Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.10
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea:
N. 2798 - Interventi immediati per fronteggiare la grave crisi
finanziaria in cui versa il Consorzio di Bonifica n. 7 di
Caltagirone.
Firmatari:Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
- Con nota prot. n. 61401/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
- da parte dell'Assessore per l'economia:
N. 2423 - Chiarimenti sui ritardi nel trasferimento delle risorse
finanziarie all'Azienda siciliana trasporti da parte della Regione
siciliana.
Firmatari:Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
- Con nota prot. 28839/IN.16 del 15 giugno 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale:
N. 2856 - Interventi urgenti di messa in sicurezza dell'Istituto
scolastico comprensivo 'Salvatore Todaro' di Augusta (SR).
Firmatari:Coltraro Giambattista
N. 3012 - Chiarimenti riguardanti la sicurezza strutturale degli
edifici scolastici in Sicilia.
Firmatari:Tamajo Edmondo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Riconoscimento della natura giuridica di ente pubblico economico
del Consorzio per le Autostrade Siciliane. (n. 1185)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Germanà in
data 14 aprile 2016.
- Modifiche della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12. (n. 1194)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 14 aprile 2016.
- Misure urgenti per l'attivazione di percorsi formativi in favore
dei soggetti detenuti nelle case circondariali della Regione
siciliana. (n. 1196)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Coltraro,
Currenti e Giuffrida in data 14 aprile 2016.
- Iniziative volte al sostegno delle politiche giovanili in
Sicilia. (n. 1197)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli La Rocca,
Ciaccio, Mangiacavallo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ferreri,
Foti, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in
data 14 aprile 2016.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati alle competenti
Commissioni i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria. (n.
1176)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 14 aprile 2016.
PARERE VI.
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Norme a sostegno dei ciechi ed ipovedenti della Regione
Siciliana. (n. 1177)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 14 aprile 2016.
PARERE VI.
- Rifinanziamento leggi di spesa capitoli 147314 e 147315. (n.
1189)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 13 aprile 2016.
PARERE III.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Misure per favorire l'aumento dei livelli di raccolta
differenziata attraverso la produzione di compost . (n. 1178)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 14 aprile 2016.
CULTURA FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Tutela dei lavoratori degli sportelli multifunzionali e
potenziamento dei centri per l'impiego. (n. 1172)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 14 aprile 2016.
PARERE UE.
COMMISSIONE SPECIALE STATUTO'
-Schema di progetto di legge costituzionale d proporre al
Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 e 41 ter
dello Statuto speciale della Regione siciliana, recante Revisione
dello Statuto speciale della Regione siciliana'. (n. 1184)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 15 aprile 2016.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di
disegno di legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato ed inviato alla
competente Commissione il seguente disegno di legge:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO
- Norme in materia di formazione professionale. (1195)
Di iniziativa governativa.
Presentato il 14 marzo 2016.
Inviato il 14 marzo 2016.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto il parere reso dalla
competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente regionale per il diritto allo studio universitario
(E.R.S.U.) di Catania. Designazione Presidente (n. 74/I).
Reso in data 12 aprile 2016.
Inviato in data 12 aprile 2016.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3105 - Messa in sicurezza del torrente Cataratti-Bisconte
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Germanà Antonino Salvatore
N. 3106 - Razionalizzazione delle autovetture a disposizione
dell'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Federico Giuseppe; Figuccia
Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio
; Savona Riccardo
N. 3112 - Attivazione di una nuova cabina ENEL presso il P.O.
'Muscatello' di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3113 - Chiarimenti sui ritardi nell'avvio del Piano regionale
antincendio e dei forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Ruggirello Paolo
N. 3116 - Chiarimenti urgenti e consequenziale rettifica del D.A.
di decurtazione del budget ai laboratori d'analisi cliniche.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Federico Giuseppe; Figuccia
Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio
; Savona Riccardo
N. 3120 - Notizie sull'applicazione della mozione n. 287 sulle
iniziative da adottare in favore delle strutture private che
erogano prestazioni di medicina di laboratorio.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3121 - Interventi finalizzati a sostenere la tratta ferroviaria
veloce Siracusa/Palermo/Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Vinciullo Vincenzo
N. 3122 - Interventi presso le competenti autorità statali per
garantire l'autonomia delle Istituzioni scolastiche nel siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Vinciullo Vincenzo
N. 3123 - Revoca dei P.U.D.M. e relative linee guida del 2011,
nonché dei relativi atti amministrativi correlati.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Assenza Giorgio
N. 3125 - Interventi per il ripristino dell'illuminazione nelle
gallerie della rete autostradale Siracusa - Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Vinciullo Vincenzo
Le interrogazioni ora annunziate saranno poste all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3115 - Chiarimenti sull'attività svolta da 'Sovvenzione Globale
Sicilia Futuro' nell'ambito del PO FSE 2007-2013.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Raia Concetta
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo ed alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3102 - Misure urgenti per il ripristino del corretto
funzionamento del depuratore di contrada Fiumara a Modica (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
N. 3103 - Notizie sul nuovo regolamento di vestiario della Polizia
Municipale del Comune di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Forzese Marco Lucio
N. 3104 - Interventi per garantire l'erogazione degli stipendi dei
lavoratori del Corfilac.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
N. 3107 - Interventi urgenti di messa in sicurezza del tratto di
costa ricadente nel Comune di Sant'Alessio siculo (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
N. 3108 - Notizie in merito alle refluenze finanziarie della
sentenza n. 65/2015 della Corte Costituzionale.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Greco Giovanni;
Fiorenza Dino; Gennuso Giuseppe
N. 3109 - Azioni per assicurare le proroghe dei contratti in
scadenza nelle ASP siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Sciuto Giovanni
N. 3110 - Interventi per colmare l'insufficienza di organico del
reparto di radiologia dell'ospedale di Castelvetrano (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Sciuto Giovanni
N. 3111 - Verifiche sull'abbattimento del ponte dei Calafatari nel
territorio del comune di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zito Stefano; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 3114 - Interventi finalizzati a evitare la chiusura dei
recapiti periodici dei Centri per l'impiego.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Ragusa Orazio
N. 3117 - Notizie in ordine all'incendio che ha colpito l'area
boschiva di Erice (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco;Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 3118 - Chiarimenti sul declassamento del pronto soccorso
dell'Ospedale 'Santissimo Salvatore' di Paternò (CT).
- Assessore Salute
Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
N. 3124 - Chiarimenti sulla rimodulazione del servizio
ristorazione presso l'ASP 7 di Ragusa.
- Assessore Salute
Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 413 - Iniziative urgenti in favore delle popolazioni colpite
dai dissesti geologici avvenuti l'11 agosto 2008 in contrada
'Terrapelata-Avvento' nel quartiere di Santa Barbara, nel comune di
Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 561 - Assoggettabilità alla procedura di valutazione di impatto
ambientale del progetto di avvio della produzione di biocarburanti
presso il Porto di Augusta (SR).
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
Presentata il 11/04/16
N. 562 - Verifica della regolarità dell'operato della commissione
disciplinare dell'ASP 8 di Siracusa.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco;Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina
Presentata il 11/04/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione delle
relative date di discussione.
Comunicazione relativa ad interrogazione n. 3087
PRESIDENTE. Preciso che l'interrogazione n. 3087 a firma
dell'onorevole Tancredi è da intendersi presentata con richiesta di
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della nomina dell'onorevole
Barbagallo ad Assessore regionale è decaduta l'interrogazione n.
3119 a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Panepinto e Alongi.
L'Assemblea ne prende atto.
alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità costituzionale
promossi innanzi alla Corte costituzionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione della mozione n. 439 Disdetta dell'accordo
finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità
costituzionale promossi innanzi alla Corte costituzionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il prelievo del IV
punto all'ordine del giorno: Discussione della mozione n. 439
Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in
materia di legittimità costituzionale promossi innanzi alla Corte
costituzionale , presentata dagli onorevoli Lombardo, Di Mauro,
Greco Giovanni, Fiorenza.
Invito il presentatore della mozione ad illustrarla.
LOMBARDO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, penso
che, oggi, il Parlamento siciliano, sia chiamato ad esprimersi su
una tematica centrale che oso definire strategica ed un punto
nodale della storia di questa legislatura e di tutto ciò che è
accaduto negli ultimi anni in questa Regione.
E' un punto centrale, signor Presidente, perché da questa rinuncia
ai contenziosi, dinanzi alla Corte Costituzionale, si diramano le
trame fitte che sono state poste in essere negli ultimi anni per
determinare, in modo consapevole e scientificamente studiato, la
situazione di difficoltà in cui la Regione si trova ad esercitare,
- questo Parlamento si trova ad esercitare -, le proprie
prerogative legislative ed il Governo le proprie prerogative
esecutive.
Penso che in una Terra piena di contraddizioni, dove è difficile
comprendere dove sta il bene e dove sta il male, dove sta la verità
e dove sta la bugia, chi sono le persone perbene e chi sono le
persone non perbene: in una Terra dove tanta confusione si crea
dinnanzi ai fatti centrali del suo essere e del suo esistere, penso
che un dato di chiarezza e di non contraddizione debba darlo oggi,
in modo chiaro, questo Parlamento.
E lo debba dare anche perché io prima di ricoprire questa carica
di deputato regionale, sognavo di poter difendere la mia Sicilia
all'interno di questo Parlamento proprio su queste questioni. E' un
sogno che ho avuto sin da quando ho avviato la mia attività
politica ma che, nel mio sogno e nella mia aspettativa, doveva
essere una battaglia, una contrapposizione tra la Regione e lo
Stato.
Non mi sarei mai aspettato, signor Presidente, di dover presentare
una mozione per impegnare il Governo della Regione siciliana a non
farsi del male. Non potevo mai immaginarlo, e penso che non lo
avrebbe neanche potuto immaginare un regista del cinema
fantascientifico, pensare che una Regione rinunci allo strumento di
cui è dotata per tutelarsi dinnanzi allo Stato e di rinunciare a
miliardi di euro, nel momento in cui, proprio la sete e l'esigenza
di risorse sono i temi con cui tutti noi ci confrontiamo
quotidianamente e con i quali siamo chiamati, con i nostri elettori
delle varie province di questa povera Terra, a dare risposte.
Ed è un paradosso, dicevo, signor Presidente, in una Sicilia di
paradossi che, come un nodo di Gordio, questa Assemblea è chiamata
a recidere una volta per tutte. Perché l'ho anche affermato in
altre occasioni. Penso che noi tutti - chi prima, chi dopo -
passeremo nella storia di questo Parlamento. Passerò io, perché non
sarò deputato la prossima legislatura oppure quella dopo, chi lo
sa, ma questo fatto politico e questo adempimento resterà nella
storia. E, purtroppo, accanto a questa vergogna, resteranno
scolpiti nella storia i nomi e i cognomi di ogni singolo deputato,
maggioranza ed opposizione, Partito Democratico e Forza Italia,
Movimento Cinque Stelle e Movimento per l'Autonomia. Questa classe
dirigente verrà ricordata, tra vent'anni, se non si recide questo
nodo, come la classe dirigente che si è piegata dinnanzi allo Stato
e ha rinunciato all'arma per far valere i propri diritti. Diritti
che sappiamo sono gli articoli 27 e 29 dello Statuto, e non
derivano, lo ricordo sempre a me stesso, da una gentile
concessione: non è stato qualcuno che nel 1945 o 46 ha detto la
Sicilia è bagnata dal mare, diamole uno statuto speciale . Ci sono
stati concittadini coraggiosi e fieri di questa Terra che hanno
lottato per creare condizioni di benessere maggiore, grazie a uno
Statuto politico e legislativo.
Mi riferisco, signor Presidente, a questo accordo con lo Stato
firmato nel giugno del 2014, dove al punto 6) la Regione si impegna
a ritirare entro il 30 giugno 2014 tutti i ricorsi contro lo Stato,
pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni, tutte le
giurisdizioni, relative alle impugnative di leggi, di atti
consequenziali in materia di finanza pubblica, a rinunciare per gli
anni 2014-2017 - quindi la nostra legislatura - agli effetti
positivi sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini
di indebitamento netto che dovessero derivare da eventuali pronunce
di accoglimento. Questo lo ha firmato il massimo rappresentante
della Regione siciliana.
Ed è lo stesso rappresentante, il presidente Rosario Crocetta, che
proprio a fine di questa finanziaria che abbiamo approvato un mese
fa - perché oggi, purtroppo, ce n'è un'altra in ballo, ormai le
finanziarie dobbiamo farle ogni venti giorni perché non abbiamo
come coprire nulla più e, quindi, dobbiamo fare finanziarie ogni
giorno, ci svegliamo e facciamo una finanziaria -, ebbene, alla
fine di quel discorso il presidente Crocetta afferma, forse in un
momento di confusione, l'ha dichiarato il presidente Crocetta:
Scusate se vi dico questa cosa sull'accordo riferito allo stato
del 2014. Lo posso dire in siciliano? Mi perdonate? Non mi
considererete anti istituzionale? Ve lo dico in merito all'accordo
del 2014: a pgighiata era furzusa', a pigghiata era furzusa';
capivo che quell'accordo andava fatto, ma vi assicuro che i soldi
ve li sto facendo restituire e li dovranno restituire tutti . A
pigghiata era furzusa ? Non so, c'è qualcosa che andrebbe
decifrato, ci sono dei segnali che vanno decodificati da parte di
qualcuno? L'Assessore Baccei magari vuole spiegarmi? L'Assessore
Baccei che è arrivato dopo questo accordo, ci tengo a dirlo, ed è
giusto che sia così. Vi è qualcosa che devo capire, perché non
capisco cosa vuol dire a pigghiata era furzusa . Qualcuno ha
forzato il Presidente della Regione a sottoscrivere quell'accordo
ed a rinunciare ai contenziosi?
E, poi, veniamo alla vicenda sentenze. Non mi dilungherò sulle
vicende giuridiche e delle validità di questo accordo che è un
unicum in quanto come sappiamo la potestà legislativa, anche in
materia e soprattutto in materia finanziaria, spetta a questo
Parlamento, quindi, le refluenze positive o negative devono
passare da un voto di questo Parlamento votato dai siciliani, non
certo in un tavolo ministeriale, a Roma, dove si firma la rinuncia
a miliardi di euro, quindi, è un accordo che andrebbe cassato in
toto, ma veniamo alle piccole sentenze di accoglimento che sono
state, nel frattempo, accolte, appunto, dalla Corte costituzionale.
Mi riferisco alla 145 del 2014, la norma in merito al gettito
derivante dalle norme sulla ricostruzione dell'Abruzzo per l'anno
2013, accolta, refluenze positive per la Sicilia; la 207 del 2014,
maggiori uscite derivanti dall'incremento di alcune utilizzazioni
di spesa e di oneri derivanti da agevolazioni fiscali, valore
stimato 700 milioni; la 65 del 2015 che conosce bene l'assessore
Baccei sulle accise dell'energia elettrica, valore tra il pregresso
e quello corrente di circa 400 milioni; la 131 del 2015, in merito
all'addizionale IRES ed IVA, insieme alla 176 del 2015, alla
maggiorazione per il solo anno 2014 dello 0,5 per cento sul Fondo
pensioni, valore unificato di circa 800 milioni; la 246 del 2015 e
la 31 del 2016 che esprimono lo stesso concetto e che riguardano la
facoltà di questa Regione di - sembra un assurdo visto che è
scritto nei nostri articoli 36 e 37 - di poter riscuotere anche il
gettito derivante dalla lotta all'evasione e mi vorrei soffermare
brevemente su questa sentenza, la 246, perché è paradigmatica
dell'atteggiamento del Governo e dell'assessore Baccei.
Ripeto, un assessore Baccei che si è presentato in quest'Aula
nella seduta del 22 dicembre del 2015 affermando che il valore di
questa sentenza era di 20 milioni di euro, onorevoli colleghi,
deputati rappresentanti dei cittadini siciliani e dei più poveri
cittadini di questa Terra, di 20 milioni di euro e vediamolo
brevemente cosa ha cassato la Corte costituzionale riguardo alla
Regione siciliana.
Ha cassato, è vero sì, il 179, che era un fondo nazionale di 230
milioni, 237,5 milioni, per la precisione e, quindi, ripartendo
questo fondo in base alla popolazione, la somma di 20 milioni è
certamente credibile, ma abrogando il comma 431, e vi invito ad un
attimo di attenzione, onorevoli colleghi, si è abrogata la verità
di questo comma nei confronti della Regione siciliana.
Cosa dice questo comma? Lo leggiamo assieme così vediamo se
riusciamo ad avere un'interpretazione più plausibile: Nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e finanze è istituito un
fondo denominato fondo per la riduzione della pressione fiscale,
cui sono destinate a decorrere dal 2014, fermo restando il
conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica le seguenti
risorse: a), b) e c) e, tra queste vi sono le somme derivanti dal
contrasto all'evasione fiscale.
Quindi, cosa dice questa norma? L'interpretazione autentica fatta
dalla connessione delle lettere tra di esse? Dice che: è istituito
un fondo per la riduzione della pressione fiscale, che va
alimentato con le somme derivanti dal gettito dell'evasione, fermo
restando le somme che lo Stato utilizzerà per conseguire gli
obiettivi di finanzia pubblica.
Quindi, cosa vuol dire? Se recupero 100 di gettito, tutto quello
che utilizzo per gli equilibri di bilancio dello Stato lo metto da
parte, quello che residua lo metto per il fondo per la riduzione.
Quindi, l'interpretazione del buon padre di famiglia, cosa
dovrebbe portarci a fare, assessore Baccei? Vedere quanto di questo
gettito è derivante da imposte di spettanza della Regione
siciliana, capire quanto lo Stato ha trattenuto di questa montagna
di soldi e chiedere quelle somme, quelle utilizzate per ridurre,
per esempio, il rapporto deficit-pil al 3 per cento, quelle
utilizzate per rafforzare i vincoli di Maastricht, ma questo vedete
non lo dice l'onorevole Lombardo, oggi, presentatore di questa
mozione, lo dice il Governo italiano, lo dice il Senato in merito
alla nota di aggiornamento Def, parla di questa interpretazione,
tanto è vero che al punto 1), fondo per la riduzione della
pressione fiscale, dice: dette maggiori entrate, quelle della
lotta all'evasione fiscale, al netto di quelle necessarie al
mantenimento del pareggio di bilancio e la riduzione del debito,
sarebbero confluite in un apposito fondo per la riduzione
strutturale della pressione fiscale .
Ecco il giochino dov'è Ecco il valore di 20 milioni di euro di
questa sentenza, onorevoli colleghi. E vediamo, sempre dalla nota
di aggiornamento al Def, quanto ha recuperato lo Stato dalla lotta
all'evasione fiscale, vediamolo velocemente, onorevoli colleghi.
Ma voi direte, va beh, avranno recuperato 100 milioni, 300, forse
1 miliardo? Ebbene, lo Stato ha recuperato nel 2013, 10 miliardi e
700 milioni; nel 2014, 11 miliardi e 700 milioni; nel 2015, 11
miliardi di lotta all'evasione, più i 4 miliardi derivanti dalla
volontà di splicer che è stata chiusa il 31 dicembre e che sono
fondi di spettanza anche di questa Regione, in minima parte.
Non so se l'Assessore è andato a reclamare i soldi derivanti da
questa manovra fatta dal Governo? E, allora, facciamo un conto così
semplice, visto che non siamo tecnici ma siamo degli spregevoli, mi
verrebbe da dire, deputati: 30 miliardi, quindi, sommando il 2013,
il 2014 ed il 2015; 30 miliardi recuperati dalla lotta
all'evasione.
E quanto contribuisce la Regione in questa lotta all'evasione?
Quanto ha accertato la Guardia di finanzia, l'Agenzia delle entrate
nazionale creando ruoli su evasione, come dire, generata in
Sicilia? Quanti? Vogliamo mettere, non dico il 10 per cento della
popolazione, perché sarebbe ridicolo, perché noi naturalmente
contribuiamo molto meno rispetto alla Lombardia o altri. Vogliamo
mettere il 4 per cento? Sono 1 miliardo e 200 milioni. Questi
soldi, assessore Baccei, dove sono? E' andato a recuperarli? Ha
chiesto conto allo Stato? Vi sono delle lettere, delle missive dove
lei chiede all'Agenzia delle entrate conto di questi ruoli? Ci
stiamo facendo dare questi ruoli? Sono presso Riscossione?
A proposito di Riscossione, feci presente a questa Presidenza ed a
questo Parlamento quello che è accaduto il giorno stesso in cui
abbiamo iniziato a discutere la finanziaria, ovvero il capo di
Riscossione Sicilia, tale avvocato Fiumefreddo, che i molti hanno
apprezzato nei vari varietà televisivi, cosa ha detto? Ha
dichiarato, proprio il giorno in cui si è aperta la seduta della
finanziaria, che da questa sentenza, la 246, alla Regione spettano
500 milioni di euro.
Ora, ho chiesto e le chiedo, ufficialmente, assessore Baccei, non
me ne voglia, le dimissioni o sue che quantificano in 20 milioni la
sentenza n. 246 o dell'avvocato Fiumefreddo, che dice che valgono
500 milioni. Uno dei due sta sbagliando e deve andare a casa perché
noi, qui, abbiamo esigenze di risorse e non si può giocare su 480
milioni come se fossero acqua fresca. Chi ha sbagliato? Uno dei due
avrà sbagliato.
Potrei proseguire sulle altre sentenze, ma non lo faccio, anche
perché - e ringrazio sentitamente i colleghi che hanno firmato
l'istituzione della Commissione di indagine per quantificare queste
risorse, sono stati circa 65 deputati di tutti i Gruppi -, da qui a
breve, istituiremo una Commissione d'indagine, composta da deputati
che, insieme ad esperti, avvocati, qualora ce ne fosse bisogno,
basterà uno studente universitario del primo anno di
giurisprudenza, per decifrare queste sentenze della Corte, così
oscure che non si riesce a decifrare e riusciremo a quantificare il
valore di queste sentenze e lì ci sarà, non dico da ridere, perché
ci sarà da piangere, ma ne usciranno delle belle
Siccome questa è una nostra prerogativa, onorevoli deputati, e in
questi tre anni e mezzo ci siamo fatti passare tante cose negative
sotto gli occhi - vedo il presidente D'Asero che guida la
Commissione Statuto' e che anche lui darà un grande contributo per
l'accertamento della verità - chiedo, una volta per tutte, a
questo Parlamento, al di là degli schieramenti, noi qui ci
dividiamo su una norma o su un comma della legge finanziaria, sulle
nostre posizioni politiche, ma questa non penso sia una questione
politica bensì istituzionale, una questione di dignità, di orgoglio
di questo popolo, che riguarda tutti noi, il nostro futuro, i
nostri figli, quello che deve essere questa Regione; se deve essere
la terra degli ascari, di gente che negli anni precedenti andava a
fare le battaglie per l'autonomia salvo, poi, andarsi a vendere nei
peggiori partiti nazionali per ottenere qualche posto di assessore
o di altro, ma penso che questa sia anche una Regione di deputati
per bene e di gente che fa gli interessi di questa Sicilia.
Per questo chiedo a questo Parlamento, e ve lo chiedo in
ginocchio, di recuperare il nostro orgoglio e di approvare questa
mozione per cancellare la vergogna più grande che la Sicilia abbia
subito dal '46 ad oggi.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, mi
premeva sottolineare un dato importante relativamente a questa
mozione così bene illustrata dal collega Lombardo.
Vorrei ringraziare la Presidenza che, finalmente dopo oltre un
anno dalla presentazione di questa mozione ci permette di
discuterla. La data di presentazione è del maggio 2015, c'è voluto
ben un anno di tempo per poterla calendarizzare e discutere.
Vorrei condividere con voi anche un ragionamento di ordine
puramente politico, perché quel famoso e famigerato accordo fatto
dal presidente Crocetta, nel giugno 2014, purtroppo, per me
sancisce la capitolazione piena da parte del Governo regionale nei
confronti del Governo nazionale.
Personalmente, fu estremamente sorprendente leggere i termini di
quell'accordo, visto e considerato che fui uno di quelli che, verso
la fine di maggio, aveva chiesto personalmente al Presidente un
incontro in Presidenza per discutere una serie di fattori che
riguardavano le mancate riconoscenze da parte dello Stato alla
Regione siciliana e tra queste vi erano tutte queste pendenze sotto
il profilo costituzionale e, in un primo momento, il Presidente
sembrava assolutamente disposto a spingere perché venisse
riconosciuta alla Sicilia tutto quello che era correttamente
attribuibile e che, più volte, è stato anche riconosciuto dalla
Corte dei Conti.
Sappiamo benissimo i torti che abbiamo subito e, a parer mio,
questa mozione va assolutamente sostenuta da questo Parlamento
perché mette un punto fermo a quello che è l'atteggiamento del
Parlamento nei confronti di un torto che è stato ratificato da un
accordo, per me, scellerato e, soprattutto, che dimostra la
subalternità di un Governo che ha deciso di piegarsi ai voleri
romani.
Nonostante, negli ultimi tempi, ci sia qualche piccolo segnale di
riconoscenza di quelli che sono i nostri diritti, come siciliani,
devo dire che, in confronto a quello che c'è stato tolto negli
anni, i benefici sono veramente minimi. Quindi, mi aspetto che
questo Parlamento voti questa mozione all'unanimità e mi aspetto,
conseguentemente, che il Governo ponga in atto tutte quelle che
sono le peculiarità necessarie per portare avanti gli esiti di
questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sostenere le tesi del collega Lombardo che sono state illustrate
testé e per dire che, in effetti, l'argomento che stiamo discutendo
arriva, certamente, dopo un bel po' di tempo ma, soprattutto,
arriva quando gli effetti finanziari che lo stesso illegittimo, a
nostro avviso, provvedimento del Presidente della Regione ha
comportato, ha avuto delle ricadute notevoli in questa nostra
Regione.
Di cosa parliamo? Parliamo di un provvedimento che nel giugno del
2014, a fronte di 250 milioni di euro che venivano assegnati alla
Regione una tantum, a fronte di un allargamento di spazi finanziari
che venivano assegnati alla Regione siciliana sottraendoli da altra
Regione, si rinunciava ad una serie di contenziosi con lo Stato,
alcuni relativamente a ricorsi di legittimità costituzionale, altri
a conflitti di competenza con lo Stato.
In questo senso, però, erano ricorsi che avevano una ricaduta
importante e, allora, noi nell'immediatezza dei fatti, dicemmo che
quel provvedimento, quella firma, quell'accordo era illegittimo ed
era illegittimo, intanto, perché non era stato preceduto da una
deliberazione di Giunta, ma era anche legittimo sotto un profilo di
metodo procedurale perché lo stesso non era nemmeno stato preceduto
da una deliberazione dell'Assemblea regionale siciliana, attesi gli
effetti, le determinazioni finanziarie che lo stesso provvedimento
avrebbe avuto negli anni successivi, da lì agli anni successivi. E
sappiamo che quando un provvedimento ha una ricaduta finanziaria
negli anni del bilancio pluriennale, questa ricaduta va approvata
con deliberazione di questo Parlamento.
Poi, abbiamo visto che nel corso degli anni ci sono stati - in
questi 2 anni circa, sono passati quasi 2 anni - ulteriori rapporti
con lo Stato. Il presidente Crocetta, in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari e, quindi, quasi in un rapporto con le
forze politiche, constatò sicuramente la superficialità o forse
anche la necessità a cui richiamava l'onorevole Lombardo di essere
stato quasi preso per la gola a quell'accordo; serviva liquidità,
servivano spazi finanziari e, quindi, lo Stato se ne approfittò, in
un momento di particolare debolezza di questa Regione siciliana.
Assessore Baccei, lei non c'era in quella stagione, c'erano altri
suoi predecessori, ma il punto che stasera vogliamo fare notare al
Governo, a lei, all'Assemblea, ai siciliani, non è altro che il
fatto che questo Governo regionale, purtroppo, via via, ha avuto un
deterioramento di autorevolezza e di legittimazione contrattuale
nel rapporto istituzionale con lo Stato centrale.
Quando si parla di Regione a Statuto speciale che dovrebbe
rappresentare una grande risorsa per questa nostra Sicilia e,
invece, ci accorgiamo che gli stessi tributi di nostra competenza,
cioè IRPEF da un lato, l'IVA dall'altro lato, vengono riscossi uno,
il primo, l'IRPEF, su 7 miliardi e 500 milioni di euro, alla
Regione siciliana vengono lasciati appena 4 miliardi e mezzo di
euro, dall'altro lato, l'IVA, su 4 miliardi e mezzo, ne percepiamo
soltanto 2 miliardi e mezzo, ebbene, voglio dire: quale autonomia
finanziaria abbiamo, se dobbiamo condividere con lo Stato gli
stessi tributi, lo stesso gettito tributario di nostra competenza?
Ma quale specialità ha questa Regione siciliana?
Allora, questa specialità la dovrebbe mantenere soltanto se vi
fosse un Governo autorevole, se vi fosse un Governo non capriccioso
che ad ogni piè sospinto si litiga, bisticcia con questo o con
quell'altro rappresentante dello Stato e dall'altra parte altro
Governo capriccioso nazionale che utilizza atteggiamenti alcune
volte scomposti da parte del Presidente della Regione per
giustificare degli atti canaglieschi nei confronti di questa nostra
Terra, assessore Baccei, e lei è nel mezzo. Alcune volte deve
mediare, alcune volte riesce, altre volte no, però, il dato è uno:
abbiamo chiuso il bilancio della regione 2016/2018 e lo abbiamo
chiuso su un presupposto di cosiddetto accantonamento negativo,
cioè abbiamo fatto il bilancio prevedendo da un lato 550 milioni di
euro che dovrebbero arrivare, ma fin quando non arriveranno, questi
soldi sono congelati e, di conseguenza, è congelata anche la spesa,
per cui sostanzialmente abbiamo un bilancio imbavagliato, un
bilancio che è, in un certo senso, limitato.
Abbiamo, poi, altri 233 milioni di euro che servono, una parte,
per pagare i forestali e, un'altra parte, guardate un po', per
pagare il cofinanziamento degli investimenti della programmazione
comunitaria.
Lo Stato, quindi, che ci aveva promesso un contributo di 1
miliardo e 450 milioni di euro, ne ha dati soltanto 900 per cui
altri 783 milioni di euro ancora dovranno arrivare.
Allora, quando il Governo regionale deve andare col piattino e
deve stare attento a come parla, deve stare attento a non
infastidire la sensibilità di questi rappresentanti nazionali che
sono pronti là a dire: state attenti, comportatevi bene voi del
Governo regionale, voi siciliani perché, altrimenti, non vi daremo
niente e, sulla scorta di questo, i nostri rappresentati, il
Presidente della Regione devono stare quasi con due piedi in una
scarpa, direbbe un proverbio siciliano, perché altrimenti non
vedremo nemmeno quello che ci spetterebbe di diritto.
Perché questa mozione merita il nostro sostegno? Perché questo
Governo di centro sinistra ha completamente ridotto la Sicilia come
l'ultima Cenerentola, come la regione ultima d'Italia, come quella
regione che non ha alcun tipo, che non ha alcuna forza, che non ha
alcuna capacità contrattuale nemmeno per rivendicare, non più
privilegi, perché non ce ne sono più in Sicilia, ancorché qualcuno
e ancorché in questi ultimi mesi, siamo sottoposti a un attacco
feroce dei mass media grazie a qualche esponente prezzolato, quasi
pagato, dallo stesso presidente Crocetta per fare karakiri nei
confronti di questa Terra.
E siamo là, sono là, siete là, caro assessore Baccei, col piattino
in mano quasi a domandare l'elemosina, quasi a dire per favore,
vi chiediamo questo contributo, l'anno prossimo poi ci comporteremo
bene . Quasi ogni giorno a dimostrare che i compiti a casa sono
stati fatti In questa Terra in cui dovevano arrivare 8 miliardi di
euro per i fondi di sviluppo e coesione nel 2014 e nel 2020 e,
invece, ne hanno promessi appena 2 miliardi e 360 milioni e ce ne
hanno dati per il 2016-2017 appena 470 milioni.
Assessore Baccei, è questa la situazione, la condizione in cui,
oggi, si trova la Sicilia, in cui si trova questa Regione che, nel
passato, era la Terra di grandi rappresentanti, di autorevolissimi
rappresentanti istituzionali e nazionali e, invece, oggi, è
diventata lo zimbello del Paese Italia, è diventata lo zimbello
perché abbiamo un Governo che, certamente, vuole soltanto
galleggiare non vuole guardare in prospettiva, abbiamo un Governo
che dovrebbe veramente, con una bacchetta, dare dei colpi sulle
mani a quei governanti nazionali che si permettono il lusso di
tentare di pensare soltanto di mettere le mani sulla nostra Terra.
Questa classe dirigente, diceva l'onorevole Lombardo, sarà
ricordata per avere abdicato, per aver delegato, per aver quasi
trucidato la dignità, il prestigio, l'autorevolezza di questa
nostra Regione.
No, è la classe che ci governa, caro collega Lombardo, che deve
vergognarsi non siamo noi parlamentari, noi parlamentari siamo qua
a fare il nostro dovere, se per venire in Aula abbiamo dovuto
soffrire un anno per poter trattare una mozione così importante nel
disinteresse quasi generale, non interviene nessuno. Perché? Perché
l'argomento è complesso? Perché l'argomento è articolato? Perché
l'argomento è spinoso?
Non si interviene perché ormai c'è tanta negligenza, c'è
sciatteria, c'è un modo come un tirare a campare perché, fuori, se
la gente parla male del Governo ed anche di questo Parlamento, è
perché, purtroppo, non c'è la necessaria, l'opportuna dialettica
che possa ergere ad un livello più alto, più importante, più
prestigioso, il dibattito ed i dibattiti che si vanno a fare quando
gli stessi, molto pochi, vengono affrontati.
Allora, in questo senso, la stessa sentenza 246 del 2015 cosa
dice? La stessa sentenza pone un principio sacrosanto? Dice che le
maggiori entrate tributarie derivanti dall'evasione che non è di
competenza dello Stato, non possiamo darle allo Stato, cioè è come
se il signor Tizio perde 10 euro, quei 10 euro vengono ritrovati,
quei 10 euro sono del signor Tizio non possono essere dati al
signor Caio. Quindi, se alla Sicilia non vengono dati perché
vengono evasi 100 euro o 100 milioni o 500 milioni di euro, di
questi soldi non se ne può appropriare lo Stato. Sono dei principi
cardine; è uno dei tanti contenziosi di buon senso che la Regione
aveva fatto e lo aveva fatto anche precedentemente, assessore
Baccei, non in costanza di questo Governo ma del Governo precedente
che, da parte di chi le parla, era contrastato, ma su questo anche
chi parla dava ragione proprio perché era giusto che si
riproponesse un principio sacrosanto che i diritti vanno
rivendicati, i privilegi vanno abdicati, collega Panarello, ma
quello che ci spetta per diritto lo dobbiamo pretendere, non lo
possiamo dare ad altri.
Ed allora, in questo senso concludo perché tanto l'argomento
interessa a pochi, interessa ormai tutti proiettati in fila a
chiedere qualcosa, a cercare di garantirsi qualcosa pensando che
domani si salveranno no, molti pochi deputati si salveranno la
prossima volta proprio perché la gente punirà certa classe
dirigente, certa classe politica, la gente punirà soprattutto anche
certa sciatteria che ha contraddistinto questo Governo e la
maggioranza che sostiene questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, signor Assessore, colleghi,
cittadini, anche il Movimento Cinque Stelle, come poc'anzi hanno
riferito i miei predecessori, esprime profonda amarezza per il
fatto che si discuta di questo importante tema ed è il tema dei
rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione ed è un tema che
ricorre da più di 70 anni cioè dal 46 praticamente ad oggi ed è il
tema dei temi, è il tema che ben 4 su 5 Regioni a Statuto speciale
hanno definito in maniera, appunto, definitiva, scusate il
bisticcio di parole, e che ancora la Regione siciliana mette sul
piatto, finanziaria dopo finanziaria, sul piatto appunto della
bilancia senza mai per volontà, secondo il Movimento Cinque Stelle,
riuscire a trovare il bandolo della matassa e a chiudere
definitivamente questo ragionamento.
Se non erro, l'articolo 5 della finanziaria che abbiamo approvato
da qualche mese autoriconosce alla Sicilia la somma mancante
dell'1,4 miliardi di euro che è appunto di 500 milioni di euro che,
ricordo a me stesso, sono le tasse che i siciliani hanno pagato
allo Stato italiano e che lo Stato ad ogni legge di stabilità deve
restituire a tutte le Regioni che entro il 31 dicembre,
sostanzialmente, raggiungono questo accordo con lo Stato.
Non si tratta di un accordo pattizio, si tratta di mera
contabilità e, pertanto, sulla base di questo le Regioni poi
disegnano le proprie leggi finanziarie e stabiliscono in che misura
queste somme debbono essere ridistribuite ai siciliani che le
hanno pagate puntualmente e che lo Stato ha incassato puntualmente.
Allora, questo è un accordo che è passato, come tutti hanno già
ricordato, sulla testa dei siciliani perché è passato sulla testa
del Parlamento regionale siciliano, un accordo del quale siamo
venuti a conoscenza attraverso gli organi di formazione, un accordo
sul quale solo dopo diverse sollecitazioni da parte di
numerosissimi parlamentari della maggioranza, dell'opposizione e
del Movimento Cinque Stelle, il Presidente è venuto a rendicontare,
un accordo sul quale il Presidente Crocetta come ricordava
l'onorevole Lombardo ha affermato che come quando si usa nel gioco
che noi siciliani chiamiamo tiritto già chiamato è la stuzzusa
, come se il Governo regionale fosse stato costretto, obtorto
collo, dietro la corresponsione di 550 milioni di euro attraverso
i quali abbiamo disegnato una micro manovra finanziaria a
rinunciare per tre anni agli effetti dei ricorsi presentati dal
precedente Governo avverso provvedimenti finanziari contenuti nelle
leggi praticamente dello Stato.
Ma che vuol dire: a pigghiata e la stuzzusa ? Che cos'è che ha
costretto il Governo regionale a calare le braghe dinanzi il
Governo nazionale e ad accettare queste 550 milioni di euro in
cambio di sentenze che invece dicono tutto il contrario?
Allora, io ritengo che questo Governo sia perfettamente in linea
col ragionamento che sta facendo il Governo nazionale che sta
convertendo tutte le regioni, a partire da quello a Statuto
speciale, in regioni a Statuto ordinario, perché lo scopo è quello
di eliminare ogni specialità, tant'è vero che la Commissione
bicamerale Camera-Senato dello Stato sugli affari regionali ha
discusso anche del regionalismo differenziato e delle ragioni della
specialità degli Statuti, discutendo se ancora oggi ha ragione
d'essere la specialità di uno Statuto.
Io ricordo che, nella qualità di capogruppo del Movimento Cinque
Stelle, ho partecipato, insieme ad una delegazione della Regione
siciliana e del Parlamento, ad una conferenza formata da tutti i
componenti e rappresentanti delle assemblee regionali italiane, e
lì tutti si è convenuti su un dato: che un Parlamento di nominati,
perché la sovranità popolare risiede in quest'Aula, perché la
sovranità popolare risiede nei consigli comunali e in chi è
direttamente eletto dal popolo, non può piegarsi alla volontà di
chi invece non è eletto dal popolo e non viene, quando viene
votato, indicato con il nome e cognome.
Eppure, questo Governo allineandosi a questo straccio di riforma
che lo Stato ci proporrà attraverso un referendum, sta assecondando
- come ho detto prima - questi desiderata e questa volontà. Questa
volontà che va contro la storia della Sicilia, la storia dei
siciliani, la storia di Luigi Sturzo che parlava di municipalità e
di enti locali.
È la storia ottocentesca che sta ritornando in auge di uno Stato
accentratore che dice: tu, Regione, devi subire quello che ti dico
io e devi startene zitta Devi contribuire al risanamento delle mie
casse per spese che tu non hai affrontato e devi stare zitta Devi
piegarti e devi fare esattamente quello che ti dico .
E questo è quello che ha fatto il Governatore, e non è la prima
volta, perché la prima volta lo ha fatto in occasione del MUOS:
prima ha revocato l'ordinanza che, sostanzialmente, revocava gli
atti autorizzativi, poi, richiamato dallo Stato, ha fatto la revoca
della revoca, facendoci prendere per pagliacci e burattini, perché
questa, purtroppo, questa è l'immagine che del Parlamento siciliano
l'Italia ha in questo momento, e noi a questo non possiamo starci.
Adesso nella replica interverrà l'assessore Baccei, ci dirà che
sotto il profilo economico è stato nella buona sostanza un
autentico affare. Ed allora, se noi lo limitiamo solo ad un
autentico affare è meglio che ci dimettiamo tutti, perché se questi
devono essere i rapporti fra Stato e Regione, io penso che la
storia di questo Parlamento, che è il più antico d'Europa, non ha
più ragion d'essere. Se siamo chiamati solo e semplicemente a
ratificare delle decisioni che vengono prese a Roma sulla testa dei
siciliani, allora io mi chiedo quale sia e quale possa essere il
futuro di questo Parlamento e il futuro di noi parlamentari che
rappresentiamo degli interessi concreti che sono quelli del
benessere collettivo.
Sono passati due mesi, signor Presidente, da quando abbiamo fatto
la finanziaria; ogni tanto esce qualche comunicato stampa nel quale
Crocetta dice: Attenti, stanno per arrivare 500 milioni di euro .
Io di questi soldi non ho sentito neanche l'odore e non penso che
ci sia neanche il principio che lo Stato, dopo avere già approvato
la propria legge di stabilità, ci restituirà la somma che manca.
Ancora una volta chi sarà a piangere saranno sostanzialmente i
siciliani.
Io credo che il prossimo Governo, perché a breve credo che anche
la Sicilia, o per scadenza naturale o per qualche altra cosa, andrà
ad elezioni, meriterà un altro Governo, ma un Governo di siciliani,
con un assessore che non sia toscano e che non sappia pronunciare
neanche Regione siciliana, ma un assessore siciliano. Un Governo
che sia capace di reinterpretare il ruolo dello Statuto, un Governo
che sia capace di formare nei suoi componenti una Commissione
paritetica che riesca a completare un percorso che statisticamente
ci vede sempre alla fine della classifica rispetto alle altre
Regioni a Statuto speciale e, soprattutto, un Governo che non abbia
alcun senso di colpa, perché sensi di colpa i siciliani non ne
hanno, perché se siamo ridotti in questo stato lo dobbiamo solo ed
unicamente a chi ci ha governato da ieri sino ad oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace che,
su un argomento così importante per le sorti della nostra Regione -
e quando dico le sorti della nostra Regione, mi riferisco a quei
milioni di giovani che non trovano lavoro, a quelle centinaia di
migliaia di lavoratori che hanno perso lavoro, a tutte quelle
persone che vedono davanti a sé una sola strada: quella della
disperazione e, quindi, dell'emigrazione - a me dispiace che, per
un dibattito così importante e così denso di ricadute sul nostro
futuro, debba intervenire solo l'opposizione o le varie
opposizioni che, fino ad adesso, almeno, nessun intervento c'è
stato da parte della maggioranza, cioè nessuno dei componenti di
questa maggioranza sente il bisogno di difendere l'operato del
Governo regionale, di questo Governo regionale.
E dispiace molto, perché l'argomento è troppo importante e quello
che è accaduto è veramente esemplificativo dell'assenza,
dell'incompetenza, dell'incoerenza, della mancanza di incapacità da
parte di un Governo che, via via, nel tempo, si è lasciato
scippare, totalmente ed inopinatamente, in maniera illegale ed
illegittima, da parte del Governo nazionale, gran parte delle
risorse che non solo lo Statuto siciliano attribuisce alla nostra
Regione, ma che la stessa Costituzione e la stessa Corte
costituzionale ha riconosciuto che sono di spettanza della nostra
Regione.
Vedete, noi, ormai, da alcuni anni, assistiamo allo scippo
continuo, da parte del Governo nazionale, non solo di risorse
afferenti a fondi europei o a fondi nazionali, i cosiddetti fondi
PAC, i fondi di cofinanziamento, ma assistiamo allo scippo di
risorse dei trasferimenti comuni, normali, dei trasferimenti di
risorse che servono per mantenere in vita, con obbligo di legge e
di Costituzione, le attività istituzionali di questa Regione e,
quindi, i comuni e, quindi, gli stipendi e, quindi, le varie
categorie di persone che dipendono dai finanziamenti della Regione.
Il Governo nazionale, dunque, in maniera fraudolenta, in maniera
illegittima, in maniera illegale e con la complice assenza di un
Governo regionale che non ha saputo opporre le proprie ragioni, non
a difesa di una rivendicazione, come quando si fa una
rivendicazione sindacale rispetto ad avere ulteriori risorse, ma a
difesa dei soldi che ci spettano. E' come se il Governo nazionale
ce li avesse rubati dalla tasca, dal portafoglio Come un bandito
che ci ha fermati per strada e ci ha derubati.
Pensate che, nel corso di questi ultimi anni, ci è stato richiesto
un contributo al risanamento delle finanze, il cosiddetto
risanamento della finanza pubblica nazionale, sostanzialmente delle
risorse che ci chiedono, superiore a qualsiasi altra Regione,
superiore per cifre immani. E, siamo arrivati, nel corso degli
anni, ad oltre 2 miliardi e mezzo di risorse ordinarie che ci sono
state sottratte.
Non parlo dei miliardi di euro che abbiamo perso di fondi europei;
non parlo dei fondi PAC che ci sono stati scippati a vantaggio dei
disoccupati del Nord, mentre qui la gente sta morendo di fame ed è
costretta a scappare via, parlo dei trasferimenti ordinari.
Bene Tutto questo è inaccettabile, mentre in contemporanea non
abbiamo i soldi per i forestali, non abbiamo i soldi per i Comuni,
non abbiamo i soldi per gli articolisti, non abbiamo soldi per i
lavoratori della Formazione professionali, per gli sportelli
multifunzionali, per tutta una serie di categorie - me ne scordo
sicuramente qualcuna - e tutto il comparto della Regione siciliana.
Sono tutti i cittadini siciliani che soffrono per le non scelte di
un Governo incapace e per le scelte, invece, delinquenziali di un
Governo nazionale che, al di là e in barba a qualsiasi legge, sta
massacrando questa Regione.
Quindi, invito il Parlamento siciliano ad approvare questa mozione
per un segno di dignità. Se ancora in questo Parlamento ha un
significato la parola dignità, questo Parlamento deve approvare
questa mozione che, peraltro, parte da un presupposto fondamentale:
come fa un Governatore della Regione siciliana a firmare in
segreto, quasi vergognandosi, alla chetichella, un protocollo
d'intesa? Un'intesa con il Governo nazionale che lo fa rinunciare a
miliardi di euro certificati anche da sentenze e da orientamenti
della stessa Corte costituzionale per poche centinaia di milioni,
perché attratto dalla sua incapacità di redigere un bilancio.
Quindi, un minimo di orgoglio. E, a difesa di questa nostra Terra,
invito tutti i parlamentari a votare questa mozione.
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, ha facoltà di
parlare l'Assessore per l'Economia per la replica.
BACCEI, assessore regionale per l'economia. Signor Presidente,
onorevoli deputati, affrontiamo per l'ennesima volta lo stesso
tema. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza perché sono state dette
una quantità di cose inesatte che io ho difficoltà a capire da dove
iniziare. Proviamoci.
Per quanto riguarda l'aspetto temporale: io sono venuto almeno
quattro volte in Aula e l'onorevole Lombardo non c'era, per cui
abbiamo dovuto rimandare la mozione. Altre volte non c'ero io, per
cui non è dipeso solo dal fatto che il Governo non la volesse
discutere, ma anche dalla mancanza dei deputati.
Il fatto che siamo arrivati, praticamente, quasi alla fine di
quell'accordo, se ne può dare una valutazione, forse, diversa da
quella che se ne sarebbe data al momento della firma.
Innanzitutto, al punto 6) dell'accordo si dice, in maniera chiara,
che si rinunzia ai contenziosi in materia di finanza pubblica. Per
cui, più della metà di quelli che citava l'onorevole Lombardo sono
al di fuori di questo accordo. Per cui, li togliamo; non sono i
ricorsi attinenti ai contributi alla finanza pubblica. Come diceva
l'onorevole Cappello, io prima di tutto devo dare conto
economicamente, perché siamo arrivati alla fine, tutti i ricorsi
comunque non sono stati ritirati, per cui, sappiamo l'esito e
possiamo fare il conteggio economico. Partiamo da qua, poi faremo
valutazioni di altro tipo.
Abbiamo rinunciato alla sentenza 241 del 2012. Una cosa
fondamentale: le quantificazioni non le fa l'Assessore, ma le fanno
gli Uffici competenti che ben altra cosa sono rispetto alla parte
politica.
Tutte le valutazioni dei contenziosi sono depositate presso
l'Assemblea e redatte dagli Uffici competenti. Io, personalmente,
non ho fatto mezza valutazione ma mi sono attenuto, come è normale
che sia, alle valutazioni fatte dai tecnici.
Per cui, l'Assessore Baccei, così come non aveva fatto nessuna
stima della crescita del PIL, perché la devo fare io, non ha fatto
nessuna valutazione di quelle che sono il valore dei contenziosi ma
l'hanno fatta gli Uffici. Hanno fatto un'apposita relazione tecnica
di dettaglio che è stata depositata presso questa Assemblea per cui
è accessibile. I dati che io do sono dati disponibili presso
l'Assemblea. La maggior parte hanno parlato di miliardi, di
centinaia di miliardi, ma non hanno detto i numeri precisi. Io
leggo i numeri redatti dagli Uffici e depositati presso
l'Assemblea.
Sentenza 241 del 2012, per un valore di 118 milioni.
Sentenza 65 del 2015, che dividiamo in due parti: per gli anni
2014-2017, che sono il periodo per il quale avremmo rinunciato agli
effetti benefici, 463 milioni.
Qui teoricamente finisce, attenendosi rigidamente a quello che c'è
scritto nell'accordo il conteggio che fa 581 milioni. Volendo
andare oltre e mettendo anche gli anni 2012-2013 ai quali noi al
momento avremmo diritto, sempre la sentenza 65 del 2015, altri 231
milioni.
La sentenza 246 del 2015, onorevole Lombardo, innanzitutto non
tratta di finanza pubblica, quindi avremmo diritto a quei soldi.
La relazione fatta dal dott. Bologna, sulla base della relazione
fatta dall'Agenzia delle Entrate e allegata al relativo disegno di
legge, stima in circa 400 milioni l'anno, qui non si parla di tutti
i fondi derivanti dalla lotta all'evasione, ma il Governo
nazionale, prevede di accantonare 400 milioni dei proventi della
lotta all'evasione per la defiscalizzazione.
Il ricorso diceva: caro Stato, tu non puoi decidere come
utilizzare quei soldi perché sono della Regione Sicilia , e la
Corte costituzionale ci ha dato ragione. Ma solo uno di cui di quei
400 milioni l'anno. Quale è stato il calcolo che è stato fatto
dagli uffici? Siamo andati a pesare imposta per imposta il rapporto
tra quello che riscuote Riscossione Sicilia, per i ruoli della
Sicilia, con quello che riscuote Equitalia. Quella percentuale fra
il 5,76 per cento, da qui vengono fuori, dalla relazione fatta
dall'avvocato Bologna, 18 milioni per il 2014, 13 milioni per il
2015 e 13 milioni per il 2016.
Nei fatti, lavorando con l'Agenzia delle Entrate, quei soldi non
sono mai stati presi fisicamente alla Sicilia, per cui non c'è
niente da restituire. Questo di nuovo fra uffici tecnici e uffici
tecnici, dove la politica non c'entra niente.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
BACCEI, assessore per l'economia. Relativamente ai miliardi, che
citava, di evasione fiscale: 70, 45, i ruoli riscossi, perché poi
possiamo parlare di accertati, qui parliamo di riscosso
LOMBARDO. Io credo a Fiumefreddo, Assessore
BACCEI, assessore per l'economia. Noi i soldi li prendiamo dal
riscosso non dai ruoli, se poi questi riscuotono l'1 per cento, il
2 per cento, questi sono dati di Riscossione Sicilia non me li sto
inventando.
Nel 2014, beneficiario Riscossione Sicilia, i ruoli, beneficiario
Riscossione Sicilia 2014, sono 223 milioni, per il 2015,
riscossione coattiva, ruoli della Regione Sicilia, 192 milioni,
quindi comunque non stiamo parlando di 7 miliardi. Questi sono i
dati di Riscossione Sicilia che ha l'Assemblea, quindi quando lei
dice quanto toccherà allo Stato? Basta prendere i ruoli,
beneficiario Regione Sicilia riscosso, quelli sono i numeri
Le cose hanno un nome e un cognome. In questo caso, nome e cognome
sono i ruoli, beneficiario Regione Sicilia, riscossione coattiva,
riscossi e i numeri sono questi ufficiali di Riscossione Sicilia.
Altri numeri non ce ne sono, onorevole Lombardo.
E, comunque, ripeto, la fattispecie definita dalla Corte
costituzionale riguarda un'altra cosa, è un accantonamento di
importo definito sui proventi dalla lotta all'evasione, niente a
che vedere con tutto quello che dice lei. Se non ci crede c'è la
relazione fatta agli uffici, se non crede agli uffici questa è
tutta un'altra questione.
Che cosa abbiamo avuto dall'altra parte?
LOMBARDO. Siccome lei cita Riscossione Sicilia, Fiumefreddo ha
parlato di 500 milioni, non io
BACCEI, assessore per l'economia. Chiami l'avvocato Fiumefreddo,
io sto leggendo i numeri ufficiali di Riscossione Sicilia, non è
che sto leggendo un'altra cosa Io posso solo leggere dei numeri
che la società mi dà, e questi numeri dicono questo; sono
depositati agli atti; a me questi numeri della società arrivano,
siccome poi i numeri vanno saputi leggere, poi se uno non li sa
leggere può dire quello che vuole, questi numeri per me, per quanto
mi riguarda, per la mia competenza sono chiarissimi e sono
esattamente quelli che le ho detto, altrimenti si prende un esperto
di riscossione coattiva e se li fa leggere, se non ci crede
Se mi crede questi sono i numeri, sono numeri ufficiali di
Riscossione Sicilia, non c'è niente che ho toccato. Me li sono
fatti dare e li sto leggendo.
Se considerassimo anche questi che, comunque, sono fuori
dall'accordo, quindi quello che è compreso nell'accordo sono 581
milioni; comprendendo anche gli anni 2012 e 2013 della sentenza 65
e la sentenza246 per i tre anni, arriveremmo ad un totale di 850
milioni.
Che cosa abbiamo ottenuto? Abbiamo ottenuto cash 555 milioni, ma -
come diceva l'onorevole Falcone - il motivo per il quale, e qui è
stata una posizione che io non ho avuto all'inizio, siamo arrivati
in una posizione subalterna nella discussione è che noi avevamo
sforato il patto per 730 milioni. Siccome la penale per lo
sforamento del patto è il 100 per cento dello sforamento per la
Regione, sarebbe stata una penale di 730 milioni.
Per cui, quando l'onorevole Falcone dice che ci hanno trovato
spazi di patto presso altre regioni, è vero però l'effetto vero che
cosa è? Che noi non abbiamo pagato 730 milioni di penale. Quindi i
benefici sono 1 miliardo e 285 milioni. Qui capite il perché quando
sono arrivato la prima cosa che ho detto: il patto non si sfora.
Perché non volevo mai andare, pur essendo toscano, tutto quello che
volete, volendo andare al tavolo con il Governo nazionale in una
posizione paritaria, noi dovevamo avere le carte in regola.
Quindi, togli i privilegi e centrare gli obiettivi di patto e poi
si comincia a negoziare. Infatti, ad oggi, mi pare che i soldi -
300 milioni l'anno scorso, 900 quest'anno, gli altri 500
arriveranno - ci sono arrivati senza fare altri accordi mi pare al
momento, no? Perché la negoziazione è venuta da un'altra posizione.
Per quanto riguarda la parte giuridica dell'accordo, tutte le
Regioni a Statuto speciale fanno degli accordi bilaterali fra il
Presidente della Regione ed il Ministro dell'economia e delle
finanze, non è una cosa che ha fatto solo la Regione Sicilia.
Quell'accordo viene fatto che è la base, come lo sarà per noi, per
andare a rivedere, secondo la procedura prevista, le norme di
attuazione dello Statuto. Ma l'accordo bilaterale per ricevere
soldi una tantum è un accordo che si fa fra il Presidente della
Regione ed il Ministro dell'economia e delle finanze, neanche con
il Presidente del Consiglio, con il Ministro dell'economia delle
finanze perché riguarda una materia finanziaria. Tutte le regioni,
nel momento in cui hanno fatto un accordo, hanno ritirato i
ricorsi.
Per cui, non è una formula strana, è una formula normale. La cosa
che è stata fatta che, infatti, al Ministero dell'economia e delle
finanze non gli è andata giù è che noi, in questo accordo, abbiamo
scritto che ritiravamo i ricorsi o rinunciavamo agli effetti
benefici per il periodo 2014-2017, ed infatti al Ministero
dell'economia e delle finanze questa cosa non è mai andata giù. Che
poi tutti questi accordi, al momento in cui si fanno, possono
essere vantaggiosi o meno, se uno già sapesse come va a finire
sarebbe facile
Ora abbiamo la possibilità, paradossalmente, proprio perché siamo
arrivati in ritardo di vedere che questo accordo per noi, dal punto
di vista economico, è stato vantaggioso. L'unico punto che io di
questo accordo non avrei fatto, e non l'ho fatto, è arrivarci in
posizione subalterna perché avevamo avuto il problema col patto di
stabilità. Vero è che, quando io mi sono preso la responsabilità di
non sforare, ho creato il disagio agli enti locali, abbiamo creato
il disagio agli enti perché abbiamo rimandato i pagamenti e tutte
le lamentele corrette, tutte le opposizioni, me le sono prese io
perché sapevo che lo stavo facendo per un motivo valido che è
quello di andare a negoziare alla pari con lo Stato.
Per cui, secondo me, l'unica cosa che è difettosa, diciamo, di
quel patto è che abbiamo imparato e, successivamente, l'abbiamo
rivisto. Quindi, ora siamo nelle condizioni di andare, come stiamo
facendo, a rinegoziare con tutt'altra forza questo patto.
Relativamente al passato, io sento dire cose che io so che non
pensate, che sapete benissimo, perché non è possibile Perché,
onorevole Lombardo, proprio suo padre con l'assessore Armao
richiese un tavolo con il Ministero dell'Economia sullo Statuto.
C'è un documento ufficiale, fra l'altro mi hanno anche accusato
anche di plagio perché l'ho riportato nel documento economico-
finanziario, che dice: è vero che vi toccano 8 miliardi di euro di
tasse, è vero che li dovreste prendere 8 miliardi di euro di
funzione, Perché c'è una norma costituzionale che dice che se
prendi più soldi, ti prendi funzioni, saldo zero, e mi hanno
rimandato a casa con questo documentino. Giusto?
Proprio per evitare di incorrere nella stessa problematica,
abbiamo dovuto giocare di fino. Non potevamo dire che abbiamo
diritto a 8 miliardi. Prima di tutto non abbiamo diritto, perché
tutti gli altri ricorsi li abbiamo persi. Li abbiamo persi tutti,
se li abbiamo persi tutti vuol dire che non abbiamo diritto.
L'unica cosa che ci ha detto la Corte Costituzionale è che dovevamo
fare un patto con lo Stato. E noi così stiamo, come tutte le altre
regioni a statuto speciale, ultima.
Dovevamo continuare a fare ricorsi e perderli tutti un'altra
volta?
No Abbiamo detto, basta. Facciamo un'altra strada, facciamo come
hanno fatto le altre regioni a statuto speciale, arriviamo ultimi
ma arriviamo, impariamo, altrimenti rischiamo di continuare e non
arrivare mai e infatti stiamo arrivando. L'unico modo era di
sostenere, facendosi forza della sentenza della Corte
Costituzionale, che avevamo diritto ai soldi senza trasferire le
funzioni per ripristinare la situazione che originariamente era
così e che è stata compromessa per un fenomeno di erosione fiscale
dovuto alla normativa fiscale intercorsa nel frattempo.
Tant'è vero che questa cosa era corretta, è che ce l'hanno
riconosciuta, ci hanno dato ragione e stiamo andando avanti con la
trattativa.
Ritengo, e se tornassi indietro rifarei esattamente lo stesso
percorso, che questo è l'unico percorso possibile, e comunque prima
di arrivare ai 500 milioni di quest'anno prevedevamo esattamente un
accordo tra Presidente della Regione e il Ministro dell'Economia e
delle finanze che da forza alla norma che dovrà andare in
Parlamento. Senza questo accordo alla base, uno va in Parlamento
debole, invece avendo fatto l'accordo, cominciando ad attivare la
Commissione paritetica si va in Aula con ben altra forza.
Qualcuno ha detto che i soldi non sono arrivati in finanziaria,
non ho sentito l'odore dei soldi, ma anche l'anno scorso i soldi
sono arrivati, 300 milioni del decreto legge n. 78 che è stato
approvato ad agosto, quindi di cosa stiamo parlando? Di un decreto
legge che non ha trovato spazio in finanziaria, di cui la norma
della Sicilia sarà una delle tre, quattro norme di quel decreto
legge.
Questo è il percorso che stiamo seguendo che penso sia l'unico
possibile, tant'è vero che le altre regioni a statuto speciale lo
hanno capito prima e l'hanno già fatto.
Se invece di intestardirsi con 15 mila ricorsi, forse l'avessimo
capito prima o l'aveste capito prima, a quest'ora avremmo già
risolto i problemi della Sicilia e anziché fare ricorsi e cercando
i soldi indebitandosi per 8 miliardi e creando 3 miliardi di
disavanzo strutturale, forse la Sicilia avrebbe già da anni un
bilancio sano e avrebbe potuto assicurare lo sviluppo che tutti
quelli che vanno a questo microfono, chiedono.
Quindi se questo non si è potuto fare è esattamente per
quell'atteggiamento che la Sicilia ha avuto negli anni: ricorsi e
disavanzo, ricorsi e indebitamento.
Abbiamo invertito questa rotta, mi sembra strano che proprio ora
si reclami di ritornare a quel tipo di atteggiamento che ha portato
solo debiti e disavanzo
Signor Presidente, vorrei concludere dicendo che il Presidente
della Regione aveva chiesto di intervenire sul tema e domani
dovrebbe essere in Aula.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, ai
sensi dell'art. 158 bis, comma 3, così come per fatto personale,
dato che alla ineleganza di tanti atti di questo Governo, possiamo
anche annoverare l'ineleganza dell'assessore Baccei che chiama in
causa dei miei parenti, o altro. Però non ci stupiamo più di nulla,
ci saremmo stupiti in altre stagioni, ma come dire, oramai davvero
si è toccato il fondo dell'educazione, penso, e degli atti
esecutivi e legislativi.
Brevemente e proprio per fatto personale, anche e soprattutto, per
questa ineleganza, Assessore Baccei, lei sta andando bene, lei sta
migliorando. Siamo felici, innanzitutto lo dico, siamo arrivati al
riconoscimento di 850 milioni.
Lei ha detto poco fa che le sentenze valgono 850 milioni, stiamo
salendo, secondo me se noi discutiamo qualche altro giorno potremmo
arrivare a qualche miliardo, quindi invito anche il Presidente a
potere discutere nelle prossime ore.
Assessore, non può uscirsene dicendo che sono i suoi uffici a fare
delle previsioni perché veda, qui non si sta prevedendo o valutando
un capitolo di bilancio per le spese di manutenzione e di pulizia
dell'Assessorato di via Notarbartolo; qui non si sta demandando ad
un ufficio l'ordinaria amministrazione in merito alle spese di
telefonia del servizio 2 dell'assessorato all'Economia, compito
strettamente amministrativo e che è giusto che venga demandato in
toto agli uffici.
Qui, assessore Baccei, si discute della quantificazione dei
ricorsi di legittimità costituzionale di norme nazionali che hanno
refluenze di milioni, perché aderisco alla sua tesi, di milioni di
euro e lei non può venire qui a dire ho demandato gli uffici',
perché non è una risposta. E' compito amministrativo la
valutazione, è compito politico pretendere che vengano interamente
applicate le valutazione e le valutazioni estensive, le
interpretazioni estensive che la politica deve imporre perchè
l'interpretazione di una sentenza come sanno tutti coloro che hanno
avuto un libro di giurisprudenza tra le mani può essere restrittiva
o estensiva, compito della politica e di chi guida un popolo è
quella di estenderla al massimo dei benefici possibili.
Lei questo deve fare politicamente dato che è un tecnico, scusi se
mi confondo
Allora, anche su questo torno sul fatto personale. E' incredibile
sentire da un assessore all'economia, guardi io non mi sono mai
innamorato della vicenda, non ho mai detto che lei è siciliano o no
in quest'Aula; lo hanno fatto altri, non le ho mai dette, non mi
interessa, lei è oggi assessore all'economia e fa gli interessi
della Regione siciliana, diciamo, e su quello che riguarda la
vicenda dell'accordo del 2012, visto che lei l'ha citato, e su cosa
hanno fatto le altre Regioni in merito agli accordi con lo Stato
utilizzando l'articolo 27 della legge 42 del 2009.
Vero è che sono state firmate delle intese propedeutiche al
raggiungimento di quegli accordi ma solo la Regione ha fatto una
intesa così corposa e vincolante su vicende che hanno avuto
refluenze proprio sul modo in cui ci siamo presentati all'accordo,
perché no ci siamo spogliati di tutto, è una intesa che ti dice
togliti l'elmetto, togliti l'armatura, togliti tutto e vieni
nudo'. Quando in un accordo, il punto 4 o il punto 3, ora non ce
l'ho qui con me, si chiede l'applicazione immediata del 118/2011,
quando le altre Regioni lo hanno applicato solo al conseguimento
dell'accordo e noi invece l'abbiamo applicato 2 anni prima, come
siamo arrivati dinanzi allo Stato? Rinunciando ai residui attivi?
No, non è così. Quando una Regione rinuncia ai contenziosi e le
altre Regioni lo hanno fatto ad accordo raggiunto, perché una volta
che finisce la materia del contendere proprio perché si raggiunge,
si addiviene ad un accordo e si rinuncia all'azione, è uno dei
principi base, lo si fa successivamente. Ed è vero che hanno
rinunciato Valle d'Aosta, ma dopo il raggiungimento dell'accordo,
non certamente prima, e su questo io ho anche le carte, se vuole le
prendo un attimo e le leggiamo insieme perché così come la Corte
costituzionale richiama la Regione siciliana ad applicare
l'articolo 27 della 42 del 2009, non perché vuole lanciare un
principio astratto, ma perché si rende conto che nel concreto si
stanno violando le previsioni della legge 42/2009 e l'hanno fatto
più volte le sentenze della Corte e ancora, voi, questo accordo non
lo avete fatto perché sono tre anni che chiudete accordi con lo
Stato e non avete fatto passare nulla.
Questa è la verità dal punto di vista giuridico, di quello che voi
state facendo. Così come questo paventato accordo da 900 milioni
che lei ha fatto a Roma o che sta proseguendo a Roma, da quale
norme sta passando? Da quali norme sta passando previste dalla
legge 42/2009? Nessuna, nessuna Così come lei quando dice:
anziché fare ricorsi ma io le ricordo Assessore Baccei che i
ricorsi non solo li ha fatti il Governo precedente, ma li ha fatti
il Governo dove ha sede il suo, allora anziché fare ricorsi a chi
lo sta dicendo? Lo dice al Presidente Crocetta? Agli assessori del
PD? Con chi sta parlando? Con me no, perché io non posso dire la
Corte, lo fa il Governo regionale, il Governo regionale guidato dal
PD, forse c'è l'ha con lei onorevole Anselmo, o con qualche
esponente del PD? Mi sta dicendo che i ricorsi non andavano fatti?
Cioè un membro del Governo del PD critica quello che ha fatto il PD
e dice che è inutile.
Mah Io non capisco davvero.
Così come qualcuno forse l'ha richiamato al fatto che l'accordo lo
aveva copiato da quello del 2012, per altro quella legislatura finì
anche con tanti atti inusuali; penso ad una lettera dell'allora
Presidente del Consiglio dei Ministri che chiedeva notizie in
merito a dimissioni di presidenti di regione o altro, ed erano
proprio i giorni in cui si cercava di chiudere quell'accordo con lo
Stato, e allora dobbiamo essere chiari. Se noi all'interno di
questo accordo, come ha fatto lei, non mettiamo le accise, non
mettiamo la parte riguardante le accise, che sono miliardi di euro,
ha ragione ed è quello che lei da diversi mesi sta andando a dire
in giro, cioè che tra funzioni che ci vengono delegate e tra somme
che ci spettano forse c'è un disavanzo; ma se lei quell'accordo lo
cita e lo cita anche in quest'Aula, in questo caso è giusto che lo
prenda e lo applichi interamente anche questo accordo, se vuole,
pubblicamente, nel corso di una conferenza stampa, sono pronto a
prendere il suo accordo che ha portato a Roma e ci ha fatto vedere
negli allegati della sua finanziaria, è quello del 2012 e vediamo
se sono uguali o se mancano le accise, se mancano due miliardi.
Assessore, la invito pubblicamente a paragonare i due accordi.
Detto questo chiedo, e questa è la terza motivazione per cui
intervengo, di votare immediatamente la mozione. Non c'è motivo
alcuno affinché ci sia la presenza del Presidente della Regione;
penso che quest'Aula si sia espressa compiutamente, non ho sentito
nessun collega della maggioranza, ma d'altronde siamo abituati a
questo perché ormai hanno, per così dire, abdicato alla loro
funzione di discussione, perché si rendono conto che questi atti
sono indifendibili e quindi, giustamente, non intervengono ed io
chiedo che questo Parlamento compiutamente, legittimamente, si
esprima serenamente con un voto e dica se questa rinuncia vada
ritirata da parte del Governo o no. E' un atto politico, spetta a
questa Assemblea che è riunita legittimamente e penso che sia il
caso che si voti subito.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Lombardo, ho seguito il suo intervento finale dall'Aula, poco fa
purtroppo ero impantanata nel traffico palermitano ma seguivo lo
stesso gli interventi che sono succeduti in quest'Aula.
Le riconosco una grande passione nell'affrontare questo tema, le
riconosco anche un grado di approfondimento della materia, di una
materia che merita l'attenzione di quest'Aula e merita l'attenzione
del popolo siciliano.
Io, però, penso che a fronte di una richiesta formale del
Presidente della regione di sentire la sua opinione in quest'Aula
perché onorevole Lombardo non è l'assessore Baccei, dico se
dobbiamo fare un poco di diritto costituzionale o meglio di tecnica
di procedura, di giustizia costituzionale non è proprio,
tecnicamente, l'assessore Baccei che promuove i ricorsi alla Corte
Costituzionale ma è il Presidente della Regione. Quindi, io potrei
anche farlo, avevo pure preparato l'intervento su questa mozione
che rispetto perché è un atto parlamentare e viene da un collega
parlamentare, però penso che è importante sentire il Presidente
della Regione perché è lui che è titolato ad inoltrare il ricorso
alla Corte Costituzionale, non lo firma certo l'assessore Baccei,
non lo decide certo l'assessore Baccei.
Se qui si vuole processare l'operato dell'assessore Baccei, siamo
totalmente fuori strada. Io non penso che lei avesse questa
intenzione. Allora, se la sua intenzione è tornare al tema della
sua mozione, non è questo il momento per votare la mozione perché
il Presidente della Regione, che ha chiesto di intervenire su
questa mozione, merita di essere ascoltato perché è lui il
titolare. Sto in un certo senso avallando il suo discorso, visto
che lei accusa di non intervenire, di non adire la Corte
costituzionale.
Io mi permetto soltanto una chiosa al termine e me la permetto
vista comunque la mia estrazione di studiosa del diritto. Nella
mozione i proponenti pretendono di disdettare. Questo è un
neologismo che sebbene mi renda conto, abbastanza comprensibile,
non appartiene certamente alla sfera del linguaggio diritto,
diritto costituzionale, quindi sarebbe forse più corretto parlare
di disdire quello che è stato fatto, mi permetto di dirlo visto e
considerato che lei ha più volte sottolineato il volere fare le
cose per come è corretto e per come è giusto.
Ma questo atteggiamento di questa mozione è assolutamente un
atteggiamento strumentale e demagogico che a nulla di buono può
certamente portare alla nostra Sicilia a cominciare dal fatto che
no determinerebbe di per sé alcuna influenza finanziaria.
Detto ciò io ribadisco soltanto che è necessario aspettare la
presenza del Presidente della Regione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il Gruppo
parlamentare Movimento 5 Stelle ha attentamente seguito l'attività
di oggi, ha ascoltato chi è intervenuto per sviscerare l'argomento,
argomento che mi pare sia stato concordato già da tempo e proprio
nell'ultima Conferenza dei capigruppo come all0ordine del giorno
di quest'Aula.
E' chiaro che si vuole semplicemente, per l'ennesima volta,
calpestare questo Parlamento e calpestare i presenti Attendere il
Presidente che già sapeva e tra l'altro alla scorsa Conferenza dei
capigruppo aveva ben presente il calendario, attenderlo come se noi
qui si fosse per passare il tempo
Qui, Presidente, bisogna che ci sia un rapporto alla pari di
rispetto, non si può pretendere che quest'Aula si riunisca
spendendo i soldi dei siciliani per l'ennesima volta rimandando un
atto che, si spera, sortisca effetti nell'azione del Governo
perché ce ne sarebbe da dire, di mozioni approvate, discusse e
votate in quest'Aula che sono diventate carta straccia.
Allora, se il Presidente della Regione ha voglia di disquisire e
di argomentare, ci deve pensare per tempo Non può pensare che qua
dentro ci sono pupazzi a sua disposizione.
Quindi, per quanto riguarda il mio gruppo siamo determinati ad
aspettare, lascia quello che sta facendo e viene qui dove c'è il
Parlamento, il cuore di questa Regione e questo atteggiamento non
si ripeta più, perché troppo spesso siamo in balia di qualcuno che
da fuori pensa di poterci utilizzare come dei pupazzi , sempre -
ripeto - spendendo i soldi dei siciliani. Siamo qui, si faccia
quello che si deve fare, non possiamo stare ad assecondare una
maggioranza che non c'è, i banchi sono vuoti, anche loro lascino
quello che stanno facendo e vengano in Aula; si fa Aula due volte
alla settimana e il più delle volte non si conclude niente.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, se
l'onorevole Lombardo chiede la votazione della mozione, procediamo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Richiesta di verifica del numero legale
ANSELMO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 35
L'Assemblea non è in numero legale.
Se c'è una richiesta di rinvio ad un'ora, rinvio, però mi sembra
evidente che è improbabile che tra un'ora ci sia il numero legale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine del lavori
LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, volevo semplicemente comunicare
innanzitutto il dispiacere con il quale, per la seconda volta,
assisto ad una richiesta di numero legale da parte del capo gruppo
del PD, già accaduto nel caso dell'approvazione dell'ordine del
giorno per il DEF, ce lo ricordiamo tutti, sono come dire tutti
nuovi accadimenti che queste cronache parlamentari segneranno un PD
che, per bocca del suo capo gruppo, ha chiesto il numero legale
affinché cadesse la possibilità di votare, il sacrosanto diritto
dei siciliani ad avere riconosciute le proprie sentenze.
Vorrei ricordare brevemente all'onorevole Anselmo, alla quale mi
lega affetto e stima che non sono io ad utilizzare questo termine
disdettare , è il dizionario Devoto Oli, che ho avuto modo di
consultare e che ora faremo anche assieme. Disdettare, disdire,
dare la disdetta e nell'esempio dice: disdettare il contratto.
interno
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
interno
ANSELMO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola ai sensi dell'art. 83 del Regolamento interno per
richiamare l'attenzione di quest'Aula e ancora più del Governo
regionale per la gravissima situazione che si è venuta a creare per
le scuole paritarie dell'infanzia, che usualmente vengono
denominate scuola materne. Si tratta in realtà di presidi che sono
presenti su tutto il territorio nazionale che prestano un
essenziale servizio pubblico.
Le scuole paritarie dell'infanzia, infatti, accolgono circa la
metà dei bambini della relativa fascia di età supplendo alla
cronica carenza da parte delle scuole statali particolarmente
evidente nel settore della scuola dell'infanzia, come peraltro
confermato dagli studi dell'OCSE. Le paritarie, peraltro, sono
gestite dai comuni, enti e congregazioni religiose, entità no
profit, e della Regione stessa. Tutte realtà che stanno subendo
un'inaccettabile penalizzazione che si ripercuote sui bambini.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, lei deve interrompere la seduta
e aggiornarla tra un'ora, questo prevede il Regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Greco, intanto la invito a non urlare, a
fine seduta i deputati, come lei ha fatto tante volte, a
prescindere dal numero legale, hanno diritto ad intervenire.
GRECO Giovanni. Dopo che si è chiesto il numero legale e manca il
numero legale, lei deve sospendere la seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che, ai sensi
dell'articolo 87 del Regolamento interno, in mancanza di numero
legale decide il Presidente se aggiornare la seduta di un'ora o
rinviare a domani. Se è una richiesta sulla quale voi intendete
insistere, io aggiorno ad un'ora, non ho difficoltà, però devo
dirvi con tutta chiarezza che mi sembra improbabile che tra un'ora
ci sia il numero legale.
Quindi, in tal caso, siccome siamo a fine seduta, credo che
l'onorevole Anselmo possa completare il suo intervento.
FORMICA. Non è meglio che incardiniamo il provvedimento?
PRESIDENTE. No, non è previsto che si incardini oggi il
provvedimento perché gli uffici stanno ancora lavorando, onorevole
Formica. Lei ha lunga esperienza, ha presieduto a lungo questo
Parlamento, questo lo sa bene
ANSELMO. Onorevole Falcone, evidentemente i bambini in quest'Aula
non vengono considerati. Stavo dicendo che l'educazione
dell'infanzia è parte fondamentale del diritto-dovere
all'istruzione che qualifica il livello stesso di civiltà di uno
Stato.
Inoltre, la presenza ed il sostegno alle scuole paritarie è
necessaria ad assicurare quella libertà di scelta educativa sancita
dall'ordinamento nazionale e comunitario.
È quindi per molteplici motivi che ormai da tempo la Regione aveva
assunto a carico del proprio bilancio l'erogazione di un sostegno
economico alle scuole paritarie per realizzare una triplice
finalità: supplire alle carenze del sistema statale di educazione
dell'infanzia, agevolare la libera scelta educativa delle famiglie,
permettere l'accoglienza gratuita di bambini provenienti da
famiglie in condizioni economiche di disagio nelle scuole, offrendo
a loro un'alternativa, che spesso è l'unica possibile, alla strada
e ovviamente ai pericoli connessi alla strada.
Purtroppo, in occasione dell'ultima manovra finanziaria, in un
contesto reso complesso dai molteplici passaggi e dalle note
difficoltà in bilancio che abbiamo vissuto tutti, lo stanziamento
regionale in favore delle istituzioni scolastiche pubbliche non
statali, quali sono le paritarie, è stato previsto solo per le
scuole primarie convenzionate, le elementari, mentre si è ritrovato
a zero il capitolo destinato alle scuole dell'infanzia.
Mi dispiace sottolineare che siamo in palese contrasto con quanto
avviene nel resto d'Italia e con il quadro legislativo previsto a
livello nazionale dalla legge 62/2000, che prevede, di contro, un
sistema unitario basato sul principio di sussidiarietà, che
considera la scuola come un servizio pubblico fondamentale erogato
dallo Stato tramite le sue scuole e dalle scuole pubbliche non
statali.
Si è detto che lo Stato eroga a favore delle scuole materne. Lo
Stato effettivamente eroga alle paritarie dell'infanzia un
contributo molto limitato che è non superiore a nove mila euro a
sezione, e destinato a coprire parzialmente le sole spese di
gestione. Il contributo regionale, invece, aveva ,ed ha, dovrebbe
avere, la finalità di consentire anche a chi non potesse
permettersi il pagamento della retta di poter usufruire del
servizio scolastico. Spesso, peraltro, in condizione obbligata
visto il numero limitato dei posti nelle classi statali.
È perciò assurdo ed incredibile che la Regione siciliana venga
meno ad un obbligo morale, prima ancora che giuridico, nei
confronti delle famiglie ed ancor prima dei bambini stessi che
rischiano vedersi privati del diritto allo studio. Non possiamo
perciò rimanere inerti di fronte a questa situazione che rischia di
diventare drammatica, presidente Vinciullo, di privare centinaia di
bambini dell'accesso all'istruzione, di mettere in questione
l'occupazione di tantissime persone e che ci è tra l'altro stata
riproposta con forza proprio dalle famiglie, che hanno promosso una
petizione, hanno raccolto dodici mila firme, proprio perché si
torni ad assicurare alle scuole dell'infanzia paritaria la
possibilità di accogliere anche i bambini di disagiata condizione
economica.
Ecco perché Presidente, colleghi, assessore Baccei, presidente
Vinciullo, occorre un nostro immediato intervento che rimedi
all'errore che purtroppo abbiamo commesso nella scorsa finanziaria,
ripristinando il capitolo che assicuri le scuole dell'infanzia. Lo
dobbiamo alle famiglie, lo dobbiamo ai bambini, lo dobbiamo a noi
stessi. I bambini non possono essere privati del loro diritto
all'istruzione.
Lo dobbiamo, lo ripeto, ai bambini, a noi stessi.
Lo dobbiamo alla Sicilia tutta, perché investire nella scuola
significa investire nel futuro. Ed investire nella scuola dei
bambini più piccoli, ancora di più significa investire nel futuro.
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, anch'io vorrei intervenire in merito,
ex articolo 83, sulle scuole paritarie e materne, o dell'infanzia,
così come vengono più correttamente definite.
Succede questo. Oggi, la Commissione Bilancio ha voluto, secondo
me in maniera incauta, licenziare, quasi in maniera superficiale,
questo argomento, quando invece lo stesso merita assoluto
interesse, assoluta attenzione.
E' stato detto che lo Stato da loro, come ha detto l'onorevole
Anselmo, dieci mila euro a sezione o classe e che alla Regione
siciliana vengono dati diciotto milioni di euro annui.
Dobbiamo dire, però, che dei diciotto milioni di euro annui, e qua
lo dico sia all'assessore Baccei che all'assessore Marziano,
servono non soltanto per le scuole paritarie per l'infanzia, ma dei
privati, che comunque svolgono un servizio pubblico, lo vorrei
ribadire. Le scuole paritarie in Italia svolgono un servizio
pubblico, così come prevede l'articolo 33 della Costituzione.
Vorrei sottolineare che il contributo nazionale, assessore Baccei,
serve anche a pagare le scuole paritarie dell'infanzia comunali e
regionali, cioè lo Stato paga, non soltanto gli enti onlus ed i
privati, ma paga anche le scuole paritarie dei comuni dell'Isola e
anche della Regione.
Vorrei fare un calcolo, in più. Ammesso e non concesso che
vengano dati dieci mila euro annui a sezione, per ogni sezione,
assessore Baccei, necessitano 2,5 dipendenti ogni anno, che
significa che ogni sezione costa ottanta mila euro agli enti, agli
istituti che erogano questo servizio pubblico, che è un costo
minore per lo Stato. Proprio per questo motivo, lo Stato dà questo
sostegno economico, ed ottanta mila euro annui, immaginiamo che ci
siano delle classi pollaio , di trenta bambini. Immaginiamo che
quei trenta bambini pagassero ciascuno, cosa che non esiste in
alcuna parte dell'Isola, duemila euro circa, quindi, le scuole più
alte che fanno pagare una retta di due mila euro annui. 30 x
2.000,00 sono sessanta mila euro, più dieci mila euro che dà lo
Stato siamo a settanta mila euro. Consideriamo che 2,5 dipendenti,
invece, costano ottantamila euro, a cui dobbiamo aggiungere le
tasse, la manutenzione, l'energia elettrica, tutto ciò che
necessita, il materiale di cancelleria, significa che ogni sezione
costa almeno novantamila euro annui.
Tra le rette che pagano i privati e la retta che vi è, il
contributo dello Stato, ci rendiamo conto che questi istituti non
sono nelle possibilità di sostenere questo onere.
Dobbiamo, però, dire una cosa: in Sicilia, questo contributo è di
diecimila euro ogni sezione o classe, nel resto d'Italia, come ha
detto lei, onorevole Anselmo, vi è un contributo dei comuni, che
hanno una convenzione con questi istituti.
Vi è un contributo delle Regioni. Vi è un ulteriore contributo
alle famiglie del buono scuola. Questi i rappresentanti, ci sono
circa dodici mila firme dei rappresentanti delle famiglie che hanno
i loro figli presso gli istituti paritari che devono consegnare,
anzi l'appello che faccio al Presidente della Regione, di
accogliere questi rappresentanti della FISM e, non soltanto della
FISM, e della FIDAE, perché possano consegnare al Presidente della
Regione, queste dodici mila firme per reinserire il buono scuola.
Vorrei dire, assessore Baccei e assessore Marziano, che nel 2014 e
nel 2015 con un emendamento mio e dell'onorevole D'Asero facemmo
passare il buono scuola, un milione e 900 mila euro nel 2014 e un
milione nel 2015. Quel buono scuola non è stato impegnato, quella
somma stanziata in bilancio non è stata impegnata. Qualcuno ha
detto per motivi di patto di stabilità, altri hanno detto, gli
Uffici, che diventava complicato il sistema di erogazione, di
assegnazione. Fatto sta che abbiamo penalizzato queste famiglie, le
quali, nel momento in cui si sottopongono secondo la libertà del
diritto allo studio, vogliono fare frequentare i propri figli in
questi istituti paritari perché vicino al percorso di istruzione vi
è un altro percorso valoriale, educativo. E allora noi dobbiamo
consentire che le famiglie italiane possono fare intraprendere ai
propri figli in maniera libera, con un trattamento paritario anche
altri percorsi rispetto agli istituti scolastici statali.
Allora, gli istituti paritari, lo voglio dire al Governo in
maniera chiara e a questo Parlamento, svolgono un servizio pubblico
che la Costituzione garantisce e che noi come Regione dobbiamo
anche salvaguardare.
Assessore Baccei, noi chiediamo a lei un impegno perché ci sia - e
l'aveva fatto lei l'emendamento in Commissione Bilancio quando
discutevamo del ddl sul bilancio -, perché un milione e
duecentomila euro, noi riconosceremo, è il minimo indispensabile
per dimostrare a questi istituti, a queste realtà scolastiche, che
la Regione non è distante da loro. E che questi Istituti che,
comunque, comportano un risparmio, in campo nazionale, di non meno
di sei miliardi di euro. Perché un bambino che frequenta la scuola
statale costa allo Stato settemila euro l'anno; un bambino che
frequenta gli istituti paritari che danno, ribadisco, un servizio
pubblico costa allo Stato meno di tremila euro annui.
Cerchiamo di premiare la qualità, e questi istituti danno grande
qualità, altrimenti le famiglie non manderebbero i loro figli
presso questi istituti ma, al contempo, questi istituti
garantiscono anche un risparmio finanziario agli enti. Prima lo
Stato, ma poi anche la Regione. Allora li dobbiamo anche
salvaguardare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, nel momento che sono stato chiamato in causa dai due
interventi che mi hanno preceduto, io non sono disponibile a
partecipare a questa sagra dell'ipocrisia. E di conseguenza sarò
costretto a dire quello che è successo in Commissione Bilancio,
così ognuno di noi si assume le proprie responsabilità.
Prima cosa. Incauta la Commissione che ha licenziato oggi il
disegno di legge? Signor Presidente, lei sa che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha dato disposizione alla
Commissione Bilancio che entro oggi dovevamo finire i lavori. E i
lavori li abbiamo finiti oggi, così come voi avete disposto. Quindi
per essere chiari, incauta non è stata la Commissione Bilancio,
semmai è stata incauta la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari dove nessuno capogruppo si è opposto a che oggi
venissero conclusi i lavori.
Questa doppia verità, questa doppia morale, assessore Baccei, che
fuori dicono una cosa e dentro ne dicono un'altra. In Commissione
Bilancio o non si presentano o tacciono, è una cosa insopportabile
che non possiamo più continuare a sopportare.
In Commissione Bilancio era stato - assessore Baccei lei lo
ricorderà perfettamente, e anche lei capogruppo lo ricorderà
perfettamente - portato un emendamento che stanziava 1 milione e
298 per le scuole materne paritarie siciliane.
Chi ha bocciato questo emendamento io, onorevole capogruppo del PD
o il Partito Democratico? Mi pare di ricordare che lo ha bocciato
il Partito Democratico e quindi venire qui a fare la morale a
invocare me, che invece come ricorderà Baccei e come è possibile
verificare da tutti gli atti della Commissione, mi sono battuto per
queste risorse o non è così, Assessore Baccei? E dove era Forza
Italia quando veniva bocciato questo emendamento?
FALCONE. Erano in Aula
VINCIULLO. Dove erano? Erano in Commissione bilancio a difendere
questo emendamento o non erano presenti? O stavano traccheggiando
per fare altre cose? Dove erano quando è stato discusso questo
emendamento?
Vedete, noi abbiamo il dovere della verità, non potete venire qui
a raccontare cose non assolutamente vere. E questa è stata la prima
parte, quando abbiamo discusso il bilancio, perché vedete, cari
colleghi, quando non si fa nemmeno la distinzione fra bilancio e
finanziaria, quando non si ricorda quando è stato presentato
l'emendamento e quando è stato bocciato l'emendamento è la
dimostrazione che non si era in Aula e si era forse in giro a dire
che si stavano difendendo le scuole cattoliche
Dopodiché, per essere chiari, io fino alle 11.30 ho discusso, non
h vero Assessore Baccei, con lei? Per fare passare un emendamento
che stanziava tre milioni di euro a favore delle scuole cattoliche,
lei mi ha portato dei documenti da cui si evinceva che alle scuole
paritarie venivano dati diciotto milioni di euro, insieme a lei
abbiamo telefonato all'Ufficio scolastico regionale, insieme a lei
abbiamo telefonato al rappresentante regionale della Fism e lei ha
assunto un impegno, che di qui alla prossima finanziaria verranno
trovato le risorse per potere dare la possibilità anche alle scuole
cattoliche, alle scuole non cattoliche e alle scuole paritarie,
cioè alle scuole pubbliche non statali di potere sopravvivere.
Perché, veda Assessore Baccei, lei è l'Assessore, ma la
Commissione è anche vero che è sovrana. Io nell'emendamento che ho
presentato ho anche individuato le voci dove poter prendere questi
tre milioni di euro, di conseguenza invito tutti i miei colleghi,
che ora sono diventati all'improvviso sponsor delle scuole non
statali, a farsi carico insieme a me di approvare questo
emendamento nonostante il Governo non sia d'accordo.
Perché veda onorevole Capogruppo del PD, lei mi cita, mi invoca,
ma io più di questo cosa posso fare? Più di presentare un
emendamento, più di trovare la copertura, più di dire che sono
disponibile a votarlo anche contro il Governo, cosa potrei fare?
Non più di questo, pertanto le chiedo di venire insieme ai suoi
colleghi in Commissione a votare con me e con gli altri che oggi si
sono dichiarati disponibili, questo emendamento che è un
emendamento che dal punto di vista politico l'Assessore non può
accettare, ma dal punto di vista tecnico ha la copertura perfetta,
perché ancora risiede nel potere di questo Parlamento la
possibilità di trasferire le somme da un capitolo all'altro.
Questo lo dico perché, vedete, la dobbiamo smettere di raccontare,
di dire, di non essere presenti nelle Commissioni e poi inventarci
quello che succede nella Commissione Bilancio, la Commissione
bilancio, per essere chiaro, non mortifica nessuno E' disposta ad
esaminare le proposte di tutti, stiamo giorno e notte a lavorare,
però è anche vero che quando si vota occorre una maggioranza,
quando si vota occorrono delle persone che siano disponibili da
assumersi le responsabilità e a votare i provvedimenti, perché se
non si è responsabili, poi al momento di votare e si nasconde la
testa sotto la sabbia è chiaro che poi è inutile venire qui, solo
perché c'è la diretta televisiva e raccontare che tutti siamo
d'accordo, che tutti siamo con le scuole cattoliche, che tutti
siamo pronti a sacrificare la vita per le scuole cattoliche e poi
dimenticarci però di fare ciò quando ci dobbiamo assumere le
responsabilità e quando dobbiamo votare.
Ecco il motivo per il quale io qui ribadisco che in Commissione
Bilancio c'è un emendamento; un emendamento che stanzia tre milioni
di euro a mia firma a favore delle scuole cattoliche o, comunque,
di tutte le scuole pubbliche non statali, paritarie, per essere
chiari perché poi io capisco che la questione che, siccome si
avvicinano le elezioni, allora cerchiamo all'improvviso di
ricordarci di questo settore strategico dell'educazione in Sicilia.
Però, vedete, non è con l'arrembaggio degli ultimi giorni e
l'arrembaggio dell'ultimo mese che si acquistano consensi. I
consensi si acquistano con una vita fatta su questa vicenda di
coerenza e di presenza seria, seria ed oggettiva e dimostrabile in
qualsiasi minuto.
Per cui, per essere chiari, già da domani onorevole Anselmo io
sottoporrò alla Commissione Bilancio l'emendamento che stanzia tre
milioni di euro per le scuole paritarie pubbliche, non statali, e
vi sfido tutti a venire in Commissione ed a votarlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Baccei.
BACCEI. Assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, volevo solo puntualizzare rispetto all'intervento
dell'onorevole Vinciullo che ha detto molte cose vere, un paio di
inesattezze.
Allora la prima è che in sede di bilancio non è stato un
emendamento ma era il bilancio originario proposto dal Governo che
prevedeva i soldi, questo voleva dire che politicamente non siamo
contro, se lo abbiamo messo noi per prima, non è banale la
differenza.
Quindi il Governo aveva proposto in sede di bilancio soldi per le
scuole paritarie dell'infanzia. Quell'articolo è stato bocciato,
poi quei soldi sono stati destinati ad altro. Ora tutti sappiamo
che stiamo agendo in un regime di risorse limitate per cui se si
decide di fare una cosa non ne posso fare un'altra.
L'impegno che mi sono preso, ne stavo parlando ora con l'assessore
Marziano, è innanzitutto, proprio perché le risorse sono limitate
ed avere un quadro chiaro a chi stiamo dando i soldi, quanto, per
cercare di essere equi e non dare di più ad uno rispetto che a un
altro, per cui proprio questo stavo dicendo all'assessore Marziano.
In sede di finanziaria si era deciso poi di mettere i soldi sulle
scuole elementari perché era una situazione di ancora maggior
disagio rispetto alle scuole dell'infanzia, che non c'è il
contributo statale. Questo è il ragionamento che era stato fatto
proprio insieme all'onorevole Falcone e la Commissione e poi l'Aula
l'hanno votata.
Quindi abbiamo preferito privilegiare quel tipo di intervento,
proprio considerando che siamo in risorse limitate. Io non sono
assolutamente e politicamente contrario a quel tipo di intervento,
dico solo che quei soldi che ci sono ci diamo delle priorità e
quelle priorità cerchiamo di rispettare. A tutti piacerebbe
assorbire tutti i lavoratori delle Province, far fare ancora più
giornate ai forestali, risolvere il problema dei parchi, ne abbiamo
mille, purtroppo i soldi sono quelli.
Abbiamo approvato la finanziaria un mese fa, a me i soldi dal
cielo non sono piovuti, per cui quelli che avevo un mese fa ce li
ho oggi, quello che potevo fare un mese sono le stesse cose che
posso fare oggi, quindi cose in più non ne posso fare.
Quello che ho detto: vediamo in assestamento, vediamo come
chiudiamo il 2015, chiudiamo la trattativa con lo Stato, vediamo i
soldi che abbiamo a disposizione, il Governo farà una proposta di
come utilizzare quelle risorse, si discuterà in Commissione, si
discuterà in Aula e quelle risorse verranno destinate ad una parte
piuttosto che ad un'altra, decisione comune, però io non sono
contrario politicamente a questo tipo di intervento tanto è vero
che il Governo per primo l'aveva proposto.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, a
proposito del valore della presenza in Aula e delle parole che
vengono pronunciate dal presidente Crocetta, un po' riallacciandomi
al dibattito che c'è stato prima e la decisione di rimandare l'Aula
di un'ora, mi è venuto in mente che, proprio
PRESIDENTE. Onorevole, scusi, la decisione ancora non c'è stata.
FOTI. Proprio qualche mese fa, eravamo proprio a fine febbraio,
discutevamo la legge di stabilità, la finanziaria e si fece un
discorso approfondito su un articolo, parlo delle Terme di
Acireale.
Ricordo distintamente che il Presidente prese un impegno, dicendo
all'Aula che da lì a pochi giorni sulla base di un tavolo che si
era appena tenuto avrebbe finalmente, dopo tanti anni, fatto un
tavolo tecnico a cui sarebbero stati convocati le autorità locali
il Commissario, ecc. ecc.
Voglio comunicare all'Aula che il tavolo è stato rimandato un bel
po' di volte, non si è consumato e per giunta le strutture che
insistono nel territorio di Acireale, sono state ulteriormente
vandalizzate perché dovete sapere, soprattutto i colleghi della
maggioranza, che dopo che si era promesso il rilancio in campagna
elettorale nel 2012, lo si era promesso durante la campagna
elettorale delle politiche del 2013, lo si è promesso per le
europee del 2014, nel 2015 le terme sono belle che chiuse. Chiuse
senza vigilanza, vandalizzate con un danno per il patrimonio
regionale, notevole e un danno enorme per una città e un
comprensorio come quello di Acireale, che da quando le Terme sono
chiuse hanno avuto un processo di desertificazione delle attività
produttive, del Turismo, della cultura.
Lei annuisce perché conosce bene la situazione Presidente, ecco:
sedotti e abbandonati.
Ultimamente i deputati, i Gruppi parlamentari, il Presidente gli
assessori, hanno ricevuto una comunicazione dal Consiglio comunale
che ha approvato l'ennesimo atto all'unanimità chiedendoci
veramente di sederci e ragionare su quello che si deve fare.
La legge regionale del 2011, del 2010, assessore, prevedeva un
bando di affidamento da fare con modalità di evidenza pubblica,
questo a distanza di cinque anni non può avvenire e non se ne deve
discutere, si rimanda di mese in mese e nel frattempo la struttura
diventa luogo di saccheggi, di ruberia, per un'intera comunità.
Dicevo, sindaco e consiglio comunale ci chiedono di fare qualcosa.
Le categorie produttive, associazioni di architetti e ingegneri,
la Confcommercio, i cittadini chiedono che si faccia qualcosa in un
settore strategico e produttivo che è perfettamente in linea con
tutte le attività che vengono sbandierate che si vogliono fare.
Ma è possibile che si deve creare danno ulteriore per la Regione e
per i cittadini che chiedono onestamente di lavorare e valorizzare
il territorio, la cultura, la storia?
Le terme sono state aperte dai tempi dei romani, siamo arrivati
noi per chiuderle, invece di andare a migliorare si va a peggiorare
e la cosa peggiore e che non c'è dialogo, non ci sono risposte. Mi
chiedo come si farà la prossima campagna elettorale il Presidente.
Verrà di nuovo a parlare di Terme? No questa me la voglio vedere,
veramente Perché c'è una città che sta aspettando e che non può
essere umiliata e lasciata in balia del nulla, non si sa nulla.
Persino il commissario nominato dal socio non riesce ad avere
risposte. Ho approfittato di parlare in presenza dell'assessore per
l'economia, il dottore Baccei, perché l'ufficio partecipate
liquidazioni, è in seno all'assessorato per il bilancio che è un
attore importante in questa vicenda.
Anche quando sono venuti in Commissione Bilancio ci sembra che ci
sia un perfetto esercizio della burocrazia fine a se stesso ma che
nulla ha a che vedere con quello che noi siamo venuti a fare qua,
legiferare, fare atti ispettivi promuovere il dialogo per dare una
speranza. Non possono passare gli anni mentre nulla succede.
Penso di avere esaurito tutto quello che c'era da dire. Grazie
Presidente.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Considerato che possa essere estremamente improbabile
che possa esserci il numero legale fra un'ora, aggiorno la seduta,
mercoledì 20 aprile 2016, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 439 - Disdetta dell'accordo finalizzato alla rinuncia
ai ricorsi in materia di legittimità
costituzionale promossi innanzi alla Corte
costituzionale.
(6 maggio 2015)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 559 - Censura all'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea e impegno del Presidente della Regione
alla conseguente revoca.
(7 aprile 2016)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA -
PALMERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO
- FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -
TRIZZINO - FOTI - LA ROCCA - ZITO
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
Disposizioni stralciate/A)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 514 - Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti.
(16 dicembre 2015)
CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 18.26
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio