Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.24
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Forzese, Dina, D'Agostino, Lentini, Lo Sciuto e Papale;
l'onorevole Cascio Francesco per oggi e domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:
N. 259 - Adozione di politiche di ecocompatibilità per lo sviluppo
economico e la corretta gestione del territorio.
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Lombardo
Salvatore Federico; Federico Giuseppe; Greco Giovanni; Lo Sciuto
Giovanni; Fiorenza Cataldo
Con nota prot. n. 15939 del 26 marzo 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente.
N. 345 - Informazioni riguardo la discarica di Mazzarrà
Sant'Andrea (ME).
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri
Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio;
La Rocca Claudia
- Con nota prot. n. 17762/IN.16 dell'8 aprile 2013 il Presidente
della Regione l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
N. 622 - Notizie sulle problematiche legate all'istituzione della
riserva naturale 'Pantani della Sicilia sud orientale' in agro di
Siracusa.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 27915 del 4 giugno 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente. -
Con nota prot. n. 4160 del 25 settembre 2013, l'Assessore per il
territorio e l'ambiente, ai sensi dell'art. 140 comma 5, Reg. int.
ARS, ha anticipato il testo scritto della risposta. - Con nota
prot. n. 5807/Gab dell' 1 settembre 2015, l'Assessore regionale per
le infrastrutture e la mobilità, ha trasmesso, ai sensi dell' art.
140, comma 5, Reg. Interno ARS, il testo aggiornato della risposta.
N. 955 - Notizie sul porto di Presidiana, in territorio di Cefalù
(PA).
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 225/Gab del 19 settembre 2013, l'Assessore per
il turismo ha dichiarato la propria incompetenza. - Con nota prot.
29020/IN.16 del 17 giugno 2014 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore regionale per il territorio. - Con nota prot.
3752/Gab del 28 luglio 2014 l'Assessore regionale per le attività
produttive ha eccepito la propria incompetenza.
N. 1172 - Notizie sullo stato di inquinamento delle acque
siciliane e sul mancato appalto da parte dei Comuni finalizzati
alla dotazione dei depuratori.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 32762/IN.16 dell'8/07/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
N. 1741 - Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia del condono
edilizio anche nelle zone sottoposte a vincoli di inedificabilità
assoluta.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 3556/Gab del 16/10/2014 ai sensi dell'art.
140, comma 5, Reg. int. ARS, l'Assessore per i beni culturali ha
anticipato il testo scritto della risposta. - Con nota prot. n.
40125/IN.16 dell'1 settembre 2014 il presidente della Regione ha
delegato l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
N. 1991 - Notizie sul servizio antincendio boschivo e azioni a
salvaguardia del patrimonio forestale.
Firmatari: Alongi Pietro; Germanà Antonino Salvatore
- Con nota prot. n. 36029/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente.
N. 2060 - Notizie in merito alla verifica dei criteri utilizzati
per la determinazione della tariffa relativa alla gestione della
raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel Comune di
Racalmuto (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Trizzino Giampiero; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. n. 5123/Gab del 15/10/2014 l'Assessore per il
territorio ha eccepito la propria incompetenza.
N. 2067 - Interventi finalizzati ad assicurare il servizio aereo
di antincendio boschivo.
Firmatari: Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe;
Assenza Giorgio; Savona Riccardo
- Con nota prot. n. 40269/IN.16 del primo settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente.
N. 2070 - Chiarimenti in ordine alle politiche regionali in
materia di prevenzione incendi e protezione civile.
Firmatari: Rinaldi Francesco
- Con nota prot. n. 40271/IN.16 del primo settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente.
N. 2090 - Interventi per il finanziamento delle attività d'
istituto dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 40283/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.
N. 2213 - Sopralluogo nelle saline di Augusta, riconosciute
zona di interesse comunitario e zona di protezione speciale.
Firmatari: Coltraro Giambattista
- Con nota prot. n. 49030/IN.16 del 20 ottobre 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.
N. 2574 - Notizie in merito alla funzionalità del Corpo forestale
della Regione siciliana.
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. 29561/IN.16 del 18 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente.
N. 2666 - Notizie sulle azioni che il Governo intende
intraprendere con l'urgenza del caso per fronteggiare l'erosione
costiera nel lido di Noto (SR).
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 34279/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disposizioni in materia di livelli essenziali delle prestazioni
- LEP - in materia di servizi e politiche attive del lavoro. (n.
1173)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco M. e
Picciolo in data 11 marzo 2016.
- Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
alle imprese artigiane siciliane. (n. 1174)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Siragusa, Trizzino, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Cancelleri, Ciancio, Foti, La Rocca, Ciaccio, Tancredi e Zafarana
in data 11 marzo 2016.
- Qualificazione giuridica dell'Agenzia Regionale per la
protezione dell'Ambiente. (n. 1175)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca
Mangicavallo, Palmeri, Siragusa, Zafarana, Zito e Tancredi in data
11 marzo 2016.
- Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria. (n.
1176)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lentini in
data 23 marzo 2016.
- Norme a sostegno dei ciechi ed ipovedenti della Regione
Siciliana. (n. 1177)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Rinaldi,
Falcone, Assenza, Federico, Figuccia, Grasso, Papale e Savona in
data 23 marzo 2016.
- Misure per favorire l'aumento dei livelli di raccolta
differenziata attraverso la produzione di compost. (n. 1178)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Trizzino in
data 23 marzo 2016.
- Modifica della legge 29 aprile 2014, n. 10 Norme per la tutela
della salute e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto'.
(n. 1179)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Foti, Siragusa, Trizzino, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Cancelleri, Ciancio, La Rocca, Ciaccio, Tancredi e Zafarana in data
23 marzo 2016.
- Prevenzione e diagnosi precoce delle malattie derivanti da
disturbi del comportamento alimentare (DCA). (n. 1180)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fontana in
data 23 marzo 2016.
- Norme per sostenere e favorire l'imprenditoria giovanile
siciliana. (n. 1181)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 24 marzo 2016.
- Politiche per la promozione dell'invecchiamento attivo. (n.
1182)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 24 marzo 2016.
- Provvedimenti per la Crescita di nuova imprenditoria giovanile
in Sicilia - Fondo per il Sostegno alle giovani imprese SaGI. (n.
1183)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Alongi, Cascio Francesco, Fontana, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo
in data 24 marzo 2016.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Nuovi criteri di formazione delle Commissioni d'esame per la
valutazione di guide turistiche - Selezione avviata con avviso
approvato con DDG n. 2469/2014 (n. 72/IV).
Reso in data 16 marzo 2016.
Inviato in data 23 marzo 2016.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3031 - Notizie sui criteri di nomina della nuova Commissione
provinciale per l'artigianato di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Vinciullo Vincenzo
N. 3032 - Interventi volti a garantire l'equità nell'erogazione
dei servizi di trasporto e specialistici per gli alunni
diversamente abili delle scuole siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3033 - Provvedimenti a salvaguardia del comparto della
dirigenza regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3034 - Chiarimenti sui criteri di nomina dei componenti il
collegio dei revisiori dei conti del libero Consorzio comunale di
Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Vinciullo Vincenzo
N. 3035 - Chiarimenti sulla gestione del contingente di cattura
del tonno rosso (c.d. quote).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Vinciullo Vincenzo
N. 3036 - Notizie sui provvedimenti da adottare per combattere
l'erosione marina nel Comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Vinciullo Vincenzo
N. 3037 - Verifica del bando del Comune di Siracusa sull'appalto
dei servizi di piantagione e manutenzione di zone verdi.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Vinciullo Vincenzo
N. 3038 - Notizie sul futuro dei lavoratori impegnati nel
Dipartimento regionale dell'ambiente.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
Vinciullo Vincenzo
N. 3039 - Notizie sui provvedimenti da adottare per il sostegno
delle società sportive in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3040 - Provvedimenti urgenti per impedire l'evasione scolastica
dall'obbligo di istruzione e formazione dei giovani siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
Vinciullo Vincenzo
N. 3041 - Provvedimenti da adottare per garantire i lavoratori
della società 'Riscossione Sicilia'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3042 - Notizie sui provvedimenti che il Governo intende
adottare per scongiurare la scomparsa dell'organaria siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Vinciullo Vincenzo
N. 3043 - Interventi finalizzati a evitare la chiusura del Centro
per l'impiego di Sortino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3047 - Notizie in merito al ripristino della scala interna alla
Torre Calabra di Pozzallo (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Assenza Giorgio
N. 3049 - Provvedimenti in ordine al sistema regionale di
istruzione e formazione professionale IeFP (ex OIF).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
N. 3050 - Notizie sulla situazione finanziaria del Comune di
Giarre e sulle eventuali azioni ispettive da ,intraprendersi al
riguardo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Anselmo Alice; Sammartino Luca; Sudano Valeria; Nicotra Raffaele
Giuseppe; Ruggirello Paolo
N. 3052 - Notizie sulla partecipazione della Regione siciliana ad
Expo Milano 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
N. 3055 - Chiarimenti circa i provvedimenti da assumere per far
fronte alla gelata che ha colpito la zona sud del siracusano con
conseguenti danni per gli imprenditori del settore agricolo.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3059 - Provvedimenti urgenti per assicurare i
collegamenti da e verso il territorio regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Federico Giuseppe; Figuccia
Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio
; Savona Riccardo
N. 3582 - Notizie su possibili attività inquinanti in contrada
Ballaronza nel comune di Ciminna (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Alongi Pietro
Le interrogazioni ora annunziate saranno poste all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3048 - Chiarimenti circa eventuali carenze in relazione al
servizio di pronto soccorso dell'ospedale S. Giovanni di Dio di
Agrigento.
- Assessore Salute
Panepinto Giovanni
L'interrogazione ora annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3044 - Urgenti chiarimenti sulla partecipazione della Regione
siciliana all 'Expo 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Papale Alfio ; Falcone Marco; Assenza Giorgio; Figuccia Vincenzo;
Milazzo Giuseppe; Savona Riccardo
N. 3045 - Misure relative alla regolamentazione e allo svolgimento
dell'attività di home-restaurant.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Attività produttive
La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 3051 - Chiarimenti circa la cessione in amministrazione
straordinaria del complesso aziendale CEFOP al CERF.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Lo Sciuto Giovanni
N. 3053 - Notizie in merito alla realizzazione del circuito della
metropolitana di Palermo nei pressi del teatro Politeama.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3054 - Urgenti provvedimenti a salvaguardia del servizio di
primo intervento pediatrico presso il PTA di Vizzini nei locali
dell'ex ospedale Rinaldi.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio; Federico
Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio
; Savona Riccardo
N. 3056 - Notizie sul ritardo nell'erogazione del contributo
relativo al progetto presentato dall'IPAB 'Oasi Cristo Re' di
Acireale (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Zito Stefano
N. 3057 - Chiarimenti riguardo le azioni poste in essere dalla
Belice Ambiente s.p.a. - ATO TP2.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La
Rocca Claudia
N. 3060 - Manutenzione urgente del c.d 'Pennello a mare' di
Terrasini (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Zito Stefano; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 403 - Notizie in merito alle 'Disposizioni sui fondi
contrattuali delle aziende del Servizio sanitario regionale anni
2011, 2012, 2013'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 551 - Iniziative a sostegno delle aziende zootecniche
siciliane, specializzate nella produzione di latte.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza
Dino; Greco Giovanni
Presentata il 17/03/16
N. 552 - Impegno del Presidente della Regione alla costituzione in
giudizio innanzi la Corte Costituzionale contro l'impugnativa del
Governo nazionale sulle leggi approvate dall'Assemblea regionale
siciliana.
Fazio Girolamo; Foti Angela; Cordaro Salvatore; Cimino Michele;
Formica Santi; Di Giacinto Giovanni; Turano Girolamo; Figuccia
Vincenzo; Di Mauro Giovanni; D'Asero Antonino; Giuffrida Salvatore
Presentata il 23/03/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di decadenza di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- a seguito delle dimissioni dell'onorevole Firetto dalla carica
di deputato regionale, è decaduta l'interrogazione n. 3058, a sua
firma;
- a seguito della nomina dell'onorevole Cracolici ad Assessore
regionale, è decaduta l'interrogazione n. 3046, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di
liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'. (n. 1070/A)
ge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e Città metropolitiane' (n. 1070/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II pungo dell'ordine
del giorno: Discussione dei disegni di legge. Si procede con il
seguito della discussione generale del disegno di legge posto al
numero 1) Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città
metropolitane'. (n. 1070/A). Invito i componenti la I Commissione
a prendere posto alla medesima assegnato.
Onorevoli colleghi, ricordo che la volta scorsa si era convenuto
di continuare la discussione generale. Onorevole Musumeci, se non
ricordo male lei si era riservato di intervenire.
Ricordo, altresì, che nell'ambito della discussione generale hanno
preso la parola l'onorevole Fazio - che aveva preannunciato una
propria mozione riguardante le impugnative di leggi regionali da
parte dello Stato -, e a seguire gli onorevoli Cordaro, Sudano,
Turano, Alloro, Formica, Foti, Laccoto, Figuccia, Venturino,
Ioppolo, Malafarina e Fontana.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la posizione del
mio Gruppo parlamentare al quale appartengo circa questa cosiddetta
riforma delle province in Sicilia è abbastanza nota per avere
sempre obbedito ad una linea di coerenza sin dal primo momento.
Abbiamo giudicato la riforma delle province in Sicilia
un'iniziativa assolutamente inutile se non dannosa; abbiamo seguito
i tre estenuanti e melanconici dibattiti che hanno accompagnato il
varo delle tre diverse leggi, lungo questo calvario iniziato nel
2013.
Il Presidente Crocetta disse che doveva essere la Sicilia la
prima regione in Italia ad abolire le province, il risultato è che
siamo rimasti l'unica regione in Italia ad avere ancora le province
come le abbiamo conosciute nel passato.
Sono passati esattamente otto mesi, otto mesi dall'ultima legge di
riforma, la legge 15 del 2015 che venne salutata dalla maggioranza
di questo Parlamento come un provvedimento assolutamente inedito e
degno di essere considerato un grande evento.
Ricordo le parole per averle lette sul giornale, non avendo io e
il mio Gruppo partecipato a quella votazione in segno di protesta,
ricordo le parole del Presidente Crocetta che disse: Con questa
riforma abbiamo attuato lo Statuto e stabilito che la democrazia
comunale si applica in Sicilia come in nessun'altra regione
d'Italia. Siamo orgogliosi di questa legge e di questa riforma
storica .
Parole aberranti, parole che non meriterebbero alcuna
apprezzamento e alcuna considerazione. Parole alle quali ci ha
abituati il Presidente Crocetta. Una legge votata da appena un
terzo di questo Parlamento, una legge che è stata voluta con un
decisionismo senza qualità, un decisionismo ostentato da chi si è
rifiutato di aprirsi al confronto con le forze della opposizione,
che chiedevano soltanto di poter ragionare per trovare un punto di
equilibrio, per trovare le ragioni di una norma che potesse,
innanzitutto, essere utile alla gente perché le leggi vengono
concepite e varate per essere, innanzitutto, utili al territorio e
ai cittadini.
E invece quella legge ha umiliato l'Autonomia regionale. Ha
umiliato lo Statuto siciliano. Quella legge di fatto ha riaffermato
come in questo Parlamento e con questo Governo la carta statutaria
sia soltanto un tema da tavola rotonda, sia soltanto uno strumento
per coprire la ricerca o il mantenimento di alcuni privilegi.
Bastava un atto di orgoglio per allontanare questo sospetto,
sarebbe bastato un atto compiuto dal Governo per impugnare la legge
impugnata dal Consiglio dei Ministri, che ancora una volta ha
voluto riaffermare la propria superiorità normativa e potestativa,
anche su norme e competenze che sono di esclusiva pertinenza di
questa Assemblea.
La democrazia, signor Presidente, è stata dimezzata con quel
disegno di legge, è stato esaltato il voto anonimo, un voto
condizionato da una partitocrazia sempre più famelica, che vuole
tornare ad occupare le istituzioni, come aveva selvaggiamente fatto
fino alla stagione di tangentopoli.
Con questa legge, con la legge 15 del 2015, il popolo torna ad
essere spettatore inerte, massa amorfa: il presidente del libero
consorzio eletto dal ceto politico, cioè dai partiti organizzati,
e quindi frutto di transizioni e di patteggiamenti, per la maggior
parte nascosti, che nulla hanno a che vedere con l'interesse
collettivo, che dovrebbe essere l'obiettivo primario al quale
dovrebbe guardare una produzione legislativa.
Chi può negare ad esempio che il presidente eletto col secondo
grado dovrà mantenere fede agli impegni assunti con chi lo ha
imposto, con chi lo ha preferito, con chi lo ha voluto in quella
carica? E invece, noi ci saremmo aspettati da un Governo
rivoluzionario, e da una maggioranza che dice di sostenere il
Governo rivoluzionario, che il presidente del libero consorzio e il
sindaco della città metropolitana a dimensione provinciale, fosse
il tutore degli interessi tra i piccoli e grossi centri. Ad
esempio, il presidente del libero consorzio eletto direttamente dal
popolo avrebbe potuto svolgere funzioni in assoluta libertà, perché
si sentirebbe garante soltanto del popolo che lo ha scelto, e
invece questa legge vuole un presidente debole, un presidente
condizionabile; sarebbe servita una democrazia compiuta, era questo
il senso dell'appello che in questi mesi abbiamo rivolto al Governo
ed al Parlamento. Un presidente espressione di un voto consapevole
da parte del popolo, rappresentato, sì, secondo le convinzioni di
ciascuno, un'autorevolezza derivante da una investitura popolare,
non la totale subordinazione all'assemblea dei sindaci e dei
consiglieri comunali, sarebbe servita e serve una netta separazione
dei poteri deliberativo e gestionale, sarebbe servita e serve una
garanzia di stabilità del Governo locale, garanzia che deve
consentire al presidente e al sindaco eletto direttamente dal
popolo, di essere al di sopra delle parti.
Questa è una legge abnorme, anche per le diseguaglianze economiche
che determina sul territorio. Si è detto: Abbiamo bisogno di
inventare le province metropolitane a Catania, a Palermo e a
Messina, perché soltanto in questo modo si potranno intercettare i
copiosi finanziamenti che arrivano dall'Unione Europea. Nulla di
più pericoloso, nulla di più bugiardo, non solo perché le risorse
economiche dell'Unione Europea previste per le aree metropolitane
in Italia, per le città metropolitane, sono assai modeste e
limitate, ma anche perché i territori del palermitano, del catanese
e del messinese nulla hanno dal punto di vista della continuità
urbanistica, della rete viaria, delle infrastrutture grandi di
comunicazione per poterne legittimare un assetto metropolitano,
come invece è facilmente riconoscibile nel milanese, per esempio,
nel torinese, per esempio, e persino nella città di Napoli.
Signor Presidente, nonostante i mie sforzi, mi rendo conto che
tutto è già deciso in quest'Aula, ma credo che ognuno abbia il
rispetto al proprio ruolo. Capisco che bisogna accordarsi su alcune
cose importanti Se lei mi consente, interverrei più avanti, signor
Presidente. E, allora, rinuncio al mio intervento, mi dispiace.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, già è fuori di cinque minuti.
MUSUMECI. Signor Presidente, non è accettabile che un deputato
debba parlare in queste condizioni.
Dicevo che con il legittimare le Città metropolitane come enti
fruitori dei fondi europei, si finisce di fatto con il dovere
riconoscere che in Sicilia avremo enti intermedi a due velocità: le
Città metropolitane che possono attingere ai fondi europei ed i
liberi consorzi che, invece, rimangono gli strumenti di
programmazione e di crescita assolutamente marginali e condannati
a restare nel degrado.
Questa maggioranza ha voluto, ostinatamente, abbattere un
edificio, la provincia concepita dalla legge n. 9 del 1986, un
edificio antico, certo, ma solido, efficiente, rassicurante per
costruire al suo posto una baracca, una baracca prefabbricata,
vulnerabile, fragile, precaria. Una baracca pre-fabbricata perché
non si è avuto neanche il merito dell'originalità, perché si è
voluto attendere il varo della legge cosiddetta Delrio della
legge n. 56 da parte del Parlamento nazionale per potersi togliere
dall'imbarazzo, ed è stata copiata senza pudore, dopo tre anni di
palesi e disarmanti contraddizioni dal punto di vista normativo.
Altro che autonomia siciliana
Signor Presidente, le incongruenze di questa legge n. 15/2015 e
delle modifiche che questo Parlamento si appresta a votare sono
ancora varie. In sintesi, mi permetto di rubare qualche minuto
ancora per richiamare l'aspetto paradossale legato alle risorse
finanziarie: di quale autonomia finanziaria dispone questa riforma?
Una riforma seria indica percorsi, indica tappe, ma indica anche
risorse finanziarie disponibili per potere compiere i percorsi e
per potere raggiungere le tappe. Ed, invece, in questa legge non
c'è nulla di tutto questo, anzi, anzi Quando si parla del
personale dipendente e si parla di circa seimila unità si dice nei
limiti delle disponibilità finanziarie come se la garanzia per la
continuità del lavoro dei dipendenti delle province e, quindi, dei
dipendenti pubblici, potesse essere legata alla contingenza di una
disponibilità finanziaria e, quindi, si lascia, - con questa
riforma -, il personale assolutamente privo di qualunque certezza e
prospettiva futura, accomunando nella stessa sorte i dipendenti
delle società partecipate dalle province e non si fa riferimento
all'unica azione di partecipazione democratica che questo
travagliato ed incestuoso processo di riforma delle province ha
conosciuto, mi riferisco ai referendum popolari celebrati a Gela, a
Niscemi, a Piazza Armerina, alla espressione del Consiglio comunale
unanime della città di Niscemi, nel nisseno, perché non si applica
l'art. 44 della legge regionale 15 che contemplerebbe il passaggio
delle predette città all'Area metropolitana del catanese? Per
carità, io non voglio entrare nel merito delle ragioni che hanno
determinato questa richiesta e queste iniziative, ma mi basta
sapere che l'istituto referendario, riconsacrando il principio
della partecipazione democratica, avrebbe meritato e meriterebbe
rispetto da parte del Parlamento siciliano. Peraltro, si tratta di
una norma, l'art. 44, non contestata, quindi non impugnata,
andrebbe soltanto applicata e, invece, il Presidente Crocetta si
diverte nel proporre un nuovo libero Consorzio tra queste città e
altre città: demagogia pura, come se in Sicilia ci fosse bisogno di
una nuova provincia
Quale sarebbe stata la soluzione, e mi avvio alla conclusione,
signor Presidente, la soluzione sarebbe stata possibile in un atto
semplice, modificando soltanto tre punti della legge regionale 9
del 1986: sarebbe bastato eliminare la indennità degli organi
elettivi, cioè dei consigli provinciali perché se il problema era
il risparmio, ed è un problema serio, bastava togliere le indennità
e i gettoni di presenza; se il cancro è il gettone di presenza si
tolga il cancro non si ammazzi il malato
Sarebbe bastato, quindi, eliminare le indennità e i gettoni di
presenza per i consiglieri e gli assessori, sarebbe bastato
decentrare nuove competenze dalla Regione che non deve essere ente
gestore ma deve restare ente di pianificazione e di controllo,
nuove competenze, quindi, dalla Regione all'ente intermedio e
sarebbe bastato varare i tre articoli della legge 9 del 1986, credo
gli artt. 19, 20 e 21 per potere consentire col varo delle norme di
attuazione di applicare, finalmente, la legge sulle aree
metropolitane, lasciando la elezione diretta del presidente dei
liberi consorzi e del sindaco della città metropolitana che non può
assolutamente coincidere con l'ex presidente di una provincia,
perché il sindaco di una città, benché eletto finora col suffragio
universale, non può mai rappresentare gli interessi di una
moltitudine e di una comunità. Ecco perché noi riteniamo che questi
tre anni siano serviti soltanto ad umiliare e a mortificare lo
Statuto siciliano. Vero è che la Delrio' è una legge di grande
riforma ma sul piano finanziario Vero è che non esiste specificità
autonomistica in materia di riforma finanziaria, ma la
organizzazione degli enti locali, signor Presidente Ardizzone, è di
competenza della Regione siciliana. L'organizzazione degli enti
locali non viene messa in discussione e, invece, con un
atteggiamento supino, con un atteggiamento remissivo, con un
atteggiamento che ha tradito e vilipeso lo spirito dello Statuto,
questa maggioranza di Governo ha deciso di accettare, sic et
simpliciter, le osservazioni, discutibilissime, che sono arrivate
dal Consiglio dei Ministri, alla faccia dell'autonomia e alla
faccia delle norme della Carta europea per l'autonomia locale che
riconsacra il principio del pieno coinvolgimento dei cittadini
negli enti locali.
Ecco perché - e concludo davvero - noi siamo stati e continuiamo
ad essere contrari, per queste poche ore che mancano al varo delle
norme di modifica.
Signor Presidente, interverremo perché abbiamo presentato alcuni
emendamenti che riaffermano i princìpi già esposti e ampiamente
illustrati anche dai colleghi Formica e Ioppolo nel corso di questi
tre anni ma anche da altri colleghi autorevoli e illustri
dell'opposizione di centro-destra e vogliamo lanciare un ultimo
disperato appello al Governo e alla maggioranza di Governo, perché
ci si fermi per qualche giorno a riflettere sulla opportunità di
recepire princìpi che noi riteniamo sacrosanti ed essenziali:
garantire il futuro ai dipendenti provinciali, ai dipendenti delle
società partecipate ma garantire, soprattutto, servizi efficienti e
concreti ai cittadini e garantire loro il diritto a tornare ad
essere protagonisti nei grandi processi di partecipazione che io
credo sia un diritto e un dovere irrinunciabile da parte di tutti.
Signor Presidente, c'è ancora tempo per mettere da parte questo
ostentato decisionismo e per consentire che una legge di riforma,
seria e degna di questa nome, possa non essere varata da un terzo
del Parlamento ma possa vedere tutti i novanta deputati pienamente
e consapevolmente convinti, responsabili e coinvolti. Grazie.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di variazione di denominazione di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è pervenuta una nota da parte
dell'onorevole Di Giacinto con la quale si comunica che, con la
deliberazione dell'assemblea del Gruppo parlamentare dallo stesso
presieduto, il Gruppo parlamentare ha variato la propria
denominazione in Gruppo parlamentare Partito Socialista Italiano
PSE .
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1070/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge n. 1070/A.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
sarà abbastanza breve perché credo in questi tre anni, ogni volta
che si è affrontato il problema di questa pseudo riforma, di aver
detto da questo podio tutto il male possibile che essa
rappresentava per la Sicilia, per le ex Province, per i dipendenti
delle Province e per le categorie che venivano in qualche modo
assistite e garantite da questi enti a partire dalle categorie più
deboli, quelle dei disabili.
Quindi, non mi soffermerò ulteriormente su questo, volevo, però,
dire che stiamo caricando o, comunque, all'esterno è passata la
novella' che con questa legge attualmente in discussione si
avvierebbe l'assoluzione di tutte le problematiche che in questi
tre anni si sono evidenziate dalla distruzione dell'ente provincia
così come era configurato in passato.
Nulla di più illusorio e di più falso, perché noi oggi andiamo a
decidere solo sulla governance, si fa per dire, di questo nuovo
ente attraverso questa farraginosa elezione indiretta che si presta
a tutti gli inciuci' peggiori possibili.
Ecco perché, Assessore Baccei, il problema vero è che sono mancati
e mancano a tutt'oggi i decreti di attuazione che era compito del
Governo emanare.
Per cui che cosa poi questi enti faranno in futuro, di quali
funzioni effettivamente saranno investiti, con quali risorse queste
funzioni venivano adempiute è tutto un mistero. Per restare nel
concreto, per esempio, il servizio di trasporto dei disabili - che
già nella mia provincia era stato sospeso ed era stato, a furor di
popolo, riaperto per un brevissimo periodo - cesserà
definitivamente il 16 aprile, anche se noi oggi o domani
approveremo questa benedetta norma.
Così come la destinazione finale e la sorte, quindi, di tanti
onesti lavoratori delle ex Province, certo non dipenderà
dall'approvazione di questa governance e dispiace che con la
consueta faciloneria il Presidente Crocetta sia andato urbi et
orbi a dire che la responsabilità di questo marasma era
dell'Assemblea regionale siciliana perché, in mancanza
dell'approvazione di questa legge, il Governo nazionale non si
sarebbe deciso ad effettuare i trasferimenti. Nulla di più falso
perché è da tre anni che il Governo nazionale ha messo in atto
un'opera di sistematica rapina ai danni delle Province attraverso
il prelievo forzoso di gran parte degli introiti tributari di
pertinenza di questo ente. E, quindi, con questa norma noi non
risolveremo niente, decideremo solo se il presidente di questo
nuovo consorzio dovrà coincidere con il sindaco della città
capoluogo o, nel caso di città metropolitane, con il sindaco della
città metropolitana.
Io lo dico a chiare lettere che, a questo punto, meglio che sia
così in maniera da sottrarlo da quegli inciuci' vergognosi
trasversali che già erano stati posti in essere quando, qualche
mese fa, si vociferava della possibilità di andare a votare, una
volta che abbiamo tolto la possibilità all'elettore di sceglierlo
direttamente, come sarebbe stato sacrosanto in una democrazia,
lasciarlo alla mercé degli intrecci sottobanco effettuati dai vari
partiti, sarebbe veramente cosa delittuosa. Meglio che, almeno, ci
sia un principio di coincidenza col sindaco del capoluogo o col
sindaco della città metropolitana.
Però, detto questo, noi non risolveremo nessuno dei problemi
concreti che sono sotto gli occhi di tutti. Quindi, i bambini
disabili correranno il rischio, anzi più che un rischio è purtroppo
la quasi certezza, di rimanere a casa perché non saranno
trasportati, le scuole a non essere riscaldate durante l'inverno e,
fortunatamente, quest'anno inverno non ne abbiamo avuto se non dal
punto di vista solo meteorologico, temporale, ma non certo dal
punto di vista della rigidità della temperatura, così le strade
continueranno a trasformarsi in trazzere impercorribili, così le
scuole rimarranno prive di qualsiasi manutenzione.
Però, abbiamo voluto questa riforma ma, almeno, non prendiamoci in
giro. Ed il Governo ha l'obbligo - e mi rivolgo alla Presidenza
autorevole di questa Assemblea - di fare da pungolo perché il
Governo emani al più presto i decreti di sua esclusiva spettanza
senza che il presidente Crocetta faccia il solito gioco delle tre
carte' cercando di far ricadere responsabilità che sono
esclusivamente sue, del suo Governo e del Governo - guarda caso -
omologo di Roma su questa Assemblea che non ha nessuna
responsabilità se non quella, di parte di essa, di aver creduto e
ceduto allo specchietto delle allodole' della riforma di questo
ente che, veramente, è stata una delle pagine più negative e più
deleterie di questa legislatura.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
posso che esprimere, onestamente, un sentimento di confusione. Sono
un po' confuso da quello che leggo in questo disegno di legge e da
quello che, da varie parti, sotto forma di emendamenti, i colleghi
hanno proposto.
Vedo che l'Assemblea si muove - tra virgolette - in due direzioni.
C'è una parte che pedissequamente vorrebbe seguire qual è il
disposto della legge Delrio, vi è un'altra parte, invece, che, in
un certo qual modo, è molto più vicina alla legge che la scorsa
volta è stata approvata, benché il Movimento Cinque Stelle ha
espresso un voto sfavorevole.
Ma la mia confusione aumenta ancora di più nella misura in cui mi
ricordo che il Presidente della I commissione, all'epoca Antonello
Cracolici, sosteneva che il Parlamento regionale siciliano si
sarebbe dovuto attenere alla riforma Delrio, perché era una riforma
economica e finanziaria e, quindi, la nostra Assemblea
sostanzialmente avrebbe dovuto legiferare in tal senso.
Ma la mia confusione aumenta ancora di più nella misura in cui sui
giornali continuo a leggere, in maniera ripetuta, che lo Stato
italiano e, quindi, Roma, non ci darebbe i famosi 500 milioni di
euro che mancano su 1,4 miliardi di euro che lo Stato ci doveva se
il Governo e, quindi, il Parlamento, non approva le riforme.
Allora, penso che, se siamo giunti alla quarta edizione di questa
telenovela chiamata legge di abolizione o di sostituzione delle ex
province non so perché ci siamo arrivati.
Ci stiamo arrivando perché altrimenti Roma non ci dà i 500 milioni
di euro? Oppure ci siamo arrivati e ci stiamo arrivando perché
dobbiamo ottemperare ai dettami della legge Delrio che è una grande
riforma economico-sociale?
Primo punto di domanda.
Una cosa è certa ed è stata detta dal mio predecessore: su questa
materia la Regione siciliana ha competenza e potestà legislative
esclusive (l'articolo 14 dello Statuto, lettera o) stabilisce qual
è la competenza in materia di circoscrizioni ed enti locali, nonché
sulla legge elettorale) e più volte abbiamo invitato questo Governo
a resistere in giudizio per la difesa non di una legge o contro la
quale noi abbiamo votato ma per difendere le prerogative dello
Statuto speciale che questo Governo non è assolutamente disponibile
a difenderlo, tant'è che ci ritroviamo in quest'Aula a discutere di
un disegno di legge che, in parte, riallinea quella legge
sostanzialmente a quella dello Stato.
Eppure, il 19 febbraio il Governo, in piena Finanziaria ha
impugnato quella norma della legge di stabilità che ci ha dato
soltanto 900 milioni di euro, ha impugnato quella norma dello Stato
che diminuisce il gettito fiscale dell'IRES. Allora, io a questo
punto non posso che ribadire la mia confusione, perché non capisco
a che gioco stiamo giocando, non capisco se la Regione quando siede
a questi tavoli, in cui si discute di economia e di finanza, che
vale tanto per lo Stato quanto per tutte le altre regioni, di che
cosa discute, perché se noi ci accontentiamo di 900 milioni di euro
e poi, in piena Finanziaria, impugnamo quella norma e, addirittura,
la impugnate meravigliandovi del fatto che lo Stato abbia diminuito
il gettito dell'IRES e, quindi, che la Regione siciliana abbia meno
entrate, non capisco come non facciate e come non insistiate,
invece, costituendovi in giudizio per difendere una legge.
Tanto più - io mi chiedo - perché non siete stati coraggiosi fino
in fondo, perché qua di coraggio non ce n'è, perché se voi volete
che il sindaco della città metropolitana coincida con il sindaco
del comune capoluogo oppure volete che quest'ultimo venga deciso
col voto ponderato non avrebbe avuto più senso eliminare tutti gli
enti locali accorpandoli al di sotto dei cinquemila abitanti?
Invece di mortificarne il ruolo, perché questo sarà il risultato,
perché un sindaco di un comune più piccolo che cosa ci si siede a
fare in un'assemblea se poi il suo voto non conta nulla o se le sue
decisioni non saranno per nulla incisive sul prosieguo del
percorso.
Io, onestamente, non voglio dilungarmi ancora, perché io ho molti
più dubbi di quelle che sono le certezze che in quest'Aula si
evincono da questi emendamenti.
Io ho letto la riforma Delrio. La riforma Delrio è transitoria
perché, in buona sostanza, dice che nelle more della completa
eliminazione delle province si applicano quelle disposizioni .
Se la Regione siciliana fosse stata più avanti dello Stato ed
avesse promosso un punto che è quello del programma del Movimento
Cinque Stelle, che rappresenta la totale e completa eliminazione
delle province, probabilmente l'avremmo votata, l'avremmo
modificata ma così com'è noi non possiamo starci, perché il
Movimento Cinque Stelle non torna indietro su nulla rispetto a
quanto è stato deciso dal Movimento con il voto espresso. Anche
perché se approvassimo questa cosa, apriremmo un fronte su quello
che accadrà fra qualche tempo sulla legge dell'acqua e questo noi
non possiamo consentirlo.
Noi riconosciamo a questo Parlamento la sua autorevolezza e la
dignità di una Istituzione che ragiona e si confronta alla pari con
lo Stato. Non come fate voi che, invece, in questo modo,
mortificate e rendete questo Parlamento subordinato alle decisioni
di Roma.
Oltretutto, mi chiedo: perché non sono ancora in Aula le leggi del
Governo con le quali debbono modificarsi i confini delle nuove
province? Perché Gela, Piazza Armerina, Niscemi, Licodia Eubea, non
si trovano già all'interno dei Liberi Consorzi o della Città
metropolitana della quale fanno parte? Che cosa dovremmo attendere?
Oppure, ancora una volta, il cambio del collegio elettorale è
quello che vi fa più paura? Provengo dalla provincia di Catania e
nella provincia di Catania sono destinati a fare ingresso Gela,
Piazza Armerina e Niscemi. E il Movimento Cinque Stelle - vi
assicuro - non teme nessuna concorrenza da parte dei gelesi, dei
piazzesi, dei niscemesi e via dicendo.
Quello che invoco io è un po' di coerenza. Oggi si sarebbe dovuto
semplicemente completare un quadro e non ritornare indietro come i
gamberi. Grazie.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
un brevissimo intervento e una considerazione: oggi è il tempo
delle assunzioni di responsabilità e, credo, che nei confronti dei
siciliani un'assunzione di responsabilità la debba assumere il
Governo e quella parte di Parlamento che da tre anni, con
l'abolizione delle province e l'istituzione dei liberi consorzi e
con la nomina dei Commissari, ha lasciato nel baratro l'intera
Sicilia senza nessuna organizzazione del territorio, senza che
fossero mai emanati i decreti attuativi e, soprattutto, consentendo
allo Stato la possibilità di non trasferire più i finanziamenti.
Per tre anni abbiamo accompagnato i commissari delle province,
abbiamo accompagnato i genitori dei disabili chiedendo servizi. E
contemporaneamente sui giornali, però, vi erano i titoli che
dicevano: La Regione Sicilia è stata la prima Regione ad abolire
le province .
La legge n. 15 del 2015. La sottoscritta - e ci tengo a ribadire
insieme alle forze di opposizione - si è battuta perché ci fosse
o,quanto meno, si conservasse, quel principio di democrazia che
consentisse l'elezione diretta del presidente dei liberi consorzi e
delle città metropolitane.
Abbiamo presentato degli emendamenti che non sono stati ammessi e
abbiamo abbandonato l'Aula. Quindi,non ci siamo resi responsabili o
complici di un'altra aberratio giuridica.
Oggi, ogni altra discussione solo demagogica per un principio
molto semplice: la legge n. 15/2015 è stata impugnata dallo Stato.
Se questo Governo voleva difendere quella legge, avrebbe dovuto
fare una sola azione: costituirsi dinnanzi alla Corte
costituzionale e fare una impugnativa e, quindi, costituirsi contro
l'impugnativa di fronte alla Corte costituzionale. Non lo ha fatto,
c'è poco da scegliere. Vale il principio della legge Delrio,
dell'uniformità della legge, in quanto legge economico-sociale, in
tutto il territorio nazionale.
Altre Regioni che hanno avuto la capacità e la forza di fare
valere il loro Statuto e di fare valere la loro autonomia - e mi
riferisco alla Sardegna, al Friuli Venezia Giulia e alla Valle
d'Aosta - hanno non solo lasciato le province ma le hanno riempite
ancora di competenze. Hanno effettivamente proceduto ad una
riorganizzazione dello Stato trasferendo, però, alle province le
risorse perché la capacità, la specificità e, quindi, l'autonomia
di una Regione si accompagna non solo all'autonomia finanziaria.
Oggi invece abbiamo la responsabilità, noi come Parlamento, dei
dipendenti delle province, di assicurare servizi perché questo
Parlamento, non le opposizioni in quanto non l'hanno fatto, hanno
deliberatamente abolito le province lasciando nel caos - lo
dobbiamo dire - una riforma così importante relativa all'abolizione
delle province.
La riforma avrebbe dovuto prevedere una riorganizzazione di tutto
il territorio, uno studio di tutto il territorio per stabilire
omogeneità, conformazione orografica e quant'altro.
Non si poteva fare in maniera approssimativa.
Considerato che questo Governo ha navigato a vista ma anche con il
voto in Parlamento di parte di questo Parlamento, che ha consentito
lo sfascio, non ci possono essere più giustificazioni.
Oggi prendiamo atto, io prendo atto - e credo anche le
opposizioni, perché siamo opposizione - che non siamo riusciti a
fare comprendere alla maggioranza e al Governo che si stava
procedendo, con due leggi precedenti, allo sfascio di un'intera
Isola priva di servizi, priva di organizzazione di un territorio,
priva di un governo serio del territorio.
C'è poco da scherzare
Ciascuno si assuma le proprie responsabilità
Il Governo regionale si assuma la responsabilità di non essersi
costituito contro l'impugnativa dello Stato ed oggi l'unico rimedio
che possiamo porre, in attesa della riforma del Titolo V della
Costituzione, è applicare la legge Delrio.
Ciò costituisce ovviamente il male minore, solo per consentire la
continuità, per consentire il trasferimento delle risorse, di
questo si tratta.
Se un Governo non è capace di farsi trasferire le risorse in un
altro modo, deve assumersi la responsabilità, oggi, di consentire
che queste risorse vengano, di nuovo, destinate alla Sicilia per la
continuità dei servizi.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, era già intervenuto in sede di
discussione generale. Ha facoltà di intervenire sull'articolo 1.
La invito, inoltre, onorevole Formica, al ritiro dell'emendamento
1.3 soppressivo dell'articolo 1, a firma Formica, Musumeci e
Ioppolo, in modo tale da avere possibilità di replicare.
Gli emendamenti sono stati esitati dalla Commissione e proposti
prima dal Governo in conformità ai rilievi sollevati dal Governo
nazionale. Si tratterebbe, pertanto, di un semplice adeguamento.
FORMICA. Signor Presidente, lei si rende conto - perché non può
non rendersi conto - che l'iter di approvazione di questo disegno
di legge è un iter di un disegno di legge normale e come tale, lei
si sarà reso conto, che ci sono una serie di emendamenti proposti a
questo disegno di legge che contraddicono la possibilità che questo
Parlamento aveva, se lo voleva, di adeguarsi con una norma secca al
recepimento.
L'approvazione, in linea teorica, di uno qualsiasi degli
emendamenti che sono stati presentati e che sono in difformità a
quanto è previsto nella norma nazionale alla quale ci si chiede di
adeguarci, contro il mio parere ovviamente, inficerà tutta la
procedura.
Non ritiro nessuno degli emendamenti presentati per la semplice
ragione, signor Presidente, che così come ha ben evidenziato il
presidente Musumeci, ma anche altri interventi che ci sono stati,
quelli dell'onorevole Assenza e dell'onorevole Grasso, noi siamo
durante l'iter di un percorso di mortificazione di questa regione e
di distruzione di un ente intermedio e cioè le province che così
come avevamo previsto lungamente durante l'iter di questi tre anni
nei quali si è inutilmente, almeno da parte nostra, cercato di
impedire lo scempio additando uno per uno tutti i problemi che a
cascata sarebbero derivati da quell'adeguamento sic et simpliciter
al diktat nazionale e che sarebbero stati causa di un disastro
continuo nei confronti dei cittadini che si sarebbero visti nella
impossibilità di continuare ad usufruire di servizi essenziali, tra
l'altro per le categorie più deboli, più disagiate, mi riferisco al
trasporto dei disabili, a quello più in generale della manutenzione
delle strade vergognosamente abbandonate a se stesse senza che, nel
frattempo, si sia proposto alcunché di alternativo da parte della
Regione per porre rimedio al disastro,
Quindi, signor Presidente, noi coerentemente con la battaglia che
abbiamo portato avanti sin dall'inizio su questo obbrobrio di norma
continueremo ad essere ferocemente contrari a questa norma per
cercare di impedire che lo scempio continui e per cercare di
portare tutti alla ragionevolezza.
Non è vero che noi non possiamo già indire l'elezione diretta e
ridare ai cittadini lo scettro principe di ogni sistema democratico
e cioè le elezioni. Non è vero che non possiamo distaccarci dalla
Delrio nazionale. E' vero esattamente il contrario, che possiamo
farlo, ma dobbiamo avere la capacità, la forza, la coerenza, la
competenza per andare a resistere anche di fronte alla Corte
costituzionale. Non è vero, soprattutto, che il Governo nazionale
non può trasferire fondi perché manca la riforma. La riforma c'è
già e io so, presidente Ardizzone che lei è consapevole di questo e
lo ha affermato in più occasioni.
La riforma, ai fini del trasferimento dei fondi da parte del
Governo nazionale, c'è già, solo l'incompetenza, l'incoerenza,
l'inesistenza, l'inefficacia da parte di questo Governo regionale
ha fatto sì che il Governo nazionale, che può essere definito il
Ghino di Tacco della situazione attuale, continua a rubarci risorse
con tutti i pretesti e, anche in questa occasione, ci hanno negato
scippandoli inopinatamente - da Ghino di Tacco appunto - ciò che ci
spettava per legge e per costituzione.
Pertanto, noi continueremo la nostra battaglia perché siamo certi
che portiamo avanti una battaglia di libertà, di efficacia e di
efficienza. Quindi, non ritiriamo nessun emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei mette in difficoltà questa
Presidenza.
Il discorso era stato sviluppato già nel dibattito precedente. Lei
ricorderà l'intervento dell'onorevole Fazio con una mozione,
peraltro preannunciata e credo sottoscritta pure da lei, perché è
evidente - ce lo siamo detti più volte anche in Conferenza dei
capigruppo - che il Governo non resiste dinnanzi alla Corte
costituzionale. Noi ci troviamo - lo ha accennato l'onorevole
Grasso - in presenza di una legge Delrio che, comunque, ci vincola
MUSUMECI. Sulla organizzazione no, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' stata scelta una strada che è quella di adeguarsi.
Mi scusi onorevole Musumeci. Io l'ho ascoltata con molta
attenzione, e gradirei che mi ascoltasse. Il punto era che nel
disegno di legge iniziale, il Governo si era adeguato su tre punti
e non sul quarto punto. Questo era il motivo fondamentale per il
quale siamo qua, tant'é che la volta precedente, intervenendo
l'Onorevole Panepinto nella qualità di relatore, l'aveva per altro
evidenziato. Noi abbiamo una cornice, che sono i punti impugnati
dal Governo nazionale, e che saranno oggetto di questa legge.
Capisco che sono presentati tanti altri emendamenti, ma non
possono trovare ingresso in questa legge, onorevole Formica, perché
qua noi ci troviamo dinanzi ad un caso nuovo, in assenza del
Commissario dello Stato. Questo è il punto fondamentale. Noi
dobbiamo decidere su quei punti rispetto ai quali il Governo non ha
inteso adeguarsi, così come ha fatto con il disegno di legge
presentato, ai rilievi formulati dal Governo nazionale, per cui la
invito a ritirare i suoi emendamenti.
FORMICA. Bocciamoli
PRESIDENTE. No, è una questione di impostazione. Non stiamo
facendo una nuova legge, onorevole Formica, è questa
l'impostazione. Altrimenti sono costretto a dichiarare tutti i suoi
emendamenti inammissibili.
FORMICA. Signor Presidente, li dichiari inammissibili.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, ci dobbiamo intendere sulle
procedure. Non voglio fare nessuna forzatura, però se
l'impostazione è quella, e capisco che c'è un deficit da parte del
Governo regionale che non hai impugnato questa legge, noi siamo a
un punto di non ritorno.
MUSUMECI. Li dichiari pure inammissibili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro inammissibile
l'emendamento 1.3 e sospendo la trattazione dell'articolo 1.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Ponderazione del voto elettorale
1. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) il comma 7 dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
7. Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto con voto
diretto, libero e segreto. Risulta eletto il candidato che abbia
riportato il maggior numero di voti, calcolato con i criteri di
ponderazione di cui ai commi 32, 33 e 34 dell'articolo l della
legge 7 aprile 2014, n. 56. A parità di voti è proclamato eletto il
candidato più anziano di età. L'elezione avviene con le modalità di
cui all'articolo 18 .
b) il comma 7 dell'articolo 13 è sostituito dal seguente:
7. Il Sindaco metropolitano è eletto con voto diretto, libero e
segreto. Risulta eletto il candidato che abbia riportato il maggior
numero di voti, calcolato con i criteri di ponderazione di cui ai
commi 32, 33 e 34 dell'articolo l della legge 7 aprile 2014, n. 56.
A parità di voti è proclamato eletto il candidato più anziano di
età. L'elezione avviene con le modalità di cui all'articolo 18. ».
L'emendamento 2.5 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 2.4, degli onorevoli Figuccia, Falcone ed
altri. Invito gli onorevoli firmatari a ritirarlo, in quanto
sarebbe inammissibile, tranne per la coincidenza del sindaco
metropolitano con il sindaco del comune capoluogo, che comunque è
prevista nell'emendamento successivo.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.9, degli onorevoli Anselmo e
Panepinto, che raccoglie tutti gli emendamenti in tal senso. Se
dovesse essere approvato, chiaramente il testo diventerebbe più
leggibile. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per l'autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Favorevole a
maggioranza.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Panepinto, che è
relatore. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi
chiede il voto segreto oggi si assume la responsabilità di
sottrarre alle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina
ingenti risorse che aspettano solo nei fondi PON di essere
utilizzate; la verità è questa, quindi in questo gioco al massacro
se ne assume la responsabilità chi oggi chiede il voto segreto, a
partire dell'onorevole Greco.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, mi sarei aspettato un intervento
di natura diversa a parte sua.
(Brusio in Aula)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di votazione per scrutinio
segreto appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento 2.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Il Governo ha espresso parere favorevole, la
Commissione parere favorevole a maggioranza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 33
(Non è approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17,40, riprende alle ore 17,42)
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.8, 2.1, 2.2 e 2.6 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli Turano ed altri.
TURANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico e
non mi discosterò molto dall'intervento che ho fatto l'ultima
volta, che non ho avuto difficoltà a non definire come un
intervento amichevole nei confronti della Presidenza
dell'Assemblea.
Noi oggi consumiamo un precedente grave. Noi non consumiamo il
precedente grave di non sostenere un emendamento alla legge, ma
stiamo consumando il passaggio che, dinanzi alla scellerata scelta
del Governo di non resistere dinanzi la Corte Costituzionale, noi,
in fase di votazione, non ci adeguiamo alle prescrizioni indicate
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Vorrei che su questo punto si riflettesse, perché è un precedente
che non può non avere refluenze sulle altre leggi. Io mi affidavo
al buon senso della politica, ,a mi dispiace dire che avevo
ragione. E allora, noi dobbiamo decidere se stiamo intervenendo per
fare una nuova legge o se stiamo recependo le impugnative che hanno
sollevato sulla precedente legge, perché se è questa la via, e non
può che essere questa, non ci possono essere sbavature come quelle
che abbiamo registrato cinque minuti fa.
E diceva bene poco fa l'onorevole Panepinto quando lamentava lo
strumento del voto segreto perché più volte, onorevole Musumeci, mi
ascolti bene ..
MUSUMECI. Il voto segreto è garanzia per le minoranze
TURANO. Più volte, onorevole Musumeci, abbiamo detto che il
Regolamento andrebbe adeguato su alcuni punti. Uno di questi è la
legge di stabilità. Non si può utilizzare lo strumento del voto
segreto come tutela della minoranza per dichiarare incostituzionale
una legge che sappiamo essere tale perché non si adegua alle
prescrizioni che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha
indicato.
MUSUMECI. Chi lo ha detto che è incostituzionale?
TURANO. Onorevole Musumeci, la scorsa volta ci siamo misurati su
questo. Ho appena finito di criticare il Governo che non ha
impugnato, non ha resistito dinanzi la Corte Costituzionale, ma
delle due l'una Se abbiamo deciso di non resistere, dovremmo
decidere di adeguarci.
Ora, siccome sono ancora per dire, onorevole Musumeci, lo dico a
chiare lettere, onorevole Cracolici, lei che ha un poco di
esperienza c'è ancora lo strumento previsto da un emendamento
sottoscritto da me che permette comunque di raggiungere l'obiettivo
di fare eleggere il sindaco metropolitano con il voto circoscritto
soltanto dall'assemblea dei sindaci e questo è un principio - e io
lo voglio illustrare - sul quale ho riflettuto grazie ad una
riflessione fatta dall'onorevole Formica, ovverosia il sindaco
metropolitano eletto con il voto ponderato permette al sindaco
della città capoluogo di avere quella base di partenza che lo
legittima nell'elezione . Questo però consente anche alle minoranze
o anche agli altri sindaci di attrezzarsi per non permettere le
elezioni.
Io sul punto che si possa permettere la via, onorevoli colleghi vi
prego stiamo parlando non di approvare più un emendamento, stiamo
decidendo soltanto di rendere un testo costituzionalmente
legittimo, allora vorrei che ci fosse un poco di attenzione, allora
io vorrei, signor Presidente dell'Assemblea, che questo punto fosse
votato tempestivamente perché è chiaro che se cade questo punto io
avrei riserve nel continuare nell'approvazione dell'iter
legislativo perché so di approvare un testo che non soddisfa le
richieste avanzate da parte di chi ha impugnato parzialmente la
nostra legge.
Delle due lune: o decidiamo di seguire la via maestra
dell'adeguamento o avremmo dovuto decidere una via diversa, quindi
io vorrei che sul punto ci fosse chiarezza, ci fosse linearità di
comportamento, faccio un appello alla politica perché su questo
punto si possa raggiungere un obiettivo di condivisione perché se
salta questo è chiaro che salta l'impianto della legge, non è un
problema di maggioranza, non è un problema di insoddisfazione
personale, non è un problema di contestazione, è un problema di
buon senso, sapere di approvare una legge che non rispetta i
parametri che c'hanno indicato significa come approvare col vecchio
sistema una legge che il Commissario aveva impugnato e che noi
riapprovavamo nella stessa formula sapendo che il Commissario
l'avrebbe impugnata nuovamente. Allora vorrei che su questo ci
fosse buon senso e attenzione e vorrei che su questo che si
cominciasse su questo punto per permettere di almeno di garantire
nella forma un principio che permette di rispettare, di approvare
una legge che rispetti i canoni, i parametri che la Presidenza del
Consiglio ha indicato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore autonomie locali e funzione pubblica.
Contrario.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo far notare
che nonostante l'attaccamento e il rispetto delle istituzioni da
parte di questa Presidenza - che tutti gli riconosciamo - secondo
me continuare ad accanirsi sul tentare di porre argine e rimedio a
una volontà chiara espressa dall'Aula, a mio parere, è un tentativo
ancorché lodevole, sulla proposta fatta dall'onorevole Turano.
PRESIDENTE. Tutti gli altri infatti sono decaduti, sono assorbiti.
Questo è un emendamento diverso che prevede il voto ponderato.
FORMICA. Assolutamente si, signor Presidente. Volevo farle una
proposta visto che, come lei testé ha notato, c'è una guerra aperta
oltre che tra gli stessi Gruppi della maggioranza, tra Governo e la
sua stessa maggioranza, io ritengo che a questo punto si accolga il
testo così come è, dando la possibilità sia all'eletto
democraticamente consigliere comunale, sia all'eletto
democraticamente sindaco di potere esprimere il proprio voto
ponderato; ai due eletti democraticamente: il consigliere comunale
e il sindaco e poi si inviti l'Aula - a questo punto da parte sua -
a ritirare tutti gli altri emendamenti ed approvare la norma
subito.
Tentare di discernere tra l'eletto democraticamente consigliere
comunale e l'eletto democraticamente sindaco, io penso e ritengo
che ambedue sono stati eletti democraticamente dal popolo ed
ambedue hanno lo stesso diritto.
MUSUMECI. Non è la mia posizione
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione e relatore.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 1, precedentemente accantonato.
L'emendamento 1.3 era già stato dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Panarello ed altri.
PANARELLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2, degli onorevoli Grasso ed altri.
Onorevole Grasso, è un'incongruenza mantenerlo. La Commissione,
correttamente, aveva inserito la soppressione dei presidenti dei
consigli circoscrizionali. Se si sopprimono, ritorniamo al punto di
prima, e sarà nuovamente impugnato.
Per cui invito l'onorevole Grasso a ritirare l'emendamento.
GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MUSUMECI. Viva l'autonomia, Presidente
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
«Art. 3
Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale e del Sindaco
metropolitano
1. All'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, dopo le parole "30 giugno" sono aggiunte le parole
"successiva alla data di indizione dei comizi del turno
ordinario annuale di elezioni amministrative ";
b) al comma 6, le parole ", il cui mandato scada non prima di
diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni" sono
soppresse.
2. All'articolo 13 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, dopo le parole "30 giugno" sono aggiunte le parole
"successiva alla data di indizione dei comizi del turno
ordinario annuale di elezioni amministrative ";
b) al comma 5, secondo periodo, le parole "nonché i presidenti dei
consigli circoscrizionali" sono soppresse;
c) al comma 6, le parole , il cui mandato scada non prima di
diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni' sono
soppresse».
Gli emendamenti 3.6 e 3.5 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 3.9 I parte, del Governo, che posticipa
l'elezione in sede di prima applicazione in una domenica compresa
tra il 30 giugno ed il 30 settembre.
Il parere della Commissione?
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.9 II parte, del Governo. Il parere
della Commissione?
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.1 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Istituzione del consiglio del libero Consorzio comunale
e del Consiglio metropolitano
1. All'articolo 4, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, dopo la lettera a) è aggiunta la seguente a bis) Il
Consiglio del libero Consorzio comunale;'.
2. All'articolo 5, comma 1, lettera d), della legge regionale 4
agosto 2015, n. 15, le parole l'Adunanza elettorale' sono
sostituite dalle parole e presiede il Consiglio'.
3. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, dopo l'articolo 7 è
aggiunto il seguente:
Art. 7 bis
Consiglio del libero Consorzio comunale
1. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è l'organo di
indirizzo politico e di controllo dell'ente di area vasta.
2. Il Consiglio del libero Consorzio comunale, a maggioranza
assoluta dei propri membri, approva:
a) il regolamento per il proprio funzionamento;
b) i bilanci di previsione, consuntivi e pluriennali proposti dal
Presidente del libero Consorzio comunale.
3. Il Consiglio del libero Consorzio comunale approva, altresì, i
regolamenti, i piani ed i programmi ed esercita ogni ulteriore
funzione attribuita dallo statuto.
4. Il Consiglio del libero Consorzio comunale propone
all'Assemblea del libero Consorzio comunale lo statuto e le sue
modifiche ai sensi dell'articolo 2, comma 2.
5. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è composto dal
Presidente del libero Consorzio comunale e da:
a) dieci componenti, nei liberi Consorzi con popolazione
residente fino a 300.000 abitanti;
b) dodici componenti, nei liberi Consorzi con popolazione
residente superiore a 300.000 ed inferiore a 700.000 abitanti;
c) sedici componenti, nei liberi Consorzi con popolazione
residente pari o superiore a 700.000 abitanti.
6. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è eletto dai
sindaci e dai consiglieri comunali in carica dei comuni
appartenenti al libero Consorzio comunale. Sono eleggibili a
consigliere i sindaci ed i consiglieri comunali in carica.
L'elezione avviene con le modalità di cui all'articolo 18.
7. Non sono elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi
di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto
legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.
8. L'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale è
indetta con decreto del Presidente del libero Consorzio comunale,
da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente quello
della votazione. Si applicano i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 6.".
4. All'articolo 5, comma 5, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole "all'Assemblea" sono sostituite dalle parole "al
Consiglio".
5. All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, dopo la lettera a) è aggiunta la seguente: "a bis) il
Consiglio metropolitano;".
6. All'articolo 12, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, alla lettera d) le parole "Adunanza elettorale
metropolitana" sono sostituite dalla parole "e presiede il
Consiglio metropolitano;".
7. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 dopo l'articolo 14 è
aggiunto il seguente:
Art. 14 bis
Consiglio metropolitano
1. Il Consiglio metropolitano è l'organo di indirizzo politico e
di controllo dell'ente di area vasta.
2. Il Consiglio metropolitano, a maggioranza assoluta dei propri
membri, approva:
a) il regolamento per il proprio funzionamento;
b) i bilanci di previsione, consuntivi e pluriennali proposti dal
Sindaco metropolitano.
3. Il Consiglio metropolitano approva, altresì, i regolamenti, i
piani ed i programmi ed esercita ogni ulteriore funzione attribuita
dallo statuto.
4. Il Consiglio metropolitano propone alla Conferenza
metropolitana lo statuto e le sue modifiche ai sensi dell'articolo
3, comma 2.
5. 1l Consiglio metropolitano è composto dal Sindaco
metropolitano e da:
a) quattordici componenti, nelle Città metropolitane con
popolazione residente fino a 800.000 abitanti;
b) diciotto componenti, nelle Città metropolitane con popolazione
residente superiore a 800.000 abitanti.
6. Il Consiglio metropolitano è eletto dai sindaci e dai
consiglieri comunali in carica dei comuni appartenenti alla Città
metropolitana. Sono eleggibili a consigliere i sindaci ed i
consiglieri comunali in carica. L'elezione avviene con le modalità
di cui all'articolo 18.
7. Non sono elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi
di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto
legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.
8. L'elezione del Consiglio metropolitano è indetta con decreto
del Sindaco metropolitano, da emanarsi non oltre il sessantesimo
giorno antecedente quello della votazione. Si applicano i commi 2,
3 e 4 dell'articolo 13.'.
9. All'articolo 12, comma 5, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole "alla Conferenza metropolitana" sono sostituite
dalle parole "al Consiglio metropolitano».
L'emendamento 4.11 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.1, degli onorevoli Fontana ed altri.
FONTANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2, degli onorevoli Fontana ed altri.
FONTANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 4.5, 4.6, 4.9 e 4.10 degli onorevoli Formica ed
altri, sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Soppressione della Giunta del libero Consorzio comunale
e della Giunta metropolitana
1. All'articolo 4, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, la lettera c) è soppressa.
2. All'articolo 5, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, la lettera b) è soppressa.
3. All'articolo 5, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole della Giunta ovunque ricorrano sono sostituite
dalle parole del Consiglio .
4. All'articolo 5, comma 3, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole ai componenti della Giunta sono sostituite dalle
parole ai consiglieri .
5. All'articolo 6, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole della Giunta sono sostituite dalle parole del
Consiglio .
6. All'articolo 7 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, il
comma 3 è soppresso.
7. L'articolo 9 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è
soppresso.
8. All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 4 agosto
2015, n. 15, la lettera c) è soppressa.
9. All'articolo 12, comma 1, della legge regionale 4 agosto
2015, n. 15, la lettera b) è soppressa.
10. All'articolo 12, comma 2, della legge regionale 4 agosto
2015, n. 15, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo, le parole della Giunta metropolitana sono
sostituite dalle parole del Consiglio metropolitano ;
b) al secondo periodo, le parole della Giunta sono sostituite
dalle parole del Consiglio .
11. All'articolo 12, comma 3, della legge regionale 4 agosto
2015, n. 15, le parole ai componenti della Giunta metropolitana
sono sostituite dalle parole ai consiglieri metropolitani .
12. All'articolo 13, comma 2, della legge regionale 4 agosto
2015, n. 15, le parole della Giunta metropolitana sono sostituite
dalle parole del Consiglio metropolitano .
13. All'articolo 14 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15,
il comma 3 è soppresso.
14. L'articolo 16 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è
soppresso».
L'emendamento 5.1, degli onorevoli Formica ed altri, è
inammissibile.
L'emendamento 5.2, degli onorevoli Panarello ed altri, è
precluso.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Assemblea del libero Consorzio comunale e
Conferenza metropolitana
1. L'articolo 2, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15 è così sostituito:
2. L'Assemblea del libero Consorzio comunale, su proposta del
Consiglio del libero Consorzio comunale, adotta o respinge lo
statuto e le sue modifiche con i voti che rappresentino almeno la
metà dei comuni compresi nel libero Consorzio comunale e la metà
della popolazione complessivamente residente. .
2. L'articolo 8 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è così
sostituito:
Art. 8. Assemblea del libero Consorzio comunale - 1. L'Assemblea
del libero Consorzio comunale è composta dai Sindaci dei comuni
appartenenti al libero Consorzio comunale.
2. L'Assemblea ha poteri propositivi e consultivi, secondo quanto
disposto dallo statuto, nonché i poteri di cui all'articolo 2,
comma 2. .
3. L'articolo 3, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15 è così sostituito:
"2. La Conferenza metropolitana, su proposta del Consiglio
metropolitano, adotta o respinge lo statuto e le sue modifiche con
i voti che rappresentino almeno la metà dei comuni compresi nella
Città metropolitana e la metà della popolazione complessivamente
residente.".
4. L'articolo 15 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è
cosi sostituito:
''Art. 15. Conferenza metropolitana - l. La Conferenza
metropolitana è composta dai Sindaci dei comuni appartenenti alla
Città metropolitana.
2. La Conferenza ha poteri propositivi e consultivi, secondo
quanto disposto dallo statuto, nonché i poteri di cui all'articolo
3, comma 2.''».
L'emendamento 6.1, degli onorevoli Formica ed altri, è
inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 4
agosto 2015, n. 15
1. All'articolo 18 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole "della Giunta del libero Consorzio
comunale e della Giunta metropolitana" sono sostituite dalle parole
"del Consiglio del libero Consorzio comunale e del Consiglio
metropolitano";
b) al comma 3, dopo la parola "metropolitano" sono inserite le
parole ", sottoscritte da almeno il 15 per cento degli aventi
diritto al voto,";
c) dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:
"4 bis. L'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale e
del Consiglio metropolitano avviene sulla base di liste, composte
da un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri
da eleggere e non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte da
almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Le liste sono
presentate presso l'ufficio elettorale dalle ore otto del
ventunesimo giorno alle ore dodici del ventesimo giorno antecedente
la votazione.
4 ter. Nelle liste nessuno dei due sessi può essere rappresentato
in misura superiore al 60 per cento del numero dei candidati, con
arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei candidati
del sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore
ai 50 centesimi. In caso contrario, l'ufficio elettorale riduce la
lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al sesso più
rappresentato, procedendo dall'ultimo della lista, in modo da
assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al primo periodo.
La lista che, all'esito della cancellazione delle candidature
eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello
minimo prescritto di cui al comma 4 bis è inammissibile.
4 quater. Il Consiglio del libero Consorzio comunale ed il
Consiglio metropolitano sono eletti con voto diretto, libero e
segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti, in un unico
collegio elettorale corrispondente al territorio del libero
Consorzio comunale o della Città metropolitana. Ciascun elettore
esprime un voto che viene ponderato sulla base di un indice
determinato in relazione alla popolazione complessiva della fascia
demografica del comune di cui è sindaco o consigliere, determinata
ai sensi dell'articolo l, commi 33 e 34, della legge 7 aprile 2014,
n 56. Ciascun elettore può esprimere, inoltre, nell'apposita riga
della scheda, un voto di preferenza per un candidato alla carica di
consigliere compreso nella lista, scrivendone il cognome o, in caso
di omonimia, il nome e il cognome, il cui valore è ponderato ai
sensi dell'articolo l, comma 34, della legge 7 aprile 2014, n 56.
La cifra elettorale di ciascuna lista è costituita dalla somma dei
voti ponderati validi riportati da ciascuna di esse. Per
l'assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista si
divide la cifra elettorale di ciascuna lista successivamente per 1,
2, 3, 4... fino a concorrenza del numero dei consiglieri da
eleggere; quindi si scelgono, tra i quozienti così ottenuti, quelli
più alti, in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere,
disponendoli in una graduatoria decrescente. Ciascuna lista
consegue tanti rappresentanti eletti quanti sono i quozienti ad
essa appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di
quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito
alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità
di quest'ultima, per sorteggio.";
d) al comma 5 è aggiunto il seguente periodo: "Le schede sono
predisposte con le modalità previste dal comma 31 dell'articolo 1
della legge 7 aprile 2014, n. 56.";
e) al comma 8, lettera e), le parole "esterna, avvalendosi delle
forze di polizia" sono soppresse;
f) al comma 10, le parole "dell'eletto" sono sostituite dalle
parole "degli eletti";
g) il comma 11 è così sostituito:
11. Per le elezioni del Consiglio del libero Consorzio comunale
e del Consiglio metropolitano, l'ufficio elettorale, terminate le
operazioni di scrutinio:
a) determina la cifra elettorale ponderata di ciascuna lista;
b) determina la cifra individuale ponderata dei singoli candidati
sulla base dei voti di preferenza ponderati;
c) procede al riparto dei seggi tra le liste ed alle relative
proclamazioni. ;
h) il comma 12 è così sostituito:
12. I seggi che rimangono vacanti per qualunque causa, ivi
compresa la cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere di
un comune del libero Consorzio comunale o della Città
metropolitana, sono attribuiti ai candidati che, nella medesima
lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata. Non
si considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto
sindaco o consigliere in un comune del libero Consorzio comunale o
della Città metropolitana. ».
Gli emendamenti 7.1 e 7.2 sono preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SAMMARTINO. La percentuale per la presentazione della lista delle
aree metropolitane è del 15 per cento .
C'è una discrasia
PRESIDENTE. Ma se l'ha votato la Commissione, onorevole
Sammartino
L'Aula fa delle scelte, la Commissione fa le sue scelte che le
posso dire?
C'è il testo della Commissione non posso dichiararlo
inammissibile. Onorevole Sammartino, lei ci ha provato
SAMMARTINO. Presidente, non sottovaluti questo articolo
PRESIDENTE. No, io non sottovaluto niente Già c'è molto da
sottovalutare qua
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Durata e cessazione degli organi degli enti di area
vasta
1. All'articolo 19 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
sono apportate le seguenti modifiche:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente "Durata, decadenza e
cessazione degli organi";
b) al comma 1 è aggiunto, all'inizio, il seguente periodo: "Gli
organi dei liberi Consorzi comunali e della Città metropolitane
durano in carica quattro anni.";
c) al comma l le parole "o di presidente del consiglio
circoscrizionale" sono soppresse.
2. All'articolo 7, comma l, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole "ovvero nel caso di rimozione dello stesso
Presidente per approvazione di mozione di sfiducia ai sensi
dell'articolo 10" sono soppresse.
3. All'articolo 14, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole "ovvero nel caso di rimozione dello stesso Sindaco
metropolitano per approvazione di mozione di sfiducia ai sensi
dell'articolo 17" sono soppresse».
L'emendamento 8.3, degli onorevoli Formica ed altri, è
inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.2 della Commissione. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 8.1 e 8.7 sono assorbiti dall'emendamento 8.2.
Si passa all'emendamento 8.8, degli onorevoli Formica ed altri. Il
parere del Governo sull'emendamento 8.8?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. L'articolo dice che viene nominato un commissario.
Invece, è giusto che vengono rifatte le elezioni. Il parere del
Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.6, a firma dell'onorevole Formica ed
altri.
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 8.4 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Gratuità delle cariche
1. L'articolo 20 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è
così sostituito: Art. 20. Gratuità delle cariche - 1. Gli
incarichi di Presidente del libero Consorzio comunale, Sindaco
metropolitano, componente dell'Assemblea e del Consiglio del
libero Consorzio comunale, componente della Conferenza e del
Consiglio della Città metropolitana sono tutti esercitati a
titolo gratuito. Restano a carico dei rispettivi enti di area
vasta gli oneri connessi con le attività in materia di status
degli amministratori, relativi ai permessi retribuiti, agli oneri
previdenziali, assistenziali ed assicurativi previsti dalla
normativa vigente».
All'articolo 9 è stato presentato l'emendamento 9.1 a firma
dell'onorevole Formica ed altri.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, è un emendamento che tende, vista la
situazione dei Comuni che come tutti sappiamo e come tutti
conosciamo, è drammatica e sono tutti a collasso per l'azione
combinata di Governo nazionale e Governo regionale che ha tagliato
tutti i fondi, fermo restando la gratuità delle cariche che restano
gratuite, gli altri oneri che la legge prevede che siano a carico
dei Comuni, noi prevediamo che invece di essere a carico dei Comuni
che sono come lei sa e come tutti sanno assolutamente al collasso,
siano a carico delle finanze regionali. Mi pare un emendamento di
buon senso.
PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 non ha copertura finanziaria.
FORMICA. Ma è norma elettorale Quando ci sono le elezioni dov'è
la copertura?
PRESIDENTE. Non c'entra, non è norma elettorale.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 4
agosto 2015, n. 15
1. All'articolo 22 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15,
alla fine del comma 2 è aggiunto il seguente periodo: In sede di
prima applicazione delle disposizioni del presente comma, in luogo
dei crediti formativi rispettivamente previsti dal comma 3,
lettera c), e dal comma 4 lettera c), dell'articolo 3 del predetto
decreto ministeriale, è richiesto il conseguimento, nel triennio
precedente, di 15 crediti formativi riconosciuti dai competenti
ordini professionali o associazioni rappresentative degli stessi,
per aver partecipato a corsi e/o seminari formativi in materia di
contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti
territoriali».
All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.1 a firma
degli onorevoli Formica ed altri.
Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 10.4, a firma degli onorevoli Picciolo ed
altri.
GRECO MARCELLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 10.2 e 10.3, a firma degli onorevoli Ciancio ed
altri, sono preclusi.
FORMICA. Questo articolo che c'entra con la legge?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. L'articolo 10
nasce perché la norma nazionale prevede tutta una serie di
caratteristiche per quanto riguarda i revisori dei conti, non
ultimo l'essere in possesso di alcuni crediti formativi.
In Sicilia si è creato un vulnus perché questi crediti formativi
sono di natura ministeriale. I nostri revisori, in tutta la
Sicilia, non hanno crediti di questo genere.
Se leggete l'articolo 10 dice, infatti, che in sede di prima
applicazione invece di far valere i crediti formativi nazionali
valgono i crediti formativi regionali. Questo dice la norma.
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, siamo d'accordo.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Ed allora, ci
troveremo nell'impossibilità di eleggere i revisori.
PRESIDENTE. Ed allora, ritorniamo al punto di prima e ha fatto
bene l'onorevole Formica ad evidenziarlo, a condizione che non si
costituisca un precedente, perché non c'entra con l'impugnativa;
questo è il punto
Se non segue però un filo logico Nel merito potete avere pure
ragione ma non c'entra con l'impugnativa.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, mi riallaccio alla questione sollevata
la volta scorsa. E' vero, non c'entra con l'impugnativa, però
rischiamo di lasciare la legge così che non ci permette di eleggere
i nostri revisori. I revisori che sono residenti in Sicilia non
possono partecipare alla nomina dei revisori presso le città
metropolitane.
Sarebbe, pertanto, un controsenso non ammetterla e non approvare
questa norma che prevede, intanto, i crediti formativi previsti
dagli ordini della categoria ed inoltre quelli residenti in
Sicilia.
A mio avviso, occorre una norma di buon senso per farci approvare
questo articolo.
Mi è stato chiesto cosa c'entra il testo. C'entra perché è
nell'articolato, non è un emendamento l'articolo 10.
E' articolato in visione dal 16 dicembre, non ce lo siamo
inventati oggi l'articolo 10 L'articolo 10 già c'era, per essere
chiari. L'articolo 10 non è ex novo.
PRESIDENTE. Questo lo so, ma nella mia posizione - mi deve
spiegare - come faccio a dichiarare inammissibile questo.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Non ho nulla in
contrario.
PRESIDENTE. Siccome ognuno ormai segue una propria logica molto ma
molto personale...
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, il problema nasce da una circolare
fatta dall'Assessore Pistorio in cui si prevede - l'ho già detto la
volta scorsa in Aula - con la circolare dell'Assessore per gli enti
locali questo problema può essere anche risolto cassando la parte
dei crediti formativi depositati al Ministero degli interni.
La norma, secondo me, non occorre neanche votarla.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, il Presidente della Commissione mi
fa rilevare che già è esitato dalla Commissione - mi dovrei
chiedere perché la Commissione l'ha inserito? - con il suo
permesso, premesso che ciò non costituirà prassi, che facciamo?
Ammettiamo, punto e basta
FORMICA. Sono favorevole, purchè rimanga agli atti, in modo tale
che non possa costituire un precedente.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Presidente, per fortuna ci sono tanti avvocati in
quest'Aula che chiariscono la situazione.
Fermo restando il merito dell'articolo che se lo vogliamo
mantenere, non ce n'è bisogno - secondo me - è stato un dibattito
che abbiamo ampiamente fatto e spero che al più presto in I
Commissione si possa sciogliere questo nodo della fantomatica
circolare. Se manteniamo l'articolo 10, quindi se decidiamo di
votare l'articolo 10, chiedo di aggiungere le parole residenti in
Sicilia', non lo sto spiegando all'Aula, l'emendamento 10.3 che ho
avuto modo di illustrare anche al Presidente della Commissione,
dice che i revisori vengono scelti tra quelli residenti in Sicilia,
ovviamente secondo sorteggio e tutto quello che prevede la legge.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione a maggioranza, pongo in votazione l'emendamento 10.3,
dell'onorevole Ciancio ed altri. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Modifiche all'articolo 25 della legge regionale 4
agosto 2015, n. 15
1. All'articolo 25, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole novanta giorni sono sostituite dalle parole
centocinquanta giorni .
2. All'articolo 25, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15, le parole dai Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dai
Sindaci metropolitani, dai rappresentanti dell'Anci Sicilia,
dell'Urps, sono sostituite dalle parole dai legali rappresentanti
dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane e dai
rappresentanti».
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Formica ed altri,
l'emendamento 11.1 soppressivo dell'articolo 11.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 11. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Modifica delle funzioni proprie del libero
Consorzio comunale e delle funzioni regionali
1. La lettera e) del punto 3) del comma 1 dell'articolo 27 della
legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è soppressa.
2. All'articolo 27, comma 2, lettera f) della legge regionale 4
agosto 2015, n. 15 dopo la parola sostegno inserire le parole
finanziario per le attività didattiche e le spese di
funzionamento e dopo le parole nonché degli enti culturali
inserire le parole e degli istituti superiori di studi musicali
presenti nel territorio .
3. Il punto 2) del comma 1 dell'articolo 33 della legge regionale
4 agosto 2015, n. 15 è soppresso».
Vorrei un chiarimento da parte del presidente della Commissione.
Siamo entrati nella materia delle funzioni. Il testo esitato dalla
Commissione fa propri i rilievi del Governo nazionale. Con
riferimento all'articolo 12 che parla di funzioni, siccome abbiamo
tantissimi emendamenti sulle funzioni, l'articolo 12 si attiene
solo ai rilievi del Governo nazionale o ha fatto delle modifiche
rispetto a quelli?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Alla domanda che
lei ha fatto, signor Presidente, la Commissione, come da procedura,
nel momento in cui è arrivato il testo stralciato dall'Aula ha dato
il tempo per gli emendamenti. Nel momento in cui ha dato il tempo
per gli emendamenti si è presentato un emendamento che modificava
l'articolo 12, l'ha ritenuto ammissibile in quanto non stravolgeva
per niente il disegno della legge originaria e l'ha votato. Questa
è la procedura per quanto riguarda l'articolo 12.
PRESIDENTE. Non accantono l'articolo.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Per quanto
riguarda invece gli emendamenti questa Commissione, in sede di
discussione generale, aveva fatto un appello e l'appello era quello
di non stravolgere la legge e di appesantirla con emendamenti del
genere, tant'è che avevamo deciso, tutti assieme, in un
ragionamento collettivo, di non presentare emendamenti che
modificavano o allargavano le funzioni. Qua ci sono emendamenti che
allargano e modificano di molto le funzioni dei liberi consorzi.
PRESIDENTE. Nell'articolo 12 la Commissione si è attenuta solo ai
rilievi formulati dal Governo nazionale o ha fatto delle aggiunte?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. No. Questi
emendamenti non sono passati dalla Commissione.
PRESIDENTE. Da quello che mi evidenziano gli uffici, invito la
Commissione, che per quanto riguarda il comma 1 e il comma 3 che è
un adeguamento ai rilievi formulato dal Governo nazionale, mentre è
aggiunto il comma 2. Io invito la Commissione a presentare un
emendamento soppressivo del comma 2, altrimenti debbo ammettere
tutti gli emendamenti relativi alle funzioni.
Se mi presenta un emendamento soppressivo del comma 2 almeno
cerchiamo da questo punto di vista.
PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, questo comma approvato ed
esitato in Commissione in realtà non introduce nuove funzioni ai
liberi consorzi.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori io credo
che mantenere questa modifica all'articolo 27 della Legge 15 è
funzionale a mantenere in vita due istituzioni che sono i consorzi
universitari e gli istituti musicali. Sui consorzi universitari
passiamo nottate intere di finanziaria a rammaricarci del fatto che
i commissari nominati il primo atto che adottano è quello di
rescindere
PRESIDENTE. Sta entrando nel merito ed ha perfettamente ragione.
Il punto uno è, onorevole Panepinto per intenderci, se io ammetto
nella sua interezza l'articolo 12, sono costretto ad ammettere
tutti gli emendamenti presentati relativi alle funzioni, per essere
chiari.
Quindi, la Commissione insiste?
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, semplicemente come
parlamentare - la Commissione nel suo organo collegiale decide - io
ritengo che vada mantenuto.
PRESIDENTE. Va mantenuto, va bene. La Commissione lo mantiene, non
presenta l'emendamento soppressivo sul comma 2. Sono ammessi tutti
gli emendamenti relativi alle funzioni. Onorevole Formica, ci siamo
intesi
FORMICA. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento di riscrittura 12.1.1 a firma
dell'onorevole Anselmo sulle funzioni, addirittura di riscrittura.
Scusate, noi ci siamo completamente discostati da quella che era,
sostanzialmente, la cornice che lei, onorevole Panepinto, aveva
richiamato. Io ho dichiarato inammissibili gli emendamenti
dell'onorevole Formica sul presupposto che c'era una cornice bene
definita che erano i rilievi formulati dal Governo nazionale.
Questo è il punto di base.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Lo dichiari inammissibile
PRESIDENTE. Ma non è così, onorevole Cracolici Le regole vanno
rispettate, ci sono per essere rispettate Noi non possiamo
applicare la legge come ci conviene, non credo assolutamente Noi
stiamo facendo una nuova legge, se poi pensiamo di avere gli amici
al Governo nazionale che ci fanno passare le norme...
CRACOLICI. assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea Lo dichiari inammissibile e vada avanti
PRESIDENTE. Inammissibile, no Perché la Commissione ha
introdotto. Io sto dicendo alla Commissione di venirmi incontro e
di presentare un emendamento soppressivo. Ci sono gli interventi.
Che si parla di consorzi ora è come se fossi io contro i consorzi
Già abbiamo il precedente della finanziaria. Non sono io contro i
consorzi universitari per essere chiari, però dico la Commissione
mi venga incontro
CASCIO SALVATORE, Presidente della Commissione. D'accordo
Presidente, chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE. Mettetevi d'accordo sulle funzioni.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 18.32)
PRESIDENTE. L'Aula riprende.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione Affari
Istituzionali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione Affari
Istituzionali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Commissione presenta l'emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Di cosa, del secondo comma dell'articolo 12?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione Affari
Istituzionali Lo scriviamo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di essere posti in congedo,
per la giornata odierna, gli onorevoli Zafarana, Ioppolo, e
Clemente.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge n. 1070/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione ha
presentato un emendamento soppressivo del secondo comma
dell'articolo 12.
Onorevole Anselmo, lei ritira il suo emendamento?
ANSELMO. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, mi auguravo che dopo
diversi anni di discussione già fosse maturata la consapevolezza
della procedura da seguire.
Ribadisco un concetto, che è poi quello che ha detto il relatore
della legge, l'onorevole Panepinto: noi avevamo questa benedetta
cornice entro la quale muoverci, e sulla base di questo presupposto
dovevamo discutere solo della coincidenza o meno del sindaco della
città metropolitana.
L'Aula si è espressa, ne prendiamo atto. Sulla base di questo io
ho dichiarato inammissibili tutta una serie di emendamenti
dell'onorevole Formica, perché questo deve essere il principio, ma,
ribadisco queste cose perché rimangano agli atti, perché non si
dica che questo costituisca il precedente. Siccome qua si tratta di
adeguamento in assenza del Commissario dello Stato, in assenza di
una procedura che non è scritta in nessun posto, in assenza di una
legge che regola i rapporti tra Parlamento e Governo, in assenza di
resistenza da parte del Governo nazionale su questa legge, perché
il dato fondamentale è questo, che il Governo ha deciso a cosa
adeguarsi e a cosa non adeguarsi, con sfregio e violenza di
quest'Aula; noi non possiamo seguire questo andazzo.
C'era la mozione che dobbiamo discutere, ho chiesto al presidente
della Commissione, al fine di non inserire nuovi argomenti al di
fuori di questo perimetro, di darmi una mano e di stralciare quella
parte inserita direttamente in Commissione che riguarda nuove
funzioni, ma se lei, onorevole Anselmo, insiste con il suo
emendamento sarò io stesso a dire alla Commissione di non fare
l'emendamento soppressivo, altrimenti dichiarerò inammissibili
tutti gli emendamenti, e passiamo alla votazione dell'art. 12, così
come emendato, sulla base di quel soppressivo.
GRECO GIOVANNI. Faccia così perché loro non ragionano Lo faccia
PRESIDENTE. Sto cercando di mantenere, con tutte le difficoltà,
una linearità nel momento di legiferare.
GRECO GIOVANNI. Il Presidente del Gruppo parlamentare del PD
dovrebbe dare l'esempio
PRESIDENTE. Volete altro tempo per discutere?
ANSELMO. Qualche minuto, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sì, ma scusate, l'Aula non è fatta solo dal Partito
Democratico, con tanto rispetto
La Commissione ha presentato un emendamento soppressivo, recante
numerazione 12.8, che prevede la soppressione del comma 2. Lo pongo
in votazione.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti, relativi alle funzioni, sono
dichiarati inammissibili.
GRECO GIOVANNI. Posso illustrare l'emendamento 12.7?
PRESIDENTE. Non c'entra il buon senso o altro, è una questione
procedurale, non posso ammettere funzioni.
Pongo in votazione l'art. 12. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Modifiche all'articolo 45 della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15
1. All'articolo 45, comma 5, della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15 sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole referendum confermativo inserire le parole ,
senza richiesta di quorum,
b) aggiungere alla fine il seguente periodo: I comuni i cui
referendum abbiano avuto esito favorevole costituiscono il nuovo
libero Consorzio comunale, sussistendo i requisiti di cui al comma
1. .»
PRESIDENTE. Onorevole Formica, siccome lei ha presentato un
soppressivo, e questo articolo non faceva parte dell'impugnativa,
assolutamente no.
Allora, c'è un soppressivo dell'onorevole Formica che invito a
votare per mantenere la linearità.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Siamo all'esame dell'art. 13 che è un aggiunta
rispetto al disegno di legge del Governo. Ho chiesto all'onorevole
Formica di mantenere il soppressivo, così come si è fatto su questo
per mantenere la linearità, poi uno vota a favore o contro.
FORMICA. Governo sia coerente.
PRESIDENTE. Il Governo ha cambiato idea, è favorevole.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco la
difficoltà davanti a un testo che ha visto un iter complesso che è
durato tre anni in questo Parlamento però, credo, che stiamo
procedendo in un modo molto strano, perché è stato dato all'Aula un
termine per la presentazione degli emendamenti, l'Aula ha
presentato i suoi emendamenti che sono stati messi nel testo, ora
non capisco perché vengono inseriti degli emendamenti se poi sono
dichiarati inammissibili.
Ci siamo consultati su tanti emendamenti fatti che, onestamente,
avevano anche un senso giuridico per i quali erano stati inseriti,
quindi non sto comprendendo perché dall'articolo 12 in poi si è
proceduto a eliminare tutti gli emendamenti che riguardavano le
funzioni, anche perché vorrei ricordare che quando abbiamo fatto la
precedente legge, nel 2015, era stato detto che quando avremmo
ripreso legge si sarebbero rivisti alcuni aspetti che magari
l'avevano ingolfata.
Oggi siamo qui, io non capisco qual è la premura di finire tutto
in un'ora e non possiamo, con un po' di buon senso, sistemare quel
qualcosa che, magari, in quella legge era andata oltre.
Penso che anche sulle competenze ne avevamo parlato e lei era
d'accordo.
PRESIDENTE. Difatti, onorevole Sudano, lei ha toccato il punto:
quando riprenderemo la legge. Noi non stiamo riprendendo la legge,
noi siamo in presenza di un'impugnativa del Governo nazionale che
ci dice: Questi sono gli argomenti: o ti adegui oppure fai quello
che abbiamo fatto . Noi su tre punti ci siamo adeguati e su altro
no.
Questa non è una nuova legge noi, in assenza dell'impugnativa del
Governo, stiamo in qualche modo cercando di mettere una pezza.
SUDANO. Signor Presidente, ma se erano inammissibili perché sono
nel testo? Questo non comprendo, solo questo.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, ha pure ragione, lei e sa quanta
ragione ha, però le posso dire che forse sono stato l'unico ad
evidenziarlo.
MUSUMECI. Assieme a qualche altro. Un Presidente che mette pezze è
ridotto veramente male
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 13.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto e
considerato che non abbiamo a disposizione il testo della legge da
modificare e siccome io non sono un grande esperto di diritto non
riesco a capire bene le cose, vorrei che chi ha proposto questo
emendamento lo illustrasse per verificare quelle che sono le
conseguenze pratiche sulla soppressione dell'articolo 13, anzi
dell'articolo 45, arrivati a questo punto, e successivamente
venissero illustrate - anche da parte della Presidenza, se fosse
necessario - quali siano le conseguenze pratiche delle modifiche
che si propongono. Fra l'altro le chiedo: queste modifiche che
vengono proposte fanno oggetto o no di impugnativa?
PRESIDENTE. Proseguiamo il percorso, tant'è che sto dicendo:
manteniamo la soppressione proposta dall'onorevole Formica perché
non fanno parte dell'impugnativa .
MALAFARINA. E' giusto sopprimere, però io voglio capire quali sono
le conseguenze pratiche della soppressione di questo articolo.
Scusatemi, chiedo solo di capire.
GRECO GIOVANNI. Era in corso una votazione, non aveva il diritto
di intervenire
PRESIDENTE. No, onorevole Greco, ha diritto di parlare l'onorevole
Malafarina.
MALAFARINA. E se questo non contrasta con un percorso già avviato
da parte di popolazioni che hanno espresso delle volontà
referendarie su cui credo che sia necessario il massimo rispetto.
Torno a dire: non capisco il senso di questi emendamenti, lo vorrei
capire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo
dell'onorevole Formica, il 13.1. Con il parere favorevole del
Governo, contrario a maggioranza la Commissione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'articolo 13 è soppresso.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
«Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Onorevoli colleghi, c'è un emendamento, l'unico aggiuntivo
ammesso è del Governo, che prevede di posticipare i
commissariamenti fino al 30 settembre 2016. E' proposto dal
Governo, credo che l'assessore Lantieri sia d'accordo.
FORMICA. Non è un emendamento di poco conto, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' conseguente.
LANTIERI. assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Questo emendamento è stato presentato per dare la
possibilità di votare. Le elezioni amministrative sono il 5 giugno
ed i ballottaggi il 19. Per dare la possibilità di insediarsi ai
nuovi consiglieri comunali, di votare con serenità, anche perché 60
giorni occorrono per la presentazione delle liste, c'è tutto quello
che si deve preparare per le votazioni di secondo livello da parte
delle ex province regionali.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il Governo propone addirittura 4
mesi, una proroga di 4 mesi. Avrà fatto le valutazioni ai fini
procedurali. Abbiamo qui il Governo, deve avviare una procedura,
deve essere pubblicata la legge, dobbiamo sperare che nessuno dei
sindaci delle città metropolitane impugni la legge. Il parere della
Commissione?
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione Affari
Istituzionali. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo A13
presentato dal Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
velocemente per dichiarare che il Gruppo di Forza Italia
preannunzia l'uscita dall'Aula. Noi, così come non avevamo
condiviso la impostazione della legge e, specificatamente, la legge
15 non possiamo per il medesimo motivo condividere questo ulteriore
papocchio che si è consumato stasera, questa ulteriore legge che
non
risolverà alcuno dei problemi, soprattutto relativo alle tutele dei
dipendenti all'avvicendamento di questo nuovo ente sovra comunale,
che rischia di ingolfarsi e di essere ulteriormente depauperato per
un vergognoso prelievo forzoso che lo Stato ha voluto imporre
specificatamente, soprattutto alla Sicilia.
Per queste ragioni ed anche a causa, se vogliamo, del mancato
accoglimento delle nostre proposte, prima fra tutte sulla
governance - noi dicevamo che bisognava dare la voce al popolo, noi
volevamo sottrarre la governance alle segreterie politiche - per
queste ragione e per il motivo sostanziale che questa norma non
risolverà alcuno dei problemi noi diciamo: votatevela voi noi
usciamo dall'Aula e speriamo che questa norma non faccia più danni
rispetto a quelli che avrebbe dovuto correggere .
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, avremmo
voluto votare un disegno di legge che fosse tutto tranne quello che
è venuto fuori.
Ribadisco, una battaglia di principio fatta nella prima edizione
di questa legge, che era quella dell'elezione diretta dei sindaci
metropolitani e dei presidenti degli istituendi liberi consorzi dei
comuni.
Questa battaglia non è andata, è un oltraggio alla democrazia, è
un oltraggio alla scelta libera da parte dei cittadini dei propri
rappresentanti, è un oltraggio alla partecipazione democratica e,
tuttavia, per buon senso, o meglio per un forte senso
istituzionale, avevamo a quel punto accettato - come Gruppo
parlamentare del Cantiere popolare' - l'idea che si facesse una
legge rispettosa del dettato del Consiglio dei ministri,
soprattutto nel momento in cui questo dettato non era stato
impugnato e, quindi, non era stato utilizzato l'unico mezzo
corretto, sotto il profilo istituzionale, per creare condizioni
diverse e per determinare e dettare, una volta per tutte, la
potestà di questo Parlamento rispetto ad un tema che non era
secondario ma che parlava proprio di prerogative parlamentari.
Oggi si è voluto consumare, a maggioranza, e con uno scarto di
quattro voti, a mio parere, un ulteriore sfregio della potestà di
questo Parlamento.
Avere ancora una volta confermato la distonia tra sindaco del
capoluogo e sindaco metropolitano, andando, senza alcuna ragione
giuridicamente apprezzabile, contro quella che era stato, in
maniera chiara e tassativa, l'indicazione del Consiglio dei
ministri - ribadisco, non impugnata - per quanto mi riguarda e per
quanto ho detto nella scorsa seduta, non è accettabile sotto il
profilo giuridico, normativo e politico.
Per questa ragione, a differenza della volta precedente, nella
quale votammo contro, facciamo ancora una volta a chi invece è
soddisfatto di quest'ulteriore papocchio, i nostri migliori auguri
ed i nostri complimenti. Votatevela voi, siamo convinti che questa
legge non potrà non essere impugnata e che, essendo impugnata, io
temo - ma spero che il mio timore resti vano - non abbia
conseguenze dannose sull'aspetto occupazionale che riguarda i
dipendenti delle province e dei futuri liberi consorzi. Io non mi
presto a questo gioco al massacro.
Oggi è un gioco al massacro istituzionale che non mi può
appartenere per storia e per conoscenza, domani potrebbe essere un
gioco al massacro sociale dal quale io mi sottraggo e dal quale io
prendo le distanze, attribuendo a chi voterà questa legge, la
responsabilità del misfatto che oggi state compiendo.
Ne risponderete ai siciliani, non soltanto alla classe politica,
non soltanto ai sindaci, non soltanto agli elettori che avete
mortificato togliendogli il diritto di eleggere direttamente i loro
rappresentanti, ma io credo anche a tanti cittadini che in questa
legge hanno visto - sbagliando per quello che è stato dimostrato -
una svolta nella pagina politica siciliana.
MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, io invece rimango in Aula, rimango in
Aula per votare contro questa legge e per marcare la mia differenza
e quella dei colleghi che vorranno condividerla con il resto di un
Parlamento che oggi scrive - mi dispiace doverlo dire - una delle
pagine più tristi e più ingloriose della sua settantennale storia.
Avete creato una istituzione simulata' con questa legge. Una
istituzione senza democrazia, perché abolita. Avete resuscitato le
cordate tra i partiti. Non avete determinato alcun risparmio. Avete
affidato a poche persone il diritto di decidere i vertici che
governeranno il territorio di cinque milioni di cittadini.
La tristezza che accompagna questa seduta assembleare è la
conferma più eloquente e più inconfutabile di come, oggi, questo
Parlamento abbia dichiarato resa incondizionata al centralismo
romano.
Questo Statuto siciliano va abrogato perché voi lo avete vilipeso,
e continuate a mortificarlo giorno dopo giorno. Da oggi nessuno ha
più il diritto di appellarsi allo spirito autonomistico, perché
questa legge è la consacrazione della rinuncia a qualunque
prerogativa legislativa del Parlamento siciliano.
Per queste ragioni e per quelle che emergeranno nei prossimi mesi
quando si capirà che con questa legge aumenteranno i costi, non
saranno garantiti i diritti dei cittadini e i sindaci verranno
abbandonati in un isolamento squallido e assolutamente
inaccettabile, soltanto dopo, i cittadini malediranno politicamente
chi questa legge avrà voluto votare, per consacrare e per
accontentare lo sfizio di un personaggio che ha pensato di
riabilitare la mediocrità della propria esistenza utilizzando la
cattedra più alta di questa regione che è quella della presidenza
della Regione siciliana.
Noi non possiamo prestarci né a questo gioco, né a quello di chi
si allontana dall'Aula per ragioni forse ben diverse da quelle per
le quali, invece, dovrebbe restare in trincea fino all'ultimo
momento per fare la differenza.
Per questa ragione, io mi fermo e si fermano i colleghi di Gruppo.
FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, prendo la
parola per dire che il mio Gruppo voterà in modo contrario a questa
legge.
La legge n. 15, abbiamo ben capito, ha avuto bisogno di questi
ritocchi a causa di un Consiglio dei Ministri che, per l'ennesima
volta, ha umiliato questo Parlamento e il nostro Statuto.
Un Governo che lo ha ulteriormente umiliato di fronte a tutti i
siciliani non impugnando, non resistendo alle osservazioni del
Consiglio dei Ministri e, per giunta, ci siamo sottoposti a quella
che ho chiamato, anche in sede di discussione generale la scorsa
settimana, una specie di pantomima.
Dobbiamo recitare, assorbire, fare delle modifiche solo per andare
a mettere delle toppe alle inadempienze di altri.
Mi dispiace dire - purtroppo - che, comunque, anche se quest'Aula
approverà queste modifiche, non cambierà molto la situazione dei
lavoratori, delle persone che ci sono venute a chiedere conto e
ragione.
Purtroppo, l'interlocutore non era rappresentato da noi.
L'interlocutore è Roma e lì che si è agito facendo dei tagli e non
prendendo in considerazione l'assetto che avevamo stabilito per i
nostri enti intermedi.
Il falso mito, quindi, che è stato messo in giro, ossia che la
mancata approvazione, le mancate modifiche rappresentavano la causa
della mancanza di risorse economiche, forse si sfaterà.
La cosa che dispiace davvero è che ora queste persone, i siciliani
dovranno rivolgersi ai veri carnefici.
Mi riferisco a questo Governo, al Governo nazionale perché è lì
che si sono fatti tagli e, di certo, non è stata una manchevolezza
di questo Parlamento che - purtroppo - dovrà ingoiare questo
boccone amaro.
Voglio sperare che non succeda mai più che questo Governo si
pieghi così al diktat proveniente da Roma, che non provi a saziare
appetiti politici utilizzando il Parlamento a proprio uso e consumo
e che, finalmente, quando si andrà a Roma non si entri dalla porta
del retro e non ci si sieda ad uno sgabello dei tavoli romani ma ci
si sieda ai tavoli romani chiedendo conto e ragione, con
motivazioni giuste, per difendere la nostra Terra.
Non più zerbini, quindi, non più nei ripostigli, non più dalle
porte del retro ma entrare a pieno titolo nelle discussioni.
Se questo fosse stato fatto ai tempi dell'approvazione della legge
Delrio a Roma, oggi non ci troveremmo in questa situazione.
Noi voteremo contro ma siamo qui presenti per testimoniare la
nostra volontà di portare a termine queste modifiche che ci vengono
chieste, consapevoli che non si cambierà di molto la situazione
attuale.
PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, non sono molto tenero con
il Governo nazionale e provo, come tanti altri parlamentari, a
difendere quello che l'onorevole Musumeci chiamava l'importante
autonomia di questo Parlamento .
Sono assolutamente convinto di difendere quelle che sono le
prerogative dello Statuto anche in materia di enti locali.
La rappresentazione che veniva fatta dai colleghi dell'opposizione
è fuorviante per chi si accostasse per la prima volta al dibattito
sulla riforma delle province, diventate liberi consorzi.
E' come se tutto si fosse consumato in questa giornata, è come se
tutto ciò che riguarda norme precedenti - intendo la n. 8 del 2014
e la legge n. 15 del 2015 - sono parti della legge che oggi si
approva, onorevoli colleghi. Per cui, quando c'è stato un grande
dibattito in commissione Bilancio ed io ero uno di quei
sostenitori, un mio punto di vista che non voglio difendere come se
fosse la migliore soluzione al problema della rappresentanza
democratica dei territori, vale a dire il voto di ogni consigliere
comunale, uno vale uno, non voto ponderato.
Oggi noi riportiamo, con il testo che dovrà essere approvato,
esitato tra qualche minuto, alcune correzioni che non sono quelle
dettate e volute dal Governo nazionale, sono rammaricato che alla
fine, nel gioco del voto segreto, non sia consentita in una prima
fase di applicazione la possibilità di avere i sindaci delle città
capoluogo, anche Messina, Catania e Palermo, anche i sindaci delle
città metropolitane, per accedere ai famosi fondi del PON delle
città metropolitane. Ma devo dire che l'approvazione del testo di
oggi, collegato e letto con la legge n. 15, riversa gran parte
dell'attuazione su quello che lo Statuto, entro un anno, i sei
liberi consorzi e le città metropolitane dovranno darsi, compresa
la possibilità di elezione diretta a suffragio universale. Ma
dovranno decidere esattamente i consigli dei liberi consorzi e
delle città metropolitane. Credo anche che oggi, avere come
commissione, ritirata una modifica apportata con l'articolo 12 del
testo e avere sostanzialmente riportato il tutto all'articolo 27
della legge n. 15, così come ha ricordato anche il comma 6
dell'articolo 27... Cosa intendo dire? Le funzioni che questi
liberi consorzi dovranno avere le città metropolitane sono funzioni
tali che devono essere accompagnate da risorse finanziarie ma che
danno senso a una istituzione di secondo livello, di una regione
che, in qualche maniera, dovrà sgravarsi del peso di funzioni che
non può reggere per la lontananza stessa dai territori.
Per cui, senza considerarla la migliore legge possibile, ma
considerando che i tre testi, la legge approvata nel 2014, la n. 15
approvata nel 2015 e quella che oggi il Parlamento è chiamato ad
approvare, è una legge che ci dà la possibilità di rimettere in
movimento un ente di secondo livello, cosiddetto di area vasta, che
dovrà rafforzarsi e resistere non solo sulla base della volontà del
Governo nazionale e del legislatore regionale, ma sulla capacità di
autodeterminazione che avranno questi organismi con l'approvazione
dello statuto.
Ultime due considerazioni. Ovviamente ci sarà ancora dibattito
come la dottrina siciliana in queste settimane ha fatto, vale a
dire tra un ente di secondo livello, intermedio tra enti locali
comuni e regione di area vasta, che dovrà alla fine definire se
essere soggetto erogatore di servizi o istituzione programmatoria
nel rapporto con gli enti locali che costituiranno i liberi
consorzi e le città metropolitane.
Una considerazione finale la voglio fare nell'assicurare quei
seimila lavoratori delle ex province, oggi dipendenti di liberi
consorzi e di città metropolitane, perché mantenendo
sostanzialmente inalterate le disposizioni dell'articolo 27 che
erano le funzioni assegnate da questo Parlamento e che con il comma
6 riprendono per intero le funzioni attuate della legge n. 9 del
1976, di fatto, si garantisce serenità, non solo a delle persone,
ma a dei funzionari che dovranno continuare a far camminare una
macchina che, oggettivamente, ha barcollato in questi mesi per
l'incertezza di approvare questo testo definitivo.
Pertanto, considero una buona legge quella che approviamo oggi,
come tutte le leggi ha delle lacune e in corso d'opera e in corso
di applicazione verificheremo la possibilità di migliorarne,
secondo quella autonomia statutaria che danno a questo Parlamento e
alla Regione siciliana, competenza esclusiva in materia di enti
locali.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in queste ore sono
rimasto in silenzio a votare ed ero indeciso se intervenire o meno
perché devo dirvi che sono dibattuto tra due aspetti importanti.
Una legge che sicuramente non brilla, che ha qualche lacuna, anzi
direi più di qualche lacuna, ma dall'altro lato c'è un'altra realtà
che non possiamo disconoscere, quella che oltre sei mila lavoratori
e nove enti...
MUSUMECI. E' la condanna dei lavoratori
ALONGI. Presidente Musumeci, la prego sulla cosa più cara, ho
grande stima di lei, non mi sarei permesso nessuna considerazione:
Le sto dicendo che oggi sicuramente non votare o andarcene a casa o
decidere di non votare la norma non so se sia la medicina migliore
per i lavoratori e per gli enti, questo al punto in cui siamo. E
allora, nella vita spesso la politica deve fare anche scelte,
scegliere il male minore e secondo me, in questo momento, con un
auspicio che io voglio fare - lo dico con grande schiettezza - mi
auguro che dopo tre anni e mezzo di congelamento del potere
politico, dopo tre anni e mezzo di congelamento di ruolo
amministrativo, di validi funzionari, di straordinari lavoratori
che hanno saputo tenere alta la bandiera di questi enti importanti,
ci sia la volontà, la capacità e la voglia di riemergere con ruoli
e funzioni.
Tutto questo chiaramente passerà attraverso la capacità e la
mediazione politica e anche del rapporto e nel confronto del
territorio, confronto che - ahimè - ad oggi, in tre anni e mezzo è
venuto a mancare e che, mi auguro, dopo l'elezione nei liberi
consorzi e nelle città metropolitane si ritorni a discutere di
territori, si ritorni a discutere di problematiche e si trovino
soluzioni sia per quanto riguarda temi importanti come viabilità,
scuole, infrastrutture, per quanto riguarda i servizi socio-
assistenziali. Ma mi permetto di aggiungere sperando che si guardi
anche a valorizzare quelli che sono le società partecipate, che
sono tante dentro le ex province e che, mi auguro, ritrovino con
dignità ruolo e competenza. Quindi, anche se a malincuore, rimango
in Aula e voto questa norma.
fiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in
materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'
(n. 1070/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni
in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'.
(1070/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15. Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città
metropolitane'. (1070/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, rilevo un malfunzionamento della
tessera di voto e dichiaro il mio voto favorevole al disegno di
legge.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 38
Contrari 19
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, su questa legge ne abbiamo sentite di tutti i
colori e l'abbiamo approvata, personalmente mi sono astenuto per
dovere e rispetto dell'istituzione che debbo a questo Parlamento.
E' intenzione di questa Presidenza indire una conferenza dei Capi
gruppo e incardinare con urgenza la mozione presentata
dall'onorevole Fazio, che riguarda i rapporti Parlamento-Governo,
perché, ribadiamo, purtroppo il Parlamento si è trovato in
difficoltà per un mancata resistenza dinnanzi alla Corte
Costituzionale - ribadisco da parte del Governo regionale - perché
era doveroso resistere dinnanzi ad una impugnativa.
Io mi auguro che non ci siano impugnative ulteriori, neanche
sollevate dai sindaci delle città metropolitane, me lo auguro di
vero cuore. Debbo ringraziare, con la massima onestà intellettuale,
sia la Lista Musumeci che il Movimento Cinque Stelle, che hanno
apertamente espresso la loro posizione.
Però, sulle questioni procedurali, che riguardano i rapporti tra
questo Parlamento ed il Governo regionale e, quindi, questo
Parlamento ed il Governo nazionale, credo che ci siamo inutilmente
divisi sul voto segreto, costituendo un precedente pericolosissimo,
per cui il mio invito è - e lo rivolgo alla Commissione Statuto -
di approvare nel più breve tempo possibile la legge statutaria
prevista dall'articolo 10, che regolamenta i rapporti Governo-
Parlamento, questa deve avere la procedura d'urgenza.
Non possiamo essere ostaggio del Governo regionale, che decide
quali parti impugnare e quali parti non impugnare. Questo onorevole
Musumeci è salvaguardare la dignità del Parlamento, mi consenta.
Allora, detto questo, vi è la richiesta di andare avanti nei
lavori e incardinare il disegno di legge successivo posto
all'ordine del giorno.
Altra questione, onorevole Cirone: lei ha presentato un ordine del
giorno che riguarda il personale. Non si è ritenuto opportuno
trattarlo adesso, anche per non dare questo ulteriore alibi a chi
ha diffuso la notizia che, per colpa del Parlamento regionale, non
si procedeva, o si era creato questo subbuglio relativamente al
personale delle province, dobbiamo purtroppo constatare che il
Governo regionale non ha impugnato il prelievo forzoso previsto da
una norma nazionale. Non c'entra niente con questa legge che è la
governance, indipendentemente da come vengono eletti i sindaci
delle città metropolitane o meno.
elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Modifica di norme in materia di
elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione
degli organi comunali. (nn. 1153-15-845-860-922 -1003-1126/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153-15-845-860-922 -1003-1126/A), posto al n. 2) del II punto
dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la I Commissione, Affari Istituzionali , a
prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto per svolgere la
relazione.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, mi rimetto al testo della
relazione scritto ma desideravo solo un minuto di considerazione.
E' chiaro che il testo, oltre che di norme elettorali, entra in
alcuni elementi che, secondo me, susciteranno un lungo ed
importante approfondimento da parte di quest'Aula che vanno
comunque legati al fatto che oggi noi abbiamo consigli comunali
dove spesso ci sono liste civiche e meno partiti per cui anche
l'idea di dovere ridurre il quorum per sfiduciare un sindaco, pur
se relatore, approvato in Commissione il testo finale, mi procura
non poche perplessità. Per cui, credo che incardinando oggi il
testo, lei, con la sua esperienza, ci consentirà di approfondire
temi e stralciare parti che non possono certamente essere trattati
nella brevità di tempo che un testo ci dà.
Pertanto, riservandomi, poi, di intervenire sui singoli articoli
ed anche di presentare emendamenti, mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. Il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani alle ore 16.00.
rettifica dei confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari'
(n. 999/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Norme in materia di variazione e
rettifica dei confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari (n.
999/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge Norme
in materia di variazione e rettifica dei confini fra i comuni di
Lercara Friddi e Vicari (n. 999/A), posto al n. 5 del II punto
dell'ordine del giorno..
La I Commissione, Affari istituzionali , è già insediata.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa per svolgere la
relazione.
SIRAGUSA, relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a domani alle ore 16.00.
Domani inizieremo la discussione generale e voteremo la prossima
settimana.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 31
marzo 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A)
Relatore: on. Greco M.
4) - Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Lercara Friddi e Vicari . (n. 999/A) (Seguito)
Relatore: on. Siragusa
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
ai ricorsi in materia di legittimità
costituzionale promossi innanzi alla Corte
costituzionale.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
(16 dicembre 2015)
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di
personale nelle aziende del Servizio sanitario
regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 19.24
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio