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Resoconto d'Aula della Seduta n. 324 di giovedì 31 marzo 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.13

   CIRONE,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Forzese, Sorbello, Dipasquale, Riggio, Lentini e  Milazzo
  Antonella.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disciplina  delle  associazioni  di  promozione  sociale  nella
  regione Sicilia. (n. 1152)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
  alle imprese artigiane siciliane. (n. 1174)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.
   PARERE V.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Disciplina organica del turismo in Sicilia. (n. 1151)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.
   PARERE I e III.

   -   Qualificazione   giuridica  dell'Agenzia  Regionale   per   la
  protezione dell'Ambiente. (n. 1175)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.
   PARERE VI.

                    CULTURA FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disposizioni in materia di livelli essenziali delle prestazioni
  -  LEP  - in materia di servizi e politiche attive del lavoro.  (n.
  1173)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Modifiche alla legge 1 agosto 1990, n. 20 per la concessione di
  contributi   finalizzati   alle  Associazioni   di   Talassemia   e
  Drepanocitosi operanti sul territorio regionale. (n. 1147)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.

   -  Modifiche ed integrazioni della legge 1 agosto 1990, n. 20  per
  la  concessione  di  contributi finalizzati  alle  Associazioni  di
  Talassemia  e Drepanocitosi operanti sul territorio regionale.  (n.
  1148)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.

   - Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 1 agosto 1990, n.
  20  in  materia  di  Associazioni  di  Talassemia  e  Drepanocitosi
  operanti sul territorio regionale. (n. 1149)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.

   - Modifiche di norme in materia di contributi alle Associazioni di
  Talassemia e Drepanocitosi operanti sul territorio regionale di cui
  alla legge regionale 1 agosto 1990, n. 20. (n. 1150)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 marzo 2016.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Grasso, con  nota  prot.  n.
  2857/SG.LEG.PG. del 30 marzo 2016, ha ritirato il disegno di  legge
  n.  1130   Disposizioni per la promozione e il miglioramento  della
  qualità degli interventi di prevenzione, sanitari, socio-sanitari e
  sociali  in favore di persone minori, adolescenti e adulte  affette
  dai  disturbi  dello spettro autistico. Interventi di  sostegno  in
  favore delle loro famiglie , presentato in data 16 dicembre 2015.

         Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale

   PRESIDENTe.  Comunico che sono pervenute le seguenti deliberazioni
  della Giunta regionale:

   -  n.  69  del 9 marzo 2016 relativa a:  Programma di cooperazione
  transfrontaliera Italia Tunisia 2014-2020. Adozione ;

   -  n.  70  del 9 marzo 2015 relativa a:  Programma operativo  FESR
  Sicilia 2007/2013. Decisione CE 646 del 2 febbraio 2016 e documento
   Requisiti  di  ammissibilità  e criteri  di  selezione'.  Adozione
  finale .
   Le  predette  delibere sono state trasmesse ai sensi dell'articolo
  50,  comma  3, della legge regionale n. 9/2009 alla II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  delle stesse  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

      Comunicazione di trasmissione della previsione e situazione
                              trimestrale
                 di cassa e di tesoreria della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento  bilancio e tesoro, ha trasmesso,  in  data  15  marzo
  2016,  la  previsione  e  situazione  trimestrale  di  cassa  e  di
  tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 4, comma  1,  della
  legge  regionale 8 luglio 1977, n. 47. Situazione  al  31  dicembre
  2015.
   Copia  della sopracitata documentazione è stata trasmessa alla  II
  Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3588  -  Iniziative  per accertare  il  rispetto  della  legge
  regionale 12 luglio 2011, n. 12, in materia di appalti.
   - Presidente Regione - Assessore Infrastrutture e mobilità
   Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Cani Gaetano; Forzese
  Marco Lucio; Ragusa Orazio; Sorbello Giuseppe

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alla competente Commissione.

    Comunicazione di cambio di denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Ad  integrazione di quanto  annunziato  nella  scorsa
  seduta,  preciso  che  con  nota  pervenuta  il  30  marzo  2016  e
  protocollata al n. 2872/AulaPG-SGPG-SgalPG l'onorevole Di Giacinto,
  nella  qualità  di  Presidente  del  Gruppo  parlamentare   Partito
  Socialista  Europeo  -  PSE   ha  comunicato  che,  a  seguito   di
  deliberazione dell'assemblea del Gruppo medesimo, come da  allegato
  verbale,  il Gruppo ha variato la propria denominazione  in  Gruppo
  parlamentare  Partito Socialista Italiano - PSE .

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Tancredi, Zafarana e Ioppolo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicazione di pronuncia da parte della Corte di Cassazione

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Corte suprema di Cassazione,  a
  Sezioni  Unite, con ordinanza n. 4190 del  7 luglio 2015 - 3  marzo
  2016,  si  è pronunciata sul ricorso iscritto al numero di registro
  generale  n.  14240 del 2014, proposto da questa  stessa  Assemblea
  regionale  e  dal  suo Presidente, contro l'onorevole  Marco  Lucio
  Forzese   e   nei  confronti  dell'onorevole  Antonello   Cracolici
  relativamente   alla  vicenda dello scioglimento  e  ricostituzione
  della I Commissione legislativa permanente dell'ARS.
   In  particolare,  la  Corte ha dichiarato il difetto  assoluto  di
  giurisdizione  del  Tar Sicilia, adito dall'onorevole  Forzese  per
  sindacare  gli atti posti in essere da questa Presidenza in  ordine
  alla ricordata fattispecie.
   Lo   stesso  supremo  Giudice  di  legittimità  ha  rilevato  che,
  contrariamente a quanto sostenuto dal controricorrente on. Forzese,
  non si verte, dunque, in tema di esercizio, da parte del Presidente
  dell'ARS,  di  una  generica  attività  amministrativa,  idonea  ad
  incidere su posizioni soggettive dei destinatari, ma del potere  di
  autorganizzazione dell'Assemblea, in quanto tale  non  suscettibile
  di sindacato in sede giurisdizionale.
   In dettaglio, mi preme rimarcare che si era chiesto al Tar Sicilia
  l'annullamento  dei  provvedimenti  di  scioglimento   della  prima
  Commissione  legislativa permanente  Affari Istituzionali ,  nonché
  del pronunciamento della Commissione per il Regolamento, recante il
  mandato   al   Presidente   dell'Assemblea   di   procedere    alla
  ricostituzione  della  stessa  Commissione   Affari  Istituzionali
  anche con riferimento alla successiva nomina del suo Presidente; ed
  infine di ogni altro eventuale atto e provvedimento ovvero delibera
  assembleare avente il medesimo oggetto, contenuto e finalità  degli
  altri atti impugnati.
   Ebbene,  ha  definitivamente chiarito la Corte, che vi  è  appunto
  difetto assoluto di giurisdizione sull'impugnazione degli atti  con
  i quali il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana scioglie e
  ricostituisce  una Commissione legislativa permanente,  trattandosi
  dell'esercizio  della  potestà  di  autorganizzazione   dell'organo
  legislativo  regionale,  insuscettibile,  pertanto,  di   sindacato
  giurisdizionale  ed  affidato  unicamente   ai   meccanismi   della
  responsabilità politica.
     Si  è  infatti,  fra  l'altro, statuito che sulla  scorta  della
  giurisprudenza, anche costituzionale, sussiste  la esclusione della
  possibilità di agire dinnanzi ad un giudice, qualsiasi giudice, per
  far  valere  la  asserita violazione, da parte del  Presidente,  di
  norme procedimentali dettate dal Regolamento interno dell'Assemblea
  Regionale   Siciliana   per  consentire  il   funzionamento   delle
  Commissioni permanenti legislative e la loro composizione in misura
  tendenzialmente    rapportata   alla   proporzione    dei    gruppi
  parlamentari,  trattandosi  di  atti  che  certamente  non  possono
  ricondursi    all'esercizio   di   una   funzione   amministrativa,
  costituendo   essi   esercizio  di  potestà  di   autorganizzazione
  dell'organo legislativo regionale .

   L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  questa
  sentenza   possa   rappresentare  un  precedente   importante   per
  l'attività  dell'Assemblea regionale siciliana e prego  gli  uffici
  dell'Assemblea di poter tenere conto di questa sentenza su un'altra
  fattispecie  che, probabilmente, a prima lettura pare  distante  ma
  secondo il sottoscritto, invece, va approfondita.
   Si  tratta  della  perdita  di autonomia dell'Assemblea  regionale
  siciliana  in  tema elettorale per quanto riguarda il  caso  che  è
  avvenuto  in  alcuni comuni della Sicilia orientale concernente  il
  voto  in  alcune  sezioni. Come sappiamo  la  legge  regionale  non
  prevede  che  vi  si  possa provvedere ad  elezioni  parziali  dopo
  l'esito  elettorale che è stato, di fatto, consumato e  proclamato.
  Ricordo  il  caso  di  alcuni comuni del siracusano,  dove  abbiamo
  potuto vedere una campagna elettorale parziale dove, di fatto,  già
  vi  era un presidente della Regione proclamato, alcuni deputati che
  non  erano  più  interessati  alla competizione  elettorale,  altri
  deputati invece che, di fatto, avevano mostrato la propria, invece,
  volontà  alla prosecuzione della campagna elettorale, trattasi  del
  ricorso che, mi pare sia ancora pendente, dell'onorevole Gianni  ed
  altri.
   Questa  sentenza della Cassazione è una sentenza  che  deve  poter
  metter, anche per il proseguo, un punto fermo sulla possibilità che
  dopo  la  celebrazione delle elezioni in Sicilia si possa celebrare
  un'ulteriore  tornata  elettorale  per  il  rinnovo  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  in modo parziale come è avvenuto  secondo  le
  pronunce del Consiglio di giustizia amministrativa.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
  Intanto per fare gli auguri alla collega Cirone per la promozione a
  segretario  del Consiglio di Presidenza, quindi la ringraziamo  per
  il  lavoro  svolto in questa occasione e per ribadire,  Presidente,
  che  gli ordini del giorno che ho presentato -  se qualcuno  lo  fa
  passare -,  perché è di buon senso, ad esempio, eliminare l'assenza
  del Consiglio di Presidenza e farli diventare tutti responsabili ed
  essere  presenti, forse queste promozioni a tempo, che oggi abbiamo
  avuto  con l'onorevole Cirone, le possiamo pure evitare. E, quindi,
  la prego Presidente, per l'ennesima volta, di andare a guardare gli
  ordini  del giorno che ho presentato e a passarne qualcuno di  buon
  senso,  per  dare esempio fuori. Perché è una vergogna,  un  giorno
  vengono e fanno forse il loro turno, dopo un giorno siamo costretti
  pruomovere qualcuno sul campo.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori,
  l'indicazione,  ovviamente della sentenza della Cassazione,  a  mio
  avviso,  risulta  del  tutto utile ma, per quello  che  mi  è  dato
  sapere,  almeno  dalla considerazione che è stata fatta  dalla  sua
  lettura, ancorché in termini sommari, ho l'impressione che non dica
  nulla  di  nuovo  rispetto ovviamente a posizioni, da  parte  della
  giurisprudenza  pregressa, e non è altro che  una  conferma  a  mio
  avviso, dove, sostanzialmente, il supreme giudice non fa altro  che
  confermare il fatto che i regolamenti, sia parlamentari, in  questo
  caso  dell'Assemblea, che disciplinano l'organizzazione interna  ed
  anche, ovviamente denominati interna corporis, sono sottratti  alla
  giurisdizione, ovviamente, del giudice. Di qualsiasi giudice. E non
  altro   che,   appunto,   una  conferma  di   quanto   dottrina   e
  giurisprudenza hanno confermato un po' nel tempo e che, ovviamente,
  tutto  questo  è sottoposto alla valutazione dell'organizzazione  e
  quindi, in questo caso dell'Ufficio di Presidenza e quant'altro,  e
  che  non  possono essere rimesse, per eventuale presunta violazione
  alla  valutazione  del  Giudice che, in  questo  caso,  difetta  di
  giurisdizione assoluta, vorrei ribadire.
   Quindi,  ovviamente,  salvo una lettura più  approfondita  non  fa
  altro che confermare quello che effettivamente è stato affermato in
  tutti questi anni.
   Ritenere  quindi,  che  la sentenza possa essere  interpretata  in
  termini  estensivi  anche comprendendovi  fattispecie  che,  a  mio
  avviso,   esulano   dalla  questione  che   è   stata   sottoposta,
  introducendo anche il problema del sistema elettorale che è  invece
  a  sestante dal tema decidendi della Corte di Cassazione perché, lì
  ovviamente  entrano  in  gioco tante altre situazioni,  non  ultimo
  anche  i  cosiddetti  diritti di elettorato attivo  e  passivo  che
  ovviamente quelli sì, sono sottoposti alla valutazione da parte del
  Giudice  e  ovviamente  valutati in caso  di  violazione,  per  cui
  immaginare obiettivamente una sua interpretazione estensiva  non  è
  ovviamente  corretta;  mentre  se  trova  applicazione,  ovviamente
  nell'ambito della fattispecie che è stata presa in esame  da  parte
  della corte di Cassazione non è altro che una sentenza confermativa
  dell'orientamento  e,  direi non solo dell'orientamento,  ma  anche
  dell'affermazione  del nostro ordinamento giuridico  dove  esistono
  alcune  fattispecie  che  vengono in qualche  modo  sottratte  alla
  giurisdizione   di   qualsiasi  giudice  e  che  sono   sottoposte,
  ovviamente,  all'organizzazione  e  quindi  valutati   secondo   la
  disciplina interna dell'istituzione.

   860-922-1003-1126/A 'Modifica di norme in materia di elezione del
   sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli organi co-
   munali'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Seguito della discussione del disegno di legge numeri 1153-15-845-
   860-922-1003-1126/A «Modifica di norme in materia di elezione del
                       sindaco  e del consiglio
            comunale e di cessazione degli organi comunali»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno.
  Discussione dei disegni di legge.
   Si procede con l'esame del disegno di legge numeri 1153-15-845-860-
  922-1003-1126/A  «Modifica  di norme in  materia  di  elezione  del
  sindaco   e  del  consiglio comunale e di cessazione  degli  organi
  comunali», posto al  numero 1.
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali',  a
  prendere  posto  nell'apposito  banco.  Comunico  che  sono   stati
  presentati circa settanta emendamenti.

   PANEPINTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ieri
  nel   rimettermi  al  testo  della  relazione,  avevo   manifestato
  perplessità, perché un disegno di legge che voleva allinearsi anche
  alla normativa nazionale, in qualche modo, man mano si lavorava  in
  Commissione,  - peraltro un disegno di legge che era stato  oggetto
  della  discussione  nella  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  con  l'architettura  costruita  fuori  dalla  stessa
  Commissione  -,  man  mano è diventato altro  rispetto  al  sistema
  elettorale,  in  realtà, si va incidere non poco sui  rapporti  tra
  consiglio comunale e sindaci.
   Credo  occorra un attimo di riflessione sul fatto che  la  Regione
  siciliana  che  è  stato  il  primo  consiglio,  ancor  prima   del
  Parlamento   nazionale,   a  stabilire  nel   1992,   di   eleggere
  direttamente  il sindaco delle città piccole o grandi della  nostra
  Sicilia.
   L'allora Presidente della Regione, l'onorevole Campione,  -  c'era
  un  Governo  di larga maggioranza, allora si chiamavano  i  partiti
  dell'arco  costituzionale,  che  sostenevano  quel  Governo  -,  ma
  certamente  quella legge venne approvata da questo Parlamento,  per
  dare  stabilità  al Governo degli enti locali che ormai   preda  di
  schizofrenie continue.
   Ricordo comuni dove i sindaci duravano sei mesi, a volte un  mese,
  dove  alla fine per l'instabilità, per l'elezione che avveniva  nei
  consigli  comunali  era  talmente  tanta,  che  aveva  creato   una
  situazione sostanzialmente di anarchia totale.
   Oggi  con il testo, così come è stato esitato in Commissione,  con
  il contributo di tutti, e per la stessa mole di emendamenti che lei
  ha  annunciato  poc'anzi, Presidente, settanta  emendamenti  ad  un
  testo  di  poco  più di cinque o sei articoli è il  sintomo  di  un
  malessere,  in  qualche  maniera. Qual è il  malessere?  Quello  di
  dovere  aggiungere ad ogni passaggio un vagone a questo  treno  che
  rischia  di  diventare assolutamente grande  con  il  risultato  di
  disarticolare quel poco di ordine e di sicurezza e certezza che  le
  Amministrazioni   comunali  devono  dare  soprattutto   ai   propri
  cittadini.
   Per  esempio  l'idea che debba una maggioranza quasi semplice,  la
  metà più uno dei componenti, potere sfiduciare un sindaco mi lascia
  perplesso, non dico sia illegittimo dal punto di vista anche  della
  stessa  logica costituzionale o se vogliamo dell'autonomia  di  cui
  dispone  questa Regione, ma noi partiamo da quella legge del  1992,
  modificata  poi nel 1997 che addirittura prevedeva la consultazione
  del   corpo   elettorale  in  apposito  referendum  a  cui   doveva
  partecipare,  per  essere  valido, la metà  più  uno  degli  aventi
  diritti, dei cittadini elettori.
   Ora  io  non  so quale sia il tenore degli emendamenti presentati,
  però  ritengo, signor Presidente, che considerato comunque  che  ad
  oggi,  pur se approvata nei prossimi giorni, la legge, non potrebbe
  esplicare   gli  effetti,  perché  immagino  che  ci  siano   anche
  emendamenti di più Gruppi politici che rinviano l'applicazione  già
  per  le  prossime  elezioni, non sarebbe male se  immaginassimo  di
  riaffidare   alla  Commissione  e  al  suo  Presidente   anche   la
  valutazione di questi emendamenti presentati, perché credo  che  un
  testo  di questo tipo, che come elemento fondante così come  voluto
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  doveva
  essere  la  riscrizione  delle regole del gioco  debba  coinvolgere
  tutti i giocatori in campo, che era oggettivamente quello di potere
  allineare, di potere uniformare il nostro sistema elettorale che  è
  privo di effetti di trascinamento, con quello nazionale.
   Però,  credo  che  oggi la mia opinione, che sottopongo  alla  sua
  attenzione,  al   Presidente della Commissione, ai  colleghi  della
  Commissione e a tutto il Parlamento, è quello di restituire  ad  un
  momento  di  maggiore approfondimento, anche  con  un  aggravio  di
  conoscenza  e  di istruttoria fatta anche con le associazioni,  sto
  pensando  all'ANCI,  di ciò che il testo può diventare  rispetto  a
  come  è partito, di ciò che oggi la Commissione ha partorito  e  di
  ciò  che  potrebbe essere approvato o bocciato da questo Parlamento
  in  questa  fase  finale  del disegno  di  legge  esitato  dalla  I
  Commissione.
   Per  cui  io  chiedo venga valutata la possibilità di rinviare  il
  tutto in Commissione.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di rinvio in Commissione,  ai  sensi
  dell'articolo  121  quater  del Regolamento  interno.  Sentiamo  un
  deputato  a favore e uno contro.
   Onorevole  Panepinto, lei l'ha formulata come Commissione  o  come
  Presidente di Gruppo?

   PANEPINTO. Come vicepresidente del Gruppo del PD.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare a favore della richiesta di rinvio  in
  Commissione del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, il Movimento Cinque  Stelle  ritiene
  che  sia  necessario ed indispensabile il ritorno di questo disegno
  di  legge  in  Commissione e devo dire che condivido  integralmente
  tutte  le  perplessità che ha avanzato testé l'onorevole Panepinto,
  anche  perché noi riteniamo che di questo disegno di legge  l'unica
  norma che possa essere affrontata nel dibattito d'Aula è quella che
  sostanzialmente  consente le dimissioni contestuali  del  consiglio
  comunale e del sindaco nel caso di sfiducia dell'uno o dell'altro.
   Tutto  il  resto  finisce col mortificare e  andare  in  direzione
  diametralmente  opposta  a  quello che è lo  spirito  dell'elezione
  diretta del Sindaco, sia nella misura in cui si tende ad introdurre
  il  trascinamento  del voto, e in questo modo i  cittadini  vengono
  privati  dell'opportunità di potere scegliere il loro  candidato  a
  sindaco, che può essere decisamente diverso dall'appartenente  alla
  stessa  coalizione,  scegliendo un candidato al consiglio  comunale
  che,  nella  buona  sostanza, appartiene ad  una  lista  totalmente
  diversa, sia per quanto concerne l'altra norma che, invece, finisce
  col  riconsegnare  al  ricatto della politica  dei  Partiti  e  dei
  Consigli  comunali,  le sorti di un sindaco che,  invece,  è  stato
  eletto direttamente dal popolo.
   A  tal proposito, noi abbiamo presentato anche un emendamento che,
  nella  buona sostanza, farebbe ritornare indietro questa  legge  al
  1992,  la  numero 7, che consegnava, nelle mani dei  cittadini,  la
  vita e la morte politica di un sindaco.
   Pertanto,  concludo dicendo che il Movimento Cinque Stelle  chiede
  che ritorni in Commissione per un ulteriore approfondimento.

   CIMINO.  Chiedo  di  parlare  contro la  richiesta  di  rinvio  in
  Commissione del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  spiace  aver
  sentito l'intervento del vicepresidente del Gruppo parlamentare del
  Partito  Democratico,  onorevole  Panepinto,  e  dei  colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle che non vogliono creare le condizioni,  al
  fine  di  creare, nella legislazione regionale per  l'elezione  dei
  sindaci  e  dei  consigli comunali, delle regole di  una  normativa
  regionale che sia in linea e coerente con la normativa nazionale.
   Si  parlava proprio dell'importanza del trascinamento delle  liste
  che  sono  a supporto e che condividono il percorso ed il programma
  del  Candidato sindaco; ritengo questa una novità importante che  è
  stata  apprezzata  favorevolmente  all'unanimità,  mi  pare,  dalla
  Commissione  I   Affari istituzionali  tranne con l'astensione  del
  voto del Movimento Cinque Stelle.
   Ma  vi  è  di  più.  Questa  legge oggi  diventa  di  fondamentale
  importanza oltre per creare le condizioni di una maggiore  coerenza
  con  la  disciplina  nazionale  perché  quest'Aula  ha,  di  fatto,
  cancellato  le  province,  ed  ha  fatto  venir  meno,  nel  nostro
  territorio,  una classe dirigente che era impegnata nei comprensori
  più  ampi  ed,  oggi,  con  un  mio emendamento,  io  volevo  poter
  segnalare la contraddittorietà del fatto che, un Sindaco, dopo  due
  mandati,  non  può  più ricandidarsi; un sindaco  non  deve  essere
  eletto  perché  bocciato  dal proprio  elettorato  e  non  bocciato
  dall'Assemblea  regionale che non da la possibilità,  l'opportunità
  ad un sindaco, che ha governato bene la propria Amministrazione, di
  poter  conseguire e di poter continuare quel percorso di impegno  a
  favore della propria comunità.
   Che senso ha dare la possibilità ai parlamentari di poter svolgere
  il  proprio ruolo per più legislature e non dare la possibilità  ai
  sindaci  delle  nostre città di continuare l'impegno nel  governare
  con esperienza, con credibilità e con autorevolezza i propri comuni
  perché una legge regionale restrittiva vincola questa esperienza  a
  due mandati?
   Io ritengo che la campagna elettorale debba manifestare la volontà
  dei  cittadini se continuare, se dare la possibilità ai sindaci  di
  proporsi   nel   proprio  territorio  così  come  avviene   per   i
  parlamentari regionali.
   Per   quale  motivo  un  parlamentare  può  impegnarsi   per   più
  legislature e un sindaco deve, comunque, avere il vincolo  dei  due
  mandati?
   Mi  pare  che  questa  sia una incongruenza,  sia  una  disciplina
  incostituzionale,  a  maggior ragione oggi  che  viene  meno  anche
  l'impegno delle Amministrazioni provinciali. E' un torto che questa
  Assemblea vuole fare ai  sindaci che nella tornata elettorale vedrà
  impegnate diverse città siciliane, non potranno di fatto impegnarsi
  per  questa  competizione perché il vice capo  gruppo  del  Partito
  Democratico,  in accordo con il Movimento Cinque Stelle  vuole  che
  questa legge venga insabbiata nei cassetti della I Commissione.

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, dobbiamo procedere alla votazione.
   Chi  è  favorevole  al  rinvio  in Commissione  si  alzi;   chi  è
  contrario resti seduto.
   Il disegno di lege è rinviato in Commissione.
                              (Proteste)

   Onorevoli colleghi, basta contare il Movimento Cinque Stelle e  la
  presenza del PD, mi sembra evidente, è palese.

   TURANO. Che male c'è, procediamo con il voto elettronico

   PRESIDENTE. Non c'è contestazione, è palese. Il disegno di legge è
  rinviato in Commissione.
   Trascorsi  quindici  giorni, il disegno di legge  sarà  reiscritto
  all'ordine del giorno dell'Assemblea.

   'Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra
   i comuni di Lercara Friddi e Vicari'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Seguito della discussione del disegno di legge numero 999/A
     «Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
                  comuni di Lercara Friddi e Vicari»

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge numero 999/A «Norme in materia di  variazione  e
  rettifica  dei  confini fra i comuni di Lercara Friddi  e  Vicari»,
  posto al numero 4) del II punto dell'ordine del giorno.
   Il  relatore,  onorevole  Siracusa, ha già  svolto  la  relazione.
  Comunico che non sono stati presentati emendamenti.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Siccome  ho delle osservazioni che mi hanno fatto alcuni deputati,
  si era detto che oggi si faceva la discussione generale e si votava
  la prossima settimana.
   Peraltro,  non  credo che ci sia neanche il numero legale  per  la
  votazione finale. Però, non sono stati presentati emendamenti,  c'è
  ben poco da discutere, o si approva o si boccia.
   Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Rinviamo l'approvazione dei singoli articoli rispetto ai quali non
  ci sono emendamenti e la votazione finale alla prossima settimana.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  volevo  ricordare  al Governo e per esso ai due Assessori,  che  il
  Governo  è  gravemente  omissivo e credo che  abbia  assunto  anche
  atteggiamenti illegittimi nella vicenda che riguarda i revisori dei
  conti presso le ASP.
   Il  Ministero  della sanità, oltre 7/8 mesi fa ha provveduto  alla
  nomina dei revisori dei conti nelle varie ASP siciliane.
   Ad oggi il Governo regionale non ha ancora provveduto, pensato, di
  recepire le disposizioni del Ministero e di conseguenza come Gruppo
  dell'NCD,  trasferiremo  tutti gli atti relativi  alla  nomina  dei
  revisori  dei  conti  alla  Corte dei  Conti  affinché,  Assessori,
  verifichi  se c'è danno erariale nel fatto che il Governo regionale
  continui  a  tenere  un numero dei revisori dei conti  superiore  a
  quelli previsti dalla norma oggi vigente.
   Veda  Presidente  non possiamo continuare a comportarci  così  nei
  confronti di questo Governo che purtroppo non mantiene gli  impegni
  assunti in quest'Aula e in particolare Presidente mi riferisco alla
  nomina  che qualche ora fa il Presidente della Regione ha fatto  in
  spregio a questo Parlamento del nuovo Amministratore di Riscossione
  Sicilia, perché è stato nominato Amministratore unico, forse  anche
  delegato,  della società un soggetto che in questi ultimi  mesi  in
  tutte le televisioni nazionali non ha fatto altro che delegittimare
  questa  Assemblea,  non  ha  fatto altro che  delegittimare  questo
  Parlamento.
   A  questo  proposito anche in virtù delle dichiarazioni  che  sono
  state  rilasciate in una trasmissione televisiva importante  vorrei
  ricordare  affinchè  rimanga agli atti che questa  Assemblea  e  la
  Commissione  bilancio in modo particolare, ha sempre  legiferato  a
  favore di Riscossione Sicilia e in particolare vorrei ricordare che
  fino  al 2014 non abbiamo concesso finanziamenti perché vi  era  un
  capitale sociale che il Consiglio di amministrazione ha eroso e che
  quindi ha utilizzato però negli anni.
   Dal 2015 questa Assemblea ha sempre concesso a Riscossione Sicilia
  un aiuto importante.
   Nel  2015  questa Assemblea  che viene accusato di non  aver  dato
  contributi a Riscossione Sicilia ha deliberato 40 milioni di  euro,
  una somma importantissima che questa Assemblea ha deliberato.
   Dopodiché  nel  dicembre  del 2015 non è stato  deliberato  i  due
  milioni  e  mezzo  di  euro  solo perché erano  stati  chiesti  dei
  documenti che riguardavano il piano industriale e che questo  piano
  industriale  non  è  mai  pervenuto né in  Commissione  bilancio  e
  quindi  la  Commissione  bilancio non lo ha mai  potuto  trasferire
  presso questo autorevole Parlamento.
   Per  quanto riguarda la finanziaria 2018 vorrei ricordare che  c'è
  un  impegno per 38 milioni di euro, per quanto riguarda  invece  la
  finanziaria  del 2016 ricordo che anche in questo  caso  vi  è  una
  somma  che è pari quasi a 14 milioni di euro, di conseguenza questo
  Parlamento  ha  sempre operato in maniera attenta,  scrupolosa  nei
  confronti  di Riscossione Sicilia e di conseguenza questi  attacchi
  sembrano essere assolutamente immotivati.
   Vorrei ricordare che proprio per fare il relatore a questi disegni
  di  legge  mi  ero estraniato dal querelare coloro i quali  avevano
  pubblicato  sul  giornale il dato che mi  dava  come  debitore  nei
  confronti  di Riscossione Sicilia quando, invece, è esattamente  il
  contrario.  Nel senso che io non solo non debbo nulla a Riscossione
  Sicilia ma Riscossione Sicilia ha un debito nei miei confronti.
   Ciò  premesso,  Presidente, volevo anche a nome della  Commissione
  Bilancio che mi onoro di presiedere, anche per le difficoltà in cui
  il Presidente della Sottocommissione Riscossione Sicilia, onorevole
  Panepinto, si troverà ad operare da qui ai prossimi giorni  proprio
  perché   l'Assemblea,   la  Commissione   aveva   nominato   questa
  Sottocommissione,  volevo  esprimere  tutto  il  mio  sgomento,  il
  rincrescimento per questo atto di provocazione fine a se stesso che
  il  Presidente  della  Regione ha assunto nei confronti  di  questo
  Parlamento.
   Credo   che   sia   un  atteggiamento  insopportabile   anche   in
  considerazione  del  fatto  che  la  massima  autorità  di   questo
  Parlamento  è  stato  ingiustamente  accusato,  come  tanti   altri
  colleghi, di avere dei debiti nei confronti di Riscossione  Sicilia
  e  quindi  autorevoli  esponenti di questo  Parlamento  sono  stati
  costretti ad adire le vie legali.
   Ciò  significa  che  per quanto riguarda me da  oggi  comincia  la
  totale  discontinuità della mia azione politica  nei  confronti  di
  questo Governo.
   Fin  quando rimarrò Presidente della Commissione Bilancio lo  farò
  in  maniera  assolutamente imparziale ma sia  chiaro  che  da  oggi
  questo  Governo, che assume atteggiamenti provocatori nei confronti
  di  questo  Parlamento, non potrà non trovarmi alla  opposizione  e
  quindi da oggi comincia la lunga, speriamo, breve rincorsa verso le
  elezioni, verso lo scioglimento di questa Aula e verso la  sfiducia
  al Presidente Crocetta.

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  rivolgere un appello alla Commissione Bilancio e in particolare  al
  suo  Presidente per segnalare la situazione in cui  ad  oggi  versa
  l'IRSAP e soprattutto i suoi lavoratori.
   Durante questa finanziaria abbiamo stanziato come Parlamento circa
  10  milioni  di  euro  che è una somma al  di  sotto,  nella  buona
  sostanza,  delle  necessarie spettanze per il pagamento  di  questi
  lavoratori.
   In  Commissione  Bilancio  fra le norme stralcio  ci  sono  alcuni
  emendamenti  che tendono a separare le casse dell'IRSAP  da  quelle
  del consorzio ex ASI in liquidazione.
   Dico  questo perché i lavoratori dell'IRSAP si trovano  in  questo
  momento,  da  circa tre mesi, nella impossibilità  di  ricevere  lo
  stipendio in quanto la Regione non può erogare queste somme  perché
  altrimenti  aggredite  dai creditori con il paradosso  che  noi  ci
  troviamo  i  consorzi ex ASI in liquidazione  che  non  riescono  a
  soddisfare  i  creditori, atteso che il credito attuale  ammonta  a
  quasi  400  milioni  di euro, e dall'altro dei lavoratori  che  pur
  trovandosi  dei  soldi in bilancio non riescono  ad  essere  pagati
  perché  nella misura in cui la Regione versasse questi soldi  nelle
  casse  dell'IRSAP  non  essendoci alcuna  separazione  nella  buona
  sostanza questi soldi verrebbero pignorati.
   Mi  sarebbe  piaciuto rivolgere un appello anche all'assessore  Lo
  Bello,  alle  attività produttive, se fosse stato  presente  perché
  l'IRSAP  a  tutt'oggi è privo di qualsiasi governance. Nella  buona
  sostanza esiste soltanto un Commissario ad acta che però in  quanto
  ad  acta  non può esercitare nessun compito all'interno  dell'IRSAP
  stesso.
   Quindi  ci  troviamo con una azienda regionale  che  è  decapitata
  perché  non ha alcuna governance con dei lavoratori che da  più  di
  tre  mesi  non  percepiscono lo stipendio  e  con  delle  somme  in
  bilancio  che  sono  del tutto immobilizzate  a  causa  dei  debiti
  accumulati dai consorzi ex ASI in liquidazione.
   Pertanto, il mio appello è che la Commissione Bilancio possa  fare
  un ulteriore sforzo nell'esame di questi emendamenti che sono stati
  stralciati durante la fase del bilancio per giungere ad una  rapida
  risoluzione    di   questa   annosa   vicenda.   Solo    attraverso
  l'approvazione  di  questi  emendamenti  e  la  diversificazione  e
  separazione  delle  casse,  possiamo  assicurare  gli  stipendi  ai
  lavoratori e un destino certo a questo istituto.

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cittadini,
  vorrei parlare di due sentenze, perché purtroppo dobbiamo aspettare
  sempre  le  sentenze per chiarire alcuni aspetti, alcuni fatti  che
  accadono in questa Regione. Molti di voi si ricorderanno un po' gli
  eventi  o  quello  che  è accaduto nel 2013  quando  sollevammo  il
  problema  della gestione della tubercolosi a Siracusa.  Non  voglio
  parlare della tubercolosi a Siracusa, voglio parlare di quello  che
  accadde  dopo. Un medico che venne invitato come gli altri  medici,
  come  i  vertici  dell'ASP a discutere di  questa  problematica  in
  Commissione salute, all'indomani della Commissione a uno di  questi
  medici  venne  fatto  un provvedimento disciplinare  perché  ledeva
  quella  che  era  forse l'immagine dell'Azienda.  Un  provvedimento
  assurdo,  perché  se  non si può parlare in Commissione  sanità  di
  problemi  sanitari  vorrei capire quale è  la  sede  opportuna  per
  parlarne.  E' arrivata una sentenza, purtroppo l'ho avuto  soltanto
  adesso,  è  del  settembre  2015, dove a questo  medico  era  stata
  erogato  un provvedimento disciplinare di sospensione dal  servizio
  di  tre  mesi e anche dallo stipendio e dell'anzianità e il giudice
  giustamente  ha  smontato  pezzo pezzo quello  che  la  Commissione
  disciplinare dell'ASP di Siracusa aveva detto. Allora c'è qual cosa
  che  non va caro Presidente, perché se ad un certo punto nonostante
  le  interrogazioni,  nonostante  la  sede  era  quella  giusta  per
  parlare,   nonostante   si   siano   fatti   questi   provvedimenti
  disciplinari, si continua e si persevera andando contro  un  medico
  che ha solo espresso la sua opinione, come poi dice anche lo stesso
  giudice,  allora  c'è qualcosa che non va. Chiederò  all'Assessore,
  farò   una  mozione,  presenterò  nelle  prossime  settimane,  dove
  chiederò di mandare gli ispettori per verificare l'operato  a  quel
  tempo sia della Commissione giudicatrice ma anche dei firmatari  di
  alcune   delle   note  che  poi  hanno  portato  al   provvedimento
  disciplinare  e  se  la  Commissione e gli  ispettori  che  manderà
  l'Assessore  rileveranno qualcosa che non va chiederò comunque  sia
  che  vengano  rimossi  dagli incarichi che hanno  ricoperto  perché
  questa cosa non può più accadere, quindi se c'è qualcosa che non va
  in sanità e qualcuno ce la viene a raccontare in Commissione queste
  persone  devono poter parlare tranquillamente. L'altra sentenza  di
  cui  vi  volevo  parlare è una delle tante sentenze che  in  questo
  momento stanno arrivando presso il Comune di Siracusa perché si era
  fatto  un bando per quanto riguarda alcuni servizi all'interno  del
  Comune  di Siracusa ma, a mio parere, e questo l'ho espresso  anche
  in  una  interrogazione  parlamentare,  questo  bando  aveva  delle
  criticità.  Una  fra tutte, ad esempio, erano stati esclusi  perché
  dovevano essere stabilizzati gli ex LSU all'interno del Comune, ora
  questi LSU 15 persone sono rimaste fuori, allo stesso tempo in quel
  bando  non  si capiva bene effettivamente c'erano alcune  criticità
  che  sollevavo  nell'interrogazione fatto  sta  che  c'è  stato  un
  ricorso  vinto dalla società CICLAT SOCOSI, se non mi sbaglio,  per
  l'annullamento  dell'aggiudicazione che rimette di nuovo  tutto  in
  gioco.  Ma  la  mia  preoccupazione non  è  tanto  questa,  la  mia
  preoccupazione  questo è solo per citare alcune delle  sentenze,  è
  quello che sta accadendo in generale sulle sentenze che arrivano al
  Comune  di  Siracusa,  cioè di condanna al risarcimento  danni,  ne
  stanno arrivando varie di vari tipi e questo non può portare  altro
  che,  se continuando con questo andazzo, ad arrivare sull'orlo  del
  default quindi del dissesto, perché ad un certo punto poi i  debiti
  vanno  onorati soprattutto se provengono da sentenze. Anche  lì  io
  chiedo  al  sindaco  di  verificare  l'operato,  allora,  dei  suoi
  dirigenti  delle Commissioni che seguono gli appalti,  quando  meno
  rimuovere o il direttore generale o i dirigenti che hanno portato a
  questi errori che forse, se poi il CGA ovviamente confermerà alcuni
  dei  punti  sollevati,  porteranno  a  degli  aggravi  nelle  casse
  comunali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è mio dovere  informare  -  l'ho
  fatto  per iscritto ai capigruppo ma lo dico a tutti i parlamentari
  che  ritenessero opportuno partecipare - che martedì 5 aprile 2016,
  alle  ore  10.00, il portavoce delegato per tutte  le  Regioni  che
  hanno  proposto  ricorso contro le trivelle,  il  Presidente  della
  Basilicata La Corazza, ha chiesto di tenere una Conferenza  stampa.
  Capisco che ci sono divisioni o altro, ma chi vuole partecipare può
  farlo.  Era mio dovere dirlo. Ho concesso la Sala Rossa per  questo
  incontro.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La  seduta è rinviata a martedì 5 aprile 2016, alle ore 16.00, con
  il seguente ordine del giorno:

      I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

      1)  -  Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
            comuni di Lercara Friddi e Vicari . (n. 999/A) (Seguito)

            Relatore: on. Siragusa

      2)  -    Valorizzazione  del  demanio trazzerale .  (n.  349/A)
            (Seguito)

            Relatore: on. Laccoto

      3)  -   Norme per il riconoscimento della professione e disciplina
            dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della
            subacquea industriale . (n. 698/A)

            Relatore: on. Greco M.

      III   -  Discussione della mozione:

       N. 439  -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia  ai
             ricorsi   in   materia  di  legittimità   costituzionale
             promossi innanzi alla Corte costituzionale.

             (6 maggio 2015)

                            LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

      IV   - Discussione della mozione:

       N. 233   -   Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
             immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n. 31.

             (25 novembre 2013)
                         MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

      V   - Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

             (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                                              PALMERI
                                                  LA ROCCA - CAPPELLO

      VI   - Discussione della mozione:

       N. 514   -   Solidarietà  al  popolo  armeno   ed   iniziative
             conseguenti.

             (16 dicembre 2015)

                                  CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

      VII   -  Discussione della mozione:

       N. 524  -  Rimodulazione  urgente del piano  degli  interventi
             denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

             (13 gennaio 2016)

                                 GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
                                                    PAPALE - FIGUCCIA

      VIII   - Discussione della mozione:

       N. 204  -  Verifica  della presenza di gas radon indoor  negli
             edifici   utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
             osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
             di nuova edificazione.

             (24 ottobre 2013)

                               FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                       CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO   PALMERI - SIRAGUSA -
                                                             TRIZZINO
                                           TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

      IX   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 496   -  Iniziative in ordine al reclutamento di  personale
             nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

             (4 novembre 2015)
                                      CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                 CIANCIO - FERRERI - FOTI -  LA ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 17.17

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio