Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.00
PAPALE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Indirizzo di saluto agli insegnati e agli studenti dell'Istituto
di Istruzione
secondaria superiore Luigi Russo di Caltanissetta
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli insegnati e agli
insegnati dell'Istituto di Istruzione secondaria superiore Luigi
Russo di Caltanissetta che ci onorano della loro presenza.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina e Lo Sciuto,
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 3069 - Revoca del commissariamento dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
Firmatari: Falcone Marco; Assenza Giorgio; Federico Giuseppe;
Figuccia Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe;
Papale Alfio; Savona Riccardo
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla competente Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi contro gli sprechi alimentari. (n. 1187)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 aprile 2016.
PARERE V.
- Disposizioni in materia di personale delle Camere di Commercio,
industria ed artigianato. Fondo di quiescenza. (n. 1200)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 aprile 2016.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla
competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
riassegnati alla competente Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Eliminazione degli sprechi alimentari. (n. 1026)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 aprile 2016.
PARERE I.
- Promozione dell'attività di recupero, distribuzione e utilizzo
di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale. (n. 1077)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 21 aprile 2016.
PARERE VI.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Bilancio'
(II) nella seduta n. 276 del 19 aprile 2016 ha approvato le
seguenti risoluzioni:
- Società partecipata Sviluppo Italia Sicilia' (n. 14/II);
- Cerisdi' (n. 15/II).
Comunicazione relativa a questione di legittimità
costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Giustizia Amministrativa
per la Regione siciliana, nell'Adunanza delle Sezioni riunite del
15 marzo 2016, con il parere n. 789/15 ha dichiarato rilevante e
non manifestamente infondata la questione di legittimità
costituzionale dell'articolo 14 della legge regionale 6 marzo 1976,
n. 24, in relazione agli articoli 3, 4, 27, 35 e 97 della
Costituzione e in relazione all'articolo 17 dello Statuto della
Regione siciliana, nella parte in cui detto articolo 14 prevede
quale requisito per l'iscrizione all'albo regionale del personale
docente dei corsi di formazione professionale l'assenza di
qualsivoglia condanna penale e quale presupposto automatico per la
cancellazione da detto albo l'esistenza di qualsivoglia condanna
penale, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte
costituzionale.
Copia del parere è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3134 - Chiarimenti sull'utilizzo dell'area di Marina di Melilli
(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3145 - Urgente nomina dei componenti del Consiglio di
amministrazione dell'Istituto per ciechi 'Ardizzone Gioeni' di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Falcone Marco; Papale Alfio ; Assenza Giorgio; Federico Giuseppe;
Figuccia Vincenzo; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe;
Savona Riccardo
N. 3148 - Chiarimenti sul trasferimento di un elicottero dal
Comune di Buccheri (SR) a quello di Vizzini (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca
mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
Vinciullo Vincenzo
N. 3651 - Notizie sull'utilizzo della trazzera che insiste sul
litorale Isola delle Femmine - Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3131 - Sospensione del servizio reso dalla REMS di Caltagirone
e trasferimento di tutti i pazienti in altra struttura idonea.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3132 - Riemanazione del decreto istitutivo della Riserva
naturale orientata Bosco di Santo Pietro.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3135 - Chiarimenti nel giudizio di compatibilità ambientale per
l'esecuzione dei lavori per la realizzazione del passante
ferroviario in Piazza Castelnuovo, nel comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 3147 - Notizie sullo stato dell'impianto di depurazione di
Lampedusa e Linosa.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3133 - Interventi volti ad assicurare il buon funzionamento dei
centri diagnosi precoce e trattamento intensivo e diurno per i
pazienti autistici dell'ASP 2 di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Turano Girolamo; Ragusa Orazio; Sorbello Giuseppe; La Rocca Ruvolo
Margherita; Cani Gaetano
N. 3137 - Notizie sull'assegnazione di sede dell'Istituto
comprensivo 'Partinico-Borgetto' (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
Alongi Pietro
N. 3138 - Notizie sulla leggittimità e l'efficacia delle procedure
per la realizzazione dei progetti di edilizia sociale residenziale
in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 3139 - Chiarimenti in ordine al corretto funzionamento della
piattaforma informatica denominata 'Caronte' per il controllo e
monitoraggio dei progetti finanziati con i fondi comunitari.
- Presidente Regione
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello
N. 3140 - Notizie in merito ai lavori di ristrutturazione del
Museo storico delle Pelagie a Lampedusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3141 - Notizie in ordine al servizio di trasporto in emergenza
urgenza effettuato dalla S.E.U.S. s.c.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Grasso Bernadette Felice
N. 3142 - Interventi in merito alla decurtazione
dell'aggregato di spesa sanitaria relativo alla specialistica
convenzionata esterna.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Falcone Marco
N. 3143 - Chiarimenti sullo stato di agitazione dei lavoratori del
Consorzio di bonifica n. 8 di Ragusa e sui compensi annui
attribuiti ai dirigenti.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
N. 3144 - Notizie in merito alla riapertura della Riserva naturale
orientata 'Cavagrande del Cassibile'
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Lombardo Salvatore Federico; Gennuso Giuseppe; Sorbello Giuseppe;
Di Mauro Giovanni; Greco Giovanni; Fiorenza Dino
N. 3146 - Ritardi nell'approvazione dei piani di zona ex legge
328/2000 e conseguente sospensione di indispensabili servizi socio-
sanitari nei comuni siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Fazio Girolamo
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 417 - Chiarimenti sulla direttiva del 17 marzo 2016 in materia
di personale IPAB del Dipartimento famiglia e politiche sociali.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 418 - Chiarimenti sul mancato affidamento attraverso gara ad
evidenza pubblica della gestione dei complessi cremotermali e
idrominerali esistenti nel bacino idrotermale di Acireale (CT) e
Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Zito Stefano
N. 419 - Notizie in merito ai Piani attuativi delle Aziende
sanitarie regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 420 - Notizie in merito alla valutazione del personale medico
dirigenziale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
N. 421 - Notizie in merito al ruolo e al funzionamento degli
organismi indipendenti di valutazione istituiti presso le strutture
sanitarie regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 563 - Revoca della nomina del Presidente dell'AST s.p.a.
Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Assenza Giorgio
Presentata il 20/04/16
N. 564 - Valutazione dei dirigenti delle strutture sanitarie
regionali.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 22/04/16
N. 565 - Monitoraggio dei piani attuativi delle Aziende del
Servizio sanitario regionale.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 22/04/16
N. 566 - Verifica e controllo degli atti derivanti dagli OIV
(organismi indipendenti di valutazione) delle Aziende sanitarie
regionali.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 22/04/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con e-mail pervenuta il 27 aprile 2016,
l'on.le Lombardo ha ritirato l'interrogazione n. 3149, in quanto di
identico contenuto all'interrogazione n. 3144, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nota pervenuta da parte dell'Ambasciatore
della Repubblica d'Armenia in Italia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi comunico che mi è giunta nota
da parte dell'Ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia che
ringrazia l'Assemblea Regionale tutta per aver approvato
all'unanimità la mozione 514 Solidarietà al popolo armeno ed
iniziative conseguenti .
Ne do lettura:
Desidero ringraziare lei, i promotori della mozione, gli
onorevoli Cordaro, D'Asero, Papale e Grasso, l'Assemblea Regionale
siciliana e tutti siciliani per aver deciso di combattere il
negazionismo con lo strumento del riconoscimento, mettendo cioè in
prima linea la propria coscienza e il proprio altissimo senso
morale .
La nota continua, farò avere copia, quantomeno, ai presentatori.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, onorevoli colleghi, oggi abbiamo dovuto
constatare in Commissione, su osservazioni fatte anche da diverse
componenti, che, purtroppo, il modo di procedere dei disegni di
legge ha avuto un rallentamento.
Nel contempo, io credo che la procedura per lo stralcio, che era
una procedura già concordata che arrivasse in Commissione
Bilancio e in Aula, è una cosa buona e giusta. Ma che tutto
diventi oggetto di Finanziaria, compreso gli emendamenti
aggiuntivi, che sono disegni di legge nuovi, io credo che questa
non sia una procedura corretta, per cui a nome anche di altre
Commissioni, io credo che sia giusto che le Commissioni di merito
abbiano il loro ruolo e che si chiuda questa vicenda di una
Finanziaria per tutto l'anno.
Noi abbiamo il nostro compito, che è quello di discutere nelle
Commissioni di merito delle norme che possono essere approvate. Mi
riferisco alle norme senza impegno di spesa, mi riferisco a tanti
disegni di legge che restano bloccati proprio per questo via vai.
Abbiamo avuto, da due mesi a questa parte, un rimpallo fra la
Commissione Bilancio e le Commissioni di merito, fra le
Commissioni di merito che, tra l'altro, esprimono solo un parere, e
non quindi il sostanziale articolato che deve essere, a mio avviso,
fatto.
Per esempio, quando in Commissione Attività Produttive era stato
da me suggerito un controllo sugli incarichi legali per le diverse
partecipate, lo avevamo fatto e impostato in una maniera per cui
potesse non creare problemi. Io credo che dalla Commissione, poi,
sia arrivato in Aula un testo per cui vi è stato il sollevamento da
parte delle associazioni, ordini degli avvocati, eccetera. Ma
questo è un aspetto secondario.
L'aspetto principale è, signor Presidente, che credo che sia
giusto, una volta finita la discussione e l'approvazione, speriamo
a brevissimo tempo, di questo stralcio, si ritorni ad una
conduzione normale nel senso che i disegni di legge devono passare
dalle Commissioni di merito e, se hanno impegni di spesa, dalla
Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la ringrazio per un doppio motivo:
innanzitutto perché lei pone una questione giusta e legittima; poi
perché va incontro agli indirizzi di questa Presidenza più volte
manifestati.
Io ho avuto, peraltro, sollecitazioni da ogni parte ma non posso
esercitare alcuna discrezionalità in ordine a quelle che sono le
procedure e che, ribadisco, sono quelle che ha richiamato lei ma
credo che siamo d'accordo anche con il Presidente della II
Commissione.
Gli emendamenti aggiuntivi, proprio perché sono aggiuntivi,
rimangono tali e debbono comunque passare dalle Commissioni di
merito.
La Commissione II deve esercitare il suo ruolo dando la relativa
copertura finanziaria, chiaramente con il supporto del Governo,
perché guardate che c'è un balletto, in ultimo, di responsabilità
fra Commissione e Governo perché la copertura, comunque, la dà
sempre il Governo. La verifica la esercita, chiaramente, la
Commissione.
Quindi, occorre una compartecipazione delle due istituzioni: la
Commissione e il Governo.
Pertanto, io, aderendo anche all'invito che mi formula l'onorevole
Laccoto, che è Presidente di una Commissione, ritengo sia opportuno
- credo che siamo,ripeto, dello stesso avviso del Presidente della
II Commissione - limitarci al disegno di legge che è uscito fuori
dalla II Commissione. Il resto deve avere un percorso autonomo con
tutti gli altri emendamenti aggiuntivi e si debbono esitare dei
disegni di legge omogenei che debbono essere accompagnati dalle
varie relazioni.
Io avevo espresso apprezzamento per questo disegno di legge che,
finalmente, comunque, era in qualche modo omogeneo o comunque
faceva seguito ad un dibattito, ad uno stralcio che abbiamo fatto
già in sede di approvazione della legge di stabilità e, quindi,
credevo che ci attenessimo a questi criteri.
Quindi, la Commissione II, per quanto riguarda gli aggiuntivi,
esprimerà parere sulla copertura finanziaria, chiaramente di intesa
con il Governo; le Commissioni di merito saranno chiamate ad
esaminare gli emendamenti aggiuntivi di loro competenza.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
richiamare l'attenzione di tutti ma soprattutto della Presidenza in
ragione di quanto accaduto qualche giorno fa e cioè in ragione del
fatto che il Parlamento nazionale il 18 aprile del 2016 ha
approvato - o meglio - è stato emanato il Decreto legislativo n. 50
del 2016 che è il nuovo Codice degli Appalti.
Il Decreto legislativo n. 50 del 2016 disciplina in maniera nuova,
secondo criteri di trasparenza e legalità, secondo le valutazioni
che sono venute fuori da un confronto serrato con l'ANAC, l'Agenzia
Nazionale Anticorruzione e Cantone in primis, e determina una nuova
disciplina che va, secondo quanto si legge nel nuovo Codice degli
Appalti al suo articolo 3, recepita dalle regioni a Statuto
Speciale e dalle province di Trento e di Bolzano.
Presidente Ardizzone e colleghi, abbiamo l'esigenza di recepire
immediatamente il nuovo Codice degli Appalti perché, altrimenti,
rischiamo di paralizzare un'attività che fra tutte le altre
paralisi che negli ultimi mesi, o negli ultimi anni, in Sicilia si
sono avuti potrebbero davvero dare il colpo di grazia finale
all'economia della Regione.
Allora, rassegno a tutti i Capigruppo, ma soprattutto alla
Presidenza, la necessità di raccordarsi con l'Assessore regionale
ai lavori pubblici, non vedo oggi nessun rappresentante del Governo
in Aula, perché al più presto questo lavoro di recepimento possa
essere compiuto, fermo restando che poi una volta effettuato il
lavoro di recepimento, se poi la legge si vuole migliorare, ma in
un secondo momento, questo lo si potrà sempre fare.
Credo che sia un'attività che questa Aula e questo Parlamento per
nessuna ragione può procrastinare oltre rilevato che dal 19 aprile
del 2016 il nuovo Codice degli Appalti è entrato in vigore.
PRESIDENTE. onorevole Cordaro, condivido anche io questa
impostazione. Mi auguro che la Commissione possa dare seguito e
arrivare presto in Aula a fare chiarezza su questi argomenti, anche
perché non mi risulta che il Governo regionale abbia impugnato, non
ci sono motivi di impugnativa, e quindi dobbiamo recepire e fare
chiarezza.
MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra una
telenovela a puntate. Ogni due mesi, ogni tre mesi, ci ritroviamo
in questa Aula a dibattere di norme finanziarie, di legge stralcio,
di norme di riordino, di norme per lo sviluppo, di norme slegate
una dall'altra senza un disegno organico.
Riallacciandomi a quanto poco fa diceva l'onorevole Laccoto,
ricordo di avere presentato un mio disegno di legge nell'ormai
lontano ottobre 2013. Disegno di legge che parlava della
semplificazione amministrativa e del contenimento delle spese
legali della Regione. Argomento che in questi ultimi mesi è sulle
cronache dei giornali per l'abnorme costo del contenzioso sollevato
dalla Regione siciliana.
Qualche giorno fa ho avuto modo di rilasciare delle dichiarazioni.
Dichiarazioni in cui sostenevo che il dilettantismo amministrativo
che grava su questa Regione ha paralizzato l'azione amministrativa
e lo sviluppo. E un indice dell'inefficienza amministrativa è dato
proprio dal contenzioso assolutamente abnorme che provvedimenti il
più delle volte - ahinoi - approssimativi determinano. Qua siamo al
paradosso che enti dipendenti dallo stesso Assessorato o enti
dipendenti dalla Regione ricorrono contro la Regione per far valere
le proprio ragioni anziché trovare una camera di compensazione
all'interno del Governo regionale. Una per tutte, basta ricordare
il ricorso presentato dal Presidente Ingroia per quanto riguarda il
mancato finanziamento della Società che egli rappresenta.
Ritengo che ormai la misura sia colma. Ritengo che questo modo di
continuare a legiferare senza organicità, senza un disegno preciso,
stia creando molto più danni e molta più confusione di quanto non
sia più tollerabile.
Invito i colleghi del mio gruppo a riconsiderare la necessità di
modernizzare, di accelerare una serie di riforma indispensabili per
il Governo di questa Regione o la nostra permanenza all'interno di
questa maggioranza non ha motivo di essere.
E lo dico con molta serenità e con molta determinazione. E non ne
faccio, sottolineo non ne faccio, una colpa al Governo della
Regione ma alla politica di questa Aula che non riesce a trovare un
momento di sintesi per presentare dei disegni di legge organici.
Non può essere che disegni di legge importanti per il futuro della
Regione restino affossati non si sa bene in quale cassetto e non si
sa bene neanche per quali motivi. Non è accettabile che oggi la
burocrazia regionale sbagli e continua a sbagliare perspicacemente
nello stesso errore e non venga mai chiamata ad essere responsabile
dei propri errori.
Io vorrei sapere perché i nostri dirigenti regionali continuano a
sbagliare e nessuno li può redarguire, nessuno può pensare di
trovare un momento di recupero di ciò che è una sana azione
amministrativa, cioè un sistema diverso di controlli dove la
politica eserciti finalmente quel ruolo di responsabilità che
dovrebbe avere e a cui ha rinunciato.
Signori miei, la politica - non posso essere io a dirlo da
deputato, lo dico da cittadino - ha rinunciato al suo ruolo, più
che mai, la politica oggi tra un passaggio e l'altro, da uno
partito all'altro, in attesa non si sa bene di quali grandi
progetti, di quali grandi programmi, ha abdicato al suo ruolo,
colpevolmente, in modo irresponsabile. Basta sentire i dati ISTAT
che vengono pressoché settimanalmente pubblicati per comprendere in
quale situazione di disastro economico e morale e civile ci
troviamo e non solo in Sicilia
Io invito i colleghi Presidenti dei Gruppi parlamentari ad indire
con urgenza una Conferenza per delineare un percorso legislativo di
riforme che abbia a cuore le sorti della Sicilia e che finalmente
possa cominciare a dare delle risposte a esigenze non più
rinviabili.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo ogni volta che vedo una promozione di un collega allo
scranno di Segretario, quindi, auguri all'onorevole Papale
Però nello stesso tempo voglio ricordare alla Presidenza con
insistenza e con caparbietà i sei ordini del giorno che ho
presentato in occasione dell'esame del Bilancio interno
dell'Assemblea.
Signor Presidente, è ora che questi privilegi che ancora annidano
nel Bilancio dell'Assemblea vengano messi alla luce, e quindi la
prego caldamente di cercare di apprezzare almeno qualcuno in modo
da dare un segnale al popolo siciliano, che anche noi sappiamo fare
i sacrifici
PRESIDENTE. A proposito di ordini del giorno, stasera o domani
mattina arriverà una lettera a tutti i Gruppi parlamentari per la
costituzione di quella Commissione di indagine sulla rinuncia al
contenzioso per la quantificazione, e credo che su questo, dopo
l'approvazione della mozione si debba aprire un dibattito perché il
Governo ha intrapreso una strada, non sto io nella mia veste a
discutere se è giusta o sbagliata, ho le mie convinzioni personali
per carità e le tengo per me. Però in questa fase si è fatto
riferimento a tante riforme ma la riforma delle riforme, ove non
sia ancora chiara, è quella dello Statuto. Noi nel mese di ottobre
voteremo una riforma costituzionale e per modificare i nostri
Statuti occorre l'intesa ancora incerto se l'intesa dagli
argomenti, dall'Ufficio legislativo della Camera e del Senato sta
uscendo fuori che l'intesa così come è ovvio, debba essere fatta
con le Assemblee legislative, con i Consigli regionali, con
l'Assemblea legislativa regionale siciliana proprio per la modifica
degli Statuti, ma è chiaro che dobbiamo essere vigili in questo
momento altrimenti sarà una riforma che ci caleranno dall'alto e
quindi sarà effettivamente un definitivo addio a quella che è la
specialità come molti invocano.
Onorevole D'Asero lei è Presidente della Commissione però se non
siamo vigili in questo momento credo che sfuggirà di mano quello
che è la nostra Costituzione base, che è proprio lo Statuto
siciliano che il 15 maggio compirà 70 anni. Sono molti, sono pochi,
non sta a noi giudicarlo. La riflessione che si fa è ovvia, che
tutti diciamo che lo Statuto è superato, però lo Statuto per quello
che riguarda gli aspetti finanziari non è stato mai applicato.
MUSUMECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ruberò solo un
minuto ai lavori d'Aula, per rivolgerle un appello compiaciuto come
sono della presenza tra i banchi del pubblico di tanti giovani ai
quali voglio rivolgere il mio personale saluto e credo quello di
tutta l'Aula; di giovani che si avvicinano e si accostano alla
politica nelle sue massime espressioni.
La Commissione che ho l'onore di presiedere la Commissione
regionale antimafia, da oltre un anno ha esitato con voto unanime,
un disegno di legge su un codice etico che riguarda il personale
politico e il personale burocratico dell'ente regione e
dell'Assemblea regionale siciliana.
Per una serie di vicende di carattere tecnico e procedurale e di
diverse interpretazioni legate alla articolazione normativa,
soltanto un mese la I Commissione Affari istituzionali, ha potuto
esitare quel disegno di legge.
Mi risulta essere quell'atto chiuso nella carpetta della
Conferenza dei Capigruppo. Ho paura che nessuno dei Capigruppo
possa avere, non dico interesse, ma avvertire la titolarità di
potere sollecitare il passaggio in Aula di quel disegno di legge.
Mi permetto sommessamente, di avanzare a Lei la proposta signor
Presidente, sicuro come sono di non trovare nessuna opposizione nei
colleghi capi gruppo.
Mai come in questo momento ritengo sia importante che da
quest'Aula, e sarebbe la prima volta In Italia, per un consiglio
regionale, in questo caso per la nostra Assemblea, che la politica
sia dia delle regole che vadano al di là del codice penale e delle
norme già stabilite da contratti di lavoro e da codici etici varati
dalla Giunta del Governo ma non consacrati da un voto
dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Alla luce di questi fatti e con questo stato d'animo, proprio in
presenza di tanti ragazzi e di tanti giovani mi permetto di
chiedere a Lei, signor Presidente di verificare la possibilità
affinchè nella prossima seduta della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, possa essere concordata una data per il
passaggio in Aula del disegno di legge sul codice etico, sul cui
contenuto, naturalmente ci confronteremo liberamente, senza
pregiudizi, ma credo che alla fine, daremo, almeno ogni tanto un
segnale positivo e concreto alla pubblica opinione che ci guarda
con attenzione ma al tempo stesso con sempre maggiore diffidenza e
scetticismo.
PRESIDENTE. Grazie per questo intervento, onorevole Musumeci. Mi
farò carico personalmente di portarla alla prossima Conferenza dei
Capigruppo, non credo che ci siano motivi ostativi a portare in
Aula il codice etico.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto per
rappresentare, vedo anche l'assessore per l'economia, dr Baccei,
una questione abbastanza paradossale in cui si trova oggi una
società partecipata dalla Regione siciliana che è Sviluppo Italia e
Sicilia.
Sviluppo Italia e Sicilia, che nasce nel 2002, ha avuto un
percorso molto travagliato negli ultimi 2 anni e qualche settimana
addietro è stata collocata in liquidazione, nominando il
Presidente, l'ex Presidente del Consiglio di amministrazione che, a
distanza di qualche giorno dalla nomina al liquidatore, ha
dichiarato di non accettare l'incarico. Per cui oggi ci troviamo
con questa società, Sviluppo Italia e Sicilia, che non si trova
nella condizione di essere, nella condizione di operare ma non è
nemmeno posta in liquidazione, cioè la procedura liquidatoria non
può avere inizio.
Nel frattempo questa società che gestisce alcuni servizi
importanti per INVITALIA, come l'auto impiego ma gestisce anche ad
una convenzione per quanto riguarda gli incubatori sociali, le
start up con il Ministero dello sviluppo economico e con la Regione
siciliana, ma soprattutto ha tre commesse importanti con la Regione
siciliana per quanto riguarda l'accreditamento per i servizi, per
gli organismi che dovrebbero erogare servizi nella formazione
professionale, oltre che per il rendiconto di parte dell'Avviso 20
e oltre che per il monitoraggio del fondo di sviluppo e coesione,
quindi tutti i servizi importanti per l'amministrazione regionale,
rimane al palo. Rimanendo al palo anche la possibilità per la
Regione siciliana di portare a compimento e di spendere in maniera
razionale e puntuale risorse extra regionali. Tutto questo sta
portando ad una situazione veramente paradossale, assessore Baccei.
Cosa fare allora? Sono due le possibilità: o nominiamo
immediatamente un bravo liquidatore che abbia la caratura per
potere procedere all'attività liquidatoria e capire se nel
frattempo poi ci saranno le condizioni, eventualmente ove vi
fossero delle commesse, ma mi pare che tutti i dipartimenti dinanzi
all'attività di liquidazione hanno dato uno stop a tutte le varie
commesse, ai vari incarichi, oppure se ci fossero le condizioni,
verificati quelli che sono gli incarichi che la società ha avuto,
quelli che sono i debiti, e convocare una assemblea straordinaria
che faccia le dovute verifiche possa addirittura pervenire alla
revoca della liquidazione, della procedura liquidatoria sarebbe
altro aspetto.
Noi non usiamo dire, a suggerire ne nell'una e nell'altra strada,
noi chiediamo però che il Governo regionale, dinanzi ad una
situazione talmente confusa, come quella che abbiamo detto,
talmente paradossale ma che sta comportando dei danni notevolissimi
non soltanto all'Amministrazione regionale ma a tutte le realtà, i
settori che ruotano attorno ai segmenti dell'Amministrazione
regionale interessata dai servizi di Sviluppo Italia e Sicilia,
questo qua diventa necessario perché il Governo prenda le redini
della situazione trovi al più presto una soluzione. Si è anche
detto che sarebbe quella di chiudere questa società e di fare
trasferire, transitare il personale alla SAS. Ancorché la SAS abbia
il no out nello Statuto, per dire abbia la mission nell'oggetto
sociale, abbia la possibilità di fare questi servizi di assistenza
tecnica, però molte volte si chiede l'esperienza, e l'esperienza
non la portano i lavoratori, l'esperienza la deve avere la società.
Per cui anche questa terza strada rischia di essere molto impervia.
Allora io mi fermo qua e voglio dire alla presenza dell'Assemblea
ma lo voglio dire al rappresentante del Governo regionale, date,
focalizzate l'attenzione su sviluppo Italia e Sicilia perché al di
la dei 75 dipendenti che da 10 mesi non vengono pagati, la stessa
società è fondamentale e centrale per l'attività amministrativa per
l'intera regione siciliana.
vorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie.
(nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate /A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
favorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni
varie» (1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate /A)
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
personale. Disposizioni varie» (1133-1155/A Stralcio I Disposizioni
stralciate /A)posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi eravamo in fase di discussione generale, già
una serie di interventi ci sono stati anche se si sono allargate le
questioni.
Rimane inteso che tutti gli emendamenti aggiuntivi andranno nelle
commissioni di merito ed in II Commissione Bilancio per le
relative coperture finanziarie.
Auspico che il Governo possa presentare disegni di legge omogenei
ma i singoli emendamenti potranno far parte di altre norme, questo
sta alla bontà della commissione fare l'opportuna valutazione.
Quindi io andrei avanti con il disegno di legge base che è stato
distribuito.
Assessore, per organizzarci i lavori, io credo che non ci siano
grosse difficoltà anche ad andare avanti stasera celermente su
questo disegno di legge; se c'è qualche difficoltà ci possiamo pure
fermare. Volendo si potrebbe pure approvare stasera perché c'è
stata un'ampia sintesi in II Commissione. Lei so che domani s è a
Roma per stabilire questi rapporti con il governo nazionale, so che
ancora è una riunione interlocutoria e credo che riferirà anche su
questi percorsi all'Aula, quindi vediamo di andare avanti
celermente stasera, vediamo dove possiamo arrivare e poi ci
organizziamo in base a dove siamo arrivati per il prosieguo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, nell'ambito della discussione generale
del disegno di legge, volevo consegnarle alcune riflessioni del mio
Gruppo, del Movimento Cinque Stelle, sull'andamento dei lavori, su
come stiamo andando avanti, così in generale, senza entrare nel
merito degli articoli.
Ci troviamo di fronte un disegno di legge tipicamente, diciamo,
eterogeneo, all'interno sono contenute norme che riguardano tutte
le commissioni. Ecco, la riflessione su cui ci volevamo soffermare
è che quello che un legislatore non dovrebbe fare è fatto in questo
disegno di legge, materie totalmente variegate.
Perché oggi dobbiamo correre ai ripari mettendo delle pezze a
varie situazioni? Perché ci troviamo di fronte ad un Governo che
durante la legge finanziaria, durante l'anno, durante i lavori
delle commissioni, impedisce che si possa lavorare in maniera
organica, si arroga il diritto/dovere di presentare all'Assemblea
delle riforme bloccando l'attività legislativa delle riforme però
poi non fa delle riforme perché se andiamo a guardare cosa contiene
questo disegno di legge abbiamo tante pezze, tante toppe che vanno
a rattoppare pezzi di riforme che riforme non sono che, come in una
continua emergenza, ci impongono di fare misure salvataggio che
però non includono tutte le categorie, perché molte sono rimaste
escluse anche dallo stralcio e quindi dimenticate durante la legge
di stabilità, saltate a piè pari anche durante questo stralcio,
sempre ad inseguire la stampa o il salotto domenicale di turno
della tv di stato proprio per andare a saziare e frenare alcune
situazioni. Ma nulla di organico. Oppure ancora peggio andare a
sistemare errori fatti da questo stesso Governo, che non ci ha
portato le dovute spiegazioni neppure in commissione su alcune
misure e poi entrando nel merito degli articoli durante la
votazione spiegheremo anche il perché.
E quindi, ecco gli studenti sono usciti, forse è meglio perché
avrebbero visto e capito quello che si sta consumando qui dentro,
una continua rincorsa alle emergenze, un modo di condurre i lavori
così spezzettato e frammentario che non è un buon modo di fare le
norme perché all'interno abbiamo modificato, fatto degli
aggiustamenti che sono misure tampone e che ci riporteranno
nuovamente agli stessi problemi tra qualche settimana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura.
«Articolo 1.
Dotazione organica degli enti
1. Nelle more dell'approvazione di una disciplina organica in
materia di riordino degli enti pubblici sottoposti alla vigilanza
della Regione, al fine di consentire in via immediata agli enti di
cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
l'applicazione dell'istituto del prepensionamento in virtù del
combinato disposto di dell'articolo 2 del decreto legge 6 luglio
2012, n. 95 convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012,
n. 135, e dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e loro successive modifiche ed integrazioni, gli enti
medesimi provvedono alla ridefinizione della propria dotazione
organica.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 51 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9, si applicano anche nei confronti dei dipendenti
delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
della Sicilia, assunti antecedentemente alla data di entrata in
vigore della legge regionale 4 aprile 1995, n. 29. Le disposizioni
di cui all'articolo 52 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
possono trovare applicazione limitatamente ai riferimenti temporali
ivi indicati.
3. L'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2 richiede
la previa verifica delle condizioni di efficienza ed economicità
per l'ente di riferimento, in assenza di oneri aggiuntivi a carico
del bilancio della Regione. Le dotazioni organiche delle Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura della Sicilia sono
rideterminate tenendo conto delle unità di personale cessate dal
servizio per effetto del comma 2».
Si passa all'emendamento 1.1 degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2 degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 1.8 degli onorevoli Coltraro ed altri, decade per
assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 1.3 degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.4 degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.7 degli onorevoli Arancio e Anselmo.
ANSELMO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente
questo emendamento estende le modalità del prepensionamento che noi
avevamo previsto con la legge 9 del 2015 e consente, nelle more
dell'acquisizione dei requisiti richiesti dall'INPS, che gli enti
si facciano carico del versamento in favore degli aventi diritto.
Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.6 dell'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:
«Articolo 2.
Soppressione CRU
1. Gli articoli 58 e 59 della legge regionale 27 dicembre 1978,
n. 71 sono soppressi.
2. Le funzioni ed i compiti attribuiti al soppresso Consiglio
regionale dell'urbanistica (CRU) sono esercitati dai servizi del
dipartimento regionale dell'urbanistica competenti per territorio».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervento
perché - non so se corrisponde a verità o meno - mi si dice che il
dirigente generale avrebbe nominato ieri il nuovo comitato
regionale urbanistico. Vorrei soltanto sapere se questa notizia è
vera o se è destituita di ogni fondamento, perché sarebbe veramente
paradossale che da un lato stiamo sopprimendo il CRU e dall'altro
lato, invece, il dirigente generale proceda al decreto di nomina.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
rassegnare all'Aula che il decreto a cui faceva cenno poco fa
l'onorevole Falcone è stato adottato, quindi c'è un provvedimento,
ma questo rientra nell'ambito della legislazione vigente, la
qualcosa non mi meraviglia, perché ancora questo non è un
provvedimento legislativo, deve essere esaminato.
Pongo una riflessione all'Aula. Nel momento in cui noi eliminiamo
il CRU, noi avremmo una interlocuzione che sarà soltanto legata a
un rapporto amministrazione comunale e dirigente della Regione, del
settore, ovviamente, urbanistico, senza che ci sia un contrappeso
formato da una serie di professionisti e di esperti nella materia
che possa costituire anche una tutela per gli uffici.
Credo che svincolare dalla legislazione 71-78 che, pur datata
comunque costituisce una, mi permetto di dire, una pietra
fondamentale di quello che è l'urbanistica in Sicilia, è una sorta
di contrappeso che l'Aula deve riflettere ampiamente prima
dell'eliminazione perché tutto ciò vuol dire togliere una, mi
permetto di dire, riflessione che va fatta ogni qualvolta c'è da
seminare uno strumento urbanistico che è data proprio da questo
organismo, il quale organismo deve essere visto non solo come
tutela per il territorio e tutela per l'amministrazione comunale,
ma di tutela anche per i dirigenti, per il direttore
dell'urbanistica che avrebbero in questo senso l'impatto diretto
delle esigenze, delle richieste che vengono poste all'attenzione
dell'Assessorato da parte dei comuni.
Credo che questa norma abbia necessità di una riflessione,
Presidente, che non può non vedere l'Assessore competente in Aula
perché ci possa essere il convincimento, non solo da parte del
Parlamento, ma anche da parte dell'Aula, sull'eliminazione di una
norma che io credo, allora, quando fu ideata ed oggi, costituire un
punto importante di riflessione sugli strumenti urbanistici.
Caro Presidente, manca l'Assessore, io proporrei per una cautela
da parte di tutto il Parlamento, degli enti locali, di una
riflessione e comunque del parere del Governo espresso
dall'Assessore competente.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
dare la notizia al collega Falcone sulla veridicità
dell'informazione. La composizione del nuovo CRU è stato firmato
l'altro ieri dall'Assessore regionale per il Territorio e
l'ambiente non dal dirigente generale come è competenza
dell'Assessore.
Per quanto riguarda in merito dell'articolo, colgo l'occasione per
potere dire il mio pensiero che esattamente combacia con quello del
collega Di Mauro, si vede che avere fatto l'Assessore per il
Territorio e l'ambiente, collega, ci ha messo in sintonia. La penso
esattamente come lei, rispetto alle esigenze di non sopprimere il
CRU.
Io non ne conosco le ragioni, cioè non capisco da quale ragione
nasca l'esigenza di sopprimere il CRU, se è un fatto di natura
economica, se è un problema di natura ambientale o se è un
problema, questa furia della cancellazione degli enti ha coinvolto
anche questo Parlamento.
Secondo me il CRU è un organismo ancora oggi utile ed efficace; è
l'unico strumento che ha di controllo la Regione rispetto alla
pianificazione del territorio. E' uno strumento in cui partecipano
tutte le associazioni di categoria, l'ANCI, l'URPS, gli ordini
professionali, l'Avvocatura dello Stato, il Dipartimento
urbanistico, il Dipartimento dell'ambiente, per cui andarlo a
sopprimere per risparmiare forse qualcosa come 80, credo, o 90 mila
euro l'anno, cioè parliamo di inezie, mi sembra una cosa
assolutamente controtendenza.
Per cui, sono dell'avviso che, forse, sarebbe il caso di
accantonare, Presidente, questo articolo, vedere cosa ne pensa
l'Assessore per il Territorio, che peraltro avendo firmato ieri il
provvedimento per il nuovo CRU, che ha validità quadriennale, credo
abbia tutto l'interesse di mantenere il funzione un organismo
appena insediato e quindi o bocciamo l'articolo, per quanto mi
riguarda, o aspettiamo l'Assessore per il Territorio e l'ambiente,
che ci dica la sua, rispetto alle esigenze di mantenere in vita
questo organismo.
PRESIDENTE. In questo momento l'Assessore Croce, quindi starà
seguendo i lavori, sta chiudendo il patto per il Sud, non ho capito
bene, mi comunica che non è un emendamento del Governo, che è
uscito fuori dalla Commissione e che lui è completamente
disinteressato alla soppressione del CRU. L'Ha detto in altri
termini più coloriti, ma che io non posso riferire.
Non è d'accordo con questa norma che prevede la soppressione del
CRU, perché è una norma che è uscita fuori dalla Commissione, non
so che cosa. Quindi, lui è contrario alla soppressione. Dico, per
carità, non credo che lo smentisca, mi ha chiamato in questo
momento, quindi sarei dell'avviso di procedere liberamente come
Aula, perché purtroppo bisogna vedere anche l'origine delle norme.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io resto un po'
così, basito rispetto a quello che succede.
Da una parte in Commissione si è data con la stessa motivazione: è
un provvedimento che arriva dalla Commissione quindi non si dà
parere favorevole; dall'altra parte, capisco che le lungaggini
dello stralcio non potevano bloccare l'iter di tanti piani
regolatori perché mancava il CRU e quindi si era in attesa della
norma.
Però, noi dobbiamo ricordarci che è stata fatta una norma dove
sono stati nominati 30 componenti per il parere di competenza via-
vas, quindi noi con la vicenda da una parte abbiamo allargato
perché abbiamo fatto questo comitato consultivo di 30 per potere
fare, dall'altra parte facciamo, lo capisco bene
Ora, però, io ho avuto alcune esperienze, non sono appassionato ma
penso che sia meglio su questo argomento, con la presenza
dell'Assessore, dibattere perché se in presenza di una norma di
stralcio si è proceduto a nominare il CRU in attesa che l'Aula
decidesse, a me sembra che in questa vicenda qualche chiarimento
vada fatto, per cui accantonare l'articolo anche in presenza
dell'Assessore competente e ritorniamo alle cose di prima, queste
sono norme che non sono norme di finanziaria, sono norme di
competenza dove ogni assessore dovrebbe partecipare al dibattito in
maniera normale. Non può essere l'assessore al Bilancio, seduto là,
che si prende la briga di dare il parere favorevole o contrario,
per cui per quel che mi riguarda chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. Se siamo d'accordo, ci sono numerosi interventi, lo
accantoniamo anche perché io ho riferito quello che ha detto
l'Assessore, ma è giusto che venga lui stesso in Aula a riferire
come la pensa. Però, ribadisco, mi ha confermato che non è un
emendamento di iniziative governativa e che quindi era per il
mantenimento del CRU.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Volevo
chiarire che è arrivata dalla IV Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo chiarire come procedere;
difatti, mi sta dicendo che non è di iniziativa governativa, non
c'entra la II Commissione, mi ha detto espressamente che è di
iniziativa della Commissione, non stiamo qua dicendo se è giusto o
sbagliato, attenzione, può essere che si sia convinta in maniera
positiva la Commissione, però anche questo modo di interloquire
telefonicamente mi sembra improprio, questo è il dato di base.
Siccome ci sono dei colleghi che hanno richiesto la presenza
dell'Assessore, ed è un materia importante, che venga l'Assessore
ad assumersi le sue responsabilità.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ricordo una
cosa diversa in Commissione Bilancio, e tra l'altro ero pure
intervenuto dicendo che il parere era contrario rispetto a questo
emendamento. Però visto che l'Assessore, tra l'altro sono sulla
stessa linea sia dell'onorevole Cascio, perché non si può
sopprimere un ente così importante che determina la pianificazione
territoriale regionale e demandare ad ogni singolo ufficio
dell'urbanistica territoriale la pianificazione territoriale di
ogni provincia, come se noi qui avessimo 9 stati diversi.
Però, visto che l'Assessore ha detto che non è una norma voluta da
lui, le chiedo se possiamo invece procedere visto che è una norma
della Commissione, se per lui è indifferente procediamo alla
votazione e lo bocciamo, perché mi pare che ci sia una volontà
abbastanza ampia per bocciare l'articolo, decida lei, Presidente.
PRESIDENTE. Quindi, lei mi conferma che il Governo era contrario
in Commissione sostanzialmente.
Presidente Cascio, io vorrei che si evitasse, perché ripeto
ritengo improprio che l'assessore Croce mi abbia chiamato. Lo
accantoniamo momentaneamente. Se l'assessore Croce ci sta
ascoltando, può venire in Aula prima della chiusura e lo
riprendiamo e dichiara lui stesso qual è la sua intenzione. Non
vorrei poi sul si dice, ci siamo intesi male o altro. Questo non lo
intendo con nessuno, né a me interessa fare la ricostruzione di
quello che è successo in Commissione.
CORDARO. Non c'è nessuna urgenza
PRESIDENTE. Perfetto, quindi lo accantoniamo momentaneamente;
viene in Aula, dichiara qual è la posizione del Governo, può essere
di indifferenza, può a favore, può essere contrario, ma sarà lui
stesso a dichiararlo.
Possibilmente, se l'assessore Croce ci sta ascoltando e vuole
venire stasera per accelerare la procedura fa cosa gradita, non
tanto a noi, ma a coloro che aspettano risposte.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Lavori in economia nel settore forestale
1. Le disposizioni di cui alla legge regionale 11 aprile 2012, n.
24, trovano applicazione entro il limite massimo di 1.000 migliaia
di euro anche per i lavori finanziati con fondi pubblici regionali
ed extraregionali eseguiti dai consorzi di bonifica per assicurare
la campagna irrigua e la manutenzione delle reti irrigue e dei
canali, nei comprensori di propria competenza, con l'impiego degli
operai dei consorzi di bonifica, degli operai agricolo-forestali di
cui alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, e di quelli dell'Ente di sviluppo
agricolo».
Si passa all'emendamento 3.1, a firma Greco Giovanni, Di Mauro,
Lombardo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, mantengo l'articolo soppressivo
perché non vedo in Aula l'assessore per l'agricoltura. Quindi, se
devo fare una domanda all'assessore competente e non è presente;
pertanto, o lo accantona perché mancano gli assessori al ramo o
altrimenti mantengo l'emendamento soppressivo.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Io penso che ogni articolo ha competenza in un settore e
se noi chiediamo per ogni articolo la presenza degli assessori, e
non ne vedo qua molti assessori, rischiamo di non andare avanti.
Quindi, Presidente, io le chiedo di sospendere la seduta per
qualche minuto per capire come andare avanti, visto che non c'è
quasi nessun assessore in Aula.
PRESIDENTE. Noi, però, dobbiamo essere consequenziali su quello
che facciamo. Io capisco l'intervento sia dell'onorevole Greco che
dell'onorevole Tamajo, perché dal punto di vista del Regolamento è
corretto. Anche perché qua, purtroppo, noi ci troviamo ad esaminare
uno stralcio della finanziaria e tutto il Governo dovrebbe essere
presente. Non c'è una legge di settore.
Però, era stato fatto un lavoro in II Commissione e nelle
Commissioni, se noi su ogni articolo diciamo che manca l'assessore
di riferimento, se ci sono questioni di merito, qua deve prevalere
il buonsenso, come quella sul CRU, perché io ho capito che c'erano
posizioni divergente ed allora è chiaro che è importante la
presenza dell'assessore. Se non ci sono questioni di merito, ma è
solo una questione che riguarda il Regolamento, io sarei
dell'avviso di andare avanti. Poi, per carità, se insistono su
questa linea, accantoniamo ed aspettiamo gli assessori.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché mi voglio allineare
alle sue considerazioni, perché laddove non ci siano problemi nel
merito è giusto che l'Assemblea possa accelerare i lavori.
Io ho letto questo articolo per il quale avevo già manifestato in
sede di Commissione la mia contrarietà, e una prima sollecitazione
che veniva, fra l'altro, se non ricordo male, dal Governo, era
quella di fare in modo che una serie di lavori di manutenzione
ordinaria potessero essere fatti con una certa velocità e
ovviamente comprando tutto ciò che occorreva.
Mi riferisco ovviamente, trattandosi di consorzi di bonifica, a
tubi e quant'altro, utilizzando la procedura dei lavori in
economia, di cui alla legge 12, n. 24, articolo 1.
Questa norma è una norma molto generica che, comunque, faceva
riferimento alla opportunità dei lavori in economia con un certo
importo.
Qui, invece, noi indichiamo un importo ben preciso, si tratta
signor Presidente di un milione di euro, con la specifica della
utilizzazione di impiego degli operai dei consorzi di bonifica,
degli operai agricolo-forestali di cui alla legge 16 e successive
modifiche e integrazioni e di quelli dell'Ente di sviluppo
agricolo.
Quindi non ci saranno costi per operai giornalieri perché questi
già ci sono e sono dipendenti di queste varie strutture.
Allora qui noi ci troviamo dinanzi ad una gara di appalto di un
milione che invece di essere fatta secondo le procedure di cui al
nuovo Codice degli Appalti, o comunque della legislazione regionale
vigente, si procede all'acquisto attraverso, mi permetto di dire,
normativa di economato.
Signor Presidente, mi consenta, avere questa libertà di movimento
da parte dei dirigenti per un importo così rilevante non credo che
sia qualcosa che si possa, di questi tempi, essere portata avanti.
Signor Presidente, la invito, pertanto, a soprassedere su questo
articolo, a far sì che l'Assessore venga qui, ci illustri in
realtà cosa vuole dire questo articolo perché a mio parere o si
tratta della necessità di fare un sistema così come quello che
riguarda le perizie relative ai fondi strutturali per cui
unitamente ad una serie di attrezzature vengono anche pagate le
giornate agli operai, ma se questo si esclude dalla specifica della
norma di cui all'articolo 3 allora noi ci troviamo dinanzi
all'acquisto soltanto di strumentazioni che sono funzionali a
rimettere in sesto reti idriche o cose, comunque, similari.
Quindi, si tratta di un appalto, dell'acquisto di una serie di
attività che vengono ad essere messe a magazzino perché si possa
agire con i lavori in economia.
Credo che su questo dobbiamo riflettere perché si tratta di un
margine di manovre e di comportamento da parte dei dirigenti che
supera di gran lunga quelle che sono - mi permetto di dire - le
competenze di un normale direttore o ingegnere capo di consorzi di
bonifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole Di Mauro ha
posto una questione di merito, accantoniamo l'articolo 3 e quindi
lo tratteremo alla presenza dell'Assessore competente.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Assegnazione ad altre amministrazioni dei testimoni di
giustizia
1. All'articolo 1 della legge regionale 26 agosto 2014, n. 22,
dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Per rafforzare l'azione di legalità e concorrere alla
diffusione dei principi di giustizia, il personale assunto in
applicazione del comma 1 dell'articolo 1 può essere assegnato ad
altre pubbliche amministrazioni che ne facciano richiesta, come
previsto dal comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 31
maggio 2005, n. 6. ».
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo tema dei
testimoni di giustizia è stato approfonditamente trattato in
Commissione Antimafia e poi in I Commissione.
Questo articolo così come è stato previsto in buona sostanza
finisce per colmare un gap che non è soltanto funzionale, perché lo
è anche, ma è anche un problema grave di sicurezza per i testimoni
di giustizia.
Io non dilungherò molto il mio intervento perché sono sicuro che
l'Aula rispetto a questo tema non solo non può che essere sensibile
ma, soprattutto, non è certo un tema sul quale ci si possa dividere
tra maggioranza e opposizione.
La possibilità dunque, il diritto dunque di far lavorare questi
testimoni di giustizia assunti dalla Regione siciliana in altri
rami della pubblica amministrazione diversificandone non soltanto
il ruolo ma anche il luogo risponde ad una serie di esigenze che
sono state studiate, che sono state confrontate anche con alcuni di
loro in Commissione Antimafia prima, dicevo, e poi in I Commissione
e per questa ragione io ne sollecito una immediata approvazione per
un verso e peraltro sollecito il ritiro degli emendamenti.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla vicenda
testimoni di giustizia credo che già siamo intervenuti in
quest'Aula - io credo di averlo fatto personalmente qualche
settimana fa - per denunciare la paradossale condizione nella quale
si trovano i 16 dipendenti della Regione siciliana che dovrebbero
essere coperti e tutelati da una serie di misure per garantirne la
incolumità e che, invece, inopinatamente, sono stati assegnati
all'Ufficio di rappresentanza della Regione nella capitale. Esposti
a qualsiasi tipo di pericolo e di vendetta da parte della mafia e
senza che il Ministero degli Interni abbia adottato alcuna misura
di protezione, neppure nella verifica delle persone che accedono a
quell'Ufficio.
La Commissione Antimafia ha proceduto ad alcune audizioni.
Ascolteremo presto il Vice Ministro Bubbico anche per una serie di
ragioni poco chiare relative ai titoli specifici di alcuni
testimoni di giustizia e per capire in base a quale criterio il
Governo regionale, o la struttura preposta, abbia deciso di
destinare questo personale ad una attività che, di fatto, non viene
svolta. Perché i testimoni di giustizia non lavorano, ricevono lo
stipendio ma non lavorano; su 16 soltanto 3 esplicano attività
lavorativa, gli altri rimangano a guardare la televisione
all'interno dell'Ufficio. Sono dichiarazioni testuali rese in
Commissione. E alcune signore procedono persino al lavoro a
maglia. Tutto questo non fa onore né al valore morale dei testimoni
di giustizia che hanno messo a repentaglio la propria vita per
contribuire alla identificazione e all'arresto di alcuni mafiosi, e
non fa onore neanche alla Regione siciliana che in pompa magna ha
annunciato l'approvazione di questa legge - approvazione che ha
voluto questa Aula, all'unanimità - e alle procedure di assunzione.
Fermo restando tutto questo, signor Presidente, con questo
articolo, con l'articolo 4, l'Assemblea regionale di fatto
consentirebbe ai 16 testimoni di giustizia di poter lavorare o per
conto della Regione Liguria, o per conto della Regione Lombardia, o
per conto di altre amministrazioni anche statali, pur restando in
carico alla Regione siciliana. Perché è bene sapere che i testimoni
di giustizia non vivono con le loro famiglie a Roma ma vivono
sparsi in altre parti del nord Italia per misure di sicurezza,
tanto che hanno dovuto persino assumere identità e generalità
diverse da quelle anagrafiche.
Per queste ragioni, signor Presidente, ritengo che assieme alla
possibilità, come ha approvato la I Commissione, di potere
consentire al personale di essere assegnato ad altre pubbliche
amministrazioni che ne facciano richiesta, possa essere prevista la
possibilità che i 16, o chi vorrà dei 16 testimoni di giustizia,
continuare a lavorare alle dipendenze e per conto e a favore della
Regione siciliana attraverso il sistema del telelavoro.
Si tratta di una soluzione che consentirebbe ai testimoni di non
uscire di casa, di restare a lavorare per conto delle strutture
regionali e di essere, quindi, ugualmente tutelati ai fini della
incolumità loro, personale e dei loro familiari.
Il telelavoro è previsto dal contratto collettivo regionale del
comparto non dirigenziale sin dal 2005, è previsto dall'articolo 71
di quel contratto, basta procedere alla verifica delle attitudini
individuali dei singoli soggetti, serve un accordo per le misure di
protezione con il Ministero dell'Interno e il supporto dell'Ufficio
speciale informatico.
Ai fini procedurali basterebbe una attuazione amministrativa,
quindi una sorta di direttiva da parte del Governo regionale, lo
dico alla presenza dell'Assessore competente, dell'assessore
Lantieri, ecco perché mi sono permesso, assieme ai colleghi del mio
Gruppo, di presentare un emendamento, recante numerazione 4.3
l'Amministrazione regionale per venire incontro alle esigenze di
tutela e protezione dei testimoni di giustizia in carico alla
stessa Amministrazione, potrà avvalersi del telelavoro come forma
di prestazione lavorativa .
Naturalmente, il lavoratore dipendente si troverebbe nelle
condizioni di potere scegliere tra la prima opzione, cioè quella di
andare a lavorare per conto di un'altra Amministrazione e la
seconda opzione che gli consente di restare a lavorare per conto
della Regione siciliana e di poterlo fare con le misure di
sicurezza di cui ha bisogno attraverso il telelavoro e sempreché le
sue specifiche competenze e la sua preparazione culturale e
attitudine fisica possa consentirgli di svolgere questa attività.
Per questa ragione, signor Presidente, mi permetto di sottoporre
alla benevolenza del Governo e dell'Aula il nostro emendamento che
credo non cozzi con quello già esitato alla I Commissione e che
potrebbe essere senza dubbio uno dei rimedi per evitare che i
nostri testimoni di giustizia facciano - uso un'immagine figurativa
- i donatori di sangue fino all'anemia a favore di altre
amministrazioni.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.1, a firma degli onorevoli
Greco Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento 4.2 è stato presentato in ragione di una posizione
confusionaria che ha tenuto il Governo in Commissione perché alla
domanda quanti fossero questi testimoni di giustizia il Governo
prima non ha saputo rispondere, poi ha dato una cifra, ha detto che
erano 13, poi 43, poi addirittura è stato detto che fossero 81;
sostanzialmente, una risposta non è stata data.
In ragione di questo, noi comunque abbiamo garantito la copertura
finanziaria per tutti coloro che fossero già stati reclutati onde
evitare anche la creazione di un debito fuori bilancio o la
impossibilità a poter pagare loro gli stipendi.
Questo emendamento servirebbe a bloccare per 2 anni comunque nuove
assunzioni, atteso che ci sono anche limitate risorse finanziarie,
però se il Governo - c'è la presenza sia dell'assessore Lantieri
che l'assessore Baccei - rassicura l'Aula sulle possibili
coperture finanziarie relative ad ulteriori reclutamenti di questa
categoria, bene, noi non saremo quelli che facciamo barricate
contro persone che hanno lavorato in ragione del principio
sacrosanto della giustizia e per l'amministrazione della giustizia.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.2 degli onorevoli Falcone
ed altri
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione..
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.3 degli onorevoli Musumeci ed altri.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, considerata la
bontà delle dichiarazioni dell'onorevole Musumeci, per il Governo
il parere è favorevole. L'importante è che non ci siano costi
aggiuntivi per l'amministrazione. Siccome diventa una scelta per
chi ha collaborato con lo Stato e ha dato la disponibilità per
tutto il percorso che ha fatto, diventa una scelta che potrà fare
il lavoratore, il Governo dà parere favorevole. Grazie.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
minimamente, e quindi lo preannuncio, polemizzare con i colleghi
Musumeci, Ioppolo e Formica, però, pongo un tema in maniera
assolutamente laica e distaccata e lo volevo sottoporre
all'attenzione dell'intera Aula.
Se noi stiamo proponendo all'Aula una legge che dia la possibilità
a questi testimoni di giustizia di diversificare ruoli e luoghi
proprio per dargli un lavoro concreto da svolgere in luoghi che
abbiano una maggiore sicurezza, rispetto a quelli che fino ad oggi
li ha visti ospitati, a mio parere finiamo per realizzare in
qualche modo una contraddizione in termini quando stabiliamo la
possibilità o il diritto al telelavoro.
Infatti, siccome questi soggetti sanno o devono sapere che sono
lavoratori come tutti gli altri, ferma restando la sicurezza della
quale abbiamo prima parlato, sono convinto che costoro lavoreranno,
ma sono convinto che, prima o poi, qualcuno ci chiederà di andare a
controllare se questi lavorano da casa oppure no.
Al di là dell'aggravio di spese, andiamo ad aggravare certamente
un percorso nel merito che secondo me non c'è motivo di aggravare.
Fermo restando che per me la priorità è l'approvazione
dell'articolo, credo che dovremmo avere cognizione e consapevolezza
piena, per un verso, della possibilità dell'aggravamento della
spesa e, quindi, la certezza che l'aggravamento di spesa non ci sia
e, per altro verso, la necessità di non andare a complicare un
percorso, un procedimento che poi, se questi soggetti lavorano da
casa o, comunque, da una località protetta, si determinerebbe,
d'altro canto, la necessità ulteriore di andare a controllare il
lavoro che fanno, cosa che invece non accadrebbe nel momento in cui
costoro dovessero lavorare presso una qualsiasi altra
amministrazione pubblica.
Vorrei essere rassicurato dagli uffici, infine - e concludo -
anche sul fatto che l'ipotesi della proposizione del telelavoro,
anche soltanto in teoria, non ponga problemi di impugnativa di
questo articolo, perché ritengo che, anche sotto il profilo del
principio di uguaglianza con gli altri lavoratori, secondo me, ma
ripeto pongo delle valutazioni all'Aula, ma in maniera
assolutamente distaccata perché la priorità è votare l'articolo,
vorrei che queste mie segnalazioni, questi miei dubbi fossero
fugati prima di votare. Nel caso contrario ritornerei a chiedere ai
colleghi di ritirare l'emendamento.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
con il vicepresidente della Commissione Antimafia, non ci sia stata
una preventiva intesa, forse perché in quella seduta in cui la
Commissione si è occupata del tema l'onorevole Cordaro, si era
dovuto allontanare.
Intanto, non stiamo parlando di un dipendente qualunque, non è
vero che il trattamento dei testimoni di giustizia sia uguale a
quello degli altri dipendenti e c'è una ragione se i testimoni di
giustizia per partecipare alla conferenza stampa devono indossare
una maschera. Questo è il primo dato.
Il secondo dato è che il telelavoro - lo voglio ricordare al
collega Cordaro - esiste in Italia da oltre 10 anni e viene
applicato da tutte le amministrazioni pubbliche ed è una competenza
dei dirigenti dei rispettivi settori verificare la qualità e la
quantità del lavoro prodotto.
E' un meccanismo assolutamente semplice ed elementare. Viene
assegnato un carico di lavoro e, entro un determinato periodo, il
lavoratore dipendente deve potere produrre quel lavoro. E lo
produce in condizioni di assoluta garanzia fisica e di sicurezza
proprio perché rimane a casa propria e a casa propria il lavoratore
non si chiama più Musumeci ma si chiama Sammataro.
Quindi, assolutamente, voglio dire, con un'altra identità,
assolutamente coperto da ogni rischio e pericolo perché, se il
Ministero degli Interni ha previsto per questi soggetti una
procedura particolare, se ha previsto una serie di misure, anche di
ordine finanziario, particolari è perché si vuole promuovere la
cultura della legalità per incentivare il cittadino che finora non
ha visto, non ha sentito e non ha parlato a cominciare a vedere, a
sentire, a parlare per consentire allo Stato di mettere le mani sui
mafiosi e sui criminali che si rendono protagonisti di particolari
iniziative.
Quindi, quella del telelavoro, che non è incompatibile con
l'assegnazione ad altre amministrazioni, mi pare, e questo è stato
il parere della Commissione, una soluzione assolutamente
compatibile perché il lavoratore dipendente si trova nella
condizione di dovere scegliere tra la prima e la seconda opzione
che non comporta ulteriori spese, lo voglio dire per rassicurare
l'assessore Lantieri, perché, in ogni caso, il budget per il
lavoratore dipendente, testimone di giustizia è stato già previsto
ed è già accantonato, continuano a ricevere lo stipendio senza
lavorare, lo dico con chiarezza, senza lavorare e lo dico perché
sono stato autorizzato dagli stessi testimoni a dirlo che si
sentono mortificati e avviliti a dovere ricevere lo stipendio senza
che nessuno gli dica cosa devono fare, per cui saranno loro a
decidere in Liguria, in Puglia, in Toscana, in Emilia, laddove sono
stati dirottati dal Ministero dell'Interno, saranno loro a decidere
se restare a casa a lavorare ancora per conto della Regione, ma
lavorare seriamente o se, invece, andare in mobilità, o in comando,
presso altre amministrazioni che potranno essere regionali o
statali.
Per carità, noi ci muoviamo nell'ottica di dovere consentire a
queste risorse umane di continuare ad essere risorse umane per la
Regione siciliana e, poi, saranno loro a decidere e, in un certo
senso, l'ufficio Personale della Regione, a decidere e a rendere
compatibile la norma che noi ci accingiamo a votare, mi auguro
favorevolmente, con le specifiche esigenze di sicurezza e le
attitudini personali di ciascuno dei 16 dipendenti. Per cui, lungi
da me ogni tentativo di polemica ma ho voluto chiarire al collega
Cordaro e a quanti altri in Aula non avessero, sotto questo
aspetto, chiaro il concetto e lo spirito della norma che mi sono
permesso di proporre, che si tratta di due soluzioni assolutamente
compatibili l'una con l'altra. Dopo di che è chiaro che io mi
adeguo alla maggioranza dell'Aula, il Governo già si è espresso
favorevolmente e di questo non posso che prenderne atto. Grazie.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino ad adesso
mi sono astenuto dall'entrare nel merito di questo argomento che,
mi si consenta, conosco abbastanza bene per aver gestito
personalmente in varie situazioni testimoni e collaboratori di
giustizia.
Il grande difetto di questa norma fin dall'origine è quello di
essere entrati a gamba tesa in una materia disciplinata da una
legge dello Stato, regolamentata da una serie di procedure
collaudate nel tempo, senza aver preventivamente interessato ed
acquisito i pareri di quegli uffici che da anni sono ormai delegati
alla protezione di persone particolarmente esposte e a cui va
riconosciuto, sicuramente, la massima delle tutele ed il massimo
dei riconoscimenti.
Forse c'è stata una emozionalità eccessiva sull'argomento per cui
si è legiferato in modo molto veloce senza tener presente bene le
conseguenze. E non vorrei che questa ulteriore norma voglia mettere
una pezza ad errori già compiuti che hanno creato dei grossi
problemi alla sicurezza ed alla funzionalità di un sistema.
Ritengo che, prima di andare a legiferare su una norma, che fra
l'altro ritengo sia di natura amministrativa perché può bene
l'assessore ed il dirigente generale della Regione assegnare il
personale a specifiche unità o prevedere il telelavoro senza
bisogno che ci sia una norma di legge che preveda il telelavoro,
credo che sia estremamente utile un'intesa con il Ministero
dell'Interno, con gli uffici competenti da cui acquisire gli
elementi per poter far lavorare queste persone in assoluta
sicurezza.
Così come non ritengo giusto che ci siano testimoni di giustizia
di seria A e di serie B come se qualcuno fosse arrivato al
traguardo ed altri, domani, non potranno godere degli stessi
benefici.
Non ritengo che la Regione si fosse dovuta impegnare su questo
argomento ma, una volta che l'ha fatto, trattiamo tutti i testimoni
di giustizia allo stesso modo senza figli e figliastri perché poi
diventerebbe veramente, come dire, indecente.
Una sola domanda all'assessore: Ma esiste un telelavoro in
Sicilia, esistono degli uffici siciliani, della Regione siciliana,
che usano il tele-lavoro? .
Non lo so, ci dica lei se esistono, quali sono i presupposti, come
si potrebbe fare. L'idea dell'onorevole Musumeci potrebbe essere
condivisibile ma, torno a dire, si scontra che tutta una serie di
problematiche e di conflittualità potenziali con gli uffici del
Ministero dell'Interno delegati alla protezione di queste persone,
si scontra con una serie di problematiche aperte per la Regione
Sicilia perché, arrivati a questo punto, non capisco perché il
testimone di giustizia possa fruire del telelavoro e la persona che
è affetta da handicap non lo possa fare.
Credo che sia molto irrazionale questo modo di legiferare
sull'onda emozionale e possibilmente anche sull'onda di qualche
articolo di giornale, sollecitato dalla presenza di alcuni
testimoni di giustizia che hanno frequentato questo Palazzo per
lungo tempo evitando di assumere delle iniziative legislative di
cui poi dobbiamo renderci conto della conseguenza.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pensavo che su
questo articolo non ci fosse alcun bisogno di intervenire anche
perché eravamo già in fase di voto e, quindi, anche da questo punto
di vista, c'è stata un po' di irritualità.
Purtuttavia, i chiarimenti quando giungono sono sempre benvenuti
ma io non vedo di quali chiarimenti si sta parlando. Innanzitutto,
l'emendamento, una facoltà in più ed è, secondo me, necessario
anche alla luce delle dichiarazioni che il Governo - lasciamo stare
ciò che è apparso sulla stampa o sui giornali - ha fatto in
commissione, cioè che queste persone sono costrette a stare a Roma
in una stanza tutte assieme e, spesso, assieme anche ai loro
carnefici, cioè a coloro i quali magari usufruiscono di una
protezione per altri versi.
Quindi, l'emendamento che dà ed offre una modalità di utilizzo più
razionale, più sicuro, più certo della collaborazione, del lavoro
che queste persone possono dare alla Regione o allo Stato,
certamente controllabile, perché non vedo come si possa pensare che
sia difficile controllare il telelavoro oggi nel 2016 quando tutto
il mondo, pubblico e privato, va verso la promozione del telelavoro
stesso. Quindi, non vedo proprio nessuna difficoltà.
E, qualora dovessero esserci degli impedimenti, dovessero nascere
delle difficoltà, ma che è il primo di segno di legge che questo
Parlamento vota e di cui il Governo, in fase attuativa poi, non ne
tiene conto e, purtroppo, con conseguenze anche spesso gravi sulla
pelle di lavoratori, come tutti ben sappiamo?
Quindi, io invito il Parlamento a votarlo, perché è una modalità
non è un obbligo e, ove questa modalità può trovare applicazione
supportata da elementi scientifici e tecnici, penso che risolverà
molti dei problemi che lo stesso Governo ha denunciato in
commissione.
Quindi, ritengo la discussione pretestuosa ed invito il Parlamento
a votarla rapidamente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.3.
Il Governo si è già espresso. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo dire che il
contratto collettivo regionale prevede il telelavoro. Infatti,
viene utilizzato da alcune società, con richiesta fatta dal
personale che, per esigenze ed anche per malattia, può farne
richiesta con una contrattazione regionale con i sindacati e può
avvalersi del telelavoro.
Ripeto, la norma prevede che non per forza debbano farlo ma deve
essere su richiesta del lavoratore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Art. 5.
Attuazione Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e
del Consiglio
del 25 ottobre 2012 sulla efficienza energetica
1. Per il perseguimento delle finalità della Direttiva
2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25
ottobre 2012 sulla efficienza energetica, la Regione
aderisce al programma statale di cofinanziamento di
sostegno per la realizzazione di diagnosi energetiche o
per l'adozione di sistemi di gestione conformi alle norme
ISO 50001 a favore delle PMI con sede o unità locale
interessata dall'intervento ubicata nel territorio della
Regione, di cui all'avviso pubblico approvato con decreto
del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare del 12 maggio 2015, secondo le disposizioni di
cui all'articolo 8, commi 9 e 10, del decreto legislativo
4 luglio 2014, n. 102, mediante l'erogazione di
contributi in conto capitale, nell'osservanza delle
disposizioni del Regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione del 17 giugno 2014. Per l'attuazione della
prima annualità del programma di cui al suddetto decreto
ministeriale 12 maggio 2015, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 900 migliaia di
euro quale quota di cofinanziamento regionale.
2. All'onere di cui al comma 1, si provvede a valere
delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
capitolo 613924 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
- 5.1 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri;
- 5.4 a firma degli onorevoli Falcone ed altri;
- 5.2 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri;
- 5.3 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri;
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo nei
confronti degli uffici. Vorrei capire una cosa, perché io ho
presentato due emendamenti che riguardano la riduzione della spesa
da 900 migliaia di euro a 400 nel 2016 ed a 500 nel 2017, perché
ritengo che questo stanziamento non potrebbe essere utilizzato
interamente in questo anno.
Quindi, vi era una dilazione dell'impegno. Ma questi emendamenti
non li trovo nel testo. E' successo qualcosa?
PRESIDENTE. Non risultano presentati emendamenti, onorevole
Falcone. Ci sarà stato un errore di trasmissione telematica. Se ne
faccia una ragione.
FALCONE. Mi rimetto alla Presidenza.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo solo per sottolineare l'importanza di questo
articolo che sostanzialmente è a sostegno delle piccole e medie
imprese perché questo finanziamento che è al 50 per cento, il resto
lo mette lo Stato, è per un'attività di odi per permettere le
piccole e medie imprese di avere accesso a delle importanti linee
di finanziamento. C'è né una di 40 milioni, altre 30 milioni, per
cui l'approvarlo vuol dire aiutare le piccole e medie imprese nello
sviluppo e quindi attraverso l'accesso a ulteriori finanziamenti.
Per questo è molto importante.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono tutti soppressivi. Pongo in
votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Accesso online al registro delle imprese
1. Per lo svolgimento dell'attività di vigilanza e
controllo sulle imprese cooperative e loro consorzi,
aventi sede nel territorio della Regione, il dipartimento
regionale delle attività produttive è autorizzato a
stipulare convenzioni per l'accesso online al registro
delle imprese.
2. Per le finalità del comma 1, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 15 migliaia di
euro (Missione 14, Programma 1).
3. All'onere di cui al comma 2 si fa fronte mediante
riduzione di pari importo dell'autorizzazione di spesa
prevista, per l'esercizio finanziario 2016, dal comma 2
dell'articolo 16 della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9 (Missione 13, Programma 4, capitolo 413345)».
Tutti gli emendamenti all'articolo 6 sono ritirati. L'Assemblea ne
prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Competenze del dipartimento regionale del lavoro e
del dipartimento regionale dei beni culturali
1. Il Fondo siciliano per l'assistenza ed il
collocamento dei lavoratori disoccupati , istituito con
l'articolo 8 del decreto legislativo del Presidente della
Regione 18 aprile 1951, n. 25, è soppresso.
2. Gli interventi già previsti dalle leggi regionali a
carico del Fondo di cui al comma 1 rientrano nelle
competenze amministrative del dipartimento regionale del
lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e
delle attività formative, secondo modalità definite con
decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro di concerto con l'Assessore
regionale per l'economia, da emanarsi entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
3. Il Centro regionale per la progettazione, il
restauro e per le scienze naturali ed applicate ai beni
culturali ed il Centro regionale per l'inventario, la
catalogazione e la documentazione grafica, fotografica,
aerofotografica e audiovisiva , istituiti ai sensi
dell'articolo 9 della legge regionale 1 agosto 1977, n.
80, quali organismi tecnico-scientifici sotto la
vigilanza dell'Assessorato regionale dei beni culturali,
sono soppressi.
4. Le attività già previste dalle leggi regionali a
carico dei Centri di cui al comma 3 rientrano nelle
competenze amministrative del dipartimento regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana, secondo
modalità definite con decreto dell'Assessore regionale
per i beni culturali e l'identità siciliana di concerto
con l'Assessore regionale per l'economia, da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge.
5. In attuazione delle disposizioni di cui al presente
articolo, il Ragioniere generale della Regione è
autorizzato a disporre le conseguenti variazioni di
bilancio».
Abbiamo metà degli Assessori presenti, nel senso che l'Assessore
al Lavoro è presente, l'Assessore ai beni culturali no. Andiamo
avanti.
Gli emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli Greco e
Falcone sono ritirati?
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tenuto conto
che nel corpo di questo articolo c'è la soppressione del Centro per
il restauro ed è materia che ha avuto una larga eco sulla stampa,
tenuto conto che non c'è l'Assessore io suggerirei di accantonarlo
per fare una discussione di merito.
PRESIDENTE. Scusate, manca l'Assessore di riferimento. Se abbiamo
scelto un criterio è inutile. L'articolo 7 è accantonato.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Prestiti in favore del personale regionale in quiescenza
e in servizio
1. Dopo il comma 14 bis dell'articolo 15 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6, introdotto dal comma 60
dell'articolo 11 della legge regionale 9 maggio 2012, n.
26 e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti
i seguenti commi:
14 ter. Le disponibilità finanziarie delle gestioni di
cui all'articolo 13, comma l, lettera a) del decreto del
Presidente della Regione 23 dicembre 2009, n. 14, possono
essere utilizzate per prestiti in favore del personale
regionale collocato in quiescenza, in misura non
superiore al 90 per cento delle somme spettanti a titolo
di indennità di buonuscita o del trattamento di fine
rapporto. La concessione del prestito è subordinata alla
cessione, ai sensi degli articoli 1267 e seguenti del
codice civile, da parte del richiedente, in favore del
Fondo pensioni Sicilia, del credito vantato a titolo di
indennità di buonuscita o del trattamento di fine
rapporto maturato.
14 quater. Le disponibilità finanziarie delle gestioni
di cui all'articolo 13, comma 1, lettera a) del decreto
del Presidente della Regione 23 dicembre 2009, n. 14,
possono essere, altresì, utilizzate per prestiti in
favore del personale in servizio per spese per studi
universitari e post universitari per i figli, nella
misura massima di 20.000 euro per figlio, fermo restando
il limite del 70 per cento dell'ammontare dell'indennità
di buonuscita o del trattamento di fine rapporto maturato
alla data di presentazione dell'istanza. La concessione
del prestito in favore del personale in servizio, per
studi universitari e post universitari per i figli, è
rimborsata mediante trattenuta di un quinto disponibile
dello stipendio. ».
All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento soppressivo a
firma dell'onorevole Greco Giovanni. Lo ritira?
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Iniziative volte alla promozione di start up, restart,
incubatori e acceleratori dello sviluppo locale
1. L'Assessorato regionale delle attività produttive
promuove e finanzia le attività di seguito indicate:
a) creazione di start up con idee innovative e creative
che abbiano una ricaduta immediata sul territorio in
termini di processo, prodotto o servizio offerto;
b) promozione di restart con idee innovative e creative
che abbiano una ricaduta immediata sul territorio in
termini di processo, prodotto o servizio offerto;
c) costituzione di acceleratori dello sviluppo locale e
laboratori territoriali nelle aree siciliane che ne
risultino sprovviste;
d) creazione di nuove imprese che presentano iniziative
finalizzate all'introduzione di innovazioni di prodotto
e/o di processo, anche nei settori tradizionali;
e) costituzione di incubatori di start up e di spin off
della ricerca pubblica, di acceleratori dello sviluppo
locale e di laboratori territoriali per la promozione di
nuove idee imprenditoriali e di innovazione sociale nelle
aree siciliane a più elevato fabbisogno e/o dove ne
risultino sprovviste.
2. Per la realizzazione e direzione delle attività di
cui al comma 1, l'Assessorato regionale delle attività
produttive affida ad una delle società regionali in
house, previa convenzione/contratto:
a) l'istruttoria delle domande di accreditamento dei
servizi di affiancamento e consulenza alle imprese;
b) l'istruttoria delle domande inviate per i percorsi di
start up e restart;
c) l'istruttoria delle domande inviate per la
costituzione di acceleratori e laboratori territoriali;
d) la valutazione delle domande relative alle lettere
a), b), c), d) ed e) del comma 1.
3. La società regionale in house, per conto
dell'Assessorato regionale delle attività produttive, ai
fini del raggiungimento degli obiettivi di cui al comma
1, predispone un bando a sportello. L'Assessorato
regionale delle attività produttive, in attuazione del
bando, eroga le agevolazioni finanziarie di seguito
indicate:
a) contributi, di cui una parte a fondo perduto e
l'altra con fondo di rotazione, e ogni altra forma di
intervento finanziario a favore delle imprese start up,
in conformità all'ordinamento comunitario;
b) contributi, di cui una parte a fondo perduto e
l'altra con fondo di rotazione, e ogni altra forma di
intervento finanziario a favore delle imprese, costituite
da non più di 36 mesi, impegnate nei progetti di restart;
c) incentivi, contributi, sovvenzioni, di cui una parte
a fondo perduto e l'altra con fondo di rotazione, e ogni
altra forma di intervento in favore della nascita di
acceleratori dello sviluppo locale e laboratori
territoriali che forniscano assistenza e collaborazione
alle imprese nel territorio siciliano;
d) contributi e ogni altra forma di intervento
finanziario a favore degli aspiranti imprenditori e delle
imprese beneficiarie per la fruizione di servizi
accreditati di affiancamento alle imprese, di tipo
logistico e tecnico, localizzate sul territorio
siciliano;
e) incentivi, contributi, sovvenzioni alle imprese che
assumono ricercatori, dottori di ricerca o figure
professionali altamente qualificate (master universitari
di II livello, esperienze di ricerca di almeno un anno).
4. La società regionale in house conclude l'istruttoria
delle domande di agevolazioni di cui al comma 3 entro 45
giorni dalla presentazione; l'Assessorato regionale delle
attività produttive eroga le agevolazioni finanziarie
entro i successivi 45 giorni.
5. La società regionale in house per conto della
Regione, attua le presenti disposizioni, nel rispetto
degli obiettivi di cui al comma 1, mediante le azioni
realizzate con gli strumenti di cui al presente articolo,
stipulando specifici accordi con enti locali, camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura,
università e poli di ricerca e di innovazione,
associazioni di ricercatori universitari e giovani
imprenditori, distretti produttivi, agenzie di sviluppo
locale ed istituzioni bancarie.
6. Le PMI, anche tramite i soggetti finanziatori, sono
obbligate a fornire alla società regionale in house una
dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante
relativa a qualsiasi altro aiuto de minimis ricevuto
sotto forma di garanzia e l'importo del contributo
concesso.
7. Le garanzie ed i contributi, nell'ambito del de
minimis , sono cumulabili, sul medesimo investimento, con
le altre agevolazioni previste dal presente articolo.
8. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui alle
lettere a), b) ed e) del comma 3, i seguenti soggetti:
a) aspiranti imprenditori che completino l'iscrizione al
registro delle imprese delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura della Regione di una
delle startup entro 30 giorni dall'approvazione del
finanziamento dei progetti presentati;
b) start up innovative iscritte all'apposita sezione
speciale del registro delle imprese presso una delle
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
della Regione, ai sensi dell'articolo 25 della legge 17
dicembre 2012, n. 221;
c) PMI iscritte al registro delle imprese presso una
delle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura della Regione da non più di 36 mesi dalla
data di presentazione della domanda;
d) PMI innovative, come definite all'articoo 4, comma 1,
del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3;
e) spin off aziendali;
f) spin off della ricerca pubblica (universitari ed
accademici).
9. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui lla
lattera c) del comma 3 anche persone fisiche e liberi
professionisti in forma singola o associata.
10. L'Assessorato regionale delle attività produttive,
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge individua, mediante decreto, i requisiti
di ammissibilità alle agevolazioni per i beneficiari del
finanziamento per le start up e restart e i criteri di
valutazione dei progetti.
11. Gli interventi finanziari a favore delle imprese
start up e restart di cui alle lettere a) e b) del comma
3 sono erogati, ciascuno, in misura non inferiore ad euro
50.000 euro e non superiore ad euro 1.000.000.
12. In favore degli acceleratori di sviluppo locale è
erogata, complessivamente, la somma di euro 4.000.000 nel
triennio 2016-2019.
13. Gli oneri finanziari di cui al presente articolo
trovano rispondenza nell'ambito delle risorse a valere
sul PO FESR, Strategia regionale dell'innovazione per la
specializzazione intelligente S3, obiettivo tematico 1 e
parzialmente obiettivo tematico 3, specificatamente
finalizzate ad interventi inerenti le politiche di
ricerca ed innovazione per euro 10.000.000.
14. La società regionale in house trasmette annualmente
all'Assessorato regionale delle attività produttive una
relazione sulla gestione delle risorse trasferite e sulle
attività realizzate, da pubblicarsi sul sito web
istituzionale dell'Assessorato».
All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti a
firma dell'onorevole Greco Giovanni ed altri. Li ritira?
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io colgo l'occasione di questo
articolo che in origine era stato fatto in Commissione proprio per
evitare lo scioglimento, la messa in liquidazione di Sviluppo
Sicilia, facendo un appello al Governo nel momento che
originariamente questo articolo tendeva proprio ad evitare la messa
in liquidazione, nel momento che non è stato ancora emesso il
decreto di liquidazione, io ritengo che su questa vicenda di
Sviluppo Sicilia debba essere fatta una riflessione seria, nel
senso che praticamente nel momento che questi 70 dipendenti hanno
le professionalità per potere fare l'assistenza a quelle che sono
le misure, una tra queste di verificare l'opportunità, ma anche
l'importanza, se è possibile, avendo le commesse e avendo anche
tutti gli assessori dichiarato di essere favorevoli a dare le
commissioni a Sviluppo Sicilia, di verificare la possibilità della
non messa in liquidazione di Sviluppo Sicilia.
Anche perché rispetto ad altre situazioni qui vi sono delle
professionalità che possono essere utilizzate per usi produttivi.
Ecco, questo è un appello, è una riflessione che faccio al
Governo dal momento in cui qui è stato fatto giustamente, essendo
anche in corso la procedura di liquidazione, è stato messo in
questo articolo che possono essere le partecipate o regionali a
dare l'assistenza.
Io credo che in quelle partecipate, se si sceglie di fare una
strada che può essere produttiva per la Regione, possa essere
ancora confermato Sviluppo Sicilia.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, non tedierò molto l'Aula, questo testo è transitato
dalla II Commissione, sia come incardinamento del disegno di legge,
sia come norma che era stata incardinata nella finanziaria e poi è
ritornata di nuovo in II Commissione.
La norma ha un suo senso, cioè quello di permettere
sostanzialmente l'accelerazione della spesa sulla nuova
programmazione, in un mondo che ormai parla di una disperata
necessità di star up di imprese innovative, dopodiché gli obiettivi
tematici sono esattamente quelli che possono finanziare questo tipo
di intervento e debbo dire che sono i soldi, onorevole Falcone,
della programmazione.
Dopodiché, io credo che sia necessario che poi il Governo si
attivi immediatamente per individuare qual è il soggetto istruttore
e valutatore delle misure previste nella norma stessa.
Poi, riguardo l'intervento dell'onorevole Laccoto, io non so se
sarà Sviluppo Sicilia che ha avuto le competenze e non le aveva per
farle, ma l'importante è che ci siano le condizioni per mettere
molti giovani soprattutto di una competenza elevata, vale a dire i
ricercatori universitari, di potere giocare una partita con le
risorse delle nuova programmazione, provando a creare imprese che
producono beni e servizi, cosa che sostanzialmente oggi ci manca
nella speranza di invertire la tendenza di questa benedetta Sicilia
che vede chiudere partite Iva ogni settimana.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del Vicepresidente Venturino
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diciamo che
questa è una delle poche norme di sviluppo inserita in questa mini
finanziaria, che era già inserita nella finanziaria approvata a
febbraio che poi, purtroppo, era stata stralciata.
Io ritorno al fatto di Sviluppo Italia-Sicilia perché inizialmente
in questa norma veniva inserito che la fase di start up degli
incubatori, veniva assegnata a Sviluppo Italia-Sicilia, non perché
facevamo un favore a Sviluppo Italia-Sicilia, ma perché Sviluppo
Italia-Sicilia aveva le competenze ed ha le competenze per portare
avanti questo processo di start up e di incubatori di impresa.
Io credo che sia complicato, assessore Baccei, che questa fase
possa essere gestita dalla SAS, perché avevamo detto l'altra, e lo
ribadisco anche in quest'Aula, difficilmente la SAS potrà avere
questa attività e potrà fare questa attività perché non ha le
competenze. Non mi risulta che ancora il personale di Sviluppo
Italia Sicilia sia transitato alla SAS e avevo anche detto in un
incontro con l'assessore, eventualmente, di trasferire un ramo
d'azienda di Sviluppo Italia Sicilia alla SAS, perché trasferiamo
anche il know how. Diversamente, non possiamo dare queste risorse e
queste attività alla SAS.
Dall'altro lato, vi dico anche, ma perché non ritorniamo e
facciamo un passo indietro rispetto alla liquidazione di Sviluppo
Italia Sicilia? E quindi la rendiamo di nuovo operativa, assessore?
Le chiedo di ascoltarmi cortesemente. Io le chiedo una cosa, l'ho
chiesto al Presidente della Regione e lo chiedo qui da questo
pulpito. Le chiedo, vi chiedo, di fare un passo indietro a Sviluppo
Italia Sicilia.
Sviluppo Italia Sicilia in questi anni ha dato e ha fatto
tantissima attività per i giovani soprattutto. Noi non abbiamo più
nessuno che fa piccoli finanziamenti per le nuove attività,
soprattutto ai giovani, per cui è un rischio non rimettere in piedi
Sviluppo Italia Sicilia. D'altronde poi rimettiamolo in piedi però
con degli amministratori - non me ne vogliano gli amministratori
che c'erano - degli amministratori che abbiano le competenze per
fare quello che deve fare Sviluppo Italia Sicilia.
Se noi andiamo alla ricerca di dare l'incarico, per l'incarico,
credo che sbagliamo. Quindi un passo indietro da parte del Governo,
perché Sviluppo Italia Sicilia possa rifare quello che ha fatto in
questi anni dal '92 fino ad oggi. Cosa che in questo momento
nessuno può fare.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha la facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, vorrei approfittare della presenza
dell'assessore Marziano. Assessore, io leggo questa norma per la
quale non ho un'opinione negativa, nel senso che è una norma che
credo sia importante, e bene ha fatto il Governo, la Commissione, a
sollecitare l'inserimento di questo articolo in questo disegno di
legge. Però, come lei vede, al punto A e al punto B si parla di
idee innovative e creative, quindi, escludendo le attività comuni
che possono esserci, artigianato, pesca, comunque attività di
imprese qualsiasi.
Io gradirei, assessore che rispetto all'Aula, e nei confronti di
questo articolo 9, ci sia la certezza, e questa ce la può dare
soltanto lei, che nell'ambito delle risorse che sono destinate ai
fondi comunitari, ci siano altre disponibilità finanziarie che sono
a valere di artigiani, imprese e altre cose, perché altrimenti
dovremmo inserirlo qua.
PANEPINTO. E se non c'era questa legge dove lo inserivi?
DI MAURO. Onorevole Panepinto, io sto facendo una riflessione e
non sono, ripeto, contro la norma. Sto dicendo, se c'è un'attività
tradizionale, qui noi abbiamo indicato una specifica ben
dettagliata che esclude l'attività tradizionale. Se lei assessore
mi dice che ci sono nei fondi comunitari altre risorse destinate ad
attività tradizionali, per cui l'assessorato procederà secondo
bandi, quello che è, io non discuto in questo momento, allora
evidentemente questo ci fa stare tranquilli perché si sceglie un
canale diverso per quanto riguarda le imprese di cui si fa
riferimento qui, che hanno caratteristiche innovative e creative.
Questa è una norma specifica, che rispetto, però se lei ci dà le
delucidazioni, credo che potremmo essere tutti più tranquilli di
esaminarlo con maggiore serenità.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi. Il tema che stiamo trattando è
sicuramente uno dei più importanti. Ci saremmo augurati che già
nella scorsa finanziaria fosse stato approvato, ma così non è
stato.
Intanto, vorrei ricordare, così come tutti gli altri articoli che
sono stati portati dalla Commissione Bilancio in questa Aula, sono
passati tutti, nessuno escluso, dalle Commissioni di merito e hanno
avuto il parere favorevole da parte delle Commissioni competenti.
Quindi, non c'è stato, nemmeno in questo caso, il tentativo da
parte della Commissione di aggirare il Regolamento o di superare in
produttività le altre Commissioni che, anzi, hanno insieme a noi
contribuito a scrivere questa manovra.
A che serve questa manovra, onorevole Di Mauro che anche Lei ha
contribuito a scrivere insieme a quanti, da Di Giacinto, a
Panepinto, Alloro, Dipasquale, Savona, Lupo, Clemente, hanno
insistito con grande attenzione, insieme al Movimento Cinque Stelle
che ha aggiunto anche il termine incubatori che originariamente
non era stato previsto, tutti insieme abbiamo cercato di scrivere
una norma per accelerare la spesa, per evitare che succeda quello
che è successo con gli ultimi finanziamenti che abbiamo avuto da
parte della Comunità Europea che si correva il rischio di non
spenderli tanto è vero che adesso ci accingiamo ad approvare un
articolo che dà la possibilità di continuare a spendere queste
risorse.
In pratica, vedete, se andate al comma 3 qui trovate
immediatamente tutto ciò che può essere fatto: a) contributi di cui
una parte a fondo perduto e tutte le varie voci. Quindi, per essere
chiari, non sarà una distribuzione a pioggia, ma sarà una
distribuzione secondo obiettivi tematici che sono stati previsti
dalla norma e che fra le altre cose prevedono incentivi e
contributi anche alle imprese che assumono ricercatori, dottori di
ricerca o figure professionali altamente qualificate, master
universitari di secondo livello, esperienze di ricerca di almeno un
anno per evitare che i nostri cervelli abbandonino la Sicilia e
siano costretti ad andare fuori.
Dopodiché è stato posto anche il problema relativo a Sviluppo
Italia Sicilia. Ma sia chiaro la norma non è nata per Sviluppo
Italia Sicilia. La norma è nata per accelerare la spesa. Dopodiché
tutti insieme attraverso anche una mozione che è stata firmata da
tutti i deputati abbiamo ritenuto che Sviluppo Italia Sicilia
avesse le competenze, le capacità e l'esperienza da potere svolgere
le funzioni di soggetto istruttore.
Nelle more che approvassimo questa norma è chiaro che è
intervenuto un provvedimento che ha portato allo scioglimento di
Sviluppo Italia Sicilia, una cosa che noi come Commissione non
abbiamo accettato tanto è vero che abbiamo prodotto una mozione,
approvata, con la quale invitiamo il Governo a riprendere il
discorso relativo alla Società e ai suoi lavoratori.
Aspettavamo anche questa mattina, per essere chiari, in
Commissione Bilancio perché vi era stata una proposta del
Presidente Cascio approvata da tutti i Capigruppo che voleva che il
Presidente della Regione venisse in Commissione Bilancio e venisse
a spiegare qual è l'atteggiamento e il comportamento che il
Governo vuole tenere nei confronti di tutti i lavoratori.
Da due settimane non riusciamo a portare in Commissione Bilancio
il Presidente Crocetta in maniera tale da spiegarci qual è
l'obiettivo che il Presidente della Regione ha nei confronti di
questi lavoratori.
Ma nonostante ciò in attesa del Presidente la Commissione
Bilancio, ripeto, ha prodotto tutti i documenti necessari per
garantire Sviluppo Italia Sicilia, garantire i lavoratori ma mi sia
consentito dire garantire soprattutto coloro i quali vogliono
investire, vogliono scommettersi e che non possono aspettare, come
è successo fino ad adesso, che passino anni prima di potere avere
un progetto approvato.
Per questo motivo la Commissione, ripeto, che ha accolto i
suggerimenti di tutte le Commissioni che su questa vicenda hanno
voluto esprimere dei pareri, ed è più di uno, ha provveduto a
sostituire la parola Sviluppo Italia Sicilia con la parola
affidata ad una delle società regionali in house previa
convenzione .
Ciò cosa significa per tranquillizzare tutti? Che nel caso in cui
il Governo dovesse ritornare indietro e dovesse riportare in bonis
e in vita Sviluppo Italia Sicilia essendo Sviluppo Italia Sicilia
una società regionale in house può benissimo ritornare ad occuparsi
di questa vicenda.
Nel caso in cui ciò non è possibile abbiamo proposto tutta una
serie di soluzioni, tra cui anche quella di una cessione di un ramo
d'azienda, ma questi evidentemente non sono problemi, capacità che
competono al legislatore ma sono poteri che competono
all'amministratore e in questo caso sarà il Governo a rispondere
alla mozione presentata dalla Commissione.
Per questo il parere della Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché c'eravamo dati un metodo di lavoro. E non capisco perché per
alcuni Assessori assenti rinviamo l'articolo, per altri Assessori
invece facciamo finta che sono presenti.
Le chiedo proprio per essere coerenti con il nostro metodo di
lavoro, di rinviare perché l'Assessore competente è assente. Anche
se si chiama il Vice Presidente della Regione Lo Bello. Quindi le
chiedo di rinviare il punto perché è giusto e perché alcuni
colleghi hanno dato spunto perché si possa intravedere una
soluzione per questa Società Sviluppo Italia Sicilia. Vediamo se la
Vice Presidente della Regione ci può dare qualche idea per potere
salvare questa Società.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi sono
logorroico. Questa è una delle pochissime norme, tra finanziaria e
stralcio, per non dire l'unica norma fortemente voluta
dall'onorevole Di Giacinto che ne ha curato la stesura, che si
occupa di sviluppo in Sicilia. Esiste una procedura dettagliata,
tempi certi, 45 giorni per l'accoglimento della domanda, 45 giorni
successivi per l'erogazione del credito. E' una norma moderna che
da certezza di tempi e di diritto, cosa che andiamo chiedendo da
molto tempo. Perché in questa Terra non c'è certezza né dei tempi,
né tanto meno dei diritti di ciascun cittadino.
Questo è stato un po' il faro che ha illuminato il percorso di
questa norma; fondi per lo sviluppo, certezza di procedure,
certezza di tempi, certezza di diritti. Ma in tutto questo c'è un
piccolo insignificante problema, quasi insignificante: qual è la
società, signori Assessori, che dovrà curare la gestione di queste
situazioni? Io non sono innamorato di Sviluppo Sicilia o di altri,
faccio una domanda molto chiara e molto semplice, in assenza fra
l'altro dell'Assessore per le attività produttive. Quale procedura
si intende fissare e con quali mezzi, con quali risorse, con quali
strumenti, per dare attuazione a questa norma. Fondamentale perché
i giovani siciliani che vogliono aprire una impresa riescono a
trovare delle risposte. Non vorrei che, come al solito, si dice che
le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni. Questa
è una ottima intenzione ma non vorrei che per la inefficienza
complessiva della Regione domani debba costituire uno dei tanti
macigni su cui si cammina verso le strade dell'inferno.
Sotto questo punto di vista occorre sicuramente una chiara, netta
e precisa presa di posizione del Governo che dica con quali
strumenti attuativi intende realizzare questo percorso per la
startup innovativa. E questo sarà un argomento che riprenderò
costantemente ad ogni seduta, per ricordare i tempi ormai biblici
di ciò che non viene realizzato. Non ci possiamo più permettere il
lusso di subire ritardi per le spese produttive e per dare lavoro
ai giovani. Ribadisco la mia richiesta: con quali strumenti di
attuazione si intende dare corso a questa norma?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono altri iscritti a parlare,
però dall'intervento dell'onorevole Greco e dell'onorevole
Malafarina si sta ponendo un problema di merito, così ritengo che,
come è stato già fatto per gli altri articoli, sia il caso di
accantonarlo e procedere più celermente.
Però, visto che ci sono degli iscritti a parlare, non sarò certo
io a impedire gli interventi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io sono
d'accordo con l'idea dell'approfondimento dell'articolo per una
ragione molto semplice anche in questo caso e mi rivolgo
soprattutto agli assessori presenti senza alcuno spirito polemico,
assessore Baccei, perché vorrei ricordare all'Aula ma soprattutto
al Governo che quando in sede di Finanziaria si affrontò il tema di
Sviluppo Italia Sicilia la nostra richiesta pressante era quello
appunto di evitare di svendere il no out che avevamo al servizio
della nostra Regione appunto il riferimento era preciso a Sviluppo
Italia Sicilia affidandolo a società terze, esterne con aggravi di
spesa e con la ovvia conseguenza della perdita di posti di lavoro.
Si era detto infatti qualcuno aveva parlato di forme, aveva messo
nella discussione altre cose e ricordo perfettamente a maggior
ragione che quando io dissi, affrontai questa argomentazione da
parte di molti assessori regionali vi fu una corsa a dire io
affiderò le commesse a Sviluppo Italia Sicilia , ricordo
l'assessore Marziano, ricordo l'assessore Cracolici, ricordo lo
stesso assessore Baccei. Allora assessore, ripeto con esclusivo
spirito costruttivo, ma davvero appena un mese dopo da quegli
impegni solenni presi in quest'Aula dinanzi a tutto il Parlamento
il Governo ci deve, direi quasi tra virgolette imporre, di
inaugurare un muro contro muro che su temi che riguardano posti di
lavoro noi non vogliamo assolutamente inaugurare? Allora su questo
tema io prego il Governo di parlare una sola lingua, quindi se la
presenza dell'assessore Lo Bello, assessore competente al ramo, può
avere un senso che ben venga un breve rinvio perché a noi tutti è
chiaro e parlo certamente dei colleghi che mi hanno preceduto, Di
Mauro, Greco e me stesso che l'art. 9 vada approvato, su questo non
c'è dubbio Però, Presidente, se noi vogliamo veramente in questo
scorcio di legislatura che ci separa dalla conclusione di questo
mandato instaurare quanto meno per le norme che hanno ricaduta
diretta sul mantenimento dei livelli occupazionali un rapporto
serio col Governo, il Governo non può presentarsi in questo modo
perché ribadisco appena un mese fa erano stati assunti in Aula
impegni solenni di parecchi assessorati che avrebbero affidato le
commesse a Sviluppo Italia Sicilia perché era evidente che a noi ma
era soprattutto evidente l'impegno del Governo che questa società
al netto della corsa a sfavorire prima Tizio e poi Caio perché
pareva più una lotta contro gli allora Presidenti piuttosto che
contro i lavoratori, al netto di questo dico vi fosse l'interesse
del Governo a preservare qualcosa di siciliano e dei siciliani
PRESIDENTE. onorevoli colleghi, come ho già detto, io sono
dell'avviso di accettare la richiesta di accantonare così come
abbiamo fatto per l'articolo 7, giusto per non cambiare un po'
quello che è il modo. Vi invito pertanto a non intervenire,
accantonerò questo articolo e volevo approfittare della presenza
dell'assessore Croce, che è arrivato, per tornare all'articolo 2,
che avevamo accantonato per la stessa ragione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
PANEPINTO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la musica mi
pare l'abbia aperta l'onorevole Di Mauro, che non si fa mai mancare
quando trova norme che possono essere interessanti, prova a
organizzare, ma questa norma era in seconda commissione e il
Governo l'ha riscritta insieme alla Commissione, per cui o lei ha
tutti e 12 gli assessori, fra l'altro c'è chi si rivolge
all'assessore alla formazione, cioè se dobbiamo immaginare di
affossare ancora la norma dopo che era arrivata in Aula la prima
volta, bocciamola Però senza usare tecniche, perché quando c'è il
duo famoso, uno che si pone interrogativi, l'altro che chiede di
rinviare è un tentativo fastidioso di bloccare il lavoro delle
Commissioni.
Stralcio I Disposizioni stralciate /A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate /A)
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la terza volta
che chiedo la parola e vale anche per il Presidente Ardizzone.
L'articolo 9 era comunque un articolo che era stato condiviso
dall'Aula, dal Parlamento e si era posto un problema di
inammissibilità durante l'approvazione della finanziaria.
E' ritornato, ritengo che è strumentale in attesa che torni
l'assessore, perché in Commissione Bilancio, l'assessore è stato
anche sentito.
Se poi noi con questo articolo che c'è un problema: noi qui
abbiamo presentato un emendamento e lo illustrerà il nostro capo
gruppo, l'onorevole Falcone, semplicemente noi siamo contrari che
la gestione dei fondi siano quelli della programmazione perché se
ne parlerà nel 2017. Siccome la stessa esperienza ahimè, sarà con i
cantieri di lavoro, tanto voluti dall'opposizione e approvati, ama
da un'interlocuzione con l'assessore Miccichè, sembrerebbe che
partano ad ottobre allora se sei vuole dare una risposta immediata
in termini di occupazione, di crescita e di sviluppo, l'assessore
deve semplicemente dire quando partiranno le start up, quando
avvieranno i cantieri di lavoro, ma lo potrà dire pure, dopo che
abbiamo approvato la norma.
Vorrei spendere solo due parole per Sviluppo Italia-Sicilia.
Questo articolo con Sviluppo Italia-Sicilia, non c'entra nulla,
perché come ben ricordava l'onorevole Cordaro, quando si è parlato
della ricapitalizzazione dello Sviluppo Italia-Sicilia, tutti gli
assessori si sono alzati dicendo: noi daremo le commesse, noi
abbiamo dato le commesse'.
C'è una delibera di giunta che obbligava gli assessori, i
dipartimenti e i dirigenti a dare le commesse a Sviluppo Italia
Sicilia, delibera di Giunta che è stata disattesa dai dipartimenti
e quindi dai direttori generali.
Oggi assessore Baccei, mi scusi su Sviluppo Italia - Sicilia, si
stanno susseguendo una serie di dibattiti, ma anche di richieste, è
il caso che si conosca la posizione del Governo perché no ci
dobbiamo prendere in giro, i dipendenti di Sviluppo Italia-
Sicilia, possono benissimo passare alla Sas, è una volontà che i
dipendenti spesso hanno espresso in un comunicato.
Se in Giunta si è proceduto alla modifica dello Statuto della Sas,
non è assolutamente vero che i dipendenti di Sviluppo Italia-
Sicilia, non possono fare assistenza tecnica alla Sas, e lo
sappiamo perché ciascuno porta il proprio curriculum non porta il
curriculum della società, quindi questo Governo deve dire, no
bisogna tornare a legiferare, deve dare delle risposte ai
lavoratori che non può dare il Parlamento perché sono atti
gestionali, per cui la invito perché si tratta di 78 persone che
hanno professionalità non nascondiamoci dietro l'approvazione
dell'articolo o legiferar o meno, perché onestamente è mortificante
per i lavoratori ma è anche un'offesa per la intelligenza di
ciascuno di noi.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo e
la discussione che ne è conseguita mi da l'impressione di due
poveracci a cui mancava il pane quotidiano per sopravvivere e
magari però progettavano di andare sulla luna.
Perché dico questo Presidente? Perché leggendo anche le prime
righe di questo articolo si parla sempre di idee innovative, di
idee creative in più punti quasi a volere sottolineare una
specificità ad escludendum. Ma noi, in questa terra martoriata,
abbiamo bisogno si di idee innovative e delle idee creative ma
abbiamo soprattutto bisogno di sostenere chi vuole fare una impresa
qualsiasi essa sia. Qualsiasi giovane abbia in testa di creare una
piccola impresa, a mio modo di vedere, dovrebbe in ogni caso essere
aiutato con tutti gli strumenti, anche qualora mi si risponda che
sono previsti altri strumenti per aiutare chi vuole fare una
piccola impresa.
Ma qui che con la disoccupazione galoppante che abbiamo, se fossi
a decidere, non metterei dei freni, dei paletti, non metterei delle
camere stagne, lascerei aperto a tutti. Detto questo, questa norma
è urgente e la dobbiamo fare velocemente.
Secondo punto: veda Presidente, nel contesto della legge si
continua a parlare di società in house ed è giusto che sia così
perché è giusto che la Regione si attivi ad una propria società in
house per espletare, per accompagnare chi vuole presentare una
domanda. Ed è capitato a me, Presidente, tantissime volte nel corso
di questi anni che giovani che avevano intenzione di aprire una
piccola attività e non sapevano come fare sono stati indirizzati
presso gli uffici di Sviluppo Italia e devo dire che hanno avuto
assistenza piena e totale con la successiva erogazione dei
contributi richiesti da parte dei tecnici di Sviluppo Italia
Sicilia.
Ora mi chiedo, rispetto agli svolazzamenti totali di questo
Governo che passa da una decisione all'altra e poi ritorna indietro
sulle decisioni, perché dal punto di vista logico si venga a
spiegare a quest'Aula per quale motivo, nel momento in cui si
rimette in piedi con la nuova programmazione dei fondi ora che c'è
la possibilità, la necessità e l'urgenza di intervenire dal punto
di vista del supporto tecnico per potere finalmente spendere le
provvidenze europee e nazionali, perché ci si vuole privare della
esperienza, della capacità e del no out di Sviluppo Italia Sicilia.
E' una vera follia, quindi io invito il Governo a presentare, se
vuole, un sub emendamento in cui specifichi in maniera tale che non
ci possono essere più dubbi circa il futuro di questa società o
comunque degli apparati tecnici dell'esperienza e del no out che
questa società, che questi giovani, che questi impiegati, che
questi addetti, che questi funzionari hanno accumulato nel corso
degli anni perché se no mi si dovrebbe dire come faranno coloro i
quali hanno intenzione di presentare i piccoli progettino a cui
dava assistenza Sviluppo Italia Sicilia non essendoci più una
società dovrebbero recarsi dove? A Roma, dovrebbero andare a Roma
per avere assistenza, per aprire un bar, per aprire una piccola
attività? E' un controsenso assoluto Ma del resto, è uno dei tanti
della non attività o dell'attività farraginosa e priva di senso
logico da parte di questo Governo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
DI MAURO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, non è costume degli inquilini di
questa Assemblea citare colleghi quando intervengono in un
provvedimento che è all'esame e soprattutto quando si tratta di
norme generali ed astratte. Ognuno se ne assume la responsabilità,
perché questo intervento così accorato che ha fatto l'onorevole
Panepinto vuole testimoniare che questa non è una norma generale ed
astratta, ma è una norma che lo stesso ha sollecitato al Governo,
per la quale ovviamente ha degli interessi specifici.
Per quanto mi riguarda io sono dell'avviso che una norma di questa
di questo tipo sia corretto farla, ho soltanto nel mio intervento
inteso allargare il raggio di azione della norma perché possa
essere consentito ad altri modelli di impresa di potere partecipare
ad un avviso che la Regione siciliana o comunque una società in
house possa fare. Null'altro che questo.
Non credo che sia corretto il comportamento del collega Panepinto
che apostrofa me in maniera grave, ritenendo che io abbia fatto
questo intervento per ostruzionismo ad una sua iniziativa. Non mi
risulta che l'iniziativa sia sua personale, mi risulta che sia
un'iniziativa del Governo e del Parlamento e l'idea di allargare
questa spesa anche ad altri modelli d'impresa molto più semplice da
quelli che possono essere considerate idee creative ed innovative,
credo che sia una cosa buona e giusta.
Il rancore personale dell'onorevole Panepinto nei miei confronti
non trova ragione di esplicarsi in questa attività che è quella
legislativa e soprattutto quando si tratta di leggi che hanno
questa portata.
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Assessore Baccei, in realtà su questa vicenda delle
start-up devo dire che ha trovato personalmente, e non solo
personalmente, l'interesse non come singolo parlamentare ma anche
del mio Gruppo parlamentare, del Gruppo di Forza Italia.
Tuttavia, non è chiaro qual è non solo il modello, ma qual è anche
il sistema che noi stiamo utilizzando per garantire l'utilizzo di
queste somme e in che modo soprattutto i giovani vengono coinvolti
nell'avvio di queste iniziative.
Allora mi chiedevo, considerato che noi in questo momento abbiamo
una serie di problemi legati alle politiche attive del lavoro e che
in questo calderone, di volta in volta, sono finiti una serie di
operatori alcuni dei quali affronteremo negli articoli a seguire a
partire dall'articolo 14, se in questo processo di avvio di piccole
e medie imprese con il coinvolgimento dei giovani che possono
beneficiare giustamente di un contributo per avviare delle
iniziative in chiave produttiva, è possibile prevedere il
coinvolgimento degli operatori di Sviluppo Italia. Perché questa
società, come lei sa Assessore, ha delle competenze al suo interno
che sono competenze che io ritengo trasversalmente la politica in
qualche modo ha richiamato attraverso le sue iniziative di
carattere legislativo, di impegno politico nel territorio,
competenze che trovano riscontro nel fatto, al di là dell'attività
politica, che tanti giovani negli anni hanno potuto beneficiare del
sostegno delle attività di Sviluppo Italia.
E allora, mi chiedo se effettivamente sono stati posti in essere
una serie di passaggi a cominciare, ad esempio, dalla modifica
dello statuto della partecipata SAS, se non fosse possibile
prevedere il coinvolgimento di questi operatori all'interno della
suddetta società, perché in questo momento noi abbiamo 78 persone
di Sviluppo Italia che rischiano di sprofondare nella condizione
del licenziamento che seguirebbe alla liquidazione di questa
società rispetto alla quale, per essere chiari, non c'è nessun
approccio ideologico alla questione.
Se il Governo dice che Sviluppo Italia è una società che può
essere salvata e che noi non poniamo in liquidazione e che va
incontro alla possibilità di essere ricapitalizzata, che va
incontro alla possibilità di ulteriori investimenti che ben venga,
viva Sviluppo Italia se Sviluppo Italia si può salvare. Ma se
questo non dovesse essere possibile e, soprattutto, se questo non
dovesse essere nelle corde e nel pensiero del Governo certamente un
progetto alternativo ce lo dobbiamo dare.
E' stata questa, mi rivolgo anche ai colleghi della maggioranza,
la strategia d'uscita, la porta d'emergenza, ma non perché noi
siamo convinti che nella partecipata SAS possa annidarsi la fortuna
di questo percorso o il percorso ideale o il migliore, perché
comprendiamo che, di fronte al rischio della marginalità che
scaturirebbe da una chiusura della società che, ripeto, qualora
dovessero salvata per noi rappresenterebbe pur sempre un'opzione,
siccome noi temiamo, assessore Baccei, che questa opportunità al
momento non venga rappresentata dal Governo, insistiamo sull'idea
che, anche dinanzi a quest'opportunità che è data dallo start up si
consideri la possibilità di coinvolgere queste competenze, queste
professionalità che si sono formate negli anni e che possono dare
un grande contributo al rilancio della piccola e media impresa che
coinvolge i giovani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho lasciato intervenire tutti
quanti proprio perché non si dica che questa Presidenza soffoca il
dibattito parlamentare. Però, come già detto prima, essendo stati
sollevati dei problemi di merito, così come per l'articolo 7,
accantoniamo l'articolo 9 e torniamo all'esame dell'articolo 2,
vista la presenza in Aula dell'Assessore Croce.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Sammartino, Sudano, Ioppolo, Gennuso e
Claudia La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto di
parlare prima proprio sull'articolo 2 e sulla funzione del CRU.
Questo articolo merita una riflessione, una riflessione di natura
tecnica. Perché di natura tecnica? Perché dobbiamo tornare indietro
a quando si era sentita la necessità di istituire un organo come il
CRU.
Qual era la funzione del CRU? Il CRU è stato istituito quando
l'Assessore, prima della Bassanini, aveva sia il potere politico
che il potere gestionale, per cui era ovvio, anche naturale, che,
prima che l'Assessore emanasse il decreto anche di approvazione dei
piani regolatori generali, ci fosse un parere tecnico e, quindi,
una Commissione, il CRU.
Oggi, è un organo diventato pletorio, cioè che non snellisce ma
appesantisce tutte le procedure di approvazioni, perché con
l'attività gestionale e, quindi, con le competenze e le
professionalità all'interno dell'Assessorato, nel momento in cui il
dirigente, perché funziona in questo modo, istruisce i piani
regolatori, istruisce qualsiasi pratica dal punto di vista non solo
ambientale, urbanistico. Allungare e fare un secondo passaggio che
va al CRU, che poi ritorna, che poi fa, significa perdere tempo.
Vi ricordo che già la VIA-VAS così per com'è congegnata perde tre
anni. Ve lo dice un sindaco, non tanto un deputato regionale che
aspetta da tre anni. Solo sei mesi fa, ha ottenuto il parere VIA-
VAS. Oggi, in Assessorato il piano regolatore generale ha
completato l'istruttoria ma deve andare al CRU. Ci vogliono altri 6
mesi.
In un momento in cui la Sicilia è ferma, i piani regolatori devono
essere rivisitati, in cui c'è necessità di dare un impulso anche
all'edilizia, secondo me, si parla di sburocratizzazione, di
snellire ancora, teniamo questi organi che secondo me sono, ripeto,
doppioni e non servono assolutamente a nulla.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi le perplessità che
sollevo in Aula sono più o meno che le stesse che abbiamo
sollevato, che il nostro Gruppo ha sollevato in Commissione.
Il disegno di legge sull'urbanistica, chiaramente, attiene alla
questione in oggetto, prevede dei nuovi organismi che chiaramente
andranno a sostituire il CRU.
La domanda che abbiamo rivolto all'Assessore e che rivolgiamo
anche adesso è: per quale motivo non attendere la discussione di
questo disegno di legge e sopprimere questo soggetto ad oggi che in
realtà continua a svolgere delle funzioni? Attenzione, noi non
siamo a favore tout court del mantenimento di questa istituzione
che, come è stato ricordato da alcuni colleghi, nasce dalla legge
n. 71 del 1978 che è ancora in vigore. Però, non bisogna cadere
nell'errore di pensare che i nuovi strumenti che sono stati
introdotti con le valutazioni ambientali strategiche, con i nuovi
uffici che si sono insediati nell'Assessorato Territorio ed
Ambiente, hanno eliminato completamente la funzione del CRU.
Sicuramente, è stata svuotata, però alcuni colleghi prima parlavano
di valutazione ambientale strategica.
Attenzione, la valutazione ambientale strategica - lo ricordava
anche l'Assessore in Commissione - è un procedimento che si
inserisce all'interno della formazione del piano e che attiene agli
aspetti ambientali.
Il CRU è una figura che si inserisce nella gestione della
formazione del piano regolatore, ma che comunque ha sempre avuto
degli aspetti diversi che sono, chiaramente, collegati al
territorio ed, in ogni caso, non sarà certo la soppressione del CRU
a snellire quelle che sono le procedure affinché i piani regolatori
possano essere efficaci. I piani regolatori hanno un iter
estremamente lento perché noi ci affidiamo ancora a una legge del
1978, che, come è chiaro, andrebbe aggiornata.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
contrario alla soppressione del CRU, intanto per ragioni di
efficacia legislativa. Io penso che un organo che, fra l'altro, in
Sicilia ha trascorsi tutt'altro che negativi, che ha svolto per
lunghi periodi una funzione molto importante, debba essere
soppresso in una legge omnibus senza che ci sia una adeguata
valutazione e riflessione. Perché - come ha ricordato prima il
collega Trizzino - il procedimento che riguarda le norme
urbanistiche è un procedimento complesso e non è che se si sopprime
il CRU le pratiche saranno di immediata, si snelliscono
profondamente.
Altra cosa è andare al riordino del sistema e dentro il riordino
del sistema - mi diceva la presidente Maggio - recependo la
normativa nazionale c'è un nuovo Istituto ancorché interno che
svolge una parte dei compiti importanti che il CRU era chiamato a
svolgere dalla norma nazionale.
Anche questa cosa che il VIA-VAS sostituisce il CRU è una cosa
che, secondo me, è assolutamente parziale; è un ragionamento che
non consente di comprendere come possiamo fare una normativa che
sia efficace, ma anche trasparente e che abbia soprattutto un
livello di controllo rispetto alle scelte che fanno i comuni che
sono, per carità, importanti, ma che hanno bisogno anche di un
sostegno da parte del livello regionale anche in termini di
valutazione, di controllo e di autorizzazione che deve, secondo me,
rimanere e non può rimanere semplicemente in capo al dipartimento
urbanistico.
Quindi, penso che l'Aula e spero che l'Assessore convenga sulla
necessità che una materia di questo genere venga affrontata
nell'ambito della normativa, peraltro già avviata in Commissione,
di riordino urbanistico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lombardo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, volevo fare un paio di
precisazioni.
Mi scuso per il ritardo e ho ascoltato dall'Assessorato le
dichiarazioni di qualche deputato prima che io arrivassi.
Le precisazioni sono di questo genere. Onorevole Rinaldi, lei
ricorda male, io in II Commissione non ero presente, quindi non
ricordo quale atteggiamento possa avere avuto, il Governo possa
avere avuto in Commissione, perché io personalmente non ero
presente quando è stato esaminato questo articolo in II
Commissione. Ero, invece, presente quando è stato esaminato questo
articolo in IV Commissione e ricordo che dinanzi all'esame della
finanziaria, allora, venne presentato questo emendamento
dall'onorevole Sudano, non ricordo se portava altri firmatari o era
solo l'onorevole Sudano.
Ricordo che in quella sede, a parte che il Governo espresse un
parere in cui si è rimesso alla Commissione - e già preannuncio sin
da adesso che sarà il parere che il Governo intende emettere anche
in Aula - fu fatta una discussione e fu chiamato - come era giusto
che fosse, come prevede lo Statuto - in quella sede il dirigente
generale del Dipartimento dell'Urbanistica per propria competenza,
il quale anch'esso non è potuto venire e quindi mandò un suo
delegato che, se non ricordo male, ma è tutto registrato, era
l'architetto Denaro, sempre del Dipartimento dell'Urbanistica.
Ricordo che, credo l'onorevole Trizzino, in quella sede fece una
domanda diretta all'architetto Denaro, per capire quali erano oggi,
alla luce delle normative che nel frattempo dal '76 ad oggi si
erano susseguite a livello comunitario e a livello nazionale, quali
erano oggi di fatto le attività che la Commissione o il Consiglio
regionale dell'urbanistica svolgesse.
La risposta devo dire che è stata abbastanza spiazzante per alcuni
di noi, perché la risposta fu che il CRU si limitava oggi solo ad
esprimere pareri di natura forestale
CASCIO FRANCESCO. Ma non è così
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. La risposta fu
questa, onorevole Cascio.
CASCIO FRANCESCO. Io non sto entrando nel merito.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Per carità, io
non sono entrato nel merito, sto solo raccontando e ripercorrendo
le tappe di questo emendamento. Il punto è questo. Ricordava
qualcuno prima, diversi deputati, l'onorevole Grasso, anche altri
deputati, che l'introduzione della VIA-VAS, di fatto hanno
esautorato il Consiglio regionale dell'urbanistica da alcuni suoi
ruoli. E questo, in effetti, è vero, nel senso che tutti gli
strumenti di pianificazione urbanistica, dal piano regolatore
generale, che è il massimo strumento di pianificazione, anche al
più piccolo strumento, che potrebbe essere anche un banale piano di
lottizzazione, per legge, sono oggi soggetti, a seconda della
tipologia, ad assoggettabilità alla valutazione ambientale
strategica o, in casi più complessi, come potrebbe essere la
variante per PRG, direttamente ad una valutazione ambientale
strategica.
Vorrei ricordare che sia l'assoggettabilità alla valutazione
ambientale strategica dei PRG e di tutto ciò che riguardano gli
strumenti urbanistici, sia anche a maggior ragione la valutazione
ambientale e strategica che riguardano gli strumenti urbanistici,
sono delle istruttorie di carattere tecnico e di carattere
urbanistico che vengono, ad oggi, svolte dal servizio valutazione
ambientali e strategiche del dipartimento urbanistica
dell'Assessorato territorio e ambiente. Quindi, una valutazione di
tipo urbanistico sugli strumenti di pianificazione e sui singoli
piani, anche piani di lottizzazione, oggi viene fatta dal
dipartimento dell'urbanistica. Quindi, il Consiglio regionale
dell'urbanistica, di fatto, è stato esautorato dalla legge di
alcune competenze che nel frattempo dal 1976 ad oggi si sono
intercorse.
Un altro ragionamento riguarda quello che sarà e che oggi è
attualmente in discussione in IV Commissione, che è il recepimento
dinamico della legge 380, che è la legge nazionale che è uscita.
All'interno del recepimento dinamico della legge 380, è vero che
viene inserito e recepito la costituzione di un Consiglio interno.
Comunque questo Consiglio interno, in alcun modo, a meno che non
venga poi eventualmente specificato in quella norma specifica,
comunque sia il CRU non verrebbe di fatto soppresso, ma ci
ritroveremmo con un Consiglio regionale interno del recepimento
della legge 380 e con il CRU, a meno che non si preveda sin da
adesso che in quella sede si possa pensare di sopprimere il CRU
stesso.
Un'ultima cosa che volevo approfondire è sul perché è stata fatta
48 ore fa, ho sentito, il decreto di nomina del Consiglio regionale
dell'urbanistica. Il motivo è abbastanza semplice. È chiaro che
noi, io personalmente, ma credo che nessuno di noi in quest'Aula,
abbia contezza della tempistica e anche di come questo disegno di
legge, che è oggi in discussione in Aula, venga fuori e venga
pubblicata come legge sulla Gazzetta Ufficiale.
Ed è chiaro che nel frattempo, in assenza di uno strumento
normativo e, quindi, in vigenza del Consiglio regionale
dell'urbanistica, ricordo a me stesso, ma ricordo a tutti voi che
il Consiglio regionale dell'urbanistica è scaduto ad ottobre 2015,
quindi già sono passati diversi mesi da quando non si è
ricostituito, non potendo bloccare una serie di pratiche, anche su
sollecitazione formale che è stata espressa dal direttore generale
del dipartimento urbanistica all'assessore, si è ritenuto
opportuno, in assenza di strumento normativo, quindi a normativa
vigente, procedere con, comunque, l'insediamento del Consiglio
regionale dell'urbanistica e questo è il motivo per cui qualche
giorno fa è stato firmato il decreto.
Il tempo che è intercorso tra ottobre e qualche giorno fa non
deriva certamente da una volontà o meno o dall'attesa o meno, se
veniva approvato o non approvato, se la legge veniva soppressa o
non soppresso il CRU, ma derivava solo dal fatto che è stato fatto
un approfondimento, insieme all'Assessore per la funzione pubblica,
sulla validità o meno di integrare all'interno del Consiglio
regionale dell'urbanistica i due membri designate dall'URPS, che è
l'Unione Regionale delle Province Siciliane, in quanto le province
erano state soppiantate, sono ex province con i liberi consorzi, e
quindi si cercava di capire se da un punto di vista normativo era o
non era necessario ancora procedere con la designazione di due
componenti dell'URPS.
Questo dilemma è stato risolto recentemente e, quindi, nel momento
in cui abbiamo risolto anche questo dilemma abbiamo proceduto alla
composizione del Consiglio regionale dell'urbanistica a prescindere
da quello che quest'Aula, evidentemente, da qui a qualche minuto, a
qualche ora deciderà di fare sul futuro del Consiglio regionale
dell'urbanistica.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo perché sono stato chiamato in causa dall'Assessore.
Assessore, non so se lo ha sentito con le sue orecchie o le hanno
riferito male
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. L'ho sentito.
RINALDI. Allora, ha capito male, assessore, perché io ho detto che
la Commissione si era espressa in maniera diversa. Il mio parere
era contrario non il suo, assessore.
In Commissione Bilancio io ho detto che ero contrario alla
abolizione del CRU e ne ho spiegato pure il motivo, come l'ho
spiegato poco fa qui in Aula.
Una cosa diversa è, Presidente, intervenire nel settore e, quindi,
snellire l'iter burocratico per le autorizzazioni, ma poi come
umilmente dico il parere che rilascia l'assessorato per le VIA-VAS
non c'entra nulla con il CRU. Il CRU riguarda la pianificazione e
dà una visione generale in Sicilia, altrimenti noi avremmo nove
province autonome dove ognuno decide, con la norma dell'abolizione
del CRU, dove ognuno decide la pianificazione territoriale senza
avere una visione complessiva della Regione siciliana. Cioè ogni
provincia determina cosa fare del proprio piano regolatore senza
che ci sia un controllo e una super visione a livello regionale.
Ecco perché sono contrario. Ma sono due cose diverse. E, ripeto,
era il mio parere contrario in Commissione Bilancio e non quello
dell'Assessore. Forse, mi sono espresso male, ma avevo detto questo
poc'anzi e adesso lo ribadisco.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione l'Assessore, che oltre ad essere un uomo di Governo è
anche un ingegnere, e ci ha spiegato che il CRU è sostanzialmente
ultroneo rispetto alla dinamica di quello che è l'iter approvativo.
Siccome non è mia intenzione tenere orpelli in questa Regione di
cui spesso noi facciamo cenno di eliminare i cosiddetti soggetti,
enti inutili, debbo rivedere la mia opinione perché l'Assessore ha
affermato la sua responsabilità che di fatto questo Consiglio
regionale è superato da una serie di attività legislative che nel
tempo sono state concluse.
Per cui, rivedo il mio parere e rispetto ad un tema generale
della utilità degli enti dei Consigli regionali questo ovviamente
va sopresso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Croce per una breve
replica. Poi chiudiamo con questo argomento e procediamo con la
votazione.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, sarò breve.
Avrò capito male e le chiedo scusa, onorevole Rinaldi, per carità.
Però, devo fare una precisazione. Non capisco la preoccupazione del
fatto che se eliminiamo il CRU ogni provincia deciderà da solo lo
strumento di pianificazione.
Mi pare di avere detto chiaramente che ogni singolo strumento di
pianificazione urbanistica, di ogni singolo comune di questa
Regione passa alla valutazione ambientale strategica o
RINALDI. E' una cosa diversa
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. No, non è una
cosa diversa, mi scusi onorevole la devo contraddire. Non è la
stessa cosa. Io dico soltanto che c'è, esiste ancora oggi, esisterà
anche domani, comunque una supervisione e un coordinamento a
livello regionale sugli strumenti di pianificazione urbanistica
della Regione.
PRESIDENTE. C'è soltanto un modo per venirne a capo. Abbiamo un
articolo, abbiamo degli emendamenti, passiamo alla votazione.
Si passa all'emendamento 2.1 soppressivo, a firma degli onorevoli
Zito ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 31
Contrari 22
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Pertanto, l'articolo 2 è soppresso.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Associazioni di volontariato di talassemici
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 1
agosto 1990, n. 20, le parole Lega italiana per la lotta
contro le emopatie e i tumori dell'infanzia della Regione
siciliana sono sostituite dalle seguenti: Federazione
associazioni siciliane di talassemia, emoglobinopatie e
drepanocitosi - Sicilia Onlus (FASTED - Sicilia Onlus) ».
All'articolo 10 è stato presentato l' emendamento 10.1,
soppressivo dell'articolo, a firma dell'onorevole Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Integrazione scolastica dei soggetti con handicap gravi
1. I servizi di cui all'articolo 22 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 sono assicurati soltanto
in via sussidiaria ed eventuale rispetto ai medesimi
servizi garantiti dalle istituzioni scolastiche a mezzo
di personale interno ai sensi della normativa statale
vigente».
All'articolo 11 è stato presentato dal Governo l'emendamento 11.6
di riscrittura dell'articolo.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.03, è ripresa alle ore 19.05)
La seduta è ripresa.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo solo per dire che, nella precedente votazione,
all'articolo 2, non ho potuto votare.
PRESIDENTE. Era un voto segreto, le ricordo, quindi, prendiamo
atto che lei non ha potuto partecipare al voto perché non ha
funzionato il sistema.
LENTINI. Esatto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerato che molti colleghi
hanno sollevato ancora l'assenza di alcuni assessori che sono
indispensabili per la trattazione degli articoli, soprattutto
perché a seguire ci sono articoli importanti - manca anche
l'assessore Micciché - non sorgendo osservazioni - spero proprio di
no - la seduta è rinviata a martedì 3 maggio 2016, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
Disposizioni stralciate/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
III -Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
IV - Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
V -Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VI - Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VII -Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 19.06
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio