Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.14
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Sul processo verbale della seduta precedente
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda quando
si legge il verbale della seduta precedente e si fa il mio nome, è
giusto che si senta l'argomento che ho trattato nella seduta
precedente; se si dice che è intervenuto l'onorevole Greco e non si
dice più niente, il mio intervento non è valso a niente. Poiché il
mio intervento riguardava alcuni ordini del giorno che ho
presentato alla Presidenza
PRESIDENTE. Il verbale è succinto, in quanto viene redatto un
resoconto stenografico.
GRECO. Sì, ma succinto che non dice neanche una parola
dell'argomento che ho trattato Credo che per quanto esso possa
essere succinto, almeno debba dichiarare l'argomento. Sono
intervenuto solo per dire questo, Presidente. Capisco che debba
essere succinto, ma non indicare l'argomento di cui ho parlato...
PRESIDENTE. E' nel resoconto stenografico.
GRECO. Va bene, questo lo so, Presidente, ma lo sa pure lei che
nel verbale della seduta precedente non si dice proprio niente. Va
bene volevo chiarire solo questo, Presidente.
PRESIDENTE. Ha fatto bene.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Dina, Riggio, Vullo, Tamajo, D'Agostino e Grasso.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea:
N. 749 - Notizie sullo stato delle trattative concernenti
l'acquisto di terreni nelle isole Egadi (TP).
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Foti Angela; Ferreri Vanessa;
Tancredi Sergio
- Con nota prot. n. 23094/IN.16 del 15/05/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
N. 1937 -Iniziative a favore dei produttori di latte siciliano e
per la valorizzazione dell'intero comparto.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 26447/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.
N. 1938 - Interventi urgenti finalizzati a prevenire in Sicilia il
collasso delle aziende del comparto agrumicolo.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 26449/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.
N. 1943 - Chiarimenti sulla mancata formulazione delle graduatorie
definitive dei lavoratori forestali della Regione siciliana.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 36236/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
N. 2287 - Mitigazione dei danni cagionati da gliridi nel
territorio dei Nebrodi.
Firmatari: Grasso Bernadette Felice
- Con nota prot n. 3569/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
N. 2623 - Interventi urgenti per il contenimento della
proliferazione dei 'colombi di città' e dei 'colombacci'.
Firmatari: Ioppolo Giovanni
- Con nota prot. n. 29693/IN.16 del 18 giugno 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
-da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica:
N. 409 - Azioni finalizzate all'erogazione dell'ultima tranche per
il 2012 sul Fondo unico ai comuni siciliani.
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. n. 2203/IN16 del 2 maggio 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica.
N. 424 - Delucidazioni urgenti in merito alla reiterata
sostituzione dei commissari straordinari degli enti locali con
soggetti esterni all'Amministrazione regionale.
Firmatari: Germanà Antonino Salvatore
Con nota prot n. 21378 del 29 aprile 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica.
N. 923 - Applicazione della legge regionale n. 10 del 2000
relativamente all'ordinamento della dirigenza.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. 24389/IN.16 del 21 maggio 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 930 - Nomina di commissari ad acta nei comuni che non abbiano
ancora approvato il rendiconto di gestione dell'esercizio 2012.
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. 24380/IN.16 del 21 maggio 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 1231 - Chiarimenti circa l'ammissibilità di revoca in
autotutela del dichiarato stato di dissesto del comune di
Caltagirone (CT).
Firmatari: Raia Concetta; Vullo Gianfranco
N. 1266 - Notizie in merito alla pubblicazione della graduatoria
del concorso a undici posti di dirigente tecnico naturalista nei
ruoli della Regione.
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. n. 3254 del 4 novembre 2013, l'Assessore per i
beni culturali ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota nota
prot. n. 34299/IN.16 del 18/07/2014, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 1346 - Notizie sulla fondazione Sant'Elia.
Firmatari: Maggio Maria Leonarda
- Con nota prot. 2596/Gab del 4 novembre 2013 l'Assessore per il
turismo ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota prot.
594/Gab del 30 gennaio 2014 l'Assessore della Famiglia, politiche
sociali e lavoro, ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota
prot. 520 del 20 febbraio 2014, l'Assessore per i beni culturali ha
eccepito la propria incompetenza. - Con nota prot. n. 35505/IN.16
del 24 luglio 2014 il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica.
N. 1742 - Notizie sull'asserita incompatibilità dell'incarico
rivestito dall'attuale Segretario generale del Comune di Alcamo
(TP).
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 40126/IN.16 dell'1 settembre 2014 il
presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica.
N. 1816 - Interventi finalizzati alla nomina di un subcommissario
da affiancare al Commissario straordinario nell'accertamento delle
presunte irregolarità nella gestione economico-finanziaria del
Comune di Brolo (ME).
Firmatari: Germanà Antonino Salvatore
- Con nota prot. 40192/IN.16 dell'1 settembre 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 2012 - Chiarimenti sulla nomina dell'attuale commissario
straordinario del libero Consorzio comunale di Siracusa.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina
- Con nota prot. n. 36258/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 2141 - Chiarimenti sull'applicazione del c.d. 'Codice Vigna'
all'interno della pubblica amministrazione regionale.
Firmatari: Picciolo Giuseppe; Greco Marcello; Tamajo Edmondo; Lo
Giudice Salvatore; Cimino Michele
- Con nota prot. n. 47719/IN.16 del 13 ottobre 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2462 - Notizie in merito alle procedure adottate per
l'ulteriore nomina dei commissari dei liberi Consorzi comunali.
Firmatari: Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice; Clemente
Roberto Saverio
- Con nota prot. n. 11234/IN.16 del 9 marzo 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2466 - Chiarimenti sulla nomina dei commissari straordinari
delle soppresse province regionali.
Firmatari: Forzese Marco Lucio
- Con nota prot. n. 11239/IN.16 del 9 marzo 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2475 - Chiarimenti in ordine ai criteri utilizzati per la
nomina dei commissari ad acta per l'esercizio delle funzioni di cui
all'art. 13 della l.r. n. 8 del 2014.
Firmatari: Greco Giovanni
- Con nota prot. 28823/IN.16 del 15 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2529 - Chiarimenti e invio di apposita ispezione sui rilievi
sollevati nei confronti del comune di Catania dalla Corte dei
Conti.
Firmatari: Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina;
Cancelleri Giovanni Carlo; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 29551/IN.16 del 18 giugno 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2610 - Chiarimenti sulla presunta assegnazione di un incarico
conferito all' ex Assessore regionale per l'energia e i servizi di
pubblica utilità.
Firmatari: appello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
- Con nota prot. 29687/IN.16 del 18 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana:
N. 2781 - Chiarimenti circa la gestione dei siti archeologici e di
interesse culturale in Sicilia.
Firmatari: Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio;
Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona
Riccardo
- Con nota prot. n. 61367/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per i
beni culturali e l'identità siciliana.
N. 2850 - Chiarimenti in ordine alla mancata realizzazione dei
lavori di recupero del castello di Acquedolci (ME).
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale:
N. 2754 - Notizie urgenti in ordine alle iniziative da assumere in
merito al c.d. 'Piano Giovani'.
Firmatari:Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa
Salvatore
- Con nota prot. n. 61320/IN.16 del 29 dicembre 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
- da parte dell'Assessore per la salute:
N. 2606 - Interventi finalizzati a evitare il preannunciato
declassamento del Centro trasfusionale dell'ospedale Papardo di
Messina.
Firmatari: Picciolo Giuseppe; Lo Giudice Salvatore
- Con nota prot. 29683/IN.16 del 18 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 2660 - Notizie riguardanti la carenza igienico-sanitaria della
buvette dell'ospedale di Caltagirone (CT).
Firmatari: Forzese Marco Lucio
- Con nota prot. n. 34236/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 2737 - Notizie sulla destinazione dell'immobile comunale sito
in Calatafimi Segesta (TP), da adibire a comunità terapeutico-
riabilitativa e residenziale per l'assistenza a soggetti
tossicodipendenti.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 40247/IN.16 del 31 agosto 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l 'Assessore regionale per la salute.
N. 2773 - Notizie in merito alla realizzazione di un rifugio
veterinario e di un rifugio per cani nel Comune di Monreale (PA).
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 61371/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
salute.
N. 2789 - Carenze strutturali e di organico del P.O. Santa Venera
di Acireale (CT).
Firmatari: Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 61390/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
salute.
N. 2815 - Notizie in ordine all'attivazione di n. 8 ore di
odontoiatria, con competenze di ortognatodonzia, da svolgere presso
il poliambulatorio di Sciacca (AG).
Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Ciaccio Giorgio;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
N. 2830 - Iniziative per ripristinare la disciplina sull'orario di
lavoro settimanale massimo e sul diritto al riposo per il personale
medico e sanitario, in attuazione della direttiva CE 2003/88.
Firmatari: Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
- Con nota prot. n. 61449/IN.16 del 30 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
salute.
N. 2846 - Chiarimenti sulla vicenda del trasporto non autorizzato
del dr. G. Marchese con elicottero del 118 e sulla vicenda del sig.
A. Interdonato, vicepresidente del consiglio comunale di Messina.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina
- Con nota prot. n. 61485/IN.16 del 30 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3014 - Verifica sullo stato di attivazione dei posti RSA da
parte dell'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio;
Sorbello Giuseppe
N. 3015 - Notizie circa il conferimento di incarico di dirigente
presso il Consorzio di bonifica 1 - Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Milazzo Antonella Maria; Ruggirello Paolo; Maggio Maria Leonarda
N. 3020 - Notizie in merito alla partecipazione della Regione al
Cluster biomediterraneo nell'ambito di Expo 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cordaro Salvatore; Falcone Marco
N. 3021 - Misure urgenti per l'infrastrutturazione della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
N. 3022 - Chiarimenti sulle dimissioni della direttrice generale
dell'ASP di Catania e iniziative finalizzate a un rientro in
Sicilia delle tante eccellenze professionali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
N. 3023 - Notizie urgenti sulla natura del materiale giunto nel
porto di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Salute
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Vinciullo Vincenzo
N. 3024 - Iniziative concernenti la residenza per l'esecuzione di
misure di sicurezza presso l'ospedale Santo Pietro di Caltagirone
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio; Grasso
Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione alle gravi
dichiarazioni rese alla stampa dal Presidente della Regione.
- Presidente Regione
Assenza Giorgio
N. 3026 - Iniziative in relazione alla sentenza 2351/15 del
Tribunale amministrativo regionale per il Lazio.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3027 - Notizie sul recepimento dell'intesa
Stato-Regioni del 20 dicembre 2012 in materia di 'Disciplina per
la revisione della normativa dell'accreditamento'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3028 - Iniziative finalizzate alla revisione dell'atto di
indirizzo della Giunta regionale di Governo relativamente
all'art.2, comma 4, della legge regionale n. 3 del 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Vinciullo Vincenzo
N. 3029 - Chiarimenti sul funzionamento della Commissione
provinciale di cassa integrazione guadagni della sede provinciale
di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3030 - Interventi a favore del personale docente e ATA già in
servizio presso il liceo linguistico 'Abraham Lincoln' di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3011 - Esatta applicazione della tassa di concessione
governativa per il rilascio di licenze di trasporto merci.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cappello Francesco; Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 3012 - Chiarimenti riguardanti la sicurezza strutturale degli
edifici scolastici in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Tamajo Edmondo
N. 3013 - Notizie in merito all'eventuale vacatio contrattuale dei
direttori sanitari e amministrativi delle ASP siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ruggirello Paolo
N. 3017 - Chiarimenti in ordine alla mancata previsione di orari
pomeridiani negli uffici comunali di Trabia (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3018 - Chiarimenti sulla paventata chiusura, da parte dell'ASP
3 di Catania, del punto di primo intervento pediatrico del PTA di
Vizzini (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3019 - Notizie in ordine alla sospensione dei collegamenti per
le isole minori da parte della società Ustica Lines.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 399 - Notizie sull'assegnazione dei fondi per la formazione
della polizia municipale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Giuffrida Salvatore
N. 400 - Riconoscimento parziale dello stato di calamità naturale
per i comuni di Caltagirone, Grammichele e Mineo a seguito delle
calamità del 9 settembre 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 401 - Notizie in merito alle criticità dei laboratori di
analisi nel territorio siciliano.
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 402 - Notizie in merito all'avviso pubblico n. 6/2016 per il
finanziamento di contratti di formazione specialistica nell'area
medico-sanitaria in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 549 - Iniziative a tutela dell'agricoltura siciliana a seguito
degli accordi di libero scambio tra UE e Paesi nordafricani.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 14/03/16
N. 550 - Iniziative finalizzate all'apertura nei giorni festivi
dei musei e dei siti archeologici siciliani.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 16/03/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione n. 3016
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 6 maggio 2015 e
protocollata al n. 4656/AulaPG del 7 maggio 2015, l'onorevole
Vinciullo ha ritirato l'interrogazione n. 3016.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 2913
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con richiesta di
risposta in Commissione n. 2913, a firma dell'onorevole Vullo,
iscritta all'ordine del giorno della seduta n. 307 del 15 marzo
2016 della V Commissione legislativa permanente Cultura,
formazione e lavoro , è da intendersi presentata con richiesta di
risposta scritta per assenza dell'interrogante al momento dello
svolgimento.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cappello e Zafarana hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Barcellona e delle vittime dell'attentato terroristico di
Bruxelles
Presidenza del Presidente Ardizzone
Commemorazione delle vittime dell'incidente verificatosi a
Barcellona
e delle vittime dell'attentato terroristico di Bruxelles
PRESIDENTE. Prima di procedere oltre nei lavori di quest'Aula, è
giusto e doveroso ricordare le vittime dell'incidente avvenuto in
Spagna e le vittime dell'attacco terroristico, di oggi, a Bruxelles.
In loro ricordo, vi invito ad osservare un minuto di silenzio.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi
comunali e Città metroèpolitane' (n. 1070/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi
comunali e Città metropolitane'.» (1070/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifiche alla
legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di
liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'.» (1070/A) posto al
numero 1).
Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Panepinto, per
svolgere la relazione.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
riproposizione della modifica della legge 15 del 2015 è resa
necessaria dalla impugnativa del Consiglio dei Ministri del 4
agosto 2015 ed il lavoro della Commissione, presieduta
dall'onorevole Cascio, in collaborazione con il Governo, ha, di
fatto, recepito, ovviamente non meccanicamente, quelle che erano
alcune delle doglianze riportate nell'impugnativa prima citata.
Faccio delle considerazioni che sono comuni a tutta questa
Assemblea, che sono state fatte proprie anche dal Presidente
dell'Assemblea regionale incontrando i rappresentanti dei
lavoratori delle province, sulla necessità che questo testo non
diventi la rivisitazione della legge 15/2015, che non riapra un
dibattito che è durato, a mio parere, anche troppo rispetto alla
necessità di avere una riforma secondo, non solo il dettato della
normativa nazionale, ma secondo le regole che il nostro Statuto di
rango Costituzionale ci dà.
Gli interventi che vengono proposti nel disegno di legge oggetto
della presente discussione, dicevo prima, accolgono, soprattutto
per quanto riguarda il sistema elettorale, quello che era stato
rilevato - uno su tutto - la modifica del cosiddetto voto uno
vale uno, in voto ponderato .
Penso che sarà dato termine per gli emendamenti dopo Pasqua,
immagino per mercoledì, per avere il tempo di un maggiore
approfondimento, al fine di rendere quanto più il testo meno
aggredito possibile, perché non possiamo ritornare esattamente al
2013 quando iniziò il dibattito su questo importante testo.
Credo, inoltre, che sia necessario considerare l'approvazione, se
l'Assemblea lo vorrà, di questa modifica della legge 15/2015,
anche, una prima tappa perché credo che in Sicilia sia necessario
rivedere esattamente l'architettura dei rapporti fra i livelli
istituzionali, i comuni, gli enti locali territoriali, l'organismo
di secondo livello che ritorna ad essere anche di elezione di
secondo grado, come in tutta Italia, e la stessa Regione.
C'è, ovviamente, un problema finanziario, perché la questione
finanziaria delle province, oggi liberi consorzi, - l'assessore ne
è consapevole avendo più volte posto il problema anche sul tavolo
del Governo nazionale - è legata anche alle funzioni che i liberi
consorzi avranno.
Ritengo che la Regione dovrebbe liberarsi di alcune funzioni e al
tempo stesso non assegnarle agli enti locali territoriali ma a
questa nuova istituzione di area vasta.
Però, se noi, in tempi relativamente brevi - necessari al
dibattito, all'approfondimento - riuscissimo ad approvare il testo,
a rassicurare i lavoratori delle Province, ma anche tutti coloro
che vedono nelle Province non solo soggetti regolatori di rapporti
ma anche erogatori di servizi, perché il dibattito che si è avuto
tra giureconsulti e dottrina in queste ultime settimane è proprio
quale funzione deve avere il nuovo organismo di secondo livello di
area vasta.
Per cui, signor Presidente, io ritengo che rifacendomi al testo
della relazione e richiamandolo per intero, credo che sia, come
dire, necessario immaginare anche una regimentazione degli
emendamenti. Cioè, vale a dire, che non possiamo riscrivere la
legge 15 del 2015, ma l'approccio deve essere su questo testo, così
come dibattuto anche, devo dire, con un livello, grazie alla
presenza di tutti i commissari ed alla presenza del Governo, con
grande attenzione sulle modifiche che sono state apportate con il
disegno di legge.
Ovviamente, in tutto questo, signor Presidente - ma è una mia,
come dire, idea personale - immagino che anche i lavori dell'Aula
possano focalizzare ed avere un focus particolare sul testo, senza
introdurre il testo che viene ad essere incardinato, perché il
rischio che, poi, facciamo una discussione talmente complessa e
complessiva, si faccia arenare un disegno di legge che già, nella
sua stesura, legge 15/2015, ha faticato non poco per essere
approvato in questa Aula.
Quindi io credo - mio punto di vista, ovviamente - che si dia
spazio, con un termine a mercoledì dopo Pasqua - come lei riterrà
opportuno - per gli emendamenti che, devono riguardare questo
disegno di legge non la riproposizione di cose che non hanno avuto
fortuna già nei mesi scorsi, quando venne esitata e approvata la
legge numero 15, e quindi potere rassicurare il fatto che questa
Assemblea regionale siciliana, questo Parlamento è in condizione di
potere nella sua specificità di Regione a Statuto speciale e con
uno Statuto che prevede espressamente la nascita di liberi consorzi
- ed anche alla luce del panico, di un'idea che ha coinvolto anche
dirigenti regionali, nominati commissari, a dimettersi da
commissari di liberi consorzi - e finalmente già dare, prima
dell'inizio dell'estate, una elezione certa attraverso le
previsioni di questa legge, per eleggere gli organismi che sono
previsti, sia per i sei liberi consorzi, sia per le tre città
metropolitane.
Per cui valuti lei, signor Presidente, di attivare il lavoro di
questo Parlamento su questo testo tanto importante per il quale lei
stesso ha rassicurato le organizzazioni di categoria e sindacali
sulla certezza del lavoro parlamentare e dell'iter parlamentare.
FAZIO. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, io credo che l'intervento che mi ha
preceduto ha posto in essere, secondo me, tutta una serie di
questioni che a mio avviso non possono essere oggetto che di
chiarimento nell'ambito appunto dell'Aula proprio questa sera. E mi
piace anche ricordare soprattutto quello che è successo per avere
chiaro qual è il percorso che noi dobbiamo seguire. Perché, se non
comprendiamo quello che è successo, è un po' difficile capire qual
è sicuramente l'iniziativa che noi dobbiamo intraprendere e che
possiamo intraprendere.
Mi permetto di ricordare che, anche in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, questo è stato un argomento in
trattazione, dove alcune parti hanno sollevato dubbi, me per primo,
in ordine al percorso che si sta, in qualche modo, compiendo in
dipendenza degli scenari che sicuramente si andranno a determinare
di qui a poco tempo.
Ebbene, mi preme ricordare che nel 2014, con la legge numero 8,
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato l'istituzione di
Liberi Consorzi dei comuni, sopprimendo l'ex provincia.
Successivamente, in data 4 agosto 2015, l'Assemblea, sulla base di
quanto approvato nel 2014 con la legge n. 8, ha impartito alcune
disposizioni per quanto riguarda le competenze dei Liberi Consorzi
dei comuni e delle Città metropolitane, con la legge n. 15 del
2015.
Assessore, mi preme ricordare che questa legge nel momento in cui
viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, è
vigente ed è anche efficace, nel senso che, una volta approvata
dall'ARS, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana, la legge esplica i suoi effetti; nel mese di ottobre del
2015, entro i 60 giorni previsti dall'articolo 127 della nostra
Costituzione, per impugnare la legge regionale, il Consiglio dei
Ministri, impugna la legge regionale n. 15 del 2015, muovendo e
sollevando alcune censure e, segnatamente, su quattro punti
fondamentali che la legge in qualche modo conteneva.
Vorrei ricordare, a scanso di equivoci, che noi non soffriamo più
del controllo preventivo previsto dal nostro Statuto perché, con
sentenza della Corte costituzionale, è stata eliminata la figura
del Commissario dello Stato, quindi la Regione siciliana è
equiparata a tutti gli effetti, come le altre regioni, per cui, il
controllo preventivo che era stato disciplinato dal nostro Statuto
nei confronti della legge regionale approvata dall'Assemblea, non
ha più luogo.
Ebbene, il procedimento è previsto in analogia con quanto sancisce
l'articolo 127 della nostra Costituzione. Cosa dice l'articolo 127
della nostra Costituzione? Che la legge regionale può essere
impugnata entro sessanta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale dinanzi la Corte costituzionale per vizi di legittimità
costituzionale. Ed' quello che è avvenuto con la legge n. 15 del
2015: il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge n. 15 del
2015, dinanzi alla Corte Costituzionale e contestualmente ha
trasmesso una nota al Governo regionale, dove lo invitava,
eventualmente, a superare le censure e le obiezioni che erano state
mosse dal Governo nazionale, intervenendo e quindi modificando la
norma testé impugnata.
Ed è quello che, sostanzialmente la Commissione, poi si è
adoperata a realizzare; ed è quello effettivamente l'intervento del
relatore, onorevole Panepinto, con il disegno di legge n. 1070/A,
sostanzialmente non è altro che il disegno di legge che contiene le
norme che superano le obiezioni e le censure formulate dal
Consiglio dei Ministri e dal Governo nazionale.
Ebbene, è giusto che voi sappiate che questo disegno di legge, il
1070/A, che sta per essere incardinato e che è, ovviamente, oggetto
di esame da parte dell'Aula, non supera le censure e le obiezioni
mosse dal Consiglio dei Ministri, perché, il contenuto dello stesso
si limita semplicemente a superare o tentare di superare tre
censure o tre argomenti di censure che sono state sollevate dal
Consiglio dei Ministri. Un quarto punto non è affrontato, e
segnatamente, peraltro, non è minimante superato. Converrete con
me, soprattutto il fatto che così facendo si apre uno scenario dove
sostanzialmente invece di ottenere, certezza e sicurezza per il
futuro, secondo me si alimenta, ancora di più e a maggiore ragione,
una incertezza, che a mio avviso e del tutto poco condivisibile.
Che cosa accade, pertanto? Se la legge viene approvata, cosi come
effettivamente, presentata ed esitata dalla Commissione, sapete
benissimo che il ricorso non viene meno, perché la cessazione della
materia del contendere è solo parziale, poiché non è totale, il
ricorso andrà a continuare ovviamente sull'altra parte che non è
stata oggetto di superamento dei rilievi.
Allora, vi lascio immaginare cosa significa, peraltro, nei
prossimi mesi, addirittura, noi abbiamo le elezioni dei consigli
dei liberi consorzi comunale cosa andrebbe a determinare e come
potrebbe essere la pronuncia della Corte costituzionale. E' vero
che la Corte costituzionale dovrebbe limitarsi semplicemente a
pronunciarsi sul petitum, ma è altrettanto vero che approfitterebbe
sicuramente di una occasione ghiotta, a mio avviso, per estendere
il pronunciamento in giudicato anche su altre parti della legge con
una incertezza dal punto di vista fattuale e dal punto di vista
pratico che è fin troppo evidente. Mi preme rammentare anche, a
scanso di equivoci
PRESIDENTE. Invito i colleghi parlamentari, a non avvicinarsi al
banco del Governo perché si sta discutendo di una questione
dirimente, importantissima, indipendentemente da questa legge, che
riguarda il rapporto dell'Assemblea con il Governo regionale e
quindi il rapporto del Governo regionale con quello nazionale, ogni
qualvolta c'è una impugnativa.
I colleghi vanno ascoltati, io gradirei che i colleghi
parlamentari, se è possibile si allontanino dal banco del Governo.
Onorevole Arancio, cortesemente, l'onorevole Fazio sta ponendo una
questione importante anche per il prosieguo della legge.
FAZIO. Preme rammentare, peraltro, che per quanto riguarda
l'impugnativa del Consiglio dei Ministri questa verte su un punto
fondamentale, sostanzialmente verte sul fatto che la legge
cosiddetta Delrio', cioè la legge nazionale che ha soppresso le
province nell'ambito del territorio nazionale è considerata ed è da
considerarsi tra le leggi di grande riforma economico-sociale per
cui produce effetti anche in ordine alla competenza esclusiva della
Regione siciliana.
Peraltro, questo pronunciamento è stato rafforzato anche
indirettamente da una sentenza della Corte Costituzionale. E' ovvio
che non è che una sentenza della Corte costituzionale è una legge,
h una interpretazione sicuramente, autorevole. Peraltro è possibile
che anche la Corte Costituzionale possa anche cambiare
successivamente orientamento. Non è che sostanzialmente è un dato
che determina una certezza assoluta e sine die, ma non possiamo non
evidenziare come il fatto che noi ci accingiamo, semplicemente e
solamente, a superare tre motivi di censura, lasciamo inalterato
l'altro, non mi pare obiettivamente che non esponga il Governo
regionale e per essa l'Assemblea, e per esso la Regione siciliana
ad una situazione di incertezza totale, anzi, a mio avviso viene
suffragata e viene ovviamente anche condivisa.
Sotto altri aspetti io non posso non notare, signor Presidente e
cari colleghi, un comportamento da parte del Governo che ritengo,
obiettivamente, alquanto singolare: ebbene voi sapete benissimo,
che a seguito dell'impugnativa da parte del Governo nazionale non
c'è stata nessuna decisione da parte del Governo regionale di
volere in qualche modo assumere il ricorso e la costituzione in
giudizio dinanzi la Corte Costituzionale. Anzi, ci è sembrato di
capire che da un comportamento concludente sia stato quello di
proporre l'iniziativa legislativa del 1070 ma senza superare le
obiezioni in toto formulate da parte del Governo nazionale. Non
possono non significare anche che questo Governo regionale, il
Governo Crocetta, anche in altre occasioni ha assunto posizioni
poco chiare. Faccio riferimento a quello che è successo per quanto
riguarda per esempio alla legge sull'acqua o perché no, anche la
legge sugli appalti, cioè, non c'è alcuna condivisione in ordine
all'atteggiamento da assumere. Mi preme francamente richiamare
l'attenzione dei colleghi, sul fatto che sostanzialmente la legge
che dovrebbe essere difesa è la legge approvata dall'Aula e poi il
Governo in alcune occasioni e, consentitemi, in termini del tutto
strumentali, utilizzare strumentalmente il potere che attualmente
lo Statuto gli conferisce, che è quello appunto di decidere o non
decidere la costituzione in giudizio a seguito dell'impugnativa
formulata dal Governo, a discapito della stessa Assemblea. Mi preme
ricordare che l'Assemblea ha e ha riconosciuta una sua autonomia, e
a mio avviso, questa Autonomia dovrebbe essere preservata da
azioni, o anche da omissioni, che sicuramente il Governo ha posto
in essere non solo nell'ambito della legge sui Liberi Consorzi dei
comuni ma anche in altre situazioni dove è poca chiara qual è
l'intenzione da parte del Governo. Nella fattispecie, è ovvio, che
il Governo può benissimo costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte
Costituzionale perché dovrà farlo nei termini indicati dai
procedimenti previsti innanzi alla Corte Costituzionale e non dovrà
deciderlo adesso, Ma non possiamo non trarne un comportamento
inconcludente laddove non c'è nessuna comunicazione e nessuna
informazione all'Assemblea su come intende procedere e se intende
sostenere le ragioni dell'Autonomia della Regione siciliana e
dell'Assemblea, oppure, se intende abbandonare ovviamente la legge
piegandosi, eventualmente, alle decisioni - come in questo caso -
che sono state assunte dal Governo nazionale, a discapito
dell'Autonomia della Regione siciliana.
Sono tutti argomenti che, a mio avviso, sarebbero stati meglio
oggetto di una questione pregiudiziale, ma che non mi sono sentito
di presentare, perché laddove approvata verrebbe utilizzata
strumentalmente e la stessa Assemblea verrebbe additata come colei
che non vuole la legge sulle province.
A me preme ricordare, invece, signor Presidente, che non solo
l'Assemblea ha approvato la legge sulle ex province e sui Liberi
Consorzi dei Comuni ma che è una legge vigente, quindi tutte
quelle chiacchiere che sostanzialmente hanno visto che il Governo
nazionale non ha attribuito il gettito per quanto riguarda le
province regionali e le somme spettanti alla Sicilia perché non
c'era una legge che ha modificato le province regionali, vi posso
assicurare che è semplicemente e solamente una favola a tutti gli
effetti, perché la legge c'è ed è efficace. Tanto è vero che il
disegno di legge n. 1070 intende solo modificare parzialmente la
norma per soddisfare le esigenze dal punto di vista prettamente
politico e non sicuramente giuridico, formulate dal Governo
nazionale con l'impugnativa dinnanzi alla Corte costituzionale.
Signor Presidente, sono tutte questioni che l'Aula non può non
dibattere. E mi consenta, dovrebbe dibattere anche in via
pregiudiziale , perché un altro argomento - e mi preoccupa la
relazione fatta dal relatore al disegno di legge - se è vero come è
vero che il disegno di legge n. 1070 è un disegno di legge che
limita il suo intervento, la sua disciplina solo a motivi di
censura, non è possibile presentare emendamenti come se fosse una
rivisitazione dell'intero impianto normativo della legge n.
15/2015. Perché non solo non sarebbe coerente ma sarebbe
completamente fuori luogo, non pertinente. Per cui è giusto che
effettivamente i colleghi sappiano che gli emendamenti possono
essere formulati e proposti laddove abbiano coerenza con il tema in
discussione, ciò significa le censure mosse dal Governo su quelle
parti della legge n. 15 che è stata oggetto di impugnativa, se
viene esteso allora non è più una norma di superamento ma bensì è
una nuova legge che modifica la legge n. 15 del 2015.
E' ovvio che sono tutte questioni preliminari e pregiudiziali che
il Parlamento non può non assumere in via preventiva, per
comprendere qual è il percorso che intende realizzare. Perché se
non fa questo, altro che certezza normativa, cosa che
effettivamente i siciliani chiedono. Secondo me si determina una
incertezza di carattere giuridico a discapito, soprattutto, non
solo delle ex province regionali e di tutto quello che
effettivamente ne consegue, ma anche sul percorso che la Sicilia in
qualche modo intende poi portare avanti.
Per quello che mi riguarda, le anticipo che - poiché ritengo
intollerabile il comportamento da parte del Governo per quanto
riguarda la questione dell'impugnativa sulle leggi regionali -
intendo presentare oggi stesso una mozione che, se condivisa e
approvata dai colleghi, impegni il Governo comunque e in ogni caso
a costituirsi in giudizio laddove le leggi regionali vengono
impugnate al Governo nazionale. Poi, dovrà essere l'Assemblea,
eventualmente, anche di concerto con il Governo, a decidere se
rinunciare ad un ricorso. Ma non è così che si può ragionare Non è
possibile che venga approvata una legge regionale viene impugnata
da parte del Governo, la stessa Assemblea, che è la madre della
legge, non sa se il Governo si costituisce in giudizio, se resiste
e al ricorso, se le motivazioni addotte sono motivazioni
pretestuose o addirittura se sono sostanzialmente, invece, fondate.
Non sa un bel nulla, ma che razza di procedimento è?
Mi permetto di ricordare anche, Presidente, eventualmente credo
che questo sia un argomento da introdurre, soprattutto per quanto
riguarda le modifiche statutarie che, in atto, ci accingiamo, in
qualche modo, ad immaginare, perché è inaccettabile che io,
Assemblea, che approvo e che sono l'autore del testo, non vengo
minimamente chiamato in causa neanche per esprimere un mio
giudizio, in ordine alle censure che mi muove, un altro organo, sul
testo che io ho approvato .
Io credo che, per quanto riguarda i procedimenti, ci sia qualcosa
da rivisitare, soprattutto in funzione delle modifiche statutarie
che, in qualche modo, sono già in fieri e che, ovviamente, si
appalesano nei prossimi mesi e, soprattutto, nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, lei ha posto una questione ed io la
ringrazio per non avere presentato la questione pregiudiziale, la
ringrazio, anche se non ha bisogno dei miei ringraziamenti, ma
l'ha garbatamente posta perché si dava l'impressione, all'esterno,
anche se c'erano tutti i presupposti giuridici, che la legge
ritornasse in Commissione, però, credo che, anche il buon senso
dimostrato dal relatore ma, credo, d'intesa con il Presidente della
Commissione, di trattare questa materia nell'ambito circoscritto
dai rilievi sollevati dal Governo nazionale e, quindi, poi, sulla
base degli emendamenti che verranno presentati mi auguro, di intesa
con il Governo, è stata posta una questione anche in ordine alle
funzioni, ha appena accennato l'onorevole Panepinto, sono di buon
auspicio perché, appunto, nell'ambito di questa cornice si possa
esitare una legge.
Lei ha fatto bene ad evidenziare che una legge c'è ed è vigente, e
la ringrazio anche perché vuole porre, successivamente, la
questione prima che si esiti una legge statutaria, quale può essere
quella prevista dall'articolo 10 dello Statuto, eventualmente nella
modifica dello Statuto stesso per regolare questi rapporti,
realisticamente, tra l'Assemblea, - in assenza del Commissario
dello Stato -, il Governo regionale e, quindi, con il Governo
nazionale.
Quindi, credo che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, non ci siano difficoltà per trattare e discutere
questa mozione che diventa impegnativa così come in passato noi
avevamo una prassi che era quella dell'approvazione dell'ordine del
giorno che autorizzava il Presidente della Regione a promulgare una
legge senza le parti impugnate.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, ho
studiato prima in Commissione, la I Commissione, in maniera
approfondita adesso in quanto componente, appunto, della
Commissione Affari istituzionali, quella che è stata l'impugnativa
del Governo nazionale circa la legge esitata dal Parlamento
regionale e mi sono convinto che alcuni passaggi debbano essere
chiariti una volta per tutte e che alcune scelte di carattere
squisitamente istituzionale non possano essere più dilazionate o
procrastinate.
Intanto, è giusto ribadire che, come parlamentare del Cantiere
popolare', ho fatto una battaglia nella prima edizione di questo
disegno di legge per l'elezione diretta del sindaco metropolitano e
del Presidente dei liberi consorzi, una battaglia che abbiamo
condiviso in tanti ma che è rimasta minoranza in questa Aula perché
i diktat che venivano dal Governo hanno finito per appiattire la
maggioranza a discapito di un principio che per me resta
irrinunciabile, che è il principio di democrazia diretta, il
principio intangibile, per quanto mi riguarda, che vede gli eletti
scelti dai cittadini elettori.
Però, signor Presidente, oggi noi dobbiamo confrontarci con una
realtà nuova che è quella e non può essere che quella che
scaturisce dall'impugnativa del Governo nazionale.
La legge Delrio è il faro che noi dobbiamo tenere presente per
affrontare, sotto il profilo istituzionale, correttamente il lavoro
che ci vedrà impegnati nelle prossime ore, nei prossimi giorni, e
questo lo dico perché la legge Delrio non è una riforma degli enti
locali ma è una riforma economica e sociale e, sotto il profilo
finanziario, va oltre quella che è l'incidenza dello Statuto
speciale e quindi deve essere tout court recepita.
Allora, nel momento in cui la nostra norma esitata e partorita dal
Parlamento regionale è stata impugnata con la cassazione di alcune
parti dal Governo nazionale, l'unica via corretta era quella
dell'impugnativa da parte del Governo regionale, che non è stata
adottata, ed è la ragione per la quale, insieme al collega Fazio,
abbiamo firmato una mozione che vuole impegnare il Governo a farsi
parte diligente tutte le volte che il Governo nazionale dovesse
impugnare una legge del Parlamento.
Rispetto a questo tema, onorevoli colleghi, posto che la legge
Delrio individua tre organi che sono il sindaco metropolitano, che
è il sindaco del capoluogo del comune, la conferenza metropolitana,
ma prima il consiglio metropolitano con poteri deliberativi, noi
non possiamo che muoverci nell'alveo del dettato dell'impugnativa
perché in maniera stolta e superficiale nessuno ha impugnato nelle
sedi opportune quanto aveva deciso il Governo nazionale, altrimenti
noi finiremmo per fare un papocchio , finiremmo per fare la figura
del bambino che si vuole, con tutte le sue forze, opporre al papà
che lo ha sculacciato spiegandogli cosa andava bene e cosa andava
male Non siamo a casa nostra, ci sono regole e le regole vanno
rispettate
Io non sono d'accordo con l'impugnativa del Governo nazionale e
allora ripropongo la stessa norma, negli stessi termini che l'ha
già vista impugnata dal Governo nazionale?
Onorevoli colleghi, io credo che questa sarebbe una soluzione
peggiore del male perché il punto di caduta finirebbe ancora una
volta per essere quello di un Parlamento che viene presentato
all'esterno come un organo che non è in condizione di esitare buone
leggi. E siccome questo è accaduto troppe volte ed è accaduto anche
nell'ignavia del Governo regionale, che non si è impegnato per
andare fino in fondo e comprendere cosa c'era davvero che non
andava dalle leggi esitate dal Parlamento attraverso l'impugnativa
nelle sedi istituzionalmente corrette, io credo che noi non
possiamo che muoverci in questo ambito, me ne convinco e me ne sono
convinto perché credo che alla fine lo studio delle carte, e
soprattutto la valutazione dell'impugnativa del Governo nazionale,
non può farci correre il rischio di creare un ulteriore
papocchio .
Però, assessore Bacchi, è soprattutto a lei che mi rivolgo,
seppure ringrazio della sensibilità dimostrata in queste settimane
e della volontà di confrontarsi col Governo nazionale per arrivare
ad una soluzione, la migliore possibile, nell'interesse soprattutto
dei lavoratori. l'assessore Lantieri, mi rivolgo a lei assessore
Baccei perché noi dobbiamo sciogliere un nodo che è politico ed
istituzionale ed è la parte del mio intervento che fino ad ora ho
affrontato. Ma c'è anche un nodo economico, assessore Baccei.
Perché la famosa frase nei limiti delle disponibilità
finanziarie , che finirebbe per incidere sui lavoratori e sul loro
futuro, delle ex province futuri liberi consorzi dei comuni, noi
dobbiamo comprendere oggi, o domani e spiego perché, come dobbiamo
fare per farla saltare.
Perché noi abbiamo il dovere di trovare una soluzione che sia
quella che porti comunque alla pace sociale perché io non sto qua a
farvi vedere tutte le mail, tutte le lettere, tutti gli appelli che
ci sono arrivati, immagino non solo al mio Gruppo parlamentare ma
un po' a tutti da parte dei tanti, delle centinaia, delle migliaia
di dipendenti degli enti provinciali che si sono appellati a questo
Parlamento perché questa frase capestro nei limiti delle
disponibilità finanziarie venga espunta dalla legge. E però c'è la
necessità di fare una legge subito.
E allora, assessore Baccei, perché mi rivolgo a Lei? Mi rivolgo a
Lei perché, in maniera come sempre costruttiva, credo che sia il
caso di provare ad immaginare un percorso con il Governo nazionale
che preveda che quanto meno per gli anni 2016/2017 il Governo
nazionale stoppi il prelievo forzoso nei confronti della Regione
siciliana e degli enti ex province perché io mi rendo conto che
eliminare, nei limiti delle dotazioni economiche tout court
potrebbe sembrare una operazione fantasiosa o una provocazione.
Però noi abbiamo la necessità di provarci.
E allora, signor Presidente, se l'Assessore Baccei rispetto a
questa mia richiesta di chiarimento o di intervento, anche
attraverso un atto parlamentare che faccia voti all'unanimità,
perché l'Assessore Baccei nei confronti del Governo nazionale
rappresenti l'esigenza che ho testé menzionato, cioè quella del
blocco del prelievo forzoso nei confronti della Sicilia e delle
province, io credo che se dobbiamo aspettare 24 ore o 48 ore perché
l'Assessore Baccei possa confrontarsi con il Governo nazionale per
spiegarci qual è la soluzione per superare il vero problema che
possa dare o meno serenità ai lavoratori, io credo che questo vada
fatto.
Non ho posto la questione politica pregiudizialmente, signor
Presidente, però credo che il mio argomentare sia assolutamente
chiaro. Io credo che non si possa permettere questo Parlamento
ulteriori soluzioni compromissorie. Ci sono dei paletti ben precisi
che sono stati posti dal Governo nazionale e su quelli ci dobbiamo
muovere, altrimenti avremmo dovuto impugnare la decisione del
Governo nazionale.
Per quanto riguarda l'aspetto economico e il destino dei
lavoratori, credo che il Governo regionale debba impegnarsi per
darci una soluzione e tutti insieme, perché sono ben conscio che
andiamo tutti verso il medesimo obiettivo, quanto meno questo è il
mio auspicio, dobbiamo trovare una soluzione che metta una parola
finale di serenità rispetto a centinaia, migliaia di famiglie
siciliane che non hanno fatto nulla di male per finire in mezzo ad
una strada.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, spero
che questa sia la volta buona per affrontare definitivamente il
tema dei liberi consorzi dei comuni.
Purtroppo questo disegno di legge iniziato quasi tre anni fa è
iniziato male e mi auguro che non finisca peggio perché credo che
ancora ci siano idee confuse, non sia stata fatta una vera sintesi
non solo tra la maggioranza ma anche tra tutto il Parlamento perché
quando si parla, penso, di organi o che riguardano la struttura
dello Stato non si vuole soltanto una condivisione di maggioranza
ma ci vuole una condivisione quasi totale.
Quando è stata fatta la riforma noi, a differenza dello Stato,
abbiamo pensato, dato che la Regione era piena di poteri di
decentrare una parte di queste competenze agli enti intermedi,
mentre nel frattempo lo Stato faceva una legge, la legge Delrio,
nella quale in realtà snelliva gli enti intermedi, svuotandoli
quasi di competenze, proprio perché i trasferimenti si riducevano,
e si passava quindi all'elezione di secondo grado.
In realtà qui noi ci siamo più ingarbugliati sulla governance, che
forse poco importa ai cittadini, piuttosto che occuparci seriamente
di quello che stavamo andando a fare l'ultima notte famosa, quando
ad un certo punto arrivavano centinaia di emendamenti, dando tutti
i tipi di competenze all'ente intermedio. In realtà il vero
problema è che oggi abbiamo degli enti allo sbando, dove non si
riesce più a dare un minimo di serenità ai dipendenti che lavorano
in questi enti, il vero tema, il vero problema che al livello
nazionale era stato affrontato, e che noi, purtroppo, come regione
a Statuto speciale non abbiamo potuto affrontare, era prevedere
cosa potevano fare questi dipendenti, se si poteva fare una
mobilità con lo Stato o con i comuni, e oggi non sappiamo come
affrontare questo tema. Certo è che questo tema non può essere
affrontato lasciando tutte quelle competenze lasciate nella legge
che abbiamo esitato, perché è ovvio che non abbiamo un bilancio
regionale che ci consente di dare ulteriori risorse alle province,
e quindi credo che il problema non debba essere più se coincide o
non coincide il sindaco della città capoluogo, o debba essere
eletto con il sistema ponderato, non è questo il problema, il vero
tema deve essere quali competenze dare a questi enti intermedi, se
abbiamo esagerato trovare una sintesi fra di noi per snellirle,
perché in questo modo creeremo soltanto un caos, un caos che finirà
come per le municipalità che esistono nei comuni città
metropolitane, dove le competenze non vengono passate perché
mancano le risorse, e queste municipalità non hanno motivo di
esistere.
Quindi, siccome io non credo che l'ente intermedio non deve avere
motivo di esistere, deve avere quelle funzioni che possono essere
utili alla collettività.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, lei ha toccato un altro dei punti
fondamentali, ai quali correttamente aveva accennato l'onorevole
Panepinto e che va approfondito proprio attraverso gli emendamenti,
e non solo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
entro nel merito delle argomentazioni che hanno sviluppato i
colleghi, anche perché non siamo nella fase della discussione
generale, però mi preoccupa una cosa, e lo voglio dire con assoluta
franchezza non perché lei ne abbia bisogno, perché ha utilizzato le
prerogative del Presidente dell'Assemblea in maniera oggettiva.
Però, oggi noi stiamo costituendo un precedente, ed è il primo
precedente, ed allora io vorrei che su questo punto vi fosse
chiarezza.
In buona sostanza, noi siamo stati sempre abituati, a promulgare
un ordine del giorno per pubblicare la legge senza le parti
impugnate, in vigenza del vecchio sistema quando vi era il
Commissario dello Stato, ed eventualmente a ripresentare un disegno
di legge di contenuto analogo, perché si potesse resistere dinnanzi
la Corte Costituzionale.
Tutta questa procedura non vi è più, mi ha convinto un pezzo
dell'argomento dell'onorevole Fazio, che vuole impegnare il Governo
e l'Assemblea Regionale nel disporre l'impugnativa, quando un pezzo
di legge viene di fatto impugnato, diciamo di fatto perché la legge
entra in vigore comunque, tranne sulle parti in cui non si resiste
dinnanzi la Corte Costituzionale, ma non siamo ne nell'una né nella
seconda ipotesi, siamo in una terza via, che è la via della
riapprovazione di una legge di adeguamento alle parti impugnate, e
allora io su questo punto vorrei che la Presidenza dell'Assemblea
fosse chiara, perché se come abbiamo detto tutti i colleghi nessuno
vuole fare una seconda legge sulle province, e siamo tutti
d'accordo, vuol dire che non stiamo facendo una nuova legge, ci
stiamo adeguando. E quando ci adeguiamo, e vale su questo punto
come può valere sulla legge sugli appalti, sulla legge sull'acqua,
su qualunque legge che viene impugnata, noi ci adeguiamo
limitatamente alle osservazioni che vengono poste senza nessuno
sconfinamento.
Poiché è la prima volta che in Assemblea Regionale si verifica un
punto di questo tipo, ed io vorrei chiedere al Presidente
dell'Assemblea di tracciare una linea, che deve essere una linea
chiara.
Oggi il Presidente dell'Assemblea, lo dico tra virgolette, è un
mio amico; l'altro ieri era un mio amico nella precedente
legislatura, e in quella precedente ancora, non è un problema di
amicizia o di vicinanza politica, è un problema di rispetto delle
regole. È la prima volta che si verifica questo.
Io chiedo al Presidente dell'Assemblea di tracciare la via che
deve essere chiara, se quella dell'adeguamento tout court senza
nessuno sconfinamento e senza nessuna sbavatura, o se invece ci può
essere una riapprovazione della legge parziale.
Perché dico questo? Perché, mentre su questo argomento vedrà che
alla fine, signor Presidente dell'Assemblea, prevarrà il buon senso
e l'Aula troverà una sintesi che permetterà di evadere un testo
costituzionale - un testo che rispetta le osservazioni mosse,
quindi un testo che di fatto è considerato costituzionale anche
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che oggi ha il potere
di fare questo - domani potrebbe anche non succedere. Domani
potrebbe arrivare un disegno di legge qualunque in Aula, e ne
abbiamo di precedenti, ne potremmo avere, anche il disegno di legge
sull'acqua ha visto l'Assemblea spaccata e approvare principi che
poi sono stati impegnati. Quindi potrà arrivare un disegno di legge
qualunque in quest'Aula su cui chiaramente la politica non trova la
forza di fare una sintesi e quindi rimane libera di scegliere come
vuole.
Ecco, io credo che siccome è il primo caso, sul punto dobbiamo
essere chiari.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, in effetti la sua domanda non è
proprio amichevole nei miei confronti. Penso invece che
l'intervento dell'onorevole Panepinto, che ho condiviso all'inizio,
era quello quasi di un appello al buon senso. E anche tutti gli
interventi sono in tal senso. Anche l'intervento dell'onorevole
Sudano, che ha aperto un altro fronte, che è quello delle funzioni
da tenere in considerazione. Quindi io in questo momento non mi
innamorerei di tracciare la strada, in questo momento seguiamo un
percorso, l'ha stabilito l'onorevole Fazio in un ragionamento molto
articolato. Peraltro ha formalizzato una mozione, sarebbe opportuno
che la sottoscrivessero tutti i gruppi. Non è una questione di
appartenenza, è una questione che noi ci porremo successivamente,
ma serve anche a scaricare il Governo da quella responsabilità che
di volta in volta gli viene data. Perché se c'è una legge che viene
approvata è chiaro che bisogna resistere. Stabiliamo un percorso
nelle more che si faccia la legge.
Quindi io in questo momento seguirei questo percorso di buon
senso, che mi sembra stia uscendo fuori da tutti gli interventi.
Ripeto, dal primo intervento fatto dal relatore del disegno di
legge, quindi penso condiviso dalla Commissione, a quello
dell'onorevole Sudano, l'onorevole Cordaro.
Si parla di una cornice, il discorso è: c'è una cornice, io non
parlo di un recepimento tout cour, l'onorevole Cordaro parlava
proprio dei paletti fissata dalla 56 che non è stata mai impugnata,
ma in questo momento io non mi sento di dire questa deve essere la
strada da percorrere altrimenti non saremmo qua a discutere.
Troviamo una soluzione di buon senso anche con riferimento alle
questioni delle funzioni, solo così penso che potremo trovare un
percorso condiviso. Così come, onorevole Panepinto già le anticipo
che il suo suggerimento di definire la legge mercoledì prossimo, e
avere la possibilità, anche alla luce di quello che si è detto
sulla questione delle funzioni eventualmente anche un disegno di
legge di accompagnamento che riguarda tutto il resto mi convince.
Noi domani presentiamo gli emendamenti, lei ha fatto un appello e
io gliene sono grato, che è rivolto credo a tutti i deputati, di
non sconfinare rispetto ai punti evidenziati dal Governo nazionale,
cioè non sconfiniamo su questo. Se dobbiamo fare una legge a parte
bene, ci teniamo nell'ambito di questi punti, e poi possiamo
discutere coincidenza si, coincidenza no, voto ponderato, quello
che intendiamo, ma se facciamo un ragionamento articolato su queste
cose ad una soluzione, credo, costituzionalmente consentita
possiamo arrivare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha facoltà
ALLORO. Signor presidente, onorevoli colleghi, questa legge sulle
province ha avuto un iter abbastanza lungo e complicato, talmente
lungo da fare dimenticare un fatto essenziale cioè che questa
Assemblea una legge l'ha già approvata.
Noi ci troviamo oggi a dovere discutere non sul merito della legge
per l'istituzione dei liberi consorzi, bensì per il superamento di
quelle che sono state le impugnative che il Governo nazionale ha
posto alla legge. Questo non è un elemento di dettaglio perché
sotto alcuni punti di vista, pone quest'Assemblea al riparo dagli
attacchi che sono stati fatti.
L'altro giorno con l'assessore Lantieri abbiamo partecipato ad
un'assemblea di sindaci all'ex provincia regionale di Enna, dove
l'Assemblea veniva attaccata sul fatto che non era stata fatta una
legge perché, oggettivamente, molti hanno dimenticato che la legge,
invece, è stata fatta. E perché questa legge è stata fatta e a suo
tempo l'Assemblea regionale ha ritenuto di non dover recepire sic
et simpliciter la legge Delrio? Per un motivo molto semplice, cioè
quello che la legge Delrio tagliava il 50% delle funzioni e metteva
in mobilità il personale. Operazione percorribile a livello
nazionale, difficilmente percorribile a livello regionale perché
nel momento in cui mettiamo in mobilità il 50% del personale oltre
al fatto di essere regione a Statuto speciale, abbiamo fatto una
legge che ha avviato un percorso di stabilizzazione del precariato
che, ovviamente, in un gioco dove si mette in campo la mobilità ed
il personale deve transitare presso altri enti, è facile che non
riusciranno a trovare in Sicilia quelli che sono i posti vacanti.
Quella legge, quindi, fu fatta perché aveva una sua filosofia e la
filosofia era quella di tentare di mantenere in piedi una serie di
funzioni per far si che lo stesso personale avesse un motivo di
esistere e di rimanere come dipendente dell'ente ex province,
liberi consorzi.
Rimettere in campo un ragionamento che quest'Assemblea regionale
ha di già affrontato, a me sembra un errore marchiano. Penso,
invece, che la I Commissione abbia lavorato bene, si è superato
quasi in toto quelli che erano i motivi dell'impugnativa, lo stesso
problema della coincidenza del sindaco metropolitano con il sindaco
del Comune Capoluogo, penso che sia stato superato bene inserendo
il discorso della ponderazione perché noi rischiamo di creare
un'abnormità giuridica nel momento in cui facciamo diventare il
sindaco di comune capoluogo di area metropolitana anche sindaco
della città metropolitana e, probabilmente, come diceva oggi la
collega Sudano in una riunione di gruppo che abbiamo avuto, lo
facciamo diventare pure senatore, cioè una sorta di superman che
farà tutto tranne che amministrare la propria città.
Tutta questa serie di cose, quindi, sono state superate ed anche
il problema delle funzioni, a mio avviso, è stato superato ed è
stato superato dignitosamente; mi sembra che siamo nelle condizioni
di potere proseguire l'iter, perché è questo che dobbiamo fare:
tentare di proseguire l'iter di questa legge di cui tutta la
Sicilia sente, assolutamente, il bisogno che venga approvata e
farlo, come diceva il collega Panepinto, tentando di portare avanti
degli emendamenti che non siano stravolgenti che ci possano fare
ritornare indietro e fare una buona legge. Il resto, signor
Presidente, mi sembrerebbe un errore.
Io so che lei riuscirà a gestire bene questa fase, come in passato
ha dato dimostrazione di sapere fare e noi però dobbiamo
incardinare la legge e dobbiamo andare avanti senza se e senza
ma , perché ce lo chiedono seimila persone che vedono il proprio
posto di lavoro a rischio. Sappiamo tutti bene che si porrà sul
discorso delle funzioni un problema che riguarda la copertura,
perché l'assessore Baccei con il suo, come dire, solito terrorismo
economico che mette in campo nei momenti difficili, ha sollevato
questo problema.
Però, è chiaro che, su questo, sul problema delle funzioni, se noi
rimettiamo in discussione il ragionamento che è stato fatto sulle
funzioni, corriamo il rischio di fare saltare la legge e, come
dire, di far sì che questo Parlamento assuma una funzione
assolutamente inutile perché, se della Delrio dovevamo parlare, era
il caso che ne parlassimo un anno e mezzo fa anziché arrivare a
questo punto.
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, il suo intervento mi dà lo spunto
per precisare che la legge è già stata incardinata. Già, peraltro,
ribadisco un percorso che è anche un chiarimento. Gli interventi
sono già interventi inseriti nella discussione generale che,
comunque, non chiuderemo stasera.
Noi riprenderemo mercoledì prossimo - e con la votazione, per
essere chiari - per dare la possibilità entro domani di vedere se
questi emendamenti siano compatibili in questa cornice anche la
questione delle funzioni senza riaprire tante discussioni.
Ma è chiaro che occorre un'intesa con la Commissione e con il
Governo, su questo. Quindi, onorevole Musumeci - mi rivolgo a lei -
siamo già in fase di discussione generale, ma di potrà intervenire
sulla discussione generale fino a mercoledì prossimo. Gli
emendamenti però li dobbiamo depositare domani. Se volete anche
giovedì, però gli emendamenti possono essere due o tre, perchè se
dobbiamo essere consequenziali rispetto a quello che ci siamo detti
non ci possono essere molti emendamenti. Io sono dell'avviso di
presentarli entro domani per dare la possibilità di un colloquio
con la Commissione, con il Governo e con gli Uffici, sennò non ha
senso tirare più questa situazione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non si
debba neppure porre il dubbio se andare avanti. La norma è
incardinata e questo Parlamento ha il dovere di andare avanti e di
esitarla. Perché su questa legge, ormai da anni, noi tessiamo una
tela di Penelope per poi disfarla subito dopo, per poi riprendere
la discussione, per poi ricominciare a portare avanti delle
proposte che magari ci vedevano nella precedente proposta di legge
essere in netta contrapposizione rispetto a ciò che stiamo
proponendo ora. E' una tela di Penelope infinita e non capisco
perché - o per lo meno lo capisco molto bene - perché ci sono sulla
scena dei continui cambi di posizionamento. Si è passati con poche
eccezioni, che hanno protestato in maniera vibrata, e cioè il
Gruppo Musumeci e qualche altro Gruppo, con l'abolizione delle
Province, ma soprattutto la sottrazione del libero voto ai
cittadini che è diciamo, l'espressione principale di democrazia in
sistemi che possono fregiarsi di chiamarsi costituzionali.
Bene Si è voluto cancellarli, dopo si è portata avanti una
proposta che era quella, almeno se ci deve essere un'elezione di
secondo livello che, almeno questa elezione di secondo livello,
possa coinvolgere tutti gli eletti. Invece, vedo che alcuni
esponenti che, magari, si sono battuti in maniera forte per
allargare la platea democratica oggi cambiano idea. E non si
capisce sulla base di che cosa si cambia idea, se non su speranze o
possibilità future.
Questo accade in diversi schieramenti e mi fa specie, perché si
cerca di introdurre elementi di confusione che tali non sono.
Non è vero che il Governo nazionale ha impugnato tutte le parti
della legge che abbiamo approvato. Ne ha impugnate, in maniera
seria e forte, alcune. Il punto fondamentale sul quale voglio
richiamare l'attenzione è quello della coincidenza del sindaco
metropolitano con il sindaco di area vasta, che è stata oggetto di
critica da parte del Governo, perché nella precedente legge, che è
tuttora in vigore (e qui sono pienamente d'accordo, con le tesi che
sono state portate avanti) nella precedente norma veniva inserito
un meccanismo di elezione che non teneva conto della
rappresentatività, laddove era stato previsto il meccanismo di una
testa, un voto, che ovviamente è certamente non rispettoso della
Costituzione, perché non rispettava, e se mantenuto non
rispetterebbe, il dettato costituzionale della rappresentatività
ponderata.
Nel momento in cui si modifica questa parte introducendo il voto
ponderato, la norma è perfettamente costituzionale. Del resto, non
si possono giocare dieci parti in commedia; da un lato difendere
l'autonomia dello Statuto che, in materia di legge elettorale, come
tutti sappiamo, ha l'autonomia totale, cioè sono di competenza
della nostra regione, le leggi elettorali e dall'altro lato,
obbligarci quasi ad adeguarci ad ogni norma che ci viene imposta a
livello nazionale anche le più assurde e le più sbagliate. Questo è
un discorso che non sta in piedi.
Per quanto riguarda la sorte, invece, legata alle funzioni che
dobbiamo trasferire e di conseguenza alle funzioni che trasferiamo
alle province, dei dipendenti rispetto al mancato finanziamento
nazionale, qua sono d'accordo con quanto sostenuto con il
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, anche di fronte ai
sindacati.
Qui c'è stato il deficit totale e assoluto da parte del Governo
regionale, che è stato inesistente, come sempre oserei dire,
rispetto a un Governo nazionale che ha schiacciato sotto i piedi
non solo l'autonomia della Sicilia, ma la stessa dignità della
Sicilia perché in maniera arbitraria ha tolto i finanziamenti alla
nostra Regione, per quanto riguarda le province, come se non ci
fosse una legge già in campo che invece già c'era.
Non c'era il Governo a difenderla e difendere le ragioni di questa
Sicilia; pertanto, non confondiamo le acque. Un conto è la riforma
che mi auguro che velocemente approviamo in modo da eliminare
quelle parti che sono state impugnate, altro conto è cercare di
fare confusione per portare avanti forzature per la modalità di
elezione che nulla hanno a che vedere con la costituzionalità o
meno.
Piuttosto, togliamo, approvando rapidamente la legge e non
presentando moltissimi emendamenti, togliamo ogni alibi al Governo
nazionale affinché non continui in quella vergognosa impresa di
massacro nei confronti della nostra Terra che finora ha portato
avanti, in maniera tale da potere dare certezza alle istituzione,
certezza ai dipendenti ma certezza anche con le funzioni agli enti
territoriali, perché possiamo avere dei servizi che siano adeguati
come le manutenzioni delle strade, le scuole che invece sono state
abbandonate a se stesse.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, devo dire che ho molto apprezzato molti
interventi e devo ringraziare i colleghi che hanno fatto
quell'excursus così lungo, travagliato su questa legge, su questa
riforma.
Questa vicenda riassunta in quella frase del Presidente Crocetta
noi abbiamo anticipato il Governo nazionale, le cose le facciamo
prima'. Peccato che non si fanno meglio
In queste settimane ci ritroviamo di nuova a rimaneggiare una
legge che non è un disegno di legge come qualcuno impropriamente ha
detto, è una legge, una legge di questo Parlamento. Peccato, però,
che a causa del non Governo di questa Regione - perché è questo il
punto, il dato politico - il non Governo di questa Regione oggi ci
costringe, me lo permetta Presidente, ad una rappresentazione che
ci vede qui seduti, ci vedrà presentare emendamenti, ci vedrà
discutere, ma che non darà una risposta alla domanda essenziale,
quella cui dovremmo rispondere, che è quella dei cittadini che,
attraverso le organizzazioni sindacali, attraverso le numerose mail
che ci hanno mandato, attraverso gli incontri cu ci chiedono di
presenziare ognuno nel proprio territorio, risposte concrete ai
bisogni dei cittadini. Risposte nella legge che stiamo, di cui
stiamo facendo la discussione generale, lei poi ci darà il termine
per gli emendamenti, quelle risposte nello specifico, non ci sono,
perché questa legge non ha le risorse economiche.
Le risorse economiche che ci servono che si trovavano in un'altra
legge, una legge che è stata fatta dal Governo nazionale a cui il
nostro Governo non ha fatto caso di andare a dire scusate, state
tagliando delle risorse, ma guardate che noi non abbiamo svuotato
di competenze questi enti intermedi, liberi consorzi, città
metropolitane e che abbiamo una situazione di lavoratori che hanno
delle competenze che vanno messe a frutto o altrimenti diteci cosa
dobbiamo loro far fare .
Quindi, oggi, dovendo rispondere alle pressioni mediatiche,
dovendo piegarci per soddisfare esigenze che non sono altro che
esigenze politiche che scaturiscono da tensioni, da giochi di
forza, in cui noi non abbiamo un ruolo, assistiamo ad una
situazione in cui il braccio di ferro tra Roma e il Governo ci ha
portati in un imbuto, in cui a soffrirne e a perirne sono i
lavoratori e i servizi che sono venuti meno sul territorio; perché,
non neghiamolo a livello locale, nei territori si sente l'assenza,
questo vuoto questa confusione ha creato dei danni e ne continuerà
a creare perché questa legge che andremo a modificare non
soddisferà le questioni di cui abbiamo discusso la scorsa settimana
in Sala Rossa.
Qual è il quadro? Il quadro è che siamo insubordinati allo Stato,
che le risorse non arriveranno con questa legge, che il Governo è
assente nel senso che in questo caso come in altri casi, non ha
provveduto a fare sentire la propria voce, ad impugnare, a
presentare osservazioni, a farsi sentire a Roma. E, quindi, proprio
per questo ho definito un teatrino, una pantomima. Stiamo facendo
una bella recita, cercheremo di accontentare i giochi di forza e di
potere, tensioni che ci sono sempre all'interno del Governo
nazionale che vuole sottomettere quello regionale. A soffrirne la
Sicilia
Noi siamo attoniti, sconvolti dall'assenza di una voce autorevole,
ma stupiti fino a un certo punto, perché il Governo anche in questa
occasione dimostra di non essere presente.
Abbiamo sottoscritto la mozione del volonteroso onorevole Fazio
che sta cercando di dare una voce e un indirizzo a questo Governo
attraverso una mozione che, spero presto, discuteremo anche per
mettere fine a questa incertezza continua. Perché ogni volta che il
Governo nazionale, a volte in maniera pretestuosa, impugna le
leggi che questa Assemblea approva e che il Governo non difende
perché evidentemente non riconosce e non dà il giusto valore allo
Statuto e all'Autonomia della nostra Regione, si possa dire si
impugni sempre o non si impugni mai, perché è veramente
imbarazzante trovarci a fare quello che stiamo facendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ormai
l'indirizzo del dibattito vada in una unica direzione, nel senso
del solco della legge che è stata passata in Commissione e rispetto
a quelle parti che hanno tentato di superare i motivi
dell'impugnativa da parte del Governo nazionale.
Se fossimo tornati indietro e ci fossimo accorti di una legge
Delrio nel passato, avremmo potuto anche applicare quelle norme che
a livello nazionale hanno applicato per il personale.
Qui abbiamo ora un grosso problema. Noi siamo in ritardo e
rispetto a questo, solo questa norma ci consente in questo momento
di non creare problemi al personale. La situazione è diventata
complessa dal punto di vista del personale, dal punto di vista
finanziario, da altri punti di vista. Ritengo che a nostro avviso
non possiamo ancora andare oltre.
Noi dobbiamo chiudere questa vicenda di questa legge delle aree
metropolitane che è partita male ma deve cercare di indirizzarsi
nel giusto verso. Allora, il solco, così come diceva lei, così come
dicevano tanti altri colleghi, se è questo andiamo avanti e
cerchiamo di chiuderla praticamente questa vicenda. Perché
altrimenti le condizioni sono condizioni di precarietà che non
possono più esistere.
Ritengo che sia giusto fare un dibattito approfondito fino a
mercoledì. Se il termine degli emendamenti lo vorrà dare fino a
domani sera in modo di dare la possibilità anche ai Gruppi di
potersi confrontare fra loro, chiudendo questa discussione
mercoledì si vada avanti e si chiuda questo percorso.
Ci sono passaggi che potevano essere fatti con tempi diversi
rispetto ad oggi. Oggi, noi abbiamo stiracchiato con
commissariamenti fatti per tre anni e non possiamo continuare in
queste condizioni. Noi dobbiamo assolutamente sul solco già
tracciato, bene o male, fonte di un dibattito in Commissione con il
Governo regionale che ha dato l'ok, con il Governo nazionale che
credo non abbia problemi rispetto a quelle osservazioni che sono
state fatte, vedi il voto ponderato, vedi anche l'eliminazione
della Giunta, alcune questioni che erano state poste. Se c'è da
aggiustare qualche piccola cosa nell'ambito di questa che non può
essere sicuramente una nuova legge, cerchiamo di farlo e cerchiamo
di andare avanti speditamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
premesso che, ovviamente, le questioni che attengono il voto
ponderato, come si arrivi all'elezione del Presidente delle Città
metropolitane e del libero consorzio, dell'Assemblea è almeno ormai
un fatto, voglio dire, assolutamente superato, ha fatto parte del
dibattito di questi tre anni, al punto in cui siamo - io credo -
che ci sia davvero poco margine, pochi spazi di approfondimento per
discutere di una serie di cose che per lei avevano un grande senso
ma che, purtroppo, il Governo regionale ci ha portato ad uno
svilimento totale del dibattito.
Oggi, credo che abbiamo davvero poche cose da fare. Dobbiamo
andare incontro a quelle che sono le correzioni che ci sono state
apportate dall'impugnativa dello Stato. Credo che ci siano i
presupposti, così come ha avanzato l'onorevole Fazio, per poter
parlare della possibilità di costituirci in giudizio contro
l'impugnativa del Governo nazionale, contestualmente, ovviamente,
oggi, il Parlamento è chiamato, comunque, a far veder luce a questa
norma, in condizioni assolutamente anomale, cioè, io mi sarei
aspettato che, in qualche modo, venissero poste delle questioni per
poter affrontare, finalmente, la questione dei servizi, dei servizi
per i disabili, le questioni delle strade, le questioni dei
dipendenti, delle tutele occupazionali, degli adeguamenti
contrattuali, perché no, tutti quegli aspetti che fanno parte di
una normale programmazione prima e gestione delle cose dopo e,
ovviamente, siamo partiti per primi, ha detto Crocetta, in questi
tre anni - lo ricordiamo tutti, a quella famosissima trasmissione -
ma siamo arrivati per ultimi.
E oggi cosa volete che si faccia? Non possiamo far altro che
guardare alle richieste che arrivano dal territorio quasi fingendo
che i problemi legati ai servizi non ci siano perché il Parlamento
deve sostituirsi all'inadeguatezza del Governo regionale e dobbiamo
andare incontro all'unica esigenza vera che è quella legata alle
tutele occupazionali perché, persa la battaglia del sistema di
rappresentatività, alla quale abbiamo dovuto rinunciare facendo
pace con l'idea che le decisioni importanti nella Sicilia, oggi,
finalmente, con il piacere di qualcuno, vengono prese nelle stanze
chiuse, nelle stanze dei bottoni di pochi dirigenti che, poco o
nulla, ormai devono rendicontare né alla politica né a qualsiasi
altro strumento di Governance e adesso dobbiamo occuparci soltanto
- ripeto - delle tutele occupazionali.
Come farlo? Io credo che non abbiamo molte alternative. Dobbiamo
recepire, fondamentalmente, la norma nazionale; dobbiamo farlo,
chiaramente, con dei correttivi perché, giustamente, i dipendenti,
saltano dalla sedia quando si fa riferimento ai limiti della
disponibilità finanziaria.
Quello è un pezzo che deve assolutamente saltare perché, mi
spiegherà il Governo nazionale e, a cascata, il Governo regionale,
cosa intenderebbe fare nell'ipotesi in cui quelle disponibilità
finanziarie non dovessero esserci? Cosa penserebbe di fare? Forse,
di mandare in mobilità migliaia di persone distribuite per il
territorio regionale, con buona pace, quindi, da una parte per i
disservizi ormai generati e con i quali sembra che i siciliani
dobbiamo, tutti, fare pace e con l'idea che, le tutele
occupazionali, debbano venire meno.
Presidente, io su questo aspetto devo dirle che non intendo, e con
noi l'intero Gruppo parlamentare, derogare minimamente a questo
principio nell'idea che, ovviamente, quelle opportunità, tanto
paventate all'inizio del percorso, per cui non si dovevano perdere
figli di comunitari e permane, sotto gli occhi di tutti, essere
stata soltanto una scusa, una scusa che oggi ci mostra, nella sua
interezza, nella sua completezza, il totale fallimento del Governo
di questo Presidente della Regione Crocetta che, ancora una volta,
tanto per cambiare, decide di non venire in Aula, di non
presenziare ai lavori di una legge che, a suo dire, doveva essere
la legge più importante con la quale avviare questo percorso
legislativo già addirittura 3 anni fa, quel percorso rivoluzionario
che avrebbe dovuto cambiare le sorti e gli assetti del territorio
siciliano e che invece ci siamo, ahimè, lasciati alle spalle e che
adesso ci vede andare avanti per inerzia solo spinti da quelle
legittime istanze, da quelle legittime richieste che provengono dai
dipendenti delle province.
A questi dipendenti, oggi, dobbiamo dare delle risposte. Quindi,
Presidente, non credo che al di là delle posizioni di partito di
appartenenza, ci siano altre opportunità, altre chances, se non
quella di approvare, ahimè, questa norma così come oggi il Governo
nazionale, dimostrando l'assenza totale di autorevolezza del
Governo regionale, decide di imporci con qualche piccolo
correttivo, come ho detto prima Presidente, che fa riferimento alle
disponibilità finanziarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha
facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa e mi
rivolgo all'assessore Baccei, mi è sembrato di capire che
l'onorevole Cordaro avesse posto la domanda abbastanza chiaramente
circa il prelievo forzoso nei confronti delle province.
Ora, capisco che siamo ancora nella discussione generale quindi si
riserverà di rispondere dopo, però mi aspettavo da parte
dell'assessore Baccei una risposta immediata ad una domanda ben
precisa che è quella che oggi tiene in tribolazione diversi
dipendenti.
Volevo ascoltare un po' cosa ha da dire l'assessore su una
domanda ben precisa posta dall'onorevole Cordaro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io so che
lei, Presidente, ha le idee molto chiare sull'argomento e vorrei
che le idee altrettanto chiare fossero quelle del Governo e poi
dell'intera Assemblea.
Veda, Presidente, io credo che questa riforma annunziata,
cosiddetta riforma , potrà essere ricordata, quando si scriverà
della XVI legislatura dell'Assemblea regionale siciliana, come la
riforma della legislatura , ma non perché sia la più importante
rispetto a tutte quelle che peraltro non sono mai state proposte
dal Governo Crocetta, non è certamente la legislatura delle
riforme, delle grandi riforme. Questa potrà essere ricordata come
la riforma della legislatura perché, forse, non basterà un'intera
legislatura perché questa riformetta nata in maniera ridanciana,
per non utilizzare il termine ridicola, nata in maniera, come
tutti ricordiamo, ha impegnato 3 anni, oltre 3 anni per arrivare
ad uno dei suoi nodi fondamentali che adesso è la tutela, la
garanzia, il non abbandonare al loro destino 6-7 mila dipendenti
delle ex province regionali siciliane.
Certo, e chi vuole abbandonare al proprio destino 6-7 mila
dipendenti delle ex province regionali? Anche se devo dire
onestamente che da loro, durante il corso di tre anni mi sarei
atteso e mi sarei aspettato che si levasse una voce alta nei
confronti di una riforma che nasce in maniera ridanciana e che sta
finendo in maniera assolutamente tragicomica.
Signor Presidente, io sono stato tra quelli, insieme al mio Gruppo
parlamentare, che non espresse soddisfazione quando qualche tempo
fa la Corte costituzionale abrogò, cassò, le potestà impugnatorie
del Commissario dello Stato in Sicilia.
Non era difficile prevedere, anche se fummo in pochi a prevederlo
in quel momento, in quella fase e fummo quasi isolati noi della
Lista Musumeci, non era difficile prevedere come non si trattava di
un passo avanti lungo il cammino e l'affermazione della autonomia
siciliana, ma si trattava invece di un passo indietro e di un
indebolimento delle prerogative statutarie della Regione siciliana.
Perché adesso noi assistiamo sistematicamente da un anno e mezzo a
questa parte alla impugnazione di norme di questo Parlamento da
parte di un Governo che dovrebbe essere amico del Governo Crocetta
e che invece dimostra profonda ostilità.
E' così è stata impugnata, quasi tutta, la legge n. 15 che è il
risultato, a volte anche i numeri hanno un linguaggio e quando ci
si mette di mezzo il Governo Crocetta diventa quasi sempre un
linguaggio ironico, umoristico, ridicolo. La legge n. 15 è la somma
della legge n. 7 e della legge n. 8 che a qualcuno qui dentro
potrebbe evocare addirittura il film leggero di Ficarra e Picone,
il 7 e l'8 .
Questo Governo questo ha proposto e ha fatto votare alla
maggioranza che lo ha sostenuto durante gli anni trascorsi la legge
n. 7, la legge n. 8 e la legge n. 15.
Sulla legge n. 15, ed ha perfettamente ragione l'onorevole Fazio,
sulla legge n. 15 quale è stata impugnata dal Governo Renzi, qual
è stata la posizione politica, istituzionale, costituzionale del
Governo Crocetta? Nessuna Dal Governo della Regione non è stata
pronunciata una parola in ordine alla impugnativa delle legge n.
15.
Sicché, oggi, ci troviamo, certo con Annibale alle porte, adesso
ci troviamo in uno stato di necessità e di necessità bisogna fare
virtù.
E no, signor Presidente Perché questo Parlamento ha tutto il
diritto-dovere di conoscere qual è la posizione istituzionale e
politica del Governo Crocetta in relazione alla impugnativa. Ecco
perché diventa, secondo me, preliminare e pregiudiziale il voto
alla mozione che credo sia stata presentata stasera o nei giorni
scorsi.
Altra questione, signor Presidente. La riforma Delrio è stata
strombazzata e considerata grande riforma di carattere economico e
sociale e, quindi, di una norma assolutamente intangibile,
assolutamente intoccabile e sottratta alla potestà della Regione
siciliana e quindi di questo Parlamento.
Mi volete spiegare, allora, come è possibile adesso difendere di
quell'impianto della legge n. 15 l'unica norma, anzi l'unica
normetta , che ci fa fare le barricate cioè la possibilità che il
Presidente del libero consorzio o della Città metropolitana possa
non coincidere con il Sindaco della Città metropolitana. Ma si
rendono conto i siciliani e se ne stanno rendendo conto e se ne
renderanno conto, che siamo davvero in una condizione paradossale
perché non riusciamo a difendere istituzioni che funzionavano, anzi
le abbiamo volute, le avete volute abolire, ed il vero torto fatto
ai seimila, settemila dipendenti delle ex province regionali è che,
da tre anni a questa parte, sono costretti, umiliati e mortificati
a non svolgere con la professionalità che avevano le mansioni, le
funzioni, i compiti che, invece, svolgevano con molta competenza.
Siamo costretti, quindi, a difendere una norma che adesso diventa
autonomia della Regione siciliana, cioè rientrante nella potestà di
organizzazione degli enti locali, ma ente locale non è più, forse
ente intermedio, peraltro senza alcuna rappresentanza popolare, e
qui mi consenta, signor Presidente, anche se ho sforato di qualche
minuto, siamo davvero alle comiche finali, perché difendiamo o si
vorrebbe difendere una norma assolutamente illegittima dal punto di
vista costituzionale, e del tutto inopportuna ed inadeguata sul
piano politico.
Non è pensabile, non è possibile affidare compiti istituzionali ed
amministrativi così rilevanti, senza che l'ente che è chiamato a
svolgerli abbia una legittimazione fortemente popolare che soltanto
l'elezione diretta ed il voto a suffragio universale può
consentire.
Allora, signor Presidente, e concludo, credo che prima di passare,
la prossima settimana, all'esame dell'articolato, debba essere
chiaro l'intendimento del Governo, altrimenti il Governo proponga,
forse è ancora in tempo per farlo, l'abrogazione della legge 7,
della legge 8, della legge 15 nelle poche parti non impugnate e
riporti le lancette dell'orologio al tempo in cui le nove province
regionali funzionavano e, semmai, potevano funzionare ancora
meglio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
ripercorrere il lungo, fin troppo lungo e tormentato iter di questa
riforma che non esito a definire un topolino partorito da una
montagna, perché ricordo che in I Commissione, per diversi mesi,
abbiamo fatto audizioni, contro audizioni, consultazioni, emeriti
giuristi, costituzionalisti e quant'altro, dove sono stati
presentati cinque disegni di legge da parte dell'assessore,
all'epoca la dottoressa Valenti, cinque disegni di legge uno dietro
l'altro che, poi, furono trasfusi in una sorta di riassunto ad
opera dell'allora presidente della commissione, onorevole
Cracolici. Sarebbe un po' troppo facile sparare sul pianista, ma
lasciamoli perdere i pianisti tanto ormai questa sinfonia è stata
suonata, e come sinfonia sicuramente è molto, molto, molto stonata
Bisogna recuperare un po' ciò che è recuperabile in una situazione
di grande difficoltà economica per la Sicilia. L'onorevole Fazio ha
fatto un intervento assolutamente mirato, completo, con delle
motivazioni giuridiche importanti, ma non è arrivato alle estreme
conseguenze del suo ragionamento.
Quali sono le conseguenze di una mancata osservanza in questa
proposta di legge, in questo disegno di legge, per quanto riguarda
le città metropolitane? Ancora questo Parlamento si ostina a
rivendicare un'autonomia che, di fatto, non ha avuto, che, di
fatto, non è stato in grado di mantenere perché le divergenze con
le leggi nazionali erano assolutamente evidenti e si ostina, ancora
oggi, in questo disegno di legge, a portare avanti una linea di
pensiero che sottrarrà delle ulteriori risorse alla Sicilia, perché
lasciando impregiudicata la questione delle città metropolitane,
con l'elezione del sindaco delle città metropolitane, andremo
sicuramente di fronte ad un'ulteriore impugnativa da parte del
Governo e, quindi, quelle risorse finanziarie che sono destinate
alle città metropolitane resteranno accantonate in un cassetto,
verranno erogate chissà quando, chissà come, e chissà se, quando
ormai la situazione economica della Sicilia, invece, richiede
interventi urgenti, chiari e, possibilmente, con un occhio al
futuro che abbiano riguardo all'impiego di tutte le risorse utili.
Abbiamo fatto delle questioni di principio. Abbiamo guardato al
contenitore definendo, delineando le modalità di elezione, la
composizione in consigli di quartieri, in consigli circoscrizionali
e non abbiamo guardato al contenuto.
Io direi che, oggi, è più che mai indispensabile guardare al
contenuto e fare una legge di riforma, completare questa benedetta
legge di riforma, tale che consenta alla Sicilia non di essere
diversa dal resto dell'Italia, ma di essere uguale al resto
dell'Italia, perché questa diversità la stiamo pagando tutti i
cittadini, con minori risorse e minori funzionalità.
Le ex province sono bloccate da tre anni, sono commissariate da
tre anni, quando nel resto d'Italia già sono pienamente funzionanti
e sono funzionanti dal momento dell'applicazione della Legge
Delrio.
Bene avrebbe fatto questo Parlamento a non operare tutti i
distinguo pelosi che sono stati fatti e ad adeguare la Sicilia al
resto dell'Italia. Specialità non significa una rivendicazione fine
a se stessa, ma la capacità di gestire con autonomia, e direi anche
con intelligenza, le risorse a disposizione.
Abbiamo perso un'occasione importante che è necessario recuperare,
ma che dobbiamo recuperare con intelligenza e lungimiranza. A tutto
ciò c'è da aggiungere due fatti: i seimila e passa lavoratori,
impiegati delle Province, che devono essere tutelati perché non
possono essere buttati, dall'oggi al domani, in mezzo la strada, ed
è un fatto assolutamente indispensabile e doveroso; il rispetto
della volontà popolare di quelle città che hanno deciso,
autonomamente ed in modo libero, di aderire ad altro consorzio di
comune e, in particolare, mi riferisco ai comuni di Niscemi, Gela e
Piazza Armerina, per i quali credo che l'aggiunta dell'articolo 13
di questo disegno di legge, che riguarda il mantenimento
dell'articolo 45, abbia una sua funzionalità. Non possiamo chiedere
alla gente di esprimere liberamente un voto e, poi, disattendere i
risultati di quei voti. Già la politica è malconcia, malmessa, e
questo Parlamento forse anche il più delle volte se ne esce male.
Evitiamo di farci altro male e cerchiamo di rispettare la volontà
popolare dove l'abbiamo richiesta e dove è stata espressa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, credo che quest'oggi ci siano stati
degli interventi di cui la maggior parte assolutamente conducenti;
c'è stato questo richiamo al buon senso che condivido perfettamente
e dobbiamo fare anche un po' di autocritica, come ho detto anche in
altre occasioni, perché in passato, proprio perché eravamo
particolarmente alle ex province, abbiamo probabilmente difeso
strenuamente queste istituzioni facendo, anche, un danno, perché se
oggi ci troviamo in questa situazione, probabilmente, è perché
abbiamo commesso anche qualche errore ed adesso credo che non sia
più il tempo di recriminare, di ricordare, purtroppo, che le
province sono un ente importante, che rappresentano un'area vasta
perché su questo molti di noi siamo stati sempre convinti e lo
abbiamo ribadito più volte.
Credo, però, che, oggi, dobbiamo guardare avanti, dobbiamo fare un
po' di autocritica, pensare ed immaginare soltanto che il tempo che
abbiamo perso è un tempo che, purtroppo, ha danneggiato
l'istituzione, ha danneggiato soprattutto i seimila dipendenti che,
oggi, si ritrovano senza stipendio, che sono qui nelle piazze a
protestare, proprio perché noi ancora, pur avendo approvato una
legge ma con un'impugnativa sulle spalle e con una responsabilità
anche da parte del Governo - è stato ribadito più volte, è stato
detto anche dall'onorevole Fazio il quale ha presentato una mozione
che è stata da tutti noi condivisa e sottoscritta -, che ha il
dovere di difendere tutto ciò che viene votato in quest'Aula, cosa
che non è stata fatta ed anche questo, purtroppo, è un neo che ci
mettiamo sul groppone.
Credo che, veramente, dobbiamo guardare al futuro, pensando che le
province ormai facciano parte del passato, che ormai non sia più
possibile difendere un'istituzione che fa parte della storia perché
nella realtà del nostro Paese, anche con la riforma che ci sarà e
con la riforma costituzionale, saranno totalmente cancellate e che,
quindi, i liberi consorzi sono soltanto una realtà di tutto ciò che
resta delle ex province.
Non ci dobbiamo neppure sforzare, così come è stato già detto da
altri colleghi, a riempire di contenuti, come è stato fatto in
passato, e di competenze le province, perché ciò significa creare
ulteriori danni, perché poi se diamo le competenze, dobbiamo dare
le relative risorse, risorse che non ci sono.
Credo che, oggi, sia, invece, il momento di tirare le somme, sia
il momento soltanto di recepire una norma che si avvicini quanto
più possibile alla Delrio e che non si allontani da quella norma,
altrimenti, avremo solo danni e non avremo utili.
Credo che, per tornare al ragionamento che è già stato fatto e,
quindi, al buon senso, sia il momento, se è possibile e perché no,
di migliorare alcuni aspetti che magari non erano stati previsti
nella legge che abbiamo approvato, ad esempio quello della
coincidenza del sindaco metropolitano con il sindaco della città
metropolitana, coincidenza che può essere estesa anche ai comuni
capoluogo. Io sono assolutamente d'accordo su questo e la mia
dichiarazione non è solo personale ma anche come linea politica di
partito e credo che questo possa essere assolutamente condiviso e,
quindi, siamo d'accordo ad approvare questo testo ed a farlo, tra
l'altro, nel più breve tempo possibile.
Francamente, ero convinto che restassimo qui in Aula anche domani
o dopo domani per approvare la norma, perché non possiamo
permetterci più il lusso di perdere tempo perché c'è tanta gente in
grande sofferenza, c'è tanta gente in ansia ed abbiamo il dovere di
dare delle risposte a queste persone che già, più volte, abbiamo
incontrato in queste piazze.
Ecco perché ritenevo che in questa settimana, probabilmente, ci
fossimo sforzati nel tentativo di chiudere questa norma e, invece,
è stata rinviata alla prossima settima, ma si tratta di pochi
giorni e voglio sperare che il prossimo mercoledì questa cosa si
chiuda definitivamente e spero nel migliore dei modi, cioè
recependo in toto la Delrio, evitando di fare ragionamenti o di
sconvolgere ulteriormente questa norma perché presteremmo il fianco
a nuove impugnative o a situazioni di disagio che possono soltanto
appesantire la realtà che vivono quest'oggi proprio i nostri
dipendenti delle ex province. Quindi, con questo auspicio chiudo il
mio intervento sperando proprio che il prossimo mercoledì prevalga
il buon senso e si chiuda definitivamente questa triste pagina.
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Signor Presidente,
intervengo in qualità di Presidente della Commissione e, quindi, il
mio intervento sarà limitato all'analisi del disegno di legge da un
punto di vista squisitamente istituzionale. Naturalmente, però,
sono anche deputato e come tale mi riservo di fare le mie
valutazioni sul disegno di legge quando ci sarà il voto finale,
quando ci saranno le dichiarazioni di voto dove, da un altro
scranno, espliciterò qual è il mio pensiero.
Per quanto riguarda, invece, la questione in oggetto volevo
ricordare a tutti perché siamo venuti qua oggi: oggi, siamo qua
perché nel 2015 abbiamo fatto un disegno di legge e per il Governo
italiano questo disegno di legge non andava bene. Quindi, siamo
venuti per modificare o adeguare quel disegno di legge a quelli che
erano i rilievi che aveva fatto il Consiglio dei Ministri. E dato
che abbiamo fatto questo, la Commissione si è limitata a rispondere
ai quesiti ed ai rilievi che erano stati posti.
Quando si vuole tentare di inserire in questo disegno di legge
che, come ha detto bene l'onorevole Panepinto, non dovrebbe dare la
possibilità di presentare molti emendamenti, ma pochissimi
emendamenti ed attinenti a quella che - e l'ha ribadito l'onorevole
Fazio - è la questione di cui stiamo trattando. Noi stiamo
trattando una questione che riguarda una impugnativa. E su questa
impugnativa la Commissione, in data 16 dicembre 2015, ha esitato un
testo; ha esitato un testo dopo che la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari aveva stabilito che vi era l'urgente ed
impellente necessità di far riunire la Commissione per esprimere un
suo parere. Il 16 dicembre 2015 la Commissione ha espresso un
parere, siamo arrivati, oggi, a marzo 2016, in Aula, e a volte, da
qualche collega, sento parlare di migliorare il testo e di
inserire altre cose .
Io consiglio vivamente di mantenersi al testo tale e quale, semmai
ottemperare a quelli che sono i rilievi da parte del Governo
nazionale. Ed entro nel merito dei rilievi: i rilievi sono stati
tutti superati, a cominciare da alcuni che, molto spesso, non
vengono citati, quale quello delle funzioni, per quanto riguarda la
legge 15 del 2015 assegnava funzioni alle province per quanto
riguarda i rifiuti ed altro, e questo rilievo è stato superato.
L'unico rilievo che non è stato superato riguarda, invece, la
coincidenza che la legge Delrio fa con il sindaco della città
metropolitana, mentre il Parlamento nella prima legge, quella del
2014, quella che è antecedente alla legge Delrio, il Parlamento nel
2015, la Commissione nel 2015 ha ritenuto che su quel punto
bisognava, invece, continuare a persistere in quell'azione che era
quella di eleggere il sindaco della città metropolitana col voto
ponderato.
Mi sto limitando a fare l'analisi dei fatti, non ad esprimere
un'opinione. Allora, penso, però, che, se questo Parlamento, questi
colleghi e tutti noi non soffriamo di un disturbo che è quello
della schizofrenia, penso che alcune deduzioni possiamo ricavarle.
La prima deduzione che mi viene da ricavare, da parte mia, è la
seguente: se il Governo, in Commissione, dà il parere favorevole su
tutti i punti, tranne quello che ho citato in premessa, significa
che su quei punti non vuole resistere - do per ovvio questo
ragionamento -, mi aspetto, quindi, da parte del Governo - e
quindi è rivolto all'assessore Lantieri - che ci sia l'ipotesi di
resistere sull'altra parte.
Non entro nel merito se ci sono i tempi tecnici, se siamo fuori
tempo, però, penso che la logica conseguenza sia questa.
La questione è la seguente: per come si è espressa quest'Aula, ho
avuto la sensazione che da parte di molti ci sia la necessità di
condividere il testo della legge Delrio, non tanto per una cieca
obbedienza ma perché pensano che sia una norma di buon senso, la
definisco così in termine generico, quella della coincidenza.
Il mio ruolo è di Presidente ed è chiaro che l'Aula, il Governo,
si dovranno esprimere e portare le ragioni per cui insistere su
questa norma.
Io, però, mi limito a qualche accenno perché non avendo una
cultura giuridica, mi pongo qualche dubbio e pongo all'attenzione
di tutta l'Aula un quesito che è paradossale, onorevole Fazio. Lo
sa qual è? Nell'impugnativa, tra le motivazioni, vi è la violazione
di una norma che avevamo fatto dove dicevamo che il sindaco della
città metropolitana non era candidabile prima dei diciotto mesi
della scadenza del mandato. La stessa norma Delrio, all'articolo
60, dell'articolo 1, per i presidenti dei liberi consorzi dice:
sono eleggibili a presidenti della provincia, i sindaci il cui
mandato scada non prima di diciotto mesi , cioè lo dice la norma
Delrio e non viene impugnata, perchè nell'impugnativa che leggo è
ai sensi dell'articolo 51, nella stessa fattispecie nella norma
Delrio c'è scritto esattamente così e non viene impugnata.
Non faccio l'avvocato di professione, sicuramente sarà una mia
carenza culturale capire questo guazzabuglio che c'è, però, non
volendo sempre entrare nel merito della questione, ci siamo presi
un impegno e qua vado alla questione politica che è quella che
dovrebbe soprattutto interessare quest'Aula.
Questo impegno politico ce lo siamo presi con i sindacati, con i
lavoratori che protestavano ed era quello di fare al più presto una
legge che ha due componenti: uno che riguarda i liberi consorzi ed
uno che riguarda le città metropolitane.
Dico di fare presto per un'altra motivazione oltre a quella dei
lavoratori, legittima, più che legittima. Siamo tutti convinti - il
Presidente Ardizzone lo ha detto e lo abbiamo ribadito in tanti,
che noi non siamo in assenza di legge, abbiamo la legge del 2015;
se questo è vero, entro il 30 di giugno dovremmo fare le elezioni
dei liberi consorzi e se questo è vero faremmo un danno perché
quella elezione prevede non il voto ponderato per i liberi consorzi
ma il voto a testa come dicono.
Ciò significa che non vi è la rappresentatività della popolazione
perché il nostro sistema è formato da comuni con sistema
maggioritario e da comuni con sistema proporzionale, non sfugge a
nessuno che nei comuni con sistema maggioritario, a volte, le
maggioranze sono bulgare e tutto il consiglio comunale; a volte,
nei comuni piccoli non c'è neanche l'opposizione. Ma i comuni
piccoli che possono esprimere 12 consiglieri comunali, sfido
chiunque di voi a trovare in un paese medio grande, un gruppo
consiliare di 12 persone. Non esiste. Allora, già faremmo un danno.
Per questo dobbiamo fare presto.
Per quanto riguarda la città metropolitana, la Commissione si
rimette all'Aula e si rimette a quello che dice il Governo ed a
quello che voterà l'Aula. Non ho altro da aggiungere.
Ringrazio il Presidente che ha dato il termine per domani perché
noi mercoledì potremmo finalmente esitare questo disegno di legge,
però, colgo l'occasione per dire un'altra cosa, Presidente: la
stessa urgenza alla Commissione è stata richiesta per il disegno
sulla legge elettorale; allora, la Commissione anche per questo
disegno di legge è stata solerte e lo ha esitato. Ci sono le
condizioni per esitare questo disegno di legge. Ora, anche qua non
entro nel merito, a giochi fatti, a partite avviate, ho sentito
tante e tante cose. Io però ho memoria, ho memoria di quando le
leggi elettorali, in passato, sono state fatte anche un mese prima
delle elezioni. Non è la prima volta. Però, con tutto ciò io penso
che la legge vada, in ogni caso, incardinata e se l'Aula, se il
Presidente riterrà opportuno, nulla vieta di mettere una norma che
dice: a valere dalle prossime elezioni'.
PRESIDENTE. Scusate, su quest'ultimo punto, avevo compreso, anche
dall'intervento dell'onorevole Panepinto di una esigenza.
Onorevole Panepinto, lei peraltro che è il relatore del disegno di
legge, mi aveva detto: un percorso privilegiato al disegno di
legge sulle province, sull'altro un momento di riflessione .
Dobbiamo essere chiari su questo, non è il gioco del cerino. Lei mi
ha detto di incardinare.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, credo che la sua linea sia la più
condivisibile, come impostazione. Noi abbiamo da dare delle
risposte immediate ad un tema che non è più rinviabile che è quello
delle province, quindi, nulla ci vieta, mercoledì, a chiusura della
votazione sul tema delle province di incardinare ed avviare la
discussione generale sulla legge elettorale. Questa è la proposta
che faccio io.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, ringrazio i colleghi perché c'è stato
un dibattito serio, perché sono state messe in evidenza le
difficoltà che stanno vivendo le ex province regionali. Voi sapete
meglio di me che se siamo riusciti a superare il 2015 è solamente
perché c'è stata una deroga da parte dello Stato di fare un
bilancio annuale e di utilizzare l'avanzo di amministrazione, cosa
che per il 2015 è stato possibile ma per il 2016, purtroppo, non lo
sarà. Perché? Non perché c'è stata un'assenza della legge che, come
dice l'onorevole Fazio, noi abbiamo la legge, la n. 15 del 2015
perché parte della legge è stata impugnata e le parti impugnate,
penso, che siano condivisibili, è stato detto da parte di tutti, il
voto ponderato, le competenze in più.
La legge di riforma, la n. 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio
cosa dice? Una riforma economica e sociale. Economica e sociale di
grande impatto perché ci doveva essere all'interno delle province
una politica di spending review. Personalmente, come Assessore,
posso dire che le province, attualmente, hanno fatto di tutto per
dimezzare i costi ma dobbiamo evidenziare una cosa molto
importante: prima di tutto che il momento difficile che vivono le
province è per il prelievo forzoso che fa lo Stato per il
cosiddetto risanamento della finanza pubblica, perché noi come
province, nel 2016, senza questo prelievo avremmo potuto fare
fronte alle necessità perché gran parte del bilancio delle
province, il 35 per cento è per i dipendenti e il 9 per cento è per
i dipendenti delle partecipate. A parte che è stata evidenziata
l'azione della governance
ed è importantissima, ma non dobbiamo dimenticare che la legge
dello Stato parla anche di mobilità per i lavoratori.
Noi purtroppo, in Sicilia, abbiamo un doppio problema. Perché se
dovessimo accettare la parte della mobilità del personale a tempo
indeterminato - e vi ricordo che in tutta la Regione sono quasi 6
mila - andremmo ad occupare tutti i posti liberi che ci sono in
pianta organica nei comuni e significa che andremmo a bloccare la
stabilizzazione dei precari storici della Regione che negli enti
locali sono più di 14 mila e 600, da parte delle province. Per
questo un'altra cosa che non bisogna sottovalutare - e dobbiamo
chiedere una deroga da parte dello Stato - , perché se dovessimo
attuare la mobilità, significa che andremmo a creare dei problemi
per i precari storici. Perché la stabilizzazione avviene in virtù
di una legge, la proroga viene data perché c'è una legge che dice
che entro il 2018 tutti questi lavoratori debbono essere
stabilizzati.
La parte importante della governance, indubbiamente, è stata
sviscerata da parte del Presidente Cascio che ha evidenziato la
riforma e quello che noi dovremmo attuare per metterci in linea con
lo Stato, ma non dobbiamo dimenticare anche le competenze. E'
quello che stanno vivendo le province in questo momento, perché non
dimentichiamo che le competenze, e si parla di personale
diversamente abile, e si parla di scuole e si parla di strade.
Con la legge che non è stata attuata ma, ripeto, noi una legge ce
l'abbiamo, ma essendo una Regione a Statuto speciale non abbiamo
partecipato a quello che il Governo nazionale ha distribuito per le
ex province delle Regioni a Statuto ordinario, i famosi
quattrocentonovantacinque milioni.
Ma partecipando anche a delle riunioni - perché la legge 15 dice
di iniziare una intesa con lo Stato, di un percorso con lo Stato
per stabilire all'interno della nostra legge le competenze di una
provincia -, noi dobbiamo specificare che lo Stato non solo ha dato
i quattrocentonovantacinque milioni, ma anche molto personale è
stato trasferito con le competenze. Ma noi, per esempio, le
competenze del Centro per l'impiego nella Regione siciliana fanno
parte dell'Assessorato per il lavoro come le competenze dei beni
culturali che loro trasferiscono con il personale, già fanno parte
della Regione. Perciò voglio dire solamente una cosa: questa legge
serve e serve in fretta - la definizione, non la legge, perché
ripeto la legge c'è - per iniziare una interlocuzione con lo Stato,
per avere la possibilità di avere dei finanziamenti perché noi non
siamo in grado di pagare i dipendenti e, di conseguenza, di
mantenere le competenze.
Sono convinta che da domani il Presidente dell'Assemblea darà il
termine per gli emendamenti, e quindi, la prossima settimana si
possa portare veramente a compimento tutto l'iter in modo da
iniziare, ripeto, una interlocuzione seria con lo Stato, per
recuperare delle risorse per le ex province, per dare serenità ai
lavoratori e ai precari e discutere sulle competenze che hanno le
province.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, in via eccezionale, considerato il
clima pasquale, però avevamo chiuso le iscrizioni a parlare. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Grazie, signor Presidente. Volevo intervenire sulla legge
elettorale accogliendo anche l'assist che il presidente Cascio ha
dato. Ho letto oggi una dichiarazione del Segretario regionale
Raciti, lo voglio dire al Capogruppo del Partito Democratico,
perché abbiamo portato in Commissione la legge elettorale, diciamo
così, accelerando le procedure, perché riteniamo che il sistema
elettorale attuale e soprattutto quello per i comuni dai 10 ai 15
mila abitanti, ci sia una degenerazione, e che questo sistema abbia
generato una instabilità ormai diffusa, generalizzata e questo era
uno dei motivi per cui noi ritenevamo che la legge elettorale
dovesse rimuovere queste disfunzioni istituzionali, no come Forza
Italia diciamo, se da parte del Partito Democratico c'è un passo
indietro, noi diciamo ok, la congeliamo e la rinviamo all'anno
prossimo.
Se, invece, il Partito Democratico, così come ha chiarito e per
questo ha chiesto che Forza Italia aderisse alla sua richiesta di
approvare, ora, una norma che precisa quattro punti soltanto, da
essere attuabile, affinché la stessa possa entrare in vigore già
per la prossima tornata elettorale, bene. Diversamente noi diciamo
che ne riparliamo con la prossima sessione autunnale.
PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io mi ero, se vi ricordate, preso un impegno nel corso
della Finanziaria di provare a capire e proporre una soluzione al
problema economico-finanziario delle Province.
Per questo motivo, in questi giorni, stiamo lavorando con
l'assessore Lantieri e abbiamo incontrato, uno ad uno,
separatamente, i nove Commissari delle Province per cercare di
capire le criticità di tipo economico-finanziario e le possibili
soluzioni.
Il problema, come sappiamo, è complesso perché stiamo parlando di
un disavanzo che si aggira tra i 150 e i 180 milioni che, come è
stato detto, corrisponde quasi esattamente a quello che è il
contributo alla finanza pubblica, quindi, senza questo contributo
le Province sarebbero in pareggio.
Vero è che però questo contributo c'è per tutte le Province
italiane, quindi, non è nella fattispecie una vessazione verso la
Regione siciliana.
Quello che stiamo verificando, stiamo recuperando i dati, se lo è
in misura maggiore rispetto alle altre province italiane, quello
che abbiamo visto e che c'è già una differenza all'interno delle
Province della Sicilia, quindi, per alcune è più pesante rispetto
alle entrate, rispetto agli impegni di spesa.
Quindi, questa è una verifica ulteriore che stiamo facendo. Stiamo
raccogliendo tutte queste informazioni, come diceva l'assessore
Lantieri, per avviare una interlocuzione con lo Stato dove il mio
punto di vista, - io ancora non sono entrato nel merito di questa
interlocuzione perché, come avevo detto in sede di Finanziaria,
prima di farlo volevo avere la comprensione chiara di quello che
era lo stato dell'arte e come si poteva fare.
Il mio punto di vista, come sapete, è che non ci si può aspettare
un congelamento di tutto il contributo alla finanza pubblica perché
si creerebbe ovviamente un problema di 200 milioni di euro sul
bilancio dello Stato, non si può pensare che la Regione si faccia
carico di tutto questo problema, non si può pensare di lasciare le
Province nella situazione in cui sono attualmente.
Stiamo lavorando su una soluzione che preveda di fare alcune
azioni sulle province ulteriori, avendo capito che cosa ha fatto
una Provincia rispetto all'altra perché poi, in maniera separata,
hanno portato avanti azioni importanti di contenimento della spesa
per cui, secondo me, come diceva l'assessore Lantieri, la prima
informazione importante è che le Province hanno avuto una gestione
virtuosa in questi ultimi due, tre, quattro anni, ed in effetti
hanno contenuto la spesa. Questa è la prima evidenza importante da
portare al Governo nazionale, quindi, le Province stanno facendo
una gestione virtuosa dei loro bilanci.
Si possono fare delle cose in più proprio mutuando le esperienze
positive delle diverse Province e, secondo me, questi 150 - 180
milioni di problematiche può risolvere 35 - 40 milioni di euro di
ulteriori contenimenti che si possono fare già quest'anno.
Sicuramente, portando allo stato l'azione virtuosa, ulteriori
azioni che si possono fare, io mi aspetto che lo Stato ci possa
venire incontro non soltanto sul cercare di attenuare, quanto meno,
il contenuto alla finanza pubblica ma anche su una serie di altre
cose che, comunque, la mobilità verso le Amministrazioni dello
Stato che, comunque, è come potere utilizzare ancora l'avanzo di
amministrazione che alcuni liberi Consorzi hanno ed è come
trovare la deroga perché la mobilità andava fatta entro il 31
dicembre 2015.
Quindi ci sono una serie di cose che noi possiamo chiedere allo
Stato per cercare di risolvere un'altra parte del problema, non da
ultimo anche la Regione può trovare delle risorse per cercare di
risolvere l'ultima parte del problema.
Secondo me, poi, per risolvere il problema delle province bisogna
andare a toccare anche delle cose nelle ASP, dei forestali, insomma
la soluzione può essere impegnando una serie di altre risorse sul
territorio della Regione.
Su questo stiamo lavorando con l'assessore Lanieri e su questi
temi ci confronteremo con il Governo nazionale nelle prossime
settimane.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Papale e Clemente.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la presentazione degli emendamenti è fissata,
per domani, entro le ore 20.00. E' stato raccomandato di mantenerci
nella cornice dei quattro punti che sono stati già esaminati dalla
I Commissione e che riguardano i rilievi fatti dal Governo
nazionale in ordine alla legge del 2015, meglio conosciuta come
Legge di riforma delle province .
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è, pertanto, rinviata a mercoledì 30 marzo 2016, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e ttà
Città metropolitane'. (n. 1070/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
2) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
3) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
4) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A)
Relatore: on. Greco M.
5) - Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Lercara Friddi e Vicari . (n. 999/A)
Relatore: on. Siragusa
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
ai ricorsi in materia di legittimità
costituzionale promossi innanzi alla Corte
costituzionale.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
(16 dicembre 2015)
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di
personale nelle aziende del Servizio sanitario
regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 18.42
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio