Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.33
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati alla competente
Commissione i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Adesione del comune di Gela alla Città metropolitana di Catania.
Variazione territoriale. (n. 1190)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 19 aprile 2016.
- Adesione del comune di Piazza Armerina alla Città metropolitana
di Catania. Variazione territoriale. (n. 1191)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 19 aprile 2016.
- Adesione del comune di Niscemi alla Città metropolitana di
Catania. Variazione territoriale. (n. 1192)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 19 aprile 2016.
- Adesione del comune di Licodia Eubea al libero Consorzio
comunale di Ragusa. Variazione territoriale. (n. 1193)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 19 aprile 2016.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3127 - Chiarimenti sulla revoca del decreto 7 aprile 2000 di
assunzione di 267 operatori tecnici dei beni culturali.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3128 - Chiarimenti sull'applicazione della circolare n. 4 del
2015 emanata dall'Assessore per il territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3129 - Provvedimenti urgenti sulla corretta applicazione
dell'IMU in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Germanà Antonino Salvatore
Le interrogazioni ora annunziate saranno poste all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3126 - Chiarimenti circa il mancato pagamento della mobilità in
deroga per i lavoratori licenziati del CO.IN.R.E.S.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Figuccia Vincenzo
N. 3130 - Istituzione del Comitato di gestione per la tutela,
promozione e valorizzazione della Villa romana del Casale.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 414 - Iniziative in ordine alla procedura concorsuale
straordinaria per soli titoli volta all'assegnazione di nuove sedi
farmaceutiche in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 415 - Salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti della
formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Giuffrida Salvatore
N. 416 - Iniziative in ordine alla procedura nazionale VIA-AIA del
progetto denominato 'Impianto di valorizzazione energetica -
Edipower s.p.a.' nel Comune di San Filippo del Mela (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa
Salvatore
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso le comunicazioni, se siamo
d'accordo si procede direttamente con il prelievo del III punto
dell'ordine del giorno: Discussione della mozione n. 559 Censura
all'assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea e impegno del Presidente della Regione alla
conseguente revoca , primo firmatario onorevole Ciaccio.
L'assessore Cracolici è presente. Se l'onorevole Ciaccio, o chi
per lui, la vuole illustrare.
Scusate, siamo già alla mozione n. 559, primo firmatario onorevole
Ciaccio. C'è qualcuno che la voleva illustrare? Nessuno la vuole
illustrare? Onorevole Foti, forse non si sente; siamo alla mozione
n. 559.
Sta salendo in Aula il firmatario.
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Presidenza del vicepresidente Lupo
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Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
Presidente della Regione, dal momento che il presentatore della
censura nei confronti dell'assessore, onorevole Cracolici, non è
presente, se lei fosse disponibile possiamo passare a trattare il
IV punto dell'ordine del gionro, la discussione del disegno di
legge
LOMBARDO. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Brevemente, ai sensi dell'articolo 158, bis
occorrerebbe, se non sbaglio, chiudere e votare la mozione già in
trattazione, la n. 439, prima di passare agli altri punti
dell'ordine del giorno quindi le chiedo di poter arrivare alla
votazione della mozione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, forse lei era assente o distratto,
io ho detto: proseguendo i lavori avremmo il seguito della
mozione, se nessuno è contrario passiamo direttamente a trattare la
mozione di censura . No, è contrario adesso; nessuno è stato
contrario e siamo andati avanti.
Abbiamo letto, presente il segretario.
LOMBARDO. Applichiamo il Regolamento interno, la seduta è stata
appena aperta.
DI MAURO. Vogliamo votare questa benedetta mozione n. 439?
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.47)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, siccome non
ci sono misteri, noi proseguiamo da quello che si era detto ieri.
Per correttezza, onorevole Di Mauro, mi ero rimesso all'Aula e lei
non c'era, però dispiace che il Segretario, l'onorevole Fiorenza,
ha pure contestato questa cosa.
Si torna alla mozione di ieri senza alcun problema.
DI MAURO. Signor Presidente, sono d'accordo.
do finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità co-
stituzionale promossi innanzi alla Corte costituzionale'
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Seguito della discussione della mozione n. 439 Disdetta
dell'accordo finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di
legittimità costituzionale promossi innanzi alla Corte
costituzionale
PRESIDENTE. Si torna al II punto dell'ordine del giorno: seguito
della discussione della mozione n. 439 Disdetta dell'accordo
finalizzato alla rinuncia ai ricorsi in materia di legittimità
costituzionale promossi innanzi alla Corte costituzionale .
La pongo in votazione.
LOMBARDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
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Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 439.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 439.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 37
Contrari 31
Astenuti 1
(E' approvata)
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea e
impegno del Presidente della Regione alla conseguente revoca'
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Discussione della mozione n. 559 Censura all'Assessore regionale
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea e
impegno del Presidente della Regione alla conseguente revoca
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
discussione della mozione n. 559 Censura all'Assessore regionale
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea e
impegno del Presidente della Regione alla conseguente revoca .
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, assessori, colleghi e cittadini, io
capisco che c'è molto fermento e proprio da questo voglio partire,
perché oggi sono particolarmente contento perché celebriamo
l'attaccamento alla poltrona, e non è un offesa, è una presa
d'atto, una costatazione perché dico questo, perché ieri per la
stessa mozione tutta la maggioranza del Pd era assente, non solo,
con una nota, Presidente della Regione, dove lei chiedeva di
intervenire su questa mozione, e non è neanche intervenuto, quindi,
sarebbe stato corretto come è stato detto ieri dai miei colleghi a
livello istituzionale che se voleva intervenire oggi avrebbe dovuto
fare il suo intervento, ma andiamo oltre.
Noi oggi stiamo parlando, per chi ascolta, io naturalmente mi
rivolgo al Parlamento, ai colleghi, perché questa maggioranza,
questa Giunta, e a volte anche la Presidenza fa orecchie da
mercante, perché da anni abbiamo chiesto e chiediamo di affrontare
e discutere in Parlamento della questione etica e morale dei
rappresentanti delle istituzioni, un argomento che il Movimento
Cinque Stelle chiede di affrontare con forza da oltre tre anni, che
però doveva essere un pilastro di battaglia del Pd, perché ricordo,
e non sono parole mie, ma di personaggi a cui va tantissimo il mio
rispetto, di un certo calibro e peso, dello stesso Pd, mi riferisco
a Berlinguer, dove ha fatto la sua lotta ed ha posto al centro il
problema etico e morale delle istituzioni, certo poi il Pd
siciliano è passato da pilastri a fuscelli che in questo momento si
trovano in questa maggioranza, è ovvio che non è più l'argomento
principale da affrontare, eppure lo stesso Berlinguer, - assessore
lei se lo dovrebbe ricordare io non ero nato, nel luglio dell'81 e
lei già faceva politica da molti anni -, sosteneva che l'etica e la
morale era la tenuta democratica di un intero paese e delle
istituzioni, però, assessore, io in maniera molto sincera a nome
mio e dell'intero gruppo parlamentare voglio sottolineare un
aspetto, noi non vogliamo affrontare e non è questo il tema,
l'aspetto personale, qua non è in discussione la persona Cracolici,
come a noi e a questo Parlamento non interessa assolutamente sapere
se lei si è intascato o meno dei soldi, non è questo l'argomento,
quindi non bisogna cercare di confondere le idee, l'argomento, il
tema centrale è: dei magistrati, perché dei magistrati, quindi
un'istituzione che tutti riconoscono come tale, ha smontato
ripetutamente la sua difesa e l'ha condannata, quindi, lei ha una
condanna da parte di un'istituzione.
Ora una persona condannata da parte di una istituzione, dei
magistrati, può rappresentare le istituzioni? Questo è il tema che
dobbiamo affrontare. E' eticamente e moralmente corretto che dei
rappresentanti siano condannati? Io me lo sono chiesto,
naturalmente il dibattito è aperto, c'è chi tende a sminuire: ma è
in primo grado, c'è il secondo, ci sono giudizi, pensieri, a
livello costituzionale, qua, molti avvocati, molto più bravi di me,
chissà che motivazioni troveranno per affermare una tesi o l'altra,
ma io sono partito direttamente da quel documento che per me e per
il Movimento Cinque Stelle è fondamentale, e si chiama Carta
costituzionale, partendo già dalla Carta costituzionale abbiamo una
risposta, i rappresentanti devono in maniera onesta onorare le
istituzioni e non ledere la loro figura o immagine. Anche su
questo, tutti noi colleghi, abbiamo giurato sullo Statuto siciliano
che richiama alla stessa onorabilità delle istituzioni
Forse, per molti la Carta costituzionale non ha alcun valore. Per
il PD, a partire da quello nazionale che sta distruggendo,
costantemente, lo Statuto siciliano, figuriamoci quanto può valere
per Renzi lo Statuto siciliano, e quindi, forse, qualcuno pensa di
mortificare giornalmente questa carta che, per noi, ha valore
costituzionale.
Però, ripeto, già queste sono delle risposte. Già da questo, una
persona che non vuole ledere uno dei parlamenti più antichi
d'Europa, le istituzioni, cercare di dare credibilità alle
istituzioni e portare avanti principi fondativi dello stesso PD,
avrebbe dovuto fare un passo indietro. Eppure, non lo ha fatto. Non
ha preso in mano la questione neanche il Presidente della Regione
perché tanto di che cosa parliamo? Di qualcuno che ha definito una
semplice multa la condanna della dott.ssa Monterosso ad un milione
e trecentomila euro. Ricordo che parliamo di soldi dei siciliani.
Certo con i soldi degli altri, siamo tutti bravi in questo. Il
problema è mantenere, e non ledere, la credibilità. Il minimo era
restituirli, il minimo Quindi, non ci vantiamo di cose che sono
scontate.
Ma andiamo oltre. Io lo capisco che si possono dare alla stampa
delle giustificazioni, forse per ripulirsi la coscienza, forse per
dare una immagine di qualche cosa che si sta muovendo.
Però io vi chiedo, lei è stato condannato per danno all'Erario
dalla Corte dei Conti, in primo grado, per la gestione dei soldi
dei siciliani in maniera allegra definisco e sono, anche, molto
più delicato rispetto a quello che hanno detto i magistrati della
Corte contabile.
Lei può dire alla stampa che non sapeva, non è responsabile della
gestione delle risorse ma, io penso, il contratto di leasing di
centottantamila euro per sole due vetture? Il Presidente di un
gruppo parlamentare non può non esserne a conoscenza Eppure
avevamo, perché i deputati della scorsa legislatura, avevano il
rimborso di trasporto su gomma, però bisognava apparire e servivano
le auto blu.
Oppure, entrando un po' nel merito, vado qua e là: ottantamila
euro per regali, gratifiche, brindisi, matrimoni, eventi, acquisti
di libri - dovevano essere libri eccezionali -, cento euro di
mancia inservienti - certo, i soldi non sono nostri, diamo mance -
festeggiamenti di compleanno ho letto. Onorevole Laccoto, ho letto
che il Gruppo parlamentare le ha pagato la festa di compleanno, poi
non lo so se è vero, però questo è quello che risulta.
Certo, ripeto, con i soldi che dava l'Assemblea e, quindi, dei
siciliani è normale gestirli in questo modo, tanto il venticinque
di ogni mese a tutti noi deputati gli undicimilacento euro arrivano
puntuali. Sugli altri siamo molto, così, grossolani.
Prestiti, anticipazioni: cinquemila euro addirittura per
celebrare la giunta Lombardo - è normale che il PD, certo fa
l'accordo, e paga pure i festeggiamenti della nuova giunta -
contributi ad associazioni che, e non sono io a dirlo ma c'è
scritto asseritamente per finalità elettorali - poi vi lamentate
quando facciamo la battaglia a molte dei componenti della Tabella
H, ma se c'è scritto questo un motivo c'era -, contributi al
partito, certo contributi elettorali non bastano, quindi,
l'Assemblea, quindi il partito, dà ulteriori contributi al partito
stesso.
E questi sono alcuni dei rilievi. Alcuni fondati, non entro nel
merito, io non sono un giudice, però, sicuramente, per molti di
questi lei è stato condannato da dei magistrati e, proprio per
questo, per la gestione allegra delle risorse e dei soldi dei
siciliani noi non pensiamo che sia giusto continuare a mantenere
quel posto e rappresentare le istituzioni.
Per questo motivo, chiediamo a questo Parlamento che per la prima
volta deve essere in grado di prendere una decisione per il decoro
non dell'Istituzione, perché spesso in maniera autoreferenziale ci
siamo autotutelati e autodifesi, ma per l'immagine dell'intero
popolo siciliano. Oggi ognuno di noi è chiamato a prendere una
decisione. Una persona condannata può rappresentare le istituzioni?
Per noi no
E per questo chiediamo a tutti i colleghi di votare favorevolmente
alla mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Cracolici.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea, Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
sarei sincero se vi dicessi che questo passaggio che stiamo
celebrando oggi nel Parlamento siciliano sia per me un fatto di
routine della vita assembleare. Sento il peso di un'accusa che
prova a colpirmi in un punto che ho sempre considerato il mio
patrimonio più grande, proprio perché mio onoro di essere figlio di
quella cultura che attiene a un grande uomo come Enrico Berlinguer,
ovvero la moralità. Ho improntato la mia vita pubblica e privata a
valori quali onore e rispetto per il decoro istituzionale, ho fatto
di questi principi quasi una religione, anteponendo il bene comune
alla pratica permanente del mio agire. Sentire che oggi viene
stigmatizzato il mio comportamento su principi ai quali mi sono
sempre attenuto e che ho sempre praticato con il massimo rigore, è
un motivo di sofferenza che aggrava il mio stato d'animo dopo la
lettura della sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte
dei Conti della Sicilia. Ho scelto l'impegno politico da quando
avevo sedici anni - non vorrei che fosse una colpa, onorevole
Ciaccio - per passione e per valori dai quali non mi sono mai
discostato, mai, in nessuno dei ruoli che ho svolto in questi
lunghi anni sia nelle istituzioni pubbliche elettive, che nella
vita politica, mai ho rinunciato a svolgerli con il carattere
rigoroso e intransigente che sono propri anche del mio carattere.
Non mi scandalizza l'uso che si può fare nella battaglia politica
anche su vicende come questa, per provare magari a trarne un
piccolo vantaggio elettorale. La lotta politica si è imbarbarita da
tempo e qualche responsabilità la porta anche la parte politica che
anche io rappresento. La politica è cinica, in alcuni momenti è
cattivissima. Ma una cosa è la battaglia aspra, anche la più dura,
altra cosa è attentare all'onorabilità delle persone, a quei valori
che sono un bene immateriale superiore a qualunque bene materiale.
So di essere dentro una fase della storia in cui stanno cambiando
tante cose, ma dover vivere questo momento dentro un mondo alla
rovescia, a questo non ero preparato.
Onorevoli colleghi, la mozione chiede all'Aula di esprimere
censura - ho capito poi essere sfiducia - nei miei confronti e di
impegnare il Presidente della Regione a revocarmi la delega. Questo
perché ho subito una condanna nella qualità di capogruppo del PD.
La mia colpa vera è di aver fatto il capogruppo del mio partito.
Una responsabilità politica che ho svolto con dedizione e impegno
totale è, invece, divenuta responsabilità di danno erariale. Non
una delle spese contestate al Gruppo del PD è riferibile alle mie
spese personale. Non una delle spese sostenute dal Gruppo del PD è
stata fatta al di fuori dei principi dettati dai diversi decreti
dei Presidenti dell'Assemblea Regionale che si sono susseguiti dal
1984 e fino alla fine della legislatura scorsa. Periodo,
quest'ultimo, che è stato interessato da questa indagine che ha
portato a questa condanna da parte della Corte dei Corti, seppur in
primo grado. Le modalità di spesa delle risorse destinate al
funzionamento del Gruppo sono state in gran parte definite da
prassi preesistenti alla mia nomina a Capogruppo, se non
addirittura preesistenti alla mia elezione a deputato e da regole
comuni assunte dal Gruppo del PD nella sua interezza. Potrebbe
tutto ciò già essere sufficiente per consentire a quest'Aula di
esprimersi sulla mia condotta e sulle mie responsabilità.
Ma vedete, io qui non voglio parlare se posso o meno continuare a
fare l'Assessore di questo Governo - questo è assolutamente
secondario. Io oggi voglio porre un'altra questione, una questione
squisitamente politica. Consentitemi, però, prima, di esporre il
mio punto di vista, di rispondere al quesito che una parte
dell'opinione pubblica siciliana si è posta anche conoscendo il
sottoscritto. Cosa ha fatto il PD per beccarsi una condanna così
severa? Quali sono le spese sulle quali siamo stati chiamati a
giudizio di responsabilità? Ne cito solo alcune: avere erogato un
buono pasto ai dipendenti del Gruppo per meno di tre Euro al
giorno, quanto in tutte le amministrazioni, compresa questa dove
noi oggi siamo, il buono pasto per i propri dipendenti non è mai
stato inferiore a nove Euro; le spese sostenute per la difesa da un
ricorso elettorale che chiedeva l'annullamento del voto ed in
subordine il ricalcolo dei seggi attribuiti al PD, quindi mettendo
in discussione la consistenza del principale Gruppo parlamentare
all'Assemblea Regionale nella scorsa legislatura; il costo di
iniziative pubbliche per sostenere i referendum sull'acqua e sul
nucleare; le attività svolte dal Gruppo attraverso convegni e
manifestazioni per far conoscere ai cittadini nei vari territori
siciliani l'azione condotta dai deputati eletti dell'Assemblea
Regionale scorsa ed aderenti al Gruppo del PD; il pagamento di
sondaggi, per conoscere l'orientamento dei cittadini sul lavoro del
Gruppo del PD che è stato fatto nella precedente legislatura.
Potrei continuare, con le corone di fiori per la morte di un ex
dipendente, che ha contribuito a fare la storia di questo Palazzo
essendoci stato dal dopoguerra ininterrottamente per oltre
quarant'anni e nel momento in cui è morto il Gruppo del PD ha
voluto onorare quella morte con una corona di fiori in sua memoria;
o la stampa e l'invito dei biglietti augurali firmati dal
Presidente del Gruppo e non dall'onorevole Antonello Cracolici.
Sono sicuro che se i deputati del PD, quei deputati del PD della
scorsa legislatura fossero chiamati a rifare le spese fatte allora,
con le regole vigenti a quel momento, li rifaremmo tutte, io per
primo. Saremmo dei pazzi? Saremmo degli irresponsabili? O invece il
problema sta nelle regole che questo Parlamento si è dato per
utilizzare il contributo funzionale all'attività dei Gruppi
parlamentari? Se una responsabilità - questa sì, politica, mi
attribuisco - è quella di non avere fatto tutto quello che avrei
potuto fare per aiutare il Parlamento siciliano a darsi regole più
stringenti sulle modalità di utilizzo delle risorse pubbliche e,
soprattutto, sulla rendicontabilità delle risorse assegnate ai
Gruppi.
Proprio l'assenza di regole sulla rendicontazione ha creato questo
gigantesco vulnus.
Penso che questa sia la più grave colpa di questa Assemblea, di
quell'Assemblea che ha considerato il contributo erogato ai Gruppi
quasi un contributo a fondo perduto a tal punto che non esistevano,
fino alla scorsa legislatura, norme che disciplinassero la
restituzione delle eventuali rimanenze.
Si è preferito girarsi la testa dall'altra parte, lasciando che i
Gruppi parlamentari divenissero responsabili dell'utilizzo di
risorse pubbliche con norme non puntuali e indefinite piuttosto che
assumere sui limiti delle disposizioni interne una parte del
problema che si è creato in questi anni.
Soltanto in questa legislatura e sulla spinta delle regole dettate
dal decreto Monti, questo Parlamento si è dotato di una disciplina
contabile più certa e più definita.
Vorrei che fosse chiaro che non sto parlando entrando nel merito
di sentenze che conosco poco e che riguardano eventuali
responsabilità individuali.
Sto ponendo una questione di fondo che attiene alla
interpretazione delle stesse disposizioni varate dagli organi
dell'Assemblea regionale siciliana negli anni e alle quali i
Gruppi, al di là di chi fosse stato il Capo Gruppo, avevano
l'obbligo di attenersi compreso - se ci fosse stato - il Movimento
Cinque Stelle.
Se fosse stato presente nella scorsa legislatura, al pari di tutti
i Gruppi costituiti nella scorsa legislatura, avrebbero anche loro
agito in un sistema incerto e precario di norme interne.
Si pensi ad esempio alle spese per il personale.
Le disposizioni a quel tempo vigenti consentivano l'utilizzo del
contributo unificato in aggiunta a quello per i cosiddetti
stabilizzati per far fronte agli oneri contrattuali, compresi i
buoni pasto.
La Corte dei conti, invece, con la sentenza emessa qualche giorno
fa ha dichiarato illegittimo l'utilizzo dei fondi per le spese di
funzionamento per sopportare costi relativi al personale dei
Gruppi.
Abbiamo tutti sbagliato?
Se sì, chi aveva l'obbligo di fare rilevare errati comportamenti
nelle modalità di utilizzo delle risorse destinate al funzionamento
dei Gruppi?
L'assenza di controlli interni esime l'ARS da responsabilità
rispetto all'utilizzo dei fondi pubblici?
Possibile che tutti i Gruppi, tutti, siano stati travolti da
indagini prima penali e poi contabili?
Possibile che tutti abbiano agito consapevoli di una condotta
illecita?
Per davvero la politica può accettare di essere giudicata come
un'associazione a delinquere senza difendere il proprio ruolo negli
organi nei quali questo ruolo viene esercitato?
Alla luce della diffusa estensione delle condotte contestate, è
lecito chiedersi se l'esercizio della funzione politica in Sicilia,
in particolare all'interno di questo Parlamento, sia un fattore
degenerativo della moralità di ognuno di noi?
Ho detto che ho subìto una condanna, in realtà è più corretto dire
che il Gruppo del PD ha subìto una condanna, non per sottrarre la
mia responsabilità da quella del PD, ma perché oggetto della
valutazione dei giudici è stata un'intera condotta, così come mi
pare anche per gli altri gruppi, di un'intera legislatura del
gruppo del PD che ho solo avuto l'onore di presiedere dal primo
giorno della XV legislatura fino all'ultimo giorno in cui si è
conclusa.
Tale danno è stato quantificato in duecentottantaseimila euro e
spicci, non trecentoquarantamila. Ma la minore entità dell'importo
non attenua la gravità del giudizio. Ancorché, come ho già detto,
non esistessero norme specifiche sulla rendicontazione. Il gruppo
del PD, invece, si era dotato sin dall'inizio della legislatura nel
2008 e per la verità anche in quella precedente di una propria
regolamentazione interna, alla stessa maniera del gruppo del
Partito Democratico al Senato della Repubblica. E ha operato, sin
dal primo giorno, ai sensi del codice civile, ritenendosi, anche in
applicazione di una sentenza delle Sezioni unite del 2004, la n.
3335, ritenendosi un'associazione di fatto e come tale abbiamo
organizzato il nostro sistema interno con le regole del codice
civile.
Ogni anno abbiamo provveduto ad approvare un bilancio di
previsione e il rendiconto, su proposta di un direttivo
appositamente eletto all'interno dell'assemblea del Gruppo, e
anch'esso appunto previsto dal regolamento interno, e con la
relazione di un tesoriere, anch'esso nominato tra i deputati
aderenti al gruppo del Partito Democratico.
Ci siamo dotati perfino di un funzionario dirigente addetto alla
contabilità del gruppo che ha svolto esclusivamente questa funzione
per l'intera durata della legislatura.
Nessuna delle spese contestate, infatti, riguarda l'assenza di
documentazione contabile. Abbiamo prodotto una minuziosa e
dettagliata esistenza di fatture e ricevute consentendo la
tracciabilità e la certezza di tutte le spese che sono state fatte
nel corso della scorsa legislatura che le abbiamo prodotte il
giorno stesso in cui la guardia di finanza ha avuto accesso nel
palazzo dell'Assemblea regionale.
Così come nessuna spesa allegra, voglio ribadirlo, come invece,
altri casi di cronaca hanno raccontato in altre regioni d'Italia, è
stata riscontrata tra le spese del Gruppo. Abbiamo talmente operato
con rigore che alla chiusura della legislatura abbiamo prodotto un
avanzo di gestione di circa ottocentomila euro. Evento talmente
insolito nelle legislature precedenti che l'Assemblea regionale
siciliana ha dovuto chiedere, su nostra richiesta, un parere
all'Avvocatura dello Stato al fine di stabilire le modalità di
utilizzo di quell'avanzo.
Quindi la condanna che abbiamo subito non attiene a spese pazze.
Attiene ad un'interpretazione postuma da parte dei giudici
rispettabili, ma un'interpretazione postuma, delle spese fatte e
approvate dal Gruppo e giudicate invece non inerenti da parte dei
giudici della Corte.
Vorrei che fosse chiaro a tutti che in questa sede non sto
affrontando questioni e temi che saranno oggetto del ricorso che
produrremo non appena la sentenza ci verrà notificata. In questa
sede voglio portare una riflessione che attiene alle istituzioni,
alla credibilità di questo palazzo, ai suoi inquilini.
Voglio offrire queste riflessioni anche all'opinione pubblica che
ci ascolta, che ci giudica, a volte con rabbia.
Siamo uomini pubblici. I nostri comportamenti hanno rilevanza
pubblica ed è corretto che i cittadini sappiano il perché il PD sia
stato condannato.
Questa violenta stagione moralistico-populistica tende a
stravolgere i fatti, a rappresentare tutti come espressione di una
elite di privilegiati, di ingordi rappresentanti dediti a una vita
agiata e lussuosa con i soldi dei contribuenti. Io non ci sto. Non
accetto - e non accettiamo - di essere travolti da un pregiudizio.
Non abbiamo mai utilizzato, né io ho mai utilizzato la mia attività
per avere un vantaggio personale. Ho sempre vissuto del mio lavoro;
non mi sono arricchito, né ho vissuto al di sopra dei miei mezzi di
sostentamento: la sobrietà e la modestia sono stati i fari che
hanno illuminato il mio cammino. E non consentirò a nessuno di
sporcare la nostra storia e la mia storia; anche quella a cui si è
richiamato l'onorevole Ciaccio. E poiché lui on c'era, gli
suggerirei di lasciare quella storia a chi l'ha vissuta e di chi è
figlio di quella storia, che è fatta di sacrifici e di onestà.
Potete sfiduciarmi. Quello ci sta, fa parte del teatrino della
politica. Ma non potrete mai intaccare il mio onore, quella
onorabilità di cui dovrà essere sempre orgogliosa mia figlia e
quanti conoscono la mia storia.
Voglio dirlo anche a nome di tutti i deputati del gruppo del PD -
di quella legislatura, ma anche di questa legislatura - che
mensilmente cedono una parte della propria indennità personale a
favore del proprio partito. Sì, per finanziare il proprio partito.
Che per alcuni di noi, prima di essere un gruppo parlamentare è una
comunità, partecipata da migliaia e migliaia di uomini e donne, che
non stanno tutti qui dentro. Noi non abbiamo mai gestito con
leggerezza le pubbliche risorse Ci possono essere stati errori,
sottovalutazioni. Io sinceramente in questi tre anni e mezzo - e vi
assicuro che ho studiato tutte le carte - non riesco a individuarne
alcuna; ma proveremo a convincere i giudici nel secondo grado delle
nostre ragioni. Abbiamo rispetto per il lavoro di tutti,
innanzitutto dei giudici, ma chiediamo rispetto anche per il nostro
lavoro.
Vi è, infine, un tema che sottopongo a quest'Aula e che attiene
alle proprie prerogative. Chi deve essere il garante delle regole
che si è dato questo Parlamento? Chi si erge a tutela dei limiti al
potere di sindacato previsti dalla legge 20/1994? Si può essere
giudicati per il titolo di un libro che si acquista? Dove finisce
il potere discrezionale proprio degli organi di rappresentanza
politica e inizia l'arbitrio?
Questo tema questo Parlamento non lo ha voluto, o forse non ha
potuto affrontarlo. Si è lasciato che tutto scivolasse nel pubblico
ludibrio dei rappresentanti eletti, per paura forse di essere non
in sintonia con il sentimento di liquidazione della politica.
Nessuno confonda questo mio giudizio come la richiesta di un
salvacondotto. Se qualcuno ha usato soldi pubblici per fini
personali va condannato, senza se e senza ma. Se qualcuno ha
distratto i fondi pubblici per finalità diverse da quelle previste
dalle disposizioni interne all'ARS non può richiamarsi alla
discrezionalità della politica. Ma se invece siamo in presenza di
una interpretazione postuma sul senso delle disposizioni a presidio
delle modalità di spesa dei gruppi, allora sì occorre agire, a
tutela non di Cracolici o del PD, ma a tutela delle istituzioni.
Cosa vuol dire che tra le spese ammissibili per i gruppi vi
fossero anche le spese per l'attività di rappresentanza? Cosa è la
rappresentanza? Chi definisce il profilo della rappresentanza? Chi
è in grado di stabilire il confine della rappresentanza?
Cosa vuol dire, ad esempio, che il 10 per cento delle somme
trasferite ai gruppi dal contributo unificato venissero destinate
per le esigenze, ribadisco esigenze, delle presidenze dei Gruppi,
ferma restando la loro autonomia? Chi aveva il dovere di definire
queste esigenze? Queste cose non sono parole che sto leggendo dal
mio intervento, sono norme contenute nelle disposizioni con cui si
regola la modalità di utilizzo delle risorse pubbliche o si
regolava la modalità di utilizzo delle risorse pubbliche nel
Parlamento siciliano.
E' inutile girarci attorno. Se non si affronteranno questi nodi
dando una risposta compiuta a questi quesiti la tutela della
propria autonomia da parte degli organi di autogoverno dell'Ars, la
politica siciliana rimarrà delegittimata.
Altra cosa è il tema delle responsabilità sugli atti illeciti. Io
mi auguro che il dibattito che seguirà questo mio intervento possa
essere adeguato rispetto alle questioni delicate, che questa lunga
indagine, non sostituendoci ai giudici, ma facendo una valutazione
politica ci lascia e lascia la politica siciliana. Paradossalmente
voglio ringraziare i colleghi del Movimento cinque stelle anche se
respingo le argomentazioni contenute nella mozione e ancora peggio
le argomentazioni illustrate dall'onorevole Ciaccio. Li ringrazio
perché, paradossalmente, questa mozione ci può dare l'occasione
affinché questo Parlamento affronti senza ipocrisia non la
permanenza o meno di Cracolici come assessore, ma i confini
dell'autonomia di questa nostra Regione, le sue responsabilità e il
suo destino quale organo principale del presidio democratico della
nostra Sicilia.
(applausi in Aula)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito che da qui a qualche momento si avvierà intorno a questa
mozione di censura nei confronti dell'assessore regionale
all'agricoltura, Antonello Cracolici, non sia altro che il frutto
di un percorso culturale che è stato propugnato, diffuso, quasi
imposto, purtroppo debbo dire, da chi oggi ha anche la
responsabilità del Governo regionale.
Siamo qua stasera a celebrare, a parlare di una mozione di censura
che in altri tempi non sarebbe stata mai depositata. E non sarebbe
stata mai depositata se non vi fosse stato negli anni, nei mesi un
clima di crescente giustizialismo, un clima di crescente ipocrita
antimafia e se vogliamo anche legalità. In questi anni, purtroppo,
dobbiamo dire, onorevoli colleghi, lo voglio dire a voi, al
governo, alla maggioranza, lo dobbiamo dire ai siciliani, già dalla
campagna elettorale del 2012 voluta da una certa sinistra si iniziò
a puntare il dito in maniera indiscriminata su chi avesse solo il
sospetto di chi fosse stato coinvolto dal meno sospetto. E
purtroppo oggi se ci troviamo qua non è per caso, se ci troviamo
qua, in questa sede, a parlare di una mozione sulla quale non si è
sicuramente d'accordo nel merito, altra cosa è il metodo, non si è
d'accordo per un motivo molto semplice, onorevole Cracolici,
perché chi le parla e chi vi parla è stato sempre garantista quando
era al governo e oggi che è all'opposizione. Quando ieri abbiamo
sentito il Presidente del Consiglio dei Ministri dire barbarie
giustizialista ho ricordato il '94 quando venne notificato un
avviso di garanzia all'allora Presidente del Consiglio dei Ministri
che comportò la decadenza, le dimissioni da quell'alta carica salvo
poi ad essere il Presidente Berlusconi assolto, prosciolto da quel
reato.
E allora, caro Presidente Crocetta, lei anche, lei fa parte di
quella certa parte politica che ha invocato e che ha richiamato
l'onorevole Cracolici perché è stato lei, quando ci fu la questione
Sgarlata a dire se fossi io, mi sarei già dimesso . E' stato lei a
dire, quando l'NCD iniziava a flirtare con il suo partito, non
posso stare con Mafia Capitale riferendosi al sottosegretario
Giuseppe Castiglione. Era lei, caro Presidente Crocetta, nel
momento in cui vi era la battaglia tra mafia e antimafia e tra
antimafia politica o tecnico-politica e antimafia imprenditoriale,
a cacciare il dottore Nicolò Marino perché si contrapponeva agli
interessi di una certa intrapresa privata che oggi è la vergogna
della Sicilia. Questa è la verità dei fatti.
Lei Presidente Crocetta ha santificato gente che oggi è riuscita a
sbeffeggiare, a svergognare questa Sicilia, i siciliani, certa
impresa, certa intrapresa, onorevole Cordaro, che dava i patentini
di legalità, che diceva a questo e a quell'altro imprenditore che
poteva avere la patente di legalità ed oggi ci accorgiamo, invece,
che non è più così. Lo dobbiamo dire in maniera chiara.
Onorevole Cracolici, noi non possiamo aderire a questa mozione
perché crediamo che lei non possa non fare gli interessi di questa
Sicilia, poi può sbagliare, può fare del bene e noi siamo contrari
soprattutto a quel passaggio che dice che lei non faccia gli
interessi e non faccia il bene della Sicilia.
Noi respingiamo ai colleghi del Movimento Cinque Stelle ma, al
contempo, le diciamo purtroppo lei è entrato nel tritacarne del suo
stesso partito ed io le voglio dire con molta franchezza quando due
anni fa, in quest'Aula, in maniera serena c'era un dibattito molto
aspro, un dibattito anche, se vogliamo, dilaniante tra il suo
partito, lei, il Presidente della Regione, che quando per un attimo
lei annunciò dei sospetti di possibile ribaltone che il centro-
destra potesse fare con il centro-sinistra, io le ricordai e le
dissi onorevole Cracolici, io non la ripagherò con la stessa
moneta, come lei pagò qualche anno fa facendo il ribaltone nella
legislatura precedente .
Stasera io le dico che a quella ipocrita antimafia, a quel finto
giustizialismo della sua parte politica noi non vogliamo ripagare
con la stessa moneta. Noi questa mozione non la condividiamo, nel
merito non possiamo condividerla, però, riteniamo anche che le
contraddizioni del suo Governo, del Presidente Crocetta e della sua
parte politica oggi siano purtroppo spiattellate tutte e
svergognate dinnanzi ad un'intera opinione pubblica che vi giudica
e, soprattutto, vi considera non positivamente.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che in
momenti come questi bisogna esprimere senza se e senza ma il
proprio convincimento. Purtroppo, non so se riuscirò a dare durante
il periodo di voto il mio voto perché dovrò andare via per motivi
personali.
Voglio solo esprimere il mio voto contrario, anche perché credo
che ci troviamo non di fronte ad una condanna di giudici ordinari
ma siamo in un momento in cui vi è un'interlocuzione dal punto di
vista dei giudici contabili, è una condanna non definitiva.
Al di là del merito, nel quale non entro, voglio dire al collega
che poco fa ha citato non so che cosa, comunque io credo che ha
detto bene - almeno così c'è scritto nel titolo - perché ho appreso
proprio oggi, dopo il suo intervento, che c'era una somma di 69,00
euro per un fantomatico mio compleanno.
Se va a vedere bene le carte si tratta di dipendenti che hanno
preso al bar, credo il bar Santoro, delle cose e per sbaglio è
stato scritto per il compleanno ma io quella notte ero in Aula a
votare.
Si tratta solo di questo, volevo solo dire di non preoccuparsi
perché da parte mia non c'è stato nessun festeggiamento a spese del
Gruppo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, intanto io desidero
rassegnarle la mia solidarietà umana, perché prima di occuparci di
tutto quello che nelle istituzioni, per responsabilità di tanti, di
alcuni in particolare, probabilmente di lei molto in particolare, è
andato a catafascio, dovremmo provare a recuperare quei rapporti
umani e personali che, troppo spesso, purtroppo, nell'agone
politico vengono dimenticati e quindi la premessa è doverosa e
sentita.
Però, onorevole Cracolici, io oggi la scopro garantista e scopro
una persona nuova che, per chi come me che da 26 anni è nelle
Istituzioni, diventato consigliere di quartiere e poi presidente
del quartiere XIV di Palermo nel 1990, la scopre persona nuova
perché conosce la sua storia, perché l'ha seguita, perché ha letto
quello che lei ha detto, ha costatato quello che spesso lei ha
fatto.
Onorevole Cracolici, con tutto il rispetto della premessa, lei è
stato uno degli alfieri a Palermo e in Sicilia di una Sinistra
forcaiola che spesso, quasi sempre, ha demonizzato l'avversario.
E' stato l'alfiere di una Sinistra estrema che si è nutrito, al di
là di quello che oggi si vuole rappresentare, in qualche modo anche
delle disgrazie dell'avversario politico.
Onorevole Cracolici, io intervengo con molta sofferenza, perché
comunque è una vicenda umana che certamente dispiace, però, io non
le citerò i nomi di tutti coloro che, per un semplice avviso di
garanzia - e oggi non sono più in quest'Aula - sono stati da lei
attaccati; non lo farò anche perché lei lo sa, li conosce.
Io le preannuncio, fin da subito, che non parlerò neanche di
cialde di caffè perché tutto quello che lei ha detto nel merito
della gestione io lo condivido, però, onorevole Cracolici, lei è il
massimo responsabile, perché quest'Aula in quella legislatura
veniva gestita da lei; è il massimo responsabile politico di
quella resa, una resa della politica che, onorevole Cracolici, fu
dettata - questo è vero - da un'assenza di regole, ma è stata
dettata, soprattutto, dal fatto che chi aveva il prestigio,
l'esperienza, e chi avrebbe dovuto avere la forza per stabilire i
limiti tra l'operato della magistratura contabile e le prerogative
parlamentari, non fu in condizione di mettere i giusti paletti, e
se tutto questo oggi accade è colpa di chi nella passata
legislatura, ribadisco, con autorevolezza avrebbe potuto farlo e
non lo ha fatto.
Allora, onorevole Cracolici, io tutto questo sentivo di
doverglielo dire, con la franchezza che mi ha sempre
contraddistinto e con la franchezza anche del nostro rapporto,
quasi mai in sintonia ma sempre chiaro, e sentivo di doverglielo
dire perché le preannunzio che io voterò contro la mozione di
censura dei colleghi del Movimento Cinque Stelle, ma non voterò
contro perché mi aspetto da lei qualcosa, perché lei è e resta mio
avversario politico, io voterò contro non soltanto perché sono
garantista sempre, soprattutto nel caso di un condanna di primo
grado e della Corte di Conti, ma perché io ritengo che qui la
decisione è tutta sua: se lei in piena coscienza sente di poter
permanere nel suo ruolo di assessore regionale all'Agricoltura, io
ne prendo atto e le dico vada avanti ; lei ha detto io non ho
rubato ed io ci credo, e mi auguro, anzi, che assai presto
intervenga un provvedimento conclusivo, che è quello del decreto di
archiviazione che metta la parola fine a questo pezzo di
indagine, però, onorevole Cracolici, la censura politica, non nel
voto ma nei fatti, per quella che è una storia diversa, per quanto
mi riguarda resta.
Concludendo, le voglio dire che, se il peso di questa condanna
erariale le è lieve, continui nel suo lavoro. I Siciliani
giudicheranno.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anzitutto
vorrei guardare a quest'Aula e farla riflettere sullo stupore di
vedere finalmente l'assessore Cracolici riferire su questa
questione, dato che non ha sentito il bisogno di venire qui in Aula
prima di sua iniziativa a riferire su questa vicenda che riteniamo
gravissima. Vederlo con degli appunti leggere un'arringa di difesa,
un'arringa che più volte ha teso a volere mitigare, a volere
estendere delle responsabilità prima sul partito, poi addirittura a
chiunque si potesse trovare nelle condizioni in cui oggi
l'onorevole Cracolici si trova, cioè di rispondere a delle
responsabilità precise che i capigruppo hanno, responsabilità che
gli vengono consegnate, responsabilità che vengono remunerate nei
casi degli altri gruppi parlamentari, a cui oggi, stranamente,
diciamo si va così a sminuire, non parliamo di bruscolini, parliamo
di oltre 270 mila euro che vengono contestati per uso improprio.
Nell'elenco che ha presentato l'onorevole Cracolici, vengono messe
e non si va a discutere di argomenti seri, si va quasi a sminuire,
si è fatto un ricorso, si sono fatti dei saluti, degli auguri
natalizi. Bene, Presidente, se noi continuiamo a pensare che i
Siciliani possano contribuire pagando affinché noi, con i nostri
gruppi parlamentari, anziché condurre un'attività parlamentare
ancora nell'era di internet ci mettiamo a mandare bigliettini per
Pasqua e per Natale, se continuiamo a spacciare come grande
famiglia un gruppo dove persino una corona di fiori per un
lavoratore del proprio gruppo viene pagata con i soldi del gruppo,
oppure dei pasticcini per festeggiare i propri amici, i propri
colleghi, vengono addebitati ai soldi del gruppo - ricordo soldi
che ci si ritrova sulla carta del gruppo pagati dai contribuenti,
non soldi personali - bene non sto qui ad insegnare niente a
nessuno, ma se uno dei miei colleghi fa il compleanno o, ahimé,
qualcuno dei nostri colleghi dovesse lasciarci, di certo questa
grande famiglia non potrebbe finanziare persino la corona dei fiori
con i soldi del gruppo.
E il capo di un gruppo responsabile, che deve supervisionare, non
può lasciarsi andare a queste leggerezze. Queste sono leggerezze
imperdonabili che, nel ruolo di assessore, Presidente, un ruolo
così importante in un settore strategico che da qui a pochissimo
tempo vedrà gestire risorse per oltre due miliardi, a noi non ci
sembra una cosa così pacifica
Per noi è un fatto gravissimo, di credibilità delle istituzioni,
nei riguardi dei siciliani e non solo anche verso che, da fuori, ci
guarda. E mi stupisco com'è che non si faccia un passo indietro
motu proprio senza arrivare a fare processi, perché non è questo
che stiamo facendo. Ci sono le sedi opportune.
Però, Presidente, in questa Aula, come hanno ricordato prima,
abbiamo visto annegare un assessore solo perché era di cattivo
gusto che ci fosse un assessore con, in atto, un procedimento.
E queste furono parole, proprio, del Presidente. Bisognava fare un
passo indietro.
CROCETTA, presidente della Regione Ma a proposito di chi?
FOTI. Dell'assessore Sgarlata, che quando ebbe questo suo
procedimento, subito si volle lasciare intatta l'immagine
credibile, l'immagine di una giunta.
Adesso la riflessione non va bene. Chissà perché? Questa casa del
PD, mi dispiace dirlo, somiglia tanto ad una casa delle libertà,
libertà a cui ci si è lasciati andare con senso di
irresponsabilità, ed oggi si vuole far fare carico a tutti di
fronte all'opinione pubblica di un atteggiamento.
(Applausi dai deputati del Movimento Cinque Stelle)
Si sono dilapidati duecentocinquantamila euro di soldi pubblici e
lei sa con quanta attenzione, buon senso personale, si possa anche
andare a correggere il tiro. Qui non stiamo a puntare il dito sulle
sciocchezze. Questi sono fatti gravi e se, oggi, i cittadini, la
stampa, i media ridicolizzano la politica, è a causa di questi
fatti. Non è perché ci si improvvisa giustizialisti Perché ci sono
dei motivi veri e concreti e ognuno dovrebbe assumersi le proprie
responsabilità.
Io vorrei dire che, in altre regioni dell'Europa - questa Europa
di cui facciamo parte - ministri degli interni, segretari politici,
presidenti di partiti si sono dimessi per fatti simili, contestati
(acquisto di sigari, noleggio di auto in leasing), prima di
arrivare al giudizio per amore di chi si rappresentava, dei propri
partiti e delle istituzioni.
Il gesto di dignità è stato fatto, quello di fare un passo
indietro.
E così l'onorevole Cracolici potrà, serenamente, difendersi nelle
sedi opportune, questo gli è dato e gli auguriamo di potere
chiarire, ma lo faccia da deputato non da rappresentante di un
Governo, in un settore strategico - lo ribadisco - senza volere
sminuire i settori degli altri suoi colleghi, e questo per ridare
la dignità, tanto vituperata, a questa istituzione. Ed è per questo
che chiediamo, convintamente, ai colleghi di riflettere e di
pensare che oggi qui non è che chi voterà sì o chi voterà no lo
farà per rispetto delle istituzioni. Forse qualcuno lo farà,
semplicemente, per difendere una poltrona, perché ogni volta che
qui si parla di poltrone l'Aula si riempie. E, allora, Presidente
queste mozioni di censura vede come restituiscono la presenza dei
colleghi?
Tutti qui mentre ieri e gli altri giorni l'Aula era vuota.
Ribadisco ancora il concetto. Qui si difendono posizioni, poltrone,
che nulla hanno a che vedere con il ruolo che stiamo svolgendo. La
fiducia che i siciliani hanno dato ad ognuno di noi, quella di
portare la loro voce all'interno di questo Parlamento, per una
parte di questo Parlamento, di governare questa Regione, oggi è
minata dall'infamia, dalla mancanza di assunzione di responsabilità
e voglio ricordare a tutti che tendere a sminuire queste situazioni
è il primo, il peggiore, il più grave danno che viene fatto alla
politica, quella con la P' maiuscola.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cercherò
di essere telegrafico in una valutazione che deve ancora assumere
dei contorni chiari e vorrei riportare l'orologio ad un anno e
mezzo fa perché sono certo che, se l'onorevole Cracolici dovesse
aprire la sua rubrica e cercarmi nell'elenco dei suoi amici, non mi
troverebbe e nell'elenco degli alleati politici mi troverebbe con
difficoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Addirittura
TURANO. Però, un anno e mezzo fa l'onorevole Cracolici - non
dimentichiamo le cose - ha dato testimonianza di serietà e di
correttezza e lo ha fatto all'indomani, forse lo stesso giorno
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Un'ora dopo.
TURANO. Un'ora dopo, onorevole Cracolici, dalla notifica di un
avviso di garanzia che lo riguardava e lo riguardava per fatti che
si ascrivevano alla sua condotta politica di gestione dell'attività
del gruppo parlamentare.
Io ricordo che non esitò a venire in quest'Aula - cosa che non
fece nessuno e che non aveva fatto nessuno - ad informare di cosa
si trattava. Io apprezzai quell'intervento. Quando finì, mi alzai
per stringere la mano e ricordo che trovai la mano sudata, di un
uomo sofferente che, con onestà intellettuale, avvisava l'Assemblea
di quello che era successo. E non sono per difenderlo. Vorrei
capire se siamo qua per parlare di un processo politico, se siamo
qua per parlare di un processo contabile, se siamo qua per parlare
di un processo penale.
FORMICA. Che è ben altra cosa
TURANO. Bravo. Io non parlerò di nessuno di questi, vorrei
soltanto dire che al danno si aggiunge la beffa. L'unica persona
che venne a informarci sembrerebbe, seppur formalmente indagata in
quanto ancora non è stato emanato il decreto di archiviazione,
l'unica che non ha commesso un reato penale. Ed è chiaro che il
confine tra il reato penale e la responsabilità contabile è
diverso. Il confine di una responsabilità penale è quando si
ascrive ad una persona una condotta che costituisce un reato. Una
condotta contabile, seppur conclamata da una sentenza di primo
grado, determina, secondo me, una responsabilità che va chiarita
nelle sedi opportune. Noi abbiamo, da uomini delle istituzioni, il
dovere di prendere atto che l'onorevole Cracolici farà i ricorsi e
proverà a chiarire le cose che gli sono state contestate. Io sono
certo che, in questo chiarimento, essendo venuta meno la sua
responsabilità penale perché non ha preso dei soldi, avrà modo e
tempo di dimostrare come le condotte che sono addebitate, fanno
parte di interpretazioni postume su cui è legittimo avere il
dubbio. E' legittimo avere il dubbio, onorevole Cracolici. Io
quindi, anche a nome degli amici di NCD, con i quali ho condiviso
questo intervento, le dico serenamente di continuare il suo lavoro,
non perché voglio fare una cortesia - perché sono una persona che
rispetta le regole della democrazia - e le dico che noi non
sosterremo la mozione di sfiducia perché siamo certi - così come ha
fatto nelle altre sedi giudiziarie - che anche in questa riuscirà a
dimostrare la sua correttezza.
Questo non significa che l'onorevole Cracolici, in altri tempi e
modi della politica, non abbia assunto atteggiamenti diversi. Ma io
credo che c'è un tempo per ripensare su tutto ed io credo che
questa Assemblea non si debba fare trascinare da chi - come dire -
è portato a speculazioni, o da chi ritiene che, con questi
atteggiamenti, tutto possa essere travolto. Buon lavoro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottolineare, a proposito di questa mozione di sfiducia, non tanto
il fatto che il voto, o meglio ancora la firma, in questa mozione,
non sia stata chiesta agli altri parlamentari, perché ritenevano di
non avere, in questo senso, alcuna solidarietà, o perché era
interesse loro cercare di rendere il più visibile possibile l'atto
demagogico che è insito in questo atto parlamentare. Qui si vuole
sancire un principio tra coloro che stanno con le persone per bene
e gli onesti e tra coloro i quali, invece, non lo sono e si
misurano nel voto di questa mozione tentando di trasmettere ai
siciliani un messaggio che vuole essere solo ed esclusivamente di
natura demagogica, e questo credo che sia un fatto molto grave. Non
perché noi stessi vogliamo fare la difesa di questo Parlamento o
dei parlamentari che sono in quest'Aula, ma perché è interesse di
qualcuno manifestare, laddove vi è utilizzo di risorse e, comunque,
una condanna, che è sempre una condanna in primo grado da parte
della Corte dei Conti, lanciare un messaggio che in questo
Parlamento, i parlamentari nella legislatura passata - e chissà,
anche in questa - con i soldi pubblici fanno quello che fanno.
Su questo vorrei che i colleghi riflettessero, perché non c'è
ombra di dubbio che qui la mozione non riguarda storie politiche,
non riguarda la storia politica dell'onorevole Cracolici, perché se
dovessimo addentrarci in questo io credo che potrei certamente
affermare che l'onorevole Cracolici è un uomo del Partito
Democratico, un importante esponente del Partito Democratico, che
ha avuto comportamenti ondivaghi tra quello che ha compiuto nella
scorsa legislatura sul piano politico e quello che compie in questa
legislatura ed il Cracolici di questo inizio legislatura, del 5
dicembre, fin quando è diventato Assessore, allorquando non
considerava nulla del Presidente Crocetta ed ora, invece, è in
Giunta e condivide ogni passaggio politico.
Ma ritornando al merito della questione, che è proprio questa
vicenda di natura giudiziaria, nessuno ha messo in rilievo che il
processo dinnanzi alla Corte dei conti è un processo diverso
rispetto al giudizio ordinario, laddove possono essere argomentati
fonti di prova, laddove possono essere argomentate testimonianze,
laddove l'accusato può mettere in campo tutta una serie di attività
che sono a sua tutela. L'attività del magistrato che esamina dal
suo punto di vista - mi riferisco al processo della Corte dei conti
- è un magistrato molto rigido che preleva le carte, attraverso la
Guardia di finanza, le esamina e procede senza alcuna - mi permetto
di dire - ulteriore attività istruttoria e va avanti per la sua
strada.
E' certamente un fatto che ci siamo trovati tutti quanti addosso,
tenendo conto che nessun caso di parlamentare Batman c'è stato in
questo Palazzo né nella scorsa legislatura né in quelle passate, ma
ci sono state attività che i Gruppi parlamentari hanno esercitato
per cercare di accrescere quella che è la capacità dei Gruppi di
esprimere la propria azione politica attraverso i disegni di legge,
attraverso i convegni e tutte le attività che sono connesse a
quello che è il Gruppo parlamentare.
Non dobbiamo dimenticare che il Gruppo parlamentare è una
struttura che scaturisce dalla Presidenza dell'Assemblea che
affida, secondo un dato elettorale, la scelta dei parlamentari,
l'istituzione di un Gruppo e l'utilizzo del denaro. Il Gruppo
parlamentare è un soggetto privato.
Questa disquisizione, non per legge ma per sentenza della
Cassazione con cui si è acclarato che il denaro è pubblico e di
guisa che tutto ciò che viene gestito deve avere le forme quasi
della contabilità, credo che questo abbia portato una notevole
discrepanza fra quello che doveva essere fatto e quello che è stato
fatto. Nessun caso eclatante di prelievi di soldi ad personam o
utilizzo, come è stato fatto in altre Regioni da parte di alcuni
parlamentari che hanno pagato spese di matrimoni o di battesimi o
di regalie straordinarie fra loro stessi.
Per quanto ci riguarda, onorevole Cracolici, non ci prestiamo ad
operazioni demagogiche. Credo di potere affermare che, per quanto
ci riguarda così come altri colleghi dell'opposizione sono
intervenuti, ci siamo sempre contraddistinti per essere garantisti,
non certo come il Partito Democratico che si contraddistingue
sempre per la ricerca di chi è il colpevole e senza ulteriori
procedimenti, per una questione di etica e morale, si invitano
sempre gli eventuali responsabili alle dimissioni.
Noi abbiamo un'opinione diversa, ma non perché il giudicato sia al
primo grado. Anche se dovesse essere - per quanto ci riguarda -
sentenza definitiva è un procedimento di natura amministrativo-
contabile che sta seguendo le sue sorti, a lei, onorevole
Cracolici, spetta la difesa e, mi permetto di dire, purtroppo -
ahimè - per tutti quanti si tratta di responsabilità di ordine
personale, non sono responsabilità del PD. Il PD è un soggetto
politico che non gestisce, non maneggia denaro. Ognuno di noi ha la
propria responsabilità; anche io ho le mie responsabilità - lo dico
con molta franchezza - e anche io avrò il compito di difendermi
dalle relative accuse.
Tuttavia, pur avendo esposto i rilievi che formuliamo alla sua
condotta di ieri e di oggi, sul piano politico riteniamo che questa
mozione non doveva nemmeno essere messa in discussione. E' talmente
fuorviante, demagogica che non meritava l'apprezzamento, la
discussione, il tempo e il denaro che stiamo spendendo per questa
seduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
iniziato questa seduta di Assemblea e nei giorni scorsi abbiamo
impegnato tutto il Paese sul referendum trivelle .
Invero, in questi giorni ci sono stati più di 400 dispersi in mare
e né l'Assemblea né i Deputati, nessuno si è mobilitato per
ricordare i morti in mare e scommetto che se una persona si
mettesse sotto questi impianti di trivelle a respirare la sostanza
che inquina il mare probabilmente la stessa persona morirebbe fra
200 anni.
Ieri o l'altro ieri 200-400 dispersi e c'è la totale indifferenza
e ci intersechiamo solo su battaglie di carattere politico, non
sulla sostanza, e questo è il Parlamento che ha avuto impugnate
molte leggi - e questo sì che è un danno all'Erario - impugnate
dalla Corte, prima dal Consiglio dei Ministri, poi rivoltisi alla
Corte, ci hanno riso in faccia.
Ora, vale la pena sottolineare - non me ne vogliano i colleghi del
Movimento Cinque Stelle, molto spesso non ho condiviso, altre volte
ho condiviso - io ritengo che i maggiori azionisti di questo
sfacelo di leggi, appalti e province, sia proprio il Movimento
Cinque Stelle.
Certamente, oggi, possiamo adottare questo criterio; ma, una volta
esaurito quel criterio, può essere che qualche giudice di vario
livello e di varia categoria, può essere che domani comincerà a
perseguire l'Assemblea, anzi, forse, il dibattito anche nazionale,
quando si presenta un emendamento se non è ben studiato rischi pure
di essere indagato, quindi già si comincia ad entrare nel merito di
ciò che fanno le assemblee legislative.
Io starei molto attento a questo clima e a questo metodo che ci
diamo tutti, perché è un metodo sbagliato e butta fango su tutti.
Nessuno uscirà vivo da questo gioco al massacro perché è così Se
domani sarà chiamato a governare il Movimento Cinque Stelle,
nemmeno per loro ci saranno sconti, ma non perché andranno a
legiferare in modo distorto, ma perché è talmente tanto il danno
che si è fatto in passato, ma non due anni fa, in un passato
remoto, quando padri di quest'Assemblea e di questi scranni con
politiche molto libere vedendo le assunzioni come ammortizzatori
sociali, solo nella cosa pubblica. E' questa l'onestà intellettuale
che manca.
Oggi criticheremo loro, domani verranno a criticare voi, perché
non potranno esserci per tutti le risposte. Non c'è un linguaggio
chiaro. Sull'onda dell'odio la risposta è immediata, ma lascerà
scontenti nel giro di uno, due anni, perché poi quando le mani
rimarranno vuote perché l'odio poi si dissolve nell'aria dopo un
anno o due; quando sei chiamato tu a governare è storia per tutti.
Non cito leaders, non mi schiero con nessuno. Ma tutti i grandi
leaders degli ultimi vent'anni che hanno fatto sognare gli
italiani, hanno sognato appena sono stati chiamati a governare, poi
il malcontento li sovrasta, ma non perché fanno qualche cosa di
sbagliato, ma le risposte per tutti non possono mai arrivare.
Allora, ritengo che da qui possa partire una lezione che vale
intanto per il sottoscritto. Abbassiamo i toni, certamente ognuno
votando la mozione, io non la censuro la mozione. Avete fatto bene
a presentarla. Peccato che sarà bocciata Io voterò contro, ma ne
avete tutto il diritto. Però non è questa mozione che fra mezz'ora
risolverà tutti i problemi. Vediamo di calendarizzare delle norme
serie, non facciamocele impugnare, perché quanti scienziati abbiamo
in quest'Aula, giuristi, che sono veramente giuristi, sulla carta,
ma sono quelli che ci hanno fatto sbattere la faccia al muro.
Allora, penso che bisogna essere meno professionista e con un po'
più di umiltà deve sentire gli umori, ma gli umori delle reali
necessità, cioè quelle risposte che nell'immediatezza, seppur in
numero minore rispetto alla protesta, la protesta arriva a tutti,
ma le risposte concrete non possono arrivare a tutti.
Quanti posti di lavoro può creare l'Assemblea regionale siciliana
se non c'è un contributo virtuoso fra tutti gli organismi dello
Stato? Non potrà mai arrivare; come la mozione precedente,
certamente non l'ho votata, ma fa riflettere la strategia di
arrendersi da parte della Regione di fronte allo Stato. E' una
riflessione che deve essere consegnata a tutti. Per cui, un po' più
di umiltà, ma secondo me non può essere il gioco al massacro della
vendetta di turno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, casi come quello di cui ci occupiamo finiscono
con il dividere la politica in due comode categorie che diventano
anche alibi per i comportamenti ai quali ognuno vogliamo improntare
la nostra azione: da una parte i garantisti, dall'altra i
giustizialisti.
E' chiaro che l'insidia, nell'uno e nell'altro caso, è sempre in
agguato. Credo sia questo il parere della pubblica opinione che, in
questo momento, ci sta seguendo da casa: da una parte l'insidia di
apparire giustizialisti da parte del Movimento Cinque Stelle, che
si è intestato questa legittima iniziativa d'Aula, dall'altra il
rischio di apparire in quest'Aula come una sorta di devoti di
Sant'Agata, o se preferite di Santa Rosalia, di quelli cioè che
tengono il cordone; il cordone della solidarietà per tenere tutti
uniti: politici chiacchierati e politici che appaiono perbene.
Io vorrei tirarmi fuori da queste due categorie, ed è chiaro che
non parlo da Presidente della Commissione antimafia - non ne ho in
questa sede il titolo, perché nessuna azione su questo documento è
stata concordata con i colleghi della Commissione - parlo da
deputato; da deputato dell'opposizione che non ha alcuna stima
politica nei confronti dell'avversario Cracolici, ma che ha stima
sul piano umano dell'avversario Cracolici. Stima politica si
intende alla sua appartenenza di Governo, non certo a giudizi di
carattere morale. Per certi aspetti mi fa anche antipatia, per
questa supponenza e aria di arroganza che, ogni tanto, il collega
Cracolici assume. I più anziani mi spiegano che è frutto
dell'anzianità, come se fossimo in una caserma, dove il soldato più
anziano si può permettere atteggiamenti che in altre sedi
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Anche se sono tra i più giovani
MUSUMECI. Sarà fra i più giovani, ma l'età di appartenenza a
quest'Aula la ascrive a un categoria di anziani .
E però, non c'è dubbio che l'uso giudiziario in politica rimane,
ancora oggi, un tema di grande attualità. Oggi, non soltanto in
questi mesi, oggi, 20 aprile. Basta leggere i giornali e capire
come si sia divisa la sfera del mondo politico da una parte - o di
una parte del mondo politico - con le dichiarazioni del Presidente
Renzi e, dall'altra, con le dichiarazioni del Presidente
dell'Associazione nazionale magistrati.
E allora, signor Presidente, io con molta serenità voglio dire che
il giustizialismo forcaiolo non mi è mai piaciuto.
Ricordo che quando scoppiò la tangentopoli nella mia città con 19
arresti eccellenti, io ero segretario provinciale del mio partito -
del Movimento Sociale Italiano, allora ancora all'opposizione - e
non mi accanii contro quello che accadeva; prendevo atto della fine
della prima repubblica, una fine ineluttabile, inesorabile, come
noi avevamo sempre previsto accadesse.
La politica non si fa col giustizialismo, ma non si fa neanche col
volemosi bene , perché non serve. Non serve alla società civile, a
quella società che ci segue e ci condanna come un implacabile
pubblico ministero, dimenticando a volte, quella società civile,
che in definitiva noi siamo il risultato della loro scelta. Ognuno
di noi è frutto di un voto popolare, reclutato in mille modi, ma
certamente siamo frutto di una scelta. E dico sempre, quando vado
nelle scuole, che una società civile sana esprime una classe
politica sana. Una società civile malata esprime un ceto politico
malato.
Si rassegni, quindi, la società civile perché noi siamo il loro
specchio nella logica della democrazia. Certo, c'è una società
civile sana e c'è una società civile corrotta e adusa alle pratiche
ed ai metodi clientelari. E però, tutto questo non può
autoassolverci e non può neanche farci dimenticare - e qui oggi
pomeriggio non è stato ricordato mi pare - che la politica
all'Assemblea regionale siciliana ed al Palazzo d'Orléans, per
tanti decenni, non è stata certamente esempio di coerenza, di
trasparenza e di pulizia. E per i metodi applicati all'interno dei
Gruppi parlamentari, di tutti i Gruppi parlamentari, certamente non
c'è stato mai alcuno che avesse invocato la scrittura delle regole,
perché l'assenza di regole faceva comodo a tutti.
E siamo talmente complessati noi deputati, noi politici - ed io mi
sento onorato ed orgoglioso di esercitare l'arte della politica,
arte nobile e antica quanto l'uomo - siamo talmente soggezionati
che quando andiamo nelle televisioni o andiamo nelle piazze al
pubblico confronto non abbiamo mai il coraggio di dire che questa
Assemblea si è autodecurtata di oltre il 40 per cento la propria
indennità.
Subiamo gli attacchi degli altri, ma non abbiamo il coraggio di
dire quanto di buono - poco, in verità - è stato fatto negli ultimi
anni; e che il discorso della pensione, bastando due anni e mezzo e
un giorno, non c'è più; e che l'equiparazione alla norma del Senato
per il trattamento economico non è più applicata; e che anche se
fai 5 anni di mandato non hai più 3 mila euro di liquidazione e di
pensione. Non abbiamo il coraggio di dirlo Eppure, è stata questa
Assemblea, in questa legislatura - e va dato merito al Presidente,
onorevole Ardizzone, per averla applicata - una norma che è nata e
maturata nella sua concettualità a Roma, è merito di questa classe
politica essersi date delle regole.
Quindi, signor Presidente, io credo di poter dire che se oggi ci
fossero state le regole noi non staremmo qui a parlare della
mozione dei colleghi del Movimento Cinque Stelle, perché temo che
anche questa Assemblea non voglia alcune regole, altrimenti
qualcuno mi dovrebbe spiegare come mai da oltre un anno il disegno
di legge sul codice etico, votato all'unanimità in Commissione
antimafia da tutti i rappresentanti dei Gruppi parlamentari, non
sia stato ancora esaminato a Sala d'Ercole.
Viene il sospetto, non certo mio, conoscendo la buonafede dei
colleghi, del Presidente della I Commissione che lo ha esitato e
del Presidente dell'Assemblea che lo ha sollecitato, ma se ci fosse
stato il codice etico noi non avremmo avuto bisogno di dibattito
oggi, avremmo già saputo come sarebbe andata.
La verità è che c'è una costante delegittimazione della politica.
I responsabili siamo noi, qui a Palermo, a Roma, nei comuni, nelle
ex province, nei consigli circoscrizionali, che abbiamo fatto
apparire la politica come una sorta di scorciatoia per evitare le
criticità della vita e non come un'arte nobile, ma concepita
all'interno di regole ferme e precise. Abbiamo dato l'impressione
che la politica sia diventata una professione e non abbiamo avuto
il coraggio di dire che la politica non è una professione ma si
deve fare con professionalità, che è cosa diversa.
Ecco perché io parto dal principio, signor Presidente, le chiedo
scusa se ruberò qualche altro minuto ancora, perché la
spregiudicatezza del passato alla politica ha fatto perdere il
senso della misura e siccome la politica si sente colpevole e non
sempre ciò è motivato, abbiamo delegato tutto alla magistratura,
alla magistratura penale, alla magistratura contabile, alla
magistratura amministrativa perché la politica ha perso la capacità
di decidere. La politica ha rinunciato alla propria funzione e poi
ci lamentiamo quando diciamo ci sono troppi magistrati in giro .
No, non è vero, c'è poca politica in giro; i magistrati fanno il
loro dovere e lo fanno anche bene nel momento in cui la politica
rinuncia ad esercitare il proprio ruolo che è quello di decidere e
di isolare le mele marce al suo interno.
E allora, se abbiamo perso autorevolezza la colpa è di ciascuno di
noi, a cominciare dal Presidente della Regione - è stato richiamato
il concetto dal collega Falcone -. Il Presidente Crocetta sarà
ricordato, fra le altre cose, come una sorte di Giano bifronte; lui
viene da una terra della incontaminata cultura greca, anzi no, oggi
è contaminata dai petrolieri e dal petrolio. Secondo Crocetta,
secondo il Governatore, bisogna ragionare come Giolitti, la legge
per i nemici si applica e per gli amici si interpreta , perché se
quest'Aula è delegittimata lo dobbiamo anche al Presidente Crocetta
che non ha perso occasione per gettare fango su tutto e su tutti in
quest'Aula dove, naturalmente, non mancano le responsabilità, dove
non mancano presenze che potrebbero anche essere suscettibili di
discussione, di approfondimento per la loro dirittura morale; ma un
Presidente della Regione non può pensare di riabilitare la
mediocrità della propria funzione addossando responsabilità anche
sul piano morale a quest'Aula.
E allora, signor Presidente, un avviso di garanzia non è una
condanna; un rinvio a giudizio non è una condanna; una condanna di
primo grado non è una condanna definitiva, ma non dimentichiamo che
in politica non è importante solo quel che è, è importante anche
quel che appare. Ed è per questo che noi ci affidiamo alla
sensibilità dell'assessore Cracolici, egli sa che, al di là del
codice civile e al di là del codice penale, c'è un codice di norme
non scritte che appartiene all'etica delle responsabilità ed è il
codice che disciplina la condotta di ciò che appare.
Se l'assessore Cracolici ritiene che di fronte a questa condanna
di primo grado per un illecito contabile egli possa continuare a
restare al suo posto risponde alla propria coscienza e al giudizio
del popolo siciliano e - se mi si consente - è soprattutto il
Presidente della Regione che deve porsi la domanda, perché
Cracolici non ha vinto un concorso per stare al Governo, è stato
scelto e nominato dal Presidente della Regione.
Dica il Presidente della Regione, onorevole Crocetta, se
l'Assessore Cracolici, condannato in primo grado per un illecito
contabile, può restare al proprio posto quale membro del Governo;
egli risponderà al pari dell'Assessore al giudizio della pubblica
opinione che in questo momento ci segue e temo ci giudichi ben al
di là della buonafede di ciascuno di noi e dell'onestà
intellettuale che ognuno di noi in questo voto deve mettere in
atto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, oggi ho sentito interventi, a dire
il vero, pochi a difesa, anzi probabilmente nessuno, forse
semplicemente quello dell'onorevole Laccoto che ci annunciava che
sarebbe andato via; interverranno dopo, probabilmente li
ascolteremo. Però, quelli che ho sentito sino ad ora hanno, in
qualche modo, stigmatizzato anche il fatto che abbiamo presentato
una mozione di censura, alcuni hanno addirittura parlato di odio
istituzionale.
Io voglio ricordare all'onorevole Milazzo che il Movimento Cinque
Stelle è nato il 4 ottobre 2009, il giorno di San Francesco. Noi
siamo un Movimento di pace, però utilizziamo la tecnica
parlamentare e d'Aula per puntare i piedi e per dire che le cose
che non ci piacciono le dobbiamo dire e raccontare soprattutto a
chi è fuori, a chi è oltre quella telecamera che ci sta guardando e
sta cercando di spiegarsi il motivo per il quale un cittadino
normale con una condanna non può partecipare a concorsi pubblici
mentre un altro cittadino può, invece, ricoprire cariche
istituzionali senza che nessuno si ponga il problema.
Io ogni tanto ho anche il piacere, la voglia, forse anche la
curiosità di guardare cosa succede nelle altre Nazioni, cioè come
si comporta la politica negli altri paesi. Ho trovato singolare,
davvero molto singolare, un articolo che è uscito sul Sole 24 Ore
qualche giorno fa che raccontava del Ministro dell'ambiente
britannico Chris Huhne che si è dimesso perché aveva mentito su una
multa per eccesso di velocità. Una cosa fantastica
Come cambiano i valori etici e morali di un popolo appena
attraversiamo un confine Qui tendiamo a giustificare; oggi, quasi
ho sentito discorsi che erano simili a quelli che avevano fatto
altri nel passato dicendo: Se ho sbagliato, ma sono in un luogo
dove tutti hanno commesso lo stesso errore, dove tutti hanno
sbagliato allo stesso modo e allora come posso io essere più
colpevole di voi? Quasi a cercare un abbraccio fraterno Ma noi
dovremmo essere diversi da questi ragionamenti Noi dovremmo essere
quelli che proprio da qui dentro dovremmo pretendere non il
rispetto delle leggi dei cittadini, ma il rispetto delle leggi in
primis da noi stessi, perché siamo noi che le scriviamo,
studiandoci, facendocele anche impugnare
Però, volte - ricordi, onorevole Milazzo - le impugnative possono
essere anche di natura politica; ragioniamoci anche su questo,
perché è troppo facile
Oggi, ho sentito troppe volte accusare un movimento politico
dimenticandoci, forse, che però non l'accusa perché sembrerebbe una
cosa di carattere personale e strumentale e io invece ho grande
simpatia per l'uomo, io sto insieme con il mio Gruppo parlamentare
contestando quello che è una condanna in primo grado di una
Magistratura che non è Magistratura di serie B.
I distinguo: Non è Magistratura ordinaria, è la Magistratura
della Corte dei conti . Ma noi cosa abbiamo? Abbiamo politica di
serie A, politica di serie B, magistratura di serie A,
magistratura di serie B, ma cosa significa una condanna è una
condanna, è in primo grado non è ancora definitiva, la persona,
l'uomo, il cittadino potrà fare appello, ma quello che chiediamo
oggi noi è che lo faccia da cittadino, o che lo faccia, comunque,
non da rappresentante di un Governo regionale, il quale deve alla
sua stessa Regione, cioè per la stessa regione che rappresenta ha
un debito, secondo una sentenza di primo grado.
Io ieri sera ho ascoltato con grande piacere in una trasmissione
televisiva Pier Camillo D'Avigo, il nuovo Presidente
dell'Associazione Nazionale Magistrati, che rispondeva alla domanda
del conduttore Floris che gli chiedeva: ma secondo lei un
politico indagato deve dimettersi? Lui ha risposto: io non sono
qui per dire questo, non è il mio compito, ma io vorrei vivere in
un Paese in cui il partito nel quale quel politico viene indagato
lo dimetta, così non processeremo più persone in carica, ma
processeremo ex deputati, ex senatori , cioè è questo il
ragionamento, assessore Marziano, possiamo essere d'accordo,
possiamo essere non d'accordo, io ho citato le parole del
Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, e lei
probabilmente non è d'accordo, e probabilmente capiamo anche perché
non è d'accordo, ma ognuno farà la sua valutazione, io voglio
leggere semplicemente, perché è vero la sentenza non è ancora
pubblicata, però, probabilmente, qualche giornale on line l'avrà
avuta, e c'è un pezzo, uno stralcio, un passaggio, e onestamente
non essendo pubblicata non so neanche se corrisponde alla verità, -
poi quando sarà pubblicata la leggeremo -, però c'è un passaggio
singolare che questo giornale on line pubblica, e la voglio
condividere con voi colleghi: La condotta produttiva di danno
erariale gli risulta imputabile al Cracolici a titolo di colpa
grave, in un contesto caratterizzato da un impianto normativo
sufficientemente chiaro sull'utilizzo del contributo unificato per
le sole finalità istituzionali del Gruppo parlamentare, la gestione
finanziaria è risultata essere sostanzialmente insensibile alle
esigenze di oculato impiego delle risorse per i soli scopi che
all'entità associativa era consentito perseguire. Vi è stato un
accentuato disinteresse e noncuranza degli obblighi di servizio,
nonché un palese disprezzo dell'esigenza di destinare le risorse
pubbliche al soddisfacimento degli interessi collettivi cui le
stesse erano vincolate. Le analitiche considerazioni sopra esposte
evidenziano una sistematica gestione delle risorse del Gruppo
animata dall'implicita ma in equivoca errata convinzione che si
trattasse di risorse private, e ciò in relazione all'alta
qualificazione professionale dell'agente, ed al prestigioso ruolo
istituzionale ricoperto, appare una macroscopica carenza
comportamentale in nessun modo giustificabile , cioè queste sono le
parole di un magistrato, questa è la sentenza, cioè queste sono
parole molto gravi, molto pensanti, e io non credo che oggi qui,
cioè io oggi da questo scranno ho visto quasi sminuire, quasi
derubricare a fatto lieve, a una situazione che non ci importa; per
me oggi invece questa è una condizione molto grave, e allora, e mi
avvio a chiusura: io ho ascoltato il suo intervento assessore
Cracolici e li ha citato una persona di cui io ho grande rispetto e
stima, probabilmente molti italiani ce l'hanno che è Enrico
Berlinguer che probabilmente rappresenta una guida, per molti non
sarà una guida politica, però sicuramente rappresenta una guida
umana, un capitale sociale, un capitale morale di questo Paese che
non ha eguali probabilmente in Europa, è stata una persona che
davvero ha rappresentato il cambiamento, e ha rappresentato il
cambiamento perché ha portato all'interno del suo partito quella
che è stata poi conosciuta, ed è ancora oggi conosciuta come la
questione morale', e allora io voglio leggervi un passaggio di
un'intervista che nel 1981 su Repubblica Eugenio Scalfari
intervista Enrico Berlinguer, ed in poche battute spiega la
questione morale', dice: La questione morale esiste da tempo, ma
ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale,
perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle
istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del
regime democratico . Ecco, ad ascoltare queste parole e ascoltare
il suo discorso, oggi lei, più che citare Enrico Berlinguer,
avrebbe dovuto citare Craxi, perché mi è sembrato molto più simile
a lui quando in quel Parlamento, accusato di colpe gravi, si
giustificava dicendo che quelle sue colpe ce le avevano anche
tutti gli altri che lo stavano ascoltando. Ci rifletta su questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Vicepresidente LUPO
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo anche
per i parlamentari di quella XV legislatura che hanno costituito, e
costituiscono con il loro operato, l'oggetto della discussione
odierna e della mozione di censura, a firma dei parlamentari del
Movimento Cinque Stelle.
Intervengo perché la mozione di censura, così come è stata
elaborata e per le ragioni stesse per le quali è stata pensata, è
un tentativo politico di attaccare comportamenti, attraverso una
sentenza - che non intendo, assolutamente, commentare ma,
certamente, mi voglio riservare anche la possibilità di dire alcuni
miei punti di vista su quello che è accaduto, rispetto ad un
controllo contabile dal 2011 in avanti, non solo verso questo
Parlamento, ma anche nei confronti di quei tanti amministratori
locali che, ogni giorno, debbono confrontarsi con l'operato
legittimo della stessa magistratura contabile.
E' un intervento perché, nell'impianto della stessa mozione di
censura, in realtà che cosa si prova a fare, rispettando,
ovviamente, quella che il collega Cancelleri chiamava tecnica
parlamentare di operare una ulteriore delegittimazione, non tanto
della politica perché, negli interventi e in questa mozione c'è un
obiettivo ben preciso che è esattamente il Partito Democratico, che
è esattamente uno dei più autorevoli parlamentari di questa
legislatura che, oggi, è al Governo della Regione siciliana.
Viene fatto in una maniera, devo dire, per alcuni versi anche
dozzinale, in un passaggio soprattutto, quando l'onorevole
Cancelleri volendo parificare - e nessuno lo aveva fatto negli
interventi - il senso ed il valore della magistratura contabile,
oggi tanto importante quanto ieri, rispetto a quella penale, perché
c'è un passaggio, onorevole Cancelleri, che secondo me fa torto,
complessivamente, all'impianto e, come dire, è la prova provata
delle ragioni per le quali nasce la stessa mozione di censura.
La mozione recita: Dopo due anni, nel mese di luglio del 2015, i
pubblici ministeri di Palermo avanzavano richiesta di archiviazione
per l'ex Capo gruppo del Partito democratico, onorevole Antonello
Cracolici, tirando fuori, di fatto, il deputato dall'inchiesta
cosiddetta Spese pazze all'ARS' . Questa tirando fuori, di fatto
è un modo per dimostrare, quasi, trattamenti di favore nei
confronti di chi non ne ha avuti. Perché comunque, io credo che la
magistratura, quella contabile e quella penale, abbia agito secondo
i criteri dei codici e i criteri delle norme che impongono
comportamenti ed azioni penali e contabili alle magistrature.
Oggi, nel citare questo elemento, così come anche la
contraddizione stessa della mozione di censura, perché la mozione
di censura prova a dimostrare che siamo di fronte, onorevole
Milazzo, a spese allegre e i colleghi parlamentari, avendo
difficoltà a trovare modelli nazionali, sono costretti ad andare
Oltralpe, sono costretti a recarsi a Londra, in Scandinavia, per
trovare esempi di buona azione amministrativa e di correttezza
amministrativa.
Ma in quella vicenda, che oggi trattiamo, nella elencazione delle
spese - magari sessantanove euro è, comunque, una spesa
considerevole - ma stiamo parlando di migliaia e migliaia di euro
che un gruppo parlamentare ha speso, ancor prima che questo
Parlamento si desse le regole, ancora prima che arrivassero al
Parlamento nazionale quali erano i perimetri e la discrezionalità
dei gruppi dei consigli regionali, il Gruppo del Partito
democratico appena nasce si dà le regole e le va a parametrare a
quelle della seconda camera - fino a ieri, oggi non c'è più - che è
il Senato della Repubblica.
Un gruppo parlamentare che viene accusato - e voi, amici e
colleghi cinque stelle lo riprendete - con un'ulteriore
falsificazione della realtà come battuta direi un po' stalinista,
visto che oggi volete ricorrere a certe tradizioni del passato,
importantissime, come quelle di Enrico Berlinguer. Voi dite, ad un
certo punto, che la Magistratura contabile reputava estranee alle
finalità del gruppo una serie di spese che secondo l'accusa l'ex
capogruppo del Pd si sarebbe fatto rimborsare con i soldi pubblici,
fra queste figuravano spese superiori a 73 mila euro per i pasti
consumati .
Cosa intendo dire? La lettura così come scientificamente è posta,
dimostra che l'onorevole Cracolici, ogni giorno, passava dalla
bouvette, perché tra dire bouvette e buoni pasto è diverso. La
bouvette, già nel suo termine francese, presuppone lusso,
presuppone superfluo, i buoni pasto no. Quei settantatremila euro
che sono esattamente i buoni pasto dei dipendenti del gruppo più
numeroso dell'Assemblea, sono i pasti del ristorante, vanno dal 13
giugno 2008, cioè l'inizio della legislatura, sostanzialmente, alla
quasi fine della legislatura, il 6 luglio 2012. Anche voi che avete
assunto, credo, un bel numero di dipendenti appena insediati sapete
esattamente quali sono il ruolo e le funzioni di un dipendente che
ha una serie di diritti che sono contrattualmente previsti,
ovviamente per voi inizia in questa legislatura perché diventate
gruppo parlamentare dopo l'elezione nell'autunno del 2012, ma
appena vi è stato possibile avete assunto un cospicuo numero di
persone del vostro gruppo e, certamente, sapete che il rapporto tra
voi e i vostri dipendenti è legato da contratti di lavoro.
Va detto, onorevole Cancelleri, anche questo. Il tentativo di
rappresentare questo Parlamento - bene diceva per alcuni versi
l'onorevole Musumeci - come responsabile di ogni cosa e di tutto è
come se non i singoli ma esattamente la politica, perché il
tentativo è di lapidazione della politica, di una classe che in
questo caso si vuole fare passare come la casta che oggi tenta di
difendere, attraverso Cracolici, se stessa. Non è così Perché
l'elemento che voi portate a presupposto della mozione, la
rispettabilità, richiamando l'articolo 54 della Costituzione -
perdonatemi, non è una difesa di ufficio, ma è sul fatto che
provare a creare il sospetto sulla sentenza che c'è, ed è reale, di
danno erariale - sulla rispettabilità di una persona che certamente
i colleghi hanno descritto, ognuno secondo il proprio punto di
vista, ma sulla onorabilità e sulla onestà dell'onorevole Cracolici
nemmeno qualche sciacallo che si assenta da questo Parlamento ha
dovuto, facendo una dichiarazione, dire: sono certo che non ha
preso una lira ma è opportuno che si dimetta . Lo sciacallaggio è
un'arte che si fa soprattutto quando bisogna cercare qualcosa per
cui far sapere che si esiste.
Il Partito democratico - ovviamente io ho tanto rispetto di tutti
i partiti, anche della Casa delle libertà - ma la storia del
Partito democratico è una storia della costruzione non solo di un
progetto politico ma seguendo un esempio di moralità che sta in
Enrico Berlinguer e Aldo Moro.
Io sono rispettoso di tutti ma non so, onorevole Musumeci,
permettendomi di etichettare niente assolutamente, perché il
tentativo dei nostri amici deputati, carissimi colleghi del
Movimento Cinque Stelle è quello pure di pretendere di diventare
gli eredi di un parlamentare nazionale, di un leader politico tra i
più importanti del mondo - se non il più importante, in un
determinato momento della storia - riportarvelo nel vostro
Pantheon. Questo è un tentativo maldestro di rubare delle
tradizioni che non possono appartenervi, perché non mi pare logico
e possibile immaginare che Berlinguer potesse - come dire - sposare
la vostra impostazione, e mai avrebbe utilizzato una situazione di
questo tipo, sostanzialmente, per aggredire un avversario politico
e per condannarlo ancor prima della sentenza definitiva, ma
soprattutto per condannare un presidente di Gruppo che ha dovuto
chiedere alla Presidenza di questa Assemblea di conoscere la
destinazione di ben ottocentomila Euro. Non erano soldi che erano
rimasti nel cassetto, era il frutto di una gestione oculata, tant'è
che le spese - onorevole Cancelleri, anzi onorevole Foti, che
citava - sono tutte spese che stanno esattamente dentro la gestione
di qualunque associazione politica di qualunque tipo, compreso
quello che l'onorevole Cracolici provava a dire. Qual è il confine
della rappresentanza? Da segretario comunale mi sono dovuto, come
dire, confrontare sulla difficoltà di stabilire il perimetro della
rappresentanza, il perimetro di cosa può fare effettivamente un
Gruppo. E negli interventi che si sono avuti, soprattutto
dell'onorevole Cracolici, non c'era - e lei su questo, devo dire,
che sbaglia a doverlo raccontare in questo modo, perché non l'ha
detto nessuno ed ancor meno l'onorevole Cracolici, caro onorevole
Cancelleri - abbiamo sbagliato tutti. E quindi, se ho sbagliato
anch'io, siamo tutti da assolvere'. Allora Cracolici ha detto
esattamente il contrario. L'onorevole Cracolici ha detto che in
assenza di una fissazione di punti fermi che si doveva dare questo
stesso Parlamento, nelle sue accezioni anche burocratiche, in
mancanza di altro si è agito secondo prassi, ma si è agito
correttamente. Noleggiare due macchine, a meno che non pensiamo di
stabilire sul tipo di marca, per cinque anni, delle macchine per la
rappresentanza di un Presidente di Gruppo, io in questi mesi ho
visto l'onorevole Anselmo girare mezza Sicilia e non poteva andare
né in bicicletta, né con la sua macchina, né tanto meno scegliersi
una macchina che fosse invisibile per la cilindrata. E' la politica
che ha bisogno di avere l'aspetto pulito nei suoi atteggiamenti, ma
non certo quello di provare, ed io su questo lo dico
consapevolmente, con tutto il rispetto che ho per tutte le
magistrature che svolgono ruolo e funzioni a tutela della res
publica a tutela delle istituzioni, a tutela dei cittadini, in un
momento di grande difficoltà e di caduta dell'immagine complessiva
delle classi politiche. Ma in Italia il tema delle spese dei Gruppi
consiliari nelle varie Regioni italiane arriva in un momento in cui
ci sono reati e condanne penali che in questo caso non ci sono
state, perché non c'è stata né malversazione, non ci sono state
violazioni di nessuna norma penale.
Poi mi chiedo, ma nelle spese per cento Euro - stiamo parlando,
onorevole Foti, di cento Euro - quando un dipendente di una ditta
in pensione muore, quella ditta, anche se è una società e quindi
c'è un bilancio societario si accinge a celebrare quel momento di
lutto e di rispetto nei confronti di chi ha lavorato per quaranta
anni in quella struttura non come singole persone ma esattamente
nella rappresentanza di quel corpo sociale, di quel corpo politico
che è un Gruppo parlamentare. Che è una cosa seria come tutti i
Gruppi parlamentari di questa Assemblea e di tutti i Parlamenti
nazionali e regionali. Io credo che al di là di tutti gli argomenti
aggiuntivi ultra petita che oggi sono stati posti legittimamente
dagli altri colleghi, questa mozione va respinta per diverse
ragioni: la prima sulla rispettabilità, onestà e correttezza
dell'onorevole Cracolici, che fu quello che per primo portò in
questa Assemblea una norma che fissava il tetto ad una delle cose
più strane che la Sicilia avesse, un dirigente regionale che
guadagnava 1.530 euro al giorno e quella norma era proposta
dall'onorevole Cracolici.
Secondo, perché da parlamentare del Partito democratico, di questa
e dell'altra legislatura, e da militante del mio partito, per i
tanti militanti che ogni giorno si spendono con impegno, passione,
onestà non posso consentire un processo, in questo Parlamento, da
parte del Movimento Cinque Stelle per mancanza di presupposti e di
ragione vera. Si pone una questione complessiva.
La questione che riguarda il Parlamento nazionale, su quali siano
esattamente gli spazi - cosa che è già stata fatta - del controllo
di contabilità sugli atti sia di un Parlamento quanto di un ente
pubblico.
Se oggi l'onorevole Cracolici richiamava la responsabilità
inesistente di tutto quel Gruppo parlamentare, mi assumo, a nome di
tutti i colleghi della XV legislatura, la responsabilità di avere
agito secondo le norme del tempo e di avere agito correttamente con
spese che riguardavano solo ed esclusivamente la funzionalità di un
Gruppo parlamentare.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
(Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone)
PRESIDENTE. Invito i colleghi, per quanto possibile, a stringere i
tempi degli interventi considerando il grande numero di iscritti a
parlare. In questi casi si interviene uno o due per Gruppo
parlamentare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina, ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, mi sarei astenuto dal prendere la
parola anche perché ritengo questo dibattito pressoché sterile.
Lo ritengo sterile perché è un rituale che non ci assolve di
fronte agli occhi della gente.
La gente non capirà perché un politico di grande spessore debba
essere stato condannato, seppur in primo grado, per delle spese che
si ritengono, da parte di quella Corte, inopportune e al di fuori
del legittimo impiego per i fini istituzionali.
Oggi non è in discussione la responsabilità dell'onorevole
Cracolici, è in discussione ancora una volta - per l'ennesima volta
- la casta.
Un libro che qualche anno fa ha definito l'orribile situazione di
privilegio della politica che è stata - ahinoi - devastante per la
politica ma che la politica non è stata in grado di contrastare,
perché ha lasciato per troppi anni e per troppo tempo in sospeso
quello che, circa venticinque anni fa, era definita la questione
morale. Si ventilò, si parlò, si disse di una questione morale che
serpeggiava fra i banchi del Parlamento, del Senato, delle Aule, di
una questione morale che è rimasta irrisolta.
E' rimasta irrisolta per un motivo molto semplice perché non sono
mai state adottate quelle regole di trasparenza che era necessario
adottare.
Abbiamo lasciato alla Magistratura una funzione interpretativa e
di supplenza che ha messo all'angolo la Politica, perché è stata
incapace di autoregolamentarsi.
Ecco qual è il vero nodo su cui dovremmo andare a discutere, non
se Cracolici abbia speso cinquanta, cento o mille euro per i buoni
pasto del dipendente ma perché per tanti, troppi anni sono mancate
le regole per la gestione di denaro pubblico affidato alla
politica.
Questo poi alla fine assume i contorni di una tragedia per non
dire di una farsa.
Lei, oggi, onorevole collega, è chiamato a rispondere di spese
pazze', definiamole così, sulla base di una interpretazione
giurisprudenziale che ritiene ammissibile o non ammissibile questa
o quell'altra spesa, definendole inopportune, anzi addirittura, e
questa è la cosa che mi preoccupa di più in assoluto, leggiamo su
un quotidiano on line, non so neanche quale sia, un pezzo della
sentenza che ancora deve essere pubblicata. Sembra strano,
sinceramente, che su un quotidiano o settimanale on line, si
possano leggere stralci di sentenze che ancora non sono pubblicati,
si vede che questa gente o scrive il falso o ha potestà
divinatorie, o che forse qualcuno gli passa i pizzini' di carta.
Scegliete voi qual è la soluzione più opportuna.
In Italia oggi non c'è il diritto. Il grosso, enorme, gigantesco
problema di questo Paese è che non c'è certezza del diritto. Per
anni ho lavorato, consultando Codice di procedura penale, Codice di
procedura civile, dove era necessario, Testi Unici e soprattutto il
Codice penale.
E ricordo a me stesso che due erano i pilastri del diritto romano
che hanno creato una società occidentale libera e democratica:
nessuna pena senza legge e la irretroattività della legge'.
Oggi ci ritroviamo a dover dibattere di un qualcosa che ha delle
regole nuove che vengono applicate al passato. Troppo volte in
Italia si assiste alla retroattività della legge penale. Certezza
del diritto è uno degli elementi assolutamente indispensabili su
cui il potere legislativo deve fare, una buona volta per tutte,
chiarezza. Non si può giudicare con le regole di oggi quello che è
successo ieri. Giusto o sbagliato che sia. E sono sicuro che non è
sbagliato, onorevole Cracolici, perché il solo fatto che lei abbia
restituito una somma non indifferente, credo che la metta al riparo
di ogni sospetto. Però, - e qua c'è un però grosso quanto un
macigno -, andiamolo a spiegare alla gente che non ci sono stati
abusi.
Già c'è un giudizio morale che condanna la classe politica. E la
condanna non solo perché la classe politica ha sicuramente fatto
dei grandi errori nel passato, ma perché le sta perpetuando pure
oggi. Perché la lotta politica avviene solo ed esclusivamente
delegittimando l'avversario. E delegittimandolo con i procedimenti
penali, con i procedimenti giudiziari, sostanzialmente, scusatemi
il termine, sputtanandolo' sui media per dire che è un
delinquente, mettendo in dubbio la sua onestà morale, la sua onestà
politica e la sua dirittura morale.
Non si valuta più l'avversario politico sulla capacità di fare
politica, ma lo si condanna e lo si strumentalizza perché deve
essere delegittimato.
Oggi si sono avvelenati i pozzi di questa società. E non solo
della politica. Sfido chiunque di voi ad aprire una qualsiasi
mattina, un qualsiasi programma televisivo, dove non venga dipinta
l'Italia e la Sicilia, in particolare, come il più grande dei
luoghi dove impera corruzione e quant'altro.
Abbiamo perso il senso della misura e abbiamo consentito che si
avvelenassero i pozzi della dignità politica, i pozzi della
moralità, i pozzi dell'impegno, i pozzi della nazione E ha un bel
dire il nostro Presidente Mattarella: se non riusciamo a
ristabilire correttezza e reciproca fiducia all'interno della
nazione, siamo una nazione e una regione destinata a soccombere. E
questa mozione di sfiducia è uno dei tanti esempi di moralismo
forzato, moralismo strumentale che lascia il tempo che trova, ma
che avvelena l'aria che respiriamo.
Ribadisco: c'è una questione morale che è rimasta sospesa.
Dobbiamo trovare gli elementi per dare certezza alla gente:
pretendere che ci siano delle regole - e le regole già ci sono - e
farle rispettare.
Presidente Ardizzone, lei si è impegnato, sotto questo punto di
vista, all'inizio della legislatura. Lo ricordava l'onorevole
Musumeci. Ha preteso e ottenuto, giustamente, che si applicasse il
Decreto Monti, ma tutto questo non è bastato alla pubblica opinione
e a coloro che ancora oggi ritengono che far versare il sangue alla
casta sia fondamentale.
Allora che la politica la finisca di essere ritenuta una casta e
si riappropri del proprio ruolo di indirizzo della società e di
luogo di dibattito democratico, per il benessere di questa terra e
dell'Italia in generale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito, cortesemente, a mantenere
gli interventi nei cinque minuti. Sono iscritti a parlare gli
onorevoli Picciolo, Fazio, Formica, Dipasquale, Figuccia, Anselmo,
Forzese e il Presidente Crocetta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Picciolo.
PICCIOLO. Signor Presidente, sarò breve, ma non potevo esimermi
dall'intervenire.
Vorrei citare Shakespeare nel discordo di Antonio: Io vengo a
seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno
sopravvive a loro e il bene spesso è sepolto con le loro ossa .
Io non vengo a difendere l'onorevole Cracolici. Vengo a
testimoniare con la mia presenza l'onestà, la trasparenza, il
rigore morale nella gestione del gruppo parlamentare che
l'onorevole Antonello Cracolici ha fatto nella scorsa legislatura.
Sono testimone oculare dei suoi atti, testimone oculare della
gestione attenta alle regole che erano all'epoca scritte. Regole
che possono essere discutibili, al punto da essere state cambiate
da questo Parlamento, con dignità e capacità. Ma le regole erano
quelle. E le regole si applicano, come le sentenze - caro Antonello
- purtroppo si devono rispettare. E noi avremo modo, nei tempi e
nei posti previsti dalla legge, di poterle ribaltare e di poter
dimostrare la totale trasparenza del tuo e - dici bene tu - del
nostro operato Perché comunque Je suis Cracolì '. Tutti siamo
Antonello Cracolici in quel gruppo parlamentare, con dignità e con
onore. Sarebbe una vergogna se io mi sottraessi a questo tipo di
ragionamento, perché tutti sapevamo e nessuno ha toccato un euro -
onorevole Cancelleri - se non una regolamentazione di spese, che
era al tempo consentita e ammessa. Tra l'altro fatta da un gruppo
parlamentare efficiente, che probabilmente è quello che ha dato i
maggiori riscontri all'autorità competente, in termini di
rendicontazione, in termini di precisione, in termini di
trasparenza.
Quindi nessuno vuol difendere un passato che non c'è più. Ma
all'epoca nessuno ha commesso atti di cui provare vergogna. Questo
lo voglio dire con grande serietà e con grande saggezza.
D'altronde, la magistratura ordinaria ha provato ciò; e sicuramente
la magistratura contabile, nel rispetto delle norme, avrà modo di
dimostrare. E se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare, senza
problemi, e pagare di tasca propria, rifondendo l'eventuale danno
prodotto. Nessuno si sottrarrà a quelle regole certe.
E' sicuro però, assessore Cracolici, che noi affidiamo alla sua
intelligenza politica, alla sua coscienza di uomo libero la scelta
sul passaggio successivo. Noi conosciamo la sua dignità, come
gruppo parlamentare, la sua autorevolezza che molto spesso è
scambiata per autoritarismo, ma è autorevolezza dovuta alla
profonda conoscenza della materia politica ed allo studio profondo
delle norme che lei ha sempre seguito da capogruppo e oggi, al
pari, da assessore e le vogliamo dare atto pubblico senza se e
senza ma. E voglio concludere anche ora con una frase che è di
Einstein i grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta
opposizione dei mediocri i quali non sanno capire l'uomo che non
accetta i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la
propria intelligenza'. Questo è lei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare di capire
che l'iniziativa da parte dei colleghi del Movimento Cinque Stelle
prende le mosse sulla base del fatto che la Corte dei Conti,
sezione giurisdizionale, ha emesso una sentenza di condanna nei
confronti del deputato Cracolici, allora capogruppo del PD,
contestando allo stesso un danno erariale.
Mi pare di capire, altrettanto, che trattasi di una sentenza di
primo grado, non passata in autorità di cosa giudicata, quindi
priva di effetti giuridici se non ovviamente per il pronunciamento
dei giudici che potrebbe essere potenzialmente poi sottoposto ad
esecuzione laddove il giudizio di appello dovesse confermare il
pronunciamento del primo grado.
Ebbene, io credo che il sistema giudiziario nostro e soprattutto
l'esperienza al riguardo dovrebbe indurci alla massima prudenza
poiché ho visto tante pronunce di secondo grado ribaltare le
decisioni che sono assunte dai giudici di prime cure e soprattutto
in funzione di diverse interpretazioni e di diverse visioni che
sicuramente i giudici di secondo grado effettuano, non fosse altro
anche per la equidistanza, non solamente di carattere logistico-
territoriale, ma nell'ambito della questione che li ha occupati e
sulla quale si sono pronunciati.
Ebbene, trovo ancora più intempestiva la censura o l'iniziativa di
mozione che ancora non ho compreso bene per il fatto che non ho la
possibilità neanche di leggere la sentenza dalla quale debbo
necessariamente individuare la motivazione; vorrei ricordare ai
colleghi quell'iter logico-giuridico che il giudice ha seguito per
pronunciare quella decisione. E vorrei capire non quello che
effettivamente mi viene anticipato dai giornali, quale è l'iter
logico-giuridico, quale è la violazione di quelle norme che il
giudice ha ritenuto, nella fattispecie concretizzarsi, ovviamente
quella decisione e quella sentenza. Io non ho nulla di ciò. Motivo
per cui, nel momento in cui non ho nulla, se quello che
effettivamente si vuole ottenere è un giudizio politico, allora,
cari colleghi, il giudizio politico è su altri aspetti che io lo
devo necessariamente attenzionare e non può che essere negativo nei
confronti di un Governo che non condivido ma nella fattispecie non
solo sarei prudente, ma lo sarei oltremodo prudente, perché
nonostante è vero non è mia intenzione sminuire le sentenze del
giudice speciale che vorrei ricordare ai colleghi, la Corte dei
Conti è un giudice speciale disciplinato dall'articolo 100 e 103
della nostra Costituzione che svolge tre funzioni e che per il
processo stesso prende le mosse del processo amministrativo, motivo
per cui molto limitante nell'ambito dell'acquisizione delle prove.
Con questo non intendo minimamente sminuirlo, anzi tutto il
contrario, perché trattasi di una materia speciale, ecco perché il
giudice speciale, ma è un organo ausiliario del Governo e per certi
versi quella terzietà che mi deve essere garantita a norma della
Costituzione, nella fattispecie non so quanto effettivamente si
concretizza, ma questi sono argomenti sicuramente che non possono
trovare spazio nell'ambito di un'Aula di un'assemblea parlamentare.
Quello che qui mi preme rimarcare è il fatto che trattasi di una
sentenza che ancora è sottoposta a modifica radicale, motivo per
cui non solo non condivido l'iniziativa ritenendola del tutto
intempestiva e aspettando eventualmente che la sentenza passi
all'autorità cosa giudicata per poi eventualmente procedere ed
effettuare qualsiasi tipo di valutazione.
Ultima cosa. Caro onorevole Cracolici, quando il fuoco è nelle
proprie mani si capisce quanto brucia, quando il fuoco è nelle mani
altrui è un po' difficile comprenderlo. E sa perché le dico questo?
Perché casualmente svolgo anch'io la qualifica di capo gruppo del
gruppo misto e vedermi chiamato dalla Corte dei Conti e soprattutto
vedermi contestato qualcosa che, appunto nella fattispecie la
norma, non era affatto chiara e mi riferisco in maniera particolare
all'Irap nei confronti ovviamente del personale e quale cantonata,
ancorché ci trovavamo dinnanzi non alla sessione giurisdizionale ma
alla sezione di controllo, badi bene, e però eravamo stati additati
come se effettivamente avessimo fatto chissà quale nefasta
attività, perché avevamo erogato somme che la norma, secondo loro,
non doveva in qualche modo essere erogata, per poi vedere una
marcia indietro a riguardo.
Questo per dirle che quando le norme sono poco chiare, e purtroppo
lo sono, allora è facile commettere degli errori sotto l'aspetto
gestionale e nella specie; mi basta semplicemente e solamente aver
preso un aspetto che mi sembra effettivamente importante. Lei non
ha messo una lira in tasta, onorevole Cracolici, ed eventualmente
ne risponde per colpa, e per quello che mi riguarda, scusi, è già
penalizzato di per sé, e per diverse motivazioni. Non fa piacere a
nessuno essere in qualche modo sui giornali e ritenuto e
considerato dalla collettività come se fosse un delinquente e un
criminale. Già è penalizzato solo per questo. Lo è penalizzato
successivamente laddove dovessero essere condannato al risarcimento
e solo perché trattasi di una colpa e non di dolo, come vorrei
ricordare a qualcuno, dove c'è una profonda differenza perché mi
pare di capire che l'azione penale sta per essere archiviata o
meglio è quello che ha chiesto il PM, e la colpa - consentitemi - è
talmente comune nell'ambito di alcune questioni, che escluderla a
priori è veramente una cosa difficile.
Ultima cosa vorrei ricordare all'onorevole Cancelleri. Io l'ho
visto quando alle contestazioni della Corte dei Conti anche lui è
rimasto molto stupito dall'atteggiamento della stessa Corte dei
Conti.
E da ultimo vorrei solo ricordare un aspetto che mi sembra
rilevante: un pubblico dipendente che è condannato non con sentenza
di prima grado, condannato per danno erariale, non perde il posto
di lavoro a meno che, ovviamente, non ne consegue come sentenza
eventualmente accessoria. Per cui non riesco a comprendere per
quale motivo dinanzi a un giudizio di primo grado, ribaltabile e
modificabile, sotto l'aspetto giuridico dovrebbe comportare
eventualmente le dimissioni. Altro aspetto è il giudizio di
carattere politico ma quello lo lascio al Presidente col quale lei
ha un rapporto fiduciario ed alla collettività che poi è quella che
alla fine la deve giudicare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo ancora diversi interventi
di parlamentari di Gruppi che già sono intervenuti. Io li cito, se
loro ritengono di intervenire ne hanno il diritto, eventualmente
rinunciano. L'onorevole Di Pasquale non è in Aula e quindi è
decaduto. Onorevole Figuccia, visto che è intervenuto il suo
Capogruppo, intende intervenire?
FIGUCCIA. Rinuncio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
DI PASQUALE. Signor Presidente, non sono decaduto, io non rinuncio
al mio intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Forzose, intende intervenire.
FORZESE. Si, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, amatissimi colleghi, la ragione per
cui non rinuncio al mio intervento e che a volte si deve trovare
anche la forza e il coraggio nel dire le cose come stanno.
Io ritengo che in questo caso la fortuna è dell'attuale momento
che vive l'Assessore Cracolici, se non fosse stato l'Assessore
Cracolici ma qualche altro Assessore, mi preme ribadirlo - così
come ha già detto qualche collega - che già sicuramente il
Presidente o qualcun altro avrebbe sicuramente chiesto le
dimissioni da assessore. Perchè dico questo?
Per una semplice ragione: aldilà del fatto che stiamo dalle 16.30
ascoltando un po' tutti gli interventi, a mio modo di vedere
interessanti, qualcuno si è anche dato da fare perché potesse
entrare nel sistema di come giudicare i giudici.
Da parte mia non sono per mille ragioni interessato ad entrare nel
merito della sentenza, qualora avessi anche letto la sentenza avrei
potuto esprimere un mio giudizio, ma dal momento in cui è stato
semplicemente dall'onorevole Cancelleri letto qualche pezzo preso
da un giornale online, non ritengo di entrare nel merito di ciò che
richiama la sentenza in merito alla condanna di primo grado
dell'amico Cracolici.
Perché dico dell'amico Cracolici? Perché non bisogna dimenticare
che, così come lo è stato nei miei confronti e non va dimenticata
la vicenda legata alla I Commissione dove mi sono semplicemente
dato da fare in quell'occasione perché potesse essere portata una
nomina del Governo in I Commissione e mi sono semplicemente - come
è giusto che sia - espresso nel votarla.
Nell'arco di pochi minuti è successa la fine del mondo, tanto è
vero che è stato aperto un precedente in questo Parlamento che non
era mai successo prima, dove ad un presidente di una commissione -
e ritengo che a giro toccherà anche a qualche altro mio collega - è
stato chiesto qualcosa, senza che nessuno potesse per un momento
difendermi, e questo aldilà di quelli che sono gli interessi della
politica. Certamente le cose stavano diversamente da come oggi
questo Parlamento tenta correttamente di difendere il collega. Ed
allora mi chiedo, se per un momento al posto mio ci fosse stato
Cracolici in qualità di Presidente, in quell'occasione, sicuramente
questo Parlamento, il Presidente Ardizzone, non avrebbe avuto il
piacere di leggere una sentenza della Cassazione, di fatto il
Parlamento regionale è autonomo, laddove sosteneva che la decadenza
di Forzese non è di nostra competenza.
Ma non è tanto questo il fatto, perché sono trascorsi appena tre
anni, ma la mia preoccupazione è che il più delle volte non si
tiene conto di ciò che uno prova in quel momento, come diceva il
collega Fazio in un modo corretto, quando il fuoco non si ha nelle
mani non si capisce di fatto quanto brucia. Io inviterei il collega
Cracolici, responsabilmente, anziché portare un Parlamento ad
esprimersi dalle ore 16:00, parlando qui, ritengo che questo
Governo non diede la possibilità di poter nominare un
rappresentante al Governo di questa regione, semplicemente perché
era indagato per le cosiddette spese pazze. Il Governo, cioè il
Presidente Crocetta, non nominò un assessore al Governo perché in
quell'occasione questo assessore indicato da un partito, era
indagato per ciò che riguardava le spese pazze per questo tipo di
argomento che noi oggi trattiamo dalle 16:30.
E allora io mi chiedo che una persona come l'assessore Cracolici,
responsabile, molto professionale, per bene, dove sicuramente ne
siamo convinti, non ho la fortuna così come il collega Picciolo di
avere attenzionato la gestione della scorsa legislatura,
attentamente a ciò che Cracolici faceva, essendo stato anche
parlamentare non avevo sicuramente la stessa identica capacità che
esprime il collega Piccolo nell'osservare attentamente quello che
faceva il collega Cracolici, ma ritengo che una volta tanto ognuno
di noi si deve sentire anche responsabile, e non sta a me dire che
io voterò, sarò contro la censura, perché come il mio partito mi
dice io mi attengo. Ma ci sono dei momenti laddove una persona
responsabile, così come lo è lei, dovrebbe quanto meno chiedersi se
è il caso o meno di portare un Parlamento a perdere un giorno
intero, parlando poi di cosa? Del nulla.
Allora, mi permetto di consigliarle, come io ho fatto nel mio
caso, mi sono semplicemente messo da parte, e ho capito in
quell'occasione che vi erano determinate forze politiche che non
volevano Forzese Presidente, oggi bisogna capire responsabilmente e
concludo, cercando di dare un messaggio forte ai cittadini, che la
responsabilità di ognuno di noi deve essere vista in un momento
laddove serve, nel dare questo momento di testimonianza.
Concludo nel dire che sono presente, mi atterrò a quei sistemi
che la politica mi induce a fare, ma sono dell'idea che il più
delle volte potevamo tranquillamente evitare questo come dire
momento di grande difficoltà, che ogni singolo parlamentare prova.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, apro
questo mio intervento ringraziando il Presidente Ardizzone, per il
suo impegno, l'abnegazione dimostrata all'inizio della legislatura,
qualora quell'impegno del Presidente non fosse stato poi
formalizzato nella condivisione anche della I Commissione, e cioè
dire nel recepimento del Decreto Monti. Forse oggi non parleremmo
neanche di questa condanna, perché vedete, la coincidenza fra la
Corte di Conti e la richiesta di archiviazione da parte del
Tribunale penale, già sta a significare che di penale non c'è
niente, che non c'è stato abuso, che non c'è stato interesse, così
come ha spiegato meglio di me Fazio, che non c'è stato nessun reato
di peculato, di abuso di ufficio.
Perché, sostanzialmente, qua si parla solo di una condanna. Allora
purtroppo, caro assessore Cracolici, lei è incappato in un momento
di transizione e cioè a dire dall'ottobre del 2012 e dal
recepimento del Decreto Monti entrano le nuove regole, mentre la
Corte dei conti giudica, con le nuove regole, un modus operandi che
andava avanti per molti lustri - andando a ritroso, forse, per più
di vent'anni.
Ripeto, già il solo fatto che c'è stata la richiesta di
archiviazione da parte del Tribunale penale e il solo fatto che,
ancora, siamo in una fase intermedia con il giudizio in secondo
grado ancora pendente, e l'altro aspetto fondamentale di questa
vicenda sapete qual è? Che, purtroppo, è assente il nostro
Presidente, perché l'avvelenamento dei pozzi sulla questione morale
e sulla questione di allarme che è stata messa in atto dall'inizio
della legislatura ad oggi, è stata portata avanti solo e grazie al
nostro Presidente. Mi dispiace che non è presente.
Perché questo Presidente che oggi, poi non lo sento parlare da
qualche giorno, sul problema del grande business del petrolio, sul
problema dell'autorità portuale di Augusta, sul problema
dell'impianto di depurazione, sul problema del business di
Confindustria Sicilia non si accenna niente.
Questo Governo non apre bocca, non va avanti e non fa nessun cenno
di sopravvivenza. Forse, lo sappiamo, il Governo tecnico messo in
atto in questa legislatura doveva dare garanzie a certi poteri
forti e doveva avvelenare i pozzi di chicchessia, e doveva
avvelenare i pozzi della dignità politica di tutti coloro che
siedono in questo Parlamento. Perché tutti eravamo appestati,
mentre una certa parte di lobby veniva garantita.
Caro Cracolici, forse con questo io voterò contro, perché mi rendo
conto che stiamo parlando del sesso degli angeli , qui dentro, si
può dire tutto ed il contrario di tutto. Ma sulla tua operatività,
sull'operatività che è stata già messa in atto dall'assessore
Cracolici, all'interno della finanziaria -dove abbiamo già detto e
messo in campo strumenti e riconoscimenti che non erano stati messi
mai nelle finanziarie precedenti - questo è il suo biglietto da
visita per andare avanti e proseguire nell'azione politica così
come sei stato, molti lo hanno già accennato, e hai fatto bene il
primo della classe nelle legislature precedenti, perché anche il
tuo partito ti ha dato quel mandato e ti ha dato questo
riconoscimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, in
quest'Aula non ci sono primi della classe, secondi della classe o
parlamentari più o meno importanti Cioè, se si dà un trend negli
interventi che tutti parlano per venti minuti, come ha fatto lei
all'inizio, poi lo porta fino alla fine. Non è possibile che poi,
quando alcuni parlamentari rimaniamo in Aula ascoltando tutti, poi
ci troviamo il Presidente che ci dice: Ora dobbiamo stringere,
quindi non intervenite. . Non me lo dica più, Presidente, perché io
le dirò di no
Io intervengo perché non posso far passare il messaggio lanciato
da Cancelleri, cioè i parlamentari neanche intervengono, non hanno
cose da dire .
Ma come? Ne abbiamo di cose da dire Ne abbiamo a non finire.
Innanzi tutto, è proprio aberrante pensare, aberrante pensare che è
sufficiente essere indagato per dimettersi. Ma questo lo può
pensare, veramente, chi non ha un minimo di esperienza politica.
Perché, chi è abituato a governare, ad amministrare, e quindi sa
che può essere oggetto tutti i giorni, tutti i momenti di indagini
e quindi essere indagato, questo proprio significa che voi svolgete
un ruolo qui in Parlamento sconnesso dal resto del mondo. Quello
che dite lo dite in forza di uomini, ragazzi, giovani, bravi,
volenterosi ma che giudicate una classe dirigente che si è
impegnata, che è stata con le mani là ad amministrare, che ha
toccato risorse, che ha fatto opere, che ha lavorato e che non ha
fatto mai vergognare, tranne qualche esempio, i propri
amministrati, sia dal punto di vista regionale che nelle varie
realtà provinciali. Oggi sostenere da qui che è sufficiente un
rinvio a giudizio, un'indagine o una condanna in primo grado è
aberrante. E lo dico non perché oggi ci si deve calare in questa
posizione, io lo sono stato sempre, questo appartiene alla mia
cultura e sono contento e felice che questo Partito Democratico
dove oggi io ho la possibilità di fare politica - mi ci sono
candidato con questo partito democratico, onorevole Musumeci, con
questo schieramento di centro-sinistra - io sono legittimato.
Sono felice, questo è un partito democratico diverso e tutti, così
come ha detto qualcuno in quest'Aula, ne dobbiamo prendere atto. È
un Partito Democratico che è cambiato - perché è vero, onorevole
Cracolici, è vero Presidente Crocetta - ci sono stati momenti in
cui quella che è stata la tradizione di una sinistra giustizialista
è stata forte all'interno di quello che era il Partito Comunista, i
DS e parte del Partito Democratico.
Oggi è una cosa diversa e io sono felicissimo, però attenzione, io
non entro neanche nel merito perché per me è assurdo dover
discutere di una mozione relativa a una condanna in primo grado.
Abbiamo tutti gli stessi diritti e possiamo esprimerci solamente
davanti a condanne definitive o, altrimenti, è sciacallaggio.
Io sono d'accordo con voi non c'è una magistratura di primo
livello e di secondo livello, più o meno importante, è tanto
importante la magistratura ordinaria che quella contabile a cui va
il mio e il nostro più grande riconoscimento per il lavoro che fa,
però, mi permetto di dire attenzione, così come è importante
utilizzare le risorse dei gruppi, è importante utilizzare le
risorse dei comuni. E quando il Movimento Cinque Stelle ci richiama
alla moralità, all'utilizzo con parsimonia, con attenzione delle
risorse, è vergogna quando venti milioni di euro vengono utilizzati
per spese correnti, invece, di investimenti, come ha fatto il
vostro sindaco che è un esempio del Movimento Cinque Stelle a
livello nazionale. È vergogna È vergogna perché è immorale, perché
hai tolto risorse per l'investimento alla crescita della tua città
e della tua comunità, per utilizzarle per spese correnti. È
immorale e anche in violazione contabile.
Attenzione, su questo non tarderà la magistratura a farsi sentire,
per cui io ho piena fiducia e non credo al castello che abbiamo una
magistratura contro noi come Partito Democratico. Abbiamo una
magistratura attenta e davanti a quelle che sono le violazioni
contabili io sono convinto che di questo e dovrete dare conto e
ragione in quest'Aula.
Attenzione, dovete venire direttamente con le dimissioni del
sindaco. Sì, se siete coerenti, nel caso io dovessi avere ragione,
voi, se avete un minimo di coerenza e di dignità politica vi dovete
presentare in quest'Aula con le dimissioni del sindaco, perché
amministrare, cari amici, è un discorso, poi fare opposizione senza
responsabilità - Presidente, lei lo sa bene - è cosa diversa. E chi
lo dice è un politico che, ad oggi, dopo vent'anni di
amministrazione, non ha mai ricevuto, non è stato mai rinviato a
giudizio, condannato e - mi permetto di dire - l'utilizzo delle
risorse dei Gruppi è completo.
Scusate, e chiedo scusa anche al mio capogruppo per essere
intervenuto. Le risorse del Gruppo e l'utilizzo del Gruppo,
purtroppo, sono mal regolate. Ve lo dice chi per sei-sette mesi è
stato Capogruppo di territorio e per la mia cultura - che è una
cultura popolare - Don Sturzo sosteneva che quando andavamo ad
amministrare e quando i giovani, gli amministratori governavano
dovevano governare con la parsimonia del padre di famiglia . Io
l'ho fatto da sindaco e quando sono diventato capogruppo le stesse
risorse per il consulente, per costituire il sindaco e per i
giornali le ho spese io, non ho speso una Lira del Gruppo. Perché
ritengo per la mia cultura, per la mia formazione, che meno
utilizziamo risorse pubbliche meglio è.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo al
termine di un pomeriggio abbastanza intenso. Un pomeriggio dove,
però, siamo stati per l'ennesima volta coinvolti in una strategia
che non so più neanche io come definire. Quella di un Movimento
Cinque Stelle che tende a paralizzare i lavori di quest'Aula
presentando continue mozioni contro questo Governo e contro gli
assessori di questo Governo.
(Proteste dai Deputati del Movimento Cinque Stelle)
Evidentemente hanno una sindrome da mozione' che ci vede oggi qui
come se fossimo in un'Aula di tribunale. Ma io le aule di tribunali
le conosco nelle sedi opportune non certamente in quest'Aula. Ho
sentito richiamare dei princìpi costituzionali. Ne richiamo uno che
non ho sentito citato ma che forse è abbastanza coerente con
l'argomento di oggi ed è il secondo comma dell'articolo 27 della
Costituzione: L'imputato non è considerato colpevole sino alla
condanna definitiva .
Non commento oltre, lascio a chi ha richiamato i princìpi
costituzionali, ogni commento di aver dimenticato questo importante
principio costituzionale.
Io ho sentito degli interventi, mi riferisco all'intervento
dell'onorevole Musumeci, che come sempre apprezzo - pur se noi
spesso siamo su posizioni totalmente opposte. Gli ho sentito
parlare, però, di un'arte nobile e antica: la politica.
Onorevole Musumeci, lei parla di un'arte nobile e antica, il
Movimento Cinque Stelle parla di politica con la P maiuscola , io
credo che ci sia una sottile differenza. Questa è una legislatura
che si è dotata di regole. E questo, come giustamente diceva lei,
non lo ricorda nessuno. Quindi, io non mi sento di attaccare questa
classe politica e questa legislatura.
Quello che oggi si sta facendo è un attacco vile ed ignobile nei
confronti di un assessore di questo Governo, nei confronti di un
deputato del mio Gruppo parlamentare, un Gruppo parlamentare che ho
l'onore di presiedere ed è un Gruppo parlamentare che ho ereditato
dall'onorevole Cracolici e prima dall'onorevole Gucciardi.
Io l'onorevole Cracolici l'ho conosciuto personalmente in questa
legislatura, da palermitana non potevo non sapere chi fosse
Antonello Cracolici, lo conoscevo come una persona, forse un po'
burbera, dal carattere un po' forte ma sicuramente mai nessuno, a
mia memoria, ha messo in dubbio la dignità e l'onorabilità
dell'onorevole Antonello Cracolici.
L'ho conosciuto personalmente in questa legislatura, l'ho
apprezzato personalmente e politicamente.
L'ho avuto come Capogruppo e come ha mantenuto rigore nella
gestione del Gruppo in questa legislatura non posso credere che
nella passata legislatura - a meno che non soffra della sindrome di
Dottor Jekyll e Mister Hyde - potesse avere avuto una condotta
diversa, una condotta che rispecchia la persona Antonello Cracolici
e, quindi, persona integerrima, persona rispettosa delle regole e
dei princìpi costituzionali di cui lui è sempre stato assertore.
Lo abbiamo sentito in parecchi suoi discorsi in Aula ma basta
leggere anche i resoconti stenografici delle passate legislature,
una persona che ha fatto dei princìpi costituzionali e del rispetto
delle regole la sua strada maestra e la sua bussola in quella che è
la strada della politica.
Mi sento assolutamente di rispedire al mittente una mozione priva
del tutto di fondamento e, soprattutto, non permetto a nessuno di
appropriarsi di tradizioni che non gli appartengono.
Dico al Movimento Cinque Stelle che Berlinguer è una tradizione
che appartiene al Partito Democratico e il Partito Democratico non
intende cederla sicuramente a voi.
State tranquilli che i nostri leader non avrebbero mai apprezzato
il vostro comportamento demagogico e populista che oggi vi vede non
fare altro che disprezzare tutto quanto viene fatto in questa
Regione i cui risultati sono, comunque, visibili e sotto gli occhi
di tutti.
E' evidente, e invito tutti, a rispedire al mittente, al Movimento
Cinque Stelle, una mozione assolutamente priva di fondamento e del
tutto demagogica.
PRESIDENTE. Do la parola al Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, nel dibattito di questa sera sono stati richiamati
diversi concetti, il rispetto della Costituzione, la questione
morale, il garantismo, il giustizialismo.
Credo che, prima di ogni cosa, quando parliamo di Costituzione e
di garanzie democratiche, dovremmo ricordarci di un motto che è
quello che la libertà esiste solo sotto l'egemonia della legge.
La legge e i meccanismi della legge rappresentano la volontà del
popolo italiano che è rappresentata dal legislatore perché il
popolo esercita la sovranità attraverso i suoi eletti e ha
stabilito esattamente quali sono le regole affinché un
amministratore pubblico possa essere considerato degno o indegno
della vita politica.
Lo ha stabilito per tutti.
Non ha stabilito che a un funzionario fosse applicata una cosa
diversa rispetto a quanto possa essere applicato a un deputato o a
un rappresentante non del Governo o dell'Amministrazione ma del
Governo Crocetta debba avere un certo trattamento.
Voglio riferire anche alcuni accenni che hanno tentato di
politicizzare il ragionamento, riconducendo la mia posizione ad
espressioni giustizialiste che non mi sono mai appartenute.
Ditemi quali fatti ho denunciato che riguardassero persone di
questo Parlamento che non fossero atti deprecati dallo stesso
Parlamento.
Quali sono? Giusto per essere chiari
Qualcuno di voi può dirmi questo? Parlare del Parlamento in
generale, siccome siete novanta deputati, parliamo dei casi
singoli. Dei casi singoli se ne può parlare. Reputo lecita avere
posto una questione che riguarda un assessore del mio Governo,
lecita significa che è ammissibile dal punto di vista della legge.
Politicamente, invece, la reputo molto scorretta, a questo ci
arrivo.
Cosa ha previsto il Legislatore? Il Legislatore ha previsto che
non si può esercitare la vita pubblica nel nostro Paese se si viene
condannati per condanne penali e non per tutte le condanne penali.
Si viene condannati per alcuni reati precisi.
Quindi, il Legislatore ha circoscritto qual è la classe di
trasgressioni che sono reati e avere una condanna della Corte dei
Conti non corrisponde necessariamente ad avere un reato perché
questo lo stabilisce nel nostro Paese la magistratura, non
certamente il Movimento Cinque Stelle che non si può arrogare il
diritto.
Si è parlato di giustizialismo della sinistra, del Partito
Democratico. Ditemi quando il Partito Democratico ha presentato una
mozione di sfiducia nei confronti di assessori dei governi
precedenti che avessero subìto condanne delle Corte dei conti? Me
ne volete citare un caso?
Citatemelo. L'onorevole Cracolici non è il primo parlamentare che
viene condannato, il primo uomo pubblico che viene condannato dalla
Corte dei conti. Ci sono casi del genere?
Certo, se poi vogliamo cominciare a vedere tutti i gatti bigi',
allora, probabilmente, bisogna chiedersi se non si è ciechi, se non
si sa valutare la portata delle cose che stanno in campo.
Al presidente Musumeci che mi chiede di valutare il comportamento
di un deputato che ha avuto una condanna della Corte dei conti,
dopo che è stato nominato assessore, io gli faccio la stessa
domanda: se un rappresentante del suo gruppo politico fosse stato
condannato dalla Corte dei conti, lei che avrebbe fatto, lo avrebbe
sbattuto fuori? Io no.
Dal momento che io non lo farei, lei non lo farebbe, sicuramente
la sua domanda è inopportuna, perché sa che non c'entra nulla con
la questione che noi abbiamo, che non riguarda certamente il caso
dell'assessore Cracolici
MUSUMECI. Dipende dalla sensibilità del deputato
Lei è subdolo Sta dando il benservito a Cracolici.
CROCETTA, presidente della Regione. Lei continua a offendere,
onorevole Musumeci, e si sente pure diffamato dalle mie
dichiarazioni non diffamanti. Mentre mi diffama continuamente.
L'ho posta di fronte al paradosso che lei ha sollevato.
MUSUMECI. Lei vedrà che la trascinerò davanti al tribunale Si
vergogni
CROCETTA, presidente della Regione. Non mi vergogno per niente.
Lei non vuole essere criticato perché lei sta in un limbo di non
criticabilità.
La stessa domanda può essere posta a chiunque e io non debbo
rispondere a questa domanda.
MUSUMECI. Io mi sono affidato alla sensibilità del Presidente
della Regione E lei è subdolo
CROCETTA, presidente della Regione. Non sono subdolo perché non ho
fatto neppure i nomi. Tanto ho rispetto persino di lei che mi
attacca e mi offende continuamente. Mi faccia parlare onorevole
Musumeci.
MUSUMECI. Io non ho immunità parlamentare da rivendicare, lei lo
sa Ma quella è un'altra storia
CROCETTA, presidente della Regione. Se lei ha un odio, io non ci
posso fare nulla. Io sto ponendo un paradosso logico, che
appartiene persino agli elementi più elementari - mi si scusi la
cacofonia - della filosofia scolastica: la stessa domanda che lei
fa a me, io la faccio a lei. E lei non si può sentire offeso,
perché a questo punto vuol dire che è lei che ha offeso me Per una
questione sillogistica se io faccio a lei le stessa domanda che lei
fa a me e lei si sente offeso, significa che lei mi ha offeso. E
non può essere così Né io ho offeso lei, né lei ha offeso me
MUSUMECI. Io assessori non ne ho
CROCETTA, presidente della Regione. Ma io sto parlando di un
principio.
MUSUMECI. Caro onorevole Cracolici, il Presidente della Regione le
sta preparando la fossa
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Lei pensi alla sua fossa, che alla mia ci penso
io Ognuno pensi alla sua fossa.
MUSUMECI. Io la mia l'ho già riempita, state tranquilli
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. E preoccupatene Ognuno deve pensare alla
propria fossa.
MUSUMECI. Caro assessore Cracolici, non faccia il ruffiano
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Lei è un dispensatore di giudizi morali? Non ne
ha l'autorevolezza
PRESIDENTE. Non faccia il ruffiano
PRESIDENTE. Scusate, fino a questo momento il dibattito ha
mantenuto un profilo politico. Spero continui ad avere questo
profilo. Evitiamo di scendere nel personale.
CROCETTA, presidente della Regione. Non vedo quale sia il problema
nel fare la stessa domanda a chi mi ha fatto la domanda. Se poi uno
si ritiene offeso Ora andiamo a noi.
L'onorevole Cracolici non è stato condannato per atti che
riguardano l'amministrazione durante la sua funzione di assessore.
Ha avuto una condanna, assieme ad altri parlamentari di altri
gruppi, per effetto di una sentenza della Corte dei Conti che,
innovando rispetto a logiche del passato, ha deciso che alcune
spese che per decenni erano state considerate ammissibili,
improvvisamente non debbono essere più considerate ammissibili.
Questo merita una mozione di sfiducia? Oppure merita la
considerazione che c'è un Presidente della Regione che si dovrebbe
improvvisamente chiedere cosa ci sta a fare uno che ha sprecato i
soldi così nella vita pubblica?
Non mi pare che le cose stiano così Perché se il Legislatore in
Italia - lo ripeto - ha previsto le stesse sanzioni per tutti i
cittadini, allo stesso modo, per cui una condanna della Corte dei
Conti non determina una incompatibilità a occupare un incarico
amministrativo, non determina una incompatibilità ad essere
parlamentare e non determina alcuna incompatibilità anche ad essere
assessore.
Quindi, non è che la morale ce la possiamo fare elastica Perché
questa legge, che attualmente vige, è una legge che ha avuto
proprio il grande contributo del Movimento Cinque Stelle. Invece,
in Sicilia diventa improvvisamente giustizialista.
Con la stessa logica Renzi ricordava che non chiederemo le
dimissioni dell'assessore di Livorno del Movimento Cinque Stelle.
Non chiederà le dimissioni, come fa l'onorevole Dipasquale, del
sindaco di Ragusa.
CAPPELLO. Ma non è indagato il sindaco di Ragusa
CROCETTA. Ma non sto dicendo che è indagato, ma non lo chiederei
neppure se fosse indagato dalla Corte dei Conti. Perché fate
confusione, cari ragazzi Fate una piccola confusione, fate
diventare tutto reato E pensate che le vostre discussioni siano
quelle che poi debbano regolare la vita pubblica. La vita pubblica
e le incompatibilità pubbliche sono legate a questa elementare...
Io mi sento garantista e dico che se ci fosse una incompatibilità
di legge, allora...
(proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
Per voi la Sgarlata era vostra amica, tutto qua è il problema, e
riconducete le questioni politiche a questi elementari rapporti,
giusto per essere chiari. Però, onorevole Foti, mi faccia parlare.
Cocsì come io ho ascoltato i suoi interventi, lei abbia la bontà di
ascoltarmi. Posso avere l'onore del suo silenzio?
Stavo rispondendo sia sull'assessore Marino che sulla Sgarlata.
L'assessore Sgarlata era accusata dal Dipartimento beni culturali,
non da un astratto organismo, di avere costruito la piscina facendo
alcune opere stabili che erano quelle a supporto della piscina
dentro la fascia di 150 metri. Bene, io considero politicamente che
un mio assessore, mentre è in carica, non può ottenere la licenza
in 15 giorni e non debba costruirsi una piscina. Ma non una piscina
nei 150 metri perché non appartiene alla sobrietà dei comportamenti
che chiedo al mio assessore. Quindi, è una questione politica.
Con l'assessore Marino c'era una questione di divergenze
politiche. Siccome l'insinuazione e la calunnia, richiamava alcune
dichiarazioni sottili dell'onorevole Falcone, io voglio ricordare
che nelle inchieste che stanno venendo fuori in Sicilia, il nome di
Rosario Crocetta non c'è mai. Non ci sono le telefonate tra me e
alcuni esponenti di Confindustria. Per esempio, ci sono quelle con
la Guidi che venne fatta ministro in accordo del Nazareno suggerita
da Berlusconi, non ci sono le mie. Non ci sono interessi tra me e
Confindustria per cui io sarei l'unico politico italiano che abbia
avuto rapporti con Confindustria. Io ho avuto rapporti lineari con
Confindustria, onorevole Falcone, non ho fatto gli interessi, per
cui il tema del giustizialismo sicuramente non appartiene a me, ma
a chi, in modo sistematico e subdolo diffama.
Come, per esempio, la vicenda delle auto blu laddove c'era un
Governo precedente che spendeva un milione e 300 mila euro per
l'affitto in quattro anni di auto blu, mentre noi le compriamo con
225 mila euro per nove anni. E lì sarebbe il crimine.
Per quanto mi riguarda, l'atteggiamento giustizialista è contro
questo Governo che ha deciso di fare pulizia. Io non voglio entrare
nel merito della valutazione morale o dei fatti morali che
riguardano i comportamenti dell'onorevole Cracolici che sono sotto
gli occhi di tutti e che tutti i parlamentari hanno riconosciuto.
Però, questo tipo di comportamento io lo avrei nei confronti di
qualsiasi altro parlamentare, anche avversario politico, perché non
si può chiedere e mettere sotto processo per modalità non previste
dalle leggi del nostro Paese perché quello non è il giustizialismo,
è barbarie di cui alcuni si vogliono rendere complici e questa
barbarie è inaccettabile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la mozione si vota per alzata e
seduta.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, questa è una mozione normale, non è
una mozione di sfiducia al Presidente della Regione e quindi la
mozione può prevedere il voto segreto, come prima abbiamo votato
per appello nominale.
PRESIDENTE. Dovete fare la richiesta. Però, onorevoli colleghi,
gradirei un minimo di attenzione. Abbiamo discusso per ore ed ore;
il Movimento Cinque Stelle, esercitando un diritto che gli è
concesso dal Regolamento, conoscendo le tecniche parlamentari ha
presentato una mozione di censura. Va dato atto all'assessore
Cracolici che non si è sottratto al dibattito; si poteva equivocare
se era ammissibile, se non era ammissibile, è stato l'assessore
Cracolici stesso a sollecitare che venisse trattata il prima
possibile.
L'onorevole Ciaccio nel suo intervento ha precisato che non si
tratta di una questione personale, ma di una questione politica.
Ora, io rimetto alla vostra valutazione poiché i Gruppi si sono
espressi. Voi mi fate una richiesta di voto segreto ma, siccome la
questione è politica e ogni Gruppo ha la possibilità palesemente -
perché questo è giusto che lo sappiamo all'esterno - di dire qual è
la posizione di tutti i Gruppi è inutile trincerarsi in questo
momento, non essendo una questione personale, dietro il voto
segreto; per cui, io vi invito a ritirare la richiesta di voto
segreto. Il voto palese ha un senso perché ognuno si assume la
responsabilità di come vota.
SIRAGUSA. Va bene, votazione per scrutinio nominale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 559
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 559.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti . . . . . . . . . . . 70
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . 36
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . 13
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . 50
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . 7
(Non è approvata)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, non andiamo via che
dobbiamo incardinare il disegno di legge. Invito la II Commissione
Bilancio a prendere posto, intanto nelle more che la II
Commissione Bilancio prenda posto c'è una richiesta da parte
dell'onorevole Turano. Prego.
Onorevole Cracolici deve baciare tutti quelli che hanno votato
evitiamo queste effusioni, capisco, sta continuando il dibattito.
Onorevoli colleghi. Assessore Cracolici magari se lei si sposta
fuori prenderà i baci fuori e continuiamo il nostro dibattito.
Prego onorevole Turano.
TURANO. Signor Presidente,vi è all'ordine del giorno una mozione
molto importante primo firmatario l'onorevole Cordaro per la
solidarietà al popolo armeno.
Poiché il 23 di aprile, cioè fra tre giorni, vi sono le
celebrazioni per il Centenario dello sterminio del popolo armeno,
io vorrei che la Sicilia si scrivesse nell'elenco di quelle
regioni, assieme all'Italia, che già hanno approvato una mozione di
questo tipo, approvando un documento di sostegno e vorrei che
questa sera fosse trattata la mozione.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, con la sua autorizzazione, se diamo
per letta la mozione e diamo questa comunicazione all'Ambasciatore
Armeno che attende da tempo l'approvazione.
CORDARO. Sono d'accordo.
iniziative conseguenti'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione della mozione n. 514 Solidarietà al popolo armeno ed
iniziative conseguenti
PRESIDENTE. Si passa al VII punto dell'ordine del giorno:
discussione della mozione n. 514 Solidarietà al popolo armeno ed
iniziative conseguenti , a firma degli onorevole Cordaro, D'Asero,
Papale, Grasso.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
lo sterminio di oltre due terzi della popolazione armena stanziata
sul territorio turco, avvenuto all'inizio del XX secolo, è stato
riconosciuto come 'genocidio' da varie istituzioni nazionali ed
internazionali, tra cui la Sottocommissione per i diritti umani
dell'ONU, il Parlamento europeo e il Parlamento nazionale;
il Tribunale permanente dei popoli ha riconosciuto, fra l'altro,
che 'lo sterminio delle popolazioni armene con la deportazione e il
massacro costituisce un crimine imprescrittibile di genocidio ai
sensi della Convenzione del 9/12/1948 per la prevenzione e
repressione del crimine di genocidio';
recentemente anche lo Stato Pontificio, attraverso le
dichiarazioni del Sommo Pontefice Papa Francesco, ha lanciato un
monito per non dimenticare tale triste evento, etichettandolo
fermamente con il termine genocidio e provocando un acceso
dibattito internazionale;
TENUTO CONTO che lo stesso Parlamento europeo, il 15 novembre 2000
e il 15 aprile 2015, ha approvato a larga maggioranza una
risoluzione sulla relazione periodica 1999 della Commissione
europea sui progressi della Turchia verso l'adesione, e che tale
risoluzione affronta questioni che riguardano il popolo armeno in
paragrafi significativi, invitando al riconoscimento del genocidio
ai danni della minoranza armena commesso anteriormente alla nascita
della moderna Repubblica Turca;
CONSIDERATO che:
il genocidio è il più feroce e disumano tra i crimini, in quanto
tende all'eliminazione di tutto un popolo, della sua cultura, della
sua storia;
il Governo turco non ha ancora proceduto al riconoscimento di
questa grave responsabilità storica, attestata e dimostrata da
precisi documenti e testimonianze;
CONSIDERATA la necessità che l'opinione pubblica mondiale
intervenga a favore del popolo armeno per il riconoscimento di
questa realtà storica e approfondisca il dramma del popolo armeno
affinché tali tragedie della storia siano di monito soprattutto
alle giovani generazioni,
ESPRIME
la propria solidarietà al popolo armeno nella sua lotta per il
riconoscimento della verità storica e per la difesa dei suoi
diritti inviolabili,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a promuovere, d'intesa con il Governo nazionale, iniziative per
ricordare il genocidio degli armeni e a diffondere i fatti storici
ad esso relativi, allo scopo di promuovere la cultura della
democrazia, della pace e dell'autodeterminazione dei popoli;
a trasmettere la presente mozione all' Unione degli Armeni
d'Italia, affinché l'inoltri alla Direzione del Memoriale del
genocidio della capitale armena Yerevan ed il nominativo della
Regione sia inserito nella lista dei 'Giusti' per la Memoria del
Metz Yeghern (il Grande Male), insieme a tutti gli altri che hanno
adottato simili risoluzioni». (514)
Poiché nessuno chiede di intervenire, pongo in votazione la
mozione 514 Solidarietà al popolo armeno ed iniziative
conseguenti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
mia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie'.
(nn. 1133-1155/A Stralcio I - Disposizioni sralciate I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
(E' approvata)
Discussione del disegno di legge «Disposizioni per favorire
l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie» (nn.
1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Disposizioni
per favorire l'economia. Norme in materia di personale.
Disposizioni varie» (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni
stralciate/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, in ordine al disegno di legge stralcio
comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno e di
analoghe e precedenti decisioni assunte dalla Presidenza, questa
Presidenza ha deliberato di stralciare dal disegno di legge 1133-
1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A l'articolo 22
Modifiche alla legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, recante Norme
in materia di incarichi legali attribuiti da enti e società
regionali, in quanto esso contiene disposizioni già previste nella
legislazione nazionale ovvero in contrasto con i principi
dell'ordinamento nazionale e comunitario, nonché interviene in
materia di competenza statale.
Per il resto, devo dare atto al lavoro egregio svolto dalla II
Commissione perché sono state inserite tutte una serie di norme
che, per quello che riguarda la qualità della legislazione, si può
essere d'accordo o meno sul merito, però credo che abbiamo
imboccato la strada giusta.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, credo che sia opportuno leggere la relazione, anche
perché in questi giorni sui giornali sono uscite tante notizie che,
purtroppo, non sono rispondenti al vero e, quindi, abbiamo la
necessità di fare chiarezza, in maniera tale che si sappia quello
che la Commissione ha deciso di fare.
Intanto, sento il dovere di ringraziare i colleghi e tutti i
dipendenti della Commissione e comunque dell'Ufficio legislativo
dell'ARS che ci hanno supportato in questi giorni con impegno e
passione.
Il disegno di legge che stiamo portando all'attenzione dell'Aula,
come lei giustamente ricordava, prevede una serie di disposizioni
di contenuto eterogeneo che sono confluite nel presente testo in
quanto erano state stralciate dalla Presidenza dell'Assemblea nel
corso dell'esame in Aula del disegno di legge nn. 1133-1155/A
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
stabilità regionale. .
Sulla base delle indicazioni della Presidenza dell'Assemblea, il
disegno di legge recante Disposizioni per favorire l'economia.
Norme in materia di personale. Disposizioni varie , assegnato in
sede referente alla II Commissione, è stato trattato nel corso di
un'approfondita istruttoria, tenendo adeguatamente conto dei pareri
che sono stati richiesti e sono stati espressi dalle rimanenti
componenti delle commissioni di merito.
Durante i lavori della Commissione sono state, altresì,
introdotte, come lei Presidente ricordava, disposizioni ulteriori
rispetto ai contenuti originari del disegno di legge stralcio , al
fine di dare risposta ad esigenze già manifestate nel contesto
della manovra finanziaria.
Si segnala, poi, che il disegno di legge, che rappresenta un primo
stralcio, per essere chiari, delle disposizioni in corso di esame
da parte della Commissione, contiene sia norme di natura
ordinamentale che disposizioni di spesa, per le quali è stata
individuata apposita copertura finanziaria.
Passando alla disamina dei principali contenuti del disegno di
legge, con l'articolo 1 si stabilisce che, in conseguenza
dell'applicazione della disciplina concernente il prepensionamento
del personale degli enti sottoposti a vigilanza della Regione, gli
enti medesimi possono ridefinire i propri organici. Questo è il
testo che era arrivato da parte della Presidenza. Nel corso dei
lavori della Commissione sono stati introdotti i commi 2 e 3,
relativi all'applicazione ai dipendenti delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura della Sicilia delle
disposizioni di cui agli articoli 51 e 52 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9, in materia di prepensionamenti, con conseguente
rideterminazione delle relative dotazioni organiche. Questi due
commi sono stati sottoposti alle competenti Commissioni di merito,
che hanno dato parere favorevole.
L'articolo 2 prevede la soppressione del Consiglio regionale
dell'urbanistica, previsto dalla legge regionale n. 71/1978, e
trasferisce le relative funzioni al dipartimento regionale
urbanistica.
Più complesso ma sicuramente significativo è l'articolo 3.
L'articolo 3, relativo ai lavori in economia nel settore
forestale, prevede che siano realizzati in economia e in
amministrazione diretta i lavori eseguiti dai consorzi di bonifica
per assicurare la campagna irrigua e la manutenzione delle reti
irrigue e dei canali, nei comprensori di propria competenza,
tramite operai dei consorzi stessi, operai forestali e dell'Ente di
sviluppo agricolo, estendendo il portato della disposizione già
prevista dalla legge regionale n. 24 del 2012.
Cosa comporta questo articolo? Questo articolo, onorevoli
colleghi, comporta il fatto che le disposizioni finanziarie
previste per i consorzi di bonifica da 36 milioni di euro passano a
42 milioni di euro, perché da parte dell'Assessorato del territorio
ed ambiente è stato messo a disposizione, proprio per i consorzi di
bonifica, una somma importante, che per quanto riguarda il 2016 è
di 6 milioni di euro. Ciò, però, come tutti i componenti della
Commissione hanno voluto assicurare, non comporterà che i consorzi
potranno aumentare le giornate lavorative agli operai a tempo
determinato, ma comporterà che per quanto riguarda le somme
destinate ai consorzi di bonifica avremmo ulteriori 6 milioni di
euro su quelli che erano stati stanziati.
L'articolo 4 era anche un articolo particolarmente importante,
perchè riguarda la possibilità di comandare presso altre strutture
pubbliche il personale assunto in qualità di testimoni di
giustizia, e ciò per garantire la loro sicurezza. Era un problema
di sicurezza che più volte era stato posto e che, finalmente, è
stato affrontato, risolto favorevolmente dalla Commissione nella
speranza che questo Parlamento lo vorrà approvare.
L'articolo 5, invece, dà la possibilità alla Regione di attingere
ad un finanziamento della Comunità europea, a condizione che vi sia
una copertura del relativo onore, che è stato quantificato per
quanto riguarda il 2016 in 900 milioni di euro.
L'articolo 6 autorizza il Dipartimento regionale delle Attività
produttive a stipulare convenzioni per l'accesso online al registro
delle imprese.
L'articolo 7, che è stato particolarmente discusso, approfondito e
oggetto di un importante confronto all'interno della Commissione,
prevede la soppressione del Fondo siciliano per l'assistenza e il
collocamento dei lavoratori disoccupati , da un lato, del Centro
regionale per la progettazione, il restauro e per le scienze
naturali ed applicate ai beni culturali e del Centro regionale
per l'inventario, la catalogazione e la documentazione grafica,
fotografica , dall'altro, stabilendo che le relative competenze
siano esercitate, rispettivamente, dal Dipartimento regionale del
Lavoro e dal Dipartimento regionale dei Beni culturali.
L'articolo 8, finalmente mediante l'introduzione di due commi
aggiuntivi (14 ter e 14 quater) dopo il comma 14 bis dell'articolo
15 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, reca disposizioni in
materia di prestiti in favore del personale regionale in quiescenza
(in misura non superiore al 90 per cento delle somme spettanti a
titolo di indennità di buonuscita o del trattamento di fine
rapporto) e in servizio per quale motivo, per favorire per le spese
per studi universitari e post universitari per i figli dei
dipendenti.
L'articolo 9, su cui si è concentrato in modo particolare
l'attenzione dell'onorevole Di Giacinto e dell'onorevole Panepinto,
insieme a tutti gli altri colleghi sia chiaro, e che è stato quello
che ha avuto più emendamenti, riguarda le iniziative volte alla
promozione di start-up, di restart, di incubatori ed acceleratori
dello sviluppo locale.
E' un articolo che si è arricchito, dicevo, del contributo di
tutti i colleghi sia di maggioranza che di opposizione. Continua
con le disposizioni per lo sviluppo delle imprese, che non era
riuscito a trovare collocazione nel contesto della manovra
finanziaria per il 2016 e prevede che l'Assessorato regionale delle
Attività produttive, per il tramite di una società regionale in
house, conceda contributi ed agevolazioni finanziarie mediante
bandi a sportello.
Si segnala che, nel corso dei lavori della Commissione, si è
proceduto da un lato a meglio specificare le attività di
finanziare, anche con la promozione di incubatori ed acceleratori
dello sviluppo locale, e dall'altro a superare il riferimento alla
Società Sviluppo Italia-Sicilia , che era stata inserita
nell'emendamento precedentemente approvato, che nel frattempo,
però, il Governo regionale aveva posto in liquidazione quale
soggetto intermediario per la realizzazione degli interventi in
programma.
L'articolo 10 introduce il cambiamento di denominazione della
Lega italiana per la lotta contro le empatie e i tumori
dell'infanzia della Regione siciliana .
L'articolo 11, invece, è stato un articolo più volte riscritto,
più volte commentato, più volte affrontato e che, credo, però in
Aula sarà ulteriormente emendato e sarà ulteriormente migliorato.
Riguarda, in pratica, le disposizioni in materia di integrazione
scolastica dei ragazzi e delle ragazze
con handicap gravi, prevedendo che i servizi, di cui all'articolo
22 della legge regionale 5 novembre 2004 n. 15, siano assicurati
per un altro breve periodo dai comuni e dalle ex province, soltanto
in via sussidiaria ed eventuale rispetto ai medesimi servizi
garantiti dalle istituzioni scolastiche.
Un tema, dicevo, importante anche perché c'è un diverso
trattamento fra quello che succede in Sicilia, e quello che succede
nel resto d'Italia. Nel resto d'Italia queste funzioni sono svolte
dai collaboratori scolastici, qui invece sono svolte da personale
pagato dai Comuni e dalle Province. Per cui, abbiamo insistito
affinché l'Ufficio scolastico regionale potesse dare la possibilità
al suo personale di fare corsi di aggiornamento in maniera tale da
acquisire le competenze e le capacità giuste per poter assistere i
ragazzi e le ragazze diversamente abili.
L'articolo 12 prevede la possibilità di comando del personale del
Dipartimento regionale.
Gli articoli 13 e 14 sono stati quelli più dibattuti, quelli che ci
hanno portato ad impiegare più tempo, perché hanno affrontato il
tema che stava a tutti a cuore, a tutta la Commissione Bilancio
ma lo sarà ancora di più a tutta l'Assemblea regionale, che
riguarda i cosiddetti lavoratori sportellisti, cioè coloro i quali
hanno, fino a qualche mese fa, lavorato e che oggi sono in uno
stato drammatico di mancanza di assistenza.
Devo dare atto a tutti i colleghi, in particolare all'onorevole
Formica, di essersi impegnato per il raggiungimento di questo
obiettivo importante.
Gli articolo 13 e 14, introdotti a seguito di apposita riscrittura
da parte della competente Commissione di merito, introducono un
generale intervento normativo in materia di riforma dei servizi e
delle politiche attive del lavoro.
In particolare, l'articolo 13 preveder il recepimento della
normativa di cui alla Legge 183/2014, cioè i famosi jobs act non
usando questo barbarismo, nonché l'introduzione di strumenti per
l'attuazione delle previsioni di cui ai relativi decreti attuativi
149 e 150 del 2015.
Di conseguenza l'articolo 14, così come è stato fatto tanti anni
fa, al fine di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni in
materia di servizi e politiche attive del lavoro, per assicurare il
potenziamento della funzionalità dei centri per l'impiego previsto
quale condizionalità ex ante PO FSE 2014-2020, nonché il
potenziamento dei servizi formativi, prevede - che era quello che
volevano i lavoratori - che l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro si avvalga degli organismi in
house providing della Regione, degli enti aggregati come Agenzia
del lavoro ai sensi della normativa vigente.
Tali enti, per la realizzazione delle attività affidate dal
Dipartimento regionale del lavoro, si avvalgono prioritariamente
dei lavoratori inseriti nell'elenco unico ad esaurimento dei
lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui all'articolo 12
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24.
L'articolo 15, riproponendo una norma già esaminata nel corso
dell'ultima manovra finanziaria, introduce un tetto massimo di
100.000 euro lordi annui al trattamento economico complessivo dei
dipendenti, anche con qualifica dirigenziale, di enti ed organismi
di natura pubblica o privata, vigilati e controllati dalla Regione,
delle società partecipate dalla Regione nonché degli enti che, a
qualunque titolo, ricevano trasferimenti o contributi a carico del
bilancio regionale.
Il comma 2 prevede la rinegoziazione dei contratti che prevedono
trattamenti economici che superino la soglia prevista nonché la
possibilità di risoluzione unilaterale degli stessi da parte degli
amministratori nel caso di mancato accordo. Per gli amministratori
che non ottemperino alle suddette disposizioni è prevista la
sanzione della decadenza dagli incarichi.
Il comma 3 esclude gli enti del settore sanitario
dall'applicazione delle previsioni di cui al comma 1.
L'articolo 16, è sicuramente, insieme agli altri tre, quello più
importante perché dà la possibilità di salvare finanziamenti per
247 milioni di euro e 1305 progetti che, altrimenti, correvano il
rischio di essere perduti i finanziamenti e i progetti mai
ultimati.
Sulla base della previsione della legge di stabilità nazionale del
2016 autorizza l'utilizzo delle risorse finanziarie complementari
ai fondi comunitari ai fini di consentire il completamento dei
progetti inseriti nel programma PO FESR 2007-2013 e PO FSE 2007-
2013 che non sono stati conclusi alla data del 31 dicembre 2015.
I commi da 2 a 7 definiscono le modalità attuative e di
individuazione dei progetti ammessi a finanziamento. In
particolare, Presidente, teniamo a chiarire che gli interventi che
in questo modo verranno salvati sono 1305 che è il fabbisogno
stimato è in 247 milioni di euro e che di questi 1305, 197 sono
progetti della Regione, 453 sono progetti dei comuni, 21 delle ex
Province, 2 sono i grandi progetti, la Siracusa-Gela e la Agrigento-
Palermo, 8 degli istituti di ricerca, 65 sono regimi di aiuto alle
imprese, 509 sono progetti di edilizia scolastica, 12 sono ATO
idrici regionali, 18 delle Asp, 1 è di Sicilia Acque, 20 sono
ulteriori soggetti.
In particolare, Presidente Ardizzone, viene anche inserito il
concetto voluto dalla Commissione che coloro i quali non hanno
ancora rendicontato per quanto riguarda il 2000-2006 e 2007-2013
non potranno nemmeno fare la domanda per potere accedere a
contributi per quanto riguarda il 2014-2020.
È chiaro che la Commissione ha tenuto proprio su questo a
spingere, stimolare, coloro i quali non hanno ancora inserito i
dati a farlo proprio perché la crisi di liquidità si basa anche sul
fatto che parecchi enti non hanno ancora introdotto i dati
all'interno del sistema e che, di conseguenza, la Comunità europea
non ha trasferito le risorse che la Regione, però, ha anticipato.
L'articolo 18 stabilisce che i liberi Consorzi comunali possono
continuare a mantenere i consorzi universitari e gli istituti
superiori di studi musicali.
L'articolo 19 dà la possibilità di un finanziamento triennale di 5
milioni di euro all'anno per quanto riguarda l'oasi Maria SS. di
Troina che è una Onlus.
L'articolo 20 è una autorizzazione per una spesa decennale di 1
milione 237 ad anno per quanto riguarda la costruzione del
dissalatore presso l'isola minore di Vulcano. 1 milione, invece, è
il finanziamento che è stato destinato all'aeroporto di Trapani
Birgi.
L'articolo 21 apporta svariate modifiche alla legge regionale n. 8
del 2012 relativa all'Istituto regionale per le attività
produttive. Vengono fissati i criteri per la scelta del Presidente,
per la scelta dei direttori al fine di superare tutte le
problematiche legate e si certifica definitivamente la separazione
fra i beni ed il patrimonio dell'IRSAP ed i beni ed il patrimonio
dell'ASI. Anche perché, non essendo stato chiaro fino ad adesso la
separazione fra i due enti, spesso sono stati attaccati i beni
dell'IRSAP, cosa che non poteva essere fatta. Un provvedimento,
poi, in modo particolare riguarda il Consorzio ASI di Messina
relativamente, appunto, all'utilizzo di alcune aree.
E' chiaro, signor Presidente, che il problema dell'IRSAP non è
soltanto un problema legato all'assenza di una legge, è anche
legato al fatto che non si riesce a nominare il Commissario
straordinario, che non si riesce a nominare il direttore, che non
c'è un vice direttore facente funzione. Attraverso questa legge
speriamo di porre in essere tutte le condizioni per potere avere
una gestione finalmente ordinata dell'ente.
L'articolo 22 è un articolo che lei, giustamente, ha ritenuto di
poter stralciare; però, il tema della necessità di recepire la
legge nazionale c'è tutto; la vicenda dell'IRSAP con oltre 4
milioni di incarichi dati a soggetti esterni all'ente, quello che
emerge dai giornali di questa mattina relativo ad un'altra
partecipata è chiaro che pone in maniera seria il problema di
questi incarichi che sono poi la causa vera del motivo per il quale
il bilancio della Regione si appesantisce. Perché, mentre in
Commissione Bilancio elemosiniamo anche qualche euro, invece
scopriamo che le società partecipate della Regione sperperano il
denaro pubblico. E di conseguenza su questo argomento bisogna
ritornare per mettere sotto la dovuta vigilanza gli interventi che
fino ad oggi sono stati veramente disastrosi per le casse dello
Stato e della Regione in questo caso.
L'articolo 23 è un articolo che cerca di ridurre i tempi per i
procedimenti di concessione dei contributi. Perché, è chiaro, nel
2016 non possono essere dati contributi per il 2015.
L'articolo 24 prevede presso l'Ufficio Legislativo e legale della
Presidenza della Regione la possibilità di aumentare il personale
in servizio, ma la Commissione, dissentendo dalla proposta del
Governo, ha inserito il concetto che nella scelta di coloro i quali
devono fare parte di questa struttura i dipendenti delle ex
Province che hanno i titoli devono avere la precedenza, in maniera
tale che non ci siano i nuovi costi.
Infine, l'articolo 25 autorizza la spesa di 30 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2016 in favore della Commissione per
l'emersione del lavoro nero che non era più nelle condizioni di
operare.
Questa è, signor Presidente, la relazione che la Commissione ha
voluto preparare. La ringraziamo per le parole che ha voluto usare
nei confronti del lavoro della Commissione. Siamo certi che questo
lavoro verrà ulteriormente completato da parte dei colleghi. Le
chiedo di potere iniziare la discussione già dalla prossima
settimana, anche perché su alcuni provvedimenti abbiamo delle
necessità e delle urgenze tali che non possiamo continuare
ulteriormente a perdere tempo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti potranno essere
presentati fino a martedì 26 aprile, alle ore 16.00 e la
discussione la inizieremo mercoledì 27 aprile alle ore 16.00,
iniziando possibilmente a votare.
Nelle more, do comunicazione che proprio stasera è stato
presentato un disegno di legge, che reca la firma di tantissimi
parlamentari di ogni Gruppo, che porta il numero 1200 Disposizioni
in materia di personale delle Camere di commercio, industria ed
artigianato, Fondo di quiescenza .
Mi fa piacere che sia stato presentato questo disegno di legge,
chiederò io stesso che venga trattato con urgenza in III
Commissione perché, mentre il dibattito è aperto sulla questione
delle Camere di commercio e degli accorpamenti, forse si è
dimenticato che si è aperta un'altra questione, abbastanza grave,
che riguarda il personale già in quiescenza.
Questo disegno di legge, senza gravare sul bilancio regionale,
consente di porre rimedio. Se c'è una sorta di solidarietà tra
tutte le Camere di commercio siciliane. Già in alcune Camere di
commercio non sono stati pagati gli stipendi e in altre mi risulta
non siano stata pagate le pensioni.
GRECO GIOVANNI. Ci sono altri enti che hanno lo stesso problema
PRESIDENTE. C'è una riforma delle camere di commercio in atto; noi
stasera abbiamo più volte invocato la politica, mentre altre
categorie si muovono nel disinteresse generale della politica e poi
la politica deve andare a traino.
Questo rappresenta un momento per prevenire alcune operazioni -
per carità - sempre legittime. Siccome si parla di accorpamento,
sdoppiamento, decisioni che probabilmente non vengono prese in sede
politica ma in altre sedi, abbiamo il dovere di esaminarle tali
questioni.
Ringrazio, pertanto, i firmatari del disegno di legge.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto
di questo spazio che mi è stato concesso per denunciare un fatto
grave accaduto a me, ma che ritengo offensivo nei confronti di
tutta l'Assemblea regionale siciliana e non solo della mia persona.
Ho fatto una richiesta di accesso agli atti, fatto doppiamente
grave perché accade a seguito di quanto di analogo successo
all'onorevole Zito qualche mese fa.
L'onorevole Zito ha fatto una richiesta di accesso agli atti e
l'ASP di Siracusa glielo ha negato. Stessa cosa è successa a me, ho
fatto richiesta di accesso agli atti all'ASP di Agrigento e mi sono
visto recapitare una missiva con la quale mi si negava l'accesso.
Le voglio far presente questo fatto, signor Presidente, affinchè
lo faccia proprio e si possa intervenire come Assemblea, come
accaduto la volta precedente, perché ritengo il fatto scandaloso
più che grave.
Le do copia della risposta in modo tale da potere procedere.
PRESIDENTE. Quale ASP è?
MANGIACAVALLO. L'ASP di Agrigento.
PRESIDENTE. Interesseremo anche l'Assessore per la Sanità.
Onorevoli colleghi, ricordo che gli emendamenti al disegno di
legge nn. 1133-1155/A possono essere presentati entro le ore 16.00
di martedì 26 aprile 2016.
La seduta è rinviata a mercoledì 27 aprile 2016, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
Disposizioni stralciate/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 20.33
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio