Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.11
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
ed il lavoro:
N. 2839 - Chiarimenti circa l'integrazione delle rette fino al
raggiungimento del costo medio pro capite e per die per
l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Firmatari: Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 61481/IN.16 del 30 dicembre 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia.
N. 2869 - Chiarimenti urgenti circa il futuro occupazionale dei
lavoratori appartenti al bacino ex PIP - Emergenza Palermo.
Firmatari: Greco Giovanni
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Trasferimento al Corpo Forestale della Regione siciliana del
personale del Corpo di Polizia provinciale delle ex province
regionali. (n. 1198)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Zito,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 29 aprile 2016.
- Pareri sulla nomina dei direttori generali delle aziende
sanitarie. (n. 1199)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
data 29 aprile 2016.
- Interventi a favore di soggetti affetti da epilessia. (n. 1201)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fontana in
data 29 aprile 2016.
- Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle aree
industriali da destinare ad attivita' commerciali. (n. 1202)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
29 aprile 2016.
- Misure per la valorizzazione della Borgata Santa Lucia di
Siracusa. (n. 1203)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo e
Cirone in data 29 aprile 2016.
- Modifica dell'articolo 120, comma 1, lettera b) della legge
regionale 12 maggio 2010, n.11. (n. 1204)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Cappello, Foti, Palmeri, Siragusa, Cancelleri, Ciancio,
Mangiacavallo, La Rocca, Zito, Zafarana, Trizzino, Ferreri e
Ciaccio in data 29 aprile 2016.
- Interventi per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. (n.
1205)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 29 aprile 2016.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida, con nota prot. n.
3529/SG.LEG.PG. del 21 aprile 2016, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 1200 Disposizioni in materia
di personale delle Camere di commercio, industria e artigianato.
Fondo di quiescenza .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3151 - Chiarimenti sulla chiusura dei recapiti circoscrizionali
di Avola, Pachino, Portopalo e Rosolini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3152 - Chiarimenti sulla chiusura dei recapiti circoscrizionali
di Buccheri, Buscemi, Canicattini, Cassaro, Ferla e Palazzolo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3153 - Chiarimenti sulla chiusura dei recapiti circoscrizionali
di Floridia, Melilli, Priolo, Solarino e Sortino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3154 - Chiarimenti sulla chiusura del recapito circoscrizionale
di Franconfonte (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3155 - Chiarimenti sulla chiusura del recapito circoscrizionale
di Cassibile (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 3159 - Differimento dei termini per il dimensionamento della
rete scolastica della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Vinciullo Vincenzo
N. 3160 - Notizie sul mancato inizio dei lavori di messa in
sicurezza nella chiesa 'Ecce Homo' di Noto (SR).
- Presidente Regione
Vinciullo Vincenzo
Le interrogazioni ora annunziate saranno poste all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3150 - Notizie in merito all'applicazione dell'art. 23 della
l.r. 15/2000 in materia di realizzazione dei cimiteri per animali
d'affezione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Greco Giovanni;
Fiorenza Dino; Gennuso Giuseppe
N. 3156 - Interventi per superare la mancata erogazione dei
crediti per la ristrutturazione delle passività delle società
cooperative agricole.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Fazio Girolamo
N. 3157 - Istituzione di un tavolo per la salvaguardia del
patrimonio produttivo esistente con particolare riguardo
all'azienda ST MICROELECTRONICS.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
N. 3158 - Notizie sulla situazione finanziaria del comune di
Giarre (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 422 - Attivazione delle strutture residenziali per il
trattamento di minori affetti da forme di comorbilità psichiatrica.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Giuffrida Salvatore
N. 423 - Immediata riduzione dei costi delle tariffe aeree per i
collegamenti tra la Sicilia e i principali scali aeroportuali
italiani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 567 - Iniziative per il rilancio dell'arsenale militare di
Augusta (SR).
Cirone Maria in Di Marco; Lupo Giuseppe; Sorbello Giuseppe;
Vinciullo Vincenzo
Presentata il 27/04/16
N. 568 - Iniziative per assicurare l'obbligatorietà del consenso
informato dei tutori legali in caso di somministrazione di
sostanze psicotrope a minori.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; CappelloFrancesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
Presentata il 27/04/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione delle
relative date di discussione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli D'Agostino, Arancio, Vullo, Correnti.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione del programma-calendario dei lavori
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi in data 3 maggio 2016 sotto la Presidenza
del Presidente dell'Assemblea, on. Ardizzone, presenti il Vice
Presidente Vicario, on.le Venturino, e il Vice Presidente, on.
Lupo, con la partecipazione del Presidente della Regione, ha
deliberato all'unanimità il seguente programma-calendario dei
lavori parlamentari:
Innanzitutto la Conferenza ha preso atto della comunicazione del
Presidente dell'Assemblea il quale ha annunziato che, in occasione
delle celebrazioni per l'anniversario della I seduta dell'ARS, la
Sala Gialla e la Sala Rossa di Palazzo dei Normanni saranno
rispettivamente intitolate, in data 27 maggio 2016, a Piersanti
Mattarella e a Pio La Torre. Seguirà, poi, l'inaugurazione di
apposita mostra per l'evento e la riapertura al pubblico di sale
del palazzo di recente restaurate e dei giardini.
Il Presidente dell'ARS ha quindi ricordato ai Capigruppo
l'esigenza, prevista dalla legge n. 131 del 2003 (c.d. legge La
Loggia ), di procedere alla nomina di rappresentanti della Regione
per integrare la composizione della Sezione regionale di controllo
della Corte dei Conti.
AULA
Saranno iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea i disegni di
legge n. 854/A (codice etico) e n. 1153.../A (in materia di
modifica alla legge elettorale dei Comuni), quest'ultimo già
rinviato in Commissione e nuovamente esitato per l'Aula, nonché -
previo opportuno approfondimento - la mozione n. 553 Costituzione
di parte civile nel procedimento n. 6515/2014 r.g.n.r. presso il
Tribunale di Messina davanti al Giudice monocratico, II sezione
penale .
Con riferimento, in particolare, al DDL sul codice etico, il
Presidente ha ricordato che è stata trasmessa al Presidente della I
Commissione una relazione predisposta dagli Uffici sui contenuti
del medesimo DDL per le conseguenti determinazioni di competenza.
Con riferimento al cosiddetto DDL stralcio, all'ordine del giorno
della presente seduta, verranno esaminati dall'Aula i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
1) emendamento in materia di Ente intermedio di area vasta, per
adeguare la legge regionale già in vigore agli ultimi rilievi di
costituzionalità formulati dal Governo nazionale (su tale
emendamento il Governo regionale si è rimesso in toto alle
determinazioni che saranno assunte dall'Assemblea;
2) emendamenti in materia di semplificazione amministrativa, la cui
trattazione è stata sollecitata dal Governo regionale;
3) emendamento in materia di appalti, sul quale dovrà essere
acquisito preliminarmente il parere della Commissione di merito
competente (IV);
4) emendamenti in materia di scuole paritarie, che dovranno prima
essere trasmessi alla Commissione bilancio per una verifica sulla
copertura finanziaria.
COMMISSIONI
Le Commissioni di merito esamineranno con procedura d'urgenza i
disegni di legge in materia di reddito minimo garantito (V
Commissione) e di IPAB.
Il ddl marchio qualità Sicilia sarà iscritto all'ordine del giorno
dell'Assemblea non appena esitato dalla III Commissione.
L'Assembla ne prende atto.
secondaria e superiore di Lercara Friddi
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto di istruzione
secondaria
e superiore di Lercara Friddi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un saluto agli studenti
dell'Istituto di istruzione secondaria e superiore di Lercara
Friddi, un saluto ai giovani che sono venuti ad assistere ai lavori
d'Aula.
Grazie per la vostra presenza.
nomia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie. Seguito'
(nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge «Disposizioni per favorire
l'economia.
Norme in materia di personale. Disposizioni varie. (Seguito)»
(nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede, così come stabilito dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, con il seguito della discussione del
disegno di legge «Disposizioni per favorire l'economia. Norme in
materia di personale. Disposizioni varie. (Seguito)» (nn. 1133-
1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, visto che stiamo aspettando i componenti del
Governo, considerata la presenza dell'assessore Lantieri, possiamo
passare all'esame dell'articolo 15 che riguarda l'Assessorato delle
autonomie locali.
Ricordo che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
è stato detto chiaramente detto dall'onorevole Greco - lo ricordo
perfettamente - che bisognava proseguire sulla stessa scia
individuata la seduta scorsa, e cioè esaminare i vari articoli, a
meno che non ci siano delle deleghe tra gli assessori, per evitare
di sollevare problemi.
Considerata la presenza in Aula degli assessori per il bilancio e
delle autonomie, cominciamo dall'articolo 15 che interessa
l'assessore Lantieri e poi andiamo avanti.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, proprio
perché si comincia dall'articolo 15, che riguarda le autonomie
locali, prima che si continui, l'Assemblea deve prendere atto che
non ha alcun senso andare avanti con questo stralcio di finanziaria
se prima non si chiariscono alcuni punti importanti che riguardano
le sorti dei comuni della Sicilia. Perché non ha senso approvare
altro.
E allora l'assessore Lantieri ci deve dire, in ordine alla
circolare n. 5, notificata nei giorni scorsi a tutti i comuni che
sostanzialmente dice che tutti i fondi dei risparmi dovuti ai
prepensionamenti e quindi ai pensionamenti che sarebbero dovuti
essere destinati all'assunzione dei precari, perché così si dice,
anche a livello nazionale del 101, con i risparmi delle risorse
assunzionali, verranno trattenute dall'Assessorato, e quindi dalla
Regione. Questo è un aspetto.
Quindi, se tutti i comuni che hanno risparmiato sulle assunzioni e
quelle risorse assunzionali derivanti dal risparmio dei
pensionamenti e destinati all'assunzione dei precari, è inutile che
ci prendiamo in giro, dobbiamo avere chiarezza perché nel momento
in cui dovranno essere restituiti all'Assessorato - a parte che è
una circolare illegittima perché in contrasto con la finanziaria -
tutti i comuni saranno in default perché è inutile fare proroghe di
precari perché il contributo regionale non copre il 100 per cento,
ma copre il 70, l'80 per cento. Il 20 per cento i comuni dove lo
prendono? Questo è un aspetto.
Poi desidero una risposta prima che si continui, perché credetemi
è un disastro.
Ancora peggio i comuni hanno la scadenza di approvazione dei
bilanci al 30 aprile. Entro il 30 aprile devono approvare i
bilanci. Bene, sembrerebbe oggi dal Ministero degli Interni che c'è
una proroga di un mese. Ma questo non basta, perché il 28 aprile è
arrivata un'altra circolare che dice testualmente: In ultimo,
considerato l'approssimarsi del termine per l'approvazione dei
bilanci da parte delle amministrazioni, si deve dare atto delle
riduzioni disposte dal comma 4, dell'articolo 4, della legge
regionale n. 3 del 2016 e delle riserve, ivi contenute'. Per cui la
somma di 340 milioni di euro non ci sarà più, ma sarà disponibile
semplicemente la somma di 101 milioni di euro.
Nessun comune è in grado di chiudere il bilancio. Quindi è inutile
che impegnate altre risorse o altri fondi per strumenti che non
partiranno mai perché mancano le risorse, se prima noi non abbiamo
chiarezza su cosa si vuole fare, perché altrimenti non ha senso
Assessore, non ha senso colleghi, non ha senso Assemblea, che si
continuino ad impegnare somme perché la Regione non ha più un euro.
Trattiene ai comuni e non manda nemmeno quello che è stato
stabilito in finanziaria.
Quindi, credo che questo sia preliminare alla continuazione
dell'esame della finanziaria. Grazie.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Grazie signor Presidente, sul merito della scelta da lei
proposta di cominciare con l'articolo 15, e partendo dal
presupposto che non essendoci gli assessori in Aula, ed essendoci
l'assessore Lantieri, si potrebbe partire dall'articolo 15, io
faccio notare due cose.
Se noi aspettiamo che qui ci siano tutti gli assessori, significa
subordinare il prosieguo del dibattito in Aula dei disegni di legge
alla volontà degli assessori, o alla necessità o agli impegni.
In secondo luogo, signor Presidente, per quanto riguarda nello
specifico alcune leggi, laddove non ci sono grandi problemi, lo si
evince anche dagli emendamenti presentati. E mi riferisco in
particolare all'articolo 13 e all'articolo 14 che, se controlla,
non hanno emendamenti; ci sono solo emendamenti tecnici presentati
da me stesso. C'è stata un'abbondante discussione - in Aula prima,
in Commissione poi - che ha perfettamente chiarito tutti gli
aspetti che c'erano da chiarire.
In terzo luogo, se passa questa linea significa che noi
subordiniamo la volontà del Parlamento al capriccio di un assessore
che, se non si presenta in Aula, può bloccare qualsiasi iniziativa.
In quarto luogo, signor Presidente, lei sa meglio di me che la
presenza in Aula dell'assessore per l'economia - trattandosi della
norma in discussione, che riguarda alcuni aspetti in questo,
stralcio di natura finanziaria - essendoci l'assessore per
l'economia c'è la massima copertura.
Quindi io la pregherei - se è possibile, signor Presidente, valuti
lei - vista l'esiguità degli emendamenti a quegli articoli che ho
citato e la complessità, invece, dell'articolo 15 - perché se lei
voterà gli emendamenti che ci sono all'articolo 15, sono molto ma
molto consistenti - di iniziare, anche per dare il buon avvio, con
l'articolo 13 e l'articolo 14.
PRESIDENTE. Per evitare quello che è successo nell'ultima seduta
d'Aula, laddove ad ogni problema si sollevavano problemi di merito,
e siamo stati, di fatto, costretti a rinviare, se io avessi dovuto
iniziare seguendo l'ordine cronologico, dall'articolo 3, sono certo
che sull'articolo che riguarda l'assessore Cracolici avremmo poi
avuto qualche piccolo contrattempo.
Quindi, approfittando della presenza dell'onorevole Lantieri,
partiamo dall'articolo 15. E poi proseguiremo con gli altri
articoli e le assicuro che quest'Aula non si farà tenere in scacco
da nessun assessore.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Io
ritengo che il ragionamento testé illustrato dall'onorevole Formica
ha una sua logica: non possiamo aspettare, fra l'altro non mi pare
che abbiamo altri grandi disegni di legge da trattare. Questa è una
prosecuzione della finanziaria. La presenza dell'assessore per
l'economia è esaustiva e rappresenta per intero il Governo.
Peraltro su ogni articolo c'è stata una discussione in Commissione
di merito e in seconda Commissione. Non possiamo riaprire ogni
volta, pr cui io le propongo, signor Presidente, che si riprenda da
dove abbiamo accantonato e man mano si esamino gi articoli e in
serata diamo il voto finale. Non sarebbe una pessima idea.
Però una cortesia: noi dobbiamo provare a chiudere questo testo,
che ha l'attesa di una platea importante di persone, sugli articoli
14 e 15 e su altri articoli. Però chiudiamo Con i tempi
parlamentari, nel rispetto del dibattito, degli emendamenti, di
tutto ciò che vuole. Ma non ripetiamo ciò che è accaduto mercoledì
scorso, nella seduta precedente.
Proviamo ad andare avanti, ripartendo dalla prima norma
accantonata. E ogni volta non diventi una scusa invocare
l'assessore che è competente al ramo perché l'assessore si è già
pronunciato nella Commissione di merito e in II Commissione.
PRESIDENTE. Le posso assicurare onorevole Panepinto che è
interesse di tutta l'Assemblea poter chiudere in serata.
Do la parola all'assessore Lantieri, in risposta all'osservazione
fatta dall'onorevole Grasso.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e funzione pubblica.
Ringrazio l'onorevole Grasso perché ha la fortuna di fare pure il
sindaco, di conseguenza ha posto attenzione alla circolare. Già gli
uffici si sono accorti che c'è stato un errore perché si tratta di
norme di finanziaria, di comuni in dissesto e pre dissesto e ci
sono alcuni problemi. Abbiamo pronta una riscrittura che in
settimana tutti i comuni avranno.
Per quanto riguarda il secondo punto, per i trasferimenti ai
comuni, si è già detto, sia nelle commissioni che in Aula che
purtroppo i trasferimenti erano quelli, non si poteva andare oltre,
la prossima settimana già c'è la convocazione dell'assessorato con
l'Anci e le parti sociali, per la ripartizione delle somme comuni.
Sempre per la disponibilità finanziaria che in questo momento
abbiamo.
PRESIDENTE. Così come preannunciato, proseguiamo con l'articolo 15
e poi partiremo dall'articolo 3 e andremo avanti secondo l'ordine
cronologico, visto che abbiamo anche l'assessore Cracolici in Aula.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti
degli enti e delle società partecipate
1. Il trattamento economico complessivo dei dipendenti, anche con
qualifica dirigenziale, degli enti e degli organismi, di natura
pubblica o privata, sottoposti a controllo e vigilanza della
Regione, delle società a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione nonché degli enti e degli organismi, di natura
pubblica o privata che, a qualunque titolo, ricevono trasferimenti
o contributi a carico del bilancio della Regione, non può essere
superiore ad euro 100.000 annui lordi.
2. I contratti vigenti che prevedano un trattamento economico
complessivo annuo lordo superiore al limite di cui al comma 1 sono
rinegoziati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge. In caso di mancato accordo sulla
rinegoziazione, gli amministratori provvedono alla risoluzione
unilaterale dei contratti entro i successivi trenta giorni. La
mancata attuazione delle disposizioni di cui al presente comma
determina la decadenza degli amministratori.
3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli enti del
settore sanitario, ai quali continua ad applicarsi il limite di cui
all'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13.
4. Il settimo comma dell'articolo 6 della legge regionale 6 giugno
1975, n. 42, è soppresso.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 15.2,
dell'onorevole Greco Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che gli emendamenti 15.9 e 15.3 sono decaduti.
Si passa all'emendamento 15.16 degli onorevoli Lentini e Di
Giacinto.
DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Sull'emendamento 15.1 c'è una riscrittura della Commissione che
stiamo distribuendo.
Pertanto, sospendo i lavori dì Aula per un minuto
(La seduta, sospesa alle ore 16.38, è ripresa alle ore 16.40)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E' stato già distribuito l'emendamento di riscrittura
della Commissione. Inviterei, per fare chiarezza subito, il
presidente della Commissione onorevole Vinciullo, a spiegarci
questa riscrittura così evitiamo di fare interventi.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, se prendiamo la legge n. 13 dell'11
giugno 2014 Variazioni al Bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 , modifiche della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014 legge di stabilità regionale pubblicate sulla Gazzetta
Ufficiale del 13 giugno 2014, all'articolo 13 vi era un
provvedimento legislativo che portava il titolo Misure per il
conseguimento di risparmi di spese .
Bene, al comma 3, erano già previsto ampiamente quanto
disciplinato dall'articolo 15 e quindi l'unica cosa che ci stiamo
permettendo di fare è quello di integrare l'articolo 13 con questo
emendamento che la Commissione pensa di proporre.
L'unica variazione era che, evidentemente, dalla Commissione era
uscita la somma di cento mila euro annui che stiamo portando a
centodiciottomila euro, anche perché ci sembra che ciò possa essere
più congruo rispetto all'attività che si deve svolgere e potrebbe
non essere impugnata da parte di coloro i quali evidentemente,
vanno incontro a questo provvedimento.
Quindi, l'articolo 15 che sembrava eccessivamente invasivo
rispetto alle norme precedenti, adesso non fa altro che regolare in
maniera migliore, e questo è un suggerimento che viene dagli
uffici che la Commissione ringrazia, ci è sembrato di integrare
meglio il nuovo testo con la legge già vigente e già operante.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per sapere se questo emendamento di riscrittura della
Commissione è stato assunto da tutta la Commissione o è a
maggioranza, onorevole Vinciullo questa riscrittura è avvenuta
all'unanimità o è a maggioranza? Perché ha un significato,
significa che un gruppo di componenti della Commissione non è
d'accordo perché non ho capito perché sul testo c'è scritto 100
mila euro, e qui c'è scritto 118 mila euro. C'è una spiegazione?
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo aveva già specificato che era
stato scritto a maggioranza.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Baccei, la prego di dedicarmi davvero venti secondi per un
ragionamento.
Durante i lavori della Commissione Bilancio', più volte ci siamo
confrontati su questo articolo e io credo che eravamo arrivati
davvero ad una soluzione che potesse essere per tutti una
soluzione giusta, un tetto di centomila euro, avevamo escluso
taluni tipi di impegni all'interno del settore sanitario e avevamo
cercato di coprire la platea più ampia. Era d'accordo il Governo,
erano d'accordo le opposizioni.
Io credo che oggi facciamo diventare un emendamento che è quello
al quale si aggancia questo subemendamento che nasce da una parte
politica perché è il Nuovo Centro Destra che lo presenta e facciamo
diventare la riscrittura come una riscrittura di Commissione.
Allora, io non credo che sia giusto né questo passaggio, - per
carità poi si dice che la Commissione lo firma a maggioranza -, io
vorrei capire se cinque minuti prima nell'atrio dell'ingresso di
questa Aula si possa firmare un emendamento definendolo a
maggioranza, però mi piacerebbe e questo glielo chiedo anche con
grande rispetto per il ruolo che avete, che lei desse parere
negativo, perché è arrivato il momento di dare un senso al lavoro
che facciamo all'interno della Commissione. Altrimenti, davvero
significa che perdiamo solamente tempo e all'ultimo minuto
riusciamo invece a dire quello che poi deve diventare legge.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo un
attimo solo di attenzione.
Io ritengo che la politica si debba adeguare a quella che è la
situazione dei tempi. E noi sappiamo - tutti noi, penso che
sappiamo, Presidente - che la situazione che stiamo vivendo è una
situazione di particolare disagio per tutte le categorie, con
particolari sofferenze. La politica per prima è quella che deve
avere consapevolezza di ciò e deve, se è possibile, dare l'esempio.
Signor Presidente, la politica di quest'Aula parlamentare -
quantunque se ne possa dire e anche se ancora taluni pensano che
questo Parlamento sia il luogo dei privilegi - due, tre anni fa ha
provveduto ad autolimitare e anche di molto i propri emolumenti, le
proprie prebende, i propri privilegi. Non capisco perché, nel
momento in cui questo Parlamento individua una cifra
omnicomprensiva per le dirigenze degli enti sottoposti a vigilanza
e tutela, e la individua in centomila euro, Presidente Venturino e
onorevoli colleghi, che mi pare siano una cifra molto alta, persino
più alta dello stipendio che prendiamo noi, non capisco perché
ancora c'è qualcuno che propone di alzare questo tetto. Abbiamo
previsto le eccezioni, per le dirigenze particolarmente complesse,
come diceva il collega Cancelleri, quelle che riguardano le
dirigenze dell'Asp, della sanità che sono particolarmente delicate,
ma per tutto il resto io ritengo che centomila euro sia una cifra
omnicomprensiva molto, ma molto adeguata, per non dire abbondante
per i tempi che viviamo, per i dirigenti delle Società partecipate.
Pertanto, io propongo alla Commissione di ritirare l'emendamento
che ha presentato, di lasciare il testo così come è perché secondo
me era un testo condivisibile e condiviso.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'Assessore Baccei, però,
do la parola all'onorevole Panepinto, così poi l'Assessore può
rispondere a tutti gli interventi.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, senza
farla molto lunga, io assieme al mio Gruppo del Partito
Democratico, siamo quelli che abbiamo voluto, proposto, in
Commissione Bilancio questo emendamento che è un emendamento equo,
per cui inviterei il Presidente della II Commissione a ritirare
questo emendamento di riscrittura e proviamo, come diceva un attimo
fa l'onorevole Formica, a mandare un segnale chiaro e netto alla
società siciliana che non ci sono tutele di caste o categorie
protette.
È chiaro che bisogna escludere chi è chiamato a dirigere un'Asp, a
gestire centinaia e migliaia di unità lavorative, però non vorrei
che il Parlamento dopo averne discusso abbondantemente in
finanziaria, poi in Commissione di merito e poi qua riprendesse e
ci fosse poi la rincorsa a chi è più giacobino di altri.
Presidente Vinciullo, l'emendamento a mia firma e di altri
colleghi, passato in Commissione intendo mantenerlo, per cui,
facendo appello al suo buon senso e a quello della Commissione,
credo sia opportuno ritirare l'emendamento.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, io
personalmente non sono d'accordo nel sottopagare gli Amministratori
che svolgono il loro lavoro in maniera corretta.
Penso che, a volte, stiamo andando anche oltre, come è successo
anche l'anno scorso quando abbiamo definito i compensi degli
Amministratori unici, che fossero anche Direttori, però, concordo
sul fatto che c'è stata una discussione in Commissione Bilancio' e
si era trovato questo equilibrio, poi, ognuno, può ritenere che sia
basso o alto, però, di sicuro, c'è stato questo accordo ed io sono
per attenerci, anche per onorare il lavoro della Commissione, a
quanto è stato discusso in Commissione Bilancio' per cui a
mantenere l'articolo così com'era.
Per cui concordo nella richiesta dell'onorevole Panepinto e di chi
l'ha preceduto nel ritirare questo emendamento.
PRESIDENTE. Allora, a questo punto, credo di sentire il Presidente
della Commissione Bilancio: c'è un invito anche da parte del
Governo a ritirare l'emendamento di riscrittura.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
può anche, sentita la maggior parte dei Deputati che sono
intervenuti e anche il Governo, scendere a centomila Euro, non è un
problema che possiamo imporre ma, la riscrittura tecnica, mi sembra
che sia il caso di lasciarla.
PRESIDENTE. Grazie, allora, si presentia un subemendamento oppure
possiamo correggerlo e da centodiciottomila lo riportiamo a
centomila?
Allora, dobbiamo distribuire, visto che l'abbiamo già fatto, ma
rimane inteso centomila euro e rimane l'emendamento così come è
stato scritto per quanto riguarda la parte tecnica, non quella
finanziaria.
Allora, ripeto per fare chiarezza, per gli onorevoli che magari si
erano distratti un attimo, c'è un subemendamento il 15.Com.1 che
sostituisce centodiciottomila con centomila.
Non è il caso di distribuirlo. Proseguiamo.
Quindi, pongo in votazione il subemendamento.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario degli onorevoli Tamajo e Lentini.
LENTINI. Che cosa stiamo votando?
PRESIDENTE. Stiamo votando la riscrittura dell'emendamento della
Commissione, il 15.Com., che abbiamo portato con il subemendamento
a centomila anziché centodiciottomila.
No, non ci siamo arrivati, siamo qui perché c'è questo emendamento
di riscrittura, onorevole Lentini.
Contrario anche l'onorevole Alongi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo votato
il subemendamento e lo portiamo alla cifra di centomila ma è ancora
questo in votazione, quindi, sono ancora in tempo per l'intervento.
Benissimo.
Io volevo fare presente, anche all'assessore Baccei se mi ascolta
un attimo, nell'impianto dell'articolo originario, io mantengo,
ovviamente, do credito al presidente della Commissione Bilancio
quando dice che ci sono dei problemi di natura tecnica e, quindi,
dobbiamo armonizzare il contributo legislativo che stiamo facendo,
però, io volevo porre un attimo all'attenzione di tutti questa cosa
qui: noi rischiamo, con questo subemendamento, il 15.Com.1, di
escludere una serie di figure perché non ci stiamo rapportando allo
stesso modo.
Noi eravamo entrati nel merito cercando, in Commissione, di non
lasciare nessuno fuori, perché, se dobbiamo fare una norma, la
dobbiamo fare per tutti in maniera identica.
E, quindi, dicevamo che il trattamento economico complessivo dei
dipendenti, anche con qualifica dirigenziali, degli Enti e degli
organismi di natura pubblica o privata, sottoposti a controllo ed a
vigilanza della Regione, delle società a totale ed a maggioritaria
partecipazione della Regione, nonché degli enti e degli organismi
di natura pubblica o privata che a qualunque titolo ricevono
trasferimenti e contributi a carico del bilancio della Regione. Mi
pare che è abbastanza dettagliato. Non trovo lo stesso dettaglio
ovviamente nel subemendamento che, invece, dice che il trattamento
economico complessivo dei dipendenti degli enti sottoposti a
controllo e vigilanza della Regione delle società a totale
eccetera, cioè scompare la natura pubblica o privata, scompaiono
tutta una serie di limatura, di sfumature, di perfezionamenti che
avevamo portato in Commissione Bilancio'.
Ora, chiedo, sempre perché siamo qui, dico, vogliamo lasciare
l'impianto, vogliamo andare a modificare l'articolo 13 della legge
n. 13 del 2014, ma quando noi andiamo ad inserire quelli che sono i
dettami del comma 1 e del comma 2 che abbiamo previsto
nell'articolo 15 perché mi pare che erano ragionati a fronte
veramente di un confronto lunghissimo che aveva portato anche gli
Uffici dell'Assemblea regionale a concordare che quelli fossero i
migliori adempimenti che potevamo mettere in un disegno di legge.
Se, poi, adesso dobbiamo, sempre e comunque, decidere che tutto il
lavoro che facciamo, in ore e ore di Commissioni, poi alla fine non
serve assolutamente a nulla allora da oggi sanciamo con questo
articolo l'inutilità della Commissione Bilancio'.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace dovere
dare ragione al collega onorevole Cancelleri, però, mi spiace ma
devo prendere atto che francamente sull'argomento ha ragione perché
noi oggi con questa riscrittura di fatto cancelliamo l'ipotesi
dell'articolo 15 che aveva una sua articolazione ma interveniamo
direttamente sull'articolo 13 della legge del 2014 e nello
specifico inseriamo anche alcuni elementi che sono poco chiari nel
punto b), richiamando l'articolo 3 bis.
E, allora, direi che sarebbe il caso, se è possibile, di
accantonare questo articolo almeno per quindici minuti in modo da
proporre un articolato sereno che sia anche di facile
interpretazione perché, voglio dire, onorevole Presidente, con
questo articolo noi rischiamo di bloccare totalmente la macchina
regionale perché nel comma successivo dell'applicazione della
presente norma si va a creare soltanto confusione, soprattutto
perché nel primo comma noi richiamiamo tutte le società sottoposte
a vigilanza ed a controllo della Regione, confondendo anche che vi
sono enti di cui all'articolo 1 che hanno il contratto prettamente
regionale rispetto ad altre società, invece, che non hanno questo
tipo di contratto.
E, allora, direi, l'Assemblea regionale non può pensare di colpire
un ente salvaguardandone invece un altro, creando invece
nell'articolo 1 una confusione generale perché si pensa,
probabilmente, ai consorzi di bonifica anziché all'azienda
siciliana trasporti.
Allora, direi al Governo di potere fornire un elenco specifico dei
singoli enti regionali, delle singole strutture regionali, fare in
modo di prendere in esame le singole fattispecie della burocrazia
regionale ed a questi applicare un limite ed un tetto, perché così
com'è noi creiamo soltanto confusione e danno ad un'Amministrazione
regionale che sicuramente troverà questa norma pienamente
inapplicabile e di fatto non si raggiunge l'obiettivo né di
salvaguardare l'attuale situazione, né di fatto di creare una
minore spesa. Così com'è creata la norma nell'articolo 1 e nel suo
comma 2 bis è soltanto, secondo me, confusionaria, e crea danno
perché non si specifica singolarmente quali enti, quali società, su
quali partecipazioni si vuole incidere e si vuole rendere partecipe
l'azione dell'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino. Onorevoli colleghi, visto
che anche dalla Commissione arrivano queste perplessità, perché
quando leggo qui enti sottoposti a controllo e vigilanza della
Regione credo che ci si riferisca sia ad enti pubblici che
privati, però, attenzione, siccome stanno sorgendo delle
perplessità anche da parte della Commissione, accantono l'articolo
15 un attimo e ci torniamo tra qualche minuto.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, io non ho
capito quali erano i problemi dell'articolo 15 originari, perché
stiamo discutendo un emendamento, ma non ho capito quali erano i
problemi originari dell'articolo. Se capiamo i problemi, capiamo
come correggerli, perché non ho capito i problemi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto le perplessità che sono
state sollevate sull'articolo 15 lo accantoniamo.
Si riprende l'esame dell'articolo 3, Lavori in economia nel
settore forestale , precedentemente accantonato.
Comunico che all'articolo 3 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 3.1, a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Di Mauro e
Lombardo.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.4, a firma degli onorevoli Alloro,
Rinaldi, Giuffrida e Panepinto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cortesemente facciamo attenzione,
perché altrimenti, anche da un punto di vista della procedura,
facciamo degli errori. Eravamo già in fase di voto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei anche
l'attenzione del Governo e della Commissione se è possibile. Non
avrei nulla in contrario sull'articolo in questione laddove di
mettessero in campo dei meccanismi di legge, degli articoli che
cercano di intervenire sulla funzionalità di alcuni enti
particolari; però, stiamo attenti, con l'articolo in questione un
conto è fare dei programmi da parte dei forestali o, in questo
caso, omologarli anche ai consorzi di bonifica per cercare di
accelerare le procedure che prevedano la continuità lavorativa di
questi lavoratori, forestali e quelli dei consorzi di bonifica.
Però, a fronte del fatto che noi eleviamo il limite per le gare
d'appalto che non si riferiscono solo al pagamento degli emolumenti
degli addetti che vogliamo mandare al lavoro, ma che, invece,
interferiscono nell'acquisto dei materiali, dopo la gara si può
anche semplificare.
Signor Presidente, stiamo attenti perché da un lato per il
funzionamento normale di tutte le altre istituzioni, anche per
cifre minime, come è giusto che sia, si richiede che ci sia una
procedura di evidenza pubblica, come possiamo consentire che si
possa svolgere ad intuitu personae da parte di dirigenti di
procedere a delle gare per milioni di euro?
Io penso - qui vorrei l'avviso dell'Assessore Baccei come di altri
componenti del Governo - che per quanto riguarda l'acquisizione
dei materiali nulla osta a che si possa svolgere una regolare
evidenza pubblica. Non confondiamo gli emolumenti da pagare per gli
addetti ai lavori con l'acquisto dei materiali. Signor Presidente,
io pongo questo interrogativo e mi aspetto che ci siano delle
delucidazioni in merito.
Per quanto riguarda l'acquisto dei materiali, io non penso che non
si possano fare procedure di evidenza.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
onorevole Cracolici, questo emendamento, che io mi rendo conto
quale può essere la ratio, ha certamente alcuni punti deboli che, a
mio parere, lei può, come Governo, emendare e sistemare.
Intanto, è certo che serve soltanto per acquistare materiale, ma
qui recita che è funzionale alla manodopera di cui eccetera,
eccetera
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Anche.
DI MAURO. No anche, allora si specifica che serve per pagare la
manodopera, assessore O noi specifichiamo la norma con adeguatezza
perché diciamo che è una norma che serve a realizzare lavori ed a
pagare la manodopera, così sul modello dei progetti che abbiamo
fatto con i fondi comunitari, ed ha un senso, oppure così come
formulata è una norma che serve soltanto ad acquistare materiale
per un valore complessivo di un milione di euro.
Allora, io dico, considerato l'importo, o noi riusciamo a far
capire bene la norma che è funzionale anche a pagare la manodopera
o soltanto acquistare materiale si possono seguire, mi permetto di
dire, altre procedure.
Onorevole Alloro, poi lei interviene e lei, certamente, ci
chiarirà, ma a mio parere, com'è scritta la norma, è soltanto
funzionale ad acquistare tutto ciò che serve e fare interventi.
Quindi, facciamo il caso che c'è una rottura di una conduttura
d'acqua, servono 300 mila euro di tubi e, ovviamente, di tutto il
connesso e si comprano 300 mila euro di tubi senza gara. Se lei mi
dice che servono, per una rottura, 50 mila euro di tubi e 250 mila
euro per pagare personale, che è funzionale alle riparazioni,
allora il discorso è diverso.
Quindi, nel rispetto a queste somme, a queste perizie, non dico
che dobbiamo specificare in sede legislativa la gradualità della
spesa, ma certamente non si può escludere l'uso di manodopera
specializzata che va ad intervenire rispetto a queste perizie.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei
che l'onorevole Di Mauro e l'onorevole Formica, in particolare, ma
anche i colleghi dell'Aula mi ascoltassero.
C'è un grande equivoco attorno a questa norma. L'equivoco nasce
dal fatto che si interpreta questa norma per non consentire,
eventualmente ai consorzi di bonifica, di fare gare d'appalto per
l'acquisto di beni e servizi. Questo non c'entra nulla, anche
perché stiamo semplicemente applicando la norma che abbiamo già
fatto per i forestali che riguarda l'amministrazione diretta, non
riguarda l'acquisizione nei confronti di terzi di beni e servizi.
La norma, la 163, ha stabilito che i lavori in economia possono
essere realizzati fino a 50 mila euro. Sopra i 50 mila euro è
prevista la procedura specifica dalla norma sugli appalti, cioè
devi fare una gara d'appalto. Parliamo di lavori o in economia,
quindi amministrazione diretta, o attraverso procedure di
affidamento pubblico.
Questa norma è stata interpretata e, se volete sapere la mia
opinione, in maniera eccessivamente forzata, perché i consorzi di
bonifica sono enti strumentali della Regione che operano per conto
dell'Amministrazione regionale e, aggiungo, anche per conto dello
Stato per le attività di manutenzione straordinaria, di nuove
opere, di estensione delle superficie irrigue.
Allora, qual è l'interpretazione che, ad un certo punto, gli
uffici hanno dato? E l'esempio più evidente è la storia che una
parte delle risorse che l'Assessorato Territorio Ambiente ha
destinato al dissesto idrogeologico, anche per scelte fatte da
questo Parlamento, sono state affidate ai consorzi di bonifica.
Gli uffici della vigilanza hanno interpretato che comunque il
consorzio di bonifica, sopra i 50 mila euro, per svolgere quei
lavori dovrebbe fare una gara, compreso i costi dei lavoratori.
Condivido l'emendamento a firma dell'onorevole Alloro perché il
tema del milione di euro è un tema che è stato introdotto in
Commissione, che non era l'emendamento previsto dal Governo perché
il Governo limitava semplicemente ad applicare la norma sui
forestali anche ai consorzi di bonifica.
E' evidente che se noi vogliamo utilizzare i consorzi di bonifica
nel settore delle manutenzioni straordinarie - e aggiungo nel
settore del dissesto idrogeologico - se lo dobbiamo fare con gara,
è evidente che i consorzi di bonifica diventano mere stazioni
appaltanti.
Da questo punto di vista l'utilizzo di questa deroga - ripeto,
secondo me per eccesso di zelo interpretativo - è funzionale alla
possibilità che i consorzi di bonifica operino nei compiti
istituzionalmente loro assegnati, compreso quindi il dissesto
idrogeologico - e non solo le opere irrigue - per potere effettuare
per nome e per conto della Regione questi lavori con i propri
dipendenti e avvalendosi, laddove deve comprare tubi piuttosto che
altro, procedure di normale evidenza pubblica. Vorrei che fosse
chiaro
FORMICA. Dov'è scritto?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. L'amministrazione diretta di cui parliamo non
riguarda le procedure di gara, riguarda le modalità con le quali si
fa il lavoro. Amministrazione diretta significa, secondo
l'interpretazione, che fino a 50 mila euro si possono fare lavori
in economia, sopra i 50 mila euro si dovrebbe fare una gara
d'appalto per fare questi lavori.
A che servono allora i consorzi di bonifica? Non c'entra nulla con
i tubi, acquisto di materiale, si fa con gara perché è disciplinato
già dalle norme sugli appalti.
Stiamo parlando della possibilità di fare i lavori in
amministrazione diretta non più nel limite di 50 mila euro, ma - io
dico - senza limiti perché il consorzio di bonifica è un ente di
diritto pubblico, strumentale per questo tipo di attività.
Nessuna interpretazione di altra natura, vorrei che fosse chiaro,
non c'è nessun tentativo di aggirare procedure sugli appalti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, questo articolo,
introdotto e voluto dalla Commissione Bilancio e su cui il
Governo ha espresso parere favorevole, a cosa serve? Serve a dare
le possibilità ai consorzi di bonifica di potere usufruire di
finanziamenti previsti dall'Assessorato del territorio e
dell'ambiente che ammontano ad oltre 6 milioni di euro, per quanto
riguarda quest'anno.
Nello stanziare le somme destinate ai consorzi di bonifica,
abbiamo visto che 36 milioni di euro non erano sufficienti.
Bisognava andare, infatti, oltre i 40 milioni di euro.
Come ha spiegato l'Assessore Cracolici, c'è la difficoltà di non
potere, da parte dei consorzi di bonifica, fare interventi
superiori a 50 mila euro. Cosa abbiamo fatto allora? Abbiamo preso
la legge regionale attualmente in vigore e l'abbiamo applicata
anche al settore in cui possono intervenire i consorzi di bonifica.
Per eccessivo scrupolo avevamo pensato di porre un limite dicendo
di non andare oltre il milione di euro anche se la legge regionale
n. 24, articolo 1, questo limite non lo pone.
Cosa dice, infatti, la legge? Lavori in economia, i lavori di
rimboschimento, rinsaldamento e opere costruttive connesse di
ricostituzione boschiva, gli interventi di prevenzione e
repressione degli incendi boschivi ed interventi colturali e
manutentori, ricompresi quelli per la gestione dei demani dei vari
forestali e delle riserve naturali di cui all'articolo 64, della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, e successive modifiche ed
integrazioni. Stiamo attenti che non sono configurabili come opere
edilizie e fanno rimanere salve le situazioni naturali, sono
realizzati di norma in economia ed eseguiti in amministrazione
diretta prescindendo dal limite dell'importo per i lavori in
amministrazione diretta prevista dal comma 5, dell'articolo 125,
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
ed integrazioni.
Cosa significa? Se io devo andare a comprare il materiale, devo
fare la gara, non ci sono dubbi su questo. L'unica cosa è che il
personale del settore forestale e dei consorzi di bonifica,
soprattutto che in questo momento non riusciamo a pagarli, facciamo
fare loro anche questi lavori e di conseguenza nel settore abbiamo
un incremento di risorse.
Era solo questa la finalità per la quale si era pensato di
unificare il comparto della forestale o, meglio ancora, il comparto
dei consorzi di bonifica a quello della forestale, nulla più e
nulla di meno.
PRESIDENTE. Credo che questo intervento sia stato abbastanza
esaustivo e chiaro.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Cracolici, volevo chiarire una questione.
La legge n. 24 non pone limiti perché è ovvio che quella legge
faceva riferimento al limite di cui lei poc'anzi parlava, 50 mila
euro. Questo limite di 50 mila euro, a proposito dei lavori in
economia, scaturisce dal regio decreto n. 350 del 1892. Con questa
norma, così com'è formulata, superiamo questo limite. Glielo dico
al fine di evitare che questa norma possa essere impugnata.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo di
dover intervenire perché molte volte l'ottimo è nemico del buono.
Abbiamo presentato questo emendamento per consentire ai consorzi
di bonifica di poter avviare personale soprattutto riguardante gli
stagionali sino a qualche tempo fa, ma oggi per poter consentire
anche al personale dipendente con fondi extra ordinari di far
fronte alle esigenze degli stessi consorzi di bonifica.
Questo emendamento a cosa servirebbe, sostanzialmente? Servirebbe
per poter avviare personale con delle perizie specifiche. E per le
perizie specifiche, in effetti, secondo la norma sui pubblici
appalti, dovrebbe essere non superiore ai 50 mila euro
relativamente ai lavori in economia.
Abbiamo stabilito però - e lo voglio dire all'assessore Cracolici
- un milione di euro perché, avendo a disposizione una
prospettiva di avviamento di lavori per cui il milione di euro
avvierebbe delle perizie abbastanza consistenti in termini di ore
di lavoro da effettuare, avevamo ritenuto che quella cifra, quel
target fosse sufficiente.
E' vero che nel settore agricolo-forestale questo limite non c'è o
c'è, i 5 milioni di euro abbiamo stabilito l'anno scorso.
Onde evitare che l'Aula, nel disinteresse un po' generale, nella
diffidenza di qualche parlamentare, atteso che parliamo di lavori
in economia, ma quando si parla di lavori in economia, si fa
riferimento alle manutenzioni, comprese anche le manutenzioni e i
canali irrigui, oltre che la sostituzione degli stessi, io direi
che vi un ulteriore emendamento che porterebbe il limite da un
milione a due milioni e, secondo me, questo limite di due milioni
diventa più che soddisfacente, perché già fare delle perizie di 2
milioni di euro significa poter intervenire in maniera consistente,
laddove necessita e secondo le esigenze complessive dei consorzi di
bonifica. Togliere, invece, completamente il limite di spesa,
rischiamo veramente che un domani - non magari nell'immediato
futuro - che un domani venga dato ai consorzi di bonifica venga
data un'eccessiva libertà discrezionale. Per cui, fermiamoci.
C'è un emendamento successivo a quello dell'onorevole Alloro, che
porta la mia firma, che innalzerebbe il tetto da 1 milione a 2
milioni di euro, in termini di spesa in economia.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
io, rispetto a questo articolo, ho un dubbio e vorrei che fosse
l'Assessore a chiarirmelo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi pregherei di prendere posto o,
se non avete intenzione di seguire l'intervento, vi accomodate
fuori, perché non si riesce ad ascoltare.
GRASSO. Io vorrei essere rassicurata, perché è vero che vi sono
dei consorzi di bonifica in alcune province che vanno sostenuti e
hanno un compito ben preciso, laddove non c'è acqua e quant'altro.
Io mi riferisco alla provincia di Messina, perché quando si parla
e si fa una legge per i consorzi di bonifica vale per tutto il
territorio regionale. Perché - ed è anche una preoccupazione -
Messina è un consorzio che non ha dipendenti; c'è un commissario
che, fra tutte le altre cose, continua a chiedere tributi per
manutenzioni mai effettuate e che, quindi, va anche contro le
disposizioni di legge istitutive dei consorzi.
Oggi, in virtù di un decreto emanato dall'Assessorato del
territorio e dell'ambiente, proprio per le somme destinate agli
appalti e per le gare destinate ai consorzi di bonifica, io mi
chiedo: tutte le somme urgenze, per importi di 200 mila, 250 mila
euro, che sono state predisposte dal Genio Civile, le opere per la
pulizia dei torrenti, le somme sono state assegnate ai consorzi di
bonifica.
Qual è la preoccupazione che le rassegno: a Messina, che non è il
consorzio di bonifica di Agrigento o di Enna o di Ragusa o non so
quale provincia, ma che non ha personale, come provvederanno alla
manutenzione straordinaria dei torrenti fluviali e quant'altro, a
eseguire cioè quei lavori di cui alle somme urgenze del Genio
civile? La preoccupazione è che non si faranno mai.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, questo articolo non mi affascina. E non mi può
affascinare - le spiegazioni, nel merito, comunque le ha date
l'onorevole Presidente Vinciullo - perché sono molto preoccupato
per la questione relativa ai consorzi di bonifica e per la
questione collegata ai consorzi di bonifica: gli agricoltori.
Io non mi posso affascinare perché i dipendenti del consorzio di
bonifica, purtroppo, non percepiscono gli stipendi da 6 mesi, e lo
dico perché. Venerdì, assieme con i colleghi parlamentari di
Ragusa, parteciperemo ad una manifestazione pubblica in cui ci
troveremo in grande difficoltà, perché ci verrà detto che da 6 mesi
non percepiscono gli stipendi, dove attraverso una serie di
sentenze si stanno innescando tutta una serie di criticità nei
consorzi di bonifica e dove il rischio immenso è quello di veder
ricadere, ricaricare i costi di tutta questa macchina in un settore
che è in crisi drammatica, che è in grande difficoltà che è
l'agricoltura.
L'Assessore lo sa, ci sta lavorando, sta facendo la sua parte, mi
auguro che al più presto noi riusciamo a dare delle risposte
concrete, ma la situazione è questa. Quella dei consorzi oggi è una
situazione difficile e drammatica e la mia preoccupazione immensa è
che gli agricoltori che si trovano già in grandissime difficoltà si
possano trovare davvero a pagare canoni altissimi. Nonostante il
lavoro che abbiamo fatto in Commissione di bloccare i canoni al
2015 rischiamo di non ottenere i risultati che in commissione
volevamo ottenere.
Sapendo che l'impegno del Governo è massimo non posso
appassionarmi a questo articolo. Questo articolo c'è, passa, farà
la sua parte, lo voteremo tutti, però, attenzione, abbiamo una
emergenza, nei consorzi è una emergenza importante ed è una
emergenza grave e mi auguro che di questa cosa ne possiamo uscire
al più presto.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento si sta caricando di alcuni equivoci. La questione di
cui ci stiamo occupando è semplicemente consentire ai consorzi di
bonifica di fare in gestione diretta lavori per conto
dell'amministrazione regionale e dello stato. Ripeto, che fino ad
oggi ha sempre fatto ma che, sulla base di una interpretazione in
applicazione del 163, a un certo punto si è posto un problema sulla
applicabilità o meno della norma del 163 anche ai consorzi di
bonifica.
Mi permetto di aggiungere che a differenza dei lavori forestali,
dove la Regione giustamente è stata costretta a fare una norma come
quella di cui ci stiamo occupando in analogia, perché
l'amministrazione regionale di norma non è datore di lavoro, ha
dovuto fare una norma specifica per bypassare l'amministrazione
diretta sulle questioni che riguardano i lavori forestali e nel
2012 giustamente fu fatta quella norma.
Qui, stiamo parlando dei consorzi di bonifica che nel loro statuto
sono nati e c'è una legge della Regione, quella del 1995, che
riformò i consorzi di bonifica, sono enti strumentali, soggetti di
diritto pubblico che svolgono attività nel campo delle opere
irrigue e poi si è esteso anche alle opere del dissesto idro-
geologico, che operano per conto della Regione.
Quindi, il tema del limite - lo dico al collega Falcone - non
riguarda la possibilità di consentire in maniera illogica. Faccio
un esempio, se domani lo Stato, nel nuovo PSR dove ci sono il piano
nazionale delle opere irrigue, assegna alla Sicilia x milioni di
euro per gli interventi nel settore irriguo, il tema è lo possiamo
fare o non lo possiamo fare attraverso i consorzi di bonifica?
Questa è una domanda. Oppure i consorzi di bonifica, a loro volta,
devono fare gli appalti per realizzare opere che possono realizzare
in gestione diretta?
Questo è il tema, tutto il resto, la crisi dei consorzi di
bonifica, la drammatica situazione, mi permetto di dire, quando
abbiamo fatto la finanziaria avevamo tutti chiaro, tant'è che ho
annunciato, in quella sede, l'intendimento di fare una legge di
riordino, che faremo, infatti, giusto ieri mattina, con l'assessore
Baccei, abbiamo lavorato anche alla questione dei consorzi di
bonifica, stamattina in Commissione III si è affrontato il caso
Trapani. E' chiaro che abbiamo contezza della drammaticità della
situazione dei consorzi di bonifica, ma non c'entra nulla con
quello di cui stiamo parlando con questa norma. Questa è una norma
che consentirà ai consorzi di bonifica di fare, in gestione
diretta, opere per conto della Regione. Punto e basta
RAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, si può intervenire per dichiarazione
di voto soltanto sull'articolo, non sull'emendamento. Procediamo e
dopo potrà intervenire sull'articolo per dichiarazione di voto,
così rispettiamo il Regolamento.
Pongo in votazione l'emendamento 3.4, col parere favorevole di
Governo e Commissione.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti: 55
Votanti: 55
Maggioranza: 28
Favorevoli: 26
Contrari: 29
Astenuti: 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Falcone che
lo aveva già spiegato precedentemente. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.2.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti: 55
Votanti: 54
Maggioranza: 28
Favorevoli: 9
Contrari: 45
Astenuti: 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Disposizioni per favorire la ricerca nel comparto della
granicoltura e della zootecnia.
1. All'articolo 39 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, è
aggiunto il seguente comma:
1 bis. Al fine di assicurare l'attività di ricerca nel comparto
della granicoltura e della zootecnia siciliana, nelle more del
riordino dell'Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia,
dell'Istituto incremento ippico per la Sicilia e della Stazione
consorziale sperimentale di granicoltura per la Sicilia, per il
personale del dipartimento regionale dell'agricoltura del comparto
non dirigenziale e per il personale con qualifica dirigenziale
dell'amministrazione regionale che presta servizio presso tali
enti, svolgendo le attività previste dalle rispettive mansioni, il
trattamento economico fondamentale e quello previdenziale sono a
carico dell'amministrazione regionale, mentre il trattamento
accessorio è a carico degli enti utilizzatori .».
Si passa all'emendamento soppressivo 12.1, a firma degli onorevoli
Greco Giovanni. ed altri.
Onorevole Greco, lo ritira?
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 12.2, a firma degli onorevoli
Falcone ed altri.
Onorevole Falcone, lo ritira?
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 12, col parere favorevole del
Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Integrazione scolastica dei soggetti con handicap gravi
1. I servizi di cui all'articolo 22 della legge regionale 5
novembre 2004, n. 15 sono assicurati soltanto in via sussidiaria ed
eventuale rispetto ai medesimi servizi garantiti dalle istituzioni
scolastiche a mezzo di personale interno ai sensi della normativa
statale vigente».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 11.6, di riscrittura
dell'intero articolo.
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 11.3, a
firma degli onorevoli Falcone ed altri.
Onorevole Falcone, lo ritira? Anche perché stiamo distribuendo
passare una riscrittura del Governo.
FALCONE. Non lo ritiro, prima vediamo la riscrittura.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un altro emendamento
soppressivo, l'11.5, a firma degli onorevoli Zafarana ed altri.
Onorevole Zafarana, lo ritira?
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
emendamento rispetto all'articolo 11 è finalizzato ad inquadrare il
problema ed a contestualizzarlo, nel senso che, oggi, si comprende,
abbiamo una grave urgenza, in particolar modo vedo come l'Assessore
ha voluto individuare tra i servizi su cui intervenire
prioritariamente, in questo momento, quelli relativi alla
integrazione scolastica ed il servizio di assistenza di base.
Praticamente adeguandolo a quanto accade, oggi, sul territorio
italiano, mi sta benissimo, ma dobbiamo fare i conti col fatto che
questa sarebbe un'evenienza che comincia a realizzarsi da questo
momento in poi, perché fino ad oggi, in Sicilia, non è stato così,
cioè utilizzando il personale ATA all'interno delle scuole, poiché
l'Ufficio scolastico regionale deputato alla formazione di questo
personale ha attivato, soltanto adesso, il recente primo marzo, con
una nota, i processi per la formazione.
Cosa vuol dire? Che se noi già da ora entro settembre, per
cominciare con serenità l'anno scolastico e potere garantire agli
studenti disabili delle nostre scuole un servizio coerente,
adeguato, professionale che soddisfi le esigenze, che soddisfi le
esigenze di genere soprattutto, all'interno delle scuole non
avremmo il personale numericamente adeguato anche perché dobbiamo
considerare come, facendo anche un'analisi storica, il personale
ATA nelle scuole sia stato, nel tempo, fortemente dimezzato,
ridotto, fortemente gravato anche di altre competenze rispetto alla
vigilanza, rispetto alla pulizia. Sappiamo bene come anche i
compensi siano non importanti, non significativi ancorché questa
sia una presentazione di carattere volontario da parte di colui che
deve fare all'interno delle scuole l'assistenza igienica.
Dopodiché, per sopperire alla possibilità che, a settembre, non ci
si possa trovare, nuovamente, in condizioni di disagio grave per
tutti gli studenti siciliani, il mio emendamento fa sì che,
praticamente, si possa anche ovviare con quella che è la richiesta
anche dei genitori delle Associazioni che, appunto, richiedono il
rispetto dei loro diritti, attraverso l'erogazione diretta di
voucher, in modo tale che da un albo, anche su base regionale, poi
declinato a livello così territoriale, provinciale, si vorrà,
magari, poi, individuarlo nel decreto dell'Assessore - le linee
guida - si possa avere una erogazione diretta che verrà,
chiaramente, spesa per il pagamento di quel tipo di servizio
perché, altrimenti, ci troveremmo, secondo me, ad avere un buco
temporale, nelle more che tutto il personale, adeguatamente, venga
formato anche perché, a fronte di un servizio che deve essere reso,
ho chiesto, in Commissione Bilancio', la presenza dell'Ufficio
scolastico regionale che ha relazionato di non avere il numero
esatto del personale ATA in possesso della qualifica per espletare
il servizio, quindi, ci troviamo in questa situazione e ci sono le
registrazioni delle riprese in streaming della Commissione.
Per cui, avviamo questo tipo di processo ma, contemporaneamente,
sappiamo che possiamo sopperire con questo mio emendamento.
Quindi, procediamo alla scrittura del subemendamento se, appunto,
il Governo sarà favorevole.
BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'Economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, premettendo che sono favorevole a quanto diceva
l'onorevole Zafarana, intervento solo per un paio di precisazioni.
Onorevole Zafarana, innanzitutto, alcune province della Sicilia,
nella fattispecie Agrigento sicuramente ed altre, stanno già
facendo, si sono già organizzate in questo modo, quindi, non
soltanto nel territorio italiano, ma anche in Sicilia, sta
succedendo e questo, comunque, è un articolo che, secondo me, cerca
di mettere un po' di eguaglianza sul territorio, cioè dare a tutti
i disabili, sul territorio siciliano, lo stesso livello di
assistenza.
Noi abbiamo chiesto, anche al Dipartimento lavoro, di scrivere i
livelli essenziali di prestazione in modo da definire qual è il
livello minimo di assistenza che deve essere garantita, ovunque, ai
disabili.
Questo articolo, poi, va anche letto in base a quello che sta
succedendo nelle province.
Oggi, un paio di province, in mancanza di risorse, hanno sospeso
l'assistenza ai disabili.
Se noi riusciamo ad organizzarci in modo che i bidelli possono
fare questa assistenza, contravveniamo anche a queste problematiche
che stanno succedendo.
Tutto ciò premesso, come ha detto l'onorevole Zafarana, il
Ministero sta cominciando, sta attivando questi corsi, entro il
mese di ottobre saranno formati già 1.400 assistenti, però, è
corretto, specificare che l'assistenza potrà essere fatta solo dopo
che il personale è stato formato, per cui, se lo specifichiamo, in
questo senso, per me va bene, siamo favorevoli.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo credo che sia uno degli
argomenti più importanti di questo disegno di legge perché riguarda
il futuro di centinaia di ragazzi e ragazze diversamente abili che
frequentano la scuola e che, più degli altri, hanno il bisogno e la
necessità di essere inseriti nel percorso didattico e formativo.
Fino ad oggi, Assessore, lei sa meglio di me che il servizio è
stato reso nelle scuole di ordine inferiore dai comuni, nelle
scuole di ordine superiore dalle province.
Sono note le difficoltà, da parte delle province, soprattutto, ad
assicurare questo servizio, tant'è vero che, purtroppo, in questo
anno scolastico, parecchie volte il servizio è stato interrotto, i
ragazzi sono rimasti senza assistenti e non è stato possibile
accompagnarli a scuola e, di conseguenza, hanno avuto
l'impossibilità, come i ragazzi normodotati, di poter frequentare
l'anno scolastico con difficoltà serie per i processi di
inserimento, per chi doveva fare inserimento e difficoltà serie per
chi aveva bisogno di essere valutato.
Allora, abbiamo avuto una serie di riunioni, come ricordava
l'onorevole Zafarana e l'Assessore, anche con i rappresentanti
della direzione scolastica regionale perché questo servizio da
Reggio Calabria in su viene svolto, per essere chiari, dai
collaboratori scolastici, cioè dagli ex bidelli. Noi abbiamo,
quindi, la necessità di integrare questo servizio anche in Sicilia.
Ma stiamo attenti: non è che domani i collaboratori scolastici
possono pensare di andare ad assistere i ragazzi e le ragazze
diversamente abili senza avere fatto prima un percorso di
formazione che gli dà la possibilità di approcciarsi in maniera
professionale a questi ragazzi anche perché, altrimenti, corriamo
il rischio che anziché integrare il processo, il processo si
interrompe con danni irreversibili per i ragazzi.
Per cui, per essere chiaro, l'articolo presentato dal Governo va
bene nella misura in cui viene specificato che ciò avverrà solo
dopo che l'ufficio scolastico regionale avrà predisposto, è chiaro,
corsi di formazione da tenersi anche in estate, da tenersi con la
collaborazione delle Asp siciliane perché, per essere chiari,
questi sono ragazzi fragilissimi, su cui bisogna intervenire avendo
specifiche competenze e specifiche capacità ed in più, per essere
chiari, c'è il problema, che ritengo debba essere posto in questo
emendamento, dell'assistenza di genere, cioè, per essere chiari, se
in una scuola vi sono quattro bidelli maschi e non vi sono ragazzi
diversamente abili ma vi sono solo ragazze, è chiaro che questi non
possono assistere le ragazze, no lo possono fare assolutamente
perché ciò comporterebbe un'inibizione assoluta ed un blocco
psicologico da parte delle ragazze di andare in classe.
Vedo, pertanto, che l'Assessore insieme alla collega Zafarana
stanno riscrivendo l'emendamento, ma l'emendamento deve avere due
caratteristiche chiare e nette: 1) la formazione dei collaboratori;
2) l'assistenza di genere, cioè il bidello uomo può assistere il
ragazzo, la bidella donna può assistere la ragazza. Per cui è
chiaro che, in quelle scuole dove non viene rispettato il genere,
lì devono esserci necessariamente l'assistenza curata dal comune o
l'assistenza curata dall'ex provincia. Su questo, credo, che non ci
debbano essere incertezze.
L'ultimo problema, che ritengo possa essere stasera stessa
accolto, è quello dell'erogazione dei voucher e quest'anno la
provincia di Messina, di fronte all'impossibilità di trovare un
accordo con le società, con le cooperative che ne gestiscono il
servizio, ha fatto ricorso al voucher che è una soluzione che
potrebbe essere, oggettivamente, la migliore perché dà la
possibilità alle famiglie di scegliere colui il quale deve
assistere i propri figli ad un costo inferiore rispetto al
passaggio attraverso le cooperative e consentendo una scelta sul
libero mercato di coloro che i genitori - che ricordo hanno diritti
importanti sui propri figli - ritengono essere più funzionali
all'assistenza dei loro ragazzi.
Per questo motivo credo, signor Presidente, in attesa che la
collega e l'Assessore riscrivano questo emendamento, individuando,
però, assistenza di genere, che sia chiaro, e formazione per gli ex
bidelli, ritengo utile passare ad un articolo successivo anche per
velocizzare il percorso.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
al Presidente, all'onorevole Zafarana, di mettere a livello
provinciale non per non fare le graduatorie a livello regionale,
ma l'iter diventerebbe molto lungo perché, poi, occorrerebbe aprire
un'istruttoria, fare l'elenco, fare il bando di tutte le aziende
che vogliono partecipare. Quindi, se si inserisce a livello
provinciale si perde meno tempo e le società che vogliono
partecipare diventano meno, sono quelle che magari già hanno
assistito le province. Pertanto, occorre specificare provinciale .
Se, poi, si vuole fare a livello regionale significa allungare
l'iter, aprire un'istruttoria, fare partecipare e dare del tempo e
significa allungare i tempi, significa che nel tempo che formiamo
la gente ancora dobbiamo finire l'istruttoria per l'elenco
regionale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Trizzino e Ferreri hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.51, è ripresa alle ore 17.59)
La seduta è ripresa.
1133-1155/A
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
1133-1155/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sta per essere distribuito
l'emendamento riscritto. Se, nel frattempo, onorevole Zafarana lei,
magari, ce lo anticipa, ce lo illustra, proseguiamo con i lavori
d'Aula. Vi pregherei di prestare attenzione, onorevoli colleghi,
così risparmiamo anche un po' di tempo, ottimizziamo i tempi.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendametno recita: «All'emendamento 11.6 aggiungere il seguente
comma: nelle istituzioni scolastiche in cui non sia presente
personale interno adeguamente formato e nel rispetto di genere, i
servizi di cui al comma 1 possono essere espletati tramite voucher
a favore delle famiglie secondo modalità individuate con decreto
dell'Assessore regionale della funzione pubblica entro 30 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge e nei limiti delle
risorse finanziarie previste dalla normativa vigente». Penso che
possa essere un buon percorso per sopperire alle difficoltà ed
iniziare serenamente l'anno scolastico prossimo.
PRESIDENTE. Se l'illustrazione dell'onorevole Zafarana vi ha
convinti, passerei alla votazione del sub emendamento 11.6.1. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 11.6, così come emendato. Il
parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Riforma dei servizi per il lavoro e delle politiche
attive.
Riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e
dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle
esigenze di cura, di vita e di lavoro.
1. La Regione recepisce i principi di cui alla legge 10 dicembre
2014, n. 183 ed attua nel territorio regionale i decreti
legislativi attuativi della medesima legge.
2. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro è autorizzato a sottoscrivere le convenzioni ed i
protocolli di intesa previsti dal decreto legislativo 14 settembre
2015, n. 149, e dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.
Con successivi decreti, senza nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio della Regione, è data applicazione, anche relativamente
alle strutture e al personale, alle predette convenzioni.
3. Al comma 2 dell'articolo 63 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, dopo le parole all'articolo 17 del decreto legislativo
4 marzo 2015, n. 22 sono aggiunte le seguenti: e successive
modifiche ed integrazioni ».
Si passa all'esame degli emendamenti.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi
13.1, 13.2, 13.3, 13.4, a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, apprezzo che l'onorevole Greco abbia
ritirato tutti gli emendamenti in modo da passare velocemente anche
ad un'approvazione rapida.
Intervengo, solo per dire che la vicenda cui abbiamo assistito è
complessa perché questi lavoratori erano, a tutti gli effetti,
lavoratori che beneficiavano di una norma regionale, con fondi
regionali e che inopinatamente, per problemi di bilancio, dal 2010
in poi sono stati privati di questa possibilità.
Da alcuni anni, infatti, questi lavoratori non percepiscono alcuno
stipendio, pur essendo la loro opera assolutamente indispensabile,
dal punto di vista delle direttive della Comunità economica
europea e dal punto di vista delle direttive nazionali, tanto è che
si tenta ad implementare, quanto più possibile, i servizi per
l'impiego in un'ottica di miglioramento del mercato complessivo del
lavoro che registra una fortissima carenza in questo settore.
L'articolo 13 recepisce alcune norme dello Stato, del Governo
nazionale e - segnatamente - la legge, il job act, in Sicilia parte
della legge Fornero' che sono indispensabili per potere usufruire
anche noi come Regione siciliana alla ripartizione dei fondi
nazionali che sono fondi abbondanti e che possono consentire la
stabilizzazione, nel tempo, di queste categorie.
Per quanto riguarda l'articolo 14, ringraziando l'onorevole Greco
per avere ritirato gli emendamenti, per quanto riguarda
l'emendamento 14.6 a mia firma, voglio dire che saremmo stati ben
lieti di poter approvare questo emendamento, che abbiamo formulato
tutti insieme.
Avendo però approfondito ed essendoci confrontati con il Governo
nazionale - oltre che con l'Assessore per il bilancio del Governo
regionale - e non volendo mettere a rischio l'approvazione di una
norma che consenta finalmente a questi lavoratori di riprendere a
lavorare e avere nel tempo una stabilizzazione, questo emendamento,
il 14.6, rischia fortemente l'impugnativa e per non mettere a
rischio quanto di buono stiamo facendo, con la norma che stiamo
portando avanti, a malincuore, devo dire che vorremo averlo
approvato ma se lo approvassimo metteremmo fortemente a rischio la
possibilità per questi lavoratori.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, piccoli emendamenti
aggiuntivi, sono necessari per implementare le prestazioni e i
servizi che la Regione, tramite questi lavoratori, dovrà fornire al
fine di potere avere la nostra Regione una maggiore erogazione di
contributi da parte dello Stato centrale. Pertanto, chiedo una
rapida approvazione dei due articoli, il cui combinato disposto
consentirà a questa platea di riprendere a lavorare e di riprendere
a lavorare con il CIAPI, cioè con l'organismo in house.
Assessore Miccichè, la norma prevede ente in house o APL.
Ribadisco ancora una volta, così come il Governo ha ribadito anche
in Commissione che la volontà da parte del Governo e di questo
Parlamento è che questi lavoratori possano riattivarsi, iniziare a
lavorare quando ci sarà il finanziamento adeguato, con l'organismo
in house. Poi, eventualmente, una volta esaurita questa platea, se
dovessero ancora esserci altre risorse possono essere affidate alle
APL. Ma la norma prioritariamente prevede l'ente in house.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
su questo articolo perché ritengo che tracci una chiara finalmente
chiara rispetto a quello che doveva essere il percorso di questi
lavoratori e il loro utilizzo perché fa riferimento
all'implementazione di tutte quelle attività che ancora in Regione
Sicilia non sono state implementate e che permettono utilmente di
spendere professionalità che nel corso di questi anni non sono
state utilmente impiegate e non si sono potute esprimere come
invece con questa norma sarà possibile fare.
Anche perché voglio attenzionarvi su un'altra faccia della
medaglia che è la qualità e la necessità che la Sicilia finalmente
espleti questi servizi per i giovani disoccupati. Una
raccomandazione forte all'Assessore. Se questa norma è una traccia
significativa e importante e soprattutto delinea quelle che sono le
possibilità di utilizzo,sarà importante poi all'interno dei bandi e
credo che nei confronti che ci sono stati l'Assessore metterà cura
e attenzione per fare in modo, non solo che siano questi i
lavoratori garantiti, ma non una garanzia fine a sé stessa, ma una
garanzia rispetto alla loro professionalità e a quanto possono
utilmente fare, ma una garanzia all'interno del bando che sia
finalizzata tra l'altro nelle azioni che verranno ad utilizzarli
prioritariamente dentro il CIAPI, il nostro ente in house che tra
l'altro è anche abilitato come APL.
Questo può significare per i lavoratori soprattutto non essere
rimessi all'interno di un percorso che li veda remunerati con
quelle che sono le saltuarietà, la provvisorietà che all'interno
degli enti anche in passato hanno vissuto.
Credo che questa sia una garanzia che noi, dal punto di vista
morale, gli dobbiamo purtroppo perché finora, nonostante tutto, non
siamo riusciti a risolvere i problemi.
Quindi esprimo il mio parere favorevole ma faccio appello
all'Assessore - e credo che ci sia la disponibilità, così come l'ha
manifestata - perché tutto ciò che ne seguirà sia rivolto
fortemente alla tutela di quelle professionalità di cui dobbiamo
fare buon uso per la società, per la collettività, per i tanti
giovani che aspettano finalmente di fruire di questi servizi.
PRESIDENTE. Per fare chiarezza agli onorevoli colleghi che stanno
seguendo il dibattito non stiamo trattando l'articolo 14, ma
l'articolo 13. Teniamo per buono il suo intervento, onorevole
Maggio, quando passeremo all'articolo 14.
Pongo in votazione l'articolo 13. Il parere del Governo?
MICCICHE', assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Organizzazione dei servizi per il lavoro
1. In attuazione del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.
150, al fine di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni
(LEP) in materia di servizi e politiche attive del lavoro, al fine
di garantire il potenziamento della funzionalità dei centri per
l'impiego, previsto quale condizionalità ex ante del PO FSE 2014-
2020, ed in particolare per l'implementazione dei servizi
specialistici nonché il potenziamento dei servizi formativi
(orientamento di base e specialistico, progettazione, percorsi
formativi individualizzati, tutorship nell'attività di tirocinio,
sportelli inclusione sociale, conciliazione e pari opportunità,
sportello migranti), l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro si avvale degli organismi in house
providing della Regione e degli enti accreditati come Agenzie per
il lavoro ai sensi della normativa vigente.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto dell'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, è istituito l'elenco
unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi
formativi di cui all'articolo 12 della legge regionale 26 novembre
2000, n. 24 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Gli enti e gli organismi di cui al comma 1, per la
realizzazione delle attività affidate dal dipartimento regionale
del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
attività formative, si avvalgono prioritariamente dei lavoratori di
cui al comma 2.».
Si passa all'emendamento 14.1, degli onorevole Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GRECO Marcello. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
finalmente abbiamo fatto una norma. E questo è anche merito
dell'assessore Micciché, che ha contribuito alla realizzazione di
questa norma, con gli emendamenti che hanno posto in essere
l'onorevole Formica e l'onorevole Maggio.
Su questa norma abbiamo lavorato tanto. La Commissione
parlamentare ha lavorato circa tre anni e finalmente siamo riusciti
a ottenere un risultato. Noi crediamo in questa norma e ci crediamo
per la sistemazione di questi lavoratori, che veramente meritano
una collocazione. Meritano di ritornare al posto di lavoro,
meritano di ricevere gli stipendi e di ottenere, finalmente, quello
per cui questi anni hanno in effetti sofferto.
Bene assessore, ma non basta. La norma, per la quale io sono
convinto che questo Parlamento darà un consenso unanime, necessita
poi degli atti amministrativi successivi. E questa è la
raccomandazione che le fa il Presidente della Commissione
parlamentare e la Commissione tutta: è necessario che a questa
norma possano succedere tutti gli atti successivi e dovrà essere
lei, così come ha fatto sinora, dimostrando grande attaccamento a
questa categoria, a proseguire su questa strada.
Questi lavoratori, e la Sicilia tutta, merita che questi
lavoratori ritornino a lavorare e ritornino a lavorare in una
società in house - il CIAPI di Priolo - con tutti i servizi e le
organizzazione che debbono essere fatti.
Quindi questa è la raccomandazione forte che io, in qualità di
Presidente della Commissione, e tutta la Commissione fa: di
proseguire su questa strada affinché al più presto questi
lavoratori possano trovare una collocazione che - ripeto - meritano
da tanto tempo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo arrivati a
questo articolo 14, che ha visto l'impegno trasversale sia delle
attività in Commissione, che dell'attività in Parlamento e che ha
visto fare, probabilmente, tanti passi indietro e tanti passaggi
rispetto alla possibilità di inquadrare la norma in maniera
organica. In maniera organica rispetto non soltanto ai lavoratori
che sono stati coinvolti, ma rispetto a quella tanto spesso
richiamata riforma delle politiche attive del lavoro, che avrebbe
dovuto - già anni fa, ma non è mai troppo tardi - rivedere
l'impostazione complessiva attraverso la quale offrire delle
opportunità e dei servizi concreti nel territorio.
E' una norma che ha visto davvero impegnata la quinta Commissione
Cultura, formazione e lavoro - l'ha detto prima il Presidente -
per circa tre anni e avremmo potuto davvero farla prima, evitando
probabilmente che nei territori si verificassero situazioni come
quelle che si sono verificate. E dobbiamo riconoscere - questo
dobbiamo dirlo - l'impegno dei lavoratori, che spesso hanno anche
solleticato e sollecitato l'attività del Parlamento, perché -
diciamocelo - rispetto a delle sviste, che avevano portato al
licenziamento di questa gente, si è dovuto fare appello a delle
sensibilità trasversali, che hanno visto questa gente per strada,
che hanno visto questa gente arrivare addirittura a scioperi della
fame, e che hanno visto coinvolti migliaia di persone - possiamo
dirlo perché prima parlavamo di 1.700 persone, oggi ridotte a circa
1.050 persone - che hanno vissuto un calvario e che, credo, però,
abbiano avuto il valore di dimostrare anche alla società siciliana
come credendo in un impegno si possa arrivare a dei risultati.
Di fronte però a queste aspettative - signori assessori e
onorevoli colleghi, ovviamente abbiamo delle grandi responsabilità.
Le responsabilità sono dettate dal fatto che accusiamo oggi questa
norma come frutto di un impegno, di una assunzione di
responsabilità voluta da parte del Governo che è riuscito in
qualche modo a mettere insieme le sensibilità, talvolta anche con
un travaglio non solo politico ma anche interiore che poi è quello
che porta a fare dei passi indietro.
Oggi quei passi indietro vengono fatti anche dal mio Gruppo
parlamentare, che arriva a condividere questa norma, ma vengono
fatti con una apertura di fiducia, legata, signor assessore,
all'idea che noi auspichiamo che il passaggio immediatamente
successivo all'approvazione di questa norma, che noi voteremo e
rispetto alla quale tuttavia ve lo diciamo, la voteremo perché non
vogliamo che un giorno qualcuno ci possa dire per colpa di Forza
Italia questo provvedimento non ha visto luce'. Noi la voteremo, ma
chiedendo all'assessore Micciché e al Governo tutto di dimostrare
all'indomani, dal giorno dopo della pubblicazione in Gazzetta, che
degli atti concreti portino ad un risultato certo, che è quello che
questa gente possa tornare a lavorare e che i servizi possano
tornare ad essere erogati rispetto al mondo dell'orientamento,
delle politiche attive del lavoro, al coinvolgimento delle imprese,
del mondo produttivo, di tutto quello che potrà essere necessario
nelle linee guida di questa norma voluta dal governo e che, ripeto,
forse non è la migliore, ma noi ci ritroveremo a votare come atto
di sfiducia dal quale però, governo, assessore, presidente, vi
chiediamo di non farcene pentire. Ripeto, noi questa norma la
voteremo, ma non potremo fare altro che prendere atto di quelli che
faranno i provvedimenti che siamo sicuri ci saranno e garantiranno,
auspichiamo, l'avvio delle attività e il ritorno al lavoro di
queste mille persone.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo una
considerazione per dire esattamente che quella di oggi non è la
soluzione al problema, ma l'inizio di un cammino. E' giusto essere
corretti con noi stessi, con questa platea di persone, di famiglie,
di storie personali che hanno visto interrompere la propria
attività lavorativa.
Io chiedo solo un secondo all'assessore Micciché con il quale mi
sono intrattenuto più volte al telefono e a cui riconosco una
grande onestà intellettuale con lo sforzo fatto dalle commissioni
di merito e da tutti i Gruppi parlamentari.
Inizia un cammino per il quale ovviamente la gestione deve essere
in house, su questo serve il coinvolgimento del Governo nazionale e
di politiche che siano in condizione di dare attuazione alle norme
che ci accingiamo ad approvare con il linguaggio della verità che è
fondamentale, quello che è stato usato in questi giorni, in questi
minuti in quest'Aula.
Inizia un percorso importante che deve essere accompagnato, signor
assessore, dalla sua onestà intellettuale che dal primo momento ha
messo in campo e su tutte le iniziative, dall'onorevole Maggio,
all'onorevole Panarello, all'onorevole Formica, a tutti quelli che
si sono cimentati, alla fine anche in seconda Commissione,
ricorderà lì onorevole Vinciullo che sono stato uno di quelli che
nella prima stesura era contrario perché dire che risolviamo con
una bacchetta magica tutto e subito, ho usato una parola bella e
importante ma che non ci avrebbe aiutato l'assunzione per conto
della regione siciliana di queste oltre 1500 persone, non mi
sembrava giusto e senza bisogno di catturare la simpatia.
Per cui, assessore, se oggi quest'Aula approva, lei e il suo
governo dovrete attuare, con l'aiuto di questo Parlamento, tutto
ciò che è necessario affinché quello di oggi sia un primo
importante passo verso il ripristino dell'attività lavorativa e
delle funzioni di questi lavoratori.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo,
solo per fare una riflessione perché c'è chi strumentalizza, c'è
chi fa populismo, c'è chi va dietro le masse e chi va agli
scioperi, c'è invece chi lavora in silenzio e cerca di risolvere i
problemi di questa Regione.
E devo fare i complimenti all'onorevole Marcello Greco, che
lavorando in silenzio e lavorando con grande spirito e soprattutto
con grande dedizione ha portato avanti questa norma che mi auguro,
dall'indomani assessore Miccichè, noi saremo sicuramente vigili,
noi di Sicilia Futura affinché questa norma porti avanti un
percorso che miri alla risoluzione del problema e all'effettiva
messa in servizio di tutti questi lavoratori che da tempo soffrono.
Li ho visti scioperare davanti all'assessorato alla famiglia e
hanno realmente bisogno di iniziare il loro percorso di lavoro per
la loro certezza e per il loro futuro.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, come giustamente
ricordava poco fa l'onorevole Panepinto, e credo che l'intervento
della Commissione poteva anche concludersi con quello
dell'onorevole Panepinto, non è assolutamente un traguardo quello
che stasera stiamo raggiungendo.
Questa sera, assessore Miccichè, Presidente Greco, e quanti altri
a cominciare dall'onorevole Formica, si sono impegnati per il
raggiungimento di questo obiettivo. E' l'inizio di un percorso, un
percorso che lascia alle spalle, evidentemente, tante maceria,
lascia alle spalle tanto dolore, qualche lutto ed è anche un
articolo che rende il giusto omaggio a quanti in questi mesi, con
orgoglio, hanno sostenuto le proprie battaglie. Parlo dei
lavoratori che in maniera veramente straordinaria, hanno
rappresentato le ragioni che stavano alla base della difesa del
loro posto di lavoro, decine e decine di giorni di sciopero della
fame, numerose giornate e nottate trascorse davanti all'assessorato
e davanti all'Assemblea regionale siciliana perché volevano
difendere il loro posto di lavoro, volevano difendere il loro
futuro, volevano difendere il futuro delle rispettive famiglie.
Vedete, la Commissione Bilancio in questo ultimo periodo era stata
additata come quella che non aveva voluto dare la copertura ad un
precedente articolo giunto dalla V Commissione, ma su
quell'articolo, così come ha ricordato correttamente il collega
Panepinto, non siamo stati nelle condizioni di dare le coperture,
perché le coperture finanziarie devono essere certe, mai generiche,
devono individuare la fonte di finanziamento e quell'emendamento
oggettivamente non le indicava.
Adesso, in attuazione del decreto legislativo 14 settembre 2015,
n. 150 comincia un percorso, un percorso in cui, assessore
Miccichè, ricordo che lei ha assunto degli impegni importanti e so
che questi impegni li onorerà; un percorso in cui la Commissione
Bilancio spera, crede che potranno trovare finalmente occupazione
tutti coloro i quali fino a qualche anno fa l'aveva; un percorso
che credo sia ancora irto di ostacoli, ma è l'inizio di un percorso
con una norma, con una legge, vero onorevole Clemente, che dà
dignità a dei lavorator4i che fino ad adesso brancolavano nel buio.
Non è la cosa migliore, non è quello che i lavoratori si
aspettavano, non è nemmeno quello che noi volevamo fare.
Ma queste sono le condizioni in cui la Commissione ha operato e
questo è stato il massimo che ha potuto esprimere e nel momento in
cui è arrivato, da parte della Commissione lavoro, un emendamento
che poteva essere approvato con la giusta celerità e con la giusta
velocità, la Commissione Bilancio lo stesso giorno l'ha approvato
proprio perché iniziava per i lavoratori un percorso che
rappresenta un momento di speranza, di fiducia per loro ma anche un
momento di impegno vero per noi che lo stiamo approvando e che
siamo chiamati e dare una risposta concreta a millecinquecento
lavoratori.
1133-1155/A
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
(Assume la Presidenza il Vicepresidente LUPO)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.6, degli onorevoli Formica
e altri.
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.2, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.8, degli onorevoli Formica ed altri.
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.7, degli onorevoli Formica ed altri.
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.5, degli onorevoli Formica ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MICCICHE', assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 14.3, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.4, degli onorevoli Greco Giovanni ed
altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ioppolo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
1133-1155/A
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito dell discussione del disegno di legge nn. 1133-
1155/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 15, precedentemente
accantonato.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 15COMM2 che recita: all'emendamento 15.COMM, dopo
dipendenti' aggiungere anche con qualifica dirigenziale' .
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io rivolgo
nuovamente un invito al Presidente della Commissione, onorevole
Vinciullo, affinché ritiri il subemendamento, perché credo che
abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro, sarebbe anche ingiusto nei
confronti di noi stessi, Presidente, glielo dico davvero col cuore.
Capiamo quali sono i margini per potere intervenire, però, in quel
modo davvero vanifichiamo ore ed ore di lavoro nelle quali abbiamo
scritto una norma che sarà all'avanguardia anche per il resto
d'Italia.
Ci pensi davvero.
PRESIDENTE. Quindi, l'onorevole ha chiesto il ritiro
dell'emendamento di riscrittura.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
sollevare un problema perché questa norma, in passato, era già
stata approvata ed è stata impugnata dal Commissario dello Stato,
in passato, perché ritenuta anticostituzionale soprattutto per gli
Enti di cui all'articolo 1 perché sono definiti con un contratto
dei regionali per cui, se questa norma la approviamo così com'è,
non togliamo gli Enti di cui all'articolo 1, sarà di nuovo
impugnata perché anticostituzionale perché questi soggetti hanno il
contratto dei regionali, per cui io l'ho votata in Commissione,
però, se poi mi accorgo che c'è stata già una precedente
impugnativa non è che posso andare avanti lo stesso, quindi, io
sottopongo alla Presidenza questa questione, vediamo di fermarci
un attimo sull'articolo 15 e, poi, vediamo se possiamo andare
avanti, verifichiamo perché è stata impugnata precedentemente.
PRESIDENTE. Onorevole, il comma 3 dell'articolo 13 è vigente, non
c'è alcuna impugnativa, non riguarda alcuna norma impugnata, quanto
meno il comma 3 ad oggi è vigente, quindi, l'emendamento è
ammissibile.
DI GIACINTO. Mi riferisco all'articolo.
PRESIDENTE. L'articolo pure, l'articolo 13 della legge 11 giugno
2014, è vigente.
Questo è un altro argomento, il Parlamento è sovrano.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi rivolgo, soprattutto, all'onorevole Cancelleri che ha
fatto l'intervento.
Prima avevo anch'io dei dubbi, infatti, ho chiesto la verifica
agli Uffici.
La riscrittura è una riscrittura tecnica per agganciarsi
direttamente alla legge regionale attualmente vigente e, in maniera
chirurgica, andare a cambiare le cose in modo da riscrivere gli
stessi contenuti dell'articolo 15 attuale, quindi, è una
riscrittura fatta con gli Uffici dell'Assemblea che non cambia i
contenuti e, secondo me, potrebbe essere più garantista nel senso
che va ad intervenire sulla legge già vigente per cui, anche per i
dubbi espressi dall'onorevole Di Giacinto, se quella è vigente
interveniamo chirurgicamente su quella, ma è vigente però così come
è scritta.
PRESIDENTE. Accantoniamo, per qualche minuto, questo articolo 15,
il tempo di approfondire l'argomento.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Attuazione della programmazione comunitaria
1. Ai sensi dell'articolo 1, comma 804, della legge 28 dicembre
2015, n. 208, al fine di assicurare il completamento dei progetti
di cui al comma 2 inseriti nei programmi PO FESR 2007-2013 e PO FSE
2007-2013, non conclusi alla data del 31 dicembre 2015 è
autorizzato l'utilizzo delle risorse finanziarie previste per il
piano di completamento (FESR) e per il piano di cambiamento (FSE)
inseriti nella programmazione complementare di cui alla delibera
CIPE n. 10/2015 del 27 gennaio 2015, come deliberato dalla Giunta
regionale con atto n. 268 del 10 novembre 2015.
2. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell'articolo l
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le società e gli
enti in house alle predette amministrazioni, gli enti pubblici
economici e i concessionari statali o regionali di servizi pubblici
e opere pubbliche, beneficiari titolari di progetti non conclusi
alla data del 31 dicembre 2015, possono presentare all'ufficio
regionale competente una domanda di proroga al 31 dicembre 2016,
ovvero entro il 31 dicembre 2018 per i progetti superiori a 5
milioni di euro, del termine di conclusione e di funzionamento ed
entrata in uso dei predetti progetti. Con la medesima domanda può
essere richiesta la copertura finanziaria, a valere sulle risorse
di cui al comma 1, dei progetti non conclusi alla data del 31
dicembre 2015. Le modalità e i termini di presentazione e di
accoglimento della domanda sono definiti con apposita circolare da
emanarsi, con provvedimento della competente autorità di gestione,
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge. Per i progetti non conclusi alla data del 31 dicembre 2015
dei quali è beneficiaria titolare l'amministrazione regionale, gli
uffici regionali competenti provvedono, previa verifica della
sussistenza delle condizioni giuridiche e tecniche per consentire,
nel rispetto delle vigenti norme comunitarie, nazionali e
regionali, la proroga al 31 dicembre 2016, ovvero entro il 31
dicembre 2018 per i progetti superiori a 5 milioni di euro, del
relativo termine di conclusione e di funzionamento ed entrata in
uso, ad adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, gli atti ed i provvedimenti necessari
a garantirne la copertura finanziaria a valere sulle risorse di cui
al comma 1.
3. I soggetti privati beneficiari di regimi di aiuto titolari di
progetti non conclusi alla data del 31 dicembre 2015 e che alla
data di entrata in vigore della presene legge non abbiano già
rinunciato al finanziamento concesso possono presentare all'ufficio
regionale o all'organismo intermedio competente una domanda di
proroga al 30 settembre 2016, con copertura finanziaria
esclusivamente con risorse proprie, del termine di conclusione e di
funzionamento ed entrata in uso dei predetti progetti. Le modalità
e i termini di presentazione e di accoglimento della domanda sono
definiti con apposita circolare da emanarsi, con provvedimento
della competente autorità di gestione, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge.
4. Con la domanda di copertura finanziaria di cui al comma 2, le
amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell'articolo l del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le società e gli enti in
house alle predette amministrazioni, gli enti pubblici economici e
i concessionari statali o regionali di servizi pubblici o opere
pubbliche possono richiedere l'erogazione in anticipazione del
finanziamento di cui al comma l nella misura del novanta per cento
delle risorse finanziarie necessarie alla conclusione del progetto.
Il saldo del dieci per cento del finanziamento può essere erogato
solo dietro verifica, da parte degli uffici regionali competenti,
che il progetto è effettivamente concluso, funzionante ed entrato
in uso entro i termini di cui al comma 2 nonché previo accertamento
della regolarità e ammissibilità delle spese sostenute in
rispondenza alla disciplina comunitaria, nazionale, regionale e
convenzionale di riferimento. Ai titolari e beneficiari di progetti
di cui al comma 2 il finanziamento di cui al comma l è erogato a
saldo dietro verifica, da parte degli uffici regionali competenti,
che il progetto è effettivamente concluso, funzionante ed entrato
in uso entro i termini di cui al comma 2 nonché di accertamento
della regolarità e ammissibilità delle spese sostenute in
rispondenza alla disciplina comunitaria, nazionale, regionale e
convenzionale di riferimento.
5. Alla presentazione delle domande di cui ai commi 2 e 3, con le
modalità e nei termini definiti dalle circolari emanate con
provvedimenti della competente autorità di gestione, consegue la
proroga automatica rispettivamente al 31 dicembre 2016, al 31
dicembre 2018 per i progetti superiori a 5 milioni di euro ed al 30
settembre 2016 del termine ultimo di conclusione e di funzionamento
ed entrata in uso dei progetti non conclusi alla data del 31
dicembre 2015, senza necessità di modifica, riforma o integrazione
di eventuali diversi termini previsti dalla disciplina regionale o
convenzionale di riferimento precedente la data di entrata in
vigore della presente legge. Ciò al fine di consentire
l'espletamento di tutti gli adempimenti di competenza delle
autorità di gestione dei rispettivi programmi entro il termine
ultimo del 31 marzo 2017 per la presentazione dei documenti di
chiusura alla Commissione europea.
6. La copertura finanziaria delle anticipazioni di cui al comma 1,
nelle more del perfezionamento delle previsioni normative di cui
all'articolo 1, comma 804, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è
assicurata, relativamente alle operazioni del PO FESR 2007-2013 a
valere sulle risorse del Piano di Salvaguardia del PAC 2007-2013
e, relativamente alle operazioni del PO FSE 2007-2013, a valere
sulle risorse disponibili del Piano straordinario per il lavoro in
Sicilia: Opportunità Giovani e del Piano straordinario per
rafforzare l'occupabilità in Sicilia di cui al decreto
dell'Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l'Unione
europea n. 25 del 5 agosto 2015.
7. Ai fini del presente articolo, per progetti non conclusi si
intendono i progetti inseriti nei programmi PO FESR 2007-2013 e PO
FSE 2007-2013 le cui spese non sono state interamente sostenute e
pagate dai soggetti beneficiari titolari, pubblici o privati, entro
la data del 31 dicembre 2015.
8. Le autorità di gestione dei Programmi Operativi 2014-2020 della
Regione siciliana e i dipartimenti interessati, nel rispetto
dell'articolo 65, comma 2, del Regolamento UE 1303/2013,
considerano ammissibili le spese già sostenute dai beneficiari
dalla data dell'1 gennaio 2014, purché coerenti con il programma
comunitario.
9. I soggetti beneficiari, pubblici o privati, titolari di
interventi finanziati a valere sulle risorse di tutti i programmi
della politica unitaria di coesione dei cicli di programmazione
2000-2006 e 2007-2013, inadempienti agli obblighi di monitoraggio
fisico, finanziario e procedurale disciplinati dalle disposizioni
normative di riferimento o dai provvedimenti e convenzioni che
concedono il finanziamento, non possono presentare domande di
finanziamento a valere sulle risorse FESR ed FSE della
programmazione comunitaria 2014-2020 fintantoché persiste
l'inadempimento ai predetti obblighi.
10. Le domande presentate in violazione del divieto di cui al
comma 9 sono considerate inammissibili e, in quanto tali, escluse
d'ufficio da qualsiasi procedura finalizzata alla selezione degli
interventi da finanziare a valere sulle risorse FESR ed FSE della
programmazione comunitaria 2014-2020.
11. Al comma 3 dell'articolo 50 della legge regionale 6 agosto
2009, n. 9, le parole Laddove i pareri non sono trasmessi nei 15
giorni previsti il Governo ne prescinde sono sostituite dalle
seguenti: II Governo deve assicurare una informazione qualificata
e tempestiva. In caso di ripetuta violazione degli obblighi
previsti dal presente comma, il Presidente della Regione, su
richiesta di 1/10 dei componenti, deve riferire, in un'apposita
seduta, all'Assembla regionale siciliana sulle motivazioni della
suddetta violazione. La seduta si conclude con l'approvazione di un
atto d'indirizzo al Governo. ».
Sono stati presentati diversi emendamenti soppressivi.
Chiedo se sono ritirati.
Gli emendamenti soppressivi 16.1, 16.2, 16.3, 16.4, 16.5 sono
tutti ritirati.
Non ci sono altri emendamenti.
C'è un emendamento che mi è stato appena consegnato, che è di
riscrittura del comma 3, in corso di distribuzione, a firma della
Commissione.
Chiedo al presidente della Commissione di illustrarlo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in pratica cosa succede?
Che i soggetti privati beneficiari di regime di aiuto, titolari di
progetti che non sono stati conclusi alla data del 31 dicembre 2015
e che, alla data dell'entrata in vigore della presente legge non
hanno ancora rinunciato al finanziamento, che è stato concesso,
possono portare a compimento le opere, utilizzando risorse proprie
e questo in maniera tale da evitare che rimangano delle incompiute.
E questo è un emendamento che va nel senso sperato da quanti in
questi anni, anche a causa della burocrazia ed ai ritardi che sono
stati frapposti alla realizzazione delle opere da parte dei
privati, si ritrovano con strutture realizzate in parte e che ora,
per essere chiari, sarebbero costretti a restituire alla comunità
una parte di finanziamento ottenuto e dall'altra parte non potere
mai completare l'opera che hanno iniziato in questo modo senza
gravare sul bilancio della Regione, senza gravare sul bilancio
dello Stato, senza intaccare i finanziamenti europei, noi daremmo
la possibilità a chi ha intrapreso un'opera, utilizzando solo
proprie risorse di portarlo a compimento.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Vorrei capire che differenza c'è tra il comma 3
dell'articolo e la riscrittura del comma 3 dell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se intanto può rispondere alla
richiesta dell'onorevole Turano che chiedeva di capire meglio qual
è la differenza tra la riscrittura ed il comma 3 oggi contenuto nel
testo.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
formulazione dell'emendamento sia troppo generica a riguardo.
Infatti, vorrei che, eventualmente, l'assessore Baccei lo
verificasse meglio. Che significa nell'ipotesi in cui i progetti
non siano stati conclusi per problematiche connesse al
funzionamento degli uffici regionali o dell'organismo
intermediario ? Che significa? Per me risulta del tutto
incomprensibile, chi è che lo accerta se effettivamente il progetto
non è stato definito e questo è attribuibile, ovviamente, agli
uffici regionali oppure altre deficienze e chi, in qualche modo,
possa fare un'affermazione del genere per fare scaturire, poi, le
conseguenze che ne derivano? Mi lasciano perplesso, mi lascia
veramente di stucco
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
credo che questo emendamento per la prima parte fino alle parole
fino a progetti. possa essere apprezzato positivamente da parte
del Governo perché, di fatto, l'emendamento della Commissione
consente di ultimare i lavori con risorse proprie fino a del
termine di conclusione di funzionamento, di entrata in uso dei
predetti progetti , credo che sia una norma di buon senso.
Il resto si presta ovviamente a dubbia interpretazione, così come
illustrava il collega Fazio e credo che sia soprattutto argomento
di contenzioso cioè la burocrazia che inceppa una procedura di
finanziamento, è argomento di contenzioso non può essere
disciplinato secondo un parere di un funzionario il quale prima fa
in modo che la pratica intoppi nel soffice e poi lui stesso afferma
che la pratica si è bloccata per sua inefficienza o inadeguatezza,
quindi, limitatamente alla prima parte, cioè fino a progetti ..
SAVONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso della
seconda parte è un fatto reale, successo. Ci sono alcuni progetti
che provengono dall'Assessorato per la famiglia che per contenziosi
interni hanno mandato le carte all'assessorato per l'economia alla
fine dell'anno. L'Assessorato per l'economia non ha avuto il tempo
di erogare, quindi, solo un problema di termini.
Qui c'è un gruppo di quattordici progetti che restano nel limbo
fra gli assessorati per la famiglia e per l'economia. Questi
progetti, pur avendo la proroga già prevista dalla norma, non
possono rendicontare perché devono pagare a spese proprie. Qua si
parlava di fondi comunitari. Questo è il senso dell'emendamento. E'
un pacchetto di quattordici progetti che è rimasto sospeso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
solo per un chiarimento. La riscrittura del comma 3, nell'ipotesi
in cui i progetti non sono stati conclusi per problematiche
connesse al funzionamento degli uffici regionali e dell'organismo
intermedio, perché ci sono le due ipotesi nel caso in cui i
progetti non sono stati conclusi per una sorta di adempimento del
privato anziché restituire il privato completerà il finanziamento
con risorse proprie, Come si stabilirà la responsabilità degli
organismi regionali? Chi lo stabilirà e come? I dipartimenti. In
che modo? Qualcuno lo dovrà spiegare perché così non si comprende.
Glielo dico perché parecchi enti, anche Comuni, che non si sono
visti finanziati i progetti hanno addotto responsabilità ai Comuni
nelle procedure o agli enti privati quando, invece, le
responsabilità erano dei dipartimenti.
Siccome si tratta di finanziamenti in itinere che non sono stati
completati e quindi qualora le responsabilità siano invece della
Regione dobbiamo capire in che termini e come si identificano,
quali sono, ci sarà una circolare che dice se c'è stato un ritardo,
se si è perso tempo nell'istruttoria, perché parecchi progetti non
si sono conclusi proprio perché l'istruttoria è durata anni.
Quindi prima di approvare è necessario che si stabilisca come
vengono individuate le responsabilità da parte della Regione o dei
privati.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Ho parlato adesso con il dott.
Falgares, la problematica è che questi interventi non sarebbero
ammissibili; nel programma comunitario andrebbero coperti con fondi
regionali, non essendoci fondi regionali per coprirli questo
emendamento, di fatto, non ha copertura.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Assessore si
spieghi meglio.
BACCEI, assessore per l'economia. Ho parlato con il dott. Falgares
che mi dice che se anche questo emendamento passasse, questi non
possono essere e non sono considerati ammissibili sui programmi
comunitari, per cui andrebbero coperti con fondi regionali. Fondi
regionali per coprire queste spese non ce ne sono, perché non li
abbiamo. Il dott. Falgares mi dice che non si può fare, andrebbero
coperti con fondi regionali. Tutte le cose che sono state dette le
condivido pienamente.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se non lo ritira lo devo
dichiarare inammissibile, tranne che non si possa subemendare per
ovviare all'inconveniente di copertura che mi pare sostanziale.
Possiamo anche accantonarlo qualche minuto per un approfondimento,
lo chiede l'Assessore per la famiglia.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, mi pare che questa norma è stata
scritta per risolvere una serie di problemi relativamente agli
imprenditori che non hanno colpa rispetto alla rendicontazione sul
POR 2007-2013 e noi gli diamo la possibilità di potere inserire
queste somme nella programmazione 2014-2020. Se così non è che cosa
stiamo facendo? Perché mi pare di capire che il dott. Falgares ha
detto all'Assessore che non è possibile, quindi se non è possibile
che cosa stiamo scrivendo?
Fra l'altro questa norma è stata suggerita anche da lui, perché in
Commissione Attività produttive ero presente e il Presidente ha
parlato con il dott. Falgares, quindi non capisco. Se è così è
bene accantonarla.
PRESIDENTE. Chiedeva di intervenire anche l'onorevole Turano.
Rinuncia? C'è una richiesta di approfondimento dell'assessore per
la famiglia? in tal caso accantono per qualche minuto per passare
all'articolo successivo. Assessore Miccichè che suggerisce?
MICCICHE', assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Accantoniamo.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 16 per consentire un
approfondimento al Governo.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17
Amministrazione delle società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione
l. All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma:
9 bis. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per l'economia, previa delibera della
Giunta regionale, sono individuate le società di cui alla lettera
a) del comma l la cui amministrazione, per specifiche ragioni di
adeguatezza amministrativa, è affidata ad un consiglio di
amministrazione composto da tre membri. .»
L'emendamento soppressivo 17.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Falcone l'emendamento soppressivo 17.3, a sua firma, lo
mantiene o lo ritira?
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. E' l'unico emendamento soppressivo, quindi in questo
caso si vota il mantenimento dell'articolo 17.
Chi è a favore dell'approvazione dell'articolo 17 resti seduto,
chi è contrario
LENTINI. Assessore Baccei può illustrarcelo? Voglio avere le idee
chiare
PRESIDENTE. Se lei vuole può intervenire, siamo in fase di
votazione onorevole. Vuole chiarire, assessore Baccei? Onorevoli se
ci sono proposte di subemendamento le mettiamo ai voti, se non ci
sono si va avanti secondo procedura.
C'è una richiesta di chiarimento. Il Governo ha già espresso
parere contrario all'emendamento soppressivo, quindi evidentemente
è favorevole al mantenimento. Comunque, assessore Baccei, se può
precisare e chiarire meglio.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io credo
che l'articolo 17 è fin troppo chiaro, non ha bisogno neanche di
una spiegazione particolare. C'è una legge nazionale che prevede
che, per le società pubbliche o a prevalente capitale pubblico, sia
nominato soltanto un amministratore unico. Il Governo ritiene che
ci sono alcune società che meritano un consiglio di
amministrazione, perché sono società particolarmente delicate, sono
società per le quali potrebbe essere poco utile indicare un
amministratore unico. Una pluralità del Consiglio di
amministrazione permette senza dubbio una maggiore, da un lato
responsabilità, e dall'altro attenzione nelle delibere che si
adottano, ragione per la quale mi sembra opportuna l'approvazione
dell'articolo 17 così come mi sembra opportuno che il Governo
indichi con un decreto quali sono quelle società che meritano un
consiglio di amministrazione.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io,
sinceramente, non riesco a capire come si affrontino temi delicati
dell'amministrazione della gestione della Regione.
La legge regionale 7 maggio 2015, meno di un anno fa, una norma
che è stata approvata maggio 2015 viene modificata a maggio 2016.
Assessore, se ci può illustrare quali siano le problematiche
emerse in questo anno e farci capire perché si ritiene di tornare
sui propri passi - fra l'altro non indicando le società ma
indicandole successivamente - le sarei grato, perché almeno
riuscirei a capire il perché un anno fa ho votato una norma e oggi
mi si chiede di votare l'esatto opposto.
La prego, Assessore, di fornirci le indicazioni necessarie per
esercitare criticamente il voto in quest'Aula.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, le
motivazioni sono quelle espresse dall'onorevole Turano per cui per
alcune società complesse
GRECO Giovanni. Quali sono?
GRASSO. Quali sono?
BACCEI, assessore per l'economia. Riscossione Sicilia, ad esempio,
ma se si vota la norma...
Ad esempio si ritiene opportuno avere una governance più
equilibrata di un Amministratore unico.
Per le società più semplici l'amministratore unico va bene, questa
è la considerazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Presidente, credo che ancora una volta il Governo,
purtroppo, dimostri schizofrenia perché se ieri viene fatta una
norma con la quale si dice che nelle società in house providing vi
è soltanto l'Amministratore unico piuttosto che un consiglio di
amministrazione - tra l'altro l'Amministratore unico come recita il
primo comma dell'articolo 33 è per un periodo limitato, cioè da tre
a cinque anni.
Questo viene fatto sia per l'armonizzazione delle norme regionali
a quelle nazionali che anche per una spending review.
Proprio in questo principio le società in house providing quale ad
esempio Sicilia e Servizi o Riscossione Sicilia sono passate da tre
componenti ad un solo componente - anche Sviluppo Italia Sicilia
che in questo momento è in liquidazione.
Dovrebbe passare anche questa ad un Amministratore unico.
Ora il problema qual è? Il problema che attorno a qualche società
sono emerse tante problematiche e vi sono stati anche dei bracci di
ferro, sotto un profilo politico, che esulano da un ambito e da un
contesto legislativo per trasferirsi invece a rapporti di forza
all'interno della stessa maggioranza.
Presidente, ho voluto mantenere il mio emendamento soppressivo -
non per mettere le dita negli occhi a qualcuno - ma riteniamo il
Governo si è assunta la responsabilità col suo Presidente, Rosario
Crocetta, di fare determinate scelte.
Quelle scelte vanno mantenute.
Poi fra un anno, due anni o un anno e mezzo saranno gli elettori a
decidere se le scelte fatte da questo Governo e da Rosario Crocetta
sono scelte vantaggiose, utili che riscoprono anche e che avranno
il riscontro popolare o meno.
Diciamo no alla confusione
No alla schizofrenia
Abbiamo già votato per quanto riguarda questo argomento, l'Aula si
era già espressa, tutto venga mantenuto così come vi era stato un
precedente deliberato.
In questo senso, proponiamo un emendamento soppressivo
all'articolo 17 perché tutto rimanga così come già era stato deciso
precedentemente da questa stessa Assemblea regionale siciliana.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
semplicemente qualche ulteriore chiarimento sulla ratio della norma
sia perché oltre a essere chiara la finalità della norma penso che
sia stata, non so se volutamente o meno, scritta in modo un po'
oscuro. Perché se è vero che con l'articolo 33 questa Assemblea,
con la legge n. 9 del 2015, ha voluto per volontà politica cercare
di ridurre i componenti dei consigli d'amministrazione e scegliere
la via e la strada di un Amministratore unico, non capisco perché
le società che svolgono alcuni compiti per conto della Regione in
house debbano avere tre componenti. Anche perché, onorevoli
colleghi, le società che svolgono dei servizi in house per conto
della Regione siciliana, si contano sulle dita di una mano, non
penso siano più di tre.
Penso anche, per evitare delle non lineari interpretazioni di
questo articolo, sarebbe stato più opportuno che l'Assessore per
l'economia, piuttosto che il Governo nella sua interezza, avessero
indicato in modo tassativo quali di queste società, per ragioni
tecniche e amministrative, andavano incontro a delle problematiche
se vi fosse stata la scelta di un Amministratore unico.
Questo non si è fatto. Si è voluto elencare un decreto che di
fatto azzera la volontà di questa Assemblea perché dicendo che poi
un decreto indicherà quali possono averne tre e quali uno, di fatto
rimettiamo in mano e in gioco tutto quello che già l'Assemblea ha
deciso, mi sembra un modo di legiferare ondivago e senza finalità.
Per questo motivo personalmente voterò per la soppressione di
questo articolo e spero che lo possa fare l'intero Parlamento.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, molto
velocemente perché mi convincono appieno le argomentazioni dei
colleghi che mi hanno preceduto.
Siamo in un tempo davvero strano e particolare per cui se magari
ci troviamo a fare l'opposizione al Governo, seppur dalla
maggioranza, e allora siamo per ridurre i consigli di
amministrazione.
Se poi improvvisamente la sorte vuole che dall'opposizione della
maggioranza al Governo, ci troviamo addirittura al Governo, magari
sentiamo l'esigenza forte di aumentare i posti nei consigli di
amministrazione perché è chiaro che nel momento della scelta ci
saremo pure noi.
Siamo in tempo di spending review. Prendo a prestito uno slogan
del presidente, ottimo presidente Crocetta, non è tempo di
manciugghia'.
Cari colleghi della maggioranza, vi preghiamo sommessamente da
questi banchi di opposizione, che dire, ritirare l'articolo non si
può, ma di bocciare coerentemente questo articolo perché sarebbe un
oltraggio alle tonnellate di parole che avete speso in questo
scorcio di legislatura che arriva ormai pressocchè alla sua fine
spiegandoci cosa andava fatto e cosa non andava fatto.
Ebbene, tra quello che non andava fatto c'era appunto non
allargare i consigli di amministrazione.
Siccome questa volta vi vogliamo seguire voteremo contro
l'articolo 17.
PRESIDENTE. Assessore Baccei desidera replicare.
BACCEI, assessore per l'economia. No.
PRESIDENTE. Si vota il mantenimento dell'articolo 17.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
GRASSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 17
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
17.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Disposizioni in favore dei Consorzi universitari
e degli Istituti superiori di studi musicali
1. I trasferimenti di cui all'articolo 9, comma 1, della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, ferma restando la riserva di cui all'articolo 26,
comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, sono destinati
anche al mantenimento della quota di partecipazione nei Consorzi
universitari e negli Istituti superiori di studi musicali».
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, intervengo per chiedere al Governo il
perché di questo articolo.
Sostanzialmente, dal punto di vista giuridico, se non vado errato,
si approva una norma se innova l'ordinamento giuridico. Qui, nella
fattispecie, non c'è nessuna innovazione nell'ordinamento. Sembra
quasi una norma manifesto a tutti gli effetti, in considerazione
che nessuna conseguenza ciò determina. Che significa, se leggiamo
letteralmente, ferma restando la riserva di cui all'articolo 26,
comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, sono destinati
anche al mantenimento della quota di partecipazione nei Consorzi
universitari e negli Istituti superiori di studi musicali?
Sostanzialmente, se i Liberi consorzi di comuni detenevano le
quote nei Consorzi universitari, è ovvio che queste somme sono
destinate anche per il pagamento. Quindi, non riesco a comprendere
il perché di questa norma.
A mio avviso, invece, sarebbe opportuno effettuare delle modifiche
alla stessa, anche perché a riguardo ho presentato appunto degli
emendamenti. Così com'è il testo non significa un bel niente. E'
totalmente una norma inutile.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre richieste di intervento chiedo
all'Assessore, onorevole Marziano, di intervenire sull'articolo 18.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole all'articolo, non alla soppressione.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
L'emendamento 18.2, a firma dell'onorevole Greco Giovanni ed
altri, e l'emendamento 18.3, a firma dell'onorevole Falcone ed
altri, sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.1, a firma dell'onorevole Fazio.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Fazio, rispetto al suo
intervento, come sa noi stiamo lavorando, insieme con l'assessore
Lantieri e, nella fattispecie per i Consorzi universitari, insieme
con l'assessore Marziano. Molte province sono già uscite dai
Consorzi e altre stanno valutando l'uscita. Noi, anche in base a un
articolo dell'ultima finanziaria approvata, stiamo facendo incontri
con i rettori delle Università. Ne abbiamo già fatti un paio e
anche domattina ci rivedremo, proprio per rivedere la logica della
governance.
Le Province, chiaramente, sono in una situazione finanziaria
drammatica e dobbiamo stare attenti a non sovraccaricarle di oneri,
perché già hanno un deficit di 150-180 milioni di euro. Quindi,
prioritariamente pagano gli stipendi, pagano i disabili, pagano
l'illuminazione delle strade. Questo qui è un po' meno prioritario
degli altri; per questo, dopo la discussione in Commissione
Bilancio , abbiamo trovato questa formula che, sono d'accordo con
lei, non è particolarmente incisiva; ma dall'altro lato non
possiamo neanche dire prioritariamente , perché vuol dire che i
disabili vengono dopo, e questo non lo vogliamo, o che
l'illuminazione pubblica delle strade viene dopo.
Per cui, secondo me, l'intervento vero è quello che stiamo facendo
con l'assessore Marziano per ridefinire la governance, oltre che la
contribuzione della Regione, la contribuzione delle Università,
quindi il modello di finanziamento dei Consorzi è come previsto
dalla legge finanziaria che abbiamo approvato.
Secondo me la strada non è quella di trovare risorse che non
esistono nel bilancio delle province che hanno priorità forse anche
un pochino più urgenti, disabili e illuminazione pubblica, quindi
dobbiamo stare attenti a dire che è importante, ma non è la
priorità numero 1 secondo me, anche in Commissione Bilancio
abbiamo fatto questa formulazione. Questa è la logica
dell'articolo, che non è un articolo governativo, nasce in
Commissione Bilancio e abbiamo trovato un equilibrio in questa
formulazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, premesso che io non penso che la Commissione Bilancio
produca provvedimenti legislativi inutili e non so quanti altri
aggettivi di questa natura ha utilizzato l'onorevole Fazio.
Il problema è semplice. Noi abbiamo rappresentato all'onorevole
Fazio un fatto concreto: nelle poche risorse che hanno le province
vengono prima il pagamento degli stipendi al personale o gli
istituti musicali e i consorzi universitari? Nelle poche risorse
che sono destinate alle province vengono prima i ragazzi
diversamente abili oppure i consorzi universitari e gli istituti
superiori di studi musicali? Bene, secondo la Commissione
Bilancio , vengono prima i ragazzi diversamente abili, dopo il
pagamento degli stipendi e immediatamente dopo i consorzi
universitari.
Veda, onorevole Fazio, ha ragione l'Assessore quando dice che
questo è un testo che il Governo non ha presentato. E' un testo che
la Commissione Bilancio ha subìto, perché fino alla fine lo
volevamo bocciare, poi abbiamo cercato di trovare una soluzione e
abbiamo pensato di aggiungere l'avverbio anche nel rispetto della
sua persona e di quella dell'onorevole Fontana che sostenevate con
enfasi e con forza la necessità di trovare una soluzione per quanto
riguarda i consorzi universitari.
Però, dopo che si esce dalla Commissione non si può pensare di
bollare come inutile il lavoro di 15 persone che abbiamo votato,
l'abbiamo approvato e l'abbiamo fatto nella convinzione che questo
provvedimento va inserito in un contesto di rispetto nei confronti
del mondo accademico e del mondo così importante che riguarda gli
studi musicali. Però, è chiaro che non potevamo dare la precedenza
rispetto ai ragazzi diversamente abili e non potevamo dare la
precedenza rispetto ai dipendenti delle province perché, con buona
pace di tutti, prima vengono i disabili, poi i dipendenti delle
province e poi tutto quello che viene dopo; anche perché ricordo
che ci sono delle province dove per pagare i debiti che si hanno
con i consorzi universitari, con le università c'è qualche
provincia che sta per vendere qualche bene immobile.
Ci sono le possibilità di venire incontro alle richieste dei
consorzi universitari e degli studi superiori di studi musicali, ma
per noi hanno una dignità in terza fascia, cioè prima i ragazzi
diversamente abili, dopo i dipendenti e poi i consorzi
universitari. Pensavamo di non aver fatto un lavoro inutile e di
essere venuti incontro alle vostre legittime aspettative.
PRESIDENTE. Il parere del Governo e della Commissione è contrario.
FAZIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace aver
creato un po' di polemica, lungi da me aver avuto questa
intenzione, però non posso non ricalcare un aspetto che a mio
avviso mi sembra rilevante ed importante.
Il Presidente rileva che prima vengono effettivamente gli
stipendi, poi le persone con disabilità e poi eventualmente i
consorzi universitari. Magari avesse detto in questi termini
Sicuramente poteva benissimo essere accolto se fosse formulato in
questi termini.
Mi rimetto alla capacità intellettiva di ognuno di noi e,
interpretando la norma, la questione che non produce nessuna novità
nell'ordinamento giuridico perché non dice niente, è una norma
manifesto a tutti gli effetti, non pone il consorzio universitario
nella terza o quarta o quinta, mi starebbe pure bene a riguardo
nella posizione, ma li degrada; che le somme sono destinate anche
ai consorzi universitari, nulla dice al riguardo.
Quindi, mi spiace ovviamente, Presidente, non me ne voglia se è
stato oggetto di qualche polemica, ma le posso assicurare che la
mia non era intenzione di volere scavalcare né il pagamento degli
stipendi, né il pagamento, ovviamente, di coloro i quali hanno
disabilità, ma semplicemente e solamente fare attenzionare e
attenzionare i consorzi universitari che sostanzialmente hanno una
posizione, a mio avviso, rilevante sotto l'aspetto culturale nel
territorio.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
ribadire il concetto che è già stato espresso molto bene dal
collega Fazio e volevo ribadire che la parola prioritariamente
non supera l'obbligatorietà delle spese che la provincia deve in
qualche modo garantire. Gli stipendi, anche l'attività per quanto
riguarda i disabili, quelle sono delle spese obbligatorie, le
priorità vengono subito dopo l'obbligatorietà, non è che
prioritariamente significa che vengono prima ancora del pagamento
degli stipendi.
Per cui questo, a mio parere, non modifica nulla quindi anziché
scrivere anche possiamo sostituirlo con la parola
prioritariamente o aggiungere prioritariamente e a mio modesto
parere non cambia nulla e diamo però un indirizzo preciso anche
alle ex province, ribadendo che, per quanto riguarda l'attività e
i finanziamenti relativi ai consorzi universitari e agli istituti
musicali, sono delle spese prioritarie.
Quindi, questo lo si può dire tranquillamente senza nulla
compromettere.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, chiedo di nuovo il parere
sull'emendamento 18.1.
BACCEI, assessore per l'economia. Ripeto quello che ho detto
prima.
PRESIDENTE. Parere contrario.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 16, in precedenza accantonato.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io riparto
dall'emendamento 16.14
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cordaro, la Commissione ha appena
annunciato il ritiro.
CORDARO. Hanno avuto paura solo del fatto che sono salito qui? Va
bene così, Presidente ne prendo atto.
PRESIDENTE. L'emendamento 16.14 di riscrittura del comma 3 è
ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 15, in precedenza accantonato, dove peraltro
era già stato approvato un subemendamento; ce ne sono altri due che
sono stati distribuiti. I due emendamenti sono il 15.COMM.2.1. e il
15.COMM.2 che emendano il 15.COMM che è la riscrittura presentata
dalla Commissione.
Il parere del Governo sull'emendamento 15.COMM.2.1, che aggiunge
nonché dei titolari di contratti di lavoro ?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.COMM.2.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.COMM.2.
DI GIACINTO. Dichiaro il mio voto contrario all'emendamento
15.COMM.2.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.COMM.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura dell'articolo 15,
15.COMM a firma della Commissione, così come emendato. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'emendamento 15.COMM è approvato con il voto
contrario degli onorevoli Lentini, Giuffrida, Fazio.
Si ritorna all'articolo 7, in precedenza accantonato.
Gli emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli Greco e altri
sono ritirati.
Si passa all'emendamento 7.8 a firma degli onorevoli Falcone e
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 7.3, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 7.4, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 7.9,degli onorevoli Falcone ed altri, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.1, soppressivo dei commi 3 e 4, a firma
degli onorevoli Vinciullo e altri.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra strano
che mi trovi sempre a dovere difendere in un certo senso attacchi a
quelle che sono le poche realtà che lavorano, che vanno bene,
soprattutto stiamo parlando di beni culturali.
Pare che quando si parla di beni culturali si possono fare tagli
orizzontali di strutture che hanno spesa ridottissima senza entrare
nel merito.
Io chiederei di fare un ragionamento su questo discorso, perché
gli articoli 3 e 4 vanno tout court a sopprimere due centri che in
questo momento sono commissariati.
A me sembra una madornale svista, perché ricordiamo che sono quei
centri la cui opera, in tutta Italia, viene espletata fino a Reggio
Calabria dall'Istituto per il restauro.
Qua stiamo parlando di restauro, stiamo parlando di catalogazione,
stiamo parlando di archiviazione dei nostri beni culturali, stiamo
parlando di un corso universitario che si svolge in collaborazione
con questi due centri regionali di eccellenza. Noi che facciamo? Li
andiamo a chiudere
Io posso capire che esista un centro di gestione che ha un costo
irrisorio - mi pare - di 25 mila euro; va bene, facciamo in modo
che venga espletato a titolo gratuito il centro di gestione ma non
andiamo a sopprimere questi due centri, assessore Baccei, anche
perché non vedo neanche l'assessore Vermiglio qui presente che
possa dare spiegazioni perché non è venuto in Commissione V quando
ho chiesto spiegazioni, era passato un emendamento, approvato
all'unanimità dalla Commissione, di soppressione dei commi 3 e 4 in
Commissione V, è arrivato alla Commissione II e non è stato tenuto
in considerazione se non da pochi votanti che hanno votato
contrario.
Cioè, a che gioco stiamo giocando? Siccome i beni culturali non si
alzano e non vengono qua sotto a manifestare allora possiamo
togliere tutte le risorse possibili ed immaginabili poi dall'unico
ambito che invece porta economie nelle casse della Regione anche
attraverso il lavoro che si fa di cura e di tutela?
E' un discorso che questa Assemblea aveva già affrontato nel 2009
e ci sono gli articoli di stampa, c'è l'intervento dell'allora
Presidente della Commissione Bilancio , onorevole Savona, che oggi
ne è vicepresidente, rispetto alla tutela di questi due centri.
Io cosa propongo? Sicuramente, insomma, che non si vada
all'estrema ratio del soppressivo perché, comunque, in questo
momento, purtroppo, sono stati commissariati, se andiamo a vedere
l'attuale finanziaria ultima del 2015.
Io vado a dire semplicemente il comma 3 dell'articolo 61, appunto,
quello a cui faccio riferimento, è abrogato che mi va a
commissariare i centri di gestione, all'articolo 10 della legge
regionale 1 agosto 77-80, è aggiunto il seguente comma: I
componenti del Comitato di gestione, di cui al precedente comma,
espletano il mandato a titolo gratuito . E così tagliamo la testa
al toro, facciamo in modo che gli operatori, che sono già in seno
all'Assessorato al Dipartimento dei Beni culturali, possano
continuare il loro lavoro. Anche perché dovrebbero addirittura
gestire, adesso, importanti finanziamenti per i siti Unesco in
Sicilia, cioè, se vogliamo tagliare sempre sui beni culturali -
dico - non mi sembra una operazione coerente, diciamolo chiaramente
alla popolazione siciliana, non mi sembra questa la spesa delle
spese da tagliare su cui abbassare l'accetta, quindi, chiedo
chiarimenti e chiaramente ho fatto la mia proposta.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, allora, facciamo un chiarimento e poi fate gli
interventi, se no andiamo avanti senza capire l'obiettivo che ci si
propone.
L'obiettivo non è di contenimento della spesa e nessuno vuole
sopprimere le attività che vengono fatte, il problema è che questi
due, non so come chiamarli, perché sono degli ibridi, e sono di
fatto delle gestioni fuori bilancio, il decreto legislativo 118
sull'armonizzazione contabile non consente più queste gestioni
fuori bilancio per cui o, come proposto, si riportano dentro la
Regione e continuano a fare tutte le attività che facevano fino ad
oggi perché sono dipendenti regionali questi, sono dipendenti
regionali che, non so per quale motivo, rientrano in questa
gestione fuori bilancio; fra l'altro, abbiamo delle relazioni dei
revisori dei conti, agli atti, che dicono che la gestione è poco
trasparente, non è in linea con la legislazione contabile vigente,
quindi, una serie di veridicità gravi, oltretutto, in questa
situazione, non siamo in grado di fare il consolidato, a livello
regionale, che ci richiede il decreto legislativo del 118 per cui
siamo in gravi difficoltà.
Per cui, non c'è nessun obiettivo di contenimento della spesa, non
c'è nessuna volontà di non fare questa attività o denunciare fondi
ma, semplicemente, di dire, ai dipendenti regionali, che sono
dipendenti regionali, non più dipendenti di questa gestione fuori
bilancio che, di fatto, non è più né carne e né pesce.
Quindi, c'è la volontà di trasformarli in un ente, ma mi sembra
assurdo creare un nuovo ente o si riporta dentro il dipartimento e
le stesse persone continuano a fare lo stesso lavoro come
dipendenti regionali quali di fatto sono. Per cui, nessuno di
questi obiettivi, semplicemente stiamo cercando di rispondere ad
una normativa e di toglierci dalla difficoltà di essere nella
situazione di impedimento, di fare un consolidato richiesto dalla
legge perché abbiamo queste due gestioni fuori bilancio. Tutto qua.
PRESIDENTE. L'assessore Baccei ha dato delle spiegazioni che,
ovviamente, attengono al suo Assessorato. Credo sia necessario
anche sentire l'Assessore al ramo e siccome prevediamo di
proseguire i lavori per domani, intanto, proporrei l'accantonamento
dell'articolo 7.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo già chiesto
prima dell'intervento dell'assessore Baccei di parlare e devo dire
che l'intervento del Governo non mi ha assolutamente soddisfatto,
perché se c'è un problema di carattere tecnico ed organizzativo
all'interno delle due strutture dei due centri, credo che la
soluzione meno adatta sia quella di abrogare, di sopprimere i due
enti e di abrogare la relativa normativa che ne disciplina
l'attività.
Qui, semmai, è l'occasione propizia per chiedere, se ci fosse
stato il rappresentante del Governo preposto al ramo ma l'Assessore
per la cultura non c'è, quale attività hanno svolto i due centri
sotto la spinta propulsiva del Governo, quali stimoli, quale
programmazione, quali incentivi, quale valorizzazione i due centri
hanno avuto sotto il Governo Crocetta, davvero non mi pare il caso
di farmi eccessive illusioni.
Ed allora, se il problema non è dei costi ma è un problema di
carattere organizzativo, farebbe bene il Governo a porre il tema al
centro di un apposito confronto, allargato possibilmente anche ai
soggetti esterni che operano nel mondo del restauro e nel mondo
della catalogazione e fare di queste due strutture un motivo di
orgoglio d un fiore all'occhiello per la Regione siciliana.
Sono contrario a che avvenga, si proceda nella trattazione di
questa norma e, quindi, colgo con piacere la sua proposta che è
quella di rinviarne la trattazione, nella speranza che l'Assessore
al ramo possa offrirci sufficienti chiarimenti al di là di quelli
squisitamente tecnici che ha voluto dare stasera l'onorevole
assessore Baccei.
Noi siamo non solo per il mantenimento dei due centri, ma per la
loro valorizzazione, per una serie di iniziative che consentano di
potere essere messi nelle condizioni di lavorare in una Terra come
la nostra che, com'è stato richiamato dal collega che mi ha
preceduto, proprio per la sua specificità potrebbe, su questo
fronte, profondere tantissime energie ed offrire concreti
contributi.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è necessario, quindi, anche
sentire il parere dell'assessore al ramo Vermiglio, d'altronde si
prevede che i lavori possano continuare domani.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani mercoledì 4 maggio 2016,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
Disposizioni stralciate/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
4) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 19.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio