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Resoconto d'Aula della Seduta n. 329 di mercoledì 20 aprile 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.33

   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  inviati  alla  competente
  Commissione i seguenti disegni di legge:

                           AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Adesione del comune di Gela alla Città metropolitana di Catania.
  Variazione territoriale. (n. 1190)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 19 aprile 2016.

   -  Adesione del comune di Piazza Armerina alla Città metropolitana
  di Catania. Variazione territoriale. (n. 1191)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 19 aprile 2016.

   -  Adesione  del  comune  di Niscemi alla Città  metropolitana  di
  Catania. Variazione territoriale. (n. 1192)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 19 aprile 2016.

   -  Adesione  del  comune  di  Licodia Eubea  al  libero  Consorzio
  comunale di Ragusa. Variazione territoriale. (n. 1193)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 19 aprile 2016.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3127  - Chiarimenti sulla revoca del decreto 7 aprile 2000  di
  assunzione di 267 operatori tecnici dei beni culturali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3128 - Chiarimenti sull'applicazione della circolare n. 4  del
  2015 emanata dall'Assessore per il territorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3129   -  Provvedimenti  urgenti  sulla  corretta applicazione
  dell'IMU in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Germanà Antonino Salvatore

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  poste  all'ordine  del
  giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 3126 - Chiarimenti circa il mancato pagamento della mobilità in
  deroga per i lavoratori  licenziati  del CO.IN.R.E.S.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Figuccia Vincenzo

   N.  3130  -  Istituzione del Comitato di gestione per  la  tutela,
  promozione e valorizzazione della Villa romana del Casale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio    Giorgio;    Ferreri    Vanessa;    La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.   414   -  Iniziative  in  ordine  alla  procedura  concorsuale
  straordinaria per soli titoli volta all'assegnazione di nuove  sedi
  farmaceutiche in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  415  -  Salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti  della
  formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Giuffrida Salvatore

   N. 416 - Iniziative in ordine alla procedura nazionale VIA-AIA del
  progetto  denominato  'Impianto  di  valorizzazione  energetica   -
  Edipower s.p.a.' nel Comune di San Filippo del Mela (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La   Rocca   Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri   Valentina;
  Tancredi    Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Siragusa
  Salvatore

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  La Rocca Ruvolo.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, abbiamo concluso le comunicazioni,  se  siamo
  d'accordo  si  procede direttamente con il prelievo del  III  punto
  dell'ordine  del giorno: Discussione della mozione n. 559   Censura
  all'assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e  la
  pesca  mediterranea  e impegno del Presidente  della  Regione  alla
  conseguente revoca , primo firmatario onorevole Ciaccio.
     L'assessore Cracolici è presente. Se l'onorevole Ciaccio, o  chi
  per lui, la vuole illustrare.
   Scusate, siamo già alla mozione n. 559, primo firmatario onorevole
  Ciaccio.  C'è qualcuno che la voleva illustrare? Nessuno  la  vuole
  illustrare? Onorevole Foti, forse non si sente; siamo alla  mozione
  n. 559.
   Sta salendo in Aula il firmatario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  Presidente  della  Regione, dal momento che il  presentatore  della
  censura  nei confronti dell'assessore, onorevole Cracolici,  non  è
  presente,  se lei fosse disponibile possiamo passare a trattare  il
  IV  punto  dell'ordine del gionro, la discussione  del  disegno  di
  legge

   LOMBARDO. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Brevemente,   ai   sensi   dell'articolo   158,    bis
  occorrerebbe, se non sbaglio, chiudere e votare la mozione  già  in
  trattazione,  la  n.  439,  prima  di  passare  agli  altri   punti
  dell'ordine  del  giorno quindi le chiedo di  poter  arrivare  alla
  votazione della mozione. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, forse lei era assente o distratto,
  io  ho  detto:   proseguendo  i lavori  avremmo  il  seguito  della
  mozione, se nessuno è contrario passiamo direttamente a trattare la
  mozione  di  censura .  No, è contrario  adesso;  nessuno  è  stato
  contrario e siamo andati avanti.
   Abbiamo letto, presente il segretario.

   LOMBARDO.  Applichiamo il Regolamento interno, la seduta  è  stata
  appena aperta.

   DI MAURO. Vogliamo votare questa benedetta mozione n. 439?

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.47)

   PRESIDENTE.  La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, siccome  non
  ci sono misteri, noi proseguiamo da quello che si era detto ieri.
   Per correttezza, onorevole Di Mauro, mi ero rimesso all'Aula e lei
  non  c'era, però dispiace che il Segretario, l'onorevole  Fiorenza,
  ha pure contestato questa cosa.
   Si torna alla mozione di ieri senza alcun problema.

   DI MAURO. Signor Presidente, sono d'accordo.

   do finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità co-
   stituzionale promossi innanzi alla Corte costituzionale'
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito   della   discussione  della  mozione  n.  439    Disdetta
  dell'accordo  finalizzato alla rinuncia ai ricorsi  in  materia  di
  legittimità    costituzionale   promossi   innanzi    alla    Corte
  costituzionale

   PRESIDENTE.  Si torna al II punto dell'ordine del giorno:  seguito
  della  discussione  della  mozione n.  439   Disdetta  dell'accordo
  finalizzato  alla  rinuncia ai ricorsi in  materia  di  legittimità
  costituzionale promossi innanzi alla Corte costituzionale .
   La pongo in votazione.

   LOMBARDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 439.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 439.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          37
   Contrari            31
   Astenuti             1

                            (E' approvata)

   per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca  mediterranea  e
   impegno del Presidente della Regione alla conseguente revoca'
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione della mozione n. 559  Censura all'Assessore  regionale
  per  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca  mediterranea  e
  impegno del Presidente della Regione alla conseguente revoca

    PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto III   dell'ordine  del  giorno:
  discussione  della mozione n. 559  Censura all'Assessore  regionale
  per  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca  mediterranea  e
  impegno del Presidente della Regione alla conseguente revoca .

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente,  assessori, colleghi e cittadini,  io
  capisco  che c'è molto fermento e proprio da questo voglio partire,
  perché   oggi  sono  particolarmente  contento  perché   celebriamo
  l'attaccamento  alla  poltrona, e non è  un  offesa,  è  una  presa
  d'atto,  una  costatazione perché dico questo, perché ieri  per  la
  stessa  mozione tutta la maggioranza del Pd era assente, non  solo,
  con  una  nota,  Presidente della Regione,  dove  lei  chiedeva  di
  intervenire su questa mozione, e non è neanche intervenuto, quindi,
  sarebbe stato corretto come è stato detto ieri dai miei colleghi  a
  livello istituzionale che se voleva intervenire oggi avrebbe dovuto
  fare il suo intervento, ma andiamo oltre.
   Noi  oggi  stiamo  parlando, per chi ascolta,  io naturalmente  mi
  rivolgo  al  Parlamento,  ai colleghi, perché  questa  maggioranza,
  questa  Giunta,  e  a  volte  anche la Presidenza  fa  orecchie  da
  mercante,  perché da anni abbiamo chiesto e chiediamo di affrontare
  e  discutere  in  Parlamento della questione  etica  e  morale  dei
  rappresentanti  delle istituzioni, un argomento  che  il  Movimento
  Cinque Stelle chiede di affrontare con forza da oltre tre anni, che
  però doveva essere un pilastro di battaglia del Pd, perché ricordo,
  e  non sono parole mie, ma di personaggi a cui va tantissimo il mio
  rispetto, di un certo calibro e peso, dello stesso Pd, mi riferisco
  a  Berlinguer, dove ha fatto la sua lotta ed ha posto al centro  il
  problema  etico  e  morale  delle  istituzioni,  certo  poi  il  Pd
  siciliano è passato da pilastri a fuscelli che in questo momento si
  trovano  in  questa maggioranza, è ovvio che non è più  l'argomento
  principale da affrontare, eppure lo stesso Berlinguer,  - assessore
  lei se lo dovrebbe ricordare io non ero nato, nel luglio dell'81  e
  lei già faceva politica da molti anni -, sosteneva che l'etica e la
  morale  era  la  tenuta  democratica di un  intero  paese  e  delle
  istituzioni,  però, assessore, io in maniera molto sincera  a  nome
  mio  e  dell'intero  gruppo  parlamentare  voglio  sottolineare  un
  aspetto,  noi  non  vogliamo affrontare e non  è  questo  il  tema,
  l'aspetto personale, qua non è in discussione la persona Cracolici,
  come a noi e a questo Parlamento non interessa assolutamente sapere
  se  lei  si è intascato o meno dei soldi, non è questo l'argomento,
  quindi non bisogna cercare di confondere le idee, l'argomento,   il
  tema  centrale  è:  dei magistrati, perché dei  magistrati,  quindi
  un'istituzione  che  tutti  riconoscono  come  tale,  ha   smontato
  ripetutamente la sua difesa e l'ha condannata, quindi,  lei ha  una
  condanna da parte di un'istituzione.
   Ora  una  persona  condannata da parte  di  una  istituzione,  dei
  magistrati, può rappresentare le istituzioni? Questo è il tema  che
  dobbiamo affrontare.  E' eticamente e moralmente corretto  che  dei
  rappresentanti   siano  condannati?   Io  me   lo   sono   chiesto,
  naturalmente il dibattito è aperto, c'è chi tende a sminuire: ma  è
  in  primo  grado,  c'è  il secondo, ci sono  giudizi,  pensieri,  a
  livello costituzionale, qua, molti avvocati, molto più bravi di me,
  chissà che motivazioni troveranno per affermare una tesi o l'altra,
  ma  io sono partito direttamente da quel documento che per me e per
  il  Movimento  Cinque  Stelle è fondamentale,  e  si  chiama  Carta
  costituzionale, partendo già dalla Carta costituzionale abbiamo una
  risposta,  i  rappresentanti devono in maniera  onesta  onorare  le
  istituzioni  e  non  ledere la loro figura  o  immagine.  Anche  su
  questo, tutti noi colleghi, abbiamo giurato sullo Statuto siciliano
  che richiama alla stessa onorabilità delle istituzioni
   Forse, per molti la Carta costituzionale non ha alcun valore.  Per
  il  PD,  a  partire  da  quello  nazionale  che  sta  distruggendo,
  costantemente, lo Statuto siciliano, figuriamoci quanto può  valere
  per Renzi lo Statuto siciliano, e quindi, forse, qualcuno pensa  di
  mortificare  giornalmente questa carta  che,  per  noi,  ha  valore
  costituzionale.
   Però,  ripeto, già queste sono delle risposte. Già da questo,  una
  persona  che  non  vuole  ledere uno  dei  parlamenti  più  antichi
  d'Europa,   le  istituzioni,  cercare  di  dare  credibilità   alle
  istituzioni  e portare avanti principi fondativi dello  stesso  PD,
  avrebbe dovuto fare un passo indietro. Eppure, non lo ha fatto. Non
  ha  preso in mano la questione neanche il Presidente della  Regione
  perché tanto di che cosa parliamo? Di qualcuno che ha definito  una
  semplice multa la condanna della dott.ssa Monterosso ad un  milione
  e trecentomila euro. Ricordo che parliamo di soldi dei siciliani.
   Certo  con  i soldi degli altri, siamo tutti bravi in  questo.  Il
  problema è mantenere, e non ledere, la credibilità.  Il minimo  era
  restituirli,  il minimo  Quindi, non ci vantiamo di cose  che  sono
  scontate.
   Ma  andiamo  oltre. Io lo capisco che si possono dare alla  stampa
  delle giustificazioni, forse per ripulirsi la coscienza, forse  per
  dare una immagine di qualche cosa che si sta muovendo.
   Però  io  vi  chiedo, lei è stato condannato per danno  all'Erario
  dalla  Corte dei Conti, in primo grado, per la gestione  dei  soldi
  dei  siciliani in maniera  allegra  definisco e sono, anche,  molto
  più  delicato rispetto a quello che hanno detto i magistrati  della
  Corte contabile.
   Lei  può dire alla stampa che non sapeva, non è responsabile della
  gestione  delle risorse ma, io penso, il contratto  di  leasing  di
  centottantamila  euro per sole due vetture?  Il  Presidente  di  un
  gruppo  parlamentare  non  può  non esserne  a  conoscenza   Eppure
  avevamo,  perché  i deputati della scorsa legislatura,  avevano  il
  rimborso di trasporto su gomma, però bisognava apparire e servivano
  le auto blu.
   Oppure,  entrando  un po' nel merito, vado qua e  là:  ottantamila
  euro  per regali, gratifiche, brindisi, matrimoni, eventi, acquisti
  di  libri  -  dovevano essere libri eccezionali -,  cento  euro  di
  mancia inservienti - certo, i soldi non sono nostri, diamo mance  -
  festeggiamenti di compleanno ho letto.  Onorevole Laccoto, ho letto
  che il Gruppo parlamentare le ha pagato la festa di compleanno, poi
  non lo so se è vero, però questo è quello che risulta.
   Certo,  ripeto,  con i soldi che dava l'Assemblea e,  quindi,  dei
  siciliani  è  normale gestirli in questo modo, tanto il venticinque
  di ogni mese a tutti noi deputati gli undicimilacento euro arrivano
  puntuali. Sugli altri siamo molto, così, grossolani.
   Prestiti,   anticipazioni:   cinquemila   euro   addirittura   per
  celebrare  la  giunta  Lombardo - è normale che  il  PD,  certo  fa
  l'accordo,  e  paga  pure i festeggiamenti  della  nuova  giunta  -
  contributi  ad  associazioni che, e non sono  io  a  dirlo  ma  c'è
  scritto   asseritamente per finalità elettorali  - poi vi lamentate
  quando  facciamo la battaglia a molte dei componenti della  Tabella
  H,  ma  se  c'è  scritto questo un motivo c'era  -,  contributi  al
  partito,   certo   contributi  elettorali  non   bastano,   quindi,
  l'Assemblea, quindi il partito, dà ulteriori contributi al  partito
  stesso.
   E  questi  sono alcuni dei rilievi. Alcuni fondati, non entro  nel
  merito,  io  non sono un giudice, però, sicuramente, per  molti  di
  questi  lei  è  stato condannato da dei magistrati e,  proprio  per
  questo,  per  la  gestione allegra delle risorse e  dei  soldi  dei
  siciliani  noi non pensiamo che sia giusto continuare  a  mantenere
  quel posto e rappresentare le istituzioni.
   Per  questo motivo, chiediamo a questo Parlamento che per la prima
  volta  deve essere in grado di prendere una decisione per il decoro
  non dell'Istituzione, perché spesso in maniera autoreferenziale  ci
  siamo  autotutelati  e  autodifesi, ma per  l'immagine  dell'intero
  popolo  siciliano.  Oggi ognuno di noi è chiamato  a  prendere  una
  decisione. Una persona condannata può rappresentare le istituzioni?
  Per noi no
   E per questo chiediamo a tutti i colleghi di votare favorevolmente
  alla mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Cracolici.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea,  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  sarei  sincero  se  vi  dicessi  che questo  passaggio  che  stiamo
  celebrando  oggi nel Parlamento siciliano sia per me  un  fatto  di
  routine  della  vita assembleare. Sento il peso  di  un'accusa  che
  prova  a  colpirmi  in un punto che ho sempre  considerato  il  mio
  patrimonio più grande, proprio perché mio onoro di essere figlio di
  quella cultura che attiene a un grande uomo come Enrico Berlinguer,
  ovvero la moralità. Ho improntato la mia vita pubblica e privata  a
  valori quali onore e rispetto per il decoro istituzionale, ho fatto
  di  questi principi quasi una religione, anteponendo il bene comune
  alla  pratica  permanente del mio agire.  Sentire  che  oggi  viene
  stigmatizzato  il mio comportamento su principi ai  quali  mi  sono
  sempre attenuto e che ho sempre praticato con il massimo rigore,  è
  un  motivo di sofferenza che aggrava il mio stato d'animo  dopo  la
  lettura  della sentenza della Sezione giurisdizionale  della  Corte
  dei  Conti  della Sicilia. Ho scelto l'impegno politico  da  quando
  avevo  sedici  anni  -  non vorrei che fosse una  colpa,  onorevole
  Ciaccio  -  per  passione e per valori dai quali non  mi  sono  mai
  discostato,  mai,  in  nessuno dei ruoli che ho  svolto  in  questi
  lunghi  anni  sia nelle istituzioni pubbliche elettive,  che  nella
  vita  politica,  mai  ho rinunciato a svolgerli  con  il  carattere
  rigoroso  e  intransigente che sono propri anche del mio carattere.
  Non  mi  scandalizza l'uso che si può fare nella battaglia politica
  anche  su  vicende  come questa, per provare  magari  a  trarne  un
  piccolo vantaggio elettorale. La lotta politica si è imbarbarita da
  tempo e qualche responsabilità la porta anche la parte politica che
  anche  io  rappresento. La politica è cinica, in alcuni  momenti  è
  cattivissima. Ma una cosa è la battaglia aspra, anche la più  dura,
  altra cosa è attentare all'onorabilità delle persone, a quei valori
  che sono un bene immateriale superiore a qualunque bene materiale.
   So  di essere dentro una fase della storia in cui stanno cambiando
  tante  cose,  ma dover vivere questo momento dentro un  mondo  alla
  rovescia, a questo non ero preparato.
   Onorevoli  colleghi,  la  mozione  chiede  all'Aula  di  esprimere
  censura - ho capito poi essere sfiducia - nei miei confronti  e  di
  impegnare il Presidente della Regione a revocarmi la delega. Questo
  perché  ho subito una condanna nella qualità di capogruppo del  PD.
  La  mia  colpa vera è di aver fatto il capogruppo del mio  partito.
  Una  responsabilità politica che ho svolto con dedizione e  impegno
  totale  è,  invece, divenuta responsabilità di danno erariale.  Non
  una  delle spese contestate al Gruppo del PD è riferibile alle  mie
  spese personale. Non una delle spese sostenute dal Gruppo del PD  è
  stata  fatta  al di fuori dei principi dettati dai diversi  decreti
  dei  Presidenti dell'Assemblea Regionale che si sono susseguiti dal
  1984   e   fino  alla  fine  della  legislatura  scorsa.   Periodo,
  quest'ultimo,  che è stato interessato da questa  indagine  che  ha
  portato a questa condanna da parte della Corte dei Corti, seppur in
  primo  grado.  Le  modalità  di spesa delle  risorse  destinate  al
  funzionamento  del  Gruppo sono state in  gran  parte  definite  da
  prassi   preesistenti  alla  mia  nomina  a  Capogruppo,   se   non
  addirittura preesistenti alla mia elezione a deputato e  da  regole
  comuni  assunte  dal  Gruppo del PD nella sua  interezza.  Potrebbe
  tutto  ciò  già  essere sufficiente per consentire a quest'Aula  di
  esprimersi sulla mia condotta e sulle mie responsabilità.
   Ma vedete, io qui non voglio parlare se posso o meno continuare  a
  fare  l'Assessore  di  questo  Governo  -  questo  è  assolutamente
  secondario. Io oggi voglio porre un'altra questione, una  questione
  squisitamente  politica. Consentitemi, però, prima, di  esporre  il
  mio  punto  di  vista,  di  rispondere al  quesito  che  una  parte
  dell'opinione  pubblica siciliana si è posta  anche  conoscendo  il
  sottoscritto.  Cosa ha fatto il PD per beccarsi una  condanna  così
  severa?  Quali  sono le spese sulle quali siamo  stati  chiamati  a
  giudizio  di responsabilità? Ne cito solo alcune: avere erogato  un
  buono  pasto  ai  dipendenti del Gruppo per meno  di  tre  Euro  al
  giorno,  quanto in tutte le amministrazioni, compresa  questa  dove
  noi  oggi siamo, il buono pasto per i propri dipendenti non  è  mai
  stato inferiore a nove Euro; le spese sostenute per la difesa da un
  ricorso  elettorale  che chiedeva l'annullamento  del  voto  ed  in
  subordine il ricalcolo dei seggi attribuiti al PD, quindi  mettendo
  in  discussione  la consistenza del principale Gruppo  parlamentare
  all'Assemblea  Regionale  nella scorsa  legislatura;  il  costo  di
  iniziative  pubbliche per sostenere i referendum sull'acqua  e  sul
  nucleare;  le  attività  svolte dal Gruppo  attraverso  convegni  e
  manifestazioni  per far conoscere ai cittadini nei  vari  territori
  siciliani  l'azione  condotta  dai deputati  eletti  dell'Assemblea
  Regionale  scorsa  ed aderenti al Gruppo del PD;  il  pagamento  di
  sondaggi, per conoscere l'orientamento dei cittadini sul lavoro del
  Gruppo  del  PD  che  è  stato fatto nella precedente  legislatura.
  Potrei  continuare, con le corone di fiori per la morte  di  un  ex
  dipendente,  che ha contribuito a fare la storia di questo  Palazzo
  essendoci   stato  dal  dopoguerra  ininterrottamente   per   oltre
  quarant'anni  e  nel momento in cui è morto il  Gruppo  del  PD  ha
  voluto onorare quella morte con una corona di fiori in sua memoria;
  o   la  stampa  e  l'invito  dei  biglietti  augurali  firmati  dal
  Presidente  del  Gruppo e non dall'onorevole  Antonello  Cracolici.
  Sono  sicuro che se i deputati del PD, quei deputati del  PD  della
  scorsa legislatura fossero chiamati a rifare le spese fatte allora,
  con  le  regole vigenti a quel momento, li rifaremmo tutte, io  per
  primo. Saremmo dei pazzi? Saremmo degli irresponsabili? O invece il
  problema  sta  nelle regole che questo Parlamento  si  è  dato  per
  utilizzare   il  contributo  funzionale  all'attività  dei   Gruppi
  parlamentari?  Se  una  responsabilità - questa  sì,  politica,  mi
  attribuisco  - è quella di non avere fatto tutto quello  che  avrei
  potuto fare per aiutare il Parlamento siciliano a darsi regole  più
  stringenti  sulle modalità di utilizzo delle risorse  pubbliche  e,
  soprattutto,  sulla  rendicontabilità delle  risorse  assegnate  ai
  Gruppi.
   Proprio l'assenza di regole sulla rendicontazione ha creato questo
  gigantesco vulnus.
   Penso  che  questa sia la più grave colpa di questa Assemblea,  di
  quell'Assemblea che ha considerato il contributo erogato ai  Gruppi
  quasi un contributo a fondo perduto a tal punto che non esistevano,
  fino   alla  scorsa  legislatura,  norme  che  disciplinassero   la
  restituzione delle eventuali rimanenze.
   Si è preferito girarsi la testa dall'altra parte, lasciando che  i
  Gruppi  parlamentari  divenissero  responsabili  dell'utilizzo   di
  risorse pubbliche con norme non puntuali e indefinite piuttosto che
  assumere  sui  limiti  delle disposizioni  interne  una  parte  del
  problema che si è creato in questi anni.
   Soltanto in questa legislatura e sulla spinta delle regole dettate
  dal  decreto Monti, questo Parlamento si è dotato di una disciplina
  contabile più certa e più definita.
   Vorrei  che fosse chiaro che non sto parlando entrando nel  merito
  di   sentenze   che   conosco  poco  e  che  riguardano   eventuali
  responsabilità individuali.
   Sto   ponendo   una   questione  di   fondo   che   attiene   alla
  interpretazione  delle  stesse  disposizioni  varate  dagli  organi
  dell'Assemblea  regionale  siciliana negli  anni  e  alle  quali  i
  Gruppi,  al  di  là  di  chi fosse stato il  Capo  Gruppo,  avevano
  l'obbligo  di attenersi compreso - se ci fosse stato - il Movimento
  Cinque Stelle.
   Se fosse stato presente nella scorsa legislatura, al pari di tutti
  i  Gruppi costituiti nella scorsa legislatura, avrebbero anche loro
  agito in un sistema incerto e precario di norme interne.
   Si pensi ad esempio alle spese per il personale.
   Le  disposizioni a quel tempo vigenti consentivano l'utilizzo  del
  contributo   unificato  in  aggiunta  a  quello  per  i  cosiddetti
   stabilizzati  per far fronte agli oneri contrattuali,  compresi  i
  buoni pasto.
   La  Corte dei conti, invece, con la sentenza emessa qualche giorno
  fa  ha dichiarato illegittimo l'utilizzo dei fondi per le spese  di
  funzionamento  per  sopportare  costi  relativi  al  personale  dei
  Gruppi.
   Abbiamo tutti sbagliato?
   Se  sì,  chi aveva l'obbligo di fare rilevare errati comportamenti
  nelle modalità di utilizzo delle risorse destinate al funzionamento
  dei Gruppi?
   L'assenza  di  controlli  interni esime  l'ARS  da  responsabilità
  rispetto all'utilizzo dei fondi pubblici?
   Possibile  che  tutti  i Gruppi, tutti, siano  stati  travolti  da
  indagini prima penali e poi contabili?
   Possibile  che  tutti abbiano agito consapevoli  di  una  condotta
  illecita?
   Per  davvero  la  politica può accettare di essere giudicata  come
  un'associazione a delinquere senza difendere il proprio ruolo negli
  organi nei quali questo ruolo viene esercitato?
   Alla  luce  della diffusa estensione delle condotte contestate,  è
  lecito chiedersi se l'esercizio della funzione politica in Sicilia,
  in  particolare  all'interno di questo Parlamento, sia  un  fattore
  degenerativo della moralità di ognuno di noi?
   Ho detto che ho subìto una condanna, in realtà è più corretto dire
  che  il Gruppo del PD ha subìto una condanna, non per sottrarre  la
  mia  responsabilità  da  quella del PD,  ma  perché  oggetto  della
  valutazione  dei giudici è stata un'intera condotta, così  come  mi
  pare  anche  per  gli  altri gruppi, di un'intera  legislatura  del
  gruppo  del  PD che ho solo avuto l'onore di presiedere  dal  primo
  giorno  della XV legislatura fino all'ultimo giorno  in  cui  si  è
  conclusa.
   Tale  danno è stato quantificato in duecentottantaseimila  euro  e
  spicci,  non trecentoquarantamila. Ma la minore entità dell'importo
  non  attenua la gravità del giudizio. Ancorché, come ho già  detto,
  non  esistessero norme specifiche sulla rendicontazione. Il  gruppo
  del PD, invece, si era dotato sin dall'inizio della legislatura nel
  2008  e  per  la verità anche in quella precedente di  una  propria
  regolamentazione  interna,  alla  stessa  maniera  del  gruppo  del
  Partito  Democratico al Senato della Repubblica. E ha operato,  sin
  dal primo giorno, ai sensi del codice civile, ritenendosi, anche in
  applicazione di una sentenza delle Sezioni unite del  2004,  la  n.
  3335,  ritenendosi  un'associazione di fatto e  come  tale  abbiamo
  organizzato  il  nostro sistema interno con le  regole  del  codice
  civile.
   Ogni   anno  abbiamo  provveduto  ad  approvare  un  bilancio   di
  previsione   e   il  rendiconto,  su  proposta  di   un   direttivo
  appositamente  eletto  all'interno  dell'assemblea  del  Gruppo,  e
  anch'esso  appunto  previsto  dal regolamento  interno,  e  con  la
  relazione  di  un  tesoriere, anch'esso  nominato  tra  i  deputati
  aderenti al gruppo del Partito Democratico.
   Ci  siamo dotati perfino di un funzionario dirigente addetto  alla
  contabilità del gruppo che ha svolto esclusivamente questa funzione
  per l'intera durata della legislatura.
   Nessuna  delle  spese contestate, infatti, riguarda  l'assenza  di
  documentazione   contabile.  Abbiamo  prodotto  una   minuziosa   e
  dettagliata   esistenza  di  fatture  e  ricevute  consentendo   la
  tracciabilità e la certezza di tutte le spese che sono state  fatte
  nel  corso  della  scorsa legislatura che le  abbiamo  prodotte  il
  giorno  stesso  in cui la guardia di finanza ha avuto  accesso  nel
  palazzo dell'Assemblea regionale.
   Così  come  nessuna spesa allegra, voglio ribadirlo, come  invece,
  altri casi di cronaca hanno raccontato in altre regioni d'Italia, è
  stata riscontrata tra le spese del Gruppo. Abbiamo talmente operato
  con rigore che alla chiusura della legislatura abbiamo prodotto  un
  avanzo  di  gestione di circa ottocentomila euro.  Evento  talmente
  insolito  nelle  legislature precedenti che  l'Assemblea  regionale
  siciliana  ha  dovuto  chiedere, su  nostra  richiesta,  un  parere
  all'Avvocatura  dello  Stato al fine di stabilire  le  modalità  di
  utilizzo di quell'avanzo.
   Quindi  la condanna che abbiamo subito non attiene a spese  pazze.
  Attiene   ad  un'interpretazione  postuma  da  parte  dei   giudici
  rispettabili,  ma un'interpretazione postuma, delle spese  fatte  e
  approvate  dal Gruppo e giudicate invece non inerenti da parte  dei
  giudici della Corte.
   Vorrei  che  fosse  chiaro a tutti che  in  questa  sede  non  sto
  affrontando  questioni e temi che saranno oggetto del  ricorso  che
  produrremo  non appena la sentenza ci verrà notificata.  In  questa
  sede  voglio  portare una riflessione che attiene alle istituzioni,
  alla credibilità di questo palazzo, ai suoi inquilini.
   Voglio offrire queste riflessioni anche all'opinione pubblica  che
  ci ascolta, che ci giudica, a volte con rabbia.
   Siamo  uomini  pubblici.  I nostri comportamenti  hanno  rilevanza
  pubblica ed è corretto che i cittadini sappiano il perché il PD sia
  stato condannato.
   Questa   violenta   stagione   moralistico-populistica   tende   a
  stravolgere i fatti, a rappresentare tutti come espressione di  una
  elite di privilegiati, di ingordi rappresentanti dediti a una  vita
  agiata e lussuosa con i soldi dei contribuenti. Io non ci sto.  Non
  accetto  - e non accettiamo - di essere travolti da un pregiudizio.
  Non abbiamo mai utilizzato, né io ho mai utilizzato la mia attività
  per avere un vantaggio personale. Ho sempre vissuto del mio lavoro;
  non mi sono arricchito, né ho vissuto al di sopra dei miei mezzi di
  sostentamento:  la sobrietà e la modestia sono  stati  i  fari  che
  hanno  illuminato  il mio cammino. E non consentirò  a  nessuno  di
  sporcare la nostra storia e la mia storia; anche quella a cui si  è
  richiamato  l'onorevole  Ciaccio.  E  poiché  lui  on  c'era,   gli
  suggerirei di lasciare quella storia a chi l'ha vissuta e di chi  è
  figlio di quella storia, che è fatta di sacrifici e di onestà.
   Potete  sfiduciarmi. Quello ci sta, fa parte  del  teatrino  della
  politica.  Ma  non  potrete  mai intaccare  il  mio  onore,  quella
  onorabilità  di  cui dovrà essere sempre orgogliosa  mia  figlia  e
  quanti conoscono la mia storia.
   Voglio dirlo anche a nome di tutti i deputati del gruppo del PD  -
  di  quella  legislatura,  ma  anche di  questa  legislatura  -  che
  mensilmente  cedono una parte della propria indennità  personale  a
  favore  del proprio partito. Sì, per finanziare il proprio partito.
  Che per alcuni di noi, prima di essere un gruppo parlamentare è una
  comunità, partecipata da migliaia e migliaia di uomini e donne, che
  non  stanno  tutti  qui  dentro. Noi non abbiamo  mai  gestito  con
  leggerezza  le  pubbliche risorse  Ci possono essere stati  errori,
  sottovalutazioni. Io sinceramente in questi tre anni e mezzo - e vi
  assicuro che ho studiato tutte le carte - non riesco a individuarne
  alcuna; ma proveremo a convincere i giudici nel secondo grado delle
  nostre   ragioni.  Abbiamo  rispetto  per  il  lavoro   di   tutti,
  innanzitutto dei giudici, ma chiediamo rispetto anche per il nostro
  lavoro.
   Vi  è,  infine, un tema che sottopongo a quest'Aula e che  attiene
  alle  proprie prerogative. Chi deve essere il garante delle  regole
  che si è dato questo Parlamento? Chi si erge a tutela dei limiti al
  potere  di  sindacato previsti dalla legge 20/1994? Si  può  essere
  giudicati  per il titolo di un libro che si acquista? Dove  finisce
  il  potere  discrezionale  proprio degli organi  di  rappresentanza
  politica e inizia l'arbitrio?
   Questo  tema  questo Parlamento non lo ha voluto, o forse  non  ha
  potuto affrontarlo. Si è lasciato che tutto scivolasse nel pubblico
  ludibrio  dei rappresentanti eletti, per paura forse di essere  non
  in sintonia con il sentimento di liquidazione della politica.
   Nessuno  confonda  questo mio giudizio come  la  richiesta  di  un
  salvacondotto.  Se  qualcuno  ha  usato  soldi  pubblici  per  fini
  personali  va  condannato,  senza se e senza  ma.  Se  qualcuno  ha
  distratto i fondi pubblici per finalità diverse da quelle  previste
  dalle  disposizioni  interne  all'ARS  non  può  richiamarsi   alla
  discrezionalità della politica. Ma se invece siamo in  presenza  di
  una interpretazione postuma sul senso delle disposizioni a presidio
  delle  modalità  di spesa dei gruppi, allora sì  occorre  agire,  a
  tutela non di Cracolici o del PD, ma a tutela delle istituzioni.
   Cosa  vuol  dire  che tra le spese ammissibili  per  i  gruppi  vi
  fossero anche le spese per l'attività di rappresentanza? Cosa è  la
  rappresentanza? Chi definisce  il profilo della rappresentanza? Chi
  è in grado di stabilire il confine della rappresentanza?
   Cosa  vuol  dire,  ad  esempio, che il 10 per  cento  delle  somme
  trasferite  ai gruppi dal contributo unificato venissero  destinate
  per  le  esigenze, ribadisco esigenze, delle presidenze dei Gruppi,
  ferma  restando la loro autonomia? Chi aveva il dovere di  definire
  queste  esigenze? Queste cose non sono parole che sto leggendo  dal
  mio intervento, sono norme contenute nelle disposizioni con cui  si
  regola  la  modalità  di  utilizzo delle  risorse  pubbliche  o  si
  regolava  la  modalità  di  utilizzo delle  risorse  pubbliche  nel
  Parlamento siciliano.
   E'  inutile  girarci attorno. Se non si affronteranno questi  nodi
  dando  una  risposta  compiuta a questi  quesiti  la  tutela  della
  propria autonomia da parte degli organi di autogoverno dell'Ars, la
  politica siciliana rimarrà delegittimata.
   Altra cosa è il tema delle responsabilità sugli atti illeciti.  Io
  mi  auguro che il dibattito che seguirà questo mio intervento possa
  essere adeguato rispetto alle questioni delicate, che questa  lunga
  indagine,  non sostituendoci ai giudici, ma facendo una valutazione
  politica  ci lascia e lascia la politica siciliana. Paradossalmente
  voglio ringraziare i colleghi del Movimento cinque stelle anche  se
  respingo le argomentazioni contenute nella mozione e ancora  peggio
  le  argomentazioni illustrate dall'onorevole Ciaccio. Li  ringrazio
  perché,  paradossalmente, questa mozione ci  può  dare  l'occasione
  affinché  questo  Parlamento  affronti  senza  ipocrisia   non   la
  permanenza  o  meno  di  Cracolici come  assessore,  ma  i  confini
  dell'autonomia di questa nostra Regione, le sue responsabilità e il
  suo  destino quale organo principale del presidio democratico della
  nostra Sicilia.

                          (applausi in Aula)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  dibattito che da qui a qualche momento si avvierà intorno a  questa
  mozione   di   censura   nei  confronti  dell'assessore   regionale
  all'agricoltura, Antonello Cracolici, non sia altro che  il  frutto
  di  un  percorso  culturale che è stato propugnato, diffuso,  quasi
  imposto,   purtroppo  debbo  dire,  da  chi  oggi   ha   anche   la
  responsabilità del Governo regionale.
   Siamo qua stasera a celebrare, a parlare di una mozione di censura
  che  in altri tempi non sarebbe stata mai depositata. E non sarebbe
  stata mai depositata se non vi fosse stato negli anni, nei mesi  un
  clima  di  crescente giustizialismo, un clima di crescente ipocrita
  antimafia  e se vogliamo anche legalità. In questi anni, purtroppo,
  dobbiamo  dire,  onorevoli  colleghi, lo  voglio  dire  a  voi,  al
  governo, alla maggioranza, lo dobbiamo dire ai siciliani, già dalla
  campagna elettorale del 2012 voluta da una certa sinistra si iniziò
  a  puntare il dito in maniera indiscriminata su chi avesse solo  il
  sospetto  di  chi  fosse  stato  coinvolto  dal  meno  sospetto.  E
  purtroppo  oggi se ci troviamo qua non è per caso, se  ci  troviamo
  qua, in questa sede, a parlare di una mozione sulla quale non si  è
  sicuramente d'accordo nel merito, altra cosa è il metodo, non si  è
  d'accordo  per  un   motivo  molto semplice,  onorevole  Cracolici,
  perché chi le parla e chi vi parla è stato sempre garantista quando
  era  al  governo e oggi che è all'opposizione. Quando ieri  abbiamo
  sentito  il  Presidente del Consiglio dei Ministri  dire   barbarie
  giustizialista   ho  ricordato il '94 quando  venne  notificato  un
  avviso di garanzia all'allora Presidente del Consiglio dei Ministri
  che comportò la decadenza, le dimissioni da quell'alta carica salvo
  poi  ad essere il Presidente Berlusconi assolto, prosciolto da quel
  reato.
   E  allora,  caro Presidente Crocetta, lei anche, lei fa  parte  di
  quella  certa  parte politica che ha invocato e che  ha  richiamato
  l'onorevole Cracolici perché è stato lei, quando ci fu la questione
  Sgarlata a dire  se fossi io, mi sarei già dimesso . E' stato lei a
  dire,  quando  l'NCD iniziava a flirtare con il suo  partito,   non
  posso  stare  con  Mafia Capitale  riferendosi  al  sottosegretario
  Giuseppe  Castiglione.  Era  lei,  caro  Presidente  Crocetta,  nel
  momento  in  cui  vi era la battaglia tra mafia e antimafia  e  tra
  antimafia  politica o tecnico-politica e antimafia imprenditoriale,
  a  cacciare  il dottore Nicolò Marino perché si contrapponeva  agli
  interessi  di una certa intrapresa privata che oggi è  la  vergogna
  della Sicilia. Questa è la verità dei fatti.
   Lei Presidente Crocetta ha santificato gente che oggi è riuscita a
  sbeffeggiare,  a  svergognare questa Sicilia,  i  siciliani,  certa
  impresa,  certa intrapresa, onorevole Cordaro, che dava i patentini
  di  legalità, che diceva a questo e a quell'altro imprenditore  che
  poteva  avere la patente di legalità ed oggi ci accorgiamo, invece,
  che non è più così. Lo dobbiamo dire in maniera chiara.
   Onorevole  Cracolici, noi non possiamo aderire  a  questa  mozione
  perché  crediamo che lei non possa non fare gli interessi di questa
  Sicilia,  poi può sbagliare, può fare del bene e noi siamo contrari
  soprattutto  a  quel  passaggio che dice che  lei  non  faccia  gli
  interessi e non faccia il bene della Sicilia.
   Noi  respingiamo ai colleghi del Movimento Cinque  Stelle  ma,  al
  contempo, le diciamo purtroppo lei è entrato nel tritacarne del suo
  stesso partito ed io le voglio dire con molta franchezza quando due
  anni  fa, in quest'Aula, in maniera serena c'era un dibattito molto
  aspro,  un  dibattito  anche, se vogliamo, dilaniante  tra  il  suo
  partito, lei, il Presidente della Regione, che quando per un attimo
  lei  annunciò  dei sospetti di possibile ribaltone che  il  centro-
  destra  potesse fare con il centro-sinistra, io le  ricordai  e  le
  dissi   onorevole  Cracolici, io non la  ripagherò  con  la  stessa
  moneta,  come  lei pagò qualche anno fa facendo il ribaltone  nella
  legislatura precedente .
   Stasera  io le dico che a quella ipocrita antimafia, a quel  finto
  giustizialismo  della sua parte politica noi non vogliamo  ripagare
  con  la stessa moneta. Noi questa mozione non la condividiamo,  nel
  merito  non  possiamo condividerla, però, riteniamo  anche  che  le
  contraddizioni del suo Governo, del Presidente Crocetta e della sua
  parte   politica   oggi  siano  purtroppo  spiattellate   tutte   e
  svergognate dinnanzi ad un'intera opinione pubblica che vi  giudica
  e, soprattutto, vi considera non positivamente.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  in
  momenti  come  questi bisogna esprimere senza  se  e  senza  ma  il
  proprio convincimento. Purtroppo, non so se riuscirò a dare durante
  il  periodo di voto il mio voto perché dovrò andare via per  motivi
  personali.
   Voglio  solo  esprimere il mio voto contrario, anche perché  credo
  che  ci  troviamo non di fronte ad una condanna di giudici ordinari
  ma  siamo in un momento in cui vi è un'interlocuzione dal punto  di
  vista dei giudici contabili, è una condanna non definitiva.
   Al  di  là del merito, nel quale non entro, voglio dire al collega
  che  poco  fa ha citato non so che cosa, comunque io credo  che  ha
  detto bene - almeno così c'è scritto nel titolo - perché ho appreso
  proprio oggi, dopo il suo intervento, che c'era una somma di  69,00
  euro per un fantomatico mio compleanno.
   Se  va  a  vedere bene le carte si tratta di dipendenti che  hanno
  preso  al  bar,  credo il bar Santoro, delle cose e per  sbaglio  è
  stato  scritto per il compleanno ma io quella notte ero in  Aula  a
  votare.
   Si  tratta  solo  di questo, volevo solo dire di non  preoccuparsi
  perché da parte mia non c'è stato nessun festeggiamento a spese del
  Gruppo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi,  onorevole  Cracolici,  intanto  io   desidero
  rassegnarle la mia solidarietà umana, perché prima di occuparci  di
  tutto quello che nelle istituzioni, per responsabilità di tanti, di
  alcuni in particolare, probabilmente di lei molto in particolare, è
  andato  a  catafascio, dovremmo provare a recuperare quei  rapporti
  umani   e  personali  che,  troppo  spesso,  purtroppo,  nell'agone
  politico  vengono  dimenticati e quindi la premessa  è  doverosa  e
  sentita.
   Però,  onorevole Cracolici, io oggi la scopro garantista e  scopro
  una  persona  nuova che, per chi come me che da  26  anni  è  nelle
  Istituzioni,  diventato consigliere di quartiere e  poi  presidente
  del  quartiere  XIV  di Palermo nel 1990, la scopre  persona  nuova
  perché conosce la sua storia, perché l'ha seguita, perché ha  letto
  quello  che  lei ha detto, ha costatato quello che  spesso  lei  ha
  fatto.
     Onorevole Cracolici, con tutto il rispetto della premessa, lei è
  stato  uno  degli  alfieri a Palermo e in Sicilia di  una  Sinistra
  forcaiola che spesso, quasi sempre, ha demonizzato l'avversario.
   E' stato l'alfiere di una Sinistra estrema che si è nutrito, al di
  là di quello che oggi si vuole rappresentare, in qualche modo anche
  delle disgrazie dell'avversario politico.
   Onorevole  Cracolici, io intervengo con molta  sofferenza,  perché
  comunque è una vicenda umana che certamente dispiace, però, io  non
  le  citerò  i nomi di tutti coloro che, per un semplice  avviso  di
  garanzia  - e oggi non sono più in quest'Aula - sono stati  da  lei
  attaccati; non lo farò anche perché lei lo sa, li conosce.
   Io  le  preannuncio,  fin da subito, che non  parlerò  neanche  di
  cialde  di  caffè perché tutto quello che lei ha detto  nel  merito
  della gestione io lo condivido, però, onorevole Cracolici, lei è il
  massimo  responsabile,  perché  quest'Aula  in  quella  legislatura
  veniva  gestita  da  lei;   è il massimo responsabile  politico  di
  quella  resa, una resa della politica che, onorevole Cracolici,  fu
  dettata  -  questo  è vero - da un'assenza di regole,  ma  è  stata
  dettata,  soprattutto,  dal  fatto  che  chi  aveva  il  prestigio,
  l'esperienza, e chi avrebbe dovuto avere la forza per  stabilire  i
  limiti  tra l'operato della magistratura contabile e le prerogative
  parlamentari, non fu in condizione di mettere i giusti  paletti,  e
  se   tutto  questo  oggi  accade  è  colpa  di  chi  nella  passata
  legislatura,  ribadisco, con autorevolezza avrebbe potuto  farlo  e
  non lo ha fatto.
   Allora,   onorevole   Cracolici,  io  tutto  questo   sentivo   di
  doverglielo   dire,   con   la  franchezza   che   mi   ha   sempre
  contraddistinto  e  con la franchezza anche  del  nostro  rapporto,
  quasi  mai  in sintonia ma sempre chiaro, e sentivo di  doverglielo
  dire  perché  le  preannunzio che io voterò contro  la  mozione  di
  censura  dei  colleghi del Movimento Cinque Stelle, ma  non  voterò
  contro perché mi aspetto da lei qualcosa, perché lei è e resta  mio
  avversario  politico,  io voterò contro non  soltanto  perché  sono
  garantista  sempre, soprattutto nel caso di un  condanna  di  primo
  grado  e  della  Corte di Conti, ma perché io ritengo  che  qui  la
  decisione  è  tutta sua: se lei in piena coscienza sente  di  poter
  permanere nel suo ruolo di assessore regionale all'Agricoltura,  io
  ne  prendo  atto e le dico  vada avanti ; lei ha detto  io  non  ho
  rubato   ed  io  ci  credo, e mi auguro,  anzi,  che  assai  presto
  intervenga un provvedimento conclusivo, che è quello del decreto di
  archiviazione  che  metta  la  parola   fine   a  questo  pezzo  di
  indagine, però, onorevole Cracolici, la censura politica,  non  nel
  voto  ma nei fatti, per quella che è una storia diversa, per quanto
  mi riguarda resta.
   Concludendo,  le  voglio dire che, se il peso di  questa  condanna
  erariale   le  è  lieve,  continui  nel  suo  lavoro.  I  Siciliani
  giudicheranno.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anzitutto
  vorrei  guardare a quest'Aula e farla riflettere sullo  stupore  di
  vedere   finalmente  l'assessore  Cracolici  riferire   su   questa
  questione, dato che non ha sentito il bisogno di venire qui in Aula
  prima  di sua iniziativa a riferire su questa vicenda che riteniamo
  gravissima. Vederlo con degli appunti leggere un'arringa di difesa,
  un'arringa  che  più  volte  ha teso a volere  mitigare,  a  volere
  estendere delle responsabilità prima sul partito, poi addirittura a
  chiunque   si  potesse  trovare  nelle  condizioni  in   cui   oggi
  l'onorevole  Cracolici  si  trova,  cioè  di  rispondere  a   delle
  responsabilità  precise che i capigruppo hanno, responsabilità  che
  gli  vengono consegnate, responsabilità che vengono remunerate  nei
  casi  degli  altri  gruppi parlamentari, a cui  oggi,  stranamente,
  diciamo si va così a sminuire, non parliamo di bruscolini, parliamo
  di oltre 270 mila euro che vengono contestati per uso improprio.
   Nell'elenco che ha presentato l'onorevole Cracolici, vengono messe
  e  non si va a discutere di argomenti seri, si va quasi a sminuire,
  si  è  fatto  un  ricorso, si sono fatti dei saluti,  degli  auguri
  natalizi.  Bene,  Presidente, se noi continuiamo a  pensare  che  i
  Siciliani  possano contribuire pagando affinché noi, con  i  nostri
  gruppi  parlamentari,  anziché  condurre  un'attività  parlamentare
  ancora  nell'era di internet ci mettiamo a mandare bigliettini  per
  Pasqua  e  per  Natale,  se  continuiamo a  spacciare  come  grande
  famiglia  un  gruppo  dove  persino una  corona  di  fiori  per  un
  lavoratore del proprio gruppo viene pagata con i soldi del  gruppo,
  oppure  dei  pasticcini per festeggiare i propri  amici,  i  propri
  colleghi,  vengono addebitati ai soldi del gruppo -  ricordo  soldi
  che  ci  si ritrova sulla carta del gruppo pagati dai contribuenti,
  non  soldi  personali  -  bene non sto qui ad  insegnare  niente  a
  nessuno,  ma  se uno dei miei colleghi fa il compleanno  o,  ahimé,
  qualcuno  dei  nostri colleghi dovesse lasciarci, di  certo  questa
  grande famiglia non potrebbe finanziare persino la corona dei fiori
  con i soldi del gruppo.
   E  il capo di un gruppo responsabile, che deve supervisionare, non
  può  lasciarsi  andare a queste leggerezze. Queste sono  leggerezze
  imperdonabili  che,  nel ruolo di assessore, Presidente,  un  ruolo
  così  importante in un settore strategico che da qui  a  pochissimo
  tempo  vedrà gestire risorse per oltre due miliardi, a noi  non  ci
  sembra una cosa così pacifica
   Per  noi  è un fatto gravissimo, di credibilità delle istituzioni,
  nei riguardi dei siciliani e non solo anche verso che, da fuori, ci
  guarda.  E  mi  stupisco com'è che non si faccia un passo  indietro
  motu  proprio senza arrivare a fare processi, perché non  è  questo
  che stiamo facendo. Ci sono le sedi opportune.
   Però,  Presidente,  in  questa Aula, come hanno  ricordato  prima,
  abbiamo  visto  annegare un assessore solo perché  era  di  cattivo
  gusto che ci fosse un assessore con, in atto, un procedimento.
   E queste furono parole, proprio, del Presidente. Bisognava fare un
  passo indietro.

   CROCETTA, presidente della Regione Ma a proposito di chi?

   FOTI.   Dell'assessore  Sgarlata,  che  quando  ebbe  questo   suo
  procedimento,   subito   si  volle  lasciare   intatta   l'immagine
  credibile, l'immagine di una giunta.
   Adesso la riflessione non va bene. Chissà perché? Questa casa  del
  PD,  mi  dispiace dirlo, somiglia tanto ad una casa delle  libertà,
  libertà   a   cui   ci   si  è  lasciati  andare   con   senso   di
  irresponsabilità,  ed  oggi si vuole far fare  carico  a  tutti  di
  fronte all'opinione pubblica di un atteggiamento.

          (Applausi dai deputati del Movimento Cinque Stelle)

   Si sono dilapidati duecentocinquantamila euro di soldi pubblici  e
  lei  sa con quanta attenzione, buon senso personale, si possa anche
  andare a correggere il tiro. Qui non stiamo a puntare il dito sulle
  sciocchezze.  Questi sono fatti gravi e se, oggi, i  cittadini,  la
  stampa,  i  media  ridicolizzano la politica, è a causa  di  questi
  fatti. Non è perché ci si improvvisa giustizialisti  Perché ci sono
  dei  motivi veri e concreti e ognuno dovrebbe assumersi le  proprie
  responsabilità.
   Io  vorrei dire che, in altre regioni dell'Europa - questa  Europa
  di cui facciamo parte - ministri degli interni, segretari politici,
  presidenti  di partiti si sono dimessi per fatti simili, contestati
  (acquisto  di  sigari,  noleggio di  auto  in  leasing),  prima  di
  arrivare al giudizio per amore di chi si rappresentava, dei  propri
  partiti e delle istituzioni.
   Il  gesto  di  dignità  è stato fatto, quello  di  fare  un  passo
  indietro.
   E  così l'onorevole Cracolici potrà, serenamente, difendersi nelle
  sedi  opportune,  questo  gli è dato  e  gli  auguriamo  di  potere
  chiarire,  ma  lo  faccia da deputato non da rappresentante  di  un
  Governo,  in  un settore strategico - lo ribadisco -  senza  volere
  sminuire  i settori degli altri suoi colleghi, e questo per  ridare
  la dignità, tanto vituperata, a questa istituzione. Ed è per questo
  che  chiediamo,  convintamente, ai  colleghi  di  riflettere  e  di
  pensare che oggi qui non è che chi voterà  sì  o chi voterà  no  lo
  farà  per  rispetto  delle  istituzioni. Forse  qualcuno  lo  farà,
  semplicemente,  per difendere una poltrona, perché ogni  volta  che
  qui  si  parla di poltrone l'Aula si riempie. E, allora, Presidente
  queste  mozioni di censura vede come restituiscono la presenza  dei
  colleghi?
   Tutti  qui  mentre  ieri  e  gli altri giorni  l'Aula  era  vuota.
  Ribadisco ancora il concetto. Qui si difendono posizioni, poltrone,
  che nulla hanno a che vedere con il ruolo che stiamo svolgendo.  La
  fiducia  che  i  siciliani hanno dato ad ognuno di noi,  quella  di
  portare  la  loro  voce all'interno di questo Parlamento,  per  una
  parte  di  questo Parlamento, di governare questa Regione,  oggi  è
  minata dall'infamia, dalla mancanza di assunzione di responsabilità
  e voglio ricordare a tutti che tendere a sminuire queste situazioni
  è  il  primo, il peggiore, il più grave danno che viene fatto  alla
  politica, quella con la  P' maiuscola.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cercherò
  di  essere telegrafico in una valutazione che deve ancora  assumere
  dei  contorni  chiari e vorrei riportare l'orologio ad  un  anno  e
  mezzo  fa  perché sono certo che, se l'onorevole Cracolici  dovesse
  aprire la sua rubrica e cercarmi nell'elenco dei suoi amici, non mi
  troverebbe  e nell'elenco degli alleati politici mi troverebbe  con
  difficoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Addirittura

   TURANO.  Però,  un  anno e mezzo fa l'onorevole  Cracolici  -  non
  dimentichiamo  le  cose - ha dato testimonianza  di  serietà  e  di
  correttezza e lo ha fatto all'indomani, forse lo stesso giorno

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Un'ora dopo.

   TURANO.  Un'ora  dopo, onorevole Cracolici, dalla notifica  di  un
  avviso di garanzia che lo riguardava e lo riguardava per fatti  che
  si ascrivevano alla sua condotta politica di gestione dell'attività
  del gruppo parlamentare.
   Io  ricordo  che non esitò a venire in quest'Aula - cosa  che  non
  fece  nessuno e che non aveva fatto nessuno - ad informare di  cosa
  si  trattava. Io apprezzai quell'intervento. Quando finì, mi  alzai
  per  stringere la mano e ricordo che trovai la mano sudata,  di  un
  uomo sofferente che, con onestà intellettuale, avvisava l'Assemblea
  di  quello  che  era  successo. E non sono per  difenderlo.  Vorrei
  capire  se siamo qua per parlare di un processo politico, se  siamo
  qua  per parlare di un processo contabile, se siamo qua per parlare
  di un processo penale.

   FORMICA. Che è ben altra cosa

   TURANO.  Bravo.  Io  non  parlerò di  nessuno  di  questi,  vorrei
  soltanto  dire  che al danno si aggiunge la beffa. L'unica  persona
  che venne a informarci sembrerebbe, seppur formalmente indagata  in
  quanto  ancora  non  è stato emanato il decreto  di  archiviazione,
  l'unica  che  non ha commesso un reato penale. Ed è chiaro  che  il
  confine  tra  il  reato  penale  e la  responsabilità  contabile  è
  diverso.  Il  confine  di una responsabilità  penale  è  quando  si
  ascrive  ad una persona una condotta che costituisce un reato.  Una
  condotta  contabile,  seppur conclamata da una  sentenza  di  primo
  grado,  determina, secondo me, una responsabilità che  va  chiarita
  nelle sedi opportune. Noi abbiamo, da uomini delle istituzioni,  il
  dovere di prendere atto che l'onorevole Cracolici farà i ricorsi  e
  proverà  a chiarire le cose che gli sono state contestate. Io  sono
  certo  che,  in  questo chiarimento, essendo  venuta  meno  la  sua
  responsabilità penale perché non ha preso dei soldi,  avrà  modo  e
  tempo  di  dimostrare come le condotte che sono  addebitate,  fanno
  parte  di  interpretazioni  postume su cui  è  legittimo  avere  il
  dubbio.  E'  legittimo  avere il dubbio,  onorevole  Cracolici.  Io
  quindi,  anche a nome degli amici di NCD, con i quali ho  condiviso
  questo intervento, le dico serenamente di continuare il suo lavoro,
  non  perché voglio fare una cortesia - perché sono una persona  che
  rispetta  le  regole  della democrazia - e  le  dico  che  noi  non
  sosterremo la mozione di sfiducia perché siamo certi - così come ha
  fatto nelle altre sedi giudiziarie - che anche in questa riuscirà a
  dimostrare la sua correttezza.
   Questo  non significa che l'onorevole Cracolici, in altri tempi  e
  modi della politica, non abbia assunto atteggiamenti diversi. Ma io
  credo  che  c'è  un tempo per ripensare su tutto ed  io  credo  che
  questa Assemblea non si debba fare trascinare da chi - come dire  -
  è  portato  a  speculazioni,  o  da chi  ritiene  che,  con  questi
  atteggiamenti, tutto possa essere travolto. Buon lavoro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  sottolineare, a proposito di questa mozione di sfiducia, non  tanto
  il  fatto che il voto, o meglio ancora la firma, in questa mozione,
  non sia stata chiesta agli altri parlamentari, perché ritenevano di
  non  avere,  in  questo  senso, alcuna solidarietà,  o  perché  era
  interesse loro cercare di rendere il più visibile possibile  l'atto
  demagogico che è insito in questo atto parlamentare. Qui  si  vuole
  sancire un principio tra coloro che stanno con le persone per  bene
  e  gli  onesti  e  tra coloro i quali, invece, non  lo  sono  e  si
  misurano  nel  voto  di questa mozione tentando di  trasmettere  ai
  siciliani  un messaggio che vuole essere solo ed esclusivamente  di
  natura demagogica, e questo credo che sia un fatto molto grave. Non
  perché  noi  stessi vogliamo fare la difesa di questo Parlamento  o
  dei  parlamentari che sono in quest'Aula, ma perché è interesse  di
  qualcuno manifestare, laddove vi è utilizzo di risorse e, comunque,
  una  condanna,  che è sempre una condanna in primo grado  da  parte
  della  Corte  dei  Conti,  lanciare  un  messaggio  che  in  questo
  Parlamento,  i parlamentari nella legislatura passata -  e  chissà,
  anche in questa - con i soldi pubblici fanno quello che fanno.
   Su  questo  vorrei che i colleghi riflettessero,  perché  non  c'è
  ombra  di  dubbio che qui la mozione non riguarda storie politiche,
  non riguarda la storia politica dell'onorevole Cracolici, perché se
  dovessimo  addentrarci  in questo io credo  che  potrei  certamente
  affermare   che  l'onorevole  Cracolici  è  un  uomo  del   Partito
  Democratico,  un importante esponente del Partito Democratico,  che
  ha  avuto comportamenti ondivaghi tra quello che ha compiuto  nella
  scorsa legislatura sul piano politico e quello che compie in questa
  legislatura  ed  il Cracolici di questo inizio legislatura,  del  5
  dicembre,  fin  quando  è  diventato  Assessore,  allorquando   non
  considerava  nulla  del Presidente Crocetta ed ora,  invece,  è  in
  Giunta e condivide ogni passaggio politico.
   Ma  ritornando  al  merito della questione, che è  proprio  questa
  vicenda di natura giudiziaria, nessuno ha messo in rilievo  che  il
  processo  dinnanzi  alla  Corte dei conti  è  un  processo  diverso
  rispetto  al giudizio ordinario, laddove possono essere argomentati
  fonti  di  prova, laddove possono essere argomentate testimonianze,
  laddove l'accusato può mettere in campo tutta una serie di attività
  che  sono  a sua tutela. L'attività del magistrato che esamina  dal
  suo punto di vista - mi riferisco al processo della Corte dei conti
  -  è un magistrato molto rigido che preleva le carte, attraverso la
  Guardia di finanza, le esamina e procede senza alcuna - mi permetto
  di  dire  - ulteriore attività istruttoria e va avanti per  la  sua
  strada.
   E'  certamente un fatto che ci siamo trovati tutti quanti addosso,
  tenendo conto che nessun caso di parlamentare  Batman  c'è stato in
  questo Palazzo né nella scorsa legislatura né in quelle passate, ma
  ci  sono  state attività che i Gruppi parlamentari hanno esercitato
  per  cercare di accrescere quella che è la capacità dei  Gruppi  di
  esprimere la propria azione politica attraverso i disegni di legge,
  attraverso  i  convegni e tutte le attività  che  sono  connesse  a
  quello che è il Gruppo parlamentare.
   Non   dobbiamo  dimenticare  che  il  Gruppo  parlamentare  è  una
  struttura  che  scaturisce  dalla  Presidenza  dell'Assemblea   che
  affida,  secondo  un dato elettorale, la scelta  dei  parlamentari,
  l'istituzione  di  un  Gruppo e l'utilizzo del  denaro.  Il  Gruppo
  parlamentare è un soggetto privato.
   Questa  disquisizione,  non  per  legge  ma  per  sentenza   della
  Cassazione  con cui si è acclarato che il denaro è  pubblico  e  di
  guisa  che  tutto ciò che viene gestito deve avere le  forme  quasi
  della  contabilità,  credo che questo abbia  portato  una  notevole
  discrepanza fra quello che doveva essere fatto e quello che è stato
  fatto.  Nessun  caso eclatante di prelievi di soldi ad  personam  o
  utilizzo,  come è stato fatto in altre Regioni da parte  di  alcuni
  parlamentari che hanno pagato spese di matrimoni o di  battesimi  o
  di regalie straordinarie fra loro stessi.
   Per  quanto ci riguarda, onorevole Cracolici, non ci prestiamo  ad
  operazioni  demagogiche. Credo di potere affermare che, per  quanto
  ci   riguarda  così  come  altri  colleghi  dell'opposizione   sono
  intervenuti, ci siamo sempre contraddistinti per essere garantisti,
  non  certo  come  il  Partito Democratico che  si  contraddistingue
  sempre  per  la  ricerca di chi è il colpevole  e  senza  ulteriori
  procedimenti,  per  una questione di etica e  morale,  si  invitano
  sempre gli eventuali responsabili alle dimissioni.
   Noi abbiamo un'opinione diversa, ma non perché il giudicato sia al
  primo  grado.  Anche se dovesse essere - per quanto ci  riguarda  -
  sentenza  definitiva  è  un procedimento di natura  amministrativo-
  contabile   che  sta  seguendo  le  sue  sorti,  a  lei,  onorevole
  Cracolici,  spetta  la difesa e, mi permetto di dire,  purtroppo  -
  ahimè   -  per tutti quanti si tratta di responsabilità  di  ordine
  personale,  non  sono responsabilità del PD. Il PD  è  un  soggetto
  politico che non gestisce, non maneggia denaro. Ognuno di noi ha la
  propria responsabilità; anche io ho le mie responsabilità - lo dico
  con  molta  franchezza - e anche io avrò il compito  di  difendermi
  dalle relative accuse.
   Tuttavia,  pur  avendo esposto i rilievi che formuliamo  alla  sua
  condotta di ieri e di oggi, sul piano politico riteniamo che questa
  mozione non doveva nemmeno essere messa in discussione. E' talmente
  fuorviante,   demagogica  che  non  meritava  l'apprezzamento,   la
  discussione, il tempo e il denaro che stiamo spendendo  per  questa
  seduta.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo
  iniziato  questa seduta di Assemblea  e nei giorni  scorsi  abbiamo
  impegnato tutto il Paese sul referendum  trivelle .
   Invero, in questi giorni ci sono stati più di 400 dispersi in mare
  e  né  l'Assemblea  né  i Deputati, nessuno  si  è  mobilitato  per
  ricordare  i  morti  in mare e  scommetto che  se  una  persona  si
  mettesse  sotto questi impianti di trivelle a respirare la sostanza
  che  inquina il mare probabilmente la stessa persona morirebbe  fra
  200 anni.
   Ieri  o l'altro ieri 200-400 dispersi e c'è la totale indifferenza
  e  ci  intersechiamo solo su battaglie di carattere  politico,  non
  sulla  sostanza,  e questo è il Parlamento che ha  avuto  impugnate
  molte  leggi   - e questo sì che è un danno all'Erario -  impugnate
  dalla  Corte, prima dal Consiglio dei Ministri, poi rivoltisi  alla
  Corte, ci hanno riso in faccia.
   Ora, vale la pena sottolineare - non me ne vogliano i colleghi del
  Movimento Cinque Stelle, molto spesso non ho condiviso, altre volte
  ho  condiviso  -   io  ritengo che i maggiori azionisti  di  questo
  sfacelo  di  leggi,  appalti e province, sia proprio  il  Movimento
  Cinque Stelle.
   Certamente, oggi, possiamo adottare questo criterio; ma, una volta
  esaurito  quel  criterio, può essere che qualche giudice  di  vario
  livello  e  di varia categoria, può essere che domani  comincerà  a
  perseguire  l'Assemblea, anzi, forse, il dibattito anche nazionale,
  quando si presenta un emendamento se non è ben studiato rischi pure
  di essere indagato, quindi già si comincia ad entrare nel merito di
  ciò che fanno le assemblee legislative.
   Io  starei molto attento a questo clima e a questo metodo  che  ci
  diamo  tutti, perché è un metodo sbagliato e butta fango su  tutti.
  Nessuno  uscirà vivo da questo gioco al massacro perché è così   Se
  domani  sarà  chiamato  a  governare il  Movimento  Cinque  Stelle,
  nemmeno  per  loro  ci  saranno sconti, ma non  perché  andranno  a
  legiferare  in modo distorto, ma perché è talmente tanto  il  danno
  che  si  è  fatto  in passato, ma non due anni fa,  in  un  passato
  remoto,  quando  padri di quest'Assemblea e di questi  scranni  con
  politiche  molto  libere vedendo le assunzioni come  ammortizzatori
  sociali, solo nella cosa pubblica. E' questa l'onestà intellettuale
  che manca.
   Oggi  criticheremo loro, domani verranno a criticare  voi,  perché
  non  potranno esserci per tutti le risposte. Non c'è un  linguaggio
  chiaro.  Sull'onda  dell'odio la risposta è immediata,  ma  lascerà
  scontenti  nel  giro di uno, due anni, perché poi  quando  le  mani
  rimarranno  vuote perché l'odio poi si dissolve nell'aria  dopo  un
  anno  o due; quando sei chiamato tu a governare è storia per tutti.
  Non  cito  leaders, non mi schiero con nessuno. Ma tutti  i  grandi
  leaders  degli  ultimi  vent'anni  che  hanno  fatto  sognare   gli
  italiani, hanno sognato appena sono stati chiamati a governare, poi
  il  malcontento  li sovrasta, ma non perché fanno qualche  cosa  di
  sbagliato, ma le risposte per tutti non possono mai arrivare.
   Allora,  ritengo  che da qui possa partire una  lezione  che  vale
  intanto  per il sottoscritto. Abbassiamo i toni, certamente  ognuno
  votando la mozione, io non la censuro la mozione. Avete fatto  bene
  a  presentarla. Peccato che sarà bocciata  Io voterò contro, ma  ne
  avete  tutto il diritto. Però non è questa mozione che fra mezz'ora
  risolverà  tutti i problemi. Vediamo di calendarizzare delle  norme
  serie, non facciamocele impugnare, perché quanti scienziati abbiamo
  in  quest'Aula, giuristi, che sono veramente giuristi, sulla carta,
  ma sono quelli che ci hanno fatto sbattere la faccia al muro.
   Allora, penso che bisogna essere meno professionista e con un  po'
  più  di  umiltà  deve sentire gli umori, ma gli umori  delle  reali
  necessità,  cioè quelle risposte che nell'immediatezza,  seppur  in
  numero  minore rispetto alla protesta, la protesta arriva a  tutti,
  ma le risposte concrete non possono arrivare a tutti.
   Quanti  posti di lavoro può creare l'Assemblea regionale siciliana
  se  non  c'è  un contributo virtuoso fra tutti gli organismi  dello
  Stato?   Non  potrà  mai  arrivare;  come  la  mozione  precedente,
  certamente  non  l'ho  votata, ma fa  riflettere  la  strategia  di
  arrendersi  da  parte della Regione di fronte allo  Stato.  E'  una
  riflessione che deve essere consegnata a tutti. Per cui, un po' più
  di  umiltà, ma secondo me non può essere il gioco al massacro della
  vendetta di turno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
  onorevoli  colleghi, casi come quello di cui ci occupiamo finiscono
  con  il  dividere la politica in due comode categorie che diventano
  anche alibi per i comportamenti ai quali ognuno vogliamo improntare
  la  nostra  azione:  da  una  parte  i  garantisti,  dall'altra   i
  giustizialisti.
   E'  chiaro che l'insidia, nell'uno e nell'altro caso, è sempre  in
  agguato. Credo sia questo il parere della pubblica opinione che, in
  questo momento, ci sta seguendo da casa: da una parte l'insidia  di
  apparire  giustizialisti da parte del Movimento Cinque Stelle,  che
  si  è  intestato questa legittima iniziativa d'Aula, dall'altra  il
  rischio  di  apparire in quest'Aula come una  sorta  di  devoti  di
  Sant'Agata,  o  se preferite di Santa Rosalia, di quelli  cioè  che
  tengono  il cordone; il cordone della solidarietà per tenere  tutti
  uniti: politici chiacchierati e politici che appaiono perbene.
   Io  vorrei tirarmi fuori da queste due categorie, ed è chiaro  che
  non parlo da Presidente della Commissione antimafia - non ne ho  in
  questa sede il titolo, perché nessuna azione su questo documento  è
  stata  concordata  con  i  colleghi della Commissione  -  parlo  da
  deputato;  da  deputato dell'opposizione che non  ha  alcuna  stima
  politica  nei confronti dell'avversario Cracolici, ma che ha  stima
  sul  piano  umano  dell'avversario  Cracolici.  Stima  politica  si
  intende  alla sua appartenenza di Governo, non certo a  giudizi  di
  carattere  morale.  Per certi aspetti mi fa  anche  antipatia,  per
  questa  supponenza e aria di arroganza che, ogni tanto, il  collega
  Cracolici  assume.  I  più  anziani  mi  spiegano  che   è   frutto
  dell'anzianità, come se fossimo in una caserma, dove il soldato più
  anziano si può permettere atteggiamenti che in altre sedi

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Anche se sono tra i più giovani

   MUSUMECI.  Sarà  fra  i più giovani, ma l'età  di  appartenenza  a
  quest'Aula la ascrive a un categoria di  anziani .
   E  però,  non c'è dubbio che l'uso giudiziario in politica rimane,
  ancora  oggi,  un tema di grande attualità. Oggi, non  soltanto  in
  questi  mesi,  oggi, 20 aprile. Basta leggere i giornali  e  capire
  come si sia divisa la sfera del mondo politico da una parte - o  di
  una  parte del mondo politico - con le dichiarazioni del Presidente
  Renzi   e,   dall'altra,  con  le  dichiarazioni   del   Presidente
  dell'Associazione nazionale magistrati.
   E allora, signor Presidente, io con molta serenità voglio dire che
  il giustizialismo forcaiolo non mi è mai piaciuto.
   Ricordo che quando scoppiò la tangentopoli nella mia città con  19
  arresti eccellenti, io ero segretario provinciale del mio partito -
  del  Movimento Sociale Italiano, allora ancora all'opposizione -  e
  non mi accanii contro quello che accadeva; prendevo atto della fine
  della  prima  repubblica, una fine ineluttabile, inesorabile,  come
  noi avevamo sempre previsto accadesse.
   La politica non si fa col giustizialismo, ma non si fa neanche col
   volemosi bene , perché non serve. Non serve alla società civile, a
  quella  società  che  ci segue e ci condanna  come  un  implacabile
  pubblico  ministero, dimenticando a volte, quella  società  civile,
  che  in definitiva noi siamo il risultato della loro scelta. Ognuno
  di  noi  è frutto di un voto popolare, reclutato in mille modi,  ma
  certamente  siamo frutto di una scelta. E dico sempre, quando  vado
  nelle  scuole,  che  una  società civile sana  esprime  una  classe
  politica  sana. Una società civile malata esprime un ceto  politico
  malato.
   Si  rassegni, quindi, la società civile perché noi siamo  il  loro
  specchio  nella  logica della democrazia. Certo,  c'è  una  società
  civile sana e c'è una società civile corrotta e adusa alle pratiche
  ed   ai   metodi  clientelari.  E  però,  tutto  questo   non   può
  autoassolverci e non può neanche farci dimenticare  -  e  qui  oggi
  pomeriggio  non  è  stato  ricordato mi  pare  -  che  la  politica
  all'Assemblea  regionale  siciliana ed al  Palazzo  d'Orléans,  per
  tanti  decenni,  non  è stata certamente esempio  di  coerenza,  di
  trasparenza e di pulizia. E per i metodi applicati all'interno  dei
  Gruppi parlamentari, di tutti i Gruppi parlamentari, certamente non
  c'è stato mai alcuno che avesse invocato la scrittura delle regole,
  perché l'assenza di regole faceva comodo a tutti.
   E siamo talmente complessati noi deputati, noi politici - ed io mi
  sento  onorato  ed orgoglioso di esercitare l'arte della  politica,
  arte  nobile  e antica quanto l'uomo - siamo talmente  soggezionati
  che  quando  andiamo nelle televisioni o andiamo  nelle  piazze  al
  pubblico  confronto non abbiamo mai il coraggio di dire che  questa
  Assemblea  si è autodecurtata di oltre il 40 per cento  la  propria
  indennità.
   Subiamo  gli  attacchi degli altri, ma non abbiamo il coraggio  di
  dire quanto di buono - poco, in verità - è stato fatto negli ultimi
  anni; e che il discorso della pensione, bastando due anni e mezzo e
  un giorno, non c'è più; e che l'equiparazione alla norma del Senato
  per  il  trattamento economico non è più applicata; e che anche  se
  fai 5 anni di mandato non hai più 3 mila euro di liquidazione e  di
  pensione. Non abbiamo il coraggio di dirlo  Eppure, è stata  questa
  Assemblea,  in questa legislatura - e va dato merito al Presidente,
  onorevole Ardizzone, per averla applicata  - una norma che è nata e
  maturata nella sua concettualità a Roma, è merito di questa  classe
  politica essersi date delle regole.
   Quindi,  signor Presidente, io credo di poter dire che se oggi  ci
  fossero  state  le  regole noi non staremmo  qui  a  parlare  della
  mozione  dei colleghi del Movimento Cinque Stelle, perché temo  che
  anche   questa  Assemblea  non  voglia  alcune  regole,  altrimenti
  qualcuno mi dovrebbe spiegare come mai da oltre un anno il  disegno
  di  legge  sul  codice etico, votato all'unanimità  in  Commissione
  antimafia  da  tutti i rappresentanti dei Gruppi parlamentari,  non
  sia stato ancora esaminato a Sala d'Ercole.
   Viene  il  sospetto, non certo mio, conoscendo  la  buonafede  dei
  colleghi,  del Presidente della I Commissione che lo ha  esitato  e
  del Presidente dell'Assemblea che lo ha sollecitato, ma se ci fosse
  stato  il  codice etico noi non avremmo avuto bisogno di  dibattito
  oggi, avremmo già saputo come sarebbe andata.
   La  verità è che c'è una costante delegittimazione della politica.
  I  responsabili siamo noi, qui a Palermo, a Roma, nei comuni, nelle
  ex  province,  nei  consigli circoscrizionali,  che  abbiamo  fatto
  apparire  la politica come una sorta di scorciatoia per evitare  le
  criticità  della  vita  e  non come un'arte  nobile,  ma  concepita
  all'interno  di regole ferme e precise. Abbiamo dato  l'impressione
  che  la politica sia diventata una professione e non abbiamo  avuto
  il  coraggio  di dire che la politica non è una professione  ma  si
  deve fare con professionalità, che è cosa diversa.
   Ecco  perché io parto dal principio, signor Presidente, le  chiedo
  scusa   se   ruberò   qualche  altro  minuto  ancora,   perché   la
  spregiudicatezza  del passato alla politica  ha  fatto  perdere  il
  senso  della misura e siccome la politica si sente colpevole e  non
  sempre  ciò  è  motivato, abbiamo delegato tutto alla magistratura,
  alla   magistratura  penale,  alla  magistratura  contabile,   alla
  magistratura amministrativa perché la politica ha perso la capacità
  di  decidere. La politica ha rinunciato alla propria funzione e poi
  ci  lamentiamo quando diciamo  ci sono troppi magistrati in  giro .
  No,  non  è vero, c'è poca politica in giro; i magistrati fanno  il
  loro  dovere  e lo fanno anche bene nel momento in cui la  politica
  rinuncia ad esercitare il proprio ruolo che è quello di decidere  e
  di isolare le mele marce al suo interno.
   E allora, se abbiamo perso autorevolezza la colpa è di ciascuno di
  noi, a cominciare dal Presidente della Regione - è stato richiamato
  il  concetto  dal  collega Falcone -. Il Presidente  Crocetta  sarà
  ricordato, fra le altre cose, come una sorte di Giano bifronte; lui
  viene da una terra della incontaminata cultura greca, anzi no, oggi
  è  contaminata  dai  petrolieri e dal petrolio.  Secondo  Crocetta,
  secondo il Governatore, bisogna ragionare come Giolitti,  la  legge
  per  i nemici si applica e per gli amici si interpreta , perché  se
  quest'Aula è delegittimata lo dobbiamo anche al Presidente Crocetta
  che non ha perso occasione per gettare fango su tutto e su tutti in
  quest'Aula dove, naturalmente, non mancano le responsabilità,  dove
  non  mancano  presenze che potrebbero anche essere suscettibili  di
  discussione, di approfondimento per la loro dirittura morale; ma un
  Presidente  della  Regione  non  può  pensare  di  riabilitare   la
  mediocrità  della propria funzione addossando responsabilità  anche
  sul piano morale a quest'Aula.
   E  allora,  signor  Presidente, un avviso di garanzia  non  è  una
  condanna; un rinvio a giudizio non è una condanna; una condanna  di
  primo grado non è una condanna definitiva, ma non dimentichiamo che
  in  politica  non è importante solo quel che è, è importante  anche
  quel  che  appare.  Ed  è  per questo che  noi  ci  affidiamo  alla
  sensibilità  dell'assessore Cracolici, egli sa che, al  di  là  del
  codice civile e al di là del codice penale, c'è un codice di  norme
  non  scritte che appartiene all'etica delle responsabilità ed è  il
  codice che disciplina la condotta di ciò che appare.
   Se  l'assessore Cracolici ritiene che di fronte a questa  condanna
  di  primo  grado per un illecito contabile egli possa continuare  a
  restare  al suo posto risponde alla propria coscienza e al giudizio
  del  popolo  siciliano e - se mi si consente  -  è  soprattutto  il
  Presidente  della  Regione  che  deve  porsi  la  domanda,   perché
  Cracolici  non ha vinto un concorso per stare al Governo,  è  stato
  scelto e nominato dal Presidente della Regione.
   Dica   il   Presidente  della  Regione,  onorevole  Crocetta,   se
  l'Assessore  Cracolici, condannato in primo grado per  un  illecito
  contabile,  può restare al proprio posto quale membro del  Governo;
  egli  risponderà al pari dell'Assessore al giudizio della  pubblica
  opinione che in questo momento ci segue e temo ci giudichi  ben  al
  di   là   della   buonafede  di  ciascuno  di  noi  e   dell'onestà
  intellettuale  che  ognuno di noi in questo voto  deve  mettere  in
  atto.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,   Presidente   della   Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi,  oggi ho sentito interventi, a  dire
  il   vero,  pochi  a  difesa,  anzi  probabilmente  nessuno,  forse
  semplicemente  quello dell'onorevole Laccoto che ci annunciava  che
  sarebbe   andato   via;   interverranno  dopo,   probabilmente   li
  ascolteremo.  Però, quelli che ho sentito sino  ad  ora  hanno,  in
  qualche  modo, stigmatizzato anche il fatto che abbiamo  presentato
  una  mozione di censura, alcuni hanno addirittura parlato  di  odio
  istituzionale.
   Io  voglio ricordare all'onorevole Milazzo che il Movimento Cinque
  Stelle  è  nato il 4 ottobre 2009, il giorno di San Francesco.  Noi
  siamo   un   Movimento  di  pace,  però  utilizziamo   la   tecnica
  parlamentare e d'Aula per puntare i piedi e per dire  che  le  cose
  che  non  ci piacciono le dobbiamo dire e raccontare soprattutto  a
  chi è fuori, a chi è oltre quella telecamera che ci sta guardando e
  sta  cercando  di  spiegarsi il motivo per il  quale  un  cittadino
  normale  con  una condanna non può partecipare a concorsi  pubblici
  mentre   un   altro   cittadino  può,  invece,  ricoprire   cariche
  istituzionali senza che nessuno si ponga il problema.
   Io  ogni  tanto  ho anche il piacere, la voglia,  forse  anche  la
  curiosità  di guardare cosa succede nelle altre Nazioni, cioè  come
  si  comporta  la politica negli altri paesi. Ho trovato  singolare,
  davvero molto singolare, un articolo che è uscito sul  Sole 24 Ore
  qualche   giorno  fa  che  raccontava  del  Ministro  dell'ambiente
  britannico Chris Huhne che si è dimesso perché aveva mentito su una
  multa per eccesso di velocità. Una cosa fantastica
   Come  cambiano  i  valori  etici e  morali  di  un  popolo  appena
  attraversiamo un confine  Qui tendiamo a giustificare;  oggi, quasi
  ho  sentito  discorsi che erano simili a quelli che  avevano  fatto
  altri  nel passato  dicendo:  Se ho sbagliato, ma sono in un  luogo
  dove  tutti  hanno  commesso lo stesso  errore,  dove  tutti  hanno
  sbagliato  allo  stesso  modo e allora come  posso  io  essere  più
  colpevole  di voi?  Quasi a cercare un abbraccio fraterno   Ma  noi
  dovremmo essere diversi da questi ragionamenti  Noi dovremmo essere
  quelli  che  proprio  da  qui  dentro dovremmo  pretendere  non  il
  rispetto  delle leggi dei cittadini, ma il rispetto delle leggi  in
  primis   da   noi  stessi,  perché  siamo  noi  che  le  scriviamo,
  studiandoci, facendocele anche impugnare
   Però, volte - ricordi, onorevole Milazzo -  le impugnative possono
  essere  anche  di  natura politica; ragioniamoci anche  su  questo,
  perché è troppo facile
   Oggi,  ho  sentito  troppe volte accusare  un  movimento  politico
  dimenticandoci, forse, che però non l'accusa perché sembrerebbe una
  cosa  di  carattere personale e strumentale e io invece  ho  grande
  simpatia  per l'uomo, io sto insieme con il mio Gruppo parlamentare
  contestando  quello  che  è una condanna  in  primo  grado  di  una
  Magistratura che non è Magistratura di serie B.
   I  distinguo:   Non  è Magistratura ordinaria, è  la  Magistratura
  della  Corte  dei conti . Ma noi cosa abbiamo? Abbiamo politica  di
  serie   A,    politica  di  serie  B,  magistratura  di  serie   A,
  magistratura  di  serie B, ma cosa significa  una  condanna  è  una
  condanna,  è  in primo grado non è ancora definitiva,  la  persona,
  l'uomo,  il  cittadino potrà fare appello, ma quello che  chiediamo
  oggi  noi  è che lo faccia da cittadino, o che lo faccia, comunque,
  non  da rappresentante di un Governo regionale, il quale deve  alla
  sua stessa Regione, cioè per la  stessa regione che rappresenta  ha
  un debito, secondo una sentenza di primo grado.
   Io  ieri  sera ho ascoltato con grande piacere in una trasmissione
  televisiva    Pier    Camillo   D'Avigo,   il   nuovo    Presidente
  dell'Associazione Nazionale Magistrati, che rispondeva alla domanda
  del  conduttore  Floris  che  gli chiedeva:    ma  secondo  lei  un
  politico  indagato deve dimettersi?  Lui ha risposto:  io non  sono
  qui  per dire questo, non è il mio compito, ma io vorrei vivere  in
  un  Paese  in cui il partito nel quale quel politico viene indagato
  lo  dimetta,  così  non  processeremo più  persone  in  carica,  ma
  processeremo  ex  deputati,  ex  senatori ,   cioè  è   questo   il
  ragionamento,   assessore  Marziano,  possiamo  essere   d'accordo,
  possiamo  essere  non  d'accordo,  io  ho  citato  le  parole   del
  Presidente   dell'Associazione   Nazionale   Magistrati,   e    lei
  probabilmente non è d'accordo, e probabilmente capiamo anche perché
  non  è  d'accordo,  ma  ognuno farà la sua valutazione,  io  voglio
  leggere  semplicemente,  perché è vero la  sentenza  non  è  ancora
  pubblicata,  però, probabilmente, qualche giornale on  line  l'avrà
  avuta,  e  c'è un pezzo, uno stralcio, un passaggio, e  onestamente
  non essendo pubblicata non so neanche se corrisponde alla verità, -
  poi  quando  sarà pubblicata la leggeremo -, però c'è un  passaggio
  singolare  che  questo  giornale on  line  pubblica,  e  la  voglio
  condividere  con  voi  colleghi:  La condotta produttiva  di  danno
  erariale  gli  risulta imputabile al Cracolici a  titolo  di  colpa
  grave,  in  un  contesto  caratterizzato da un  impianto  normativo
  sufficientemente chiaro sull'utilizzo del contributo unificato  per
  le sole finalità istituzionali del Gruppo parlamentare, la gestione
  finanziaria  è  risultata essere sostanzialmente  insensibile  alle
  esigenze  di  oculato impiego delle risorse per i  soli  scopi  che
  all'entità  associativa era consentito perseguire. Vi  è  stato  un
  accentuato  disinteresse e noncuranza degli obblighi  di  servizio,
  nonché  un  palese disprezzo dell'esigenza di destinare le  risorse
  pubbliche  al  soddisfacimento degli interessi  collettivi  cui  le
  stesse  erano vincolate. Le analitiche considerazioni sopra esposte
  evidenziano  una  sistematica gestione  delle  risorse  del  Gruppo
  animata  dall'implicita ma in equivoca errata  convinzione  che  si
  trattasse   di  risorse  private,  e  ciò  in  relazione   all'alta
  qualificazione  professionale dell'agente, ed al prestigioso  ruolo
  istituzionale   ricoperto,   appare   una   macroscopica    carenza
  comportamentale in nessun modo giustificabile , cioè queste sono le
  parole  di  un magistrato, questa è la sentenza, cioè  queste  sono
  parole  molto gravi, molto pensanti, e io non credo che  oggi  qui,
  cioè  io  oggi  da  questo scranno ho visto quasi  sminuire,  quasi
  derubricare a fatto lieve, a una situazione che non ci importa; per
  me  oggi invece questa è una condizione molto grave, e allora, e mi
  avvio  a  chiusura:  io  ho ascoltato il suo  intervento  assessore
  Cracolici e li ha citato una persona di cui io ho grande rispetto e
  stima,  probabilmente  molti  italiani  ce  l'hanno  che  è  Enrico
  Berlinguer che  probabilmente rappresenta una guida, per molti  non
  sarà  una  guida politica, però sicuramente rappresenta  una  guida
  umana, un capitale sociale, un capitale morale di questo Paese  che
  non  ha  eguali  probabilmente in Europa, è stata una  persona  che
  davvero  ha  rappresentato il cambiamento, e  ha  rappresentato  il
  cambiamento  perché ha portato all'interno del suo  partito  quella
  che  è  stata poi conosciuta, ed è ancora oggi conosciuta  come  la
   questione  morale', e allora io voglio leggervi  un  passaggio  di
  un'intervista   che  nel  1981  su  Repubblica   Eugenio   Scalfari
  intervista  Enrico  Berlinguer,  ed  in  poche  battute  spiega  la
   questione morale', dice:   La questione morale esiste da tempo, ma
  ormai  essa  è diventata la questione politica prima ed essenziale,
  perché  dalla  sua  soluzione dipende la ripresa di  fiducia  nelle
  istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la  tenuta  del
  regime  democratico . Ecco, ad ascoltare queste parole e  ascoltare
  il  suo  discorso,  oggi  lei, più che  citare  Enrico  Berlinguer,
  avrebbe dovuto citare Craxi, perché mi è sembrato molto più  simile
  a  lui  quando  in  quel Parlamento, accusato di  colpe  gravi,  si
  giustificava  dicendo  che quelle sue colpe  ce  le  avevano  anche
  tutti gli altri che lo stavano ascoltando. Ci rifletta su questo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo  anche
  per i parlamentari di quella XV legislatura che hanno costituito, e
  costituiscono  con  il  loro operato, l'oggetto  della  discussione
  odierna  e  della mozione di censura, a firma dei parlamentari  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Intervengo  perché  la  mozione di  censura,  così  come  è  stata
  elaborata  e per le ragioni stesse per le quali è stata pensata,  è
  un  tentativo  politico di attaccare comportamenti, attraverso  una
  sentenza   -   che  non  intendo,  assolutamente,  commentare   ma,
  certamente, mi voglio riservare anche la possibilità di dire alcuni
  miei  punti  di  vista  su quello che è accaduto,  rispetto  ad  un
  controllo  contabile  dal 2011 in avanti,  non  solo  verso  questo
  Parlamento,  ma  anche  nei confronti di quei tanti  amministratori
  locali   che,  ogni  giorno,  debbono  confrontarsi  con  l'operato
  legittimo della stessa magistratura contabile.
   E'  un  intervento perché, nell'impianto della stessa  mozione  di
  censura,   in  realtà  che  cosa  si  prova  a  fare,  rispettando,
  ovviamente,  quella  che  il collega Cancelleri  chiamava   tecnica
  parlamentare  di operare una ulteriore delegittimazione, non  tanto
  della politica perché, negli interventi e in questa mozione c'è  un
  obiettivo ben preciso che è esattamente il Partito Democratico, che
  è  esattamente  uno  dei  più  autorevoli  parlamentari  di  questa
  legislatura che, oggi, è al Governo della Regione siciliana.
   Viene  fatto  in  una maniera, devo dire, per alcuni  versi  anche
  dozzinale,   in   un  passaggio  soprattutto,  quando   l'onorevole
  Cancelleri  volendo  parificare - e nessuno lo  aveva  fatto  negli
  interventi  -  il senso ed il valore della magistratura  contabile,
  oggi tanto importante quanto ieri, rispetto a quella penale, perché
  c'è  un  passaggio, onorevole Cancelleri, che secondo me fa  torto,
  complessivamente,  all'impianto e, come dire, è  la  prova  provata
  delle ragioni per le quali nasce la stessa mozione di censura.
   La mozione recita:  Dopo due anni, nel mese di luglio del 2015,  i
  pubblici ministeri di Palermo avanzavano richiesta di archiviazione
  per  l'ex  Capo gruppo del Partito democratico, onorevole Antonello
  Cracolici,  tirando  fuori,  di fatto, il  deputato  dall'inchiesta
  cosiddetta  Spese pazze all'ARS' . Questa  tirando fuori, di fatto
  è  un  modo  per  dimostrare,  quasi,  trattamenti  di  favore  nei
  confronti di chi non ne ha avuti. Perché comunque, io credo che  la
  magistratura, quella contabile e quella penale, abbia agito secondo
  i  criteri  dei  codici  e  i  criteri delle  norme  che  impongono
  comportamenti ed azioni penali e contabili alle magistrature.
   Oggi,   nel   citare   questo  elemento,  così   come   anche   la
  contraddizione stessa della mozione di censura,  perché la  mozione
  di  censura  prova  a  dimostrare che siamo  di  fronte,  onorevole
  Milazzo,  a  spese  allegre  e  i  colleghi  parlamentari,   avendo
  difficoltà  a trovare modelli nazionali, sono costretti  ad  andare
  Oltralpe,  sono  costretti a recarsi a Londra, in Scandinavia,  per
  trovare  esempi  di buona azione amministrativa  e  di  correttezza
  amministrativa.
   Ma  in quella vicenda, che oggi trattiamo, nella elencazione delle
  spese   -   magari  sessantanove  euro  è,  comunque,   una   spesa
  considerevole - ma stiamo parlando di migliaia e migliaia  di  euro
  che  un  gruppo  parlamentare  ha speso,  ancor  prima  che  questo
  Parlamento  si  desse le regole, ancora prima  che  arrivassero  al
  Parlamento  nazionale quali erano i perimetri e la  discrezionalità
  dei   gruppi   dei  consigli  regionali,  il  Gruppo  del   Partito
  democratico  appena nasce si dà le regole e le va a  parametrare  a
  quelle della seconda camera - fino a ieri, oggi non c'è più - che è
  il Senato della Repubblica.
   Un  gruppo  parlamentare  che viene accusato  -  e  voi,  amici  e
  colleghi   cinque   stelle  lo  riprendete   -   con   un'ulteriore
  falsificazione  della realtà come battuta direi un po'  stalinista,
  visto  che  oggi volete ricorrere a certe tradizioni  del  passato,
  importantissime, come quelle di Enrico Berlinguer. Voi dite, ad  un
  certo punto, che  la Magistratura contabile reputava estranee  alle
  finalità  del  gruppo una serie di spese che secondo l'accusa  l'ex
  capogruppo del Pd si sarebbe fatto rimborsare con i soldi pubblici,
  fra  queste figuravano spese superiori a 73 mila euro per  i  pasti
  consumati .
   Cosa  intendo dire? La lettura così come scientificamente è posta,
  dimostra  che  l'onorevole Cracolici, ogni  giorno,  passava  dalla
  bouvette,  perché  tra dire bouvette e buoni pasto  è  diverso.  La
  bouvette,   già   nel  suo  termine  francese,  presuppone   lusso,
  presuppone  superfluo, i buoni pasto no. Quei settantatremila  euro
  che  sono  esattamente i buoni pasto dei dipendenti del gruppo  più
  numeroso dell'Assemblea, sono i pasti del ristorante, vanno dal  13
  giugno 2008, cioè l'inizio della legislatura, sostanzialmente, alla
  quasi fine della legislatura, il 6 luglio 2012. Anche voi che avete
  assunto, credo, un bel numero di dipendenti appena insediati sapete
  esattamente quali sono il ruolo e le funzioni di un dipendente  che
  ha  una  serie  di  diritti  che  sono  contrattualmente  previsti,
  ovviamente  per  voi inizia in questa legislatura perché  diventate
  gruppo  parlamentare  dopo  l'elezione nell'autunno  del  2012,  ma
  appena  vi  è stato possibile avete assunto un cospicuo  numero  di
  persone del vostro gruppo e, certamente, sapete che il rapporto tra
  voi e i vostri dipendenti è legato da contratti di lavoro.
   Va  detto,  onorevole Cancelleri, anche questo.  Il  tentativo  di
  rappresentare  questo  Parlamento - bene diceva  per  alcuni  versi
  l'onorevole Musumeci - come responsabile di ogni cosa e di tutto  è
  come  se  non  i  singoli  ma esattamente la  politica,  perché  il
  tentativo  è  di lapidazione della politica, di una classe  che  in
  questo  caso si vuole fare passare come la casta che oggi tenta  di
  difendere,  attraverso Cracolici, se stessa.  Non  è  così   Perché
  l'elemento  che  voi  portate  a  presupposto  della  mozione,   la
  rispettabilità,  richiamando l'articolo  54  della  Costituzione  -
  perdonatemi,  non  è  una difesa di ufficio, ma  è  sul  fatto  che
  provare a creare il sospetto sulla sentenza che c'è, ed è reale, di
  danno erariale - sulla rispettabilità di una persona che certamente
  i  colleghi  hanno  descritto, ognuno secondo il proprio  punto  di
  vista, ma sulla onorabilità e sulla onestà dell'onorevole Cracolici
  nemmeno  qualche sciacallo che si assenta da questo  Parlamento  ha
  dovuto,  facendo una dichiarazione, dire:  sono certo  che  non  ha
  preso  una lira ma è opportuno che si dimetta . Lo sciacallaggio  è
  un'arte  che si fa soprattutto quando bisogna cercare qualcosa  per
  cui far sapere che si esiste.
   Il  Partito democratico - ovviamente io ho tanto rispetto di tutti
  i  partiti,  anche  della Casa delle libertà -  ma  la  storia  del
  Partito democratico è una storia della costruzione non solo  di  un
  progetto  politico ma seguendo un esempio di moralità  che  sta  in
  Enrico Berlinguer e Aldo Moro.
   Io  sono  rispettoso  di  tutti  ma non  so,  onorevole  Musumeci,
  permettendomi  di  etichettare  niente  assolutamente,  perché   il
  tentativo  dei  nostri  amici  deputati,  carissimi  colleghi   del
  Movimento  Cinque Stelle è quello pure di pretendere  di  diventare
  gli eredi di un parlamentare nazionale, di un leader politico tra i
  più  importanti  del  mondo  - se non  il  più  importante,  in  un
  determinato  momento  della  storia  -  riportarvelo   nel   vostro
  Pantheon.   Questo  è  un  tentativo  maldestro  di  rubare   delle
  tradizioni che non possono appartenervi, perché non mi pare  logico
  e possibile immaginare che Berlinguer potesse - come dire - sposare
  la  vostra impostazione, e mai avrebbe utilizzato una situazione di
  questo  tipo, sostanzialmente, per aggredire un avversario politico
  e  per  condannarlo  ancor  prima  della  sentenza  definitiva,  ma
  soprattutto  per condannare un presidente di Gruppo che  ha  dovuto
  chiedere  alla  Presidenza  di questa  Assemblea  di  conoscere  la
  destinazione di ben ottocentomila Euro. Non erano soldi  che  erano
  rimasti nel cassetto, era il frutto di una gestione oculata, tant'è
  che  le  spese  -  onorevole Cancelleri, anzi onorevole  Foti,  che
  citava - sono tutte spese che stanno esattamente dentro la gestione
  di  qualunque  associazione politica di  qualunque  tipo,  compreso
  quello  che l'onorevole Cracolici provava a dire. Qual è il confine
  della  rappresentanza? Da segretario comunale mi sono dovuto,  come
  dire,  confrontare sulla difficoltà di stabilire il perimetro della
  rappresentanza,  il  perimetro di cosa può fare  effettivamente  un
  Gruppo.   E   negli  interventi  che  si  sono  avuti,  soprattutto
  dell'onorevole Cracolici, non c'era - e lei su questo,  devo  dire,
  che  sbaglia a doverlo raccontare in questo modo, perché  non  l'ha
  detto  nessuno ed ancor meno l'onorevole Cracolici, caro  onorevole
  Cancelleri  -   abbiamo sbagliato tutti. E quindi, se ho  sbagliato
  anch'io,  siamo  tutti  da assolvere'. Allora  Cracolici  ha  detto
  esattamente  il contrario. L'onorevole Cracolici ha  detto  che  in
  assenza di una fissazione di punti fermi che si doveva dare  questo
  stesso  Parlamento,  nelle  sue accezioni  anche  burocratiche,  in
  mancanza  di  altro  si  è agito secondo  prassi,  ma  si  è  agito
  correttamente. Noleggiare due macchine, a meno che non pensiamo  di
  stabilire sul tipo di marca, per cinque anni, delle macchine per la
  rappresentanza  di un Presidente di Gruppo, io in  questi  mesi  ho
  visto  l'onorevole Anselmo girare mezza Sicilia e non poteva andare
  né  in bicicletta, né con la sua macchina, né tanto meno scegliersi
  una macchina che fosse invisibile per la cilindrata. E' la politica
  che ha bisogno di avere l'aspetto pulito nei suoi atteggiamenti, ma
  non   certo   quello  di  provare,  ed  io  su   questo   lo   dico
  consapevolmente,  con  tutto  il  rispetto  che  ho  per  tutte  le
  magistrature  che  svolgono ruolo e funzioni  a  tutela  della  res
  publica a tutela delle istituzioni, a tutela dei cittadini,  in  un
  momento  di grande difficoltà e di caduta dell'immagine complessiva
  delle classi politiche. Ma in Italia il tema delle spese dei Gruppi
  consiliari nelle varie Regioni italiane arriva in un momento in cui
  ci  sono  reati e condanne penali che in questo caso  non  ci  sono
  state,  perché  non c'è stata né malversazione, non ci  sono  state
  violazioni di nessuna norma penale.
   Poi  mi  chiedo, ma nelle spese per cento Euro - stiamo  parlando,
  onorevole  Foti, di cento Euro - quando un dipendente di una  ditta
  in  pensione muore, quella ditta, anche se è una società  e  quindi
  c'è  un bilancio societario si accinge a celebrare quel momento  di
  lutto  e  di rispetto nei confronti di chi ha lavorato per quaranta
  anni  in  quella struttura non come singole persone ma  esattamente
  nella  rappresentanza di quel corpo sociale, di quel corpo politico
  che  è  un Gruppo parlamentare. Che è una cosa seria come  tutti  i
  Gruppi  parlamentari di questa Assemblea e di  tutti  i  Parlamenti
  nazionali e regionali. Io credo che al di là di tutti gli argomenti
  aggiuntivi  ultra  petita che oggi sono stati posti  legittimamente
  dagli  altri  colleghi,  questa mozione  va  respinta  per  diverse
  ragioni:  la  prima  sulla  rispettabilità,  onestà  e  correttezza
  dell'onorevole  Cracolici, che fu quello che  per  primo  portò  in
  questa  Assemblea una norma che fissava il tetto ad una delle  cose
  più  strane  che  la  Sicilia avesse, un  dirigente  regionale  che
  guadagnava  1.530  euro  al  giorno e  quella  norma  era  proposta
  dall'onorevole Cracolici.
   Secondo, perché da parlamentare del Partito democratico, di questa
  e  dell'altra  legislatura, e da militante del mio partito,  per  i
  tanti  militanti che ogni giorno si spendono con impegno, passione,
  onestà  non posso consentire un processo, in questo Parlamento,  da
  parte del Movimento Cinque Stelle per mancanza di presupposti e  di
  ragione vera. Si pone una questione complessiva.
   La  questione che riguarda il Parlamento nazionale, su quali siano
  esattamente gli spazi - cosa che è già stata fatta - del  controllo
  di  contabilità sugli atti sia di un Parlamento quanto di  un  ente
  pubblico.
   Se   oggi   l'onorevole  Cracolici  richiamava  la  responsabilità
  inesistente di tutto quel Gruppo parlamentare, mi assumo, a nome di
  tutti  i colleghi della XV legislatura, la responsabilità di  avere
  agito secondo le norme del tempo e di avere agito correttamente con
  spese che riguardavano solo ed esclusivamente la funzionalità di un
  Gruppo parlamentare.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


           (Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone)

   PRESIDENTE. Invito i colleghi, per quanto possibile, a stringere i
  tempi degli interventi considerando il grande numero di iscritti  a
  parlare.  In  questi  casi  si interviene  uno  o  due  per  Gruppo
  parlamentare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina, ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, mi sarei astenuto dal prendere  la
  parola anche perché ritengo questo dibattito pressoché sterile.
   Lo  ritengo  sterile perché è un rituale che  non  ci  assolve  di
  fronte agli occhi della gente.
   La  gente  non capirà perché un politico di grande spessore  debba
  essere stato condannato, seppur in primo grado, per delle spese che
  si  ritengono, da parte di quella Corte, inopportune e al di  fuori
  del legittimo impiego per i fini istituzionali.
   Oggi   non  è  in  discussione  la  responsabilità  dell'onorevole
  Cracolici, è in discussione ancora una volta - per l'ennesima volta
  - la casta.
   Un  libro che qualche anno fa ha definito l'orribile situazione di
  privilegio della politica che è stata - ahinoi  - devastante per la
  politica  ma  che la politica non è stata in grado di  contrastare,
  perché  ha  lasciato per troppi anni e per troppo tempo in  sospeso
  quello  che,  circa venticinque anni fa, era definita la  questione
  morale. Si ventilò, si parlò, si disse di una questione morale  che
  serpeggiava fra i banchi del Parlamento, del Senato, delle Aule, di
  una questione morale che è rimasta irrisolta.
   E'  rimasta irrisolta per un motivo molto semplice perché non sono
  mai  state adottate quelle regole di trasparenza che era necessario
  adottare.
   Abbiamo  lasciato alla Magistratura una funzione interpretativa  e
  di  supplenza che ha messo all'angolo la Politica, perché  è  stata
  incapace di autoregolamentarsi.
   Ecco  qual è il vero nodo su cui dovremmo andare a discutere,  non
  se  Cracolici abbia speso cinquanta, cento o mille euro per i buoni
  pasto  del dipendente ma perché per tanti, troppi anni sono mancate
  le  regole  per  la  gestione  di  denaro  pubblico  affidato  alla
  politica.
   Questo  poi  alla fine assume i contorni di una tragedia  per  non
  dire di una farsa.
   Lei,  oggi,  onorevole collega, è chiamato a rispondere  di  spese
   pazze',  definiamole  così,  sulla  base  di  una  interpretazione
  giurisprudenziale che ritiene ammissibile o non ammissibile  questa
  o  quell'altra spesa, definendole inopportune, anzi addirittura,  e
  questa  è la cosa che mi preoccupa di più in assoluto, leggiamo  su
  un  quotidiano  on line, non so neanche quale sia, un  pezzo  della
  sentenza   che  ancora  deve  essere  pubblicata.  Sembra   strano,
  sinceramente,  che  su  un  quotidiano o settimanale  on  line,  si
  possano leggere stralci di sentenze che ancora non sono pubblicati,
  si   vede  che  questa  gente  o  scrive  il  falso  o  ha  potestà
  divinatorie, o che forse qualcuno gli passa i  pizzini'  di  carta.
  Scegliete voi qual è la soluzione più opportuna.
   In  Italia  oggi non c'è il diritto. Il grosso, enorme, gigantesco
  problema  di  questo Paese è che non c'è certezza del diritto.  Per
  anni ho lavorato, consultando Codice di procedura penale, Codice di
  procedura civile, dove era necessario, Testi Unici e soprattutto il
  Codice penale.
   E  ricordo a me stesso che due erano i pilastri del diritto romano
  che  hanno  creato  una società occidentale libera  e  democratica:
   nessuna pena senza legge e la irretroattività della legge'.
   Oggi  ci ritroviamo a dover dibattere di un qualcosa che ha  delle
  regole  nuove  che vengono applicate al passato.  Troppo  volte  in
  Italia  si assiste alla retroattività della legge penale.  Certezza
  del  diritto  è uno degli elementi assolutamente indispensabili  su
  cui  il  potere legislativo deve fare, una buona volta  per  tutte,
  chiarezza. Non si può giudicare con le regole di oggi quello che  è
  successo ieri. Giusto o sbagliato che sia. E sono sicuro che non  è
  sbagliato, onorevole Cracolici, perché il solo fatto che lei  abbia
  restituito una somma non indifferente, credo che la metta al riparo
  di  ogni  sospetto.  Però,  - e qua c'è un però  grosso  quanto  un
  macigno  -,  andiamolo a spiegare alla gente che non ci sono  stati
  abusi.
   Già  c'è un giudizio morale che condanna la classe politica. E  la
  condanna  non  solo perché la classe politica ha sicuramente  fatto
  dei  grandi  errori nel passato, ma perché le sta perpetuando  pure
  oggi.  Perché  la  lotta  politica avviene solo  ed  esclusivamente
  delegittimando l'avversario. E delegittimandolo con i  procedimenti
  penali,  con i procedimenti giudiziari, sostanzialmente,  scusatemi
  il   termine,   sputtanandolo'  sui  media  per  dire  che   è   un
  delinquente, mettendo in dubbio la sua onestà morale, la sua onestà
  politica e la sua dirittura morale.
   Non  si  valuta più l'avversario  politico sulla capacità di  fare
  politica,  ma  lo si condanna e lo si  strumentalizza  perché  deve
  essere delegittimato.
   Oggi  si  sono avvelenati i pozzi di questa società.  E  non  solo
  della  politica.  Sfido  chiunque di voi ad  aprire  una  qualsiasi
  mattina, un qualsiasi programma televisivo, dove non venga  dipinta
  l'Italia  e  la  Sicilia, in particolare, come il  più  grande  dei
  luoghi dove impera corruzione e quant'altro.
   Abbiamo  perso il senso della misura e abbiamo consentito  che  si
  avvelenassero  i  pozzi  della  dignità  politica,  i  pozzi  della
  moralità, i pozzi dell'impegno, i pozzi della nazione  E ha un  bel
  dire   il   nostro  Presidente  Mattarella:  se  non  riusciamo   a
  ristabilire  correttezza  e  reciproca  fiducia  all'interno  della
  nazione, siamo una nazione e una regione destinata a soccombere.  E
  questa  mozione  di  sfiducia è uno dei tanti esempi  di  moralismo
  forzato,  moralismo strumentale che lascia il tempo che  trova,  ma
  che avvelena l'aria che respiriamo.
   Ribadisco:  c'è  una  questione  morale  che  è  rimasta  sospesa.
  Dobbiamo  trovare  gli  elementi  per  dare  certezza  alla  gente:
  pretendere che ci siano delle regole - e le regole già ci sono -  e
  farle rispettare.
   Presidente  Ardizzone, lei si è impegnato, sotto questo  punto  di
  vista,  all'inizio  della  legislatura.  Lo  ricordava  l'onorevole
  Musumeci. Ha preteso e ottenuto, giustamente, che si applicasse  il
  Decreto Monti, ma tutto questo non è bastato alla pubblica opinione
  e a coloro che ancora oggi ritengono che far versare il sangue alla
  casta sia fondamentale.
   Allora  che la politica la finisca di essere ritenuta una casta  e
  si  riappropri del proprio ruolo di indirizzo della  società  e  di
  luogo di dibattito democratico, per il benessere di questa terra  e
  dell'Italia in generale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito, cortesemente, a  mantenere
  gli  interventi  nei  cinque minuti. Sono iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Picciolo, Fazio, Formica, Dipasquale, Figuccia,  Anselmo,
  Forzese e il Presidente Crocetta.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Picciolo.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, sarò breve, ma non  potevo  esimermi
  dall'intervenire.
   Vorrei  citare Shakespeare nel discordo di Antonio:   Io  vengo  a
  seppellire  Cesare,  non a lodarlo. Il male che  gli  uomini  fanno
  sopravvive a loro e il bene spesso è sepolto con le loro ossa .
   Io   non   vengo  a  difendere  l'onorevole  Cracolici.  Vengo   a
  testimoniare  con  la  mia presenza l'onestà,  la  trasparenza,  il
  rigore   morale   nella  gestione  del  gruppo   parlamentare   che
  l'onorevole  Antonello Cracolici ha fatto nella scorsa legislatura.
  Sono  testimone  oculare  dei suoi atti,  testimone  oculare  della
  gestione  attenta alle regole che erano all'epoca  scritte.  Regole
  che  possono essere discutibili, al punto da essere state  cambiate
  da  questo  Parlamento, con dignità e capacità. Ma le regole  erano
  quelle. E le regole si applicano, come le sentenze - caro Antonello
  -   purtroppo si devono rispettare. E noi avremo modo, nei tempi  e
  nei  posti  previsti dalla legge, di poterle ribaltare e  di  poter
  dimostrare  la totale trasparenza del tuo e - dici bene  tu  -  del
  nostro  operato   Perché comunque  Je suis Cracolì '.  Tutti  siamo
  Antonello Cracolici in quel gruppo parlamentare, con dignità e  con
  onore.  Sarebbe una vergogna se io mi sottraessi a questo  tipo  di
  ragionamento, perché tutti sapevamo e nessuno ha toccato un euro  -
  onorevole  Cancelleri - se non una regolamentazione di  spese,  che
  era  al  tempo consentita e ammessa. Tra l'altro fatta da un gruppo
  parlamentare efficiente, che probabilmente è quello che ha  dato  i
  maggiori   riscontri  all'autorità  competente,   in   termini   di
  rendicontazione,   in  termini  di  precisione,   in   termini   di
  trasparenza.
   Quindi  nessuno  vuol difendere un passato che  non  c'è  più.  Ma
  all'epoca nessuno ha commesso atti di cui provare vergogna.  Questo
  lo   voglio   dire  con  grande  serietà  e  con  grande  saggezza.
  D'altronde, la magistratura ordinaria ha provato ciò; e sicuramente
  la  magistratura contabile, nel rispetto delle norme, avrà modo  di
  dimostrare.  E  se  qualcuno  ha  sbagliato  dovrà  pagare,   senza
  problemi,  e pagare di tasca propria, rifondendo l'eventuale  danno
  prodotto. Nessuno si sottrarrà a quelle regole certe.
   E'  sicuro però, assessore Cracolici, che noi affidiamo  alla  sua
  intelligenza politica, alla sua coscienza di uomo libero la  scelta
  sul  passaggio  successivo. Noi conosciamo  la  sua  dignità,  come
  gruppo  parlamentare,  la  sua autorevolezza  che  molto  spesso  è
  scambiata  per  autoritarismo,  ma  è  autorevolezza  dovuta   alla
  profonda  conoscenza della materia politica ed allo studio profondo
  delle  norme  che lei ha sempre seguito da capogruppo  e  oggi,  al
  pari,  da  assessore e le vogliamo dare atto pubblico  senza  se  e
  senza  ma.  E voglio concludere anche ora con una frase  che  è  di
  Einstein   i  grandi  spiriti  hanno  sempre  trovato  la  violenta
  opposizione  dei mediocri i quali non sanno capire l'uomo  che  non
  accetta  i  pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio  usa  la
  propria intelligenza'. Questo è lei.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare  di  capire
  che  l'iniziativa da parte dei colleghi del Movimento Cinque Stelle
  prende  le  mosse  sulla base del fatto che  la  Corte  dei  Conti,
  sezione  giurisdizionale, ha emesso una sentenza  di  condanna  nei
  confronti  del  deputato  Cracolici,  allora  capogruppo  del   PD,
  contestando allo stesso un danno erariale.
   Mi  pare  di capire, altrettanto, che trattasi di una sentenza  di
  primo  grado,  non  passata in autorità di cosa  giudicata,  quindi
  priva  di effetti giuridici se non ovviamente per il pronunciamento
  dei  giudici  che potrebbe essere potenzialmente poi sottoposto  ad
  esecuzione  laddove  il giudizio di appello dovesse  confermare  il
  pronunciamento del primo grado.
   Ebbene,  io  credo che il sistema giudiziario nostro e soprattutto
  l'esperienza  al  riguardo dovrebbe indurci alla  massima  prudenza
  poiché  ho  visto  tante  pronunce di secondo  grado  ribaltare  le
  decisioni  che sono assunte dai giudici di prime cure e soprattutto
  in  funzione  di diverse interpretazioni e di diverse  visioni  che
  sicuramente i giudici di secondo grado effettuano, non fosse  altro
  anche  per  la equidistanza, non solamente di carattere  logistico-
  territoriale, ma nell'ambito della questione che li ha  occupati  e
  sulla quale si sono pronunciati.
   Ebbene, trovo ancora più intempestiva la censura o l'iniziativa di
  mozione che ancora non ho compreso bene per il fatto che non ho  la
  possibilità  neanche  di  leggere la  sentenza  dalla  quale  debbo
  necessariamente  individuare la motivazione;  vorrei  ricordare  ai
  colleghi quell'iter logico-giuridico che il giudice ha seguito  per
  pronunciare  quella  decisione. E  vorrei  capire  non  quello  che
  effettivamente  mi viene anticipato dai giornali,  quale  è  l'iter
  logico-giuridico,  quale è la violazione di  quelle  norme  che  il
  giudice  ha  ritenuto, nella fattispecie concretizzarsi, ovviamente
  quella  decisione e quella sentenza. Io non ho nulla di ciò. Motivo
  per   cui,  nel  momento  in  cui  non  ho  nulla,  se  quello  che
  effettivamente  si  vuole ottenere è un giudizio politico,  allora,
  cari  colleghi, il giudizio politico è su altri aspetti che  io  lo
  devo necessariamente attenzionare e non può che essere negativo nei
  confronti di un Governo che non condivido ma nella fattispecie  non
  solo  sarei  prudente,  ma  lo  sarei  oltremodo  prudente,  perché
  nonostante  è  vero non è mia intenzione sminuire le  sentenze  del
  giudice  speciale che vorrei ricordare ai colleghi,  la  Corte  dei
  Conti  è un giudice speciale disciplinato dall'articolo 100  e  103
  della  nostra  Costituzione che svolge tre funzioni e  che  per  il
  processo stesso prende le mosse del processo amministrativo, motivo
  per  cui molto limitante nell'ambito dell'acquisizione delle prove.
  Con  questo  non  intendo  minimamente  sminuirlo,  anzi  tutto  il
  contrario, perché trattasi di una materia speciale, ecco perché  il
  giudice speciale, ma è un organo ausiliario del Governo e per certi
  versi  quella terzietà che mi deve essere garantita a  norma  della
  Costituzione,  nella  fattispecie non so quanto  effettivamente  si
  concretizza, ma questi sono argomenti sicuramente che  non  possono
  trovare spazio nell'ambito di un'Aula di un'assemblea parlamentare.
   Quello  che qui mi preme rimarcare è il fatto che trattasi di  una
  sentenza  che ancora è sottoposta a modifica radicale,  motivo  per
  cui  non  solo  non  condivido l'iniziativa ritenendola  del  tutto
  intempestiva  e  aspettando eventualmente  che  la  sentenza  passi
  all'autorità  cosa  giudicata per poi  eventualmente  procedere  ed
  effettuare qualsiasi tipo di valutazione.
   Ultima  cosa.  Caro onorevole Cracolici, quando il fuoco  è  nelle
  proprie mani si capisce quanto brucia, quando il fuoco è nelle mani
  altrui è un po' difficile comprenderlo. E sa perché le dico questo?
  Perché  casualmente svolgo anch'io la qualifica di capo gruppo  del
  gruppo misto e vedermi chiamato dalla Corte dei Conti e soprattutto
  vedermi  contestato  qualcosa  che, appunto  nella  fattispecie  la
  norma, non era affatto chiara e mi riferisco in maniera particolare
  all'Irap  nei confronti ovviamente del personale e quale cantonata,
  ancorché ci trovavamo dinnanzi non alla sessione giurisdizionale ma
  alla sezione di controllo, badi bene, e però eravamo stati additati
  come   se   effettivamente  avessimo  fatto  chissà  quale  nefasta
  attività, perché avevamo erogato somme che la norma, secondo  loro,
  non  doveva  in  qualche modo essere erogata, per  poi  vedere  una
  marcia indietro a riguardo.
   Questo per dirle che quando le norme sono poco chiare, e purtroppo
  lo  sono,  allora è facile commettere degli errori sotto  l'aspetto
  gestionale e nella specie; mi basta semplicemente e solamente  aver
  preso  un aspetto che mi sembra effettivamente importante. Lei  non
  ha  messo  una lira in tasta, onorevole Cracolici, ed eventualmente
  ne  risponde per colpa, e per quello che mi riguarda, scusi, è  già
  penalizzato di per sé, e per diverse motivazioni. Non fa piacere  a
  nessuno   essere  in  qualche  modo  sui  giornali  e  ritenuto   e
  considerato  dalla collettività come se fosse un delinquente  e  un
  criminale.  Già  è  penalizzato solo per questo. Lo  è  penalizzato
  successivamente laddove dovessero essere condannato al risarcimento
  e  solo  perché  trattasi di una colpa e non di dolo,  come  vorrei
  ricordare  a qualcuno, dove c'è una profonda differenza  perché  mi
  pare  di  capire  che l'azione penale sta per essere  archiviata  o
  meglio è quello che ha chiesto il PM, e la colpa - consentitemi - è
  talmente  comune nell'ambito di alcune questioni, che escluderla  a
  priori è veramente una cosa difficile.
   Ultima  cosa  vorrei ricordare all'onorevole Cancelleri.  Io  l'ho
  visto  quando alle contestazioni della Corte dei Conti anche lui  è
  rimasto  molto  stupito dall'atteggiamento della stessa  Corte  dei
  Conti.
   E  da  ultimo  vorrei  solo ricordare un  aspetto  che  mi  sembra
  rilevante: un pubblico dipendente che è condannato non con sentenza
  di  prima grado, condannato per danno erariale, non perde il  posto
  di  lavoro  a  meno che, ovviamente, non ne consegue come  sentenza
  eventualmente  accessoria. Per cui non  riesco  a  comprendere  per
  quale  motivo  dinanzi a un giudizio di primo grado, ribaltabile  e
  modificabile,   sotto   l'aspetto  giuridico  dovrebbe   comportare
  eventualmente  le  dimissioni.  Altro  aspetto  è  il  giudizio  di
  carattere politico ma quello lo lascio al Presidente col quale  lei
  ha un rapporto fiduciario ed alla collettività che poi è quella che
  alla fine la deve giudicare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo ancora diversi  interventi
  di  parlamentari di Gruppi che già sono intervenuti. Io li cito, se
  loro  ritengono  di intervenire ne hanno il diritto,  eventualmente
  rinunciano.  L'onorevole Di Pasquale non  è  in  Aula  e  quindi  è
  decaduto.  Onorevole  Figuccia, visto  che  è  intervenuto  il  suo
  Capogruppo, intende intervenire?

   FIGUCCIA. Rinuncio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.

   DI PASQUALE. Signor Presidente, non sono decaduto, io non rinuncio
  al mio intervento.

   PRESIDENTE. Onorevole Forzose, intende intervenire.

   FORZESE. Si, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.  Signor Presidente, amatissimi colleghi, la  ragione  per
  cui  non  rinuncio al mio intervento e che a volte si deve  trovare
  anche la forza e il coraggio nel dire le cose come stanno.
   Io  ritengo  che in questo caso la fortuna è dell'attuale  momento
  che  vive  l'Assessore  Cracolici, se non fosse  stato  l'Assessore
  Cracolici  ma  qualche altro Assessore, mi preme ribadirlo  -  così
  come  ha  già  detto  qualche collega  -  che  già  sicuramente  il
  Presidente   o  qualcun  altro  avrebbe  sicuramente   chiesto   le
  dimissioni da assessore. Perchè dico questo?
   Per  una semplice ragione: aldilà del fatto che stiamo dalle 16.30
  ascoltando  un  po'  tutti gli interventi, a  mio  modo  di  vedere
  interessanti,  qualcuno  si è anche dato  da  fare  perché  potesse
  entrare nel sistema di come giudicare i giudici.
   Da parte mia non sono per mille ragioni interessato ad entrare nel
  merito della sentenza, qualora avessi anche letto la sentenza avrei
  potuto  esprimere un mio giudizio, ma dal momento in  cui  è  stato
  semplicemente dall'onorevole Cancelleri letto qualche  pezzo  preso
  da un giornale online, non ritengo di entrare nel merito di ciò che
  richiama  la  sentenza  in  merito alla  condanna  di  primo  grado
  dell'amico Cracolici.
   Perché  dico  dell'amico Cracolici? Perché non bisogna dimenticare
  che,  così  come lo è stato nei miei confronti e non va dimenticata
  la  vicenda  legata  alla I Commissione dove mi sono  semplicemente
  dato  da fare in quell'occasione perché potesse essere portata  una
  nomina del Governo in I Commissione e mi sono semplicemente -  come
  è giusto che sia - espresso nel votarla.
   Nell'arco  di pochi minuti è successa la fine del mondo,  tanto  è
  vero che è stato aperto un precedente in questo Parlamento che  non
  era mai successo prima, dove ad un presidente di una commissione  -
  e ritengo che a giro toccherà anche a qualche altro mio collega - è
  stato  chiesto qualcosa, senza che nessuno potesse per  un  momento
  difendermi, e questo aldilà di quelli che sono gli interessi  della
  politica.  Certamente  le cose stavano diversamente  da  come  oggi
  questo  Parlamento tenta correttamente di difendere il collega.  Ed
  allora  mi  chiedo, se per un momento al posto mio ci  fosse  stato
  Cracolici in qualità di Presidente, in quell'occasione, sicuramente
  questo  Parlamento, il Presidente Ardizzone, non avrebbe  avuto  il
  piacere  di  leggere  una sentenza della Cassazione,  di  fatto  il
  Parlamento regionale è autonomo, laddove sosteneva che la decadenza
  di Forzese non è di nostra competenza.
   Ma  non è tanto questo il fatto, perché sono trascorsi appena  tre
  anni,  ma  la  mia preoccupazione è che il più delle volte  non  si
  tiene  conto di ciò che uno prova in quel momento, come  diceva  il
  collega Fazio in un modo corretto, quando il fuoco non si ha  nelle
  mani non si capisce di fatto quanto brucia. Io inviterei il collega
  Cracolici,  responsabilmente,  anziché  portare  un  Parlamento  ad
  esprimersi  dalle  ore  16:00, parlando  qui,  ritengo  che  questo
  Governo   non   diede   la  possibilità  di   poter   nominare   un
  rappresentante  al Governo di questa regione, semplicemente  perché
  era  indagato  per le cosiddette spese pazze. Il Governo,  cioè  il
  Presidente Crocetta, non nominò un assessore al Governo  perché  in
  quell'occasione  questo  assessore  indicato  da  un  partito,  era
  indagato per ciò che riguardava le spese pazze per questo  tipo  di
  argomento che noi oggi trattiamo dalle 16:30.
   E  allora io mi chiedo che una persona come l'assessore Cracolici,
  responsabile,  molto professionale, per bene, dove  sicuramente  ne
  siamo convinti, non ho la fortuna così come il collega Picciolo  di
  avere   attenzionato   la   gestione  della   scorsa   legislatura,
  attentamente  a  ciò  che  Cracolici faceva,  essendo  stato  anche
  parlamentare non avevo sicuramente la stessa identica capacità  che
  esprime  il collega Piccolo nell'osservare attentamente quello  che
  faceva  il collega Cracolici, ma ritengo che una volta tanto ognuno
  di  noi si deve sentire anche responsabile, e non sta a me dire che
  io  voterò,  sarò contro la censura, perché come il mio partito  mi
  dice  io  mi  attengo. Ma ci sono dei momenti laddove  una  persona
  responsabile, così come lo è lei, dovrebbe quanto meno chiedersi se
  è  il  caso  o  meno di portare un Parlamento a perdere  un  giorno
  intero, parlando poi di cosa? Del nulla.
   Allora,  mi  permetto di consigliarle, come io ho  fatto  nel  mio
  caso,  mi  sono  semplicemente messo  da  parte,  e  ho  capito  in
  quell'occasione  che vi erano determinate forze politiche  che  non
  volevano Forzese Presidente, oggi bisogna capire responsabilmente e
  concludo, cercando di dare un messaggio forte ai cittadini, che  la
  responsabilità  di ognuno di noi deve essere vista  in  un  momento
  laddove serve, nel dare questo momento di testimonianza.
   Concludo  nel  dire che  sono presente, mi atterrò a quei  sistemi
  che  la  politica mi induce a fare, ma sono dell'idea  che  il  più
  delle  volte  potevamo  tranquillamente evitare  questo  come  dire
  momento di grande difficoltà, che ogni singolo parlamentare prova.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  apro
  questo mio intervento ringraziando il Presidente Ardizzone, per  il
  suo impegno, l'abnegazione dimostrata all'inizio della legislatura,
  qualora   quell'impegno  del  Presidente  non   fosse   stato   poi
  formalizzato nella condivisione anche della I Commissione,  e  cioè
  dire  nel  recepimento del Decreto Monti. Forse oggi non parleremmo
  neanche  di questa condanna, perché vedete, la coincidenza  fra  la
  Corte  di  Conti  e  la  richiesta di archiviazione  da  parte  del
  Tribunale  penale,  già sta a significare che  di  penale  non  c'è
  niente, che non c'è stato abuso, che non c'è stato interesse,  così
  come ha spiegato meglio di me Fazio, che non c'è stato nessun reato
  di peculato, di abuso di ufficio.
   Perché, sostanzialmente, qua si parla solo di una condanna. Allora
  purtroppo, caro assessore Cracolici, lei è incappato in un  momento
  di   transizione  e  cioè  a  dire  dall'ottobre  del  2012  e  dal
  recepimento  del Decreto Monti entrano le nuove regole,  mentre  la
  Corte dei conti giudica, con le nuove regole, un modus operandi che
  andava avanti per molti lustri - andando a ritroso, forse, per  più
  di vent'anni.
   Ripeto,  già  il  solo  fatto  che  c'è  stata  la  richiesta   di
  archiviazione  da parte del Tribunale penale e il solo  fatto  che,
  ancora,  siamo  in una fase intermedia con il giudizio  in  secondo
  grado  ancora  pendente, e l'altro aspetto fondamentale  di  questa
  vicenda  sapete  qual  è?  Che,  purtroppo,  è  assente  il  nostro
  Presidente, perché l'avvelenamento dei pozzi sulla questione morale
  e  sulla questione di allarme che è stata messa in atto dall'inizio
  della legislatura ad oggi, è stata portata avanti solo e grazie  al
  nostro Presidente. Mi dispiace che non è presente.
   Perché  questo  Presidente che oggi, poi non lo sento  parlare  da
  qualche giorno, sul problema del grande business del petrolio,  sul
  problema   dell'autorità   portuale  di   Augusta,   sul   problema
  dell'impianto  di  depurazione,  sul  problema  del   business   di
  Confindustria Sicilia non si accenna niente.
   Questo Governo non apre bocca, non va avanti e non fa nessun cenno
  di  sopravvivenza. Forse, lo sappiamo, il Governo tecnico messo  in
  atto  in  questa  legislatura doveva dare garanzie a  certi  poteri
  forti  e  doveva  avvelenare  i  pozzi  di  chicchessia,  e  doveva
  avvelenare  i  pozzi  della dignità politica di  tutti  coloro  che
  siedono  in  questo  Parlamento. Perché  tutti  eravamo  appestati,
  mentre una certa parte di lobby veniva garantita.
   Caro Cracolici, forse con questo io voterò contro, perché mi rendo
  conto che stiamo parlando del  sesso degli angeli , qui dentro,  si
  può  dire tutto ed il contrario di tutto. Ma sulla tua operatività,
  sull'operatività  che  è  stata già messa  in  atto  dall'assessore
  Cracolici, all'interno della finanziaria -dove abbiamo già detto  e
  messo in campo strumenti e riconoscimenti che non erano stati messi
  mai  nelle  finanziarie precedenti - questo è il suo  biglietto  da
  visita  per  andare avanti e proseguire nell'azione  politica  così
  come  sei stato, molti lo hanno già accennato, e hai fatto bene  il
  primo  della classe nelle legislature precedenti, perché  anche  il
  tuo   partito  ti  ha  dato  quel  mandato  e  ti  ha  dato  questo
  riconoscimento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  in
  quest'Aula non ci sono primi della classe, secondi della  classe  o
  parlamentari più o meno importanti  Cioè, se si dà un  trend  negli
  interventi  che tutti parlano per venti minuti, come ha  fatto  lei
  all'inizio, poi lo porta fino alla fine. Non è possibile  che  poi,
  quando alcuni parlamentari rimaniamo in Aula ascoltando tutti,  poi
  ci  troviamo  il  Presidente che ci dice:  Ora dobbiamo  stringere,
  quindi non intervenite. . Non me lo dica più, Presidente, perché io
  le dirò di no
   Io  intervengo perché non posso far passare il messaggio  lanciato
  da Cancelleri, cioè  i parlamentari neanche intervengono, non hanno
  cose da dire .
   Ma  come?  Ne  abbiamo di cose da dire  Ne abbiamo a  non  finire.
  Innanzi tutto, è proprio aberrante pensare, aberrante pensare che è
  sufficiente  essere  indagato  per dimettersi.  Ma  questo  lo  può
  pensare,  veramente,  chi non ha un minimo di esperienza  politica.
  Perché,  chi è abituato a governare, ad amministrare, e  quindi  sa
  che  può essere oggetto tutti i giorni, tutti i momenti di indagini
  e quindi essere indagato, questo proprio significa che voi svolgete
  un  ruolo  qui in Parlamento sconnesso dal resto del mondo.  Quello
  che  dite  lo  dite  in forza di uomini, ragazzi,  giovani,  bravi,
  volenterosi  ma  che  giudicate  una  classe  dirigente  che  si  è
  impegnata,  che  è  stata con le mani là ad  amministrare,  che  ha
  toccato risorse, che ha fatto opere, che ha lavorato e che  non  ha
  fatto   mai   vergognare,   tranne  qualche   esempio,   i   propri
  amministrati,  sia  dal punto di vista regionale  che  nelle  varie
  realtà  provinciali.  Oggi sostenere da qui che  è  sufficiente  un
  rinvio  a  giudizio, un'indagine o una condanna in  primo  grado  è
  aberrante.  E lo dico non perché oggi ci si deve calare  in  questa
  posizione,  io  lo  sono stato sempre, questo appartiene  alla  mia
  cultura  e  sono  contento e felice che questo Partito  Democratico
  dove  oggi  io  ho la possibilità di fare politica  -  mi  ci  sono
  candidato  con questo partito democratico, onorevole Musumeci,  con
  questo schieramento di centro-sinistra - io sono legittimato.
   Sono felice, questo è un partito democratico diverso e tutti, così
  come ha detto qualcuno in quest'Aula, ne dobbiamo prendere atto.  È
  un  Partito  Democratico che è cambiato - perché è vero,  onorevole
  Cracolici,  è vero Presidente Crocetta - ci sono stati  momenti  in
  cui quella che è stata la tradizione di una sinistra giustizialista
  è stata forte all'interno di quello che era il Partito Comunista, i
  DS e parte del Partito Democratico.
   Oggi è una cosa diversa e io sono felicissimo, però attenzione, io
  non  entro  neanche  nel  merito perché  per  me  è  assurdo  dover
  discutere di una mozione relativa a una condanna in primo grado.
   Abbiamo  tutti gli stessi diritti e possiamo esprimerci  solamente
  davanti a condanne definitive o, altrimenti, è sciacallaggio.
   Io  sono  d'accordo  con  voi non c'è una  magistratura  di  primo
  livello  e  di  secondo  livello, più o meno  importante,  è  tanto
  importante la magistratura ordinaria che quella contabile a cui  va
  il  mio e il nostro più grande riconoscimento per il lavoro che fa,
  però,  mi  permetto  di  dire attenzione, così  come  è  importante
  utilizzare  le  risorse  dei  gruppi, è  importante  utilizzare  le
  risorse dei comuni. E quando il Movimento Cinque Stelle ci richiama
  alla  moralità,  all'utilizzo con parsimonia, con attenzione  delle
  risorse, è vergogna quando venti milioni di euro vengono utilizzati
  per  spese  correnti, invece, di investimenti,  come  ha  fatto  il
  vostro  sindaco  che  è un esempio del Movimento  Cinque  Stelle  a
  livello nazionale. È vergogna  È vergogna perché è immorale, perché
  hai  tolto risorse per l'investimento alla crescita della tua città
  e  della  tua  comunità,  per utilizzarle  per  spese  correnti.  È
  immorale e anche in violazione contabile.
   Attenzione, su questo non tarderà la magistratura a farsi sentire,
  per cui io ho piena fiducia e non credo al castello che abbiamo una
  magistratura  contro  noi  come Partito  Democratico.  Abbiamo  una
  magistratura  attenta  e davanti a quelle che  sono  le  violazioni
  contabili  io  sono convinto che di questo e dovrete dare  conto  e
  ragione in quest'Aula.
   Attenzione,  dovete  venire direttamente  con  le  dimissioni  del
  sindaco.  Sì, se siete coerenti, nel caso io dovessi avere ragione,
  voi, se avete un minimo di coerenza e di dignità politica vi dovete
  presentare  in  quest'Aula con le dimissioni  del  sindaco,  perché
  amministrare, cari amici, è un discorso, poi fare opposizione senza
  responsabilità - Presidente, lei lo sa bene - è cosa diversa. E chi
  lo   dice   è   un  politico  che,  ad  oggi,  dopo  vent'anni   di
  amministrazione, non ha  mai ricevuto, non è stato mai  rinviato  a
  giudizio,  condannato e - mi permetto di dire  -  l'utilizzo  delle
  risorse dei Gruppi è completo.
   Scusate,  e  chiedo  scusa  anche al  mio  capogruppo  per  essere
  intervenuto.  Le  risorse  del  Gruppo  e  l'utilizzo  del  Gruppo,
  purtroppo, sono mal regolate. Ve lo dice chi per sei-sette  mesi  è
  stato  Capogruppo di territorio e per la mia cultura -  che  è  una
  cultura  popolare  -  Don Sturzo sosteneva che quando  andavamo  ad
  amministrare  e  quando  i giovani, gli amministratori  governavano
   dovevano  governare con la parsimonia del padre di  famiglia .  Io
  l'ho  fatto da sindaco e quando sono diventato capogruppo le stesse
  risorse  per  il  consulente, per costituire il  sindaco  e  per  i
  giornali  le ho spese io, non ho speso una Lira del Gruppo.  Perché
  ritengo  per  la  mia  cultura, per la  mia  formazione,  che  meno
  utilizziamo risorse pubbliche meglio è.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  al
  termine  di  un pomeriggio abbastanza intenso. Un pomeriggio  dove,
  però,  siamo stati per l'ennesima volta coinvolti in una  strategia
  che  non  so  più neanche io come definire. Quella di un  Movimento
  Cinque  Stelle  che  tende a paralizzare  i  lavori  di  quest'Aula
  presentando  continue mozioni contro questo Governo  e  contro  gli
  assessori di questo Governo.

          (Proteste dai Deputati del Movimento Cinque Stelle)

   Evidentemente hanno una  sindrome da mozione' che ci vede oggi qui
  come se fossimo in un'Aula di tribunale. Ma io le aule di tribunali
  le  conosco  nelle sedi opportune non certamente in quest'Aula.  Ho
  sentito richiamare dei princìpi costituzionali. Ne richiamo uno che
  non  ho  sentito  citato  ma che forse è  abbastanza  coerente  con
  l'argomento  di oggi ed è il secondo comma dell'articolo  27  della
  Costituzione:   L'imputato non è considerato  colpevole  sino  alla
  condanna definitiva .
   Non  commento  oltre,  lascio  a  chi  ha  richiamato  i  princìpi
  costituzionali, ogni commento di aver dimenticato questo importante
  principio costituzionale.
   Io  ho  sentito  degli  interventi,  mi  riferisco  all'intervento
  dell'onorevole  Musumeci, che come sempre apprezzo  -  pur  se  noi
  spesso  siamo  su  posizioni totalmente  opposte.  Gli  ho  sentito
  parlare, però, di un'arte nobile e antica: la politica.
   Onorevole  Musumeci,  lei parla di un'arte  nobile  e  antica,  il
  Movimento Cinque Stelle parla di  politica con la P maiuscola ,  io
  credo  che  ci sia una sottile differenza. Questa è una legislatura
  che  si è dotata di regole. E questo, come giustamente diceva  lei,
  non lo ricorda nessuno. Quindi, io non mi sento di attaccare questa
  classe politica e questa legislatura.
   Quello  che oggi si sta facendo è un attacco vile ed ignobile  nei
  confronti  di un assessore di questo Governo, nei confronti  di  un
  deputato del mio Gruppo parlamentare, un Gruppo parlamentare che ho
  l'onore  di presiedere ed è un Gruppo parlamentare che ho ereditato
  dall'onorevole Cracolici e prima dall'onorevole Gucciardi.
   Io  l'onorevole Cracolici l'ho conosciuto personalmente in  questa
  legislatura,  da  palermitana  non  potevo  non  sapere  chi  fosse
  Antonello  Cracolici, lo conoscevo come una persona, forse  un  po'
  burbera,  dal carattere un po' forte ma sicuramente mai nessuno,  a
  mia  memoria,  ha  messo  in  dubbio  la  dignità  e  l'onorabilità
  dell'onorevole Antonello Cracolici.
   L'ho   conosciuto   personalmente  in  questa  legislatura,   l'ho
  apprezzato personalmente e politicamente.
   L'ho  avuto  come  Capogruppo e come  ha  mantenuto  rigore  nella
  gestione  del  Gruppo in questa legislatura non posso  credere  che
  nella passata legislatura - a meno che non soffra della sindrome di
  Dottor  Jekyll  e  Mister Hyde - potesse avere avuto  una  condotta
  diversa, una condotta che rispecchia la persona Antonello Cracolici
  e,  quindi, persona integerrima, persona rispettosa delle regole  e
  dei princìpi costituzionali di cui lui è sempre stato assertore.
   Lo  abbiamo  sentito in parecchi suoi discorsi in  Aula  ma  basta
  leggere  anche i resoconti stenografici delle passate  legislature,
  una persona che ha fatto dei princìpi costituzionali e del rispetto
  delle regole la sua strada maestra e la sua bussola in quella che è
  la strada della politica.
   Mi  sento assolutamente di rispedire al mittente una mozione priva
  del  tutto di fondamento e, soprattutto, non permetto a nessuno  di
  appropriarsi di tradizioni che non gli appartengono.
   Dico  al  Movimento Cinque Stelle che Berlinguer è una  tradizione
  che  appartiene al Partito Democratico e il Partito Democratico non
  intende cederla sicuramente a voi.
   State  tranquilli che i nostri leader non avrebbero mai apprezzato
  il vostro comportamento demagogico e populista che oggi vi vede non
  fare  altro  che  disprezzare tutto quanto viene  fatto  in  questa
  Regione i cui risultati sono, comunque, visibili e sotto gli  occhi
  di tutti.
   E' evidente, e invito tutti, a rispedire al mittente, al Movimento
  Cinque Stelle, una mozione assolutamente priva di fondamento e  del
  tutto demagogica.

   PRESIDENTE. Do la parola al Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  nel  dibattito  di  questa sera  sono  stati  richiamati
  diversi  concetti,  il  rispetto della Costituzione,  la  questione
  morale, il garantismo, il giustizialismo.
   Credo  che, prima di ogni cosa, quando parliamo di Costituzione  e
  di  garanzie  democratiche, dovremmo ricordarci di un motto  che  è
  quello che la libertà esiste solo sotto l'egemonia della legge.
   La  legge e i meccanismi della legge rappresentano la volontà  del
  popolo  italiano  che  è  rappresentata dal legislatore  perché  il
  popolo  esercita  la  sovranità  attraverso  i  suoi  eletti  e  ha
  stabilito   esattamente   quali  sono   le   regole   affinché   un
  amministratore  pubblico possa essere considerato degno  o  indegno
  della vita politica.
   Lo ha stabilito per tutti.
   Non  ha  stabilito che a un funzionario fosse applicata  una  cosa
  diversa rispetto a quanto possa essere applicato a un deputato o  a
  un  rappresentante  non del Governo o dell'Amministrazione  ma  del
  Governo Crocetta debba avere un certo trattamento.
   Voglio  riferire  anche  alcuni  accenni  che  hanno  tentato   di
  politicizzare  il  ragionamento, riconducendo la mia  posizione  ad
  espressioni giustizialiste che non mi sono mai appartenute.
   Ditemi  quali  fatti  ho denunciato che riguardassero  persone  di
  questo  Parlamento  che  non fossero atti  deprecati  dallo  stesso
  Parlamento.
   Quali sono? Giusto per essere chiari
   Qualcuno  di  voi  può  dirmi questo? Parlare  del  Parlamento  in
  generale,  siccome  siete  novanta  deputati,  parliamo  dei   casi
  singoli.  Dei  casi singoli se ne può parlare. Reputo lecita  avere
  posto  una  questione che riguarda un assessore  del  mio  Governo,
  lecita  significa che è ammissibile dal punto di vista della legge.
  Politicamente,  invece,  la reputo molto  scorretta,  a  questo  ci
  arrivo.
   Cosa  ha  previsto il Legislatore? Il Legislatore ha previsto  che
  non si può esercitare la vita pubblica nel nostro Paese se si viene
  condannati per condanne penali e non per tutte le condanne  penali.
  Si viene condannati per alcuni reati precisi.
   Quindi,  il  Legislatore  ha circoscritto  qual  è  la  classe  di
  trasgressioni che sono reati e avere una condanna della  Corte  dei
  Conti  non  corrisponde necessariamente ad avere  un  reato  perché
  questo  lo  stabilisce  nel  nostro  Paese  la  magistratura,   non
  certamente  il Movimento Cinque Stelle che non si può  arrogare  il
  diritto.
   Si  è  parlato  di  giustizialismo  della  sinistra,  del  Partito
  Democratico. Ditemi quando il Partito Democratico ha presentato una
  mozione   di  sfiducia  nei  confronti  di  assessori  dei  governi
  precedenti che avessero subìto condanne delle Corte dei  conti?  Me
  ne volete citare un caso?
   Citatemelo. L'onorevole Cracolici non è il primo parlamentare  che
  viene condannato, il primo uomo pubblico che viene condannato dalla
  Corte dei conti. Ci sono casi del genere?
   Certo,  se poi vogliamo cominciare a vedere tutti  i gatti  bigi',
  allora, probabilmente, bisogna chiedersi se non si è ciechi, se non
  si sa valutare la portata delle cose che stanno in campo.
   Al  presidente Musumeci che mi chiede di valutare il comportamento
  di  un  deputato che ha avuto una condanna della Corte  dei  conti,
  dopo  che  è  stato  nominato assessore, io gli  faccio  la  stessa
  domanda:  se un rappresentante del suo gruppo politico fosse  stato
  condannato dalla Corte dei conti, lei che avrebbe fatto, lo avrebbe
  sbattuto fuori? Io no.
   Dal  momento  che io non lo farei, lei non lo farebbe, sicuramente
  la  sua domanda è inopportuna, perché sa che non c'entra nulla  con
  la  questione che noi abbiamo, che non riguarda certamente il  caso
  dell'assessore Cracolici

   MUSUMECI. Dipende dalla sensibilità del deputato
   Lei è subdolo  Sta dando il benservito a Cracolici.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Lei  continua  a  offendere,
  onorevole   Musumeci,   e  si  sente  pure  diffamato   dalle   mie
  dichiarazioni non diffamanti. Mentre mi diffama continuamente.
   L'ho posta di fronte al paradosso che lei ha sollevato.

   MUSUMECI.  Lei  vedrà che la trascinerò davanti al  tribunale   Si
  vergogni

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non mi vergogno  per  niente.
  Lei  non vuole essere criticato perché lei sta in un limbo  di  non
  criticabilità.
   La  stessa  domanda può essere posta a chiunque  e  io  non  debbo
  rispondere a questa domanda.

   MUSUMECI.  Io  mi  sono affidato alla sensibilità  del  Presidente
  della Regione  E lei è subdolo

   CROCETTA, presidente della Regione. Non sono subdolo perché non ho
  fatto  neppure  i nomi. Tanto ho rispetto persino  di  lei  che  mi
  attacca  e  mi  offende continuamente. Mi faccia parlare  onorevole
  Musumeci.

   MUSUMECI. Io non ho immunità parlamentare da rivendicare,  lei  lo
  sa  Ma quella è un'altra storia

   CROCETTA, presidente della Regione. Se lei ha un odio, io  non  ci
  posso  fare  nulla.  Io  sto  ponendo  un  paradosso  logico,   che
  appartiene  persino agli elementi più elementari - mi si  scusi  la
  cacofonia - della filosofia scolastica: la stessa domanda  che  lei
  fa  a  me,  io  la  faccio a lei. E lei non si può sentire  offeso,
  perché a questo punto vuol dire che è lei che ha offeso me  Per una
  questione sillogistica se io faccio a lei le stessa domanda che lei
  fa  a  me e lei si sente offeso, significa che lei mi ha offeso.  E
  non può essere così  Né io ho offeso lei, né lei ha offeso me

   MUSUMECI. Io assessori non ne ho

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Ma io  sto  parlando  di  un
  principio.

   MUSUMECI. Caro onorevole Cracolici, il Presidente della Regione le
  sta preparando la fossa

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Lei pensi alla sua fossa, che alla mia ci penso
  io  Ognuno pensi alla sua fossa.

   MUSUMECI. Io la mia l'ho già riempita, state tranquilli

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  E  preoccupatene  Ognuno  deve  pensare  alla
  propria fossa.

   MUSUMECI. Caro assessore Cracolici, non faccia il ruffiano

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Lei è un dispensatore di giudizi morali? Non ne
  ha l'autorevolezza

   PRESIDENTE. Non faccia il ruffiano

   PRESIDENTE.  Scusate,  fino  a  questo  momento  il  dibattito  ha
  mantenuto  un  profilo  politico. Spero continui  ad  avere  questo
  profilo. Evitiamo di scendere nel personale.

   CROCETTA, presidente della Regione. Non vedo quale sia il problema
  nel fare la stessa domanda a chi mi ha fatto la domanda. Se poi uno
  si ritiene offeso  Ora andiamo a noi.
   L'onorevole  Cracolici  non  è  stato  condannato  per  atti   che
  riguardano  l'amministrazione durante la sua funzione di assessore.
  Ha  avuto  una  condanna, assieme ad altri  parlamentari  di  altri
  gruppi,  per  effetto di una sentenza della Corte  dei  Conti  che,
  innovando  rispetto  a logiche del passato, ha  deciso  che  alcune
  spese   che   per  decenni  erano  state  considerate  ammissibili,
  improvvisamente non debbono essere più considerate ammissibili.
   Questo   merita  una  mozione  di  sfiducia?  Oppure   merita   la
  considerazione che c'è un Presidente della Regione che si  dovrebbe
  improvvisamente chiedere cosa ci sta a fare uno che ha  sprecato  i
  soldi così nella vita pubblica?
   Non  mi pare che le cose stiano così  Perché se il Legislatore  in
  Italia  -  lo ripeto - ha previsto le stesse sanzioni per  tutti  i
  cittadini, allo stesso modo, per cui una condanna della  Corte  dei
  Conti  non  determina  una incompatibilità a occupare  un  incarico
  amministrativo,  non  determina  una  incompatibilità   ad   essere
  parlamentare e non determina alcuna incompatibilità anche ad essere
  assessore.
   Quindi,  non è che la morale ce la possiamo fare elastica   Perché
  questa  legge,  che  attualmente vige, è una  legge  che  ha  avuto
  proprio  il grande contributo del Movimento Cinque Stelle.  Invece,
  in Sicilia diventa improvvisamente giustizialista.
   Con  la  stessa  logica  Renzi ricordava  che  non  chiederemo  le
  dimissioni  dell'assessore di Livorno del Movimento Cinque  Stelle.
  Non  chiederà  le  dimissioni, come fa l'onorevole Dipasquale,  del
  sindaco di Ragusa.

   CAPPELLO. Ma non è indagato il sindaco di Ragusa

   CROCETTA.  Ma non sto dicendo che è indagato, ma non lo  chiederei
  neppure  se  fosse  indagato dalla Corte  dei  Conti.  Perché  fate
  confusione,  cari  ragazzi   Fate  una  piccola  confusione,   fate
  diventare  tutto  reato  E pensate che le vostre discussioni  siano
  quelle  che poi debbano regolare la vita pubblica. La vita pubblica
  e  le  incompatibilità pubbliche sono legate a questa elementare...
  Io  mi  sento garantista e dico che se ci fosse una incompatibilità
  di legge, allora...

           (proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   Per  voi la Sgarlata era vostra amica, tutto qua è il problema,  e
  riconducete  le  questioni politiche a questi elementari  rapporti,
  giusto  per essere chiari. Però, onorevole Foti, mi faccia parlare.
  Cocsì come io ho ascoltato i suoi interventi, lei abbia la bontà di
  ascoltarmi. Posso avere l'onore del suo silenzio?
   Stavo  rispondendo sia sull'assessore Marino che  sulla  Sgarlata.
  L'assessore Sgarlata era accusata dal Dipartimento beni  culturali,
  non da un astratto organismo, di avere costruito la piscina facendo
  alcune  opere  stabili  che erano quelle a supporto  della  piscina
  dentro la fascia di 150 metri. Bene, io considero politicamente che
  un  mio  assessore, mentre è in carica, non può ottenere la licenza
  in 15 giorni e non debba costruirsi una piscina. Ma non una piscina
  nei 150 metri perché non appartiene alla sobrietà dei comportamenti
  che chiedo al mio assessore. Quindi, è una questione politica.
   Con   l'assessore  Marino  c'era  una  questione   di   divergenze
  politiche. Siccome l'insinuazione e la calunnia, richiamava  alcune
  dichiarazioni  sottili dell'onorevole Falcone, io voglio  ricordare
  che nelle inchieste che stanno venendo fuori in Sicilia, il nome di
  Rosario  Crocetta non c'è mai. Non ci sono le telefonate tra  me  e
  alcuni esponenti di Confindustria. Per esempio, ci sono quelle  con
  la Guidi che venne fatta ministro in accordo del Nazareno suggerita
  da  Berlusconi, non ci sono le mie. Non ci sono interessi tra me  e
  Confindustria per cui io sarei l'unico politico italiano che  abbia
  avuto rapporti con Confindustria. Io ho avuto rapporti lineari  con
  Confindustria,  onorevole Falcone, non ho fatto gli interessi,  per
  cui il tema del giustizialismo sicuramente non appartiene a me,  ma
  a chi, in modo sistematico e subdolo diffama.
   Come,  per  esempio, la vicenda delle auto blu  laddove  c'era  un
  Governo  precedente che spendeva un milione e  300  mila  euro  per
  l'affitto in quattro anni di auto blu, mentre noi le compriamo  con
  225 mila euro per nove anni. E lì sarebbe il crimine.
   Per  quanto mi riguarda, l'atteggiamento giustizialista  è  contro
  questo Governo che ha deciso di fare pulizia. Io non voglio entrare
  nel  merito  della  valutazione  morale  o  dei  fatti  morali  che
  riguardano i comportamenti dell'onorevole Cracolici che sono  sotto
  gli  occhi  di tutti e che tutti i parlamentari hanno riconosciuto.
  Però,  questo  tipo di comportamento io lo avrei nei  confronti  di
  qualsiasi altro parlamentare, anche avversario politico, perché non
  si  può chiedere e mettere sotto processo per modalità non previste
  dalle leggi del nostro Paese perché quello non è il giustizialismo,
  è  barbarie  di  cui alcuni si vogliono rendere complici  e  questa
  barbarie è inaccettabile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la mozione si vota per  alzata  e
  seduta.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, questa è una mozione normale,  non  è
  una  mozione  di sfiducia al Presidente della Regione e  quindi  la
  mozione  può  prevedere il voto segreto, come prima abbiamo  votato
  per appello nominale.

   PRESIDENTE.  Dovete  fare la richiesta. Però, onorevoli  colleghi,
  gradirei un minimo di attenzione. Abbiamo discusso per ore ed  ore;
  il  Movimento  Cinque  Stelle, esercitando un  diritto  che  gli  è
  concesso  dal  Regolamento, conoscendo le tecniche parlamentari  ha
  presentato  una  mozione  di censura. Va  dato  atto  all'assessore
  Cracolici che non si è sottratto al dibattito; si poteva equivocare
  se  era  ammissibile, se non era ammissibile, è  stato  l'assessore
  Cracolici  stesso  a  sollecitare che  venisse  trattata  il  prima
  possibile.
   L'onorevole  Ciaccio nel suo intervento ha precisato  che  non  si
  tratta  di  una questione personale, ma di una questione  politica.
  Ora,  io  rimetto alla vostra valutazione poiché i Gruppi  si  sono
  espressi. Voi mi fate una richiesta di voto segreto ma, siccome  la
  questione è politica e ogni Gruppo ha la possibilità palesemente  -
  perché questo è giusto che lo sappiamo all'esterno - di dire qual è
  la  posizione  di  tutti i Gruppi è inutile trincerarsi  in  questo
  momento,  non  essendo  una  questione personale,  dietro  il  voto
  segreto;  per  cui,  io vi invito a ritirare la richiesta  di  voto
  segreto.  Il  voto palese ha un senso perché ognuno  si  assume  la
  responsabilità di come vota.

   SIRAGUSA. Va bene, votazione per scrutinio nominale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 559

   PRESIDENTE.  Indìco  la  votazione per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 559.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti . . . . . . . . . . . 70
   Maggioranza . . . . . . . . . . . . . .  36
   Favorevoli . . . . . . . .  . . . . . .  13
   Contrari . . . . . . . . .  . . . . . .  50
   Astenuti . . . . . . . . .  . . . . . .   7

                           (Non è approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, non andiamo via che
  dobbiamo  incardinare il disegno di legge. Invito la II Commissione
   Bilancio   a  prendere  posto,  intanto  nelle  more  che  la   II
  Commissione   Bilancio   prenda posto c'è una  richiesta  da  parte
  dell'onorevole Turano. Prego.
   Onorevole  Cracolici deve baciare tutti quelli che  hanno  votato
  evitiamo  queste effusioni, capisco, sta continuando il  dibattito.
  Onorevoli  colleghi. Assessore Cracolici magari se  lei  si  sposta
  fuori  prenderà  i  baci fuori e continuiamo il  nostro  dibattito.
  Prego onorevole Turano.

   TURANO.  Signor Presidente,vi è all'ordine del giorno una  mozione
  molto  importante  primo  firmatario  l'onorevole  Cordaro  per  la
  solidarietà al popolo armeno.
   Poiché  il  23  di  aprile,  cioè  fra  tre  giorni,  vi  sono  le
  celebrazioni  per il Centenario dello sterminio del popolo  armeno,
  io  vorrei  che  la  Sicilia  si scrivesse  nell'elenco  di  quelle
  regioni, assieme all'Italia, che già hanno approvato una mozione di
  questo  tipo,  approvando un documento di  sostegno  e  vorrei  che
  questa sera fosse trattata la mozione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, con la sua autorizzazione, se diamo
  per  letta la mozione e diamo questa comunicazione all'Ambasciatore
  Armeno che attende da tempo l'approvazione.

   CORDARO. Sono d'accordo.

                        iniziative conseguenti'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione della mozione n. 514  Solidarietà al popolo armeno ed
                        iniziative conseguenti

   PRESIDENTE.  Si  passa   al  VII  punto  dell'ordine  del  giorno:
  discussione della mozione n. 514  Solidarietà al popolo  armeno  ed
  iniziative conseguenti , a firma degli onorevole Cordaro,  D'Asero,
  Papale, Grasso.
   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   lo sterminio di oltre due terzi della popolazione armena stanziata
  sul  territorio turco, avvenuto all'inizio del XX secolo,  è  stato
  riconosciuto  come  'genocidio' da varie istituzioni  nazionali  ed
  internazionali,  tra cui la Sottocommissione per  i  diritti  umani
  dell'ONU, il Parlamento europeo e il Parlamento nazionale;

   il  Tribunale permanente dei popoli ha riconosciuto, fra  l'altro,
  che 'lo sterminio delle popolazioni armene con la deportazione e il
  massacro  costituisce un crimine imprescrittibile di  genocidio  ai
  sensi  della  Convenzione  del  9/12/1948  per  la  prevenzione   e
  repressione del crimine di genocidio';

   recentemente   anche   lo   Stato   Pontificio,   attraverso    le
  dichiarazioni  del Sommo Pontefice Papa Francesco, ha  lanciato  un
  monito  per  non  dimenticare  tale triste  evento,  etichettandolo
  fermamente  con  il  termine  genocidio  e  provocando  un   acceso
  dibattito internazionale;

   TENUTO CONTO che lo stesso Parlamento europeo, il 15 novembre 2000
  e  il  15  aprile  2015,  ha  approvato  a  larga  maggioranza  una
  risoluzione   sulla  relazione  periodica  1999  della  Commissione
  europea  sui progressi della Turchia verso l'adesione, e  che  tale
  risoluzione affronta questioni che riguardano il popolo  armeno  in
  paragrafi  significativi, invitando al riconoscimento del genocidio
  ai danni della minoranza armena commesso anteriormente alla nascita
  della moderna Repubblica Turca;

   CONSIDERATO che:

   il  genocidio è il più feroce e disumano tra i crimini, in  quanto
  tende all'eliminazione di tutto un popolo, della sua cultura, della
  sua storia;

   il  Governo  turco  non ha ancora proceduto al  riconoscimento  di
  questa  grave  responsabilità storica, attestata  e  dimostrata  da
  precisi documenti e testimonianze;

   CONSIDERATA   la   necessità  che  l'opinione  pubblica   mondiale
  intervenga  a  favore  del popolo armeno per il  riconoscimento  di
  questa  realtà storica e approfondisca il dramma del popolo  armeno
  affinché  tali  tragedie della storia siano di  monito  soprattutto
  alle giovani generazioni,

   ESPRIME

   la  propria  solidarietà al popolo armeno nella sua lotta  per  il
  riconoscimento  della  verità storica e  per  la  difesa  dei  suoi
  diritti inviolabili,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  promuovere,  d'intesa con il Governo nazionale, iniziative  per
  ricordare il genocidio degli armeni e a diffondere i fatti  storici
  ad  esso  relativi,  allo  scopo di  promuovere  la  cultura  della
  democrazia, della pace e dell'autodeterminazione dei popoli;

   a  trasmettere  la  presente  mozione  all'  Unione  degli  Armeni
  d'Italia,  affinché  l'inoltri alla  Direzione  del  Memoriale  del
  genocidio  della  capitale armena Yerevan ed  il  nominativo  della
  Regione  sia  inserito nella lista dei 'Giusti' per la Memoria  del
  Metz  Yeghern (il Grande Male), insieme a tutti gli altri che hanno
  adottato simili risoluzioni». (514)

     Poiché  nessuno  chiede di intervenire, pongo  in  votazione  la
  mozione   514    Solidarietà  al  popolo   armeno   ed   iniziative
  conseguenti .  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

   mia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie'.
   (nn. 1133-1155/A Stralcio I - Disposizioni sralciate I/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                            (E' approvata)
      Discussione del disegno di legge «Disposizioni per favorire
  l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie» (nn.
           1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)

    PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge «Disposizioni
  per   favorire   l'economia.  Norme  in   materia   di   personale.
  Disposizioni   varie»  (nn.  1133-1155/A  Stralcio  I  Disposizioni
  stralciate/A)  posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
     Onorevoli  colleghi,  in  ordine al disegno  di  legge  stralcio
  comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno e di
  analoghe  e  precedenti decisioni assunte dalla Presidenza,  questa
  Presidenza  ha deliberato di stralciare dal disegno di legge  1133-
  1155/A   Stralcio   I  Disposizioni  stralciate/A   l'articolo   22
   Modifiche alla legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, recante  Norme
  in  materia  di  incarichi  legali attribuiti  da  enti  e  società
  regionali, in quanto esso contiene disposizioni già previste  nella
  legislazione   nazionale  ovvero  in  contrasto  con   i   principi
  dell'ordinamento  nazionale  e comunitario,  nonché  interviene  in
  materia di competenza statale.
   Per  il  resto, devo dare atto al lavoro egregio svolto  dalla  II
  Commissione  perché sono state inserite tutte una  serie  di  norme
  che, per quello che riguarda la qualità della legislazione, si  può
  essere  d'accordo  o  meno  sul  merito,  però  credo  che  abbiamo
  imboccato la strada giusta.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  credo  che sia opportuno leggere la  relazione,  anche
  perché in questi giorni sui giornali sono uscite tante notizie che,
  purtroppo,  non  sono  rispondenti al vero e,  quindi,  abbiamo  la
  necessità  di fare chiarezza, in maniera tale che si sappia  quello
  che la Commissione ha deciso di fare.
   Intanto,  sento  il  dovere di ringraziare i colleghi  e  tutti  i
  dipendenti  della  Commissione e comunque dell'Ufficio  legislativo
  dell'ARS  che  ci hanno supportato in questi giorni con  impegno  e
  passione.
   Il  disegno di legge che stiamo portando all'attenzione dell'Aula,
  come  lei giustamente ricordava,  prevede una serie di disposizioni
  di  contenuto eterogeneo che sono confluite nel presente  testo  in
  quanto  erano state stralciate dalla Presidenza dell'Assemblea  nel
  corso  dell'esame  in  Aula del disegno di  legge  nn.  1133-1155/A
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
  stabilità regionale. .
   Sulla  base delle indicazioni della Presidenza dell'Assemblea,  il
  disegno  di  legge  recante  Disposizioni per favorire  l'economia.
  Norme  in  materia di personale. Disposizioni varie , assegnato  in
  sede  referente alla II Commissione, è stato trattato nel corso  di
  un'approfondita istruttoria, tenendo adeguatamente conto dei pareri
  che  sono  stati  richiesti e sono stati espressi  dalle  rimanenti
  componenti delle commissioni di merito.
   Durante   i   lavori  della  Commissione  sono   state,   altresì,
  introdotte, come lei Presidente ricordava,  disposizioni  ulteriori
  rispetto ai contenuti originari del disegno di legge  stralcio , al
  fine  di  dare  risposta ad esigenze già manifestate  nel  contesto
  della manovra finanziaria.
   Si segnala, poi, che il disegno di legge, che rappresenta un primo
  stralcio, per essere chiari,  delle disposizioni in corso di  esame
  da   parte   della  Commissione,  contiene  sia  norme  di   natura
  ordinamentale  che  disposizioni di spesa, per  le  quali  è  stata
  individuata apposita copertura finanziaria.
   Passando  alla  disamina dei principali contenuti del  disegno  di
  legge,   con   l'articolo  1  si  stabilisce  che,  in  conseguenza
  dell'applicazione della disciplina concernente il  prepensionamento
  del  personale degli enti sottoposti a vigilanza della Regione, gli
  enti  medesimi possono ridefinire i propri organici.  Questo  è  il
  testo  che  era arrivato da parte della Presidenza. Nel  corso  dei
  lavori  della  Commissione sono stati introdotti i  commi  2  e  3,
  relativi  all'applicazione ai dipendenti delle Camere di commercio,
  industria,   artigianato   e  agricoltura   della   Sicilia   delle
  disposizioni di cui agli articoli 51 e 52 della legge  regionale  7
  maggio  2015, n. 9, in materia di prepensionamenti, con conseguente
  rideterminazione  delle relative dotazioni  organiche.  Questi  due
  commi  sono stati sottoposti alle competenti Commissioni di merito,
  che hanno dato parere favorevole.
   L'articolo  2  prevede  la  soppressione del  Consiglio  regionale
  dell'urbanistica,  previsto dalla legge  regionale  n.  71/1978,  e
  trasferisce   le   relative  funzioni  al  dipartimento   regionale
  urbanistica.
   Più complesso ma sicuramente significativo è l'articolo 3.
   L'articolo   3,  relativo  ai  lavori  in  economia  nel   settore
  forestale,   prevede  che  siano  realizzati  in  economia   e   in
  amministrazione diretta i lavori eseguiti dai consorzi di  bonifica
  per  assicurare  la campagna irrigua e la manutenzione  delle  reti
  irrigue  e  dei  canali,  nei comprensori  di  propria  competenza,
  tramite operai dei consorzi stessi, operai forestali e dell'Ente di
  sviluppo  agricolo,  estendendo il portato della  disposizione  già
  prevista dalla legge regionale n. 24 del 2012.
   Cosa   comporta   questo  articolo?  Questo  articolo,   onorevoli
  colleghi,   comporta  il  fatto  che  le  disposizioni  finanziarie
  previste per i consorzi di bonifica da 36 milioni di euro passano a
  42 milioni di euro, perché da parte dell'Assessorato del territorio
  ed ambiente è stato messo a disposizione, proprio per i consorzi di
  bonifica, una somma importante, che per quanto riguarda il  2016  è
  di  6  milioni  di  euro. Ciò, però, come tutti i componenti  della
  Commissione hanno voluto assicurare, non comporterà che i  consorzi
  potranno  aumentare  le giornate lavorative  agli  operai  a  tempo
  determinato,  ma  comporterà  che  per  quanto  riguarda  le  somme
  destinate  ai consorzi di bonifica avremmo ulteriori 6  milioni  di
  euro su quelli che erano stati stanziati.
   L'articolo  4  era  anche un articolo particolarmente  importante,
  perchè  riguarda la possibilità di comandare presso altre strutture
  pubbliche   il  personale  assunto  in  qualità  di  testimoni   di
  giustizia,  e ciò per garantire la loro sicurezza. Era un  problema
  di  sicurezza  che più volte era stato posto e che,  finalmente,  è
  stato  affrontato,  risolto favorevolmente dalla Commissione  nella
  speranza che questo Parlamento lo vorrà approvare.
   L'articolo 5, invece, dà la possibilità alla Regione di  attingere
  ad un finanziamento della Comunità europea, a condizione che vi sia
  una  copertura  del  relativo onore, che è stato  quantificato  per
  quanto riguarda il 2016 in 900 milioni di euro.
   L'articolo  6  autorizza il Dipartimento regionale delle  Attività
  produttive a stipulare convenzioni per l'accesso online al registro
  delle imprese.
   L'articolo 7, che è stato particolarmente discusso, approfondito e
  oggetto  di  un importante confronto all'interno della Commissione,
  prevede la soppressione del  Fondo siciliano per l'assistenza e  il
  collocamento dei lavoratori disoccupati , da un lato,  del   Centro
  regionale  per  la  progettazione, il restauro  e  per  le  scienze
  naturali  ed  applicate ai beni culturali  e del  Centro  regionale
  per  l'inventario,  la  catalogazione e la documentazione  grafica,
  fotografica ,  dall'altro, stabilendo che  le  relative  competenze
  siano  esercitate, rispettivamente, dal Dipartimento regionale  del
  Lavoro e dal Dipartimento regionale dei Beni culturali.
   L'articolo  8,  finalmente mediante l'introduzione  di  due  commi
  aggiuntivi  (14 ter e 14 quater) dopo il comma 14 bis dell'articolo
  15 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, reca disposizioni in
  materia di prestiti in favore del personale regionale in quiescenza
  (in  misura  non superiore al 90 per cento delle somme spettanti  a
  titolo  di  indennità  di  buonuscita o  del  trattamento  di  fine
  rapporto) e in servizio per quale motivo, per favorire per le spese
  per  studi  universitari  e  post  universitari  per  i  figli  dei
  dipendenti.
   L'articolo  9,  su  cui  si  è  concentrato  in  modo  particolare
  l'attenzione dell'onorevole Di Giacinto e dell'onorevole Panepinto,
  insieme a tutti gli altri colleghi sia chiaro, e che è stato quello
  che  ha  avuto più emendamenti, riguarda le iniziative  volte  alla
  promozione  di start-up, di restart, di incubatori ed  acceleratori
  dello sviluppo locale.
   E'  un  articolo  che si è arricchito, dicevo, del  contributo  di
  tutti  i  colleghi sia di maggioranza che di opposizione.  Continua
  con  le  disposizioni per lo sviluppo delle imprese,  che  non  era
  riuscito   a  trovare  collocazione  nel  contesto  della   manovra
  finanziaria per il 2016 e prevede che l'Assessorato regionale delle
  Attività  produttive,  per il tramite di una società  regionale  in
  house,  conceda  contributi  ed agevolazioni  finanziarie  mediante
  bandi a sportello.
   Si  segnala  che,  nel corso dei lavori della  Commissione,  si  è
  proceduto   da  un  lato  a  meglio  specificare  le  attività   di
  finanziare,  anche con la promozione di incubatori ed  acceleratori
  dello sviluppo locale, e dall'altro a superare il riferimento  alla
  Società    Sviluppo   Italia-Sicilia ,  che  era   stata   inserita
  nell'emendamento  precedentemente  approvato,  che  nel  frattempo,
  però,  il  Governo  regionale  aveva posto  in  liquidazione  quale
  soggetto  intermediario per la realizzazione  degli  interventi  in
  programma.
   L'articolo  10  introduce il cambiamento  di  denominazione  della
   Lega   italiana  per  la  lotta  contro  le  empatie  e  i  tumori
  dell'infanzia  della Regione siciliana .
   L'articolo  11,  invece, è stato un articolo più volte  riscritto,
  più  volte commentato, più volte affrontato e che, credo,  però  in
  Aula sarà ulteriormente emendato e sarà ulteriormente migliorato.
  Riguarda,  in  pratica, le disposizioni in materia di  integrazione
  scolastica dei ragazzi e delle ragazze
  con  handicap  gravi, prevedendo che i servizi, di cui all'articolo
  22  della  legge regionale 5 novembre 2004 n. 15, siano  assicurati
  per un altro breve periodo dai comuni e dalle ex province, soltanto
  in  via  sussidiaria  ed  eventuale rispetto  ai  medesimi  servizi
  garantiti dalle istituzioni scolastiche.
   Un   tema,   dicevo,  importante  anche  perché  c'è  un   diverso
  trattamento fra quello che succede in Sicilia, e quello che succede
  nel  resto d'Italia. Nel resto d'Italia queste funzioni sono svolte
  dai  collaboratori scolastici, qui invece sono svolte da  personale
  pagato  dai  Comuni  e dalle Province. Per cui,  abbiamo  insistito
  affinché l'Ufficio scolastico regionale potesse dare la possibilità
  al  suo personale di fare corsi di aggiornamento in maniera tale da
  acquisire le competenze e le capacità giuste per poter assistere  i
  ragazzi e le ragazze diversamente abili.
   L'articolo 12 prevede la possibilità di comando del personale  del
  Dipartimento regionale.
  Gli articoli 13 e 14 sono stati quelli più dibattuti, quelli che ci
  hanno  portato  ad impiegare più tempo, perché hanno affrontato  il
  tema  che  stava a tutti a cuore, a tutta la Commissione  Bilancio
  ma  lo  sarà  ancora  di  più  a tutta l'Assemblea  regionale,  che
  riguarda i cosiddetti lavoratori sportellisti, cioè coloro i  quali
  hanno,  fino  a qualche mese fa, lavorato e che oggi  sono  in  uno
  stato drammatico di mancanza di assistenza.
   Devo  dare  atto a tutti i colleghi, in particolare  all'onorevole
  Formica,  di  essersi  impegnato per il  raggiungimento  di  questo
  obiettivo importante.
   Gli articolo 13 e 14, introdotti a seguito di apposita riscrittura
  da  parte  della  competente Commissione di merito, introducono  un
  generale  intervento normativo in materia di riforma dei servizi  e
  delle politiche attive del lavoro.
   In  particolare,  l'articolo  13  preveder  il  recepimento  della
  normativa  di cui alla Legge 183/2014, cioè i famosi jobs  act  non
  usando  questo  barbarismo, nonché l'introduzione di strumenti  per
  l'attuazione delle previsioni di cui ai relativi decreti  attuativi
  149 e 150 del 2015.
   Di  conseguenza l'articolo 14, così come è stato fatto tanti  anni
  fa, al fine di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni in
  materia di servizi e politiche attive del lavoro, per assicurare il
  potenziamento della funzionalità dei centri per l'impiego  previsto
  quale   condizionalità  ex  ante  PO  FSE  2014-2020,   nonché   il
  potenziamento dei servizi formativi, prevede - che era  quello  che
  volevano i lavoratori - che l'Assessorato regionale della famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro si avvalga degli organismi  in
  house  providing della Regione, degli enti aggregati  come  Agenzia
  del lavoro ai sensi della normativa vigente.
   Tali  enti,  per  la  realizzazione delle  attività  affidate  dal
  Dipartimento  regionale  del lavoro, si avvalgono  prioritariamente
  dei  lavoratori  inseriti  nell'elenco  unico  ad  esaurimento  dei
  lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui all'articolo 12
  della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24.
   L'articolo  15,  riproponendo una norma già  esaminata  nel  corso
  dell'ultima  manovra  finanziaria, introduce un  tetto  massimo  di
  100.000  euro lordi annui al trattamento economico complessivo  dei
  dipendenti, anche con qualifica dirigenziale, di enti ed  organismi
  di natura pubblica o privata, vigilati e controllati dalla Regione,
  delle  società partecipate dalla Regione nonché degli enti  che,  a
  qualunque titolo, ricevano trasferimenti o contributi a carico  del
  bilancio regionale.
   Il  comma  2 prevede la rinegoziazione dei contratti che prevedono
  trattamenti  economici che superino la soglia  prevista  nonché  la
  possibilità di risoluzione unilaterale degli stessi da parte  degli
  amministratori  nel caso di mancato accordo. Per gli amministratori
  che  non  ottemperino  alle  suddette disposizioni  è  prevista  la
  sanzione della decadenza dagli incarichi.
   Il    comma   3   esclude   gli   enti   del   settore   sanitario
  dall'applicazione delle previsioni di cui al comma 1.
   L'articolo  16, è sicuramente, insieme agli altri tre, quello  più
  importante  perché  dà la possibilità di salvare finanziamenti  per
  247  milioni di euro e 1305 progetti che, altrimenti, correvano  il
  rischio  di  essere  perduti  i  finanziamenti  e  i  progetti  mai
  ultimati.
   Sulla base della previsione della legge di stabilità nazionale del
  2016  autorizza l'utilizzo delle risorse finanziarie  complementari
  ai  fondi  comunitari  ai fini di consentire il  completamento  dei
  progetti  inseriti nel programma PO FESR 2007-2013 e PO  FSE  2007-
  2013 che non sono stati conclusi alla data del 31 dicembre 2015.
   I  commi  da  2  a  7  definiscono  le  modalità  attuative  e  di
  individuazione   dei   progetti   ammessi   a   finanziamento.   In
  particolare, Presidente, teniamo a chiarire che gli interventi  che
  in  questo  modo  verranno salvati sono 1305 che  è  il  fabbisogno
  stimato  è  in 247 milioni di euro e che di questi 1305,  197  sono
  progetti  della Regione, 453 sono progetti dei comuni, 21 delle  ex
  Province, 2 sono i grandi progetti, la Siracusa-Gela e la Agrigento-
  Palermo, 8 degli istituti di ricerca, 65 sono regimi di aiuto  alle
  imprese,  509  sono progetti di edilizia scolastica,  12  sono  ATO
  idrici  regionali,  18  delle Asp, 1 è di Sicilia  Acque,  20  sono
  ulteriori soggetti.
   In  particolare,  Presidente Ardizzone, viene  anche  inserito  il
  concetto  voluto  dalla Commissione che coloro i  quali  non  hanno
  ancora  rendicontato per quanto riguarda il 2000-2006  e  2007-2013
  non  potranno  nemmeno  fare  la  domanda  per  potere  accedere  a
  contributi per quanto riguarda il 2014-2020.
   È  chiaro  che  la  Commissione ha  tenuto  proprio  su  questo  a
  spingere,  stimolare, coloro i quali non hanno  ancora  inserito  i
  dati a farlo proprio perché la crisi di liquidità si basa anche sul
  fatto  che  parecchi  enti  non  hanno  ancora  introdotto  i  dati
  all'interno del sistema e che, di conseguenza, la Comunità  europea
  non ha trasferito le risorse che la Regione, però, ha anticipato.
   L'articolo  18  stabilisce che i liberi Consorzi comunali  possono
  continuare  a  mantenere  i consorzi universitari  e  gli  istituti
  superiori di studi musicali.
   L'articolo 19 dà la possibilità di un finanziamento triennale di 5
  milioni  di euro all'anno per quanto riguarda l'oasi Maria  SS.  di
  Troina che è una Onlus.
   L'articolo  20 è una autorizzazione per una spesa decennale  di  1
  milione  237  ad  anno  per  quanto  riguarda  la  costruzione  del
  dissalatore presso l'isola minore di Vulcano. 1 milione, invece,  è
  il  finanziamento  che è stato destinato all'aeroporto  di  Trapani
  Birgi.
   L'articolo 21 apporta svariate modifiche alla legge regionale n. 8
  del   2012   relativa  all'Istituto  regionale  per   le   attività
  produttive. Vengono fissati i criteri per la scelta del Presidente,
  per  la  scelta  dei  direttori  al  fine  di  superare  tutte   le
  problematiche legate e si certifica definitivamente la  separazione
  fra  i  beni ed il patrimonio dell'IRSAP ed i beni ed il patrimonio
  dell'ASI. Anche perché, non essendo stato chiaro fino ad adesso  la
  separazione  fra  i due enti, spesso sono stati  attaccati  i  beni
  dell'IRSAP,  cosa  che non poteva essere fatta.  Un  provvedimento,
  poi,  in  modo  particolare riguarda il Consorzio  ASI  di  Messina
  relativamente, appunto, all'utilizzo di alcune aree.
   E'  chiaro, signor  Presidente, che il problema dell'IRSAP  non  è
  soltanto  un  problema legato all'assenza di  una  legge,  è  anche
  legato  al  fatto  che  non  si riesce a  nominare  il  Commissario
  straordinario, che non si riesce a nominare il direttore,  che  non
  c'è  un  vice  direttore facente funzione. Attraverso questa  legge
  speriamo  di  porre in essere tutte le condizioni per potere  avere
  una gestione finalmente ordinata dell'ente.
   L'articolo  22 è un articolo che lei, giustamente, ha ritenuto  di
  poter  stralciare;  però, il tema della necessità  di  recepire  la
  legge  nazionale  c'è  tutto; la vicenda  dell'IRSAP  con  oltre  4
  milioni  di incarichi dati a soggetti esterni all'ente, quello  che
  emerge   dai  giornali  di  questa  mattina  relativo  ad  un'altra
  partecipata  è  chiaro  che pone in maniera seria  il  problema  di
  questi incarichi che sono poi la causa vera del motivo per il quale
  il  bilancio  della  Regione  si appesantisce.  Perché,  mentre  in
  Commissione   Bilancio   elemosiniamo anche  qualche  euro,  invece
  scopriamo  che  le società partecipate della Regione sperperano  il
  denaro  pubblico.  E  di  conseguenza su questo  argomento  bisogna
  ritornare per mettere sotto la dovuta vigilanza gli interventi  che
  fino  ad  oggi sono stati veramente disastrosi per le  casse  dello
  Stato e della Regione in questo caso.
   L'articolo  23 è un articolo che cerca di ridurre i  tempi  per  i
  procedimenti di concessione dei contributi. Perché, è  chiaro,  nel
  2016 non possono essere dati contributi per il 2015.
   L'articolo 24 prevede presso l'Ufficio Legislativo e legale  della
  Presidenza  della Regione la possibilità di aumentare il  personale
  in  servizio,  ma  la Commissione, dissentendo dalla  proposta  del
  Governo, ha inserito il concetto che nella scelta di coloro i quali
  devono  fare  parte  di  questa struttura  i  dipendenti  delle  ex
  Province che hanno i titoli devono avere la precedenza, in  maniera
  tale che non ci siano i nuovi costi.
   Infine,  l'articolo 25 autorizza la spesa di 30 migliaia  di  euro
  per  l'esercizio  finanziario 2016 in favore della Commissione  per
  l'emersione  del  lavoro nero che non era più nelle  condizioni  di
  operare.
   Questa  è,  signor Presidente, la relazione che la Commissione  ha
  voluto preparare. La ringraziamo per le parole che ha voluto  usare
  nei  confronti del lavoro della Commissione. Siamo certi che questo
  lavoro  verrà  ulteriormente completato da parte dei  colleghi.  Le
  chiedo  di  potere  iniziare  la  discussione  già  dalla  prossima
  settimana,  anche  perché  su  alcuni provvedimenti  abbiamo  delle
  necessità   e  delle  urgenze  tali  che  non  possiamo  continuare
  ulteriormente a perdere tempo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli emendamenti  potranno  essere
  presentati  fino  a  martedì  26  aprile,  alle  ore  16.00  e   la
  discussione  la  inizieremo mercoledì 27  aprile  alle  ore  16.00,
  iniziando possibilmente a votare.
   Nelle   more,  do  comunicazione  che  proprio  stasera  è   stato
  presentato  un  disegno di legge, che reca la firma  di  tantissimi
  parlamentari di ogni Gruppo, che porta il numero 1200  Disposizioni
  in  materia  di personale delle Camere di commercio,  industria  ed
  artigianato, Fondo di quiescenza .
   Mi  fa  piacere che sia stato presentato questo disegno di  legge,
  chiederò  io  stesso  che  venga  trattato  con  urgenza   in   III
  Commissione  perché, mentre il dibattito è aperto  sulla  questione
  delle  Camere  di  commercio  e  degli  accorpamenti,  forse  si  è
  dimenticato  che si è aperta un'altra questione, abbastanza  grave,
  che riguarda il personale già in quiescenza.
   Questo  disegno  di  legge, senza gravare sul bilancio  regionale,
  consente  di  porre  rimedio. Se c'è una sorta di  solidarietà  tra
  tutte  le  Camere di commercio siciliane. Già in alcune  Camere  di
  commercio non sono stati pagati gli stipendi e in altre mi  risulta
  non siano stata pagate le pensioni.

   GRECO GIOVANNI. Ci sono altri enti che hanno lo stesso problema

   PRESIDENTE. C'è una riforma delle camere di commercio in atto; noi
  stasera  abbiamo  più  volte  invocato la  politica,  mentre  altre
  categorie si muovono nel disinteresse generale della politica e poi
  la politica deve andare a traino.
   Questo  rappresenta un momento per prevenire alcune  operazioni  -
  per  carità  -  sempre legittime. Siccome si parla di accorpamento,
  sdoppiamento, decisioni che probabilmente non vengono prese in sede
  politica  ma  in  altre sedi, abbiamo il dovere di esaminarle  tali
  questioni.
   Ringrazio, pertanto, i firmatari del disegno di legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma
  2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANGIACAVALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  approfitto
  di  questo spazio che mi è stato concesso per denunciare  un  fatto
  grave  accaduto  a  me, ma che ritengo offensivo nei  confronti  di
  tutta l'Assemblea regionale siciliana e non solo della mia persona.
   Ho  fatto  una  richiesta di accesso agli atti, fatto  doppiamente
  grave  perché  accade  a  seguito di  quanto  di  analogo  successo
  all'onorevole Zito qualche mese fa.
   L'onorevole  Zito ha fatto una richiesta di accesso  agli  atti  e
  l'ASP di Siracusa glielo ha negato. Stessa cosa è successa a me, ho
  fatto richiesta di accesso agli atti all'ASP di Agrigento e mi sono
  visto recapitare una missiva con la quale mi si negava l'accesso.
   Le  voglio far presente questo fatto, signor Presidente,  affinchè
  lo  faccia  proprio  e  si possa intervenire come  Assemblea,  come
  accaduto  la  volta precedente, perché ritengo il fatto  scandaloso
  più che grave.
   Le do copia della risposta in modo tale da potere procedere.

   PRESIDENTE. Quale ASP è?

   MANGIACAVALLO. L'ASP di Agrigento.

   PRESIDENTE. Interesseremo anche l'Assessore per la Sanità.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che gli emendamenti  al  disegno  di
  legge  nn. 1133-1155/A possono essere presentati entro le ore 16.00
  di martedì 26 aprile 2016.
   La  seduta è rinviata a mercoledì 27 aprile 2016, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
            personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
            Disposizioni stralciate/A)  (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 20.33

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio