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Resoconto d'Aula della Seduta n. 322 di martedì 22 marzo 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

             Sul processo verbale della seduta precedente

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda quando
  si legge il verbale della seduta precedente e si fa il mio nome,  è
  giusto  che  si  senta  l'argomento che ho  trattato  nella  seduta
  precedente; se si dice che è intervenuto l'onorevole Greco e non si
  dice più niente, il mio intervento non è valso a niente. Poiché  il
  mio   intervento  riguardava  alcuni  ordini  del  giorno  che   ho
  presentato alla Presidenza

   PRESIDENTE.  Il  verbale è succinto, in quanto  viene  redatto  un
  resoconto stenografico.

   GRECO.   Sì,   ma  succinto  che  non  dice  neanche  una   parola
  dell'argomento  che ho trattato  Credo che per  quanto  esso  possa
  essere   succinto,   almeno  debba  dichiarare  l'argomento.   Sono
  intervenuto   solo per dire questo, Presidente. Capisco  che  debba
  essere succinto, ma non indicare l'argomento di cui ho parlato...

   PRESIDENTE. E' nel resoconto stenografico.

   GRECO.  Va bene, questo lo so, Presidente, ma lo sa pure  lei  che
  nel verbale della seduta precedente non si dice proprio niente.  Va
  bene volevo chiarire solo questo, Presidente.

   PRESIDENTE. Ha fatto bene.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Dina, Riggio, Vullo, Tamajo,  D'Agostino e Grasso.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:
   -da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
      pesca mediterranea:

   N.   749  -  Notizie  sullo  stato  delle  trattative  concernenti
  l'acquisto di terreni nelle isole Egadi (TP).
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;  Palmeri
  Valentina;   Ciaccio   Giorgio;  Mangiacavallo   Matteo;   Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco; La Rocca  Claudia;  Zito  Stefano;
  Ciancio  Gianina; Siragusa Salvatore; Foti Angela; Ferreri Vanessa;
  Tancredi Sergio
   -  Con  nota  prot. n. 23094/IN.16 del 15/05/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   N.  1937 -Iniziative a favore dei produttori di latte siciliano  e
  per la valorizzazione dell'intero comparto.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 26447/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.

   N. 1938 - Interventi urgenti finalizzati a prevenire in Sicilia il
  collasso delle aziende del comparto agrumicolo.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 26449/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'agricoltura.

   N. 1943 - Chiarimenti sulla mancata formulazione delle graduatorie
  definitive dei lavoratori forestali della Regione siciliana.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 36236/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   N.   2287  -  Mitigazione  dei  danni  cagionati  da  gliridi  nel
  territorio dei Nebrodi.
   Firmatari: Grasso Bernadette Felice
   -  Con  nota  prot n. 3569/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   N.   2623   -   Interventi  urgenti  per  il  contenimento   della
  proliferazione dei 'colombi di città' e dei 'colombacci'.
   Firmatari: Ioppolo Giovanni
   -  Con  nota prot. n. 29693/IN.16 del 18 giugno 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   -da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
      pubblica:

   N. 409 - Azioni finalizzate all'erogazione dell'ultima tranche per
  il 2012 sul Fondo unico ai comuni siciliani.
   Firmatari: Assenza Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 2203/IN16 del 2 maggio 2013  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e  la
  funzione pubblica.

   N.   424   -   Delucidazioni  urgenti  in  merito  alla  reiterata
  sostituzione  dei  commissari straordinari degli  enti  locali  con
  soggetti esterni all'Amministrazione regionale.
   Firmatari: Germanà Antonino Salvatore
   Con  nota  prot  n. 21378 del 29 aprile 2013, il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie locali e
  la funzione pubblica.

   N.  923  -  Applicazione  della legge regionale  n.  10  del  2000
  relativamente all'ordinamento della dirigenza.
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. 24389/IN.16 del 21 maggio 2014, il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  930  - Nomina di commissari ad acta nei comuni che non abbiano
  ancora approvato il  rendiconto  di  gestione dell'esercizio 2012.
   Firmatari: Assenza Giorgio
   -  Con  nota  prot. 24380/IN.16 del 21 maggio 2014, il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.   1231  -  Chiarimenti  circa  l'ammissibilità  di  revoca   in
  autotutela  del  dichiarato  stato  di  dissesto  del   comune   di
  Caltagirone (CT).
   Firmatari: Raia Concetta; Vullo Gianfranco

   N.  1266  - Notizie in merito alla pubblicazione della graduatoria
  del  concorso  a undici posti di dirigente tecnico naturalista  nei
  ruoli della Regione.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   -  Con  nota prot. n. 3254 del 4 novembre 2013, l'Assessore per  i
  beni culturali ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota nota
  prot. n. 34299/IN.16 del 18/07/2014, il Presidente della Regione ha
  delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N. 1346 - Notizie sulla fondazione Sant'Elia.
   Firmatari: Maggio Maria Leonarda
   -  Con nota prot. 2596/Gab del 4 novembre 2013 l'Assessore per  il
  turismo  ha  eccepito la propria incompetenza.  -  Con  nota  prot.
  594/Gab  del 30 gennaio 2014 l'Assessore della Famiglia,  politiche
  sociali  e lavoro, ha eccepito la propria incompetenza. - Con  nota
  prot. 520 del 20 febbraio 2014, l'Assessore per i beni culturali ha
  eccepito  la  propria incompetenza. - Con nota prot. n. 35505/IN.16
  del  24  luglio  2014  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.

   N.  1742  -  Notizie  sull'asserita  incompatibilità dell'incarico
  rivestito  dall'attuale Segretario generale del  Comune  di  Alcamo
  (TP).
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   -   Con  nota  prot.  n.  40126/IN.16  dell'1  settembre  2014  il
  presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  autonomie locali e la funzione pubblica.

   N.  1816 - Interventi finalizzati alla nomina di un subcommissario
  da  affiancare al Commissario straordinario nell'accertamento delle
  presunte  irregolarità  nella  gestione  economico-finanziaria  del
  Comune di Brolo (ME).
   Firmatari: Germanà Antonino Salvatore
   -  Con  nota prot. 40192/IN.16 dell'1 settembre 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.  2012   -  Chiarimenti  sulla  nomina  dell'attuale commissario
  straordinario del libero Consorzio comunale di Siracusa.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina
   -  Con  nota prot. n. 36258/IN.16 del 29 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.  2141  - Chiarimenti sull'applicazione del c.d. 'Codice  Vigna'
  all'interno della pubblica amministrazione regionale.
   Firmatari:  Picciolo Giuseppe; Greco Marcello; Tamajo Edmondo;  Lo
  Giudice Salvatore; Cimino Michele
   -  Con nota prot. n. 47719/IN.16 del 13 ottobre 2014 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.   2462  -  Notizie  in  merito  alle  procedure  adottate   per
  l'ulteriore nomina dei commissari dei liberi Consorzi comunali.
   Firmatari:  Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice;  Clemente
  Roberto Saverio
   -  Con  nota  prot. n. 11234/IN.16 del 9 marzo 2015 il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  2466  -  Chiarimenti sulla nomina dei commissari  straordinari
  delle soppresse province regionali.
   Firmatari: Forzese Marco Lucio
   -  Con  nota  prot. n. 11239/IN.16 del 9 marzo 2015 il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  2475  -  Chiarimenti in ordine ai criteri  utilizzati  per  la
  nomina dei commissari ad acta per l'esercizio delle funzioni di cui
  all'art. 13 della l.r. n. 8 del 2014.
   Firmatari: Greco Giovanni
   -  Con  nota  prot. 28823/IN.16 del 15 giugno 2014, il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  2529  - Chiarimenti e invio di apposita ispezione sui  rilievi
  sollevati  nei  confronti  del comune di Catania  dalla  Corte  dei
  Conti.
   Firmatari: Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio   Giorgio;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   -  Con  nota prot. n. 29551/IN.16 del 18 giugno 2015 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  2610  - Chiarimenti sulla presunta assegnazione di un incarico
  conferito all' ex Assessore regionale per l'energia e i servizi  di
  pubblica utilità.
   Firmatari:  appello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   -  Con  nota  prot. 29687/IN.16 del 18 giugno 2014, il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   -  da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana:

   N. 2781 - Chiarimenti circa la gestione dei siti archeologici e di
  interesse culturale in Sicilia.
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Figuccia Vincenzo;  Assenza  Giorgio;
  Grasso  Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ;  Savona
  Riccardo
   -  Con  nota  prot.  n.  61367/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente  della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana.

   N.  2850  -  Chiarimenti in ordine alla mancata realizzazione  dei
  lavori di recupero del castello di Acquedolci (ME).
   Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   -  da  parte  dell'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale:

   N. 2754 - Notizie urgenti in ordine alle iniziative da assumere in
  merito al c.d. 'Piano Giovani'.
   Firmatari:Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi   Sergio;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Siragusa
  Salvatore
   - Con nota prot. n. 61320/IN.16 del 29 dicembre 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   - da parte dell'Assessore per la salute:

   N.  2606  -  Interventi  finalizzati a  evitare  il  preannunciato
  declassamento  del  Centro trasfusionale dell'ospedale  Papardo  di
  Messina.
   Firmatari: Picciolo Giuseppe; Lo Giudice Salvatore
   -  Con  nota  prot. 29683/IN.16 del 18 giugno 2014, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N.  2660 - Notizie riguardanti la carenza igienico-sanitaria della
  buvette dell'ospedale di Caltagirone (CT).
   Firmatari: Forzese Marco Lucio
   -  Con nota prot. n. 34236/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N.  2737 - Notizie sulla destinazione dell'immobile comunale  sito
  in  Calatafimi  Segesta  (TP), da adibire a  comunità  terapeutico-
  riabilitativa   e   residenziale  per   l'assistenza   a   soggetti
  tossicodipendenti.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   -  Con  nota prot. n. 40247/IN.16 del 31 agosto 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l 'Assessore regionale per la salute.
   N.  2773  -  Notizie in merito alla realizzazione  di  un  rifugio
  veterinario e di un rifugio per cani nel Comune di Monreale (PA).
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   -  Con  nota  prot.  n.  61371/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  la
  salute.

   N.  2789 - Carenze strutturali e di organico del P.O. Santa Venera
  di Acireale (CT).
   Firmatari:  Foti  Angela; Zafarana Valentina; Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio   Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
  Carlo; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot.  n.  61390/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  la
  salute.

   N.  2815  -  Notizie in ordine all'attivazione  di  n.  8  ore  di
  odontoiatria, con competenze di ortognatodonzia, da svolgere presso
  il poliambulatorio di Sciacca (AG).
   Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Trizzino Giampiero;  Ciaccio  Giorgio;
  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Ferreri  Vanessa;  Palmeri Valentina; La  Rocca  Claudia;  Zafarana
  Valentina

   N. 2830 - Iniziative per ripristinare la disciplina sull'orario di
  lavoro settimanale massimo e sul diritto al riposo per il personale
  medico e sanitario, in attuazione della direttiva CE 2003/88.
   Firmatari:  Ferreri  Vanessa;  Zito Stefano;  Trizzino  Giampiero;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti
  Angela;  La  Rocca  Claudia; Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio
   -  Con  nota  prot.  n.  61449/IN.16  del  30  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  la
  salute.

   N.  2846 - Chiarimenti sulla vicenda del trasporto non autorizzato
  del dr. G. Marchese con elicottero del 118 e sulla vicenda del sig.
  A. Interdonato, vicepresidente del consiglio comunale di Messina.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina
   -  Con  nota  prot.  n.  61485/IN.16  del  30  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  la
  salute.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3014  - Verifica sullo stato di attivazione dei posti  RSA  da
  parte dell'Azienda sanitaria provinciale  di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Turano  Girolamo;  La  Rocca  Ruvolo  Margherita;  Ragusa  Orazio;
  Sorbello Giuseppe
     N. 3015 - Notizie circa il conferimento di incarico di dirigente
  presso il Consorzio di bonifica 1 - Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Milazzo Antonella Maria; Ruggirello Paolo; Maggio Maria Leonarda

   N.  3020 - Notizie in merito alla partecipazione della Regione  al
  Cluster biomediterraneo nell'ambito di Expo 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Cordaro Salvatore; Falcone Marco

   N. 3021 - Misure urgenti per l'infrastrutturazione della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

   N.  3022  - Chiarimenti sulle dimissioni della direttrice generale
  dell'ASP  di  Catania  e iniziative finalizzate  a  un  rientro  in
  Sicilia delle tante eccellenze professionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

     N.  3023 - Notizie urgenti sulla natura del materiale giunto nel
  porto di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Salute
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3024 - Iniziative concernenti la residenza per l'esecuzione di
  misure  di  sicurezza presso l'ospedale Santo Pietro di Caltagirone
  (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Falcone   Marco;   Figuccia  Vincenzo;  Assenza  Giorgio;   Grasso
  Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo

   N.   3025   -   Chiarimenti  sul  provvedimento  di   scioglimento
  dell'Amministrazione  comunale di Scicli in  relazione  alle  gravi
  dichiarazioni rese alla stampa dal Presidente della Regione.
   - Presidente Regione
   Assenza Giorgio

   N.  3026  -  Iniziative  in relazione alla  sentenza  2351/15  del
  Tribunale amministrativo regionale per il Lazio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3027 - Notizie sul recepimento dell'intesa
   Stato-Regioni  del 20 dicembre 2012 in materia di 'Disciplina  per
  la revisione della normativa dell'accreditamento'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3028  -  Iniziative  finalizzate alla revisione  dell'atto  di
  indirizzo   della   Giunta  regionale  di   Governo   relativamente
  all'art.2, comma 4, della legge regionale n. 3 del 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Vinciullo Vincenzo

   N.   3029   -  Chiarimenti  sul  funzionamento  della  Commissione
  provinciale  di cassa integrazione guadagni della sede  provinciale
  di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3030 - Interventi a favore del personale docente e ATA già  in
  servizio presso il liceo linguistico 'Abraham Lincoln' di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   3011   -  Esatta  applicazione  della  tassa  di  concessione
  governativa per il rilascio di licenze di trasporto merci.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cappello  Francesco;  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Ciaccio   Giorgio;    Ferreri   Vanessa;    La    Rocca    Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  3012 - Chiarimenti riguardanti la sicurezza strutturale  degli
  edifici scolastici in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Tamajo Edmondo

   N. 3013 - Notizie in merito all'eventuale vacatio contrattuale dei
  direttori sanitari e amministrativi delle ASP siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ruggirello Paolo

   N.  3017 - Chiarimenti in ordine alla mancata previsione di  orari
  pomeridiani negli uffici comunali di Trabia (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3018 - Chiarimenti sulla paventata chiusura, da parte dell'ASP
  3  di Catania, del punto di primo intervento pediatrico del PTA  di
  Vizzini (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3019 - Notizie in ordine alla sospensione dei collegamenti per
  le isole minori da parte della società Ustica Lines.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;   Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  399  -  Notizie sull'assegnazione dei fondi per la  formazione
  della polizia municipale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Giuffrida Salvatore

   N.  400 - Riconoscimento parziale dello stato di calamità naturale
  per  i  comuni di Caltagirone, Grammichele e Mineo a seguito  delle
  calamità del 9 settembre 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  401  -  Notizie  in merito alle criticità  dei  laboratori  di
  analisi nel territorio siciliano.
   - Assessore Salute
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La   Rocca   Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri   Valentina;
  Tancredi   Sergio;   Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  402  - Notizie in merito all'avviso pubblico n. 6/2016 per  il
  finanziamento  di  contratti di formazione specialistica  nell'area
  medico-sanitaria in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  549 - Iniziative a tutela dell'agricoltura siciliana a seguito
  degli accordi di libero scambio tra UE e Paesi nordafricani.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 14/03/16

   N.  550  - Iniziative finalizzate all'apertura nei giorni  festivi
  dei musei e dei siti archeologici siciliani.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 16/03/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

           Comunicazione di ritiro di interrogazione n. 3016

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il 6 maggio  2015  e
  protocollata  al   n.  4656/AulaPG del 7 maggio  2015,  l'onorevole
  Vinciullo ha ritirato l'interrogazione n. 3016.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 2913

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'interrogazione  con  richiesta   di
  risposta  in  Commissione  n. 2913, a firma  dell'onorevole  Vullo,
  iscritta  all'ordine del giorno della seduta n. 307  del  15  marzo
  2016   della   V  Commissione  legislativa   permanente    Cultura,
  formazione e lavoro ,  è da intendersi presentata con richiesta  di
  risposta  scritta  per assenza dell'interrogante al  momento  dello
  svolgimento.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Cappello e Zafarana  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Barcellona e delle vittime dell'attentato terroristico  di
   Bruxelles
   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Commemorazione delle vittime dell'incidente verificatosi a
                              Barcellona
       e delle vittime dell'attentato terroristico di Bruxelles

   PRESIDENTE.  Prima di procedere oltre nei lavori di  quest'Aula,  è
  giusto  e  doveroso ricordare le vittime dell'incidente avvenuto  in
  Spagna e le vittime dell'attacco terroristico, di oggi, a Bruxelles.
   In loro ricordo, vi invito ad osservare un minuto di silenzio.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi
   comunali e Città metroèpolitane' (n. 1070/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione  del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
   4 agosto 2015, n. 15.  Disposizioni in materia di liberi Consorzi
              comunali e Città metropolitane'.» (1070/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifiche alla
  legge  regionale 4 agosto 2015, n. 15.  Disposizioni in materia  di
  liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'.» (1070/A) posto al
  numero 1).
   Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco delle
  Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  relatore, onorevole  Panepinto,  per
  svolgere la relazione.

   PANEPINTO,  relatore.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  la
  riproposizione  della  modifica della legge  15  del  2015  è  resa
  necessaria  dalla  impugnativa del Consiglio  dei  Ministri  del  4
  agosto   2015   ed   il   lavoro  della   Commissione,   presieduta
  dall'onorevole  Cascio, in collaborazione con il  Governo,  ha,  di
  fatto,  recepito, ovviamente non meccanicamente, quelle  che  erano
  alcune delle doglianze riportate nell'impugnativa prima citata.
   Faccio  delle  considerazioni  che  sono  comuni  a  tutta  questa
  Assemblea,  che  sono  state  fatte proprie  anche  dal  Presidente
  dell'Assemblea   regionale   incontrando   i   rappresentanti   dei
  lavoratori  delle  province, sulla necessità che questo  testo  non
  diventi  la  rivisitazione della legge 15/2015, che non  riapra  un
  dibattito  che  è durato, a mio parere, anche troppo rispetto  alla
  necessità  di avere una riforma secondo, non solo il dettato  della
  normativa nazionale, ma secondo le regole che il nostro Statuto  di
  rango Costituzionale ci dà.
   Gli  interventi che vengono proposti nel disegno di legge  oggetto
  della  presente  discussione, dicevo prima, accolgono,  soprattutto
  per  quanto  riguarda il sistema elettorale, quello che  era  stato
  rilevato  -   uno su tutto - la modifica del cosiddetto   voto  uno
  vale uno, in voto ponderato .
   Penso  che  sarà  dato  termine per gli emendamenti  dopo  Pasqua,
  immagino   per  mercoledì,  per  avere  il  tempo  di  un  maggiore
  approfondimento,  al  fine  di rendere quanto  più  il  testo  meno
  aggredito  possibile, perché non possiamo ritornare esattamente  al
  2013 quando iniziò il dibattito su questo importante testo.
   Credo, inoltre, che sia necessario considerare l'approvazione,  se
  l'Assemblea  lo  vorrà,  di questa modifica  della  legge  15/2015,
  anche,  una  prima tappa perché credo che in Sicilia sia necessario
  rivedere  esattamente  l'architettura dei rapporti  fra  i  livelli
  istituzionali, i comuni, gli enti locali territoriali,  l'organismo
  di  secondo  livello  che ritorna ad essere anche  di  elezione  di
  secondo grado, come in tutta Italia, e la stessa Regione.
   C'è,  ovviamente,  un problema finanziario,  perché  la  questione
  finanziaria delle province, oggi liberi consorzi,  - l'assessore ne
  è  consapevole  avendo più volte posto il problema anche sul tavolo
  del  Governo nazionale - è legata anche alle funzioni che i  liberi
  consorzi avranno.
   Ritengo che la Regione dovrebbe liberarsi di alcune funzioni e  al
  tempo  stesso  non  assegnarle agli enti locali territoriali  ma  a
  questa nuova istituzione di area vasta.
   Però,  se  noi,  in  tempi  relativamente  brevi  -  necessari  al
  dibattito, all'approfondimento - riuscissimo ad approvare il testo,
  a  rassicurare i lavoratori delle Province, ma anche  tutti  coloro
  che  vedono nelle Province non solo soggetti regolatori di rapporti
  ma  anche erogatori di servizi, perché il dibattito che si è  avuto
  tra  giureconsulti e dottrina in queste ultime settimane è  proprio
  quale funzione deve avere il nuovo organismo di secondo livello  di
  area vasta.
   Per  cui,  signor Presidente, io ritengo che rifacendomi al  testo
  della  relazione e richiamandolo per intero, credo  che  sia,  come
  dire,   necessario   immaginare  anche  una  regimentazione   degli
  emendamenti.  Cioè,  vale a dire, che non  possiamo  riscrivere  la
  legge 15 del 2015, ma l'approccio deve essere su questo testo, così
  come  dibattuto  anche,  devo dire, con  un  livello,  grazie  alla
  presenza  di  tutti i commissari ed alla presenza del Governo,  con
  grande attenzione  sulle modifiche che sono state apportate con  il
  disegno di legge.
   Ovviamente,  in tutto questo, signor Presidente - ma  è  una  mia,
  come  dire, idea personale - immagino che anche i lavori  dell'Aula
  possano focalizzare ed avere un focus particolare sul testo,  senza
  introdurre  il  testo  che viene ad essere incardinato,  perché  il
  rischio  che,  poi, facciamo una discussione talmente  complessa  e
  complessiva,  si faccia arenare un disegno di legge che già,  nella
  sua  stesura,  legge  15/2015,  ha faticato  non  poco  per  essere
  approvato in questa Aula.
   Quindi  io  credo - mio punto di vista, ovviamente -  che  si  dia
  spazio,  con un termine a mercoledì dopo Pasqua  - come lei riterrà
  opportuno  -  per  gli  emendamenti che, devono  riguardare  questo
  disegno di legge non la riproposizione di cose che non hanno  avuto
  fortuna  già  nei mesi scorsi, quando venne esitata e approvata  la
  legge  numero 15, e quindi potere rassicurare il fatto  che  questa
  Assemblea regionale siciliana, questo Parlamento è in condizione di
  potere  nella sua specificità di Regione a Statuto speciale  e  con
  uno Statuto che prevede espressamente la nascita di liberi consorzi
  -  ed anche alla luce del panico, di un'idea che ha coinvolto anche
  dirigenti   regionali,  nominati  commissari,   a   dimettersi   da
  commissari  di  liberi  consorzi -  e finalmente  già  dare,  prima
  dell'inizio   dell'estate,  una  elezione   certa   attraverso   le
  previsioni  di  questa legge, per eleggere gli organismi  che  sono
  previsti,  sia  per i sei liberi consorzi, sia  per  le  tre  città
  metropolitane.
   Per  cui  valuti lei, signor Presidente, di attivare il lavoro  di
  questo Parlamento su questo testo tanto importante per il quale lei
  stesso  ha  rassicurato le organizzazioni di categoria e  sindacali
  sulla certezza del lavoro parlamentare e dell'iter parlamentare.

   FAZIO. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, io credo che l'intervento  che  mi  ha
  preceduto  ha  posto  in essere, secondo me,  tutta  una  serie  di
  questioni  che  a  mio  avviso non possono essere  oggetto  che  di
  chiarimento nell'ambito appunto dell'Aula proprio questa sera. E mi
  piace  anche ricordare soprattutto quello che è successo per  avere
  chiaro qual è il percorso che noi dobbiamo seguire. Perché, se  non
  comprendiamo quello che è successo, è un po' difficile capire  qual
  è  sicuramente  l'iniziativa che noi dobbiamo intraprendere  e  che
  possiamo intraprendere.
   Mi  permetto di ricordare che, anche in Conferenza dei  Presidenti
  dei   Gruppi   parlamentari,  questo  è  stato  un   argomento   in
  trattazione, dove alcune parti hanno sollevato dubbi, me per primo,
  in  ordine  al  percorso che si sta, in qualche modo, compiendo  in
  dipendenza  degli scenari che sicuramente si andranno a determinare
  di qui a poco tempo.
   Ebbene,  mi preme ricordare che nel 2014, con la legge  numero  8,
  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha  approvato  l'istituzione  di
  Liberi Consorzi dei comuni, sopprimendo l'ex provincia.
   Successivamente, in data 4 agosto 2015, l'Assemblea, sulla base di
  quanto  approvato  nel 2014 con la legge n. 8, ha impartito  alcune
  disposizioni per quanto riguarda le competenze dei Liberi  Consorzi
  dei  comuni  e delle Città metropolitane, con la legge  n.  15  del
  2015.
   Assessore, mi preme ricordare che questa legge nel momento in  cui
  viene  pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana,  è
  vigente  ed  è  anche efficace, nel senso che, una volta  approvata
  dall'ARS,  e  pubblicata  nella Gazzetta  Ufficiale  della  Regione
  siciliana, la legge esplica i suoi effetti; nel mese di ottobre del
  2015,  entro  i 60 giorni previsti dall'articolo 127  della  nostra
  Costituzione,  per impugnare la legge regionale, il  Consiglio  dei
  Ministri,  impugna la legge regionale n. 15 del  2015,  muovendo  e
  sollevando  alcune  censure  e,  segnatamente,  su  quattro   punti
  fondamentali che la legge in qualche modo conteneva.
   Vorrei ricordare, a scanso di equivoci, che noi non soffriamo  più
  del  controllo preventivo previsto dal nostro Statuto  perché,  con
  sentenza  della Corte costituzionale, è stata eliminata  la  figura
  del  Commissario  dello  Stato,  quindi  la  Regione  siciliana   è
  equiparata a tutti gli effetti, come le altre regioni, per cui,  il
  controllo preventivo che era stato disciplinato dal nostro  Statuto
  nei  confronti della legge regionale approvata dall'Assemblea,  non
  ha più luogo.
   Ebbene, il procedimento è previsto in analogia con quanto sancisce
  l'articolo 127 della nostra Costituzione.  Cosa dice l'articolo 127
  della  nostra  Costituzione?  Che la  legge  regionale  può  essere
  impugnata entro sessanta giorni dalla pubblicazione sulla  Gazzetta
  Ufficiale  dinanzi la Corte costituzionale per vizi di  legittimità
  costituzionale. Ed' quello che è avvenuto con la legge  n.  15  del
  2015:  il  Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge n.  15  del
  2015,  dinanzi  alla  Corte  Costituzionale  e  contestualmente  ha
  trasmesso   una  nota  al  Governo  regionale,  dove  lo  invitava,
  eventualmente, a superare le censure e le obiezioni che erano state
  mosse  dal Governo nazionale, intervenendo e quindi modificando  la
  norma testé  impugnata.
   Ed  è  quello  che,  sostanzialmente  la  Commissione,  poi  si  è
  adoperata a realizzare; ed è quello effettivamente l'intervento del
  relatore,  onorevole Panepinto, con il disegno di legge n.  1070/A,
  sostanzialmente non è altro che il disegno di legge che contiene le
  norme  che  superano  le  obiezioni  e  le  censure  formulate  dal
  Consiglio dei  Ministri e dal Governo nazionale.
   Ebbene, è giusto che voi sappiate che questo disegno di legge,  il
  1070/A, che sta per essere incardinato e che è, ovviamente, oggetto
  di  esame  da parte dell'Aula, non supera le censure e le obiezioni
  mosse dal Consiglio dei Ministri, perché, il contenuto dello stesso
  si  limita  semplicemente  a superare o  tentare  di  superare  tre
  censure  o  tre  argomenti di censure che sono state sollevate  dal
  Consiglio  dei  Ministri.  Un quarto  punto  non  è  affrontato,  e
  segnatamente,  peraltro, non è minimante superato.  Converrete  con
  me, soprattutto il fatto che così facendo si apre uno scenario dove
  sostanzialmente  invece di ottenere, certezza e  sicurezza  per  il
  futuro, secondo me si alimenta, ancora di più e a maggiore ragione,
  una incertezza, che a mio avviso e del tutto poco condivisibile.
   Che  cosa accade, pertanto? Se la legge viene approvata, cosi come
  effettivamente,  presentata ed esitata  dalla  Commissione,  sapete
  benissimo che il ricorso non viene meno, perché la cessazione della
  materia  del  contendere è solo parziale, poiché non è  totale,  il
  ricorso  andrà a continuare ovviamente sull'altra parte che  non  è
  stata oggetto di superamento dei rilievi.
   Allora,  vi  lascio  immaginare  cosa  significa,  peraltro,   nei
  prossimi  mesi, addirittura, noi abbiamo le elezioni  dei  consigli
  dei  liberi  consorzi comunale cosa andrebbe a determinare  e  come
  potrebbe  essere la pronuncia della Corte costituzionale.  E'  vero
  che  la  Corte  costituzionale dovrebbe limitarsi  semplicemente  a
  pronunciarsi sul petitum, ma è altrettanto vero che approfitterebbe
  sicuramente  di una occasione ghiotta, a mio avviso, per  estendere
  il pronunciamento in giudicato anche su altre parti della legge con
  una  incertezza  dal punto di vista fattuale e dal punto  di  vista
  pratico  che  è fin troppo evidente. Mi preme rammentare  anche,  a
  scanso di equivoci

   PRESIDENTE.  Invito i colleghi parlamentari, a non avvicinarsi  al
  banco  del  Governo  perché  si  sta discutendo  di  una  questione
  dirimente, importantissima, indipendentemente da questa legge,  che
  riguarda  il  rapporto dell'Assemblea con il  Governo  regionale  e
  quindi il rapporto del Governo regionale con quello nazionale, ogni
  qualvolta c'è una impugnativa.
   I   colleghi   vanno  ascoltati,  io  gradirei  che   i   colleghi
  parlamentari, se è possibile si allontanino dal banco del  Governo.
  Onorevole Arancio, cortesemente, l'onorevole Fazio sta ponendo  una
  questione importante anche per il prosieguo della legge.

   FAZIO.   Preme  rammentare,  peraltro,  che  per  quanto  riguarda
  l'impugnativa del Consiglio dei Ministri questa verte su  un  punto
  fondamentale,  sostanzialmente  verte  sul  fatto  che   la   legge
  cosiddetta   Delrio', cioè la legge nazionale che ha  soppresso  le
  province nell'ambito del territorio nazionale è considerata ed è da
  considerarsi  tra le leggi di grande riforma economico-sociale  per
  cui produce effetti anche in ordine alla competenza esclusiva della
  Regione siciliana.
   Peraltro,   questo   pronunciamento  è  stato   rafforzato   anche
  indirettamente da una sentenza della Corte Costituzionale. E' ovvio
  che  non è che una sentenza della Corte costituzionale è una legge,
  h una interpretazione sicuramente, autorevole. Peraltro è possibile
  che   anche   la   Corte   Costituzionale  possa   anche   cambiare
  successivamente orientamento. Non è che sostanzialmente è  un  dato
  che determina una certezza assoluta e sine die, ma non possiamo non
  evidenziare  come il fatto che noi ci accingiamo,  semplicemente  e
  solamente,  a  superare tre motivi di censura, lasciamo  inalterato
  l'altro,  non  mi  pare obiettivamente che non esponga  il  Governo
  regionale  e per essa l'Assemblea, e per esso la Regione  siciliana
  ad  una  situazione di incertezza totale, anzi, a mio avviso  viene
  suffragata e viene ovviamente anche condivisa.
   Sotto  altri aspetti io non posso non notare, signor Presidente  e
  cari  colleghi, un comportamento da parte del Governo che  ritengo,
  obiettivamente,  alquanto singolare: ebbene voi  sapete  benissimo,
  che  a seguito dell'impugnativa da parte del Governo nazionale  non
  c'è  stata  nessuna  decisione da parte del  Governo  regionale  di
  volere  in  qualche modo assumere il ricorso e la  costituzione  in
  giudizio  dinanzi la Corte Costituzionale. Anzi, ci è  sembrato  di
  capire  che  da  un comportamento concludente sia stato  quello  di
  proporre  l'iniziativa legislativa del 1070 ma  senza  superare  le
  obiezioni  in  toto formulate da parte del Governo  nazionale.  Non
  possono  non  significare anche che questo  Governo  regionale,  il
  Governo  Crocetta,  anche in altre occasioni ha  assunto  posizioni
  poco  chiare. Faccio riferimento a quello che è successo per quanto
  riguarda  per esempio alla legge sull'acqua o perché no,  anche  la
  legge  sugli appalti, cioè, non c'è alcuna condivisione  in  ordine
  all'atteggiamento  da  assumere. Mi preme   francamente  richiamare
  l'attenzione dei colleghi, sul fatto che sostanzialmente  la  legge
  che dovrebbe essere difesa è la legge approvata dall'Aula e poi  il
  Governo in alcune  occasioni e, consentitemi, in termini del  tutto
  strumentali,  utilizzare strumentalmente il potere che  attualmente
  lo  Statuto gli conferisce,  che è quello appunto di decidere o non
  decidere  la  costituzione  in giudizio a seguito  dell'impugnativa
  formulata dal Governo, a discapito della stessa Assemblea. Mi preme
  ricordare che l'Assemblea ha e ha riconosciuta una sua autonomia, e
  a  mio  avviso,  questa  Autonomia dovrebbe  essere  preservata  da
  azioni,  o anche da omissioni, che sicuramente il Governo ha  posto
  in  essere non solo nell'ambito della legge sui Liberi Consorzi dei
  comuni  ma  anche  in altre situazioni dove è poca  chiara  qual  è
  l'intenzione da parte del Governo. Nella fattispecie, è ovvio,  che
  il Governo può benissimo costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte
  Costituzionale  perché  dovrà  farlo  nei  termini   indicati   dai
  procedimenti previsti innanzi alla Corte Costituzionale e non dovrà
  deciderlo  adesso,  Ma  non possiamo non  trarne  un  comportamento
  inconcludente  laddove  non  c'è nessuna  comunicazione  e  nessuna
  informazione all'Assemblea su come intende procedere e  se  intende
  sostenere  le  ragioni  dell'Autonomia della  Regione  siciliana  e
  dell'Assemblea, oppure, se intende abbandonare ovviamente la  legge
  piegandosi, eventualmente, alle decisioni - come in questo  caso  -
  che   sono   state  assunte  dal  Governo  nazionale,  a  discapito
  dell'Autonomia della Regione siciliana.
   Sono  tutti  argomenti che, a mio avviso, sarebbero  stati  meglio
  oggetto di una questione pregiudiziale, ma che non mi sono  sentito
  di   presentare,  perché  laddove  approvata  verrebbe   utilizzata
  strumentalmente e la stessa Assemblea verrebbe additata come  colei
  che non vuole la legge sulle province.
   A  me  preme  ricordare, invece, signor Presidente, che  non  solo
  l'Assemblea  ha approvato la legge sulle ex province e  sui  Liberi
  Consorzi  dei  Comuni  ma che è una  legge  vigente,  quindi  tutte
  quelle  chiacchiere che sostanzialmente hanno visto che il  Governo
  nazionale  non  ha  attribuito il gettito per  quanto  riguarda  le
  province  regionali  e le somme spettanti alla Sicilia  perché  non
  c'era  una legge che ha modificato le province regionali, vi  posso
  assicurare che è semplicemente e solamente una favola a  tutti  gli
  effetti,  perché la legge c'è ed è efficace. Tanto è  vero  che  il
  disegno  di  legge n. 1070 intende solo modificare parzialmente  la
  norma  per  soddisfare le  esigenze  dal punto di vista prettamente
  politico  e  non  sicuramente  giuridico,  formulate  dal   Governo
  nazionale con l'impugnativa dinnanzi alla Corte costituzionale.
   Signor  Presidente, sono tutte questioni che l'Aula  non  può  non
  dibattere.  E  mi  consenta,  dovrebbe  dibattere  anche   in   via
  pregiudiziale  ,  perché un altro argomento -  e  mi  preoccupa  la
  relazione fatta dal relatore al disegno di legge - se è vero come è
  vero  che  il  disegno di legge n. 1070 è un disegno di  legge  che
  limita  il  suo  intervento, la sua disciplina  solo  a  motivi  di
  censura,  non è possibile presentare emendamenti come se fosse  una
  rivisitazione  dell'intero  impianto  normativo  della   legge   n.
  15/2015.   Perché  non  solo  non  sarebbe  coerente   ma   sarebbe
  completamente  fuori luogo, non pertinente. Per cui  è  giusto  che
  effettivamente  i  colleghi sappiano che  gli  emendamenti  possono
  essere formulati e proposti laddove abbiano coerenza con il tema in
  discussione,  ciò significa le censure mosse dal Governo su  quelle
  parti  della  legge  n. 15 che è stata oggetto di  impugnativa,  se
  viene  esteso allora non è più una norma di superamento ma bensì  è
  una nuova legge che modifica la legge n. 15 del 2015.
   E'  ovvio che sono tutte questioni preliminari e pregiudiziali che
  il   Parlamento  non  può  non  assumere  in  via  preventiva,  per
  comprendere  qual è il percorso che intende realizzare.  Perché  se
  non   fa   questo,   altro  che  certezza   normativa,   cosa   che
  effettivamente  i siciliani chiedono. Secondo me si  determina  una
  incertezza  di  carattere giuridico a discapito,  soprattutto,  non
  solo   delle   ex  province  regionali  e  di  tutto   quello   che
  effettivamente ne consegue, ma anche sul percorso che la Sicilia in
  qualche modo intende poi portare avanti.
   Per  quello  che  mi riguarda, le anticipo  che -  poiché  ritengo
  intollerabile  il  comportamento da parte del  Governo  per  quanto
  riguarda  la  questione dell'impugnativa sulle  leggi  regionali  -
  intendo  presentare oggi stesso una mozione che, se   condivisa   e
  approvata dai colleghi, impegni il Governo comunque e in ogni  caso
  a  costituirsi  in  giudizio  laddove le  leggi  regionali  vengono
  impugnate  al  Governo  nazionale. Poi, dovrà  essere  l'Assemblea,
  eventualmente,  anche  di concerto con il Governo,  a  decidere  se
  rinunciare ad un ricorso. Ma non è così che si può ragionare  Non è
  possibile  che venga approvata una legge regionale viene  impugnata
  da  parte  del Governo, la stessa Assemblea, che è la  madre  della
  legge,  non sa se il Governo si costituisce in giudizio, se resiste
  e   al   ricorso,  se  le  motivazioni  addotte  sono   motivazioni
  pretestuose o addirittura se sono sostanzialmente, invece, fondate.
  Non sa un bel nulla, ma che razza di procedimento è?
   Mi  permetto  di ricordare anche, Presidente, eventualmente  credo
  che  questo sia un argomento da introdurre, soprattutto per  quanto
  riguarda  le  modifiche statutarie che, in atto, ci accingiamo,  in
  qualche  modo,  ad  immaginare,  perché  è  inaccettabile  che  io,
  Assemblea,   che approvo e che sono l'autore del testo,  non  vengo
  minimamente  chiamato  in  causa  neanche  per  esprimere  un   mio
  giudizio, in ordine alle censure che mi muove, un altro organo, sul
  testo che io ho approvato .
   Io  credo che, per quanto riguarda i procedimenti, ci sia qualcosa
  da  rivisitare, soprattutto in funzione delle modifiche  statutarie
  che,  in  qualche  modo, sono già in fieri e  che,  ovviamente,  si
  appalesano nei prossimi mesi e, soprattutto, nei prossimi giorni.

   PRESIDENTE. Onorevole Fazio, lei ha posto una questione ed  io  la
  ringrazio  per non avere presentato la questione pregiudiziale,  la
  ringrazio,  anche  se non ha bisogno dei miei  ringraziamenti,   ma
  l'ha  garbatamente posta perché si dava l'impressione, all'esterno,
  anche  se  c'erano  tutti i presupposti giuridici,  che   la  legge
  ritornasse  in  Commissione, però, credo che, anche il  buon  senso
  dimostrato dal relatore ma, credo, d'intesa con il Presidente della
  Commissione,  di  trattare questa materia nell'ambito  circoscritto
  dai  rilievi sollevati dal Governo nazionale e, quindi, poi,  sulla
  base degli emendamenti che verranno presentati mi auguro, di intesa
  con  il  Governo, è stata posta una questione anche in ordine  alle
  funzioni, ha appena accennato l'onorevole Panepinto, sono  di  buon
  auspicio  perché, appunto, nell'ambito di questa cornice  si  possa
  esitare una legge.
   Lei ha fatto bene ad evidenziare che una legge c'è ed è vigente, e
  la   ringrazio  anche  perché  vuole  porre,  successivamente,   la
  questione prima che si esiti una legge statutaria, quale può essere
  quella prevista dall'articolo 10 dello Statuto, eventualmente nella
  modifica   dello  Statuto  stesso  per  regolare  questi  rapporti,
  realisticamente,  tra  l'Assemblea,  - in assenza  del  Commissario
  dello  Stato  -,  il Governo regionale e, quindi,  con  il  Governo
  nazionale.
   Quindi,  credo  che  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari,  non  ci  siano difficoltà per trattare  e  discutere
  questa  mozione  che diventa impegnativa così come in  passato  noi
  avevamo una prassi che era quella dell'approvazione dell'ordine del
  giorno che autorizzava il Presidente della Regione a promulgare una
  legge senza le parti impugnate.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, Assessori,  onorevoli  colleghi,  ho
  studiato  prima  in  Commissione,  la  I  Commissione,  in  maniera
  approfondita   adesso   in   quanto  componente,   appunto,   della
  Commissione  Affari istituzionali, quella che è stata l'impugnativa
  del  Governo  nazionale  circa  la  legge  esitata  dal  Parlamento
  regionale  e  mi  sono convinto che alcuni passaggi debbano  essere
  chiariti  una  volta  per tutte e che alcune  scelte  di  carattere
  squisitamente  istituzionale non possano essere più  dilazionate  o
  procrastinate.
   Intanto,  è  giusto ribadire che, come parlamentare del   Cantiere
  popolare',  ho fatto una battaglia nella prima edizione  di  questo
  disegno di legge per l'elezione diretta del sindaco metropolitano e
  del  Presidente  dei   liberi consorzi, una battaglia  che  abbiamo
  condiviso in tanti ma che è rimasta minoranza in questa Aula perché
  i  diktat  che venivano dal Governo hanno finito per appiattire  la
  maggioranza  a  discapito  di  un  principio  che  per   me   resta
  irrinunciabile,  che  è  il  principio di  democrazia  diretta,  il
  principio intangibile, per quanto mi riguarda, che vede gli  eletti
  scelti dai cittadini elettori.
   Però,  signor Presidente, oggi noi dobbiamo confrontarci  con  una
  realtà  nuova  che  è  quella  e non  può  essere  che  quella  che
  scaturisce dall'impugnativa del Governo nazionale.
   La  legge  Delrio è il faro che noi dobbiamo tenere  presente  per
  affrontare, sotto il profilo istituzionale, correttamente il lavoro
  che  ci vedrà impegnati nelle prossime ore, nei prossimi giorni,  e
  questo lo dico perché la legge Delrio non è una riforma degli  enti
  locali  ma  è una riforma economica e sociale e, sotto  il  profilo
  finanziario,  va  oltre  quella che  è  l'incidenza  dello  Statuto
  speciale e quindi deve essere tout court recepita.
   Allora, nel momento in cui la nostra norma esitata e partorita dal
  Parlamento regionale è stata impugnata con la cassazione di  alcune
  parti  dal  Governo  nazionale, l'unica  via  corretta  era  quella
  dell'impugnativa da parte del Governo regionale, che  non  è  stata
  adottata,  ed è la ragione per la quale, insieme al collega  Fazio,
  abbiamo firmato una mozione che vuole impegnare il Governo a  farsi
  parte  diligente  tutte le volte che il Governo  nazionale  dovesse
  impugnare una legge del Parlamento.
   Rispetto  a  questo tema, onorevoli colleghi, posto che  la  legge
  Delrio individua tre organi che sono il sindaco metropolitano,  che
  è il sindaco del capoluogo del comune, la conferenza metropolitana,
  ma  prima  il consiglio metropolitano con poteri deliberativi,  noi
  non  possiamo  che muoverci nell'alveo del dettato dell'impugnativa
  perché in maniera stolta e superficiale nessuno ha impugnato  nelle
  sedi opportune quanto aveva deciso il Governo nazionale, altrimenti
  noi finiremmo per fare un  papocchio , finiremmo per fare la figura
  del  bambino che si vuole, con tutte le sue forze, opporre al  papà
  che  lo  ha sculacciato spiegandogli cosa andava bene e cosa andava
  male   Non  siamo a casa nostra, ci sono regole e le  regole  vanno
  rispettate
   Io  non  sono d'accordo con l'impugnativa del Governo nazionale  e
  allora  ripropongo la stessa norma, negli stessi termini  che  l'ha
  già vista impugnata dal Governo nazionale?
   Onorevoli  colleghi,  io credo che questa  sarebbe  una  soluzione
  peggiore  del male perché il punto di caduta finirebbe  ancora  una
  volta  per  essere  quello di un Parlamento  che  viene  presentato
  all'esterno come un organo che non è in condizione di esitare buone
  leggi. E siccome questo è accaduto troppe volte ed è accaduto anche
  nell'ignavia  del  Governo regionale, che non si  è  impegnato  per
  andare  fino  in  fondo e comprendere cosa c'era  davvero  che  non
  andava  dalle leggi esitate dal Parlamento attraverso l'impugnativa
  nelle  sedi  istituzionalmente  corrette,  io  credo  che  noi  non
  possiamo che muoverci in questo ambito, me ne convinco e me ne sono
  convinto  perché  credo  che alla fine lo  studio  delle  carte,  e
  soprattutto la valutazione dell'impugnativa del Governo  nazionale,
  non   può   farci  correre  il  rischio  di  creare  un   ulteriore
   papocchio .
   Però,  assessore  Bacchi, è soprattutto  a  lei  che  mi  rivolgo,
  seppure  ringrazio della sensibilità dimostrata in queste settimane
  e  della volontà di confrontarsi col Governo nazionale per arrivare
  ad una soluzione, la migliore possibile, nell'interesse soprattutto
  dei  lavoratori. l'assessore Lantieri, mi rivolgo a  lei  assessore
  Baccei  perché  noi dobbiamo sciogliere un nodo che è  politico  ed
  istituzionale ed è la parte del mio intervento che fino ad  ora  ho
  affrontato.  Ma  c'è  anche  un nodo economico,  assessore  Baccei.
  Perché   la   famosa   frase    nei  limiti   delle   disponibilità
  finanziarie , che finirebbe per incidere sui lavoratori e sul  loro
  futuro,  delle ex province  futuri liberi consorzi dei comuni,  noi
  dobbiamo  comprendere oggi, o domani e spiego perché, come dobbiamo
  fare per farla saltare.
   Perché  noi  abbiamo il dovere di trovare una  soluzione  che  sia
  quella che porti comunque alla pace sociale perché io non sto qua a
  farvi vedere tutte le mail, tutte le lettere, tutti gli appelli che
  ci  sono arrivati, immagino non solo al mio Gruppo parlamentare  ma
  un  po' a tutti da parte dei tanti, delle centinaia, delle migliaia
  di dipendenti degli enti provinciali che si sono appellati a questo
  Parlamento   perché  questa  frase  capestro   nei   limiti   delle
  disponibilità finanziarie  venga espunta dalla legge. E però c'è la
  necessità di fare una legge subito.
   E  allora, assessore Baccei, perché mi rivolgo a Lei? Mi rivolgo a
  Lei  perché, in maniera come sempre costruttiva, credo che  sia  il
  caso di provare ad immaginare un percorso con il  Governo nazionale
  che  preveda  che  quanto meno per gli anni  2016/2017  il  Governo
  nazionale  stoppi il prelievo forzoso nei confronti  della  Regione
  siciliana  e  degli enti ex province perché io mi rendo  conto  che
  eliminare,  nei  limiti  delle  dotazioni  economiche  tout   court
  potrebbe  sembrare  una operazione fantasiosa o  una  provocazione.
  Però noi abbiamo la necessità di provarci.
   E  allora,  signor  Presidente, se l'Assessore Baccei  rispetto  a
  questa  mia  richiesta  di  chiarimento  o  di  intervento,   anche
  attraverso  un  atto  parlamentare che faccia  voti  all'unanimità,
  perché  l'Assessore  Baccei  nei confronti  del  Governo  nazionale
  rappresenti  l'esigenza che ho testé menzionato,  cioè  quella  del
  blocco  del  prelievo forzoso nei confronti della Sicilia  e  delle
  province, io credo che se dobbiamo aspettare 24 ore o 48 ore perché
  l'Assessore Baccei possa confrontarsi con il Governo nazionale  per
  spiegarci  qual  è la soluzione per superare il vero  problema  che
  possa dare o meno serenità ai lavoratori, io credo che questo  vada
  fatto.
   Non  ho  posto  la  questione  politica pregiudizialmente,  signor
  Presidente,  però  credo che il mio argomentare  sia  assolutamente
  chiaro.  Io  credo  che non si possa permettere  questo  Parlamento
  ulteriori soluzioni compromissorie. Ci sono dei paletti ben precisi
  che  sono stati posti dal Governo nazionale e su quelli ci dobbiamo
  muovere,  altrimenti  avremmo dovuto  impugnare  la  decisione  del
  Governo nazionale.
   Per   quanto  riguarda  l'aspetto  economico  e  il  destino   dei
  lavoratori,  credo  che il Governo regionale debba  impegnarsi  per
  darci  una  soluzione e tutti insieme, perché sono ben conscio  che
  andiamo tutti verso il medesimo obiettivo, quanto meno questo è  il
  mio  auspicio, dobbiamo trovare una soluzione che metta una  parola
  finale  di  serenità  rispetto a centinaia,  migliaia  di  famiglie
  siciliane che non hanno fatto nulla di male per finire in mezzo  ad
  una strada.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  spero
  che  questa  sia  la volta buona per affrontare definitivamente  il
  tema dei liberi consorzi dei comuni.
   Purtroppo  questo disegno di legge  iniziato quasi tre anni  fa  è
  iniziato  male e mi auguro che non finisca peggio perché credo  che
  ancora  ci siano idee confuse, non sia stata fatta una vera sintesi
  non solo tra la maggioranza ma anche tra tutto il Parlamento perché
  quando  si  parla, penso, di organi o che riguardano  la  struttura
  dello  Stato  non si vuole soltanto una condivisione di maggioranza
  ma ci vuole una condivisione quasi totale.
   Quando  è  stata fatta la riforma noi, a differenza  dello  Stato,
  abbiamo  pensato,  dato  che la Regione  era  piena  di  poteri  di
  decentrare  una  parte  di queste competenze agli  enti  intermedi,
  mentre  nel  frattempo lo Stato faceva una legge, la legge  Delrio,
  nella  quale  in  realtà  snelliva gli enti intermedi,  svuotandoli
  quasi  di competenze, proprio perché i trasferimenti si riducevano,
  e si passava quindi all'elezione di secondo grado.
   In realtà qui noi ci siamo più ingarbugliati sulla governance, che
  forse poco importa ai cittadini, piuttosto che occuparci seriamente
  di  quello che stavamo andando a fare l'ultima notte famosa, quando
  ad  un certo punto arrivavano centinaia di emendamenti, dando tutti
  i  tipi  di  competenze  all'ente intermedio.  In  realtà  il  vero
  problema  è  che oggi abbiamo degli enti allo sbando, dove  non  si
  riesce  più a dare un minimo di serenità ai dipendenti che lavorano
  in  questi  enti,  il vero tema, il vero problema  che  al  livello
  nazionale era stato affrontato, e che noi, purtroppo, come  regione
  a  Statuto  speciale non abbiamo potuto affrontare,  era  prevedere
  cosa  potevano  fare  questi dipendenti,  se  si  poteva  fare  una
  mobilità  con  lo  Stato o con i comuni, e oggi non  sappiamo  come
  affrontare  questo  tema. Certo è che questo tema  non  può  essere
  affrontato  lasciando tutte quelle competenze lasciate nella  legge
  che  abbiamo  esitato, perché è ovvio che non abbiamo  un  bilancio
  regionale  che ci consente di dare ulteriori risorse alle province,
  e  quindi credo che il problema non debba essere più se coincide  o
  non  coincide  il  sindaco della città capoluogo,  o  debba  essere
  eletto con il sistema ponderato, non è questo il problema, il  vero
  tema deve essere quali competenze dare a questi enti intermedi,  se
  abbiamo  esagerato  trovare una sintesi fra di noi  per  snellirle,
  perché in questo modo creeremo soltanto un caos, un caos che finirà
  come   per   le   municipalità  che  esistono  nei   comuni   città
  metropolitane,  dove  le  competenze  non  vengono  passate  perché
  mancano  le  risorse,  e queste municipalità non  hanno  motivo  di
  esistere.
   Quindi, siccome io non credo che l'ente intermedio non deve  avere
  motivo  di esistere, deve avere quelle funzioni che possono  essere
  utili alla collettività.

   PRESIDENTE.  Onorevole Sudano, lei ha toccato un altro  dei  punti
  fondamentali,  ai  quali correttamente aveva accennato  l'onorevole
  Panepinto e che va approfondito proprio attraverso gli emendamenti,
  e non solo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  non
  entro  nel  merito  delle  argomentazioni che  hanno  sviluppato  i
  colleghi,  anche  perché  non siamo nella  fase  della  discussione
  generale, però mi preoccupa una cosa, e lo voglio dire con assoluta
  franchezza non perché lei ne abbia bisogno, perché ha utilizzato le
  prerogative  del  Presidente dell'Assemblea in  maniera  oggettiva.
  Però,  oggi  noi stiamo costituendo un precedente, ed  è  il  primo
  precedente,  ed  allora  io vorrei che su  questo  punto  vi  fosse
  chiarezza.
   In  buona  sostanza, noi siamo stati sempre abituati, a promulgare
  un  ordine  del  giorno  per pubblicare la  legge  senza  le  parti
  impugnate,  in  vigenza  del  vecchio  sistema  quando  vi  era  il
  Commissario dello Stato, ed eventualmente a ripresentare un disegno
  di legge di contenuto analogo, perché si potesse resistere dinnanzi
  la Corte Costituzionale.
   Tutta  questa  procedura non vi è più, mi  ha  convinto  un  pezzo
  dell'argomento dell'onorevole Fazio, che vuole impegnare il Governo
  e l'Assemblea Regionale nel disporre l'impugnativa, quando un pezzo
  di legge viene di fatto impugnato, diciamo di fatto perché la legge
  entra  in vigore comunque, tranne sulle parti in cui non si resiste
  dinnanzi la Corte Costituzionale, ma non siamo ne nell'una né nella
  seconda  ipotesi,  siamo  in una terza via,  che  è  la  via  della
  riapprovazione di una legge di adeguamento alle parti impugnate,  e
  allora  io  su questo punto vorrei che la Presidenza dell'Assemblea
  fosse chiara, perché se come abbiamo detto tutti i colleghi nessuno
  vuole  fare  una  seconda  legge  sulle  province,  e  siamo  tutti
  d'accordo,  vuol  dire che non stiamo facendo una nuova  legge,  ci
  stiamo  adeguando. E quando ci adeguiamo, e vale  su  questo  punto
  come  può valere sulla legge sugli appalti, sulla legge sull'acqua,
  su   qualunque   legge  che  viene  impugnata,  noi  ci   adeguiamo
  limitatamente  alle  osservazioni che vengono poste  senza  nessuno
  sconfinamento.
   Poiché è la prima volta che in Assemblea Regionale si verifica  un
  punto   di  questo  tipo,  ed  io  vorrei  chiedere  al  Presidente
  dell'Assemblea  di tracciare una linea, che deve essere  una  linea
  chiara.
   Oggi  il Presidente dell'Assemblea, lo dico tra virgolette,  è  un
  mio   amico;  l'altro  ieri  era  un  mio  amico  nella  precedente
  legislatura,  e in quella precedente ancora, non è un  problema  di
  amicizia o di vicinanza politica, è un  problema di rispetto  delle
  regole. È la prima volta che si verifica questo.
   Io  chiedo  al Presidente dell'Assemblea di tracciare la  via  che
  deve  essere  chiara, se quella dell'adeguamento tout  court  senza
  nessuno sconfinamento e senza nessuna sbavatura, o se invece ci può
  essere una riapprovazione della legge parziale.
   Perché  dico questo? Perché, mentre su questo argomento vedrà  che
  alla fine, signor Presidente dell'Assemblea, prevarrà il buon senso
  e  l'Aula  troverà una sintesi che permetterà di evadere  un  testo
  costituzionale  -  un  testo che rispetta  le  osservazioni  mosse,
  quindi  un  testo  che di fatto è considerato costituzionale  anche
  dalla  Presidenza del Consiglio dei Ministri, che oggi ha il potere
  di  fare  questo  -  domani potrebbe anche  non  succedere.  Domani
  potrebbe  arrivare  un disegno di legge qualunque  in  Aula,  e  ne
  abbiamo di precedenti, ne potremmo avere, anche il disegno di legge
  sull'acqua  ha visto l'Assemblea spaccata e approvare principi  che
  poi sono stati impegnati. Quindi potrà arrivare un disegno di legge
  qualunque in quest'Aula su cui chiaramente la politica non trova la
  forza di fare una sintesi e quindi rimane libera di scegliere  come
  vuole.
   Ecco,  io  credo  che siccome è il primo caso, sul punto  dobbiamo
  essere chiari.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, in effetti la  sua  domanda  non  è
  proprio   amichevole   nei  miei  confronti.   Penso   invece   che
  l'intervento dell'onorevole Panepinto, che ho condiviso all'inizio,
  era  quello  quasi di un appello al buon senso. E anche  tutti  gli
  interventi  sono  in  tal senso. Anche l'intervento  dell'onorevole
  Sudano,  che ha aperto un altro fronte, che è quello delle funzioni
  da  tenere  in considerazione. Quindi io in questo momento  non  mi
  innamorerei  di tracciare la strada, in questo momento seguiamo  un
  percorso, l'ha stabilito l'onorevole Fazio in un ragionamento molto
  articolato. Peraltro ha formalizzato una mozione, sarebbe opportuno
  che  la  sottoscrivessero tutti i gruppi. Non è  una  questione  di
  appartenenza,  è  una questione che noi ci porremo successivamente,
  ma  serve anche a scaricare il Governo da quella responsabilità che
  di volta in volta gli viene data. Perché se c'è una legge che viene
  approvata  è  chiaro che bisogna resistere. Stabiliamo un  percorso
  nelle more che si faccia la legge.
   Quindi  io  in  questo momento seguirei questo  percorso  di  buon
  senso,  che  mi sembra stia uscendo fuori da tutti gli  interventi.
  Ripeto,  dal  primo intervento fatto dal relatore  del  disegno  di
  legge,   quindi  penso  condiviso  dalla  Commissione,   a   quello
  dell'onorevole Sudano, l'onorevole Cordaro.
   Si  parla di una cornice, il discorso è: c'è una cornice,  io  non
  parlo  di  un  recepimento tout cour, l'onorevole  Cordaro  parlava
  proprio dei paletti fissata dalla 56 che non è stata mai impugnata,
  ma  in questo momento io non mi sento di dire questa deve essere la
  strada  da  percorrere  altrimenti non  saremmo  qua  a  discutere.
  Troviamo  una  soluzione di buon senso anche con  riferimento  alle
  questioni  delle funzioni, solo così penso che potremo  trovare  un
  percorso  condiviso. Così come, onorevole Panepinto già le anticipo
  che il suo suggerimento di definire la legge mercoledì prossimo,  e
  avere  la  possibilità, anche alla luce di quello che  si  è  detto
  sulla  questione delle funzioni eventualmente anche un  disegno  di
  legge  di  accompagnamento che riguarda tutto il resto mi convince.
  Noi  domani presentiamo gli emendamenti, lei ha fatto un appello  e
  io  gliene  sono grato, che è rivolto credo a tutti i deputati,  di
  non sconfinare rispetto ai punti evidenziati dal Governo nazionale,
  cioè  non sconfiniamo su questo. Se dobbiamo fare una legge a parte
  bene,  ci  teniamo  nell'ambito di questi  punti,  e  poi  possiamo
  discutere  coincidenza si, coincidenza no, voto  ponderato,  quello
  che intendiamo, ma se facciamo un ragionamento articolato su queste
  cose   ad   una  soluzione,  credo,  costituzionalmente  consentita
  possiamo arrivare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha facoltà

   ALLORO. Signor presidente, onorevoli colleghi, questa legge  sulle
  province  ha avuto un iter abbastanza lungo e complicato,  talmente
  lungo  da  fare  dimenticare un fatto essenziale  cioè  che  questa
  Assemblea una legge l'ha già approvata.
   Noi ci troviamo oggi a dovere discutere non sul merito della legge
  per l'istituzione dei liberi consorzi, bensì per il superamento  di
  quelle  che  sono state le impugnative che il Governo nazionale  ha
  posto  alla  legge.  Questo non è un elemento di  dettaglio  perché
  sotto  alcuni punti di vista, pone quest'Assemblea al riparo  dagli
  attacchi che sono stati fatti.
   L'altro  giorno  con l'assessore Lantieri abbiamo  partecipato  ad
  un'assemblea  di sindaci all'ex provincia regionale di  Enna,  dove
  l'Assemblea veniva attaccata sul fatto che non era stata fatta  una
  legge perché, oggettivamente, molti hanno dimenticato che la legge,
  invece, è stata fatta. E perché questa legge è stata fatta e a  suo
  tempo  l'Assemblea regionale ha ritenuto di non dover recepire  sic
  et  simpliciter la legge Delrio? Per un motivo molto semplice, cioè
  quello che la legge Delrio tagliava il 50% delle funzioni e metteva
  in   mobilità  il  personale.  Operazione  percorribile  a  livello
  nazionale,  difficilmente percorribile a livello  regionale  perché
  nel  momento in cui mettiamo in mobilità il 50% del personale oltre
  al  fatto  di essere regione a Statuto speciale, abbiamo fatto  una
  legge  che ha avviato un percorso di stabilizzazione del precariato
  che, ovviamente, in un gioco dove si mette in campo la mobilità  ed
  il  personale deve transitare presso altri enti, è facile  che  non
  riusciranno a trovare in Sicilia quelli che sono i posti vacanti.
   Quella legge, quindi, fu fatta perché aveva una sua filosofia e la
  filosofia era quella di tentare di mantenere in piedi una serie  di
  funzioni  per  far si che lo stesso personale avesse un  motivo  di
  esistere  e  di  rimanere  come dipendente dell'ente  ex  province,
  liberi consorzi.
   Rimettere  in campo un ragionamento che quest'Assemblea  regionale
  ha  di  già  affrontato,  a me sembra un errore  marchiano.  Penso,
  invece,  che  la I Commissione abbia lavorato bene, si  è  superato
  quasi in toto quelli che erano i motivi dell'impugnativa, lo stesso
  problema della coincidenza del sindaco metropolitano con il sindaco
  del  Comune Capoluogo, penso che sia stato superato bene  inserendo
  il  discorso  della  ponderazione perché noi  rischiamo  di  creare
  un'abnormità  giuridica nel momento in cui  facciamo  diventare  il
  sindaco  di  comune capoluogo di area metropolitana  anche  sindaco
  della  città  metropolitana e, probabilmente, come diceva  oggi  la
  collega  Sudano  in  una riunione di gruppo che abbiamo  avuto,  lo
  facciamo  diventare pure senatore, cioè una sorta di  superman  che
  farà tutto tranne che amministrare la propria città.
   Tutta  questa serie di cose, quindi, sono state superate ed  anche
  il  problema  delle funzioni, a mio avviso, è stato superato  ed  è
  stato superato dignitosamente; mi sembra che siamo nelle condizioni
  di  potere  proseguire l'iter, perché è questo che  dobbiamo  fare:
  tentare  di  proseguire  l'iter di questa legge  di  cui  tutta  la
  Sicilia  sente,  assolutamente, il bisogno che  venga  approvata  e
  farlo, come diceva il collega Panepinto, tentando di portare avanti
  degli  emendamenti che non siano stravolgenti che ci  possano  fare
  ritornare  indietro  e  fare  una buona  legge.  Il  resto,  signor
  Presidente, mi sembrerebbe un errore.
   Io so che lei riuscirà a gestire bene questa fase, come in passato
  ha   dato   dimostrazione  di  sapere  fare  e  noi  però  dobbiamo
  incardinare  la legge e dobbiamo andare avanti senza  se   e  senza
   ma ,  perché ce lo chiedono seimila persone che vedono il  proprio
  posto  di  lavoro a rischio. Sappiamo tutti bene che si  porrà  sul
  discorso  delle  funzioni un problema che  riguarda  la  copertura,
  perché  l'assessore Baccei con il suo, come dire, solito terrorismo
  economico  che mette in campo nei momenti difficili,  ha  sollevato
  questo problema.
   Però, è chiaro che, su questo, sul problema delle funzioni, se noi
  rimettiamo  in discussione il ragionamento che è stato fatto  sulle
  funzioni,  corriamo il rischio di fare saltare  la  legge  e,  come
  dire,   di  far  sì  che  questo  Parlamento  assuma  una  funzione
  assolutamente inutile perché, se della Delrio dovevamo parlare, era
  il  caso  che ne parlassimo un anno e mezzo fa anziché  arrivare  a
  questo punto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Alloro, il suo intervento mi dà  lo  spunto
  per  precisare che la legge è già stata incardinata. Già, peraltro,
  ribadisco  un  percorso che è anche un chiarimento. Gli  interventi
  sono  già  interventi  inseriti  nella  discussione  generale  che,
  comunque, non chiuderemo stasera.
   Noi  riprenderemo  mercoledì prossimo - e con  la  votazione,  per
  essere  chiari - per dare la possibilità entro domani di vedere  se
  questi  emendamenti siano compatibili in questa  cornice  anche  la
  questione delle funzioni senza riaprire tante discussioni.
   Ma  è  chiaro che occorre un'intesa con la Commissione  e  con  il
  Governo, su questo. Quindi, onorevole Musumeci - mi rivolgo a lei -
  siamo  già in fase di discussione generale, ma di potrà intervenire
  sulla   discussione  generale  fino  a  mercoledì   prossimo.   Gli
  emendamenti  però li dobbiamo depositare domani.  Se  volete  anche
  giovedì,  però gli emendamenti possono essere due o tre, perchè  se
  dobbiamo essere consequenziali rispetto a quello che ci siamo detti
  non  ci  possono  essere molti emendamenti. Io sono dell'avviso  di
  presentarli  entro domani per dare la possibilità di  un  colloquio
  con  la Commissione, con il Governo e con gli Uffici, sennò non  ha
  senso tirare più questa situazione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non si
  debba  neppure  porre  il  dubbio se  andare  avanti.  La  norma  è
  incardinata e questo Parlamento ha il dovere di andare avanti e  di
  esitarla.  Perché su questa legge, ormai da anni, noi tessiamo  una
  tela  di  Penelope per poi disfarla subito dopo, per poi riprendere
  la  discussione,  per  poi  ricominciare  a  portare  avanti  delle
  proposte che magari ci vedevano nella precedente proposta di  legge
  essere   in  netta  contrapposizione  rispetto  a  ciò  che  stiamo
  proponendo  ora.  E' una tela di Penelope infinita  e  non  capisco
  perché - o per lo meno lo capisco molto bene - perché ci sono sulla
  scena  dei continui cambi di posizionamento. Si è passati con poche
  eccezioni,  che  hanno protestato in maniera  vibrata,  e  cioè  il
  Gruppo  Musumeci  e  qualche altro Gruppo, con  l'abolizione  delle
  Province,  ma  soprattutto  la  sottrazione  del  libero  voto   ai
  cittadini che è diciamo, l'espressione principale di democrazia  in
  sistemi che possono fregiarsi di chiamarsi costituzionali.
   Bene   Si  è  voluto  cancellarli, dopo si è  portata  avanti  una
  proposta  che  era quella, almeno se ci deve essere un'elezione  di
  secondo  livello  che, almeno questa elezione di  secondo  livello,
  possa  coinvolgere  tutti  gli  eletti.  Invece,  vedo  che  alcuni
  esponenti  che,  magari,  si  sono battuti  in  maniera  forte  per
  allargare  la  platea  democratica oggi cambiano  idea.  E  non  si
  capisce sulla base di che cosa si cambia idea, se non su speranze o
  possibilità future.
   Questo  accade in diversi schieramenti e mi fa specie,  perché  si
  cerca di introdurre elementi di confusione che tali non sono.
   Non  è  vero che il Governo nazionale ha impugnato tutte le  parti
  della  legge  che  abbiamo approvato. Ne ha impugnate,  in  maniera
  seria  e  forte,  alcune. Il punto fondamentale  sul  quale  voglio
  richiamare  l'attenzione  è  quello della coincidenza  del  sindaco
  metropolitano con il sindaco di area vasta, che è stata oggetto  di
  critica da parte del Governo, perché nella precedente legge, che  è
  tuttora in vigore (e qui sono pienamente d'accordo, con le tesi che
  sono  state portate avanti) nella precedente norma veniva  inserito
  un   meccanismo   di   elezione  che   non   teneva   conto   della
  rappresentatività, laddove era stato previsto il meccanismo di  una
  testa,  un  voto, che ovviamente è certamente non rispettoso  della
  Costituzione,   perché  non  rispettava,   e   se   mantenuto   non
  rispetterebbe,  il  dettato costituzionale della  rappresentatività
  ponderata.
   Nel  momento in cui si modifica questa parte introducendo il  voto
  ponderato, la norma è perfettamente costituzionale. Del resto,  non
  si  possono  giocare dieci parti in commedia; da un lato  difendere
  l'autonomia dello Statuto che, in materia di legge elettorale, come
  tutti  sappiamo,  ha  l'autonomia totale, cioè sono  di  competenza
  della  nostra  regione,  le  leggi elettorali  e  dall'altro  lato,
  obbligarci quasi ad adeguarci ad ogni norma che ci viene imposta  a
  livello nazionale anche le più assurde e le più sbagliate. Questo è
  un discorso che non sta in piedi.
   Per  quanto  riguarda la sorte, invece, legata alle  funzioni  che
  dobbiamo  trasferire e di conseguenza alle funzioni che trasferiamo
  alle  province,  dei  dipendenti rispetto al mancato  finanziamento
  nazionale,  qua  sono  d'accordo  con  quanto  sostenuto   con   il
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, anche di  fronte  ai
  sindacati.
   Qui  c'è  stato il deficit totale e assoluto da parte del  Governo
  regionale,  che  è  stato  inesistente, come  sempre  oserei  dire,
  rispetto  a un Governo nazionale che ha schiacciato sotto  i  piedi
  non  solo  l'autonomia  della Sicilia, ma la stessa  dignità  della
  Sicilia perché in maniera arbitraria ha tolto i finanziamenti  alla
  nostra  Regione, per quanto riguarda le province, come  se  non  ci
  fosse una legge già in campo che invece già c'era.
   Non c'era il Governo a difenderla e difendere le ragioni di questa
  Sicilia; pertanto, non confondiamo le acque. Un conto è la  riforma
  che  mi  auguro  che  velocemente approviamo in modo  da  eliminare
  quelle  parti  che sono state impugnate, altro conto è  cercare  di
  fare  confusione per portare avanti forzature per  la  modalità  di
  elezione  che  nulla  hanno a che vedere con la costituzionalità  o
  meno.
   Piuttosto,  togliamo,  approvando  rapidamente  la  legge  e   non
  presentando moltissimi emendamenti, togliamo ogni alibi al  Governo
  nazionale  affinché  non continui in quella vergognosa  impresa  di
  massacro  nei  confronti della nostra Terra che finora  ha  portato
  avanti,  in  maniera tale da potere dare certezza alle istituzione,
  certezza ai dipendenti ma certezza anche con le funzioni agli  enti
  territoriali, perché possiamo avere dei servizi che siano  adeguati
  come le manutenzioni  delle strade, le scuole che invece sono state
  abbandonate a se stesse.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, devo dire che ho molto apprezzato  molti
  interventi   e  devo  ringraziare  i  colleghi  che   hanno   fatto
  quell'excursus così lungo, travagliato su questa legge,  su  questa
  riforma.
   Questa  vicenda riassunta in quella frase del Presidente  Crocetta
   noi  abbiamo anticipato il Governo nazionale, le cose le  facciamo
  prima'. Peccato che non si fanno meglio
   In  queste  settimane ci ritroviamo di nuova  a  rimaneggiare  una
  legge che non è un disegno di legge come qualcuno impropriamente ha
  detto, è una legge, una legge di questo Parlamento. Peccato,  però,
  che a causa del non Governo di questa Regione - perché è questo  il
  punto, il dato politico - il non Governo di questa Regione oggi  ci
  costringe,  me lo permetta Presidente, ad una rappresentazione  che
  ci  vede  qui  seduti,  ci vedrà presentare emendamenti,  ci  vedrà
  discutere,  ma  che non darà una risposta alla domanda  essenziale,
  quella  cui  dovremmo rispondere, che è quella dei  cittadini  che,
  attraverso le organizzazioni sindacali, attraverso le numerose mail
  che  ci  hanno mandato, attraverso gli incontri cu ci  chiedono  di
  presenziare  ognuno  nel proprio territorio, risposte  concrete  ai
  bisogni  dei  cittadini. Risposte nella legge che  stiamo,  di  cui
  stiamo  facendo la discussione generale, lei poi ci darà il termine
  per  gli emendamenti, quelle risposte nello specifico, non ci sono,
  perché questa legge non ha le risorse economiche.
   Le  risorse economiche che ci servono che si trovavano in un'altra
  legge,  una legge che è stata fatta dal Governo nazionale a cui  il
  nostro  Governo non ha fatto caso di andare a dire  scusate,  state
  tagliando  delle risorse, ma guardate che noi non abbiamo  svuotato
  di   competenze  questi  enti  intermedi,  liberi  consorzi,  città
  metropolitane e che abbiamo una situazione di lavoratori che  hanno
  delle competenze che vanno messe a frutto o altrimenti diteci  cosa
  dobbiamo loro far fare .
   Quindi,   oggi,  dovendo  rispondere  alle  pressioni  mediatiche,
  dovendo  piegarci per soddisfare esigenze che non  sono  altro  che
  esigenze  politiche  che  scaturiscono da tensioni,  da  giochi  di
  forza,  in  cui  noi  non  abbiamo  un  ruolo,  assistiamo  ad  una
  situazione in cui il braccio di ferro tra Roma e il Governo  ci  ha
  portati  in  un  imbuto, in cui a soffrirne  e  a  perirne  sono  i
  lavoratori e i servizi che sono venuti meno sul territorio; perché,
  non  neghiamolo a livello locale, nei territori si sente l'assenza,
  questo  vuoto questa confusione ha creato dei danni e ne continuerà
  a   creare  perché  questa  legge  che  andremo  a  modificare  non
  soddisferà le questioni di cui abbiamo discusso la scorsa settimana
  in Sala Rossa.
   Qual  è il quadro? Il quadro è che siamo insubordinati allo Stato,
  che  le risorse non arriveranno con questa legge, che il Governo  è
  assente  nel  senso che in questo caso come in altri casi,  non  ha
  provveduto  a  fare  sentire  la  propria  voce,  ad  impugnare,  a
  presentare osservazioni, a farsi sentire a Roma. E, quindi, proprio
  per  questo ho definito un teatrino, una pantomima. Stiamo  facendo
  una bella recita, cercheremo di accontentare i giochi di forza e di
  potere,  tensioni  che  ci  sono  sempre  all'interno  del  Governo
  nazionale  che vuole sottomettere quello regionale. A soffrirne  la
  Sicilia
   Noi siamo attoniti, sconvolti dall'assenza di una voce autorevole,
  ma stupiti fino a un certo punto, perché il Governo anche in questa
  occasione dimostra di non essere presente.
   Abbiamo  sottoscritto la mozione del volonteroso  onorevole  Fazio
  che  sta  cercando di dare una voce e un indirizzo a questo Governo
  attraverso  una  mozione che, spero presto, discuteremo  anche  per
  mettere fine a questa incertezza continua. Perché ogni volta che il
  Governo  nazionale,   a  volte in maniera pretestuosa,  impugna  le
  leggi  che  questa Assemblea approva e che il Governo  non  difende
  perché  evidentemente non riconosce e non dà il giusto valore  allo
  Statuto  e  all'Autonomia della nostra Regione, si  possa  dire  si
  impugni   sempre  o  non  si  impugni  mai,  perché   è   veramente
  imbarazzante trovarci a fare quello che stiamo facendo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  ormai
  l'indirizzo  del dibattito vada in una unica direzione,  nel  senso
  del solco della legge che è stata passata in Commissione e rispetto
  a   quelle   parti   che  hanno  tentato  di  superare   i   motivi
  dell'impugnativa da parte del Governo nazionale.
   Se  fossimo  tornati indietro e ci fossimo accorti  di  una  legge
  Delrio nel passato, avremmo potuto anche applicare quelle norme che
  a livello nazionale hanno applicato per il personale.
   Qui  abbiamo  ora  un  grosso problema. Noi  siamo  in  ritardo  e
  rispetto a questo, solo questa norma ci consente in questo  momento
  di  non  creare  problemi al personale. La situazione  è  diventata
  complessa  dal  punto di vista del personale, dal  punto  di  vista
  finanziario,  da altri punti di vista. Ritengo che a nostro  avviso
  non possiamo ancora andare oltre.
   Noi  dobbiamo chiudere questa vicenda di questa legge  delle  aree
  metropolitane  che è partita male ma deve cercare  di  indirizzarsi
  nel giusto verso. Allora, il solco, così come diceva lei, così come
  dicevano  tanti  altri  colleghi, se  è  questo  andiamo  avanti  e
  cerchiamo   di   chiuderla  praticamente  questa  vicenda.   Perché
  altrimenti  le  condizioni sono condizioni di  precarietà  che  non
  possono più esistere.
   Ritengo  che  sia  giusto fare un dibattito  approfondito  fino  a
  mercoledì.  Se il termine degli emendamenti lo vorrà  dare  fino  a
  domani  sera  in  modo di dare la possibilità anche  ai  Gruppi  di
  potersi   confrontare  fra  loro,  chiudendo   questa   discussione
  mercoledì si vada avanti e si chiuda questo percorso.
   Ci  sono  passaggi  che potevano essere fatti  con  tempi  diversi
  rispetto   ad   oggi.   Oggi,   noi   abbiamo   stiracchiato    con
  commissariamenti  fatti per tre anni e non possiamo  continuare  in
  queste  condizioni.  Noi  dobbiamo  assolutamente  sul  solco   già
  tracciato, bene o male, fonte di un dibattito in Commissione con il
  Governo  regionale che ha dato l'ok, con il Governo  nazionale  che
  credo  non abbia problemi rispetto a quelle osservazioni  che  sono
  state  fatte,  vedi  il  voto ponderato, vedi anche  l'eliminazione
  della  Giunta,  alcune questioni che erano state poste. Se  c'è  da
  aggiustare qualche piccola cosa nell'ambito di questa che  non  può
  essere  sicuramente una nuova legge, cerchiamo di farlo e cerchiamo
  di andare avanti speditamente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  premesso  che,  ovviamente,  le questioni  che  attengono  il  voto
  ponderato,  come si arrivi all'elezione del Presidente delle  Città
  metropolitane e del libero consorzio, dell'Assemblea è almeno ormai
  un  fatto, voglio dire, assolutamente superato, ha fatto parte  del
  dibattito  di questi tre anni, al punto in cui siamo - io  credo  -
  che ci sia davvero poco margine, pochi spazi di approfondimento per
  discutere di una serie di cose che per lei avevano un grande  senso
  ma  che,  purtroppo,  il Governo regionale ci  ha  portato  ad  uno
  svilimento totale del dibattito.
   Oggi,  credo  che  abbiamo davvero poche cose  da  fare.  Dobbiamo
  andare  incontro a quelle che sono le correzioni che ci sono  state
  apportate  dall'impugnativa  dello Stato.  Credo  che  ci  siano  i
  presupposti,  così come ha avanzato l'onorevole  Fazio,  per  poter
  parlare  della  possibilità  di  costituirci  in  giudizio   contro
  l'impugnativa  del Governo nazionale, contestualmente,  ovviamente,
  oggi, il Parlamento è chiamato, comunque, a far veder luce a questa
  norma,  in  condizioni assolutamente anomale,  cioè,  io  mi  sarei
  aspettato che, in qualche modo, venissero poste delle questioni per
  poter affrontare, finalmente, la questione dei servizi, dei servizi
  per  i  disabili,  le  questioni delle  strade,  le  questioni  dei
  dipendenti,   delle   tutele   occupazionali,   degli   adeguamenti
  contrattuali,  perché no, tutti quegli aspetti che fanno  parte  di
  una  normale  programmazione prima e gestione delle  cose  dopo  e,
  ovviamente, siamo partiti per primi, ha detto Crocetta,  in  questi
  tre anni - lo ricordiamo tutti, a quella famosissima trasmissione -
  ma siamo arrivati per ultimi.
   E  oggi  cosa  volete che si faccia? Non possiamo  far  altro  che
  guardare  alle richieste che arrivano dal territorio quasi fingendo
  che  i problemi legati ai servizi non ci siano perché il Parlamento
  deve sostituirsi all'inadeguatezza del Governo regionale e dobbiamo
  andare  incontro all'unica esigenza vera che è quella  legata  alle
  tutele  occupazionali  perché, persa la battaglia  del  sistema  di
  rappresentatività,  alla  quale abbiamo dovuto  rinunciare  facendo
  pace  con  l'idea che le decisioni importanti nella Sicilia,  oggi,
  finalmente, con il piacere di qualcuno, vengono prese nelle  stanze
  chiuse,  nelle stanze dei bottoni di pochi dirigenti  che,  poco  o
  nulla,  ormai devono rendicontare né alla politica né  a  qualsiasi
  altro  strumento di Governance e adesso dobbiamo occuparci soltanto
  - ripeto - delle tutele occupazionali.
   Come  farlo? Io credo che non abbiamo molte alternative.  Dobbiamo
  recepire,  fondamentalmente, la norma  nazionale;  dobbiamo  farlo,
  chiaramente, con dei correttivi perché, giustamente, i  dipendenti,
  saltano  dalla  sedia  quando  si fa riferimento  ai  limiti  della
  disponibilità finanziaria.
   Quello  è  un  pezzo  che deve assolutamente  saltare  perché,  mi
  spiegherà  il Governo nazionale e, a cascata, il Governo regionale,
  cosa  intenderebbe  fare nell'ipotesi in cui  quelle  disponibilità
  finanziarie non dovessero esserci? Cosa penserebbe di fare?  Forse,
  di  mandare  in  mobilità migliaia di persone  distribuite  per  il
  territorio  regionale, con buona pace, quindi, da una parte  per  i
  disservizi  ormai  generati e con i quali sembra  che  i  siciliani
  dobbiamo,   tutti,  fare  pace  e  con  l'idea   che,   le   tutele
  occupazionali, debbano venire meno.
   Presidente, io su questo aspetto devo dirle che non intendo, e con
  noi  l'intero  Gruppo parlamentare, derogare minimamente  a  questo
  principio  nell'idea  che,  ovviamente, quelle  opportunità,  tanto
  paventate all'inizio del percorso, per cui non si dovevano  perdere
  figli  di  comunitari e permane, sotto gli occhi di  tutti,  essere
  stata  soltanto una scusa, una scusa che oggi ci mostra, nella  sua
  interezza, nella sua completezza, il totale fallimento del  Governo
  di  questo Presidente della Regione Crocetta che, ancora una volta,
  tanto  per  cambiare,  decide  di  non  venire  in  Aula,  di   non
  presenziare ai lavori di una legge che, a suo dire,  doveva  essere
  la  legge  più  importante  con la quale avviare  questo   percorso
  legislativo già addirittura 3 anni fa, quel percorso rivoluzionario
  che  avrebbe dovuto cambiare le sorti e gli assetti del  territorio
  siciliano e che invece ci siamo, ahimè,  lasciati alle spalle e che
  adesso  ci  vede  andare avanti per inerzia solo spinti  da  quelle
  legittime istanze, da quelle legittime richieste che provengono dai
  dipendenti delle province.
   A  questi dipendenti, oggi, dobbiamo dare delle risposte.  Quindi,
  Presidente,  non credo che al di là delle posizioni di  partito  di
  appartenenza,  ci siano altre opportunità, altre  chances,  se  non
  quella  di approvare, ahimè, questa norma così come oggi il Governo
  nazionale,  dimostrando  l'assenza  totale   di  autorevolezza  del
  Governo   regionale,  decide  di   imporci  con   qualche   piccolo
  correttivo, come ho detto prima Presidente, che fa riferimento alle
  disponibilità finanziarie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco  fa  e  mi
  rivolgo   all'assessore  Baccei,  mi  è  sembrato  di  capire   che
  l'onorevole  Cordaro avesse posto la domanda abbastanza chiaramente
  circa il prelievo forzoso nei confronti delle province.
   Ora, capisco che siamo ancora nella discussione generale quindi si
  riserverà   di  rispondere  dopo,  però  mi  aspettavo   da   parte
  dell'assessore  Baccei una risposta immediata ad  una  domanda  ben
  precisa  che  è  quella  che oggi tiene  in   tribolazione  diversi
  dipendenti.
   Volevo  ascoltare  un  po'  cosa ha  da dire  l'assessore  su  una
  domanda ben precisa posta dall'onorevole Cordaro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io so che
  lei,  Presidente, ha le idee molto chiare sull'argomento e   vorrei
  che  le  idee altrettanto chiare fossero quelle del Governo  e  poi
  dell'intera Assemblea.
   Veda,   Presidente,  io  credo  che  questa  riforma   annunziata,
  cosiddetta   riforma , potrà essere ricordata, quando  si  scriverà
  della  XVI legislatura dell'Assemblea regionale siciliana, come  la
   riforma  della  legislatura , ma non perché sia la più  importante
  rispetto  a  tutte quelle che peraltro non sono mai state  proposte
  dal  Governo  Crocetta,  non  è  certamente  la  legislatura  delle
  riforme,  delle grandi riforme. Questa potrà essere ricordata  come
  la  riforma della legislatura perché, forse, non basterà  un'intera
  legislatura  perché questa  riformetta  nata in maniera ridanciana,
  per  non   utilizzare il termine ridicola, nata  in  maniera,  come
  tutti  ricordiamo, ha impegnato 3 anni,  oltre 3 anni per  arrivare
  ad  uno  dei  suoi  nodi fondamentali che adesso è  la  tutela,  la
  garanzia,  il  non abbandonare al loro destino 6-7 mila  dipendenti
  delle ex province regionali siciliane.
   Certo,  e  chi  vuole  abbandonare  al proprio  destino  6-7  mila
  dipendenti  delle  ex  province  regionali?  Anche  se  devo   dire
  onestamente  che  da loro, durante il corso di tre  anni  mi  sarei
  atteso  e  mi  sarei  aspettato che si levasse una  voce  alta  nei
  confronti di una riforma che nasce in maniera ridanciana e che  sta
  finendo in maniera assolutamente tragicomica.
   Signor Presidente, io sono stato tra quelli, insieme al mio Gruppo
  parlamentare,  che non espresse soddisfazione quando qualche  tempo
  fa  la  Corte costituzionale abrogò, cassò, le potestà impugnatorie
  del Commissario dello Stato in Sicilia.
   Non  era difficile prevedere, anche se fummo in pochi a prevederlo
  in  quel  momento, in quella fase e fummo quasi isolati  noi  della
  Lista Musumeci, non era difficile prevedere come non si trattava di
  un  passo  avanti lungo il cammino e l'affermazione della autonomia
  siciliana,  ma  si  trattava invece di un passo indietro  e  di  un
  indebolimento delle prerogative statutarie della Regione siciliana.
  Perché adesso noi assistiamo sistematicamente da un anno e mezzo  a
  questa  parte  alla impugnazione di norme di questo  Parlamento  da
  parte  di un Governo che dovrebbe essere amico del Governo Crocetta
  e che invece dimostra profonda ostilità.
   E'  così è stata impugnata, quasi tutta, la legge n. 15 che  è  il
  risultato, a volte anche i numeri hanno un linguaggio e  quando  ci
  si  mette  di  mezzo il Governo Crocetta diventa  quasi  sempre  un
  linguaggio ironico, umoristico, ridicolo. La legge n. 15 è la somma
  della  legge  n.  7  e della legge n. 8 che a qualcuno  qui  dentro
  potrebbe  evocare addirittura il film leggero di Ficarra e  Picone,
   il 7 e l'8 .
   Questo  Governo  questo  ha  proposto  e  ha  fatto  votare   alla
  maggioranza che lo ha sostenuto durante gli anni trascorsi la legge
  n. 7, la legge n. 8 e la legge n. 15.
   Sulla  legge n. 15, ed ha perfettamente ragione l'onorevole Fazio,
  sulla legge n. 15 quale è stata impugnata dal  Governo Renzi,  qual
  è  stata  la posizione politica, istituzionale, costituzionale  del
  Governo  Crocetta? Nessuna  Dal Governo della Regione non  è  stata
  pronunciata  una parola in ordine alla impugnativa delle  legge  n.
  15.
   Sicché,  oggi, ci troviamo, certo con Annibale alle porte,  adesso
  ci  troviamo in uno stato di necessità e di necessità bisogna  fare
  virtù.
   E  no,  signor Presidente  Perché questo Parlamento  ha  tutto  il
  diritto-dovere  di  conoscere qual è la posizione  istituzionale  e
  politica  del Governo Crocetta in relazione alla impugnativa.  Ecco
  perché  diventa,  secondo me, preliminare e pregiudiziale  il  voto
  alla  mozione che credo sia stata presentata stasera o  nei  giorni
  scorsi.
   Altra  questione,  signor Presidente. La riforma  Delrio  è  stata
  strombazzata e considerata grande riforma di carattere economico  e
  sociale   e,   quindi,  di  una  norma  assolutamente  intangibile,
  assolutamente  intoccabile e sottratta alla potestà  della  Regione
  siciliana e quindi di questo Parlamento.
   Mi  volete spiegare, allora, come è possibile adesso difendere  di
  quell'impianto  della  legge  n. 15  l'unica  norma,  anzi  l'unica
   normetta , che ci fa fare le barricate cioè la possibilità che  il
  Presidente  del libero consorzio o della Città metropolitana  possa
  non  coincidere  con il Sindaco della Città metropolitana.   Ma  si
  rendono  conto i siciliani e se ne stanno rendendo conto  e  se  ne
  renderanno  conto, che siamo davvero in una condizione  paradossale
  perché non riusciamo a difendere istituzioni che funzionavano, anzi
  le  abbiamo volute, le avete volute abolire, ed il vero torto fatto
  ai seimila, settemila dipendenti delle ex province regionali è che,
  da  tre anni a questa parte, sono costretti, umiliati e mortificati
  a  non svolgere con la professionalità che avevano le mansioni,  le
  funzioni, i compiti che, invece, svolgevano con molta competenza.
   Siamo  costretti, quindi, a difendere una norma che adesso diventa
  autonomia della Regione siciliana, cioè rientrante nella potestà di
  organizzazione degli enti locali, ma ente locale non è  più,  forse
  ente  intermedio, peraltro senza alcuna rappresentanza popolare,  e
  qui  mi consenta, signor Presidente, anche se ho sforato di qualche
  minuto, siamo davvero alle comiche finali, perché difendiamo  o  si
  vorrebbe difendere una norma assolutamente illegittima dal punto di
  vista  costituzionale, e del tutto inopportuna  ed  inadeguata  sul
  piano politico.
   Non è pensabile, non è possibile affidare compiti istituzionali ed
  amministrativi così rilevanti, senza che l'ente che  è  chiamato  a
  svolgerli abbia una legittimazione fortemente popolare che soltanto
  l'elezione   diretta  ed  il  voto  a  suffragio   universale   può
  consentire.
   Allora, signor Presidente, e concludo, credo che prima di passare,
  la  prossima  settimana,  all'esame dell'articolato,  debba  essere
  chiaro  l'intendimento del Governo, altrimenti il Governo proponga,
  forse  è  ancora in tempo per farlo, l'abrogazione della  legge  7,
  della  legge  8, della legge 15 nelle poche parti non  impugnate  e
  riporti  le lancette dell'orologio al tempo in cui le nove province
  regionali  funzionavano  e,  semmai,  potevano  funzionare   ancora
  meglio.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  voglio
  ripercorrere il lungo, fin troppo lungo e tormentato iter di questa
  riforma  che  non  esito a definire un topolino  partorito  da  una
  montagna,  perché ricordo che in I Commissione, per  diversi  mesi,
  abbiamo  fatto audizioni, contro audizioni, consultazioni,  emeriti
  giuristi,   costituzionalisti  e  quant'altro,  dove   sono   stati
  presentati   cinque  disegni  di  legge  da  parte  dell'assessore,
  all'epoca la dottoressa Valenti, cinque disegni di legge uno dietro
  l'altro  che,  poi, furono trasfusi in una sorta  di  riassunto  ad
  opera   dell'allora   presidente   della   commissione,   onorevole
  Cracolici.  Sarebbe un po' troppo facile sparare sul  pianista,  ma
  lasciamoli perdere i pianisti tanto ormai questa sinfonia  è  stata
  suonata, e come sinfonia sicuramente è molto, molto, molto stonata
   Bisogna recuperare un po' ciò che è recuperabile in una situazione
  di grande difficoltà economica per la Sicilia. L'onorevole Fazio ha
  fatto  un  intervento  assolutamente mirato,  completo,  con  delle
  motivazioni  giuridiche importanti, ma non è arrivato alle  estreme
  conseguenze del suo ragionamento.
   Quali  sono  le  conseguenze di una mancata osservanza  in  questa
  proposta  di legge, in questo disegno di legge, per quanto riguarda
  le  città  metropolitane?  Ancora questo  Parlamento  si  ostina  a
  rivendicare  un'autonomia che, di fatto,  non  ha  avuto,  che,  di
  fatto,  non è stato in grado di mantenere perché le divergenze  con
  le leggi nazionali erano assolutamente evidenti e si ostina, ancora
  oggi,  in  questo disegno di legge, a portare avanti una  linea  di
  pensiero che sottrarrà delle ulteriori risorse alla Sicilia, perché
  lasciando  impregiudicata la questione delle  città  metropolitane,
  con  l'elezione  del  sindaco  delle città  metropolitane,  andremo
  sicuramente  di  fronte ad un'ulteriore impugnativa  da  parte  del
  Governo  e,  quindi, quelle risorse finanziarie che sono  destinate
  alle  città  metropolitane resteranno accantonate in  un  cassetto,
  verranno  erogate chissà quando, chissà come, e chissà  se,  quando
  ormai  la  situazione  economica della  Sicilia,  invece,  richiede
  interventi  urgenti,  chiari e, possibilmente,  con  un  occhio  al
  futuro che abbiano riguardo all'impiego di tutte le risorse utili.
   Abbiamo  fatto delle questioni di principio. Abbiamo  guardato  al
  contenitore  definendo,  delineando le  modalità  di  elezione,  la
  composizione in consigli di quartieri, in consigli circoscrizionali
  e non abbiamo guardato al contenuto.
   Io  direi  che,  oggi,  è più che mai indispensabile  guardare  al
  contenuto  e fare una legge di riforma, completare questa benedetta
  legge  di  riforma, tale che consenta alla Sicilia  non  di  essere
  diversa  dal  resto  dell'Italia, ma  di  essere  uguale  al  resto
  dell'Italia,  perché  questa diversità la stiamo  pagando  tutti  i
  cittadini, con minori risorse e minori funzionalità.
   Le  ex  province sono bloccate da tre anni, sono commissariate  da
  tre anni, quando nel resto d'Italia già sono pienamente funzionanti
  e  sono  funzionanti  dal  momento  dell'applicazione  della  Legge
  Delrio.
   Bene  avrebbe  fatto  questo Parlamento  a  non  operare  tutti  i
  distinguo  pelosi che sono stati fatti e ad adeguare la Sicilia  al
  resto dell'Italia. Specialità non significa una rivendicazione fine
  a se stessa, ma la capacità di gestire con autonomia, e direi anche
  con intelligenza, le risorse a disposizione.
   Abbiamo perso un'occasione importante che è necessario recuperare,
  ma che dobbiamo recuperare con intelligenza e lungimiranza. A tutto
  ciò  c'è  da  aggiungere due fatti: i seimila e  passa  lavoratori,
  impiegati  delle  Province, che devono essere tutelati  perché  non
  possono essere buttati, dall'oggi al domani, in mezzo la strada, ed
  è  un  fatto  assolutamente indispensabile e doveroso; il  rispetto
  della   volontà   popolare  di  quelle  città  che  hanno   deciso,
  autonomamente ed in modo libero, di aderire ad altro  consorzio  di
  comune e, in particolare, mi riferisco ai comuni di Niscemi, Gela e
  Piazza Armerina, per i quali credo che l'aggiunta dell'articolo  13
  di   questo   disegno  di  legge,  che  riguarda  il   mantenimento
  dell'articolo 45, abbia una sua funzionalità. Non possiamo chiedere
  alla gente di esprimere liberamente un voto e, poi, disattendere  i
  risultati  di quei voti. Già la politica è malconcia,  malmessa,  e
  questo  Parlamento forse anche il più delle volte se ne esce  male.
  Evitiamo  di farci altro male e cerchiamo di rispettare la  volontà
  popolare dove l'abbiamo richiesta e dove è stata espressa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, credo che quest'oggi ci  siano  stati
  degli  interventi di cui la maggior parte assolutamente conducenti;
  c'è stato questo richiamo al buon senso che condivido perfettamente
  e dobbiamo fare anche un po' di autocritica, come ho detto anche in
  altre   occasioni,  perché  in  passato,  proprio  perché   eravamo
  particolarmente  alle  ex  province, abbiamo  probabilmente  difeso
  strenuamente queste istituzioni facendo, anche, un danno, perché se
  oggi  ci  troviamo  in questa situazione, probabilmente,  è  perché
  abbiamo  commesso anche qualche errore ed adesso credo che non  sia
  più  il  tempo  di  recriminare, di ricordare,  purtroppo,  che  le
  province  sono un ente importante, che rappresentano un'area  vasta
  perché  su  questo molti di noi siamo stati sempre  convinti  e  lo
  abbiamo ribadito più volte.
   Credo, però, che, oggi, dobbiamo guardare avanti, dobbiamo fare un
  po' di autocritica, pensare ed immaginare soltanto che il tempo che
  abbiamo   perso   è  un  tempo  che,  purtroppo,   ha   danneggiato
  l'istituzione, ha danneggiato soprattutto i seimila dipendenti che,
  oggi,  si  ritrovano senza stipendio, che sono qui nelle  piazze  a
  protestare,  proprio  perché noi ancora, pur avendo  approvato  una
  legge  ma  con un'impugnativa sulle spalle e con una responsabilità
  anche  da parte del Governo - è stato ribadito più volte,  è  stato
  detto anche dall'onorevole Fazio il quale ha presentato una mozione
  che  è  stata da tutti noi condivisa e sottoscritta -,  che  ha  il
  dovere di difendere tutto ciò che viene votato in quest'Aula,  cosa
  che  non è stata fatta ed anche questo, purtroppo, è un neo che  ci
  mettiamo sul groppone.
   Credo che, veramente, dobbiamo guardare al futuro, pensando che le
  province  ormai facciano parte del passato, che ormai non  sia  più
  possibile difendere un'istituzione che fa parte della storia perché
  nella  realtà del nostro Paese, anche con la riforma che ci sarà  e
  con la riforma costituzionale, saranno totalmente cancellate e che,
  quindi, i liberi consorzi sono soltanto una realtà di tutto ciò che
  resta delle ex province.
   Non  ci dobbiamo neppure sforzare, così come è stato già detto  da
  altri  colleghi,  a riempire di contenuti, come è  stato  fatto  in
  passato,  e di competenze le province, perché ciò significa  creare
  ulteriori  danni, perché poi se diamo le competenze, dobbiamo  dare
  le relative risorse, risorse che non ci sono.
   Credo che, oggi,  sia, invece, il momento di tirare le somme,  sia
  il  momento  soltanto di recepire una norma che si avvicini  quanto
  più  possibile alla Delrio e che non si allontani da quella  norma,
  altrimenti, avremo solo danni e non avremo utili.
   Credo  che, per tornare al ragionamento che è già stato  fatto  e,
  quindi, al buon senso, sia il momento, se è possibile e perché  no,
  di  migliorare  alcuni aspetti che magari non erano stati  previsti
  nella   legge  che  abbiamo  approvato,  ad  esempio  quello  della
  coincidenza  del sindaco metropolitano con il sindaco  della  città
  metropolitana,  coincidenza che può essere estesa anche  ai  comuni
  capoluogo.  Io  sono assolutamente d'accordo su  questo  e  la  mia
  dichiarazione non è solo personale ma anche come linea politica  di
  partito e credo che questo possa essere assolutamente condiviso  e,
  quindi,  siamo d'accordo ad approvare questo testo ed a farlo,  tra
  l'altro, nel più breve tempo possibile.
   Francamente, ero convinto che restassimo qui in Aula anche  domani
  o   dopo  domani  per  approvare  la  norma,  perché  non  possiamo
  permetterci più il lusso di perdere tempo perché c'è tanta gente in
  grande sofferenza, c'è tanta gente in ansia ed abbiamo il dovere di
  dare  delle  risposte a queste persone che già, più volte,  abbiamo
  incontrato in queste piazze.
   Ecco  perché  ritenevo che in questa settimana, probabilmente,  ci
  fossimo  sforzati nel tentativo di chiudere questa norma e, invece,
  è  stata  rinviata  alla prossima settima, ma si  tratta  di  pochi
  giorni  e voglio sperare che il prossimo mercoledì questa  cosa  si
  chiuda  definitivamente  e  spero  nel  migliore  dei  modi,   cioè
  recependo  in  toto la Delrio, evitando di fare ragionamenti  o  di
  sconvolgere ulteriormente questa norma perché presteremmo il fianco
  a  nuove impugnative o a situazioni di disagio che possono soltanto
  appesantire  la  realtà  che  vivono quest'oggi  proprio  i  nostri
  dipendenti delle ex province. Quindi, con questo auspicio chiudo il
  mio  intervento sperando proprio che il prossimo mercoledì prevalga
  il buon senso e si chiuda definitivamente questa triste pagina.

   CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Signor Presidente,
  intervengo in qualità di Presidente della Commissione e, quindi, il
  mio intervento sarà limitato all'analisi del disegno di legge da un
  punto  di  vista  squisitamente istituzionale. Naturalmente,  però,
  sono  anche  deputato  e  come tale  mi  riservo  di  fare  le  mie
  valutazioni  sul  disegno di legge quando ci sarà il  voto  finale,
  quando  ci  saranno  le dichiarazioni di voto  dove,  da  un  altro
  scranno, espliciterò qual è il mio pensiero.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la  questione  in  oggetto  volevo
  ricordare  a  tutti perché siamo venuti qua oggi: oggi,  siamo  qua
  perché  nel 2015 abbiamo fatto un disegno di legge e per il Governo
  italiano  questo  disegno di legge non andava bene.  Quindi,  siamo
  venuti per modificare o adeguare quel disegno di legge a quelli che
  erano  i rilievi che aveva fatto il Consiglio dei Ministri. E  dato
  che abbiamo fatto questo, la Commissione si è limitata a rispondere
  ai quesiti ed ai rilievi che erano stati posti.
   Quando  si  vuole tentare di inserire in questo disegno  di  legge
  che, come ha detto bene l'onorevole Panepinto, non dovrebbe dare la
  possibilità   di  presentare  molti  emendamenti,   ma   pochissimi
  emendamenti ed attinenti a quella che - e l'ha ribadito l'onorevole
  Fazio  -  è  la  questione  di  cui stiamo  trattando.  Noi  stiamo
  trattando  una questione che riguarda una impugnativa. E su  questa
  impugnativa la Commissione, in data 16 dicembre 2015, ha esitato un
  testo;  ha  esitato un testo dopo che la Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari aveva stabilito che vi era  l'urgente  ed
  impellente necessità di far riunire la Commissione per esprimere un
  suo  parere.  Il  16 dicembre 2015 la Commissione  ha  espresso  un
  parere, siamo arrivati, oggi, a marzo 2016, in Aula, e a volte,  da
  qualche  collega,  sento  parlare di  migliorare  il  testo   e  di
   inserire altre cose .
   Io consiglio vivamente di mantenersi al testo tale e quale, semmai
  ottemperare  a  quelli  che sono i rilievi  da  parte  del  Governo
  nazionale.  Ed entro nel merito dei rilievi: i rilievi  sono  stati
  tutti  superati,  a  cominciare da alcuni che,  molto  spesso,  non
  vengono citati, quale quello delle funzioni, per quanto riguarda la
  legge  15  del  2015  assegnava funzioni alle province  per  quanto
  riguarda  i  rifiuti ed altro, e questo rilievo è  stato  superato.
  L'unico  rilievo  che  non è stato superato  riguarda,  invece,  la
  coincidenza  che  la  legge Delrio fa con il  sindaco  della  città
  metropolitana, mentre il Parlamento nella prima legge,  quella  del
  2014, quella che è antecedente alla legge Delrio, il Parlamento nel
  2015,  la  Commissione  nel  2015 ha ritenuto  che  su  quel  punto
  bisognava, invece, continuare a persistere in quell'azione che  era
  quella  di eleggere il sindaco della città metropolitana  col  voto
  ponderato.
   Mi  sto  limitando  a fare l'analisi dei fatti, non  ad  esprimere
  un'opinione. Allora, penso, però, che, se questo Parlamento, questi
  colleghi  e  tutti noi non soffriamo di un disturbo  che  è  quello
  della  schizofrenia, penso che alcune deduzioni possiamo ricavarle.
  La  prima  deduzione che mi viene da ricavare, da parte mia,  è  la
  seguente: se il Governo, in Commissione, dà il parere favorevole su
  tutti  i  punti, tranne quello che ho citato in premessa, significa
  che  su  quei  punti  non vuole resistere -  do  per  ovvio  questo
  ragionamento  -,  mi aspetto, quindi, da parte  del  Governo  -   e
  quindi  è rivolto all'assessore Lantieri - che ci sia l'ipotesi  di
  resistere sull'altra parte.
   Non  entro  nel merito se ci sono i tempi tecnici, se siamo  fuori
  tempo, però,  penso che la logica conseguenza sia questa.
   La  questione è la seguente: per come si è espressa quest'Aula, ho
  avuto  la  sensazione che da parte di molti ci sia la necessità  di
  condividere  il testo della legge Delrio, non tanto per  una  cieca
  obbedienza  ma perché pensano che sia una norma di buon  senso,  la
  definisco così in termine generico, quella della coincidenza.
   Il  mio  ruolo è di Presidente ed è chiaro che l'Aula, il Governo,
  si  dovranno  esprimere e portare le ragioni per cui  insistere  su
  questa norma.
   Io,  però,  mi  limito  a qualche accenno perché  non  avendo  una
  cultura  giuridica, mi pongo qualche dubbio e pongo  all'attenzione
  di  tutta l'Aula un quesito che è paradossale, onorevole Fazio.  Lo
  sa qual è? Nell'impugnativa, tra le motivazioni, vi è la violazione
  di  una norma che avevamo fatto dove dicevamo che il sindaco  della
  città  metropolitana non era candidabile prima  dei  diciotto  mesi
  della  scadenza  del mandato. La stessa norma Delrio,  all'articolo
  60,  dell'articolo  1, per i presidenti dei liberi  consorzi  dice:
   sono  eleggibili a presidenti della provincia, i  sindaci  il  cui
  mandato  scada non prima di diciotto mesi , cioè lo dice  la  norma
  Delrio  e non viene impugnata, perchè nell'impugnativa che leggo  è
  ai  sensi  dell'articolo 51, nella stessa fattispecie  nella  norma
  Delrio c'è scritto esattamente così e non viene impugnata.
   Non  faccio  l'avvocato di professione, sicuramente sarà  una  mia
  carenza  culturale capire questo guazzabuglio che  c'è,  però,  non
  volendo  sempre entrare nel merito della questione, ci siamo  presi
  un  impegno  e  qua vado alla questione politica che è  quella  che
  dovrebbe soprattutto interessare quest'Aula.
   Questo impegno politico ce lo siamo presi con i sindacati,  con  i
  lavoratori che protestavano ed era quello di fare al più presto una
  legge che ha due componenti: uno che riguarda i liberi consorzi  ed
  uno che riguarda le città metropolitane.
   Dico  di  fare presto per un'altra motivazione oltre a quella  dei
  lavoratori, legittima, più che legittima. Siamo tutti convinti - il
  Presidente Ardizzone lo ha detto  e lo abbiamo ribadito  in  tanti,
  che  noi non siamo in assenza di legge, abbiamo la legge del  2015;
  se  questo è vero, entro il 30 di giugno dovremmo fare le  elezioni
  dei  liberi  consorzi e se questo è vero faremmo  un  danno  perché
  quella elezione prevede non il voto ponderato per i liberi consorzi
  ma il voto a testa come dicono.
   Ciò  significa che non vi è la rappresentatività della popolazione
  perché   il  nostro  sistema  è  formato  da  comuni  con   sistema
  maggioritario e da comuni con sistema proporzionale, non  sfugge  a
  nessuno  che  nei  comuni con sistema maggioritario,  a  volte,  le
  maggioranze  sono bulgare e tutto il consiglio comunale;  a  volte,
  nei  comuni  piccoli  non c'è neanche l'opposizione.  Ma  i  comuni
  piccoli  che  possono  esprimere  12  consiglieri  comunali,  sfido
  chiunque  di  voi  a  trovare in un paese medio grande,  un  gruppo
  consiliare di 12 persone. Non esiste. Allora, già faremmo un danno.
  Per questo dobbiamo fare presto.
   Per  quanto  riguarda la città metropolitana,  la  Commissione  si
  rimette  all'Aula e si rimette a quello che dice il  Governo  ed  a
  quello che voterà l'Aula. Non ho altro da aggiungere.
   Ringrazio  il Presidente che ha dato il termine per domani  perché
  noi  mercoledì potremmo finalmente esitare questo disegno di legge,
  però,  colgo  l'occasione per dire un'altra  cosa,  Presidente:  la
  stessa  urgenza alla Commissione è stata richiesta per  il  disegno
  sulla  legge  elettorale; allora, la Commissione anche  per  questo
  disegno  di  legge  è  stata solerte e lo ha esitato.  Ci  sono  le
  condizioni per esitare questo disegno di legge. Ora, anche qua  non
  entro  nel  merito, a giochi fatti, a partite avviate,  ho  sentito
  tante  e  tante cose. Io però ho memoria, ho memoria di  quando  le
  leggi  elettorali, in passato, sono state fatte anche un mese prima
  delle  elezioni. Non è la prima volta. Però, con tutto ciò io penso
  che  la  legge vada, in ogni caso, incardinata e se l'Aula,  se  il
  Presidente  riterrà opportuno, nulla vieta di mettere una norma che
  dice:  a valere dalle prossime elezioni'.

   PRESIDENTE. Scusate, su quest'ultimo punto, avevo compreso,  anche
  dall'intervento dell'onorevole Panepinto di una esigenza.
   Onorevole Panepinto, lei peraltro che è il relatore del disegno di
  legge,  mi  aveva detto:  un percorso privilegiato  al  disegno  di
  legge  sulle  province,  sull'altro  un  momento  di  riflessione .
  Dobbiamo essere chiari su questo, non è il gioco del cerino. Lei mi
  ha detto di incardinare.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, credo che la sua linea  sia  la  più
  condivisibile,  come  impostazione.  Noi  abbiamo  da  dare   delle
  risposte immediate ad un tema che non è più rinviabile che è quello
  delle province, quindi, nulla ci vieta, mercoledì, a chiusura della
  votazione  sul  tema delle province di incardinare  ed  avviare  la
  discussione  generale sulla legge elettorale. Questa è la  proposta
  che faccio io.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, ringrazio i colleghi perché c'è  stato
  un  dibattito  serio,  perché  sono  state  messe  in  evidenza  le
  difficoltà che stanno vivendo le ex province regionali. Voi  sapete
  meglio  di  me che se siamo riusciti a superare il 2015 è solamente
  perché  c'è  stata  una  deroga da parte dello  Stato  di  fare  un
  bilancio annuale e di utilizzare l'avanzo di amministrazione,  cosa
  che per il 2015 è stato possibile ma per il 2016, purtroppo, non lo
  sarà. Perché? Non perché c'è stata un'assenza della legge che, come
  dice  l'onorevole Fazio, noi abbiamo la legge, la n.  15  del  2015
  perché  parte  della legge è stata impugnata e le parti  impugnate,
  penso, che siano condivisibili, è stato detto da parte di tutti, il
  voto ponderato, le competenze in più.
   La legge di riforma, la n. 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio
  cosa dice? Una riforma economica e sociale. Economica e sociale  di
  grande  impatto perché ci doveva essere all'interno delle  province
  una  politica  di  spending review. Personalmente, come  Assessore,
  posso  dire che le province, attualmente, hanno fatto di tutto  per
  dimezzare   i  costi  ma  dobbiamo  evidenziare  una   cosa   molto
  importante: prima di tutto che il momento difficile che  vivono  le
  province  è  per  il  prelievo forzoso  che  fa  lo  Stato  per  il
  cosiddetto  risanamento  della finanza pubblica,  perché  noi  come
  province,  nel  2016,  senza questo prelievo  avremmo  potuto  fare
  fronte  alle  necessità  perché  gran  parte  del  bilancio   delle
  province, il 35 per cento è per i dipendenti e il 9 per cento è per
  i  dipendenti  delle partecipate.  A parte che è stata  evidenziata
  l'azione della governance
  ed  è  importantissima, ma  non dobbiamo dimenticare che  la  legge
  dello Stato parla anche di mobilità per i lavoratori.
   Noi  purtroppo, in Sicilia, abbiamo un doppio problema. Perché  se
  dovessimo accettare la parte della mobilità del personale  a  tempo
  indeterminato - e vi ricordo che in tutta la Regione sono  quasi  6
  mila  -  andremmo ad occupare tutti i posti liberi che ci  sono  in
  pianta organica nei comuni  e significa che andremmo a bloccare  la
  stabilizzazione dei precari storici della Regione  che  negli  enti
  locali  sono  più  di 14 mila e 600, da parte delle  province.  Per
  questo  un'altra cosa che non bisogna sottovalutare  -  e  dobbiamo
  chiedere  una  deroga da parte dello Stato - , perché se  dovessimo
  attuare  la mobilità, significa che andremmo a creare dei  problemi
  per  i  precari storici. Perché la stabilizzazione avviene in virtù
  di  una legge, la proroga viene data perché c'è una legge che  dice
  che   entro   il  2018  tutti  questi  lavoratori  debbono   essere
  stabilizzati.
   La  parte  importante  della governance,  indubbiamente,  è  stata
  sviscerata  da  parte del Presidente Cascio che ha  evidenziato  la
  riforma e quello che noi dovremmo attuare per metterci in linea con
  lo  Stato,  ma  non  dobbiamo dimenticare anche le  competenze.  E'
  quello che stanno vivendo le province in questo momento, perché non
  dimentichiamo  che  le  competenze,  e   si  parla   di   personale
  diversamente abile, e si parla di scuole e si parla di strade.
   Con la legge che non è stata attuata ma, ripeto, noi una legge  ce
  l'abbiamo, ma  essendo una Regione a Statuto speciale  non  abbiamo
  partecipato a quello che il Governo nazionale ha distribuito per le
  ex   province   delle  Regioni  a  Statuto  ordinario,   i   famosi
  quattrocentonovantacinque milioni.
   Ma  partecipando anche a delle riunioni  - perché la legge 15 dice
  di  iniziare una intesa con lo Stato, di un percorso con  lo  Stato
  per  stabilire all'interno della nostra legge le competenze di  una
  provincia -, noi dobbiamo specificare che lo Stato non solo ha dato
  i  quattrocentonovantacinque milioni,  ma anche molto  personale  è
  stato  trasferito  con  le  competenze. Ma  noi,  per  esempio,  le
  competenze del Centro per l'impiego nella  Regione siciliana  fanno
  parte  dell'Assessorato per il lavoro come le competenze  dei  beni
  culturali che loro trasferiscono con il personale, già fanno  parte
  della  Regione. Perciò voglio dire solamente una cosa: questa legge
  serve  e  serve  in fretta - la definizione, non la  legge,  perché
  ripeto la legge c'è - per iniziare una interlocuzione con lo Stato,
  per  avere la possibilità di avere dei finanziamenti perché noi non
  siamo  in  grado  di  pagare i dipendenti  e,  di  conseguenza,  di
  mantenere le competenze.
     Sono convinta che da domani il Presidente dell'Assemblea darà il
  termine  per  gli emendamenti, e quindi, la prossima  settimana  si
  possa  portare  veramente  a compimento tutto  l'iter  in  modo  da
  iniziare,  ripeto,  una  interlocuzione seria  con  lo  Stato,  per
  recuperare  delle risorse per le ex province, per dare serenità  ai
  lavoratori e ai precari e discutere sulle  competenze che hanno  le
  province.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, in via eccezionale, considerato  il
  clima pasquale, però avevamo chiuso le iscrizioni a parlare. Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Grazie, signor Presidente. Volevo intervenire sulla legge
  elettorale accogliendo anche l'assist che il presidente  Cascio  ha
  dato.  Ho  letto  oggi  una dichiarazione del Segretario  regionale
  Raciti,  lo  voglio  dire  al Capogruppo del  Partito  Democratico,
  perché  abbiamo portato in Commissione la legge elettorale, diciamo
  così,  accelerando le procedure, perché riteniamo  che  il  sistema
  elettorale attuale e soprattutto quello per i comuni dai 10  ai  15
  mila abitanti, ci sia una degenerazione, e che questo sistema abbia
  generato una instabilità ormai diffusa, generalizzata e questo  era
  uno  dei  motivi  per  cui noi ritenevamo che la  legge  elettorale
  dovesse  rimuovere queste disfunzioni istituzionali, no come  Forza
  Italia  diciamo,  se da parte del Partito Democratico c'è un  passo
  indietro,  noi  diciamo ok, la congeliamo e  la  rinviamo  all'anno
  prossimo.
   Se,  invece, il Partito Democratico, così come ha chiarito  e  per
  questo  ha chiesto che Forza Italia aderisse alla sua richiesta  di
  approvare,  ora, una norma che precisa quattro punti  soltanto,  da
  essere  attuabile, affinché la stessa possa entrare in  vigore  già
  per  la prossima tornata elettorale, bene. Diversamente noi diciamo
  che ne riparliamo con la prossima sessione autunnale.

   PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io mi ero, se vi ricordate, preso un impegno  nel  corso
  della  Finanziaria di provare a capire e proporre una soluzione  al
  problema economico-finanziario delle Province.
   Per   questo  motivo,  in  questi  giorni,  stiamo  lavorando  con
  l'assessore   Lantieri   e   abbiamo  incontrato,   uno   ad   uno,
  separatamente,  i  nove Commissari delle Province  per  cercare  di
  capire  le  criticità di tipo economico-finanziario e le  possibili
  soluzioni.
   Il  problema, come sappiamo, è complesso perché stiamo parlando di
  un  disavanzo che si aggira tra i 150 e i 180 milioni che,  come  è
  stato  detto,  corrisponde quasi esattamente  a  quello  che  è  il
  contributo  alla finanza pubblica, quindi, senza questo  contributo
  le Province sarebbero in pareggio.
   Vero  è  che  però  questo contributo c'è per  tutte  le  Province
  italiane, quindi, non è nella fattispecie una vessazione  verso  la
  Regione siciliana.
   Quello che stiamo verificando, stiamo recuperando i dati, se lo  è
  in  misura  maggiore rispetto alle altre province italiane,  quello
  che  abbiamo  visto e che c'è già una differenza all'interno  delle
  Province  della Sicilia, quindi, per alcune è più pesante  rispetto
  alle entrate, rispetto agli impegni di spesa.
   Quindi, questa è una verifica ulteriore che stiamo facendo. Stiamo
  raccogliendo  tutte  queste informazioni, come  diceva  l'assessore
  Lantieri, per avviare una interlocuzione con lo Stato dove  il  mio
  punto  di vista,  - io ancora non sono entrato nel merito di questa
  interlocuzione  perché, come avevo detto in  sede  di  Finanziaria,
  prima  di  farlo volevo avere la comprensione chiara di quello  che
  era lo stato dell'arte e come si poteva fare.
   Il  mio punto di vista, come sapete, è che non ci si può aspettare
  un congelamento di tutto il contributo alla finanza pubblica perché
  si  creerebbe  ovviamente un problema di 200 milioni  di  euro  sul
  bilancio  dello Stato, non si può pensare che la Regione si  faccia
  carico di tutto questo problema, non si può pensare di lasciare  le
  Province nella situazione in cui sono attualmente.
   Stiamo  lavorando  su  una soluzione che preveda  di  fare  alcune
  azioni  sulle province ulteriori, avendo capito che cosa  ha  fatto
  una  Provincia rispetto all'altra perché poi, in maniera  separata,
  hanno  portato avanti azioni importanti di contenimento della spesa
  per  cui,  secondo me, come diceva l'assessore Lantieri,  la  prima
  informazione importante è che le Province hanno avuto una  gestione
  virtuosa  in  questi ultimi due, tre, quattro anni, ed  in  effetti
  hanno contenuto la spesa. Questa è la prima evidenza importante  da
  portare  al  Governo nazionale, quindi, le Province stanno  facendo
  una gestione virtuosa dei loro bilanci.
   Si  possono  fare delle cose in più proprio mutuando le esperienze
  positive  delle diverse Province e, secondo me, questi  150  -  180
  milioni  di problematiche può risolvere 35 - 40 milioni di euro  di
  ulteriori contenimenti che si possono fare già quest'anno.
   Sicuramente,  portando  allo  stato l'azione  virtuosa,  ulteriori
  azioni  che  si possono fare, io mi aspetto che lo Stato  ci  possa
  venire incontro non soltanto sul cercare di attenuare, quanto meno,
  il  contenuto alla finanza pubblica ma anche su una serie di  altre
  cose  che,  comunque,  la mobilità verso le  Amministrazioni  dello
  Stato  che,  comunque, è come potere utilizzare ancora l'avanzo  di
  amministrazione  che   alcuni liberi  Consorzi   hanno  ed  è  come
  trovare  la  deroga perché la  mobilità andava fatta  entro  il  31
  dicembre 2015.
   Quindi  ci sono  una serie di cose che noi possiamo chiedere  allo
  Stato per cercare di risolvere un'altra parte del problema, non  da
  ultimo  anche la Regione può trovare delle risorse per  cercare  di
  risolvere l'ultima parte del problema.
   Secondo  me, poi, per risolvere il problema delle province bisogna
  andare a toccare anche delle cose nelle ASP, dei forestali, insomma
  la  soluzione può essere impegnando una serie di altre risorse  sul
  territorio della Regione.
   Su  questo  stiamo lavorando con l'assessore Lanieri e  su  questi
  temi  ci  confronteremo  con il Governo  nazionale  nelle  prossime
  settimane.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Papale e Clemente.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, la presentazione degli emendamenti è  fissata,
  per domani, entro le ore 20.00. E' stato raccomandato di mantenerci
  nella  cornice dei quattro punti che sono stati già esaminati dalla
  I   Commissione  e  che  riguardano i  rilievi  fatti  dal  Governo
  nazionale   in  ordine alla legge del 2015, meglio conosciuta  come
   Legge di riforma delle province .


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta  è, pertanto, rinviata a mercoledì 30 marzo 2016,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

  I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -  Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.
                Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e   ttà
                Città metropolitane'.  (n. 1070/A) (Seguito)

                Relatore: on. Panepinto

            2)  -  Modifica di norme in materia di elezione del sindaco  e del
               consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
               1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Panepinto

            3)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

            4)  -  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
               dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
               subacquea industriale . (n. 698/A)

                Relatore: on. Greco M.

            5)  -  Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
               comuni di Lercara Friddi e Vicari . (n. 999/A)

                Relatore: on. Siragusa

  III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 439 -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla  rinuncia
                ai    ricorsi    in    materia    di    legittimità
                costituzionale   promossi   innanzi   alla    Corte
                costituzionale.

         (6 maggio 2015)
                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

   IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
              conseguenti.

         (16 dicembre 2015)

                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

   VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi  di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   IX   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496    -  Iniziative  in  ordine  al  reclutamento   di
              personale   nelle  aziende  del  Servizio   sanitario
              regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                             CIANCIO - FERRERI - FOTI -  LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 18.42

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio