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Resoconto d'Aula della Seduta n. 328 di martedì 19 aprile 2016
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.10

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
      pesca mediterranea:

   N.  2798  -  Interventi immediati per fronteggiare la grave  crisi
  finanziaria  in  cui  versa  il  Consorzio  di  Bonifica  n.  7  di
  Caltagirone.
   Firmatari:Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   -  Con  nota  prot.  n.  61401/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato l'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.

   - da parte dell'Assessore per l'economia:

   N.  2423 - Chiarimenti sui ritardi nel trasferimento delle risorse
  finanziarie all'Azienda siciliana trasporti da parte della  Regione
  siciliana.
   Firmatari:Ferreri  Vanessa;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti
  Angela;  La  Rocca  Claudia; Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   -  Con  nota  prot. 28839/IN.16 del 15 giugno 2014, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.

   -  da  parte  dell'Assessore  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale:

   N.  2856  - Interventi urgenti di messa in sicurezza dell'Istituto
  scolastico comprensivo 'Salvatore Todaro' di Augusta (SR).
   Firmatari:Coltraro Giambattista

   N.  3012 - Chiarimenti riguardanti la sicurezza strutturale  degli
  edifici scolastici in Sicilia.
   Firmatari:Tamajo Edmondo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Riconoscimento della natura giuridica di ente pubblico economico
  del Consorzio per le Autostrade Siciliane. (n. 1185)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Germanà  in
  data 14 aprile 2016.

   - Modifiche della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12. (n. 1194)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 14 aprile 2016.

   - Misure urgenti per l'attivazione di percorsi formativi in favore
  dei  soggetti  detenuti  nelle  case  circondariali  della  Regione
  siciliana. (n. 1196)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Coltraro,
  Currenti e Giuffrida in data 14 aprile 2016.

   -  Iniziative  volte  al  sostegno delle  politiche  giovanili  in
  Sicilia. (n. 1197)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  La  Rocca,
  Ciaccio,  Mangiacavallo,  Cancelleri, Cappello,  Ciancio,  Ferreri,
  Foti,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana  e  Zito  in
  data 14 aprile 2016.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  inviati  alle  competenti
  Commissioni i seguenti disegni di legge:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disciplina  in  materia funeraria e di polizia  mortuaria.  (n.
  1176)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 14 aprile 2016.
   PARERE VI.

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Norme  a  sostegno  dei  ciechi  ed  ipovedenti  della  Regione
  Siciliana. (n. 1177)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 14 aprile 2016.
   PARERE VI.

   -  Rifinanziamento leggi di spesa capitoli 147314  e  147315.  (n.
  1189)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 13 aprile 2016.
   PARERE III.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -   Misure   per  favorire  l'aumento  dei  livelli  di   raccolta
  differenziata attraverso la produzione di compost . (n. 1178)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 14 aprile 2016.

                    CULTURA FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Tutela  dei  lavoratori  degli  sportelli  multifunzionali   e
  potenziamento dei centri per l'impiego. (n. 1172)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 14 aprile 2016.
   PARERE UE.

                    COMMISSIONE SPECIALE  STATUTO'

   -Schema  di  progetto  di  legge  costituzionale  d  proporre   al
  Parlamento  della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18  e  41  ter
  dello  Statuto speciale della Regione siciliana, recante  Revisione
  dello Statuto speciale della Regione siciliana'.  (n. 1184)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 15 aprile 2016.

           Annunzio di presentazione e contestuale invio di
             disegno di legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato  ed  inviato  alla
  competente Commissione il seguente disegno di legge:

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO

   - Norme in materia di formazione professionale. (1195)
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 14 marzo 2016.
   Inviato il 14 marzo 2016.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  pervenuto  il  parere  reso   dalla
  competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Ente  regionale  per  il  diritto  allo  studio  universitario
  (E.R.S.U.) di Catania. Designazione Presidente (n. 74/I).
   Reso in data 12 aprile 2016.
   Inviato in data 12 aprile 2016.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:
   N. 3105 - Messa in sicurezza del torrente Cataratti-Bisconte
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Germanà Antonino Salvatore

   N.  3106  -  Razionalizzazione  delle  autovetture  a disposizione
  dell'Amministrazione regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Falcone   Marco;  Assenza  Giorgio;  Federico  Giuseppe;  Figuccia
  Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale  Alfio
  ; Savona Riccardo

   N.  3112  -  Attivazione di una nuova cabina ENEL presso  il  P.O.
  'Muscatello' di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3113  - Chiarimenti sui ritardi nell'avvio del Piano regionale
  antincendio e dei forestali.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Ruggirello Paolo

   N.  3116 - Chiarimenti urgenti e consequenziale rettifica del D.A.
  di decurtazione del budget ai laboratori d'analisi cliniche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Falcone   Marco;  Assenza  Giorgio;  Federico  Giuseppe;  Figuccia
  Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale  Alfio
  ; Savona Riccardo

   N.  3120  -  Notizie sull'applicazione della mozione n. 287  sulle
  iniziative  da  adottare  in  favore delle  strutture  private  che
  erogano prestazioni di medicina di laboratorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3121 - Interventi finalizzati a sostenere la tratta ferroviaria
  veloce Siracusa/Palermo/Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3122  -  Interventi presso le competenti autorità statali  per
  garantire l'autonomia delle Istituzioni scolastiche nel siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3123  -  Revoca dei P.U.D.M. e relative linee guida del  2011,
  nonché dei relativi atti amministrativi correlati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Assenza Giorgio

   N.  3125  - Interventi per il ripristino dell'illuminazione  nelle
  gallerie della rete autostradale Siracusa - Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vinciullo Vincenzo

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno poste   all'ordine  del
  giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N. 3115 - Chiarimenti sull'attività svolta da 'Sovvenzione Globale
  Sicilia Futuro' nell'ambito del PO FSE 2007-2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Raia Concetta

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo ed  alla
  competente Commissione.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   3102   -  Misure  urgenti  per  il  ripristino  del  corretto
  funzionamento del depuratore di contrada Fiumara a Modica (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Ferreri         Vanessa;   Zito   Stefano;   Trizzino   Giampiero;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti
  Angela;  La  Rocca  Claudia; Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   N. 3103 - Notizie sul nuovo regolamento di vestiario della Polizia
  Municipale del Comune di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Forzese Marco Lucio

   N. 3104 - Interventi per garantire l'erogazione degli stipendi dei
  lavoratori del Corfilac.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Ferreri  Vanessa;  Zito  Stefano;  Trizzino  Giampiero; Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti  Angela;  La
  Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio

   N.  3107 - Interventi urgenti di messa in sicurezza del tratto  di
  costa ricadente nel Comune di Sant'Alessio siculo (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   N.  3108  -  Notizie  in merito alle refluenze  finanziarie  della
  sentenza n. 65/2015 della Corte Costituzionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Lombardo  Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;  Greco  Giovanni;
  Fiorenza Dino; Gennuso Giuseppe

   N.  3109  -  Azioni  per assicurare le proroghe dei  contratti  in
  scadenza nelle ASP siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Sciuto Giovanni

   N.  3110 - Interventi per colmare l'insufficienza di organico  del
  reparto di  radiologia  dell'ospedale  di  Castelvetrano (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Sciuto Giovanni

   N. 3111 - Verifiche sull'abbattimento del ponte dei Calafatari nel
  territorio del comune di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zito   Stefano;  Palmeri  Valentina;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina

   N.  3114  -  Interventi  finalizzati a  evitare  la  chiusura  dei
  recapiti periodici dei Centri per l'impiego.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Ragusa Orazio

   N.  3117  -  Notizie in ordine all'incendio che ha colpito  l'area
  boschiva di Erice (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Palmeri    Valentina;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;    Cappello
  Francesco;Tancredi   Sergio;  Ciaccio  Giorgio;   Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  3118  -  Chiarimenti  sul declassamento  del  pronto  soccorso
  dell'Ospedale 'Santissimo Salvatore' di Paternò (CT).
   - Assessore Salute

   Ferreri   Vanessa;   Cappello  Francesco;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
  Valentina

   N.   3124   -   Chiarimenti  sulla  rimodulazione   del   servizio
  ristorazione presso l'ASP 7 di Ragusa.
   - Assessore Salute
   Ferreri  Vanessa; Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
  Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  413  - Iniziative urgenti in favore delle popolazioni  colpite
  dai  dissesti  geologici  avvenuti l'11  agosto  2008  in  contrada
  'Terrapelata-Avvento' nel quartiere di Santa Barbara, nel comune di
  Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N. 561 - Assoggettabilità alla procedura di valutazione di impatto
  ambientale  del progetto di avvio della produzione di biocarburanti
  presso il Porto di Augusta (SR).
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
   Presentata il 11/04/16

   N.  562 - Verifica della regolarità dell'operato della commissione
  disciplinare dell'ASP 8 di Siracusa.
   Zito     Stefano;    Cancelleri    Giovanni    Carlo;     Cappello
  Francesco;Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina
   Presentata il 11/04/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  delle
  relative date di discussione.

           Comunicazione relativa ad  interrogazione n. 3087

   PRESIDENTE.   Preciso  che  l'interrogazione  n.  3087   a   firma
  dell'onorevole Tancredi è da intendersi presentata con richiesta di
  risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione di decadenza di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che a seguito della  nomina  dell'onorevole
  Barbagallo  ad Assessore regionale  è decaduta l'interrogazione  n.
  3119 a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Panepinto e Alongi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   alla rinuncia ai ricorsi in materia di  legittimità  costituzionale
   promossi innanzi alla Corte costituzionale
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Discussione della mozione n. 439   Disdetta dell'accordo
    finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità
      costituzionale promossi innanzi alla Corte costituzionale

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il prelievo del  IV
  punto  all'ordine  del giorno:  Discussione della  mozione  n.  439
   Disdetta  dell'accordo  finalizzato alla rinuncia  ai  ricorsi  in
  materia  di legittimità costituzionale promossi innanzi alla  Corte
  costituzionale , presentata dagli onorevoli  Lombardo,   Di  Mauro,
  Greco Giovanni,  Fiorenza.
   Invito il presentatore della mozione ad illustrarla.

   LOMBARDO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  penso
  che,  oggi, il Parlamento siciliano, sia chiamato ad esprimersi  su
  una  tematica  centrale  che oso definire strategica  ed  un  punto
  nodale  della  storia di questa legislatura e di tutto  ciò  che  è
  accaduto negli ultimi anni in questa Regione.
   E' un punto centrale, signor Presidente, perché da questa rinuncia
  ai  contenziosi, dinanzi alla Corte Costituzionale, si diramano  le
  trame  fitte che sono state poste in essere negli ultimi  anni  per
  determinare,  in modo consapevole e scientificamente  studiato,  la
  situazione  di difficoltà in cui la Regione si trova ad esercitare,
  -   questo  Parlamento  si  trova  ad  esercitare  -,  le   proprie
  prerogative  legislative  ed  il  Governo  le  proprie  prerogative
  esecutive.
   Penso  che  in una Terra piena di contraddizioni, dove è difficile
  comprendere dove sta il bene e dove sta il male, dove sta la verità
  e  dove  sta  la bugia, chi sono le persone perbene e chi  sono  le
  persone  non  perbene: in una Terra dove tanta confusione  si  crea
  dinnanzi ai fatti centrali del suo essere e del suo esistere, penso
  che  un dato di chiarezza e di non contraddizione debba darlo oggi,
  in modo chiaro, questo Parlamento.
   E  lo  debba dare anche perché io prima di ricoprire questa carica
  di  deputato  regionale, sognavo di poter difendere la mia  Sicilia
  all'interno di questo Parlamento proprio su queste questioni. E' un
  sogno  che  ho  avuto  sin  da quando ho avviato  la  mia  attività
  politica  ma  che,  nel mio sogno e nella mia  aspettativa,  doveva
  essere  una  battaglia, una contrapposizione tra la  Regione  e  lo
  Stato.
   Non mi sarei mai aspettato, signor Presidente, di dover presentare
  una  mozione per impegnare il Governo della Regione siciliana a non
  farsi  del  male. Non potevo mai immaginarlo, e penso  che  non  lo
  avrebbe   neanche   potuto  immaginare  un   regista   del   cinema
  fantascientifico, pensare che una Regione rinunci allo strumento di
  cui  è  dotata per tutelarsi dinnanzi allo Stato e di rinunciare  a
  miliardi  di euro, nel momento in cui, proprio la sete e l'esigenza
  di   risorse  sono  i  temi  con  cui  tutti  noi  ci  confrontiamo
  quotidianamente e con i quali siamo chiamati, con i nostri elettori
  delle varie province di questa povera Terra, a dare risposte.
   Ed  è  un paradosso, dicevo, signor Presidente, in una Sicilia  di
  paradossi che, come un nodo di Gordio, questa Assemblea è  chiamata
  a  recidere  una  volta per tutte. Perché l'ho anche  affermato  in
  altre  occasioni.  Penso che noi tutti -  chi  prima,  chi  dopo  -
  passeremo nella storia di questo Parlamento. Passerò io, perché non
  sarò  deputato la prossima legislatura oppure quella dopo,  chi  lo
  sa,  ma  questo  fatto politico e questo adempimento resterà  nella
  storia.   E,  purtroppo,  accanto  a  questa  vergogna,  resteranno
  scolpiti  nella storia i nomi e i cognomi di ogni singolo deputato,
  maggioranza  ed  opposizione, Partito Democratico e  Forza  Italia,
  Movimento Cinque Stelle e Movimento per l'Autonomia. Questa  classe
  dirigente  verrà ricordata, tra vent'anni, se non si recide  questo
  nodo, come la classe dirigente che si è piegata dinnanzi allo Stato
  e  ha  rinunciato all'arma per far valere i propri diritti. Diritti
  che  sappiamo  sono gli articoli 27  e 29   dello Statuto,   e  non
  derivano,   lo  ricordo  sempre  a  me  stesso,  da   una   gentile
  concessione: non è stato qualcuno che nel 1945 o  46 ha  detto   la
  Sicilia è bagnata dal mare, diamole uno statuto speciale . Ci  sono
  stati  concittadini coraggiosi e fieri di questa  Terra  che  hanno
  lottato per creare condizioni di benessere maggiore, grazie  a  uno
  Statuto politico e legislativo.
   Mi  riferisco, signor Presidente, a questo accordo  con  lo  Stato
  firmato nel giugno del 2014, dove al punto 6) la Regione si impegna
  a ritirare entro il 30 giugno 2014 tutti i ricorsi contro lo Stato,
  pendenti   dinnanzi   alle   diverse   giurisdizioni,   tutte    le
  giurisdizioni,  relative  alle  impugnative  di  leggi,   di   atti
  consequenziali in materia di finanza pubblica, a rinunciare per gli
  anni  2014-2017  -  quindi  la nostra legislatura  -  agli  effetti
  positivi sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini
  di indebitamento netto che dovessero derivare da eventuali pronunce
  di  accoglimento.  Questo lo ha firmato il  massimo  rappresentante
  della Regione siciliana.
   Ed è lo stesso rappresentante, il presidente Rosario Crocetta, che
  proprio a fine di questa finanziaria che abbiamo approvato un  mese
  fa  -  perché oggi, purtroppo, ce n'è un'altra in ballo,  ormai  le
  finanziarie  dobbiamo farle ogni venti giorni  perché  non  abbiamo
  come  coprire  nulla più e, quindi, dobbiamo fare finanziarie  ogni
  giorno,  ci  svegliamo e facciamo una finanziaria -,  ebbene,  alla
  fine  di quel discorso il presidente Crocetta afferma, forse in  un
  momento  di  confusione,  l'ha dichiarato il  presidente  Crocetta:
   Scusate  se vi dico questa cosa sull'accordo riferito  allo  stato
  del  2014.  Lo  posso  dire  in siciliano?  Mi  perdonate?  Non  mi
  considererete anti istituzionale? Ve lo dico in merito  all'accordo
  del  2014:   a  pgighiata era furzusa',  a pigghiata era  furzusa';
  capivo  che quell'accordo andava fatto, ma vi assicuro che i  soldi
  ve  li  sto facendo restituire e li dovranno restituire tutti .   A
  pigghiata   era  furzusa ?  Non  so,  c'è  qualcosa  che   andrebbe
  decifrato, ci sono dei segnali che vanno decodificati da  parte  di
  qualcuno?  L'Assessore  Baccei magari vuole spiegarmi?  L'Assessore
  Baccei che è arrivato dopo questo accordo, ci tengo a dirlo,  ed  è
  giusto  che  sia  così. Vi è qualcosa che devo capire,  perché  non
  capisco  cosa  vuol  dire  a pigghiata era  furzusa .  Qualcuno  ha
  forzato  il  Presidente della Regione a sottoscrivere quell'accordo
  ed a rinunciare ai contenziosi?
   E,  poi,  veniamo  alla vicenda sentenze. Non mi dilungherò  sulle
  vicende  giuridiche e delle validità di questo  accordo  che  è  un
  unicum  in  quanto come sappiamo la potestà legislativa,  anche  in
  materia  e  soprattutto  in materia finanziaria,  spetta  a  questo
  Parlamento,  quindi,  le  refluenze  positive   o  negative  devono
  passare  da un voto di questo Parlamento votato dai siciliani,  non
  certo  in un tavolo ministeriale, a Roma, dove si firma la rinuncia
  a   miliardi di euro, quindi, è un accordo che andrebbe cassato  in
  toto,  ma  veniamo alle piccole sentenze di accoglimento  che  sono
  state, nel frattempo, accolte, appunto, dalla Corte costituzionale.
  Mi  riferisco  alla  145 del 2014, la norma in  merito  al  gettito
  derivante  dalle norme sulla ricostruzione dell'Abruzzo per  l'anno
  2013,  accolta, refluenze positive per la Sicilia; la 207 del 2014,
  maggiori  uscite derivanti dall'incremento di alcune  utilizzazioni
  di  spesa  e  di  oneri derivanti da agevolazioni  fiscali,  valore
  stimato  700  milioni; la 65 del 2015 che conosce bene  l'assessore
  Baccei sulle accise dell'energia elettrica, valore tra il pregresso
  e quello corrente di circa 400 milioni; la 131 del 2015, in  merito
  all'addizionale  IRES  ed  IVA, insieme alla  176  del  2015,  alla
  maggiorazione per il solo anno 2014 dello 0,5 per cento  sul  Fondo
  pensioni, valore unificato di circa 800 milioni; la 246 del 2015  e
  la 31 del 2016 che esprimono lo stesso concetto e che riguardano la
  facoltà  di  questa  Regione di - sembra un  assurdo  visto  che  è
  scritto nei nostri articoli  36 e 37 - di poter riscuotere anche il
  gettito  derivante dalla lotta all'evasione e mi vorrei  soffermare
  brevemente  su  questa  sentenza, la 246,  perché  è  paradigmatica
  dell'atteggiamento del Governo e dell'assessore Baccei.
   Ripeto,  un  assessore  Baccei che si è presentato  in  quest'Aula
  nella  seduta del 22 dicembre del 2015 affermando che il valore  di
  questa  sentenza  era  di 20 milioni di euro,  onorevoli  colleghi,
  deputati  rappresentanti dei cittadini siciliani e dei  più  poveri
  cittadini  di  questa  Terra, di 20 milioni  di  euro  e  vediamolo
  brevemente  cosa ha cassato la Corte costituzionale  riguardo  alla
  Regione siciliana.
   Ha  cassato, è vero sì, il 179, che era un fondo nazionale di  230
  milioni,  237,5  milioni, per la precisione e,  quindi,  ripartendo
  questo  fondo  in base alla popolazione, la somma di 20  milioni  è
  certamente credibile, ma abrogando il comma 431, e vi invito ad  un
  attimo  di attenzione, onorevoli colleghi, si è abrogata la  verità
  di questo comma nei confronti della Regione siciliana.
   Cosa  dice  questo  comma?  Lo leggiamo assieme  così  vediamo  se
  riusciamo ad avere un'interpretazione più plausibile:  Nello  stato
  di  previsione del Ministero dell'economia e finanze è istituito un
  fondo  denominato  fondo per la riduzione della pressione  fiscale,
  cui  sono  destinate  a  decorrere  dal  2014,  fermo  restando  il
  conseguimento  degli  obiettivi di  finanza  pubblica  le  seguenti
  risorse:  a), b) e c) e, tra queste vi sono le somme derivanti  dal
  contrasto all'evasione fiscale.
   Quindi, cosa dice questa norma? L'interpretazione autentica  fatta
  dalla  connessione delle lettere tra di esse? Dice che: è istituito
  un   fondo  per  la  riduzione  della  pressione  fiscale,  che  va
  alimentato con le somme derivanti dal gettito dell'evasione,  fermo
  restando  le  somme  che  lo Stato utilizzerà  per  conseguire  gli
  obiettivi di finanzia pubblica.
   Quindi,  cosa vuol dire? Se recupero 100 di gettito, tutto  quello
  che utilizzo per gli equilibri di bilancio dello Stato lo metto  da
  parte, quello che residua lo metto per il fondo per la riduzione.
   Quindi,  l'interpretazione  del  buon  padre  di  famiglia,   cosa
  dovrebbe portarci a fare, assessore Baccei? Vedere quanto di questo
  gettito   è  derivante  da  imposte  di  spettanza  della   Regione
  siciliana, capire quanto lo Stato ha trattenuto di questa  montagna
  di  soldi  e chiedere quelle somme, quelle utilizzate per  ridurre,
  per  esempio,  il  rapporto deficit-pil  al  3  per  cento,  quelle
  utilizzate per rafforzare i vincoli di Maastricht, ma questo vedete
  non  lo  dice  l'onorevole Lombardo, oggi, presentatore  di  questa
  mozione,  lo dice il Governo italiano, lo dice il Senato in  merito
  alla  nota  di  aggiornamento Def, parla di questa interpretazione,
  tanto  è  vero  che  al  punto 1), fondo  per  la  riduzione  della
  pressione  fiscale,  dice:  dette maggiori  entrate,  quelle  della
  lotta  all'evasione  fiscale,  al netto  di  quelle  necessarie  al
  mantenimento  del pareggio di bilancio e la riduzione  del  debito,
  sarebbero   confluite  in  un  apposito  fondo  per  la   riduzione
  strutturale della pressione fiscale .
   Ecco  il  giochino dov'è  Ecco il valore di 20 milioni di euro  di
  questa  sentenza, onorevoli colleghi. E vediamo, sempre dalla  nota
  di  aggiornamento al Def, quanto ha recuperato lo Stato dalla lotta
  all'evasione fiscale, vediamolo velocemente, onorevoli colleghi.
   Ma  voi direte, va beh, avranno recuperato 100 milioni, 300, forse
  1  miliardo? Ebbene, lo Stato ha recuperato nel 2013, 10 miliardi e
  700  milioni;  nel 2014, 11 miliardi e 700 milioni;  nel  2015,  11
  miliardi  di  lotta all'evasione, più i 4 miliardi derivanti  dalla
  volontà  di splicer che è stata chiusa il 31  dicembre e  che  sono
  fondi di spettanza anche di questa Regione, in minima parte.
   Non  so  se l'Assessore è andato a reclamare i soldi derivanti  da
  questa manovra fatta dal Governo? E, allora, facciamo un conto così
  semplice, visto che non siamo tecnici ma siamo degli spregevoli, mi
  verrebbe da dire, deputati: 30 miliardi, quindi, sommando il  2013,
  il   2014   ed   il  2015;  30  miliardi  recuperati  dalla   lotta
  all'evasione.
   E  quanto  contribuisce la Regione in questa  lotta  all'evasione?
  Quanto ha accertato la Guardia di finanzia, l'Agenzia delle entrate
  nazionale  creando  ruoli  su  evasione,  come  dire,  generata  in
  Sicilia?  Quanti? Vogliamo mettere, non dico il 10 per cento  della
  popolazione,  perché  sarebbe  ridicolo,  perché  noi  naturalmente
  contribuiamo  molto meno rispetto alla Lombardia o altri.  Vogliamo
  mettere  il  4  per  cento? Sono 1 miliardo e 200  milioni.  Questi
  soldi,  assessore  Baccei, dove sono? E' andato a  recuperarli?  Ha
  chiesto conto allo Stato? Vi sono delle lettere, delle missive dove
  lei  chiede  all'Agenzia delle entrate conto di  questi  ruoli?  Ci
  stiamo facendo dare questi ruoli? Sono presso Riscossione?
   A proposito di Riscossione, feci presente a questa Presidenza ed a
  questo  Parlamento quello che è accaduto il giorno  stesso  in  cui
  abbiamo  iniziato  a discutere la finanziaria, ovvero  il  capo  di
  Riscossione  Sicilia, tale avvocato Fiumefreddo, che i molti  hanno
  apprezzato  nei  vari  varietà  televisivi,  cosa  ha   detto?   Ha
  dichiarato,  proprio il giorno in cui si è aperta la  seduta  della
  finanziaria, che da questa sentenza, la 246, alla Regione  spettano
  500 milioni di euro.
   Ora, ho chiesto e le chiedo, ufficialmente, assessore Baccei,  non
  me ne voglia, le dimissioni o sue che quantificano in 20 milioni la
  sentenza  n. 246 o dell'avvocato Fiumefreddo, che dice che  valgono
  500 milioni. Uno dei due sta sbagliando e deve andare a casa perché
  noi,  qui, abbiamo esigenze di risorse e non si può giocare su  480
  milioni come se fossero acqua fresca. Chi ha sbagliato? Uno dei due
  avrà sbagliato.
    Potrei  proseguire sulle altre sentenze, ma non lo faccio,  anche
  perché  -  e  ringrazio sentitamente i colleghi che  hanno  firmato
  l'istituzione della Commissione di indagine per quantificare queste
  risorse, sono stati circa 65 deputati di tutti i Gruppi -, da qui a
  breve, istituiremo una Commissione d'indagine, composta da deputati
  che,  insieme  ad esperti, avvocati, qualora ce ne  fosse  bisogno,
  basterà   uno   studente   universitario   del   primo   anno    di
  giurisprudenza,  per decifrare queste sentenze  della  Corte,  così
  oscure che non si riesce a decifrare e riusciremo a quantificare il
  valore  di queste sentenze e lì ci sarà, non dico da ridere, perché
  ci sarà da piangere, ma ne usciranno delle belle
    Siccome questa è una nostra prerogativa, onorevoli deputati, e in
  questi  tre anni e mezzo ci siamo fatti passare tante cose negative
  sotto  gli  occhi  -  vedo  il  presidente  D'Asero  che  guida  la
  Commissione  Statuto' e che anche lui darà un grande contributo per
  l'accertamento  della  verità -  chiedo, una  volta  per  tutte,  a
  questo  Parlamento,  al  di  là  degli  schieramenti,  noi  qui  ci
  dividiamo su una norma o su un comma della legge finanziaria, sulle
  nostre  posizioni politiche, ma questa non penso sia una  questione
  politica bensì istituzionale, una questione di dignità, di orgoglio
  di  questo  popolo,  che riguarda tutti noi, il  nostro  futuro,  i
  nostri figli, quello che deve essere questa Regione; se deve essere
  la terra degli ascari, di gente che negli anni precedenti andava  a
  fare le battaglie per l'autonomia salvo, poi, andarsi a vendere nei
  peggiori  partiti nazionali per ottenere qualche posto di assessore
  o  di  altro, ma penso che questa sia anche una Regione di deputati
  per bene e di gente che fa gli interessi di questa Sicilia.
    Per  questo  chiedo  a  questo Parlamento,  e  ve  lo  chiedo  in
  ginocchio,  di recuperare il nostro orgoglio e di approvare  questa
  mozione per cancellare la vergogna più grande che la Sicilia  abbia
  subito dal '46 ad oggi.

    TANCREDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  mi
  premeva  sottolineare  un dato importante  relativamente  a  questa
  mozione così bene illustrata dal collega Lombardo.
    Vorrei  ringraziare la Presidenza che, finalmente dopo  oltre  un
  anno   dalla  presentazione  di  questa  mozione  ci  permette   di
  discuterla. La data di presentazione è del maggio 2015, c'è  voluto
  ben un anno di tempo per poterla calendarizzare e discutere.
    Vorrei  condividere  con  voi anche  un  ragionamento  di  ordine
  puramente  politico, perché quel famoso e famigerato accordo  fatto
  dal  presidente  Crocetta,  nel  giugno  2014,  purtroppo,  per  me
  sancisce la capitolazione piena da parte del Governo regionale  nei
  confronti del Governo nazionale.
    Personalmente, fu estremamente sorprendente leggere i termini  di
  quell'accordo, visto e considerato che fui uno di quelli che, verso
  la  fine  di maggio, aveva chiesto personalmente al Presidente   un
  incontro  in  Presidenza per discutere una  serie  di  fattori  che
  riguardavano  le  mancate riconoscenze da parte  dello  Stato  alla
  Regione siciliana e tra queste vi erano tutte queste pendenze sotto
  il  profilo  costituzionale e, in un primo momento,  il  Presidente
  sembrava   assolutamente   disposto  a  spingere   perché   venisse
  riconosciuta  alla  Sicilia  tutto  quello  che  era  correttamente
  attribuibile  e  che, più volte, è stato anche  riconosciuto  dalla
  Corte dei Conti.
    Sappiamo  benissimo i torti che abbiamo subito e,  a  parer  mio,
  questa  mozione  va  assolutamente sostenuta da  questo  Parlamento
  perché  mette  un  punto fermo a quello che è  l'atteggiamento  del
  Parlamento nei confronti di un torto che è stato ratificato  da  un
  accordo,  per  me,  scellerato  e,  soprattutto,  che  dimostra  la
  subalternità  di  un  Governo che ha deciso di piegarsi  ai  voleri
  romani.
    Nonostante, negli ultimi tempi, ci sia qualche piccolo segnale di
  riconoscenza  di quelli che sono i nostri diritti, come  siciliani,
  devo  dire  che,  in confronto a quello che c'è stato  tolto  negli
  anni,  i  benefici sono veramente minimi. Quindi,  mi  aspetto  che
  questo  Parlamento voti questa mozione all'unanimità e mi  aspetto,
  conseguentemente,  che il Governo ponga in atto  tutte  quelle  che
  sono  le  peculiarità necessarie per portare avanti  gli  esiti  di
  questa mozione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  sostenere  le  tesi del collega Lombardo che sono state  illustrate
  testé e per dire che, in effetti, l'argomento che stiamo discutendo
  arriva,  certamente,  dopo  un bel po' di  tempo  ma,  soprattutto,
  arriva  quando gli effetti finanziari che lo stesso illegittimo,  a
  nostro  avviso,  provvedimento  del  Presidente  della  Regione  ha
  comportato,  ha  avuto  delle ricadute notevoli  in  questa  nostra
  Regione.
   Di  cosa parliamo? Parliamo di un provvedimento che nel giugno del
  2014,  a fronte di 250 milioni di euro che venivano assegnati  alla
  Regione una tantum, a fronte di un allargamento di spazi finanziari
  che venivano assegnati alla Regione siciliana sottraendoli da altra
  Regione,  si rinunciava ad una serie di contenziosi con  lo  Stato,
  alcuni relativamente a ricorsi di legittimità costituzionale, altri
  a conflitti di competenza con lo Stato.
   In  questo  senso,  però, erano ricorsi che avevano  una  ricaduta
  importante e, allora, noi nell'immediatezza dei fatti, dicemmo  che
  quel provvedimento, quella firma, quell'accordo era illegittimo  ed
  era  illegittimo,  intanto, perché non era stato preceduto  da  una
  deliberazione di Giunta, ma era anche legittimo sotto un profilo di
  metodo procedurale perché lo stesso non era nemmeno stato preceduto
  da una deliberazione dell'Assemblea regionale siciliana, attesi gli
  effetti,  le determinazioni finanziarie che lo stesso provvedimento
  avrebbe avuto negli anni successivi, da lì agli anni successivi.  E
  sappiamo  che  quando un provvedimento ha una ricaduta  finanziaria
  negli  anni del bilancio pluriennale, questa ricaduta va  approvata
  con deliberazione di questo Parlamento.
   Poi,  abbiamo visto che nel corso degli anni ci sono  stati  -  in
  questi 2 anni circa, sono passati quasi 2 anni - ulteriori rapporti
  con  lo Stato. Il presidente Crocetta, in Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari e, quindi, quasi in un  rapporto  con  le
  forze  politiche,  constatò sicuramente la superficialità  o  forse
  anche  la necessità a cui richiamava l'onorevole Lombardo di essere
  stato  quasi preso per la gola a quell'accordo; serviva  liquidità,
  servivano spazi finanziari e, quindi, lo Stato se ne approfittò, in
  un momento di particolare debolezza di questa Regione siciliana.
   Assessore Baccei, lei non c'era in quella stagione, c'erano  altri
  suoi predecessori, ma il punto che stasera vogliamo fare notare  al
  Governo,  a  lei, all'Assemblea, ai siciliani, non è altro  che  il
  fatto che questo Governo regionale, purtroppo, via via, ha avuto un
  deterioramento  di  autorevolezza e di legittimazione  contrattuale
  nel rapporto istituzionale con lo Stato centrale.
   Quando  si  parla  di  Regione  a Statuto  speciale  che  dovrebbe
  rappresentare  una  grande  risorsa per questa  nostra  Sicilia  e,
  invece,  ci accorgiamo che gli stessi tributi di nostra competenza,
  cioè IRPEF da un lato, l'IVA dall'altro lato, vengono riscossi uno,
  il  primo,  l'IRPEF,  su  7 miliardi e 500 milioni  di  euro,  alla
  Regione  siciliana vengono lasciati appena 4 miliardi  e  mezzo  di
  euro,  dall'altro lato, l'IVA, su 4 miliardi e mezzo, ne percepiamo
  soltanto  2 miliardi e mezzo, ebbene, voglio dire: quale  autonomia
  finanziaria  abbiamo,  se dobbiamo condividere  con  lo  Stato  gli
  stessi  tributi, lo stesso gettito tributario di nostra competenza?
  Ma quale specialità ha questa Regione siciliana?
   Allora,  questa  specialità la dovrebbe mantenere soltanto  se  vi
  fosse un Governo autorevole, se vi fosse un Governo non capriccioso
  che  ad  ogni  piè sospinto si litiga, bisticcia con questo  o  con
  quell'altro  rappresentante dello Stato e  dall'altra  parte  altro
  Governo  capriccioso  nazionale che utilizza  atteggiamenti  alcune
  volte   scomposti  da  parte  del  Presidente  della  Regione   per
  giustificare degli atti canaglieschi nei confronti di questa nostra
  Terra,  assessore  Baccei,  e lei è nel mezzo.  Alcune  volte  deve
  mediare, alcune volte riesce, altre volte no, però, il dato è  uno:
  abbiamo  chiuso il bilancio della regione 2016/2018  e  lo  abbiamo
  chiuso  su  un  presupposto di cosiddetto accantonamento  negativo,
  cioè abbiamo fatto il bilancio prevedendo da un lato 550 milioni di
  euro che dovrebbero arrivare, ma fin quando non arriveranno, questi
  soldi sono congelati e, di conseguenza, è congelata anche la spesa,
  per  cui  sostanzialmente  abbiamo  un  bilancio  imbavagliato,  un
  bilancio che è, in un certo senso, limitato.
   Abbiamo,  poi, altri 233 milioni di euro che servono,  una  parte,
  per  pagare  i forestali e, un'altra parte, guardate  un  po',  per
  pagare  il  cofinanziamento degli investimenti della programmazione
  comunitaria.
   Lo  Stato,  quindi,  che  ci aveva promesso  un  contributo  di  1
  miliardo  e  450 milioni di euro, ne ha dati soltanto 900  per  cui
  altri 783 milioni di euro ancora dovranno arrivare.
   Allora,  quando  il Governo regionale deve andare col  piattino  e
  deve  stare  attento  a  come  parla,  deve  stare  attento  a  non
  infastidire  la sensibilità di questi rappresentanti nazionali  che
  sono  pronti là a dire:  state attenti, comportatevi bene  voi  del
  Governo regionale, voi siciliani perché, altrimenti, non vi  daremo
  niente   e,  sulla  scorta  di questo, i nostri  rappresentati,  il
  Presidente  della Regione devono stare quasi con due piedi  in  una
  scarpa,  direbbe  un  proverbio siciliano,  perché  altrimenti  non
  vedremo nemmeno quello che ci spetterebbe di diritto.
   Perché  questa  mozione merita il nostro sostegno?  Perché  questo
  Governo di centro sinistra ha completamente ridotto la Sicilia come
  l'ultima Cenerentola, come la regione ultima d'Italia, come  quella
  regione che non ha alcun tipo, che non ha alcuna forza, che non  ha
  alcuna  capacità  contrattuale nemmeno  per  rivendicare,  non  più
  privilegi, perché non ce ne sono più in Sicilia, ancorché  qualcuno
  e  ancorché  in questi ultimi mesi, siamo sottoposti a  un  attacco
  feroce dei mass media grazie a qualche esponente prezzolato,  quasi
  pagato,  dallo   stesso presidente Crocetta per fare  karakiri  nei
  confronti  di questa Terra.
   E siamo là, sono là, siete là, caro assessore Baccei, col piattino
  in  mano  quasi a domandare l'elemosina, quasi  a dire  per favore,
  vi chiediamo questo contributo, l'anno prossimo poi ci comporteremo
  bene .  Quasi ogni giorno a dimostrare che i compiti  a  casa  sono
  stati fatti  In questa Terra in cui dovevano arrivare 8 miliardi di
  euro  per  i  fondi di sviluppo e coesione nel 2014 e nel  2020  e,
  invece, ne hanno promessi appena 2 miliardi e 360 milioni e  ce  ne
  hanno dati per  il 2016-2017 appena 470 milioni.
   Assessore Baccei, è questa  la situazione, la condizione  in  cui,
  oggi, si trova la Sicilia, in cui si trova questa Regione che,  nel
  passato,  era la Terra di grandi rappresentanti, di autorevolissimi
  rappresentanti  istituzionali  e  nazionali  e,  invece,  oggi,   è
  diventata  lo  zimbello del Paese Italia, è diventata  lo  zimbello
  perché   abbiamo   un  Governo  che,  certamente,  vuole   soltanto
  galleggiare non vuole guardare in prospettiva, abbiamo  un  Governo
  che  dovrebbe veramente, con una bacchetta,  dare dei  colpi  sulle
  mani  a  quei  governanti nazionali che si permettono il  lusso  di
  tentare di pensare soltanto di mettere le mani sulla nostra Terra.
   Questa   classe  dirigente,  diceva  l'onorevole  Lombardo,   sarà
  ricordata  per  avere abdicato, per aver delegato, per  aver  quasi
  trucidato  la  dignità,  il  prestigio, l'autorevolezza  di  questa
  nostra Regione.
   No,  è la classe che ci governa, caro collega  Lombardo, che  deve
  vergognarsi non siamo noi parlamentari, noi parlamentari siamo  qua
  a  fare  il  nostro  dovere, se per venire in Aula  abbiamo  dovuto
  soffrire un anno per poter trattare una mozione così importante nel
  disinteresse quasi generale, non interviene nessuno. Perché? Perché
  l'argomento  è  complesso? Perché l'argomento è articolato?  Perché
  l'argomento è spinoso?
   Non   si  interviene  perché  ormai  c'è  tanta   negligenza,  c'è
  sciatteria, c'è un modo come un tirare a campare perché, fuori,  se
  la  gente  parla male del Governo ed anche di questo Parlamento,  è
  perché,  purtroppo,  non c'è la necessaria, l'opportuna  dialettica
  che  possa  ergere  ad  un livello più alto,  più  importante,  più
  prestigioso, il dibattito ed i dibattiti che si vanno a fare quando
  gli stessi, molto pochi, vengono affrontati.
   Allora,  in  questo senso, la stessa sentenza 246  del  2015  cosa
  dice? La stessa sentenza pone un principio sacrosanto? Dice che  le
  maggiori  entrate tributarie derivanti dall'evasione che non  è  di
  competenza dello Stato, non possiamo darle allo Stato, cioè è  come
  se  il  signor Tizio perde 10 euro, quei 10 euro vengono ritrovati,
  quei  10  euro  sono del signor Tizio non possono  essere  dati  al
  signor  Caio.  Quindi,  se  alla Sicilia non  vengono  dati  perché
  vengono  evasi  100 euro o 100 milioni o 500 milioni  di  euro,  di
  questi soldi non se  ne può appropriare lo Stato. Sono dei principi
  cardine;  è uno dei tanti contenziosi di buon senso che la  Regione
  aveva  fatto  e  lo  aveva  fatto anche precedentemente,  assessore
  Baccei, non in costanza di questo Governo ma del Governo precedente
  che,  da parte di chi le parla, era contrastato, ma su questo anche
  chi   parla  dava  ragione  proprio  perché  era  giusto   che   si
  riproponesse   un   principio  sacrosanto  che  i   diritti   vanno
  rivendicati,  i  privilegi vanno abdicati,  collega  Panarello,  ma
  quello  che  ci spetta per diritto lo dobbiamo pretendere,  non  lo
  possiamo dare ad  altri.
   Ed  allora,  in  questo senso concludo  perché  tanto  l'argomento
  interessa  a  pochi, interessa  ormai tutti proiettati  in  fila  a
  chiedere  qualcosa, a cercare di garantirsi qualcosa  pensando  che
  domani  si  salveranno no, molti pochi deputati  si  salveranno  la
  prossima  volta  proprio  perché  la  gente  punirà  certa   classe
  dirigente, certa classe politica, la gente punirà soprattutto anche
  certa  sciatteria  che  ha  contraddistinto  questo  Governo  e  la
  maggioranza che sostiene questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,   signor   Assessore,   colleghi,
  cittadini,  anche il Movimento Cinque Stelle, come  poc'anzi  hanno
  riferito  i  miei  predecessori, esprime profonda amarezza  per  il
  fatto  che  si discuta di questo importante tema ed è il  tema  dei
  rapporti  finanziari fra lo Stato e la Regione ed  è  un  tema  che
  ricorre da più di 70 anni cioè dal  46 praticamente ad oggi ed è il
  tema  dei temi, è il tema che ben 4 su 5 Regioni a Statuto speciale
  hanno   definito  in  maniera,  appunto,  definitiva,  scusate   il
  bisticcio  di parole, e  che ancora la Regione siciliana mette  sul
  piatto,  finanziaria  dopo finanziaria, sul  piatto  appunto  della
  bilancia senza mai per volontà, secondo il Movimento Cinque Stelle,
  riuscire   a  trovare  il  bandolo  della  matassa  e  a   chiudere
  definitivamente questo ragionamento.
   Se  non erro, l'articolo 5 della finanziaria che abbiamo approvato
  da  qualche  mese  autoriconosce alla  Sicilia  la  somma  mancante
  dell'1,4 miliardi di euro che è appunto di 500 milioni di euro che,
  ricordo  a  me  stesso, sono le tasse che i siciliani hanno  pagato
  allo  Stato italiano e che lo Stato ad ogni legge di stabilità deve
  restituire  a  tutte  le   Regioni   che  entro  il  31   dicembre,
  sostanzialmente, raggiungono questo accordo con lo Stato.
   Non   si  tratta  di  un  accordo  pattizio,  si  tratta  di  mera
  contabilità  e,  pertanto,  sulla base di  questo  le  Regioni  poi
  disegnano le proprie leggi finanziarie e stabiliscono in che misura
  queste  somme  debbono essere ridistribuite  ai  siciliani  che  le
  hanno pagate puntualmente e che lo Stato ha incassato puntualmente.
   Allora,  questo è un accordo che è passato, come tutti  hanno  già
  ricordato,  sulla testa dei siciliani perché è passato sulla  testa
  del  Parlamento  regionale siciliano, un accordo  del  quale  siamo
  venuti a conoscenza attraverso gli organi di formazione, un accordo
  sul   quale   solo  dopo  diverse  sollecitazioni   da   parte   di
  numerosissimi  parlamentari della maggioranza,  dell'opposizione  e
  del Movimento Cinque Stelle, il Presidente è venuto a rendicontare,
  un   accordo  sul  quale  il  Presidente  Crocetta  come  ricordava
  l'onorevole Lombardo ha affermato che come quando si usa nel  gioco
  che  noi siciliani chiamiamo  tiritto  già chiamato è  la stuzzusa
  ,  come  se  il  Governo regionale fosse stato  costretto,  obtorto
  collo,   dietro la corresponsione di 550 milioni di euro attraverso
  i   quali  abbiamo  disegnato  una  micro  manovra  finanziaria   a
  rinunciare  per  tre anni agli effetti dei ricorsi  presentati  dal
  precedente Governo avverso provvedimenti finanziari contenuti nelle
  leggi praticamente dello Stato.
   Ma  che  vuol dire:  a pigghiata e la stuzzusa ? Che cos'è che  ha
  costretto  il  Governo  regionale a calare  le  braghe  dinanzi  il
  Governo  nazionale  e ad accettare queste 550 milioni  di  euro  in
  cambio di sentenze che invece dicono tutto il contrario?
   Allora,  io ritengo che questo Governo sia perfettamente in  linea
  col  ragionamento  che  sta facendo il Governo  nazionale  che  sta
  convertendo  tutte  le  regioni, a  partire  da  quello  a  Statuto
  speciale, in regioni a Statuto ordinario, perché lo scopo è  quello
  di  eliminare  ogni  specialità, tant'è  vero  che  la  Commissione
  bicamerale  Camera-Senato  dello Stato sugli  affari  regionali  ha
  discusso anche del regionalismo differenziato e delle ragioni della
  specialità  degli  Statuti, discutendo se ancora  oggi  ha  ragione
  d'essere la specialità di uno Statuto.
   Io  ricordo che, nella qualità di capogruppo del Movimento  Cinque
  Stelle,  ho  partecipato, insieme ad una delegazione della  Regione
  siciliana  e del Parlamento, ad una conferenza formata da  tutti  i
  componenti  e rappresentanti delle assemblee regionali italiane,  e
  lì  tutti si è convenuti su un dato: che un Parlamento di nominati,
  perché  la  sovranità  popolare risiede in  quest'Aula,  perché  la
  sovranità  popolare  risiede  nei consigli  comunali  e  in  chi  è
  direttamente  eletto dal popolo, non può piegarsi alla  volontà  di
  chi  invece  non  è  eletto dal popolo e non  viene,  quando  viene
  votato, indicato con il nome e cognome.
   Eppure,  questo Governo allineandosi a questo straccio di  riforma
  che lo Stato ci proporrà attraverso un referendum, sta assecondando
  -  come ho detto prima - questi desiderata e questa volontà. Questa
  volontà  che  va  contro  la storia della Sicilia,  la  storia  dei
  siciliani, la storia di Luigi Sturzo che parlava di municipalità  e
  di enti locali.
   È  la  storia ottocentesca che sta ritornando in auge di uno Stato
  accentratore che dice:  tu, Regione, devi subire quello che ti dico
  io e devi startene zitta  Devi contribuire al risanamento delle mie
  casse per spese che tu non hai affrontato e devi stare zitta   Devi
  piegarti e devi fare esattamente quello che ti dico  .
   E  questo  è quello che ha fatto il Governatore, e non è la  prima
  volta,  perché  la prima volta lo ha fatto in occasione  del  MUOS:
  prima  ha  revocato l'ordinanza che, sostanzialmente, revocava  gli
  atti autorizzativi, poi, richiamato dallo Stato, ha fatto la revoca
  della  revoca, facendoci prendere per pagliacci e burattini, perché
  questa, purtroppo, questa è l'immagine che del Parlamento siciliano
  l'Italia ha in questo momento, e noi a questo non possiamo starci.
   Adesso  nella replica interverrà l'assessore Baccei, ci  dirà  che
  sotto  il  profilo  economico  è stato  nella  buona  sostanza   un
  autentico  affare.  Ed  allora, se noi  lo  limitiamo  solo  ad  un
  autentico affare è meglio che ci dimettiamo tutti, perché se questi
  devono  essere  i  rapporti fra Stato e Regione, io  penso  che  la
  storia  di questo Parlamento, che è il più antico d'Europa, non  ha
  più  ragion  d'essere.  Se siamo chiamati solo  e  semplicemente  a
  ratificare delle decisioni che vengono prese a Roma sulla testa dei
  siciliani,  allora io mi chiedo quale sia e quale possa  essere  il
  futuro  di  questo  Parlamento e il futuro di noi parlamentari  che
  rappresentiamo  degli  interessi  concreti  che  sono  quelli   del
  benessere collettivo.
   Sono  passati due mesi, signor Presidente, da quando abbiamo fatto
  la finanziaria; ogni tanto esce qualche comunicato stampa nel quale
  Crocetta dice:  Attenti, stanno per arrivare 500 milioni di  euro .
  Io  di questi soldi non ho sentito neanche l'odore e non penso  che
  ci  sia neanche il principio che lo Stato, dopo avere già approvato
  la  propria  legge di stabilità, ci restituirà la somma che  manca.
  Ancora  una  volta  chi sarà a piangere saranno  sostanzialmente  i
  siciliani.
   Io  credo che il prossimo Governo, perché a breve credo che  anche
  la Sicilia, o per scadenza naturale o per qualche altra cosa, andrà
  ad elezioni, meriterà un altro Governo, ma un Governo di siciliani,
  con  un  assessore che non sia toscano e che non sappia pronunciare
  neanche  Regione siciliana, ma un assessore siciliano.  Un  Governo
  che sia capace di reinterpretare il ruolo dello Statuto, un Governo
  che  sia  capace  di  formare nei suoi componenti  una  Commissione
  paritetica  che riesca a completare un percorso che statisticamente
  ci  vede  sempre  alla  fine della classifica rispetto  alle  altre
  Regioni a Statuto speciale e, soprattutto, un Governo che non abbia
  alcun  senso  di  colpa, perché sensi di colpa i siciliani  non  ne
  hanno, perché se siamo ridotti in questo stato lo dobbiamo solo  ed
  unicamente a chi ci ha governato da ieri sino ad oggi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace che,
  su un argomento così importante per le sorti della nostra Regione -
  e  quando dico le sorti della nostra Regione, mi riferisco  a  quei
  milioni  di  giovani che non trovano lavoro, a quelle centinaia  di
  migliaia  di  lavoratori  che hanno perso lavoro,  a  tutte  quelle
  persone  che  vedono  davanti a sé una sola  strada:  quella  della
  disperazione e, quindi, dell'emigrazione - a me dispiace  che,  per
  un  dibattito così importante e così denso di ricadute  sul  nostro
  futuro,   debba  intervenire  solo  l'opposizione   o   le    varie
  opposizioni  che,  fino  ad adesso, almeno, nessun  intervento  c'è
  stato  da  parte della maggioranza, cioè nessuno dei componenti  di
  questa  maggioranza   sente il bisogno di difendere  l'operato  del
  Governo regionale, di questo Governo regionale.
   E  dispiace molto, perché l'argomento è troppo importante e quello
  che   è   accaduto   è   veramente  esemplificativo   dell'assenza,
  dell'incompetenza, dell'incoerenza, della mancanza di incapacità da
  parte  di  un  Governo  che,  via via, nel  tempo,  si  è  lasciato
  scippare,  totalmente  ed inopinatamente, in  maniera  illegale  ed
  illegittima,  da  parte  del Governo nazionale,  gran  parte  delle
  risorse  che non solo lo Statuto siciliano attribuisce alla  nostra
  Regione,   ma  che  la  stessa  Costituzione  e  la  stessa   Corte
  costituzionale ha riconosciuto che sono di spettanza  della  nostra
  Regione.
   Vedete,  noi,  ormai,  da  alcuni  anni,  assistiamo  allo  scippo
  continuo,  da  parte  del Governo nazionale, non  solo  di  risorse
  afferenti  a fondi europei o a fondi nazionali, i cosiddetti  fondi
  PAC,  i  fondi  di cofinanziamento, ma assistiamo  allo  scippo  di
  risorse  dei  trasferimenti comuni, normali, dei  trasferimenti  di
  risorse  che servono per mantenere in vita, con obbligo di legge  e
  di  Costituzione,  le attività istituzionali di questa  Regione  e,
  quindi,  i  comuni  e,  quindi, gli stipendi e,  quindi,  le  varie
  categorie di persone che dipendono dai finanziamenti della Regione.
   Il  Governo nazionale, dunque, in maniera fraudolenta, in  maniera
  illegittima,  in maniera illegale e con la complice assenza  di  un
  Governo regionale che non ha saputo opporre le proprie ragioni, non
  a   difesa   di  una  rivendicazione,  come  quando   si   fa   una
  rivendicazione sindacale rispetto ad avere ulteriori risorse, ma  a
  difesa  dei soldi che ci spettano. E' come se il Governo  nazionale
  ce  li  avesse rubati dalla tasca, dal portafoglio  Come un bandito
  che ci ha fermati per strada e ci ha derubati.
   Pensate che, nel corso di questi ultimi anni, ci è stato richiesto
  un   contributo   al  risanamento  delle  finanze,  il   cosiddetto
  risanamento della finanza pubblica nazionale, sostanzialmente delle
  risorse  che  ci  chiedono,  superiore a qualsiasi  altra  Regione,
  superiore  per  cifre immani. E, siamo arrivati,  nel  corso  degli
  anni, ad oltre 2 miliardi e mezzo di risorse ordinarie che ci  sono
  state sottratte.
   Non parlo dei miliardi di euro che abbiamo perso di fondi europei;
  non  parlo dei fondi PAC che ci sono stati scippati a vantaggio dei
  disoccupati del Nord, mentre qui la gente sta morendo di fame ed  è
  costretta a scappare via, parlo dei trasferimenti ordinari.
   Bene   Tutto  questo è inaccettabile, mentre in contemporanea  non
  abbiamo  i soldi per i forestali, non abbiamo i soldi per i Comuni,
  non  abbiamo i soldi per gli articolisti, non abbiamo soldi  per  i
  lavoratori  della  Formazione  professionali,  per  gli   sportelli
  multifunzionali, per tutta una serie di categorie -  me  ne  scordo
  sicuramente qualcuna - e tutto il comparto della Regione siciliana.
  Sono tutti i cittadini siciliani che soffrono per le non scelte  di
  un  Governo incapace e per le scelte, invece, delinquenziali di  un
  Governo  nazionale che, al di là e in barba a qualsiasi legge,  sta
  massacrando questa Regione.
   Quindi, invito il Parlamento siciliano ad approvare questa mozione
  per  un  segno  di  dignità. Se ancora in questo Parlamento  ha  un
  significato  la  parola dignità, questo Parlamento  deve  approvare
  questa mozione che, peraltro, parte da un presupposto fondamentale:
  come  fa  un  Governatore  della Regione  siciliana  a  firmare  in
  segreto,  quasi  vergognandosi,  alla  chetichella,  un  protocollo
  d'intesa? Un'intesa con il Governo nazionale che lo fa rinunciare a
  miliardi  di  euro certificati anche da sentenze e da  orientamenti
  della  stessa Corte costituzionale per poche centinaia di  milioni,
  perché attratto dalla sua incapacità di redigere un bilancio.
   Quindi, un minimo di orgoglio. E, a difesa di questa nostra Terra,
  invito tutti i parlamentari a votare questa mozione.

   PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, ha facoltà  di
  parlare l'Assessore per l'Economia  per la replica.

   BACCEI,  assessore  regionale per l'economia.  Signor  Presidente,
  onorevoli  deputati,  affrontiamo per l'ennesima  volta  lo  stesso
  tema. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza perché sono state dette
  una quantità di cose inesatte che io ho difficoltà a capire da dove
  iniziare. Proviamoci.
   Per  quanto  riguarda l'aspetto temporale: io sono  venuto  almeno
  quattro  volte  in Aula e l'onorevole Lombardo non c'era,  per  cui
  abbiamo dovuto rimandare la mozione. Altre volte non c'ero io,  per
  cui  non  è  dipeso solo dal fatto che il Governo  non  la  volesse
  discutere, ma anche dalla mancanza dei deputati.
   Il  fatto  che  siamo arrivati, praticamente, quasi alla  fine  di
  quell'accordo,  se ne può dare una valutazione, forse,  diversa  da
  quella che se ne sarebbe data al momento della firma.
   Innanzitutto, al punto 6) dell'accordo si dice, in maniera chiara,
  che  si rinunzia ai contenziosi in materia di finanza pubblica. Per
  cui,  più della metà di quelli che citava l'onorevole Lombardo sono
  al  di  fuori di questo accordo. Per cui, li togliamo; non  sono  i
  ricorsi attinenti ai contributi alla finanza pubblica. Come  diceva
  l'onorevole   Cappello,  io  prima  di  tutto   devo   dare   conto
  economicamente,  perché siamo arrivati alla fine, tutti  i  ricorsi
  comunque  non  sono  stati ritirati, per cui,  sappiamo  l'esito  e
  possiamo  fare il conteggio economico. Partiamo da qua, poi  faremo
  valutazioni di altro tipo.
   Abbiamo   rinunciato  alla  sentenza  241  del  2012.   Una   cosa
  fondamentale: le quantificazioni non le fa l'Assessore, ma le fanno
  gli  Uffici competenti che ben altra cosa sono rispetto alla  parte
  politica.
   Tutte  le  valutazioni  dei  contenziosi  sono  depositate  presso
  l'Assemblea  e  redatte dagli Uffici competenti. Io, personalmente,
  non  ho fatto mezza valutazione ma mi sono attenuto, come è normale
  che sia, alle valutazioni fatte dai tecnici.
   Per  cui,  l'Assessore Baccei, così come non aveva  fatto  nessuna
  stima  della crescita del PIL, perché la devo fare io, non ha fatto
  nessuna valutazione di quelle che sono il valore dei contenziosi ma
  l'hanno fatta gli Uffici. Hanno fatto un'apposita relazione tecnica
  di dettaglio che è stata depositata presso questa Assemblea per cui
  è  accessibile.  I  dati  che io do sono  dati  disponibili  presso
  l'Assemblea.  La  maggior  parte  hanno  parlato  di  miliardi,  di
  centinaia  di  miliardi, ma non hanno detto i  numeri  precisi.  Io
  leggo   i   numeri   redatti  dagli  Uffici  e  depositati   presso
  l'Assemblea.
   Sentenza 241 del 2012, per un valore di 118 milioni.
   Sentenza  65  del 2015, che dividiamo in due parti: per  gli  anni
  2014-2017, che sono il periodo per il quale avremmo rinunciato agli
  effetti benefici, 463 milioni.
   Qui teoricamente finisce, attenendosi rigidamente a quello che c'è
  scritto  nell'accordo  il  conteggio che fa  581  milioni.  Volendo
  andare  oltre e  mettendo anche gli anni 2012-2013 ai quali noi  al
  momento avremmo diritto, sempre la sentenza 65 del 2015, altri  231
  milioni.
   La  sentenza  246  del 2015, onorevole Lombardo, innanzitutto  non
  tratta di finanza pubblica, quindi avremmo diritto a quei soldi.
   La  relazione fatta dal dott. Bologna, sulla base della  relazione
  fatta dall'Agenzia delle Entrate e allegata al relativo disegno  di
  legge, stima in circa 400 milioni l'anno, qui non si parla di tutti
  i   fondi   derivanti  dalla  lotta  all'evasione,  ma  il  Governo
  nazionale,  prevede di accantonare 400 milioni dei  proventi  della
  lotta all'evasione per la defiscalizzazione.
   Il  ricorso  diceva:   caro  Stato,  tu  non  puoi  decidere  come
  utilizzare  quei  soldi perché sono della Regione  Sicilia ,  e  la
  Corte costituzionale ci ha dato ragione. Ma solo uno di cui di quei
  400  milioni  l'anno. Quale è stato il calcolo che  è  stato  fatto
  dagli uffici? Siamo andati a pesare imposta per imposta il rapporto
  tra  quello  che riscuote Riscossione Sicilia, per  i  ruoli  della
  Sicilia, con quello che riscuote Equitalia. Quella percentuale  fra
  il  5,76  per  cento, da qui vengono fuori, dalla  relazione  fatta
  dall'avvocato Bologna, 18 milioni per il 2014, 13  milioni  per  il
  2015 e 13 milioni per il 2016.
   Nei  fatti, lavorando con l'Agenzia delle Entrate, quei soldi  non
  sono  mai  stati presi fisicamente alla Sicilia, per  cui  non  c'è
  niente  da restituire. Questo di nuovo fra uffici tecnici e  uffici
  tecnici, dove la politica non c'entra niente.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   BACCEI,  assessore per l'economia. Relativamente ai miliardi,  che
  citava,  di evasione fiscale: 70, 45, i ruoli riscossi, perché  poi
  possiamo parlare di accertati, qui parliamo di riscosso

   LOMBARDO. Io credo a Fiumefreddo, Assessore

   BACCEI,  assessore per l'economia. Noi i soldi  li  prendiamo  dal
  riscosso non dai ruoli, se poi questi riscuotono l'1 per cento,  il
  2  per cento, questi sono dati di Riscossione Sicilia non me li sto
  inventando.
   Nel  2014, beneficiario Riscossione Sicilia, i ruoli, beneficiario
  Riscossione   Sicilia  2014,  sono  223  milioni,  per   il   2015,
  riscossione  coattiva,  ruoli della Regione Sicilia,  192  milioni,
  quindi  comunque non stiamo parlando di 7 miliardi. Questi  sono  i
  dati  di Riscossione Sicilia che ha l'Assemblea, quindi quando  lei
  dice   quanto  toccherà  allo  Stato?  Basta  prendere   i   ruoli,
  beneficiario Regione Sicilia riscosso, quelli sono i numeri
   Le cose hanno un nome e un cognome. In questo caso, nome e cognome
  sono  i  ruoli, beneficiario Regione Sicilia, riscossione coattiva,
  riscossi  e i numeri sono questi ufficiali di Riscossione  Sicilia.
  Altri numeri non ce ne sono, onorevole Lombardo.
   E,   comunque,  ripeto,  la  fattispecie  definita   dalla   Corte
  costituzionale  riguarda  un'altra cosa,  è  un  accantonamento  di
  importo  definito sui proventi dalla lotta all'evasione,  niente  a
  che  vedere con tutto quello che dice lei. Se non ci crede  c'è  la
  relazione  fatta  agli uffici, se non crede agli  uffici  questa  è
  tutta un'altra questione.
   Che cosa abbiamo avuto dall'altra parte?

   LOMBARDO.  Siccome  lei cita Riscossione Sicilia,  Fiumefreddo  ha
  parlato di 500 milioni, non io

   BACCEI,  assessore per l'economia. Chiami l'avvocato  Fiumefreddo,
  io  sto leggendo i numeri ufficiali di Riscossione Sicilia,  non  è
  che  sto  leggendo un'altra cosa  Io posso solo leggere dei  numeri
  che  la  società  mi  dà,  e  questi  numeri  dicono  questo;  sono
  depositati  agli atti;  a me questi numeri della società  arrivano,
  siccome  poi i numeri vanno saputi leggere, poi se uno  non  li  sa
  leggere può dire quello che vuole, questi numeri per me, per quanto
  mi  riguarda,  per  la  mia  competenza  sono  chiarissimi  e  sono
  esattamente quelli che le ho detto, altrimenti si prende un esperto
  di riscossione coattiva e se li fa leggere, se non ci crede
   Se  mi  crede  questi  sono  i numeri, sono  numeri  ufficiali  di
  Riscossione  Sicilia, non c'è niente che ho  toccato.  Me  li  sono
  fatti dare e li sto leggendo.
   Se   considerassimo  anche  questi  che,  comunque,   sono   fuori
  dall'accordo,  quindi quello che è compreso nell'accordo  sono  581
  milioni; comprendendo anche gli anni 2012 e 2013 della sentenza  65
  e  la  sentenza246 per i tre anni, arriveremmo ad un totale di  850
  milioni.
   Che cosa abbiamo ottenuto? Abbiamo ottenuto cash 555 milioni, ma -
  come  diceva l'onorevole Falcone - il motivo per il quale, e qui  è
  stata  una posizione che io non ho avuto all'inizio, siamo arrivati
  in  una  posizione subalterna nella discussione è che  noi  avevamo
  sforato  il  patto  per  730  milioni. Siccome  la  penale  per  lo
  sforamento  del  patto è il 100 per cento dello sforamento  per  la
  Regione, sarebbe stata una penale di 730 milioni.
   Per  cui,  quando  l'onorevole Falcone dice che ci  hanno  trovato
  spazi di patto presso altre regioni, è vero però l'effetto vero che
  cosa è? Che noi non abbiamo pagato 730 milioni di penale. Quindi  i
  benefici sono 1 miliardo e 285 milioni. Qui capite il perché quando
  sono  arrivato la prima cosa che ho detto: il patto non  si  sfora.
  Perché non volevo mai andare, pur essendo toscano, tutto quello che
  volete,  volendo andare al tavolo con il Governo nazionale  in  una
  posizione paritaria, noi dovevamo avere le carte in regola.
   Quindi, togli i privilegi e centrare gli obiettivi di patto e  poi
  si  comincia a negoziare. Infatti, ad oggi, mi pare che i  soldi  -
  300   milioni  l'anno  scorso,  900  quest'anno,  gli   altri   500
  arriveranno - ci sono arrivati senza fare altri accordi mi pare  al
  momento, no? Perché la negoziazione è venuta da un'altra posizione.
   Per  quanto  riguarda  la parte giuridica dell'accordo,  tutte  le
  Regioni  a Statuto speciale fanno degli accordi bilaterali  fra  il
  Presidente  della  Regione  ed il Ministro  dell'economia  e  delle
  finanze,  non  è  una  cosa che ha fatto solo la  Regione  Sicilia.
  Quell'accordo viene fatto che è la base, come lo sarà per noi,  per
  andare  a  rivedere,  secondo la procedura prevista,  le  norme  di
  attuazione  dello  Statuto. Ma l'accordo  bilaterale  per  ricevere
  soldi  una  tantum  è un accordo che si fa fra il Presidente  della
  Regione  ed il Ministro dell'economia e delle finanze, neanche  con
  il  Presidente  del Consiglio, con il Ministro dell'economia  delle
  finanze  perché riguarda una materia finanziaria. Tutte le regioni,
  nel  momento  in  cui  hanno  fatto un accordo,  hanno  ritirato  i
  ricorsi.
   Per  cui, non è una formula strana, è una formula normale. La cosa
  che  è stata fatta che, infatti, al Ministero dell'economia e delle
  finanze  non gli è andata giù è che noi, in questo accordo, abbiamo
  scritto  che  ritiravamo  i  ricorsi o  rinunciavamo  agli  effetti
  benefici   per  il  periodo  2014-2017,  ed  infatti  al  Ministero
  dell'economia e delle finanze questa cosa non è mai andata giù. Che
  poi  tutti  questi  accordi, al momento in cui  si  fanno,  possono
  essere  vantaggiosi o meno, se uno già sapesse  come  va  a  finire
  sarebbe facile
   Ora  abbiamo la possibilità, paradossalmente, proprio perché siamo
  arrivati in ritardo di vedere che questo accordo per noi, dal punto
  di  vista economico, è stato vantaggioso. L'unico punto che  io  di
  questo  accordo non avrei fatto, e non l'ho fatto, è  arrivarci  in
  posizione subalterna perché avevamo avuto il problema col patto  di
  stabilità. Vero è che, quando io mi sono preso la responsabilità di
  non  sforare, ho creato il disagio agli enti locali, abbiamo creato
  il  disagio agli enti perché abbiamo rimandato i pagamenti e  tutte
  le  lamentele corrette, tutte le opposizioni, me le sono  prese  io
  perché  sapevo  che  lo stavo facendo per un motivo  valido  che  è
  quello di andare a negoziare alla pari con lo Stato.
   Per  cui,  secondo me, l'unica cosa che è difettosa,  diciamo,  di
  quel  patto  è  che abbiamo imparato e, successivamente,  l'abbiamo
  rivisto. Quindi, ora siamo nelle condizioni di andare, come  stiamo
  facendo, a rinegoziare con tutt'altra forza questo patto.
   Relativamente  al passato, io sento dire cose che io  so  che  non
  pensate,  che  sapete  benissimo, perché non è  possibile   Perché,
  onorevole  Lombardo,  proprio  suo  padre  con  l'assessore   Armao
  richiese  un  tavolo con il Ministero dell'Economia sullo  Statuto.
  C'è  un  documento ufficiale, fra l'altro mi hanno  anche  accusato
  anche  di  plagio  perché l'ho riportato nel  documento  economico-
  finanziario, che dice: è vero che vi toccano 8 miliardi di euro  di
  tasse,  è  vero  che  li dovreste prendere 8 miliardi  di  euro  di
  funzione,  Perché  c'è una norma costituzionale  che  dice  che  se
  prendi  più  soldi,  ti prendi funzioni, saldo  zero,  e  mi  hanno
  rimandato a casa con questo documentino. Giusto?
   Proprio  per  evitare  di  incorrere  nella  stessa  problematica,
  abbiamo  dovuto  giocare  di fino. Non potevamo  dire  che  abbiamo
  diritto  a  8 miliardi. Prima di tutto non abbiamo diritto,  perché
  tutti  gli altri ricorsi li abbiamo persi. Li abbiamo persi  tutti,
  se  li  abbiamo  persi  tutti vuol dire che  non  abbiamo  diritto.
  L'unica cosa che ci ha detto la Corte Costituzionale è che dovevamo
  fare  un patto con lo Stato. E noi così stiamo, come tutte le altre
  regioni a statuto speciale, ultima.
   Dovevamo  continuare  a  fare ricorsi e  perderli  tutti  un'altra
  volta?
   No   Abbiamo detto, basta. Facciamo un'altra strada, facciamo come
  hanno  fatto le altre regioni a statuto speciale, arriviamo  ultimi
  ma  arriviamo, impariamo, altrimenti rischiamo di continuare e  non
  arrivare  mai  e  infatti stiamo arrivando.  L'unico  modo  era  di
  sostenere,    facendosi   forza   della   sentenza   della    Corte
  Costituzionale,  che avevamo diritto ai soldi senza  trasferire  le
  funzioni  per  ripristinare la situazione che  originariamente  era
  così  e che è stata compromessa per un fenomeno di erosione fiscale
  dovuto alla normativa fiscale intercorsa nel frattempo.
   Tant'è  vero  che  questa  cosa era corretta,  è  che  ce  l'hanno
  riconosciuta, ci hanno dato ragione e stiamo andando avanti con  la
  trattativa.
   Ritengo,  e  se  tornassi indietro rifarei esattamente  lo  stesso
  percorso, che questo è l'unico percorso possibile, e comunque prima
  di arrivare ai 500 milioni di quest'anno prevedevamo esattamente un
  accordo tra Presidente della Regione e il Ministro dell'Economia  e
  delle  finanze  che  da  forza  alla  norma  che  dovrà  andare  in
  Parlamento.  Senza questo accordo alla base, uno va  in  Parlamento
  debole,  invece avendo fatto l'accordo, cominciando ad attivare  la
  Commissione paritetica si va in Aula con ben altra forza.
   Qualcuno  ha  detto che i soldi non sono arrivati in  finanziaria,
  non  ho  sentito l'odore dei soldi, ma anche l'anno scorso i  soldi
  sono  arrivati,  300 milioni del decreto legge n. 78  che  è  stato
  approvato ad agosto, quindi di cosa stiamo parlando? Di un  decreto
  legge  che  non ha trovato spazio in finanziaria, di cui  la  norma
  della  Sicilia  sarà una delle tre, quattro norme di  quel  decreto
  legge.
   Questo  è  il  percorso che stiamo seguendo che penso sia  l'unico
  possibile,  tant'è vero che le altre regioni a statuto speciale  lo
  hanno capito prima e l'hanno già fatto.
   Se  invece  di intestardirsi con 15 mila ricorsi, forse l'avessimo
  capito  prima  o  l'aveste capito prima, a  quest'ora  avremmo  già
  risolto  i problemi della Sicilia e anziché fare ricorsi e cercando
  i  soldi  indebitandosi  per 8 miliardi e  creando  3  miliardi  di
  disavanzo  strutturale, forse la Sicilia avrebbe  già  da  anni  un
  bilancio  sano  e avrebbe potuto assicurare lo sviluppo  che  tutti
  quelli che vanno a questo microfono, chiedono.
   Quindi  se  questo  non  si  è  potuto  fare  è  esattamente   per
  quell'atteggiamento che la Sicilia ha avuto negli anni:  ricorsi  e
  disavanzo, ricorsi e indebitamento.
   Abbiamo  invertito questa rotta, mi sembra strano che proprio  ora
  si reclami di ritornare a quel tipo di atteggiamento che ha portato
  solo debiti e disavanzo
   Signor  Presidente, vorrei concludere dicendo  che  il  Presidente
  della  Regione  aveva  chiesto di intervenire  sul  tema  e  domani
  dovrebbe essere in Aula.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  brevemente,  ai
  sensi  dell'art.  158 bis, comma 3, così come per fatto  personale,
  dato  che alla ineleganza di tanti atti di questo Governo, possiamo
  anche  annoverare l'ineleganza dell'assessore Baccei che chiama  in
  causa dei miei parenti, o altro. Però non ci stupiamo più di nulla,
  ci  saremmo stupiti in altre stagioni, ma come dire, oramai davvero
  si  è  toccato  il  fondo  dell'educazione,  penso,  e  degli  atti
  esecutivi e legislativi.
   Brevemente e proprio per fatto personale, anche e soprattutto, per
  questa ineleganza, Assessore Baccei, lei sta andando bene, lei  sta
  migliorando. Siamo felici, innanzitutto lo dico, siamo arrivati  al
  riconoscimento di 850 milioni.
   Lei  ha  detto poco fa che le sentenze valgono 850 milioni, stiamo
  salendo, secondo me se noi discutiamo qualche altro giorno potremmo
  arrivare  a  qualche miliardo, quindi invito anche il Presidente  a
  potere discutere nelle prossime ore.
   Assessore, non può uscirsene dicendo che sono i suoi uffici a fare
  delle previsioni perché veda, qui non si sta prevedendo o valutando
  un  capitolo di bilancio per le spese di manutenzione e di  pulizia
  dell'Assessorato di via Notarbartolo; qui non si sta demandando  ad
  un  ufficio  l'ordinaria amministrazione in merito  alle  spese  di
  telefonia  del  servizio 2 dell'assessorato  all'Economia,  compito
  strettamente  amministrativo e che è giusto che venga demandato  in
  toto agli uffici.
   Qui,  assessore  Baccei,  si  discute  della  quantificazione  dei
  ricorsi di legittimità costituzionale di norme nazionali che  hanno
  refluenze di milioni, perché aderisco alla sua tesi, di milioni  di
  euro  e  lei  non può venire qui a dire  ho demandato gli  uffici',
  perché   non   è   una  risposta.  E'  compito  amministrativo   la
  valutazione, è compito politico pretendere che vengano  interamente
  applicate   le   valutazione   e  le  valutazioni   estensive,   le
  interpretazioni  estensive  che la  politica  deve  imporre  perchè
  l'interpretazione di una sentenza come sanno tutti coloro che hanno
  avuto un libro di giurisprudenza tra le mani può essere restrittiva
  o  estensiva,  compito della politica e di chi guida  un  popolo  è
  quella di estenderla al massimo dei benefici possibili.
   Lei questo deve fare politicamente dato che è un tecnico, scusi se
  mi confondo
   Allora,  anche su questo torno sul fatto personale. E' incredibile
  sentire  da  un assessore all'economia, guardi io non mi  sono  mai
  innamorato della vicenda, non ho mai detto che lei è siciliano o no
  in  quest'Aula; lo hanno fatto altri, non le ho mai dette,  non  mi
  interessa,  lei  è oggi assessore all'economia e fa  gli  interessi
  della  Regione  siciliana, diciamo, e su  quello  che  riguarda  la
  vicenda dell'accordo del 2012, visto che lei l'ha citato, e su cosa
  hanno  fatto le altre Regioni in merito agli accordi con  lo  Stato
  utilizzando l'articolo 27 della legge 42 del 2009.
   Vero  è  che  sono  state  firmate delle intese  propedeutiche  al
  raggiungimento di quegli accordi ma solo la Regione  ha  fatto  una
  intesa  così  corposa  e  vincolante su  vicende  che  hanno  avuto
  refluenze  proprio sul modo in cui ci siamo presentati all'accordo,
  perché  no  ci siamo spogliati di tutto, è una intesa che  ti  dice
   togliti  l'elmetto,  togliti l'armatura,  togliti  tutto  e  vieni
  nudo'.  Quando in un accordo, il punto 4 o il punto 3, ora  non  ce
  l'ho  qui  con me, si chiede l'applicazione immediata del 118/2011,
  quando  le  altre Regioni lo hanno applicato solo al  conseguimento
  dell'accordo  e noi invece l'abbiamo applicato 2 anni  prima,  come
  siamo  arrivati dinanzi allo Stato? Rinunciando ai residui  attivi?
  No,  non  è così. Quando una Regione rinuncia ai contenziosi  e  le
  altre Regioni lo hanno fatto ad accordo raggiunto, perché una volta
  che  finisce la materia del contendere proprio perché si raggiunge,
  si  addiviene  ad un accordo e si rinuncia all'azione,  è  uno  dei
  principi  base,  lo  si fa successivamente. Ed  è  vero  che  hanno
  rinunciato  Valle d'Aosta, ma dopo il raggiungimento  dell'accordo,
  non certamente prima, e su questo io ho anche le carte, se vuole le
  prendo  un attimo e le leggiamo insieme perché così come  la  Corte
  costituzionale   richiama  la  Regione   siciliana   ad   applicare
  l'articolo  27  della  42 del 2009, non perché  vuole  lanciare  un
  principio  astratto, ma perché si rende conto che nel  concreto  si
  stanno  violando le previsioni della legge 42/2009 e l'hanno  fatto
  più volte le sentenze della Corte e ancora, voi, questo accordo non
  lo  avete  fatto perché sono tre anni che chiudete accordi  con  lo
  Stato e non avete fatto passare nulla.
   Questa è la verità dal punto di vista giuridico, di quello che voi
  state  facendo. Così come questo paventato accordo da  900  milioni
  che  lei  ha  fatto a Roma o che sta proseguendo a Roma,  da  quale
  norme  sta  passando?  Da quali norme sta passando  previste  dalla
  legge  42/2009?  Nessuna,  nessuna   Così  come  lei  quando  dice:
   anziché  fare ricorsi   ma io le ricordo Assessore  Baccei  che  i
  ricorsi non solo li ha fatti il Governo precedente, ma li ha  fatti
  il Governo dove ha sede il suo, allora  anziché fare ricorsi  a chi
  lo  sta dicendo? Lo dice al Presidente Crocetta? Agli assessori del
  PD?  Con  chi sta parlando? Con me no, perché io non posso dire  la
  Corte, lo fa il Governo regionale, il Governo regionale guidato dal
  PD,  forse  c'è  l'ha  con  lei onorevole Anselmo,  o  con  qualche
  esponente del PD? Mi sta dicendo che i ricorsi non andavano  fatti?
  Cioè un membro del Governo del PD critica quello che ha fatto il PD
  e dice che è inutile.
   Mah  Io non capisco davvero.
   Così come qualcuno forse l'ha richiamato al fatto che l'accordo lo
  aveva copiato da quello del 2012, per altro quella legislatura finì
  anche  con  tanti  atti inusuali; penso ad una lettera  dell'allora
  Presidente  del  Consiglio dei Ministri  che  chiedeva  notizie  in
  merito  a  dimissioni di presidenti di regione o  altro,  ed  erano
  proprio i giorni in cui si cercava di chiudere quell'accordo con lo
  Stato,  e  allora  dobbiamo essere chiari. Se  noi  all'interno  di
  questo  accordo,  come ha fatto lei, non mettiamo  le  accise,  non
  mettiamo la parte riguardante le accise, che sono miliardi di euro,
  ha  ragione ed è quello che lei da diversi mesi sta andando a  dire
  in  giro, cioè che tra funzioni che ci vengono delegate e tra somme
  che ci spettano forse c'è un disavanzo; ma se lei quell'accordo  lo
  cita e lo cita anche in quest'Aula, in questo caso è giusto che  lo
  prenda  e  lo applichi interamente anche questo accordo, se  vuole,
  pubblicamente, nel corso di una conferenza stampa,  sono  pronto  a
  prendere il suo accordo che ha portato a Roma e ci ha fatto  vedere
  negli  allegati della sua finanziaria, è quello del 2012 e  vediamo
  se sono uguali o se mancano le accise, se mancano due miliardi.
   Assessore,  la  invito pubblicamente a paragonare i  due  accordi.
  Detto  questo  chiedo,  e  questa è la terza  motivazione  per  cui
  intervengo,  di  votare immediatamente la mozione. Non  c'è  motivo
  alcuno  affinché ci sia la presenza del Presidente  della  Regione;
  penso  che quest'Aula si sia espressa compiutamente, non ho sentito
  nessun  collega della maggioranza, ma d'altronde siamo  abituati  a
  questo  perché  ormai  hanno, per così  dire,  abdicato  alla  loro
  funzione  di  discussione, perché si rendono conto che questi  atti
  sono  indifendibili e quindi, giustamente, non intervengono  ed  io
  chiedo  che  questo  Parlamento compiutamente,  legittimamente,  si
  esprima  serenamente  con un voto e dica se  questa  rinuncia  vada
  ritirata  da parte del Governo o no. E' un atto politico, spetta  a
  questa  Assemblea che è riunita legittimamente e penso che  sia  il
  caso che si voti subito.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Lombardo,  ho seguito il suo intervento finale dall'Aula,  poco  fa
  purtroppo  ero impantanata nel traffico palermitano ma  seguivo  lo
  stesso gli interventi che sono succeduti in quest'Aula.
   Le  riconosco una grande passione nell'affrontare questo tema,  le
  riconosco anche un grado di approfondimento della materia,  di  una
  materia che merita l'attenzione di quest'Aula e merita l'attenzione
  del popolo siciliano.
   Io,  però,  penso  che  a  fronte di  una  richiesta  formale  del
  Presidente  della regione di sentire la sua opinione in  quest'Aula
  perché  onorevole  Lombardo  non  è  l'assessore  Baccei,  dico  se
  dobbiamo fare un poco di diritto costituzionale o meglio di tecnica
  di   procedura,   di  giustizia  costituzionale  non   è   proprio,
  tecnicamente, l'assessore Baccei che promuove i ricorsi alla  Corte
  Costituzionale ma è il Presidente della Regione. Quindi, io  potrei
  anche  farlo,  avevo pure preparato l'intervento su questa  mozione
  che  rispetto perché è un atto parlamentare e viene da  un  collega
  parlamentare,  però  penso che è importante sentire  il  Presidente
  della  Regione perché è lui che è titolato ad inoltrare il  ricorso
  alla  Corte Costituzionale, non lo firma certo l'assessore  Baccei,
  non lo decide certo l'assessore Baccei.
   Se  qui si vuole processare l'operato dell'assessore Baccei, siamo
  totalmente   fuori  strada.  Io non penso  che  lei  avesse  questa
  intenzione.  Allora, se la sua intenzione è tornare al  tema  della
  sua  mozione, non è questo il momento per votare la mozione  perché
  il  Presidente  della  Regione, che ha chiesto  di  intervenire  su
  questa  mozione,  merita  di  essere  ascoltato  perché  è  lui  il
  titolare.  Sto  in un certo senso avallando il suo discorso,  visto
  che  lei  accusa  di  non  intervenire,  di   non  adire  la  Corte
  costituzionale.
   Io  mi  permetto soltanto una chiosa al termine e me  la  permetto
  vista  comunque  la mia estrazione di studiosa del  diritto.  Nella
  mozione  i  proponenti  pretendono  di  disdettare.  Questo  è   un
  neologismo  che  sebbene mi renda conto, abbastanza  comprensibile,
  non  appartiene  certamente  alla  sfera  del  linguaggio  diritto,
  diritto  costituzionale, quindi sarebbe forse più corretto  parlare
  di  disdire quello che è stato fatto, mi permetto di dirlo visto  e
  considerato  che lei ha più volte sottolineato il  volere  fare  le
  cose per come è corretto e per come è giusto.
   Ma  questo  atteggiamento  di questa mozione  è  assolutamente  un
  atteggiamento  strumentale e demagogico che a nulla  di  buono  può
  certamente portare alla nostra Sicilia a cominciare dal  fatto  che
  no determinerebbe di per sé alcuna influenza  finanziaria.
   Detto  ciò  io  ribadisco soltanto che è necessario  aspettare  la
  presenza del Presidente della Regione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il Gruppo
  parlamentare Movimento 5 Stelle ha attentamente seguito  l'attività
  di oggi, ha ascoltato chi è intervenuto per sviscerare l'argomento,
  argomento  che mi pare sia stato concordato già da tempo e  proprio
  nell'ultima  Conferenza dei capigruppo come all0ordine  del  giorno
  di quest'Aula.
   E'  chiaro  che  si  vuole semplicemente,  per  l'ennesima  volta,
  calpestare questo Parlamento e calpestare i presenti  Attendere  il
  Presidente che già sapeva e tra l'altro alla scorsa Conferenza  dei
  capigruppo aveva ben presente il calendario, attenderlo come se noi
  qui si fosse per passare il tempo
   Qui,  Presidente,  bisogna che ci sia un  rapporto  alla  pari  di
  rispetto,  non  si  può  pretendere  che  quest'Aula  si   riunisca
  spendendo i soldi dei siciliani per  l'ennesima volta rimandando un
  atto  che,  si   spera, sortisca effetti nell'azione  del   Governo
  perché  ce  ne sarebbe da dire, di mozioni  approvate,  discusse  e
  votate in quest'Aula  che sono diventate carta straccia.
   Allora,  se il Presidente della Regione ha voglia di disquisire  e
  di  argomentare, ci deve pensare per tempo  Non può pensare che qua
  dentro ci sono  pupazzi  a sua disposizione.
   Quindi,  per  quanto riguarda il mio gruppo siamo  determinati  ad
  aspettare,  lascia quello che sta facendo e viene qui dove  c'è  il
  Parlamento,  il cuore di questa Regione e questo atteggiamento  non
  si  ripeta più, perché troppo spesso siamo in balia di qualcuno che
  da  fuori pensa di poterci utilizzare come dei  pupazzi , sempre  -
  ripeto  -  spendendo i soldi dei siciliani. Siamo  qui,  si  faccia
  quello  che  si  deve fare, non possiamo stare ad  assecondare  una
  maggioranza  che non c'è, i banchi sono vuoti, anche  loro  lascino
  quello  che stanno facendo e vengano in Aula; si fa Aula due  volte
  alla settimana e il più delle volte non si conclude niente.

   PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, se
  l'onorevole Lombardo chiede la votazione della mozione, procediamo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                Richiesta di verifica del numero legale

   ANSELMO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            35

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Se c'è una richiesta di rinvio ad un'ora, rinvio, però mi sembra
  evidente che è improbabile che tra un'ora ci sia il numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine del lavori

   LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor  Presidente,  volevo  semplicemente  comunicare
  innanzitutto  il  dispiacere con il quale, per  la  seconda  volta,
  assisto ad una richiesta di numero legale da parte del capo  gruppo
  del  PD,  già  accaduto nel caso dell'approvazione dell'ordine  del
  giorno  per  il DEF, ce lo ricordiamo tutti, sono come  dire  tutti
  nuovi accadimenti che queste cronache parlamentari segneranno un PD
  che,  per  bocca del suo capo gruppo, ha chiesto il  numero  legale
  affinché  cadesse  la possibilità di votare, il sacrosanto  diritto
  dei siciliani ad avere riconosciute le proprie sentenze.
   Vorrei  ricordare brevemente all'onorevole Anselmo, alla quale  mi
  lega  affetto e stima che non sono io ad utilizzare questo  termine
   disdettare   , è il dizionario Devoto Oli, che ho  avuto  modo  di
  consultare  e  che ora faremo anche assieme.  Disdettare,  disdire,
  dare la disdetta  e nell'esempio dice: disdettare il contratto.

                                interno

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
                                interno

   ANSELMO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ANSELMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  la
  parola    ai  sensi  dell'art.  83  del  Regolamento  interno   per
  richiamare  l'attenzione di quest'Aula e  ancora  più  del  Governo
  regionale per la gravissima situazione che si è venuta a creare per
  le   scuole   paritarie  dell'infanzia,  che   usualmente   vengono
  denominate scuola materne. Si tratta in realtà di presidi che  sono
  presenti   su  tutto  il  territorio  nazionale  che  prestano   un
  essenziale servizio pubblico.
   Le  scuole  paritarie dell'infanzia, infatti, accolgono  circa  la
  metà  dei  bambini  della relativa fascia  di  età  supplendo  alla
  cronica  carenza  da  parte  delle scuole  statali  particolarmente
  evidente  nel  settore  della scuola dell'infanzia,  come  peraltro
  confermato  dagli  studi  dell'OCSE. Le paritarie,  peraltro,  sono
  gestite  dai  comuni,  enti e congregazioni  religiose,  entità  no
  profit,  e  della Regione stessa. Tutte realtà che  stanno  subendo
  un'inaccettabile penalizzazione che si ripercuote sui bambini.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, lei deve interrompere la seduta
  e aggiornarla tra un'ora, questo prevede il Regolamento

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, intanto la invito a  non  urlare,  a
  fine  seduta  i  deputati,  come  lei  ha  fatto  tante  volte,   a
  prescindere dal numero legale, hanno diritto ad intervenire.

   GRECO Giovanni. Dopo che si è chiesto il numero legale e manca  il
  numero legale, lei deve sospendere la seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vorrei ricordare  che,  ai  sensi
  dell'articolo  87  del Regolamento interno, in mancanza  di  numero
  legale  decide il Presidente se aggiornare la seduta  di  un'ora  o
  rinviare  a  domani. Se è una richiesta sulla quale  voi  intendete
  insistere,  io  aggiorno ad un'ora, non ho  difficoltà,  però  devo
  dirvi  con tutta chiarezza che mi sembra improbabile che tra un'ora
  ci sia il numero legale.
   Quindi,  in  tal  caso,  siccome siamo a fine  seduta,  credo  che
  l'onorevole Anselmo possa completare il suo intervento.

   FORMICA. Non è meglio che incardiniamo il provvedimento?

   PRESIDENTE.  No,  non  è  previsto  che  si  incardini   oggi   il
  provvedimento perché gli uffici stanno ancora lavorando,  onorevole
  Formica.  Lei  ha lunga esperienza, ha presieduto  a  lungo  questo
  Parlamento, questo lo sa bene

   ANSELMO.  Onorevole Falcone, evidentemente i bambini in quest'Aula
  non   vengono   considerati.   Stavo   dicendo   che   l'educazione
  dell'infanzia    è    parte   fondamentale    del    diritto-dovere
  all'istruzione  che qualifica il livello stesso di civiltà  di  uno
  Stato.
   Inoltre,  la  presenza  ed  il sostegno alle  scuole  paritarie  è
  necessaria ad assicurare quella libertà di scelta educativa sancita
  dall'ordinamento nazionale e comunitario.
   È quindi per molteplici motivi che ormai da tempo la Regione aveva
  assunto  a carico del proprio bilancio l'erogazione di un  sostegno
  economico  alle  scuole  paritarie  per  realizzare  una   triplice
  finalità:  supplire alle carenze del sistema statale di  educazione
  dell'infanzia, agevolare la libera scelta educativa delle famiglie,
  permettere   l'accoglienza  gratuita  di  bambini  provenienti   da
  famiglie in condizioni economiche di disagio nelle scuole, offrendo
  a  loro un'alternativa, che spesso è l'unica possibile, alla strada
  e ovviamente ai pericoli connessi alla strada.
   Purtroppo,  in  occasione dell'ultima manovra finanziaria,  in  un
  contesto  reso  complesso  dai molteplici  passaggi  e  dalle  note
  difficoltà  in bilancio che abbiamo vissuto tutti, lo  stanziamento
  regionale  in  favore delle istituzioni scolastiche  pubbliche  non
  statali,  quali  sono le paritarie, è stato previsto  solo  per  le
  scuole primarie convenzionate, le elementari, mentre si è ritrovato
  a zero il capitolo destinato alle scuole dell'infanzia.
   Mi  dispiace sottolineare che siamo in palese contrasto con quanto
  avviene  nel resto d'Italia e con il quadro legislativo previsto  a
  livello  nazionale dalla legge 62/2000, che prevede, di contro,  un
  sistema  unitario  basato  sul  principio  di  sussidiarietà,   che
  considera la scuola come un servizio pubblico fondamentale  erogato
  dallo  Stato  tramite  le sue scuole e dalle scuole  pubbliche  non
  statali.
   Si  è  detto che lo Stato eroga a favore delle scuole materne.  Lo
  Stato   effettivamente  eroga  alle  paritarie   dell'infanzia   un
  contributo  molto limitato che è non superiore a nove mila  euro  a
  sezione,  e  destinato  a coprire parzialmente  le  sole  spese  di
  gestione.  Il contributo regionale, invece, aveva ,ed ha,  dovrebbe
  avere,   la  finalità  di  consentire  anche  a  chi  non   potesse
  permettersi  il  pagamento  della  retta  di  poter  usufruire  del
  servizio  scolastico.  Spesso, peraltro,  in  condizione  obbligata
  visto il numero limitato dei posti nelle classi statali.
   È  perciò  assurdo ed incredibile che la Regione  siciliana  venga
  meno  ad  un  obbligo  morale,  prima  ancora  che  giuridico,  nei
  confronti  delle  famiglie ed ancor prima dei  bambini  stessi  che
  rischiano  vedersi  privati del diritto allo studio.  Non  possiamo
  perciò rimanere inerti di fronte a questa situazione che rischia di
  diventare drammatica, presidente Vinciullo, di privare centinaia di
  bambini   dell'accesso  all'istruzione,  di  mettere  in  questione
  l'occupazione  di tantissime persone e che ci è tra  l'altro  stata
  riproposta con forza proprio dalle famiglie, che hanno promosso una
  petizione,  hanno  raccolto dodici mila firme,  proprio  perché  si
  torni   ad  assicurare  alle  scuole  dell'infanzia  paritaria   la
  possibilità  di accogliere anche i bambini di disagiata  condizione
  economica.
   Ecco  perché  Presidente, colleghi, assessore  Baccei,  presidente
  Vinciullo,  occorre  un  nostro  immediato  intervento  che  rimedi
  all'errore che purtroppo abbiamo commesso nella scorsa finanziaria,
  ripristinando il capitolo che assicuri le scuole dell'infanzia.  Lo
  dobbiamo alle famiglie, lo dobbiamo ai bambini, lo dobbiamo  a  noi
  stessi.  I  bambini  non possono essere privati  del  loro  diritto
  all'istruzione.
   Lo dobbiamo, lo ripeto, ai bambini, a noi stessi.
   Lo  dobbiamo  alla  Sicilia tutta, perché investire  nella  scuola
  significa  investire  nel  futuro. Ed investire  nella  scuola  dei
  bambini più piccoli, ancora di più significa investire nel futuro.

   FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, anch'io vorrei intervenire in  merito,
  ex  articolo 83, sulle scuole paritarie e materne, o dell'infanzia,
  così come vengono più correttamente definite.
   Succede  questo. Oggi, la Commissione Bilancio ha voluto,  secondo
  me  in  maniera incauta, licenziare, quasi in maniera superficiale,
  questo   argomento,  quando  invece  lo  stesso   merita   assoluto
  interesse, assoluta attenzione.
   E'  stato  detto  che lo Stato da loro, come ha detto  l'onorevole
  Anselmo,  dieci  mila euro a sezione o classe e  che  alla  Regione
  siciliana vengono dati diciotto milioni di euro annui.
   Dobbiamo dire, però, che dei diciotto milioni di euro annui, e qua
  lo  dico  sia  all'assessore  Baccei  che  all'assessore  Marziano,
  servono non soltanto per le scuole paritarie per l'infanzia, ma dei
  privati,  che  comunque svolgono un servizio  pubblico,  lo  vorrei
  ribadire.  Le  scuole  paritarie in  Italia  svolgono  un  servizio
  pubblico, così come prevede l'articolo 33 della Costituzione.
   Vorrei sottolineare che il contributo nazionale, assessore Baccei,
  serve  anche a pagare le scuole paritarie dell'infanzia comunali  e
  regionali,  cioè lo Stato paga, non soltanto gli enti  onlus  ed  i
  privati, ma paga anche le scuole paritarie dei comuni dell'Isola  e
  anche della Regione.
   Vorrei  fare  un  calcolo, in più.  Ammesso  e  non  concesso  che
  vengano  dati  dieci mila euro annui a sezione, per  ogni  sezione,
  assessore  Baccei,  necessitano  2,5  dipendenti  ogni  anno,   che
  significa che ogni sezione costa ottanta mila euro agli enti,  agli
  istituti  che  erogano questo servizio pubblico,  che  è  un  costo
  minore  per lo Stato. Proprio per questo motivo, lo Stato dà questo
  sostegno economico, ed ottanta mila euro annui, immaginiamo che  ci
  siano  delle  classi  pollaio , di trenta bambini. Immaginiamo  che
  quei  trenta  bambini pagassero ciascuno, cosa che  non  esiste  in
  alcuna parte dell'Isola, duemila euro circa, quindi, le scuole  più
  alte  che  fanno pagare una retta di  due mila euro annui.    30  x
  2.000,00   sono sessanta mila euro, più dieci mila euro che  dà  lo
  Stato  siamo a settanta mila euro. Consideriamo che 2,5 dipendenti,
  invece,  costano  ottantamila euro, a cui  dobbiamo  aggiungere  le
  tasse,   la  manutenzione,  l'energia  elettrica,  tutto  ciò   che
  necessita,  il materiale di cancelleria, significa che ogni sezione
  costa almeno novantamila euro annui.
   Tra  le  rette  che  pagano i privati e la  retta  che  vi  è,  il
  contributo  dello Stato, ci rendiamo conto che questi istituti  non
  sono nelle possibilità di sostenere questo onere.
   Dobbiamo, però, dire una cosa: in Sicilia, questo contributo è  di
  diecimila euro ogni sezione o classe, nel resto d'Italia,  come  ha
  detto  lei,  onorevole Anselmo, vi è un contributo dei comuni,  che
  hanno una convenzione con questi istituti.
   Vi  è  un  contributo delle Regioni. Vi è un ulteriore  contributo
  alle  famiglie del buono scuola. Questi i rappresentanti,  ci  sono
  circa dodici mila firme dei rappresentanti delle famiglie che hanno
  i  loro  figli presso gli istituti paritari che devono  consegnare,
  anzi   l'appello  che  faccio  al  Presidente  della  Regione,   di
  accogliere  questi rappresentanti della FISM e, non soltanto  della
  FISM,  e della FIDAE, perché possano consegnare al Presidente della
  Regione, queste dodici mila firme per reinserire il buono scuola.
   Vorrei dire, assessore Baccei e assessore Marziano, che nel 2014 e
  nel  2015  con un emendamento mio e dell'onorevole D'Asero  facemmo
  passare il buono scuola, un milione e 900 mila euro nel 2014  e  un
  milione  nel 2015. Quel buono scuola non è stato impegnato,  quella
  somma  stanziata  in  bilancio non è stata impegnata.  Qualcuno  ha
  detto  per  motivi  di patto di stabilità, altri hanno  detto,  gli
  Uffici,  che  diventava  complicato il sistema  di  erogazione,  di
  assegnazione. Fatto sta che abbiamo penalizzato queste famiglie, le
  quali,  nel  momento in cui si sottopongono secondo la libertà  del
  diritto  allo studio, vogliono fare frequentare i propri  figli  in
  questi istituti paritari perché vicino al percorso di istruzione vi
  è  un  altro  percorso valoriale, educativo. E allora noi  dobbiamo
  consentire  che le famiglie italiane possono fare intraprendere  ai
  propri figli in maniera libera, con un trattamento paritario  anche
  altri percorsi rispetto agli istituti scolastici statali.
   Allora,  gli  istituti  paritari, lo voglio  dire  al  Governo  in
  maniera chiara e a questo Parlamento, svolgono un servizio pubblico
  che  la  Costituzione  garantisce e che noi come  Regione  dobbiamo
  anche salvaguardare.
   Assessore Baccei, noi chiediamo a lei un impegno perché ci sia - e
  l'aveva  fatto  lei  l'emendamento in Commissione  Bilancio  quando
  discutevamo   del  ddl  sul  bilancio  -,  perché  un   milione   e
  duecentomila  euro,  noi riconosceremo, è il minimo  indispensabile
  per  dimostrare a questi istituti, a queste realtà scolastiche, che
  la  Regione  non  è  distante da loro. E che questi  Istituti  che,
  comunque, comportano un risparmio, in campo nazionale, di non  meno
  di  sei miliardi di euro. Perché un bambino che frequenta la scuola
  statale  costa  allo Stato settemila euro l'anno;  un  bambino  che
  frequenta  gli istituti paritari che danno, ribadisco, un  servizio
  pubblico costa allo Stato meno di tremila euro annui.
   Cerchiamo  di premiare la qualità, e questi istituti danno  grande
  qualità,  altrimenti  le  famiglie non manderebbero  i  loro  figli
  presso   questi   istituti   ma,  al  contempo,   questi   istituti
  garantiscono  anche un risparmio finanziario agli  enti.  Prima  lo
  Stato,   ma  poi  anche  la  Regione.  Allora  li  dobbiamo   anche
  salvaguardare.

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  nel momento che sono stato chiamato in  causa  dai  due
  interventi  che  mi  hanno preceduto, io  non  sono  disponibile  a
  partecipare  a  questa sagra dell'ipocrisia. E di conseguenza  sarò
  costretto  a  dire  quello che è successo in Commissione  Bilancio,
  così ognuno di noi si assume le proprie responsabilità.
   Prima  cosa.  Incauta  la Commissione che ha  licenziato  oggi  il
  disegno  di legge? Signor Presidente, lei sa che la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  ha  dato  disposizione  alla
  Commissione Bilancio che entro oggi dovevamo finire i lavori.  E  i
  lavori li abbiamo finiti oggi, così come voi avete disposto. Quindi
  per  essere  chiari,  incauta non è stata la Commissione  Bilancio,
  semmai  è  stata  incauta la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  dove  nessuno capogruppo si  è  opposto  a  che  oggi
  venissero conclusi i lavori.
   Questa doppia verità, questa doppia morale, assessore Baccei,  che
  fuori  dicono una cosa e dentro ne dicono un'altra. In  Commissione
  Bilancio  o non si presentano o tacciono, è una cosa insopportabile
  che non possiamo più continuare a sopportare.
   In  Commissione  Bilancio  era stato -  assessore  Baccei  lei  lo
  ricorderà  perfettamente,  e  anche  lei  capogruppo  lo  ricorderà
  perfettamente - portato un emendamento che stanziava  1  milione  e
  298  per le scuole  materne paritarie siciliane.
   Chi ha bocciato questo emendamento io, onorevole capogruppo del PD
  o  il  Partito Democratico? Mi pare di ricordare che lo ha bocciato
  il  Partito  Democratico e quindi venire qui a  fare  la  morale  a
  invocare  me, che invece come ricorderà Baccei e come  è  possibile
  verificare da tutti gli atti della Commissione, mi sono battuto per
  queste  risorse  o non è così, Assessore Baccei? E dove  era  Forza
  Italia quando veniva bocciato questo emendamento?

   FALCONE. Erano in Aula

   VINCIULLO.  Dove erano? Erano in Commissione bilancio a  difendere
  questo  emendamento o non erano presenti? O stavano  traccheggiando
  per  fare  altre  cose? Dove erano quando è stato  discusso  questo
  emendamento?
   Vedete, noi abbiamo il dovere della verità, non potete venire  qui
  a raccontare cose non assolutamente vere. E questa è stata la prima
  parte,  quando  abbiamo discusso il bilancio, perché  vedete,  cari
  colleghi,  quando non si fa nemmeno la distinzione fra  bilancio  e
  finanziaria,  quando  non  si ricorda  quando  è  stato  presentato
  l'emendamento  e  quando  è  stato  bocciato  l'emendamento  è   la
  dimostrazione che non si era in Aula e si era forse in giro a  dire
  che si stavano difendendo le scuole cattoliche
   Dopodiché, per essere chiari, io fino alle 11.30 ho discusso,  non
  h  vero  Assessore Baccei, con lei? Per fare passare un emendamento
  che stanziava tre milioni di euro a favore delle scuole cattoliche,
  lei  mi ha portato dei documenti da cui si evinceva che alle scuole
  paritarie  venivano dati diciotto milioni di euro,  insieme  a  lei
  abbiamo telefonato all'Ufficio scolastico regionale, insieme a  lei
  abbiamo telefonato al rappresentante regionale della Fism e lei  ha
  assunto  un impegno, che di qui alla prossima finanziaria  verranno
  trovato le risorse per potere dare la possibilità anche alle scuole
  cattoliche,  alle  scuole non cattoliche e alle  scuole  paritarie,
  cioè alle scuole pubbliche non statali di potere sopravvivere.
   Perché,   veda  Assessore  Baccei,  lei  è  l'Assessore,   ma   la
  Commissione è anche vero che è sovrana. Io nell'emendamento che  ho
  presentato ho anche individuato le voci dove poter prendere  questi
  tre  milioni di euro, di conseguenza invito tutti i miei  colleghi,
  che  ora  sono  diventati all'improvviso sponsor delle  scuole  non
  statali,   a  farsi  carico  insieme  a  me  di  approvare   questo
  emendamento nonostante il Governo non sia d'accordo.
   Perché  veda onorevole Capogruppo del PD, lei mi cita, mi  invoca,
  ma  io  più  di  questo  cosa posso fare?   Più  di  presentare  un
  emendamento,  più  di trovare la copertura, più di  dire  che  sono
  disponibile  a votarlo anche contro il Governo, cosa  potrei  fare?
  Non  più  di questo, pertanto le chiedo di venire insieme  ai  suoi
  colleghi in Commissione a votare con me e con gli altri che oggi si
  sono   dichiarati  disponibili,  questo  emendamento   che   è   un
  emendamento  che  dal punto di vista politico l'Assessore  non  può
  accettare, ma dal punto di vista tecnico ha la copertura  perfetta,
  perché   ancora   risiede  nel  potere  di  questo  Parlamento   la
  possibilità di trasferire le somme da un capitolo all'altro.
   Questo lo dico perché, vedete, la dobbiamo smettere di raccontare,
  di  dire, di non essere presenti nelle Commissioni e poi inventarci
  quello  che  succede  nella  Commissione Bilancio,  la  Commissione
  bilancio, per essere chiaro, non mortifica nessuno  E' disposta  ad
  esaminare  le proposte di tutti, stiamo giorno e notte a  lavorare,
  però  è  anche  vero  che quando si vota occorre  una  maggioranza,
  quando  si  vota  occorrono delle persone che siano disponibili  da
  assumersi  le responsabilità e a votare i provvedimenti, perché  se
  non  si  è responsabili, poi al momento di votare e si nasconde  la
  testa  sotto la sabbia è chiaro che poi è inutile venire qui,  solo
  perché  c'è  la  diretta televisiva e raccontare  che  tutti  siamo
  d'accordo,  che  tutti  siamo con le scuole cattoliche,  che  tutti
  siamo  pronti a sacrificare la vita per le scuole cattoliche e  poi
  dimenticarci  però  di  fare ciò quando  ci  dobbiamo  assumere  le
  responsabilità e quando dobbiamo votare.
     Ecco  il motivo per il quale io qui ribadisco che in Commissione
  Bilancio c'è un emendamento; un emendamento che stanzia tre milioni
  di  euro  a mia firma a favore delle scuole cattoliche o, comunque,
  di  tutte  le scuole pubbliche non statali, paritarie,  per  essere
  chiari  perché  poi  io capisco che la questione  che,  siccome  si
  avvicinano   le   elezioni,  allora  cerchiamo  all'improvviso   di
  ricordarci di questo settore strategico dell'educazione in Sicilia.
  Però,  vedete,  non  è  con l'arrembaggio  degli  ultimi  giorni  e
  l'arrembaggio  dell'ultimo  mese  che  si  acquistano  consensi.  I
  consensi  si  acquistano con una vita fatta su  questa  vicenda  di
  coerenza e di presenza seria, seria ed oggettiva e dimostrabile  in
  qualsiasi minuto.
   Per  cui,  per essere chiari, già da domani onorevole  Anselmo  io
  sottoporrò alla Commissione Bilancio l'emendamento che stanzia  tre
  milioni  di euro per le scuole paritarie pubbliche, non statali,  e
  vi sfido tutti a venire in Commissione ed a votarlo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Baccei.

   BACCEI.  Assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   volevo   solo  puntualizzare  rispetto   all'intervento
  dell'onorevole Vinciullo che ha detto molte cose vere, un  paio  di
  inesattezze.
   Allora  la  prima  è  che  in sede di  bilancio  non  è  stato  un
  emendamento ma era il bilancio originario proposto dal Governo  che
  prevedeva  i soldi, questo voleva dire che politicamente non  siamo
  contro,  se  lo  abbiamo  messo noi per  prima,  non  è  banale  la
  differenza.
   Quindi il Governo aveva proposto in sede di bilancio soldi per  le
  scuole  paritarie dell'infanzia. Quell'articolo è  stato  bocciato,
  poi  quei  soldi sono stati destinati ad altro. Ora tutti  sappiamo
  che  stiamo agendo in un regime di risorse limitate per cui  se  si
  decide di fare una cosa non ne posso fare un'altra.
   L'impegno che mi sono preso, ne stavo parlando ora con l'assessore
  Marziano,  è innanzitutto, proprio perché le risorse sono  limitate
  ed  avere un quadro chiaro a chi stiamo dando i soldi, quanto,  per
  cercare di essere equi e non dare di più ad uno rispetto che  a  un
  altro, per cui proprio questo stavo dicendo all'assessore Marziano.
   In  sede di finanziaria si era deciso poi di mettere i soldi sulle
  scuole  elementari  perché  era una situazione  di  ancora  maggior
  disagio  rispetto  alle  scuole  dell'infanzia,  che  non  c'è   il
  contributo  statale. Questo è il ragionamento che era  stato  fatto
  proprio insieme all'onorevole Falcone e la Commissione e poi l'Aula
  l'hanno votata.
   Quindi  abbiamo  preferito privilegiare quel tipo  di  intervento,
  proprio  considerando che siamo in risorse limitate.  Io  non  sono
  assolutamente e politicamente contrario a quel tipo di  intervento,
  dico  solo  che  quei soldi che ci sono ci diamo delle  priorità  e
  quelle   priorità  cerchiamo  di  rispettare.  A  tutti  piacerebbe
  assorbire  tutti i lavoratori delle Province, far fare  ancora  più
  giornate ai forestali, risolvere il problema dei parchi, ne abbiamo
  mille, purtroppo i soldi sono quelli.
   Abbiamo  approvato la finanziaria un mese fa, a  me  i  soldi  dal
  cielo  non sono piovuti, per cui quelli che avevo un mese fa ce  li
  ho  oggi,  quello che potevo fare un mese sono le stesse  cose  che
  posso fare oggi, quindi cose in più non ne posso fare.
   Quello  che  ho  detto:  vediamo  in  assestamento,  vediamo  come
  chiudiamo il 2015, chiudiamo la trattativa con lo Stato, vediamo  i
  soldi  che abbiamo a disposizione, il Governo farà una proposta  di
  come  utilizzare  quelle risorse, si discuterà in  Commissione,  si
  discuterà in Aula e quelle risorse verranno destinate ad una  parte
  piuttosto  che  ad  un'altra, decisione comune, però  io  non  sono
  contrario  politicamente a questo tipo di intervento tanto  è  vero
  che il Governo per primo l'aveva proposto.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,   a
  proposito  del  valore della presenza in Aula e  delle  parole  che
  vengono pronunciate dal presidente Crocetta, un po' riallacciandomi
  al dibattito che c'è stato prima e la decisione di rimandare l'Aula
  di un'ora, mi è venuto in mente che, proprio

   PRESIDENTE. Onorevole, scusi, la decisione ancora non c'è stata.

   FOTI.  Proprio  qualche mese fa, eravamo proprio a fine  febbraio,
  discutevamo  la legge di stabilità, la finanziaria  e  si  fece  un
  discorso  approfondito  su  un  articolo,  parlo  delle  Terme   di
  Acireale.
   Ricordo  distintamente che il Presidente prese un impegno, dicendo
  all'Aula  che da lì a pochi giorni sulla base di un tavolo  che  si
  era  appena  tenuto avrebbe finalmente, dopo tanti anni,  fatto  un
  tavolo  tecnico a cui sarebbero stati convocati le autorità  locali
  il Commissario, ecc. ecc.
   Voglio comunicare all'Aula che il tavolo è stato rimandato un  bel
  po'  di  volte,  non si è consumato e per giunta le  strutture  che
  insistono  nel  territorio  di Acireale, sono  state  ulteriormente
  vandalizzate  perché dovete sapere, soprattutto  i  colleghi  della
  maggioranza, che dopo che si era promesso il rilancio  in  campagna
  elettorale  nel  2012,  lo  si  era promesso  durante  la  campagna
  elettorale  delle  politiche del 2013, lo  si  è  promesso  per  le
  europee  del 2014, nel 2015 le terme sono belle che chiuse.  Chiuse
  senza  vigilanza,  vandalizzate con  un  danno  per  il  patrimonio
  regionale,  notevole  e  un  danno  enorme  per  una  città  e   un
  comprensorio come quello di Acireale, che da quando le  Terme  sono
  chiuse  hanno avuto un processo di desertificazione delle  attività
  produttive, del Turismo, della cultura.
   Lei  annuisce perché conosce bene la situazione Presidente,  ecco:
  sedotti e abbandonati.
   Ultimamente  i deputati, i Gruppi parlamentari, il Presidente  gli
  assessori, hanno ricevuto una comunicazione dal Consiglio  comunale
  che   ha   approvato  l'ennesimo  atto  all'unanimità   chiedendoci
  veramente di sederci e ragionare su quello che si deve fare.
   La  legge  regionale del 2011, del 2010, assessore,  prevedeva  un
  bando  di  affidamento da fare con modalità di  evidenza  pubblica,
  questo a distanza di cinque anni non può avvenire e non se ne  deve
  discutere, si rimanda di mese in mese e nel frattempo la  struttura
  diventa  luogo  di  saccheggi, di ruberia, per un'intera  comunità.
  Dicevo, sindaco e consiglio comunale ci chiedono di fare qualcosa.
   Le  categorie produttive, associazioni di architetti e  ingegneri,
  la Confcommercio, i cittadini chiedono che si faccia qualcosa in un
  settore  strategico e produttivo che è perfettamente in  linea  con
  tutte le attività che vengono sbandierate che si vogliono fare.
   Ma è possibile che si deve creare danno ulteriore per la Regione e
  per  i cittadini che chiedono onestamente di lavorare e valorizzare
  il territorio, la cultura, la storia?
   Le  terme  sono state aperte dai tempi dei romani, siamo  arrivati
  noi per chiuderle, invece di andare a migliorare si va a peggiorare
  e  la cosa peggiore e che non c'è dialogo, non ci sono risposte. Mi
  chiedo  come si farà la prossima campagna elettorale il Presidente.
  Verrà  di nuovo a parlare di Terme? No questa me la voglio  vedere,
  veramente   Perché c'è una città che sta aspettando e che  non  può
  essere umiliata e lasciata in balia del nulla, non si sa nulla.
   Persino  il  commissario nominato dal socio non  riesce  ad  avere
  risposte. Ho approfittato di parlare in presenza dell'assessore per
  l'economia,   il  dottore  Baccei,  perché  l'ufficio   partecipate
  liquidazioni, è in seno all'assessorato per il bilancio  che  è  un
  attore importante in questa vicenda.
   Anche quando sono venuti in Commissione Bilancio ci sembra che  ci
  sia  un perfetto esercizio della burocrazia fine a se stesso ma che
  nulla  ha a che vedere con quello che noi siamo venuti a fare  qua,
  legiferare, fare atti ispettivi promuovere il dialogo per dare  una
  speranza. Non possono passare gli anni mentre nulla succede.
   Penso  di  avere esaurito tutto quello che c'era da  dire.  Grazie
  Presidente.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Considerato che possa essere estremamente improbabile
  che  possa esserci il numero legale fra un'ora, aggiorno la seduta,
  mercoledì 20 aprile 2016,  con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 439 -  Disdetta dell'accordo finalizzato alla  rinuncia
                ai    ricorsi    in    materia    di    legittimità
                costituzionale   promossi   innanzi   alla    Corte
                costituzionale.

         (6 maggio 2015)
                         LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FIORENZA

   III  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 559    -    Censura    all'Assessore   regionale    per
              l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale   e   la   pesca
              mediterranea  e impegno del Presidente della  Regione
              alla conseguente revoca.

         (7 aprile 2016)

                                  CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA -
                            PALMERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO
                             - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -
                                  TRIZZINO - FOTI - LA ROCCA - ZITO

   IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
            personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
            Disposizioni stralciate/A)

                Relatore: on. Vinciullo

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 514  -  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed  iniziative
              conseguenti.

         (16 dicembre 2015)

                                CORDARO - D'ASERO - PAPALE - GRASSO

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 18.26

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio