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Resoconto d'Aula della Seduta n. 323 di mercoledì 30 marzo 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.24

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Forzese,  Dina, D'Agostino, Lentini, Lo Sciuto e  Papale;
  l'onorevole Cascio Francesco per oggi e domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:
   -da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:

   N. 259 - Adozione di politiche di ecocompatibilità per lo sviluppo
  economico e la corretta gestione del territorio.
   Firmatari:   Figuccia  Vincenzo;  Di  Mauro   Giovanni;   Lombardo
  Salvatore  Federico; Federico Giuseppe; Greco Giovanni;  Lo  Sciuto
  Giovanni; Fiorenza Cataldo
   Con  nota  prot.  n. 15939 del 26 marzo 2013, il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente.

   N.   345   -   Informazioni  riguardo  la  discarica  di  Mazzarrà
  Sant'Andrea (ME).
   Firmatari:   Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;   Ciaccio
  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri
  Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio;
  La Rocca Claudia
   -  Con  nota prot. n. 17762/IN.16 dell'8 aprile 2013 il Presidente
  della Regione l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.

   N.  622 - Notizie sulle problematiche legate all'istituzione della
  riserva  naturale 'Pantani della Sicilia sud orientale' in agro  di
  Siracusa.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 27915 del 4 giugno 2013, il Presidente della
  Regione  ha delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente.  -
  Con  nota prot. n. 4160 del 25 settembre 2013, l'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, ai sensi dell'art. 140 comma 5, Reg.  int.
  ARS,  ha  anticipato il testo scritto della risposta.  -  Con  nota
  prot. n. 5807/Gab dell' 1 settembre 2015, l'Assessore regionale per
  le  infrastrutture e la mobilità, ha trasmesso, ai sensi dell' art.
  140, comma 5, Reg. Interno ARS, il testo aggiornato della risposta.

   N.  955 - Notizie sul porto di Presidiana, in territorio di Cefalù
  (PA).
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   - Con nota prot. n. 225/Gab del 19 settembre 2013, l'Assessore per
  il  turismo ha dichiarato la propria incompetenza. - Con nota prot.
  29020/IN.16  del  17  giugno 2014 il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore regionale per il territorio. - Con nota  prot.
  3752/Gab  del 28 luglio 2014 l'Assessore regionale per le  attività
  produttive ha eccepito la propria incompetenza.

   N.  1172  -  Notizie  sullo  stato  di  inquinamento  delle  acque
  siciliane  e  sul  mancato appalto da parte dei Comuni  finalizzati
  alla dotazione dei depuratori.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 32762/IN.16 dell'8/07/2014,  il  Presidente
  della   Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente.

   N.  1741  -  Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia del  condono
  edilizio  anche  nelle zone sottoposte a vincoli di inedificabilità
  assoluta.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 3556/Gab del 16/10/2014 ai sensi  dell'art.
  140,  comma  5, Reg. int. ARS, l'Assessore per i beni culturali  ha
  anticipato  il  testo scritto della risposta. - Con nota  prot.  n.
  40125/IN.16  dell'1 settembre 2014 il presidente della  Regione  ha
  delegato l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.

   N.  1991  - Notizie sul servizio antincendio boschivo e  azioni  a
  salvaguardia del patrimonio forestale.
   Firmatari: Alongi Pietro; Germanà Antonino Salvatore
   -  Con  nota prot. n. 36029/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente.

   N.  2060  - Notizie in merito alla verifica dei criteri utilizzati
  per  la  determinazione della tariffa relativa alla gestione  della
  raccolta  e  smaltimento dei rifiuti solidi urbani  nel  Comune  di
  Racalmuto (AG).
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciaccio Giorgio; Trizzino Giampiero;  Siragusa
  Salvatore;  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa;  Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana  Valentina;
  Zito Stefano
   -  Con  nota prot. n. 5123/Gab del 15/10/2014 l'Assessore  per  il
  territorio ha eccepito la propria incompetenza.

   N.  2067 - Interventi finalizzati ad assicurare il servizio  aereo
  di antincendio boschivo.
   Firmatari: Falcone  Marco;  Figuccia  Vincenzo;  Milazzo Giuseppe;
  Assenza Giorgio; Savona Riccardo
   -  Con  nota  prot.  n.  40269/IN.16  del primo settembre 2014  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  il
  territorio e l'ambiente.

   N.  2070  -  Chiarimenti  in ordine alle  politiche  regionali  in
  materia di prevenzione incendi e protezione civile.
   Firmatari: Rinaldi Francesco
   -  Con  nota  prot.  n.  40271/IN.16  del primo settembre 2014  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  il
  territorio e l'ambiente.

   N.  2090  -  Interventi  per il finanziamento  delle  attività  d'
  istituto dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 40283/IN.16 dell'1/09/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.

   N.  2213  -  Sopralluogo  nelle  saline  di  Augusta, riconosciute
  zona di interesse comunitario e zona di protezione speciale.
   Firmatari: Coltraro Giambattista
   -  Con nota prot. n. 49030/IN.16 del 20 ottobre 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.

   N.  2574 - Notizie in merito alla funzionalità del Corpo forestale
  della Regione siciliana.
   Firmatari: Assenza Giorgio
   -  Con  nota  prot. 29561/IN.16 del 18 giugno 2014, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente.

   N.   2666   -   Notizie  sulle  azioni  che  il  Governo   intende
  intraprendere  con  l'urgenza del caso per fronteggiare  l'erosione
  costiera nel lido di Noto (SR).
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con nota prot. n. 34279/IN.16 del 14 luglio 2015, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Disposizioni in materia di livelli essenziali delle prestazioni
  -  LEP  - in materia di servizi e politiche attive del lavoro.  (n.
  1173)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco M.  e
  Picciolo in data 11 marzo 2016.

   -  Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
  alle imprese artigiane siciliane. (n. 1174)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Siragusa,   Trizzino,  Cappello,  Mangiacavallo,   Ferreri,   Zito,
  Cancelleri, Ciancio, Foti, La Rocca, Ciaccio, Tancredi  e  Zafarana
  in data 11 marzo 2016.

   -   Qualificazione   giuridica  dell'Agenzia  Regionale   per   la
  protezione dell'Ambiente. (n. 1175)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,  Foti,  La  Rocca
  Mangicavallo,  Palmeri, Siragusa, Zafarana, Zito e Tancredi in data
  11 marzo 2016.

   -  Disciplina  in  materia funeraria e di polizia  mortuaria.  (n.
  1176)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Lentini  in
  data 23 marzo 2016.

   -  Norme  a  sostegno  dei  ciechi  ed  ipovedenti  della  Regione
  Siciliana. (n. 1177)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Rinaldi,
  Falcone,  Assenza, Federico, Figuccia, Grasso, Papale e  Savona  in
  data 23 marzo 2016.

   -   Misure   per  favorire  l'aumento  dei  livelli  di   raccolta
  differenziata attraverso la produzione di compost. (n. 1178)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Trizzino  in
  data 23 marzo 2016.

   -  Modifica della legge 29 aprile 2014, n. 10  Norme per la tutela
  della  salute  e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto'.
  (n. 1179)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Foti,  Siragusa, Trizzino, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri,  Zito,
  Cancelleri, Ciancio, La Rocca, Ciaccio, Tancredi e Zafarana in data
  23 marzo 2016.

   -  Prevenzione  e  diagnosi precoce delle  malattie  derivanti  da
  disturbi del comportamento alimentare (DCA). (n. 1180)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Fontana  in
  data 23 marzo 2016.

   -   Norme  per  sostenere  e  favorire  l'imprenditoria  giovanile
  siciliana. (n. 1181)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 24 marzo 2016.

   -  Politiche  per  la promozione dell'invecchiamento  attivo.  (n.
  1182)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 24 marzo 2016.

   -  Provvedimenti per la Crescita di nuova imprenditoria  giovanile
  in  Sicilia - Fondo per il Sostegno alle giovani imprese SaGI.  (n.
  1183)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Alongi,  Cascio Francesco, Fontana, Germanà, Lo Sciuto e  Vinciullo
  in data 24 marzo 2016.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Nuovi  criteri di formazione delle Commissioni d'esame  per  la
  valutazione  di  guide turistiche - Selezione  avviata  con  avviso
  approvato con DDG n. 2469/2014 (n. 72/IV).
   Reso in data 16 marzo 2016.
   Inviato in data 23 marzo 2016.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3031  -  Notizie sui criteri di nomina della nuova Commissione
  provinciale per l'artigianato di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3032 - Interventi volti a  garantire  l'equità nell'erogazione
  dei   servizi   di  trasporto  e  specialistici  per   gli   alunni
  diversamente abili delle scuole siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N.   3033  -  Provvedimenti  a  salvaguardia  del  comparto  della
  dirigenza regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3034  -  Chiarimenti sui criteri di nomina dei  componenti  il
  collegio  dei revisiori dei conti del libero Consorzio comunale  di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3035  - Chiarimenti sulla gestione del contingente di  cattura
  del tonno rosso (c.d. quote).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3036  -  Notizie sui provvedimenti da adottare per  combattere
  l'erosione marina nel Comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3037  - Verifica del bando del Comune di Siracusa sull'appalto
  dei servizi di piantagione e manutenzione di zone verdi.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3038  -  Notizie  sul  futuro  dei  lavoratori  impegnati  nel
  Dipartimento regionale dell'ambiente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3039  - Notizie sui provvedimenti da adottare per il  sostegno
  delle società sportive in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3040 - Provvedimenti urgenti per impedire l'evasione scolastica
  dall'obbligo di istruzione e formazione dei giovani siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3041  -  Provvedimenti da adottare per garantire i  lavoratori
  della società 'Riscossione Sicilia'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3042  -  Notizie  sui  provvedimenti che  il  Governo  intende
  adottare per scongiurare la  scomparsa  dell'organaria siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3043 - Interventi finalizzati a evitare la chiusura del Centro
  per l'impiego di Sortino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3047 - Notizie in merito al ripristino della scala interna alla
  Torre Calabra di Pozzallo (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Assenza Giorgio

   N.  3049  -  Provvedimenti  in  ordine  al  sistema  regionale  di
  istruzione e formazione professionale IeFP (ex OIF).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

   N.  3050  -  Notizie sulla situazione finanziaria  del  Comune  di
  Giarre  e  sulle  eventuali azioni ispettive da ,intraprendersi  al
  riguardo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Anselmo  Alice; Sammartino Luca; Sudano Valeria; Nicotra  Raffaele
  Giuseppe; Ruggirello Paolo

   N.  3052 - Notizie sulla partecipazione della Regione siciliana ad
  Expo Milano 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

   N.  3055  - Chiarimenti circa i provvedimenti da assumere per  far
  fronte  alla  gelata che ha colpito la zona sud del siracusano  con
  conseguenti danni per gli imprenditori del settore agricolo.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.   3059    -    Provvedimenti   urgenti   per    assicurare    i
  collegamenti da e verso il territorio regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Falcone   Marco;  Assenza  Giorgio;  Federico  Giuseppe;  Figuccia
  Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale  Alfio
  ; Savona Riccardo

   N.  3582  -  Notizie su possibili attività inquinanti in  contrada
  Ballaronza nel comune di Ciminna (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Alongi Pietro

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  poste  all'ordine  del
  giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3048  -  Chiarimenti circa eventuali carenze in  relazione  al
  servizio  di pronto soccorso dell'ospedale S. Giovanni  di  Dio  di
  Agrigento.
   - Assessore Salute
   Panepinto Giovanni

   L'interrogazione  ora annunziata sarà inviata al  Governo  e  alla
  competente Commissione.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3044  - Urgenti chiarimenti sulla partecipazione della Regione
  siciliana all 'Expo 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Papale  Alfio ; Falcone Marco; Assenza Giorgio; Figuccia Vincenzo;
  Milazzo Giuseppe; Savona Riccardo

   N. 3045 - Misure relative alla regolamentazione e allo svolgimento
  dell'attività di home-restaurant.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Attività produttive
   La  Rocca  Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi  Sergio;  Ciaccio   Giorgio;   Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N.  3051  -  Chiarimenti  circa  la  cessione  in  amministrazione
  straordinaria del complesso aziendale CEFOP al CERF.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lo Sciuto Giovanni

   N.  3053 - Notizie in merito alla realizzazione del circuito della
  metropolitana di Palermo nei pressi del teatro Politeama.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   La  Rocca  Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  3054  -  Urgenti provvedimenti a salvaguardia del servizio  di
  primo  intervento  pediatrico presso il PTA di Vizzini  nei  locali
  dell'ex ospedale Rinaldi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Falcone   Marco;  Figuccia  Vincenzo;  Assenza  Giorgio;  Federico
  Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale  Alfio
  ; Savona Riccardo

   N.  3056  -  Notizie  sul ritardo nell'erogazione  del  contributo
  relativo  al  progetto presentato dall'IPAB  'Oasi  Cristo  Re'  di
  Acireale (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Foti  Angela;  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi Sergio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Zito Stefano

   N.  3057  -  Chiarimenti riguardo le azioni poste in essere  dalla
  Belice Ambiente s.p.a. - ATO TP2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio;  Mangiacavallo  Matteo;  Ferreri  Vanessa;        Siragusa
  Salvatore;   Foti   Angela;  Trizzino Giampiero; Zito  Stefano;  La
  Rocca Claudia

   N.  3060  -  Manutenzione urgente del c.d  'Pennello  a  mare'  di
  Terrasini (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Ciaccio  Giorgio;  La  Rocca  Claudia;  Zito  Stefano;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.   403  -  Notizie  in  merito  alle  'Disposizioni  sui   fondi
  contrattuali  delle aziende del Servizio sanitario  regionale  anni
  2011, 2012, 2013'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.   551   -  Iniziative  a  sostegno  delle  aziende  zootecniche
  siciliane, specializzate nella produzione di latte.
   Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza
   Dino; Greco Giovanni
   Presentata il 17/03/16

   N. 552 - Impegno del Presidente della Regione alla costituzione in
  giudizio  innanzi la Corte Costituzionale contro l'impugnativa  del
  Governo  nazionale  sulle leggi approvate dall'Assemblea  regionale
  siciliana.
   Fazio  Girolamo;  Foti Angela; Cordaro Salvatore; Cimino  Michele;
  Formica  Santi;  Di  Giacinto Giovanni; Turano  Girolamo;  Figuccia
  Vincenzo; Di Mauro Giovanni; D'Asero Antonino; Giuffrida Salvatore
   Presentata il 23/03/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

             Comunicazione di decadenza di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -   a seguito delle dimissioni dell'onorevole Firetto dalla carica
  di  deputato regionale, è decaduta  l'interrogazione n. 3058, a sua
  firma;
   -  a  seguito  della nomina dell'onorevole Cracolici ad  Assessore
  regionale, è decaduta  l'interrogazione n. 3046, a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Seguito della discussione del disegno di legge  Modifiche alla
   legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.  Disposizioni in materia di
     liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'.  (n. 1070/A)

   ge regionale 4 agosto 2015, n. 15. Disposizioni in materia di liberi
   Consorzi comunali e Città metropolitiane' (n. 1070/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II pungo  dell'ordine
  del  giorno:  Discussione dei disegni di legge. Si procede  con  il
  seguito  della discussione generale del disegno di legge  posto  al
  numero  1)   Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15.
   Disposizioni  in  materia  di liberi  Consorzi  comunali  e  Città
  metropolitane'.  (n. 1070/A). Invito i componenti la I  Commissione
  a prendere posto alla medesima assegnato.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che la volta scorsa si era  convenuto
  di  continuare la discussione generale. Onorevole Musumeci, se  non
  ricordo male lei si era  riservato di intervenire.
   Ricordo, altresì, che nell'ambito della discussione generale hanno
  preso  la  parola  l'onorevole Fazio - che aveva preannunciato  una
  propria  mozione riguardante le impugnative di leggi  regionali  da
  parte  dello  Stato -, e a seguire gli onorevoli  Cordaro,  Sudano,
  Turano,   Alloro,  Formica,  Foti,  Laccoto,  Figuccia,  Venturino,
  Ioppolo, Malafarina e Fontana.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la posizione  del
  mio Gruppo parlamentare al quale appartengo circa questa cosiddetta
  riforma  delle  province  in Sicilia è abbastanza  nota  per  avere
  sempre obbedito ad una linea di coerenza sin dal primo momento.
   Abbiamo   giudicato   la  riforma  delle   province   in   Sicilia
  un'iniziativa assolutamente inutile se non dannosa; abbiamo seguito
  i  tre estenuanti e melanconici dibattiti che hanno accompagnato il
  varo  delle  tre diverse leggi, lungo questo calvario iniziato  nel
  2013.
     Il  Presidente Crocetta disse che doveva essere la  Sicilia   la
  prima regione in Italia ad abolire le province, il risultato è  che
  siamo rimasti l'unica regione in Italia ad avere ancora le province
  come le abbiamo conosciute nel passato.
   Sono passati esattamente otto mesi, otto mesi dall'ultima legge di
  riforma,  la legge 15 del 2015 che venne salutata dalla maggioranza
  di questo Parlamento come un provvedimento assolutamente inedito  e
  degno di essere considerato un grande evento.
   Ricordo le parole per averle lette sul giornale, non avendo  io  e
  il  mio Gruppo partecipato a quella votazione in segno di protesta,
  ricordo  le  parole del Presidente Crocetta che disse:  Con  questa
  riforma  abbiamo attuato lo Statuto e stabilito che  la  democrazia
  comunale  si  applica  in  Sicilia  come  in  nessun'altra  regione
  d'Italia.  Siamo   orgogliosi di questa legge e di  questa  riforma
  storica .
   Parole    aberranti,   parole   che   non   meriterebbero   alcuna
  apprezzamento  e  alcuna considerazione. Parole alle  quali  ci  ha
  abituati  il  Presidente Crocetta. Una legge votata  da  appena  un
  terzo  di  questo Parlamento, una legge che è stata voluta  con  un
  decisionismo senza qualità, un decisionismo ostentato da chi  si  è
  rifiutato  di  aprirsi al confronto con le forze della opposizione,
  che chiedevano soltanto di poter ragionare per trovare un punto  di
  equilibrio,  per  trovare  le ragioni di  una  norma  che  potesse,
  innanzitutto,  essere  utile alla gente  perché  le  leggi  vengono
  concepite e varate per essere, innanzitutto, utili al territorio  e
  ai cittadini.
   E  invece  quella  legge  ha  umiliato l'Autonomia  regionale.  Ha
  umiliato lo Statuto siciliano. Quella legge di fatto ha riaffermato
  come  in questo Parlamento e con questo Governo la carta statutaria
  sia  soltanto un tema da tavola rotonda, sia soltanto uno strumento
  per  coprire  la  ricerca o il mantenimento  di  alcuni  privilegi.
  Bastava  un  atto  di  orgoglio  per allontanare  questo  sospetto,
  sarebbe bastato un atto compiuto dal Governo per impugnare la legge
  impugnata  dal  Consiglio dei Ministri, che  ancora  una  volta  ha
  voluto  riaffermare la propria superiorità normativa e potestativa,
  anche  su  norme e competenze che sono di esclusiva  pertinenza  di
  questa Assemblea.
   La  democrazia,  signor  Presidente, è stata  dimezzata  con  quel
  disegno  di  legge,  è  stato esaltato il  voto  anonimo,  un  voto
  condizionato  da una partitocrazia sempre più famelica,  che  vuole
  tornare ad occupare le istituzioni, come aveva selvaggiamente fatto
  fino alla stagione di tangentopoli.
   Con  questa legge, con la legge 15 del 2015,  il popolo  torna  ad
  essere  spettatore inerte, massa amorfa: il presidente  del  libero
  consorzio  eletto dal ceto politico, cioè dai partiti  organizzati,
  e  quindi frutto di transizioni e di patteggiamenti, per la maggior
  parte  nascosti,  che  nulla  hanno a che  vedere  con  l'interesse
  collettivo,  che  dovrebbe  essere l'obiettivo  primario  al  quale
  dovrebbe guardare una produzione legislativa.
   Chi  può  negare ad esempio che il presidente eletto  col  secondo
  grado  dovrà  mantenere fede agli impegni assunti  con  chi  lo  ha
  imposto,  con chi lo ha preferito, con chi lo ha voluto  in  quella
  carica?   E  invece,   noi  ci  saremmo  aspettati  da  un  Governo
  rivoluzionario,  e  da  una maggioranza che dice  di  sostenere  il
  Governo rivoluzionario, che il presidente del libero consorzio e il
  sindaco  della città metropolitana a dimensione provinciale,  fosse
  il  tutore  degli  interessi tra i piccoli  e  grossi  centri.   Ad
  esempio, il presidente del libero consorzio eletto direttamente dal
  popolo avrebbe potuto svolgere funzioni in assoluta libertà, perché
  si  sentirebbe  garante soltanto del popolo che  lo  ha  scelto,  e
  invece  questa  legge  vuole un presidente  debole,  un  presidente
  condizionabile; sarebbe servita una democrazia compiuta, era questo
  il senso dell'appello che in questi mesi abbiamo rivolto al Governo
  ed al Parlamento.  Un presidente espressione di un voto consapevole
  da  parte del popolo, rappresentato, sì, secondo le convinzioni  di
  ciascuno,  un'autorevolezza derivante da una investitura  popolare,
  non  la  totale  subordinazione all'assemblea  dei  sindaci  e  dei
  consiglieri comunali, sarebbe servita e serve una netta separazione
  dei  poteri deliberativo e gestionale, sarebbe servita e serve  una
  garanzia  di  stabilità  del  Governo  locale,  garanzia  che  deve
  consentire  al  presidente  e al sindaco  eletto  direttamente  dal
  popolo, di essere al di sopra delle parti.
   Questa è una legge abnorme, anche per le diseguaglianze economiche
  che  determina  sul  territorio. Si è  detto:  Abbiamo  bisogno  di
  inventare  le  province  metropolitane a Catania,  a  Palermo  e  a
  Messina, perché soltanto in questo modo si potranno intercettare  i
  copiosi  finanziamenti che arrivano dall'Unione Europea.  Nulla  di
  più  pericoloso, nulla di più bugiardo, non solo perché le  risorse
  economiche  dell'Unione Europea previste per le aree  metropolitane
  in  Italia,  per  le  città metropolitane,  sono  assai  modeste  e
  limitate, ma anche perché i territori del palermitano, del catanese
  e  del  messinese  nulla hanno dal punto di vista della  continuità
  urbanistica,  della  rete  viaria, delle infrastrutture  grandi  di
  comunicazione  per  poterne legittimare un  assetto  metropolitano,
  come  invece è facilmente riconoscibile nel milanese, per  esempio,
  nel torinese, per esempio, e persino nella città di Napoli.
   Signor  Presidente, nonostante i mie sforzi, mi  rendo  conto  che
  tutto  è  già  deciso in quest'Aula, ma credo che ognuno  abbia  il
  rispetto al proprio ruolo. Capisco che bisogna accordarsi su alcune
  cose importanti  Se lei mi consente, interverrei più avanti, signor
  Presidente. E, allora, rinuncio al mio intervento, mi dispiace.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, già è fuori di cinque minuti.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, non è accettabile  che  un  deputato
  debba parlare in queste condizioni.
   Dicevo  che  con il legittimare le Città metropolitane  come  enti
  fruitori  dei  fondi  europei, si finisce di fatto  con  il  dovere
  riconoscere che in Sicilia avremo enti intermedi a due velocità: le
  Città  metropolitane che possono attingere ai fondi  europei  ed  i
  liberi   consorzi   che,  invece,  rimangono   gli   strumenti   di
  programmazione e di crescita assolutamente marginali  e  condannati
  a restare nel degrado.
   Questa   maggioranza  ha  voluto,  ostinatamente,   abbattere   un
  edificio,  la  provincia concepita dalla legge n. 9  del  1986,  un
  edificio  antico,  certo, ma solido, efficiente,  rassicurante  per
  costruire  al  suo  posto  una baracca, una baracca  prefabbricata,
  vulnerabile,  fragile, precaria. Una baracca pre-fabbricata  perché
  non  si  è  avuto neanche il merito dell'originalità, perché  si  è
  voluto  attendere  il varo della legge cosiddetta   Delrio    della
  legge  n. 56 da parte del Parlamento nazionale per potersi togliere
  dall'imbarazzo, ed è stata copiata senza pudore, dopo tre  anni  di
  palesi  e  disarmanti contraddizioni dal punto di vista  normativo.
  Altro che autonomia siciliana
   Signor  Presidente, le incongruenze di questa legge n.  15/2015  e
  delle  modifiche che questo Parlamento si appresta  a  votare  sono
  ancora  varie.  In  sintesi, mi permetto di rubare  qualche  minuto
  ancora  per  richiamare l'aspetto paradossale legato  alle  risorse
  finanziarie: di quale autonomia finanziaria dispone questa riforma?
  Una  riforma  seria indica percorsi, indica tappe, ma indica  anche
  risorse  finanziarie disponibili per potere compiere i  percorsi  e
  per  potere raggiungere le tappe. Ed, invece, in questa  legge  non
  c'è  nulla  di  tutto  questo, anzi,  anzi   Quando  si  parla  del
  personale dipendente e si parla di circa seimila unità si dice  nei
  limiti delle disponibilità finanziarie  come se la garanzia per  la
  continuità del lavoro dei dipendenti delle province e, quindi,  dei
  dipendenti pubblici, potesse essere legata alla contingenza di  una
  disponibilità  finanziaria e, quindi,  si  lascia,   -  con  questa
  riforma -, il personale assolutamente privo di qualunque certezza e
  prospettiva  futura, accomunando nella stessa  sorte  i  dipendenti
  delle  società  partecipate dalle province e non si fa  riferimento
  all'unica   azione   di  partecipazione  democratica   che   questo
  travagliato  ed  incestuoso processo di riforma delle  province  ha
  conosciuto, mi riferisco ai referendum popolari celebrati a Gela, a
  Niscemi, a Piazza Armerina, alla espressione del Consiglio comunale
  unanime  della città di Niscemi, nel nisseno, perché non si applica
  l'art.  44 della legge regionale 15 che contemplerebbe il passaggio
  delle  predette  città  all'Area metropolitana  del  catanese?  Per
  carità,  io non voglio entrare nel merito delle ragioni  che  hanno
  determinato  questa  richiesta e queste  iniziative,  ma  mi  basta
  sapere  che  l'istituto  referendario, riconsacrando  il  principio
  della  partecipazione democratica, avrebbe meritato  e  meriterebbe
  rispetto da parte del Parlamento siciliano. Peraltro, si tratta  di
  una  norma,  l'art.  44,  non  contestata,  quindi  non  impugnata,
  andrebbe  soltanto applicata e, invece, il Presidente  Crocetta  si
  diverte  nel proporre un nuovo libero Consorzio tra queste città  e
  altre città: demagogia pura, come se in Sicilia ci fosse bisogno di
  una nuova provincia
   Quale  sarebbe  stata la soluzione, e mi avvio  alla  conclusione,
  signor Presidente, la soluzione sarebbe stata possibile in un  atto
  semplice,  modificando soltanto tre punti della legge  regionale  9
  del  1986:  sarebbe  bastato eliminare la  indennità  degli  organi
  elettivi,  cioè dei consigli provinciali perché se il problema  era
  il risparmio, ed è un problema serio, bastava togliere le indennità
  e  i gettoni di presenza;  se il cancro è il gettone di presenza si
  tolga il cancro non si ammazzi il malato
     Sarebbe  bastato, quindi, eliminare le indennità e i gettoni  di
  presenza  per  i  consiglieri  e  gli  assessori,  sarebbe  bastato
  decentrare nuove competenze dalla Regione che non deve essere  ente
  gestore  ma  deve  restare ente di pianificazione e  di  controllo,
  nuove  competenze,  quindi,  dalla Regione  all'ente  intermedio  e
  sarebbe bastato varare i tre articoli della legge 9 del 1986, credo
  gli artt. 19, 20 e 21 per potere consentire col varo delle norme di
  attuazione   di   applicare,  finalmente,  la  legge   sulle   aree
  metropolitane,  lasciando la elezione diretta  del  presidente  dei
  liberi consorzi e del sindaco della città metropolitana che non può
  assolutamente  coincidere  con l'ex presidente  di  una  provincia,
  perché  il sindaco di una città, benché eletto finora col suffragio
  universale,  non  può  mai  rappresentare  gli  interessi  di   una
  moltitudine e di una comunità. Ecco perché noi riteniamo che questi
  tre  anni  siano  serviti soltanto ad umiliare e a  mortificare  lo
  Statuto  siciliano. Vero è che la  Delrio' è una  legge  di  grande
  riforma ma sul piano finanziario  Vero è che non esiste specificità
  autonomistica   in   materia   di  riforma   finanziaria,   ma   la
  organizzazione degli enti locali, signor Presidente Ardizzone, è di
  competenza  della  Regione siciliana. L'organizzazione  degli  enti
  locali   non  viene  messa  in  discussione  e,  invece,   con   un
  atteggiamento  supino,  con  un  atteggiamento  remissivo,  con  un
  atteggiamento  che ha tradito e vilipeso lo spirito dello  Statuto,
  questa  maggioranza  di  Governo ha deciso  di  accettare,  sic  et
  simpliciter,  le osservazioni, discutibilissime, che sono  arrivate
  dal  Consiglio  dei  Ministri, alla faccia  dell'autonomia  e  alla
  faccia  delle norme della Carta europea per l'autonomia locale  che
  riconsacra  il  principio  del pieno coinvolgimento  dei  cittadini
  negli enti locali.
   Ecco  perché  - e concludo davvero - noi siamo stati e continuiamo
  ad  essere contrari, per queste poche ore che mancano al varo delle
  norme di modifica.
   Signor  Presidente, interverremo perché abbiamo presentato  alcuni
  emendamenti  che  riaffermano i princìpi già esposti  e  ampiamente
  illustrati anche dai colleghi Formica e Ioppolo nel corso di questi
  tre   anni  ma  anche  da  altri  colleghi  autorevoli  e  illustri
  dell'opposizione  di centro-destra e vogliamo  lanciare  un  ultimo
  disperato appello al Governo e alla  maggioranza di Governo, perché
  ci  si  fermi per qualche giorno a riflettere sulla opportunità  di
  recepire  princìpi  che  noi  riteniamo sacrosanti  ed  essenziali:
  garantire il futuro ai dipendenti provinciali, ai dipendenti  delle
  società partecipate ma garantire, soprattutto, servizi efficienti e
  concreti  ai  cittadini e garantire loro il diritto  a  tornare  ad
  essere  protagonisti nei grandi processi di partecipazione  che  io
  credo sia un diritto e un dovere irrinunciabile da parte di tutti.
     Signor Presidente, c'è ancora tempo per mettere da parte  questo
  ostentato  decisionismo e per consentire che una legge di  riforma,
  seria  e degna di questa nome, possa non essere varata da un  terzo
  del  Parlamento ma possa vedere tutti i novanta deputati pienamente
  e consapevolmente convinti, responsabili e coinvolti. Grazie.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Comunicazione di variazione di denominazione di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è pervenuta  una  nota  da  parte
  dell'onorevole  Di Giacinto con la quale si comunica  che,  con  la
  deliberazione dell'assemblea del Gruppo parlamentare  dallo  stesso
  presieduto,   il   Gruppo  parlamentare  ha  variato   la   propria
  denominazione  in  Gruppo parlamentare Partito Socialista  Italiano
  PSE .


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1070/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge n. 1070/A.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
  sarà  abbastanza breve perché credo in questi tre anni, ogni  volta
  che  si è affrontato il problema di questa pseudo riforma, di  aver
  detto   da   questo  podio  tutto  il  male  possibile   che   essa
  rappresentava per la Sicilia, per le ex Province, per i  dipendenti
  delle  Province  e per le categorie che venivano  in  qualche  modo
  assistite e garantite da questi enti a partire dalle categorie  più
  deboli, quelle dei disabili.
   Quindi,  non mi soffermerò ulteriormente su questo, volevo,  però,
  dire  che  stiamo caricando o, comunque, all'esterno è  passata  la
   novella'  che  con  questa  legge attualmente  in  discussione  si
  avvierebbe  l'assoluzione di tutte le problematiche che  in  questi
  tre  anni si sono evidenziate dalla distruzione dell'ente provincia
  così come era configurato in passato.
   Nulla  di più illusorio e di più falso, perché noi oggi andiamo  a
  decidere  solo  sulla governance, si fa per dire, di  questo  nuovo
  ente attraverso questa farraginosa elezione indiretta che si presta
  a tutti gli  inciuci' peggiori possibili.
   Ecco perché, Assessore Baccei, il problema vero è che sono mancati
  e  mancano a tutt'oggi i decreti di attuazione che era compito  del
  Governo emanare.
   Per  cui  che  cosa  poi questi enti faranno in futuro,  di  quali
  funzioni effettivamente saranno investiti, con quali risorse queste
  funzioni  venivano adempiute è tutto un mistero.  Per  restare  nel
  concreto, per esempio,  il servizio di trasporto dei disabili - che
  già nella mia provincia era stato sospeso ed era stato, a furor  di
  popolo,    riaperto   per   un   brevissimo   periodo   -   cesserà
  definitivamente  il  16  aprile,  anche  se  noi  oggi   o   domani
  approveremo questa benedetta norma.
   Così  come  la  destinazione finale e la sorte, quindi,  di  tanti
  onesti   lavoratori   delle  ex  Province,  certo   non   dipenderà
  dall'approvazione  di  questa governance  e  dispiace  che  con  la
  consueta   faciloneria  il Presidente Crocetta sia andato  urbi  et
  orbi   a   dire  che  la  responsabilità  di  questo  marasma   era
  dell'Assemblea    regionale   siciliana   perché,    in    mancanza
  dell'approvazione  di  questa legge, il Governo  nazionale  non  si
  sarebbe  deciso ad effettuare i trasferimenti. Nulla di  più  falso
  perché  è  da  tre anni che il Governo nazionale ha messo  in  atto
  un'opera  di sistematica rapina ai danni delle Province  attraverso
  il  prelievo  forzoso  di gran parte degli  introiti  tributari  di
  pertinenza  di  questo ente. E, quindi, con questa  norma  noi  non
  risolveremo  niente,  decideremo solo se il  presidente  di  questo
  nuovo  consorzio  dovrà  coincidere  con  il  sindaco  della  città
  capoluogo o, nel caso di città metropolitane, con il sindaco  della
  città metropolitana.
   Io  lo  dico a chiare lettere che, a questo punto, meglio che  sia
  così  in  maniera  da  sottrarlo  da  quegli   inciuci'  vergognosi
  trasversali  che  già erano stati posti in essere  quando,  qualche
  mese  fa,  si vociferava della possibilità di andare a votare,  una
  volta  che  abbiamo tolto la possibilità all'elettore di sceglierlo
  direttamente,  come  sarebbe stato sacrosanto  in  una  democrazia,
  lasciarlo alla mercé degli intrecci sottobanco effettuati dai  vari
  partiti, sarebbe veramente cosa delittuosa. Meglio che, almeno,  ci
  sia  un  principio di coincidenza col sindaco del capoluogo  o  col
  sindaco della città metropolitana.
   Però,  detto  questo,  noi non risolveremo  nessuno  dei  problemi
  concreti  che  sono  sotto gli occhi di tutti.  Quindi,  i  bambini
  disabili correranno il rischio, anzi più che un rischio è purtroppo
  la   quasi  certezza,  di  rimanere  a  casa  perché  non   saranno
  trasportati, le scuole a non essere riscaldate durante l'inverno e,
  fortunatamente, quest'anno inverno non ne abbiamo avuto se non  dal
  punto  di  vista solo meteorologico, temporale, ma  non  certo  dal
  punto  di  vista della rigidità della temperatura, così  le  strade
  continueranno  a trasformarsi in trazzere impercorribili,  così  le
  scuole rimarranno prive di qualsiasi manutenzione.
   Però, abbiamo voluto questa riforma ma, almeno, non prendiamoci in
  giro.  Ed  il  Governo ha l'obbligo - e mi rivolgo alla  Presidenza
  autorevole  di  questa  Assemblea - di fare da  pungolo  perché  il
  Governo  emani  al più presto i decreti di sua esclusiva  spettanza
  senza che il presidente Crocetta faccia il solito  gioco delle  tre
  carte'   cercando   di   far  ricadere  responsabilità   che   sono
  esclusivamente sue, del suo Governo e del Governo - guarda  caso  -
  omologo   di   Roma  su  questa  Assemblea  che  non   ha   nessuna
  responsabilità se non quella, di parte di essa, di aver  creduto  e
  ceduto  allo  specchietto delle allodole' della riforma  di  questo
  ente  che, veramente, è stata una delle pagine più negative  e  più
  deleterie di questa legislatura.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
  posso che esprimere, onestamente, un sentimento di confusione. Sono
  un  po' confuso da quello che leggo in questo disegno di legge e da
  quello  che, da varie parti, sotto forma di emendamenti, i colleghi
  hanno proposto.
   Vedo che l'Assemblea si muove - tra virgolette - in due direzioni.
  C'è  una  parte  che  pedissequamente vorrebbe seguire  qual  è  il
  disposto della legge Delrio, vi è un'altra parte, invece,  che,  in
  un  certo  qual modo, è molto più vicina alla legge che  la  scorsa
  volta  è  stata  approvata, benché il Movimento  Cinque  Stelle  ha
  espresso un voto sfavorevole.
   Ma  la mia confusione aumenta ancora di più nella misura in cui mi
  ricordo  che il Presidente della I commissione, all'epoca Antonello
  Cracolici,  sosteneva  che  il Parlamento  regionale  siciliano  si
  sarebbe dovuto attenere alla riforma Delrio, perché era una riforma
  economica   e   finanziaria   e,  quindi,   la   nostra   Assemblea
  sostanzialmente avrebbe dovuto legiferare in tal senso.
   Ma la mia confusione aumenta ancora di più nella misura in cui sui
  giornali  continuo  a leggere, in maniera ripetuta,  che  lo  Stato
  italiano  e, quindi, Roma, non ci darebbe i famosi 500  milioni  di
  euro che mancano su 1,4 miliardi di euro che lo Stato ci doveva  se
  il Governo e, quindi, il Parlamento, non approva le riforme.
   Allora, penso che, se siamo giunti alla quarta edizione di  questa
  telenovela chiamata  legge di abolizione o di sostituzione delle ex
  province  non so perché ci siamo arrivati.
   Ci stiamo arrivando perché altrimenti Roma non ci dà i 500 milioni
  di  euro?  Oppure  ci siamo arrivati e ci stiamo  arrivando  perché
  dobbiamo ottemperare ai dettami della legge Delrio che è una grande
  riforma economico-sociale?
   Primo punto di domanda.
   Una  cosa è certa ed è stata detta dal mio predecessore: su questa
  materia  la  Regione siciliana ha competenza e potestà  legislative
  esclusive (l'articolo 14 dello Statuto, lettera o) stabilisce  qual
  è la competenza in materia di circoscrizioni ed enti locali, nonché
  sulla legge elettorale) e più volte abbiamo invitato questo Governo
  a  resistere in giudizio per la difesa non di una legge o contro la
  quale  noi  abbiamo  votato ma per difendere le  prerogative  dello
  Statuto speciale che questo Governo non è assolutamente disponibile
  a difenderlo, tant'è che ci ritroviamo in quest'Aula a discutere di
  un   disegno  di  legge  che,  in  parte,  riallinea  quella  legge
  sostanzialmente a quella dello Stato.
   Eppure,  il  19  febbraio  il Governo,  in  piena  Finanziaria  ha
  impugnato  quella norma della legge di stabilità  che  ci  ha  dato
  soltanto 900 milioni di euro, ha impugnato quella norma dello Stato
  che  diminuisce il gettito fiscale dell'IRES. Allora, io  a  questo
  punto  non posso che ribadire la mia confusione, perché non capisco
  a che gioco stiamo giocando, non capisco se la Regione quando siede
  a  questi  tavoli, in cui si discute di economia e di finanza,  che
  vale  tanto per lo Stato quanto per tutte le altre regioni, di  che
  cosa discute, perché se noi ci accontentiamo di 900 milioni di euro
  e poi, in piena Finanziaria, impugnamo quella norma e, addirittura,
  la impugnate meravigliandovi del fatto che lo Stato abbia diminuito
  il gettito dell'IRES e, quindi, che la Regione siciliana abbia meno
  entrate,  non  capisco  come non facciate e  come  non  insistiate,
  invece, costituendovi in giudizio per difendere una legge.
   Tanto più - io mi chiedo - perché non siete stati coraggiosi  fino
  in  fondo, perché qua di coraggio non ce n'è, perché se voi  volete
  che  il  sindaco della città metropolitana coincida con il  sindaco
  del  comune  capoluogo oppure volete che quest'ultimo venga  deciso
  col  voto ponderato non avrebbe avuto più senso eliminare tutti gli
  enti  locali  accorpandoli  al di sotto  dei  cinquemila  abitanti?
  Invece  di  mortificarne il ruolo, perché questo sarà il risultato,
  perché  un sindaco di un comune più piccolo che cosa ci si siede  a
  fare in un'assemblea se poi il suo voto non conta nulla o se le sue
  decisioni  non  saranno  per  nulla  incisive  sul  prosieguo   del
  percorso.
   Io,  onestamente, non voglio dilungarmi ancora, perché io ho molti
  più  dubbi  di  quelle che sono le certezze che  in  quest'Aula  si
  evincono da questi emendamenti.
   Io  ho  letto  la riforma Delrio. La riforma Delrio è  transitoria
  perché,  in  buona  sostanza, dice che  nelle more  della  completa
  eliminazione delle province si applicano quelle disposizioni .
   Se  la  Regione  siciliana fosse stata più avanti dello  Stato  ed
  avesse  promosso un punto che è quello del programma del  Movimento
  Cinque  Stelle,  che rappresenta la totale e completa  eliminazione
  delle   province,   probabilmente   l'avremmo   votata,   l'avremmo
  modificata  ma  così  com'è  noi non  possiamo  starci,  perché  il
  Movimento  Cinque  Stelle non torna indietro su  nulla  rispetto  a
  quanto  è  stato  deciso dal Movimento con il voto espresso.  Anche
  perché  se approvassimo questa cosa, apriremmo un fronte su  quello
  che  accadrà fra qualche tempo sulla legge dell'acqua e questo  noi
  non possiamo consentirlo.
   Noi  riconosciamo  a questo Parlamento la sua autorevolezza  e  la
  dignità di una Istituzione che ragiona e si confronta alla pari con
  lo   Stato.  Non  come  fate  voi  che,  invece,  in  questo  modo,
  mortificate e rendete questo Parlamento subordinato alle  decisioni
  di Roma.
   Oltretutto, mi chiedo: perché non sono ancora in Aula le leggi del
  Governo  con  le  quali debbono modificarsi i confini  delle  nuove
  province? Perché Gela, Piazza Armerina, Niscemi, Licodia Eubea, non
  si  trovano  già  all'interno dei Liberi  Consorzi  o  della  Città
  metropolitana della quale fanno parte? Che cosa dovremmo attendere?
  Oppure,  ancora  una  volta, il cambio del  collegio  elettorale  è
  quello  che vi fa più paura? Provengo dalla provincia di Catania  e
  nella  provincia  di Catania sono destinati a fare  ingresso  Gela,
  Piazza  Armerina  e  Niscemi. E il Movimento  Cinque  Stelle  -  vi
  assicuro  -  non teme nessuna concorrenza da parte dei gelesi,  dei
  piazzesi, dei niscemesi e via dicendo.
   Quello  che invoco io è un po' di coerenza. Oggi si sarebbe dovuto
  semplicemente completare un quadro e non ritornare indietro come  i
  gamberi. Grazie.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  un  brevissimo  intervento e una considerazione: oggi  è  il  tempo
  delle assunzioni di responsabilità e, credo, che nei confronti  dei
  siciliani  un'assunzione di responsabilità  la  debba  assumere  il
  Governo  e  quella  parte  di  Parlamento  che  da  tre  anni,  con
  l'abolizione delle province e l'istituzione dei liberi  consorzi  e
  con  la  nomina  dei Commissari, ha lasciato nel  baratro  l'intera
  Sicilia  senza  nessuna  organizzazione del territorio,  senza  che
  fossero mai emanati i decreti attuativi e, soprattutto, consentendo
  allo  Stato  la  possibilità di non trasferire più i finanziamenti.
  Per  tre  anni  abbiamo accompagnato i commissari  delle  province,
  abbiamo  accompagnato i genitori dei disabili chiedendo servizi.  E
  contemporaneamente  sui  giornali, però,  vi  erano  i  titoli  che
  dicevano:   La Regione Sicilia è stata la prima Regione ad  abolire
  le province .
   La  legge  n. 15 del 2015. La sottoscritta - e ci tengo a ribadire
  insieme  alle forze di opposizione - si è battuta perché  ci  fosse
  o,quanto  meno,  si conservasse, quel principio di  democrazia  che
  consentisse l'elezione diretta del presidente dei liberi consorzi e
  delle città metropolitane.
   Abbiamo presentato degli emendamenti che non sono stati ammessi  e
  abbiamo abbandonato l'Aula. Quindi,non ci siamo resi responsabili o
  complici di un'altra aberratio giuridica.
   Oggi,  ogni  altra discussione  solo demagogica per  un  principio
  molto  semplice: la legge n. 15/2015 è stata impugnata dallo Stato.
  Se  questo  Governo voleva difendere quella legge,  avrebbe  dovuto
  fare   una   sola   azione:   costituirsi   dinnanzi   alla   Corte
  costituzionale e fare una impugnativa e, quindi, costituirsi contro
  l'impugnativa di fronte alla Corte costituzionale. Non lo ha fatto,
  c'è  poco  da  scegliere.  Vale il principio  della  legge  Delrio,
  dell'uniformità della legge, in quanto legge economico-sociale,  in
  tutto il territorio nazionale.
   Altre  Regioni  che hanno avuto la capacità e  la  forza  di  fare
  valere  il loro Statuto e di fare valere la loro autonomia -  e  mi
  riferisco  alla  Sardegna, al Friuli Venezia Giulia  e  alla  Valle
  d'Aosta  - hanno non solo lasciato le province ma le hanno riempite
  ancora  di  competenze.  Hanno  effettivamente  proceduto  ad   una
  riorganizzazione  dello Stato trasferendo, però, alle  province  le
  risorse  perché la capacità, la specificità e, quindi,  l'autonomia
  di una Regione si accompagna non solo all'autonomia finanziaria.
   Oggi  invece  abbiamo la responsabilità, noi come Parlamento,  dei
  dipendenti  delle  province, di assicurare  servizi  perché  questo
  Parlamento,  non le opposizioni in quanto non l'hanno fatto,  hanno
  deliberatamente  abolito  le  province  lasciando  nel  caos  -  lo
  dobbiamo dire - una riforma così importante relativa all'abolizione
  delle province.
   La  riforma avrebbe dovuto prevedere una riorganizzazione di tutto
  il  territorio,  uno  studio di tutto il territorio  per  stabilire
  omogeneità, conformazione orografica e quant'altro.
   Non si poteva fare in maniera approssimativa.
   Considerato che questo Governo ha navigato a vista ma anche con il
  voto in Parlamento di parte di questo Parlamento, che ha consentito
  lo sfascio, non ci possono essere più giustificazioni.
   Oggi   prendiamo  atto,  io  prendo  atto  -  e  credo  anche   le
  opposizioni,  perché siamo opposizione - che non siamo  riusciti  a
  fare  comprendere  alla  maggioranza e  al  Governo  che  si  stava
  procedendo,  con  due leggi precedenti, allo sfascio  di  un'intera
  Isola  priva  di servizi, priva di organizzazione di un territorio,
  priva di un governo serio del territorio.
   C'è poco da scherzare
   Ciascuno si assuma le proprie responsabilità
   Il  Governo  regionale si assuma la responsabilità di non  essersi
  costituito contro l'impugnativa dello Stato ed oggi l'unico rimedio
  che  possiamo  porre, in attesa della riforma del  Titolo  V  della
  Costituzione, è applicare la legge Delrio.
   Ciò costituisce ovviamente il male minore, solo per consentire  la
  continuità,  per  consentire  il trasferimento  delle  risorse,  di
  questo si tratta.
   Se  un  Governo non è capace di farsi trasferire le risorse in  un
  altro  modo, deve assumersi la responsabilità, oggi, di  consentire
  che queste risorse vengano, di nuovo, destinate alla Sicilia per la
  continuità dei servizi.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)
   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, era già intervenuto  in  sede  di
  discussione generale. Ha facoltà di intervenire sull'articolo 1.
   La  invito, inoltre, onorevole Formica, al ritiro dell'emendamento
  1.3  soppressivo  dell'articolo 1,  a  firma  Formica,  Musumeci  e
  Ioppolo, in modo tale da avere possibilità di replicare.
   Gli  emendamenti sono stati esitati dalla Commissione  e  proposti
  prima  dal  Governo in conformità ai rilievi sollevati dal  Governo
  nazionale. Si tratterebbe, pertanto, di un semplice adeguamento.

   FORMICA.  Signor Presidente, lei si rende conto - perché  non  può
  non  rendersi conto - che l'iter di approvazione di questo  disegno
  di  legge è un iter di un disegno di legge normale e come tale, lei
  si sarà reso conto, che ci sono una serie di emendamenti proposti a
  questo disegno di legge che contraddicono la possibilità che questo
  Parlamento aveva, se lo voleva, di adeguarsi con una norma secca al
  recepimento.
   L'approvazione,   in  linea  teorica,  di  uno   qualsiasi   degli
  emendamenti  che sono stati presentati e che sono in  difformità  a
  quanto è previsto nella norma nazionale alla quale ci si chiede  di
  adeguarci,  contro  il  mio parere ovviamente,  inficerà  tutta  la
  procedura.
   Non  ritiro  nessuno degli emendamenti presentati per la  semplice
  ragione,  signor  Presidente, che così come ha ben  evidenziato  il
  presidente  Musumeci, ma anche altri interventi che ci sono  stati,
  quelli  dell'onorevole Assenza e dell'onorevole Grasso,  noi  siamo
  durante l'iter di un percorso di mortificazione di questa regione e
  di  distruzione di un ente intermedio e cioè le province  che  così
  come  avevamo previsto lungamente durante l'iter di questi tre anni
  nei  quali  si  è inutilmente, almeno da parte nostra,  cercato  di
  impedire  lo scempio additando uno per uno tutti i problemi  che  a
  cascata  sarebbero derivati da quell'adeguamento sic et simpliciter
  al  diktat  nazionale e che sarebbero stati causa  di  un  disastro
  continuo  nei confronti dei cittadini che si sarebbero visti  nella
  impossibilità di continuare ad usufruire di servizi essenziali, tra
  l'altro per le categorie più deboli, più disagiate, mi riferisco al
  trasporto dei disabili, a quello più in generale della manutenzione
  delle strade vergognosamente abbandonate a se stesse senza che, nel
  frattempo,  si sia proposto alcunché di alternativo da parte  della
  Regione per porre rimedio al disastro,
   Quindi, signor Presidente, noi coerentemente con la battaglia  che
  abbiamo portato avanti sin dall'inizio su questo obbrobrio di norma
  continueremo  ad  essere ferocemente contrari a  questa  norma  per
  cercare  di  impedire  che lo scempio continui  e  per  cercare  di
  portare tutti alla ragionevolezza.
   Non  è  vero che noi non possiamo già indire l'elezione diretta  e
  ridare ai cittadini lo scettro principe di ogni sistema democratico
  e  cioè le elezioni. Non è vero che non possiamo distaccarci  dalla
  Delrio  nazionale. E' vero esattamente il contrario,  che  possiamo
  farlo,  ma  dobbiamo avere la capacità, la forza, la  coerenza,  la
  competenza  per  andare  a resistere anche  di  fronte  alla  Corte
  costituzionale.  Non è vero, soprattutto, che il Governo  nazionale
  non  può  trasferire fondi perché manca la riforma. La riforma  c'è
  già e io so, presidente Ardizzone che lei è consapevole di questo e
  lo ha affermato in più occasioni.
   La  riforma,  ai  fini del trasferimento dei fondi  da  parte  del
  Governo  nazionale,  c'è  già,  solo l'incompetenza,  l'incoerenza,
  l'inesistenza,  l'inefficacia da parte di questo Governo  regionale
  ha  fatto  sì che il Governo nazionale, che può essere definito  il
  Ghino di Tacco della situazione attuale, continua a rubarci risorse
  con  tutti i pretesti e, anche in questa occasione, ci hanno negato
  scippandoli inopinatamente - da Ghino di Tacco appunto - ciò che ci
  spettava per legge e per costituzione.
   Pertanto, noi continueremo la nostra battaglia perché siamo  certi
  che  portiamo  avanti una battaglia di libertà, di efficacia  e  di
  efficienza. Quindi, non ritiriamo nessun emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, lei mette  in  difficoltà  questa
  Presidenza.
   Il discorso era stato sviluppato già nel dibattito precedente. Lei
  ricorderà  l'intervento  dell'onorevole  Fazio  con  una   mozione,
  peraltro  preannunciata e credo sottoscritta pure da lei, perché  è
  evidente  -  ce  lo siamo detti più volte anche in  Conferenza  dei
  capigruppo  -  che  il  Governo  non resiste  dinnanzi  alla  Corte
  costituzionale.  Noi  ci  troviamo - lo  ha  accennato  l'onorevole
  Grasso - in presenza di una legge Delrio che, comunque, ci vincola

   MUSUMECI. Sulla organizzazione no, signor Presidente.

   PRESIDENTE. E' stata scelta una strada che è quella di adeguarsi.
   Mi   scusi  onorevole  Musumeci.  Io  l'ho  ascoltata  con   molta
  attenzione,  e  gradirei che mi ascoltasse. Il punto  era  che  nel
  disegno di legge iniziale, il Governo si era adeguato su tre  punti
  e  non  sul quarto punto. Questo era il motivo fondamentale per  il
  quale  siamo  qua,  tant'é  che la volta  precedente,  intervenendo
  l'Onorevole Panepinto nella qualità di relatore, l'aveva per  altro
  evidenziato.  Noi abbiamo una cornice, che sono i  punti  impugnati
  dal Governo nazionale, e che saranno oggetto di questa legge.
   Capisco  che  sono  presentati tanti  altri  emendamenti,  ma  non
  possono trovare ingresso in questa legge, onorevole Formica, perché
  qua  noi  ci  troviamo  dinanzi ad un caso nuovo,  in  assenza  del
  Commissario  dello  Stato.  Questo è  il  punto  fondamentale.  Noi
  dobbiamo decidere su quei punti rispetto ai quali il Governo non ha
  inteso  adeguarsi,  così  come ha fatto con  il  disegno  di  legge
  presentato, ai rilievi formulati dal Governo nazionale, per cui  la
  invito a ritirare i suoi emendamenti.

   FORMICA. Bocciamoli

   PRESIDENTE.  No,  è  una  questione di  impostazione.  Non  stiamo
  facendo   una   nuova   legge,   onorevole   Formica,   è    questa
  l'impostazione. Altrimenti sono costretto a dichiarare tutti i suoi
  emendamenti inammissibili.

   FORMICA. Signor Presidente, li dichiari inammissibili.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Formica,  ci  dobbiamo  intendere   sulle
  procedure.   Non   voglio   fare   nessuna   forzatura,   però   se
  l'impostazione è quella, e capisco che c'è un deficit da parte  del
  Governo  regionale che non hai impugnato questa legge, noi siamo  a
  un punto di non ritorno.

   MUSUMECI. Li dichiari pure inammissibili.

   PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    dichiaro    inammissibile
  l'emendamento 1.3 e sospendo la trattazione dell'articolo 1.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
                   Ponderazione del voto elettorale

   1.  Alla  legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 sono  apportate  le
  seguenti modifiche:

   a) il  comma 7 dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
    7.  Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto con voto
  diretto,  libero e segreto. Risulta eletto il candidato  che  abbia
  riportato  il  maggior numero di voti, calcolato con i  criteri  di
  ponderazione  di  cui  ai commi 32, 33 e 34 dell'articolo  l  della
  legge 7 aprile 2014, n. 56. A parità di voti è proclamato eletto il
  candidato più anziano di età. L'elezione avviene con le modalità di
  cui all'articolo 18 .

   b) il comma 7 dell'articolo 13 è sostituito dal seguente:
    7.  Il Sindaco metropolitano è eletto con voto diretto, libero  e
  segreto. Risulta eletto il candidato che abbia riportato il maggior
  numero  di voti, calcolato con i criteri di ponderazione di cui  ai
  commi 32, 33 e 34 dell'articolo l della legge 7 aprile 2014, n. 56.
  A  parità  di voti è proclamato eletto il candidato più anziano  di
  età. L'elezione avviene con le modalità di cui all'articolo 18. ».

   L'emendamento 2.5 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 2.4, degli onorevoli Figuccia, Falcone ed
  altri.  Invito  gli  onorevoli firmatari  a  ritirarlo,  in  quanto
  sarebbe  inammissibile,  tranne  per  la  coincidenza  del  sindaco
  metropolitano con il sindaco del comune capoluogo, che  comunque  è
  prevista nell'emendamento successivo.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  2.9,  degli  onorevoli   Anselmo   e
  Panepinto,  che raccoglie tutti gli emendamenti in  tal  senso.  Se
  dovesse  essere  approvato, chiaramente il testo  diventerebbe  più
  leggibile. Il parere del Governo?

   LANTIERI,   assessore  per  l'autonomie  locali  e   la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO  Salvatore,  presidente  della  Commissione.  Favorevole  a
  maggioranza.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Panepinto, che  è
  relatore. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  chi
  chiede  il  voto  segreto  oggi  si  assume  la  responsabilità  di
  sottrarre  alle città metropolitane di Palermo, Catania  e  Messina
  ingenti  risorse  che  aspettano  solo  nei  fondi  PON  di  essere
  utilizzate; la verità è questa, quindi in questo gioco al  massacro
  se  ne assume la responsabilità chi oggi chiede il voto segreto,  a
  partire dell'onorevole Greco.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, mi sarei aspettato un  intervento
  di natura diversa a parte sua.

                           (Brusio in Aula)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  di  votazione  per   scrutinio
  segreto appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio segreto dell'emendamento 2.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante  bianco.  Il  Governo  ha espresso  parere  favorevole,  la
  Commissione parere favorevole a maggioranza.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          29
   Contrari            33

                           (Non è approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17,40, riprende alle ore 17,42)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.8, 2.1, 2.2 e 2.6 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli Turano ed altri.

   TURANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico  e
  non  mi  discosterò  molto dall'intervento che  ho  fatto  l'ultima
  volta,  che  non  ho  avuto  difficoltà  a  non  definire  come  un
  intervento    amichevole    nei    confronti    della    Presidenza
  dell'Assemblea.
   Noi  oggi  consumiamo un precedente grave. Noi non  consumiamo  il
  precedente  grave di non sostenere un emendamento  alla  legge,  ma
  stiamo  consumando il passaggio che, dinanzi alla scellerata scelta
  del  Governo di non resistere dinanzi la Corte Costituzionale, noi,
  in  fase  di votazione, non ci adeguiamo alle prescrizioni indicate
  dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
   Vorrei  che su questo punto si riflettesse, perché è un precedente
  che  non  può non avere refluenze sulle altre leggi. Io mi affidavo
  al  buon  senso  della  politica, ,a mi  dispiace  dire  che  avevo
  ragione. E allora, noi dobbiamo decidere se stiamo intervenendo per
  fare una nuova legge o se stiamo recependo le impugnative che hanno
  sollevato sulla precedente legge, perché se è questa la via, e  non
  può  che essere questa, non ci possono essere sbavature come quelle
  che abbiamo registrato cinque minuti fa.
   E  diceva  bene poco fa l'onorevole Panepinto quando lamentava  lo
  strumento del voto segreto perché più volte, onorevole Musumeci, mi
  ascolti bene ..

   MUSUMECI. Il voto segreto è garanzia per le minoranze

   TURANO.  Più  volte,  onorevole Musumeci,  abbiamo  detto  che  il
  Regolamento andrebbe adeguato su alcuni punti. Uno di questi  è  la
  legge  di  stabilità. Non si può utilizzare lo strumento  del  voto
  segreto come tutela della minoranza per dichiarare incostituzionale
  una  legge  che  sappiamo essere tale perché  non  si  adegua  alle
  prescrizioni  che  la  Presidenza del  Consiglio  dei  Ministri  ha
  indicato.

   MUSUMECI. Chi lo ha detto che è incostituzionale?

   TURANO.  Onorevole Musumeci, la scorsa volta ci siamo misurati  su
  questo.  Ho  appena  finito di criticare  il  Governo  che  non  ha
  impugnato,  non  ha  resistito dinanzi la Corte Costituzionale,  ma
  delle  due  l'una   Se  abbiamo deciso di non  resistere,  dovremmo
  decidere di adeguarci.
   Ora,  siccome sono ancora per dire, onorevole Musumeci, lo dico  a
  chiare  lettere,  onorevole  Cracolici,  lei  che  ha  un  poco  di
  esperienza  c'è  ancora  lo strumento previsto  da  un  emendamento
  sottoscritto da me che permette comunque di raggiungere l'obiettivo
  di  fare eleggere il sindaco metropolitano con il voto circoscritto
  soltanto dall'assemblea dei sindaci e questo è un principio - e  io
  lo  voglio  illustrare  -  sul quale ho riflettuto  grazie  ad  una
  riflessione  fatta  dall'onorevole Formica, ovverosia   il  sindaco
  metropolitano  eletto  con il voto ponderato  permette  al  sindaco
  della  città  capoluogo di avere quella base  di  partenza  che  lo
  legittima nell'elezione . Questo però consente anche alle minoranze
  o  anche  agli  altri sindaci di attrezzarsi per non permettere  le
  elezioni.
   Io sul punto che si possa permettere la via, onorevoli colleghi vi
  prego  stiamo parlando non di approvare più un emendamento,  stiamo
  decidendo   soltanto   di   rendere  un  testo   costituzionalmente
  legittimo, allora vorrei che ci fosse un poco di attenzione, allora
  io vorrei, signor Presidente dell'Assemblea, che questo punto fosse
  votato tempestivamente perché è chiaro che se cade questo punto  io
  avrei    riserve   nel   continuare   nell'approvazione   dell'iter
  legislativo  perché so di approvare un testo che  non  soddisfa  le
  richieste  avanzate  da parte di chi ha impugnato  parzialmente  la
  nostra legge.
   Delle   due   lune:  o  decidiamo  di  seguire  la   via   maestra
  dell'adeguamento o avremmo dovuto decidere una via diversa,  quindi
  io  vorrei che sul punto ci fosse chiarezza, ci fosse linearità  di
  comportamento,  faccio un appello alla politica  perché  su  questo
  punto  si possa raggiungere un obiettivo di condivisione perché  se
  salta  questo è chiaro che salta l'impianto della legge, non  è  un
  problema  di  maggioranza,  non è un  problema  di  insoddisfazione
  personale,  non  è un problema di contestazione, è un  problema  di
  buon  senso,  sapere  di approvare una legge  che  non  rispetta  i
  parametri che c'hanno indicato significa come approvare col vecchio
  sistema  una  legge che il Commissario aveva impugnato  e  che  noi
  riapprovavamo  nella  stessa  formula sapendo  che  il  Commissario
  l'avrebbe  impugnata nuovamente. Allora vorrei  che  su  questo  ci
  fosse  buon  senso  e  attenzione e vorrei che  su  questo  che  si
  cominciasse  su questo punto per permettere di almeno di  garantire
  nella  forma un principio che permette di rispettare, di  approvare
  una  legge che rispetti i canoni, i parametri che la Presidenza del
  Consiglio ha indicato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il  parere  del
  Governo?

   LANTIERI,   assessore  autonomie  locali  e   funzione   pubblica.
  Contrario.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo far  notare
  che  nonostante  l'attaccamento e il rispetto delle istituzioni  da
  parte  di questa Presidenza - che tutti gli riconosciamo -  secondo
  me continuare ad accanirsi sul tentare di porre argine e rimedio  a
  una volontà chiara espressa dall'Aula, a mio parere, è un tentativo
  ancorché lodevole, sulla proposta fatta dall'onorevole Turano.

   PRESIDENTE. Tutti gli altri infatti sono decaduti, sono assorbiti.
  Questo è un emendamento diverso che prevede il voto ponderato.

   FORMICA.  Assolutamente si, signor Presidente.  Volevo  farle  una
  proposta visto che, come lei testé ha notato, c'è una guerra aperta
  oltre che tra gli stessi Gruppi della maggioranza, tra Governo e la
  sua stessa maggioranza, io ritengo che a questo punto si accolga il
  testo   così   come   è,  dando  la  possibilità   sia   all'eletto
  democraticamente    consigliere    comunale,     sia     all'eletto
  democraticamente  sindaco  di  potere  esprimere  il  proprio  voto
  ponderato; ai due eletti democraticamente: il  consigliere comunale
  e il sindaco e poi si inviti l'Aula - a questo punto da parte sua -
  a  ritirare  tutti  gli  altri emendamenti ed  approvare  la  norma
  subito.
   Tentare  di  discernere tra l'eletto democraticamente  consigliere
  comunale  e l'eletto democraticamente sindaco, io penso  e  ritengo
  che  ambedue  sono  stati  eletti democraticamente  dal  popolo  ed
  ambedue hanno lo stesso diritto.

   MUSUMECI. Non è la mia posizione

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO   Salvatore,  presidente  della  Commissione  e   relatore.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          (Non è  approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 1, precedentemente accantonato.
   L'emendamento 1.3 era già stato dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Panarello ed altri.

   PANARELLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.2, degli onorevoli Grasso ed altri.
   Onorevole  Grasso, è un'incongruenza mantenerlo.  La  Commissione,
  correttamente,  aveva inserito la soppressione dei  presidenti  dei
  consigli circoscrizionali. Se si sopprimono, ritorniamo al punto di
  prima, e sarà nuovamente impugnato.
   Per cui invito l'onorevole Grasso a ritirare l'emendamento.

   GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MUSUMECI. Viva l'autonomia, Presidente

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:

                                «Art. 3
  Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale e del Sindaco
                             metropolitano

  1. All'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15,  sono
     apportate le seguenti modifiche:
  a) al  comma 2, dopo le parole "30 giugno" sono aggiunte le  parole
     "successiva  alla  data  di  indizione  dei  comizi  del   turno
     ordinario annuale di elezioni amministrative ";
  b) al  comma  6,  le parole ", il cui mandato scada  non  prima  di
     diciotto  mesi  dalla data di svolgimento delle  elezioni"  sono
     soppresse.
  2. All'articolo 13 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, sono
     apportate le seguenti modifiche:
  a) al  comma 2, dopo le parole "30 giugno" sono aggiunte le  parole
     "successiva  alla  data  di  indizione  dei  comizi  del   turno
     ordinario annuale di elezioni amministrative ";
  b) al  comma 5, secondo periodo, le parole "nonché i presidenti dei
     consigli circoscrizionali" sono soppresse;
  c) al  comma  6,  le parole  , il cui mandato scada  non  prima  di
     diciotto  mesi  dalla data di svolgimento delle  elezioni'  sono
     soppresse».

   Gli emendamenti 3.6 e 3.5 sono inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 3.9 I parte, del Governo, che posticipa
  l'elezione  in sede di prima applicazione in una domenica  compresa
  tra il 30 giugno ed il 30 settembre.
   Il parere della Commissione?

   CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.9 II parte, del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.1 è precluso.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
        Istituzione del consiglio del libero Consorzio comunale
                     e del Consiglio metropolitano

   1.  All'articolo 4, comma 1, della legge regionale 4 agosto  2015,
  n.  15,  dopo  la  lettera a) è aggiunta la  seguente   a  bis)  Il
  Consiglio del libero Consorzio comunale;'.

   2.  All'articolo 5, comma 1, lettera d), della legge  regionale  4
  agosto  2015,  n.  15,  le  parole   l'Adunanza  elettorale'   sono
  sostituite dalle parole  e  presiede il Consiglio'.

   3. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, dopo l'articolo 7  è
  aggiunto il seguente:

                               Art. 7 bis
                Consiglio del libero Consorzio comunale

   1.  Il  Consiglio  del  libero Consorzio comunale  è  l'organo  di
  indirizzo politico e di controllo dell'ente di area vasta.

   2.  Il  Consiglio  del  libero Consorzio comunale,  a  maggioranza
  assoluta dei propri membri, approva:

   a) il regolamento per il proprio funzionamento;

   b)  i bilanci di previsione, consuntivi e pluriennali proposti dal
  Presidente del libero Consorzio comunale.

   3. Il Consiglio del libero Consorzio comunale approva, altresì,  i
  regolamenti,  i  piani  ed i programmi ed esercita  ogni  ulteriore
  funzione attribuita dallo statuto.

   4.   Il   Consiglio   del   libero  Consorzio   comunale   propone
  all'Assemblea  del libero Consorzio comunale lo statuto  e  le  sue
  modifiche ai sensi dell'articolo 2, comma 2.

   5.  Il  Consiglio  del libero Consorzio comunale  è  composto  dal
  Presidente del libero Consorzio comunale e da:

   a)   dieci   componenti,  nei  liberi  Consorzi  con   popolazione
  residente fino a 300.000 abitanti;

   b)   dodici   componenti,  nei  liberi  Consorzi  con  popolazione
  residente superiore a 300.000 ed inferiore a 700.000 abitanti;

   c)   sedici   componenti,  nei  liberi  Consorzi  con  popolazione
  residente pari o superiore a 700.000 abitanti.

   6.  Il  Consiglio  del  libero Consorzio  comunale  è  eletto  dai
  sindaci   e   dai  consiglieri  comunali  in  carica   dei   comuni
  appartenenti  al  libero  Consorzio  comunale.  Sono  eleggibili  a
  consigliere  i  sindaci  ed  i  consiglieri  comunali  in   carica.
  L'elezione avviene con le modalità di cui all'articolo 18.

   7.  Non  sono elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi
  di  diritto  dalla carica, ai sensi dell'articolo  11  del  decreto
  legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

   8.  L'elezione  del  Consiglio  del libero  Consorzio  comunale  è
  indetta  con decreto del Presidente del libero Consorzio  comunale,
  da  emanarsi  non  oltre il sessantesimo giorno antecedente  quello
  della votazione. Si applicano i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 6.".

   4.  All'articolo 5, comma 5, della legge regionale 4 agosto  2015,
  n.  15, le parole "all'Assemblea" sono sostituite dalle parole  "al
  Consiglio".

   5.  All'articolo 11, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15,  dopo  la  lettera a) è aggiunta la seguente:  "a  bis)  il
  Consiglio metropolitano;".

   6.  All'articolo 12, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.   15,   alla   lettera   d)  le  parole   "Adunanza   elettorale
  metropolitana"  sono  sostituite  dalla  parole  "e   presiede   il
  Consiglio metropolitano;".

   7. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 dopo l'articolo 14  è
  aggiunto il seguente:

                              Art. 14 bis
                        Consiglio metropolitano

   1.  Il Consiglio metropolitano è l'organo di indirizzo politico  e
  di controllo dell'ente di area vasta.

   2.  Il  Consiglio metropolitano, a maggioranza assoluta dei propri
  membri, approva:

   a) il  regolamento per il proprio funzionamento;

   b)  i bilanci di previsione, consuntivi e pluriennali proposti dal
  Sindaco metropolitano.

   3.  Il Consiglio metropolitano approva, altresì, i regolamenti,  i
  piani ed i programmi ed esercita ogni ulteriore funzione attribuita
  dallo statuto.

   4.    Il   Consiglio   metropolitano   propone   alla   Conferenza
  metropolitana  lo statuto e le sue modifiche ai sensi dell'articolo
  3, comma 2.

   5.   1l   Consiglio   metropolitano   è   composto   dal   Sindaco
  metropolitano e da:

   a)   quattordici   componenti,  nelle  Città   metropolitane   con
  popolazione residente fino a 800.000 abitanti;

   b)  diciotto componenti, nelle Città metropolitane con popolazione
  residente superiore a 800.000 abitanti.

   6.   Il  Consiglio  metropolitano  è  eletto  dai  sindaci  e  dai
  consiglieri comunali in carica dei comuni appartenenti  alla  Città
  metropolitana.  Sono  eleggibili  a  consigliere  i  sindaci  ed  i
  consiglieri comunali in carica. L'elezione avviene con le  modalità
  di cui all'articolo 18.

   7.  Non  sono elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi
  di  diritto  dalla carica, ai sensi dell'articolo  11  del  decreto
  legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

   8.  L'elezione del Consiglio metropolitano è indetta  con  decreto
  del  Sindaco  metropolitano, da emanarsi non oltre il  sessantesimo
  giorno antecedente quello della votazione. Si applicano i commi  2,
  3 e 4 dell'articolo 13.'.

   9.  All'articolo 12, comma 5, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15,  le  parole "alla Conferenza metropolitana" sono sostituite
  dalle parole "al Consiglio metropolitano».

   L'emendamento 4.11 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 4.1, degli onorevoli Fontana ed altri.

   FONTANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.2, degli onorevoli Fontana ed altri.

   FONTANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  4.5, 4.6, 4.9 e 4.10 degli onorevoli Formica  ed
  altri, sono inammissibili.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
        Soppressione della Giunta del libero Consorzio comunale
                     e della Giunta metropolitana

   1.  All'articolo  4, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n. 15, la lettera c) è soppressa.

   2.  All'articolo  5, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n. 15, la lettera b) è soppressa.

   3.  All'articolo  5, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15,  le parole  della Giunta  ovunque ricorrano sono sostituite
  dalle parole  del Consiglio .

   4.  All'articolo  5, comma 3, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n. 15, le parole  ai componenti della Giunta  sono sostituite dalle
  parole  ai consiglieri .

   5.  All'articolo  6, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15, le parole  della Giunta  sono sostituite dalle parole   del
  Consiglio .

   6.  All'articolo  7 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, il
  comma 3 è soppresso.

   7.  L'articolo   9 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  è
  soppresso.

   8.  All'articolo   11,  comma 1, della legge  regionale  4  agosto
  2015, n. 15, la lettera c) è soppressa.

   9.  All'articolo   12,  comma 1, della legge  regionale  4  agosto
  2015, n. 15, la lettera b) è soppressa.

   10.  All'articolo   12, comma 2, della legge  regionale  4  agosto
  2015, n. 15, sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al primo periodo, le parole  della Giunta metropolitana   sono
  sostituite dalle parole  del Consiglio metropolitano ;

   b)  al  secondo periodo, le parole  della Giunta  sono  sostituite
  dalle parole  del Consiglio .

   11.  All'articolo   12, comma 3, della legge  regionale  4  agosto
  2015,  n.  15, le parole  ai componenti della Giunta metropolitana
  sono sostituite dalle parole  ai consiglieri metropolitani .

   12.  All'articolo   13, comma 2, della legge  regionale  4  agosto
  2015, n. 15, le parole  della Giunta metropolitana  sono sostituite
  dalle parole  del Consiglio metropolitano .

   13.  All'articolo  14 della legge regionale 4 agosto 2015, n.  15,
  il comma 3 è soppresso.

   14.  L'articolo 16 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  è
  soppresso».

   L'emendamento   5.1,   degli  onorevoli  Formica   ed   altri,   è
  inammissibile.
   L'emendamento  5.2,  degli  onorevoli  Panarello   ed   altri,   è
  precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
               Assemblea del libero Consorzio comunale e
                        Conferenza metropolitana

   1.  L'articolo 2, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
  15 è così sostituito:
      2.  L'Assemblea del libero Consorzio comunale, su proposta  del
  Consiglio  del  libero  Consorzio comunale, adotta  o  respinge  lo
  statuto  e le sue modifiche con i voti che rappresentino almeno  la
  metà  dei comuni compresi nel libero Consorzio comunale e  la  metà
  della popolazione complessivamente residente. .

   2.  L'articolo 8 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è così
  sostituito:
    Art.  8. Assemblea del libero Consorzio comunale - 1. L'Assemblea
  del  libero  Consorzio comunale è composta dai Sindaci  dei  comuni
  appartenenti al libero Consorzio comunale.

   2.  L'Assemblea ha poteri propositivi e consultivi, secondo quanto
  disposto  dallo  statuto, nonché i poteri di  cui  all'articolo  2,
  comma 2. .

   3.  L'articolo 3, comma 2, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
  15 è così sostituito:
   "2.   La  Conferenza  metropolitana,  su  proposta  del  Consiglio
  metropolitano, adotta o respinge lo statuto e le sue modifiche  con
  i  voti che rappresentino almeno la metà dei comuni compresi  nella
  Città  metropolitana  e la metà della popolazione  complessivamente
  residente.".

   4.  L'articolo  15 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  è
  cosi sostituito:
   ''Art.   15.   Conferenza  metropolitana  -   l.   La   Conferenza
  metropolitana  è composta dai Sindaci dei comuni appartenenti  alla
  Città metropolitana.

   2.  La  Conferenza  ha  poteri propositivi e  consultivi,  secondo
  quanto  disposto dallo statuto, nonché i poteri di cui all'articolo
  3, comma 2.''».

   L'emendamento   6.1,   degli  onorevoli  Formica   ed   altri,   è
  inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
           Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 4
                          agosto 2015, n. 15

   1.  All'articolo  18 della legge regionale 4 agosto  2015,  n.  15
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  le  parole "della Giunta  del  libero  Consorzio
  comunale e della Giunta metropolitana" sono sostituite dalle parole
  "del  Consiglio  del  libero Consorzio  comunale  e  del  Consiglio
  metropolitano";

   b)  al  comma  3, dopo la parola "metropolitano" sono inserite  le
  parole  ",  sottoscritte  da almeno il 15 per  cento  degli  aventi
  diritto al voto,";

   c) dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:

   "4  bis. L'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale  e
  del  Consiglio metropolitano avviene sulla base di liste,  composte
  da  un  numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri
  da eleggere e non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte da
  almeno  il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Le liste  sono
  presentate   presso  l'ufficio  elettorale  dalle  ore   otto   del
  ventunesimo giorno alle ore dodici del ventesimo giorno antecedente
  la votazione.

   4  ter. Nelle liste nessuno dei due sessi può essere rappresentato
  in  misura superiore al 60 per cento del numero dei candidati,  con
  arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei  candidati
  del  sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore
  ai  50 centesimi. In caso contrario, l'ufficio elettorale riduce la
  lista  cancellando i nomi dei candidati appartenenti al  sesso  più
  rappresentato,  procedendo dall'ultimo  della  lista,  in  modo  da
  assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al primo  periodo.
  La  lista  che,  all'esito  della cancellazione  delle  candidature
  eccedenti,  contenga  un  numero di candidati  inferiore  a  quello
  minimo prescritto di cui al comma 4 bis è inammissibile.

   4  quater.  Il  Consiglio  del libero  Consorzio  comunale  ed  il
  Consiglio  metropolitano sono eletti con  voto  diretto,  libero  e
  segreto,  attribuito a liste di candidati concorrenti, in un  unico
  collegio   elettorale  corrispondente  al  territorio  del   libero
  Consorzio  comunale o della Città metropolitana.  Ciascun  elettore
  esprime  un  voto  che  viene ponderato sulla  base  di  un  indice
  determinato in relazione alla popolazione complessiva della  fascia
  demografica  del comune di cui è sindaco o consigliere, determinata
  ai sensi dell'articolo l, commi 33 e 34, della legge 7 aprile 2014,
  n  56. Ciascun elettore può esprimere, inoltre, nell'apposita  riga
  della scheda, un voto di preferenza per un candidato alla carica di
  consigliere compreso nella lista, scrivendone il cognome o, in caso
  di  omonimia,  il nome e il cognome, il cui valore è  ponderato  ai
  sensi  dell'articolo l, comma 34, della legge 7 aprile 2014, n  56.
  La  cifra elettorale di ciascuna lista è costituita dalla somma dei
  voti   ponderati  validi  riportati  da  ciascuna  di   esse.   Per
  l'assegnazione  del  numero dei consiglieri  a  ciascuna  lista  si
  divide la cifra elettorale di ciascuna lista successivamente per 1,
  2,  3,  4...  fino  a  concorrenza del numero  dei  consiglieri  da
  eleggere; quindi si scelgono, tra i quozienti così ottenuti, quelli
  più  alti,  in numero eguale a quello dei consiglieri da  eleggere,
  disponendoli   in  una  graduatoria  decrescente.  Ciascuna   lista
  consegue  tanti  rappresentanti eletti quanti sono i  quozienti  ad
  essa   appartenenti  compresi  nella  graduatoria.  A   parità   di
  quoziente,  nelle  cifre intere e decimali, il posto  è  attribuito
  alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità
  di quest'ultima, per sorteggio.";

   d)  al  comma  5 è aggiunto il seguente periodo: "Le  schede  sono
  predisposte  con le modalità previste dal comma 31 dell'articolo  1
  della legge 7 aprile 2014, n. 56.";

   e)  al  comma 8, lettera e), le parole "esterna, avvalendosi delle
  forze di polizia" sono soppresse;

   f)  al  comma  10,  le parole "dell'eletto" sono sostituite  dalle
  parole "degli eletti";

   g) il comma 11 è così sostituito:
    11.  Per  le elezioni del Consiglio del libero Consorzio comunale
  e  del Consiglio metropolitano, l'ufficio elettorale, terminate  le
  operazioni di scrutinio:

   a) determina la cifra elettorale ponderata di ciascuna lista;

   b)  determina la cifra individuale ponderata dei singoli candidati
  sulla base dei voti di preferenza ponderati;

   c)  procede  al  riparto dei seggi tra le liste ed  alle  relative
  proclamazioni. ;

   h) il comma 12 è così sostituito:
    12.  I  seggi  che  rimangono vacanti per  qualunque  causa,  ivi
  compresa la cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere  di
  un   comune   del   libero  Consorzio  comunale   o   della   Città
  metropolitana,  sono  attribuiti ai candidati che,  nella  medesima
  lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata.  Non
  si  considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto
  sindaco o consigliere in un comune del libero Consorzio comunale  o
  della Città metropolitana. ».

   Gli emendamenti 7.1 e 7.2 sono preclusi.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SAMMARTINO. La percentuale per la presentazione della lista  delle
  aree metropolitane è del 15 per cento .
   C'è una discrasia

   PRESIDENTE.   Ma   se   l'ha  votato  la  Commissione,   onorevole
  Sammartino
   L'Aula  fa  delle scelte, la Commissione fa le sue scelte  che  le
  posso dire?
   C'è   il   testo   della   Commissione   non   posso   dichiararlo
  inammissibile. Onorevole Sammartino, lei ci ha provato

   SAMMARTINO. Presidente, non sottovaluti questo articolo

   PRESIDENTE.  No,  io  non sottovaluto niente   Già  c'è  molto  da
  sottovalutare qua
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
          Durata e cessazione degli organi degli enti di area
                                 vasta

   1.  All'articolo  19 della legge regionale 4 agosto  2015,  n.  15
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  la  rubrica è sostituita dalla seguente "Durata,  decadenza  e
  cessazione degli organi";

   b)  al  comma 1 è aggiunto, all'inizio, il seguente periodo:  "Gli
  organi  dei  liberi  Consorzi comunali e della Città  metropolitane
  durano in carica quattro anni.";

   c)   al   comma  l  le  parole  "o  di  presidente  del  consiglio
  circoscrizionale" sono soppresse.

   2.  All'articolo 7, comma l, della legge regionale 4 agosto  2015,
  n.  15,  le  parole  "ovvero  nel caso di  rimozione  dello  stesso
  Presidente  per  approvazione  di  mozione  di  sfiducia  ai  sensi
  dell'articolo 10" sono soppresse.

   3.  All'articolo 14, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n. 15, le parole "ovvero nel caso di rimozione dello stesso Sindaco
  metropolitano  per  approvazione di mozione di  sfiducia  ai  sensi
  dell'articolo 17" sono soppresse».

   L'emendamento   8.3,   degli  onorevoli  Formica   ed   altri,   è
  inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 8.2 della Commissione.  Il  parere  del
  Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 8.1 e  8.7 sono assorbiti dall'emendamento 8.2.
   Si passa all'emendamento 8.8, degli onorevoli Formica ed altri. Il
  parere del Governo sull'emendamento 8.8?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  L'articolo  dice  che  viene  nominato  un  commissario.
  Invece,  è  giusto che vengono rifatte le elezioni. Il  parere  del
  Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.8. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.6, a firma dell'onorevole Formica  ed
  altri.

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 8.4 è precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                        Gratuità delle cariche

     1.  L'articolo 20 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15  è
   così  sostituito:   Art.  20. Gratuità delle  cariche  -  1.  Gli
   incarichi  di  Presidente del libero Consorzio comunale,  Sindaco
   metropolitano,  componente dell'Assemblea  e  del  Consiglio  del
   libero  Consorzio  comunale, componente della  Conferenza  e  del
   Consiglio  della  Città  metropolitana sono  tutti  esercitati  a
   titolo  gratuito. Restano a carico dei rispettivi  enti  di  area
   vasta  gli  oneri connessi con le attività in materia  di  status
   degli amministratori, relativi ai permessi retribuiti, agli oneri
   previdenziali,  assistenziali  ed  assicurativi  previsti   dalla
   normativa vigente».

   All'articolo  9  è  stato  presentato l'emendamento  9.1  a  firma
  dell'onorevole Formica ed altri.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, è un emendamento che tende, vista  la
  situazione  dei  Comuni  che  come  tutti  sappiamo  e  come  tutti
  conosciamo,  è  drammatica e sono tutti  a  collasso  per  l'azione
  combinata di Governo nazionale  e Governo regionale che ha tagliato
  tutti i fondi, fermo restando la gratuità delle cariche che restano
  gratuite, gli altri oneri che la legge prevede che siano  a  carico
  dei Comuni, noi prevediamo che invece di essere a carico dei Comuni
  che  sono come lei sa e come tutti sanno assolutamente al collasso,
  siano  a carico delle finanze regionali. Mi pare un emendamento  di
  buon senso.

   PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 non ha copertura finanziaria.

   FORMICA.  Ma è norma elettorale  Quando ci sono le elezioni  dov'è
  la copertura?

   PRESIDENTE. Non c'entra, non è norma elettorale.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
           Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 4
                          agosto 2015, n. 15

     1.  All'articolo 22 della legge regionale 4 agosto 2015, n.  15,
   alla fine del comma 2 è aggiunto il seguente periodo:  In sede  di
   prima applicazione delle disposizioni del presente comma, in luogo
   dei  crediti  formativi  rispettivamente  previsti  dal  comma  3,
   lettera c), e dal comma 4 lettera c), dell'articolo 3 del predetto
   decreto  ministeriale, è richiesto il conseguimento, nel  triennio
   precedente,  di  15 crediti formativi riconosciuti dai  competenti
   ordini  professionali o associazioni rappresentative degli stessi,
   per aver partecipato a corsi e/o seminari formativi in materia  di
   contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti
   territoriali».

        All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.1 a firma
  degli onorevoli Formica ed altri.
   Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento 10.4, a firma degli onorevoli Picciolo ed
  altri.

   GRECO MARCELLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 10.2 e 10.3, a firma degli onorevoli  Ciancio  ed
  altri, sono preclusi.

   FORMICA. Questo articolo che c'entra con la legge?

   CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE,  presidente della  Commissione.  L'articolo  10
  nasce  perché  la  norma  nazionale  prevede  tutta  una  serie  di
  caratteristiche  per  quanto riguarda i  revisori  dei  conti,  non
  ultimo l'essere in possesso di alcuni crediti formativi.
   In  Sicilia si è creato un vulnus perché questi crediti  formativi
  sono  di  natura  ministeriale.  I nostri  revisori,  in  tutta  la
  Sicilia, non hanno crediti di questo genere.
   Se  leggete  l'articolo 10 dice, infatti, che  in  sede  di  prima
  applicazione  invece  di far valere i crediti  formativi  nazionali
  valgono i crediti formativi regionali. Questo dice la norma.

   PRESIDENTE. Onorevole Cascio, siamo d'accordo.

   CASCIO  SALVATORE,  presidente della Commissione.  Ed  allora,  ci
  troveremo nell'impossibilità di eleggere i revisori.

   PRESIDENTE.  Ed allora, ritorniamo al punto di prima  e  ha  fatto
  bene  l'onorevole Formica ad evidenziarlo, a condizione che non  si
  costituisca  un  precedente, perché non c'entra con  l'impugnativa;
  questo è il punto
   Se  non  segue però un filo logico  Nel merito potete  avere  pure
  ragione ma non c'entra con l'impugnativa.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, mi riallaccio alla questione sollevata
  la  volta  scorsa.  E'  vero,  non c'entra con l'impugnativa,  però
  rischiamo di lasciare la legge così che non ci permette di eleggere
  i  nostri  revisori. I revisori che sono residenti in  Sicilia  non
  possono  partecipare  alla  nomina dei  revisori  presso  le  città
  metropolitane.
   Sarebbe,  pertanto, un controsenso non ammetterla e non  approvare
  questa  norma  che  prevede, intanto, i crediti formativi  previsti
  dagli  ordini  della  categoria  ed  inoltre  quelli  residenti  in
  Sicilia.
   A  mio avviso, occorre una norma di buon senso per farci approvare
  questo articolo.
   Mi  è  stato  chiesto  cosa  c'entra il testo.  C'entra  perché  è
  nell'articolato, non è un emendamento l'articolo 10.
   E'  articolato  in  visione  dal 16  dicembre,  non  ce  lo  siamo
  inventati  oggi l'articolo 10  L'articolo 10 già c'era, per  essere
  chiari. L'articolo 10  non è ex novo.

   PRESIDENTE.  Questo  lo  so, ma nella  mia  posizione  -  mi  deve
  spiegare - come faccio a dichiarare inammissibile questo.

   CASCIO  SALVATORE, presidente della Commissione. Non ho  nulla  in
  contrario.

   PRESIDENTE. Siccome ognuno ormai segue una propria logica molto ma
  molto personale...

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI GIACINTO. Signor Presidente, il problema nasce da una circolare
  fatta dall'Assessore Pistorio in cui si prevede - l'ho già detto la
  volta scorsa in Aula - con la circolare dell'Assessore per gli enti
  locali  questo problema può essere anche risolto cassando la  parte
  dei crediti formativi depositati al Ministero degli interni.
   La norma, secondo me, non occorre neanche votarla.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, il Presidente della Commissione  mi
  fa  rilevare  che  già  è  esitato dalla Commissione  -  mi  dovrei
  chiedere  perché  la  Commissione  l'ha  inserito?  -  con  il  suo
  permesso,  premesso  che ciò non costituirà prassi,  che  facciamo?
  Ammettiamo, punto e basta

   FORMICA.  Sono favorevole, purchè rimanga agli atti, in modo  tale
  che non possa costituire un precedente.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Presidente,  per  fortuna  ci  sono  tanti  avvocati  in
  quest'Aula che chiariscono la situazione.
   Fermo   restando  il  merito  dell'articolo  che  se  lo  vogliamo
  mantenere,  non ce n'è bisogno - secondo me - è stato un  dibattito
  che  abbiamo  ampiamente  fatto e spero che  al  più  presto  in  I
  Commissione  si  possa  sciogliere questo  nodo  della  fantomatica
  circolare.  Se  manteniamo l'articolo 10, quindi  se  decidiamo  di
  votare l'articolo 10, chiedo di aggiungere le parole  residenti  in
  Sicilia', non lo sto spiegando all'Aula, l'emendamento 10.3 che  ho
  avuto  modo  di  illustrare anche al Presidente della  Commissione,
  dice che i revisori vengono scelti tra quelli residenti in Sicilia,
  ovviamente secondo sorteggio e tutto quello che prevede la legge.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO  SALVATORE,  presidente  della  Commissione.  Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione a maggioranza, pongo in votazione l'emendamento   10.3,
  dell'onorevole Ciancio ed altri. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
           Modifiche all'articolo 25 della legge regionale 4
                          agosto 2015, n. 15

   1.  All'articolo 25, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15,  le  parole  novanta giorni  sono sostituite  dalle  parole
   centocinquanta giorni .

   2.  All'articolo 25, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n. 15, le parole  dai Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dai
  Sindaci   metropolitani,  dai  rappresentanti  dell'Anci   Sicilia,
  dell'Urps,  sono sostituite dalle parole  dai legali rappresentanti
  dei  liberi  Consorzi  comunali e delle Città metropolitane  e  dai
  rappresentanti».

   Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Formica ed altri,
  l'emendamento 11.1  soppressivo dell'articolo 11.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  11.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
              Modifica delle funzioni proprie del libero
             Consorzio comunale e delle funzioni regionali

   1.  La  lettera e) del punto 3) del comma 1 dell'articolo 27 della
  legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 è soppressa.

   2.  All'articolo 27, comma 2, lettera f) della legge  regionale  4
  agosto  2015,  n. 15 dopo la parola  sostegno  inserire  le  parole
   finanziario   per   le  attività  didattiche   e   le   spese   di
  funzionamento   e  dopo  le parole  nonché  degli  enti  culturali
  inserire  le  parole  e degli istituti superiori di studi  musicali
  presenti nel territorio .

   3.  Il punto 2) del comma 1 dell'articolo 33 della legge regionale
  4 agosto 2015, n. 15 è soppresso».

   Vorrei  un  chiarimento da parte del presidente della Commissione.
  Siamo  entrati nella materia delle funzioni. Il testo esitato dalla
  Commissione  fa  propri  i  rilievi  del  Governo  nazionale.   Con
  riferimento all'articolo 12 che parla di funzioni, siccome  abbiamo
  tantissimi  emendamenti sulle funzioni, l'articolo  12  si  attiene
  solo  ai  rilievi del Governo nazionale o ha fatto delle  modifiche
  rispetto a quelli?

   CASCIO  SALVATORE, presidente della Commissione. Alla domanda  che
  lei ha fatto, signor Presidente, la Commissione, come da procedura,
  nel momento in cui è arrivato il testo stralciato dall'Aula ha dato
  il  tempo per gli emendamenti. Nel momento in cui ha dato il  tempo
  per  gli  emendamenti si è presentato un emendamento che modificava
  l'articolo  12, l'ha ritenuto ammissibile in quanto non stravolgeva
  per  niente il disegno della legge originaria e l'ha votato. Questa
  è la procedura per quanto riguarda l'articolo 12.

   PRESIDENTE.  Non accantono l'articolo.

   CASCIO   SALVATORE,  presidente  della  Commissione.  Per   quanto
  riguarda  invece  gli emendamenti questa Commissione,  in  sede  di
  discussione generale, aveva fatto un appello e l'appello era quello
  di  non stravolgere la legge e di appesantirla con emendamenti  del
  genere,   tant'è   che  avevamo  deciso,  tutti  assieme,   in   un
  ragionamento   collettivo,  di  non  presentare   emendamenti   che
  modificavano o allargavano le funzioni. Qua ci sono emendamenti che
  allargano e modificano di molto le funzioni dei liberi consorzi.

   PRESIDENTE. Nell'articolo 12 la Commissione si è attenuta solo  ai
  rilievi formulati dal Governo nazionale o ha fatto delle aggiunte?

   CASCIO   SALVATORE,  presidente  della  Commissione.  No.   Questi
  emendamenti non sono passati dalla Commissione.

   PRESIDENTE.  Da  quello che mi evidenziano gli uffici,  invito  la
  Commissione, che per quanto riguarda il comma 1  e il comma 3 che è
  un adeguamento ai rilievi formulato dal Governo nazionale, mentre è
  aggiunto  il  comma 2.  Io invito la Commissione  a  presentare  un
  emendamento  soppressivo  del comma 2, altrimenti  debbo  ammettere
  tutti gli emendamenti relativi alle funzioni.
   Se  mi  presenta  un emendamento soppressivo del  comma  2  almeno
  cerchiamo da questo punto di vista.

   PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, questo comma approvato  ed
  esitato  in  Commissione in realtà non introduce nuove funzioni  ai
  liberi consorzi.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori io  credo
  che  mantenere  questa modifica all'articolo 27 della  Legge  15  è
  funzionale a mantenere in vita due istituzioni che sono i  consorzi
  universitari  e  gli  istituti musicali. Sui consorzi  universitari
  passiamo nottate intere di finanziaria a rammaricarci del fatto che
  i  commissari  nominati  il primo atto che  adottano  è  quello  di
  rescindere

   PRESIDENTE.  Sta entrando nel merito ed ha perfettamente  ragione.
  Il  punto uno è, onorevole Panepinto per intenderci, se io  ammetto
  nella  sua  interezza  l'articolo 12, sono costretto  ad  ammettere
  tutti gli emendamenti presentati relativi alle funzioni, per essere
  chiari.
   Quindi, la Commissione insiste?

   PANEPINTO,   relatore.  Signor  Presidente,   semplicemente   come
  parlamentare - la Commissione nel suo organo collegiale decide - io
  ritengo che vada mantenuto.

   PRESIDENTE. Va mantenuto, va bene. La Commissione lo mantiene, non
  presenta l'emendamento soppressivo sul comma 2. Sono ammessi  tutti
  gli emendamenti relativi alle funzioni. Onorevole Formica, ci siamo
  intesi

   FORMICA. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento di riscrittura 12.1.1 a firma
  dell'onorevole Anselmo sulle funzioni, addirittura di riscrittura.
   Scusate, noi ci siamo completamente discostati da quella che  era,
  sostanzialmente,  la  cornice che lei, onorevole  Panepinto,  aveva
  richiamato.   Io   ho  dichiarato  inammissibili  gli   emendamenti
  dell'onorevole Formica sul presupposto che c'era una  cornice  bene
  definita  che  erano  i  rilievi formulati dal  Governo  nazionale.
  Questo è il punto di base.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Lo dichiari inammissibile

   PRESIDENTE.  Ma non è così, onorevole Cracolici  Le  regole  vanno
  rispettate,  ci  sono  per  essere rispettate    Noi  non  possiamo
  applicare  la legge come ci conviene, non credo assolutamente   Noi
  stiamo facendo una nuova legge, se poi pensiamo di avere gli  amici
  al Governo nazionale che ci fanno passare le norme...

   CRACOLICI.  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea Lo dichiari inammissibile e vada avanti

   PRESIDENTE.   Inammissibile,  no    Perché   la   Commissione   ha
  introdotto. Io sto dicendo alla Commissione di venirmi  incontro  e
  di  presentare un emendamento soppressivo. Ci sono gli  interventi.
  Che  si parla di consorzi ora è come se fossi io contro i consorzi
  Già  abbiamo il precedente della finanziaria. Non sono io contro  i
  consorzi  universitari per essere chiari, però dico la  Commissione
  mi venga incontro

   CASCIO   SALVATORE,   Presidente  della   Commissione.   D'accordo
  Presidente, chiedo una breve sospensione.

   PRESIDENTE. Mettetevi d'accordo sulle funzioni.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 18.32)

   PRESIDENTE. L'Aula riprende.

   CASCIO    SALVATORE,    presidente   della   Commissione    Affari
  Istituzionali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO    SALVATORE,    presidente   della   Commissione    Affari
  Istituzionali.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    la
  Commissione presenta l'emendamento soppressivo.

   PRESIDENTE. Di cosa, del secondo comma dell'articolo 12?

   CASCIO    SALVATORE,    presidente   della   Commissione    Affari
  Istituzionali Lo scriviamo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di essere posti in congedo,
  per  la  giornata  odierna,  gli  onorevoli  Zafarana,  Ioppolo,  e
  Clemente.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del disegno di legge n. 1070/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Commissione  ha
  presentato   un   emendamento   soppressivo   del   secondo   comma
  dell'articolo 12.
   Onorevole Anselmo, lei ritira il suo emendamento?

   ANSELMO. No, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate,  mi  auguravo  che  dopo
  diversi  anni  di discussione già fosse maturata la  consapevolezza
  della procedura da seguire.
   Ribadisco  un concetto, che è poi quello che ha detto il  relatore
  della  legge, l'onorevole Panepinto:  noi avevamo questa  benedetta
  cornice entro la quale muoverci, e sulla base di questo presupposto
  dovevamo discutere solo della coincidenza o meno del sindaco  della
  città metropolitana.
   L'Aula  si è espressa, ne prendiamo atto. Sulla base di questo  io
  ho   dichiarato  inammissibili  tutta  una  serie  di   emendamenti
  dell'onorevole Formica, perché questo deve essere il principio, ma,
  ribadisco  queste cose perché rimangano agli atti,  perché  non  si
  dica che questo costituisca il precedente. Siccome qua si tratta di
  adeguamento in assenza del Commissario dello Stato, in  assenza  di
  una  procedura che non è scritta in nessun posto, in assenza di una
  legge che regola i rapporti tra Parlamento e Governo, in assenza di
  resistenza  da parte del Governo nazionale su questa legge,  perché
  il  dato  fondamentale è questo,  che il Governo ha deciso  a  cosa
  adeguarsi  e  a  cosa  non adeguarsi, con  sfregio  e  violenza  di
  quest'Aula; noi non possiamo seguire questo andazzo.
   C'era  la mozione che dobbiamo discutere, ho chiesto al presidente
  della  Commissione,  al fine di non inserire nuovi argomenti al  di
  fuori di questo perimetro, di darmi una mano e di stralciare quella
  parte  inserita  direttamente  in Commissione  che  riguarda  nuove
  funzioni,  ma  se  lei,  onorevole  Anselmo,  insiste  con  il  suo
  emendamento  sarò  io stesso a dire alla Commissione  di  non  fare
  l'emendamento   soppressivo,  altrimenti  dichiarerò  inammissibili
  tutti gli emendamenti, e passiamo alla votazione dell'art. 12, così
  come emendato, sulla base di quel soppressivo.

   GRECO GIOVANNI. Faccia così perché loro non ragionano  Lo faccia

   PRESIDENTE.  Sto cercando di mantenere, con tutte  le  difficoltà,
  una linearità nel momento di legiferare.

   GRECO  GIOVANNI.  Il  Presidente del Gruppo  parlamentare  del  PD
  dovrebbe dare l'esempio

   PRESIDENTE. Volete altro tempo per discutere?

   ANSELMO. Qualche minuto, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Sì, ma scusate, l'Aula non è fatta solo  dal  Partito
  Democratico, con tanto rispetto
   La  Commissione ha presentato un emendamento soppressivo,  recante
  numerazione 12.8, che prevede la soppressione del comma 2. Lo pongo
  in votazione.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e   la  funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti, relativi alle funzioni, sono
  dichiarati inammissibili.

   GRECO GIOVANNI. Posso illustrare l'emendamento 12.7?

   PRESIDENTE. Non c'entra il buon senso o altro, è una questione
  procedurale, non posso ammettere funzioni.
   Pongo in votazione l'art. 12. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13
   Modifiche all'articolo 45 della legge regionale 4 agosto 2015, n.
                                  15

   1.  All'articolo 45, comma 5, della legge regionale 4 agosto 2015,
  n. 15 sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  dopo le parole  referendum confermativo  inserire le parole  ,
  senza richiesta di quorum,

   b)  aggiungere  alla fine il seguente periodo:   I  comuni  i  cui
  referendum  abbiano avuto esito favorevole costituiscono  il  nuovo
  libero Consorzio comunale, sussistendo i requisiti di cui al  comma
  1. .»

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica,  siccome  lei  ha  presentato  un
  soppressivo,  e  questo articolo non faceva parte dell'impugnativa,
  assolutamente no.
   Allora,  c'è  un soppressivo dell'onorevole Formica che  invito  a
  votare per mantenere la linearità.

   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e   la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE.  Siamo  all'esame  dell'art.  13  che  è  un  aggiunta
  rispetto  al disegno di legge del Governo. Ho chiesto all'onorevole
  Formica di mantenere il soppressivo, così come si è fatto su questo
  per mantenere la linearità, poi uno vota a favore o contro.

   FORMICA. Governo sia coerente.

   PRESIDENTE. Il Governo ha cambiato idea, è favorevole.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  capisco  la
  difficoltà davanti a un testo che ha visto un iter complesso che  è
  durato  tre  anni  in  questo Parlamento però,  credo,  che  stiamo
  procedendo in un modo molto strano, perché è stato dato all'Aula un
  termine   per  la  presentazione  degli  emendamenti,   l'Aula   ha
  presentato  i suoi emendamenti che sono stati messi nel testo,  ora
  non  capisco perché vengono inseriti degli emendamenti se poi  sono
  dichiarati inammissibili.
   Ci  siamo  consultati su tanti emendamenti fatti che, onestamente,
  avevano  anche un senso giuridico per i quali erano stati inseriti,
  quindi  non sto comprendendo perché dall'articolo 12 in  poi  si  è
  proceduto  a  eliminare tutti gli emendamenti che  riguardavano  le
  funzioni, anche perché vorrei ricordare che quando abbiamo fatto la
  precedente  legge,  nel 2015, era stato detto  che  quando  avremmo
  ripreso  legge  si  sarebbero rivisti  alcuni  aspetti  che  magari
  l'avevano ingolfata.
   Oggi  siamo qui, io non capisco qual è la premura di finire  tutto
  in  un'ora e non possiamo, con un po' di buon senso, sistemare quel
  qualcosa che, magari, in quella legge era andata oltre.
   Penso  che  anche sulle competenze ne avevamo parlato  e  lei  era
  d'accordo.

   PRESIDENTE.  Difatti, onorevole Sudano, lei ha toccato  il  punto:
  quando riprenderemo la legge.  Noi non stiamo riprendendo la legge,
  noi  siamo in presenza di un'impugnativa del Governo nazionale  che
  ci  dice:  Questi sono gli argomenti: o ti adegui oppure fai quello
  che  abbiamo fatto . Noi su tre punti ci siamo adeguati e su  altro
  no.
   Questa non è una nuova legge noi, in assenza dell'impugnativa  del
  Governo, stiamo in qualche modo cercando di mettere una pezza.

   SUDANO.  Signor Presidente, ma se erano inammissibili perché  sono
  nel testo? Questo non comprendo, solo questo.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, ha pure ragione,  lei e sa  quanta
  ragione  ha,  però  le posso dire che forse sono stato  l'unico  ad
  evidenziarlo.

   MUSUMECI. Assieme a qualche altro. Un Presidente che mette pezze è
  ridotto veramente male

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 13.
  Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO  SALVATORE,  presidente  della  Commissione.  Contrario   a
  maggioranza.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   visto   e
  considerato che non abbiamo a disposizione  il testo della legge da
  modificare  e siccome io non sono un grande esperto di diritto  non
  riesco  a  capire  bene le cose, vorrei che chi ha proposto  questo
  emendamento  lo  illustrasse  per verificare  quelle  che  sono  le
  conseguenze  pratiche  sulla soppressione  dell'articolo  13,  anzi
  dell'articolo  45,  arrivati  a  questo  punto,  e  successivamente
  venissero  illustrate - anche da parte della Presidenza,  se  fosse
  necessario  -  quali siano le conseguenze pratiche delle  modifiche
  che  si  propongono.  Fra l'altro le chiedo: queste  modifiche  che
  vengono proposte fanno oggetto o no di impugnativa?

   PRESIDENTE.  Proseguiamo  il percorso,  tant'è  che  sto  dicendo:
  manteniamo  la soppressione proposta dall'onorevole Formica  perché
  non fanno parte dell'impugnativa .

   MALAFARINA. E' giusto sopprimere, però io voglio capire quali sono
  le  conseguenze  pratiche della soppressione  di  questo  articolo.
  Scusatemi, chiedo solo di capire.

   GRECO  GIOVANNI. Era in corso una votazione, non aveva il  diritto
  di intervenire

   PRESIDENTE. No, onorevole Greco, ha diritto di parlare l'onorevole
  Malafarina.

   MALAFARINA. E se questo non contrasta con un percorso già  avviato
  da   parte   di  popolazioni  che  hanno  espresso  delle   volontà
  referendarie  su cui credo che sia necessario il massimo  rispetto.
  Torno a dire: non capisco il senso di questi emendamenti, lo vorrei
  capire.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   l'emendamento   soppressivo
  dell'onorevole  Formica,  il 13.1. Con  il  parere  favorevole  del
  Governo,  contrario a maggioranza la Commissione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'articolo 13 è soppresso.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14
                          «Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Onorevoli   colleghi,  c'è  un  emendamento,  l'unico   aggiuntivo
  ammesso   è   del   Governo,   che   prevede   di   posticipare   i
  commissariamenti  fino  al  30  settembre  2016.  E'  proposto  dal
  Governo, credo che l'assessore Lantieri sia d'accordo.

   FORMICA. Non è un emendamento di poco conto, signor Presidente.

   PRESIDENTE. E' conseguente.

   LANTIERI.  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Questo  emendamento  è  stato  presentato  per  dare  la
  possibilità di votare. Le elezioni amministrative sono il 5  giugno
  ed  i  ballottaggi il 19. Per dare la possibilità di insediarsi  ai
  nuovi consiglieri comunali, di votare con serenità, anche perché 60
  giorni occorrono per la presentazione delle liste, c'è tutto quello
  che  si deve preparare per le votazioni di secondo livello da parte
  delle ex province regionali.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, il Governo propone  addirittura  4
  mesi,  una  proroga  di 4 mesi. Avrà fatto le valutazioni  ai  fini
  procedurali.  Abbiamo qui il Governo, deve avviare  una  procedura,
  deve  essere pubblicata la legge, dobbiamo sperare che nessuno  dei
  sindaci delle città metropolitane impugni la legge. Il parere della
  Commissione?

   CASCIO    SALVATORE,    presidente   della   Commissione    Affari
  Istituzionali. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  aggiuntivo   A13
  presentato  dal  Governo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in  votazione l'articolo 14. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  velocemente   per  dichiarare  che  il  Gruppo  di   Forza   Italia
  preannunzia   l'uscita  dall'Aula.  Noi,  così  come  non   avevamo
  condiviso la impostazione della legge e, specificatamente, la legge
  15 non possiamo per il medesimo motivo condividere questo ulteriore
  papocchio  che si è consumato stasera, questa ulteriore  legge  che
  non
  risolverà alcuno dei problemi, soprattutto relativo alle tutele dei
  dipendenti all'avvicendamento di questo nuovo ente sovra  comunale,
  che rischia di ingolfarsi e di essere ulteriormente depauperato per
  un  vergognoso  prelievo  forzoso che lo Stato  ha  voluto  imporre
  specificatamente, soprattutto alla Sicilia.
   Per  queste  ragioni  ed anche a causa, se vogliamo,  del  mancato
  accoglimento   delle  nostre  proposte,  prima  fra   tutte   sulla
  governance - noi dicevamo che bisognava dare la voce al popolo, noi
  volevamo  sottrarre la governance alle segreterie politiche  -  per
  queste  ragione  e per il motivo sostanziale che questa  norma  non
  risolverà  alcuno dei problemi noi diciamo:  votatevela  voi    noi
  usciamo dall'Aula e speriamo che questa norma non faccia più  danni
  rispetto a quelli che avrebbe dovuto correggere .

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, avremmo
  voluto votare un disegno di legge che fosse tutto tranne quello che
  è venuto fuori.
   Ribadisco,  una battaglia di principio fatta nella prima  edizione
  di  questa legge, che era quella dell'elezione diretta dei  sindaci
  metropolitani e dei presidenti degli istituendi liberi consorzi dei
  comuni.
   Questa  battaglia non è andata, è un oltraggio alla democrazia,  è
  un  oltraggio alla scelta libera da parte dei cittadini dei  propri
  rappresentanti, è un oltraggio alla partecipazione  democratica  e,
  tuttavia,   per   buon  senso,  o  meglio  per   un   forte   senso
  istituzionale,  avevamo  a  quel  punto  accettato  -  come  Gruppo
  parlamentare  del  Cantiere popolare' - l'idea che si  facesse  una
  legge   rispettosa   del  dettato  del  Consiglio   dei   ministri,
  soprattutto  nel  momento  in  cui questo  dettato  non  era  stato
  impugnato  e,  quindi,  non  era  stato  utilizzato  l'unico  mezzo
  corretto,  sotto  il profilo istituzionale, per  creare  condizioni
  diverse  e  per  determinare e dettare, una  volta  per  tutte,  la
  potestà  di  questo  Parlamento rispetto ad un  tema  che  non  era
  secondario ma che parlava proprio di prerogative parlamentari.
   Oggi  si  è  voluto consumare, a maggioranza, e con uno scarto  di
  quattro  voti, a mio parere, un ulteriore sfregio della potestà  di
  questo Parlamento.
   Avere  ancora  una volta confermato la distonia  tra  sindaco  del
  capoluogo  e  sindaco metropolitano, andando, senza alcuna  ragione
  giuridicamente  apprezzabile,  contro  quella  che  era  stato,  in
  maniera  chiara  e  tassativa,  l'indicazione  del  Consiglio   dei
  ministri - ribadisco, non impugnata - per quanto mi riguarda e  per
  quanto  ho  detto nella scorsa seduta, non è accettabile  sotto  il
  profilo giuridico, normativo e politico.
   Per  questa  ragione, a differenza della volta  precedente,  nella
  quale  votammo  contro, facciamo ancora una volta a  chi  invece  è
  soddisfatto di quest'ulteriore papocchio, i nostri migliori  auguri
  ed  i nostri complimenti. Votatevela voi, siamo convinti che questa
  legge  non potrà non essere impugnata e che, essendo impugnata,  io
  temo  -  ma  spero  che  il  mio timore  resti  vano  -  non  abbia
  conseguenze  dannose  sull'aspetto  occupazionale  che  riguarda  i
  dipendenti delle province e dei futuri liberi consorzi. Io  non  mi
  presto a questo gioco al massacro.
   Oggi  è  un  gioco  al  massacro  istituzionale  che  non  mi  può
  appartenere per storia e per conoscenza, domani potrebbe essere  un
  gioco al massacro sociale dal quale io mi sottraggo e dal quale  io
  prendo  le  distanze,  attribuendo a chi voterà  questa  legge,  la
  responsabilità del misfatto che oggi state compiendo.
   Ne  risponderete ai siciliani, non soltanto alla classe  politica,
  non  soltanto  ai  sindaci, non soltanto agli  elettori  che  avete
  mortificato togliendogli il diritto di eleggere direttamente i loro
  rappresentanti, ma io credo anche a tanti cittadini che  in  questa
  legge hanno visto - sbagliando per quello che è stato dimostrato  -
  una svolta nella pagina politica siciliana.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, io invece rimango in Aula, rimango in
  Aula per votare contro questa legge e per marcare la mia differenza
  e  quella dei colleghi che vorranno condividerla con il resto di un
  Parlamento che oggi scrive - mi dispiace doverlo dire -  una  delle
  pagine più tristi e più ingloriose della sua settantennale storia.
   Avete  creato  una  istituzione  simulata' con questa  legge.  Una
  istituzione senza democrazia, perché abolita. Avete resuscitato  le
  cordate tra i partiti. Non avete determinato alcun risparmio. Avete
  affidato  a  poche  persone il diritto di decidere  i  vertici  che
  governeranno il territorio di cinque milioni di cittadini.
   La  tristezza  che  accompagna  questa  seduta  assembleare  è  la
  conferma  più  eloquente e più inconfutabile di come, oggi,  questo
  Parlamento  abbia  dichiarato  resa incondizionata  al  centralismo
  romano.
   Questo Statuto siciliano va abrogato perché voi lo avete vilipeso,
  e  continuate a mortificarlo giorno dopo giorno. Da oggi nessuno ha
  più  il  diritto  di appellarsi allo spirito autonomistico,  perché
  questa   legge  è  la  consacrazione  della  rinuncia  a  qualunque
  prerogativa legislativa del Parlamento siciliano.
   Per  queste ragioni e per quelle che emergeranno nei prossimi mesi
  quando  si  capirà che con questa legge aumenteranno i  costi,  non
  saranno  garantiti  i diritti dei cittadini e  i  sindaci  verranno
  abbandonati    in   un   isolamento   squallido   e   assolutamente
  inaccettabile, soltanto dopo, i cittadini malediranno politicamente
  chi  questa  legge  avrà  voluto  votare,   per  consacrare  e  per
  accontentare  lo  sfizio  di  un  personaggio  che  ha  pensato  di
  riabilitare  la  mediocrità della propria esistenza utilizzando  la
  cattedra  più alta di questa regione che è quella della  presidenza
  della Regione siciliana.
   Noi  non possiamo prestarci né a questo gioco, né a quello di  chi
  si  allontana dall'Aula per ragioni forse ben diverse da quelle per
  le  quali,  invece,  dovrebbe restare in  trincea  fino  all'ultimo
  momento per fare la differenza.
   Per questa ragione, io mi fermo e si fermano i colleghi di Gruppo.

   FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, prendo  la
  parola per dire che il mio Gruppo voterà in modo contrario a questa
  legge.
   La  legge  n. 15, abbiamo ben capito, ha avuto bisogno  di  questi
  ritocchi  a  causa di un Consiglio dei Ministri che, per l'ennesima
  volta, ha umiliato questo Parlamento e il nostro Statuto.
   Un  Governo che lo ha ulteriormente umiliato di fronte a  tutti  i
  siciliani  non  impugnando, non resistendo  alle  osservazioni  del
  Consiglio dei Ministri e, per giunta, ci siamo sottoposti a  quella
  che  ho  chiamato, anche in sede di discussione generale la  scorsa
  settimana, una specie di pantomima.
   Dobbiamo recitare, assorbire, fare delle modifiche solo per andare
  a mettere delle toppe alle inadempienze di altri.
   Mi  dispiace dire - purtroppo - che, comunque, anche se quest'Aula
  approverà  queste modifiche, non cambierà molto la  situazione  dei
  lavoratori,  delle persone che ci sono venute a  chiedere  conto  e
  ragione.
   Purtroppo, l'interlocutore non era rappresentato da noi.
   L'interlocutore è Roma e lì che si è agito facendo dei tagli e non
  prendendo in considerazione l'assetto che avevamo stabilito  per  i
  nostri enti intermedi.
   Il  falso  mito, quindi, che è stato messo in giro, ossia  che  la
  mancata approvazione, le mancate modifiche rappresentavano la causa
  della mancanza di risorse economiche, forse si sfaterà.
   La cosa che dispiace davvero è che ora queste persone, i siciliani
  dovranno rivolgersi ai veri carnefici.
   Mi  riferisco a questo Governo, al Governo nazionale perché  è  lì
  che  si sono fatti tagli e, di certo, non è stata una manchevolezza
  di  questo  Parlamento  che - purtroppo  -  dovrà  ingoiare  questo
  boccone amaro.
   Voglio  sperare  che  non succeda mai più che  questo  Governo  si
  pieghi  così al diktat proveniente da Roma, che non provi a saziare
  appetiti politici utilizzando il Parlamento a proprio uso e consumo
  e  che, finalmente, quando si andrà a Roma non si entri dalla porta
  del retro e non ci si sieda ad uno sgabello dei tavoli romani ma ci
  si   sieda  ai  tavoli  romani  chiedendo  conto  e  ragione,   con
  motivazioni giuste, per difendere la nostra Terra.
   Non  più  zerbini, quindi, non più nei ripostigli, non  più  dalle
  porte del retro ma entrare a pieno titolo nelle discussioni.
   Se questo fosse stato fatto ai tempi dell'approvazione della legge
  Delrio a Roma, oggi non ci troveremmo in questa situazione.
   Noi  voteremo  contro  ma siamo qui presenti per  testimoniare  la
  nostra volontà di portare a termine queste modifiche che ci vengono
  chieste,  consapevoli che non si cambierà di  molto  la  situazione
  attuale.

   PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, non sono molto tenero  con
  il  Governo  nazionale  e provo, come tanti altri  parlamentari,  a
  difendere  quello  che l'onorevole Musumeci chiamava   l'importante
  autonomia di questo Parlamento .
   Sono  assolutamente  convinto  di difendere  quelle  che  sono  le
  prerogative dello Statuto anche in materia di enti locali.
   La rappresentazione che veniva fatta dai colleghi dell'opposizione
  è  fuorviante per chi si accostasse per la prima volta al dibattito
  sulla riforma delle province, diventate liberi consorzi.
   E'  come se tutto si fosse consumato in questa giornata, è come se
  tutto ciò che riguarda norme precedenti - intendo la n. 8 del  2014
  e  la  legge  n. 15 del 2015 - sono parti della legge che  oggi  si
  approva,  onorevoli colleghi. Per cui, quando c'è stato  un  grande
  dibattito  in  commissione   Bilancio   ed  io  ero  uno  di   quei
  sostenitori, un mio punto di vista che non voglio difendere come se
  fosse  la  migliore  soluzione  al  problema  della  rappresentanza
  democratica  dei territori, vale a dire il voto di ogni consigliere
  comunale, uno vale uno, non voto ponderato.
   Oggi  noi  riportiamo,  con il testo che dovrà  essere  approvato,
  esitato  tra qualche minuto, alcune correzioni che non sono  quelle
  dettate  e volute dal Governo nazionale, sono rammaricato che  alla
  fine,  nel gioco del voto segreto, non sia consentita in una  prima
  fase  di applicazione la possibilità di avere i sindaci delle città
  capoluogo, anche Messina, Catania e Palermo, anche i sindaci  delle
  città  metropolitane, per accedere ai famosi fondi  del  PON  delle
  città  metropolitane. Ma devo dire che l'approvazione del testo  di
  oggi,  collegato  e  letto con la legge n. 15, riversa  gran  parte
  dell'attuazione  su quello che lo Statuto, entro  un  anno,  i  sei
  liberi  consorzi e le città metropolitane dovranno darsi,  compresa
  la  possibilità  di  elezione diretta a  suffragio  universale.  Ma
  dovranno  decidere  esattamente i consigli dei  liberi  consorzi  e
  delle  città  metropolitane.  Credo  anche  che  oggi,  avere  come
  commissione, ritirata una modifica apportata con l'articolo 12  del
  testo  e  avere sostanzialmente riportato il tutto all'articolo  27
  della  legge  n.  15,  così  come ha ricordato  anche  il  comma  6
  dell'articolo  27...  Cosa intendo dire?  Le  funzioni  che  questi
  liberi consorzi dovranno avere le città metropolitane sono funzioni
  tali  che devono essere accompagnate da risorse finanziarie ma  che
  danno  senso  a una istituzione di secondo livello, di una  regione
  che,  in qualche maniera, dovrà sgravarsi del peso di funzioni  che
  non può reggere per la lontananza stessa dai territori.
   Per  cui,  senza  considerarla  la migliore  legge  possibile,  ma
  considerando che i tre testi, la legge approvata nel 2014, la n. 15
  approvata  nel 2015 e quella che oggi il Parlamento è  chiamato  ad
  approvare,  è  una legge che ci dà la possibilità di  rimettere  in
  movimento un ente di secondo livello, cosiddetto di area vasta, che
  dovrà rafforzarsi e resistere non solo sulla base della volontà del
  Governo nazionale e del legislatore regionale, ma sulla capacità di
  autodeterminazione che avranno questi organismi con  l'approvazione
  dello statuto.
   Ultime  due  considerazioni. Ovviamente ci sarà  ancora  dibattito
  come  la  dottrina siciliana in queste settimane ha fatto,  vale  a
  dire  tra  un  ente di secondo livello, intermedio tra enti  locali
  comuni  e  regione di area vasta, che dovrà alla fine  definire  se
  essere  soggetto erogatore di servizi o istituzione  programmatoria
  nel  rapporto  con  gli  enti  locali che  costituiranno  i  liberi
  consorzi e le città metropolitane.
   Una  considerazione  finale  la voglio fare  nell'assicurare  quei
  seimila  lavoratori  delle ex province, oggi dipendenti  di  liberi
  consorzi    e    di   città   metropolitane,   perché    mantenendo
  sostanzialmente  inalterate le disposizioni  dell'articolo  27  che
  erano le funzioni assegnate da questo Parlamento e che con il comma
  6  riprendono per intero le funzioni attuate della legge n.  9  del
  1976,  di  fatto, si garantisce serenità, non solo a delle persone,
  ma  a  dei  funzionari che dovranno continuare a far camminare  una
  macchina  che,  oggettivamente, ha barcollato in  questi  mesi  per
  l'incertezza di approvare questo testo definitivo.
   Pertanto,  considero una buona legge quella che  approviamo  oggi,
  come  tutte le leggi ha delle lacune e in corso d'opera e in  corso
  di   applicazione  verificheremo  la  possibilità  di  migliorarne,
  secondo quella autonomia statutaria che danno a questo Parlamento e
  alla  Regione  siciliana, competenza esclusiva in materia  di  enti
  locali.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in queste ore sono
  rimasto in silenzio a votare ed ero indeciso se intervenire o  meno
  perché  devo  dirvi che sono dibattuto tra due aspetti  importanti.
  Una  legge che sicuramente non brilla, che ha qualche lacuna,  anzi
  direi più di qualche lacuna, ma dall'altro lato c'è un'altra realtà
  che non possiamo disconoscere, quella che oltre sei mila lavoratori
  e nove enti...

   MUSUMECI. E' la condanna dei lavoratori

   ALONGI.  Presidente Musumeci, la prego sulla  cosa  più  cara,  ho
  grande  stima di lei, non mi sarei permesso nessuna considerazione:
  Le sto dicendo che oggi sicuramente non votare o andarcene a casa o
  decidere  di non votare la norma non so se sia la medicina migliore
  per  i  lavoratori e per gli enti, questo al punto in cui siamo.  E
  allora,  nella  vita  spesso la politica deve  fare  anche  scelte,
  scegliere  il male minore e secondo me, in questo momento,  con  un
  auspicio che io voglio fare - lo dico con grande schiettezza  -  mi
  auguro  che  dopo  tre  anni  e mezzo di  congelamento  del  potere
  politico,  dopo  tre  anni  e  mezzo  di  congelamento   di   ruolo
  amministrativo,  di  validi funzionari, di straordinari  lavoratori
  che hanno saputo tenere alta la bandiera di questi enti importanti,
  ci  sia la volontà, la capacità e la voglia di riemergere con ruoli
  e funzioni.
   Tutto  questo  chiaramente passerà attraverso  la  capacità  e  la
  mediazione  politica  e  anche del rapporto  e  nel  confronto  del
  territorio, confronto che - ahimè - ad oggi, in tre anni e mezzo  è
  venuto  a  mancare  e  che, mi auguro, dopo l'elezione  nei  liberi
  consorzi  e  nelle città metropolitane si ritorni  a  discutere  di
  territori,  si ritorni  a discutere di problematiche e  si  trovino
  soluzioni  sia per quanto riguarda temi importanti come  viabilità,
  scuole,  infrastrutture,  per  quanto  riguarda  i  servizi  socio-
  assistenziali. Ma mi permetto di aggiungere sperando che si  guardi
  anche  a  valorizzare quelli che sono le società  partecipate,  che
  sono  tante  dentro le ex province e che, mi auguro, ritrovino  con
  dignità  ruolo e competenza. Quindi, anche se a malincuore, rimango
  in Aula e voto questa norma.

   fiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.  Disposizioni  in
   materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane'
   (n. 1070/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale  del  disegno  di  legge
   Modifiche  alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15.  Disposizioni
  in  materia  di  liberi  Consorzi comunali e Città  metropolitane'.
  (1070/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015,
  n.  15.  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città
  metropolitane'.  (1070/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente,  rilevo  un  malfunzionamento  della
  tessera  di  voto e dichiaro il mio voto favorevole al  disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          38
   Contrari            19
   Astenuti             2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, su questa legge ne abbiamo sentite di tutti  i
  colori  e  l'abbiamo approvata, personalmente mi sono astenuto  per
  dovere  e  rispetto dell'istituzione che debbo a questo Parlamento.
  E'  intenzione di questa Presidenza indire una conferenza dei  Capi
  gruppo   e   incardinare   con  urgenza   la   mozione   presentata
  dall'onorevole  Fazio, che riguarda i rapporti  Parlamento-Governo,
  perché,  ribadiamo,  purtroppo  il  Parlamento  si  è  trovato   in
  difficoltà   per   un  mancata  resistenza  dinnanzi   alla   Corte
  Costituzionale - ribadisco da parte del Governo regionale -  perché
  era doveroso resistere dinnanzi ad una impugnativa.
   Io  mi  auguro  che  non ci siano impugnative  ulteriori,  neanche
  sollevate  dai sindaci delle città metropolitane, me lo  auguro  di
  vero cuore. Debbo ringraziare, con la massima onestà intellettuale,
  sia  la  Lista Musumeci che il Movimento Cinque Stelle,  che  hanno
  apertamente espresso la loro posizione.
   Però,  sulle questioni procedurali, che riguardano i rapporti  tra
  questo  Parlamento  ed  il  Governo  regionale  e,  quindi,  questo
  Parlamento  ed il Governo nazionale, credo che ci siamo inutilmente
  divisi sul voto segreto, costituendo un precedente pericolosissimo,
  per  cui il mio invito è - e lo rivolgo alla Commissione Statuto  -
  di  approvare  nel  più breve tempo possibile la  legge  statutaria
  prevista  dall'articolo  10, che regolamenta  i  rapporti  Governo-
  Parlamento, questa deve avere la procedura d'urgenza.
   Non  possiamo  essere ostaggio del Governo regionale,  che  decide
  quali parti impugnare e quali parti non impugnare. Questo onorevole
  Musumeci è salvaguardare la dignità del Parlamento, mi consenta.
   Allora,  detto  questo, vi è la richiesta  di  andare  avanti  nei
  lavori   e  incardinare  il  disegno  di  legge  successivo   posto
  all'ordine del giorno.
   Altra questione, onorevole Cirone: lei ha presentato un ordine del
  giorno  che  riguarda  il personale. Non si  è  ritenuto  opportuno
  trattarlo adesso, anche per non dare questo ulteriore alibi  a  chi
  ha  diffuso la notizia che, per colpa del Parlamento regionale, non
  si  procedeva,  o  si era creato questo subbuglio relativamente  al
  personale  delle  province, dobbiamo purtroppo  constatare  che  il
  Governo regionale non ha impugnato il prelievo forzoso previsto  da
  una  norma nazionale. Non c'entra niente con questa legge che è  la
  governance,  indipendentemente da come  vengono  eletti  i  sindaci
  delle città metropolitane o meno.

   elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
   organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge  Modifica di norme in materia  di
  elezione  del  sindaco  e del consiglio comunale  e  di  cessazione
  degli organi comunali.  (nn. 1153-15-845-860-922 -1003-1126/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
   Modifica  di  norme  in materia di elezione  del  sindaco   e  del
  consiglio  comunale  e di cessazione degli organi  comunali.   (nn.
  1153-15-845-860-922 -1003-1126/A), posto al  n.  2)  del  II  punto
  dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari Istituzionali ,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Panepinto  per  svolgere  la
  relazione.

   PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, mi rimetto al testo  della
  relazione  scritto ma desideravo solo un minuto di  considerazione.
  E'  chiaro  che il testo, oltre che di norme elettorali,  entra  in
  alcuni   elementi  che,  secondo  me,  susciteranno  un  lungo   ed
  importante  approfondimento  da  parte  di  quest'Aula  che   vanno
  comunque  legati  al fatto che oggi noi abbiamo  consigli  comunali
  dove  spesso  ci sono liste civiche e meno partiti  per  cui  anche
  l'idea  di dovere ridurre il quorum per sfiduciare un sindaco,  pur
  se  relatore, approvato in Commissione il testo finale, mi  procura
  non  poche  perplessità. Per cui, credo che  incardinando  oggi  il
  testo,  lei,  con la sua esperienza, ci consentirà di  approfondire
  temi  e stralciare parti che non possono certamente essere trattati
  nella brevità di tempo che un testo ci dà.
   Pertanto,  riservandomi, poi, di intervenire sui singoli  articoli
  ed anche di presentare emendamenti, mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE.  Il termine per la presentazione degli  emendamenti  è
  fissato per domani alle ore 16.00.

   rettifica dei confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari'
   (n. 999/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge  Norme in materia di variazione e
  rettifica dei confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari   (n.
  999/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge   Norme
  in  materia di variazione e rettifica dei confini fra i  comuni  di
  Lercara  Friddi e Vicari  (n. 999/A), posto al n. 5  del  II  punto
  dell'ordine del giorno..
   La I Commissione,  Affari istituzionali , è già insediata.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Siragusa  per  svolgere  la
  relazione.

   SIRAGUSA, relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Il termine per la presentazione degli  emendamenti  è
  fissato a domani alle ore 16.00.
   Domani  inizieremo la discussione generale e voteremo la  prossima
  settimana.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  31
  marzo 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

  I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1)  -   Modifica di norme in materia di elezione del sindaco  e del
               consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
               1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Panepinto

            2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

            3)  -  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
               dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
               subacquea industriale . (n. 698/A)

                Relatore: on. Greco M.

            4)  -  Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
               comuni di Lercara Friddi e Vicari . (n. 999/A) (Seguito)

                Relatore: on. Siragusa

  III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 439 -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla  rinuncia
                ai    ricorsi    in    materia    di    legittimità
                costituzionale   promossi   innanzi   alla    Corte
                costituzionale.

         (6 maggio 2015)
                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

   IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
              conseguenti.

         (16 dicembre 2015)

                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

   VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi  di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   IX   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496    -  Iniziative  in  ordine  al  reclutamento   di
              personale   nelle  aziende  del  Servizio   sanitario
              regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                             CIANCIO - FERRERI - FOTI -  LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 19.24

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio