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Resoconto d'Aula della Seduta n. 330 di mercoledì 27 aprile 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.00

   PAPALE,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   Indirizzo di saluto agli insegnati e agli studenti dell'Istituto
                             di Istruzione
          secondaria superiore  Luigi Russo  di Caltanissetta

   PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli insegnati  e  agli
  insegnati  dell'Istituto di Istruzione secondaria superiore   Luigi
  Russo  di Caltanissetta che ci onorano della loro presenza.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina e Lo Sciuto,

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.    3069    -    Revoca   del   commissariamento   dell'Istituto
  zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Assenza Giorgio;  Federico  Giuseppe;
  Figuccia  Vincenzo; Grasso  Bernadette  Felice;  Milazzo  Giuseppe;
  Papale Alfio; Savona Riccardo

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla competente Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Interventi contro gli sprechi alimentari. (n. 1187)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 aprile 2016.
   PARERE V.

   -  Disposizioni in materia di personale delle Camere di Commercio,
  industria ed artigianato. Fondo di quiescenza. (n. 1200)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 aprile 2016.

       Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla
                        competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  riassegnati alla competente Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Eliminazione degli sprechi alimentari. (n. 1026)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 aprile 2016.
   PARERE I.

   -  Promozione dell'attività di recupero, distribuzione e  utilizzo
  di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale. (n. 1077)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 21 aprile 2016.
   PARERE VI.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che la Commissione  legislativa   Bilancio'
  (II)  nella  seduta  n.  276 del 19 aprile  2016  ha  approvato  le
  seguenti risoluzioni:

   -   Società partecipata Sviluppo Italia Sicilia' (n. 14/II);

   -   Cerisdi' (n. 15/II).

           Comunicazione relativa a questione di legittimità
                            costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che il Consiglio di Giustizia Amministrativa
  per  la Regione siciliana, nell'Adunanza delle Sezioni riunite  del
  15  marzo  2016, con il parere n. 789/15 ha dichiarato rilevante  e
  non   manifestamente   infondata  la   questione   di   legittimità
  costituzionale dell'articolo 14 della legge regionale 6 marzo 1976,
  n.  24,  in  relazione  agli articoli 3,  4,  27,  35  e  97  della
  Costituzione  e  in relazione all'articolo 17 dello  Statuto  della
  Regione  siciliana,  nella parte in cui detto articolo  14  prevede
  quale  requisito per l'iscrizione all'albo regionale del  personale
  docente   dei  corsi  di  formazione  professionale  l'assenza   di
  qualsivoglia condanna penale e quale presupposto automatico per  la
  cancellazione  da  detto albo l'esistenza di qualsivoglia  condanna
  penale,   disponendo  la  trasmissione  degli   atti   alla   Corte
  costituzionale.

   Copia  del  parere è consultabile presso l'archivio  del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 3134 - Chiarimenti sull'utilizzo dell'area di Marina di Melilli
  (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.   3145  -  Urgente  nomina  dei  componenti  del  Consiglio  di
  amministrazione  dell'Istituto per  ciechi  'Ardizzone  Gioeni'  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Falcone  Marco; Papale Alfio ; Assenza Giorgio; Federico Giuseppe;
  Figuccia  Vincenzo;  Grasso  Bernadette Felice;  Milazzo  Giuseppe;
  Savona Riccardo

   N.  3148  -  Chiarimenti sul trasferimento di  un  elicottero  dal
  Comune di Buccheri (SR) a quello di Vizzini (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca
   mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3651  -  Notizie sull'utilizzo della trazzera che insiste  sul
  litorale Isola delle Femmine - Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3131 - Sospensione del servizio reso dalla REMS di Caltagirone
  e trasferimento di tutti i pazienti in altra struttura idonea.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3132  -  Riemanazione  del decreto  istitutivo  della  Riserva
  naturale orientata Bosco di Santo Pietro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 3135 - Chiarimenti nel giudizio di compatibilità ambientale per
  l'esecuzione   dei  lavori  per  la  realizzazione   del   passante
  ferroviario in Piazza Castelnuovo, nel comune di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore;  Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  3147  -  Notizie sullo stato dell'impianto di  depurazione  di
  Lampedusa e Linosa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 3133 - Interventi volti ad assicurare il buon funzionamento dei
  centri  diagnosi precoce e trattamento intensivo  e  diurno  per  i
  pazienti autistici dell'ASP 2 di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Turano Girolamo; Ragusa Orazio; Sorbello Giuseppe; La Rocca Ruvolo
  Margherita; Cani Gaetano

   N.   3137   -  Notizie  sull'assegnazione  di  sede  dell'Istituto
  comprensivo 'Partinico-Borgetto' (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Alongi Pietro

   N. 3138 - Notizie sulla leggittimità e l'efficacia delle procedure
  per  la realizzazione dei progetti di edilizia sociale residenziale
  in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  3139  - Chiarimenti in ordine al corretto funzionamento  della
  piattaforma  informatica denominata 'Caronte' per  il  controllo  e
  monitoraggio dei progetti finanziati con i fondi comunitari.
   - Presidente Regione
   Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello

   N.  3140  -  Notizie  in merito ai lavori di ristrutturazione  del
  Museo storico delle Pelagie a Lampedusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   La  Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo;  Palmeri  Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  3141 - Notizie in ordine al servizio di trasporto in emergenza
  urgenza effettuato dalla S.E.U.S. s.c.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Grasso Bernadette Felice

   N.   3142    -   Interventi    in   merito    alla    decurtazione
  dell'aggregato  di  spesa  sanitaria  relativo  alla  specialistica
  convenzionata esterna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Falcone Marco

   N. 3143 - Chiarimenti sullo stato di agitazione dei lavoratori del
  Consorzio  di  bonifica  n.  8  di  Ragusa  e  sui  compensi  annui
  attribuiti ai dirigenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Ferreri  Vanessa;  Zito  Stefano; Trizzino  Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti  Angela;  La
  Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio

   N. 3144 - Notizie in merito alla riapertura della Riserva naturale
  orientata 'Cavagrande del Cassibile'
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Lombardo  Salvatore Federico; Gennuso Giuseppe; Sorbello Giuseppe;
  Di Mauro Giovanni; Greco Giovanni; Fiorenza Dino

   N.  3146  - Ritardi nell'approvazione dei piani di zona  ex  legge
  328/2000 e conseguente sospensione di indispensabili servizi socio-
  sanitari nei comuni siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Fazio Girolamo

   Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  417 - Chiarimenti sulla direttiva del 17 marzo 2016 in materia
  di personale IPAB del Dipartimento famiglia e politiche sociali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo
  Matteo;  Trizzino  Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  418  - Chiarimenti sul mancato affidamento attraverso gara  ad
  evidenza  pubblica  della  gestione dei  complessi  cremotermali  e
  idrominerali  esistenti nel bacino idrotermale di Acireale  (CT)  e
  Sciacca (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Foti  Angela;  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi Sergio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Zito Stefano

   N.  419  -  Notizie  in  merito ai Piani attuativi  delle  Aziende
  sanitarie regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  420  - Notizie in merito alla valutazione del personale medico
  dirigenziale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   N.  421  -  Notizie  in  merito al ruolo e al funzionamento  degli
  organismi indipendenti di valutazione istituiti presso le strutture
  sanitarie regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N. 563 - Revoca della nomina del Presidente dell'AST s.p.a.
   Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Assenza Giorgio
   Presentata il 20/04/16

   N.  564  -  Valutazione  dei dirigenti delle  strutture  sanitarie
  regionali.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 22/04/16

   N.  565  -  Monitoraggio  dei piani attuativi  delle  Aziende  del
  Servizio sanitario regionale.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 22/04/16

   N.  566  -  Verifica  e controllo degli atti derivanti  dagli  OIV
  (organismi  indipendenti  di valutazione) delle  Aziende  sanitarie
  regionali.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 22/04/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con e-mail pervenuta il 27 aprile  2016,
  l'on.le Lombardo ha ritirato l'interrogazione n. 3149, in quanto di
  identico contenuto all'interrogazione n. 3144, a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di nota pervenuta da parte dell'Ambasciatore
                 della Repubblica d'Armenia in Italia

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi comunico che mi è giunta  nota
  da parte dell'Ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia che
  ringrazia   l'Assemblea   Regionale  tutta   per   aver   approvato
  all'unanimità  la  mozione 514  Solidarietà  al  popolo  armeno  ed
  iniziative conseguenti .
   Ne do lettura:

    Desidero   ringraziare  lei,  i  promotori  della  mozione,   gli
  onorevoli  Cordaro, D'Asero, Papale e Grasso, l'Assemblea Regionale
  siciliana  e  tutti  siciliani per aver  deciso  di  combattere  il
  negazionismo con lo strumento del riconoscimento, mettendo cioè  in
  prima  linea  la  propria  coscienza e il proprio  altissimo  senso
  morale .

   La nota continua, farò avere copia, quantomeno, ai presentatori.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi  abbiamo  dovuto
  constatare  in Commissione, su osservazioni fatte anche da  diverse
  componenti,  che, purtroppo, il modo di procedere  dei  disegni  di
  legge ha avuto un rallentamento.
   Nel  contempo, io credo che la procedura per lo stralcio, che  era
  una   procedura   già  concordata  che  arrivasse  in   Commissione
   Bilancio   e  in  Aula, è una cosa buona e giusta.  Ma  che  tutto
  diventi   oggetto   di   Finanziaria,  compreso   gli   emendamenti
  aggiuntivi,  che sono disegni di legge nuovi, io credo  che  questa
  non  sia  una  procedura corretta, per cui a nome  anche  di  altre
  Commissioni, io credo che sia giusto che le Commissioni  di  merito
  abbiano  il  loro  ruolo  e che si chiuda  questa  vicenda  di  una
  Finanziaria per tutto l'anno.
   Noi  abbiamo  il  nostro compito, che è quello di discutere  nelle
  Commissioni di merito delle norme che possono essere approvate.  Mi
  riferisco alle norme senza impegno di spesa, mi riferisco  a  tanti
  disegni  di legge che restano bloccati proprio per questo via  vai.
  Abbiamo  avuto,  da  due mesi a questa parte, un  rimpallo  fra  la
  Commissione   Bilancio   e  le  Commissioni  di  merito,   fra   le
  Commissioni di merito che, tra l'altro, esprimono solo un parere, e
  non quindi il sostanziale articolato che deve essere, a mio avviso,
  fatto.
   Per esempio, quando in Commissione  Attività Produttive  era stato
  da  me suggerito un controllo sugli incarichi legali per le diverse
  partecipate,  lo avevamo fatto e impostato in una maniera  per  cui
  potesse  non creare problemi. Io credo che dalla Commissione,  poi,
  sia arrivato in Aula un testo per cui vi è stato il sollevamento da
  parte  delle  associazioni,  ordini degli  avvocati,  eccetera.  Ma
  questo è un aspetto secondario.
   L'aspetto  principale  è, signor Presidente,  che  credo  che  sia
  giusto,  una volta finita la discussione e l'approvazione, speriamo
  a   brevissimo  tempo,  di  questo  stralcio,  si  ritorni  ad  una
  conduzione normale nel senso che i disegni di legge devono  passare
  dalle  Commissioni di merito e, se hanno impegni  di  spesa,  dalla
  Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la ringrazio per un doppio  motivo:
  innanzitutto perché lei pone una questione giusta e legittima;  poi
  perché  va  incontro agli indirizzi di questa Presidenza più  volte
  manifestati.
   Io  ho  avuto, peraltro, sollecitazioni da ogni parte ma non posso
  esercitare  alcuna discrezionalità in ordine a quelle che  sono  le
  procedure  e che, ribadisco, sono quelle che ha richiamato  lei  ma
  credo  che  siamo  d'accordo  anche  con  il  Presidente  della  II
  Commissione.
   Gli   emendamenti  aggiuntivi,  proprio  perché  sono  aggiuntivi,
  rimangono  tali  e  debbono comunque passare dalle  Commissioni  di
  merito.
   La  Commissione II deve esercitare il suo ruolo dando la  relativa
  copertura  finanziaria, chiaramente con il  supporto  del  Governo,
  perché  guardate che c'è un balletto, in ultimo, di  responsabilità
  fra  Commissione  e Governo perché la copertura,  comunque,  la  dà
  sempre  il  Governo.  La  verifica  la  esercita,  chiaramente,  la
  Commissione.
   Quindi,  occorre  una compartecipazione delle due istituzioni:  la
  Commissione e il Governo.
   Pertanto, io, aderendo anche all'invito che mi formula l'onorevole
  Laccoto, che è Presidente di una Commissione, ritengo sia opportuno
  - credo che siamo,ripeto, dello stesso avviso del  Presidente della
  II  Commissione - limitarci al disegno di legge che è uscito  fuori
  dalla II Commissione. Il resto deve avere un percorso autonomo  con
  tutti  gli  altri emendamenti aggiuntivi e si debbono  esitare  dei
  disegni  di  legge  omogenei che debbono essere accompagnati  dalle
  varie relazioni.
   Io  avevo espresso apprezzamento per questo disegno di legge  che,
  finalmente,  comunque,  era in qualche  modo  omogeneo  o  comunque
  faceva  seguito ad un dibattito, ad uno stralcio che abbiamo  fatto
  già  in  sede di approvazione della legge di stabilità  e,  quindi,
  credevo che ci attenessimo a questi criteri.
   Quindi,  la  Commissione II, per quanto riguarda  gli  aggiuntivi,
  esprimerà parere sulla copertura finanziaria, chiaramente di intesa
  con  il  Governo;  le  Commissioni di merito  saranno  chiamate  ad
  esaminare gli emendamenti aggiuntivi di loro competenza.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   vorrei
  richiamare l'attenzione di tutti ma soprattutto della Presidenza in
  ragione di quanto accaduto qualche giorno fa e cioè in ragione  del
  fatto  che  il  Parlamento  nazionale il  18  aprile  del  2016  ha
  approvato - o meglio - è stato emanato il Decreto legislativo n. 50
  del 2016 che è il nuovo Codice degli Appalti.
   Il Decreto legislativo n. 50 del 2016 disciplina in maniera nuova,
  secondo  criteri di trasparenza e legalità, secondo le  valutazioni
  che sono venute fuori da un confronto serrato con l'ANAC, l'Agenzia
  Nazionale Anticorruzione e Cantone in primis, e determina una nuova
  disciplina  che va, secondo quanto si legge nel nuovo Codice  degli
  Appalti  al  suo  articolo  3, recepita  dalle  regioni  a  Statuto
  Speciale e dalle province di Trento e di Bolzano.
   Presidente  Ardizzone e colleghi, abbiamo l'esigenza  di  recepire
  immediatamente  il  nuovo Codice degli Appalti perché,  altrimenti,
  rischiamo  di  paralizzare  un'attività  che  fra  tutte  le  altre
  paralisi che negli ultimi mesi, o negli ultimi anni, in Sicilia  si
  sono  avuti  potrebbero  davvero dare il  colpo  di  grazia  finale
  all'economia della Regione.
   Allora,  rassegno  a  tutti  i  Capigruppo,  ma  soprattutto  alla
  Presidenza,  la necessità di raccordarsi con l'Assessore  regionale
  ai lavori pubblici, non vedo oggi nessun rappresentante del Governo
  in  Aula,  perché al più presto questo lavoro di recepimento  possa
  essere  compiuto,  fermo restando che poi una volta  effettuato  il
  lavoro di recepimento, se poi la legge si vuole migliorare,  ma  in
  un secondo momento, questo lo si potrà sempre fare.
   Credo che sia un'attività che questa Aula e questo Parlamento  per
  nessuna ragione può procrastinare oltre rilevato che dal 19  aprile
  del 2016 il nuovo Codice degli Appalti è entrato in vigore.

   PRESIDENTE.   onorevole  Cordaro,  condivido   anche   io   questa
  impostazione.  Mi auguro che la Commissione possa  dare  seguito  e
  arrivare presto in Aula a fare chiarezza su questi argomenti, anche
  perché non mi risulta che il Governo regionale abbia impugnato, non
  ci  sono motivi di impugnativa, e quindi dobbiamo recepire  e  fare
  chiarezza.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  sembra  una
  telenovela  a puntate. Ogni due mesi, ogni tre mesi, ci  ritroviamo
  in questa Aula a dibattere di norme finanziarie, di legge stralcio,
  di  norme  di riordino, di norme per lo sviluppo, di norme  slegate
  una dall'altra senza un disegno organico.
   Riallacciandomi  a  quanto  poco fa  diceva  l'onorevole  Laccoto,
  ricordo  di  avere  presentato un mio disegno di  legge  nell'ormai
  lontano   ottobre  2013.  Disegno  di  legge  che   parlava   della
  semplificazione  amministrativa  e  del  contenimento  delle  spese
  legali  della Regione. Argomento che in questi ultimi mesi è  sulle
  cronache dei giornali per l'abnorme costo del contenzioso sollevato
  dalla Regione siciliana.
   Qualche giorno fa ho avuto modo di rilasciare delle dichiarazioni.
  Dichiarazioni  in cui sostenevo che il dilettantismo amministrativo
  che  grava su questa Regione ha paralizzato l'azione amministrativa
  e  lo sviluppo. E un indice dell'inefficienza amministrativa è dato
  proprio dal contenzioso assolutamente abnorme che provvedimenti  il
  più delle volte - ahinoi - approssimativi determinano. Qua siamo al
  paradosso  che  enti  dipendenti dallo stesso  Assessorato  o  enti
  dipendenti dalla Regione ricorrono contro la Regione per far valere
  le  proprio  ragioni  anziché trovare una camera  di  compensazione
  all'interno  del Governo regionale. Una per tutte, basta  ricordare
  il ricorso presentato dal Presidente Ingroia per quanto riguarda il
  mancato finanziamento della Società che egli rappresenta.
   Ritengo che ormai la misura sia colma. Ritengo che questo modo  di
  continuare a legiferare senza organicità, senza un disegno preciso,
  stia  creando molto più danni e molta più confusione di quanto  non
  sia più tollerabile.
   Invito  i colleghi del mio gruppo a riconsiderare la necessità  di
  modernizzare, di accelerare una serie di riforma indispensabili per
  il  Governo di questa Regione o la nostra permanenza all'interno di
  questa maggioranza non ha motivo di essere.
   E  lo dico con molta serenità e con molta determinazione. E non ne
  faccio,  sottolineo  non  ne faccio, una  colpa  al  Governo  della
  Regione ma alla politica di questa Aula che non riesce a trovare un
  momento  di  sintesi per presentare dei disegni di legge  organici.
  Non  può essere che disegni di legge importanti per il futuro della
  Regione restino affossati non si sa bene in quale cassetto e non si
  sa  bene  neanche per quali motivi. Non è accettabile che  oggi  la
  burocrazia  regionale sbagli e continua a sbagliare perspicacemente
  nello stesso errore e non venga mai chiamata ad essere responsabile
  dei propri errori.
   Io vorrei sapere perché i nostri dirigenti regionali continuano  a
  sbagliare  e  nessuno  li può redarguire, nessuno  può  pensare  di
  trovare  un  momento  di  recupero di ciò che  è  una  sana  azione
  amministrativa,  cioè  un  sistema diverso  di  controlli  dove  la
  politica  eserciti  finalmente quel  ruolo  di  responsabilità  che
  dovrebbe avere e a cui ha rinunciato.
   Signori  miei,  la  politica - non posso  essere  io  a  dirlo  da
  deputato,  lo dico da cittadino - ha rinunciato al suo  ruolo,  più
  che  mai,  la  politica oggi tra un passaggio  e  l'altro,  da  uno
  partito  all'altro,  in  attesa non si  sa  bene  di  quali  grandi
  progetti,  di  quali grandi programmi, ha abdicato  al  suo  ruolo,
  colpevolmente, in modo irresponsabile. Basta sentire i  dati  ISTAT
  che vengono pressoché settimanalmente pubblicati per comprendere in
  quale  situazione  di  disastro economico  e  morale  e  civile  ci
  troviamo e non solo in Sicilia
   Io  invito i colleghi Presidenti dei Gruppi parlamentari ad indire
  con urgenza una Conferenza per delineare un percorso legislativo di
  riforme  che abbia a cuore le sorti della Sicilia e che  finalmente
  possa  cominciare  a  dare  delle  risposte  a  esigenze  non   più
  rinviabili.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO   GIOVANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   io
  intervengo  ogni volta che vedo una promozione di un  collega  allo
  scranno di Segretario, quindi, auguri all'onorevole Papale
   Però  nello  stesso  tempo voglio ricordare  alla  Presidenza  con
  insistenza  e  con  caparbietà  i sei  ordini  del  giorno  che  ho
  presentato   in   occasione   dell'esame   del   Bilancio   interno
  dell'Assemblea.
   Signor  Presidente, è ora che questi privilegi che ancora annidano
  nel  Bilancio dell'Assemblea vengano messi alla luce, e  quindi  la
  prego  caldamente di cercare di apprezzare almeno qualcuno in  modo
  da dare un segnale al popolo siciliano, che anche noi sappiamo fare
  i sacrifici

   PRESIDENTE.  A  proposito di ordini del giorno, stasera  o  domani
  mattina arriverà una lettera a tutti i Gruppi parlamentari  per  la
  costituzione  di quella Commissione di indagine sulla  rinuncia  al
  contenzioso  per  la quantificazione, e credo che su  questo,  dopo
  l'approvazione della mozione si debba aprire un dibattito perché il
  Governo  ha  intrapreso una strada, non sto io nella  mia  veste  a
  discutere  se è giusta o sbagliata, ho le mie convinzioni personali
  per  carità  e  le  tengo per me. Però in questa fase  si  è  fatto
  riferimento  a tante riforme ma la riforma delle riforme,  ove  non
  sia  ancora chiara, è quella dello Statuto. Noi nel mese di ottobre
  voteremo  una  riforma  costituzionale e per  modificare  i  nostri
  Statuti   occorre  l'intesa  ancora  incerto  se   l'intesa   dagli
  argomenti,  dall'Ufficio legislativo della Camera e del Senato  sta
  uscendo  fuori che l'intesa così come è ovvio, debba  essere  fatta
  con  le  Assemblee  legislative,  con  i  Consigli  regionali,  con
  l'Assemblea legislativa regionale siciliana proprio per la modifica
  degli  Statuti,  ma è chiaro che dobbiamo essere vigili  in  questo
  momento  altrimenti sarà una riforma che ci caleranno  dall'alto  e
  quindi  sarà effettivamente un definitivo addio a quella che  è  la
  specialità come molti invocano.
   Onorevole D'Asero lei è Presidente della Commissione però  se  non
  siamo  vigili in questo momento credo che sfuggirà di  mano  quello
  che  è  la  nostra  Costituzione base, che  è  proprio  lo  Statuto
  siciliano che il 15 maggio compirà 70 anni. Sono molti, sono pochi,
  non  sta  a  noi giudicarlo. La riflessione che si fa è ovvia,  che
  tutti diciamo che lo Statuto è superato, però lo Statuto per quello
  che riguarda gli aspetti finanziari non è stato mai applicato.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ruberò  solo  un
  minuto ai lavori d'Aula, per rivolgerle un appello compiaciuto come
  sono  della presenza tra i banchi del pubblico di tanti giovani  ai
  quali  voglio rivolgere il mio personale saluto e credo  quello  di
  tutta  l'Aula;  di  giovani che si avvicinano e si  accostano  alla
  politica nelle sue massime espressioni.
   La  Commissione  che  ho  l'onore  di  presiedere  la  Commissione
  regionale antimafia, da oltre un anno ha esitato con voto  unanime,
  un  disegno  di legge su un codice etico che riguarda il  personale
  politico   e   il   personale  burocratico  dell'ente   regione   e
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Per  una serie di vicende di carattere tecnico e procedurale e  di
  diverse   interpretazioni  legate  alla  articolazione   normativa,
  soltanto  un mese la I Commissione Affari istituzionali, ha  potuto
  esitare quel disegno di legge.
   Mi   risulta   essere  quell'atto  chiuso  nella  carpetta   della
  Conferenza  dei  Capigruppo. Ho paura che  nessuno  dei  Capigruppo
  possa  avere,  non  dico interesse, ma avvertire la  titolarità  di
  potere   sollecitare il passaggio in Aula di quel disegno di legge.
  Mi  permetto  sommessamente, di avanzare a Lei la  proposta  signor
  Presidente, sicuro come sono di non trovare nessuna opposizione nei
  colleghi  capi gruppo.
   Mai  come  in  questo  momento  ritengo  sia  importante  che   da
  quest'Aula,  e sarebbe la prima volta In Italia, per  un  consiglio
  regionale, in questo caso per la nostra Assemblea, che la  politica
  sia  dia delle regole che vadano al di là del codice penale e delle
  norme già stabilite da contratti di lavoro e da codici etici varati
  dalla   Giunta   del  Governo  ma  non  consacrati   da   un   voto
  dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   Alla  luce di questi fatti e con questo stato d'animo, proprio  in
  presenza  di  tanti  ragazzi  e di tanti  giovani  mi  permetto  di
  chiedere  a  Lei,  signor Presidente di verificare  la  possibilità
  affinchè nella prossima seduta della Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  possa  essere concordata  una  data  per  il
  passaggio in Aula del disegno di legge sul codice etico,  sul   cui
  contenuto,   naturalmente  ci  confronteremo   liberamente,   senza
  pregiudizi,  ma credo che alla fine, daremo, almeno ogni  tanto  un
  segnale  positivo e concreto alla pubblica opinione che  ci  guarda
  con attenzione ma al tempo stesso con sempre maggiore diffidenza  e
  scetticismo.

   PRESIDENTE.  Grazie per questo intervento, onorevole Musumeci.  Mi
  farò carico personalmente di portarla alla prossima Conferenza  dei
  Capigruppo,  non credo che ci siano motivi ostativi  a  portare  in
  Aula il codice etico.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  approfitto  per
  rappresentare,  vedo anche l'assessore per l'economia,  dr  Baccei,
  una  questione  abbastanza paradossale in cui  si  trova  oggi  una
  società partecipata dalla Regione siciliana che è Sviluppo Italia e
  Sicilia.
   Sviluppo  Italia  e  Sicilia, che nasce  nel  2002,  ha  avuto  un
  percorso  molto travagliato negli ultimi 2 anni e qualche settimana
  addietro   è   stata  collocata  in  liquidazione,   nominando   il
  Presidente, l'ex Presidente del Consiglio di amministrazione che, a
  distanza  di  qualche  giorno  dalla  nomina  al  liquidatore,   ha
  dichiarato  di non accettare l'incarico. Per cui oggi  ci  troviamo
  con  questa  società, Sviluppo Italia e Sicilia, che non  si  trova
  nella  condizione di essere, nella condizione di operare ma  non  è
  nemmeno  posta in liquidazione, cioè la procedura liquidatoria  non
  può avere inizio.
   Nel   frattempo   questa  società  che  gestisce  alcuni   servizi
  importanti per INVITALIA, come l'auto impiego ma gestisce anche  ad
  una  convenzione  per  quanto riguarda gli incubatori  sociali,  le
  start up con il Ministero dello sviluppo economico e con la Regione
  siciliana, ma soprattutto ha tre commesse importanti con la Regione
  siciliana  per quanto riguarda l'accreditamento per i servizi,  per
  gli  organismi  che  dovrebbero erogare  servizi  nella  formazione
  professionale, oltre che per il rendiconto di parte dell'Avviso  20
  e  oltre  che per il monitoraggio del fondo di sviluppo e coesione,
  quindi  tutti i servizi importanti per l'amministrazione regionale,
  rimane  al  palo.  Rimanendo al palo anche la  possibilità  per  la
  Regione  siciliana di portare a compimento e di spendere in maniera
  razionale  e  puntuale risorse extra regionali.  Tutto  questo  sta
  portando ad una situazione veramente paradossale, assessore Baccei.
  Cosa   fare   allora?   Sono  due  le  possibilità:   o   nominiamo
  immediatamente  un  bravo liquidatore che  abbia  la  caratura  per
  potere   procedere  all'attività  liquidatoria  e  capire  se   nel
  frattempo  poi  ci  saranno  le condizioni,  eventualmente  ove  vi
  fossero delle commesse, ma mi pare che tutti i dipartimenti dinanzi
  all'attività di liquidazione hanno dato uno stop a tutte  le  varie
  commesse,  ai  vari incarichi, oppure se ci fossero le  condizioni,
  verificati quelli che sono gli incarichi che la società  ha  avuto,
  quelli  che  sono i debiti, e convocare una assemblea straordinaria
  che  faccia  le  dovute verifiche possa addirittura pervenire  alla
  revoca  della  liquidazione, della procedura  liquidatoria  sarebbe
  altro aspetto.
   Noi  non usiamo dire, a suggerire ne nell'una e nell'altra strada,
  noi  chiediamo  però  che  il  Governo regionale,  dinanzi  ad  una
  situazione  talmente  confusa,  come  quella  che  abbiamo   detto,
  talmente paradossale ma che sta comportando dei danni notevolissimi
  non soltanto all'Amministrazione regionale ma a tutte le realtà,  i
  settori   che  ruotano  attorno  ai  segmenti  dell'Amministrazione
  regionale  interessata dai servizi di Sviluppo  Italia  e  Sicilia,
  questo  qua diventa necessario perché il Governo prenda  le  redini
  della  situazione  trovi al più presto una soluzione.  Si  è  anche
  detto  che  sarebbe  quella di chiudere questa società  e  di  fare
  trasferire, transitare il personale alla SAS. Ancorché la SAS abbia
  il  no  out  nello Statuto, per dire abbia la mission  nell'oggetto
  sociale,  abbia la possibilità di fare questi servizi di assistenza
  tecnica,  però  molte volte si chiede l'esperienza, e  l'esperienza
  non la portano i lavoratori, l'esperienza la deve avere la società.
  Per cui anche questa terza strada rischia di essere molto impervia.
   Allora  io mi fermo qua e voglio dire alla presenza dell'Assemblea
  ma  lo  voglio dire al rappresentante del Governo regionale,  date,
  focalizzate l'attenzione su sviluppo Italia e Sicilia perché al  di
  la  dei  75 dipendenti che da 10 mesi non vengono pagati, la stessa
  società è fondamentale e centrale per l'attività amministrativa per
  l'intera regione siciliana.

   vorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie.
   (nn. 1133-1155/A Stralcio I  Disposizioni stralciate /A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
   favorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni
      varie» (1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate /A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto secondo  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Disposizioni  per  favorire  l'economia.  Norme  in   materia   di
  personale. Disposizioni varie» (1133-1155/A Stralcio I Disposizioni
  stralciate /A)posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi eravamo in fase di discussione  generale,  già
  una serie di interventi ci sono stati anche se si sono allargate le
  questioni.
   Rimane inteso che tutti gli emendamenti aggiuntivi andranno  nelle
  commissioni  di  merito  ed  in II Commissione   Bilancio   per  le
  relative coperture finanziarie.
   Auspico  che il Governo possa presentare disegni di legge omogenei
  ma  i singoli emendamenti potranno far parte di altre norme, questo
  sta  alla  bontà  della  commissione fare l'opportuna  valutazione.
  Quindi  io andrei avanti con il disegno di legge base che  è  stato
  distribuito.
   Assessore,  per organizzarci i lavori, io credo che non  ci  siano
  grosse  difficoltà  anche ad andare avanti  stasera  celermente  su
  questo disegno di legge; se c'è qualche difficoltà ci possiamo pure
  fermare.  Volendo  si potrebbe pure approvare  stasera  perché  c'è
  stata un'ampia sintesi in II Commissione. Lei so che domani s  è  a
  Roma per stabilire questi rapporti con il governo nazionale, so che
  ancora è una riunione interlocutoria e credo che riferirà anche  su
  questi   percorsi  all'Aula,  quindi  vediamo  di   andare   avanti
  celermente  stasera,  vediamo  dove  possiamo  arrivare  e  poi  ci
  organizziamo in base a dove siamo arrivati per il prosieguo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, nell'ambito della discussione  generale
  del disegno di legge, volevo consegnarle alcune riflessioni del mio
  Gruppo, del Movimento Cinque Stelle, sull'andamento dei lavori,  su
  come  stiamo  andando avanti, così in generale, senza  entrare  nel
  merito degli articoli.
   Ci  troviamo  di fronte un disegno di legge tipicamente,  diciamo,
  eterogeneo,  all'interno sono contenute norme che riguardano  tutte
  le  commissioni. Ecco, la riflessione su cui ci volevamo soffermare
  è che quello che un legislatore non dovrebbe fare è fatto in questo
  disegno di legge, materie totalmente variegate.
   Perché  oggi  dobbiamo correre ai ripari mettendo  delle  pezze  a
  varie  situazioni? Perché ci troviamo di fronte ad un  Governo  che
  durante  la  legge  finanziaria, durante l'anno, durante  i  lavori
  delle  commissioni,  impedisce che si  possa  lavorare  in  maniera
  organica,  si  arroga il diritto/dovere di presentare all'Assemblea
  delle  riforme bloccando l'attività legislativa delle riforme  però
  poi non fa delle riforme perché se andiamo a guardare cosa contiene
  questo disegno di legge abbiamo tante pezze, tante toppe che  vanno
  a rattoppare pezzi di riforme che riforme non sono che, come in una
  continua  emergenza,  ci impongono di fare misure  salvataggio  che
  però  non  includono tutte le categorie, perché molte sono  rimaste
  escluse anche dallo stralcio e quindi dimenticate durante la  legge
  di  stabilità,  saltate a piè pari anche durante  questo  stralcio,
  sempre  ad  inseguire  la stampa o il salotto domenicale  di  turno
  della  tv  di  stato proprio per andare a saziare e frenare  alcune
  situazioni.  Ma  nulla di organico. Oppure ancora peggio  andare  a
  sistemare  errori fatti da questo stesso Governo,  che  non  ci  ha
  portato  le  dovute  spiegazioni neppure in commissione  su  alcune
  misure  e  poi  entrando  nel  merito  degli  articoli  durante  la
  votazione spiegheremo anche il perché.
   E  quindi,  ecco gli studenti sono usciti, forse è  meglio  perché
  avrebbero  visto e capito quello che si sta consumando qui  dentro,
  una  continua rincorsa alle emergenze, un modo di condurre i lavori
  così  spezzettato e frammentario che non è un buon modo di fare  le
  norme   perché   all'interno  abbiamo   modificato,   fatto   degli
  aggiustamenti  che  sono  misure  tampone  e  che  ci  riporteranno
  nuovamente agli stessi problemi tra qualche settimana.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura.

                             «Articolo 1.
                     Dotazione organica degli enti

   1.  Nelle  more  dell'approvazione di una disciplina  organica  in
  materia  di riordino degli enti pubblici sottoposti alla  vigilanza
  della Regione, al fine di consentire in via immediata agli enti  di
  cui  all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio  2000,  n.  10,
  l'applicazione  dell'istituto  del prepensionamento  in  virtù  del
  combinato  disposto di dell'articolo 2 del decreto legge  6  luglio
  2012, n. 95 convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012,
  n.  135, e dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo  2001,
  n.  165,  e  loro  successive modifiche ed integrazioni,  gli  enti
  medesimi  provvedono  alla ridefinizione  della  propria  dotazione
  organica.

   2. Le disposizioni di cui all'articolo 51 della legge regionale  7
  maggio  2015, n. 9, si applicano anche nei confronti dei dipendenti
  delle  Camere  di commercio, industria, artigianato  e  agricoltura
  della  Sicilia, assunti antecedentemente alla data  di  entrata  in
  vigore  della legge regionale 4 aprile 1995, n. 29. Le disposizioni
  di  cui all'articolo 52 della legge regionale 7 maggio 2015,  n.  9
  possono trovare applicazione limitatamente ai riferimenti temporali
  ivi indicati.

   3.  L'applicazione delle disposizioni di cui al comma  2  richiede
  la  previa  verifica delle condizioni di efficienza ed  economicità
  per  l'ente di riferimento, in assenza di oneri aggiuntivi a carico
  del bilancio della Regione. Le dotazioni organiche delle Camere  di
  commercio, industria, artigianato e agricoltura della Sicilia  sono
  rideterminate  tenendo conto delle unità di personale  cessate  dal
  servizio per effetto del comma 2».

   Si  passa  all'emendamento 1.1 degli onorevoli Greco  Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.2 degli onorevoli Greco  Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  1.8 degli onorevoli Coltraro ed altri,  decade  per
  assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento 1.3 degli onorevoli Greco  Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.4 degli onorevoli Greco  Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.7 degli onorevoli Arancio e Anselmo.

   ANSELMO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sostanzialmente
  questo emendamento estende le modalità del prepensionamento che noi
  avevamo  previsto  con la legge 9 del 2015 e consente,  nelle  more
  dell'acquisizione dei requisiti richiesti dall'INPS, che  gli  enti
  si facciano carico del versamento in favore degli aventi diritto.
   Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.6 dell'onorevole Di Giacinto.

   DI GIACINTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:

                             «Articolo 2.
                           Soppressione CRU

   1.  Gli  articoli 58 e 59 della legge regionale 27 dicembre  1978,
  n. 71 sono soppressi.

   2.  Le  funzioni  ed  i compiti attribuiti al soppresso  Consiglio
  regionale  dell'urbanistica (CRU) sono esercitati dai  servizi  del
  dipartimento regionale dell'urbanistica competenti per territorio».

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervento
  perché - non so se corrisponde a verità o meno - mi si dice che  il
  dirigente   generale  avrebbe  nominato  ieri  il  nuovo   comitato
  regionale  urbanistico. Vorrei soltanto sapere se questa notizia  è
  vera o se è destituita di ogni fondamento, perché sarebbe veramente
  paradossale  che da un lato stiamo sopprimendo il CRU e  dall'altro
  lato, invece, il dirigente generale proceda al decreto di nomina.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  voglio
  rassegnare  all'Aula  che il decreto a cui  faceva  cenno  poco  fa
  l'onorevole Falcone è stato adottato, quindi c'è un  provvedimento,
  ma  questo  rientra  nell'ambito  della  legislazione  vigente,  la
  qualcosa  non  mi  meraviglia,  perché  ancora  questo  non  è   un
  provvedimento legislativo, deve essere esaminato.
   Pongo una riflessione all'Aula.  Nel momento in cui noi eliminiamo
  il  CRU, noi avremmo una interlocuzione che sarà soltanto legata  a
  un rapporto amministrazione comunale e dirigente della Regione, del
  settore,  ovviamente, urbanistico, senza che ci sia un  contrappeso
  formato  da una serie di professionisti e di esperti nella  materia
  che possa costituire anche una tutela per gli uffici.
   Credo  che  svincolare dalla legislazione 71-78  che,  pur  datata
  comunque   costituisce  una,  mi  permetto  di  dire,  una   pietra
  fondamentale di quello che è l'urbanistica in Sicilia, è una  sorta
  di   contrappeso  che  l'Aula  deve  riflettere  ampiamente   prima
  dell'eliminazione  perché  tutto ciò vuol  dire  togliere  una,  mi
  permetto  di dire, riflessione che va fatta ogni qualvolta  c'è  da
  seminare  uno  strumento urbanistico che è data proprio  da  questo
  organismo,  il  quale organismo deve essere  visto  non  solo  come
  tutela  per il territorio e tutela per l'amministrazione  comunale,
  ma   di   tutela   anche  per  i  dirigenti,   per   il   direttore
  dell'urbanistica  che avrebbero in questo senso  l'impatto  diretto
  delle  esigenze,  delle richieste che vengono poste  all'attenzione
  dell'Assessorato da parte dei comuni.
   Credo  che  questa  norma  abbia  necessità  di  una  riflessione,
  Presidente, che non può non vedere l'Assessore competente  in  Aula
  perché  ci  possa essere il convincimento, non solo  da  parte  del
  Parlamento, ma anche da parte dell'Aula, sull'eliminazione  di  una
  norma che io credo, allora, quando fu ideata ed oggi, costituire un
  punto importante di riflessione sugli strumenti urbanistici.
   Caro  Presidente, manca l'Assessore, io proporrei per una  cautela
  da  parte  di  tutto  il  Parlamento, degli  enti  locali,  di  una
  riflessione   e   comunque   del  parere   del   Governo   espresso
  dall'Assessore competente.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  dare    la    notizia   al   collega   Falcone   sulla   veridicità
  dell'informazione. La composizione del nuovo CRU  è  stato  firmato
  l'altro   ieri  dall'Assessore  regionale  per  il   Territorio   e
  l'ambiente   non   dal  dirigente  generale   come   è   competenza
  dell'Assessore.
   Per quanto riguarda in merito dell'articolo, colgo l'occasione per
  potere dire il mio pensiero che esattamente combacia con quello del
  collega  Di  Mauro,  si  vede che avere fatto  l'Assessore  per  il
  Territorio e l'ambiente, collega, ci ha messo in sintonia. La penso
  esattamente  come lei, rispetto alle esigenze di non sopprimere  il
  CRU.
   Io  non  ne conosco le ragioni, cioè non capisco da quale  ragione
  nasca  l'esigenza  di sopprimere il CRU, se è un  fatto  di  natura
  economica,  se  è  un  problema di natura  ambientale  o  se  è  un
  problema,  questa furia della cancellazione degli enti ha coinvolto
  anche questo Parlamento.
   Secondo me il CRU è un organismo ancora oggi utile ed efficace;  è
  l'unico  strumento  che  ha di controllo la Regione  rispetto  alla
  pianificazione del territorio. E' uno strumento in cui  partecipano
  tutte  le  associazioni di categoria, l'ANCI,  l'URPS,  gli  ordini
  professionali,   l'Avvocatura   dello   Stato,   il    Dipartimento
  urbanistico,  il  Dipartimento dell'ambiente,  per  cui  andarlo  a
  sopprimere per risparmiare forse qualcosa come 80, credo, o 90 mila
  euro   l'anno,  cioè  parliamo  di  inezie,  mi  sembra  una   cosa
  assolutamente controtendenza.
   Per  cui,  sono  dell'avviso  che,  forse,  sarebbe  il  caso   di
  accantonare,  Presidente, questo articolo,  vedere  cosa  ne  pensa
  l'Assessore per il Territorio, che peraltro avendo firmato ieri  il
  provvedimento per il nuovo CRU, che ha validità quadriennale, credo
  abbia  tutto  l'interesse  di mantenere il  funzione  un  organismo
  appena  insediato e quindi  o bocciamo l'articolo,  per  quanto  mi
  riguarda,  o aspettiamo l'Assessore per il Territorio e l'ambiente,
  che  ci  dica la sua, rispetto alle esigenze di mantenere  in  vita
  questo organismo.

   PRESIDENTE.  In  questo momento l'Assessore  Croce,  quindi  starà
  seguendo i lavori, sta chiudendo il patto per il Sud, non ho capito
  bene,  mi  comunica  che non è un emendamento del  Governo,  che  è
  uscito   fuori   dalla  Commissione  e  che  lui  è   completamente
  disinteressato  alla  soppressione del CRU.  L'Ha  detto  in  altri
  termini più coloriti, ma che io non posso riferire.
   Non  è d'accordo con questa norma che prevede la soppressione  del
  CRU,  perché è una norma che è uscita fuori dalla Commissione,  non
  so  che cosa.  Quindi, lui è contrario alla soppressione. Dico, per
  carità,  non  credo  che  lo smentisca, mi ha  chiamato  in  questo
  momento,  quindi  sarei dell'avviso di procedere  liberamente  come
  Aula, perché purtroppo bisogna vedere anche l'origine delle norme.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io resto  un  po'
  così, basito rispetto a quello che succede.
   Da una parte in Commissione si è data con la stessa motivazione: è
  un  provvedimento  che arriva dalla Commissione quindi  non  si  dà
  parere  favorevole;  dall'altra parte, capisco  che  le  lungaggini
  dello  stralcio  non   potevano  bloccare  l'iter  di  tanti  piani
  regolatori  perché mancava il CRU e quindi si era in  attesa  della
  norma.
   Però,  noi  dobbiamo ricordarci che è stata fatta una  norma  dove
  sono  stati nominati 30 componenti per il parere di competenza via-
  vas,  quindi  noi  con  la vicenda da una parte  abbiamo  allargato
  perché  abbiamo fatto questo comitato consultivo di 30  per  potere
  fare, dall'altra parte facciamo, lo capisco bene
   Ora, però, io ho avuto alcune esperienze, non sono appassionato ma
  penso   che  sia  meglio  su  questo  argomento,  con  la  presenza
  dell'Assessore,  dibattere perché se in presenza di  una  norma  di
  stralcio  si  è  proceduto a nominare il CRU in attesa  che  l'Aula
  decidesse,  a  me sembra che in questa vicenda qualche  chiarimento
  vada  fatto,  per  cui  accantonare l'articolo  anche  in  presenza
  dell'Assessore competente e ritorniamo alle cose di  prima,  queste
  sono  norme  che  non  sono  norme di finanziaria,  sono  norme  di
  competenza dove ogni assessore dovrebbe partecipare al dibattito in
  maniera normale. Non può essere l'assessore al Bilancio, seduto là,
  che  si  prende la briga di dare il parere favorevole o  contrario,
  per cui per quel che mi riguarda chiedo l'accantonamento.

   PRESIDENTE.  Se siamo d'accordo, ci sono  numerosi interventi,  lo
  accantoniamo  anche  perché  io ho riferito  quello  che  ha  detto
  l'Assessore,  ma è giusto che venga lui stesso in Aula  a  riferire
  come  la  pensa. Però, ribadisco, mi ha confermato  che  non  è  un
  emendamento  di  iniziative governativa e che  quindi  era  per  il
  mantenimento del CRU.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Volevo
  chiarire che è arrivata dalla IV Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo chiarire come  procedere;
  difatti,  mi  sta dicendo che non è di iniziativa governativa,  non
  c'entra  la  II  Commissione, mi ha detto espressamente  che  è  di
  iniziativa della Commissione, non stiamo qua dicendo se è giusto  o
  sbagliato,  attenzione, può essere che si sia convinta  in  maniera
  positiva  la  Commissione, però anche questo modo  di  interloquire
  telefonicamente mi sembra improprio, questo è il dato di base.
   Siccome  ci  sono  dei  colleghi che hanno richiesto  la  presenza
  dell'Assessore,  ed è un materia importante, che venga  l'Assessore
  ad assumersi le sue responsabilità.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  ricordo  una
  cosa  diversa  in  Commissione Bilancio, e  tra  l'altro  ero  pure
  intervenuto dicendo che il parere era contrario rispetto  a  questo
  emendamento.  Però  visto che l'Assessore, tra l'altro  sono  sulla
  stessa   linea  sia  dell'onorevole  Cascio,  perché  non  si   può
  sopprimere  un ente così importante che determina la pianificazione
  territoriale   regionale  e  demandare  ad  ogni  singolo   ufficio
  dell'urbanistica  territoriale  la pianificazione  territoriale  di
  ogni provincia, come se noi qui avessimo 9 stati diversi.
   Però, visto che l'Assessore ha detto che non è una norma voluta da
  lui,  le chiedo se possiamo invece procedere visto che è una  norma
  della  Commissione,  se  per  lui è  indifferente  procediamo  alla
  votazione  e  lo  bocciamo, perché mi pare che ci sia  una  volontà
  abbastanza ampia per bocciare l'articolo, decida lei, Presidente.

   PRESIDENTE.  Quindi, lei mi conferma che il Governo era  contrario
  in Commissione sostanzialmente.
   Presidente  Cascio,  io  vorrei che  si  evitasse,  perché  ripeto
  ritengo  improprio  che  l'assessore Croce mi  abbia  chiamato.  Lo
  accantoniamo   momentaneamente.  Se  l'assessore   Croce   ci   sta
  ascoltando,  può  venire  in  Aula  prima  della  chiusura   e   lo
  riprendiamo  e  dichiara lui stesso qual è la sua  intenzione.  Non
  vorrei poi sul si dice, ci siamo intesi male o altro. Questo non lo
  intendo  con  nessuno, né a me interessa fare la  ricostruzione  di
  quello che è successo in Commissione.

   CORDARO. Non c'è nessuna urgenza

   PRESIDENTE.  Perfetto,  quindi  lo  accantoniamo  momentaneamente;
  viene in Aula, dichiara qual è la posizione del Governo, può essere
  di  indifferenza, può a favore, può essere contrario, ma  sarà  lui
  stesso a dichiararlo.
   Possibilmente,  se  l'assessore Croce ci sta  ascoltando  e  vuole
  venire  stasera  per accelerare la procedura fa cosa  gradita,  non
  tanto a noi, ma a coloro che aspettano risposte.

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.

               Lavori in economia nel settore forestale

   1.  Le disposizioni di cui alla legge regionale 11 aprile 2012, n.
  24,  trovano applicazione entro il limite massimo di 1.000 migliaia
  di  euro anche per i lavori finanziati con fondi pubblici regionali
  ed  extraregionali eseguiti dai consorzi di bonifica per assicurare
  la  campagna  irrigua e la manutenzione delle reti  irrigue  e  dei
  canali, nei comprensori di propria competenza, con l'impiego  degli
  operai dei consorzi di bonifica, degli operai agricolo-forestali di
  cui  alla  legge  regionale  6 aprile  1996,  n.  16  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  e  di quelli  dell'Ente  di  sviluppo
  agricolo».

   Si  passa  all'emendamento 3.1, a firma Greco Giovanni, Di  Mauro,
  Lombardo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, mantengo l'articolo soppressivo
  perché  non vedo in Aula l'assessore per l'agricoltura. Quindi,  se
  devo  fare  una domanda all'assessore competente e non è  presente;
  pertanto,  o lo accantona perché mancano gli assessori  al  ramo  o
  altrimenti mantengo l'emendamento soppressivo.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Io penso che ogni articolo ha competenza in un settore  e
  se  noi chiediamo per ogni articolo la presenza degli assessori,  e
  non ne vedo qua molti assessori, rischiamo di non andare avanti.
   Quindi,  Presidente,  io  le chiedo di sospendere  la  seduta  per
  qualche  minuto per capire come andare avanti, visto  che  non  c'è
  quasi nessun assessore in Aula.

   PRESIDENTE.  Noi, però, dobbiamo essere consequenziali  su  quello
  che  facciamo. Io capisco l'intervento sia dell'onorevole Greco che
  dell'onorevole Tamajo, perché dal punto di vista del Regolamento  è
  corretto. Anche perché qua, purtroppo, noi ci troviamo ad esaminare
  uno  stralcio della finanziaria e tutto il Governo dovrebbe  essere
  presente. Non c'è una legge di settore.
   Però,  era  stato  fatto  un  lavoro in  II  Commissione  e  nelle
  Commissioni, se noi su ogni articolo diciamo che manca  l'assessore
  di  riferimento, se ci sono questioni di merito, qua deve prevalere
  il  buonsenso, come quella sul CRU, perché io ho capito che c'erano
  posizioni  divergente  ed  allora è  chiaro  che  è  importante  la
  presenza dell'assessore. Se non ci sono questioni di merito,  ma  è
  solo   una   questione  che  riguarda  il  Regolamento,  io   sarei
  dell'avviso  di  andare avanti. Poi, per carità,  se  insistono  su
  questa linea, accantoniamo ed aspettiamo gli assessori.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché mi voglio allineare
  alle  sue considerazioni, perché laddove non ci siano problemi  nel
  merito è giusto che l'Assemblea possa accelerare i lavori.
   Io  ho letto questo articolo per il quale avevo già manifestato in
  sede  di Commissione la mia contrarietà, e una prima sollecitazione
  che  veniva,  fra  l'altro, se non ricordo male, dal  Governo,  era
  quella  di  fare  in modo che una serie di lavori  di  manutenzione
  ordinaria   potessero  essere  fatti  con  una  certa  velocità   e
  ovviamente comprando tutto ciò che occorreva.
   Mi  riferisco ovviamente, trattandosi di consorzi di  bonifica,  a
  tubi  e  quant'altro,  utilizzando  la  procedura  dei  lavori   in
  economia, di cui alla legge 12, n. 24, articolo 1.
   Questa  norma  è  una norma molto generica che,  comunque,  faceva
  riferimento  alla opportunità dei lavori in economia con  un  certo
  importo.
   Qui,  invece,  noi  indichiamo un importo ben preciso,  si  tratta
  signor  Presidente  di un milione di euro, con la  specifica  della
  utilizzazione  di  impiego degli operai dei consorzi  di  bonifica,
  degli  operai agricolo-forestali di cui alla legge 16 e  successive
  modifiche  e  integrazioni  e  di  quelli  dell'Ente  di   sviluppo
  agricolo.
   Quindi  non ci saranno costi per operai giornalieri perché  questi
  già ci sono e sono dipendenti di queste varie strutture.
   Allora  qui noi ci troviamo dinanzi ad una gara di appalto  di  un
  milione che invece di essere fatta secondo le procedure di  cui  al
  nuovo Codice degli Appalti, o comunque della legislazione regionale
  vigente,  si procede all'acquisto attraverso, mi permetto di  dire,
  normativa di economato.
   Signor  Presidente, mi consenta, avere questa libertà di movimento
  da  parte dei dirigenti per un importo così rilevante non credo che
  sia qualcosa che si possa, di questi tempi, essere portata avanti.
   Signor  Presidente, la invito, pertanto, a soprassedere su  questo
  articolo,  a   far  sì che l'Assessore venga qui,  ci  illustri  in
  realtà  cosa  vuole dire questo articolo perché a mio parere  o  si
  tratta  della  necessità di fare un sistema così  come  quello  che
  riguarda  le  perizie  relative  ai  fondi  strutturali   per   cui
  unitamente  ad  una serie di attrezzature vengono anche  pagate  le
  giornate agli operai, ma se questo si esclude dalla specifica della
  norma  di  cui  all'articolo  3  allora  noi  ci  troviamo  dinanzi
  all'acquisto  soltanto  di strumentazioni  che  sono  funzionali  a
  rimettere in sesto reti idriche o cose, comunque, similari.
   Quindi,  si  tratta di un appalto, dell'acquisto di una  serie  di
  attività  che vengono ad essere messe a magazzino perché  si  possa
  agire con i lavori in economia.
   Credo  che  su questo dobbiamo riflettere perché si tratta  di  un
  margine  di  manovre e di comportamento da parte dei dirigenti  che
  supera  di  gran lunga quelle che sono - mi permetto di dire  -  le
  competenze di un normale direttore o ingegnere capo di consorzi  di
  bonifica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole  Di  Mauro  ha
  posto  una questione di merito, accantoniamo l'articolo 3 e  quindi
  lo tratteremo alla presenza dell'Assessore competente.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
        Assegnazione ad altre amministrazioni dei testimoni di
                               giustizia

   1.  All'articolo 1 della legge regionale 26 agosto  2014,  n.  22,
  dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

    6  bis.  Per  rafforzare l'azione di legalità e  concorrere  alla
  diffusione  dei  principi  di giustizia, il  personale  assunto  in
  applicazione  del comma 1 dell'articolo 1 può essere  assegnato  ad
  altre  pubbliche  amministrazioni che ne facciano  richiesta,  come
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 2 della  legge  regionale  31
  maggio 2005, n. 6. ».

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  tema  dei
  testimoni  di  giustizia  è  stato  approfonditamente  trattato  in
  Commissione Antimafia e poi in I Commissione.
   Questo  articolo  così  come è stato previsto  in  buona  sostanza
  finisce per colmare un gap che non è soltanto funzionale, perché lo
  è  anche, ma è anche un problema grave di sicurezza per i testimoni
  di giustizia.
   Io  non dilungherò molto il mio intervento perché sono sicuro  che
  l'Aula rispetto a questo tema non solo non può che essere sensibile
  ma, soprattutto, non è certo un tema sul quale ci si possa dividere
  tra maggioranza e opposizione.
   La  possibilità  dunque, il diritto dunque di far lavorare  questi
  testimoni  di  giustizia assunti dalla Regione siciliana  in  altri
  rami  della pubblica amministrazione diversificandone non  soltanto
  il  ruolo  ma anche il luogo risponde ad una serie di esigenze  che
  sono state studiate, che sono state confrontate anche con alcuni di
  loro in Commissione Antimafia prima, dicevo, e poi in I Commissione
  e per questa ragione io ne sollecito una immediata approvazione per
  un verso e peraltro sollecito il ritiro degli emendamenti.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sulla  vicenda
  testimoni   di  giustizia  credo  che  già  siamo  intervenuti   in
  quest'Aula  -  io  credo  di  averlo  fatto  personalmente  qualche
  settimana fa - per denunciare la paradossale condizione nella quale
  si  trovano  i 16 dipendenti della Regione siciliana che dovrebbero
  essere coperti e tutelati da una serie di misure per garantirne  la
  incolumità  e  che,  invece, inopinatamente, sono  stati  assegnati
  all'Ufficio di rappresentanza della Regione nella capitale. Esposti
  a  qualsiasi tipo di  pericolo e di vendetta da parte della mafia e
  senza  che il Ministero degli Interni abbia adottato alcuna  misura
  di protezione, neppure nella verifica delle persone che accedono  a
  quell'Ufficio.
   La   Commissione  Antimafia  ha  proceduto  ad  alcune  audizioni.
  Ascolteremo presto il Vice Ministro Bubbico anche per una serie  di
  ragioni  poco  chiare  relative  ai  titoli  specifici  di   alcuni
  testimoni  di  giustizia e per capire in base a quale  criterio  il
  Governo  regionale,  o  la  struttura  preposta,  abbia  deciso  di
  destinare questo personale ad una attività che, di fatto, non viene
  svolta.  Perché i testimoni di giustizia non lavorano, ricevono  lo
  stipendio  ma  non  lavorano; su 16 soltanto 3  esplicano  attività
  lavorativa,   gli  altri  rimangano  a  guardare   la   televisione
  all'interno  dell'Ufficio.  Sono  dichiarazioni  testuali  rese  in
  Commissione.  E  alcune  signore procedono  persino  al  lavoro   a
  maglia. Tutto questo non fa onore né al valore morale dei testimoni
  di  giustizia  che  hanno messo a repentaglio la propria  vita  per
  contribuire alla identificazione e all'arresto di alcuni mafiosi, e
  non  fa onore neanche alla Regione siciliana che in pompa magna  ha
  annunciato  l'approvazione di questa legge -  approvazione  che  ha
  voluto questa Aula, all'unanimità - e alle procedure di assunzione.
   Fermo   restando  tutto  questo,  signor  Presidente,  con  questo
  articolo,  con  l'articolo  4,  l'Assemblea  regionale   di   fatto
  consentirebbe ai 16 testimoni di giustizia di poter lavorare o  per
  conto della Regione Liguria, o per conto della Regione Lombardia, o
  per  conto di altre amministrazioni anche statali, pur restando  in
  carico alla Regione siciliana. Perché è bene sapere che i testimoni
  di  giustizia  non  vivono con le loro famiglie a  Roma  ma  vivono
  sparsi  in  altre  parti del nord Italia per misure  di  sicurezza,
  tanto  che  hanno  dovuto persino assumere  identità  e  generalità
  diverse da quelle anagrafiche.
   Per  queste  ragioni, signor Presidente, ritengo che assieme  alla
  possibilità,  come  ha  approvato  la  I  Commissione,  di   potere
  consentire  al  personale di essere assegnato  ad  altre  pubbliche
  amministrazioni che ne facciano richiesta, possa essere prevista la
  possibilità  che i 16, o chi vorrà dei 16 testimoni  di  giustizia,
  continuare a lavorare alle dipendenze e per conto e a favore  della
  Regione siciliana attraverso il sistema del telelavoro.
   Si  tratta di una soluzione che consentirebbe ai testimoni di  non
  uscire  di  casa,  di restare a lavorare per conto delle  strutture
  regionali  e di essere, quindi, ugualmente tutelati ai  fini  della
  incolumità loro, personale e dei loro familiari.
   Il  telelavoro  è previsto dal contratto collettivo regionale  del
  comparto non dirigenziale sin dal 2005, è previsto dall'articolo 71
  di  quel  contratto, basta procedere alla verifica delle attitudini
  individuali dei singoli soggetti, serve un accordo per le misure di
  protezione con il Ministero dell'Interno e il supporto dell'Ufficio
  speciale informatico.
   Ai  fini  procedurali  basterebbe una  attuazione  amministrativa,
  quindi  una  sorta di direttiva da parte del Governo regionale,  lo
  dico   alla   presenza  dell'Assessore  competente,  dell'assessore
  Lantieri, ecco perché mi sono permesso, assieme ai colleghi del mio
  Gruppo,  di  presentare  un emendamento,  recante  numerazione  4.3
   l'Amministrazione regionale per venire incontro alle  esigenze  di
  tutela  e  protezione  dei testimoni di giustizia  in  carico  alla
  stessa  Amministrazione, potrà avvalersi del telelavoro come  forma
  di prestazione lavorativa .
   Naturalmente,   il  lavoratore  dipendente  si  troverebbe   nelle
  condizioni di potere scegliere tra la prima opzione, cioè quella di
  andare  a  lavorare  per  conto di un'altra  Amministrazione  e  la
  seconda  opzione che gli consente di restare a lavorare  per  conto
  della  Regione  siciliana  e  di poterlo  fare  con  le  misure  di
  sicurezza di cui ha bisogno attraverso il telelavoro e sempreché le
  sue  specifiche  competenze  e  la  sua  preparazione  culturale  e
  attitudine fisica possa consentirgli di svolgere questa attività.
   Per  questa  ragione, signor Presidente, mi permetto di sottoporre
  alla benevolenza del Governo e dell'Aula il nostro emendamento  che
  credo  non  cozzi con quello già esitato alla I Commissione  e  che
  potrebbe  essere  senza dubbio uno dei rimedi  per  evitare  che  i
  nostri testimoni di giustizia facciano - uso un'immagine figurativa
  -   i  donatori  di  sangue  fino  all'anemia  a  favore  di  altre
  amministrazioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.1, a firma degli  onorevoli
  Greco Giovanni ed altri.

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.2, a firma degli onorevoli Falcone  ed
  altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'emendamento  4.2 è stato presentato in ragione di  una  posizione
  confusionaria che ha tenuto il Governo in Commissione  perché  alla
  domanda  quanti  fossero questi testimoni di giustizia  il  Governo
  prima non ha saputo rispondere, poi ha dato una cifra, ha detto che
  erano  13,  poi 43, poi addirittura è stato detto che  fossero  81;
  sostanzialmente, una risposta non è stata data.
   In  ragione di questo, noi comunque abbiamo garantito la copertura
  finanziaria  per tutti coloro che fossero già stati reclutati  onde
  evitare  anche  la  creazione  di un debito  fuori  bilancio  o  la
  impossibilità a poter pagare loro gli stipendi.
   Questo emendamento servirebbe a bloccare per 2 anni comunque nuove
  assunzioni,  atteso che ci sono anche limitate risorse finanziarie,
  però  se  il Governo - c'è la presenza sia dell'assessore  Lantieri
  che   l'assessore  Baccei   -  rassicura  l'Aula  sulle   possibili
  coperture finanziarie relative ad ulteriori reclutamenti di  questa
  categoria,  bene,  noi  non saremo quelli  che  facciamo  barricate
  contro   persone  che  hanno  lavorato  in  ragione  del  principio
  sacrosanto della giustizia e per l'amministrazione della giustizia.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 4.2 degli onorevoli  Falcone
  ed altri
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione..
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.3 degli onorevoli Musumeci ed altri.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati,  considerata  la
  bontà  delle dichiarazioni dell'onorevole Musumeci, per il  Governo
  il  parere  è  favorevole. L'importante è che non  ci  siano  costi
  aggiuntivi  per l'amministrazione. Siccome diventa una  scelta  per
  chi  ha  collaborato  con lo Stato e ha dato la  disponibilità  per
  tutto  il percorso che ha fatto, diventa una scelta che potrà  fare
  il lavoratore, il Governo dà parere favorevole. Grazie.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   intendo
  minimamente,  e quindi lo preannuncio, polemizzare con  i  colleghi
  Musumeci,  Ioppolo  e  Formica, però,  pongo  un  tema  in  maniera
  assolutamente   laica   e  distaccata  e   lo   volevo   sottoporre
  all'attenzione dell'intera Aula.
   Se noi stiamo proponendo all'Aula una legge che dia la possibilità
  a  questi  testimoni di giustizia di diversificare ruoli  e  luoghi
  proprio  per  dargli un lavoro concreto da svolgere in  luoghi  che
  abbiano una maggiore sicurezza, rispetto a quelli che fino ad  oggi
  li  ha  visti  ospitati,  a mio parere finiamo  per  realizzare  in
  qualche  modo  una contraddizione in termini quando  stabiliamo  la
  possibilità o il diritto al telelavoro.
   Infatti,  siccome questi soggetti sanno o devono sapere  che  sono
  lavoratori come tutti gli altri, ferma restando la sicurezza  della
  quale abbiamo prima parlato, sono convinto che costoro lavoreranno,
  ma sono convinto che, prima o poi, qualcuno ci chiederà di andare a
  controllare se questi lavorano da casa oppure no.
   Al  di  là dell'aggravio di spese, andiamo ad aggravare certamente
  un  percorso nel merito che secondo me non c'è motivo di aggravare.
  Fermo   restando   che   per  me  la  priorità   è   l'approvazione
  dell'articolo, credo che dovremmo avere cognizione e consapevolezza
  piena,  per  un  verso,  della possibilità dell'aggravamento  della
  spesa e, quindi, la certezza che l'aggravamento di spesa non ci sia
  e,  per  altro  verso, la necessità di non andare a  complicare  un
  percorso,  un procedimento che poi, se questi soggetti lavorano  da
  casa  o,  comunque,  da una località protetta,  si  determinerebbe,
  d'altro  canto,  la necessità ulteriore di andare a controllare  il
  lavoro che fanno, cosa che invece non accadrebbe nel momento in cui
  costoro    dovessero   lavorare   presso   una   qualsiasi    altra
  amministrazione pubblica.
   Vorrei  essere  rassicurato dagli uffici, infine -  e  concludo  -
  anche  sul  fatto che l'ipotesi della proposizione del  telelavoro,
  anche  soltanto  in  teoria, non ponga problemi di  impugnativa  di
  questo  articolo, perché ritengo che, anche sotto  il  profilo  del
  principio di uguaglianza con gli altri lavoratori, secondo  me,  ma
  ripeto   pongo   delle   valutazioni  all'Aula,   ma   in   maniera
  assolutamente  distaccata perché la priorità è  votare  l'articolo,
  vorrei  che  queste  mie segnalazioni, questi  miei  dubbi  fossero
  fugati prima di votare. Nel caso contrario ritornerei a chiedere ai
  colleghi di ritirare l'emendamento.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi dispiace  che
  con il vicepresidente della Commissione Antimafia, non ci sia stata
  una  preventiva  intesa, forse perché in quella seduta  in  cui  la
  Commissione  si  è occupata del tema l'onorevole  Cordaro,  si  era
  dovuto allontanare.
   Intanto,  non  stiamo parlando di un dipendente qualunque,  non  è
  vero  che  il trattamento dei testimoni di giustizia sia  uguale  a
  quello  degli altri dipendenti e c'è una ragione se i testimoni  di
  giustizia  per partecipare alla conferenza stampa devono  indossare
  una maschera. Questo è il primo dato.
   Il  secondo  dato  è  che il telelavoro - lo voglio  ricordare  al
  collega  Cordaro  -  esiste in Italia da  oltre  10  anni  e  viene
  applicato da tutte le amministrazioni pubbliche ed è una competenza
  dei  dirigenti dei rispettivi settori verificare la  qualità  e  la
  quantità del lavoro prodotto.
   E'  un  meccanismo  assolutamente semplice  ed  elementare.  Viene
  assegnato  un carico di lavoro e, entro un determinato periodo,  il
  lavoratore  dipendente  deve  potere produrre  quel  lavoro.  E  lo
  produce  in  condizioni di assoluta garanzia fisica e di  sicurezza
  proprio perché rimane a casa propria e a casa propria il lavoratore
  non si chiama più Musumeci ma si chiama Sammataro.
   Quindi,   assolutamente,  voglio  dire,  con  un'altra   identità,
  assolutamente  coperto  da ogni rischio e pericolo  perché,  se  il
  Ministero  degli  Interni  ha  previsto  per  questi  soggetti  una
  procedura particolare, se ha previsto una serie di misure, anche di
  ordine  finanziario,  particolari è perché si vuole  promuovere  la
  cultura della legalità per incentivare il cittadino che finora  non
  ha visto, non ha sentito e non ha parlato a cominciare a vedere,  a
  sentire, a parlare per consentire allo Stato di mettere le mani sui
  mafiosi  e sui criminali che si rendono protagonisti di particolari
  iniziative.
   Quindi,  quella  del  telelavoro,  che  non  è  incompatibile  con
  l'assegnazione ad altre amministrazioni, mi pare, e questo è  stato
  il   parere   della   Commissione,  una   soluzione   assolutamente
  compatibile   perché  il  lavoratore  dipendente  si  trova   nella
  condizione  di  dovere scegliere tra la prima e la seconda  opzione
  che  non  comporta ulteriori spese, lo voglio dire per  rassicurare
  l'assessore  Lantieri,  perché, in ogni  caso,  il  budget  per  il
  lavoratore dipendente, testimone di giustizia è stato già  previsto
  ed  è  già  accantonato, continuano a ricevere lo  stipendio  senza
  lavorare,  lo dico con chiarezza, senza lavorare e lo  dico  perché
  sono  stato  autorizzato  dagli stessi testimoni  a  dirlo  che  si
  sentono mortificati e avviliti a dovere ricevere lo stipendio senza
  che  nessuno  gli  dica cosa devono fare, per cui  saranno  loro  a
  decidere in Liguria, in Puglia, in Toscana, in Emilia, laddove sono
  stati dirottati dal Ministero dell'Interno, saranno loro a decidere
  se  restare  a casa a lavorare ancora per conto della  Regione,  ma
  lavorare seriamente o se, invece, andare in mobilità, o in comando,
  presso  altre  amministrazioni  che  potranno  essere  regionali  o
  statali.
   Per  carità,  noi ci muoviamo nell'ottica di dovere  consentire  a
  queste  risorse umane di continuare ad essere risorse umane per  la
  Regione  siciliana e, poi, saranno loro a decidere e, in  un  certo
  senso,  l'ufficio Personale della Regione, a decidere e  a  rendere
  compatibile  la  norma che noi ci accingiamo a  votare,  mi  auguro
  favorevolmente,  con  le  specifiche esigenze  di  sicurezza  e  le
  attitudini personali di ciascuno dei 16 dipendenti. Per cui,  lungi
  da  me  ogni tentativo di polemica ma ho voluto chiarire al collega
  Cordaro  e  a  quanti  altri  in Aula non  avessero,  sotto  questo
  aspetto,  chiaro il concetto e lo spirito della norma che  mi  sono
  permesso  di proporre, che si tratta di due soluzioni assolutamente
  compatibili  l'una  con l'altra. Dopo di che è  chiaro  che  io  mi
  adeguo  alla  maggioranza dell'Aula, il Governo già si  è  espresso
  favorevolmente e di questo non posso che prenderne atto. Grazie.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino ad  adesso
  mi  sono astenuto dall'entrare nel merito di questo argomento  che,
  mi   si   consenta,  conosco  abbastanza  bene  per  aver   gestito
  personalmente  in  varie situazioni testimoni  e  collaboratori  di
  giustizia.
   Il  grande  difetto di questa norma fin dall'origine è  quello  di
  essere  entrati  a  gamba tesa in una materia disciplinata  da  una
  legge   dello  Stato,  regolamentata  da  una  serie  di  procedure
  collaudate  nel  tempo, senza aver preventivamente  interessato  ed
  acquisito i pareri di quegli uffici che da anni sono ormai delegati
  alla  protezione  di persone particolarmente esposte  e  a  cui  va
  riconosciuto,  sicuramente, la massima delle tutele ed  il  massimo
  dei riconoscimenti.
   Forse c'è stata una emozionalità eccessiva sull'argomento per  cui
  si  è legiferato in modo molto veloce senza tener presente bene  le
  conseguenze. E non vorrei che questa ulteriore norma voglia mettere
  una  pezza  ad  errori  già compiuti che hanno  creato  dei  grossi
  problemi alla sicurezza ed alla funzionalità di un sistema.
   Ritengo  che, prima di andare a legiferare su una norma,  che  fra
  l'altro  ritengo  sia  di  natura amministrativa  perché  può  bene
  l'assessore  ed  il dirigente generale della Regione  assegnare  il
  personale  a  specifiche  unità  o prevedere  il  telelavoro  senza
  bisogno  che  ci sia una norma di legge che preveda il  telelavoro,
  credo  che  sia  estremamente  utile  un'intesa  con  il  Ministero
  dell'Interno,  con  gli  uffici competenti  da  cui  acquisire  gli
  elementi   per  poter  far  lavorare  queste  persone  in  assoluta
  sicurezza.
   Così  come  non ritengo giusto che ci siano testimoni di giustizia
  di  seria  A  e  di  serie  B come se qualcuno  fosse  arrivato  al
  traguardo  ed  altri,  domani,  non potranno  godere  degli  stessi
  benefici.
   Non  ritengo  che la Regione si fosse dovuta impegnare  su  questo
  argomento ma, una volta che l'ha fatto, trattiamo tutti i testimoni
  di  giustizia allo stesso modo senza figli e figliastri perché  poi
  diventerebbe veramente, come dire, indecente.
   Una  sola  domanda  all'assessore:  Ma  esiste  un  telelavoro  in
  Sicilia,  esistono degli uffici siciliani, della Regione siciliana,
  che usano il tele-lavoro? .
   Non lo so, ci dica lei se esistono, quali sono i presupposti, come
  si  potrebbe  fare. L'idea dell'onorevole Musumeci potrebbe  essere
  condivisibile ma, torno a dire, si scontra che tutta una  serie  di
  problematiche  e di conflittualità potenziali con  gli  uffici  del
  Ministero dell'Interno delegati alla protezione di queste  persone,
  si  scontra  con una serie di problematiche aperte per  la  Regione
  Sicilia  perché,  arrivati a questo punto, non  capisco  perché  il
  testimone di giustizia possa fruire del telelavoro e la persona che
  è affetta da handicap non lo possa fare.
   Credo   che  sia  molto  irrazionale  questo  modo  di  legiferare
  sull'onda  emozionale  e possibilmente anche sull'onda  di  qualche
  articolo   di  giornale,  sollecitato  dalla  presenza  di   alcuni
  testimoni  di  giustizia che hanno frequentato questo  Palazzo  per
  lungo  tempo  evitando di assumere delle iniziative legislative  di
  cui poi dobbiamo renderci conto della conseguenza.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pensavo che  su
  questo  articolo  non ci fosse alcun bisogno di  intervenire  anche
  perché eravamo già in fase di voto e, quindi, anche da questo punto
  di vista, c'è stata un po' di irritualità.
   Purtuttavia,  i chiarimenti quando giungono sono sempre  benvenuti
  ma  io non vedo di quali chiarimenti si sta parlando. Innanzitutto,
  l'emendamento,  una  facoltà in più ed è,  secondo  me,  necessario
  anche alla luce delle dichiarazioni che il Governo - lasciamo stare
  ciò  che  è  apparso  sulla stampa o sui giornali  -  ha  fatto  in
  commissione, cioè che queste persone sono costrette a stare a  Roma
  in  una  stanza  tutte  assieme e, spesso, assieme  anche  ai  loro
  carnefici,  cioè  a  coloro  i  quali magari  usufruiscono  di  una
  protezione per altri versi.
   Quindi, l'emendamento che dà ed offre una modalità di utilizzo più
  razionale,  più sicuro, più certo della collaborazione, del  lavoro
  che  queste  persone  possono  dare  alla  Regione  o  allo  Stato,
  certamente controllabile, perché non vedo come si possa pensare che
  sia  difficile controllare il telelavoro oggi nel 2016 quando tutto
  il mondo, pubblico e privato, va verso la promozione del telelavoro
  stesso. Quindi, non vedo proprio nessuna difficoltà.
   E,  qualora dovessero esserci degli impedimenti, dovessero nascere
  delle  difficoltà, ma che è il primo di segno di legge  che  questo
  Parlamento vota e di cui il Governo, in fase attuativa poi, non  ne
  tiene  conto e, purtroppo, con conseguenze anche spesso gravi sulla
  pelle di lavoratori, come tutti ben sappiamo?
   Quindi,  io invito il Parlamento a votarlo, perché è una  modalità
  non  è  un  obbligo e, ove questa modalità può trovare applicazione
  supportata  da elementi scientifici e tecnici, penso che  risolverà
  molti  dei  problemi  che  lo  stesso  Governo  ha  denunciato   in
  commissione.
   Quindi, ritengo la discussione pretestuosa ed invito il Parlamento
  a votarla rapidamente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.3.
   Il Governo si è già espresso. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo dire che il
  contratto  collettivo  regionale prevede  il  telelavoro.  Infatti,
  viene  utilizzato  da  alcune  società,  con  richiesta  fatta  dal
  personale  che,  per  esigenze ed anche  per  malattia,  può  farne
  richiesta  con una contrattazione regionale con i sindacati  e  può
  avvalersi del telelavoro.
   Ripeto,  la norma prevede che non per forza debbano farlo ma  deve
  essere su richiesta del lavoratore.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                               «Art. 5.
       Attuazione Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e
                             del Consiglio
            del 25 ottobre 2012 sulla efficienza energetica

       1.  Per  il perseguimento delle finalità della Direttiva
     2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio  del  25
     ottobre  2012  sulla  efficienza  energetica,  la  Regione
     aderisce  al  programma  statale  di  cofinanziamento   di
     sostegno  per  la realizzazione di diagnosi energetiche  o
     per  l'adozione di sistemi di gestione conformi alle norme
     ISO  50001  a  favore delle PMI con sede  o  unità  locale
     interessata  dall'intervento ubicata nel territorio  della
     Regione, di cui all'avviso pubblico approvato con  decreto
     del Ministero dello sviluppo economico di concerto con  il
     Ministero  dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
     del  mare  del 12 maggio 2015, secondo le disposizioni  di
     cui  all'articolo 8, commi 9 e 10, del decreto legislativo
     4   luglio   2014,   n.  102,  mediante  l'erogazione   di
     contributi   in  conto  capitale,  nell'osservanza   delle
     disposizioni  del  Regolamento  (UE)  n.  651/2014   della
     Commissione  del  17  giugno 2014. Per l'attuazione  della
     prima  annualità del programma di cui al suddetto  decreto
     ministeriale   12   maggio  2015,   è   autorizzata,   per
     l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 900 migliaia  di
     euro quale quota di cofinanziamento regionale.

       2.  All'onere  di cui al comma 1, si provvede  a  valere
     delle  disponibilità  della  Missione  20,  Programma   3,
     capitolo   613924   del   bilancio   della   Regione   per
     l'esercizio finanziario medesimo».

   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  soppressivi:

   - 5.1 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri;
   - 5.4 a firma degli onorevoli Falcone ed altri;
   - 5.2 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri;
   - 5.3 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri;

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  nei
  confronti  degli  uffici. Vorrei capire  una  cosa,  perché  io  ho
  presentato due emendamenti che riguardano la riduzione della  spesa
  da  900  migliaia di euro a 400 nel 2016 ed a 500 nel 2017,  perché
  ritengo  che  questo  stanziamento non potrebbe  essere  utilizzato
  interamente in questo anno.
   Quindi,  vi  era una dilazione dell'impegno. Ma questi emendamenti
  non li trovo nel testo. E' successo qualcosa?

   PRESIDENTE.   Non  risultano  presentati  emendamenti,   onorevole
  Falcone. Ci sarà stato un errore di trasmissione telematica. Se  ne
  faccia una ragione.

   FALCONE. Mi rimetto alla Presidenza.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo solo per sottolineare l'importanza di  questo
  articolo  che  sostanzialmente è a sostegno delle piccole  e  medie
  imprese perché questo finanziamento che è al 50 per cento, il resto
  lo  mette  lo  Stato, è per un'attività di odi  per  permettere  le
  piccole  e medie imprese di avere accesso a delle importanti  linee
  di  finanziamento. C'è né una di 40 milioni, altre 30 milioni,  per
  cui l'approvarlo vuol dire aiutare le piccole e medie imprese nello
  sviluppo  e  quindi attraverso l'accesso a ulteriori finanziamenti.
  Per questo è molto importante.

   PRESIDENTE.   Gli  emendamenti sono tutti  soppressivi.  Pongo  in
  votazione  l'articolo  5.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
               Accesso online al registro delle imprese

       1.  Per  lo  svolgimento dell'attività  di  vigilanza  e
     controllo  sulle  imprese  cooperative  e  loro  consorzi,
     aventi  sede nel territorio della Regione, il dipartimento
     regionale  delle  attività  produttive  è  autorizzato   a
     stipulare  convenzioni per l'accesso  online  al  registro
     delle imprese.

       2.  Per  le  finalità  del comma 1, è  autorizzata,  per
     l'esercizio  finanziario 2016, la spesa di 15 migliaia  di
     euro (Missione 14, Programma 1).

       3.  All'onere  di  cui al comma 2 si fa fronte  mediante
     riduzione  di  pari importo dell'autorizzazione  di  spesa
     prevista,  per l'esercizio finanziario 2016, dal  comma  2
     dell'articolo 16 della legge regionale 7 maggio  2015,  n.
     9 (Missione 13, Programma 4, capitolo 413345)».

   Tutti gli emendamenti all'articolo 6 sono ritirati. L'Assemblea ne
  prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Competenze del dipartimento regionale del lavoro e
             del dipartimento regionale dei beni culturali

       1.   Il    Fondo  siciliano  per  l'assistenza   ed   il
     collocamento  dei lavoratori disoccupati ,  istituito  con
     l'articolo 8 del decreto legislativo del Presidente  della
     Regione 18 aprile 1951, n. 25, è soppresso.

       2.  Gli interventi già previsti dalle leggi regionali  a
     carico  del  Fondo  di  cui  al comma  1  rientrano  nelle
     competenze  amministrative del dipartimento regionale  del
     lavoro,  dell'impiego, dell'orientamento,  dei  servizi  e
     delle  attività formative, secondo modalità  definite  con
     decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  famiglia,  le
     politiche  sociali e il lavoro di concerto con l'Assessore
     regionale  per  l'economia,  da  emanarsi  entro  sessanta
     giorni  dalla  data  di entrata in vigore  della  presente
     legge.

       3.   Il   Centro  regionale  per  la  progettazione,  il
     restauro  e per le scienze naturali ed applicate  ai  beni
     culturali   ed  il  Centro regionale per l'inventario,  la
     catalogazione  e  la documentazione grafica,  fotografica,
     aerofotografica   e  audiovisiva ,  istituiti   ai   sensi
     dell'articolo  9 della legge regionale 1 agosto  1977,  n.
     80,   quali   organismi   tecnico-scientifici   sotto   la
     vigilanza  dell'Assessorato regionale dei beni  culturali,
     sono soppressi.

       4.  Le  attività  già previste dalle leggi  regionali  a
     carico  dei  Centri  di  cui al comma  3  rientrano  nelle
     competenze  amministrative del dipartimento regionale  dei
     beni   culturali   e   dell'identità  siciliana,   secondo
     modalità  definite  con  decreto dell'Assessore  regionale
     per  i  beni culturali e l'identità siciliana di  concerto
     con  l'Assessore  regionale per  l'economia,  da  emanarsi
     entro  sessanta  giorni dalla data di  entrata  in  vigore
     della presente legge.

       5.  In  attuazione delle disposizioni di cui al presente
     articolo,   il   Ragioniere  generale  della   Regione   è
     autorizzato  a  disporre  le  conseguenti  variazioni   di
     bilancio».

   Abbiamo  metà degli Assessori presenti, nel senso che  l'Assessore
  al  Lavoro  è presente, l'Assessore ai beni culturali no.   Andiamo
  avanti.
   Gli  emendamenti  soppressivi  a firma  degli  onorevoli  Greco  e
  Falcone sono ritirati?

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   tenuto  conto
  che nel corpo di questo articolo c'è la soppressione del Centro per
  il  restauro ed è materia che ha avuto una larga eco sulla  stampa,
  tenuto  conto che non c'è l'Assessore io suggerirei di accantonarlo
  per fare una discussione di merito.

   PRESIDENTE. Scusate, manca l'Assessore di riferimento. Se  abbiamo
  scelto un criterio è inutile. L'articolo 7 è accantonato.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
       Prestiti in favore del personale regionale in quiescenza
                             e in servizio

       1.  Dopo  il  comma 14 bis dell'articolo 15 della  legge
     regionale  14 maggio 2009, n. 6, introdotto dal  comma  60
     dell'articolo 11 della legge regionale 9 maggio  2012,  n.
     26  e  successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti
     i seguenti commi:

        14 ter. Le disponibilità finanziarie delle gestioni  di
     cui  all'articolo 13, comma l, lettera a) del decreto  del
     Presidente della Regione 23 dicembre 2009, n. 14,  possono
     essere  utilizzate  per prestiti in favore  del  personale
     regionale   collocato  in  quiescenza,   in   misura   non
     superiore al 90 per cento delle somme spettanti  a  titolo
     di  indennità  di  buonuscita o del  trattamento  di  fine
     rapporto.  La concessione del prestito è subordinata  alla
     cessione,  ai  sensi degli articoli 1267  e  seguenti  del
     codice  civile, da parte del richiedente,  in  favore  del
     Fondo  pensioni Sicilia, del credito vantato a  titolo  di
     indennità  di  buonuscita  o  del  trattamento   di   fine
     rapporto maturato.

       14  quater. Le disponibilità finanziarie delle  gestioni
     di  cui  all'articolo 13, comma 1, lettera a) del  decreto
     del  Presidente  della Regione 23 dicembre  2009,  n.  14,
     possono  essere,  altresì,  utilizzate  per  prestiti   in
     favore  del  personale in servizio  per  spese  per  studi
     universitari  e  post  universitari  per  i  figli,  nella
     misura  massima di 20.000 euro per figlio, fermo  restando
     il  limite  del 70 per cento dell'ammontare dell'indennità
     di  buonuscita o del trattamento di fine rapporto maturato
     alla  data  di presentazione dell'istanza. La  concessione
     del  prestito  in  favore del personale in  servizio,  per
     studi  universitari e post universitari  per  i  figli,  è
     rimborsata  mediante trattenuta di un  quinto  disponibile
     dello stipendio. ».

   All'articolo  8  è  stato presentato l'emendamento  soppressivo  a
  firma dell'onorevole Greco Giovanni. Lo ritira?

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
        Iniziative volte alla promozione di start up, restart,
            incubatori e acceleratori dello sviluppo locale

       1.  L'Assessorato  regionale delle  attività  produttive
     promuove e finanzia le attività di seguito indicate:

       a)  creazione di start up con idee innovative e creative
     che  abbiano  una  ricaduta immediata  sul  territorio  in
     termini di processo, prodotto o servizio offerto;

       b)  promozione di restart con idee innovative e creative
     che  abbiano  una  ricaduta immediata  sul  territorio  in
     termini di processo, prodotto o servizio offerto;

       c) costituzione di acceleratori dello sviluppo locale  e
     laboratori  territoriali  nelle  aree  siciliane  che   ne
     risultino sprovviste;

       d)  creazione di nuove imprese che presentano iniziative
     finalizzate  all'introduzione di innovazioni  di  prodotto
     e/o di processo, anche nei settori tradizionali;

       e)  costituzione di incubatori di start up e di spin off
     della  ricerca  pubblica, di acceleratori  dello  sviluppo
     locale  e di laboratori territoriali per la promozione  di
     nuove  idee imprenditoriali e di innovazione sociale nelle
     aree  siciliane  a  più  elevato fabbisogno  e/o  dove  ne
     risultino sprovviste.

       2.  Per  la realizzazione e direzione delle attività  di
     cui  al  comma  1, l'Assessorato regionale delle  attività
     produttive  affida  ad  una  delle  società  regionali  in
     house, previa convenzione/contratto:

       a)  l'istruttoria  delle domande di  accreditamento  dei
     servizi di affiancamento e consulenza alle imprese;

       b) l'istruttoria delle domande inviate per i percorsi di
     start up e restart;

       c)   l'istruttoria   delle  domande   inviate   per   la
     costituzione di acceleratori e laboratori territoriali;

       d)  la  valutazione delle domande relative alle  lettere
     a), b), c), d) ed e) del comma 1.

       3.   La   società   regionale  in   house,   per   conto
     dell'Assessorato regionale delle attività  produttive,  ai
     fini  del  raggiungimento degli obiettivi di cui al  comma
     1,   predispone   un  bando  a  sportello.   L'Assessorato
     regionale  delle  attività produttive, in  attuazione  del
     bando,   eroga  le  agevolazioni  finanziarie  di  seguito
     indicate:

       a)  contributi,  di  cui una parte  a  fondo  perduto  e
     l'altra  con  fondo di rotazione, e ogni  altra  forma  di
     intervento  finanziario a favore delle imprese  start  up,
     in conformità all'ordinamento comunitario;

       b)  contributi,  di  cui una parte  a  fondo  perduto  e
     l'altra  con  fondo di rotazione, e ogni  altra  forma  di
     intervento  finanziario a favore delle imprese, costituite
     da non più di 36 mesi, impegnate nei progetti di restart;

       c)  incentivi, contributi, sovvenzioni, di cui una parte
     a  fondo perduto e l'altra con fondo di rotazione, e  ogni
     altra  forma  di  intervento in favore  della  nascita  di
     acceleratori   dello   sviluppo   locale   e    laboratori
     territoriali  che  forniscano assistenza e  collaborazione
     alle imprese nel territorio siciliano;

       d)   contributi   e  ogni  altra  forma  di   intervento
     finanziario a favore degli aspiranti imprenditori e  delle
     imprese   beneficiarie   per  la  fruizione   di   servizi
     accreditati  di  affiancamento  alle  imprese,   di   tipo
     logistico    e   tecnico,   localizzate   sul   territorio
     siciliano;

       e)  incentivi, contributi, sovvenzioni alle imprese  che
     assumono   ricercatori,  dottori  di  ricerca   o   figure
     professionali  altamente qualificate (master  universitari
     di II livello, esperienze di ricerca di almeno un anno).

       4.  La società regionale in house conclude l'istruttoria
     delle  domande di agevolazioni di cui al comma 3 entro  45
     giorni dalla presentazione; l'Assessorato regionale  delle
     attività  produttive  eroga  le  agevolazioni  finanziarie
     entro i successivi 45 giorni.

       5.  La  società  regionale  in  house  per  conto  della
     Regione,  attua  le  presenti disposizioni,  nel  rispetto
     degli  obiettivi  di  cui al comma 1, mediante  le  azioni
     realizzate con gli strumenti di cui al presente  articolo,
     stipulando  specifici accordi con enti locali,  camere  di
     commercio,    industria,   artigianato   e    agricoltura,
     università   e   poli   di  ricerca  e   di   innovazione,
     associazioni   di  ricercatori  universitari   e   giovani
     imprenditori,  distretti produttivi, agenzie  di  sviluppo
     locale ed istituzioni bancarie.

       6.  Le PMI, anche tramite i soggetti finanziatori,  sono
     obbligate  a fornire alla società regionale in  house  una
     dichiarazione   sottoscritta  dal  legale   rappresentante
     relativa  a  qualsiasi altro aiuto  de  minimis   ricevuto
     sotto   forma  di  garanzia  e  l'importo  del  contributo
     concesso.

       7.  Le  garanzie  ed i contributi, nell'ambito  del   de
     minimis , sono cumulabili, sul medesimo investimento,  con
     le altre agevolazioni previste dal presente articolo.

       8.  Possono beneficiare delle agevolazioni di  cui  alle
     lettere a), b) ed e) del comma 3, i seguenti soggetti:

       a) aspiranti imprenditori che completino l'iscrizione al
     registro   delle  imprese  delle  Camere   di   commercio,
     industria, artigianato e agricoltura della Regione di  una
     delle  startup  entro  30  giorni  dall'approvazione   del
     finanziamento dei progetti presentati;

       b)  start  up  innovative iscritte all'apposita  sezione
     speciale  del  registro  delle imprese  presso  una  delle
     Camere  di commercio, industria, artigianato e agricoltura
     della  Regione, ai sensi dell'articolo 25 della  legge  17
     dicembre 2012, n. 221;

       c)  PMI  iscritte al registro delle imprese  presso  una
     delle  Camere  di  commercio,  industria,  artigianato   e
     agricoltura  della Regione da non più  di  36  mesi  dalla
     data di presentazione della domanda;

       d) PMI innovative, come definite all'articoo 4, comma 1,
     del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3;

       e) spin off aziendali;

       f)  spin  off  della ricerca pubblica  (universitari  ed
     accademici).

       9.  Possono  beneficiare delle agevolazioni di  cui  lla
     lattera  c)  del  comma 3 anche persone fisiche  e  liberi
     professionisti in forma singola o associata.

       10.  L'Assessorato regionale delle attività  produttive,
     entro  60  giorni  dalla data di entrata in  vigore  della
     presente  legge individua, mediante decreto,  i  requisiti
     di  ammissibilità alle agevolazioni per i beneficiari  del
     finanziamento  per le start up e restart e  i  criteri  di
     valutazione dei progetti.

       11.  Gli  interventi finanziari a favore  delle  imprese
     start  up e restart di cui alle lettere a) e b) del  comma
     3  sono erogati, ciascuno, in misura non inferiore ad euro
     50.000 euro e non superiore ad euro 1.000.000.

       12.  In  favore degli acceleratori di sviluppo locale  è
     erogata, complessivamente, la somma di euro 4.000.000  nel
     triennio 2016-2019.

       13.  Gli  oneri  finanziari di cui al presente  articolo
     trovano  rispondenza nell'ambito delle  risorse  a  valere
     sul  PO FESR, Strategia regionale dell'innovazione per  la
     specializzazione intelligente S3, obiettivo tematico  1  e
     parzialmente   obiettivo  tematico   3,   specificatamente
     finalizzate   ad  interventi  inerenti  le  politiche   di
     ricerca ed innovazione per euro 10.000.000.

       14.  La società regionale in house trasmette annualmente
     all'Assessorato  regionale delle attività  produttive  una
     relazione sulla gestione delle risorse trasferite e  sulle
     attività   realizzate,  da  pubblicarsi   sul   sito   web
     istituzionale dell'Assessorato».

       All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti a
     firma dell'onorevole Greco Giovanni ed altri. Li ritira?

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  io  colgo  l'occasione  di   questo
  articolo che in origine era stato fatto in Commissione proprio  per
  evitare  lo  scioglimento,  la messa in  liquidazione  di  Sviluppo
  Sicilia,   facendo   un  appello  al  Governo   nel   momento   che
  originariamente questo articolo tendeva proprio ad evitare la messa
  in  liquidazione,  nel  momento che non è stato  ancora  emesso  il
  decreto  di  liquidazione,  io ritengo che  su  questa  vicenda  di
  Sviluppo  Sicilia  debba  essere fatta una riflessione  seria,  nel
  senso  che praticamente nel momento che questi 70 dipendenti  hanno
  le  professionalità per potere fare l'assistenza a quelle che  sono
  le  misure,  una tra queste di verificare l'opportunità,  ma  anche
  l'importanza,  se è possibile, avendo le commesse  e  avendo  anche
  tutti  gli  assessori  dichiarato di essere favorevoli  a  dare  le
  commissioni a Sviluppo Sicilia, di verificare la possibilità  della
  non messa in liquidazione di Sviluppo Sicilia.
   Anche  perché  rispetto  ad altre situazioni  qui  vi  sono  delle
  professionalità che possono essere utilizzate per usi produttivi.
     Ecco,  questo  è  un appello, è una riflessione  che  faccio  al
  Governo  dal momento in cui qui è stato fatto giustamente,  essendo
  anche  in  corso  la procedura di liquidazione, è  stato  messo  in
  questo  articolo che possono essere le partecipate  o  regionali  a
  dare l'assistenza.
   Io  credo  che in quelle partecipate, se si sceglie  di  fare  una
  strada  che  può  essere  produttiva per la Regione,  possa  essere
  ancora confermato Sviluppo Sicilia.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi,   non  tedierò molto l'Aula, questo  testo  è  transitato
  dalla II Commissione, sia come incardinamento del disegno di legge,
  sia come norma che era stata incardinata nella finanziaria e poi  è
  ritornata di nuovo in II Commissione.
   La   norma   ha   un   suo  senso,  cioè  quello   di   permettere
  sostanzialmente   l'accelerazione   della   spesa    sulla    nuova
  programmazione,  in  un  mondo che ormai  parla  di  una  disperata
  necessità di star up di imprese innovative, dopodiché gli obiettivi
  tematici sono esattamente quelli che possono finanziare questo tipo
  di  intervento  e  debbo dire che sono i soldi, onorevole  Falcone,
  della programmazione.
   Dopodiché,  io  credo che sia necessario che  poi  il  Governo  si
  attivi immediatamente per individuare qual è il soggetto istruttore
  e valutatore delle misure previste nella norma stessa.
   Poi,  riguardo l'intervento dell'onorevole Laccoto, io non  so  se
  sarà Sviluppo Sicilia che ha avuto le competenze e non le aveva per
  farle,  ma  l'importante è che ci siano le condizioni  per  mettere
  molti giovani soprattutto di una competenza elevata, vale a dire  i
  ricercatori  universitari, di potere giocare  una  partita  con  le
  risorse  delle nuova programmazione, provando a creare imprese  che
  producono  beni e servizi, cosa che sostanzialmente oggi  ci  manca
  nella speranza di invertire la tendenza di questa benedetta Sicilia
  che vede chiudere partite Iva ogni settimana.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  diciamo  che
  questa è una delle poche norme di sviluppo inserita in questa  mini
  finanziaria,  che  era già inserita nella finanziaria  approvata  a
  febbraio che poi, purtroppo, era stata stralciata.
   Io ritorno al fatto di Sviluppo Italia-Sicilia perché inizialmente
  in  questa  norma  veniva inserito che la fase di  start  up  degli
  incubatori, veniva assegnata a Sviluppo Italia-Sicilia, non  perché
  facevamo  un  favore a Sviluppo Italia-Sicilia, ma perché  Sviluppo
  Italia-Sicilia aveva le competenze ed ha le competenze per  portare
  avanti questo processo di start up e di incubatori di impresa.
   Io  credo  che sia complicato, assessore Baccei, che  questa  fase
  possa essere gestita dalla SAS, perché avevamo detto l'altra, e  lo
  ribadisco  anche  in quest'Aula, difficilmente la SAS  potrà  avere
  questa  attività  e potrà fare questa attività  perché  non  ha  le
  competenze.  Non  mi  risulta che ancora il personale  di  Sviluppo
  Italia  Sicilia sia transitato alla SAS e avevo anche detto  in  un
  incontro  con  l'assessore, eventualmente, di  trasferire  un  ramo
  d'azienda  di Sviluppo Italia Sicilia alla SAS, perché  trasferiamo
  anche il know how. Diversamente, non possiamo dare queste risorse e
  queste attività alla SAS.
   Dall'altro  lato,  vi  dico  anche, ma  perché  non  ritorniamo  e
  facciamo  un passo indietro rispetto alla liquidazione di  Sviluppo
  Italia Sicilia? E quindi la rendiamo di nuovo operativa, assessore?
   Le  chiedo di ascoltarmi cortesemente. Io le chiedo una cosa, l'ho
  chiesto  al  Presidente della Regione e lo  chiedo  qui  da  questo
  pulpito. Le chiedo, vi chiedo, di fare un passo indietro a Sviluppo
  Italia Sicilia.
   Sviluppo  Italia  Sicilia  in questi  anni  ha  dato  e  ha  fatto
  tantissima attività per i giovani soprattutto. Noi non abbiamo  più
  nessuno  che  fa  piccoli  finanziamenti  per  le  nuove  attività,
  soprattutto ai giovani, per cui è un rischio non rimettere in piedi
  Sviluppo Italia Sicilia. D'altronde poi rimettiamolo in piedi  però
  con  degli  amministratori - non me ne vogliano gli  amministratori
  che  c'erano  - degli amministratori che abbiano le competenze  per
  fare quello che deve fare Sviluppo Italia Sicilia.
   Se  noi  andiamo alla ricerca di dare l'incarico, per  l'incarico,
  credo che sbagliamo. Quindi un passo indietro da parte del Governo,
  perché Sviluppo Italia Sicilia possa rifare quello che ha fatto  in
  questi  anni  dal  '92  fino ad oggi. Cosa che  in  questo  momento
  nessuno può fare.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha la facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, vorrei approfittare della  presenza
  dell'assessore Marziano. Assessore, io leggo questa  norma  per  la
  quale  non  ho un'opinione negativa, nel senso che è una norma  che
  credo sia importante, e bene ha fatto il Governo, la Commissione, a
  sollecitare l'inserimento di questo articolo in questo  disegno  di
  legge.  Però, come lei vede, al punto A e al punto B  si  parla  di
  idee  innovative e creative, quindi, escludendo le attività  comuni
  che  possono  esserci,  artigianato, pesca,  comunque  attività  di
  imprese qualsiasi.
   Io  gradirei, assessore che rispetto all'Aula, e nei confronti  di
  questo  articolo 9, ci sia la certezza, e questa  ce  la  può  dare
  soltanto  lei, che nell'ambito delle risorse che sono destinate  ai
  fondi comunitari, ci siano altre disponibilità finanziarie che sono
  a  valere  di  artigiani, imprese e altre cose,  perché  altrimenti
  dovremmo inserirlo qua.

   PANEPINTO. E se non c'era questa legge dove lo inserivi?

   DI  MAURO.  Onorevole Panepinto, io sto facendo una riflessione  e
  non  sono, ripeto, contro la norma. Sto dicendo, se c'è un'attività
  tradizionale,   qui   noi  abbiamo  indicato  una   specifica   ben
  dettagliata  che esclude l'attività tradizionale. Se lei  assessore
  mi dice che ci sono nei fondi comunitari altre risorse destinate ad
  attività  tradizionali,  per  cui l'assessorato  procederà  secondo
  bandi,  quello  che  è,  io non discuto in questo  momento,  allora
  evidentemente  questo ci fa stare tranquilli perché si  sceglie  un
  canale  diverso  per  quanto riguarda  le  imprese  di  cui  si  fa
  riferimento  qui, che hanno caratteristiche innovative e  creative.
  Questa  è una norma specifica, che rispetto, però se lei ci  dà  le
  delucidazioni,  credo che potremmo essere tutti più  tranquilli  di
  esaminarlo con maggiore serenità.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi. Il tema che  stiamo  trattando  è
  sicuramente  uno  dei più importanti. Ci saremmo augurati  che  già
  nella  scorsa  finanziaria fosse stato approvato,  ma  così  non  è
  stato.
   Intanto, vorrei ricordare, così come tutti gli altri articoli  che
  sono  stati portati dalla Commissione Bilancio in questa Aula, sono
  passati tutti, nessuno escluso, dalle Commissioni di merito e hanno
  avuto  il  parere favorevole da parte delle Commissioni competenti.
  Quindi,  non  c'è  stato, nemmeno in questo caso, il  tentativo  da
  parte della Commissione di aggirare il Regolamento o di superare in
  produttività  le altre Commissioni che, anzi, hanno insieme  a  noi
  contribuito a scrivere questa manovra.
   A  che  serve questa manovra, onorevole Di Mauro che anche Lei  ha
  contribuito  a  scrivere  insieme  a  quanti,  da  Di  Giacinto,  a
  Panepinto,  Alloro,  Dipasquale,  Savona,  Lupo,  Clemente,   hanno
  insistito con grande attenzione, insieme al Movimento Cinque Stelle
  che  ha  aggiunto anche il termine  incubatori  che originariamente
  non  era  stato previsto, tutti insieme abbiamo cercato di scrivere
  una  norma per accelerare la spesa, per evitare che succeda  quello
  che  è  successo con gli ultimi finanziamenti che abbiamo avuto  da
  parte  della  Comunità Europea che si correva  il  rischio  di  non
  spenderli  tanto  è vero che adesso ci accingiamo ad  approvare  un
  articolo  che  dà  la possibilità di continuare a  spendere  queste
  risorse.
   In   pratica,   vedete,  se  andate  al  comma   3   qui   trovate
  immediatamente tutto ciò che può essere fatto: a) contributi di cui
  una parte a fondo perduto e tutte le varie voci. Quindi, per essere
  chiari,  non  sarà  una  distribuzione  a  pioggia,  ma  sarà   una
  distribuzione  secondo obiettivi tematici che sono  stati  previsti
  dalla  norma  e  che  fra  le  altre  cose  prevedono  incentivi  e
  contributi anche alle imprese che assumono ricercatori, dottori  di
  ricerca  o  figure  professionali  altamente  qualificate,   master
  universitari di secondo livello, esperienze di ricerca di almeno un
  anno  per  evitare che i nostri cervelli abbandonino la  Sicilia  e
  siano costretti ad andare fuori.
   Dopodiché  è  stato  posto anche il problema relativo  a  Sviluppo
  Italia  Sicilia.  Ma sia chiaro la norma non è  nata  per  Sviluppo
  Italia  Sicilia. La norma è nata per accelerare la spesa. Dopodiché
  tutti  insieme attraverso anche una mozione che è stata firmata  da
  tutti  i  deputati  abbiamo ritenuto che  Sviluppo  Italia  Sicilia
  avesse le competenze, le capacità e l'esperienza da potere svolgere
  le funzioni di soggetto istruttore.
   Nelle   more  che  approvassimo  questa  norma  è  chiaro  che   è
  intervenuto  un  provvedimento che ha portato allo scioglimento  di
  Sviluppo  Italia  Sicilia, una cosa che noi  come  Commissione  non
  abbiamo  accettato tanto è vero che abbiamo prodotto  una  mozione,
  approvata,  con  la  quale  invitiamo il Governo  a  riprendere  il
  discorso relativo alla Società e ai suoi lavoratori.
   Aspettavamo   anche   questa  mattina,  per  essere   chiari,   in
  Commissione   Bilancio  perché  vi  era  stata  una  proposta   del
  Presidente Cascio approvata da tutti i Capigruppo che voleva che il
  Presidente della Regione venisse in Commissione Bilancio e  venisse
  a  spiegare  qual  è  l'atteggiamento e  il  comportamento  che  il
  Governo vuole tenere nei confronti di tutti i lavoratori.
   Da  due  settimane non riusciamo a portare in Commissione Bilancio
  il  Presidente  Crocetta  in  maniera  tale  da  spiegarci  qual  è
  l'obiettivo  che  il Presidente della Regione ha nei  confronti  di
  questi lavoratori.
   Ma   nonostante  ciò  in  attesa  del  Presidente  la  Commissione
  Bilancio,  ripeto,  ha  prodotto tutti i  documenti  necessari  per
  garantire Sviluppo Italia Sicilia, garantire i lavoratori ma mi sia
  consentito  dire  garantire soprattutto  coloro  i  quali  vogliono
  investire, vogliono scommettersi e che non possono aspettare,  come
  è  successo fino ad adesso, che passino anni prima di potere  avere
  un progetto approvato.
   Per  questo  motivo  la  Commissione, ripeto,  che  ha  accolto  i
  suggerimenti  di tutte le Commissioni che su questa  vicenda  hanno
  voluto  esprimere  dei  pareri, ed è più di uno,  ha  provveduto  a
  sostituire  la  parola   Sviluppo Italia  Sicilia   con  la  parola
   affidata   ad   una  delle  società  regionali  in  house   previa
  convenzione .
   Ciò cosa significa per tranquillizzare tutti?  Che nel caso in cui
  il  Governo dovesse ritornare indietro e dovesse riportare in bonis
  e  in  vita Sviluppo Italia Sicilia essendo Sviluppo Italia Sicilia
  una società regionale in house può benissimo ritornare ad occuparsi
  di questa vicenda.
   Nel  caso  in cui ciò non è possibile abbiamo proposto  tutta  una
  serie di soluzioni, tra cui anche quella di una cessione di un ramo
  d'azienda, ma questi evidentemente non sono problemi, capacità  che
  competono   al   legislatore   ma   sono   poteri   che   competono
  all'amministratore  e in questo caso sarà il Governo  a  rispondere
  alla mozione presentata dalla Commissione.
   Per questo il parere della Commissione è favorevole.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché c'eravamo dati un metodo di lavoro. E non capisco perché per
  alcuni  Assessori assenti rinviamo l'articolo, per altri  Assessori
  invece facciamo finta che sono presenti.
   Le  chiedo  proprio per essere coerenti con il  nostro  metodo  di
  lavoro, di rinviare perché l'Assessore competente è assente.  Anche
  se  si chiama il Vice Presidente della Regione Lo Bello. Quindi  le
  chiedo  di  rinviare  il  punto perché è  giusto  e  perché  alcuni
  colleghi  hanno  dato  spunto  perché  si  possa  intravedere   una
  soluzione per questa Società Sviluppo Italia Sicilia. Vediamo se la
  Vice  Presidente della Regione ci può dare qualche idea per  potere
  salvare questa Società.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi  sono
  logorroico. Questa è una delle pochissime norme, tra finanziaria  e
  stralcio,   per   non   dire   l'unica  norma   fortemente   voluta
  dall'onorevole  Di  Giacinto che ne ha curato la  stesura,  che  si
  occupa  di  sviluppo in Sicilia. Esiste una procedura  dettagliata,
  tempi  certi, 45 giorni per l'accoglimento della domanda, 45 giorni
  successivi  per l'erogazione del credito. E' una norma moderna  che
  da  certezza  di tempi e di diritto, cosa che andiamo chiedendo  da
  molto  tempo. Perché in questa Terra non c'è certezza né dei tempi,
  né tanto meno dei diritti di ciascun cittadino.
   Questo  è  stato un po' il faro che ha illuminato il  percorso  di
  questa  norma;  fondi  per  lo  sviluppo,  certezza  di  procedure,
  certezza di tempi, certezza di diritti. Ma in tutto questo  c'è  un
  piccolo  insignificante problema, quasi insignificante: qual  è  la
  società, signori Assessori, che dovrà curare la gestione di  queste
  situazioni? Io non sono innamorato di Sviluppo Sicilia o di  altri,
  faccio  una  domanda molto chiara e molto semplice, in assenza  fra
  l'altro  dell'Assessore per le attività produttive. Quale procedura
  si  intende fissare e con quali mezzi, con quali risorse, con quali
  strumenti, per dare attuazione a questa norma. Fondamentale  perché
  i  giovani  siciliani che vogliono aprire una  impresa  riescono  a
  trovare delle risposte. Non vorrei che, come al solito, si dice che
  le  strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni. Questa
  è  una  ottima  intenzione ma non vorrei che  per  la  inefficienza
  complessiva  della Regione domani debba costituire  uno  dei  tanti
  macigni su cui si cammina verso le strade dell'inferno.
   Sotto  questo punto di vista occorre sicuramente una chiara, netta
  e  precisa  presa  di  posizione del Governo  che  dica  con  quali
  strumenti  attuativi  intende realizzare  questo  percorso  per  la
  startup  innovativa.  E  questo sarà un  argomento  che  riprenderò
  costantemente  ad ogni seduta, per ricordare i tempi ormai  biblici
  di  ciò che non viene realizzato. Non ci possiamo più permettere il
  lusso  di subire ritardi per le spese produttive e per dare  lavoro
  ai  giovani.  Ribadisco la mia richiesta: con  quali  strumenti  di
  attuazione si intende dare corso a questa norma?

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono altri iscritti a  parlare,
  però   dall'intervento   dell'onorevole  Greco   e   dell'onorevole
  Malafarina si sta ponendo un problema di merito, così ritengo  che,
  come  è  stato  già fatto per gli altri articoli, sia  il  caso  di
  accantonarlo e procedere più celermente.
   Però,  visto che ci sono degli iscritti a parlare, non sarò  certo
  io a impedire gli interventi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io sono
  d'accordo  con  l'idea dell'approfondimento dell'articolo  per  una
  ragione   molto  semplice  anche  in  questo  caso  e  mi   rivolgo
  soprattutto agli assessori presenti senza alcuno spirito  polemico,
  assessore  Baccei, perché vorrei ricordare all'Aula ma  soprattutto
  al Governo che quando in sede di Finanziaria si affrontò il tema di
  Sviluppo  Italia Sicilia la nostra richiesta pressante  era  quello
  appunto  di  evitare di svendere il no out che avevamo al  servizio
  della  nostra Regione appunto il riferimento era preciso a Sviluppo
  Italia Sicilia affidandolo a società terze, esterne con aggravi  di
  spesa  e con la ovvia conseguenza della perdita di posti di lavoro.
  Si  era detto infatti qualcuno aveva parlato di forme, aveva  messo
  nella  discussione  altre  cose e ricordo perfettamente  a  maggior
  ragione  che  quando io dissi, affrontai questa  argomentazione  da
  parte  di  molti  assessori regionali vi fu una corsa  a  dire   io
  affiderò   le   commesse  a  Sviluppo  Italia   Sicilia ,   ricordo
  l'assessore  Marziano,  ricordo l'assessore Cracolici,  ricordo  lo
  stesso  assessore  Baccei. Allora assessore, ripeto  con  esclusivo
  spirito  costruttivo,  ma davvero appena un  mese  dopo  da  quegli
  impegni  solenni presi in quest'Aula dinanzi a tutto il  Parlamento
  il  Governo  ci  deve,  direi  quasi  tra  virgolette  imporre,  di
  inaugurare un muro contro muro che su temi che riguardano posti  di
  lavoro  noi non vogliamo assolutamente inaugurare? Allora su questo
  tema  io prego il Governo di parlare una sola lingua, quindi se  la
  presenza dell'assessore Lo Bello, assessore competente al ramo, può
  avere  un senso che ben venga un breve rinvio perché a noi tutti  è
  chiaro  e parlo certamente dei colleghi che mi hanno preceduto,  Di
  Mauro, Greco e me stesso che l'art. 9 vada approvato, su questo non
  c'è  dubbio  Però, Presidente, se noi vogliamo veramente in  questo
  scorcio  di legislatura che ci separa dalla conclusione  di  questo
  mandato  instaurare  quanto meno per le norme  che  hanno  ricaduta
  diretta  sul  mantenimento  dei livelli occupazionali  un  rapporto
  serio  col  Governo, il Governo non può presentarsi in questo  modo
  perché  ribadisco  appena un mese fa erano stati  assunti  in  Aula
  impegni  solenni di parecchi assessorati che avrebbero affidato  le
  commesse a Sviluppo Italia Sicilia perché era evidente che a noi ma
  era  soprattutto evidente l'impegno del Governo che questa  società
  al  netto  della  corsa a sfavorire prima Tizio e poi  Caio  perché
  pareva  più  una lotta contro gli allora Presidenti  piuttosto  che
  contro  i  lavoratori, al netto di questo dico vi fosse l'interesse
  del Governo a preservare qualcosa di siciliano e dei siciliani

   PRESIDENTE.  onorevoli  colleghi,  come  ho  già  detto,  io  sono
  dell'avviso  di  accettare la richiesta di  accantonare  così  come
  abbiamo  fatto  per l'articolo 7, giusto per non  cambiare  un  po'
  quello  che  è  il  modo.  Vi invito pertanto  a  non  intervenire,
  accantonerò  questo articolo e volevo approfittare  della  presenza
  dell'assessore  Croce, che è arrivato, per tornare all'articolo  2,
  che avevamo accantonato per la stessa ragione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  musica  mi
  pare l'abbia aperta l'onorevole Di Mauro, che non si fa mai mancare
  quando  trova  norme  che  possono  essere  interessanti,  prova  a
  organizzare,  ma  questa  norma era in  seconda  commissione  e  il
  Governo l'ha riscritta insieme alla Commissione, per cui o  lei  ha
  tutti   e  12  gli  assessori,  fra  l'altro  c'è  chi  si  rivolge
  all'assessore  alla  formazione, cioè  se  dobbiamo  immaginare  di
  affossare  ancora la norma dopo che era arrivata in Aula  la  prima
  volta, bocciamola  Però senza usare tecniche, perché quando c'è  il
  duo  famoso, uno che si pone interrogativi, l'altro che  chiede  di
  rinviare  è  un  tentativo fastidioso di bloccare il  lavoro  delle
  Commissioni.

                Stralcio I Disposizioni stralciate /A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
                Stralcio I Disposizioni stralciate /A)

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la  terza  volta
  che chiedo la parola e vale anche per il Presidente Ardizzone.
   L'articolo  9  era  comunque un articolo che era  stato  condiviso
  dall'Aula,   dal  Parlamento  e  si  era  posto  un   problema   di
  inammissibilità durante l'approvazione della finanziaria.
   E'  ritornato,  ritengo  che è strumentale  in  attesa  che  torni
  l'assessore,  perché in Commissione Bilancio, l'assessore  è  stato
  anche sentito.
   Se  poi  noi  con  questo articolo che c'è un  problema:  noi  qui
  abbiamo  presentato un emendamento e lo illustrerà il  nostro  capo
  gruppo,  l'onorevole Falcone, semplicemente noi siamo contrari  che
  la  gestione dei fondi siano quelli della programmazione perché  se
  ne parlerà nel 2017. Siccome la stessa esperienza ahimè, sarà con i
  cantieri di lavoro, tanto voluti dall'opposizione e approvati,  ama
  da  un'interlocuzione  con  l'assessore Miccichè,  sembrerebbe  che
  partano  ad ottobre allora se sei vuole dare una risposta immediata
  in  termini  di occupazione, di crescita e di sviluppo, l'assessore
  deve  semplicemente  dire quando partiranno  le  start  up,  quando
  avvieranno  i cantieri di lavoro, ma lo potrà dire pure,  dopo  che
  abbiamo approvato la norma.
   Vorrei  spendere  solo  due  parole per  Sviluppo  Italia-Sicilia.
  Questo  articolo  con Sviluppo Italia-Sicilia, non  c'entra  nulla,
  perché  come ben ricordava l'onorevole Cordaro, quando si è parlato
  della  ricapitalizzazione dello Sviluppo Italia-Sicilia, tutti  gli
  assessori  si  sono alzati dicendo:   noi daremo le  commesse,  noi
  abbiamo dato le commesse'.
   C'è  una  delibera  di  giunta  che  obbligava  gli  assessori,  i
  dipartimenti  e  i dirigenti a dare le commesse a  Sviluppo  Italia
  Sicilia,  delibera di Giunta che è stata disattesa dai dipartimenti
  e quindi dai direttori generali.
   Oggi  assessore Baccei, mi scusi su Sviluppo Italia - Sicilia,  si
  stanno susseguendo una serie di dibattiti, ma anche di richieste, è
  il  caso  che  si  conosca la posizione del Governo  perché  no  ci
  dobbiamo  prendere  in  giro,   i dipendenti  di  Sviluppo  Italia-
  Sicilia,  possono benissimo passare alla Sas, è una volontà  che  i
  dipendenti spesso hanno espresso in un comunicato.
   Se in Giunta si è proceduto alla modifica dello Statuto della Sas,
  non  è  assolutamente  vero che i dipendenti  di  Sviluppo  Italia-
  Sicilia,  non  possono  fare assistenza  tecnica  alla  Sas,  e  lo
  sappiamo  perché ciascuno porta il proprio curriculum non porta  il
  curriculum  della  società, quindi questo  Governo  deve  dire,  no
  bisogna   tornare  a  legiferare,  deve  dare  delle  risposte   ai
  lavoratori  che  non  può  dare  il  Parlamento  perché  sono  atti
  gestionali,  per cui la invito perché si tratta di 78  persone  che
  hanno   professionalità  non  nascondiamoci  dietro  l'approvazione
  dell'articolo o legiferar o meno, perché onestamente è mortificante
  per  i  lavoratori  ma  è anche un'offesa per  la  intelligenza  di
  ciascuno di noi.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo  e
  la  discussione  che  ne è conseguita mi da  l'impressione  di  due
  poveracci  a  cui  mancava il pane quotidiano  per  sopravvivere  e
  magari però progettavano di andare sulla luna.
   Perché  dico  questo Presidente? Perché leggendo  anche  le  prime
  righe  di  questo articolo si parla sempre di idee  innovative,  di
  idee  creative  in  più  punti  quasi  a  volere  sottolineare  una
  specificità  ad  escludendum. Ma noi, in questa  terra  martoriata,
  abbiamo  bisogno  si di idee innovative e delle  idee  creative  ma
  abbiamo soprattutto bisogno di sostenere chi vuole fare una impresa
  qualsiasi essa sia. Qualsiasi giovane abbia in testa di creare  una
  piccola impresa, a mio modo di vedere, dovrebbe in ogni caso essere
  aiutato  con tutti gli strumenti, anche qualora mi si risponda  che
  sono  previsti  altri  strumenti per aiutare  chi  vuole  fare  una
  piccola impresa.
   Ma  qui che con la disoccupazione galoppante che abbiamo, se fossi
  a decidere, non metterei dei freni, dei paletti, non metterei delle
  camere stagne, lascerei aperto a tutti. Detto questo, questa  norma
  è urgente e la dobbiamo fare velocemente.
   Secondo  punto:  veda  Presidente, nel  contesto  della  legge  si
  continua  a  parlare di società in house ed è giusto che  sia  così
  perché è giusto che la Regione si attivi ad una propria società  in
  house  per  espletare,  per accompagnare chi vuole  presentare  una
  domanda. Ed è capitato a me, Presidente, tantissime volte nel corso
  di  questi  anni che giovani che avevano intenzione di  aprire  una
  piccola  attività  e non sapevano come fare sono stati  indirizzati
  presso  gli  uffici di Sviluppo Italia e devo dire che hanno  avuto
  assistenza  piena  e  totale  con  la  successiva  erogazione   dei
  contributi  richiesti  da  parte dei  tecnici  di  Sviluppo  Italia
  Sicilia.
   Ora  mi  chiedo,  rispetto  agli svolazzamenti  totali  di  questo
  Governo che passa da una decisione all'altra e poi ritorna indietro
  sulle  decisioni,  perché  dal punto di vista  logico  si  venga  a
  spiegare  a  quest'Aula per quale motivo, nel  momento  in  cui  si
  rimette in piedi con la nuova programmazione dei fondi ora che  c'è
  la  possibilità, la necessità e l'urgenza di intervenire dal  punto
  di  vista  del supporto tecnico per potere finalmente  spendere  le
  provvidenze  europee e nazionali, perché ci si vuole privare  della
  esperienza, della capacità e del no out di Sviluppo Italia Sicilia.
  E'  una  vera follia, quindi io invito il Governo a presentare,  se
  vuole, un sub emendamento in cui specifichi in maniera tale che non
  ci  possono  essere più dubbi circa il futuro di questa  società  o
  comunque  degli apparati tecnici dell'esperienza e del no  out  che
  questa  società,  che  questi giovani, che  questi  impiegati,  che
  questi  addetti, che questi funzionari hanno accumulato  nel  corso
  degli  anni perché se no mi si dovrebbe dire come faranno coloro  i
  quali  hanno  intenzione di presentare i piccoli progettino  a  cui
  dava  assistenza  Sviluppo Italia Sicilia  non  essendoci  più  una
  società dovrebbero recarsi dove? A Roma, dovrebbero andare  a  Roma
  per  avere  assistenza, per aprire un bar, per aprire  una  piccola
  attività? E' un controsenso assoluto  Ma del resto, è uno dei tanti
  della  non  attività o dell'attività farraginosa e priva  di  senso
  logico da parte di questo Governo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   DI MAURO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, non è costume degli  inquilini  di
  questa  Assemblea  citare  colleghi  quando  intervengono   in   un
  provvedimento  che è all'esame e soprattutto quando  si  tratta  di
  norme  generali ed astratte. Ognuno se ne assume la responsabilità,
  perché  questo  intervento così accorato che ha  fatto  l'onorevole
  Panepinto vuole testimoniare che questa non è una norma generale ed
  astratta,  ma è una norma che lo stesso ha sollecitato al  Governo,
  per la quale ovviamente ha degli interessi specifici.
   Per quanto mi riguarda io sono dell'avviso che una norma di questa
  di  questo  tipo sia corretto farla, ho soltanto nel mio intervento
  inteso  allargare  il  raggio di azione della  norma  perché  possa
  essere consentito ad altri modelli di impresa di potere partecipare
  ad  un  avviso che la Regione siciliana o comunque una  società  in
  house possa fare. Null'altro che questo.
   Non  credo che sia corretto il comportamento del collega Panepinto
  che  apostrofa  me in maniera grave, ritenendo che io  abbia  fatto
  questo  intervento per ostruzionismo ad una sua iniziativa. Non  mi
  risulta  che  l'iniziativa sia sua personale, mi  risulta  che  sia
  un'iniziativa  del Governo e del Parlamento e l'idea  di  allargare
  questa spesa anche ad altri modelli d'impresa molto più semplice da
  quelli  che possono essere considerate idee creative ed innovative,
  credo che sia una cosa buona e giusta.
   Il  rancore personale dell'onorevole Panepinto nei miei  confronti
  non  trova  ragione di esplicarsi in questa attività che  è  quella
  legislativa  e  soprattutto quando si tratta  di  leggi  che  hanno
  questa portata.

                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Assessore  Baccei, in realtà su  questa  vicenda  delle
  start-up  devo  dire  che  ha  trovato personalmente,  e  non  solo
  personalmente, l'interesse non come singolo parlamentare  ma  anche
  del mio Gruppo parlamentare, del Gruppo di Forza Italia.
   Tuttavia, non è chiaro qual è non solo il modello, ma qual è anche
  il  sistema che noi stiamo utilizzando per garantire l'utilizzo  di
  queste  somme e in che modo soprattutto i giovani vengono coinvolti
  nell'avvio di queste iniziative.
   Allora  mi chiedevo, considerato che noi in questo momento abbiamo
  una serie di problemi legati alle politiche attive del lavoro e che
  in  questo calderone, di volta in volta, sono finiti una  serie  di
  operatori alcuni dei quali affronteremo negli articoli a seguire  a
  partire dall'articolo 14, se in questo processo di avvio di piccole
  e  medie  imprese  con  il coinvolgimento dei giovani  che  possono
  beneficiare   giustamente  di  un  contributo  per  avviare   delle
  iniziative   in  chiave  produttiva,  è  possibile   prevedere   il
  coinvolgimento  degli operatori di Sviluppo Italia.  Perché  questa
  società, come lei sa Assessore, ha delle competenze al suo  interno
  che  sono competenze che io ritengo trasversalmente la politica  in
  qualche  modo  ha  richiamato  attraverso  le  sue  iniziative   di
  carattere   legislativo,  di  impegno  politico   nel   territorio,
  competenze  che trovano riscontro nel fatto, al di là dell'attività
  politica, che tanti giovani negli anni hanno potuto beneficiare del
  sostegno delle attività di Sviluppo Italia.
   E  allora, mi chiedo se effettivamente sono stati posti in  essere
  una  serie  di  passaggi a cominciare, ad esempio,  dalla  modifica
  dello  statuto  della  partecipata  SAS,  se  non  fosse  possibile
  prevedere  il coinvolgimento di questi operatori all'interno  della
  suddetta  società, perché in questo momento noi abbiamo 78  persone
  di  Sviluppo  Italia che rischiano di sprofondare nella  condizione
  del  licenziamento  che  seguirebbe  alla  liquidazione  di  questa
  società  rispetto  alla quale, per essere chiari,  non  c'è  nessun
  approccio ideologico alla questione.
   Se  il  Governo  dice che Sviluppo Italia è una  società  che  può
  essere  salvata  e  che noi non poniamo in liquidazione  e  che  va
  incontro  alla  possibilità  di  essere  ricapitalizzata,  che   va
  incontro alla possibilità di ulteriori investimenti che ben  venga,
  viva  Sviluppo  Italia se Sviluppo Italia si  può  salvare.  Ma  se
  questo  non dovesse essere possibile e, soprattutto, se questo  non
  dovesse essere nelle corde e nel pensiero del Governo certamente un
  progetto alternativo ce lo dobbiamo dare.
   E'  stata  questa, mi rivolgo anche ai colleghi della maggioranza,
  la  strategia  d'uscita, la porta d'emergenza, ma  non  perché  noi
  siamo convinti che nella partecipata SAS possa annidarsi la fortuna
  di  questo  percorso  o il percorso ideale o  il  migliore,  perché
  comprendiamo  che,  di  fronte  al rischio  della  marginalità  che
  scaturirebbe  da  una chiusura della società che,  ripeto,  qualora
  dovessero  salvata per noi rappresenterebbe pur sempre  un'opzione,
  siccome  noi  temiamo, assessore Baccei, che questa opportunità  al
  momento  non venga rappresentata dal Governo, insistiamo  sull'idea
  che, anche dinanzi a quest'opportunità che è data dallo start up si
  consideri  la possibilità di coinvolgere queste competenze,  queste
  professionalità che si sono formate negli anni e che  possono  dare
  un  grande contributo al rilancio della piccola e media impresa che
  coinvolge i giovani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ho  lasciato  intervenire  tutti
  quanti proprio perché non si dica che questa Presidenza soffoca  il
  dibattito  parlamentare. Però, come già detto prima, essendo  stati
  sollevati  dei  problemi  di merito, così come  per  l'articolo  7,
  accantoniamo  l'articolo  9 e torniamo all'esame  dell'articolo  2,
  vista la presenza in Aula dell'Assessore Croce.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli  Sammartino,  Sudano,  Ioppolo,  Gennuso  e
  Claudia La Rocca.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  chiesto  di
  parlare prima proprio sull'articolo 2 e sulla funzione del CRU.
   Questo  articolo merita una riflessione, una riflessione di natura
  tecnica. Perché di natura tecnica? Perché dobbiamo tornare indietro
  a quando si era sentita la necessità di istituire un organo come il
  CRU.
   Qual  era  la  funzione del CRU? Il CRU è stato  istituito  quando
  l'Assessore,  prima della Bassanini, aveva sia il  potere  politico
  che  il potere gestionale, per cui era ovvio, anche naturale,  che,
  prima che l'Assessore emanasse il decreto anche di approvazione dei
  piani  regolatori generali, ci fosse un parere tecnico  e,  quindi,
  una Commissione, il CRU.
   Oggi,  è  un organo diventato pletorio, cioè che non snellisce  ma
  appesantisce  tutte  le  procedure   di  approvazioni,  perché  con
  l'attività   gestionale  e,  quindi,  con  le   competenze   e   le
  professionalità all'interno dell'Assessorato, nel momento in cui il
  dirigente,  perché  funziona  in questo  modo,  istruisce  i  piani
  regolatori, istruisce qualsiasi pratica dal punto di vista non solo
  ambientale, urbanistico. Allungare e fare un secondo passaggio  che
  va al CRU, che poi ritorna, che poi fa, significa perdere tempo.
   Vi ricordo che già la VIA-VAS  così per com'è congegnata perde tre
  anni.  Ve  lo dice un sindaco, non tanto un deputato regionale  che
  aspetta  da tre anni. Solo sei mesi fa, ha ottenuto il parere  VIA-
  VAS.   Oggi,  in  Assessorato  il  piano  regolatore  generale   ha
  completato l'istruttoria ma deve andare al CRU. Ci vogliono altri 6
  mesi.
   In un momento in cui la Sicilia è ferma, i piani regolatori devono
  essere  rivisitati, in cui c'è necessità di dare un  impulso  anche
  all'edilizia,  secondo  me,  si  parla  di  sburocratizzazione,  di
  snellire ancora, teniamo questi organi che secondo me sono, ripeto,
  doppioni e non servono assolutamente a nulla.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi le perplessità che
  sollevo  in  Aula  sono  più  o meno  che  le  stesse  che  abbiamo
  sollevato, che il nostro Gruppo ha sollevato in Commissione.
   Il  disegno  di legge sull'urbanistica, chiaramente, attiene  alla
  questione  in oggetto, prevede dei nuovi organismi che  chiaramente
  andranno a sostituire il CRU.
   La  domanda  che  abbiamo rivolto all'Assessore e  che  rivolgiamo
  anche  adesso  è: per quale motivo non attendere la discussione  di
  questo disegno di legge e sopprimere questo soggetto ad oggi che in
  realtà  continua  a  svolgere delle funzioni? Attenzione,  noi  non
  siamo  a  favore tout court del mantenimento di questa  istituzione
  che,  come è stato ricordato da alcuni colleghi, nasce dalla  legge
  n.  71  del  1978 che è ancora in vigore. Però, non bisogna  cadere
  nell'errore  di  pensare  che  i nuovi  strumenti  che  sono  stati
  introdotti con le valutazioni ambientali strategiche, con  i  nuovi
  uffici  che  si  sono  insediati  nell'Assessorato  Territorio   ed
  Ambiente,  hanno  eliminato  completamente  la  funzione  del  CRU.
  Sicuramente, è stata svuotata, però alcuni colleghi prima parlavano
  di valutazione ambientale strategica.
   Attenzione,  la valutazione ambientale strategica -  lo  ricordava
  anche  l'Assessore  in  Commissione -  è  un  procedimento  che  si
  inserisce all'interno della formazione del piano e che attiene agli
  aspetti ambientali.
   Il  CRU  è  una  figura  che  si inserisce  nella  gestione  della
  formazione  del piano regolatore, ma che comunque ha  sempre  avuto
  degli   aspetti  diversi  che  sono,  chiaramente,   collegati   al
  territorio ed, in ogni caso, non sarà certo la soppressione del CRU
  a snellire quelle che sono le procedure affinché i piani regolatori
  possano   essere  efficaci.  I  piani  regolatori  hanno  un   iter
  estremamente lento perché noi ci affidiamo ancora a una  legge  del
  1978, che, come è chiaro,  andrebbe aggiornata.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  contrario  alla  soppressione  del  CRU,  intanto  per  ragioni  di
  efficacia legislativa. Io penso che un organo che, fra l'altro,  in
  Sicilia  ha  trascorsi tutt'altro che negativi, che ha  svolto  per
  lunghi   periodi  una  funzione  molto  importante,  debba   essere
  soppresso  in  una  legge omnibus senza che  ci  sia  una  adeguata
  valutazione  e  riflessione. Perché  - come ha ricordato  prima  il
  collega   Trizzino  -  il  procedimento  che  riguarda   le   norme
  urbanistiche è un procedimento complesso e non è che se si sopprime
  il   CRU   le   pratiche  saranno  di  immediata,  si   snelliscono
  profondamente.
   Altra  cosa è andare al riordino del sistema e dentro il  riordino
  del  sistema  -  mi  diceva la presidente  Maggio  -  recependo  la
  normativa  nazionale  c'è un nuovo Istituto  ancorché  interno  che
  svolge  una parte dei compiti importanti che il CRU era chiamato  a
  svolgere dalla norma nazionale.
   Anche  questa cosa che il VIA-VAS sostituisce il CRU  è  una  cosa
  che,  secondo  me, è assolutamente parziale; è un ragionamento  che
  non  consente  di comprendere come possiamo fare una normativa  che
  sia  efficace,  ma  anche trasparente e che  abbia  soprattutto  un
  livello  di  controllo rispetto alle scelte che fanno i comuni  che
  sono,  per  carità, importanti, ma che hanno bisogno  anche  di  un
  sostegno  da  parte  del  livello regionale  anche  in  termini  di
  valutazione, di controllo e di autorizzazione che deve, secondo me,
  rimanere  e  non può rimanere semplicemente in capo al dipartimento
  urbanistico.
   Quindi,  penso  che l'Aula e spero che l'Assessore convenga  sulla
  necessità  che  una  materia  di  questo  genere  venga  affrontata
  nell'ambito  della normativa, peraltro già avviata in  Commissione,
  di riordino urbanistico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Lombardo ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli   deputati,  volevo   fare   un   paio   di
  precisazioni.
   Mi  scuso  per  il  ritardo  e  ho ascoltato  dall'Assessorato  le
  dichiarazioni di qualche deputato prima che io arrivassi.
   Le  precisazioni  sono  di questo genere. Onorevole  Rinaldi,  lei
  ricorda  male,  io in II Commissione non ero presente,  quindi  non
  ricordo  quale  atteggiamento possa avere avuto, il  Governo  possa
  avere  avuto  in   Commissione, perché  io  personalmente  non  ero
  presente   quando  è  stato  esaminato  questo   articolo   in   II
  Commissione. Ero, invece, presente quando è stato esaminato  questo
  articolo  in  IV Commissione e ricordo che dinanzi all'esame  della
  finanziaria,   allora,   venne   presentato   questo    emendamento
  dall'onorevole Sudano, non ricordo se portava altri firmatari o era
  solo l'onorevole Sudano.
   Ricordo  che  in quella sede, a parte che il Governo  espresse  un
  parere in cui si è rimesso alla Commissione - e già preannuncio sin
  da  adesso che sarà il parere che il Governo intende emettere anche
  in  Aula - fu fatta una discussione e fu chiamato - come era giusto
  che  fosse,  come prevede lo Statuto - in quella sede il  dirigente
  generale  del Dipartimento dell'Urbanistica per propria competenza,
  il  quale  anch'esso  non è potuto venire e quindi   mandò  un  suo
  delegato  che,  se  non  ricordo male, ma è tutto  registrato,  era
  l'architetto Denaro, sempre del Dipartimento dell'Urbanistica.
   Ricordo  che, credo l'onorevole Trizzino, in quella sede fece  una
  domanda diretta all'architetto Denaro, per capire quali erano oggi,
  alla  luce  delle normative che nel frattempo dal '76  ad  oggi  si
  erano susseguite a livello comunitario e a livello nazionale, quali
  erano  oggi di fatto le attività che la Commissione o il  Consiglio
  regionale dell'urbanistica svolgesse.
   La risposta devo dire che è stata abbastanza spiazzante per alcuni
  di  noi, perché la risposta fu che il CRU si limitava oggi solo  ad
  esprimere pareri di natura forestale

   CASCIO FRANCESCO. Ma non è così

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. La  risposta  fu
  questa, onorevole Cascio.

   CASCIO FRANCESCO. Io non sto entrando nel merito.

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Per carità,  io
  non  sono  entrato nel merito, sto solo raccontando e ripercorrendo
  le  tappe  di  questo  emendamento. Il punto  è  questo.  Ricordava
  qualcuno  prima, diversi deputati, l'onorevole Grasso, anche  altri
  deputati,   che  l'introduzione  della  VIA-VAS,  di  fatto   hanno
  esautorato  il Consiglio regionale dell'urbanistica da alcuni  suoi
  ruoli.  E  questo,  in  effetti, è vero, nel senso  che  tutti  gli
  strumenti  di  pianificazione  urbanistica,  dal  piano  regolatore
  generale,  che è il massimo strumento di pianificazione,  anche  al
  più piccolo strumento, che potrebbe essere anche un banale piano di
  lottizzazione,  per  legge,  sono oggi soggetti,  a  seconda  della
  tipologia,   ad   assoggettabilità  alla   valutazione   ambientale
  strategica  o,  in  casi  più complessi, come  potrebbe  essere  la
  variante  per  PRG,  direttamente  ad  una  valutazione  ambientale
  strategica.
   Vorrei  ricordare  che  sia  l'assoggettabilità  alla  valutazione
  ambientale  strategica dei PRG e di tutto ciò  che  riguardano  gli
  strumenti  urbanistici, sia anche a maggior ragione la  valutazione
  ambientale  e  strategica che riguardano gli strumenti urbanistici,
  sono   delle  istruttorie  di  carattere  tecnico  e  di  carattere
  urbanistico  che vengono, ad oggi, svolte dal servizio  valutazione
  ambientali    e    strategiche    del   dipartimento    urbanistica
  dell'Assessorato territorio e ambiente. Quindi, una valutazione  di
  tipo  urbanistico sugli strumenti di pianificazione e  sui  singoli
  piani,   anche  piani  di  lottizzazione,  oggi  viene  fatta   dal
  dipartimento  dell'urbanistica.  Quindi,  il  Consiglio   regionale
  dell'urbanistica,  di  fatto, è stato  esautorato  dalla  legge  di
  alcune  competenze  che nel frattempo dal  1976  ad  oggi  si  sono
  intercorse.
   Un  altro  ragionamento riguarda quello che  sarà  e  che  oggi  è
  attualmente  in discussione in IV Commissione, che è il recepimento
  dinamico della legge 380, che è la legge nazionale che è uscita.
   All'interno del recepimento dinamico della legge 380, è  vero  che
  viene  inserito e recepito la costituzione di un Consiglio interno.
  Comunque  questo Consiglio interno, in alcun modo, a meno  che  non
  venga  poi  eventualmente  specificato in quella  norma  specifica,
  comunque  sia  il  CRU  non  verrebbe di  fatto  soppresso,  ma  ci
  ritroveremmo  con  un Consiglio regionale interno  del  recepimento
  della  legge  380 e con il CRU, a meno che non si  preveda  sin  da
  adesso  che  in quella sede si possa pensare di sopprimere  il  CRU
  stesso.
   Un'ultima cosa che volevo approfondire è sul perché è stata  fatta
  48 ore fa, ho sentito, il decreto di nomina del Consiglio regionale
  dell'urbanistica.  Il motivo è abbastanza semplice.  È  chiaro  che
  noi,  io  personalmente, ma credo che nessuno di noi in quest'Aula,
  abbia  contezza della tempistica e anche di come questo disegno  di
  legge,  che  è  oggi in discussione in Aula, venga  fuori  e  venga
  pubblicata come legge sulla Gazzetta Ufficiale.
   Ed  è  chiaro  che  nel  frattempo, in assenza  di  uno  strumento
  normativo   e,   quindi,   in  vigenza  del   Consiglio   regionale
  dell'urbanistica, ricordo a me stesso, ma ricordo a tutti  voi  che
  il  Consiglio regionale dell'urbanistica è scaduto ad ottobre 2015,
  quindi  già  sono  passati  diversi  mesi  da  quando  non   si   è
  ricostituito, non potendo bloccare una serie di pratiche, anche  su
  sollecitazione formale che è stata espressa dal direttore  generale
  del   dipartimento  urbanistica  all'assessore,   si   è   ritenuto
  opportuno,  in assenza di strumento normativo, quindi  a  normativa
  vigente,  procedere  con,  comunque, l'insediamento  del  Consiglio
  regionale  dell'urbanistica e questo è il motivo  per  cui  qualche
  giorno fa è stato firmato il decreto.
   Il  tempo  che  è intercorso tra ottobre e qualche giorno  fa  non
  deriva  certamente da una volontà o meno o dall'attesa o  meno,  se
  veniva  approvato o non approvato, se la legge veniva  soppressa  o
  non  soppresso il CRU, ma derivava solo dal fatto che è stato fatto
  un approfondimento, insieme all'Assessore per la funzione pubblica,
  sulla  validità  o  meno  di  integrare all'interno  del  Consiglio
  regionale dell'urbanistica i due membri designate dall'URPS, che  è
  l'Unione  Regionale delle Province Siciliane, in quanto le province
  erano state soppiantate, sono ex province con i liberi consorzi,  e
  quindi si cercava di capire se da un punto di vista normativo era o
  non  era  necessario  ancora procedere con la designazione  di  due
  componenti dell'URPS.
   Questo dilemma è stato risolto recentemente e, quindi, nel momento
  in  cui abbiamo risolto anche questo dilemma abbiamo proceduto alla
  composizione del Consiglio regionale dell'urbanistica a prescindere
  da quello che quest'Aula, evidentemente, da qui a qualche minuto, a
  qualche  ora  deciderà di fare sul futuro del  Consiglio  regionale
  dell'urbanistica.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  intervengo  perché  sono  stato chiamato in  causa  dall'Assessore.
  Assessore, non so se lo ha sentito con le sue orecchie o  le  hanno
  riferito male

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. L'ho sentito.

   RINALDI. Allora, ha capito male, assessore, perché io ho detto che
  la  Commissione si era espressa in maniera diversa. Il  mio  parere
  era contrario non il suo, assessore.
   In  Commissione  Bilancio  io  ho detto  che  ero  contrario  alla
  abolizione  del  CRU  e ne ho spiegato pure il  motivo,  come  l'ho
  spiegato poco fa qui in Aula.
   Una cosa diversa è, Presidente, intervenire nel settore e, quindi,
  snellire  l'iter  burocratico per le autorizzazioni,  ma  poi  come
  umilmente dico il parere che rilascia l'assessorato per le  VIA-VAS
  non  c'entra nulla con il CRU. Il CRU riguarda la pianificazione  e
  dà  una  visione generale in Sicilia, altrimenti noi  avremmo  nove
  province  autonome dove ognuno decide, con la norma dell'abolizione
  del  CRU,  dove ognuno decide la pianificazione territoriale  senza
  avere  una  visione complessiva della Regione siciliana. Cioè  ogni
  provincia  determina cosa fare del proprio piano  regolatore  senza
  che ci sia un controllo e una super visione a livello regionale.
   Ecco  perché sono contrario. Ma sono due cose diverse. E,  ripeto,
  era  il  mio parere contrario in Commissione Bilancio e non  quello
  dell'Assessore. Forse, mi sono espresso male, ma avevo detto questo
  poc'anzi e adesso lo ribadisco.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
  attenzione  l'Assessore, che oltre ad essere un uomo di  Governo  è
  anche  un  ingegnere, e ci ha spiegato che il CRU è sostanzialmente
  ultroneo rispetto alla dinamica di quello che è l'iter approvativo.
   Siccome  non è mia intenzione tenere orpelli in questa Regione  di
  cui  spesso noi facciamo cenno di eliminare i cosiddetti  soggetti,
  enti inutili, debbo rivedere la mia opinione perché l'Assessore  ha
  affermato  la  sua  responsabilità che di  fatto  questo  Consiglio
  regionale è superato da una serie di attività legislative  che  nel
  tempo sono state concluse.
     Per  cui,  rivedo il mio parere e rispetto ad un  tema  generale
  della  utilità degli enti dei Consigli regionali questo  ovviamente
  va sopresso.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Croce per una  breve
  replica.  Poi  chiudiamo con questo argomento e procediamo  con  la
  votazione.

   CROCE,    assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, sarò breve.
   Avrò capito male e le chiedo scusa, onorevole Rinaldi, per carità.
  Però, devo fare una precisazione. Non capisco la preoccupazione del
  fatto  che se eliminiamo il CRU ogni provincia deciderà da solo  lo
  strumento di pianificazione.
   Mi  pare di avere detto chiaramente che ogni singolo strumento  di
  pianificazione  urbanistica,  di  ogni  singolo  comune  di  questa
  Regione passa alla valutazione ambientale strategica o

   RINALDI. E' una cosa diversa

   CROCE,   assessore per il territorio e l'ambiente. No, non  è  una
  cosa  diversa,  mi scusi onorevole la devo contraddire.  Non  è  la
  stessa cosa. Io dico soltanto che c'è, esiste ancora oggi, esisterà
  anche  domani,  comunque  una supervisione  e  un  coordinamento  a
  livello  regionale  sugli  strumenti di pianificazione  urbanistica
  della Regione.

   PRESIDENTE.  C'è soltanto un modo per venirne a capo.  Abbiamo  un
  articolo, abbiamo degli emendamenti, passiamo alla votazione.
   Si  passa all'emendamento 2.1 soppressivo, a firma degli onorevoli
  Zito ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            54
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          31
   Contrari            22
   Astenuti             0

                         (L'Assemblea approva)

   Pertanto, l'articolo 2 è soppresso.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
              Associazioni di volontariato di talassemici

       1.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale  1
     agosto 1990, n. 20, le parole  Lega italiana per la  lotta
     contro  le emopatie e i tumori dell'infanzia della Regione
     siciliana   sono  sostituite dalle seguenti:   Federazione
     associazioni  siciliane di talassemia,  emoglobinopatie  e
     drepanocitosi - Sicilia Onlus (FASTED - Sicilia Onlus) ».

   All'articolo   10   è   stato  presentato  l'  emendamento   10.1,
  soppressivo dell'articolo, a firma dell'onorevole Greco Giovanni.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 10. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
        Integrazione scolastica dei soggetti con handicap gravi

       1.   I  servizi  di  cui  all'articolo  22  della  legge
     regionale 5 novembre 2004, n. 15 sono assicurati  soltanto
     in  via  sussidiaria  ed eventuale  rispetto  ai  medesimi
     servizi  garantiti dalle istituzioni scolastiche  a  mezzo
     di  personale  interno  ai sensi della  normativa  statale
     vigente».

   All'articolo 11 è stato presentato dal Governo l'emendamento  11.6
  di riscrittura dell'articolo.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.03, è ripresa alle ore 19.05)

   La seduta è ripresa.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo   solo   per  dire  che,  nella  precedente   votazione,
  all'articolo 2, non ho potuto votare.

   PRESIDENTE.  Era  un voto segreto, le ricordo,  quindi,  prendiamo
  atto  che  lei  non  ha potuto partecipare al voto  perché  non  ha
  funzionato il sistema.

   LENTINI. Esatto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, considerato  che  molti  colleghi
  hanno  sollevato  ancora  l'assenza di alcuni  assessori  che  sono
  indispensabili  per  la  trattazione  degli  articoli,  soprattutto
  perché  a  seguire  ci  sono  articoli  importanti  -  manca  anche
  l'assessore Micciché - non sorgendo osservazioni - spero proprio di
  no  - la seduta è rinviata a martedì 3 maggio 2016, alle ore 16.00,
  con il seguente ordine del giorno:

   I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:

        1)  -  Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
            personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
            Disposizioni stralciate/A)  (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

   III  -Discussione della mozione:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   IV  - Discussione della mozione:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   V  -Discussione della mozione:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VI  - Discussione della mozione:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VII  -Discussione della mozione:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 19.06

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio