Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.13
CIRONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Forzese, Sorbello, Dipasquale, Riggio, Lentini e Milazzo
Antonella.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disciplina delle associazioni di promozione sociale nella
regione Sicilia. (n. 1152)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
alle imprese artigiane siciliane. (n. 1174)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
PARERE V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disciplina organica del turismo in Sicilia. (n. 1151)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
PARERE I e III.
- Qualificazione giuridica dell'Agenzia Regionale per la
protezione dell'Ambiente. (n. 1175)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
PARERE VI.
CULTURA FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni in materia di livelli essenziali delle prestazioni
- LEP - in materia di servizi e politiche attive del lavoro. (n.
1173)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Modifiche alla legge 1 agosto 1990, n. 20 per la concessione di
contributi finalizzati alle Associazioni di Talassemia e
Drepanocitosi operanti sul territorio regionale. (n. 1147)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
- Modifiche ed integrazioni della legge 1 agosto 1990, n. 20 per
la concessione di contributi finalizzati alle Associazioni di
Talassemia e Drepanocitosi operanti sul territorio regionale. (n.
1148)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
- Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 1 agosto 1990, n.
20 in materia di Associazioni di Talassemia e Drepanocitosi
operanti sul territorio regionale. (n. 1149)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
- Modifiche di norme in materia di contributi alle Associazioni di
Talassemia e Drepanocitosi operanti sul territorio regionale di cui
alla legge regionale 1 agosto 1990, n. 20. (n. 1150)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 marzo 2016.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Grasso, con nota prot. n.
2857/SG.LEG.PG. del 30 marzo 2016, ha ritirato il disegno di legge
n. 1130 Disposizioni per la promozione e il miglioramento della
qualità degli interventi di prevenzione, sanitari, socio-sanitari e
sociali in favore di persone minori, adolescenti e adulte affette
dai disturbi dello spettro autistico. Interventi di sostegno in
favore delle loro famiglie , presentato in data 16 dicembre 2015.
Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale
PRESIDENTe. Comunico che sono pervenute le seguenti deliberazioni
della Giunta regionale:
- n. 69 del 9 marzo 2016 relativa a: Programma di cooperazione
transfrontaliera Italia Tunisia 2014-2020. Adozione ;
- n. 70 del 9 marzo 2015 relativa a: Programma operativo FESR
Sicilia 2007/2013. Decisione CE 646 del 2 febbraio 2016 e documento
Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione'. Adozione
finale .
Le predette delibere sono state trasmesse ai sensi dell'articolo
50, comma 3, della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia delle stesse è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di trasmissione della previsione e situazione
trimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 15 marzo
2016, la previsione e situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 4, comma 1, della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47. Situazione al 31 dicembre
2015.
Copia della sopracitata documentazione è stata trasmessa alla II
Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta in Commissione:
N. 3588 - Iniziative per accertare il rispetto della legge
regionale 12 luglio 2011, n. 12, in materia di appalti.
- Presidente Regione - Assessore Infrastrutture e mobilità
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Cani Gaetano; Forzese
Marco Lucio; Ragusa Orazio; Sorbello Giuseppe
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo ed alla competente Commissione.
Comunicazione di cambio di denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Ad integrazione di quanto annunziato nella scorsa
seduta, preciso che con nota pervenuta il 30 marzo 2016 e
protocollata al n. 2872/AulaPG-SGPG-SgalPG l'onorevole Di Giacinto,
nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Partito
Socialista Europeo - PSE ha comunicato che, a seguito di
deliberazione dell'assemblea del Gruppo medesimo, come da allegato
verbale, il Gruppo ha variato la propria denominazione in Gruppo
parlamentare Partito Socialista Italiano - PSE .
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Tancredi, Zafarana e Ioppolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di pronuncia da parte della Corte di Cassazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Corte suprema di Cassazione, a
Sezioni Unite, con ordinanza n. 4190 del 7 luglio 2015 - 3 marzo
2016, si è pronunciata sul ricorso iscritto al numero di registro
generale n. 14240 del 2014, proposto da questa stessa Assemblea
regionale e dal suo Presidente, contro l'onorevole Marco Lucio
Forzese e nei confronti dell'onorevole Antonello Cracolici
relativamente alla vicenda dello scioglimento e ricostituzione
della I Commissione legislativa permanente dell'ARS.
In particolare, la Corte ha dichiarato il difetto assoluto di
giurisdizione del Tar Sicilia, adito dall'onorevole Forzese per
sindacare gli atti posti in essere da questa Presidenza in ordine
alla ricordata fattispecie.
Lo stesso supremo Giudice di legittimità ha rilevato che,
contrariamente a quanto sostenuto dal controricorrente on. Forzese,
non si verte, dunque, in tema di esercizio, da parte del Presidente
dell'ARS, di una generica attività amministrativa, idonea ad
incidere su posizioni soggettive dei destinatari, ma del potere di
autorganizzazione dell'Assemblea, in quanto tale non suscettibile
di sindacato in sede giurisdizionale.
In dettaglio, mi preme rimarcare che si era chiesto al Tar Sicilia
l'annullamento dei provvedimenti di scioglimento della prima
Commissione legislativa permanente Affari Istituzionali , nonché
del pronunciamento della Commissione per il Regolamento, recante il
mandato al Presidente dell'Assemblea di procedere alla
ricostituzione della stessa Commissione Affari Istituzionali
anche con riferimento alla successiva nomina del suo Presidente; ed
infine di ogni altro eventuale atto e provvedimento ovvero delibera
assembleare avente il medesimo oggetto, contenuto e finalità degli
altri atti impugnati.
Ebbene, ha definitivamente chiarito la Corte, che vi è appunto
difetto assoluto di giurisdizione sull'impugnazione degli atti con
i quali il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana scioglie e
ricostituisce una Commissione legislativa permanente, trattandosi
dell'esercizio della potestà di autorganizzazione dell'organo
legislativo regionale, insuscettibile, pertanto, di sindacato
giurisdizionale ed affidato unicamente ai meccanismi della
responsabilità politica.
Si è infatti, fra l'altro, statuito che sulla scorta della
giurisprudenza, anche costituzionale, sussiste la esclusione della
possibilità di agire dinnanzi ad un giudice, qualsiasi giudice, per
far valere la asserita violazione, da parte del Presidente, di
norme procedimentali dettate dal Regolamento interno dell'Assemblea
Regionale Siciliana per consentire il funzionamento delle
Commissioni permanenti legislative e la loro composizione in misura
tendenzialmente rapportata alla proporzione dei gruppi
parlamentari, trattandosi di atti che certamente non possono
ricondursi all'esercizio di una funzione amministrativa,
costituendo essi esercizio di potestà di autorganizzazione
dell'organo legislativo regionale .
L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
sentenza possa rappresentare un precedente importante per
l'attività dell'Assemblea regionale siciliana e prego gli uffici
dell'Assemblea di poter tenere conto di questa sentenza su un'altra
fattispecie che, probabilmente, a prima lettura pare distante ma
secondo il sottoscritto, invece, va approfondita.
Si tratta della perdita di autonomia dell'Assemblea regionale
siciliana in tema elettorale per quanto riguarda il caso che è
avvenuto in alcuni comuni della Sicilia orientale concernente il
voto in alcune sezioni. Come sappiamo la legge regionale non
prevede che vi si possa provvedere ad elezioni parziali dopo
l'esito elettorale che è stato, di fatto, consumato e proclamato.
Ricordo il caso di alcuni comuni del siracusano, dove abbiamo
potuto vedere una campagna elettorale parziale dove, di fatto, già
vi era un presidente della Regione proclamato, alcuni deputati che
non erano più interessati alla competizione elettorale, altri
deputati invece che, di fatto, avevano mostrato la propria, invece,
volontà alla prosecuzione della campagna elettorale, trattasi del
ricorso che, mi pare sia ancora pendente, dell'onorevole Gianni ed
altri.
Questa sentenza della Cassazione è una sentenza che deve poter
metter, anche per il proseguo, un punto fermo sulla possibilità che
dopo la celebrazione delle elezioni in Sicilia si possa celebrare
un'ulteriore tornata elettorale per il rinnovo dell'Assemblea
regionale siciliana in modo parziale come è avvenuto secondo le
pronunce del Consiglio di giustizia amministrativa.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Intanto per fare gli auguri alla collega Cirone per la promozione a
segretario del Consiglio di Presidenza, quindi la ringraziamo per
il lavoro svolto in questa occasione e per ribadire, Presidente,
che gli ordini del giorno che ho presentato - se qualcuno lo fa
passare -, perché è di buon senso, ad esempio, eliminare l'assenza
del Consiglio di Presidenza e farli diventare tutti responsabili ed
essere presenti, forse queste promozioni a tempo, che oggi abbiamo
avuto con l'onorevole Cirone, le possiamo pure evitare. E, quindi,
la prego Presidente, per l'ennesima volta, di andare a guardare gli
ordini del giorno che ho presentato e a passarne qualcuno di buon
senso, per dare esempio fuori. Perché è una vergogna, un giorno
vengono e fanno forse il loro turno, dopo un giorno siamo costretti
pruomovere qualcuno sul campo.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'indicazione, ovviamente della sentenza della Cassazione, a mio
avviso, risulta del tutto utile ma, per quello che mi è dato
sapere, almeno dalla considerazione che è stata fatta dalla sua
lettura, ancorché in termini sommari, ho l'impressione che non dica
nulla di nuovo rispetto ovviamente a posizioni, da parte della
giurisprudenza pregressa, e non è altro che una conferma a mio
avviso, dove, sostanzialmente, il supreme giudice non fa altro che
confermare il fatto che i regolamenti, sia parlamentari, in questo
caso dell'Assemblea, che disciplinano l'organizzazione interna ed
anche, ovviamente denominati interna corporis, sono sottratti alla
giurisdizione, ovviamente, del giudice. Di qualsiasi giudice. E non
altro che, appunto, una conferma di quanto dottrina e
giurisprudenza hanno confermato un po' nel tempo e che, ovviamente,
tutto questo è sottoposto alla valutazione dell'organizzazione e
quindi, in questo caso dell'Ufficio di Presidenza e quant'altro, e
che non possono essere rimesse, per eventuale presunta violazione
alla valutazione del Giudice che, in questo caso, difetta di
giurisdizione assoluta, vorrei ribadire.
Quindi, ovviamente, salvo una lettura più approfondita non fa
altro che confermare quello che effettivamente è stato affermato in
tutti questi anni.
Ritenere quindi, che la sentenza possa essere interpretata in
termini estensivi anche comprendendovi fattispecie che, a mio
avviso, esulano dalla questione che è stata sottoposta,
introducendo anche il problema del sistema elettorale che è invece
a sestante dal tema decidendi della Corte di Cassazione perché, lì
ovviamente entrano in gioco tante altre situazioni, non ultimo
anche i cosiddetti diritti di elettorato attivo e passivo che
ovviamente quelli sì, sono sottoposti alla valutazione da parte del
Giudice e ovviamente valutati in caso di violazione, per cui
immaginare obiettivamente una sua interpretazione estensiva non è
ovviamente corretta; mentre se trova applicazione, ovviamente
nell'ambito della fattispecie che è stata presa in esame da parte
della corte di Cassazione non è altro che una sentenza confermativa
dell'orientamento e, direi non solo dell'orientamento, ma anche
dell'affermazione del nostro ordinamento giuridico dove esistono
alcune fattispecie che vengono in qualche modo sottratte alla
giurisdizione di qualsiasi giudice e che sono sottoposte,
ovviamente, all'organizzazione e quindi valutati secondo la
disciplina interna dell'istituzione.
860-922-1003-1126/A 'Modifica di norme in materia di elezione del
sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli organi co-
munali'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge numeri 1153-15-845-
860-922-1003-1126/A «Modifica di norme in materia di elezione del
sindaco e del consiglio
comunale e di cessazione degli organi comunali»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno.
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge numeri 1153-15-845-860-
922-1003-1126/A «Modifica di norme in materia di elezione del
sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli organi
comunali», posto al numero 1.
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali', a
prendere posto nell'apposito banco. Comunico che sono stati
presentati circa settanta emendamenti.
PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri
nel rimettermi al testo della relazione, avevo manifestato
perplessità, perché un disegno di legge che voleva allinearsi anche
alla normativa nazionale, in qualche modo, man mano si lavorava in
Commissione, - peraltro un disegno di legge che era stato oggetto
della discussione nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, con l'architettura costruita fuori dalla stessa
Commissione -, man mano è diventato altro rispetto al sistema
elettorale, in realtà, si va incidere non poco sui rapporti tra
consiglio comunale e sindaci.
Credo occorra un attimo di riflessione sul fatto che la Regione
siciliana che è stato il primo consiglio, ancor prima del
Parlamento nazionale, a stabilire nel 1992, di eleggere
direttamente il sindaco delle città piccole o grandi della nostra
Sicilia.
L'allora Presidente della Regione, l'onorevole Campione, - c'era
un Governo di larga maggioranza, allora si chiamavano i partiti
dell'arco costituzionale, che sostenevano quel Governo -, ma
certamente quella legge venne approvata da questo Parlamento, per
dare stabilità al Governo degli enti locali che ormai preda di
schizofrenie continue.
Ricordo comuni dove i sindaci duravano sei mesi, a volte un mese,
dove alla fine per l'instabilità, per l'elezione che avveniva nei
consigli comunali era talmente tanta, che aveva creato una
situazione sostanzialmente di anarchia totale.
Oggi con il testo, così come è stato esitato in Commissione, con
il contributo di tutti, e per la stessa mole di emendamenti che lei
ha annunciato poc'anzi, Presidente, settanta emendamenti ad un
testo di poco più di cinque o sei articoli è il sintomo di un
malessere, in qualche maniera. Qual è il malessere? Quello di
dovere aggiungere ad ogni passaggio un vagone a questo treno che
rischia di diventare assolutamente grande con il risultato di
disarticolare quel poco di ordine e di sicurezza e certezza che le
Amministrazioni comunali devono dare soprattutto ai propri
cittadini.
Per esempio l'idea che debba una maggioranza quasi semplice, la
metà più uno dei componenti, potere sfiduciare un sindaco mi lascia
perplesso, non dico sia illegittimo dal punto di vista anche della
stessa logica costituzionale o se vogliamo dell'autonomia di cui
dispone questa Regione, ma noi partiamo da quella legge del 1992,
modificata poi nel 1997 che addirittura prevedeva la consultazione
del corpo elettorale in apposito referendum a cui doveva
partecipare, per essere valido, la metà più uno degli aventi
diritti, dei cittadini elettori.
Ora io non so quale sia il tenore degli emendamenti presentati,
però ritengo, signor Presidente, che considerato comunque che ad
oggi, pur se approvata nei prossimi giorni, la legge, non potrebbe
esplicare gli effetti, perché immagino che ci siano anche
emendamenti di più Gruppi politici che rinviano l'applicazione già
per le prossime elezioni, non sarebbe male se immaginassimo di
riaffidare alla Commissione e al suo Presidente anche la
valutazione di questi emendamenti presentati, perché credo che un
testo di questo tipo, che come elemento fondante così come voluto
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, doveva
essere la riscrizione delle regole del gioco debba coinvolgere
tutti i giocatori in campo, che era oggettivamente quello di potere
allineare, di potere uniformare il nostro sistema elettorale che è
privo di effetti di trascinamento, con quello nazionale.
Però, credo che oggi la mia opinione, che sottopongo alla sua
attenzione, al Presidente della Commissione, ai colleghi della
Commissione e a tutto il Parlamento, è quello di restituire ad un
momento di maggiore approfondimento, anche con un aggravio di
conoscenza e di istruttoria fatta anche con le associazioni, sto
pensando all'ANCI, di ciò che il testo può diventare rispetto a
come è partito, di ciò che oggi la Commissione ha partorito e di
ciò che potrebbe essere approvato o bocciato da questo Parlamento
in questa fase finale del disegno di legge esitato dalla I
Commissione.
Per cui io chiedo venga valutata la possibilità di rinviare il
tutto in Commissione.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di rinvio in Commissione, ai sensi
dell'articolo 121 quater del Regolamento interno. Sentiamo un
deputato a favore e uno contro.
Onorevole Panepinto, lei l'ha formulata come Commissione o come
Presidente di Gruppo?
PANEPINTO. Come vicepresidente del Gruppo del PD.
CAPPELLO. Chiedo di parlare a favore della richiesta di rinvio in
Commissione del disegno di legge.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, il Movimento Cinque Stelle ritiene
che sia necessario ed indispensabile il ritorno di questo disegno
di legge in Commissione e devo dire che condivido integralmente
tutte le perplessità che ha avanzato testé l'onorevole Panepinto,
anche perché noi riteniamo che di questo disegno di legge l'unica
norma che possa essere affrontata nel dibattito d'Aula è quella che
sostanzialmente consente le dimissioni contestuali del consiglio
comunale e del sindaco nel caso di sfiducia dell'uno o dell'altro.
Tutto il resto finisce col mortificare e andare in direzione
diametralmente opposta a quello che è lo spirito dell'elezione
diretta del Sindaco, sia nella misura in cui si tende ad introdurre
il trascinamento del voto, e in questo modo i cittadini vengono
privati dell'opportunità di potere scegliere il loro candidato a
sindaco, che può essere decisamente diverso dall'appartenente alla
stessa coalizione, scegliendo un candidato al consiglio comunale
che, nella buona sostanza, appartiene ad una lista totalmente
diversa, sia per quanto concerne l'altra norma che, invece, finisce
col riconsegnare al ricatto della politica dei Partiti e dei
Consigli comunali, le sorti di un sindaco che, invece, è stato
eletto direttamente dal popolo.
A tal proposito, noi abbiamo presentato anche un emendamento che,
nella buona sostanza, farebbe ritornare indietro questa legge al
1992, la numero 7, che consegnava, nelle mani dei cittadini, la
vita e la morte politica di un sindaco.
Pertanto, concludo dicendo che il Movimento Cinque Stelle chiede
che ritorni in Commissione per un ulteriore approfondimento.
CIMINO. Chiedo di parlare contro la richiesta di rinvio in
Commissione del disegno di legge.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace aver
sentito l'intervento del vicepresidente del Gruppo parlamentare del
Partito Democratico, onorevole Panepinto, e dei colleghi del
Movimento Cinque Stelle che non vogliono creare le condizioni, al
fine di creare, nella legislazione regionale per l'elezione dei
sindaci e dei consigli comunali, delle regole di una normativa
regionale che sia in linea e coerente con la normativa nazionale.
Si parlava proprio dell'importanza del trascinamento delle liste
che sono a supporto e che condividono il percorso ed il programma
del Candidato sindaco; ritengo questa una novità importante che è
stata apprezzata favorevolmente all'unanimità, mi pare, dalla
Commissione I Affari istituzionali tranne con l'astensione del
voto del Movimento Cinque Stelle.
Ma vi è di più. Questa legge oggi diventa di fondamentale
importanza oltre per creare le condizioni di una maggiore coerenza
con la disciplina nazionale perché quest'Aula ha, di fatto,
cancellato le province, ed ha fatto venir meno, nel nostro
territorio, una classe dirigente che era impegnata nei comprensori
più ampi ed, oggi, con un mio emendamento, io volevo poter
segnalare la contraddittorietà del fatto che, un Sindaco, dopo due
mandati, non può più ricandidarsi; un sindaco non deve essere
eletto perché bocciato dal proprio elettorato e non bocciato
dall'Assemblea regionale che non da la possibilità, l'opportunità
ad un sindaco, che ha governato bene la propria Amministrazione, di
poter conseguire e di poter continuare quel percorso di impegno a
favore della propria comunità.
Che senso ha dare la possibilità ai parlamentari di poter svolgere
il proprio ruolo per più legislature e non dare la possibilità ai
sindaci delle nostre città di continuare l'impegno nel governare
con esperienza, con credibilità e con autorevolezza i propri comuni
perché una legge regionale restrittiva vincola questa esperienza a
due mandati?
Io ritengo che la campagna elettorale debba manifestare la volontà
dei cittadini se continuare, se dare la possibilità ai sindaci di
proporsi nel proprio territorio così come avviene per i
parlamentari regionali.
Per quale motivo un parlamentare può impegnarsi per più
legislature e un sindaco deve, comunque, avere il vincolo dei due
mandati?
Mi pare che questa sia una incongruenza, sia una disciplina
incostituzionale, a maggior ragione oggi che viene meno anche
l'impegno delle Amministrazioni provinciali. E' un torto che questa
Assemblea vuole fare ai sindaci che nella tornata elettorale vedrà
impegnate diverse città siciliane, non potranno di fatto impegnarsi
per questa competizione perché il vice capo gruppo del Partito
Democratico, in accordo con il Movimento Cinque Stelle vuole che
questa legge venga insabbiata nei cassetti della I Commissione.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, dobbiamo procedere alla votazione.
Chi è favorevole al rinvio in Commissione si alzi; chi è
contrario resti seduto.
Il disegno di lege è rinviato in Commissione.
(Proteste)
Onorevoli colleghi, basta contare il Movimento Cinque Stelle e la
presenza del PD, mi sembra evidente, è palese.
TURANO. Che male c'è, procediamo con il voto elettronico
PRESIDENTE. Non c'è contestazione, è palese. Il disegno di legge è
rinviato in Commissione.
Trascorsi quindici giorni, il disegno di legge sarà reiscritto
all'ordine del giorno dell'Assemblea.
'Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra
i comuni di Lercara Friddi e Vicari'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge numero 999/A
«Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Lercara Friddi e Vicari»
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge numero 999/A «Norme in materia di variazione e
rettifica dei confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari»,
posto al numero 4) del II punto dell'ordine del giorno.
Il relatore, onorevole Siracusa, ha già svolto la relazione.
Comunico che non sono stati presentati emendamenti.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Siccome ho delle osservazioni che mi hanno fatto alcuni deputati,
si era detto che oggi si faceva la discussione generale e si votava
la prossima settimana.
Peraltro, non credo che ci sia neanche il numero legale per la
votazione finale. Però, non sono stati presentati emendamenti, c'è
ben poco da discutere, o si approva o si boccia.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Rinviamo l'approvazione dei singoli articoli rispetto ai quali non
ci sono emendamenti e la votazione finale alla prossima settimana.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
volevo ricordare al Governo e per esso ai due Assessori, che il
Governo è gravemente omissivo e credo che abbia assunto anche
atteggiamenti illegittimi nella vicenda che riguarda i revisori dei
conti presso le ASP.
Il Ministero della sanità, oltre 7/8 mesi fa ha provveduto alla
nomina dei revisori dei conti nelle varie ASP siciliane.
Ad oggi il Governo regionale non ha ancora provveduto, pensato, di
recepire le disposizioni del Ministero e di conseguenza come Gruppo
dell'NCD, trasferiremo tutti gli atti relativi alla nomina dei
revisori dei conti alla Corte dei Conti affinché, Assessori,
verifichi se c'è danno erariale nel fatto che il Governo regionale
continui a tenere un numero dei revisori dei conti superiore a
quelli previsti dalla norma oggi vigente.
Veda Presidente non possiamo continuare a comportarci così nei
confronti di questo Governo che purtroppo non mantiene gli impegni
assunti in quest'Aula e in particolare Presidente mi riferisco alla
nomina che qualche ora fa il Presidente della Regione ha fatto in
spregio a questo Parlamento del nuovo Amministratore di Riscossione
Sicilia, perché è stato nominato Amministratore unico, forse anche
delegato, della società un soggetto che in questi ultimi mesi in
tutte le televisioni nazionali non ha fatto altro che delegittimare
questa Assemblea, non ha fatto altro che delegittimare questo
Parlamento.
A questo proposito anche in virtù delle dichiarazioni che sono
state rilasciate in una trasmissione televisiva importante vorrei
ricordare affinchè rimanga agli atti che questa Assemblea e la
Commissione bilancio in modo particolare, ha sempre legiferato a
favore di Riscossione Sicilia e in particolare vorrei ricordare che
fino al 2014 non abbiamo concesso finanziamenti perché vi era un
capitale sociale che il Consiglio di amministrazione ha eroso e che
quindi ha utilizzato però negli anni.
Dal 2015 questa Assemblea ha sempre concesso a Riscossione Sicilia
un aiuto importante.
Nel 2015 questa Assemblea che viene accusato di non aver dato
contributi a Riscossione Sicilia ha deliberato 40 milioni di euro,
una somma importantissima che questa Assemblea ha deliberato.
Dopodiché nel dicembre del 2015 non è stato deliberato i due
milioni e mezzo di euro solo perché erano stati chiesti dei
documenti che riguardavano il piano industriale e che questo piano
industriale non è mai pervenuto né in Commissione bilancio e
quindi la Commissione bilancio non lo ha mai potuto trasferire
presso questo autorevole Parlamento.
Per quanto riguarda la finanziaria 2018 vorrei ricordare che c'è
un impegno per 38 milioni di euro, per quanto riguarda invece la
finanziaria del 2016 ricordo che anche in questo caso vi è una
somma che è pari quasi a 14 milioni di euro, di conseguenza questo
Parlamento ha sempre operato in maniera attenta, scrupolosa nei
confronti di Riscossione Sicilia e di conseguenza questi attacchi
sembrano essere assolutamente immotivati.
Vorrei ricordare che proprio per fare il relatore a questi disegni
di legge mi ero estraniato dal querelare coloro i quali avevano
pubblicato sul giornale il dato che mi dava come debitore nei
confronti di Riscossione Sicilia quando, invece, è esattamente il
contrario. Nel senso che io non solo non debbo nulla a Riscossione
Sicilia ma Riscossione Sicilia ha un debito nei miei confronti.
Ciò premesso, Presidente, volevo anche a nome della Commissione
Bilancio che mi onoro di presiedere, anche per le difficoltà in cui
il Presidente della Sottocommissione Riscossione Sicilia, onorevole
Panepinto, si troverà ad operare da qui ai prossimi giorni proprio
perché l'Assemblea, la Commissione aveva nominato questa
Sottocommissione, volevo esprimere tutto il mio sgomento, il
rincrescimento per questo atto di provocazione fine a se stesso che
il Presidente della Regione ha assunto nei confronti di questo
Parlamento.
Credo che sia un atteggiamento insopportabile anche in
considerazione del fatto che la massima autorità di questo
Parlamento è stato ingiustamente accusato, come tanti altri
colleghi, di avere dei debiti nei confronti di Riscossione Sicilia
e quindi autorevoli esponenti di questo Parlamento sono stati
costretti ad adire le vie legali.
Ciò significa che per quanto riguarda me da oggi comincia la
totale discontinuità della mia azione politica nei confronti di
questo Governo.
Fin quando rimarrò Presidente della Commissione Bilancio lo farò
in maniera assolutamente imparziale ma sia chiaro che da oggi
questo Governo, che assume atteggiamenti provocatori nei confronti
di questo Parlamento, non potrà non trovarmi alla opposizione e
quindi da oggi comincia la lunga, speriamo, breve rincorsa verso le
elezioni, verso lo scioglimento di questa Aula e verso la sfiducia
al Presidente Crocetta.
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
rivolgere un appello alla Commissione Bilancio e in particolare al
suo Presidente per segnalare la situazione in cui ad oggi versa
l'IRSAP e soprattutto i suoi lavoratori.
Durante questa finanziaria abbiamo stanziato come Parlamento circa
10 milioni di euro che è una somma al di sotto, nella buona
sostanza, delle necessarie spettanze per il pagamento di questi
lavoratori.
In Commissione Bilancio fra le norme stralcio ci sono alcuni
emendamenti che tendono a separare le casse dell'IRSAP da quelle
del consorzio ex ASI in liquidazione.
Dico questo perché i lavoratori dell'IRSAP si trovano in questo
momento, da circa tre mesi, nella impossibilità di ricevere lo
stipendio in quanto la Regione non può erogare queste somme perché
altrimenti aggredite dai creditori con il paradosso che noi ci
troviamo i consorzi ex ASI in liquidazione che non riescono a
soddisfare i creditori, atteso che il credito attuale ammonta a
quasi 400 milioni di euro, e dall'altro dei lavoratori che pur
trovandosi dei soldi in bilancio non riescono ad essere pagati
perché nella misura in cui la Regione versasse questi soldi nelle
casse dell'IRSAP non essendoci alcuna separazione nella buona
sostanza questi soldi verrebbero pignorati.
Mi sarebbe piaciuto rivolgere un appello anche all'assessore Lo
Bello, alle attività produttive, se fosse stato presente perché
l'IRSAP a tutt'oggi è privo di qualsiasi governance. Nella buona
sostanza esiste soltanto un Commissario ad acta che però in quanto
ad acta non può esercitare nessun compito all'interno dell'IRSAP
stesso.
Quindi ci troviamo con una azienda regionale che è decapitata
perché non ha alcuna governance con dei lavoratori che da più di
tre mesi non percepiscono lo stipendio e con delle somme in
bilancio che sono del tutto immobilizzate a causa dei debiti
accumulati dai consorzi ex ASI in liquidazione.
Pertanto, il mio appello è che la Commissione Bilancio possa fare
un ulteriore sforzo nell'esame di questi emendamenti che sono stati
stralciati durante la fase del bilancio per giungere ad una rapida
risoluzione di questa annosa vicenda. Solo attraverso
l'approvazione di questi emendamenti e la diversificazione e
separazione delle casse, possiamo assicurare gli stipendi ai
lavoratori e un destino certo a questo istituto.
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cittadini,
vorrei parlare di due sentenze, perché purtroppo dobbiamo aspettare
sempre le sentenze per chiarire alcuni aspetti, alcuni fatti che
accadono in questa Regione. Molti di voi si ricorderanno un po' gli
eventi o quello che è accaduto nel 2013 quando sollevammo il
problema della gestione della tubercolosi a Siracusa. Non voglio
parlare della tubercolosi a Siracusa, voglio parlare di quello che
accadde dopo. Un medico che venne invitato come gli altri medici,
come i vertici dell'ASP a discutere di questa problematica in
Commissione salute, all'indomani della Commissione a uno di questi
medici venne fatto un provvedimento disciplinare perché ledeva
quella che era forse l'immagine dell'Azienda. Un provvedimento
assurdo, perché se non si può parlare in Commissione sanità di
problemi sanitari vorrei capire quale è la sede opportuna per
parlarne. E' arrivata una sentenza, purtroppo l'ho avuto soltanto
adesso, è del settembre 2015, dove a questo medico era stata
erogato un provvedimento disciplinare di sospensione dal servizio
di tre mesi e anche dallo stipendio e dell'anzianità e il giudice
giustamente ha smontato pezzo pezzo quello che la Commissione
disciplinare dell'ASP di Siracusa aveva detto. Allora c'è qual cosa
che non va caro Presidente, perché se ad un certo punto nonostante
le interrogazioni, nonostante la sede era quella giusta per
parlare, nonostante si siano fatti questi provvedimenti
disciplinari, si continua e si persevera andando contro un medico
che ha solo espresso la sua opinione, come poi dice anche lo stesso
giudice, allora c'è qualcosa che non va. Chiederò all'Assessore,
farò una mozione, presenterò nelle prossime settimane, dove
chiederò di mandare gli ispettori per verificare l'operato a quel
tempo sia della Commissione giudicatrice ma anche dei firmatari di
alcune delle note che poi hanno portato al provvedimento
disciplinare e se la Commissione e gli ispettori che manderà
l'Assessore rileveranno qualcosa che non va chiederò comunque sia
che vengano rimossi dagli incarichi che hanno ricoperto perché
questa cosa non può più accadere, quindi se c'è qualcosa che non va
in sanità e qualcuno ce la viene a raccontare in Commissione queste
persone devono poter parlare tranquillamente. L'altra sentenza di
cui vi volevo parlare è una delle tante sentenze che in questo
momento stanno arrivando presso il Comune di Siracusa perché si era
fatto un bando per quanto riguarda alcuni servizi all'interno del
Comune di Siracusa ma, a mio parere, e questo l'ho espresso anche
in una interrogazione parlamentare, questo bando aveva delle
criticità. Una fra tutte, ad esempio, erano stati esclusi perché
dovevano essere stabilizzati gli ex LSU all'interno del Comune, ora
questi LSU 15 persone sono rimaste fuori, allo stesso tempo in quel
bando non si capiva bene effettivamente c'erano alcune criticità
che sollevavo nell'interrogazione fatto sta che c'è stato un
ricorso vinto dalla società CICLAT SOCOSI, se non mi sbaglio, per
l'annullamento dell'aggiudicazione che rimette di nuovo tutto in
gioco. Ma la mia preoccupazione non è tanto questa, la mia
preoccupazione questo è solo per citare alcune delle sentenze, è
quello che sta accadendo in generale sulle sentenze che arrivano al
Comune di Siracusa, cioè di condanna al risarcimento danni, ne
stanno arrivando varie di vari tipi e questo non può portare altro
che, se continuando con questo andazzo, ad arrivare sull'orlo del
default quindi del dissesto, perché ad un certo punto poi i debiti
vanno onorati soprattutto se provengono da sentenze. Anche lì io
chiedo al sindaco di verificare l'operato, allora, dei suoi
dirigenti delle Commissioni che seguono gli appalti, quando meno
rimuovere o il direttore generale o i dirigenti che hanno portato a
questi errori che forse, se poi il CGA ovviamente confermerà alcuni
dei punti sollevati, porteranno a degli aggravi nelle casse
comunali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è mio dovere informare - l'ho
fatto per iscritto ai capigruppo ma lo dico a tutti i parlamentari
che ritenessero opportuno partecipare - che martedì 5 aprile 2016,
alle ore 10.00, il portavoce delegato per tutte le Regioni che
hanno proposto ricorso contro le trivelle, il Presidente della
Basilicata La Corazza, ha chiesto di tenere una Conferenza stampa.
Capisco che ci sono divisioni o altro, ma chi vuole partecipare può
farlo. Era mio dovere dirlo. Ho concesso la Sala Rossa per questo
incontro.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a martedì 5 aprile 2016, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Lercara Friddi e Vicari . (n. 999/A) (Seguito)
Relatore: on. Siragusa
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
subacquea industriale . (n. 698/A)
Relatore: on. Greco M.
III - Discussione della mozione:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia ai
ricorsi in materia di legittimità costituzionale
promossi innanzi alla Corte costituzionale.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
V - Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI
LA ROCCA - CAPPELLO
VI - Discussione della mozione:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
(16 dicembre 2015)
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
VII - Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
PAPALE - FIGUCCIA
VIII - Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO
TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 17.17
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio