'ha fatto  con
  garbo a contestare la Presidenza che avrei stralciato il contributo
  per  l'Associazione  sclerosi multipla' mi sembra più che  evidente
  ma  se  l'anno scorso hanno deciso di non finanziare l'Associazione
   sclerosi  multipla'  significa che  io  gli  impedisco  di  essere
  finanziata in questo momento, ma che significato ha? Non ha neanche
  logica quello che ci stiamo dicendo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà però interamente sull'art. 22.

   PANEPINTO.  Signor Presidente questo Parlamento è in  grado  anche
  nei  momenti complicati come questo di trovare sull'art.  22  e  su
  questa  ultima  tappa  per  chiudere la legge  di  stabilità  e  il
  bilancio  di  una  capacità di sintesi,  ovviamente  io  la  voglio
  pregare  confidando sulla sua autorevolezza, perché  io  credo  che
  questo  Parlamento  sia  molto meglio di come  rischiamo  di  farlo
  apparire.

   PRESIDENTE.   Ne   sono  convinto  ci  stiamo   parlando   addosso
  inutilmente.

   PANEPINTO. Anziché una rappresentazione quasi agonistica di ognuno
  in   un  gioco  che  poi  porterebbe solo al  massacro  rispettando
  esattamente le sue indicazioni, la prego di valutare e  lo  dico  a
  nome  del  mio  gruppo,  autorizzato in  tal  senso  dall'onorevole
  Anselmo, a sospendere un attimo la seduta, a incontrarsi solo con i
  Capi  Gruppo, con il Presidente della Regione e con l'Assessore  al
  bilancio   e   provare   nel   rispetto  dei   pregressi   relativi
  all'annullamento di norme, al fatto stesso che la tabella H  non  è
  solo  festa e festini ma è come dire il finanziamento anche di Enti
  strumentali   della  Regione  o  di  categorie  importanti   o   di
  istituzioni fondamentali, nella consapevolezza che c'è una capacità
  minore  di  spesa, io credo che lei sarà in condizione con  la  sua
  autorevolezza e con la sua esperienza, di trovare una  sintesi  non
  al ribasso ma al rialzo.
   Per  cui  formalmente  le  chiedo di  sospendere  e  la  invito  a
  convocare   la  Conferenza dei Capi gruppo con il Presidente  della
  Regione  e  l'Assessore  Baccei  e  solo  i  Capigruppo  confidando
  certamente nella sua esperienza e nella sua autorevolezza e nel suo
  senso di equilibrio e anche se mi consenta nel suo rigore.
   Credo  che  sia  indispensabile per evitare  che  si  continui  un
  dibattito possibilmente a microfoni spenti in un Aula che si  agita
  inutilmente.

   CIMINO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Onorevole Presidente, prendo atto dagli interventi  degli
  onorevoli  colleghi  che  rispetto a  qualche  anno  addietro  dove
  unitamente a qualche altro parlamentare avevo avuto il coraggio  di
  difendere  la  cosiddetta  tabella H  ex art. 128 del maggio  2010,
  oggi  all'Aula si sta presentando una nuova, di fatto,  tabella  H
  voluta  probabilmente dal Movimento Cinque Stelle con il Presidente
  dell'Assemblea,  escludendo degli Enti seri, credibili,  che  erano
  nella vecchia  tabella H  ex art. 128.
   Ho  ricordo -  e prego di potere essere anche smentito - per quale
  motivo mi si parla di principi costituzionali rispetto, ad esempio,
  ad  alcune  fondazioni, come la Fondazione  Leonardo  Sciascia'  di
  Racalmuto che è sempre stata presente in tutte le tabelle.  E'  una
  istituzione  storica  e nella tabella voluta dal  Movimento  Cinque
  Stelle  io  francamente  non  la vedo,  allora  bisogna  creare  un
  criterio univoco  ed il criterio univoco è: o si ha il coraggio  di
  dire che le tabelle non funzionano e si va per tutto a bando; o, se
  le tabelle devono funzionare, si deve avere il coraggio di dire che
  la  tabella  del  2010 era una tabella corretta e  che  va  ripresa
  perché  il  sottoscritto non dà la fiducia a questa maggioranza  se
  non si rispettano i criteri di univocità e di serietà inserendo  la
  Fondazione  Leonardo Sciascia'.

   PRESIDENTE.  Io  la ringrazio, col suo esempio ha  evidenziato  il
  discorso  che  fino  adesso mi sforzo di fare comprendere.  Lei  ha
  parlato   della   Fondazione   Leonardo   Sciascia'   che   conosco
  perfettamente  e che va potenziata e che non c'è in questa  tabella
  perché  né  il Governo prima, né altro l'ha inserita ed  io  me  la
  ritrovo  completamente fuori così come non mi ritrovo la Biblioteca
   Fardelliana' che mi hanno spiegato il significato  che  ha,  e  mi
  ritrovo altre cose.
   Se  i principi devono essere generali, devono essere generali  per
  tutti.

   CIMINO. Si ricorre al 128

   PRESIDENTE.  Sono  d'accordo e credo che  siamo  tutti  d'accordo.
  Avevamo  detto  che  l'assistenza sociale andava  fuori  da  questo
  criterio.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  colgo,  intanto,  l'occasione   per
  ringraziarla, ovviamente a livello personale, per il modo  con  cui
  sta  conducendo l'Assemblea  perché, finalmente, dopo  anni,  penso
  forse nella storia di questa Assemblea, si fanno le leggi alla luce
  del  giorno, pur mettendosi contro, lo riconosco, diversi  deputati
  di  questa Assemblea che, forse, volontariamente, vogliono fare  le
  notti,  lei sta continuando con questa linea e di questo  le  diamo
  atto.
   Per  quanto riguarda l'onorevole Cimino, io, onestamente,  non  so
  che  film si sia fatto, quali tabelle ha visto presentate  dal  M5S
  perché  noi siamo stati da sempre e sfido chiunque in quest'Aula  a
  dire il contrario

   CIMINO.  Quella che avete presentato voi. Quella che vi  inventate
  voi.

   CIANCIO.   siamo stati da sempre contrari alla  tabella H'  tant'è
  che  il  primo anno in cui siamo stati qua dentro siamo  stati  gli
  unici a votare contrari.
   Andremo a vedere, comunque, poi, i resoconti e verificheremo con i
  documenti alla mano perché qua è facile dare sempre la colpa al M5S
  di  qualsiasi cosa: alla nazionale, qua in questa stessa  Aula  per
  gli  sportelli multifunzionali, e loro lo sanno benissimo,  per  le
  associazioni. Tutta colpa del M5S. Noi, comunque, rispondiamo e  la
  smentiamo perché non abbiamo timore di farlo.
   Su  una  cosa, però, concordiamo con il Presidente e cioè  che  ci
  deve  essere una linea univoca e non ci possano essere, quest'anno,
  discussioni  portate all'infinito per decidere chi o  come  o  cosa
  deve ricevere dei finanziamenti.
   L'articolo  128,  onorevole  Cimino  che  lei  conosce  benissimo,
  l'abbiamo  modificato,  questa discussione,  ovviamente,  oltre  ad
  esserci ogni anno, ma c'è stata anche nel 2013 in cui abbiamo fatto
  una  norma  di  buon  senso,  secondo me,  perché  abbiamo  abolito
  l'Allegato 1, dell'articolo 128, e l'abbiamo modificato  in  questo
  senso.
   Dico  che  l'articolo 128 è uno strumento  che ci permette di  non
  fare  la  guerra  fra poveri e di mettere tutto  in  un  Fondo  che
  finalmente  faccia giustizia. Questo articolo recita:   La  Regione
  concede  un  sostegno economico sottoforma di contributi  ad  Enti,
  Fondazioni,  Associazione etc, etc.. la cui attività si  ripercuote
  con riflessi positivi sull'economia del territorio .
   Il  comma  2, che era l'Allegato 1, è stato cambiato così:   Oltre
  agli  Enti  di  cui  al  comma  1, i soggetti  già  destinatari  di
  precedenti espresse norme regionali di riconoscimento di  specifici
  contributi,  ove  presentino istanza  e  abbiano  i  requisiti  per
  l'accesso  ai contributi di quel presente articolo, possono  essere
  prioritariamente  beneficiari di un sostegno economico  nei  limiti
  delle   disponibilità  finanziarie  previste  dal  bilancio   della
  Regione .
   Io  dico:  abbiamo  uno  strumento che finalmente  nel  2013  dopo
  nottate, dopo ore e ore di discussione siamo riusciti ad approvare;
  ma   utilizziamolo   Diamo  un  senso  alle  giornate  passate   in
  quest'Aula
   Concordo con la linea del Presidente, togliamo da questa benedetta
  tabella  tutto ciò che riguarda il sociale, tutto ciò che  riguarda
  gli enti, ovviamente Unione Italiana Ciechi,  Ente nazionale Sordi,
  la  Stamperia  Braille  e sapete benissimo a  quali  mi  riferisco,
  togliamoli  e  mettiamo tutto il resto, tutte le  associazioni,  le
  fondazioni  che hanno un nome ed un cognome nell'articolo  128  che
  significa  trasparenza, significa avvisi, significa un  determinato
  percorso.
   Detto  questo,  Presidente, io però mi sono confusa.  Ora  io  sto
  parlando dell'articolo 23 ma stiamo votando l'articolo 22 quindi io
  direi   e  proporrei  all'Assemblea,  intanto,  di  procedere   con
  l'approvazione dell'articolo 22 e poi all'art.  23 fare una sintesi
  in questa direzione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione.  Il Governo quest'anno proprio
  in  considerazione, e mi riferisco all'ultimo intervento fatto  che
  mi  sembra abbastanza corretto nella impostazione generale,  voglio
  ricordare che la legge regionale sui contributi prevede proprio che
  prioritariamente i contributi li debbano ricevere gli enti che sono
  destinatari di una precisa legge.
   E  persino  all'interno  di questi gli enti  con  i  soggetti  con
  disabilità,  disagio sensoriale etc., quindi non  occorre  inserire
  l'articolo, perché già c'è.
   La  questione  che  noi dobbiamo risolvere è  la  questione  della
  costituzionalità delle leggi che presentiamo, e la questione  delle
  leggi  ammissibili e quelle non ammissibili, perché su questo credo
  che  l'Aula o il Governo, perché il Governo non ha intanto  nessuna
  intenzione  di  delegittimare  l'azione  del  Presidente  dell'Ars,
  soprattutto quando è rivolta a garanzia e a tutela degli  interessi
  generali e del rispetto delle leggi.
   Voglio  ricordare  che noi abbiamo dovuto abbandonare  la  vecchia
  tabella  H,  e  abbiamo fatto benissimo, perché fu oggetto  di  una
  impugnativa  generalizzata da parte del  Commissario  dello  Stato.
  Abbiamo  scritto  una norma in modifica dell'articolo  128  che  ha
  stabilito, finalmente, che si accede ai contributi per bando, nella
  proposta  di legge nostra che era stata presentata alla Commissione
  Bilancio  e alle Commissioni di merito, c'erano soltanto  gli  enti
  che  non  avevano subito alcuna impugnativa da parte di  organi  di
  Governo   che   avevano   passato   il   vaglio,   quindi,    della
  costituzionalità perché nessuno li aveva mai impugnato, dando oltre
  a  persone  che avevano il disagio sensoriale, come i non  vedenti,
  anche ad alcuni enti che erano considerati strategici.
   Mi  riferisco  per esempio alla Fondazione Whitaker,  che  nessuno
  vorrà  dal  momento che l'unica cosa che fanno a  tenere  un  museo
  aperto non credo che ci sia da fare nessun bando perché le spese di
  quel  museo  sono  in  sostituzione di  quelle  che  dovrebbe  fare
  direttamente  la  Regione, che servono praticamente  a  pagare  gli
  stipendi dei dipendenti.

   FORMICA. Traduca Presidente.

   CROCETTA,   presidente  della Regione. Io traduco  e  siccome  sto
  cercando anche di risolvere un problema è inutile che si pensi  che
  questo risolvere problema si risolva con singole discussioni o  con
  il  parlare  a questo o a quello, perché è l'impostazione  generale
  che va definita.
   La  Commissione  ha  inserito una serie di voci  che  non  avevano
  subìto fino ad oggi il vaglio di costituzionalità.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  No, non è così. Non Le consento di dire cose non vere

   CROCETTA,   Presidente della Regione. Se mi fa spiegare, onorevole
  Vinciullo, non è così.
   Non  rientravano  in norme precedenti perché quei  capitoli  erano
  stati  impugnati dal Commissario dello Stato precedentemente e  non
  avevano mai avuto una rettifica diversa.
   Bene,  se  questa è la questione per cui diventa  ma perché  entra
  quel  capitolo e non entra l'altro , e se si fa l'eccezione per  un
  capitolo  se  ne deve fare eccezione per un altro. Io  ritengo  che
  bisogna  unificare l'articolo 22 e l'articolo 23  prevedendo  norme
  specifiche di finanziamento  per le associazioni che hanno  disagio
  sensoriali,  mi  riferisco ai non vedenti ed  ai  non  udenti,  per
  essere  più  chiari  ciechi e sordi, il cui bando  di  gara  è  una
  finzione  e poi crea problemi enormi perché la scuola, per esempio,
  per i non vedenti o per i non udenti è una attività ciclica che  ha
  un inizio delle lezioni a settembre e finisce a giugno. Quindi, non
  si possono aspettare i tempi dei bandi.
   L'altro elemento, se vi interessa la mia proposta la ascoltate, se
  poi dopo che io ho fatto questo intervento continuerete a discutere
  di altro

                           (Brusio in Aula)

   Trasferire  le  risorse , vedo l'emendamento  Anselmo,  stabilendo
  agli  assessorati competenti esattamente i capitoli  di  spesa  che
  loro  non avevano assegnati e destiniamo tutto il resto a  bando  e
  chiudiamo rapidamente questa vicenda.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   sarò
  brevissimo,  anzi veramente telegrafico. Mi permetto  semplicemente
  di  richiamare l'attenzione che più volte si è rimarcato  il  fatto
  che   alcune   iniziative   avevano   superato   i   principi    di
  costituzionalità.
   Mi  preme rammentare, ricordare, che tra i principi, anzi, tra gli
  articoli  della nostra Costituzione ce n'è uno fondamentale  che  è
  l'articolo 97. Ce n'è un altro, il principio di uguaglianza,  e  ce
  n'è  un  altro  ancora  non puoi subire disparità di  trattamento .
  Ebbene

                           (brusio in Aula)

   FAZIO. Io rinuncio all'intervento. E' impossibile

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Fazio.

   FAZIO. Tra i principi costituzionali ce n'è sicuramente uno che  è
  il  principio di uguaglianza e, a mio avviso, le iniziative che  io
  ho  visto  contenute  all'articolato all'esame  dell'Aula  effettua
  delle disparità di trattamento che trovo assurde, allucinanti e non
  condivisibili.   Mi  permetto  di  ricordare  che   la   biblioteca
  Fardelliana è un ente pubblico  E' un ente pubblico e che  è  stato
  messo nella difficoltà economica

                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.37, riprende alle ore 16.38)

        PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, circolano teorie strane.  Io  penso  che  non
  tutti  abbiano letto l'articolo 22 ed il contenuto degli  allegati,
  perché  negli  allegati, lo preciserà l'assessore Baccei,  ci  sono
  tutte  le  spese obbligatorie, per cui ci innamoriamo delle  nostre
  idee,   alla   fine,  e  mi  fa  specie  che  intervenendo   alcuni
  parlamentari  si  dica non abbiamo l'allegato 1 e  l'allegato  2  e
  tutto il contenuto delle spese obbligatorie della finanziaria e dei
  trasferimenti per il personale.
   Prego onorevole Fazio, continui il suo intervento.

   FAZIO. Signor Presidente, semplicemente e solamente per ribadire e
  mi auguro che questa Presidenza, così come d'altronde ha anticipato
  ed  ha annunciato, non contribuirà a determinare delle disparità di
  trattamento  nell'ambito  di situazioni  che  sono  identiche.  Se,
  sostanzialmente, andiamo a tutelare, così come abbiamo tutelato,  i
  precari,  così  come siamo intervenuti per garantire  i  cosiddetti
  livelli  occupazionali, vorrei capire qual è il criterio  che  deve
  essere  seguito e che viene seguito dal Governo nel momento in  cui
  mi esclude alcuni enti e me ne include altri. Qual è il criterio di
  carattere  generale dove viene individuato il soggetto beneficiario
  ed  altri,  invece,  necessariamente deve per forza  di  cose  deve
  essere   escluso.  Questo  è  importante  perché  è   giusto   che,
  effettivamente, si sappia.

   PRESIDENTE. Il suo intervento è stato chiaro.

   FAZIO.  Vorrei  semplicemente ribadire, ancora, un altro  concetto
  che,  per quanto riguarda la biblioteca Fardelliana, non solo è  un
  ente   pubblico,   ma  svolge  un  servizio  sociale   estremamente
  importante  nell'ambito  del territorio.  Vorrei  anche  aggiungere
  un'altra  cosa.  Le  difficoltà della biblioteca  Fardelliana  sono
  direttamente attribuibili al Governo e, soprattutto, all'iniziativa
  che è stata assunta nella soppressione delle ex province regionali,
  che  ha  determinato, su decisione di un commissario straordinario,
  il recesso da parte ovviamente dell'ex provincia regionale.
   Mi permetto di ricordare che i soci sono il Comune di Trapani e la
  Provincia  regionale,  non  ci sono soggetti  privati,  svolge  una
  funzione  di  carattere  sociale, ha cinquant'anni  di  storia,  ha
  documenti  librari estremamente importanti e fondamentali  e  tutto
  andrebbe  al  macero.  Se questo non è da attenzionare  ditemi  voi
  quale altro ente è da attenzionare
   Se  il  Governo è così sordo e non comprende quanto  possa  essere
  importante,  faccia  lui e si assuma tutte le  responsabilità.  Per
  quello  che mi riguarda, non intendo essere coinvolto in iniziative
  cosiddette  parziali,  che  vanno a beneficiare  alcuni  escludendo
  altri.
   Per  me,  se sono un padre i figli sono tutti uguali e non  faccio
  parzialità.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Vinciullo, chiarisca anche il
  contenuto dell'articolo 22 nei vari aspetti.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori, i commi  1  e  2
  dell'articolo 22 sono, per la maggior parte, spese obbligatorie.
   Gli  uffici  hanno  fatto distribuire l'allegato  1,  parte  A,  e
  l'allegato  1,  parte B. In questo allegato che, comunque  era  già
  stato  inserito  nel  testo  del disegno  di  legge  relativo  alla
  finanziaria già distribuito lunedì scorso, sono previsti gli  enti,
  le associazioni, i comuni a cui vanno le somme previste nei commi 1
  e 2.
   Come  vedete,  sono  spese obbligatorie.  Per  alcuni  vi  sono  i
  vitalizi  per quanto riguarda i talassemici, per altri ci sono  gli
  stipendi dell'IRSAP, per altri ancora vi sono gli stipendi  di  una
  serie  di  soggetti che fanno ancora parte di società  che  abbiamo
  sciolte,  un altro fa parte dell'accordo che è stato raggiunto  con
  il contingente dell'arma dei carabinieri.
   Quindi,  il comma 1 ed il comma 2 sono spese obbligatorie. Trovate
  queste spese negli allegati A e B.
   Pertanto,  Presidente, la Commissione voleva sottoporre  alla  sua
  attenzione l'idea di votare per parti separate gli emendamenti  che
  riguardano  i commi 1, 2, 3, 4 e 5 in quanto trattasi di  questioni
  prettamente diverse.
   1  e  2 sono spese obbligatorie. Se non lo facessimo condanneremmo
  importanti categorie di lavoratori.
   Per la seconda parte, invece, possiamo votarli tutti insieme o per
  parti separate, come vuole lei.
   Mi  pare di capire che, da quest'Aula, sta venendo fuori l'idea di
  accorpare  tutte le risorse che abbiamo all'articolo  23  lasciando
  fuori  soltanto  i ciechi ed i sordi, cioè coloro i quali  svolgono
  un'attività a sostegno di ragazzi e ragazze, soprattutto per quanto
  riguarda  la  stamperia  Breil,  che  hanno  bisogno  del  supporto
  necessario di quest'associazione.
   La  Commissione,  Presidente, rimette a lei  questa  decisione  in
  quanto,  una volta che abbiamo tutelato le associazioni  che  hanno
  come  obiettivo  previsto dalla legge, e  sono  enti  funzionali  e
  strumentali  della  Regione, quello di aiutare i soggetti  fragili,
  quali sono i non vedenti ed i non udenti, questa soluzione che pare
  essere emersa dall'Aula va più che bene alla Commissione.

   PRESIDENTE. Se abbiamo ascoltato - e ritengo di sì - il Presidente
  della Commissione, nella sua qualità, ha fatto una proposta più che
  di  buon  senso  a  questa Presidenza che mi sento  di  accogliere:
  votazione per parti separate. Perché, ove non fosse chiaro, i commi
  1  e  2 non possono non rimanere, perché successivamente sono stati
  presentati  gli  emendamenti all'allegato, in più e  in  meno.  Non
  possiamo  bocciare  il  comma  1 e 2  perché  comunque  sono  spese
  obbligatorie.  Sul resto, c'è discrezionalità e allora  l'Aula  può
  intervenire.
   Gli   emendamenti  22.11,  22.1,  22.2,  22.10,  22.9,  22.3  sono
  inammissibili.
   Si passa all'emendamento 22.4 dell'onorevole Di Mauro e altri.

   BARBAGALLO,  assessore  per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  l'approvazione del  soppressivo  del  comma  3
  dell'articolo   22   aumenterebbe  la  gravissima   situazione   di
  difficoltà dei teatri pubblici siciliani. In questo momento con una
  operazione   di   risanamento  che  ha  riguardato   principalmente
  l'Orchestra  sinfonica siciliana dove ci sono circa 20  milioni  di
  euro di debiti abbiamo ottenuto una ripartizione. E ancora oggi  ci
  sono due mesi di stipendi arretrati al Teatro stabile di Catania  4
  mesi  di  stipendi arretrati e Taormina Arte più  di  14  mensilità
  arretrate. Credo che la situazione sia piuttosto grave.
   Il   Governo   esprime  parere  favorevole  sul  22.14   a   firma
  dell'onorevole  Ciancio e su cui l'onorevole Anselmo  ha  posto  la
  firma per il Partito Democratico.

   DI MAURO. Ritiro l'emendamento 22.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 22.8, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 22.14, a firma degli onorevoli Ciancio  e
  altri.   Gli   onorevoli  Anselmo  e  Lupo   appongono   la   firma
  all'emendamento 22.14.
   Il parere del Governo?

   BARBAGALLO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  22.14.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 22.17 è precluso.

   Si  passa all'emendamento 22.5 a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  altri.
   Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  22.5.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 22.18 a firma degli onorevoli Fontana e altri non ha
  copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 22.6, a firma degli onorevoli Di Mauro  e
  altri. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, da parte della Commissione c'è una perplessità,
  nel senso che la somma viene impegnata per dieci anni. Ma non penso
  che  noi  possiamo impegnare la somma per dieci anni,  la  possiamo
  impegnare per un triennio, per dieci anni. Poi, se il Governo pensa
  di  poter  per  dieci anni  impegnare questa somma, però  da  parte
  della Commissione viene fatto questo rilievo.

   PRESIDENTE.  A  me  sembra strano: è scritto da  due  mesi  questo
  articolo e ce ne accorgiamo ora?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'Economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  è  già stato approvato in Commissione e ha la  copertura
  nei limiti di spesa pluriennali; per cui, ha la copertura.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  22.6.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                        Sull'ordine dei lavori
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.6.


    GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   FORMICA.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio

  segreto.
    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.6
   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,

  ho  letto una notizia stamattina su  La Stampa  e ho appreso che il
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Governo  ieri  pomeriggio  ha  affidato  l'assistenza  tecnica   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
   Garanzia  giovane a Invitalia. Stamattina era una  lettera  che  i
  dell'emendamento 22.6.
  dipendenti  inviavano al Governo. Mi chiedo se ancora una  volta  i
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  soldi  della  Sicilia,  i soldi che lo Stato  invia  alla  Sicilia,
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  proprio  perché sono destinati allo sviluppo, anche a garantire  il
  pulsante bianco.
  lavoro di tanti giovani, possano essere affidati ad una società che
   Dichiaro aperta la votazione.
  già  di  per sé svolge assistenza tecnica per il Ministero e quindi

  si pagano i dipendenti della Società Invitalia.
                      (Si procede alla votazione)
   Dico  è  l'ultimo scacco matto e dimostra, appunto, la volontà  di

  questo Governo di essere veramente assoggettato a Roma.
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Lo discuteremo nel corso della finanziaria però ritengo che questa

  sia  veramente  una decisione che non può essere accettata  laddove
                       Risultato della votazione
  soprattutto  si  deve  considerare che queste società,  le  società

  strategiche,  appunto  una di queste Sviluppo  Italia,  sono  delle
   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  società  interamente  partecipate dalla  Regione  ma  la  normativa
  segreto:
  comunitaria e la normativa statale proprio perché società in  house

  up  non  permettono  a queste società di agire e  quindi  di  avere
   Presenti e votanti  68
  rapporti,  di agire a libero mercato. Quindi se il Governo  non  da
   Maggioranza         35
  commesse,  significa mettere a rischio i dipendenti  della  Società
   Favorevoli          39
  Sviluppo Italia che pure ha svolto in tutti questi anni un'attività
   Contrari            29
  di assistenza favorendo appunto le start up l'intrapresa, quindi mi
   Astenuti             0
  sembra  effettivamente, non si riesce a comprendere che  cosa  stia

  succedendo.
                            (E' approvato)
   Noi  l'anno  scorso  avevamo proposto  che  in  Invitalia  venisse

  inglobata   a  IRFIS  e  l'Assessore  all'economia  aveva   appunto
   Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento 22.20.
  sostenuto  che  non  era necessario perché Sviluppo  Italia  è  una

  società  che va rilanciata. Mi sembra che nell'ultimo atto di  ieri
   PICCIOLO. Chiedo di parlare.
  non  sia  in  questa  direzione, affidare  l'assistenza  tecnica  a

  Formet,  ad  altre società quando in Sicilia vi sono  competenze  e
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  professionalità significa veramente dimostrare di non  avere  amore

  per questa terra.
   PICCIOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   rimango

  basito,  il  dissalatore di Vulcano è stato  completato  con  fondi
   RAGUSA. Chiedo di parlare.
  pubblici  e  deve  essere  attivato in un'isola  minore,  ed  è  un

  programma pluriennale di fondi europei spesi; ma siamo alla follia
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  Questo è un suicidio dal punto di vista politico

   Presidente,  io  non  ho  parole   Non  ho  parole   Un'opera  già
   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che iniziamo
  consegnata  e  collaudata  in un'isola  minore,  abbiamo  investito
  ufficialmente  i  lavori  o  comunque  entriamo  nel   vivo   della
  milioni di euro, ma veramente stiamo discutendo?  Non so il Governo
  discussione di questo bilancio e finanziaria, io avrei  bisogno  di
  cosa  possa fare, presidente Crocetta, non so cosa dire,  Assessore
  chiedere al Governo, in particolare all'Assessore al Bilancio,  non
  Contrafatto
  c'è  riscontro  tra le carte consegnateci dei fondi destinati  alle

  Province.
   PRESIDENTE.  Invito il Governo a non  presentarmi  emendamenti  se
   Come  lei sa ci sono alcune province in Sicilia che hanno  avviato
  dobbiamo  andare avanti.  Assessore Baccei, cortesemente, ritiriamo
  dei  servizi  importanti quale assistenza igienico sanitaria  nelle
  gli emendamenti, non mi presentati più emendamenti.
  scuole   superiori.  E'  chiaro  che  se  queste  province  saranno

  abbandonate  a  se  stessi non avranno i fondi per  portare  avanti
   VULLO. Chiedo di parlare.
  queste attività, dovranno cessare anche i servizi, con tutto quello

  che  ne  comporta,  e  ritengo che sia una cosa importante,  quanto
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  indispensabile.

   Nell'articolo  23 che è stato stralciato, tra l'altro,  a  seguito
   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non  so  chi  ha
  erano  inserite  due  cose  molte  importanti  che  riguardano   in
  chiesto il voto segreto e quei simpaticoni che hanno votato con  il
  particolare la provincia di Ragusa e cioè l'Aras e la Corfilac.  Se
  voto segreto hanno affossato il dissalatore di Vulcano.
  cortesemente  nel rivedere il tutto e nel presentare  se  vuole  il
   Io ho sentito in questi giorni e in queste ore parlare in lungo  e
  Governo  un  emendamento finale per dare atto alle aspettative  sia
  in  largo  della  questione del turismo in Sicilia.  Dopodiché  una
  delle  province e quindi Liberi Consorzi di oggi, sia  dell'Aras  e
  delle  isole  che va maggiormente agli occhi degli  Italiani,  agli
  sia  del  Corfilac, si possono essere più chiare perché noi  avremo
  occhi  dei  cittadini  europei è quella di sponsorizzare  le  isole
  bisogno  di  capire meglio quale sarà il destino  di  questi  enti.
  Eolie. Ed allora, per scherzare alcuni che gli piace in queste  ore
  Grazie Presidente.
  parlare, parlare, parlare, affossano con un emendamento soppressivo

  il dissalatore di Vulcano mi sembra una cosa assurda
   LOMBARDO. Chiedo di parlare.
   Scommetto,  Presidente, che il 100 per cento  di  coloro  i  quali

  hanno votato l'emendamento soppressivo in estate vanno a Vulcano  e
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  si lamentano perché trovano l'acqua salata. Vergogna

   E' una vergogna quello che è successo stasera  Una vergogna
   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io Presidente  le

  chiedo,  sull'ordine  dei lavori,  la possibilità  di  avviare  una
   LACCOTO. Chiedo di parlare.
  riflessione.  Penso che sia dovuta e doverosa,  penso  che  lo  sia

  ancora  di  più  dopo le notizie di stampa di  oggi  in  merito  ad
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  un'intervista che è stata rilasciata sul quotidiano La Sicilia  dal

  presidente  di  Riscossione Sicilia il quale oggi ha  ufficialmente
   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  guardate  che
  snocciolato  delle cifre in merito all'ultimo ricorso  vinto  dalla
  l'Aula, in questo momento, Assessore e Presidente, se è  possibile,
  Regione Siciliana dinanzi alla Corte Costituzionale.
  l'Aula  in  questo momento non si è resa conto di  avere  bocciato,
   Come  sappiamo oggi il Presidente della Società ha dichiarato  che
  praticamente,  un  emendamento,  un  comma,  che  prevedeva   somme
  l'ultima  sentenza, la 31 del 2016, vale qualcosa come 500  milioni
  obbligatorie. Per cui, Presidente, io credo che sia giusto, in ogni
  di euro. Ora veda Presidente io come lei sa ho atteso e attendo che
  caso, cercare immediatamente di recuperarlo nella norma stralcio.
  vi   possa   essere  la  discussione  franca  sulle   vicende   del
   Faccio  un  appello al Presidente dell'Assemblea  e  all'Assessore
  contenzioso.
  perché  lì, rispetto a tutto il  mondo, noi abbiamo un dissalatore,
   In  queste settimane questo Parlamento si è confrontato come  dire
  sperperiamo  le  somme  e, praticamente, lo blocchiamo  perché  non
  con   tutte  le  difficoltà  del  caso  e  della  situazione,   per
  abbiamo praticamente, come Assemblea, riconosciuto che quelle  sono
  l'ottenimento  di  cifre  per i tanti  interventi  che  i  deputati
  spese  obbligatorie; sono spese obbligatorie come quelle dei teatri
  meritoriamente  vogliono come dire cercare di  portare  avanti  nei
  e come altro.
  territori,  che  riguardano in alcuni casi cifre esigue,  parlo  di
   Se  vogliamo  vanificare un finanziamento e,  allora,  le  chiedo,
  qualche  migliaia  di  euro,  e  tutti  noi  ci  siamo  confrontati
  Presidente e Assessore, di riportarlo nelle norme stralcio.
  onorevole  Presidente, con la difficoltà di rinvenire  somme  utili
   In  ogni  caso, alla fine, mi farò promotore, insieme a tutti  gli
  affinché questo bilancio potesse dare delle risposte ai siciliani.
  altri  deputati, di un ordine del giorno per far sì  che  le  spese
   Oggi  siamo  in una situazione che non so definire,  io  cerco  un
  obbligatorie  vengono,  in  qualche  modo,  sicuramente,  mantenute
  aiuto anche da parte sua, e lo faccio non con spirito polemico  nei
  perché altrimenti noi avremo fatto un danno enorme.
  confronti  di  nessuno, lo faccio proprio per  amore  della  verità

  Presidente  Ardizzone, e per il compito arduo che ci è  imposto  di
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome stiamo discutendo  su  una
  determinare  un bilancio che rispecchi in modo fedele e appropriato
  norma  già  che  è  stata cassata, c'è una proposta  dell'onorevole
  quelle  che sono le cifre di cui dispone la Regione, siamo dinnanzi
  Laccoto,  fatta  al  Governo  e condivisa  dalla  Presidenza  della
  alla  sentenza  65 del 2015 che ha un pregresso di 230  milioni  di
  Commissione  di  mandarla, con urgenza, tra  le  norme  stralcio  e
  euro,  e  che non ho diciamo avuto la possibilità di leggere  nelle
  appartiene,  poi,  al potere-dovere del deputato presentare  ordini
  entrate  del  bilancio  presentate dal Governo  della  Regione,  un
  del giorno, se lo ritiene.
  ordinario di 115 milioni di quella sentenza, sempre la 65, che  non

  ritrovo nel bilancio della Regione, e siamo a 345 milioni, ora  con
   CROCETTA,  presidente della Regione. Esprimo parere  favorevole  a
  la  sentenza  246 del 2015 e con la 31 del 2016 vengono  come  dire
  trattarla in un'altra seduta tra le norme stralcio.
  sentenziati  dei  principi chiari inerenti alla  derivazione  delle

  entrate  derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, e viene  detto
   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  fascicolo  degli
  in  modo  chiaro che sono di spettanza di questa Regione,  non  per
  allegati, le variazioni delle tabelle.
  come dire vantarmi o per altro, ma a fine dicembre il mio gruppo ha
   Si  procede  con  l'emendamento ALL 1.18, a firma degli  onorevoli
  presentato  dei numeri dicendo che quella sentenza,  che  affermava
  Palmeri ed altri.
  quel  principio  valeva 600 milioni di euro l'anno,  e  l'assessore
   Il parere del Governo?
  Baccei legittimamente non dico che vi sia un fine diverso da quello

  che  non  sia la verità, perché non mi accodo a critiche sterili  o
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  altro,  ma  l'assessore  Baccei il 22  dicembre  ha  dichiarato  in

  quest'Aula  che quella sentenza, anche sui dati che  gli  davano  i
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  suoi uffici valevano 20 milioni di euro, e che tutte le altre cifre

  erano come dire un po' bizzarre, oggi Presidente Ardizzone il  capo
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  della  società che si occupa di riscossione di questa Regione  dice
  Contrario a maggioranza.
  che queste sentenze valgono 500 milioni di euro.

   Presidente Ardizzone, onorevoli colleghi, ma stiamo giocando?
   PALMERI. Chiedo di parlare.
   Non  capisco, cioè delle due l'una, non è che le versioni  possono

  stare in piede assieme, o le sentenze le ultime valgono 20 milioni,
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  o  valgono  500  milioni. Presidente Ardizzone  io  quello  che  le

  chiedo,  ed è anche per questo che sono intervenuto, io  penso  che
   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  su
  questa   Regione  debba  come  dire  esitare  i  propri   documenti
  questo emendamento ho visto che c'è un parere contrario del Governo
  contabili,  il bilancio e la finanziaria, con la massima precisione
  e c'è anche una riscrittura.
  in  un  momento di grande difficoltà, non parliamo di 2 - 3 milioni
   Volevo  fare  una  piccola nota su questo  emendamento  perché  si
  di  euro, parliamo di una come dire entrata di circa 900 milioni di
  tratta  di  andare  a  trovare la copertura per ventisette  riserve
  euro,  perché se sommiamo le varie sentenze fanno che il solo  anno
  naturali  in  Sicilia  e  ci sono in ballo novanta  dipendenti.  Si
  2016 900 forse 1 miliardo di euro.
  tratta,  quindi,  praticamente, non di dare un contributo  a  delle
   Presidente  Ardizzone le chiedo di fermarci un ora, due  ore,  per
  riserve,  ma  si tratta di riserve naturali per le  quali  c'è  una
  fare  un  analisi attenta, con i preziosi uffici di cui  si  avvale
  convenzione  con  la  Regione siciliana  dal  1998.  Si  tratta  di
  questa  Assemblea,  che  sono composti da  dirigenti  di  altissimo
  riserve,  tra  l  'altro,  che si sono distinte,  che  da  anni  si
  livello affinché si possa fare un'analisi attente ed ultimativa  su
  distinguono in Sicilia per portare avanti una buona amministrazione
  queste  cifre,  noi  non possiamo andare avanti ed  affidarci  alle
  e  per avere contribuito a creare e a mantenere una biodiversità in
  cifre  così tanto diverse, io potevo capire una cifra che si poteva
  Sicilia.
  discostare  di qualche milione di euro, qui parliamo di  un  abisso
   Non  stiamo  parlando, quindi, di noccioline e di  cose  che  sono
  che  si  apre dinnanzi a noi in positivo grazie a Dio, e di  questo
  state inserite all'interno della tabella per dare un contributo, ma
  onorevoli  deputati ci dobbiamo avvalere, diversamente se  io  come
  stiamo parlando appunto di salvaguardare le nostre aree protette in
  dire   ritrovo  all'interno  non  di  un  documento  della  Regione
  Sicilia,  perché se non si trova questa copertura,  sicuramente  si
  siciliana,  ma se io trovo Presidente Ardizzone che nella  nota  di
  andrà  incontro  alla  chiusura  dei  presidi  e  si  tratterà   di
  aggiornamento al Def del 2015 il Governo nazionale afferma che sono
  licenziare novanta dipendenti.
  state riscosse 11 miliardi di euro in più dalla lotta all'evasione.
   Chiedo,  quindi, al Governo di assumersi le proprie responsabilità
   Chiedo a me, a lei, agli uffici  di questo Parlamento, ai deputati
  in  questo frangente, anche perché ogni anno ci ritroviamo a dovere
  quante  di  queste  somme sono di spettanza di  questa  Regione,  e
  rimpinguare  proprio  questo  capitolo.  C'è,  quindi,  una  scelta
  potrei  continuare  dicendole per esempio  Presidente  Ardizzone  e
  politica  fra  alcuni enti gestori ed altri. Qua  stiamo  parlando,
  assessore  Baccei,  la  voluntary disclosure  che  si  è  chiusa  a
  infatti,   delle   associazioni   delle   riserve   gestite   dalle
  dicembre inerente al rientro di capitali del 2015 e che è  valsa  4
  associazioni ambientaliste e dalle università. Secondo  un  decreto
  miliardi di gettito nuovo per l'Italia, quante di queste somme sono
  del Direttore generale erano stati previsti, per dare copertura,  3
  state  riversate di spettanza alla Regione all'interno  del  nostro
  milioni  922 mila euro, fra l'altro stiamo parlando appunto  di  un
  bilancio?  Su  queste  domande, presidente Ardizzone,  ci  dobbiamo
  valore  minimo che non è stato aggiornato dal 1998. Si riuscirebbe,
  fermare  un'ora,  due ore, tre ore, non penso che necessiti  questa
  quindi, proprio a garantire gli stipendi, le gestioni, e se non  si
  analisi  di  un  tempo che possa essere annoverato nelle  giornate,
  va  a  dare questa copertura minima, che non è aggiornata,  ripeto,
  penso  che  bastino poche ore per avere un dato chiaro e su  questo
  dal 1998, quindi ai tempi della lira, praticamente andiamo incontro
  esitare i nostri documenti.
  obbligatoriamente a questi licenziamenti.

   Fra l'altro, vorrei fare anche una valutazione politica, perché in
   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
  una  situazione  di assenza di tutta una serie di  leggi  a  tutela

  dell'ambiente, a tutela del suolo, di pianificazioni ambientali, in
   PRESIDENTE.   Anche  se  la  discussione  generale   era   chiusa,
  mancanza di piano di rifiuti, di acqua, di energia, in mancanza  di
  l'intervento merita una risposta. Ne ha facoltà.
  legge  a  tutela  della costa, del mare, della biodiversità  e  del

  suolo  noi  che cosa facciamo? Andiamo sempre a tagliare l'ambiente
   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Solo   per   rispondere
  che  è, praticamente, la nostra fonte di sviluppo sostenibile.  E',
  all'onorevole  Lombardo. Ovviamente, ho come primo  riferimento  il
  quindi,  una  scelta  politica che spero il Governo,  praticamente,
  mio  Dipartimento  finanze  che fa tutte  le  stime  relative  alle
  ritorni sui suoi passi.
  entrate.   Relativamente   alla  vecchia   sentenza   della   Corte
   Inoltre, avevo presentato un emendamento che andava a rimpinguare,
  costituzionale,  quella fine 2015, abbiamo depositato  per  la  sua
  praticamente, il capitolo 454525 per la creazione delle nuove  aree
  interrogazione per la quale noi, si ricorda, eravamo  in  Aula  per
  naturali  protette. Anche su questo era stata data copertura  zero,
  rispondere,  poi si è deciso di rimandare, però l'avvocato  Bologna
  cioè  praticamente in una situazione come quella  nostra  siciliana
  ha  depositato le sue stime, che sono quelle che lei citava dai  13
  che  siamo  del  tutto disallineati dall'Europa e  dall'Italia  per
  ai 20 milioni di euro l'anno, a seconda degli anni.
  assenza  di  leggi  edili  a  tutela dell'ambiente,  noi  che  cosa
   Oggi,  ho  chiesto  all'avvocato Bologna, in  seguito  alla  nuova
  facciamo? Andiamo ad azzerare il capitolo per la creazione di nuove
  sentenza della Corte costituzionale, di rifare queste stime, lui mi
  aree naturali protette. C'è, quindi, questa scelta politica.
  ha mandato una prima indicazione che conferma, in linea di massima,
   Inviterei il Governo a prendere dai mille sistemi parassitari  che
  quelle già fatte, però si riservava di rifarle più accuratamente  e
  gestisce,  che ha creato e che ancora mantiene, perché non  si  può
  può essere oggetto di una successiva discussione.
  sempre continuare a tagliare dall'ambiente e da tutte quelle  forme
   Quello  che  devo  dire  è  che l'unica stima  razionale,  con  un
  di sviluppo per la nostra terra. Questa cosa è inaccettabile.
  procedimento  logico  che ho visto è quella dell'avvocato  Bologna.

  Per  tutte  le altre stime che ho sentito, che andavano dai  cinque
   PRESIDENTE.  Il  Governo vuole precisare che  ha  espresso  parere
  miliardi, ai due miliardi, al mezzo miliardo, non c'era alcuna base
  contrario per mancanza di copertura finanziaria.
  logica di calcolo ed alcun elemento alla base di quel calcolo.

   Per cui, dal momento in cui, ed ho invitato anche lei a venire nei
   CORDARO.  E,  allora, non lo deve fare votare, signor  Presidente.
  miei uffici, mi si presenta una stima fatta con rigore scientifico,
  Nessuno di questi emendamenti è passato dalla Commissione Bilancio.
  con criteri diversi sono il primo ad accoglierla perché se troviamo

  risorse  nuove per il bilancio, ben vengano. Io l'avevo invitata  a
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diamo la possibilità al Governo di
  venire nei miei uffici a portarmi le sue stime, ci confrontiamo, le
  fare la verifica. La seduta è sospesa fino alle ore 17,15.
  vediamo, se la stima è scientifica sono il primo ad accoglierla.


     (La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 17.13)
   LOMBARDO. Io non devo fornire cifre, ho gli strumenti tecnici  per

  fornire delle stime su miliardi di euro  L'Assemblea si deve dotare
   La seduta è ripresa.
  delle sue stime. Presidente, è un fatto grave


   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, la prego, non siamo in discussione

  generale.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   LOMBARDO. Signor Presidente, devo fornire delle cifre sui ricorsi
   BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, i miei Uffici

  mi  dicono  che gli emendamenti di cui all'allegato  1  sono  tutti
   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo, non c'entra niente la discussione
  inammissibili,   ad  eccezione  dell'ultimo,  ALL   1.20,   che   è
  fatta  in questo momento. Lei ha chiesto di intervenire sull'ordine
  tecnicamente ammissibile.
  dei lavori.


   PRESIDENTE.  Assessore Baccei, anche l'ultimo è  precluso,  avendo
  già votato l'emendamento 22.14.
   Pongo  quindi  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  onorevoli  Picciolo e Alloro hanno dichiarato  il  loro  voto
  contrario.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare
  la   Presidenza   per   avere   dichiarato   inammissibili   questi
  emendamenti,  e  nello  specifico mi piace  evidenziare,  e  me  ne
  dispiaccio,  che  il  nuovo  centro  destra  aveva  presentato   un
  emendamento  per  togliere i soldi al personale dell'Ente  Sviluppo
  Agricolo per darli alle iniziative culturali.
   Nel  presentare  gli emendamenti bisogna mostrare più  attenzione;
  fortunatamente esiste la Presidenza.

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 23, precedentemente
  accantonato.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo chiedere  una
  cosa   importante,  però  vorrei  che  l'Assessore   Cracolici   mi
  ascoltasse un attimo, perché è una cosa che riguarda lui.
   Assessore  Cracolici,  siamo  all'articolo  23  e  si   parla   di
  stralciarlo  e mettere tutto l'articolo a bando. Vorrei  chiederle,
  ma  il  CORFILAC  e  l'ARAS possono andare a bando?  E'  importante
  questa  cosa, perché se domani mattina questi non possono andare  a
  bando, resteranno tagliati fuori da questo finanziamento.
   E'  fondamentale  avere questa risposta perché  altrimenti  questo
  articolo io non lo voto

   PRESIDENTE.  Il  Presidente Crocetta ha presentato un  emendamento
  sostitutivo  dell'articolo 23. I commi 5  e  6  sono  stati  votati
  nell'articolo  22.  Inviterei  il Governo  a  ritirarlo  in  questo
  momento così andiamo secondo l'ordine.
   Se  ci  intendiamo,  avendo  stabilito  i  principi  di  carattere
  generale,  eventualmente la riscrittura  si  fa  alla  fine,  sulla
  questione  delle  percentuali, da quello che ho capito,  altrimenti
  così non si comprende.
   Presidente  Crocetta, siamo in linea con quanto da Lei dichiarato,
  mi  faccia fare il mio lavoro ai fini della maggiore chiarezza  per
  farlo seguire all'Aula.
   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  23.12,  degli  onorevoli
  Clemente ed altri.

   CLEMENTE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  chiedere al Governo, se malauguratamente dovessimo bocciare  questa
  tabella, se ci sono delle spese obbligatorie?

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  la
  domanda  dell'onorevole  Rinaldi  è  una  domanda  molto  opportuna
  perché, voglio dire, così come

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non gridate  Non  c'è  motivo  di
  gridare. L'onorevole Rinaldi ha fatto una domanda tecnica ed è pure
  corretta.

   CIMINO.   Onorevole   Cordaro,  se  mi  dà  l'opportunità   vorrei
  rappresentarle questo problema rispetto all'emendamento  presentato
  dal  collega Clemente. In questa tabella vi sono alcune spese  che,
  secondo  il  sottoscritto,  sono  spese  obbligatorie.  Quindi   io
  proporrei di votare quest'articolo per singoli commi perché, faccio
  un  esempio,  la  scuola di servizio sociale è il  pagamento  degli
  stipendi,  i  consorzi universitari è il pagamento degli  stipendi,
  altra  cosa sono le attrezzature universitarie, faccio un  esempio,
  ma voler tagliare totalmente il costo del personale della scuola di
  servizi sociali o anche quella dei consorzi universitari sarebbe un
  grandissimo   danno,   posto  che,  secondo  il   sottoscritto,   è
  inammissibile un emendamento in questo senso perché  si  tratta  di
  spese di personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, noi possiamo votare per  commi,  se
  lei  guarda  nel  primo comma c'è il rifinanziamento  di  ben  nove
  leggi.  Non  posso stralciare e votare sulla singola  legge  perché
  significherebbe abrogare la legge. Si può votare per singoli commi.

   RINALDI.  Io  questa domanda l'avevo fatta al  Governo,  se  posso
  avere una risposta.
   Per  carità,  l'onorevole Cimino ne sa di più, essendo  stato  già
  assessore  al Bilancio, e quindi conosce benissimo la materia.  Ma,
  in  questo  momento,  chiedo al Governo  se  ci  sono  delle  spese
  obbligatorie  all'interno dell'articolo 23. Se mi  rispondete,  per
  favore.

   CIMINO.  Rispetto  alla proposta del Presidente dell'Assemblea  di
  votare per commi, si può votare per commi stralciando quelle  parti
  che  hanno  le  spese obbligatorie. Quindi la scuola ed  i  servizi
  sociali  ed i consorzi universitari, perché sono spese obbligatorie
  quelle  che  riguardano il personale. Ricorderete che  c'era  stata
  anche  una  proposta  da parte della Presidenza  dell'Assemblea  di
  trasferire    questi    soldi   per   i   consorzi    universitari,
  intelligentemente, come riserva nei fondi che si  danno  ai  liberi
  consorzi  perché  sono soldi dei liberi consorzi  destinati  per  i
  consorzi universitari.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho il
  dovere  di  dire  a  quest'Aula che, per quanto riguarda  le  spese
  riferibili  al  dipartimento agricolo,  ancorché  non  siano  spese
  obbligatorie in senso stretto, sono spese cosiddette obbligate, nel
  senso  che  sono  riferibili ad attività istituzionali,  in  alcuni
  casi,  faccio  l'esempio dell'associazione  allevatori  che  ha  un
  compito  fissato  da legge nazionale del registro  genealogico  dei
  capi   che  viene  finanziato  dall'Assessorato  regionale  e   dal
  Ministero  dell'agricoltura per le attività di istituto,  senza  il
  quale non saprei neanche come fare un bando, nel caso specifico,  o
  il  CORFILAC  o  i  consorzi  di ricerca  che  impropriamente  sono
  iscritti...

   CROCETTA, presidente della Regione. Non ne fanno parte. Non stiamo
  votando l'emendamento

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Presidente, mi hanno chiesto  cosa  succede  a
  questo emendamento qualora venisse respinto.
   Sto  dicendo  che  ci  sono  attività -  ho  fatto  l'esempio  del
  CORFILAC,  dei consorzi di ricerca, dell'Osservatorio  della  pesca
  che sembra una banalità ma, proprio in queste ore, stiamo andando a
  trattare  il  FEAMP  al Ministero dell'agricoltura  e  della  pesca
  nazionale  grazie  ai  dati che ci certifica  l'Osservatorio  della
  pesca.
   Consentitemi  di  dire, colleghi, considerato che  sto  in  questo
  Parlamento da qualche anno, personalmente, farei un appello a tutti
  al  fine  di  recuperare un po' di lucidità, perché mi  sembra  che
  siamo impazziti, per cui ce la prendiamo con tutto e tutti.
   Ma  come  facciamo  a determinare bandi ad esempio  per  i  ciechi
  piuttosto che per i sordi. Come si fa? L'abbiamo fatto un anno ed è
  stata una grande cavolata
   Ecco perché suggerisco a questo Parlamento di recuperare un minimo
  di  lucidità  e  consentire  di  fare ciò  che,  istituzionalmente,
  abbiamo sempre fatto, al di fuori della tabella H.
   Questa storia con la tabella  H  non c'entra nulla
   Però, si parla come se fosse un unicum con la tabella  H .
   Io  non so cosa farà il Parlamento, però, ho il dovere di dire che
  se verranno azzerati i capitoli, è vero che potremo fare i bandi ma
  io non ho, al momento, alcuna certezza che con i bandi finanzieremo
  coloro  che hanno una legge, in questo momento, per i servizi  che,
  obbligatoriamente, devono dare alla Sicilia.
   Ho   il   dovere   di  dirlo,  dopodiché  ognuno  si   assuma   la
  responsabilità ed ognuno giocherà a carte scoperte.

   PRESIDENTE. Assessore Cracolici, sono stralciate le norme,  punto.
  Quindi,  lei non è stato d'aiuto perché è intervenuto a difesa  del
  suo Assessorato.
   Capisco. Lei ha detto non sono spese obbligatorie, sono obbligate,
  che è una cosa diversa.
   E  lei  da Assessore, se le arriveranno nel suo Assessorato, nella
  sua  rubrica le somme, sarà  così bravo perché ha la competenza  da
  accelerare le procedure per dare i soldi anche al CORFILAC.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No, onorevole Ragusa, lei è intervenuto quattro  volte
  sul  CORFILAC. Ho capito che lei è contrario se non verrà  inserito
  il CORFILAC.
   Su una domanda specifica posta dall'onorevole Rinaldi, la risposta
  è  stata  che  si  tratta di spese non obbligatorie  ma  obbligate,
  punto.
   C'è  una  richiesta di votare per singoli commi. Però, attenzione,
  se votiamo per singoli commi .
   C'è un emendamento  il comma 1 è soppresso .

   CORDARO. I soppressivi ci sono per tutti i commi

   PRESIDENTE.  In  un  comma, nel comma 1, sono  indicate  le  norme
  tranne quelle stralciate.

   CROCETTA, presidente della Regione. Abbiamo la riscrittura che può
  essere sottoposta all'Aula.

   PRESIDENTE.  Presidente  Crocetta, mi scusi,  se  lei  pensa  che,
  attraverso la riscrittura
   Ci  dobbiamo  intendere, perché già la proposta di  riscrittura  è
  presentata da parte del Governo ed ho ritenuto di accantonarla  per
  rispetto  dell'Aula e per il lavoro che è stato fatto.  Perché  non
  possiamo  pensare  che,  attraverso  la  riscrittura,  che  tiriamo
  cinque, sei ore alla fine, chi è più bravo inserisce le cose  Basta
  ora
   Posso accettare il discorso di fare il comma 1/a, comma 2/b, comma
  3/c. Facciamolo così, presidente Crocetta
   Chiedo   al  Governo  di  venire  incontro  alle  esigenze   della
  Presidenza che sono anche le esigenze di singoli parlamentari per i
  principi invocati di avere chiarezza nel momento in cui si vota.
   Invito   i  presentatori  dell'emendamento  23.12,  gli  onorevoli
  Clemente ed altri, a ritirarlo.

   CLEMENTE. Lo manteniamo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contraria maggioranza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  23.12.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario si alzi.
                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 23.11, a firma degli onorevoli Clemente
  ed altri.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il  fatto
  che  sul  primo comma avevamo chiesto già il voto segreto,  lei  ha
  interrotto  mentre lo stavamo appoggiando, e poi  è  andato  avanti
  facendo finta di dimenticarlo.

   PRESIDENTE. Ma lei sta intervenendo sull'emendamento 23.11.

   CLEMENTE. No, sul precedente. Comunque, io non capisco il  metodo.
  Il   presidente  Crocetta  più  volte  ha  dichiarato  che  c'è  un
  emendamento  di  riscrittura. Noi stiamo lavorando  non  conoscendo
  questo  emendamento di riscrittura e andando avanti al  buio  e  ci
  troveremo, alla fine

   PRESIDENTE.  Non è al buio. Lei è alla luce perché  ha  tutti  gli
  emendamenti inseriti.

   CLEMENTE. Tranne quello di riscrittura del Governo.

   PRESIDENTE.  Stia tranquillo che, in questa fase,  il  Governo  ha
  presentato un emendamento di riscrittura riguardante l'articolo  22
  che era stato già approvato.

   CLEMENTE. Lo ha detto adesso

   PRESIDENTE.  Vada  avanti.  Quando  arriva  l'emendamento,  se   è
  ammissibile, lo ammetterò alla votazione dell'Aula.

   CLEMENTE. Ma non sarebbe giusto distribuirlo?

   PRESIDENTE. Non sospendo lavori, onorevole Clemente

   CLEMENTE. Non sto dicendo di sospendere i lavori  Ho detto sarebbe
  giusto distribuirlo.

   PRESIDENTE. Ma non c'è l'emendamento di riscrittura

   CLEMENTE. Come non c'è

   PRESIDENTE. Non c'è alcun emendamento di riscrittura

   CLEMENTE.   Quindi,  non  ci  sono  emendamenti   di   riscrittura
  presentati dal Governo?

   PRESIDENTE.  L'emendamento di riscrittura, come preannunciato  dal
  Governo,  eventualmente sarà al comma 5, sui criteri  dell'articolo
  128.  E  già  il  Governo  lo ha preannunciato  che  condivideva  i
  principi  contenuti nel comma 5. Quando arriveremo al comma  5  che
  riguarda il 128, se lo presenterà, lo distribuirò, daremo il  tempo
  per  esaminarlo e si andrà avanti. Il presidente Crocetta ha  detto
  che  condivideva i principi generali contenuti nell'emendamento che
  porta la firma degli onorevoli Anselmo, Milazzo e Cirone.
   Però, ci vuole un poco di attenzione

   CLEMENTE.  Signor  Presidente,  ho  voluto  un  chiarimento,  solo
  questo..

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se seguite, lo aveva detto.
   L'emendamento 23.11, prevede la soppressione dell'intero  comma  1
  dove  ci  sono  tutte  le  leggi finanziate:  iniziative  culturali
  direttamente    promosse,   associazioni   culturali,    promozione
  turistica, bonus nascite, consultori a supporto famiglia, scuole di
  servizio sociale, università attrezzature, università CUS, Consorzi
  universitari,  fondi, contributi in favore di soggetti  beneficiari
  di   un   sostegno  economico.  Non  c'entrano  con  gli   articoli
  stralciati, lo dico per chiarezza.
   Pongo in votazione l'emendamento 23.11.


   1132/A e 1133-1155/A


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




   CLEMENTE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
    Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
  segreto.
                         1132/A e 1133-1155/A.


   PRESIDENTE.  Resta  inteso che in caso  di  bocciatura  non  posso
   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  A4.44,  a  firma   degli
  riproporre  nella stessa sessione la stessa materia; c'è  tutto  il
  onorevoli Tancredi ed altri. Il parere del Governo?
  fondo dell'articolo 128. Il parere del Governo?


   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Non c'è  copertura.  Ci  sono
   BARBAGALLO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  obbligazioni  giuridicamente  vincolanti  ed  il  fondo   è   stato
   Contrario.
  calcolato con rigore, per cui non ci sono margini.


   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   PRESIDENTE. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento  A4.45, del Governo.  Il  parere  della
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Commissione?
  Contrario a maggioranza.


   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   GRECO  Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 23.11.
  segreto.


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento 23.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           81
   Votanti            81
   Maggioranza        41
   Favorevoli         33
   Contrari           48

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi,  calma, se il Governo ha  un  emendamento  di
  riscrittura sui principi dell'articolo 128 che, come ha dichiarato,
  devono  essere  di  carattere  generale,  ad  eccezione,  li   cito
  testualmente perché erano stati individuati: Unione italiana ciechi
  Helen   Keller;  Comitato  regionale  della  Sicilia  e   dell'Ente
  nazionale  Sordomuti;  Assistenza socio-sanitaria  fisico  Frisone;
  Istituti per ciechi Palermo e Catania; Stamperia Braille.

   GRECO Giovanni. E il polo Asi?

   PRESIDENTE.  Il  polo Asi è stato già votato. Quello  che  abbiamo
  votato  sono  le  leggi  che  già fanno  parte  della  legislazione
  regionale:  inziative  culturali  direttamente  promosse,   votato;
  associazioni culturali, votato; promozione turistica, votato; bonus
  nascita, votato; consultorio a supporto famiglia, votato; scuole di
  servizio   sociale,   votato;  università   attrezzature,   votato;
  università  Cus, votato; consorzi universitari, votato.  L'articolo
  128 in generale, votato complessivamente.
   Sospendo  per  dieci  minuti per dare la possibilità  al  Governo,
  sulla  base della votazione effettuato, di riscrivere l'emendamento
  o  aggiuntivo, vedete voi, perché possiamo andare avanti; prego  il
  Governo,  però,  di  non mettere in difficoltà  questa  Presidenza,
  reinserendo argomenti già stralciati o addirittura materia nuova..
   La seduta è sospesa fino alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 18.21)

   La seduta è ripresa.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo   23.   Appoggio   l'emendamento   23.30   presentato
  dall'onorevole Falcone e su questo ho presentato, assieme a lui, un
  sub  emendamento  per un'ulteriore spesa di 1 milione  e  200  mila
  euro.
   Parliamo delle scuole paritarie, delle scuole dell'infanzia, che è
  uno  dei tanti problemi che attanagliano la Regione, in particolare
  i  comuni metropolitani, perché non riescono a soddisfare i bisogni
  delle  famiglie; mancano di strutture, in particolare per le scuole
  dell'infanzia e primarie.
   Il  lavoro  che  svolgono le scuole paritarie, ed  in  particolare
  queste  dell'infanzia  e primaria, è di grande  aiuto  alla  nostra
  società,  quindi è giusto ed onesto aiutare - per quei bambini  che
  rimangono fuori dalle iscrizioni - a trovare sfogo e la possibilità
  di  iscriversi  e  pagare una minima retta, in particolare  per  le
  famiglie bisognose.
   Queste sono realtà che non si possono dimenticare.
   Io  penso che questa sia una spesa virtuosa, considerato il  fatto
  che  si  gioca la crescita sana, l'obiettivo è quello  di  arrivare
  alla  crescita sana dei figli, avere un nido, avere un  insegnante,
  avere  la gioia di tanti bimbi che insieme fanno crescere la  bella
  realtà che sono i bambini.
   Per  questo,  signor Presidente, dico ai miei colleghi  di  votare
  favorevolmente   questo   sub  emendamento  all'emendamento   23.30
  dell'onorevole  Falcone,  affinché  possiamo  soddisfare  anche  il
  bisogno di queste poche famiglie. Ma è giusto che sia così.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, siccome avevo presentato un emendamento
  e  poi  ovviamente  anche subemendamento, vorrei  sapere  che  fine
  fanno. Se lo mette in votazione oppure se viene stralciato.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Siamo  ancora  in  attesa  del  Governo   su   questa
  riscrittura. Lo dico per rispetto dei parlamentari che sono rimasti
  in silenzio in questa Aula. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,   pure   io   ho   presentato   un
  subemendamento  alla  Tabella, il n. 128  che  c'è  nel  testo  del
  Governo. Vorrei capire, presentando la riscrittura del Governo,  se
  devo trasportarlo lì o se resta in piedi.

   PRESIDENTE. Si può ripresentare.
   I  principi  generali  sono stati ribaditi apertamente  da  tutti.
  Credo  che  andranno concretizzati nell'atto perché si  era  detto,
  questa   è   l'intesa  condivisa  dal  Governo,  che   ha   trovato
  condivisione ampia dell'Aula, comunque di mantenere Unione italiana
  ciechi,  Unione  italiana ciechi Helen-Keller,  Comitato  regionale
  della  Sicilia  dell'Ente  nazionale sordomuti,  assistenza  socio-
  sanitaria  fisico Frisone, Istituto per ciechi Palermo  e  Catania,
  Istituto per ciechi Palermo e Catania stamperia Braille.
   Il  Governo  aveva bisogno di riscrivere, condivideva di  lasciare
  solo questi articoli che potranno valere per il futuro.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora la
  montagna deve partorire il topolino e noi non siamo i boy-scout. Ci
  sono  schieramenti politici, ed è giusto che ognuno  almeno  ha  il
  diritto di dire quello che pensa liberamente.
   Sulle  votazioni abbiamo vincolato l'Aula ad alcuni parametri.  Va
  bene,  siamo tutti d'accordo, siamo pure noi per i ciechi. Poco  fa
  abbiamo  assistito al messaggio autogestito di campagna  elettorale
  dell'onorevole Cracolici. Tutti siamo per i ciechi, tutti siamo per
  queste cose.
   Ma il tema è: mentre il Governo non si capisce dov'è, questo è uno
  spettacolo perché tutti conveniamo che sulle cose che lei ha letto,
  sugli  istituti e sulle persone giuridiche che lei ha  individuato,
  tutti conveniamo che non bisogna certamente esporli al voto d'Aula.
  Segnalo che la scorsa finanziaria l'opposizione abbandonò l'Aula  e
  lasciò il Governo da solo.
   Ora, io non voglio fare lezioni a nessuno, ma questo spettacolo al
  contrario,  pure indecoroso, del fatto, Presidente, che il  Governo
  ci porta qua con queste tabelle: Articolo 22, no  Quello non si può
  toccare  No  quell'altro Articolo 23  e lei ci elenca queste  cose.
  Giusto
   Ma  il Governo perché non ci pensa prima? Presidente, questo è  il
  tema,  anziché  dare  questo spettacolo e incartare  lei  che  deve
  cercare  di porre rimedio ad eventuali disastri perché un voto  che
  bocciasse contributi volto a sostenere l'Unione Italiana  Ciechi  è
  certamente  un  disastro,  però voglio dire,  Presidente,  poco  fa
  nell'articolo  c'erano le comunità alloggio, queste cose le  vorrei
  ricordare.
   Ora  il  tema è, questa maggioranza che si muove in modo  confuso,
  perché vorrei ancora di più evidenziare che il problema non  è  nei
  deputati  di minoranza, il problema è con qualche componente  della
  maggioranza, seriamente deluso del fatto che forse, magari,  non  è
  riuscito  o  non  sarà stato garantito, che a  fronte  di  un  voto
  segreto può fare saltare tutto.
   Vorrei concludere, signor Presidente, ricordando a me stesso,  che
  i  bandi,  non  sono  il  male assoluto,  i  bandi  sono  una  cosa
  meravigliosa  e i bandi, onorevoli Cracolici, lei lo sa  meglio  di
  me,  sono degli strumenti dove uno poi va a mettere i parametri  di
  valutazione, quindi non è che sono il male.
   Certamente, ho detto quando lei poco fa si apprestava a venire,  a
  sedere  al banco che le è stato messo a disposizione come Assessore
  di  questo  Governo, che tutti riconosciamo che ci sono delle  cose
  che  devono  essere garantite, ma questa confusione  non  l'abbiamo
  creata  noi,  questi articoli 22 e 23 sono scritti con  i  piedi  e
  l'ultima cosa la vorrei dire senza nascondermi.
   Questi diritti cristallizzati nel tempo, le leggi istitutive, e va
  beh   Le leggi istitutive  Ma nel frattempo il  mondo è cambiato  e
  ci  sono  altre necessità nel territorio che ognuno di  noi  magari
  vuole portare in evidenza.  No. Le leggi sono cristallizzate.
   Onorevole   Lombardo,  lei  come  me  e  come  quelli   di   prima
  legislatura, lei non ha diritto a promuovere niente, perché  lei  è
  un  deputato  precario', lei è con il vincolo di mandato, no  senza
  vincolo di mandato  Lei è commissariato come me.
   Cioè  la  sua prerogativa si ferma a un certo punto, se lei  vuole
  dire:     Voglio  promuovere una legge istitutiva,  perché  c'è  un
  problema  in  un  Comune , No  se l'onorevole Marziano  -  che  non
  c'era,  -  vent'anni  fa pose in essere una legge  istitutiva,  per
  sempre, quindi questo diritto sarà tramandato nei secoli, così come
  il  Parlamento, non si toccherà più. Ma che criterio è?  Presidente
  Ardizzone?  L'anno  prossimo  che  ci  avvicineremo  alla  campagna
  elettorale,  io  non  ho  presentato  emendamenti,  le  faccio   la
  previsione:  qui finirà a colpi di sedia, i deputati che  sono  ora
  nervosi,  l'ultimo  anno  scoppieranno; vedete  di  organizzare  un
  criterio  che  abbia la dignità, prima dei parametri:  dignità   Le
  leggi istitutive? Ma chi se ne frega delle leggi istitutive  C'è un
  nuovo  Parlamento che è legge sovrana istitutiva,  viene  prima  di
  tutti,  che  ci  sono deputati che hanno piantato  l'albero  e  per
  sempre  sarà inamovibile quel principio? E' la cosa più  sbagliata,
  quindi  io  contesto  proprio  questo  principio.  Ma  quale  legge
  istitutiva,  allora perché li portate qua al voto?  Se  è  scontato
  perché ci fate votare queste  stronzate'  Fate i decreti, perché il
  fango   domani  leggete  i  giornali,  ci  massacreranno  come   la
  spartizione. Ma quale spartizione  Ci sono le leggi istitutive
   Io  sono  coraggioso,  presento un emendamento,  me  lo  voto  per
  appello  nominale,  ne risponderò io; sulle leggi  istitutive  devo
  pure  votare  per  voto segreto e domani: Lelio Cusimano,  Giletti,
  Corriere  della  Sera,  spalmerà  fango  su  tutti  noi.  Questo  è
  sbagliato ed è il Governo che ha sbagliato su questo.

   PRESIDENTE.  Io  guardate, non sono per le sospensioni  perché  mi
  sembra  che  è  un  vecchio andazzo, c'era il tempo  per  scrivere,
  riscrivere, ce le siamo dette tante volte queste cose, da tre mesi.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io
  intervengo  e  avevo  quasi l'intenzione  di  rinunciare  a  questo
  intervento, era buonissimo, ma lo sapete perché intervengo?
   Per  denunciare l'ipocrisia di questa Aula, per denunciare che  la
  nudità  si vuole coprire con un velo e poi, alla fine, si è  sempre
  nudi.
   Qua  c'è  un principio di fondo che deve essere rispettato  e  che
  quest'Aula, questo Governo e questo Parlamento, non rispettano.
   Noi  stiamo mischiando capre e cavoli, mettiamo a bando  cose  che
  non  devono  essere  a bando e viceversa. Io, non  capisco,   -  ne
  discutevo  con  l'onorevole Panarello poco fa -,  come  può  essere
  messo  a bando un Consorzio universitario con il Bass group? Se  me
  lo  spiegate e me lo fate capire, io dico, va bene, avete  ragione.
  Cioè  il Consorzio universitario va messo a bando insieme al  Brass
  group. Ma veramente ci sono follie.
   Quest'Aula e gli interventi dell'assessore Cracolici e  gli  altri
  Assessori sono stati dirimenti hanno detto che, strategicamente, vi
  sono  degli  Enti che sono fondamentali per la vita  della  Regione
  siciliana.
   E,  allora,  si deve avere il coraggio, da parte del  Governo,  di
  presentare quelle che il Governo pensa siano delle cose di cui  non
  se  ne  può fare a meno, essenziali, queste non ne possiamo fare  a
  meno,  dobbiamo votarle, dobbiamo finanziarle, la residua parte  di
  cose che non sono essenziali possono andare a bando.
   Quando  il  Governo  ci porta una cosa del  genere,  penso  che  è
  responsabilità  dell'Aula dire:  Va bè ma i  ciechi  perché  devono
  andare  a  bando?  I Consorzi universitari perché devono  andare  a
  bando?  L'Associazione allevatori perché deve andare a bando? .  Ma
  si deve fare un lavoro del genere, se si mettono qua capra e cavoli
  e  si  mischia  tutto, è chiaro che ognuno di noi è  legittimato  a
  dire:  E' perché non c'è la mia cosa? Come vi siete permessi a  non
  mettere quello che ho detto io? .
   E,   allora,   c'è  da  parte  del  Governo  una   assunzione   di
  responsabilità  o  si chiama Tabella  H  o si  chiama  Tabella   H
  camuffata,  come si vuole chiamare si chiama. Ci vuole il  coraggio
  di dire che su queste cose non si transige.
   E, allora, io invito il Governo a fare un elenco, al di là se sono
  state  emesse, se sono state discusse, di  Istituti,  di  Enti  che
  ritengono  indispensabili per la Regione  siciliana.  Dopo  di  che
  andiamo a votare queste cose e tutto il resto va a bando.  Si fa un
  capitolo unico, un bando unico e si può fare il bando per settore.
   E'  chiaro che però il bando ha un limite e il limite che  con  il
  bando  molti  Enti li facciamo morire perché quando il bando  viene
  fatto e le somme vengono erogate a fine anno o l'anno successivo io
  voglio  chiedere  a  voi come fa l'autodromo  di  Pergusa,  che  ha
  chiesto  400 mila euro, a fare le spese di gestione quando  poi  le
  somme,   - dopo che presenta il progetto -, gli saranno date l'anno
  prossimo?  O  ha  la  capacità di indebitarsi  o  ha  una  capacità
  economica tale che può anticipare queste somme ma la maggior  parte
  di questi Enti non ha un centesimo, non è in grado di anticipare  e
  se  vanno in banca li prendono a calci nel sedere, gli dicono  come
  vi permettere a venire, non vi diamo né anticipazioni, né prestiti.
   Quindi, il bando che a volte che sembra una forma democratica  non
  è  altro che una forma per affossare quelle Istituzioni che  questo
  Parlamento pensa che siano meritevoli di essere votate.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io con il  collega
  Milazzo sono a prima legislatura e come lui non ho leggi istitutive
  in  questo  Parlamento e come lui, quindi, non ho  nessun  ente  da
  difendere.  Però, credo che siamo qua siamo andati oltre  qualsiasi
  immaginazione perché è come se in quest'Aula ci si divide  tra  chi
  fa  marchette', com'è stato più volte detto, e chi, invece, difende
  interessi primari della Regione siciliana. Siccome credo che questo
  non  sia  il  tema,  e  credo  che ci  sia  stata  una  Commissione
   Bilancio' che ha fatto il suo lavoro e che ha portato le  esigenze
  dei propri territori al di là se ci siano state leggi istitutive  a
  supporto,  o non ci siano state leggi istitutive, perché credo  che
  ognuno di noi può avere a cuore dei temi.
   Come  diceva  prima la collega Palmeri, che non  credo  che  stava
  facendo  un interesse personale, si riferiva alle riserve dove   ci
  sono  novanta dipendenti che vanno in mezzo alla strada. Le riserve
  sono  importantissime  per  la nostra  terra  e  che,  quindi,  non
  possiamo dimenticare quello che è l'ambiente. Lì non c'è una  legge
  istitutiva  e, quindi, non capisco qual è la differenza tra  quello
  che magari è stato detto, per esempio, dal collega Ruggirello sulla
  biblioteca  Fardelliana  ed altre cose  che,  invece,  hanno  leggi
  istitutive  a supporto, forse perché, come diceva bene  il  collega
  Milazzo,  quindici anni fa c'era qui un deputato che ha  presentato
  una  legge  istitutiva e quegli enti diventano  fondamentali,  dove
  sono  state  fatte assunzioni, ci sono dipendenti e,  quindi,  quei
  dipendenti non possono andare a casa.
   Allora,  credo che sia giusto che ognuno di noi non faccia l'esame
  a quello che ognuno porta avanti perché qui nessuno sta facendo gli
  interessi  personali.  Ognuno  cerca  solamente  di  difendere   le
  istituzioni che ci sono nei nostri territori.
   Io,  quindi, signor Presidente,  mi scuso per quello che le  dico,
  però credo che lei è andato anche oltre anche i suoi poteri, perché
  l'articolo  7  del Regolamento interno è vero che  le  permette  di
  stralciare delle parti che lei ritiene inammissibili, però, secondo
  me,  lei  questo  passaggio poteva farlo quando il  Governo  le  ha
  presentato  il  disegno  di legge. In quel momento  lei,  però,  ha
  deciso  di  non  stralciare la tabella presentata  nel  disegno  di
  legge, di mandarlo in Commissione. E, quindi, credo che dopo che la
  Commissione ha valutato quella tabella, dando degli importi, non  è
  stato corretto, per il lavoro che è stato fatto per dieci giorni in
  Commissione   Bilancio'  e,  quindi,  nei  confronti  di  tutto  il
  Parlamento  e dei deputati, come se noi chissà che tipo  di  lavoro
  sporco stavamo facendo mentre la Presidenza dell'Assemblea, proprio
  perché  è distante da questo modo di vivere, ha stralciato l'intero
  lavoro della Commissione  Bilancio', ritenendo che quelli non erano
  interessi da tutelare.
   Mi scusi, Presidente, se dico questo ma se noi oggi siamo a questa
  situazione  è  perché  tanti enti importanti,  com'è  stato  detto,
  determinanti  per  la  Sicilia, sono stati  eliminati  e  oggi  non
  sappiamo come reinserirli dentro il disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, non polemizzo mai con i parlamentari
  che intervengono. Se siamo qua è probabilmente perché hanno ragione
  alcuni  giornalisti che scrivono che leggi di sviluppo ne  facciamo
  poche  e  che  è  nostro  interesse, legittimo  e  corretto,  e  ci
  dividiamo   se   difendere  gli  sportellisti  o   meno.   Corretto
  difenderli;  se  è giusto o meno. Il mondo imprenditoriale  non  ci
  guarda  più. Non facciamo le riforme. Questo è il dato fondamentale
  per cui respingo al mittente la sua provocazione, perché lei sa che
  non  è così, perché il lavoro che ha fatto la Commissione,  - ed  è
  stato   dimostrato  -,  non  si  è  limitato  a  quegli   articoli.
  Correttamente  e  legittimamente ha ritenuto di rifinanziare  altre
  leggi.  Questo è il dato fondamentale e credo che il nostro compito
  non sia di rifinanziare le leggi.
   Si  è  fatto  spesso riferimento all'autodromo  di  Pergusa.  Sono
  convinto che l'autodromo di Pergusa vada salvato ma bisogna  vedere
  se l'autodromo di Pergusa ha partecipato a bandi, quanto turismo ha
  prodotto, e questo lo può fare il Governo. Non lo posso fare né io,
  né  lei che dettiamo norme di carattere generale,  questo è il dato
  fondamentale, lo può fare l'Assessore al turismo di riferimento che
  poi  ci  sono  delle persone che vengono messe sul lastrico  io  di
  questo  mi rendo perfettamente conto e allora il Governo si  faccia
  promotore  di  una legge chiara che riguardi tutti i dipendenti  di
  tutti gli Enti, non di quelli che hanno lo sponsor o meno.
   Si  è  parlato di Pergusa, per carità, ma si può parlare di  tanti
  altri,  questo è il dato fondamentale e non è uscito  fuori  questo
  perché  noi  dobbiamo  fare leggi generali e  perché  le  ribadisco
  onorevole  Sudano che da quando sono qua si sono  tirati  in  mezzo
  sempre  Enti  in   tabella H  che non ci dovrebbero  stare,  perché
  c'era un effetto trascinamento su altre cose, perché c'era il tempo
  nel '96 in cui si finanziava, giustamente, l'autodromo di Pergusa e
  si finanziava la manifestazione - l'ho detto prima -  HELP RUANDA ,
  aiutiamo il Ruanda.
   Questo è il dato fondamentale, abbiamo stabilito una linea capisco
  che  ognuno  si innamora delle proprie idee, ma andiamo avanti  noi
  stiamo  aspettando  il  Governo che ci  deve  dare  i  principi  di
  carattere  generale  e  deve determinare  sulla  base  delle  norme
  approvate,  perché  quando l'onorevole Cimino  dice:   ce  ne  sono
  alcuni  e  non  ce ne sono altre , come la Fondazione  Sciascia  di
  Racalmuto  che ho avuto il piacere di visitare più volte,   si  sta
  parlando del percorso degli scrittori, si deve spiegare perché  non
  è  finanziata,  e anche là ci sono dipendenti, e può  diventare  un
  momento  di  attrazione, ma queste cose non le può fare l'Aula,  le
  deve  fare  il Governo e fare la selezione, non lo può fare  l'Aula
  altrimenti  diventa un finanziamento a pioggia e non ci guarderanno
  con  interesse imprenditori, artigiani, commercianti, i giovani che
  non  credono  che pensiamo, per carità, sempre ai precari,  facendo
  distinzione  tra i precari stessi, e la colpa non è sua chiaramente
  che  non  c'era,  le  posso  dire che non  è  neanche  mia,  ma  la
  responsabilità di trovare le soluzioni ce la dobbiamo prendere  sia
  lei  che io, perché in questo momento gestiamo noi e dobbiamo  dare
  una  speranza, e la speranza non si dà continuando con  un  vecchio
  sistema che lei sono sicuro che non vuole.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE.   E'   arrivato  l'Assessore  Baccei  vediamo   questo
  emendamento, ma  continui onorevole Alloro.

   ALLORO.  Volevo  dire Presidente che io non conosco  il  contenuto
  dell'emendamento di riscrittura del Governo me lo posso immaginare.
  Volevo dirle Presidente che io non torno ad Enna con le mani vuote,
  sono   soddisfatto  solo  perché  abbiamo  noi  fatto   una   bella
  finanziaria,  dove ho incassato il fatto che lei mi  ha  detto  che
  sono poco serio, ed effettivamente è vero Presidente.
   Dico è assolutamente vero

   PRESIDENTE. Onorevole Alloro non ho detto questo

   ALLORO.  Mi faccia parlare. Ed effettivamente è vero che  io  sono
  poco  serio  perché giustamente lei si sta insediando da Presidente
  dell'Assemblea  stasera, cioè non è che lei ha fatto altre  quattro
  finanziarie  prima  dove i criteri che sono stati  utilizzati  sono
  diametralmente opposti a quelli che stiamo portando avanti stasera.
   Abbiamo fatto altre tre finanziarie, caro Presidente, dove in  una
  è  stata votata la tabella H, tabella H che le vorrei ricordare non
  è  stata stralciata da lei, è stata bocciata dal Commissario  dello
  Stato  il  quale  disse  che dovevano essere stralciati  tutti  gli
  interventi che non avevano un aggancio legislativo. E tutti  quegli
  interventi   che   non  avevano  un  aggancio  legislativo   furono
  regolarmente,  con  la  sua  alta  benedizione,  dati  ad  Enti   e
  Istituzioni  importanti  per  la  Sicilia  come  l'ANAS,  come   il
  CORFILAC,  come  il  COPPEM,  come l'Università,  come  i  Consorzi
  universitari, come l'Ente autodromo di Pergusa, come gli  Enti  per
  i  ciechi,  i  sordi  e tutte le associazioni che  si  occupano  di
  disabilità.
   Siamo  noi  che interventi importanti come quelli lì, li  facciamo
  diventare  una  tabella H, ma di che tabella H stiamo  parlando  se
  diamo  un  contributo ai Consorzi universitari? Di  che  tabella  H
  parliamo  se diamo un contributo alle associazioni che si  occupano
  di disabilità?
   Signor  Presidente, siccome io sono una persona poco  seria,  cosa
  ritenevo?  Ritenevo che o si facesse un ragionamento di  merito  o,
  viceversa, nel momento in cui lei procede agli stralci, gli stralci
  non li può fare con il criterio con cui li ha fatti lei dove alcune
  cose restano dentro e altre cose restano fuori.
   Signor  Presidente,  mi deve spiegare,  -  io  non  voglio  andare
  contro  i  Consorzi universitari sia ben chiaro -, perché  stralcia
  l'Università polo di Enna che è l'unico polo che c'è, quarto  polo,
  e lascia dentro i Consorzi universitari. Cos'è una norma generale e
  astratta   se   tutti   sappiamo  che  sono  quattro   i   Consorzi
  universitari?  E' chiaro che questo contributo di 5  milioni  verrà
  diviso tra i quattro Consorzi universitari. Lo sappiamo tutti quali
  sono i Consorzi universitari.
   La stessa cosa vale per l'iniziativa del turismo; non me ne voglia
  il  mio  amico  Barbagallo,  io sono d'accordo  all'iniziativa  del
  turismo   però non capisco perché ci sono le iniziative del turismo
  e  non ci sono le iniziative direttamente promuovibili da tutti gli
  altri assessorati.
   Allora, signor Presidente, le chiederei due minuti di attenzione e
  concludo,  il  motivo della mia lamentela è questo, perché  se  lei
  avesse  stralciato  solo le norme che riguardano  la  disabilità  e
  avesse detto tutto il resto va a bando, nessuno avrebbe avuto  modo
  di potersi lamentare.
   Il  problema è che quando alcune cose si lasciano dentro  e  altre
  cose  si lasciano fuori è chiaro che c'è un motivo di lamentela  da
  parte  di tutti, questo a maggior ragione quando parliamo dell'Ente
  autodromo  di Pergusa, lei che mi dice  Help Ruanda , Il  comma  4,
  dell'articolo  38  della  legge  a cui  fa  riferimento,  la  legge
  33/1996, recita:  Per consentire le manifestazioni motoristiche per
  il  conseguimento  dei  fini istituzionali dell'Ente  autodromo  di
  Pergusa, l'assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
  trasporti è autorizzato a concedere un contributo annuo di lire   2
  miliardi, 2 mila milioni di lire .
   Non  è,  quindi,   un problema di  Help Ruanda',  perché  dobbiamo
  banalizzare tutto? Per altro nel '96, evidentemente, non mi trovavo
  a fare il deputato, probabilmente lei sì.
   Il problema è capire se dobbiamo finanziare  le iniziative che non
  hanno  aiuto legislativo o se dobbiamo cambiare sistema, ma  questo
  non  lo possiamo fare in corsa, cioè non lo possiamo fare arrivando
  all'ultimo articolo di una finanziaria.
   Devo dire, quindi, signor Presidente, che questa sua inversione di
  tendenza  rispetto alle finanziarie precedenti,  mi  pare  che  sia
  dovuta ai problemi politici che questa maggioranza ha avuto qualche
  giorno fa.

   SAMMARTINO. Stiamo aspettando la riscrittura del Governo.

   PRESIDENTE.  Avevo capito che doveva parlare, siccome  la  sentivo
  parlare sull'emendamento. Francamente ancora io non l'ho visto.  Se
  ci  sono  cose che non sono in linea con quanto ho detto non  verrà
  ammesso. Quindi, per serenità di tutti, compresa la sua.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Onorevole colleghi, signor Presidente, signori Assessori,
  fra  gli  emendamenti presentati ritualmente c'era,  e  rimane,  un
  aggiuntivo a firma mia e di altri colleghi che voleva regolamentare
  in  maniera utile, a mio parere, e voleva rendere un buon  servizio
  alle leggi della Sicilia,  il garante dei detenuti'.
     E'  evidente che stiamo parlando di un emendamento  che  non  ha
  alcuna  refluenza  di  carattere  economico,  stiamo  parlando   di
  un'istituzione che negli ultimi anni, a parere di questo  deputato,
  è stata maltrattata. Non tanto perché la figura del garante è stata
  individuata  in  un funzionario o in un dirigente regionale,   pure
  bravissimo  o bravissima, ma per il semplice fatto che  una  figura
  così importante che deve essere di garanzia, a parere di chi parla,
  non  può essere legata ad un soggetto dell'Amministrazione  che  ha
  già  tantissimi  lavori  da fare e che  ha  già  tanti  compiti  da
  svolgere e deve farli al meglio.
   E  allora,  questo  articolo, che io  chiedo  di  aggiungere  alla
  finanziaria,  in  buona  sostanza,  fermo  restando   la   gratuità
  dell'incarico, vuole regolare un percorso che vede il  garante  dei
  detenuti  ritornare  a  quella  figura  che  può  istituzionalmente
  occuparsi solo e soltanto di questo.
   Per questa ragione si precisa che non può essere un funzionario  o
  un dirigente regionale, che non può essere un parlamentare europeo,
  che non può essere un parlamentare nazionale né della Camera né del
  Senato,  che non può essere un deputato regionale, che  deve  avere
  cioè  come sua mission  in una nazione come l'Italia, in  un  paese
  come  l'Italia, che ha subìto gravi infrazioni e che  dovrà  pagare
  pesanti  multe sul tema che sto affrontando, credo che noi  faremmo
  un  grande  servizio di immagine, ma soprattutto  di  sostanza,  se
  apprezzassimo questo emendamento e se lo introducessimo nella legge
  che andremo a votare da qui a poco.
   Ne  parlo  con  la  Presidenza, spero che la Presidenza  lo  possa
  apprezzare, chiedo al presidente Vinciullo di indicarmi se  lo  può
  apprezzare come Commissione  bilancio' e se non ci sono indicazioni
  contrarie,  e  spero  come fino ad ora è  stato,  che  su  temi  di
  principio  non ce ne siano, vorrei invitare l'Aula tutta  a  votare
  queste  modifiche  che  mi sembrano di buon  senso,  oltre  che  di
  conducenza giuridica e normativa.
   Presidente Ardizzone dieci secondi per lei. Io mi fermo, mi  fermo
  qui,  perché  prendo  atto  che  lei  ha  posto  all'Aula  temi  di
  principio,  io  non  intendo  più  discutere  argomenti  specifici,
  l'auspicio, dandole atto che lei ha stabilito una regola generale e
  la  sta  portando  avanti,  fatti salvi i capitoli  che  riguardano
  l'assistenza  sociale,  auspico  che  il  Governo  mantenga  con  i
  siciliani  almeno questi impegni e che nei bandi che si andranno  a
  strutturare  e  che  verranno posti in essere  dal  Governo  quelle
  associazioni,  quegli  enti,  che  hanno  legge  istitutiva  e  che
  svolgono  storicamente un ruolo importante per la Sicilia,  possano
  essere tutelati e finanziati.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  ascoltato  anche l'intervento del Presidente dell'Assemblea.  Siamo
  alla   quarta  finanziaria.  Ogni  anno  succedono  queste   storie
  all'ultimo  minuto  perché ognuno vuole i contributi  di  qua  e  i
  contributi  di  là.  E credo che questo sia un esercizio  ormai  da
  superare.
   Assessore  Baccei,  colleghi, ritengo che noi  abbiamo  fatto  dei
  tagli ben precisi per tentare di recuperare 500 milioni di euro dal
  Governo  nazionale  che  servono  a  far  bilanciare  questo  nuovo
  esercizio finanziario.
   Colgo   l'occasione,  signor  Presidente,  perché  finita   questa
  finanziaria veramente si passi alle leggi di riforma.
   Noi  ci  riduciamo  ogni anno a dover inserire  nella  finanziaria
  tutto quello che non si riesce a fare per diversi motivi durante il
  corso dell'anno.
   Noi  abbiamo un problema serio. Il problema l'ho detto in un'altra
  circostanza  e  lo ribadisco. Se per potere fare bilanciare  questa
  finanziaria  per  ottenere 500 milioni dal  Governo  nazionale  noi
  abbiamo  dovuto  bloccare il turn over dei forestali,  noi  abbiamo
  dovuto  creare dei problemi agli enti locali. Non vedo  perché  non
  possiamo  verificare  una serie di norme che  naturalmente  portano
  sprechi a questa Regione.
   Assessore  Baccei, credo che sia venuto il momento anche  per  lei
  per  seguire  queste leggi di riforma. Mi riferisco  a  quelle  che
  devono  essere le riforme delle partecipate, le riforme degli  enti
  che noi per tanto tempo abbiamo sempre annunciato e mai verificato.
   Perché ci dobbiamo ridurre all'ultimo secondo
   Signor  Presidente,  ritengo che le norme stralcio  di  cui  si  è
  parlato  possono  avere  un  senso se veramente  entro  poco  tempo
  vengono   discusse  dall'Aula.  Per  cui  io  penserei  che   nella
  Conferenza  dei  Capigruppo, che lei ha convocato  per  domani,  si
  possa  mettere un termine già preciso perché queste norme  stralcio
  finalmente  arrivino  in Aula e poi perché le  Commissioni  possano
  lavorare  a  quelle  riforme che devono veramente  portare  ad  una
  Regione efficiente prima di quegli sprechi che hanno portato.
   Noi  qua ci stiamo girando su noi stessi per pochi spiccioli.   E'
  finita  l'epoca che ognuno debba, praticamente, portare  avanti  un
  suo  contributo, una sua sponsorizzazione che è legittima,  ma  noi
  dobbiamo  partire  da un presupposto che, così come  abbiamo  fatto
  tipo  di  riforme rispetto ai deputati, debbono essere fatti  anche
  tipi  di  riforme  rispetto a quello che è  il  mondo  che  gravita
  attorno  alla Regione e, quindi insisto, le partecipate,  gli  enti
  regionali.
   Dobbiamo  verificare  quali  sono  le  partecipate,  o  unificare,
  assessore Baccei, alcune partecipate, perché continuando  così  noi
  non  riusciremo mai a portare avanti il risanamento. Siamo,  forse,
  alla   penultima  o  all'ultima  finanziaria  di  questa   Regione,
  cerchiamo questo anno di sfruttarlo veramente con leggi di riforma,
  vedrete  che  noi non ci ridurremo sempre all'ultimo secondo,  alla
  finanziaria, a fare questo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  solo
  perché resti, ormai solo questo, almeno agli atti parlamentari.
   A me non resta altro che prendere atto che, forse, alcuni deputati
  dobbiamo  auspicare che, se abbiamo voglia di spenderci ancora  per
  la  Sicilia, se c'è rimasta la voglia, forse di ricandidarci  e  di
  capire  qual  è  stato il principio della conservazione  di  alcune
  leggi  istitutive  che  da vent'anni, a parte  cechi,  sordomuti  e
  quant'altro, di tante altre leggi istitutive, di tanti enti che  da
  tanti  anni  hanno la necessità, perché sono veramente  strategici,
  rispetto  a  quelli che, purtroppo, non avendo una legge istitutiva
  svolgono un'opera meritoria sul territorio ma che, ahimè,  non  c'è
  assolutamente  la possibilità che questi enti, in  qualsiasi  modo,
  possano partecipare neanche ad un bando perché non ci saranno e non
  ci  sono stati e non ci sono bandi che prevedono finanziamenti  per
  questo.
   Quindi, in questo clima surreale, ancora per capire quale  ente  è
  stato finanziato e quale ente non è stato finanziato, io pongo  due
  temi  e  pongo  un  problema perché il  Governo  se  ne  assuma  la
  responsabilità.
   In  un  momento di grande difficoltà delle famiglie, in un momento
  in  cui  la  dispersione  scolastica  aumenta,  non  si  è  neanche
  trattato,  sfiorato,  proprio perché alcune riserve  che  vi  erano
  contenute nella legge che riguardava quella delle autonomie locali,
  alcune  leggi,  ed  era questa una riserva, sono state  tout  court
  eliminate  nel  corso degli anni nelle Commissioni  Bilancio  ed  a
  nessun  parlamentare  che fa parte della Commissione  Bilancio  ma,
  soprattutto, al Governo perché il parlamentare poteva sottoporlo al
  Governo e forse lo ha fatto.
   Io  gradirei  che  cosa  ha detto il Governo,  che  si  assuma  la
  responsabilità.  Il  Governo, onorevole  Vinciullo,  si  assume  la
  responsabilità di non avere quest'anno rifinanziato la riserva  che
  riguarda il trasporto interurbano per gli alunni. Significa che  le
  famiglie  saranno  costrette  a  non  poter  sopportare  il   costo
  dell'abbonamento scolastico ed a mandare i figli a scuola.
   Ed,  ancora,  un emendamento che era stato presentato all'articolo
  8,  stralciato  dalla Presidenza, e che non c'è  stata  neanche  la
  possibilità di capire le ragioni per le quali era stato stralciato,
  forse perché mancava la copertura. Bene, ne prendiamo atto.
   Un  altro  emendamento che rifinanziava la legge sull'abbattimento
  delle   barriere   architettoniche,   all'articolo   22,   ritenuto
  inammissibile   dalla   Presidenza,  neanche   questo   emendamento
  distribuito  e,  quindi, prendiamo atto che,  su  temi  importanti,
  delicati,   che   riguardano  cittadini,  che  riguardano   persone
  disagiate,  che riguardano disabili, che riguardano  le  fasce  più
  deboli, che riguardano i ragazzi, parliamo del diritto allo studio.
  Ma  il diritto allo studio si incentiva anche mettendo le famiglie,
  i giovani, nelle condizioni di andare a scuola.
   Vorrei che questo restasse agli atti.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non per
  voler  ritornare  su  questioni di  massima  però,  secondo  me,  è
  principio  di  un  Parlamento  intelligente  saper  distinguere  da
  principi  di  massima elementi che, se non chiariti opportunamente,
  possono portare a qualche disastro.
   Onorevole  Cracolici, io vorrei questo chiarimento. Il CORFILAC  è
  un  soggetto  certificatore, cioè se noi vendiamo  il  caciocavallo
  dop,  il pecorino dop, il piacentino e movimentiamo decine e decine
  di  milioni  di merci e da stasera lo mettiamo a bando,  da  qui  a
  quando non si riassegnano le somme chi certifica?
   Cioè,  io,  per  esempio, ho una partita di  cento  tonnellate  di
  piacentino, di caciocavallo dop, etc. Domani si devono licenziare i
  dipendenti  perché in una procedura concorsuale  a  bando  potrebbe
  essere anche stanziamento zero, non lo possiamo escludere.
   Quando  i  produttori di tutta la Sicilia porteranno  questi  beni
  d'eccellenza, per cui certifica soltanto il CORFILAC - da tutta  la
  Sicilia  certificano  al CORFILAC, perché  lo  abbiamo  creato  per
  questo  -  il  danno di decine e decine di milioni di euro  per  la
  mancata commercializzazione, perché non c'è la certificazione,  chi
  lo paga?
   La  lingua italiana ha gli aggettivi qualificativi. Aver  inserito
  un soggetto certificatore come il CORFILAC in una tabella a bando è
  una cosa stupida.
   La  lingua italiana ha gli aggettivi qualificativi, questa  è  una
  cosa  che qualifica l'Assemblea per un'iniziativa stupida,  facendo
  un danno di decine e decine di milioni di euro.
   Governo,  assessore Baccei, bisogna stare attenti perché  potremmo
  essere chiamati per danni.
   Il  CORFILAC  certifica prodotti dop, nel momento in cui  sospende
  l'attività  e  domani un agricoltore, un allevatore, un  produttore
  porta  cento tonnellate di caciocavallo, di pecorino, di piacentino
  e  non  c'è questo soggetto che certifica io pongo questo problema,
  questo danno.
   Qua stiamo parlando di un rapporto commerciale.
   Io  mi  rendo  conto che non c'è una risposta  però  è  stata  una
  grandissima  fesseria mettere il CORFILAC a bando. Cioè,  che  cosa
  accadrebbe,   vorrei   sapere,  se   si   chiudesse   il   soggetto
  certificatore del parmigiano reggiano? Come ve lo devo ripetere? In
  coreano, in giapponese?
   In Emilia Romagna si consentirebbe di mettere a bando il futuro di
  un soggetto certificatore che certifica il parmigiano reggiano, che
  vende miliardi di euro di prodotto ogni anno?
   Stiamo facendo questo danno
   Non  ci sono fatti personali, esigo una risposta, che qualcuno  mi
  dica:   Guardi,  in  questi  sei mesi  il  parmigiano  reggiano  lo
  certifica  quest'altro  soggetto ,  se  non  c'è  è  danno,   danno
  economico incalcolabile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi si passa all'emendamento  23Rbis.
  Evidenzio  subito che sono stati inseriti tre commi  che  non  sono
  stati trattati nelle Commissioni.

   GRECO GIOVANNI. Allora è inutile che li legge, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   No,  aspetti,  ci  dobbiamo  intendere,   siamo   un
  Parlamento  e  dobbiamo  trovare un  punto  di  equilibrio.  Ne  do
  lettura:

    7.  Nel  triennio  2016-2018 gli Istituti autonomi  per  le  case
  popolari,  nei limiti delle proprie disponibilità e fermi  restando
  gli  equilibri di bilancio, sono autorizzati nei casi di dichiarata
  inagibilità anche temporanea di alloggi interessati da ordinanze di
  sgombero  coattivo, a corrispondere a titolo di contributo  per  il
  conseguente  disagio abitativo una indennità alloggio nella  misura
  massima di 250 euro mensili per nucleo familiare.
   8.  I  trasferimenti di cui all'articolo 9, comma 1,  della  legge
  regionale   7   maggio  2015,  n.  9  e  successive  modifiche   ed
  interazioni,  ferma  restando la riserva di  cui  all'articolo  27,
  comma  1, della presente legge, sono prioritariamente destinati  al
  mantenimento   della   quota   di   partecipazione   nei   Consorzi
  Universitari.
   9.  Al  fine  di  garantire  la necessaria  assistenza  di  natura
  sociale,  l'Assessorato della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del  lavoro, nell'ambito delle risorse del Fondo politiche  sociali
  di  cui  alla  legge  8  novembre 2000, n.  328,  è  autorizzato  a
  stipulare apposita convenzione con l'Ircs Oasi Maria SS. di  Troina
  Onlus,   per   l'apprestamento  di  specifici   servizi   di   alta
  integrazione socio sanitaria. .

   E'  evidente  che questi tre commi non sono stati  trattati  nelle
  Commissioni  di  merito  e di Bilancio. Per esempio,  sull'Oasi  di
  Troina,  così  mi  ascolta  l'onorevole  Alloro,  ha  spiegato   il
  Presidente  della  Regione  -  ma  lo  spiegherà  lui  non   faccio
  l'interpretazione autentica della bontà dei tre  commi  -  che  noi
  stiamo   autorizzando   l'Assessore   a   prelevare   delle   somme
  dall'articolo  328.  Non  stiamo mettendo altre  somme  rispetto  a
  quello che era precedentemente.
   Capisco  però che poi nascono tantissime altre esigenze. Ci  vuole
  una condivisione di carattere generale. Così come quella illustrata
  dall'onorevole  Cordaro che riguarda il Garante dei  detenuti  che,
  per  altro,  porta  la  firma di tutti i  Capigruppo.  Se  c'è  una
  condivisione,  votiamo complessivamente questo  emendamento.  Tutti
  gli  altri restano assorbiti. Però gradirei che il Presidente della
  Regione  spiegasse il contenuto. Limitatamente a questi  tre  commi
  presentati dal Governo e limitatamente all'emendamento che porta la
  firma  di  tutti i capigruppo, l'Aula, se non c'è parere contrario,
  si può pronunciare.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  iniziamo  dall'Istituto autonomo  case  popolari.  Molto
  frequentemente  per  questioni di danni strutturali,  assistiamo  a
  crolli  di palazzine popolari ormai vecchie, in tutto il territorio
  della Regione, che determinano sfratti.
   Non  c'è  alcuna modalità di intervento perché non  esiste  nessun
  capitolo  di  spesa  specifico  nel bilancio  della  Regione.  Sono
  indigenti? Alcuni lo sono, altri non lo sono, però sono sicuramente
  persone che hanno diritto all'alloggio popolare e, quindi,  non  in
  condizioni economiche eccellenti.
   Nel  momento in cui questi devono andarsi ad affittare,  cioè  non
  solo  pagano il danno, ma anche la beffa, passano da un canone dove
  pagavano  100  euro  al mese, passano a 300, 400,  500  secondo  il
  mercato,  allora, è un intervento,  si autorizza nell'ambito  delle
  risorse dell'Istituto autonomo case popolari

   MILAZZO   GIUSEPPE.    La  legge  stralcio  deve   passare   dalla
  Commissione.

   CROCETTA.  Presidente della Regione. E va beh   Anche  la  Regione
  deve  passare dalla Commissione, cioè voglio dire noi dobbiamo fare
  pagare  alla povera gente le nostre ripicche? Dobbiamo fare  pagare
  alla  povera gente  Perché ditemi chi sono i destinatari  specifici
  di questa norma che è generale e astratta.
   Andiamo   avanti.  Ci  avete  posto  il  problema   dei   consorzi
  universitari che riguardano tutte le province siciliane che  stanno
  fallendo,  ci  avete  posto  insistentemente,  abbiamo  detto   che
  nell'ambito  delle  risorse  destinate  alle  province,  siccome  i
  commissari   si   divertono   a   non   finanziarle,   obblighiamo,
  precisamente  prima sottraendo. Quindi, salvaguardiamo  istituzioni
  che  servono  alle  famiglie della Sicilia, perché  non  ho  capito
  perché  noi dobbiamo fare fallire: il Consorzio di Trapani,  quello
  di  Ragusa, quello di Siracusa, quello di Caltanissetta, quello  di
  Enna.
   Questo  è  il tema. Sono provvedimenti generali che non hanno  una
  destinazione né clientelare né specifica.
   Oasi  di  Troina.  Fino  al  2012,  l'Oasi  di  Troina  aveva  una
  convenzione specifica, dopodiché questa convenzione è scaduta e fra
  un  rinvio e l'altro, fra una cosa e l'altra, loro hanno continuato
  a  fare  i  servizi  e nessuno li ha pagati, perché  non  c'era  la
  convenzione.
   Siccome  c'è la grande discussione generale su chi deve  fare  sta
  convenzione, stiamo stabilendo che la deve fare l'Assessorato  alla
  famiglia,  perché siccome quella cosa  nel 2009-2012 era  stabilita
  con  legge  e stabiliva una compartecipazione fra fondo  sanitario,
  eccetera,, stiamo dicendo, siccome con il decreto Balduzzi,  questo
  non  è più possibile, stiamo dicendo l'autorizza l'Assessorato alla
  famiglia e tranquillizziamo che cosa? Un Ente, quello dell'oasi  di
  Troina  che fa ricerca sulle malattie rare, che accoglie i disabili
  di  tutte  le regioni per un servizio che nel territorio  regionale
  non assicura nessuno.
   Niente  clientele  e,  per  giunta, non  stiamo  mettendo  neppure
  vincoli  di  risorse finanziarie, perché questo  è  il  tema  della
  convenzione  che  va  stabilito  sulla  base  della  congruità  dei
  progetti, come prevede la legge.
   Quindi,  niente concessioni a nessuno, ma soltanto la  possibilità
  di  risolvere  alcune  questioni generali  che  ci  stanno  creando
  problemi.
   Abbiamo diverse centinaia di famiglie sfrattate in Sicilia che non
  sanno  dove  andare, abbiamo case popolari, crollate,  pericolanti.
  Allora, l'Istituto autonomo case popolari, vuole risolverli  questi
  problemi? Questo è il tema.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  ricordo  che,  nel  2013,  occupandoci  della
  finanziaria di quell'esercizio, sottolineammo l'esigenza  di  porre
  fine  a  questo  spettacolo indecoroso ed indegno che,  ogni  anno,
  offriamo alla comunità siciliana.
   Questo  Parlamento ha fatto un bel lavoro sulla legge di stabilità
  e sul bilancio, merito della Commissione e merito di tutti i Gruppi
  parlamentari e mi dolgo del fatto che, per una lieve indisposizione
  fisica, una fastidiosa influenza, non ho potuto, come avrei voluto,
  partecipare per intero a questa sessione e, però, come ricorderà il
  Governo,  non certo il Presidente della Regione che, non conoscendo
  il galateo istituzionale, anche questa volta è assente

   CROCETTA, presidente della Regione. Sono in Aula

   PRESIDENTE. E' in Aula.

   MUSUMECI.  E' assente dal banco del Presidente della Regione;  non
  mi interessa se va in Aula, è assente  C'è un galateo istituzionale
  e chiedere a Crocetta di rispettare il galateo istituzionale è come
  chiedere  ad  un  musulmano  di essere battezzato  alla  fonte  del
  Battista.
   E' indecoroso
   Avevo chiesto al Governo, nel 2013, di porre fine a questo indegno
  spettacolo della tabella  H , comunque la si voglia chiamare, è uno
  spettacolo indecoroso.
   Tutti  i  90 Deputati riceviamo sollecitazioni e segnalazioni  dal
  territorio, alcune lecite, alcune un po' meno, però, davanti a Dio,
  io  credo  che nessuno, qui, possa smentirmi se dico che, a  questa
  quarta finanziaria, non mi sono mai permesso, come nelle precedenti
  finanziarie, di segnalare una sola esigenza perché non contesto  il
  merito, contesto il metodo.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, nel 2013 noi  lanciammo  l'idea
  che  il Parlamento avrebbe dovuto votare un solo capitolo destinato
  alle  risorse  finanziarie  per il sostegno  agli  Enti  culturali,
  sociali,  di  Pubblica istruzione, turistici e sportivi  e  sarebbe
  stata  competenza del Governo, perché materia di gestione, decidere
  come assegnare quelle risorse.
   Detto  da  un Deputato dell'opposizione poteva sembrare,  persino,
  paradossale  ma  siamo stati educati al culto delle  istituzioni  e
  quella   proposta  aveva  un  valore  politico  che,  soltanto   la
  insensibilità  di  questo Governo, poteva non  cogliere  e,  ancora
  oggi, siamo allo spettacolo del mercato delle vacche grasse.
   Per questa ragione, signor Presidente, io ritengo e ribadisco che,
  almeno   l'ultima   finanziaria,  quella   dell'anno   prossimo   -
  naturalmente  io mi auguro sia questa l'ultima finanziaria  ma,  se
  dovessimo  rispettare  la  viltà del  calendario,  questa  dovrebbe
  essere  la  penultima - che l'ultima finanziaria possa, finalmente,
  assegnare  al  Governo  il compito di decidere  con  quali  criteri
  assegnare  le risorse che questo Parlamento determina  in  un  solo
  capitolo.
   Quanto all'intervento del presidente Crocetta di alcuni minuti fa,
  a  proposito dell'emendamento 23R bis per il punto 7, relativo agli
  Istituti Autonomi per le Case Popolari, mi permetto di fare  alcune
  osservazioni.
   Gli  Istituti  Case  Popolari,  Presidente  Crocetta,  fatte  rare
  eccezioni,  sono delle bettole di mala amministrazione  e  qualcuna
  anche  di  malaffare. So quello che dico alla luce dell'istruttoria
  che  la  Commissione  Antimafia ha condotto e  che  si  avvia  alla
  redazione della relazione conclusiva.
   Gli  Istituti Case Popolari vanno chiusi al più presto  possibile,
  vanno  chiusi  perché  da  anni vengono  meno  alle  loro  funzioni
  istituzionali, vanno chiusi perchè sono centri di clientela,  vanno
  chiusi  perché  non rispettano i bilanci e molti non hanno  neppure
  redatto  i  bilanci consuntivi, vanno chiusi perché da anni  alcuni
  non  pubblicano più un bando per creare nuovi alloggi, vanno chiusi
  perché sono diventati soltanto meri  stipendifici . Il personale va
  recuperato   perché  possiede  molte  competenze  e  va   aggregato
  all'assessorato delle infrastrutture.
   La  vicenda  dell'emergenza abitativa in Sicilia è  troppo  grave,
  presidente  Crocetta, per essere licenziata con un emendamento  del
  genere.  Il  problema qui non è di disconoscere o  riconoscere  250
  euro mensili alle famiglie costrette a lasciare l'immobile che  sta
  crollando  addosso perché l'alloggio di riparazione non può  essere
  trovato  con  250  euro al mese, a meno che  non  si  pensi  ad  un
  tugurio. Quindi, il rimedio rischia di apparire peggiore del male.
   Ma  io credo che per potere votare questo emendamento, almeno  per
  quanto  riguarda me ed il mio Gruppo, ho il dovere di porle  alcune
  domande.  Lei  ritiene che la riforma degli IACP in  Sicilia  possa
  essere portata in Aula in tempi ragionevoli, entro sessanta giorni,
  magari  con  la  costituzione  di  un'Agenzia,  cancellando  quella
  proposta  che  il  precedente Governo, il terzo  Governo  Crocetta,
  aveva  pensato  di portare in Aula e venne bocciato  diligentemente
  già all'interno della Giunta.
   Secondo, non possiamo non porre un vincolo. Lei non sa, Presidente
  Crocetta,  che  in  Sicilia 2.800 alloggi  di  case  popolari  sono
  gestiti dal racket, il quale pretende di potere decidere chi entra,
  chi esce e chi subentra.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                                Congedo
                  (Presidenza del Vicepresidente LUPO)


   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Assenza  ha chiesto  congedo
   MUSUMECI.  Lei  non sa, Presidente Crocetta, che in Sicilia  quasi
  per la seduta odierna.
  tre mila alloggi degli IACP sono occupati da famiglie che non hanno

  alcun  titolo per farlo e che nessuna autorità costituita si è  mai
   L'Assemblea ne prende atto.
  permessa di tentarne lo sgombero.

   Abbiamo  il  dovere di dire che fra queste famiglie abusive  molte
  sono realmente bisognose ma se noi premiamo chi ha ritenuto con  la
  forza  e  con la furbizia di violare la legge cinque, otto,  dieci,
  vent'anni  fa, occupando notte tempo un immobile, quale contrappeso
  diamo  alle  40 mila famiglie di persone perbene che in Sicilia  da
  dieci,  vent'anni aspettano di vedersi assegnato un alloggio  dalle
  graduatorie regolarmente elaborate e pubblicate?
   Cosa  fa  il Governo della legalità? Il Governo della rivoluzione?
  Il Governo Crocetta?
   Ecco,  io  avevo  il dovere, signor Presidente della  Regione,  di
  porre  questo  problema, che è un dramma sociale  perché  mi  rendo
  conto che non si può far finta di non capire davanti a famiglie che
  non  riescono  più  a  potere dormire con sicurezza,  col  pericolo
  concreto che l'intonaco del solaio possa crollare addosso.
   Ma quale segnale esce fuori da quest'Aula stasera?
   Se  noi  non poniamo un freno, se noi non impegniamo il Governo  e
  quindi   l'Aula  a  riformare  questo  settore,  se  noi  rimaniamo
  insensibili  di  fronte  all'esigenza  di  decine  di  migliaia  di
  famiglie  che  in  Sicilia  vivono nei tuguri  in  una  promiscuità
  disarmante  e  che  da  decenni aspettano che venga  pubblicato  il
  bando.
   E  allora,  il  problema  di  questo  emendamento  va  affrontato,
  accompagnato naturalmente da un altro perentorio impegno  da  parte
  del Governo.
   Si  diano risposte alle domande che io mi sono in estrema  sintesi
  permesso  di  porre a questo Governo e a questa Aula e le  assicuro
  che, per quanto ci riguarda, per quanto riguarda il mio Gruppo,  il
  voto  favorevole a questo emendamento certamente non  mancherà,  ma
  pensare di proporre questa soluzione facendo finta di non conoscere
  il  dramma  e  il contesto che accompagna l'emergenza abitativa  in
  Sicilia  è  la  fallimentare gestione degli Istituti autonomi  case
  popolari, significa davvero essere irresponsabili.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione.  Ne
  ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, io non entro nel merito del fair play istituzionale,  dei
  musulmani,  eccetera, perché non mi pare che il  Governo  si  possa
  inserire.
   Il  Governo ha l'obbligo di stare in Aula, non il Presidente della
  Regione,  io  fra  l'altro lo ero ed ero  proprio  per  cercare  di
  risolvere   alcune   questioni  -  mentre  ascoltavo   attentamente
  l'onorevole  Musumeci  - legate proprio alle vicende  che  potevano
  nascere in questi articoli.
   Per  quanto  riguarda  questo emendamento,  non  vuole  servire  a
  risolvere  l'emergenza abitativa, perché non è tale, né  ha  questa
  pretesa.
   Noi,  ogni anno, siamo costretti a fare la legge finanziaria,  una
  volta  per Ribera, un'altra volta per altro, articoli specifici  di
  finanziamento di situazione di dare integrazione a sfrattati spesso
  per  la responsabilità dell'Istituto autonomo case popolari che  ha
  costruito case senza criteri e li paga la Regione o i Comuni.
   In  questo caso stiamo dicendo all'ente che ha fatto il  danno  di
  intervenire  sulla  differenza che ci  può  essere  tra  il  canone
  abitativo  normale  che si deve pagare comunque  all'Istituto  case
  popolari  e  un  ragionevole prezzo di mercato  su  case  popolari;
  perché  uno paga 150 euro al mese più 250 sono 400 e non credo  che
  il  prezzo medio in Sicilia di un alloggio simile a quello  di  una
  casa popolare.

   MUSUMECI.  Il problema generale casa

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Per  il  problema  generale
   casa   noi abbiamo sulla riforma abbiamo già presentato  da  tempo
  una  legge sulla scorsa finanziaria che riguarda la questione della
  sistemazione   dell'alloggio   popolare.   Riguardo   all'emergenza
  abitativa,  mi  pare  che abbiamo presentato  una  proposta  dentro
  questa legge che parla dell'inclusione sociale e in quella ci  sono
  gli  interventi specifici, quindi alcune cose le abbiamo  fatte  in
  questa,  altre cose verranno fatte ed io chiedo che si  metta  quel
  disegno  di  legge di riforma dell'Istituto autonomo case  popolari
  immediatamente in discussione nella specifica Commissione.
   Il  Governo  già la sua parte l'ha fatta. Non c'è, quindi,  nessun
  motivo per cui ci si possa opporre a questa norma di buon senso che
  penalizza le vittime dell'Istituto autonomo case popolari.
   Per  il resto, le assicuro, ma questo come vicenda personale,  che
  quando  ero sindaco di Gela, coloro che occupavano abusivamente  le
  case, io li ho sfrattati e quando ho costruito 200 alloggi popolari
  che  stavano  per  essere  occupati, ho mandato  preventivamente  i
  vigili  urbani e la vigilanza ed il primo che ha occupato  la  casa
  l'ho sfrattato.
   Le  assicuro che nell'anno in cui è stata fatta questa operazione,
  per  l'esattezza anno 2008, mentre in Sicilia non si assegnava  una
  sola  casa  popolare perché da Palermo a Ragusa a Trapani  venivano
  tutte  occupate abusivamente, il mio comune è stato l'unico  comune
  che ha affidato le case ai legittimi assegnatari.
   La pongo, quindi, a coloro che sono stati amministratori, per quel
  che mi riguarda non so se Ragusa, perché l'onorevole Di Pasquale si
  potrà  risentire  ed io le chiedo scusa, però le prove  che  li  ho
  sfrattati le ho, ho gli articoli di stampa.
   Non  solo,  ma  da  quell'elenco originario che  il  comune  aveva
  stipulato,  mi  sono permesso di escludere coloro che  erano  stati
  condannati per estorsione e fatti di mafia, coloro che erano  stati
  condannati per spaccio di sostanze stupefacenti, coloro  che  erano
  stati  condannati per pedofilia sulla base del fatto che  avevo  un
  obbligo  sociale  di   non  tenere in  un  quartiere  elementi  che
  potevano  mettere turbativa all'ordine pubblico.  Sono  andato  ben
  oltre  e ho dimostrato di sapere agire. Non sono competenze nostre,
  della regione, gli sfratti, noi abbiamo il dovere di fare una buona
  legge, l'abbiamo presentata, questo Parlamento proceda.

   GRASSO. Non è una buona legge

   CROCETTA, presidente della Regione. Non c'entra niente  se  è  una
  buona  legge   Il  problema  è  che  volete  leggi  specifiche   di
  finanziamento.Qui  stiamo creando lo strumento che  agisce  per  il
  futuro  dando all'Ente che è responsabile degli sfratti  e  che  ha
  costruito male l'onere di pagare e non scaricandola sui comuni.


   1132/A e 1133-1155/A


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




                  Presidenza del presidente ARDIZZONE
    Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.

                         1132/A e 1133-1155/A.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Zito.  Ne   ha

  facoltà.
   CORDARO.  Chiedo  spiegazioni all'assessore Baccei  perché  voglio

  capire  e  non mi importa se la maggioranza litiga al suo  interno.
   ZITO.  Signor  Presidente, intervengo  perché  questo  comma  7  è
  Prima di votare vorrei capire questo emendamento.
  abbastanza  curioso  nel  senso che può  essere  interessante,  può

  essere  un  modo  per  risolvere temporaneamente  un  problema  ma,
   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
  purtroppo,  in Sicilia sappiamo che i problemi non si risolvono  ma

  si continuano a creare e mi spiego meglio.
   GRECO Giovanni. Stiamo votando.
   In  Commissione Antimafia, abbiamo avuto l'onorevole Musumeci  che

  ha  acceso  i  riflettori anche sul discorso  degli  IACP,  i  vari
   PRESIDENTE. Assessore Baccei, non intervenga.
  dirigenti sono venuti a dirci che ci sono circa 200 milioni di euro

  non  spesi per quanto riguarda gli IACP, quindi potremmo  fare  noi
  alloggi, potremmo ristrutturare quelli che già ci sono, quelli  che
  sono  inagibili, a Siracusa ce ne sono alcuni, in  alcuni  casi  ci
  sono stati gli abitanti di questi palazzi che ci hanno segnalato le
  condizioni   fatiscenti  in  cui  sono  gli  stessi,   ma   nessuno
  interviene.
   Fatto  così questo emendamento è molto pericoloso perché non  dice
  quanto  alloggi  ci  sono,  per quante spese  e  siccome  parla  di
  dichiarazione  di inagibilità, basta l'intervento  dei  vigili  del
  fuoco  che  lo dichiarano inagibile e la metà del patrimonio  degli
  IACP può essere dichiarato inagibile.
   Non è questo il modo di risolvere il problema. E' spendere i soldi
  che ci sono nelle casse regionali, quindi i 200 milioni di euro per
  cominciare  ad  intervenire  perché  altrimenti  creiamo  un  altro
  problema  che  non  riusciamo a risolvere  perché  appena  facciamo
  uscire   quelle   persone  da  dentro  quelli  alloggi   che   sono
  pericolanti,  l'indomani  ce  ne sono  altri  che  occupano  quelli
  edifici, sicuramente perché non fa riferimento a nulla.
   Quindi se vogliamo risolvere i problemi bene, altrimenti niente.
   Per  quanto riguarda l'articolo 9, che riguarda l'Oasi di  Troina,
  noi  l'abbiamo sentito in Commissione Sanità, ovviamente  fanno  un
  lavoro meritorio, però non capisco perché la convenzione, che è  un
  atto amministrativo, deve passare per legge perché questa cosa  non
  è chiara.

   PRESIDENTE.  Sì,  però  su questi tre emendamenti  era  importante
  capire se l'Aula era d'accordo a lasciarli o no.

   SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, io volevo alcuni chiarimenti, soprattutto  dove
  si parla che sono abrogati i commi 8 ter, 8 quinques.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, vorrei spiegare l'emendamento 23 R bis.
   E'  un  emendamento aggiuntivo rispetto al comma 1, dove  ci  sono
  tutti  gli  enti  e  gli  importi dei  bandi  che  non  sono  stati
  stralciati,  più ci sono 3.140 milioni per le scuole paritarie.  In
  aggiunta a questo c'è la tabella con i numeri, dove ci sono i  vari
  istituti dei ciechi, i sordomuti e Frisone, anche questi vanno  con
  finanziamento specifico. Dopodiché, noi abbiamo le somme relative a
  quegli  enti che non erano stati finanziati l'anno scorso e  quindi
  che  vanno  inserite in quella somma che andava già a bando  l'anno
  scorso, che è uscita dalla Commissione Bilancio con quattro milioni
  e mezzo, se vi ricordate; le somme che erano state destinate a enti
  non  finanziati  l'anno scorso, valevano 2.495  milioni,  a  questi
  2.495  milioni dobbiamo togliere 600 mila euro che sono stati  dati
  per copertura in Commissione Bilancio e alle scuole paritarie 3.140
  milioni per cui li dobbiamo togliere e abbiamo quindi la differenza
  che  si  va  a  giungere 4 milioni e mezzo per un totale  di  6.335
  milioni.
   Questo importo di 6.335 milioni viene diviso sugli assessorati  in
  base  alle  quote di ripartizione che sono state utilizzate  l'anno
  scorso per andare a ripartire 6 milioni e mezzo che sono stati dati
  a   bando,   le   stesse  quote  dell'anno  scorso  senza   nessuna
  discrezionalità, che se volete, ve le dico: sono il  17  per  cento
  all'agricoltura,  il  31 per cento alla famiglia,  l'11  per  cento
  all'istruzione, il 30 per cento ai beni culturali, il 5  per  cento
  al turismo e il 6 per cento alla sanità.
   Poi,   abbiamo  preso  gli  enti  che  invece  sono  usciti  dalla
  Commissione  Bilancio, che non sono né al  comma  1  né  in  questa
  tabella dove ci sono ciechi, sordomuti e Frisone, e li siamo andati
  a  collocare negli assessorati di interesse per gli importi  usciti
  dalla Commissione Bilancio.
   Per  cui, Fondazione Whitaker che aveva 400 mila euro va sui  beni
  culturali, il Brass Group 240 mila euro sul turismo, il CERISDI 280
  mila  euro  sull'istruzione, quello che era  stato  denominato  CUS
  Catania  per 30 mila euro va sull'istruzione, il Polo Universitario
  di Enna 1574 sull'istruzione.
   Quindi,  la somma che vi trovate qui sugli assessorati è la  somma
  di  questi valori che erano usciti su questi enti dalla Commissione
  Bilancio  più  la  ripartizione  dei  6  milioni  335  secondo   le
  percentuali date l'anno scorso che vi ho letto prima.
   Questo  porta a questi importi che trovate per assessorato  e  che
  andranno a bando.
   Quindi,  ripeto, sono tre pezzi di fatto. Il primo pezzo il  comma
  1,  il  secondo pezzo sono i ciechi, sordomuti e Frisone, il  terzo
  pezzo è le somme per assessorato,  che andranno a bando, formate da
  due  parti la parte assegnata già a bando, come l'anno scorso,  più
  la  somma  degli enti a cui era stato dato un valore in Commissione
  Bilancio che erano stati finanziati anche l'anno scorso.
   Mi sembra che sia stato fatto un criterio oggettivo per cui non  è
  stata  usata nessuna discrezionalità per cui questo è quello che  è
  emerso  anche dalle indicazioni date correttamente dalla Presidenza
  dell'Assemblea e che noi abbiamo seguito.

   LENTINI. Le scuole paritarie?

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Le scuole paritarie  sono  nel
  comma  1  per  3  milioni 140 così come è uscito dalla  Commissione
  Bilancio.

   LENTINI. E quelle dell'infanzia?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Non è uscito dalla  Commissione
  Bilancio.  Qui abbiamo ripreso gli importi usciti dalla Commissione
  Bilancio  senza  usare  nessuna  variazione  e  nessuna  forma   di
  discrezionalità.
   Spiego gli altri commi.
   Il primo va di fatto a fare rientrare nel bando tutti gli enti che
  vi dicevo prima. Quindi Brass Group, Whitaker, etc.
   Il  secondo comma è di fatto l'assegnazione agli assessorati delle
  somme fatte come prima.
   Il terzo comma è il finanziamento specifico degli enti di cui alla
  tabella.
   Il  quarto  comma vincola l'assegnazione delle somme  ai  consorzi
  universitari ad una revisione da fare con le Università perché come
  vi  ho spiegato in apertura di questa sessione sulla finanziaria la
  sensazione  è  che le Università trattengono somme  che  potrebbero
  andare  ai consorzi universitari costringendo la Regione a  versare
  ulteriori somme.
   Insieme  all'assessore  Marziano,  allora,  stiamo  convocando   i
  Rettori  delle  tre  Università  per  rivedere  sia  le  forme   di
  governance - è il caso che l'Università entri o non entri - che  le
  logiche di assegnazione dei contributi ai consorzi ma, soprattutto,
  i rapporti economico-finanziari tra Università e i consorzi.
   Avendo capito questo procederemo con l'assegnazione delle somme ai
  liberi consorzi.
   Non stiamo parlando tra tre mesi perché già la settimana prossima,
  se  l'assessore  Marziano  ha l'ok dai Rettori,  li  incontriamo  e
  liberiamo queste somme. Però vogliamo vederci un pochino più chiaro
  per cercare da un lato di liberare più risorse per i consorzi senza
  gravare  sulla Regione ma semplicemente andando a dare ai  consorzi
  somme  che  arrivano  dalle  rette e dai  contributi  al  Ministero
  dell'Università e della ricerca. Niente di più e niente di meno che
  capire  con  loro  anche una disposizione, come diceva  l'onorevole
  Fontana in un intervento nei giorni scorsi, se c'è una modalità  di
  distribuzione più razionale dei corsi sul territorio.
   I  commi 5 e 6 sono una tutela per la Regione: il 5, in specifico,
  per  Frisone,  il  6  per tutti che i contributi  sono  nei  limiti
  dell'assegnazione prevista; quindi se 10 anni fa  davamo  200  mila
  euro  ed ora ne diamo 150 mila, la nostra obbligazione è sui 150  e
  non su quello che davamo 10 anni fa. Questo per tutelare la Regione
  ed  il  bilancio della Regione. Il 7, 8 e 9 sono quelli che abbiamo
  appena visto.

   PRESIDENTE. Comunico gli iscritti a parlare in modo da contenere i
  singoli  interventi:  Di  Giacinto,  Figuccia,  Di  Mauro,   Cascio
  Salvatore, Fazio, Rinaldi, Ciancio.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,
  faccio  la premessa che, per quanto mi riguarda, sia io che il  mio
  Gruppo  voteremo  questo emendamento del Governo  però,  Presidente
  Ardizzone,  volevo  porre una questione di principio,  perché  oggi
  siccome  la  finanziaria è stata fatta tutta sui principi,  io  non
  capisco  perché  questo  emendamento è  stato  ammesso  e,  siccome
  parliamo  di  sociale,  parliamo di assistenzialismo,  parliamo  di
  tutto  quello che volete, e quindi mi va bene che lo votiamo perché
  risolviamo dei problemi seri a chi ha l'alloggio popolare, a Troina
  e quant'altro, però non capisco quando abbiamo parlato di sviluppo,
  e lei sa a che cosa mi riferisco, mi rivolgo alla fase di start up,
  a  dare  la  possibilità di rendicontare le  spese  comunitarie,  a
  quelle  imprese  che  rischiano  di  fallire.  Delle  imprese   che
  rischiano di fallire ce ne freghiamo e ce ne freghiamo anche  della
  possibilità che in questa terra si possa fare sviluppo.
   Allora,  signor Presidente, io la invito a mettere al voto  questo
  emendamento.  Per  quanto mi riguarda soltanto questo  emendamento,
  perché ci saranno ora decine di subemendamenti all'emendamento, per
  cui  io  le  comunico  che sono disponibile a  votare  solo  questo
  emendamento.  Dopodiché, per quanto mi riguarda,  quale  capogruppo
  non sono disponibile a fare ammettere altri subemendamenti.

   PRESIDENTE. Dobbiamo intenderci, Presidente Crocetta. C'è stato un
  intervento  dell'onorevole Di Giacinto perché,  dal  suo  punto  di
  vista, è legittimo.
   Ormai mi faccio carico di tutto
   Di  fatto  avevo invitato il Governo a non presentare  emendamenti
  che   non   erano  passati  dalle  Commissioni  e   non   si   può,
  obiettivamente,  scaricare sempre sulla Presidenza.  Avevo  chiesto
  questa  cortesia.  Vi invito a ritirare tre emendamenti,  tutti  ne
  parlano  e  tutti mettono il punto che, comunque, questa Presidenza
  avrebbe quasi abusato e non è assolutamente corretto.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'Aula è liberissima di bocciare tutti  gli  emendamenti
  che  vuole. Il Governo ha la facoltà di presentare, fino all'ultimo
  momento, emendamenti di riscrittura anche se non sono passati dalle
  Commissioni di merito. L'Assemblea ha la facoltà di bocciarli.  Non
  ho  capito  perché  io  debbo fare fallire i consorzi  universitari
  della  Sicilia perché non ho stabilito delle riserve a loro favore.
  Non  ho  capito  perché devo prendermela con i  poveri  Cristi  che
  l'hanno  votato, ognuno si assume le proprie responsabilità  perché
  dietro la forma c'è il contenuto e se la politica perde di vista il
  contenuto non è più politica.

   SAMMARTINO. Ma cosa sta dicendo

   PRESIDENTE. Onorevole Sammartino lei interviene sempre per mettere
  un  po'  di  pace. Ormai questo è il suo ruolo. Questo  lo  abbiamo
  compreso tutti  Allora, presidente Crocetta, mi dispiace  ma  io  i
  tre commi

   MUSUMECI. Un mese fa si poteva presentare.

   PRESIDENTE.   Presidente Crocetta, alla luce degli interventi  che
  ci  sono  stati,  mi dispiace i 3 commi, se vogliamo  approvare  la
  finanziaria,  perché  mentre  si discute,  i  singoli  parlamentari
  correttamente mi pongono problemi procedurali. Mi dispiace, ma devo
  stralciare  i  3  commi che vanno in uno con il  disegno  di  legge
  stralcio,  così  come  ha  evidenziato, ha dato  la  disponibilità,
  peraltro sono gran parte di pertinenza
   Già   da   domani,   approvata  la  finanziaria,  le   Commissioni
  lavoreranno  sulle leggi stralcio. Mi dispiace, ma non  posso  fare
  diversamente perché non si può imputare a questa Presidenza
   Allora,  i  commi 7, 8 e 9 sono stralciati e vanno al  disegno  di
  legge stralcio insieme all'articolo che è stato bocciato.

   FONTANA. Non c'è motivo di stralciare questi commi

   PRESIDENTE.  Onorevole Fontana, ma lei sente  i  discorsi,  oppure
  s'innamora  della  sua  tesi,  mi  scusi   Dobbiamo  approvare   la
  finanziaria  o  no?  Allora, vanno al disegno  di  legge  stralcio,
  perché se c'è una questione corretta sulle start up, io non lo  sto
  facendo   per   quello  che  ha  detto  l'onorevole  Di   Giacinto,
  correttamente, abbiamo accelerato nelle Commissioni, hanno espresso
  i  pareri  e, alla fine, mi arrivano altri emendamenti di  tutti  i
  gruppi  parlamentari  che mi stanno arrivando  in  questo  momento,
  appellandosi tutti agli emendamenti presentati dal Governo.
   Basta  ora   Approviamo  questa benedetta finanziaria  che  troppo
  abbiamo   discusso   su  questo  articolo  23,  inutilmente    Sono
  stralciati.  Sono  costretto  a contingentare  i  tempi  da  questo
  momento.  Onorevoli,  vi prego di ritirare anche  la  richiesta  di
  intervento.  Siete  intervenuti, la gran parte,  sull'articolo  23;
  siete intervenuti tutti. Non ha più senso questo dibattito. Non  ha
  più senso

                          (Subbuglio in Aula)

   FONTANA. Mettiamo ai voti  lo stralcio.

   PRESIDENTE. Non le ho dato la parola, onorevole Fontana. Non le ho
  dato la parola
   Il  Governo mi ha preannunciato un subemendamento che dice:   sono
  abrogati i commi 8 ter, 8 quinques. Però, scriviamolo cortesemente.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  semplificare
  la  votazione,  anziché presentare emendamenti abrogativi, possiamo
  votare per parti separate questo emendamento di riscrittura, il  23
  R?

   PRESIDENTE.  No,  perché  è  aggiuntivo  ed  ha  una  sua  logica;
  onorevole Ciancio, non lo posso fare.
   Andiamo al voto.

                           (Brusio in aula)

   Non  si  può andare avanti così, ho dieci richieste di intervento.
  Onorevole Fazio, lei è intervenuto, cortesemente. Non si vuole fare
  approvare  la  finanziaria. L'Assemblea si è bloccata sull'articolo
  23. Ma stiamo scherzando
   Sto aspettando il subemendamento del Governo.
   Onorevole Sudano, la riscrittura è una, cioè il 23 R bis, senza  i
  commi 7, 8 e 9.
   Mi  date  questo subemendamento del Governo? Gradirei che  ora  il
  Governo seguisse i lavori.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 23  R
  bis 12 con cui si intende abrogare i commi  8 ter  e 8 quinquies'.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura  23  R
  bis12.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Comunico che è stato presentato dall'onorevole Foti e da tutto  il
  Movimento Cinque Stelle,  l'emendamento di riscrittura 23 R bis  7,
  che sostituisce il comma 2 dell'emendamento 23 R.
   Il parere del Governo?

   CROCETTA,   presidente   della   Regione.   Non   abbiamo   questo
  emendamento, Presidente.

   PRESIDENTE.  Invito  gli  assistenti  parlamentari  a  distribuire
  l'emendamento.
   Presidente Crocetta, non si allontani. Non è più possibile, così

   CROCETTA, presidente della Regione. Le cose legittime del  Governo
  non vengono mai considerate

   PRESIDENTE.  Stanno  presentando centomila subemendamenti,  non  è
  possibile

                          (Subbuglio in Aula)

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Basta ora  Ci sono solo due emendamenti  che  possono
  essere  trattati,  uno a firma degli onorevoli Falcone  e  Milazzo,
  l'altro a firma dell'onorevole Foti.
   Li  diamo al Governo affinché li esamini e possa esprimere parere.
  Sono  gli  emendamenti 23 R bis 7 e 23 R bis 5.  C'è  l'emendamento
  Cordaro, che porta la firma di tutti, che è aggiuntivo, ancora.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Avevo chiesto di parlare prima io, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Basta, onorevole Cimino. Non è neanche educato  quello
  che  sta  succedendo.  State intralciando i  lavori.  Questa  è  la
  realtà
   Ho dato la parola all'onorevole Di Mauro. Basta

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Baccei,
  premetto  che noi, come Gruppo parlamentare, non abbiamo presentato
  alcun  emendamento. Vorrei però avere contezza di quello che stiamo
  facendo.  Noi, in Aula, abbiamo approvato il comma 1 per un  valore
  di  14  milioni 300 mila euro. E' la sommatoria delle leggi  con  i
  relativi contributi assegnati direttamente a vari soggetti. Abbiamo
  un totale di 14 milioni 300 mila euro.

   BACCEI, assessore per l'economia. Sono aggiunti 3 milioni 140 mila
  alla tabella, quindi sono più di 14 milioni.

   DI  MAURO.  Poi abbiamo un emendamento del Governo  che  cita  una
  serie di leggi che fanno riferimento a determinati soggetti

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.14, è ripresa alle ore 20.16)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito cortesemente a  prendete
  posto, non si riesce più a seguire.
   Invito  i  parlamentari  a non avvicinarsi  a  questa  Presidenza.
  Invito gli assistenti a limitare l'accesso alla Presidenza.
   Invito  i  parlamentari a non avvicinarsi ai banchi  del  Governo,
  perché il Governo deve esprimere il parere con la massima calma.
   Si  riprende  l'esame dell'emendamento 23 R bis 7, a  firma  degli
  onorevoli Foti, Ciaccio e Ciancio. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.45
   GRECO  Giovanni. Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per

  scrutinio segreto.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di

  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
  dell'emendamento A4.45.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
     Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 23 R bis 7.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il

  pulsante bianco.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
   Dichiaro aperta la votazione.
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento 23 R bis 7.
                      (Si procede alla votazione)
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
   Dichiaro chiusa la votazione.
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.
                       Risultato della votazione


                      (Si procede alla votazione)
    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio

  segreto:
   Dichiaro chiusa la votazione.


   Presenti           64
                       Risultato della votazione
   Votanti            63

   Maggioranza        32
   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   Favorevoli         39
  segreto:
   Contrari           24

   Astenuti            0
   Presenti           72

   Votanti            72
                            (E' approvato)
   Maggioranza        37

   Favorevoli         40
   Si passa all'Amministrazione infrastrutture e mobilità.
   Contrari           32
   Si  passa all'emendamento A4.46, a firma degli onorevoli Greco  G.
   Astenuti            0
  ed altri.


                            (E' approvato)
   GRECO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.


    Onorevoli  colleghi, non c'è più la ripartizione  in  percentuale,
   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.  Gli  emendamenti  A4.47,
  va tutto in un fondo unico.
  A4.48,  A4.49  e A4.50, a firma degli onorevoli Assenza  ed  altri,
   Si passa all'emendamento 23 R bis. Lo dichiaro assorbito.
  sono dichiarati improponibili.
   Onorevoli colleghi, è stato presentato l'emendamento 23 R bis 3, a
   Si  passa all'emendamento A4.51, a firma degli onorevoli Greco  G.
  firma di tutti i Capigruppo. Si tratta dell'istituzione del garante
  ed altri.
  dei detenuti.
    Il parere del Governo?
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è

  contrario si alzi.
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.


                            (E' approvato)
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?


   E'  stato  presentato da parte del Governo un piccolo  emendamento
   DIPASQUALE,   vicepresidente  della   Commissione.   Contrario   a
  tecnico.
  maggioranza.


   CIANCIO. Chiedo di parlare.
    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi

  è contrario resti seduto.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


                           (Non è approvato)
   CIANCIO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  vorrei

  rassicurare  i  colleghi che, poi, le soluzioni più  semplici  sono
   Si  passa  agli emendamenti A4.52, A4.53, A4.54 e A4.55,  a  firma
  quelle che richiedono giorni di discussione. Abbiamo esclusivamente
  degli onorevoli Assenza ed altri sono dichiarati improponibili,  ed
  cambiato  il comma 2 che era pericolosissimo, così scritto,  perché
  anche  gli emendamenti A4.56 e A4.57, a firma degli onorevoli  Zito
  toglieva  la  trasparenza dei bandi, rimangono le  tabelle,  rimane
  ed altri. L'Assemblea ne prende atto.
  tutto  ciò  che  è  previsto al comma 3 ed  i  seguenti  commi,  ad
   Si  passa  all' Amministrazione Istruzione e formazione. Si  passa
  eccezione di quelli stralciati dalla Presidenza. Quindi, quello che
  all'emendamento  A4.58, a firma degli onorevoli Greco  Giovanni  ed
  si è modificato mettendo tutto all'articolo 128 è esclusivamente la
  altri
  prima pagina dell'emendamento.
    Il parere del Governo?


   PRESIDENTE.  Ritorniamo all'emendamento tecnico del Governo  23  R
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  bis 14, che recita: «E' eliminato l'intervento relativo al capitolo
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  215734».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.
  contrario si alzi.


   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
                            (E' approvato)
  segreto.


   Gli  altri  emendamenti  sono  assorbiti  o  non  hanno  copertura
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
  finanziaria.


   LENTINI. Come si fa a votare un emendamento senza averlo?

   PRESIDENTE.  Non è regolare, vi invito a prendere  posto.  Abbiamo
  approvato l'emendamento tecnico del Governo che elimina un capitolo
  per un fatto tecnico.
   Comunico  che è stato presentato un subemendamento, a firma  degli
  onorevoli  Clemente, Cordaro e Lentini che prevede uno  spostamento
  da Istituto per ciechi Palermo e Catania con la copertura sul fondo
  globale.
   C'è  un incremento di 200.000 euro, prelevandolo dal fondo globale
  per l'Istituto Florio Palermo-Catania.
   Vi dovete allontanare dai banchi del Governo.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Sui fondi globali ci sono solo i
  soldi per Vulcano, in questo momento.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Pongo  in votazione l'emendamento 23 bis, come modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  ai soppressivi dei commi dell'articolo 23,  a  seguire.
  Diamo  per  scontato  che  sono ritirati l'emendamento  23.3  degli
  onorevoli  Di Mauro ed altri; il 23.14 degli onorevoli  Cordaro  ed
  altri;  il  23.33 dell'onorevole Anselmo; il 23.4, il  23.5  ed  il
  23.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
   L'emendamento 23.37 degli onorevoli Anselmo ed altri è assorbito.
   Pongo  in  votazione l'articolo 23, così come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora,  onorevoli  colleghi,  la  finanziaria  sostanzialmente  è
  approvata.  Se  prendete  posto approviamo  i  cinque  articoli  di
  carattere tecnico e poi sospendiamo in modo che le dichiarazioni di
  voto,  che tutti vogliono fare in questo momento, si potranno  fare
  domani mattina con calma, alla luce del sole.
   Si passa all'articolo 5, in precedenza accantonato.
   Allora,  gli  emendamenti soppressivi sono  ritirati.  Portano  la
  firma dell'onorevole Di Mauro.
   Si  passa  all'emendamento  5.20, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.23, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 5.21 è inammissibile.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:

                             «Articolo 90
                        Fondi globali e tabelle

   l.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  32 regionale 8 luglio 1977, n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  restano determinati per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 nelle
  misure  indicate  nelle  tabelle  A' e  B' allegate  alla  presente
  legge,  rispettivamente per il fondo globale destinato  alle  spese
  correnti  e  per  il fondo globale destinato alle  spese  in  conto
  capitale.

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera c),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
  rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
  autorizzate  da  norme  vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente
  esercizio  finanziario sia previsto uno stanziamento di competenza,
  sono   stabilite   negli  importi  indicati,   per   l'anno   2016,
  nell'allegata tabella  C'.

   3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera d),  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed  integrazioni,  le
  autorizzazioni  di spesa recate dalle leggi indicate  nell'allegata
  tabella   D'  sono  ridotte degli importi stabiliti,  per  ciascuno
  degli anni 2016, 2017 e 2018 , nella tabella medesima.

   4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera e),  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed  integrazioni,  le
  autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere  pluriennale
  indicate  nell'allegata tabella  E' sono rimodulate  degli  importi
  stabiliti,  per ciascuno degli anni finanziari 2016,  2017  e  2018
  nella tabella medesima.

   5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera f),  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed  integrazioni,  le
  leggi di spesa indicate nella allegata tabella  F' sono abrogate.

   6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed integrazioni,  gli
  stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni  di  legge  la
  cui   quantificazione  è  demandata  alla  legge  finanziaria  sono
  determinati nell'allegata tabella  G'.

   7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i),  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed  integrazioni,  le
  spese autorizzate relative agli interventi di cui all'articolo 200,
  comma l, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
  modifiche ed integrazioni, sono indicate nell'allegata tabella  I'.

   8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera l),  della  legge
  regionale  n.  10/1999 e successive modifiche ed integrazioni,  gli
  importi  dei  nuovi  limiti  di impegno  per  ciascuno  degli  anni
  considerati  dal bilancio finanziario, con l'indicazione  dell'anno
  di decorrenza e dell'anno terminale, sono determinati nell'allegata
  tabella  L'».

   Si   passa   all'esame  delle  Tabelle  allegate  e  dei  relativi
  emendamenti.  Invito  a  ritirare gli emendamenti  presentati  alle
  tabelle.

   FORMICA. C'è un emendamento alla tabella G che è una correzione.

   PRESIDENTE. C'è questo emendamento alla tabella G, di correzione.
   Onorevole Formica, la invito a ritirarlo.
   Sembrerebbe un refuso fra quanto uscito dalla Commissione e quanto
  risulta.  Eventualmente,  domani,  col  117  si  modifica,   previa
  verifica.
   Tabella D, tabella E, tabella F, tabella G, tabella I, tabella  L.
  Concluso l'esame delle tabelle e dei relativi emendamenti, pongo in
  votazione l'articolo. Tutti gli emendamenti sono inammissibili.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:

                               «Art. 91
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   l. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
  relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.

   2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
  diversamente disposto, a decorrere dall'l gennaio 2016».

   Gli emendamenti presentati all'articolo 91 sono inammissibili.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 92. Ne do lettura:

                               «Art. 92
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1. Sono abrogate le seguenti norme:

   a)  articolo 139, comma 34, della legge regionale 16 aprile  2003,
  n. 4;

   b) articolo 23 della legge regionale 27 maggio 1980, n. 47;

   c) legge regionale 7 ottobre 1950, n. 75;

   d) legge regionale 17 febbraio 1987, n. 8, articolo 2, comma 3».

   Gli   emendamenti   soppressivi  sono  ritirati   dai   rispettivi
  firmatari.
   Si passa all'emendamento 92.8. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti sono inammissibili.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 92  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto. Chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame  dell'articolo 1 in precedenza  accantonato.
  Comunico   che  è  stato  presentato  dal  Governo  un  emendamento
  soppressivo  dell'articolo  1.  Lo  pongo  in  votazione.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 93. Ne do  lettura:

                               «Art. 93
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, ci sono ancora da esaminare  gli  emendamenti
  presentati  ai  sensi dell'articolo 117, nonché la questione  posta
  stasera  dall'onorevole Formica. Bisogna dare la  possibilità  agli
  uffici  di  verificare tutto quello che abbiamo  votato.  Per  cui,
  domani  alle ore 11.00 si procederà alle dichiarazioni di  voto  ed
  alla votazione finale.
   Pertanto, la seduta è sospesa e  riprenderà domani, 2 marzo  2016,
  alle ore 11.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.37 di martedì 1 marzo 2016, è
           ripresa alle ore 12.00 di mercoledì 2 marzo 2016)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, proceduralmente  passeremo  prima
  all'approvazione degli emendamenti ai sensi dell'articolo 117, sono
  correzioni  formali  e  non  sono neanche  tanti.  Successivamente,
  all'approvazione degli ordini del giorno, a meno che il Governo non
  li  voglia  accettare tutti come raccomandazione.  In  terzo  luogo
  voteremo,   a   scrutinio  palese,  la  finanziaria.  Il   Governo,
  successivamente, si riunirà per approvare la nota di variazione  di
  bilancio, così com'è previsto dal Regolamento e ritorneremo in Aula
  per il voto finale.
   E,   allora,  se  mi  date  copia  degli  emendamenti   ai   sensi
  dell'articolo 117.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.58
                                Congedi


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
     PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  odierna gli onorevoli Vullo e Greco Giovanni.
  dell'emendamento A4.58.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
   L'Assemblea ne prende atto.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il

  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           68
   Votanti            67
   Maggioranza        34
   Favorevoli         21
   Contrari           46
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

    Si passa agli emendamenti A4.84, A4.85, a firma degli onorevoli
  Clemente e Cordaro. Li dichiaro improponibili. L'Assemblea ne
  prende atto.
   Si passa agli emendamenti A4.66, a firma degli onorevoli Rinaldi
  ed altri ed A4.87, a firma degli onorevoli Clemente e Cordaro.
  Vanno in Finanziaria.
   Si passa agli emendamenti A4.59, a firma degli onorevoli Falcone
  ed altri, A4.60, a firma degli onorevoli D'Asero ed altri, A4.61, a
  firma degli onorevoli Falcone ed altri. Vanno in Finanziaria.
   Si passa all'emendamento A4.62, a firma degli onorevoli Panepinto
  e Anselmo.
   Sulla copertura?

   BACCEI, assessore  per l'economia. Non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Non c'è copertura. Lo dichiaro improponibile, così come
  l'emendamento A 4.63, a firma degli onorevoli Greco G. ed altri..
   Si passa all'emendamento A4.64, a firma degli onorevoli Alloro ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. In che senso? C'è copertura?

   BACCEI, assessore per l'economia. Sì, c'è copertura.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Ci rimettiamo
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A4.65, a firma degli onorevoli Lombardo
  ed altri. E' precluso.
   Si passa all'emendamento A4.92, a firma Fontana ed altri. Va in
  Finanziaria.
   Si passa all'Amministrazione Agricoltura, sviluppo rurale e pesca
  mediterranea.
   Si passa all'emendamento A4.67, a firma Greco G. ed altri..
    Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)



   1132/A e 1133-1155/A
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.67


    Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
                         1132/A e 1133-1155/A
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento A4.67.
   PRESIDENTE.  Se  siamo d'accordo può parlare un  parlamentare  per
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  Gruppo,  se  non ci sono osservazioni in contrario. Magari,  poiché
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  parlerà  uno  per un Gruppo, lo potrà fare fino ad  un  massimo  di
  pulsante bianco.
  dieci minuti, non di cinque.
   Dichiaro aperta la votazione.


   CORDARO. Anche trenta minuti.
                      (Si procede alla votazione)


   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei propone tre minuti europei.
   Dichiaro chiusa la votazione.


   CORDARO. Dicevo, trenta minuti.
                       Risultato della votazione


   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           67
   Votanti            67
   Maggioranza        34
   Favorevoli         32
   Contrari           35
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A 4.93, a firma degli onorevoli Alloro  e
  Anselmo. Lo dichiaro improponibile. Va in finanziaria pure  questo.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  A  4.89,  a  firma  degli  onorevoli
  Dipasquale e Anselmo. Lo dichiaro improponibile. Va in Finanziaria.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A 4.68, a firma degli onorevoli  Assenza
  ed altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A 4.69, a firma degli onorevoli  Assenza
  ed altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A 4.94, a firma degli onorevoli Clemente
  e Cordaro. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  A  4.91,  a  firma  degli  onorevoli
  Dipasquale  e  Anselmo. Lo dichiaro improponibile.  L'Assemblea  ne
  prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  A 4.83, a  firma  degli  onorevoli  Di
  Giacomo ed altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne  prende
  atto.
   Si  passa  all'emendamento A 4.70, degli  onorevoli  Greco  G.  ed
  altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento  A
  4.71, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro improponibile.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute. Si passa all'emendamento  A
  4.72, degli onorevoli Greco G. ed altri. Lo dichiaro improponibile.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute.  Si  passa  all'emendamento
  A4.73,   degli   onorevoli  Greco  G.   ed   altri.   Lo   dichiaro
  improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute.  Si  passa  all'emendamento
  A4.74,   degli   onorevoli  Greco  G.   ed   altri.   Lo   dichiaro
  improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute.  Si  passa  all'emendamento
  A4.75,   degli   onorevoli  Greco  G.   ed   altri.   Lo   dichiaro
  improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'Amministrazione Salute.  Si  passa  all'emendamento
  A4.76,   degli   onorevoli  Greco  G.   ed   altri.   Lo   dichiaro
  improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Attingono tutti dal fondo sanitario, sostanzialmente.
   Si  passa  all'emendamento   A4.77, del Governo. Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   FALCONE.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.77.
         Cordoglio per la morte dell'onorevole Nello Valastro


    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
   PRESIDENTE.  Prima di riprendere i lavori do comunicazione  che  è
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  deceduto  l'onorevole  Nello  Valastro  che  è  stato  deputato  di
  dell'emendamento A4.77.
  quest'Assemblea per ben due legislature per cui propongo un  minuto
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  di silenzio.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il

  pulsante bianco.
             (I deputati osservano un minuto di silenzio)
   Dichiaro aperta la votazione.


                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza         37
   Favorevoli          39
   Contrari            34
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A4.78, degli onorevoli Greco G. ed altri.
  Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'Amministrazione Turismo, sport e spettacolo.
   Si  passa  all'emendamento  A 4.79, degli  onorevoli  Lombardo  ed
  altri.   Lo  dichiaro  improponibile,  in  mancanza  di  copertura.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  A 4.95, degli  onorevoli  Coltraro  ed
  altri. Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A 4.96, degli onorevoli Alloro ed altri.
  Lo dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'Amministrazione Economia.
   Si  passa  all'emendamento A 4.80, del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   CIANCIO. Chiedo che il voto avvenga per scrutinio segreto.



   Parlamentare Movimento Cinque Stelle
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A4.80.


         Comunicazione relativa ad elezione di cariche interne
    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
            al Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento A4.80.
   PRESIDENTE. Comunico che, per quanto rileva specialmente ai  sensi
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  dell'articolo 25 quater del Regolamento interno dell'Ars, con  nota
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pervenuta  l'1  marzo  2016 e protocollata al numero   2141/AulaPg-
  pulsante bianco.
  CedPG del 2 marzo successivo, l'onorevole Cancelleri, nella qualità
   Dichiaro aperta la votazione.
  di Presidente del Gruppo parlamentare  Movimento Cinque Stelle , ha

  rappresentato che, a far data dall'1 marzo 2016, l'onorevole Angela
                      (Si procede alla votazione)
  Foti ha assunto la carica di Vicepresidente del Gruppo medesimo, in

  sostituzione dell'onorevole Francesco Cappello.
   Dichiaro chiusa la votazione.


   L'Assemblea ne prende atto.
                       Risultato della votazione


   Auguri, onorevole Angela Foti, che ieri mi ha mandato un messaggio
    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  a  mezzanotte per sapere quand'era la Conferenza dei Presidenti dei
  segreto:
  Gruppi parlamentari.


   Presenti e votanti  71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          38
   Contrari            32
   Astenuti             1

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A4.81, del Governo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Concluso l'esame degli emendamenti, così come previsto dal decreto
  legislativo n. 118 del 2011 e sue modifiche, l'Assemblea  procederà
  all'approvazione  dei  singoli programmi  all'interno  di  ciascuna
  missione,  così come emendati. Si passa all'esame della Missione  0
   Disavanzo finanziario .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  all'esame  della  Missione  1   Servizi  istituzionali,
  generali e di gestione .
   Pongo in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma 1  Organi istituzionali . Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  5.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  6.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  7.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  8.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  10. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

        Programma 11. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  12. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 1,  si  passa  all'esame  della
  Missione  4   Istruzione  e diritto allo  studio .  Si  pongono  in
  votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  5.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  6.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  7.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Programma  8.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo approvato gli otto programmi.
   Esaurito  l'esame  della  Missione 4,  si  passa  all'esame  della
  Missione 5  Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali .
  Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 5,  si  passa  all'esame  della
  Missione 6  Politiche giovanili, sport e tempo libero . Si  pongono
  in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma 1  Sport e tempo libero . Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 6,  si  passa  all'esame  della
  Missione 7  Turismo . Si pongono in votazione i seguenti programmi,
  così come emendati:
   Programma  1   Sviluppo  e  valorizzazione  del  turismo .  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma 2  Politiche regionali unitarie per il turismo .  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 7,  si  passa  all'esame  della
  Missione  8   Assetto  del territorio e di edilizia  abitativa.  Si
  pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1  Urbanistica . Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 8,  si  passa  all'esame  della
  Missione  9   Sviluppo  sostenibile  e  tutela  del  territorio   e
  dell'ambiente .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:

   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3   Rifiuti .  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  5.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  6.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  8.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  9.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 9,  si  passa  all'esame  della
  Missione 10  Trasporti e diritto alla mobilità .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  5.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  6.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 10, si  passa  all'esame  della
  missione 11  Soccorso Civile .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 11, si  passa  all'esame  della
  missione 12  Diritti sociali politiche sociali e famiglia .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  5.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  6.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  7.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  8.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  10. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 12, si  passa  all'esame  della
  missione 13  Tutela della Salute .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma 4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma 5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma 7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  8.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 13, si  passa  all'esame  della
  missione 14  Sviluppo economico e competitività .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  5.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 14, si  passa  all'esame  della
  missione   15    Politiche   per  il   lavoro   e   la   formazione
  professionale .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  4  .Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 15, si  passa  all'esame  della
  missione 16  Agricoltura .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 16, si  passa  all'esame  della
  missione 17  Energia e diversificazione delle fonti energetiche .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 17, si  passa  all'esame  della
  missione  18   Relazione  con  le altre  autonomie  territoriali  e
  locali .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 18, si  passa  all'esame  della
  missione 19  Relazioni internazionali e cooperazione .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 19, si  passa  all'esame  della
  missione 20  Fondi-Accantonamenti .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  3.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 20, si  passa  all'esame  della
  missione 50  Debito Pubblico .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  missione 50, si  passa  all'esame  della
  missione 99  Servizi per conto Terzi .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, così come emendati:
   Programma  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Programma  2.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Concluso l'esame dell'allegato 4), pongo in votazione l'articolo
  2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 3, con  i relativi allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non essendo stati presentati emendamenti, pongo in votazione il
  testo risultate.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   sospende   l'esame  del  bilancio  per  passare  finanziaria:


   stabilità regionale' (nn. 1133-1155/A)
   1132/A e 1133-1155/A


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
    Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
  stabilità regionale . (nn. 1133-1155/A)
                         1132/A e 1133-1155/A
   Sospendo l'Aula per cinque minuti.


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  do  lettura  degli  emendamenti
     (La seduta, sospesa alle ore 17.01, è ripresa alle ore 17.07)
  presentati ai sensi dell'articolo 117 per la relativa approvazione.

   Si  passa  all'emendamento 117.BIL. Lo pongo in votazione.  Chi  è
   La seduta è ripresa.
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.


   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                            (E' approvato)


                               «Art. 1.
   Si  passa  all'emendamento 117.1. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
                       Risultati differenziali.
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.


    l.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera b), della  legge
                            (E' approvato)
   regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche  ed

   integrazioni, e considerati gli effetti della presente  legge,  il
   Si  passa  all'emendamento 117.2. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
   saldo  netto da impiegare per l'anno 2016 è determinato in termini
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   di competenza in  2.915.711 migliaia di euro.


                            (E' approvato)
    2.  Tenuto conto degli effetti della presente legge sul  bilancio

   pluriennale a legislazione vigente, è determinato per l'anno  2017
   Si  passa  all'emendamento 117.11. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
   un saldo netto da impiegare pari a   2.925.882 migliaia di euro  e
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   per  l'anno  2018  un saldo netto da impiegare  pari  a  2.931.006

   migliaia di euro».
                            (E' approvato)


   L'articolo 1 è accantonato.
   Si  passa  all'emendamento 117.3. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è

  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:


                            (E' approvato)
                                «Art. 2

          Disposizioni in materia di residui passivi perenti
   Si  passa all'emendamento n. 117.4. Lo pongo in votazione.  Chi  è

  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
    1.  Le  somme  eliminate nei precedenti esercizi  finanziari  per

   perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
                            (E' approvato)
   impegni  assunti  fino  all'esercizio  2005,  non  reiscritte   in

   bilancio  entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2015,  sono
   Si  passa all'emendamento n. 117.5. Lo pongo in votazione.  Chi  è
   cancellate  dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   finanziario  medesimo. Con decreto del Ragioniere  generale  della

   Regione  sono  individuate  le somme da  eliminare  ai  sensi  del
                            (E' approvato)
   presente  comma. Copia di detto decreto è allegata  al  rendiconto

   generale della Regione per l'esercizio finanziario 2015.
   Si  passa all'emendamento n. 117.6. Lo pongo in votazione.  Chi  è

  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
    2.  Le  somme  eliminate nei precedenti esercizi  finanziari  per

   perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
                            (E' approvato)
   impegni assunti a decorrere dall'esercizio 2006, non reiscritte in

   bilancio  entro la chiusura dell'esercizio finanziario  2015,  cui
   Si  passa all'emendamento n. 117.7. Lo pongo in votazione.  Chi  è
   non  corrispondono  obbligazioni giuridicamente  vincolanti,  sono
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   cancellate  dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio

   finanziario  medesimo. Con decreto del Ragioniere  generale  della
                            (E' approvato)
   Regione,  su  indicazione delle competenti  amministrazioni,  sono

   individuate  le  somme da eliminare ai sensi del  presente  comma.
        Si passa all'emendamento n. 117.8. Lo pongo in votazione. Chi
   Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto generale  della
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Regione per l'esercizio finanziario 2015.


                            (E' approvato)
    3.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano  alle

   spese  per  esecuzione  di opere qualora  il  progetto  dell'opera
   Si  passa all'emendamento n. 117.9. Lo pongo in votazione.  Chi  è
   finanziata  sia  esecutivo  e  gli  enti  appaltanti  abbiano  già
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   adottato  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendone  le

   modalità di appalto.
                            (E' approvato)


    4.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma  1
   Si  passa all'emendamento n. 117.10. Lo pongo in votazione. Chi  è
   del  presente articolo, sia documentata l'interruzione dei termini
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   di  prescrizione e, a fronte delle somme eliminate  ai  sensi  del

   successivo  comma 2, sussista ancora l'obbligo della  Regione,  si
                            (E' approvato)
   provvede  al  relativo pagamento mediante iscrizione  in  bilancio

   delle  relative  somme, da effettuarsi con decreti del  Ragioniere
   Comunico  che  sono  stati  presentati degli  ordini  del  giorno.
   generale della Regione ai sensi degli articoli 26 e 27 della legge
  Assessore Baccei ha avuto modo di vederli?
   31 dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni  e

   dell'articolo  47 della legge regionale 7 agosto  1997,  n.  30  e
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  li  accetta  come
   successive modifiche ed integrazioni».
  raccomandazione.


   Gli  emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4 e 2.5, presentati all'articolo
   LENTINI. Almeno quelli più importanti, votiamoli.
  2, sono inammissibili.

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 2.6 I  e
   PRESIDENTE. Però, non si apre dibattito; si votano o  a  favore  o
  II parte. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
  contro.


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione l'articolo 2, così come  modificato.  Chi  è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
                       Accantonamenti tributari

    1.   All'onere  a  carico  della  Regione  per  il  concorso   al
   risanamento  della  finanza pubblica, così come  rideterminato  in
   1.286.745 migliaia di euro ai sensi dell'articolo 9 septies  comma
   3, del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78 convertito in legge con
   modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, legge 6 agosto  2015,  n.
   125,  per  ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede  con
   risorse a carico del bilancio regionale. (Missione 1 - Programma 4
   - capitolo 219213).

    2.  All'articolo 5, comma 2, della legge regionale 7 maggio 2015,
   n.  9 le parole  per ciascuno degli esercizi finanziari 2015, 2016
   e 2017  sono sostituite con le parole  per l'esercizio finanziario
   2015».

    Gli  emendamenti  3.1, 3.5, 3.2, 3.4, 3.9, 3.8, 3.7,  3.6,  3.11,
   3.10, 3.12 e 3.3, presentati all'articolo 3, sono inammissibili.
    Pongo in votazione l'articolo 3. Il parere della Commissione?

    VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore   di
   maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
   alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
           Disposizioni in materia di variazioni di bilancio

    1.  All'articolo 1, comma 1, della legge regionale  30  settembre
   2015, n. 21 sono apportate le seguenti modifiche:

    a) la parola  sette  è sostituita dalla parola  dieci ;

    b)   l'importo    246.263.833,48   è   sostituito   dall'importo:
    172.384.683,44 ;
    c) dopo le parole  6 agosto 2015, n. 125  sono aggiunte le parole
    ,  come  modificato dall'articolo 1, comma 691,  della  legge  28
   dicembre 2018, n. 208 .

    2.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2016 le variazioni  di
   bilancio  connesse a riproduzioni di economie di  spesa  di  fondi
   regionali  sono  effettuate,  a  fronte  dell'accertamento   delle
   relative  entrate,  solamente nei casi in cui sia  individuato  un
   vincolo  di specifica destinazione dell'entrata alla spesa  e  sia
   prevista   la  relativa  copertura  nel  bilancio  di   previsione
   finanziario, ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo  23
   giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, e  nel
   rispetto   del   principio  4/2  allegato  al   medesimo   decreto
   legislativo n. 118/2011, ed in particolare del punto 5».

    LOMBARDO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LOMBARDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
   sull'articolo  4  e sull'ordine dei lavori per  cercare  anche  di
   avere  un  faro da lei su come possiamo organizzare  le  categorie
   dell'ammissibilità e dell'improponibilità.
    Avevo  proposto  anche  all'articolo  3  alcuni  emendamenti  che
   certamente  sono,  come  lei  ha detto,  inammissibili  in  quanto
   configgono con delle norme nazionali che hanno imposto il  quantum
   degli  accantonamenti.  Però, ritengo  che  in  alcuni  di  questi
   emendamenti  ho  richiamato  proprio i principi  di  consensualità
   nella definizione dei rapporti finanziari tra la Regione Siciliana
   e lo Stato.
    Nel  fare  questo, signor Presidente, io ho sposato le  declamate
   richieste di ridefinizione delle somme degli accantonamenti sue ed
   anche  del Presidente Vinciullo e di altri deputati che hanno  più
   volte  denunciato  questi fatti, e volevo  anche  approfittare  di
   questa discussione proprio per chiedere all'Assessore Baccei e  al
   Presidente Crocetta quali sono state le iniziative del Governo nel
   corso  di  questo  anno  per ridefinire  proprio  la  quota  degli
   accantonamenti.
    In modo provocatorio io ho posto come termini di paragone sia gli
   accantonamenti  che  sono stati assegnati alla Regione  Lombardia,
   che  sono  di gran lunga inferiore a quelli della Regione Sicilia,
   che  non ha niente a che vedere con la Lombardia, tanto in  numero
   di  abitanti  -  sappiamo che la Lombardia  ha  dieci  milioni  di
   abitanti  e la Sicilia ne ha cinque milioni - tanto in  numero  di
   prodotto  interno lordo, in quanto sappiamo che  il  reddito  pro-
   capite  della Lombardia è di 32 mila euro, quello della Sicilia  è
   intorno ai 17 mila euro.
    Quindi,  facendo  questo  tipo di studio,  ho  anche  cercato  di
   raffrontare  la  quota  di onere che viene posta  a  carico  della
   Regione con quello di un'altra Regione a Statuto Speciale, quale è
   il  Friuli Venezia Giulia che paga rispetto al PIL e al numero  di
   abitanti  della  Sicilia  una quota di gran  lunga  inferiore.  Ed
   allora,   dato   che  questi  emendamenti  sono   stati   ritenuti
   inammissibili e poc'anzi si è consumata l'impossibilità di  questo
   Parlamento  di  potere  analizzare in  modo  asettico  e  in  modo
   obiettivo  le  cifre  del  contenzioso,  io  volevo  chiedere   al
   Presidente Crocetta e all'Assessore Baccei cosa è stato  fatto  in
   questo  anno  dato  che  è da un anno che denuncia  che  la  quota
   dell'accantonamento del concorso alla finanza pubblica è  ingiusta
   nei  confronti della Regione e lo abbiamo detto tutti,  io  vorrei
   capire  cosa  ha fatto il Governo Crocetta per ridurre  la  quota,
   naturalmente  la risposta non può essere in termini  di  risultato
   perché  il  risultato è stato che l'accantonamento è il  più  alto
   di'Italia,  vorrei  sapere quali sono state le attività  che  sono
   state poste in essere.

    BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    BACCEI,  assessore per l'economia. Onorevole Lombardo  penso  che
   questo  tema lo abbiamo affrontato tante volte sia in Aula che  in
   Commissione Bilancio.
    Il  tema  delle entrate pro-capite, del contributo  alla  finanza
   pubblica,  come  ho  anche  detto in  chiusura  della  discussione
   generale,  nasce dal Governo, cioè questo tema lo  abbiamo  tirato
   fuori  noi  sia  delle entrate pro-capite che  delle  entrate  per
   abitante,  che del contributo alla finanza pubblica in percentuale
   sulle  entrate,  e  lo  abbiamo  tirato  fuori  noi.  Da  lì   poi
   correttamente si sono agganciati tutti gli onorevoli  perché  vuol
   dire  che  era il tema giusto, tanto era giusto che ci ha  portato
   avanti  con  la  trattativa che stiamo facendo con  lo  Stato  che
   arriva a riconoscerci due miliardi in più di entrate.
    Quindi  in quei due miliardi in più di entrate, anziché, come  ho
   spiegato  più  volte, andare a ridurre il contributo alla  finanza
   pubblica  che  sarebbe stata una cosa ancora più visibile  per  le
   Regioni,  abbiamo riportato la quota di riduzione all'interno  dei
   due  miliardi.  Dentro  i  due miliardi c'è  di  fatto  anche  una
   riduzione del contributo alla finanza pubblica. Se lei aumenta  di
   due  miliardi le entrate e và a rifare quegli indicatori, vede che
   le  cambiano  significativamente. Per cui,  quello  che  ha  fatto
   questo  Governo  nell'ultimo anno è andare  a  ritrattare  con  il
   Governo  nazionale sia le entrate che il contributo  alla  finanza
   pubblica.
    La  stima che è stata fatta, l'accordo, è quello di due miliardi,
   che  in  parte  fino al 2017 è stato anticipato con l'Iva,  e  per
   quest'anno  sappiamo  900 più 500, l'anno prossimo  attraverso  la
   Commissione  paritetica  e tutto quello  che  è  l'iter  previsto,
   porterà,  come  è  scritto in questa finanziaria,  un  miliardo  e
   quattrocentomilioni  per  l'anno  prossimo   e   un   miliardo   e
   settecentomilioni per l'anno successivo.
    All'interno   di  quello  c'è  anche  una  quota  parte   che   è
   potenzialmente la riduzione del contributo finanza pubblica che  è
   riportato sulle entrate, che entra da una parte o esca dall'altra,
   il  saldo  e  il risultato netto sono gli stessi, per  cui  dentro
   quella  trattativa  complessiva che da un anno con  il  Presidente
   Crocetta stiamo portando avanti con il Governo nazionale.

    PRESIDENTE. Gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.4, 4.3 e 4.6,  presentati
   all'articolo 4, sono inammissibili.
       Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.5.
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, così come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
                  Rapporti finanziari Stato-Regione e
        compensazione per gettiti IRAP ed Addizionale regionale

    1.  Il  saldo  tra gli importi presunti dei gettiti  dell'Imposta
   regionale sulle attività produttive e dell'Addizionale all'imposta
   sul reddito delle persone fisiche e quelli effettivamente affluiti
   alla  Regione  siciliana nel periodo 2001-2013, da  compensare  ai
   sensi  dell'articolo  39,  comma 1,  del  decreto  legislativo  15
   dicembre  1997,  n. 446 e successive modifiche ed integrazioni,  è
   quantificato   in   50.000  migliaia  di  euro   per   l'esercizio
   finanziario 2016.

    2. L'importo di cui al comma l è accantonato in un apposito fondo
   in  cui  sono iscritte le risorse derivanti dalle riduzioni  delle
   autorizzazioni  di  spesa  riepilogate nell'Allegato  2,  per  gli
   importi nello stesso indicati.

    3.  Nelle  more  della modifica delle norme di  attuazione  dello
   Statuto  in  materia  tributaria, gli importi corrispondenti  alle
   maggiori  entrate  stimate  in  1.400.000  migliaia  di  euro  per
   l'esercizio  finanziario 2017 e 1.685.000  migliaia  di  euro  per
   l'esercizio  finanziario  2018, sono accantonati  in  un  apposito
   fondo  in  cui sono iscritte le risorse derivanti dalle  riduzioni
   delle autorizzazioni di spesa riepilogate nell'Allegato 2, per gli
   importi nello stesso indicati.

    4. Le riduzioni delle autorizzazioni di spesa di cui all'articolo
   3,  comma  1, della legge regionale 31 dicembre 2015, n.  32  sono
   sostituite   dalle   riduzioni  delle  autorizzazioni   di   spesa
   riepilogate   nell'Allegato  2,  per  gli  importi  nello   stesso
   indicati.

    5.  Le  somme  riconosciute  alla  Regione  ai  sensi  dei  commi
   precedenti  del  presente articolo e del comma 1  dell'articolo  3
   della  legge  regionale 31 dicembre 2015, n.  32,  sono  destinate
   prioritariamente al ripristino delle autorizzazioni di  spesa  per
   le  regolazioni contabili delle imposte dirette e delle  tasse  ed
   imposte  indirette  sugli affari e relative addizionali  (capitoli
   219202  e  219205)  per  gli  importi  indicati  nella  colonna  A
   dell'Allegato 2 e, per la parte eccedente, in misura proporzionale
   agli  importi  indicati nella medesima tabella A per le  ulteriori
   autorizzazioni di spesa.

    6.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato  ad
   effettuare le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
   del comma 5.

    7. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, commi 80 e 86,
   della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nel caso in cui il risultato
   di  gestione  del  sistema sanitario regionale relativo  ai  conti
   consuntivi  degli anni 2016 e 2017, accertato in sede di  verifica
   annuale  da  parte dei competenti tavoli tecnici, derivante  anche
   dall'ulteriore  onere  posto  a  carico  del  fondo  sanitario  in
   applicazione  dell'articolo 7 della presente legge, sia  negativo,
   la  Regione assicura la copertura del relativo disavanzo.  Per  le
   finalità del presente comma è incrementata di 127.850 migliaia  di
   euro  per  ciascuno  degli  esercizi finanziari  2017  e  2018  la
   dotazione  finanziaria della Missione 13 - Programma 4 -  capitolo
   413333.

    8.  A  seguito delle verifiche dei competenti tavoli tecnici,  le
   risorse  non  utilizzate per le finalità di cui al  comma  7  sono
   destinate  ad  integrazione  dell'accantonamento  positivo   Fondo
   destinato alla proroga dei contratti di lavoro subordinato di  cui
   all'articolo  30, comma 4, della legge regionale 28 gennaio  2014,
   n. 5 e successive modifiche ed integrazioni ».
    L'articolo 5 è accantonato.
    Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                «Art. 6
                 Cofinanziamento Programmi comunitari

    1.  In relazione all'accertamento delle entrate relative al Fondo
   di  sviluppo e coesione, per una quota complessiva pari a  233.000
   migliaia  di  euro per l'esercizio finanziario 2016  e  di  25.000
   migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2017, è disposto,  ai
   sensi  dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale  8  luglio
   1977,  n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, uno specifico
   accantonamento negativo, codice 1001, nella Tabella  A   allegata,
   finalizzato   al   finanziamento   delle   spese   riportate   nei
   corrispondenti  accantonamenti  positivi,  codici  1005   e   1006
   disposti,  ai  sensi  dell'articolo  10,  comma  2,  della   legge
   regionale  8  luglio  1977,  n.  47  e  successive  modifiche   ed
   integrazioni,  nella Tabella  A  allegata, per gli  importi  e  le
   finalità di seguito elencate:

    a)  173.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario  2016  e
   25.000  migliaia  di  euro  per l'esercizio  finanziario  2017  al
   cofinanziamento regionale dei Programmi Comunitari PO FSR, PO FSE,
   PO FEAMP e PO FEASR 2014-2020;

    b)  60.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016 agli
   interventi  previsti  dal  comma 8 dell'articolo  47  della  legge
   regionale 7 maggio 2015, n. 9 per il settore agricolo e forestale.

    2.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato  ad
   iscrivere  in  bilancio,  con  proprio  provvedimento,  le   somme
   previste negli corrispondenti accantonamenti positivi, codici 1005
   e  1006,  destinate  al  cofinanziamento regionale  dei  Programmi
   Comunitari  PO FSR, PO FSE, PO FEAMP e PO FEASR 2014-2020  e  agli
   interventi  previsti  dal  comma 8 dell'articolo  47  della  legge
   regionale  7  maggio  2015,  n.  9  per  il  settore  agricolo   e
   forestale».

    L'articolo 6 è accantonato.
    Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                «Art. 7
        Trasferimento oneri di competenza del settore sanitario

    1.   A   decorrere  dall'esercizio  finanziario  2016,   per   il
   finanziamento  delle quote residue di capitale  ed  interessi  del
   prestito  sottoscritto ai sensi dell'articolo 2, comma  46,  della
   legge 24 dicembre 2007, n. 244 tra il Ministero dell'Economia e la
   Regione siciliana dell'importo annuo di 127.850 migliaia di  euro,
   è autorizzato l'utilizzo di una quota del Fondo sanitario».

    L'articolo 7 è accantonato.
    Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                «Art. 8
              Disposizioni in materia di autonomie locali

    1.  I  comuni,  con  delibera del consiglio  comunale,  hanno  la
   facoltà di anticipare gli effetti dell'articolo 2, comma 1,  della
   legge regionale 26 giugno 2015, n. 11.

    2.   Per   effetto  delle  disposizioni  previste  al  comma   1,
   l'assegnazione  ai comuni di cui all'articolo 6,  comma  1,  della
   legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5, è determinata  in  340.000
   migliaia  di euro per l'anno 2016, di cui 1.000 migliaia  di  euro
   per  le  finalità  di cui all'articolo 19, comma  2,  della  legge
   regionale  8  agosto  1985,  n.  34  e  successive  modifiche   ed
   integrazioni, per gli interventi di cui agli articoli 8 e 9  della
   legge  medesima, e in 325.000 migliaia di euro per ciascuno  degli
   esercizi  finanziari 2017 e 2018. Conseguentemente è rideterminata
   l'aliquota  di  compartecipazione  al  gettito  dell'imposta   sui
   redditi effettivamente riscossa di cui al medesimo articolo.
    3.  Il  comma  8 dell'articolo 6 della legge regionale  7  maggio
   2015, n. 9 è sostituito dal seguente:

     8.  Tenuto  conto  del comma 10 dell'articolo  259  del  decreto
   legislativo  18  agosto  2000, n. 267 e  successive  modifiche  ed
   integrazioni, per far fronte alle emergenze finanziarie degli enti
   locali  che hanno dichiarato dissesto per l'anno finanziario  2013
   e/o  2014,  è  previsto per l'anno 2016, uno stanziamento  di  800
   migliaia  di euro a carico del fondo di cui all'articolo 6,  comma
   1,  della  legge  regionale 28 gennaio 2014,  n.  5  e  successive
   modifiche ed integrazioni, quale contributo, in ragione del  costo
   di  ogni  dipendente  che,  secondo i parametri  del  decreto  del
   Ministero dell'Interno 24 luglio 2014, risulti in soprannumero. .

    4.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  6,  comma  8,
   della legge regionale n. 9/2015, è ridotta a 800 migliaia di  euro
   per ciascuno degli esercizi finanziari 2016 e 2017.

    5.  L'intervento  finanziario di cui al comma 8  dell'articolo  6
   della  legge  regionale n. 9/2015 si intende erogato a  titolo  di
   contributo.

    6.  Ai  comuni in stato di dissesto non beneficiari  di  analoghi
   interventi   regionali  è  concesso  un  contributo  triennale   a
   decorrere dall'anno 2016, in proporzione al numero degli abitanti.

    7.  Al  maggiore  onere di cui al comma 6 a carico  del  bilancio
   regionale per il triennio 2016-2018 si provvede a valere sul Fondo
   di cui al presente articolo.

    8.  Per  le  finalità  di  cui  al  primo  periodo  del  comma  9
   dell'articolo  6  della  legge regionale n.  9/2015  e  successive
   modifiche   ed   integrazioni,  è  autorizzata,  per   l'esercizio
   finanziario 2016, la spesa di 1200 migliaia di euro a valere sulle
   assegnazioni del Fondo delle autonomie locali.

    9.   Per  l'esercizio  finanziario  2016,  a  valere  sul   Fondo
   perequativo  di  cui  al  comma  2  dell'articolo  6  della  legge
   regionale  28  gennaio  2014,  n.  5  e  successive  modifiche  ed
   integrazioni, è accantonata la somma di 500 migliaia di  euro  per
   garantire  la  prosecuzione degli interventi di cui  al  comma  10
   dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.

    10.  Per le finalità di cui all'articolo 21, comma 8, della legge
   regionale  22 dicembre 2005, n. 19, l'Assessorato regionale  delle
   autonomie  locali  e  la funzione pubblica,  previo  parere  della
   Conferenza  Regione-Autonomie Locali, è autorizzato  ad  impiegare
   una  somma a valere sulle disponibilità del Fondo di cui al  comma
   2,  nella misura massima di 150 migliaia di euro, per l'erogazione
   di  contributi alle associazioni di comuni ed alle associazioni di
   amministratori comunali operanti sul territorio regionale.

    11.  A  sostegno  ed incentivo delle unioni dei  comuni  previste
   dall'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267  è
   autorizzata   la   spesa   di   500  migliaia   di   euro,   quale
   compartecipazione regionale ai contributi statali per l'anno 2016,
   a  valere  sul Fondo perequativo di cui all'articolo 6,  comma  2,
   della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche
   ed   integrazioni.  I  contributi  sono  concessi   in   relazione
   all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte dell'unione
   a  seguito della delega esclusiva delle medesime da parte di tutti
   i comuni aderenti.

    12.   Per   i   comuni   di  Barcellona  e  Milazzo   interessati
   dall'alluvione  dell'autunno  2015 con  esondazione  del  Torrente
   Mela,  l'Assessorato  regionale delle  autonomie  locali  e  della
   funzione  pubblica  è  autorizzato a  concedere,  per  l'esercizio
   finanziario 2016, un contributo di 100 migliaia di euro  ciascuno,
   a valere sul Fondo delle autonomie locali.

    13.  Le  riserve  a  valere  sul Fondo  delle  autonomie  locali,
   costituito  ai  sensi  dell'articolo  6,  comma  l,  della   legge
   regionale  28  gennaio 2014, n. 5 non possono  superare,  in  ogni
   caso, la percentuale del due per cento.

    14.  Ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti secondo
   l'ultimo  censimento, in fase di riparto del fondo delle autonomie
   locali è garantita un'assegnazione di parte corrente non inferiore
   a quella dell'anno 2015.

    15.  Alla  lettera  b) del comma 3 dell'articolo  6  della  legge
   regionale  n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
   soppresse le parole  di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 984 .

    16. Ai comuni che inquadrano nei propri ruoli il personale di cui
   alla  legge  regionale  5  agosto  1982,  n.  93,  come  integrato
   dall'articolo 17 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.  17  e
   successive   modifiche   ed  integrazioni,   è   riconosciuto   un
   contributo, per gli esercizi finanziari 2016 e 2017,  a  valere  e
   nei  limiti della riserva prevista dall'articolo 9, comma 1, della
   legge  regionale  7 maggio 2015, n. 9, commisurato  al  costo  del
   personale assunto. A decorrere dall'esercizio finanziario 2018 gli
   oneri  relativi  al  personale predetto sono posti  a  carico  dei
   bilanci dei Comuni interessati.

    17.  E'  istituito un fondo perequativo costituito dalle  entrate
   della Regione di cui all'articolo 43, comma 1, relativo alle nuove
   concessioni,  destinato all'equilibrio tra i  comuni  titolari  di
   demanio  marittimo e i comuni montani. Con decreto  dell'Assessore
   regionale  per  l'economia, di concerto con l'Assessore  regionale
   per  il  territorio e l'ambiente, sono stabiliti i  parametri  per
   raggiungere tale equilibrio.

    18.  Il  comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 15 maggio
   2013, n. 9 è abrogato.

    19. All'articolo 13 della legge regionale n. 9/2013 sono aggiunti
   i seguenti commi:

    "4  bis.  Per  le produzioni ottenute a decorrere dall'1  gennaio
   2016   per   ciascuna  concessione  di  coltivazione,  il   valore
   dell'aliquota,  calcolato ai sensi del comma 1, è corrisposto  per
   un terzo alla Regione e per due terzi secondo i seguenti criteri:

    a)  il settanta per cento è attribuito al comune in cui ricade il
   giacimento, da destinare alle seguenti attività:

    1) interventi di riqualificazione dei centri urbani;

    2) riduzione pressione fiscale;

    3) tutela e manutenzione del siti UNESCO;

    4) servizi socio assistenziali in favore dei diversamente abili;

    5)   incremento   industriale  e  interventi   di   miglioramento
   ambientale  delle  aree  dove  si  svolgono  le  ricerche   e   le
   coltivazioni;
    b)  il trenta per cento è attribuito ai comuni del territorio del
   libero consorzio nel cui ambito territoriale ricade il giacimento,
   secondo  il  criterio della popolazione residente già definito  in
   materia di compartecipazione Iva di cui al decreto legislativo  14
   marzo  2011, n. 23, da destinare alle finalità di cui ai punti  1,
   2, 3 e 4.

    4  ter.  La ripartizione nelle percentuali di cui sopra ha  luogo
   unicamente  nelle ipotesi in cui, in relazione al  comune  in  cui
   ricade il giacimento, il valore ottenuto dalle produzioni inerenti
   la  concessione di coltivazione è superiore a 15.000  migliaia  di
   euro,  soglia al di sotto della quale il valore corrispondente  ai
   due  terzi  dell'aliquota  è  di  spettanza  del  solo  comune  di
   pertinenza.

    4 quater. La legge regionale 11 aprile 1981, n. 61, è annualmente
   rifinanziata  per  l'importo  di 5.000  migliaia  di  euro  con  i
   proventi  derivanti  dalle coltivazioni di idrocarburi  liquidi  e
   gassosi  nel  territorio  del comune di Ragusa  di  spettanza  del
   comune medesimo. .

    20.  L'Assessore  regionale  per i beni  culturali  e  l'identità
   siciliana,  di concerto con l'Assessore regionale per  l'economia,
   con decreto da emanarsi entro 180 giorni dalla data di entrata  in
   vigore della presente legge, individua i siti culturali minori  la
   cui  gestione, ai fini di una migliore fruizione e valorizzazione,
   è  trasferita  agli  enti  territoriali  stabilendone  altresì  le
   modalità, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale».

    Onorevoli  colleghi,  c'era un richiesta espressa  da  parte  del
   Governo,  già  in sede di discussione generale, di  accantonamento
   dell'articolo 8.
    Peraltro  ho  già indirizzato una nota ai Presidenti  dei  Gruppi
   parlamentari  in  merito  ad  una  richiesta  avanzata  Presidente
   dell'ANCI, onorevole Leoluca Orlando, che sarà accompagnato da una
   nutrita  delegazione di sindaci giovedì alle ore 13:00, e  so  che
   c'è  anche  un'interlocuzione  con  il  Presidente  Crocetta,  con
   l'assessore  Bacchi  e con l'assessore alle autonomie  locali  per
   vedere di trovare una condivisione sul fondo delle autonomie.
    Se   alcuni  Capigruppo  non  sono  ancora  informati  di  questo
   incontro, lo saranno tra poco.
    L'articolo 8 è pertanto accantonato.
    Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                «Art. 9
      Sostegno alle strategie sociali ed alle politiche inclusive

    Per  le  iniziative  di  particolare rilevanza  connesse  con  le
   attività  e  le funzioni di competenza dell'Assessorato  regionale
   della  famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, di concerto
   con   l'Assessorato  regionale  delle  autonomie  locali  e  della
   funzione   pubblica,  previo  parere  della  Conferenza   Regione-
   Autonomie  locali per quanto riguarda le iniziative nei  confronti
   dei  comuni, è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2016,  la
   spesa  di  4.000  migliaia di euro a valere sul  Terzo  ambito  di
   intervento   -    Piano   di   cambiamento'   del   documento   di
   programmazione  finanziaria del Piano di Azione e  Coesione  (PAC)
   2014-2020  con le procedure adottate ai sensi della delibera  CIPE
   n.  10/2015,  per azioni di sostegno e di sistema  alle  strategie
   sociali ed alle politiche inclusive nonché per fronteggiare eventi
   straordinari».

    Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed altri
   l'emendamento soppressivo 9.3.

    DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Zafarana ed altri
   l'emendamento soppressivo 9.4. Il parere della Commissione?

    VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore   di
   maggioranza. Contrario a maggioranza.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

    ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.



   Mario Rapisardi di caltanissetta
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.4


     Saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale  Mario
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
                      Rapisardi  di Caltanissetta
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento 9.4.
   PRESIDENTE.  Porgo,  intanto,  il saluto  dell'intero  Parlamento,
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  all'Istituto    Tecnico    Commerciale    Mario    Rapisardi     di
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  Caltanissetta. Ci sono tanti studenti accompagnati dagli insegnanti
  pulsante bianco.
  e,  quindi,  ci  fa  piacere  dare il buon  esempio,  almeno  sulla
   Dichiaro aperta la votazione.
  compostezza in questo momento, agli studenti di Caltanissetta.


                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            61
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          24
   Contrari            35

                           (Non è approvato)

    Gli emendamenti 9.6 e 9.2 sono preclusi.
    Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Zafarana ed altri
   l'emendamento 9.12.

    ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non c'è
   stato  neanche modo di potere approfondire le finalità  di  questo
   articolo  9,  a  parte il fatto che è arrivato in Aula.  Ho  fatto
   numerose    telefonate   sia   alla   dirigenza   generale,    sia
   all'assessorato delle Autonomie locali, sia all'altro  assessorato
   della  Famiglia,  ai quali ho chiesto lumi di cosa  si  trattasse;
   sono  4 milioni e non è dato conoscere per quali finalità servono,
   e  poi  soprattutto  alla  fine  è interessante  la  dizione   per
   politiche inclusive, nonché per fronteggiare eventi straordinari .
    Eventi straordinari? Ma di che tipo?
    Poi  andiamo a vedere che il PAC sono soldi per investimenti,  ma
   vorrei capire dove sono questi investimenti.
    Permettete  che ci sia da parte nostra la volontà di  spendere  i
   soldi per il PAC, assessore Baccei? Per che cosa sono finalizzati?
   Sono un portafoglio di quattro milioni di euro messi da parte  per
   la prossima campagna elettorale sul PAC?
    Nella  linea  del  PAC,  che sono soldi per investimenti,  questa
   soprattutto  è  la linea inerente il piano di cambiamento  il  cui
   documento  di  esplicitazione  ed  enumerazione  degli  interventi
   previsti ancora non esiste, così come per gli altri due piani  del
   PAC  1420.  Sinceramente è una votazione a scatola chiusa,  è  una
   ipoteca sul futuro.
    Se  invece  non  è  passato l'emendamento,  almeno  cerchiamo  di
   finalizzare, ed il mio intervento è dovuto a questo;  si  vanno  a
   fare  investimenti  per  il lavoro e piangiamo  sempre  denaro  in
   questa  Assemblea  e  a livello regionale per  quel  che  riguarda
   l'assistenza  ai  ragazzi disabili delle scuole  ed  il  trasporto
   nelle  scuole.  Ma  si  tratta di lavoro? Allora,  chi  deve  fare
   l'assistenza  o  il  trasporto deve lavorare. Finalizziamo  questi
   fondi  per  il  lavoro  che darà luogo alla esplicitazione  di  un
   servizio, un servizio che noi in Sicilia non riusciamo a garantire
   con la regolarità e con la obbligatorietà prevista dalla legge.
    Ritengo  che questo sia un emendamento di buon senso,  e  qualora
   voi  non lo votiate la Sicilia prenderà atto del fatto che ad oggi
   il  servizio di trasporto e l'assistenza igienica nelle scuole  di
   ogni  ordine e grado è carente o addirittura, in alcune  province,
   non  esiste  e non si vuole allocare alcuna risorsa per  sostenere
   queste   due  finalità.  Di  lavoro  si  tratta,  oltre  che   per
   l'assistenza  agli asili nido per ogni scuola  di  ogni  ordine  e
   grado,  i  centri educativi per la frequenza, i centri  educativo-
   riabilitativi  a carattere ambulatoriale e diurno.  Si  tratta  di
   servizi ed io propongo all'Assemblea una norma di buon senso.

    PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.23, è ripresa alle ore 17.26)

    La seduta è ripresa.

    VULLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    VULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  la
   questione  che  ha  posto l'onorevole Zafarana sia  una  questione
   giusta. Mi aspettavo che il valente assessore Miccichè, oltre  che
   assessore  importante di questa Giunta -se  non  ricordo  male  ha
   brillato  in questi anni per la sua verve, per gli interventi  che
   ha  fatto in quest'Aula - intervenisse e rispondesse all'onorevole
   Zafarana  su ciò che ha pensato di fare. Aspetto con ansia  perché
   sono anni che aspetto di sentire la sua voce in questa Assemblea e
   spero  che sia la volta buona che non si serva solo della macchina
   per  girare la Sicilia ma possa anche intervenire in quest'Aula  e
   dire quello che vuole fare con questi quattro milioni di euro.

    CORDARO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo  al
   Governo e mi rivolgo soprattutto alla sua maggioranza e vorrei che
   il  presidente Crocetta prestasse, come sempre fa, attenzione agli
   interventi ed al mio in particolare.
    Raccolgo,    proprio,   l'invito   che   viene   dal   Presidente
   dell'Assemblea,  che  è un invito da palissiano  posto  che  siamo
   all'inizio dell'esame della finanziaria.
    Presidente  Crocetta, capi gruppo di maggioranza, abbiamo  appena
   assistito  ad  un intervento di una gravità estrema nel  quale  un
   parlamentare  del  PD ha additato un assessore di  questo  Governo
   invitandolo a non usare la macchina solo per girare la Sicilia.
    C'è  un tempo per essere distratti, caro presidente Crocetta,  ma
   c'è un tempo per essere attenti. Dobbiamo essere da subito chiari:
   avete  ridotto  la  Sicilia al disastro, tutte le  attenzioni  dei
   siciliani,  soprattutto  delle  classi  più  bisognose   sono   su
   quest'Aula  e  sui  nostri  lavori  Se  pensate  di  risolvere  in
   quest'Aula  i  vostri problemi personali e politici e  se  pensate
   soprattutto  che l'opposizione - e io ne sono un rappresentante  -
   responsabile sì ma non stupida, possa farvi da sponda  rispetto  a
   delle determinazioni e a degli articoli di questa Finanziaria  che
   vi servono per risolvere delle faide tra di voi, noi non ci stiamo
   e lo denunciamo chiaramente ai siciliani.
   Allora,  Presidente  Crocetta,  siccome  siamo  all'inizio   della
  Finanziaria,   ieri   lo   spettacolo   è   stato   triste   perché
  evidentemente,  e  sono  d'accordo con lei, quello  è  infantilismo
  politico,  approvare  un emendamento che toglie  20  mila  euro  al
  Presidente  della  Regione  per  le sue  missioni,  è  infantilismo
  politico  Però, adesso siamo agli stracci, siamo agli stracci
   Allora,   Presidente  Ardizzone,  tutti  vogliamo   approvare   la
  Finanziaria,  ma  non  mi pare che ci siano  le  condizioni  perché
  questa  opposizione  possa dare un contributo  costruttivo,  perché
  prima  dovete  spiegarvi tra di voi qual è l'indirizzo  che  volete
  adottare.
   Allora, io credo, Presidente, che sarebbe più opportuno tranne che
  non   volete   scivolare  in  ulteriori  incidenti  clamorosi   che
  finirebbero  si  per penalizzare i siciliani, io credo,  Presidente
  Ardizzone e desidero anche che il Governo si esprima nella  persona
  del  Presidente della Regione, si fermi la macchina, si chiariscano
  questi  signori  su qual è il loro progetto di Finanziaria  per  la
  Sicilia, ce lo comunichino dopodiché l'opposizione prenderà atto di
  una  sintesi  e  stabilirà cosa è nell'interesse dei  siciliani  ed
  allora  potremmo  dare un contributo e cosa è nell'interesse,  caro
  Presidente  Crocetta,  di  quella  mangiuglia  che  lei   dice   di
  combattere e noi vorremmo insieme a lei combatterla sul  serio,  ma
  che   ci   pare  che  per  molti  deputati  della  sua  maggioranza
  costituisca il fine ultimo della loro presenza in Parlamento.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   assessori,  io  credo  che  l'emendamento  non   faccia
  null'altro  che  dare 4 milioni in più ai comuni  per  le  attività
  sociali.  Quindi, l'idea che questo possa servire per  gestire  una
  spesa clientelare o, peggio, per le campagne elettorali non mi pare
  proprio  pertinente, perché di fatto la spesa non verrebbe  neppure
  gestita  dall'Assessorato che dovrà fare un bando,  addirittura  si
  parla di una conferenza che deve essere fatta con gli Enti locali e
  l'Assessorato  della Famiglia. Quindi, mi pare che dovranno  essere
  stabiliti i criteri e la destinazione della spesa. Non vedo  nulla,
  nessuna necessità persino di aggiungere ulteriori paletti.
   Io  mi sono permesso di dire che l'emendamento, cioè l'articolo va
  bene  così com'è, non c'è bisogno, per il resto si potrebbero  dare
  raccomandazioni,  degli ordini del giorno di utilizzo  della  spesa
  sociale,  però  non allargherei il fronte alle associazioni,  altri
  enti  eccetera,  a  meno  che non si dica invece  ai  comuni  o  in
  aggiunta  ai  comuni  le  province, ma parliamo  sempre  di  questi
  istituzioni. Io mi limiterei a questo e non aprirei maglie di altro
  tipo.
   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  sono  in linea con il Presidente Crocetta. Stiamo assegnando  delle
  risorse  in  più  ai  Comuni. Non soltanto questo.  I  progetti  li
  facciamo passare attraverso la Conferenza Regione-Autonomie locali,
  non  li  sta approvando chissà chi, li sta approvando la Conferenza
  regionale  Autonomie locali, quindi non capisco di che  cosa  state
  parlando e di che cosa vi stranite.
   Era  stato messo  società , ho fatto un subemendamento dove  tolgo
   società  e metto  Onlus , cosicché togliamo tutte le questioni nel
  mezzo,  ci  siamo? Quindi, io non parlo con te Totò, parlo  con  il
  Movimento Cinque Stello.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   vorrei
  rassicurare  l'onorevole  Cordaro  che  questa  Finanziaria  non  è
  certamente  una  Finanziaria fatta per risolvere faide  all'interno
  della maggioranza, perché faide non ce n'è.
   Io  invito  l'Aula ed i colleghi a votare questo  articolo  perché
  trattasi  di  un  articolo di buonsenso, visto che stiamo  mettendo
  delle  risorse a favore delle classi più disagiate, dell'inclusione
  sociale,    quindi,    sostengo   ovviamente   il    subemendamento
  dell'onorevole Di Giacinto, che specifica gli enti a cui si rivolge
  questo  articolo  e, soprattutto, tengo a sottolineare  che  questa
  Finanziaria  è  fatta  per i siciliani,  non  è  fatta  per  nessun
  deputato né della maggioranza né dell'opposizione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, rispetto a questo articolo mi  sembra
  che,  da  parte del Governo riscontriamo una volta un provvedimento
  che è a favore delle politiche inclusive, che riguardano gli ambiti
  di  intervento  a favore delle fasce deboli, delle disabilità,  dei
  minori  e Vullo, lei dice  Micciché . Giù le mani da Micciché,  PD
  Giù le mani da Micciché
   Micciché  in  questa vicenda è l'assessore che sta  tutelando  gli
  interventi  a  favore delle fasce deboli, non in  quanto  assessore
  Micciché, ma in quanto assessore che deve tutelare l'ambito  e  voi
  di maggioranza non potete giocare con queste beghe interne
   Noi  siamo  per questo articolo, per l'articolo 9 ed,  ovviamente,
  sosteniamo   l'emendamento,  in  questo  caso,  dell'onorevole   Di
  Giacinto, purché si tratti ovviamente di enti senza scopo di lucro,
  Onlus,  perché nessuno deve poter mettere le mani su queste risorse
  che  devono  andare  a vantaggio dei più deboli. Quindi,  onorevole
  Vullo, non si permetta più di giocare con questi aspetti, va  bene?
  Non è corretto  Giù le mani da Micciché

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, mi tocca l'obbligo, prima di ogni cosa,
  rispondere  all'onorevole  Anselmo ed al Presidente  Crocetta,  che
  forse  facevano  richiamo alle opposizioni, ma l'onorevole  Anselmo
  dice:  non ci sono faide . Noi ne prendiamo atto.
   Ieri  sera non ci è sembrato così, veramente. Non solo  non  ci  è
  sembrato  così ieri sera, ma l'onorevole Vullo non è renziano  come
  lei,  è  di un altro partito; dico, chiaritevi un attimo  le  idee.
  Questo  per onestà, anche intellettuale, per chi ci ascolta, perché
  ieri sera le faide si sono viste tutte.
   Oggi  lei difende l'articolo, ma poc'anzi l'onorevole Vullo invece
  voleva  sapere, voleva spiegazioni. Quindi, siete  di idee diverse,
  siete renziani? Non abbiamo capito nulla
   A  proposito di tanto, in Commissione Bilancio noi questo articolo
  lo  abbiamo sostenuto e difeso  per una ragione molto semplice.  Si
  tratta di un articolo permanente a sostegno delle strategie sociali
  e  delle  politiche inclusive che solo i comuni possono  fare,  che
  l'Assessorato  non  può  elargire  somme  a  piacimento,   ma   che
  predisporrà un bando al quale parteciperanno i soggetti o comuni, o
  associazioni onlus.
   Ci  sarà  una commissione perché tutte le procedure sono così,  vi
  sarà   un'istruttoria   e,   poi,  verranno   finanziati   progetti
  ammissibili  e soprattutto in ogni progetto di questo  -  dico  non
  glielo  devo difendere io, ma tutti i bandi sono stati  così  -  ci
  saranno  delle  griglie a seconda di quello che maggiormente,  cioè
  che  è  più  propositivo, quindi, credo veramente che debba  essere
  apprezzato perché per il disagio sociale in questa finanziaria  c'è
  pochissimo e se quel poco che c'è cerchiamo di distoglierlo
   Bene  diceva la preoccupazione condivisa dell'onorevole  Zafarana,
  ma  quello è da riportare ai liberi Consorzi, alle ex province,  ai
  compiti istituzionali delle ex province perché il trasporto  per  i
  disabili,  il  trasporto  potrebbe  rientrare  anche  in   progetti
  finalizzati qualora se ne ravvisi la necessità, ma ricordo che  per
  il  trasporto  ai disabili ci vogliono i mezzi che  non  sempre  ci
  sono.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono,
  invece, rassicurato dalle parole del Presidente Crocetta, come sono
  rassicurato dall'intervento dell'onorevole Di Giacinto  e,  quindi,
  non contesto le finalità dell'articolato.
   Pur  tuttavia,  qualche  perplessità ce  l'ho  anch'io,  assessore
  Miccichè,  e soprattutto questa mia perplessità è una questione  di
  buon  gusto,  di  bon  ton.  A mio avviso,  in  un  articolo  della
  finanziaria,  non  si può scrivere  nonché per fronteggiare  eventi
  straordinari .  Non si può assolutamente scrivere perché  dà  ampio
  margine alla discrezionalità dell'Assessore o di chicchessia perché
  diventerebbe  una sorta di bancomat per fronteggiare  le  emergenze
  sociali  perché diventa un fondo di riserva per tutti  gli  aspetti
  che riguardano l'inclusione sociale.
   Ho visto, quindi, l'emendamento presentato dall'onorevole Zafarana
  che  condivido  in pieno, che è l'emendamento 9.11,  dove  dice  di
  cassare queste parole ed io, signor Assessore, inviterei anche  lei
  a presentare un emendamento in tal senso.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
  Miccichè,  dopo quello che ha detto il collega, onorevole Figuccia,
  cosa  possiamo  dire  tutti noi  L'unica cosa che  doveva  chiarire
  l'onorevole  Figuccia è se si riferiva a Miccichè  Gianfranco  o  a
  Miccichè Gianluca.
   Sono   qua  per  dare  l'interpretazione  autentica  e  cioè   noi
  condividiamo  il  fatto che l'azione portata avanti  dall'assessore
  Miccichè,  di concerto con i due assessorati, certamente  recependo
  il correttivo proposto dall'onorevole Di Giacinto, possa essere una
  cosa  seria perché un'attenzione maggiore alle onlus, visto  che  i
  comuni  non  danno più niente, perché il tema è  i  comuni  con  le
  associazioni non hanno più rapporti, non possono fare bandi, non ci
  sono quattrini, questo bisogna dire.
   Questo, quindi, trasferito questo finanziamento, spalmato presso i
  comuni,  certamente può dare ossigeno a coloro i quali ogni  giorno
  sviluppano  un'azione sociale onlus, certamente, senza finalità  di
  lucro.  E' bene evidenziare questo, onorevole Di Giacinto,  e  sono
  convinto  che  posso interpretare il suo pensiero quando  si  pensa
  alle  onlus  certamente  non solo sotto il profilo  giuridico,  già
  onlus significa tutto, ma perché no, siccome c'è un clima di caccia
  alle  streghe diciamo chiaramente che le onlus avranno, riceveranno
  questi  contributi  e  li spenderanno totalmente  con  pareggio  di
  bilancio   attraverso  rendicontazione,  senza  arricchire   nessun
  componente della onlus.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  tanto  che
  l'Aula  nonostante  l'Assessore non si sia  espresso  e  questo  ci
  dovrebbe  far  riflettere  su quanto sia vaga  la  formulazione  di
  questo articolo.
   Onorevoli colleghi, qui non si vuole per nulla distrarre somme  in
  chissà  quali fantomatici problemi che stanno a cuore a  un  Gruppo
  parlamentare  più  che  a  un altro; qui  stiamo  parlando  di  una
  tematiche che riguarda tutti noi, che riguarda tutte le province, è
  un problema che attanaglia centinaia di famiglie di cui noi abbiamo
  la responsabilità.
   Garantire  il diritto allo studio anche ai ragazzi disabili  oltre
  che un diritto riconosciuto in maniera universale è un problema per
  le famiglie che, oltre a subire l'umiliazione di vedere bistrattato
  un  diritto  dei propri figli, devono anche provare a  sopperire  a
  questa cosa di cui tutti noi siamo responsabili:  ricordiamoci  che
  centinaia di ragazzi sono rimasti a casa negli scorsi mesi.
   Allora,   dato   che   ci  sono  queste  risorse,   utilizziamole,
  vincoliamole  a questo scopo in modo che gli ultimi  non  rimangano
  gli  ultimi,  perché gli ultimi se non li aiutiamo noi  in  maniera
  diretta con un articolo dedicato, rimarranno gli ultimi e questa  è
  un'opportunità  per  tutti  di mettere  la  parole  fine  a  questo
  problema  per  quest'anno, garantendo che si possa  organizzare  in
  maniera  strutturata,  programmata  un  trasporto  e  un'assistenza
  scolastica per i ragazzi.
   Sono  sicura che tutti i Gruppi abbiamo ricevuto lettere da  parte
  di  associazioni di genitori e il loro dramma umano, il  fatto  che
  anche  la produttività di queste famiglie è stata limitata,  perché
  chiaramente  un  genitore  non va a lavorare  per  accompagnare  il
  figlio a scuola e quindi anche un danno per il tessuto produttivo.
   Allora,  questa  coglietela come una opportunità e  vi  chiedo  di
  sostenere l'emendamento Zafarana.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.12.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Mi rimetto all'Aula.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Procedo  alla  verifica del  numero  dei  richiedenti
  sull'emendamento 9.12.



   1132/A e 1133-1155/A
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 9.12.


    Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge nn.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
                         1132/A e 1133-1155/A
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto

  dell'emendamento 9.12.
   PRESIDENTE.  Tra gli ordini del giorno ce n'è uno che  impegna  la
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  Presidenza dell'Assemblea, peraltro porta la firma di quasi tutti i
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  parlamentari,  ritengo   che  il primo firmatario  sia  l'onorevole
  pulsante bianco.
  Lombardo, per la costituzione di una Commissione di indagine avente
   Dichiaro aperta la votazione.
  per oggetto la corretta quantificazione degli effetti finanziari in

  favore della Regione siciliana derivanti dalla sentenza della Corte
                      (Si procede alla votazione)
  costituzionale.

   Non   posso  non  accoglierlo,  ho  avuto  modo  di  riferirlo   e
   Dichiaro chiusa la votazione.
  procederemo di conseguenza.

   Evitiamo,  almeno  sugli ordini del giorno, di aprire  discussioni
                       Risultato della votazione
  importanti ma che, alla fine,   credo che diventino sterili  quando

  sono ripetitive.
    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   Onorevole  Lentini,  lei  quale ordine  del  giorno  chiedeva  che
  segreto:
  venisse comunque votato dall'Aula?

   Facciamo un ragionamento più semplice
   Presenti             73
   Inizio  dal  primo  ordine  del  giorno  e  se  verrà  chiesta  la
   Votanti              72
  votazione, l'Aula voterà.
   Maggioranza          37
   Assessore  Baccei, mi presti un attimo di attenzione,  inizio  dal
   Favorevoli           38
  primo  ordine del giorno, di massima vengono accettati  tutti  come
   Contrari             34
  raccomandazione,  se  c'è una richiesta di voto,  si  pronuncerà  a
   Astenuti              0
  favore o contro e l'Aula, voterà.

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 520  Misure urgenti in  merito
                            (E' approvato)
  alla  sorte della Società partecipata  Riscossione Sicilia S.p.a. .

  Il parere del Governo?
   L'articolo 9 è approvato nel testo risultante.

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
   BACCEI,  assessore per l'economia. Penso rientri nella  norma  che

  abbiamo già approvato. Il Governo lo accetta come raccomandazione.
                               «Art. 10

                      Palacongressi di Agrigento
   PRESIDENTE.  Si  passa agli ordini del giorno nn. 521,  522,  523,

  524, 525, 526.
   1.   Il  bene  del  patrimonio  immobiliare  regionale  denominato

   Palacongressi  di  Agrigento  è affidato,  per  la  gestione,  per
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  li  accetta  come
  l'utilizzo  e per la fruizione pubblica all'Ente parco archeologico
  raccomandazione.
  e  paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento istituito  con

  legge regionale 30 novembre 2000, n. 20.
   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 527.


   2.  Le  somme  riscosse  per il pubblico  uso  dell'immobile  sono
   CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
  utilizzate,  sino alla concorrenza necessaria, per il  mantenimento

  funzionale e per la manutenzione ordinaria dell'immobile.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'ordine del giorno n. 528.
   3.  Tutte le somme in eccesso rispetto a quelle di cui al comma  2

  sono  utilizzate dall'Ente parco Valle dei Templi per gli scopi  di
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accetta  come
  migliore  valorizzazione  e  fruizione  dei  beni  archeologici   e
  raccomandazione.
  monumentali della città di Agrigento.


   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 529.
   4. L'utilizzo delle somme di cui al comma 3 deve avvenire, qualora

  esuli  dalle competenze proprie dell'Ente parco Valle dei Templi  e
   LENTINI. Chiedo di parlare.
  comunque per i beni esterni alla perimetrazione di cui all'articolo

  2   della  legge  regionale  n.  20/2000,  attraverso  una   intesa
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  formalizzata  tra Ente parco, comune di Agrigento e  Soprintendenza

  dei   beni   culturali  di  Agrigento.  Tale  intesa   è   soggetta
   LENTINI.  Signor  Presidente,  l'ordine  del  giorno  riguarda  il
  all'approvazione  dell'Assessore regionale per i beni  culturali  e
  trasporto pubblico locale e desidero che sia posto in votazione per
  l'identità siciliana.
  un  semplice  motivo: queste società attendono che il  quadrimestre

  2014  venga  ancora pagato, potrebbe essere anche un  debito  fuori
   5.  I bilanci dell'Ente Parco Valle dei Templi, di cui al comma  2
  bilancio e, quindi, desidero che, alla prima occasione, durante  la
  dell'articolo 13 della legge regionale n. 20/2000, sono redatti  ed
  variazione  di  bilancio che ci sarà da qui ad  un  paio  di  mesi,
  adeguati  in  modo  tale da consentire una chiara contabilizzazione
  vengano  date  immediatamente queste somme che rappresentano  soldi
  delle   somme,   sia   in   entrata   che   in   uscita,   relative
  sacrosanti.
  all'applicazione dei precedenti commi. Tali somme  formano  oggetto
   Qualora non si facesse ciò, questi potrebbero rivolgersi contro la
  di  contabilità  e  rendicontazione separate e  sono  sottoposte  a
  Pubblica  amministrazione e ci troveremo in grosse  difficoltà  per
  vigilanza e controllo da parte dell'Assessorato regionale dei  beni
  pagare non soltanto i ventisette milioni ma anche le spese.
  culturali   e   dell'identità  siciliana  nonché   dell'Assessorato

  regionale dell'economia.
   PRESIDENTE.  L'onorevole Lentini, correttamente pone un  problema.

  Mettiamoci,  in questo momento, nei panni dell'Assessore  che  deve
   6.  Per  l'esercizio  finanziario 2016  il  dieci  per  cento  dei
  esprimere   un   parere  e,  poi,  l'Aula  si  deve   assumere   la
  proventi  derivanti dai biglietti di ingresso e servizi a pagamento
  responsabilità di impegnare il Governo sul pagamento. Se  le  somme
  che  affluiscono al bilancio dell'Ente Parco Valle  dei  Templi  di
  sono  dovute,  sono dovute per atto amministrativo - non  è  perché
  Agrigento è destinato alle finalità di cui al presente articolo».
  l'Aula impegna - non stiamo facendo un atto legislativo. Le ricordo

  che non possiamo fare atti amministrativi.
   Sono stati presentati diversi emendamenti soppressivi all'articolo
   Se  le  somme sono dovute, sono dovute. Il fatto stesso che  venga
  10.
  accettato come raccomandazione.
   Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento 10.16?
   Su  un  atto  amministrativo, stiamo  dicendo  di  procedere  alla

  liquidazione di un impegno che deve essere fatto.
   FALCONE. Lo ritiro.
   Chiedo che ritiri la richiesta di voto.


   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   LENTINI. D'accordo, Presidente.
    Onorevole Di Mauro,  mantiene  gli emendamenti 10.1 e 10.2?


   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accetta  come
   DI MAURO. Li ritiro.
  raccomandazione.


   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   PRESIDENTE.  Si  passa agli ordini del giorno nn. 530,  531,  532,
   Si  passa all'emendamento 10.17. Lo pongo in votazione. Il  parere
  533, 534, 535.
  del Governo?


   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  li  accetta  come
   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
  raccomandazione.


   PRESIDENTE. Parere della Commissione?
   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n.  536.  Era  quello

  riferito   al   Presidente  dell'Assemblea   regionale   siciliana.
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Istituiamo la Commissione di indagine per accertarlo.
  Favorevole.
   Si  passa agli ordini del giorno nn. 537, 538, 539, 540, 541, 542,

  543, 544, 545, 546, 547, 548, 549, 550, 551.
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.17 con  il  parere

  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  li  accetta  come
  seduto; chi è contrario si alzi.
  raccomandazione.


                            (E' approvato)
   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 552.


   Si passa all'emendamento 10.12.
   LOMBARDO. Chiedo che venga posto in votazione.


   CLEMENTE. Lo ritiro.
   PRESIDENTE.   Però,  mi  scusi,  onorevole  Lombardo,  capisco  la

  portata  dell'ordine del giorno, ma se abbiamo deciso di  istituire
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  la Commissione di indagine, capisco che è relativa alla rinuncia al
   Gli  emendamenti 10.3, 10.11, 10.4, degli onorevoli  Di  Mauro  ed
  contenzioso e quant'altro, però, fa parte  Evitiamo perché forziamo
  altri, sono ritirati.
  inutilmente
   Si passa all'emendamento 10.14. Il parere del Governo?


   LOMBARDO. D'accordo, signor Presidente.
   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.


   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accetta  come
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  raccomandazione.


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno nn. 553, 554, 555.
  Favorevole.


   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  li  accetta  come
   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  raccomandazione.
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  10.14.   Chi   è

  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 556.


                            (E' approvato)
   LOMBARDO. Chiedo che venga posto in votazione.


   Si passa all'emendamento 10.15. Onorevole Fontana, lo mantiene?
   PRESIDENTE. L'ordine del giorno 556 reca:  Istituzione  di  numero

  100  borse di formazione specialistica di area medica per i nati  o
   FONTANA. Lo ritiro.
  residenti in Sicilia per l'anno accademico 2015-2016 .


   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   LOMBARDO. Chiedo di parlare.
   Gli  emendamenti  10.9,  10.5, 10.10,  10.6,  10.8  e  10.7   sono

  ritirati.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo  in  votazione  l'articolo 10  così  come  emendato.  Chi  è
   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo il voto su
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
  questo  ordine  del  giorno  per  il  solo  fatto  che  l'assessore
                            (E' approvato)
  Marziano,  anche  in  Aula,  nel  corso  della  trattazione   della

  finanziaria,  ma anche l'assessore Gucciardi so che è a  conoscenza
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
  di quanto l'Assessorato alla Formazione sta predisponendo grazie al

  Fondo  sociale  europeo  per il 2014-2020  e  vorrei  semplicemente
                               «Art. 11
  l'assicurazione da parte dell'assessore Marziano che vi sia in atto
   Disposizioni in materia di revisione economico-finanziaria degli
  la procedura per bandire queste 100 borse di studio in medicina.
                              enti locali
   Penso che sia fondamentale anche perché abbiamo concordato di  non

  aggiungere  risorse alla legge del 1994 proprio  perché  si  poteva
   l.  È  istituito presso il dipartimento regionale delle  autonomie
  attingere  alle  risorse aggiuntive comunitarie. Quindi,  assessore
  locali l'elenco regionale dei revisori dei conti degli enti locali,
  Marziano  le chiedo se è possibile un assenso sulle borse  di  area
  di  seguito denominato elenco regionale. Tale elenco è gestito  con
  medica e sulla possibilità che il suo Assessorato le stia per porre
  modalità telematiche.
  in essere. E' un voto palese.


   2.  Sono  iscritti  nell'elenco regionale, a domanda,  i  soggetti
   PANARELLO.  Signor Presidente, non ho il blocco degli  ordini  del
  inseriti  nel  registro  dei revisori  legali  di  cui  al  decreto
  giorno.
  legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.


   PRESIDENTE. Sono stati distribuiti, veramente. Le arriveranno.
   3. Con decreto del Presidente della Regione emanato entro tre mesi

  dalla data di entrata in vigore della presente legge, è determinata
   MARZIANO,    assessore  istruzione  e  formazione   professionale.
  l'articolazione  dell'elenco regionale in base  alla  tipologia  di
  Chiedo di parlare.
  enti e fasce demografiche.


   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.
   4.  Con  il  decreto di cui al comma 3 sono definite, altresì,  le

  modalità e i termini di iscrizione nell'elenco regionale nonché  le
   MARZIANO,    assessore  istruzione  e  formazione   professionale.
  modalità di tenuta e di aggiornamento dell'elenco medesimo.
  Allora, posso assicurare che è in fase di pubblicazione un avviso -

  dovrebbe   essere   l'avviso  6,  in  ordine   tra   quelli   fatti
   5.   A  decorrere  dal  primo  rinnovo  dell'organo  di  revisione
  dall'Assessorato - che prevede proprio la possibilità di finanziare
  successivo alla data di entrata in vigore della presente  legge,  i
  da   70  a  120  specializzandi  in  medicina,  con  una  dotazione
  revisori   dei  conti  degli  enti  locali  sono  scelti   mediante
  finanziaria di 10 milioni di euro. Perché dico da 70 a 120?  Perché
  estrazione dall'elenco regionale».
  la cifra oscilla in base alla durata dei corsi di specializzazione.

  Più  saranno i quinquennali e minore sarà il numero, più saranno  i
   Si passa all'emendamento 11.15. Onorevole Cordaro, lo mantiene?
  triennali   e  maggiore  sarà.  Ma  confermo  che  c'è  un   avviso

  finanziario  con  10  milioni di euro a valere  sul  Fondo  sociale
   CORDARO. Lo ritiro.
  europeo per gli specializzandi in medicina. Confermo, non so se  ci

  sono  altri ordini del giorno, che stiamo facendo un altro  avviso,
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  finanziato con 10 milioni di euro, per finanziare 200 dottorati  di
   Si passa all'emendamento 11.1. Onorevole Di Mauro, lo mantiene?
  ricerca  le  cui  destinazioni vengono decise  dal  SUS,  cioè  dal

  sistema universitario siciliano.
   Di MAURO. Sì.


   PRESIDENTE.  Sulla  base di questa risposta,  onorevole  Lombardo,
   CIANCIO. Chiedo di parlare.
  mantiene la richiesta di votazione?
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   LOMBARDO. Sì, la mantengo.
   CIANCIO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io   non

  capisco   perché   i  colleghi  vogliono  mantenere   l'emendamento
   PRESIDENTE.  Allora,  lo  votiamo.  Tutto  sommato  il  Governo  è
  soppressivo  di  questo  articolo dato  che  è  un  articolo  molto
  favorevole.
  importante  che, finalmente, allinea la Sicilia a una  modalità  di

  nomina dei revisori dei Conti che c'è in tutta Italia tranne che in
   PANARELLO. Senza testi non è etico votare.
  Sicilia:   anziché essere estratti mediante sorteggio sono nominati

  dai Consigli comunali.
   PRESIDENTE.  Diamo  i testi degli ordini del giorno  all'onorevole
   Questo  è  un decreto che risale al 2011 e la Sicilia ha impiegato
  Panarello. E' giusto, è eticamente corretto.
  ben  cinque anni per adeguarsi alla normativa nazionale e credo che
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 556, a pagina  64  del
  la  possibile soppressione di questo articolo sia  un grave  errore
  primo blocco.
  che questo Parlamento può fare.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   Io  ho  presentato anche dei modificativi a questo articolo; però,

  intanto chiedo che ovviamente il soppressivo venga ritirato e  poi,
                            (E' approvato)
  eventualmente, mi riservo di spiegarli dopo.


   Si passa agli ordini del giorno nn. 557, 558, 559, 560, 561.
   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1. Il  parere  del

  Governo?
   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  li  accetta  come

  raccomandazione.
   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione

  pubblica. Contrario.
   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 562.


   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   TURANO.  Non  ho il blocco con gli ordini del giorno.  Chiedo  una

  copia del blocco perché c'è un ordine del giorno a mia firma per il
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  quale vorrei chiedere la votazione.
  Contrario.


   PRESIDENTE.  Mi suggerisce l'onorevole Cimino che Einaudi  diceva:
   DI MAURO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
   E' necessario conoscere per deliberare .

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


     (La seduta, sospesa alle ore 12.23, è ripresa alle ore 12.29)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Gli  assistenti  stanno  distribuendo  i   fascicoli.
  Eravamo all'ordine del giorno n. 562.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accetta  come
  raccomandazione.

   Si   passa  all'ordine  del  giorno  n.  563.  E'  accettato  come
  raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 564, a firma  degli  onorevoli
  Fontana ed altri.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un ordine
  del  giorno per l'applicazione della disciplina prevista dal  comma
  20  del  disegno di legge che stiamo, appunto approvando, in quanto
  sono stati esclusi dall'applicazione dell'articolo 6, del comma  2,
  alcuni  amministratori e commissari che vengono nominati nel  Parco
  archeologico  ma  anche  nelle varie amministrazioni.  Quindi,  per
  ripristinare un assegno che possa in qualche modo ristorare  coloro
  i  quali si impegnano nelle attività amministrative e nell'attività
  di Commissario anche nei parchi archeologici.

   PRESIDENTE.  Assessore Baccei, lei assume l'impegno e  lo  accetta
  come raccomandazione?

   BACCEI,  assessore per l'economia. E' il contrario di  quello  che
  abbiamo   fatto  nella  legge,  che  abbiamo  votato,  che  abbiamo
  proposto.

   PRESIDENTE. Per la valutazione, almeno. L'ordine del giorno n. 564
  è accettato come raccomandazione per approfondimento.
   L'ordine del giorno n. 565 è accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 567, a firma  degli  onorevoli
  Laccoto ed altri.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo  anche
  al  Governo.  Ieri per un errore è stato praticamente  bocciata  la
  possibilità di potere mettere in funzione il dissalatore di Vulcano
  (ME)  creando  certamente  un vulnus,  perché  vi  sono  già  delle
  obbligazioni  e l'Assessore competente non può mettere  a  gara  la
  gestione e il funzionamento del dissalatore tenendo conto anche dei
  costi  eccessivi  che ci sono per il rifornimento di  cisterne  che
  vengono  fatte ogni anno per le isole. Credo che sia opportuno  che
  l'Assessore  competente  blocchi le somme  in  attesa  della  norma
  stralcio, perché altrimenti andremmo a sperperare oltre 20  milioni
  di  euro già spesi per la costruzione del dissalatore, creando  tra
  l'altro  un  grave  danno non solo a Vulcano, ma anche  alle  altre
  isole.

   PRESIDENTE.   E'  pervenuta  alla  Presidenza  la   richiesta   di
  apposizione  di firma all'ordine del giorno n. 567 da  parte  degli
  onorevoli  Formica, Cimino, Sammartino e Lupo. Peraltro, questa  va
  nelle  norme  stralcio  il  cui  esame  sarà  avviato  la  prossima
  settimana,  è  stato  deciso così ma comunque  lo  confermeremo  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 567.  Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 568 a firma  degli
  onorevoli Dipasquale ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 569, a firma  degli  onorevoli
  Palmeri ed altri. E' accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 570, a firma  degli  onorevoli
  Anselmo ed altri. E' accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 571, a firma  degli  onorevoli
  Germanà ed altri. E' accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 572, a firma  degli  onorevoli
  Germanà ed altri. E' accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 573, a  firma  dell'onorevole
  Savona. E' accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 574, a  firma  dell'onorevole
  Falcone.
   Gli  onorevoli  Formica,  Cascio  Salvatore,  Di  Mauro,  Ioppolo,
  Clemente, Musumeci, Giuffrida, Greco Marcello, Di Giacinto, Savona,
  Sammartino,  Vinciullo, dichiarano di apporre la  firma  all'ordine
  del giorno n. 574.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo   dire    che
  l'Assessorato competente non è quello della pubblica  istruzione  e
  formazione  professionale,  ma è l'Assessorato  della  famiglia  e,
  quindi, bisogna fare questa modifica.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 574  tenendo
  conto  della  modifica  di  attribuzione  dell'Assessorato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'ordine  del  giorno  n.  575,  a  firma  a   firma
  dell'onorevole Falcone.

   IOPPOLO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno n. 575.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  lei
  ha  seguito bene il dibattito in Aula e, quindi, sa come si  evolve
  questa fattispecie.
   Io non ho presentato nessun ordine del giorno perché il Presidente
  Crocetta si era impegnato personalmente, dopo gli interventi  delle
  colleghe  Raia  e  Foti ed anche il mio, a mettere  all'ordine  del
  giorno del disegno di legge stralcio questa fattispecie.
   Io  per  questo non l'ho fatto. Le dico che condivido quest'ordine
  del  giorno  e chiedo che il Governo intervenga fortemente  per  la
  risoluzione  di detta questione che veramente è una situazione  che
  non convince quanto anche di difficile interpretazione, per volontà
  che non riesco a cogliere, perché - come lei ben sa - l'emendamento
  che  io avevo presentato in commissione di merito è votato. Quindi,
  non  capisco  come  mai lei non ha preso visione  e  non  ha  preso
  valutazione.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli  D'Asero, Raia,  Sammartino,  Ioppolo,
  Musumeci hanno chiesto di apporre la loro firma.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno  n. 575. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

         (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 576  Erogazione  risorse  anni
  2014  e  2015  stanziate per i minori intraventunenni sottoposti  a
  provvedimento    dell'Autorità   giudiziaria   minorile    percorso
  riabilitativo , dell'onorevole Falcone.

   FIGUCCIA. Mettiamolo ai voti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Figuccia, anche  questo  noi  lo  possiamo
  votare però mettiamo in difficoltà l'assessore perché, se si tratta
  di atti dovuti, gli atti sono dovuti.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Questo è un fatto di amministrazione.

   PRESIDENTE. Infatti, è un fatto di amministrazione, come  facciamo
  ad intervenire? Se viene presentato come raccomandazione il Governo
  farà la valutazione, i dovuti approfondimenti.
   C'è  un  atto che proviene dall'Assemblea, allora lo accetta  come
  raccomandazione  per  la  valutazione perché  fa  riferimento  alla
  finanziaria 2016 che abbiamo votato.
   Quindi, è accettato come raccomandazione.
   Gli  ordini del giorno nn. 577, 578, 579,580, 581, 582, 584,  585,
  586, 587, 588, 589 sono accettati come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 590,  dell'onorevole  Milazzo
  Giuseppe.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori,  siccome all'articolo 33, comma 4, abbiamo istituito  un
  fondo   generico   ma  volto  alla  salvaguardia  degli   equilibri
  occupazionali dei dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia si  impegna
  il Governo proprio per quello che ho detto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole del Governo  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

         (E' approvato)

   L'ordine del giorno n. 591 è accettato come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine  del giorno  n. 595, a firma  dell'onorevole
  Vinciullo.
   Stanno arrivando anche altri ordini del giorno.
   Onorevole  Foti,  ce ne sono due che dovranno  essere  oggetto  di
  considerazione, in altra sede, quelli che ha presentato in  ultimo,
  cortesemente.  L'ordine  del  giorno  n.  593  è  sempre  a   firma
  dell'onorevole  Foti   Iniziative urgenti per  assicurare  un  equo
  trattamento    nei    confronti   del   personale    medico-biologo
  dell'Istituto zooprofilattico .
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 592, a firma  degli  onorevoli
  Clemente ed altri.
   Lo pongo in votazione con il parere favorevole del Governo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 595, a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.48, è ripresa alle ore 12.49)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Pongo   in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  595,   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo è favorevole.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno  594,  a  firma  dell'onorevole
  Lentini.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signore Presidente, onorevoli colleghi, chiedo la  parola
  anche per trenta secondi e cerco di mantenermi  nel tempo.
   Questo  è  un ordine del giorno che spero venga sposato  dall'Aula
  perché parliamo di personale Italtel-Sirap, personale che passa nel
  1994  alla  Regione siciliana. C'è stato un accordo con  il  gruppo
  IRI,  quindi  lo  Stato  con  le Regioni,  dove  per  chiudere  dei
  contenziosi hanno trasferito, hanno raggiunto questo accordo con il
  trasferimento  di  personale tecnici ed  amministrativi  presso  la
  Regione di appartenenza.
   Chiedo,  quindi,  signor  Presidente,  che  questo  personale  sia
  equiparato al personale di ruolo della Regione siciliana nel  senso
  che  loro  sono volenterosi lavorano ad oggi, ma ancora  non  hanno
  riconosciuto la mansione e la qualifica del dipendente regionale.
   Chiedo, appunto, che venga messo ai voti per evitare che ancora si
  allunghino  i  tempi  e, considerato il fatto che,  ormai,  con  il
  prepensionamento di tanti dirigenti e funzionari che vanno  via  da
  qua al 2020, penso che, parliamo di 60 dipendenti. Chiedo che venga
  messo ai voti.

   PRESIDENTE.    Onorevole    Lentini,    viene    accettato    come
  raccomandazione.

   LENTINI. Chiedo il voto d'Aula.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  onorevole Lentini,  lei  chiede  il  voto
  d'Aula. Già ho ammesso degli ordini del giorno che dovevano  essere
  depositati entro la chiusura della discussione generale per dare la
  possibilità    però,  assessore,  mi  segua,  assessore   Lantieri.
  L'ordine  del  giorno n. 594, sto dicendo, il  presentatore  lo  ha
  illustrato, avrà le sue buone ragioni giuridiche.
   Onorevole  Lentini,  gli  ordini del  giorno  andavano  presentati
  correttamente entro la chiusura della discussione generale.  Sembra
  che riapriamo la finanziaria

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Sull'ordine dei lavori? Onorevole Giuffrida,  lei  si
  sta  innervosendo  Lei prima non poteva parlare perché non  era  il
  firmatario  dell'ordine  del  giorno. L'ordine  del  giorno  poteva
  essere illustrato solo dal presentatore in via eccezionale.

                  (Proteste dell'onorevole Giuffrida)

   Lei  non era neanche presentatore, per cui dovrebbe dare atto  che
  l'ho fatta parlare, pur non essendo il presentatore
   Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 594?

   LANTIERI,  assessore  per  la funzione  pubblica  e  le  autonomie
  locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso  che  l'ordine del giorno è stato approvato  con  il  voto
  contrario del Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 596, a  firma  dell'onorevole
  Alloro.

   MUSUMECI.  Dichiaro di apporre la firma all'ordine del  giorno  n.
  596.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  presentato
  questo  ordine del giorno, che so già essere condiviso dal Governo,
  tant'è che era stato inserito ieri tra gli aggiuntivi, diciamo  che
  si  erano  inseriti in Aula, e poi per una serie di vicende  legate
  alla  seduta  che  è  stata concitata e complicata,  la  Presidenza
  dell'Assemblea ha ritenuto di stralciare.
   Chiedo  anche ai colleghi di supportare questo ordine  del  giorno
  perché  da tre anni in Commissione Sanità, assieme al Presidente  e
  assieme  a  tutti i colleghi, l'onorevole Ioppolo  e  tanti  altri,
  tentiamo   di   sbloccare  questa  vicenda  legata  alle   funzioni
  assistenziali dell'Oasi di Troina.
   Sulla  qualità di  questo istituto c'è una condivisione  generale,
  su  quelle che sono le tematiche gravissime che trattano,  sappiamo
  che  lo  fanno ad altissimo livello, non si capisce perché  da  tre
  anni  non  riusciamo  a far rifirmare una convenzione  scaduta  che
  riguarda esclusivamente le  funzioni socio-assistenziali.
   Per  cui,  io  chiedo che questo  ordine del giorno  venga  votato
  anche  per sanare sul piano politico, un vulnus che è stato  quello
  di  estromettere questo ordine del giorno che era stato  presentato
  dal Governo e fortemente voluto dalla Commissione sanità e da tanti
  altri colleghi.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  hanno  chiesto di apporre la firma  all'ordine  del
  giorno  n.  596  gli  onorevoli Di Giacomo,   Formica,  Musumeci  e
  Sammartino. Peraltro, questo ordine del giorno, così come un  altro
  che è stato illustrato dall'onorevole Laccoto, fa riferimento a due
  emendamenti  inseriti in finanziaria che dovranno fare parte  dello
  stralcio che, spero, possa arrivare in Aula la prossima settimana.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 597, a  firma  dell'onorevole
  Panepinto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura della norma finale che comunque, ieri avevamo votato:

                               «Art. 93

   1.la presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della  sua
  pubblicazione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di  osservarla  e
  di farla osservare come legge della Regione».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)



   programmatiche e correttive per l'anno 2016.    Legge di stabilità
   Presidenza del Presidente Ardizzone
   regionale.


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del Presidente Ardizzone



   Presidenza del vicepresidente Lupo
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.1.



   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
   Si procede, quindi, alla votazione finale del disegno di legge nn.
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  1133-1155/A   Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno
  dell'emendamento 11.1.
  2016. Legge di stabilità regionale .
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
   Comunico che potrà intervenire un deputato per gruppo parlamentare
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  per la durata di 5 minuti.
  pulsante bianco.
   Onorevoli  colleghi, organizzerò gli interventi in  modo  tale  da
   Dichiaro aperta la votazione.
  alternare  quelli  di  maggioranza  e  opposizione  -  se  si   può

  comprendere dov'è la maggioranza e dov'è l'opposizione.
                      (Si procede alla votazione)
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe, per il Gruppo

  parlamentare di Forza Italia.
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Ne ha facoltà.


                       Risultato della votazione
   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non

  parteciperò al voto sulla finanziaria, toglierò il tesserino perché
    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  coerenza  vuole,  visto che ci sono alcune norme  su  cui  mi  sono
  segreto:
  battuto  e l'Assemblea ha ritenuto meritevoli di accoglimento,  fra

  tutti  l'articolo  14,  il fondo generico volto  alla  salvaguardia
   Presenti e votanti  68
  degli equilibri dei dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia.
   Maggioranza         35
   Un pensiero anche alle norme che non sono state approvate, e molto
   Favorevoli          28
  spesso non trattate, gli sportellisti, il Cerisdi.
   Contrari            40
   Certamente  però ci sono delle riforme importanti che si  dovranno
   Astenuti             0
  fare, una scadenza è stata fissata: forestali, Riscossione Sicilia.

  Pertanto, non mi sento di votare a favore perché alcuni errori sono
                           (Non è approvato)
  stati commessi. Non mi sento di votare nemmeno contro a dispositivi

  che sono stati inseriti.
   Si  passa  all'emendamento 11.18, a firma degli onorevoli Coltraro
   Voglio  dirle,  signor  Presidente, per questo  ho  insistito  per
  ed altri.
  chiedere  la  parola, che ho scritto di mio pugno una dichiarazione

  che  presenterò  ora  - concluso il mio intervento  -  con  estremo
   FIGUCCIA. Lo ritiro.
  rammarico,  senza polemica alcuna e certamente non è un dissociarsi

  né  a  valori  né  al  mio  partito, ma da  oggi  rassegno  le  mie
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  dimissioni  dal  Gruppo politico e parlamentare  Forza  Italia  per
   Si passa all'emendamento 11.19, dell'onorevole Falcone.
  aderire  al Gruppo misto, certamente non discostandomi dai  valori,

  dai principi, dalle battaglie che ho portato avanti.
   FALCONE. Chiedo di parlare.
   Di  seguito  dico e affermo che non sosterrò il Governo  Crocetta,

  non  sostengo  il Governo Crocetta, sono distante da  Crocetta,  mi
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  rivedo  in  uno  schieramento  che esprime  valori  ma  certamente,

  Presidente  - senza polemica alcuna - ringrazio il mio  Capogruppo,
   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'emendamento
  onorevole  Falcone, che rimarrà il mio Capogruppo,  il  commissario
  11.19 creiamo l'allineamento con la norma nazionale.
  Miccichè,  i  colleghi tutti, ma serve un momento  di  riflessione,
   Noi  dobbiamo  fare  delle  norme  equilibrate,  di  buonsenso  e,
  anche  alla  luce  delle  cose  che  sono  scaturite  in  Aula,  la
  soprattutto, efficaci. Non possiamo fissare un albo regionale a cui
  confusione più totale che governa i Gruppi parlamentari  e  ritengo
  tutti possono partecipare e dal quale poi inviamo nei vari Comuni i
  che  ognuno  di  noi  debba rappresentare se stesso  in  base  alla
  vari  revisori dei conti. Non possiamo mandare al Comune  di  Capri
  propria coscienza.
  Leoni  un  revisore dei conti di Palermo che, magari, costerà  come

  indennità qualche migliaia di euro ma costerà, come missione, dieci
   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, prendo atto che per tre  minuti  e
  volte la propria indennità.
  due   secondi   ha  parlato  a  nome  del  Gruppo   Forza   Italia,
   Allora,  noi diciamo: fissiamo il sorteggio, ma facciamo  un  albo
  successivamente  ha  dichiarato di parlare  per  il  Gruppo  misto.
  comunale.  Ciascun  professionista chiede  di  essere  inserito  in
  Diventa   difficile  la  distribuzione  dei  minuti   per   ciascun
  quell'albo  comunale. Si fa un sorteggio in Consiglio  comunale  in
  intervento.
  una  seduta pubblica e chi è che viene sorteggiato sarà chiamato  a
   Onorevole Figuccia, interverrà a nome e per conto di Forza  Italia
  rivestire  la propria carica. E' una norma equilibrata, efficace  e
  o  no?  Perché bisogna capire la posizione dei Gruppi, considerando
  che crea, sostanzialmente, una grande trasparenza.
  che l'onorevole Milazzo è  fuori quota .

   E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
   CIANCIO. Chiedo di parlare.


   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera finalmente
   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio,  lei  era  già  intervenuta.   Si
  siamo arrivati all'epilogo di una lunghissima maratona.
  interviene  una  sola  volta, per il futuro, sull'articolo.  Ne  ha
   Non è bello e non è neanche semplice parlare in un'Aula che ancora
  facoltà.
  una volta è del tutto distratta.


   CIANCIO.  Signor Presidente, grazie, allora, interverrò anche  sui
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invito a prestare  attenzione.
  successivi emendamenti.
  La fase delle dichiarazioni di voto sarebbe la fase più importante.
   Onorevole Falcone, forse non ha avuto il tempo o modo di vedere la

  normativa  nazionale perché il decreto 39/2010, tra l'altro  citato
   FAZIO.  Penso  proprio di sì, però forse non è  proprio  condivisa
  al  comma  2  del testo dell'articolo, già possiede in sé  tutti  i
  questa impostazione da parte di molti colleghi.
  requisiti,  le  modalità per accedere al registro, le  modalità  di
   Dicevo  che ieri finalmente si è arrivati a un epilogo sicuramente
  presentazione della richiesta.
  non  previsto,  non  prevedibile, e che a mio avviso  è  il  frutto
   Quindi,  a  mio avviso - e questo è quello che propongo anche  con
  sicuramente di una mancata programmazione e soprattutto una mancata
  gli  emendamenti - non è necessario neanche il decreto  di  cui  ai
  coerenza da parte di questo Governo, che l'unica cosa che ha  fatto
  commi  3 e 4 perché le modalità di presentazione delle domande,  di
  è  sicuramente determinare un ulteriore danno nei confronti di enti
  iscrizione  a  registro, di iscrizione all'albo, sono già  previste
  che  vorrei  capire  quando  potranno  effettivamente  svolgere  le
  dal  decreto 39. Infatti, propongo l'abrogazione dei commi 3  e  4.
  proprie funzioni.
  Prevedo anche all'inizio del comma 1, in applicazione dell'articolo
   Mi  riferisco a una serie di soggetti che prima erano  individuati
  16  della  normativa nazionale, non è altro che un  richiamo  ed  è
  direttamente   con   interventi,   appunto,   mirati,   e   adesso,
  rafforzativo  per  quanto riguarda l'applicazione  della  normativa
  necessariamente,  devono  partecipare  ad  un  bando   per   vedere
  nazionale, aggiungo, così come prevede la normativa nazionale, alla
  sicuramente assegnate queste somme, chissà fra quanto tempo.
  fine  del  comma  2   nonché gli iscritti  all'ordine  dei  dottori
   Intendo   utilizzare,  sicuramente,  questi  cinque   minuti   per
  commercialisti e degli esperti contabili. In questo  modo  noi,  ho
  rimarcare  ancora  una  volta che questa è  una  finanziaria  senza
  provato a presentare gli emendamenti che ci allineano perfettamente
  anima,   senza  respiro,  la  definirei  di  sopravvivenza   perché
  a quello che è il comma nazionale, che ho qua e se volete vi faccio
  francamente  l'unico intervento che viene effettuato è  ancora  una
  anche   vedere  e  leggere, però fare altro,  fare  un  avviso  del
  volta  nei  confronti, ovviamente, dei precari.  Sentirmi  dire  ed
  comune,  significherebbe  complicare la situazione,  complicare  le
  avere  approvato  una legge per quanto riguarda la  forestazione  a
  modalità  di  selezione e anche di scostarci da quello che  avviene
  distanza  di tre anni e mezzo da questo Governo, che entro  novanta
  nel  resto  d'Italia,  quindi  io chiedo  che  venga  applicata  la
  giorni  si  impegnava a presentare un disegno  di  legge,  come  se
  normativa così come avviene in tutte le altre regioni d'Italia.
  questo  Governo fosse stato eletto ieri e non sapeva, e non  doveva

  sapere. Sentirmi dire, ancora una volta, che i consorzi di bonifica
   LACCOTO. Chiedo di parlare.
  sono sicuramente degli enti che determinano uno spreco di risorse e

  però vedere che sono stati oggetto di finanziamento o di interesse,
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  di  intervento come è giusto che fosse, senza che fosse  mai  stata

  presentata  una iniziativa di riforma, di modifica,  di  controllo.
   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi io  credo  che  la
  Sentirmi  dire dall'Assessore al ramo che addirittura  mancavano  i
  trasparenza sia giusta e sia applicabile alla normativa  nazionale,
  revisori  e  che  quindi nessuno poteva controllare  i  bilanci  di
  nel senso che io condivido l'intervento dell'onorevole Falcone. Noi
  questi enti, a distanza di tre anni e mezzo dall'attività di questo
  non possiamo creare delle spese aggiuntive agli enti locali per  le
  Governo. Il che la dice lunga sulla capacità e sulla incidenza  che
  missioni da coloro che vengono da Agrigento, da Palermo. Si  fa  la
  ha  avuto  questo  Governo  nell'ambito della  soluzione  di  tanti
  normativa  nazionale, si fa il bando pubblico in ogni singolo  ente
  problemi  che  affliggono  la  Sicilia,  se  non  addirittura  l'ha
  locale  e  si  fa  per  sorteggio. Perché  dobbiamo  creare  queste
  affossata ancora di più, più di quanto lo era stata nell'ambito dei
  complicazioni?
  governi precedenti.
   Io   sono  per  la  semplificazione  burocratica,  quindi  approvo
   Ed  è allucinante tutto quello che effettivamente è avvenuto.  Non
  l'emendamento  dell'onorevole Falcone, che lo sia condivisibile  da
  ci  sono  sicuramente iniziative di largo respiro o di riforma,  mi
  tutti i punti di vista.
  auguro  che  lo  siano, ma mi sembra ormai del  tutto  tardivo  una

  iniziativa  del genere: ancora è al palo quella delle  ex  province
   FONTANA. Chiedo di parlare.
  regionali.

   Vorrei  ricordare che già questa iniziativa, che doveva essere  di
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  riforma radicale, ha determinato un danno alla collettività  che  è

  impressionante  e rilevante. Come potere non rimarcare  ancora  una
   FONTANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  anch'io   sono
  volta  quali sono le conseguenze che ha determinato la soppressione
  assolutamente  d'accordo con l'emendamento Falcone,  del  resto  la
  delle   ex  province  e  nei  confronti  di  alcuni  enti   vitali,
  norma  nazionale prevede precisi confini rispetto alla  nomina  del
  estremamente  importanti. Mi piace ricordare ancora  una  volta  la
  Presidente,  dei componenti, per il Presidente bisogna avere  dieci
  biblioteca Fardelliana, i Consorzi universitari. L'unica  cosa  che
  anni  di anzianità, d'iscrizione, bisogna avere anche un'esperienza
  hanno  fatto i commissari straordinari, quelli nominati appunto  da
  negli  enti locali, e quindi ogni ente può fare un albo, quindi  un
  questo  Governo, è di formulare il recesso mandando  al  macero,  o
  avviso  per  manifestazioni  di  interesse,  crea  un  albo  e   da
  bene  o male determinando la fine di enti che sopravvivevano e  che
  quell'albo si procede con il sorteggio, quindi questo mi sembra una
  erano  stati fondati e fondanti per quanto riguarda alcune attività
  procedura  assolutamente trasparente ma anche efficiente perché  si
  e alcune sicuramente servizi estremi importanti per il territorio.
  porteranno persone che hanno una competenza specifica nel  settore.
   Non  posso  non rimarcare, comunque, una iniziativa che mi  sembra
  Del  resto  dobbiamo evitare che persone della Sicilia  occidentale
  effettivamente  lodevole  ed importante  che  riguarda  un  po'  la
  vanno ad Augusta a svolgere funzioni di revisore di conti, cose che
  gestione  del  demanio marittimo. E vorrei, signor Presidente,  qui
  sono  accadute e che certamente non sono piacevoli anche  perché  i
  richiamare  l'attenzione  dell'Aula su un  aspetto  che  mi  sembra
  costi lievitano e lievitano notevolmente.
  rilevante ed anche rassicurare tutta una serie di associazioni  che

  si sono scagliati contro a questa iniziativa senza neanche leggerla
   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
  e senza neanche comprenderne il significato.

   Mi  piace  ricordare un aspetto che mi sembra importante,  che  ai
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  comuni  verrà trasferita la gestione del demanio solo quando questi

  avranno  provveduto  a dotarsi di PUDMU, cioè il  Piano  regolatore
   CASCIO   Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   io
  delle  spiagge,  quindi  non è vero e non è  affatto  vero  che  si
  intervengo  perché  condivido  anch'io  l'emendamento  Falcone.  Lo
  potranno vedere la realizzazione di costruzioni a destra e a  manca
  condivido  per le ragioni che esposto il collega precedentemente  e
  come  qualcuno che ha affermato, perché se ciò avvenisse in spregio
  vorrei   anche  tranquillizzare  l'onorevole  Ciancio  che  parlava
  alle norme, come quando si costruisce in termini abusivi, e quindi,
  dell'adeguamento alla norma nazionale.
  anzi,  tutto il contrario. L'adozione di PUDMO consente sicuramente
   Se  noi  ci facciamo caso attualmente i comuni votano il  revisore
  di  intervenire  nell'ambito  di una  gestione  clientelare  che  è
  dei  conti sulla scorta della presentazione dei curriculum,  quindi
  avvenuta nel tempo da parte di una Regione che sicuramente  non  ha
  di  fatto  aprono  delle iscrizioni, quindi già i comuni  lo  fanno
  tenuto  conto  di  valorizzare le coste. Anzi  tutto  il  contrario
  questa   procedura,  non  sarebbe,  ed  è  molto  semplice   questa
  perché  tutto  ciò,  e  vorrei ricordare un passaggio  estremamente
  procedura,  solo  che  quella procedura prevedeva  la  votazione  e
  importante,  che  le concessioni rilasciate dalla Regione,  laddove
  questa  procedura  prevede  il sorteggio,  quindi  non  c'è  nessun
  scadute, non potranno essere rinnovate se non coerenti con il PUDMO
  problema.  Cosa  diversa all'albo regionale che  complicherebbe  di
  e  quindi  è  possibile  che  il  Comune,  la  collettività,  possa
  molto  data  la  situazione  geografica,  orografica  della  nostra
  intervenire nei confronti di quello sfregio che si è effettuato  in
  Regione  a  spostamenti e a spese di missione insostenibile  per  i
  tutto  questo periodo di tempo nella realizzazione di  manufatti  e
  comuni.
  strutture sicuramente non adeguate.
   Quindi  mi  sembra  una norma di buon senso che non  stravolge  lo
   Non   posso  non  rilevare  il  fatto  che  non  condivido  questa
  spirito della legge, della trasparenza.
  finanziaria  e quindi il mio voto, insieme a quello del  Gruppo,  è

  contrario.
   GRASSO. Chiedo di parlare.


   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  facoltà.


   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevole colleghi ,  la  Sicilia  in
   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,
  materia   di  ordinamento  degli  enti  locali  ha  una  competenza
  quando  ho fatto l'intervento all'inizio sulla discussione generale
  esclusiva. La realtà anche morfologica del territorio della Sicilia
  della  finanziaria ho detto che la finanziaria, così come era stata
  è sicuramente diversa da una provincia del Nord.
  presentata  dal Governo, si poteva fermare all'articolo 19,  all'ex
   Un  revisore  sorteggiato e che è di gela,  di  Augusta  che  deve
  articolo 19, perché non conteneva nulla di particolare.
  arrivare  in un comune della provincia di Messina costa di missioni
   Devo dire, e questo credo che l'assessore all'economia lo sa,  che
  a  un  comune più di quanto percepisce ogni anno. Non solo,  con  i
  con  il  lavoro  fatto  in Commissione e in questa  Aula  questa  è
  compiti  e  le  funzioni del revisore dei conti e  con  un  impegno
  diventata una buona finanziaria, non un'ottima finanziaria  ma  una
  costante io credo che nessuno accetterebbe perché il revisore  oggi
  buona  finanziaria, poiché sia prima la Commissione che poi  l'Aula
  è  un  organo che lavora a fianco dell'Assessore al bilancio  ed  è
  ha  inserito una serie di provvedimenti che sono volti un po'  allo
  presente in un comune almeno due volte a settimana.
  sviluppo, un po' a ciò che possono essere i cantieri di lavoro  per
   Immaginate  un  revisore  che  deve  fare  duecento  chilometri  e
  dare  tre  mesi  di occupazione, così come sono state  inserite  le
  l'interlocuzione  che  deve avere con gli  enti  locali,  non  solo
  somme a circa 14.000 persone per tre mesi sì ma diciamo che si  può
  ribadisco oggi la scelta negli enti locali dei revisori viene fatta
  attivare  in  questo momento 100 milioni di euro di fondi  PAC  che
  attraverso  un avviso pubblico al quale partecipano i  revisori,  e
  possono  consentire  di alleviare un po' le famiglie  disagiate  ma
  poi  la scelta spetta nella collegialità al consiglio comunale,  si
  dare una boccata di ossigeno, nel contempo, anche alle imprese  che
  potrebbe eliminare questo per essere ancora più trasparente con  un
  forniscono materiali per i cantieri, i cantieri scuola chiaramente.
  sorteggio, ma limitiamolo semplicemente ad un albo comunale, perché
   E,  di  contro, possono anche aiutare gli istituti di culto  ed  i
  significa un aggravio di spese, e significa non rendere un servizio
  comuni  che  non  hanno in questo momento soldi, a  poter  fare  un
  alle  amministrazioni  comunali, perché i revisori  non  potrebbero
  minimo di manutenzione sia ordinaria che straordinaria.
  essere  presenti  così  come invece lo sono  i  revisori  che  sono
   Sono  state  inserite delle somme per sbloccare la spesa  per  gli
  appunto del territorio, del luogo.
  interporti,  soprattutto l'interporto di Termini  Imerese,  con  le

  somme  inserite  facciamo  partire un  finanziamento  di  circa  76
   FORMICA. Chiedo di parlare.
  milioni  di  euro e andiamo a completare quello dell'interporto  di

  Catania che in questo momento è fermo.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Abbiamo adesso delle somme all'IRCAC e alla CRIAS che dà un minimo

  possibilità  di  credito  agevolato  alle  imprese,  alle   imprese
   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  capisco
  artigiane e alle imprese cooperative.
  perché è stato formulato in quella maniera l'articolo 11, in quanto
   Sono  dispiaciuto  perché  non è stata possibile  inserire  quella
  per  le  considerazioni  che sono state  testé  svolte  andando  ad
  norma  su  cui ha lavorato insieme  a me l'onorevole Panepinto  per
  incidere  su  materia che è di pertinenza delle  autonomie  locali,
  quanto  riguarda le start up, ma ci auguriamo, così  come  è  stato
  ritengo che l'emendamento presentato da Forza Italia, da Falcone  e
  preso impegno da parte del Presidente Ardizzone e non credo che non
  da  tutti quelli del gruppo di Forza Italia, sia l'emendamento  che
  si  farà, la prossima settimana di cominciare a lavorare su  questo
  più  correttamente  interpreta alla lettera  il  significato  delle
  disegno di legge dove ci sono anche queste norme.
  autonomie  locali, quindi penso che sarebbe da votare l'emendamento
   Finalmente  si è lavorato alla destagionalizzazione  del  turismo,
  Falcone  ed è da votare l'emendamento Falcone, per essere in  linea
  perché   consentire  ai  lidi  di  stare  aperti  tutto  l'anno   è
  con   quanto  previsto  nell'assetto  costituzionale  delle   varie
  destagionalizzare  il  turismo. Non è  il  massimo  che  in  questo
  autonomie della nostra Repubblica.
  momento abbiamo fatto, ma è una piccola goccia in un mare e  questo

  potrà aiutare le imprese del turismo presenti in Sicilia.
   PRESIDENTE.  Grazie,  non  ci sono altri  interventi,  parere  del
   Chiaramente,  nel  dichiarare  il  nostro  voto  favorevole   alla
  Governo sull'emendamento Falcone.
  finanziaria,  mi  auguro  che da qui  ai  prossimi  mesi  si  possa

  lavorare  finalmente alle riforme vere, a quelle per lo sviluppo  e
   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali e funzione  pubblica.
  per la semplificazione amministrativa.
  Il Governo si rimette all'Aula.
   E  noi  chiediamo che le rendicontazioni delle somme erogate  agli

  enti  regionali non solo vengano rendicontate, perché molto  spesso
   PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula, la Commissione.
  queste  sono  delle somme che noi abbiamo certezza  per  come  sono

  spese.  Chiediamo, pertanto, un impegno al Governo anche su questo,
   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
  di andare a controllare queste spese.
  Presidente  il  testo  che  è  stato  approvato  dalla  Commissione
   Per  tutti  questi motivi, ripeto, diamo il voto  favorevole  alla
  bilancio  è  quello che ci è stato inviato dalla I  Commissione,  e
  finanziaria, augurandoci che la prossima possa essere  di  sviluppo
  l'abbiamo approvato così come era stato elaborato in I Commissione,
  rispetto a ciò che è oggi la Sicilia.
  di conseguenza siamo contrari a maggioranza.


   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
   PRESIDENTE.  Il  Governo si è rimesso all'Aula, la  Commissione  è
  facoltà.
  contraria  a  maggioranza.  Lo pongo in  votazione,  allora  chi  è

  favorevole all'emendamento Falcone si alzi.
   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al momento  della

  valutazione   complessiva  di  questa  finanziaria,  probabilmente,
                            (E' approvato)
  quello che mi viene in mente come termine è quello, mi dispiace  se

  corro  il  rischio di essere poco istituzionale, ma  per  come  gli
   E  allora chiaramente essendo sostitutivo sono preclusi e decadono
  emendamenti   sono  stati  alcuni  recuperati,  altri   considerati
  tutti  gli  altri  emendamenti, abbiamo  approvato  definitivamente
  inammissibili,  con  una corsa che tirava, di volta  in  volta,  in
  l'articolo  11,  no  ormai è stato approvato questo  è  interamente
  causa,  l'ottimo  lavoro  fatto  dalla  commissione  bilancio  che,
  sostitutivo.
  tuttavia,  veniva  una  volta  dal Governo,  un'altra  volta  dalle
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura :
  procedure utilizzate nei lavori d'Aula, per vedere mortificati,  di

  volta  in  volta, dei provvedimenti che potessero essere,  o  meno,
                               «Art. 12
  considerati da una parte o da una fazione all'interno di una  parte
         Interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico
  anziché  da  un'altra, devo dirvi che il termine che mi  viene  più

  consono  da  utilizzare  è quello di una grande  tombola.  Sì,  una
   1.  Al  fine  di  velocizzare le necessarie  attività  progettuali
  grande tombola, perché il sorteggio è stato fatto quando sono stati
  propedeutiche  alla realizzazione degli interventi di  salvaguardia
  recuperati alcuni emendamenti, anziché degli altri.
  del   territorio  siciliano,  è  istituito,  presso   l'Assessorato
   Un  sorteggio  che  ha visto penalizzati l'ESA, il  buono  scuola,
  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente,  il  Fondo   per   la
  l'IRSAP.
  progettazione   degli  interventi  di  mitigazione   del   dissesto
   Sì,  quell'ESA al quale abbiamo tolto 700 mila euro, ma ancora  il
  idrogeologico.
  Teatro Massimo di Palermo al quale abbiamo tolto 300 mila euro, con

  associazioni e contributi che sono completamente, arrivando  ad  un
   2.  Per l'istituzione del Fondo, per l'esercizio finanziario 2016,
  certo  punto,  scomparsi  nel vuoto e tra questi,  ad  esempio,  il
  è  autorizzata la spesa di 700 migliaia di euro. Il Fondo è altresì
  CERISDI  o  l'associazione degli allevatori. Di contro,  in  questa
  alimentato con le risorse imputate agli oneri di progettazione  nei
  grande  tombola,  ecco  che vengono premiati  alcuni  enti  a  cui,
  quadri  economici dei progetti approvati, ove la progettazione  sia
  invece, si innalzano le voci di spesa.
  stata finanziata a valere sulle risorse del Fondo.
   Uno  scenario assolutamente desolante, molto più grave  di  quello

  che il Governo ci sta rappresentando in Aula, perché un Governo non
   3.  Il  Fondo è disciplinato con decreto dell'Assessore  regionale
  vittima  certo,  soltanto, de vita romani, ma delle indicazioni  di
  per  il  territorio e l'ambiente, da adottare entro novanta  giorni
  Bruxelles e della Banca Centrale Europea, perché l'assessore Baccei
  dalla  data  di  entrata  in vigore della presente  legge,  secondo
  lo sa bene, il vero protagonista di questa finanziaria non è Renzi,
  modalità previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163  e
  ma  è la Banca Centrale Europea, con la riduzione dei trasferimenti
  successive modifiche ed integrazioni.
  statali  con  una  serie di tagli che al Governo regionale  vengono

  chiesti di fare.
   4. Al relativo onere si provvede, quanto a 500 migliaia di euro, a
   E  così  vengono meno una serie di provvedimenti a favore di  enti
  valere sul Terzo ambito di intervento -  Piano di cambiamento   del
  importantissimi che finiscono col soccombere all'interno dei quella
  documento  di  programmazione finanziaria del  Piano  di  azione  e
  grande  tombola. E fra questi, per esempio, enti preziosissimi  che
  Coesione (PAC) 2014-2020, con le procedure adottate ai sensi  della
  fanno  attività socio-assistenziale come quello di Troina, o ancora
  delibera CIPE n. 10/2015, per azioni di sostegno e di sistema  alle
  l'Istituto Annibale di Francia sul quale ci si è accaniti.
  strategie   sociali   ed  alle  politiche  inclusive   nonché   per
   Così come una serie di interventi in favore dei più deboli.
  fronteggiare eventi straordinari, e quanto a 200 migliaia di  euro,
   E  così, ancora, quando si è parlato di alcune fasce deboli  come,
  a valere sul bilancio regionale.
  ad  esempio,  i  lavoratori  ASU, per i  quali  si  sarebbe  potuto

  prevedere un finanziamento per le annualità, oltre che 2016, 2017 e
   Si passa all'emendamento 12.6, dell'onorevole Clemente lei insiste
  anche 2018. E, così, per tanti altri bacini.
  con le soppressioni proprio, che lo ritira.
   Signor  Presidente, purtroppo, la mia valutazione personale,  dopo
   Si  passa  all'emendamento 12.1, dell'onorevole Di  Mauro  che  lo
  avere  sentito,  ovviamente, anche l'onorevole Falcone,  Presidente
  ritira.
  del   Gruppo  parlamentare  Forza  Italia,  col  quale  ci   stiamo
   Si  passa all'emendamento 12.11, dell'onorevole Zafarana, se vuole
  raccordando  in  queste  ore, non può che  essere  una  valutazione
  illustrare intervenendo sull'intero articolo 12 chiaramente.
  assolutamente  contraria,  una  valutazione  che  porta  quindi  ad

  esprimere un voto contrario e a mettere un bollino rosso in  questa
   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  grande tombola dalla quale prendiamo francamente le distanze.
  l'emendamento va nell'ottica, dato che l'articolo 12 va a creare un

  fondo per finanziare la progettazione di interventi per il dissesto
   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole   Fontana   in
  idro-geologico. Considerate la situazione siciliana, situazione  di
  rappresentanza del gruppo parlamentare NCD. Ne ha facoltà.
  difficoltà  in  cui  versa tutta la progettazione,  soprattutto  la

  programmazione  7 13, si spera che per il futuro e  anche  per  gli
   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  siamo
  interventi  immediati si possa avere, da queste risorse  così  come
  giunti, dopo questa lunga maratona che ci ha visti devo dire  anche
  allocate,  una  immediata  risposta. In  particolar  modo,  i  miei
  protagonisti nella fase del lavoro della Commissione con  un'intera
  emendamenti,  il  12.11 e il 12.12, ancorché possano  anche  essere
  settimana  senza interruzioni, cimentarci nel tentativo di  trovare
  modulati, in particolare il 12.11 in attinenza al comma 3, vanno  a
  una   soluzione   e   di   chiudere  un   cerchio   difficilissimo.
  restringere  il  campo  di  azione per gli  interventi,  così  come
  Difficilissimo  per  la carenza di risorse, difficilissimo  per  le
  indicati per livelli di gravità ed emergenza dal P.A.I..
  tante emergenze che insistono nel nostro territorio, difficilissimo
   Quindi  si  individua una progettualità che sia  finalizzata  alle
  per  le  richieste che venivano da ogni dove, e non sapevamo  quale
  aree  maggiormente  interessate dal dissesto geologico,  così  come
  affondare prima e quale parare, perché cari colleghi ci troviamo in
  individuate nel P.A.I. che, ad oggi, è l'unico strumento che va  ad
  un   momento   veramente  di  grandissima  difficoltà.   Difficoltà
  individuare  la reale criticità e i fronti di frana del  territorio
  economica,   difficoltà   finanziaria,  difficoltà   occupazionale,
  siciliano, così come censiti. Anche perché, si capisce che 700 mila
  difficoltà per aiutare le imprese, le piccole imprese, per  aiutare
  euro  sono  ben  poca cosa rispetto a quanta progettazione  avremmo
  i  giovani  e francamente è difficile anche fare delle proposizioni
  bisogno.  Pertanto, dato che credo sia un intervento che poi  verrà
  quando non c'è la disponibilità.
  disciplinato  dall'assessore Croce  e  per  il  quale  si  avvarrà,
   Un  bilancio  che  non  ha avuto nessuna disponibilità  di  potere
  nell'ottica  del  rispetto, così come è scritto, del  codice  degli
  affrontare con fantasia, ma anche con iniziativa politica per  dare
  appalti  e quindi lo invitiamo ad utilizzare, ove ciò non  sia  già
  speranza  ad  alcune  categorie. Un bilancio  quasi  obbligato  per
  chiaro,  criteri di non discriminazione, di parità di  trattamento,
  assicurare  il minimo a tutti, per assicurare la sopravvivenza  dei
  di  proporzionalità e trasparenza nell'affidamento degli  incarichi
  forestali,   per  assicurare  la  sopravvivenza  dei  consorzi   di
  di progettazione.
  bonifica,  per assicurare la sopravvivenza dei precari  negli  enti

  locali,  per  assicurare la sopravvivenza dei PIP,  per  assicurare
   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
  quel  minino  trasferimento  agli enti  locali.  Abbiamo  assistito

  nell'Aula   gialla   di  questo  Palazzo  all'accorata,   disperata
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  richiesta  dei  Sindaci  della nostra Sicilia,  che  hanno  potuto,

  purtroppo,  constatare come i trasferimenti agli enti locali  da  1
   CROCETTA,   presidente   della  Regione.  Sicuramente   il   comma
  miliardo di euro del 2008 sono scesi a 345 milioni di euro,  quindi
  aggiustato  dall'onorevole Zafarana ha un suo  fascino  e  una  sua
  meno di 1/3.
  ragionevolezza.  Però  voglio  sottoporre  alcune  altre  questioni
   Capite  in  quale situazione vivono i nostri Comuni?  Ma  non  c'è
  perché a volte, a furia di regimentare tutto, si finisce per creare
  altra  disponibilità, non c'è altra possibilità, anzi quest'Aula  e
  i  presupposti per il non agire. Supponiamo la vicenda  del  crollo
  il  Governo  hanno fatto uno sforzo notevole per  dotare  altri  50
  del  ponte dell'autostrada, laddove non c'è nessun inserimento  nel
  milioni   di  euro  ai  Comuni  e  dare  una  piccolissima  boccata
  P.A.I.,  non  è  una priorità, le priorità vengono stabilite  sulla
  d'ossigeno. Per non parlare delle ex Province, dei Liberi consorzi,
  base  delle  necessità e ci sono delle regole  già  nella  pubblica
  che  versano in un dramma terribile, una situazione drammatica  che
  amministrazione.
  vede un disavanzo di circa 140 milioni di euro. Ebbene, siamo stati
   E  non  c'è  bisogno di metterne altre, laddove ci sono situazioni
  capaci  soltanto di trasferire circa 20 milioni di euro e poi  sono
  che derivano dalle minacce di un centro abitato rispetto ad altri.
  stati  rastrellati e raggranellati altri 9 milioni e 200 mila euro,
   Quindi  la  necessità di normare, con ulteriori norme  limitative,
  per altro in questi 9 milioni e 200 mila euro, dopo le battaglie di
  questi provvedimenti sicuramente non c'è perché a volte finisce per
  ieri che hanno visto anche lo stralcio. Spero per una disattenzione
  impedire ogni azione amministrativa.
  o  per una leggerezza di quest'Aula e di questa Presidenza, è stato

  stralciato   il   comma   8,  che  prevedeva  prioritariamente   la
   CLEMENTE. Chiedo di parlare.
  destinazione della quota di partecipazione ai Consorzi universitari

  e  spero che questo sia ripreso dalla Giunta regionale dove abbiamo
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  avuto  assicurazioni dal Presidente, dagli assessori, da tutti  gli

  assessori,  dalla  Vicepresidenza, che saranno certamente  prodotti
   CLEMENTE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  mi  trovo
  questi   atti  per  potere  continuare  a  far  vivere  i  Consorzi
  totalmente  d'accordo  a  questo  articolo  che  è  stato  peraltro
  universitari nei nostri territori.
  apprezzato  dopo  ampie discussioni in commissione bilancio.  Anche
   Con tutte le cose che sono state dette, con tutte le cose che sono
  perché i fondi utilizzati per la progettazione, i capitoli, vengono
  state  anche sottolineate, perché alcune cose vanno aggiustate,  ha
  rimpinguati  qualora questa progettazione vada a buon  fine.  Nulla
  ragione  anche  l'Assessore  Baccei, e tutto  ciò  sarà  certamente
  facciamo a ciò che il P.A.I. prevede, ma anzi creiamo un fondo  più
  rivisto    puntualizzando   alcune   questioni   che,   certamente,
  veloce e più immediato per eventuali altre calamità.
  sistemeranno anche dal punto di vista organizzativo e finanziario i
   Ritengo che modificare ulteriormente questa cosa sia dannosa e non
  Consorzi stessi.
  utile  all'amministrazione. Il P.A.I. ha  la  sua  strada,  le  sue
   Sono  stati destinati 4 milioni di euro anche a tutte quelle  aree
  progettazioni,  i  suoi  fondi. Questo ci  permette  di  avere  uno
  che  hanno  subito  dei danni notevoli. Abbiamo  firmato  anche  un
  strumento più veloce per potere affrontare calamità immediate.
  ordine del giorno per tenere conto cronologicamente di tutte quelle

  aree  che  hanno subito dei danni incalcolabili. E tutto  questo  è
   CIMINO. Chiedo di parlare.
  frutto  di  un lavoro sapiente che è stato fatto in questa  Aula  e

  condiviso anche dal Governo.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Purtroppo,  resta l'amarezza. L'amarezza di tante altre  cose  che

  avremmo  voluto fare. L'amarezza di non avere potuto  sostenere  al
   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  ho  chiesto  di
  meglio - come io avrei voluto e come tanti altri colleghi avrebbero
  intervenire  perché  ritengo  che su  questo  argomento,  oltre  la
  voluto  - gli istituti musicali e linguistici, di non avere  potuto
  necessità  di  dare  la  necessaria copertura  finanziaria  per  il
  destinare  ulteriori risorse alle farmacie delle Isole minori  che,
  capitolo per le progettazioni, sia necessario un coordinamento  tra
  purtroppo,  sono  in  grande  sofferenza.  L'anno  scorso   eravamo
  l'attività  del dissesto idrogeologico e l'attività che  citava  il
  riusciti  a  destinare  oltre 340 mila euro, altri  220,  arrivando
  presidente della regione di emergenza, di Protezione Civile.
  quindi  a  500  mila  euro. E invece quest'anno,  purtroppo,  tutto
   Ricordo  sia  al  presidente della regione, che  all'assessore  Lo
  questo  non  è  stato possibile. Non è stato possibile  perché  non
  Bello  nonché  all'assessore  Croce,  ad  esempio,  il  tema  della
  c'era la disponibilità.
  cattedrale di Agrigento, dove attualmente si vive una situazione di
   Ma  resta l'amarezza anche per tante altre cose che non sono state
  grande  degrado  e  di  grande  pericolo  e  probabilmente  tra  le
  fatte.  Non  voglio approfittare del tempo che mi è  stato  dato  e
  progettazioni del dissesto idrogeologico e, forse,  con  un  giusto
  quindi  non  voglio  sconfinare, ma ci sono tante  altre  cose  che
  coordinamento con la Protezione Civile si può mettere in  sicurezza
  vorrei  sottolineare. Per esempio, i 4 milioni  di  euro  che  sono
  tutto il centro storico agrigentino.
  stati  dati  per  l'inclusione sociale. Questo è un  altro  segnale
   Proprio  quest'oggi ho letto delle polemiche da parte della  Curia
  forte  che  abbiamo  voluto dare alla nostra Sicilia  e  ai  nostri
  agrigentina  dove  ancora  si aspettano  risposte  da  parte  della
  siciliani. Soprattutto alle fasce deboli di questa terra  ed  anche
  regione siciliana
  gli interventi di mitigazione per il dissesto idrogeologico.
   Avere  la volontà nella finanziaria di inserire delle risorse  per
   E  poi la questione di Riscossione Sicilia, frutto di un dibattito
  la  progettazione è poca cosa se non vi è, poi, un  raccordo  e  un
  lunghissimo,  molto articolato, dove ho colto tanti contributi  che
  coordinamento con l'attività di emergenza vera del territorio e per
  sono   sicuramente  da  considerare  assolutamente   condivisibili.
  questo  è necessario un intervento da parte del Governo, perché  in
  Partendo anche dalla nostra Autonomia, partendo dal fatto che avere
  tema di emergenza si può intervenire con la Protezione Civile,  con
  un  istituto  di riscossione che sia autonomo, che sia nostro,  che
  le  Ordinanze  della  Protezione Civile.  Ricordiamo  come  per  la
  sia  siciliano,  credo che ci dia grande soddisfazione.  Ma,  nello
  cattedrale ed il centro storico di Agrigento vi sono state,  anche,
  stesso  tempo, però, dobbiamo considerare che questo  Istituto,  in
  delle  Ordinanze  da parte del governo nazionale e  attualmente  mi
  questi  anni, purtroppo, ha creato dei disavanzi notevoli. E quindi
  pare che c'è l'abbandono totale.
  la decisione di trasferire per ricapitalizzare questa Società e per

  dare ossigeno alla Società stessa, per avere la possibilità di fare
   LACCOTO. Chiedo di parlare.
  una  norma, una legge per rivedere tutta la situazione dei tributi,

  credo che questa sia una decisione assolutamente responsabile.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Come responsabile - e mi auguro che questo accada nei prossimi  90

  giorni  -  la  riforma sui Consorzi di bonifica e  la  riforma  dei
   LACCOTO.  Prego il Governo e in particolare l'assessore  Baccei  e
  forestali.
  l'assessore  per  il territorio di seguirmi. Avevo  presentato  due
   Il nostro voto, certamente, anche se non siamo soddisfatti appieno
  emendamenti  per  quanto riguarda il discorso fatto  dall'onorevole
  ed  anche  se  ci resta l'amarezza di qualcosa che potevamo  ancora
  Cimino. Uno di questi era per il Fondo di rotazione generale per  i
  fare, sarà un voto positivo.
  comuni,  perché  ci siamo accorti che per quanto riguarda  tutti  i

  progetti a valenza nazionale mancano le risorse ai comuni per poter
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Giuffrida.  Ne  ha
  fare le progettazioni esecutive e questa è una parte.
  facoltà.
   Questo  emendamento,  non  so perché, in  Commissione  bilancio  è

  saltato;  io  spero  che il Governo comprenda che  i  comuni  hanno
   GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anticipo il voto
  bisogno di questo Fondo di rotazione per la progettazione non  solo
  favorevole  del  Gruppo  Sicilia Democratica . Il voto  favorevole,
  di  consolidamento  e quindi mi vede favorevole questo  spunto  per
  però,  ha un presupposto, quello di una fiducia a tempo, nel  senso
  quanto riguarda i consolidamenti ed il Fondo per la progettazione.
  che,  quando  noi  abbiamo  aderito a questa  maggioranza,  abbiamo
   Assessore Baccei, avevo presentato un altro emendamento per quanto
  riposta la fiducia nel Governo della Regione e ci aspettavamo, e ci
  riguarda  il discorso dell'onorevole Cimino e cioè per i Fondi  per
  aspettiamo  ancora,  che  questo Governo possa  fare  veramente  le
  l'emergenza. Siamo l'unica regione in Italia che non ha nemmeno  un
  riforme.
  Fondo   minimo  per  l'emergenza.  Che  cosa  avviene?  L'Ordinanza
   Quindi,  certamente guardiamo con tanta attenzione  a  quello  che
  nazionale  di Protezione Civile dura 45 giorni, non avendo  noi  un
  l'operato del Governo ma vediamo che questa Finanziaria, purtroppo,
  Fondo  a  disposizione per le emergenze succede che non abbiamo  un
  i problemi della Sicilia, le grandi riforme che tutti ci aspettiamo
  pronto  cassa  per  intervenire nei  casi  di  emergenza.  Passati,
  praticamente non li ha realizzati e non li ha formalizzati.
  quindi,  i  45  giorni previsti dall'Ordinanza nazionale,  dobbiamo
   Pertanto,  per questo dicevo, il nostro è un voto condizionato  e,
  aspettare  anni per potere dare la possibilità a coloro  che  hanno
  purtroppo,   dobbiamo  sostanzialmente  sottolineare   come   tante
  subito danni di intervenire ed avere rimborsato questi Fondi.
  situazioni  che implicano, che comportano, che necessitano  di  una
   Sono  favorevole  a questo, ma chiedo al Governo  e  all'assessore
  riforma, come quella dei consorzi di bonifica, dei forestali - come
  Baccei  in particolare di accettare la norma per quanto riguarda  i
  hanno detto bene i colleghi - o di altre riforme importanti, non le
  Fondi  di  rotazione generale per i comuni e secondo  di  accettare
  abbiamo viste e le aspettiamo.
  anche  quell'emendamento da me ripresentato per costituire un fondo
   Dobbiamo  dare sicuramente merito, quindi, questa fiducia moderata
  per  l'emergenza  in Sicilia, unica regione a non  avere  il  fondo
  anche  riposta su determinate iniziative legislative che in  questa
  citato da cui attingere in caso di bisogno.
  Finanziaria  abbiamo visto e condividiamo, il fatto che  si  dà  la

  stura a quella che è la promozione turistica, apprezziamo con  viva
   LOMBARDO. Chiedo di parlare.
  soddisfazione    l'istituzione   delle   guide   ambientali    che,

  sicuramente, dà una regolamentazione specifica a quelle che sono le
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  guide  turistiche  in  alta montagna finalmente;  vediamo  come  la

  balneazione  durante l'anno, che sicuramente è un  valore  aggiunto
   LOMBARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  presentato
  per il nostro turismo, possa avere delle prospettive di sviluppo.
  all'articolo   12   un  emendamento  che  consenta   un   passaggio
   Però,  aspettiamo  le grandi riforme. Pertanto,  il  nostro,  come
  preliminare all'emanazione del decreto da parte dell'assessore  per
  dicevo, è in voto di fiducia nella prospettiva che possa aversi una
  il  territorio  e  l'ambiente  in  Commissione  IV   territorio   e
  Finanziaria  che  possa veramente soddisfare  quelle  che  sono  le
  ambiente   per  l'appunto, affinché vi possa  essere  un  confronto
  prospettive future di questa nostra Regione, che sono l'occupazione
  produttivo  e certamente stimolante per determinare le modalità  di
  e di raggiungere uno sviluppo economico che sia importante.
  funzionamento  e di erogazione di queste somme, penso  che  sia  un

  emendamento  di  buon  senso, penso sia un  emendamento  che  anche
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  l'assessore Croce potrà apprezzare.
  facoltà.
   Assessore,   le  chiedo  se  è  possibile  appunto  di  apprezzare

  l'emendamento che preveda un passaggio in Commissione Territorio  e
   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  in
  Ambiente  prima dell'emanazione del decreto? E poi,  assessore,  le
  queste settimane che siamo stati impegnati, a volte anche contro la
  volevo  chiedere  brevemente  in  generale  ma  ne  approfitto  nel
  nostra  volontà,  sui  limiti,  sugli  impegni,  sugli  orari,   ad
  particolare  dell'art. 12, vi è un richiamo al decreto  legislativo
  approvare  quella  che  poteva  essere,  doveva  essere  o   veniva
  n.  163 che peraltro ho visto effettuare su altri articoli proposti
  spacciata per essere una Finanziaria, abbiamo assistito, su  questo
  che  riguardano le sue competenze, come sappiamo la  Regione  si  è
  palcoscenico  della   commedia  degli  equivoci ,  a   delle   cose
  dotata nel 2011 della legge sulla contrattualistica pubblica che di
  incredibili.
  fatto  è  ripreso in gran parte la normativa nazionale,  vi  è  una
   Per  esempio,  per iniziare, abbiamo assistito alla presentazione,
  ragione?  Per  chiedere questa applicazione ai  principi  del  2006
  da   parte  del  Governo,  di  una  Finanziaria  che  non  era  una
  piuttosto  che la nostra legge regionale? Vi è qualcosa che  non  è
  Finanziaria,  era un  libro bianco . Può accadere, sul palcoscenico
  contenuta  all'interno della norma regionale nostra che  resta  nel
  della commedia degli equivoci, che si presenti un libro bianco  per
  163  e che lei giustamente prevede di applicare per il fondo e  per
  lasciare  all'immaginazione creativa di chi deve poi decidere  cosa
  gli articoli? Vorrei un chiarimento su questo.
  metterci dentro.

   Abbiamo assistito ad un Governo della rivoluzione che, invece,  si
   CROCE, assessore Territorio e Ambiente. Chiedo di parlare.
  è  battuto  contro il limite che il Parlamento aveva  imposto  allo

  stipendio  dei manager delle società partecipate della Regione.  Il
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  Parlamento aveva deciso 118 mila euro, poi, addirittura,  lo  aveva

  abbassato a 79 mila euro, che è una grande cifra, un'ottima  grande
   CROCE,   assessore  Territorio  e  Ambiente.  Signor   Presidente,
  cifra,  la  maggioranza  ed il Governo della  rivoluzione  si  sono
  onorevoli   deputati,  una  serie  di  chiarimenti:   intanto   per
  impegnati, battuti in maniera furibonda per ripristinare il vecchio
  rispondere  all'onorevole  Zafarana, chiaramente  questo  fondo  di
  limite che era molto, molto più alto.
  rotazione  per i progetti, per la progettazione degli interventi  a
   Abbiamo assistito ad una Finanziaria che, invece di dare soluzione
  rischio  idrogeologico così come vi è normato al comma 3 è  oggetto
  ai problemi che vi erano sul tappeto, si è impegnata per crearne di
  poi  di  un  Regolamento che ne fissa i criteri che  viene  emanato
  nuovi.  Si  è  impegnata per distruggere Sviluppo  Sicilia,  che  è
  dall'Assessorato  Territorio  e  Ambiente.  È  evidente  che  nella
  l'unica  società  che, all'inizio della spesa  del  fondi  europei,
  stesura  della  disciplina del fondo stesso, si terranno  conto  di
  poteva   dare  un  contributo  fattivo,  soprattutto   ai   piccoli
  tutti quei criteri che sono disciplinati dalla normativa statale  e
  imprenditori  siciliani  che non hanno, certo,  la  possibilità  di
  quindi  la  classe del rischio è stata soggetta ad alluvioni  o  ad
  recarsi a Roma.
  emergenze   recenti  avranno  certamente  un  criterio  prioritario
   Si  è  tentato, insomma, in ogni modo, in questa  non Finanziaria
  rispetto agli altri. La norma nasce dall'esigenza di un decreto del
  di mettere i bastoni fra le ruote.
  Presidente del Consiglio dei Ministri che abbiamo avuto anche  modo
   E  c'è  voluta  tutta  la  pazienza  e  tutto  l'attaccamento  dei
  di  discutere in Commissione Bilancio quando si parlò del Patto per
  Parlamentari siciliani o, almeno, di quelli che hanno  a  cuore  le
  il  Sud  perché  vengono  individuati per  il  finanziamento  degli
  sorti  di  questa Sicilia, nonostante tutto, nonostante il Governo,
  interventi   come  priorità  viene  individuata  la  cantierabilità
  nonostante  la  maggioranza,  nonostante  l'incapacità,  nonostante
  dell'intervento medesimo.
  l'incompetenza  e  nonostante l'arroganza, per cercare  di  mettere
   Questo ci impone a livello regionale di dotarci di tutto un  parco
  riparo,  almeno,  ad alcuni dei disastri maggiori che  questa   non
  progetti-esecutivi  da poter presentare e quindi  avere  anche  una
  Finanziaria  stava provocando.
  priorità sulla normativa nazionale.
   I  soldi  ai Comuni, come tutti hanno visto - i colleghi che  sono
   Da  qui  ne  deriva la necessità considerata anche  la  situazione
  intervenuti prima di me lo hanno sottolineato - portati al disastro
  economica in cui versano gli enti locali, la necessità di dotare  i
  e, addirittura, si voleva coinvolgere, nel disastro, anche il Fondo
  comuni  di  un  fondo  di  rotazione  per  la  progettazione  degli
  pensioni,  aggiungendo  disastro a disastro  ed  è  stata  solo  ed
  interventi a rischio idrogeologico e ne nasce chiaramente l'art. 12
  esclusivamente  la volontà di quest'Aula che è riuscita  a  mettere
  che  è  un  fondo a disposizione dei comuni e così  come  ha  detto
  una  piccola toppa, non una grande toppa, una goccia nel  mare  del
  qualcuno  prima  è  un fondo che si autorigenera  perché  è  chiaro
  bisogno finanziario dei Comuni stessi.
  qualora  l'intervento venga finanziato e vada a buon fine  i  soldi
   I   provvedimenti  per  l'occupazione,  assenti  totalmente  nella
  della  progettazione vanno a rimpinguare il capitolo medesimo.  Per
  Finanziaria,  con  una  previsione,  confusionaria,  arrangiata  ed
  rispondere all'onorevole Lombardo: c'è un tema, il tema è che nello
  arrabattata  che  non  risolveva  nessun  problema  per  nessuno  e
   Sblocca Italia  viene richiamato come attuatore di interventi  per
  avrebbe,  certamente, sprecato 100 milioni di euro e che  è  stata,
  la   medicazione  del  rischio  idrogeologico  il  Commissario  per
  ancora  una  volta, la volontà, la capacità, la lungimiranza  e  la
  l'emergenza  del rischio idrogeologico medesimo. Il  Commissario  è
  concretezza,  soprattutto,  dell'opposizione  che  ha   trasformato
  una  struttura  di  natura  statale e quindi  deve  necessariamente
  l'utilizzo,  la  previsione di utilizzo, di  quei  100  milioni  in
  attenersi a quella che è la normativa statale e quindi il  163  per
  qualcosa  che dà respiro reale, occupazione vera ed un aiuto  anche
  questo  lei  trova sull'art. 12 il richiamo al 163,  in  realtà  la
  ai  Comuni, oltre che ai disoccupati, nel momento in cui,  tagliati
  normativa  regionale non si discosta molto rispetto alla  normativa
  di qualsiasi tipo di finanziamento, non erano in grado, neppure, di
  statale.
  affrontare le pur minime riparazioni.
   Quindi  anche  l'emendamento dell'onorevole Zafarana  rispetto  al
   E,  quindi,  abbiamo istituito i cantieri di lavoro, quelli  veri,
  12.12  dove  richiama  i  principi di  discriminazione,  parità  di
  non  le  fesserie  dei cantieri di servizio, non  le  fesserie  del
  trattamento,  proporzionalità e trasparenza  in  realtà  sono  quei
  reddito minimo previsti dal Governo. Bene.
  principi  a cui si ispira il 163 quindi in qualche modo è  ultronea
   L'università, assolutamente scomparsa dai programmi  del  Governo,
  la ripetizione all'interno dell'articolo medesimo.
  abbiamo  anche  qui  previsto un fondo di 1  milione  di  euro  per
   Una  ultima risposta all'onorevole Lombardo: io non sono contrario
  ciascuna delle tre Università siciliane.
  al parere della Commissione competente Ambiente e Territorio.
   Forestali:  anche  qua  un disastro, tra  l'altro,  rasentando  il
   L'unica cosa che eventualmente chiederei, se è possibile,  se  lei
  ridicolo  e  cioè, ora, alla fine quasi di questa  legislatura,  il
  lo   possa  subemendare,  che  questo  parere  non  sia  un  parere
   Governo  della  rivoluzione  pensa che  bisogna  porre  mano  alla
  obbligatorio. Che sia un sentito, o un parere della Commissione non
  riforma dei forestali.
  vincolante.
   Si commenta da sé, non c'è bisogno di dire altro.

   I  precari,  illusi  per tanto tempo e per troppo  tempo  e,  fino
   FALCONE. Chiedo di parlare.
  all'ultimo, si sono sentiti promettere la stabilizzazione  e,  poco

  ci mancava, che non avessero neppure la proroga per un anno.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   La tabella  H , con il Governo impegnato a conservare privilegi  e

  con  l'Aula  che,  meritoriamente, ha cercato di  eliminare  questi
   FALCONE.  Signor  Presidente, io credo che l'articolo  12  sia  un
  privilegi.
  articolo intelligente, però da un lato è un articolo importante,  è
   L'ecotassa  sui  rifiuti, ancora una volta  i  Comuni  bombardati,
  un  articolo - come dicevo - intelligente, ma dall'altro lato, come
   cornuti  e  mazziati , non si fanno gli impianti, non si  consente
  l'ha  spiegato l'assessore è un articolo che diventa  un  duplicato
  loro  di  andare avanti su un tema così delicato e sul quale  si  è
  dell'articolo 61. Cos'è l'articolo 61? E' il fondo di rotazione dei
  accumulato il disastro di 1 miliardo e 300 milioni di debito e, per
  Comuni  per  la  progettazione, che Forza Italia  volle  e  che  il
  giunta, gli si impone l'ecotassa.
  Governo  ha accolto voglio dire, ne do atto. Ora, assessore  Croce,
   I  lidi  balneari, un'altra delle poche cose che siamo riusciti  a
  lei  dice  che  questo fondo serve per finanziarie le progettazioni
  modificare  per  dare  un  minimo  di  prospettiva  che  è  contro,
  cantierabili  dei  Comuni. Cosa diamo? Diamo  gli  incarichi  sulla
  addirittura, grossi pezzi della maggioranza e del Governo  che  non
  scorta delle indicazioni che arrivano dai Comuni? O stiamo tornando
  volevano che ce la facessimo.
  alla 433, quando l'assessore alla Presidenza dava gli incarichi sui
   La tentata sanatoria degli alloggi abusivi, occupati abusivamente;
  lavori  di protezione civile? Lo dobbiamo capire qual è. La Regione
  il   Governo  della  legalità , che proponeva  la  sanatoria  degli
  è  un  ente  programmatorio, la Regione  non  è  un  ente  gestore,
  occupanti abusivi degli alloggi.
  assessore Croce. Noi dobbiamo essere chiari.
   Un'altra vergogna sventata da questa Aula.
   Allora  dobbiamo  se  andiamo  in questa  seconda,  diciamo  così,
   Alla fine, le toppe a questa Finanziaria le ha messe l'Aula con il
  ipotesi, dobbiamo subemendarlo. Dobbiamo dire che il fondo che è di
  contributo   di   parte   della  maggioranza  e   dell'opposizione,
  cinquecento, di settecento, o di due milioni di euro.
  prevedendo, persino, le uniche forme di finanziamento per la  Crias
   Perché ad esempio, io ho presentato - e lo voglio dire al Governo,
  e  per  l'Ircac che, ancora una volta, nella Finanziaria del  libro
  all'assessore  Baccei, un emendamento che dice  che   i  settecento
  bianco, presentata dal Governo, erano anch'esse assenti.
  sono ridotti a cinquecento , perché?
   Pertanto, annuncio il nostro voto contrario ad una Finanziaria che
   Perché  se  prendiamo cinquecento euro dai Fondi PAC,  prendiamone
  non c'è.
  anche  un milione dai fondi PAC, due milioni, ma non togliamo,  non

  depauperiamo di duecento mila euro il Bilancio regionale che  serve
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  a Finanziaria e cose importantissime.
  facoltà.
   Fermo  restando che questa è una cosa importante. Allora, io  sono
   So che si dividerà i minuti con l'onorevole Lentini.
  per  dare  un sostegno alle idee efficaci, ma attenzione,  dobbiamo

  però liberare, alleggerire gli assessorati dalla gestione, gestione
   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore  per
  non  ne vogliamo. La gestione riteniamo che sia una involuzione  ed
  l'economia, sicuramente questa Finanziaria e questo bilancio  hanno
  un  passo indietro, cioè ritornare agli anni '90, '95, 2000, quando
  rappresentato  dei  momenti difficili e, probabilmente,  anche  per
  gli  assessorati  davano decine e centinaia di milioni  di  vecchie
  certe  parti anche contraddittori, però, questa Finanziaria  merita
  Lire  di  incarichi. Allora, su questo io chiederei che un attimino
  di  essere  apprezzata per gli ulteriori sacrifici  che  ha  voluto
  ci  si  fermasse, perché su questo articolo dobbiamo capire  se  si
  potere  rappresentare per questa terra martoriata  e,  allo  stesso
  integra  e  si  sposa  con l'articolo 61  o  se  invece  ne  è  una
  tempo, ha voluto creare le condizioni per rilanciare alcuni settori
  duplicazione che è coperta sotto mentite spoglie, cioè diciamo  che
  indispensabili per fare ripartire l'economia dell'Isola. E, proprio
  è  un  fondo  di rotazione ma è uno strumento di gestione  politica
  perché trattasi di una Finanziaria difficile e contraddittoria  che
  dell'assessorato.
  merita  di  essere  apprezzata da un  Governo  nazionale  che  deve

  cominciare a guardare a questa nostra Regione come una Regione che,
   CROCE,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Onorevole
  con  consapevolezza,  ha  attivato  tutte  quelle  prescrizioni   e
  Falcone,  l'articolo 12 non può essere inglobato  nell'articolo  61
  procedure  necessarie che, probabilmente, tante altre  regioni  del
  per  un semplice motivo. Perché l'articolo 61 è un Fondo relazione,
  nostro Paese, ad oggi, non hanno fatto e continuano a non fare.
  progettazione destinato solo ai Comuni. L'articolo 12  non  lo  può
   Questa Finanziaria si può contraddistinguere per alcuni momenti, i
  essere,  proprio per i motivi e per quello che è stato detto  prima
  momenti della ordinarietà, ormai, che quest'Aula vive da tempo  con
  da alcuni deputati, dall'onorevole Cimino. L'articolo 12 è qualcosa
  le  cosiddette   proroghe indispensabili  e,  nello  stesso  tempo,
  che apre anche alla protezione civile, è qualcosa che apre anche ai
  anche  per  un momento di straordinaria importanza come  la  legge,
  geni  civile,  è  qualcosa che apre anche  al  commissario  per  il
  fortemente  voluta  dall'assessore Croce,  di  riforma  del  nostro
  rischio  idrogeologico  e  non può essere  limitato  ai  soli  enti
  demanio  e,  soprattutto, anche la possibilità e  l'opportunità  di
  locali. Le tolgo, diciamo, il dubbio.
  valorizzare  quelle  strutture  balneari  che  anche   in   inverno
   L'assessorato non gestisce nulla.
  esercitano  attività  sportiva.  Così  come  anche  la  volontà  di
   L'Assessorato  non ha nessuna intenzione di fare  la  gestione  di
  appostare   le  risorse  per  i  centri  storici  ed  aver   voluto
  affidamenti, incarichi, assolutamente. Noi mettiamo a disposizione,
  valorizzare   quelle   strutture  che,  speriamo,   possano   anche
  così  come  lei ha fatto all'articolo 61 in Commissione Bilancio  -
  concludere  l'esperienza del commissariamento per  dare  voce  agli
  gliene  do atto - mettiamo a disposizione di enti locali,  che  non
  artigiani  ed  ai  commercianti di quest'Isola e  voglio  ricordare
  siano  solo  i  Comuni, un fondo di rotazione per la  progettazione
  l'Ircac  così  come anche la Crias, con il giusto riconoscimento  e
  degli  interventi da rischio idrogeologico, perché la norma statale
  potenziamento dell'attività dell'Irfis.
  ci   impone   come   criterio  prioritario  di   portare   progetti
   Voglio  anche  ribadire l'importanza della norma sul Palacongressi
  cantierabili.
  di  Agrigento  che  non  è  una norma  così  semplice  com'è  stata

  disegnata  e detta da alcuni. Non si tratta soltanto della  volontà
   PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Si passa all'emendamento
  di  trasferire il bene dall'assessorato al bilancio all'assessorato
  12.11.
  ai  beni culturali, ma si vuole potere dare la dimostrazione che in

  Sicilia  vi  sono  alcuni enti che funzionano,  come  l'Ente  Parco
   GRASSO. Chiedo di parlare.
  archeologico di Agrigento, che rappresentano il fiore all'occhiello

  di  questa  amministrazione regionale e, nello stesso  tempo,  sono
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  anche  nella  disponibilità  di  potere  salvare  alcune  strutture

  abbandonate dall'incuria della nostra Regione.
   GRASSO.  Assessore,  le  chiedo   un  chiarimento:   Al  fine   di
   Concludo dicendo che la Finanziaria ha rappresentato questo  primo
  velocizzare  le attività progettuali, propedeutiche  ,    fondo  di
  momento,  ma  nei supplementari il Governo deve essere  pronto  per
  progettazione  per  gli  interventi  di  mitigazione  del  dissesto
  affrontare  la  Riscossione,  Sicilia  e-Servizi  ed  il  tema  dei
  idrogeologico , in termini pratici, lei faceva poc'anzi riferimento
  forestali. Sono tre argomenti dove la Commissione Bilancio e l'Aula
  al  patto  del Sud, un comune perché non ci sono enti. Noi sappiamo
  si  confronteranno  e si spera si possa fare un gran  buon  lavoro.
  che gli enti sono o i comuni o i geni civili. I geni civili possono
  Grazie.
  progettare  e,  poi, non so quale ente progetta. E'  la  Protezione

  civile che non progetta, non so quale altro ente. E' il commissario
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  per  il  dissesto idrogeologico che finora ha ricevuto  i  progetti
  facoltà.
  cantierabili.

   Oggi,  questo  fondo  per cosa serve? Per conferire  incarichi  di
   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto  modo  di
  progettazione? Chiariamolo, perché non ho chiaro questo. Assessore,
  studiare  questa  manovra finanziaria. Devo dire che  questo  è  il
  è istituito un fondo per la progettazione, ciò significa che presso
  primo  anno, dopo tre trascorsi, in cui devo fare un plauso per  la
  l'Assessorato  al  territorio vi è un ufficio che  si  occuperà  di
  Presidenza  dell'Assemblea ed un plauso al Governo. Non  mi  voglio
  progettazione  per  progetti per dissesti idrogeologici?  E  questi
  contraddire  perché sono stato tantissime volte contrario  a  certe
  progetti in Assessorato come arrivano? Per esempio, un comune invia
  scelte,  però,  devo  dire  che finalmente  si  adotta  un  metodo,
  un  progetto preliminare o un ente, non so chi, e diventa esecutivo
  Presidente, e di questo le do atto.
  perché  questo  ufficio di progettazione lo rende  esecutivo  o  ho
   Veda, i problemi vengono da lontano, non sono problemi che oggi ci
  capito male io?
  ritroviamo così, vengono da lontano, questi problemi devono  essere

  risolti  e  noi  siamo stati chiamati qua, eletti dal  popolo,  per
   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il comma 3  dice
  cercare di portare e soddisfare il bisogno dei cittadini.
  che ci sarà un decreto dell'Assessore in cui verrà regolamentata la
   Io,  in  prima persona, cercherò in tutti i modi di  fare  la  mia
  disciplina del Fondo medesimo. Vi è un Fondo, dopodiché si  faranno
  parte,  come  spero di farla, però, veda, assessore,  un  consiglio
  i  criteri  dagli enti locali per accedere a questo fondo.  Su  una
  personale,  e  questo  è  rivolto non  solo  al  Parlamento  ma  in
  semplice  richiesta, se sposa i criteri, si farà una graduatoria  e
  particolare  al  Governo: noi abbiamo tante società partecipate  e,
  verranno individuati i criteri che beneficeranno di questo Fondo di
  anche  perché  ho  avuto modi di conoscere il loro lavoro,  ritengo
  rotazione.
  siano  i  gioielli  di questa Regione siciliana. Noi  non  possiamo

  disperdere  questo patrimonio, non possiamo sicuramente  disperdere
   GRASSO. C'è sostanzialmente una richiesta, quindi, non ho un ente,
  anche  i quattrini che queste società, se le mettiamo veramente  al
  un comune che non ha la possibilità di , si rivolge e l'Assessorato
  lavoro, possono produrre per la loro professionalità e per la  loro
  redige il progetto. Ah, si assegnano le somme all'ente o al comune.
  gentilezza.
  Va bene, è chiaro.
   Il  personale  della  Regione, Presidente, ha  bisogno  di  essere

  coccolato  non derubato. Io ho cercato in tutti i modi di  spiegare
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  all'esterno che quei 50 milioni che sono stati sottratti dal  Fondo
  facoltà.
  pensione saranno  restituiti e saranno restituiti seriamente.

   Poi   mi  voglio  rivolgere  ai  liberi  consorzi  e  alle   città
   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore  in
  metropolitane  dove all'interno ci sono delle  società  di  persone
  realtà  non  ho  capito effettivamente la distinzione  rispetto  al
  che  producono  e  portano avanti le società anche  considerato  il
  fondo  previsto  di cui all'articolo 61, nella  misura  in  cui  mi
  fatto  che  dal  2008  non  ci sono state  più  assunzioni,  questo
  sembra  che, comunque, possano partecipare lo stesso solo i comuni,
  personale  non dà solo capacità di sviluppo ma dàanche serenità  ad
  oltre  che un altro soggetto che prima lei indicava, ma rispetto  a
  un  comparto  che, dopo tantissimi anni, non avendo più  personale,
  questo  per  evitare  la  duplicazione  e,  a  nostro  avviso,   il
  quest'ultimo, sicuramente, porterà avanti tutto.
  proliferare effettivamente non solo di incarichi, credo che  quello
   Poi  l'ultima cosa, Presidente, per quanto riguarda le scuole:  la
  che  stia  a  cuore a tutti è il fatto che questo venga  fatto  con
  scuola  materna.  Abbiamo aiutato in questa Finanziaria  le  scuole
  criteri  certi, limitando la discrezionalità, credo che  sia  anche
  primarie.  Presidente, le scuole materne hanno  bisogno  di  essere
  legittimo negli interessi di tutti.
  aiutate  perché, in particolare nelle grandi città,  i  comuni  non
   Su questo non si potrebbe prevedere, riflettevamo prima, un avviso
  riescono  a soddisfare i bisogni della società, quindi,  le  scuole
  con  il  quale  l'Assessorato, effettivamente,  definisce  prima  i
  materne,   con  il  contributo  che  passa  lo  Stato,   non   sono
  criteri,  indica  l'ordine di priorità, e su questo  mantenendo  su
  soddisfatte,  quindi,  noi,  come  facevamo  negli  anni   passati,
  quella  impostazione  di  lasciare, comunque,  l'utilizzo  di  quel
  dobbiamo ritornare ad aiutarle.
  Fondo,  cioè  dei fondi Pac che rimane sui 500 mila euro,  evitando
   Quindi,  questo mio parere favorevole è dovuto anche al fatto  che
  quegli  ulteriori 200 mila euro che gravano, invece,  sul  bilancio
  ho  notato  che,  finalmente, per quanto riguarda l'attenzione  del
  regionale.
  Governo, per quanto riguarda i forestali, il mondo dell'agricoltura

  ed  altro,  c'è un impegno serio che finalmente produce progetti  e
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  obiettivi che arriveranno alla Comunità europea.
  facoltà.


   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sul
  facoltà.
  dissesto idrogeologico il Parlamento debba fare chiarezza nel senso

  che  nessuno si può nascondere dietro il voto segreto  ed  io,  che
   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  sono  stato  Assessore per un lasso di tempo breve,  mi  sono  reso
  Regione,   assessori,  devo  preliminarmente  rivolgermi   a   lei,
  conto che in Sicilia, spesso, a quel tempo, non solo i sindaci  non
  Presidente  Ardizzone, e devo esprimere un plauso per la conduzione
  erano  in  condizioni di fare progetti ma, a quel tempo - ripeto  -
  dell'Aula  sotto  il  profilo della gestione della  tempistica  dei
  erano  in condizioni di presentare delle schede attraverso le quali
  lavori.
  l'Assessore  poteva, o meglio ancora il direttore  generale  poteva
   Per la prima volta, a mia memoria,  ma credo per la prima volta in
  predisporre i relativi finanziamenti.
  assoluto,  il  lavoro è stato un lavoro ordinato, svolto  in  tempi
   Oggi, questo non è più possibile e, se fosse anche, mi permetto di
  normali  e  tutto  questo credo e spero, alla fine,  possa  giovare
  dire,  necessario secondo le stime che può fare il  Governo,  credo
  all'esito di una buona legge Finanziaria.
  che questo Fondo andrebbe ulteriormente impinguato, perché trattasi
   Le  ho  già rassegnato il mio rammarico per un verso e in  qualche
  di  un fondo, da quello che ho capito, Assessore, di rotazione, nel
  modo la mia perplessità e il mio dispiacere per alcune norme che, a
  senso  che  a finanziamento avvenuto si restituiscono le somme,  un
  mio  parere, andavano votate e che lei non ha fatto votare,  le  ho
  po'  simile  a  quello della Cassa depositi  e  prestiti  e,  se  è
  anche rassegnato, comunque, il riconoscimento della volontà sua  di
  possibile,  si  potrebbero  attingere  anche  risorse   dai   Fondi
  mantenere un principio generale e mi sono convinto, alla fine,  che
  comunitari perché in fondo si tratta di un progetto.
  probabilmente  il  suo disegno intimo è quello  di  ricandidare  il
   Quindi, queste cosa sono? Somme ulteriori che assegna. Ma  lei  ha
  Presidente Crocetta alle prossime elezioni visto che, in fondo, lei
  la  possibilità  di  impegnare anche risorse comunitarie  a  questo
  non  ha fatto altro che delegare al Governo tutte quelle competenze
  fondo  di  500  milioni,  di  aggiungere risorse  comunitarie,  per
  che, un tempo, furono di questo Parlamento.
  consentire  ai  sindaci di realizzare le opere che sono  necessarie
   Quanto al Presidente Crocetta, il mio giudizio è - anche in questo
  per il dissesto?
  caso - netto.
   Allora, qui il tema è semplice: abbiamo la necessità di dotare  di
   Sa,  Presidente, che non gliele ho mai mandate a  dire,  però,  in
  una serie di progetti che, certamente, possono entrare in una sorta
  questa  Finanziaria l'ho molto apprezzata perché  ha,  secondo  me,
  di  piano-programma  a  lungo  di termine,  di  caratura  nazionale
  come  non era mai accaduto - almeno per quella che è la mia memoria
  perché,  laddove  le altre regioni non sono in  grado  di  avere  i
  - assunto il ruolo di Presidente della Regione a tutto tondo.
  progetti  esecutivi,  credo che se i comuni fossero  dotati  di  un
   Ha  saputo rinunciare, ha saputo dare segnali di apertura, ha, per
  fondo   che  nell'arco  di  cinque  anni  o  avessero  il  progetto
  la  prima volta, a mio parere, assunto un atteggiamento di sobrietà
  finanziato  o  restituissero  le somme,  perché  un  criterio  deve
  che  deve  essere  proprio al Presidente della Regione,  magari  si
  esserci, altrimenti i sindaci conferiscono incarichi senza ragioni,
  sarebbe   potuta   risparmiare  quella   battuta   sui   Salvo   in
  stabilendo anche la priorità assoluta, perché lei sa meglio  di  me
  considerazione  del fatto che, semmai la battaglia  era  quella  di
  che  c'è  un'elencazione di quelle che sono le priorità, credo  che
  portare Riscossione Sicilia ad Equitalia che è ente pubblico e  non
  dovremmo  privilegiare tutti i rischi di altissimo livello  che  ci
  in  mano ai privati, come probabilmente in un empito di foga  le  è
  sono all'interno dei PAI e fare in modo che i sindaci possano avere
  sfuggito. Ma il giudizio di fondo sul suo atteggiamento e sulla sua
  la copertura finanziaria e mi permetto di dire, per evitare che dal
  condotta,  in  questa Finanziaria, per quanto mi  riguarda,  rimane
  rischio idrogeologico si passi poi alla protezione civile, cioè  si
  positivo.
  passi al disastro, si passi al danno, si passi praticamente a tutte
   Chiudiamo  una  maratona svolta in maniera assolutamente corretta,
  quelle  cose  che,  poi,  vediamo che si  verificano  nei  mesi  di
  sotto  il  profilo  istituzionale, una maratona  che  ha  visto  la
  settembre e di ottobre.
  Commissione   Bilancio  occupata per più  di  due  settimane  e  il
   Quindi,  inviterei il Parlamento ad agire in maniera  trasparente,
  Parlamento impegnato per più di due settimane.
  ad  approvare  questo  emendamento  perché  ci  possa  essere,  nei
   Tanto  in  Commissione  - e ringrazio Roberto  Clemente,  collega,
  confronti degli amministratori locali, un'opportunità per risolvere
  amico  e  deputato  responsabile che ha  collaborato  a  migliorare
  i problemi che, ogni giorno, si pongono.
  questa   Finanziaria   in  quanto  componente   della   Commissione
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
   Bilancio  - quanto in Aula il mio Gruppo parlamentare si  è  speso
  facoltà.
  senza  strumentalità per dare un contributo ad una Finanziaria  che

  poteva  essere  migliore di quella che è ma che è molto  meglio  di
   SORBELLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  quelle che l'hanno preceduta.
  sostanzialmente,  vorrei dare il mio sostegno a questo  emendamento
   Questa è una Finanziaria che viene fuori, a nostro parere, con  un
  perché  si  inquadra in una politica di priorità, dove le  priorità
  buco nero di fondo, Assessore Baccei, i famosi 500 milioni di euro.
  sono  già  costituite  nel PAI, per cui le priorità  devono  essere
   Che fine farà la Regione siciliana?
  consolidate, poi, nell'atto amministrativo del decreto assessoriale
   La scommessa è quella di un'interlocuzione importante con Roma.
  che sarà redatto dopo la redazione di questo articolato.
   Riusciremo in questo? Riuscirà  lei in questo?
   Ma  mi  preme anche sottolineare che questo articolato è libero  e
   Le  perplessità  rimangono ed è per questo che il giudizio  rimane
  lascia  intravedere  qualcosa  di anomalo,  quando  non  andiamo  a
  sospeso.
  giustificare ed a puntualizzare che i fondi saranno gestiti, signor
   Passo velocemente ai dati, comuni, enti locali.
  Assessore  - possiamo subemendare - dai comuni o altri  enti  e  va
   Credo  che la questione sia stata gestita malissimo, credo si  sia
  fuori l'Assessorato e così facendo l'atto amministrativo successivo
  scritta una squallida pagina sotto il profilo istituzionale.
  sarà scevro da ogni critica e da ogni perplessità.
   Credo  -  anzi, sono certo - sia prevalsa la logica  della  parata

  mediatica  invece che la volontà vera di risolvere il problema  dei
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  comuni.
  facoltà.
   Il  Governo ha assunto impegni che non poteva mantenere, ma l'ANCI

  - a mio parere - ha fatto peggio.
   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sono  favorevole
   L'ANCI  non  ha  chiesto quel tavolo tecnico che poteva  e  doveva
  all'istituzione del Fondo, ritengo che sia  insufficiente  rispetto
  chiedere  vieppiù  dopo quell'incontro in Parlamento  che  gli  era
  alla  constatazione, ormai decennale, che non  siamo  in  grado  di
  stato  concesso  e  ha  finito per utilizzare  la  demagogia  della
  utilizzare  né  i  Fondi Europei né, molto spesso,  neanche  quelli
  kermesse  piuttosto  che  la  volontà  di  risolvere  il  problema,
  nazionali previsti proprio per mancanza e carenza di progettazione.
  arrivando  ad  una  conclusione  che,  paradossalmente,  stava  per
   Alla  fine,  secondo  me,  l'unico  punto  che  c'è  da  chiarire,
  rivelarsi  -  addirittura  -  controproducente  nei  confronti  dei
  Assessore,  premesso che bisogna incrementare il  quantitativo  del
  comuni.
  Fondo, l'ammontare del Fondo perché sia efficace e, quindi, vedremo
   E'  grazie  al  Parlamento ed all'attenzione dei parlamentari  che
  come  emendare,  perché  si tratta, in questo  caso,  veramente  di
  cinquanta  milioni veri sono andati ai comuni della  Sicilia  e  il
  mettere  in campo un' azione efficace, vera perché tutto  il  resto
  commento dell'ANCI postumo si manifesta e si palesa anche  come  un
  sono  chiacchiere,  l'azione efficace e  vera  è  finalmente  avere
  atto  di  irriconoscenza nei confronti del Parlamento  stesso  che,
  progetti   che  siano  esecutivi  e  cantierabili  e,   finalmente,
  secondo l'ANCI, non sarebbe più credibile.
  cominciare a spendere i soldi.
   Credo  che  abbiamo  fatto una cosa di buon senso,  abbiamo  fatto
   Rispetto  ai  criteri di trasparenza, Assessore, è una  iniziativa
  quello che si poteva fare.
  direttamente  proposta  nel senso che,  disciplinata  così  come  è
   L'ottimo è nemico del buono e noi il buono lo abbiamo fatto.
  disciplinata,   l'Assessorato,  in  questo  caso,   rispetto   alle
   Quanto alle province il buco nero rimane.
  richieste  che pervengono, dovrebbe operare una sorta di scelta  di
   D'altronde  la   mancata  realizzazione della  riforma   Crocetta-
  priorità  sulle  richieste da parte dei comuni, sul  modo  o  sulle
  Giletti , in buona sostanza, da tre anni impedisce alle province di
  modalità di distribuire le risorse ai comuni stessi.
  ottenere i finanziamenti che gli altri in Italia ottengono.
   Intanto  chiedo  che vengano inserite anche le province,  affinché
   Questo è un dato significativo e sul quale, anche in questo  caso,
  rimanga  agli  atti,  e ovviamente il Genio  civile.  Che  mi  dice
  il  nostro giudizio rimane sospeso.
  onorevole Di Mauro?
   Abbiamo, però, tutelato i precari degli enti locali e il mio  voto

  contrario alla norma del Movimento Cinque Stelle - lo voglio dire -
   DI MAURO. Deve essere centro abitato e, quindi, il comune.
  non  era  un  voto  contrario di principio, era un  voto  ragionato

  perché derogare alla legge dello Stato e porsi in contrasto con gli
   FORMICA.  Che c'entra rispetto ai progetti sul dissesto, onorevole
  obiettivi   della  finanza  pubblica,  avrebbe  creato  presupposti
  Di  Mauro,  lei parla da ex Assessore non a caso siete  intervenuti
  drammatici per quei lavoratori che, invece, con una norma  di  buon
  due ex Assessori al territorio.
  senso votata all'unanimità abbiamo salvato.
   La  verità vera è che, comunque, questo Fondo è di grande utilità.
   Abbiamo  iniziato un percorso positivo nei confronti dei  precari,
  Ritengo  necessario che l'Assessore, nell'emanare  il  decreto,  si
  abbiamo riformato il demanio marittimo, un'altra riforma importante
  attenga  a  principi  di trasparenza perché, altrimenti,  veramente
  e  seria,  attribuendo competenza ed introiti  ai  comuni,  abbiamo
  sarebbero  iniziative direttamente proposte come quelle  di  natura
  imposto, abbiamo deciso che le spiagge potessero restare attrezzate
  culturale  o  turistica e ritengo, invece, in  questo  caso,  vista
  tutto l'anno, determinando così, a mio parere, un incentivo per  il
  l'importanza,  la  gravità e le ricadute sul territorio  di  questo
  commercio e per il turismo.
  tipo  di  provvedimento, mi auguro e ritengo che l'Assessore  operi
   Abbiamo messo in Finanziaria 100 milioni per i cantieri di lavoro;
  con un bando di grande trasparenza.
  abbiamo  rifinanziato la CRIAS per dare respiro agli artigiani,  la
   Sarei  pure favorevole, presidente Ardizzone, a vedere assieme  al
  nuova Irfis che riguarderà imprese, editoria, il Fondo unico per lo
  Governo,  se  ci  dà  qualche  minuto, sempre  secondo  criteri  di
  spettacolo e l'agricoltura; abbiamo rifinanziato l'Ircac  per  dare
  trasparenza, di vedere dove trovare risorse per incrementare questo
  sostegno alle cooperative.
  Fondo  perché,  altrimenti, parliamo sempre di avere cantierabilità
   Abbiamo  messo ordine nelle partecipate, Assessore Baccei, abbiamo
  nei  progetti, esecutività nei progetti, sappiamo che i comuni  non
  soprattutto   eliminato  lo  spettro  dei  licenziamenti;   abbiamo
  hanno  un centesimo per questa finalità, dovremmo avere con  questo
  eliminato,  a  mio  parere, quel buco nero che era  il  bacino  che
  articolo  l'occasione di aggiustarlo, impinguarlo, in maniera  tale
  teneva  in ansia tanti lavoratori e tante lavoratrici e che  creava
  da  renderlo  qualcosa  di  efficace ai  fini  dell'utilizzo  anche
  situazioni di grande incertezza nel tessuto sociale siciliano.
  dell'intero plafond dei Fondi europei posto che siamo all'inizio di
   Abbiamo   dato  fiato  a  Sviluppo  Italia  Sicilia  che   abbiamo
  questa programmazione.
  rifinanziato, abbiamo soprattutto posto un principio che  è  quello
   Quindi, presidente Ardizzone, se ci dà qualche minuto, assieme  al
  secondo  il  quale i dipartimenti della Regione e  gli  assessorati
  Governo,  per  vedere  come trovare delle  risorse  aggiuntive  per
  devono  dare risposte a Sviluppo Italia Sicilia e che è  finita  la
  incrementare  questo capitolo e regolamentarlo al  meglio  sarebbe,
  stagione dell'utilizzo di società esterne per l'assistenza.
  secondo  me,  una cosa molto utile per tutti i comuni della  nostra
   Abbiamo   anche  creato  situazione  che  vanno,  a  mio   parere,
  Sicilia.
  approfondite.

   Mi riferisco a Sicilia e-Servizi, mi riferisco a quello che non  è
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlar l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  stato  fatto per le scuole dell'infanzia e che dobbiamo  recuperare
  facoltà
  perché  non  possiamo  lasciare  al  loro  destino  queste  scuole,

  abbiamo,  in  buona  sostanza,  chiuso  un  bilancio  in  pareggio,
   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema  è  molto
  Assessore  Baccei,  quindi,  la sua  scommessa,  sotto  il  profilo
  interessante  ed è anche una vera emergenza della nostra  terra  di
  contabile, è vinta. Ma a che costi, Assessore?
  Sicilia.  Io,  per la verità, in tema di mitigazione  del  dissesto
   Il giudizio qui resta sospeso per la ragione legata ai 500 milioni
  idrogeologico mi sarei atteso molto di più da parte del Governo che
  che attendiamo ma, soprattutto, resta sospeso perché è arrivato  il
  non  l'istituzione  di  un semplice Fondo di  rotazione,  tuttavia,
  momento  che  questo  Governo  inizi  una  battaglia  vera  per  il
  aderendo  a  quanto  ha testé detto il mio capogruppo,  l'onorevole
  recepimento,  da  parte del Parlamento nazionale, della  legge-voto
  Formica, qualche considerazione mi preme di dovere svolgere intanto
  che vuole finalmente attuato l'articolo 36 dello Statuto.
  in  relazione  -  signor Assessore, se mi  ascolta  so  che  non  è

  semplicissimo - alla dizione del primo comma.
   CIMINO. Bravo
   Io   eviterei,   se   fossi  in  lei,  di  utilizzare   l'articolo

  determinativo   per  la progettazione  perché sembrerebbe,  proprio
   CORDARO.  La  possibilità di un'autonomia impositiva nella  nostra
  perché  è  determinativo, direi  per progettazione  che questo  sia
  Regione  non è più derogabile e risolverebbe, da sola,  i  problemi
  l'unico  Fondo  attingibile  da  parte  di  chiunque,  quindi,  non
  economici della Sicilia. Fin quando questo non sarà fatto, anche in
  soltanto  da parte della Regione ma da parte del Genio  civile,  da
  questo senso il nostro giudizio resterà sospeso.
  parte dei comuni, da parte dei liberi consorzi.
   Abbiamo  introdotto  l'ecotassa.  E'  un  principio  di  buonsenso
   Il  Fondo  è  certamente  un fondo minimo rispetto  a  quello  che
  giuridico  ed  economico  e, però, la Regione  deve  mettere  nelle
  occorrerebbe,  il  calcolo  è  presto  fatto.  Se  fossero  davvero
  condizioni  e,  quindi, a mio parere, in questo  caso,  mancano  le
  settecentomila euro tenuto conto  che le progettazioni, in  genere,
  premesse  perché  i  cittadini  ed  i  comuni  imparino  ad  essere
  sono il 10 per cento, beh il 5, siamo intorno a 10-11-12 milioni.
  virtuosi.
   La  verità  è che il nostro territorio ha bisogno, certamente,  di
   E' giusta l'ecotassa ma è giusto che le regioni creino le premesse
  più.  Concordo  con quanto è stato sollevato precedentemente  dagli
  giuridiche e normative. E' giusto anche che ci si occupi presto  di
  interventi di alcuni colleghi che, comunque, il Fondo debba  essere
  quello che è stato accantonato.
  affidato agli enti locali, alle autonomie locali, cioè ai comuni ed
   Si  dovrà  continuare  a parlare di barriere  architettoniche,  si
  ai  liberi  consorzi  per le eventuali opere sovracomunali,  ma  la
  dovrà tornare a parlare di diritti dei disabili, si dovrà tornare a
  Regione  deve  avere un piano di priorità che soltanto  la  Regione
  parlare di trasporto pubblico locale, si dovrà tornare a parlare di
  può, ovviamente, avendo la mappa generale di tutto il territorio  e
  riforme.
  soprattutto delle emergenze che si moltiplicano ogni giorno di più,
   Abbiamo  scritto in Finanziaria che ce ne sono alcune in cantiere,
  avere chiaro come quadro di riferimento.
  mi  riferisco soprattutto al settore forestale e - vivaddio -  alla
   In  tal senso la norma, così modificata e corretta, per quanto  mi
  riforma delle province, società ed enti regionali, il turismo,  gli
  riguarda, va certamente approvata.
  enti  parco  e però - e concludo, Presidente - il giudizio  sospeso

  diventa   negativo  quando  io  analizzo  come  è   stata   gestita
   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  quest'Aula,  non  da  lei, Presidente, ma di  quella  che  dovrebbe
  facoltà.
  essere   una  maggioranza  che  maggioranza  non  è  perché  questa

  maggioranza  che sostiene Crocetta è spaccata non soltanto  al  suo
   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  in
  interno  ma  anche  all'interno dei partiti stessi  che  dovrebbero
  questo articolo stiamo sbagliando impostazione. In questo articolo,
  sostenerlo. E porto un esempio perché devo andare a concludere: noi
  mai si parla di progettazione esecutiva, signor Assessore. Si parla
  abbiamo  sostenuto  fortemente, come opposizione  responsabile,  le
  di  velocizzare le necessarie attività progettuali e propedeutiche.
  norme  che  riguardavano  il  finanziamento  dell'agricoltura.   Un
  Quindi,  sono d'accordo con l'onorevole Ioppolo che va ben definito
  esempio su tutti: votazione segreta, nonostante il centro-destra  a
  cosa  intendiamo.  Perché  se intendiamo fare  progetti  esecutivi,
  tutela  dell'agricoltura abbia votato con il  Governo,  40  voti  a
  signor  Assessore, le ricordo che con 700 mila euro, forse  appena,
  favore e 36 contrari.
  appena,  secondo  che  progetto facciamo, neanche  bastano  per  un
   Mi  verrebbe  da dire che forse tutta l'UDC e metà  PD  ha  votato
  progetto,  perché  appena  cominciamo  a  fare  carotaggi,   appena
  contro  quella norma. Non voglio personalizzare con nessuno di  voi
  cominciamo  a  fare trivellazioni per capire che  tipo  di  terreno
  però,  signor  Presidente,  questo è  un  dato  che  ci  deve  fare
  abbiamo,  indagini geologiche e quanto altro, già i 700  mila  euro
  riflettere  tutti e ci deve fare concludere perché o  si  trova  un
  sono  finiti. E' bene che qui spieghiamo, signor Assessore, di  che
  buon  senso che porti le tante riforme che dobbiamo compiere a buon
  cosa  stiamo  parlando perché ci stiamo confondendo.  Intanto,  non
  fine,  passando  da  un nuovo patto che può essere  soltanto  fatto
  parliamo  di progetti esecutivi, perché qui non stiamo parlando  di
  nell'interesse  dei siciliano, oppure alle prossime elezioni,  cari
  questo.
  amici, sia chi si ricandiderà, sia chi non lo farà, resterà a  casa

  perché saremo spazzati via.
   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 12.11?
   Per questa ragione, e concludo, il nostro voto è contrario.


   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha

  facoltà.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?


   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  abbiamo  assistito,  a mio parere, ad un dibattito  stucchevole  su
  Contrario.
  questa  finanziaria. Dico stucchevole perché in fondo  la  possiamo

  dividere  in  due parti che è quella relativa a tutte le  cose  che
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
  ogni anno si ripetono, mi riferisco ovviamente al tema dei PIP, dei

  forestali,  dei precari e tutte le altre cose che abbiamo  discusso
  abbondantemente.  E'  stucchevole perché sono stati  fatti  diversi
  interventi, ciascuno ripetitivo, cercando di manifestare la propria
  disponibilità  nei confronti di queste categorie e, l'altra  parte,
  che   è   quella  legata  a  tutta  una  serie  di  argomenti   che
  sembrerebbero messi lì in finanziaria avere un senso.
   E  io su questo mi vorrei soffermare distinguendo a sua volta  due
  cose.  La  prima  questione, che credo si è voluto specificatamente
  sorvolare cercando di non affrontarla adeguatamente, il tema  degli
  accantonamenti tributari dell'articolo 3 e dell'articolo 5 che sono
  il  punto  fondamentale di questa finanziaria attorno ai  quali  si
  svolge un dibattito Roma - Palermo sui famosi 500 milioni.
   E  dico  che  è  un  dibattito questo abbastanza  complicato,  che
  meritava una attenzione di questa Aula abbastanza seria, abbastanza
  approfondita perché non si riesce a capire come mai non siano stati
  dati  questi  soldi  in tempo utile ed evitare  questa  sceneggiata
  degli    accantonamenti   nel   presupposto   di    una    presunta
  inapplicabilità di questa Regione nei confronti dell'interlocuzione
  romana  e  si è messo da parte tutto ciò che è stato maltolto  alla
  Sicilia dal 2010 in poi.
   E  dico questo perché sono fortemente preoccupato non solo per  la
  parte  che  non è entrata in nessuna discussione con Roma  ma  sono
  anche  preoccupato  perché alla fine di questi  500  milioni  possa
  qualcuno  tirare fuori alcuni temi, come le regolazioni  contabili,
  tali da far venire meno queste risorse.
   Ricordo  all'Assessore Baccei che ha assunto  impegno  con  questa
  Aula  perché  senza  questi  500  milioni  noi  andremmo  a  ledere
  interessi  di  soggetti  che  hanno da queste  risorse  il  proprio
  stipendio perché di questo si tratta alla fine.
   E,  allora,  questa mancanza di fiducia di Roma nei confronti  del
  Governo siciliano, nonostante la presenza di un assessore voluto da
  Roma,  questa  attività che è stata posta in essere  da  parte  del
  Governo,  che ha visto confrontarsi, lo diceva poc'anzi il  collega
  Cordaro,  ma io vorrei sottolinearlo più adeguatamente  perché  non
  solo  i  voti  che  si sono manifestati in questa Aula,  spesso  la
  maggioranza  su  35-37 voti e l'opposizione su 27-30  voti,  ma  la
  responsabilità delle opposizioni che allorquando sono stati chiesti
  i   voti  segreti  si  è  rimasti  in  Aula  perché  si  aveva   la
  consapevolezza  che  questa Aula non era in  condizioni  di  andare
  avanti.
   Un  malessere nella maggioranza. Non so se è riferita alle  norme,
  non  so  se il fatto che il Presidente Crocetta si sia affidato  ai
  partiti.  Una  cosa  è  certa. Che in questa Aula  raramente  si  è
  verificata una presenza di più di 70 parlamentari ed ogni volta che
  si  è  deciso  di  votare  si  è avuto un  riscontro  assolutamente
  negativo  in termini di quelli che sono i numeri veri, i numeri  di
  valore  cartolare sulla maggioranza rispetto a quelli  che  sono  i
  numeri poi reali.
   E  volevo  sottolineare  l'attenzione,  Presidente  Ardizzone,  su
  quattro  argomenti  che sono stati inseriti con forza  dal  Governo
  nella  finanziaria e sono: il tema della sanità, i 127 milioni  che
  accompagnati  al  costo  delle  risorse  che  saranno  pagate   dai
  direttori  generali delle ASP nei confronti del personale precario,
  certamente, costituiscono un appesantimento notevole ed  un  carico
  di  costo  che,  non so, se questo potrà servire a garantire  nella
  sanità i servizi minimi essenziali di assistenza.
   La  centrale unica di committenza, per carità, voluta da Roma, non
  so  quale  valore  aggiunto  possa essere  questo  per  le  imprese
  siciliane.  La centrale unica di committenza metterà ai margini  le
  imprese siciliane le quali dovranno lavorare per interposta persona
  con grave nocumento economico.
   La  questione  edilizia agevolata: abbiamo  tolto  50  milioni  al
  sistema  delle  imprese cooperativo, o imprese che possono  pensare
  all'edilizia  agevolata, tenendo conto anche che si sono  tolte  le
  risorse  che  sono destinate a quelle case che vengono edificate  a
  coloro i quali subivano sfratti.
   Ed,  infine,  la misura dei rifiuti che, me lo lasci dire,  signor
  Presidente, è un aggravio per i comuni, un'accelerazione improvvisa
  su questo tema della differenziata, tenendo conto che la tariffa  è
  pagata  dai  siciliani per interno, al 1005, e  ciò  comporterà  da
  parte   dei  comuni  che  non  hanno  previsto  i  mezzi   per   la
  realizzazione  di questo servizio, ulteriori costi  che  saranno  a
  carico dei cittadini.
   Cosa  ha  fatto  la commissione bilancio? Ha inserito  due  norme,
  assolutamente, positive. L'hanno detto i colleghi, lo ripeto.
   Quello  dell'IRCAC,  della CRIAS, come fondo  per  lo  sviluppo  e
  quella, anche, dei cantieri di lavoro.
   Non  ho  scorto  da parte del Governo una voglia straordinaria  di
  mettere in campo misure, norme che potessero consentire, veramente,
  un  passo  avanti  in  termini di sviluppo. Questo  l'ha  fatto  la
  commissione  per  quello  che le  era consentito  di  fare,  perché
  ricordiamo  che,  ad ogni emendamento che aveva  necessità  di  una
  copertura   finanziaria,  l'assessore  Baccei,  nel  suo  quaderno,
  annotava  che  bisognava ridurre i capitoli che erano  destinati  a
  quello  che  sono  praticamente gli stipendi,  e  la  qualcosa  era
  impossibile.  Ci  siamo trovati, quindi, con spazi molto  ristretti
  rispetto  ai  quali,  il tentativo di volere creare  condizioni  di
  crescita in questo territorio non è stato possibile.
   In  questo   spazio  così difficile, ripeto, le opposizioni  hanno
  partecipato  ai  lavori. Noi stessi abbiamo partecipato.  Prendiamo
  atto che, comunque, il Governo è riuscito a garantire una serie  di
  risorse per quanto riguarda servizi delle società partecipate,  dei
  consorzi  di  bonifica. Abbiamo espresso il nostro  parere  con  le
  difficoltà  interne,  anche legate ad un  nostro  parlamentare,  in
  ordine  a  Riscossione  Sicilia, perché  avevamo  compreso  che  le
  risorse  erano destinate a tenere in piedi, comunque, una struttura
  che aveva il suo valore, a cominciare dagli stipendi e dal servizio
  che  espleta,  mi  riferisco, ovviamente,  a  Riscossione  Sicilia,
  tenendo conto che una soluzione, a breve, bisognerà trovarla.
   Per  queste ragioni, signor Presidente, tenendo conto, anche,  che
  non siamo soddisfatti di gran parte delle cose che non sono scritte
  in questa finanziaria, e che dovevano essere scritte e che dovevano
  dare  un  segnale ad un certo mondo, a cominciare dall'agricoltura,
  per  non  dire,  poi, anche, del mondo, praticamente, dell'edilizia
  privata.
   Abbiamo  trovato  una  soluzione nell'ambito dei  fondi  destinati
  all'IRFIS  con un emendamento presentato dalla collega  Sudano.  Su
  questo siamo stati d'accordo tutti, perché riteniamo che l'edilizia
  e l'agricoltura debbano  avere un sostegno.
   Esprimiamo  la  nostra  astensione su questa  finanziaria,  signor
  Presidente,  nel  convincimento che questa intesa  con  Roma  possa
  essere veritiera, non ci siano sorprese di regolazioni contabili, o
  di  altre  cose  e si possa arrivare, mi permetto di  dire,  l'anno
  prossimo,  in  vista di quello che è la scadenza di questo  mandato
  parlamentare,  almeno  a  qualcosa di concreto  da  prospettare  ai
  siciliani  in termini di sviluppo, di lavoro e di cose che  possono
  interessare il sistema delle imprese.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




   CIACCIO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
                                Congedi


      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Francesco Cascio,  Gennuso,
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.11
  Nicotra,  Cracolici, Grasso, hanno chiesto congedo  per  la  seduta

  odierna.
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di

  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
   E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
  dell'emendamento 12.11.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio parlare  con
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  assoluta franchezza come sono solito fare dicendo che siamo partiti
  pulsante bianco.
  con  una  finanziaria  e ne stiamo approvando un'altra.  Il  lavoro
   Dichiaro aperta la votazione.
  fatto  in  Commissione, il lavoro fatto dall'Aula è un  lavoro  che

  certamente  riscrive, riqualifica il testo e in  certi  aspetti  lo
                      (Si procede alla votazione)
  migliora tanto.

   Così  come  non  mi sento di dire che tutte le cose buone  vengono
   Dichiaro chiusa la votazione.
  dall'Aula  e  anche  il Governo ha impostato  una  finanziaria  che

  sicuramente   è   una  finanziaria  diversa  rispetto   agli   anni
                       Risultato della votazione
  precedenti, ma mi creda questa delega in bianco ancora non mi sento

  di  darla. Cercherò di essere puntuale su alcuni aspetti e di  dire
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  quello che penso.
  segreto:
   Solitamente i problemi si risolvono in alcuni vertici,  spesso  si

  fanno dei vertici di maggioranza, mi sto perdendo ogni tanto quando
   Presenti           59
  facciamo  questi vertici dico tutto quello che devo dire lo  voglio
   Votanti            58
  dire in Aula. Partendo dal primo aspetto, abbiamo fatto bene a fare
   Maggioranza        30
  una  finanziaria lavorando di più, forse tanto, tanto di più e  non
   Favorevoli         23
  prendendo  le  forze politiche o i deputati per stanchezza  abbiamo
   Contrari           34
  fatto bene a farla di giorno.
   Astenuti            1
   Questo  spero  che sia un inizio ma siccome anche i  deputati  non
                           (Non è approvato)
  erano  pronti  a questo modo diverso di lavorare si  sono  lasciati

  prendere  un po' troppo la mano. Credo che il Presidente  Ardizzone
   Si passa all'emendamento 12.8, a firma degli onorevoli Clemente ed
  si  sia  distinto  in questo e lo voglio riconoscere  pubblicamente
  altri.
  seppur  ieri  stesso da questo scranno non ho lesinato critiche  ad

  alcuni  atteggiamenti  che  il  Presidente  ha  mosso.  Questo  non
   CLEMENTE.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  significa che come dicevo prima tutte le cose fatte sono delle cose
  ritirarlo.
  fatte  alla  luce  del sole, delle cose e delle  ombre  vi  sono  e

  sbaglierei intervento se dicessi tutte le cose intelligenti e utili
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  e  ce  ne  sono  tante che ha proposto il Governo e tutte  le  cose
   Si passa all'emendamento 12.3, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  intelligenti e utili e ce ne sono tante che ha posto l'Assemblea.
  altri.
   Mi  sento  di  parlare da una forza politica  di  maggioranza  che

  rispetta  questo Governo e questa maggioranza con assoluta  libertà
   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  dando  un avviso al Governo e dando un avviso al PD ed è un  avviso
  ritirarlo.
  di  pericolo. Voglio essere chiaro, i colleghi lo sanno come sta la

  vicenda  dei 500 milioni di euro, erano soldi che avevamo  trovato,
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  che  poi  si sono persi, che poi sono stati trovati, che  poi  sono
   Si   passa   all'emendamento  12.15,   a  firma  degli   onorevoli
  stati  trovati per davvero, che poi in corso d'opera abbiamo  visto
  Cancelleri  ed  altri. Non essendoci la copertura  finanziaria,  lo
  essere pezzo di carta e poi ancora oggi usciamo con un documento su
  dichiaro improponibile. L'Assemblea ne prende atto.
  una  mediazione romana che il Governo della Regione e  il  PD  deve
   Si passa all'emendamento 12.13, a firma degli onorevoli Falcone ed
  fare.  Ora,  con  assoluta franchezza, il PD deve tenere  la  barra
  altri.  Comunico che è stato presentato il subemendamento  12.13.1,
  dritta e quando 500 milioni di euro non si sono trovati non si sono
  sempre a firma dell'onorevole Falcone.
  trovati  anteponendo  gli  interessi dei siciliani  e  del  Governo

  stesso a problemi di quel partito.
   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
   E'  inutile che non ce le diciamo le cose. Dirle significa fare il

  proprio  dovere  e  dirle agli alleati significa  cercare  con  gli
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  alleati di condividere un percorso.

   Se  il  PD lo avesse fatto, se non avesse anteposto agli interessi
   FALCONE.   Signor  Presidente,  ribadisco  quello  che  ho   detto
  del  Governo questi problemi oggi saremmo tutti più forti, lo  dico
  poc'anzi. Noi dobbiamo evitare di depauperare il bilancio regionale
  con  franchezza, lo dico senza infingimenti e lo dico con  assoluta
  e  dobbiamo  utilizzare fondi invece extra-regionali come  i  fondi
  lealtà.  Le beghe interne che vi sono state e le abbiamo verificate
  PAC.
  in  quest'Aula come diceva poco fa l'onorevole Cordaro, che fa male
    Se l'Assessore vuole possiamo incrementare lo stanziamento da 500
  ad  accusare l'UDC di non avere votato col Governo, avrebbe  dovuto
  mila  euro  ad 1 milione di euro, anche a 2 milioni,   però  con  i
  dire  che il Governo ogni tanto ha chiesto all'opposizione il  voto
  fondi  PAC.  Non  tocchiamo  il  bilancio  regionale,  per  cui  la
  segreto per avere voti dell'opposizione.
  richiesta che facciamo - e per cui chiedo anche su questo  il  voto
   Questo  la  dice  lunga sulla lealtà e su come alcune  cose  vanno
  segreto  -, è di votare la soppressione dei 200 mila euro  relativi
  riscontrate.  Ecco  dico al PD il PD deve  pensare  a  risolvere  i
  al bilancio regionale.
  propri problemi interni all'interno del Gruppo parlamentare  e  non

  scaricarli  sull'Aula. All'Assessore Baccei e al Governo  dico  che
   TURANO. Chiedo di parlare.
  bisogna avere un po' più di coraggio, un po' più di innovazione, un

  po' più di caparbietà.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Perché ci sono qui dentro uomini liberi e forze politiche che sono

  pronti  a fare le grandi battaglie che devono essere fatte.  Ma  la
   TURANO.  Signor Presidente, onorevole colleghi, signori Assessori,
  politica  degli  annunci  è  diventata  nemica  della  politica  in
  a   me   sembra,  lo  dico  con  franchezza,  che  il  ragionamento
  generale. La politica degli annunci che è quella di dire che faremo
  dell'onorevole Falcone non sia sbagliato.
  delle  cose  si trasforma in un atto di sfiducia. Perché  non  sono
   Avere  aggiunto,  in  Commissione  Bilancio,  200  mila  euro  dal
  contento di avere scritto per legge che entro 30 giorni va fatta la
  bilancio regionale per incrementare
  riforma della forestale, entro 60 giorni la riforma dei consorzi di
   Io sono fortemente convinto della validità del Fondo e vado oltre.
  bonifica,  entro  30  giorni la riforma di Riscossione  Sicilia.  O
  Poiché parliamo di un argomento veramente serio, credo che ci debba
  ancora  perché non abbiamo fatto la riforma delle province.  Queste
  essere  da  parte  dell'Assessore regionale,  che  ha  una  visione
  sono  cose  che  vanno  fatte. Non vanno  più  dette  e  non  vanno
  completa ed esaustiva di tutta la Sicilia, il massimo della libertà
  annunciate.  Perché  ogni  qual volta  le  annunciamo  diciamo  che
  e   della   discrezionalità  nella  valutazione  degli  affidamenti
  trasformiamo  la speranza della riforma in disillusione.  E  penso,
  dell'incarico e del luogo dove intervenire.
  Assessore  Baccei, che il nostro voto favorevole  su  questa  legge
     Tuttavia,  i 200 mila euro in più non spostano, non  significano
  finanziaria  vuole  riconoscere  l'importante  azione  che  lei  ha
  qualcosa che possa essere davvero risolutiva. Se serve aumentare il
  portato  avanti. E quando parlo di lei, parlo dell'intero  Governo,
  Fondo  con una copertura come data per i primi 500 mila euro che  è
  anche  del  Presidente. Pur tuttavia, credo,  che  le  cose  vadano
  la  delibera CIPE, a me sembra giusto e corretto. Se serve, invece,
  dette. C'è una macchina da mettere ancora a punto.
  aumentarlo  con  i fondi regionale, seppur esigui, perché  poi  non
   E   i   prossimi  mesi  saranno  mesi  decisivi  perché   con   la
  significano niente, a me sembra onestamente una forzatura.
  responsabilità  del Governo della Regione e con  la  responsabilità
   Se  l'Assessore mi spiega qual è la ragione per cui si  interviene
  del  buon  senso  degli alleati, quando parlo di  alleati  immagino
  sono pronto, chiaramente, a rivedere la mia posizione ma, così come
  sulle riforme non mi lascerò trascinare nella discussione su quello
  è scritto nel testo, per me non è di facile comprensione.
  o  questo  emendamento  cambia poco, ma  con  la  lealtà  che  deve

  distinguere  il Governo e la sua maggioranza e la coalizione,  alla
   CROCE, assessore per il territorio e ambiente. Chiedo di parlare.
  quale  hanno  diritto di essere iscritti tutti in egual  modo.  Noi

  vogliamo  realizzare queste cose. I prossimi mesi saranno  decisivi
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  per  riscontrare carte alla mano quando facciamo queste riforme per

  davvero.  E  quando  le  faremo per davvero,  sono  certo  che  noi
   CROCE,  assessore per il territorio e ambiente. Onorevole  Turano,
  dell'UDC saremo qua tutti compatti a sostenere il Governo.
  la motivazione è di mettere una quota minima sul bilancio regionale
   Non credo di chiedere tanto. Chiedo soltanto di essere puntuale  e
  perché, come lei ha visto, la copertura di 500 mila euro è sul  PAC
  rigoroso  negli  impegni  che assumo, con le  forze  politiche  che
  terza fase 2014-2020 ed i fondi non sono immediatamente spendibili,
  governano la Regione e come siciliano.
  per  cui  si è inserita una quota minima sul bilancio regionale  di
   Il  voto  dell'UDC  è  favorevole a questa manovra  perché  è  una
  200  mila  euro  per attivare il Fondo di rotazione  immediatamente
  manovra  che qualifica l'azione di riforma che in Sicilia si  vuole
  dopo   l'approvazione  della  legge  finanziaria,   senza   perdere
  fare. E questo sforzo di riforma appartiene tanto al Governo quanto
  ulteriore tempo in virtù del fatto che abbiamo una grande necessità
  all'Aula. Ma aspettiamo con piacere di portare a casa le  cose  che
  di  incominciare ad attivare una progettazione che ci  permetta  di
  servono e i prossimi quattro mesi saranno decisivi.
  avere i finanziamenti statali.


   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
   PRESIDENTE.  Pongo  il  votazione il  subemendamento  12.13.1.  Il

  parere del Governo?
   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,

  intervengo quasi alla fine. La panoramica è chiara. Una cosa su cui
   CROCE, assessore per il territorio e ambiente. Contrario.
  vorrei  fare una riflessione: questo è il Governo  delle more .  Ma

  non  le more quelle dei cespugli. Nelle more di fare la riforma dei
   FALCONE.  Chiedo di parlare per un fatto procedurale.
  forestali,  nelle  more  di Riscossione Sicilia,  dei  Consorzi  di

  bonifica, delle IPAB, dei decreti di integrazione. Eppure siamo già
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
  a  tre anni e mi pare che il bambino invece di imparare a camminare

  ancora, a mala pena, gattona.
   FALCONE.   Signor  Presidente,   ritengo  che  il   parere   debba
   Sorrido, ma c'è poco da sorridere. Perché fuori da questa  stanza,
  esprimerlo l'Assessore per l'economia.
  da  questa grande Aula, c'è tutto un mondo che gira, e una  Sicilia

  che  ci  chiedeva risposte e che non ci sono all'interno di  questa
   PRESIDENTE. Ho capito, l'Assessore al territorio giustamente cerca
  finanziaria.
  di  portare somme al proprio Assessorato. Ho capito. Però,  siccome
   Parliamoci  chiaro, i colleghi lo hanno ampiamente  detto.  Questi
  la  voce  è  unica, mi parla un Assessore e, per me, il  parere  lo
  famosi  500  milioni nostri che ci spettano, che andate a  lesinare
  esprime il Governo.
  con  la  condizionale   se faremo questo, se  faremo  quell'altro ,
   Il parere del Governo?
  forse  ci daranno quello che ci spetta. E questo è un punto di  non

  ritorno.  Un  punto  di non ritorno perché non avere  preteso,  non
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  avere  contrattato, al momento debito e approvare questa  legge  ci

  porterà a una situazione, ad una trappola.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   Una  trappola  da cui difficilmente si riuscirà  ad  uscire  e  si

  tornerà  indietro.  Nei  primi giorni della discussione  di  questo
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  disegno  di  legge,  che non riteniamo essere una  volontà  né  del
  Contrario.
  Governo  né  tanto  meno di Crocetta, che si è  visto  bocciare  la

  maggior  parte dei provvedimenti che ha portato in  Aula  -  e  per
   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
  questo  noi riconduciamo questo disegno di legge al PD, il PD  che,

  in  completa  sintonia col PD di Roma, ci tiene legati  al  cappio,
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
  perché  è  questa  l'amara verità - abbiamo  con  grande  senso  di

  responsabilità  - forse lei un po' ieri, con quell'espressione  con
  cui ha detto che parecchi deputati fra noi non siamo colpevoli, non
  siamo  responsabili del passato ma siamo chiamati a rispondere  del
  presente   ed   a  trovare  soluzioni  -  cercato  di   contribuire
  consapevolmente   a   questo   disegno   di   legge,    pretendendo
  l'applicazione  di  quanto  è previsto in  materia  di  scelta  dei
  revisori  dei conti anche nel resto d'Italia e, quindi,  provvedere
  al  sorteggio degli stessi; abbiamo voluto fortemente -  era  stato
  anche chiesto nelle altre finanziarie - che ci fosse una differenza
  di  trattamento  nei  comuni virtuosi che già lavorano  bene  e  si
  dirigono   ad  avere  ottimi  risultati  in  termini  di   raccolta
  differenziata,   quindi  l'ECOTASSA,  un'Ecotassa,  ricordiamocelo,
  vincolata  agli scopi di bonifica e salvaguardia del  territorio  e
  promozione   e   sostegno  dei  comuni  virtuosi  per  implementare
  ulteriormente la raccolta differenziata; abbiamo voluto ed ottenuto
  che  ci  fossero  dei  sistemi  di erogazione  dei  carburanti  che
  evitassero  le  truffe  che,  ogni  tanto,  campeggiano  e  vengono
  scoperte   e   poi   ci  ritroviamo  sulle  pagine   dei   giornali
  sull'erogazione  dei  carburanti; abbiamo dato  sostegno  all'ARPA,
  abbiamo  voluto  ed ottenuto risorse sui PAC per i comuni  virtuosi
  che già lavorano per la raccolta differenziata.
   Ma  c'è  rimasto  l'amaro in bocca per tante cose che,  nel  fuoco
  incrociato  di quest'Aula litigiosa, un fuoco incrociato  a  volte,
  cosa  ancora  più  grave, all'interno del partito  di  maggioranza,
  hanno visto affossare delle norme che si potevano attuare per  dare
  un  segnale  di  giustizia,  come quello dell'ulteriore  taglio  ai
  dirigenti della sanità.
   Nel  fuoco  incrociato,  nei  mal di pancia  provocati  da  questo
  polpettone indigesto c'è andata di mezzo, per l'ennesima volta,  la
  Sicilia.
   Un'altra  sconfitta  per quest'Aula ed in più vogliamo  aggiungere
  una nota sui 120 e passa milioni di euro del mutuo, erosi dal fondo
  della  sanità. Ce la dice lunga anche per questo l'amarezza, perché
  mentre  si  continua a tagliere sui servizi, mentre si  tagliano  i
  punti  nascita,  mentre si rifila e si ritaglia  sulle  spalle  dei
  cittadini  e non si potenziano i pronto soccorsi, dove oggi  per  i
  codici  gialli abbiamo attese di circa dieci ore, mentre si  rifila
  sui  servizi ai cittadini, specialmente quelli che non vivono nelle
  grandi  città, noi cosa facciamo? Andiamo a togliere 120 milioni  e
  più  alla  sanità siciliana mentre, nel frattempo, si  fa  campagna
  elettorale parlando di stabilizzazioni ed assunzioni. Vedremo  come
  le farete.
   Noi  a  questo disegno di legge abbiamo contribuito con  senso  di
  responsabilità  ma  non  siamo  per niente  soddisfatti,  questo  è
  chiaro.
   Questo è chiaro perché, nonostante l'abrogazione della tabella  H,
  non  siamo  riusciti a dare risposta a quegli enti di  ricerca  che
  sono  stati strumentalmente relegati a quello strumento capestro  e
  su  cui  oggi  dovrete trovare delle soluzioni ma, diciamo  con  un
  mezzo sorriso, siamo riusciti ad eliminare quella sacca, quel  cono
  d'ombra  che  ancora  si gettava su queste risorse,  mentre  l'Aula
  continuava  a  discutere,  a  litigare,  i  mal  di  pancia  ancora
  presenti.
   Le  sedute,  sì  sono state tenute di giorno - finalmente,  direi,
  dopo  tre  anni ci siamo riusciti, anche dopo essere  stati  derisi
  attraverso le immagini dei deputati che di notte, giustamente  come
  essere umani, crollano alle tre, quattro di notte - questa volta ce
  l'abbiamo fatta.
   La  stessa cosa non possiamo dire della Commissione bilancio  che,
  alla  fine,  si  è arresa ed ha capitolato anch'essa alle  riunioni
  fatte nella stanza accanto, anch'essa alle riunioni notturne e poi,
  finita  con  le  crisi di nervi e le aggressioni  verbali  e  anche
  fisiche dell'ultima sera.
   Per  quanto ci riguarda siamo qui presenti come lo siamo stati fin
  dal  primo  giorno, voteremo  no  a questa legge di  stabilità,  ci
  aspettiamo  una riforma più grande quella che verrà,  poi,  con  le
  elezioni.
   Il  Presidente, lo invitiamo a riflettere su quello che è successo
  in  questi  giorni, su quante volte la maggioranza è andata  sotto,
  specialmente sotto i colpi del fuoco amico e, quindi, ribadiamo  il
  nostro   no ,  con i Siciliani ce la vedremo fuori da questa  Aula,
  attraverso il rapporto che abbiamo con loro, con le Piazze, con gli
  incontri,  quelli leali dove si raccolgono davvero le  istanze  dei
  cittadini che, purtroppo, non siamo riusciti, fino in fondo, a fare
  entrare in questa legge.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo.
   Ne ha facoltà.

   ANSELMO.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  ovviamente,  l'intervento dell'onorevole Turano mi ha  portato,  un
  attimo, a stravolgere, quanto meno l'inizio del mio intervento.
   Io vorrei ricordare all'onorevole Turano, sono un Deputato a prima
  legislatura,  però,  anche io sono una  Siciliana  e  sono  nata  e
  cresciuta  in  questa Terra e, forse, l'onorevole Turano  dimentica
  che  la  crisi  finanziaria in cui versa, oggi, questa  Regione,  è
  frutto  di un periodo di cui, sicuramente, non era il PD al Governo
  di  questa  Regione, ma era, guarda caso, il Partito di cui  lei  è
  rappresentante,  quindi, onorevole Turano,  prima  di  fare  accuse
  prive del tutto di fondamento, la invito a riflettere su quello che
  dice.
   Dopo di che, lei ironizzava sul Gruppo parlamentare che ho l'onore
  di  presidere, vede onorevole Turano, il gruppo parlamentare del PD
  è  un  gruppo  numeroso, è un gruppo numeroso perché rispecchia  un
  grande  partito e, quindi, la invito a non riversare sul mio gruppo
  parlamentare  i  problemi e le incomprensioni  che  lei  può  avere
  all'interno del suo gruppo parlamentare o del suo intergruppo.
   Il  gruppo  parlamentare è un gruppo del PD, è un gruppo numeroso,
  ci si confronta e ci si scontra anche ma, oggi, il gruppo del PD  è
  tutto  presente in Aula e tutto voterà questa finanziaria,  quindi,
  rispedisco al mittente queste sue provocazioni e le ricordo che lei
  fa parte di questa maggioranza che lei appoggia questo Governo e ha
  la rappresentanza in Giunta.
   Detto   ciò,   ritorno   al   tema  dell'intervento   che   è   la
  finanziaria,una finanziaria, onorevoli io ho aspettato  con  grande
  rispetto e silenzio tutti i vostri interventi, quella che, oggi, ci
  apprestiamo  a  votare  è  una buona finanziaria  ed  è  una  buona
  finanziaria  perché forse nessuno ci ha riflettuto,  io  in  realtà
  c'ho  riflettuto solo ieri sera uscendo dal Palazzo, da quando sono
  Deputato  è  la  prima  finanziaria  dove  non  abbiamo  avuto  gli
  asserragliamenti fuori dal Palazzo.
   Io  ricordo la prima finanziaria dove avevamo le piazze sia da  un
  lato che dall'altro del Palazzo assolutamente gremite.
   Questo qualcosa vorrà pur dire.
   Quest'anno   portiamo  a  termine  l'obiettivo  del  miliardo   di
  contenimento della spesa e dei due miliari di maggiore entrate.
   Questa  finanziaria pone le basi di una prossima  finanziaria  che
  abbia  delle  risorse specifiche al suo interno  da  dedicare  allo
  sviluppo.
   Con questa legge di stabilità ricordiamolo non sono più utilizzati
  per  spesa  corrente  i  fondi destinati allo  sviluppo  e  se  noi
  consideriamo da dove viene questo bilancio credo che questo sia  un
  grandissimo risultato, azioni di sviluppo che devono tenere  conto,
  ovviamente,  di tutti i fondi extra-regionali e di fondi  nazionali
  messi a disposizione dei Ministeri.
   Con questa finanziaria noi abbiamo dato risposte certe e sicure  a
  tanti  comparti, abbiamo dato risposte ai forestali approvando  una
  norma  che  apre la strada alla prima vera riforma del settore  che
  tutela il patrimonio boschivo e naturalistico dell'Isola attraverso
  la  valorizzazione produttiva dei boschi, la gestione delle riserve
  e  dei siti a finalità turistica-ambientali, mettendo al centro  le
  attività   dei    lavoratori  che,  finalmente,   potranno   essere
  utilizzati a pieno ed al meglio.
   Sui  consorzi di bonifica abbiamo riconosciuto la loro  importanza
  per  il  nostro  territorio, per gli agricoltori, puntando  ad  una
  riforma  che  arriverà in tempi brevi e che risponderà  ai  criteri
  nazionali  di  amministrazione contabile e che, soprattutto,  porrà
  fine agli sprechi del passato.
   Abbiamo approvato le norme che iniziano un percorso importante  di
  valorizzazione del demanio marittimo e, quindi, delle nostre coste.
  Abbiamo garantito precari e salvaguardato i comuni. Abbiamo  creato
  opportunità con i cantieri di servizio e con i cantieri  di  lavoro
  per  non  dimenticare  il fondo dei venti  milioni  alla  Crias  ed
  all'Ircac  per dare sostegno alle imprese. Sono stati  mantenuti  i
  fondi  per  le  associazioni  anti racket  e  per  le  associazioni
  antimafia.
   E'  stato  definitivamente cancellato l'equivoco,  io  direi,  sul
  rifinanziamento  delle  leggi di spesa ancora  oggi  impropriamente
  chiamata Tabella H.
   E vorrei ricordare a quest'Aula che il Governo aveva presentato un
  emendamento  con il quale sposava quello che era l'emendamento  che
  portava me, come prima firmataria, dei bandi sulle macro aree.
   I  tempi  sono cambiati, lo abbiamo capito noi deputati  di  prima
  legislatura dal primo momento che abbiamo varcato la Sala d'Ercole,
  ma  l'ha capito anche quest'Aula con il voto di ieri sull'idea  dei
  bandi per i finanziamenti delle associazioni.
   Abbiamo   continuato   con   questa   finanziaria   l'azione    di
  razionalizzazione della spesa e messa in sicurezza dei conti in  un
  rapporto  di  reciproco rispetto tra lo Stato e la Regione;  ed  in
  questo quadro si inserisce e si definisce l'aver caricato sul fondo
  sanitario il mutuo sanità, tenendo conto che mentre fino ad  ora  i
  famosi,  vituperati 327 milioni di capitale di  interesse  erano  a
  totale  carico del bilancio della Regione e, quindi, dei siciliani,
  adesso  poiché  lo Stato contribuisce per oltre il 50 per cento  al
  fondo  sanitario regionale, è evidente come per la prima  volta  la
  rata di mutuo sarà pagata per metà dallo Stato.
   In  ogni caso, fermo restando che si garantiscono i LEA e tutti  i
  servizi  nonché le assunzioni imminenti degli operatori  siciliani,
  ricordo a quest'Aula che il comma 7 dell'articolo 5, garantisce  il
  ripristino  del  fondo  nella  lontana,  lontanissima  ipotesi  che
  dovesse registrarsi una perdita in sanità.
   Quindi,  cari  colleghi,  serietà  e  rigore;  serietà  e   rigore
  accompagnati  da  una  qualità  dei  servizi  sanitari  di  livello
  nazionale.
   Inoltre,  non dimentichiamo i risparmi certi della centrale  unica
  di  committenza  che vanno verso questa direzione essendo  risparmi
  che verranno reinvestiti in sanità.
   Quindi,  mi  permetto di dire anzi di gridare  Basta  Basta  .  La
  smettano   i  gufi  di  piangere  lacrime  false,  perché  l'azione
  dell'Assessore  per la salute, l'onorevole Baldo Gucciardi,  ha  il
  riconoscimento  generale.  Non  è  più  possibile  queste   lacrime
  inutili
   Con  questa  finanziaria abbiamo anche dimostrato che  la  Sicilia
  rispetta i patti.
   Assessore  Baccei, lei ha svolto un ottimo lavoro e  personalmente
  le riconosco una grande capacità di sintesi e soprattutto un'enorme
  dose di pazienza.
   Adesso,  però,  mi  dispiace, tocca di nuovo a  lei.  Noi  abbiamo
  rispettato  i  patti,  noi tutti in quest'Aula  abbiamo  dimostrato
  serietà e collaborazione e per questo ringrazio i colleghi del  mio
  Gruppo  parlamentare,  i colleghi della maggioranza  ed  anche  una
  opposizione  che  si  è  dimostrata responsabile  e  collaborativi,
  contribuendo a migliorare questa finanziaria.
   Presidente  Ardizzone, prima di chiudere, le chiedo di  accelerare
  l'iter  per  le norme stralciate comprese quelle sulle  start-up  e
  quelle  del diritto allo studio che sono battaglie su cui ci  siamo
  impegnati  e  che  vogliamo portare al termine.  Ed  al  Presidente
  Crocetta  chiedo  di attenzionare il trasporto degli  alunni  delle
  scuole superiori.
   Chiudo  come ho iniziato: questa è una buona finanziaria che  avrà
  ed ha il sostegno di tutto il Gruppo parlamentare del PD.

   PRESIDENTE.  Prima  dell'intervento del  Presidente  Crocetta,  ha
  chiesto  di intervenire il presidente della Commissione,  onorevole
  Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori

   CROCETTA, presidente della Regione. Non tirare scherzi, Vinciullo

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Vinciullo   non   fa  scherzi,  rappresenterà   il   parere   della
  Commissione,  così come lo abbiamo espresso, con grande oggettività
  alle  volte  anche dimostrando di non condividere  le  manovre  del
  Governo.
   E'  arrivata una manovra finanziaria in Commissione Bilancio e noi
  abbiamo  lavorato  per giorni, anche durante le  ore  notturne  per
  cercare di  migliorare il testo e per venire incontro a quelle  che
  ci sembravano essere le esigenze dei cittadini.
   La  volta scorsa ho detto, concludendo,  che abbiamo anche  potuto
  commettere  errori  perché quando si lavora si  commettono  errori,
  solo  chi  non fa nulla non commette errori; Montanelli diceva  una
  cosa  bellissima:   solo gli idioti e Dio sono convinti  di   avere
  sempre ragione .
   Noi  su  alcune  cose  abbiamo potuto anche  fare  interventi  che
  potevano   andare  al  di  là  di  quelle   che  erano  le   nostre
  prerogative,  lo abbiamo fatto  nell'interesse della Sicilia  e  lo
  abbiamo fatto nell'interesse di migliorare questa norma.
   Questa   norma,   sostanzialmente,  così  come  è   uscita   dalla
  Commissione  Bilancio,  migliorata  -  mi   sia  consentito   dire,
  Presidente Crocetta - rispetto al testo che era arrivato  da  parte
  del  Governo, ha sicuramente contribuito a rendere più interessante
  il dialogo che c'è stato fra i vari partiti.
   A  tutti  i rappresentanti dei partiti, Presidenti di Commissione,
  va  il  mio ringraziamento in nome anche dall'ufficio di Presidenza
  della  Commissione, proprio perché abbiamo apprezzato il lavoro  di
  tutti,  però  su alcune cose, Presidente, mi permetto di  ritornare
  ancora un istante.
   Abbiamo  approvato  all'articolo 6 il co-finanziamento   programmi
  comunitari  che   stanzia 173 milioni di  euro  per   gli  esercizi
  finanziari  2016  e  25  per il 2017 e 60 milioni  di  euro  per  i
  forestali.  Ma  rimane  il  grande  cruccio,  così  come  sostenuto
  dall'onorevole Panepinto, dall'onorevole Di Giacinto,  da  tutti  i
  componenti  della Commissione, che non siamo riusciti  ad  inserire
  l'emendamento  che  riguardava  le  start  up;  perché   Presidente
  Ardizzone e Presidente Crocetta, in quell'emendamento  vi sono  tre
  commi  di  particolare  importanza e di particolare  rilevanza  dal
  punto  di vista economico che consentiranno ai comuni siciliani  di
  non  perdere  finanziamenti per  100 milioni di  euro  e  di  poter
  completare  le  opere   che  hanno  iniziato,   soprattutto  quelli
  superiori  a  5  milioni di euro e perché mettono, coloro  i  quali
  hanno  ricevuto  finanziamenti europei   e  non  sono  stati  nelle
  condizioni  di  concludere queste opere, di poterle completare  con
  proprie risorse senza perdere il finanziamento europeo, altrimenti,
  il   rischio   concreto,  certo,  Presidente,  è  quello  di  dover
  restituire  le somme che hanno ricevuto, di non poter completare  i
  lavori  con  un  danno  irreversibile  che  porterà   sul  lastrico
  migliaia di piccoli imprenditori siciliani che hanno chiesto questo
  intervento da parte della Comunità europea e che adesso, più che un
  intervento  a  loro favore, diventa un intervento che porterà  alla
  loro distruzione.
   Abbiamo  apprezzato  con  l'assessore  Baccei  e  con  l'assessore
  Gucciardi l'articolo 7.
   Su  questo  articolo  7  tante leggende metropolitane  sono  state
  diffuse.  Non è vero che bloccherà le assunzioni nella sanità   Non
  c'entra  nulla  questo  articolo 7 con il blocco  delle  assunzioni
  nella sanità
   Continueremo  sulla strada  iniziata per fare le assunzioni  nella
  sanità,  perché  ricordo a tutti  che le risorse  per  fare  queste
  assunzioni  già  ci sono perché di questi 5 mila posti  attualmente
  vuoti  4.700  vengono  attualmente ricoperti da  incarichi  dati  a
  precari,  alcuni dei quali hanno più di 5  anni ormai di precariato
  alle spalle, molti più di 36 mesi ed è chiaro che questo taglio non
  influirà assolutamente sulla loro stabilizzazione. Sono impegni che
  sono  stati  presi in questo Parlamento, sono impegni che   possono
  essere facilmente verificati.
   Perché cosa succede, per essere chiaro? Fino ad oggi questo debito
  lo  paga solo ed esclusivamente alla Sicilia, grazie all'intuizione
  dell'assessore Baccei, ripeto che  ringrazio, questo debito   andrà
  a  far  parte  delle risorse del Servizio sanitario nazionale,  che
  sono  così  fatti: 49 a carico della Regione Sicilia, 51  a  carico
  dello Stato.
   Significa,  dunque, che questo debito, contratto nel  2007,  prima
  che  la maggior parte di noi  entrasse a fare il deputato, fino  ad
  oggi  è pagato interamente dalla Regione, domani verrà pagato dalla
  Regione solo al 49 per cento.
   Questo  è un danno che abbiamo fatto ai siciliani, è un danno  che
  abbiamo  fatto  alla  Sicilia, è un danno che  abbiamo  fatto  alla
  sanità  pubblica  della Sicilia - non credo che  sia  assolutamente
  così.
   Sarebbe opportuno che ognuno di noi si documentasse e nel dire  le
  cose le dicesse nel rispetto della verità.
   L'articolo 8 riguarda disposizioni in materia di autonomie locali.
   Abbiamo  incontrato più volte i sindaci, abbiamo parlato,  abbiamo
  discusso,  abbiamo individuato delle soluzioni che non accontentano
  i sindaci ma è tutto ciò che abbiamo, più di questo non abbiamo.
   Abbiamo  potuto raschiare il fondo fino alla fine ma tutto  quello
  che potevamo prendere lo abbiamo preso.
   Oltre a questi 340 milioni di euro, già precedentemente assegnati,
  ne  sono  stati  assegnati altri 50 che sono pronto  cassa,  pronta
  disponibilità,  sono  risorse vere, immediate  che  possono  venire
  incontro ai comuni.
   Abbiamo assegnato ulteriori 10 milioni di euro.
   Sono  state previste in più tutte le proroghe per quei comuni  che
  sono  in dissesto e che si trovano in grosse difficoltà per  quanto
  riguarda la stabilizzazione dei lavoratori.
   A  questi  lavoratori  abbiamo cercato di dare  il  massimo  della
  garanzia ed il massimo sostegno.
   E' chiaro, rimane fuori Milo, rimane fuori qualche altra categoria
  di  lavoratori  precari ma abbiamo detto - e su questo  abbiamo  la
  parola  del  Presidente dell'Assemblea - che  subito  passeremo  ad
  approvare e discutere tutti gli emendamenti e gli articoli che sono
  stati stralciati.
   Ci  sono altre norme importanti come quella sui revisori dei conti
  che  saranno finalmente estratti a sorteggio e non più nominati dai
  partiti,  dai  consiglieri comunali - e questo mi pare  essere  una
  cosa giusta e importante.
   Ci siamo fermati, in modo particolare, sulla proposta di istituire
  i cantieri di lavoro.
   Voglio rivendicare il fatto che è stata la Commissione  Bilancio ,
  nella  sua  interezza, perché l'emendamento è firmato  da  tutti  i
  componenti  della  Commissione  Bilancio  che ha voluto  fortemente
  questi cantieri di lavoro.
   Questi  cantieri di lavoro, pari a cento milioni di euro, vogliono
  dire  mille cantieri di lavoro dove in ciascuno lavoreranno più  di
  venti  persone, ciò significa che ventimila persone potranno essere
  destinate  a lavorare, da qui a qualche mese, non appena avremo  la
  delibera CIPE su questo argomento.
   Ciò  rappresenta  una  cosa importante su cui  la  Commissione  ha
  lavorato, su un testo predisposto dall'onorevole Di Giacinto e  poi
  firmato  da tutti noi proprio perché ci tenevamo a dare la certezza
  ai soggetti fragili di potere avere un'occupazione, di potere avere
  un  reddito  frutto del proprio lavoro e non un reddito frutto  del
  fatto  di  non far nulla. E' importante  La dignità del lavoro,  la
  dignità di coloro i quali ricevono un compenso per il lavoro fatto.
   Abbiamo  affrontato velocemente l'emergenza dei  PIP  di  Palermo,
  abbiamo con attenzione discusso l'articolo 22 e 23.
   Ha  fatto  bene,  Presidente  -  mi  accingo  a  concludere  -   a
  salvaguardare quelle fasce fragili di non udenti, sordi, così  come
  è  importante il contributo che è stato dato alle scuole  pubbliche
  non statali.
   Ci  tengo a chiarirlo perché ogni volta, erroneamente, si parla di
  scuole  cattoliche.  Sono  scuole  pubbliche  non  statali  -   per
  chiarezza.
   Contributi a scuole private e a scuole cattoliche o di altro  rito
  non  siamo  in  grado  di  darne. Possiamo  dare  e  vogliamo  dare
  contributi solo alle scuole pubbliche non statali.
   Ci  siamo,  inoltre, occupati dei liberi consorzi, 9 milioni  sono
  stati  aggiunti  ai 19,150 più altri 30. Anche qui c'è  bisogno  di
  fare presto, Presidente Crocetta, dobbiamo necessariamente arrivare
  ad una soluzione.
   Mi soffermo e non vado oltre...

                           (Brusio in Aula)

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Scusate,  ma  il Presidente della Commissione non ha la possibilità
  di parlare? Mi avete messo il bavaglio?
   Abbiamo quindi dato una copertura minima per le province. Dobbiamo
  fare  presto per portare la legge in Aula perché è stato  ricordato
  il  dramma  che  vivono i ragazzi e le ragazze diversamente  abili,
  oltre che i dipendenti delle province.
    Abbiamo, con la dovuta attenzione, esaminato la vicenda legata al
  Consorzio di bonifica e, signor Presidente, le chiedo di portare in
  Aula la discussione dell'articolo che dà la possibilità ai Consorzi
  di bonifica di avere ulteriori finanziamenti per 6 milioni.
   Abbiamo   superato,  positivamente,  la  vicenda  di   Riscossione
  Sicilia.
   Abbiamo esaminato con la dovuta attenzione la problematiche legate
  al  demanio, credo che abbiamo dato la giusta risposta ai parcheggi
  interscambio, che anche lì stiamo parlando di 102 milioni di  euro,
  non di una lira, di 102 milioni di euro
   Abbiamo inserito le risorse per il trasporto delle Isole minori  e
  il trasporto ferroviario.
   La  giusta  attenzione  hanno avuto  le  terme  di  Sciacca  e  di
  Acireale.
   Poi,  volevo  soffermarmi su un'altra vicenda che  la  Commissione
  Bilancio   ha  voluto  affrontare  sempre  con  emendamento   della
  Commissione a firma dell'onorevole Di Giacinto: i Fondi  Unico  per
  l'IRCAC   e  la Fondazione di rotazione della CRIAS per 10  milioni
  ciascuno.
   Abbiamo,  signor  Presidente, lavorato con la  dovuta  attenzione,
  pensiamo  di  aver dato le giuste risposte, anche  se  tante  altre
  bisogna  darne.  Per questo motivo, la Commissione, a  maggioranza,
  evidentemente, è dell'avviso che la manovra finanziaria così come è
  stata deliberata dall'Assemblea, vada approvata.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  credo  che  questa finanziaria  non  dovrebbe  avere
  nessuno  voto  contrario; dovrebbe avere,  semmai,  astensioni  nel
  legittimo  ruolo  che si ha tra maggioranza ed opposizioni,  perché
  non  c'è  forza politica che non ha contribuito sia nel  lavoro  in
  Commissione, sia nel lavoro parlamentare, ad esprimere contenuti  e
  valori che nel corso d'opera hanno contribuito al miglioramento  di
  una buona finanziaria già presentata dal Governo.
   Io  ritengo  che  non c'è gruppo politico a cui  noi  non  abbiamo
  aperto un'interlocuzione e io ringrazio molto quei parlamentari che
  hanno  apprezzato anche il lavoro di mediazione che il  Governo,  e
  anche personale dell'Assessore,  ha svolto, con incontri che non  è
  stato basato sullo scambio di favori.
   Si  chiude definitivamente la vicenda in modo epocale, definitivo,
  già è una decisione che avevamo assunto nel 2014, dove la tabella H
  allora  aveva  100 destinatari, otre 100 destinatari e  costava  60
  milioni  di  euro,  per ridursi veramente agli enti  che  ne  hanno
  ragione, alle associazioni che lavorano attraverso bandi e, quindi,
  privilegiando anche lì la meritocrazia  e le spese.
   E  in  questo  voglio ringraziare anche il ruolo che ha  avuto  il
  Presidente  Ardizzone  che, in qualche modo,  ha  posto  anche  dei
  paletti  che  sono stati utili a portare, poi c'è andato  anche  di
  mezzo  qualche  morto,  qualche ferito. Ma  voglio  dire,  possiamo
  considerare  per  esempio tabella H, i Whitaker la cui  convenzione
  venne  firmata dal Presidente Piersanti Mattarella? Che è uno degli
  orgogli  della  Sicilia,  o i Corfilac? Sicuramente  no   Solo  che
  quando  non  si  vogliono  fare  le  mediazioni  politiche  allora,
  purtroppo, bisogna scegliere, fare decisioni dolorose che  a  volte
  finiscono anche per penalizzare alcune cose.
   Sicuramente,  abbiamo  la possibilità nella prossima  legge  sullo
  sviluppo di aggiustare anche alcune questioni, non in questo  senso
  perché   lì  ormai  si  va  a  bando,  ma  sicuramente  su  aspetti
  importanti.
   Mi  riferisco,  per  esempio, ai consorzi universitari  che  hanno
  grandi  difficoltà. Non possiamo lasciare la questione dei consorzi
  universitari e dei diversamente abili alla burocrazia regionale che
  commissaria gli enti e gestisce il commissariamento degli enti.  Lì
  deve  intervenire  la  politica che deve dare indirizzi  precisi  a
  questi  commissari.  E, quindi, mi auguro che  queste  due  vicende
  vengano  affrontate  normativamente  nella  prossima  legge   sullo
  sviluppo.
   Ce  lo  chiedono anche alcuni commissari che ci chiedono anche  di
  intervenire  per  evitare tutta questa vicenda e, soprattutto,  non
  possono  essere  penalizzati  i  consorzi  delle  università  delle
  province    minori,    Siracusa,   Ragusa,   Trapani,    Agrigento,
  Caltanissetta,  la  stessa  Enna,  perché  quando  saltano   quelle
  Università saltano i poveri dal diritto allo studio che non hanno i
  soldi per trasferirsi a Catania, a Palermo e a Messina.
   Quindi, non sono interventi di capriccio, sono interventi a favore
  dei  poveri, delle famiglie bisognose perché il diritto allo studio
  è  un diritto costituzionale che noi dobbiamo proteggere e non  può
  andare questo nel gioco degli scontri politici o della competizione
  politica.
   Così le questioni che riguardano l'emergenza abitativa o i diritti
  dei  diversamente abili, non solo delle province, ma di  un  centro
  unico in Italia che è quello dell'Oasi di Troina, tra altro di area
  cattolica, per cui mi sarei aspettato anche dalle forze moderate un
  sostegno maggiore.
   Gli  interventi alla scuola pubblica positivi. Ma io dico positivo
  perché vanno in gran parte alla scuola cattolica.
   Io, laico nella politica, cattolico nelle mie scelte private, però
  dico  che  quella  è una grande garanzia perché era  una  struttura
  importante  della  vita sociale del Paese. Perché  la  religione  è
  parte  importante della vita sociale di questo nostro  Paese.  Dove
  la  scuola  privata  spesso  in Sicilia,  contrariamente  a  quella
  confessionale  paradossalmente  più  affidata  ai  mestieranti,  ai
  nipotifici  costruiti  è  spesso oggetto di  gravi  inchieste.  Con
  chiarezza abbiamo voluto premiare un settore che si rivolge ad  una
  offerta di qualità paradossalmente, perché noi non abbiamo la LUISS
  qua, per essere chiari, nel privato abbiamo altre realtà, mentre le
  scuole  religiose  garantiscono  un  livello  di  istruzione  e  di
  solidarietà che spesso non garantiscono gli altri privati.  Proprio
  perché  sono  spirito laico mi posso permettere il lusso  anche  di
  fare,  di essere perfino, di apparire confessionale, proprio perché
  ho  questa  laicità e capisco il senso con cui ha detto l'onorevole
  Vinciullo  perché  dice  da cattolico voglio ribadire il fatto  che
  non  ho inteso privilegiare una confessione o un'altra ma ho inteso
  fare una cosa .
   Non  chieda scusa, onorevole Vinciullo, quella scuola cattolica  è
  una  scuola  di  eccellenza e di qualità e noi siamo orgogliosi  di
  poterla finanziare.
   Ripeto,  perché non bisognerebbe votare no? Perché  per  la  prima
  volta  dopo  tanti  anni non utilizziamo più per coprire  la  spesa
  corrente di questa Regione i fondi dello sviluppo.
   Quest'anno,   attraverso   questa  finanziaria,   si   avranno   a
  disposizione per gli investimenti in Sicilia 750 milioni di euro in
  più,  che  non vengono pagati dal popolo siciliano, ma sono  frutto
  dei trasferimenti statali che, fino all'anno scorso, abbiamo dovuto
  impegnare per coprire il deficit di bilancio.
   E  questi  sono  dati. Questa finanziaria, quindi, non  vale  solo
  quello che abbiamo investito. Vale i 750 milioni in più di euro che
  noi   andiamo  ad  inserire  nello  sviluppo,  perché  li   abbiamo
  liberalizzati.
   Vale  i  2  miliardi e 400 milioni di accordo che stiamo chiudendo
  con lo Stato per il patto per lo sviluppo.
   Vale  1  miliardo e 400 milioni che non saranno più dati in questa
  finanziaria  e basta, saranno dati per sempre alla Sicilia,  frutto
  delle entrate della Regione siciliana, riformando l'accordo con  lo
  Stato,  l'accordo  storico, che era stato  fatto  nel  1946,  sulle
  entrate, con coraggio, rinegoziando il mutuo della sanità, che  non
  varrà  più,  dove  noi  saremo riproposti perché  nell'accordo  sul
  miliardo  e  400 milioni ci sono anche quei 650 milioni  circa  che
  paghiamo  per l'alta spesa sanitaria come Regione e, quindi,  viene
  riportata ai livelli delle altre Regioni.
   Ci  sono i soldi rubati attraverso Latina, il trasferimento  della
  sede  di  Latina.  E  ci  sono  tante altre  cose  che  sono  state
  riconosciute.
   E  c'è la rinegoziazione dei crediti che noi abbiamo con lo Stato,
  perché,  parliamoci chiaro, l'accordo del 2014, lo  posso  dire  in
  siciliano?  Mi  perdonate? Non mi considererete  anti-istituzionale
  perché  penso che il siciliano sia una lingua e persino, bellissima
  e,  persino, colta:  A pigghiata era furzusa  . Perché se  noi  non
  avessimo fatto quell'accordo, nel 2014 avremmo avuto la Sicilia  in
  default. Nel 2015 saremmo stati commissariati. E ho sventato  anche
  una manovra che c'era sul commissariamento.
   Capivo che quell'accordo andava fatto, ma vi assicuro che i  soldi
  ve  li sto facendo restituire tutti e li dovranno restituire tutti
  Perché  hanno dovuto coprire, poi, non solo il 2014,  il  2015,  il
  2016,   2018,  attraverso  questo  accordo  storico  e   anche   la
  rivisitazione.
   Su questo, quindi, abbiamo garantito il rispetto dell'autonomia.
   Vi   ringrazio  per  il   voto  su  Riscossione:  avete  garantito
  l'autonomia  della  Regione siciliana.  Mi  rivolgo,  pertanto,  in
  particolare, anche alle forze autonomiste che ci sono, anche al  di
  là  delle  sigle, in quest'Assemblea e che si riconoscono anche  in
  altri  Gruppi parlamentari, ma dove c'è un'espressione che è venuta
  anche dal voto.
   Ci  battiamo  per l'autonomia.  Io su Sicilia Riscossione,  ve  lo
  dico,  non  ho posto l'Aula di fronte ad alcun ricatto, perché  non
  sono  abituato a fare ricatti, ma sinceramente non so  -  oggi,  lo
  posso dire, perché si è votato con tranquillità - non so,  oggi, se
  ci  fosse  stato  un voto negativo su Riscossione,  se  esisterebbe
  ancora  questo  Governo e questo Parlamento. Perché  sulle  partite
  importanti  non si può cedere, perché queste riguardano la  dignità
  del  popolo  siciliano,  il  rispetto della  Costituzione  e  dello
  Statuto. E su questo non si cede
   Riscossione  Sicilia è andata male? Dobbiamo  avere  la  forza  di
  farla  andare bene. Lo dobbiamo fare con l'orgoglio siciliano.  Non
  abbiamo bisogno di proconsoli che vengano da altrove per regolare i
  nostri conti, dobbiamo dimostrare di avere la capacità, la voglia e
  la  volontà  di tagliare privilegi e di fare buona amministrazione,
  che  è quello che sta avvenendo in questi tre anni grazie anche  al
  vostro ruolo. Di tutti, anche di quelli che a volte si oppongono su
  atti importanti, perché non li comprendono magari, o perché abbiamo
  punti  di  vista diversi, perché questo fa parte della  legittimità
  della politica.
   Ieri  sera litigavo con l'onorevole Milazzo e questa mattina siamo
  ritornati amici, perché non litigavo per un fatto personale, dicevo
   come  fai  a  sacrificare  i consorzi o la  questione  delle  case
  popolari?   e  mi dice che non è d'accordo; oppure,  ieri  sera  ce
  l'avevo  con  l'onorevole Di Giacinto - frainteso  -  ed  oggi  non
  credo.
   Ed  io vi ringrazio anche per il clima umano, e apprezzo le parole
  dell'onorevole Cordaro quando dice che ha visto un  Governo  -  non
  voglio parlare di me, perché parlava anche specificamente di  me  -
  che ha voluto aprire un nuovo stile di rapporti col Parlamento. Sì,
  voglio aprire un nuovo stile di rapporti col Parlamento e credo che
  su questo dobbiamo andare al di là delle logiche dell'appartenenza.
   In questa fase finale della legislatura non ci possiamo permettere
  i  giochetti  in  cui  diciamo che la  riforma  la  facciamo  nella
  prossima finanziaria, perché le cose che riusciremo a fare oggi, al
  di  la  del Governo che ci sarà - anche se io sono convinto che  ci
  sarà  ancora questo Governo, però con questo non voglio innervosire
  nessuno,  ma  mi  consentirete anche un  minimo  di  amor  proprio,
  saranno i siciliani a giudicare se si è fatto male o se si è  fatto
  bene,  quindi  l'ho  detto come battuta e senza  arroganza,  perché
  tutto  mi  appartiene  fuorché  l'arroganza  -  deciderà  il  nuovo
  Governo,  ma quel nuovo Governo erediterà o meno un nuovo  sistema.
  Riceverà    un'informatica   regionale   che    funziona,    oppure
  privatizzazioni   che   in  Sicilia  sono  pericolose   perché   le
  privatizzazioni di servizi pubblici essenziali in Sicilia non  sono
  come i bandi di gara che si fanno in Toscana o in Lombardia, lì c'è
  la  mafia  in  agguato.  Oppure sulla riscossione,  dobbiamo  stare
  attenti  alle  privatizzazioni  che potrebbero  essere  oggetto  di
  aggressioni,  perché capite bene che significa  negoziare  cartelle
  miliardarie.  800  famiglie,  800 soggetti  in  Sicilia  evadono  1
  miliardo.  Quindi, pensate a chi sono gli evasori, per  cui  mi  fa
  ridere  anche quando si dice che l'onorevole Milazzo aveva 46  euro
  di debiti con Riscossione Sicilia.
   Oggi  mi è arrivata la bolletta della Siciliana Gas e debbo pagare
  220  euro; siccome a casa non ci sono, fra l'altro non capisco come
  mi  arriva  tutto questo gas accantonato, visto che tutto l'inverno
  non  ho  acceso mai i riscaldamenti, ma questo è un altro problema,
  magari  ce l'avrò scritto in cartella e sono evasore perché non  ho
  potuto avere la notifica.
   E'  chiaro  che  su questo mi sento di difendere  la  dignità  del
  Parlamento,  però non mi sento di criminalizzare, come qualcuno  mi
  ha  chiesto di fare, un Presidente, i due Presidenti che  ha  avuto
  Riscossione Sicilia, che hanno fatto un buon lavoro. Poi ognuno può
  sbagliare,  può esternare, ma il lavoro l'hanno iniziato.  Dobbiamo
  avere  capacità di dare maggiore slancio con un nuovo Consiglio  di
  Amministrazione,  ancora  più  consono,  magari  che  fa  più   nel
  silenzio, però guardate, in quell'elenco ci sono finito pure io, ma
  non  appartengo per carattere né ai rancorosi, né a coloro  che  si
  arrabbiamo  se qualcuno dice qualcosa. Penso, come diceva  Voltaire
   la  libertà  di  parola del tuo nemico la devi tutelare .  Mai  mi
  sognerei  di  perseguire  qualcuno per le opinioni  esternate.  Non
  appartiene a me, né al mio carattere, né al mio stile. Io apprezzo,
  qualche  volta  mi  arrabbio,  dovrei  fare  ottomila  denunce  per
  diffamazione  al  giorno.  Non  le faccio  perché  ritengo  che  la
  politica  sia  l'esercizio  della dialettica  e  non  quello  delle
  imboscate nei confronti degli altri.
   Abbiamo  dato  ai  Comuni - e non capisco  perché  si  lamenta  il
  Presidente  dell'ANCI,  salvo per questioni elettoralistiche  -  la
  possibilità di valorizzare il patrimonio che era di proprietà della
  Regione  e  che  trasferiamo ai Comuni per  fare  cassa.  Se  sanno
  lavorare, quelle spiagge, quelle montagne, diventeranno fattori  di
  ricchezza.  Chi  è più bravo, lavora; chi è più bravo,  incassa.  I
  Comuni  non  possono essere più enti di spesa,  ma  debbono  essere
  anche  imprenditori. A Taormina una spiaggia vale  soldi  notevoli.
  Allora  possono  essere entrate per i Comuni. San'Alessio,  Cefalù,
  tutta la Sicilia è in una fase del turismo che si incrementa del 25
  per cento.
   Prima  il  Presidente  Ardizzone e poi  io  abbiamo  ricevuto  una
  delegazione  cinese  pronti  a inviare  centinaia  di  migliaia  di
  turisti  in  Sicilia.  Perché dicono che la Sicilia  è  bellissima.
  Quindi  non   sarà  bellissima   onorevole  Musumeci   Ma   è   già
  bellissima
   Questa  Regione  ha  delle potenzialità incredibili.  Un  PIL  che
  cresce,  mettiamo  a posto i conti. Cominciamo  a  valorizzare  gli
  elementi  finali  in  questo  scorcio  finale  di  legislatura.  La
  riqualificazione dei trasferimenti. No ai Fondi PAC perché i  Fondi
  PAC  servono a fare gli investimenti e non pagare mutui.  Allora  i
  Fondi per gli investimenti praticamente sistematicamente violati  e
  finalizzati  ad altro? E' questo che ci chiedeva il prode  Orlando?
  Di  finalizzare  i  fondi per gli investimenti all'appagamento  dei
  muti  e  non agli investimenti? Perché quando un Comune accende  un
  mutuo non ci vuole la certificazione della Ragioneria generale  che
  dice che con le proprie risorse il Comune è in condizione di potere
  fare quella esposizione?
   Non  può  essere il gioco delle tre carte. Eppure anche  lì  siamo
  intervenuti dando 60 milioni in più di euro che possono servire per
  i   mutui  a  quei  Comuni  che  sono  in  difficoltà.  Non  misure
  generalizzate a pioggia, ma fatte e mirate per evitare  il  default
  di  alcuni Comuni. E potere intervenire là nelle difficoltà  e  non
  consentire, per esempio, che i Comuni che hanno risorse  proprie  -
  Catania, Palermo - abbiano ad avere lo stesso trattamento di Comuni
  che  non  sanno  come  pagare gli stipendi  o  come  assicurare  il
  servizio dei rifiuti urbani.
   Cominciamo a mettere criteri diversi. Forse dovremmo fare, fra  le
  riforme  da  fare,  la  riforma  delle  modalità  in  cui  diamo  i
  trasferimenti  agli enti locali, il cui parametro  non  può  essere
  solo la popolazione. Può essere l'indice di virtuosità, la capacità
  di  riscossione,  una serie di premialità per  chi  agisce  meglio.
  Forse questa Sicilia la cambieremo molto.
   E  quando  abbiamo  approvato la norma  sulla  differenziata  -  e
  ringrazio  tutti  in  questa Aula, anche chi  ha  votato  contro  -
  abbiamo detto al Comune  fai la differenziata perché non puoi farla
  pagare   ai   cittadini  la  tua  inadempienza .   Chi   farà   più
  differenziata  pagherà  di  meno  nel  conferimento  di  discarica,
  pagherà  una tassa minore, e chi invece non la fa, pagherà di  più.
  Ed  è giusto che sia così, perché i cittadini siciliani non possono
  pagare  il più alto costo dei rifiuti sulla base delle inadempienze
  dei comuni.
   Allora, vi sembra niente quello che abbiamo approvato lì?
   La destagionalizzazione delle strutture balneari come cambiamento?
  Da quanti decenni ne parliamo?
   Questa non è una finanziaria e basta, è una finanziaria di riforme
  che sono state portate.
   Misure per i poveri, cantieri di lavoro, attraverso il lavoro.  Io
  sono  felice  che la proposta del reddito di inclusione  sia  stata
  modulata  così in Commissione bilancio, perché se l'avessi proposta
  io  sarebbe stata l'ira di Dio, come quando ho fatto i cantieri  di
  servizio  per dire che non facevano nulla, non servivano a  niente,
  era assistenza. Meno male, almeno stavolta siamo tutti d'accordo.
   Capisco  che  c'è  un  ruolo delle parti per  cui  se  propone  il
  Governo,  il  Governo  propone sempre il male.  Una  volta  che  la
  proposta viene dal Parlamento, è il bene ed io apprezzo questo bene
  proprio  perché lo condivido, non ho la capacità di non condividere
  le cose perché vengono da altri. Anzi, quando le cose buone vengono
  dagli altri mi piacciono.
   Fondi  di rotazione ai comuni, che si continuano a lamentare,  con
  10 milioni più 20 per la progettazione. E potrei continuare.
   Noi  dobbiamo andare veloci per le prossime riforme, perché io che
  sono  juventino  - la casta è interista, il popolo è  juventino   -
  quando  la mia squadra fa gol e vince 1 a 0, voglio fare 2  a  0  e
  quando  fa  2 a 0 voglio fare 3 a 0 e così via, e finisce  come  la
  partita di palla a canestro.

   LENTINI. Lei deve tifare per il Palermo

   CROCETTA. Presidente della Regione. Onorevole Lentini, le assicuro
  che la Juventus è una grande squadra.
   Credo    che    abbiamo   riforme   importanti   da    fare:    la
  sburocratizzazione,  le norme stralciate,  ed  altro.  Facciamo  la
  Conferenza  dei capigruppo e facciamo un patto, che sia  quello  di
  portare  avanti  un  programma di riforme. Poi ognuno  dentro  quel
  piano  di riforme ci mette quello che ci vuole mettere, perché  noi
  non  possiamo  fare l'accordo del pensiero unico, sarebbe  la  fine
  della democrazia.
   Noi facciamo un patto per portare avanti le riforme, perché questo
  lavoro  non lo facciamo per noi, lo facciamo per la storia, per  il
  Popolo siciliano.
   Io  voglio  ringraziare tutti quanti, anche quelli  che  mi  hanno
  detto qualche parolina in più. A parte che, essendo cristiano,  non
  conosco il sentimento dell'odio e del rancore, perché l'odio ed  il
  rancore  fanno  male a chi li esercita, non a  chi  li  subisce.  E
  siccome  io non mi voglio fare male e S. Agostino diceva  la  prima
  caritas in civitatem  va rivolta a se stessi, io non mi voglio fare
  male odiando.
   Quindi, con serenità, apprezzo i vostri toni, il lavoro di tutti i
  gruppi  parlamentari, dai Fratelli d'Italia al Movimento 5  Stelle,
  perché  spesso dico  grillino  e mi guardano male - anche perché  a
  me,  fra  l'altro, il grillo è simpatico, quindi  non  ve  lo  dico
  negativamente; abbiamo fatto lo stesso twitter, ieri,  a  proposito
  delle adozioni, delle stepchild, dell'utero in affitto.
   Su  questo, vi dico con sincerità: abbiate il coraggio di  rompere
  la  ritualità  della politica e dire  in questa finanziaria  ci  ho
  messo  anch'io la faccia, ed invece di votare no, mi astengo perché
  non faccio parte del Governo .
   Questo  sarebbe  il segno di un Parlamento e di  una  politica  in
  Sicilia che è cresciuta veramente e che è avanti rispetto al quadro
  nazionale.



   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016.
   Presidenza del Presidente Ardizzone
    Legge di stabilità regionale' (nn. 1133-1155/A)


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del Presidente Ardizzone



   Presidenza del vicepresidente Lupo
      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 12.13.1



   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
                                 legge
  subemendamento 12.13.1.
         «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
                                 2016.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
             Legge di stabilità regionale.» (1133-1155/A)
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.
   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale

  del  disegno di legge « Disposizioni programmatiche e correttine per
                      (Si procede alla votazione)
  l'anno 2016. Legge di stabilità regionale» (1133-1155/A).

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante

  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
                       Risultato della votazione
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio

  segreto:
                      (Si procede alla votazione)


   Presenti     68
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Votanti      68

   Maggioranza  35
                       Risultato della votazione
   Favorevoli   32

   Contrari     35
   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   Astenuti      1
  nominale:


                           (Non è approvato)
   Presenti e votanti  72

   Maggioranza         37
   Si passa all'emendamento 12.4, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
   Favorevoli          48

   Contrari            21
   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
   Astenuti             3
  ritirarlo.


                         (L'Assemblea approva)
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 12.9, degli onorevoli Clemente ed altri.
   E'  da  considerarsi il voto favorevole dell'onorevole  Giuffrida.

  Quindi i voti favorevoli sono 49.
   CLEMENTE.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
   Onorevoli colleghi, abbiamo approvato il disegno di legge nn. 1133-
  ritirarlo.
  1155/A   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2016.

  Legge di stabilità regionale .
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Come prescritto dall'articolo 73 quinquies del Regolamento interno
   Si passa all'emendamento 12.14, degli onorevoli Lombardo ed altri.
  bisogna votare il Bilancio.
  Previo parere obbligatorio della Commissione, togliamo obbligatorio
   A seguito dell'approvazione del disegno di legge  Finanziaria , la
  e  lasciamo previo parere, se c'è il parere è chiaro che,  togliamo
  Presidenza sospende la seduta per consentire alla Giunta di Governo
  obbligatorio.
  di  approvare  e presentare all'Assemblea la nota di variazione  al

  Bilancio di previsione ed alla Commissione Bilancio di esprimere il
   GRECO Giovanni. Parere obbligatorio ma non vincolante.
  parere sulla medesima nota.

   Contemporaneamente,  convoco  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei
   PRESIDENTE.  Quindi,  previo  parere  bisognava  scrivere,   senza
  Gruppi parlamentari per dobbiamo calendarizzare le norme stralcio.
  obbligatorio.

   Il parere del Governo?
     (La seduta, sospesa alle ore 15.18, è ripresa alle ore 16.31)


   CROCE, assessore  per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Invito gli Uffici a distribuire la Nota di variazione del Governo.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?


   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Da intendersi previo parere, togliamo obbligatorio  va
  bene?
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 12.5, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.   Anche  a  nome  degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.10, degli onorevoli Clemente ed altri.
  E' privo della copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 12.15, dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo 12, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14
                       Zone a traffico limitato

   1.  Tutti i comuni che hanno istituito o che istituiscono  zone  a
  traffico   limitato,   ZTL,  sono  obbligati,   entro   90   giorni
  dall'entrata  in  vigore  della presente  legge,  ad  approvare  un
  regolamento attuativo che preveda:

   a) le tariffe per ottenere il permesso di accesso alle ZTL;

   b) le riduzioni per i veicoli meno inquinanti;

   c)  l'accesso  gratuito alle ZTL per le persone disabili,  le  cui
  autovetture siano dotate di contrassegno speciale e per le  vetture
  a trazione elettrica;

   d)  le agevolazioni per i residenti all'interno del perimetro ZTL,
  nonché  le  misure  necessarie volte ad  incentivare  il  trasporto
  pubblico e la lotta all'inquinamento;

   e)  l'applicazione ai residenti di tariffe differenziate  rispetto
  a quelle applicate ai non residenti;

   f)  il  regime delle sanzioni da applicare in base al Codice della
  strada,     nonché     appositi    strumenti    di     monitoraggio
  sull'inquinamento.

   Pregherei l'Aula di prestare attenzione. Questo è un articolo  che
  è stato esitato dalla IV Commissione - il Presidente è qua - e sono
  stati inseriti tutta una serie di emendamenti. Io, per carità, dico
  modestamente la mia: già ho perplessità su questo tipo di  articolo
  perché  è una disciplina prevista dal codice della strada,  e  dove
  noi  invadiamo  il  campo  che  è  riservato  ai  comuni,  però  se
  l'articolo  mantiene  la  fisionomia  di  carattere  generale,   ci
  possiamo  pure  stare, cioè se noi riproponiamo  il  contenuto  già
  previsto  dal codice della strada, però mi sembra, realisticamente,
  che  occorreva  un maggiore approfondimento. Ho rispetto  della  IV
  Commissione,  però  invito i firmatari a ritirare  gli  emendamenti
  perché  disciplinano in maniera troppo precisa  quella  che  è  una
  competenza propria dei comuni e che deriva dal codice della strada.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  presentato
  l'emendamento 14.7, che dà la possibilità ai residenti di  ottenere
  uno  sconto  sul pagamento della tassa, perché è vero  che  bisogna
  rispettare l'autonomia dei comuni, e nell'emendamento non è  citata
  una cifra; quindi accettiamo che in zona ZTL si paghi.
   Però,  se considerate che nella città di Palermo la zona ZTL mette
  insieme  circa 250 mila abitanti e tutti sono costretti  a  pagare,
  questa non è una libera scelta. Chi abita nella zona limitata non è
  che  può dire che non gli interessa, perché se ha la macchina e  la
  deve  spostare, anche di poco, deve pagare, altrimenti prendono  la
  multa.  Viceversa, chi non è residente può scegliere di  andare  in
  centro  in  autobus, in tram. Chi abita invece dentro il  perimetro
  della  zona  ZTL, rispetto ai non residenti la cifra  autonomamente
  che  sceglie il sindaco di mettere desidero che almeno  il  50  per
  cento  di  quella cifra per i residenti non sia valida, perché  chi
  abita   dentro   il   perimetro  non  ha   nessuna   scelta,   deve
  obbligatoriamente fare il pass.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che si vuole
  fare  entrare  secca  una  norma che forse nasce  da  problematiche
  locali della città di Palermo e il collega Milazzo ha presentato il
  suo  bell'articolo.  Però vorrei fare apprezzare  all'Assemblea  ed
  anche  alla Presidenza che alcune di queste lettere aggiuntive  che
  non  stravolgono  assolutamente il testo vanno ad aggiungere  ed  a
  puntualizzare alcuni aspetti, ove, se possibile, l'Assemblea  potrà
  apprezzare che prevedere delle tariffe agevolate per chi vive nelle
  zone  ZTL potrà essere molto apprezzato da chi, da una parte  godrà
  di  un miglioramento della qualità della vita perché l'inquinamento
  diminuirà, però potrà avere un prezzo agevolato per potere  portare
  la  propria  auto all'interno delle ZTL. Non possiamo  dimenticare,
  signor  Presidente,  che  c'è  una  necessità  perché  diversamente
  rischiamo di portare fuori ancora di più e disabitare ancora di più
  i centri storici. E poi una pratica che già applicata in tantissimi
  comuni che sta avendo una fortissima risposta e apprezzamento ossia
  quella  di  vincolare una minima parte degli introiti della  ZTL  e
  degli  stalli per favorire gli spostamenti in bicicletta anche  dei
  dipendenti  dei  Comuni  e delle pubbliche Amministrazioni.  Questo
  tipo  di  emendamento  andrebbe  ad  incentivare,  a  rendere   più
  sopportabile questo piccolo disagio e ad aiutare, anche, i  sindaci
  in  questo  difficile compito che ha preso la nostra nazione  e  la
  nostra  regione e cioè quello di andare a diminuire le sorgenti  di
  inquinamento che sono il traffico veicolare.
   Se  c'è, quindi, una necessità così impellente di regolamentare le
  ZTL,  io  voglio pregare l'Assemblea di voler valutare  queste  due
  lettere   che  si  aggiungono  all'articolo  e  che  nulla  tolgono
  all'apprezzabilissimo  impegno del collega che  ha  portato  questo
  articolo all'attenzione dell'Assemblea.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  articolo
  presentato dall'onorevole Milazzo, che era molto più articolato  ed
  entrava  nello  specifico, con tutta una  serie  di  emendamenti  è
  diventato un articolo pressoché della Commissione proprio perché lo
  abbiamo  riportato a quelli che erano i punti generali e  generici,
  perché   è  necessario,  assolutamente,  che  venga  istituito   un
  Regolamento nei Comuni dove si applicano le ZTL, però  non  si  può
  dare   l'impressione  che  l'acquisto  del  pass,  quando  verranno
  istituite  le  zone, è come se fosse la possibilità di  pagare  una
  tariffa  per la circolazione di tutte le auto. Se lo spirito  della
  ZTL  deve  essere  quello  di fare in modo  che  si  inquini  meno,
  l'emissione   di   un   Regolamento   significa   proprio   questo:
  regolamentare  secondo  principi generali  e  regolamentare  anche,
  (credo che sia molto chiaro il punto di regolamentare anche  per  i
  residenti che non devono subire un contraccolpo dal punto di  vista
  economico) con tariffe differenziati per i portatori di handicap  e
  per  tutti  i  soggetti che non possono fruire gli altri  mezzi  di
  trasporto,  nonché  la possibilità e anche questo  è  un  principio
  generale che le risorse proveniente dell'istituzione, dal pagamento
  dei  pass  se  devono essere risorse riconvertite e  riconvertibili
  nella possibilità di incrementare il trasporto pubblico.
   L'abbiamo,  quindi, ridotto all'osso tenendo presente  che  stiamo
  parlando   di   principi  generali  che  poi   ogni   comune   deve
  regolamentare secondo le proprie necessità.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ultime
  sentenze dei TAR che si sono espresse sulle ZTL hanno contestato il
  fatto  che  i comuni che individuano nella istituzione di  una  ZTL
  solo  l'approvazione  di  una  tariffa,  sono  state  rimandate  al
  mittente e sospese.
   L'Assemblea  regionale, allora, cosa ha fatto  attraverso  le  due
  commissioni?
   Vorrei  ricordare al sottoscritto, con grande umiltà, che è  stato
  rispettato il Regolamento. Si è passati dalle commissioni di merito
  e  vorrei  ricordare a me stesso che mi ero appassionato a scrivere
  un  articolo  lungo.  La  Commissione nelle persone  dell'onorevole
  Fazio,  dell'onorevole Turano, dell'onorevole Trizzino,  gli  altri
  componenti  del  M5S,  tutta la Commissione  si  è  fermata  ed  ha
  riscritto   un  articolo  mantenendo  principi  di  generalità   ed
  astrattezza  senza  entrare nel merito dell'autonomia  dei  comuni,
  perché  è  vero che dice:  Devi differenziare fra residente  e  non
  residente   ma non stabilisce con quali parametri perché  quella  è
  l'autonomia  del  comune  e non stabilisce  un  gettito  preciso  o
  determinato dall'Assemblea.
   Noi  manteniamo, quindi, solo il fatto di una giustizia sulla base
  della  quale  un residente che viene intrappolato nella  ZTL  viene
  obbligato  a  pagare  un  pass uguale a coloro  i  quali  sono  non
  residenti. Il comune, quindi, viene invitato a differenziare questo
  rapporto,  inoltre  non ci occupiamo solo di Codice  della  strada,
  dice  al  comune:  Tu che la istituisci, devi occuparti di  mettere
  dei  sistemi  di  monitoraggio  della  tutela  dell'ambiente,  devi
  invitare   tutti   coloro   i  quali   abitano   in   quel   comune
  all'incentivazione  del  trasporto  pubblico,  devi  invitare   gli
  amministratori a salvaguardare l'ambiente, quindi è una  norma  che
  fissa criteri generale e astratti.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori,
  l'articolato  che è venuto fuori dalla Commissione è  venuto  fuori
  dopo un attento approfondimento ai principi che lei francamente  ha
  richiamato  nel suo intervento, quindi stando bene  attenti  a  non
  invadere   la  sfera  di  competenza  che  l'ordinamento  giuridico
  attribuisce agli enti locali e quindi mantenendo un intervento  che
  prevede  sicuramente un obbligo regolamentare ma senza invadere  la
  sfera  di  competenza attribuita ai comuni. A me sembra che  alcuni
  emendamenti  contengono invece questo intervento che rientra  nella
  sfera  di  competenza  degli enti locali. Una  cosa  è  dire   devi
  necessariamente differenziare l'imposta o ovviamente il canone  per
  quanto  riguarda  la  zona ZTL , altra cosa è  dire   tu  comune  i
  proventi  che ne derivano da questo gettito le devi utilizzare  per
  attenuare l'inquinamento . A me sembra sostanzialmente che ciò  non
  sia  possibile  anche perché l'assessore Baccei  ne  potrebbe  dare
  conferma   questa  ipotesi  rientra,  questa  fattispecie   rientra
  nell'ambito dei fondi propri dell'autonomia finanziaria propria del
  comune.  Non  ci troviamo dinanzi all'ipotesi  di trasferimento  di
  risorse  per cui ovviamente l'ente mandante o l'ente committente  è
  in  grado  di  potere  intervenire nell'ambito  della  destinazione
  specifica delle risorse. Qui sono delle risorse che sono ovviamente
  proprie del comune sulla base di una istituzione di una zona ZTL  e
  quindi  a  mio avviso nel momento in cui io anche se  in  parte  ne
  destino  una  finalità  interferisco nell'ambito  della  competenza
  dell'autonomia  dell'ente locale. Quindi credo che  quanto  da  lei
  evidenziato  appunto  nel  suo intervento nella  fattispecie  trova
  secondo  me  rispondenza  in  alcuni  emendamenti  che  sono  stati
  predisposti  e in via del tutta cautelare perché, lei sa  benissimo
  che   trattasi   di   una   materia   abbastanza   complessa   dove
  sostanzialmente  la  certezza forse non si è mai  acquisita  se  no
  ovviamente  con l'intervento da parte del giudice, motivo  per  cui
  andrei  molto  cauto e quindi inviterei sicuramente i redattori  di
  questi emendamenti a riflettere eventualmente a ritirarli. Una cosa
  è  intervenire  dal  punto  di  vista astratta  altra  cosa  invece
  intervenire dal punto di vista concreto, mi permetto di ricordare a
  me  stesso  e a tutti in Aula che per quanto riguarda la Regione  è
  inammissibile la cosiddetta ipotesi di legge-provvedimento mentre a
  livello nazionale non è così.

   FOTI.  Dichiaro  di ritirare gli emendamenti 14.3,  14.4,  14.5  e
  14.6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole  Lentini, la invito a trasformare il suo emendamento  in
  un  ordine  del  giorno perché l'emendamento va a  specificare  una
  norma   generale  già  contenuta,  non  possiamo  noi   con   legge
  disciplinare una materia che è dei comuni

   LENTINI.  Questo emendamento è una differenziazione tra chi  abita
  fuori e chi abita dentro il perimetro.

   PRESIDENTE. Lei non lo può dire  Il legislatore regionale  parlava
  prima  di  legge  provvedimento, l'onorevole Fazio, opportunamente,
  che  non  è  possibile a noi. Se più parliamo di queste  cose,  più
  specifichiamo, più invadiamo un campo che non è nostro, per cui
   Lo ritira onorevole Lentini?

   LENTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15
           Norme di contenimento della spesa della Pubblica
                       Amministrazione regionale

   1.  Per effetto della disposizione di cui al comma 1 dell'articolo
  49  della  legge  regionale 7 maggio 2015, n. 9, il  fondo  per  la
  retribuzione  di  posizione  e  di  risultato  del  personale   con
  qualifica dirigenziale della Regione siciliana, come determinato ai
  sensi  dell'articolo 49, comma 27, della legge regionale n. 9/2015,
  è ridotto, a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, della somma
  di  1.843 migliaia di euro e a decorrere dall'esercizio finanziario
  2017 dell'ulteriore somma di 1.843 migliaia di euro.

   2. Le strutture dirigenziali oggetto della riorganizzazione di cui
  all'articolo 49, comma 1, della legge regionale n. 9/2015 che,  nel
  corso  dell'esercizio finanziario risultino vacanti, possono essere
  affidate  esclusivamente  ad interim,  nelle  more  del  successivo
  riassetto organizzativo con le procedure di cui al comma 3.

   3.  Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione
  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per le
  autonomie  locali  e la funzione pubblica, è disposto  con  cadenza
  biennale, per il quadriennio 2017-2020, l'accorpamento per  materie
  omogenee  di  strutture  dirigenziali in  numero  corrispondente  a
  quello  delle  strutture dirigenziali rimaste vacanti  nel  biennio
  precedente,  a  seguito dei pensionamenti di  cui  all'articolo  52
  della legge regionale 15 maggio 2015, n. 9.

   4. Per il quadriennio 2017-2020 il fondo è ridotto a seguito della
  riduzione delle strutture dirigenziali di cui al comma 3.

   5.  Al fine di assicurare piena omogeneità nella graduazione della
  retribuzione  di  posizione, entro sessanta giorni dall'entrata  in
  vigore della presente legge, l'Assessore regionale per le autonomie
  locali   e   la   funzione   pubblica,  previa   informativa   alle
  organizzazioni  sindacali,  sottopone  alla  giunta  regionale  una
  proposta  di individuazione dei criteri di pesatura degli incarichi
  dirigenziali,  tenendo  conto  delle  disposizioni   del   presente
  articolo,  ferme  restando  le  disponibilità  del  fondo  per   il
  trattamento accessorio della dirigenza.

   6.  All'articolo 56, comma 3, della legge regionale 7 maggio 2015,
  n.  9,  dopo  le  parole  le competenze in materia di  liquidazioni
  A.T.O.,  enti  ed aziende regionali  sono aggiunte le  parole   per
  l'espletamento   delle   quali  è  istituita   apposita   struttura
  intermedia,  senza oneri aggiuntivi per il bilancio della  Regione,
  ferma   restando   la   riduzione   complessiva   delle   strutture
  dirigenziali     nell'ambito    dell'Assessorato     dell'Economia,
  conformemente alle previsioni di cui all'articolo 49, comma l .

   7.  All'articolo 52 della legge regionale 15 maggio 2015, n. 9,  è
  aggiunto il seguente comma:

    9  bis.  Nelle  ipotesi di pensionamento ai  sensi  del  presente
  articolo, i contratti dirigenziali, ove in scadenza nei dodici mesi
  precedenti  la  data di collocamento in quiescenza, possono  essere
  prorogati sino alla data di cancellazione dal ruolo, fatti salvi  i
  casi di risoluzione unilaterale del contratto di lavoro. .

   8.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge, il trattamento di buonuscita di cui all'articolo 6, comma 4,
  della  legge  l  febbraio 1963, n. 11, è calcolato con  riferimento
  alla media delle retribuzioni dell'ultimo quinquennio.

   9.  Con apposito accordo quadro è disciplinato, in armonia con  le
  disposizioni  statali  in  materia,  il  trattamento  economico  da
  attribuire  ai  dipendenti  della  Regione  e  degli  enti  di  cui
  all'articolo l della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,  nonché
  degli   enti   comunque  sovvenzionati,  collocati  in  aspettativa
  sindacale retribuita.

   10.   Nelle   more  della  definizione  dell'accordo  quadro,   ai
  dipendenti  di  cui  al  comma 9 spetta  il  trattamento  economico
  corrispondente a quello previsto, per la medesima fattispecie per i
  dipendenti pubblici del comparto regioni-autonomie locali.

   11.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge  cessano  di  avere  efficacia  gli  accordi  sindacali   che
  prevedono trattamenti economici in contrasto con la disposizione di
  cui ai commi  9 e 10.

   12. La disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 49 della legge
  regionale 15 maggio 2015, n. 9, è anticipata al novantesimo  giorno
  dalla data di entrata in vigore del regolamento attuativo del comma
  1 dell'articolo 49 della legge regionale n. 9/2015.

   13.   Il  trattamento  economico  accessorio  del  personale   con
  qualifica   non   dirigenziale,  relativo  al   compenso   per   la
  partecipazione  al  piano  di lavoro, e quello  del  personale  con
  qualifica  dirigenziale  relativo alla  retribuzione  di  posizione
  parte variabile è erogato mensilmente.

   14.  All'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014,  n.  13
  dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:

    3   bis.   I  contratti  vigenti  che  prevedano  un  trattamento
  complessivo annuo lordo superiore al limite di cui al comma l  sono
  rinegoziati  entro  trenta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
  presente legge. In caso di mancato accordo sulla rinegoziazione, si
  provvede  alla  risoluzione  unilaterale  dei  contratti  entro   i
  successivi  30 giorni. La mancata attuazione delle disposizioni  di
  cui al presente comma determina responsabilità per inadempimento e,
  nel caso di società o enti, la decadenza degli amministratori. .

   15.   Nelle  more  della  definizione  delle  procedure   previste
  dall'articolo 11, della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, per
  le  finalità di cui all'articolo 49, comma 1, della legge regionale
  7  maggio  2015,  n.  9, gli incarichi dirigenziali  scaduti  o  in
  scadenza  alla data di entrata in vigore della presente legge  sono
  prorogati   fino   alla  pubblicazione  del  regolamento   di   cui
  all'articolo 49, comma 1, della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
  e comunque non oltre il 30 giugno 2016.

   16.  Nelle  ipotesi  di revoca o di modifica  degli  incarichi  di
  direzione delle strutture di massima dimensione, disposte ai  sensi
  del  comma 3, dell'articolo 9 della legge regionale 15 maggio  2000
  n.  10,  il  trattamento economico fondamentale ed  accessorio  già
  attribuito   per   l'incarico  di  dirigente  generale   è   dovuto
  esclusivamente fino alla data di cessazione dell'incarico.  Non  si
  applicano le disposizioni normative o contrattuali più favorevoli».

    L'articolo 15 è accantonato.
    Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16
                      Cantieri di Servizio (RMI)

   1.  L'integrazione per il nucleo familiare dell'indennità  di  cui
  all'articolo l comma 3 della legge regionale 19 maggio 2005, n.  5,
  non  può superare, per ciascuno dei soggetti beneficiari, l'importo
  percepito per tale finalità al 31 dicembre 2015.

   2.  Le  misure  di cui all'articolo 35, commi 4 e  5  della  legge
  regionale  28  gennaio 2014, n. 5 sono riconosciute  unicamente  ai
  soggetti  per i quali il numero di anni necessari al raggiungimento
  dei  requisiti  di pensionabilità, con conseguente fuoriuscita  dal
  relativo bacino di riferimento, non è inferiore a cinque.

   3.  La  richiesta di cui al comma 4 dell'articolo 35  della  legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 deve essere presentata, a  pena  di
  decadenza,  entro  trenta  giorni  dall'entrata  in  vigore   della
  presente legge.

   4.  Il  conseguimento dei requisiti per l'accesso  ai  trattamenti
  pensionistici comporta la cancellazione dall'elenco ad  esaurimento
  istituito   presso   il   dipartimento   regionale   del    lavoro,
  dell'impiego,  dell'orientamento,  dei  servizi  e  delle  attività
  formative,  ai  sensi  dell'articolo  35,  comma  1,  della   legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   5.  Ai  destinatari cui mancano dieci anni per maturare il diritto
  alla  pensione, inseriti nella graduatoria del D.D.G. n. 11892/2014
  del   17   dicembre  2014  che  costituiscono  una  società   anche
  cooperativa, è riconosciuto il beneficio previsto dall'articolo 35,
  commi  4 e 5, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 in misura
  doppia, con le modalità previste al comma 2 e, comunque, nei limiti
  dello stanziamento di bilancio.

   6. I beneficiari delle misure di cui all'articolo 35, commi 4 e  5
  della  legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 possono  negoziare  i
  crediti,  a tassi non superiori a quelli oggetto del protocollo  di
  cui  al  successivo comma 7, presso un istituto bancario a  propria
  scelta  che abbia aderito al protocollo. Il dipartimento  regionale
  della  famiglia interviene quale cessionario del credito e sostiene
  il  costo  finanziario della cessione attraverso il  pagamento  del
  credito ceduto e degli interessi in sei rate semestrali.

   7.  Il  dipartimento regionale finanze e credito,  entro  quindici
  giorni  dalla  entrata in vigore della presente legge,  stipula  un
  protocollo di intesa con l'ABI per fissare la soglia percentuale di
  riduzione  da  applicare obbligatoriamente al TEGM relativo  al  IV
  trimestre  2015  rilevato ai sensi dell'articolo 2  della  legge  7
  marzo  1996, n. 108 e successive modifiche ed integrazioni, per  le
  operazioni di anticipazioni e sconto.

   8.  La  spesa  autorizzata per le finalità di cui all'articolo  l,
  comma  3,  della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5, è destinata,
  prioritariamente alle finalità di cui all'articolo 35, commi 4 e 5,
  della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e di cui al comma 6 del
  presente articolo».

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti 16.11, 16.1, 16.2, 16.3, 16.4,  16.5,
  16.6, 16.7, 16.8, 16.9, sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   Si passa all'emendamento 16.12, degli onorevoli Arancio e altri.

   ARANCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  l'articolo nella sua interezza riguarda gli RMI, il  Reddito minimo
  di   inserimento ,   Province   di   Caltanissetta   e   di   Enna.
  L'emendamento,  a  prima  firma dell'onorevole  Federico,  è  stato
  scritto  perché con la riforma dell'ISEE, mantenendo i  valori  che
  c'erano prima praticamente avrebbero determinato la fuoriuscita  da
  tutto  il  bacino di tutti i lavoratori. Essendo il  fatto  che  il
  bacino  è  incomprimibile,  ci adeguiamo semplicemente  alla  nuova
  legge  ed  impediamo  di determinare un danno a questi  lavoratori,
  perché  non approvando questo emendamento determineremmo  il  fatto
  che  con la nuova normativa dell'ISEE non daremmo più questa misura
  di  sostegno  al  reddito.  Per  questo  ritengo  che  vada  votato
  positivamente e poi ritengo che tutto l'articolo per intero,  tutta
  la  legge  per intero vada votata perché sicuramente và  nel  verso
  giusto, nel favorire la fuoriuscita da questo bacino dei lavoratori
  e   mi   pare  sinanche  geniale  l'idea  di  fare  l'anticipazione
  attraverso   una  convenzione  con  le  banche  per   favorire   la
  fuoriuscita.  Anzi, penso che il Governo abbia  operato  in  questa
  legge non bene, ma benissimo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 16.12. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il reddito, non è specificato
  così. La cui somma annuale non vuol dire niente.

   ARANCIO.  Il  tema  è  il  reddito.  Praticamente  nella   stesura
  dell'ISEE,   entrano  anche  i  proventi  derivanti,   il   reddito
  derivante, per esempio mi hanno spiegato

   CRACOLICI. Basta scrivere  il reddito .

   ARANCIO. E scriviamolo. Chiedo che venga subemendato da parte  del
  Governo scrivendo il reddito.

   CRACOLICI,  assessore  per l'agricoltura. Il patrimonio  mobiliare
  rischia di essere quello che c'è nel conto corrente.

   ARANCIO. E, quindi, il patrimonio.

   CROCETTA, presidente della Regione. Bisogna specificare il reddito
  derivante dal patrimonio immobiliare.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  questa   norma,  che  aveva  un  carattere  provvisorio  di  natura
  emergenziale,  è  diventata ormai una norma che si  ripropone  ogni
  anno  perché è diventata, da quello che noi vediamo scritto in ogni
  finanziaria,  una sorta di diritto non scritto da parte  di  questi
  lavoratori.
   Ora,  senza volere entrare nel merito di quello che può essere  la
  necessità  di  assistere  le persone, non c'è  dubbio  che  questi,
  ormai, così come si è impostato l'articolo della finanziaria, hanno
  tante  caratteristiche  similari ai  cosiddetti  precari  perché  è
  diventata una norma che ha assimilato quei soggetti ai precari. Ma,
  aggiungo,  che  queste  persone, signor Presidente  della  Regione,
  assessore al lavoro, non vogliono uscire da questo settore perché a
  suo  tempo  avevano  fatto una norma in  cui  in  un  articolo  era
  inserita  la necessità che tutti i lavori che affidavano  i  comuni
  dove  insistevano questi lavoratori potevano essere  inseriti  come
  riserva nei cantieri che venivano assegnati in quei comuni.  Questo
  non  è successo per cui noi ci troviamo sempre con lo stesso numero
  di lavoratori che da 6.500 euro, ora qualcuno vuole fare transitare
  a  10  mila euro, per carità, non è che 6.500 euro erano una  cifra
  straordinaria, erano una cifra molto scarsa, ovviamente, credo  che
  si tratti degli assegni o di altro tipo di copertura, però, facendo
  così  noi,  non pensando minimamente ad una soluzione di  carattere
  diverso,   abbiamo   inserito  nel  bilancio   una   posta   fissa,
  obbligatoria che cesserà soltanto quando queste persone andranno in
  pensione.
   Per   cui,   da  una  situazione  precaria,  improvvisa,  urgente,
  necessaria per motivi di carattere economico perché l'origine è una
  norma nazionale che, poi, non fu riproposta con il fatto che durava
  per  un anno qui è diventata, invece, una cosa stabile che crea  un
  onere  a  carico della Regione siciliana. Inviterei,  pertanto,  il
  Governo a riflettere su questa norma, a soprassedere e valutare  se
  è  l'opportunità ancora ogni anno in ogni finanziaria insistere con
  questo  tipo  di  soluzioni  lavorative  che  non  sono  certamente
  all'indirizzo  di quella che è la soluzione vera del  problema  del
  lavoro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'emendamento  come  proposto  non  fa  riferimento   al
  reddito;  fa  riferimento  al  patrimonio  mobiliare  che  si   può
  intendere  un conto corrente. Non devi avere un deposito  bancario,
  possesso  di altro, superiore ai dieci mila euro. Ma mi sembra  una
  limitazione  perché  se  un  povero disgraziato,  voglio  dire,  ha
  risparmiato  dopo  una vita, dieci mila euro e lo  devi  escludere,
  sinceramente, tornerei, eventualmente, su questo comma, uniformando
  la  logica  di accesso al bacino esattamente così come è fatta  per
  altre  categorie,  glie ex PIP, ecc., dove  si  fa  riferimento  al
  reddito  individuale ma non al fatto che mi sono fatto  un  piccolo
  conto corrente di risparmio, dopo una vita di sacrifici, no
   Qui è della serie  cosa garantiscono? Possono garantire un 10 mila
  euro  di  deposito bancario? Cosa può garantire dal punto di  vista
  della vita di una persona?
   Per il resto, mi pare che le norme di alleggerimento del bacino ci
  sono  tutte, anche l'anno scorso nella finanziaria abbiamo inserito
  la  norma  che  obbligava i comuni ad assumere e non lo  rispettano
  perché  fanno  i  furbi;  il  tema  è  che  probabilmente  dovremmo
  cominciare  a stabilire delle sanzioni, se non lo si fa   Stabilire
  che   quelle  riserve  vanno però,  insomma,   starei  attento   ad
  introdurre norme pericolosette.

   ALLORO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggettivamente
  l'emendamento per come è stato presentato non funziona.
   Potremmo,  in maniera anche per un problema di metterlo  in  linea
  con  il resto di norme che sono presenti in finanziaria, utilizzare
  i  limiti  che  sono  stati approvati in commissione  Bilancio  per
  quanto   riguarda  i  PIP,  che  erano  20  mila  euro  di  reddito
  individuale e 40 mila euro di reddito familiare.
   Così  non  si fanno differenze con altri soggetti appartenenti  ad
  altri bacini.
   Poi  volevo  dire  che questo bacino, in questa norma,  in  questa
  finanziaria  sono  presenti  tutta  una  serie  di  incentivi  alla
  fuoriuscita che abbiamo iniziato a mettere dalla scorsa volta e che
  non hanno funzionato perché non c'erano i soldi.
   Questa  volta, invece, il Governo ha presentato una norma,  a  mio
  avviso,   molto   intelligente  che  è  quella  di  consentire   ai
  destinatari di fare una sorta di cessione di credito nei  confronti
  delle   banche  che  sono  convenzionate  con  la  Regione,  questo
  consentirà  una  grande  fuoriuscita, ed è  stata  approvata  anche
  un'ulteriore norma che duplica le tre annualità diventando sei, nel
  caso  in  cui  ci  si  costituisce  in  società  di  persone  o  in
  cooperativa.
   Questo dovrebbe esaurire la graduatoria che è stata fatta  e che è
  cristallizzata  e,  se dovesse funzionare, si  potrebbe  utilizzare
  questa  norma, ampliare questa norma anche per altri  soggetti  che
  eventualmente dovessero richiederlo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, va bene la proposta, siccome noi all'articolo 18  abbiamo
  una norma che riguarda l'accesso al reddito che è quello per gli ex
  Pip dove si dice:  il reddito individuale, personale superiore a 20
  mila  euro,  ove  superi  detta soglia del reddito  Isee  familiare
  superiore  a  40  mila  euro   cioè lo  uniformiamo  agli  altri  e
  chiudiamo, perché non possiamo  quando uno risparmia, perché se c'è
  un povero  Cristo  voglio dire che risparmia, lo penalizziamo pure?

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   norma,
  intervengo   sull'emendamento  16.12,  è   una   norma   giusta   e
  giustificata  dalla  modificazione che ha subito  recentemente  per
  norma nazionale, il calcolo del reddito ISEE tutto qui è.
   E,  i  colleghi  che hanno presentato l'emendamento  hanno  voluto
  farsi  carico  di  questa modificazione, in che  cosa  consiste  la
  modificazione, Presidente Crocetta? Il reddito ISEE, il calcolo per
  il  reddito  ISEE   per  la prima volta fa emergere  il  patrimonio
  mobiliare,  significa  i conti correnti sostanzialmente  che  viene
  integrato,  confrontato con l'anagrafe tributaria  perché  ormai  i
  conti  correnti  sono  tutti controllati e controllabili;  prevede,
  infatti,  una  franchigia la norma per i conti correnti,  la  norma
  nazionale fino a 6 mila euro, quindi ricalcolare portando il limite
  a  10 mila euro dalle 6 mila euro iniziali è una norma non solo  di
  buonsenso,   ma  di  adeguamento  fermo  restando  il   bacino   di
  riferimento  perché  prima non si calcolava  il  conto  corrente  o
  quanto si aveva nel conto corrente e adesso si calcola.
     E'  chiaro  che l'importo contenuto nel conto corrente  ai  fini
  della  cosiddetta  DSU cioè della dichiarazione  non  può  superare
  complessivamente la consistenza patrimoniale, perché il termine che
  andrebbe  utilizzato nella nostra norma è  consistenza patrimoniale
  mobiliare   che  è  la  somma del reddito percepito  e  di  quanto,
  eventualmente, accantonato da redditi che certo non sono redditi di
  grande  spessore fino alla consistenza ai fini del calcolo ISEE  di
  10 mila euro.
   La  norma, quindi, mi pare di buonsenso, solo che va iscritta  con
  queste modificazioni che mi sono permesso di suggerire.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, modificare il calcolo ISEE non lo possiamo fare perché  è
  una  norma  nazionale;  quindi,  io  insisterei  su  una  soluzione
  abbastanza garantista, abbastanza ampia perché parliamo di 20  mila
  euro  di  reddito  individuale, di 40 mila,  cioè  stiamo  parlando
  mentre  lì  ci andiamo ad inserire una serie di tecnicismi  che  mi
  sembrano  un po' eccessivi sinceramente, soprattutto da  fare  così
  non che ci mettiamo in una Commissione di lavoro, se vogliamo farlo
  pensiamo  di  riformare  il  sistema  magari  valutandolo  in   una
  Commissione  parlamentare,  però in  una  finanziaria  eviterei  di
  inserire  delle  norme  che magari ce la impugnano  e  non  abbiamo
  risolto  il problema. Quindi, io la riscriverei così come è scritta
  quella dei PIP.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, io sull'emendamento concordo con  la
  proposta  del  Presidente.   Vorrei dire,  però,  ai  colleghi,  in
  particolare  all'onorevole Di Mauro, che questa  è  una  norma  per
  incentivare la fuoriuscita dal bacino degli RMI.
   Ora,  funzionerà o meno non lo so, però ha questa  finalità.  Caso
  mai   bisognerebbe  chiedere  poi  all'Assessorato  competente   il
  prossimo anno se, effettivamente, questa misura funziona, perché se
  funziona   potrebbe  essere  utile  anche  per  altri   bacini   di
  precariato, ed infatti lo so bene che c'è pure per i PIP,  di  modo
  ché  si  risolva  un problema che tutti quanti avvertiamo  e  se  è
  necessario affrontare e risolvere positivamente.

   PRESIDENTE.  L'Emendamento è stato riscritto. Ne do  lettura:   Ai
  fini  dell'ammissione  ai  programmi  di  lavoro  dei  cantieri  di
  servizio di cui alla legge regionale 5/2015 è posto il limite per i
  soggetti   beneficiari  del  reddito  individuale   personale   non
  superiore  a 20 mila euro e ove si superi detta soglia del  reddito
  ISEE  familiare  non  superiore a 40 mila  euro .  Lo  presenta  la
  Commissione,   il  Governo  che  lo  ha  proposto   chiaramente   è
  favorevole. Pongo in votazione l'emendamento sostitutivo del 16.12.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 16  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17
                     Cantieri regionali di lavoro

   1.  Al  fine di contrastare gli effetti della crisi economica  che
  investe in particolare le fasce più deboli della popolazione e  per
  mitigare   le  condizioni  di  povertà  ed  emarginazione   sociale
  scaturenti  dalla carenza di opportunità occupazionali, l'Assessore
  regionale  per la famiglia, le politiche sociali ed  il  lavoro,  è
  autorizzato,  per  l'anno  2016, a finanziare  l'istituzione  e  la
  gestione  diretta  di Cantieri di servizio, in  favore  dei  comuni
  della  Sicilia,  per  i  quali non si è provveduto  ad  emettere  i
  decreti  di finanziamento nell'anno 2014 per mancanza di  copertura
  finanziaria, per un importo complessivo di 20.000 migliaia di  euro
  con  la  dotazione allocata nel Terzo ambito di intervento -  Piano
  di  cambiamento   del documento di programmazione  finanziaria  del
  Piano  di  azione  e  Coesione  (PAC) 2014-2020  con  le  procedure
  adottate ai sensi della delibera CIPE n. 10/2015.

   2.  L'Assessorato regionale per la famiglia, le politiche  sociali
  ed  il  lavoro  è  autorizzato, altresì, a finanziare  cantieri  di
  lavoro  ai  sensi  della legge regionale 1 luglio  1968,  n.  17  e
  successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 36 della legge
  regionale  14 maggio 2009, n. 6 a favore dei comuni fino a  150.000
  abitanti,  per un importo di 50.000 migliaia di euro, e degli  enti
  di  culto della Sicilia, per un importo di 20.000 migliaia di euro,
  a  valere  sui  fondi del Terzo ambito di intervento  -   Piano  di
  Cambiamento  del documento di programmazione finanziaria del  Piano
  di  azione e coesione (PAC) 2014-2020 con le procedure adottate  ai
  sensi  della delibera CIPE n. 10/2015. I criteri per l'assegnazione
  dei  fondi  agli enti di culto della Sicilia sono individuati,  con
  apposito  decreto,  dall'Assessore regionale per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  ed  il lavoro, sentita la Commissione  bilancio
  dell'Assemblea  regionale  siciliana, da  emanarsi  entro  sessanta
  giorni dalla pubblicazione della presente legge.

   3.  L'Assessorato regionale per la famiglia, le politiche  sociali
  ed  il lavoro assegna, per l'anno 2016, ai comuni della Sicilia con
  popolazione non superiore a 150.000 abitanti, un importo a  scalare
  per  finanziare  borse di lavoro trimestrali  per  il  sostegno  al
  reddito   dei  disoccupati  al  fine  di  effettuare  la   raccolta
  differenziata dei rifiuti con il sistema "porta a porta" e/o lavori
  di  manutenzione  ai sensi  del comma 2 bis dell'articolo  4  della
  legge  regionale  8  aprile 2010, n. 9 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni. Per le finalità di cui al presente comma è  stanziata
  la  somma di 10.000 migliaia di euro, a valere sui fondi del  Terzo
  ambito  di  intervento -  Piano di Cambiamento   del  documento  di
  programmazione  finanziaria del Piano di azione  e  coesione  (PAC)
  2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE n.
  10/2015».

   Si passa agli emendamenti 17.1 e 17.2 a firma dell'onorevole Greco
  Giovanni e altri.

   GRECO GIOVANNI. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.14 dell'onorevole Foti ed altri.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   con   questo
  emendamento  chiedo la soppressione del comma 3. Forse qualcuno  si
  potrà  stupire  perché chiedere di eliminare  questo  comma  perché
  leggendo  si  parla  di  utilizzare  10  mila  migliaia  di   euro,
  temporaneamente,   attraverso   l'impiego   dei   disoccupati   per
  potenziare la raccolta porta a porta. Sommessamente mi permetto  di
  fare  notare  che  non c'è nulla di più diseducativo  che  dare  un
  servizio  di  porta  a  porta, rinforzato  con  l'aiuto  di  questi
  disoccupati,  per  tre  mesi  e poi eliminarlo.  Perché  finite  le
  risorse l'utente si ritroverebbe senza questo servizio.
   Vorrei  dire  che chiunque mastichi un po' l'argomento  sa  che  è
  profondamente  diseducativo.  E poi mi  chiedo,  anche  sul  fronte
  dell'aiuto, del supporto al contrasto alla disoccupazione, ma  come
  faremmo a controllare degli inoccupati, dei disoccupati che  girano
  per  le  città, per le strade? Come andremmo a verificare il lavoro
  che hanno fatto?
   Allora,  signor Presidente, chiedo all'Assemblea - pur apprezzando
  la  buona volontà di chi lo ha proposto questo comma - di abrogarlo
  ed,  eventualmente, queste risorse andare a impinguare cantieri  di
  servizio,   altre   opere.  Opere  dove  noi  possiamo   andare   a
  concretizzare  un  opera  che viene realizzata  in  un  determinato
  periodo.  Ma,  per piacere, evitiamo di consegnare un  giubbotto  a
  delle  persone che devono girare per tre mesi a fare un servizio  e
  poi, alla fine, non avremmo la sostituzione e in un progetto in cui
  non  è  controllabile  né  il soggetto  durante  quel  periodo,  né
  l'esecuzione  del  progetto  e  su  cui,  poi,  dovremmo  andare  a
  concludere il progetto senza avere nulla per dare continuità.  Poi,
  mi  pare  che  sul fronte dei dipendenti dei vari ATO, delle  varie
  ditte che si occupano di raccolta di rifiuti c'è già una abbondanza
  sproporzionata di operai che vanno utilizzati. Quindi, non ne trovo
  proprio la necessità.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, la somma di 20 milioni di euro è stata richiesta
  dal Governo in quanto presso l'Assessorato vi sono dei cantieri già
  inseriti  in  graduatoria  che non sono  stati  finanziati  con  la
  finanziaria di due anni fa.
   Due  anni fa avevamo stanziato la somma di 50 milioni; 30  milioni
  furono  disponibili,  20 no. Abbiamo, quindi,  questa  graduatoria.
  Abbiamo  nei  vari Comuni i lavoratori che hanno diritto  ad  avere
  questa  possibilità di lavorare. E' chiaro che questo è ciò  che  è
  stato  detto  dal  Governo  e dagli Uffici  la  notte  che  abbiamo
  approvato l'emendamento.
   Credo  che mettere ulteriori 10 milioni di euro non serve a  nulla
  perché, comunque, le spese impegnate e possibili sono al massimo 20
  milioni di euro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  17.14.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 17.3,  a firma dell'onorevole Di Mauro  e
  altro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.11 a firma dell'onorevole Cancelleri e
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione e signor  Assessore per i beni culturali,
  spero di essere chiaro nell'esposizione. Non voglio cambiare l'idea
  del comma 2. Con questo emendamento sto semplicemente chiedendo  al
  Parlamento  di  avere  un diverso approccio  allo  stanziamento  di
  questi  soldi. Invece che darne 70 milioni ai comuni e  20  milioni
  agli  enti di culto, in Commissione si diceva per andare  ad  agire
  sul  recupero  dei  beni  culturali di chiese  ed  altro,  di  dare
  direttamente anche i 20 milioni di euro ai comuni affinché  possano
  provvedere  loro stessi ad andare ad insistere su quelli  che  sono
  beni  culturali riconosciuti, cioè chiese o altre edifici di  culto
  che abbiano però un interesse di natura artistica e storica.
   Semplicemente  questo,   e  credo che sia  di  buon  senso  e  poi
  potrebbe essere apprezzato sia dall'Assessore che dal Governo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente della Regione e signori Assessori, io intervengo  perché
  non   condivido   questo   emendamento  presentato   dall'onorevole
  Cancelleri. Siccome questo qua è un emendamento che abbiamo  voluto
  fortemente  i  gruppi di maggioranza in Commissione  e  lo  abbiamo
  voluto,  sviluppato, pensando, non dovete essere permalosi, insieme
  a  parte  dell'opposizione, della minoranza. E' vero, non tutta  la
  minoranza.  Quindi,  l'abbiamo voluto pensando che  era  necessario
  rifinanziare  i  cantieri di lavoro, fondamentali  per  coloro  che
  aspettano  risposte  immediate dal punto di vista  di  ristoro,  di
  risorse  ma  anche  per  i comuni che hanno bisogno  tanta  piccola
  manutenzione e con questo si possono fare.
   Abbiamo  pensato anche alle chiese che non hanno un significato  e
  un  valore  per quanto riguarda quelle chiese che rappresentano  un
  valore  architettonico dal punto di vista storico, si  è  vero,  le
  chiese  che  hanno un valore architettonico, ma già sono  tutelate,
  molte  sono patrimonio dell'UNESCO, su questo hanno anche  risorse;
  ma, attenzione, le chiese rappresentano un tessuto che è un tessuto
  sociale,  che  è  importante,  fondamentale,  in  tutto  il  nostro
  territorio.  Ed è una risposta a tanti giovani, a tanti  ragazzi  e
  non solo, a quel disagio che spesso i comuni non trovano perché,  a
  volte,  trovano  la  porta del sindaco chiusa  ed  io  qualcuno  lo
  conosco  di questi. Chiusa  E trovano invece la porta della chiesa,
  della  parrocchia che a volte è costretta a rimanere chiusa  perché
  non ha i soldi per sistemare il tetto, perché non ha i soldi per la
  manutenzione ordinaria.
   Quindi, vi prego anche su questo non potete togliere. Pertanto, la
  invito  a  ritirare  l'emendamento  perché  io  sono  assolutamente
  contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,    presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza.  Signor Presidente, innanzitutto  vorrei  spiegare  il
  testo  che,  come ricordava l'onorevole Dipasquale, è stato  voluto
  sia  dalla  maggioranza che dall'opposizione.  Insieme  a  tutti  i
  deputati  presenti  in  Commissione  si  sono  adoperati   per   la
  riscrittura  di questo articolo. Che sia chiaro  Non è  rivolto  né
  alle  chiese, né agli edifici religiosi perché la legge 17  del  1
  luglio  del  1968 non dà la possibilità di rivolgersi  a  chiese  e
  istituti  religiosi, noi ci possiamo rivolgere solo  agli  enti  di
  culto, e la legge n. 17 del 1968 prevedeva che i cantieri di lavoro
  fossero destinati contemporaneamente sia ai comuni quanto agli enti
  di culto.
   Quando parliamo di enti di culto significa che se viene una chiesa
  metodista  o  evangelista e chiede di ottenere  il  contributo  per
  adeguare l'immobile lo può fare.
   Perché la legge n. 17 del 1968 non prevede la possibilità solo per
  edifici  religiosi?  Perché  se c'è  un  oratorio  che  svolge  una
  funzione  sociale importantissima, non avendo più di  50  anni  non
  potrebbe  partecipare,  oppure un campetto  di  calcio  che  svolge
  attività  di  aggregazione  per  i  ragazzi  non  potrebbe   essere
  finanziato. Quindi, la norma è rispettosa della legge del 1968,  ma
  anche  per  essere  chiaro dell'articolo 36 della  legge  regionale
  14/05/09  n. 6, e in questo senso rispettosi delle norme precedenti
  la Commissione si è espressa, è evidente, dando maggiore importanza
  ai  comuni  i  quali  hanno avuto quasi tra  parti  della  somma  a
  disposizione una minore importanza non dal punto di vista  sociale,
  ma  dal  punto di vista economico agli enti di culto tutti, nessuno
  escluso.
   Per  questo motivo il parere della Commissione non può che  essere
  negativo   e  invitiamo  i  colleghi,  se  possibile,  a   ritirare
  l'emendamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non pensavo  di
  intervenire posto che ritenevo che su quest'articolo non  ci  fosse
  da   fare   granché  molte  discussioni,  se  non  casomai  l'unica
  discussione possibile è quella di incrementare i fondi che  abbiamo
  previsto,  ma sono dovuto intervenire Presidente perché, purtroppo,
  vengo  tirato  per la giacchetta come si suole dire,  quando  sento
  l'onorevole Dipasquale affermare in quest'Aula che questa  norma  è
  una norma bellissima e importante che la maggioranza l'ha voluta.
   Ma caro onorevole Dipasquale, capisco che lei è un camminatore, ed
  essendo un camminatore è chiaro che si imbatte, incontra con  idee,
  proposte, suggerimenti; ma dovrebbe stare più attento  Questa norma
  è  stata una norma fortemente voluta dall'opposizione, questa norma
  è  una  norma  che  sia  il Gruppo di Forza Italia,  sia  la  Lista
  Musumeci e sia, per la verità, perché sono una persona onesta,  una
  proposta  che  era stata presentata dall'onorevole Di  Giacinto  in
  Commissione,  che  ha  appoggiato la battaglia  che  abbiamo  fatto
  onorevole Dipasquale, questa è forse l'unica norma che nobilita una
  finanziaria,  che altrimenti era una finanziaria che non  prevedeva
  nulla per il lavoro.
   A parte - onorevole Crocetta, ora mi risponde - a parte le confuse
  previsioni  presentate dal Governo circa il  reddito  non  so  come
  l'avete  chiamato  reddito minimo, come erano quegli  articoli  che
  erano  previsti dell'aiuto da dare, l'unica norma seria che è stata
  nel  tempo  provata,  e  che  nel tempo ha  dato  sempre  risultati
  tangibili e sul fronte di dare un'occasione di lavoro e, quindi, di
  reddito  alle persone e sul fronte di dare esecutività a una  serie
  infinita  di  opere pubbliche che ormai da troppi anni non  possono
  essere  realizzati, visto che i trasferimenti ai comuni sono  stati
  praticamente azzerati e da parte del Governo centrale  e  da  parte
  del Governo regionale.
   Pertanto,  io  inviterei  i colleghi a ritirare  gli  emendamenti,
  anche e soprattutto quello che riguarda gli enti di culto.
   Voglio  a  questo  proposito precisare che nell'ultima  norma  che
  abbiamo  fatto  circa  i  cantieri  di  lavoro,  quella  del  2010,
  inopinatamente non erano previsti i fondi per le chiese,  gli  enti
  di  culto.  Pertanto, è che non si fanno interventi sugli  enti  di
  culto  ormai  da  tempo  immemorabile e non hanno  altra  fonte  di
  finanziamento.
   Quindi,  ritengo che se somme ci sono da spostare  sono  le  somme
  previste  per  i  residui di cantiere del reddito  di  servizio,  i
  cosiddetti  cantieri di servizio, che non hanno ragion  d'essere  e
  spiego  anche  perché, presidente Crocetta. Si riferiscono  ad  una
  platea di servizi da erogare da parte dei comuni, e glielo dico con
  tutta  onestà, per averlo osservato sul campo, dove si accavallano,
  con  quella  norma,  una serie di utilizzi di lavoratori  che  sono
  previsti   per  le  stesse  cose.  Le  cooperative  che  hanno   le
  convenzioni  con i comuni, fanno verde pubblico e fanno  le  stesse
  cose,  più  in  alcuni  comuni una parte dei  precari  che  vengono
  utilizzati per le stesse cose.
   Per  cui, io ritengo, presidente Crocetta, che anche quella  parte
  di  finanziamento previsto per i cantieri di servizio sarebbe molto
  più  utile  aggiungerla ai 50 milioni previsti per  i  cantieri  di
  lavoro che sono veramente efficaci.
   Tenga  presente  che stiamo escludendo le grandi  città  dove  non
  funzionavano  perché non c'era controllo e secondo me faremmo  cosa
  utile,   onorevole   Ioppolo,   se   nel   frattempo   prepara   un
  subemendamento  mentre io parlo. Parlo per il semplice  fatto  che,
  avendo  constatato  nella  realtà  l'inizio  di  quei  cantieri  di
  servizio,  l'unica  cosa che ho osservato è la  sovrapposizione  di
  soggetti che fanno la stessa cosa nei comuni. Perché con i cantieri
  di  servizio  qual è la finalità? Cura del verde pubblico  che  già
  fanno le cooperative convenzionate.
   Pertanto,  mi prefiggo di aumentare la somma di 30 milioni  per  i
  cantieri di lavoro portandola a 80 milioni, tenuto anche conto  del
  fatto  che nel 2010, quando abbiamo istituito i cantieri di lavoro,
  erano  previsti 200 milioni di euro e ne sono stati utilizzati  188
  credo.   Quindi,  è  stata  una  misura  che  è  stata   ampiamente
  utilizzata,  ampiamente efficace perché ha permesso  di  realizzare
  una  serie  di  opere pubbliche. Non c'è il pericolo di  precariato
  perché  con il meccanismo dei cantieri di lavoro non si è dato  mai
  corso ad ipotesi di precariato.
   Quindi, invito ad accettare questo subemendamento che sposta i  30
  milioni  previsti per i cantieri di servizio a favore dei  cantieri
  di lavoro.

   PRESIDENTE. Però formalizzatelo questo emendamento.

   FORMICA. Lo stiamo già facendo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a  tutto
  quello  che viene detto, siccome riteniamo che a parlare  siano  le
  carte  e  siano  le  proposte  e i disegni  di  legge  che  vengono
  presentati,  noi qualche settimana prima della presentazione  della
  finanziaria,  come Gruppo parlamentare di Forza Italia,  criticammo
  quella finanziaria che presentava il Governo perché ritenevamo  che
  la  stessa  non  aveva  una sola misura per  lo  sviluppo,  per  la
  crescita.
   Dicemmo che quella era la finanziaria del tirare a campare, di  un
  Governo  che, non avendo più nulla da offrire alla Sicilia, cercava
  di tirare a campare sino alla conclusione della legislatura.
   La settimana successiva ritornammo in conferenza stampa, così come
  avevamo   preannunciato  la  settimana  precedente,  e  presentammo
  all'opinione  pubblica,  alla stampa, ma  anche  la  offrimmo  alla
  valutazione attenta del Governo, una contro-finanziaria, tant'è che
  quel disegno di legge è stato abbinato al testo base del Governo ed
  è stato rubricato al n. 1152 come testo abbinato al testo base.
   Cosa  si  diceva in quel testo? Uno degli interventi  pregnanti  e
  caratterizzanti  era  quello dei cantieri di lavoro,  un  imponente
  intervento  di contrasto alla povertà con i cantieri di lavoro.  Ad
  un  certo punto, quell'articolo è stato preso, è stato voluto anche
  dall'onorevole Di Giacinto, in Commissione  Bilancio , ed è  chiaro
  che  andava  incontro ai desiderata di Forza Italia, ai  desiderata
  non soltanto di un partito, di un Gruppo politico, ma ai desiderata
  all'emergenza di povertà di questa nostra Terra.
   Cos'è  successo dopo? Poiché il Governo due anni fa  aveva,  però,
  finanziato con 50 milioni di euro i cantieri di servizio e di  quei
  50  milioni  di euro ne erano stati attivati appena 20 milioni  per
  cui vi erano stati tutta una serie di comuni che pur avendo voluto,
  pur  avendo partecipato al bando, ne erano rimasti esclusi  per  un
  errore  che il Governo aveva fatto due anni fa. Bene, si è  cercato
  di  trovare  una sintesi e inserire in questa norma  importante  di
  contrasto  alla povertà  20 milioni di euro al  comma 1 per  sanare
  la  posizione  o  le  aspettative di quei comuni  che,  pur  avendo
  partecipato a quel bando e pur essendo stati ammessi legittimamente
  a quella graduatoria, ne erano stati esclusi.
   Cos'è l'articolo 17 se non  l'armonia di varie esigenze:
   1)  riuscire  a contrastare realmente una emergenza drammatica  in
  Sicilia  e  lo  facciamo con i cantieri di lavoro che  vanno  nella
  direzione  di  dare una migliore qualità di vita ai vari  comuni  e
  dare  al contempo un sostegno lavorativo ai disoccupati, alla gente
  che  ne  ha  bisogno, senza dare loro soldi regalati perché  quando
  vengono dati dei soldi senza una controprestazione lavorativa, quei
  soldi  non vengono considerati come devono essere considerati  cioè
  non viene dato il necessario peso.
   2)  Gli  enti  di  culto.  E' da anni che non  vengono  finanziati
  cantieri di lavoro per gli enti di culto, soltanto nel 2009 vennero
  finanziati  gli ultimi trenta cantieri di lavoro in tutta  Sicilia.
  Un   piano  consistente,  allora,  per  riuscire  a  garantire,  ad
  intervenire  sui nostri beni anche di pregio che in questo  momento
  sono  a  dura prova per l'usura del tempo, diventava un  intervento
  necessario.  Dopo  di  che stiamo, nello spirito  di  condivisione,
  anche,  sperimentando un intervento per quanto riguarda l'ambiente,
  per  far  si  che  ai Comuni si possa finanziare un intervento,  se
  vogliamo, sperimentale nel settore ambientale.
   In  questo senso, credo che questo articolo, così come lo  abbiamo
  strutturato  in  Commissione   Bilancio ,  vada  approvato  sic  et
  simpliciter per evitare che ci siano vari emendamenti, vari  commi,
  vari  subemendamenti che possono stravolgere una mission importante
  che  potrà  dare se attuata, e qua chiameremo il Governo  che  deve
  impegnarsi a stimolare gli uffici a far si che questa misura  possa
  essere  in maniera celere, in maniera razionale applicata per  dare
  un beneficio alla Sicilia.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GRASSO.  Signor  Presidente,  il  mio  è  un  intervento  breve  e
  pragmatico  perché questo è, come dicevano i miei colleghi  che  mi
  hanno  preceduto, come diceva il capogruppo, una misura che è stata
  fortemente  voluta  da Forza Italia  appoggiata anche  dagli  altri
  colleghi  perché solo così in un momento di grande disagio  per  la
  Sicilia si può fare vero contrasto alla povertà.
   Assessore  Micciché, le chiedo scusa, due anni fa il Governo  fece
  un  grande  annuncio: 50 milioni di euro destinati per il contrasto
  alla povertà per i cantieri di servizio.
   Bene,  sono  stati attivati dopo due anni dall'approvazione  della
  Finanziaria,  a  metà dell'opera le somme sono state  spostate  per
  coprire spese correnti e una parte di quelle risorse non sono state
  utilizzate.  Quindi,  se oggi per evitare che  questo  diventi  una
  norma  spot,  siccome  i  criteri  sono  criteri  già  previsti   e
  stabiliti,  io  la prego entro due mesi, cioè proprio  subito  dopo
  l'approvazione,  la  pubblicazione della  Finanziaria  di  attivare
  immediatamente perché solo così si può dare una risposta proprio in
  termini di lavoro e, quindi, una risposta in termini di aiuto  alle
  misure  di  povertà,  alla disoccupazione  ma  si  potrà  avere  la
  certezza  che da qui a 6 mesi queste risorse così come  è  avvenuto
  per  tutte le altre politiche attive del lavoro tanto decantate del
  Governo  che  non  sono mai partite. E' proprio una raccomandazione
  perché altrimenti veramente vi faremo uscire su tutti i giornali se
  questo non avviene

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
  chiedo  che  l'articolo  venga votato così com'è  per  un  semplice
  motivo:   in   Commissione   Bilancio   è   stato   condiviso   sia
  dall'Assessore perché ci ha chiesto di ridurre uno stanziamento che
  inizialmente  era di 30 milioni di euro a 20 milioni  perché  erano
  bastevoli per coprire quei cantieri di servizi che non erano  stati
  finanziati in anni precedenti, per cui andare a mettere delle somme
  in più lì sarebbe come dire:  non spendiamo questi soldi .
   Per quanto riguarda i cantieri di lavoro, io sono il firmatario di
  un emendamento che ho presentato in Commissione che poi devo dire è
  stato   condiviso  dall'onorevole  Dipasquale,  dal  Pd,  è   stato
  condiviso  da tutta la Commissione affinché si arrivasse  a  questo
  articolato.
   Oggi, cambiarlo, caro Presidente, credo che sia sbagliato perché è
  stato  condiviso sia dalla maggioranza che dall'opposizione  tranne
  che  dal Movimento Cinque Stelle perché quando parliamo di enti  di
  culto il Movimento Cinque Stelle pensa soltanto che stiamo parlando
  delle Chiese.
   Io  dico  che  quando  parliamo  di  enti  di  culto  parliamo  di
  aggregazioni, parliamo di centri di aggregazioni, parliamo di campi
  di  calcetto,  parliamo  di  tutto ciò  che  le  Chiese  fanno  nei
  confronti  dei  nostri  bambini che le amministrazioni  locali  non
  riescono a fare.
   Per  cui,  io  chiedo  al  Movimento Cinque Stelle,  all'onorevole
  Cancelleri che so della sua sensibilità rispetto a questi temi,  di
  ritirare questo emendamento, caro collega Cancelleri, non perché  -
  ripeto  -  sono  innamorato delle Chiese, ma perché  credo  che  si
  possano  fare  una serie di cantieri che possono risolvere  qualche
  problema rispetto all'aggregazione sociale.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  cercherò  di  essere telegrafico perché i colleghi,  bene  o  male,
  hanno fatto la sintesi di quello che si è verificato in Commissione
   Bilancio   e  io  credo che questo articolo sia  un  articolo  che
  qualifichi  l'impianto  intero  della  Finanziaria  al   netto   di
  valutazioni  politiche  che  altri  colleghi  con  gli  emendamenti
  soppressivi  fanno  io  credo  che intervenire  su  questo  settore
  significhi intervenire correttamente.
   Dico  queste  cose  perché  vorrei il Governo  più  attento,  meno
  distratto com'è stato poco fa e sono certo che questa volta non  si
  rimetterà all'Aula ma darà il parere favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 17.11. Il parere  del
  Governo?

   MICCICHE', Assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.




   Presidenza del Presidente Ardizzone
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del vicepresidente Lupo




        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.11
       Comunicazione di dimissione e contestuale sostituzione di

                       componente di Commissione
   PRESIDENTE.   Essendo  al  richiesta  appoggiata  a   termini   di

  Regolamenti,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Salvatore   Cordaro   ha
  dell'emendamento 17.11.
  presentato  le dimissioni da componente della Commissione  speciale
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  Statuto  e che sono pervenute alla Presidenza il 23 febbraio  2016.
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  Considerato  che  occorre  provvedere alla  sostituzione,  è  stato
  pulsante bianco.
  designato   componente   della  Commissione   Statuto   l'onorevole
   Dichiaro aperta la votazione.
  Bernadette Grasso, del Gruppo parlamentare  Grande Sud-PID Cantiere
                      (Si procede alla votazione)
  Popolare   verso   Forza  Italia   al  quale  l'onorevole   Cordaro

  appartiene.
   Dichiaro chiusa la votazione.
   Do lettura del relativo decreto:


                       Risultato della votazione
                       I L    P R E S I D E N T E


   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   VISTE   le  dimissioni  dell'onorevole  Salvatore  Cordaro   dalla
  segreto:
  Commissione   parlamentare   speciale   Statuto,   pervenute   alla

  Presidenza il 23 febbraio 2016;
   Presenti e votanti  72

   Maggioranza         37
   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
   Favorevoli          21

   Contrari            51
   VISTA  la  designazione  del Gruppo parlamentare   Grande  Sud-PID
   Astenuti             0
  Cantiere  Popolare  verso Forza Italia    al  quale  l'on.  Cordaro

  appartiene;
                           (Non è approvato)


   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
   Onorevole Cancelleri, mantiene gli altri emendamenti?


                             D E C R E T A
   CANCELLERI. Li mantengo.


   l'onorevole   Bernadette  GRASSO  è  nominata   componente   della
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.12. Il parere del Governo?
  Commissione   parlamentare   speciale  Statuto,   in   sostituzione

  dell'on.le Cordaro, dimissionario .
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.


   L'Assemblea ne prende atto.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?


   Comunicazione relativa all'esito della Conferenza dei Presidenti
   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
                       dei Gruppi  parlamentari
  Contrario.


   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  17.12.   Chi   è
  parlamentari,   riunitasi in data odierna, sotto la Presidenza  del
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
  Presidente,  onorevole  Ardizzone  e  con  la  partecipazione   del

  Vicepresidente    dell'ARS,   onorevole   Lupo,    ha    deliberato
                           (Non è approvato)
  all'unanimità, la seguente agenda dei lavori:


   Si passa all'emendamento 17.8 Il parere del Governo?
    -AULA

   Esaurita   la  votazione  dei  documenti  finanziari,  l'Assemblea
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  tornerà a riunirsi martedì 8 marzo 2016 per discutere gli argomenti

  già iscritti all'ordine del giorno dell'Aula prima dell'avvio della
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  sessione di bilancio e precisamente il disegno di legge sul demanio

  trazzerale ed alcune mozioni parlamentari.
   VINCIULLO,   Presidente   della   Commissione   e   relatore    di

  maggioranzaq. Contrario.
    -COMMISSIONI

   Tanto  la  Commissione  Bilancio' quanto le altre  Commissioni  di
   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  merito  si  riuniranno  con procedura d'urgenza  per  esaminare  il
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   17.8.   Chi   è
  disegno  di  legge  nn. 1133-1155/A Stralcio I contenente,  fra  le
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
  altre,  Disposizioni  per favorire il tessuto economico  regionale,

  ivi incluse quelle stralciate dalla Presidenza dal disegno di legge
                           (Non è approvato)
   Finanziaria'.


   Si passa all'emendamento 17.7. Il parere del Governo?
   Si  è  altresì convenuto che a seguito della sopracitata procedura

  d'urgenza,  l'Aula  avvii la discussione del superiore  disegno  di
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
  legge  Stralcio' il 15 marzo p.v.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?


   L'Assembla ne prende atto.
   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.

  Contrario.
   Votazione della Nota di variazione al disegno di legge nn.  1132/A

   Bilancio  di   previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  finanziario 2016 e Bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   17.7.   Chi   è

  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione  Bilancio  ha approvato la

  Nota  di  variazione  al disegno di legge n.  1132/A   Bilancio  di
                           (Non è approvato)
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario  2016  e

  Bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 .
   Si passa all'emendamento 17.9. Il parere del Governo?
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è

  contrario si alzi.
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.


                            (E' approvata)
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?


   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. L'emendamento e precluso.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 17.4, a firma dell'onorevole
  Di Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.13, a firma dell'onorevole Cancelleri.
  Il parere del Governo?

   BACCE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  17.13.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 17.10 e 17.6 sono assorbiti.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 17  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Era  stato  presentato dall'onorevole Formica un  emendamento  che
  viene trasformato in ordine del giorno.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18
        Misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti al
                                bacino
                         PIP Emergenza Palermo
   1.  Le  misure  di  cui al comma 3 dell'articolo  68  della  legge
  regionale  7  maggio  2015,  n. 9 sono riconosciute  unicamente  ai
  soggetti  per i quali il numero di anni necessari al raggiungimento
  dei  requisiti  di pensionabilità, con conseguente fuoriuscita  dal
  relativo bacino di riferimento, non è inferiore a cinque.

   2.  Nei confronti dei soggetti beneficiari delle misure di cui  al
  comma 3 dell'articolo 68 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9,
  si applicano le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 6, della
  presente legge.

   3.  La  richiesta di cui al comma 3 dell'articolo 68  della  legge
  regionale  7 maggio 2015, n. 9 deve essere presentata,  a  pena  di
  decadenza,  entro  trenta  giorni  dall'entrata  in  vigore   della
  presente legge.

   4.  Sono abrogate le disposizioni di cui alle lettere b) e c)  del
  comma 3 dell'articolo 68 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9.

   5.  L'ammontare  della misura di fuoriuscita di  cui  al  comma  3
  dell'articolo 68 della legge regionale n. 9/2015 non  può  in  ogni
  caso  superare  l'importo corrispondente  al  numero  di  mensilità
  mancanti alla data di fuoriuscita dal bacino per raggiungimento dei
  requisiti di pensionabilità.

   6.  La  lettera f) del comma 6 dell'articolo 68 della della  legge
  regionale 7 maggio 2015, n. 9 è così sostituita:

    f) reddito individuale personale superiore a 20.000 euro e ove si
  superi  detta  soglia  reddito ISEE familiare  superiore  a  40.000
  euro. ».

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli Di Mauro, Greco  Giovanni  e  Lombardo
  ritirano gli emendamenti a loro firma.
   Si  passa  all'emendamento  18.8, che prevede la soppressione  del
  comma 6, a firma degli onorevoli La Rocca, Cancelleri ed altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  l'anno
  scorso noi avevamo fatto una Finanziaria, la numero 9 del 2015, che
  già prevedeva tutta una serie di criteri.
   La  norma  è  stata  per oltre un anno applicata  anche,  diciamo,
  abbastanza  bene. Adesso si vuole cambiare per il  semplice  motivo
  che,  forse,  qualcuno deve rientrare perché andare ad  ampliare  i
  criteri oggettivamente non mi sembra opportuno.
   Anche  il  Presidente della Commissione  Bilancio   ha  tirato  in
  ballo,  giustamente, l'interpretazione perché rispetto  alla  norma
  precedente, che era chiarissima, l'assessore Micciché  ha  detto  -
  forse  perché  suggerito, non so per quale motivo -  che  la  norma
  precedente era poco chiara.
   Siccome per come era scritta era chiarissima, le cose sono due:  o
  ha un ufficio di dirigenti molto scarsi o effettivamente andiamo  a
  cambiare i criteri precedenti.
   Quindi,   noi  siamo  contrari  perché  riteniamo  che  la   norma
  precedentemente, attualmente in vigore, è chiarissima.  Sì,  perché
  invece  di mettere  e  o meglio  o  ove si evince . Siamo,  quindi,
  contrari e chiediamo l'apprezzamento da parte dei colleghi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.8. Il parere  del
  Governo?
   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.



   'Bilancio di previsione della Regione  siciliana  per  l'esercizio
   Presidenza del Presidente Ardizzone
    2016. e Bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 (n. 1132/A)


   Presidenza del vicepresidente Lupo
   Presidenza del Presidente Ardizzone



   Presidenza del vicepresidente Lupo
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.8.



   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
     Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
  dell'emendamento 18.8.
     finanziario 2016 e Bilancio pluriennale per il triennio 2016-
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
                             2018 (1132/A)
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il

  pulsante bianco.
   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale

  del disegno di legge  Bilancio di previsione della Regione siciliana
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
  per  l'esercizio  finanziario  2016 e Bilancio  pluriennale  per  il

  triennio 2016-2018 (1132/A).
   BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il

  pulsante bianco.
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   Dichiaro aperta la votazione.
  Mi rimetto all'Aula.


                      (Si procede alla votazione)
   PRESIDENTE.  Scusate,  il  Governo si è corretto  e  si  è  rimesso

  all'Aula.  Sia  la  Commissione  che  il  Governo  si  sono  rimessi
   Dichiaro chiusa la votazione.
  all'Aula.


                       Risultato della votazione
   Dichiaro aperta la votazione.


   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
                      (Si procede alla votazione)
  nominale:


   Dichiaro chiusa la votazione.
   Presenti e votanti  69

   Maggioranza         35
                       Risultato della votazione
   Favorevoli          45

   Contrari            20
    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   Astenuti             4
  segreto:


                         (L'Assemblea approva)
   Presenti e votanti  69

   Maggioranza         35
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 marzo  2016,
   Favorevoli          32
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
   Contrari            37

   Astenuti             0
  I  -COMUNICAZIONI

  II  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
                           (Non è approvato)


        Valorizzazione  del  demanio trazzerale .  (n.  349/A)
   Pongo  in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti  seduto;
        (Seguito)
  chi è contrario si alzi.


        Relatore: on. Laccoto
                            (E' approvato)


  III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,

  mercoledì 24 febbraio 2016, alle ore 11.00.
         N. 439 -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla  rinuncia

                ai    ricorsi    in    materia    di    legittimità
   (La seduta, sospesa alle ore 20.12 di martedì 23 febbraio 2016, è
                costituzionale   promossi   innanzi   alla    Corte
         ripresa alle ore 11.12 di mercoledì 24 febbraio 2016)
                costituzionale.


   La seduta è ripresa.
         (6 maggio 2015)

                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
   PRESIDENTE.  Invito  i  componenti  la  Commissione   Bilancio'  a

  prendere posto nell'apposito banco.
   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
   Ricordo che fino ad ora abbiamo accantonato gli articoli  1, 5, 6,

  7,  8  e 15. Sono stati approvati gli articoli 2, 3, 4, 9, 10,  11,
         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
  12, 14, 16, 17, 18. L'articolo 13 era tra quelli stralciati.
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
   Si passa all'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:
                31.


                             «Articolo 19
         (25 novembre 2013)
    Disposizioni di contenimento della spesa nel settore forestale.
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
           Disposizioni in materia di garanzie occupazionali
                                                          VINCIULLO


   1.  Nelle  more  di una riforma organica del settore  forestale  è
   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
  sospeso il meccanismo di sostituzione di cui all'articolo 52  della

  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, e all'articolo 30 della legge
         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
  regionale  25  maggio  1995,  n.  45,  e  successive  modifiche  ed
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
  integrazioni.
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione

                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
   2.  Al  comma 6 dell'articolo 11 della legge regionale  11  maggio
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.
  2011,  n.  7, dopo le parole  triennio 2013-2015  sono inserite  le

  parole  ed al triennio 2016-2018  .
         (3 novembre 2015)


   3.  Le  disposizioni  di  cui al comma  2  sono  estese  anche  ai
                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
  lavoratori stagionali dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA)  assunti
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
  ai  sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 agosto 1998,  n.
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
  16 e a quelli dei consorzi di bonifica».
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO


   GRECO  Giovanni.  E'  un articolo particolare  perché  riguarda  i
   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
  forestali.


         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
   PRESIDENTE. Sì. Allora, momentaneamente lo accantoniamo.
              conseguenti.
   Si passa all'esame dell'articolo 20. Ne do lettura:


         (16 dicembre 2015)
                             «Articolo 20

               Disposizioni in materia di enti regionali
                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO


   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
  legge,   la  partecipazione  agli  organi  collegiali,   anche   di

  amministrazione,  degli  enti di cui  all'articolo  1  della  legge
         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
  regionale  15  maggio  2000,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
  integrazioni,  e  degli enti comunque sovvenzionati,  sottoposti  a

  tutela o anche a sola vigilanza della Regione, nonché la titolarità
         (13 gennaio 2016)
  di  organi dei predetti enti è disciplinata secondo le disposizioni

  di  cui all'articolo 6, comma 2, del decreto legge 31 maggio  2010,
                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,
                                                  PAPALE - FIGUCCIA
  n.   122   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  così   come

  interpretato  dall'articolo 35, comma 2 bis  del  decreto  legge  9
                   La seduta è tolta alle ore 16.37
  febbraio  2012, n. 5 convertito, con modificazioni, dalla  legge  4

  aprile  2012,  n.  35. La disposizione del presente  comma  non  si
                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
  applica  agli enti nominativamente indicati nell'allegato 1,  parte
                             Il Direttore
  A,  della  presente  legge,  a tutti i soggetti  già  espressamente
                         dott. Mario Di Piazza
  esclusi  dall'applicazione dell'articolo 6, comma  2,  del  decreto

  legge  31  maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni,  dalla
               Il  Consigliere parlamentare responsabile
  legge  n.  122/2010 e successive modifiche ed integrazioni  e  agli
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio
  enti parco archeologici.

   2.  A  far data dalla scadenza degli organi attualmente in carica,
  le funzioni già attribuite ai collegi dei revisori dei conti di cui
  all'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio 2000, n.  6,  sono
  svolte   da   due   revisori  dei  conti,  nominati   con   decreto
  dell'Assessore   regionale  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale e designati con rispettiva proposta del Ministro  per
  l'istruzione, l'università e la ricerca e dell'Assessore  regionale
  per  l'istruzione e la formazione professionale. Ferme restando  le
  disposizioni  previste  dal  comma 2 dell'articolo  9  della  legge
  regionale  24  febbraio  2000,  n.  6  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  i componenti dei collegi dei revisori di  competenza
  regionale devono avere la propria residenza nella Regione.
   3.  Al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale n. 6/2000, le
  parole  quattro anni  sono sostituite con le parole  tre anni  e le
  parole   due  quadrienni   sono  sostituite  con  le  parole    due
  trienni .
   4.  A  far data dalla scadenza degli organi attualmente in carica,
  le funzioni già attribuite ai collegi dei revisori dei conti di cui
  all'articolo 16 della legge regionale n. 6/2000, sono svolte da  un
  revisore  dei  conti nominato con decreto dell'Assessore  regionale
  per   l'istruzione  e  la  formazione  professionale   secondo   le
  disposizioni  di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 9 della  medesima
  legge  regionale n. 6/2000. Ferme restando le disposizioni previste
  dal  comma  2  dell'articolo 9 della legge regionale  n.  6/2000  e
  successive  modifiche ed integrazioni, il revisore dei  conti  deve
  avere la propria residenza nella Regione.
   5. Sono abrogate le disposizioni degli articoli 9 e 16 della legge
  regionale  24 febbraio 2000, n. 6, incompatibili con le  previsioni
  di cui ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo.
   6.  Il  comma  4 dell'articolo 39 della legge regionale  7  maggio
  2015, n. 9 è sostituito dal seguente:
    4.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente legge, fermo restando il numero massimo di tre componenti,
  ciascun  Assessore  regionale  con  proprio  decreto  definisce  le
  rappresentanze  degli  organi  degli  enti  di  cui  al  comma   1,
  sottoposti   a   controllo  e  vigilanza  del   proprio   ramo   di
  amministrazione,   mantenendo  se   previsto   un   componente   in
  rappresentanza    delle    istituzioni   o    delle    associazioni
  rappresentative  di interessi economici e sociali.  Nei  successivi
  trenta  giorni gli enti adeguano i propri statuti alle disposizioni
  del presente comma. .
   7. Le disposizioni di cui all'articolo 39 della legge regionale n.
  9/2015 non si applicano alle istituzioni pubbliche di assistenza  e
  beneficenza (IPAB).
   8.  La  durata del commissariamento degli enti regionali  non  può
  essere superiore a tre mesi».

   Onorevoli colleghi, considerato che sono stati presentati  diversi
  emendamenti  e  che  ancora  molti  parlamentari  devono  arrivare,
  accantoniamo momentaneamente anche questo articolo.
   Si passa all'esame dell'articolo 21. Ne do lettura:

                             «Articolo 21
                    Esclusività appartenenza bacini

   1.  E'  esclusa  la contemporanea appartenenza  a  più  bacini  di
  garanzie occupazionali o di provvidenze di cui alle seguenti  leggi
  regionali:

   a)  legge  regionale 30 ottobre 1995, n. 76, articolo 3  (Garanzie
  occupazionali consorzi di bonifica);
   b)  legge  regionale 31 agosto 1998, n. 16, articolo  1  (Garanzie
  occupazionali ESA);

   c)  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, articoli 45 ter, 46 e 47
  della (Garanzie occupazionali forestali);

   d) legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 articolo 68 (PIP);
   e)  legge  regionale 15 maggio 2005, n. 5 articolo 1  (Canteri  di
  servizio);

   f)  legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 articolo  30,  comma  5
  (LSU).

   2.  Le  disposizioni  del  presente articolo  si  applicano  anche
  all'ente Vivaio Vite americano, all'Istituto zootecnico e  a  tutti
  gli  enti  a partecipazione regionale che si avvalgono di personale
  stagionale».

   Onorevoli  colleghi,  se  si ritirano gli emendamenti  soppressivi
  possiamo procedere.
   Si  passa all'emendamento 21.1, degli onorevoli Greco G. ed altri.
  Onorevole Greco G. lo ritira?

   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 21.6, degli onorevoli Cordaro ed  altri.
  Non sono presenti in Aula i firmatari.
   Si passa all'emendamento 21.7, degli onorevoli Sorbello ed altri.

   SORBELLO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 21.2, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 21.5, degli onorevoli Grasso ed  altri.
  Non sono presenti in Aula i firmatari.
   Si passa all'emendamento 21.11, degli onorevoli Anselmo e Arancio.
  Non sono presenti in Aula i firmatari.
   Si  passa agli emendamenti 21.9 e 21.8, degli onorevoli Falcone ed
  altri. Non sono presenti in Aula i firmatari.
   Si passa all'emendamento 21.3, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 21.4, degli onorevoli Cordaro ed  altri.
  Non sono presenti in Aula i firmatari.
   Si passa all'emendamento 21.10, del Governo.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Relativamente  all'esclusione  contemporanea   a
  diversi bacini ho cercato di fare un emendamento propositivo,  cioè
  dico che questo elemento deve essere allargato a tutti i bacini che
  hanno  personale precario, assessore Baccei. Non ho  capito  perché
  lei ha fatto questo emendamento? Le chiedo di ritirarlo.
   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Greco, come ben sa non
  è che conosca le specificità dei diversi bacini. Questo emendamento
  viene dall'assessore Cracolici che dice che per questo istituto  le
  persone

   GRECO Giovanni. Allora, lo ritiri perché lui non c'è.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. No, non posso  ritirarlo.  No,
  assolutamente.  Quello  che  diceva,  se  ricordo  bene,   poi   la
  Commissione   mi  aiuti  perché  ne  abbiamo  anche  dibattuto   in
  Commissione,  che è personale con una specificità, non  mi  ricordo
  esattamente quale; sono specialisti. Onorevole Savona, se lei

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   GRECO Giovanni. Che approva l'emendamento?

   PRESIDENTE. Sì

   GRECO Giovanni. Perché lo approva se abbiamo votato tutti contro?
  Non l'ho capito. Siamo 4 contro venti. Pure un cieco se ne
  accorgerebbe

   PRESIDENTE. Allora, controprova. Lo ripongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
     Onorevole  Greco,  sono 8 contro 9, non  contro  20.  In  quella
  confusione,  con  l'onorevole Lombardo che  non  sapeva  se  doveva
  rimanere seduto o alzarsi, in base alle sue indicazioni

                           (Non è approvato)

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, a parte la  vittoria  del  collega
  Greco  su  una cosa che forse i colleghi che hanno votato a  favore
  non hanno valutato attentamente

   GRECO  Giovanni. Le ricordo che lei era stato pure  favorevole  in
  Commissione a questo emendamento.

   PANARELLO.  ma il tema è se dobbiamo affrontare materia che  hanno
  una  loro consistenza in questo contesto, lo dico al Presidente  se
  dobbiamo   affrontare  articoli  importanti.  Quindi,  pensavo   di
  valutare,  eventualmente, gli articoli che  non  hanno  emendamenti
  perché altrimenti rischiamo, al di là

   ZAFARANA. Il Governo dov'è?

   PANARELLO.  Lasci stare. Io parlo per me. E veramente  parlo  pure
  per  voi,  è  giusto? Allora, parlo per il Parlamento che  dovrebbe
  affrontare le questioni non come pensa il collega Ciaccio, come  se
  fosse  una  corrida  ma  come  un Parlamento  che  deve  legiferare
  consapevolmente su materie che possono essere di un certo  rilievo.
  Quindi,  al di là  dell'emendamento votato chiederei al Presidente,
  se   è   possibile,  di  affrontare  gli  articoli  che  non  hanno
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Panarello, è proprio questo lo spirito, però
  mi rivolgo a lei perché è stato puntualissimo.

   PANARELLO. Lei ha ragione.

   PRESIDENTE. Se abbiamo stabilito gli orari: inizio ore 11.00 e  si
  sospende  alle 14.00; si riprende alle 16.00 per chiudere alle  ore
  20.00,  20.30. Dovrebbe essere questo il percorso in questi giorni.
  Se ci discipliniamo, però evitiamo l'elasticità degli orari.

   GRASSO. Domani sempre alle ore 11.00?

   PRESIDENTE. Domani alle ore 11.00, si sospende alle ore 13.00  per
  l'incontro  con  l'ANCI  e si riprenderà alle  ore  16.00.  Venerdì
  riprendiamo   alle  ore  15.00  perché  c'è  il  Presidente   della
  Repubblica all'inaugurazione dell'anno accademico a Palermo.

   FORMICA. Allora, alle 16.00.

   PRESIDENTE.  Alle  16.00. Presumibilmente, dovremmo  approvare  la
  finanziaria entro le ore 20.00 di venerdì o al massimo entro le ore
  20.00 di sabato. Se c'è un po' di diligenza e siamo tutti in orario
  la possiamo approvare anche entro le ore 20.00 di venerdì.
   Pongo  in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 24. Ne do lettura:

                             «Articolo 24
       Finanziamento interventi nel settore della forestazione.
                 Finanziamento garanzie occupazionali

   1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della  legge
  regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2016, 2017 e 2018, la spesa di 10.000 migliaia
  di euro (Missione 16 - Programma l - capitolo 147320).

   2.  Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
  giugno  2014,  n.  13  è  autorizzata per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  2016, 2017 e 2018, la spesa di 6.000 migliaia  di  euro
  (Missione 16 - Programma 3 - capitolo 147326).

   3.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 8  dell'articolo  47
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, è determinata nel limite
  massimo  di  142.000  migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2016  e  di  137.000 migliaia di euro per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2017 e 2018.

   4.  Le  somme  di  cui al comma 3 sono iscritte in apposito  fondo
  nella rubrica del dipartimento bilancio e tesoro da ripartire,  con
  decreto  del  Ragioniere  generale, tra il  dipartimento  regionale
  dello  sviluppo  rurale  e territoriale ed  il  Comando  del  Corpo
  forestale  della Regione siciliana, previa richiesta congiunta  dei
  dirigenti  generali  dei predetti dipartimenti  in  proporzione  ai
  rispettivi fabbisogni.

   5.  Al  comma  8 dell'articolo 47 della legge regionale  7  maggio
  2015, n. 9 le parole da  Per ciascuno  alle parole  31.330 migliaia
  di  euro   sono  sostituite  con le  parole:   Per  ciascuno  degli
  esercizi finanziari 2016 e 2017 la spesa complessiva, rideterminata
  in  36.330  migliaia  di  euro  e in 31.330  migliaia  di  euro,  è
  ripartita rispettivamente per l'esercizio finanziario 2016 quanto a
  29.430 migliaia di euro - Missione 16 Programma 1 - capitolo 156604
  e  a  6.900 migliaia di euro - Missione 9 - Programma 5 -  capitolo
  150514  e per l'esercizio finanziario 2017 quanto a 24.430 migliaia
  di  euro  - Missione 16 - Programma 1 - capitolo 156604 e  ad  euro
  6.900  migliaia  di  euro  - Missione 9 - Programma  5  -  capitolo
  150514».

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  all'articolo  24  sono  stati
  presentati soltanto emendamenti soppressivi:

   -il 24.1, 24.2, 24.3, 24.4, 24.5, 24.6, degli onorevoli  Di Mauro,
      Greco Giovanni e Lombardo;
  -il 24.9, 24.8, 24.7, 24.12, 24.11 e 24.10, degli onorevoli
  Clemente, Cordaro,Grasso e Gennuso.

   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   GRASSO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'esame dell'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25
   Finanziamento misure per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti
                               al bacino
                         PIP Emergenza Palermo

   1.  L'autorizzazione di cui all'articolo 68 della legge  regionale
  15  maggio  2015, n. 9, è determinata, per ciascuno degli  esercizi
  finanziari 2016, 2017 e 2018, in 29.000 migliaia di euro  (Missione
  12 - Programma 4 - capitolo 183799)».

   Comunico   che   all'articolo  25  sono   stati   presentati   due
  emendamenti:

   -emendamento soppressivo 25.1, degli onorevoli Di Mauro, Greco G. e
      Lombardo;
  -emendamento aggiuntivo 25.2, degli onorevoli Cascio F., Alongi ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, le posso chiedere se l'articolo
  nel  quale  abbiamo  bocciato l'emendamento  del  Governo  è  stato
  approvato?

   PRESIDENTE. Sì, è stato approvato. L'emendamento 25.2 ha  problemi
  di copertura per cui invito l'onorevole Alongi a ritirarlo.

   ALONGI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Greco, ritira l'emendamento 25.1?

   GRECO  Giovanni.  Anche a nome degli altri firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26
   Finanziamento provvedimenti in favore dei testimoni di giustizia

   1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 2, comma l, della  legge
  regionale  26  agosto  2014,  n. 22 è autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario  2017  l'ulteriore  spesa  di  510  migliaia  di   euro
  (Missione l - Programma 3 - capitolo 212038)».

   Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti.
   Si  passa all'emendamento 26.1, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.3, dell'onorevole Grasso e altri.

   GRASSO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.4, degli onorevoli Siragusa ed altri.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  sono
  disponibile  anche al ritiro dell'emendamento, non  sono  contro  i
  testimoni  di  giustizia, però vorrei che l'Assessore spiegasse  le
  finalità  dell'articolo, soprattutto alla luce  della  riscrittura,
  che  sto  vedendo, successiva al mio emendamento, perché  ulteriori
  510  migliaia di euro cosa significano? Ne dobbiamo assumere altri?
  Stiamo  coprendo  un debito fuori bilancio? Vorrei  spiegazioni  in
  merito dall'Assessore.
   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  La  copertura è per le assunzioni  che  già  sono  state
  fatte, siccome non erano state messe le quote in bilancio, adesso è
  per   assicurare,  perché  voi  sapete  meglio  di   me   che   per
  un'assunzione  a  tempo  indeterminato  la  copertura  deve  essere
  decennale.  Questa cifra garantisce la copertura per le  assunzioni
  già fatte. Non ci sono per adesso nuove assunzioni.

   PRESIDENTE. Onorevoli Siragusa, mantiene l'emendamento 26.4?

   SIRAGUSA. Sì.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  perché
  avevo presentato il mio emendamento soppressivo? Perché è possibile
  che  noi  facciamo la lotta alla mafia ed i soldi li  gestiscono  a
  Roma e, poi, dobbiamo andare a pagare gli stipendi ai testimoni  di
  giustizia?  Io sono perché i soldi che vanno all'Agenzia nazionale,
  che  gestisce il grande ministro Alfano, ci vengano trasferiti  per
  poter pagare gli stipendi a queste persone che hanno fatto un  atto
  eroico,  però li deve pagare Roma, non dobbiamo pagarli noi,  e  se
  noi  non ci facciamo valere, Presidente, loro ci addosseranno tutte
  le  spese che riguardano questo argomento su cui la Sicilia  ancora
  ha questa medaglia di primato in Italia.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ha lungamente
  discusso  su  questo argomento, anche perché altri  colleghi  prima
  dell'onorevole    Siragusa   avevano   chiesto   la    soppressione
  dell'articolo. Intanto, attraverso le relazioni degli  uffici,  che
  sono  state  depositate, è emerso che non trattasi di debito  fuori
  bilancio, in quanto l'impegno di spesa non è fatto per il 2015 ma è
  fatto per il 2016.
   Dopodiché  ci  è  stato  spiegato, e anche verbalizzato,  che  per
  ragioni legate alla sicurezza di questi lavoratori ancora non  sono
  stati  inseriti nell'elenco di tutti i  dipendenti della Regione  e
  che,  di  conseguenza, per i prossimi anni era necessario,  proprio
  per  tutelare  la  loro incolumità, dare vita a delle  riserve  che
  ammontavano  a 790 mila euro, dal momento che 280 mila erano  stati
  già  previsti.  Pertanto, la Commissione ha, poi, approvato  questo
  articolo,  credo  anche  all'unanimità su questa  vicenda,  proprio
  perché  è stato ampiamente dimostrato che le somme non sono  dovute
  all'anno 2015 ma agli anni successivi, al 2016/2017, e c'era  stato
  l'impegno  del  Governo, che credo si sia anche trasformato  in  un
  emendamento, che dal 2018 in poi questa posta, che al  momento  era
  messa  solo  ed  esclusivamente  per  salvaguardare  questi  ultimi
  assunti  della Regione, fosse inserita nel bilancio della  Regione.
  Pertanto, il parere della Commissione sull'emendamento è contrario.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  fare  una proposta: considerato il fatto che durante i lavori della
  Commissione sulla finanziaria, sul bilancio di quest'anno,  proprio
  su  questo punto, su questo articolo, ci siamo un po' soffermati ed
  io  ho  detto  in Commissione che l'Agenzia nazionale  per  i  beni
  confiscati  gestisce il patrimonio rinvenuto dalle sottrazioni  che
  si  fanno alla mafia che oggi ha notevoli risorse per potere pagare
  queste  persone.  E  lo  devono  fare  perché  stanno  partecipando
  attivamente a risolvere il problema della Sicilia e non solo.
   Considerato  il  fatto  che  la Sicilia,  in  questo  momento,  ha
  problemi economici gravi e che c'è un  tira e molla' con il Governo
  nazionale,  affinché  si  possa rimediare  e  portare  più  risorse
  possibili  perché  non  ci possiamo fermare e  dobbiamo  investire,
  signor  Presidente e onorevoli colleghi, propongo un subemendamento
  che  preveda  il  pagamento  di questi  lavoratori  utilizzando  le
  risorse  dell'Agenzia dei beni confiscati, alla quale  non  mancano
  risorse.   L'abbiamo  più  volte  dibattuto  anche  in  Commissione
  antimafia. Quindi, la mia proposta è questa.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi l'emendamento
  lo  ritiriamo,  però, è chiaro che qua stiamo  coprendo  un  debito
  fuori bilancio, questo è fuori di discussione, e valuteremo se è il
  caso  di  mandare questi atti all'autorità competente, ovvero  alla
  Corte dei conti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Siracusa, sul  concetto  di  debito  fuori
  bilancio  per  la Regione, ci dobbiamo intendere, perché  i  debiti
  fuori bilancio sono per gli enti locali.

   SIRAGUSA. E' un parente stretto. Ritiro l'emendamento.

   GRECO Giovanni. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. No, onorevole Greco, lei già l'ha ritirato. Non lo può
  fare per Regolamento e neanche per buon senso.

   GRECO  Giovanni. Se il Regolamento mi dice che non lo  posso  fare
  non lo faccio.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  apprezzato
  che  l'onorevole Siragusa abbia ritirato l'emendamento. L'argomento
  dei    debiti   fuori   bilancio   l'ha   risolto   il   Presidente
  dell'Assemblea.
   Inviterei  i  colleghi a valutare bene il voto  su  quest'articolo
  perché,  al di là di tutte le obiezioni, come, per esempio,  quella
  dell'onorevole  Lentini  che auspica un intervento  nazionale,  noi
  siamo  di  fronte ad una scelta che il Parlamento ha già  fatto  di
  dare  corso ad una legge per testimoniare concretamente un sostegno
  a  coloro  che  si  sono  esposti  in  situazioni  particolari  per
  testimoniare contro l'illegalità, contro la mafia.
   Quindi,  sarebbe singolare che il Parlamento dove tutti affermiamo
  di  essere a sostegno della legalità in una terra - diciamo così  -
  martoriata  storicamente da fenomeni illegali che  si  pronunciasse
  contro una norma di questo genere, anche perché - ripeto - siamo in
  presenza di persone che sono state assunte sulla base di una  legge
  che prevede un sostegno concreto a persone che, per la loro scelta,
  sono in condizioni di particolare precarietà anche economica.
   Quindi,  mi  auguro  che, chiariti gli aspetti  del  debito  fuori
  bilancio, l'auspicio dell'onorevole  Lentini, lo condivido, ma  non
  credo   che  si  possa  aspettare  l'intervento  dello  Stato   per
  consentire  a  queste  persone,  che  già  operano  nella   Regione
  Siciliana, di percepire la retribuzione.

   ALONGI. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  condivido l'intervento del collega Panarello, nel senso che  mi  ha
  anticipato,  però,  volevo  integrare, lo  dico  all'assessore  qui
  presente  alle  autonomia  locali ma non soltanto,  agli  assessori
  presenti perché possano assumere un impegno. Io credo che su questo
  tema,  signor  presidente  Ardizzone, noi dovremmo  intestarci  una
  battaglia e lo dobbiamo fare prendendo spunto dal voto che faremo a
  questo  articolato, per intanto, non perché io debba  difendere  il
  ministro   Alfano,  ma  voglio  ricordare  ai  colleghi  che   sono
  intervenuti  che il FUG, Fondo Unico di Giustizia, non dipende  dal
  ministro  degli  interni  ma dipende dal ministro  della  Giustizia
  Orlando,  dove  ci  sono  importanti  risorse  ma  credo  che   sia
  importante pensare e ripensare ad una norma che, fino ad oggi,  non
  è  stata  mai  fatta  e bisogna mettere qui la forza  di  tutto  il
  Parlamento regionale, affinché una percentuale delle somme che sono
  accontonate  presso  il  FUG, il Fondo Unico  di  Giustizia,  possa
  essere  utilizzato nel nostro territorio considerato che  l'80%  di
  quelle  risorse  sono  risorse provenienti da confische  di  questa
  terra.
   Quindi,  io  condivido e ringrazio anche il collega del  Movimento
  Cinque  Stelle che ha ritirato l'emendamento soppressivo,  concordo
  con  il collega Panarello e credo che sia importante intestarci una
  norma,  discutere  su una norma importante, che  possa  rivedere  e
  ripensare   l'utilizzo  del  Fondo  Unico  di  Giustizia.   Questo,
  assessore  Baccei, se lo segni, si prenda questo impegno,  potrebbe
  essere  un'azione  importante che noi facciamo nell'interesse,  non
  solo  dei  siciliani, ma è anche una giustizia  nei  confronti  dei
  siciliani  che  sono  stati depredati da Cosa  Nostra  con  beni  e
  risorse importanti.

   PRESIDENTE.  Vorrei ricordare che, se non erro,  nella  precedente
  legislatura, addirittura, votammo una legge voto, perché comunque è
  una  competenza  nazionale. E' un discorso che dovremmo  riprendere
  come  Parlamento siciliano ed avere la forza, attraverso  i  nostri
  parlamentari nazionali, a difenderlo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevole  colleghi,  assessori,  ha
  fatto bene lei a ricordare che già il Parlamento si era espresso su
  questa   norma  e  penso  sia  giusto  riproporla.  Ma  io   voglio
  intervenire, intanto, per chiarire un po' quello che è il  pensiero
  del Parlamento su questa norma.
   Non  ritengo che in questo Parlamento ci siano deputati  o  gruppi
  politici  contrari a questo tipo di norme. Su questo  non  ci  sono
  dubbi,  c'è  stato  - lo ricordava il Presidente della  Commissione
   Bilancio   - ampia discussione durante le sedute della Commissione
   Bilancio  su questa norma.
   Quello  che, però, non sfugge anche a proposito di questa norma  è
  l'assoluta confusione che regna nel Governo e l'assoluta incapacità
  di  dare  risposte perfino su delle proposte che sono state portate
  avanti e sbandierate dal Governo Crocetta. Cioè, se si lanciano dei
  proclami e poi non si è in grado di dare sostanza ad una norma  che
  avrebbe  dovuto essere caratterizzante del Governo della  legalità,
  traspare,  ancora  una  volta, qualora ce ne fosse  stato  bisogno,
  l'assoluta  confusione  e l'assoluta incapacità,  perché,  lasciamo
  stare  l'aspetto del debito fuori bilancio che, in qualche modo,  è
  stato arginato, presidente Vinciullo, ma di questo si tratta.
   Non  possiamo  non  esimerci dal portare una critica  giusta,  una
  critica  vera. Quindi, due cose: primo, almeno sulle  cose  che  lo
  stesso  Governo  ha  lanciato autonomamente, coma  paradigma  della
  propria  azione, che ci sia la preparazione necessaria e  gli  atti
  consequenziali a supporto di ciò che si annuncia; l'altro  aspetto,
  lo  ha  annunciato lei, Presidente Ardizzone, ritengo che su questo
  tema,  come  sollevato dall'onorevole Alongi,  bisogna  intervenire
  presto  perché queste risorse non possono essere sulle  spalle  del
  nostro già magro bilancio, posto che lo Stato, attraverso il  Fondo
  Unico di Giustizia, ha ingentissime risorse che, giustamente,  come
  rilevava  il  collega  Alongi, per l'80% provengono  dalla  Sicilia
  stessa. Quindi, non abbiamo i soldi da dare ai ciechi, per i comuni
  e  i  servizi  essenziali,  dobbiamo poi, invece,  caricarci  sulle
  spalle  delle spese che, non c'è ombra di dubbio, dovrebbero essere
  a carico del ministero di grazia e giustizia.

   PRESIDENTE.  Comunico  che il Governo ha presentato  l'emendamento
  26.6.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,  vorremmo  che  il  Governo  spiegasse  questo
  emendamento perché in Commissione Bilancio, altro è stato detto.

   FORMICA. La confusione regna sovrana

   PRESIDENTE.  Se  il  Governo ritiene di spiegarlo.  Dalla  lettura
  sembra  che  ci  sia  un  aumento  di  spesa  e  occorre  copertura
  finanziaria nel 2016.

   LANITERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.   Signor  Presidente,  signori  deputati,   l'emendamento
  aggiunge  un'ulteriore somma per il completamento del bacino  delle
  assunzioni.

   FORMICA. Ma quante sono le persone da assumere?

   LANITERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Non  sono  determinati, la somma è 288,  le  persone  da
  assumere non si sa. Non hanno fornito i dati.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sempre
  sull'ottica di quello spirito di collaborazione su temi  importanti
  come  questo, che questa maggioranza e questo Governo non meritano,
  chiedo  di  accantonare questo articolo, perché  su  un  tema  come
  quello  che  stiamo trattando e cioè i testimoni di giustizia,  non
  possiamo permetterci di fare  papocchi'.
   Quindi,  il  26.6,  l'emendamento a firma del Governo,  che  è  un
  emendamento  che ha una sua valenza indubbia, vogliamo  apprezzarlo
  comprendendolo.
   Attenderei  che  l'assessore si confrontasse con  gli  uffici  per
  avere dati certi e poi lo riprenderemo in considerazione.
   Signor  Presidente, se lo ritiene, io allo stato attuale chiederei
  di accantonarlo.

   PRESIDENTE. Cosa dice il Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia, Lo accantoniamo.

   PRESIDENTE. L'emendamento 26.6 è accantonato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Musumeci e Dina.
   L'Assemblea ne prende atto.

   1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27
         Assegnazioni finanziarie ai liberi Consorzi comunali

   1.  Per le finalità dell'articolo 9 della legge regionale 7 maggio
  2015,  n. 9 per l'esercizio finanziario 2018 è autorizzata la spesa
  di  19.150  migliaia di euro (Missione 18 - Programma l -  capitolo
  191302)».

   L'articolo 27 è accantonato.
   Si passa all'articolo 28.

                               «Art. 28
          Finanziamento disposizioni in materia di personale
                               precario

   1.   Le   spese  autorizzate  per  l'esercizio  finanziario   2016
  dall'articolo  30, commi 8 e 10, della legge regionale  28  gennaio
  2014,   n.   5   e   successive  modifiche  ed  integrazioni   sono
  rispettivamente rideterminate in 182.000 migliaia di euro (Missione
  15  -  Programma 3 - capitolo 191310) ed in 6.850 migliaia di  euro
  (Missione 15 - Programma 3 - capitolo 313319).

   2.  Entro  il 30 giugno 2016 ciascun ente territoriale approva  il
  piano  programmatico triennale delle assunzioni di cui all'articolo
  30,  comma  1,  della legge regionale  n. 5/2014,  effettuabili  in
  ciascuno  degli  anni 2016, 2017 e 2018, tenuto conto  degli  spazi
  assunzionali disponibili in ciascuna annualità. Il piano  triennale
  è  trasmesso entro i successivi 15 giorni all'Assessorato regionale
  per le autonomie locali e la funzione pubblica.

   3.  Gli  enti che in presenza di risorse assunzionali e  di  posti
  disponibili in pianta organica non concludono entro il 31  dicembre
  2016  il processo di stabilizzazione ai sensi dell'articolo  4  del
  decreto  legge  31 agosto 2013, n. 101, convertito  in  legge,  con
  modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, legge 30 ottobre 2013,  n.
  125,   con   l'utilizzo   integrale  delle   risorse   assunzionali
  disponibili, sono esclusi dal riparto del Fondo di cui al  comma  7
  dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014, per il  cinquanta
  per  cento del contributo spettante per i soggetti non stabilizzati
  nonostante  gli  spazi  assunzionali per  il  2016.  Dal  2017,  la
  decurtazione  è  effettuata per il cento per cento  del  contributo
  spettante  per  i  soggetti non stabilizzati nonostante  gli  spazi
  assunzionali.

   4.  Le assunzioni disposte ai sensi dell'articolo 4, comma 8,  del
  decreto  legge  31 agosto 2013, n. 101, convertito  in  legge,  con
  modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, legge 30 ottobre 2013,  n.
  125  non  si computano nel limite finanziario fissato dall'articolo
  35,  comma 3 bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165  in
  quanto  rientranti nella disciplina del reclutamento  ordinario  ai
  sensi   dell'articolo  36,  comma  5  bis  del   medesimo   decreto
  legislativo.

   5. Il comma 2 dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014,  è
  sostituito dal seguente:

    2.  Fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, commi 6  e  8
  del   decreto  legge  31  agosto  2013,  n.  101,  convertito,  con
  modificazioni,  dall'articolo 1, comma 1, della  legge  30  ottobre
  2013, n. 125, la riserva di cui al comma 3 bis dell'articolo 35 del
  decreto  legislativo  30 marzo 2001, n. 165, si  applica  anche  ai
  soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 1. .

   6. In sede di riparto del Fondo di cui al comma 7 dell'articolo 30
  della   legge   regionale  n.  5/2014  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,   i   trasferimenti  ai  comuni   beneficiari   della
  disposizione di cui all'articolo 13, comma 4 della legge  regionale
  15  maggio  2013, n. 9 e successive modifiche e integrazioni,  sono
  decurtati  in  misura  corrispondente ai proventi  derivanti  dalla
  medesima disposizione, riferiti all'anno precedente.

   7. In sede di riparto del Fondo di cui al comma 7 dell'articolo 30
  della   legge   regionale  n.  5/2014  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, i trasferimenti ai comuni in dissesto sono  decurtati
  delle somme trasferite nell'anno precedente che siano eventualmente
  risultate   in   misura  superiore  rispetto  all'effettiva   spesa
  sostenuta nel medesimo anno per il personale precario. La  relativa
  quota  risultante  in misura superiore non deve,  pertanto,  essere
  restituita.

   8.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  32,  comma  5,
  della   legge  regionale  n.  5/2014  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  è determinata per ciascuno degli esercizi  finanziari
  2017 e 2018 in 28.000 migliaia di euro da iscriversi in un apposito
  fondo  da assegnare al dipartimento della funzione pubblica  e  del
  personale.  Il  Ragioniere generale è autorizzato ad  apportare  le
  variazioni discendenti dall'applicazione del presente comma.

   9.  Al comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale n. 5/2014 le
  parole  "e fino al 31 dicembre 2016" sono sostituite con le  parole
  "e  fino  al 31 dicembre 2018" e dopo le parole "n. 125/2013"  sono
  aggiunte  le parole "e dell'articolo 1, comma 426, della  legge  23
  dicembre 2014, n. 190, sussistendone i presupposti".

   10.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  30,  comma  5,
  della  legge  regionale  n. 5/2014, è determinata  per  l'esercizio
  finanziario  2016  in  36.362  migliaia  di  euro  (Missione  15  -
  Programma 3 - capitolo 313318).

   11.  L'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 31,  comma  1,
  della   legge  regionale  n.  5/2014  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni è determinata per l'esercizio finanziario 2016 in  312
  migliaia di euro (Missione 15 - Programma 3 - capitolo - 313318).

   12. Al comma 6 dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014  e
  successive  modifiche e integrazioni, sono aggiunte  le  parole  "e
  l'articolo  34,  comma 2 della legge regionale 18 maggio  1996,  n.
  33".

   13.  Per  fare  fronte  alle  necessità  derivanti  dalla  mancata
  erogazione  dei contributi dell'anno 2013 dovuti agli Enti  diversi
  dalle autonomie locali, pubbliche amministrazioni, ivi comprese  le
  aziende pubbliche del Servizio sanitario regionale, la cui istanza,
  presentata,  non è stata regolarizzata nell' anno di competenza,  è
  autorizzato  per  l'esercizio finanziario  2016  la  spesa  di  100
  migliaia  di euro (Missione 15 - Programma 3 - Titolo 1 -  capitolo
  313319). Al relativo onere si provvede mediante riduzione  di  pari
  importo  della spesa autorizzata dall'articolo 30, comma  7,  della
  legge regionale n. 5/2014 (Missione 18 - Programma 1 - Titolo  1  -
  capitolo 191310)».

   Presidente Vinciullo, vuole che lo accantoniamo o andiamo avanti?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo  di  accantonare
  l'articolo 28, anche perché, siccome domani abbiamo l'incontro  con
  i comuni, sarebbe opportuno prima parlare con loro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29
        Finanziamento spesa personale Ente acquedotti siciliani
                            in liquidazione

   1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 1, della
  legge  regionale 11 giugno 2014, n. 13 è determinata, per  ciascuno
  degli  esercizi  2016,  2017  e 2018, in  7.800  migliaia  di  euro
  (Missione l - Programma 3 - capitolo 214107).

   2.  Il  contributo concesso all'Istituto regionale vini e  oli  di
  Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10 è determinato per ciascuno  degli
  esercizi  2016,  2017 e 2018 in 207 migliaia  di  euro,  anche  per
  provvedere  all'assunzione di personale  precario  (Missione  16  -
  Programma 1 - capitolo 147325).

   3.  Il  contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
  delle   attività  produttive  ai  sensi  del  comma   2   quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinata per
  ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 1.107 migliaia di euro
  (Missione 14 - Programma 2 - capitolo 343315).

   4.  Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
  studio  universitario della Sicilia ai sensi del comma 2  quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinato per
  ciascuno degli esercizi 2016, 2017 e 2018 in 2.708 migliaia di euro
  (Missione 4 - Programma 4 - capitolo 373347).

   5. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale 15
  maggio 2015, n. 9, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016,
  l'ulteriore spesa di 130 migliaia di euro (Missione 15 -  Programma
  3 - capitolo 108170)».
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.46, è ripresa alle ore 11.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  L'Assessore  Lantieri  mi  ha  chiesto  di  ritornare
  all'articolo   26,   perché  ha  la  spiegazione   dell'emendamento
  governativo 26.6.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
  del  Governo  26.6,  abbiamo conferma  che  i  288  mila  euro,  da
  aggiungere  per  il triennio 2016-2018, sono per  l'elenco,  che  è
  stato  mandato  dal  Ministero, che ha dato via libera  alle  nuove
  assunzioni,  che  in totale sono nove, i cui nomi  non  si  possono
  conoscere.  C'è  un  elenco presso gli enti locali.  erciò,  questi
  soldi riguardano le nuove assunzioni.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sarei  dell'idea  di
  continuare   ad  accantonare  questo  articolo  ed  attendere   una
  relazione  scritta  degli uffici, anche perché in  commissione  gli
  uffici hanno detto altra cosa.
   Se  ci sono nuove assunzioni da fare, cioè altre nove persone  che
  sono   percettrici  di  diritto,  la  commissione  è  propensa   ad
  approvarlo - s'immagini, di fronte ai diritti nessuno è contrario -
  però,  la dichiarazione di oggi dell'assessore si scontra  con  ciò
  che è stato detto in commissione.
   Ciò  nondimeno, signor Presidente, se lei ritiene che lo  dobbiamo
  votare  la  commissione lo vota. Sarebbe opportuno, però, attendere
  una relazione scritta su questo argomento.

   PRESIDENTE. Siccome già abbiamo iniziato, abbiamo esaminato  tanti
  articoli ma non molti, continuare ad accantonare non serve.
   Il  Governo  ha spiegato. Ognuno può essere convinto o meno  sulla
  richiesta  formulata da un collega parlamentare, nella  fattispecie
  dall'onorevole  Cordaro. Si può votare a  favore  o  contro  ma  la
  spiegazione è stata data direttamente dall'assessore.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Quindi,  si tratta di nove nuovi assunzioni che dovrebbero avvenire
  quando?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Nel  2016,  perché  ho  parlato  direttamente   con   il
  direttore, la dottoressa Giammanco.

   PRESIDENTE.  Quindi,  avendo l'assessore dato  la  spiegazione,  è
  inutile che continuiamo a rinviare.
   C'è  un subemendamento tecnico del Governo: Sostituire il comma  3
  con il seguente:  Il comma 3 dell'articolo 2 . Mi riferisco proprio
  all'emendamento 26.6.
   Pongo in votazione il subemendamento 26.6.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Era un errore materiale nell'indicazione della legge.
   Pongo in votazione l'emendamento 26.6, così come subemendato.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 26.5, che è precluso  dall'approvazione
  del 26.6
   Pongo in votazione l'articolo 26, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Accantoniamo   l'articolo   27   perché   anche   questa   materia
  l'affronteremo con i Comuni e con l'Anci, così come l'articolo 28.
   L'articolo  29,  Assessore, lo possiamo  trattare?   Finanziamento
  spesa personale Ente acquedotti siciliani in liquidazione .
   C'è  un  emendamento sull'articolo 15 e sono collegati, quindi,  è
  accantonato, va approvato prima l'articolo 15.
   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura.

                               «Art. 30
          Acquisizione dei servizi delle società partecipate

   1.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  11,  comma  5,
  della  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche
  ed  integrazioni è determinata, per ciascuno degli esercizi 2017  e
  2018,  in  44.523  migliaia di euro (Missione 1 -  Programma  11  -
  capitolo 212533).

   2.  Al  comma  1 dell'articolo 78 della legge regionale  3  maggio
  2001, n. 6 le parole  si avvale  sono sostituite dalle parole   può
  avvalersi .

   3.  All'articolo 35 della legge regionale 15 maggio 2013, n.  9  è
  aggiunto il seguente comma:

    10  bis.  L'ufficio di cui al comma 1, a decorrere  dall'1  marzo
  2016,   è  posto  alle  dipendenze  dell'assessore  regionale   per
  l'economia. .

   4. Allo scopo di rilanciare lo sviluppo degli interporti siciliani
  per  lo  svolgimento  delle attività e dei  servizi  della  Società
  Interporti   Siciliani   (SIS)   è  autorizzata   per   l'esercizio
  finanziario 2016 la spesa di 500 migliaia di euro».

   All'articolo 30 sono stati presentati emendamenti soppressivi.
   Siamo  passati  all'articolo 30 perché il  29  lo  abbiamo  dovuto
  accantonare  su  richiesta dell'assessore Baccei perché  agganciato
  all'articolo 15 che prevedeva una particolare copertura finanziaria
  collegata con l'articolo 15.0
   Onorevole  Greco, mantiene l'emendamento soppressivo dell'articolo
  30?

   GRECO Giovanni. Lo mantengo.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Quindi, lo mantiene? Va bene.
   Emendamento   30.1,   l'onorevole  Greco  mantiene   l'emendamento
  soppressivo dell'intero articolo ed ha chiesto il voto segreto.
   Verifichiamo i richiedenti sull'emendamento 30.1.

   GRECO Giovanni. Ritiro l'emendamento 30.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Allora,  viene  meno  pure la richiesta di votazione  a  scrutinio
  segreto.
   L'onorevole Cordaro ritira l'emendamento?
   L'onorevole  Greco  ha ritirato l'emendamento soppressivo,  ritira
  anche lei?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Cancelleri, gli emendamenti soppressivi?
   C'è   l'emendamento  dell'onorevole  Cancelleri  che  prevede   la
  soppressione dei commi 2 e 3 dell'articolo 30.
   Onorevole Cancelleri, li mantiene o li ritira?
   Non c'è l'onorevole Cancelleri?
   Onorevole Ciaccio?

   CIACCIO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. E' mantenuto.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Scusate, per evitare confusione, il primo emendamento
  presentato - onorevole Cracolici però mi segua altrimenti  facciamo
  confusione -  dell'onorevole Cancelleri prevede la soppressione dei
  commi 2 e 3.
   Quindi,  li stiamo votando assieme per la soppressione, altrimenti
  accantoniamo questo e cominciamo a votare singolarmente  i  singoli
  commi.  Però,  lo  deve  dire  il Governo.  L'emendamento  a  firma
  Cancelleri prevede la soppressione dei commi 2 e 3.

   BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'Economia. Signor Presidente, io farei  una
  distinzione in questo articolo perché il comma 1 e il comma 4  sono
  i   soldi  previsti  dal  contratto  di  servizio  con  le  società
  partecipate. Se non diamo i soldi vuol dire che non possiamo pagare
  gli  stipendi al personale delle società partecipate,  per  cui  su
  questo non vedo motivo di sopprimere

   PRESIDENTE.   Allora   li   votiamo   singolarmente.   Si    passa
  all'emendamento 30.3 a firma dell'onorevole Greco Giovanni  che  lo
  mantiene.  E' prevista la soppressione solo del comma 2. Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Mi rimetto all'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Verifichiamo i richiedenti.
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 30.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 30.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti   56
   Maggioranza          29
   Favorevoli           19
   Contrari             37
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti  30.9,  30,16, 30.12, 30.18,  30.19,  30.21  sono
  assorbiti. Si passa all'emendamento 30.4 a firma degli onorevoli Di
  Mauro ed altri,  soppressione del comma 3 .

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.
   E' stato presentato un emendamento soppressivo del comma 3 a firma
  del Governo. Il Governo l'ha presentato e deve dire se lo ritira  o
  lo mantiene.

   BACCEI, assessore  per l'Economia. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Lo   pongo   in   votazione.   Chi   è    favorevole
  all'emendamento del Governo 30.17 soppressivo del comma 3 si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 30.22; sostituire le parole  assessorato
  all'economia  con le parole  assessorato alla Presidenza .
   Onorevole Di Mauro mantiene l'emendamento 30.22?

   DI MAURO. Lo mantengo.
   SAMMARTINO. E' precluso.

   PRESIDENTE.  Che  c'entra   Lo  abbiamo  mantenuto  quindi  non  è
  precluso.  E'  in essere il comma 3. Se non l'abbiamo soppresso  si
  può intervenire sul comma 3.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Mi  si rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Mi rimetto all'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 30.22

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 30.22
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti   57
   Maggioranza          29
   Favorevoli           14
   Contrari             43
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 30.5.  Onorevole Di Mauro  mantiene  le
  parole  soppressione comma 4 ?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Clemente lo mantiene?

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole Siracusa lo mantiene?

   SIRACUSA. Lo ritiro.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato un
  emendamento  aggiuntivo  all'articolo 30, anche perché qui  bisogna
  fare  chiarezza,  assessore Baccei dovremmo fare chiarezza  su  che
  cosa  si  vuole  fare quali società strategiche  della  Regione  si
  vogliono  salvare.
   Non  ho visto in nessun articolo una proposta da parte del Governo
  che   riguardassero   sviluppo  Italia-Sicilia .  Siccome   è   una
  partecipata  interamente  della  Regione   e  svolge  una  funzione
  strategica ma non solo come missioni, ieri, avantieri il Governo  e
  l'ho  detto quando ho parlato sull'ordine dei lavori, che  tutti  i
  siciliani  lo  sappiano che io sa per cosa parlo? Non  perché  sono
  dipendenti, non li conosco ma perché so il ruolo
   che  ha svolto  sviluppo Italia-Sicilia  a sostegno delle imprese,
  le  parlo da sindaco e da rappresentante del territorio, sostenendo
  soprattutto   l'intrapresa  giovanile.  Oggi  volere  svuotare   ed
  affidare   proprio  l'asistenza  tecnica  di  garanzia  giovani   a
   Invitalia   quando in Sicilia c'è Sviluppo Italia dove  lavora  78
  dipendenti  siciliani, ma questo Governo le commesse le  deve  dare
  tutte  a  Roma?   Noi dobbiamo  pagare con i soldi  destinati  alla
  Sicilia  i  dipendenti  dello stato che già hanno, i dipendenti  di
  Invitalia  che  già  ha, l'assistenza tecnica dei  ministeri  e  di
  tutto?
   Mi  dispiace che l'Aula, che il Parlamento, di fronte a questo non
  si indigna. Presidente, a me il Governo deve spiegare perché questo
  emendamento  aggiuntivo non c'è stato e glielo  dovete  spiegare  a
  quei 78 lavoratori che ieri vi hanno mandato una lettera. Assessore
  Barbagallo lei è siciliano come me, Assessore Barbagallo lei  è  un
  sindaco come me, Assessore Barbagallo, Assessore Lantieri, ma  dove
  state?
   Voi   siete   deputati  non  siete  tecnici.  Carissimo  Assessore
  Gucciardi vale pure per lei. Dobbiamo capire perché questa  società
  deve chiudere e che fine faranno i 78 dipendenti e per quale motivo
  gli avete affidato Garanzia Giovani a Invitalia Sicilia e perché di
  Sviluppo Italia non si parla.
   L'anno scorso noi chiedevamo che venisse inglobata all'IRFIS e lei
  caro Assessore ha detto no. Un mese fa le ho chiesto,  che cosa  si
  farà con Sviluppo Italia?'. Bisogna rilanciarla. Bene io chiedo che
  questo  emendamento siccome è attinente al testo venga prelevato  e
  che lei, caro Presidente, lo metta in votazione.

   PRESIDENTE.   Scusate,  a  me  non  risulta  questo   emendamento.
  Cortesemente onorevole Grasso, se me lo fa avere.

   LACCOTO. Chiedi di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Presidente,  fra  le  norme  stralciate  inviate   alle
  Commissioni  di  merito, mi segue un attimo Presidente,  perfavore.
  Presidente Ardizzone e Assessori, abbiamo noi approvato  una  norma
  che  dà nuove competenze a Sviluppo Sicilia per dare la possibilità
  dell'esistenza  di Sviluppo Sicilia. Tale norma è  stato  approvata
  avantieri  nella  Commissione  di  merito  per  far  si  che  possa
  ritornare  nel  testo. Quindi, io queste preoccupazioni,  Assessore
  lei  ci  dia  conferma, non le vedo se quella norma che  era  stata
  stralciata  perché mancava il parere della Commissione  di  merito.
  No,  l'abbiamo  già  fatto, l'abbiamo riportata in  Commissione  di
  merito  e rinviata al Presidente dell'Assemblea. Quindi, credo  che
  nelle   norme   successive  vi  sia  questa  norma   per   cui   le
  preoccupazioni possono esserci.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  già  l'ha  detta  l'onorevole  Laccoto  la
  questione relativa agli emendamenti aggiuntivi.
   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Assessore Baccei mi ascolti  che  lei  sa  che
  quando  poi  mi muovo poi creo problemi. Si ricorderà  lei  qualche
  cosina  in  questo  ultimo periodo. Tema Sviluppo  Italia  Sicilia.
  Assessore,  evitiamo di fare interventi politici.  Lei  conosce  le
  professionalità che sono all'interno di Sviluppo Italia Sicilia. Ma
  veramente,  con una riflessione in piena coscienza, ma ci  sentiamo
  di buttare a mare un patrimonio umano di questo livello?
   Collega  Sammartino non distragga l'Assessore, già lo  distrae  il
  Presidente  della  Regione  continuamente,  lui  vuole  risanare  e
  Crocetta  invece  si  vuole  muovere in  controtendenza.  Assessore
  Baccei,  un  colpo  di  reni, un colpo di  genio,  un  sussulto  di
  responsabilità, prenda la parola e garantisca al Parlamento che lei
  è  disponibile a trasferire commesse, ossigeno, perché  lì  c'è  la
  competenza  per  potere  portare avanti la  nostra  strategia,  per
  rilanciare la Regione.
   Forse ce n'è carrozzoni ma non è Sviluppo Italia Sicilia e lei  lo
  sa Assessore. Per cui noi riteniamo che lei abbia tutte le capacità
  e  forse anche la piena volontà di potere prendere la parola e dare
  un impegno concreto a queste risorse umane.
   Quindi  là non c'è una battaglia di un singolo gruppo parlamentare
  ma  di una società che per quanto mi riguarda io ritengo strategica
  per il rilancio della Sicilia.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io avevo
  presentato  un emendamento modificativo all'articolo 30 per  quanto
  riguarda Sviluppo Italia.
   Ricordo  a tutti in quest'Aula che l'anno scorso abbiamo  inserito
  una norma in finanziaria che obbligava gli assessorati regionali  a
  rivolgersi a Sviluppo Italia per determinate attività.
   Di  fatto,  a  quanto sembra, questo non è successo, anche  perché
  sappiamo  con certezza che l'Assessorato al lavoro si è  rivolto  a
  Invitalia per fare delle attività che Sviluppo Italia può fare.
   Signor  Presidente,  le consegno il mio emendamento,  modificativo
  dell'articolo   30,  che  non  è  inserito  nel   fascicolo   degli
  emendamenti e quindi chiedo se è possibile di inserirlo. Rispetto a
  ciò  che abbiamo fatto l'anno scorso: abbiamo dato un milione e 200
  mila  euro  a  Sviluppo Italia, se è possibile  considerare  questo
  milione  e  200  mila  euro  a  fondo  perduto  per  le  spese   di
  funzionamento,  quindi non c'è ulteriore impegno di spesa  rispetto
  all'emendamento da me presentato.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  io
  ritengo che l'esposizione fatta dall'onorevole Di Giacinto e  prima
  ancora da altri colleghi vada ripresa nel senso che, in attesa  che
  il   Governo  vari  una  riforma  definitiva  e  complessiva  sulle
  partecipate  e  quindi porti a compimento  una sua  strategia,  non
  inserire  in  questo articolo l'emendamento che  riguarda  Sviluppo
  Italia  è  un  errore, perché rischiamo di avere  una  società  che
  continuerà  a restare sul groppone della Regione senza  funzioni  e
  senza i soldi che l'anno scorso erano stati appostati nel bilancio.
   Per  cui  sarebbe opportuno, signor Presidente, che lei valutasse,
  assieme   agli   uffici,  l'inserimento   di   questa   norma   che
  apparentemente è aggiuntiva ma in realtà è connessa esattamente con
  il  testo, aggiungendo solo una cosa: che noi ad oggi, mi pare, che
  non  abbiamo  le strutture per avviare e anticipare, possibilmente,
  la  nuova programmazione che dovrà presumibilmente vederci di nuovo
  alla  ricerca  alla  fine  di  progetti  sponda  ma  di  anticipare
  l'utilizzo di queste risorse.
   Signor  Presidente, la mia sommessa sollecitazione è di verificare
  che   l'emendamento  che  riguarda  Sviluppo  Italia  possa  essere
  trattato congiuntamente con l'articolo.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ogni  tanto
  rimango  allibito  dall'uso pensare, di  una  distrazione,  da  uno
  strabismo  di  un Governo regionale - perdonatemi  -  o  di  chi  è
  preposto  a  garantire non 80-87 lavoratori che io dico  con  molta
  schiettezza:   a  me che la mamma Regione garantisce  i  lavoratori
  tanto  per garantire non mi piace, a me piace la mamma Regione  che
  garantisce professionalità acquisita nei decenni.
   Devo  dirvi  con  molta schiettezza e con grande  correttezza  che
  Sviluppo  Italia in questo ultimo ventennio, decennio ha dimostrato
  una  grande, grande professionalità; sono cresciute, sono  state  a
  fianco  delle piccole e medie imprese e, caro Assessore Baccei,  io
  le  parlo  con estrema franchezza: o il Governo decide  adesso,  in
  velocità,  un  sostegno vero e faccia in modo  che  possano  essere
  assegnate commesse a i lavoratori di Sviluppo Italia o io da questo
  minuto scendo dallo scranno e dirò che voglio dare il mio voto,  in
  quest'Aula.
   Non  è  una minaccia è perché sono talmente convinto e consapevole
  che  Sviluppo  Italia non può morire tagliandogli  completamente  o
  chiudendo i rubinetti a intelligenza e professionalità nei quali si
  sono  dimostrati forti in questi anni, perché se questo non avviene
  veramente vuol dire che siamo alla catastrofe.
   Non  è  ammissibile, non è comprensibile, non comprendo il  motivo
  politico di scelta di questo Governo a tagliare e a mandare a casa,
  a mettere nel dimenticatoio 87 lavoratori.
   Se  accade questo ripenserò al mio modo di agire in Aula da domani
  mattina o al termine della votazione più tardi.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  possiamo
  ritornare sempre alle stesse cose.
   Praticamente  noi la volta scorsa, l'anno scorso, abbiamo  deciso,
  in  tanti deputati, di lasciare in vita  Sviluppo Italia .  Abbiamo
  inserito,  con  forzature,  1milione e  200mila  euro  affinché  si
  potesse   portare  avanti  questa  benedetta  professionalità.   Il
  problema  che  nasce  oggi è quello che noi intanto  immediatamente
  dobbiamo  mettere  in  discussione  questo  emendamento,  anche  se
  aggiuntivo,  ma  portarlo  avanti  affinché  non  si  perda  questa
  professionalità, considerato il fatto che ormai tanti dei dirigenti
  e del personale della Regione anche non dirigenziale, ha presentato
  domanda per andare in pensione.
   Noi abbiamo bisogno di personale qualificato che possa sicuramente
  metterci  nelle  condizioni  e  mettere  nelle  condizioni   questa
  benedetta  Isola di avere personale professionale e portare  avanti
  tutte quelle che sono le problematiche di questa Terra.
   Vedete,  è come quando una famiglia si trova in grosse difficoltà,
  e la prima cosa che pensa, forse non lo sapete, ma esiste il  Monte
  dei  pegni . Quando una persona è in grosse difficoltà va al  Monte
  dei  pegni. Cosa va a vendere? Le cose personali, le cose che hanno
  un valore, ad esempio i gioielli, l'oro, i brillanti, ecc. ecc.
   Se  noi  vendiamo, le famiglie che vendono difficilmente  vanno  a
  ricomperare il gioiello che hanno venduto per bisogno.
   Oggi  noi  se  vendiamo per bisogno, ed è l'errore più  grave  che
  possa   fare  l'Amministrazione  regionale,  noi  sicuramente   non
  arriveremo  mai a un fatto importante, quello che questo personale,
  dopo  tanti  anni,  ha  acquisito  professionalità.  Oggi  dobbiamo
  tenerceli cari e metterli in qualsiasi posto, in qualsiasi  società
  partecipata, perché queste persone non possono sicuramente rimanere
  fuori dall'Amministrazione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Assessore Baccei, la convenzione fatta  con   Invitalia?
  riguardava un momento di transizione fatta dai tecnici, l'Assessore
  pro  tempore  Caruso  ha fatto questa transazione.  Noi  siamo  per
   Sviluppo  Sicilia , perché in questi anni ha dimostrato di  sapere
  sostenere e aiutare le piccole e medie imprese, ed è un aspetto  di
  aiuto e sostegno a chi oggi produce. L'altro aspetto riguarda 70/80
  posti di lavoro che sono posti di lavoro ma sono anche famiglie.
   In  questo  momento  di  grandi riforme  noi  riteniamo  che  vada
  salvaguardato  il  patrimonio   e  l'investimento  che  la  Regione
  siciliana ha fatto nel formare questi elementi, questi soggetti che
  hanno  sostenuto  lo  sviluppo  in questa  nostra  Terra,  per  cui
  l'invito dell'UDC stamattina, qui, è di salvare  Sviluppo Sicilia ,
  chiudendo  la convenzione con  Sviluppo Italia , mi pare  una  cosa
  onesta e leale nei confronti della nostra Terra.
   Possiamo  anche  stralciare tutti gli  articoli  che  vogliamo  di
  questa  finanziaria,  ma ci corre l'obbligo  di  ricordarci  che  i
  liberi  consorzi  comunali, ieri province regionali,  non  hanno  i
  fondi  per  portare  avanti  i  servizi  essenziali,  e  parlo   di
  assistenza igienico-sanitaria nelle scuole superiori.
   Se  tutto  questo non vuole riguardarci, facciamo altre cose,  non
  facciamo politica, per cui gradirei stamattina, anziché stralciare,
  che  il  Governo prenda posizione e ci dica chiaramente cosa  vuole
  fare in questo contesto così difficile.

   PRESIDENTE.  Sono  stati  introdotti  argomenti  Sviluppo  Italia,
  Invitalia,  tutto quello che vogliamo, però sono tutti  emendamenti
  aggiuntivi e proceduralmente non ci siamo.
   L'onorevole  Grasso diceva di avere presentato un  emendamento  ma
  nel  gruppo  degli  aggiuntivi, non lo posso  inserire  nell'ambito
  dell'articolo 30.

   RAGUSA. Lo fa il Governo?

   PRESIDENTE.  No,  neanche  se  lo  fa  il  Governo.  Seguiamo  una
  procedura corretta. Stanno arrivando emendamenti di tutti i colori,
  non  posso  dire ad alcuni sì e ad altri no. Seguiamo  un  percorso
  coerente. Capisco che c'è una condivisione su questo

   GRASSO.  L'avevo  presentato.  E'  andato  a  finire  tra   quelli
  aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  E' un emendamento aggiuntivo questo, non c'entra  con
  l'articolo   30.   Lei  correttamente  l'ha  presentato   tra   gli
  aggiuntivi.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, poco fa ha dichiarato inammissibile un
  mio emendamento che era aggiuntivo ma che avevo presentato anche io
  e  che  non  trovo  fra  gli  emendamenti che  riguardavano  questo
  articolo  e  che  era  un articolo di buon senso,  cioè  quello  di
  chiedere alle società partecipate di presentare ogni anno,  sia  il
  piano  industriale e anche il fabbisogno del personale.  Così  come
  richiesto  dalla legge che abbiamo approvato, però mi  rendo  conto
  che se c'è una regola che vale per tutti gli altri emendamenti,  le
  chiedo  questi emendamenti aggiuntivi verranno poi discussi o  sono
  eliminati definitivamente?

   PRESIDENTE.    Onorevole   Rinaldi,   peraltro    era    collegato
  all'emendamento   3.22   che   già   era   stato   bocciato.   Però
  realisticamente  dicevamo con gli uffici che è  un  emendamento  di
  buon  senso.  Se  c'è un'armonia di carattere generale  si  possono
  recuperare  negli aggiuntivi, non significa che se noi  recuperiamo
  questo  entrano in gioco altri millecinquecento aggiuntivi.  Ne  io
  vorrei in questo momento forzare la procedura per poi dire è  stato
  ammesso per quello non andiamo ??? Questo è il punto.

   RINALDI. Assolutamente, se lei lo ritiene opportuno o se  c'è  una
  condivisione  su  alcuni  emendamenti  la  prego  di  portarlo   in
  votazione.

   PRESIDENTE.  Ma  io  penso  di  sì,  lo  rinviamo  successivamente
  considerato  che  un dibattito c'è stato, c'è una  condivisione  di
  massima.  Però non inserirlo in questo contesto, perché comunque  è
  una forzatura regolamentare.

   RINALDI.  Volevo  chiedere  all'assessore  Baccei,  rispetto  alla
  società  Sviluppo Sicilia, questa società l'abbiamo  acquistata  da
  InItalia  e se non ricordo male credo circa 10 milioni. Adesso  non
  mantenerla  in  vita  non ne comprendo il motivo.  Acquistiamo  una
  società per fornire dei servizi alla Regione Siciliana con i  soldi
  dei siciliani e adesso non la manteniamo in vita?
   C'è un motivo, Assessore?

   PRESIDENTE.   Assessore,  farei  concludere  gli  interventi   con
  l'onorevole Formica e poi interviene lei.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  una
  considerazione prima e un suggerimento poi, se può in qualche  modo
  contribuire uscire dai problemi che lei giustamente ha sollevato.
   La  considerazione  è  la seguente, signor  Presidente.  Siamo  la
  Regione dei paradossi, cioè quella regione che ha decine di milioni
  per gli ex Pip, centinaia di milioni per tutti i precari in maniera
  aspecifica e spesso e volentieri senza premiare una professionalità
  specifica,  siamo  la  Regione che più di ogni  altra  necessita  o
  necessiterebbe  con  urgenza di supporti tecnici  adeguati  proprio
  perché  perdiamo molto spesso i finanziamenti perché non  siamo  in
  grado  di  approvare dal punto di vista tecnico  e  supportare  dal
  punto di vista tecnico i progetti presentati.
   Nel  momento in cui abbiamo una società che abbiamo acquisito  che
  ha  dimostrato  nel  tempo di essere in grado di assicurare  questo
  supporto tecnico che, badate bene, riguarda soprattutto, le persone
  più deboli, cioè i giovani che presentano piccoli progetti, i nuovi
  imprenditori,  di  fatto dei soggetti, delle microimprese  che  non
  hanno  spesso  e volentieri la possibilità di rivolgersi  a  grandi
  studi  tecnici e che hanno trovato, nel corso degli anni, in questa
  società  un  supporto  necessario che ha consentito  a  costoro  di
  portare  a  buon fine i progetti. Ed, allora, siccome  ritengo  che
  anche  lei, Presidente, si rende conto di questa necessità  un'idea
  potrebbe  essere quella, per evitare che poi tutti gli  emendamenti
  entrano  in  Aula così, se dà mandato alla Commissione Bilancio  di
  esaminare in maniera specifica questo emendamento sarebbe,  secondo
  me,  una soluzione per consentire questa norma di buon senso  senza
  allargare  o  stravolgere il regolamento.  Quindi  io  ritengo  che
  questa potrebbe essere una soluzione adeguata, Presidente.

   BACCEI. Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI.  Assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati.  Non è che da parte del Governo, come possiate immaginare
  ci  siano  una forma di accanimento verso Sviluppo Italia  Sicilia.
  Come ben sapete ci sono delle regole precise e, fortunatamente, c'è
  la  Corte  dei  Conti che vigila su queste regole e sapete  che  le
  società non si possono ricapitalizzare, non si può fare. Se  l'anno
  scorso  quel  contributo gli è stato dato, quella somma  era  stata
  data, come anticipazione da soci è perché il ragioniere ha valutato
  che  era  l'unica  forma  possibile per  dargli  quei  soldi  senza
  incorrere  in Corte dei Conti o, comunque, andare contro la  legge.
  Quindi  quella era la modalità con cui si potevano dare quei soldi.
  Non  è  che  uno può decidere, anche se vuole, di dare  1,2,  3,  5
  milioni   di   ricapitalizzazione,  il  pagamento   in   spese   di
  funzionamento,  cioè un codice civile che regola  il  funzionamento
  delle  società ed a quello bisogna stare. Per cui bisogna  muoversi
  in quell'ambito. Sì, può studiare la Commissione bilancio ma sempre
  deve tener conto di quello che dice il Codice civile.

   GRASSO. Non è così

   BACCEI. Assessore per l'economia. Non è così, se si può fare  sono
  il primo a farlo, ben volentieri. Secondo l'anno scorso avevamo una
  legge  per  dare  le commesse prioritariamente a  Sviluppo  Italia-
  Sicilia.

   GRASSO. L'Interporto è in perdita o no?

   BACCEI.   Assessore  per  l'economia.  L'Interporto   no   va   in
  liquidazione,  chi  ha  detto che Interporto  va  in  liquidazione,
  onorevole  Grasso? Ma chi l'ha detto? Chi l'ha  detto?  Non  va  in
  liquidazione.  La maniera è dargli delle commesse, io personalmente
  ho  chiamato  assessori  e direttori per far  dare  le  commesse  a
  Sviluppo Italia-Sicilia e l'economia ha dato le commesse a Sviluppo
  Italia-Sicilia.  Ora  c'è chi le dà e c'è  non  le  dà,  quindi  io
  capisco  che  io  vi  rivolgiate tutti a me perché  ormai  sono  il
  cattivo  della  situazione  però,  secondo  me,  se  è  stata  data
  veramente   una   commessa  a  Invitalia  bisogna   capire   perché
  l'assessore ed il direttore hanno dato la commessa a Invitalia,  io
  non so se sia vero, chi l'abbia data ed in che tempi però su questo
  bisogna capire le motivazioni visto che l'anno scorso il parlamento
  aveva  approvato una legge. Ora bisogna parlare con le autorità  di
  gestione per far dare le commesse.
   Io,  ad  esempio, ho parlato con il direttore Falgares, per quanto
  riguarda il Fesr, lui ha parlato con Sviluppo Italia-Sicilia e loro
  preferiscono  essere organismo intermedio anziché fare l'assistenza
  tecnica ed in quella direzione si sta andando. Sul Psr, poi qui c'è
  l'assessore  Cracolici  che può essere più  preciso  di  me,  si  è
  risolta  la  situazione del passato per la quale  Sviluppo  Italia-
  Sicilia  no  poteva essere pagata per il lavoro  che  aveva  fatto,
  l'abbiamo  risolto.  Il  risolvere  questa  situazione  ci  da   la
  possibilità  di  pagargli le commesse, di dargli  le  commesse  sul
  futuro e così via.
   Però  se  poi  trovate altre maniere per dare i soldi  a  Sviluppo
  Italia-Sicilia le vediamo. Dal mio punto di vista la cosa  migliore
  è  dargli  le commesse riconoscendo le professionalità e  spingendo
  sugli  assessori, come anche il Presidente della Regione ha  fatto,
  per  primo se li è chiamati sia assessori che direttori dicendo  di
  dare le commesse a Sviluppo Italia-Sicilia. Questa secondo me è  la
  strada,   io   strade  di  dare  soldi  per  il   funzionamento   e
  ricapitalizzazione, francamente, non la ritengo possibile perché la
  Corte  dei Conti non la ritiene possibile. Io sono il primo a  dire
  che  ho sbagliato a dare le commesse agli altri se non si danno per
  primo a Sviluppo Italia-Sicilia. Ma non gliel'ho dato io, onorevole
  Grasso  Che ci posso fare
   Più che telefonare agli assessori e ai direttori e dire di darli a
  Sviluppo Italia-Sicilia io non so cosa ci posso fare. Ho capito che
  mi fa vedere il messaggio, ma gliel'ho data io?

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, per cortesia

   BACCEI, Assessore per l'economia   Io non so cosa ci posso fare
   Ripeto, c'è una legge dell'anno scorso che va fatta rispettare con
  gli   Assessori  e  con  i  direttori,  sentendo   Sviluppo  Italia
  Sicilia .  Laddove si trovano delle cose anomale andremo  a  vedere
  perché  sono state fatte, magari c'è una motivazione oppure no.  Io
  non  lo  so,  non  l'ho data io, è stata data dall'Assessorato  del
  lavoro,  probabilmente, essendo  Garanzia giovani .  Non  so  se  è
  stato prima l'assessore Caruso.
   Bisogna  capire,  con gli Assessori ed i direttori,  perché  si  è
  scelto di andare da Invitalia anziché da  Sviluppo Italia Sicilia ,
  visto che c'era una legge.

   PRESIDENTE.    Questo   discorso   appartiene   agli   emendamenti
  aggiuntivi.  L'onorevole  Formica aveva  fatto  una  proposta,  che
  accolgo  parzialmente, nel senso che è già un  discorso  che  si  è
  sviluppato,   successivamente  tra  gli  aggiuntivi   ne   verranno
  estrapolati  alcuni, se è opportuno, visto che si è  sviluppato  il
  dibattito  e lo porteremo avanti. Chiaramente deve fare sintesi  la
  Commissione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io,  avendo  già
  ascoltato  l'intervento di tanti colleghi  a  favore  di   Sviluppo
  Italia  Sicilia , non volevo intervenire perché è  troppo  evidente
  che  condivido il tema ed anche il merito delle argomentazioni  che
  sono state utilizzate. Però, Presidente Ardizzone, mi dispiace  che
  non  ci  sia il Governatore Crocetta ed allora mi rivolgo,  per  il
  merito, all'assessore Baccei.
   Io  ho  un timore che, man mano che andiamo avanti nell'affrontare
  questa  finanziaria, diventa sempre più una certezza e  vorrei  che
  questo  timore  o  questa  quasi certezza  mi  venisse  fugata  dal
  Presidente  della Regione. Io temo, onorevoli colleghi, che  questa
  finanziaria si stia facendo non per fare cose buone, ma per  andare
  in  odio  o  per  andare  contro una volta ad  Ingroia  e,  quindi,
  all'articolo  30  stabiliamo  che  ci  si  può  avvalere,   diventa
  potenziale  l'ipotesi di avvalersi dei dipendenti di  Sicilia  e  -
  Servizi,  per cui dobbiamo andare in odio ad Ingroia e gli facciamo
  questa mala parte.
   Poi,  non  ci  piace  la dottoressa Volpe,  che  è  Presidente  di
  SSviluppo  Italia Sicilia , e, quindi, dobbiamo,  a  questo  punto,
  ammazzare  Sviluppo Italia Sicilia .
   Dopodiché  cercheremo di capire qual è il percorso  e  qual  è  la
  prossima società partecipata che dovremo prendere in considerazione
  perché,  magari,  ci sarà qualcuno più o meno  amico,  più  o  meno
  vicino.
   Presidente  Ardizzone,  non può essere  questo  lo  spirito  della
  finanziaria perché l'assessore Baccei ci ha dimostrato, nell'ultimo
  anno,  che, quando l'Assessorato dell'economia ha voluto  mantenere
  un  punto  lo  ha mantenuto, non ci può venire a dire che  lei   ha
  cercato  di mandare commesse a  Sviluppo Italia Sicilia ,  c'è  chi
  ha  risposto  e  chi no. Perché, in questo ultimo  anno,  sotto  il
  profilo strategico ed in considerazione delle condizioni economiche
  della Regione siciliana, secondo me in buona parte anche a ragione,
  chi  ha mosso le pedine e chi ha mosso i pupi è stato l'Assessorato
  dell'economia.
   Se  la  strategia del Governo è quella di mandare a casa tutto  il
  personale  e  di  fare - come si dice a Palermo  -   scopa  nuova ,
  perché   magari  c'è  gente  più  brava,  anche  sotto  il  profilo
  gestionale,  sotto  il  profilo dell'idea  di  sviluppo  di  questa
  Regione,  diversa e migliore rispetto a chi c'è  per  ora,  noi  ne
  prendiamo  atto.  Però, le ultime due votazioni  e  le  ultime  due
  interpretazioni  di  voto  mi  portano  ad  essere  particolarmente
  preoccupato.
   Vi  invito,  dunque, ad addurre ragioni politiche  o  di  Governo,
  perché quelle che sono state addotte su Sicilia e -Servizi prima  e
  su Sviluppo Italia Sicilia dopo non mi hanno convinto.
   Mi auguro di sbagliarmi, ma temo di essere nel giusto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'emendamento  che  è stato presentato debba trovare  accoglimento,
  perché la ricapitalizzazione di altre società è stata testé votata,
  quindi il richiamo alle norme del Codice civile, vale per tutte  le
  partecipate  della  Regione e invito l'Assessore  a  verificare  se
  abbiamo   approvato  Interport  Sicilia  e  se  Interport   Sicilia
  all'emendamento  che riguardava,  è una società  partecipata  e  in
  perdita ed è stata ricapitalizzata.
   Aggiungo  un'altra cosa; questo vale per Sicilia  e  -Servizi.  Il
  comma  2 dice che può avvalersi di Sicilia e -Servizi, mi auguro  e
  auspico  che  questo  può  avvalersi  di  Sicilia  e  -Servizi  non
  significhi un'altra strategia, per dire che anche in questo caso ci
  avvaliamo di società che vengono da Roma o da Firenze.
   PRESIDENTE.  Questo  emendamento, insieme a quello  dell'onorevole
  Rinaldi,   viene   trasmesso  alla  Commissione,   perché   vengono
  estrapolati dal gruppo degli aggiuntivi per farne un corpo unico  e
  approvarli  a  seguire tra gli emendamenti aggiuntivi,  quindi  già
  sono  ammissibili  tra questi, avendo già svolto il  dibattito;  ci
  sarà modo per svilupparli.

   ALONGI. Ci sono pure due emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. Va bene sono tra quelli aggiuntivi.
   Questa   materia  verrà  trattata  in  uno  tra  gli   emendamenti
  aggiuntivi.
   Prima  di passare alla votazione intera dell'articolo, abbiamo  un
  emendamento  tecnico presentato dalla Commissione che coordina  fra
  la  legge  che stiamo votando e la legge precedente. Ne do lettura:
   nell'ambito  delle autonomie locali e della funzione pubblica',  è
  soppressa,  per coordinarla con la parola  assessore regionale  per
  l'economia .
   Pongo  in votazione l'emendamento 30.23 della Commissione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 30, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Marineo-Bolognetta

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto comprensivo
                          Marineo-Bolognetta

   PRESIDENTE.   Porgo   un   saluto  agli   studenti   dell'Istituto
  comprensivo  Marineo-Bolognetta che  ci  danno  l'onore  di  essere
  presenti  in  quest'Aula  che, peraltro  è  abbastanza  frequentata
  quanto si svolge il disegno di legge sulla finanziaria e spero  che
  i  lavori  dell'Aula,  almeno come si stanno  svolgendo  in  questo
  frangente, possano essere d'esempio per la futura classe dirigente.

   1132/A e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Riprende il seguito della discussione dei  disegni di legge n.
                       1132/A e nn. 1133-1155/A

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare..

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ero
  intervenuto   prima  perché  non   pensavo  che   gli   emendamenti
  aggiuntivi  fossero  stati  trattati con particolare  interesse  se
  chiamati da questo pulpito.
   Colgo  l'opportunità  per  ricordare  agli  Uffici  che  tra   gli
  aggiuntivi che si occuperanno di Società partecipate c'è  anche  un
  mio  emendamento che si occupa di personale licenziato  da  società
  partecipate  che sono state messe in liquidazione. Parliamo  di  20
  persone in Sicilia che sono state licenziate al seguito della messa
  in liquidazione da alcune società partecipate tra cui Ciem, Cerisdi
  e altre tre che non ricordo. Faccio quindi presente alla Presidenza
  che  esiste  questo  mio  emendamento e quindi  la  possibilità  di
  trattarlo  tra  gli  aggiuntivi  qualora  venissero  estrapolati  e
  mandati in Commissione di merito.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della Commissione  le
  vorrei  ricordare  che ci sono anche una serie di  emendamenti  sul
  Cerisdi,  se possono essere anche quelli messi insieme  agli  altri
  anche perché abbiamo questo problema poi.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                               «Art. 31
        Disposizioni finanziarie per l'Agenzia regionale per la
                       protezione dell'Ambiente

   1.  Ai  sensi  del comma 3 dell'articolo 58 della legge  regionale
  2015,  n. 9 l'assegnazione di cui al comma 9 dell'articolo 90 della
  legge  regionale 3 maggio 2001, n. 6, è determinata per l'esercizio
  finanziario  2016  e  2017  in 2.900  migliaia  di  euro  per  anno
  (Missione 9 - Programma 8 - capitolo 443308)».

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  l'articolo è condiviso dal mio Gruppo parlamentare, tra  l'altro  è
  stato  approvato  un emendamento, in Commissione  Bilancio ,  sulla
  riqualificazione  dell'Arpa. Solo per ricordare  che  ci  sono  due
  aggiuntivi  che  sono condivisi anche dal Governo  e,  quindi,  non
  chiedo  che vengano trattati adesso, aspetterò che vengano trattati
  nelle sedi opportuno e sono due emendamenti relativi, appunto, alla
  qualificazione  giuridica  dell'Arpa  che,  poi,  mi  riserverò  di
  trattare specificatamente nella sede opportuna.
   Volevo, soltanto, ricordarlo perché sono, appunto, determinanti  e
  condivisi con il Governo.

   PRESIDENTE.  All'articolo  31 è stato  presentato  un  emendamento
  soppressivo, a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 31.2 Onorevole Clemente, lo ritira?

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 32 è accantonato.
   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                               «Art. 33
                      Riscossione Sicilia s.p.a.
   1.  Per  le finalità di cui all'articolo 66, comma 1, della  legge
  regionale 7 maggio 2015, n. 9, a saldo delle somme dovute ai  sensi
  della   medesima   disposizione,  è  autorizzata  per   l'esercizio
  finanziario  2016  la  spesa  di 17.900  migliaia  di  euro  e  per
  l'esercizio  finanziario 2018 la spesa di 17.000 migliaia  di  euro
  (Missione 16 - Programma 1 - capitolo 219215)».

   Sono stati presentati due emendamenti soppressivi.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  far
  presente  al  Governo  che  noi siamo,  ovviamente,  favorevoli  ad
  approvare l'articolo così com'è,  perché, comunque sia, si parla di
  crediti  di  Riscossione  Sicilia, quindi, assolutamente  legittimo
  riconoscerli,  però  chiedo  all'Aula  di  ritirare,  compreso   al
  Governo, gli emendamenti.
   Detto  questo,  però, volevo fare presente una  cosa,  ovvero  che
  sulla riscossione in Sicilia, sulle fatture in Sicilia, si dovrebbe
  fare  un  ragionamento più complessivo, perché non è possibile  che
  ancora su questo argomento si tiri a campare.
   Nello  specifico, visto che in Commissione  Bilancio   sono  circa
  tre  anni  che facciamo audizioni in merito e sentiamo  sempre  gli
  stessi problemi, uno di questi era il famoso piano industriale.
   Alla  fine  di  dicembre  abbiamo ricevuto  un  piano  industriale
  decisamente  obsoleto,  2014-2016.  Io  mi  sono  presa  la  briga,
  Assessore,  di  leggere  tutto il piano industriale  e  già,  dalla
  relazione del piano industriale, c'era scritto chiaramente che  era
  un  piano industriale poco credibile, abbozzato per dei motivi  ben
  specifici,  ovvero  dei  nodi da sciogliere con Roma.  Quindi,  non
  possiamo continuare a giocare al cane che si  morde la coda, ovvero
  noi  chiediamo  il  piano  industriale e,  poi,  chi  fa  il  piano
  industriale ci dice:  Ci sono dei nodi da risolvere tra la  Regione
  e lo Stato .
   Ad  esempio, alcuni di questi nodi sono il famosissimo ingresso in
  Sogei,  quindi,  nella piattaforma informatica;  il  rientro  della
  situazione  debitoria, tutti i crediti che ammontano a 250  milioni
  tra  Inps,  Inail  e Stato e Regione e, ancora, la definizione  del
  nuovo modello di remunerazione nonché rimborso dei costi fissi.
   Infatti,  Assessore, mi serve la sua attenzione,  è  un  argomento
  importante   e   anche   molto  tecnico,   mi  serve   l'attenzione
  dell'Assessore,  perché  riguardo  ai  costi  fissi,   riguardo   a
  quest'Aula,  che  il decreto legge 201 del 2011, come  fa  presente
  anche il piano industriale, prevedeva la copertura dei costi fissi,
  ovviamente, dietro la presentazione del bilancio certificato, però,
  in  tutti  questi  anni, quello che è mancato è  stato  il  decreto
  attuativo  di  questa norma e, nel frattempo, in  questi  anni,  il
  settore della riscossione siciliana è inevitabilmente affondato.
   In  più,  proprio in questi giorni, ho ricevuto dai miei  colleghi
  della  Camera  dei Deputati,  Villarosa, Cancelleri  ed  altri,  la
  risposta ad un question time che abbiamo fatto presentare.
   In  particolare,  il  Ministero ci risponde  per  quanto  riguarda
  l'ingresso  in  SOGEI che questa cosa è possibile farla  attraverso
  accordi  tra  pubbliche  amministrazioni,  quindi  tra  Riscossione
  Sicilia ed Equitalia.
   La domanda è: ma questi accordi che si potevano fare e lo sappiamo
  da  un anno, questo tavolo tecnico è stato fatto nel febbraio 2015,
  a  che  punto  sono?  Lo Stato ha detto che  si  può  fare,  ripeto
  Assessore,  tramite  l'istituto  degli  accordi  tra  le  pubbliche
  amministrazioni, però non si capisce.
   Praticamente, cosa dice il Ministero? Lo scorso anno a febbraio  è
  stato fatto un tavolo tecnico fra Stato e Regione e si è detto  che
  questo  utilizzo della piattaforma di SOGEI si può fare  l'istituto
  fra accordi fra pubbliche amministrazioni, quindi si potrebbe fare,
  scritto   testualmente,  tramite  un  accordo   tra   Equitalia   e
  Riscossione Sicilia, solo non si capisce, dopo un anno, a che punto
  siamo  arrivati.  Quando verrà fatto questo accordo?  Se  vuole  le
  fornisco la copia della risposta.
   In  più,  altra cosa importante, per quanto riguarda la norma,  il
  decreto  a  cui  facevo riferimento che prevedeva la copertura  dei
  costi   fissi,  il  Ministero  ci  dice  che  la  norma   è   stata
  integralmente sostituita dal decreto legislativo 159 del 2015 fatto
  a settembre.
   Questo  decreto prevede varie cose, tra cui che gli  agenti  della
  riscossione  sono  riconosciuti  gli  oneri  di  riscossione  e  di
  esecuzione commisurati ai costi per il funzionamento del  servizio.
  Questa  norma  prevede tanto altro e immagino che anche  in  questo
  caso serviranno dei decreti dello Stato.
   Quindi, alla luce di questo e alla luce del fatto che da una  nota
  della   Segreteria   regionale  del  coordinamento   aziendale   di
  Riscossione Sicilia ci hanno inviato una nota il 27 gennaio che  fa
  presente che i problemi relativi agli sprechi - quindi mi riferisco
  alle  consulenze  e  agli  affitti - non sono  stati  assolutamente
  superati.
   Quindi,  alla  luce  di tutti questi problemi  e  questi  nodi  da
  sciogliere  prima di avere un piano industriale che  sia  credibile
  credo  che sia, quanto meno, necessario avviare nel più breve tempo
  possibile un tavolo di interlocuzione con Roma per capire che  fine
  fare, che destino deve avere l'esattoria in Sicilia, anche perché i
  dipendenti  di  Riscossione Sicilia, alcuni stanno  richiedendo  il
  passaggio ad Equitalia.
   Capisco  la  posizione dei dipendenti, ma si devono  valutare  una
  serie  di cose. Prima di tutto se Equitalia si farebbe carico della
  riscossione  regionale, poi dobbiamo anche  considerare  che  anche
  Equitalia  ha  una  situazione debitoria  non  indifferente  e  del
  personale in esubero.
   Quindi,   a   questo  punto,  Assessore,  visto   che   non   sono
  problematiche  che  si  possono  risolvere  con  norme   regionali,
  deposito,  Presidente  dell'Assemblea, un  ordine  del  giorno  per
  impegnare il Governo ad aprire questo tavolo con Roma.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore
  Baccei, ritengo che anche gli emendamenti alla norma che in  questo
  momento  è in discussione presuppone, almeno è la mia proposta,  di
  accantonare  l'articolo anche rispetto al ragionamento  che  ha  un
  attimo fa concluso la collega del Movimento Cinque Stelle, per  cui
  ritengo  che sia opportuno, dal mio punto di vista, e chiedo  anche
  il conforto dell'Assessore, di accantonare la norma perché comunque
  ci  sono  emendamenti che non sono meramente soppressivi,  ma  sono
  emendamenti  che riaprono la discussione assolutamente  diversa  ad
  eccezione di quella del Governo che rilancia a 19 milioni  e  mezzo
  anziché a 17.
   Per   cui,   vorrei   che   il  Governo  chiedesse   di   trattare
  successivamente la norma.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Secondo me  qui  ci  sono  due
  aspetti   diversi.  Questa  norma,  come  correttamente  ha   detto
  l'onorevole  La  Rocca,  riguarda  il  pagamento  di  crediti   che
  Riscossione  Sicilia  ha  già a bilancio,  quindi  la  Regione  sta
  pagando  dei  suoi  debiti. Tenete conto che  Riscossione  Sicilia,
  avendo  una situazione che è strutturalmente in  perdita  di  15-20
  milioni,  scusatemi l'approssimazione, ma non ha 15-20  milioni  di
  cassa per pagare  gli stipendi.
   Per  cui, se noi non approviamo questa norma mettiamo in ulteriore
  tensione finanziaria Riscossione Sicilia che non può poi pagare gli
  stipendi  alle  persone.  Siccome mi pare che   questo  Parlamento,
  correttamente,  sia molto sensibile alle tematiche del   personale,
  io  su questa norma andrei liscio visto che  penso che il personale
  interessi a tutti e la  porrei in  votazione.
   C'è     dopo    la     riproposizione    dell'emendamento    sulla
  ricapitalizzazione di Riscossione Sicilia, al quale, secondo me, si
  può  rimandare tutta  la discussione che ora si sta facendo;  però,
  su  questo,  qualsiasi decisione poi l'Aula  voglia   prendere,  io
  comunque  l'assicurazione che riusciamo a pagare gli  stipendi  per
  almeno  un  anno ai dipendenti la farei salva, visto  che  comunque
  abbiamo fatto  lo sforzo di trovare queste risorse a bilancio.
   Quindi, scindiamo i due discorsi, garantiamo di riuscire a  pagare
  gli  stipendi ai lavoratori,  garantendogli la cassa di crediti che
  hanno  già a bilancio e di debiti che la Regione ha; poi, tutta  la
  discussione relativa a Riscossione Sicilia, ricapitalizzazione,  il
  futuro,  la  rimandare i all'emendamento che propone il Governo  di
  ricapitalizzazione di 2 milioni  e mezzo.
   Se siete d'accordo, spaccherei le due cose.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  prima  di lasciarci andare a valutazioni politiche trattando questo
  articolo,  dobbiamo entrare nel merito di quello che  è  scritto  e
  credo  che l'articolo che è qui in questione, l'articolo 33, faccia
  riferimento

   PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, occorre attenzione, molta
  attenzione  nei confronti dei colleghi che intervengono  perché  si
  sta  entrando nel merito e credo che è interesse di  tutti fare una
  buona finanziaria.

   DI  MAURO.   Guardando  l'articolo così com'è  bisogna  certamente
  collegarsi  a  quello che è il primo comma dell'articolo  66  della
  legge  9  del  2015,  che ha il compito di dare  un'interpretazione
  adeguata  a  quell'articolo  e  dice:   considerato  che  è   stato
  riconosciuto,  nei limiti del credito allo stesso  titolo  iscritto
  all'ultimo bilancio societario approvato, quantificato nella misura
  78  milioni  674 mila 786, questa somma riconosciuta l'anno scorso,
  in questa finanziaria si indicano le somme di 17 milioni .
   Quindi, noi stiamo trattando questo argomento? Tutt'altro,   altre
  questioni:  la  ricapitalizzazione,  la  questione  politica  dello
  scontro  che  c'è in questo momento col Presidente.  Tutto   questo
  credo, assessore, vada affrontato con un apposito disegno  di legge
  e  in  quest'Aula si possa discutere se continuare il servizio  con
  Riscossione  Sicilia,  se  affrontare  un  confronto  col   Governo
  nazionale a proposito di Equitalia,  perché non possiamo  superarlo
  con un semplice emendamento.
   Quindi,  io  mi  limiterei  a  trattare  l'argomento  di    questo
  articolo.  Per  quanto mi riguarda ritiro l'emendamento  che  avevo
  presentato    pronunciandomi    fin   da    ora    all'approvazione
  dell'articolo   e  sul  prosieguo  di  quello   che   deve   essere
  Riscossione  Sicilia,  di quello che deve   essere  il  tema  della
  riscossione in genere, va affrontato, a mio parere, con un  disegno
  di  legge  apposito  in cui il Parlamento si  soffermi  su  questo,
  ascolti  la relazione del Governo, veda un momentino quali  sono  i
  conti su cui confrontarci e fare le valutazioni che sono necessarie
  fare.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  capisco l'intervento  dell'Assessore
  Baccei  che sull'articolo 33 vuole creare una situazione che  ponga
  all'attenzione  la  situazione del  breve  periodo  e,  quindi,  la
  possibilità di garantire gli stipendi e l'attività per questo  anno
  e,  successivamente,  con  l'emendamento aggiuntivo  analizzare  la
  tematica delle ulteriori risorse.
   Ritengo  comunque,  onorevole Presidente, che  questa  fase  della
  finanziaria  debba poter essere il momento utile e  necessario  per
  fare  chiarezza, per dire realmente come stanno le cose e  cosa  il
  Governo  vuole  realizzare,  non soltanto  nella  immediatezza  del
  pagamento dello stipendio per l'anno finanziario, ma soprattutto la
  programmazione e le iniziative politiche, le intese che si vogliono
  poter  portare  avanti per riuscire ad avere anche in  Sicilia  una
  riscossione che riesce ad operare nel territorio.
   Per  questa  ragione,  secondo me, è  necessario  che  vi  sia  un
  intervento  da  parte del Governo concreto tale da poter  informare
  l'Aula   sulla   reale   situazione   finanziaria,   non   soltanto
  dell'attività  di  Riscossione Sicilia, ma soprattutto  il  momento
  politico  che  vive questa nostra Regione in tema  di  riscossione,
  delle  imposizioni perché abbiamo avuto notizie  in  questi  giorni
  come, di fatto, l'attività di Riscossione ha operato bene.
   Diversi enti istituzionali si trovano in una situazione di difetto
  nei  confronti  della  riscossione, come anche  la  stessa  Regione
  Sicilia, tant'è che queste somme sono somme che la Regione  Sicilia
  deve  in  quanto debitrice nei confronti di Riscossione Sicilia  e,
  soprattutto, anche chiarire la posizione del Governo rispetto  alla
  sentenza della Corte costituzionale n. 31 del 27 gennaio 2016  dove
  la  stessa  Corte costituzionale attribuisce alla Regione siciliana
  500 milioni di euro che può non versare nel bilancio dello Stato.
   E, siccome questo Parlamento da diversi anni ormai, grazie anche a
  lei  Presidente  Ardizzone,  ha portato  avanti  quella  iniziativa
  legislativa  di  abrogare l'articolo 36 comma 2 del nostro  Statuto
  per  realizzare e fare in modo che le imposte di produzione vengano
  ad  essere versate nel bilancio della Regione siciliana e  non  nel
  bilancio  dello Stato, io ritengo che un momento come  questo,  con
  l'articolo 33 non bisogna soltanto pensare al brevissimo periodo  e
  all'emergenza   occupazionale  di  Riscossione   Sicilia   che   va
  sicuramente  salvaguardata e garantita, ma va, anche da  parte  del
  Governo, realizzata una programmazione, una pianificazione certa.
   Come  bene diceva l'onorevole Claudia La Rocca, il tavolo  con  la
  Regione. Ma il tavolo con la Regione, il tavolo con lo Stato  è  un
  tavolo che pone la Sicilia con il cappello in mano perché lo  Stato
  deve  poter  concedere  un  contributo, un  aiuto  ad  una  Regione
  sprecone  o,  invece, la Regione deve pretendere delle risorse  che
  sono  dei  siciliani  e in questo momento vi è  il  maltolto  delle
  risorse  dei siciliani nel bilancio dello Stato? Anche  per  capire
  realmente  qual  è  la filosofia del nostro Governo  rispetto  alla
  trattazione di tematiche di questo genere con il Governo nazionale.
   La   sentenza  della  Corte  Costituzionale  del  27  gennaio   dà
  nuovamente   ragione  alla  Sicilia  e  noi,  come  siciliani,   ci
  presentiamo ancora a Roma con il cappello in mano pensando soltanto
  a   dei  provvedimenti  tampone  per  riscossione,  rispetto  a  un
  ragionamento  di valorizzazione, di presenza del territorio  e   di
  maggiore attività rispetto a chi non paga le imposte in Sicilia,  e
  parlo  soprattutto,  oltre che della Regione siciliana,  anche  dei
  Comuni che si trovano in difetto rispetto a questa nostra azione di
  riscossione delle risorse per riuscire poi a realizzare il bilancio
  della Regione.
   Mi  pare che in questo momento è più che mai necessaria chiarezza,
  non soltanto sui rapporti con Roma ma soprattutto su quello che  il
  Governo  vuole realizzare e spero che su argomenti come questo  non
  si  ci  rimetta all'Aula ma che il Governo possa fornire una linea,
  una  chiave di lettura, possa apprezzare anche un percorso  che  si
  vuol poter definire.
   Poc'anzi  è stato approvato da quest'Aula un emendamento   che  di
  fatto  va a creare, rispetto alla società partecipata di Sicilia  e
  -Servizi,  una situazione secondo me di grande difficoltà  rispetto
  ad un rapporto di braccio operativo dell'Amministrazione regionale,
  invece  oggi  diventa una delle tante strutture su cui  ci  si  può
  avvalere.  Quindi su certi argomenti, penso, che il  pressapochismo
  non  convinca nessuno e non conviene a nessuno e ci vuole chiarezza
  da parte del Governo.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo con  favore
  l'intervento dell'onorevole Cimino, anche perché riprende in  parte
  la  questione delle sentenze della Corte che ieri è stata  un  poco
  definita,  anche  da  qualche autorevole membro  del  Governo,  una
  pagliacciata.  Ma  vediamo come questa vicenda si  innesta  in  una
  visione  strategica  che si dovrebbe avere di questa  Regione  che,
  ahimè, non vi è ombra di gestione strategica, al massimo vi  è  una
  visione  clientelare e del tirare a campare degli  enti  di  questa
  Regione.
   Non  è  un  caso, onorevole colleghi,   che in questa ora  abbiamo
  discusso in fila prima della morte di Sicilia e -Servizi, perché di
  fatto  pochi minuti fa si è decretata la fine di Sicilia e -Servizi
  con  il  relativo licenziamento che avverrà nei prossimi  mesi  dei
  suoi lavoratori, dove il Governo non tanto con un'azione ma con una
  omissione ha determinato la chiusura di Sicilia e -Servizi,  subito
  dopo  si  è  passati  a  Sviluppo Italia e si  è  determinato,  con
  un'ulteriore omissione, la chiusura di un'altra strategica  società
  che fa riferimento alla Regione e siamo a due.
   Ora, con l'ennesima omissione del Governo, si sta determinando  la
  chiusura   di  Riscossione  e  perché  vi  è  un'omissione   signor
  Presidente? Non perché il Governo non si sia speso, anche in questo
  frangente, nella presentazione di un emendamento che dà conto delle
  legittime  spettanze della società Riscossione  Sicilia  ma  perché
  quello  che si chiede e lo si chiesto in ogni finanziaria  era  una
  riforma  profonda di Riscossione Sicilia, perché il problema  e  il
  vero tema attorno a cui confrontarsi dovrebbe essere questo.
   Nel  momento in cui si espone al pubblico ludibrio, come  dire  il
  solo versamento di risorse, Assessore Baccei, di fatto si espone la
  società ad un rischio grave che è quello di manifestare agli  occhi
  dei  cittadini  e  dei parlamentari Riscossione  Sicilia  come  una
  società inutile.
   E  ritorno  al  discorso strategico, perché è un  errore  politico
  prima,  e  questo  è  evidente, aver chiuso  di  fatto  queste  tre
  società;  è  un  errore amministrativo, perché dal punto  di  vista
  amministrativo  vi  sono decine di omissioni perpetrate  in  questi
  anni dagli Assessorati regionali; è un errore strategico, onorevoli
  colleghi.
   Io  non  so  per  quanti anni rappresenteremo il popolo  siciliano
  all'interno  di  questo  Parlamento, ma vedete,  vedere  chiuse  in
  sequenza    Sicilia  e-servizi ,  che  gestisce   le   informazioni
  strategiche e informatiche di questa Regione, parliamo  di  milioni
  di  dati  sensibili;  Sviluppo Italia Sicilia ,  che  di  fatto  si
  occupa di procedure tecniche su bandi e quindi su risorse di questa
  Regione,   Riscossione Sicilia , che proprio  ieri  ho  cercato  di
  attenzionare al Presidente Ardizzone e al Governo, ma  mi  è  stato
  risposto che queste tematiche sono  pagliacciate , giustamente,  il
  fatto che Riscossione Sicilia potrebbe nei prossimi anni, grazie ai
  ruoli  trasmessi dall'Agenzia delle Entrate, riscuotere milioni  di
  euro di spettanze della Regione.
   Dinnanzi  a ciò, questo Governo regionale non dico che deve  avere
  una  linea politica perché, parliamoci chiaro, non avete una  linea
  politica; va bene che non siete in grado di amministrare le società
  perché siete in Assessorato e negli Assessorati per fare altro,  ma
  diamine,  una linea strategica per questa Regione e per le  società
  serventi, che hanno un ruolo strategico, per l'appunto, la vogliamo
  dare  noi  deputati  o dobbiamo semplicemente aspettare  che  tutto
  fallisca  in  questa Regione affinché chiuda per  sempre  anche  la
  Regione siciliana?
   E'  una  domanda  che  mi pongo, ed è una domanda  che  mi  pongo,
  Presidente,  perché  riprendo l'intervento del collega  Cordaro  di
  poco  fa,  bisogna mettere al riparo l'utilità delle società  dalle
  persone  che  in  questo  momento  dirigono  e/o  rappresentano  la
  proprietà Regione siciliana all'interno di queste società.  Non  vi
  può  essere  una  posizione,  e sono  io  a  dirlo  e  ci  tengo  a
  sottolinearlo, di astio o di mancata simpatia nei confronti  di  un
  Presidente  di  C.d.A. o meno, rispetto al netto  dell'utilità  che
  questa società rappresenta per la Regione.
   Lo  dico,  Presidente, anche perché le dichiarazioni di  ieri  del
  Presidente di Riscossione Sicilia contengono anche altri due  dati,
  al di là della visione dei 500 milioni di euro di cui parlavo ieri,
  definita  da  qualcuno   pagliacciata .  Vi  è  un  dato:  ieri  il
  Presidente  di  Riscossione  Sicilia ha affermato  innanzitutto  di
  avere  informato formalmente il Presidente della Regione siciliana,
  Crocetta,  formalmente  - e ripeto formalmente  -  che  Riscossione
  Sicilia  nei  prossimi  anni  potrà esercitare  queste  funzioni  e
  riscuotere questi 500 milioni, ed è un dato importante, penso.
   Secondo:  si  parla chiaramente di responsabilità politiche  e  di
  danno  erariale da parte di qualcuno, nel caso in cui queste  somme
  non   dovessero   essere  riscosse.  Io,  al  di   là   di   queste
  considerazioni  che penso abbiano rilevanza politica,  della  quale
  non  dovrei rispondere io, ma qualcun altro qui dentro, ma  chi  si
  occupa di altro, giustamente, penso che su questo bisogna fare  una
  riflessione, onorevoli colleghi. Io vi chiedo, e lo faccio,  penso,
  in  modo libero, e lo dimostrerò proprio per il contenuto delle mie
  richieste,   di   approvare  questo  articolo,   di   rifinanziare,
  ricapitalizzare  con  altro articolo, ma di  dare  queste  somme  a
  Riscossione  Sicilia, perché questa società,  insieme  a  tutte  le
  altre che il Governo sta facendo fallire, ha una valenza strategica
  che  riguarda  i prossimi parlamenti della Regione siciliana  nella
  sua interezza.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   Francesco.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori,  io  mi ricollego al dibattito che si sta  svolgendo  in
  questi  minuti  sull'articolo 33, nel tentativo di  dare  a  questo
  Parlamento, rispetto a questo articolo, la dovuta attenzione.
   Mi ricollego in particolare all'intervento fatto qualche minuto fa
  dall'onorevole  Cordaro.  Noi  a volte  abbiamo  agito,  in  questo
  Parlamento,  sulla  spinta emotiva, sulla quasi  esigenza   di  far
  sentire  la  nostra voce più forte rispetto a delle  polemiche  che
  venivano  portate  avanti  sulla stampa da  Presidenti  di  società
  partecipate della Regione, al di là che queste società fossero  più
  o meno strategiche per la nostra terra.
   Noi abbiamo l'occasione oggi, lavorando sull'articolo 33, di porre
  finalmente  e definitivamente attenzione alla questione Riscossione
  Sicilia, che credo sia una questione di assoluto rilievo per questa
  Regione,  se vogliamo ancora immaginare una possibilità di sviluppo
  per questa terra.
   Riscossione  Sicilia non è soltanto strategica per la Regione,  ma
  credo  che, fra tutte le società partecipate, sia la più strategica
  in assoluto.
   Su  questo  argomento  abbiamo fatto una  serie  di  votazioni  in
  Parlamento,   polemiche   sui  giornali,   diverse   audizioni   in
  Commissione  bilancio e ognuno ha preso spunto  da  quello  che  ha
  sentito, da quello che ha visto per poter esprimere un giudizio.
   Credo  che sia venuto il momento per mettere una parola definitiva
  sulla  questione  Riscossione Sicilia e metterla non  soltanto  per
  quello   che   riguarda  la  questione  degli  stipendi   e   della
  ricapitalizzazione momentanea che ovviamente va fatta, non può  non
  essere  fatta, a mio parere, ma soprattutto per quello che riguarda
  il futuro di questa società.
   Abbiamo  discusso  in  diverse audizioni, qua  c'è  il  presidente
  Vinciullo, sulla possibilità di chiudere Riscossione Sicilia, sulla
  possibilità di rilanciare Riscossione Sicilia, sulla possibilità di
  cedere  l'attività  di  riscossione  a  Equitalia.  Credo  che   la
  questione  oggi  sia qui in Parlamento a un punto  di  svolta.  Noi
  dobbiamo  dividere  e  per questo poi mi  accingo  a  formulare  la
  proposta  di  stralcio, accantonamento momentaneo  dell'emendamento
  per  poterlo  riscrivere con il Governo, abbiamo due  esigenze,  la
  prima,  assessore  Baccei,  è  quella  come  diceva  lei  nel   suo
  intervento  di  assicurare a Riscossione Sicilia  i  soldi  per  il
  personale  e  la  ricapitalizzazione, la  seconda,  che  va  fatta,
  secondo  me,   contestualmente in un secondo  comma,  è  quella  di
  capire cosa si vuole fare la riscossione in questa terra?
   Si vuole continuare a gestire in questo modo o si vuole cercare di
  appoggiare lo sviluppo sulla Regione, sulla capacità di riscossione
  di un'azienda partecipata dalla Regione in tutto o in parte che sia
  effettivamente  in  grado di riscuotere e  che  sia  lontana  dalla
  politica,   lontana  dalle  beghe  di  palazzo,   dalle   polemiche
  giornalistiche,   dalle  ripicche  che  i  parlamentari   o   altri
  reciprocamente si possono fare?
   Credo  che  il  momento  per  discutere  di  questo  problema  sia
  assolutamente  questo,  in  questa  finanziaria.  Potrebbe   questa
  finanziare  contenere una delle poche norme corpose affrontando  il
  tema della riscossione della Sicilia nell'articolo 33 con una norma
  che  la riscriva tutta e che abbia due commi, il primo che riguardi
  la questione degli stipendi del personale e il secondo che riguardi
  il futuro di Riscossione Sicilia.
   Sono  convinto  che  Riscossione Sicilia debba  avere  un  futuro,
  lontano  dalla  Sicilia, personalmente, ritengo  che  noi  dobbiamo
  servirci   dell'aiuto  di  Equitalia,  anche  se  probabilmente   è
  impopolare parlarne perché Equitalia in questi ultimi anni  non  ha
  goduto  di grandissimo consenso per le cartelle, per quello  che  è
  successo in questi ultimi anni.
   Ma  oggi il potere di Equitalia è molto ridimensionato rispetto  a
  qualche  anno fa. Il Governo nazionale, credo che in questi  ultimi
  due  anni,  abbia fatto tante cose per ridimensionare il potere  di
  Equitalia  e  credo  che oggi la possibilità di una  collaborazione
  maggiore   con  il  livello  di  riscossione  nazionale   sia   una
  possibilità che la Sicilia non possa farsi sfuggire.
   Chiedo  al  Presidente  dell'Assemblea, ma vorrei  che  su  questo
  l'assessore  Baccei  che  si  occupa  dell'argomento,   su   questa
  questione dello stralcio, per riscriverlo oggi stesso, non stralcio
  per  riscriverlo nella legge sviluppo tanto per essere chiari,  che
  tratti in questo articolo della finanziaria l'oggi e il domani,  in
  maniera   tale  da  mettere  fine  alle  polemiche  e  guardare   a
  Riscossione Sicilia, non come la società presieduta da Fiumefreddo,
  che  non sta simpatico alla maggior parte dei parlamentari, e credo
  che  la simpatia, antipatia sia reciproca, ma come una società  che
  serve alla Sicilia e che non può essere intaccata dalle simpatie  o
  dalle antipatie personali.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso che
  il  tema che affrontiamo oggi su Riscossione Sicilia attiene ad una
  questione  particolarmente  delicata  che  a  mio  avviso  non   va
  affrontata assolutamente con il fegato, ma va vista in una politica
  ed  amministrativa  ampia di questa terra e della  istituzione  che
  tutti noi rappresentiamo.
   Il  tema  è  uno: tutti riteniamo che il sistema della riscossione
  dei  tributi  sia  un fatto strategico per la nostra  terra,  e  su
  questo  non penso che ci possa essere qualcuno che possa dissentire
  in  merito. Poi, però, il vero problema attiene al modo, al metodo,
  alla  strategia  del sistema di riscossione che  vogliamo  attuare.
  Stranamente  non  hanno aiutato, devo dire,  le  polemiche  che  il
  rappresentante legale di Riscossione Sicilia ha attivato ed attuato
  in  questi mesi. A mio avviso, quasi per nascondere la polvere o la
  sabbia  sotto  il tappeto, se vogliamo, perché questa polvere,  nel
  frattempo, si è accumulata.
   Oggi,  il  Parlamento siciliano deve intervenire su  uno  dei  più
  importanti  settori  strategici della nostra  regione.  E  come  lo
  dobbiamo fare? Noi dobbiamo partire da un dato: la riscossione  dei
  tributi  in Sicilia è in perdita o è in utile? E' chiaro che  è  in
  perdita,  qualcuno potrebbe dire  Ed è chiaro che è in  perdita  in
  Sicilia  ed  è  in perdita anche nelle altre Regioni,  ma  dobbiamo
  anche dire in quale entità è in perdita in Sicilia.
   In  Sicilia,  il  settore della riscossione è in  perdita  per  un
  indice di gran lunga superiore rispetto al resto d'Italia, rispetto
  alle  altre  19  Regioni d'Italia. E lo è per  varie  ragioni,  non
  ultima  la ragione più importante è che utilizziamo una piattaforma
  di  riscossione assolutamente, diciamo così, vetusta, assolutamente
  inadeguata,  una piattaforma che non consente di raggiungere  delle
  performances di produttività tali da poter mantenere il settore  in
  equilibrio.
   Ed,  allora, cosa succede? Noi oggi abbiamo due dati, e lo  voglio
  dire  al presidente Ardizzone oltre che al presidente Crocetta;  da
  un  lato  l'articolo parla della restituzione di parte del  debito,
  quel  debito  che  era  di  80 milioni di  euro  nei  confronti  di
  Riscossione  Sicilia, quel debito per cui si è pagato il  50%,  per
  cui l'anno scorso abbiamo pagato 40 milioni di euro e quest'anno si
  tentava di pagarne 25 milioni circa e circa 10 milioni nel 2018.
  Via  via  in  Commissione questo pagamento si è affievolito,  si  è
  ridotto  a  18  milioni  di euro, ora abbiamo  un  emendamento  del
  Governo  che  lo porta a 15,4 milioni. Quindi, via via,  lo  sposta
  comunque al 2018, e c'è anche qualche dubbio nel Governo, non tanto
  nella restituzione di quanto è dovuto, ma sono soldi su cui nessuno
  vuole,  come dire, intervenire. Sono soldi di Riscossione  Sicilia,
  ed è giusto che glieli dobbiamo dare. C'è un altro tema, Presidente
  Crocetta, ed è il tema che Riscossione Sicilia riscuote annualmente
  480  milioni  di  euro,  altro  che  evasione  onorevole  Lombardo
  Riscossione  Sicilia,  intanto,  non  fa  evasione  come  ha  detto
  erroneamente   il   presidente  Fiumefreddo,   non   fa   evasione.
  Riscossione Sicilia sull'accertato riscuote.
   Fatta  questa  premessa necessaria, Riscossione  Sicilia  riscuote
  meno  che nelle altre regioni Equitalia, è un altro dato acclarato.
  E,  fermo  restando,  presidente Crocetta, che Riscossione  Sicilia
  riscuote  500  milioni di euro sui cui guadagna  in  ragione  degli
  agio,  l'agio che varia da 4 punti a 9 punti, in media è  7  punti,
  vogliamo  mettere,  potremmo  dire 6,5  punti  ma,  ammesso  e  non
  concesso che fosse 6,5 punti, siamo ad un introito di 30 milioni di
  euro.  Sto  facendo  i conti - mi scuseranno  le  colleghe  -  alla
  femminina,  ma  diciamo  ai  maschietti che  sbagliano,  che  siamo
  superficiali  ma che facciamo i conti in maniera molto  pratica,  a
  noi non servono a pagare nemmeno gli stipendi che costano circa  36
  milioni di euro annui.
   Considerate che lo stipendio di un dipendente medio è di  55  mila
  euro  l'anno,  in considerazione del fatto che hanno dei  contratti
  bancari.  Allora,  se  a  questo dobbiamo aggiungere  le  spese  di
  gestione  significa che ogni giorno Riscossione  Sicilia  perde  33
  mila euro, cioè già ieri li ha persi, oggi, mentre noi parliamo, ha
  già  perso 15 mila euro, perché abbiamo superato le ore dodici,  ma
  già  siamo  ai 16, ai 18, ai 33 mila euro alla fine della giornata.
  Allora,  voglio  dire  ai colleghi, a questa Sicilia,  cosa  serve?
  Serve  un  servizio efficace o serve mantenere  un  baluardo  o  un
  sistema che diventa al limite del carrozzone.
   Qua  dobbiamo  chiarirci. Noi vogliamo rivendicare l'autonomia  ma
  quando  l'autonomia è una prerogativa e non quando è un limite,  lo
  dobbiamo dire in maniera chiara, Presidente Ardizzone.
   Allora,  una  cosa è il dovuto, che dobbiamo dare, su cui  nessuno
  pone  lingua; altra cosa è la ricapitalizzazione, e lo voglio  dire
  al Governo, assessore Baccei.
   Nel  momento in cui il codice civile dice:  Il capitale sociale  è
  in  perdita  quella società tecnicamente è in liquidazione,  quella
  società è oggi Riscossione Sicilia - diciamo le cose come stanno  -
  è in liquidazione.
   Qualcuno  forse  vuole  ancora dare ossigeno  con  un  accanimento
  terapeutico che comporta un danno, come un boomerang alla  Sicilia,
  ad un ente che non è strategico per la Sicilia, lo dobbiamo dire.
   Quanto,  nel 2011, decidemmo gli enti strategici o meno,  mettemmo
  anche  Riscossione  Sicilia ma dobbiamo anche accorgerci  -  e  non
  dobbiamo fare un'insalata - una cosa è Sicilia Servizi, altra cosa,
  totalmente   diversa,  è  Sviluppo  Italia  Sicilia,  altra   cosa,
  assolutamente differenziata è Riscossione Sicilia. Se  facciamo  un
  minestrone  non abbiamo più capito niente e veramente  siamo  degli
  improvvisatori.
   Dobbiamo  dire una cosa oggi. Oggi noi dobbiamo capire  che  altra
  cosa  rispetto  al  capitale - e lo voglio  dire  ai  colleghi  del
  Movimento 5 Stelle - è il patrimonio.
   Il  patrimonio da cosa è dato? Il patrimonio è dato dai  debiti  e
  dai  crediti. Se i due fattori coincidano - prof. Fazio mi corregga
  -  il  patrimonio  è in equilibrio; se i debiti sono  superiori  ai
  crediti  il  patrimonio è in perdita. Ma il patrimonio è  una  cosa
  diversa dal capitale sociale.
   Noi oggi abbiamo un patrimonio che non sarà inutile ed abbiamo  un
  capitale sociale che è in meno.
   Noi possiamo trovare una soluzione, noi siamo perché il sistema di
  riscossione sia un sistema efficace, efficiente, abbia  un  ritorno
  così  come anche l'ultima sentenza, di cui qualcuno si è ammantato,
  ha cercato di utilizzarla quasi a mo' di avvertimento, minaccia.
   Anche  la  sentenza, Presidente Crocetta, non la attua l'evasione,
  non  la  attua  Riscossione Sicilia, l'evasione la attua  l'agenzia
  delle entrate, siamo al limite dell'ignoranza qua, quando si dicono
  determinate castronerie.
   Qua  dovrebbero essere i giuristi a contraddirmi in quello che sto
  dicendo.
   Il  nostro non è un emendamento che ci siamo inventati, Presidente
  Ardizzone,  è  un emendamento che è studiato, ci sono  anche  degli
  studi  dietro,  c'è  un  confronto, c'è un dibattito.  E  che  dice
  l'emendamento? L'emendamento dice che Riscossione Sicilia, che  già
  tecnicamente  è  in  liquidazione, passa a  Equitalia,  facendo  un
  passaggio,  accompagnando  questo passaggio  anche  nella  garanzia
  della  migrazione  senza  soluzione di continuità  dei  dipendenti.
  Dopo,  entro  i  90 giorni, sarà Equitalia che insieme,  Presidente
  della Regione, assessore Baccei, in quel tavolo nazionale, riuscirà
  a mediare alla vendita e alla cessione delle quote che già detiene,
  con una piccolissima percentuale ma che già ha Equitalia.
   In questo senso noi creiamo un servizio di riscossione efficiente,
  un  servizio di riscossione che metta veramente a frutto le entrate
  non  soltanto della Regione sicliana, perché Riscossione Sicilia  o
  il  sistema  di  riscossione,  non cerca  di  riscuotere  le  tasse
  siciliane, cerca di riscuotere anche i tributi erariali cioè  dello
  Stato, i tributi dei Comuni, le sanzioni.
   E'  una  materia  molto  complessa  che  oggi,  comunque,  con  le
  piattaforme  di Riscossione Sicilia è assolutamente  inadeguata;  è
  come  se stiamo facendo camminare una Ferrari con un motore di  una
  Cinquecento.
   Vado verso la conclusione. Fermo restando l'articolo 33, così come
  rivisto dal Governo, che porta da 17 milioni a 15 milioni e 400 per
  l'anno  2016  e  sposta la spesa all'anno 2018, fermo  restando  il
  comma 1, l'emendamento 33.3 diventa un emendamento aggiuntivo, cioè
  il  comma  2, dell'articolo. Per cui noi diamo i soldi che dobbiamo
  dare,   paghiamo  il  nostro  debito,  e  garantiamo  un   servizio
  efficiente di riscossione e creiamo questo passaggio verso un  ente
  moderno, efficiente, efficace che contribuirà a rafforzare le casse
  della Regione in termini di entrate.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei richiamare l'Aula al senso di responsabilità  per
  evitare  che,  con  emendamenti non meditati, noi  vanifichiamo  lo
  sforzo di risanamento della finanza pubblica che stiamo mettendo in
  campo con il Governo.
   Trovo  perfettamente  legittimo che  un  Parlamento,  delle  forze
  politiche, un Governo, si interroghino se proseguire un'attività di
  riscossione attraverso una propria agenzia.
   Chiederei all'onorevole Falcone di ascoltarmi attentamente, perché
  le  cose  che dirò sono molto gravi e mi piacerebbe che poi  questi
  emendamenti  vengano  presentati con piena coscienza  e  deliberato
  consenso, cioè sappiamo quello che stiamo determinando.
   Posso  capire  che un Parlamento si interroghi su questo  e  trovo
  perfettamente  legittime le argomentazioni dell'onorevole  Falcone,
  il tema però è un altro.
   Attualmente abbiamo una società di riscossione che incamera  circa
  500 milioni di euro l'anno e ne perde 15 milioni, come società  Non
  è  che  noi  da  quella società non ricaviamo alcuna  entrata,  per
  essere  chiari. E' come se, per dire, su quei 480 milioni di  euro,
  diamo  15  milioni  di  euro  all'anno  alla  società  per  cui  li
  restituiamo e quei 480 milioni diventano 465. Questa è la partita
   Quindi,  non è che la cancellazione di Riscossione è un'operazione
  indolore.
   Io  ho  apprezzato molto il senso di responsabilità  -  vi  chiedo
  scusa  se non citerò gli altri interventi perché non li ho  sentiti
  in  quanto  ero  impegnato  in Presidenza -  dell'onorevole  Cascio
  intorno   a   questa  vicenda  e  vorrei  che   questo   senso   di
  responsabilità fosse condiviso.
   Una cosa è che diamo un'indicazione, per dire dobbiamo incardinare
  il sistema della Riscossione Sicilia con Equitalia, una cosa è dire
  che  il  Governo  avvierà  un'azione per  un  accordo  tra  Governo
  regionale  e  Governo  nazionale, una cosa è  dire  che  da  domani
  Riscossione  non  c'è più, anche perché i vincoli  che  poniamo  ad
  Equitalia  sono  vincoli  per i quali non  abbiamo  alcuna  potestà
  legislativa,  non è che Equitalia  non ha partecipato alla  Regione
  per  cui gli diciamo:  Gli 800 dipendenti te li prendi tu . In base
  a quale norma?
   Questo  è  oggetto  di una trattativa che ho già  avviato  con  il
  Governo  nazionale e che fa parte dell'accordo che andiamo  a  fare
  sulle entrate, ma una cosa è tracciare un percorso per cui si dirà:
   L'anno   prossimo   Equitalia  sostituirà  Riscossione   Sicilia ,
  un'altra cosa è che domani mattina fallisce la società, ci sono 800
  dipendenti che non sanno cosa fare perché Equitalia non ha  bisogno
  di 800 dipendenti ed un'altra cosa è dire:  I 75 milioni di euro di
  Riscossione ed i debiti di Riscossione a chi vanno? Equitalia se li
  carica?   Non  credo  affatto anche perché i segnali  che  mi  sono
  arrivati sono della serie:  noi i debiti non ce li carichiamo .
   Per  cui, improvvisamente, domani mattina la Regione siciliana  si
  troverebbe   ad   avere  un'agente  che  non  riscuote,   Equitalia
  impiegherà mesi per organizzare un servizio di riscossione  e,  nel
  frattempo,  quest'anno non riscuote nessuno  per  cui  avremmo  una
  difficoltà  non  di competenza, perché è chiaro che  la  competenza
  rimane delle entrate ma, sicuramente, di cassa che aggraverebbe per
  500 milioni, per mesi che non riscuoteremmo, avremmo un problema di
  come  pagare per mesi i dipendenti nel caso in cui dovessimo  avere
  la  sostituzione  immediata di Equitalia, quindi, contribuiremmo  a
  questo  capolavoro  di  ridurre  l'occupazione  siciliana   e   non
  risolveremmo immediatamente il problema, lo aggraveremmo.
   Il  debito di Riscossione, la perdita di Riscossione come  società
  non sul sistema delle entrate che è specifico ed attivo - preciso -
  ,  deriva da due fatti essenziali: uno è l'eccesso di forza lavoro;
  la  forza  lavoro  è sovrastimata, sicuramente, non  ascrivibile  a
  questo Governo. Giusto? Non voglio fare polemica e rimproverare  il
  passato;  andava  così  e sapevamo tutti che andava  così.  Giusto?
  L'altro è la questione legata al mutuo acceso per l'acquisto  delle
  partecipazioni di Monte Paschi.
   Ci  fu una legge nazionale che obbligava a pubblicizzare tutto  il
  sistema delle riscossioni, per cui siccome c'era un sistema  misto,
  Monte  Paschi  doveva  uscire,  solo  un  piccolo  particolare  non
  indifferente: la valutazione delle quote non è stata mai fatta  per
  cui le quote le ha stabilite Montepaschi come ha voluto e su questo
  ho   denunciato   alla   Procura  della  Repubblica,   per   essere
  estremamente chiari, con tassi di interesse che sono di 15  milioni
  di euro l'anno. Ciò determina il passivo di Riscossione Sicilia.
   Semplicemente basta rinegoziare con lo Stato e con Montepaschi  il
  mutuo  acceso per pagare la cessione di Montepaschi e  rivedere  la
  politica   del  personale  senza  macelleria  sociale.   Siamo   in
  condizione  di  mettere in  bonis  la società.  Misure  che  stiamo
  attuando.
   Allora,  mi  chiedo,  perché continuare  con  la  favoletta  della
  ricapitalizzazione per 2 milioni e mezzo, eccetera
   Scusate  ma quanto spendiamo per i PIP di Palermo? Non ci fruttano
  480  milioni  l'anno   Allora, riteniamo queste  discussioni  sugli
  sprechi e sui parassitismi una doppia morale inaccettabile.  Non  è
  il  problema della governance di Sicilia e -Servizi che non  durerà
  molto,  il problema è che se creeremmo un danno, in questo momento,
  irrimediabile  in cui vanificheremmo un lavoro che  stiamo  facendo
  col  Governo  nazionale. Quindi, salviamo, in  questo  momento,  la
  società, l'emendamento del Governo va in questa direzione, ma dà un
  segnale onorevole Falcone, non è che gli dice:  io ti do dei  soldi
  in più per ricapitalizzare rispetto a quelli
   Sto parlando all'onorevole Falcone.
   L'emendamento del Governo non è che dice:  io ti do  2  milioni  e
  mezzo in più , dice  Bene  Tu produci un passivo, ti debbo dare dei
  soldi,  tu  la  ricapitalizzazione te la paghi con i soldi  che  ti
  spettano ,  quindi,  non  un intervento  del  Governo  che  premia,
  pertanto si deve fare l'azione di revisione della spesa, cioè:   ti
  do  la  possibilità  di  reimpiegare una parte  di  quelle  somme ,
  dopodiché,  onorevole  Falcone,  sono  disponibile,  il  Governo  è
  disponibile  a  discutere tutte le prospettive, quindi,  accetterei
  tutti gli emendamenti che dicono di verificare col Governo tutta la
  strategia  della  riscossione cercando  di  creare  un  sistema  di
  collaborazione   con   Equitalia  che  può   anche   apportare   la
  sostituzione   ma   stabilirlo  con  questi  tempi   è   un   danno
  irreparabile, perché per mesi non avremmo un centesimo per pagare i
  fornitori, per pagare i PIP, per pagare i forestali, per pagare gli
  impiegati  e  avremmo il problema di chi ci riscuote  le  tasse  ed
  avremmo il problema di pagare quei 75 milioni.
   Una  cosa è andare dal Governo con forza perché l'ho già posto  al
  Governo,  l'abbiamo  posto insieme all'assessore  Baccei  e  stiamo
  lavorando, un'altra cosa è trovarsi di fronte alla società fallita,
  con nessuno che riscuote, con qualcuno che deve venire in emergenza
  che  viene da Salvatore, ci licenzia i lavoratori, ci scarica i  75
  milioni di euro di debiti e non ci dà le entrate in tempi utili. La
  vogliamo  fare  questa considerazione? Quindi, accolgo  l'invito  a
  stralciare,  in  questo momento, questa discussione  per  fare  una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  col  Governo  e
  vedere di studiare insieme un documento che raccolga questa istanza
  per  cercare  di  salvare il sistema di Riscossione  Sicilia  senza
  avere debiti e ad incardinare un rapporto con Equitalia, però senza
  farci male. Questa è la mia proposta.

   PRESIDENTE. La richiesta di accantonamento di questo articolo  non
  può  non  essere  accolta. Il dibattito si è  sviluppato,  è  stato
  ampio.
   Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34
                  Edilizia sovvenzionata ed agevolata
   1.  Per il triennio 2016-2018 gli interventi di edilizia agevolata
  e  sovvenzionata previsti dalle leggi regionali sotto elencate sono
  finanziati   a   valere   sulle  risorse   afferenti   all'edilizia
  sovvenzionata ed agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978,  n.
  457,  che  alla data di entrata in vigore della presente legge  non
  risultino programmate mediante atti giuridicamente vincolati, nella
  misura a fianco di ciascuna legge indicata:

   a) articoli 1 e 8 della legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79  e
  successive  modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma  2  -
  capitolo 742802);
   - 34.145 migliaia di euro per l'anno 2016, 33.351 migliaia di euro
  per l'anno 2017 e 30.770 migliaia di euro per l'anno 2018;

   b)  articolo  1  della legge regionale 12 agosto  1980,  n.  86  e
  successive  modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma  2  -
  capitolo 673307);
   -  2.194 migliaia di euro per l'anno 2016, 1.955 migliaia di  euro
  per l'anno 2017 e 939 migliaia di euro per l'anno 2018;

   c)  articoli 1 e 2 della legge regionale 12 aprile 1952, n.  12  e
  successive  modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma  1  -
  capitolo 672401);
   - 11.585 migliaia di euro per l'anno 2016; 11.096 migliaia di euro
  per l'anno 2017 e 10.571 migliaia di euro per l'anno 2018;

   d)  articolo 132 della legge regionale 10 settembre 1993, n. 25  e
  successive  modifiche ed integrazioni (Missione 8 - Programma  2  -
  capitolo 673315);
   -  990 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e  930
  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2018.

   2.  Le annualità relative alle sopra indicate leggi regionali sono
  conseguentemente ridotte di pari importo».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -34.1, 34.2, 34.6, 34.3, degli onorevoli Di Mauro, Greco Giovanni e
      Lombardo;
  -34.5, degli onorevoli Clemente, Cordaro, Grasso e Gennuso;
  -34.8, del Governo.

   Si  passa  agli emendamenti soppressivi. Onorevole Greco, mantiene
  la soppressione dell'articolo?

   GRECO  Giovanni. Anche a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Clemente, lei mantiene la soppressione dell'articolo?

   CLEMENTE.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  34.8 del Governo,  al  quale  è  stato
  presentato  il  subemendamento 34.8.1, degli onorevoli  Formica  ed
  altri.

   FORMICA. Chiedo  di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel 2014,  ritengo
  inopinatamente e senza valutare le conseguenze, in quella norma  il
  Governo   ha  inserito  l'esclusione  delle  cooperative  anteriori
  all'anno  2000 che è una contraddizione in sintesi, perché  proprio
  quelle, oggi, sono le uniche che sono in grado
   Mi spiego meglio: ho presentato il subemendamento 34.8.1 che cassa
  il  comma  6. Il comma 6 cosa diceva? Che dal 2014 in poi sarebbero
  state  ammesse   a  finanziamento solo le  cooperative   successive
  all'anno 2000.
   Noi  chiediamo di cassare quella norma. Perché? Perché proprio  le
  cooperative  anteriori  all'anno  2000,  oggi,  sono   pronte   per
  iniziare,  quindi,  è un atto di buon senso che  pone  fine  ad  un
  errore che è stato fatto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 34.8.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 34.8, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 34, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  considerata l'ora, la  seduta  è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.43, è ripresa alle ore 16.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito gli assistenti a distribuire il fascicolo degli
  emendamenti  dall'articolo  35  all'articolo  93.  Invito   la   II
  Commissione  legislativa  Bilancio' a prendere posto  nell'apposito
  banco.
   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               «Art. 36
      Interventi sostitutivi per la bonifica dei siti contaminati

   1.  In  attuazione  dell'articolo 250 del  decreto  legislativo  3
  aprile  2006, n. 152, è istituito un fondo per anticipare le  somme
  necessarie  per gli interventi sostitutivi da parte della  Regione,
  in  subordine  dei  comuni inadempienti, per la bonifica  dei  siti
  contaminati, ad eccezione dei siti di interesse nazionale.

   2.  Entro  il termine di novanta giorni dall'avvio dei  lavori  di
  ripristino   ambientale,   il  competente  dipartimento   regionale
  dell'acqua  e  dei  rifiuti attiva le procedure di  recupero  delle
  somme necessarie per gli interventi sostitutivi di cui al comma  1,
  nei  confronti  dei  Comuni inadempienti, da versarsi  in  apposito
  capitolo di entrata del bilancio della Regione.

   3.  Decorso il termine di trenta giorni in difetto del recupero di
  cui  al  comma 2 il dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
  di  concerto con il dipartimento regionale delle autonomie  locali,
  provvede  al  recupero mediante compensazione dei trasferimenti  ai
  sensi  dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale  28  gennaio
  2014, n. 5.

   4.  Per  le  finalità  di cui al comma l del presente  articolo  è
  autorizzata  per  l'esercizio finanziario 2016 la  spesa  di  1.000
  migliaia di euro».

   Sono  stati presentati degli emendamenti soppressivi. I  firmatari
  degli  emendamenti, onorevoli Di Mauro, Greco, Lombardo,  Clemente,
  Cordaro Grasso non sono presenti in Aula.
   Onorevole Gennuso, l'emendamento 36.6 lo mantiene o lo ritira?

   GENNUSO. Lo ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 36.2 degli onorevoli Di Mauro ed  altri.
  Non  sono presenti i firmatari. Si passa all'emendamento 36.3 degli
  onorevoli  Di  Mauro ed altri. Non sono presenti  i  firmatari.  Si
  passa  all'emendamento 36.4 degli onorevoli Di Mauro ed altri.  Non
  sono  presenti  i  firmatari. Si passa all'emendamento  36.5  degli
  onorevoli Di Mauro ed altri. Non sono presenti i firmatari.
   Pongo  in votazione l'articolo 36. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37 che, però, ha diversi emendamenti.
   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38
                      Piani di caratterizzazione

   l.  Per  la realizzazione dei piani di caratterizzazione dei  siti
  utilizzati  come  discariche e soggetti a procedura  di  infrazione
  2003/2077 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016 la  spesa
  di 250 migliaia di euro».

   Sono  stati  presentati  gli emendamenti  soppressivi  38.1  degli
  onorevoli  Di  Mauro  ed altri e 38.2 degli onorevoli  Clemente  ed
  altri.
   Invito i firmatari al ritiro, ma non sono neanche presenti, perché
  l'articolo serve ad evitare la procedura di infrazione comunitaria.
  E' arrivato l'Assessore di riferimento, Contrafatto, però, non sono
  presenti i presentatori. E' presente solo l'onorevole Gennuso e  lo
  invito al ritiro dell'emendamento 38.2.

   GENNUSO. Lo ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi,
                            (E' approvato)

   Abbiamo   approvato  gli  articoli  36  e  38  che   non   avevano
  sostanzialmente emendamenti.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                              TITOLO III
              Disposizioni in materia di acqua e rifiuti

                               «Art. 35
         Tributo speciale per il conferimento in discarica dei
                     rifiuti solidi (Ecoincentivo)

   l. In armonia con le previsioni di cui al comma 4 dell'articolo  9
  della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 e successive modifiche ed
  integrazioni,  i soggetti conferitori in discarica dei  rifiuti  di
  cui  al  comma 2 dell'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile
  2006,  n.  152,  devono corrispondere alla Regione, dall'1  gennaio
  2017, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti,
  secondo la disciplina di cui all'articolo 2 della legge regionale 7
  marzo  1997,  n.  6  e successive modifiche ed integrazioni,  nella
  misura  di  seguito  indicata,  in considerazione  del  livello  di
  raccolta differenziata su base annua:

    PERCENTUALE DI RACCOLTA      RIFIUTI
    DIFFERENZIATA (RD) DEL     URBANI PER
            COMUNE                 KG
    minore o uguale al 15%
                                 0,02152
    maggiore del 15% e fino
            al 25%               0,01937
    maggiore del 25% e fino
            al 35%               0,01506
    maggiore del 35% e fino
            al 45%               0,01291
    maggiore del 45% e fino
            al 65%               0,00775
       maggiore del 65%
                                 0,00517

   2. Per la rilevazione del livello di raccolta differenziata i dati
  devono essere desunti dalla dichiarazione annuale di cui alla legge
  25  gennaio  1994,  n.  70 e successive modifiche  ed  integrazioni
  (MUD),  riferita ai singoli Comuni sui quali ricadono  gli  effetti
  del tributo speciale come rideterminato nel comma 1. Per il calcolo
  delle  percentuali della raccolta differenziata,  i  Comuni  devono
  tenere  conto  dei criteri adottati dalla Regione, autocertificando
  la percentuale raggiunta.

   3.  I  Comuni  hanno l'obbligo di trasmettere la  dichiarazione  e
  l'autocertificazione di cui al comma 2 entro  e  non  oltre  il  30
  giugno  al  dipartimento regionale dell'acqua  e  dei  rifiuti.  La
  mancata  comunicazione comporta l'applicazione  del  tributo  nella
  misura  massima  di  cui  al  comma l.  Il  dipartimento  regionale
  dell'acqua  e  dei  rifiuti provvede ad eseguire  il  controllo,  a
  campione, dei dati forniti.

   4.   I  Comuni  che  non  raggiungono,  nell'anno  precedente,  la
  percentuale di raccolta differenziata del 65 per cento, sono tenuti
  al   pagamento   dell'addizionale  del  20   per   cento   prevista
  dall'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

   5.  L'addizionale di cui al comma 4 è applicata  con  le  modalità
  previste dall'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
  successive  modifiche  ed integrazioni ed è  versata,  dai  gestori
  degli  impianti di smaltimento, in un apposito capitolo di  entrata
  del bilancio della Regione.

   6.  La percentuale di raccolta differenziata sulla quale applicare
  il  tributo  speciale  per il deposito in  discarica  dei  rifiuti,
  nonché  l'addizionale  di  cui al comma  4,  è  quella  determinata
  nell'anno precedente in attuazione del comma 2.

   7.  Per  gli  scarti, i sovvalli, i fanghi anche palabili,  dall'1
  gennaio 2017, il tributo speciale per il deposito in discarica  dei
  rifiuti è pari al 20 per cento del tributo di cui al comma l, oltre
  l'addizionale di cui al comma 4, ove dovuta.

   8.   Per   ogni  trimestre,  i  funzionari  di  cui  al  comma   7
  dell'articolo  2  della  legge regionale  7  marzo  1997,  n.  6  e
  successive  modifiche ed integrazioni, trasmettono al  dipartimento
  regionale  dell'acqua  e dei rifiuti una relazione  contenente  gli
  esiti   dei   controlli  effettuati  ivi  compreso  il  contenzioso
  attivato.

   9.  All'articolo 2 della legge regionale 7 marzo  1997,  n.  6  le
  parole  Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente   sono
  sostituite  dalle parole  dipartimento regionale dell'acqua  e  dei
  rifiuti .

   10. Per le restanti tipologie di rifiuti non di provenienza urbana
  continua  ad  applicarsi  il comma 3 dell'articolo  8  della  legge
  regionale 16 aprile 2003, n. 4.

   11.   Fino  alla  determinazione  della  percentuale  di  raccolta
  differenziata di cui al comma 2 del presente articolo,  il  tributo
  speciale per il deposito in discarica dei rifiuti si applica  nella
  misura in atto stabilita, salvo conguaglio.

   12.  Per  il primo triennio dall'entrata in vigore della  presente
  legge  si  applica  una decurtazione del 30 per cento  del  tributo
  speciale per il deposito in discarica dei rifiuti per i Comuni  che
  realizzano  un  incremento su base annua almeno  pari  a  10  punti
  percentuali della raccolta differenziata ed una decurtazione del 40
  per  cento  del  tributo speciale per il deposito in discarica  dei
  rifiuti  per  i Comuni che realizzano un incremento su  base  annua
  almeno pari a 15 punti percentuali della raccolta differenziata.

   13.  Per  il primo triennio dall'entrata in vigore della  presente
  legge  , la quota del 20 per cento di cui all'articolo 2, comma  2,
  della  legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6, relativa alle  maggiori
  risorse di cui al comma 5, è destinata ai Comuni che raggiungono un
  incremento  di  almeno il 10 per cento della raccolta differenziata
  su base annua.

   14.  Per  l'anno 2017 l'incremento su base annua della percentuale
  di  raccolta  differenziata, di cui ai commi 12 e 13,  è  calcolato
  rapportando  la percentuale realizzata nel 2015 rispetto  a  quella
  del  2016  e  cosi per gli anni successivi facendo  riferimento  al
  biennio precedente.

   15. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
  n. 6 è sostituito dal seguente:

    2.  Il  gettito  derivante dal tributo affluisce su  un  apposito
  fondo  del  bilancio della Regione così come previsto dall'articolo
  3,  comma  27,  della legge 28 dicembre 1995, n. 549  e  successive
  modifiche ed integrazioni. .

   16. Ferme restando le quote previste dal comma 27 dell'articolo  3
  della  legge  28  dicembre 1995, n. 549 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  il  50 per cento del gettito derivante  dal  tributo
  speciale  è destinato ad attività finalizzate alla riduzione  della
  produzione   di   rifiuti  ed  all'incentivazione  della   raccolta
  differenziata  esclusivamente presso i comuni che  hanno  usufruito
  della tariffa nella misura minima.

   17.  Al  fine  di  promuovere il riutilizzo, il riciclaggio  e  il
  recupero  dei  rifiuti  urbani  e  speciali,  nell'attuazione   del
  principio  generale della gerarchia di trattamento, si privilegiano
  procedure   di   autorizzazione   accelerate   e,   ove   previste,
  semplificate   come   disposto  dall'articolo   214   del   decreto
  legislativo  3  aprile  2006,  n. 152  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  per la realizzazione di impianti di trattamento  per
  il riciclaggio ed il recupero sia di frazioni secche che umide, con
  l'adozione  da  parte della Regione di un iter amministrativo  che,
  lasciando  fermi i vigenti termini minori, imponga  la  conclusione
  del  procedimento ed il rilascio del titolo autorizzatorio da parte
  dell'amministrazione competente entro e non oltre dodici mesi dalla
  data  del  deposito del progetto definitivo da parte  del  soggetto
  richiedente.

   18.  Gli  impianti  che  godono  di questo  regime  speciale  sono
  identificati  in quelli dedicati esclusivamente al trattamento  per
  il recupero di materia:

   a)  impianti  per  la selezione dei rifiuti urbani indifferenziati
  dedicati  alla massimizzazione del recupero di materia al fine  del
  riciclaggio,  e  con  esclusione  di  produzione  CDR/CSS,  e   con
  eventuale  linea di presso-estrusione delle plastiche e  produzione
  di materia prima secondaria;

   b)  impianti  di compostaggio aerobico, compresi gli  impianti  di
  compostaggio   aerobico  automatici,  ed  impianti  di   digestione
  anaerobica con successivo compostaggio aerobico alimentati  con  la
  FORSU  con  capacità di trattamento inferiore a  36.000  tonnellate
  annue  ed inferiore alla eventuale potenza elettrica di l Megawatt,
  con un controllo accurato del materiale in entrata e in uscita;

   c)   impianti   di   selezione  e  riciclo  di   frazioni   secche
  differenziate,  con  eventuale  linea  di  presso-estrusione  delle
  plastiche con capacità di trattamento inferiore a 36.000 tonnellate
  annue;

   d) centri per il riuso e centri di raccolta.

   19.  Gli  impianti di cui al comma 18, lettera b),  di  digestione
  anaerobica  sono autorizzati privilegiando l'immissione del  biogas
  prodotto   nella  rete  pubblica  di  distribuzione  gas,   tramite
  trattamenti  di  purificazione e adeguamento  alle  caratteristiche
  richieste  dai gestori della rete stessa, ad eccezione  del  biogas
  impiegato in impianti di bassa potenza termica ed elettrica per  il
  fabbisogno  energetico  necessario al  funzionamento  dell'impianto
  stesso.  E'  previsto altresì l'uso del biogas come carburante  per
  autotrazione    da   commercializzare   nelle   reti    commerciali
  autorizzate,  specialmente laddove è assente la  rete  pubblica  di
  distribuzione  gas. Tale procedura si intende estesa agli  impianti
  di  digestione  anaerobica con successivo trattamento  aerobico  di
  qualsiasi  dimensione  ed alimentati sia da  FORSU  che  da  scarti
  agricoli  che  possano  produrre  compost  idoneo  all'impiego   in
  agricoltura e nel giardinaggio.

   20.  Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui al presente
  articolo,  gli  impianti autorizzati con la procedura  semplificata
  non possono successivamente essere autorizzati a trattare materiali
  in ingresso diversi da quelli originariamente previsti».


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, le chiedo gentilmente, dato che è  in
  corso,  ho saputo, una riunione alla presenza del Presidente  della
  Regione  su  alcune  tematiche  inerenti  la  legge  di  stabilità,
  all'interno della quale sono impegnati i capigruppo, le chiedo - se
  è  possibile - un quarto d'ora, venti minuti di sospensione in modo
  tale  da  poter  trattare,  alla presenza  dei  capigruppo,  questi
  importanti articoli

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, ho avuto modo già di riferirlo  al
  Presidente  della  Regione. Ormai è da quattro legislature  che  io
  sono qui dentro e ogni volta che si approvava una Finanziaria c'era
  il  cattivo vezzo di bloccare i lavori dell'Aula - non è questo  il
  caso - e quindi c'è il rispetto anche per i parlamentari.
   Finalmente siamo riusciti, in questa legislatura, quanto  meno,  a
  darci  una regolata sugli orari, laddove è possibile farlo. Ho  già
  riferito al Presidente Crocetta che la riunione è opportuna farla a
  chiusura  dell'Aula  che  avverrà alle ore  20.00.  Ma  questo  per
  rispetto dei lavori del Parlamento, perché se c'è un programma  dei
  lavori   non   possiamo  noi  sul  momento   cambiare   le   nostre
  impostazioni.

   LOMBARDO.  Non voglio stravolgere i lavori assembleari, né  voglio
  attuare delle tecniche opportunistiche.

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, ho avuto modo già di riferirlo  al
  Presidente  Crocetta. Se c'è l'esigenza, tutta legittima,  dopo  le
  ore  20.00,  il  Presidente  Crocetta con  i  capigruppo,  tutti  i
  capigruppo  -  quindi,  non c'è un problema  di  maggioranza  o  di
  opposizione  - possono concordare alcune linee che, però,  dovranno
  trovare  sintesi nel Parlamento stesso. Quindi, non posso  rinviare
  la seduta

   LOMBARDO.  Allora noi trattiamo l'argomento dei  rifiuti  senza  i
  capigruppo?

   PRESIDENTE.  Forse  non  mi so spiegare.  Ma  è  un  problema  dei
  capigruppo,  non  è  un  problema di questo Parlamento,  non  è  un
  problema neanche suo. Se abbiamo detto che il Parlamento riprendeva
  l'esame  alle  ore  16.00, non possiamo dire  che  poi  succede  un
  problema in conferenza dei capigruppo e si rinvia.
   Onorevole  Lombardo,  mi  consenta,  il  capogruppo  del   Partito
  Democratico è in Aula

   LOMBARDO. E allora possiamo andare avanti

   PRESIDENTE.  Comunque andavamo avanti  Era per dirle, senza  nulla
  togliere all'onorevole Anselmo, anzi tutt'altro...


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   PRESIDENTE. Ritorniamo all'articolo 35.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  35
  introduce  un istituto che noi abbiamo condiviso, il mio Gruppo  ha
  condiviso. Abbiamo pure presentato un disegno di legge che è  stato
  oggetto   di   discussione  in  Commissione    Bilancio .   Abbiamo
  apprezzato che il Governo ha accettato, con parere positivo, alcuni
  emendamenti che abbiamo presentato in Commissione  Bilancio .
   Abbiamo  poi  ripresentato qualche emendamento correttivo.  Ce  ne
  sono tre, in particolare dei nostri. Però, volevo segnalare che c'è
  un  altro  emendamento  che  non è in  questo  fascicolo  ma  negli
  aggiuntivi  che introduce la tariffa puntuale. E' stato oggetto  di
  discussione approfondita in Commissione  Bilancio  e sono dell'idea
  che  questa proposta, cioè la tariffa puntuale, che tra l'altro,  è
  una   disposizione  nazionale  perché  trova  risposta  nel  codice
  dell'ambiente,  sicuramente sarà condivisa dal Governo  e,  quindi,
  vorrei  che  venisse  discussa nella sede della  discussione  degli
  emendamenti aggiuntivi. Per il resto l'articolato è condivisibile.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  richiamare
  l'attenzione  dell'Aula sulle disposizioni, appunto,  dell'articolo
  35,  che  in  Commissione, sicuramente, mi hanno  visto  contrario,
  ovviamente, alla loro previsione.
   Mi  piace  ricordare e rammentare che con questo  articolo  35  si
  ipotizza    un    incentivo   alla   raccolta   differenziata    e,
  sostanzialmente, si vanno a premiare quei comuni  che,  in  qualche
  modo,  in termini virtuosi, hanno svolto la raccolta differenziata,
  svolgendo,   ovviamente,  un  importante  lavoro,  una   importante
  attività.
   Di contro, la normativa interviene nei confronti di coloro i quali
  non hanno raggiunto la raccolta differenziata, così come prevede la
  legge - e mi riferisco in maniera particolare alla percentuale  del
  65  per cento - prevedendo una sanzione nei loro confronti,  a  mio
  avviso, dove abbiamo fatto anche un parametro, estremamente pesante
  al riguardo.
   Mi  permetto di evidenziare che, se i comuni non hanno  effettuato
  raccolta  differenziata,  non credo che  sia  esclusivamente  colpa
  loro.
     Penso  che  la  Regione - e segnatamente anche  il  dipartimento
  allora competente - abbia svolto un ruolo determinante affinché, in
  qualche  modo,  molti  comuni  e  non  hanno  avviato  la  raccolta
  differenziata  e  si  trovano sicuramente indietro  nell'ambito  di
  questa importante iniziativa. Quello che preme a me rammentare,  ai
  colleghi,  è che la sanzione, ancorché ovviamente vada a colpire  i
  comuni, poi, nei fatti, si riferisce, ovviamente, alla collettività
  che  sarà  chiamata  a risponderne dal punto di  vista  prettamente
  economico-patrimoniale.
   Poiché,  per quanto riguarda i rifiuti in alcuni comuni,  per  non
  dire  quasi per tutta la Sicilia, i tributi in ordine alla raccolta
  differenziata, comunque, alla raccolta dei rifiuti, sono i più alti
  in   assoluto  nell'ambito  del  territorio  italiano,  con  queste
  sanzioni  noi non facciamo altro che aggravare  ancora  di  più  la
  grave   situazione  in  cui,  ovviamente,  versano   i   comuni   e
  segnatamente, soprattutto, coloro i quali già si trovano in  enorme
  difficoltà,  invece quindi di capire quali sono i  motivi  e  quali
  sono  i  percorsi che possono essere attivati affinché, in  qualche
  modo, quei comuni che hanno qualche difficoltà possono essere messi
  nelle  stesse  condizioni  degli altri comuni  e,  quindi,  poterli
  agevolare nell'ambito di questa iniziativa, noi non facciamo  altro
  che  aggravarne  le  conseguenze là dove  già,  effettivamente,  le
  conseguenze sono già abbastanza gravi.
   Ritengo, pertanto, che al di là ovviamente del merito che è quello
  sicuramente  di  incentivare la raccolta  differenziata,  poi,  nei
  fatti,  si traduce in una sanzione che, per quanto mi riguarda,  la
  ritengo  del  tutto iniqua, pesante e, soprattutto, impossibile  da
  attuare  in  dipendenza delle  conseguenze che ne derivano,  motivo
  per cui mi sono permesso di presentare, gli emendamenti soppressivi
  perché credo che è altro la metodologia per incentivare la raccolta
  differenziata   che  dovrebbe  essere  utilizzata.  Sanzionando   o
  gravando dal punto di vista economico i cittadini causeremmo  delle
  conseguenze sicuramente disastrose.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  su
  questo articolo bisogna fare una riflessione. Signor Assessore,  mi
  scusi   io  gradirei  che  lei  su  questo  articolo,  al   di   là
  dell'opinione  espressa  da  chi è stato  favorevole,  ritengo  che
  dobbiamo essere anche pratici.
   Oggi  in  Sicilia,  e lo dico a lei perché sicuramente  è  il  suo
  assessorato  e,  quindi, può dare contezza di  quanto  io  sto  per
  affermare,  sostanzialmente, la legge n. 9/2010  che  ha  istituito
  l'SRR  aveva disciplinato un sistema integrato dei rifiuti, quindi,
  nella  gestione  dei rifiuti, che consentiva,  che  avrebbe  dovuto
  portare  alla costituzione, quindi, a un ciclo dalla raccolta  allo
  smaltimento  e al riciclo dei rifiuti. Per varie vicissitudini  che
  non stiamo qui a dire questo sistema si è inceppato.
   Sappiamo  che sono state poste in liquidazione le Ato, sono  stati
  nominati  i  commissari,  e, purtroppo, le dotazioni  organiche,  i
  piani  di ambito non sono stati approvati, quindi, oggi pensare  di
  raggiungere il 65% quando non c'è un sistema che è andato a regime,
  significa  mettere non i comuni, ma i cittadini in  una  condizione
  veramente  grave,  perché l'aumento del tributo  poi  si  riverserà
  necessariamente  sui  cittadini, già il  tributo  che  si  paga  in
  discarica  è abbastanza alto, quindi, io chiederei, sono  d'accordo
  con  l'emendamento  soppressivo  presentato  dall'onorevole  Fazio,
  perché  si  possa parlare di un incentivo ai comuni che raggiungono
  il  65%, significa mettere i comuni nella condizione di raggiungere
  il 65%.
   Ricordo  a  me  stessa  che  in alcune province  gli  impianti  di
  compostaggio sono chiusi, non c'è neanche quella parte di umido che
  può   contribuire,  quello  che  passerebbe  per  un  incentivo   è
  un'ecotassa. Io invito l'Aula a fare una riflessione e  soprattutto
  quei  deputati  che  hanno  maggiore contezza  delle  realtà  delle
  autonomie  locali  e dei comuni, per comprendere effettivamente  se
  questo è un incentivo a volere differenziare di più, o invece è  un
  ulteriore  costo che oggi si aggiunge ai cittadini, e io credo  che
  sia  un  costo,  non si possono fare passare norme come  incentivi,
  perché la Regione, il dipartimento ha delle precise responsabilità.
  Quando  il  dipartimento approverà i piani di ambito, le  dotazioni
  organiche, farà partire gli impianti e quando il ciclo dei  rifiuti
  si  è  concluso  con il riciclo della differenziata,  allora,  poi,
  possiamo parlare di applicare l'ecotassa o l'incentivo. Grazie.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   merito
  all'articolo  35  vorrei  che  vi  fosse  preliminarmente,   se   è
  possibile,  un'interlocuzione fattiva con l'assessore  Contrafatto.
  Chiedo questa interlocuzione, assessore, anche perché, come abbiamo
  avuto modo di apprezzare nel corso di questa legge di stabilità, su
  varie tematiche si è potuto interloquire con gli assessori al  ramo
  e si è riusciti anche a comprendere meglio per l'appunto quali sono
  le  intenzioni  del Governo, perché vede, assessore  Contrafatto  e
  onorevoli colleghi, il rischio che si profila con l'articolo 35 non
  è  tanto  nel  merito dell'articolo 35 che vede favorevole  sia  il
  Movimento per l'Autonomia, penso anche tanti colleghi, il Movimento
  Cinque  Stelle  ed  altri che hanno suggerito delle  modifiche.  Il
  punto, assessore Contrafatto, è che anche in ambito dei rifiuti non
  vi   è  una  strategia  proprio  perché  abbiamo  letto   Assessore
  Contrafatto,  in  merito alla legge 9 del 2010,  io  penso  che  in
  questa  regione  ci  si  sia , come dire, nel  corso  della  scorsa
  legislatura,  e non solo, battuti un po' tutti per evitare  che  in
  questa    regione    si   potessero,   all'epoca,    costruire    i
  termavalorizzatori, come sappiamo. Sappiamo che anche il presidente
  della   regione  Crocetta  e  molti  degli  esponenti  del  partito
  democratico all'epoca si batterono affinché il sistema di  gestione
  e  della  termovalorizzazione all'interno  di  questa  regione  non
  vedesse  la luce, non sulla base di un no pregiudiziale,  ma  sulla
  base  di  un nuovo concetto nella gestione dei rifiuti che  potesse
  valorizzare  il rifiuto e potesse generare, per questa regione,  un
  utile  dal  trattamento  e dalla gestione di  questi  rifiuti.  Sia
  l'onorevole Fazio, giustamente, ma anche l'onorevole Grasso,  hanno
  posto  dei  dubbi su questo comma 1 che, per carità, è un principio
  condivisibile ma che, come ha ricordato l'onorevole Fazio,  oggi  i
  comuni non riescono a gestire.
   Dinnanzi  a  questo  le  chiedo,  assessore  Contrafatto,  come  è
  possibile che in tre anni questo governo non sia riuscito a  creare
  una  filiera nella gestione dei rifiuti adeguandosi ai più  moderni
  piani  di  gestione dei rifiuti? Come è possibile che oggi sentiamo
  che  la  regione  ha  dato il proprio assenso alla  costruzione  di
  termovalorizzatori in Sicilia quando si andrà al compimento  di  un
  sistema dei rifiuti che riesca a trattare e a bruciare soltanto una
  parte minima del rifiuto. Quindi, la domanda che le pongo per avere
  chiarezza io e questo Parlamento una volta per tutte, perché non si
  riesce  ad  approntare una riforma organica invece di  andare  ogni
  legge di stabilità a inserire qualche articolo, qualche emendamento
  che  non fa nient'altro che ingenerare confusione, non si riesce  a
  creare  una  riforma  organica che crei le filiere  e  che  generi,
  all'interno  dei  comuni,  la possibilità per  gestire  l'eventuale
  prodotto differenziato.
   Questa  è  la domanda che le pongo assessore. Non è possibile  che
  per  anni  questo Parlamento e il governo della scorsa legislatura,
  con  dei  rappresentanti che oggi siedono  in  questo  governo  che
  all'epoca    da    parlamentari   sostenevano   l'abolizione    dei
  termovalorizzatori,  oggi danno l'assenso per  la  costruzione  dei
  termovalorizzatori  e non pongono gli strumenti  utili  affinché  i
  comuni  raggiungano,  giustamente assessore, come  lei  ha  cercato
  insieme  anche  al movimento cinque stelle che è stato  propositivo
  nell'inserire  un  sistema che consenta ai  comuni  di  raggiungere
  questi livelli di raccolta differenziata che non sono un traguardo,
  dovrebbero essere la normalità.
   Quindi, quello che le chiedo assessore, cosa mettiamo noi oggi  di
  risorse  e  di somme affinché i comuni possano gestire  il  rifiuto
  differenziato? Questa è la domanda. Non è inserire una tassa per il
  comune che oggi, come ricordava bene l'onorevole Fazio, non sarà in
  grado  di  corrispondere. E poi un'altra domanda e  penso  che  sia
  centrale  assessore,  se  avrà la cortesia  di  rispondermi.  Com'è
  possibile che il governo della regione siciliana che nella  persona
  del  presidente  Crocetta e di alcuni autorevoli rappresentanti  di
  questo  governo,  per  anni  si  è  battuto  per  l'abolizione  dei
  termovalorizzatori,  affinché  non  venissero  costruiti  oggi   dà
  l'assenso  per la costruzione di termovalorizzatori  che  non  sono
  proiettati  da qui ai prossimi cinque anni, sono oggi  un  concetto
  trapassato.
   Come   è   possibile   che  questo  governo  punti   tutto   sulla
  termovalorizzazione?
   Paradossalmente,  assessore  Contrafatto,  le  dico  che  fare  la
  differenziata, a fronte di sei impianti, otto,  due mega impianti è
  inutile,  è una contraddizione in termini, da un lato in conferenza
  stato-regione dire sì ai termovalorizzatori, dall'altro proporre un
  articolo e un comma per aumentare la raccolta differenziata.
   Chiaritevi le idee

   ALONGI. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio intervento
  vorrei  fare  due  piccole considerazioni, ma le ho  già  fatte  in
  Commissione  in  occasione  della  sua  audizione  quando   abbiamo
  discusso su questo specifico articolo.
   Veda,  sono due ragionamenti che abbiamo fatto in Commissione,  ma
  le vorrei fare qui all'Aula e la Governo tutto che è presente.
   Le ho già detto la volta scorsa in Commissione che ritengo che noi
  non possiamo scaricare ai sindaci, ed è chiaro che questa non è una
  responsabilità, Assessore, che io le voglio addossare, perché lei è
  Assessore  di  questo Governo soltanto da meno di un anno,  se  non
  vado errato, mi corregga se non è così.

   BACCEI, assessore per l'economia. Un anno e due mesi.

   ALONGI.  E' chiaro che non possiamo addebitarle responsabilità  di
  programmazione, però le voglio dire con molta schiettezza  che  non
  possiamo continuare a scaricare le responsabilità di una incapacità
  progettuale di questi ultimi anni ai sindaci
   E mi spiego meglio.
   non   possiamo  scaricare  ai  sindaci  l'assenza  di  un'adeguata
  programmazione  e  realizzazione  di  impianti  di  riciclo  e   in
  particolar  modo  dell'umido, perché,  Assessore,  diciamocelo  con
  molta  schiettezza, riusciamo a raggiungere le  quote  del  65  per
  cento di raccolta differenziata soltanto se riusciamo a trovare nel
  territorio regionale impianti dove possiamo portare l'umido.
   L'umido  è  la  maggiore  percentuale di rifiuto  che  può  essere
  riciclato,  perché la plastica, le lattine, il  vetro  e  la  carta
  hanno  una  percentuale molto bassa, non possono  fare  raggiungere
  quel 65 percento.
   E'  chiaro  che l'umido - lei mi insegna - che ha una  percentuale
  molto alta per permettere di raggiungere ai comuni quel traguardo.
   Allora io le dico con molta schiettezza che se noi non realizziamo
  in  Sicilia impianti di compostaggio nel territorio e che non  sono
  a  200 chilometri dove può essere portato l'umido, chiaramente sarà
  difficile che i comuni possano raggiungere quelle percentuali.
   E  tutto  questo  si ribalterebbe sui sindaci e,  a  cascata,  sui
  cittadini che poi sono costretti a pagare una super tassa,  un  eco
  tassa   aggiuntiva   per  il  mancato  raggiungimento   di   quella
  percentuale.
   Ma, vorrei aggiungere a questo un altro tema che è particolarmente
  significativo e importante.
   Credo  che  sia  importante, Assessore, se  questo  testo  dovesse
  passare e io la invito ad un impegno pubblico in quest'Aula, glielo
  avevo  chiesto  anche in Commissione, a utilizzare  queste  risorse
  affinché nei comuni il cittadino virtuoso possa essere agevolato.
   Mi spiego meglio. Oggi in un comune se un cittadino fa la raccolta
  differenziata  e raggiunge il 65 percento, ma nello  stesso  comune
  l'80 percento non fa la raccolta differenziata, il cittadino che  è
  modello  nella differenziata, viene equiparato come gli  altri  che
  non l'hanno fatta.
   Allora, o creiamo strumenti affinché il cittadino, cioè la singola
  tariffa  sul  singolo cittadino che è riuscito a fare  la  raccolta
  differenziata può essere premiato o alla fine noi faremo sempre  di
  un'erba un fascio.
   Allora,  ritengo  che sia importante pensare e  ripensare  ad  uno
  strumento di disponibilità economica, non soltanto verso i  comuni,
  ma  verso i comuni e attraverso questo, attraverso i cittadini  che
  hanno  la  voglia,  la capacità e la volontà di  fare  la  raccolta
  differenziata perché se no facciamo di tutta una erba un fascio.
   Presidente Crocetta è un invito che chiaramente le stiamo facendo,
  attenzione,  perché  io credo che raggiungeremo queste  percentuali
  importanti, se creiamo strumenti di sostegno a quei Comuni e a quei
  cittadini che hanno voglia di fare la raccolta differenziata.
   Quindi  ritengo  che  l'articolo, così com'è strutturato,  non  lo
  condivido in pieno.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  brevemente,  in
  merito  a  questo articolo 35 sul quale già si sono  soffermate  le
  osservazioni  di molti miei colleghi che è inutile  ripercorrere  e
  relativamente proprio a quello che di fatto è una eco-tassa che poi
  il  governo  cerca di addolcire trasformandola in un  eco-incentivo
  con  le  previsioni del comma 12, io avevo sollevato in commissione
  delle  perplessità che mi sono permesso di ribadire  attraverso  la
  proposizione di un emendamento, esattamente il 3554.
   Come i colleghi avranno notato questo articolo 35, questa imposta,
  questo tributo speciale viene commisurato a secondo degli scaglioni
  di raccolta differenziata per cui minore è lo scaglione di raccolta
  più  alto è il tributo e questo in linea di principio va benissimo.
  Attraverso il correttivo del comma 12 però si introduce un  sistema
  per  cui  non si fa più riferimento né al dato di partenza,  né  al
  dato  finale  di  raccolta percentuale realizzata  all'interno  del
  comune ma solo all'incremento di differenziata e questo può portare
  a  delle  notevoli  storture, nel senso che è evidente  che  se  un
  comune  parte  da  zero  è  molto  più  semplice  per  quel  comune
  raggiungere  il  15 per cento in un anno di raccolta  differenziata
  perché da 0 a 15 è semplicissimo, è un'esperienza normalissima  che
  si  è  fatta  in  tutti i comuni nei primi periodi di  avvio  della
  differenziata così come è semplice da 15 arrivare a 30.
   Se  un comune già virtuosamente ha raggiunto il 50 e parte da  50,
  da 50 a 65 le difficoltà sono molto più notevoli.
   Allora  questo emendamento serve ad evitare che si assista ad  una
  vera  e  propria  stortura e cioè che io parto da 50  e  riesco  ad
  arrivare  a  55  paradossalmente  rischio  di  pagare  un'eco-tassa
  superiore a quello che partendo da 20 è arrivato a 35.
   Per  cui  il  correttivo posto da questo emendamento è proprio  in
  questo  senso,  evitare  comunque che un comune  che  raggiunge  un
  livello  di raccolta differenziata di una fascia superiore rispetto
  a  quella precedente, anche se ha un incremento nell'anno minore di
  quello  che  parte da una qualifica inferiore possa  pagare,  possa
  essere  costretto  a pagare di più rispetto al  comune  che  ha  sì
  attuato  un incremento maggiore nell'ultimo anno ma che rimane  pur
  sempre sotto la soglia di differenziata dell'altro.
   Credo  che  sia un emendamento di assoluto buon senso e anche  che
  corrisponda ad un senso di giustizia nei confronti dei  comuni  che
  hanno  già  avviato da tempo, nonostante il deserto in  Sicilia  di
  impianti che favoriscono questo sistema, una raccolta differenziata
  che  già  in  alcuni  casi  lodevoli arriva  a  livelli  abbastanza
  soddisfacenti.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato  con
  interesse  tutti  i colleghi e uno degli interventi  che  condivido
  nella  prima parte è quello dell'onorevole Alongi perché parla  non
  solo   della  raccolta  differenziata,  perché  se  nella  raccolta
  differenziata  parliamo di plastica, di carta e quant'altro  ha  un
  certo  peso  ma  se  invece nella raccolta  differenziata  mettiamo
  quello  che  dovrebbe essere messo nei cassonetti cioè l'umido,  il
  peso naturalmente aumenta.
   Assessore  Contrafatto,  lei  deve  sapere  una  cosa   e   questa
  interrogazione che farò fra qualche minuto è una interrogazione che
  parla del comune di Catania.
   Il  Comune di Catania non può mai se l'Assessore Cracolici  me  lo
  consente,  il comune di Catania, cosa che sanno ben pochi cittadini
  e  anche pochissimi deputati della provincia di Catania, il  comune
  di  Catania ha un capitolato, Assessore, Presidente, che non  potrà
  mai  e  dico mai raggiungere il 65%. Perché non può raggiungere  il
  65%. Perché nel capitolato, io non vorrei che questo capitolato sia
  un  copia  e incolla in altri comuni. Il capitolato del  comune  di
  Catania prevede che i rifiuti indifferenziati cioè quelli che vanno
  in discarica, sono a carico del comune di Catania, non dell'azienda
  che vince l'appalto. Allora l'azienda che vince l'appalto paga solo
  ed esclusivamente i rifiuti differenziati.
   Allora se io raccolgo mille chili di rifiuti in un giorno e di cui
  800  li  porto in discarica, io azienda x e azienda y non mi  costa
  nulla,  ne prendo 200 e li porto per l'indifferenziata e pago  solo
  per 200kg, allora che succede?
   In  molti comuni e a Catania in particolar modo, la maggior  parte
  dei  rifiuti vanno a finire in discarica perché i primi, le aziende
  che  hanno l'appalto per il servizio non hanno nessuno interesse  a
  portarlo perché devono pagare loro.
   Allora una delle cose che bisogna fare e bisogna dire che non  può
  avvenire  ne  i  capitolati d'appalto, quando si fa  un  capitolato
  d'appalto  chi  vince  la gara deve anche pagare  gli  oneri  della
  discarica. Poi se dobbiamo sicuramente, quello che sta avvenendo  a
  Catania è un fatto emblematico, assessore. Noi abbiamo visto come i
  cittadini catanesi che stiamo pagando i rifiuti de comuni limitrofi
  alla  città di Catania perché da Pedara ad arrivare a Gravina  o  a
  S.Agata Li Battiati  hanno chiuso tutti i cassonetti e tutti questi
  rifiuti vengono portati nelle città di Catania.
   Allora assessore, la prima cosa che le chiedo che bisogna fare una
  circolare  e in questa circolare bisogna dire chiaramente  che  gli
  oneri per la discarica vengono e devono farsi carico le aziende che
  vincono gli appalti. Per quanto concerne invece questa tipologia di
  ecotassa  mi vede sicuramente a favore perché solo cosi, credo  che
  possa  veramente  iniziare una raccolta differenziata  capillare  e
  possiamo  raggiungere quelle quote che ognuno di noi come cittadini
  ci aspettiamo. Grazie.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a Palermo  c'è  in
  voga  e penso poi in tutta la Sicilia una bella frase. Dice:  Ma  è
  babbiu o è vero? O c'è u babbiu
   Ora,  mi  verrebbe  da  dire  che siamo  in  presenza  del  solito
  Sbabbiu ,  però, dall'altro fatto rifletto pure sul  punto  che   u
  babbiu , se è  babbiu , in genere, non fa danno. Qui, invece, siamo
  in  presenza  di un  babbiu  che, oserei definire, tragico  per  le
  conseguenze e micidiale per i comuni.
   Perché dico questo?
   Presidente  com'è  possibile,  com'è immaginabile  assistere  alle
  giravolte di un Governo regionale che dichiara, urbe e orbi, con la
  sua  stessa  maggioranza e, soprattutto, con quella componente  del
  Partito  democratico  che si rifà a più antiche  tradizioni,  e  mi
  riferisco  ai DS, che da sempre hanno portato avanti una  battaglia
  contro  l'ipotesi persino di termovalorizzazione  e  senza,  voglio
  dire, avere una  qualche ragione di condivisione per portare avanti
  questa battaglia.
   Com'è  possibile  che, il Presidente della Regione  più  volte  ha
  dichiarato,  sulla  stampa, in Aula e su  ogni  mezzo,  persino  in
  televisione,  che si sarebbe opposto con tutte le  sue  forze  alla
  costruzione  di  termovalorizzatori in Sicilia, si arrivi,  poi,  a
  prevederne la costruzione di 2 mega da parte del Governo impresario
  di Roma. Dico Governo impresario perché un Presidente del Consiglio
  che vuole imporre alle Regioni la costruzione di questi mostri è un
  impresario,  ora vedremo perché è un impresario, che  porta  avanti
  una  propria  linea di ipotesi di trattamento dei rifiuti  che  non
  trova giustificazione del punto di vista tecnico, ma ne trova tante
  dal punto di vista della finanza.
   E  perché  dico questo? Dico questo perché di termovalorizzazione,
  che  poi  questo  eufemismo,  si  tratta  di  inceneritori  a  cui,
  sostanzialmente,  per  addolcirli, per  renderli  più  attraenti  e
  malleabili, si appiccica la parola valorizzazione.
   Di  termovalorizzazione,  dicevo,  non  si  parla  più  nei  paesi
  sviluppati.
   E'  vero  che  in  Austria  c'è il termovalorizzatore,  ma  perché
  l'hanno   costruito   30   e   più  anni   fa,   quando,   sì,   la
  termovalorizzazione era all'avanguardia. E' vero che in  Danimarca,
  in altri posti ci sono, ma per le stesse motivazioni.
   Non c è alcun Paese al mondo che ancora propone, partendo oggi per
  la costruzione in futuro, prevede la termovalorizzazione, perché  i
  sistemi che oramai vanno in voga, per il recupero di materie  prime
  e seconde dai rifiuti, non prevedono più la termovalorizzazione del
  rifiuto stesso.
   Non  si  capisce,  quindi, cos'è che ha  fatto  cambiare  idea  al
  Governo.
   Ma  dirò  di  più. Come si può pensare, e ritorniamo al   babbiu ,
  come  si  può  pensare  di  imporre una  ecotassa   progressiva  ai
  comuni:  a  quegli  stessi  comuni a  cui  non  si  è  data  né  la
  possibilità  di  una programmazione del ciclo dei rifiuti;  a  quei
  cittadini  a  cui non si è data la possibilità con  la  costruzione
  degli  impianti di potere avviare una differenziata  vera;  a  quei
  comuni  a  cui  sono  stati  tagliati i  trasferimenti  in  maniera
  drastica; a quei comuni che, pur volendo, e ce ne sono, mettere  in
  campo  dei  sistemi di raccolta differenziata, poi, alla fine,  non
  sanno  che  esito avrà quest'esempio virtuoso da parte  dei  propri
  cittadini,  posto che non esistendo gli impianti intermedi,  quelli
  sì  urgenti,  quelli  sì  necessari, quelli  sì  utili,  quelli  sì
  impellenti - non essendoci questi impianti e ritorniamo al babbìo.
   Facciamo pagare, in quei comuni, la raccolta differenziata  e  poi
  la  buttiamo  in discarica. Cioè, facciamo giocare e  sollazzare  i
  cittadini  a darsi da fare per la raccolta differenziata,  per  poi
  andare a depositarli nuovamente in discarica.
   Io penso che sia un tema importante, Presidente, un tema veramente
  importante; penso che, un Governo serio non avrebbe neppure  dovuto
  pensare di proporre questo articolo. E, iniziando a fare mea culpa,
  avrebbe  dovuto  preoccuparsi non tanto di  programmare  fantastici
  mega-inceneritori, o termovalorizzatori che dir si voglia  tanto  è
  la  stessa cosa, ma si sarebbe dovuto impegnare - e mi auguro  che,
  al  posto di questo articolo, lo faccia presto - si sarebbe  dovuto
  impegnare  a costruire gli impianti necessari, sul territorio,  per
  rendere  utile,  efficace  e produttiva la raccolta  differenziata.
  Perché, altrimenti siamo al babbìo
   Sulla  scelta  dei  due,  o  più, termovalorizzatori  vorrei  solo
  ricordare che, per stessa ammissione di chi li propone, se  andasse
  in  porto  la  percentuale  del 65% di raccolta  differenziata,  il
  prodotto  residuo, che rimarrebbe da portare presso questi impianti
  di  termovalorizzazzione, sarebbe intorno a  qualche  centinaio  di
  migliaio  di tonnellate all'anno. E, allora, se arrivando, appunto,
  a  queste  percentuali di raccolta differenziata noi,  in  Sicilia,
  arriveremmo  a  100,  150  mila  tonnellate  annue  da   andare   a
  termovalorizza, per quale motivo si propone la costruzione di  mega
  impianti  per 1.200.000 tonnellate? Allora, arriviamo a quello  che
  dicevo  all'inizio: non ci sono motivazioni tecniche, ma  ci  sono,
  evidentemente,  motivazioni di altra natura magari finanziaria  per
  spingere sulla termovalorizzarione.
   Come  si  può  proporre la costruzione - stia attento,  Presidente
  della  Regione  - di due mega impianti da 1.200.000 tonnellate  se,
  arrivando a quella percentuale - che è auspicabile e ci si dovrebbe
  arrivare  -  noi  arriveremmo a produrre 200.000 tonnellate  annue?
  Vogliamo importare in Sicilia i rifiuti di mezza Italia?
   Altra  considerazione. Come si può pensare di andare  a  costruire
  due  mega  impianti,  quando già gli  impianti  che  ci  sono  -  e
  segnatamente  quello  in  Piemonte, di Alessandria  o  Vercelli,  e
  quello  di  Parma  -  lavorano neanche al 40% della  loro  capacità
  perché  non trovano combustibile per bruciare? Allora, il motivo  è
  sempre quello: ci sono motivi finanziari, c'è qualche cordata amica
  che  ha  bisogno  di  fare questi impianti, per puro  interesse  di
  natura economico-finanziaria
   Allora,   Governo, fermiamoci sui rifiuti  Fermiamoci, e  facciamo
  ciò  che  è  normale,  e  cioè mettiamo  in  campo  la  catena  del
  riciclaggio:  impianti di compostaggio, impianti di recupero  delle
  materie,  e finisco Presidente, prime e seconde e, quando  si  farà
  questo,  si  potrà,  caso mai, stabilire se ci  vuole  uno,  mezzo,
  nessuno o centomila inceneritori. Perché solo allora si potrà dire,
  non ora prima di cominciare.
   E,   soprattutto,  non  osiamo,  e  lo  voglio  dire,  non  osiamo
  continuare  a tartassare i comuni e i cittadini, che nessuna  colpa
  hanno  riguardo  ai mancati investimenti ed alla  impossibilità  di
  raggiungere  quelle  percentuali previste. Altrimenti,  gettate  la
  maschera  e  dite che state imponendo un altro salasso e  un  altro
  tributo  ai  cittadini  inermi  di  questa  Regione  martoriata   e
  tartassata.
   Quindi,  invito  il  Governo a ritirare questo articolo  perché  è
  vergognoso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,   io  mi  rivolgo  all'Assessore.
  Assessore, io le voglio fare alcune osservazioni che non riguardano
  il  tema dei termovalorizzatori per cui ci sarà  un'apposita seduta
  eccetera,  ma  vorrei  trattare l'argomento così  com'è  in  questo
  momento scritto nel testo.
   Il  testo  comincia con un termine:  In armonia . Ed è in  armonia
  con  le disposizioni legislative nazionali, certamente è in armonia
  con  il  codice  dell'ambiente, ma questo non si  concilia  con  la
  realtà.
   Lei saprà, certamente, che ci sono diversi comuni che recentemente
  hanno fatto l'appalto della sola raccolta dei rifiuti solidi urbani
  e  non  della raccolta differenziata. Allora, se noi non escludiamo
  questi  Comuni  noi  rischiamo di arrecare un ulteriore  onere  con
  l'entrata in vigore di questa legge il 1  gennaio 2017 di ulteriore
  spese a carico dei cittadini e le faccio l'esempio della mia città.
   La mia città di Agrigento ha fatto recentemente un appalto per due
  anni  solo  della raccolta dei rifiuti solidi  urbani; quindi,  c'è
  un'attrezzatura e una logistica organizzata solo per  la  raccolta.
  Se noi andiamo a gravare così immediatamente e non facendo data dal
  1   gennaio 2019 noi dovremmo costringere il comune di Agrigento ad
  acquisire una serie di beni mobili - Assessore io vorrei che  fosse
  per  un  momento  attento e poi potesse dare una  risposta  -  cioè
  consentire ai Comuni quelli che hanno fatto gli appalti e che vanno
  a  scadere  a  breve  di  essere  per  quanto  possibile  esonerati
  dall'applicazione di questa norma, che potrà entrare in  vigore  da
  parte loro quando saranno in grado, scaduto il contratto, di potere
  fare  una  nuova attività perché in questo momento -  ripeto  -  il
  comune  di  Agrigento ha soltanto l'idoneità ai sensi  dell'appalto
  della raccolta dei rifiuti.
   Se  noi  andiamo  a  caricare i Comuni di questa ulteriore  spesa,
  questa sarà a carico dei cittadini.
   Allora,  il  termine  che lei ha spostato dell'entrata  in  vigore
  della  legge  dal 1  gennaio 2016 al 1  gennaio 2017  vedo  che  da
  parte   sua   necessita  un'attività  di  elencare  i  Comuni   che
  nell'immediato andranno ad osservare questa tipologia di norma;  in
  caso  diverso lei avrà determinato non solo un onere a  carico  dei
  Comuni per via del fatto che dovranno adempiere a questa  norma  di
  legge,  perché  non  saranno  in grado  di  garantire  la  raccolta
  differenziata,  ma farà in modo che i Comuni avranno  un  ulteriore
  spesa  per  l'acquisto  di  macchinari e  quant'altro  occorre  per
  garantire la raccolta dei rifiuti differenziata.
   Assessore,  su  questo  io  vorrei una  sua  precisazione.  Scusi,
  Presidente, non si può parlare così ...

   PRESIDENTE. Ha ragione onorevole Di Mauro. Onorevoli colleghi,  vi
  invito ad allontanarvi dai banchi del Governo.

   DI  MAURO. Allora, Assessore, ripeto e sintetizzo. Ci sono diversi
  Comuni questo è chiaro. Allora, se lei fa entrare questa norma così
  per tutti i Comuni della Sicilia in vigore noi avremmo arrecato  ai
  cittadini un ulteriore appesantimento del costo della raccolta  dei
  rifiuti  solidi urbani perché i sindaci dovranno fare un  ulteriore
  appalto  per  l'acquisto  dei   macchinari,  per  l'acquisto  delle
  attrezzature, e questo è un danno.
   Quindi, questa norma se lei la può accantonare e indicare i Comuni
  con la scadenza del contratto, rispetto al quale la norma entra  in
  vigore,  perché se lei la indica genericamente il 1   gennaio  2017
  lei  avrà arrecato un danno ai cittadini che debbono pagare il  100
  per  cento  della  spesa e avrà recato un danno  al  Comune  perché
  certamente si applicherà la penale.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo  Sciuto.  Ne  ha
  facoltà.
   LO   SCIUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   volevo
  richiamare   l'attenzione  dell'Assessore.  Fermo   restando   come
  principio che sono d'accordo con questo articolo 35, le volevo dire
  che  noi in Sicilia, rispetto al decreto Ronchi istituito nel 1997,
  che  poi  recepiva una direttiva CEE del 1991, noi siamo in ritardo
  di  20  anni.  Il  decreto Ronchi diceva che dobbiamo  iniziare  la
  raccolta  differenziata, il riciclo ed eliminare le discariche  che
  sono  fonte di inquinamento per il nostro territorio. Dopo 20  anni
  noi  ancora  discutiamo di raccolta differenziata e di  discariche.
  Nel  1997, anche il decreto Ronchi, prevedeva i termovalorizzatori.
  Quando  sento  dire che i termovalorizzatori sono un danno  per  il
  nostro   ambiente,  le  ricordo  che  in  Lombardia  ci   sono   12
  termovalorizzatori, la raccolta differenziata è al  75  per  cento,
  eppure funzionano tutti.
   Noi   vogliamo   bloccare  il  progresso?   Penso   che   oggi   i
  termovalorizzatori rappresentino veramente la svolta per  risolvere
  questo annoso problema che ci portiamo avanti da 20 anni.
   Però, debbo dire un'altra cosa. Purtroppo, per quanto riguarda  il
  nostro territorio, gli ATO rifiuti, la maggior parte, hanno fallito
  il  loro  mandato  cioè di aumentare la raccolta  differenziata  in
  Sicilia.  Oggi, nelle migliori delle ipotesi, il migliore  ATO  più
  virtuoso differenzia del 15-20 per cento.
   La prima cosa da fare, quindi, è intervenire urgentemente su tutti
  i  comuni perché costituiscano le SRL, individuare gli impianti  di
  compostaggio. Ora partirà la nuova programmazione europea nel 2017-
  2020,  finanziare gli impianti di compostaggio nei territori perché
  la  maggior parte sono sprovvisti e ci sono i fondi per fare questo
  e  cercare  di fare partire il sistema. Fino a quando non  facciamo
  questo,  non abbiamo risolto niente, perché i comuni, ancora  oggi,
  non sono organizzati per la raccolta differenziata.
   Allora,  coraggio,  facciamo partire la raccolta  differenziata  e
  andiamo  avanti con i termovalorizzatori. Togliamo di mezzo  questo
  discorso che i termovalorizzatori minacciano l'ambiente. Non è vero
  niente.
   Ho abitato per 4-5 anni a Brescia. C'era un termovalorizzatore a 2
  chilometri  dalla  città e non ha mai inquinato e  lì  la  raccolta
  differenziata  era  dell'80 per cento. Quindi,  andiamo  avanti  su
  questa strada.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  mi  auguro  che sull'eco tassa, che questa norma possa  aiutare  ad
  accelerare  verso  il  raggiungimento  di  quella  meta  che  è  la
  riduzione  dei rifiuti da conferire in discarica e che, quindi,  al
  contempo,  questa cosa possa cancellare la possibilità che  si  sta
  prendendo   a   livello   regionale,  a   livello   nazionale,   in
  considerazione,  in  Sicilia,  che  sono  i  termovalorizzatori  di
   cuffariana' memoria e gli inceneritori.
   Ancora  oggi  si sentono delle cose che chi le dice,  secondo  me,
  mente  e sa di mentire a se stesso, sia che i termovalorizzatori  e
  gli  inceneritori non fanno male, quando invece è risaputo  che  si
  producono  delle nano particelle che inquinano l'aria, l'acqua,  il
  suolo,  che  entrano nella catena alimentare a danno  quindi  degli
  animali,  a  danno  dell'uomo, e che si creano dei  costi  sanitari
  molti  pesanti per la collettività, con un aumento delle  neoplasie
  accertate  e questo in paesi un poco più evoluti del nostro  già  è
  accertato,  tanto  che stanno abbandonando e hanno  abbandonato  da
  tempo l'ipotesi dei termovalorizzatori.
   Così  come sta avvenendo in Francia, dove appunto tutte le massime
  autorità dei paesi portavoce della Francia stanno dicendo e  stanno
  consigliando di abbandonare del tutto questa impiantistica obsoleta
  rappresentata dagli inceneritori. Quindi,di cosa stiamo parlando
   Mi auguro che questa norma acceleri e ci aiuti ad accelerare verso
  l'obiettivo della riduzione dei rifiuti, al contempo la Regione  ha
  bisogno  e  non  deve abbandonare i comuni  perché sappiamo  che  i
  comuni molti sono virtuosi, ma riescono a raggiungere gli obiettivi
  con  delle  grandissime difficoltà perché sono  abbandonati.  Molti
  comuni,  ad  esempio, riescono con mille difficoltà  a  raggiungere
  delle   alte  percentuali  di  raccolta  differenziata   senza   le
  impiantistiche pubbliche a supporto per calmierare i prezzi, quindi
  senza  gli  impianti di compostaggio. Quindi, la  Regione  dovrebbe
  aiutare  questi  comuni. Inoltre, la Regione  dovrebbe  cercare  di
  impegnarsi maggiormente a non perdere i finanziamenti pubblici.
   Abbiamo  visto che cosa è successo con l'OPCM 3887, si sono  persi
  200  milioni  di  euro  che  erano  stati  assegnati  alla  Regione
  siciliana per la costruzione degli impianti di compostaggio  e  non
  sono  stati utilizzati per questo scopo; quindi, in questo  momento
  tutti  gli  impianti di compostaggio sarebbero stati  costruiti  in
  Sicilia e avrebbero permesso di raggiungere gli obiettivi.
   L'anno  scorso  la  Regione  siciliana  ha  chiesto  lo  stato  di
  commissariamento, ha detto che le discariche erano  piene,  stavano
  letteralmente  esplodendo  per avere il commissariamento  e  quindi
  poter  fare gli impianti di incenerimento. Abbiamo visto che questo
  non  è  successo, quindi avevamo ancora due anni di possibilità  di
  abbancamento  nelle discariche. Che cosa abbiamo  fatto  in  questo
  anno? Nulla  Quindi, si va indietro, addirittura nel 2015 c'è stata
  una  riduzione  della raccolta differenziata.  Quindi,  invece  che
  andare avanti si va indietro.
   I  comuni molto spesso sono soli. Anche se devo dire che  ci  sono
  amministrazioni  e  amministrazioni,  ovviamente  ci   sono   delle
  amministrazioni che non hanno mosso un passo in avanti.  E'  giusto
  l'intento  della  Regione nell'aiutare comunque  i  comuni  per  un
  triennio  e,  quindi, mi riferisco al comma 12  dove,  appunto,  si
  fanno degli incentivi per un triennio.
   Però,  per i comuni che partano da zero e che arrivano,  fanno  un
  incremento  del 10 per cento e per i comuni che fanno un incremento
  del  15  per  cento,  però  al contempo bisogna  aiutare  i  comuni
  virtuosi  della Sicilia, i comuni che invece hanno raggiunto  delle
  belle   percentuali   di   raccolta  differenziata.   Ad   esempio,
  nell'ultimo  triennio i comuni che hanno raggiunto una  percentuale
  di raccolta differenziata media del 35 per cento.
   Ho  presentato  un emendamento all'articolo 12 che ho  modificato,
  quindi  ritirato  e  modificato in questo  modo:   non  si  applica
  l'addizionale  di cui al comma 4, ossia l'addizionale  del  20  per
  cento  per i comuni che non hanno raggiunto quindi il 65 per cento,
  quindi  questa addizionale del 20 per cento non si applica per  qui
  comuni  che hanno raggiunto una raccolta differenziata del  35  per
  cento.  Quindi, anche nel caso in cui non incrementino meno  di  10
  punti percentuali.
   Questo  è un emendamento alla stregua anche di altri miei colleghi
  che  hanno  presentato degli emendamenti che vanno in questo  senso
  per  aiutare anche i comuni che hanno fatto degli sforzi in  questi
  anni, spesso senza l'aiuto della Regione e tra mille difficoltà  e,
  quindi, bisogna tenere conto anche di questi sforzi.
   Assessore,  volevo  fare  presente  un  punto.  Innanzitutto,  che
  avevamo presentato, era stato inserito all'interno dell'articolo 35
  un   comma,  il  comma  16  che  era  stato  condiviso,  era  stato
  precedentemente apprezzato da lei, che parlava di destinare  il  50
  per  cento del gettito derivante dal tributo speciale per  attività
  finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti.
   Io  ho visto che è presente un emendamento soppressivo a firma del
  Governo che va a sopprimere il comma 16. Quindi, mi auguro che  sia
  un errore di stampa, visto che era stato precedentemente apprezzato
  dal Governo. .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo.
  Volevo fare solo alcune considerazioni, perché io sono in linea  di
  principio  assolutamente favorevole ad una norma che  incentivi  la
  raccolta differenziata.
   E'  chiaro  che  la  Sicilia è indietro,  ma  non  sulla  raccolta
  differenziata,  la Sicilia è indietro sul sistema  rifiuti,  perché
  non  abbiamo  ancora stabilito quale deve essere  il  percorso  che
  questa nostra isola deve portare avanti sul sistema rifiuti. Questa
  norma  è  chiaro che è una norma che va da un lato a far sì  che  i
  comuni   debbano   sforzarsi  per  portare  avanti   una   maggiore
  percentuale di raccolta differenziata, dall'altro però,  Assessore,
  come lei ben sa perché si confronta ogni giorno con quella che è la
  realtà della nostra Sicilia, il sistema rifiuti è allo sbando.
   Noi  siamo  in una condizione in cui da un lato andiamo a  mettere
  una  tassa  che  fa passare da 120 euro a tonnellate  a  215  euro,
  secondo quella che è la griglia che abbiamo messo, dall'altra  però
  le  SRR  non  sono  partite, ancora abbiamo nei  comuni  commissari
  liquidatori e commissari della Regione. I commissari della  Regione
  non  hanno  i poteri per andare a mettere le mani nelle tasche  dei
  comuni  e, quindi,  c'è complessivamente una situazione  che  è  di
  delirio.
   Ed  allora, noi in questa situazione di delirio stiamo  andando  a
  mettere una tassa, senza mettere di fatto i comuni nelle condizioni
  di  avere  un'idea  chiara di quello che  deve  essere  il  sistema
  rifiuti in Sicilia.
   Per  capirci,  ad  Enna, la provincia di Enna, tutti  i  comuni  o
  comunque il 95 per cento dei comuni, sono minore o uguale al 15 per
  cento. Vero è che c'è il comma 12 che fa loro un accompagnamento di
  3 anni, ma è vero anche che noi siamo in una condizione dove ancora
  non  si  sa  i  dipendenti  che fine  fanno,  perché  ci  sono  gli
  amministrativi che non vengono pagati da sette mesi, gli  operativi
  che vengono pagati, alcuni operativi non vengono pagati.
   Per  cui, sarebbe utile che questo Governo mettesse mano realmente
  ad una riforma che dia la possibilità di capire verso dove andiamo;
  per  capirci,  questa  vicenda di tutta una serie  di  sindaci  che
  stanno  facendo  gli affidamenti col 191 e abbiamo  il  problema  e
  questo  ci lascia, lei lo conosce bene ha avuto modo lei  anche  di
  fare degli articoli di stampa eccetera.
   Cantone  l'autorità anti corruzione ci ha detto che non  siamo  in
  linea  con la normativa europea, perché il discorso degli  ARO  che
  era  un  sistema che aveva messo in campo per andare a  tentare  di
  mettere  assieme  i  comuni limitrofi, di  fatto  ci  ha  riportato
  indietro,  e quindi su 300 e rotti comuni ce ne sono 280 che  hanno
  costituito un ARO che è composto solo da un comune.
   Quindi,  questa  norma va bene, io direi se  magari  potessimo  un
  pochino  abbassare  le  percentuali,  perché  già  i  comuni   sono
  abbondantemente  tartassati in termini di  trasferimenti,  non  per
  colpa  nostra, perché la coperta è questa. Quindi, se  riuscissimo,
  nonostante la norma di accompagnamento del comma 12.
   E   poi,   Assessore,  io  la  inviterei  a   mettere   in   campo
  immediatamente non dico una riforma, ma una norma che possa mettere
  i  comuni  in una condizione di chiarezza, perché così  il  sistema
  rischia  di esplodere, e non è un problema di termavalorizzatori  o
  meno, si tratta di capire quale deve essere il percorso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
  che  la  norma, così come dal Governo e dall'assessore  Contrafatto
  proposta all'Assemblea,  abbia una sua logica e una sua importanza,
  cioè  quella di accelerare anche per quelle parti di questa Sicilia
  che  a  macchia  di  leopardo sono percentuali  talmente  basse  da
  immaginare una grande difficoltà stessa a riallineare il tutto.
   Però,  rispetto  ai ragionamenti che hanno fatto i  colleghi,  non
  ultimo  l'onorevole  Alloro, e la invito a  valutare  l'emendamento
  35.60  a firma degli onorevoli Panarello e Anselmo perché è  chiaro
  che se non abbiamo i piani delle SRR approvati, attuare l'avvio  di
  una differenziata.
   Io  vengo da un Ambito, cosiddetto virtuoso e ci sono punte  anche
  del 74 per cento, ma calibrare l'avvio all'approvazione delle SRR e
  i  piani d'ambito crea una questione che attiene l'Assessorato,  mi
  sembra una norma di buonsenso.
   Così come ritengo, Assessore, che cassare il comma 16 possa essere
  un   errore  perché  dobbiamo,  come  diceva  la  collega  Palmeri,
  incentivare anche il fondo per i comuni che hanno bisogno anche  di
  strutture  relativamente agli ARO. Infatti,  Assessore,  una  parte
  della  riuscita  della norma del governo Crocetta sta  proprio  nel
  potenziare  gli ARO che riguardano soprattutto quei comuni  e  sono
  200  in  Sicilia sotto 5000 mila abitanti che hanno dovuto mettersi
  insieme per la gestione dei rifiuti.
   La vorrei pregare di valutare questo emendamento Panarello-Anselmo
  e   il   mantenimento  del  comma  16  della  norma  con  un'ultima
  considerazione.
   La  inviterei pure a provare ad immaginare già inserito in  questa
  norma   che   bisogna  mettere  un  punto  finale   alle   gestioni
  commissariali delle società, perché oggi noi rischiamo di  caricare
  sul  costo tre costi che sono quelli delle SRR, il cui costo ricade
  sugli  ARO,  quello  delle  società in liquidazione  che  sono  gli
  ambiti,   ma   anche  il  costo  dell'impiantistica  che   oggi   è
  differenziato  territorio per territorio, perché abbiamo  territori
  che  hanno una impiantistica pubblica e pagano un prezzo, territori
  che sono in balia dei privati che pagano un altro prezzo. Di fatto,
  dobbiamo  armonizzare  i  tre costi che sono  SRR,  le  società  in
  liquidazione,  gli ARO e l'impiantistica. Per cui,  valuti  se  non
  dobbiamo  provare  ad accelerare anche su fatti che  riguardano  il
  Codice civile, ma che hanno come soggetti attuatori delle norme del
  Codice civile funzionari della Regione.
   Un'ultima  cosa.  Mi piacerebbe che a questa norma,  se  approvata
  dall'Aula,     seguisse     una     accelerazione     dell'attività
  dell'Amministrazione regionale nel concedere autorizzazioni e nulla-
  osta all'impiantistica pubblica, perché credo che sia fondamentale,
  perché  se  c'è un'applicazione rigida nei confronti  di  strutture
  pubbliche,  chiedendo  anche autorizzazioni  o  nulla-osta  che  si
  possono  avere ad attività avviata, il rischio è che  tutto  quello
  che  è  pubblico è fermo e tutto quello che è privato è  in  corso,
  quindi con un costo aggiuntivo a carico dei cittadini come dicevano
  i colleghi prima.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  voglio  aggiungere
  qualcosa  a  quello che già brillantemente molti colleghi  deputati
  hanno sottolineato. Però, ho sentito delle cose che non si potevano
  proprio  sentire,  cioè parlare di progresso e sviluppo,  accostare
  queste  due  parole alla parola incenerimento è veramente  qualcosa
  che costringe ad intervenire, e perché?
   Anzitutto, evidentemente, si sconoscono certe direttive: la A 2008
  del  1998  che è stata recepita in Italia già da parecchi anni,  da
  più  di  6 anni; le leggi regionali e soprattutto quelle norme  che
  approvate   anche  in  quest'Aula  nella  scorsa   legislatura   ci
  impegnavano   a  ridurre,  prevenire  i  rifiuti  e  prevenire   la
  pericolosità.
   Qualcuno ricorderà che la combustione è combustione  Poi, possiamo
  mettere filtri, doppi filtri, ma la combustione è combustione
   Chi vive a Palermo, ricorderà, ad esempio, che dopo l'incendio  di
  Bellolampo  fu  sconsigliato caldamente alle madri di  allattare  i
  propri bambini. E questo è un fatto.
   Quindi,  per  piacere, non diciamo che non fa  male   Diciamo  che
  sapientemente  certe  holding, certe  strutture  imprenditoriali  a
  pagamento  si fanno fare servizi televisivi e studi su  misura  per
  dire che gli inceneritori non fanno male; però, almeno si abbia  il
  buonsenso di tacere
   Tornando  ad  argomenti più legati a quello che  può  essere  alla
  portata  delle  menti  più  semplici, consiglierei  a  qualcuno  di
  vedere,  ad esempio, il pluripremiato documentario di Jeremy  Irons
   Trashed ,   in  cui  si  spiega  perfettamente,   dove   già   gli
  inceneritori  ci  sono,  che nei terreni limitrofi  è  sconsigliata
  l'attività pastorizia, la produzione di prodotti alimentari  perché
  contengono diossina, che già è stato spiegato cos'è.
   Poi,  vorrei  dire  che qui, nella nostra bella Sicilia,  ci  sono
  comuni  pessimi,  ma  ci sono realtà virtuose  che  vanno  aiutate,
  seguite  e  promosse. Una per tutte: Ferla, un piccolo  comune  nel
  siracusano,  Aci  Bonaccorsi, Zafferana,  comuni  che  rispecchiano
  perfettamente la taglia dei comuni siciliani, comuni che  oscillano
  dai  5  mila  ai  15  mila  abitanti che hanno,  grazie  a  sindaci
  illuminati,  raggiunto percentuali ragguardevoli che  superano  ben
  oltre  i  limiti  di  legge, cioè siamo al 70,  80  per  cento  con
  processi  di  incentivazione e partecipazione dei  cittadini  e  di
  tariffa puntuale.
   Un  impegno  che noi avevamo preso, un impegno di legge nazionale,
  di  legge Europea che ci dice che dobbiamo perseguire obiettivi  di
  efficacia, efficienza ed economicità.
   Se  oggi non c'è la sostenibilità economica, cari colleghi, dovete
  andare  a  parlare  con  certi  sindaci,  con  gli  ATO  che  hanno
  accumulato  più  di  2  miliardi di  debiti  e  che,  purtroppo,  i
  cittadini  dovranno  sostenere, perché allora si  fecero  politiche
  assurde di assunzioni e qui l'Assessore dovrà presto prendere delle
  decisioni,  perché  è chiaro che i contratti di Federambiente  sono
  troppo  onerosi  da sostenere anche con gli amministrativi  entrati
  nel  mondo  dei rifiuti, ma che stanno negli uffici  e  che  con  i
  rifiuti non hanno nulla che vedere e che i cittadini pagano.
   E poi, vorrei dire anche che i recenti trattati internazionali che
  abbiamo  firmato - ricordiamo l'Agenda 20, qualche  mese  fa  -  si
  parla  di  sostenibilità ambientale, sociale, sia sotto il  profilo
  del rispetto delle risorse del nostro pianeta.
   Ecco  signori, se noi le risorse le bruciamo, le risorse diventano
  rifiuto  pericoloso, non potranno più entrare  in  nessun  tipo  di
  filiera  di attività produttiva impedendo anche gli aspetti sociali
  e  solidali che la filiera corretta dei rifiuti potrebbe darci ed è
  la famosa occupazione, le famose strategie  rifiuti zero .
   Quindi, capisco che il Governo nazionale, con un colpo di  mano  e
  un atto autoritario ed auto-referenziale, ci ha imposto sulla carta
  di  fare gli inceneritori; però, signor Presidente, quando si parla
  di questi argomenti bisogna trattarli con la dovuta attenzione e il
  dovuto  rispetto. Per quel che ci riguarda, la parola definitiva  è
   no   e  faremo  di tutto per impedirlo, ma non è un  no   sterile,
  fine  a  sé  stesso, di tipo ideologico, è un  no  costruttivo  che
  guarda  ai  siciliani,  alle prospettive di occupazione,  lavoro  e
  riqualificazione  professionale che possiamo dare,  è  vitalità  al
  tessuto produttivo, cosa che già avviene anche in regioni del  sud,
  quindi  sfatiamo il mito che non ce la faremo mai,  perché  regioni
  veramente vessate e umiliate come la Campania e la Calabria, con un
  sussulto  di  dignità,  in pochissimi anni stanno  dando  risultati
  straordinari  e  stanno per sorpassare addirittura le  regioni  del
  nord. Perché non possiamo farlo qui in Sicilia?
   E  quindi,  questa  norma va nella direzione giusta,  incentiva  i
  comuni che lavorano bene, perché si può lavorare bene e i fatti  lo
  dimostrano,  e va a far pagare di più chi non si attiene  a  quello
  che la legge prescrive; saranno poi i cittadini che dovranno pagare
  che  la  faranno pagare ai loro sindaci, sindaci che non  fanno  il
  loro  dovere,  quindi questo è l'unico metodo e  ben  venga  questa
  norma.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  per  le  questioni  tecniche  sollevate  qui  interverrà
  l'assessore   Contrafatto,   io  mi  limiterò   ad   alcune   brevi
  considerazioni.
   In  Sicilia, da diversi anni, la differenziata dovrebbe essere  al
  sessantacinque per cento, l'obiettivo fissato dai vari governi è il
  sessantacinque per cento. Attualmente abbiamo la differenziata  che
  è  meno  del  dieci  per  cento, otto, nove  per  cento  dopo  anni
  ininterrotti di queste norme che sanciscono la differenziata.  Dopo
  di che io vorrei essere spiegato da voi, da chi solleva critiche  a
  questa norma, che addirittura sarebbe vessatoria. Una norma che non
  preveda   sanzioni,  pensate  ragionevolmente  che   possa   essere
  rispettata?
   Il  principio delle norme è quello che se devono essere norme  che
  poi non diventano  norme manifesto , prevedono una sanzione. Questo
  è  il discorso. Perché una sanzione? Perché abbiamo verificato  che
  il  meccanismo di avere stabilito un progetto di differenziata è un
  tentativo perfettamente inutile perché nella stragrande maggioranza
  delle municipalità siciliane a nessuno interessa raggiungere questi
  obiettivi di differenziata.
   Questo  è  il  tema,  perché non prevedono  alcuna  sanzione.  Noi
  dobbiamo  provare col metodo premiale. Come dire  tutti i cittadini
  che  non  rubano avranno diritto ad un premio . Il premio  per  chi
  rispetta  la  norma è di averla rispettata, che  è  un  dovere  non
  soltanto   del   Parlamento,   del  Governo,   dell'amministrazione
  regionale o statale, ma è un dovere anche per i comuni.
   Una  distinzione dobbiamo fare. Noi siamo entrati nel  merito  dei
  cittadini  vessati  o  meno. Il sistema delle tariffe  dei  rifiuti
  vengono   stabiliti  dai  Comuni,  quindi  i  Comuni   che   devono
  incentivare  la  differenziata, ho seguito con attenzione  l'ultima
  parte  dell'intervento  dell'onorevole Foti  che  in  qualche  modo
  questo  lo  poneva  come  elemento, i Comuni  devono  stabilire  se
  premiare  i  cittadini che fanno la differenziata, o un sistema  di
  penalizzazione per coloro che non la fanno.
   Però,  se  noi  non  sblocchiamo la situazione, questa  norma  può
  apparire  ingiusta, può apparire pesante, e noi  la  dobbiamo  fare
  perché altrimenti, quando parliamo di inceneritore, si può fare  un
  discriminato uso degli inceneritori e se non si fa la differenziata
  da  qualche parte devono finire questi rifiuti. Quindi, se noi  non
  incentiviamo la differenziata, di cosa stiamo parlando?
   Mi appello a voi, perché noi rischiamo pesantemente in Sicilia, se
  non  si  incentiva la differenziata. Poi i comuni stabiliranno,  ci
  sono  comuni  avanzati  in Italia, in Europa,  nel  mondo  dove  il
  cittadino  che fa differenziata ci va con una scheda magnetica  che
  gli  viene  scaricata  pure  la tariffa,  ma  questo  non  lo  deve
  stabilire la Regione.
   I  Comuni  poi  sono  liberissimi di  fare  piani  che  consentano
  gestioni  virtuose  e  di  penalizzare  i  cittadini  poi  che   la
  differenziata  la fanno. Però li dobbiamo mettere,  con  una  norma
  semplice  e  non  complicata,  di  fronte  alla  responsabilità   e
  all'obiettivo che non può andare tutto come prima.
   Ultimissima  questione. Noi abbiamo il problema degli inceneritori
  e   i   termovalorizzatori.  Questa  norma  non   prevede   affatto
  inceneritori  e termovalorizzatori e quindi non capisco  se  stiamo
  parlando  di  un  tema  che  può essere  oggetto  interessante  con
  interventi acuti e interessanti ma che non fanno parte della norma,
  e quindi non c'entra nulla.
   Solo  per  ragioni politiche io voglio essere chiaro. Il  progetto
  precedentemente avviato sugli inceneritori in Sicilia, bloccato dal
  Governo  Lombardo  e  dal nostro Governo, riguardava  quattro  mega
  inceneritori e 750 tonnellate ciascuno che fanno 3 mila tonnellate.
  I  rifiuti in Sicilia sono 4.000, il trattamento a cui il  Governo,
  il  piano  del Ministero potrebbe riguardare massimo 700 tonnellate
  quindi  parliamo  di  una  Sicilia  che  veniva  destinata  a  fare
  l'incenerimento di rifiuti di mezza Italia, per essere chiari.
   I  due  progetti  presentati dal Governo, ai quali  noi  ci  siamo
  opposti perché li riteniamo eccessivi, sono da 350 ciascuno, per un
  totale di 700.

   FORMICA. Sono 700 ciascuno. Lei non conosce i progetti

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Formica, sono 700 in
  due.  La  invito ad andare all'Assessorato Energia e  prendersi  le
  copie. Sono due da 350 e a questo progetto noi ci siamo opposti.
   Ovviamente,  siccome  questi  progetti  sono  obbligatori  per  le
  Regioni italiane che li dovranno adottare, ci sono due modi: uno di
  opporsi,  tout  court,  e  di  farsi commissariare,  perchè  questo
  avverrà  alle  Regioni  che si stanno opponendo;  l'altra  è  dire:
   Discutiamo  sulle quantità, discutiamo sulle modalità,  noi  siamo
  contrari  a progetti imposti, vogliamo che questi progetti  vengano
  discussi  con  le comunità, vengano discussi con i comuni,  ci  sia
  l'approvazione  da  parte degli locali e  non  abbiano  un  impatto
  ambientale,  non siano inceneritori classici ma valorizzatori,  che
  non abbiano effetti inquinanti e, quindi, che non possono essere di
  dimensioni  sproporzionate.. . Un modo,  quindi,  per  garantire  e
  difendere il popolo siciliano.
   Questa  è la nostra posizione. Nessuno, quindi, ha dato via libera
  a niente. Ed in ogni caso, non fanno parte di questa norma, per cui
  nessuno   trovi  argomenti  per  bocciare  una  norma   che   vuole
  incrementare  la  differenziata  e combattere  l'incenerimento,  di
  fatto,  motivando un voto contrario per dire il Governo vuole  fare
  l'inceneritore.
   Il   Governo  vuole  impedire  l'inceneritore,  incrementando   la
  differenziata.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di palare l'assessore Contrafatto.

   CONTRAFATTO, assessore per l'energia e per i servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor Presidente, onorevoli deputati, scusatemi  per  la
  voce, o meglio dovrei dire, per la totale assenza di voce.
   Ho   ascoltato   tutti  gli  interventi  con  attenzione.   Alcuni
  riproponevano  dei temi che abbiamo affrontato nelle  tre  riunioni
  delle relative commissioni che hanno preceduto l'ingresso di questa
  norma in Aula.
   Forse  non sono stata sufficientemente chiara nel sottolineare  in
  tutti  questi  nostri  incontri che di  fatto,  in  Sicilia,  e  di
  diritto, una tassa sul conferimento dei rifiuti la paghiamo.  E  la
  paghiamo  dal  1997.  In  questo  momento,  qualunque  comune   che
  conferisce  rifiuti  in discarica, paga un tributo  di  12  euro  a
  tonnellata,  faccia  questo comune l'1% di raccolta  differenziata,
  faccia  il  62%  di  raccolta differenziata.  Lo  scopo  di  questo
  articolo  è  rimodulare questo tributo che,  per  ora,  paghiamo  -
  ripeto - da 19 anni.
   E  lo rimoduliamo in modo che i comuni che hanno già raggiunto dei
  livelli  di  raccolta  differenziata alti,  ma  non  quelli  ancora
  auspicati  dalla  legge,  possano pagare  meno  di  quelli  che  la
  raccolta differenziata continuano a non farla. Siccome, però, vuole
  essere un incentivo a fare questa raccolta, oltre che differenziare
  tra  chi ha già iniziato un percorso virtuoso da quelli che  ancora
  lo  devono cominciare, è previsto nell'articolato, nei commi  degli
  articoli  che,  i  comuni  che riescono nel  prossimo  triennio  ad
  incrementare  la  loro  raccolta di almeno  10  punti  percentuali,
  abbiano uno sconto del 30% del tributo. E chi, invece, riuscirà  ad
  aumentarla di quindici punti percentuali abbia uno sconto del  40%.
  Questo  perché si vuole, proprio, incentivare ed agevolare i comuni
  e,  soprattutto,  vuol  farsi pagare  meno  ai  comuni  che  questo
  percorso lo hanno già iniziato e lo stanno proseguendo.
   Ed  è  proprio per questo che non è prevista l'addizionale  per  i
  comuni  che  hanno  già  raggiunto un  certo  livello  di  raccolta
  differenziata, ed è per questo che è previsto che le somme  che  la
  Regione  incasserà da questo tributo vengano ridestinate ai  comuni
  che  hanno progetti per incrementare la differenziata. Quindi,  non
  solo ci sarà un risparmio per i comuni virtuosi, ma ci sarà, anche,
  un  reinvestimento di queste somme perché possano esserlo sempre di
  più  e  che,  quindi,  nel prossimo triennio tutti  quanti  possano
  raggiungere quanto più possibile avvicinarsi a questo 65% che, come
  giustamente  sottolineato anche dall'Aula, doveva essere  raggiunto
  già dieci anni fa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  si  passa   all'esame   degli
  emendamenti all'articolo 35.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento soppressivo 35.1. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    (La  richiesta  risulta  appoggiata  a  termini  di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 35.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento soppressivo 5.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          19
   Contrari            53

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 35.53 e 35.22 sono da intendersi assorbiti.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.2. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.3. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.4. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.5.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 35.56, degli onorevoli Lombardo ed altri.
  Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 35.56, degli onorevoli Clemente ed altri.
  Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 35.6 è da intendersi assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 35.57, degli  onorevoli  Ruggirello  ed
  altri.

   RUGGIRELLO. Lo ritiro.

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.7. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.8. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.9. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.10. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.11. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.12. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.13. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Palmeri ed  altri
  il subemendamento 35.44.1 all'emendamento 35.44.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 35.44, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamento 35.54 e 35.55 sono da intendersi assorbiti.

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.14. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 35.34 è da intendersi assorbito.
   Si  passa  all'emendamento  35.59, degli  onorevoli  Ruggirello  e
  altri.

   RUGGIRELLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.15. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.16. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  35.61,
  di riscrittura del comma 16 dell'articolo 35.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La  somma è destinata a finanziare attività per la riduzione  della
  produzione di rifiuti ed incentivare la raccolta differenziata.  Il
  parere della Commissione è favorevole.

   PRESIDENTE. Bene, abbiamo pure la motivazione.
   Pongo in votazione l'emendamento 35.61 di riscrittura del comma 16
  dell'articolo 35, presentato dal Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.18. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.19. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.20. Il parere del Governo?
   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro ed  altri
  l'emendamento 35.21. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Panarello ed altri
  l'emendamento 35.60.

   PANARELLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 35, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                               «Art. 37
        Sito minerario dismesso di contrada Bosco nel Comune di
                             San Cataldo.
                 Intervento per la messa in sicurezza

   l.  Per la realizzazione dell'intervento di messa in sicurezza del
  sito minerario dismesso di contrada Bosco nel Comune di San Cataldo
  da  parte  del dipartimento regionale dell'acqua e dei  rifiuti,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2016, la spesa  di  1.000
  migliaia di euro».

       E' stato presentato l'emendamento 37.1 a firma degli onorevoli
  Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   E'  stato  presentato l'emendamento 37.2 a firma  degli  onorevoli
  Clemente ed altri. Onorevole Grasso lo vuole ritirare? E' ritirato.
   All'emendamento  37.7  è  stato presentato  il  subemendamento  di
  riscrittura  37.7.1 degli onorevoli Cancelleri e Panepinto,  mentre
  all'emendamento  37.5  è stato presentato il subemendamento  37.5.1
  degli onorevoli Anselmo ed altri di identico contenuto:

   «1. Per la realizzazione dell'intervento di messa in sicurezza del
  sito minerario dismesso di contrada Bosco nel Comune di San Cataldo
  da  parte  del competente Dipartimento regionale dell'Acqua  e  dei
  Rifiuti,  è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016 la  spesa
  di 800 migliaia di euro.
   2.  Per  consentire  gli  interventi di manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria  necessari per il recupero e l'avvio  della  gestione
  della  miniera  museo di Cozzo Disi secondo quanto  previsto  dalla
  convenzione  stipulata ai sensi dell'articolo  2,  comma  4,  della
  legge   regionale  15  maggio  1991,  n.  17  è  autorizzata,   per
  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 200 migliaia di euro».

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, vorrei capire come stiamo  procedendo
  perché non ho nulla in contrario a sostenere il subemendamento  che
  è  stato  presentato,  però, dobbiamo indicare se abbiamo  cambiato
  criterio  di  valutazione e parlo con i colleghi della maggioranza,
  onorevole Cascio.
   Dobbiamo  capire come stiamo procedendo, se stiamo  procedendo  ad
  inserire cose che meritano oppure se non vi è l'impegno del Governo
  a fare una valutazione complessiva in corso d'opera. Grazie.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  tranquillizzare  l'onorevole Turano, nel senso  che  penso  che  il
  Governo   abbia   la  capacità,  la  facoltà  intellettiva   e   di
  responsabilità per capire le cose che sono utili ai siciliani e  le
  cose  che  non  sono utili ai siciliani. Poi, se  noi  ci  vogliamo
  sostituire  al Governo e pensare di sindacare e di dire  questo  va
  bene  e questo non va bene, questa è un'altra materia e questo tema
  non ne sono appassionato.
   Per  quanto  riguarda  questo emendamento,  è  un  emendamento  di
  giustizia, che non fa altro che dare corso a una convenzione che la
  Regione  siciliana ha stipulato e c'è un disegno di legge che  ogni
  volta  per capienza di fondi non viene attuato. Tra parentesi serve
  per  mettere  in  sicurezza un sito minerario che è  un  patrimonio
  archeologico della Sicilia e siccome il fondo, onorevole  Turano  è
  giusto  che  parli,  è giusto che glielo dica, siccome  non  stiamo
  stravolgendo l'universo, perché quando togliamo 200 mila  euro  per
  destinarli  a  Cozzo  Disi rispetto al sito minerario  di  contrada
  Bosco, il sito minerario Bosco ha un altro finanziamento sui  fondi
  PAC  di 5 milioni e mezzo di euro e sono cinque milioni e mezzo più
  un milione, quindi, figuriamoci, stiamo facendo una carezza.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor  Presidente, signori  deputati,  come  spiegai  in
  Commissione  Bilancio  di un milione di euro che è posta in  questo
  articolo  37  è perché esiste un procedimento penale  pendente  con
  sequestro  del sito di San Cataldo in cui, peraltro, la  Regione  è
  stata  onerata  a  bonificare il sito con 7 punti  espressi  in  un
  ordinanza  del  giudice per le indagini preliminari,  che  appunto,
  dispone il sequestro preventivo.
   La  Regione ad oggi ha ottemperato a sei di questi punti, manca il
  settimo punto che consiste proprio nella materiale bonifica per cui
  esiste  un progetto depositato presso la cancelleria del giudice  e
  acquisito,  quindi, al procedimento penale per 6 milioni  e  mezzo,
  ecco perché in Finanziaria chiedevo l'appostamento di 1 milione  di
  euro  per poter partire con il primo lotto di bonifica, e  poi  nel
  finanziamento con i Pac ne sono stati previsti altri  5  milioni  e
  mezzo,  perché  5  milioni e mezzo più uno fa sei  e  mezzo  che  è
  l'importo  del  progetto - ripeto - che è allegato al  procedimento
  penale  pendente,  peraltro, è un procedimento in  cui  sono  stati
  anche  individuati  i  responsabili, per cui,  quando  vi  sarà  le
  sentenza, e la sentenza passerà in giudicato, la Regione avrà anche
  titolo   per  rivalersi  e  riprendere  queste  somme,  che   però,
  purtroppo,  non  sarà  nell'immediato,  ma  nell'immediato  occorre
  procedere alla bonifica del sito. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  però  volevo  un  chiarimento  dopo  il  suo
  intervento assessore, siccome lei parlava dello stanziamento  della
  somma di 1 milione che nasceva da un dato oggettivo come dice  lei,
  noi  abbiamo il subemendamento che finanzia anche un altro tipo  di
  intervento dividendo la somma.

   CONTRAFATTO,  assessore per l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Allora siccome il subemendamento è per il 20% della somma,
  è  possibile con i ribassi del primo lotto riuscire a coprirlo  con
  800, però, non si può scendere al di sotto di questa cifra.
   PRESIDENTE. Grazie intanto per il chiarimento da un punto di vista
  tecnico.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io
  volevo spiegare la natura anche del subemendamento in maniera  tale
  che  chi avesse delle perplessità può farsi le idee più chiare.  La
  III Commissione, durante la presidenza dell'onorevole Marziano,  ha
  istituito  una  sottocommissione che riguardava il  fenomeno  delle
  miniere in Sicilia, questa cosa chiaramente ha preso il fenomeno  e
  ha  studiato anche in chiave di riproposizione turistica quei  siti
  minerari che hanno rappresentato il nostro passato e che in qualche
  modo, possono rappresentare invece adesso lo sviluppo turistico  e,
  quindi, il nostro futuro.
   La   miniera  museo  di  Cozzo  Disi  che  ricade  nel  comune  di
  Casteltermini,  è  stata una miniera sulla quale  tantissimi  soldi
  regionali ed europei sono stati spesi per la riqualificazione,  sia
  in superficie cioè tutti i manufatti che sono stati recuperati, sia
  anche  nel sottosuolo dove l'assessorato ha speso parecchi  milioni
  di  euro per andare a mettere in sicurezza il primo livello  che  è
  stato per lungo tempo visitabile.
   Oggi, in seguito all'incuria, il primo livello è chiaramente stato
  abbandonato  e,  quindi,  invaso anche dalle  acque.  Questo  primo
  intervento  di  200  mila euro sulla base di  una  convenzione  tra
  l'assessorato ai Beni Culturali e il comune di Casteltermini  serve
  semplicemente   per  buttare  fuori  l'acqua,  quindi,   andare   a
  riprendere con delle pompe quello che è già recuperabile e metterlo
  in  fruizione.  Stiamo parlando del fatto che la miniera  museo  di
  Cozzo   Disi   è   la   prima  a  potere  essere   già   visitabile
  nell'immediatezza,  cioè  subito  dopo  questi  lavori,  e   questo
  potrebbe  rappresentare davvero una nuova possibilità di attrazione
  turistica per la nostra terra, che ancora oggi non è messa in  atto
  in questo tipo.
   Con  l'intervento dell'anno scorso sulla miniera Trabonella  e  lo
  stanziamento  di  659  mila euro per quanto  riguarda  la  bonifica
  dell'amianto,  questa della miniera di Bosco Palo  e  quella  della
  miniera  di  Museo  di  Cozzo Disi è già  un  cammino  che  si  sta
  intraprendendo  da parte di questo Parlamento e di  questa  regione
  nei  confronti del rispetto del nostro passato e delle  possibilità
  che  invece possiamo avere di sfruttamento di questi siti minerari.
  Pertanto,  credo che non ci sia alcun problema se questo Parlamento
  oggi vorrà dare un voto favorevole a questo subemendamento.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  semplicemente  per dire che questa somma, nella logica  che  ci  ha
  ispirato  in  commissione   Bilancio   l'assessore  che  riduce  lo
  stanziamento per un altro sito minerario aiuta, anche alla luce del
  fatto  che tutti i deputati, dal Movimento cinque stelle a  Sicilia
  democratica,  a  Sicilia futura, al PD firmano un  emendamento  che
  consente,  contestualmente ad un altro  investimento  di  470  mila
  euro,  che  il Comune di Casteltermini sta attuando,  a  valere  su
  risorse residue del patto territoriale Magazzolo Platani, di  fatto
  si  offre  la possibilità - lo dico all'assessore al Turismo  -  di
  farne  uno dei primi siti minerari visitabili in Sicilia dentro  la
  logica  dei distretti turistici minerari, come attrattore turistico
  in  una posizione straordinaria che è tra la Valle dei Templi  e  i
  Monti Sicani.
   Se  questo  emendamento viene approvato, che porta sostanzialmente
  la firma di tutti, non credo che ci sarà qualcuno che potrà dire di
  avere fatto di più, insieme al Governo e all'assessore Contrafatto,
  credo che sia una straordinaria pagina di questa Finanziaria.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.     Signor    Presidente,    condividendo     l'intervento
  dell'assessore Contrafatto e anche dei colleghi parlamentari voglio
  ribadire  come  l'intervento della Regione  rispetto  alla  miniera
  Cozzo  Disi  è un intervento per la messa in sicurezza dove già  la
  Regione  siciliana, con l'assessore alla Presidenza dell'epoca  che
  era  il  sottoscritto,  era  intervenuta notevolmente  per  rendere
  fruibile  questa  struttura. E' necessario che questa  somma  possa
  essere  anche  rimpinguata  perché  si  tratta  di  una  iniziativa
  realmente meritoria e che merita l'apprezzamento dell'Aula.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  capire  se noi abbiamo un governo double-face o se possiamo fidarci
  di  quello che il Governo ci dice, fermo restando che non ho  nulla
  in  contrario  a  questo  tipo  di intervento.  Ma  in  commissione
   Bilancio  noi abbiamo discusso lungamente sull'argomento chiedendo
  perché non si facevano interventi per il recupero di altri siti. Il
  Governo ci ha detto che si cominciava con questo intervento  perché
  c'era, da un lato, un progetto esecutivo che costava un milione  e,
  dall'altro  lato, perché c'era un provvedimento della  magistratura
  che  obbligava  ad intervenire per forza e solo per  cominciare  su
  questo  sito  e,  pertanto, le obiezioni  di  alcuni  deputati  che
  chiedevano l'intervento anche su altri siti, sono state superate da
  queste dichiarazioni del Governo. Se ora qua, invece, si interviene
  con provvedimenti...

   CASCIO  Salvatore.  Quando si parla di Messina,  quasi  quasi  non
  guardano in faccia nessuno

   FORMICA.  Ascolto cose che non hanno né giustificazione né  altro.
  Onorevole  Cascio,  ascolti  la  fine  dell'intervento    Io   sono
  favorevole  all'intervento, mi stavo chiedendo se possiamo  fidarci
  di  un governo double-face che in Commissione ci dice una cosa e in
  Aula  ce  ne  dice un'altra e, se avendo fatto questa dichiarazione
  ultima  il Governo, perché mai oltre questo tipo di intervento  che
  io  condivido,  onorevole Cascio, perché sono per  il  recupero  di
  tutti  i  siti,  quindi, se oltre questo perché non  si  interviene
  anche  sugli  altri  visto  che è stata superata  la  logica  delle
  dichiarazioni  che in un primo momento il Governo  aveva  fatto  in
  Commissione?
   Chiedevo  solo  questo  Dobbiamo credere al Governo  quando  è  in
  Commissione o dobbiamo chiedere al Governo quando è in Aula?
   Solo questo

   PRESIDENTE. Abbiamo un emendamento di riscrittura dell'emendamento
  37.7  cioè il 37.7.1. E' chiaro che se viene approvato, è approvato
  definitivamente l'intero articolo 37.
   Pongo  in votazione l'emendamento 37.7.1. di riscrittura  a  firma
  Cancelleri, Panepinto, Anselmo, Cascio Salvatore, Cimino, Fontana e
  Greco Marcello. Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39
                  Norme in materia di risorse idriche

   1. Alla legge regionale 11 agosto 2015, n. 19, dopo l'articolo 13,
  è aggiunto il seguente:

                              Art. 13 bis
                           Norma transitoria

   l.  Nelle more della definizione e del concreto avvio del  modello
  tariffario regionale di cui alle disposizioni della presente legge,
  e comunque non oltre il 31 dicembre 2016, i provvedimenti tariffari
  dell'Autorità  per l'energia elettrica, il gas e il sistema  idrico
  (AEEGSI)  di  cui  all'Allegato A alla  deliberazione  n.  474/2015
  dell'Autorità medesima, conservano efficacia nella Regione.

   2.  Fino  alla  definizione  ed  al  concreto  avvio  del  modello
  tariffario regionale di cui alla presente legge, trova applicazione
  ogni   altro  eventuale  futuro  provvedimento  dell'Autorità   per
  l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

   3.  Fino  alla  definizione  ed  al  concreto  avvio  del  modello
  tariffario  regionale  di cui alla presente legge,  l'Autorità  per
  l'energia  elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI)  continua
  ad  esercitare,  anche con riferimento alle gestioni  operanti  nel
  territorio siciliano, i poteri di cui all'articolo 21, commi  13  e
  19,  del  decreto  legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito,  con
  modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, nonché di cui al decreto del Presidente
  del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 e successive modifiche ed
  integrazioni».
   Onorevole   Di   Mauro,  ritira  l'emendamento  39.1   soppressivo
  all'articolo 39?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli Grasso, Clemente, Falcone, ritirate gli emendamenti? Gli
  emendamenti sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 39.4 a firma  La  Rocca,  Cancelleri  e
  Ciaccio.
   Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza.. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Vi   è   una   richiesta  di  votazione  per  scrutinio   nominale
  dell'emendamento 39.4.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 39.4.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 39.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          17
   Contrari            46
   Astenuti            2

                       (L'Assemblea non approva)

   Si  passa  all'esame  dell'emendamento 39.6, onorevole  Sudano  lo
  ritira?

   SUDANO. Lo mantengo.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'esame  dell'emendamento 39.5 a firma  Di  Giacinto,
  Cimino  e altri.

   CIMINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 39 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 40. Ne do lettura:
                               TITOLO IV
       Disposizioni in materia di demanio marittimo e fluviale.
                  Disposizioni in materia urbanistica

                               «Art. 40
        Approvazione dei Piani di utilizzo delle aree demaniali
                               marittime

   1.  Il  comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 29  novembre
  2005, n. 15 è sostituito dai seguenti:

    3. L'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente approva
  i  Piani  di  utilizzo delle aree demaniali marittime adottati  dai
  comuni,  ai  quali  spetta la predisposizione della  documentazione
  necessaria  per  la  valutazione ambientale strategica  secondo  le
  procedure di cui all'articolo 12 del decreto legislativo  3  aprile
  2006,  n.  152. I Piani sono dotati dei pareri di competenza  e  di
  ogni  altro  atto endoprocedimentale obbligatorio, ivi compresa  la
  procedura di cui agli articoli 6 e seguenti del decreto legislativo
  3  aprile  2006,  n. 152. L'approvazione da parte  dell'assessorato
  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente  interviene  entro  il
  termine perentorio di novanta giorni dal ricevimento della delibera
  di  adozione  del  consiglio comunale,  decorsi  i  quali  i  Piani
  acquisiscono  efficacia.  Resta  ferma  l'applicabilità,  da  parte
  dell'assessorato  regionale del territorio e  dell'ambiente,  della
  clausola di cui all'articolo 19, comma 1, della legge regionale  27
  dicembre  1978,  n.  71 e successive modifiche ed  integrazioni.  I
  provvedimenti edilizi abilitativi previsti dall'articolo  1,  comma
  4,  sono sostituiti dal nulla osta rilasciato dal comune competente
  per territorio.

   3  bis. Fatti salvi i commi 1, 2 e 2 bis del presente articolo, le
  nuove  concessioni  demaniali  marittime  da  rilasciarsi  dovranno
  risultare  coerenti  con  le previsioni  del  piano  e  quelle  già
  rilasciate,  in epoca successiva all'entrata in vigore della  legge
  regionale  29  novembre 2005, n. 15, qualora fossero  in  contrasto
  dovranno essere adeguate alla prima scadenza utile. Le disposizioni
  di cui al presente comma trovano applicazione anche nell'ipotesi di
  varianti al Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime.

   3 ter. Con la presente legge le concessioni demaniali regolarmente
  pagate,  coerenti con la previsione di cui all'articolo  11,  comma
  48,  della  legge  regionale 9 maggio 2012,  n.  26,  ancorché  non
  rientranti  nelle disposizioni di cui all'articolo 1,  della  legge
  regionale  29  novembre 2005, n. 15, mantengono la  loro  validità,
  senza applicazione di sanzioni.

   3  quater.  Nei confronti dei comuni inadempienti,  che  entro  il
  termine  perentorio  di  sei  mesi  dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge non hanno adottato il Piano di utilizzo delle  aree
  demaniali  marittime, i commissari ad acta, nominati ai  sensi  del
  comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005,  n.
  15, sono autorizzati ad esercitare i poteri sostitutivi finalizzati
  alla redazione ed all'adozione dei suddetti Piani».

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento solo per
  una  precisazione. Ricordo a me stessa nei lavori d'Aula per quanto
  riguarda  sia la tariffa, l'applicazione della tariffa proprio  per
  tutto  quello  che  riguardava la materia delle risorse  idriche  e
  quanto  sostenuto  dalle opposizioni che non  bisognava  e  non  si
  poteva  derogare  alle  previsioni ed  ai  provvedimenti  tariffari
  dell'autorità per l'energia e per il gas.
   Oggi  ci  rendiamo conto che il Governo, proprio  nell'avvio,  sta
  dando  ragione a quanto sostenuto, durante l'approvazione di quella
  legge,  dalle  opposizioni. Quindi, una cosa  è  fare  gli  annunci
  sull'acqua pubblica, un'altra cosa è poi applicare le norme secondo
  i dettati legislativi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Mauro, lei  mantiene  gli  emendamenti
  soppressivi del 40?

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                  Presidenza del Vice Presidente Lupo

   DI  MAURO. Signor Presidente, intervengo perché di questo articolo
  40  -  mi  rivolgo ovviamente all'assessore col quale  più  abbiamo
  seguito tutta la questione - pur condividendo la modifica al  comma
  3,  mi  preoccupa ciò che è scritto nel comma 3 bis  perché,  fatti
  salvi  i  commi  1,  2  e  2 bis del presente  articolo,  le  nuove
  concessioni  Ora, il termine  nuove concessioni  è un  termine  che
  sta  anche  a  riguardare,  assessore,  la  concessione  che  viene
  presentata domani e che scade nel 2020.
   Allora,  se  noi  impostiamo questo articolo sulla  necessità  del
  piano  delle  spiagge  e il relativo obbligo  di  adeguarsi,  siamo
  perfettamente  d'accordo. Io vorrei, se  è  possibile,  se  lei  lo
  condivide, non entrare nel merito di tutto ciò che riguarda il tema
  delle  nuove  concessioni, perché tutto questo si può  interpretare
  come  una  sorta  di  anticipazione  delle  normative  europee  che
  saranno, credo, emanate dopo il 2020.
   Siccome sono preoccupato di questo, perché noi abbiamo concessioni
  di  siti  balneari,  altri  tipi di  concessioni  in  cui  ci  sono
  attività,  il  termine   nuova concessione   che  è  corretto,  per
  carità, però così come è formulato, ovviamente, metterà i comuni in
  una  condizione di comprende anche chi da cinquant'anni  lavora  in
  una  attività  di  stabilimento balneare, di  presentarsi  dinnanzi
  l'amministrazione  con una nuova... Allora, siccome  noi  sappiamo,
  assessore,  che  tutte le concessioni scadono  al  2020  perché  si
  attende  una  direttiva europea, qual è il senso della proposizione
  di questo articolo e di questa precisazione perché metterà i comuni
  in  una serie di difficoltà perché daranno un'interpretazione della
  nuova  concessione come un fatto nuovo, rispetto al quale esistendo
  una   vecchia   concessione  da  diversi  anni,   l'amministrazione
  comunale,  evidentemente,  ricorrerà  ad  una  sorta  di  bando  di
  evidenza pubblica.
   Tutto  questo,  ovviamente, è stridente  rispetto  alla  direttiva
  europea  che stabilisce che fino al 2020 sono tutte  Se noi citiamo
  queste  norme,  facciamo  entrare i comuni  in  confusione,  allora
  ribadiamo  questa  sua indicazione del comma 1  che  è  importante,
  finalmente  cercheremo di mettere a punto l'iniziativa ma  corriamo
  il  rischio  di  intaccare l'attività delle  imprese,  stabilimenti
  balneari   e  altro  che  esistono  da  diversi  anni   perché   le
  amministrazioni  comunali, secondo me, dinnanzi al  termine   nuove
  concessioni   cominceranno a riflettere su cosa  fare  e  cosa  non
  fare,  al  di  là  della disposizione legislativa  che  prevede  le
  proroghe per tutte perché delle due l'una: o noi siamo certi che le
  proroghe esistono o non vedo perché noi oggi, cinque anni prima, ci
  dobbiamo preoccupare di quello che sarà dopo il 2020.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco.  Signor Presidente, il mio intervento  è  sulla
  scia  dell'intervento del collega Di Mauro, io ho anche  presentato
  degli  emendamenti per la soppressione di questi  articoli  perché,
  Presidente, gli articoli 40, 41, 42, e 43 - altro discorso poi sarà
  fatto  sull'articolo 46 - sono di fatto una nuova legge sul demanio
  marittimo  ed  inserire una riforma così importante in Finanziaria,
  senza  avere coinvolto nella fase della costruzione del disegno  di
  legge,  i  comuni,  le  associazioni di categoria,  mi  sembra  una
  forzatura esagerata.
   Io  ricordo  che l'ultima legge che poi è la legge attualmente  in
  vigore  che,  in  qualche modo, stabilisce l'utilizzo  del  demanio
  marittimo  è  una legge del 2005, del dicembre 2005,  che  è  stata
  elaborata  come le leggi di riforma nelle Commissioni parlamentari,
  ha  subìto l'iter legislativo corretto, in Commissione parlamentare
  di  merito,  Commissione  Bilancio , confronto  con  le  categorie,
  insomma è stato un iter che è durato parecchi mesi e che ha portato
  alla  prima ed unica legge del settore che la Sicilia ha  approvato
  nel  dicembre  2005, la legge n. 15 del 2005 che  è  la  legge  che
  attualmente regolamenta l'utilizzo del demanio marittimo che,  fino
  a  quel  momento, era un problema per la Sicilia e oggi è diventato
  una risorsa anche in termini economici.
   Io  credo,  non  voglio  entrare nel  merito  specifico  dei  vari
  articoli  di  questa legge, ma credo che sia la riforma complessiva
  che  trasferisce  competenze  ai  Comuni,  che  modifica  anche   i
  parametri  di riferimento per quanto riguarda il costo del  demanio
  marittimo,  che  regolamenta la vita di  120  comuni  marittimi  in
  maniera  totalmente nuova, io non so se questa  riforma  sia  stata
  calata  dall'alto,  se sia stata in qualche modo  discusso  con  le
  associazioni  di categorie e con l'ANCI perché non so quanti  hanno
  letto  questi articoli ma, di fatto, la Regione si spoglia  di  una
  competenza  che  è specifica delle Regioni facendo  esattamente  il
  contrario di quello che hanno fatto nel resto d'Italia.
   Noi  diamo  la  competenza esclusiva ai comuni e  manteniamo  alla
  Regione   soltanto  compiti  di  coordinamento  e   controllo   con
  l'approvazione  del PUDM, piano di utilizzo del demanio  marittimo.
  Pertanto,  io  credo sia il caso, per quanto riguarda gli  articoli
  40,  41,  42  e  43  di immaginare anche una riflessione  ulteriore
  rispetto   alla  possibilità  di  approvare  questi   articoli   in
  Finanziaria,  mi  sembra materia complessa, mi sembra  materia  che
  abbia diritto al rango di una riforma vera e propria e non norma da
  appiccicare  in Finanziaria così com'è. Anche perché -  lo  dico  a
  ragione  veduta  -  quando parla all'articolo 43  delle  risorse  e
  prevede  che  i  Comuni  versino alla Regione  soltanto  il  25%  e
  trattengono  il 75% degli oneri, questo configura un minor  gettito
  nelle  casse  della  Regione quindi è  una  norma  che  può  essere
  inserita  in  Finanziaria soltanto nella maniera in  cui  determina
  minori entrate per le casse della Regione mentre nel resto d'Italia
  la  stessa norma  prevede che il 10% vada ai Comuni e il  90%  alla
  Regione.
   Quindi,  chiedo  al  Governo un supplemento di  istruttoria  e  la
  possibilità  che, con una riflessione nuovamente delle  Commissioni
  di  merito,  si possa elaborare una riforma complessiva compiuta  e
  migliore dal punto di vista della concretizzazione e della messa in
  opera. Grazie.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, vorrei dare un mio contributo anche  per
  un  chiarimento  alla  norma. Assessore, credo che  sostanzialmente
  l'articolo  3  non aggiunga nulla rispetto a quanto  già  la  norma
  prevede.  Se  non  vado errato, la legge del 2005 imponeva  già  ai
  Comuni di dotarsi di PUDM.
   Allora, la domanda e la conseguenza che ne deriva: ma se la  legge
  già  lo prevedeva nel 2005, in questo momento, qualsiasi comune che
  adotta  e  approva  il PUDM e lo trasmette alla  Regione  e  questo
  ovviamente  lo  approva, produce gli effetti che effettivamente  si
  volevano  evitare. Quindi, l'articolo 3 non fa altro che  ribadire,
  ancora  una  volta,  che la legge attribuisce in  capo  ai  comuni,
  quello  di  dotarsi  della pianificazione per  quanto  riguarda  il
  demanio marittimo che, sostanzialmente, fa si che lo stesso  comune
  procede ad effettuare una pianificazione del proprio territorio.
   Quindi,  non determina alcuna conseguenza questo articolo  se  non
  una  conferma che, ancora una volta, viene sollecitato il Comune  a
  dotarsi di quella strumentazione che, sostanzialmente, è prevista e
  resa obbligatoria dalla legge del 2005  rimasta inattuata.
   Mi piace ricordare, signor assessore e vorrei che, effettivamente,
  lei  lo dicesse qui, l'unico comune che ha dato attuazione a questa
  norma è il comune di San Vito Lo Capo.
   Tutti  gli  altri  comuni non hanno provveduto a quanto  la  legge
  obbligava  loro,  cioè quello di procedere alla pianificazione  del
  territorio   demaniale.  Molti  comuni  vi  hanno   provveduto   e,
  sostanzialmente, hanno trasmesso la documentazione, ma  la  Regione
  ha  un'attività istruttoria alquanto lenta e complessa, motivo  per
  cui non ha adottato alcun provvedimento cosiddetto  approvativo .
   Altro  aspetto, e mi piace qui rimarcarlo, per chi,  specialmente,
  ha  fatto,  e  bene o male, ha una certa dimestichezza  nell'ambito
  dell'attività  gestionale amministrativa,  comprende  quanto  possa
  essere,  invece, importante questo articolo per quanto  riguarda  i
  comuni.
   Noi  abbiamo  una  situazione che è paradossale per  certi  versi.
  Perché  paradossale?  Perché  da una parte,  il  comune  svolge  la
  propria attività istruttoria, per quanto riguarda ovviamente i beni
  propri   demaniali,   che   appartengono   al   demanio   comunale,
  contestualmente  e contemporaneamente, un altro ente  accanto  allo
  stesso sito, alla stessa area, per cui il comune procede a svolgere
  l'attività istruttoria e rilascia il provvedimento concessorio,  un
  altro  ente,  che  in  questo caso è la  Regione,  svolge  attività
  istruttoria,    possibilmente,   rilasciando    un    provvedimento
  concessorio che, nei fatti, è incompatibile con quello precedente.
   Bene.  Con  questa  finalità e con questo obiettivo,  secondo  me,
  queste discrepanze, o queste situazioni negative verrebbero meno.
   Mi  permette,  da ultimo, fare osservare, eventualmente  all'Aula,
  che,   anzi,  la  Regione  siciliana è  l'ultima  Regione  che  sta
  intervendo in questo modo qua, perché tutte le altre Regioni  hanno
  provveduto  ad  effettuare il trasferimento di competenze  che,  mi
  piace  ricordare,  non  è uno spostamento di proprietà,  perché  la
  proprietà  rimane  sempre  in  capo  alla  Regione,  ma  l'attività
  istruttoria e, semplicemente, gestionale ed amministrativa,  mentre
  la  proprietà rimane sempre in capo alla Regione stessa, che vorrei
  ricordare, in funzione, ovviamente, che la proprietà rimane in capo
  alla  Regione,  ha  sempre  il potere  di  direzione,  controllo  e
  sostituzione,   sulla   base  dei  criteri  generali   di   diritto
  amministrativo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Volevo ringraziare l'assessore Croce per avere  posto  in
  finanziaria questo argomento che riguarda il demanio marittimo, che
  è  un  argomento molto importante e ritengo utile,  anche,  per  il
  futuro  economico delle casse della nostra Regione ma,  anche,  per
  potere fornire elementi veri per l'occupazione giovanile.
   Oggi, di fatto, si sta mutando una filosofia rispetto a quella del
  passato  che,  personalmente, condividevo. Con l'assessore  Cascio,
  assessore per il territorio e l'ambiente, si erano creati i servizi
  per  il  demanio,  dando  alla  Regione  una  competenza,  su  base
  provinciale, che meglio riuscivano ad attenzionare le problematiche
  del  demanio marittimo. Quei servizi, successivamente,  chissà  per
  quale motivo, sono stati trasformati in unità operative ed oggi, di
  fatto,  quelle  unità non funzionano, tant'è che il problema  delle
  aree  demaniali e delle tante pratiche di richiesta di  concessione
  sono bloccate negli uffici della Regione.
   Con  questo articolo, secondo me, si vuole potere dare un elemento
  di  chiarezza rispetto alla gestione del demanio marittimo,  ma  io
  chiederei  all'assessore Croce un ulteriore sforzo per  riuscire  a
  dare   un'opportunità  anche  a  chi,  oggi,  vuole   intraprendere
  un'attività imprenditoriale in questo settore  con degli  strumenti
  per agevolare soprattutto i giovani che hanno voglia e desiderio di
  cimentarsi nell'apertura di chioschi, di attività e di associazioni
  sportive sulle nostre spiagge.
   Io  chiederei  all'assessore  Croce di  potersi  soffermare  sulla
  possibilità,  ad  esempio,  di  creare  le  condizioni  che  queste
  strutture  non soggiacciano alla cosiddetta precarietà.  Perché  da
  noi,   nel  nostro  territorio,  si  riesce  a  frequentare  queste
  strutture  anche nei periodi che vanno oltre l'estate, e quindi  la
  precarietà di queste strutture rappresenta un costo per  chi  vuole
  intraprendere un'attività imprenditoriale.
   E,    soprattutto,    vorrei    anche   richiamare    l'attenzione
  dell'assessore  Baccei, per quanto riguarda il terzo  comma,  sulle
  concessioni demaniali giustamente e regolarmente pagate. Viviamo in
  questo  nostro  territorio, soprattutto  nelle  isole  minori  come
  Lampedusa, dove tanti imprenditori, giovani imprenditori  che  oggi
  hanno  avuto  l'opportunità di una concessione  demaniale,  per  il
  fenomeno  degli  sbarchi, per il fenomeno  della  crisi  anche  del
  settore  turistico, di vivere una situazione problematica  rispetto
  al rilascio del Documento Unico di Regolazione Contabile (DURC).
     Noi  dobbiamo  dare la possibilità di incentivare l'utilizzo  di
  queste  strutture, senza chiudere la possibilità di continuare  con
  queste attività. Nel momento in cui noi subordiniamo la concessione
  anche alla possibilità che siano stati regolarmente pagati tutti  i
  canoni,  rischiamo,  purtroppo, che  ci  sia  il  blocco  di  tante
  attività commerciali in un momento di crisi come questo.
   Io  direi  se  è  possibile,  anche, di  dare  la  possibilità  di
  condividere un percorso che sia più attenuato rispetto a chi  vuole
  attivare  e  proseguire un'attività di questo  genere,  soprattutto
  anche nelle isole minori come Lampedusa.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori il  tema
  del  demanio  credo  che  abbia  un'importanza  strategica  per  la
  Sicilia.  Quindi, volevo proporre all'attenzione del  Governo,  una
  serie  di  proposte proprio per la tutela e la promozione  per  uno
  sviluppo   sostenibile  delle  coste  che,   in   questo   momento,
  considerando le potenzialità che potrebbe avere, non è  valorizzata
  considerando  territori  analoghi ai  nostri,  come  estensione  di
  coste.
   In  particolare, volevo premettere che la Sicilia,  ad  esempio  è
  l'unica regione italiana, innanzi tutto, a non essere dotata di una
  legge volta alla tutela del mare e del suo litorale.
   Inoltre  una  parte  significativa della propria  economia,  della
  nostra economia, dipende proprio dall'essere insulare, dalla pesca,
  dal turismo. Quindi, dovremmo avvantaggiarci e valorizzare molto di
  più questa nostra vocazione.
   La  Sicilia è la più grande isola del mediterraneo, inutile dirlo,
  e  c'è  un  immenso  patrimonio, anche  patrimonio  UNESCO,  parchi
  archeologici da tutelare.
   Inoltre  considerando che la stragrande maggioranza dei  siciliani
  vive  proprio nella fascia costiera - in una fascia compresa a meno
  di  20  km  dal  mare -, considerando che le tre aree metropolitane
  sono    sulla   costa,   considerando   il   grandissimo   problema
  dell'abusivismo  costiero  siciliano  e  quindi  dell'esigenza   di
  riqualificazione della costa che richiederebbe, evidentemente,  una
  pianificazione  costiera  - aspetto questo  che  ci  permetterebbe,
  anche, di investire ad esempio con delle progettazioni comunitarie,
  che  ci  permetterebbe di dividere per settori la costa e  di  fare
  delle progettualità volte a risolvere il problema dell'abusivismo.
   Considerando il problema dell'inquinamento delle nostre coste,  in
  Sicilia   sono  balenabili  circa  227  Km  di  costa.   La   città
  metropolitana di Palermo, che è la più grande, si sviluppa su di un
  tratto  costiero di circa 25 Km dei quali 17 non sono balneabili  a
  causa dell'inquinamento.
   La  provincia di Siracusa, ad avere il primato, con quasi 90 Km di
  mare  non  balenabile seguiti dalla provincia di Palermo,  Messina,
  Trapani, Agrigento e Ragusa con soli 4 chilometri.
   I  problemi  dell'inquinamento ovviamente sono figli dei  problemi
  della depurazione, della mancata depurazione, dei problemi dei poli
  industriali,  e  soprattutto la mancanza appunto dell'impiantistica
  volte a depurare adeguatamente le acque.
     Sono  stati  previsti circa 387 impianti in Sicilia,  un  numero
  abnorme  di cui soltanto 321 sono in funzione e di cui soltanto  12
  impianti   sono  funzionanti  nella  potenzialità,  diciamo   nella
  funzionalità ottimale.
   Quindi  si  rende necessario in Sicilia affrontare  una  strategia
  veramente  efficace  per  risolvere tutti i  problemi,  ogni  volta
  considerare che dovrebbe essere il nostro volano prioritario per lo
  sviluppo, per uno sviluppo sostenibile che è mettendolo a  paragone
  con  altre  aree  e territorialmente estesa come  la  nostra,  come
  Regione  avremmo delle potenzialità di sviluppo economiche  enormi,
  ma dobbiamo permettere tutto questo.
   Quindi  una politica che vada a tutelare i territori della  fascia
  costiera, una riqualificazione e recupero della costa, arrestare la
  devastazione  degli abitat naturali e il progressivo  impoverimento
  della  biodiversità e permettere anche la mobilità  sostenibile  in
  queste aree costiere.
   Quindi  ho  presentato  un  ordine del  giorno,  che  è  volto  ad
  impegnare  il  Governo in questa direzione con tutta una  serie  di
  azioni.  Attraverso un apposito decreto si emanano tutta una  serie
  di  indirizzi  volte  alla programmazione, alla pianificazione  del
  demanio.
   Quindi  attività di monitoraggio, vigilanza delle  attività  delle
  concessioni, individuazione di tutte una serie di aree precluse per
  la   tutela  biologica,  naturalistica,  paesaggistica,  di  libera
  fruizione  e pubblica fruizione e per la mobilità sostenibile,  per
  il   rilascio,  il  rinnovo,  la  modificazione,  la  revoca  delle
  concessioni del demanio marittimo.
   Inoltre  si  chiede al Governo di emanare le direttive  vincolanti
  per  la  disciplina degli  usi del demanio marittimo  con  finalità
  turistico ricreative.
   Il   decreto   dell'Assessore  si   chiede   che   garantisca   la
  conservazione  e  la  tutela degli ecosistemi,  di  armonizzare  le
  azioni  sul territorio per uno sviluppo sostenibile che  tuteli  il
  paesaggio, eccetera.

   TURANO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Può parlare anche  dal  banco  della
  Commissione se preferisce.

   TURANO.  Signor  Presidente avevo deciso di  non  intervenire  sul
  dibattito parlamentare, però alcuni colleghi onestamente  mi  hanno
  stuzzicato,  ed io onestamente apprezzo lo sforzo che  sta  facendo
  l'Assessore Croce che vorrei seguisse il mio ragionamento.

   PRESIDENTE.  Assessore Croce gentilmente può seguire  l'intervento
  dell'onorevole Turano?

   TURANO. Vorrei che l'Assessore seguisse il mio ragionamento perché
  provare  a  mettere  ordine in un settore come  questo  secondo  me
  gestito  fino  ad ora non in maniera brillante non può  che  essere
  utile. E io credo che in maniera responsabile ci voglia non solo la
  condivisione dei Comuni ma un intesa strategica con i Comuni perché
  alcune  porzioni  del  territorio della Regione  siciliana  possano
  diventare  fonte  di  ricchezza oltre che  di  lavoro  come  diceva
  l'onorevole Cimino, e di sviluppo.
   Il problema è capire come questo diventi compatibile con la tutela
  del  territorio  e  come questo diventi come  dire,  spendibile  in
  termini di investimento per l'immagine della Sicilia.
   Io  sono uno di quelli che conosce bene il mio territorio e diceva
  bene  poca  fa  l'onorevole Fazio e attento a  come  alcuni  Comuni
  gestiscono i propri litorali. Faccio un esempio su tutti e parlo di
  San  Vito  Lo  capo  che  è l'unico comune che  si  è  dotato,  per
  informare  l'Aula che a fronte di una concessione  di  mille  metri
  quadrati per la quale la Regione determina un introito di  meno  di
  mille  euro l'anno, il Comune facendo un bando di evidenza pubblica
  e mettendola all'asta ha introitato centoquattro mila euro l'anno.
   Cerchiamo di capire il valore strategico delle spiagge e cerchiamo
  di capire come queste possono diventare da un lato business per chi
  decide  di fare quest'attività e dall'altro lato un introito  serio
  per la Regione siciliana.
   Dico  questo  perché l'Assessore ha una grande responsabilità.  Se
  noi  pensiamo di allargare le maglie per fare diventare tutto, come
  diceva  l'onorevole Cimino, luogo di strutture fisse,  che  possono
  lavorare  tutto  l'anno e che possono fare  tutto,  in  barba  alle
  disposizioni che regolamentano la fascia costiera in maniera rigida
  e,  secondo  me,  in  maniera intelligente, non  facciamo  un  buon
  servizio.
   Credo  che  il valore del paesaggio - che per altro è  un  diritto
  garantito  dalla Costituzione - sia una valore prevalente  rispetto
  ai  legittimi interessi che possono avere i privati o che può avere
  la stessa Regione.
   L'Assessore Croce deve essere bravo, attento, nel determinare  con
  la  sua  visione strategica che riguarda tutto il territorio quello
  che succede sulle coste. Mi sento di dare questa cambiale in bianco
  all'Assessore.  E  vorrei che seguisse, per  ora  che  lo  gestisce
  direttamente,  poi per il tramite dei Comuni, con  attenzione  come
  alcune iniziative siano portate avanti. Fermo rimanendo che non  ci
  dobbiamo lasciare ingannare da chi pensa di utilizzare un lido  per
  fare  altre  cose.  Credo  che non ci sono  spese  di  montaggio  e
  smontaggio. A me sembra assolutamente pertinente che si possa  dare
  la  concessione e sono concessioni stagionali. C'è una ragione  per
  la quale cambio argomento. C'è una ragione per la quale dal 1976  è
  impedita  qualunque tipo di edificazione sulle  coste.  E  c'è  una
  ragione  per  la quale le concessioni edilizie, le concessioni  sul
  suolo demaniale sono ancorate alla legge del 1976.
   Credo  -  e lo guardo con favore - parlo con tutti anche  con  chi
  gestisce  questi  esercizi. Credo che questi esercizi  qualifichino
  meglio  il  litorale,  ma  il litorale deve  rimanere  un  litorale
  utilizzabile, usufruibile da tutti. L'accesso al mare  deve  essere
  garantito  da tutti. E queste strutture che qualificano sicuramente
  l'offerta  formativa,  devono attenersi, in maniera  scrupolosa,  a
  regole rigide che la Regione deve impartire.
   Penso  che  con questa legge, l'Assessore Croce, si stia sforzando
  di  mettere ordine. Ma vi rigireremo con altrettanta attenzione  al
  che questo avvenga in maniera scrupolosa.
    Comunicazione di decreti di nomina di componenti di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che con decreto n. 32 del 24  febbraio  2016
  del  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  l'onorevole
  Giuseppe   Milazzo  è  nominato  componente  della  I   Commissione
  legislativa   permanente   Affari  istituzionali   in  sostituzione
  dell'onorevole Falcone, dimissionario.
   L'Assemblea ne prende atto.

   1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  Assessori,  noi  abbiamo  praticamente  in  Sicilia  circa  9  mila
  concessioni. Queste concessioni sono, di fatto, tutte prorogate  al
  2020,  così come prima erano prorogate al 2015. Nel momento in  cui
  lei  inserisce  il  comma 3bis con la modifica  e  parla  di  nuove
  concessioni che devono adeguarsi al nuovo piano, lei vuol dire  che
  fa  venir  meno  il  diritto di proroga. Signor Assessore,  lei  fa
  entrare i Comuni in conflitto con i privati. Perché nel momento  in
  cui  lei  parla  di  nuove  concessioni, di  adeguamento  al  piano
  spiagge, è ovvio che si potrà verificare l'ipotesi per cui  laddove
  insiste  una attività domani questo potrà essere differito.  Allora
  la  prego  di fare a meno di questa modifica normativa. Perché,  di
  fatto,  la  direttiva è europea. Noi cosa ci entriamo ad  andare  a
  stabilire  una  cosa  che  riguarda  un  indirizzo  che  deve  dare
  l'Europa?  Allora, quando io ero Assessore, valeva  fino  al  2015.
  Adesso,  sempre l'Europa, l'ha sposta dal 2015 al 2020. Noi  stiamo
  per  essere  così  zelanti che cinque anni prima  ci  occupiamo  di
  quello che succerà nel 2020.
   Signor  Assessore, le concessioni che scadono, facendo un esempio,
  il  1  gennaio 2017 sono prorogate al 2020, nessuno può intervenire
  in   quella  concessione  attraverso  un  bando  o  attraverso  una
  procedura   che  lei  ritiene  necessaria  di  adeguamento   perché
  l'adeguamento  per  ciò che è stato sostanzialmente  stabilito  con
  prorogatio dall'Europa fino al 2020 non può essere toccato.  Allora
  la  pregherei  di soprassedere su questo secondo comma  facendo  in
  modo  che  per la prima parte e per tutto il resto che riguarda  il
  piano  spiagge  che ritengo una cosa valida e che forse  finalmente
  potrà essere realizzato, mi trova assolutamente d'accordo.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Signor assessore con  l'occasione  le
  chiederei di chiarire meglio il contenuto dell'articolo 3 ter , che
  c'è un riferimento normativo poco preciso.

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Vorrei rispondere
  su un punto dell'onorevole Di Mauro e poi riservarmi di intervenire
  alla  fine  per  tutti i chiarimenti. Solo per chiarire  l'equivoco
  perché magari è scritto male, ma c'è un equivoco di fondo.
   Lei  ha  citato le novemila concessioni che ci sono sul territorio
  regionale,  ma sa bene, in quanto ha ricoperto anche la  carica  di
  assessore, che non tutto il demanio è concessionato, ci sono  delle
  aree   ancora  non  concessionate  quindi  quelle  sono  le   nuove
  concessioni. No, no quelle che io intendo. Ripeto.

   DI MAURO. Questo lei lo pensa, ma non c'è scritto.

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Ripeto, onorevole
  l'ho  premesso.   Può  essere scritto male,  lo  possiamo  scrivere
  meglio  però si intendeva per nuove concessioni sono le concessioni
  ,  nell'interpretazione autentica, ripeto,  però  si  può  ribadire
  molto meglio, se lei lo ritiene lo sub emendiamo immediatamente, ma
  per  me  le nuove concessioni erano le concessioni di aree che  non
  sono state concesse perché come lei ha ribadito più volte esiste un
  rinnovo e una proroga automatica delle concessioni esistenti al  31
  dicembre 2020.
   Quindi, ripeto, le nuove concessioni erano solo le concessioni  di
  aree  non  concesse  del demanio marittimo, quelle  esistenti  sono
  rinnovate automaticamente al 2020 e quindi non si possono intendere
  fino  a  quella  data  come  nuove concessioni.   Se  è  necessario
  chiarirlo, lo chiariamo, non c'è nessuno problema.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   noi   siamo
  fondamentalmente  d'accordo  con  questo  articolo  e  lo   abbiamo
  condiviso  in  Commissione  Aambiente  e  abbiamo  anche  sistemato
  qualcosa  in commissione bilancio. Siamo d'accordo perché il  punto
  tre  chiarisce  in maniera definitiva, qualora ce  ne  fosse  stato
  bisogno,  che  i  comuni devono predisporre tutta la documentazione
  necessaria per la VAS, anche se è una cosa ovvia e che molto comuni
  fanno  già  o  hanno già fatto, per altri comuni non è  altrettanto
  ovvio e quindi questo comma chiarisce la questione.
   Va  bene anche il comma 3 bis perché chiarisce anche una cosa  che
  doveva avvenire già dal 2005 ma la stiamo mettendo adesso nel  2016
  che  è  le concessioni già rilasciate devono adeguarsi ai piani  di
  utilizzo del demanio marittimo, anche se chiederei all'Assessore di
  apprezzare un emendamento che tra l'altro forse era presente  anche
  nella prima formulazione dicendo che le concessioni che non possono
  essere adeguate ai piani non possono neanche essere rinnovate.
   Questo è un emendamento che ho presentato ed è a pagina 19, magari
  lo votiamo per parti separate però chiedo che venga apprezzato.
   Il  comma  3 ter abbiamo chiarito in Commissione che si tratta  di
  una  norma  che, non vedo l'onorevole Falcone, ma copre  un  vulnus
  normativo e quindi siamo assolutamente d'accordo, e poi va  bene  i
  commissari  ad  acta , cosa che è già prevista  tra  l'altro  dalla
  legge  vigente,  la  legge  15 è un'ottima  legge  se  fosse  stata
  applicata magari non avremmo tanti problemi oggi, però con   questa
  andiamo  a specificare meglio alcune cose, è ovvio che una  materia
  del  genere non andrebbe trattata in finanziaria, andrebbe trattata
  con un disegno di legge apposito, ma l'ottimo è nemico del buono  e
  quindi  in questo momento storico ci accontentiamo di questo.  Però
  una  cosa  è fondamentale assessore, un attimo mi segua perché  noi
  col  comma  1  in particolare e con la seconda parte del  comma  1,
  praticamente  diamo il via libera ai piani anche se non  approvati,
  diamo il silenzio assenso la possibilità del silenzio assenso per i
  piani di utilizzo del demanio marittimo, questa è una cosa che  per
  noi  non  può  assolutamente  andar bene,  i  piani  devono  essere
  approvati,  deve  essere approvata la Vas, se c'è  un  problema  in
  assessorato come c'è effettivamente, ci sono tantissimi  piani  già
  presentati che ancora non vengono approvati, non possiamo  aggirare
  il  problema  scrivendo una norma che deroga  al  codice  ambiente,
  anche  perché si parla appunto di ambiente non si parla di  materie
  urbanistiche  e cose varie, e dobbiamo assolutamente  sistemare  la
  questione   in   sede   di   assessorato,   potenziare   l'ufficio,
  riorganizzare  meglio le risorse dell'assessorato, ma  non  si  può
  pensare  che siccome l'ufficio Viavas non approva i piani, facciamo
  una  norma  per  aggirare  questo  problema,  prima  risolviamo  il
  problema  e  poi  vediamo eventualmente come  sistemare  le  norme,
  grazie.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi in Commissione
  bilancio su questi articoli che riguardavano i canoni demaniali era
  stato  fatto  da  parte  mia un ragionamento,  e  volevo  chiedere,
  l'abbiamo  riportato  sull'8?  Va bene  io  comunque  perché  resti
  traccia   l'intervento  lo  faccio  comunque,  si  era   fatto   un
  ragionamento  che riguardava la creazione di un fondo  perequativo,
  perché  questo  articolo così osannato diciamo  non  fa  altro  che
  donare risorse alla Regione levandoli a tutti i comuni, e quindi al
  bilancio  della Regione, per darli solo ai comuni che sono titolari
  di demanio, viva viva per i comuni titolari di demanio è chiaro che
  tutti gli altri come dire subiscono un nocumento da questa cosa.
   Allora  il  ragionamento che avevo fatto  io  in  Commissione  era
  quello di dire, una quota di questo pagamento che i comuni fanno in
  favore  della Regione originariamente versiamoli ai comuni montani,
  cioè  facciamo si che questo elemento di ricchezza possa essere  un
  minimo  ripartito anche alle aree più svantaggiate. Ora siccome  io
  non  ho trovato traccia ne nell'articolo 40, ne nel 41, ne nel  42,
  ne nel 43, chiedevo all'assessore notizie in merito, grazie.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 19.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE  Assessore  Croce, prima di procedere  alla  votazione,
  intende intervenire per rispondere agli interventi?

   CROCE,  assessore  per  il  territorio e  l'ambiente.  Sì,  signor
  Presidente,  volevo intervenire per spiegare la ratio degli  interi
  articoli 40, 41, 42 e 43.
   La ratio, in realtà, nasce per mettere ordine in una norma, quella
  del  2005, che oggettivamente è una norma scritta molto bene, è una
  riforma  di  settore  scritta bene. Ma il Governo  ha  inteso  che,
  rispetto  a  quella  norma, si potesse fare  un  passo  avanti  che
  necessita   questo   trasferimento  poi  alla  fine   di   funzioni
  amministrative per far riacquisire alla Regione quel ruolo di  ente
  di  pianificazione e di programmazione e non un ruolo di ufficio  a
  sportello.
   E'  un  po'  un  richiamo  alle norme sull'urbanistica  del  piano
  regolatore regionale. Noi, in realtà, come Regione siciliana,  come
  Dipartimento,  come  Assessorato, tendiamo ad  approvare  il  piano
  nella  sua interezza, lo strumento di pianificazione però  poi,  in
  realtà,  le  singole  concessioni vengono lasciate  nella  funzione
  amministrativa dei Comuni.
   Allora, nell'intenzione e anche nella visione di vedere il demanio
  marittimo poi alla fine come una porzione di un territorio comunale
  e  quindi un piccolo quartiere all'interno dell'intero Comune, si è
  pensato  di trasferire la funzione amministrativa delle concessioni
  ai Comuni medesimi.
   E'   chiaro  che  il  bene  resta  di  proprietà  della   Regione,
  specificava  bene  l'onorevole Fazio. Il demanio  marittimo  è  una
  proprietà  regionale e resta di proprietà regionale e,  quindi,  in
  qualche  modo, è chiaro che si mettono anche dei vincoli in  questo
  trasferimento  di funzioni. I vincoli sono richiami alla  legge  15
  del  2005  e,  quindi, ribadire la necessità dell'acquisizione  del
  piano  di  utilizzo del demanio marittimo e su questo punto  volevo
  fare  un  chiarimento  rispetto  a quello  che  diceva  l'onorevole
  Ciancio  prima  del  Movimento Cinque Stelle. Non  è  assolutamente
  intendimento  di  questa  Amministrazione derogare  o  attivare  il
  meccanismo di silenzio-assenso sulla normativa ambientale.
   Peraltro, proprio oggi è arrivata una lettera del Presidente della
  Regione alle amministrazioni, alle Autorità ambientali in cui ci ha
  ribadito,  ci ha invitato, mi ha invitato come autorità  ambientale
  ad  emanare  una direttiva nei confronti degli uffici, proprio  per
  ribadire  il   concetto che   il silenzio- assenso è un  meccanismo
  che sulla normativa ambientale non può essere applicato. Tant'è che
  il   comma   1  dice  che  il  silenzio-assenso  scatta   solo   ed
  esclusivamente  nei termini dopo l'acquisizione della  delibera  di
  adozione del Consiglio comunale.
   Questo cosa vuol dire? Vuol dire che per arrivare alla delibera di
  adozione del Consiglio comunale tutte le procedure ambientali,  ivi
  compresi   anche   i   pareri  richiesti  dalla  Soprintendenza   e
  quant'altro,  devono  essere intesi già  acquisiti  e,  quindi,  il
  silenzio-assenso scatta solo nel momento in cui c'è la delibera  di
  adozione  del  Consiglio comunale e ci deve  essere  una  sorta  di
  decreto  di approvazione, presa d'atto da parte dell'Assessore  per
  il   territorio  e  l'ambiente   della  delibera  di  adozione  del
  Consiglio comunale medesimo.
   Quindi, tutte le procedure e tutti i pareri previsti per il  piano
  di realizzo stesso si intendono già acquisiti e, pertanto,  non c'è
  alcuna deroga rispetto al procedimento ambientale stesso.
   Io  volevo rispondere anche all'onorevole Cimino, il quale  faceva
  un  riferimento al comma 3 ter che, tra l'altro, credo, l'onorevole
  Falcone  abbia preparato un piccolo subemendamento di  chiarimento,
  un   subemendamento   all'emendamento   presentato   dall'onorevole
  Ciancio, il 40.11.
   Il  comma 3 ter è soltanto un voler colmare un vuoto normativo che
  si è venuto a creare nella Regione siciliana, ovvero prima del 2005
  esisteva  la  possibilità  di dare delle  concessioni  sul  demanio
  marittimo anche ad uso abitativo. Nel 2005 la legge viene abrogata.
  La  Regione siciliana dovrebbe modificare la norma e fino  al  2012
  non  la modifica, il che significa che tra il 2005 ed il 2012 viene
  a  cadere  questa  possibilità di concedere dei  beni  del  demanio
  marittimo  ad uso abitativo. Per poi arrivare al 2012 a rifare  una
  norma  in  cui,  di  fatto,  diamo  di  nuovo  la  possibilità   di
  concessioni di beni del demanio marittimo ad uso abitativo.
   Nei  7  anni che intercorrono nel vuoto normativo, i concessionari
  hanno  regolarmente  pagato  i canoni della  concessione  medesima,
  però, sono soggetti ad un vulnus di occupazione abusiva del demanio
  marittimo in quanto c'era il vuoto normativo.
   Noi,  allora,  con  questo comma 3 ter cosa  facciamo?  Andiamo  a
  colmare  questo  vuoto  e  facciamo in  modo  che  questi  7  anni,
  manteniamo la validità e, chiaramente, non andiamo ad applicare  le
  sanzioni  previste per l'occupazione abusiva in quanto  il  ritardo
  viene   dall'Amministrazione  e  certamente   non   è   colpa   del
  concessionario.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 40.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Sono ritirati, altresì, gli emendamenti 40.2, 40.4 e 40.10.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 40.9. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PALMERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, l'emendamento è finalizzato a  meglio
  disciplinare  la procedura di approvazione del PUDM,  in  quanto  è
  prevista  l'acquisizione, l'istituto dell'acquisizione di efficacia
  per  decorrenza dei termini e, quindi, mi sembrava più  congruo  il
  termine  di 180 giorni piuttosto che di 90 per evitare il  caso  in
  cui, per esempio, venga approvato in automatico un piano che non  è
  passato   all'esame  dell'Assessorato  e  con  l'altro  emendamento
  successivo,  per di più, per evitare il rischio che l'adozione  del
  piano  da  parte  dei comuni, appunto, visto che deve  avvenire  in
  conformità  di tutti pareri,  nulla osta, espressi  da parte  delle
  amministrazioni competenti oltre che dell'amministrazione comunale,
  mi sembra più congruo e più sicuro.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente, credevo di avere risposto prima nell'intervento.
   La delibera di adozione del Consiglio comunale non può esistere se
  non sono stati già acquisiti tutti i pareri. I pareri devono essere
  acquisiti prima che il Consiglio comunale possa adottare  il  piano
  di utilizzo del demanio marittimo.
   In  realtà,  quindi, il termine di 90 giorni è più che sufficiente
  affinché l'Assessorato del territorio ed ambiente prende atto della
  delibera  di  Consiglio comunale, che è già  completa  di  tutti  i
  pareri che sono stati già acquisiti e ne faccia il decreto di presa
  d'atto ed approvazione.
   Il termine di 180 giorni, pertanto, mi sembra un poco esagerato  e
  ritardatario  rispetto all'applicazione del PUDM,  perché  comunque
  sia  i  pareri  sono stati già acquisiti, già è  passato  anche  al
  vaglio dell'assessorato medesimo perché ha già fatto la valutazione
  ambientale strategica; quindi, mi sembra esagerato.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 40.9, alla luce anche  dei  chiarimenti
  resi dall'assessore Croce, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  40.7 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 40.3. E' ritirato.
   Si passa all'emendamento del Governo 40.13.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente,   è   l'emendamento   che   chiarisce   ancora   meglio
  l'osservazione  fatta  prima dall'onorevole  Palmeri.  Lo  dice  in
  maniera  ancora più esplicita. Se lei lo ha letto, se le è arrivato
  il  40.13  del Governo viene specificato che i piani devono  essere
  adottati   dai   consigli  comunali  solo  dopo   il   decreto   di
  pubblicazione.

   FALCONE. C'era l'emendamento dell'onorevole Assenza

   CROCE,  assessore  per  il  territorio e  l'ambiente.   Onorevole,
  scusi, l'avevamo presentato prima. Io non li avevo letti ancora gli
  emendamenti.

   FALCONE.   Sarebbe  un  atto  di  carineria  votare  l'emendamento
  dell'onorevole Assenza.
   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Per me  possiamo
  votare anche quello dell'onorevole Assenza, le dico. Non c'è nessun
  problema.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 40.13. Il parere della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 40.5, che è precluso  dall'approvazione
  dell'emendamento 40.13.
   Si passa all'emendamento 40.6. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    RESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 40.12, degli onorevoli Ciancio ed altri.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sapere  se
  si  può votare per parti separate, nel senso quelle  non adeguabili
  non    potranno   essere   rinnovate    separatamente   dal   resto
  dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Se vuole può presentare un subemendamento sostitutivo
  dell'emendamento 40.12.

   CIANCIO.   Se  il  Governo  dà  parere  favorevole,  presento   il
  subemendamento.

   CROCE,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Alla  seconda
  parte,  quella del  non adeguabili, non potranno essere rinnovate ,
  il Governo è favorevole.

   PRESIDENTE.   Invito   l'onorevole   Ciancio   a   presentare   il
  subemendamento sostitutivo in modo da procedere alla votazione.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 19.35)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Ciancio
  il  subemendamento  40.12.1  all'emendamento  40.12.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 40.12, così come  emendato.  Il
  parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Il  parere  della  Commissione  è favorevole  se  l'Assessore  però
  ribadisce  che le concessioni in essere non subiranno anticipazioni
  rispetto  a  quello  che  avevamo già previsto  relativamente  alle
  scadenze  naturali.  La  Commissione è  favorevole,  così  come  il
  Governo,  ma  a  condizione che lei ribadisce il  concetto  che  le
  concessioni andranno a scadenza naturale.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio e  l'ambiente.  Lo  abbiamo
  specificato nell'emendamento che abbiamo appena presentato.

   PRESIDENTE.    All'emendamento   40.12   non   ci    sono    altri
  subemendamenti.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Credo   che   sia  necessario  prima  approvare  il  subemendamento
  dell'onorevole Di Mauro e poi passare all'emendamento 40.12.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 19.45)

   LACCOTO. Chiedi di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace però
  io  non sono assolutamente d'accordo sul sub emendamento che da  la
  possibilità  di  una sanatoria per uso abitativo nelle  concessioni
  demaniali già avute. C'è un piccolo problema, che la legge parla di
  valorizzazione del demanio, non parla di potere dare  la  sanatoria
  per  uso  abitativo;  al di la del vulnus,  io  credo  che  abbiamo
  superato qualsiasi norma rispetto a questo, noi stiamo prendendo  i
  beni  demaniali  e  gli diamo la concessione per  uso  abitativo  -
  concessione già di prima mi si dice - ma è sempre una sanatoria che
  non  è valorizzazione, perché io sono d'accordo per quanto riguarda
  le  valorizzazioni ma qui stiamo superando un limite. Vedete, al di
  la,  già io ho perplessità su alcune vicende dell'articolo 43,  noi
  stiamo  praticamente  facendo i cambi  di  destinazione  d'uso  nel
  demanio  mentre,  a norma della legge 7876, non  possiamo  nei  150
  metri  dare  la possibilità di un'autorizzazione, cioè  noi  stiamo
  cercando  di  normalizzare,  anche  se  in  fretta,  anche  se   in
  finanziaria,  una  norma  di  demanio che  andava  sicuramente  più
  approfondita.
   D'accordo che la facciamo ora, ma cerchiamo di limitare  i  danni,
  non  possiamo  sicuramente, al di la di questo, dare una  sanatoria
  per  uso  abitativo  per i beni demaniali, non  sono  assolutamente
  d'accordo. Signor Presidente, noi ci troviamo in questa situazione:
  abbiamo  i  beni  del demanio che finora potevano  essere  i  fari,
  potevano  essere qualsiasi altra cosa, e noi oggi con queste  norme
  andiamo  a  parlare  di  valorizzazione; le valorizzazioni  possono
  anche  starci,  ma non possiamo mettere nelle valorizzazione  l'uso
  abitativo, non sono assolutamente d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, nel subemendamento  40.12.1  già
  approvato   l'onorevole  Ciancio  ha  precisato   che   la   parola
   sostituite  è sostituita con la parola  aggiunte .
   Con  questa  precisazione pongo in votazione  l'emendamento  40.12
  dell'onorevole Ciancio, così come emendato.

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 40.14.
   Comunico,  altresì,  che  è  stato  presentato  il  subemendamento
  40.14.1 interamente sostitutivo dell'emendamento 40.14. Lo pongo in
  votazione.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 40.15, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento,  come  ha  detto l'assessore  Croce,  sana  un  vulnus
  normativo  che sta creando un empasse presso il demanio  marittimo.
  Cosa succede sostanzialmente?
   Fino al 2005 erano rilasciate  concessioni demaniali per tutta una
  serie di attività, balneari, portuali, ricreative comprese anche le
  attività abitative affini a tutte queste attività. Nel 2005  invece
  la  regione  siciliana all'articolo 1, nella propria  declaratoria,
  non  inserì  anche  la  concessione per uso abitativo  affine  alle
  attività   di   cui  sopra,  funzionali  comunque   alle   attività
  precedenti. Cosa succede? Che tanti titolari di concessioni  -  non
  proprietà  onorevole  Laccoto, ecco perché  la  valorizzazione  non
  c'entra  -  che  avevano in corso la propria  concessione  per  uso
  abitativo  ma  affine  e  funzionale alle  attività  di  cui  sopra
  (commerciali,  ricreative, e così via) si sono  vista  preclusa  la
  possibilità  di  poter  aver  rinnovato legittimamente  il  proprio
  titolo. Nel frattempo però, dobbiamo dire, che ad alcuni sono state
  rinnovate,   ad   altri  è  stata  invece  imposta  una   sanzione.
  L'assessorato  territorio e ambiente è intervenuto tre  volte,  con
  delle circolari a firma dell'assessore Interlandi. Assessore Croce,
  queste  circolari hanno tentato di chiarire il vulnus ma  non  sono
  riuscite  per  cui  alcuni  hanno fatto causa  al  T.A.R.  e  hanno
  ottenuto  la  concessione ed altri che non hanno fatto  causa  sono
  rimasti  in  questo  momento in un limbo, pur  avendo  regolarmente
  pagato  annualmente per il titolo quadriennale. Oggi cosa  succede?
  Che  nel  2012  la  regione  siciliana è  intervenuta  pensando  di
  regolarizzare  la posizione, ma invece, da un lato ha regolarizzato
  le  posizioni  che  scadevano dal 2012,  ma  quelle  precedenti  in
  itinere sono rimaste così appese, pendenti.
   Allora  oggi  a  cosa  serve questa norma?  Questa  norma,  che  è
  assolutamente  in  coerenza  con la norma  nazionale,  non  a  caso
  abbiamo  fatto  un emendamento aggiuntivo con il quale  si  prevede
  l'articolo  01  del  decreto legge 400 del 1993  che  poi  è  stato
  convertito nella legge 494 del 1993. Con questa norma, noi  andiamo
  a sanare un vulnus che oggi serve non soltanto per regolarizzare la
  posizione  di  tanti  legittimati ad avere il  proprio  diritto  di
  concessione, non di proprietà, ecco perché, presidente  Laccoto  mi
  permetta,  eccezione sull'acquisto, sul guadagno della  concessione
  non  c'è. E' quattro anni, quali 50 anni  Sono concessioni  che  si
  rinnovano di quattro anni in quattro anni.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.56, è ripresa alle ore 20.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo  in  fase  in
  fase di votazione dell'emendamento 40.15. Il Governo aveva espresso
  un parere favorevole. Il parere della  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Con il parere favorevole del Governo, la  Commissione
  si  rimette all'Aula,  pongo in votazione l'emendamento 40.15.  C'è
  una  richiesta di voto segreto dell'emendamento 40.15. Verifichiamo
  se è appoggiata. La richiesta non è appoggiata.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 40.15. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario  si alzi.

                           (Non è approvato)

   E'  stato  presentato  il subemendamento 40.11.1  che  sostituisce
  l'emendamento  40.11, soppressivo del comma 3  ter  a  firma  degli
  onorevoli del Movimento Cinque Stelle, prima firmataria l'onorevole
  Ciancio.
   Il parere del Governo?

   CROCE,  assessore  per  il  territorio e  l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La  Commissione  si rimette all'Aula. Signor Presidente,  di  quali
  colleghi  sono  le  firme?  Abbiamo la  necessità  di  avere  firme
  leggibili.

   PRESIDENTE.  Le  firme  sono  degli  onorevoli  Ciancio,  Ciaccio,
  Cancelleri e Siragusa.
   Pongo in votazione il subemendamento 40.11.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 40.8.
   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 40, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, comunico che dopo la seduta, che è rinviata  a
  domani  alle ore 11.00, si svolgerà un incontro dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, su richiesta del Presidente  Crocetta,  nella
  stanza  del  Presidente  della Regione,  sul  tema  di  Riscossione
  Sicilia.
   Questa  è  la  richiesta del Presidente, ne  do  comunicazione  ai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Pertanto, la seduta è rinviata a domani, giovedì 25 febbraio 2016,
  alle  ore  11.00, con lo stesso ordine del giorno, come  anticipato
  dal  Presidente  Ardizzone  che ha  già  comunicato  che  i  lavori
  verranno  sospesi alle ore 13.00 perché si svolgerà l'incontro  con
  la  delegazione  dell'ANCI, per poi riprendere nel pomeriggio  alle
  ore 16.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.13 di mercoledì 24 febbraio 2016,
        è ripresa alle ore  11.30 di giovedì, 25 febbraio 2016)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del presidente Ardizzone

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, siamo lontani  dall'approvazione
  della  finanziaria, su 93 articoli ne abbiamo approvati 30,  quindi
  un terzo. Siccome dobbiamo evitare le nottate, anzi le eviteremo, è
  interesse di tutti  noi andare avanti celermente.
   Onorevoli   colleghi,  un  po'  di  attenzione,   soprattutto   ai
  capigruppo. Ieri, l'Aula ha affrontato dei temi complessi,  proprio
  perché complessi, sono stati approvati pochi articoli.
   Ora, noi abbiamo una possibilità, in considerazione che alle 13.00
  dovremo  incontrare, almeno i capigruppo, la delegazione dell'Anci;
  so  che è una delegazione abbastanza nutrita, l'invito naturalmente
  è  esteso ai presidenti della I e II Commissione, agli Assessori  e
  ai  parlamentari  che desiderano parteciparvi, non  è  preclusa  la
  partecipazione.
   Possiamo  continuare sulla materia urbanistica se  andiamo  avanti
  celermente. Se dobbiamo ancora impantanarci in discorsi in base  ai
  quali  tutti devono intervenire, sospendiamo e andiamo  avanti  con
  gli  articoli  più semplici, almeno da un punto di  vista  numerico
  cominciamo a togliere dal fascicolo tutti gli emendamenti  che  non
  comportano  particolari  problemi, se non altro  perché  non  hanno
  inseriti emendamenti, se non soppressivi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non voglio
  rubare  tempo. Ieri, sulla votazione degli articoli si è  proceduto
  speditamente  per alzata e seduta. Voglio ribadire qui,  prima  che
  comincino  i  lavori d'Aula, che la sottoscritta ha  votato  contro
  l'approvazione dell'articolo 35 che è proprio quello  dell'ecotassa
  che aveva chiesto la soppressione di quell'articolo, l'ha sostenuta
  ribadendo  che è una norma che non incentiva, ma che  è  una  norma
  iniqua  e  annuncio  un'eventuale  presentazione  dell'ordine   del
  giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge numero 1133-1155/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                               «Art. 41
           Affidamento beni del demanio marittimo ai Comuni

   1. La gestione amministrativa del demanio marittimo della Regione,
  ad  esclusione  delle aree del demanio marittimo in concessione  ai
  Comuni, dei beni immobili che insistono sulle aree demaniali nonché
  delle aree portuali, è attribuita ai Comuni che dovranno provvedere
  alla   sua  manutenzione,  agli  interventi  ordinari  di  recupero
  ambientale e di disinquinamento.

   2.   Con   successivo  decreto  dell'assessorato   regionale   del
  territorio  e dell'ambiente sono individuate ed assegnate  le  aree
  oggetto  di  trasferimento in capo ai comuni  affinché  gli  stessi
  esercitino  le  funzioni  amministrative  di  gestione  delle  aree
  demaniali.

   3.  Il  decreto di cui al comma 2 è subordinato alla esistenza  ed
  all'efficacia dei Piani di cui all'articolo 4, comma 1, della legge
  regionale 29 novembre 2005, n 15.

   4.  Il decreto assessoriale di cui al comma 3 disciplina anche  la
  tutela  dall'inquinamento acustico derivante  dall'esercizio  delle
  attività conferite in concessione, in conformità alle norme vigenti
  dettate  dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447 e dai relativi decreti
  di attuazione.

   5.  Per  le  violazioni della disciplina di cui  al  comma  3  bis
  trovano applicazione le sanzioni amministrative di cui all'articolo
  10 della legge 26 ottobre 1995, n. 447.

   6. Le attività di vigilanza e controllo in materia di inquinamento
  acustico  sono  svolte  dai comuni, nell' ambito  delle  competenze
  individuate   dalla  legislazione  statale  e  regionale   vigente,
  avvalendosi  del supporto dell'Agenzia regionale per la  protezione
  dell'ambiente.

   7.  Per  le  attività di vigilanza e controllo di cui al  comma  3
  quater,  il  comune  o  i privati cittadini  effettuano  precise  e
  dettagliate  richieste all'ARPA, che dà priorità di controllo  alle
  segnalazioni, agli esposti, alle lamentele presentate dai cittadini
  residenti in ambienti abitativi o esterni prossimi alla sorgente di
  inquinamento acustico per la quale sono effettuati i controlli. Gli
  oneri  per le attività di vigilanza e controllo effettuate ai sensi
  del presente comma sono a carico dell'ARPA.

   8.  Gli  oneri  derivanti  all'ARPA per l'esecuzione  dei  rilievi
  fonometrici  necessari per accertare l'ottemperanza, da  parte  dei
  soggetti titolari di impianti ò infrastrutture, a provvedimenti  di
  adeguamento  delle  emissioni sonore emanati dalla  amministrazione
  comunale,  sono  a  carico dei soggetti titolari degli  impianti  o
  delle  infrastrutture.  Le tariffe delle  prestazioni  tecniche  di
  rilevamento   sono   indicate  nel  tariffario  delle   prestazioni
  dell'ARPA.

   9.  In  caso di mancato adempimento entro i termini prescritti  da
  parte  dei  comuni  a  quanto previsto dalla  legge,  l'assessorato
  regionale del territorio ed ambiente nomina un commissario ad acta,
  che provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell'incarico.

   10. L'assessore regionale per il territorio ed l'ambiente, sentito
  l'assessore  regionale  per l'economia,  con  apposito  decreto  da
  emanarsi  entro  sessanta  giorni dalla  entrata  in  vigore  della
  presente legge:

   a)  fissa i canoni, anche in deroga ai criteri di cui all'articolo
  3 della legge regionale 29 novembre 2005, n 15, tenendo conto delle
  diverse caratteristiche ed utilizzi delle aree demaniali marittime;

   b)  adotta  le  linee  guida, vincolanti per i Comuni,  contenenti
  limiti,  condizioni, prescrizioni nonché la disciplina del  diverso
  uso  delle  aree e dei periodi di utilizzo, le ipotesi  di  revoca,
  decadenza e sospensione delle concessioni, le tutele amministrative
  o giurisdizionali;

   c)  redige  il  bando  tipo,  secondo principi  di  trasparenza  e
  semplificazione, cui i Comuni dovranno attenersi nel rilascio delle
  concessioni  a  terzi,  questi  ultimi  da  individuarsi   mediante
  procedimento ad evidenza pubblica.

   11. Nell'ambito delle competenze come sopra conferite, le funzioni
  di   vigilanza   nonché  l'applicazione  delle  relative   sanzioni
  amministrative  sono  esercitate  dai  Comuni  ferme  restando   le
  funzioni  di  polizia  marittima  disciplinate  dal  codice   della
  navigazione e dal relativo regolamento di attuazione.

   12.   Le   disposizioni  di  cui  al  presente  articolo   trovano
  applicazione  a  favore dei comuni solo a seguito dell'approvazione
  del piano previsto dall'articolo 35.

   13.  Fino  al completo adempimento delle disposizioni  di  cui  al
  comma  12,  resta  in  vigore  la vigente  gestione  in  carico  al
  dipartimento regionale dell'ambiente».

   Si  passa all'emendamento 41.38 a firma degli onorevoli D'Asero  e
  Fontana. Prevede la soppressione dell'articolo 41.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  41.1 a  firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 41.16, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 41.34, a firma degli onorevoli Assenza,
  Falcone, Figuccia.

   ASSENZA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 41.41 a firma degli  onorevoli  Foti  e
  Mangiacavallo.  Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione,   pongo  in  votazione  l'emendamento  41.41.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avendo  approvato il sostitutivo, decadono o sono assorbiti  tutti
  gli  altri  emendamenti e quindi è interamente approvato l'articolo
  41.  Abbiamo  approvato  l'articolo, con il  vostro  emendamento  e
  quindi  è sostitutivo di tutto. Gli emendamenti 41.41 e 41.42  sono
  di   identico   contenuto.   E'   stato   approvato   l'emendamento
  sostitutivo.
   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                               «Art. 42
       Valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni
                             immobili del
            demanio marittimo regionale tramite concessione

   1.  I  beni  immobili del demanio regionale marittimo di proprietà
  della Regione individuati con decreti dell'Assessore regionale  per
  il  territorio  e l'ambiente di concerto con l'Assessore  regionale
  per  l'economia  nonché  con gli Assessori  regionali  per  i  beni
  culturali  e l'identità siciliana e per l'agricoltura, lo  sviluppo
  rurale  e la pesca mediterranea, esclusivamente per i beni immobili
  rispettivamente  appartenenti al demanio culturale  ed  al  demanio
  forestale,  che  versano  in condizioni di  precarietà  strutturale
  possono  essere concessi prioritariamente ai comuni o a privati,  a
  titolo  oneroso, per un periodo non superiore a cinquanta anni,  ai
  fini del risanamento, adeguamento, riqualificazione e riconversione
  dei   medesimi  beni  tramite  interventi  di  recupero,  restauro,
  ristrutturazione  anche con l'introduzione  di  nuove  destinazioni
  d'uso  finalizzate  allo  svolgimento  di  attività  economiche   o
  attività  di servizio per i cittadini, compatibili con gli utilizzi
  del  demanio marittimo. Lo svolgimento delle attività economiche  è
  comunque  soggetto  al  rispetto delle disposizioni  contenute  nel
  codice  dei  beni  culturali e del paesaggio,  di  cui  al  decreto
  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

   2.  I  beni  di  cui al comma 1 costituiranno un elenco  che  sarà
  oggetto    di    pubblicazione   nella   sezione    Amministrazione
  trasparente    dell'Assessorato   regionale   del   territorio    e
  dell'ambiente  e, contestualmente, trasmesso con gli allegati  alla
  Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana.

   3.  Le concessioni di cui al presente articolo sono assegnate  con
  procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo commisurato
  al     raggiungimento     dell'equilibrio     economico-finanziario
  dell'iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni.

   4.  I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni di
  cui  al  presente  articolo sono contenuti  nei  bandi  predisposti
  dall'Assessorato   regionale   del  territorio   e   dell'ambiente,
  prevedendo,  in particolare, nel caso di revoca della  concessione,
  quanto  disposto  dall'articolo 42  e  seguenti  del  codice  della
  navigazione.

   5.  Per  il  perseguimento  delle  finalità  di  valorizzazione  e
  utilizzazione  a  fini  economici  dei  beni  di  cui  al  presente
  articolo, i beni medesimi possono essere affidati a terzi ai  sensi
  dell'articolo  143  del codice dei contratti  pubblici  relativi  a
  lavori,  servizi  e  forniture, di cui al  decreto  legislativo  12
  aprile 2006, n. 163, in quanto compatibile.

   6.  I titolari di concessioni in corso di validità, i cui immobili
  versano nelle condizioni di cui al presente articolo, hanno diritto
  a  proporre una modifica della concessione secondo i criteri  sopra
  previsti  con  le  conseguenti variazioni del rapporto  concessorio
  sulla  base  del  relativo programma economico-finanziario,  purché
  entro i limiti della concessione già assentita.

   7.  I concessionari durante il periodo di esecuzione dei lavori di
  recupero, restauro e ristrutturazione nonché per i primi  sei  anni
  di  esercizio hanno diritto a richiedere l'applicazione del  canone
  ricognitorio».

   Si  passa  all'emendamento  42.1, a  firma  degli  onorevli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 42.9, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri.

   CORDARO. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 42.14, a firma degli onorevoli Assenza,
  Falcone, Figuccia.
   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 42.15 è assorbito.
   L'emendamento 42.2 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 42.20, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni e Lombardo. L'emendamento riguarda il parere.
   Onorevole   Greco,   possiamo  mantenerlo  togliendo   la   parola
   obbligatorio ,   quindi  da  intendersi    previo   parere   della
  Commissione , non  obbligatorio , così evitiamo poi emendamenti  ai
  sensi dell'articolo 117.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  42.3, a firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 42.19 è assorbito.
   L'emendamento 42.4 è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 42.18, a firma degli onorevoli Lombardo,
  Di Mauro ed altri. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 42.11 a firma degli onorevoli  Ciancio ed
  altri.

   CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  42.5,  42.6, 42.12,  42.17,  42.7  e  42.8  sono
  ritirati.
   Si passa all'emendamento 42.16, a firma dell'onorevole Di Mauro.
   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  42.23,
  di riscrittura, che così recita:  I titolari di concessioni licenze
  in corso di validità i cui immobili versano nelle condizioni di cui
  al  presente articolo, hanno diritto a proporre una modifica  della
  concessione secondo i criteri sopra previsti con le variazioni  del
  rapporto concessorio da definirsi in apposito contratto sulla  base
  del  programma  economico-finanziario  ivi  compreso  il  piano  di
  ammortamento presentato .
   Assessore Croce, può spiegarlo?

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente,  questo emendamento serve a superare un rilievo  che  è
  stato fatto dal MEF, nel senso che la disciplina comunitaria fa una
  distinzione  dei  titoli  concessori  tra  concessioni  licenze   e
  concessioni contratto.
   L'articolo   42  disciplina  la  valorizzazione   dei   beni,   la
  concessione  dei beni immobili sul demanio marittimo  e  all'inizio
  diceva  che  i  titolari  di concessione,  in  corso  di  validità,
  presentando  un  programma  economico-finanziario  e  un  piano  di
  ammortamento,   hanno  diritto  a  usufruire  di  quello   previsto
  dall'articolo  42  dal comma 1 ovvero della concessione  per  i  50
  anni.
   Questa  cosa  induceva  il fatto di volere superare  la  direttiva
  comunitaria del 31 dicembre 2020, la Bolkstein, sembrava che  fosse
  un articolo per bypassare il termine delle scadenze del 31 dicembre
  2020.
   Chiariamo  soltanto  che  la  scadenza  della  Bolkstein  è  sulle
  concessioni licenze.
   Per  usufruire,  quindi, di quello previsto  dall'articolo  42  il
  titolo  concessorio deve essere modificato in concessione contratto
  che invece non è soggetto alla direttiva comunitaria Bolkstein.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, volevo avere delle assicurazioni  da
  parte  dell'Assessore  che questo termine, da  noi  utilizzato,  di
  canone ricognitore sia proprio un percorso già fatto.
   Significa una rivalutazione dell'introito in maniera significativa
  da  parte della Regione ma certamente un aggravio di costi da parte
  delle imprese.
   Non  so  Assessore  se  questa cosa è stata  approfondita  da  lei
  adeguatamente  perché,  credo che sia  -  mi  permetto  di  dire  -
  considerate  che  molte sono attività di pochi  mesi,  inserire  un
  canone  che  ha un valore corrispettivo a quella che  è  l'attività
  economica significa un aumento dei costi abbastanza considerevole.
   Deve  altresì  tenersi in conto che si tratta di  un'attività  che
  regge 2-3 mesi l'anno.
   La  inviterei,  pertanto, di fare un'attenta valutazione  con  gli
  uffici, di sospendere questo emendamento.
   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, credo che la modifica apportata al comma
  6  integra  quello che contiene al comma 7 che, a mio  avviso,  per
  quanto  riguarda  il comma 7 era inammissibile, in  dipendenza  del
  fatto  che  al soggetto concessionario era demandata la possibilità
  di potere trasformare e, quindi, determinare il canone ricognitorio
  senza ancorarlo però all'investimento.
     Ciò,  a  mio avviso, sarebbe stato troppo comodo, nel senso  che
  basta  fare  un investimento di poche migliaia di euro  per  potere
  ottenere il canone ricognitorio.
   Ha  fatto  bene,  pertanto, il Governo a presentare  l'emendamento
  soppressivo del comma 7.
   Per  quanto riguarda il cosiddetto rapporto concessorio di licenze
  che  -  mi permetto di ricordare - fattispecie introdotta  ex  novo
  dalla  dottrina e adesso anche dalla giurisprudenza  che  evidenzia
  come  ci sia profonda differenza tra la concessione vera e propria,
  quindi   il  diritto  a  ottenere  la  concessione  rispetto   alla
  concessione  licenza,  dove sostanzialmente viene  riconosciuto  in
  capo  al concessionario una certa posizione giuridica da far valere
  nei  confronti dell'amministrazione e in funzione, ovviamente,  del
  piano  economico-finanziario e qualcuno lo ha chiamato anche  piano
  di  ammortamento.  E' ovvio che riconosco la possibilità  di  poter
  calcolare   il  cosiddetto  canone  ricognitorio,  in   proporzione
  all'investimento  che tu fai, perché se tu fai un  investimento  di
  poco  conto  e,  addirittura, pretendi  ed  eventualmente  ottieni,
  laddove in qualche modo è previsto dal comma 7; addirittura, che io
  applichi  il canone ricognitorio, lo trovo veramente una  cosa  del
  tutto esagerata e inammissibile.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO,  Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è  un  problema
  con  il  comma  6.  Noi  introducevamo il  limite  temporale  della
  scadenza,  ovvero  si  poteva  rimodulare  il  contratto  entro  la
  scadenza in concessione. Nella riscrittura 42.23, anche se cambiamo
  titolare  di concessione e licenza, non facciamo nessun riferimento
  alla scadenza temporale.
   Chiederei  che fosse specificato con un subemendamento perché  non
  vorrei  che  si  creassero situazioni di trattamento diverso,  così
  come abbiamo discusso in Commissione  Bilancio .

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, in realtà lo  scriviamo,  l'avevo
  spiegato prima, provo a chiarire meglio.
   Sostanzialmente, cambiamo la natura del rapporto concessorio, come
  se  facciamo  una  nuova  concessione trasformando  la  concessione
  licenza  in  concessione contratto, che sono due  fatti  specie  di
  rapporto concessorio completamente diverse.
   Non  aveva senso lasciare il limite temporale perché è come se noi
  facciamo   una  nuova  concessione  trasformandola  in  concessione
  contratto.  E' una cosa diversa rispetto alla concessione,  in  cui
  c'è  il  limite imposto dalla normativa comunitaria  che  è  il  31
  dicembre 2020. Per questo è saltato perché abbiamo disciplinato  il
  nuovo rapporto concessorio. E' scritto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 42.23 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento
   soppressivo 42.24, che prevede la soppressione del comma 7.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  42.24.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 42 come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                               «Art. 43
                  Disposizioni in materia di risorse

   1.  I  Comuni versano alla Regione i canoni demaniali, di cui alla
  lettera a) del comma 10 dell'articolo 41, in misura pari ai  canoni
  accertati  nell'anno  2015  per  le concessioni  già  rilasciate  e
  trasferite,  e  nella  misura  del  25  per  cento  per  le   nuove
  concessioni,  la  cui istruttoria è svolta per intero  dai  Comuni.
  Devono  intendersi  come nuove concessioni  quelle  rilasciate  dai
  Comuni a favore di terzi a partire dal trasferimento delle funzioni
  di cui all'articolo 41.

   2. I Comuni provvedono ad indicare nel bando per l'assegnazione  a
  terzi  il  canone  base  che non potrà essere  inferiore  a  quello
  previsto dalla lettera a) del comma 10 dell'articolo 41.

   3.  L'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 41, con le
  modalità  di  cui  al  comma  l,  assicura  comunque  alla  Regione
  annualmente, il livello dei canoni riscossi nell'anno 2015  per  le
  concessioni in corso.

   4.  Il  mancato  trasferimento da parte  dei  Comuni  delle  somme
  annualmente  dovute  di  cui al comma 1, autorizza  la  Regione  ad
  operare  una  compensazione  negativa a valere  sulla  assegnazione
  annuale  ai  Comuni ai sensi dell'articolo 6, comma l, della  legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   5.   Ai  concessionari  del  demanio  marittimo  è  consentito  il
  mantenimento delle strutture balneari per tutto l'anno  solare,  al
  fine  di  esercitare  le attività complementari  alla  balneazione,
  avvalendosi  della  concessione  demaniale  in  corso  di  validità
  rilasciata per le attività stagionali estive.
   6.  Ai  fini  dell'esercizio delle attività di cui al comma  5,  i
  concessionari  sono  tenuti a presentare la sola  comunicazione  di
  prosecuzione    dell'attività    all'autorità    concedente     con
  l'indicazione delle opere e degli impianti da mantenere  installati
  nonché   la  richiesta  di  rideterminazione  del  canone  all'ente
  concedente.

   7.   Sul   demanio   marittimo  della  Regione  le  autorizzazioni
  amministrative,  le  licenze, i nulla  osta,  il  parere  igienico-
  sanitario, rilasciati dagli enti preposti sul demanio marittimo per
  le  attività connesse e complementari all'attività balneare,  hanno
  validità  temporale  pari  a  tutto il  periodo  della  concessione
  demaniale in essere.

   8. La validità delle licenze o delle autorizzazioni amministrative
  di  cui  al  comma  7,  rilasciate per l'esercizio  delle  attività
  complementari alla balneazione, qualora non si apportino  modifiche
  alla  struttura assentita in concessione, perdurano  per  tutta  la
  durata  della  concessione demaniale anche nel  caso  di  esercizio
  stagionale  dell'attività  che  ne  comporta  il  montaggio  e   lo
  smontaggio nel corso dell'anno solare».

   Gli   emendamenti   soppressivi  sono  ritirati  dagli   onorevoli
  Clemente, Fontana e Greco Giovanni.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ieri,  nel  corso
  dell'intervento sull'articolo 41, parlando con l'assessore, per  il
  territorio e l'ambiente, dott. Croce, l'avevo invitato  a  fare  un
  distinguo  vero tra tutte le attività che sono sorte  entro  i  150
  metri  dal  mare  che hanno prima del 1976 e le attività  che  sono
  sorte dopo.
   Ora,  a  leggere  bene il comma 5 dell'articolo  43,  capisco  che
  stiamo provando a fare una sanatoria delle concessioni che si  sono
  ottenute per la fruizione del mare.
   Cercherò  di essere chiaro, Assessore. Se la volontà è  quella  di
  permettere  ai lidi balneari, che nascono per la diretta  fruizione
  del  mare,  di  rimanere aperti tutto l'anno, per fare  quello  che
  vogliono,  lei deve dire, chiaramente, all'Aula, che ha  deciso  di
  permettere,  a  chi ha ottenuto una concessione stagionale  per  un
  periodo  che  va  dal 1  di maggio alla fine di ottobre,  di  stare
  aperto tutto l'anno per fare tutto.
   Questo lo devo dire perché è chiaro che il comma 5 ha questo fine.
  Io, sul punto, vorrei una risposta chiara da parte del Governo.
   Faccio  un  esempio su tutti, Presidente della Regione, faccio  un
  esempio  su tutti. Ci sono una serie di esercizi commerciali,  nati
  entro la fascia dei 150 metri, che ricevono delle prescrizioni  per
  l'autorizzazione  e  per  il rilascio delle  concessioni  che  sono
  severissime; ci sono, vicini, degli esercizi balneari  che  nascono
  come  diretta fruizione del mare che, con questo articolo,  possono
  rimanere aperti tutto l'anno e fare tutto.

   CORDARO. Tutto che vuol dire?

   TURANO.  Tutto  significa che possono trasformarsi in  ristoranti,
  chiedo scusa, onorevole Di Giacinto, non è una posizione.
   Io  ho  una posizione politica chiara ed è del massimo del  rigore
  sul  demanio marittimo il che significa, per quel che mi  riguarda,
  che  il demanio marittimo deve diventare una fonte di ricchezza per
  la  Regione e anche per i gestori degli esercizi, però, non si  può
  chiedere  di  aprire  un  esercizio  commerciale  per  la   diretta
  fruizione  del mare, ovvero sia per mettere ombrelloni e sdraio  e,
  dopo,  essere autorizzati a tenerlo tutto l'anno per fare tutte  le
  attività perché faremmo un danno a tutti quelli che, invece,  hanno
  ottenuto  una regolare concessione e che sono bloccati  da  più  di
  quaranta anni.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei  che  questa questione  l'affrontassimo  in  modo
  globale.
   Cosa  significa?  Per  legge  i  Comuni  debbono  fare  il   Piano
  spiagge ;   dentro  il   Piano  spiagge   i  Comuni   non   possono
  autorizzare  interventi  dentro aree  che  sono  protette,  debbono
  assicurarsi, per esempio, che quegli interventi siano compatibili.
   Penso,  per  esempio,  a Lampedusa; non si  può  fare  autorizzare
  alcuna attività di balneazione all'Isola dei Conigli, mentre si può
  fare alla Guiccia e si può fare in altre spiagge.
   Andiamo  avanti. Penso a delle spiagge dove, per esempio, esistono
  i gigli marini, le dune, eccetera.
   E'  inutile  fare ipocrisie; se quella tipologia di spiaggia  deve
  essere  protetta, deve essere protetta tutto l'anno, non è che  può
  essere  protetta per sei mesi l'anno e per sei mesi  no   Perché  è
  inutile   dire  che  la  proteggiamo  per  sei  mesi  e   dopo   la
  distruggiamo  Allora, cosa è un ciclo dell'irrazionale
   Cominciamo  a  pensare, invece, che il bello  può  coincidere  col
  buono  e il buono può coincidere anche con l'utile, perché noi  non
  possiamo pensare di non avere un immenso patrimonio in Sicilia, con
  una  possibilità di balneazione che potrebbe essere di 9  mesi  per
  anno. Per essere chiari, io vado a Lampedusa, e a settembre, con la
  spiaggia piena, i turisti si vedono smontare le strutture balneari
  E'  proponibile pensare che la Sicilia, che dovrebbe competere  con
  le isole Baleari, debba trovarsi di fronte a queste situazioni?
   Io  ritengo che la destagionalizzazione sia uno degli elementi più
  fortemente  innovativi; ovviamente, questo non  significa  che  noi
  dobbiamo  autorizzare concessioni nelle aree protette  e  che  sono
  sottoposte  a  vincoli,  la scommessa si fa  nell'approvazione  dei
  piani   spiaggia,  che  devono  essere  compatibili  col   rispetto
  dell'ambiente  e  debbono  avere  zone  dove  sia  possibile   fare
  interventi  privati destinati alla balneazione e al resto,  e  zone
  che  debbano rimanere spiagge libere; è lì la misura, è lì  che  va
  fatto  il  controllo  Ma imporre il gioco dei pazzi, per cui  a  un
  certo  punto  a maggio si montano le cabine, mentre a settembre  si
  distruggono, con costi spaventosi, è una cosa che non ha senso

                   (Proteste dell'onorevole Turano)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

       (La seduta, sospesa alle 11.58, è ripresa alle ore 12.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invita a fare un  ragionamento
  pacato,  così da far comprendere qualcosa anche fuori.  L'onorevole
  Turano sostiene che si tratta di una sanatoria. Il Presidente della
  Regione  ha spiegato i motivi della permanenza di questo  articolo.
  Se  noi, in maniera garbata, spieghiamo ognuno le nostre posizioni,
  poi possiamo procedere con la votazione.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  innanzitutto  non  posso  acconsentire che  il  collega  Turano  si
  rivolga  nei confronti del Governo e nello specifico dell'assessore
  Croce  con  questa terminologia e voglio sapere se parla  a  titolo
  personale o a titolo del partito e della sua maggioranza, perché in
  questo  caso  si  apre, francamente, una frattura  all'interno  del
  Governo e della maggioranza.

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, la pesca rurale e la pesca
  mediterranea. Vorremmo sapere cosa gli ha detto.

   CIMINO.   Quindi  gradisco  sapere  dal  Capogruppo  dell'UDC   se
  condivide questa posizione, ritengo isolata, dell'onorevole Turano.
   L'articolo  43  è  un  articolo  che  è  stato  apprezzato   dalla
  Commissione   di  merito,  è  stato  apprezzato  dalla  Commissione
  Bilancio  e  riprende  l'intervento che il  sottoscritto  ha  fatto
  proprio  ieri,  complimentandosi con l'assessore Croce,  per  avere
  finalmente  voluto  chiarire il ruolo che i  beni  demaniali  della
  Regione devono potere avere in questa nostra isola.
   Leggendo  bene l'articolo in questione e nello specifico il  comma
  5,  non si tratta di alcuna sanatoria, ma si tratta, leggendo bene,
  della possibilità per le strutture balneari di mantenere la propria
  struttura tutto l'anno per attività complementari alla balneazione,
  attività  complementari alla balneazione. In una  Regione  come  la
  Sicilia che ha la fortuna ancora oggi il 25 di febbraio di avere la
  possibilità  di  fare vela, di fare surf, di fare  canottaggio,  di
  vivere  le nostre strutture demaniali, non capisco per quale motivo
  noi dobbiamo costringere chi svolge anche queste attività sportive,
  godendo  della  natura  del  nostro  territorio,  di  smontare   la
  struttura  e non poter svolgere queste attività sportive.  Vi  sono
  circoli velici che operano in Sicilia, vi sono circoli di surf,  di
  canottaggio e noi vogliamo dire che questa è una sanatoria?
   E  allora,  prima  di parlare di sanatoria, di  utilizzare  questi
  termini in quest'Aula soltanto per fare demagogia e mistificare  la
  realtà, io apprezzo l'iniziativa del Governo e queste norme in tema
  di  demanio  stanno  qualificando la  finanziaria  regionale  e  ha
  ragione il Presidente Crocetta quando parla del tema Lampedusa,  ma
  questo  tema riguarda tutte le isole minori e tutta la costa  della
  nostra Regione.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido
  appieno l'intervento che ha fatto il Presidente della Regione e  lo
  sottoscrivo  al  100%.  Noi  stiamo  litigando  per  il   comma   5
  dell'articolo  43,  quando, nelle leggi già esistenti,  è  permesso
  poterlo fare con dei distinguo nel senso che coloro i quali hanno i
  servizi  all'interno del lido, possono mantenere la  struttura  per
  tutto l'anno.
   Premettendo quello che ha detto il Presidente Crocetta, che  tutte
  le città balneari dovrebbero essere dotate di strumenti chiamiamoli
  urbanistici, dove si decide quello che si può fare e quello che non
  si  può  fare,  se  è impossibile dare licenze per  lidi  o  non  è
  possibile,  considerato che il demanio viene pagato  tutto  l'anno,
  questa  io  la  ritengo una norma di rilancio dell'economia  perché
  poter  mantenere  queste strutture tutto l'anno significa  che  per
  tutto  l'anno  mantengono una micro economia; non si  utilizzeranno
  dal   punto   di  vista  balneare  però  già  nel  turismo,   anche
  intraregionale,  possono essere utilizzati  come  ristoranti,  come
  luoghi di ritrovo, quindi mettono in moto una micro economia che in
  un momento di ristagno come questo non fa male.
   Tenendo sempre presente il fatto che dove ci sono riserve, dove ci
  sono paesaggi, è impossibile che vengano creati lidi, ma là dove ci
  sono e le condizioni lo permettono, io sono per il fatto che questa
  micro economia esista e permette di candidare la Sicilia al turismo
  per tutto l'anno perché per il clima che abbiamo lo possiamo fare e
  lo dobbiamo fare.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   Salvatore.  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  mi  sono tranquillizzato perché fino a poco fa  rischiavamo
  una  crisi  di Governo e cadere francamente a mare o sulle  spiagge
  sarebbe stato un paradosso e mi pare che il clima si è ricomposto e
  volevo all'onorevole Turano, garbatamente, esprimere qual è il  mio
  concetto.
   E  il  concetto parte da un fatto, onorevole Turano,  sanatoria  è
  quando  si sana qualcosa che non è previsto, questo già è  previsto
  nella legge nazionale. Cioè oggi che cosa succede? Gli stabilimenti
  balneari montano e smontano la struttura .

   TURANO. No, no.

   CASCIO Salvatore. Si, montano e smontano la struttura se non hanno
  attività  di  tipo  gastronomico o altre. Se  hanno  solo  attività
  balneare montano e smontano la struttura e a volte si assiste a  un
  degrado  nelle  nostre  spiagge  di  cataste  di  legno,  di   cose
  abbandonate. Qua si dà la possibilità di essere aperti tutto l'anno
  e  la  voglio  tranquillizzare su un punto, se lei legge  il  comma
  successivo, il comma 6, mentre il comma 5 parla di mantenimento, il
  comma   6  parla  dell'attività  di  esercizio  e  dice  che  verrà
  rideterminato  il canone nel momento in cui il concessionario  dice
  che vuole fare attività per tutto l'anno.
   Quindi il comma 6 fa chiarezza a quello che dice lei, che non  c'è
  nessun  tentativo  ma, alla luce del sole, e può essere  invece  un
  volano  di  sviluppo per la nostra economia. Non è lei  stesso  che
  dice  che  questa è la terra del sole e del mare? E lo  vuole  fare
  funzionare  solo  per  6 mesi? Se abbiamo la possibilità  di  farla
  funzionare per tutto l'anno, perché no?
   Quindi, io penso che questo emendamento non solo sia utile ma  sia
  giustissimo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve  perché
  i  colleghi che mi hanno preceduto hanno già espresso compiutamente
  qual è l'orientamento, che ritengo giusto, dell'Aula.
   Io  francamente mi sono perso le ragioni recondite dell'intervento
  del  collega Capogruppo dell'UDC che immagino alla fine  di  questa
  seduta  uscirà dalla maggioranza avendo, evidentemente, assunto  un
  atteggiamento sconveniente sotto il profilo formale e assolutamente
  incompatibile con il Governo Crocetta sotto il profilo sostanziale.
   Se ci fosse ancora la politica io credo che questa seduta dovrebbe
  fermarsi  per valutare la possibilità, insieme al Presidente  della
  Regione  e  ai  leaders  del  secondo  partito  di  maggioranza  di
  comprendere  se  ci sono ancora le condizioni per tenere  in  piedi
  questo Governo.
   Diceva un mio amico artigiano  era proprio la botta del mastro che
  ci mancava , caro Presidente Crocetta.
   La  famosa botta del mastro che questa mattina ha voluto assestare
  alla  sua  maggioranza l'ottimo collega Turano  che  siccome  è  un
  deputato  di lungo corso avrà, ovviamente, delle ragioni  politiche
  serie  per  avere detto quello che ha detto, fatto  quello  che  ha
  fatto.
   Io per quanto mi riguarda non solo dico all'Assessore Croce che di
  questo  articolo 43, che è uno dei pochi articoli di  questa  legge
  finanziaria  che  dà una mano ai siciliani, lei  non  deve  toccare
  nulla. Ma arrivo a dire che io sono per la liberalizzazione, dodici
  mesi  all'anno, fermo restando il rispetto delle leggi e  il  piano
  delle  spiagge, che siamo pronti ad esitare, perché in una  Regione
  come  la Sicilia nella quale il sole e l'estate c'è per dieci  mesi
  all'anno, immaginare di mettere balzelli e paletti in un  tempo  in
  cui la crisi economica ha distrutto l'economia delle famiglie, è da
  persone che sono fuori dalla realtà.
   E  allora,  io  con  grande  chiarezza dico  che  desidero  votare
  l'articolo  43 così come è e vi faccio una condizione al contrario.
  Non  cambiate  questo articolo perché avrete altrimenti  il  nostro
  voto contrario.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  sono  iscritti  a
  parlare  gli  onorevoli  Sudano,  il  Presidente  Cascio,  Rinaldi,
  Lentini, Di Giacinto, Fazio, Palmeri, Ciancio, Laccoto e Ragusa.
   Se  le  posizioni sono chiare, sono state esplicitate, io passerei
  alla votazione.
   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  43.17,
  che è in distribuzione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico,
  solo per dire che già è previsto nella legge il prolungamento a  12
  mesi. Non occorre alcuna autorizzazione. La legge oggi prevede, per
  coloro  che  hanno  già  la concessione trimestrale,  di  fare  una
  semplice  comunicazione per i 12 mesi. Quindi  stiamo  parlando  di
  nulla.

   CROCETTA, presidente della Regione. Sono i sindaci a stabilirlo

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  43.11,  degli   onorevoli
  Ciancio ed altri.

   CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,  io  sono  disposta   a   ritirare
  l'emendamento, però vorrei capire se, così come ha  detto  poco  fa
  l'onorevole  Rinaldi, la legge già prevede che le attività  possono
  stipulare  una  convenzione per 12 mesi  e  possono  proseguire  le
  attività collaterali alla balneazione per tutti i 12 mesi  con  una
  comunicazione.
   Ma  i  commi  5  e  6,  mi  perdoni signor Presidente,  non  fanno
  riferimento  al  ruolo  dei comuni, stanno  disponendo  in  maniera
  generale  ed  astratta. Dico, la legge già lo prevede, non  capisco
  perché inserire questi altri due commi. Se magari l'assessore ce lo
  può  spiegare, noi valutiamo se ritirare l'emendamento,  altrimenti
  non vedo il motivo per lasciare questi due commi.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo
  di  volere dare il mio contributo per tranquillizzare, intanto,  il
  collega  Turano, che ha sposato questa causa, però, da un punto  di
  vista errato. Mi permetto di dirlo da amico e da collega.
   Questa  non  è  una  sanatoria, e lo dico da ex assessore  per  il
  territorio e l'ambiente.
   Questo   articolo   43  è  un  articolo  fortemente   atteso   dai
  concessionari di demanio marittimo, perché consente di mantenere le
  strutture,  non  soltanto  edili, ma soprattutto  quelle  strutture
  complementari  alla balneazione, che sono tante, dai ristoranti  ad
  altro, durante i 12 mesi.
   Cosa  che prima, era sì consentito, ma era quasi sempre, poi,  nei
  fatti, precluso.
   Perché? Perché durante l'inverno, come lei, caro amico Turano  sa,
  molto   spesso   ci  sono  delle  mareggiate.  Queste   mareggiate,
  ovviamente,  finivano  per distruggere le  strutture  che  venivano
  utilizzate  per le attività complementari. Per cui, se non  vi  era
  una   previsione   prescritta,  così  come  nell'articolo   5,   le
  Capitanerie di porto ed i Geni civili, opere marittime,  di  fatto,
  obbligavano a smontare tutto entro il 30 ottobre.
   Questa  previsione legislativa, coi comma 5 e 6, sottopone  sempre
  le  concessioni  demaniali,  comunque,  ai  pareri  previsti,  cioè
  Capitanerie di porto, Genio civile, non sono più le opere marittime
  c'è  sempre  il Genio civile, sovrintendenza più tutte  le  licenze
  commerciali ma, di fatto, lo prevede dando la possibilità  prevista
  col comma 5 di poterle mantenere 12 mese l'anno.
   Ciò significa che i titolari di concessione demaniale per attività
  complementari alla balneazione, potranno mantenere 12  mesi  l'anno
  le  strutture montate, tranne i casi evidenti di zone esposte  alle
  mareggiate  ed  in  quel caso, il Genio civile e,  soprattutto,  la
  Capitaneria  di  porto, chiaramente, obbligheranno a  smontarle  ad
  ottobre in ogni caso.
   E',  dunque, una norma che dà una garanzia dal punto di vista  del
  mantenimento  delle strutture. E' una garanzia in  termini,  anche,
  economici:  chi  deve  avere  queste  strutture,  ovviamente   deve
  assumere  delle  persone. Il titolo concessorio  valido  per  tutto
  l'anno  ti  dà la possibilità di fare delle assunzioni di personale
  sapendo  di potere gestire un'attività commerciale per dodici  mesi
  l'anno.
   Sono  stato critico sulla materia del demanio all'inizio  del  mio
  intervento  ieri   perché  ritenevo  che  la  riforma  del  demanio
  abbisognasse di una legge organica. Siamo andanti avanti, bene.
   Quest'articolo è un articolo ben scritto obiettivamente.  Per  cui
  non  mi sembra il caso di andare a cercare il pelo nell'uovo  o  di
  andare  a  fare delle modifiche soprattutto, quando obiettivamente,
  onorevole  Turano,  non si tratta di una sanatoria,  ma  si  tratta
  della possibilità per gli esercenti di potere fare il loro lavoro.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, non mi metta in difficoltà.  Lei  è
  già intervenuto.

   TURANO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Quale fatto personale, onorevole Turano? Nessuno  l'ha
  accusata. Comunque ha la parola.

   TURANO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  dobbiamo
  essere chiari, se chiedo di realizzare un esercizio commerciale, un
  ristorante,  un'attività qualunque entro centocinquanta  metri  dal
  mare  o sulla battigia di qualunque spiaggia siciliana, sono  certo
  di  non poterlo fare perché c'è una norma che mi impedisce di  fare
  questo.
   Lo   strumento  che  stiamo  per  approvare  consente,  camuffando
  l'iniziativa  come lido balneare diretto alla libera fruizione  del
  mare  e  utilizzando  i  servizi annessi, di  realizzare  strutture
  precarie  che  non vengono smontate per legge entro la  fascia  dei
  centocinquanta metri dal mare.
   Questa è la verità. Almeno questa è la mia interpretazione  e  sul
  punto,  signor  Presidente,  mi creda  non  intendo  abdicare  alla
  battaglia che intendo fare.
   Detto  questo, mi preoccupo di come si voglia pure ritenere  tutte
  le  autorizzazioni  che legittimano l'esercizio commerciale  valide
  tutto   l'anno   e  mi  chiedo  se  ci  sono  delle  autorizzazioni
  semplificate. Cercherò di essere ancora più chiaro.
   Signor  Presidente, un esercizio con l'articolo  43,  secondo  me,
  assessore  Croce,  stiamo facendo un torto  a  tutti  gli  esercizi
  commerciali  autorizzati prima del 1976,  il  cui  adeguamento  per
  ottenere la concessione, questo è quello che fanno i suoi uffici, è
  rigorosissimo.  Allora  noi  dobbiamo  sapere  quello  che   stiamo
  facendo.
   Credo  che  consentire  l'apertura di strutture  precarie  per  il
  diritto  alla balneazione è una cosa corretta. Quando si è soli  si
  fanno  delle battaglie, si perde, non succede niente, ma le proprie
  idee si manifestano.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti con la finanziaria, onorevole Turano.

   TURANO.  Questo  è  un pezzo della finanziaria importante,  signor
  Presidente.
   Io  non  ho  difficoltà ad annunciare il mio voto favorevole  alla
  soppressione  dei  commi  5, 6 e 7 facendo  miei  gli  emendamenti,
  perché non li considero corretti e giusti.

   PRESIDENTE. Scusate, è giusto che chiarisca un principio. C'era un
  lungo elenco di parlamentari che avevano chiesto di intervenire  ed
  io  avevo  invitato  a  non intervenire. Le posizioni  d'Aula  sono
  chiare.  Invito  i  parlamentari  a  rinunciare,  altrimenti  debbo
  riaprire   le  iscrizioni,  iniziando  dall'onorevole   Lentini   e
  dall'onorevole  Fazio  che  si sono  di  nuovo  riproposti.  Se  le
  posizioni sono chiare si vota e andiamo avanti, siamo ancora  a  un
  terzo della finanziaria.

   TURANO. Stiamo parlando di una cosa seria.

   PRESIDENTE.  Lo  so che è una cosa seria, ma le  posizioni  d'Aula
  sono  chiare. Io chiedo all'onorevole Lentini e all'onorevole Fazio
  di rinunciare a intervenire. L'onorevole Sudano ha già rinunciato.
   Si passa all'emendamento 43.11, a firma dell'onorevole Ciancio.

   CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 43.3, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri, soppressivo del comma 2.
   Assessore  Croce, gli Uffici mi evidenziano che con l'approvazione
  dell'articolo  41  si modifica pure il secondo comma  dell'articolo
  43, quindi sarebbe opportuno sopprimere il comma 2.
   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 43.4, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 43.5, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 43.12, degli onorevoli Ciancio ed altri.

   CIANCIO.  Lo  mantengo  e  chiedo che  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 43.12

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 43.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          27
   Contrari            29
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   E'  stato presentato l'emendamento 43.17, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 43.6, 43.16, 43.7 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 43.8 a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 43.13 a firma dell'onorevole Ciancio  e
  altri, soppressivo del comma 8.
   L'onorevole Ciancio lo mantiene.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 43, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                               «Art. 44.
     Determinazione dei diritti fissi in materia di demanio idrico
                               fluviale

   1.  Alla  lettera  m)  del  comma 1 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  29  dicembre  1962,  n. 28  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, dopo le parole "Demanio idrico" è soppressa la parola
  "fluviale".

   2.  L'assessore  regionale  per  il  territorio  e  l'ambiente  di
  concerto  con  l'assessore regionale per  l'economia,  con  proprio
  decreto, istituisce e determina la misura dei canoni e dei  diritti
  fissi  per le attività di istituto che l'assessorato regionale  del
  territorio e dell'ambiente espleta sul demanio idrico in attuazione
  della disposizione normativa di cui al comma 1.

   3.  Per  l'espletamento  delle attività  di  cui  alla  lettera  q
  septies)  dell'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996,  n.
  16  e  di  cui al comma 2 dell'articolo 47 della legge regionale  7
  maggio 2015, n. 9, così come modificato dall'articolo 8 della legge
  regionale  11  agosto 2015, n. 16, gli assessori regionali  per  il
  territorio e l'ambiente e per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e
  la pesca mediterranea stipulano apposito accordo interassessoriale.

   4.  Per le finalità di cui al comma 3 è destinato almeno il 10 per
  cento delle risorse finanziarie di cui al comma 8 dell'articolo  47
  della   legge   regionale  7  maggio  2015,  n.  9   e   successive
  modificazioni   ed  integrazioni,  per  ciascuno   degli   esercizi
  finanziari 2016, 2017 e 2018».

   All'articolo 44 sono stati presentati emendamenti.
   Onorevoli  colleghi,  prima  di sospendere  i  lavori  per  potere
  incontrare   l'ANCI,   vi   inviterei  a  concludere   la   materia
  dell'Assessore Croce.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CORDARO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Dichiaro  di  ritirare   gli
  emendamenti a firma del Governo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  44.13,  a  firma  dell'onorevole
  Lombardo e altri. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 44, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                               «Art. 45.
             Norme in materia di autorizzazione ambientale

   1.  All'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015,  n.
  9, dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti commi:

    3  bis.  Per il funzionamento della Commissione tecnica  di
  cui  ai  commi 1 e 2 e comunque per il pagamento degli  oneri
  direttamente riferiti alle attività istruttorie previste  dal
  comma  3  è autorizzata, per il triennio 2016-2018, la  spesa
  annua di 90 migliaia di euro.
   3  ter.  La  Commissione  è composta  da  trenta  commissari
  esterni. L'incarico dei componenti della Commissione  di  cui
  al  comma  1  è  di  durata triennale, rinnovabile  una  sola
  volta».

   Sono stati presentati emendamenti.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CORDARO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  45.4,  a  firma  dell'onorevole
  Falcone, è improponibile.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 45.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 45. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46
           Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 27
                         dicembre 1978, n. 71

   1.  Il  primo  comma  dell'articolo 3  della  legge  regionale  27
  dicembre 1978, n. 71 è sostituito dal seguente:

    l.  Il  progetto di piano regolatore generale e quello  di  piano
  particolareggiato  devono essere depositati  non  oltre  il  decimo
  giorno  dalla  data  della deliberazione  di  adozione,  presso  la
  segreteria  comunale, a libera visione del pubblico,  per  sessanta
  giorni consecutivi. .

   2.  Dopo  il sesto comma dell'articolo 3 della legge regionale  27
  dicembre 1978, n. 71 sono aggiunti i seguenti:

    6   bis.  Considerata  la  contestuale  adozione  degli  atti  di
  pianificazione  generale  ed attuativa e relative  varianti  e  del
  rapporto ambientale ex articolo 13 del decreto legislativo 3 aprile
  2006,  n.  152  e successive modifiche, in applicazione  e  con  le
  modalità previste dall'articolo 39 del decreto legislativo 14 marzo
  2013, n. 33 sono sottoposti all'obbligo di pubblicazione gli schemi
  di  provvedimento,  le delibere di adozione  o  approvazione  ed  i
  relativi  allegati  tecnici,  nonché le   informazioni  ambientali
  richiamate dall'articolo 40 del medesimo decreto legislativo n.  33
  del  2013,  nel  rispetto di quanto disposto dall'articolo  14  del
  citato decreto legislativo n. 152 del 2006.

   6  ter.  Gli obblighi di pubblicazione di cui al comma 6 bis  sono
  estesi  a  tutti i piani e programmi di governo del  territorio  di
  natura   urbanistica,  e  loro  varianti,  previsti  dalla  vigente
  legislazione,    inclusi   piani   e   programmi   relativi    alla
  localizzazione  di insediamenti commerciali e grandi  strutture  di
  vendita».

   Tutti gli emendamenti soppressivi sono ritirati.

   DI MAURO. Ritiro gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE.  Anche  gli onorevoli Cordaro e Fontana  ritirano  gli
  emendamenti. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 46. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo chiuso la rubrica relativa all'assessore per il territorio
  e ambiente, Croce. Assessore, grazie per la sua collaborazione.
   Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                               «Art. 52
           Disposizioni in materia di tassa di circolazione

   1.  I  veicoli  ed i motoveicoli, esclusi quelli  adibiti  ad  uso
  professionale  e/o  personale,  iscritti  ai  registri  degli  enti
  certificatori  previsti dal D.M. 17 dicembre 2009,  pubblicato  sul
  Supplemento Ordinario n. 55 alla G.U.R.I. n. 65 del 19 Marzo  2010,
  appartenenti  a proprietari residenti nel territorio  siciliano,  a
  decorrere dall'anno in cui si compie il trentesimo anno dalla  loro
  costruzione,  sono  assoggettati, in caso  di  utilizzazione  sulla
  pubblica strada, ad una tassa di circolazione forfettaria annua  di
  euro  25,82  per  i veicoli ed euro 10,33 per i motoveicoli.  Salvo
  prova  contraria, i veicoli di cui al primo periodo si  considerano
  costruiti nell'anno di prima immatricolazione in Italia o in  altro
  Stato.

   2.  Gli  autoveicoli  e  i  motoveicoli di  particolare  interesse
  storico   e   collezionistico,  esclusi  quelli  adibiti   ad   uso
  professionale  e  personale,  iscritti  ai  registri   degli   Enti
  certificatori  previsti dal D.M. 17 dicembre 2009,  pubblicato  sul
  Supplemento Ordinario n. 55 alla G.U.R.I. n. 65 del 19 Marzo  2010,
  appartenenti  a proprietari residenti nel territorio  siciliano,  a
  decorrere  dall'anno in cui si compie il ventesimo anno dalla  loro
  costruzione,  sono  assoggettati, in caso  di  utilizzazione  sulla
  pubblica strada, ad una tassa di circolazione forfettaria annua  di
  euro 75,00 per gli autoveicoli e di euro 35,00 per i motoveicoli.

   3.  Si  considerano  veicoli di particolare  interesse  storico  e
  collezionistico:

   a) i veicoli costruiti specificamente per le competizioni;

   b)  i  veicoli  costruiti a scopo di ricerca tecnica  o  estetica,
  anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre;

   c)  i veicoli i quali, pur non appartenendo alle categorie di  cui
  alle lettere a) e b), rivestano un particolare interesse storico  o
  collezionistico in ragione del loro rilievo industriale,  sportivo,
  estetico o di costume.
   4.  Gli  uffici  del dipartimento regionale delle  Finanze  e  del
  credito  rilasciano,  a  richiesta, sulla base  della  attestazione
  dell'iscrizione  ai registri di cui ai commi l  e  2,  le  relative
  autorizzazioni.

   5.  Per tutto quanto non previsto nel presente articolo si applica
  la vigente legislazione in materia.

   6. Le disposizioni di cui all'articolo 17, lettera d), del decreto
  del  Presidente della Repubblica del 5 febbraio 1953, n. 39 trovano
  applicazione per gli autoveicoli di proprietà delle associazioni di
  volontariato di protezione civile iscritte ai sensi dell'articolo 7
  della  legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, al registro regionale
  delle  organizzazioni  di  volontariato  della  protezione  civile,
  utilizzate ad uso esclusivo per le finalità di assistenza  sociale,
  sanitaria, soccorso, protezione civile».

   CORDARO.  C'è una riscrittura del mio Gruppo che stiamo  valutando
  con l'assessore, se potesse accantonarlo un attimo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo  al
  Presidente  della  Regione  e  in  mancanza  all'assessore  per   i
  trasporti.  C'è  un problema che sta avvenendo in queste  ore:  nei
  Nebrodi, con la scusa di avere tagliato il 6 per cento alle società
  di  autolinee, così, senza nessuna autorizzazione, qualche ditta ha
  tagliato  inopinatamente le corse che raggiungono i  paesi  montani
  senza dare nessun avviso e nessuna richiesta di autorizzazione.
   Assessore  Baccei, c'è un problema molto serio, in questo  momento
  molti  sindaci hanno fatto un appello al Parlamento  e  al  Governo
  regionale per intervenire. Il problema è serio perché se è vero che
  vengono tolte le somme pari al 6 per cento per le autolinee  non  è
  consentito  motu  proprio  a queste ditte  di  interrompere  alcuni
  servizi essenziali.
   Spero che avvenga una trattativa immediata e che vengano diffidate
  queste  ditte,  al  fine  di  evitare  che  i  percorsi  anche  più
  importanti per i paesi montani, possano subire queste interruzioni.

   CROCETTA. presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA.  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  nessuna
  ditta  concessionaria di autorizzazioni può ritirare  motu  proprio
  servizi  essenziali per la popolazione. Questo può essere causa  di
  revoca  della concessione, per cui convocheremo le ditte che  hanno
  operato  in  modo  arbitrario,  unilaterale,  per  ripristinare  il
  servizio,  altrimenti si procederà alla revoca  e  la  sostituzione
  delle linee che sono in concessione a quelle aziende verranno  date
  ad altre aziende, non esclusa quella pubblica che è l'Ast.

   PRESIDENTE. Sono le ore 12.40. Per l'articolo 52 mi hanno  chiesto
  tempo per delle riscritture, perché ci sono una serie di problemi.
   Me  lo  ha  chiesto  il  Governo, insieme  all'onorevole  Cordaro,
  all'onorevole Cani che aveva un altro emendamento.
   Si passa all'articolo 53. Ne do lettura.

                               «Art. 53
                    Terme di Acireale e di Sciacca
   1.  All'articolo 21 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11  è
  aggiunto il seguente comma:

    2   bis.   Nelle  more  del  completamento  delle  procedure   di
  liquidazione  previste dal comma 1, le società  Terme  di  Acireale
  S.p.A.  e  Terme  di  Sciacca S.p.A. possono,  attraverso  gare  ad
  evidenza  pubblica, affidare a soggetti privati la  gestione  e  la
  valorizzazione dei complessi cremotermali ed idrominerali esistenti
  nel  bacino  idrotermale  di Acireale e  di  Sciacca,  compreso  lo
  sfruttamento  delle  acque  termali  ed  idrominerali,  nonché   le
  attività accessorie e complementari».

   Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi, a firma degli
  onorevoli Falcone, Sammartino, Di Mauro e Clemente.
   Li mantenete o li ritirate?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Sammartino,  lo
  mantiene e lo ritira?

   SAMMARTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Di Mauro?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  lo  ritiro,
  però, vorrei un chiarimento dall'Assessore.
   L'emendamento,  che ho condiviso con i colleghi, prevede  che  una
  società  in liquidazione, come le Terme di Acireale, possa avviare,
  attraverso il Commissario liquidatore, tutte le procedure di  bando
  per farlo.
   L'attuale emendamento, essendo una società in liquidazione, vorrei
  capire  come, tecnicamente, il Commissario liquidatore può  avviare
  le procedure di bando di vendita.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  testo del Governo, di fatto, sia stato votato dall'emendamento  che
  è stato presentato, mi riferisco al 53.7.
   Assessore  Baccei,  mi  scusi, rispetto al  testo  originario,  il
  Governo, ha presentato un emendamento 53.7.

   CROCETTA, presidente della Regione. Lo abbiamo ritirato.

   DI MAURO. Lo ritirate? Va bene, se lo ritirate, allora, per quanto
  ci riguarda a noi sta bene, è un articolo di buon senso.
   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  onorevole  Sammartino, il tema  è  questo:  noi  abbiamo
  avuto, sulle Terme di Acireale, una sentenza del Magistrato che  ha
  stabilito che ha rigettato l'istanza fallimentare.
   Avendo rigettato, il Magistrato, l'istanza fallimentare vuol  dire
  che  la  Magistratura ritiene che ci possa essere  un  percorso  di
  ripresa.
   Questa è la questione che noi stiamo affrontando, presenteremo  un
  piano fatto già per mercoledì prossimo e per venerdì prossimo è già
  convocata  una  Conferenza  di  servizi  specifica  sull'argomento;
  vorremmo  evitare  che  noi non prendiamo,  persino,  atto  che  le
  sentenze   della  Magistratura  addirittura  siano  più  garantiste
  rispetto  a  quelle  della politica che, in questo  caso,  registra
  positivamente una sentenza.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condividendo  la
  natura  e  la  ratio dell'articolo 53 sulle Terme di Sciacca  e  di
  Acireale,  io mi permetterei di emendare l'articolo soltanto  nella
  parte  iniziale  per  dare un termine certo  nella  possibilità  di
  provvedere  alla gara di affidamento, poter dire  sono autorizzati,
  entro  30  giorni,  ad  espletare, nelle more  delle  liquidazioni
  perché,  purtroppo,  in  Sicilia, abbiamo  avuto  problemi  che  le
  liquidazioni sono durate, poi, decenni.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io,   invece,
  Presidente,  lascerei le cose così come sono perché mettere  questo
  limite  temporale potrebbe, invece, compromettere  l'evoluzione  di
  tutto l'iter.
   Quindi,  mi permetto di dire, che così come è concepito,  mi  pare
  assolutamente ragionevole.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  comprendo
  l'articolo presentato dal Governo, perchè credo che

   FOTI. E' ritirato.

   SUDANO. No, l'articolo dell'articolato, perché se le Società  sono
  messe  in liquidazione e ci sono dei commissari, non si comprendono
  le  scelte  che  si fanno. Spesso vengono, tra l'altro,  messi  dei
  commissari  ad  acta  che non hanno neanche la  forza  giuridica  e
  amministrativa  per potere intervenire, quindi,  non  capisco  come
  potrebbero procedere con dei bandi ad evidenza pubblica,  dato  che
  possono attivare soltanto l'ordinaria amministrazione.
   E' ovvio che, per quanto riguarda il nostro territorio, ci sono le
  terme  di  Acireale,  che  sicuramente meriterebbero  un'attenzione
  diversa  da parte della Regione, ma non credo che questo  si  possa
  fare  con  un  articolo dove un commissario liquidatore  faccia  un
  bando  ad  evidenza  pubblica  senza nessuna  scelta  da  parte  di
  quest'Assemblea.
   Ritengo,  quindi,  che  vada  approfondito  l'intero  articolo,  e
  magari,  Presidente, chiedo se può accantonarlo, per capire  meglio
  come affrontare la vicenda delle terme di Acireale e di Sciacca.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  rispondere  alla
  richiesta  di  chiarimenti  che  è pervenuta  da  parte  di  alcuni
  colleghi, dal momento che io sono firmatario dell'emendamento.
   L'emendamento, così come è stato approvato dalla Commissione,  che
  non  riguarda solo le terme di Acireale, ma come è giusto, riguarda
  anche  quella  di  Sciacca, perché le leggi  devono  rispondere  al
  principio   della  generalità  e  dell'astrattezza,   non   dà   la
  possibilità  di vendere beni, questo mi pare che sia  evidente,  dà
  soltanto la possibilità, a coloro i quali sono stati nominati dalla
  Regione, di potere, attraverso gara ad evidenza pubblica -  ripeto,
  attraverso  gara ad evidenza pubblica - affidare anche a   soggetti
  privati  la gestione e la valorizzazione dei complessi idrominerari
  esistenti nei due bacini.
   Quindi,  nessuna autorizzazione a vendere, nessun  intervento  che
  possa  mettere in discussione il patrimonio delle terme di Acireale
  e  di  Sciacca,  anche  perché, ricordo, su alcuni  vi  sono  degli
  usufrutti costituiti all'atto della costituzione della società,  di
  durata  trentennale e, com'è noto, beni soggetti ad  usufrutto  non
  possono essere venduti.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul chiarimento
  dato  dal  Governo, ovviamente sono d'accordo affinché le terme  di
  Acireale   e  di  Sciacca,  dopo  tanti  anni,  possano  avere   la
  possibilità di essere, diciamo,  guardate  dal mercato.
   Però, una precisazione va fatta e la chiedo al Governo. Siccome  è
  da  troppi  anni  che  su questi territori vengono  manifestate  le
  volontà  della Regione, attraverso bandi, magari deserti,  a  volte
  attraverso   l'inefficienza   amministrativa,   vorrei    che    si
  introducesse  -  e  lo  chiedo  anche  alla  collega  che  sta  per
  intervenire   -   che,  entro  trenta  giorni,   nelle   more   del
  completamento  della procedura, diamo un tempo  certo  affinché  il
  bando venga pubblicato.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la   norma
  riguarda  le due terme di Sciacca ed Acireale. Assessore, io  spero
  di potere offrire un piccolo contributo, anche di chiarezza.
   Purtroppo, le terme di Sciacca e di Acireale vivono due situazioni
  completamente  diverse. Questa norma, così come  enunciata,  è  una
  norma  assolutamente condivisibile dal punto  di  vista  dei  buoni
  propositi,  e  nessuno può metterla in discussione. D'altra  parte,
  altro  non fa, che spostare il buon intendimento che abbiamo  avuto
  quando abbiamo varato la legge del 2010 e davamo la competenza alla
  Regione  in quanto proprietaria, sostanzialmente, dei complessi  di
  fare  i  bandi per affidare la gestione la trasferiamo alla società
  in liquidazione.
   Questo  mi sembra un fatto pratico e concreto, però, non  mi  pare
  che  stiamo affrontando il vero problema; io parlo in questo  caso,
  signor  Presidente, soltanto della questione che riguarda le  Terme
  di Acireale perché quella di Sciacca non la conosco in maniera così
  approfondita. Il vero problema sono i debiti che sono in capo  alla
  società Terme di Acireale. Questi debiti, per quanto possono essere
  ristrutturati  e rinegoziati attraverso un mandato  esplicito,  che
  secondo  me, per legge dobbiamo dare al liquidatore e,  per  quanto
  lui  possa  riuscire a fare questa azione, dobbiamo scrivere  nella
  norma che il bando di affidamento della gestione deve prevedere, da
  parte  di chi subentrerà, utilizzando anche l'usufrutto, estendendo
  l'usufrutto  e  dandolo in concessione anche per novantanove  anni,
  dobbiamo considerare che deve, chi subentra, pagare questo  debito,
  altrimenti  non  ce ne usciamo dal problema che ci  ha  avvinto  in
  questi anni.
   Presidente,  mi ascolti, conosco la questione meglio  di  lei,  la
  conosco  molto meglio di lei e le assicuro che siccome  ci  abbiamo
  dormito  in  questi anni noi rischiamo così di non  fare  un  passo
  avanti,  specifichiamo  nella norma che chi  viene,  chi  subentra
  altrimenti  questa  norma non serve a nulla,  non  raggiungiamo  il
  risultato. Il proposito è ottimo, lo dico alla collega Foti, ma  se
  non  aggiungiamo questa piccola variazione non raggiungiamo  nessun
  effetto e rischiamo per altri due-tre anni di impantanarci. Lo dico
  come azione costruttiva.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signori
  assessori,  intervengo perché trovo, invece, la norma  scritta  dal
  Governo  sicuramente importante. È importante per un  senso:  forse
  non  tutti sanno, o meglio la sanno da un punto di vista economico-
  finanziario,  la  storia  delle terme,  soprattutto  di  quelle  di
  Sciacca, ma non la sanno da un altro punto di vista.
   Se  non  procediamo  e  non procediamo subito,  noi  rischiamo  di
  perdere  il  patrimonio idrotermale delle Terme di Sciacca,  perché
  Sciacca  ha una sua specificità nel senso che, oltre alle  acque  e
  alle  stufe,  vi  sono  i fanghi e i fanghi vanno  incontro  ad  un
  fenomeno  che  si  chiama cementificazione. Nel momento  in  cui  i
  fanghi  per l'inutilizzo cementificano, si perde la vena, si  perde
  tutto il bacino.
   Questo  è un problema che è stato sollecitato anche l'anno scorso.
  Quindi, il liquidatore, nel momento in cui attiva le procedure, non
  fa  altro  che  salvaguardare il patrimonio che, eventualmente,  la
  Regione  deve  dismettere, quindi, assolutamente bisogna  procedere
  con celerità su questa norma.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  mi  sembra  che  stiamo intraprendendo la via giusta  perché  molti
  colleghi, magari non conoscendo le vicende né di Sciacca e  neanche
  di Acireale, dimenticano che noi abbiamo investito e abbiamo pagato
  decine  e  decine  di  milioni di euro  affinché  queste  strutture
  possano essere acquistate dalla Regione siciliana.
   Signor  Assessore, non dimentichiamo, se l'onorevole D'Agostino  e
  l'onorevole Foti, che sono anche loro accesi e conoscono abbastanza
  bene la vicenda

   PRESIDENTE. Fra cinque minuti dobbiamo chiudere.

   VULLO   delle  terme  di  Acireale, fra  i  beni  delle  Terme  di
  Acireale,  signor  assessore, c'è una famosa acqua  che  è  l'acqua
  Pozzillo  e  l'onorevole D'Agostino e l'onorevole  Foti,  che  sono
  acesi, ricorderanno benissimo  l'importanza e il mercato che  aveva
  quest'acqua  minerale.  Non  fare  nulla,  come  qualche   deputato
  sostiene, quello di accantonare questo articolo di legge, mi sembra
  inopportuno perché, finalmente, iniziamo una procedura affinché  le
  Terme  di Acireale e le Terme di Sciacca possano intraprendere  una
  strada  che  potrebbe essere anche una sorta di privatizzazione  od
  altro,  affinché pare che ci sia la volontà di alcuni  imprenditori
  affinché  le  Terme  di  Acireale e le  Terme  di  Sciacca  possano
  diventare  punto  di riferimento anche per per la nostra  economia.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vullo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la  parola.
  Questo argomento, chiaramente, mi è molto caro. Le parole che hanno
  detto i colleghi fanno capire l'amarezza con cui oggi si percepisce
  l'abbandono  di questa situazione, però, mi pare che il Presidente,
  ritirando  i  propri  emendamenti e i colleghi ritirando  i  propri
  soppressivi e, soprattutto, annunciando una Conferenza dei  Servizi
  a  cui saranno invitati, chiaramente, anche le autorità locali e  i
  soggetti creditori, ci darà la possibilità, anche sistemando alcune
  situazioni relative all'usufrutto, alla situazione debitoria che  è
  stata  lasciata  così,  a briglie sciolte, all'abbandono,  di  dare
  veramente  sostanza ad una volontà che l'Aula, che tutti  i  Gruppi
  parlamentari, che l'Assessore al Turismo ed anche nel  DEF  abbiamo
  visto  che  c'è in inserito il termalismo come una asset strategico
  per lo sviluppo del turismo in Sicilia, del turismo sostenibile.
   Questa  azione,  questa norma, tra l'altro, va  a  rendere  chiare
  alcune  attività  che,  con grande volontà  e  abnegazione,  stanno
  portando avanti gli attuali commissari liquidatori, sia di  Sciacca
  che  di  Acireale, che si stanno prodigando alla valutazione  degli
  immobili,   alla  alienazione  di  quello  che  non  è   pertinente
  all'attività termale, dando risposte alla sensibilità e al  bisogno
  proprio  di  quei  comuni se non addirittura  di  intere  aree  che
  godevano  di  un'economia  florida  quando  queste  attività  erano
  aperte.
   Ricordiamoci che il processo di desertificazione delle  imprese  e
  dell'economia collaterale all'attività termale, oggi è un  processo
  che  sta mortificando dei territori. In questo momento, con  questa
  norma  che  ricordo, e ringrazio l'onorevole Vinciullo,  Presidente
  della Commissione Bilancio, che ha avuto la pazienza e la forza  di
  ascoltare le autorità locali, la società civile, che sono venuti in
  Commissione  chiedendoci  questo  articolo,  questo,   non   altri,
  chiedendoci  di rendere attuale e concreto l'impegno che  anche  il
  Presidente  aveva preso e che oggi ha ribadito. Quindi, chiedo  che
  non venga toccato.
   Tutti  quanti stiamo assumendo anche un impegno a rendere concrete
  le  volontà  che  abbiamo  esposto fino a questo  momento.  Quindi,
  chiedo  ai  colleghi di non subemendare e di dare il via  libera  a
  questo articolo anche perché - e vorrei rispondere alle perplessità
  del  collega  Sammartino - i commissari liquidatori,  è  vero,  non
  hanno  tra le loro prerogative quella di fare altro che non sia  la
  liquidazione ma se il bando include la soddisfazione dei  creditori
  che è una prerogativa dei commissari, con questa norma lo andiamo a
  mettere in chiaro perché si potrebbero aprire degli scenari in  cui
  anche quei piccoli e timidi tentativi di rilancio dell'attività che
  si stanno facendo vengano bloccati. Grazie.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, sulle Terme di  Sciacca,  purtroppo,
  discutiamo  da  decenni  in  questa  Assemblea,  però,  le   chiedo
  l'articolo   che  stiamo  per  votare  prevede,  nelle   more   del
  completamento delle procedure di liquidazione previsto dal comma 1,
  possiamo  con una legge sovrastare delle norme del Codice Civile  e
  annullarle? Secondo me no.
   Quindi,  o noi con una norma riprendiamo l'attività normale  delle
  Terme e, quindi, poi è autorizzata a fare qualsiasi bando pubblico,
  o questa norma non serve a niente.
   Come  lei ben sa, quando una società entra in liquidazione  si  fa
  attraverso un atto pubblico notarile. Questo atto prevede una serie
  di norme dove si enunciano tutti i doveri previsti dal liquidatore.
   Il  liquidatore  cosa  può  fare?  Può  soltanto  amministrare  la
  straordinaria  amministrazione e cioè incamerare  tutti  i  crediti
  vantati  e pagare tutti i debiti. Questa è la liquidazione. Non può
  fare altro e quindi non può svolgere alcuna attività ordinaria.
   Se  il  Governo  intende  che le Terme di Sciacca  e  di  Acireale
  riprendono  l'attività normale, deve togliere  la  liquidazione  e,
  poi, può bandire tutti i bandi che vuole.
   Quindi, ha ragione l'onorevole D'Agostino che dice  c'è una  buona
  volontà ,  ma  ha  ragione anche l'onorevole Sudano  che  dice  che
  questa norma non vale a niente per i motivi che ho esposto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Baccei,
  vorrei essere sintetica.
   Assessore,  vorrei solo un chiarimento, l'anno scorso  la  società
  advisor,  quindi,  Sviluppo Italia, per le Terme  di  Sciacca,  per
  l'affidamento, ha presentato un bando, dopo una serie di  riunioni.
  Ancora,  oggi,  parliamo di gara ad evidenza  pubblica.  Come  mai?
  Perché non è andata avanti?
   Era  solo per capire visto che, oggi, ci ritroviamo a ripercorrere
  quello che già dal punto di vista amministrativo era stato fatto.
   Addirittura,  mi  risulta essere stato tradotto pure  in  inglese.
  Perché  tanto  lavoro e non è stato pubblicato? Semplicemente,  che
  l'Assessore  risponda  perché, caro Presidente,  quando  approviamo
  norme  dobbiamo pure capire che c'è stato un iter amministrativo  e
  ogni anno ripetiamo gli iter amministrativi che restano morti.
   Quanto meno, almeno la cognizione di capire che cosa facciamo  qui
  dentro.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 53.8,  a
  firma degli onorevoli Sammartino ed altri.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  colleghi,  l'onorevole  Sammartino, credo, abbia  ritirato  il  suo
  emendamento  soppressivo e non ha fatto bene perché la soppressione
  di  questo  articolo determinerebbe la condizione perché finalmente
  l'Assemblea  regionale  siciliana affrontasse  con  compiutezza  il
  delicato tema delle Terme di Acireale e di Sciacca.
   E  credo  che  il Governo avrebbe dovuto dare parere favorevole  a
  quell'emendamento  soppressivo proprio per le cose  che  ha  detto,
  opportunamente, il Presidente della Regione quando ha ricordato che
  se la sezione commerciale, fallimentare del Tribunale di Catania ha
  respinto  l'istanza di fallimento, vuol dire che  dall'esame  degli
  atti  e delle relazioni in possesso di quella sezione di magistrati
  ci  sono le condizioni perché le Terme, e qui mi riferisco a quelle
  di Acireale - ma credo che la situazione sia perfettamente analoga,
  almeno  sul punto delle prospettive a quelle di Sciacca -,  possano
  avere  una plausibilità economico-finanziaria. Forzare la norma  ed
  invadere  un  campo  che  non  è di competenza  della  legislazione
  regionale,  questo sì che bloccherà ancora per mesi e per  anni  la
  vicenda delle due terme di Acireale e di Sciacca.
   Vorrei che qualcuno mi spiegasse, e non so chi abbia materialmente
  scritto  queste norme, che cosa c'entra la modifica degli  articoli
  2484  e  2486  del  Codice civile e se questa  Assemblea  regionale
  siciliana può modificare le norme del Codice civile.
   E'  stato  detto,  e  lo  ribadisco, come si  può  imporre  ad  un
  commissario liquidatore, che deve gestire la società, ai soli  fini
  della  conservazione e dell'integrità del patrimonio della società,
  di fare bandi pubblici per la gestione delle attività connesse alle
  due  terme, perché di tutto parleremo in questa norma, compreso  lo
  sfruttamento delle acque termali ed idrotermali, nonché le attività
  accessorie e complementari. Come dire:  vieni tu privato, e vieni a
  gestire mentre io devo liquidare la società e conservare e tutelare
  il  patrimonio della società, a continuare a gestirlo  Per  quanto?
  Per  9  anni,  per  19 anni, per 29 anni, per 99 anni.  Mi  sembra,
  quindi, davvero che questo sia un percorso impossibile, a meno  che
  non modifichiamo la norma e l'incarico di liquidazione.
   La  verità è che non andavano, probabilmente, liquidate le società
  di capitale, non dimentichiamo che si tratta di società per azioni,
  parlo  con  maggiore  cognizione di causa per quella  di  Acireale,
  bisognava  riprendere un percorso di buona e corretta gestione,  di
  investimento  e  di rilancio di quell'attività, di tutela  di  quel
  patrimonio.  Qualora la società dovesse essere  rimessa  in  bonis,
  poi, la Regione potrà decidere il percorso futuro.
   La norma, quindi, va assolutamente ritirata e questo non significa
  rinviare  sine  die  il problema, ma affrontarlo,  finalmente,  con
  cognizione di causa, una volta per tutte.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Semplicemente, per dire che la
  norma  dice  possono , possono attraverso gara ad evidenza pubblica
  affidare,  quindi,  non   c'è  scritto  debbono  affidare.   Stiamo
  mettendo

   IOPPOLO. Non lo possono fare

   CROCETTA,  presidente della Regione. Sto parlando  del  testo  del
  Governo  che, a mio avviso, va approvato così com'è, dice   possono
  attraverso   non stabilisce, quindi, un percorso.
   Perché  qual  è  stato il limite che abbiamo avuto,  oggi?  Che  i
  commissari,  sulla base di direttive regionali e sulla  base  della
  legge,  non potevano procedere, perché si aspettava che lo  dovesse
  fare la Regione.
   La  Regione non l'ha fatto per tanti motivi. Ci sono questioni che
  riguardano,   tra   l'altro,  la  durata  della  concessione   che,
  attualmente,  scadrebbe tra 18 anni, la necessità che l'affidamento
  possa  essere per un periodo più lungo. Ci sono, qui, una serie  di
  questioni  tecniche  che  abbiamo visto  stamattina  con  l'ufficio
  legislativo  e  legale  e, già, per venerdì  prossimo  è  convocato
  l'incontro  per stabilire come procedere. Vi chiedo,  cortesemente,
  di  non creare problemi rispetto alla gestione di una questione che
  è  già  difficile, perché il percorso è incardinato  e  prevede  di
  approvare la norma così com'è.

   MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Le chiedo di intervenire  brevemente
  perché  abbiamo  l'incontro con l'ANCI  che  già  aspetta  in  Sala
  gialla.

   MANGIACAVALLO.  Signor  Presidente, chiedo  a  chi  ha  presentato
  l'emendamento  53.8  di ritirarlo. In pratica,  l'articolo  di  cui
  stiamo discutendo, è un articolo che viene alla fine di un percorso
  che  ha  visto,  praticamente, impegnati buona parte  dei  deputati
  agrigentini nella questione relativa alle Terme di Sciacca e non in
  quella di Acireale.
   Capisco  che  la questione, alla fine, riguardi anche  Acireale  e
  venga  sottoposta all'attenzione di tutti come questione collettiva
  ma,  di fatto l'articolo 53 serve al commissario liquidatore  delle
  Terme  di Sciacca per fare un bando di affidamento della struttura,
  dello   stabilimento  e  dell'albergo  delle  terme   nel   periodo
  dell'estate  2016,  e servirà per un anno, due  anni,  non  per  un
  periodo  superiore. Non capisco qual è il problema dei colleghi  di
  Acireale,  della  zona  di Catania e se è un  problema  quello  che
  abbiamo   visto  essere  rappresentato,  chiedo  eventualmente   di
  stralciare  le  posizioni  di Acireale e  di  Sciacca,  e  lasciare
  soltanto Sciacca nell'articolo 53.

   PRESIDENTE.   C'è  una  richiesta  dell'onorevole   Mangiacavallo,
  onorevole  Vinciullo, la rivolgo all'onorevole  Sammartino  che  ha
  posto il problema. L'onorevole Mangiacavallo ha chiesto di ritirare
  l'emendamento 53.8. Lo mantiene, come Commissione?

   SAMMARTINO. A nome della Commissione, mantengo l'emendamento 53.8.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 53.8?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Siamo favorevoli ad  indicare
  un  termine però il  possono  è un entrare troppo in una  questione
  gestionale  che va stabilita sulla base dei criteri di  economicità
  ed altro. Vi invito a mettere un termine.

   PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, lo mantiene o lo ritira?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Presidente, la Commissione sta valutando se ritirarlo.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione  Questo  emendamento   causa
  complicazioni in Aula. Se alla fine non dobbiamo fare nulla  Lo  so
  che  l'ottimo  è  nemico del bene. Invece, di  sperare  nell'ottimo
  almeno raggiungiamo il medio.

      VINCIULLO,   presidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Ritiro l'emendamento 53.8.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 53.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'Aula  è  sospesa  per  riprendere  alle  ore  16.00.  Invito   i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'assessore Baccei, l'assessore
  Lantieri  a venire in Sala Gialla per l'incontro con l'ANCI.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.13, è ripresa alle ore 16.24)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Dina.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -   l'onorevole   Emanuele   Dipasquale,   con   nota   prot.   n.
  1706/SG.LEG.PG.  del  19 febbraio 2016, ha chiesto  di  apporre  la
  propria   firma   al   disegno  di  legge  n.   1161    Istituzione
  dell'Autorità portuale regionale (ASPOR) ;

   -  l'onorevole Vincenzo Fontana, con nota prot. n. 1741/SG.LEG.PG.
  del  22  febbraio 2016, ha chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno di legge n. 976  Istituzione della figura professionale  di
  biologo  junior ex articolo 31, comma 2, del decreto del Presidente
  della  Repubblica 5 giugno 2001, n. 328. Norme per la  spendibilità
  del  titolo  di laurea in scienze biologiche ex decreto 509/1999  e
  delle   competenze   professionali   all'interno   del   territorio
  regionale .

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta ed è stato  assegnata  alla
  competente Commissione la  seguente richiesta di parere:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Legge regionale n. 24/2015 art. 1, comma 3 - Trasmissione schema
  di decreto presidenziale di disciplina delle modalità operative per
  l'accorpamento  dell'Ospedale Piemonte all'IRCCS  Centro  Neurolesi
  Bonino Pulejo di Messina        (n.  73/VI).
      Pervenuto in data 23 febbraio 2016.
      Inviato in data 23 febbraio 2016.

                       Comunicazione parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Aggiornamento Piano regionale delle bonifiche. (n. 66/IV).
   Reso in data 9 febbraio 2016.
   Inviato in data 11 febbraio 2016.

       Comunicazione di costituzione dell'Ufficio di Presidenza
           della Commissione parlamentare speciale  Statuto'

   PRESIDENTE.  Comunico che, nella seduta n. 2 del 23 febbraio  2016
  la  Commissione  parlamentare speciale  Statuto' ha proceduto  alla
  costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così composto:

   - Presidente:         on. Antonino D'Asero;
   - Vicepresidenti:     on. Filippo Panarello;
                         on. Riccardo Savona.

   1132/A e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   PRESIDENTE.  Riprende il seguito della discussione dei disegni  di
  legge n. 1132/A e nn. 1133- 1155/A
   Invito  i componenti la Commissione a prendere posto nell'apposito
  banco.
   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                               «Art. 55
             Fondo unico IRCAC e fondo di rotazione CRIAS

   1.   Per  le  finalità  di  cui  alla  lettera  b)  del  comma   2
  dell'articolo  1  della legge regionale 5 luglio  2004,  n.  10,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, per l'incremento  del  fondo
  unico  costituito presso l'istituto regionale per il  credito  alla
  cooperazione  (IRCAC),  ai  sensi  dell'articolo  63  della   legge
  regionale  7 marzo 1997, n. 6, per l'esercizio finanziario  2016  è
  stanziata la somma di 10.000 migliaia di euro.

   2. Per le finalità di cui all'articolo 39 della legge regionale 18
  febbraio 1986, n. 3, per l'incremento del fondo di rotazione  della
  CRIAS,  per  l'esercizio finanziario 2016 è stanziata la  somma  di
  10.000 migliaia di euro.

   3.  La  copertura finanziaria dei commi 1 e 2 è a valere sul Terzo
  ambito  di  intervento -  Piano di cambiamento   del  documento  di
  programmazione  finanziaria del Piano di azione  e  Coesione  (PAC)
  2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE n.
  10/2015, per azioni di sostegno e di sistema alle strategie sociali
  ed   alle  politiche  inclusive  nonché  per  fronteggiare   eventi
  straordinari».

   All'articolo   55   sono   stati  presentati   degli   emendamenti
  soppressivi.

   GRECO. Li ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 55.2 a firma Di Mauro.

   DI MAURO. E' ritirato

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 55.8

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  presidente, onorevoli colleghi,  assessori,
  questo  articolo fatto in Commissione mira a rafforzare il  credito
  nei confronti delle cooperative e degli artigiani.
   Sapete che negli anni scorsi abbiamo tolto dal Fondo delle risorse
  e  quindi parzialmente le recuperiamo reinserendo delle risorse nel
  Fondo  sia  dell'IRCAC che della CRIAS, ricordando  che  in  questo
  momento  la  CRIAS,  cioè il credito per gli artigiani,  riesce  ad
  erogare  somme  dopo  14 mesi. Significa che  facciamo  fallire  le
  imprese artigiane e poi gli diamo i soldi.
   Con  questi  10  milioni di euro, quindi,  andiamo  a  colmare  un
  piccolo   ..  e quindi recuperiamo la tempistica e la  stessa  cosa
  facciamo con IRCAC.
   Chiedo  che  vengano votati gli emendamenti 55.6 e 55.7  che  sono
  uguali  di fatto. Si tratta di un fatto tecnico perché questo  così
  come  era  riformulato l'articolo andava in un Fondo  di  rotazione
  vincolato, così va, invece, nel Fondo unico dell'IRCAC.

   PRESIDENTE. Il 55.5.

   DI GIACINTO. Il 55.6 ed il 55.7 sono uguali. Infatti, va nel Fondo
  unico  dell'IRCAC, mentre così com'è scritto c'è  qualche  problema
  che va su un fondo vincolato non per tutte le cooperative.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       CIMINO.  Signor Presidente, intervengo per dichiarare  il  mio
  voto  favorevole all'articolo  55 che ridà risorse al  fondo  unico
  per l'IRCAC e al fondo unico per la CRIAS.
        Nello stesso tempo, però, vorrei poter sollecitare il Governo
  a definire la costituzione dei Consigli di amministrazione.
  Ritengo che sia presso l'IRCAC che presso la CRIAS si dia voce  sia
  alle associazioni del mondo cooperativistico, sia alle associazioni
  del mondo dell'artigianato e mantenere i commissariamenti non è una
  buona pratica di buona amministrazione.
     Quindi, se il Governo dando queste risorse che ne determinano il
  potenziamento  per  l'attività,  ed  è  una  cosa  sicuramente   da
  apprezzare,  deve  allo stesso tempo creare  le  condizioni  perché
  questi  Consigli di amministrazione si possano finalmente  definire
  ed eliminare la precarietà dei Commissari.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  come  ricordava l'onorevole  Di  Giacinto,  la
  Commissione   Bilancio   ha dato particolare  importanza  a  questo
  tema,  tanto  è vero che ha recepito un emendamento a  firma  dello
  stesso  onorevole  Di  Giacinto,  poi  fatto  proprio  da  tutti  i
  componenti della Commissione, perché abbiamo voluto raccogliere  le
  istanze  che  provengono dal mondo del lavoro e  le  preoccupazioni
  tante  volte espresse in Commissione  Bilancio  da chi è  venuto  a
  denunciare il fatto che con più di un anno di ritardo si  riesce  a
  ottenere  il  contributo richiesto, che poi non è un  contributo  a
  fondo  perduto, stiamo attenti, perché trattasi di un fondo  unico,
  di un fondo di rotazione.
   Di   conseguenza,   la  Commissione  dà  parere  favorevole   allo
  stanziamento di questi 10 milioni per l'IRCAC  e 10 milioni per  la
  CRIAS.
   Nello  stesso tempo, Presidente, le vorrei poi sollecitare, quando
  verrà il momento, l'approvazione di un articolo dove si risolve  il
  problema  sollevato  dall'onorevole Cimino, nel  senso  che  troppo
  tempo i commissari durano in carica e da troppo tempo.
   Con   la   norma  che  abbiamo  voluto  approvare  in  Commissione
   Bilancio   il mandato del Commissario dura soltanto 90  giorni  ed
  entro  90  giorni il Governo deve dare vita e istituire gli  organi
  che  legittimamente  sono chiamati a svolgere  le  funzioni  presso
  tutti  gli  enti,  associazioni controllate a qualsiasi  titolo  da
  parte della  Regione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  intervengo  come  Presidente  della
  Commissione  Attività produttive  per sostenere questo articolo con
  l'incremento del fondo.
   Colgo l'occasione anche per rappresentare, mi dispiace che non  ci
  sia  l'Assessore  alle  attività  produttive,  perché  abbiamo  già
  esaminato in Commissione una situazione particolare della CRIAS per
  quanto   riguarda  i  redditi  e  le  somme  che  non  sono   state
  praticamente recepite.
   Colgo   l'occasione  ancora  per  far  sì  che  il  Governo  possa
  presentare un emendamento al fine di potere controllare,  da  parte
  del  Governo,  le spese legali, perché oggi avviene  che  le  spese
  legali  vengono  deliberate dai dirigenti senza che possano  essere
  controllate dal Governo e, quindi, dal Parlamento.
   Ho  chiesto una relazione dettagliata su quelle che sono le  somme
  dei  dirigenti,  le  spese legali che sono state  effettuate  negli
  ultimi tre anni e la giustificazione di queste spese legali.
   Siamo nella situazione in cui la CRIAS deve recuperare un Fondo di
  100 milioni di euro e non sappiamo a che cosa sono servite le spese
  legali fin qui sostenute che sono parecchie migliaia o centinaia di
  migliaia di euro.
   Quindi,  io  ritengo  che,  al di là  di  questo  articolo,  senza
  affrettare   il   problema  che  si  vedrà  dopo  nell'ambito   del
  commissariamento o 90 o 120 giorni si vedrà, bisognerà mettere pure
  un  articolo  come  Governo perché finisca  l'autonomia  di  queste
  partecipate  che non rendicontano assolutamente né le spese  legali
  né  la  situazione dei dirigenti finanziari, non  so  se  mi  segue
  l'assessore  Baccei  in  assenza  dell'Assessore  per  le  attività
  produttive. Ritengo che vada messa nell'articolato una norma che dà
  la  possibilità  al  Governo di fare, o  preventivo  o  subito,  il
  controllo di queste spese legali, di queste attività, non  dico  ma
  il controllo degli incarichi legali.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevole  colleghi,   Assessori,
  intanto, vorrei fare un appello anche al Governo.
   L'articolo 55 non è un articolo che può essere licenziato come  un
  articolo  normale.  L'articolo 55 è un  articolo  che  parla  dello
  sviluppo  che,  in  una  finanziaria in  cui  tutti,  ormai,  hanno
  compreso  che  non  ha  nulla di crescita,  che  non  ha  nulla  di
  sviluppo, l'articolo 55, lo dicevamo con l'onorevole Di Giacinto in
  Commissione,  è  una delle pochissime norme che  potrebbe  dare  un
  input ad un'economia ormai depressa.
   Io le chiedo, signor Presidente, se possiamo accantonarlo. Perché?
  C'è  un motivo, in questo emendamento del Governo dovevano arrivare
  le  norme  per  la Crias, le norme che non ci sono,  le  norme  che
  dicevano dobbiamo introdurre, dobbiamo reintrodurre le agevolazioni
  per   gli   artigiani  che  volessero  ristrutturare   il   proprio
  laboratorio, l'acquisto di nuove attrezzature, di nuovi macchinari,
  quella norma che prevedeva un prestito a tasso agevolato per il  75
  per cento.
   Allora,  io  dico, siccome stiamo riformulando, se per  un  attimo
  anziché avere la foga di correre perché dobbiamo arrivare, facciamo
  un  altro articolo, l'articolo 52, 53 ad esempio, quelli che  sono,
  come  dire,  meno  importanti. Questo articolo  ha  delle  ricadute
  finanziarie non indifferenti.
   Io la prego, presidente Ardizzone, sospendiamo un attimo su questo
  articolo, accantoniamolo anche perché dovrei fare un subemendamento
  che  diventa utile e che, tra l'altro, l'assessore per le  attività
  produttive pare che avesse anche condiviso con l'istituto Crias.
   Per  cui,  io  chiedo  fermiamoci un attimo  su  questo  articolo,
  facciamo  un  subemendamento e cerchiamo così  almeno  alle  realtà
  produttive dell'isola di dare una boccata di ossigeno.

   PRESIDENTE.  Va bene, è accantonato. Però, avevo chiesto  all'Aula
  ed  alla  Commissione se eravamo pronti a votare. Stasera  dobbiamo
  uscire fuori con un bel po' di articoli.

   CORDARO. Fatto il subemendamento si vota

   PRESIDENTE.  Sì,  d'accordo. Pensavo che  fosse  già  stato  fatto
  questo lavoro.
   Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                               «Art. 56
    Interventi finanziari in favore delle Università degli Studi di
                      Palermo, Catania e Messina

   1.  Al  fine di favorire il diritto allo studio e l'ammodernamento
  delle  Università degli Studi di Palermo, Catania  e  Messina,  una
  quota  parte dei fondi PAC 2014-2020, in misura non inferiore  a  3
  milioni  di  euro,  è destinata in parti uguali  a  ciascuna  delle
  predette Università».

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sono
  perfettamente d'accordo con gli obiettivi dell'articolo 56. Segnalo
  un  elemento  di  criticità,  perché? Nei  bandi  che  sta  facendo
  l'assessorato per circa 20 milioni di euro sui dottorati di ricerca
  e  sulle  facoltà di medicina, sulle specializzazioni in  medicina,
  abbiamo dovuto tenere conto che in Sicilia il Crus è formato  da  4
  università, 3 pubbliche ed una privata, diciamo riconosciuta.
   Allora, chiedo che si possa o incrementare di un ulteriore milione
  di  euro la somma prevista, se questo è tecnicamente possibile,  ed
  inserire  Enna o, se non si dovesse poter fare, piuttosto che  fare
  bloccare  poi  da una modalità di infrazione comunitaria,  inserire
  già adesso con un emendamento la facoltà di Enna.
   Vi  posso  garantire  che stiamo procedendo  così  nei  due  bandi
  importanti  che  hanno  un'importante  dotazione  finanziaria:   10
  milioni  di  euro  per i dottorati e 10 milioni  di  euro  per  gli
  specializzandi,  sono  riservati  a  quattro  università  siciliane
  perché  il  sistema  universitario  riconosciuto  è  costituito  da
  quattro università.
   Allora,  propongo l'una o l'altra soluzione. Se c'è la possibilità
  di  prelevare un ulteriore milione di euro dal fondo  PAC,  da  cui
  sono  prelevati, incrementiamo di un milione euro e inseriamo Enna,
  altrimenti  in  ogni  caso bisogna inserire  Enna  per  evitare  di
  bloccare tre milioni di euro che ci vengono contestati.

   PRESIDENTE.  Questo  emendamento  è  firmato  da  lei,   assessore
  Marziano?

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  No,  so  che  c'era un emendamento  firmato  da  un
  capogruppo.

   PRESIDENTE. Quindi, l'Assessore sta dicendo che questo articolo 56
  se non inseriamo anche l'università privata di Enna sostanzialmente
  diventa...  perché manca un soggetto. Però chi mi dice che  c'è  il
  milione per il PAC? Altrimenti rimane tre milioni.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che sia  un
  emendamento di buonsenso quello che è stato presentato dal  Governo
  e  da  alcuni capigruppo dell'Aula. Penso, Presidente, che sia  tra
  l'altro  un  emendamento necessario affinché queste  somme  vengano
  erogate  alle  università  di Palermo, Catania,  Messina  ed  Enna;
  quindi,  condizione necessaria affinché questi  fondi  PAC  vengano
  erogati. Ecco perché innanzitutto vi è l'apprezzamento da parte del
  sottoscritto  e penso anche dei colleghi del Gruppo  Movimento  per
  l'Autonomia.
   Ne  approfitto anche perché l'assessore Marziano ha fatto un cenno
  anche  alla  vicenda in generale dell'utilizzo dei fondi comunitari
  in  merito  alla  possibilità, paventata e  che  anche  l'assessore
  Marziano  ha  più volte confermato, di poter finalmente  erogare  e
  stabilire  nuove borse di specializzazione per quello che  riguarda
  l'area medica in Sicilia.
   Assessore,  io  vorrei delle rassicurazioni da lei,  anche  perché
  come sa bene la legge n. 33/94, che istituiva delle borse regionali
  per  l'area medica delle università di Palermo, Catania e  Messina,
  purtroppo  per mancanza di fondi ormai ha visto erose il numero  di
  borse di studio di medicina.
   So che, anche grazie alla programmazione del fondo sociale, lei  e
  il   suo  assessorato  si  sta  adoperando  affinché  vi  sia   una
  redistribuzione  di  queste risorse per favorire  il  diritto  allo
  studio  su  diverse  aree di formazione, specialistica  e  non,  di
  questa Regione.
   Come  lei anche saprà assessore, io sono stato firmatario  insieme
  anche  ad  altri  colleghi,  di  un emendamento  che  prevedeva  la
  possibilità  di rimpinguare proprio le somme di quella legge,  però
  data  la  disponibilità  che  il suo  assessorato  ha  fornito  per
  prevedere   e   dirottare   queste   risorse   all'interno    della
  programmazione europea, questo emendamento è stato ritirato.
   Quindi,  vorrei  da  lei assessore delle rassicurazioni  anche  in
  merito  alle  borse  di  specializzazione di  area  medica,  stante
  l'apprezzamento di questo emendamento da lei presentato.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, solo per dirle che l'emendamento da me
  presentato  originariamente  in  Commissione   Bilancio   prevedeva
  anche  l'università di Enna, con la motivazione data dall'assessore
  Marziano. solo per confermarle questo, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, per quanto riguarda il milione in
  più PAC?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Cosa dice il Governo?

   PRESIDENTE.  Assessore Baccei, c'è questo emendamento che  allarga
  all'università di Enna. L'Assessore Marziano sostiene  che  è  cosa
  giusta  ed  opportuna, altrimenti bloccherebbe il  sistema  PAC  in
  generale.  E se è possibile prevedere un milione in più  sui  fondi
  PAC.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Se  sono  fondi  PAC   devo
  verificare con il direttore alla programmazione.

   PRESIDENTE.   L'emendamento dice  sostituire la cifra tre  milioni
  di  euro    con  la cifra quattro milioni di euro , dopo le  parole
   Palermo, Catania e Messina  aggiungere  Enna .
   In  subordine l'Assessore Marziano dice se non è possibile mettere
  il  milione  in più inseriamo Enna e comunque c'è una  ripartizione
  tre milioni di euro. Però, mi devono dare la copertura. Qualcuno me
  lo deve dire.

   CIANCIO. Un milione da dove lo prendiamo?

   PRESIDENTE. Lo sto chiedendo espressamente.
   Scusate,  però  se  non  c'è  copertura  sugli  emendamenti   sarò
  costretto a renderli tutti inammissibili.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La  Commissione sarebbe dell'idea di aggiungere Enna e  poi  quando
  l'Assessore  Baccei ha un quadro più chiaro di quelli  che  sono  i
  fondi a disposizione, può procedere.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.47, è ripresa alle ore 16.49)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Assessore  Baccei,  c'è  copertura  finanziaria   sul
  subemendamento 56.3.1.?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Sì,  ovviamente  si  è  preso
  oggetto alle procedure e facciamo tre più uno e mettiamo Enna.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Assessore,  quanto abbiamo a disposizione  nei  fondi  PAC?
  Dobbiamo  avere  un  quadro chiaro su questa vicenda.  Si  era  già
  chiuso  con  le  università a tre milioni, ora ci sono  i  consorzi
  universitari che vogliono altre risorse.

   PRESIDENTE. Da parte, posso dire del Governo, Assessore  Marziano?
  Porta la firma dell'onorevole Falcone, il Governo la sottoscrive  e
  Marziano.   L'Assessore  Baccei  sostiene  che  c'è  la   copertura
  finanziaria. L'Aula può votare a favore o contro.
   Il parere della Commissione sull'emendamento 56.3.1?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 56.3.1

   PRESIDENTE.   Essendo  al  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamenti,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 56.3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          11
   Contrari            52
   Astenuti              1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo 56.1.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 56.2.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 56.3.

   TURANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 56. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Federico e Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   1132/A e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
                       1132/A e nn. 1133-1155/A

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, possiamo ritornare all'articolo 55?

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto  per
  preannunciare  la presentazione di un subemendamento nei  confronti
  della CRIAS, che riassetti, all'interno del Fondo unico ex articolo
  64  della  legge  regionale n. 6/97, tanti  piccoli  fondi.  Questo
  servirà  per  semplificare le procedure della CRIAS e  l'erogazione
  dei fondi. Sta per essere presentato questo subemendamento.

   PRESIDENTE. Non siamo pronti sull'articolo 55.
   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                               «Art. 57
       Provvidenze in favore delle imprese agricole danneggiate
             dagli eventi atmosferici del 10 ottobre 2015

   1.  L'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e
  la  pesca  mediten-anea  è autorizzato ad erogare  per  l'esercizio
  finanziario  2016  la  somma  500 migliaia  di  euro  alle  imprese
  agricole che hanno subito gravi danni agli impianti di serricoltura
  a  seguito dagli eventi atmosferici verificatisi il 10 ottobre 2015
  nei territori dei comuni di Licata, Naro, Canicattì, Campobello  di
  Licata   e   Ravanusa  della  provincia  di  Agrigento,  dichiarati
  eccezionali  con  decreto del Ministro per  le  politiche  agricole
  alimentali e forestali del 24 dicembre 2015».

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 57
  chiedo  l'accantonamento  perché  desidero  che  sia  presente   il
  Presidente della Regione che agli agricoltori di Licata,  di  Palma
  di Montechiaro, di Ravanusa aveva assicurato un impegno del Governo
  e penso che l'assessore Baccei sarà d'accordo ad accantonare questo
  articolo.
   Considerato  che  i 500 mila euro sono una somma irrisoria,  dando
  atto  che è già avvenuta la declaratoria il 24 di dicembre, sarebbe
  opportuno, in uno dei territori più importante dal punto  di  vista
  della serricoltura siciliana che fosse presente il Presidente della
  Regione  che  tanto su questa cosa ha detto ed impegni  precisi  ha
  preso.
   Per  cui,  se  l'assessore  Baccei  è  d'accordo,   chiederei   di
  accantonare   perché  comunque  ci  sono  degli   emendamenti   che
  impinguano   il  capitolo  che  è  esiguo  rispetto  al  fabbisogno
  accertato      dagli     uffici     periferici     dell'assessorato
  dell'agricoltura.
   Assessore Baccei, è d'accordo ad accantonarlo?


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per ricollegarmi a
  quanto  ha  detto l'onorevole Panepinto, mi permetto  di  fare  una
  proposta.
   Considerato  che  è  stato  dichiarato  lo  stato  di  calamità  e
  considerato  che  le  risorse che potranno  arrivare  dallo  Stato,
  purtroppo,  passerà  parecchio tempo,  noi  potremmo  eventualmente
  anticipare  le  somme con i fondi FESR, quindi, con i  fondi  della
  Comunità europea e, quindi, noi potremmo, attraverso i fondi  FESR,
  fare un'anticipazione per quanto riguarda i danni che ha subito  la
  serricoltura di Licata.
   Tra  l'altro, si tratta di danni ingenti e certamente non  sono  i
  500  milioni  di  euro  che possono in qualche  modo  risolvere  il
  problema.
   Peraltro,   abbiamo  anche  incluso  Naro,  Ravanusa,  Campobello,
  Canicattì,  Palma  di Montechiaro, per cui sarebbero  tanti  comuni
  che,  in effetti, hanno anche purtroppo avuto dei danni, ma i danni
  più  grossi sono stati registrati dal comune di Licata e tutti  gli
  imprenditori di Licata sono veramente in grande ansia per conoscere
  quali  provvedimenti  lo Stato e la Regione possono  garantire  per
  ristorare un tantino quelli che sono i danni che loro hanno subito.
   Ed   allora,   direi,  se  fosse  possibile,  procedere   ad   una
  anticipazione delle somme attraverso i fondi FESR. Vorrei sapere se
  l'Assessore per l'agricoltura è d'accordo e se questa procedura può
  essere una procedura possibile.

   PRESIDENTE.   Intanto,   c'è  una  richiesta   di   accantonamento
  dell'articolo 57.
   L'Assessore  intanto  se può rispondere all'onorevole  Fontana  e,
  poi,  passiamo,  in attesa che arrivi il Presidente della  Regione,
  all'articolo 58.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  ho
  capito bene, dovremmo accantonare quest'articolo.
   E'   evidente   che   sia  l'articolo  57   che   l'articolo   58,
  l'accertamento dei danni subìti dagli agricoltori è molto  maggiore
  rispetto alla capienza che qui di copertura stiamo facendo.
   In  particolare, vorrei ricordare che nel corso del 2015 c'era  un
  fondo  che era destinato, mi si dice, a Pachino, di circa 5 milioni
  di  euro  che  sono  stati,  invece, 3  milioni  dirottati  per  il
  finanziamento del fondo per il lavoro forestale. Quindi,  ad  oggi,
  con  le  due  previsioni  finanziarie,  rispetto  alla  consistenza
  finanziaria  non rispondono interamente alla richiesta fatta  dagli
  agricoltori.
   Voglio  aggiungere che non è prevedibile che dal Governo nazionale
  arrivino   risorse  pari  all'ammontare  dei  danni  subiti   dagli
  agricoltori.
   Quindi,  se  dobbiamo rimborsare tutto o in parte i danni  subiti,
  dobbiamo  sapere che dobbiamo usare il bilancio della Regione,  non
  ci  sono  né  anticipazioni perché il PSR, che tra l'altro  si  sta
  avviando  in  queste  ore,  non potrà che disciplinare  per  quanto
  riguarda  i  danni  le  attività successive all'approvazione  dello
  stesso,  e  quindi non possiamo certamente utilizzare il PSR  2014-
  2020  che  si avvia nel 2016 per attività che sono intervenute  nel
  corso degli anni precedenti.
   Quindi,  quella  non  è  una  strada  che  tecnicamente  si  potrà
  utilizzare,   sono  d'accordo  a  sospendere  la  trattazione   per
  verificare se, quanto meno, si possano ripristinare le risorse  che
  sono  state  dal  fondo  per  Pachino  sottratte  nella  precedente
  variazione di bilancio.
   Questa è la situazione. E' chiaro che sulla base delle risorse, si
  distribuiranno quelle che ci saranno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


            (Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone)

   PRESIDENTE. C'è un a richiesta di accantonamento dell'articolo  57
  da  parte dell'onorevole Panepinto e dell'articolo 58 da parte  del
  Governo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare  su questa vicenda.

   PRESIDENTE.  Lei  deve dare una mano nella qualità  di  Presidente
  della  Commissione,  onorevole Vinciullo. Se gli  emendamenti  sono
  accantonati  è  inutile  aprire  il  dibattito,  quando  verrà   il
  Presidente  della  Regione,  di cui è stata  chiesta  la  presenza,
  andremo avanti.
   Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor    Presidente,   onorevoli    colleghi,   vorrei   replicare
  all'assessore Cracolici.
   Presidente, le chiedo di prestare attenzione perché questa vicenda
  la riguarderà.
   Intendevo  replicare all'assessore Cracolici in maniera  tale  che
  andiamo a gestire questa vicenda sul giusto e doveroso canale.
   A dicembre del 2014 come ad ottobre e a novembre, vi sono stati un
  a serie di danni; questi danni, per quanto riguarda la provincia di
  Siracusa,  sono  stati quantificati in circa  6  milioni  di  euro.
  E'stata  pure impegnata la somma traendola da 499 del '99. Dopo  di
  che,  nel  mese di ottobre del 2015, da parte del suo predecessore,
  ci  fu  detto: non possiamo impegnare queste risorse per destinarle
  agli  agricoltori di Pachino e Porto Palo perché non abbiamo ancora
  la graduatoria pronta e perché non abbiamo definito il percorso.
   C'è una possibilità che queste risorse vengano perdute. Allora per
  evitare  di perderle le possiamo utilizzare per pagare i forestali?
  Io  dissi  che  ero d'accordo ad una condizione,  e  cioè  che  sia
  l'Assemblea  regionale ad approvare un ordine  del  giorno  con  il
  quale  si  impegna il Governo a rimettere nel capitolo -  assessore
  Cracolici - 8 milioni e 800 mila euro perché non solo abbiamo tolto
  le  risorse  per  Pachino e Porto Palo, ma abbiamo  pure  tolto  le
  risorse  destinate  all'acquisto della nafta  per  gli  agricoltori
  tanto  è  vero  che quest'anno agli agricoltori non abbiamo  potuto
  dare questo contributo. Il tutto è stato racchiuso nell'ordine  del
  giorno  n. 506 del 29 ottobre che è stato accolto dal Governo e che
  è stato approvato da questa Assemblea.
   Quindi  noi  non  abbiamo con l'articolo 57 e 58 la  stessa  cosa,
  parliamo di due casi diversi non perché successi in tempi diversi e
  in  province diverse, ma perché su un primo caso, cioè quello della
  provincia   di   Ragusa  e  di  Agrigento  ancora   devono   essere
  quantificati i danni e, invece, per quanto riguarda la provincia di
  Siracusa i danni erano stati quantificati, erano state stanziate le
  somme ed erano state già pure impegnate per cui, Presidente, chiedo
  che  la vicenda dell'articolo 58, che può essere anche accantonato,
  venga  però discussa avendo sempre accanto l'ordine del  giorno  n.
  506,  che  invito gli Uffici a distribuire ai colleghi  in  maniera
  tale  che  sappiamo di che cosa stiamo parlando e quali sono  stati
  gli  impegni  che  questa Assemblea ha assunto. Erano  risorse  già
  destinate  che il Governo nazionale aveva dato già a  Pachino  e  a
  Portopalo,  e  abbiamo detto di utilizzarle per altre finalità  per
  evitare di perderle.

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 48, precedentemente
  accantonato.
   Si  passa all'emendamento 48.1, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 48.4, degli onorevoli Clemente ed altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 48.6, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 48.5, degli onorevoli  Zito  ed  altri,
  interamente sostitutivo dell'articolo 48.

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  questo
  emendamento  potrebbe anche essere separato in due parti,  cioè  il
  comma  1  e  poi  i commi 2 e 3. La riscrittura che  cosa  prevede?
  Intanto che un membro sia esterno e due siano interni ma i commi  2
  e  3  intervengono anche in maniera quindi sulla parte  finanziaria
  sui  compensi  che  vengono dati ai componenti dell'Eurega  che  in
  questo momento per gara prendono 10 mila euro, possono arrivare  ad
  un  compenso  di 10 mila euro più Iva e invece gli interni  possono
  avere dei rimborsi, se non ricordo male, fino a 5 mila euro, invece
  queste  cifre  passano  a 4 mila e a 2 mila euro  però  il  gettone
  rimane  sempre di 300 euro a presenza, quindi che cosa  vuol  dire?
  Che  il  tetto massimo viene raggiunto prima  Quindi in massimo  in
  tredici, quattordici sedute si chiude il tetto massimo per una gara
  e  potrebbe  avere sia un risparmio economico che un  risparmio  di
  tempo  quindi io vorrei anche un parere separato sul comma 1 e  sui
  commi 2 e 3 se è possibile da parte dell'assessore.

   PRESIDENTE. Lei chiede la votazione per parti separate. Il  parere
  del Governo sul comma 1?

   PISTORIO, assessore alle Infrastrutture e mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 17.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 48.5.
   Onorevoli  colleghi,  l'onorevole Zito ha chiesto  il  parere  per
  parti  separati.  In effetti, la votazione per  parti  separate  in
  questo  caso  non  è possibile perché l'emendamento  è  interamente
  sostitutivo.  Per cui faremo una sola votazione,  il  parere  dovrà
  essere unico.
   Se facciamo un dibattito pacato, può essere che alla fine troviamo
  una conclusione. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli deputati, il parere è contrario in ambedue le
  parti,  anche  se  la  votazione sarà unica,  perché  l'emendamento
  sostitutivo  vanifica  la  finalità della  norma  che  prevede  una
  diversa   funzionalità   delle   commissioni,    oggi   scarsamente
  funzionante,  eliminando questo rito della  rotazione  tra  diverse
  realtà territoriali per una presunta garanzia di trasparenza che  è
  data,  invece, dalle regole e dai comportamenti non per  pateticità
  delle commissioni.
   Per  quanto  riguarda  la parte economica,  io  comprendo  che  il
  Movimento   Cinque   Stelle   ha  fatto   della   questione   delle
  remunerazioni dei gettoni una battaglia di principio, ma io ritengo
  che  le  prestazioni, soprattutto di qualità professionale  elevata
  vadano remunerate per il giusto.
   Rifuggo  da modelli pauperistici che non riconoscono la competenza
  e  la professionalità dei componenti e anche accorciare i tempi  in
  modo  forzoso  non è una garanzia di efficienza né di  trasparenza.
  Quindi il parere è motivatamente contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 48.5.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 48.5.
   Chiarisco   il   significato  del   voto:   chi   vota   a   favore
  dell'emendamento preme il pulsante verde; chi vota contro  preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            58
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          22
   Contrari            36

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 48.2, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 48.10 è precluso. L'emendamento 48.7 è decaduto.
   Si passa all'emendamento 48.9, degli onorevoli Turano ed altri.
   TURANO. Lo ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 48.3, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  48.8, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  presidente,  l'abrogazione  del   comma   22,
  dell'articolo   9  della  legge12/2011  prevede  semplicemente   la
  abrogazione dell'indennità di funzione per chi partecipa all'UREGA,
  perché  l'UREGA è un organo importante che, però, nel tempo non  ha
  dato  la necessaria rotazione, quindi chi per 10 anni si occupa  di
  fare  gare d'appalto potrebbe, dico potrebbe perché il condizionale
  in  questo caso è d'obbligo, in qualche modo, abituarsi ad un certo
  trattamento economico.
   Siccome  non  è  mai  stata  prevista una rotazione  obbligatoria,
  crediamo,  in  questo caso, che forse l'indennità di funzione  vada
  eliminata.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Ovviamente contrario. E' impensabile gestire gare d'appalto in modo
  gratuito, è una aberrazione giuridica.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)
   L'emendamento 48.11 è inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 48. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 49, precedentemente
  accantonato.
   Si  passa all'emendamento 49.1, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.10, degli onorevoli Clemente ed altri.

   CLEMENTE. Lo ritiro.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.15, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 49.2, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 49.3, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 49.4, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 49.18 I parte, degli onorevoli Cimino ed
  altri.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  serietà  e
  l'opportunità  di questo articolo sui parcheggi di interscambio  va
  estesa  anche a quelle città che hanno porti di interesse nazionale
  e hanno situazioni analoghe sebbene non siano città metropolitane o
  città come Palermo e Catania che possono, di fatto, andare incontro
  ad iniziative favorevoli come questo articolo 49.
   Di  fatto, l'emendamento apre e da la possibilità di collegare  la
  tematica dei parcheggi in interscambio anche per le realtà portuali
  di interesse nazionale che esistono in Sicilia.

   PRESIDENTE. Chiedo un intervento da parte dell'assessore. Al comma
  5  c'è scritto:  Al finanziamento dei parcheggi di interscambio  in
  favore  dei  comuni  individuati al comma 3, si  provvede  mediante
  l'utilizzo  delle somme, accertate e riproducibili, rispettivamente
  attribuite agli articoli 3 e 6 della legge 24 marzo 1989, n. 122 al
  netto  degli impegni assunti . Si tratterebbe della legge  Tognoli,
  probabilmente   quindi  inammissibile  da   un   punto   di   vista
  finanziario?

   PISTORIO,  assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità.  Si,
  perché  amplia la gamma, non amplia le risorse. Il punto è  questo:
  io  non  ho  nulla in contrario all'emendamento Cimino,  ma  ho  la
  sensazione  che  la  fattispecie dei  comuni  superiori  ai  30.000
  abitanti  ricomprende  quasi certamente i Comuni  del  piano  della
  portualità,  per  cui è una aggiunta e comunque aggiungo  viste  le
  ragioni che lei  propone anche se ve ne fosse qualcuno sotto soglia
  secondo  me dobbiamo ricomprenderlo è una attività accettabile  che
  si connette a un'attività specifica la portualità.
   Quindi il parere è favorevole.

   MILLAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente non parlo da due giorni e  già
  è un successo.
   Vorrei rivolgermi all'Assessore Pistorio e mi spiace che avete già
  congedato l'Assessore Croce.
   Leggendo  il  comma 1 di questo articolo 49, sorrido se  penso  al
  fatto  che  a  Palermo non si apre il cantiere della  metropolitana
  automatica leggera, un'opera che vale circa un miliardo di euro  in
  coofinanziamento,   circa   cinquecento,   seicento   milioni   che
  metterebbe  lo  Stato, trecento milioni li metterebbe  la  Regione,
  duecento  milioni il Comune di Palermo attraverso  la  capacità  di
  accensione  mutui e la parte che non riuscirebbe a coprire  sarebbe
  concessa  mediante  finanza di progetto. Tutto  questo  che  vi  ho
  elencato  traducetelo  se  fosse una scienza  politica  un  effetto
  moltiplicatorio  si dice in economia, chi meglio di  me,  forse  ci
  sono  qua  tanti  giuristi,  io questa  cosa  l'ho  particolarmente
  approfondita,  e  la  cosa che spiace tutto questo  con  il  nostro
  amatissimo Sindaco che con Delrio lanciano il patto per Palermo,  è
  una  legge  che  non  esiste.  C'è  il  patto  per  il  Sud  e   la
  metropolitana automatica leggera si ferma, lui arriva a  Palermo  e
  dice  che  porta  trecento milioni ma in verità  se  ne  fa  rubare
  trecento dallo Stato e tutta questa cosa non si concretizza  perché
  il  parere VIA, cioè la valutazione impatto ambientale, è  superato
  dal  parere  DAS;  sia il Comune che la Regione si dimenticano  che
  questo  parere  lo  deve  dare  il  MATTANAS,  assessore,  cioè  il
  Ministero per l'ambiente attraverso lo Sblocco Italia.
   Un  signore  che sta a Roma e che si chiama Renzi  fa  lo  Sblocco
  Italia  appunto  per dare ossigeno all'economia e il  Comune  e  la
  Regione  sa cosa fanno, assessore? Si iscrivono perché ci vuole  un
  milione per questa valutazione impatto ambientale, e mi parlate  di
  parcheggi,  di interscambio che è acqua fresca, mentre  la  Sicilia
  muore  di  fame,  un  opera che sarebbe cantierabile  in  un  anno,
  raccontiamo  la  storiella di altri tram, quindi altri  ZTL  perché
  tutti i tram di Italia perdono, perdono perché i tram  non hanno  i
  tornelli,   invece  le  metropolitane  su  27  mila  di  passeggeri
  segnerebbero 27 milioni di biglietti, e quindi si potrebbe  mettere
  in  piedi un piano di ammortamento in una città come Palermo che  è
  capoluogo della Sicilia.
   Giocate  voi  con il Sindaco Orlando a scrivervi da  un  anno  sul
  parere  VIA  e l'opera lentamente morirà e parlate di parcheggi  di
  interscambio? Ma fate ridere, mettete un milione ora  per  dare  il
  parere  VIA  e fare partire la metropolitana automatica leggera  di
  Palermo.
   Io questo articolo non lo voterò favorevolmente e presenterò anche
  un emendamento. Ma a chi prendete in giro? Portate avanti questo ed
  è  lavoro  concreto per tutto l'indotto, e lei non rida,  onorevole
  Cracolici,  perché  io voterò per i forestali,  però  qua  parliamo
  sempre  di  forestali e di PIP, li dobbiamo garantire - lei  sa  io
  sono  sempre al suo fianco - però quando legiferiamo senza  impegno
  di  spesa qualcuno dice che facciamo cose incostituzionali,  quando
  siamo  chiamati  a  spendere  un milione  per  aprire  un  cantiere
  importantissimo perché questo è il vero mezzo di collegamento senza
  impatto  ambientale,  sotto traccia. Ma  a  Palermo  ci  sono  siti
  archeologici.   Tutte  le  grandi  città  del  mondo   hanno   siti
  archeologici e solo Palermo che fa parte, subisce questo  giochetto
  fra  il  Ministro e il Sindaco Orlando. Quindi, io dico che sarebbe
  veramente  un  colpo  di  remi fermarsi e trovare  il  milione  per
  finanziare la valutazione impatto ambientale e fare partire da  qui
  a  un anno, un anno e mezzo la metropolitana automatica leggera  di
  Palermo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo per oggi gli onorevoli Germanà e
  Musumeci.

   L'Assemblea ne prende atto.

   e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, l'onorevole Milazzo mi pare che  ha  sollevato,
  anche  se  in  modo  sotterraneo, a dire il vero,  il  rischio  che
  l'approvazione  di  questo  emendamento  potesse  portare  ad   una
  diminuzione dei contributi per le città metropolitane.
   Allora,   voglio   rassicurare  tutti  i  deputati   delle   città
  metropolitane.   L'approvazione   dell'emendamento   dell'onorevole
  Cimino   non  comporta  una  perdita  di  risorse  per   le   città
  metropolitane. La legge Tognoli, perché di questo stiamo  parlando,
  stanziò  102 milioni di euro per la Sicilia. Di questi 102  milioni
  di euro, 90 andranno a Messina, Catania e Palermo, ne rimangono 12.
  L'aggiunta di questo emendamento non cambia nulla, perché parla  di
  città sede di porto che hanno più di trentamila abitanti.
   Bene,  stiamo  parlando  di  Porto Empedocle  e  di  Augusta,  che
  comunque entrerebbero lo stesso nel finanziamento perché sia  Porto
  Empedocle  che Augusta hanno una popolazione superiore  a  35  mila
  abitanti.  E'  un  modo,  da  parte dell'assessore  Cimino,  ed  io
  sottoscrivo  questo  emendamento, di ribadire l'attenzione  che  la
  Sicilia deve avere nelle città che sono sedi di porto. Quindi nulla
  togliamo alle città metropolitane, nulla togliamo alle altre città,
  perché  il limite diciamo di abitanti per poter accedere  a  questo
  contributo  era di 30 mila abitanti e Porto Empedocle  ed  Augusta,
  comunque, entravano all'interno di questo finanziamento.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  Quando
  in  Commissione  abbiamo discusso su questa norma  che  riguarda  i
  parcheggi  di  interscambio, io ho avuto modo di  chiedere  se  era
  possibile  presentare  degli emendamenti. Mi  è  stato  detto  che,
  siccome si tratta di una norma che è residuata dalla legge Tognoli;
  io  quando  Tognoli era ministro delle infrastrutture  ero  giovane
  socialista  di 17 anni, voglio dire. Abbiamo scoperto  che  c'erano
  milioni  di  euro messi di lato che non sono stati spesi  in  tutti
  questi   anni.   Mi   è   stato  detto   che   dovevamo   attenerci
  scrupolosamente  a  quella che era la legge, per  cui  non  capisco
  adesso  perché stiamo cominciando ad uscire emendamenti  che,  come
  dire, non hanno nulla a che vedere con la legge. La legge è chiara,
  la  legge dice quali sono le città che possono usufruire di  questi
  parcheggi  di interscambio, io mi auguro che le città che  potranno
  usufruirne  saranno nelle condizioni, dopo 25 anni,  di  presentare
  progetti che siano coerenti con quello che la legge dice.  Per  cui
  non  cominciamo  ad  uscire cose: i porti,  Porto  Empedocle,  ecc.
  Queste  sono  città superiori a 30 mila abitanti, quindi  rientrano
  nel dettato della legge per cui io assolutamente contrario a questi
  emendamenti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io  già
  in  Commissione  Bilancio avevo sollevato il problema  e  cerco  di
  riprodurre  qui  in  maniera veloce qual'è il  mio  pensiero  sulla
  materia.  Se il Governo, per riempire una finanziaria  che  non  ha
  grandi  contenuti, anzi che non ha nessun contenuto vero, cerca  di
  mettere in circolazione comunque delle somme per dare l'impressione
  che  dà una svolta all'economia, riprendere come in questo caso una
  norma  dell'88, la legge Tognoli, prevista e già in ritardo  allora
  nell'88,  nella  previsione delle infrastrutture al servizio  della
  città.  Ma già allora era una norma che era in ritardo, pensare  di
  riproporla  oggi, quando sappiamo in quali e quante  difficoltà  di
  carenza  di  risorse  si dibatte la nostra terra  e  le  città,  in
  particolare, per cose che sono essenziali. Quindi, non  è  che  noi
  facciamo una cortesia a qualcuno riproponendo questa norma.
   Noi,  sostanzialmente, nella migliore delle  ipotesi,  costruiremo
  qualche  opera  che  non  servirà a niente,  nella  peggiore  delle
  ipotesi  continueremo a non utilizzare queste  somme  così  come  è
  stato nel passato.
   Allora, cosa propongo io, assessore? So che lei è uno che cerca di
  aprirsi  e  di  vedere  ogni possibilità di portare  in  porto  una
  soluzione  se  è giusta. Ci sarebbe la possibilità  di  ottenere  a
  livello  nazionale  una  modifica per quanto riguarda,  chiamiamolo
  aggiornamento di quella legge, per quanto riguarda l'utilizzo  alla
  luce delle nuove esigenze? Perché, per esempio, per i Comuni di  30
  mila  abitanti  ha  senso  prevedere la  possibilità  di  costruire
  parcheggi  di  interscambio laddove non c'è metropolitana,  laddove
  non ci sono linee di autobus, laddove non ci sono treni che possono
  essere  interpretati.... in superfici con stazioni intermedie?  Che
  senso ha? Nessuno.
   Potremmo  costruire qualche parcheggio nella periferia  di  queste
  città  sopra i 30 mila abitanti, che saranno lasciati lì   nel  più
  grande e totale abbandono.
   Avrebbe  molto senso poter utilizzare queste preziose risorse  se,
  magari,  sei  mesi dopo, nella prossima variazione di bilancio,  se
  l'assessore, che ritengo persona valida in questo senso,  riesce  a
  farsi  autorizzare dal Parlamento, nel senso con una modifica della
   Tognoli    che   autorizzi  le  opere   che,   invece,   sarebbero
  indispensabili  sulla viabilità per le nostre  città,  ritengo  che
  faremmo  una cosa molto ma molto più consona e molto più conducente
  a raggiungere, poi, gli obiettivi di rendere e di fare cose utili.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 49.18,  I
  parte?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si   passa  all'emendamento  49.12.  E'  precluso,  essendo  stato
  sostituito interamente il comma 3.
   Onorevole  Di  Mauro, ritira gli emendamenti 49.5,  49.6,  49.7  e
  49.11 a sua firma?

   DI MAURO. Li ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.18, II parte, a firma Cimino.

   CIMINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.13, degli onorevoli Zito ed altri, che
  è precluso.
   Si passa all'emendamento 49.17, a firma Turano e Cani.
   TURANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.8, a firma Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.16, a firma La Rocca ed altri.

   LA ROCCA Claudia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  Claudia. Signor Presidente, assessore, è un emendamento
  molto  semplice.  Al  comma  7, diciamo  che  possono  accedere  ai
  finanziamenti  i  Comuni che hanno presentato il piano  urbano  del
  traffico e il piano urbano dei parcheggi.
   Chiedo  semplicemente di inserire anche il  piano  urbano  per  la
  mobilità,  perché  è  un  altro  strumento,  tra  l'altro  previsto
  dall'articolo  22 della legge 340/2000, e che, anzi,  a  differenza
  del piano del traffico, ha una visione più ampia della mobilità nei
  Comuni.

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  signori  deputati, il parere  è  favorevole  perché  è
  giusta  la  ratio  della  norma e, se  avessimo  messo  come  unico
  riferimento,  avrebbe  avuto un carattere  un  po'  più  stringente
  perché  non  tutti  i  Comuni sono dotati di questo  piano  ma,  in
  aggiunta, come strumento ulteriore, è validissimo.
   Onorevole  Formica, lei è stato molto generoso con me e ha  troppa
  fiducia in me, ma io prendermi la responsabilità di non fare questa
  norma  che,  comunque,  mette  in circuito  120  milioni  di  euro,
  sperando  che  il Governo nazionale me ne faccia una con  la  quale
  rende  queste  risorse  flessibili  per  interventi,  magari,   più
  adattabili,  preferisco attivare queste risorse che  per  la  parte
  preponderante vanno nelle aree urbane delle città metropolitane  in
  cui  le  politiche del traffico dell'interscambio  hanno  una  loro
  possibilità. E' una risorsa in più che vogliamo attivare.
   Grazie per la fiducia ma non sono così bravo da ottenere questo da
  Roma,  meglio l'uovo oggi che la gallina domani .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo, quindi, è favorevole. Il parere
  della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 49.9 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 49.18, III parte, a firma degli onorevole
  Cimino ed altri.

   CIMINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  49.14  a  firma degli onorevoli  Zito  ed  altri  è
  precluso.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 49, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                               «Art. 50
            Trasporto isole minori e trasporto ferroviario

   l.  Alla  legge  regionale 9 agosto 2002,  n.  12  è  aggiunto  il
  seguente articolo:

                               Art. 7 bis
                        Trasporto isole minori

   1. In conformità a quanto disposto dalla presente legge, i servizi
  di  trasporto dei passeggeri tra la Sicilia e le isole minori e tra
  di  esse  possono  essere espletati anche con mezzi  alternativi  a
  quelli marittimi. .

   2. Il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 9 agosto 2002,
  n. 12 è soppresso.

   3.  La dotazione finanziaria prevista dall'articolo 26 della legge
  regionael  7 maggio 2015, n. 9 è incrementata di 7.000 migliaia  di
  euro per l'esercizio finanziario 2016.

   4. Al fine di assumere l'onere dell'Iva sui corrispettivi dovuti a
  Trenitalia   S.p.A.  per  l'esercizio  dei  servizi  di   trasporto
  ferroviario regionale, è autorizzata la spesa di 8.366 migliaia  di
  euro  per l'esercizio finanziario 2016 e di 11.154 migliaia di euro
  per ciascuno degli esercizi finanziari 2017 e 2018».

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, signori deputati, è stato presentato dall'Assessore  al
  Bilancio un subemendamento a questo articolo perché c'è un tema che
  è  molto  rilevante.  Abbiamo avuto in Commissione  di  merito,  in
  Commissione  Bilancio,  l'approvazione del finanziamento  di  sette
  milioni  di euro per il Fondo sulle Isole minori, indispensabile  a
  poter  celebrare le gare quinquennali sui servizi aggiunti  per  il
  trasporto marittimo sulle Isole minori.
   Solo  che  l'appostamento per il 2016 non è sufficiente in  quanto
  rimarrebbe  scoperto il 2017 e non possiamo bandire  una  gara  con
  un'annualità   non  coperta.  Stiamo  cercando  di  rinvenire   una
  soluzione   razionale   di  buon  senso  che  intendiamo   proporre
  all'Aula,.
   Quindi,  chiedo  di accantonare questo articolo e  di  riprenderlo
  appena  l'emendamento  sarà definito per ritornare  sull'argomento.
  Grazie.

   PRESIDENTE. L'articolo 50 è accantonato.
   Per  quanto riguarda l'articolo 51, la competenza è dell'Assessore
  Lo Bello che è assente. Chiedo al Governo se possiamo andare avanti
  su questo articolo. Non dovrebbe comportare problemi.
   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                               «Art. 51
           Misure in materia di impianti di distribuzione di
                              carburanti

   1.  La  parola   concessione  contenuta nella  legge  regionale  5
  agosto  1982,  n.  97  e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  sostituita dalla parola  autorizzazione .

   2.  Le  parole   Assessorato  regionale dell'Industria   contenute
  nella  legge regionale 5 agosto 1982, n. 97 e successive  modifiche
  ed   integrazioni,   sono  sostituite  dalle  parole   "assessorato
  regionale delle attività produttive".

   3.  Fermo restando le disposizioni attuative previste dalla  legge
  regionale   5  agosto  1982,  n.  97  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  l'assessore  regionale per  le  attività  produttive,
  entro  120  giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  emana  le disposizioni finalizzate alla semplificazione  ed
  alle sanzioni dei procedimenti amministrativi in materia.

   4.  In  materia  di  impianti di distribuzione carburanti  ubicati
  sulla   reta  autostradale  e  sui  raccordi  autostradali  trovano
  applicazione le disposizioni nazionali e regionali di settore.

   5.  Per  quanto  non  previsto  dalle  disposizioni  regionali  di
  settore, trovano applicazione le relative disposizioni nazionali.

   6.  I titolari di depositi commerciali di oli minerali non possono
  esercitare,  come  attività accessoria,  l'immissione  diretta  del
  carburante  nei  serbatoi degli automezzi. Il  divieto  di  cui  al
  presente  comma  non  trova applicazione nel caso  di  rifornimento
  delle macchine agricole strumentali all'agricoltura».

   Si  passa all'emendamento 51.1 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri. E' ritirato.

   DI MAURO. No, non è ritirato. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, non è ritirato perché mi sembra  una
  dei  commi  inutili.  Io credo che da questo articolo  bisognerebbe
  salvare  soltanto il comma 2 e il comma 5. Il resto sono commi  che
  trascrivere in una legge non ha alcun significato perché la  parola
  concessione con una autorizzazione o quella del comma 3 e  comma  4
  mi  sembrano ultronei rispetto alla necessità di fare con legge una
  norma di questo tipo.

   PRESIDENTE.  Allora,  accantoniamo l'articolo  51  in  attesa  che
  arrivi l'Assessore Lo Bello.
   Assessore  Cracolici, lei si offre per qualche norma visto  che  è
  presente. Dica lei da dove riprendere.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. L'articolo 55 si può trattare.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                               «Art. 55
             Fondo unico IRCAC e fondo di rotazione CRIAS

   1.   Per  le  finalità  di  cui  alla  lettera  b)  del  comma   2
  dell'articolo  1  della legge regionale 5 luglio  2004,  n.  10,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, per l'incremento  del  fondo
  unico  costituito presso l'istituto regionale per il  credito  alla
  cooperazione  (IRCAC),  ai  sensi  dell'articolo  63  della   legge
  regionale  7 marzo 1997, n. 6, per l'esercizio finanziario  2016  è
  stanziata la somma di 10.000 migliaia di euro.

   2. Per le finalità di cui all'articolo 39 della legge regionale 18
  febbraio 1986, n. 3, per l'incremento del fondo di rotazione  della
  CRIAS,  per  l'esercizio finanziario 2016 è stanziata la  somma  di
  10.000 migliaia di euro.

   3.  La  copertura finanziaria dei commi 1 e 2 è a valere sul Terzo
  ambito  di  intervento -  Piano di cambiamento   del  documento  di
  programmazione  finanziaria del Piano di azione  e  Coesione  (PAC)
  2014-2020 con le procedure adottate ai sensi della delibera CIPE n.
  10/2015, per azioni di sostegno e di sistema alle strategie sociali
  ed   alle  politiche  inclusive  nonché  per  fronteggiare   eventi
  straordinari».

   All'articolo    55   l'onorevole   Falcone   ha   presentato    un
  subemendamento  al  suo emendamento. E' un subemendamento  con  sei
  commi.
   Onorevole  Falcone, però, lei mi aveva detto che  era  un  piccolo
  subemendamento.

   FALCONE. E' esemplificativo. Non ha costi.

   PRESIDENTE. Aspettiamo l'assessore per le attività produttive,  Lo
  Bello.
   Si passa all'articolo 60. Ne do lettura.

                               «Art. 60
             Attività di valorizzazione dei beni immobili

   1.  Le  attività  inerenti la valorizzazione di beni  immobili  di
  proprietà della Regione e degli enti vigilati e finanziati  possono
  essere  realizzate anche mediante affidamenti in  regime  di  house
  providing  a  società  totalmente  partecipate  dalla  Regione  già
  costituite.

   2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per il triennio
  2016-2018 la spesa annua di 1.500 migliaia di euro».

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, vorrei spiegare che cos'è questo articolo.
   Sostanzialmente, la SPI è una società che è andata in liquidazione
  nella quale è stata interrotta la liquidazione.
   Il  fatto è che non ha più commesse perché non ne può più avere in
  quanto non è una società in house. Per quell'attività, quindi, o si
  danno ad una società in house o si fa una gara.
   Una  delle  soluzioni  potrebbe essere  affidare  la  commessa  ad
  un'altra  società in house della Regione e fare, con  questa  nuova
  società,  un  contratto di servizi che è di  circa  500  mila  euro
  l'anno  che  servirebbe a pagare le persone che  attualmente  fanno
  quell'attività  che  dovrebbero  transitare  attraverso  l'albo  e,
  comunque,  serve a pagare un numero di persone uguale a quello  che
  fa l'attività oggi.
   Pertanto,  facendo cadere questo emendamento, stiamo togliendo  la
  possibilità di pagare degli stipendi a delle persone che  farebbero
  l'attività di gestione immobiliare, per essere chiari.
   Quindi,  sono soldi per gli stipendi delle persone che  dovrebbero
  fare l'attività di gestione immobiliare che, fino ad ieri, ha fatto
  SPI.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli deputati, assessore Baccei
  vorrei un chiarimento.
   Nell'articolo voi parlate di società totalmente partecipate  dalla
  Regione   già costituite , nell'emendamento aggiungete  a totale  o
  maggioritaria partecipazione della Regione .
   In teoria, in questa potrebbe entrare anche la stessa SPI.
   Quindi,  io  vorrei  chiarito qual è  l'intento  del  Governo  nei
  confronti della SPI che, a nostro avviso, dovrebbe essere chiusa e,
  poi, quale sarebbe questa società già costituita che si farà carico
  della   valorizzazione  del  patrimonio  immobiliare   più   questo
  personale a cui faceva riferimento.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   è   stato
  affrontato  in  Commissione questo tema ed  io  ricordo  che  avevo
  suggerito   e  credo  bene  anche  che  sia  stato  presentato   un
  emendamento  che regolamentava il tema di questo personale  perchè,
  signor  Presidente,  assessore Baccei, noi  abbiamo  una  serie  di
  persone  che  sono state indirizzate in un contenitore rispetto  al
  quale  alcuni  sono  andati a lavorare, non  so  qual  è  stato  il
  criterio  che è stato utilizzato, ed altri ancora sono inseriti  in
  questa legge.
   Avevo  suggerito  in  Commissione che il  Governo  presentasse  un
  emendamento  affinché l'avvio, il transito di  queste  persone  sia
  fatto attraverso un processo di evidenza, cioè un concorso interno,
  riservato  alle persone che sono state impegnate nelle  società  in
  cui  la Regione aveva una quota parte che sono state eliminate,  mi
  riferisco  al CIAM, mi riferisco alla SPI, mi riferisco agli  altri
  in  maniera  tale che alla figura può partecipare un  soggetto  che
  abbia  titoli  e  si  possano  evitare  anche,  mi  permetto  dire,
  indicazioni di carattere personale di Tizio o di Caio. Se,  quindi,
  a  questo  sistema si aggiunge un emendamento di questo  tenore  da
  parte  del Governo credo che tutti possiamo stare tranquilli perché
  avverrà    un    selezione   secondo   competenze,   capacità,    e
  professionalità.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, sul comma del Governo, prima di tutto SPI non può  essere
  perché  si aggancia a quello che dice il comma 1 che è in  housing.
  SPI  non  è  in house perché ha una partecipazione di  un  soggetto
  esterno,  quindi, non può essere SPI. Relativamente alla  richiesta
  dell'onorevole  Di  Mauro,  sono  favorevole  perché  la  logica  è
  assolutamente quella che dicevo io.

   DI MAURO. Ne abbiamo già parlato.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Sì, non mi ricordo se la  legge
  regionale  quella  che  regolamenta  i  passaggi  dall'albo   delle
  partecipate, lo prevede già, se no lo prevede lo aggiungiamo.  Sono
  d'accordo,  onorevole  Di  Mauro.  Cioè,  le  società  devono  fare
  richiesta  di  competenze.  Possiamo  fare  una  cosa  trasparente.
  Personalmente sono d'accordo.

   DI  MAURO. Se lo aggiungiamo siamo tutti contenti. Si fa un  bando
  riservato.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si rischia di  fare
  confusione. Apprezzo l'intervento dell'onorevole La Rocca Claudia e
  direi  che, nel momento in cui la Commissione  Bilancio , di fatto,
  ha  ascoltato  anche  le sigle sindacali di questi  lavoratori  che
  hanno  avuto  negli anni una missione specifica di specializzazione
  per  la valorizzazione dei beni immobili della Regione, nel momento
  in  cui l'assessorato dell'economia decide di porre in liquidazione
  il  rapporto con la SPI, la mission di questa forza lavoro,  che  è
  già  specializzata,  l'assessore  Baccei  ritiene  di  trasferirla,
  giustamente,  ad  una  società  a  capitale...  Ma  voglio   dirle,
  assessore,   noi  rischiamo  di  fare  confusione   rispetto   alle
  specializzazioni ed il lavoro che ciascun operatore  nelle  diverse
  società ha svolto.
   Direi,  ma  per  quale motivo non diciamo chiaramente  che  questo
  personale va a svolgere presso la SAS, che è la società che mi pare
  si  individua in questo articolo, la missione di valorizzazione del
  patrimonio  della  Regione? In modo tale che,  di  fatto,  noi  non
  perdiamo quelle professionalità già acquisite, manteniamo i livelli
  occupazionali come, di fatto, l'amministrazione ha fatto in  questi
  anni,  dando alla SPI un nuovo ramo di azienda, dando alla  SAS  un
  nuovo  ramo  d'azienda e, di fatto, proseguire  quella  mission  di
  valorizzare i beni immobili della Regione.
     Facendo  ciò che, invece, vuole fare l'onorevole Di  Mauro,  noi
  creiamo   l'ampliamento  del  callderone  ma   la   mission   della
  valorizzazione dei beni immobili non sarà delegata a chi già  negli
  anni  ha  operato in questo settore ma si amplia  la  platea  e  si
  rischia soltanto confusione.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Baccei,
  rinnovo  la  domanda della collega, alla quale  non  abbiamo  avuto
  risposta.   Sarò  semplice,  la  collega  ha  chiesto   di   capire
  effettivamente  quello che c'è scritto. Qua  si  parla  di  società
  totalmente partecipate della Regione già costituite.
   Siccome  noi ne abbiamo salvate 11 questo Governo e lei avete  già
  individuato tra queste 11 qualcuna che si occuperà di questo o  già
  costituite' significa che si tratta di qualcun'altra? Dico di quali
  società  già costituite'stiamo parlando?
   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, dobbiamo
  chiarire alcune cose. Poco fa l'assessore ha dichiarato che la  SPI
  non  è  una società in housing, quindi non potrebbe svolgere questo
  servizio  ma,  successivamente,  lo  stesso  Governo  presenta   un
  emendamento  dove  indica  a  totale o  maggioritaria  partecipata,
  quindi,  significa che ci potrebbe essere anche una società privata
  perché  se è maggioritaria significa che ci sono altri privati  che
  compongono questa società.
   Ma  la cosa che mi interessa di più, se l'Assessore mi ascolta, il
  Presidente e l'onorevole Di Mauro...

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, onorevole D'Agostino e  onorevole
  Cimino,  evitiamo di interloquire con il Governo mentre  parlano  i
  colleghi.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta sospesa alle ore 17.,52 è ripresa alle ore 17.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Rinaldi, continui il suo intervento.

   RINALDI. Se l'Assessore mi presta un momento di attenzione, ripeto
  quello che ho detto poco fa.

                           (Brusìo in Aula)

   Quando finiranno di parlare poi mi faranno un cenno  Vogliamo fare
  una riunione privata?

   PRESIDENTE. Non si può andare avanti così, c'è il collega che  sta
  parlando. O il Governo interloquisce con il deputato...
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.55, è ripresa alle ore 17.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito i parlamentari ad allontanarsi dai  banchi  del
  Governo. Invito gli assistenti parlamentari ad invitare i deputati,
  anche per il futuro, quando l'Aula non è sospesa, a sedere al  loro
  posto. Grazie.
   Gradirei  che  gli  assistenti parlamentari  evitino,  per  quanto
  possibile,  di  fare  avvicinare i deputati al  banco  del  Governo
  mentre gli altri colleghi parlano dal podio.
   Prego, onorevole Rinaldi, continui il suo intervento.

   RINALDI. Signor Presidente, la ringrazio. Ripeto quello che  avevo
  detto poc'anzi. Poco fa una collega aveva chiesto, visto che c'è un
  articolo che prevede che si possa realizzare questo servizio  anche
  mediante  affidamento in regime in house, con le società  a  totale
  partecipazione da parte della Regione siciliana, c'è un emendamento
  successivo  del  Governo che sostiene  a totale o  a  maggioritaria
  partecipazione .  Quindi,  se  noi diciamo   anche  maggioritaria ,
  significa che c'è un altro socio.
   Assessore,  su  quello che sto dicendo desidero una risposta.  Lei
  poc'anzi  a una domanda della collega, che le chiedeva  se  la  SPI
  poteva  svolgere  questo servizio visto che  era  a  partecipazione
  della  Regione  siciliana, ha risposto che deve  essere  totalmente
  partecipata dalla Regione ma c'è un suo emendamento successivo  che
  sostiene   a totale o maggioritaria partecipazione , quindi,  se  è
  maggioritaria  significa che ci possono essere  anche  altri  soci,
  pertanto,  delle due - come dice un amico mio la luna -, o  diciamo
  che  può  farlo  oppure  diciamo una cosa  diversa  in  questi  due
  emendamenti presentati.
   Questo è l'uno ma, poi, le chiedo anche un'altra cosa: due anni fa
  abbiamo  approvato una legge nella quale si istituiva un  albo  che
  comprendeva tutti i ragazzi fuoriusciti dalle società partecipate.
   Avevamo preso un impegno - o perlomeno questo Governo aveva  preso
  un  impegno   -  nei confronti di questi ragazzi   dicendo  che  li
  avremmo avviati al lavoro nelle altre società al momento in cui  ci
  fosse stata la disponibilità.
   Ora,  capisco  che tutti sono bisognosi ma perché  stiamo  facendo
  questa differenza?
   Come mai questo Governo sta imprimendo una marcia, una quarta  per
  i  ragazzi  della  SPI e  gli altri che, invece,  sono  fuoriusciti
  dalle  società  partecipate della stessa  Regione,  dove  aveva  la
  stessa  partecipazione,  li lasciamo a casa  in  questo  albo  dove
  avevamo promesso di reinserirli immediatamente.
   Io, per carità, voglio la tutela di tutti, anche di questi ragazzi
  dalla SPI, ma ci sono i ragazzi dell'albo che abbiamo istituito con
  la  nostra  legge due anni fa che ancora aspettano una risposta  da
  questo Governo.
   Desidero  sapere  perché  a  questi stiamo  dando  una  precedenza
  immediata  con  questi  articoli ed a quelli  che  abbiamo  scritto
  nell'albo li lasciamo lì da due anni e passa.
   Se, gentilmente, mi dà una risposta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, diamo la risposta, però,  per  il
  futuro,  evitiamo  di  introdurre,  durante  la  discussione  degli
  articoli, nuovi argomenti anche se sono realisticamente pertinenti,
  però dobbiamo andare avanti con la finanziaria.

   BACCEI, assessore per l'economia. Io non ho detto che SPI non  può
  fare  quelle attività, ho detto che SPI non è una società in  house
  per cui per fare quell'attività dovrebbe vincere una gara.
   Se  dovessimo  fare una gara, SPI parteciperebbe, se  la  vincesse
  potrebbe fare quell'attività. Non può avere un affidamento  diretto
  perché non è una società in house.
   Possono  esserci  società  in house con una  partecipazione  della
  Regione  che  non  è  totalitaria. Le faccio un  esempio:  SEUS,  è
  partecipata dalla Regione e dalle ASP, non è partecipata  al  cento
  per cento dalla Regione ma è una società in house.

   RINALDI. Dobbiamo specificare che  anche se maggioritarie

   BACCEI,  assessore per l'economia. Infatti, le ho  detto  che  nel
  comma   1   c'è   scritto   affidamento  in   housing,   a   totale
  partecipazione   dicendo   affidamento  in  housing  a   totale   o
  maggioritaria partecipazione  possono essere società, comunque,  in
  house che non sono completamente partecipate dalla Regione.
   Questa è la mia risposta. Se vuole la risposta sul tema del  CIEM,
  ad  oggi,  le  procedure dell'albo sono state  gestite  secondo  le
  disposizioni  della  legge regionale, cioè per il  personale  delle
  società  in liquidazione si fa una verifica presso tutte  le  altre
  società  se  hanno  l'esigenza  di  chiedere  il  personale  e   ne
  dimostrano  la  sostenibilità  economico-finanziaria,   perché   se
  spostiamo persone presso un società che già è lì lì, per cui  nella
  legge  regionale attuale si prevede questa procedura -  secondo  me
  corretta  -  in cui si dice che si verifica presso tutte  le  altre
  società se hanno la necessità e se hanno la sostenibilità economico-
  finanziaria anche con queste persone.
   Quanto  diceva l'onorevole Di Mauro, secondo me, è corretto  e  si
  dice  ora:  Se noi spostiamo le commesse di SPI su un'altra società
  e  la  nuova  società ha bisogno di personale dovrebbe  richiederlo
  all'Albo e prelevarlo dall'Albo secondo criteri trasparenti. Questa
  è la mia risposta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 60.1,  degli  onorevoli  Di
  Mauro ed altri.

   DI   MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 60.5, degli onorevoli  Cordaro ed altri.

   CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 60.4 degli onorevoli La Rocca ed  altri.
  Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   LA ROCCA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 60.4

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 60.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           60
   Votanti            60
   Maggioranza        31
   Favorevoli         33
   Contrari           27
   Astenuti           0

                            (E' approvato)

                          (Proteste in Aula)

   Non  rimetto  in  votazione articoli già votati. State  attenti  e
  seguite   i   lavori,  compreso  il  Governo,  perché   c'è   molta
  distrazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor presidente, intervengo perché resti agli atti  che
  sono  stato puntuale, ho pigiato uno dei tre tasti che, ovviamente,
  non  le  comunicherò e che la mia luce non si è accesa e io  questo
  gliel'ho  fatto notare prima che lei comunicasse l'esito del  voto.
  Questo per le future votazioni.

   PRESIDENTE. Tranquillo, onorevole Cordaro.

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Forzese, lei è entrato dopo che si è  chiusa
  la  votazione,  senza  furbizia  alcuna,  per  cortesia.  Se  avete
  interesse a votare la finanziaria non vi muovete dall'Aula.

   e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                             «Articolo 61
                Fondo di rotazione per la progettazione

   1.   Le  somme  erogate  in  favore  degli  enti  locali  per   il
  finanziamento  delle spese di progettazione di cui all'articolo  43
  della  legge  regionale 26 marzo 2002, n. 2 non  reintroitate  sono
  recuperate,  senza  oneri  finanziari  aggiuntivi,  in  due   quote
  costanti a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, a prescindere
  dal  finanziamento  dell'opera, a valere sui trasferimenti  di  cui
  all'articolo 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
  e  successive  modifiche ed integrazioni e di  cui  all'articolo  9
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 in favore degli stessi».

   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura 61.5. Invito gli assistenti a distribuirlo ai  colleghi
  parlamentari.

   Onorevoli colleghi, anche se si tratta di emendamenti del  Governo
  poiché  sostituiscono  ed  integrano  materia  ed  altro  mi  verrò
  costretto, per il futuro, a dichiarare tutto inammissibile compresi
  gli emendamenti del Governo.
   Che  significa per mia conoscenza che il Fondo di rotazione  viene
  esteso anche ai beneficiari pubblici regionali? Chi sarebbero?
   Invito  i colleghi parlamentari a prendere posto. Invito  anche  i
  Presidenti delle Commissioni di merito a darmi una mano.
   Onorevole Cordaro, se prende posto.
   CORDARO. Ma cosa vuole da me?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  se  prende  posto,  perché   sta
  disturbando la II Commissione.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore 18.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito i colleghi parlamentari a prendere posto.
   Onorevoli colleghi, per intenderci, non vengono ammessi da  questa
  Presidenza   emendamenti,  anche  governativi,  che   non   vengono
  presentati in tempo. Chiarisco: o vengono presentati almeno  un'ora
  prima,  mi  autodisciplino, presso questa  Presidenza,  emendamenti
  anche  relativi agli articoli che tratteremo domani o,  altrimenti,
  non verranno ammessi. Per essere chiari, perché non si comprende.

   DI MAURO. Ho le norme di riferimento a corredo

   PRESIDENTE.  Con  le norme a corredo, mi sembra giusto,  evidente.
  Altrimenti,  il  lavoro  delle Commissioni  di  merito  è  svilito.
  Altrimenti,  mi  devo  fare autorizzare  dall'Aula  a  derogare  al
  Regolamento, non accettiamo niente, nessun emendamento
   Onorevoli  colleghi, ritorniamo all'articolo 52  «Disposizioni  in
  materia  di  tassa  di  circolazione». E' stato,  su  richiesta  di
  diversi  parlamentari, accantonato perché doveva essere  riscritto,
  non  so  per  quale  motivo.  Non c'è alcuna  riscrittura,  quindi,
  procediamo in base al testo.

   GRASSO. C'era una riscrittura che ho già presentato.

   PRESIDENTE. Quale riscrittura, onorevole Grasso?
   Ma, scusate, se l'hanno trattato in Commissione l'articolo. Quando
  presentate emendamenti all'ultimo minuto diventa difficile,  escono
  fuori   pastrocchi    Se  è stato fatto un lavoro  in  Commissione,
  invito i colleghi parlamentari a ritirare gli emendamenti.

   GRASSO. Gli emendamenti erano già al testo

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti li tratteremo  perché  sono  già  al
  testo.  Se sono al testo ora chiameremo, di volta in volta.  Quando
  c'è il suo emendamento lei lo svilupperà.
   Allora, si passa all'emendamento 52.1, degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  52.5, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'onorevole  Grasso  ha  presentato il subemendamento  52.4.3,  di
  riscrittura   dell'emendamento  52.4.  Il  Governo  ha   avuto   la
  possibilità di leggere questo emendamento?

   BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore all'economia. Avevo già avvisato,  in  sede  di
  approvazione del disegno di legge sulla tassa di circolazione,  che
  siamo  chiaramente,  diciamo, borderline per  non  dire  a  rischio
  perché è un tributo derivato, non è un tributo nostro, dove abbiamo
  potestà  di  accertamento e riscossione ma non possiamo normare  su
  questo  tributo.  Altre regioni hanno dato delle esenzioni  che  lo
  Stato ha proibito e sono state impugnate.
   Io  ho detto alle persone  proviamo a farlo , lo facciamo, non  ho
  alcun  problema dal punto di vista economico-finanziario; vi avviso
  solo   che   la   normativa  molto  probabilmente  è  soggetta   ad
  impugnativa.
   Tra  l'altro la Corte costituzionale si è già pronunciata sul tema
  dando  torto  alle  regioni, però proviamo a farla.  La  mia  unica
  avvertenza è che mi rimetterò all'Aula,  quello che deciderete  voi
  a me va bene. Tanto più semplice la facciamo, tanto meno rischiamo,
  detto che c'è un forte rischio.
   Per  il resto, se siete d'accordo voi sull'emendamento, per me  va
  bene perché mi rimetterò alla vostra decisione.

   PRESIDENTE.   Scusi,  assessore  Baccei  non  ho   compreso.   C'è
  l'impugnativa ma c'è già la decisione della Corte costituzionale  o
  no?

   BACCEI,  assessore all'economia. Ci sono già delle  decisioni.  Ci
  sono  già  delle sentenze. Però non vorrei sbagliarmi. Ho una  nota
  tecnica degli uffici che ora

   CORDARO. Ci sono interpretazioni diverse. Alcune impugnative  sono
  state accolte, altre no.

   BACCEI,  assessore all'economia.  Altre non sono  state  impugnate
  non so perché, perché è sfuggito. Per questo dico proviamoci. Però,
  il rischio di impugnativa è molto forte.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è   un
  articolo che ha una sua storia, ha radici in questa Aula perché già
  l'anno  scorso, nell'ultima finanziaria, quest'Aula  ha  approvato,
  con  l'accoglimento da parte del Governo, un ordine del giorno  che
  normava   l'esenzione  non  solo  per  le  macchine  storiche   con
  iscrizione trentennale, ma anche per le ventennali.
   Poi,  abbiamo  anche lavorato in Commissione,  devo  dire  con  la
  partecipazione di tutti i Gruppi parlamentari perché sul tema vi  è
  una  grandissima  sensibilità di quest'Aula e vi è una  sensibilità
  anche  che è venuta dal Governo, dal Presidente dell'Assemblea  che
  ha partecipato ad un convegno che si è tenuto in questi locali, dal
  Presidente del Governo, onorevole Crocetta.
   Vi è dunque una maturazione che è venuta anche dallo scambio che i
  Gruppi  che  stanno  sostenendo questo articolo  52,  hanno  potuto
  intrattenere  con tutti i portatori di interesse che,  in  Sicilia,
  sono organizzati in associazioni presenti in tutte le province.
   Da  queste associazioni sono venuti una serie di suggerimenti  che
  nell'articolo  vengono tutti quanti raccolti  e  che  indicano  una
  griglia di appartenenza molto ristretta.
   Qui  non  si  tratta di fare esenzioni o di concedere esenzioni  a
  macchine  che  siano  ventennali, dai venti ai ventinove  anni.  Si
  tratta di dare delle esenzioni a macchine che hanno un pregio,  una
  capacità  cioè di esprimere sul piano estetico, sul piano  tecnico,
  sul  piano anche della ricerca industriale delle specificità e come
  tali vengono riconosciute da enti certificatori che sono normati da
  un D.M. del 2009.
   A  questi  enti  certificatori ci si riferisce nell'articolato  al
  fine  di  costruire  uno schema di appartenenza molto  stretto.  Si
  tratta  per  altro  di  veicoli  i cui  proprietari  devono  essere
  residenti  in  Sicilia, si tratta di veicoli che non devono  essere
  utilizzati  ad  uso  professionale e  personale,  ma  soltanto  nei
  momenti  di  convivialità e di collegialità che queste associazioni
  mettono nel territorio.
   La   finalità  non  è  soltanto  quella  di  esentare,  per  altro
  prevediamo una esenzione che viene fissata in cifre precise, di  75
  euro per le macchine e di 35 euro per le moto, sempre iscritte  nei
  registri  specialistici, ma è anche quella di tutelare  un  indotto
  piuttosto  interessante e significativo che nel  nostro  territorio
  c'è,  ed è un indotto di officine, di negozi di ricambi e anche  di
  attività  turistiche che vengono fatti dal più piccolo  dei  comuni
  alla  più grande delle città metropolitane, con una capacità  anche
  di  interlocuzione tra soggetti che portano anche da altri paesi  a
  visitare  la  nostra Isola. L'ultima, per esempio, esperienza  l'ho
  vissuta  direttamente in provincia di Ragusa, laddove si  è  tenuta
  una fiera del pezzo di ricambio per macchine d'epoca e che ha fatto
  venire dall'isola di Malta moltissimi collezionisti.
   Si  tratta,  dunque,  di  un  mercato  molto  particolare,  di  un
  interesse  piuttosto  diffuso al quale  noi,  con  questo  articolo
  cerchiamo di dare una risposta.
   Io  mi riferisco, poi, ad una legge importante che quest'Assemblea
  regionale,  su  proposta del Governo, ha  fatto  che  è  quella  di
  regionalizzare la tassa automobilistica.
   Ecco,  perché, tra l'altro, tempisticamente, l'articolo 52 è stato
  accolto  dalla  Commissione   Bilancio'  perché  si  rifà  a   quel
  provvedimento,   nel   senso   che  essendo   la   tassa,   adesso,
  regionalizzata si può pensare, come utilmente è stato  scremato  ed
  affrontato in Commissione  Bilancio' alla possibilità di  studiare,
  applicare   esenzioni  alle  macchine  trentennali  ed   a   quelle
  ventennali  sullo schema di altre regioni perché, per  esempio,  la
  regione Lombardia applica le esenzioni, addirittura, totali persino
  a  quelle  iscritte  in  un  determinato registro  storico,  oppure
  l'Umbria  che si è data una percentuale di risparmio rispetto  alla
  tassa di circolazione per queste macchine.
   Vi  è quindi un intendimento che riguarda le regioni da nord a sud
  ed  è  un  intendimento  che  tende, quindi,  a  dare  procedimenti
  egualitari dal nord al sud del Paese.
   Mi  riferisco  ulteriormente alla tassa regionale  automobilistica
  perché  all'articolo  5 - e lo dico perché questo  è  un  tema  che
  abbiamo   attenzionato  anche  con  altri   colleghi   che   adesso
  presenteranno,  probabilmente, illustreranno  qualche  emendamento,
  cioè  il  tema dell'archivio regionale automobilistico - è previsto
  che la nostra Regione si doterà - e questo articolo aiuta ad andare
  in  questa  direzione  - di un archivio regionale  automobilistico.
  Avremo,  cioè  nel  tempo  sulla base delle singole  autorizzazioni
  filtrate dagli enti certificatori, un archivio regionale dentro  il
  quale   anche   queste   macchine,  i  cui   proprietari   sono   i
  collezionisti, potranno  essere inquadrate.

   PRESIDENTE.    Onorevole    Grasso,   illustri    brevemente    il
  subemendamento di riscrittura 52.4.3, a sua firma.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  brevemente.  Ho  riscritto  il   mio
  emendamento semplicemente prevedendo, proprio per la valorizzazione
  del  patrimonio  dei veicoli di interesse storico e collezionistico
  dei  veicoli d'epoca - siccome c'era una frammentazione e c'era una
  richiesta da parte di molti di istituire presso l'assessorato  alle
  infrastrutture  ed  alla  mobilità  un  registro  al  quale,   poi,
  avrebbero  potuto  iscriversi  tutti  coloro  i  quali  possedevano
  macchine d'epoca, i collezionisti.
   Io  dico, lasciando gli enti ed i club che sono stati previsti con
  decreto  del  Presidente della Repubblica, che  è istituito  presso
  l'assessorato alla mobilità ed alle infrastrutture, un registro  al
  quale  possono iscriversi , lasciando la libertà di scelta  di  chi
  vuole  iscriversi  presso il registro e di chi, invece,  preferisce
  restare con gli enti dov'è.
   Con un successivo decreto l'assessorato dovrà decidere le modalità
  di iscrizione, etc.
   Questo  per accontentare chi non voleva più iscriversi ai club  ed
  istituire  un  registro  regionale  e,  nella  libertà  di  scelta,
  ciascuno decide dove poter iscriversi.
   Poi chiedo la modifica al comma 2 dell'articolo 52 con la cifra di
  euro  10,33, cioè quella prevista al comma 1. Perché? Altre regioni
  si sono adeguate a quelle prima della legge di stabilità.
   Perché  è  vero quello che diceva l'assessore per l'economia,  che
  c'era  stata un'impugnativa alla Corte costituzionale per la  legge
  regionale  della  Lombardia però l'impugnativa  non  riguardava  la
  tariffa ma riguarda semplicemente i requisiti di iscrizione.
   I requisiti di iscrizione sono di esclusiva competenza dello Stato
  mentre  la legge approvata dallo Stato dava competenza alle regioni
  di stabilire il minimo tariffario.
   Siccome  si  tratta  di una passione, della valorizzazione  di  un
  patrimonio storico, d'epoca sarebbe giusto, equo che ci  fosse  una
  tariffa  minima  e  nessuna speculazione, proprio  per  valorizzare
  ancora meglio il patrimonio.
   Quindi,  spero  che  ci sia il consenso dell'Aula  nell'apprezzare
  l'emendamento che non sostituisce - ripeto - l'ASI o gli altri enti
  ma,  semplicemente,  dà la libertà a coloro i  quali  non  vogliono
  iscriversi  presso questo registro di iscriversi nel  registro  che
  verrà istituito presso la Regione.
   Credo  che non sia in contrasto neanche con quanto proposto e  con
  quanto discusso in commissione e con quanto proposto dall'onorevole
  Cirone. Poi il tariffario minimo di euro 10,33.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dispiace
  intervenire perché io sarei assolutamente favorevole all'abolizione
  delle  tasse  di  circolazione per i veicoli ultra ventennali  però
  dobbiamo  essere consapevoli di quello che facciamo ed evitare  che
  le   norme,  emanate  da  quest'Assemblea,  poi  siano  oggetto  di
  impugnativa.
   Quindi, dobbiamo parlare con cognizione di causa.
   C'è  una risoluzione, la 4EDF del Ministero dell'economia e  delle
  finanze  del  1  aprile 2015 che, citando una sentenza della  Corte
  costituzionale del 2003, ribadisce che i veicoli ultraventennali ma
  non superiori ai trent'anni sono assoggettati alla normale tassa di
  circolazione. Sarebbe utile accantonare questo articolo,  acquisire
  ufficialmente  questa  nota  e sulla  scorta  di  questa  nota  del
  Ministero evitare di legiferare in modo approssimativo.

   FORMICA. Approviamolo

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, guardi che proprio adesso mi giunge
  una   nota  che  nella  legge  di  stabilità  nazionale   è   stato
  definitivamente  tolto  il  bollo per i  mezzi  che  hanno  più  di
  trent'anni  mentre noi lo stiamo mantenendo. Quindi, dobbiamo  fare
  chiarezza.  Dico  non  accantoniamo definitivamente  un  minimo  di
  chiarezza  sulla  normativa  perché  è  vero  quello  che  sostiene
  l'onorevole  Cordaro vi sono delle sentenze che non  sono  omogenee
  tra di loro perché c'è differenza fra regioni e regioni soprattutto
  regioni a Statuto speciale e regioni a Statuto ordinario. Solo  che
  la  cosa che si sta evidenziando, proprio in questo momento  in  un
  articolo  di  Panorama , se non leggo male, che è uscito  oggi,  me
  l'anno    portato,   peraltro   richiama,   penso,   quello     che
  opportunamente diceva l'onorevole Malafarina, che con la  legge  di
  stabilità  del 2015 il Governo nazionale ha, infatti, eliminato  il
  bollo che gravava sui veicoli over trenta.

   FALCONE.  E'  oltre  i venti, trenta anni il problema  che  stiamo
  trattando

   FORMICA. E' al comma 1.
   PRESIDENTE.  Al  comma  1,  onorevole  Falcone,  c'è  scritto:   a
  decorrere dall'anno in cui si compie il trentesimo anno della  loro
  costruzione sono assoggettati, in caso di utilizzazione su pubblica
  strada,  ad una tassa di circolazione forfetaria. Cioè,  mentre  lo
  Stato  l'ha  tolta  noi la stiamo mantenendo. Però,  siccome  è  un
  articolo  e, quindi, non ho il materiale uscito oggi, quindi,  sarà
  una  questione  di  questi giorni, sicuramente la  Commissione  non
  l'aveva  potuto  esitare,  accantoniamolo  momentaneamente  per  un
  riscontro perché non vorrei che non veniamo incontro alle  esigenze
  dei siciliani. Sì, però, gradirei che l'onorevole Cirone che lo  ha
  seguito  passo,  passo e ha fatto un ottimo intervento  sulla  base
  dell'informativa  a sua conoscenza, si trovasse, si  verifichi,  ci
  affidiamo  a lei ed al suo buon senso anche alla luce dell'articolo
  della legge di stabilità.
   Scusate, però, le cose vanno verificate.
   Onorevole Cracolici, vorrei andare a trattare i due articoli 57  e
  58.  Sull'articolo 57 c'è una riscrittura del Governo già pervenuta
  in tempo a questa Presidenza. Invito gli assistenti parlamentari  a
  darne copia agli onorevoli colleghi.
   Scusate, onorevoli colleghi, non riceviamo più emendamenti.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18,59, è ripresa alle ore 18.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  richiamo   tutti   voi:   gli
  emendamenti  che non hanno copertura finanziaria e  che  non  hanno
  relazione  tecnica  non  saranno ammessi  da  questa  Presidenza  e
  siccome  dobbiamo approvare la finanziaria entro giorno  29,  avevo
  programmato che noi continuavamo fino a venerdì, siamo andati ora a
  sabato  credo  che arriveremo a domenica e forse  a  lunedì  perché
  purtroppo  io  non  sono disponibile a fare nottate  perché  non  è
  giusto farne.
   Anche  sugli articoli più semplici siamo impantanati e mi arrivano
  gli emendamenti e i sub  emendamenti non andiamo da nessuna parte.
   Gli  emendamenti devono essere corredati dalle relazioni  tecniche
  altrimenti  no si comprenderebbe il lavoro fatto dalle  commissioni
  di merito.
   Si passa all'esame dell'articolo 62. Ne do lettura:

                               «Art. 62
              Cofinanziamento Fondo nazionale per le non
                            autosufficienze

   1.  Al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle
  prestazioni  assistenziali da garantire con riguardo  alle  persone
  non  autosufficienti  di  cui al  Fondo  a  nazionale  per  le  non
  autosufficienze , istituito dall'articolo 1, comma 1264 della legge
  27  dicembre  2006, n. 296, a seguito delle disposizioni  contenute
  nel  decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali  di
  concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell'economia e
  delle  finanze  del 14 maggio 2015, concernente  il  riparto  delle
  risorse  per l'anno 2015 del predetto  Fondo nazionale per  le  non
  autosufficienze  è autorizzata per l'anno 2016 la spesa complessiva
  di   5.000   migliaia  di  euro  quale  cofinanziamento   regionale
  aggiuntivo alle risorse assegnate in favore della Regione siciliana
  per  la  copertura  dei costi di rilevanza sociale  dell'assistenza
  socio-sanitaria di cui al citato decreto.

   2.   La   spesa   di  cui  al  comma  1  è  iscritta   nell'ambito
  dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali
  e  del  lavoro  -  dipartimento regionale della  famiglia  e  delle
  politiche sociali - Missione 12, Programma 2, Macro-aggregato  1.04
  (capitoli 183350 -183785)».

   Comunico che gli emendamenti 62.4, 62.1, 62.2 e 62.3 sono ritirati
  dai rispettivi firmatari.
   Pongo in votazione l'art. 62. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 63. Ne do lettura.

                               «Art. 63
                     Centrale unica di committenza

   l. Al fine di garantire la realizzazione degli interventi di
  razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti
  di beni e servizi, alla spesa connessa all'attività svolta dalla
   Centrale unica di committenza , di cui all'articolo 55 della legge
  regionale 7 maggio 2015, n. 9, per gli acquisti di beni e servizi
  per gli enti e le aziende del servizio sanitario regionale, si fa
  fronte, a decorrere dall'anno 2016, con le risorse correnti del
  Fondo sanitario regionale, nel limite annuo massimo di 1.000
  migliaia di euro.

   2. La spesa di cui al comma 1, a seguito di riparto delle risorse
  correnti del Fondo sanitario regionale, è iscritta in apposito
  capitolo dell'Assessorato regionale dell'economia - dipartimento
  regionale bilancio e tesoro - Missione l - Programma 3».

   Comunico che gli emendamenti 63.3, 63.4, 63.2 e 63.5 sono ritirati
  dai rispetti firmatari.
   Pongo in votazione l'art. 63. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo. 64. Ne do lettura.

                               «Art. 64
          Funzioni ispettive e di vigilanza dell'Assessorato
                        regionale dell'economia

   1.  Per le finalità di cui al comma 7 del1'articolo 53 della legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17 per la Ragioneria generale  della
  Regione  è autorizzata la spesa di 20 migliaia di euro per ciascuno
  degli  esercizi  finanziari 2016, 2017 e 2018 per la corresponsione
  del  trattamento  di  trasferta spettante  al  personale  regionale
  incaricato. La spesa è iscritta alla Missione l - Programma 11  del
  bilancio della Regione».

   Comunico  che gli emendamenti 64.3, 64.1 e 64.2 sono ritirati  dai
  rispettivi firmatari.
   Pongo in votazione l'art. 64. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'art. 65 è accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 66. Ne do lettura:

                               «Art. 66
         Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5
        in materia di soppressione di enti economici regionali

   1. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 20 gennaio 1999,
  n.  5  le parole  ivi comprese quelle della Resais  sono sostituite
  dalle  parole  ad eccezione di quella della Resais che, nelle  more
  della  rimodulazione  del  suo assetto organizzativo  e  della  sua
  missione  aziendale, al momento della chiusura  della  liquidazione
  dell'Ente  Siciliano  per  la Promozione Industriale  è  trasferita
  all'Ente Minerario Siciliano ».

   C'è  un  emendamento di riscrittura all'art. 66 del Governo,  solo
  che  nel  secondo  comma è tutta materia nuova  per  cui  mi  debbo
  limitare al comma 1. Non è ammesso l'emendamento 66.5 completamente
  materia nuova.
   Comunico  che  gli emendamenti 66.1, 66.2, 66.3 sono ritirati  dai
  rispettivi firmatari.

   Pongo in votazione l'art. 66. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 68.  Ne do lettura:

                               «Art. 68
    Utilizzo personale dello Stato per l'esercizio di  funzioni in
                    materia di pubblica istruzione

   1.  Per  le  finalità  di  cui  all'articolo  9  del  decreto  del
  Presidente  della Repubblica  14 maggio 1985, n. 246 è autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 70 migliaia di  euro
  (Missione 4 - Programma 2 - Capitolo 372514)».

   Comunico   che  gli  emendamenti   sono  ritirati  dai  rispettivi
  firmatari.
   Pongo in votazione l'art. 68. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:

                               «Art. 71
              Restituzione di somme relative al progetto
                Conciliazione Tempi di Vita e di Lavoro

   1.  Per  la  restituzione delle somme, comprensive  di  interessi,
  dovute  alla  Presidenza del Consiglio dei Ministri -  Dipartimento
  delle  pari  opportunità,  a  causa della  mancata  attuazione  del
  progetto   Conciliazione Tempi di Vita e di Lavoro ,  di  cui  alla
  convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, affidato per  la
  realizzazione  alla  Società  Lavoro  Sicilia  S.p.A.,   dichiarata
  fallita  con  sentenza del Tribunale di Palermo numero  78  del  13
  maggio  2015,  è autorizzata per l'esercizio finanziario  2016,  la
  spesa complessiva di 372 migliaia di euro (capitolo 185202).»

   All'articolo  71  sono stati presentati gli emendamenti:  71.1,  a
  firma   dell'onorevole  Di  Mauro  ed  altri;  n.  71.2   a   firma
  dell'onorevole  Cordaro  ed altri; n. 71.3 a  firma  dell'onorevole
  Falcone ed altri; n. 71.4, a firma dell'onorevole Falcone ed altri.
   Si passa all'emendamento 71.1.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 71.2.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 71.3.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 71.4.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.    Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando
  di  un  debito  fuori bilancio, di una sanatoria in  termini  ormai
  adusi per il Partito Democratico, di una sanatoria che facciamo  di
  vecchie somme che non abbiamo pagato e che stiamo pagando.
   Dai  nostri uffici è emerso che il debito, per quanto riguarda  la
  conciliazione  dei tempi di vita e di lavoro è di  211  mila  euro,
  Assessore Baccei, non è di 372 mila euro.
   Non  a  caso  noi  abbiamo  detto che dobbiamo  mettere  la  somma
  necessaria, soldi in più anche se un euro o sono 161 mila euro è un
  peccato,  rappresenta un atto di sperpero che noi non vogliamo  che
  si  faccia.  Per  cui  chiediamo  che  il  nostro  emendamento  sia
  approvato  proprio  perché servirà a colmare, a  sanare  un  debito
  pregresso ma nei giusti termini economici.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Io non conosco  la  cifra  nel
  dettaglio, immagino che qua ci sia una relazione con la  firma  del
  ragioniere,  verifichiamo,  chiamiamo  il  ragioniere   e   se   il
  ragioniere  ci  dice  che la somma è quella  io  non  ho  dubbi  di
  metterlo  in  discussione.  Onestamente non  conosco  il  bilancio,
  verifico e vi do una risposta.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone lo ritira?

   FALCONE. Signor Presidente questo articolo va ritirato. Il Governo
  deve pagare per via amministrativa e non per via legislativa

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Falcone, la somma  era
  stata data dal Governo a una società che poi è fallita, doveva fare
  un  progetto  che  non è stato fatto, quindi la somma  la  dovrebbe
  restituire la società.
   Siccome  la  società  è fallita, la somma la  sta  restituendo  la
  Regione che poi si rivale nei confronti della Società.
   Il  ragioniere mi conferma che la somma dovuta al Governo è di 372
  mila euro, quindi non si può fare in via amministrativa.

   FALCONE. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Falcone lo ritira, anche se gli  dobbiamo
  dare  atto  che  forse  in  via  amministrativa  il  problema   era
  risolvibile,  perché se c'è un pagamento dovuto  in  forza  di  una
  sentenza.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, si parla di progetti che in altre regioni
  sono stati realizzati e che tuttora portano benefici alle famiglie,
  alle  madri lavoratrici a tutti quei soggetti che godono di  misure
  volte a migliorare, a conciliare i tempi di vita e lavoro e poi  ci
  ritroviamo di fronte ad un articolo in cui si mette in evidenza che
  c'è  stato un vero e proprio corto circuito nell'affidamento, nella
  procedura amministrativa e si rimane veramente basiti.
   Siamo coscienti del fatto che se alla Presidenza del Consiglio dei
  Ministri   dobbiamo  restituire  queste  somme,  evidentemente   le
  restituiremo. E' importante, però, che questo Governo (a tale scopo
  presenteremo   un  ordine  del  giorno)  vada  ad  individuare   le
  responsabilità  amministrative ed eventualmente a chiedere  che  la
  Corte  dei Conti accerti altre responsabilità, perché è chiaro  che
  la  collettività  non  si può fare carico dell'inefficienza,  della
  mala burocrazia e del velo di oscurità che spesso su alcune società
  e partecipate ritroviamo e uno degli effetti sono questi articoli.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lo ritira?

   FALCONE. Lo mantengo.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor presidente, solo per dare un contributo nulla di più
  al  riguardo. E' vero che il procedimento sostanzialmente che viene
  utilizzato  ha  una copertura, ma è altrettanto  vero  che  se  noi
  entriamo nel merito la regione è obbligata in dipendenza del  fatto
  che  se si arriva ad una sentenza e si arriva, quindi, anche ad una
  condanna, oltre la sorte capitale, la regione dovrà necessariamente
  sborsare anche gli interessi e le spese legali.
   Ritengo,  pertanto, che nel merito non può non essere accolta  una
  proposta  del genere ancor che il procedimento sia quanto  meno  un
  po'  irregolare al riguardo, perché c'è un obbligo ben preciso  che
  non  era  stato  espletato  da parte del dirigente  responsabile  o
  comunque dal responsabile, perché se c'era una Convenzione, vi  era
  un  obbligo in capo ai responsabili di provvedere cosa  che  non  è
  stata fatta e le cui conseguenze sono agli occhi di tutti.
   Nel  merito,  quindi, non può non essere accolta una proposta  del
  genere per evitare che il danno possa accrescersi ancora di più  di
  quanto  effettivamente  evidenziato. Nell'ambito  del  procedimento
  lascia un po' perplessi o quanto meno dubbiosi.

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone ritira l'emendamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 71.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 71.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  71.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             64
   Votanti              64
   Maggioranza          33
   Favorevoli           28
   Contrari             36
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:

                               «Art. 72
         Trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti
                degli enti e delle società partecipate

   1.  Al  fine  di  concorrere  alla razionalizzazione  della  spesa
  pubblica   regionale  nonché  al  fine  della  salvaguardia   degli
  equilibri  di  bilancio, il trattamento economico  complessivo  dei
  dipendenti  e  dei dirigenti degli enti sottoposti  a  controllo  e
  vigilanza  della  Regione, delle società a totale  o  maggioritaria
  partecipazione  della Regione nonché degli enti  che,  a  qualunque
  titolo,  ricevono trasferimenti o contributi a carico del  bilancio
  della  Regione non può essere superiore a 118.000 euro annui lordi.
  Le disposizioni del presente comma non trovano applicazione per gli
  enti  del  settore sanitario, ai quali si applicano le disposizioni
  di  cui al comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno
  2014, n. 13, come modificato dal comma 3 del presente articolo.

   2.  I  contratti  vigenti che prevedano un  trattamento  economico
  complessivo annuo lordo superiore al limite di cui al comma 1  sono
  rinegoziati  entro  trenta  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge.  In caso di mancato accordo sulla  rinegoziazione,
  gli  amministratori  provvedono alla  risoluzione  unilaterale  dei
  contratti  entro i successivi trenta giorni. La mancata  attuazione
  delle  disposizioni di cui al presente comma determina la decadenza
  degli amministratori.

   3.  All'articolo 13, comma 3, della legge regionale n. 13/2014  le
  parole da  e degli enti  fino a  sanitario.  sono soppresse».

   Si  passa all'emendamento 72.1 a firma dell'onorevole Di Mauro  ed
  altri. Onorevole Di Mauro lo mantiene?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, io ritengo che questo articolo mi pare
  che  è  stato impugnato dalla legge di stabilità del 2012 ed  anche
  dal  Commissario  dello Stato, e così recitava:  Viene  determinato
  il  parametro  massimo cui deve attenersi il trattamento  economico
  dei  dirigenti  apicali dell'Istituto azienda agenzie  cofondazione
  enti regionali sotto questa attuale vigilanza .
   Poi  cozza, intanto esula dalla competenza del legislatore, quindi
  non  penso che sia un articolo da votare, però su questo gli uffici
  mi  daranno ragione o meno. Il trattamento economico quindi non può
  essere definito da noi da un contratto collettivo; poi, si pone  in
  contrasto   con   l'art.  117  secondo  comma  lettera   L)   della
  Costituzione  e  del decreto legge 265 del 2001, che  riserva  alla
  competenza esclusiva dello Stato la materia dell'ordinamento civile
  e quindi per i rapporti di diritto privato regolabili dal codice.
   Cozza  poi con l'articolo 14 quando noi ci riferiamo alle società,
  enti in decadenza degli amministratori.
   Secondo  me l'articolo 14 mette in evidenza che il limite  massimo
  dei  dirigenti  è  di  160 mila euro. Secondo  me  questa  è  nella
  contrattazione  il Governo ha la possibilità di contrattare  con  i
  dirigenti  e  mettere, appunto, il relativo contratto  e  stabilire
  esattamente quale deve essere l'emolumento.
   Quindi, attenzione a votare questo articolo, secondo me gli uffici
  bisogna  un po' leggere su questa cosa perché ci sono dei contrasti
  con l'art. 117.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 72.5 a firma dell'onorevole
  Cordaro ed altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 72.12 a firma dell'onorevole Picciolo ed
  altri.

   PICCIOLO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'emendamento 72.16 a firma dell'onorevole  Cimino  ed
  altri.

    CIMINO. Lo ritiro.
    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 72.2 a firma dell'onorevole Di Mauro  ed
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 72.10 a firma dell'onorevole Savona  ed
  altri. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  72.10.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 72.18, a firma Cancelleri ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  in
  realtà  su  questo  emendamento  c'è  poco  da  spiegare,   è   una
  costituzione di cifra. Volevo semplicemente dire una cosa: non sono
  cifre casuali.
   La  ratio  della  Commissione, perché 118  mila  euro  l'onorevole
  Falcone ricorderà che è stato inserito proprio perché riguardava il
  criterio  che dipendenti e dirigenti potessero guadagnare  fino  ad
  una  volta  e  mezzo  del  compenso  dei  deputati  regionali.  Con
  l'emendamento io invece propongo, il Gruppo parlamentare  Movimento
  Cinque   Stelle  propone  di  limitare  al  compenso  dei  deputati
  regionali che, nel suo complesso annuale, è 79.200,00 euro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 72.18

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 72.18.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti       66
   Maggioranza              34
   Favorevoli               34
   Contrari                 32
   Astenuti                  0

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 72.19.  E' ritirato.
   Onorevole Di Mauro, ritira il suo emendamento?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 72.13,  firma degli onorevoli  Foti  ed
  altri.

   FOTI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 72.17, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 72.21, a firma Cancelleri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 72 così come emendato.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  considerato  che  ormai  il  voto
  segreto è diventato un esercizio goliardico, è opportuno che  sulla
  votazione  finale di questo articolo si voti in maniera  palese  e,
  per quanto ci riguarda, chiediamo che venga bocciato perché non  ha
  più senso tenerlo in piedi in questo modo.
   Chiedo, quindi, che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  La richiesta di votazione per scrutinio  segreto  del
  Movimento Cinque Stelle prevale sul voto nominale. Però,  è  strano
  chiedere  un  voto  segreto dopo che il PD aveva  chiesto  un  voto
  palese nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 72.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  72.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          32
   Contrari            38
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Considerato  che comunque dovremo andare avanti,  io  propongo  di
  passare  alla  votazione  degli articoli che  la  Presidenza  aveva
  stralciato.  Non mi riferisco al famoso articolo 23. Erano  passati
  in  II Commissione e non le Commissioni di merito. La gran parte di
  questi  articoli adesso sono corredati del parere della Commissione
  di merito.
   E'  chiaro  che, ribadisco quanto ebbi a dire prima,  non  vengono
  presentati  emendamenti su questi articoli: o  si  approvano  o  si
  bocciano. Quelli che non hanno avuto il parere favorevole, che  non
  sono stati  ..

   GRECO  Giovanni.  Su  questi articoli ci deve  dare  il  tempo  di
  presentare gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  No.   Così  aggraviamo il problema.  Dobbiamo  essere
  chiari con noi stessi.
   In  II  Commissione hanno partecipato tutti i Gruppi parlamentari,
  anche con l'assenza. Siccome si era creato un vulnus al Regolamento
  e  alcuni  articoli non erano passati dalle Commissioni di  merito,
  erano  stati  stralciati,  li abbiamo inviati  immediatamente  alle
  Commissioni  di  merito  per  essere  trattati,  con   la   precisa
  indicazione  che non potevano essere presentati emendamenti  perché
  gli  emendamenti dovevano essere presentati entro il  venerdì  alle
  ore 20.00.

   CIACCIO. No, Presidente

   PRESIDENTE. Come no  E' così, onorevole Ciaccio

   FOTI. Signor Presidente erano stralciati.

   PRESIDENTE.  No, onorevole Foti. Allora, intanto dico  quali  sono
  gli  emendamenti  che  potrebbero trovare  l'adesione.  Sono  stati
  inviati  nelle  Commissioni  di  merito  l'articolo  13   Dotazione
  organica degli enti , l'articolo 59

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  No, intanto sto parlando io e poi parlate sull'ordine
  dei lavori  Se non sapete cosa sto dicendo, di che cosa. Vorrei  un
  po' di calma. Per essere chiari, ai fini regolamentari.
   Siccome  in  II Commissione erano stati esitati, non mi  riferisco
  alla tabella H, all'articolo 23, mi sto riferendo agli articoli  di
  merito, la questione delle start up, che è stata contestata e c'era
  la condivisione di tutti, tanto per intenderci.
   Siccome abbiamo dato termine per presentare gli emendamenti fino a
  venerdì alle ore 20.00, ci eravamo lasciati col dire che si dava la
  possibilità  alle  Commissioni  di  merito  di  pronunciarsi  sugli
  articoli che erano stati esitati dalla Commissione, sarebbero stati
  portati  in  Aula  per  essere votati a favore  o  contro,  non  ha
  importanza,  senza presentare emendamenti. Questo si era  detto   O
  pensate che riapriamo il termine per presentare emendamenti?

   FOTI. Sì

   PRESIDENTE. Non se ne parla, onorevole Foti

   ZAFARANA. Le posso chiedere una convocazione dei capigruppo?

   PRESIDENTE.  No   Ma stiamo scherzando qua  Qua ognuno  si  dà  le
  regole a proprio modo

   ZAFARANA. Presidente, lei sta andando contro il Regolamento

   PRESIDENTE.  Ma,  infatti,  abbiamo  detto  che  questi   non   si
  emendavano. Lei ha la possibilità di votare a favore o  contro.  Ma
  io  dopo  che do i termini per gli emendamenti di venerdì alle  ore
  20.00.  E'  quello  che  è  successo in II  Commissione,  onorevole
  Zafarana

   CIACCIO. Presidente, gli articoli non c'erano nel testo

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  Va  bene,  si trattano a seguire  della  finanziaria,
  assieme  agli  aggiuntivi. E' questo che volete  Va  bene,  andiamo
  avanti.
   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:

                             «Articolo 77

       Documentazione  per l'accesso al Fondo  Unico  Regionale
     per lo Spettacolo

   1.  La lett. b) del comma 4 dell'articolo 65 della legge regionale
  7 maggio 2015, n. 9 è così sostituita:

    b)   a  partire  dall'anno  2016,  di  avere  ottenuto  nell'anno
  precedente incassi propri derivanti dall''attività svolta dall'ente
  non  inferiori  all'ammontare dei contributi pubblici  a  qualunque
  titolo  assegnati  nell'anno  precedente,  con  espressa  e   unica
  esclusione  del  FURS, rispettivamente del 3,5 per cento  nell'anno
  2016,  del  7 per cento nell'anno 2017, del 10 per cento  nell'anno
  2018, e di percentuali superiori negli anni seguenti».

   C'è un emendamento dell'onorevole Anselmo che, essendo aggiuntivo,
  non posso accogliere.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   un
  brevissimo  intervento  per portare l'attenzione  dell'Aula  su  un
  problema che è scaturito con la votazione che l'Aula ha fatto  poco
  fa.
   Avendo bocciato l'articolo 72, che poneva un tetto stipendiale  ai
  dipendenti  delle  partecipate,  sostanzialmente  rivive  l'attuale
  stipendio  dei  dipendenti regionali. Cioè, abbiamo giocato  un'ora
  approvando l'emendamento del Movimento Cinque Stelle che portava il
  tetto  a  79 mila euro, poi bocciando l'articolo 72 sostanzialmente
  nulla cambia per i dipendenti delle società partecipate.
   Quindi, chiedo, da qua a quando finisce l'esame della finanziaria,
  cioè nei prossimi giorni, al Governo di valutare la possibilità  di
  tornare  sull'argomento con un emendamento diverso  da  quello  che
  abbiamo  bocciato,  perché  sappiamo  tutti  che  l'Aula  non   può
  esprimersi due volte sullo stesso emendamento, e, quindi, tornare a
  legiferare,  non più con scrutini segreti ma, credo, con  votazioni
  segrete,  per  porre  un  tetto a quello che  è  lo  stipendio  dei
  dipendenti e dei dirigenti delle partecipate della Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cascio, mi dispiace, questa  richiesta  non
  può  trovare accoglimento perché nella stessa sessione - lei lo  ha
  detto  e capisco che il suo è un intervento più politico -  non  si
  può più ritornare sullo stesso argomento. In questa sessione non si
  può più tornare su questo argomento.
   Si  passa  all'emendamento  del  Governo  77.3.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   BARBAGALLO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, con la riscrittura  abbiamo
  proposto  l'abrogazione degli articoli 5 e 6 della legge  regionale
  n.  8  del  2004  che  introduceva in Sicilia la  guida  ambientale
  escursionistica.
   Vi  sono  stati  una serie di contenziosi con le associazioni  che
  operano   sul  territorio  ed  alcuni  conflittuali  rapporti   con
  l'assessorato  alla formazione, per cui in undici anni  in  Sicilia
  non abbiamo abilitato nessuna guida ambientale.
   Per   porre   fine  a  codesta  questione  propongo  l'abrogazione
  dell'articolo 5 e dell'articolo 6 della legge regionale del 2004 ed
  il  recepimento integrale, in Sicilia, degli articoli 21 e 22 della
  legge  nazionale, introducendo in Sicilia la disciplina della guida
  di media montagna.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  presidente, colleghi, fermo restando  che  prima
  abbiamo  protestato  perché  non abbiamo  avuto  neanche  il  tempo
  materiale  di vederlo l'emendamento, considerato che c'è  anche  il
  subemendamento . Non è stato ammesso, quindi rimane solo il 77.3 .
   Credo  che cambi completamente il significato dell'articolo  77  o
  rimane il riferimento al Fondo unico per lo spettacolo? P perché il
  77 è così sostituito, quindi, fermo restando che, assessore, queste
  norme   così   come  tutte  le  altre,  dovrebbero  passare   dalle
  Commissioni  di merito non è che in Aula si può valutare  una  cosa
  del  genere. Dico, noi siamo pure favorevoli, però, che  almeno  si
  seguano i processi giusti e ci diate la possibilità di leggerle  le
  cose.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto  ci
  sarebbe  anche  da capire cosa succederebbe a tutte  le  guide  che
  fanno  parte dell'albo dell'articolo 6 che stiamo abrogando  perché
  c'è  l'albo. Però, in qualsiasi caso, siccome questa è una  materia
  appunto  di  riordino del settore turistico che sappiamo  benissimo
  che  ci  sono delle norme molto obsolete, faccio un esempio,  però,
  dico,  le  norme in Assemblea sono stati depositati dei  testi  che
  riordinano il settore turistico. Ad esempio ci sono le norme  sulle
  agenzie  di  viaggi che sono ferme al '36, quindi, non  capisco  la
  fretta di trattare.

   BARBAGALLO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Abbiamo una guida.

   LA   ROCCA.  Sì,  però  c'è  la  norma  regionale  che  istituisce
  all'articolo  6  l'albo. Dico se non è stato  mai  applicato  è  un
  problema  degli assessorati. Dobbiamo rivedere il settore turistico
  nel  complesso.  Ci  sono  dei  testi  depositati,  non  è  materia
  finanziaria.  E' una questione non tanto di merito ma  di  modalità
  nel legiferare. Grazie.

   PRESIDENTE.   Onorevole  La  Rocca,  lei  pone  correttamente   la
  questione, però, possiamo trovare una soluzione di mezzo. Il  fatto
  stesso  che  ancora non sono state esitate tutte queste  leggi,  se
  l'assessore  ha  sentito l'esigenza di introdurla  c'è  un'urgenza.
  Quindi,   magari,   in   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari diamo priorità ai disegni di legge trattati, dando per
  scontato che sono stati depositati questi emendamenti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 77.3. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Scusate  c'  un'altra  materia che penso non  dovrebbe  comportare
  grossi problemi: i forestali.
   FORMICA. Signor Presidente, lei è molto ironico

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:

                               «Art. 78
           Aggiornamento delle graduatorie per i lavoratori
                               forestali

   1.   Al   fine  di  procedere  alla  corretta  formulazione  delle
  graduatorie previste dalla legge regionale 28 gennaio 2014,  n.  5,
  articolo  12,  l'anzianità  lavorativa  di  ciascun  lavoratore  va
  determinata con aggiornamento al 31 dicembre 2015».

   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  78.1,  a  firma
  dell'onorevole Di Mauro ed altri. Onorevole Di Mauro,  è'  prevista
  la soppressione, ritira?

   GRECO Giovanni. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Ed allora, siccome sono tutti soppressivi, si vota  il
  mantenimento  degli articoli. Si vota direttamente il  mantenimento
  perché sono tutti soppressivi.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  78.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 79. Ne do lettura:

                               «Art. 79
         Istituzione imposta regionale sulle emissioni sonore
                        degli aeromobili civili

   1.   Ai   sensi  dell'articolo  36  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana,  a  decorrere  dall'1 gennaio 2016,  è  istituita  quale
  tributo  proprio  regionale  l'imposta  regionale  sulle  emissioni
  sonore degli aeromobili civili (IRESA), di cui agli articoli  90  e
  seguenti  della legge 21 novembre 2000, n. 342, che si applica  dal
  periodo   d'imposta  successivo  a  quello  di   approvazione   del
  regolamento  regionale previsto dal comma 2, secondo la  disciplina
  statale richiamata.

   2.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale dell'conomia di concerto con  l'Assessore
  regionale  delle  infrastrutture e  della  mobilità  e  l'Assessore
  regionale  del territorio e dell'ambiente è adottato il regolamento
  col   quale   si   provvede  a  disciplinare  le   funzioni   della
  liquidazione, dell'accertamento e della riscossione dell'IRESA.
   3.  La  Regione  per l'esercizio delle funzioni di  cui  al  comma
  precedente e secondo la disciplina regolamentare ivi prevista potrà
  avvalersi dei competenti organismi pubblici. Il regolamento di  cui
  al  comma  precedente individa altresì gli organismi  cui  potranno
  essere   affidate   le   funzioni  in   caso   di   indisponibilità
  all'utilizzazione dell'istituto dell'avvalimento».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 79.1, a firma  degli
  onorevoli  Di Mauro ed altri. Lo stesso Governo chiede di cassarlo,
  quindi,  esprime parere favorevole alla soppressione se lo mantiene
  l'onorevole Greco. Onorevole Greco, lo mantiene?

   GRECO Giovanni. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 79.1  che  mantiene
  l'onorevole  Di Mauro e Greco. Il parere del Governo è  favorevole.
  Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo,  pongo in votazione l'emendamento 79.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 80 ne do lettura:

                               «Art. 80
         Disposizioni in materia di insediamenti produttivi in
                            verde agricolo

   1.  All'articolo  22, comma 2, della legge regionale  27  dicembre
  1978, n. 71, dopo la lett. f) è aggiunta la seguente:

    f  bis) restano in ogni caso esclusi dalle previsioni di cui alla
  lett. f) del presente articolo gli edifici a destinazione turistico-
  alberghiera, i complessi ricettivi ed i servizi. ».

   Comunico   che   all'articolo  80  sono  stati  presentati   tutti
  emendamenti   soppressivi.  Pertanto,   pongo   in   votazione   il
  mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 81, ne do lettura:

                               «Art. 81
             Proroga del termine in materia di sottotetti

   All'articolo 92, comma 1, della legge regionale 7 maggio 2015,  n.
  9,  le  parole  31 dicembre 2015  sono sostituite dalle parole   31
  dicembre 2018 ».

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  capisco  che  in
  questi  giorni  su  alcuni quotidiani regionali e  nazionali  si  è
  creato anche  qualche allarmismo eccessivo su temi che regolarmente
  vengono inseriti in  questa  finanziaria come questo articolo   che
  riguarda  i sotto tetti. Se si legge l'articolato infatti,  non  fa
  altro  che  prorogare un articolo della scorsa finanziaria,  quindi
  rimango  meravigliata  anche di interventi sulla  stampa  anche  di
  assessori illustri di questo Governo che hanno parlato di una certa
   politichetta  che fa questo tipo di emendamenti.
   Io  non mi sento nessuna  Politichetta , mi sento una persona  che
  si  occupa dei problemi del territorio, che non si vuole nascondere
  dietro un dito, che se c'è un problema cerca di risolverlo e se  in
  tutta Italia, compresa la legge 380 del 2001 prevede questo, ma noi
  siamo  ancora nel 2016 senza recepire questa legge, siamo costretti
  a  dover  fare  ogni anno questa proroga e non accetto  lezioni  da
  nessuno qui.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per essere  molto
  chiari, questo è un articolo che in altre regioni viene strutturato
  come  legge.  Si tratta non di  sanatorie ma si tratta di  recupero
  abitativo.
   In  un  momento  in cui c'è una crisi, per le famiglie  anche  che
  possono  dare  la possibilità di dare ai figli un uso abitativo  ai
  fini  anche  della  prima  casa  credo  che  sia  anche  giusta  la
  possibilità d'una proroga.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Sudano
  ha  ragione,  non solo l'abbiamo approvato la scorsa finanziaria  e
  nelle altre regioni già è in funzione da tanti anni, ma vorrei dire
  che  risolve  un  problema che attualmente nessuna legge  riesce  a
  risolvere;   e   cioè,  quando  i  costruttori   costruiscono   gli
  appartamenti  e  sopra  fanno i sottotetti,  questi  sottotetti  in
  effetti  vengono oggi utilizzati per uso abitativo,  ma  non  viene
  contemplata la volumetria nel pagamento delle tasse che  riguardano
  sia  la  spazzatura che tutte quelle che riguardano la casa, quindi
  noi,  con  questa legge, diamo la possibilità di recupero abitativo
  ma  facciamo  pagare anche le tasse, e diventa un introito  per  la
  Regione siciliana.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ogni
  anno  viene puntualmente riproposta questa norma. Io credo che  sia
  giusto   per   l'ultima  volta  approvarla  perché  in  Commissione
  Territorio  e Ambiente dovrebbero essere oramai pronti i  testi  di
  riforma  del sistema dell'urbanistica e dell'edilizia. È  di  tutto
  evidenza  che una volta licenziati questi testi nell'arco di  poche
  sedute   l'Aula  può  definitivamente  intervenire  sulla  materia,
  quindi,  a  me sembra opportuno come procedimento da approvare  per
  l'ultima volta.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  voglio
  ribadire  l'importanza  di questa norma, dell'art.  81  e  apprezzo
  notevolmente  l'intervento che ha fatto l'onorevole Laccoto  perché
  in un momento di grande crisi economica questa norma riesce anche a
  sbloccare  quel  po'  di  piccola edilizia che  esiste  nel  nostro
  territorio  e  di  in  più  devo dire mi pare  strano  che  proprio
  l'onorevole Falcone con il suo gruppo presenti una norma abrogativa
  a  questo articolo perché quest'articolo, mi piace dirlo, nasce con
  l'onorevole  Salvo Fleres che militava in quest'Aula con  i  colori
  del vostro partito.
   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  molto
  brevemente  vorrei  ribadire il concetto che ha  espresso  poco  fa
  anche  se in maniera molto sintetica l'onorevole Turano. Noi  siamo
  in  ritardo  rispetto al Testo Unico della 380 del 2001  a  livello
  nazionale,  siamo  in  ritardo di 14  anni.  Ebbene  noi  dobbiamo,
  invece, recepire l'intero testo della 380 che peraltro è stata  già
  votata in Commissione e, quindi, dobbiamo, invece, incardinarla  in
  Assemblea  per  approvarlo perché questo è solo un piccolo  aspetto
  rispetto  a  tutto  quello che è previsto dal Testo  Unico,  quindi
  questo  vuole essere un invito non solo a prorogare per  quest'anno
  augurandoci  che sia l'ultimo anno, proprio perché dobbiamo  andare
  avanti e recepire la 380.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  la
  discussione  che  si è sviluppata ha confermato che  non  siamo  in
  presenza   di  una  norma  che  abbiamo  approvato  in  Finanziaria
  dell'anno  scorso e che, siccome la gente non ha potuto  nell'arco,
  perché  la  proroga è un intervento straordinario  che  si  dà  una
  tantum.
   Ha  ricordato l'onorevole Cimino che è decano di questa Assemblea,
  più di me, che siamo in presenza di una norma che era contenuta nel
  piano  casa di Berlusconi che poi in Sicilia, assieme ad altri,  fu
  approvata  in termini, invece di fare una legge organica si  disse:
   facciamo  l'intervento  per  alcuni  anni ,  perché  non  era  una
  sanatoria ma quasi.
   E allora i colleghi che vogliono affrontare in termini strutturali
  questo  problema, lo facciano nella Commissione di  merito,  quindi
  nessuno si scandalizzi se poi la Stampa pensa che siamo una Regione
  che invece di affrontare in maniera organica le questioni si affida
  continuamente a proroghe.
   Se  si  vuole fare una norma strutturale la si faccia  ma  non  si
  ricorra  allo strumento della proroga. La Commissione di merito  si
  riunisca e valuti.
   Signor Presidente, io non ritiro l'emendamento, però suggerirei di
  accantonarlo perché non ci può essere una proroga da qui  al  2018,
  soprattutto  proposta da quelli che dicono che  questa  materia  va
  normata in maniera definitiva.
   Non può essere una proroga fino al 2018, significa che i promotori
  non  ritengono che ci si debba confrontare su una norma  definitiva
  ma  che vogliono che si vada ad una proroga pura e semplice, quindi
  o  un intervento di merito oppure uno strumento di questo genere  è
  sbagliato.

   PRESIDENTE.  Comunico  che all'articolo 81 sono  stati  presentati
  tutti  emendamenti  soppressivi. Pertanto, pongo  in  votazione  il
  mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:

                               «Art. 82
       Proroga dei termini in materia di interventi di edilizia
                               agevolata

   1.  All'articolo 93, comma 1, della legge regionale 7 maggio 2015,
  n. 9, le parole  31 dicembre 2016  sono sostituite dalle parole  31
  dicembre 2018 .».

   Comunico  che  all'articolo 82 sono stati  presentati  emendamenti
  soppressivi,  quindi si vota per il mantenimento. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:

                               «Art. 83
       Modifica dell'articolo 89, comma 3 della legge regionale 3
                           maggio 2001, n. 6
       in materia di insediamenti produttivi in verde agricolo"

   1.  All'articolo 89, comma 3, della legge regionale 3 maggio 2001,
  n.  6  aggiungere   ovvero  quelle iniziative  imprenditoriali  che
  abbiano  comunque presentato istanza di partecipazione ai  predetti
  progetti di finanza agevolata ».

   ALLORO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, con  questa  norma
  stiamo,  sostanzialmente, allargando quanto previsto  dall'articolo
  89  relativo  a  leggi urbanistiche che dice:  Le disposizioni  del
  presente  articolo relativa agli insediamenti produttivi  in  verde
  agricolo  si  applicano a tutti gli interventi inseriti  oltre  che
  alla programmazione europea .
   Quella  era una norma che, sostanzialmente, aveva un senso  perché
  riguardava  dei produttivi in verde agricolo; noi con questa  norma
  lo  stiamo  allargando a tutti. Basta fare una domanda,  presentare
  istanza  di  partecipazione a progetti di  finanza  agevolata,  che
  tutte  le  iniziative  imprenditoriali,  cioè  qualunque  tipo   di
  iniziativa imprenditoriale, possono godere di questa possibilità di
  edificazione in verde agricolo.
   Mi  sembra  un  po'  eccessivo. Non so,  onestamente,  chi  lo  ha
  presentato.

   DI MAURO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo
  all'assessore  per il territorio e all'assessore per  l'agricoltura
  che, credo, sostengano questo articolo. Mi rivolgo ad entrambi  gli
  assessori  che,  credo,  sostengano  questo  intervento  perché   è
  previsto il disegno di legge del Governo.
   Il  caso  è  il  seguente:  c'è  una  corsa,  alcuni  cavalli  che
  partecipano a questa corsa sono azzoppati e non possono correre, si
  stabilisce   che  potendo,  forse,  vincere  gli  si  consente   di
  sospendere  la  corsa,  fare  in  modo  che  guariscano  e   quindi
  rimettersi in corsa.
   Signor   Presidente,   pregherei   la   Presidenza   di   valutare
  l'ammissibilità di questo articolo; dopo pregherei  il  Governo  di
  esprimersi   conseguentemente,  ritenendolo  al  di  la   di   ogni
  immaginevole  considerazione che si  possa  avere  e  inviterei  il
  Parlamento  a  fare il suo dovere, cioè respingere un articolo  che
  non ha né testa, né coda.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  credo  che  aprire  un  dibattito su questo  articolo,  onestamente
  diventerà ginnastica labbiale. Siccome l'articolo interviene su una
  norma   che   aveva   una  sua  logica,  siamo   all'inizio   della
  programmazione  dei    Centinai di miliardi di lire  disponibili  e
  manca magari dove insediare le attività produttive. Ma quella norma
  che risale all'articolo 35 del 2001 era una norma che prevedeva già
  un  finanziamento ottenuto e non una istanza di finanziamento,  per
  cui  io  ritengo  che  il Governo si pronunci e poi  oggettivamente
  credo  anche  se  non so in quale Commissione sia passata  ci  sono
  tutti i crismi della inammissibilità della norma stessa.

   PRESIDENTE. Allora, io vorrei che non si tiri in mezzo ogni  volta
  la  questione  sull'ammissibilità o meno,  perché  dobbiamo  essere
  consequenziali  su  quello  che  i  singoli  gruppi  e  i   singoli
  parlamentari fanno nelle Commissioni di merito. Avendo stabilito un
  percorso,  perché  può essere tutto finanziario se  ci  sono  delle
  refluenze di carattere finanziario, avendo la Commissione di merito
  ritengo  fatto un lavoro circostanziato debbo affidarmi  al  lavoro
  della Commissione per cui non richiamiamo in causa, o chiamiamo  in
  causa  la  Presidenza sull'ammissibilità quando fa comodo  o  meno.
  Invece  è  corretto sapere la posizione del Governo perché  abbiamo
  avuto  un  precedente. Se il Governo è contrario c'è  un  indirizzo
  che si dà all'Aula.

   CROCE,  assessore territorio e ambiente, Onorevole  Di  Mauro  era
  solo  per  precisare una cosa che ovviamente è importante visto  il
  suo intervento.
   Nel  disegno di legge che ha esitato la Giunta, il Governo  questo
  articolo non c'era. Questo era per puntualizzare una cosa, quindi è
  un  emendamento aggiuntivo venuto successivamente e il  parere  del
  Governo è contrario.

   MAGGIO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, solo per confermare che  non  era  nel
  testo   e  che  non  è  stato  presentato  nessun  emendamento   in
  Commissione e quindi non è stato approvato.

   FORMICA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che  un
  Governo  che si è da sempre  e un Presidente che da sempre si  sono
  impegnati e hanno manifestato la propria quinta essenza nell'essere
  i  rappresentanti della legalità della trasparenza e  nell'impedire
  che  avvengono dei veri e propri assalti come in questo  caso  alla
  diligenza, a me fa specie che non ci sia una rivolta vera da  parte
  della  maggioranza  che  appoggia questo  Governo  rispetto  ad  un
  articolo che è un insulto alla legalità, alla trasparenza, al  buon
  senso.  E mi fa specie pure lei, Presidente dell'Assemblea, che  di
  solito  è  molto puntuale; io al suo posto, prendendo spunto  dalle
  dichiarazioni che ha fatto il Presidente della Commissione, dicendo
  che   non  era  passato  dalla  Commissione,  di  fronte  a  questa
  dichiarazione,  fossi in lei Presidente, anche per  sopperire  alle
  manchevolezze del Governo o della maggioranza, io stralcerei questo
  articolo che è una vergogna. Una vergogna

   PRESIDENTE.  L'emendamento è passato dalla IV Commissione  con  il
  numero  65.6 e dalla IV Commissione, presidente Maggio, è  arrivato
  in II Commissione. Altrimenti gli uffici l'avrebbero stralciato.  È
  passato col parere favorevole della IV Commissione.
   Il parere del Governo?

   BACCEI. assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO.  Presidente della Commissione Bilancio  e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.   Lo   pongo  in  votazione.  Chi  è   favorevole   al
  mantenimento si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 84. Ne do lettura:

                               «Art. 84
                 Interventi in favore della zootecnia

   1. Per le finalità di cui all'articolo 43 della legge regionale  7
  maggio   2015,   n.  9,  al  fine  di  consentire  la  prosecuzione
  dell'incentivazione  per  l'acquisto e  l'impiego  di  riproduttori
  animali, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la  spesa
  complessiva di 785 migliaia di euro.
   Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  interamente sostitutivo dell'articolo, il numero 84.3. Distribuiamo
  l'emendamento di riscrittura del Governo. Se l'assessore  lo  vuole
  spiegare. Se nessuno chiede di intervenire no».

   FALCONE. E' stato già bocciato in Commissione

   PRESIDENTE. Se è stato bocciato in Commissione non significa,  può
  ritornare in Aula.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   FALCONE.  Signore Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  non
  entro nel merito ma potrei anche farlo, credo però una cosa che  mi
  sembra  un tentativo surrettizio da parte del Governo di accomunare
  il  primo comma al secondo comma, facendo diventare un articolo  di
  riscrittura  anche  perché,  le devo dire,  c'era  un  articolo  di
  riscrittura  nel  primo comma mio che diceva, addirittura,  che  le
  competenze,  che  vengono svolte dall'ente di cui all'articolo  43,
  passassero  all'istituto dell'incremento ittico, così come  sino  a
  qualche anno fa effettuava.
   Questo  mio  emendamento  non è stato  tenuto  in  considerazione,
  allora  io  chiedo  a  questa Presidenza  che  si  voti  per  parti
  separate.
   Il primo comma è quello che è nel testo; sul secondo comma, su cui
  è  stato  anche  detto,  e  per questo fu bocciato  in  Commissione
  bilancio,  che  le  SOAT  lo fanno addirittura  gratuitamente,  noi
  vogliamo articolare una riflessione a parte.
   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.  Onorevole  Falcone,  sulla  questione  dello
  schedario  viticolo,  visto  che lei si  è  appassionato  a  questa
  seconda parte, e qualche collega pure, da quel che capisco in Aula,
  vorrei  semplicemente dire che questa è un'attività per la quale  è
  un    obbligo   dell'amministrazione   regionale   consentire    il
  mantenimento  del  registro sulle condizioni dei  nostri  impianti.
  Oltretutto, quest'anno al 31 dicembre sono stati posti in vendita i
  diritti  di  reimpianto che hanno consentito a  questa  Regione  di
  vendere   oltre  12  mila  ettari  ad  agricoltori  siciliani   per
  impiantare   nuovi  vitigni  nel  nostro  territorio.  Diritti   di
  reimpianto  che  sono definiti da regolamenti comunitari  e  per  i
  quali  noi abbiamo l'obbligo, da un lato, di fare questa operazione
  di  ampliamento  dei diritti di reimpianto, dall'altro  lato  della
  registrazione sul mantenimento delle attuali quantità di ettaraggio
  che è previsto per il nostro settore vitivinicolo.
   Vorrei  ricordare, ma non dico nulla di nuovo, che questo  settore
  in   questo  momento  è  l'eccellenza  della  produzione   agricola
  siciliana.
   Io credo che noi faremmo un torto e un danno ad un settore che, in
  questo momento, è tra le eccellenze della Sicilia, che consente  di
  migliorare le qualità di produzione, e lei, probabilmente, o perché
  non  conosce  la  questione o semplicemente perché,  visto  che  lo
  propone  il  Governo,  si  appassiona in  senso  contrario,  vorrei
  ricordarle che questa non è un'attività per la quale l'assessore ha
  un  interesse  personale. Quindi, stia tranquillo, stia  sereno,  è
  un'attività che mi è stata chiesta dagli uffici. Sulla  base  della
  richiesta  degli  uffici  ho  proposto  l'emendamento,   anzi   non
  l'emendamento, era nel testo elaborato e prodotto dalla Giunta  per
  quest'Aula.  Quindi, non ci siano allusioni di nessun  tipo  perché
  non  c'è  nessuna dietrologia in un'attività istituzionale che,  ad
  oggi, ha portato nuove entrate al bilancio della Regione.
   Vorrei   ricordare  che,  grazie  alla  vendita  di   diritti   di
  reimpianto,  la  Regione incasserà, nel corso  del  2016,  oltre  3
  milioni di euro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Onorevole Cracolici, vorrei un chiarimento. Considerato
  che  l'argomento  è  molto importante perché  il  sistema  riguarda
  anche,  se  ho capito bene, gli operatori del settore, cioè  quelli
  che  già  hanno  un  impianto perché si deve  avere  una  mappatura
  complessiva.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Sono quasi 100 mila ettari.

   DI  MAURO. Le voglio rivolgere una domanda in maniera tale che lei
  mi  risponda  ufficialmente: l'anno scorso e  due  anni  fa  questo
  servizio lo ha fatto un ufficio della Regione o lo ha fatto  sempre
  con appalto?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Sono stati fatti per attività esterna.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  84.1,  soppressivo
  dell'articolo a firma dell'onorevole Di Mauro ed altri.
   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 84.2 a firma degli onorevoli Clemente ed
  altri.

   CLEMENTE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione la riscrittura, emendamento 84.3 a firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,    presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza.  Signor Presidente c'è stata una richiesta  precedente
  dell'onorevole Falcone di votare per parti separati, anche  perché,
  per  essere chiari, la prima parte è l'articolo che è uscito  dalla
  Commissione, la seconda parte è l'emendamento.

   PRESIDENTE.   C'è una richiesta, che è formalizzata, di  voto  per
  parti separate?

   CLEMENTE. Lo ha chiesto il Presidente della Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo la fa sua la richiesta?

   VINCIULLO,    presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. La faccio mia.

   PRESIDENTE.   Leggo il comma dell'emendamento  84.3:   1.  Per  le
  finalità  di  cui  all'articolo 43 della legge regionale  7  maggio
  2015,    n.    9,   al   fine   di   consentire   la   prosecuzione
  delll'incentivazione  per  l'acquisto e l'impiego  di  riproduttori
  animali, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la  spesa
  complessiva di 785 migliaia di euro
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Leggo il comma 2 dell'emendamento 84.3:  2. Per l'aggiornamento ed
  il  consolidamento  dei dati dello schedario viticolo  regionale  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2016,  la  spesa  di  250
  migliaia di euro.
   Al  maggiore  onere  derivante dal comma 2  si  provvede  mediante
  riduzione  dell'autorizzazione di spesa  di  cui  all'articolo  29,
  comma 1, del disegno di legge .

   Lo pongo in votazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   FERRERI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Votazione per scrutinio segreto del comma 2 dell'emendamento 84.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del  comma  2
  dell'emendamento 84.3
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          25
   Contrari            39
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   Si passa all'articolo 85. Ne do lettura:

                               «Art. 85

           Modifiche all'articolo 8, comma 1 bis della legge
                    regionale 4 gennaio 2014, n. 1
               in materia di contratti di collaborazione

   1.  All'articolo 8, comma 1 bis, della legge regionale  4  gennaio
  2014,  n.  1 dopo le parole  in corso di legislatura  sono aggiunte
  le seguenti  nonché la modifica dei contratti e la stipula di nuovi
  contratti di collaborazione, fino a concorrenza del limite di spesa
  previsto   dalle  disposizioni  interne  dell'Assemblea   regionale
  siciliana per ciascun deputato».

   Sono  stati  presentati due emendamenti soppressivi: l'85.1  degli
  onorevoli  Di Mauro ed altri e l'85.2 degli onorevoli  Clemente  ed
  altri.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'Aula riprenderà domani alle ore 15.00 perché
  vi sarà  l'apertura dell'Anno Accademico.
   Invito  i  presentatori  degli  emendamenti  -  ne  sono  arrivati
  tantissimi  - a munirsi delle relative relazioni tecniche  e  delle
  dovute coperture finanziarie, così evitiamo equivoci di fondo.
   Quegli  articoli che hanno comportato problemi possono essere,  in
  qualche   modo,   esaminati  prima  di  domani  per   trovare   una
  condivisione  non  sul  piano politico ma, soprattutto,  su  quello
  giuridico.

           (La seduta, sospesa alle ore 20.13 di giovedì 25
         febbraio 2016, è ripresa alle ore 15.09 di venerdì 26
                            febbraio 2016)
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
  50 in precedenza accantonato.
     Si passa all'emendamento 50.9 a firma del Governo. Assessore, lo
  mantiene o lo ritira?

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Lo
  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento  50.1 degli onorevoli di Mauro, Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento  50.2 degli onorevoli Clemente ed altri.
  Poiché i firmatari non sono presenti, l'emendamento decade.
   Si  passa  all'emendamento 50.8, a firma degli onorevoli  Rinaldi,
  Federico,  Assenza, Figuccia, Grasso, Milazzo, Papale. E'  decaduto
  per assenza dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento 50.3, a firma dell'onorevole Fazio.  Lo
  mantiene?

   FAZIO.  Lo  mantengo. Questo emendamento è stato già approvato  in
  Commissione di merito.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 50.6, a firma degli onorevoli Tancredi,
  Palmeri, Cancelleri, Cappello.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, basta leggere per comprenderne il senso:
  si  vuole dare la possibilità, per il trasporto nelle isole minori,
  di  poter  utilizzare, in caso di particolari condizioni, mezzi  di
  trasporto alternativi a quello marittimo.
   Sappiamo bene che succede spesso che durante le mareggiate, se  le
  stesse   si  protraggono  per  periodi  molto  lunghi,  si  possono
  verificare dei veri e propri  sequestri  degli isolani,  che  è  la
  cosa  più  grave, se non addirittura l'impossibilità di raggiungere
  le  isole  minori. Quindi disporremmo l'impegno  di  una  somma  da
  utilizzare,   chiaramente,  solo  al  bisogno  per  questi   eventi
  straordinari;  e  se  per l'Aula va bene la  nostra  proposta  è  a
  sostegno

   PRESIDENTE. Io lo capisco, anche perché questo è in linea  con  il
  dettato  preparato dal Governo. Voi inserite un limite  massimo  di
  700 migliaia di euro, ma questa cifra è dovuta a che cosa? Nasce da
  uno studio?

   FOTI.  Nasce dall'osservazione dei fatti avvenuti in questi  anni:
  si  è fatto un calcolo sul numero e la frequenza delle volte che il
  trasporto  è stato interrotto e non essendo previsto dal  punto  di
  vista  normativo un'alternativa, noi abbiamo previsto questa  somma
  sulla  base  di  quello che è successo negli ultimi anni.  Poi,  se
  l'Assessore  ritiene  che sia poco congrua  o  eccessiva,  possiamo
  anche  subemendare e mirare alla cifra giusta che potrebbe servire.
  Fermo  restando,  signor Presidente, che si tratterebbe  di  eventi
  straordinari.

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Foti,   il   punto  è  questo:  la  filosofia  dell'emendamento   è
  perfettamente in linea con la norma che ha presentato il Governo  e
  che   è  stata  apprezzata  dalla  Commissione,  ma  la  previsione
  finanziaria  è assolutamente opinabile, nel senso che  non  abbiamo
  valutato,  ad  oggi,  quanto  costa  questo  servizio  e  non   c'è
  un'attività sottostante che ci permette di quantificarlo.
   Noi abbiamo una dotazione che è legata ai servizi che eroghiamo ed
  h  quella che noi abbiamo. Le dico che, se i 700 migliaia  di  euro
  sono  aggiuntivi, io non ho copertura finanziaria. Già  faccio  una
  grande fatica a trovare le risorse per l'attività attuale.
   Quindi,  io suggerirei, invece, di mantenere questa condizione  di
  previsione;  dopodiché  vediamo,  nell'eventualità  che   dovessero
  verificarsi  questi  eventi, di utilizzare  la  flessibilità  della
  gestione  amministrativa per potere eventualmente  remunerare.  Tra
  l'altro, il caso che lei individua è quasi un'ipotesi di protezione
  civile,  perché  se c'è la mareggiata e non c'è la  raggiungibilità
  del  sito con i mezzi ordinari è evidente che chiameremmo in  causa
  la Protezione civile e utilizzeremmo altri mezzi.
   Per  cui, questa previsione di spesa è assolutamente opinabile  e,
  comunque, non coperta dal bilancio.

   FOTI. Signor Presidente, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 50.7, a firma degli onorevoli Rinaldi ed
  altri.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  presentato
  un  emendamento ma, purtroppo, sono arrivato in ritardo. Lei lo  ha
  dichiarato inammissibile.
   Assessore, avevo presentato un emendamento dove eliminavo i  mezzi
  alternativi,   ma  non  per  eliminare  i  mezzi   alternativi   ma
  soprattutto  per  chiederle c'è una salvaguardia nel  caso  in  cui
  questo  trasporto  viene  fatto con altri mezzi  per  il  personale
  marittimo,  oppure chiaramente se voi eliminerete  delle  corse  e,
  quindi, di conseguenza anche il personale che viene impiegato,  sia
  negli   aliscafi   che   nelle  navi,  verrà   diminuito   rispetto
  all'utilizzo  di  mezzi alternativi. Avete previsto  una  sorta  di
  salvaguardia per questo personale?

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Rinaldi,  non c'è bisogno di prevedere alcuna salvaguardia  per  la
  semplice  ragione  che noi abbiamo in previsione  di  garantire  il
  collegamento con i mezzi classici che ci sono e lì sarà  fatta  una
  gara; anzi informo l'Aula, perché mi piace essere trasparente,  che
  abbiamo  ritirato  l'emendamento modificativo perché  ad  oggi  non
  abbiamo le risorse per gli anni successivi al 2016 per garantire la
  gara  quinquennale. Quindi, avendo l'Assemblea  fatto  una  scelta,
  della quale ringrazio, di avere integrato lo stanziamento del  2016
  per  7  milioni l'Amministrazione potrà celebrare una gara  annuale
  con  questa  dotazione.  Quindi, questo ci  garantisce  il  modello
  classico.
   La previsione del comma 1, non è il comma 2, perché lei sopprimeva
  il  comma  2.  Errore. Il comma 2 prevede l'abolizione dell'obbligo
  dell'aggiudicazione  al  prezzo più basso.  E'  una  cosa  diversa,
  comunque non ha importanza. Voglio dirle il tema è questo.
   Questa  previsione  è  una previsione programmatica  che  è  stata
  valutata  come  un'ipotesi  da  approfondire  per  evitare   questa
  monoliticità del servizio. Anche per le particolari  condizioni noi
  sperimenteremo   e   verificheremo  la   praticabilità   di   mezzi
  alternativi  da utilizzare nel caso in cui vi siano  condizioni  di
  inagibilità del mezzo ordinario.
   Con   la  previsione  dell'onorevole  Fazio  che  abbiamo  accolto
  addirittura  di  prevedere un risparmio di spesa, lui  ha  valutato
  anche  la comparazione economica. Io suggerisco, c'è un altro dato,
  l'ho  detto  all'onorevole  prima  cioè  quello  dell'emergenza   e
  protezione civile. Potremmo trovarci nel caso in cui le  Isole  non
  siamo  raggiungibili con l'aliscafo e per questo dovremo verificare
  queste   condizioni,  approfondirle  e,  poi,   in   questo   senso
  procederemo  per  cui  non  c'è da garantire  nessuna  salvaguardia
  perché  la  gara sarà fatta per i mezzi ordinari e la  copertura  è
  quella   che   abbiamo   sempre  trovato  in   modo   assolutamente
  trasparente.

   RINALDI. Ne approfitto per chiedere suggerimenti sull'altro.

   PISTORIO,  assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità.  Noi
  facciamo  una  cosa,  noi eliminiamo l'obbligo normativo,  valevole
  solo  in  Sicilia, di fare queste gare obbligatoriamente al  prezzo
  più  basso e applichiamo la norma statale che garantisce di  potere
  utilizzare l'offerta economicamente più vantaggiosa. Ormai la linea
  di  tendenza è quella di evitare queste gare capestro al prezzo più
  basso che non garantiscono la qualità delle prestazioni, ma di fare
  gare  economicamente  più vantaggiose che conti  di  avere  servizi
  migliori  a  garanzia  dei cittadini. In un caso  come  quello  del
  trasporto per mare mi pare un dovere assoluto.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, ritira l'emendamento?

   RINALDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 50.5, a firma dell'onorevole Fazio.
   Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parer della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.19, è ripresa alle ore 15.20)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cappello ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   1132/A e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
                       1132/A e nn. 1133-1155/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 52 in precedenza accantonato.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio un  appello
  al  voto  su questo articolo 52 che ha un significato immediato  di
  ricaduta   sul  collezionismo  storico  siciliano,  ma   anche   un
  significato più alto.
   Perché testimonia la capacità, la identità della nostra Regione  a
  Statuto  autonomo di indirizzarsi verso scelte che le sono proprie,
  che  le  sono dovute dal rispetto dell'articolo 14 in materia,  per
  esempio,  di comunicazioni e trasporti, che le sono dovute  da  una
  lunga storia per la quale la Regione si è affermata nell'ambito del
  contesto  nazionale, dando prova di lungimiranza  e,  talvolta,  di
  amministrazione innovativa e avanzata.
   Quindi,  mi  appello al Governo, so che l'articolo presenta  degli
  aspetti che non lasciano, come dire, tranquilli sul piano della sua
  proponibilità,  sono  stati sottolineati in  vari  contesti,  anche
  l'Assessore se n'è fatto carico, ma io credo che siamo di fronte  a
  una  sfida,  una sfida da interpretare con il rispetto naturalmente
  delle  istituzioni alle quali dobbiamo rifarci e  cioè  il  Governo
  nazionale,  ma  anche  con  l'orgoglio di  coloro  i  quali  sanno,
  determinando  una  scelta  come questa, di  esercitare  poteri  che
  all'autonomia sono riconosciuti.
   Quindi,  il  Parlamento deciderà con l'articolo 52  anche  questo,
  questo  riferimento costituzionale e istituzionale che riguarda  la
  nostra Regione.
   Ringrazio,  peraltro tutti i Gruppi parlamentari dal  Centrodestra
  al Movimento Cinque Stelle, passando per i partiti di Governo.
   Ringrazio tutti i parlamentari che in Commissione  Bilancio  hanno
  contribuito  a  che questo articolo fosse condiviso e  fosse  anche
  impostato  così  nella  sua formulazione ed  invito  il  Governo  e
  l'Assemblea a testimoniare con l'approvazione dell'articolo  52  la
  volontà di procedere in avanti portando la nostra Regione a livello
  di  altre regioni che hanno già determinato una propria linea,  una
  propria  scelta  e  che  consentono al collezionismo  storico,  sia
  trentennale  che ventennale, di avere delle esenzioni  per  aiutare
  anche  l'indotto a difendersi da una crisi di settore che in questi
  anni, dopo la finanziaria del 2014, li ha in qualche modo colpiti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cirone, la ringrazio  soprattutto  per  la
  chiarezza  del  suo intervento perché proprio i profili  che  erano
  stati  evidenziati  ieri  lei ha dato  un  motivo  in  più  per  la
  eventuale approvazione da parte dell'Aula.
   L'emendamento   52.1  era  stato  ritirato   ieri,   lo   conferma
  l'onorevole  Greco.  L'emendamento 52.5 era  stato  ritirato  ieri,
  l'onorevole Cordaro conferma il ritiro.
   Si passa all'emendamento 52.4, interamente sostitutivo, presentato
  dall'onorevole Cordaro.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.27, è ripresa alle ore 15.28)

   La seduta è ripresa.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  all'articolo  52  ritirato, dovrebbe esserci un subemendamento  che
  riguardava  uno  o  due temi, anzi due temi, se non  ricordo  male,
  perché l'emendamento l'ha materialmente redatto l'onorevole Grasso.
  Dovrebbe  essere  anche a mia firma. Se gli Uffici  mi  confermano,
  manterrei il subemendamento e lo sottoporrei all'Assessore  e  alla
  Commissione.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.29, è ripresa alle ore 15.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Cordaro   evidenziava   che   c'è   il
  subemendamento 52.4, di riscrittura, che riguarda i commi 1, 2 e 3.
  E a questo c'è un subemendamento presentato dall'onorevole Falcone.
   Onorevole Rinaldi, gli uffici mi spiegano che se vengono approvati
  questi   dell'onorevole  Cordaro  e  dell'onorevole   Falcone,   in
  automatico decade il suo.
   Su questo articolo, che doveva essere semplice - onorevole Cirone,
  mi  segua  lei  -  sono  arrivati quattro  sub-emendamenti.  Non  è
  possibile  procedere  così. Pur capendo  che  nel  merito  è  tutto
  accoglibile,  siamo all'inizio, abbiamo ripreso il  percorso  della
  finanziaria,  non possiamo da un minuto all'altro  dare  pareri  su
  emendamenti che mancano di relazioni e normative di riferimento.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   senso
  dell'articolo 52 non era altro, ritengo, che una norma transitoria,
  nelle  more che si vada a legiferare compiutamente così  a  livello
  regionale, con registro regionale.
   Per   cui  riterrei  opportuno  rinviare  questi  emendamenti  per
  approvare  l'articolo  52 sic et simpliciter,  così  come  è  stato
  approvato  in  Commissione,  che tra l'altro  è  mutuato  da  altre
  Regioni che hanno già attivato queste procedure e rinviare  poi  ad
  una  norma  organica  che parta dal registro automobilistico  delle
  auto  storiche ventennale e trentennale, per arrivare così  ad  una
  legge organica. Per cui oggi noi siamo chiamati a esprimerci su una
  norma transitoria, nelle more che venga legiferata in materia delle
  auto  di  epoche  storiche successivamente. Questo  ci  aiuterebbe,
  entro quest'anno, l'anno prossimo, ad approvare una norma siffatta.

   PRESIDENTE.  Io  mi  riporto all'intervento  fatto  dall'onorevole
  Cirone  e  al  richiamo  che  correttamente  ha  fatto  l'onorevole
  Cancelleri.  Non è intervenuto ma lo ha evidenziato, questioni  che
  abbiamo  evidenziato già ieri. Questo è un articolo a forte rischio
  di impugnativa da parte del Governo nazionale, inutile nasconderlo.
   L'onorevole  Cirone, correttamente, ha portato la discussione  sul
  binario  giusto.  Altre  Regioni hanno  fatto  una  loro  legge  in
  materia,  l'hanno  già applicata, ma su queste  sono  pendenti  più
  ricorsi  innanzi  la Corte Costituzionale. Ha peraltro  rivolto  un
  invito  al Governo di resistere in caso di impugnativa, per  vedere
  fino  in  fondo se vi sono delle prerogative statuarie o  meno  che
  sono  state  violate  da  parte del Governo  nazionale,  oppure  ha
  errato,  perché  se  l'articolo è compitamente  scritto  dalla  III
  Commissione,  perché  è  scritto  con  dovizia  di  richiami  e  di
  riferimenti  giuridici, io condivido l'impostazione  dell'onorevole
  Sorbello.
   Se  i  colleghi che hanno presentato emendamenti e sub-emendamenti
  li  ritirano,  ci  affidiamo  al lavoro svolto  dalla  Commissione,
  sapendo qual è il rischio che stiamo correndo.
   Bene, i subemendamenti sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  52.6, degli  onorevoli  Ruggirello  ed
  altri.

   RUGGIRELLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in  votazione  l'articolo  52,  così  come  esitato  dalla
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore Baccei, gradiremmo la presenza degli altri assessori per
  andare  avanti,  perché vorrei seguire l'ordine  cronologico  delle
  norme.
   Informo l'Aula che sono stati già approvati 45 articoli su 93.  26
  articoli sono da approvare e 14 sono quelli stralciati.
   Si riprende l'esame dell'articolo 55, precedentemente accantonato.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 55.8, in
  distribuzione.
   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  dall'onorevole
  Falcone gli emendamenti 55.7.1 e 55.7.1.1.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'emendamento   dell'assessore  Cracolici  sia   materia   estranea
  rispetto all'argomento di cui stiamo parlando. Per quello  trattasi
  un fondo unico, un'interpretazione per determinate fattispecie..  e
  così  via. Noi stiamo parlando, in questo articolo, di CRIAS  e  di
  IRCAC   Cosa  facciamo con questo emendamento  Stiamo semplificando
  l'azione della CRIAS, a saldi invariati.
   Stiamo  dicendo che tutte le risorse che sono in tre  fondi  -  e,
  specificatamente,  nel fondo di cui agli articoli  20  e  21  della
  legge  n. 35, nel fondo di cui all'art. 68 della legge n. 6  e  nel
  fondo di cui all'art. 48 della legge n. 32 - confluiscono nel fondo
  di cui all'art. 64 di cui alla legge n. 6 del 1997. Questo, già, lo
  avevamo fatto negli anni precedenti con altri fondi.
   Stiamo semplificando, stiamo facendo confluire le economie che  ci
  sono  nei  vari  fondi in un unico fondo, a gestione separata,  per
  semplificare  e  per far sì che le aziende, che le  nostre  imprese
  artigiane  e  non  solo  -  ci sono anche  le  imprese  agricole  -
  rientrino  in  questo  fondo:   trattasi  infatti  di  acquisto  di
  prodotti   e   materiale   di  consumo,  funzionali   all'esercizio
  dell'attività  agricola  di  cui all'articolo  16  della  legge  n.
  6/2009,  così  come  i contributi in conto interessi  alle  imprese
  artigiane per il ripianamento delle esposizioni debitorie,  di  cui
  all'articolo 124 della legge n. 11/2010.
   A  tutto  ciò  si aggiungerebbero poi, se dobbiamo completare,  la
  formazione  delle  scorte di materia prima, i prodotti  finiti,  il
  credito   d'esercizio   per   l'acquisto,   la   costruzione,    la
  ristrutturazione  di  laboratori,  o  l'acquisto   di   macchinari,
  attrezzature, e così via.
   Sostanzialmente questo emendamento è un emendamento  che  completa
  l'articolo 55, specificatamente per IRCAC e CRIAS.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Onorevole Falcone, questo emendamento  che  il
  Governo  ha  presentato  è  relativo  alla  ristrutturazione  delle
  passività  agrarie per le quali siamo fermi, con  una  norma  della
  legge  n. 9 del 2008 - variata poi con la n. 25 del 2011 -  ad  una
  disposizione  che  prevede  una  ristrutturazione  dei  debiti,  in
  agricoltura,  fino  al  31  dicembre 2010.  Cioè  gli  imprenditori
  agricoli che avevano debiti con le banche, fino al 31 dicembre 2010
  potevano ristrutturare il loro debito con un fondo che era  gestito
  dall'Assessorato all'agricoltura con uno schema in convenzione  con
  tutti gli istituti di credito.
   Quel  fondo,  oggi,  ha  delle  giacenze  perché  è  un  fondo  di
  rotazione.  Si  tratta,  semplicemente, di eliminare   31  dicembre
  2010   e consentire alle imprese agricole, nel momento in cui fanno
  l'istanza  per  ristrutturare il loro debito di poterlo  fare  fino
  all'anno prima in cui presentano l'istanza, cioè tutti i debiti che
  hanno  contratto  fino  all'anno  precedente  al  momento  in   cui
  presentano l'istanza
   Con questa norma andremmo a contrastare una situazione di collasso
  economico  da  parte delle aziende agricole, che  attendono  questo
  strumento per poter ritornare in bonis rispetto alla situazione  di
  sofferenza del sistema agrario.
   Quella  stessa  norma prevedeva anche la capitalizzazione  per  le
  cooperative  agricole  e  quella norma era relativa  esclusivamente
  alla  capitalizzazione di soci di cooperative che agivano  soltanto
  per   i  beni  confiscati.  Quella  norma  non  ha  avuto  ad  oggi
  attuazione.
   Con  questa  norma  ci si limita a togliere il  vincolo  dei  beni
  confiscati  e  consentire  la  capitalizzazione  delle  cooperative
  agricole  al  fine di poter aumentare la loro capacità  di  credito
  presso  gli istituti di credito. Vorrei dire ai colleghi che questa
  è  una norma molto attesa dal mondo agricolo. Perché è coerente con
  questo articolo 55 di cui non c'entrano nulla gli aspetti che erano
  trattati  dall'articolo  stesso? Perché una  parte  dei  fondi  che
  riguardano, come lei ha ricordato, il sistema agricolo,  riguardano
  anche  la  CRIAS  oltre che l'IRCAC, perché abbiamo  istituito  con
  legge  della  Regione  un fondo alla CRIAS per  la  gestione  delle
  scorte,  le  cose che lei ricordava, così come l'IRCAC gestisce  le
  cooperative  agricole  e anche quelle sono  in  sofferenza.  Questa
  misura  consente  al  mondo  agricolo di  assumere,  di  avere  uno
  strumento  che  in questo momento stimiamo, per dare un'idea  delle
  dimensioni  del  problema, perché operiamo secondo  il  regime   de
  minimis  e stimiamo che con i circa 13 milioni che dai nostri conti
  risulterebbero  nelle  disponibilità  residue  di  quel  fondo   di
  rotazione

   CORDARO. La giacenza

   CRACOLICI,  assessore  regionale per  l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale  e  la pesca mediterranea. Sì, la giacenza, ristruttureremmo
  circa  150/200 milioni di debiti che il mondo agricolo  ha  con  le
  banche.  Credo  che  questa è una norma che  riguarda  la  Sicilia,
  attesa in questo momento particolare soprattutto nel ragusano;  c'è
  una particolare e acuta sofferenza di questa situazione.
   L'altra  norma che è contenuta sempre in questo articolo è  quella
  relativa  alla  possibilità che le cooperative  agricole,  cioè  le
  cantine,  anch'esse  gestite dall'IRCAC.  Si  da  l'interpretazione
  autentica a una norma che ha impedito ad oggi, malgrado ci sia  una
  legge  della Regione, di consentire ai soci fideiussori di liberare
  le  fideiussioni per quelle cantine poste in liquidazione e per  le
  quali si è avviata la procedura di fallimento dopo che è entrata in
  vigore  la legge che abbiamo fatto circa 8 anni fa ma che  è  stata
  notificata  a  Bruxelles  per essere vigente  nel  nostro  sistema.
  L'interpretazione ha fatto si che gli uffici hanno inteso escludere
  da  quella  applicazione della norma i soci che, ancorché  presenti
  nelle graduatorie di quelle cantine sociali, di quelle cooperative,
  poiché  la procedura di liquidazione e di fallimento si è  conclusa
  nel  periodo  in  cui si attendeva la notifica  di  Bruxelles,  gli
  uffici hanno interpretato la questione sospendendo l'applicazione a
  quei soci.
   Siamo nella situazione per cui ci sono, pur avendo una legge, soci
  di  cooperative  agricole che hanno situazioni in  cui  sono  stati
  posti  in  vendita  i  loro beni malgrado ci sia  una  legge  della
  Regione  che  consentiva di liberare le fideiussioni.  Ecco  perché
  stiamo parlando di una norma che riguarda il mondo agricolo che mai
  come  in questo momento vive un momento di sofferenza e che  questo
  parlamento a mio avviso fa bene a dare una risposta che riguarda la
  condizione finanziaria e di liquidità per consentire anche a questo
  settore di guardare con speranza anche alla fase di avvio del nuovo
  PSR.
   Quindi credo che questo emendamento è un emendamento che serve  al
  mondo dell'agricoltura nella sua interezza e credo e mi auguro  che
  nessuna  forza politica intenda in qualche modo contrapporsi  visto
  che  a  parole siamo tutti d'accordo a sostenere, tra  l'altro  una
  misura  che  al bilancio della Regione, in questa finanziaria,  non
  costa un solo euro.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,
  ieri nel mio intervento così com'è, votando o l'emendamento 55.7  o
  55.6   che  riguardava  soltanto  l'incremento  del  fondo.  Perché
  l'incremento  del fondo? Perché ho spiegato ieri,  e  lo  ribadisco
  oggi, in un momento in cui c'è difficoltà ad avere credito da parte
  delle  cooperative,  da  parte delle imprese  artigiane  dal  mondo
  bancario  noi  stiamo  dando un po' di respiro,  diamo  un  po'  di
  respiro  e di ossigeno a queste piccole e medie imprese e a  queste
  cooperative per accedere esclusivamente al credito.
   Ora,  con  l'emendamento  presentato  dal  collega  Falcone,   noi
  praticamente, oltre ad incrementare il fondo andiamo a cambiare  il
  sistema di finanziamento.

   FALCONE.  Onorevole  Di  Giacinto, ho già dichiarato  di  ritirare
  l'emendamento   55.7.1.1,  quello  che   cambia   il   sistema   di
  finanziamento.

   DI  GIACINTO.  Perfetto,  perché lì cambia  tutto  il  sistema  di
  finanziamento che può essere legittimo e logico ma, per  quanto  mi
  riguarda, dico di fare un disegno di legge organico e lo andiamo  a
  rivedere.  Cioè  è  illogico  che oggi,  in  fase  di  finanziaria,
  rifacciamo  una  norma per quanto riguarda il rifinanziamento  alle
  imprese artigiane e alle cooperative.
   Il  55.7.1, che recupera tutte le somme dai vari fondi  su  quello
  posso essere, sono d'accordo collega Falcone a poterlo votare.
   Se   poi  l'emendamento  dell'onorevole  Cracolici,  relativamente
  all'agricoltura,  non  incide sui fondi, su questi  fondi  che  noi
  stiamo  istituendo, così come ha detto l'assessore  Cracolici,  per
  quanto  mi  riguarda  non ho nessuna difficoltà,  anche  se  stiamo
  trattando,  ricordo, il fondo IRCAC e il fondo  CRIAS,  non  stiamo
  parlando  in questo momento di fondi particolari per l'agricoltura,
  però  non  sono  io  certamente a mettermi di traverso  rispetto  a
  questa questione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  l'emendamento  presentato  dall'assessore  Baccei  ed  esposto  qui
  dall'assessore Cracolici, per la crisi che in questo  momento  vive
  l'agricoltura è un segnale importante. È un segnale che permette  a
  quelle  imprese che sono in uno stato debitorio di poter  usufruire
  di   questi  fondi  per  liberarsi  di  questo  momento  di  grande
  difficoltà   economica  per  cui  possiamo   salutarlo   solo   con
  soddisfazione.
   Volevo    rivolgermi   all'assessore   Cracolici   perché   voglio
  notificarle  con  soddisfazione che questo emendamento  coglie  nel
  segno   proprio  per  la  difficoltà  che  attraversa  il  comparto
  agricolo.
   Mi  piace  anche ricordare che io sono stato promotore  di  questa
  norma, dell'acquisto delle scorte, perché in una finanziaria  degli
  anni scorsi fui proprio io a portare avanti questo ragionamento che
  ha avuto un grande riscontro sul territorio.
   In  provincia  di  Ragusa quelle aziende che  hanno  usufruito  di
  questo  strumento ai tempi erano 3.500 e penso che siano  aumentate
  in questi anni.
   Mi  rimane solo da chiederle una cosa, assessore, siccome la crisi
  è  talmente profonda e alla fine è un sistema che aiuta l'impresa a
  recuperare la fase debitoria ma non l'aiuta a promuovere quello che
  è  il  prodotto che si produce in questa Isola, tant'è  che  io  le
  chiedo, visto che lei appartiene a questo grande partito, visto che
  il  Ministro  all'agricoltura appartiene anch'esso a questo  grande
  partito, si faccia carico di fare sì che venga emanata una norma di
  salvaguardia per i prodotti che provengono dall'Italia ed  in  modo
  particolare  dalla  Sicilia e, se vuole  proprio  nello  specifico,
  facciamoci carico di una fascia trasformata che va da Catania e che
  arriva  fino a Trapani, che poi è il motore che trasmette  economia
  in questa terra, perché è una terra che viaggia a due velocità: c'è
  una  parte a sud che va discretamente bene, ma tuttavia è gente che
  va aiutata.
   Pensi che in provincia di Ragusa, ma io so che lei lo sa, ci  sono
  35  mila addetti nel mondo dell'agricoltura; cioè vuol dire  che  è
  una piccola Fiat che va aiutata e sostenuta. Inoltre, io so che lei
  ha avuto un incontro qui a Palermo con il Ministro dell'agricoltura
  e  le  chiedo, nelle possibilità che lei ha, di portare il Ministro
  dove  l'agricoltura  pulsa  veramente, lo  porti  in  provincia  di
  Ragusa, facciamo capire alla gente che vive a Roma, che fa politica
  a  Roma, che questa Sicilia ha bisogno di questo atteggiamento, che
  va  sostenuta,  che va aiutata anche attraverso queste  azioni  che
  sono  meritevoli  ma  che  comunque una norma  di  salvaguardia  ci
  darebbe moltissimo per uscire da questo momento di grande crisi che
  noi tutti soffriamo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, ho chiesto di  intervenire  perché
  credo  l'articolo sia importante. Mi è stata chiarita già  l'ultima
  parte   di  questo  articolo  che  l'interpretazione  consente   di
  recuperare   soggetti  utilmente  collocati  in   graduatoria   per
  l'accesso  ai  benefici  che qualora lo stato  di  fallimentare  si
  concluda dopo, è la vecchia questione della 37 del '94, si  possono
  richiedere  sempre  per  questi soggetti,  i  relativi  certificati
  casellari per sapere se ci sono stati casi di bancarotta e, quindi,
  solo  allora  si potrà procedere alla liquidazione.  Quindi  questo
  ultimo comma è un comma diciamo di interpretazione, ma che consente
  ai  cittadini che sono nelle stesse condizioni di altri  che  hanno
  già  avuto beneficio in costanza di pendenza di processo, di potere
  ottenere il beneficio che, per chi non lo sapesse, è un accordo con
  le  banche  perché  per il 60% del debito se l'accolla  la  Regione
  siciliana  e i titolari di questi finanziamenti che sono andati  in
  malora hanno diritto allo svincolo delle ipoteche.
   Ricordo all'Aula che ci sono state persone che, purtroppo, si sono
  anche  suicidate  per  questo tipo di normativa  che  allora  aveva
  consentito  sia  dei benefici ma che le imprese  andate  in  malora
  avevano  determinato la rovina di tante famiglie. La  seconda  cosa
  che volevo capire, assessore Cracolici, è questa modifica del primo
  comma  della legge 6 del 2009, perché francamente nella prima parte
  che  è  prevista dalla normativa è indicata la possibilità  che  le
  società  che  sottoscrivono un aumento di  capitale  hanno  diritto
  praticamente ad accedere a questa sorta di risorsa che è depositata
  all'IRCAC.  Nella modifica lei indica che possono essere presentate
  più domande. Non riesco a capire qual è la ratio di questa norma.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Sono i singoli soci delle cooperative.

   DI  MAURO.  Non  è  specificato però qua. Cioè non  è  specificato
  perché  si  parla  il  soggetto  che  può  chiedere  è  sempre   la
  cooperativa.  Cioè  la  modifica con la  norma  esistente  consente
  sempre  alla  cooperativa  di  fare l'istanza.  Cioè,  non  c'è  la
  specifica  dei  singoli soci. Lei sta dicendo all'Aula   i  singoli
  soci  possono  accedere ad un prestito e, quindi, auto  svincolarsi
  dall'onere e dall'obbligo che c'è con l'Istituto bancario.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Se vuole le leggo la relazione tecnica.

   DI  MAURO. No, lasci perdere la relazione. Cioè, dobbiamo  mettere
  in sintonia tutto l'articolo. Siccome il soggetto nella parte della
  legislazione  esistente è la singola impresa, nella sostituzione  è
  sempre   scritto    alle  imprese  singole'  soci   delle   società
  cooperative,  agricole  alle  società  agricole  di  capitali   che
  deliberano  un  aumento  di capitale. Cioè  sarebbero  non  più  le
  cooperative,  la  cooperativa singola, ma sono le  cooperative  che
  appartengono
   Ma  così può chiedere un'impresa agricola, diciamo un prestito per
  fattispecie  che non rientra in questa necessità. Cioè voglio  dire
  se la legge

   FAZIO. Il prestito non c'entra niente.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Vorrei  leggere  la  relazione  tecnica   che
  supportava questo emendamento.
   FORMICA. Non si potrebbe fare distribuire questa norma?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  L'articolo 3  della  legge  25/2011  contiene
  alcune   modifiche   dell'articolo  18  della  legge   6/2009.   In
  particolare il comma 1 prevede uno stanziamento, eccetera.  Come  è
  possibile  notare, rispetto alla previsione della norma originaria,
  si  è voluto ulteriormente allungare, eccetera. Questa è la seconda
  parte, quella del termine.
   Altra  modifica sostanziale apportata dall'articolo 3 della  legge
  25/2011  è  la  concessione di contributi in  conto  capitale  alle
  imprese  agricole, socie di cooperative o di società  di  capitali,
  che  deliberano  un  aumento di capitale, dando la  possibilità  di
  presentare  domande collettive da parte delle cooperative  o  delle
  società.  Considerato che la norma, come formulata, si è dimostrata
  di  difficile attuazione per l'intreccio tra i beneficiari diretti,
  soci   delle  cooperative  e  delle  società  di  capitali,  ed   i
  beneficiari  indiretti,  cooperative  e  società  di  capitali,  si
  propone   una   modifica   sostanziale  della   norma,   prevedendo
  l'erogazione del contributo in conto capitale alle imprese agricole
  cooperative ed alle società agricole di capitali che deliberino  un
  aumento   del  capitale  sociale.  Di  conseguenza,  è   necessario
  eliminare  la  priorità  assegnata nell'erogazione  ai  coltivatori
  diretti,  cioè  alle  persone fisiche, agli  imprenditori  agricoli
  professionali  ed  alle  cooperative  che  gestiscono  e  coltivano
  terreni  confiscati alla mafia, prevista dal comma 2,  articolo  18
  della  legge  6/2009.  Con  la modifica  proposta  si  supera  tale
  contrasto  e  si  consente  all'Assessorato  per  l'agricoltura  di
  stabilire,  con  proprio  decreto, i  criteri  di  selezione  delle
  iniziative proposte.
   E' chiaro qual è la questione?

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, ieri avevo sperato che quando lei  aveva
  precisato  che  gli  emendamenti  dovessero  essere  supportati  da
  relazione ciò venisse effettivamente fatto; onorevole Cracolici non
  ce l'ho con lei, si figuri.
   Ovviamente,   l'emendamento   in   questione   tocca   tre   punti
  completamente diversi l'uno dall'altro.
   Il  primo  punto interviene con l'erogazione di un contributo  nei
  confronti  delle  società cooperative o delle cooperative  agricole
  che  procedono  ad  un  aumento di capitale sociale,  dove  c'è  un
  intervento pubblico a riguardo che ha difficoltà ad essere  erogato
  sulla  base  della dizione della norma pregressa.  Mi  permetto  di
  suggerire  all'Assessore  di presentare  un  subemendamento  perché
  quando  rinvia al decreto attuativo in ordine alle modalità per  la
  concessione degli aiuti, occorre fissare un termine entro il  quale
  il decreto verrà emanato. Solo questo, nient'altro.
   Chiarito  questo  concetto,  quindi non  è  un'innovazione,  bensì
  semplicemente   una  semplificazione  normativa   per   consentire,
  effettivamente,  di  poter far sì che le  cooperative  agricole  ed
  eventualmente  le società di capitale, agricole, possano  procedere
  alla cosiddetta capitalizzazione.
   L'obiettivo della norma era quello di trovarsi società robuste dal
  punto di vista dei capitali, per poter affrontare le difficoltà del
  mercato.  Questa  norma ha trovato difficoltà  ad  essere  attuata,
  perché  poco  interessante a riguardo. Motivo per  cui  si  intende
  semplificarla per poter, in qualche modo, concedere gli interventi.
   Il   secondo   intervento  previsto  nell'ambito  dell'emendamento
  riguarda   un   argomento   completamente   diverso   che   è    la
  ristrutturazione dei debiti prevista dalla normativa e che non  può
  trovare  applicazione tenuto conto che ha inserito ex se un termine
  che  è  del 2010, motivo per cui le somme che erano state stanziate
  sono lì, nessuno le può toccare e nessuno le può utilizzare se  non
  si  modifica  il termine entro il quale, ovviamente, e mi  consenta
  anche Assessore la cosa è intelligente, perché diventa un Fondo  di
  rotazione, tenuto conto che lei, non indicando il termine,  fino  a
  quando  non  si  esauriscono i fondi o meglio, fino  a  quando  non
  vengono, in qualche modo, rimpinguate le cooperative senza  bisogno
  di  ulteriore  altra normativa possono accedervi purché  abbiano  i
  requisiti previsti, ovviamente, dalla norma. Quindi, lo trovo,  non
  solo intelligente ma, addirittura, condivisibile.
   Il  terzo argomento è un po' più complesso perché mi viene di fare
  una  domanda: il pronunciamento della Corte di Giustizia, in ordine
  all'ammissibilità  di  questo  intervento,  alla  compatibilità  di
  questo intervento, vorrei ricordare, siccome è di diversi anni  fa,
  com'è  possibile che ci si svegli a distanza di anni perché  vorrei
  ricordare - l'onorevole Di Mauro l'ha richiamata alla memoria -  la
  norma  che è stata approvata dall'Assemblea regionale siciliana  ha
  qualche  anno e, quindi, questo problema è un problema  sicuramente
  che  non  è stato evidenziato la settimana scorsa, un mese fa,  due
  mesi  fa,  bensì ha qualche anno. Com'è possibile che l'Assessorato
  all'agricoltura, o gli assessori che si sono avvicendati nel tempo,
  non  si  siano  preoccupati  di  promuovere  un'iniziativa  tesa  a
  chiarire  questa  posizione, perché mi permetto di  evidenziare  ai
  colleghi,  che  il  terzo punto non è altro che  un'interpretazione
  autentica perché non aggiungiamo nulla di più rispetto ai  soggetti
  beneficiari  individuati dalla norma perché richiama la graduatoria
  già  inserita utilmente in graduatoria ma, ovviamente, trova il suo
  limite  nell'ambito  di  una  non  specificazione  in  ordine   dei
  cosiddetti requisiti oggettivi, non soggettivi, cioè nel senso  che
  doveva   esserci   una   dichiarazione  di  fallimento,   comunque,
  ovviamente, una procedura concorsuale avviata.
   A mio avviso, la norma è non solo intelligente, da condividere, ma
  poiché  intervenire  in  agricoltura  è  estremamente  complesso  e
  difficile,  perché ci sono le normative comunitarie che determinano
  un  limite, è l'unica  cosa possibile in questo momento. Ed è  vero
  che  darebbe  un  sollievo  molto leggero  al  comparto  che  è  in
  sofferenza, se non addirittura, moribondo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevoli colleghi,  vi  invito  alla
  brevità, cortesemente.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo chiesto di
  avere  delucidazioni sul testo e soprattutto sull'emendamento  55.8
  perché, ovviamente, la materia ci appare molto, ma molto complessa.
  Soprattutto per quanto riguarda il comma 1, anche dopo l'intervento
  che ha fatto, le delucidazioni che ha dato
   Però,  signor  Presidente, se non collaboriamo,  qua  dentro  sarà
  difficile  anche  esplicitare il dibattito per  la  buona  riuscita
  perché, se non ci comprendiamo

   PRESIDENTE. L'assessore Cracolici la sta ascoltando.

   FORMICA.  Sì  lo  so,  ma il problema è che su  alcuni  punti  che
  possono  apparire complicati, complessi e che magari non  lo  sono,
  alla  luce  delle  delucidazioni, poi, se  non  c'è  chiarezza,  la
  confusione diventa ampia e, quando c'è confusione, non ci sono  mai
  conseguenze buone.
   Da  quello  che, almeno a me, è dato capire rispetto al  dibattito
  che  c'è  stato  finora  e alle delucidazioni  che  ha  dato  anche
  l'Assessore, appare - mi riferisco al comma 1 - che rispetto ad una
  norma  iniziale  che  stabiliva dei paletti che,  magari,  potevano
  essere  di  intralcio rispetto al funzionamento della legge  perché
  fra   l'altro   prevedeva   la  questione   di   un'unica   domanda
  presentabile,   eliminiamo  quest'unica  domanda   presentabile   e
  lasciamo  discrezionalità all'Assessore, nel senso che col decreto,
  eliminando  quel blocco che c'era inizialmente, non si impedisce  a
  chi ha diritto di poter presentare le domande.
   Nel caso in specie ai singoli soci.

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e  la
  pesca mediterranea. Invece, che i singoli soci, la richiesta la  fa
  la società.

   FORMICA.  Ma  questo  come funziona per le  società  di  capitali?
  Cerchiamo di chiarire, di specificare bene questo.
   Assessore,  se chiarisce meglio questa parte perché è  un  settore
  importante  per  la Sicilia e che soffre molto, in questo  momento,
  vediamo  di  indirizzare al meglio i provvedimenti di  Governo  che
  facciamo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ho
  compreso  lo  sforzo  che lei ha fatto per cercare  di  recuperare,
  però, tengo a sottolineare che la dizione che è riportata in questa
  legge  è  la  seguente:  Il termine alle imprese agricole  soci  di
  cooperative o di società di capitali che deliberano un  aumento  di
  capitale  è sostituto con le stesse parole:  alle imprese  agricole
  socie  delle  cooperative e alle società agricole di  capitali  che
  debbono    cioè la sostituzione sono le stesse parole  La inviterei
  a  correggerlo,  perché mi sembra che, come  è  formulato,  si  sia
  copiato lo spirito della vecchia legge, lo dico perché poi dobbiamo
  essere nelle condizioni di applicarla.
   Siamo d'accordo, però  Sono le stesse parole, Assessore.

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e  la
  pesca mediterranea. Scusa, hai ragione, è alle società agricole  ed
  alle cooperative.

   DI MAURO. Assessore, o si dimette o lo corregge

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e  la
  pesca  mediterranea.  Intanto, ringrazio il collega  Fazio  per  la
  precisazione che ha fatto e per l'efficacia con la quale  ha  fatto
  questa precisazione.
   E' evidente che la questione che ha posto l'onorevole Di Mauro sia
  corretta. Questo emendamento si pone l'obiettivo di consentire alle
  cooperative ed alle società di fare, in quanto soggetto  giuridico,
  richiesta per la capitalizzazione delle società, quindi, non più ai
  singoli  soci,  ma  alle  società ed alle cooperative,  quindi,  va
  precisato, va corretta la questione così come è scritta.
   Purtroppo, mi sono fidato degli uffici

   PRESIDENTE. Sospendo due minuti per la riscrittura.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.20)

   La seduta è ripresa.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, non ho
  che  da  esprimere un giudizio positivo sulla proposta  di   questo
  emendamento che, di fatto, dopo un congelamento che c'è stato al 31
  dicembre  2013,  sblocca tutti coloro che sono entrati  in  empasse
  economiche da quella data ad oggi. Trasformando da socio privato in
  società  di  capitale o cooperativa, di fatto,  con  questa  norma,
  andiamo  ad  approvare un provvedimento che è salutare  per  questo
  settore, che già soffre immensamente.
   Per  cui  il  mio  plauso all'Assessore, non mi spiegavo  poc'anzi
  com'è che una norma di buon senso come questa arrivasse dopo cinque
  anni  dalla  prima  genitura,  e l'ultimo comma non  fa  altro  che
  recuperare, anche qui un plauso, tutti coloro che hanno  avuto  già
  la pendenza giudiziaria con la procedura fallimentare.
   Questi due momenti, che sono quelli della ricapitalizzazione  fino
  all'anno  precedente, al 31 dicembre dell'anno  precedente,  ed  il
  recupero  di  tutti coloro che dal 31 dicembre 2010  fino  ad  oggi
  hanno avuto attivata la procedura fallimentare, vengono recuperati.
   Per  cui  ritengo  che  questa sia una norma che  possa  definirsi
  fulcro di questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  Comunico  che all'emendamento  55.7  I  parte,  degli
  onorevoli   Falcone   ed  altri  è  stato  presentato,   da   parte
  dell'onorevole Falcone il subemendamento sostitutivo 55.7.1, che si
  aggiunge all'articolo 55.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GIACINTO.   Signor  Presidente,  dobbiamo   votare   sia   il
  subemendamento  55.7.1, sul quale siamo d'accordo  e  l'emendamento
  55.7, che riguarda l'IRCAC, non riguarda la CRIAS, quindi, dobbiamo
  votare sia uno che l'altro.

   PRESIDENTE.  Voteremo, quindi, l'emendamento 55.7  I  parte,  così
  come  subemendato, e l'emendamento 55.6, a firma dell'onorevole  Di
  Giacinto, che non sarà assorbito da quello dell'onorevole Falcone.
   Il parere della Commissione sul subemendamento 55.7.1?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 55.6, a firma dell'onorevole  Di
  Giacinto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 55.7 II parte, a firma degli  onorevoli
  Falcone ed altri. Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira?

   FALCONE. Estende i benefici all'editoria. Mantengo l'emendamento.

   FORMICA. Che si occupa anche di formazione agricola

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per voto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   CIMINO. Può spiegare l'emendamento?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, basta. E' da un'ora  che  siamo  su
  questo articolo, abbiamo ancora 26 articoli. Un deputato interviene
  una   volta  soltanto  per  cinque  minuti  per  spiegare  l'intero
  articolo.

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.7 II parte

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 55.7, II parte.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:
   Presenti                 66
   Votanti                  66
   Maggioranza              34
   Favorevoli               35
   Contrari                 31
   Astenuti                  0

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento soppressivo 55.3,  degli  onorevoli  Di
  Mauro ed altri

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 55.4,  degli  onorevoli  Di
  Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 55.8, del Governo. Comunico che è  stato
  presentato dal Governo il subemendamento 55.8.1.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta  di  votazione  segreto   su   un
  subemendamento.

   CORDARO. Presidente, se ce lo spiega

   PRESIDENTE.   Il  dibattito  c'è  stato,  è  stato   pure   ampio.
  L'onorevole  Cracolici ha presentato un subemendamento  sulla  base
  degli  interventi  dell'onorevole Formica, Di Mauro,  Fazio  ed  ha
  riconosciuto  che c'era un errore. O si segue il  dibattito  o  non
  andiamo da nessuna parte  C'è una richiesta di voto segreto.

   GRECO Giovanni. La ritiro, Presidente.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  55.8.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 55.8. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, così come subemendato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 55.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 55.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          40
   Contrari            35
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 55, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'Assessore  Lo Bello è presente. Siccome dobbiamo  approvare  gli
  articoli - mi riferisco al secondo fascicolo, per completarlo - 51,
  57, 61, 65 e 74, questa è la scaletta con la quale andiamo avanti.
   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                               «Art. 51
           Misure in materia di impianti di distribuzione di
                              carburanti

   1.  La  parola   concessione  contenuta nella  legge  regionale  5
  agosto  1982,  n.  97  e successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  sostituita dalla parola  autorizzazione .

   2.  Le  parole   Assessorato  regionale dell'Industria   contenute
  nella  legge regionale 5 agosto 1982, n. 97 e successive  modifiche
  ed   integrazioni,   sono  sostituite  dalle  parole   "assessorato
  regionale delle attività produttive".

   3.  Fermo restando le disposizioni attuative previste dalla  legge
  regionale   5  agosto  1982,  n.  97  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  l'assessore  regionale per  le  attività  produttive,
  entro  120  giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  emana  le disposizioni finalizzate alla semplificazione  ed
  alle sanzioni dei procedimenti amministrativi in materia.

   4.  In  materia  di  impianti di distribuzione carburanti  ubicati
  sulla   reta  autostradale  e  sui  raccordi  autostradali  trovano
  applicazione le disposizioni nazionali e regionali di settore.

   5.  Per  quanto  non  previsto  dalle  disposizioni  regionali  di
  settore, trovano applicazione le relative disposizioni nazionali.

   6.  I titolari di depositi commerciali di oli minerali non possono
  esercitare,  come  attività accessoria,  l'immissione  diretta  del
  carburante  nei  serbatoi degli automezzi. Il  divieto  di  cui  al
  presente  comma  non  trova applicazione nel caso  di  rifornimento
  delle macchine agricole strumentali all'agricoltura».

   Abbiamo  un serie di emendamenti che prevedono la soppressione  di
  articoli a di commi.
   Onorevole Greco, ritira gli emendamenti soppressivi al 51?

   GRECO Giovanni.. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Cordaro, lei ritira il suo emendamento?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 51.8 primo firmatario l'onorevole Ciaccio
  ed altri. Lo mantiene?

   CIACCIO. Lo mantengo.

   TANCREDI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 51.8.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   questo
  emendamento noi chiediamo l'installazione di un dispositivo, che  è
  presente in tutti i distributori d'Europa - tranne che in Italia  -
  che  determina la temperatura del carburante, in funzione del fatto
  che  varia il volume in base alla temperatura ambientale. In questa
  maniera,  si potrebbe dare la certezza agli utenti di avere  sempre
  la  stessa  quantità precisa di quello che viene pagato e realmente
  erogato.  E'  un dispositivo che costa poche decine  di  euro,  che
  dovrebbero  avere  tutti i distributori in Italia  e  non  solo  in
  Regione siciliana

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  colleghi,    per   quanto   riguarda   questo   emendamento,    pur
  condividendone  lo  spirito devo dire che  l'intenzione  di  questo
  emendamento, così come veniva detto dall'onorevole, è assolutamente
  quello  di  poter  misurare, con estrema  chiarezza  il  carburante
  erogato.   Come  sappiamo,  le  truffe,  in  questo  senso,   hanno
  ampiamente documentato, anche con filmati, che questo avviene.
   Pur  tuttavia,  in  questo momento - proprio  abbiamo  chiesto  un
  approfondimento  nella mattinata di oggi - e  a  livello  nazionale
  proprio   la  Commissione  carburante,  presieduta  dalla   Regione
  siciliana,  si sta occupando di interventi in materia di carburanti
  e di stazioni di servizio.
     Proprio  perché  questa  è  una di quelle  cose  che  sono  alla
  valutazione  della  commissione nazionale,  noi  vorremmo  dare  un
  parere  negativo  a  questo  emendamento  tenuto  conto  che,  poi,
  rientrerà  fra  tutti quegli interventi che faranno  parte  di  una
  direttiva nazionale.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore  io,
  francamente, di questo articolo riesco a comprendere il primo comma
  ed  il secondo. Il terzo ed il quarto sono nelle cose. Cosa dice il
  terzo?  Fermo  restando le disposizioni attuative,  previste  dalla
  legge  97/1982  e  successive modifiche e integrazioni,  entro  120
  giorni   saranno   emanate   le   disposizioni   finalizzate   alla
  semplificazione.  Non  occorre  norma   Comma  4:   In  materia  di
  impianti distribuzione carburanti ubicati sulla rete autostradale e
  su  raccordi  autostradali  trovano  applicazioni  le  disposizioni
  nazionali  e  regionali di settore, e non c'è bisogno di  scriverlo
  nella legge .
   Comma 5:  Per quanto non previsto nelle disposizioni regionali  di
  settore, trovano applicazione le relative disposizioni nazionali .
   Quello che dice lei è una cosa ma qui non è inserito. Qui ci  sono
  due  argomenti  importanti: uno è il tema dell'autorizzazione,  che
  prima   era   concessione,  il  secondo  è   che   va   indirizzato
  all'Assessorato  regionale per le attività  produttive  e  non  più
  all'Assessorato regionale per l'industria e il terzo è questo comma
  6, il divieto eccetera. Sugli altri tre commi ci si può muovere per
  via amministrativa.
   Se  ci  sono altri argomenti che, le devo dire, ho avuto  modo  di
  riscontrare in una sorta di illustrazione che il Governo ha  fatto,
  qui  non  c'è traccia. O si corregge attraverso un emendamento  del
  Governo, oppure è una norma che si racchiude in due commi che hanno
  un  valore  molto, per carità di precisazione, di  correttezza,  ci
  mancherebbe  altro, ma le altre cose che lei ha detto non  ci  sono
  inserite qui.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  signori  deputati, quando abbiamo giudicato assolutamente  non  più
  rinviabile   passare  sul  territorio  siciliano  dall'idea   della
  concessione  a  quella  dell'autorizzazione che,  come  sapete,  la
  Sicilia  non si capisce bene che cosa conceda, tenuto conto  che  i
  distributori  di  carburante  sono o  sul  territorio  comunale  o,
  addirittura, su territorio privato, quindi, un'idea di  concessione
  assolutamente inesistente.
   Oltretutto,  le  norme nazionali, siamo l'unica Regione  ad  avere
  ancora  questo tipo di dicitura, quindi, il primo, così come diceva
  giustamente  l'onorevole  Di Mauro, è semplicemente  il  cambio  di
  quello che è il concetto di concessione a quello che è, invece,  la
  pratica dell'autorizzazione.
   Come  voi  sapete,  la concessione è un atto che  ha  una  propria
  scadenza che è decennale, per riaprire, poi, tutta la pratica della
  cosiddetta concessione come se venisse questa concessione non  solo
  aggiornata  ma,  in  qualche caso, neppure con  la  possibilità  di
  essere  integrata,  ma come una concessione ex  novo,  rispetto  al
  fatto che questa, invece, riveste il destinatario di questa ad oggi
  autorizzazione è l'Assessorato regionale delle attività  produttive
  tenuto conto che i regolamenti precedenti la davano all'Assessorato
  regionale dell'industria.
   Passiamo al terzo comma, quel comma che dice l'onorevole Di Mauro,
  non  capirsi bene. Perché? Abbiamo ravvisato l'esigenza di scrivere
  un regolamento perché così come oggi noi abbiamo visto e valutato -
  e   lo  faremo  insieme  alla  Commissione  attività  produttive  -
  l'autorizzazione,  come  noi sappiamo,  così  come  nel  resto  del
  territorio italiano, hanno in sé quello che oggi viene pagato  come
  concessione  che,  come vi ho detto, ha durata decennale,  avrà  la
  necessità  di essere contemplata in una forma di regolamento  o  di
  indicazioni, anche procedurali, perché non è vero che  parliamo  di
  concessione,  la tassa di concessione dovrà poi essere  prevista  o
  come tassa di autorizzazione o, comunque, dispiegare all'interno di
  una  divisione  che,  per esempio, veniva dalla  Commissione  dover
  essere in qualche modo collegato all'erogato e non, invece, al tipo
  di carburante erogato ma alla sua quantità.
   Per  quanto riguarda, invece, il comma 4, da questa norma  vengono
  esclusi gli impianti ubicati sulle autostrade e quelli nei raccordi
  autostradali.
   Per  quanto riguarda, invece, il quinto per dire che tutto ciò che
  non  è  previsto  sul  territorio  siciliano  ad  esclusione  delle
  autostrade e raccordi autostradali, valgono le regole nazionali.
   Per quanto riguarda il sesto comma
   Per  quanto riguarda il sesto comma, in questo momento noi abbiamo
  avuto  depositi  di  carburante che  erogano  carburante  anche  ad
  autovetture  ed  anche  a  mezzi pesanti. In  questa  maniera,  per
  ragioni  di  sicurezza, legate anche ai distributori di carburante,
  prevediamo che questo debba essere mantenuto semplicemente  per  le
  macchine agricole strumentali all'agricoltura.
   Questa è la spiegazione di tutti e sei i commi.
   Per   quanto   riguarda  l'emendamento  presentato  dall'onorevole
  Ciaccio,  torno  a  ribadire  che non  è  affatto  una  contrarietà
  all'emendamento  e,  rispetto a questo, possiamo  anche  rimetterci
  all'Aula per valutare la nostra non contrarietà.
   Questo  è  un momento in cui diciamo che tanto questa  norma  sarà
  inserita in quei centoventi giorni in cui regolamenteremo una serie
  di cose fra le quali, probabilmente, anche questa se viene recepita
  razionalmente dalla Commissione carburanti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  intervengo   sull'emendamento  51.8.   Io   apprezzo   la   replica
  dell'assessore,  però,  credo che questo emendamento  sia  di  buon
  senso  perché  è a tutela di tutti i cittadini e degli  utenti  che
  utilizzano  i  rifornimenti per fare benzina. Quindi,  se  per  una
  volta  la  Regione Sicilia anticipa le altre regioni  e  mette  una
  norma  a  tutela dei cittadini, credo che sia positivo e chiedo  il
  voto segreto su questo emendamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento 51.8 viene mantenuto?

   CIACCIO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Sono mantenuti il 51.1 e il 51.3.

   PRESIDENTE. L'emendamento 51.9 viene mantenuto?

   CORDARO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 51.2 degli onorevoli Di Mauro ed altri è mantenuto?

   DI MAURO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 51.3 viene mantenuto?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  51.3.  Il  parere   della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  51.4  degli  onorevoli  Di  Mauro  ed  altri  viene
  mantenuto?

   DI MAURO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 51.5 degli onorevoli Di Mauro ed altri è mantenuto.

   DI MAURO. E' mantenuto.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 51.8 è mantenuto.
   Il Governo si è rimesso all'Aula. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  51.8.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si  passa all'emendamento 51.6 degli onorevoli Di Mauro ed  altri.
  Onorevole Di Mauro, lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 51.7 degli onorevoli Di Mauro ed  altri.
  Onorevole Di Mauro, lo ritira?

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 51, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura.

                               «Art. 57
       Provvidenze in favore delle imprese agricole danneggiate
             dagli eventi atmosferici del 10 ottobre 2015

   1. L'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
  la pesca mediten-anea è autorizzato ad erogare per l'esercizio
  finanziario 2016 la somma 500 migliaia di euro alle imprese
  agricole che hanno subito gravi danni agli impianti di serricoltura
  a seguito dagli eventi atmosferici verificatisi il 10 ottobre 2015
  nei territori dei comuni di Licata, Naro, Canicattì, Campobello di
  Licata e Ravanusa della provincia di Agrigento, dichiarati
  eccezionali con decreto del Ministro per le politiche agricole
  alimentali e forestali del 24 dicembre 2015».

   Ribadisco per l'organizzazione dei lavori. Noi andremo con
  quest'ordine: articolo 57, 58, 61, 65 e 74.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Onorevole  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vista
  l'assenza dell'Assessore per l'agricoltura, del Presidente Crocetta
  e  dell'Assessore  Baccei, gli articoli 57 e  58  accantoniamoli  e
  passiamo agli altri articoli.

   PRESIDENTE. Scusate, che vuol dire accantoniamoli?

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  esattamente   con   la   stessa
  metodologia. Aspettiamo l'Assessore per l'agricoltura.

   PRESIDENTE. Ma dov'è l'Assessore per l'agricoltura?

   PANEPINTO.  Non  lo so, signor Presidente. Gli articoli  57  e  58
  accantoniamoli, Presidente. Passiamo all'articolo 59.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 61. Ne do lettura.

                               «Art. 61
                Fondo di rotazione per la progettazione

   1.   Le  somme  erogate  in  favore  degli  enti  locali  per   il
  finanziamento  delle spese di progettazione di cui all'articolo  43
  della  legge  regionale 26 marzo 2002, n. 2 non  reintroitate  sono
  recuperate,  senza  oneri  finanziari  aggiuntivi,  in  due   quote
  costanti a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, a prescindere
  dal  finanziamento  dell'opera, a valere sui trasferimenti  di  cui
  all'articolo 6, comma 1 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
  e  successive  modifiche ed integrazioni e di  cui  all'articolo  9
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 in favore degli stessi».

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati,  l'abbiamo  inserito nella  riscrittura  dell'articolo  8
  sugli enti locali perché la riscrittura era quella di ieri che  era
  stata  agli Uffici che era un po' confusa, diciamo così.  L'abbiamo
  riscritto, però, poi l'abbiamo inserito nell'ambito dell'articolo 8
  perché tratta tutti i temi degli enti locali.
   Se volete lo trattiamo qua, invece.

   PANEPINTO. Accantoniamolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la prego, stiamo accantonando
  troppi articoli.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole  Laccoto. Siccome  ancora  non  stiamo
  trattando  l'articolo, non le do la parola sull'ordine  dei  lavori
  perché significa bloccare i lavori.
   La trattazione è rinviata, in uno, all'articolo 8.
   Scusate,  se l'Assessore Cracolici ci fa la cortesia di  ritornare
  in  Aula,  può  essere che andiamo avanti secondo l'ordine  che  ci
  siamo dati. Gli articoli 62, 63 e 64 erano già stati approvati.
    Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:

                               «Art. 65
                 Sicilia patrimonio immobiliare S.p.A.

   1. Per l'esercizio finanziario 2016 è autorizzato il pagamento del
  saldo  dei corrispettivi dovuti alla Sicilia patrimonio immobiliare
  S.p.A., discendenti dal relativo contratto di servizio.

   2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 1.921 migliaia di euro».

   L'articolo  61  lo  tratteremo in uno  con  l'articolo  8  perché,
  onorevole   Laccoto,   c'è  un  problema  di   carattere   tecnico.
  Formalmente  doveva essere soppresso. Se viene  soppresso  non  può
  essere trattato lo stesso argomento nella stessa sessione, per  cui
  lo  trattiamo  in  quella  sede  e vediamo  come  si  sviluppa.  Lo
  manteniamo in vita in questo momento.
   Onorevoli  colleghi, sull'articolo 65 sospendo la seduta  per  due
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 17.06)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E' stato presentato all'articolo 65 un subemendamento
  di riscrittura da parte del Governo e già ieri era stato depositato
  con la firma di gran parte dei Capigruppo.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 65.1 a firma dell'onorevole
  Greco e altri.

   GRECO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  soppressivo 65.4 a firma dell'onorevole Cordaro e altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 65.5 a firma dell'onorevole Cancelleri  e
  altri.
   Lo metto in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 65.5.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   CIACCIO.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 65.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 65.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

  PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

  Presenti        68
  Votanti         68
  Maggioranza     35
  Favorevoli      24
  Contrari        44
  Astenuti         0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  65.6, a firma dell'onorevole Falcone  ed  altri,  è
  precluso. Si passa all'emendamento 65.2, a firma dell'onorevole  Di
  Mauro ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro, anche a nome dei cofirmatari.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 65.3, a firma dell'onorevole
  Di Mauro ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro, anche a nome dei cofirmatari.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Lombardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   1132/A e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n. 1132
                           e nn. 1133-1135/A

   PRESIDENTE.  La Commissione ha preannunciato la presentazione  del
  sub-emendamento 65.9.1.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Si, gli emendamenti 65.10 e 65.9, sono in distribuzione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   in   merito
  all'emendamento   65.10,  ci  permettiamo  di  fare   notare   come
  l'emendamento, in pratica, sia una riproposizione dell'articolo  60
  che  è  stato già votato. Porrei l'attenzione su questi emendamenti
  che  arrivano  all'ultimo minuto, perché ci sembra  che  si  voglia
  dribblare  una decisione su un articolo sul quale il Parlamento  si
  è  già  espresso. Se lei lo paragona all'articolo 60 vedrà  che  il
  contenuto  è  lo  stesso, anche la somma di 1500 migliaia  di  euro
  corrisponde.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

         (La seduta, sospesa alle 17.13, è ripresa alle 17.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti non sono gli stessi  apparentemente,
  onorevole Foti. Chiedo che il Governo lo chiarisca e, comunque, per
  quello  che  riguarda questa Presidenza verranno votati in  maniera
  separata. La votazione non sarà unica sui due commi.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati. Questo emendamento individua quella che è la società  che
  potrà fare l'attività, che è la Sas, alla quale è stato adeguato lo
  statuto per poter svolgere l'attività.

   PRESIDENTE. Soddisfatta onorevole Foti?

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. L'unica
  cosa  dove  siamo  soddisfatti  è  che  finalmente,  dopo  24  ore,
  l'assessore  ci  ha detto qual è la società, perché questa  domanda
  l'avevamo  fatta  ieri. Ora sappiamo che è la  Sas,  ma  rimane  di
  stesso    identico   contenuto,   come   ha   detto   la    collega
  precedentemente. Infatti dice l'articolo 60, già bocciato da questa
  Aula:  l'attività inerente la valorizzazione dei beni  immobili  di
  proprietà  della  Regione  e degli enti  vigilati  ed  in  servizio
  possono  essere  realizzati anche mediante  affidamenti  in  regime
  inhouse  providing a società totalmente partecipate  dalla  Regione
  già  costituite. Adesso stiamo dicendo che, invece, è  la  Sas.  Ma
  sempre questo è  Di questo contenuto stiamo parlando ed in più, per
  le  finalità di tale comma, abbiamo detto, stiamo dando  lo  stesso
  importo, quindi per noi rimane dello stesso identico contenuto solo
  che cambia adesso che c'è la società.

   PRESIDENTE.  Allora  l'assessore, se  non  ho  compreso  male,  ha
  esplicitato che nell'articolo 60 si poteva fare riferimento  a  più
  società   perché  più  società  nella  Regione  siciliana   possono
  procedere alla valorizzazione degli immobili.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati. Dire che le attività possono essere trasferite  ad  altra
  società  non  è  esattamente la stessa cosa  che  si  individui  un
  soggetto ad una nuova società, che si individui, fra l'altro faceva
  riferimento  ad  una  nuova società, che si  individui  invece  una
  società  esistente  specifica,  quindi  non  è  affatto  lo  stesso
  articolo  bocciato perché là c'era una genericità alla quale  si  è
  opposto  il  Parlamento e non è detto che la  volontà  parlamentare
  laddove  si  specifichi correttamente qual è il  contenitore  senza
  dare  origine  ad  una  nuova  società  poi  sia  identica.  Quindi
  l'articolo non è affatto, per niente, uguale.

   PRESIDENTE.  Si  votano, comunque, per parti  separate.  Si  passa
  all'articolo 65. Vi sono 3 emendamenti. L'emendamento 65.10  viene,
  appunto, votato per parti separate. Il 65.9 è un subemendamento  al
  65.9.  Subemendamento 65.9.1 che si aggiungi all'emendamento  65.9.
  Il parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO.  Presidente della Commissione Bilancio  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 65.9 così come subemendato.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI. Assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO.  Presidente della Commissione Bilancio  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  65.10.1.  Votiamo  per  parti
  separate.  E'  la riscrittura del Governo. E' stato presentato  dal
  Governo. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il secondo comma dell'articolo 65.

   comma

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   CIACCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 65.10, secondo
                                comma.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 65.10, secondo comma.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          42
   Contrari            33
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 65, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 57. C'è un emendamento di riscrittura  del
  Governo,  un  emendamento aggiuntivo primo  firmatario  l'onorevole
  Lombardo ed altri.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Lo accantoniamo?

   PRESIDENTE.   Noi possiamo fare tutto, Presidente. Il  discorso  è
  che   c'eravamo  dati  un  percorso.  Lei  me  lo  chiede  ed   io,
  chiaramente,  accantono.  Si  passa all'articolo  58.  Lo  possiamo
  trattare, Presidente Crocetta?

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di iniziare a
  discutere   di   questo   articolo  avrei   bisogno   di   chiedere
  all'Assessore  Cracolici la motivazione per la quale  questi  danni
  riguardano  soltanto  alcuni  Comuni  della  Regione  Sicilia.  Nei
  territori  dei  Comuni  di Licata, Naro, Canicattì,  Campobello  di
  Licata e Ravanusa in provincia di Agrigento. Non mi pare che questo
  tipo   di  danni  siano  stati  identificati  soltanto  in   questa
  provincia. Gradirei che lei ci dicesse se dalla provincia di Ragusa
  non  è  arrivata nessuna segnalazione perché qualora fosse arrivata
  una segnalazione pretendo che anche la provincia di Ragusa entri in
  questo finanziamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                                Art. 74
               Fondo unico dell'Irfis Finsicilia S.p.A.

   1.  L'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art.  61 - 1. Al fine di favorire l'accesso al credito delle  PMI
  operanti  in  Sicilia  e di attivare investimenti  di  partenariato
  pubblico-privato  è  costituito  nel  patrimonio  netto  dell'IRFIS
  FinSicilia   S.p.A   un   fondo  unico,  valido   ai   fini   della
  determinazione  del Patrimonio di Vigilanza, per la concessione  di
  credito e garanzie, con rischio a carico dell'IRFIS Finsicilia,  in
  favore   delle  piccole  e  medie  imprese  operanti  nei   settori
  dell'industria,  compresa  l'agroindustria,  del  turismo  e  della
  ricettività, del commercio, dell'energia da fonti rinnovabili e dei
  servizi.   Nell'ambito  della  propria  autonomia   gestionale   di
  intermediario  finanziario iscritto agli elenchi di  cui  al  Testo
  Unico  Bancario,  l'Irfis  determina  le  linee  di  intervento,  i
  prodotti  e  le  modalità di concessione dei  finanziamenti,  fermi
  restando,  i  massimali fissati dalla Commissione europea  per  gli
  aiuti de minimis. Il suddetto Fondo è costituito mediante tutte  le
  disponibilità risultanti alla data del 31 dicembre 2015 relative ai
  fondi a gestione separata, istituiti ai sensi degli articoli 5 e 11
  della  legge regionale 5 agosto 1957, n. 51 e successive  modifiche
  ed integrazioni, dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
  1973,  n.  50 é successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo
  23  della  legge  regionale  6 maggio  1981,  n.  96  e  successive
  modifiche ed integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale 17
  marzo  1979,  n.  44  e successive modifiche e integrazioni  -  ivi
  compresa  la  quota  residua di cui al comma 150  dell'articolo  11
  della  legge regionale 29 maggio 2012 n. 26, dell'articolo 20 della
  legge  regionale 18 febbraio 1986, n. 7  e successive  modifiche  e
  integrazioni,  dell'articolo 69 della  legge  regionale  16  aprile
  2003, n. 4 e successive modifiche e integrazioni, degli articoli 26
  e  43  della  legge regionale 1 settembre 1993, n. 25 e  successive
  modifiche e integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale  16
  dicembre  2008,  n.  23  e  successive  modifiche  e  integrazioni,
  dell'articolo 46 della legge regionale 31 dicembre 1985,  n.  57  e
  successive  modifiche e integrazioni, dell'articolo 2  della  legge
  regionale   12  aprile  1967,  n.  46  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  dell'articolo 1 lett. A  della  legge  regionale  12
  giugno  1976 n. 78, delle leggi regionali n. 5 e n. 6 del 13  marzo
  1975,  nonchè  del  Fondo ex articolo 60 della legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n.  32  e  successive modifiche  ed  integrazioni,
  dell'articolo 9 della legge regionale 4 agosto 1978 n. 26. Tutti  i
  successivi rientri di cui alle citate leggi, al netto delle  somme,
  a  qualsiasi titolo spettanti, all'IRFIS FinSicilia S.p.A.  per  la
  gestione  del Fondo istituito dall'articolo 1 della legge regionale
  12  giugno  1976,  n.  78 confluiscono, periodicamente,  nel  fondo
  costituito  dal presente articolo. Al fine di consentire  all'IRFIS
  Finsicilia  la definizione della gestione unica a stralcio  e  fino
  all'esaurimento delle operazioni in essere alla data di entrata  in
  vigore  della presente legge vengono confermati i compensi previsti
  dalle  convenzioni tra la Regione siciliana e l'lrfis che  regolano
  le  previgenti singole operatività sopra riportate, ridotti del  10
  per cento.

   2.  Al comma 6 quinquies dell'articolo 20 della legge regionale 12
  maggio  2010,  n. 11, dopo le parole "del presente  articolo"  sono
  inserite le seguenti:  , nonché di tutte le altre disposizioni  per
  le  società partecipate dalla Regione contenute in provvedimenti  e
  norme regionali ».

   2.  Al  comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale  15  gennaio
  2014,  n. 3 dopo le parole  attività economica  inserire le  parole
   di mercato .

   FALCONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto dico  che
  siamo  particolarmente soddisfatti per questo  emendamento  che  ha
  proposto  l'onorevole  Savona e che ha  avuto  già  l'apprezzamento
  della Commissione bilancio. Questo emendamento sostanzialmente cosa
  fa  con questo articolo? L'IRFIS riesce a sostenere tutta una serie
  di comparti e di settori improduttivi che vanno dall'industria, dal
  commercio   dall'agricoltura.   Volevo   preannunciare   anche   un
  emendamento  che  estendesse questi benefici  così  come  l'abbiamo
  fatto  con l'IRCAC anche per l'editoria. Oggi l'editoria è un altro
  comparto  in sofferenza ma che anche diciamo così dà occupazione  e
  crea  anche  sostegno a un comparto particolare  quale  quello  dei
  giornalisti  e della comunicazione, per cui soltanto il  tempo  per
  poter  proporre un sub emendamento e inserire anche il sostegno  al
  comparto della comunicazione e dell'editoria.

   PRESIDENTE. Un chiarimento onorevole Falcone. Lei ha presentato un
  emendamento  similare quando abbiamo trattato  dell'IRCAC  e  della
  CRIAS e quindi lo estende anche all'IRFIS?

   LENTINI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ora  qui  non  ci
  siamo  più signori miei, diamoci una calmata, diamoci una  calmata,
  perché altrimenti non si capisce più niente.
   Ed  allora,  considerato  il  fatto, signor  Presidente,  che  noi
  abbiamo  l'IRFIS  che si occupa di industrie e  commercio,  abbiamo
  l'IRCAC che si occupava di cooperative e ora dall'anno scorso dalla
  finanziaria   si  occuperà  anche  di  aziende  agricole,   imprese
  agricole. E questo è un altro.
   Abbiamo il CRIAS che si occuperà e si occupa di artigianato  e  ci
  abbiamo  messo pure le piccole imprese artigiane, ora  con  l'IRFIS
  dobbiamo  inserire   signori miei, stiamo perdendo  il  lume  e  la
  ragione
   Si    mettono   in   votazione   alcuni   emendamenti   che   sono
  insignificanti, cioè non si può pretendere un grande ente IRFIS che
  nasce  solo ed esclusivamente per l'industria e il commercio andare
  a trasferire, perché altrimenti noi che facciamo? Aiutiamo in tutti
  i  reparti  l'agricoltura, per carità, che  è  giusto  aiutare,  ci
  mancherebbe, l'agricoltura, l'editoria, i servizi alle persone,  ma
  i servizi alle persone vedo un emendamento del collega Di Giacinto,
  per  carità,  ma  c'è  l'Assessorato della  famiglia  che  si  deve
  occupare di queste cose.
   Allora, se noi veramente dobbiamo venire qua per lavorare  e  fare
  le  cose  in un certo modo e rendere il lavoro certosino e dare  le
  giuste  regole a tutti i cittadini siciliani, mi trovate d'accordo;
  ma  se  noi  dobbiamo  fare di tutta un'erba  un  fascio,  dobbiamo
  inserirci  ovunque e dovunque, queste sono cose che non si  possono
  fare.   Utilizzare  un  ente  come  l'IRFIS  per   inserirci   pure
  l'agricoltura, l'editoria, e non me ne vogliano perché io  rispetto
  anche  loro, o i servizi alle persone. Ma che cosa veniamo  a  fare
  qua? Questa è una cretinata, scusate
   Poi  che fa, facciamo il voto segreto e con il voto segreto devono
  passare  le  cose che non devono passare e al contrario quelle  che
  passano? Ma di che parliamo  Non è che ci sono cretini  Qua  stiamo
  parlando di persone serie  Questo è un Parlamento  L'IRFIS  non  si
  può  occupare  di queste cose. L'IRFIS fa una cosa, l'IRCAC  ne  fa
  un'altra,  e la CRIAS un'altra ancora, perché sono degli  enti  che
  sono  nati  per aiutare dei settori. Qua sta andando a  finire  che
  tutti  ci  inseriamo  in un contesto dove non c'entra  nulla   Ora,
  siccome sapete che in IRFIS c'è possibilmente qualche milioncino in
  più, l'agricoltura, i servizi alle persone e l'editoria. Ma signori
  miei  Ma datevi una calmata

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.33, è ripresa alle ore 17.49)
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'articolo 74.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  un  secondo  per
  dire che, poco fa, nell'intervento sull'emendamento precedente,  mi
  riferivo  al  subemendamento 74.5.1 mi  riferivo,   per  precisare,
  all'agricoltura ed all'edilizia. Quindi,  secondo me, in  IRFIS  né
  agricoltura,  né  edilizia. Siccome poco  fa  si  parlava  pure  di
  editoria e non c'entra niente.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli
  colleghi, intervengo per dire che soltanto in apparenza mi sembrano
  contrastanti  gli  interventi  dell'onorevole  Falcone   e   quello
  dell'onorevole Lentini.
   Soltanto  in apparenza, perché nella sostanza vera rivendicano  lo
  stesso  tipo  di interventi e lo stesso tipo di attenzione  che  la
  Regione  dovrebbe  avere nei confronti di tutti i  ceti  produttivi
  dell'Isola.
   La  distinzione, la differenziazione, che il collega Lentini si  è
  sforzato  di  sottolineare  fra  i  tre  Istituti  economici  della
  Regione:  l'Irfis, l'Ircac e la Crias che hanno ovviamente  statuti
  diversi  e  specializzazioni e settori di interventi  diversi,  una
  Regione  moderna,  una  Regione seria, una  Regione  governata  non
  dovrebbe  più  tollerarli nella forma in  cui  essi  si  trovano  e
  operano.  Perché  Irfis, Crias e Ircac andrebbero accorpati  in  un
  unico  Istituto a sostegno delle attività produttive della  Regione
  siciliana,  a  maggior ragione da quando, e sono  ormai  quasi  una
  ventina  di anni, la Regione siciliana non ha più un polo  bancario
  di riferimento, dopo le vergognose operazioni che videro la fusione
  per  incorporazione della Sicilcassa dentro il Banco di  Sicilia  e
  poi  la  svendita del Banco di Sicilia al Banco di Roma e dunque  a
  Unicredit e via seguitando.
   Una  Regione  di  5  milioni di abitanti con vocazione  certamente
  agricola,    certamente   artigianale,   certamente    industriale,
  certamente commerciale, non ha più poli di riferimento finanziari.
   Ecco  perché  i  due  colleghi  che prima  sono  intervenuti  solo
  apparentemente  e per passione momentanea hanno dato  l'impressione
  di sostenere qualcosa di diverso, certo non è questo il Governo che
  poteva  compiere  un'operazione così  intelligente  ed  anche  così
  complessa,  non  è certamente questo il Governo e  forse  non  sono
  questi gli anni.
   Ma  vorrei chiedere, quali grandi industrie negli ultimi  anni  ha
  sostenuto  l'Irfis? Perché non si viene qui a dire nomi e  cognomi?
  Nessuna   Nessuna  La grande industria è scappata dalla Sicilia  in
  questi anni.
   Ed  allora, quello che sostiene l'onorevole Falcone e ancor  prima
  l'emendamento della Commissione è assolutamente ragionevole,  anche
  l'editoria  è  industria  e si parla di industria  dell'editoria  e
  perché  non sostenerla, quando va sostenuta con criteri e requisiti
  oggettivi  che  devono essere ovviamente fissati e normati   Ma  se
  l'Irfis oltre all'industria sostiene anche  il commercio, beh   Non
  si  tratta di reti commerciali in gran parte? Noi l'abbiamo  votata
  un  anno  fa  circa, forse un po' di più di un anno  fa  una  legge
  sull'editoria. Può dirci il Governo quale è stata l'applicazione di
  questa legge sull'editoria? In che senso la legge è intervenuta  in
  relazione a quella che è l'industria editoriale siciliana in questa
  considerando  quella  scritta e quella non  scritta?  Quella  della
  informazione e quella culturale? La verità è che su questi aspetti,
  come   su   tanti   altri  aspetti,  il  Governo  è   assolutamente
  inadempiente, direi proprio latitante.
   Allora,  chiedo all'Aula uno sforzo perché si possa  procedere  in
  questa  direzione  e la direzione è quella che è stata  individuata
  con l'emendamento della Commissione e il subemendamento al quale io
  appongo  la  mia  firma, lo dichiaro sin da adesso preannunciato  e
  spero già depositato dall'onorevole Falcone.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  quando  parliamo di IRFIS, CRIAS ed IRCAC, stiamo parlando  di  tre
  fattispecie   diverse   di   istituti:   uno   che    si    rivolge
  all'artigianato, uno che si rivolge alla cooperazione e l'IRFIS che
  si rivolge all'industria in generale.
   Credo  che  ciò che vuole fare il collega Falcone è  già  inserito
  nella norma, caro collega Ioppolo. Perché quando la norma parla  di
  servizi, i servizi si intendono tutto ciò che riguarda i servizi in
  generale, per cui anche dell'editoria.
   Mi  auguro che non si voglia fare quello che è stato fatto poco fa
  sull'articolo dell'IRCAC, dove stiamo andando a pagare senza limiti
  i  debiti  delle  cooperative  che si sono  indebitate  per  quanto
  riguarda l'editoria.
   Chiedo  all'onorevole  Falcone di fare un ordine  del  giorno  per
  inserire  un tetto massimo dove si può arrivare. Grazie, onorevole,
  perché  farà  l'ordine  del giorno che io già  sottoscrivo  insieme
  all'onorevole Falcone, che si possa arrivare fino a 50 mila euro.
   Quando  parlo,  invece,  di  servizi alle  persone,  caro  collega
  Ioppolo  e  caro collega Lentini, sto parlando di investimenti  che
  non  possono  fare quelle attività, che sono S.r.l., S.p.A.  e  per
  questo  tipo  di  impostazione sono delle aziende industriali,  non
  possono accedere al credito presso l'IRFIS. Ad esempio, le case  di
  cure  private,  se  devono  ristrutturare l'immobile,  non  possono
  accedere al finanziamento IRFIS.
   Ricordo  che  oggi l'IRFIS è una banca. Forse, a  qualcuno  sfugge
  questo fatto. Ad esempio, se una scuola privata che dà servizi alle
  persone,  vuole  fare  la ristrutturazione,  non  può  accedere  al
  credito  IRFIS.  Quindi,  quando inserisco  questa  parola  e  dico
   servizio alle persone  non c'entra niente con l'Assessorato  della
  famiglia e con altro; è per accedere al credito.
   Chiedo all'Aula di poter votare questo emendamento perché è di una
  semplicità assoluta che dà credito anche a questo tipo di  attività
  industriale.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che bisogna
  capire qual è il taglio che si vuole dare a questa finanziaria.  Se
  è,  come  è  giusto,   fare una finanziaria di assistenza  per  gli
  strati  sociali deboli, siamo tutti d'accordo. C'è un  aspetto  che
  manca  ed  è  l'aspetto  dello sviluppo. Questa  è  un'opportunità.
  Questa  opportunità  ci  viene  data  dall'IRFIS.  Quindi,  non  si
  inalberi  nessuno  se  la  Commissione  inserisce  l'agricoltura  e
  l'edilizia. Non si arrabbi nessuno se qualcuno inserisce l'editoria
  e  che  io  firmerò  questo  emendamento presentato  dall'onorevole
  Falcone.  Così  come firmerò, e sono d'accordo sull'intervento  del
  nostro amico e collega Di Giacinto, sul servizio alle persone.
   Siamo a un bivio: sostenere le piccole  e medie imprese, sostenere
  l'impresa e l'industria. Siamo a un bivio molto importante,  perché
  se  molte  imprese  oggi  non  riescono  a  superare  la  data  per
  consegnare  il  dovuto  al  fisco, se  molte  imprese  preferiscono
  andarsene  a Malta oppure all'estero, un motivo ci deve essere   Ma
  l'altro  motivo  importante  è  quello  che  questa  Terra  diventa
  attrattiva  per tutti e, soprattutto, in modo particolare,  per  le
  nostre imprese.
   Per  cui,  per  quanto mi riguarda e per quanto  ci  riguarda,  il
  Gruppo  dell'UDC, noi siamo per aprire ai cittadini  che  ne  hanno
  bisogno  la  banca,  perché  l'IRFIS  è  una  banca  e,  quindi,  è
  disponibile, a disposizione dei cittadini siciliani.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  questo
  tema   dell'Irfis  credo  sia  importantissimo,  e  che  non   vada
  sottovalutato che forse quest'Aula, e anche il Governo, se ne  sono
  occupati non attentamente in questi quasi tre anni.
   Abbiamo avuto un blocco, dettato anche da alcuni pareri dell'ANAC,
  che  ritenevano in un primo momento che l'Irfis fosse soltanto  una
  società strumentale, quindi non poteva aprire il credito al  libero
  mercato,  poi  successivamente, dopo una serie  di  interlocuzioni,
  l'ANAC  ha  invece  dato un parere favorevole affinché  l'Irfis  si
  potesse aprire al mercato.
   Credo  che, data tutta la situazione di grande crisi che  vive  la
  Sicilia,  su  questi  temi  dobbiamo  fare  delle  battaglie,  come
  l'Irfis,  che  forse  è  la partecipata regionale  più  importante,
  perché è in realtà a tutti gli effetti una  107? . E' una banca,  è
  una  di  quelle  partecipate che andrebbe  veramente,  si  dovrebbe
  mettere  tanto personale in più, anche da tutte quelle  partecipate
  che  stiamo  possibilmente  mettendo in liquidazione,  formando  il
  personale,  perché io faccio presente che a Catania,  per  esempio,
  c'è  una  sede  dell'Irfis che ha solo un dipendente e  che,  anche
  secondo le norme bancarie, non è in regola.
   Non    capisco   quindi   l'allarmismo   di   tutti   i   colleghi
  nell'aggiungere  materie  di competenza all'Irfis.  L'Irfis  è  una
  banca  che  dà  del credito a tassi agevolatissimi, quasi  a  tasso
  zero,  credo  che tutti i siciliani dovrebbero avere la possibilità
  di  poter accedere, ovviamente tutti i siciliani che fanno impresa,
  dall'editoria  all'edilizia, perché io ricorderei che  noi  abbiamo
  impinguato  i fondi della Crias, dell'Ircac, ma nessuno  più  parla
  anche  delle  imprese edili che stanno morendo in  Sicilia,  e  che
  debbono  avere anche loro la possibilità di accedere a  un  credito
  agevolato.  Quindi io mi rimetto all'Aula dicendo che forse  questo
  sarebbe  uno di quegli argomenti da affrontare in modo  più  serio,
  invece  di  gridare e fare allarmismi inutili, perché è  stata  già
  svenduta una quota, purtroppo, da parte della Regione siciliana  in
  tempi passati, abbiamo perso una grande occasione, come Sicilia, di
  avere una nostra banca.
   Quindi  chiedo  a  tutti di non fare perdere una grande  occasione
  all'Irfis.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  vista
  l'importanza dell'articolato che riguarda l'Irfis, io pregherei gli
  onorevoli  colleghi di attenzionare particolarmente  il  testo  che
  esitato  dalla  Commissione, perché nel testo,  di  fatto,  vengono
  previste  tutte le iniziative che oggi l'Irfis è in grado di  poter
  operare.  Ho  avuto modo così, poc'anzi, di vedere  come  nel  sito
  dell'Irfis  vi siano tutte le iniziative che nel corso  degli  anni
  sono state finanziate, e le varie aziende che hanno avuto beneficio
  di questo strumento.
   Notavo  come  l'emendamento  dell'onorevole  Falcone,  che  è   un
  emendamento   sicuramente  apprezzabile,  è  diventato  pleonastico
  rispetto  sia all'articolo 74, ma anche rispetto al fatto  che  già
  l'Irfis  svolge queste attività a favore delle imprese che  operano
  nell'ambito dell'informazione e dei servizi.
   Ritengo,   proprio  per  non  creare  confusione  e  non  bloccare
  l'attività  di un istituto che sta crescendo dopo le autorizzazioni
  avute  anche dalla Banca d'Italia, e noi rischiamo, con tanta carne
  al  fuoco  che mettiamo questa sera, anche di bloccare una crescita
  esponenziale   che  questa  struttura  deve  potere   avere   anche
  nell'esperienza annuale che si sta definendo.
   Direi  che  sia necessario approvare il testo, così come  è  stato
  approfondito  con la Commissione II e con gli Uffici, inserire  ciò
  che diceva bene l'onorevole Di Giacinto sulla società di persone  e
  magari, subito dopo questa finanziaria, poter attivare un tavolo di
  lavoro  in questo Parlamento, perché tra Crias, Ircac ed  Irfis  vi
  sia   una   gestione  che  possa  essere  unitaria  e   che   possa
  rappresentare il medio credito per la Sicilia, perché oggi noi, tra
  le  battaglie per l'Ircac, per la Crias e per l'Irfis, rischiamo di
  fare  confusione senza attenzionare una tematica che, direi, è bene
  che  la Commissione Attività produttive, la Commissione Bilancio  e
  l'Aula  possa  esaminare, in un testo complessivo, proprio  perché,
  richiamando  le parole dell'intervento dell'onorevole  Ioppolo,  la
  Sicilia ha la necessità di un mediocredito.
   In  passato  abbiamo  avuto delle esperienze  purtroppo  negative,
  facciamo in modo che questa struttura che sta per nascere,  che  si
  sta  potenziando nel territorio, non trovi da parte  dell'Assemblea
  qualche  emendamento che, di fatto, crei difficoltà ad una crescita
  che deve poter avvenire pian piano e fatta anche in modo ponderato.

   CRACOLICI,  assessore  all'agricoltura, sviluppo  rurale  e  pesca
  mediterranea.   Signor  Presidente,  onorevole   deputati,   vorrei
  semplicemente dire all'Aula che l'Irfis che abbiamo conosciuto  nel
  passato  non esiste più . Esiste un istituto di credito  che  opera
  secondo  le  logiche  del mercato ed è controllato  da  Bankitalia.
  Quindi  opera secondo i principi bancari, quindi impedire all'Irfis
  di  operare  in  alcuni settori è come cercare di impedire  ad  una
  banca di fare la banca. Lo dico perché noi siamo anche alla vigilia
  dell'avvio  di  tutta l'attività della programmazione  comunitaria,
  non solo il Tsr, il Fesr, l'Fse.
   Come  è  noto queste misure si attivano con il cofinanziamento  da
  parte   delle  imprese.  Ora  consentire  all'Irfis  di  approntare
  strumenti   finanziari   o  strumenti  cosiddetti   di   ingegneria
  finanziaria  che possano essere utilizzati da parte dei beneficiari
  delle  misure  messe  a bando per cofinanziare  gli  interventi  e,
  quindi,  accedere ai finanziamenti comunitari io  lo  considero  un
  elemento  intelligente. Ecco perché, dico ai  colleghi,  consentire
  all'Irfis,   ad   esempio,   di  operare   nel   settore   primario
  dell'agricoltura, perché oggi già l'Irfis opera nel  settore  delle
  aziende  di  trasformazione, nell'agroindustria, ma l'attività  del
  settore  primario,  fatto  cioè verso  quell'attività  che  produce
  agricoltura e non è attività di mera trasformazione, è un modo  per
  aiutare  i nostri imprenditori. Dopodiché tutto questo avverrà  con
  le  regole bancarie, cioè chiaramente l'Irfis darà i soldi a chi  è
  in  grado di poterli restituire. Eviterei di creare barricate su un
  tema,  come  dire, di questa dimensione. Ecco perché io  suggerisco
  l'agricoltura, l'edilizia; cioè l'Irfis è una banca, come tutte  le
  banche  deve poter operare nel mercato finanziario. Quindi io  sono
  d'accordo, non so chi ha fatto gli emendamenti, a sostenere  quegli
  emendamenti, la Commissione, per consentire all'Irfis di  fare  ciò
  per  cui  abbiamo deciso, con qualche piroetta nel passato,  perché
  abbiamo  regalato un pezzo dell'Irfis, come è noto, a Unicredit  ma
  almeno consentiamoci di fare quello per cui è rimasta, cioè fare il
  mediocredito  con il 107, sottoposta alla vigilanza  di  Bankitalia
  nel settore del credito.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   Salvatore.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori,  intervengo  per un chiarimento  e,  oltre  che  per  un
  chiarimento,   per  in  premessa  dire  che  sono   favorevolissimo
  all'emendamento della Commissione perché non fa altro che allargare
  la platea dei soggetti beneficiari, ma volevo sottolineare una cosa
  all'onorevole Di Giacinto.
   A  mio  avviso  stiamo usando un termine improprio.  Onorevole  Di
  Giacinto,  secondo  la mia modesta opinione, poi  lo  accolga  come
  suggerimento  non  come critica, quando si parla  di  servizi  alla
  persona  si intendono altre cose, per me la dizione più corretta  è
  servizio  al  cittadino, dove si intende per servizio al  cittadino
  tutto  quello  che  riguarda  le infrastrutture,  la  mobilità,  la
  sanità,  l'educazione, lo smaltimento dei rifiuti,  tutto.  Servizi
  alla persona ha una dizione completamente diversa da quello che  si
  vuole,  dallo  spirito del testo. Quindi, se possibile,  chiedo  di
  correggere il subemendamento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi con questo  nostro
  sub  emendamento ci troviamo perfettamente d'accordo anche  con  la
  tesi adesso presentata dall'assessore Cracolici.
   Accade,  grazie a Dio, anche questo in Parlamento: che  quando  le
  cause sono giuste, ci si trova tutti d'accordo.
   All'articolo  74,  quando  si  fa  riferimento  all'IRFIS,  si  fa
  riferimento  a  settori che, quando l'IRFIS è nata,  erano  settori
  chiave  nell'immaginario  di  chi doveva  pensare  al  sistema  del
  finanziamento  e  delle banche. E tra i settori chiave,  Presidente
  Ardizzone, era indicata l'industria.
   Ma  io  vorrei  fare, ai colleghi deputati, una  domanda:  ma,  in
  Sicilia  in  questi trent'anni, quali industrie si sono realizzate?
  E, allora, perché sarebbe pleonastico questo emendamento?
   Noi andiamo incontro ad un'esigenza, l'esigenza di una Sicilia che
  può cambiare. Che è una Sicilia che non può essere fatta, soltanto,
  di  quelle  cattedrali  nel deserto che dovevano  rappresentare  un
  piano industriale che non si è mai realizzato
   Noi   andiamo   incontro,  con  quell'emendamento  presentato   in
  commissione  -  che parte, appunto, dall'onorevole vice  presidente
  Savona e che viene sposato da tutta la commissione, e che viene sub
  emendato con un nostro emendamento che fa riferimento ad un settore
  strategico, che è quello dell'informazione.
   Oggi,  agricoltura, turismo viaggiano su canali  che  non  possono
  essere  quelli di un piano industriale di trent'anni fa,  fatto  di
  cattedrali  nel deserto. Viaggiano su un piano che è  quello  delle
  nuove tecnologie, di streaming, dell'HD, del web di tutta una serie
  di  settori  che noi, in questo modo, individuiamo come  strategici
  perché  coniugano l'innovazione a quel mondo della  tradizione  che
  caratterizza i settori produttivi della Sicilia e che  prendono  le
  distanze  da  quel  modello fallimentare che, in questi  trent'anni
  purtroppo, non ha funzionato.
   Per questo chiediamo al Parlamento, con atto di responsabilità, di
  sostenere  quella  proposta  e,  insieme  a  quella  proposta,   di
  sostenere il nostro sub emendamento.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  Crocetta  noi  in  Sicilia  abbiamo alcune  strutture  che,  ormai,
  risalgono  a tanto tempo fa - la CRIAS, l'IRCAC, e l'IRFIS  -  che,
  operando  diversamente, costituiscono una valvola di sfogo  per  il
  sistema  delle  imprese e le assicuro che l'IRCAC,  costituita  nel
  1954,  così come la CRIAS sono una grande opportunità per il  mondo
  delle cooperative e dell'artigianato.
   Relativamente all'IRFIS, mi permetto di chiarire ai  colleghi  che
  per  l'agricoltura  è  già uno strumento operativo  e  va  bene  la
  precisazione  dell'onorevole  Cracolici  che,  ovviamente,  conosce
  adeguatamente  l'argomento,  mi fa  piacere.  Comunque  il  settore
  dell'agricoltura è già coperto.
   Relativamente   all'edilizia,  per  la  quale  ho  presentato   un
  emendamento, non essendo lavori pubblici - che è cosa diversa  -  è
  un  sistema molto a rischio. Io credo di non trovare le ragioni per
  le quali l'edilizia possa essere esclusa, perché potrebbe essere un
  settore  che,  oggi, trova ristoro nell'IRFIS, se non altro  perché
  c'è  un  tasso  di  prestito che potrebbe andare  a  compensare  il
  disvalore che, oggi, c'è nei processi di vendita degli immobili.
   Quindi,  per  quanto  mi  riguarda, non  solo  esprimo  il  parere
  favorevole  affinché  anche  l'edilizia  faccia  parte  di   questo
  contesto,  ma  l'IRFIS può essere l'unica risposta,  oggi,  che  il
  Governo regionale può dare al settore delle imprese.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini, lei è  già  intervenuto.  Non  si
  ritorna sullo stesso argomento.
   Comunico  che  all'emendamento 74.5  è  stato  presentato  il  sub
  emendamento 74.5.1, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore  regionale per  l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore  regionale per  l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 74.5, così come sub emendato. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 74, così come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  alcune  cose.  Non  ce  l'ho contro gli agricoltori,  voi  siete  i
  maestri  del Parlamento; questa è un'operazione che bisognava  fare
  in Commissione, visto e considerato che qualcuno vuole agevolare il
  percorso  dell'agricoltura, o dell'edilizia,  o  di  chi  che  sia,
  l'emendamento  principe siccome c'è su IRCAC  e  su  CRIAS  c'è  un
  articolo  anziché mettere 10 milioni e volete aiutare,  mettete  50
  milioni  ma  dovete  distinguere un settore con un  altro.  Seconda
  cosa, quando si parla di banca e mi auguro che diventi una banca  e
  finalmente l'ex Banco di Sicilia, oggi Unicredit, e tutte le banche
  che  insistono  nel territorio regionale che vendono maledettamente
  il denaro al 7% contro il 3,5% del settentrione d'Italia, quindi il
  50%  in meno, la cosa che voglio farvi entrare nella testa e questo
  vale  per  me in primis, dobbiamo distinguere i settori,  sono  tre
  enti che lavorano per tre cose diverse.
   Vi dico una cosa, siccome questo rimarrà agli atti e siccome spero
  che  questa Assemblea finalmente accolga il mio ordine del  giorno,
  l'archivio  di  queste  sedute d'Aula viene inserite  nel  contesto
  dell'Assemblea  dove  vengono sistemate e in qualsiasi  momento  le
  andiamo a vedere. Vi ricorderete, se ve lo ricorderete, che  appena
  aprite  questa  maglia con IRFIS e tutti i settori insisteranno  in
  questa  cosa poi vedrete che l'IRFIS non avrà più vita e a  5  anni
  non  ci  arriverà. Poi vedrete, come abbiamo venduto  il  Banco  di
  Sicilia  perderemo  pure un grande ente che  si  chiama  IRFIS,  un
  grande  ente  che  si chiama IRCAC, un grande ente  che  si  chiama
  CRIAS.
   Siete spensierati

   PRESIDENTE.  Si  passa  agli  articoli  57  e  58  precedentemente
  accantonato.
   Comunico   che   sono  stati  presentati  degli   emendamenti   di
  riscrittura da parte del Governo.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo  perché  non  conosco  ancora  il  nuovo  testo  che  ha
  presentato  il Governo, ma francamente vorrei ricordare che  quello
  che  è  stato  previsto  all'articolo  57  per  quanto  riguarda  i
  territori  di alcune province, credo sia veramente ridicolo  perché
  prevedere cinquecentomila euro per diversi comuni che hanno  subito
  danni  per  milioni  e milioni di euro, un fatto assolutamente  non
  congruo.
   Pertanto,   vorrei  sperare  che  queste  risorse  intanto   siano
  destinate  non in maniera capillare a quei comuni che magari  hanno
  avuto  un minimo di danno a seguito di una pioggia copiosa, ma  che
  sia  rispettata la declaratoria che è stata approvata, credo il  24
  dicembre dal nostro Governo regionale e che queste risorse vadano a
  quei  comuni che in effetti hanno subito danni per delle condizioni
  meteo  veramente terribili come quella di Licata che  ha  distrutto
  delle serriculture importanti con danni che sono stati quantificati
  per circa sette milioni di euro.
   Quindi io vorrei sperare che la riscrittura degli articoli 57 e 58
  preveda,  signor Presidente, una risorsa che sia adeguata ai  danni
  che  vi  sono stati e che siano soprattutto rivolti a quelle realtà
  che hanno subito realmente questi danni ingenti.
   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   non
  conosco  ancora  l'emendamento  presentato  dal  Governo,  tuttavia
  ritengo  che  quanto  anzidetto nel mio intervento  di  poco  fa  è
  importante  che  anche  la provincia di Ragusa  rientri  in  questo
  ambito, perché è chiaro che non ci può essere una discriminante per
  i danni subiti dall'agricoltura.
   I  danni  all'agricoltura sono tutti gli stessi, sono tutti  della
  stessa matrice e sono tutti importanti, per tutte le province della
  Regione siciliana. E siccome in modo particolare anche la provincia
  di  Ragusa  è  stata  toccata da questi  danni,  noi  ne  chiediamo
  l'inserimento.

   PRESIDENTE. Ma a chi chiede l'inserimento, al Governo?

   RAGUSA. Al Governo, chiaro.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei  che  anche
  l'assessore  all'agricoltura  mi ascoltasse  anche  perché  con  la
  riproposizione dell'emendamento 58.8 nulla viene fatto  in  più  da
  parte  del  Governo rispetto a quello che ha fatto  la  Commissione
  Bilancio.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Ci sono 750 mila euro in più

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Non  è  così,  onorevole Marziano, non deve spiegare  a  me  questa
  vicenda.
   Su  questa vicenda c'erano cinque milioni di euro, e ve li abbiamo
  dati  per  chiudere  la finanziaria dell'anno scorso.  I  danni  di
  Pachino  e  Porto  Palo  ammontano a  5  milioni  di  euro,  dovete
  restituire  5  milioni di euro così com'è previsto  perché  c'è  un
  ordine  del  giorno, il n. 506, approvato da questa Assemblea,  che
  impegna  il Governo della Regione a restituire agli agricoltori  di
  Pachino  e  Porto  Palo i 5 milioni che gli  abbiamo  tolto  il  29
  ottobre dell'anno scorso.
   E  quindi,  prima di andare avanti, bisogna mantenere gli  impegni
  assunti.  Presidente,  io  la invito a far  stampare  l'ordine  del
  giorno 506 e lo distribuiamo ai colleghi. Noi siamo rimasti che con
  quell'ordine  del giorno all'agricoltura venivano restituiti  8.800
  milioni  che  era  la  somma che avevamo tolto  per  destinarla  ai
  forestali  er  pacta sunt servanda. Gli accordi si  mantengono.  La
  parola data si mantiene.
   Se  io  oggi ti tolgo una cosa e ti prometto che te la do  fra  un
  mese  non è possibile che il mese dopo tu mi restituisci, a  mò  di
  elemosina,  un  terzo  di quello che tu mi  hai  prestato.  Quei  5
  milioni  di  euro  sono stati prestati al Governo per  chiudere  la
  manovra  finanziaria. Ora devono essere restituiti, perché lei  sa,
  assessore  Cracolici, che i danni per gli agricoltori di Pachino  e
  Porto Palo sono stati riconosciuti dai suoi uffici pari a 5 milioni
  di  euro  e 5 milioni di euro c'erano. Li abbiamo tolti, li abbiamo
  messi a disposizione del Governo, e ora devono tornare perché non è
  possibile  che  la gente che ha avuto distrutte le  serre,  che  ha
  avuto  l'impegno  del  Governo  dei  suoi  predecessori,  del   suo
  Direttore generale, nella duplice veste di Assessore e di Direttore
  generale, ora quegli impegni non vengono mantenuti.
   Ripeto,  somme  già  disponibili. Presidente, le  sarei  grato  se
  facesse  circolare  l'ordine del giorno  506  approvato  da  questa
  Assemblea. Cioè non è possibile che noi abbiamo approvato una  cosa
  e oggi ci rimangiamo quello che abbiamo approvato.

   CANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori,
  l'onorevole  Vinciullo giustamente si accalora perché i  danni  che
  hanno  subito  gli  agricoltori di Porto  Palo  e  della  zona  del
  Siracusano  sono  certamente  ingenti  e  vanno  anche  aiutati   e
  rispettati; però, se noi partiamo da anni precedenti, caro  collega
  e  cari  colleghi, ci sono tantissimi agricoltori dell'Agrigentino,
  del  Nisseno  che aspettano di essere rimborsati per  i  danni  che
  hanno  avuto  nei  vari  anni e per grosse somme,  perché  si  sono
  abbattute   delle  calamità  purtroppo  sia  nella   provincia   di
  Caltanissetta  e dell'Agrigento che ricordo sono province  ad  alta
  intensità agricola.
   Quindi,  certamente,  se  si  riesce a  trovare  la  disponibilità
  economica-finanziaria  per aiutare queste  aziende,  saremmo  tutti
  felici.  Però,  io ritengo in un momento di grande  difficoltà  che
  bisogna  anche  un  pochino accontentarsi e  se  andiamo  a  vedere
  l'emendamento presentato dal Governo, il 57.8, onorevole Panepinto,
  si  tratta di 1750 migliaia di euro per 6 comuni, che diventa quasi
  un piccolo rimborso, onorevole Greco.
   Ci  sono aziende che hanno avuto distrutto tutto completamente  in
  quella maledetta giornata del 10 ottobre 2015 perché c'è stata  una
  tromba  d'aria pesantissima. Quindi sono solo piccoli  regali,  non
  certamente  aiuti, però in un momento di grave crisi certamente  ci
  accontentiamo.  Alla luce del sub-emendamento ritiro  l'emendamento
  57.4  in cui chiedevo di aumentare da 500 mila euro a 1 milione  lo
  stanziamento per questi paesi.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per  un
  motivo:  ho capito qual è il metodo di questa Assemblea. Il  metodo
  di  questa  Assemblea  è  creare il  problema  per  fare  finta  di
  risolverlo.
   Mi  spiego meglio: nella seduta del 30 ottobre 2015 è arrivato  in
  quest'Aula  il  disegno  di  legge 349/A Stralcio,  che  riguardava
  interventi  nel  settore  forestale e  prevenzione  degli  incendi,
  perché  dovevamo fare finire le giornate, ovviamente, ai forestali,
  perché anche loro sono dei padri di famiglia, per l'amor di Dio, ma
  questo  disegno  di legge, poi convertito nella legge  26/2015,  al
  comma  2  prevedeva  l'abrogazione di alcuni articoli  della  legge
  25/2011. L'articolo 1 passava da cinque milioni a due milioni, poi,
  veniva  abrogato  il  comma  6  dell'articolo  10  ed  il  comma  4
  dell'articolo 28.
   Perché creare il problema per poi fare finta di risolverlo? Perché
  se  andiamo  a  vedere la legge regionale 11  e  gli  articoli  che
  abbiamo  abrogato, la legge intanto era  Interventi per lo sviluppo
  dell'agricoltura e della pesca ; proprio l'articolo 1 era un  Fondo
  di  solidarietà  regionale, che al proprio  interno  richiamava  la
  legge  11/2010,  per  il danneggiamento per avversità  atmosferica.
  Quindi, abbiamo svuotato un capitolo di bilancio di tre milioni  di
  euro proprio per questi interventi.
   Abbiamo  tolto, come dicevo prima, anche il comma 6  dell'articolo
  10  che riguardava, invece, interventi per le vetrine promozionali,
  per  dare  un po' di ossigeno all'agricoltura e, poi,  il  comma  4
  dell'articolo 28, che riguardava il contributo per il carburante.
   Signor Presidente, non si può continuare così.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.

   ZITO.  Non possiamo creare i problemi perché dobbiamo pagare altri
  ed ora questi soldi bisogna vedere da dove li stiamo prendendo, per
  darli,  giustamente, agli agricoltori e svuotiamo la legge  25/2011
  che  era nata per questo per fare, poi,  marchette  in finanziaria.
  Perché  quando un capitolo di bilancio si trasforma in  finanziaria
  mettendo  nomi  e cognomi dei comuni dove devono arrivare  i  soldi
  sono   marchette ,  non  è un vero aiuto agli  agricoltori.  E  non
  possiamo andare avanti così.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi, mi permetto di intervenire perché in
  Commissione questa norma è stata motivo di discussione. Attenzione,
  stiamo discutendo di esigenze legittime. Tutte. Le esigenze che gli
  amici di Agrigento hanno evidenziato per i danni subiti, così  come
  le  esigenze degli amici del siracusano per quello che  è  successo
  con le gelate. Ed hanno profondamente ragione.
   Però,  in  finanziaria  è  emerso un  ragionamento.  Perché  anche
  Ragusa,  ma  non  Ragusa, la provincia di Ragusa, la  provincia  di
  Caltanissetta e la provincia di Catania, colpita dal  ciclone  Atos
  si  è  trovata  ad  affrontare la vicenda che ha descritto  l'amico
  Presidente della Commissione, onorevole Vinciullo.
   Vi  ricordate  cosa avevamo fatto? Stiamo parlando, però,  di  una
  cifra immensa perché, ovviamente, in Commissione ho espresso questa
  difficoltà  ma,  a  differenza  dei  danni  subiti  nei  comuni  di
  Agrigento  e di quelli subiti dai comuni del siracusano, là  furono
  quantificati 60 milioni di euro di danni, 50, 60, decine  e  decine
  di   milioni   di  euro  di  danni,  poi,  l'avevamo  previsto   in
  finanziaria,  dopodiché,  quei soldi,  come  ricordate  bene,  come
  ricorda  bene il Presidente della Regione e l'Assessore a  cui  più
  volte  ho  avuto  modo  anche  di ricordarlo,  presero  una  strada
  diversa,  legittima, però, quei soldi li abbiamo tolti. I soldi  di
  Atos c'erano, le assicuro Presidente che è stato così, i soldi  per
  Atos  c'erano, dopodiché, i soldi non ci sono stati più  per  altre
  esigenze importanti.
   Allora, cosa le voglio dire, Presidente, non le dico ora e subito,
  non  sto  dicendo questo, le dico solamente che esiste un  problema
  che non si risolve con 1 milione di euro. Ho firmato un emendamento
  dei  colleghi ragusani, l'ho firmato senza difficoltà, che  prevede
  non  so quanto, ma il problema di Atos non si risolve con 1 milione
  di  euro. Il problema di Atos non si risolve con 5 milioni di euro,
  per  Atos  ci  vogliono decine di milioni di euro  che  sono  state
  certificate, le risorse c'erano e si sono perse.
   Io,  quindi,  sono sicuro che su questo non voglio fare  l'assalto
  alla  diligenza dei colleghi che, giustamente, hanno  quelle  poche
  risorse con cui si coprono quei pochi danni. Atos è un'altra cosa e
  sono sicuro che il Presidente insieme all'Assessore che ama le  tre
  province  ci  aiuterà a trovare una soluzione che per me  non  deve
  essere  per  forza  questa sera, l'importante è che  così  come  si
  risolve, ed è più facile farlo dal bilancio regionale, l'intervento
  per  gli amici di Agrigento, per gli agricoltori di Agrigento e per
  quelli  di  Siracusa, sono sicuro che l'impegno  del  Governo  deve
  essere anche per risolvere questa questione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto, comunico che  nelle  more
  dell'intervento sono pervenuti due emendamenti. Lo dico per  vostra
  conoscenza e per rappresentarlo al Governo, però, gradirei  che  il
  Governo ed il presidente Crocetta mi ascoltassero.
   Mi  è  pervenuto  un emendamento a firma degli onorevoli  Ferreri,
  Ragusa,  Digiacomo,  Assenza,  giustamente,  tutti  i  deputati  di
  Ragusa,  evidenziando che va aggiunto dopo la parola   Ravanusa   i
  comuni   Scicli,  Pozzallo, Modica, Ragusa, Santa  Croce  Camerina,
  Vittoria e Agate .
   L'onorevole Lentini e l'onorevole Di Giacinto  presentano un altro
  emendamento,   chiaramente,  i  palermitani   ed   ancora   aspetto
  l'onorevole   Formica   con  l'emendamento  dei   messinesi,   dove
  inseriscono  le  parole   Valledolmo, Alia, Vicari,  Castronovo  di
  Sicilia, Alinusa e Montemaggiore Belsito .
   E, allora, onorevoli colleghi, per intenderci...
   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  no,  no, onorevole Crocetta,  ora  mi  riferisco
  soprattutto a lei.
   Il  principio  delle  norme  di  carattere  generale  lo  dobbiamo
  richiamare  e  farlo  proprio. Invito il  Governo  a  ritirare  gli
  emendamenti 57.8 e 58.8.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Presidente Crocetta, mi deve fare completare.
     Vanno  ritirati gli emendamenti, va fatto un Fondo,  magari  più
  ampio, dove si individuano, si fa riferimento ai decreti.

     (Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  La  questione  è partita male  dalla  Commissione  ed
  arriva in Aula, ed è chiaro che succede questo  E, ancora, siamo ad
  un  terzo  della finanziaria  Non è più possibile questo  discorso
  Non  è più possibile  Le norme sono di carattere generale e, quando
  arriveremo  all'articolo 23 sarà peggio ancora per  cui  invito  il
  Governo  a ritirare i due emendamenti, a farne uno complessivo,  ad
  individuare i decreti ministeriali che prevedono l'evento e sarà il
  Governo senza alcuna discrezionalità a procedere alla ripartizione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  avevo  chiesto la parola proprio perché  intendevo  fare
  questa proposta. Trasformare  E' inutile che ridete
   Siccome  la  verifica  dei  fondi  che  spettano  è  basata  sulle
  dichiarazioni dello stato di calamità, sul riconoscimento da  parte
  del   Governo  dello  stato  di  calamità,  sull'entità  dei  danni
  accertati e non su quello che chiedono i singoli deputati.
   Quindi, chiedo, non c'è bisogno di unificare

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La  Commissione non ha sbagliato, doveva arrivare con  la  manovra.
  Non glielo permetto Presidente

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non la sta ascoltando nessuno

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Scusi,  unificare  i   due
  articoli, Presidente, ed istituire con l'ammontare delle due  somme
  complessive il Fondo per le calamità e l'agricoltura. Sto andando a
  riscriverlo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, sono d'accordo con lei, però con  un
  elemento: sono d'accordo che vengano riscritti gli articoli 57 e 58
  facendo     riferimento    alle    declaratorie    del    Ministero
  dell'Agricoltura, per tutto ciò che riguarda danni che  ha  seguito
  le procedure previste dalla normativa nazionale.
   Nulla  di  scandaloso  ed  è giusto che sia  così,  probabilmente,
  servirà un approfondimento anche di una legge che garantisca  oltre
  le assicurazioni, perché ricordo che è chiaro che interveniamo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate, dobbiamo  andare  avanti
  ora chiudiamo e andiamo all'articolo 8.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo  di parlare, Presidente. L'onorevole Panepinto ha replicato.
  Adesso parlo io.

   PRESIDENTE. Lei ha già parlato, peraltro lei dimentica  di  essere
  il Presidente della  Commissione

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Devo parlare anche io su questo articolo.

   PRESIDENTE.  Panepinto non ha parlato su questo  articolo,  non  è
  vero aveva chiesto il rinvio.

   PANEPINTO.   Onorevole  Vinciullo,  mi  fa  finire   di   parlare?
  Presidente, posso chiedere ai colleghi un po' di attenzione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, in questo momento,  non  la  sta
  ascoltando  nessuno. Sospendiamo per cinque minuti. Ho altri  dieci
  iscritti a parlare.
   Siccome il Presidente della Regione ha trovato la soluzione, penso
  che  siamo  convinti e così è di buono auspicio per gli articoli  a
  venire.

   PANEPINTO.  Onorevoli  colleghi, se posso appellarmi  alla  vostra
  gentile  cortesia,  però,  una cosa la  voglio  dire  ai  colleghi:
  trattare le questioni che riguardano gli agricoltori di Pachino, di
  Trapani, di Licata, di Ragusa, di Caltanissetta, di Enna, di  tutte
  e  nove le province, in una maniera oltraggiosa per chi, in qualche
  modo,  ha subito dei danni a seguito di una gelata o per un ciclone
  come  è  accaduto  a  ottobre, mi sembra un  modo  che  abbassa  il
  livello  di  solidarietà  nei confronti di  una  categoria  che  la
  mattina si alza e va a lavorare.
   Fare  diventare tutto - lo dico al collega, Zito -   marchette   o
  altro,   onestamente  mi  rattrista  perché,  alla  fine,  dobbiamo
  immaginare che a Pachino, così come a Siracusa o Ragusa, o in altri
  posti  questa gente ci ha chiesto di rimettere in piedi la  propria
  attività.
   Detto  ciò  prendo  atto  di una cosa: che in  questo  Parlamento,
  collega  Zito, è più facile fare passare una cosa che  riguarda  un
  soggetto  singolo, un'istituzione, un'associazione, una borgata,  e
  non  qualche cosa che ha a che fare con persone che la  mattina  si
  alzano,   che   hanno  presentato  la  domanda,  che  hanno   avuto
  controllato  dagli  uffici  periferici dell'agricoltura,  che  sono
  stati  valutati. E, onestamente, vedere questa ribellione, fatemelo
  dire,  contro  questi poveri agricoltori di Licata, mi  è  sembrata
  troppo

   PRESIDENTE.  Non  sono più in trattazione gli articoli  57  e  58.
  Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Formica e Raia.

   RAIA. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE.  Per  lei,  onorevole Grasso,  ha  parlato  più  volte
  l'onorevole Falcone.

   GRASSO.  Io  oggi non ho parlato. Desidero intervenire  su  questo
  articolo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  ha  fatto parlare  l'onorevole  Panepinto  due
  volte. Adesso parlo io.

   PRESIDENTE. Lei ha parlato, onorevole Vinciullo.
   Gli  articoli  57  e  58  non  ci sono  più.  Quando  arriveranno,
  all'articolo generale, potrete aggiungere gli ordini del giorno.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se mi prestate  un
  po' di attenzione

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  intanto,  un  po'  di   ordine.
  Onorevole Vinciullo, se lei, intanto, prende posto.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Devo parlare.

   PRESIDENTE. Lei è il Presidente della Commissione  Prenda posto.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  No.

   PRESIDENTE.  Come  non  è  il  Presidente  della  Commissione   Ha
  abdicato  a  questo ruolo  Bene  Prendiamo atto che si  è  dimesso
  Prego, onorevole Formica.

   FORMICA.  Signor Presidente, vorrei parlare, ma penso  che  per  i
  colleghi sarebbe anche utile  ascoltarmi.
   Onorevoli  colleghi, vi racconto un particolare:  nel  mio  paese,
  penso anche in altri paesi

   PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, non disturbi il Governo

   FORMICA.  Dicevo,  anche  in  altri  paesi,  c'era  e  c'è  ancora
  un'usanza, che era quella che per la festa

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto.
   Allora, sospendo l'Aula per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.49, è ripresa alle ore 19.02)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato  un  emendamento  del
  Governo 57.Gov.
   E'  un  emendamento  di  riscrittura degli  articoli  57  e  58  e
  diventerebbe  un'articolo  unico. Ne  do  lettura:  Provvidenze  in
  favore  delle  imprese agricole danneggiate da eventi  atmosferici.
  «Per i danni  subiti dalla imprese del comparto agricolo, a seguito
  di  eccezionali  calamità  naturali, riconosciuti  ai  sensi  delle
  normative  vigenti, è istituito, per l'esercizio finanziario  2016,
  un  fondo  con la dotazione finanziaria di quattromila migliaia  di
  euro,  da  ripartire sulla base dei criteri stabiliti  con  decreto
  dell'Assessorato regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e
  la  pesca mediterranea, previa delibera della giunta regionale.  Al
  maggiore  onere, di cui al presente articolo rispetto alla  manovra
  del Governo pari a duemilacinquecento migliaia di euro, si provvede
  mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
  33 del disegno di legge».

   Si  farà  riferimento, come è stato evidenziato, ad una legge  già
  esistente. E' stata richiamata dagli interventi in Aula, che  è  la
  legge n. 25 del 2011.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  stavo  dicendo,
  poco  fa, che nel mio paese, e penso in tanti altri paesi, c'era  e
  c'è  la  consuetudine  che,  per la festa  di  S.  Nicola,  vengono
  buttate,  distribuite sulla piazza per i ragazzini, le  noccioline.
  Di  fronte  a  questa usanza, ci sono i ragazzi che si radunano  e,
  praticamente, si accapigliano a chi può prendere qualche nocciolina
  in più. Arrivano anche a scazzottarsi.

   PRESIDENTE.  Assessore  Cracolici,  sta  parlando  di  noccioline.
  Quindi, si rivolge a lei

   FORMICA. Assessore, parlo di noccioline e l'ho preso con le con le
  mani nella marmellata, quindi, ascolti
   Stavo  dicendo,  si accapigliano i ragazzi per raccogliere  quante
  più  noccioline possibili. A volte capita che ci sono due fratelli,
  dei  quali  uno  riesce a recuperare un sacchettino di  nocciole  e
  l'altro  niente.  A  casa continua la lite perché  arrivano  i  due
  fratelli,  quello magari con un sacchettino di nocciole  e  l'altro
  che piange:  papà non sono riuscito a prenderne neppure una ; e  il
  papà cerca di intervenire per convincere quello che aveva avuto più
  fortuna  a  dare  le noccioline anche all'altro.  E  ricomincia  la
  zuffa.
   Potrei  continuare  tanta è tale è la somiglianza  di  ciò  che  è
  accaduto  in quest'Aula a proposito di questi due articoli.  Potrei
  continuare  all'infinito, Presidente. La  verità  è  che  siamo  in
  presenza  di  un Governo che, a fronte di queste richieste,  doveva
  fare quello che forse ora, col buon senso del dopo sta tentando  di
  fare.
   Primo:  stiamo dando prebende per favorire qualcuno? Non mi  pare.
  Stiamo  cercando,  almeno penso che l'intenzione dei  colleghi  che
  hanno  presentato emendamenti era quella di dare un ristoro a danni
  causati da eventi atmosferici catastrofici che sono certificati. In
  un  Paese  normale, in una Regione normale è mai possibile  che  il
  ristoro  dei  danni  per  eventi avversi certificati  debba  essere
  lasciato  in  balìa  della battaglia d'Aula  per  ottenere  qualche
  nocciolina? Vi sembra una cosa normale?
   A  me  pare che siamo in presenza di una commedia assurda.  Potrei
  dire:   Perché non diamo un ristoro per i cittadini di Messina  che
  hanno  subìto  l'intemperie dell'acqua  che  mancava  a  causa  del
  disastro  amministrativo e per 15 giorni sono stati senza  acqua? .
  Possiamo  continuare così? La verità è che, di  fronte  a  calamità
  naturali,  Presidente, mi auguro che anche per il futuro si  prenda
  questa decisione.
   Il  Governo  si assuma la responsabilità di quantificare  i  danni
   certificati' dagli uffici periferici della Regione e dagli  uffici
  dello  Stato e dopo di che stabilisca quanto è l'ammontare. Non  ho
  tutti  i  soldi?  Io  Governo, io Regione per affrontare  il  danno
  faccio  una graduatoria in base all'ammontare dei danni e cerco  di
  ristorare  le  persone  che  hanno  diritto  e  il  cui  diritto  è
  certificato  perché, altrimenti, abbiamo fatto  ridere  chi  ci  ha
  ascoltato  in  questo  dibattito che è stato  veramente  umiliante,
  signor Presidente.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Lei, se vuole, può parlare dal banco delle Commissioni essendo  il
  Presidente della Commissione  Bilancio .

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  parlo  come
  deputato  semplice.  Lei  poco  fa  ha  detto  che  la  Commissione
   Bilancio  ha operato in modo poco corretto. Non ha operato in modo
  poco  corretto la Commissione  Bilancio , ha riparato ad  un  torto
  che  il Governo ha fatto nei confronti degli agricoltori di Pachino
  e  di  Porto  Palo. Perché questo torto? Perché ad ottobre,  quando
  abbiamo  fatto l'ennesima Finanziaria per poter pagare i forestali,
  fu  detto:   Mi  presti tu territorio di Pachino  e  Porto  Palo  8
  milioni  e  800  mila  euro,  io chiudo  la  Finanziaria  e  te  li
  restituisco? .  Signor Presidente, non fidandomi  del  Governo,  ho
  preparato  un  ordine  del giorno, il  n. 506.  Questo  ordine  del
  giorno è stato approvato, e cosa prevedeva, onorevole Cracolici?
   Impegna  il  Governo  della  Regione a  predisporre  nella  futura
  manovra  finanziaria 2016, cioè questa, tutti gli atti necessari  a
  ripristinare,  cioè  a  rimettere, da  dove  era  stata  presa,  la
  dotazione finanziaria originale scaturente dalla legge n.  499  del
  1999  destinata alle imprese agricole pari complessivamente  a  8.8
  milioni  di  euro  che, con la variazione di bilancio  indicata  in
  premessa, è stata utilizzata per i lavoratori forestali.
   E  si  faceva riferimento, signor Presidente, perché  poco  fa  ha
  detto:    Ma  c'è  qualcosa,  un  supporto  dal  punto   di   vista
  giuridico? . Si faceva riferimento alla delibera di Giunta  n.  158
  del  22 dicembre 2015 dove, appunto, la Giunta regionale di governo
  aveva  destinato  le risorse del fondo regionale di  solidarietà  a
  copertura  delle richieste di risarcimento di parte  delle  aziende
  agricole dei danni causati dai venti gelidi del 31 dicembre 2014.
   Per  essere  chiari,  quindi,  signor  Presidente,  c'è  stato  un
  prestito,  c'era un tempo entro cui restituire questo  prestito  ed
  era   la   prima  Finanziaria.  Il  Governo  si  è  presentato   in
  Commissione,  non ha onorato l'impegno assunto attraverso  l'ordine
  del  giorno e la Commissione  Bilancio  ha ripristinato il capitolo
  delle risorse che erano state tolte.
   Onorevole  Cracolici  gliel'ho consegnato  poco  fa  l'ordine  del
  giorno.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. L'ordine del giorno lo conosco.

   VINCIULLO.  Perfetto.  Quindi  cosa significava?  Che  alla  prima
  sessione  utile il Governo doveva restituire. Non li ha restituiti.
  Oggi, signor Presidente, non possiamo immaginare che i soldi che il
  territorio di Pachino e Porto palo ha prestato al Governo,  anziché
  essere  restituiti  a  chi  li ha prestati,  vengono  messi  in  un
  salvadanaio  comune  dove questo salvadanaio,  per  essere  chiari,
  viene  alimentato  dalle  risorse che ho  messo  io  perché  questo
  salvadanaio a quanto ammonta?
   Ammonta a quattro milioni di euro che è sempre inferiore ai cinque
  milioni di euro che noi abbiamo stanziato e, in questo salvadanaio,
  ora  chi  mette i soldi e le mani, solo quelli di Pachino  e  Porto
  Palo? Ma anche gli altri, giustamente anche gli altri.
   Allora,  signor Presidente, assessori, qui intanto c'è  un  errore
  che  il  Governo si deve rendere conto di aver commesso e,  quindi,
  avendo   commesso  questo  errore  deve  riparare.  Deve   riparare
  innanzitutto  restituendo  le  risorse  che  sono  state  prestate,
  perché,  nel diritto, la prima cosa che bisogna fare, è  restituire
  il  prestito, non è possibile che con il prestito ottenuto si vanno
  ad   alimentare  altre  fonti.  Seconda  cosa,   non  siamo   nelle
  condizioni di restituire questo prestito.
   Allora  qui, assessore Cracolici, si assume un impegno e  si  dice
  agli  agricoltori di Pachino:  Diamo due milioni e i rimanenti  tre
  milioni  li restituiamo entro aprile, entro maggio, entro  giugno .
  Gli  agricoltori di Licata, dell'agrigentino, hanno altri  diritti,
  bene,  gli  verranno dati, assegnati per la prima volta  perché  la
  differenza  che i colleghi non vogliono capire, onorevole  Formica,
  io non chiedo né noccioline né elemosina...
   FORMICA. Lei no, ma gli altri sì

   VINCIULLO. Io chiedo il riconoscimento di un diritto che mi deriva
  non  da una promessa o dalla parola data, un diritto che deriva  da
  un   atto   parlamentare   che  tutti  i  colleghi   avete   votato
  all'unanimità e tutti, quindi, non solo il Governo, né lei,  signor
  Presidente,  moralmente  vi  siete  impegnati  a  restituire   agli
  agricoltori  di  Pachino e Porto Palo ciò che  gli  agricoltori  di
  Pachino  e  Porto Palo a ottobre vi hanno prestato, cioè il  denaro
  che vi hanno prestato.
   Pertanto, io invito il Governo a ritirare l'emendamento ultimo che
  ha presentato perché è un emendamento che non fa giustizia, che non
  mantiene la parola data, che fa sì che io, da oggi, posso  dire  in
  giro  che questo è un Governo fatto da  felloni'. Felloni significa
  gente  che  non  mantiene la parola e lo posso  dire  in  qualsiasi
  momento  perché  quando  c'è  un atto parlamentare  e  questo  atto
  parlamentare non viene onorato ci troviamo di fronte a persone  che
  non  onorano  l'impegno e quindi, Presidente, io sto  parlando  non
  come Presidente della Commissione

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, questo non significa  nulla,  lei
  deve  usare  l'educazione e le parole giuste  sia  come  Presidente
  della Commissione che come parlamentare.

   VINCIULLO. L'educazione mi deriva da questo documento che  lei  ha
  l'onere di fare rispettare.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   è   stato   distribuito   un
  emendamento.   Noi   siamo  espressione   di   un   territorio   ma
  rappresentiamo tutta la Sicilia.
   Onorevole  Vinciullo,  io non voglio alimentare  alcuna  polemica,
  però  nell'articolo 57 si fa riferimento ad un decreto ministeriale
  che   riconosce  gli  eventi  avvenuti  a  Licata  e  a  Palma   di
  Montechiaro.  Nella  norma io mi ritrovo  Licata  e  Campobello  di
  Licata,  mi ritrovo Ravanusa, mi ritrovo Canicattì e non mi ritrovo
  Palma di Montechiaro.
   Io dico: ora basta  Andiamo secondo l'indicazione data dal Governo
  che  credo  che  sia condivisa dall'Aula di fare un fondo  unico  e
  hanno ragione i parlamentari che sono intervenuti evidenziando  che
  già c'era una legge ed era la legge n. 25 del 2011 che prevedeva il
  fondo unico.

   VINCIULLO. Ma cosa sta dicendo?

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se questo è
  un  Governo  di felloni ma, certamente, è un Governo che  dice  una
  cosa e ne fa un'altra .
   Sto  guardando  la  copertura  di questo  emendamento  che  deriva
  dall'articolo  33. Mi era parso di capire ieri che  questo  Governo
  voleva  salvare  Riscossione Sicilia dicendo che, tra  l'altro,  le
  somme  messe  nel  Bilancio erano delle  somme  esigue  e  che  era
  necessario  rimpinguare quel capitolo e intervenire per dare  altre
  risorse a Riscossione Sicilia. Ma qui già vedo che ne toglie  altri
  2 milioni e mezzo.
   Quindi,  questo  Governo  non  può dire  ieri  che  vuole  salvare
  Riscossione Sicilia e oggi mi toglie 2 milioni e mezzo. Secondo me,
  questo Governo vuole chiudere Riscossione Sicilia. Dica la verità e
  non ci racconti frottole.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo elaborando
  un  subemendamento  all'emendamento governativo sempre  in  termini
  assolutamente  generale e, però, con riferimento agli  accertamenti
  già  espletati  dalle  IPA e con rispetto del criterio  cronologico
  delle declaratorie.
   Volevo, però, intervenire perché evidentemente nel momento in  cui
  si  iniziano  a indicare delle località specifiche,  poi,  si  apre
  indubbiamente  il  novero della lotta tra poveri  per  cui  non  si
  capisce  perché Porto Palo abbia subìto la gelata e  Pozzallo,  che
  dista   50  metri  è,  invece,  coperto  da  chissà  quale  coperta
  illuminata e non poteva subire la gelata.
   Però,   volevo  anche  intervenire  in  aperta  polemica  con   il
  Presidente  Crocetta che, a seguito dell'intervento  dell'onorevole
  Dipasquale, si è permesso di dire che non rispondeva a  verità  che
  lo   Stato   aveva  fatto  pervenire  alla  Regione  Sicilia,   per
  l'esattezza, Presidente, questo lo dicono i suoi Uffici,  la  somma
  di  euro  102.730.965,  30 disposta dal Ministero  delle  politiche
  agricole  a  fronte dei residui attivi sul capitolo di entrata  del
  bilancio della Regione 4781, alla data dell'11 gennaio 2012.
   Questa  è  la risposta che il suo primo assessore all'agricoltura,
  Cartabellotta, per giustificare la mancata corresponsione dei danni
  derivanti  dalle  calamità accertate per tutto il territorio  della
  Regione Sicilia in base alle varie calamità e, con precisione,  per
  tutte  le  province  per gli eventi calamitosi  2009-2011,  per  le
  piogge  alluvionali della provincia di Messina del  novembre  2011,
  per  il  cosiddetto   Ciclone Atos' nelle  province  di  Agrigento,
  Catania,  Enna,  Ragusa  e Siracusa, il Ministero  dell'agricoltura
  aveva  approntato  e aveva erogato in favore di questa  Regione  la
  somma complessiva di euro 102.730.965,30.
   A seguito di tutta una serie di interrogazioni che io ho fatto dal
  primo momento dell'insediamento, e alle quali non mi si rispondeva,
  alla  terza  interrogazione il buon Cartabellotta ha  risposto  con
  questa nota, protocollo n. 13446 del 12 febbraio 2014, nella quale,
  sostanzialmente,   mi   dice:  hai  ragione,   ma   c'è   la   nota
  dell'Assessorato  all'economia, del suo  Assessorato  all'economia,
  che dice che, siccome non erano fondi vincolati - mentendo anche in
  questo,  perché  erano fondi vincolati - li abbiamo utilizzati  per
  altro.
   Vi dovete vergognare  Non avete consentito alle imprese siciliane,
  di  tutte  le  province, distrutte da eventi calamitosi  gravi,  di
  percepire  quello  che  il  Governo nazionale  aveva  erogato  alla
  Regione con queste specifiche destinazioni
   Allora,  Presidente Crocetta, abbia almeno la dignità di  riferire
  con  esattezza le notizie e di non dire che i deputati si sbagliano
  e  dicono fesserie quando parlano. Se vuole, se non ha questi atti,
  glieli metto a disposizione io  Ma sono atti del suo Governo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                          Per fatto personale

   CROCETTA,  presidente della Regione. Chiedo di parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  se  c'è  qualcuno che sostiene che per delle  specifiche
  calamità lo Stato, questo Stato meraviglioso che manda soldi per le
  calamità,  quando non manda un centesimo, perché dice  che  bisogna
  coprire le spese con le assicurazioni

   FALCONE. Non parliamo male del Presidente del Consiglio

   CROCETTA, presidente della Regione. Io non sto parlando  male  del
  Governo, anche perché c'era un altro Governo nel gennaio del  2012.
  C'erano  un  altro Governo regionale e un altro Governo  nazionale,
  quindi,  andiamo piano con le vergogne e il rispetto istituzionale;
  onorevole Falcone, ci sono forme che vanno rispettate, anche perché
  io   vergogna  non lo dico a nessuno e pretendo che non venga detto
  a me in un'Aula parlamentare.

   FALCONE. Non lo abbiamo detto

   CROCETTA,  presidente della Regione. Allora, se qualcuno  sostiene
  questo,  veramente rappresenta un mondo che non esiste, visto  che,
  da  anni, le direttive europee e quelle statali dicono che  bisogna
  provvedere a coprire i danni tramite assicurazione.
   Cento milioni di euro neanche per il terremoto del Belice li hanno
  dati   Li  hanno dati, invece, improvvisamente per la  calamità  di
  Vittoria
   Allora,  qual  è  la  questione. Io, poco  fa,  ho  chiamato  l'ex
  assessore Cartabellotta.

   ASSENZA. Possiamo fare distribuire a tutti i colleghi la risposta?

   PRESIDENTE.   No,  non  si  distribuisce  nulla.  Poi   presenterà
  un'interrogazione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Siccome già mi offeso se,  per
  lo meno, mi fa parlare dimostra di avere un minimo di gentilezza
   Posso  parlare  o  no? Visto che io l'ho ascoltata...  L'assessore
  Cartabellotta  mi dice questo: i cento milioni di  euro  che  erano
  stati  mandati  furono  mandati per  pagare,  per  trasferire  alla
  Regione,  da  parte dello Stato, le spese che già  aveva  sostenuto
  prima  del  gennaio  2012, quindi, potevano essere  destinate  alle
  calamità. Ma a quali calamità di quali anni?
   Dire  queste  cose,  dimenticando le sequenze  temporali,  quindi,
  erano  stati  soldi  per cui la Ragioneria generale  non  autorizzò
  quella  spesa  per  nuove  spese per il semplice  motivo  che  quei
  trasferimenti  erano accaduti, erano stati dati per  le  spese  già
  sostenute ed anticipate dalla Regione siciliana. Questo mi  dicono.
  In  ogni  caso,  siccome  la verità è sempre  bizantina  in  questa
  Regione,  e  spesso  inesistente, sarà mia cura  verificare  queste
  carte.

   1132/A e nn. 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
                       1132/A e nn. 1133-1155/A

   PRESIDENTE.  Nelle  more  degli interventi,  assessore  Cracolici,
  cortesemente,  mi  riferisco a lei, sono stati  presentati  quattro
  emendamenti se può, cortesemente guardarli con calma.
   Peraltro, uno sarà illustrato, penso, dall'onorevole Di Mauro  per
  poi  procedere  all'approvazione. Assessore Cracolici,  stiamo  per
  ascoltare l'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo illustrare
  il  subemendamento presentato dai colleghi Fazio, Greco, Formica ed
  il  sottoscritto.  Tutti siamo d'accordo, e  credo  che  questo  il
  Parlamento  lo abbia compreso, che non ci può essere una  norma  ad
  hoc  per un comune e che questo Fondo è l'unica soluzione che potrà
  fare tacere ogni discussione.
   Mi  permetterei di aggiungere, assessore Cracolici,  lei  che  sta
  seguendo  sotto  il profilo tecnico questa norma,  che  essendo  in
  corso  diverse  procedure  per  il riconoscimento  dello  stato  di
  calamità  che  può  fare  soltanto il  Ministero  dell'Agricoltura,
  Consiglio  dei Ministri, meglio ancora - allora bisogna  correggere
   Ministero  dell'Agricoltura' con  Consiglio  dei  Ministri'  -  io
  aggiungerei   il   seguente   emendamento:   Dopo   delle    parole
   dell'assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e
  la   pesca   mediterranea ,   aggiungere    che   dovrà   contenere
  l'assegnazione  delle risorse in proporzione ai  danni  subìti  nel
  territorio  e  solo dopo il completamento dell'iter istruttorio  di
  riconoscimento     da    parte ,    avevo    scritto      Ministero
  dell'Agricoltura  ma in questo caso è  Consiglio dei Ministri .  Se
  il  Governo è d'accordo così rispettiamo il riconoscimento,  signor
  Presidente dell'Assemblea, rispettiamo il deliberato del  Consiglio
  dei Ministri e nessuno potrà lamentarsi perché la proporzione credo
  che sia la cosa migliore. L'ispettorato dell'agricoltura garantisce
  sugli importi che verranno assegnati.

   COLTRARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLTRARO.   Signore   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  l'intervento nasce per avere un chiarimento tecnico-giuridico sulla
  questione del Fondo di solidarietà unico per capire, per ragioni di
  carattere  personale, è una cosa che, sotto il  profilo  giuridico,
  non  capisco nel senso che noi abbiamo, sotto un profilo  politico,
  portato  avanti  questa questione della calamità  naturale  che  ha
  colpito  i territori di Porto Palo e di Pachino al 31 dicembre  del
  2014 con l'allora assessore all'agricoltura Caleca, sulla base  del
  quale  è  stato  riconosciuto  lo stato  di  calamità,  sono  stati
  stanziati  dei fondi pari a 5  milioni o 5 milioni  e  .400  per  i
  quali  sono  state  presentate una serie di domande  da  parte  dei
  territori ed avviata una graduatoria che era quasi definitiva.
   Dopodiché,  per  ragioni di carattere congiunturale,  eccezionale,
  questi   fondi  sono  stati  stanziati  e  dirottati  per   ragioni
  emergenziali a favore dei forestali.
   Ora,   tecnicamente,  fermo  restando  che  il  fondo   unico   di
  solidarietà  e che non si vuole levare nulla agli altri  paesi  che
  hanno  ottenuto  un... Presidente, però così non  si  può  parlare
  tecnicamente nel momento in cui c'è un riconoscimento preventivo da
  parte del Consiglio dei  Ministri di uno stato di calamità.
   C'è  uno  stanziamento di bilancio riconosciuto con un vincolo  di
  destinazione, poi per ragioni di carattere tecnico si revoca questo
  impegno  per  uno stanziamento, ora, la priorità che è  stata  data
  tecnicamente viene persa oppure viene mantenuta? Perché nel momento
  in  cui  è possibile fare revoche in continuazione e fare rientrare
  nel  calderone generale tutti i comuni, compresi quelli per cui già
  si  è  fatto un lavoro preventivo, con graduatorie quasi approvate,
  con  calamità  che possono essere presenti di nuove ogni  mese,  di
  fatto i territori non sono in grado di organizzarsi.
   Non  per difendere il territorio di Pachino e Porto Palo, però già
  là si è avviata un'attività amministrativa che è da anni che si sta
  portando  avanti,  sono stati fatti degli impegni  da  parte  degli
  agricoltori  e oggi gli stiamo dicendo che non ci sono più  neanche
  500  mila euro dopo che sono state varate graduatorie per 8 milioni
  di  euro,  è  una cosa grave che sotto il profilo tecnico-giuridico
  non  ci  sta  e,  a maggior ragione, sotto il profilo  politico  di
  impegno di Governo.
   Poi,  senza  volere nulla togliere chi ha fatto questo errori,  le
  scelte  politiche,  però è giusto rispettare gli atti  deliberativi
  che sono stati adottati con grado di priorità.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  sostanzialmente qui stasera assistiamo al do ut  des  di
  cui negli anni scorsi si poteva fare, si attuava.
   Siamo   arrivati  al  capolinea,  abbiamo  tutta  una   serie   di
  provvedimenti, di decreti con relativa declaratoria e  ritengo  che
  il  fondo  unico  che si va ad istituire questa  sera,  sia  minimo
  rispetto ai danni subiti in tutto il territorio siciliano.
   Per cui, le furbizie, debbo dire con  molta onestà, le furbizie  e
  gli  atti,  messi  in  atto da parte della Commissione,  non  hanno
  riscontro, non si riscontrano con quella che è la volontà di questo
  Parlamento.
   Perché  chi  ha fatto le notti in Commissione ha ottenuto  qualche
  emendamento  e  oggi vediamo che alla resa dei conti  i  conti  non
  tornano e lo dobbiamo dire con molta onestà.
   Allora,  furbescamente i rappresentati della provincia di Siracusa
  sarebbe  stato opportuno accettare quel milione 750 mila euro,  che
  ritengo  che  con questo fondo unico non avranno mai nell'arco  del
  prossimo lustro forse, lo otterranno, e si va verso una soluzione e
  andremo   al  10,  15  per  cento  di  quello  che  precedentemente
  nell'articolo 58 poteva ottenere la provincia di Siracusa.
   Per  cui  mi  rimetto alla volontà, perché vedete  assistere  alla
  furbizia  della  fuga  in avanti, da parte di  qualche  collega  di
  infilare l'emendamento all'ultimo momento per poi andare a fare  la
  speculazione sul territorio, questa non è ammessa a nessuno.
   E   siccome non è ammessa a nessuno, allora la regola generale del
  fondo unico è partecipare, valutare quelli che sono i decreti  così
  come prevede la 499 del 1999 e andare avanti su quella declaratoria
  e su quella priorità in percentuale per tutti gli interventi che si
  debbono fare su tutto il territorio siciliano e per gli eventi  che
  si sono verificati nel tempo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  evidenziare  i contenuti di un sub emendamento all'emendamento  del
  Governo   che  comunque  apprezziamo,  perché  quanto  meno   viene
  individuato  un criterio, perché mi dispiace doverlo  sottolineare,
  però  Presidente, io credo che sia necessario anche  un  minimo  di
  rispetto istituzionale.
   Mi  dispiace,  Presidente Vinciullo, però  non  può  accadere  che
  quando  accade qualcosa che non era come noi avevamo  previsto  noi
  decidiamo di fare saltare il banco. Perché io da quel banco lì  non
  mi  alzo  contro il Governo a seconda della posizione, condivisa  o
  meno,  per  dire - come lei ha detto - che si tratta di un  Governo
   di  felloni .  Che  sia  un Governo di felloni  o  un  Governo  di
  melloni, ai siciliani non interessa. Ai siciliani interessa che  le
  norme  abbiano carattere di generalità ed astrattezza.  Per  queste
  ragioni  condividiamo  in  questa  fattispecie  l'emendamento   del
  Governo.  Al  quale aggiungiamo un subemendamento che è  quello  di
  natura ovvia. Introduce un criterio cronologico nella presentazione
  delle istanze. Visto che deve esserci il controllo delle IPAB   noi
  chiediamo,  attraverso  questo  subemendamento,  di  introdurre  un
  criterio di massima oggettività che è il criterio cronologico.
   Poi  che  sia,  ripeto,  un  Governo  di  felloni  o  di  melloni,
  decidetevelo  al  vostro interno e non annoiate  l'Aula  su  queste
  cose.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho
  ascoltato  per  davvero religiosamente, e un  po'  stupito,  questo
  dibattito perché secondo me ci siamo innervositi in gran parte  per
  ragioni che potevano essere evitate.
   Già  il  Governo aveva predisposto un emendamento per ripristinare
  quanto previsto dalla legge n. 25 del 2011 che era il Fondo  a  cui
  faceva riferimento l'onorevole Vinciullo. Nel momento in cui questo
  emendamento  è  stato presentato ha avuto - come gran  parte  degli
  emendamenti che sono stati presentati in questa Aula, anche  quelli
  di  iniziativa governativa - non ha avuto la copertura  finanziaria
  perché,  ricordo, che stiamo facendo un bilancio  dove  taglia  500
  milioni  di  euro di spese e ricordo che ne abbiamo  ulteriori  500
  accantonati. Alla fine si è dovuto fare una scelta su ciò  che  era
  finanziabile  e  su  ciò  che  non era  finanziabile.  Ma  lo  dico
  all'onorevole   Vinciullo   perché  il  Governo   con   emendamento
  depositato  in  Commissione aveva previsto -  e  si  può  andare  a
  cercare in III Commissione - l'ulteriore finanziamento di 5 milioni
  di euro del Fondo.
   Aggiungo  che  in  questi  giorni, grazie  al  fatto  che  abbiamo
  ripristinato  il Fondo scorte sempre della legge n.  25  del  2011,
  abbiamo introdotto una salvaguardia che il 30 per cento dei residui
  di  quel Fondo, vengono destinati alle aziende dei territori per  i
  quali  sono stati definiti con atto del Consiglio dei Ministri,  in
  cui  è  stato  dichiarato  lo stato di calamità.  Questo  vale  per
  Pachino,  vale per Vittoria, vale per tutti i territori  che  hanno
  avuto  una  declaratoria  della Regione e una  dichiarazione  dello
  stato  di calamità da parte del Consiglio dei Ministri. Quindi  una
  misura  specifica che consente a queste aziende di accedere a  quel
  cosiddetto  mutuo  per i teli, per le piantine, per  far  ripartire
  l'annata agraria a queste aziende, sempre nell'ambito del regime de
  minimis.
   Voglio  assicurare che è evidente che l'Aula può scrivere tutti  i
  Comuni  che  vuole. Ma vi posso assicurare che non ci  sarà  nessun
  funzionario  che  utilizzerà gli aiuti se  non  esclusivamente  nei
  Comuni  per i quali è stato dichiarato lo stato di calamità. Perché
  solo  a  quei Comuni e solo per quelle aziende per i quali è  fatta
  l'istruttoria, è possibile operare in regime di esenzione  rispetto
  al  regime  de minimis. Quindi nessun Comune, anche se iscritto  da
  tutta  l'Aula,  potrà mai ricevere un euro se non è previsto  dalla
  dichiarazione  di  stato  di  calamità  che  deroga   ai   principi
  regolamentari dell'Unione europea.
   Aggiungo che nessuna struttura della Regione, anche perché  esiste
  una  circolare  la  n.  1  del  2006, a  firma  dell'Assessore  per
  l'agricoltura del tempo, che ha disposto - e io lo condivido -  che
  gli aiuti che vengono erogati, onorevoli colleghi, non dallo Stato.
  I  soldi con cui si danno gli aiuti sono soldi regionali. Lo  Stato
  si  limita a dichiarare lo stato di calamità e ogni tanto a inviare
  qualche  spicciolo. Qualche giorno fa, chi ha avuto l'occasione  di
  sentire  il Ministro per l'agricoltura a Palermo, proprio  parlando
  dei  fatti  di  Pachino e di Licata, nonché  di  altri  Comuni,  il
  Ministro,  pur  condividendo  le  ragioni  del  sostegno   a   quei
  territori, ha ribadito che lo Stato non opera più, non  ha  più  la
  legge  che finanzia gli aiuti, perché lo Stato opera secondo regime
  assicurativo,  ovvero quel regime che con PSR nazionale  consentirà
  agli  agricoltori, tanto per dare una cifra, oggi l'80%  del  fondo
  per  le  assicurazioni, viene utilizzato dalle aziende del  centro-
  nord,  perché le aziende del sud non utilizzano questo strumento  a
  tutela delle proprie attività economiche.
   Avevamo  quindi proposto un emendamento per ripristinare il  fondo
  della  legge 25, il Governo ha ora presentato un emendamento  di  4
  milioni   per  ripristinare  quel  fondo,  voglio  assicurare   che
  procederemo  secondo l'ordine cronologico e secondo le risorse  che
  sono  a disposizione, quindi nessuno si senta tagliato fuori, sulla
  base delle risorse che ci sono e dell'ordine cronologico.
   Aggiungo, onorevole Vinciullo, che mi si possa accusare di  tutto,
  ma non certo di dire una cosa senza mettere la faccia in quello che
  dico.  Onorevole Greco, le sue battute le lasci per  i  luoghi  che
  frequenta lei.
   Quello  che voglio qui ribadire è che il regime di aiuti  che  noi
  prevediamo,  sulla base delle risorse che avremo, potremo  erogarli
  soltanto  a  quelle declaratorie che sono state fatte  non  più  di
  quattro  anni prima dal momento in cui pagheremo gli aiuti.  Questo
  perché il regolamento comunitario del 2014 stabilisce che il regime
  di  aiuti può operare per un tempo massimo di 4 anni dal momento in
  cui si è verificato l'evento calamitoso.
   Siccome  stiamo  litigando tra Comuni e non,  le  risorse  che  ci
  saranno  saranno  destinate  sull'ordine  cronologico  e  in   base
  proporzionale  rispetto ai danni subiti. Voglio ricordare  che  nel
  fondo,   che   comunque  abbiamo  ancora  a  disposizione,   perché
  l'onorevole Vinciullo ha ricordato che sono stati tolti 8  milioni,
  non  tutti, al regime di aiuto, ma ne sono rimasti 2. Con questi  4
  che  andranno  a  rifinanziare quel capitolo potremo  cominciare  a
  pagare gli aiuti, spero che con qualche altro residuo che si  potrà
  trovare  nei fondi della ex 488 potremo cercare un ristoro concreto
  alle  aziende  agricole. Mi pare che da questo punto  di  vista  la
  questione  possa  chiudersi  con una certa  tranquillità  da  parte
  dell'Aula, perché nessuno sarà escluso.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Grazie Presidente per avere apprezzato la  sua  idea  del
  fondo  unico,  per  avere apprezzato l'idea  del  Presidente  della
  Regione,  ma  l'intervento dell'Assessore Cracolici mi  convince  a
  ritirare  l'emendamento perché è stato chiaro e  trasparente  nella
  sua  esposizione,  perché mi affido alla sua onestà  intellettuale,
  nel  senso che tutte le dichiarazioni declaratorie potranno  essere
  messe in moto in modo cronologico.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi   sono    stati    distribuiti
  subemendamenti  ad un emendamento di riscrittura  del  governo  che
  accorpa  gli  articoli  57  e  58. Assessore  Cracolici  mi  segua.
  57.GOV.3.1  è  un  subemendamento al  57.GOV.3,  è  normale  perché
  sostituire Ministero dell'Agricoltura. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea.. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Lo vorremmo vedere.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo mi sembra troppo nervoso  stasera.
  Mantenga  la  calma che ancora c'è molto lavoro  da  fare,  non  si
  innervosisca.  Lei  non deve rallentare. Io ho il  dubbio  che  lei
  rallenti  i  lavori  sulla base della dichiarazione  che  ha  fatto
  prima.  E  lei non si è comportato da Presidente della Commissione.
  Mi  preoccupa  l'intervento  che lei  ha  fatto  prima,  lei  è  un
  parlamentare  ed un presidente di commissione ed ha  il  dovere  di
  agevolare il percorso dell'Aula.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Io non ho parlato da questo banco, me ne sono andato lì.

   PRESIDENTE. E che significa? E lei mi dice che ora deve vedere  un
  emendamento.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  E  che  significa? Io ho il diritto di parlare anche come deputato,
  chiaro? Allora, cosa vuole votare lei per primo?

   PRESIDENTE.  Che  vuol  dire che cosa  voglio  votare  per  primo?
  L'ordine:   57.GOV.3.1,  57.GOV.3,  57.GOV.2,  57.GOV.1,  57.GOV.4,
  57.GOV.  Il  57.GOV  è quello del Governo, quello  base.  Onorevoli
  deputati,  il 57.GOV.3.1 interviene sul GOV.3 a firma Di Mauro  che
  prevedeva    il    riconoscimento   da    parte    del    Ministero
  dell'Agricoltura, il riconoscimento lo fa il Governo nazionale. Non
  è il Ministero dell'Agricoltura e, quindi, è un fatto tecnico.
   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.  Il
  Governo  nazionale, come diceva l'onorevole Di  Mauro,  parlava  di
  Consiglio  dei  Ministri.  Cioè nell'emendamento  scrivere  Governo
  nazionale  io  scriverei  Consiglio  dei  Ministri,  che  senso  ha
  scrivere Governo nazionale.

   PRESIDENTE.   Allora  la  Commissione  propone   anziché   governo
  nazionale,  consiglio  dei  ministri.  Allora,  leggasi  37.GOV.3.1
  Consiglio  dei  ministri. Lo pongo in votazione.  Il  parere  della
  Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento   57.GOV.3,   emendamento   a   firma
  dell'onorevole Di Mauro. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore all'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 57.GOV.2, invito l'onorevole Cancelleri,
  Ciaccio  ed altri a ritirarlo perché già previsto. E' ritirato.  Si
  passa  all'emendamento 57.GOV.2 a firma dell'onorevole Formica.  E'
  previsto   il   parere  della  Commissione,  previo  parere   della
  Commissione.
   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Secondo  me lo dobbiamo togliere  previo parere della Commissione .
  Che facciamo gli elenchi li vediamo noi?

   PRESIDENTE. Invito al ritiro onorevole Formica. E' ritirato. C'era
  l'emendamento  primo  firmatario Ragusa, che  hanno  fatto  proprio
  Assenza, dopo la parola  mediterranea  aggiungere  sulla base delle
  declaratorie   delle  Ipa  provinciali  rispettando   il   criterio
  cronologico . La declaratoria la fa la giunta regionale.
   La  declaratoria la fa la Giunta regionale. Va bene. La invito  al
  ritiro, onorevole Assenza.

   ASSENZA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 57.GOV.4  del  Governo.  Il
  parere della commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Mi scusi, lei lo ha letto ,onorevole Greco? Magari  il
  voto  segreto  alla fine, perché questa è proprio la  questione  di
  carattere tecnico.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 57.GOV, nel testo  risultante.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

    PRESIDENTE. Cosa?

   GRECO  Giovanni. Ritiro la richiesta di votazione per scrutinio
   segreto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  57.GOV,  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  approvato  gli articoli 57 e 58. Onorevoli  colleghi,  in
  sostanza,  abbiamo  completato,  tra  ieri  ed  oggi,  il   secondo
  fascicolo degli articoli tranne l'articolo 61, che è stato rinviato
  per  la  trattazione dell'articolo 8. Sarei dell'avviso di  passare
  all'articolo  8, che ha numerosissimi emendamenti. Si tratta  delle
  autonomie locali. Allora, faccio distribuire gli emendanti che sono
  stati presentati, così potranno essere vagliati.
   Evitiamo,   domani  sull'articolo  8,  discussioni   che   possano
  complicare il percorso.
   Domani si farà una discussione a partire dalle ore 10,00.
   Sono  stati  distribuiti gli emendamenti 8.141, 8.143, 8.61.1  del
  Governo. A parte gli emendamenti inseriti nei fascicoli.
   Da domani ci sarà il contingentamento dei tempi.

   (La seduta, sospesa alle ore 19.57 di venerdì 26 febbraio 2016, è
          ripresa alle ore 10.37 di sabato 27 febbraio 2016)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come stabilito ieri, si   riprende
  l'esame dall'articolo 8 in precedenza accantonato.
   Compatibilmente   con  la  complessità  degli  articoli,   abbiamo
  l'esigenza  di  andare avanti nell'approvazione della  finanziaria;
  per  cui,  così  come previsto dal Regolamento,  ogni  parlamentare
  interverrà  sull'articolo ad illustrazione di tutti gli emendamenti
  per  cinque  minuti;  veramente con l'autorizzazione  dell'Aula  mi
  riservo  di fare intervenire i capigruppo nella condizione che  non
  diventi  un  atteggiamento ostruzionistico,  di  maggioranza  o  di
  opposizione,  ci  può  essere  pure  un'ostruzione  da   parte   di
  capigruppo  della maggioranza, nelle dinamiche d'Aula succede  pure
  questo,  per  la regola di carattere generale è che i  parlamentari
  intervengano cinque minuti sull'articolo ad illustrazione di  tutti
  gli  emendamenti,  mi  riservo  con l'autorizzazione  dell'Aula  ad
  adottare un comportamento più flessibile per i capigruppo.
   Sull'articolo   8,  assessore  Lantieri,   prima   del   dibattito
  considerata   la   complessità  dell'articolo,  se   magari   vuole
  intervenire  all'inizio  ad  illustrare  sulle  linee  generali  la
  portata della norma o intende intervenire successivamente?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Intervengo successivamente.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA   ROCCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore
  Lantieri,  ho  una  questione  molto  importante  da  porre.  Nella
  finanziaria  dello  Stato è stato approvato il  famoso  emendamento
  Capodicasa che è stato inserito nel comma 215 dell'articolo 1 della
  finanziaria  nazionale che prevedeva, relativamente  agli  enti  in
  dissesto,  testualmente che la proroga dei  rapporti  di  lavoro  a
  tempo  determinato  è  subordinata all'assunzione  integrale  degli
  oneri a carico della Regione.
   Mi  sono  permessa  di contattare il dipartimento  competente  del
  Ministero per capire un po' l'interpretazione di questa norma e  mi
  è  stato  confermato  quello  che  temevano  i  quattordici  comuni
  coinvolti  in  questa situazione, ovvero che la copertura  loro  la
  intendono integrale, da parte della Regione. Significa che,  mentre
  fino  a  dicembre  i comuni potevano contribuire alla  quota  della
  copertura  del  personale precario, questa cosa  non  potranno  più
  farla.
   Cosa  succederà nei comuni che soprattutto non hanno personale  in
  esubero?   Saranno  costretti  a  ridurre  l'orario  del  personale
  comportando non solo un problema ai soggetti, ma anche un  problema
  alla funzionalità degli uffici.
   Per quello che io so, il costo totale di questi precari ammonta  a
  9.500.000,  di  cui se non erro, Assessore, in caso mi  correggerà,
  una  parte  è  coperta all'interno del comma 1,  dell'articolo  28,
  quindi  dentro  182.000.000, 6.500.000  dovrebbero  coprire  questa
  risorsa.
   Poi c'è un'altra parte che è coperta dal comma 8, dell'articolo 8.
  Parliamo di 1.200.000. Se facciamo i conti, quelli che mancano sono
  1.800.000,  perché  ne  servirebbero 3.000.000  circa  per  coprire
  integralmente  il costo dei precari, visto che sono stati  bocciati
  emendamenti che avevano delle risorse, non so se è un problema  per
  l'assessore  Baccei trovare un altro 1.800.000 da  inserire,  avrei
  presentato  un  emendamento per portare la  cifra  da  1.200.000  a
  1.800.000 per scongiurare questa mancanza di risorse. Inoltre credo
  sia  necessario  interloquire con Roma presentando  un  ordine  del
  giorno  per  risolvere questo problema. Cioè  perché  non  dare  la
  possibilità ai comuni di contribuire nel momento in cui ne  abbiano
  appunto le possibilità?
   Poi,  relativamente  all'emendamento che è  stato  presentato,  mi
  riferisco  all'8.143,  avrei  una  domanda  sul  comma  1.  Ovvero,
  relativamente  alle risorse stanziate che saranno un  prestito  nei
  confronti dei comuni, si intende che il rimborso debba essere  dato
  con gli interessi, oltre il fatto che la manovra è un po' rischiosa
  da  come  è  scritta.  E poi sapere perché al comma  4  si  prevede
  l'utilizzo dei fondi PAC anche per il pagamento di mutui  pregressi
  dei   comuni,  perché  i  fondi  PAC  dovrebbero  servire  per   la
  progettazione dei comuni in questo caso.
   Quindi  in  questo  caso,  signor  Presidente,  ho  presentato  un
  soppressivo  del  comma  4 per non distrarre  altre  risorse  dalla
  progettazione per pagare mutui passati.

   GRASSO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  tanto
  perché  il  Presidente  ieri  aveva  contingentato  i  miei  tempi,
  desidero  alcuni  chiarimenti in merito agli emendamenti  che  sono
  stati  distribuiti ieri sera e precisamente all'8.142 e  all'8.143.
  L'emendamento 8.142 è stato assorbito dall'8.143.
   Ho  bisogno  di  un  chiarimento  circa  l'emendamento  8.143.  Si
  riferisce   all'articolo  204  del  TUEL,  cioè   il   richiamo   è
  all'articolo 204 del TUEL? E le spiego perché.
   Il  204  del  TUEL  è quello sui prestiti, sull'indebitamento.  Al
  comma  1 si legge:  con ammortamento decennale, a partire dal 2017,
  ai  comuni della Regione, per un importo di 115 migliaia di euro  e
  ai  liberi  consorzi, gli enti locali assumono i suddetti  prestiti
  nel  rispetto  delle  disposizioni vigenti e  per  le  finalità  di
  investimento .
   Prima  che  l'Aula si esprima e voti, io vorrei  capire  che  cosa
  vuole  dire questo articolo. Non è chiaro. È spesa corrente o  sono
  investimenti?   Perché   se  sono  investimenti   il   richiamo   è
  all'articolo  204 del TUEL che l'assessore Lantieri  conosce  bene,
  visto  che si tratta del Testo Unico degli Enti Locali, quindi  nel
  rapporto tra amministrazioni comunali e enti locali possiamo  anche
  capire di cosa si tratta.
   Io  desidero una risposta. Sa perché desidero una risposta? Perché
  quando  oggi  all'Aula si presenta questo emendamento e  si  chiede
  l'approvazione  di questo emendamento, Presidente, visto  che  pure
  lei  ha preso atto che da qui a sei, otto, mesi la decurtazione dei
  trasferimenti ai comuni li porterà al fallimento, che  cosa  stiamo
  dicendo noi ai comuni con questo articolo? È autorizzato ai  comuni
  il  prestito  per  investimenti? Significa che se  un  Comune  deve
  realizzare una strada, così come è scritto

                           (Brusio in Aula)

   Scusate,  colleghi,  noi  stiamo  approvando  un  emendamento,  se
  diciamo  sì e dobbiamo avere la cognizione di quello che approviamo
  perché  decretiamo  la  morte  dei comuni,  è  un  emendamento  non
  proponibile in questi termini. E vi spiego perché. Perché così come
  è  proposto l'articolo 8, noi stiamo dicendo che si danno ai comuni
  115  milioni  di euro o ai liberi consorzi che non si capisce  bene
  come  li  restituiranno,  per prestiti rispetto  alle  disposizioni
  vigenti e per le finalità di investimenti.
   Questi  prestiti sono garantiti sul fondo pensioni, significa  che
  ogni  anno  i  comuni devono restituire, a partire dal  2017,  alla
  Regione, perché sono a valere sul fondo pensioni, ma nel momento in
  cui non li restituiscono verranno decurtati. Ma il problema qual  è
  Presidente? Noi abbiamo preso in giro, l'altro giorno, i sindaci se
  questo  emendamento venisse approvato così com'è.  Perché  oggi  si
  daranno  115  milioni ai comuni, più gli altri ai liberi  consorzi,
  per  spese di investimento. Che significa? Che il Comune, prima  di
  richiedere e accedere a questo prestito, deve avere, funziona  come
  il   204  del  Testo  Unico  degli  Enti  Locali,  la  capacità  di
  indebitamento.
   Significa che se un Comune deve realizzare un campetto di  calcio,
  una  piazza,  qualcosa, può fare un mutuo con la Cassa  depositi  e
  prestiti.  Invece  di farlo con la Cassa depositi  e  prestiti,  si
  rivolge alla Regione. La Regione glielo concede da valere sul fondo
  pensioni e il Comune deve restituirli.
   Allora,  io dico, rispetto alla Cassa depositi e prestiti a  quale
  tasso lo concede? A tasso zero? E può essere un vantaggio. I comuni
  possono, rispetto all'impegno che si è preso quel giorno, risolvere
  il  problema dei bilanci a decorrere dal 2017? Io chiedo, su questo
  emendamento, che l'Assessore mi dia una risposta.
   Io   presenterò   un  subemendamento  che  sottoporrò   alla   sua
  attenzione,  Presidente,  rispetto agli impegni  presi  perché  noi
  parlavamo di spese correnti e c'era un impegno anche da parte delle
  opposizioni e non un altro prestito per investimenti, perché non ha
  risolto il problema. Sto depositando un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Grasso, proprio  perché  ero  presente,  i
  comuni  hanno rappresentato che quei 115 milioni di euro  erano  sì
  destinati a investimenti, ma sono serviti nel corso degli  anni  al
  pagamento  delle  rate  di  mutuo accese, dobbiamo  essere  chiari.
  Considerato che lei, onorevole Grasso, mi ha chiamato in causa,  ho
  il  dovere di riferire che non erano proprio investimenti, ma  sono
  serviti per le spese ordinarie.
   Quell'emendamento  è  stato  concordato  con  l'ANCI  e   con   le
  organizzazioni presenti

   GRASSO. I 115 milioni di euro per investimenti si riferivano

   PRESIDENTE.   Onorevole   Grasso,   lei   che   è    sindaco    ha
  l'interlocuzione diretta con l'ANCI,  verifichi se va bene  o  meno
  questo emendamento.

   GRASSO. Io dissento

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  intervengo  per  quanto riguarda l'articolo 8 ed in particolare  la
  batosta  che  ho  ricevuto ieri sera quando - in chiusura  -  avete
  messo i deputati a conoscenza dell'emendamento 8.143.
   Caro Presidente, cari amici, cari colleghi, Assessori, - onorevole
  Falcone se mi presta un attimo di attenzione perché sto parlando di
  comuni,  di  una  realtà  seria - l'anno scorso  nella  finanziaria
  abbiamo sottratto ai dipendenti regionali, in modo maledetto, il  5
  per  cento, il 10 dopo, e il 15 e 20 per cento fino al 2020 per  il
  prepensionamento, per chi accettasse di andare in pensione.
   Hanno presentato la domanda 4.580 persone. La batosta, che è stata
  cancellata  al  2003,  la  possibilità di andare  in  pensione  col
  pensionamento retributivo, è stato cancellato anche questo.
   Stamattina parliamo di fondi pensione per la Sicilia. Le pensioni,
  quindi,  che  ogni  giorno,  ogni mese  sono  risorse  che  vengono
  accantonate dai dipendenti regionali per il loro futuro  -  tenendo
  presente   che   i  dipendenti  regionali  hanno  la   possibilità,
  attraverso questo fondo, di chiedere delle anticipazioni fino a  40
  mila euro. All'approvazione sarà negato anche questo
   Ricordo  a  tutti che, per quanto riguarda i comuni, perché  è  ai
  comuni che le risorse verrebbero destinate, 400 milioni di euro che
  sono  stati  dati  ai  comuni  per  quanto  riguarda  gli  ATO   in
  piccolissima parte percentuale non sono stati restituiti.
   In piccolissima parte sono stati restituiti alla Regione, ma tutto
  il  resto è rimasto poesia  Nessuno ha pagato e nessuno pagherà  Lo
  hanno  appena detto i sindaci deputati che hanno preso la parola  e
  dicono  che non ce la fanno più perché i comuni sono allo stremo  e
  non pagheranno nemmeno questo mutuo.
   In  questo  emendamento che il Governo ha predisposto  al  secondo
  comma  che,  nell'eventualità i comuni non andassero  a  pagare  il
  prestito  interverrebbe la Regione. Come interviene la Regione,  se
  in  questi 3-4 anni non è mai intervenuta e le cose vanno indietro,
  indietro
   Oggi,  vogliamo  fare  valere,  deve  valere  la  politica.  Oggi,
  dobbiamo  chiedere  al Governo nazionale se ci aiuta  ad  avere  un
  prestito, un mutuo, accendere un mutuo per i Comuni e risolvere  il
  problema  o  altrimenti  pensare  ad  un  taglio  lineare  generale
  sull'intero bilancio dell'1 per cento per raccogliere  fino  a  120
  milioni  di euro e pensare di aiutarli in un altro modo.  Ecco,  vi
  porto  pure le proposte  Sto pensando che il prossimo bilancio,  la
  prossima  finanziaria,  siccome la Regione siciliana  non  è  nelle
  condizioni  di andare avanti ci metteremo a licenziare i dipendenti
  della  Regione. Poi i deputati da 70 passeremo a 10 e  poi,  perché
  no,  pensiamo pure a derubare dalle tasche i già appesantiti  tagli
  che sono stati fatti per il personale dell'Assemblea
   Presidente, questa è una  mascalzonata' che si fa alle persone che
  mettono  da  parte  dei  soldi  per  le  pensioni  e,  intanto,   è
  anticostituzionale.
   Mi  auguro  che  nessuno, a livello regionale, intervenga  con  il
  Governo  nazionale per farsi mettere un visto, un parere favorevole
  per fare questa azione indegna

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      VINCIULLO,   presidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,  prima
  di  iniziare  a  parlare  dell'articolo 8,  volevo  ringraziare  la
  dottoressa Luciana Giammanco che, catapultata dal Governo  l'ultimo
  istante   in   questa  arena  e  in  questa  giungla  rappresentata
  dall'articolo  8,  ha  saputo  con impegno,  capacità,  conoscenza,
  professionalità,  e presenza soprattutto, ha saputo garantire  alla
  Commissione le giuste indicazioni.
   Però,  la  complessità  del tema trattato, la  difficoltà  per  la
  contemporanea  presenza di norme che sono  in  contrasto  fra  loro
  merita un'ulteriore attenzione.
   Poco fa la collega La Rocca ha posto il problema dei 14 Comuni fra
  cui  Augusta  e  Bagheria.  Per questi  Comuni  la  Commissione  ha
  ulteriormente aumentato le risorse portandole da un milione, quanto
  erano  state l'anno scorso, ad un milione e due. Però, la normativa
  regionale sembra scontrarsi con la normativa nazionale.
   In   pratica,   l'emendamento  presentato  all'ultima  finanziaria
  nazionale  prevede  la  possibilità di  prorogare  i  lavoratori  a
  condizione  che  sia  la  Regione che si faccia  carica  di  questo
  impegno.
   Questo è un tema che abbiamo posto in Commissione, dobbiamo di qui
  alla  fine  della giornata cercare di dare risposte, nel senso  che
  l'articolo approvato in Aula  a Montecitorio riguarda la riconferma
  delle  risorse  dell'anno  scorso e  in  questo  caso  la  Regione,
  addirittura,  le ha aumentate del 20 per cento e, quindi,  possiamo
  dare  una  risposta più che certa alle preoccupazioni dei  Sindaci.
  Oppure  andava  inteso  diversamente, cioè nel  senso  che  bisogna
  coprire l'intera posta che però devo dire non conosciamo al momento
  perché   i   Sindaci   non  hanno  fatto  pervenire   agli   uffici
  dell'Assessorato né a quelli della Commissione - qualora l'avessero
  voluto  fare, nonostante siano stati auditi - il costo  complessivo
  dei lavoratori che sono dipendenti dei Comuni.
   Per  cui,  ripeto,  nel dire oggettivamente  che  da  parte  della
  dottoressa   Giammanco   non   sono   assolutamente   mancate    la
  professionalità, la capacità, la conoscenza nell'affrontare  questo
  argomento,  sarebbe  importante per  difetto  di  legislazione,  in
  alcune parti, proprio per la presenza di norme contrastanti che per
  un istante si rifletta ancora una volta su questa vicenda.
   Sull'altro  tema,  che  è  quello delle  risorse  che  abbiamo  da
  assegnare  ai comuni, la Commissione presenterà un emendamento  che
  sottoporremo anche noi al vaglio dell'Aula e che saranno i colleghi
  ad illustrarlo fra poco.
   Quello che i tenevo a sottolineare è che le perplessità che stanno
  cominciando  ad  emergere  sull'argomento relativo  all'emendamento
  8.141,   o  8.142,  comunque, quello che è stato  licenziato  dalla
  Commissione  è  un  argomento di difficile comprensione  per  certi
  aspetti  e  che merita ulteriore attenzione a prescindere,  ripeto,
  dal  momento che altro è stato detto dall'intervento del  direttore
  generale  che,  invece ha garantito alla Commissione  le  opportune
  conoscenze e competenze.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   PANEPINTO.  Signor,  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo
  all'assessore Lantieri, che ha l'onore e l'onere di essere di fatto
  il  Ministro  dell'Interno  in Sicilia, considerato  i  400  comuni
  siciliani e i 5 milioni di abitanti che la Sicilia ha.
   Aggiungendo  che  in  Sicilia, a differenza  delle  altre  regioni
  d'Italia,   -  onorevole  Milazzo, la  sua  attenzione  mi  sarebbe
  graditissima -, in Sicilia a partire dalla legge n. 1 del  1979  ai
  comuni   sono   state  affidate  tutte  le  funzioni  possibili   e
  immaginabili. Arriviamo alla fine degli anni '80 quando la  Regione
  decide  di finanziare le dotazioni organiche dei Comuni  e  con  la
  legge n. 2 del 1991, avvengono una serie di assunzioni che di fatto
  vanno a coprire per intero, anche in sovra-numero.
   Allora si parlava di personale in sovra-numero nei Comuni; abbiamo
  poi  la  legge n. 37 del 1985, che recepisce la norma  nazionale  e
  oltre a trattare temi di sanatoria edilizia, di fatto, fa assumere,
  prima  al Genio civile il personale per sanatorie e successivamente
  questo  personale  viene  trasferito  ai  comuni.  Ai  comuni  sono
  assegnate  tutte le funzioni che riguardano: l'edilizia scolastica,
  il mantenimento degli asili nido, e così via, compresa la viabilità
  rurale  che,  una  volta era a carico delle comunità  montane,  poi
  passò  alle province con la legge n. 9 del 1976, per poi, di fatto,
  avere  pure, -  solo per memoria -, un capitolo nel bilancio  della
  Regione per la viabilità rurale.
   Tanto   per  dare  un  esempio,  assessore  Lantieri,  quando   si
  realizzavano le cosiddette associazioni interpoderali,  i  Consigli
  comunali assumevano l'onere della manutenzione, realizzata l'opera.
   Ritengo che trattare il tema dei trasferimenti ai comuni, come  se
  si  trattasse di una normalissima tabella, quella più notoria  - la
  Tabella   H  -,  secondo me è un errore, perché, al di  là  di  una
  fascia  di sindaco che rappresenta una comunità -  come è  avvenuto
  giovedì mattina, qua nel Palazzo Reale in Sala Gialla -, dietro  un
  comune  ci  sono  gli stipendi degli impiegati che  si  pagano  con
  distanza  di due e tre mesi, esistono  gli asili nido, il  servizio
  di  refezione scolastica, la pubblica illuminazione, tutto ciò  che
  un  cittadino  ha  in termini di servizi e spesso e  volentieri  il
  comune è l'azienda più grande di quella realtà territoriale.
   Ritengo  che lo sforzo, lodevole, importante, fatto dall'assessore
  Baccei,  debba a un certo punto, fermarsi da un punto di vista  dei
  numeri,  ma assumere anche una connotazione squisitamente politica,
  cioè  vale  a  dire,  come garantiamo ai 390 comuni  siciliani,  in
  particolare  a  quei comuni che sono sotto i 15 mila abitanti,  che
  sono la stragrande maggioranza, come garantiamo questi servizi?
   E  come  garantiamo anche la tenuta democratica,  se  vogliamo,  e
  sociale,  senza voler apparire come se lanciassi gridi  di  dolore,
  come quelli che furono in un altro Parlamento che è a Torino.
   Oggi,  però, immaginare, a legislazione vigente, rispetto a quelle
  che sono le prescrizioni normative per la redazione di un bilancio,
  per   l'accensione  di  un  mutuo,  per  il  controllo   legittimo,
  importante,  ma  che sta creando anche un vuoto  di  assunzione  di
  responsabilità,  cioè  vale  a  dire  il  controllo  preventivo   e
  successivo degli atti alla Corte dei Conti, rischiamo che così come
  è stato elaborato l'emendamento di riscrittura,  l' 8.143, di fatto
  crea un serio problema per la chiusura dei bilanci.
   Non   smentendo  l'azione  del  Governo  perché  poi   alla   fine
  l'Assessore  Baccei si è trovato l'eredità di un trasferimento  che
  fino  a qualche anno fa era di novecentoquaranta mila euro per  gli
  Enti locali a un taglio continuo e costante di risorse alle Regioni
  da  parte  dello Stato nazionale, aggiungendo anche  -  e  lo  dico
  Assessore  - forse è anche il tempo che lei convochi una conferenza
  sui   temi  dei  comuni   vengono  trattati  in  maniera,  diciamo,
  sinergica,  e le faccio un esempio: già  Assessore Contrafatto,  se
  noi  diamo i soldi ai comuni e facciamo funzionare il Fondo Jessica
  per  esempio e vanno ad abbattere il costo del consumo dell'energia
  elettrica del 50 per cento, un Comune che spende quattrocento  mila
  euro  di  energia  elettrica  per la pubblica  illuminazione  e  ne
  risparmia   duecento,  è  come  se  fosse  un   trasferimento   per
  investimenti.
   Per  cui,  io ritengo che la proposta che avanzo assieme ad  altri
  colleghi sia quella di dare certezza nella redazione del bilancio e
  cioè vale a dire il prelievo di centoquarantacinque milioni di euro
  dal  Fondo pensioni Sicilia  che lo faccia direttamente il  Governo
  regionale, assegni con certezza i soldi ai Comuni e poi con i fondi
  PAC  sarà  ricomposto  quel fondo senza  intaccare  i  diritti  dei
  pensionati.
   Non  credo  che ci sia alternativa perché così come è  formato  il
  testo,  che  è frutto di tanta buona volontà ma rischia  di  essere
  inapplicabile in sede di redazione del bilancio.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI  MAURO.  Signor  Presidente intervengo  così  per  delle  linee
  generali  su  questo  articolo 8 per avere alcuni  chiarimenti  dal
  Governo e in particolar modo dall'Assessore Baccei.
   Assessore Baccei credo che il comma 8 dell'articolo 8 e  il  comma
  16  riguardano le stesse unità lavorative che nell'ipotesi prevista
  dalla legge dovrebbero transitare dai liberi Consorzi al comune  di
  Paternò.
   E'  una  norma  questa  ripetitiva. Nel comma  8  è  indicata  una
  ipotetica  somma di un milione e duecento, nel comma 16 è  indicata
  una   copertura  di  spesa  molto  generica,  tant'é  che   recita:
   Commisurato al costo del personale assunto .
   E  allora  bisogna  capire se c'è un trasferimento  di  risorse  a
  valere per tutti i dipendenti oppure se questa norma fa riferimento
  soltanto  a  coloro  i quali hanno avuto riconosciuta  la  sentenza
  definitiva da parte della Cassazione.
   Onorevole   Sammartino  stiamo  parlando   della   questione   dei
  dipendenti  delle provincie dei liberi Consorzi che  transitano  al
  comune di Paternò.
   Questi due commi sono ripetitivi, per cui uno andrebbe annullato e
  credo il comma 16 perché è molto generico, mentre il comma 8 dà  la
  indicazione precisa delle risorse che occorrono.

   SAMMARTINO. Le risorse sono uguali.

   DI  MAURO.  No  non sono indicate, è un'altra cosa.  Chiaro?  Sono
  ripetitive le somme, sono ripetitivi i due commi.
   Poi,  volevo porle un'altra domanda, il comma 4 dice che c'è stata
  una  riduzione di due milioni di un fondo che è a valere sui comuni
  in  dissesto  a  ottocento mila euro, la  differenza  è  stata  già
  assegnata ai comuni? Perché non riesco a capire come mai c'è questa
  differenza,  tenendo  conto che più avanti si  fa  riferimento  che
  alcune risorse saranno trasferite ai comuni che hanno dichiarato il
  dissesto  a  decorrere  dal 2016. Non riesco  a  capire  se  queste
  risorse sono trasferite, assessore, solo per avere delucidazioni.
   Ed infine, la questione del comma 2, francamente l'assegnazione di
  un milione di euro soltanto da dividere tra i comuni di Agrigento e
  Siracusa,  che rientrano nella legge 34 del 1985, così come  Ragusa
  Ibla,  è  una  somma irrisoria per due ragioni.  La  prima,  perché
  l'articolo  fa  riferimento  ai  cosiddetti  contributi  in   conto
  capitale che sarebbero assegnati ai cittadini che ristrutturano gli
  immobili;  la seconda parte è assegnata ai comuni che debbono  fare
  degli  interventi.  Dividere  un milione  di  euro  a  due  comuni,
  cinquecento  e  cinquecento,     a  sua  volta  parte   di   questi
  cinquecento  sono  contributi in conto capitale, nemmeno  in  conto
  interessi   -  anche  perché  non ce ne sarebbe  bisogno  in  conto
  interessi in quanto già c'è un provvedimento legislativo in  questo
  senso - sono somme o che vanno rimpinguate, assessore Baccei o  che
  vanno  eliminate  perché  è estremamente mortificante  che  vengono
  assegnate  somme  così  irrisorie alle  città  di  Agrigento  e  di
  Siracusa  dove  è  notorio che i crolli e  gli  interventi  per  un
  consolidamento al centro storico sono all'ordine del giorno.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   un
  intervento  complessivo  sugli  emendamenti  ma  anche  per   darle
   l'aiutino' sull'ordine dei lavori perché signor Presidente, su una
  materia  così complessa -  e dando seguito ad un incontro  che  c'è
  stato  in  Sala  Gialla  con  tutti i sindaci,  alla  presenza  dei
  capigruppo o dei rappresentanti dei gruppi e l'assessore Baccei  -,
  permettetemi  di  potere pensare che dovevamo  cominciare  con  una
  relazione dell'assessore su quella che è l'impronta che vuole  dare
  perché  l'emendamento  8.143, che ricordo a  me  stesso  essere  un
  aggiuntivo,  fra pochi minuti, fra poche ore,  quando si  procederà
  al voto degli emendamenti potrebbe essere anche inteso con un senso
  diverso rispetto allo spirito totalmente confuso che l'assessore ha
  messo  nero  su  bianco  perché  ogni emendamento  soppressivo  che
  dovesse  passare o modificativo cambierà totalmente il senso  della
  legge. Intanto partiamo da questo presupposto.
   Nel merito dell'8.143, assessore Baccei, vorrei ricordare che io e
  l'onorevole Ciaccio, che abbiamo parlato in Sala Gialla a  nome  di
  Forza   Italia   e   Movimento  cinque  stelle,  avevamo   proposto
  all'onorevole  Bernardette  Grasso  115  milioni  con   un   taglio
  orizzontale su tutti i capitoli. Ma quanto avrebbe inciso?  Niente,
  su  22  miliardi  Proponete, o di attingere al fondo relativo  alle
  pensioni, assessore Baccei, ecco perché lei lo doveva spiegare,  le
  spese in conto capitale non possono essere utilizzate per legge per
  spese correnti.
   Qualora  lei volesse soccorrere perché poi i fondi PAC saranno  un
   bel  PAC'  per  i comuni, quindi poi lei che cosa farà?  Dirà:  li
  soccorro  io, come anticipazione, ma là ci paghiamo gli  interessi
  Quindi  la  posta  aumenterà,  ma  vorrei  ricordare  che  noi  qua
  amministriamo  soldi che sono di tutti i siciliani,  dobbiamo  fare
  operazioni  al risparmio, non aumentare poi le spese. Questo  è  lo
  spirito  che  dovremmo  adottare   Quindi,  signor  assessore,  una
  riscrittura  aggiuntiva  di  questo  calibro,  e  poi,   Presidente
  Ardizzone, io non voglio dare lezione a nessuno, ma viene  Orlando,
  ci  prende come briganti, tutti. Ci siamo  strafregati' dei Comuni.
  E'  venuto  qua Orlando, alla testa di trecentonovanta sindaci,  ci
  viene a prendere a tutti per briganti, e cosa facciamo? La montagna
  partorisce  il topolino. Io sono per dare centoquindici milioni  ai
  Comuni veri, veri  Perché, stiamo attenti, quella riunione potrebbe
  trasformarsi  in  un boomerang, ed io mi rifaccio  all'appello  del
  Presidente  Ardizzone. Facciamo operazioni vere, perché  altrimenti
  verrebbe confermata la tesi,  - che io smentisco -, di Orlando. Non
  c'era  bisogno  che  veniva qua, lui alla testa di  trecentonovanta
  sindaci,  perché  tutti  i  deputati che sono  eletti  a  suffragio
  diretto,   espressione  del  territorio,  non  hanno  bisogno   dei
  promemoria di Orlando. Non hanno bisogno del promemoria di Orlando,
  così,  visto  che  recepiamo il decreto  Monti,   -  Milazzo  è  un
  consigliere regionale sotto il profilo economico ed è giusto -,  il
  Presidente dell'ANCI è pagato cinquemila Euro al mese. Allora,  noi
  dobbiamo trovare soldi veri, e  Orlando dichiari che rinuncerà alla
  sua  indennità  perché  i cittadini guardano   L'ANCI  deve  essere
  leggera,  come  l'Assemblea  Io mi schiero coi  sindaci,  assessore
  Baccei   E  non  li  voglio  lasciare contenti  e  gabbati   Quindi
  dobbiamo dare soldi veri.
   Allora io le chiedevo, Assessore, prenda lei la parola, prima  che
  ogni  deputato  prenda  abbagli, illustri punto  per  punto  questa
  riscrittura aggiuntiva che, qualora l'articolo che stiamo trattando
  dovesse essere modificato potrebbe anche non potersi più agganciare
  al  cento per cento, secondo quello che vuole fare lei. Ecco perché
  io  le  chiedo,  Assessore, di non approvare un articolo  sull'onda
  dell'emotività, così signor Presidente, e finisco e non parlo  più,
  come abbiamo fatto con i revisori.
   Il  dibattito  che c'è al di fuori della Sicilia,  -   solo  altri
  venti  secondi -, è di cambiare la norma che riguarda  i  revisori,
  perché   quando  un  revisore  pazzo  scatenato  viene  sorteggiato
  paralizza  un  comune, e noi che facciamo? Abbiamo recepito  quella
  norma che vogliono cambiare nel resto d'Italia? Ma siamo impazziti?
  Quindi,  Assessore io direi di affrontare il dibattito, e mi affido
  alla  saggezza del Presidente dell'Assemblea, in modo  ponderato  e
  senza  premura  perché rischieremmo di fare arrivare  un  boomerang
  sull'Assemblea Regionale.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, signori del Governo, colleghi. In tema
  di  contingentamento dei tempi cinque minuti sono davvero pochi per
  tentare di affrontare compiutamente un articolo che consta di oltre
  venti  commi  e  che rappresenta, in questa legge di  stabilità,  i
  rapporti  tra  la  Regione  e le autonomie  locali,  Comuni  ed  ex
  Province  o  liberi  consorzi. Tuttavia, è su  alcuni  aspetti  che
  intendo,  nei  cinque  minuti  rigorosamente  che  mi  sono   stati
  assegnati,   -  che  vengono  assegnati -,  affrontare  almeno  due
  questioni.  La  prima  l'ha  appena  terminata  di  illustrare  con
  efficacia  il  collega Milazzo. Anche io sono stato presente,  come
  ella  Presidente,  che quella riunione presiedeva  in  Sala  Gialla
  l'altro   ieri,    alla  calata  dei  sindaci   su   Palermo.   Una
  manifestazione,  quella da parte dei sindaci, guidata  dal  sindaco
  del  capoluogo delle nostra Regione, che certamente si  attendevano
  qualcosa  di diverso e qualche cosa di più rispetto all'emendamento
  8.143proposto dal Governo.
   Vedete,   la   proposta   del  Governo   a   seguito   di   quella
  manifestazione,  che ha avuto anche un vago sapore elettoralistico,
  data  che non è nascosta a nessuno l'ambizione del Sindaco  Orlando
  ad  ingerirsi  nelle questioni regionali, non so se egli  pensa  di
  essere  candidato tra un anno e mezzo alla guida di questa  Regione
  ma  certo  la  sua  contrapposizione  nei  confronti  del  Governo,
  assessore Baccei, nei confronti del Governo, assessore Lantieri,  e
  nei  confronti  di questa Assemblea regionale è emersa  in  maniera
  assolutamente  chiara due giorni fa, giovedì, nel primo  pomeriggio
  di giovedì.
   Ma  che  cosa propone di fare il Governo con l'emendamento  8.143?
  Propone  di  esercitare un ulteriore prestito nei  confronti  delle
  autonomie locali, dei comuni, che già sono indebitati fin sopra  il
  proprio collo.
   Ma  voi avete idea di quanti ratei paga normalmente un Comune  per
  accensione  di  mutui  trentennali, ventennali,  decennali?  Non  è
  indebitamento  il  ricorso  continuo alle  anticipazioni  di  cassa
  presso le banche tesoriere? Anche quello è sostanzialmente un mutuo
  perché  sull'anticipazione  di  cassa  i  comuni  pagano  fior   di
  interessi.
   La  risposta che dà il Governo della Regione è sostanzialmente  un
  altro  prestito senza comprendere bene se poi questo prestito possa
  o  meno  essere  restituito  anche se il quinto  comma  sembrerebbe
  essere apparentemente una norma di salvaguardia.
   E allora è molto più efficace, invece, trovare risorse all'interno
  del  bilancio anche seguendo il suggerimento, che non  è  certo  un
  suggerimento  di  grande scelta politica, che è quello  del  taglio
  lineare in percentuale su tutti i capitoli di spesa.
   Il  secondo  tema  che intendo affrontare, signor  Presidente,  si
  riferisce,  invece,  al  comma  sesto  e  qui  ho  bisogno  davvero
  dell'attenzione dell'assessore Lantieri che certamente la presta  e
  sarebbe opportuno anche dell'assessore Baccei.
   In  Commissione è passato un principio ed io ne sono grato a tutti
  i  componenti  della Commissione Bilancio e per essa al  Presidente
  Vinciullo e cioè una norma per i comuni in dissesto finanziario.
   Il  comma  sesto,  però, così come è scritto, e  io  credo  che  i
  tecnici dell'assessorato me ne possano dare atto, risulterebbe  del
  tutto inapplicabile perché mancano i criteri descrittivi attraverso
  cui poi mettere in moto la norma.
   Io  ho  presentato una serie di emendamenti, signor  Presidente  e
  colleghi,  che  si  riferiscono intanto all'estensione  degli  anni
  entro  i quali il dissesto finanziario deve essere stato presentato
  dai  comuni  aggiungendo anche gli anni 2011, 2012  che  altrimenti
  resterebbero inspiegabilmente fuori dalla previsione normativa.
   Ho  previsto anche l'aumento del fondo, sempre a valere su  quello
  delle  autonomie  locali  a  qualcosa  di  più  che  non  l'importo
  simbolico  o poco più che è stato previsto ed anche ai  criteri  di
  assegnazione che ovviamente non possono che fare riferimento ad  un
  dato  oggettivo  che  è il numero degli abitanti  quali  risultanti
  entro il 31 dicembre del 2015.
   Io  prego l'assessore Lantieri e l'assessore Baccei, attraverso  i
  tecnici  dell'assessorato,  di  verificare  all'interno  di  questi
  emendamenti,  ai  quali io non sono assolutamente  legato,  ed  una
  riscrittura  del  Governo  potrebbe essere  la  soluzione,  ma  per
  rendere  davvero  applicabile una norma che altrimenti  rischia  di
  rimanere soltanto di principio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  intervengo  sull'intero  articolo 8 che  è  stato  approvato  dalla
  Giunta  di  questo Governo, e che è stato presentato all'Assemblea.
  Già  quando  è stato approvato dalla Giunta penso che l'articolo  8
  così come presentato era da definirsi pietoso, però con gli accordi
  che  si fanno all'interno della maggioranza, e forse qualche  altro
  Gruppo  di  minoranza,  da  pietoso è diventato  indecente,  perché
  questo  è  l'unico  termine che si può dare a una  riscrittura  che
  penalizza tutti, e che l'unico intento è fare la guerra tra poveri,
  e mi riferisco ai soldi che, comunque, si danno ad associazioni,  -
  associazioni  private e non pubbliche -, dove si fanno  marchette ,
  dove l'unica cosa che si doveva fare è aiutare i comuni.
   Signor Presidente, io come lei ero presente insieme ai sindaci,  e
  mi  sono  reso  conto,  e  per  questo  sono  intervenuto,  che  la
  maggioranza  e  il  Pd risultano sempre più schizofrenici,  ricordo
  l'intervento  dei  colleghi  della  maggioranza  che  avevano  dato
  mandato  a  occhi chiusi all'assessore Baccei per dare i  soldi  ai
  comuni.
   Insieme, al collega Milazzo ci siamo opposti, perché sappiamo  che
  l'assessore Baccei non è credibile, e che avrebbe portato  in  Aula
  soluzioni  impresentabili,  ed entro nel  merito  della  questione:
  l'emendamento  8.143. Intanto, parlando con gli Uffici  mi  risulta
  che  non  è attuabile, anche perché noi togliamo al fondo pensioni,
  cosa  che  in  qualsiasi parte, non regione,  d'Italia,  io  voglio
  vedere  se lo Stato o altre Regioni per andare a sanare le mancanze
  di questo Governo, vanno a incidere sul fondo dell'Inps, e l'Inps è
  pure  d'accordo, però siccome non sappiamo che cosa fare,  - perché
  questo   Governo  come  più  volte  abbiamo  detto   non   ha   una
  progettualità -, non sa come andare avanti giorno dopo giorno, vede
  un  tesoretto,  che  sono  i risparmi dei lavoratori,  e  cerca  di
  aggredirlo, e cerca di inserire delle clausole di salvaguardia  che
  sono irrealizzabili;  Presidente,  ma andare a dire che con i fondi
  Cipe  riusciamo  a  pagare  le  rate,  visto  che  compete  ad  una
  riorganizzazione,  rimodulazione  e  approvazione  da   parte   del
  Ministero,  questo  Parlamento  come  fa  a  dire  che  riuscirà  a
  garantire  la  copertura delle rate? Inoltre se la copertura  delle
  rate è prevista per i 115 milioni, gli altri 30 milioni di euro che
  diamo  ai liberi consorzi, come vengono coperti? Chi pagherà queste
  rate?  Non  c'è  scritto, non c'è scritto  nulla,  quindi,  già  30
  milioni  sono  tolti  a fondo perduto, cosa che  è  assurda  signor
  Presidente,  quindi  questo emendamento  è  proprio  improponibile,
  allora  quello che noi riproponiamo, e che abbiamo detto in maniera
  onesta  davanti a tutti i sindaci è che il Movimento Cinque  Stelle
  c'è,  e li vuole aiutare, che propone e chiede agli Uffici di  fare
  una  stima  sul  taglio  orizzontale,  io  lo  capisco  che  non  è
  politicamente un'operazione corretta, perché penalizza tutti, ma  è
  l'unico  modo  per  evitare  queste porcate,  perché  non  so  come
  definirle,  allora  se gli uffici invece di perdere  tempo  a  fare
  emendamenti  inutili,  fanno una stima sui capitoli  non  vincolati
  delle  spese dell'intero bilancio, probabilmente con lo 0,5  o  con
  l'1%   riusciamo  a  dare  copertura,  e  inizialmente   quindi   a
  rimpinguare  il fondo perequativo. Inoltre, signor Presidente,   la
  cosa  che  comunque  mi  preme,  che  non  è  possibile,  e  non  è
  tollerabile,  accettare  un  modo di lavorare  e  di  incidere  sui
  comuni,  che  sono  quello che lei in primis  ha  detto  in  quella
  riunione,  sono il front office con la popolazione, come vedete  se
  io   sto   cercando   di  essere  costruttivo,   però   l'assessore
  assolutamente non ha ascoltato, non sa neanche una parola di quello
  che  io  ho  detto, in ogni modo visto che il Governo ha presentato
  questa  schifezza noi chiederemo il voto nominale e vedremo chi  si
  assumerà    la   responsabilità   sull'emendamento    8.143.    Noi
  assolutamente no.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ho  seguito con attenzione una serie di  interventi.  E'
  chiaro  che  le conclusioni rispetto alle questioni le  farà  anche
  l'assessore Baccei che mantiene l'interlocazione con la Commissione
  Bilancio.
   Però,   ci  sono  alcune  questioni  che  dobbiamo  cominciare   a
  focalizzare  all'interno di questo dibattito. Dall'andamento  della
  discussione  di  stamani, sembrerebbe quasi che  i  comuni  vengano
  dissestati  dalla  Regione. Non mi sembra che le cose  stiano  così
  perché  quando  si dice, per esempio, che le spese di  investimento
  servono a pagare le rate di mutuo per gli investimenti da parte dei
  comuni,  allora, dobbiamo dire con altrettanta chiarezza  che  quei
  mutui  sono  stati assunti illegittimamente. Quando si  accende  un
  mutuo  c'è  una dichiarazione da parte dell'ente che  l'ente  è  in
  grado, sulla base delle proprie entrate e non sulla base di entrate
  che gli vengono date da terzi, di pagare i mutui.
   E'  chiaro  che questo uso distorto che si è fatto  dei  Fondi  di
  investimento  che  vengono trasferiti dallo  Stato,  dalla  Regione
  verso  gli  enti locali per pagare, poi, l'indebitamento precedente
  che  si è fatto, determina il blocco dello sviluppo in Sicilia. Ciò
  significa che potremo portare, non so a quanto, i trasferimenti che
  facciamo  ai  comuni per le spese di investimento,  ma  questo  non
  determinerà una sola manutenzione di una strada, non la costruzione
  di  qualcosa perché, sempre e sistematicamente, quei soldi verranno
  destinati  al  pagamento  dei mutui e, magari,  la  spesa  corrente
  destinata a pagare fuor di consulenze

   GRASSO. Ma quali

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  No,  mi  scusi,  onorevole
  Grasso,  non deve vedere il suo comune. Potremmo elencare.  Quindi,
  tutta  questa  questione  demagogica e generalizzata  attorno  alle
  scelte di fare delle cose va vista con moderazione.
   D'altra  parte,  il  trasferimento che adesso  si  fa  -  apro  un
  capitolo  su  cui  noi  forse dovremmo regolamentare  in  modo  più
  sistematico - dei soldi ai comuni, dei fondi che vengono trasferiti
  ai  comuni sulla base unica del criterio del numero degli abitanti,
  ritenete  che  sia  giusto?  Cioè, se per  esempio,  un  comune,  a
  prescindere  dal  numero degli abitanti, avesse risorse  necessarie
  per  andare  avanti,  nella  Conferenza   degli  enti  locali,  non
  bisognerebbe  applicare  quei criteri di sussidiarietà  che  l'ANCI
  chiede  alla  Regione  ed  allo Stato nei confronti  dei  comuni  e
  andrebbe fatta anche fra comuni?
   I  temi  sono complicati. La manovra, così come è stata presentata
  dall'assessore Baccei, non è una manovra vessatoria,  anzi,  è  una
  doppia  manovra, perché, da un lato, mantiene 145 milioni del  PAC,
  che  potranno  essere destinati unicamente allo sviluppo,  non  per
  pagare  debiti pregressi. Quindi, acceleriamo la spesa  nei  comuni
  per  fare  le  cose  che  non si fanno  da  anni,  per  fare  nuovi
  investimenti,  che  viene  tutta mantenuta.  E  per  rispondere  ai
  criteri  legati  ad indebitamenti dà la possibilità  di  utilizzare
  risorse addizionali che vengono dal Fondo pensioni.
   Se  uno  può pagarsi il mutuo, non è necessario che ne accenda  un
  altro.  Lì  agisce la volontarietà, perché non è una  distribuzione
  tout  court che indebita gli enti, mentre per le spese investimento
  potrà fare fondo con i PAC. Dopodiché, se la questione riguarda  il
  pagamento  dei mutui e non la destinazione di tutte quelle  risorse
  che  sarebbe scellerato destinare al pagamento dei mutui perché non
  favorirebbe  la  crescita  della  Sicilia,  allora,  credo  che  la
  questione non riguardi i 145 milioni, ma una piccola parte di  quei
  145  milioni che, soprattutto, onorevole Grasso, per i piccolissimi
  comuni ha un senso, da destinare specificamente.
   Se dovessimo fare dei correttivi a questa manovra ultima, li farei
  solo  per  i  piccoli comuni perché sono quelli che hanno  le  vere
  difficoltà  non  avendo entrate proprie, mentre  il  resto  è  aria
  fritta.  Noi  abbiamo 145 milioni di PAC, 145 milioni  che  possono
  venire  dal  Fondo  pensioni, quindi se vogliamo fare  una  manovra
  facciamola  per coloro che hanno bisogno, non per far fare  i  capi
  popolo a qualcuno su una questione persino illegittima che, invece,
  favorisce l'idea di una Sicilia che non investe mai sullo sviluppo.
  Questo è il tema.
   Fondo    pensioni.    Ho    sentito   l'appassionato    intervento
  dell'onorevole  Lentini che si pone, giustamente,  il  problema  di
  salvaguardare  i  lavoratori. Noi non stiamo  togliendo  niente  ai
  lavoratori, ai dipendenti.
   I  Fondi  pensione  esistono  come fondi  proprio  perché  debbono
  investire le risorse e farle fruttare, invece di immobilizzarle. Se
  questa  possibilità di utilizzo per investimenti, per  favorire  la
  crescita  del  fondo non esiste, allora, tanto vale  abrogarlo.  Si
  mettono  quelle  cifre  accantonate della  Regione  per  pagare  le
  pensioni  ed aboliamo un ente inutile, invece, di tenere  dirigenti
  generali, strutture, eccetera.
   Quindi, o i fondi sono fondi e come tutti i fondi sono anche fondi
  che  prestano  e, quindi, fruttano, perché quello è  il  senso  del
  fondo,  invece, qui si è voluta rappresentare l'idea di una Regione
  che toglie i soldi. No, investe quei soldi, per farli fruttare.
   Qual è la garanzia di restituzione? In questo caso la garanzia  di
  restituzione  -  vorrei che mi ascoltasse, onorevole  Lentini  -  è
  molto  semplice.  Il  fatto  - onorevole Lentini,  mi  ascolti,  la
  prego,   perchè  ognuno  si  affeziona  alla  propria  idea   senza
  confrontarsi  con  gli  altri  -  che  la  Regione  può  trattenere
  direttamente  ai  trasferimenti  ai  comuni  le  risorse  che   non
  restituiscono e si chiude la partita.
   Si  dice  che questo non sia avvenuto nel passato. Io vi  assicuro
  che col mio Governo è avvenuto. A coloro i quali avevamo dato Fondi
  di rotazione e che non hanno pagato le relative rate, a quei comuni
  abbiamo  trattenuto le risorse da destinare e ci  siamo  ripresi  i
  soldi che abbiamo prestato.
   In  passato non era accaduto, però questo Governo, anche da questo
  punto di vista, ha segnato una svolta.
   Non   facciamo  interventi   scassa  bilancio ,  manovre    scassa
  bilancio   perché  - ripeto - eventualmente le risorse  addizionali
  delle  quali  abbiamo bisogno rappresentano una piccola  parte  che
  serve ai piccoli comuni per pagare i mutui.
   Su  questo  possiamo  discutere insieme ai Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  ed  alla  Commissione;  non  facciamo,   però,   cose
  demagogiche che ci fanno solo male, anche perché vorrei  capire  da
  dove prende i soldi questa Regione.
   Non cominciamo ad imprecare contro la Regione che è una Regione in
  cui  le entrate sono quelle che sono, i trasferimenti statali  sono
  stati  ridotti,  la crisi economica si è abbattuta per  sette  anni
  consecutivi con la riduzione del PIL, la chiusura delle aziende, la
  diminuzione  delle  entrate, i licenziamenti di massa  avvenuti  e,
  finalmente, con i segnali nuovi che cominciano a venire,  in  senso
  diverso.  Pensate  che  tutto ciò non  incida  sul  bilancio  della
  Regione?  Non incidono sul bilancio della Regione 2.500  dipendenti
  in  più? Migliaia di dipendenti in più nelle partecipate? Ventimila
  precari, ventiquattromila forestali?
   Il problema è che qui si vuole fare quadrare tutto con demagogia.
   Questo è un bilancio che mette rigore e solidarietà.
   Volere strafare, però, sulla base del fatto che c'è uno che magari
  ha appetiti elettorali che deve cavalcare una questione demagogica,
  ebbene,  risponda  anche cosa farebbe domani  nei  confronti  della
  Regione. La farebbe fallire? Siamo chiari su questo
   Dobbiamo  essere rigorosi e ciò significa che se c'è  un  problema
  per  i piccoli comuni vediamo come poterlo affrontare, Assessore  e
  lo dico anche al Presidente Vinciullo e all'intera Commissione.
   Non facciamo mosse demagogiche che non hanno assolutamente senso.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   GIACINTO.   Signor  Presidente,  Presidente  della   Regione,
  Assessori,  onorevoli colleghi, continuo a ribadire, così  come  ho
  detto  nella  riunione dei sindaci di ieri, che questa problematica
  l'avevo sollevata sia I che in II Commissione.
   L'articolo 8 di cui voglio parlare in generale - e, poi, entro nel
  meccanismo  di  questo mutuo molto eventuale - è un articolo  molto
  complesso che diventa tale perché abbiamo un fondo di 340  milioni,
  oggi,  e  su  questo  fondo non si è fatto  altro  che  tentare  di
  inserire  delle  riserve che ritengo,  a  meno  che  non  siano  di
  carattere generale, vadano eliminate.
   Abbiamo  presentato,  con l'onorevole Panepinto,  un  emendamento,
  approvato  in  Commissione  Bilancio', di vincolare queste  riserve
  massimo al 2 per cento del fondo.
   Ho  visto  che  l'onorevole Dipasquale - non me  ne  voglia  -  ha
  reinserito un emendamento per rimettere la riserva su Ragusa  Ibla.
  Se  abbiamo  già  parlato di ciò che dobbiamo  fare  con  Ibla,  in
  Commissione   Bilancio',  non  capisco  il  ritentare  di  inserire
  nuovamente questa riserva.
   Chiedo  a tutti i colleghi deputati di ritirare quegli emendamenti
  di  riserve  particolari, su questo o quel comune o su  quell'altro
  Comuni.  La  trovo, oggi, davanti ad una questione  di  comuni  che
  rischiano il fallimento, una cosa veramente vergognosa.
   Andiamo invece alla copertura. Credo che non possiamo fare  questa
  copertura,  Assessore.  Non la possiamo  fare  per  due  ordini  di
  motivi:  credo che non abbiamo la disponibilità del Fondo pensioni.
  La  Regione  non  ha  questa disponibilità. Se  riusciamo  a  farlo
  passare  al  Consiglio  dei Ministri, credo che,  poi,  un  singolo
  lavoratore   che   fa  ricorso  davanti  la  Corte  costituzionale,
  probabilmente, ci bloccherà tutto questo.
   Io  non capisco, però, un'altra cosa, assessore Baccei e su questo
  voglio  conferma  da lei: come possa avere dato  parere  favorevole
  l'Anci  perché questo non è altro che - ed è una vergogna se l'Anci
  ha dato un parere favorevole - un mutuo che i Comuni devono fare.
   Vi  ricordo  che i Comuni per potere fare un mutuo  non  vanno  in
  banca e gli portano il titolo di proprietà della casa, devono avere
  dei  parametri ben precisi per potere fare dei mutui ed io vi  dico
  che  l'80  per cento dei comuni siciliani, siccome ha  i  parametri
  deficitari  fuori, siccome sono in pre-dissesto,  siccome  sono  in
  dissesto, nessuno di loro può fare mutuo.
   Quindi,  stiamo  inserendo  una norma per  non  dare  certezza  ai
  bilanci dei comuni.
   Allora,  la  Commissione  Bilancio' poco  fa  aveva  elaborato  un
  subemendamento all'emendamento 8.143, del Governo,  dove  si  possa
  vedere  -  non so se arriviamo ai famosi 115 milioni, 120  milioni,
  130  quelli  che sono, quelli che sono scritti qua, però  di  soldi
  veri  - un taglio dell'1 per cento, dell'1,5 per cento sui capitoli
  dei  bilancio per potere arrivare - non so Assessore,  so  che  non
  arriveremo  perché la spesa sanitaria non  deve  essere  fuori,  su
  quello che possiamo fare e su quei capitoli che possiamo tagliare -
  a  50,  60  milioni, ma gli stiamo dando soldi veri, così  non  gli
  stiamo dando soldi, gli stiamo dando semplicemente debiti su debiti
  perché  con  il  mutuo che vanno a fare gli facciamo  pagare  altri
  mutui. Per cui, chiedo all'Assessore di fermarci 10 minuti per fare
  una  sintesi tra il Governo ed i Presidenti dei Gruppi parlamentari
  al  fine di trovare una soluzione affinché, ripeto, si possano dare
  soldi veri ai Comuni.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  effetti  il
  dibattito in Aula su questa cosa risulta molto acceso e ritengo che
  molti  dei  colleghi  abbiano ragione su questa  vicenda,  intanto,
  perché si sta intervenendo sul fondo pensioni e, in un momento come
  questo, obiettivamente, andare a gravare su una voce di spesa  come
  le  pensioni che è l'unico, probabilmente, riferimento certo che  è
  rimasto  in  Sicilia, anche in considerazione della  riduzione  dei
  trasferimenti  nazionali francamente, assessore Baccei,  mi  sembra
  veramente un colpo basso.
   Oggettivamente, andare a gravare sempre sugli stessi e, in  questo
  caso, su cittadini, dipendenti, Pubblica amministrazione che da  30
  anni  aspettano quel momento rispetto al quale rischiamo di mettere
  un  grande punto interrogativo su questa dimensione, certamente,  è
  davvero  un  colpo basso. Ma sa perché è un colpo basso, Assessore?
  Perché noi è vero, assessore Baccei
   Presidente,  gradirei che l'Assessore su questa cosa,  invece,  di
  parlare con l'assessore Cracolici rinviasse un attimino.
   Ha  ragione, era la nostra contro finanziaria. Ma c'è una  piccola
  differenza.  Noi  non parlavamo certo di mutuo,  noi  parlavamo  di
  anticipazioni  che  non  gravavano con ulteriori  interessi  sempre
  sugli  stessi, sui comuni. Noi adesso stiamo andando a gravare  sui
  comuni, avviando a loro scapito una serie di costi che non potranno
  più  sostenere anche perché, tra le altre cose, come si  evince  al
  comma  3,  voi fate riferimento agli investimenti e non certo  alla
  spesa corrente, perché in quella Sala gialla, due giorni fa, quando
  i  Presidenti dei Gruppi parlamentari si sono presi  l'impegno  con
  tutti  i  sindaci e con il Presidente dell'Anci,  di  dare  sì  115
  milioni,   ma  garantendo servizi ai comuni, i servizi  essenziali,
  gli   asili  nido,  l'illuminazione.  Adesso,  li  mettiamo   nelle
  condizioni  di fare che cosa? Gli investimenti. Ebbene,  non  è  di
  questo  che  i  comuni sono venuti a parlare, non è  questo  che  i
  Comuni  sono  venuti a chiedere, mettendo, tra l'altro,  un'ipoteca
  per  i  prossimi  trent'anni  sulle  teste  di  tutti  i  cittadini
  siciliani.
   Noi  ad  accendere  altri  mutui,  che  sia  chiaro,  per  coprire
  qualsivoglia spesa, non ci stiamo
   Quindi,  di  questa  cosa vi assumerete la  responsabilità,  fermo
  restando  ancora,  presidente Ardizzone ed  assessore  Baccei,  che
  siamo ancora in fase di discussione.
   Inviterei,  Assessore,  a  fare una riflessione  su  questa  cosa,
  accantoniamo l'articolo e vediamo su questa cosa dov'è che possiamo
  andare  a trovare le voci di spesa perché, sicuramente, i siciliani
  non hanno bisogno di accendere ulteriori costi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  apprezzato,
  senza  infingimenti fino a questo momento, la conduzione  dell'Aula
  ed  il  modo  in  cui il Governo si è mosso su articoli  di  questo
  disegno  di  legge  che, ritengo assolutamente  importanti  per  lo
  sviluppo  della  Sicilia. Parlo di CRIAS, di IRCAC,  di  IRFIS,  di
  stabilimenti,  di  precari,  di  partecipate;  tutti  articoli  che
  abbiamo  approvato con il contributo ragionevole  di  un  pezzo  di
  opposizione   responsabile  e  che  danno  risposte  economiche   e
  garantiscono la pace sociale nella nostra Regione.
   Ho,  però, un timore, che rassegno sommessamente all'assessore per
  l'economia, dottor Baccei, e al presidente dell'Assemblea regionale
  siciliana,  onorevole Ardizzone - non essendo presente in  Aula  il
  Presidente  della  Regione  -  che,  avendo  compiuto  un   errore,
  rischiamo, cercando di correggerlo, di farne uno più grave.
   Presidente  Ardizzone, Assessori e colleghi, qualcuno ha  definito
  Orlando, un capo popolo, io voglio dire al presidente Ardizzone che
  non  sono  stato  io  ad  invitarlo in piena finanziaria,  con  200
  sindaci al seguito in Sala gialla, io non lo avrei fatto
   Assessore Baccei, in quelle condizioni, devo dire francamente  che
  non  l'avrei  incontrato,  avrei  invece  chiesto  ed  ottenuto  un
  incontro,  di carattere tecnico, tra i tecnici dell'ANCI  e  quelli
  dell'Assessorato  al bilancio, per svolgere, insieme  all'Assessore
  per la funzione pubblica, il giusto ruolo di ciascuno.
   Quindi,  per  inseguire  un errore, oggi,  ci  stupiamo  del  capo
  popolo   Ma  se  i  capi popolo si aiutano a diventare  tali,  poi,
  diventa  complicato  spiegare  che la  colpa  è  dei  capi  popolo,
  probabilmente, prima di assumere decisioni e scelte dovremmo essere
  un po' più oculati.
   Nel merito, ieri mattina in questa straordinaria Aula, si è svolto
  un  convegno  dell'ANCI, al quale ho avuto l'onore  di  partecipare
  come   relatore.  Nell'occasione  di  ieri,  ovviamente,  il   tema
  dominante è stata la riunione del giorno precedente in Sala gialla,
  perché  tra  i  relatori dell'incontro di ieri vi  erano  anche  il
  sindaco  Orlando,  Presidente dell'ANCI ed il  segretario  generale
  dell'ANCI, Alvano.
   Ebbene,  siccome siamo in diretta e gli emendamenti sono cartacei,
  ho  ricevuto,  presidente Ardizzone, una telefonata  da  parte  del
  Segretario  generale  dell'ANCI, il  quale  avendo  avuto  modo  di
  leggere  l'emendamento 8.143, mi ha detto non solo che gli  impegni
  non  erano quelli - e io non so chi avesse preso impegni ed in  che
  termini  -  ma  mi  ha pure detto,  con amara ironia ,  che  se  il
  problema era stabilire che dovevano fare un mutuo non c'era bisogno
  che  i  soldi glieli desse la Regione perché i Comuni come fare  un
  mutuo lo sanno già.
   Allora,  non  vorrei  che trattandosi di  mutuo  e  non  di  soldi
  immediatamente  spendibili, che trattandosi di soldi  destinati  ad
  investimenti  e  non credo che tutti questi Comuni  abbiano  questa
  voglia  matta  di fare palestre ma hanno altri problemi  molto  più
  seri,  noi posto che questi Comuni devono chiudere i bilanci, siamo
  qua, alla fine, a rischiare di bocciare, come Parlamento regionale,
  una  norma proposta dal Governo perché, poi, si dica fuori  che  il
  Parlamento ha affossato i comuni.
   Questo   è  un  rischio  che  stiamo  correndo  che  non  possiamo
  assolutamente permetterci di portare fino in fondo e,  allora,  con
  molta  franchezza, invito con un fare quale è stato il mio e voglio
  continuare  a  comportarmi durante questa  finanziaria  in  maniera
  costruttiva perché ribadisco ci sono dei punti che fin'ora mi hanno
  convinto  e  che  abbiamo sostenuto, fermiamoci  un  attimo  perché
  capisco  che  il Governo ha dei paletti e dei limiti da rispettare,
  ma  il  Governo  capisca che il Parlamento  non  può  assumersi  la
  responsabilità  di bocciare norme che, poi, a torto  o  a  ragione,
  verrebbero vendute fuori come un omicidio politico.
   Quindi,  presidente  Ardizzone siccome  l'articolo  8,  così  come
  riscritto, diventa il tema dei temi, vi invito a fermarci un attimo
  ed  a  fare un ragionamento serio soprattutto sulla possibilità  di
  rinvenire, da qualche altra parte, soldi reali che sono quelli  che
  servono davvero ai comuni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una  volta
  ci ritroviamo ad affrontare all'ultimo momento utile i problemi più
  spinosi   ed  importanti  che,  invece,  avrebbero  dovuto  trovare
  soluzione addirittura all'inizio della presentazione della  manovra
  finanziaria stessa.
   Quindi, ancora una volta, ci troviamo di fronte all'incapacità, da
  parte del Governo, di affrontare i problemi veri che ha lasciato  e
  che  lascia, ovviamente, poi, la porta aperta al demagogo di  turno
  che aspettando all'ultimo secondo utile si presenta qui per cercare
  di  ribaltare  il  tavolo  e buttare la  palla  dall'altro  lato  o
  prendere  la  palla quando non gli conviene portarsela  via  se  il
  gioco si fa duro.
   Allora, se dobbiamo affrontare un tema così spinoso con la  dovuta
  cautela  che deve contraddistinguere sempre l'azione di chi  fa  le
  leggi,  distinguendoci  in ciò da chi cerca di  approfittare  delle
  decisioni altrui per poter dire poi:  Ah, ci hanno penalizzati
   Allora,  cominciamo ad affrontare il problema in maniera  seria  e
  vera.  Intanto,  non è vero che tutti i comuni sono uguali,  perché
  non  è  vero  che tutti i comuni uguali, considerato  che  c'è  una
  differenza  abissale  trai  comuni che possono  godere  di  entrate
  proprie  -   anche  sconfinate - e comuni invece che  per  la  loro
  ubicazione  geografica, per la loro situazione  economica,  per  la
  loro  capacità di avere possibili entrate e per la loro consistenza
  non sono nelle stesse condizioni degli altri comuni.
   Quindi, fare un ragionamento univoco per i comuni grandi e  per  i
  comuni piccoli, per quelli che hanno altre entrate e per quelli che
  invece vivono esclusivamente dei trasferimenti della Regione non  è
  un  ragionamento obiettivo, egualitario, rispettoso del legislatore
  ma  è  un  modo  per camuffare chi fa il furbo e magari  opera  sul
  proprio  bilancio scialacquando con spese improprie che non trovano
  più  motivo  di  essere in un momento di grave  crisi  economica  e
  danneggia di fatto le vere esigenze dei comuni.
   Andiamo  alle  toppe  che faticosamente il  governo  regionale  ha
  cercato di presentare con quell'emendamento che è assurdo, ridicolo
  per  tanti  motivi,  governo  regionale  pressato  dalla  richiesta
  avanzata all'ultimo minuto dai comuni o da chi rappresenta i comuni
  e  che  non  ha trovato di meglio, con quell'emendamento,  porre  o
  presentare  un  rimedio che è molto peggiore  del  male  che  vuole
  risolvere.  Primo: per le ragioni che ho detto perché non  discerne
  tra  comuni  grandi e piccoli. Secondo: si tenta di prendere  soldi
  dal fondo pensioni che è stato faticosamente ricostituito in questi
  ultimi  anni  dopo che inopinatamente alcuni decenni fa  era  stato
  tolto e tutti sappiamo i problemi enormi, gravi che aveva provocato
  quella decisione sbagliata allora di raschiare il fondo del barile.
   Non  si parli e si tagli subito questa previsione di attingere  al
  fondo  pensione. E' chiaro, signor presidente della regione, non  è
  vero  che i fondi debbono fare speculazioni finanziarie perché fare
  speculazioni finanziarie, in un momento di finanza creativa, avendo
  osservato  cosa  è  avvenuto con le speculazioni finanziarie  negli
  ultimi anni e i buchi enormi che hanno prodotto queste speculazioni
  finanziarie, in virtù di ciò non si può venire a dire che  i  fondi
  debbono fare speculazioni finanziarie sulla pelle dei cittadini.  I
  fondi pensioni sono soldi dei pensionati e non si toccano.
   Proposta,  presidente  Ardizzone,  se  noi  dobbiamo  trovare  una
  soluzione  ragionevole e da legislatori quali siamo  in  quest'Aula
  senza  soluzioni  di compromesso dari da fari cuntenti  e  gabbati,
  cioè  che  non risolvono il problema e aggravano invece i  problemi
  esistenti, come quella proposta del governo, ci fermiamo un attimo,
  non  troviamo 115 milioni? Ne troviamo di meno, ma almeno  troviamo
  soldi  veri, soldi che possono essere utilizzati dai comuni  e  non
  prese  per  i  fondelli a danno di altri settori che  distruggiamo,
  vedi  fondo pensioni. Facciamo la distinzione tra grandi  comuni  e
  comuni più piccoli, e diamogli 50 milioni veri.
   Se dobbiamo fare un taglio lineare dell'uno, dell'uno e mezzo, del
  due per cento su quella parte del  bilancio su cui si può incidere,
  mi  rendo  conto che non è tutto in bilancio, ma anche se  possiamo
  incidere  su una parte del Bilancio non credo, e finisco Presidente
  Ardizzone, che faremo danno ad alcuno, se con un sacrificio dell'1,
  dell'1,50  anche  del  2  per  cento,  raccogliamo  una  cifra   di
  quarantacinque, cinquanta milioni di Euro, li diamo, e diamo  soldi
  veri,  a  chi  ne  ha  effettivamente bisogno e  finiamola  con  la
  demagogia   Quindi chiedo ufficialmente di accantonare  l'esame  di
  questo  articolo  in  attesa che si trovi la  soluzione  da  tutti,
  credo, condivisa in quest'Aula.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Presidente, io condivido il ragionamento dei colleghi  che
  mi hanno preceduto e segnatamente quello dell'onorevole Di Giacinto
  per  quanto  riguarda i Comuni. Perché è chiaro che un prestito  di
  questo  tipo, un mutuo di questo tipo, perché di questo si  tratta,
  sarà  difficilmente  utilizzabile.  Sicuramente  non  potrà  essere
  utilizzato da tutti i Comuni ma, a maggior ragione non potrà essere
  assolutamente utilizzabile dalle Province, perché i trenta  milioni
  che  noi mettiamo per investimenti sulle Province non consentiranno
  alle  Province,  ammesso che la norma dovesse rimanere  questa,  di
  potere  utilizzare  questi fondi, perché, come  tutti  sappiamo  le
  Province  ormai  sono  in  una  condizione  di  pregiudizio   degli
  equilibri di Bilancio con i ragionieri generali che hanno fatto  le
  comunicazioni   ai  sensi  dell'articolo  153   del   Testo   Unico
  dell'Ordinamento Enti Locali. Quest'anno le Province stanno subendo
  dallo Stato un taglio di centocinquanta milioni, taglio che è stato
  parzialmente riequilibrato dalla legge di stabilità del 2016 e  che
  in  Sicilia  purtroppo non ha operato per il fatto  che  ancora  la
  legge  sui liberi consorzi non è stata approvata. Quindi  è  chiaro
  che  dobbiamo  trovare una soluzione diversa al problema,  dobbiamo
  dare  ai  Comuni ed ai liberi consorzi soldi veri  e  non  solo  la
  possibilità di indebitarsi.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Presidente, anch'io su questo articolo francamente vorrei
  esprimere il mio pensiero proprio perché credo che questo è il modo
  per  scontentare  tutti  e  non risolvere nessun  problema.  Perché
  condivido  anche  l'intervento  così  accorato,  molto  sentito   e
  partecipato,  dell'onorevole Lentini il  quale  dice,  giustamente,
  questi   prelievi  forzati  non  sono  illegittimi  ma  sicuramente
  inopportuni. Talaltro costringere i Comuni a dover procedere a  dei
  mutui,  quando sono la maggior parte nell'impossibilità  di  potere
  accedere  o negoziare un mutuo, mi sembra francamente una procedura
  che   non  ha  nessun  senso.  Avrebbero  potuto  farlo  i   Comuni
  autonomamente,   non   era  necessario  che  fossero   stati   così
  sollecitati dalla Regione con questo prelievo forzato per  accedere
  a dei mutui, che i Comuni talaltro al novanta per cento non possono
  neppure negoziare perché non sono nelle condizioni di poterlo fare.
  Ed  allora  bisogna trovare delle strade alternative  e  credo  che
  siano   state  già  indicate  da  alcuni  parlamentari   che   sono
  intervenuti in questo dibattito. L'onorevole Di Giacinto, mi  pare,
  in  maniera  molto chiara, molto esplicita, ha anche affermato  che
  questa  procedura è una procedura non percorribile e che quindi  va
  ricercata semmai una soluzione alternativa, una soluzione  diversa.
  E  quale  può essere? La soluzione diversa può essere o quella  del
  prelievo  lineare  di  una percentuale che si  possa,  in  modo  da
  arrivare  ad  un tetto che è possibile distribuire e  poi,  quindi,
  trasferire e quindi come trasferimento ai comuni e non come  mutuo,
  perché  se  noi  li  vogliamo aiutare veramente i  comuni  dobbiamo
  certamente trasferire risorse non indebitarli ulteriormente  perché
  è  come tentare ad una impresa che sta per fallire costringerli  ad
  accendere nuovi mutui per coprire altre spese. Quindi mi  pare  una
  procedura assolutamente non percorribile.
   Cosa  fare allora? Bisogna trovare delle risorse, bisogna  trovare
  anche  un 60, 80 milioni di euro che possa servire e io mi permetto
  di  fare anche una proposta. Non so se l'assessore Baccei,  non  lo
  vedo  si  sarà  forse  allontanato, ma  mi  permetto  di  fare  una
  proposta.  La  proposta  è  quella  che  se  noi  in  qualche  modo
  riuscissimo a trovare 80, 82 milioni di euro potremmo utilizzare 60
  milioni di euro per i comuni, 20 milioni di euro per le ex province
  che  anch'esse sono in grandissima difficoltà, e anche 2-3  milioni
  di  euro  per  i consorzi universitari e potremmo in  questo  modo,
  credo, chiudere una partita importante sia con i comuni, sia con le
  ex province e sia con i consorzi universitari.
   Io  mi permetto sommessamente di fare questa proposta e spero  che
  possa essere vagliata dal Governo con grande attenzione perché  non
  credo   che  ci  possano  essere  soluzioni  alternative  a  questo
  problema.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENT. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ritengo
  che  questo articolo 8 sia alquanto pericoloso perché difficilmente
  potrà  trovare una approvazione non soltanto da parte dell'Aula  ma
  successiva anche dello stesso Consiglio dei Ministri.
   E mi spiego con più facilità.
   Questo gioco delle scatole cinesi non può funzionare in un sistema
  come la Regione siciliana perché quest'oggi, con questo emendamento
  si vuole trasformare il fondo pensioni in una banca.
   La  banca per potere dare credito ad una impresa, ad una famiglia,
  ha bisogno di sapere e di conoscere il rating di quella impresa, di
  quella famiglia, le garanzie che tu poni.
   Noi  oggi  creiamo con il sistema di scatole cinesi la  banca  che
  diventa   il  fondo  pensioni,  che  deve  garantire  la  famiglia,
  l'impresa comune che guarda caso non mi pare che oggi riesce a dare
  al  fondo  pensioni, cosiddetta banca, le garanzie  necessarie  per
  supportare al finanziamento.
   E  recentemente  questo gioco di scatole cinesi la Banca  d'Italia
  per  alcune  banche,  fortunatamente del  nord,  lo  ha  fortemente
  sanzionato  perché  alcune  banche cosa  facevano?  Finanziavano  i
  propri  soci  con  il  proprio aumento di capitale,  con  i  propri
  bilanci fregando di fatto il cittadino, il piccolo risparmiatore.
   Questo articolo vuole fare questo.
   Allora,  ve lo dico con estrema franchezza, il fondo pensioni  non
  si può toccare. Io ritengo che sia necessario ritirarlo, provvedere
  ad  un  taglio  lineare che dà la possibilità  di  dare  la  giusta
  copertura  ai comuni per le necessità di spese correnti ed  in  più
  pregherei  l'assessore al Bilancio con la sua attività di  fare  un
  controllo  vero  sulle spese dei comuni siciliani. Perché  vi  sono
  comuni  che  in modo serio, virtuoso spendono le risorse  in  conto
  capitale per investimenti ed altri, invece, che spendono le risorse
  anche  per spesa corrente per iniziative che di fatto pongono  oggi
  diversi comuni in fallimento.
   Ricordo proprio in questi giorni la lettera dei parroci del Comune
  di  Porto Empedocle che sino a giorni addietro si riusciva in  quel
  comune  a  finanziare  iniziative ludiche,  balletti,  concerti,  e
  manifestazioni di interesse culturale per rallegrare le piazze,  ed
  oggi  quel  comune  rischia il fallimento, quel comune  rischia  di
  vedere  i  propri  dipendenti non avere neanche  lo  stipendio  dei
  propri  lavoratori,  allora ritengo che  è  necessario  poter  fare
  chiarezza, riprendere e dare al fondo pensioni quella mission che è
  propria  del  fondo pensioni, che riguarda il fondo  del  personale
  della Regione siciliana che negli anni ha onorato e lavorato per la
  Regione siciliana, e fare anche un controllo vero sulle attività  e
  sulle  spese di tutti i comuni siciliani, perché alcuni comuni  con
  le  spese in conto capitale invece hanno coperto spese che di fatto
  non  potevano essere ne ora e ne mai neanche negli stessi  revisori
  dei conti.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io  ho
  ascoltato  con  attenzione le dichiarazioni  fatte  dal  Presidente
  Crocetta, e le devo dire che sono rimasto veramente esterrefatto da
  un  Presidente che dichiara cose diverse da quando fa  la  riunione
  con  i  sindaci,  e  poi qui in Aula che c'è una demagogia  ed  uno
  sperpero  di  risorse  da  parte dei  comuni,  che  li  individuano
  attraverso le consulenze che danno o addirittura pagando delle rate
  di  mutui in maniera illegittima, e la cosa più grave è che lo dice
  chi ha fatto il sindaco, quindi ha amministrato un comune, e sa  le
  difficoltà  a  cui  vanno incontro i comuni  giornalmente,  per  le
  esigenze  e  per  i servizi diciamo essenziali e primari  che  ogni
  comune  deve  dare e affrontare ogni giorno, i comuni  hanno  perso
  nell'arco  di  pochissimi  anni delle risorse  finanziarie  che  la
  Regione  dava, da 900 milioni sono passati a 340, rispetto  ai  357
  dell'anno  scorso,  e  i  119 milioni che avevamo  previsto  l'anno
  scorso   come  fondi  strutturali,  quest'anno  diamo  340  milioni
  soltanto  come dotazione ordinaria, e grazie al contributo  diciamo
  di tutti i gruppi, è stato istituiti un fondo di 120 milioni per  i
  cantieri di lavoro, qui si parla di fondo di fonti non ho capito se
  parlavamo  di  fonti  di energia, o fondi nel  senso  ma  questa  è
  un'altra questione che riguarda il Presidente Crocetta, ma il fondo
  delle  pensioni,  giustamente come mi ha preceduto  l'onorevole  Di
  Giacinto, non è nella nostra disposizione, cioè è mai possibile che
  i  sindaci  vengono qui, fanno una manifestazione,  chiedono  aiuto
  alla  Regione  per  trovare  una  soluzione  alle  loro  difficoltà
  quotidiane,  e noi diamo sempre risposte sulle spalle  degli  altri
  prevedendo  di  fondi  Pac, prevedendo il fondo  pensione,  sapendo
  benissimo che ne l'uno ne l'altro potranno contare delle risorse, e
  anche  se  ciò dovesse avvenire Presidente, e anche se ciò  dovesse
  essere  legittimo,  cioè  utilizzare  i  fondi  che  riguardano   i
  lavoratori,   ha  ragione  l'onorevole  Lentini,   sono   i   fondi
  accantonati  per  le  pensioni dei lavoratori,  se  questo  dovesse
  avvenire cioè ognuno utilizza questi fondi e poi non è in grado  di
  rimpinguare  nuovamente questi fondi che facciamo non  paghiamo  le
  pensioni ai lavoratori?
   Ma queste idee io non so da dove derivano, e con quale criterio  e
  con  quale  sentimento  si  possa  proporle  sia  ai  sindaci,   ma
  soprattutto alla Regione siciliana, che tra l'altro non ha  nessuna
  competenza  in  questo, invece la soluzione doveva avvenire  prima,
  non  può  essere  che  la  Regione ogni volta  che  deve  fare  una
  finanziaria  comincia  a  tagliare, e poi  dove  vuole  trovare  le
  risorse  per  alcuni  sottogoverni, per alcune partecipate,  e  per
  quello  che conviene li lascia e li trova urgentemente,  per  tutti
  gli  altri e soprattutto per i comuni che invece hanno un  esigenza
  quotidiana,  non  sanno più come affrontare  e  fornire  i  servizi
  essenziali,  hanno  aumentato  le percentuali  di  tutte  le  tasse
  possibili ed immaginabili che potevano fare, a cominciare da   .  e
  finendo  a  tutti  gli altri, e noi gli diciamo che  sperperano  le
  risorse?  Non è una risposta che un Governo regionale può  dare  ai
  comuni,  doveva  prevederla  e individuarla  all'inizio  quando  ha
  stipulato  questa finanziaria, e li doveva trovare le  risorse  per
  aumentare  le erogazioni nei confronti dei comuni, non oggi,  a  un
  giorno dalla conclusione della finanziaria, a uscire tutti pazzi di
  pensare  di  tagliare  le risorse dell'1 per  cento.  Doveva  farlo
  all'inizio  perché questo era il compito. Capisco  che  questo  non
  interessa  al Governo che ha altro su cui discutere. Ma  credo  che
  questa doveva essere la soluzione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, questa discussione  sembra  quasi
  surreale.   Qualcosa  l'ha  evidenziata  proprio  ora   l'onorevole
  Rinaldi.
   Trattiamo la finanziaria almeno da due mesi. Si è richiamato anche
  il  discorso  che  il Presidente dell'Assemblea, nella  qualità  di
  Presidente  dell'ARS, ha risposto ad una richiesta legittima  fatta
  dal  Presidente dell'ANCI, che poi sia il sindaco di Palermo, è  un
  altro  discorso,  ognuno  la  valuta come  ritiene  più  opportuno,
  compresi i parlamentari regionali palermitani, ma non credo che  si
  facciano condizionare dal fatto che il presidente dell'ANCI, sia il
  sindaco  di  Palermo,  e lo dice uno che rispetto  alla  sua  parte
  politica, è molto ma molto lontano.
   Ma  se il Presidente dell'ANCI mi chiede un incontro alla presenza
  di  tantissimi rappresentanti dei comuni i quali hanno  evidenziato
  che  c'è  una curva discendente per i trasferimenti ai  comuni  che
  parte  da  900.000.000 di euro e arriva a 300.000.000 di euro,  non
  credo  che  ci  sia  necessità di differenziarsi  politicamente  su
  questa esigenza.
   Né  con  la  massima  franchezza, lo dico  con  chiarezza,  quando
  l'assessore Baccei ha detto questa è la coperta e su questi  numeri
  dobbiamo ragionare, tutti si sono ribellati perché qua non possiamo
  toccare  perché  si  tratta  di  x associazione,  là  non  possiamo
  toccare,  là  non possiamo toccare, ma francamente  i  comuni  sono
  parte  della  Repubblica italiana, così come lo è la Regione  e  lo
  Stato  complessivamente. Non possiamo trattare  i  comuni  come  se
  considerassimo,  si  è  parlato di tagli lineari,  per  carità  può
  essere  una  soluzione,  come  se si trattasse  di  un'associazione
  qualunque, non è questo il modo di fare, perché svolgono servizi. E
  il  dibattito  è surreale perché noi arriviamo all'approvazione  di
  una  finanziaria  che  deve  avvenire entro  stasera  o  domani  al
  massimo,  mi auguro, o domani al massimo, e ancora discutiamo  dove
  andare a reperire le somme e quasi tutti a disconoscere che c'è  un
  problema.
   Tutti  hanno  ragione intervenendo, però poi quando  si  tocca  un
  altro  settore, si tocca un altro settore. Pur adesso, prendo atto,
  mi  è pervenuto un messaggio da parte del segretario dell'ANCI  che
  probabilmente questa non è la soluzione più opportuna  trovata.  Ma
  siamo  in  itinere non c'è motivo di dividerci su  queste  cose.  E
  quello  che  ho detto ai sindaci, perché da parte probabilmente  di
  qualcuno  c'è  stato pure populismo, però un po' di buon  senso  in
  queste cose. Dobbiamo trovare i 115.000.000.
   La  soluzione  prospettata non è opportuna  però,  quando  ora  si
  tratterà dei tagli lineari, ogni parlamentare interverrà scaricando
  le  responsabilità  al Governo - e lo dico da presidente  -  perché
  questo  non  si  può  tagliare, quell'altro non  si  può  tagliare,
  quell'altro  ancora non si può tagliare. E tutti a fare  le  difese
  d'ufficio di questo o di  quell'altro. Un po' di responsabilità  su
  questi argomenti occorrerebbe.
   Mi  scuso  con  l'onorevole Laccoto, se  vuole  parlare  bene,  se
  intende riferire, perché ormai le posizioni sono chiare

   LACCOTO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  ho  una
  proposta  da  fare.  Penso che a questo punto vada  per  un  attimo
  sospesa la seduta e trovata una soluzione da parte del Governo. C'è
  un  piccolo  problema  nell'ipotesi  prospettata  dal  Governo  c'è
  l'ipotesi  del  fondo  pensione e dei fondi  PAC.  Sappiamo  che  i
  bilanci  dei comuni, con il bilancio regolamentare, non può  essere
  affrontata  la spesa d'investimento dai pagamenti dei mutui  perché
  devono esserci entrata certe.
   Per quanto riguarda il fondo pensioni, il fondo pensioni messo  in
  quella maniera, ma ci potrebbe essere altra soluzione, naturalmente
  crea  problemi ai piccoli comuni principalmente che  non  hanno  la
  possibilità  di  contrarre  mutui  in  queste  condizioni.  La  mia
  proposta,  Presidente, è che seppur non tutti  i  145  milioni,  il
  Governo  faccia  una proposta immediata perché trovi  soluzioni  di
  somme immediatamente disponibili per i comuni in modo da affrontare
  il  bilancio 2016 e poi, se possibile, fare anche dei tagli in quei
  capitoli  non  obbligatori,  dove si possono  fare  dei  tagli  per
  rimpinguare le somme liquide da potere trasferire ai comuni. Certo,
  non  saranno  145 ma potranno essere 115. Garantiamo la possibilità
  di fondi, assessore Baccei.
   Assessore Baccei, la Sicilia - io l'ho già detto in passato  -  si
  muove   come  investimento  con  i  comuni.  Se  noi  togliamo   la
  possibilità  ai  comuni di fare le manutenzioni  straordinarie,  di
  incentivare, di investire, le piccole imprese, i piccoli  artigiani
  che  sono quelli che tengono l'economia della Regione Siciliana non
  potranno vivere e non potranno dare sviluppo alla Sicilia.
   Preoccupiamoci, soprattutto, di dare la possibilità ai  comuni  di
  spendere  quel minimo possibile e di investirlo. Sono così  si  può
  mettere un poco in moto la Sicilia.
   Presidente,  io ho accolto la sua ipotesi perché è  anche  giusta.
  Chiedo  che  si  sospenda  e che l'Assessore  faccia  una  proposta
  diversa   da   quella  che  è  stata  fatta  con   la   riscrittura
  dell'articolo 8 e si vada avanti speditamente.

   PRESIDENTE.  Ancora sono iscritti a parlare gli onorevoli  Turano,
  Tancredi e Sorbello. Vorrei sentire l'Assessore. Onorevole Laccoto,
  vorrei  essere chiaro su un passaggio. Noi comunque dovremo votare.
  Se  noi affidiamo al Governo il compito di recuperare se non  tutte
  le  somme,  una parte della somma, non possiamo ritornare  in  Aula
  dicendo  ha  tolto X a questo e quindi ci lamentiamo e  presentiamo
  altri centomila sub-emendamenti con un giochetto dove ognuno si  fa
  l'intervento dall'Aula per avere la coscienza a posto.
   Se uno si affida al Governo, si affida al Governo perché trova dei
  soldi  immediatamente.  Ma  si  sta  dando  una  responsabilità  al
  Governo.  Se  noi  arriviamo in Aula e non siamo  d'accordo  perché
  spostiamo le somme e quello non si può toccare

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, innanzitutto
  volevo  rispondere al tema del taglio lineare. A partire dal  fatto
  che,  a  mio  modo  di  vedere, ma gli uffici  poi  potranno  darmi
  conforto,  non  è  ammissibile perché non c'è copertura  certa.  Lì
  bisogna dire capitolo per capitolo quanti soldi si prendono. Non  è
  che  posso tagliare lo 0,5 a tutto sapendo che il 90 per cento  del
  bilancio  non  si può toccare. E non dico un 90 per cento  a  caso.
  Inutile  che  sento parlare di 22 miliardi, non so da  dove  tirate
  fuori  le  cifre.  I  fondi  regionali di  entrate  sono  circa  12
  miliardi. Se ci aggiungiamo i 900 milioni ottenuti arriviamo  circa
  a 13 miliardi.
   Cominciamo  a  dire che 6 miliardi e mezzo sono sanità  e  non  si
  possono toccare; mezzo miliardo sono mutui e non si possono toccare
  perché altrimenti andiamo in default; mezzo miliardo è disavanzo  e
  non  è  che possiamo tagliare il disavanzo, ovviamente; 700 milioni
  sono  le  pensioni e ovviamente non possiamo andare  a  toccare  le
  pensioni;  1  miliardo e 400 milioni sono gli stipendi  fra  quelli
  della  Regione e quelli degli enti e non possiamo andare a  toccare
  gli  stipendi delle persone degli enti; 500 milioni sono  gli  enti
  locali, non possiamo andare a tagliare agli enti locali per  ridare
  agli  enti  locali e quindi li togliamo; altri 200 milioni  sono  i
  trasporti,  hanno obbligazioni giuridicamente vincolanti,  per  cui
  non si possono andare a toccare.
   Un  miliardo  e  trecento  milioni è il  contributo  alla  finanza
  pubblica;  abbiamo  già  un  bilancio  impugnato  perché  l'abbiamo
  toccato, sconsiglierei pertanto di andarlo a toccare.
   Siamo  già  arrivati  a  dodici  miliardi  dei  tredici,  possiamo
  toccare, teoricamente, un miliardo.
   Cosa è questo miliardo?
   Precari,  forestali,  la  spesa sociale,  le  partecipate,  l'ARS,
  questo possiamo andare a toccare.
   Ora  dobbiamo  arrivare ad un'altra area, ci sono delle  cose  che
  abbiamo già approvato in questa Assemblea.
   Sui  forestali abbiamo già votato e così via. Rimane  un  montante
  molto ridotto.
   Quindi, o stiamo facendo demagogia allo stato puro o visto che  la
  situazione è critica cerchiamo di fare le persone responsabili.
   Il  taglio  lineare - non so a chi sia venuto in mente,  da  quale
  parte del mondo venga - per me è inammissibile e inattuabile.
   Scartiamo questa ipotesi.
   Se  vogliamo fare dei tagli, dobbiamo fare dei tagli mirati su  un
  montante molto ridotto.
   Da un lato, difendo la soluzione che avevamo dato rendendomi conto
  di tutte le problematiche che ci sono.
   Non  è che i dirigenti regionali, tutte le persone, devono venirci
  a  raccontare  le  problematiche - non viviamo  sulla  luna   -  le
  conosciamo perfettamente.
   Così come, ad esempio, sappiamo perfettamente che l'articolo 7  ha
  una rischiosità altissima che, io per primo, ho denunciato.
   Non  voglio  che,  dopo  che arriviamo all'articolo  7,  tutti  mi
  vengano a rappresentare i problemi, li conosco io per primo, ne  ho
  già discusso con Roma.
   La  ragioneria mi ha già detto che non si può fare,  è  una  lotta
  politica  che stiamo facendo perché, secondo noi, è giusta,  stiamo
  cercando di dare tutti gli appigli per fare questa lotta politica a
  Roma.
   La stessa cosa era questo comma 853.
   Sicuramente presenta delle problematiche, sicuramente,  dal  punto
  di vista tecnico, ha mille problemi, dal punto di vista politico, è
  un'altra battaglia che io mi sento di fare a Roma.
   E  come  sui novecento milioni prima, come sui cinquecento milioni
  dopo,  come  sull'articolo 7 ci rimettevamo la faccia come  Governo
  perché  ritenevamo  utile, in questo momento  di  difficoltà,  fare
  questo  tipo  di  battaglia  politica, così  come  con  l'onorevole
  Lantieri  stiamo  cercando  di fare una  battaglia  politica  sulle
  province.
   Ora  si  sta presentando il problema dei comuni ma non scordiamoci
  che  le province hanno circa 150-180 milioni di disavanzo, per  cui
  fra poco riaffronteremo quel problema.
   Non  è  che  vogliamo  non vedere i problemi, stiamo  cercando  di
  affrontarli in maniera graduale.
   Ricordiamoci che veniamo da una situazione di tre miliardi e mezzo
  di  disavanzo, non veniamo da una situazione che avevamo  soldi  in
  più e li abbiamo spesi o li dobbiamo trovare.
   Veniamo,  quindi,  da una situazione in cui  si  sta  cercando  di
  risolvere il problema dei tre miliardi e mezzo di disavanzo.
   E'   chiaro  che  qualche  problema  sul  tavolo  rimane   e   con
  responsabilità  cerchiamo di affrontarlo pronti a  fare  le  giuste
  battaglie  politiche a Roma, come già stiamo facendo e  di  cui  si
  vedono i frutti.
   Da  un  lato,  difendo quello che è scritto non perché  penso  sia
  perfetto  ma perché penso che sia una battaglia che si può  fare  e
  che può portare i suoi risultati.
   Questa è una prima ipotesi.
   Se,  invece,  vogliamo andare su un'ipotesi di tagli mirati  o  di
  interventi  su  quello  che è disposizione, c'è  la  possibilità  -
  lavorando  fra Regione e Fondo pensioni - di rimandare, rateizzare,
  la  rata che annualmente la Regione paga al Fondo pensioni che vale
  circa cinquanta milioni.
   Sul Fondo pensioni ne ho sentite di nuovo tantissime.
   Spero  che  siano  tutte strumentalizzazioni.  E'  ovvio  che  non
  andiamo  a  togliere i soldi al Fondo pensioni che deve  pagare  le
  pensioni.
   Tutti i Fondi pensioni fanno dei calcoli sulle riserve attuariali,
  hanno  una grande liquidità disponibile che, normalmente, già oggi,
  investono.
   Nessuno  è  talmente incompetente, talmente cattivo, da  andare  a
  togliere i soldi ai pensionati.
   Mi  meraviglia  che Forza Italia, che per prima  ha  fatto  questa
  proposta,  venga  a  dire che noi andiamo a  togliere  i  soldi  ai
  pensionati quando quella proposta viene da Forza Italia fatta sulla
  Regione perché, sostanzialmente, si può fare.
   Infatti,   dai  calcoli  delle  riserve  attuariali  è  una   cosa
  fattibile.

   MILAZZO Giuseppe. Ha cambiato idea, Assessore?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Noi, pertanto,  non  andiamo  a
  prendere i soldi dalle tasche dei pensionati - riconosco che l'idea
  veniva da Forza Italia - solo che il problema che veniva dato  alla
  Regione era che aumentava comunque la spesa ed io non avevo più  il
  mio  paletto, la trattativa con lo Stato per i 500 milioni,  questo
  ho sempre detto a Forza Italia, per questo non poteva andare bene.
   Però, questo tecnicamente si poteva fare, si può fare con tutte le
  difficoltà.  E'  ovvio  che  il  fondo  pensioni  non   lo   stiamo
  trasformando  in una banca. E' una eccezione che andremmo  a  fare,
  che  abbiamo motivato nella norma, che andrebbe motivata con  Roma,
  che andrebbe spinta a Roma e che i siciliani cercheranno di portare
  avanti a Roma.
   Secondo  me, i pensionati non possono ricorrere perché non  stiamo
  toccando i loro soldi stiamo andando sulle modalità in cui il fondo
  pensioni  fa  gli investimenti. Per cui, affrontiamo  le  cose  con
  responsabilità e con la competenza che, sicuramente, avete e  state
  dicendo cose per strumentalizzare.
   Pertanto,  secondo me, se vogliamo accantonare  questa  ipotesi  e
  vogliamo  andare  su  una  ipotesi  di  tagli  o,  comunque,  agire
  sull'ammontare  che è disponibile al bilancio,  io  andrei  sui  50
  milioni  di questa rata che annualmente la Regione versa  al  Fondo
  pensioni  facendo  un  accordo  con  il  Fondo  pensioni,  per  una
  successiva  rateizzazione, per quello che è  e,  a  questo  volendo
  possiamo  andare ad aggiungere altri tagli mirati alla  spesa  che,
  però, possiamo andare a toccare oggi e che, quindi, stiamo parlando
  dell'articolo 23, stiamo parlando dell'allegato 1, parte b,  stiamo
  parlando  dei  soldi  che stiamo dando come crediti  a  Riscossione
  Sicilia.
   Questo  è l'ammontare su cui possiamo lavorare, andando a togliere
  le  obbligazioni giuridicamente vincolanti vale circa  un'ottantina
  di  milioni come montante, non sto dicendo che li prendiamo  tutti,
  come montante su cui lavorare.
   E'  chiaro che, se andassimo a toccare queste cifre, c'è l'impegno
  del  Governo  non  a  togliere  i soldi  a  queste  persone  ma  di
  ritornare, come già io ho detto ad apertura della relazione, sia in
  Commissione  Bilancio  che in Aula, cioè l'impegno del  Governo  di
  ritornare  in  assestamento, vedere tutte le risorse disponibili  e
  risolvere quei problemi che oggi potrebbero rimanere irrisolti, sia
  questi  fondi  ulteriori  che potremmo andare  a  prendere  sia,  e
  soprattutto, anche il problema che in gran parte rimarrà fuori oggi
  da  questo  bilancio, che stiamo affrontando con  l'Assessore  alle
  autonomie locali, che riguarda quello dei liberi consorzi.
   La  decisione  è  se  andare avanti o se  vogliamo  dare  i  soldi
  contanti,  subito, un po' meno di quelli che i Comuni si  aspettano
  ma,  comunque,  un gesto importante e, secondo me, a questo  punto,
  togliamo  tutte le mistificazioni, non li diamo più come  spesa  di
  investimento  perché  spesa di investimento non  è,  aumentiamo  il
  fondo  della spesa corrente, se si può, e almeno risolviamo  questo
  problema.
   Relativamente a quello che ho sentito, che non si può fare  perché
  questo è conto capitale, ma l'anno scorso il mutuo casa, deposito e
  prestiti che abbiamo dato ai Comuni, ma non è la stessa cosa?
   Allora,  cosa  stiamo  dicendo? Lo abbiamo  fatto  l'anno  scorso,
  l'abbiamo fatto tutti gli anni, il fondo per gli investimenti è tra
  le   spesi  correnti.  Una  stima  che  hanno  fatto  gli   uffici,
  assolutamente  approssimativa come ordine di grandezza,  è  che  le
  rate  dei comuni valgono tra i 300 e i 400 milioni e, quindi,  sono
  ben  oltre  i  115 milioni, quindi, vuol dire che il  problema  dei
  comuni è molto maggiore.
   Io direi, a questo punto, se è possibile, recuperiamo questa spesa
  ed  eventualmente  la  facciamo  passare  direttamente  come  spesa
  corrente,  almeno  la finiamo di giocare e chiamiamo  con  il  nome
  proprio le cose.
   Pertanto,  eventualmente, possiamo fermarci 10 minuti e  decidiamo
  un attimo anche con il Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci fermiamo fino alle  ore  13.00,
  però,  quello  che vorrei evidenziare è che alle 13.00 riprendiamo.
  Assessore   Baccei,   Presidente  Crocetta,  alle   13.00   abbiamo
  l'esigenza di riprendere.

      (La seduta, sospesa alle ore 12.39 riprende alle ore 13.16)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dal Governo l'emendamento 8.143 R, che è in distribuzione.
   Invito l'assessore Baccei ad illustrarlo all'Aula.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, in coerenza con quanto dicevo prima, con l'emendamento in
  distribuzione, sostanzialmente, diamo 50 milioni in più  ai  comuni
  da  destinarsi prioritariamente al pagamento delle quote dei mutui.
  I  criteri poi verranno definiti su proposto dell'assessorato delle
  autonomie  locali e dell'assessorato dell'economia, verificando  le
  accertate  difficoltà finanziarie e il fatto che  abbiano  adottato
  misure di contenimento della spesa. Si va a vedere chi realmente ne
  ha  bisogno,  che sia comunque un Comune virtuoso e  si  da  questo
  fondo in più di 50 milioni di euro.
   Rimangono le misure del PAC, quindi i 115 milioni per i  comuni  -
  ora  parliamo  di comuni, poi una cosa analoga viene  fatta  per  i
  liberi  consorzi - e rimangono i 10 milioni sempre del  PAC  per  i
  fondi  di  rotazione. Questa, di fatto, è una misura  aggiuntiva  a
  quanto prima previsto.
   Abbiamo  tolto quel che riguarda il fondo pensioni perché  abbiamo
  dato  questo  in  più;  poi, visti tutti gli interventi  fatti,  mi
  sembra  sufficiente, 50 più 115 più 10, più gli  abbiamo  dato  100
  milioni  per i cantieri di lavoro, più i fondi per il completamento
  delle opere PO/FESR 2007-2013. Mi pare che stiamo dando un cospicuo
  ammontare di risorse da utilizzare per investimento, in più  questa
  misura che aiuta i comuni in difficoltà al pagamento delle rate  di
  mutuo con 50 milioni aggiuntivi.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 8 in
  generale interverrà il mio Capogruppo e, quindi, lascio a  lui  gli
  argomenti.  Io  volevo soffermarmi sull'emendamento di  riscrittura
  del Governo, che riguarda il problema delle royalties.
   In  pratica,  l'emendamento canguro non vale solo per la  Cirinnà,
  vale   anche  per  questo  problema  delle  royalties  in   quanto,
  attraverso questa riscrittura, il Governo voleva far saltare  tutti
  gli emendamenti proposti, cosa che non è riuscita perché li abbiamo
  ripresentati testè adattandoli all'articolo 8.143R.
   In  realtà  questo articolo 8.143R è scritto tecnicamente  un  po'
  meglio  dell'articolo  19  bis contenuto nel  testo  esitato  dalla
  Commissione  Bilancio .
   In questo intervento, oltre che rivolgermi all'Aula, vorrei che mi
  seguisse la Presidenza, gli uffici di Presidenza e soprattutto  gli
  uffici.
   Questo  articolo  8.143R ha un po' superato le  illegittimità  più
  macroscopiche,  però  nel  risultato finale  perviene  agli  stessi
  risultati - anzi a risultati ancora peggiori per la sola  città  di
  Ragusa - e non supera le critiche di fondo.
   Questa  materia di royalties non è materia di competenza regionale
  - o quanto meno lo è nei limiti imposti dalle direttive comunitarie
  e dalla legge nazionale.
   Quello  che  fa testo in questo campo è il decreto legislativo  25
  novembre  1966, n. 625 che è esattamente un decreto legislativo  di
  attivazione  della direttiva 94/22/CE relative alle  condizioni  di
  rilascio  di  esercizio delle autorizzazione ricerca e coltivazione
  di   idrocarburi.  E'  una  normativa  comunitaria,  una  direttiva
  immediatamente applicabile nell'ambito del territorio  nazionale  e
  ribadita con questo decreto legislativo 25 novembre 1996.
   Andiamo  alla sostanza del problema. Gli articoli 19, 20 e  21  di
  questo  decreto legislativo si occupano dell'applicazione di queste
  concessioni  e quindi delle modalità di divisione della  royalties.
  Gli  articoli  20  e 21 - gradirei che gli uffici mi  seguissero  -
  parlano  della destinazione delle aliquote, il 20 per le regioni  a
  statuto ordinario, il 21 per le regioni a statuto speciale e per le
  province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,  applicando  la  stessa
  normativa  e stabilendo in maniera imperativa come può avvenire  la
  ripartizione  delle quote di spettanza di questi ordinamenti,  caro
  Presidente.
   In  tutte  queste  norme l'applicazione di ripartizione  fra  vari
  comuni  non  è  assolutamente lasciata alla libera  interpretazione
  delle   singole  regioni,  ma  deve  avvenire,  recita  esattamente
  l'articolo 19,  in conformità alle norme del presente decreto .
   Le  norme del presente decreto dicono che  qualora l'impianto,  la
  centrale  di  raccolta o trasferimento e l'impianto  di  estrazione
  interessi  il sottosuolo di più comuni allora si procede  a  questa
  ripartizione  altrimenti la ripartizione non  ha  luogo  perché  il
  suolo  è  di  spettanza  del  comune  nel  cui  ambito  è  inserito
  l'impianto di coltivazione
   Basta leggere l'articolo 20, comma 2, in cui dice  la ripartizione
  della  quota  di  spettanza comunale è effettuata  con  gli  stessi
  criteri   qualora  le  concessioni  con  impianti  di  coltivazione
  interessino il territorio di più comuni . E' solo questo il caso in
  cui  si può dar  luogo ad una ripartizione diversa da quella che  è
  la   destinazione  complessiva  che  viene  regolata  dalla   legge
  comunitaria,  dalla legge nazionale ed anche dalle leggi  regionali
  in vigore.
   Ritengo   che  l'articolo  19  bis,  anche  così  come  modificato
  dall'articolo 8.143R del Governo, vada interamente abrogato.
   Mi  dispiace  che  su questo si voglia fare una polemica  inutile,
  perché  è come se qualcuno fosse paladino degli interessi dei  vari
  comuni  e  gli  altri fossero invece a favore di un solo  Comune  o
  quant'altro.
   Non  si  tratta di questo, si tratta di fare corrispondere  quello
  che indubbiamente è un sacrificio e un rischio per il territorio di
  riferimento  con  gli  eventuali  benefici  che  possono   derivare
  dall'estensione di questa royalties. Aggiungo ancora, ad  ulteriore
  dimostrazione  che  sia  questa la strada  da  seguire,  vi  è  una
  sentenza  della Corte di Cassazione di appena due o tre  giorni  fa
  che, su imput di un Comune riverasco dell'Adriatico, che adesso non
  ricordo qual è ma mi pare che sia un Comune del Teramese, che aveva
  intrapreso  un  giudizio  nei  confronti  dell'ENI  e  dell'EDISON,
  sostenendo  che  qualora  si  tratti  di  piattaforme   off   shore
  rientrante nelle 12 miglia, quelle piattaforme devono pagare  l'IMU
  e  l'ICI  di riferimento anche ed esclusivamente a quel comune  nel
  cui sottosuolo vi è il giacimento di riferimento. L'unica eccezione
  è  qualora  il giacimento si estenda nel territorio di  più  Comuni
  questi benefici vanno a più Comuni. Poi è chiaro che se si apre una
  maglia  di questo tipo si arriverà al rischio paradossale. Mettiamo
  che  Gela  aderisca al libero consorzio dei Comuni e le  estrazioni
  superano  questo limite, paradossalmente, adottando  quel  criterio
  assurdo del numero degli abitanti, sarebbe Catania.
   A   questo   punto   la   Presidenza  deve   valutare   seriamente
  sull'ammissibilità della discussione sia di questo emendamento  sia
  del  testo  originario  come è uscito dalla  Commissione  Bilancio,
  perché  è  in  palese  contrasto con una disciplina  imposta  dalla
  Comunità  europea  e dallo stesso decreto legislativo  25  novembre
  1996,  n.  625, per effetto dell'articolo 201 - ripeto, perché  non
  vorrei essere frainteso - che si applica specificatamente anche per
  le  ragioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento
  e Bolzano.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  per  fare  una proposta all'assessore Bacchi, perché è  chiaro  che
  l'articolo 8 di questa finanziaria mette a nudo quelle che sono  le
  problematiche  di  questa  Regione. E' anche  vero  che  in  questa
  formulazione  è  una  toppa che sposta in la  quelle  che  sono  le
  problematiche di bilancio che i nostri comuni stanno affrontando  e
  che   di   fatto  sta  portando  ad  avere  determinate  sofferenze
  direttamente ai cittadini.
   Io  ho  partecipato alla riunione di un paio di giorni fa che  c'è
  stata  in Sala Gialla e si percepiva chiaramente la sofferenza  dei
  Sindaci,  della reale difficoltà di potere chiudere il  bilancio  e
  soprattutto  della ricaduta negativa che avranno i territorio  e  i
  cittadini  per  la  difficoltà  di  erogare  servizi  essenziali  e
  primari.
   Per   questo   mi  piacerebbe  che  dalla  Sicilia,  possibilmente
  l'Assessore  Baccei  si  facesse  portavoce  di  una  proposta   in
  prospettiva che potrebbe, nel medio periodo, dare ulteriori risorse
  a  tutte le Regioni italiane puntando magari a coinvolgere  i  suoi
  omologhi  delle  altre  Regioni italiane per  portare  lo  Stato  a
  ragionare  su  questo  tipo di presupposto  imitando  i  più  bravi
  d'Europa che sono i tedeschi. Perché non tutti sanno che i tedeschi
  hanno un istituto omologo delle casse depositi e prestiti, che è la
  KFW.  La  differenza qual è? Che la cassa depositi e  prestiti  che
  l'anno  passato ha emesso 320 milioni di euro di titoli che vengono
  iscritti  nel  bilancio dello Stato e quindi incidono sul  bilancio
  dello  Stato italiano. Invece la cassa depositi e prestiti tedesca,
  nel  2015  ha emesso 500 miliardi di euro di obbligazioni  che  non
  vengono  conteggiate.  Non  c'è traccia nel  bilancio  dello  Stato
  tedesco.
   Sarebbe  molto  importante  se  lo Stato  cominciasse  a  fare  un
  ragionamento  di  questo tipo in ambito europeo,  possibilmente  su
  proposta  delle Regioni, perché nel momento in cui si  riuscisse  a
  fare  questo tipo di ragionamento ovviamente a cascata  i  benefici
  per  le Regioni sarebbero enormi, in quanto non ci sarebbe più quel
  deficit del  3 per cento e ci permetterebbe sicuramente di azzerare
  quella  famosa compartecipazione alle spese nazionali e, di  fatto,
  dare  ristoro a tutti quegli enti locali che in questo momento sono
  in  fortissima sofferenza e cominciare a ragionare su un  prospetto
  di rilancio reale di quello che è non solo la nostra regione, ma la
  nostra  nazione.  Perché  questa forma di  razzismo  economico  che
  subiamo  sistematicamente, non solo come siciliani  ma  soprattutto
  come  italiani, credo che bisogna cominciare a metterlo sul  tavolo
  in maniera forte.
   La  proposta  che faccio e che spero che l'assessore Baccei  possa
  portare   avanti,  e quindi di cominciare a ragionare  con  i  suoi
  omologhi  perché  so  che  nelle altre  regioni  hanno  gli  stessi
  problemi  ed è soltanto un portare più in là, la fine della  nostra
  economia.
   E'  una  proposta  che  dovrebbe essere  portata  avanti  per  poi
  discuterla a livello più ampio, perché noi subiamo a cascata quelle
  che sono i vincoli dati dall'Europa.
   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  accetto  la
  proposta  del  Presidente  della Regione, onorevole  Crocetta,  sul
  punto 19 intervengo dopo.

   CROCETTA. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.

   CROCETTA.  Presidente della Regione. Grazie, onorevole Dipasquale,
  anche perché nelle questioni ragusane ci voglio entrare poco.  Farò
  un intervento lapidario.
   Vorrei  ricordare che gli interventi che stiamo facendo in  questa
  finanziaria  a favore dei comuni, dove confermiamo 342  milioni  di
  euro di trasferimenti agli enti locali, rispetto all'anno scorso.
   Negli ultimi due anni noi non abbiamo ridotto i trasferimenti agli
  enti locali di un solo centesimo.
   Abbiamo  provveduto ad abbassare la spesa regionale  su  tutte  le
  altre  voci,  compreso il 5 per cento quest'anno che abbiamo  fatto
  quest'anno in tutte le voci e che non abbiamo applicato.
   Diamo  115  milioni  di investimenti dai Fondi PAC,  ulteriori  50
  milioni  che  andavano  proprio  nella  direzione,  di  chi  mi  ha
  preceduto, proprio per i comuni in difficoltà che servono a coprire
  quelle  spese per mutui; quindi noi facciamo una doppia operazione,
  da  un  lato  costringiamo  i Comuni a  investire  proprio  per  lo
  sviluppo  e  proprio  per  evitare  che  attraverso  i  fondi   per
  investimenti, mi pago solo i mutui e invece non qualifico la  spesa
  corrente.
   Noi  stiamo  dando un'accelerata nella direzione  dello  sviluppo,
  interveniamo  anche  addizionalmente sui comuni  in  difficoltà,  i
  Fondi  PAC  non è vero che non possono chiudere i bilanci,  per  il
  semplice   motivo  che,per  gli  investimenti  non  è  obbligatorio
  iscriverli in bilancio, si scrivono appena vi è certezza ai  fondi,
  però  diventano lavoro, diventano economia, diventano PIL, è questo
  quello  che  stiamo facendo come Regione, ma che  dobbiamo  portare
  avanti per i comuni.
   Diamo  10  milioni per il Fondo progettazione che sottraiamo  alla
  spesa corrente, per essere chiari, destinati ad essere incrementati
  sulla  base  dell'articolo che abbiamo già approvato  o  che  è  in
  itinere, penso che deve essere ancora approvato, sul rimpinguamento
  del vecchio fondo, che sarà di venti, trenta milioni.
   Diamo   100   milioni  per  cantieri  e  servizi  di  lavoro   che
  permetteranno di risparmiare anche lì tante spese, risparmiare  sui
  contributi  sociali e risparmiare anche sulle spese a investimento,
  attraverso lavori  che si potranno dare in economia. Cioè i  Comuni
  ricevono  quest'anno  qualcosa come 200  milioni  in  più  di  euro
  rispetto  all'anno scorso e poi dobbiamo sentire  qualche  demagogo
  populista che non vuole, e non mi riferisco a quest'Aula,  che  non
  vuole riformare la spesa e andare nella direzione dove siamo andati
  noi  in  questi tre anni che hanno permesso di salvare la  Regione,
  grazie anche al vostro lavoro parlamentare, dobbiamo capire  che  i
  tempi  del  rigore sono venuti per tutti, ma questi  non  sono  del
  rigore tout court sono manovre per la riqualificazione della  spesa
  che vanno nella direzione degli investimenti.
   Salviamo la possibilità ai Comuni in difficoltà di potersi  pagare
  i  mutui,  quindi facciamo la grande  operazione che serve  per  lo
  sviluppo della Sicilia.
   Sulle province non è questo l'articolo, ma anticipo che ci saranno
  oltre  ai  30 milioni per  gli investimenti 9 milioni  in  più  che
  verranno  destinati  specificamente per  il  pagamento  dei  mutui.
  Quindi,  stiamo  facendo una grande operazione  in  un  momento  di
  difficoltà  di incremento dei trasferimenti di fatto su varie  voci
  agli Enti locali.
   Ultima  questione  da non sottovalutare. Con il trasferimento  del
  patrimonio  demaniale  della  Regione  noi  diamo  ai   Comuni   la
  possibilità   di  valorizzare  il  patrimonio  che  attualmente   è
  inutilizzato potendo dare entrate incredibili, perché non mi venite
  a  dire  che  il sistema come andava prima quando noi  praticamente
  concedevamo  le  spiagge  attraverso  l'Assessorato  territorio   e
  Ambiente  per  cui, magari, si pagava la prima rata e  poi  non  si
  pagava più e nessuno verificava, oppure la tassa da pagare per  una
  spiaggia  a  Taormina possa essere la stessa da  quella  pagata  al
  comune di Licata come avveniva prima.
   E'  chiaro che questo, quindi, può dare una possibilità  reale  ai
  Comuni di investire nelle politiche di sviluppo, perché laddove  io
  devo promuovere il turismo applicherò la tariffa bassa, laddove  il
  turismo  funziona alla grande e si possono pagare  cifre  più  alte
  determineranno le entrate.
   Quindi,  stiamo  modernizzando  il sistema,  stiamo  cambiando  le
  modalità  con  cui si interviene a favore dei Comuni,  ripeto,  che
  devono  cominciare  ad  investire sui tagli  e  su  spesa  corrente
  inutile  su  consulenti inutili, eccetera e si  investa  si  faccia
  politica   di  investimento,  questo  stiamo  dicendo  con   questa
  finanziaria  e ripeto quando diamo 200 milioni di euro  in  più  ai
  Comuni  non  si  può dire noi non li vogliamo per gli investimenti;
  allora, volete continuare a  babbiare  e questo noi qualifichiamo.
   D'altra  parte,  guardate, noi abbiamo sempre  la  possibilità  di
  intervenire con una manovra di bilancio, i 50 milioni sono più  che
  sufficienti perché vedremo le difficoltà reali singolo Comune,  per
  singolo Comune e su questo faremo le scelte.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   abbiamo  intanto   tutti   gli
  emendamenti   nei   fascicoli,  poi  sono  stati   presentati   gli
  emendamenti che enuncio:
   8.143 R1 da parte della Commissione, 8.143 R quello presentato dal
  Governo  a  seguito del dibattito d'Aula che c'è  stato,  l'8.61.1,
  l'8.141,  l'8.61,  poi abbiamo tutti una serie di  sub  emendamenti
  all'8.141 la materia delle royalties per comprenderci.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  emendamenti   soppressivi
  all'articolo 8.
   Si  passa all'emendamento 8.27 degli onorevoli Clemente ed  altri.
  Onorevole Cordaro, lo mantiene o lo ritira?

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa all'emendamento 8.1, a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.  Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,  l'emendamento  si
  intende decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.28, degli onorevoli Clemente ed altri.
  Onorevole Cordaro, lo mantiene o lo ritira?

   CORDARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.2. a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.  Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,  l'emendamento  si
  intende decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.29 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri.  Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,  l'emendamento  si
  intende decaduto.
   Si  passa  all'emendamento 8.123 a firma dell'onorevole Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI.   Ritiriamo  tutto  e  votiamo  l'emendamento   8.117.
  Chiediamo la votazione per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Si  può  votare solo la prima parte  dell'emendamento
  8.117,  non si può votare dalla parte  del comma 1 dell'articolo  1
  della  legge'  perché  è  materia di competenza  del  Consiglio  di
  Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana.
   Quindi  si  vota l'emendamento 8.117  gli effetti dell'articolo  2
  comma  1  della legge regionale 26 giugno 2015, n. 11'. Si vota  la
  prima  parte,  la  seconda  parte  è  inammissibile:   il  comma  1
  dell'articolo  1 della legge regionale 30 dicembre 1965,  n.  44  è
  abrogato'.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  serve semplicemente per fare entrare in vigore la norma che prevede
  l'adeguamento alla normativa nazionale in tema di enti locali, cioè
  di consigli comunali, quindi il taglio dei gettoni di presenza.
   L'emendamento   prevede   di   fare   entrare   in   vigore,   con
  l'approvazione  di  questa  finanziaria,  la  legge   che   abbiamo
  approvato  qualche mese fa in tema di enti locali, cioè di  comuni,
  per  fare entrare immediatamente il taglio dei gettoni di presenza,
  il   taglio   degli   stipendi  dei  sindaci  e   degli   assessori
  immediatamente, e non come è stato previsto dalla precedente  legge
  che abbiamo approvato, al successivo rinnovo dei consigli comunali.
   In   commissione  Bilancio,  purtroppo,  questa  norma   è   stata
  modificata dicendo che i consigli comunali possono adottare  questa
  cosa  e  io  credo che - a parte il fatto che il Governo aveva  già
  previsto  questo taglio e che quindi in qualche modo aveva previsto
  quelle somme da potere utilizzare - il Governo dovrebbe dare parere
  favorevole a questo emendamento e poi anche la Commissione dovrebbe
  adeguarsi a questa scelta.
   Chiedo  al Parlamento di poterlo analizzare e di poterlo  valutare
  favorevolmente perché mi sembra una cosa opportuna.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.117.  Il parere del
  Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Contrario,  anche  perché  l'emendamento  specifica  che
  diventa  responsabilità dei consigli comunali  recepire  la  legge,
  perciò  loro possono, con delibera del consiglio comunale,  attuare
  la legge subito.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   I Parte

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

       Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento
                            8.117 - I Parte

   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale dell'emendamento
  8.117, I Parte.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per  scrutinio
  nominale:

       Presenti e votanti .......65
       Maggioranza ............. 33
       Favorevoli .............  21
       Contrari ..............   43
       Astenuti .............     1

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.92, a firma dell'onorevole  Foti.  Il
  parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.92.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 8.91, a firma dell'onorevole
  Foti e altri.  Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.91.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.132. E' assorbito, è uguale all'8.91.
   L'emendamento 8.31 è decaduto.
   Si passa all'emendamento 8.35, a firma dell'onorevole Clemente.

   CLEMENTE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 8.135, 8.133, 8.134 sono preclusi dalla bocciatura
  dell'emendamento al comma 1.
   L'emendamento 8.136 è precluso.
   L'emendamento 8.130 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 8.33, a firma di Clemente,  Cordaro  ed
  altri. Lo invito al ritiro.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 8.31 è decaduto per assenza dei firmatari.
   L'emendamento 8.32 è decaduto per assenza dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento 8.23, a firma dell'onorevole Grasso  ed
  altri. Onorevole Grasso lo mantiene o lo ritira?

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente lo mantengo.  Questo  emendamento  con
  riferimento  alle leggi speciali e alle riserve, si riferisce  alle
  riserve di cui agli articoli 8 e 9, quelle che sono rimaste  Ragusa
  Ibla,   Ortigia,   Agrigento   e   quant'altro,   come   patrimonio
  dell'UNESCO.
   Proprio  perché  si tratta del patrimonio dell'UNESCO  e  non  può
  essere  legato ad un bene di una città io dico che queste somme  si
  possono dare, le somme previste, solo previa rendicontazione  delle
  somme  spese  l'anno  precedente, quindi sul consuntivo,  e  poi  a
  consuntivo   della  rendicontazione  delle  somme  che   si   danno
  quest'anno  perché non è pensabile che si possano  dare  così  come
  spese  correnti ai comuni che possibilmente possono poi liberamente
  utilizzarle.
   E' bene che noi finalizziamo e rendicontiamo prima che si ricevano
  le somme e si danno a consuntivo dopo la regolamentazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  Assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Onorevole Grasso,  queste somme vengono date a resoconto  dopo  che
  si è dimostrato tutto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   Presidente   della   Commissione    e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo,  lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi  è
  contrario rimanga seduto.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.37. Decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.38, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri. Onorevole Cordaro, lo ritira?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 8.106, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri.

   BACCEI, Assessore all'economia. C'è un errore di scrittura.

   PRESIDENTE.  C'è un errore di scrittura. Il Governo è  favorevole.
  Il parere della Commissione?

      VINCIULLO,   Presidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.109, a firma dell'onorevole Ioppolo ed
  altri.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'emendamento  si  inquadra  nel  ragionamento  che   ho   proposto
  stamattina  con  riferimento  al sostegno  ai  comuni  in  dissesto
  finanziario  del  quale il Presidente e l'intera  Giunta  sono  ben
  consapevoli.
   Se   noi   non   aggiungiamo,  al  fine  di  rendere  maggiormente
  applicabile  la  norma contenuta al comma 3 dell'articolo  8  e  al
  comma sesto anche gli anni di riferimento e per quello che riguarda
  il   voto,  si  riferiva  al  2011,  2012  abbiamo  reso  la  norma
  praticamente inapplicabile ai comuni che ne hanno bisogno.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  Assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.122 a firma di La Rocca  ed altri.  E'
  ritirato.
   Si  passa  all'emendamento  8.39 a firma dell'onorevole  Vinciullo
  D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 8.40 è decaduto.
   Si passa all'emendamento 8.114, a firma dell'onorevole Ioppolo. E'
  ritirato.
   L'emendamento 8.41 a firma dell'onorevole Di Mauro, decade.
   L'emendamento 8.73 a firma dell'onorevole Ciaccio è ritirato.
   L'emendamento 8.42 a firma dell'onorevole Di Mauro, decade.
   L'emendamento 8.99, a firma dell'onorevole Ioppolo, è ritirato.
   L'emendamento 8.121 è assorbito.
   L'emendamento 8.115 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 8.108, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un altro  fatto
  tecnico  questo. Nel trasferimento tra la Commissione e gli  uffici
  inavvertitamente  abbiamo  approvato un emendamento  con  il  quale
  diciamo ai comuni in stato di dissesto, non beneficiari di analoghi
  interventi   regionali,  è  concesso  un  contributo  triennale   a
  decorrere  dal  2016 in proporzione al numero di  abitanti.  Ma  di
  quanto è? Era di 800 mila euro. Quindi, siccome lo abbiamo definito
  in Commissione e inavvertitamente come poc'anzi non è arrivato agli
  uffici, dobbiamo specificare che il contributo è di 800 mila euro.

   LANTIERI,  Assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Sempre sul fondo è.

   FALCONE.  Allora,  certo,  si prende sempre  dal  fondo  autonomie
  locali,  considerate che l'anno scorso c'era un fondo di 2  milioni
  di euro, quel fondo di 2 milioni di euro lo abbiamo fatto diventare
  3,  infatti al comma 4 abbiamo detto che l'autorizzazione di  spesa
  dell'articolo 6, comma 8, è ridotto a 800 migliaia di  euro,  da  2
  milioni a 800 migliaia.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Era nel fondo per l'autonomia.

   FALCONE. No, sempre da là

   PRESIDENTE. Ma scusate al quantificazione sul contributo  800,  si
  capisco che è passata in Commissione ma, intervenga il Governo.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Il Governo è favorevole a condizione che non superi il  2
  per  cento, perché si parla sempre del 2  per cento dei fondi degli
  enti  locali, perché prendono i fondi dai 340 milioni di euro, cioè
  è  sempre lo stesso fondo a sostegno, l'importante è che non superi
  il 2 per cento, quindi il parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.108.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 8.110, 8.111, 8.118  e  8.112,  degli
  onorevoli Ioppolo ed altri; 8.78, degli onorevoli Siragusa ed altri
  che sono assorbiti.
   Si  passa all'emendamento 8.43, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
  Lo dichiaro decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.113, degli onorevoli Ioppolo ed altri.
  Manca la copertura. Onorevole Ioppolo lo ritira?

   IOPPOLO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.44 degli onorevoli Di Mauro ed  altri.
  Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 8.45 degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 8.119, degli onorevoli La Rocca ed altri.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  serve
  semplicemente per evitare problemi di interpretazione rispetto alle
  norme  nazionali, quindi, rimanda alla norma nazionale per indicare
  a  chi  sono destinate le somme del comma 8, articolo 8. E' un  po'
  per fare chiarezza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.119.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.46, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.48, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
  Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 8.79, degli onorevoli Siragusa ed altri..
  Prevede la soppressione del comma 10.

   SIRACUSA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per voto segreto

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.79

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.79.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           63
   Votanti            63
   Maggioranza        32
   Favorevoli         29
   Contrari           34
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa agli emendamenti 8.49, degli onorevoli Cordaro ed altri;
  8.11,  degli onorevoli Di Mauro ed altri e  8.129, degli  onorevoli
  Cancelleri e La Rocca. Sono assorbiti.
   Si  passa  all'emendamento  8.83,  degli  onorevoli  panepinto  ed
  Anselmo. Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura.
   Si passa all'emendamento 8.96 dell'onorevole Anselmo.

   ANSELMO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 8.94, degli onorevoli Coltraro ed altri.

   COLTRARO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.80,  degli onorevoli Siragusa ed altri.

   SIRAGUSA. Lo mantengo e chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.80

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.80.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           69
   Votanti            69
   Maggioranza        35
   Favorevoli         34
   Contrari           35
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Quindi vengono assorbiti fino all'emendamento 8.51. L'Assemblea ne
  prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.13, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
  Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 8.105, degli onorevoli Falcone  ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, l'anno scorso la Protezione  civile,
  anche  nazionale, si è recata ad Antillo. È crollata una  cittadina
  di appena 800 abitanti. I danni che ha subito Antillo sono stati  -
  e l'Assessore Croce lo sa - riportati su scala nazionale. Centomila
  euro, non credo che stravolgano il bilancio.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.125, degli onorevoli Cancelleri  e  La
  Rocca,  sul quale c'è un aumento da 100 a 150. Copertura sul Fondo.
  E' precluso perché assorbito dall'approvazione precedente.
   Si  passa  all'emendamento  8.95, degli  onorevoli  Sammartino  ed
  altri. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole. Presidente, non si capisce nulla.

   PRESIDENTE. Mi interessa solo sapere se c'è la copertura.
                          (Subbuglio in Aula)

   FORMICA. Presidente, così sviliamo chi ha avuto dei danni

   PRESIDENTE. La invito al ritiro, onorevole Sammartino.

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO.  L'emendamento 8.95 non è altro che - mi riferisco  al
  presidente Crocetta ed ai colleghi parlamentari della provincia  di
  Trapani  - un continuo chiedere, quasi una forma di elemosina,  per
  un  errore sacrosanto fatto da un commissario nominato dalla Giunta
  del  governo  Crocetta alla provincia regionale di Trapani,  dottor
  Pellos,   che   ha   tolto  la  partecipazione   alla    Biblioteca
  Fardelliana  ed al  Luglio musicale  di Trapani nonché al consorzio
  universitario, della componente provincia, nelle azioni all'interno
  della  società  dove il comune di Trapani, assieme alla  provincia,
  detenevano il 50 per cento ciascuno delle quote azionarie.
   Questo   fabbisogno  era  stato  presentato  ed  approvato   dalla
  Commissione   Bilancio'  ed  è inserito  nell'articolo  23  dell'ex
  Tabella   H'  sia per il  Luglio musicale , sia per la   Biblioteca
  Fardelliana   che non sono associazioni, rappresentano settant'anni
  di  storia  di biblioteca e settant'anni di storia del  più  antico
  luglio musicale, di tradizione siciliana, il secondo in Sicilia.
   Si  tratta  non  di  togliere fondi  a  chicchesia  o  ad  enti  o
  associazioni, ma è un ritornare alla ex provincia di Trapani, visto
  che  non  possiamo dare quella possibilità al comune  di  mantenere
  questi enti che rappresentano la cultura nel nostro territorio.
   Non  è  un volere rubacchiare - mi dispiace che gli altri colleghi
  stanno  facendo un po' di baldoria su questo -, non è  un  togliere
  denaro.
   E'  stato  inserito  in un contesto anche con l'aiuto  del  dottor
  Amato,   attuale  commissario  della  provincia  di  Trapani,   per
  ritornare  a  quello che è un fatto dovuto rispetto a qualcosa  che
  era stato tolto.
   Viceversa, sono dodici persone che se ne vanno a casa, per  quanto
  riguarda  la   Biblioteca Fardelliana , assieme ad una  storia  che
  finisce per un territorio a causa di un mero errore.
   Non  c'era motivo, infatti ,che il Commissario uscisse fuori dalla
  provincia regionale.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Vorrei fare  un  intervento  di
  carattere generale, senza entrare nel merito delle singole riserve,
  che  riprende un po' quello che aveva fatto l'onorevole Di Giacinto
  in Commissione, apprezzato da tutti.
   Fino  a  pochi  minuti fa siamo andati tutti a dire che  i  comuni
  versano in gravi difficoltà, cosa che rappresenta un problema,  che
  bisogna dunque aiutarli.
   Ora  da  una,  due, dieci, cento, mille riserve,  dobbiamo  essere
  coerenti. Non vorrei entrare nel merito.
   Penso  che  da  un  lato la norma dell'onorevole Di  Giacinto  sia
  corretta  perché  pone un limite del 2 per cento,  dall'altro  sono
  convinto  che  se,  poi, diciamo che quelli più  del  2  per  cento
  vengono  ridotte in proporzione, ci sarà la corsa ad  aumentare  il
  valore di quelle riserve almeno ci si accaparra un po' di più e, di
  nuovo, non ne usciamo.
   Pertanto, o le togliamo tutte, o troviamo un criterio in  base  al
  quale  si  stabilisce se debbano esserci queste riserve per  motivi
  eccezionali  e  quali siano, troviamo un metodo che  ponga  fine  a
  questa  cosa  che,  sono  convinto, che se andiamo  a  chiedere  ai
  comuni,  alcuni dei quali magari hanno l'appoggio più  forte  altri
  più  debole, quindi, non diamo i soldi a chi ha necessità ma a  chi
  ha l'appoggio. Non penso sia un criterio giusto per nessuno.
   Cerchiamo  un criterio equo. Facciamo un fondo al 2 per  cento  e,
  poi,  lo  attribuiamo in base a certi criteri?  Troviamo  una  cosa
  valida  per  tutti  perché  così non  si  può  andare  avanti,  non
  nell'interesse dei comuni.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, non voglio  entrare  nel  merito
  degli emendamenti.
   Se  facciamo,  però,  passare questa idea che possiamo  finanziare
  tutto  ai  comuni  sul  fondo  e con la  riserva  sul  fondo  delle
  autonomie,  vi  dico  che sto presentando  un  emendamento  di  due
  milioni  perché a Casteldaccia è franata la circonvallazione  e  vi
  chiederò  di  inserirla nel fondo per finanziarla. Non  può  essere
  questo il criterio
   Non  possiamo dire stamattina che ci mancano i soldi per i  comuni
  ed i comuni sono in dissesto e ora dobbiamo fare le riserve a tutti
  i comuni.
   Chiedo  anche,  Presidente, che chi ha presentato emendamenti  per
  superare  quel  2 per cento che è stato inserito in finanziaria  li
  ritiri  perché già è partita anche l'idea di aumentare  dal  2  per
  cento al 3 per cento e magari qualcuno poi lo presenterà al 10  per
  cento. Quindi invito anche a ritirare questo emendamento.

   PRESIDENTE. Il Governo esprime parere contrario o favorevole?  Non
  apro dibattito su questo.
   Allora, il parere del Governo?

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sudano,  dobbiamo  andare  avanti.  Si   è
  prenotato,  giustamente, pure l'onorevole Oddo che  è  di  Trapani.
  Basta ora  Ci sono principi di carattere generale, negli interventi
  si sta facendo comprendere questo  Ha correttamente esposto il tema
  l'onorevole Ruggirello. Il Governo ha detto la sua. Il  ritiro  non
  c'è.  Vorrei  sapere  se  sulle riserve  a  favore  dei  Comuni  in
  generale, il parere è favorevole o contrario.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Il problema è che ci possa essere la possibilità che il 2
  per  cento  della  riserva sia superato. Perciò  si  può  fare  una
  valutazione successiva.

   PRESIDENTE.  Che vuol dire, assessore Lantieri, si  può  fare  una
  valutazione successiva  Lei deve dire se è favorevole o contraria.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Non c'è la copertura. Il 2 per cento è stato superato  e
  non si può fare una valutazione successiva.

   PRESIDENTE. Quindi, è inammissibile per mancanza di copertura.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori
   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, vorrei sapere e capire se l'emendamento
  8.105 è stato votato favorevolmente.

   PRESIDENTE. Sì.

   CIMINO.  Ecco,  è  stato  votato favorevolmente.  Io  ritengo  che
  quest'Aula  debba avere un criterio ed una linea. Non  è  corretto,
  onorevole  Presidente, che ieri sera quest'Aula si è  bloccata  per
  dare  il  finanziamento  ai  comuni danneggiati  per  le  tematiche
  agricole, di Palma, Licata, Campobello, Siracusa, Pachino  e  si  è
  deciso un criterio generale d'astratto, mi pare, alle ore 12.30  si
  individuano i Comuni alluvionati ed alle ore 12.30 ad una  proposta
  valida  di  un  altro  parlamentare, invece, non  si  dà  copertura
  finanziaria.
   Io  ritengo  che  dobbiamo  resettare il  sistema  e  capire  dove
  vogliamo   arrivare.   Perché  anche  i  parlamentari   agrigentini
  potrebbero  porre  il  problema  del consorzio  universitario,  del
  Toscanini  di Ribera ed iniziative che sono collegate, vuoi  o  non
  vuoi, all'attività dei comuni e dei consorzi dei comuni. Quindi, si
  può  fare tutto, ma bisogna rispettare le realtà locali per  quello
  che rappresentano da Messina ad Agrigento, a Trapani. Quindi, direi
  che  se il Governo si ferma un attimo e resetta la situazione  deve
  arrivare  a soddisfare le peculiarità e le emergenze del territorio
  in generale.

   PRESIDENTE. Per rispondere all'onorevole Cimino. Onorevole Cimino,
  lei correttamente ha posto un tema. Sull'8.105, gli Uffici mi fanno
  notare  che  non  c'è un aumento della spesa, c'è una  ripartizione
  delle somme tra gli stessi comuni.

   CIMINO. Come a Trapani.

   PRESIDENTE. Questo dipende dal Presidente della Regione.

   1132/A e 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Se noi andiamo a vincolare  le
  riserve d'ora in poi, abbiamo già superato il 2 per cento, questo è
  il tema.
   Quindi,  mentre  gli altri potevano essere ammissibili  su  questa
  idea, non diventano più ammissibili tutti gli altri, a meno che uno
  non  dica:  bene  per le somme destinate a quel comune  si  riserva
  qualcosa ma, in questo caso, sarebbe  un atto in difformità con  la
  legge sulle autonomie locali che prevede la concertazione.
   Ora,  i 500 mila euro dell'emendamento Ruggirello, non sconvolgono
  oltre, ma siccome dopo ci sono quelli da 5 milioni, da 5 milioni  e
  da  altri 5 milioni, noi dovremmo stabilire - perché non daremo più
  parere  di  copertura finanziaria, perché, non c'è  -  se  fare  un
  eccezione  o  meno  su questo articolo, per cui  ci  rimettiamo  al
  Parlamento  sulla  decisione,  oppure  dobbiamo  bloccare,  sin  da
  adesso,  ma  da  questo  momento in poi non abbiamo  più  copertura
  finanziaria.

   SAMMARTINO. E' a valere sul fondo di riserva dei Comuni
   PRESIDENTE.   Se   c'è  mancanza  di  copertura  è  inammissibile.
  Onorevole Sammartino, con tutto il rispetto la copertura me  la  dà
  il  Governo  ed  è  intervenuto il Presidente della  Regione  sulla
  copertura. Non c'è altro da discutere.

   SAMMARTINO.  Chiedo il parere dell'Assessore all'economia.

   PRESIDENTE. Che parere?

   ODDO. Si è rimesso all'Aula.

   PRESIDENTE. Chi si è rimesso all'Aula? Ma perché dovete fare così,
  onorevole Oddo, stiamo facendo una finanziaria.

   FORMICA. Allora, non ne passa neanche uno.

   PRESIDENTE. E' chiaro, non ne passa neanche uno.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  dire  che,
  sinceramente,  in  questo  articolo 8 non  intravedo  tutta  questa
  generalità  di cui si parla, tra l'altro al Fondo di riserva,  come
  ha ricordato l'onorevole Di Giacinto è stato messo un blocco del  2
  per  cento, ma nessuno ha fatto i calcoli e sa a quanto corrisponde
  questo  2  per cento, quindi, non capisco come si fa a dire  che  è
  inammissibile  per  mancanza di copertura se non  si  sa  a  quanto
  corrisponde il 2 per cento del Fondo. In più, Presidente,  aggiungo
  che  questo  emendamento era un comma dell'articolo 23,  che  aveva
  copertura  finanziaria in quell'articolo e che lei ha stralciato  e
  che,  pertanto, potrebbe trovare copertura anche in quei 30 milioni
  dell'articolo  23  perché  era messo proprio  là  questo  articolo,
  Presidente, ed è stato stralciato.

   PRESIDENTE. Questo non me lo doveva dire, se era stato messo là

   SUDANO. Sì, perché prima andava direttamente e, poi, così come  ce
  li hanno gli enti e le associazioni
   Questa è cultura e noi non possiamo fare finta di niente.

   PRESIDENTE. Questo non me lo doveva dire  Ma lei si rende conto di
  quello che mi sta dicendo.

   SUDANO. Questo fondo è pieno di riserve e non voglio dire  che  in
  quest'Aula ci siano i figli buoni ed i figli cattivi.

   PRESIDENTE.  No,  lei mi sta dicendo che era un modo  per  eludere
  l'articolo 23.
   Sulla  base  della  dichiarazione del  presidente  della  Regione,
  onorevole  Crocetta,  gli  emendamenti  8.71,  8.70,  8.69,   degli
  onorevoli Dipasquale e Anselmo, l'emendamento 8.26, degli onorevoli
  Clemente ed altri, l'emendamento 8.90, degli onorevoli Digiacomo ed
  altri,  l'emendamento 8.131, degli onorevoli Ruggirello  ed  altri,
  l'emendamento  8.137,  del  Governo e  l'emendamento  8.139,  degli
  onorevoli Coltraro ed altri, sono tutti

   (Proteste in Aula)

    no  scusate. Sulla base della dichiarazione del Presidente  della
  Regione,  onorevole Crocetta, dall'emendamento 8.71 all'emendamento
  8.139,   compresi   gli   emendamenti  del  Governo,   sono   tutti
  inammissibili. E i problemi si risolvono in via amministrativa.
   Si passa all'emendamento 8.52, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Ripento,  dall'emendamento 8.71 all'emendamento 8.139  sono  tutti
  inammissibili.

   SAMMARTINO. Quindi l'emendamento 8.95 non è inammissibile?

   PRESIDENTE.   Ha  ragione  dall'emendamento  8.95  all'emendamento
  8.139, sono tutti inammissibili. Grazie onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO. Ma il presidente Crocetta ha detto

   PRESIDENTE.   No,  no, il presidente Crocetta  non  lo  ha  detto.
  Dall'emendamento 8.71 l'ho detto io.
   Lei vuole generare proprio questa confusione. La discussione parte
  proprio  dall'emendamento  8.95, quindi,  la  ringrazio  di  averlo
  evidenziato  per  gli  uffici  che stanno  registrando  e  per  gli
  stenografi.
   Dall'emendamento   8.95   all'emendamento   8.139    sono    tutti
  inammissibili.
   L'emendamento 8.52 è stato ritirato.
   Si  passa all'emendamento 8.53, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
  E' da intendersi decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.126, degli onorevoli Cancelleri  e  La
  Rocca.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. A maggior ragione se lei me  lo  porta
  all'1 per cento già

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  facciamo  parlare  l'onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Signor Presidente, vorrei l'attenzione un po' di tutti
  perché vorrei dire una cosa.
   Allora, il comma 13 introduce il limite del 2 per cento per andare
  a  prelevare sul fondo dei comuni tutti quei passaggi che  possiamo
  fare.
   Ora,  sulla  base della discussione che c'è stata poc'anzi,   dico
  una cosa: ad un certo punto abbiamo deciso, per voce del Presidente
  della  Regione,  di  bloccare tutte le leggi  sull'emendamento  che
  proponeva  il  collega  Ruggirello, da   lì  in  poi  tutti  questi
  interventi  che  abbiamo  sempre  definito,  in  qualche  modo,  di
  quartiere. Però, in realtà, a me sarebbe piaciuto che questa  fosse
  stata  una  regola  che  ci fossimo imposti fin  dal  principio  e,
  invece,  nel comma 2 abbiamo dato un milione di euro per  andare  a
  finanziare  le leggi speciali che ci sono per i centri  storici  di
  Siracusa  e di Agrigento, poi, abbiamo dato dei soldi - per  carità
  in  maniera  meritoria e anch'io avevo proposto  l'emendamento,  in
  qualche  modo, che andava a ristorare quei territori -  per  alcune
  parti  alluvionate della Sicilia e della zona del messinese - però,
  quello  doveva  essere  un ragionamento di  carattere  generale  e,
  invece, non è stato fatto.
   Oggi,  mi ritrovo ad essere d'accordo con l'intervento sulle  zone
  alluvionate,  non mi trovo d'accordo a dare soldi a centri  storici
  di  città  che fra l'altro non ne hanno neanche di bisogno  quando,
  invece, ci sono tantissime disgrazie in giro.
   Ora detto ciò, penso che abbassare dal 2 per cento all'1 per cento
  può  andare  a limitare quelli che potrebbero essere i danni  anche
  perché  ieri,   veniamo dal morto  come si suol  di  dire,  abbiamo
  fatto  conferenze stampe con l'ANCI, incontri con  l'ANCI,  che  ci
  hanno detto che, praticamente, non ce la fanno, quindi, più andiamo
  a  limare quel fondo e più consegneremo ai sindaci una voce  contro
  questo Parlamento.
   Io,  onestamente, non mi voglio prestare a questa  critica  perché
  credo  che ai comuni dobbiamo dare la possibilità di potere mettere
  in  piedi azioni e bilanci concreti e, quindi, gli dobbiamo dare  i
  soldi.

   PRESIDENTE. Va bene l'ha spiegato.
   Allora,  cerchiamo di ricomporci. Abbiamo fino ad ora lavorato  su
  un fondo pari al 2 per cento, ora l'onorevole Cancelleri propone la
  diminuzione all'1 percento, l'onorevole Falcone successivamente  mi
  propone  l'aumento al 3 per cento, se ci siamo affidati e  fino  ad
  ora  abbiamo  operato  sul 2 per cento,  al  fine  di  non  rendere
  inammissibili questi emendamenti vi invito al ritiro.
   Onorevole Cancelleri lo ritira ?

   CANCELLERI. Dichiaro di non ritirarlo.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.52 a firma degli onorevoli Clemente ed
  altri. E' decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.53 degli onorevoli Di Mauro ed  altri.
  E' decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.126 a firma degli onorevole Cancelleri
  e La Rocca C. Lo dichiaro inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 8.101 a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri. E' ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 8.97 a firma degli onorevoli Ruggirello
  ed altri. E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 8.54 a firma degli onorevoli Clemente ed
  altri. Onorevole Cordaro lo mantiene o lo ritira?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 8.15 a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri. E' decaduto.
   Si  passa all'emendamento 8.104 a firma degli onorevoli Falcone  e
  Savona. Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira?

   FALCONE.  La più grande riserva di tutti perché sta impedendo,  in
  un  momento  in  cui vi è la decurtazione per tutti i  comuni,  che
  tutta  una  serie  di  comuni mantengano lo stanziamento  dell'anno
  scorso,  a  detrimento degli altri. Quindi,  io  chiedo  che  venga
  approvato il mio emendamento. Sostanzialmente diciamo che ai comuni
  con  popolazione  inferiore  ai  5  mila  abitanti  manteniamo   lo
  stanziamento dell'anno scorso. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  8.104  ritirato  dall'onorevole  Falcone,  è  fatto
  proprio dall'onorevole Cancelleri. L'Assemblea ne prende atto.
      Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino segreto.

   PRESIDENTE.   La  richiesta  risulta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.104

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.104.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          32
   Contrari            36
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.98 a firma dell'onorevole Anselmo.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO. Presidente, questo emendamento si rende necessario  visto
  e considerato che successivamente al comma 15

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica  Povero  Cordaro,  tra  Formica  e
  Grasso

   ANSELMO.  L'emendamento si rende necessario perché  altrimenti  il
  successivo comma 15 perderebbe totalmente di effetto.

   PRESIDENTE. Parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo e della Commissione,
  pongo  in  votazione  l'emendamento 8.98. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 8.16 è decaduto. L'emendamento 8.62 di  Cordaro,  lo
  ritira?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 8.103 di Falcone. Lo mantiene o ritira?

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Presidente,   col  comma  15   sostanzialmente   stiamo
  allargando  la platea dei Comuni, dei piccoli Comuni  che  vengono,
  diciamo così, beneficiari comunque di una riserva generalizzata che
  tocca tutta una serie di Comuni che rientrano in quella norma. Così
  facendo, sopprimendo le parole di cui la legge 27 dicembre 1997  n.
  984,  che sono i famosi Comuni montani di una declaratoria,  stiamo
  estendendo la platea. Quindi a mio avviso stiamo sempre allargando.
  Allora,  o le riserve  Allora spiegalo, e se tu mi dimostri  che  è
  una cosa diversa io

   PRESIDENTE.  Non  deve  dimostrare niente, la  Commissione  dà  il
  parere  Si passa all'emendamento 8.103. Il parere del Governo

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Col  parere  contrario  della  Commissione  pongo  in
  votazione l'emendamento 8.103. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.63.
   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 8.55 è decaduto. L'emendamento  8.64  è
  ritirato.  L'emendamento 8.18 è decaduto.  L'emendamento  8.124  di
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Presidente, io spero che il Governo almeno  a  questo
  dia  parere favorevole. Il comma 17 istituisce un fondo perequativo
  fra  i  Comuni che sono titolari di demanio marittimo ed  i  Comuni
  montani.  Ora noi crediamo che questa cosa non sia perequativa.  E'
  perequativo se facciamo un fondo perequativo fra i Comuni  titolari
  di  demanio  marittimo e quelli non titolari di demanio  marittimo,
  cioè  fra  gli uni e gli altri nessuno escluso. Per cui  chiedo  di
  cambiare  semplicemente la dicitura, in maniera  tale  da  dare  un
  ristoro a tutti i Comuni della Sicilia e non soltanto ad una parte.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.124. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Col  parere  contrario  della  Commissione  pongo  in
  votazione l'emendamento 8.124. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  8.68 è assorbito. L'emendamento  8.65  è  ritirato.
  L'emendamento  8.56  è decaduto. L'emendamento  8.140  è  ritirato.
  L'emendamento 8.66 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 8.127, a firma dell'onorevole Cancelleri.
  Lo ritira? E' la soppressione.

   CANCELLERI. Non lo ritiro.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  gradirei  l'attenzione dell'Aula perché le cose che dirò,  ritengo,
  siano   particolarmente  importanti  su  questo  articolo  e  anche
  particolarmente gravi.
   La  Commissione ha fatto un lavoro particolare su questo articolo,
  non  Nello Dipasquale, la Commissione, prevedendo l'utilizzo  delle
  royalties  in  maniera  morale. Una  vera  e  propria  campagna  di
  moralizzazione  delle royalties perché così,  come  è  accaduto  in
  altre  parti  del nostro Paese, vi faccio un esempio la Basilicata,
  ma  io  sono  sicuro che i colleghi più attenti avranno  seguito  e
  ricordano  tutto  quello che è successo in Basilicata,  dove  sulle
  royalties  c'è  stato uno scandalo nazionale, in  quanto  ci  siamo
  trovati dei comuni che prendevano i soldi per lo sviluppo, i  soldi
  per  l'occupazione  e  li buttavano per spese correnti  in  maniera
  davvero delinquenziale.
   Allora la Commissione, dopo aver ascoltato l'ENI, i rappresentanti
  dell'ENI,  perché volevano riintervenire, e mi permetto di  dire  a
  proposito dei pareri e   .
   Signor  Presidente la prego di ascoltarmi perché  io  capisco  che
  l'onorevole Assenza ha tutto l'interesse a far ritenere illegittimo
  il  lavoro fatto. Siccome la Commissione parlamentare ha  fatto  un
  lavoro  serio  prevedendo  un  intervento  normativo  così  come  è
  successo  già  altre volte, così come è successo  nel  2013  quando
  questa  Assemblea  ha  automontato  dal  10  al  20  per  cento  le
  royalties.
   Ma non devo qui ricordare a voi che proprio la Basilicata ha fatto
  un  intervento normativo andando oltre quello che era il  principio
  del Comune di appartenenza del giacimento. E proprio prevedendo  un
  intervento,  caro collega Assenza, un intervento a tutti  i  comuni
  che ricadevano nell'ex provincia di appartenenza.
   Quindi,  già  esiste  un  intervento  normativo  su  questo  ma  a
  prescindere da questo gli uffici, la Presidenza ha fatto bene a non
  stralciarlo e così come ci sono stati i pareri di tutti a tal punto
  che è diventato un articolo della finanziaria.
   Di  cosa  discutiamo? Non voglio fare polemica, non  è  questo  il
  momento.
   Di  cosa  discutiamo? Discutiamo di risorse  che  nel  2011,  cari
  colleghi, corrispondevano a circa 27 milioni e 800 mila euro.  Oggi
  corrispondono  a  78  milioni di euro divisi in pochissimi  comuni.
  Circa  7 comuni. Di questi 78 milioni di euro 30 milioni il  Comune
  di Ragusa.
   Quindi,  mentre noi ci ammazziamo per trovare risorse per tutti  i
  comuni  della  Sicilia,  per  100  milioni,  ci  siamo  trovati  un
  incremento delle royalties dovuto all'aumento dell'aliquota che non
  hanno  voluto  solo gli amici del Movimento Cinque  Stelle  e  fino
  all'ultima  Commissione  non dimentica  che  siamo  stati  tutti  a
  difendere il 20 per cento dell'aliquota.
   E  su  questo  abbiamo occasione, avremo occasione di  ritornarci.
  Però, caro Presidente, si tratta di un ammontare di risorse immenso
  e  quando io sento i comuni piangere perché non hanno una lira  per
  gli investimenti e, invece, vedo un comune come il Comune di Ragusa
  che  prende,  ragazzi, 20 milioni di euro  e  in  due  anni  li  fa
  diventare  spese  correnti ovviamente è davvero da  scandalo  e  da
  scandalo nazionale.
   Ma  io  queste cose non le dico e poi dico valuteremo se  mandarla
  alla Corte dei Conti, io già ho consegnato mercoledì alle 16.00  al
  Presidente Graffeo un dossier, una denunzia chiara, specifica, dove
  dimostro  che  la spesa corrente del comune di Ragusa,  in  maniera
  scientifica  arriva  da  70  milioni di  euro,  a  90  e  800  caro
  assessore, no io gradisco parlare almeno quanto gli altri.

   PRESIDENTE.   No  lei  parla  cinque  minuti  come  previsto   dal
  Regolamento.

   DI PASQUALE. Allora io capisco che da fastidio il mio intervento

   PRESIDENTE. Ma non da nessun fastidio, ma deve essere rispettoso.

   DI  PASQUALE è arrivato il momento di moralizzare questa spesa, io
  chiedo  che  su  questo articolo e lo chiedo  al  Movimento  Cinque
  Stelle,  siccome  il  sindaco è il sindaco  di  Ragusa  che  io  ho
  denunciato oltre ovviamente

   PRESIDENTE. Si la invito a concludere.

   DI PASQUALE.  lo capisco che vi da fastidio, quindi io..

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Pasquale, con tutto il rispetto  il  suo
  intervento non lo permetto, fastidio non me ne dà.

   DI  PASQUALE.  chiedo il voto palese perché voglio capire chi è il
  moralizzatore, e chi è davvero

   PRESIDENTE.  Ve bene, lei ha scambiato quel podio per  un  piccolo
  comune  dove  fare  il  comizio però, votiamo seriamente  e  allora
  l'onorevole   Cordaro  mi  fa  presente  che  non  aveva   ritirato
  l'emendamento   soppressivo,   e   allora   parere   del    Governo
  sull'emendamento  soppressivo, voto segreto,  verifica  richiedenti
  voto  segreto, intanto parere del Governo. Sull'8.127 che raggruppa
  tutti gli emendamenti soppressivi, Cordaro. Parere del Governo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Si rimette all'Aula, la Commissione?

   VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Contraria a maggioranza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.127

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.127.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza         37
   Favorevoli          45
   Contrari            28
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   E   allora   decadono  tutti  gli  emendamenti  anche  quelli   di
  riscrittura   presentati  dal  Governo  al  comma  19.   Si   passa
  all'emendamento 8.67 abbiamo fatto un gran salto avanti,  onorevole
  Cordaro lo ritira?

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ritirato. Emendamento 8.21, no è arrivato l'onorevole
  Greco,  lo  mantiene  o  lo  ritira? Lo ritira.  Emendamento  8.102
  onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira? E'andato via.

   FALCONE. Lo ritiro.
   PRESIDENTE. Ritirato.
   Si passa all'emendamento 8.22. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.22.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.60 dell'onorevole Greco Giovanni.  Lo
  ritira?

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 8.76. Assessore Baccei, c'è la copertura?

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Se riduce  l'entrata  non  può
  esserci copertura. Quindi non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, lo ritira?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Lo  ritiro.  Però,  signor  Presidente, non  occorre  assolutamente
  copertura perché il passaggio da un capitolo ad un altro  è  sempre
  dell'Assessorato dei beni culturali.

   PRESIDENTE. Però viene incontro alle esigenze dell'Aula. Si  passa
  all'emendamento 8.61.
   Comunico  che  all'emendamento 8.61 c'è  un  sub  emendamento  del
  Governo.  Le  parole  37770' sono sostituite da   377703'  ai  fini
  della copertura del capitolo.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore
  Vermiglio gradirei la sua attenzione su questo emendamento perché è
  l'ennesimo  taglio  ai comuni. Tra le righe dell'emendamento  è  un
  passaggio  da  un  capitolo ad un altro,  ma  è  il  passaggio  dal
  capitolo  dove vanno a confluire il taglio del 30 per  cento  dello
  sbigliettamento  che va ai comuni viene modulato nella  misura  del
  30, 20, 10 per cento rispettivamente per i comuni da a diecimila  a
  cinquantamila o oltre cinquantamila abitanti.
   I  comuni  dove insistono siti culturali importanti o  anche  meno
  importanti  sono  di piccole dimensioni. Quindi  di  fatto  se  noi
  andiamo,  per  esempio,  a  dare il 30  per  cento  oggi  a  Piazza
  Armerina,  per dirne uno, se poi Piazza Armerina che  ha  circa  da
  dieci a cinquantamila, ne avrà il 20 per cento.
   Quindi,  di  fatto  è un taglio a Piazza Armerina.  Seconda  cosa,
  questo  risparmio  viene  messo in un  capitolo  che  è  l'ennesimo
  capitolo  per  associazioni, la legge 128, ve le posso  leggere  se
  volete.
   Se  facciamo  un discorso generale e il comportamento che  abbiamo
  provato  a  tenere in quest'Aula finora ragioniamo sulle erogazioni
  alle  associazioni così come previsto dall'articolo 23,  quindi  in
  modo  uguale per tutti e non sottraiamo fondi ai comuni  sui  quali
  ricadono  beni  culturali anzi facciamo in modo che  questi  comuni
  abbiano la possibilità e l'ascolto dagli assessorati necessario per
  fare  tutela,  valorizzazione, pubblicizzazione dei loro  siti.  Mi
  sembra  che fare questo tipo di passaggio non serva sicuramente  ai
  nostri beni culturali che sono il motore, forse oggi l'unico motore
  da  cui  deve prendere vita questa Regione, e facciamo comunque  un
  discorso  generale e organico per quanto riguarda le erogazioni  ad
  associazioni, enti culturali, ecc.
   Credo  di potere avere su questo l'avallo da parte dell'assessore.
  Non togliamo ulteriori fondi ai comuni.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Presidente,  proprio  su questo  argomento  ho  fatto  un
  emendamento  successivo che in realtà non fa altro che abrogare  il
  comma  4  della  legge che abbiamo inserito in  Finanziaria  l'anno
  scorso.  Perché qui stiamo spostando da un capitolo  all'altro,  ma
  secondo  me  l'errore  è stato l'anno scorso,  nella  fretta  della
  Finanziaria, di far sì

                           (Brusio in Aula)

   Presidente  parlo  con  lei, dato che l'Aula  non  è  interessata.
  Successivamente   ho   inserito   un   emendamento   che    prevede
  l'abrogazione  del comma di una legge che abbiamo  inserito  l'anno
  scorso in Finanziaria. Questa legge ha previsto che l'incasso della
  biglietteria,  il  30 per cento, invece di andare  direttamente  ai
  comuni, andasse in un capitolo della Regione. Io dico che invece di
  spostare da un capitolo all'altro si dovrebbe abrogare il  comma  4
  della legge dell'anno scorso e far sì che questo 30 per cento  vada
  direttamente  nelle  casse dei comuni, perché  questo  doppio  giro
  purtroppo  fa  sì che la Regione non manda neanche  questo  30  per
  cento  ai  comuni. Quindi, se noi veramente vogliamo che si  faccia
  cultura  e tutto quello che è stato detto, che rimanga nelle  casse
  comunali.

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  deputati,  io desideravo assecondare quello che diceva  la  collega
  Valeria  Sudano  e  le  porto l'esempio di Taormina.  Taormina,  in
  passato, con la convenzione fra Regione e Comune aveva direttamente
  i  soldi.  Da  quando questa convenzione purtroppo  non  viene  più
  rispettata  Taormina ha problemi importanti per quanto riguarda  la
  manutenzione del flusso turistico e quindi lei sa benissimo che  ci
  sono un sacco di turisti che hanno fatto sicuramente eccezioni,  se
  non  denunzia,  perché  il  sito di  Taormina,  il  teatro  antico,
  purtroppo è sporco. Quindi, bisogna immediatamente dare i soldi  al
  comune  di Taormina per pulirlo e non darli alla Regione e  poi  la
  Regione li trasferisce alla calende greche.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sul subemendamento  8.61.1
  del Governo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   BACCEI. assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, avendo verificato questo capitolo, il totale della quota,
  il  30%, vale 3 milioni e 400 mila euro. Io non so quanto valga  il
  10,   20,  30%  dei  biglietti  dei  musei  di  questi  comuni  ma,
  sicuramente, non può valere il 50%, perché la deduzione  massima  è
  del 30%.
   Così come è formulato, non va bene, non ha copertura.

   PRESIDENTE.  Non  essendoci copertura, dichiaro il  subemendamento
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento 8.120.
   Gli  Uffici  comunicano che c'è una minore entrata per la  Regione
  siciliana.
   L'ha spiegato l'onorevole Sudano chiaramente. Il discorso è se  il
  Governo è convinto o meno.
   Forse,  l'assessore Croce ha fatto chiarezza da un punto di  vista
  contabile.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  vorrei
  approfittare  di  questo  articolo per  porre  l'attenzione  su  un
  argomento  molto serio che è connesso all'intervento che  ha  fatto
  prima l'onorevole del Movimento Cinque Stelle..
   Posto  che per un errore, ritengo, di mera interpretazione  l'anno
  scorso  l'Aula ha votato una riduzione dello stanziamento a  favore
  delle  strutture  archeologiche, dei parchi e di  quelle  strutture
  che,  di  fatto,  dallo  sbigliettamento riescono  a  svolgere  non
  soltanto attività culturali.
   Ora,  io non voglio entrare nel merito della copertura finanziaria
  dei  due  capitoli  perché poco mi importa  se  il  concerto  o  se
  l'iniziativa culturale l'organizza l'accademia  X  del capitolo  X
  o l'organizza il Comune sempre con gli stessi soldi.
   Voglio,  però,  ribadire, presidente Ardizzone -  e  pregherei  il
  Governo  di  attenzionare questa mia preghiera -  che,  con  questi
  soldi,  si  riescono a realizzare anche gli scavi archeologici,  si
  riescono  a realizzare tutte quelle attività connesse al patrimonio
  culturale.
   Quindi,  io  direi  che  è  necessario poter  disciplinare  queste
  risorse  e  questi capitoli, non tanto per la problematica  di  chi
  organizza  l'iniziativa culturale e convegnistica ma,  soprattutto,
  che buona parte di queste risorse siano destinate alla sicurezza  e
  anche  alla  ricerca  dei  beni  archeologici  dei  vari  territori
  interessati.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo sull'emendamento  8.120,  prima
  firmataria  l'onorevole Sudano. Non richiede copertura. Sul  merito
  il Governo è favorevole o contrario?

   CROCETTA, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contraria a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  scusate,  prendete  posto  perché  tra  poco
  passeremo alla votazione dell'articolo 8.
   Sono stati presentati  tre emendamenti.
   Abbiamo  in  discussione l'emendamento 8.143.R, il  subemendamento
  8.143.R1.
   L'onorevole Savona ritira l'8.143.R2?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  L'8.143.R1 è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. E l'8.143.R2?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  L'8.143.R2 non può essere ritirato.

   PRESIDENTE.  Il  Presidente  della  Commissione,  fino   a   prova
  contraria, si chiama Vinciullo.
   Se  il  Presidente  della Commissione mi dice che  lo  ritira,  lo
  ritira il Presidente della Commissione.
   Va  bene,  prendo  atto che ad un emendamento  del  Governo  viene
  presentato il subemendamento.
   L'emendamento 8.143.R2 mi spiegate che cosa è?
   Che  c'entrano  gli  Enti locali, non l'ho  voluto  dire,  infatti
  correttamente lo ha ritirato
   L'emendamento  8.143.R2,  ma sul fondo di  rotazione  che  c'entra
  l'Assessorato alle Autonomie locali? E' un fatto tecnico, onorevole
  Sammartino.

   SAMMARTINO. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  Ma  sul fondo di rotazione che c'entra  l'Assessorato
  alle Autonomie Locali? E' un fatto tecnico, onorevole Sammartino?
   Onorevole Coltraro, lei è un noto giurista

   PREESIDENTE. Allora passiamo all'8.143.R a firma del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Emendamento 8.143.R2 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Invito  i colleghi parlamentari a prendere posto per la votazione.
  Onorevole  Panepinto, tutti gli altri emendamenti  presentati  sono
  inammissibili.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 8, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente  ho  chiesto   di   parlare   per
  dichiarazione  di  voto. Lei deve darmi la parola.  Lei  non  è  il
  padrone qui  E' una vergogna

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.12, è ripresa alle ore 16.23)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'esame dell'articolo 15, precedentemente
  accantonato.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor presidente, ieri abbiamo approvato  l'emendamento
  65.9,  dove abbiamo fatto riferimento ad una legge che, credo,  sia
  errata.   Le  chiedo,  quindi,  di  poter  modificare,   ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento, la legge che non mi  ricordo  se
  era del 2011 invece che del 2014.

   PRESIDENTE.   Credo  che  gli  Uffici  abbiano   già   predisposto
  l'emendamento ai sensi dell'articolo 117 per la rettifica normativa
  con il riferimento esatto.
   Sono stati distribuiti i due emendamenti presentati dal Governo  e
  i due emendamenti presentati dalla Commissione.
   Invito  il  Presidente della Commissione, onorevole  Vinciullo,  a
  prendere posto nell'apposito banco della Commissione.
   Gli emendamenti che sono stati distribuiti sono: 15.60.1 e 15.63 a
  firma  del  Governo,  15.61  e  15.62 a  firma  della  Commissione.
  Inviterei gli Uffici a distribuire tutti gli emendamenti anche  per
  facilitare il dibattito perché vi ricordo che sull'articolo, e  sul
  complesso degli emendamenti, ogni parlamentare può intervenire  una
  sola  volta,  quindi prendendo la parola avrete modo di  esprimervi
  anche  su tutti gli emendamenti che nel frattempo fossero pervenuti
  alla  Presidenza. E' stato distribuito anche l'emendamento 15.60  a
  firma   del   Governo.  Riepilogando  sono  stati  presentati   gli
  emendamenti 15.60, 15.60.1, 15.63, 15.61, 15.62.

   PRESIDENTE.  Assessore Lantieri vuole intervenire in apertura  per
  illustrare l'articolo 15?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Grazie  Presidente. L'articolo  15  parla  di  norme  di
  contenimento della spesa della Pubblica Amministrazione. Sono tutti
  i  risparmi  che  sono  stati fatti da parte  della  dirigenza:  la
  riduzione  del  30  per  cento  delle strutture,  perciò  la  nuova
  riorganizzazione degli Uffici in base alla pesatura e  in  base  al
  valore che hanno all'interno dell'Amministrazione, l'accordo-quadro
  che è stato fatto con i sindacati, e tutto quello che verrà attuato
  nei  mesi  successivi  per quanto riguarda la  riforma  che  stiamo
  mettendo in atto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Presidente, assessori, colleghi. Sicuramente, visto  che
  il   Governo  ha  presentato  diversi  emendamenti,  penso  che   o
  l'assessore  al  ramo  o  l'assessore Baccei  li  debba  illustrare
  singolarmente  perché, oggettivamente, vanno a  modificare  diversi
  aspetti.
   Poi   volevo  subito  annunciare  che  l'emendamento  15.29  viene
  ritirato, così già gli Uffici possono prenderne nota.
   Un  altro  aspetto  è quello che riguarda i premi-obiettivo  e  di
  risultato. Noi abbiamo presentato degli emendamenti per il semplice
  motivo che secondo il Gruppo di cui io faccio parte, ad oggi c'è un
  abuso  dell'utilizzo  dello  strumento  dei  premi-obiettivo  e  di
  risultato.
   Abbiamo  fatto  un'indagine,  un'analisi  di  alcuni  assessorati,
  perché  gli  altri  non si sono neanche degnati di  rispondere  per
  quanto  riguarda la valutazione dei premi-obiettivo e di risultato,
  e  abbiamo denunciato come questi vengano utilizzati. Spesso  anche
  per mandare delle mail, per tenere degli armadietti in ordine.
   Naturalmente,  siccome  il sistema oramai  è  marcio,  -  utilizzo
  questo termine perché non so come esprimerlo al meglio - perché  se
  il  funzionario  sotto al dirigente non prende il premio-obiettivo,
  non lo prende neanche il dirigente.
   Quindi  l'utilizzo  in  questo  modo  dei  premi-obiettivo  e   di
  risultato, ovviamente, non può essere tollerato, anche perché grava
  sulle tasche dei siciliani per circa dieci milioni di euro.
   Noi  non siamo contro il premio-obiettivo o di risultato, noi anzi
  quello che ci auspichiamo è che i risultati prima o poi arrivino in
  questa  Regione. Però, quello che abbiamo constatato in questi  tre
  anni  e  anche in questo preciso momento, perché cosa  succede,  il
  dirigente,  o meglio, l'assessore che dovrebbe dare le linee  guida
  al  proprio  assessorato  dovrebbe fin da subito,  già  a  gennaio,
  massimo  febbraio, dare le linee su come raggiungere gli obiettivi.
  Naturalmente  poi  a cascata, ognuno a chi è sottoposto,  i  propri
  risultati.  Questi devono essere quantificabili e concreti,  almeno
  per  una  verifica  dopo il primo semestre, e poi  a  dicembre,  se
  effettivamente  il  dirigente  o il  funzionario  ha  raggiunto  il
  risultato, questo è giusto che venga retribuito.
   Ad  oggi,  però,  questa  non è la prassi, anzi,  addirittura,  la
  Corte  dei Conti ha sollevato il problema denunciando che è anomalo
  che  tutti  i dirigenti abbiano un punteggio uguale e, soprattutto,
  un punteggio che è superiore dal 97 percento in su.
   Abbiamo  già, come Gruppo parlamentare, presentato agli organi  di
  competenza tale anomalia, quindi c'è un'istruttoria in corso, e per
  questo   motivo   quello  che  chiediamo  è  che   temporaneamente,
  quantomeno  per  il  2016, venga sospesa l'erogazione  del  premio-
  obiettivo e di risultato per poi capire come questo Governo, in via
  amministrativa,   -  perché si può fare in  via  amministrativa  -,
  intende riorganizzare la valorizzazione degli obiettivi all'interno
  della  macchina burocratica, perché - ripeto e sottolineo -  questo
  ad oggi non avviene.
   Inoltre,  voglio sottolineare ed evidenziare un errore che  sempre
  questo Governo ha fatto nella scorsa legislatura dimenticandosi che
  ci sono dei comparti della Regione siciliana che vengono fortemente
  penalizzati rispetto alla stessa funzione che avviene nello Stato e
  mi riferisco al Corpo forestale dello Stato, non ai forestali.
   So  che  c'è  stato  un emendamento che in Commissione  era  stato
  presentato  proprio da lei, onorevole Lupo, e che,  sfortunatamente
  non è stato contestato o bocciato dal Movimento 5 Stelle ma è stato
  direttamente l'assessore Baccei a ritirarlo.
   Quindi,  siccome  noi  ne  abbiamo  apprezzato  e  ne  apprezziamo
  tutt'ora  i  contenuti, non so se è inserito direttamente,  però  è
  materia attinente a questo articolo, e su questo annuncio sin d'ora
  il nostro voto favorevole.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 15.2 soppressivo dell'intero
  articolo, dell'onorevole Lombardo.

   LOMBARDO. Lo ritiro.
   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  15.40 degli onorevoli Clemente, Cordaro ed altri.

   GRASSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  15.3   il  comma 1 è soppresso  a firma degli onorevoli  Di  Mauro,
  Greco, Lombardo.

   LOMBARDO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  15.41, soppressivo del comma1.

   GRASSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  15.34 dell'onorevole Ciaccio. Lo mantiene, onorevole Ciaccio?

   CIACCIO. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Invito l'assessore Baccei, a chiarire all'Aula  se  è
  percorribile, considerato che riguarda anche riduzioni  di  diversi
  capitoli. Lei dovrebbe chiarire se la riduzione è fattibile.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  problematica, come detto  l'altra  volta  sul  comma
  simile,  è che ci sono delle obbligazioni giuridicamente vincolanti
  in base ai contratti vigenti, quindi, è già stata calcolata in base
  a quello.
   Le  riduzioni  che  sono  state chieste sia  in  bilancio  che  in
  finanziaria, sulla retribuzione è perché sono collegate a dei fatti
  specifici o al fatto che le persone vanno in prepensionamento o per
  la riorganizzazione della struttura.
   Oltre   a  questo,  per  essere  più  puntuali  e  precisi   nella
  definizione della retribuzione, abbiamo chiesto che venga fatta una
  pesatura  delle posizioni dirigenziali per andare a  premiare  quei
  dirigenti  che  occupano -  o strategicamente -  o  per  il  lavoro
  fatto,   posizioni che sono più importanti di altre.   Quindi,  per
  andare a differenziare le posizioni dirigenziali.
   Questi sono gli interventi fatti e leciti, questo, secondo me,  va
  a  toccare  posizioni  giuridicamente  vincolanti  per  cui  non  è
  ammissibile.

   PRESIDENTE. Dichiaro, pertanto, inammissibile l'emendamento 15.34.
   Inammissibili sono pure gli emendamenti 15.38, 15.20 e 15.35.

   Si  passa  all'emendamento  15.63,  che  è  stato  distribuito  in
  apertura, a firma del Governo.
   Il Governo lo vuole illustrare?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'Economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  per il discorso che dicevo poc'anzi, quindi, per  andare
  a   ripristinare  delle  somme  dove  ci  sono  delle  obbligazioni
  giuridicamente  vincolanti, prevediamo l'aumento  del  fondo  della
  dirigenza andando a prelevare le somme dal capitolo di finanziaria,
  corrispondente  al capitolo di bilancio che era stato  incrementato
  di    un   milione,   nel   senso   che   noi   avevamo   previsto,
  complessivamente, 789 mila euro. Su questo capitolo, è stato  messo
  un  milione,  a  bilancio, per cui, di fatto, noi ne  togliamo,  in
  finanziaria, 789, quindi l'effetto è che si incrementa  di 200 mila
  euro  questo capitolo, per cui, si è andato incontro alle  esigenze
  di  incrementarlo  e  per la differenza a un  milione,   andando  a
  prelevare  risorse da un altro capitolo che è relativo al personale
  dell'EAS  perché, dietro dei conteggi più accurati da  parte  della
  funzione    pubblica,    mi   risultava,    in    piccola    parte,
  sovradimensionato, per cui abbiamo preso 211 mila  euro  da  lì,  a
  complemento  dei  789  mila  euro  che  abbiamo  preso   dall'altro
  capitolo,  per  ripristinare un milione di  euro  nel  fondo  della
  dirigenza.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  questo  emendamento  e  sull'intero  articolo  così  come  da   lei
  suggerito ai colleghi deputati.
   Io   ho   visto   questo  emendamento  ed  anche  la   spiegazione
  dell'assessore  Baccei  -  dico  -  nulla  quaestio  sulla  vicenda
  capitolo  21.41.07 sul quale, però, va fatta una  riflessione,  nel
  senso che se vengono poste delle somme all'interno dei capitoli con
  una   finalizzazione,  mi  chiedo  come  si  fa,  nel  corso  della
  trattazione  della finanziaria, a scoprire soltanto  oggi  che  211
  mila  euro  sono  ulteriori rispetto al fatto che siano  andati  in
  pensione dei dipendenti dell'EAS in servizio presso la Resais, ed è
  la prima domanda - dico - non penso che siano andati in pensione in
  questo mese o in questo mese e mezzo.
   La  seconda,  assessore, è sul capitolo 67.20.08,  che  ho  appena
  visto, non si tratta di una spesa corrente?
   Su questo noi dovremmo, un attimo, metterci d'accordo.
   Abbiamo  già  visto e avuto modo di vedere, in  questi  giorni  di
  trattazione,  che  non  c'è  un  euro  di  investimenti  in  questa
  finanziaria, ma uno dei pochi capitoli che sono finalizzati a spese
  per  investimenti, e non per investimenti di secondo livello  o  di
  secondo  piano ma per una vicenda importante che riguarda le  opere
  pubbliche  relative  alla  costruzione  e  al  completamento  e  al
  miglioramento delle opere marittime dei corpi di seconda  categoria
  e  quant'altro,  penso che ridurre di 790 mila euro  le  spese  per
  investimenti in una Regione che grida da ogni parte, appunto, spese
  per investimenti, non mi sembra il massimo.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  solo  per  un
  chiarimento,   siccome  l'Assemblea  si  era  già  espressa   sulla
  riduzione  di  questo capitolo  famoso', io  mi  chiedo  se  è  una
  situazione  corretta andarlo a rimpinguare tramite una  partita  di
  giro,  semplicemente questo visto che l'Assemblea si  era  espressa
  per  una  riduzione di un determinato capitolo per un  aspetto  ben
  preciso.
   Solo questo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  durante  la
  trattazione del bilancio l'Aula si è espressa spostando un  milione
  di  euro  dal  capito 21.20.19 al capito 67.20.08.  Oggi  ci  viene
  riproposto un emendamento al quale togliamo un milione di euro  dal
  capitolo 67.20.08 per andarlo a rimettere nel 21.20.19. Secondo  me
  questa  cosa  è  inammissibile, non si può fare. L'Aula  si  è  già
  espressa  in merito a questa situazione. Io non credo che si  debba
  rivotare nuovamente, altrimenti apriamo un precedente per il  quale
  possiamo  andare  a  ritrattare tutte le cose  che  abbiamo  finora
  votato con la presentazione di emendamenti.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.51, è ripresa alle ore 17.13)

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   e nn. 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende la discussione dei disegni di legge n. 1132/A e nn. 1133-
                                1155/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  con  l'esame  dell'emendamento   15.63.
  Comunico  che  è  stata presentata una  riscrittura  da  parte  del
  Governo, l'emendamento 15.63 R.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Chiedo   di   parlare   per
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Credo con la precisazione che vale solo
  per l'esercizio 2016.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Per l'esercizio  2016  abbiamo
  portato  la  riduzione da  1.843  a  843  dando copertura  sui  due
  capitoli che vedete indicati nell'emendamento.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, devo dire  la  verità,  qua
  dovrebbe intervenire lei. Non dovevo chiedere io la parola e non so
  a chi mi devo appellare, il mio interlocutore è lei.
   Su  questa cosa, piace o meno all'onorevole Milazzo, ci siamo  già
  espressi. Ci sono delle regole, se passa il principio, anche  se  è
  un  errore  gravissimo quello che è stato commesso ieri  e  l'altro
  ieri,  che  si può tornare indietro, l'Assemblea non ha  più  senso
  quando si riunisce.
   Questo  emendamento è inammissibile. Non è che cambiando la cifra,
  cambia  l'argomento.  Su questo argomento, su  questa  materia,  su
  questo tema, non so come definirlo, l'Assemblea è stata chiamata ad
  esprimersi.  Non  si può più tornare indietro ed  è  un  meccanismo
  pericoloso  per  tutti,  per la Presidenza,  per  il  Governo,  per
  ciascun deputato. Questo è il tema, signor Presidente.

   TANCREDI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   TANCREDI.  Signor Presidente, il punto fondamentale qui  è  che  è
  anche parzialmente offensivo della nostra intelligenza perché,  nel
  momento in cui chiediamo che sia reso improponibile perché è  stato
  già votato ed il Regolamento parla chiaro, l'articolo 111, al comma
  2,  dice:   Non  possono proporsi, sotto qualsiasi forma,  articoli
  aggiuntivi od emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni
  dell'Assemblea  adottate sull'argomento o estranei  allo  specifico
  oggetto  della discussione . Il Regolamento è chiaro. Di  che  cosa
  stiamo parlando?

   PRESIDENTE.  Rispondo  alle  due  richieste  di  chiarimento   dei
  colleghi   e,   a   seguire,  c'è  una  richiesta   di   intervento
  dell'onorevole Ioppolo.
   Il  capito  che viene utilizzato per la copertura che è il  672008
  non  è un capitolo che abbiamo già approvato in bilancio, ma  è  un
  capitolo che trovate a pagina 10 dell'articolato della manovra,  in
  quanto  è un capitolo che fa parte dell'Allegato 1. Da un punto  di
  vista tecnico, quindi, può essere trattato.

   MILAZZO Giuseppe. Quindi, lei mi sta dicendo che se un emendamento
  mi viene bocciato posso presentarlo ad un altro articolo?

   PRESIDENTE. No, ovviamente. Stessa cosa può essere fatta su  altri
  capitoli che fanno parte dell'Allegato 1, non stiamo parlando di un
  capitolo approvato in Bilancio.

   MILAZZO. Ma già ci siamo espressi sull'argomento, Presidente.

   PRESIDENTE.   Inviterei  l'assessore  Baccei   a   verificare   se
  l'emendamento può essere ritirato, diversamente, invito gli  Uffici
  ad    un    approfondimento    più    attento    sull'ammissibilità
  dell'emendamento  e,  in quel caso, comunque, lo  accantoniamo  per
  procedere  con  un altro articolo in attesa di avere  una  risposta
  chiara da parte degli Uffici.
   Assessore, lei ritiene che l'emendamento possa essere ritirato? Se
  vuole possiamo anche accantonare...

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Bene, Presidente, lo ritiriamo
  e risolviamo la questione negli assestamenti di bilancio.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 15.63 e 15.63R sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 15.4, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.42, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 15.37, degli onorevoli Ciaccio ed altri,
  che  così  recita:  «Al  comma 2, dopo la parola   ad  interim    è
  inserito il periodo  per non più di tre mesi .».
   CIACCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  è
  tecnico  e  penso  soprattutto che sia di  buon  senso  perché  non
  possiamo affidare  ad interim  per almeno un biennio, perché questo
  cita l'articolo successivo, l'incarico dirigenziale, quindi, ponevo
  un  limite  di  non  oltre tre mesi per un  incarico   ad  interim
  perché,  altrimenti, significa aggirare la norma  ed  affidare   ad
  interim  per due anni un posto che, oggettivamente, dovrebbe essere
  occupato da una persona singola e, quindi, non accumulare incarichi
  in  questo  modo. Quindi, ponevo un termine, può essere  tre  mesi,
  possono  esse quattro o cinque ma, sicuramente, siccome  l'articolo
  successivo parla che la Giunta, su proposta dell'Assessore  per  le
  autonomie  locali  e la funzione pubblica, è disposto  con  cadenza
  biennale,  dare  un incarico  ad interim  per due  anni  mi  sembra
  eccessivo. Siamo favorevoli, e spero che il Governo lo apprezzi.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Chiedo  sinceramente   al
  Movimento  Cinque Stelle di ritirare questo emendamento perché  non
  se  ne  valuta la portata. Gli effetti pratici sapete  quali  sono?
  Abbiamo  un  problema che è quello di ridurre,  secondo  i  rilievi
  della  Corte  dei  Conti, da 1600 a 800 le posizioni  dirigenziali.
  Abbiamo  avviato  i  pre-pensionamenti. Per la  politica  dei  pre-
  pensionamenti,  non per rimpiazzare sistematicamente,  quindi,  per
  effetto  di  questo  l'articolo che abbiamo  fatto  sostanzialmente
  dice:  su base annuale si procede alla riorganizzazione. Non è  che
  noi  ogni pre-pensionato gli diamo l'incarico, cioè l'interim serve
  a   stabilire   che   periodicamente   si   provveda   sulla   base
  dell'effettivo numero di dirigenti che se ne vanno, a riorganizzare
  il  sistema. Basta che uno se ne va e, dopo tre mesi, non  facciamo
  la  riorganizzazione, rimpiazziamo esattamente lo stesso numero  di
  dirigenti  che  c'era  prima,  vanifichiamo  la  manovra  sul  pre-
  pensionamento e finiamo di nuovo dalla Corte dei Conti.  Quindi,  è
  una  manovra  che consente  Questa idea di ogni tre  mesi  vanifica
  tutto il lavoro che abbiamo fatto.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,    assessore    per    l'economia.    Inizialmente,     la
  riorganizzazione era annuale, solo che fare una riorganizzazione  è
  un  intervento abbastanza pesante, vediamo ora cosa stiamo  facendo
  con  la  riduzione  del  30 per cento. Abbiamo  pensato  che  farla
  annualmente  significherebbe stare sempre a  fare  riorganizzazioni
  fra  CGA,  pareri, eccetera. Abbiamo detto di passare ad  ogni  due
  anni  per  evitare  di essere continuamente a riorganizzare  e  non
  avere  mai  un  minimo di assetto. Abbiamo pensato  di  passare  al
  biennio come riorganizzazione complessiva.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevole  Ciaccio,  facciamo
  annualmente come era nel testo originario e ritirate l'emendamento,
  Invece di dire:  ogni tre mesi , si dice:  ogni anno .

   PRESIDENTE.  Invito  l'onorevole  Ciaccio  a  formalizzare  questo
  subemendamento.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  condivido
  l'intervento dell'onorevole Ciaccio per un motivo direi  tecnico  e
  pratico. Il problema non è tanto temporale, di tre mesi, sei  mesi,
  un  anno, due anni, ma il problema vero è che questi uffici  devono
  poter  avere  una  compatibilità nelle attività  che  si  svolgono.
  Infatti,  è  importante  che  nel momento  in  cui  viene  affidato
   l'interim   che  questo  sia  affidato  ad  un  dirigente  che  ha
  l'attività  compatibile e similare con quella che  va  a  svolgere.
  Faccio  un  esempio che si è verificato giorni fa in  provincia  di
  Agrigento  nel  settore dei beni culturali:  la  biblioteca   Luigi
  Pirandello   ed  il  Museo  Archeologico.  Il  dirigente  generale,
  giustamente,  ha nominato ad interim il dirigente della  biblioteca
  Museo Archeologico anche per la biblioteca  Luigi Pirandello .
   Noi  non possiamo creare le condizioni che ogni tre mesi vi  siano
  questi  cambi  di ruolo e di impegni dalle attività  da  fare,  per
  questo è importante, secondo me, anche mantenere i due anni.

   CIACCIO. Ogni anno.

   CIMINO. Va bene, allora, facciamo un anno, sebbene capisco che  la
  riforma non è facile riuscire a realizzarla nei tempi previsti.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il subemendamento  di
  riscrittura a firma dell'onorevole Ciaccio, il 15.37.1.
   Io  vorrei  invitare i colleghi a non eccedere nella presentazione
  di  subemendamenti perché l'articolo 15 è già piuttosto  complesso.
  Ci  sono  numerosissimi emendamenti e subementamenti, dopodiché  si
  rischia di rendere meno chiaro e leggibile l'articolato ed anche di
  complicare l'attuazione delle procedure.
   Provvediamo a numerare ed a distribuire il subemendamento 15.37.1.
  Intanto ne do lettura:  Dopo la parola  ad interim , è inserito  il
  periodo  per non oltre un anno  .
   Quindi, al posto di  non più di tre mesi , si legge  per non oltre
  un anno .
   Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Ciaccio, il subemendamento 15.37.1 era un subemendamento
  di riscrittura completa dell'emendamento 15.37, giusto?

   CIACCIO. Sì.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  quindi, l'emendamento  15.37  è  assorbito
  dall'approvazione del subemendamento 15.37.1.
   Si passa all'emendamento 15.5, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.43, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.6, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.44, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.45, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.7, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.46, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.47, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.9, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.58, degli onorevoli Savona ed altri.

   SAVONA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.48, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.10, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 15.54, degli onorevoli Savona ed  altri.
  Onorevole Savona, lo mantiene?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Sì.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per illustrarlo.

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  L'emendamento  recita  soltanto che, in funzione  della  norma  già
  approvata,  estendiamo  il  beneficio  a  tutti  quelli  che  hanno
  usufruito  della  legge 9/2015, tutta gente che  è  andata  già  in
  pensione.
   Questo  vale per tutti, anche per quelli andati in pensione  ieri,
  no che andranno domani.
   Non ha costi, è a costo zero, non ci sono costi né per funzionari,
  né per impiegati, né per dirigenti.

   PRESIDENTE. Siamo sicuri che non riguardi diritti già acquisiti?

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor presidente,  onorevoli
  deputati,  io penso che questo trattamento sia in linea di  massima
  peggiorativo  per  i dipendenti, salvo che qualcuno,  negli  ultimi
  anni, abbia perso una posizione che aveva precedentemente, per  cui
  per queste persone può essere migliorativo.
   Nella  norma,  andando  indietro  degli  ultimi  cinque  anni,   è
  mediamente peggiorativo.
   Secondo  me,  andiamo  a ledere diritti già acquisiti  in  maniera
  peggiorativa, anche perché è peggiorativo nella maggior  parte  dei
  casi.

   PRESIDENTE. Credo che intervenga su diritti acquisiti, per cui  la
  invito  a  ritirarlo, onorevole Savona, anche perché  non  possiamo
  intervenire con efficacia retroattiva.

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.57 dell'onorevole Savona.

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Relatore di minoranza. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Erano stati presentati tre sub-emendamenti al  15.60.1
  che,  per espressa richiesta dei proponenti, vengono trasferiti  al
  15.60.1R.
   Invito  a  distribuire anche i sub-emendamenti 15.60.1, 15.60.2  e
  15.60.3.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  capire  se
  questi emendamenti sono passati dalla Commissione di merito?
   Se la copertura finanziaria è stata giusta?
   Se  è corretto, in un momento in cui abbiamo difficoltà a fare  la
  rendicontazione  dei  fondi comunitari, a trasferire  funzionari  e
  dirigenti regionali nei centri di ricerca dell'agricoltura?
   Mi  sembra  che, francamente, stiamo un po' esagerando con  questo
  articolo.
   Io ritengo che è improponibile, oltre che indigeribile.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  onorevole   Cimino,  relativamente  al  secondo  comma  di   questo
  emendamento, voglio far rilevare che non si tratta di personale che
  verrà  distaccato in centri di ricerca ma è personale che, da molti
  anni,  è  presso  di questi Centri, cioè l'Istituto zootecnico,  il
  Centro  di  granicoltura e l'Istituto ippico di  Catania  che  sono
  personale  regionale  che, da molti anni,  svolge  servizio  presso
  questi Enti.
   Nel   corso   dell'anno   2015  si   è   verificato,   a   seguito
  dell'approvazione  di una norma in finanziaria,  il  fatto  che  la
  Regione,  per  il  personale  di ruolo regionale  assegnato  presso
  questi Enti, ha chiesto a questi Enti il pagamento della parte, non
  solo accessoria, ma anche della parte fondamentale.
   Con  questa  norma  si  riconosce, a questi Enti,  il  diritto  di
  utilizzare  queste persone perché, in molti casi, faccio  l'esempio
  del  Centro  ippico che è la questione di cui mi  hanno  parlato  i
  funzionari,  c'è  un solo dipendente che, se va via,  praticamente,
  non c'è nessun amministrativo.
   Queste  persone che, in atto, vengono utilizzate da questi Centri,
  con   questa   norma,  la  Regione  si  farà  carico  della   parte
  fondamentale,  come ha sempre fatto mentre, gli  Enti,  si  faranno
  parte solo della parte accessoria.
   In  molti  casi,  se  dovessimo chiedere anche indietro  la  parte
  fondamentale,   questi  Enti,  faccio  l'esempio  del   Centro   di
  granicoltura,  ma  anche  del Centro ippico,  non  sarebbero  nelle
  condizioni  di  poter  garantire la restituzione  di  queste  somme
  perché  saremmo comunque noi, visto che sono a finanza  derivata  a
  doverli finanziari.

   CIMINO. E  allora mettiamoli già in servizio.

   CRACOLICI,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.  Ma
  sono  già  in  servizio, non ce ne sono altri.  Possiamo  benissimo
  metterli.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Possiamo aggiungerlo.

   CRACOLICI,  assessore per le risorse agricole ed  alimentari.  Non
  c'è problema.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   io
  intervengo  in  quanto presidente della I Commissione,  per  quanto
  riguarda   l'emendamento  per  dovere  di  cronaca   e   per   dare
  comunicazione ai colleghi è solo il primo comma che è passato  alla
  commissione. I commi successivi non sono stati oggetto di parere da
  parte   della  Commissione.  Io  parlo  del  1   comma,  è  passato
  sicuramente che riguarda le aspettative sindacali a cui spetta solo
  la  retribuzione  di  base  e  non quella  accessoria.  Per  quanto
  riguarda gli altri punti non sono passati, però mi rendo conto  che
  sono   punti  condivisibili  perché  l'intervento  che   ha   fatto
  l'onorevole  Cracolici, anche se devo dire ha  chiarito  ancora  di
  più,   è   facile,  si  intuisce  già  dal  testo.   Si   riferisce
  esclusivamente,   onorevole   Cimino,   a   dipendenti   regionali,
  dirigenziali e non dirigenziali ed è specificato nel testo,  quindi
  non  è  un  onere  da parte della Regione, accessorio.  Se  mai  la
  Regione  mette  dei  paletti  in cui dice  a  questi  enti  non  vi
  permettete  a  chiedermi la retribuzione accessoria perché  non  vi
  sarà concessa per legge. Questo è il quadro dove ci muoviamo.
   Un'altra  cosa  onorevole  Cimino. Io però  volevo  da  parte  del
  Governo  capire  meglio l'11 bis, non che abbia perplessità  perché
  siccome  qua  citando  leggi  e citando  numeri  uno  deve  a  vere
  l'enciclopedia in testa, a quale fa riferimento?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Lo chiarisco io.  Per effetto
  dei prepensionamenti l'Ufficio legislativo e legale della Regione è
  rimasto senza avvocati. Ovviamente un ufficio legislativo e  legale
  senza  avvocati non serve a nulla. Allora abbiamo la  necessità  di
  portare  delle  persone  li.  Ovviamente  la  richiesta  di   nuove
  assunzioni   ha  dei  limiti  legali,  prima  si  fa   l'interpello
  proveniente  da  altre  amministrazioni,  che  possono  essere  sia
  regionali, pensa al personale delle ex province, che potrebbe avere
  un  grande interesse, e poi chiaramente se non dovessimo soddisfare
  attraverso  questi  processi  di  mobilità  la  richiesta  che  noi
  abbiamo,  si  potrà  procedere anche  ad  assumere  però  questo  è
  fondamentale perché attualmente l'ufficio è paralizzato. Quindi  un
  fatto meramente tecnico.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della   Regione,  a  maggiore  delucidazione  di  quanto  sostenuto
  dall'Assessore  Cracolici,  si  potrebbe,  anche  per  evitare   le
  perplessità dell'onorevole Cimino,

   CRACOLICI,  assessore per le risorse agricole ed alimentari.  L'ho
  già inserito  già in servizio .

   IOPPOLO. Ecco, io proponevo di sostituire  può prestare servizio ,
   continua  a  prestare servizio  perché si tratta di personale  già
  storicamente  dipendente  di  questi  istituzioni  che  sono  tutte
  particolarmente utili e prestigiose.
   A  me particolarmente vicina dal punto di vista della sua funzione
  il  Centro sperimentale, l'Agenzia sperimentale di granicoltura  in
  territorio  di  Caltagirone  che  da  sempre  svolge  una  attività
  preziosa  nel  campo  della ricerca, ma al  di  là  di  questo  non
  approvare  una  norma di questo tipo significa ed  equivale  a  far
  chiudere  le  agenzie, il centro sperimentale e  tutte  quelle  che
  versano nella stessa condizione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi  chiedo  un
  minimo  di  attenzione per quanto riguarda questa  riscrittura  del
  Governo  proprio nella parte dell'11 bis dove viene  inpegnata  una
  cifra  che fra l'altro viene tolta dall'Eas di 225, 250 mila  euro,
  non  ricordo  in  questo momento, per prevedere la  possibilità  di
  costituire  l'ufficio  legale  della  Regione,  la  possibilità  di
  distaccare qualcuno.
   Noi  abbiamo  presentato un sub-emendamento a questo 11  bis  dove
  prevediamo,  invece, di potere utilizzare personale  interno  della
  Regione  questo per far sì innanzitutto, risparmiare soldi, quindi,
  andiamo  a  raggiungere tre obiettivi che sono contenere  le  spese
  conseguenti  all'abbinamento degli incarichi, riordinare  l'attuale
  regime  degli avvocati dell'amministrazione regionale per adattarlo
  alla  nuova riforma dell'ordinamento forense approava nel  dicembre
  del  2012 e consentire agli avvocati dell'amministrazione regionale
  di  patrocinare  integralmente, gratuitamente anche  per  gli  enti
  previsti  dalla  citata  norma,  quindi,  potremmo  prevederli  per
  l'Irsap,  per  gli  Ersu,  per  gli  Iacp  e  tutta  una  serie  di
  situazioni.  Credo che il risparmio è davvero ottimo e  soprattutto
  cominciamo  a fare camminare la macchina regionale in  una  maniera
  anche  più  seria.  Spero  che sia apprezzato  dai  componenti  del
  Parlamento e votarlo positivamente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  l'interpello per i dipendenti interni della Regione  c'è
  stato  ed  è rimasto inevaso nel senso che nessun dipendente  della
  Regione ha inteso fare domanda per andare all'Ufficio legislativo e
  legale, quindi, c'è tutta la necessità ed è rimasta, quindi, l'idea
  di fermarsi a quelli non ha senso.
   I nuovi concorsi pubblici sono disciplinati dalla legge  e vengono
  prioritariamente prima di procedere a nuove assunzioni, il prelievo
  da enti pubblici. E' normale, quindi, che se noi avremo domande che
  ci  vengono  da  enti  pubblici, dovranno  prioritariamente  essere
  assunti  quei  dipendenti e successivamente, però,  in  ogni  caso,
  anche  se  viene uno della provincia qualcuno lo dovrà pagare,  no?
  Quindi, il tema è questo. E' chiaro che bisogna prevedere le  somme
  al bilancio.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  sul
  sub-emendamento  15.60.1.1 che aggiunge un comma  all'articolo  15.
  Noi siamo d'accordo a questo sub-emendamento perché va a riprendere
  una questione annosa che è stata sollevata più volte in Commissione
  Ambiente   ed  in  Commissione  Bilancio,  cioè  la  qualificazione
  giuridica  dell'Agenzia  per  l'ambiente  che,  finalmente,   viene
  inquadrata  nel settore sanitario di cui alla legge  regionale  che
  riprende la legge nazionale istituita appunto nell'Arpa stessa.  Le
  motivazioni  per  le quali siamo a favore, chiaramente,  una  delle
  motivazioni   è  perché  si  scioglie  il  nodo  che   è   supposto
  dall'Ufficio  legislativo della Regione  che  chiedeva  proprio  un
  intervento  di  questo  Parlamento per la qualificazione  giuridica
  dell'Arpa ed il secondo motivo, più importante ancora del primo,  è
  che  in  questo modo cioè qualificando l'Arpa come ente nel settore
  sanitario, si permette di garantire lo sblocco delle assunzioni che
  era  stato  introdotto con la legge n. 25 del 2008 e che  prevedeva
  una deroga soltanto per l'azienda.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, semplicemente per sapere  se  stiamo
  facendo  una  nuova  finanziaria perché un fioccare  e  fiorire  di
  emendamenti e subemendamenti che probabilmente ci confonderanno.
   Personalmente  sul  tema  dell'Ufficio  legale  immagino  più   un
  interpello  tra tutti gli enti della Regione. Per cui  presenteremo
  un subemendamento che aiuta anche a reperire nell'ambito degli enti
  controllati  dalla  Regione  la  possibilità  di  avere   personale
  qualificato in tal senso.

   PRESIDENTE. Credo anche io che ci sia un eccesso di subemendamenti
  che  non aiuta l'Aula a procedere. Per altro, mi sembra che abbiamo
  ancora molto lavoro da fare.
   Intanto  invito  gli  Uffici ma anche la  Commissione  Bilancio  a
  verificare  se  le  norme  proposte  e  contenute  nell'emendamento
  15.60.1R sono transitate dalla Commissione Bilancio e a verificare,
  insieme al Governo, la copertura dei singoli commi dell'emendamento
  15.60.1R. E' esplicitamente indicato una copertura al comma  11bis.
  Rispetto agli altri commi, non è esplicitato una copertura.  Vorrei
  sapere se è necessaria.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Onorevoli  colleghi,  sul  secondo  comma  la
  questione   è   questa.  L'Amministrazione  regionale   ha   sempre
  considerato questi dipendenti all'interno del proprio bilancio  per
  i  dipendenti della Regione. Ad un certo punto sulla  base  di  una
  interpretazione nell'esercizio finanziario scorso  si  è  posta  la
  questione se questi enti dovevano rimborsare alla Regione la  parte
  fondamentale  del salario. Ma in atto la copertura  finanziaria  di
  queste persone è nell'ambito dell'Amministrazione regionale.
  Quindi non c'è una nuova copertura. Semmai, ci sarà un minor  costo
  poiché  da oggi è certo che il salario accessorio è a carico  degli
  enti  e non più dell'Amministrazione regionale. Quindi non c'è  una
  copertura per un maggiore onere dell'Amministrazione. Ma semmai  un
  minor  costo dovuto al fatto che il salario accessorio è  a  carico
  degli enti.
   E' una questione interpretativa.
   Sto spiegando che la norma non ha un maggiore onere perché da oggi
  c'è  un  costo  in  più.  E'  un  costo  che  ha  sempre  sostenuto
  l'Amministrazione  regionale  nell'ambito  del  proprio  costo  del
  personale.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  dei  12  emendamenti,  tanti  quanti  ne  sono
  arrivati  sul  banco  della Commissione Bilancio,  soltanto  uno  è
  passato  dalla Commissione avendo il parere negativo che  è  quello
  che riguardava gli avvocati dell'Ufficio legale e legislativo della
  Regione, che ormai è ridotto a lumicino.
   Gli  altri,  a  dire vero, non sono passati dalla Commissione.  Ed
  alcuni,  come  ad esempio quello sull'ARPA, sono di una  cosa  così
  importante,  significativa, che ritengo che la  Commissione  sanità
  non   posso   in  questa  vicenda  essere  superata.   Del   resto,
  giustamente, il Presidente, tutti quelli che erano stati apprezzati
  in  commissione  bilancio,  che non erano  passati  in  commissione
  sanità, li ha rimandati indietro.
   Dal  momento  che la Presidenza ha adottato questo  atteggiamento,
  che  non è possibile assolutamente separare il percorso che è stato
  fatto  fino ad adesso, credo che tutti gli argomenti che  qui  sono
  evidenziati,  che  nulla  hanno  a  che  fare  con  la  commissione
  bilancio

   PRESIDENTE.  Inviterei  i  colleghi a  non  distrarre  l'assessore
  Cracolici   che  dovrebbe  ascoltare  l'intervento  del  Presidente
  Vinciullo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Dicevo  la  Presidenza  dell'Assemblea ha  codificato  il  concetto
  espresso, anche bacchettato la commissione bilancio, sul fatto  che
  la commissione bilancio avrebbe trattato argomenti che non erano di
  sua commissione.
   Ha,  di  conseguenza, rimandato nelle commissioni di merito  tutti
  gli  emendamenti che non erano passati dalla commissione  bilancio.
  E'  stato stabilito un percorso, dal quel percorso non si  può  più
  derogare  e, quindi, per essere chiari, non ci potete oggi chiedere
  pareri su argomenti che non sono della commissione bilancio, ma che
  sono di altre commissioni.
   Proprio  per avere un'univocità di indirizzo, pertanto,  da  parte
  della   Presidenza  dell'Assemblea,  credo  che  alcuni  di  questi
  emendamenti  non  possano essere, la commissione bilancio  non  può
  esprimere parere.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Su  questo  emendamento  che
  riguarda  l'ARPA,  onorevole  Vinciullo,  siccome  è  previsto   un
  passaggio,  che  è  la  delibera  per  renderlo,  noi  possiamo  lì
  aggiungere   il cui provvedimento sarà sottoposto alla  valutazione
  della  commissione sanità, salute , per cui diventa  una  norma  di
  indirizzo che, comunque, non sfugge al  , diciamo, quindi,  che  si
  può  superare la questione. Per le altre commissioni, mi riferisco,
  poi, ad ognuna Questo, onorevole Vinciullo, se noi aggiungiamo,  su
  delibera  di  giunta e previo parere della commissione  competente,
  noi  abbiamo risolto la questione per cui non abbiamo assolutamente
  saltato il passaggio parlamentare necessario.
   Lo modifichiamo in tal senso.
   E'   passato   in   commissione.  E'  già  stato   presentato   il
  subemendamento.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Ritengo che per fare un poco d'ordine, dobbiamo  parlare
  di emendamento ed emendamento.
   Per  quanto  riguardo il 2  comma previsto dal  160R1,  è  passato
  dalla commissione III, agricoltura, di merito, quindi, se non  l'ha
  approvato la commissione bilancio è un momento suo che non  ha   e,
  quindi, non ha i requisiti. L'unica cosa che, secondo l'emendamento
  Ioppolo,  io metterei non  continua ,  può continuare ,  perché  il
  personale  potrebbe  anche  rifiutarsi e  ritornare,  praticamente,
  nella    Ecco,  questo  solo  per  precisazione.  Per   gli   altri
  emendamenti,  ritengo che non bisogna trattarli tutti  insieme,  ma
  uno per uno.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente  della Regione, veda,  qui,  non  si  tratta  di
  trovare un espediente che consenta all'ARPA di superare un ostacolo
  che ha posto la Presidenza dell'Assemblea che, nell'esaminare tutti
  gli  articoli del disegno di legge della Finanziaria, ha  stabilito
  che  ciò  che  non era passato dalla Commissione non poteva  essere
  trattato in quest'Aula.
   E'  chiaro - e lei converrà con me - che non è possibile fare  due
  pesi  e  due misure, se il criterio è stabilito a quel criterio  ci
  dobbiamo adeguare tutti, perché nessuno può essere legibus solutus,
  nemmeno  il Presidente dell'Assemblea, se è stabilito un  criterio,
  quel criterio si deve adottare.
   Fra  l'altro,  anche sull'emendamento 15.60.1.R, dal  momento  che
  dite che non ci sono maggiori spese, qui ci sono maggiori spese. Ce
  ne sono 225 migliaia di euro.
   Per  essere chiari: poco fa, quando abbiamo trattato i precari dei
  comuni  in dissesto che rischiano di essere licenziati, il  Governo
  ha   dichiarato  che  non  c'erano  più  risorse  e,   quindi,   il
  provvedimento che riguardava i comuni in dissesto con personale  in
  soprannumero che, come lei sa, dovrà essere licenziato, non c'erano
  risorse mentre per altre fattispecie le risorse ci sono. Quindi,  o
  le risorse non ci sono mai o ci sono sempre.
   Io  su  questo  invito  la  Presidenza  dell'Assemblea  ad  essere
  rigorosa  come  lo è stata con il disegno di legge che  è  arrivato
  dalla  Commissione  Bilancio : ciò che non doveva  essere  trattato
  dalla  Commissione  Bilancio  è stato stralciato,  stesso  discorso
  per questi quindici emendamenti, sulla copertura poco fa il Governo
  ha  detto  che  non ha copertura ora, improvvisamente,  ha  trovato
  altri 225 mila euro. Non è possibile
   La  copertura abbiamo detto che non c'è più e, quindi, ci dobbiamo
  fermare   perché   l'avete  certificato  voi  che   non   c'è   più
  disponibilità economica.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo intervenire
  in  merito al comma 10 dell'emendamento 15.60.1.R, quello in cui si
  tratta  e  si  chiarisce la posizione dei dipendenti  che  prestano
  servizio  presso  la  Stazione di granicoltura  per  la  Sicilia  -
  sezione sperimentale - e gli altri istituti.
   Questa  norma  si  rende necessaria proprio per il  fatto  che,  a
  seguito  dell'approvazione della legge n. 6 del 2009 e  dell'ultima
  Finanziaria, si è verificato un corto circuito vero e  proprio  tra
  la   comunicazione  dell'Assessorato  enti  locali  e  sono   state
  richieste  indietro delle somme per gli stessi dipendenti  che,  da
  anni,  fanno  ricerca  presso la Stazione  di  granicoltura  e  noi
  rischiamo di dover chiudere solo per questa partita di giro che, in
  effetti, avverrebbe e che rallenta ancora di più i tempi.
   Non  si  chiede  maggiore copertura perché già questi  ricercatori
  fanno  ricerca  ed avendo, oltretutto, eccellenti  risultati  nella
  conservazione e nella preparazione dei grani antichi siciliani.
   Da  parte  nostra,  su  questo  emendamento,  tendevamo  a  volere
  chiarire   che  non  c'è  assolutamente  nuova  spesa   e   che   è
  assolutamente  necessario urgentemente  A tale scopo avevamo  anche
  presentato un'interpellanza all'Assessore Cracolici che prontamente
  ha risposto a questa esigenza-urgenza.
   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO,   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  presidente
  Vinciullo,   intervengo   solo  per  chiarire,   relativamente   al
  subemendamento  Arpa', che già l'anno scorso abbiamo  prelevato  29
  milioni  di euro dalla sanità  e, quindi, non c'è alcuna variazione
  di  carattere  finanziario, rimane il punto politico di  trasferire
  questo personale sotto la giurisdizione del servizio sanitario.
   Qualora  l'Assemblea  fosse disponibile, mi pare  che  il  decreto
  dica:   Alla  fine di questo lavoro interassessoriale  presenteremo
  alle due commissioni congiunte il risultato del nostro lavoro e  lì
  il Parlamento si esprimerà .
   Era  per  ricordare questo passaggio che, probabilmente,  non  era
  stato chiarito adeguatamente. Già i 29 milioni glieli abbiamo  dati
  l'anno  scorso, quindi, si tratta di regolarizzare una  vicenda  in
  cui c'è chi guida e chi pedala.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli   colleghi,   continuano  ad  arrivare   subemendamenti.
  Intanto,  vorrei  ricordare  che per essere  ammissibili,  comunque
  devono essere firmati o dal capogruppo o da almeno 4 deputati.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, intervengo solo per dire  che  vista
  l'importanza  di  taluni  emendamenti,  è  opportuno   seguire   la
  strategia che ha appena indicato il presidente Digiacomo  cioè  che
  gli  emendamenti  che sono stati già discussi  in  questo  articolo
  vengono  eventualmente discussi punto per punto, espungendo  quelli
  che possono avere dei rilievi che faceva il presidente Vinciullo  e
  cioè  dove  c'è maggiore spesa, dove è stato discusso sulla  spesa,
  allora  si  può  intervenire ma gli altri è  opportuno  portarli  a
  termine  perché sono un completamento di alcune azioni già iniziate
  l'anno scorso che rendono, altrimenti, le leggi monche.
   Presidente  Vinciullo, la cosa importante è fare leggi  che,  poi,
  possono  trovare applicabilità. Se, come diceva bene  Trizzino,  ad
  esempio,  quella  sull'ARPA  è una  legge  che  non  trova  la  sua
  applicabilità  perché manca la parte complementare dell'emendamento
  del Movimento Cinque Stelle, è opportuno completare quel disegno di
  legge,  altrimenti lasciamo, ancora, in sospeso un Ente strumentale
  della Regione che non ha la sua funzionalità.
   La  stessa  cosa per quello che diceva l'assessore  Cracolici  per
  quanto  riguarda  l'Istituto dell'Agricoltura. Se  quei  dipendenti
  sono già alle dipendenze della Regione siciliana e già percepiscono
  un  trattamento economico e non c'è un maggiore onere, che senso ha
  tenerli in un limbo? Soltanto per una questione di principio?
   Il   principio   funziona  quando  cammina  con  la   logica   del
  legislatore.  Qui  noi  facciamo  leggi,  non  facciamo,  soltanto,
  questioni  di  principio. Il principi ci sta, ma  le  leggi  devono
  camminare, devono funzionare e devono essere efficienti, efficaci e
  produrre i loro effetti.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, sinceramente  non  ho  chiari  questi
  emendamenti  che stanno arrivando perché ricordo a quest'Aula  che,
  in  questi  anni,  alcuni gruppi hanno fatto una  battaglia  contro
  l'assessorato alla sanità, all'assessore Borsellino, sui  comandati
  alla sanità che dovevano essere eliminati. Regolarmente si facevano
  emendamenti per eliminare la spesa all'assessorato alla sanità.
   Vorrei  capire,  allora, qua, che cosa stiamo  facendo  con  tutti
  questi  comandati che stiamo inserendo in una forma velata ma  che,
  in realtà, ci sono. E non capisco neanche come la Regione siciliana
  possa avere l'esigenza di prevedere una spesa di 225 mila euro  per
  avvocati.
   Sono convinta che se fate un interpello nei vari Dipartimenti, gli
  avvocati ci sono e, quindi, non credo che ci sia la necessità .

   CROCETTA,  presidente della Regione. Lo abbiamo fatto, ma  nessuno
  ha risposto

   SUDANO.  Presidente Crocetta, mi creda, qua sono stati  fatti  tre
  anni  di emendamenti all'assessorato alla sanità, quindi, io voglio
  capire cosa è cambiato dopo due anni e mezzo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, volevo chiedere se c'è una riserva  di
  risorse  solo  per il Governo. Poco fa, quando c'era il  presidente
  Ardizzone,  è stato dichiarato dallo stesso Governo che non  poteva
  più  essere  coperta nessuna norma che prevedeva una spesa.  Voglio
  capire  se  c'è  una  riserva solo per il Governo  e,  quindi,  gli
  emendamenti  che  presenta il Governo hanno la copertura  e  quelli
  che, invece, hanno presentato i deputati precedentemente sono stati
  dichiarati  inammissibili  per mancanza di  copertura.  Chiedo  una
  spiegazione.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, mi rivolgo innanzitutto al collega Picciolo  che
  sostiene,  secondo  me,  una  tesi poco  convincente,  cioè  quella
  secondo cui le leggi non si fanno sui princìpi.
   Le  leggi  si fanno solo ed esclusivamente sui princìpi, guai  se,
  per  un  istante,  pensassimo  che  si  possono  fare  delle  leggi
  adeguando e mettendo sotto i piedi i princìpi.
   Per  essere chiaro, qui l'onorevole Trizzino, mi dispiace che  lei
  ha  presentato  l'emendamento, lo  sa,   non  è  assolutamente  una
  questione  personale  con  lei  che ho  sempre  apprezzato  per  la
  competenza  e  la  capacità.  E' stata elaborata,  da  parte  della
  Presidenza, una teoria che la Commissione  Bilancio  ha  accettato,
  cioè  quella  secondo la quale tutto ciò che non era passato  dalle
  Commissioni  di merito non poteva essere oggetto di  attenzione  da
  parte della Commissione  Bilancio .
   Abbiamo  ammesso  di avere sbagliato, dopo di  che  ci  aspettiamo
  dalla  Presidenza  che vi sia un'applicazione  rigorosa  di  questo
  principio. Invece, mi pare di capire che così non è, perché  quanto
  arrivano  16 emendamenti su vicende che non sono state trattate  né
  dalla  Commissione  Bilancio , né dalle Commissioni  di  merito,  è
  chiaro che viene meno il principio che sta alla base dello stralcio
  di tutti gli articoli.
   Mi  sarei  pure  aspettato che prima che  la  Presidenza  portasse
  questi  emendamenti,  mettesse  in discussione,  signor  Presidente
  Lupo,  gli  articoli stralciati dalla Presidenza  che  sono  andati
  nelle   Commissioni  di  merito,  che  hanno  ottenuto  il   parere
  favorevole  e  che  ancora non abbiamo visto messi  all'ordine  del
  giorno.
   Su quanto asserito dal Presidente Digiacomo, pur accettando la sua
  idea,  la  sua  proposta, vorrei ricordare che  sia  l'anno  scorso
  quanto quest'anno la Commissione  Bilancio   non ha mai operato  su
  input  della  Commissione sanità, ma la Commissione   Bilancio   ha
  operato  su un tema che riguardava solo ed esclusivamente il  fatto
  che  sono  state appostate sul capitolo dell'ARPA 2 milioni  e  900
  mila euro.

   GUCCIARDI, assessore per la salute. 29 milioni di euro.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione bilancio  e  relatore  di
  maggioranza. No, questo no, abbiamo appostato soltanto 2 milioni  e
  900  mila  euro,  perché  lei sa meglio di me,  Assessore,  che  il
  bilancio  dell'Assessorato  regionale della  sanità,  non  è  stato
  oggetto di discussione della Commissione  Bilancio , abbiamo  preso
  per buono quello che lei ci ha portato. Ci ha quantificato la spesa
  nel suo totale e così abbiamo fatto.
   Sull'ARPA  abbiamo solo ed esclusivamente trattato  argomenti  che
  riguardano il bilancio interno della Regione e che non ha  nulla  a
  che fare con la sanità. Quindi, ci siamo pronunciati sul fatto se 2
  milioni  e  900 mila euro li potevamo mettere più o meno  sull'ARPA
  che per noi non è una struttura che ha scopi sanitari perché mai  è
  arrivato questo emendamento da parte della Commissione.
   Dopo di che, cosa le volevo fare notare? Siamo qui dalle ore 16.00
  con  l'articolo 15, un articolo che doveva passare nel giro  di  un
  quarto  d'ora e che, invece, dopo due ore e un quarto siamo  ancora
  qui a discutere.
   E'  iniziata  una sorta di  assalto alla diligenza',  mi  pare  di
  capire, per ogni articolo arrivano numerosi emendamenti. Sarebbe il
  caso  di  applicare quanto intelligentemente ha detto il Presidente
  Ardizzone,  cioè  non accettiamo più emendamenti che  non  arrivano
  dalle  Commissioni   e  soprattutto mi pare  di  ricordare  che  il
  Presidente  Ardizzone  aveva teorizzato  un  altro  concetto  -  mi
  rivolgo  agli uffici - cioè quello di non accettare più emendamenti
  che non avessero la relazione.
   Di  questi  15 emendamenti che sono arrivati, solo 2,  per  essere
  chiari quelli della Commissione  Bilancio , hanno la relazione, gli
  altri  4 non hanno alcuna relazione.  Una volta che il principio  è
  stabilito,  a  meno che non decidiamo di cambiare  comportamento  e
  atteggiamento,  quindi,  andiamo  a  rivedere  ciò  che   è   stato
  precedentemente  bocciato,  è stato detto   non  si  accettano  più
  emendamenti  senza relazione, non si accettano più emendamenti  che
  non siano passati dalle Commissioni di merito .
   Fermiamoci, altrimenti, Presidente Lupo, c'è il rischio che il  27
  febbraio del 2017 saremo ancora qui ad approvare la Finanziaria del
  2016.

   PRESIDENTE. Credo sia opportuno ricordare che la Presidenza ha già
  stralciato  alcuni articoli che pure facevano parte dell'articolato
  approvato  in  Commissione  Bilancio  perché  alcuni  articoli  non
  erano  transitati dalle Commissioni di merito, cioè il ragionamento
  che ora ci ricordava l'onorevole Vinciullo.
   Ovviamente, ciò vale anche per il Governo. E' stata presentata una
  riscrittura,  il Presidente Ardizzone aveva già ricordato  che  gli
  emendamenti  dovevano essere accompagnati anche  da  una  relazione
  tecnica. Vorrei dare per scontato - ma a questo punto non posso più
  farlo - che il Governo si attenga a queste disposizioni.
   In ogni caso, siccome abbiamo ascoltato anche alcuni Presidenti di
  Commissioni   parlamentari  dire  che   alcuni   emendamenti   sono
  transitati dalla Commissione di merito, io sospendo l'Aula  per  10
  minuti  e  invito  gli  uffici  a  verificare  se,  effettivamente,
  l'emendamento di riscrittura è transitato per i diversi commi dalle
  commissioni   di   merito  e,  per  quanto  di  competenza,   dalla
  Commissione  Bilancio . Peraltro, questi 10 minuti sono,  comunque,
  necessari  perché  sono stati presentati molti  subemendamenti  che
  richiedono,  anch'essi, una valutazione da  parte  degli  uffici  e
  della Presidenza.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa  per  quindici
  minuti.
     (La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 18.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento all'emendamento di
  riscrittura  del  Governo 15.60.1, l'Aula  può  prendere  in  esame
  soltanto  il comma 9 perché di riscrittura dei commi  9,  10  e  11
  dell'articolo 15.
   Per quanto riguarda il comma 10, lo stesso è trasferito al disegno
  di  legge  stralcio  che sarà esaminato dopo  la  finanziaria.  Per
  quanto  riguarda  i  commi 11 e 11 bis, sono commi  che  presentano
  materie  estranea,  che  non  sono  state  trattate  neppure  dalle
  Commissioni  di  merito  e  che potranno seguire  il  normale  iter
  parlamentare se proposte dal Governo o da qualche deputato.
   Ovviamente, possiamo quindi prendere in considerazione soltanto  i
  sub  emendamenti presentati che riguardano il comma  9,  tutti  gli
  altri, logicamente, decadono.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione. L'emendamento  sull'ufficio
  legale  è  passato  in  Commissione, poi se la Commissione  l'abbia
  respinto non ha importanza.
   Voglio  precisare  che,  ai  sensi del  Regolamento  che  vige  in
  quest'Aula,  il  Governo può presentare emendamenti di  riscrittura
  senza  che  debbano  passare necessariamente dalle  commissioni  di
  merito e siccome è la riscrittura di un emendamento già fatto,  tra
  l'altro già passato in Commissione, non capisco perché noi dobbiamo
  bloccare la vita dell'ufficio legislativo e legale che serve sia al
  Parlamento  che  al  Governo  per non fare  un  emendamento  che  è
  legittimo.
   Pertanto, io insisto ai sensi del Regolamento.
   Possiamo  fare  la  verifica  con  i  tecnici,  se  l'Ufficio   di
  segreteria  della  Presidenza  ci conferma  che  noi  non  possiamo
  presentare  la  riscrittura e bisogna andare nelle  commissioni  di
  merito,  allora  ci atteniamo al Regolamento, ma  mi  pare  che  il
  Regolamento  lo preveda, fra l'altro per un testo che è  stato  già
  mandato in Commissione.

   PRESIDENTE.  Signor  Presidente Crocetta, la riscrittura  riguarda
  norme  che erano state già scritte nel disegno di legge. Un esempio
  di  riscrittura  è  il comma 9, che riscrive i commi  9,  10  e  11
  dell'articolo 15 del disegno di legge.

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma ci si rende conto  che  noi
  potremmo   riscrivere   l'intero  articolo  con   un   emendamento?
  Sinceramente  è  inaccettabile questa cosa, perché  il  Regolamento
  prevede la possibilità che noi riscriviamo l'intero articolo

   PRESIDENTE. Signor Presidente si può riscrivere l'intero articolo.
  Il  punto  è che i commi 11 e 11 bis non riguardano una riscrittura
  di  norme già precedentemente scritte, magari in modo diverso,  nel
  testo  dell'articolato, ma riguardano nuova materia che non  è  mai
  stata presentata.

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma è stata presentata

   PRESIDENTE. Signor Presidente non ci risulta presentata, né  dalla
  Commissioni di merito, né dalla Commissione Bilancio.

   CROCETTA, presidente della Regione. E' passata
   PRESIDENTE. Se lei insiste, sospendo l'Aula per altri  due  minuti
  per procedere ad una verifica.

   CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, se  lei  ci
  invita  a ritirarlo è una cosa ed io, per amore della politica,  lo
  ritiro, però se si dice che è inammissibile, questo non è vero.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 18.37)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  fatte  le  opportune  ulteriori
  verifiche; confermo che il comma 9 è già stato preso in esame dalla
  Commissione  di merito che è la I Commissione, come  ha  dichiarato
  l'onorevole  Salvatore  Cascio, e  dalla  II  Commissione,  che  ha
  approvato  i  commi  9, 10 e 11 dell'articolo 15  che  fanno  parte
  dell'articolato, e pertanto il comma 9 è, ai sensi del Regolamento,
  una vera e propria riscrittura.
   Per  quanto  riguarda  il comma 10, è stata  esaminato  dalla  III
  Commissione   Attività produttive  ma non è stato  esaminato  dalla
  Commissione Bilancio e, quindi, al pari di tutte le altre norme non
  esaminate  dalla Commissione Bilancio, viene trasferito al  disegno
  di  legge  stralcio  come  tutte  le  altre  norme  stralciate  dal
  Presidente Ardizzone per le medesime, identiche ragioni.
   Per  quanto  riguarda i commi 11 e 11 bis, fatta una verifica  con
  gli  Uffici  ma  anche con la Presidenza della Commissione   Affari
  istituzionali ,  non risultano norme trattate né in  I  Commissione
   Affari  istituzionali , peraltro l'onorevole Salvatore Cascio,  lo
  ha  prima  qui dichiarato né tanto meno, ovviamente, in Commissione
  Bilancio.
   Io,  quindi,  inviterei il Governo, se lo ritiene,  a  ritirare  i
  commi 11 e 11 bis.

   CROCETTA, presidente della Regione. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il  comma  10  è  trasferito al disegno di  legge  stralcio.  Sarà
  esaminato  insieme  a tutte le altre norme dopo la  finanziaria  e,
  quindi,  dell'emendamento  di riscrittura  15.60.R  resta  in  vita
  soltanto il comma 9.
   Non ci sono sub-emendamenti presentati al comma 9.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando lei parla
  del disegno di legge intende la legge sullo sviluppo?

   PRESIDENTE.  Il disegno di legge stralcio è quello annunciato  dal
  Presidente   dell'Assemblea  e  che  riguarderà  tutte   le   norme
  stralciate dal testo del disegno di legge n. 1133.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, sullo stralcio che ha operato  volevo
  capire  per  quale  motivo  il  comma  10  dovrebbe  passare   alla
  Commissione  Bilancio,  visto che non  prevede  spesa  ed  è  stato
  esaminato dalla Commissione di merito.

   PRESIDENTE.  Ma  la  copertura la deve verificare  la  Commissione
  Bilancio.
   Siccome la Commissione Bilancio non l'ha esaminato, come per tutte
  le  altre  norme  non esaminate dalla Commissione  Bilancio,  viene
  stralciato. Segue le stesse regole.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  nella
  scrittura originaria che aveva fatto a firma dell'Assessore Baccei,
  c'era la modifica e la riscrittura parziale degli articolo 9, 10  e
  11  che  riguardano  la  medesima materia. Questa  materia  non  ha
  copertura di spesa. Perché non trattare l'emendamento 15.60  che  è
  la modifica dei commi 9, 10 e 11 proposta dall'Assessore Baccei?

   PRESIDENTE.    Nel   trattare   esclusivamente    il    comma    9
  dell'emendamento  15.60.1R, di fatto, stiamo trattando  esattamente
  l'emendamento  15.60 - come lei giustamente dice -  che  riguardava
  esclusivamente  il comma 9 dell'articolo 15, così  come  riscritto.
  Quindi  i  commi 9, 10 e 11 dell'articolo 15 sono riformulati  come
  segue.  Ed è espressamente indicata la riformulazione in  un  unico
  comma che diventa il comma 9 dell'articolo 15.
   Pongo  in votazione l'emendamento 15.60, l'emendamento 15.60.1R  è
  ritirato per le altri parti.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  15.49  e  15.11 erano  già  stati  ritirati  dai
  rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 15.50, 15.12, 1559 e 15.13 sono preclusi.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.52, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 15.14, degli  onorevoli   Di  Mauro  ed
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  15.55, del  Governo,  che  propone  la
  soppressione del comma 13.
   Il parere della commissione?

   VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 15.53 e 15.15 sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento 15.23, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 15.16, degli  onorevoli   Di  Mauro  ed
  altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.51, degli onorevoli Ciaccio ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  assessori,  colleghi,  la  legge
  regionale 11 giugno 2014, n. 13, ha predisposto un tetto, sia per i
  dirigenti  regionali in quescienza che per quelli in  attività,  di
  160  mila  euro.  Più  volte,  in ospitate  televisive,  il  nostro
  Presidente  della Regione ha detto a tutta la popolazione  italiana
  che  la Regione siciliana si era dotata di questa norma. E ne siamo
  fieri,  visto che, comunque, la nostra è una Regione  che  è  stata
  sempre criticata per gli sprechi e questa, invece, era una norma di
  assoluto buonsenso.
   Il problema, però, nasce nella semantica delle righe, dei commi di
  legge  che,  effettivamente, però, ad andarli  a  leggere,  qualche
  problema  lo  rappresentano. Perché mentre  per  i  trattamenti  di
  quiescenza  viene  utilizzata  la terminologia   trattamento  lordo
  annuo  omnicomprensivo , invece, per i trattamenti in essere,  cioè
  per  i dipendenti che in questo momento stanno ancora lavorando per
  la  Regione,  si utilizza la anomala dicitura che è  il trattamento
  annuo complessivo fiscale .
   Ecco,  noi crediamo che questa rappresenti un problema, perché  si
  riferisce, chiaramente, soltanto ad una parte dell'emolumento e non
  a  tutto e, quindi, chiediamo semplicemente di equiparare i  commi,
  andando  a  scrivere,  anche  in  quel  caso,  che  si  tratta  del
  trattamento loro annuo omnicomprensivo.
   Chiediamo,  anche,  di  differire il  termine,  visto  che  è  già
  scaduto,  e  la  legge  era del 2014 e di prolungarlo  fino  al  31
  dicembre  2018.  E  di fare entrare questa disposizione  a  partire
  dalla  pubblicazione della seguente legge, che è davvero una  norma
  di  buonsenso.  E'  davvero una norma che  può,  in  qualche  modo,
  determinare fin da subito la possibilità di avere una riduzione  di
  spesa  e  che, comunque, rimane all'interno di quelle che erano  le
  prerogative non del Movimento 5 Stelle, ma del Governo,  perché  fu
  il Governo stesso a proporre quell'iniziativa legislativa.

   PRESIDENTE.     Onorevole     Cancelleri,     l'ultimo     periodo
  dell'emendamento,  cioè  il periodo che  dice   dopo  il  comma  4,
  dell'articolo 13, della legge regionale 11 giugno 2014,  n.  13,  è
  aggiunto  il  seguente comma  le disposizioni di  cui  al  presente
  articolo  si applicano a partire dalla data di pubblicazione  della
  presente   legge' ,  introdurrebbe  una  retroattività  a   partire
  dall'approvazione della legge citata. E noi non possiamo  approvare
  leggi con effetto retroattivo.

   CANCELLERI. Della presente legge.

   PRESIDENTE. Della legge in esame, allora è ridondante e  superfluo
  perché   a  partire  dall'entrata in vigore  è come  per  tutte  le
  leggi.
   Pongo in votazione l'emendamento 15.51. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, il Governo quello che doveva fare  per
  quanto riguarda la riduzione delle spese lo ha già fatto. Questo  è
  un attacco sempre maggiore nei confronti dei dirigenti.
   Per  questo  motivo  il  Governo  dà  parere  contrario  a  questo
  emendamento.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, volevo semplicemente segnalarle che
  la  legge  regionale  11  giugno del 2014 prevedeva  il  fatto  che
  dovesse  avvenire una sorta di contrattazione, cosa che chiaramente
  nel tempo noi non sappiamo se è avvenuta o se è mai avvenuta.
   Questo  voleva  essere in qualche modo un rimarcare normativamente
  che  è dall'entrata in vigore dell'approvazione di questa legge che
  stiamo  discutendo in questo momento che questa  cosa  comincia  ad
  avere degli effetti.

   PRESIDENTE.  Comunque  la norma,come tutte le  altre  norme  della
  finanziaria  in  discussione, entrerà in  vigore  a  partire  dalla
  pubblicazione, quindi è ridondante.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,  la  Commissione  è  contraria  anche   perché
  cerchiamo  di  intervenire  su  un argomento  che  è  frutto  della
  contrattazione fra i lavoratori e il Governo. Inoltre,  verrebbe  a
  crearsi  una  disparità di trattamento tra  chi  già  è  andato  in
  pensione, quindi la cosa giusta sarebbe che vi sia questo  incontro
  tra  i  sindacati e il Governo e si va a programmare l'attività  di
  riduzione dei costi per i dirigenti.
   Al   momento,   credo,  che  sia  importante   che   vi   sia   la
  contrattazione, quindi la Commissione è contraria a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Con  il parere contrario del Governo  e  contrario  a
  maggioranza  della  Commissione  pongo in  votazione  l'emendamento
  15.51.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, siamo in fase di votazione.  Lei
  può dichiarare solo il motivo della sua astensione.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  questa  ormai anacronistica demagogia dell'assalto alle  caste  che
  non  ci sono, sia un modo per delegittimare, ogni giorno, un lavoro
  di persone che provano a tenere in piedi un apparato.
   Sono  stati  già  fatti  i  tagli, sono stipendi  considerevoli  e
  importanti che si equiparano al tasso di responsabilità a cui  sono
  chiamati,  quindi senza volere difendere; io solitamente difendo  i
  forestali, o quelli dei danni di Licata ..

   PRESIDENTE.   La  invito  a  indicare  succintamente   il   motivo
  dell'astensione,  ai  sensi  dell'articolo  131   del   Regolamento
  interno.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà,  ai  sensi  dell'articolo  131   del
  Regolamento   interno  solo  per  indicare  brevemente   i   motivi
  dell'astensione. Non sono ammessi dal Regolamento altri interventi.

   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi
  astengo  perché  ritengo  che  il testo  così  com'è  va  bene.  La
  differenza,  che  sembrerebbe a primo  acchitto  che  non  ci  sia,
  invece c'è ed è una differenza sostanziale nell'emendamento.
   L'emendamento del Governo si riferisce al trattamento lordo  annuo
  complessivo.  L'emendamento  che  presenta  il  M5S,   invece,   si
  riferisce al trattamento lordo omnicomprensivo, significa che se vi
  sono  voci  di  stipendio che non sono soggetti a ritenuta  fiscale
  vanno  a fare cumulo in tutta la vicenda. Da questo punto di vista,
  penso che era giusto l'emendamento del Governo e per tale motivo ho
  dichiarato la mia astensione.

  CANCELLERI Chiedo che la votazione dell'emendamento  15.51  avvenga
  per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 15.51.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 15.51.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

       (Si riscontrano anomalie nel sistema elettronico di voto)

   Sospendo brevemente l'Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore 19.04)

   La seduta è ripresa.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 15.51.

   PRESIDENTE.  Indìco nuovamente la votazione per  scrutinio  segreto
  dell'emendamento 15.51.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          31
   Contrari            32

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 15.22, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa all'emendamento 15.17, a firma degli onorevoli Di  Mauro
  ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CANCELLERI.  Vorrei solo una risposta sui due deputati  che  prima
  nei  loro interventi  hanno dichiarato di astenersi. In questi casi
  che si fa?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cancelleri,  in  questo  caso   vale   la
  votazione, non c'è dubbio. È stata fatta una dichiarazione, è stata
  aperta  una  votazione  che è stata ripetuta.  Vale  l'esito  della
  votazione, su questo non c'è dubbio.
   Si passa all'emendamento 15.33, a firma degli onorevoli Ciaccio ed
  altri.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.21, a firma degli onorevoli Cordaro ed
  altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 15.18, a firma degli onorevoli Di  Mauro
  ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.26, a firma degli onorevoli Ciaccio ed
  altri. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 15.29, a firma degli onorevoli Ciaccio ed
  altri.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 15.39, a firma degli onorevoli   Lupo  e
  Anselmo. E' ritirato.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, lei ha ritirato l'emendamento  15.39,
  ma  ci  sono gli altri due emendamenti a seguire, ce n'erano  anche
  degli  altri, a firma mia e di altri, che sono stati messi tra  gli
  aggiuntivi;  quindi, chiedo che questi vengano discussi  e  portati
  avanti, altrimenti farei mio quello ritirato.

   PRESIDENTE.   Credo   che   ci  sia  un  problema   di   copertura
  sull'emendamento  15.39 che, sostanzialmente,  è  riproposto  dagli
  emendamenti 15.1 e 15.2.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Le conseguenze finanziarie  di
  questo emendamento non sono specificate da nessuna parte.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è uno degli
  emendamenti più tranquilli e qualificati che ci sono.  È  vero  che
  c'è  una differenza fra l'importo che paghiamo per le indennità  di
  malattia  per il Corpo Forestale qua in Sicilia, ma è pur vero  che
  c'è una differenza abissale fra quello che si paga in tutta Italia.
  Quindi, noi chiediamo di adeguarci al regolamento che c'è per tutta
  l'Italia.  È  un  emendamento di buon senso, ma le cose  facili  le
  facciamo diventare sempre difficili.
   Presidente,    avevo   anche   chiesto,   prima   di    presentare
  l'emendamento,  all'assessore Baccei, se fosse un  emendamento  che
  avrebbe  portato difficoltà economiche. Mi ha detto di  no;  quindi
  ora,  assessore  Baccei, per cortesia, se lei  si  dice  favorevole
  all'emendamento andiamo avanti.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Il Governo vota favorevolmente all'emendamento.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 15.56. E' assorbito.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 15  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 27 precedentemente accantonato.
   La  discussione  è  stata  fatta  oggi.  E'  stato  presentato  un
  emendamento di riscrittura.
   Quando  abbiamo  parlato  dei comuni, il principio  con  il  quale
  abbiamo recuperato, grazie anche al suo apporto, onorevole Cordaro,
  somme  per i comuni l'Aula ha impegnato il Governo a reperire somme
  per le assegnazioni finanziarie ai liberi consorzi.
   Se l'assessore vuole illustrare l'articolo 27, ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  questo  articolo  27 ha la stessa  struttura  che  aveva
  l'articolo  8  per i comuni. Quindi, aggiunge a quanto inizialmente
  previsto,   che  era  19  milioni  150  mila,   che  è  lo   stesso
  stanziamento  dell'anno scorso, 9 milioni di euro -  così  come  ne
  avevamo aggiunti 50 milioni per i comuni - per le province, con  la
  stessa  modalità  per cui prioritariamente per le  rate  di  mutuo,
  verificando  le  difficoltà finanziarie delle province,  deliberato
  dalla  Giunta su proposta dell'assessore per le autonomie locali  e
  dell'assessore per l'economia.
   Anche  per  le province, così come per i comuni, c'è la  richiesta
  dei  fondi  PAC per 30 milioni di euro per investimenti. Così  come
  per  i  comuni avevamo chiesto 115 milioni,  che è la stessa  somma
  dell'anno scorso, per i liberi consorzi mettiamo 30 milioni  che  è
  la stessa somma dell'anno scorso.
   Quindi, rispetto all'anno scorso ci sono 9 milioni di euro in  più
  che  sono,  specificatamente o prioritariamente,  previsti  per  il
  pagamento delle rate di ammortamento.
   Quindi, è in analogia con i comuni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, Assessore, rispetto  all'articolo
  27  noi  aggiungiamo  il  27  R.  Lo intendiamo  come  riscrittura,
  l'emendamento era un aggiuntivo di riscrittura.
   Come riscrittura decadono gli altri.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io a tal proposito
  vorrei,  se fosse possibile Presidente Crocetta, assessore  Baccei,
  inserire la questione che riguarda i consorzi universitari.
   Vicepresidente Lo Bello, considerato che ci sono questi 9  milioni
  di  euro  in  più  noi  possiamo stralciare 2  milioni  di  euro  e
  dividerli  per  i quattro consorzi, 500 mila euro ciascuno,  perché
  questo   emendamento   era  già  stato  approvato,   condiviso   in
  Commissione   e   capisco   che  oggi   le   ristrettezze,   perché
  probabilmente hanno bisogno più del doppio di questa somma che  noi
  prevediamo,  ma  capendo  che oggi le ristrettezze  sono  veramente
  tante e, allora, vediamo se possiamo, da questi 9 milioni, tagliare
  2  milioni  e  così chiudiamo un'altra questione che  resta  ancora
  aperta  e,  quindi, per Trapani, Agrigento, Ragusa  e  Siracusa  e,
  quindi,  mettere  questi  500 mila euro  per  ogni  Consorzio,  per
  complessivi 2 milioni di euro.

   PRESIDENTE. Onorevole Fontana, su questo invito l'Assessore,  così
  facciamo  chiarezza,  leggete  attentamente  l'articolato,   è   un
  articolato  di carattere generale, le questioni poste correttamente
  e     legittimamente    dall'onorevole    Fontana    riguarderanno,
  probabilmente,  l'articolo  23  che verrà  affrontato  domani,  con
  calma, con la massima serenità.
   Questo  è  un articolo di scrittura generale sulla base di  quello
  che  ci  siamo detti oggi, per quanto riguarda i Comuni, non stiamo
  entrando  nel  dettaglio, nel dettaglio  si  entrerà  domani  e  si
  deciderà.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione  della
  provincia di Ragusa io penso che lei la conosca quanto me e  quanto
  l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
   La provincia di Ragusa ha difficoltà enormi. Se non rimpinguiamo i
  capitoli, i servizi dell'assistenza igienico-sanitaria delle scuole
  superiori, non potranno più essere portati avanti.
   Ha verificato la provincia di Ragusa, Assessore?
   Quindi,  nell'appostamento che voi farete nelle province,  sarebbe
  opportuno il sostenimento di questo capitolo che riguarda, proprio,
  la  provincia di Ragusa che è una delle province più disastrate, da
  questo punto di vista, della Sicilia.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sarò
  brevissimo. L'assessore Baccei dov'è? Mi può ascoltare un minutino?
   Assessore, io non lo so se il discorso che abbiamo avuto noi,  per
  quanto  riguarda i fondi ai Consorzi comunali, lei se lo ricorderà,
  io  le  voglio  ricordare che, dal 1  di dicembre, i  ciechi  e  le
  categorie disagiate non vanno a scuola.
   Lei mi aveva promesso che, nella discussione generale, metteva  un
  codicillo  per  dare la possibilità di una parte del  finanziamento
  che  va  alle  province  di metterlo solo per  questi  servizi;  lo
  dobbiamo fare per giustizia sociale.

   RINALDI. C'è un mio emendamento che prevede lo stanziamento di  un
  milione e 750 mila euro.

   GRECO  Giovanni.  Io la ringrazio e vediamo se  l'Aula  sarà  così
  generosa.  Assessore  Baccei, non si lasci  distogliere  da  questo
  deputato che non fa più parte del mio Guppo.
   Volevo una risposta da parte dell'Assessore.
   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  su questo tema abbiamo dibattuto in Commissione Bilancio
  ed  era  stato  proposto dal Governo di dire che le somme  andavano
  prioritariamente destinate per i disabili, i ciechi, eccetera. Poi,
  durante la Commissione Bilancio, era venuto fuori che c'era già una
  circolare  dell'assessore, onorevole Lantieri, che dava indicazioni
  in questo senso.
   Sta emergendo che c'è chi

   GRECO Giovanni. Se ne sono fregati

   BACCEI,  assessore per l'economia  Sta emergendo che  c'è  chi  la
  applica e chi no.
   Quindi,  detto  che,  secondo me, dovrebbe  essere  universalmente
  applicata perché, oltre ad essere di buon senso, chiaramente  va  a
  creare  ulteriori  disagi  su  categorie  svantaggiate,  se   siamo
  d'accordo  di rintrodurre un  prioritariamente assegnate a  queste
  io, e penso il Governo, siamo favorevoli.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.   Signor Presidente, brevemente.  Siccome  l'impegno
  per  l'assistenza alla persona, per i servizi ai  disabili,  per  i
  trasporti, è un impegno che abbiamo portato avanti tutti, io vorrei
  comunicare  all'Assemblea che nella Gazzetta ufficiale di  giovedì,
  nazionale, è stata fatta la ripartizione dei 30 milioni di euro che
  vengono  dallo  Stato per il trasporto degli  alunni  e  che  nella
  prossima  Gazzetta,  lo  so per certo perché  ho  partecipato  alla
  riunione  della  9  Commissione a Roma, ci sarà la ripartizione  di
  ulteriori  40 milioni di euro, sempre nazionalmente, tra  le  quali
  rientrano le province siciliane.
   In  quella  ripartizione sarà indicato che, assieme al  trasporto,
  uno  degli  obiettivi  di quella ripartizione è  l'assistenza  alla
  persona, l'assistenza alla comunicazione, quindi rispetto a  quando
  abbiamo  lanciato  l'allarme c'è una  novità,  che  il  Governo  ha
  ripartito i 70 milioni di euro per le disabilità.

   GRECO Giovanni. E nel frattempo li lasciamo a casa?

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. No

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, come ricordava correttamente l'Assessore Baccei,
  per  ben  tre  sedute  la  Commissione  Bilancio  ha  incontrato  i
  presidenti  delle  province  e insieme ai  presidenti  province  ha
  incontrato  il  ragioniere generale delle province  e  poi  abbiamo
  voluto  incontrare i responsabili del servizio solidarietà  sociale
  delle nove province.
   Il  dato  che  viene fuori è un dato drammatico ed è dato  da  tre
  elementi.
   Il   primo,  il  mancato  pagamento  del  servizio  che  le  varie
  cooperative  ed  associazioni hanno svolto  nel  2015  e  in  parte
  perfino nel 2014, per cui ci sono tutti i lavoratori impegnati  nel
  settore che da almeno otto, nove mesi non percepiscono lo stipendio
  e  ci  sono le cooperative che hanno deciso di non prestare più  il
  servizio.
    Di conseguenza, un principio costituzionalmente garantito e che i
  ragazzi, le ragazze diversamente abili abbiamo assistenza igienico-
  sanitaria è venuta meno.
   In  più,  alcune province, stiamo parlando di una  cosa  seria  se
  riusciamo  un attimo ad ascoltarci, compresa, evidentemente  quella
  di Palermo, hanno deciso di fare venire meno il servizio. Per cui i
  ragazzi e le ragazze diversamente abili  non vanno più a scuola,  o
  se ci vanno, ci sono i genitori, quelli che lo possono fare, che li
  accompagnano e cercano di assisterli.
   Il  risultato? E' che la Regione in qualche modo è complice di  un
  principio secondo il quale, assessore Baccei, viene evaso l'obbligo
  scolastico o principio che è veramente vergognoso quando si  tratta
  di  ragazzi normo-dotati e diventa veramente increscioso quando  si
  tratta di ragazzi e di ragazze diversamente abili.
   A  quanto  ammonta il costo che le nove province pagano per  avere
  questo servizio?
   Dai  dati che abbiamo avuto portati in Commissione questo servizio
  ammonta a 22 milioni di euro. Evidentemente sette a Palermo,  sette
  a  Catania,  900 a Siracusa, quindi con diversità anche  di  costi,
  anche in virtù dei servizi diversi che vengono resi.
   E  per  cui si è detto per quest'anno così, dall'anno prossimo  in
  tutte le province lo stesso servizio.
   Quindi,  per essere chiari, noi abbiamo intanto questi 22  milioni
  che  servono  per  assistere i ragazzi e  le  ragazze  diversamente
  abili.
     Secondo  problema: le società che lavorano in nome e  per  conto
  delle  province che da Trapani fino a Messina e Catania  hanno  del
  personale che svolge servizi nelle scuole, nelle strade un  po'  in
  tutte  le  realtà e che, al momento, stanno per essere sospesi  nel
  caso  in  cui noi non diamo certezza ai Commissari provinciali  del
  fatto che saremo nelle condizioni di assicurare queste somme.
   Ricordo  a tutti i colleghi che anche queste cooperative, società,
  società  in  house, società di tutte le varie specie  assicurano  i
  servizi nelle scuole, nelle strade così via.
   Terzo problema. Riguarda il personale. Alcune province sono tenute
  a  certificare  che  non stanno pagando non il personale  precario.
  Stiamo  attenti,  non  pagano il personale di  ruolo  dal  mese  di
  novembre  e,  di conseguenza, ammesso che noi recepissimo  l'ultimo
  articolo  del  disegno  di  legge che lei,  signor  Presidente,  ha
  stralciato e che riguarda l'assistenza ai diversamente abili che  è
  già  passato  dalle  Commissioni,  per  essere  chiaro  con  questo
  inserimento  di  queste risorse non riusciamo nemmeno  a  garantire
  l'assistenza ai ragazzi ed alle ragazze diversamente abili.
   Noi  apprezziamo  lo  sforzo  che  la  Regione,  l'Assessore,   il
  Presidente  hanno fatto per trovare i 50 milioni  per  i  Comuni  e
  questi  nove per le province, però nove per le province,  assessore
  Baccei e assessore Lantieri, sono assolutamente inadeguati. Noi non
  riusciamo nemmeno a finire il mese di febbraio.
   Ed  allora, io, Presidente Ardizzone, proprio perché di  mezzo  ci
  sono  centinaia  di  interessati, le vorrei chiedere  una  cortesia
  speciale. Se stasera facciamo tutti i ragionamenti che lei  riterrà
  opportuni  e poi lo accantoniamo, chiedendo al Governo  di  portare
  questa  somma almeno a 15 milioni di euro, vedendo dove li possiamo
  rastrellare;  non  dica no a priori  Non dica no  a  priori   Anche
  perché,  domani i Commissari ci rassegneranno le dimissioni  perché
  non sono in grado di gestire l'ente che stanno amministrando.
   Per  essere  chiari, quindi, cerchiamo almeno di  tirare  fino  ad
  aprile  con  15  milioni di euro e, poi, attendere  le  elezioni  e
  vedere  cosa  succede. Anche perché, veda, Presidente e  assessori,
  non  è  che allontanando il problema, il problema non si  porrà  in
  tutta  la sua drammaticità a giugno perché quando finirà il sistema
  commissariale  è  chiaro che i comuni si troveranno  addosso  anche
  questo problema.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha giustamente
  sottolineato  l'onorevole Vinciullo, se già ci siamo  lamentati  di
  quelle che erano le riserve sui Comuni a fronte di un fondo che  è,
  seppure  insufficiente,  però è più corposo,  più  grosso,  con  le
  province  noi non possiamo risolvere il problema della  disabilità,
  facendo le riserve e diciamo prioritariamente devono pagare  perché
  le risorse non bastano.
   Per  capirci, la provincia di Enna dal mese prossimo  non  pagherà
  più gli stipendi neanche dei dipendenti a tempo indeterminato e per
  pagare  a  quelli  a  tempo  determinato  dobbiamo  fare,  poi,  un
  emendamento   successivamente   nell'articolo   che   riguarda   il
  precariato.  Solo  quest'anno sono stati tagliati  150  milioni  di
  euro; l'anno scorso 65.
   C'è  una  situazione di squilibrio complessivo  che  non  è  stata
  ripresa,  parzialmente  è  stata  riequilibrata  con  la  legge  di
  stabilità.  In Sicilia non ha avuto effetto perché non  abbiamo  la
  legge sulle province.
   Quindi, dico, uno sforzo maggiore, atteso che sulla disabilità, io
  le  faccio  un esempio, non è solo un problema di  trasporti  e  di
  servizi,  c'è un problema di ragazzi. Dico ci sono state  le  Iene
  qui  a  Palermo; all'Istituto d'arte e ci sono 18 ragazzi sordomuti
  che  non  hanno  il traduttore Liss, quindi stanno  lì,  a  scuola,
  cercando  di capire cosa devono fare. Questa è una cosa gravissima,
  perché  lì  non garantiamo neanche il diritto allo studio.  E'  una
  cosa  che  un paese civile, una regione civile, non può consentire.
  Dico,  quindi, se dobbiamo dire prioritariamente diciamolo mettendo
  delle risorse aggiuntive.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito  di
  questo  problema, ho presentato un emendamento il 27.5 che  destina
  esattamente 1 milione e 650 mila euro a questo servizio.  Le  leggo
  solo  il  titolo dell'articolo 17  Attribuzione somme alle province
  per  l'erogazione  di servizi socio-assistenziali .  Le  somme  che
  prevediamo  di erogare in finanziaria alle province,  da  destinare
  sono  11 milioni  e 900 mila, 1 milione e 650 mila che era la cifra
  che  avevamo  destinato precedentemente, a questo  servizio  socio-
  assistenziale.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo semplicemente
  dire  che  mi trovo in totale disaccordo con il punto di vista  del
  Presidente   della  Commissione   Bilancio'.  Ritengo  che   questo
  articolo  debba  essere  votato subito.  Può  essere  migliorato  e
  certamente l'emendamento del collega Rinaldi, che destina 1 milione
  e  650  mila euro ai servizi socio-assistenziali, ci vede in  piena
  sintonia. Chiedo all'Aula, quindi, di votare questo emendamento. E,
  per  quanto  mi  riguarda, chiedo di apporre la  firma  mia  e  dei
  componenti del mio Gruppo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  onorevole  Presidente della Regione,  vorrei  solamente
  evidenziare  una  riflessione che ho avuto  modo  di  fare  già  in
  Commissione  ed  all'Assessore per gli enti locali. Dobbiamo  stare
  attenti affinché le risorse necessarie per gli stipendi, almeno per
  gli  stipendi  dei  lavoratori  di  ogni  libero  consorzio,  siano
  realmente  coperte.  Lo  dico perché in provincia  di  Ragusa  -  e
  siccome  mi auguro che anche gli altri miei colleghi su  questo  mi
  diano  una mano, quindi, se qualcuno vuole formulare un emendamento
  che lo faccia e che lo formuli, in modo che lo possiamo sostenere -
  ,  perché,  dicevo,  per  esempio, la provincia  di  Ragusa  ha  un
  problema  relativo al 2015, non per colpa della  provincia  ma  per
  colpa di minori trasferimenti che gli abbiamo dato; rischia di  non
  poter chiudere il bilancio e di tagliare dei servizi, per colpa non
  del  Commissario  o  della  provincia  che  è  stata  sprecona,   e
  disattenta, ma per colpa nostra.
   Quindi,  attenzione,  perché  poi  se  vengono  qua  con  tutti  i
  dipendenti,  qua  in  Assessorato  o  aal  Governo,  io   farò   da
  capopopolo. Vorrei attenzionare la questione.
   Vorrei concludere dicendo che la questione dei diversamente abili,
  è   una   vergogna.   Ho  assistito  insieme   ai   miei   colleghi
  all'occupazione  dei  locali  della provincia  da  parte  di  mamme
  disperate  che  pretendevano, giustamente, il diritto  allo  studio
  anche  per  i  loro  figli.  E  vi  dico  che  è  stata  una   cosa
  mortificante,   nel  ruolo.  Io,  da  parlamentare  della   Regione
  siciliana, mi sono sentito davvero mortificato.
   Vi  prego di aiutarci perché, poi, nei territori ci siamo noi e ci
  sono, purtroppo, i parlamentari di maggioranza che, poi, hanno  più
  responsabilità - giustamente - di quelli di minoranza, a trovare ed
  a svolgere questo ruolo che è davvero fastidioso e antipatico.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  è  stata  una  delle prime cose  che  ho  detto  sia  in
  Commissione  Bilancio' che in Aula. Sappiamo tutti che il  problema
  dei  liberi consorzi è un problema veramente serio che vale 150-180
  milioni di euro. Per cui mettere due, tre, cinque, otto milioni non
  serve assolutamente a nulla.
   Il   problema   va   affrontato  in  maniera   seria   a   partire
  dall'approvazione  della legge dei liberi  consorzi.  Questo  è  il
  primo  passaggio.  Poi,  va fatto - come  già  stiamo  facendo  con
  l'assessore Lantieri - un discorso serio che deve vedere  coinvolti
  i Commissari dei liberi consorzi, che devono fare la loro parte, la
  Regione, che deve fare la sua parte e dare risorse, e lo Stato che,
  a  questo punto, deve entrare cercando di alleggerire il contributo
  alla  finanza  pubblica che è quello che sta  strozzando  i  liberi
  consorzi.
   Questa   cosa,   però,  va  fatta,  in  maniera  organica,   molto
  urgentemente.  La  prima  cosa da fare, quindi,  appena  finita  la
  finanziaria,  e  siamo già d'accordo con l'Assessore,  abbiamo  già
  cominciato  le  interlocuzioni, è impostare il  lavoro  in  maniera
  seria,  e  andare  a  Roma  con la legge approvata,  con  la  legge
  approvata in maniera coerente che non sia nuovamente impugnata.
   Va affrontato il discorso economico-finanziario con un tavolo, con
  i commissari che facciano la loro parte. La Regione deve trovare le
  risorse, serie, che non possono essere 4, 5 milioni, ma, purtroppo,
  devo  essere di più. E, a quel punto, porteremo lo Stato a fare  la
  sua parte, alleggerendo il contributo alla finanza pubblica, perché
  è  diventato  insopportabile, ed è quello che ha fatto saltare  gli
  equilibri dei liberi consorzi, perché se il problema di 180 milioni
  e  il  contributo alla finanza  pubblica vale 180 milioni, è  ovvio
  che è quello che ha fatto saltare gli equilibri.
   E' vero che bisognava attrezzarsi per tempo e fare una riforma più
  seria.  Cominciare  a  far  transitare  le  persone  dove  dovevano
  transitare e così via.
   Questo  non  è  stato affrontato per tempo, però, facciamolo  ora,
  facciamolo seriamente, a partire dall'approvazione della legge.  La
  mia  proposta, quindi, è, approviamo così com'è visto  che  abbiamo
  fatto  lo  sforzo massimo. Inutile, andare a cercare 2 o 3  milioni
  per  pulirsi  la  coscienza,  perché non  risolviamo  assolutamente
  niente.  Finita  la finanziaria, affrontiamo in  maniera  seria  il
  problema, a partire dall'approvazione della legge.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  ha facoltà.

   CASCIO Salvatore Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  brevemente,  perché la domanda è rivolta a lei, signor  Presidente,
  non è rivolta al Governo, quindi, più breve di così.
   Preliminarmente, vorrei sapere,  proceduralmente,  lei come  vuole
  operare?  Nel  senso, se noi votiamo l'emendamento 27R,  che  è  un
  emendamento  di  riscrittura,  significa  che  decadono  tutti  gli
  emendamenti presentati nel fascicolo?

   PRESIDENTE. Sì, è proprio così.

   CASCIO  Salvatore.  Perfetto,  questo  lo  dico  per  i  colleghi,
  ascoltate,  per chi ha presentato emendamenti. Siccome, tra  quegli
  emendamenti, pur nella pochezza delle risorse, assessore Baccei, vi
  sono emendamenti che non variano la spesa, perché il tetto di spesa
  previsto  è  di  19 milioni ed all'interno di quei  19  milioni  si
  operano  delle variazioni, precisamente si assegnano e si vincolano
  delle somme ai consorzi universitari o ad altre istituzioni che..

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cascio,  ne  ha  già  parlato  l'onorevole
  Fontana ed abbiamo detto che verrà trattato con l'articolo  23.  Mi
  dispiace se lei era disattento.

   CASCIO.  No,  signor  Presidente. Questi emendamenti  li  possiamo
  ripresentare? Questa è la domanda, per questo era rivolta a lei.

   PRESIDENTE.  Il  primo  intervento sulla  questione  dei  consorzi
  universitari  è  stato  dell'onorevole  Fontana  e  si  era  detto,
  facciamo  una  norma di carattere generale. Si riapre  il  discorso
  sull'articolo 23, per capire dove si può arrivare.

   CASCIO  Salvatore. Li possiamo recuperare, quindi, questo  era  il
  ragionamento

   PRESIDENTE. La questione dei consorzi universitari verrà  trattata
  in uno con i consorzi universitari.

   CASCIO  Salvatore.  Va  bene, perché se  decadono  tutti,  non  li
  possiamo più recuperare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato  un
  emendamento  all'articolo  27 che, ovviamente,  è  inserito  e  nel
  momento  in  cui  c'è la riscrittura da parte del Governo  sappiamo
  che,  effettivamente, gli emendamenti decadono.  Insieme  ad  altri
  colleghi,   allora,   ci   siamo  permessi   di   ripresentare   un
  subemendamento all'emendamento presentato dal Governo.
   E',  estremamente, importante e fondamentale questo subemendamento
  perché, a saldi invariati, quindi, assessore Baccei, non chiedo una
  lira  in più di quanto effettivamente erano stanziati per i  liberi
  consorzi, ma non possiamo non affrontare, a mio avviso, un tema  ed
  un  problema  che  scaturisce e che deriva dalle decisioni,  a  mio
  avviso,  del   tutto  inopportune poste in  essere  dai  commissari
  straordinari  dove,  immediatamente, dal  loro  insediamento  hanno
  formulato il recesso nei confronti di alcune istituzioni ed  alcuni
  enti estremamente importanti e fondamentali per il territorio.
   Da  anni,  hanno svolto un'attività culturale e, hanno qualificato
  una  parte del territorio, che rischiano, no rischiano, sono  quasi
  morti.  E'  ovvio che non c'è alcuna destinazione, alcun  nome,  né
  altro,  ma  è  a carattere generale, cioè nel senso che,  poiché  i
  liberi  consorzi  dei comuni, la cui legge che sarà  esaminata  tra
  pochi  giorni  o  tra pochi mesi, speriamo, deve  in  qualche  modo
  riprendere un certo discorso ed una certa attenzione nei  confronti
  di questi enti, allora, serve per farli sopravvivere,  affinché con
  l'entrata  in  vigore  della nuova normativa questi  non  periscano
  totalmente.
   E  mi  riferisco  non  tanto,  così  come  avete  immaginato  voi,
  all'articolo  23, perché quello è l'intervento che è  destinato  da
  parte   della   Regione  ma  avevamo  anche,  ed  era  estremamente
  importante  quale  socio  fondatore di alcuni  enti,  la  provincia
  regionale.
   In  base  a  una  decisione - continuo  a  ripetere  -  del  tutto
  inopportuna, improvvida e quanto meno inaspettata, è venuto meno il
  socio che, bene o male, ha fondato l'ente; le conseguenze le potete
  immaginare.
   Aggiungo  che  quest'Aula ha avuto un'attenzione  particolare  per
  quanto riguarda i livelli occupazionali, nella fattispecie le posso
  assicurare   che   non  solo  non  vengono  garantiti   i   livelli
  occupazionali  ma,  a mio avviso, c'è una conseguenza  molto  grave
  sotto   l'aspetto   dell'occupazione,  lasciando  stare   l'aspetto
  prettamente  culturale  perché  alcuni  centri,  alcuni  territori,
  sicuramente  vengono meno anche quelle rappresentanze che  sono,  a
  mio   avviso,  estremamente  importanti  perché  una  città   possa
  qualificarsi anche sotto l'aspetto culturale.
   Quindi,   insisto  insieme  agli  altri  colleghi,  insieme   alla
  deputazione  per  quanto  riguarda il subemendamento  che  è  stato
  presentato ed invito il Governo a esprimersi a riguardo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  mio  vuole
  essere  un  intervento  più tecnico ed è  anche  una  richiesta  di
  chiarimento all'assessore Baccei.
   Io credo che stiamo utilizzando, forse troppo, però, il fondo. Noi
  abbiamo  già utilizzato 100 milioni di euro per quanto  riguarda  i
  cantieri  di lavoro. All'articolo 55 abbiamo utilizzato 20  milioni
  di  euro  per  quanto riguarda sempre l'Ircac e la  Crias;  abbiamo
  utilizzato 3 milioni di euro per quanto riguarda le Università; 500
  mila  euro per il Fondo di progettazione di cui all'articolo 12  e,
  oggi, abbiamo utilizzato 115 milioni di euro per quanto riguarda il
  fondo  dei  comuni;  ne  stiamo mettendo altri  30  milioni.  Siamo
  arrivati  a  272  milioni  di euro, la seconda  misura,  siamo  nel
  secondo  piano  della  famosa delibera CIPE del  6  novembre  2015,
  quella  delibera che assegnava alla Sicilia 1 miliardo 882  milioni
  di  euro  in  tre  piani. Noi siamo nel piano del cambiamento  dove
  c'erano  287  milioni  di  euro,  di  questi,  50  milioni  servono
  all'autorità di gestione del Fondo sociale europeo per definire dei
  piani 2007-20013 e siamo a 50 milioni.
   Assessore, la prego di fare una verifica ed eventualmente spostare
  questi  30  milioni  di  euro  al  piano  primo  che  è  quello  di
  completamenti,  cioè  dove  ci sono 800  milioni  di  euro,  perché
  altrimenti  rischiamo, tecnicamente, di imputare una spesa  laddove
  soldi  non  ce  ne sono più. Lo verifichi, la prego,  Assessore,  è
  soltanto una verifica tecnica non altro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Clemente.  Ne  ha
  facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era per  ribadire
  ciò  che  l'onorevole  Cordaro aveva testé ricordato  all'assessore
  Baccei.
   Secondo me l'intervento fatto dall'onorevole Cordaro chiariva bene
  la  necessità  di  affrontare  anche  l'emendamento  dell'onorevole
  Rinaldi proprio perché, a mio avviso, i bambini che sono a casa già
  da   dicembre   -  abbiamo  avuto,  c'era  pure  lei,  un'audizione
  pesantissima   in  Commissione  Bilancio  con  i  genitori   e   le
  associazioni rappresentative - non possono aspettare una trattativa
  col  Governo,  non  possono più aspettare,  Presidente,  è  inumano
  lasciare  questi  bambini a casa, senza sostegno scolastico,  senza
  alcun sostegno anche perché seppur l'assessore Lantieri, con grande
  diligenza,  ha  fatto una circolare precisa, è stata disattesa  dai
  commissari, specialmente quello di Palermo.
   La  prego,  quindi,  di volere, su questo, trovare  una  soluzione
  immediata  o quanto meno pensate a rimuovere i commissari  che  non
  seguono  le  direttive degli Assessori; delle  due  l'una.  Non  si
  possono  lasciare,  ancora, i bambini a casa senza  alcun  sostegno
  scolastico.

   PRESIDENTE.  E' stato presentato un subemendamento al  27R,  primo
  firmatario Rinaldi. Assessore Baccei, cortesemente, se può guardare
  l'emendamento  che  forse viene incontro alle  esigenze  che  hanno
  evidenziato  quasi tutti gli intervenuti, a parte i  consorzi,  che
  era  la  questione dei servizi sociali. Se c'è copertura,  c'è  una
  somma da destinare a questi servizi.

   GRASSO. Sempre nell'ambito della somma stanziata

   PRESIDENTE. Sì, nell'ambito della somma stanziata, si dà una somma
  per queste cose che avete evidenziato.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Ovviamente,  la  copertura  c'è
  perché è un  di cui . Il tema è un tema sensibile ma dico solo  una
  cosa:  se  siamo tutti d'accordo, perché se ne facciamo una  e  poi
  parte la processione che ne chiediamo altre 14 non va bene.
   Ne  facciamo una e siamo tutti d'accordo, io non ho alcun problema
  al mondo.

   DI MAURO. C'è quello dei consorzi.

   FAZIO. C'è l'altro mio.

   PRESIDENTE.  Quello dei consorzi l'affrontiamo  sull'articolo  23.
  Probabilmente, anzi sicuramente, sono io che non conosco...
   Onorevole  Di  Mauro,  mi rivolgo proprio a  lei  perché  è  stato
  Assessore.  Gradirei un aiuto da parte sua, però, con i disegni  di
  legge alla mano.
   Tra  le  norme stralciate, questa Presidenza non ha stralciato  la
  norma  che  prevede  5  milioni e 200  mila  euro  per  i  consorzi
  universitari.   Ora,  ho  capito  il  meccanismo,   l'ha   spiegato
  l'onorevole Fontana e vediamo se ho compreso bene così è chiaro per
  tutti questo, se non  ho compreso male.
   Dei consorzi fanno parte le province; una somma la dava la Regione
  ai  consorzi  universitari, l'altra somma  arrivava  attraverso  le
  province.
   Ora,  le  chiedo:  considerato che è stato  Assessore  e  deputato
  illuminato,  possiamo  continuare a tenere  in  piedi  le  province
  sapendo  che,  realisticamente, non esistono più? O il  problema  è
  quello,  comunque, di mantenere in vita e vediamo, come  una  volta
  che tratteremo l'articolo 23, i consorzi universitari?
   Cortesemente, però, non apriamo questioni giuridiche.  L'onorevole
  Fontana dice che è impossibile ed avrà pure le sue ragioni,  ma  io
  non  posso  tenere in piedi le province perché se vengono  meno  le
  province, vengono meno i consorzi universitari. Mi scusi
   Il  problema di carattere finanziario è diverso, perché si  tratta
  di impinguare eventualmente la somma prevista nell'articolo 23.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per spiegare  le
  cose dette dall'onorevole Fontana e poi illustrate, con dovizia  di
  particolare,  anche  dall'onorevole Fazio. Il sistema  che  è  nato
  attorno  ai  consorzi  vede dei soci fondatori  che  venendo  meno,
  almeno  per  quest'anno,  si  andrebbe incontro,  certamente,  alla
  liquidazione  dei  consorzi  universitari.  Quindi,  a  valere  per
  quest'anno,  considerato  che i liberi  consorzi  continueranno  ad
  esistere,  quanto meno va confermata l'imputazione della  spesa  su
  quelle  che sono le risorse che sono assegnate alla provincia,  che
  poi li trasferisce.
   Nel  frattempo, quest'anno, avremmo tutto il tempo per  modificare
  la compagine societaria e verificare se sussisteranno le condizioni
  affinché  il  libero consorzio esisterà ed avrà la  competenza  dei
  liberi consorzi universitari o venendo meno si stabilirà come fare.
   Vorrei  ricordare  all'assessore Baccei  che  nell'imputazione  di
  spesa  dello scorso anno, a proposito di 19 milioni 150 mila  euro,
  c'era  un di cui che era 1 milione 650 mila euro che era una  somma
  assegnata  al personale che lavorava presso la Provincia  regionale
  di Catania.
   Queste  somme  già  sono  state impegnate e  trovasi  praticamente
  nell'ambito  di quello che è l'articolo 8. Quindi c'è questa  somma
  che  è  libera, poi, si deciderà in Aula cosa fare, se privilegiare
  il sistema assistenziale, ma imputarlo comunque ad altro articolo è
  sbagliato.
   Ricordo  anche  al  presidente Crocetta che  aveva  presentato  un
  emendamento  in  Commissione Bilancio - se lei ricorda,  Presidente
  era  il  suo impegno aver presentato questo emendamento -  che  poi
  l'assessore   Baccei  ha  ritirato  impegnandosi,  ovviamente,   ad
  affrontare   la   questione   in   Aula   per   risolverla.   Però,
  l'impostazione  tecnica,  al di là delle  cifre  deve  restare  per
  quest'anno  2016  per  le cose che sono state delle  dall'onorevole
  Fazio,  dall'onorevole  Fontana, dal  sottoscritto,  dall'onorevole
  Cimino  e  tutti gli altri, l'onorevole Panepinto, eccetera,   deve
  restare  per ora incastonata nell'ente Provincia o libero consorzio
  che sarà.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Mauro, posso  farle  un'altra  domanda?
  Senza  volermi sostituire al Governo: ma c'è l'esigenza di  mettere
  una  cifra  fissa,  oppure è soltanto una  questione  di  carattere
  giuridico? Se è una questione di carattere giuridico lo potrei fare
  pure  a  cifra  zero, chiaramente non lo facciamo a cifra  zero,  e
  diamo la possibilità eventualmente

   DI  MAURO. Faccio l'esempio della Provincia di Agrigento,  ha  una
  quota dei 2/3 di questa società, se non è in grado di trasferire le
  risorse  ci  avviamo  alla liquidazione perché  già  la  Camera  di
  Commercio  ha  manifestato il recesso, quindi, facciamo  saltare  i
  liberi consorzi.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'argomento  debba  essere  affrontato approfondendo  l'emendamento
  dell'onorevole Fazio perché è un emendamento che, di fatto,  dà  la
  possibilità  di  riuscire  a mantenere la  situazione  attuale  per
  quanto riguarda i rapporti delle ex Province con le realtà locali e
  soprattutto,  onorevole Presidente, rispetto  al  ragionamento  che
  faceva  lei  poc'anzi, oggi, non possiamo e non  dobbiamo  togliere
  questo  rapporto del Consorzio universitario con l'ex  Provincia  o
  col  libero consorzio perché quei consorzi universitari  sono  nati
  per le peculiarità proprie del territorio.
   Evitando   e   non  votando  l'emendamento  dell'onorevole   Fazio
  rischiamo  di creare che questi consorzi rimangano delle  strutture
  para regionali, cioè col finanziamento della Regione siciliana  con
  un problema che nel medio e nel lungo periodo andrà ad aggravarsi.
   Al  contrario,  invece, ritengo, nel medio e  nel  lungo  periodo,
  questi  consorzi devono sempre più essere collegati con  il  libero
  consorzio  e sempre meno con la Regione siciliana. In questa  fase,
  quindi, gli articoli 23 e 17 hanno due funzioni ben diverse che nel
  momento  in cui l'Assemblea darà vita ai liberi consorzi, i  liberi
  consorzi  saranno  i titolari propri dei consorzi  universitari  e,
  allora, la Regione può fare anche un passo in dietro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Stiamo  dando  9   milioni
  aggiuntivi  che  sono,  ovviamente,  dedicati  prioritariamente  ai
  mutui.  Questo  significa che si libera per i liberi  consorzi  una
  spesa che magari doveva essere affrontata con le risorse del titolo
  1  per pagare quei mutui che hanno i comuni, quindi spesa corrente,
  quindi si libera una parte
   Credo  che,  oggi,  mettere riserve quantizzate non  abbia  senso,
  credo    che    occorra   fare   un'operazione   molto    semplice.
  Prioritariamente, i comuni devono garantire i servizi rivolti  alla
  disabilità ed ai liberi consorzi dei comuni.
   Onorevole  Di  Mauro,  come dice non si risolve  il  problema  del
  personale, perché se lei toglie i soldi destinati alle riserve  non
  è che il tema cambia. O ci sono le risorse, o non ci sono.
   Quindi,  precisando quello che ha detto prima l'assessore Marziano
  quando   ha   parlato  esattamente  di  questo  riparto,   dobbiamo
  vincolarli  alla spesa sociale, altrimenti se lei dice che  non  ci
  sono  i  soldi  degli  stipendi, allora, gli emendamenti  diventano
  persino inammissibili.

   BACCEI, assessore per l'economia. Non so se avete presente  che  i
  costi  complessivi delle Province ammontano a 550 milioni di  euro,
  immaginatevi  quanto  possono spostare 500, 600  mila  euro  su  un
  bilancio  di  550  milioni di euro, con  180  milioni  di  euro  di
  perdita.  Secondo voi fare una riserva di 300, 400, 500  mila  euro
  cosa  sposta?  Ma di cosa stiamo discutendo? Sono  550  milioni  di
  euro.

   DI  MAURO.  Non cambiamo le carte in tavola. Stiamo  parlando  dei
  liberi consorzi. Lei mi deve dare una risposta sui liberi consorzi,
  e me la deve dare come l'anno scorso. Assumetevi la responsabilità.
  Sono cose vostre.

   BACCEI, assessore per l'economia. Gliela sto dando la risposta.

   PRESIDENTE.  La  posizione del Governo è chiara.  Il  ragionamento
  all'inverso si può fare, nel momento in cui votiamo l'articolo  23,
  quei 5 milioni li destiniamo direttamente alle province, perché  ho
  compreso qual è il problema di carattere giuridico, ma è chiaro che
  essendo  la govette ed essendo queste le disponibilità, da  qualche
  parte   devono  venire  in  meno  e,  quindi,  ci  sarà  un  minore
  trasferimento da parte della Regione.
   Mi  ha  convinto il ragionamento, per carità, che  hanno  fatto  i
  colleghi  di  Agrigento,  perché necessariamente  devono  essere  i
  liberi consorzi a trasferirlo. Lo ha chiarito l'onorevole Di Mauro,
  lo   possiamo   vedere  nell'articolo  23,  perché   quella   somma
  dell'articolo 23 la destiniamo attraverso i liberi consorzi.

   LO  BELLO, assessore per le attività produttive. Lo abbiamo  fatto
  l'anno scorso.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non sono stato
  esaustivo nel descrivere che non è così come effettivamente è stato
  affermato, perché non sono solo i consorzi universitari.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  facciamo  parlare  l'onorevole
  Fazio.

   FAZIO.  Ho  spiegato poco fa, ed ho affermato,  che  i  commissari
  straordinari ed i nominati da questo Governo, il primo compito  che
  hanno  fatto,  nel  momento in cui si sono insediati,  è  stato  il
  recesso  nei  confronti di alcuni enti di carattere culturale,  che
  non sono Presidente solo i consorzi universitari, perché se fossero
  solo  i  consorzi  universitari avremmo  risolto  il  problema  con
  l'articolo 23, non è così.
   Faccio  un ragionamento di carattere giuridico, e se mi  segue  il
  Presidente, anche di carattere politico. Poiché è una scelta che  è
  stata  fatta dal commissario e non ritengo che sia demandabile  una
  scelta  di  questo  genere a un commissario  straordinario  che  si
  insedia e francamente mi sopprime un ente che dura da cinquant'anni
  e  che svolge nel territorio una funzione estremamente importante e
  fondamentale.  E allora non è possibile che immediatamente  formula
  il  recesso e lo fa morire perché significa vanificare anni e  anni
  di  impegno  anche di carattere economico. Allora  il  ragionamento
  qual  è? Se sostanzialmente lo fai sopravvivere per un anno, che  è
  quella la cosa più importante, poiché il libero Consorzio di comuni
  comunque  deve essere ricostituito, deve essere il libero Consorzio
  di  comuni  a  dover decidere politicamente, e anche  ci  mette  la
  faccia, se sopprimerlo, se farlo valere, se incentivarlo oppure no.
   Non  può essere semplicemente e solamente fatto finire un  ente  e
  ovviamente un organismo che svolge un'attività culturale importante
  per  decisione  di un organo straordinario che viene nominato,  che
  non  conosce  il  territorio, che non conosce la  storia,  che  non
  conosce quello che è stato fatto. È chiaro? Ecco perché insisto sul
  subemendamento, perché è di vitale importanza per alcuni territori.
  Come  faccio  a  spiegarlo ancora? E non  è  solo  un  problema  di
  Consorzio universitario, è un ragionamento che deve essere fatto  e
  che  non  può  essere demandato a un commissario straordinario  che
  viene,  vorrei  ricordare ai miei colleghi,  che  solo  per  quanto
  riguarda  Trapani  ne sono arrivati tre che non  conoscono  un  bel
  niente di quello che è successo in cinquant'anni di storia.
   Allora  se una decisione del genere dove essere assunta, e mi  sta
  bene, ma deve essere imputabile e deve essere ovviamente decisa dal
  libero  Consorzio  dei  comuni  che  ha  sostituito  nei  fatti   e
  giuridicamente il Consorzio universitario.
   Insisto almeno perché il mio emendamento venga messo ai voti.
   Grazie.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che  l'onorevole Tamajo ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   e nn. 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
                       1132/A e nn. 1133-1155/A

   PRESIDENTE.    Allora   abbiamo   l'emendamento   di   riscrittura
  sostitutivo dell'intero articolo e due subemendamenti.
   Onorevole   Fazio,   purtroppo   sono   costretto   a   dichiarare
  inammissibile il suo emendamento proprio perché non  si  limita  ai
  liberi  Consorzi ma è la stessa materia trattata all'articolo  8  e
  difesa con forza, gli do atto, dall'onorevole Sammartino.
   Si passa al subemendamento 27 R 2. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 27 R, così come subemendato. Il  parere
  del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  sospesa,  riprenderà  domani,
  domenica 28 febbraio 2016, alle ore 10.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.04 di sabato 27 febbraio 2016, è
         ripresa alle ore 10.12 di domenica 28 febbraio 2016)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi, sta alla nostra buona volontà  completare  la
  finanziaria nei termini previsti.
   Riprendiamo   i   lavori   dall'articolo   19    Disposizioni   di
  contenimento  della  spesa nel settore forestale.  Disposizioni  in
  materia di garanzie occupazionali , in precedenza accantonato.
   Invito  i  colleghi  ad  evitare di avvicinarsi  ai  banchi  della
  Presidenza  e  soprattutto  del  Governo.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'assessore Cracolici.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  le
  pesca mediterranea. Signor Presidente, questo articolo si pone  due
  obiettivi.  Il  primo  è quello di affrontare  dopo  vent'anni  una
  riforma  organica del settore della forestazione, che è un'attività
  già  in  itinere con la struttura dell'Assessorato  e  contiamo  di
  poter  predisporre  il testo da presentare in  Aula  entro  novanta
  giorni.
   Questo   è   un  obiettivo  che  ci  diamo,  che  possiamo   anche
  formalizzare  in  quest'Aula. La sospensione del  turn  over  nasce
  perché,  proprio  per  fare  la  riforma,  è  necessario  avere  la
  fotografia, allo stato degli atti, della situazione dei  lavoratori
  forestali rispetto alle varie fasce ed alle modalità di impiego che
  si avranno nel futuro.
   L'altra  questione, e lo dico per rispetto e per dare  dignità  ai
  lavoratori forestali, noi contiamo di fare una riforma che mette al
  centro le attività, non le giornate, cioè per anni abbiamo discusso
  del  lavoro  forestale come un fatto di concessione di giornate  di
  lavoro  e non parlando, invece, di restituire la dignità del lavoro
  che si fa, cioè dell'attività utile per la collettività.
   In  questo senso, la riforma che ci apprestiamo a fare ha  proprio
  questa  ambizione: restituire dignità al lavoro forestale  mettendo
  al  centro  le  attività,  l'utilità  sociale  delle  attività  che
  verranno  svolte   e,  in  nome di questo, ridare  anche  orgoglio,
  funzione  e  credibilità al lavoro forestale uscendo anche  da  una
  letteratura.
   Lo dico con una battuta, quando si parla di forestali si parla per
  numeri:  si  dice 24 mila, 22 mila, 25 mila, 20 mila, si  dimentica
  che  i lavoratori forestali che utilizza la Regione sono lavoratori
  giornalieri  e, quindi, come tali, non sono 25 mila lavoratori  che
  sono tutto l'anno lavoratori full time.
   Abbiamo fatto una stima rispetto al numero delle giornate che,  in
  atto,  vengono  fatte dai lavoratori forestali  e  può  dirsi,  con
  certezza,  che il numero di addetti di uomo-anno-lavoro  è  pari  a
  meno  di  9  mila addetti. Lo dico perché altre Regioni del  nostro
  Paese, a partire dalla Sardegna, ha un numero di lavoratori addetti
  nel  settore della forestazione, considerati i rapporti demografici
  diversi  tra  noi e altre Regioni, che non è di molto  inferiore  a
  quello  che, in atto, ha la Regione siciliana. Quindi, lo dico  per
  uscire  da  stereotipi,  da  frasi  fatte  anche  di  campagne   di
  comunicazioni  che rappresenta il lavoro forestale come  una  delle
  vergogne della Sicilia.
   Noi  non  possiamo  accettare questa rappresentazione  del  lavoro
  forestale  come una vergogna. Lo vogliamo rivalorizzare, dargli  la
  dignità   di  lavoro  utile  e  mettendo  al  centro  la   funzione
  organizzativa della Regione al fine di dare attività utili, ripeto,
  alla  collettività, a partire dalla costituzione, in  Sicilia,  del
  servizio  di  prevenzione civile, un servizio che metta  al  centro
  questa  attività  per garantire, monitorare il  lavoro  nei  nostri
  territori  al  fine  di prevenire i disastri ambientali  che,  ogni
  anno, raccontiamo dopo le piogge.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cinque minuti sull'intero articolo.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  mi  vorrei
  soffermare  sulla questione relativa al blocco del  turn  over,  ma
  vorrei  avere delle rassicurazioni, perché fra l'altro è stato  già
  fatto  il  blocco  delle graduatorie fino al 31 dicembre  2015,  ma
  ritengo  che  se c'è l'impegno da parte del Governo ad emanare  una
  norma  entro  90  giorni, ad emanare una norma che  riorganizzi  il
  settore,  credo  che si possa responsabilmente  e, con  una  intesa
  politica forte, raggiungere l'obiettivo.
   L'obiettivo è quello di mettere a sistema - lo dico da  3  anni  e
  questo lo rivendico, ho già presentato anche un disegno di legge  -
  questi lavoratori che rappresentano un bene per la Sicilia.
   Vorrei, però, soltanto due assicurazioni dell'assessore Cracolici.
  Assessore,  mi ascolti due minuti, poi, il tempo passa.  Dicevo  di
  volere da lei due assicurazioni: una è quella dei 90 giorni.
   Poi,  le volevo sottolineare ciò che si sta verificando in  questi
  giorni:  sostanzialmente, in alcune aziende, c'è  un  comportamento
  diverso.   Che   significa?  Abbiamo  approvato  l'articolo   sulla
  formazione delle graduatorie al 31 dicembre 2015, però,  in  alcune
  province,  soprattutto  Catania,  Trapani  e  Siracusa,  si  stanno
  effettuando le iscrizioni non secondo quanto stabilito dalla  norma
  e,   quindi,   non   utilizzando  l'anzianità  di  iscrizione,   ma
  l'anzianità  di  servizio.  Ciò  che  cosa  comporta?  Che,  alcuni
  soggetti,  per esempio, alcuni sindacati, possibilmente, scavalcano
  gli altri.
     E' vero che c'è stata un'ordinanza da parte del Tribunale che ha
  sollevato  un'eccezione di incostituzionalità,  però,  vorrei  che,
  nelle    more   della   pronuncia   della   Corte   costituzionale,
  l'Assessorato  facesse  una direttiva  che dia  un  indirizzo  alle
  aziende perché si uniformino ai criteri stabiliti dalla la legge.
   E,  ancora, Assessore, l'articolo 12 della finanziaria, credo  del
  2014,  aveva  previsto  l'impiego  dei  forestali  nei  comuni  per
  dissesto  idrogeologico, per sistemare, eccetera.  Che  cosa  si  è
  verificato?  Che  le  aziende hanno fatto  i  progetti,  però,  per
  mancanza  di  un  regolamento,  questi  forestali  non  sono  stati
  impiegati nei comuni.
   La  prego, Assessore, proprio per prevenire il dissesto, per  dare
  una  mano  ed  anche  per  evitare  che,  poi,  all'ultimo  debbano
  completare  le  aziende,  di  dare  anche  in  questo  senso  delle
  direttive  o,  quanto meno, che si faccia il regolamento  perché  i
  forestali possano veramente essere utili e possano essere utili  al
  territorio,  sfatando  ormai quella che è diventata  una  leggenda,
  cioè che sono delle categorie improduttive, che sono dei lavoratori
  che non servono.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  vorrei  riflettere insieme a voi sull'articolazione  del  comma  1,
  dell'articolo  19, perché credo che sia, in merito  al  turn  over,
  un'articolazione che risente del fatto che avremmo dovuto approvare
  la finanziaria entro il 31 dicembre del 2015.
   Però,  siccome la norma a tutt'oggi esistente, diceva che il  turn
  over  doveva avvenire in base alle domande che venivano  presentate
  entro   il   dicembre  dell'anno  precedente,  per  poi  avere   le
  graduatorie  disponibili  a  marzo, ho una  grossa  preoccupazione,
  perché la normativa, ad oggi, esistente e vigente, dice che già  da
  martedì   avremo  le  nuove  graduatorie  ed  invece   no,   perché
  interveniamo con una norma che entrerà in vigore in coincidenza con
  le  graduatorie che già saranno state riformulate e, quindi, invito
  a  riflettere anche su questo punto, anche perché non si  capirebbe
  lo  spirito  di una riforma che deve essere quella di riformare  il
  settore, di partire non già dai lavoratori ma dalle attività che  i
  lavoratori  possono  espletare e sono  tantissime  e,  soprattutto,
  quelle  attività  che  possono finalmente determinare  una  diversa
  opinione  pubblica su questi lavoratori, perché vi vorrei ricordare
  che,  al  di  là delle strumentalizzazioni che qualcuno continua  a
  mettere  in campo, che se finora non hanno potuto effettuare  certi
  tipi di servizi è perché glielo abbiamo impedito.
   Allora,  mettendo in campo una riforma in tempi brevi, massimo  90
  giorni  e  cercando, appunto, di partire da ciò che serve  e  dalle
  professionalità  che abbiamo all'interno di quel  bacino  che  sono
  delle  professionalità  spendibili, credo  che  faremo   una  buona
  azione politica , se così la possiamo definire, nei confronti della
  collettività,  però  non  possiamo  pensare  che  con  il  comma  1
  dell'articolo 19 ci laviamo pure le mani e facciamo spending review
  con  una  norma che, purtroppo, interviene successivamente, quindi,
  invito  l'Assessore  ed  il Governo tutto a  riflettere  su  questo
  punto,   anche  perché  l'accanimento  nei  confronti   di   questi
  lavoratori  li porterebbe sicuramente a pensare che c'è la  volontà
  di  una  penalizzazione  che possiamo evitare,  proprio  perché  la
  riforma  parlerà d'altro, perché qualcuno continua a dire:  c'è  la
  riforma  e,  quindi, blocchiamo il turn over. Siccome,  la  riforma
  parlerà  d'altro,  della  loro valorizzazione,  del  loro  utilizzo
  produttivo,  vorrei evitare che tutto ciò accadesse perché  daremmo
  sicuramente un segnale negativo, complessivamente, nei confronti di
  questo bacino di lavoratori.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà

   MILAZZO  Giuseppe.  Assessore Cracolici,  lei  ha  annunciato  che
  porterà  in  Aula una riforma, lei difende l'articolo  19  che,  in
  verità, ha refluenze non solo sull'articolo 19 - lo sappiamo  tutti
  -  ma su tutta la finanziaria, su tutto il bilancio della Regione e
  sugli impegni che ha assunto, a Roma, l'assessore Baccei.
   In  verità, assessore Cracolici, se posso muovere una critica  nei
  suoi  confronti, ma in assoluta serenità e sempre con spirito volto
  alla costruttività, devo dirle che lei non ha assolutamente fornito
  all'Aula un numero, non ha detto quanto è il risparmio, nelle  more
  delle   riforme  avrebbe  potuto,  almeno,  preannunciare  all'Aula
  qualche - diciamola con un poco di spirito -  chicca , cioè non  ha
  dato niente, ha detto che la riforma sarà improntata, eccetera,  ma
  non ha parlato di niente.
   Per  carità, posso anche intuire perché lei non voglia  commettere
  questo  errore,  cioè  per  evitare  di  scatenare  in  Aula  delle
  differenziazioni  che potrebbero certamente avere impatto  negativo
  sul voto sull'articolo 19.
   Però,  dagli interventi che ho già visto vedo un PD che fa partito
  di  lotta  e  di Governo, perché come le dirà meglio, poi,  il  mio
  capogruppo,  lo  avevamo  preannunciato  e,  poi,  per   senso   di
  responsabilità  abbiamo  evitato  di  presentare  emendamenti   per
  bloccare il turn over perché ci sono degli impegni, però,  se  qua,
  poi,  sentiamo prendere la parola o vediamo che già qualcuno scrive
  emendamenti di demagogia per dire:  noi fermiamo ,  noi  facciamo ,
  allora,  deve  fare  una cosa, o c'è un PD  che  cerca  di  portare
  risultati  a  Roma e rivedere un poco la storia di  questa  Regione
  spendacciona e, allora, è una politica, ma lei, Assessore, non  può
  dire  che  promuove  l'articolo  19  e  contemporaneamente  i  suoi
  colleghi scrivono altro.
   Motivo  per  cui, le dico la verità, Assessore, già in Commissione
  mi  sono  astenuto dal mettere bocca e dal presentare  emendamenti.
  Motivo  per cui, al momento del voto, assessore Cracolici, toglierò
  il  tesserino. E lo sa perché toglierò il tesserino? Perché non  ci
  metterò mano, voi siete il Governo, voi avete preso impegni  e  voi
  ve  la  dovete  vedere,  poi, con i siciliani.  Voglio  vedere  che
  riforma  porterete  Ma prima della riforma, cioè questi  famosi  90
  giorni,  voglio  vedere cosa succederà da qui ad un'ora,  due  ore,
  quando  voterete  e  quando  salterà la Finanziaria  se  bocceranno
  questo articolo e quando verrà approvato l'articolo, perché tutte e
  due  le facce mi incuriosiscono e siccome la maggioranza siete  voi
  io  toglierò il tesserino, mi siederò al mio posto e voglio  vedere
  lo spettacolo che ci sarà quando alcuni vorranno fare i salvatori
   Io   sono   curioso  e  non  voterò  niente,  perché  altro   dire
  all'Assemblea  il blocco del turnover determina un risparmio di  20
  milioni ,   però  il  blocco  del  risparmio  ed   i   20   milioni
  determineranno  una  stabilizzazione.  Allora  sai,  gente  che   è
  ricattata      quotidianamente,     settantottisti,     centunisti,
  centocinquantunisti che sono sempre schiavi della politica e devono
  sempre venire qua sotto a patire queste giornate lavorative, allora
  sai,  per  liberarle da questo gioco noi che facciamo?  Avviamo  un
  processo  di stabilizzazione. Io sono d'accordo. Ma se questo  deve
  servire ad ammazzarli e fra 90 giorni non si sa cosa deve accadere,
  perché lei non l'ha detto all'Aula cosa accadrà.
   Cioè,  lei mi dice:  Milazzo, noi li dobbiamo ammazzare,  dobbiamo
  bloccare  il  turnover, fra 90 giorni non si sa cosa  accadrà ,  ed
  allora  io non sono d'accordo. Lei mi dice:  Milazzo, io blocco  il
  turnover  perché  voglio  avviare  la  stabilizzazione ,  io   sono
  d'accordo. Motivo per cui, siccome secondo me le idee non le  avete
  chiare, io toglierò il tesserino e non ci metto mano.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, di certo lo dico ai colleghi,  a  me
  stesso  ed  all'onorevole Milazzo che gode della mia  simpatia,  la
  grande  certezza in quest'Aula è che c'è tutta l'Aula  schierata  a
  favore  di  questo mondo che è stato già fin troppo bistrattato  da
  Giletti, dalla superficialità e dalla approssimazione, come  diceva
  l'onorevole  Cracolici,  confondendo  le  unità  lavorative  con  i
  settantottisti, i centocinquantunisti e così via dicendo.
   Quindi,  posso rassicurare chi ci ascolta che chi da sempre  si  è
  occupato  ed ha difeso i forestali, l'ha fatto poc'anzi l'onorevole
  Maggio,   l'onorevole   Cracolici   nell'introduzione,   lo    farà
  l'onorevole Panarello, l'onorevole Anselmo e tutti gli altri.
   Oggi,  stiamo provando, onorevole Milazzo, a far uscire  dall'Aula
  un  atto  che sia coraggioso di questo Parlamento, che  tuteli  200
  mila ettari di bosco che è un grande patrimonio per la Sicilia, che
  riconverta  adesso un utilizzo migliore di questo grande patrimonio
  ed, al tempo stesso, la valorizzazione della forza lavoro che è una
  grande  risorsa  per  la Sicilia e per tutto il sistema  ambientale
  italiano.
   A  questa aggiungerei la messa a reddito di un patrimonio boschivo
  che ha un grande valore.
   Per  cui, oggi, anziché dividerci tra quelli che sono a favore del
  turnover  e quelli che sono contro il turnover, io ritengo  che  la
  linea  che dobbiamo seguire, con grande senso di responsabilità  di
  una classe dirigente che tutela tutti i lavoratori dell'azienda del
  mondo  della  forestazione, è quello di immaginare il  rilancio  di
  questa grande attività.
   Non è più sopportabile che ogni domenica alle ore 14.00 arriva  il
  giornalista  che cerca lo scoop per attaccare persone che  lavorano
  come nella loro stragrande composizione.
   Per cui, proviamo a trovare la composizione, mi rivolgo alle forze
  di  minoranza  quanto a quelle di maggioranza, che  sia  quello  di
  mettere  in  campo  entro 90 giorni una riforma vera  che  permetta
  anche il riutilizzo di lavoratori  nel settore agricolo che è fatto
  di  viabilità rurale, che è fatto di pulizia di vallone, di strade,
  di  salvaguardia  di  un sistema complessivo  che  è  quello  agro-
  economico.
   Detto  questo, stiamo lavorando. Abbiamo avuto interrogazione  con
  alcuni capigruppo, lo dovremmo fare con tutti, per evitare che alla
  fine, nel dividerci tra turnover sì, turnover no, si danneggiano  i
  lavoratori.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  un
  emendamento  e  volevo  motivarlo e dare all'Aula,  finalmente,  la
  giusta  indicazione che ognuno di noi ha il dovere di lavorare  per
  portare beneficio alla Sicilia e non per danneggiare la Sicilia e i
  siciliani.  A  volte, siamo presi dalle tante cose  da  fare  e  ci
  distraiamo dalle cose più importanti che, invece, portano beneficio
  alla Regione.
   Questo  emendamento  l'ho pensato già nella Commissione  dove  ero
  precedentemente,   Attività produttive , la Commissione  nella  sua
  interezza  ha  pensato di portare avanti i prodotti di  qualità  di
  questa nostra Terra.
     Abbiamo pensato ai prodotti  DOC, IGT, a tutto quello che poteva
  servire  affinché  presentassimo, all'intera nazione,  e  oltre  la
  nazione, un prodotto di qualità.
   Voglio  mettere a conoscenza i colleghi parlamentari che  ad  oggi
  quelli  che  hanno  lavorato sulla tenuta dei registri  genealogici
  delle  colture agricole sono dei professionisti esterni con partita
  IVA, 5-6 saranno, portano un introito annuale di circa 3 milioni di
  euro,  lo ha detto l'assessore ultimamente, con una spesa di  circa
  200-250 mila euro l'anno.
   Questo  emendamento  è  stato condiviso e controfirmato,  è  stato
  votato  anche  nella  Commissione di merito, signor  Presidente,  è
  uscito pure dalla Commissione di merito con parere favorevole ed  è
  pure prevista la copertura finanziaria.
   Il  capitolo  in entrata è stato già dall'anno scorso formato,  ci
  sono già circa 3 milioni di euro e per pagare i professionisti, che
  attendono  da  due anni, manca il capitolo di spesa.  Questa  è  la
  ragione  per  la  quale  il sottoscritto  vuole  lavorare  solo  ed
  esclusivamente a fin di bene. Il registro genealogico servirà  pure
  per  la  classificazione dei nostri grani antichi nonché per l'olio
  di qualità siciliano. Questa è la motivazione.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi, come  me  e
  come  credo tanti altri colleghi, difende il lavoro forestale ed  è
  più  interessato a fare in modo che al più presto si  determini  la
  riforma  del settore, auspicata da anni e annunciata dall'assessore
  Cracolici.
   Anche  il termine ipotizzato dallo stesso Assessore, oltre che  da
  qualche collega parlamentare, può aiutare a sdrammatizzare il  tema
  del  blocco  o del mantenimento del turnover.  Perché difendere  il
  lavoro  forestale e i lavoratori forestali significa  riorganizzare
  il settore, sviluppare le attività, utilizzare al meglio le risorse
  umane  che ci sono in questo ambito a sostegno, per esempio,  della
  mitigazione dei rischi di dissesto idrogeologico e tutte  le  altre
  misure che già, in qualche maniera, sono state anticipate nel corso
  dei  mesi  precedenti,  ma  che  devono  diventare  strutturali  ed
  organiche all'impegno dei lavoratori forestali.
   Credo  che  in  questo senso il Parlamento, se  vuole  aiutare  il
  settore  e vuole aiutare i lavoratori del settore, si debba muovere
  e  dobbiamo  evitare, mi riferisco al tema evocato in un intervento
  che  io  ho  apprezzato da parte del collega Milazzo, cioè  di  una
  possibile bocciatura della finanziaria con tutte le conseguenze che
  si determinerebbero.
   Ora,  io  capisco che nel gioco parlamentare chi fa  l'opposizione
  possa  immaginare uno scenario di questo genere,  è  legittimo;  ma
  penso  che  sarebbe  fuori luogo utilizzare  i  forestali  per  una
  operazione politica di questo genere.
   I  forestali,  più di altri, non avrebbero nessun  guadagno  dalla
  bocciatura  della finanziaria e del bilancio, sarebbero quelli  che
  pagherebbero  di  più.  Quindi, io mi  rivolgo  a  tutta  l'Aula  e
  soprattutto a quelli che dicono di volere salvaguardare  il  lavoro
  forestale e la condizione dei lavoratori forestali per evitare  che
  sulla  pelle  dei  forestali si determini uno  scontro  all'interno
  dell'Aula  che presuppone uno scontro politico dal quale certamente
  i forestali non avrebbero nulla da guadagnare.
   Ecco  perché  io  ritengo  che, sulla scorta  dell'annuncio  fatto
  dall'Assessore   e  dell'iniziativa  dei  Gruppi  parlamentari   di
  maggioranza e dell'opposizione, si potrebbe accelerare il  progetto
  di  riforma  dal  quale  può scaturire sicuramente  la  fine  della
  condizione  di precarietà del settore e le condizioni  per  rendere
  più  utile l'attività dei lavoratori forestali per quanto  riguarda
  la salvaguardia ambientale e il contrasto al dissesto idrogeologico
  e  prefigurare  un  futuro  meno  incerto  per  tutto  il  comparto
  forestale.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proverò ad essere
  propositivo  in merito all'articolo 19 e proverò ad esserlo  anche,
  sperando di argomentare un po' la proposta che faccio al Governo  e
  ai colleghi.
   Io,  come lei sa e come lei ricorda bene, Presidente, in  sede  di
  discussione generale ho criticato fortemente il meccanismo  secondo
  il  quale l'articolo 5 di questa legge di stabilità dovesse  essere
  approvato  solo  e  a  condizione  che  vi  fossero  una  serie  di
  adempimenti  normativi da eseguire nel corso dei lavori  di  questo
  Parlamento e, purtroppo, l'articolo 19 rientra un po', anzi rientra
  a  pieno  titolo  all'interno di quei compiti  che  ci  sono  stati
  assegnati, non si capisce bene da quale sede istituzionale, se  sia
  una  sede  di  Governo  nazionale, se sia  una  sede  di  Ministero
  nazionale,  se  sia  una  Commissione  paritetica  prevista   dallo
  Statuto, se sia un tavolo tecnico ministeriale, ancora non si è ben
  compreso.
   Però,  vede,  assessore Cracolici, la norma così come  è  scritta,
  sembra  essere un po' un retaggio culturale dei tempi  che  furono,
  dove,  a  prescindere  dal  contenuto  del  provvedimento,  occorre
  necessariamente portare uno scalpo, occorre portare uno  scalpo,  a
  Roma  occorre necessariamente portare qualcosa, perché  all'interno
  del  circuito della riserva indiana bisogna necessariamente colpire
  qualcosa o qualcuno per dimostrare che si è andati in Sicilia e  si
  è colpito un settore.
   La  più  grave  mancanza  secondo  me,  assessore  Cracolici,  del
  Governo,  non solo di quello di cui ora fa parte lei  ma  anche  di
  quelli  precedenti,  è che non si è riusciti ad  andare  a  Roma  a
  dimostrare  che  in questi anni questa Regione i  sacrifici  li  ha
  fatti - eccome se li ha fatti  - in tanti settori.
   Io  ricordo  a  me stesso che questa Regione è dal  2008  che  non
  assume  più  un dipendente, ed ha fatto una legge di  blocco  delle
  assunzioni  che  tante  altre regioni non  hanno  fatto.  Assessore
  Cracolici,  io  le  ricordo,  ma lei lo  sa  bene  perché  è  stato
  protagonista di quelle stagioni, che lavoratori forestali in questa
  Regione  non ne vengono assunti più da prima dal 2008  e  che  sono
  ridotti

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Dal '96.

   LOMBARDO.     Dal  '96.  Lei  ricorda  bene  che  questa  Regione,
  assessore  Gucciardi, con la legge n. 5 del 2009,  si  è  messa  in
  linea  con  le  regioni più virtuose in tema di spesa  sanitaria  e
  tutti  questi  risultati vanno portati a Roma, perché  non  si  può
  continuare a inveire, a vituperare la categoria dei forestali,  che
  non  sono dei favoriti o dei graziati dalla società, ma sono  delle
  persone che hanno ottenuto un lavoro e che cercano di andare sempre
  di più verso una stabilizzazione.
   Per questo il tema centrale deve essere necessariamente da un lato
  la  tutela  dell'immagine  del  lavoratori,  dall'altro,  assessore
  Cracolici, l'utilizzo dei lavoratori, col disegno di legge n. 268 e
  in  particolare con l'articolo 5, che era la vecchia riforma  delle
  Province  così  come  disegnata nella scorsa legislatura,  venivano
  previsti protocolli d'intesa tra la Regione e i liberi consorzi che
  dovevano nascere secondo una diversa impostazione.
   Poi, sappiamo come sono nati morti all'interno della concezione di
  questo  Governo, potevano essere utilizzati all'interno degli  enti
  locali,  affinché  vi fosse anche un contatto maggiormente  diretto
  tra  ente  locale  e lavoratore forestale proprio per  creare  quel
  clima di fiducia e di riconoscenza tra la cittadinanza che vede nel
  forestale non più un privilegiato, che non lo è mai stato, ma  vede
  una  persona che aiuta la collettività in molte delle mansioni  che
  devono essere svolte.
   Ed  allora,  dinanzi a tutto questo, noi il taglio del turn  over,
  ovvero di quel meccanismo che non vuole privilegiare una categoria,
  ma  che vuole solamente avvicinare un lavoratore che è precario  da
  tanti anni a una stabilizzazione, noi questo non lo consentiamo  ed
  abbiamo  non  solo presentato gli articoli soppressivi,  perché  ci
  sembrava  semplicemente una posizione di retroguardia,  ma  abbiamo
  anche  presentato  un  emendamento che riscrive  l'articolo  e  che
  consenta   la  possibilità di effettuare una riforma  organica  del
  settore forestale da qui a 120 giorni.
   Io  penso che dinanzi a questa richiesta e dinanzi alla difesa dei
  forestali  che sono degli umili lavoratori siciliani, io penso  che
  il Governo non possa rimanere silente.
   Quindi,  assessore  Cracolici,  io  la  invito  insieme  anche  ai
  deputati  della  maggioranza e del PD a  non  fare  passare  questo
  articolo massacrante per la Sicilia, ma ad accogliere l'emendamento
  che stiamo scrivendo insieme ad altri deputati.

   RAGUSA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  l'intervento  dell'assessore Cracolici ci informa, stamattina,  che
  sta preparando la riforma del comparto forestale.
   Allora,  io  le dico sin da subito, caro assessore Cracolici,  che
  nelle  more dell'attesa della sua riforma, e spero che sia in grado
  di  farla,  noi siamo per lo scorrimento delle graduatorie.  Perché
  d'altronde,  caro Assessore, se lei magari si farà  un  giro  nelle
  zone   montane  della  regione  Sicilia  si  renderà  conto   della
  depressione  economica  che  stanno vivendo  queste  piccole  città
  montane.
   Molte  di queste città vivono sull'economia della forestale  e  se
  noi non diamo la possibilità di andare avanti nella graduatoria  ci
  sarà  un  vero immobilismo. Non si spiega come un lavoratore  possa
  stare  20  anni,  25 anni a 78 giornate. Io dovrei chiedere  a  voi
  tutti  come  si può fare sopravvivere una famiglia con 78  giornate
  lavorative,  vista la crisi economica e l'innalzamento  dei  prezzi
  che c'è in questo momento storico nella nazione italiana.
   D'altronde,  io  ricordo cosa disse il Presidente  Crocetta:   Non
  faremo   macelleria  sociale .  Ecco,  se  vogliamo   iniziare   un
  ragionamento  in controtendenza, questo è l'atto che dimostrerà  ai
  siciliani  del  comparto  forestale  che  non  ci  sarà  macelleria
  sociale.
   Ed  inoltre,  Assessore,  che senso ha  far  partire  la  stagione
  dell'antincendio nel mese di luglio e continuarla fino a  dicembre?
  Non  ha  proprio senso questa cosa  L'antincendio deve  partire  ad
  aprile  e  chiudersi a dicembre, perché tutto questo  se  non  sarà
  fatto, sì che dovremmo raccogliere le critiche che piovono da tutte
  le parti
   Un'altra  cosa, assessore Cracolici. Io le chiedo ufficialmente  -
  assessore  Cracolici, per favore, mi ascolti un attimo - quando  il
  comparto  dei  forestali siciliani sarà attaccato  pubblicamente  a
  livello  nazionale io ritengo che sia un dovere morale  difenderli,
  tutelarli perché noi se li tuteliamo, tuteliamo la Regione Sicilia,
  perché  le  trasmissioni  che vanno più di  moda  si  divertono  ad
  infangare  un  lavoro dignitoso fatto da persone che  lavorano  per
  salvaguardare  l'ambiente  e  le zone  montane  e  la  salvaguardia
  idrogeologica.
   D'altronde,  non  c'è  uno  strumento, oggi,  che  possa  misurare
  l'ossigeno.  Eppure  questi lavoratori,  che  non  sono  lavoratori
  normali ma sono operatori specializzati nel settore ambientale,  io
  spero  che  queste parole lei nella riforma li riprenda  perché  se
  abbiamo  lavorato per le partecipate siciliane e le abbiamo aiutate
  economicamente,  se  abbiamo aiutato i PIP, se abbiamo  aiutato  il
  precariato siciliano, io le chiedo ufficialmente qui questa mattina
  che  nella  riforma  si  parli  di stabilizzazione  definitiva  del
  comparto  forestale  siciliano, perché  solo  allora  avremmo  dato
  dignità  piena a questo comparto di lavoratori, solo così  potremmo
  lavare la mancata dignità che abbiamo dato a questa gente in questi
  anni.
   E  poi,  Assessore, non acquisiamo più terreni. Un po' di anni  fa
  bastava   conferire  a  titolo  gratuito  terreni  e  poi  venivano
  riconsegnati  ai  proprietari dopo 20 anni e sarebbe  come  trovare
  nuova   linfa,   nuovi   terreni,   nuovi   rimboschimenti,   nuova
  occupazione.
   Noi  non siamo né la Lombardia, né il Veneto e neanche la Toscana.
  Siamo  la  Sicilia.  È  questa la nostra  Sicilia.  La  Sicilia  va
  tutelata,  va  difesa  e i lavoratori forestali  hanno  bisogno  di
  essere difesi.
   E  poi,  perché  non  mettere  in  moto  il  meccanismo  virtuoso,
  Assessore? Ma perché non integrarci con i beni culturali? Ma perché
  non  integrarci  con il turismo? Tanti rifugi forestali  oggi  sono
  chiusi,  apriamoli  alla  gente,  apriamoli  al  turismo   Facciamo
  accompagnare i nostri visitatori dai nostri operatori forestali che
  potremmo anche professionalizzarli, farli crescere, specializzarli,
  diventare guide ambientali.
   Assessore,  i nostri vivai sono distrutti, i vivai forestali  sono
  distrutti;  non  vengono più messi a dimora piante autoctone,  cosa
  vuol dire? Oggi, tante piante non sono più produttive.
   Ed   allora,  bisogna  cambiare  registro,  bisogna  avere  piante
  produttive  perché  le resinosi non danno più possibilità  e  della
  riforma io spero che lei possa parlare anche di biomasse perché

                 (protesta dell'onorevole Dipasquale)

   RAGUSA.  Scusi,  questo  signore,  questo  onorevole  che  non   è
  d'accordo  sul mio intervento lo faccia smettere  E' un  teatrante
  E'  un  camminatore  E' sempre in giro per tutti  i  partiti  della
  Sicilia   E  la smetta Dipasquale di interrompermi   Mi  faccia  la
  cortesia di smetterla

   PRESIDENTE. Non accetti provocazioni. La invito a concludere.

   RAGUSA. E quando parlo di energia alternativa, Assessore, parlo di
  biomasse  perché le ramaglie, gli eucalipti oggi non hanno  ragione
  di  esistere. Dobbiamo creare dei centri di biomassa e i fondi  che
  verranno tirati fuori dalle biomasse saranno investiti nei capitoli
  per i forestali.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente,  mi sembra che il clima d'Aula  veda
  un'ampia  condivisione  da  parte di diversi  Gruppi  parlamentari.
  Sottolineo  questo perché ci sono momenti in politica  in  cui  non
  bisogna  avere a tutti i costi l'ardire e la voglia di  mettere  il
  cappello  sulle cose, ma con responsabilità fotografare quello  che
  accade e quello che sta accadendo in quest'Aula.
   Signor Presidente dell'Assemblea, e lo ricordo anche all'Assessore
  Cracolici,  che  su  questo provvedimento c'è un'ampia  e  assoluta
  condivisione da parte di tutti i Gruppi parlamentari. Mi  si  dirà,
  forse,  che l'Assessore Baccei ha avuto ampio mandato da parte  del
  Governo  nazionale.  Mi si dirà, forse, che  l'Assessore  Baccei  è
  stato   inchiodato   da  Renzi  rispetto  a  questo   provvedimento
  altrimenti potrebbe saltare il banco.
   Ebbene,  mi  dispiace, si vede che l'Assessore  Baccei  tornerà  a
  casa,  a  Roma,  con questa missiva dicendo che, evidentemente,  su
  questo  tema  ha  incontrato un muro altissimo. Un  muro  altissimo
  legato  al  fatto  che mera demagogia vi è quando  si  affronta  la
  questione  dei  forestali in maniera semplicistica,  perché  ormai,
  Presidente,  è  sotto  gli occhi di tutti che  demagogico  è  stato
  l'approccio  con  il quale in questi anni si è detto  ci  sono  più
  forestali che alberi.
   E'  stato  demagogico perché da parte di nessuno vi  è  mai  stata
  l'ardire,  da  parte di nessuno vi è mai stata la vera  volontà  di
  avviare  una  riforma  organica del settore, una  riforma  organica
  attraverso  la  quale  rendere  il bosco  produttivo;  una  riforma
  organica   attraverso  la  quale  poter  utilizzare  gli  operatori
  forestali  all'interno  dei  parchi,  delle  riserve,  delle   aree
  protette,  delle aree naturali, attraverso il quale  poter  parlare
  della trasformazione del cippato in energia elettrica.
   Ed allora, il tema qual è? Il tema è che, al contrario, attraverso
  la  valorizzazione  di  quelle aree e  del  bosco  produttivo,  noi
  possiamo  prevedere il rilancio della nostra Sicilia:  una  Sicilia
  che  deve fondare le proprie possibilità sullo sviluppo delle  aree
  interne,  delle aree rurali. Perché sa cosa c'è di  nuovo?  C'è  di
  nuovo che in un momento come questo, in cui le aree urbane, le aree
  metropolitane  sono  sempre  a  maggiore  rischio  di   disagio   e
  marginalità  sociale, lì nelle aree interne, invece, può  annidarsi
  un'occasione vera di sviluppo. Uno sviluppo che passa attraverso la
  valorizzazione  di quelle aree  Uno sviluppo che si concretizza  in
  un esempio, che questa legislatura ha vissuto sulle proprie spalle,
  fortunatamente,  e  che è quello che nella riserva  naturale  dello
  Zingaro  con  un biglietto di quattro euro si riescono  a  produrre
  qualcosa come un milione di euro l'anno
   E  allora immaginiamo di poter esportare questo modello per  tutta
  la Sicilia. Una Sicilia dove possano arrivare dal Nord Europa, dove
  anziché  saltare a piè pari, arrivando in Tunisia o in  Spagna,  il
  turismo   possa  riempire  queste  nostre  bellissime  aree;   aree
  destinate allo sviluppo, capaci di mettere insieme la forestazione,
  ma   anche   il   mondo  dell'agricoltura  e   insieme   al   mondo
  dell'agricoltura  anche  quello  dell'allevamento.  E  perché   non
  pensare, ad esempio, all'utilizzo delle aree come siti archeologici
  o  siti  culturali,  dove è possibile utilizzare  la  presenza  dei
  forestali,  che  ovviamente non possiamo  immaginare  di  andare  a
  recuperare a settembre-ottobre. Perché la contraddizione  vera,  in
  tutti  questi  anni - e mi assumo la responsabilità di  quello  che
  dico  -  con  governi  di  centro destra e con  governi  di  centro
  sinistra,  è  che  si  sono  voluti tenere  -  e  non  solo  queste
  categorie, ma tante e troppe categorie in Sicilia - uomini e  donne
  dentro  delle  gabbie, gabbie altissime come fossero prigioni,  che
  dovevano essere sottoposti a ricatto morale ed elettorale di classi
  dirigenti che si sono alternate.
   Allora,  io credo che ci sia la possibilità di svoltare attraverso
  una  riforma organica. Una riforma organica che, ripeto, guarda  al
  mondo  della forestazione in chiave produttiva e che oggi si toglie
  dalla testa questo obsoleto concetto del blocco del turn-over.
   Noi diciamo una cosa in più, signor Presidente, ed è questa: diamo
  una possibilità a questo Governo. Qual è l'opportunità che vogliamo
  lanciare?  Nessuna voglia di fare demagogia, ma soltanto portare  a
  casa  il  risultato. La possibilità deve essere questa: il  Governo
  faccia ora, subito, entro novanta giorni da questa finanziaria, una
  riforma seria e, da quella data, verifichiamo se effettivamente  ci
  sono  le  condizioni  per  portare avanti  quel  risultato  e  quel
  modello. Se quelle condizioni non ci saranno, signor Presidente,  e
  concludo,  allora  pazienza.  Si vadano  a  cercare  questi  cinque
  milioni in consulenze inutili; in buste paghe che vengono fatte  da
  società esterne; in tutta una serie di sprechi di cui, francamente,
  la Sicilia può fare a meno. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signori assessori, onorevoli colleghi, prometto che il
  mio   intervento  non  andrà  oltre  i  cinque  minuti,  come   lei
  giustamente vuole e pretende nel rispetto del Regolamento interno.
   Io  mi permetto di dire solamente che sulla questione forestali si
  sono  fatti  vent'anni  di  demagogia, vent'anni  di  populismo  e,
  purtroppo,  vent'anni  di  clientelismo  sulle  spalle  dei  poveri
  forestali.  Ancora  qui,  oggi,  c'è  chi  continua  questa  farsa,
  cercando di passare per coloro che difendono i forestali e che poi,
  invece,  hanno avuto solamente l'interesse - e continuano ad  avere
  l'interesse  -  ad avere masse elettorali da tenere affamate,  così
  come  è  stato  per i forestali e portarseli, poi,  con  la  manina
  elezione  dopo  elezione.  Però ormai i forestali   hanno  le  idee
  chiare,  conoscono  bene  quei chiacchieroni  e  coloro  che  hanno
  cercato  di  utilizzarli tenendoli precari, tenendoli  mortificati,
  solamente  per questioni clientelari, e per questioni  di  consenso
  ma, oramai, questi personaggi sono conosciuti, li conoscono.
   Io  sono  convinto  che  in ogni provincia i  forestali  hanno  la
  fotografia  del personaggio politico che ha fatto sempre  demagogia
  sulla  loro pelle lasciandoli precari, lasciandoli affamati, e  poi
  dopo  di  che, hanno cercato invece di fare i difensori lasciandoli
  in questo stato.
   Oggi,  ci troviamo in una fase diversa. Si sta lavorando realmente
  per  una riforma e io penso,  lo abbiamo detto in Commissione e  lo
  pensiamo  tutti,  che solamente attraverso la riforma  e  solamente
  attraverso  le  cose  che sta facendo il Governo  potremmo  rompere
  questo  collegamento  tra i  capi bastoni', tra  coloro  che  hanno
  pensato e hanno sfruttato per tanti anni questi poveri lavoratori e
  rispetto  a  quella  che  invece  deve  essere  la  loro  posizione
  lavorativa  e  nel loro effettivo utilizzo perché è vero  che  sono
  risorse  importantissime ma su questo il Governo non ha bisogno  di
  suggeritori che vengono qui a diventare i populisti del momento,  i
  difensori dei forestali del momento perché oramai sono smascherati,
  conosciuti,  individuati e considerati, davvero, non credibili  dai
  lavoratori   della  forestale.  Quindi  buon  lavoro  al   Governo,
  lavoriamo velocemente, andiamo verso la riforma e io penso che così
  riusciremo a dare una risposta dignitosa.

   PRESIDENTE. Evitiamo i capannelli, onorevoli colleghi.   Onorevole
  Alongi ha la parola. Non interviene?

   ALONGI. Signor Presidente, non è che non intervengo, mi riservo di
  intervenire  perché  vedo che il Governo  sta  scrivendo  un  nuovo
  emendamento  e  quindi  vorrei leggerlo e  capire  di  cosa  stiamo
  parlando.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso  una  cosa,
  che  rispetto  a  questo tema il Parlamento deve  in  qualche  modo
  ragionare su un aspetto. Noi siamo stati sempre quelli che  abbiamo
  detto che bisogna effettuare la riforma del sistema forestale.
   Lo abbiamo detto come Parlamento, lo abbiamo detto ognuno di noi e
  lo   stiamo  ribadendo  anche  stamattina.  L'impegno  che  si  sta
  assumendo  l'Assessore Cracolici è quello che entro  90  giorni  il
  Governo presenta la riforma della forestale. Questo è l'aspetto sul
  quale  noi  oggi ci dovremmo concentrare sapendo una  cosa  che  le
  graduatorie  di cui tanto stiamo parlando sono state aggiornate  al
  31.12.2015  e  valgono per tutto il 2016. Il blocco del  turn  over
  ovviamente  sul  quale ognuno di noi ha fatto la propria  battaglia
  deve in qualche modo, non deve essere, come dire

   PRESIDENTE.  Sta parlando la collega, se dovete discutere,  uscite
  fuori

   RAIA.  Noi dovremmo assumere stamattina un impegno, che  è  quello
  che  la  riforma si deve fare entro 90 giorni, e che il blocco  del
  turn  over  ed eventualmente, proprio per essere credibili  non  si
  effettua in questi 90 giorni ma nel momento in cui si fa la riforma
  si vedrà successivamente.
   Allora,  l'impegno in sostanza è solamente questo: 90  giorni  una
  riforma  importante.  90  giorni  una  riforma  che  tutti   quanti
  aspettiamo  da  tanto  tempo, 90 giorni per una  riforma  che  deve
  riscrivere  un  settore  che  è stato assolutamente  bistrattato  e
  massacrato non dalla Regione ma dalla stampa, da alcuni sindaci del
  Nord,  da alcuni presidenti delle Regioni del Nord, che hanno detto
  che  i  forestali in Sicilia sono nulla facenti, sono dei  ladri  e
  sono semplicemente delle persone che non debbono lavorare.
   Allora,  noi  difendiamo i lavoratori forestali, li difendiamo  in
  ogni cosa, in ogni lavoro, perché sono importanti per la Sicilia  e
  li  difendiamo sapendo che una riforma attesa da anni si può  fare,
  per fare cosa? Questo lo vedremo quando si discuterà della riforma,
  certamente  tutti quanti abbiamo sempre detto di fare una  riforma,
  creando  un bosco produttivo, in maniera tale che i lavoratori  non
  si  sentano, né, come dire,  assistiti, ma si sentano veri e propri
  lavoratori  che fanno del proprio lavoro la dignità che mettono  in
  questo settore.
   Allora,  questa  è la cosa sulla quale ci dobbiamo soffermare:  90
  giorni  bastano  per fare una riforma, il turn over  è  importante,
  questo  è  quello che dobbiamo fare e i Gruppi parlamentari  devono
  trovare  un'intesa, un accordo, rispetto ad un tema importante  che
  stamattina stiamo discutendo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siccome è stato preannunciato  un
  emendamento, tutti ne parlano e ancora non è in possesso di  questa
  Presidenza, si parla pure di un emendamento condiviso, gradirei che
  l'emendamento  pervenisse in tempo utile alla Presidenza,  così  ci
  chiariamo le idee pure sui tempi, perché ognuno viene a sollecitare
  se  chiudere alle 13.00, alle 14.00, andare avanti no stop, l'unica
  cosa certa che non faremo nottata.
   Vorrei  essere chiaro, se noi evitiamo dibattiti che  sono  sempre
  importanti,  per  carità,  ma spesso ripetiamo  le  stesse  cose  e
  andiamo  avanti secondo un percorso che se il Governo  vuole  dare,
  noi pure stamattina possiamo definire alcuni articoli importanti e,
  eventualmente  rinviare,  a domani. Ma se  noi  stamattina  già  da
  un'ora e mezza siamo bloccati su un articolo, sul quale sembrerebbe
  che  c'era  una condivisione generale e ancora non c'è,  credo  che
  saremo costretti ad andare avanti senza interruzioni.
   Ed  evitiamo  pure  capannelli  e discussioni  varie,  evitate  di
  mettere in difficoltà questa Presidenza presentando emendamenti già
  bocciati dall'Aula .

   LACCOTO. Presidente, perché dobbiamo continuare domani?

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, su questo decide la Presidenza.

   LACCOTO. La Presidenza con la Conferenza dei Capigruppo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, la finanziaria  io  la  chiuderei
  entro  l'una,  tutta  la finanziaria, ma se lei  pensa  che  su  un
  articolo  sul quale c'era una condivisione è da un'ora e mezza  che
  discutiamo, ma onorevole Laccoto lei mi vuole dire che noi dobbiamo
  fare la finanziaria stasera e dobbiamo fare nottata? Nottata non ne
  faccio  Non faccio nottata

           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   LACCOTO. Ma chi la vuole la nottata

   PRESIDENTE.  Non  faccio nottata né oggi  né  domani,  non  faccio
  nottata

   LACCOTO.  Lei  fa  solo demagogia e basta  Il Regolamento  interno
  stabilisce  che  il calendario dei lavori lo fa la  Conferenza  dei
  Capigruppo.

   PRESIDENTE.  Sono presidente del Parlamento e proprio  per  questo
  lei si limiti ad intervenire e a presentare emendamenti.
   Del  PD ne doveva intervenire uno e ne sono intervenuti sei, c'era
  un emendamento condiviso e ancora io non lo vedo.

   LACCOTO. Lei fa solo demagogia

   PRESIDENTE.  La  demagogia la fa lei perché non  ho  interessi  da
  portare  a casa, stia tranquillo, io ho l'interesse di chiudere  la
  finanziaria entro il 29 febbraio.
   Invito  l'Assessore  Baccei  a farmi  pervenire  copia  di  questo
  emendamento che mi è stato detto che era condiviso dai Gruppi,   ma
  si  discute  da  un'ora e mezza, e ancora mi dite sui  tempi  della
  finanziaria

   IOPPOLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Assessore,  colleghi,  il fermento che stamattina  registra  l'Aula
  riprendendo  i  lavori  sull'art. 19, cioè  sulle  prospettive  del
  settore  della forestazione e quindi dei lavoratori della forestale
  in  Sicilia, è certamente un fermento che prende le mosse  è  stato
  detto  stamattina,  dal  rilievo che da ultimo  questo  settore  ha
  assunto in Sicilia e non solo in Sicilia.
   Vedete,  io  rimango  convinto, e se il Presidente  dell'Assemblea
  volesse  consentire un minimo di agibilità perché io possa svolgere
  questo  intervento, gliene sarei grato, io rimango convinto che  la
  politica  deve  guidare i fenomeni della società,  deve  trovare  i
  giusti  contemperamenti,  non deve lasciarsi  andare  né  a  difese
  sperticate, né

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.17, è ripresa alle ore 11.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  vi  invito  a  prendete   posto,
  allontanatevi dai banchi del Governo.
    Onorevole Ioppolo può riprendere il suo intervento.

   IOPPOLO. Signor Presidente io posso anche rinunciare non  è  detto
  che  necessariamente l'Aula debba ascoltare il mio intervento, però
  dicevo che il ruolo della politica è quello di governare i fenomeni
  della  società e non si può da una parte criminalizzare  un  intero
  settore né dall'altra parte si possono creare sacche di privilegio.
  Noi, così facendo, rischiamo di innescare una guerra tra poveri, in
  questa  poverissima Sicilia. E' da tempo che chiediamo  la  riforma
  del  settore. E la riforma ha sempre un tempo che manca. La riforma
  poteva essere fatta molti anni fa, molti anni fa. La riforma poteva
  essere  fatta  tre  anni fa, due anni fa, l'anno scorso.  Il  tempo
  della  riforma  è  sempre  un'incognita. Anche  perché  le  riforme
  possono  poi  sempre essere riformate, auspicabilmente  in  termini
  migliorativi.
   C'è  una  dichiarazione che noi dobbiamo ritenere impegnativa  per
  l'intero   Governo   Crocetta,   e  stamattina   l'ha   pronunciata
  l'assessore Cracolici. Entro un tempo breve, ragionevolmente breve,
  l'assessore Cracolici dice di essere in grado di fare esaminare dal
  Parlamento  una  riforma dell'intero settore. E noi  non  dubitiamo
  delle   buone   intenzioni  dell'assessore  Cracolici,   anche   se
  stamattina  non  ci  ha  detto per lo  meno  quali  sono  i  filoni
  principali di questa riforma. Spero che lo faccia in seguito, e  da
  qui a poco.
   C'è  solo  un  modo  per risolvere il problema  dei  forestali  in
  Sicilia,  sottraendoli al dileggio nazionale che talvolta  è  stato
  ingenerato  anche  dalla  presenza  del  Presidente  della  Regione
  quando, facendo un po' di confusione sui numeri, ha fatto pensare a
  chissà che cosa.
   Se   tutti  i  forestali  lavorassero  365  giorni  all'anno  essi
  sarebbero cinquemila e seicento, cinquemila e settecento unità.  Il
  problema delle fasce è certamente una complicazione nel settore, ed
  ognuno  avrebbe  da curare circa 40 ettari del patrimonio  boschivo
  siciliano.  Se  sono  duecentomila  ettari,  diviso  cinquemila   e
  seicento, il numero è questo.
   La  norma però che ci viene proposta stamattina è una norma,  -  e
  non ho ancora capito ancora bene quale sarà l'emendamento, e non so
  nemmeno  se  la  Presidenza  ha già l'emendamento  -,  che  intende
  sospendere il turn over in attesa dell'approvazione di una  riforma
  complessiva  del settore. Ora Presidente, lei è un giurista  ed  io
  non voglio appellarmi a questioni di diritto, perché la questione è
  fondamentalmente politica, ma quando mai si sospendono gli  effetti
  di  norme vigenti in attesa di una nuova legge, di una nuova norma.
  Semmai il modo di procedere è esattamente il contrario. Fissiamo un
  termine breve e certo, novanta giorni, per promulgare la riforma ed
  entro  quel termine di novanta giorni rimangono in vigore le  leggi
  che  attualmente guidano il settore. Quindi, non va sospeso il turn
  over,  va  mantenuto ancora per novanta giorni, che potrebbero  poi
  essere  ottanta, potrebbero essere settanta, se il Governo  da  una
  parte ed il Parlamento dall'altra parte, mostrassero lo zelo che il
  settore  rivendica e reclama da anni per riformare  il  settore  in
  termini   produttivi,   in   termini  di   riconversione   positiva
  dell'attività lavorativa di costoro.
   Quindi,   il  Parlamento può senz'altro, stamattina,  emanare  una
  norma,   promulgare  una  norma  di  assoluto  buon  senso   e   di
  collegamento   con   i   principi   fondamentali   dell'ordinamento
  giuridico. Non si sospende nulla ancora per novanta giorni,  ancora
  per  tre mesi, ed entro tre mesi Governo e Parlamento, si impegnino
  per varare la riforma da tanto tempo auspicata e rivendicata.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su  tema
  così  delicato  ed  importante, chiedo l'attenzione  dell'assessore
  Cracolici  su  questo tema, credo che sia facile venire  in  questo
  scranno  e fare comizi a favore dei forestali, chi non è capace  di
  farlo, chi non ha la capacità politica di farlo, ma credo che  oggi
  sia   un  giorno  dove  bisogna  dimostrare  un  grande  senso   di
  responsabilità politica.
   Credo che per troppi anni i forestali sono stati utili e comodi ad
  un  pezzo  di  politica e alla demagogia politica. Non è  possibile
  continuare  a  pensare  di  tenere il laccio  corto  al  collo  dei
  lavoratori  forestali  e  poi in piena  campagna  elettorale  o  in
  occasione   di   momenti   particolari  della   politica   c'è   la
  disponibilità di un pezzo del Parlamento ad allentare quel laccio e
  restringerlo subito dopo la campagna elettorale. Questo  credo  sia
  stato  l'errore  politico fatto in questi decenni in  questa  terra
  troppo   pirandelliana'.  E  allora  dico  all'assessore  Cracolici
  perché novanta giorni per  la riforma? Io sono invece dell'idea che
  se  un  Parlamento e un governo ne ha volontà e la capacità, stiamo
  lavorando  una  settimana intera presidente  Ardizzone,  credo  che
  possiamo  pensare di fare una riforma anche in tempi più rapidi  di
  novanta  giorni,  se  veramente la vogliamo fare,  se  poi  non  la
  vogliamo fare, andiamo alle calende greche.
   Le  dico, signor assessore, che ritengo che sia opportuno che  lei
  ripensi e pensi, ora le dico quale è il mio pensiero sui forestali.
   Ritengo  che bisogna ripensare ad un modo nuovo dell'utilizzo  dei
  forestali  in  Sicilia e mi pare che siamo tutti quanti  in  questa
  direzione, in quello che sia un servizio produttivo alla Sicilia  e
  ai   siciliani,  al  territorio  dove  operano  e  quindi,   signor
  Presidente,  se  riusciamo a stringere i tempi e  ad  accorciare  i
  tempi della riforma, una riforma che deve essere condivisa da tutta
  l'Aula, maggioranza e opposizione, una riforma che ridia dignità ai
  lavoratori,  che gli tolga questo cappio al collo  che  li  stringe
  soltanto  prima delle campagne elettorali, ritengo che se riusciamo
  a  fare una riforma in tempi rapidi, possiamo anche non fermare  il
  turn  over, e se poi quella riforma non dovesse andare a buon fine,
  a quel punto applicare il turn over.
   Quindi,  ritengo, signor Presidente e assessori, di  accorciare  i
  tempi  della  riforma  affinché  ci  si  assuma  la  responsabilità
  politica  in  tempi certi ed in tempi rapidi e sono  in  attesa  di
  aspettare  questo emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo  o
  ripensato  dal  Governo  per decidere se darne  voto  favorevole  o
  contrario.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  intervengo  solo
  sull'andamento  dei  lavori  e  le  chiedo,  tenuto  conto  che  il
  Regolamento   interno   attribuisce   a   lei   la   responsabilità
  sull'andazzo  dei lavori, se è possibile continuare a discutere  di
  argomenti così importanti nell'ambito di questa bolgia che si va  a
  costituire.
   Mi  preme  ricordare  semplicemente il fatto che  ieri  aveva  lei
  determinato alcune regole e vorrei sapere se oggi le stesse  regole
  sono reiterate oppure sono state modificate.
   Segnatamente, ieri ha detto che i subemendamenti o gli emendamenti
  di  riscrittura devono essere presentati mezz'ora prima.  Ha  anche
  precisato    che   ogni   subemendamento   o   ogni    emendamento,
  necessariamente, deve essere dotato di relazione. Non è possibile e
  non è neanche immaginabile approvare testi normativi su argomenti e
  su  settori  strategici  della  vita della  Regione  con  l'andazzo
  dell'attività che in qualche modo si sviluppa, basta  guardare  qui
  attorno.
   La  invito, pertanto, a precisare in via preventiva quali sono  le
  regole affinché tutti ci atteniamo.

   PRESIDENTE.  Le  regole sono quelle previste nel Regolamento,  che
  lei conosce alla perfezione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  una   domenica
  bestiale   Ecco iniziamo così con una serie di interventi  che  non
  finiscono  mai,  in cui si dice tutto, il contrario  di  tutto,  il
  nulla,  divagazioni  che  nulla  hanno  a  che  vedere  con  questo
  articolo.  Il  Movimento Cinque Stelle ha fatto una riflessione,  è
  chiaro  che in questa ultima mezzora abbiamo cercato un  attimo  di
  sentire il polso dell'Aula mentre, nel frattempo, da questo scranno
  si  faceva comizi a destra e manca. Si è sempre in perenne campagna
  elettorale.
   La  nostra  riflessione  è questa. In tre anni  abbondanti  questo
  Governo  aveva  tutto  il tempo di fare delle  cose  ovvie,  quanto
  semplici. Ovvie, quanto semplici, quanto dimostrato fin dalla  fase
  del  dibattimento in Commissione bilancio, che siamo ben lontani  e
  che  l'intenzione rimarrà intenzione evidentemente  da  chi  può  e
  deve, avendo assunto l'impegno e l'onore di governare.
   Facendo  la  fotografia  di quello che è successo,  abbiamo  avuto
  quattro  assessori  all'agricoltura,  quattro-cinque  assessori  al
  territorio ambiente, nel giochetto delle poltrone si sono  bruciati
  tre  anni,  con il risultato che ancora ad oggi, ed è  stato  anche
  detto  nella fase dibattimentale, non ci sono i numeri esatti,  per
  cui   questa  legenda  che  tanto  alimenta  il  gossip  televisivo
  domenicale e che umilia non solo il Governo che dovrebbe correre ai
  ripari,  ma tutta l'Assemblea regionale e cosa ancora più grave  la
  Regione,  i  siciliani, nessuno da delle risposte. Non  ci  sono  i
  numeri  certi  o qualcuno non li vuole fare uscire,  di  certo  non
  possiamo  essere noi a saperlo perché siamo totalmente  esclusi  da
  queste  dinamiche e l'unica cosa che chiediamo, se si può  inserire
  nell'articolo,  è  quello che si diano tempi  certi  alla  riforma,
  certi ma anche congrui, perché parliamoci chiaro novanta giorni  ci
  sembra davvero impossibile, visto che in tre anni non si è fatto il
  lavoro,  che  si  possa  riuscire a farlo. Quindi  magari  mettendo
  centoventi  giorni  con  la buona volontà e ci  sarà  assolutamente
  anche  da parte nostra, si potrà fare la riforma che al primo comma
  dice   nelle more della riforma .  E' che queste more della riforma
  a volte durano anche quindici anni.
   Quindi  attenzione, si prenda l'impegno, lo si  faccia,  da  parte
  nostra c'è tutta la buona volontà.
   Non  mi  voglio ripetere: valorizzazione del territorio, contrasto
  al  dissesto idrogeologico, prevenzione degli incendi,  signori  un
  paio di anni fa durante la finanziaria affacciandosi da qui c'erano
  montagne  in fiamme e i cittadini di Palermo e di tutta la  Sicilia
  che  fuggivano  dalle  zone  di  villeggiatura  perché  la  Sicilia
  prendeva fuoco. Ma non soltanto il fuoco dal punto di vista fisico,
  un  fuoco che deve bruciare, che è quello di una mancata riforma  e
  probabilmente molti di quegli incendi sono stati causati proprio da
  questo.
   Quindi, se c'è la volontà di inserire una tempistica, noi siamo  a
  favore,  se  c'è qualche sub emendamento di qualcuno lo appoggiamo,
  oppure lo possiamo scrivere anche noi.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, nella postazione in cui  sono  seduto
  ricevo mobbing. Bando agli scherzi, Presidente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Si sposti a sinistra

   FORMICA.  Voi, il Governo della rivoluzione a sinistra, non  avete
  più neppure le cravatte rosse

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura. Ehilà

   FORMICA. L'hai messa stamattina perché hai visto me ieri
   Io  sono  ancora  uno dei pochi, provenendo da quella  destra  che
  invece  aveva  attenzione per il popolo, che la porto la  cravatta,
  non mi vergogno.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ogni volta che  in  questa
  Aula  si  affronta un problema che riguarda i precari in genere,  i
  forestali  o  le altre categorie che in quale modo vengono  dipinte
  come  se  fossero dei soggetti a cui bisogna dare un pezzo di  pane
  buttato  li, e di cui si debbono pure vergognare, e che ogni  volta
  dobbiamo   giustificare   nelle   aule   televisive   e   nell'Aula
  parlamentare nazionale, come se fossimo gli spreconi di  turno.  Io
  voglio  invece  invitare tutti a riflettere su alcune  cose  a  cui
  spesso, o dico quasi mai, si è posta attenzione.
   Noi  in Sicilia, per colpa dei vari governi nazionali che si  sono
  succeduti, non abbiamo più avuto investimenti infrastrutturali, non
  abbiamo più avuto investimenti di risorse tali da farci superare il
  gap che ci divideva dalle altre Regioni del resto d'Italia, non  ci
  sono  le  industrie millantate, non si è data una mano di aiuto  al
  settore primario che è l'agricoltura in maniera consistente, e si è
  lasciato  che questa terra vivesse di qualche briciola, di  qualche
  prebenda, e per giunta col senso di colpa. Ma quali sono  le  cifre
  in  campo?  Vogliamo riflettere per una volta di che  cifre  stiamo
  parlando? Parliamo dei 180 milioni per la forestazione.
   Bene,  ma  nessuno  ricorda che per esempio  il  Governo  Renzi  a
  livello  nazionale,  solo qualche mese addietro,  ci  ha  sottratto
  oltre  1  miliardo  di  euro dei nostri  fondi  PAC  per  la  cassa
  integrazione.  E la cassa integrazione a vantaggio di  chi  andava?
  Delle  regioni del sud? Della Sicilia? O non piuttosto per l'80%  a
  vantaggio  delle  regioni  del  nord?  E  che  cosa  è   la   cassa
  integrazione, se non un aiuto di Stato a delle categorie  disagiate
  che avevano perso il posto di lavoro?
   Quindi,  da un lato si spendono oltre 15 miliardi di euro all'anno
  per  foraggiare  la disoccupazione del nord, dall'altro  lato  dopo
  averci  spogliato di tutto si punta l'indice contro questa  regione
  per  180  milioni  della forestale, ma veramente, come  diciamo  in
  siciliano  curnuti e mazziati . Ma veramente un attimo di  orgoglio
  per  andare  a Roma e dire  ma come ti permetti ,  ma come  non  vi
  vergognate  a contestare i 180 milioni, quando ci avete rubato solo
  a  ottobre  oltre  1  miliardo  di  PAC  per  finanziare  i  vostri
  forestali, cioè i cassintegrati del nord, quando spendete oltre  10
  miliardi per la cassa integrazione, che per l'80 % è al nord, e non
  perché  al  nord sono più bravi ma per il semplice fatto che  tutti
  quegli  investimenti che dovevano consentire al sud, e alla Sicilia
  in  particolare, di superare il gap di infrastrutture che ci separa
  dal  nord non sono stati mai fatti. Quindi, ci hanno tenuto in  una
  condizione  miserevole,  e per giunta ci  contestano  anche  quelle
  cifre  minime che paghiamo col nostro bilancio, tali da  consentire
  ad  una categoria che ha lavorato da sempre, e  continua a lavorare
  con  lavori  spesso  difficili, di  potere  avere  quel  minimo  di
  sussistenza,  è  una  vergogna,  ed  è  una  vergogna  che   questo
  Parlamento  e questo Governo non vada a Roma per far valere  queste
  buone ragioni, con le cifre, non con le chiacchiere.
   Abbiamo  presentato insieme all'onorevole Ioppolo e  all'onorevole
  Lombardo, un emendamento che sterilizza completamente quella follia
  del  blocco del turn over, che era una follia allo stato pure;  per
  colpe che i lavoratori non hanno si vuol far pagare a loro il fatto
  che  c'è un'inerzia totale da parte del Governo e quindi ancora una
  volta facciamo ricadere sulle spalle a chi non ha colpe.
   Pertanto,  invito a uscire velocemente da questa impasse,  votiamo
  quell'emendamento  e  diamo  a  tutti  la  possibilità   di   poter
  tranquillamente  continuare  a  svolgere  onestamente  la   propria
  funzione.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo per chiarire una volta per tutte, se ancora ce ne  fosse
  di  bisogno,  Presidente  Crocetta,  che  questo  bilancio,  questo
  Governo,  che  io  non  ho apprezzato nella prima  fase  di  questa
  legislatura, in questa finanziaria ha fatto miracoli e  i  miracoli
  sono  dovuti  al  fatto che all'interno di un  bilancio  e  di  una
  finanziaria si è trovato lo spazio e si sono trovate le risorse per
  istituire  i cantieri di lavoro, per cercare di foraggiare  il  più
  possibile i comuni e le province, ma dobbiamo dircelo con un'onestà
  mentale  unica:  che cosa può fare un Governo, che  cosa  può  fare
  questa  Assemblea  quando noi abbiamo un bilancio  ingessato  nella
  parte  corrente  con  99.9 periodico che  finanzia  solo  la  parte
  corrente.  E cioè dire il bilancio e la finanziaria nel tempo,  nei
  lustri,  nelle  legislature  scorse  non  hanno  fatto  altro   che
  foraggiare, aumentare per pagare stipendi che oggi sono arrivati  a
  duecentoventimila unità. Questo bilancio finanzia duecentoventimila
  unità,  unità  che si sono assommate nel tempo: forestali,  precari
  nei comuni, partecipate
   Oggi  si arriva ad un passaggio importante, che si apre una  nuova
  stagione  che  deve  partire proprio dalla riforma  dei  forestali.
  Perché diciamocelo chiaro, va bene che questi ventiquattro miliardi
  del bilancio soddisfano le esigenze di un milione già che significa
  il  venti per cento, il venticinque per cento dei siciliani, ma  ce
  lo  dobbiamo  dire  con molta onestà: se si deve andare  verso  una
  svolta  è  inutile  che  diciamo che il  Governo  centrale  non  ci
  finanzia.  Nel  tempo la Regione siciliana non ha fatto  altro  che
  andare  verso una soluzione per ingessare il bilancio. Il  bilancio
  oggi  tutte le risorse economiche della Sicilia sono ingessate  per
  finanziare  la spesa corrente e ci vuole una svolta e la  svolta  è
  quella, al di là delle vendette che si vogliono consumare,  che  si
  sono forse consumate nell'articolato che già abbiamo approvato, noi
  dobbiamo  dire  con  molta onestà che forse  questa  dei  forestali
  incomincia,  mi  auguro  che  l'assessore  Cracolici  nell'arco  di
  qualche  mese  potrà portare in quest'Aula una riforma  costruttiva
  che  guarda al futuro, che guarda veramente all'impiego  di  queste
  ventottomila unità che poi se facciamo il conto tra settantottisti,
  centouno, centocinquantuno, sostanzialmente proporzionalmente forse
  siamo al cinquanta per cento di forza lavoro vera.
   E  per  cui  questo è il primo punto. Io spero che questa  sia  la
  prima riforma vera insieme a quella delle province. Perché, vedete,
  noi siamo i primi sempre a distruggere, a demolire e poi gli ultimi
  a ricostruire. Abbiamo fatto la riforma delle province, la prima in
  Italia,  e  siamo  gli  ultimi a legiferare effettivamente  per  il
  futuro  e oggi abbiamo ingessato anche i liberi Consorzi,  tutti  i
  commissari minacciano le dimissioni perché sostanzialmente non sono
  in  grado di pagare gli stipendi, forse, a fine mese, alla fine  di
  questo mese.
   Abbiamo attivato la procedura per la riforma idrica, dell'acqua  e
  siamo gli ultimi perché è stata impugnata e abbiamo creato un caos.
  Dovevamo fare la riforma dei rifiuti e siamo gli ultimi anche lì.
   Mi  auguro  che da domani, dalla prossima settimana, da quando  si
  chiude  la  votazione di questa Finanziaria, possiamo andare  verso
  queste 2, 3, 4 riforme importanti per il bene della Sicilia  e  dei
  siciliani.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento  19  R, di riscrittura dell'articolo  19,  che  è  in
  distribuzione. Invito il Governo ad illustrarlo-

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'emendamento è un po' la sintesi degli  interventi  che
  sono stati fatti in Aula. Già l'anno scorso nella finanziaria ci fu
  un  articolo che impegnava il Governo a presentare la riforma degli
  Enti. Ora, alcune parti sono pronte, sono già in Giunta, ovviamente
  la parte più importante era un po' quella che riguardava il settore
  agricolo,  per cui secondo me è bene che ci sia un emendamento  che
  obblighi  il Governo a presentare questa riforma entro 90 giorni  e
  l'Assemblea ad approvarla nei successivi 30 giorni.
   Tutto  questo  è  fatto  nella volontà comune,  perché  tutti  gli
  interventi  sono  andati in questa direzione di valorizzare  quello
  che  è  il  lavoro  dei forestali e di utilizzarlo  al  meglio,  di
  renderlo produttivo. Quindi, l'obiettivo ultimo di tutti è  questo:
  Nessuno vuole togliere giornate ai forestali ma si vuole che queste
  giornate  siano utilizzate al meglio in servizi che siano a  valore
  per  la  collettività,  per i patrimonio  boschivo  e  che  possano
  fruttare anche un reddito.
   Per  cui,  secondo me, per primo io con l'Assessore Cracolici,  il
  Presidente,  insomma,  lavoreremo per fare  questa  riforma  che  è
  indispensabile  a  questo punto, perché siamo tutti  d'accordo  che
  venga fatta entro questo termine.
   Ringrazio  tutti per il senso di responsabilità,  tutte  le  forze
  politiche,  tutti  i  capi gruppi, tutti i parlamentari  che  hanno
  sottoscritto  questo emendamento, che secondo  me  ha  una  valenza
  molto  importante  che  -  ripeto - non è assolutamente  quello  di
  trovare  risorse finanziarie, ma è quello di valorizzare al massimo
  le attività che vengono svolte da questi lavoratori. Per cui, nella
  speranza  che,  visto  che  sono stati approvati  da  tutti,  venga
  approvato, io già da ora vi ringrazio per lo sforzo che avete fatto
  e per il senso di responsabilità.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  assessori,  i  capigruppo
  hanno   trovato  un  accordo  su  un  emendamento  di   riscrittura
  dell'articolo  19  che riprende quello che la Commissione  Bilancio
  aveva già predisposto. Per questo motivo noi lo riproponiamo adesso
  in  maniera  tale che il Parlamento lo possa apprezzare  nella  sua
  interezza  e  si  possa  giungere ad un voto unanime  fissando  dei
  termini  entro i quali dovrà essere approvata la nuova riforma  del
  settore  e,  nel  caso  in cui ciò non avverrà,  è  chiaro  che  si
  ritornerà  col  vecchio sistema e quindi vi sarà la possibilità  di
  procedere così come per 90 giorni stiamo sospendendo. Credo che sia
  una buona norma, una soluzione che può accontentarci tutti e che ci
  mette  nelle  condizioni  di poter portare  un  risultato,  ripeto,
  condiviso da tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
  debbo  dire  che  abbiamo condiviso tutti e c'è la  firma  del  mio
  capogruppo,  ma,  senza volere fare polemica, questo  risultato  lo
  avevamo  già proposto e ottenuto in Commissione bilancio  e  quindi
  ritengo  che  anche il lavoro della Commissione, in  questo  senso,
  venga  premiato per la condivisione. Abbiamo finalmente un  impegno
  da  parte del Governo, che non eravamo riusciti ad ottenere, di una
  riforma  organica  e  strutturale della  forestazione.  Quindi,  da
  questo punto di vista, condivido totalmente l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti soppressivi
  presentati all'articolo 19 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'emendamento 19.R, di riscrittura dell'intero
  articolo 19.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, vorrei precisare che c'era un  emendamento  a
  firma  dell'onorevole Lentini e che portava la firma di gran  parte
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari. Questo emendamento  viene
  trasmesso  insieme agli stralciati, per essere trattato da  martedì
  prossimo,  cioè  seguirà  il  percorso  degli  stralciati  e  verrà
  trattato in via di urgenza.
   Onorevoli colleghi, ribadisco un concetto.
   Mi stanno arrivando emendamenti, compresi emendamenti governativi,
  che  sono  aggiuntivi rispetto alla materia e mettono in difficoltà
  in  primo luogo questa Presidenza. Siccome anche il Governo si  sta
  facendo  portatore  di emendamenti di singoli parlamentari,  vorrei
  ricordare  che  siamo parlamentari, siamo persone serie  e  abbiamo
  maggiore responsabilità rispetto a tutti gli altri.
   Invito  il  Governo, in primo luogo, e i singoli  parlamentari  di
  evitare   di  mettere  la  difficoltà  la  Presidenza  introducendo
  emendamenti   aggiuntivi  che  non  sono   stati   trattati   nelle
  Commissioni. Peraltro abbiamo un percorso d'Aula: martedì  ci  sarà
  una  Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari  e   da
  mercoledì  in  poi  si  riprenderà  il  percorso  sulle  norme  già
  stralciate  e  su  queste norme che già hanno  una  valutazione  di
  carattere complessivo. Sarà questione di sette giorni.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 20  Disposizioni in materia  di
  enti regionali , in precedenza accantonato.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei
  l'attenzione dell'Assessore Baccei, perché l'articolo  19  è  stato
  approvato.  Vorrei ricordare che questo Parlamento  ha  votato  una
  norma che recepisce quasi in toto o in toto la norma nazionale  per
  l'individuazione  dei  revisori, ovvero i Comuni  individueranno  i
  revisori mediante sorteggio.
   Poi  leggo  l'articolo 19, io lo leggo magari lei è distratto,  ma
  glielo  ricordo  io:  comma  2  a far  data  dalla  scadenza  degli
  organismi  attualmente  in  carica le funzioni  già  attribuite  al
  collegio  dei revisori di cui all'articolo 9 della legge n.  6/2000
  sono  svolte  da  due  revisori  dei  conti  nominati  con  decreto
  assessoriale';  comma  4  a far data dalla scadenza  degli  attuali
  incarichi,  le funzioni già attribuite ai collegi dei revisori  dei
  conti  sono  svolte da un revisore dei conti nominato  con  decreto
  dell'assessore .
   Mi  scusi, assessore, la domanda è questa: ma perché i comuni, che
  sono  eletti  dai cittadini, devono fare il sorteggio  e  gli  enti
  devono  prendere questi revisori nominati e quindi  c'è  sempre  la
  riserva dell'assessore che qualche amico se lo trova?
   Quindi,  io vi dico che sono stato buono, tranquillo  Noi dobbiamo
  dare  esempio  che lo schiaffo non lo diamo solo ai  comuni  perché
  devono  subire le nostre norme, e quindi mi rifaccio al mio collega
  capogruppo, onorevole Falcone, che presenti dei sub emendamenti per
  recepire  la norma assenza anche per queste cose, perché  la  legge
  deve  essere  efficace  in tutti gli organismi  pubblici,  Regione,
  liberi  consorzi.  Assessori che così poi si chiamano  il  revisore
  dicendogli  ti farò mettere qua, ti darò un bell'incarico'.  Guarda
  deputato,  non fare il monello, non ti preoccupare che il  revisore
  arriva.
   Quindi  dobbiamo dare il buono esempio, fermo restando,  assessore
  Baccei, che dovrebbe spiegare all'Aula, perché lo sa, io non ho una
  grande preparazione, sono inadeguato, mi deve spiegare cosa ciascun
  assessore regionale con proprio decreto definisce le rappresentanze
  degli  organi  degli  enti. Cosa sono le rappresentanze,  assessore
  Bacchi?  Questo lo vuole spiegare all'Aula? Perché noi  oggi  siamo
  chiamati  ad  approvare  una  finanziaria  ed  essere  più   chiari
  possibili.
   Evitiamo  queste  norme che richiamano una legge  che  poi  ti  da
  un'altra  legge  e  poi un'altra legge ancora e appena  finisce  la
  finanziaria  significa  che  si è aperta  la  campagna  elettorale.
  Quindi  o  lei fa una riscrittura, o recepisce la norma assenza  di
  cui noi, con orgoglio, ne abbiamo fatto un vanto o, altrimenti,  io
  vi sommergerò di interventi.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ringrazio
  l'onorevole  Milazzo, ma non è una norma mia, è una  norma  che  ha
  approvato  l'Assemblea e, quindi, è merito di tutti, ci mancherebbe
  altro
   Volevo  dire  solo che noi abbiamo già presentato, anche  a  firma
  dell'onorevole  Milazzo  e  di tutto il Gruppo,  un  emendamento  a
  questo articolo relativo, però, per uno svarione degli uffici, solo
  al  comma 4,. se possiamo correggerlo inserendolo anche al comma 2,
  perché  in  pratica  è  lo stesso principio  sempre  applicando  il
  principio della legislazione nazionale del sorteggio.
   Colgo  l'occasione, anche perché qua parliamo  solo  dei  revisori
  relativi agli Istituti scolastici, la differenza tra il comma  2  e
  il  comma  4  è fra Istituti pubblici, Istituti statali e  Istituti
  privati.
   Evidentemente,  lo stesso criterio deve valere  per  entrambi  gli
  Istituti,  però  -  se l'Assessore Baccei mi ascolta  un  attimo  -
  siccome questo articolo riguarda solo gli istituti scolastici,  noi
  dobbiamo  cercare, prima di chiudere la Finanziaria,  di  fare  una
  norma  omnibus  che  riguardi  tutte le  partecipate  e  gli  enti,
  comunque, controllati dalla Regione.
   E'  un  indice  di moralizzazione quando si parla  di  occupazione
  della  politica in ogni spazio, credo che daremmo un  buon  segnale
  all'esterno  nel  dire che almeno gli organi di  controllo  vengono
  svincolati dalle pressioni e dalle intrusioni della politica.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  sottoscritto
  l'emendamento  insieme ai colleghi Assenza e  Giuseppe  Milazzo  e,
  quindi, su questo argomento non mi soffermo, ritenendo che  c'è  un
  principio di carattere generale che è quello del sorteggio.
   Per  le  scuole si deve fare un albo provinciale, per cui  c'è  la
  possibilità, per tutti coloro che sono iscritti, di partecipare per
  provincia e vale lo stesso discorso per le partecipate.
   Io  invece,  Presidente Ardizzone, avevo presentato un emendamento
  che  ritengo  sia  coerente al testo e che il Governo  aveva  fatto
  proprio, addirittura, è finito tra gli aggiuntivi.
    Le spiego di che cosa si tratta.
   Si  tratta,  proprio, del contenimento della  spesa.  Il  Governo,
  l'Assessore Baccei, si era impegnato e di fatto  - Assessore,  così
  lei  ci  dà  una  mano e la ringrazio -, dicevo, lei  ieri  si  era
  impegnato addirittura a presentare l'emendamento aggiuntivo,  a  me
  non  interessa  chi  è  il  cattivo, a me interesse  che,  fra  gli
  aggiuntivi,  siccome  è coerente al testo, ed  era  un  emendamento
  presentato,  non  capisco  perché  sia  andato  a  finire  fra  gli
  aggiuntivi e le spiego di che cosa si tratta e vorrei che,  siccome
  è coerente al testo, si trattasse ora.
   Le spiego semplicemente perché.
   Con   la  Finanziaria  approvata  l'anno  scorso  si  è  data   la
  possibilità ai dipendenti regionali di andare in pensione.
   Che  cosa  si è verificato? Sono stati esclusi i dipendenti  degli
  Enti strategici che potevano usufruire della stessa possibilità.
   Siccome  la  previsione  del  decreto legge  95/2012  prevede  che
  possono  raggiungere i requisiti della pre-Fornero fino al dicembre
  2016,  perché  ha previsto un accordo con l'INPS, ritengo  che  sia
  anche  corretto, non solo dare la possibilità a questi soggetti  di
  andare in pensione, ma significa anche trasferire meno risorse  per
  il pagamento degli stipendi a questi Enti strategici.
   Era  un emendamento fra gli aggiuntivi e il Governo ha detto:  No,
  lo condividiamo, lo inseriamo .
   Oggi   vediamo  che  la  Presidenza  non  ha  ammesso  emendamenti
  aggiuntivi, per cui le chiedo la cortesia, se ritiene,  di  tirarlo
  fuori  dagli emendamenti aggiuntivi e di trattarlo perché si tratta
  proprio del contenimento della spesa e non incide.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, la ringrazio per  avere  posto  per
  l'ennesima volta la questione. Se si tratta di emendamenti che sono
  attinenti  all'articolo che noi stiamo trattando, lei correttamente
  si è rivolta al Governo, lo riscrive il Governo, lo aggancia ad uno
  degli articoli o agli emendamenti che sono in trattazione, però - e
  mi  riferisco  al Governo -se il Governo, per carità,  secondo  una
  giusta  impostazione  che  si  è data,  pensa  di  inserire  questo
  emendamento  in  un lungo elenco di commi che mi diventa  un  nuovo
  articolo  -  dobbiamo essere chiari - in un lungo elenco  dove  c'è
  legittimamente  l'emendamento  evidenziato  dall'onorevole  Grasso,
  l'emendamento  evidenziato  dall'onorevole  Ardizzone,  non  è  più
  emendamento   di   riscrittura  attinente   all'articolo   o   agli
  emendamenti, perché diventa complessivamente un nuovo articolo.
      Se   l'Assessore  Baccei  ha  ritenuto  di  condividere  questo
  principio, limitatamente all'aspetto da lei enunciato e  riesce  ad
  agganciarlo  correttamente, secondo quanto previsto dal Regolamento
  ad  un  articolo, l'Aula è nelle condizioni di votare  a  favore  o
  contro,  ma non me lo può inserire in un emendamento di tre pagine.
  Siamo chiari o no?

   LACCOTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Però,  se  riapriamo  un  discorso su questo  e  ognuno  pensa  di
  riagganciare i singoli emendamenti non ci siamo più.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, io pregherei l'Assessore  Baccei  di
  darmi ascolto per un momento.
   In  questa  Finanziaria  noi  abbiamo fatto  un  atto  importante,
  abbiamo  approvato  l'articolo  19,  però,  nelle  Commissioni,   e
  principalmente  nella  mia, abbiamo notato una  serie  di  sperperi
  nelle partecipate e negli enti regionali.
   Avevo  sollecitato l'Assessore al ramo a fare una  modifica  nella
  Finanziaria che può essere ancora oggi, secondo quanto indicato dal
  Presidente dell'Assemblea, riscritta con un emendamento che venga e
  ponga  fine ad uno stato di sperpero che è molto di più  di  quello
  che avviene nei forestali.
   Guardate, abbiamo messo mano solo a due di questi IRSAP  e  CRIAS,
  centinaia  di  milioni  di  euro per  spese  legali,  senza  nessun
  controllo da parte dell'Assessorato perché, secondo la norma, viene
  vietato questo.
   Allora, io chiedo che in questo articolo riscritto dal Governo una
  volta per tutti si ponga fine agli sperperi e venga messa mano alla
  riforma degli enti e delle partecipate con un controllo sulle spese
  legali  e con un controllo anche su quelle che sono alcune anomalie
  di sistema nelle partecipate.
   Non  capisco una Finanziaria, Assessore Baccei, che tende  a  fare
  risparmio  e  a togliere gli sperperi perché non ha  messo  mano  a
  questa.  Signor Presidente dell'Assemblea, questa non è   una  cosa
  personale  ma è una constatazione che i maggiori oneri di  sperpero
  avvengono  in questa Regione da  parte degli enti e da parte  delle
  partecipate regionali.
   Una volta per tutte, se chiediamo sacrifici noi dobbiamo avere  il
  coraggio  di mettere il bisturi là dove ci sono veramente sperperi.
  Allora,   le  chiedo  Assessore  Baccei,  Assessore  alle  attività
  produttive,   Assessore  all'agricoltura,  una  volta   per   tutte
  chiudiamola con questi sperperi e con questi clientelismi,  andiamo
  a mettere il bisturi là dove vi sono spese non rendicontate.
   Vi  faccio un esempio: noi abbiamo, praticamente, saputo che nella
  CRIAS  vi sono centomilioni di Euro non recuperati ma, nello stesso
  tempo, ci sono centinaia di migliaia di Euro date per spese legali,
  che  non  recuperano nemmeno un centesimo. Così per la CRIAS,  così
  per tutti gli altri enti sottoposti.
   Signor  Presidente della Regione, una volta per tutte noi dobbiamo
  chiuderla.  Vi sono commissari che continuano a dare incarichi  per
  spese  legali senza nessuna rendicontazione. Ed allora noi diciamo,
  se  noi dobbiamo chiudere con un modo di fare politica passato,  lo
  dobbiamo  fare  anche oggi affrontando, una volta  per  tutte  -  e
  questa  era  l'occasione - mettendo mano ad una riforma vera  degli
  enti  e  delle partecipate, perché il discorso di iniziare fra  una
  settimana,  da quando sono qua, l'ho sentito da dieci  anni,  dieci
  anni che si dice:  Poi lo facciamo con una legge .
   Abbiamo  avuto  la  dimostrazione che  l'Aula,  assessore  Baccei,
  quando  è  chiamata  alle  sue  responsabile,  si  prende  le   sue
  responsabilità.  L'abbiamo visto nell'articolo 19,  però,  è  anche
  vero  che il Governo deve mostrare la volontà vera di chiudere  con
  gli sperperi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Grasso,  mi  segua  un  attimo.   Il   suo
  emendamento è identico all'articolo 13, che era già stato  trattato
  in  I  Commissione, che è tra le norme stralciate. Per cui avrà  lo
  stesso  percorso,  quindi privilegiato d'urgenza,  da  mercoledì  a
  seguire. E' identico il contenuto. Non discutiamo più, il contenuto
  è  identico. Avrà lo stesso percorso. Ha fatto bene, però,  con  il
  suo  intervento  ad  evidenziarlo, però,  gradirei  che  i  singoli
  parlamentari   semplificassero  il  lavoro  della  Presidenza,   se
  vogliamo chiudere nei tempi dovuti.

   CANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANI.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  il  mio
  intervento  vuole  solo  precisare una  cosa  ed  approfitto  della
  presenza  dell'assessore Lantieri, che è interessata, che  riguarda
  la  materia  della  nomina dei revisori dei  conti.  Non  tanto  le
  modalità,  sorteggio, non sorteggio, perché già  è  stato  adottato
  questo sistema, questo metodo. Ma quanto ai requisiti previsti  dai
  revisori,  dai  commercialisti, da quanti  in  ogni  caso  vogliono
  partecipare o aspirare ad essere sorteggiati.
   C'è  una  circolare  del  9  ottobre  2015,  a  firma  dell'allora
  assessore  Pistorio, che va modificata, va bloccata  e  modificata,
  perché  prevede dei requisiti che in Sicilia i commercialisti  o  i
  revisori non possono acquisire.
   Mi  riferisco  a  questo  passaggio dove dice  che   entro  il  30
  novembre dell'anno precedente devono acquisire almeno dieci crediti
  formativi  per aver partecipato a corsi e/o seminari  formativi  in
  materia  di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria
  degli  enti  territoriali i cui programmi di approfondimento  ed  i
  relativi  testi  di verifica siano stati preventivamente  condivisi
  con  il  Ministero  dell'Interno . Lei sa bene, assessore,  che  la
  Sicilia  non  ha  aderito  a questa convenzione  con  il  Ministero
  dell'Interno,  quindi, i nostri revisori ed i nostri commercialisti
  non  possono  acquisire questi crediti e, quindi, restano  esclusi.
  Tant'è  che  già  qualche libero consorzio  ha  dato  il  via  alla
  procedura,  a  giorni ci saranno i sorteggio e, tra gli  aspiranti,
  tra  le  domande, ci sono solo concorrenti calabresi o  napoletani.
  Quindi,  diventa un paradosso ed anche, mi consenta, una  vergogna,
  cioè  non  potere  dare  la  possibilità  ai  nostri  corregionali,
  revisori  o  commercialisti di partecipare e di aspirare  a  questa
  carica, ma parlo solo per quelli fuori regione.
   La  prego di modificare la circolare n. 11 del 9 ottobre 2015  che
  si  riferisce alla legge n. 15 e di bloccare eventuali sorteggi che
  già  sono  in atto, quali per esempio, dalla settimana prossima  in
  provincia  di  Agrigento, se è possibile chiamare il commissario  e
  bloccare in attesa di questa modifica. Va anche modificata la norma
  che  abbiamo approvato, l'emendamento Falcone, relativo alla nomina
  dei  revisori negli enti locali, nei comuni, perché porta la stessa
  condizione e, quindi, anche lì andremmo ad escludere i revisori e i
  commercialisti siciliani.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GIACINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  intervenire relativamente alla nomina dei revisori dei conti  delle
  scuole per un semplice motivo: dobbiamo sapere che un revisore  dei
  conti  nominato nelle scuole percepisce una parcella di  circa  100
  euro  al mese, ciò significa 1.200 euro l'anno. Se facciamo passare
  l'idea  del sorteggio per la trasparenza, che sarebbe corretto,  ci
  dobbiamo rendere conto che un professionista, considerate  che  può
  essere  nominato  un professionista di Catania che  deve  andare  a
  Trapani, e soltanto la trasferta ci costerebbe 500 euro al  giorno,
  quindi,  è  illogico  che  noi  diamo  100  euro  al  mese  per  il
  professionista e 500 euro di trasferta.
   Se dobbiamo fare spending review ritengo che già un professionista
  deve  accettare  - io non accetterei mai di fare  il  revisore  dei
  conti  in  una scuola perché le responsabilità che si  assume  sono
  tantissime, per guadagnare 100 euro al mese, figuratevi se ci  devo
  andare  tramite un sorteggio -  per cui, ritengo che  quelli  delle
  scuole  rimangano  di  nomina  dell'assessore  perché  può  fare  i
  revisori di quella provincia in quella provincia e, quindi,  è  più
  logico che rimanga così.
   Rispetto  a  quanto  detto  poc'anzi  dal  collega  Cani,  ho  già
  sollevato  il  problema ieri all'assessore di questa circolare,  la
  circolare  n. 11 del 2015 dell'assessorato agli enti  locali  e  mi
  stranizza  che possano fare firmare una circolare ad  un  assessore
  dove  si  richiedono dei requisiti che, purtroppo, i professionisti
  siciliani  non  hanno  perché la Sicilia  non  ha  sottoscritto  la
  convenzione  con il Ministero degli interni per cui non  può  avere
  crediti formativi condivisi con il Ministero degli interni, per cui
  nessun  professionista,  se  si  utilizza  questa  circolare,   può
  partecipare a fare il revisore dei conti nei liberi consorzi.
   Pertanto,  assessore, la invito ad occuparsene immediatamente,  se
  poi  l'onorevole  Falcone la stessa cosa l'ha scritta  sulla  norma
  degli  enti  locali,  la  invito con un 117 a  rettificarla  perché
  altrimenti nessun revisore siciliano può fare più il revisore degli
  enti locali.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  porre  l'attenzione del Governo su due questioni:  la  prima  è  la
  richiesta, attraverso un apposito comma di questo articolo, che  il
  Governo  fa a proposito dei revisori dei conti. Il Governo,  da  un
  lato,  in  un articolo della Finanziaria... Presidente, mi ascolti,
  non  dia  retta all'Assessore Cracolici: è un uomo che  pensa  male
  sempre per gli altri, per sé pensa bene. Glielo dico sul mio onore.
  Per se pensa bene, eccome se pensa bene  Le luci si spengono e sono
  sempre accese  Andreottiano.
   Le  volevo  sottoporre  alcune valutazioni. La  prima:  Presidente
  Crocetta, abbiamo con legge stabilito che i revisori dei conti,  un
  apposito articolo di questa Finanziaria, negli enti locali verranno
  sorteggiati.  Adesso  in questa comma, che  non  ricordo  se  è  il
  quattro  o  il  cinque,  viene  tolto  pure  agli  enti  locali  la
  possibilità della presenza nei collegi dei revisori delle scuole  a
  favore, invece, guarda caso, di nomine dirette che fa il Governo.
     Io non voglio incidere nelle scelte del Governo, ma gradirei che
  il Governo rivedesse questa posizione, lasciando la possibilità che
  l'ente locale scelga il nominativo attraverso il sorteggio e  possa
  essere sempre presente nell'ambito di quelli che sono i collegi dei
  revisori delle scuole. E' un criterio, credo, corretto, onesto, che
  rimetto alla sua valutazione.
   La seconda questione è quella relativa ai commissari.
   Presidente della Regione, cari colleghi, io non credo che si possa
  pensare  che,  pur  di fare un'azione contro il Governo,  si  possa
  consentire  che  un commissario duri in un ente soltanto  tre  mesi
  perché  non  si  assicura  la  continuità  amministrativa,  non  si
  assicura   tutto  ciò  che  l'Amministrazione,  in   una   gestione
  commissariale, può fare, perché significa avviare un  turnover  che
  se  da un lato mette a nudo le carenze di un Governo che non riesce
  a  fare i consigli d'amministrazione, non credo che il rimedio  che
  il   Parlamento  vuole  porre,  perché  questo  emendamento  è   un
  emendamento  frutto dei lavori della Commissione, sia  migliore  di
  quello  che,  in realtà, potrebbe essere la soluzione di  eliminare
  questo comma.
   Quindi, Presidente della Regione vorrei che lei esaminasse il  mio
  emendamento  di  soppressione  del  comma  8  perché   lo   ritengo
  irrituale, non consono a quelli che sono gli interessi dell'ente e,
  soprattutto,  ritengo  che  non  verrà  assicurata  la   continuità
  amministrativa.
   Se  il Governo è nelle condizioni proceda alla nomina dei consigli
  d'amministrazione e faccia un'attività positiva in favore dei  suoi
  uffici.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 20  della
  Finanziaria  del 2016 interviene nell'ambito, appunto,  degli  enti
  regionali disponendo, in termini del tutto eterogenei, modifiche  a
  norme  pregresse.  Mi  preme qui ricordare  che  l'articolo  7  del
  disegno  di  legge  e l'articolo 20 prevedono che  le  disposizioni
  stabilite  dalla  legge regionale n. 9/2015 non si  applicano  alle
  IPAB.
   Vorrei   ricordare,  e  rimarcare  l'attenzione   dell'Aula,   che
  l'articolo  39 prevedeva un obbligo in capo al Governo,  entro  120
  giorni  dal  mese  di  maggio, entrata in  vigore  della  legge  di
  stabilità  2015,  si  predisponesse  un  piano  di  riordino  delle
  cosiddette partecipate.
   Non  riesco a comprendere per quale motivo, a distanza di un anno,
  si  esclude  dall'applicazione della normativa, e si  escludono  le
  IPAB  che, a mio avviso, invece, necessitavano di un intervento  di
  riordino e possibilmente anche un intervento di riforma.
   Sembra  che,  effettivamente, che il Governo voglia rinviare  sine
  die  qualsiasi tipo di intervento nell'ambito del settore dell'IPAB
  dove  a  mio  avviso,  necessitano, invece,  di  un  intervento  di
  modifica radicale.
   Su  questo argomento vorrei che, effettivamente, venisse  data  la
  risposta  da  parte  del Governo, perché credo che  sia  del  tutto
  inaccettabile che, nell'ambito di una disposizione, che prevede  un
  obbligo  in  capo  al  Governo di procedere ad  un  riordino  delle
  partecipate, escludere l'IPAB.
   Il  comma  successivo,  il  comma 8, vorrei  che,  effettivamente,
  Presidente, poiché è una norma di carattere generale, nel senso che
  i  commissari non possono durare oltre il termine di 90  giorni,  3
  mesi,  non  riesco a capire per quale motivo il Governo  predispone
  questo arco temporale esclusivamente nei confronti degli enti e non
  introduce   anche   le   istituzioni.   E'   una   scelta   oppure,
  effettivamente, è una dimenticanza, io non riesco a comprendere per
  quale  motivo  gli  enti  dovrebbero essere  commissariati  per  90
  giorni,  mentre nelle istituzioni possono durare i commissariamenti
  sine die senza immaginare, effettivamente, una scadenza, a meno che
  non  è  prevista  nel  decreto,  appunto,  di  commissariamento  e,
  appunto, di nomina. Se c'è una regola non può che valere in termini
  di carattere generale e non semplicemente o solamente nei confronti
  degli enti.
   Preme anche ricordare, che molte istituzioni sono commissariate da
  anni  e,  a  mio avviso, questo forse, andrebbe a regolamentare  un
  settore  che  non  può essere disciplinato così come  avvenuto  nel
  passato.  Mi  preme  ricordare che i commissari  straordinari  sono
  quelli   che   sostituiscono  gli  organi  ordinari,  che   possono
  semplicemente  e  solamente  svolgere alcuni  adempimenti,  ma  che
  debbono essere subito sostituiti dagli organi ordinari. Invece, qui
  abbiamo   assistito   negli   anni   che   l'organo   straordinario
  commissario,  ha  sostituito, senza soluzione di  continuità,  anni
  dopo  anni,  organi  che,  a mio avviso,  invece,  dovevano  essere
  gestiti,  amministrati, diretti e controllati dagli organi preposti
  che la legge in qualche modo individua.
   Io  credo  che  su  questo  argomento il  Governo  dovrebbe  avere
  maggiore  attenzione  e,  soprattutto, se è possibile,  riscontrare
  quanto  da  me  evidenziato,  per  avere  eventualmente  anche   un
  chiarimento se trattasi di una semplice dimenticanza, o  se  è  una
  scelta voluta e determinata.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Fazio. Ha facoltà  di  parlare  il
  Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati, io penso che a questo punto, abbia ragione l'onorevole Di
  Mauro  a dire  togliamo il comma , per evitare di creare situazioni
  e   facciamo  diventare  questo  un  argomento  di  ritardo   della
  Finanziaria, per una questione, tutto sommato, su cui io credo  che
  noi  dobbiamo evitare di bloccare e dobbiamo andare avanti,  perché
  ci sono delle riflessioni da fare. Quando commissariamo un ente può
  essere  anche  un  ente  locale,  può  essere  un  comune   che   è
  commissariato  fino  alla  scadenza naturale  delle  elezioni,  può
  essere   commissariato  in  sostituzione  del  consiglio  comunale.
  Allora, che facciamo?
   Ogni  3 mesi gli ridiamo una governance diversa fino a quando  non
  si  va  alle  elezioni. Ci sono una serie di aspetti che  attengono
  anche ad un minimo di stabilità. Quindi io a questo punto condivido
  la  proposta  dell'onorevole Di Mauro, per dedicare a  questo  tema
  un'argomentazione   in   fase   di  legge   sulla   semplificazione
  amministrativa,  potremmo disciplinare,  fare  una  disciplina  dei
  commissariamenti più organica e per evitare che questo  avvenga  in
  modo così non approfondito.
   Quindi, io sono, a questo punto, per la soppressione del comma 8.

   PRESIDENTE. Dell'intero articolo o del comma 8?

   CROCETTA, presidente della Regione. No, del comma 8.

   PRESIDENTE.  Mi  ero  rallegrato, pensavo che  si  riferisse  alla
  soppressione dell'articolo così andavamo avanti.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, avevo chiesto di intervenire  proprio
  sul  punto,  ma  dopo  le  rassicurazioni del  Governo  che  è  per
  sopprimere il comma 8 non c'è più ragione di insistere.
   Grazie.

   CASCIO S. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  S.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  intervengo  perché  ho sentito alcuni colleghi che  hanno  espresso
  alcune  perplessità e queste perplessità non solo le  condivido  ma
  invito  il  Governo e in particolare l'assessore Lantieri  a  stare
  attenta  a  questo  aspetto.  E l'aspetto  è  il  seguente,  signor
  Presidente: noi abbiamo votato una norma per cui gli enti locali  i
  revisori  dei  conti vanno a sorteggio. Votando  questa  norma  noi
  abbiamo  aderito  a  quello  che è la  legge  nazionale.  La  legge
  nazionale   prevede  che  questi  revisori  abbiano   dei   crediti
  formativi,  cosa  che in Sicilia non c'è. Allora  noi  ci  potremmo
  trovare nell'ipotesi con una legge approvata dell'impossibilità  di
  fare  il sorteggio per il revisore e sarebbe un disastro, un danno.
  E  allora  ci  vogliono due cose: la prima fare la convenzione  per
  fare i crediti formativi e ci vuole il tempo che ci vuole, ma nella
  legge  dobbiamo mettere una norma transitoria in cui diciamo  nelle
  more di acquisire il credito formativo cioè che può essere postumo,
  gli  diamo dodici mesi di tempo per acquisire il credito formativo,
  se no saranno bloccati tutti. E chiaro?
   La seconda questione. Noi non possiamo fare due pesi e due misure.
  Quando  andiamo alla pubblica istruzione al revisore dei conti  che
  viene  nominato dall'assessore, ci troviamo una discrasia perché  i
  revisori  in effetti sono due: uno lo nomina l'ente locale  per  le
  scuole primarie a sorteggio e uno lo nomina l'assessore. E allora o
  li uniformiamo e ci mettiamo d'accordo perché nemmeno questo metodo
  è giusto. È a livello di correzione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, rubo qualche
  minuto.  Vorrei  collegarmi a quanto detto dall'onorevole  Fazio  e
  all'accenno che ha fatto alle istituzioni di pubblica assistenza  e
  beneficenza. Io vorrei dire che sono contenta di questo comma 7 che
  è  stato  introdotto  durante la sessione di bilancio  perché  darà
  l'opportunità a questa istituzione finalmente di vedere nominati  i
  consigli dei amministrazione.
   Vorrei  ricordare che tutte queste strutture hanno subito, proprio
  utilizzo questa parola, subito commissariamenti fiume fino ad oggi,
  commissariamenti iniziati addirittura prima che questa  legislatura
  avvenisse ma voi ci avete messo il carico, caro Governo, perché non
  è  stato nominato neppure un consiglio di amministrazione in  tutto
  questo tempo.
   I   commissari.  Io  non  ho  nulla  contro  i  commissari,   però
  ricordiamoci  che  i  commissari vengono remunerati,  probabilmente
  giustamente,  ma  ingiustamente perché, perché non  vengono  invece
  remunerati  parecchi lavoratori che, pur continuando a prestare  il
  loro  servizio  in  queste strutture, subiscono una  situazione  di
  ritardo degli stipendi a causa della mancata riforma che si attende
  già  dal 2000, mancato recepimento dell'articolo 10 della legge  n.
  328  e  che  era  un'intenzione manifestata da questo  Governo  già
  addirittura  il  30  novembre  del 2012,  cioè  all'indomani  delle
  elezioni.  Questo  Governo aveva detto:  faremo  la  riforma  delle
  IPAB'.
   Siamo  arrivati  al 2016, ancora siamo qui ad uno stallo.  Perché?
  Perché i Commissari, caro Presidente, vengono pagati, inviati dalla
  Regione,  ma vengono pagati dalle strutture. Le strutture  che  non
  ricevono  nessun contributo regionale e vorrei dire all'Aula  e  al
  Governo, dato che in questi giorni è stato detto più volte  che  ci
  sono  diritti  acquisiti,  che ci sono i  contratti  nazionali  del
  lavoro   che  dobbiamo  rispettare,  che  ci  sono  diciamo   parti
  accessorie  degli stipendi che dobbiamo rispettare, che per  questi
  lavoratori non c'è rispetto di nulla.
   Questa finanziaria per l'ennesima volta presenta zero sul capitolo
  della  legge  71  che  ricordo essere un obbligo.  La  Regione  non
  contribuisce  con nessuna somma per giunta manda i Commissari,  per
  giunta  non  fa  la  riforma, per giunta non fa  il  decreto  sulla
  integrazione socio-sanitaria.
   Quindi,  questo  fatto è gravissimo e torno a restituire  all'Aula
  questo  argomento  pregando, se ci sarà  spazio,  di  trattare  gli
  aggiuntivi  fossero  anche solo quelli del Governo  ricordando  che
  oltre  i  nostri  ci sono emendamenti dell'Assessore  Micciché  per
  rimpinguare questo capitolo che ricordo essere un obbligo a cui  ci
  siamo sottratti già dalla scorsa finanziaria.

   PRESIDENTE. Grazie.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.   Presidente,  colleghi,  noi  nei  giorni  scorsi   abbiamo
  approvato l'articolo 11 in materia di revisore dei conti. Credo che
  questa  norma ha bisogno di una, come dire, aggiustata perché  così
  com'è  renderà  molto  difficile  la  sua  applicazione  e,  a  tal
  proposito,  io sto depositando un ordine del giorno  con  il  quale
  chiedo  che  questa  norma una transitorietà per  cercare  di  fare
  adeguare  i  nostri revisori dei conti a quello che è  il  richiamo
  della  normativa  nazionale che assegna dei  crediti  formativi  ai
  revisori   dei   conti  che  sono  inseriti  dentro  alcune   fasce
  demografiche perché a seconda di dove tu fai il revisore dei conti,
  hai un credito formativo diverso rispetto ad un altro.
   Allora,  la  norma che noi abbiamo approvato tutto questo  non  lo
  prevede. Vero è che c'è un richiamo alla normativa nazionale  ma  è
  anche  vero  che  c'è scritto che la normativa  stessa  scatta  nel
  momento in cui viene approvata la finanziaria o nel momento in  cui
  si arriva, come dire, alla sostituzione dei revisori dei conti.
   Tutto  questo penalizzerebbe fortemente i professionisti siciliani
  quindi  ci vuole una norma transitoria in maniera tale che i nostri
  professionisti  possano  avere  quei  crediti  formativi  che   gli
  consentono  di  accedere  alle varie postazioni.  Per  questo,  sto
  presentando  un ordine del giorno che chiede al Governo  di  tenere
  conto di questa fattispecie. Grazie.

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA. Signor Presidente, signori Assessori, solo una nota  di
  chiarimento  da  parte del Governo perché pocanzi è intervenuto  il
  collega  Fazio  per  sapere  qual è la  ragione  per  la  quale  il
  paragrafo  7,  articolo 20 dove si parla  si applica alle  IPAB  la
  normativa dell'articolo 39 della legge 9 del 2015', c'è una ragione
  di  carattere politico-amministrativo perché tale previsione  venga
  posta  quando questi enti hanno bisogno veramente di una  effettiva
  riforma?   Volevo  una  risposta  del  Governo  signor  Presidente.
  L'Assessore competente se mi può dare una risposta .

   PRESIDENTE.  Può parlare più vicino al microfono? Può ripetere  la
  domanda?

   GIUFFRIDA. Chiedevo per quale motivo nel paragrafo 7 dell'articolo
  20  viene  ad  essere  sottratta la  normativa  sulle  IPAB,  sulla
  revisione degli enti dell'articolo 9 del 2015.

   SUDANO. Perché ci sono più enti, tre non bastavano.

   GIUFFRIDA.  Si, ma quella è tutta una normativa che abbisogna  non
  solo dal punto di vista numerico, ma è una realtà giuridica che  ha
  bisogno di una revisione. Per questo voglio capire per quale motivo
  si  sottraggono le IPAB. Voglio una risposta compiuta, di carattere
  programmatico,   politico,  amministrativo.  Desidererei   saperlo,
  perché  non vedo il motivo per cui le IPAB debbano essere sottratte
  alla  revisione  degli enti. Se mi convincete  posso  essere  anche
  d'accordo.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento soppressivo  20.1,  a  firma
  dell'onorevole Di Mauro. Lo mantiene o lo ritira?

   DI MAURO. Ritiro tutti gli emendamenti soppressivi, eccetto quello
  del comma 8.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.18, a firma dell'onorevole
  Cordaro. E' ritirato.
   Gli emendamenti 20.22 e 20.17 sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 20.34, a firma dell'onorevole Anselmo.

   ANSELMO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.20, a firma dell'onorevole
  Fontana.

   FONTANA. Lo ritiro.
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.38, a firma dell'onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Grazie signor Presidente. Onorevoli colleghi,  questo
  articolo  era  arrivato in Commissione con la  dicitura  fino  alla
  legge  4  aprile  2012,  n.  35.  Dopodiché  il  periodo   che   le
  disposizioni  del  presente  comma  non  si  applicano  agli   enti
  nominativamente indicati nell'Allegato 1 parte A  fino  alla  frase
  finale, è stato aggiunto durante la notte della commissione.
   Presidente Crocetta io gradirei da lei questo riscontro. La  norma
  così   come  era  scritta  era  condivisibile,  perché  dava  piena
  applicazione  a  una  sentenza  del  CGA,  metteva  finalmente   la
  normativa  nazionale anche sul territorio regionale siciliana.  Era
  una  norma  davvero condivisibile. Ma nel momento in cui andiamo  a
  scrivere  che la disposizione del presente comma non si  applica  a
  quell'elenco  al quale fa riferimento era un elenco lunghissimo  di
  nomi  di  enti regionali; per cui alla fine, quando abbiamo chiesto
  all'assessore Baccei: scusate, ma quale ente è rimasto  escluso  da
  quest'esclusione? Non sapeva rispondere. Perché  non  ce  ne  erano
  più, li avevamo nominati tutti.
   Allora  se  dobbiamo  fare le norme, e devono essere  delle  norme
  giuste,  poi però non possiamo andare ad escludere tutti  gli  enti
  della  Regione, perché allora abbiamo fatto un manifesto  E  noi  a
  votare i manifesti, ovviamente, non ci stiamo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.21, a firma dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.26, a firma dell'onorevole
  Fontana. E' ritirato.
   Si passa all'emendamento 20.43, a firma dell'onorevole Turano.
   Lo mantiene o lo ritira, onorevole Turano?

   TURANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 20.41 a firma dell'onorevole
  Cascio Salvatore.
    E' ritirato.
   Si  passa  all'emendamento  20.39. Lo  mantiene  o  lo  ritira  il
  Governo? Il Governo lo mantiene.
   Il parere della Commissione?.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.
   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  ed  il
  Governo l'ha proposto pongo in votazione l'emendamento 20.39. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 36 è precluso. L'emendamento 32 è precluso. Il n.  3
  è  ritirato,  il n. 4 è ritirato. L'emendamento 20.16  è  ritirato.
  L'emendamento  20.31  è  ritirato.  L'emendamento  25  è  ritirato.
  L'emendamento  20.15 è ritirato. L'emendamento  20.24  è  ritirato.
  L'emendamento 20.33 a firma dell'onorevole Assenza. Lo mantiene?

   Mi  scusi, però ora in questo momento, onorevole Falcone mi arriva
  un sostitutivo del comma 4.
   Abbiamo  da votare l'emendamento 20.33.1 perché era estensivo  sia
  del comma 2 sia del comma 4.
   Il  parere del Governo? Stiamo votando il 20.33.1 estende al comma
  2 e al comma 4.

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole  a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo pongo in votazione l'emendamento 20.33.1.
   Scusate  il Governo ha detto favorevole e la Commissione ha  detto
  favorevole   a   maggioranza.   La  commissione   è   rappresentata
  dall'onorevole Vinciullo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 20.33. C'è una richiesta di voto segreto.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole  a maggioranza.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.33

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 20.33.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          27
   Contrari            44
   Astenuti             0

                            Non è approvato

   Si passa all'emendamento 26. E' ritirato. Si passa all'emendamento
  2.14. E' ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 20.13 a firma Cordaro è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne Ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'attenzione,  sull'emendamento 20.13 Presidente  della  Regione  e
  Assessori,  perché  noi  manteniamo l'emendamento  soppressivo  del
  comma  6,  ritenendo che sia, questo comma 6,  così  come  è  stato
  pensato  antigiuridico,  nel senso che  una  legge  regionale,  non
  soltanto non può porsi in contrasto con lo statuto di un ente, ma a
  maggior ragione, non lo può modificare.
   L'organo  preposto alla modifica di uno statuto è solo e  soltanto
  l'assemblea  dei  soci e, per questa ragione,  non  può  farsi  per
  legge.
   Vi  invito,  dunque,  a votare per la soppressione  del  comma  6,
  perché stiamo votando altrimenti una norma che si pone in contrasto
  con il corpus legislativo dello Stato italiano.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.6. Il  parere  del
  Governo?

   CROCETTA.  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  in realtà quello che dice l'onorevole Cordaro una  ratio
  ce  l'ha,  perché basterebbe fare le assemblee per  modificare  gli
  statuti,  quindi  sinceramente,  anche  perché  poi  anche   avendo
  approvato  questa  norma che diventa una norma manifesto,  in  ogni
  caso bisognerà dare entro quindi diciamo che una norma che se c'è o
  non c'è non è cambi molto. Perché la volontà del socio quindi.
   Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, perché la
  Commissione bilancio ha pensato di fare questa norma?
   Intanto  per  un semplice motivo, ve n'è un'altra, attualmente  in
  vigore,  che  prevedeva  che i consigli  di  amministrazione  delle
  società a qualsiasi titolo partecipate dalla Regione o da società a
  sua  volta  partecipate dalla Regione, dovevano  ridurre  a  tre  i
  consigli di amministrazione, cosa che non è avvenuta, nel senso che
  ci  sono  società  ancora  partecipate della Regione  che  hanno  9
  componenti, per 60 dipendenti, per fare solo un esempio,  significa
  che  se mettiamo anche i 3 revisori dei conti: 12 più due supplenti
  14,  ci sono società in cui ogni 5 lavoratori c'è un componente del
  consiglio di amministrazione.
   Cioè  ogni  5  lavoratori  c'è  un  componente  del  consiglio  di
  amministrazione.
   Allora,  veda,  Presidente,  questa  cosa  non  la  possiamo   più
  assolutamente  né  sopporto rare né tollerare, abbiamo  pensato  in
  questi anni di potere ridurre questi costi, così non è.
   Continuiamo  ad  avere  queste società  quasi  tutte  in  perdita,
  chiaro   Quasi  tutte  in  perdita  Perché  se  fossero  in  attivo
  potremmo   anche   giustificare  9  componenti   di   consigli   di
  amministrazione.
   Dopodiché  onorevole Cordaro, veda le società dove  la  Regione  è
  maggioritaria,  possiamo  dargli  un'indicazione?   Oppure   queste
  società  dove  la  Regione nell'assemblea  ha  la  maggioranza  del
  capitale, noi non possiamo intervenire.
   Cosa stiamo dicendo alle nostre controllo tate? Cioè a casa nostra
  cosa  stiamo dicendo? Abbiamo scritto entro i 60, io mi  sono  reso
  conto,  che  è  pressoché impossibile, ho fatto  l'emendamento  per
  portarlo  a 120, stiamo dicendo che a casa nostra non possiamo  più
  avere  9 componenti di consigli di amministrazione, più 3 revisori,
  più 2 supplenti.
   La  situazione è sotto gli occhi di tutti, perché ci sono  società
  che  lavorano  solo  per pagare i Consigli di  amministrazione,  mi
  sarei  aspettato  da lei Presidente Crocetta che di  fronte  a  una
  proposta  della Commissione che è quella di snellire e di  tagliare
  su  fasce  insopportabili  di abuso vi fosse  stato  da  parte  del
  Governo il parere favorevole.
   Per  questo  motivo  la Commissione continua a ribadire  la  bontà
  dell'azione che ha svolto, chiedo al Governo di riverificare con il
  parere che ha dato, anche perché Presidente Crocetta bisogna capire
  se  è questo Governo è a favore di tenere tutta questa gente oppure
  no.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, questo argomento  perché  voglio
  intervenire,  è  stato trattato in Commissione bilancio.  Che  cosa
  avevamo  detto  in Commissione bilancio? Di rettificare  l'articolo
  dove giusto è che si portano a tre componenti ma entro 120 giorni e
  l'Assemblea  che  porta  a  tre  i  componenti,  non   può   essere
  l'Assessore  che gli dice di portali a tre. Questo  era  stato  già
  discusso in Commissione bilancio se non si va in contrasto  con  il
  Codice  civile,  non  può  essere  l'Assessore  regionale  a   dire
  portiamolo  a  tre o portiamolo a cinque. La norma  deve  dire:   I
  Consigli di amministrazione sono portati a tre entro 120 giorni, 60
  giorni, 90 giorni, gli Statuti si devono adeguare, non li può  dire
  l'Assessore regionale.

   PRESIDENTE.  Noi  stiamo votando, non si è  compresa  qual'  è  la
  posizione della Commissione, quella del Governo è che si è  rimesso
  all'Aula.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
   Contrario

   PRESIDENTE. pongo in votazione l'emendamento

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.13

   PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 20.13.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
  dell'emendamento soppressivo preme il pulsante verde; chi vota no
  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.ù

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutino segreto:

   Presenti               73
   Votanti                73
   Maggioranza            37
   Favorevoli             17
   Contrari               56
   Astenuti                0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.27. Onorevole Vinciullo lo ritira?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Andiamo  da  60 a 120 per dare più tempo di fare questo intervento,
  quindi se l'Assemblea è disponibile a votarlo favorevolmente,

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione l'emendamento 20.27 chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 20.25 l'onorevole Di Mauro  lo  ritira.
  L'onorevole  Di  Mauro  ha  detto  che  ritirava  tutto  tranne  la
  soppressione del comma 8.
   Io ho dato per scontato che c'era il ritiro.

   CORDARO. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 20.8, degli onorevoli Di Mauro ed altri.

   DI  MAURO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 20.19, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 20.12, dell'onorevole Cordaro ed altri, è
  ritirato.

   CORDARO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 20.9, degli onorevoli Di Mauro ed altri.
  Soppressione del comma 8. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'Economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   VULLO.  Il  Governo  è  favorevole alla  soppressione?  Chiedo  di
  intervenire.

   PRESIDENTE.  No,  non  può. Siamo in fase di  votazione.  Non  può
  intervenire  Solo se si astiene. Si astiene  Se si astiene si metta
  lì  ed evitiamo l'incidente di ieri e così non partecipa tra quelli
  che si alzano e si siedono. Ha facoltà di parlare.

   VULLO.  Presidente,  mi scusi. Stiamo parlando  dell'articolo  20,
  comma 8. Nel comma 8 si parla delle IPAB.

   PRESIDENTE.  No, onorevole Vullo. Chi è favorevole  resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 20, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Brusìo in Aula)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   GRASSO.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 20

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  20.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           72
   Votanti            72
   Maggioranza        37
   Favorevoli         43
   Contrari           29
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Sospendo l'Aula per tre minuti, per interloquire con il Presidente
  della Regione.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.03, è ripresa alle ore13.06)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 28,  in  precedenza
  accantonato.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo  è
  l'articolo  di  finanziamento  delle  disposizioni  in  materia  di
  personale  precario.  C'è poco da discutere,  in  questo  articolo,
  perché  abbiamo  assistito ad annunci, ad  annunci  di  agenzie  di
  elenchi,  ad  annunci di stabilizzazioni, ad annunci di  contributo
  decennale  per  i  comuni che procedevano alla stabilizzazione  dei
  precari  e,  invece, solo una misera proroga fino  al  31  dicembre
  2016.
   Questo  Governo ha dimostrato la propria incapacità ed il  Governo
  nazionale, soprattutto quando ha avuto la possibilità di  dare  una
  mano alla Sicilia per i precari, che cosa ha pensato di fare con il
  famoso  decreto 101? Di dimenticarsi, soprattutto quando  c'era  un
  ministro  siciliano che, in Sicilia, c'era una platea di precari  e
  c'era una Regione che meritava di avere un'attenzione particolare.
   Oggi,  24 milioni di persone sono in mezzo ad una strada perché  è
  stato  diminuito anche il contributo ai comuni. Questa  finanziaria
  della  trasparenza,  questa finanziaria della  rivoluzione,  questa
  finanziaria  dell'incentivo, a che cosa? Alle categorie produttive.
  E'  una finanziaria che lascia a mare le famiglie perché non dovete
  dimenticare  che i comuni, quest'anno, non è vero che  hanno  avuto
  risorse,  hanno avuto accesso ai mutui perché è stato diminuito  il
  contributo che viene dato per i precari, anziché il 10 per cento, i
  comuni dovranno mettere il venti per cento.
   Assessore Lantieri, siccome questo è un tema delicato perché  qui,
  al  pari  dei precari regionali che gravano al 100 per cento  sulla
  Regione,  al pari di tutti i dipendenti delle partecipate  dove  si
  torna  indietro  dopo che si approvano articoli,  i  precari  della
  Sicilia  e, soprattutto, quei comuni che avevano, in virtù  di  una
  legge  regionale, la 24/2012, proceduto alle stabilizzazioni, oggi,
  a  distanza  di tre anni, per effetto del DL 101 vedono scadute  le
  graduatorie   ed  il  paradosso  qual  è?  Che  devono   accollarsi
  nuovamente  la  spesa perché si dovranno fare le procedure,  sempre
  per quella stessa categoria di soggetti.
   Questo  è un Governo che ha dimostrato di non avere strategia,  in
  questi  tre anni, e le uniche norme che stanno passando  in  questa
  finanziaria e sono state approvate riguardano i cantieri di  lavoro
  per  i  comuni,  per il culto, IRFIS, IRCAC,  è stata semplicemente
  iniziativa del gruppo di opposizione, Forza Italia, PID, Grande Sud
  e Lista Musumeci. Io chiedo un impegno ed un impegno serio da parte
  sua, caro Assessore, affinché al termine della finanziaria, si apra
  a Roma un tavolo tecnico per trovare soluzione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidente del Vice Presidente Lupo

   Da  vent'anni  i comuni non assumono personale ed è una  vergogna.
  Oggi,  questo  Governo  aveva  illuso i  precari,  addirittura,  si
  formava  un'agenzia,  invece, continuiamo  a  sistemare  le  stesse
  persone, continuiamo a garantire le stesse persone  ed ancora  alle
  famiglie dobbiamo dire che il trasporto interurbano, soprattutto  a
  quei  piccoli comuni, proprio a quei piccoli comuni che  non  hanno
  entrate  e  che  abitano nelle montagne e ed hanno  dei  figli  che
  devono fare trenta, quaranta chilometri per andare a scuola, questo
  Governo  dovrà  avere  il coraggio di dire che  per   il  trasporto
  interurbano non è stata prevista una norma, non è stato previsto un
  euro  e  la  sottoscritta,  all'articolo  8,  aveva  presentato  un
  emendamento,  ma non si è potuto discutere perché la Presidenza  ha
  ritenuto di stralciare l'emendamento perché non c'era la copertura.
   Bene   Lo ridiscutiamo all'articolo 22, nel rifinanziamento  della
  spesa,  perché non c'è stata attenzione né per i disabili,  né  per
  gli  ultimi,  né per le famiglie. Questo è il risultato  di  questa
  finanziaria.
   Non  facciamo dei comunicati stampa di plauso, perché c'è poco  da
  plaudire,  si  sono  solo  garantiti  i  privilegi.  Il  presidente
  Crocetta  ieri  parlava di consulenze. I comuni  non  possono  fare
  consulenze,  lo scandalo sono le consulenze degli enti  partecipati
  della  Regione, lo scandalo sono quelle consulenze di  cui  parlava
  l'onorevole  Laccoto  perché,  ogni  tanto,  fa  piacere  ascoltare
  l'onestà intellettuale, anche se da una diversa parte politica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho anticipato
  ieri   nell'intervento  sui  trasferimenti   alle   province,   c'è
  l'esigenza di presentare un emendamento che ho presentato,  quindi,
  di  far  sì  che questo emendamento aggiuntivo possa  diventare  un
  subemendamento.
   Avrei bisogno di attenzione, però, Presidente.
   Io  ho  presentato  un aggiuntivo sul problema dei  precari  delle
  province che potrò trasformare in subemendamento, vediamo come fare
  alla luce dell'orientamento della Presidenza.
   L'emendamento precisa meglio la problematica senza apportare spesa
  nuova. Cosa è successo?
   E'  successo  che la legge di stabilità, nel dare  la  proroga  ai
  precari  degli enti locali anche in dissesto, ha posto il  100  per
  cento a carico della Regione.
   Non  ho  parlato  delle province, cosa che ho  fatto,  invece,  lo
  scarso anno quando ci fu la proroga.
   Nella legge di stabilità si dice che negli enti locali che sono in
  dissesto possono essere prorogati i lavoratori a tempo determinato,
  LSU,  eccetera, a condizione che la Regione garantisca il  100  per
  cento.
   Ora,   mentre  lo  scorso  anno  la  legge  di  stabilità  parlava
  espressamente di lavoratori degli enti locali in dissesto  e  delle
  province, quest'anno non parla delle province.
   Le  province non sono enti in dissesto, sono enti che sono in  una
  condizione  di  disequilibrio  finanziario  per  cui,  con   questo
  emendamento,  li mettiamo assieme agli enti che sono  in  dissesto,
  andando a pescare sempre nello stesso calderone del comma 1  e  gli
  garantiamo  la  possibilità  della  proroga.  Si  tratta   di   490
  lavoratori,  lo  abbiamo fatto esattamente nelle stesse  condizioni
  anche l'anno scorso; è solo un problema di natura tecnica.
   Con  l'altro  emendamento  che presento,  si  dà  la  possibilità,
  assessore Lantieri, ai lavoratori sempre delle province, in  attesa
  che facciamo al riforma delle province, di potere fare mobilità  e,
  quindi, essere stabilizzati anche da altri enti, se gli altri enti,
  ovviamente,  lo riterranno necessario, quindi, fanno la  richiesta,
  se  l'ente  si carica il lavoratore, transita, fermo restando  che,
  poi,  con  la  legge di riforma, Assessore, andremo a  definire  la
  questione una volte per tutte.
   Quindi,  Presidente,  volevo  capire  se  devo  presentarlo   come
  subemendamento  o  se lo riprendiamo dagli aggiuntivi.  Presidente,
  questo emendamento è stato concordato, mi sono fatto aiutare, nella
  stesura,  anche dal dottore Morale e dal dirigente della  provincia
  regionale, perché si trattava di un emendamento molto tecnico.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Alloro, faremo una verifica con  gli
  uffici. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  cercato  di  capire, non è una materia su cui sono  molto  pratico,
  però,  il  comma  3,  assessore Lantieri -  certamente  l'assessore
  Baccei  è  in giro per il mondo e non potrà ascoltarci, ma  la  sua
  presenza è sufficiente - dice:  gli enti che in presenza di risorse
  assunzionali ,  cioè che hanno i soldi, giusto assessore  Lantieri,
   e  di  posti disponibili in pianta organica , quindi si sono fatti
  la  ricognizione  e  hanno quattro posti, giusto,   non  concludono
  entro  il 31 dicembre 2016 il processo di stabilizzazione   di  cui
  alla  norma  nazionale, questo famoso 101, avranno una decurtazione
  del 50 per cento.
   Ora  il  tema è, i comuni che per causa oggettive, cioè perché  si
  scontreranno col patto di stabilità, quindi, supereranno  il  patto
  di  stabilità,  non  per colpa del comune, ma  perché  hanno  delle
  difficoltà oggettive - ieri ne abbiamo ampiamente parlato  -,  come
  possono essere colpiti da questo provvedimento?
   Assessore,  vorrei che l'onorevole Alloro le trasmettesse  le  mie
  preoccupazioni,  perché  qui  dobbiamo  scrivere   una   norma   di
  salvaguardia perché ci sono comuni che non per colpa loro, ma  qual
  è   il   comune   che  non  vorrà  stabilizzare,   tutti   vogliamo
  stabilizzare,  ma  ci  sono  delle  condizioni,  degli   imprevisti
  amministrativi  e finanziari che metteranno quel comune,  anzi  che
  non  metteranno  quel  comune in condizione di  attuare  la  norma,
  quindi, assessore Lantieri, sono molto perplesso su questo comma 3,
  per cui vi invito ad approfondire il tema.
   Onorevole  Panepinto,  lei  che  è abbastanza  ferrato  su  questi
  comuni

   PANEPINTO. Ho presentato un emendamento soppressivo.

   MILAZZO. Oh  Sopprimiamo questo comma perché è un boomerang per  i
  comuni, da un lato gli diciamo che possono stabilizzare, dall'altro
  lato  se  ieri gli abbiamo dato un quarto, metà delle  risorse  che
  metteranno i comuni nelle condizioni di avere le somme per chiudere
  il  bilancio, cioè per garantire quelle somme non comprimibili  per
  quella  spesa  corrente che è ossigeno per i comuni,  non  possiamo
  dirgli  risparmia,  perché  vorrei  ricordare  a  me  stesso,   una
  settimana fa sono stato chiamato, in consiglio comunale a  Palermo,
  a  uniformarmi a tre ordinanze della Corte dei Conti che gli  dice:
   non puoi usare le somme a destinazione vincolata o quelle in conto
  capitale per dichiarare il bilancio in pareggio , cioè fra noi e il
  comune  c'è  la scure della Corte dei Conti che fissa tutti  questi
  paletti, assessore Lantieri, per cui le chiedo - siccome lei è  una
  persona  di  buon senso e che ha amore per quello che fa  e  glielo
  certifico perché sono stato suo collega d'Aula e so come  la  pensa
  sui  comuni  - se  può approfondire questo tema perché  non  vorrei
  che,  poi,  ci trovassimo in gravi condizioni creando  problemi  ai
  comuni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Lantieri,  ritengo  che  il comma 3, così come  ne  ho  chiesto  la
  soppressione,  vada soppresso perché non si collega con  tutto  ciò
  che riguarda i parametri che ai comuni vengono dati per avviare  la
  cosiddetta stabilizzazione, che poi non è altro che la copertura di
  posti vacanti in organico.
   Ora, immaginare che un comune debba essere penalizzato e ricorderà
  il  presidente Vinciullo che abbiamo avuto una lunga discussione in
  Commissione  Bilancio' portando la sanzione solo ad una  parte  nel
  primo anno del trasferimento dovuto per la stabilizzazione, ebbene,
  Assessore, la inviterei a dare parere favorevole al soppressivo per
  ridiscutere  complessivamente tutta la 24 ed anche il rapporto  con
  il  Governo  nazionale in materia di precariato che  non  è  legato
  tutto  alla  disponibilità di risorse o di norme e di  legislazione
  della Regione, ma ha un riflesso condizionato da tutta la normativa
  in  materia di enti locali, non ultimo gli ultimi provvedimenti che
  il  ministro Madia ha già emanato ed emanerà per quanto riguarda  i
  comuni  e,  soprattutto, per la questione del personale  e  per  il
  rapporto cittadini e numero di dipendenti.
   Per  cui  mi  pare  opportuno, per evitare che  tutti  i  problemi
  risiedano  nei  comuni e, certamente, nei comuni ci  sono  problemi
  anche  di gestione, non lo posso negare, ma oggi, a mio parere,  il
  terzo  comma  non può reggere se non dopo un incontro  del  Governo
  regionale,  da  lei  rappresentato, con  il  Governo  nazionale  in
  materia di precariato e di stabilizzazione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori  vorrei  sottoporre  all'Aula  l'emendamento  28.47   che
  riguarda  i precari dei comuni in dissesto. Come sapete,  onorevoli
  colleghi, la legge nazionale prevede la totale copertura  da  parte
  della  Regione per la proroga dei precari dei comuni  in  dissesto.
  Ebbene,  con questo emendamento stiamo proponendo che, al  fine  di
  garantire  i  servizi  indispensabili che  queste  persone  portano
  all'interno  delle amministrazioni comunali ed in  applicazione  ai
  dettami  della legge nazionale, i comuni che hanno delle risorse  a
  valere  sui  bilanci  stabilmente riequilibrati possano  anticipare
  quelle somme, nelle more che la Regione, poi, copra, come da  legge
  nazionale, il cento per cento.
   Signor  Presidente,  le segnalo un errore  di  scrittura  nel  mio
  emendamento.  Chiedo  se gli Uffici  nel secondo  periodo  dove  si
  dice:   al  fine  di  garantire i servizi indispensabili ,  possano
  ritenere  cassata  e  sostituita la  parola   in  deroga   con   in
  applicazione .

   PRESIDENTE.  Può  formalizzare  un  subemendamento  per   maggiore
  chiarezza?

   CANCELLERI. Va bene. Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  capisco  gli
  interventi che hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto perché
  ci  siamo  trovati  in  corso  d'opera,  assessore  Baccei,  da  un
  meccanismo che puntava a premiare chi stabilizzava ad un meccanismo
  che punta, diciamo così, a penalizzare chi non stabilizza.
   Ora,  credo  che  nel  corpo dell'articolo i  riferimenti  al  101
  escludano  le  preoccupazioni che ha rappresentato qui  il  collega
  Milazzo, però, è necessario che in queste norme precisiamo meglio e
  soprattutto ci dobbiamo fare carico di un confronto con il  Governo
  nazionale  per  quanto  riguarda  il  patto  di  stabilità  per  il
  personale  e  lo  sforzo che bisogna fare per favorire  il  maggior
  numero possibile di stabilizzazioni.
   Questo   deve  avvenire,  assessore  Lantieri,  assessore  Baccei,
  evitando misure che prevedano immissioni in ruolo, perché anche qua
  evitiamo   confusioni,  ad  un  numero  di  ore,  come  dire,   che
  penalizzano  fortemente, peggiorano le condizioni dei  contrattisti
  perché  se  le  risorse assunzionali mi consentono di  stabilizzare
  sulla base della valutazione nazionale a 7 ore o ad 8 ore, è chiaro
  che  si pone un problema. Ecco perché ho fatto una norma che  dice:
   i  Comuni devono stabilizzare allo stesso orario' che è part-time,
  ovviamente, che c'era, diciamo così, che avevano i contrattisti.
   Un  altro tema che, secondo me, non è sufficientemente affrontato,
  assessore Baccei, riguarda i comuni che sono sottoposti al piano di
  riequilibrio.  La  proroga è possibile pure per  loro,  ovviamente,
  come  pure per i comuni in dissesto ma, per esempio, ci sono misure
  che potrebbero essere estese anche ai comuni sottoposti a piano  di
  riequilibrio,  mi riferisco al comma 7 dove si dice  che  le  somme
  eccedenti  riferite  ai  comuni  in  dissesto  non  debbano  essere
  restituite,  che  possono essere estese anche ai comuni  che  hanno
  questa
   Se  determinati comuni devono restituire le risorse, rischiano  di
  andare  in  dissesto, quindi, siccome immagino che l'Assessore  per
  l'economia, l'Assessore per gli Enti locali non abbiano interesse a
  promuovere   il   dissesto  dei  comuni,  anche  con   un   piccolo
  subemendamento, estendere quella parte che riguarda la restituzione
  ai  comuni che sono sottoposti a pino di riequilibrio, quindi,  non
  nuova  spesa,  comma  7, in cui si dice che i calcoli  e  le  somme
  eccedenti  non devono essere restituite, quindi, non si  tratta  di
  nuova  spesa  ma  di consentire a quei comuni che  sono  in  queste
  condizioni   di  evitare  di  scivolare  verso  il   dissesto   ma,
  soprattutto, anche per fugare le preoccupazioni che sono  contenute
  nel  comma  3  che andrebbe, in ogni caso,  riscritto  per  evitare
  queste  preoccupazioni,  dobbiamo  assicurarci  che  da  parte  del
  Governo  nazionale  ci sia un'attenzione ed una  disponibilità  per
  evitare  che tutta questa materia rimanga, ancora una volta,  sulla
  carta.
   Dopodiché,  lo  dico al collega Panepinto che ha  sottoscritto  il
  comma 3 che va soppresso scritto in quel modo, però, vorrei evitare
  quello che è successo nel corso di questi anni e, quindi, condivido
  lo  spirito,  per  cui  i comuni si sono sottratti,  anche  laddove
  potevano farlo, alla possibilità di immettere in ruolo il personale
  precario.  E questa idea, questo tema così complesso, va affrontato
  con  una  disponibilità del Governo nazionale, con un  impegno  del
  Governo  regionale,  ma anche con un impegno altrettanto  serio  da
  parte degli enti locali che usufruiscono del lavoro e dell'attività
  di  queste  persone  e che non si possono adagiare  sul  fatto  che
  queste persone lavorano per loro a carico della Regione.
   Quindi, assessore Baccei, le chiederei - se è d'accordo - d'intesa
  con  l'Assessore, di riformulare la parte finale del comma  7,  per
  consentire,  anche  ai  comuni  che  sono  sottoposti  a  piano  di
  riequilibrio, di non restituire le somme di cui si parla.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, io non mi voglio dilungare a elencare
  le  cose che già l'onorevole Grasso, a nome di Forza Italia e degli
  altri  Gruppi  di  opposizione Lista Musumeci, PID-Grande  Sud,  ha
  elencato  circa  le manchevolezze, le mancanze,  le  assurdità,  le
  incomprensioni,  le  follie, le deficienze  di  questa  finanziaria
  proprio  a proposito di questo articolo, che riguarda il mondo  dei
  precari.  Parto  da  una constatazione: siamo sempre  agli  annunci
  ante, per le smentite in corso e per le pugnalate, post.
   Si  era  annunciato che si sarebbero risolti tutti i problemi  dei
  precari;  che  avevano trovato la soluzione  -  parlo  del  Governo
  centrale  -  e che, finalmente, questa triste pagina del precariato
  in  Sicilia sarebbe stata chiusa definitivamente. In corso  d'opera
  si sono corretti, annunciando che si poteva fare, forse, un'agenzia
  attraverso la quale risolvere il problema in attesa della soluzione
  definitiva.
   Hanno  continuato, di intoppo in intoppo, dicendo  che  l'agenzia,
  forse,  non  si  poteva fare, ma che, comunque, si  andava  ad  una
  proroga triennale.
   C'è  stato un altro ripensamento. Resipiscenza: non si poteva fare
  neppure la conferma triennale, ma ci si doveva accontentare di  una
  proroga annuale.
   Ma,  nonostante  ciò, c'è stato un ulteriore ripensamento,  perché
  neanche  la  proroga  annuale, nei fatti,  sarà  possibile   Perché
  contestualmente,  di  fronte all'annuncio che  i  comuni  avrebbero
  avuto  i  soldi  per dieci anni per stabilizzare,  anche  quella  è
  venuta meno  Era scritta nella sabbia
   Ma  c'è  di  più  Man mano che scorreva il tempo - oserei  dire  i
  giorni,  ma  forse  anche le ore o i minuti -  c'è  stata  l'ultima
  trovata, e cioè che il Governo ha tolto i soldi persino ai  Comuni
  Ha  diminuito i trasferimenti ai Comuni, rendendo di fatto non  più
  precaria, ma impossibile, la prosecuzione di questi lavoratori.
   Allora,  io  penso  che fino a quando questa  Terra  non  avrà  un
  Governo  che abbia il coraggio - oserei dire gli attributi   -  per
  andare   a  Roma  e  farsi  rispettare,  noi  saremo  continuamente
  dileggiati;  continuamente  presi in giro.   Cornuti  e  mazziati
  avevo  detto  poco fa, a proposito dei forestali. Perché  qualsiasi
  cosa si può fare per i precari del nord. Niente mai, neppure quello
  dovuto,  indispensabile, può essere immaginato per  i  precari  del
  sud,  perché  altrimenti  non  si capisce  perché  si  risolvono  i
  problemi,  anche  quando  c'è un precariato  di  qualche  anno  che
  interessa  il  nord e si tenta di lasciare sempre nell'abbandono  e
  nella  disperazione chi lavora da oltre 20 anni negli uffici  della
  Regione,  negli  uffici  dei  comuni, negli  uffici  delle  società
  partecipate,  rendendosi  spesso indispensabili  per  il  prosieguo
  dell'attività   di   quegli  uffici  stessi   come   se   dovessimo
  continuamente chiedere l'elemosina a Roma.
   Io  invito  il  Governo a evitare ulteriori guai  e  a  vedere  di
  aggiustare  così  come  abbiamo fatto nel corso  di  questa  intera
  finanziaria;  perché  questa finanziaria, trarremo  le  conseguenze
  alla  fine,  è  figlia  dei  tentativi  fatti  dal  Parlamento   di
  correggere  le fesserie, le follie, le omissioni, le  mancanze,  le
  storture presenti nella finanziaria che ha presentato il Governo.
   Voglio  invitare  il  Governo  a  discutere  questo  articolo,  ad
  approntare  e  discutere,  invito anche  lei,  Presidente  Lupo,  a
  discutere  questo  articolo,  l'emendamento  che  riguarda  gli  ex
  sportellisti  che, a tutti gli effetti, sono non  solo  precari  ma
  sono   stati   fatti  diventare  precari  proprio  loro,   i   1700
  sportellisti  che  addirittura avevano  una  legge  regionale  che,
  inopinatamente, in corso d'opera, è stata cambiata nell'ipotesi  di
  finanziamento da fondi regionali a fondi comunitari, gettando nella
  disperazione una categoria di soggetti con una specializzazione nel
  settore dei servizi dell'impiego proprio quei servizi che in questo
  momento, sia a livello comunitario che a livello nazionale si  dice
  che   bisogna   assolutamente  implementare  essendo  assolutamente
  carenti in Sicilia.
   Quindi,   invito,   visto  che  ci  sono  degli  emendamenti   già
  presentati,  il  Governo  in  questo  caso,  facendo   propri   gli
  emendamenti   che   sono  stati  presentati  anche   dall'Aula,   a
  formalizzare un emendamento che tenga conto di queste riflessioni e
  non procuri ulteriori danni irreparabili.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato insieme
  agli  onorevoli  D'Asero, Falcone, Foti, Anselmo  e  Giuffrida,  un
  emendamento all'articolo 28.
   Questo emendamento, in effetti, era stato già presentato sia nelle
  Commissioni  di  merito,  e  apprezzato,  e  anche  in  Commissione
   Bilancio .  Non  si  capisce  e non  capiamo  il  motivo  per  cui
  l'emendamento  che  non  ha  costi  aggiuntivi  sia  finito   negli
  emendamenti, non nell'articolato, ma negli emendamenti aggiuntivi.
   L'emendamento   che  noi  abbiamo  ripresentato,  sostanzialmente,
  potrebbe  essere considerato, proponendo il 117, un adeguamento  al
  testo,  perché  ha tutte le caratteristiche per essere  considerato
  tale  in  quanto  il decreto che è stato emanato  a  fine  dicembre
  dall'Assessorato prima dell'esercizio provvisorio,  prevedeva,  per
  alcuni comuni in modo particolare, per i precari l'inserimento  del
  comune di Milo.
   Milo  è  un  comune  della provincia di Catania  che  fino  al  31
  dicembre  2014 aveva in forza 8 precari, 8 precari LSU,  8  precari
  che sono precari da quando in Sicilia esistono i precari e cioè dal
  1989-1990  e  che, di anno in anno, così come tutti i comuni  della
  regione Sicilia, hanno avuto le proroghe.
   Sennonché  quell'anno, per via di alcune incertezze da  parte  del
  Governo nazionale nell'emanazione della norma, il Sindaco decise di
  non  prorogare  a  questi 8 - ed è l'unico caso  in  Sicilia  -  la
  proroga, appunto, del loro lavoro stesso.
   La norma - la leggo così siamo tutti quanti consapevoli delle cose
  -  dice  questo:  Per l'anno 2014, con l'articolo 4, comma 9   bis,
  del   decreto  legge  31  agosto  2013,  n.  101,  convertito   con
  modificazioni  della legge 30 ottobre 2013, n. 125, il  legislatore
  nazionale,   ha  consentito  di  poter  prorogare,  permanendo   il
  fabbisogno  organizzativo e le comprovate  esigenze  istituzionali,
  volte  ad assicurare i servizi già erogati, in deroga ai termini  e
  vincoli di cui al precedente comma 9, i rapporti di lavoro a  tempo
  determinato .
   Con  l'emendamento  che noi abbiamo presentato e,  quindi,  chiedo
  all'Assessore   di   considerarlo,  di  accoglierlo,   che   questo
  emendamento e quindi questi precari che non hanno avuto la proroga,
  di  essere  considerati  in  forza, in  quanto  hanno  i  requisiti
  previsti  dalla  legge nazionale e quindi non sono nuovi  ingressi,
  come  qualcuno  paventa  e come qualcuno  si  preoccupa  di  questo
  ragionamento, ma sono da poter considerare effettivi perché hanno i
  criteri e rientrano nei criteri del 2014, della legge 2013/101.
   Quindi, questo emendamento chiarisce che tutti gli enti che  hanno
  differito  il  termine di proroga dalla data del 31 dicembre  2013,
  ovvero  dalla data del 31 dicembre 2014 e 31 dicembre 2015, che  la
  prosecuzione  dei  rapporti  di  lavoro  dispone,  ai  sensi  delle
  suddette   norme   regionali  e  comunque   da   disporre,   devono
  considerarsi in costanza dei relativi di rapporti di lavoro,  anche
  con  riferimento  alla norma autorizzatoria, della proroga  normata
  con leggi dello Stato.
   Quindi,  Assessore,  così  come abbiamo  depositato  l'emendamento
  assieme agli altri colleghi, noi riteniamo che questo debba  essere
  tenuto  fortemente in considerazione da parte del  Governo,  perché
  non   si   prevede   spesa,  in  quanto  Milo   rientra,   appunto,
  nell'esercizio provvisorio emanato con decreto assessoriale a  fine
  dicembre  e,  quindi, questi lavoratori possono tornare  ad  essere
  considerati  -  badate bene - non lavoratori a tempo indeterminato,
  ma semplicemente lavoratori precari del comune di Milo.
   Anche  questa  è  una  cosa  pazzesca  che  in  Sicilia  si  vuole
  continuare  ad avere il titolo di precari, non tanto di lavoratori.
  Le cose che accadono nella nostra Regione sono veramente folli

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  perché
  ritengo che il terzo comma, dell'articolo 28, vada riscritto perché
  rischiamo di creare ulteriori problemi ai comuni.
   Infatti, è troppo generico, non prevede le differenziazioni che ci
  sono  da  comune  a  comune  e che cosa impone  la  legge,   perché
  sappiamo  che  i  comuni  in dissesto non possono  prevedere  nuove
  assunzioni.  I  comuni in pre-dissesto hanno un  piano  di  rientro
  approvato  dal Ministero e, pertanto, in quel piano è prevista  già
  la  pianta  organica;  quindi non possiamo dire  che  entro  il  31
  dicembre  2016 si deve concludere la stabilizzazione  dei  precari,
  perché  se  il  Ministero non ha approvato questo  tipo  di  pianta
  organica,  significherebbe che una parte  dei  precari  degli  enti
  locali  andrebbero a casa, perché comunque non credo che  i  comuni
  oggi, date le scarse risorse che hanno, possono procedere il 50 per
  cento del contributo.
   Quindi,  io credo che bisognerebbe modificare questo terzo  comma,
  prevedendo  entro  l'anno  l'approvazione  della  pianta   organica
  triennale  e  concludere  le  stabilizzazioni  nel  triennio.   Se,
  ovviamente,  questo  non  avviene, allora  si  può  procedere  alla
  riduzione del contributo da parte della Regione siciliana, ma  dare
  il termine di un anno, con tutti i problemi che oggi hanno gli enti
  locali,  secondo  me,  diventa un atteggiamento  troppo  rigido  e,
  forse,  pretestuoso, perché sappiamo che molti comuni non hanno  le
  risorse.
   Quindi,  chiedo  se  il  Governo  può  successivamente  fare   una
  riscrittura.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, io mi rivolgo a lei  e  in  particolare
  all'Assessore   Lantieri,  perché,  riagganciandomi  all'intervento
  della collega Raia, vorremmo una risposta nel merito del contenuto.
   Non volendolo considerare un aggiuntivo, qui stiamo parlando di un
  aggiustamento   al  testo  che,  per  una  serie   di   errori   di
  comunicazione,  non  prevede  all'interno  del  suo  articolato  un
  chiarimento  sulla  posizione di persone  precarie  della  Pubblica
  amministrazione che, pari a tutte le altre contenute all'interno di
  questo articolo, devono avere una risposta sulla possibilità  della
  loro proroga.
   Proroga su un contratto che, di fatto, non si è interrotto  e  che
  non   va  in  contrasto  né  alla  normativa  nazionale,  né   alle
  disposizioni della Regione siciliana, ma che nella marea di leggi e
  di  proroghe sono rimasti incagliati in una specifica che manca,  e
  questo è il modo per specificare qual è la loro posizione.
   Comprendo perfettamente che gli aggiuntivi, e vorrei capire  anche
  dagli  uffici  come  mai  è finito negli  aggiuntivi  dato  che  in
  Commissione   Bilancio  e nella Commissione  Affari  istituzionali
  era  stato dato il via libera a questo chiarimento non finisse  nel
  cestino, perché qui si tratta di dare giustizia a tutti come lo  si
  sta  dando  in  questo articolo e non vedo perché si  debba  creare
  questa  discriminazione che non comporta alcun  aumento  di  spesa.
  Voglio  ribadire che le anticipazioni sui precari  che  sono  state
  date  a  fine dicembre prima dell'esercizio provvisorio includevano
  nell'elenco  dei  Comuni  anche  questo  Comune.  Quindi,  o  si  è
  sbagliato prima o ci si sta distraendo adesso e possiamo correre ai
  ripari nella sede opportuna che è quella di discussione.
   Quindi,  se  ci  sono tutti i presupposti - e  lo  vorrei  sentire
  dall'Assessore - penso che non ci possano essere problemi a mettere
  in discussione la norma presentata da noi.

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per  un'ora.
  Riprenderà tra un'ora esatta.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 15.19)

                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, eravamo all'esame  dell'articolo
  28.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   GIACINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  intervenire  sull'articolo 28, in particolare sul comma  3,  perché
  diciamo  insieme agli Uffici la sera della Commissione bilancio  ho
  riscritto  assieme agli Uffici questo articolo e mi stranizza  come
  qualche collega possa chiedere eventualmente lo stralcio del  comma
  3.  Il  comma  3  ha  una ratio ben precisa che ho  presentato  tra
  l'altro un sub emendamento a questo che poi chiedo che venga  messo
  ai  voti.  Che cosa fa questo comma 3? Se aspettiamo che  i  Comuni
  stabilizzino  non  stabile  rizzeranno  mai  se  non  mettiamo  una
  sanzione. Non parlo di mettere una sanzione a quei Comuni  che  non
  possono  stabilizzare,  è chiaro che quei Comuni  che  non  possono
  stabilizzare rimangono fuori.
   Ma  scusate,  quei  Comuni  che  al 31  dicembre  2016  potrebbero
  stabilizzare,  hanno tutti i parametri previsti per  legge  che  lo
  possono  fare,  hanno gli spazi occupazionali che lo possono  fare,
  hanno  le  piante  organiche che lo prevedono e  lo  possono  fare,
  perché  non  devono  stabilizzare? Se  non  stabilizzano  che  cosa
  succede?  Nulla, aspetteranno che il prossimo anno prorogheremo  al
  31  dicembre  2017  e quindi a pagare continuerà ad  essere  sempre
   mamma  Regione .  O entriamo nell'ottica che dobbiamo  dare  delle
  sanzioni  agli amministratori locali e quindi ai Comuni  purtroppo,
  oppure non stabilizzerà mai nessuno.
   Ecco  perché questo comma 3 è stato inserito, per questo  semplice
  motivo.  Dobbiamo  mettere nelle condizioni, ed è  un  comma  fatto
  nell'interesse  esclusivo degli ex ragazzi  da  stabilizzare,  ecco
  perché  dico  che  va  votato, non può essere diversamente,  chiedo
  all'Assessore di dare parere favorevole sia a questo comma  che  al
  mio   sub  emendamento  che  aggiunge  questa  parte   quei  Comuni
  chiaramente   che  hanno  la  possibilità  e  tutti   i   parametri
  assunzionali in regola per poter assumere .

   PRESIDENTE. Si passa all'emendemanto 28.1. Per quanto riguarda gli
  emendamenti le regole sono quelle che ben conoscete, che sono state
  più  volte  ben ribadite nel corso di questi lavori,  cioè  saranno
  esaminati  gli emendamenti che sono nel fascicolo ed esclusivamente
  quelli  che sono stati apprezzati, valutati, secondo il regolamento
  sia  dalle  competenti Commissioni di merito che dalla  Commissione
  bilancio, tutti gli altri sono trasmessi per confluire nel  disegno
  di  legge stralcio esattamente come abbiamo fatto fino ad  oggi  su
  tutti gli altri articoli.

   ALLORO. Chiedo di parlare..

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO,   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   torno   ad
  intervenire  perché il problema che ho posto che  da  un  punto  di
  vista  regolamentare giustamente lei ha spiegato bene, però siccome
  riguarda una categoria di lavoratori precari e di contrattisti  che
  con  l'attuale testo del disegno di legge restano fuori che sono  i
  precari  delle  Province, i precari dei Liberi consorzi,  lo  pongo
  perché  il testo non ne parla, l'emendamento non lo fate recuperare
  per  discuterlo, il Governo mi dica cosa vuole fare. Sarebbero  gli
  unici che rimangono fuori in questo modo.

   BACCEI, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Se non sbaglio i precari  delle
  Province  ci  sono per il contributo che a loro in  questo  momento
  spetta,  il  60%, non so se lei intenda dargli il 100%  ma  non  mi
  risulta  che   ho  già detto più volte che sui Liberi  consorzi  il
  problema  è  molto  più  grosso, non lo affrontiamo  a  pezzettini,
  facciamo quello che è previsto dalla legge.

   ALLORO. Ma non gli rinnovano il contratto

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Perchè non  gli  rinnovano  il
  contratto?  Non  sono in dissesto. Ne parleremo con  i  commissari,
  onorevole  Alloro.  I commissari sono nominati  dalla  Regione.  Il
  Presidente della Regione ora non c'è, c'è qui l'assessore Lantieri.
   Si  deve  prendere  un impegno a parlare con i  commissari  perché
  rinnovino il contratto e noi gli diamo il 60%.
   Così  come  dovrebbero, come gli è stato già chiesto, la circolare
  dell'onorevole  Lantieri, dare i soldi ai disabili  e,  poi,  dopo,
  lasciare fuori altri problemi, altre somme.
   Ad  oggi,  dare il 100%, prima di tutto non è possibile perché  un
  secondo  dopo  che noi diamo il 100%, sul quel palco,  salgono  per
  portare per i comuni in pre-dissesto, per i comuni in riequilibrio,
  poi, dopo salgono, a quel punto portiamo tutti.

   ALLORO. Assessore, ma così sono a casa. Non gli hanno rinnovato il
  contratto per un mese.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Alloro, noi abbiamo un
  problema  di  180  milioni con le province. Un  giorno,  dopo,  che
  abbiamo approvato la finanziaria, cominciamo ad affrontare. Ora  ci
  vuole  una copertura di 4 milioni di euro che, al momento,  non  ci
  sono. Per cui andiamo secondo le norme di legge, anche perché  sono
  sicuro  che  un secondo dopo arrivano altre richieste e continuiamo
  ad  andare  avanti. Ed in questo momento non si  possono  fare,  lo
  facciamo un secondo dopo l'approvazione della finanziaria.
   Onorevole  Lantieri,  se  con me, si vuol  prendere  l'impegno  di
  chiamarsi i commissari e lavorare su questo punto?

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, signor Assessore, anch'io  prendo  la
  parola  su questo articolo, proprio a proposito delle cose  che  ha
  già detto l'onorevole Alloro.
   Assessore,  io  mi rendo conto e capisco benissimo quali  sono  le
  difficoltà, però, non possiamo creare figli e figliastri.
   Noi siamo in una condizione e dobbiamo essere assolutamente sereni
  perché,  oggi,  è stata anche considerata la questione,  legittima,
  che riguarda i 7 precari del comune di Milo, e che io, onestamente,
  condivido, perché di fronte a tutto quello che la Regione ha  fatto
  in  passato, e continua a fare, in favore dei precari.  Li  abbiamo
  sempre  stabilizzati  ed  abbiamo sempre  avuto  un  atteggiamento,
  assolutamente,  di grande disponibilità per poterli  mantenere  nei
  loro  posti  perché sono persone che soffrono da anni, e continuano
  ancora a soffrire, perché non hanno certezza del domani.
   E'  chiaro  che,  oggi,  non  possiamo  creare  una  disparità  di
  trattamento con i precari delle province.
   Due,  quindi,  sono  le cose: o noi decidiamo  questi  precari  di
  spalmarli  e  spalmarli  in altri enti e, quindi,  darli  anche  ai
  comuni  della  provincia o dove è possibile poterli  trasferire  o,
  altrimenti,  dobbiamo trovare, comunque, una  soluzione  anche  per
  loro, signor assessore, perché sarebbe ingiusto che a fronte di  20
  mila,  19 mila precari che vengono stabilizzati resterebbero  fuori
  questa    Prorogati, è una stabilizzazione a tempo,  di  questo  mi
  rendo conto.
   Sarebbe  ingiusto non considerare questa piccola frangia,  perché,
  poi,  in fondo, se facciamo un conteggio dei precari delle province
  credo che non raggiungiamo neppure, sono  Quanti?

   BACCEI, assessore per l'economia. 4 milioni di euro.

   FONTANA.  Ci  vogliono 4 milioni di euro, ma sono meno  di  1.000,
  insomma, ecco.
   Direi, quindi, mi sembra corretto quello che ha detto l'assessore,
  cioè dopo l'approvazione di questa finanziaria, sedersi anche con i
  commissari e capire in che modo è possibile salvare i precari.
   Sarebbe,  veramente,  un'ingiustizia di  grandissime  proporzioni.
  Sarebbe, veramente, ingiusto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.1, soppressivo dell'intero
  articolo, a firma dell'onorevole Greco. Lo ritira onorevole Greco?

   RAIA. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor  Presidente, signor assessore,  onorevoli  colleghi.
  Prima  della  pausa  pranzo, io, così come altri colleghi,  avevamo
  chiesto che, rispetto ai precari di Milo ci fosse un pronunciamento
  da   parte   della   Presidenza  e,  quindi,   dell'Assessorato   e
  dell'assessore  Lantieri perché credo che, nel momento  in  cui  si
  stia  discutendo  l'articolo 28, i precari in  generale,  ci  debba
  essere una risposta.
   Capisco tutto, però, come dice l'onorevole Fontana, non ci possono
  essere  figli  e  figliastri in questa Regione.  Noi  siamo  soliti
  salvare  tutti.  Salvare  precari,  salvare  quelli  che  non  sono
  precari, salvare chi è Co.co.co, salvare chi è in altre condizioni,
  cioè siamo mamma Regione che solitamente salva tutti.
   Non  si  capisce perché queste persone non debbano avere lo stesso
  trattamento  e  non  debbano essere salvati non da  dipendenti,  da
  precari,  riconsiderati precari. Qua nessuno sta dicendo assunzioni
  a  tempo  indeterminato  o  fare dirigenti  o  percepire  indennità
  abbastanza  pesanti.  Stiamo parlando di persone  che  percepiscono
  stipendi,   quando   gli  va  bene  e  quando  arrivano   i   soldi
  trasferimenti da parte della Regione, non altissimi.
   Quindi,  io  le chiedo, Assessore, Assessori, di considerare  che,
  oltre noi, ci sono anche altri che aspettano, da questa Regione, un
  segnale e non stiamo parlando di aprire maglie, stiamo parlando  di
  un diritto, il diritto di esistere sia per i precari delle province
  ma anche per i precari di Milo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, quando abbiamo ripreso  i  lavori
  abbiamo già chiarito il concetto, peraltro ormai ben noto a  tutti,
  che  richiama l'articolo 111 del Regolamento che vorrei leggere per
  l'ultima   volta:   non  possono  essere  presentati  in  Assemblea
  emendamenti  che non siano stati presentati e ritenuti  ammissibili
  nella competente Commissione .

   GIUFFRIDA. Sono stati presentati. Io non capisco perché  non  sono
  stati fascicolati. Sono andati in entrambe le Commissioni.

   PRESIDENTE.  A ciò si aggiunge che l'assessore Baccei, intervenuto
  qualche  minuto  fa,  ha  precisato che ci sono  pure  problemi  di
  copertura finanziaria e, addirittura, ha affermato che, al momento,
  mancano   4   milioni   per  coprire  interamente   le   previsioni
  dell'articolo 28.

   GIUFFRIDA.  Qui, non c'è un problema di copertura finanziaria.  In
  questa fattispecie non c'è nessuna copertura finanziaria.

   PRESIDENTE.  Le  regole che presiederanno alla  trattazione  degli
  emendamenti  sono  quelle  previste dal Regolamento  e  non  altre,
  ovviamente.

   BACCEI, assessore all'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore all'economia. Sono due fattispecie diverse.  Io
  ho  detto:  sulla provincia c'è la copertura per il 60  per  cento,
  come  previsto  dalla  legge  e Cercheremo  di  anticiparlo  appena
  chiudiamo

   ALLORO. Non c'è neanche quello perché mancano 4 milioni di euro

   BACCEI,  assessore  all'economia. Ma no,  mancano  4  milioni  per
  garantire  l'altro  40  per cento, onorevole Alloro,  non  facciamo
  confusione che mi sembra che non sia il momento. Garantisco io  che
  per  il 60 per cento previsto dalla legge c'è la copertura. Siccome
  ci  sono io che la deve garantire, se glielo dico io  vuol dire che
  c'è. Va bene? Facciamo così?
   Sul  40 per cento ulteriore non era previsto nella legge e non c'è
  la copertura.

   ALLORO.  L'anno scorso l'abbiamo fatto. Non sono in condizioni  di
  pagarlo questo 40 per cento

   BACCEI,  assessore all'economia. Le province hanno un bilancio  di
  550  milioni.  Noi  facciamo una circolare  che,  prioritariamente,
  devono garantire disabili e precari come già abbiamo fatto.
   I  Commissari si devono impegnare a farlo prima di sostenere altre
  spese.
   Il  60  per  cento è coperto, come previsto dalla  normativa.  Per
  quanto  riguarda Milo posso dire che non è un problema di copertura
  finanziaria. Per cui se qualcuno mi dice che, tecnicamente, si  può
  fare io do la copertura.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PREIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.   L'assessore  Baccei  ha  ribadito  che   la   copertura
  finanziaria  per quanto riguarda i contrattisti di Milo  è  già  in
  essere. Vorrei ribadire, perché volevano una risposta da parte  del
  Governo, che con la legge 101/2013 i contrattisti di Milo rientrano
  nella proroga dei processi di stabilizzazione perché a quel periodo
  avevano tutte le carte in regola per entrare nel decreto 101.
   Purtroppo,  per  una  volontà non loro, ma  per  una  volontà  del
  sindaco  pro-tempore i contratti non sono stati rinnovati.  Siccome
  la  Regione  è solidale e la copertura c'è, non interessa  metterci
  contro 8 lavoratori anche perché, ribadisco, nel 2013 avevano tutti
  i  requisiti.  Una postilla della proroga, però, dice  che  debbono
  avere  continuità  lavorativa e, purtroppo, per un  periodo  di  un
  anno, un anno e qualche mese c'è stata discontinuità lavorativa.
   Il  Governo, quindi, si rimette all'Aula perché ci potrebbe essere
  un problema di impugnativa.

   RAIA.  Signor  Presidente,  quindi,  l'emendamento  va  votato  se
  l'Assessore si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 28.1, a firma degli onorevoli  Greco  e
  altri  recita:  L'articolo è soppresso . E' mantenuto o ritirato?

   GIUFFRIDA. La Commissione  Bilancio' l'ha valutato.

   PRESIDENTE.   L'emendamento,  siccome  non  è   transitato   dalle
  Commissioni di merito

   RAIA. E' passato anche dalla V Commissione.

   PRESIDENTE.  Non risulta transitato dalle Commissioni  di  merito,
  quindi,  sarà  trasmesso alle Commissioni competenti per  confluire
  nel  disegno  di  legge stralcio, esattamente come  per  tutti  gli
  altri.  Abbiamo  già chiesto, ovviamente, non solo agli  Uffici  ma
  alle Commissioni competenti.

   VINCIULLO,  presidente  commissione  e  relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  presidente  commissione  e  relatore  di  maggioranza.
  L'argomento  lavoratori  precari  del  comune  di  Milo   è   stato
  ampiamente  discusso  in  Commissione anche  perché  c'era  un  mio
  emendamento,   ma   non   l'abbiamo  mai   posto   in   discussione
  ufficialmente, ecco perché agli Uffici non risulta la discussione.
   L'emendamento,  però, posso assicurare che è transitato  e  faceva
  anche  parte di un maxiemendamento che, alla fine, non ha approvato
  l'emendamento a favore dei lavoratori di Milo.
   Devo   dire,  quindi,  in  assoluta  onestà,  che,  comunque,   in
  Commissione  si è discusso, e anche a lungo, la vicenda  legata  ai
  lavoratori di Milo.
   Se l'unico problema per lei è il mancato passaggio in Commissione,
  formalmente è stato inserito in un maxiemendamento - doveva  essere
  a  pagina  7  o 8  di quel maxiemendamento - che è stato  bocciato,
  però non risulta verbalizzato. E' più che altro un problema formale
  che se volete possiamo superare.
   Sulla  vicenda  dell'interruzione di un anno  dei  lavori  abbiamo
  ricordato,  più  volte, che vige una norma nazionale  che  potrebbe
  trovare  vigore ed efficacia anche in Sicilia, qualora lo  voleste,
  che  entro  due anni dà la possibilità di ritornare  sul  posto  di
  lavoro.  Quanto sia efficace in questa occasione non sono in  grado
  di  dirlo perché non mi occupo di questa vicenda, però, la ratio  a
  livello generale prevede anche questa possibilità.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, anche se non sono di Milo e non  sono
  catanese,  rispetto  i  lavoratori che  sono  stati  raggirati.  Se
  ricordate bene quella legge 101 del 2013, il sindaco pro-tempore di
  Milo  ha  commesso un errore gravissimo. Considerato il  fatto  che
  questa Amministrazione già garantisce, l'abbiamo detto, l'ha  detto
  pure l'Assessore che è coperto il contributo, come tutti gli ex LSU
  sono garantiti dal 60 per cento, non si capisce per quale motivo il
  nuovo  sindaco possa anche avanzare una proposta alla  Regione  per
  inserire   Ora  mi dicono alcuni colleghi che il sindaco  ha  fatto
  pure questo
   Quindi, avanzerei una proposta. Se considerate che il fatto è  del
  2013  e  siamo al 2016, c'è la preoccupazione che, poi,  così  come
  diceva  l'Assessore, perdiamo pure i tre anni e non  diamo  più  la
  possibilità di reinserirsi.
   Quindi,  noi dobbiamo normare, dobbiamo presentare un emendamento,
  un  subemendamento  che possa inserirsi nel contesto;  intanto,  lo
  paghiamo  con quel 60 per cento che la Regione siciliana  elargisce
  per i dipendenti del regime transitorio, per gli LSU. A quel punto,
  diventa  una  cosa normale per il sindaco. Noi dobbiamo autorizzare
  il sindaco a intraprendere questo percorso.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per  un  minuto
  per  un  ulteriore approfondimento, fermo restando che sul rispetto
  delle  regole  non  si  transige, per alcun  emendamento.  Dobbiamo
  applicare  le  regole,  non  è  nella  disponibilità  derogare   al
  Regolamento. Facciamo un approfondimento per una verifica.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 15.48)

   La seduta è ripresa.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,  a
  proposito dell'emendamento che riguarda i lavoratori di Milo, a  me
  pare  che siamo in presenza di una situazione che prevede, come  in
  quei regimi che erano ormai alla dissolvenza che, mancando il pane,
  la  carne, il cibo, si occupavano di far rispettare le regole anche
  le più idiote. Il presidente Crocetta sarà d'accordo con quello che
  sto  dicendo perché lei, come Governo, è stato umiliato più  volte,
  in  questa  finanziaria, per una volta prendo  io  le  sue  difese,
  Presidente.
   Mi  sembra una situazione surreale, come quei regimi che, a fronte
  di  una  situazione disastrosa, cercano il rispetto assoluto  delle
  regole e dell'etichetta.
   Ora,  a  proposito  dei  lavoratori  di  Milo,  a  fronte  di  una
  dichiarazione   del   Presidente  della   Commissione    Bilancio',
  onorevole Vinciullo, che dichiara in Aula e, quindi, a verbale  che
  l'emendamento  è  stato presentato e che si  è  iniziata  pure  una
  discussione   in  quanto  facente  parte  di  una  maxiemendamento,
  discussione  che  poi non si è conclusa, non si capisce  perché  la
  Presidenza dell'Assemblea si impunti a volere impedire, a fronte di
  una unanimità da parte dell'Aula, a che l'argomento si discuta.
   Vorrei  ricordare alla Presidenza, qualora lo avesse  dimenticato,
  che  più  volte  in  quest'Aula anche nel  formale  rispetto  delle
  regole, si è sempre detto - anche durante questa finanziaria - che,
  purché ci sia una valutazione unanime da parte dell'Aula e, quindi,
  si  impedisca che si possa instaurare un precedente, la valutazione
  unanime dell'Aula supera ogni altra considerazione.
   Non  capisco perché la Presidenza si sia incaponita o continui  ad
  incaponirsi  a  mettersi  di  traverso,  rispetto  ad  un  percorso
  facilitato della finanziaria in Aula ed un percorso che preveda  di
  attuare  norme in favore di categorie discriminate, non si  capisce
  quale sia l'incaponimento.
   Non  capisco  perché  la  Presidenza,  a  fronte  di  una  formale
  presentazione  dell'emendamento  in  Commissione   ed   a   fronte,
  soprattutto, di una valutazione unanime dell'Aula che  supera  ogni
  altra   obiezione,  perché  alla  fine  l'Aula  è  sovrana,  voglia
  continuare  in  questo accanimento, a meno che  la  Presidenza  non
  voglia  impedire l'approvazione rapida e giusta di una  finanziaria
  corretta nei confronti di tutti.
   Prego   la  Presidenza  di  non  intralciare  la  volontà  unanime
  dell'Aula  perché, questo sì, sarebbe un golpe nei confronti  delle
  istituzioni, dei lavoratori e delle categorie interessate.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, notoriamente neanche io sono di Milo.
   Gradire  attenzione  da  parte dell'Aula  relativamente  a  questo
  emendamento rispetto al quale non parlerò
   Per  favore, Presidente, vorrei avere 30 secondi di attenzione  da
  parte  dell'Aula  su  questa vicenda. E' una questione  di  metodo,
  Presidente.
   Ripeto, notoriamente, non mi occupo delle cose di Milo, mi  occupo
  di  questioni che, comunque, attengono il territorio regionale  ma,
  nel   merito,   pur  trattandosi  tra  l'altro  di  un  emendamento
  presentato se non ho capito male dalla collega del Movimento Cinque
  Stelle  insieme  ad  altri colleghi di altri partiti  non  il  mio,
  siccome da qui a breve continueremo a trattare emendamenti che sono
  passati  dalla Commissione  Bilancio' e lì sono stati  trattati  se
  pur non votati, se gli emendamenti sono - e mi sembra di capire che
  è questa la fattispecie - passati dalla Commissione  Bilancio' e lì
  sono  stati  trattati anche se non c'è stato il voto,  laddove  c'è
  l'unanimità da parte dell'Aula
   Presidente Lupo, ho bisogno della sua attenzione, altrimenti non
   Qua   non  può  succedere  che  per  questioni  interne  a  Gruppi
  parlamentari  o  peggio  per  questioni  di  contrapposizione   tra
  maggioranza ed opposizione, ci sono vicende che vanno oltre, che ci
  inchiodano  al  nostro ruolo, responsabile, di legislatori,  io  le
  chiedo,  Presidente,  che da questo momento e  va  utilizzato  come
  criterio  oggettivo  e credo che sia un riferimento  interpretativo
  del  Regolamento e neanche più di tanto interpretativo perché  così
  è,  così è scritto nel Regolamento, tutti gli emendamenti che  sono
  trattati  dalla Commissione  Bilancio', la Commissione  autorevole,
  la  Commissione  che  ha  un  quadro generale  delle  attività  del
  Parlamento,   in   quanto  Commissione  che  fa  le   attività   di
  programmazione,  vengano portati al vaglio  di  questo  Parlamento,
  qualsiasi  altra  decisione, peraltro  in  questo  senso  condivisa
  all'unanimità dal Parlamento, verrà considerata come una  decisione
  assolutamente illegittima. Quindi, Presidente, non è una  questione
  sull'emendamento ma è un aspetto procedurale su  cui  la  invito  a
  valutare insieme agli Uffici.
   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente,  onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, Assessori, a me sembra che, francamente, stiamo
  affrontando una discussione davvero astratta ed a tratti  surreale.
  Io non mi trincero dietro il fatto di essere o meno di Milo, qui il
  problema non è la situazione concreta: Milo; perché potrebbe essere
  qualunque altro comune.
   Vi  è  un emendamento - ed il mio, mi permetto, vuole essere anche
  un  richiamo al Regolamento - che è stato presentato in Commissione
   Bilancio'  e  che la Commissione ha discusso seppur non  è  stato,
  poi, seguito da un voto finale.
   Il   Regolamento   ci  richiama  la  possibilità   di   presentare
  emendamenti  in  Aula  a  condizione  che  siano  stati  presentati
  precedentemente  o  nelle Commissioni di merito  o  in  Commissione
   Bilancio'. Il Regolamento non fa riferimento all'approvazione  del
  Regolamento   ma   alla  sua  presentazione,   dunque,   presentato
  l'emendamento  esso può essere riproposto in Aula e  legittimamente
  esaminato  ed  affrontato.  Questo sul  piano  formale.  Sul  piano
  sostanziale,  per  questo emendamento e  per  quanti  altri  ve  ne
  saranno  in seguito, spero molto pochi, ma che affrontano questioni
  concrete della vita di decine e di centinaia di persone, credo  che
  si debba e si possa, mi riferisco, per esempio,  agli sportellisti,
  signor Presidente della Regione, questione che lei conosce e che ha
  affrontato  nei  giorni scorsi. Se l'emendamento  è  stato  portato
  all'esame  della Commissione Bilancio, anche se non  è  seguito  un
  voto  formale,  è non solo ammissibile, ma deve essere  discusso  e
  votato in Assemblea.
   Abbiamo affrontato mille questioni nel corso di questa finanziaria
  e  alcune  decine ancora dovranno essere affrontate nelle  prossime
  ore  e  nei prossimi giorni; non tener conto delle necessità, delle
  esigenze,  di  fatto,  di  centinaia, forse  qualche  migliaio,  di
  famiglie  che  attendono  soltanto la  certezza  del  diritto,  non
  l'affermazione di un nuovo diritto, ma la certezza  di  un  diritto
  già  acquisito,  mi  sembrerebbe  davvero  una  contraddizione   in
  termini, a maggior ragione, quando l'intera Assemblea, in  tutti  i
  suoi  settori, di maggioranza e di minoranza, hanno già dichiarato,
  in  buona sostanza, di essere favorevoli all'accoglimento di queste
  norme.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo a  pieno
  con  l'intervento degli onorevoli Ioppolo e Formica, perché secondo
  me,  si  cerca di ingessare il dibattito, anche limitando  l'azione
  politica  del Governo. Diceva bene ieri il Presidente Crocetta,  il
  Governo  ha  potestà di presentare emendamenti di  riscrittura  che
  possono  anche cambiare, in corso d'opera, sentendo l'Aula sentendo
  il  dibattito,  la sostanza di alcune norme; altrimenti  la  nostra
  presenza è inutile.
   Caro  Presidente  della  Commissione, Vinciullo,  lei  ieri  si  è
  leggermente  arroccato,  probabilmente per  vicende  personali  che
  l'avevano  indisposto.  Obiettivamente,  ieri  non  ha   avuto   un
  atteggiamento  ecumenico, come nel suo stile, mi è sembrato  troppo
  ingessato per vicende probabilmente, che l'hanno indisposta.
   Quest'Aula,  dai  Gruppi di maggioranza ai Gruppi di  opposizione,
  all'unanimità, chiede all'Assemblea per il problema di Milo, che  è
  un  problema  sostanziale,  fondamentale,  per  il  problema  degli
  sportellisti, per altre norme di buonsenso senza impegno  di  spesa
  che  siano  state  affrontate  nelle Commissioni.  Caro  Presidente
  Vinciullo, le Commissioni non ascoltano gli emendamenti  una  volta
  sì  e  una  volta  no  o  dimenticano di  averle  ascoltati  quando
  riguardano   vicende  che  non  si  vogliono  trattare.   C'è   una
  uniformità,  un'omogeneità di comportamento, sto parlando  con  lei
  Presidente Vinciullo, che ho apprezzato il suo intervento per Milo,
  mentre  non ho apprezzato quello di ieri per altri emendamenti  che
  erano stati discussi in Commissione che, però, si sono dimenticati.
   Voglio   dire   e   ribadisco  il  buonsenso  dell'intervento   di
  maggioranza, di opposizione e prego la Presidenza di evitare questi
  arroccamenti, perchè sanno molto di un vecchio sistema  feudale  di
  gestione  che  è superato dai fatti. Questa è un'Aula dinamica  che
  dimostra collaborazione e volontà di andare avanti e portare a casa
  una buona finanziaria per la Sicilia e per il Parlamento.

   PRESIDENTE.  Ovviamente,  qui c'è solo  una  gestione  attenta  al
  rispetto del Regolamento, quindi non le è consentito esprimersi  in
  quei termini nei confronti della Presidenza.

   FORMICA. Ma non contro l'Aula

   PRESIDENTE.  Ovviamente,  nel rispetto  dell'Aula,  visto  che  il
  Regolamento è dell'Aula.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Anche su richiesta  di  quasi
  tutti  i  Gruppi  parlamentari, mi sono  incontrato  prima  con  il
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole Ardizzone,
  la  linea  che  intende seguire la Presidenza  dell'ARS  è  di  non
  inserire nella finanziaria tutto ciò che in questo momento,  non  è
  andato nelle Commissioni di merito.
   C'è  una proposta che potrebbe risolvere l'empasse di dire: se noi
  approviamo  entro domani la finanziaria, martedì in Conferenza  dei
  Capigruppo  parlamentari  possiamo aprire immediatamente  la  legge
  stralcio  dove  andiamo  a  inserire tutti  gli  emendamenti  degli
  articoli presentati con un disegno di legge specifico.
   Ognuno  di noi ha esternato abbastanza l'opinione politica che  ha
  attorno  a  queste  vicende; la volontà di volere risolvere  alcune
  questioni, mi riferisco a Milo, dove un provvedimento di  giustizia
  ha  licenziato  dei lavoratori, mi riferisco alla  questione  degli
  sportellisti, mi riferisco anche alla questione dell'IRSAP,  perché
  non è che noi possiamo fare aggredire l'IRSAP in questo momento dai
  creditori,  perché c'è confusione tra il ruolo dell'IRSAP  e  delle
  ASI.  Sono  una serie di questioni, compreso il tipo di governance,
  perché una cosa era la situazione che c'era prima all'IRSAP, quella
  che   c'è   attualmente  credo  che  ponga  delle   questioni   più
  ragionevoli.  Però,  è  anche  giusto che  queste  vicende  vengano
  discusse con i Gruppi parlamentari e le Commissioni.
   Vi  faccio  un  appello:  andiamo  avanti  su  tutto  ciò  che   è
  ammissibile;  il  resto  ce  lo  vediamo  martedì  con  Governo   e
  Conferenza  dei Capigruppo e presentiamo, immediatamente,  con  gli
  emendamenti che sono stati stralciati, un disegno di legge stralcio
  che va in Commissione e può andare in Aula.

   FORMICA. Non siamo d'accordo, Presidente  Il problema è sbagliato

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ma come lo supera,  onorevole
  Formica?   Io   le  voglio  dire,  come  supera  il   giudizio   di
  inammissibilità  considerato che il giudizio di  inammissibilità  è
  tipico  del  ruolo  della Presidenza e non  è  superabile,  né  con
  orientamenti,  né con conferenze di Capigruppo, né con  ordini  del
  giorno,  né con voti dell'Assemblea. Quindi, se non è superabile  è
  inutile  che  continuiamo a discutere. Eliminiamo  la  materia  del
  contendere e andiamo avanti.

   FORMICA.  Intanto, dobbiamo discernere tra ciò  che  è  andato  in
  Commissione e ciò che non è andato in Commissione. L'Aula è sovrana
  se c'è l'unanimità

   PRESIDENTE.  Mi sembra che il Presidente Crocetta sia  intervenuto
  in maniera risolutiva. Tutti questi emendamenti sono trasmessi alle
  competenti Commissioni per confluire nel disegno di legge stralcio.
   Peraltro,   voglio  precisare  che,  comunque,   in   ogni   caso,
  tratteremmo  gli  emendamenti aggiuntivi  all'articolo,  e  non  so
  quanti  emendamenti aggiuntivi all'articolo ci siano anche tra  gli
  emendamenti  aggiuntivi. Ad ogni modo, siccome il Presidente  della
  Regione  ha dato la più ampia disponibilità ad affrontare questo  e
  altri  temi  di  assoluto interesse nel più breve tempo  possibile,
  spingendosi a dire che già a partire da martedì si può attivare  un
  percorso  sul  disegno di legge stralcio e oggi è domenica,  quindi
  parliamo di dopodomani, c'è un impegno del Presidente della Regione
  ad  affrontare questi temi, mi pare che sia una parola  risolutiva,
  onorevole Formica.

   FORMICA. Lei ha dichiarato che tratterà gli emendamenti aggiuntivi
  all'articolo?

   PRESIDENTE. No, io non ho dichiarato questo. Ho dichiarato che, in
  ogni  caso, l'emendamento di cui si parlava che ancora non è  stato
  dichiarato  ammissibile  per le questioni che  dicevo,  perché  non
  risulta  approvato  in  V  Commissione,  non  è  stato  formalmente
  trasmesso  dalla  V Commissione alla II; la II Commissione  non  ha
  formalmente  apprezzato l'emendamento né lo ha approvato,  ancorché
  l'abbia  discusso  la  II  Commissione,  ma  non  lo  ha  trasmesso
  all'Aula, perché non risulta trasmesso l'emendamento all'Aula dalla
  Commissione, ancorché, ripeto, sia stato discusso e non  sia  stato
  formalmente  trasmesso  all'Aula. Quindi,  pure  esistendo  diversi
  motivi  di  natura  regolamentare che  pongono  oggi  la  questione
  dell'ammissibilità, in ogni caso, sarebbe un emendamento aggiuntivo
  al  pari  di tanti altri emendamenti aggiuntivi che, probabilmente,
  ci sono.
   Allora,  credo  che  anche  da  un punto  di  vista  parlamentare,
  regolamentare,  anche  per  rispetto a  tutte  le  altre  questioni
  analoghe  che  meritano altrettanta attenzione, il  percorso  anche
  breve e più adatto, adeguato anche al rispetto regolamentare che si
  può  seguire è quello suggerito dal Presidente della Regione e cioè
  che  questo,  ed  eventualmente altri emendamenti,  possano  essere
  affrontati  nel  disegno di legge stralcio che il Presidente  della
  Regione ha dichiarato voler affrontare già a partire da dopodomani,
  quindi  non c'è motivo anche accedendo ad una sua richiesta di  non
  rallentare   il   percorso   che  riguarda   l'approvazione   della
  finanziaria.

   FORMICA.  La  mia richiesta per la convocazione di una  Conferenza
  dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  è  circoscritta   agli
  emendamenti aggiuntivi di questo articolo.
   Sentiamo i capigruppo per gli aggiuntivi

   PRESIDENTE. C'è una richiesta dell'onorevole Formica di sentire  i
  Presidenti  dei gruppi parlamentari per gli emendamenti aggiuntivi.
  Siccome intanto c'è un articolato che parte con l'emendamento 28.1,
  alla  fine dell'esame dell'articolato, vediamo se eventualmente  ci
  saranno   altre   richieste   del  genere,   credo   comunque   che
  l'orientamento,  anche  politicamente  più  corretto   sia   quello
  espresso dal Presidente della Regione.
   Si passa all'emendamento 28.1. L'emendamento 28.1 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 28.28. E', ritirato.
   Si passa all'emendamento 28.34.

   DI GIACINTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 28.34.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.27.

   CORDARO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 28.27.
   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, o lei, Presidente,
  ci  dà  delle  assicurazioni circa il fatto che prima  di  decidere
  sulla  sorte di alcuni emendamenti faremo una breve Conferenza  dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari oppure noi, almeno io  e  tanti
  altri  Presidenti dei Gruppi parlamentari e deputati  abbandoneremo
  l'Aula. Vi approvate la finanziaria o le porcherie che volete

   PRESIDENTE. Ovviamente, la sua richiesta riguarda l'esame di tutto
  l'articolato, non penso si possa immaginare di fare una  Conferenza
  dei   Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari  per  ogni   articolo,
  complessivamente.

   FORMICA. Ho detto a questo articolo.

   PRESIDENTE.  A  questo articolo? Quindi, se poi dovesse  porsi  lo
  stesso  tema sugli altri articoli eventualmente ci sarà  una  nuova
  richiesta  di convocazione di Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari.  Mi pare eccessivo sinceramente, non penso  si  possa
  immaginare  di  fare  una  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari su ogni articolo. Per capire meglio la sua richiesta.

   FORMICA. La facciamo su tutto.

   PRESIDENTE.  Quindi,  c'è  una richiesta da  parte  dell'onorevole
  Formica di convocazione di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari  sulla  vicenda emendamenti aggiuntivi.  La  questione
  sarà rappresentata evidentemente per la sua rilevanza al Presidente
  dell'Assemblea,  onorevole  Ardizzone,  intanto  stiamo  esaminando
  l'articolo 28.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Formica  è  intervenuto con grande buonsenso perché ci  sono  delle
  norme che non riguardano né paesi, né cognomi, né associazioni,  né
  uomini  e  donne con nomi propri.  Riguardano temi che  sono  stati
  dibattuti  in commissione Bilancio, che sono stati dibattuti  nelle
  Commissioni  di  merito e che riguardano platee  di  siciliani  che
  attendono delle risposte da questo Parlamento.
   Per  onestà  intellettuale,  devo dire,  che  su  questi  temi  il
  Presidente  della Regione ha dimostrato disponibilità a  ragionare,
  disponibilità a trovare soluzioni.
   Io conosco perfettamente il Regolamento e so che c'è una norma che
  prevede   che   il   Presidente   dell'Assemblea   può   dichiarare
  inammissibile un emendamento in maniera inappellabile.
   Signor Presidente Lupo, però, se ci sono dei Capigruppo, ed io  mi
  aggiungo alla richiesta dell'onorevole Formica, che immaginano, con
  la  volontà di concludere un lavoro, fino a questo momento, portato
  avanti in maniera ragionevole e mai strumentale, di riaffrontare il
  tema della riduzione della spesa, il tema dei prepensionamenti,  il
  tema  degli  sportelli multifunzionali, cioè, qua non è che  stiamo
  parlando  -  voglio essere volgare, mi perdoneranno  le  signore  -
  delle   marchette di Tizio o di Caio. Qua stiamo parlando  di  temi
  generali   che  riguardano  platee  intere  di  siciliani   e   che
  abbisognano,  a  nostro parere, a parere certamente  dell'onorevole
  Formica  e,  certamente,  mio e spero, auspico  anche  degli  altri
  Capigruppo, di un momento di riflessione.
   Se  poi,  nonostante  il  momento di  riflessione,  la  Presidenza
  dell'Assemblea   dovesse  rideterminarsi   in   questo   modo,   ne
  prenderemmo atto, fermo restando che, capisco bene che  l'ottimo  è
  il nemico del buono  e che non è magari possibile fare tutto oggi e
  quello che non si può fare oggi, si può fare domani o, comunque, al
  più presto; ma su temi come quelli che ho enunciato c'è una sintesi
  dell'Aula,  proprio perché sono temi assolutamente trasversali  che
  mi  pare  davvero  irragionevole precludere  anche  un  momento  di
  ragionamento,  un  momento di democratico  ragionamento  su  queste
  argomentazioni.
   Signor Presidente, pertanto, mi associo formalmente alla richiesta
  dell'onorevole  Formica e la ragione, ribadisco  per  evitare  ogni
  incomprensione, ogni malinteso, non è assolutamente strumentale  ma
  costruttiva,   per  provare  ad  esitare,  prima   possibile,   una
  finanziaria  che  può  essere  ancora  migliorata  e  che  vogliamo
  contribuire a migliorare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, io credo che oggi possiamo, in maniera
  molto chiara, considerare ed apprezzare il confronto pacato che  in
  questi  giorni ha caratterizzato, tranne qualche quiproquò,  tranne
  qualche, diciamo così,  tono un po' diverso rispetto, comunque,  al
  percorso  regolare che quest'Aula ha avuto. Percorso  regolare  che
  questa  Presidenza dell'ARS non può non apprezzare. Ed è in ragione
  di  questo  atteggiamento  che maggioranza  ed  opposizione  stanno
  tenendo,  in  ragione del fatto che, quest'anno, la finanziaria  la
  stiamo portando a compimento in un tempo che ha preceduto i quattro
  mesi  dell'esercizio provvisorio, diversi Capigruppo,  e  non  solo
  hanno manifestato, sottoposto, richiesto alla Presidenza dell'ARS e
  al  Presidente della Regione di ritrovarsi su alcuni temi. E i temi
  sostanzialmente sono tre.
   I  temi sono i precari di Milo, i precari delle province, delle ex
  province  e quello degli sportellisti. Gli sportellisti su  cui  il
  Governo  si era impegnato, si è impegnato. Gli sportellisti  a  cui
  abbiamo  detto di interrompere una protesta pacifica, una  protesta
  che ha visto protagonisti alcuni rappresentanti di questa categoria
  che hanno messo a repentaglio anche il loro stato di salute.
   Una  protesta  che ha interpretato le ansie, le preoccupazioni  di
  1700  ex  lavoratori che oggi sono stati lasciati in mezzo  ad  una
  strada perché il Governo non si è assunto l'onere, così come  aveva
  loro  garantito, di poter continuare nell'erogare quel servizio  di
  cui loro erano protagonisti.
   Ed  allora, in questo senso, Presidente Lupo, noi chiediamo  e  ci
  associamo,  così  come  lo  hanno  fatto  il  Presidente   Formica,
  l'onorevole  Figuccia, così come lo ha fatto  l'onorevole  Ioppolo,
  così  come   ha  fatto il Presidente Cordaro, così come  lo  stesso
  onorevole Picciolo della maggioranza è intervenuto.
   Noi crediamo e chiediamo che si sospendano i lavori per 15  minuti
  per ritrovare in una Conferenza dei Capigruppo la regolarità di  un
  percorso, di stabilirlo. Ci sono delle cose che esulano, ma ci sono
  delle  cose che con il concorso e con la concordia di tutti possono
  rientrare in un percorso ordinato che, ribadisco, questa  Aula  sta
  conducendo.
   Questa  è  la  richiesta che noi rassegniamo alla  sensibilità  di
  questa  Presidenza dell'Assemblea regionale. E'  una  richiesta  di
  buonsenso,  ma  che vuole consentire la celerità, se  vogliamo,  la
  regolarità dei lavori e, soprattutto, l'efficienza degli stessi.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  allinearmi,  pur  nel  rispetto  del  ruolo  della  maggioranza   e
  dell'opposizione, a quelle che sono le regole certe che questa Aula
  vuole darsi tra quelle regole certe che l'onorevole Cracolici,  mio
  Capogruppo  nel  Partito  Democratico e mio  punto  di  riferimento
  all'epoca nella sua certezza di rispetto delle regole, mi ha sempre
  detto  che  la Conferenza dei Capigruppo regola la vita  di  questa
  Assemblea nel rispetto del Regolamento.
   Quindi,  noi  chiediamo  che  la  Conferenza  dei  Capigruppo   si
  determini  assieme agli Uffici della Presidenza nella scelta  degli
  argomenti, che possono, se possono, essere trattati a margine  come
  emendamenti   aggiuntivi,  atti  che  sono  stati  discussi   dalle
  Commissioni di merito e che possono, all'unanimità, da questa  Aula
  essere  dibattuti perché riguardano la vita democratica  di  questo
  Parlamento,  la  vita di alcuni lavoratori che hanno  necessità  di
  avere  regole  certe. Noi non stiamo né rubando  né  facendo  atti,
  Presidente Lupo, per rispondere alla sua domanda di prima,  di  cui
  ci dobbiamo vergognare. Cerchiamo semmai di tutelare i siciliani  e
  tutelare  il nostro mandato elettivo e di tutelare il rispetto  che
  meritiamo  come  parlamentari, come  Capigruppo  e  come  organismi
  componenti di questo Parlamento.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire che ho
  grande  rispetto per l'Ufficio di Presidenza, ma ho tanto  rispetto
  anche   per  noi  parlamentari  e,  quindi,  credo  che,  a  volte,
  soprattutto dopo una settimana di stanchezza, forse, bisogna essere
  più elastici.
   Qua  siamo  tutti stanchi e capisco che ci possono essere,  anche,
  momenti  di  nervosismo, però io devo dire la verità.  Leggendo  il
  Regolamento  non lo trovo così chiaro così come viene  interpretato
  dall'Ufficio  di  Presidenza  per  quanto  rispetto   abbia   verso
  quest'ultimo,  perché abbiamo l'articolo 111  del  Regolamento  che
  pone un tema e l'articolo 112 nei suoi commi che
   Scusate non riesco a parlare

   PRESIDENTE.    Invito   i   colleghi   a   seguire    l'intervento
  dell'onorevole Sudano.

   SUDANO. Onorevole Turano per favore non riesco a parlare

                           (Brusio in Aula)

   SUDANO. Stavo dicendo che il Regolamento prevede due articoli,  il
  111 ed il 112.
   E'  vero  che gli emendamenti devono passare dalle Commissioni  di
  merito,  ma  è  anche  vero che all'interno dell'articolo  112  del
  nostro  Regolamento si prevedono il 6  ed il 7  comma che di  certo
  sono  un  eccezione rispetto all'iter precedente, perché se  l'iter
  precedente dice che gli emendamenti devono essere fatti prima della
  discussione generale, è ovvio che ci stiamo riferendo a  quando  il
  disegno  di  legge viene incardinato in Aula, si fa la  discussione
  generale  e  poi  si  dà il termine per gli emendamenti.  Dopodiché
  inizia la votazione dell'articolato.
   Successivamente  al  6  comma ed al 7  comma dell'articolo  112  è
  previsto  che  quattro deputati o un capogruppo possano  presentare
  emendamenti che riguardano quella materia.
   Io  non credo, quindi, che ci riferiamo sempre al caso in cui  gli
  emendamenti  debbano passare dalle Commissioni. Quello  che  vorrei
  dire,  quindi, è che in una situazione del genere dove  sicuramente
  stiamo affrontando tanti problemi che riguardano la Sicilia, se c'è
  un'unanimità  da  parte  di  tutti i  Gruppi,  i  presidenti  delle
  Commissioni  di merito hanno detto che, comunque, il  tema  si  era
  discusso, non mi sembra opportuno bloccare l'Aula per ore su questo
  tema del Regolamento, basterebbe un minimo di elasticità. Mi scusi,
  signor  presidente, se mi sono permessa, ma qua in  caso  contrario
  non riusciamo più ad andare avanti.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO. Mi rendo conto che rispetto a quelle che sono le decisioni
  assunte, diventa complicato chiedere delle eccezioni. C'è, però, un
  punto:  le questioni qui riportate da più di un collega sono  delle
  partite   molto  delicate  e  soprattutto  condivise   in   maniera
  trasversale.
   Non  riguardano  qualcuno nello specifico, un  territorio,  ma  si
  tratta  di questioni politiche generali e complessive. Di fronte  a
  queste partite, ritengo che sarebbe utile avere un impegno ora,  da
  parte  della  Presidenza dell'Assemblea, di convocare i  capigruppo
  per  spostare  il tutto in una legge stralcio, perché  se  non  c'è
  questa  assicurazione,  la fibrillazione continuerà  perché  stiamo
  parlando  non di particolari, ma di uomini in carne e ossa.  Stiamo
  parlando  di lavoratori, stiamo parlando di diritti e quindi  credo
  che  l'Aula  quando  pone  problemi  di  questo  tipo  deve  essere
  ascoltata.
   Ripeto,  la  soluzione  può  essere  un  impegno  assunto   adesso
  attraverso la possibilità di una legge stralcio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, essendo da più  parti  richiesta,
  convoco  immediatamente  la Conferenza dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari in Sala lettura deputati.
   L'Aula è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.31, è ripresa alle ore 17.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa  all'emendamento  28.2,
  degli onorevoli Di Mauro e altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  sull'esito  della  Conferenza   dei
  capigruppo non diamo nessuna comunicazione?

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, in Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari  si  è  deciso  di  riprendere  con   l'esame
  dell'articolato, nel pieno rispetto del Regolamento.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  o  sono  diventato  cretino,  ed  è
  possibile perché con l'età tutto può accadere, oppure debbo pensare
  che stiamo entrando in una situazione omissiva in cui, addirittura,
  non  si rispetta il Regolamento neppure per comunicare all'Aula gli
  esiti di una Conferenza dei capigruppo.
   Non  è  vero che la Conferenza dei capigruppo ha stabilito che  si
  continua  tout court  così; di fronte ad un dibattito che c'è stato
  da parte di tutti i componenti, la conferenza ha stabilito che:
   a) si  può  riprendere  qualche emendamento,  se  c'è  l'unanimità
      dell'Aula;
  b) addirittura, nella giornata di domani, si possono riprendere
  persino gli emendamenti stralciati che riguardavano l'Allegato 1.
  Pensate un po', l'Allegato 1, cioè i  manciugghi .
   Capisco  che  il  Presidente Crocetta nella  condizione  di  minus
  habens  in  cui  è stato condannato da questa maggioranza,  pur  di
  andare avanti accetta qualsiasi cosa; ma che l'Aula possa accettare
  la  prevaricazione  di fronte alla richiesta unanime  da  parte  di
  tutti  di non sentire il bisogno di accedere alle richieste unanime
  questo mi pare il colmo.
   Continuo,  quindi,  ad  affermare  che  la  Presidenza   non   può
  continuare a prevaricare la volontà unanime dell'Aula. Se su taluni
  argomenti c'è la volontà unanime dell'Aula, così come espressamente
  previsto dal Regolamento, e così come la prassi costante di  questa
  Assemblea  finora ha regolato i lavori di quest'Aula, la Presidenza
  non  può non accedere alla volontà unanime dell'Aula. Quando  manca
  quest'ultima, la Presidenza correttamente può stralciare, ma se  su
  qualche  argomento,  peraltro già passato in  Commissione,  c'è  la
  volontà unanime dell'Aula, la Presidenza ha l'obbligo di accedere a
  questa richiesta unanime dell'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei ha dato una sua interpretazione
  della Conferenza dei Capigruppo.
   La  Conferenza  dei  capigruppo  ha  deciso  di  trasmettere  alle
  Commissioni  competenti  tutti gli  emendamenti  che,  in  base  al
  Regolamento non possono essere oggi trattati o nel corso dell'esame
  della  legge  di  stabilità, per confluire  nel  disegno  di  legge
  stralcio  e quindi di proseguire con l'ordine dei lavori così  come
  già precedentemente detto.

   1132/A e nn. 1133-1155/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge n.
                       1132/A e nn. 1133-1155/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa  all'emendamento  28.3,
  degli onorevoli Di Mauro e altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.26, degli onorevoli Cordaro ed altri.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 28.47, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.
   Comunico che all'emendamento 28.47 sono stati presentati  tre  sub
  emendamenti, che sono in corso di distribuzione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Cancelleri, la invito, intanto, ad  illustrare  il  sub
  emendamento 28.47.3.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, come ricorderà gli  emendamenti  a
  firma   nostra   dovrebbero  essere  due;  uno   era   quello    in
  applicazione  al posto di  in deroga , mentre l'altro si  riferisce
  semplicemente all'anno 2016.
   L'emendamento  in questione, il 28.47, altro non  è  che  dare  la
  possibilità  ai Comuni in dissesto che devono prorogare  i  precari
  per  l'anno 2016 - che come sapete sulla base della norma nazionale
  possono  farlo  solo  a  totale carico della  Regione  -  di  poter
  anticipare le somme a valere sui bilanci stabilmente riequilibrate,
  nelle more che poi la Regione dia i soldi ai Comuni.
   Ed  è  solo per l'anno 2016. Quindi viene puntualizzato con i  due
  sub  emendamenti  che  si  riferisce semplicemente  a  questo  arco
  temporale.

   PRESIDENTE.  I  sub emendamenti distribuiti a sua  firma  sono  il
  28.47.3 e 28.47.1.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo  appena
  concluso  una  Conferenza  dei  Capigruppo  nella  quale  si   sono
  stabilite  alcune cose. Si sono posti alcuni paletti. La  invito  a
  valutare quello che sta accadendo in questo istante in Aula  perché
  è  davvero  insopportabile che, rispetto alla  stralcio  di  alcune
  norme  per  il  semplice  fatto che probabilmente  sono  andate  in
  Commissione  Bilancio ma non sono state discusse,  seppur  discusse
  nelle Commissioni di merito, e quindi con un percorso istituzionale
  nitido   e   trasparente,  seppur  il  Presidente   dell'Assemblea,
  correttamente,  indica  la via dicendo  che  non  è  possibile  più
  presentare sub emendamenti in Aula e foglietti volanti, ci troviamo
  ancora  con  altri 10 fogli numerati. Sub emendamenti per  i  quali
  voglio  sapere: di chi sono, chi li ha scritti, di che cosa  stiamo
  parlando,  da  quali  Commissioni  sono  passati.  E  se   dobbiamo
  continuare così oppure no
   Comunico formalmente che, da questo momento in poi, o si discutono
  tutti  gli  emendamenti  che avevano avuto un  percorso  lineare  e
  istituzionalmente  trasparente, oppure non sono più  disponibile  a
  valutare un solo sub emendamento che sia stato partorito un  minuto
  fa  in questa Aula senza che vi sia stato alcun vaglio da parte  di
  chicchessia. Figli e figliastri non ne possiamo fare
   Vogliamo chiudere come voi questa finanziaria, che ha una serie di
  norme  utili  per  i siciliani. Valuteremo come  votare.  Ci  state
  costringendo ad arroccarci su posizioni che non vogliamo assumere.
   Signor  Presidente, sono arrivati sette sub emendamenti. E non  li
  capisco   Non  so  cosa  vogliono dire  Vado dal  Presidente  della
  Commissione  Bilancio  e  non  me li sa  spiegare   Perché  non  li
  conosce
   Di che cosa stiamo parlando? Ci vogliamo dare una regola che valga
  per  tutti?  Altrimenti noi siamo costretti a tutelare  il  diritto
  dell'opposizione di assumere delle decisioni che  vedono  in  primo
  luogo imporre trasparenza ad un'Aula e ad un percorso che, se  fino
  a  questo  momento  ha  avuto trasparenza, lo  deve  esclusivamente
  all'opposizione.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Vinciullo, che è
  firmatario dell'emendamento 28.47.2, visto che lo ha scritto, ed  è
  sicuramente in grado di illustrarlo e di spiegarlo, gli  altri  due
  sub  emendamenti  illustrati dall'onorevole  Cancelleri,  sono  sub
  emendamenti all'emendamento 28.47 dell'onorevole Cancelleri. E sono
  sub  emendamenti  ad  un  emendamento  che  riguarda  il  testo  in
  discussione.  Quindi devono essere discussi da  questa  Aula,  poi,
  ovviamente, l'Aula si determinerà.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, desideravo essere
  ascoltato  su  questo argomento. Ve lo chiedo per cortesia.  Perché
  vedete, da quando abbiamo approvato l'articolo 28, che è quello che
  riguarda  i  precari, ho sempre chiesto a tutti  di  procedere  con
  attenzione  e  di  verificare se, tra  i  provvedimenti  che  erano
  arrivati  dalla  Commissione di merito fra quelli che  erano  stati
  aggiunti  in  Commissione e subemendando quelli che erano  arrivati
  dalle   Commissioni  di  merito,  vi  potessero  essere  fasce   di
  lavoratori  che  rimanevano fuori. Onorevole Formica,  qui  c'è  il
  rischio che centinaia di precari con questo comma rimangono  fuori.
  E, siccome non possiamo correre il rischio

   FORMICA. Se 7.000 sportellisti rimangono fuori a lei non importa

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Le  chiedo, per cortesia, glielo richiedo per la seconda volta, per
  gli  sportellisti  mi interessa quanto i precari  perché  qualsiasi
  cosa  riguarda il lavoro mi ha sempre interessato, quindi la  prego
  se, per cortesia, ha la bontà di ascoltarmi e mi può aiutare con la
  sua saggezza e le sue conoscenze.
   Questo emendamento, per essere chiaro, intanto fa riferimento alla
  legge  28  dicembre 2015, numero 208, che al comma 215  così  dice,
  perché  vedete noi stiamo parlando di una legge nazionale  che  non
  abbiamo  ancora  recepito  per  cui,  onorevole  Cordaro,   io   mi
  permettevo,   dal  momento  che  il  collega  ha   subemendato   un
  emendamento  citando la legge nazionale, la prima cosa che  bisogna
  fare  è quella di recepire il testo nazionale. Se non recepiamo  il
  testo   nazionale,  non  siamo  nelle  condizioni  di   poter   poi
  intervenire sulla norma. E, quindi, c'è il rischio concreto che, se
  non recepiamo la norma nazionale, non trova applicazione in Sicilia
  e,   quindi,  stiamo  facendo  una  norma  manifesto,  cioè  stiamo
  prendendo  in giro i precari dei Comuni in predissesto, per  essere
  chiaro. Cosa dice il comma 215? Il termine del 31 dicembre 2015, di
  cui  all'articolo  6, comma 6 bis, del decreto  legge  31  dicembre
  2014,  evito  di continuare a leggere tutti i riferimenti  che  fa,
  così  dice: per l'anno 2016 agli enti territoriali di cui al  primo
  periodo del presente comma che si trovino nelle condizioni  di  cui
  all'articolo  259 del testo unico di cui al decreto legislativo  18
  agosto 2000, numero 267, non si applicano le disposizioni di cui ai
  commi  6,7  e  8 del medesimo articolo. Vedete, quando vi  chiedevo
  aiuto,  è  perché  qui non si parla di quello  che  vogliono  fare,
  ribadiscono e rimandano sempre ad articoli.
   Per  gli  stessi  enti, cioè quelli che sono in  dissesto  secondo
  l'articolo  259,  la  proroga  dei  rapporti  di  lavoro  a   tempo
  determinato  è subordinata all'assunzione integrale degli  oneri  a
  carico  della  Regione, ai sensi dell'articolo 259, comma  10,  del
  Testo  unico  di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000  numero
  267. Onorevole Alloro, ve lo chiedo per cortesia, perché - ripeto -
  c'è   gente   che   rischia  di  rimanere   fuori,   se   sbagliamo
  l'interpretazione   Cosa  dice  il comma  10  di  questo  benedetto
  decreto  legislativo  18  agosto 2000, numero  267?  Quindi  di  un
  decreto  di  16  anni  fa che trova, però, applicazione.  Dice:  le
  Regioni  a  Statuto  speciale e le Province autonome  di  Trento  e
  Bolzano,  quindi anche la Sicilia, possono porre a  proprio  carico
  oneri  per  la  copertura di posti negli enti locali dissestati  in
  aggiunta a quelli di cui alla dotazione organica rideterminata  ove
  gli  oneri  predetti  siano previsti per tutti  gli  enti  operanti
  nell'ambito della medesima Regione o Provincia autonoma.
   E'  necessario, secondo il mio modesto avviso, recepire  la  norma
  nazionale. Possiamo anche indicare il 2016 ma nel testo della legge
  nazionale  è  previsto il 2016 ed a mio modesto  avviso,  onorevole
  Cancelleri, il testo deve rimanere quello che ha presentato.
   E'  corretta la formulazione che ha fatto prima, in deroga, perché
  noi non possiamo qui applicare la legge nazionale.
   Se  noi  diciamo  in applicazione  cosa stiamo facendo?  La  legge
  dice:  tu Regione devi dargli i soldi, se quindi vogliamo approvare
  questo emendamento che dà la possibilità ai comuni di anticipare le
  risorse, l'emendamento presentato prima dall'onorevole Cancelleri è
  quello  corretto, nel senso in deroga, in deroga alla  legge  dello
  Stato, cosa che noi non possiamo fare.
   Se  diciamo   in  applicazione   non  è  possibile  per  i  comuni
  anticipare le risorse.
   L'unico ente che in questa vicenda può anticipare le risorse, così
  come previsto dal comma 215 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre
  2015,   n.  208,  siamo  noi,  Assessore,  noi  possiamo,  dobbiamo
  anticipare le risorse.
   Non  possiamo autorizzare i comuni ad andare in deroga. Perché non
  li possiamo autorizzare?
   Perché  sa meglio di me, Assessore, che la contabilità dei  comuni
  che  sono  in dissesto con la 259 sfugge al nostro controllo  ed  è
  sottoposto al controllo del Ministero degli interni.
   Non  possiamo  oggi predisporre questo atto così com'è  perché  il
  rischio certo e concreto è che, se passasse i comuni, i quattordici
  comuni della Regione siciliana, non possono assolutamente andare in
  deroga  perché, attraverso la norma citata, non è consentita questa
  deroga.
   I  comuni  - ripeto - di cui all'articolo 259, comma 10 del  Testo
  unico  di  cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.  267  non
  possono assolutamente anticipare le risorse.
   Pertanto,  o lasciamo il testo così come presentato dall'onorevole
  Cancelleri  all'inizio  - che mi sembra essere  corretto  -  oppure
  sappiate  che  corriamo il rischio di creare un  vulnus,  cioè  una
  ferita  insopportabile, mettendo a rischio i comuni,  i  lavoratori
  dei quattordici comuni.
   Se  non  riusciamo  a  trovare una ratio  nell'approvazione  della
  norma,   sarei   dell'avviso,  Presidente,  se  è   d'accordo,   di
  accantonarla  e  la  affrontiamo con gli uffici  in  modo  tale  da
  chiarire  se in questo modo stiamo arrecando un danno ai lavoratori
  precari oppure se li stiamo aiutando.
   Il testo, così come è stato presentato, è corretto.
   Ricordo  pure  che  non  possiamo  emanare  una  legislazione   in
  contrasto con quella nazionale.
   Se  accettiamo e facciamo nostro l'emendamento relativo  al  comma
  215  dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208,  abbiamo
  risolto il problema.
   Se  recepiamo  la norma nazionale è un fatto dovuto  che  dobbiamo
  anticipare le risorse ai comuni.

   PRESIDENTE.    Invito   il   Governo   a   seguire    l'intervento
  dell'onorevole Vinciullo che mi sembra sia stato chiaro. Quindi, si
  può avviare anche a concludere.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Assessore,  abbiamo una norma nazionale, dobbiamo decidere  stasera
  se accettarla o meno.
   Se  decidiamo di accettare la norma nazionale è automatico che  la
  Regione  anticipi  le  risorse, se non  l'accettiamo  non  possiamo
  pensare di applicare una norma che non produce valore in Sicilia e,
  quindi,  in questo caso, può passare la norma che dice  in  deroga
  non   in  applicazione  ma ricordando sempre  che  noi,  su  questa
  materia,  non abbiamo poteri concorrenti con quello dello Stato  ma
  dobbiamo solo adeguarci alla normativa nazionale.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Vinciullo, non  ho  le
  competenze per entrare nel merito se dobbiamo recepire o meno e  mi
  rimetto   agli  Uffici.  Concordo  che  in  deroga  alla  normativa
  nazionale non possiamo andare. Io quello che posso dire è  che  nel
  nostro disegno la copertura, visto che c'è una legge nazionale  che
  prevede che la Regione vada a coprire il 100% dei precari, il  100%
  dei precari nei comuni in dissesto e qui faccio la differenza con i
  Liberi Consorzi, quindi, noi stiamo applicando una norma nazionale,
  noi  ci  stiamo  adeguando  poi, se dobbiamo  recepire  in  maniera
  esplicita o no io questo non lo so e mi rimetto agli Uffici.
   Io quello che posso dire è che la copertura finanziaria per questi
  precari  è  al comma 6 per cui la possiamo legare al  comma  6,  se
  vogliamo,  sto  dicendo  un parere tecnico  sto  dicendo  una  cosa
  tecnica.  Se vogliamo trovare una copertura, la copertura al  comma
  6  che vale più di 2 milioni di euro, siccome quello vale 1 milione
  e otto si trova, se vogliamo farlo, non lo sto facendo, sto dicendo
  una cosa tecnica
   Quindi, volendo, la copertura è al comma 6, volendo.

   PRESIDENTE.  Volevo  ricordare che, sull'articolo  e  sull'insieme
  degli  emendamenti  all'articolo  si  interviene  una  sola  volta.
  Peraltro, più volte alcuni hanno chiesto la parola sull'ordine  dei
  lavori,  mi  pare  che  l'onorevole Panarello  è  già  intervenuto,
  quindi,  la  inviterei  ad intervenire brevemente  sull'ordine  dei
  lavori,  altrimenti mi vedo costretto a ridare la parola a tutti  i
  colleghi  che  sono già intervenuti e non mi pare  il  caso  perché
  dovremmo cercare di andare avanti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE, Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ha
  ragione,  però,  mi sono permesso di chiedere al collega  Vinciullo
  tenuto  conto  che non c'è il Presidente della Commissione  Lavoro,
  che è competente in questo campo

   FIGUCCIA.   Chiedo  di  parlare  sull'ordine   dei   lavori   dopo
  l'intervento dell'onorevole Panarello.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, la invito a seguire  l'intervento
  dell'onorevole    Panarello.   Dopo   l'intervento   dell'onorevole
  Panarello prenderemo in esame eventuali richieste di intervento.

   PANARELLO.  Volevo sommessamente dire che, siccome la  Commissione
  Lavoro  ha  esaminato il testo a suo tempo proposto dal Governo  in
  cui  c'era  il  comma 6 che prevede la copertura sulla  base  della
  Legge  di  Stabilità nazionale al 100% per i comuni, credo  che  su
  questo aspetto non c'è alcun problema.
   Il  comma  chiede  di  consentire l'autorizzazione  ai  comuni  in
  dissesto, qualora abbiano risorse proprie, di anticipare le risorse
  che  la Regione gli manderà perché ci sarà, onorevole Vinciullo,  a
  proposito, so quando lei è sensibile, perché ci può essere  che  la
  Regione  decide di dare le risorse fra tre mesi e c'è  il  problema
  della proroga e del pagamento di queste persone.
   Mi pare di buon senso, se non ci sono obiezioni di merito, quindi,
  parlavo in questo senso.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel condividere,
  peraltro, l'emendamento della Commissione Bilancio, che nel  merito
  attiene  i precari del Comune di Bagheria, che hanno la solidarietà
  di  tutto  il  Parlamento, ma per chiedere sull'ordine dei  lavori,
  rispetto al metodo, condividendo a pieno la vicenda dei precari del
  Comune  di Bagheria, per comprendere qual è la procedura attraverso
  la quale noi arriviamo alla trattazione degli emendamenti in Aula.
   Questo  emendamento,  che  noi  condividiamo,  rispetto  al  quale
  chiederei    alla   Commissione    Bilancio   di   fare   ulteriori
  approfondimenti, era già passato alla Commissione Bilancio?
   Presidente della Commissione, le pongo questo quesito.
   Qualora  non  fosse  passato dalla Commissione  Bilancio  o  fosse
  passato dalla Commissione Bilancio senza che fosse arrivato un voto
  favorevole  o  contrario, essendo questa questione, equiparabile  a
  quella  del  Comune  di  Milo,  ovvero  a  quello  degli  sportelli
  multifunzionali, ovvero delle politiche attive del lavoro,  vittime
  1.700  persone, insieme ai 4000 della formazione professionale,  di
  una  rivoluzione mai avvenuta, a quel punto vorremmo chiedere,  per
  parità  di  trattamento,  che  questo  stesso  emendamento  venisse
  inserito in discussione.
   Bene  la  questione  dello  stralcio,  ma  se  si  apre  una  sola
  possibilità, Presidente dell'Assemblea

   PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA. ...rispetto alla possibilità di trattare emendamenti  di
  questo tipo, credo che, per le politiche attive del lavoro, per gli
  sportelli  multifunzionali,  vittime 1.700  persone,  insieme  alla
  formazione  professionale,  in toto,  credo  che  questo  argomento
  meriti la trattazione.
   Chiedo  formalmente che la Commissione Bilancio, Presidente  Lupo,
  possa riunirsi..

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  soltanto
  fare  una  domanda  all'assessore Baccei. La  prego  di  guardarmi,
  Assessore.
   Ho  assistito  nelle  scorse settimane  a  diverse  manifestazioni
  pacifiche  da parte degli sportellisti e qualcuno del  Governo,  ha
  preso  anche  qualche  impegno e ha fatto sospendere  anche  queste
  manifestazioni  dicendo a queste persone che avrebbero  risolto  il
  problema in Finanziaria.
   Desidero  sapere qual è l'atteggiamento da parte  del  Governo  in
  merito a questa criticità, in  merito a questo problema. Dalla  sua
  risposta noi prenderemo atto e valuteremo insieme al mio Gruppo  se
  continuare i lavori o abbandonare l'Aula.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Mi  pare che dovremmo limitare la discussione agli emendamenti che
  stiamo   esaminando,   mi  rivolgo  al  Governo,   in   particolare
  all'assessore  Lantieri, perché credo che meritino  approfondimento
  da parte del Governo.
   Le  chiederò, tra qualche minuto, di intervenire sul tema e  se  è
  necessario  un approfondimento, prima che lei intervenga,  possiamo
  anche sospendere l'Aula qualche minuto.
   Intanto, ascoltiamo l'onorevole Turano.

   TURANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   maniera
  telegrafica,  a me sembra che si continui a fare molta  confusione,
  soprattutto se dopo il chiarimento che lei aveva dato in  relazione
  al diritto di subemendare emendamenti già presentati, continuiamo a
  chiedere chiarimenti.
   Colleghi, vi prego, posso dire una cosa? Possiamo provare  a  dare
  un  profilo  alto al ragionamento politico che stiamo facendo?  Non
  facciamo diventare per forza tutto uno scontro. L'articolo  28  sui
  precari è una cosa che viene seguita da 24 mila famiglie.
   Se  a  questo  abbiamo un problema collaterale e lo  dobbiamo  per
  forza  discutere ora e per forza incartare anche questa discussione
  non facciamo un buon servizio a nessuno.

   FORMICA. Ma neanche figli e figliastri
   TURANO.  Signor  Presidente, vorrei che si  procedesse  così  come
  eravamo  rimasti, seppur con una Conferenza dei Capigruppo che  non
  aveva  sortito  una  condivisione all'unanimità  su  alcuni  punti.
  Poiché  ancora  non  c'è, vorrei invitare  i  colleghi  a  trattare
  soltanto  l'articolo  28  nelle parti  che  stiamo  trattando  e  a
  pronunziarsi  in maniera libera sugli emendamenti o  subemendamenti
  che  vengono  fatti.  Perché  se su ogni  subemendamento,  su  ogni
  emendamento o su ogni discorso dobbiamo ritornare per capire e  per
  sapere  se dobbiamo rimettere altri argomenti o meno significa  non
  finire più questa discussione.
   Non  parlo  con la Presidenza, invito i miei colleghi parlamentari
  ad   aiutare   l'approvazione  di  questo   articolo   che   incide
  pesantemente sulle famiglie siciliane.