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Resoconto d'Aula della Seduta n. 331 di martedì 03 maggio 2016
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.11

   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per  la famiglia, le politiche sociali
  ed il lavoro:

   N.  2839  - Chiarimenti circa l'integrazione delle rette  fino  al
  raggiungimento  del  costo  medio  pro  capite  e   per   die   per
  l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
   Firmatari: Foti Angela;  Zafarana  Valentina;  Cappello Francesco;
  Ciaccio   Giorgio;   Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
  Carlo; Zito Stefano

   - Con nota prot. n. 61481/IN.16 del 30 dicembre 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia.

   N.  2869  - Chiarimenti urgenti circa il futuro occupazionale  dei
  lavoratori appartenti al bacino ex PIP - Emergenza Palermo.
   Firmatari: Greco Giovanni

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Trasferimento  al Corpo Forestale della Regione  siciliana  del
  personale  del  Corpo  di  Polizia provinciale  delle  ex  province
  regionali. (n. 1198)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Zito,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 29 aprile 2016.
   -  Pareri  sulla  nomina  dei  direttori  generali  delle  aziende
  sanitarie. (n. 1199)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
  data 29 aprile 2016.

   - Interventi a favore di soggetti affetti da epilessia. (n. 1201)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Fontana  in
  data 29 aprile 2016.

   -  Revisione della normativa di assegnazione dei lotti nelle  aree
  industriali da destinare ad attivita' commerciali. (n. 1202)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
  29 aprile 2016.

   -  Misure  per  la  valorizzazione della Borgata  Santa  Lucia  di
  Siracusa. (n. 1203)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo  e
  Cirone in data 29 aprile 2016.

   -  Modifica  dell'articolo 120, comma 1, lettera  b)  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n.11. (n. 1204)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Cappello,    Foti,   Palmeri,   Siragusa,   Cancelleri,    Ciancio,
  Mangiacavallo,  La  Rocca,  Zito,  Zafarana,  Trizzino,  Ferreri  e
  Ciaccio in data 29 aprile 2016.

   - Interventi per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. (n.
  1205)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Fiorenza e Greco G. in data 29 aprile 2016.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida, con nota prot.  n.
  3529/SG.LEG.PG.  del  21  aprile 2016, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma al disegno di legge n. 1200  Disposizioni in materia
  di  personale  delle Camere di commercio, industria e  artigianato.
  Fondo di quiescenza .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 3151 - Chiarimenti sulla chiusura dei recapiti circoscrizionali
  di Avola, Pachino, Portopalo e Rosolini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3152 - Chiarimenti sulla chiusura dei recapiti circoscrizionali
  di Buccheri, Buscemi, Canicattini, Cassaro, Ferla e Palazzolo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3153 - Chiarimenti sulla chiusura dei recapiti circoscrizionali
  di Floridia, Melilli, Priolo, Solarino e Sortino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3154 - Chiarimenti sulla chiusura del recapito circoscrizionale
  di Franconfonte (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N. 3155 - Chiarimenti sulla chiusura del recapito circoscrizionale
  di Cassibile (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3159  - Differimento dei termini per il dimensionamento  della
  rete scolastica della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3160  -  Notizie  sul mancato inizio dei lavori  di  messa  in
  sicurezza nella chiesa 'Ecce Homo' di Noto (SR).
   - Presidente Regione
   Vinciullo Vincenzo

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno poste   all'ordine  del
  giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3150  - Notizie in merito all'applicazione dell'art. 23  della
  l.r.  15/2000 in materia di realizzazione dei cimiteri per  animali
  d'affezione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;  Greco  Giovanni;
  Fiorenza Dino; Gennuso Giuseppe

   N.  3156  -  Interventi  per superare la  mancata  erogazione  dei
  crediti  per  la  ristrutturazione delle  passività  delle  società
  cooperative agricole.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Fazio Girolamo

   N.  3157  -  Istituzione  di un tavolo  per  la  salvaguardia  del
  patrimonio   produttivo   esistente   con   particolare    riguardo
  all'azienda ST MICROELECTRONICS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

   N.  3158  -  Notizie sulla situazione finanziaria  del  comune  di
  Giarre  (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo
   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.   422  -  Attivazione  delle  strutture  residenziali  per   il
  trattamento di minori affetti da forme di comorbilità psichiatrica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Giuffrida Salvatore

   N.  423 - Immediata riduzione dei costi delle tariffe aeree per  i
  collegamenti  tra  la  Sicilia  e i principali  scali  aeroportuali
  italiani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  567  -  Iniziative per il rilancio dell'arsenale militare  di
  Augusta (SR).
   Cirone  Maria  in  Di  Marco; Lupo Giuseppe;  Sorbello  Giuseppe;
  Vinciullo Vincenzo
   Presentata il 27/04/16

   N.  568 - Iniziative per assicurare l'obbligatorietà del consenso
  informato  dei  tutori  legali  in  caso  di  somministrazione  di
  sostanze psicotrope a minori.
   Foti   Angela;   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  CappelloFrancesco;
  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;   Tancredi   Sergio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 27/04/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  delle
  relative date di discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli D'Agostino, Arancio, Vullo, Correnti.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Comunicazione del programma-calendario dei lavori

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  riunitasi in data 3 maggio 2016 sotto la  Presidenza
  del  Presidente  dell'Assemblea, on. Ardizzone,  presenti  il  Vice
  Presidente  Vicario, on.le Venturino,  e il  Vice Presidente,   on.
  Lupo,  con  la  partecipazione del Presidente  della  Regione,   ha
  deliberato  all'unanimità  il  seguente  programma-calendario   dei
  lavori parlamentari:

   Innanzitutto  la Conferenza ha preso atto della comunicazione  del
  Presidente dell'Assemblea il quale ha annunziato che, in  occasione
  delle celebrazioni per l'anniversario della I seduta dell'ARS,   la
  Sala  Gialla  e  la  Sala  Rossa di Palazzo  dei  Normanni  saranno
  rispettivamente  intitolate, in data 27 maggio  2016,  a  Piersanti
  Mattarella  e  a  Pio  La Torre. Seguirà, poi,  l'inaugurazione  di
  apposita  mostra per l'evento e la riapertura al pubblico  di  sale
  del palazzo di recente restaurate e dei giardini.

   Il   Presidente   dell'ARS  ha  quindi  ricordato  ai   Capigruppo
  l'esigenza,  prevista dalla legge n. 131 del 2003 (c.d.   legge  La
  Loggia ), di procedere alla nomina di rappresentanti della  Regione
  per  integrare la composizione della Sezione regionale di controllo
  della Corte dei Conti.

   AULA

   Saranno iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea i disegni di
  legge  n.  854/A  (codice  etico) e n.  1153.../A  (in  materia  di
  modifica  alla  legge  elettorale  dei  Comuni),  quest'ultimo  già
  rinviato  in Commissione e nuovamente esitato per l'Aula, nonché  -
  previo  opportuno approfondimento - la mozione n. 553  Costituzione
  di  parte  civile nel procedimento n. 6515/2014 r.g.n.r. presso  il
  Tribunale  di  Messina davanti al Giudice monocratico,  II  sezione
  penale .
   Con  riferimento,  in  particolare, al DDL sul  codice  etico,  il
  Presidente ha ricordato che è stata trasmessa al Presidente della I
  Commissione  una relazione predisposta dagli Uffici  sui  contenuti
  del medesimo DDL per le conseguenti determinazioni di competenza.

   Con  riferimento al cosiddetto DDL stralcio, all'ordine del giorno
  della  presente  seduta, verranno esaminati  dall'Aula  i  seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

     1) emendamento in materia di Ente intermedio di area vasta,  per
        adeguare la legge regionale già in vigore agli ultimi rilievi di
        costituzionalità  formulati dal Governo  nazionale  (su  tale
        emendamento  il Governo regionale si è rimesso in  toto  alle
        determinazioni che saranno assunte dall'Assemblea;

     2) emendamenti in materia di semplificazione amministrativa, la cui
        trattazione è stata sollecitata dal Governo regionale;

     3) emendamento  in  materia di appalti, sul quale  dovrà  essere
        acquisito preliminarmente il parere della Commissione di merito
        competente (IV);

     4) emendamenti in materia di scuole paritarie, che dovranno prima
        essere trasmessi alla Commissione bilancio per una verifica sulla
        copertura finanziaria.

   COMMISSIONI

   Le  Commissioni di merito esamineranno con procedura  d'urgenza  i
  disegni  di  legge  in  materia  di  reddito  minimo  garantito  (V
  Commissione) e  di IPAB.

   Il ddl marchio qualità Sicilia sarà iscritto all'ordine del giorno
  dell'Assemblea non appena esitato dalla III Commissione.

   L'Assembla ne prende atto.

     secondaria e superiore di Lercara Friddi
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto di istruzione
                              secondaria
                     e superiore di Lercara Friddi

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, rivolgo un saluto  agli  studenti
  dell'Istituto  di  istruzione secondaria  e  superiore  di  Lercara
  Friddi, un saluto ai giovani che sono venuti ad assistere ai lavori
  d'Aula.
   Grazie per la vostra presenza.

     nomia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie. Seguito'
     (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Discussione del disegno di legge «Disposizioni per favorire
                              l'economia.
     Norme in materia di personale. Disposizioni varie. (Seguito)»
        (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede,  così come stabilito dalla Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari,  con il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge «Disposizioni per favorire l'economia.  Norme  in
  materia  di  personale. Disposizioni varie. (Seguito)»  (nn.  1133-
  1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A) posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la Commissione Bilancio a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, visto che stiamo aspettando i componenti  del
  Governo,  considerata la presenza dell'assessore Lantieri, possiamo
  passare all'esame dell'articolo 15 che riguarda l'Assessorato delle
  autonomie locali.
   Ricordo  che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  è  stato  detto chiaramente detto dall'onorevole Greco - lo ricordo
  perfettamente  -  che  bisognava  proseguire  sulla   stessa   scia
  individuata  la seduta scorsa, e cioè esaminare i vari articoli,  a
  meno  che non ci siano delle deleghe tra gli assessori, per evitare
  di sollevare problemi.
   Considerata la presenza in Aula degli assessori per il bilancio  e
  delle   autonomie,  cominciamo  dall'articolo  15   che   interessa
  l'assessore Lantieri e poi andiamo avanti.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  proprio
  perché  si  comincia  dall'articolo 15, che riguarda  le  autonomie
  locali,  prima che si continui, l'Assemblea deve prendere atto  che
  non ha alcun senso andare avanti con questo stralcio di finanziaria
  se  prima non si chiariscono alcuni punti importanti che riguardano
  le  sorti  dei comuni della Sicilia. Perché non ha senso  approvare
  altro.
   E  allora  l'assessore  Lantieri ci  deve  dire,  in  ordine  alla
  circolare  n. 5, notificata nei giorni scorsi a tutti i comuni  che
  sostanzialmente  dice  che tutti i fondi  dei  risparmi  dovuti  ai
  prepensionamenti  e  quindi ai pensionamenti che  sarebbero  dovuti
  essere  destinati all'assunzione dei precari, perché così si  dice,
  anche  a  livello nazionale del 101, con i risparmi  delle  risorse
  assunzionali, verranno trattenute dall'Assessorato, e quindi  dalla
  Regione. Questo è un aspetto.
   Quindi, se tutti i comuni che hanno risparmiato sulle assunzioni e
  quelle   risorse   assunzionali   derivanti   dal   risparmio   dei
  pensionamenti e destinati all'assunzione dei precari, è inutile che
  ci  prendiamo in giro, dobbiamo avere chiarezza perché nel  momento
  in  cui dovranno essere restituiti all'Assessorato - a parte che  è
  una circolare illegittima perché in contrasto con la finanziaria  -
  tutti i comuni saranno in default perché è inutile fare proroghe di
  precari perché il contributo regionale non copre il 100 per  cento,
  ma  copre il 70, l'80 per cento. Il 20 per cento i comuni  dove  lo
  prendono? Questo è un aspetto.
   Poi  desidero una risposta prima che si continui, perché credetemi
  è un disastro.
   Ancora  peggio  i  comuni hanno la scadenza  di  approvazione  dei
  bilanci  al  30  aprile.  Entro il 30  aprile  devono  approvare  i
  bilanci. Bene, sembrerebbe oggi dal Ministero degli Interni che c'è
  una proroga di un mese. Ma questo non basta, perché il 28 aprile  è
  arrivata  un'altra  circolare che dice  testualmente:   In  ultimo,
  considerato  l'approssimarsi  del termine  per  l'approvazione  dei
  bilanci  da  parte delle amministrazioni, si deve dare  atto  delle
  riduzioni  disposte  dal  comma  4, dell'articolo  4,  della  legge
  regionale n. 3 del 2016 e delle riserve, ivi contenute'. Per cui la
  somma  di  340 milioni di euro non ci sarà più, ma sarà disponibile
  semplicemente la somma di 101 milioni di euro.
   Nessun comune è in grado di chiudere il bilancio. Quindi è inutile
  che  impegnate  altre risorse o altri fondi per strumenti  che  non
  partiranno mai perché mancano le risorse, se prima noi non  abbiamo
  chiarezza  su  cosa si vuole fare, perché altrimenti non  ha  senso
  Assessore,  non ha senso colleghi, non ha senso Assemblea,  che  si
  continuino ad impegnare somme perché la Regione non ha più un euro.
  Trattiene  ai  comuni  e  non  manda nemmeno  quello  che  è  stato
  stabilito in finanziaria.
   Quindi,  credo  che  questo  sia  preliminare  alla  continuazione
  dell'esame della finanziaria. Grazie.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Grazie signor Presidente, sul merito della scelta da  lei
  proposta   di   cominciare  con  l'articolo  15,  e  partendo   dal
  presupposto  che non essendoci gli assessori in Aula, ed  essendoci
  l'assessore  Lantieri,  si potrebbe partire  dall'articolo  15,  io
  faccio notare due cose.
   Se  noi aspettiamo che qui ci siano tutti gli assessori, significa
  subordinare il prosieguo del dibattito in Aula dei disegni di legge
  alla volontà degli assessori, o alla necessità o agli impegni.
   In  secondo  luogo, signor Presidente, per quanto  riguarda  nello
  specifico alcune leggi, laddove non ci sono grandi problemi, lo  si
  evince  anche  dagli  emendamenti presentati.  E  mi  riferisco  in
  particolare  all'articolo 13 e all'articolo 14 che,  se  controlla,
  non  hanno emendamenti; ci sono solo emendamenti tecnici presentati
  da  me stesso. C'è stata un'abbondante discussione - in Aula prima,
  in  Commissione  poi  -  che ha perfettamente  chiarito  tutti  gli
  aspetti che c'erano da chiarire.
   In   terzo  luogo,  se  passa  questa  linea  significa  che   noi
  subordiniamo la volontà del Parlamento al capriccio di un assessore
  che, se non si presenta in Aula, può bloccare qualsiasi iniziativa.
   In  quarto  luogo, signor Presidente, lei sa meglio di me  che  la
  presenza in Aula dell'assessore per l'economia - trattandosi  della
  norma  in  discussione,  che  riguarda alcuni  aspetti  in  questo,
  stralcio   di  natura  finanziaria  -  essendoci  l'assessore   per
  l'economia c'è la massima copertura.
   Quindi io la pregherei - se è possibile, signor Presidente, valuti
  lei  - vista l'esiguità degli emendamenti a quegli articoli che  ho
  citato  e la complessità, invece, dell'articolo 15 - perché se  lei
  voterà  gli emendamenti che ci sono all'articolo 15, sono molto  ma
  molto consistenti - di iniziare, anche per dare il buon avvio,  con
  l'articolo 13 e l'articolo 14.

   PRESIDENTE.  Per evitare quello che è successo nell'ultima  seduta
  d'Aula, laddove ad ogni problema si sollevavano problemi di merito,
  e  siamo stati, di fatto, costretti a rinviare, se io avessi dovuto
  iniziare seguendo l'ordine cronologico, dall'articolo 3, sono certo
  che  sull'articolo che riguarda l'assessore Cracolici  avremmo  poi
  avuto qualche piccolo contrattempo.
   Quindi,  approfittando  della  presenza  dell'onorevole  Lantieri,
  partiamo  dall'articolo  15.  E  poi  proseguiremo  con  gli  altri
  articoli e le assicuro che quest'Aula non si farà tenere in  scacco
  da nessun assessore.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi.  Io
  ritengo che il ragionamento testé illustrato dall'onorevole Formica
  ha  una sua logica: non possiamo aspettare, fra l'altro non mi pare
  che abbiamo altri grandi disegni di legge da trattare. Questa è una
  prosecuzione  della  finanziaria. La  presenza  dell'assessore  per
  l'economia  è  esaustiva  e  rappresenta  per  intero  il  Governo.
  Peraltro  su ogni articolo c'è stata una discussione in Commissione
  di  merito  e  in seconda Commissione. Non possiamo  riaprire  ogni
  volta, pr cui io le propongo, signor Presidente, che si riprenda da
  dove  abbiamo accantonato e man mano si esamino  gi articoli  e  in
  serata diamo il voto finale. Non sarebbe una pessima idea.
   Però  una cortesia: noi dobbiamo provare a chiudere questo  testo,
  che ha l'attesa di una platea importante di persone, sugli articoli
  14  e  15  e  su  altri  articoli.  Però  chiudiamo   Con  i  tempi
  parlamentari,  nel  rispetto del dibattito, degli  emendamenti,  di
  tutto  ciò che vuole. Ma non ripetiamo ciò che è accaduto mercoledì
  scorso, nella seduta precedente.
   Proviamo   ad   andare  avanti,  ripartendo  dalla   prima   norma
  accantonata.   E   ogni  volta  non  diventi  una  scusa   invocare
  l'assessore che è competente al ramo perché l'assessore  si  è  già
  pronunciato nella Commissione di merito e in II Commissione.

   PRESIDENTE.  Le  posso  assicurare  onorevole  Panepinto   che   è
  interesse di tutta l'Assemblea poter chiudere in serata.
   Do  la parola all'assessore Lantieri, in risposta all'osservazione
  fatta dall'onorevole Grasso.

   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali e funzione  pubblica.
  Ringrazio l'onorevole Grasso perché ha la fortuna di fare  pure  il
  sindaco, di conseguenza ha posto attenzione alla circolare. Già gli
  uffici si sono accorti che c'è stato un errore perché si tratta  di
  norme  di  finanziaria, di comuni in dissesto e pre dissesto  e  ci
  sono  alcuni  problemi.  Abbiamo  pronta  una  riscrittura  che  in
  settimana tutti i comuni avranno.
   Per  quanto  riguarda  il secondo punto, per  i  trasferimenti  ai
  comuni,  si  è  già detto, sia nelle commissioni che  in  Aula  che
  purtroppo i trasferimenti erano quelli, non si poteva andare oltre,
  la  prossima settimana già c'è la convocazione dell'assessorato con
  l'Anci  e le parti sociali, per la ripartizione delle somme comuni.
  Sempre  per  la  disponibilità finanziaria che  in  questo  momento
  abbiamo.

   PRESIDENTE. Così come preannunciato, proseguiamo con l'articolo 15
  e  poi  partiremo dall'articolo 3 e andremo avanti secondo l'ordine
  cronologico, visto che abbiamo anche l'assessore Cracolici in Aula.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
         Trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti
                degli enti e delle società partecipate

   1.  Il trattamento economico complessivo dei dipendenti, anche con
  qualifica  dirigenziale, degli enti e degli  organismi,  di  natura
  pubblica  o  privata,  sottoposti a  controllo  e  vigilanza  della
  Regione,  delle  società  a  totale o maggioritaria  partecipazione
  della  Regione  nonché  degli  enti e degli  organismi,  di  natura
  pubblica  o privata che, a qualunque titolo, ricevono trasferimenti
  o  contributi a carico del bilancio della Regione, non  può  essere
  superiore ad euro 100.000 annui lordi.

   2.  I  contratti  vigenti che prevedano un  trattamento  economico
  complessivo annuo lordo superiore al limite di cui al comma 1  sono
  rinegoziati  entro  trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della   presente   legge.   In  caso  di  mancato   accordo   sulla
  rinegoziazione,  gli  amministratori  provvedono  alla  risoluzione
  unilaterale  dei  contratti entro i successivi  trenta  giorni.  La
  mancata  attuazione  delle disposizioni di cui  al  presente  comma
  determina la decadenza degli amministratori.

   3.  La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli enti del
  settore sanitario, ai quali continua ad applicarsi il limite di cui
  all'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13.

   4. Il settimo comma dell'articolo 6 della legge regionale 6 giugno
  1975, n. 42, è soppresso.»

   Comunico    che   è   stato    presentato   l'emendamento    15.2,
  dell'onorevole Greco Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che gli emendamenti  15.9 e 15.3 sono decaduti.

   Si  passa  all'emendamento  15.16 degli  onorevoli  Lentini  e  Di
  Giacinto.

   DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Sull'emendamento  15.1 c'è una riscrittura della  Commissione  che
  stiamo distribuendo.
   Pertanto, sospendo i lavori dì Aula per un minuto

     (La seduta, sospesa alle ore 16.38, è ripresa alle ore 16.40)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E' stato già distribuito l'emendamento di riscrittura
  della  Commissione.  Inviterei,  per  fare  chiarezza  subito,   il
  presidente  della  Commissione  onorevole  Vinciullo,  a  spiegarci
  questa riscrittura così evitiamo di fare interventi.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, se prendiamo la legge n. 13 dell'11
  giugno 2014  Variazioni al Bilancio di previsione della Regione per
  l'esercizio finanziario 2014 ,  modifiche della legge regionale  28
  gennaio  2014,  n. 5  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2014 legge di stabilità regionale  pubblicate sulla Gazzetta
  Ufficiale   del  13  giugno  2014,  all'articolo  13  vi   era   un
  provvedimento  legislativo che portava il  titolo   Misure  per  il
  conseguimento  di risparmi di spese .
   Bene,   al   comma  3,   erano  già  previsto  ampiamente   quanto
  disciplinato dall'articolo 15 e quindi l'unica cosa che  ci  stiamo
  permettendo di fare è quello  di integrare l'articolo 13 con questo
  emendamento che la Commissione pensa di proporre.
   L'unica  variazione era che, evidentemente, dalla Commissione  era
  uscita  la  somma  di cento mila euro annui che stiamo  portando  a
  centodiciottomila euro, anche perché ci sembra che ciò possa essere
  più   congruo rispetto all'attività che si deve svolgere e potrebbe
  non  essere  impugnata  da parte di coloro i  quali  evidentemente,
  vanno incontro  a questo provvedimento.
   Quindi,   l'articolo  15  che  sembrava  eccessivamente   invasivo
  rispetto alle norme precedenti, adesso non fa altro che regolare in
  maniera  migliore,   e  questo è un suggerimento  che  viene  dagli
  uffici  che  la Commissione ringrazia, ci è sembrato  di  integrare
  meglio il nuovo testo con la legge già vigente e già operante.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  solo  per  sapere  se  questo   emendamento  di  riscrittura  della
  Commissione  è  stato  assunto  da  tutta  la  Commissione  o  è  a
  maggioranza,  onorevole  Vinciullo questa  riscrittura  è  avvenuta
  all'unanimità  o   è  a  maggioranza?  Perché  ha  un  significato,
  significa  che  un  gruppo di componenti della  Commissione  non  è
  d'accordo  perché non ho capito perché sul testo  c'è  scritto  100
  mila euro, e qui c'è scritto 118 mila euro. C'è una spiegazione?

   PRESIDENTE.  L'onorevole Vinciullo aveva già specificato  che  era
  stato scritto a maggioranza.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Baccei,  la   prego  di  dedicarmi davvero  venti  secondi  per  un
  ragionamento.
   Durante i lavori della Commissione  Bilancio', più volte ci  siamo
  confrontati  su  questo articolo e io credo che   eravamo  arrivati
  davvero  ad  una  soluzione  che  potesse  essere  per  tutti   una
  soluzione  giusta,  un  tetto di centomila euro,  avevamo   escluso
  taluni  tipi di impegni all'interno del settore sanitario e avevamo
  cercato  di coprire la platea più ampia. Era d'accordo il  Governo,
  erano d'accordo le opposizioni.
   Io  credo che  oggi facciamo diventare un emendamento che è quello
  al  quale si aggancia questo subemendamento che nasce da una  parte
  politica perché è il Nuovo Centro Destra che lo presenta e facciamo
  diventare la riscrittura come una riscrittura  di Commissione.
   Allora,  io non credo che sia giusto né questo passaggio,   -  per
  carità poi si dice che la Commissione lo firma a maggioranza -,  io
  vorrei  capire se cinque minuti prima nell'atrio dell'ingresso   di
  questa  Aula  si  possa  firmare  un   emendamento  definendolo   a
  maggioranza,  però mi piacerebbe e questo glielo chiedo  anche  con
  grande  rispetto  per  il ruolo che avete,  che  lei  desse  parere
  negativo,  perché è arrivato il momento di dare un senso al  lavoro
  che  facciamo  all'interno della Commissione.  Altrimenti,  davvero
  significa   che  perdiamo  solamente  tempo  e  all'ultimo   minuto
  riusciamo invece a dire quello che poi deve diventare legge.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vi  chiedo  un
  attimo solo di attenzione.
   Io  ritengo che la politica si debba adeguare a quella  che  è  la
  situazione  dei  tempi.  E noi sappiamo  -  tutti  noi,  penso  che
  sappiamo, Presidente - che la situazione che stiamo vivendo  è  una
  situazione  di  particolare disagio per  tutte  le  categorie,  con
  particolari  sofferenze. La politica per prima è  quella  che  deve
  avere consapevolezza di ciò e deve, se è possibile, dare l'esempio.
  Signor  Presidente,  la  politica  di  quest'Aula  parlamentare   -
  quantunque  se ne possa dire e anche se ancora taluni  pensano  che
  questo Parlamento sia il luogo dei privilegi - due, tre anni fa  ha
  provveduto ad autolimitare e anche di molto i propri emolumenti, le
  proprie  prebende,  i  propri privilegi. Non  capisco  perché,  nel
  momento   in   cui   questo   Parlamento   individua   una    cifra
  omnicomprensiva per le dirigenze degli enti sottoposti a  vigilanza
  e  tutela, e la individua in centomila euro, Presidente Venturino e
  onorevoli colleghi, che mi pare siano una cifra molto alta, persino
  più  alta  dello  stipendio che prendiamo noi, non  capisco  perché
  ancora  c'è  qualcuno che propone di alzare questo  tetto.  Abbiamo
  previsto  le eccezioni, per le dirigenze particolarmente complesse,
  come  diceva  il  collega  Cancelleri,  quelle  che  riguardano  le
  dirigenze dell'Asp, della sanità che sono particolarmente delicate,
  ma  per tutto il resto io ritengo che centomila euro sia una  cifra
  omnicomprensiva  molto, ma molto adeguata, per non dire  abbondante
  per i tempi che viviamo, per i dirigenti delle Società partecipate.
   Pertanto,  io  propongo alla Commissione di ritirare l'emendamento
  che  ha presentato, di lasciare il testo così come è perché secondo
  me era un testo condivisibile e condiviso.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'Assessore Baccei, però,
  do  la  parola  all'onorevole Panepinto,  così poi l'Assessore  può
  rispondere a tutti gli interventi.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, senza
  farla   molto   lunga,  io  assieme  al  mio  Gruppo  del   Partito
  Democratico,   siamo  quelli  che  abbiamo  voluto,  proposto,   in
  Commissione Bilancio questo emendamento che è un emendamento  equo,
  per  cui  inviterei il Presidente della II Commissione  a  ritirare
  questo emendamento di riscrittura e proviamo, come diceva un attimo
  fa  l'onorevole Formica, a mandare un segnale chiaro e  netto  alla
  società  siciliana  che non ci sono tutele  di  caste  o  categorie
  protette.
   È chiaro che bisogna escludere chi è chiamato a dirigere un'Asp, a
  gestire  centinaia e migliaia di unità lavorative, però non  vorrei
  che   il   Parlamento  dopo  averne  discusso  abbondantemente   in
  finanziaria,  poi in Commissione di merito e poi qua riprendesse  e
  ci fosse poi la rincorsa a chi è più giacobino di altri.
   Presidente  Vinciullo,  l'emendamento  a  mia  firma  e  di  altri
  colleghi,  passato  in  Commissione intendo  mantenerlo,  per  cui,
  facendo  appello  al  suo buon senso e a quello della  Commissione,
  credo sia opportuno ritirare l'emendamento.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore   per  l'economia.  Onorevoli   deputati,   io
  personalmente non sono d'accordo nel sottopagare gli Amministratori
  che svolgono il loro lavoro in maniera corretta.
   Penso  che,  a volte, stiamo andando anche oltre, come è  successo
  anche  l'anno  scorso  quando abbiamo  definito  i  compensi  degli
  Amministratori  unici, che fossero anche Direttori, però,  concordo
  sul fatto che c'è stata una discussione in Commissione  Bilancio' e
  si era trovato questo equilibrio, poi, ognuno, può ritenere che sia
  basso o alto, però, di sicuro, c'è stato questo accordo ed io  sono
  per  attenerci,  anche per onorare il lavoro della  Commissione,  a
  quanto  è  stato  discusso  in Commissione   Bilancio'  per  cui  a
  mantenere l'articolo così com'era.
   Per cui concordo nella richiesta dell'onorevole Panepinto e di chi
  l'ha preceduto nel ritirare questo emendamento.

   PRESIDENTE. Allora, a questo punto, credo di sentire il Presidente
  della  Commissione  Bilancio: c'è un  invito  anche  da  parte  del
  Governo a ritirare l'emendamento di riscrittura.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  può   anche,  sentita  la  maggior  parte  dei  Deputati  che  sono
  intervenuti e anche il Governo, scendere a centomila Euro, non è un
  problema che possiamo imporre ma, la riscrittura tecnica, mi sembra
  che sia il caso di lasciarla.

   PRESIDENTE. Grazie, allora, si presentia un subemendamento  oppure
  possiamo  correggerlo  e  da  centodiciottomila   lo  riportiamo  a
  centomila?
   Allora,  dobbiamo distribuire, visto che l'abbiamo già  fatto,  ma
  rimane  inteso centomila euro e rimane l'emendamento  così  come  è
  stato  scritto  per  quanto riguarda la parte tecnica,  non  quella
  finanziaria.
   Allora, ripeto per fare chiarezza, per gli onorevoli che magari si
  erano  distratti un attimo, c'è un subemendamento  il 15.Com.1  che
  sostituisce centodiciottomila con centomila.
   Non è il caso di distribuirlo. Proseguiamo.
   Quindi, pongo  in votazione il subemendamento.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Con il voto contrario degli onorevoli Tamajo e Lentini.

   LENTINI. Che cosa stiamo votando?

   PRESIDENTE.  Stiamo votando la riscrittura dell'emendamento  della
  Commissione,  il 15.Com., che abbiamo portato con il subemendamento
  a centomila anziché centodiciottomila.
   No, non ci siamo arrivati, siamo qui perché c'è questo emendamento
  di riscrittura, onorevole Lentini.
   Contrario anche l'onorevole Alongi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  votato
  il subemendamento e lo portiamo alla cifra di centomila ma è ancora
  questo in votazione, quindi, sono ancora in tempo per l'intervento.
   Benissimo.
   Io  volevo fare presente, anche all'assessore Baccei se mi ascolta
  un  attimo,  nell'impianto dell'articolo originario,  io  mantengo,
  ovviamente,  do  credito al presidente della  Commissione  Bilancio
  quando  dice che ci sono dei problemi di natura tecnica e,  quindi,
  dobbiamo  armonizzare il contributo legislativo che stiamo facendo,
  però, io volevo porre un attimo all'attenzione di tutti questa cosa
  qui:  noi  rischiamo, con questo subemendamento,  il  15.Com.1,  di
  escludere una serie di figure perché non ci stiamo rapportando allo
  stesso  modo.
   Noi  eravamo entrati nel merito cercando, in Commissione,  di  non
  lasciare  nessuno  fuori, perché, se dobbiamo fare  una  norma,  la
  dobbiamo fare per tutti in maniera identica.
   E,  quindi, dicevamo che il trattamento economico complessivo  dei
  dipendenti,  anche con qualifica dirigenziali, degli Enti  e  degli
  organismi di natura pubblica o privata, sottoposti a controllo ed a
  vigilanza  della Regione, delle società a totale ed a maggioritaria
  partecipazione  della Regione, nonché degli enti e degli  organismi
  di  natura  pubblica  o  privata che a  qualunque  titolo  ricevono
  trasferimenti e contributi a carico del bilancio della Regione.  Mi
  pare  che  è abbastanza dettagliato. Non trovo lo stesso  dettaglio
  ovviamente  nel subemendamento che, invece, dice che il trattamento
  economico  complessivo  dei  dipendenti  degli  enti  sottoposti  a
  controllo  e  vigilanza  della  Regione  delle  società  a   totale
  eccetera,  cioè  scompare la natura pubblica o privata,  scompaiono
  tutta  una serie di limatura, di sfumature, di perfezionamenti  che
  avevamo portato in Commissione  Bilancio'.
   Ora,  chiedo,  sempre  perché siamo qui, dico,  vogliamo  lasciare
  l'impianto, vogliamo andare a modificare l'articolo 13 della  legge
  n. 13 del 2014, ma quando noi andiamo ad inserire quelli che sono i
  dettami   del   comma  1  e  del  comma  2  che  abbiamo   previsto
  nell'articolo  15  perché  mi pare che  erano  ragionati  a  fronte
  veramente  di un confronto lunghissimo che aveva portato anche  gli
  Uffici  dell'Assemblea regionale a concordare che quelli fossero  i
  migliori adempimenti che potevamo mettere in un disegno di   legge.
  Se, poi, adesso dobbiamo, sempre e comunque, decidere che tutto  il
  lavoro che facciamo, in ore e ore di Commissioni, poi alla fine non
  serve  assolutamente  a nulla allora da oggi  sanciamo  con  questo
  articolo l'inutilità della Commissione  Bilancio'.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  spiace  dovere
  dare  ragione al collega onorevole Cancelleri, però, mi  spiace  ma
  devo prendere atto che francamente sull'argomento ha ragione perché
  noi  oggi  con  questa  riscrittura di fatto cancelliamo  l'ipotesi
  dell'articolo  15 che aveva una sua articolazione  ma  interveniamo
  direttamente  sull'articolo  13  della  legge  del  2014  e   nello
  specifico inseriamo anche alcuni elementi che sono poco chiari  nel
  punto b), richiamando l'articolo 3 bis.
   E,  allora,  direi  che  sarebbe  il  caso,  se  è  possibile,  di
  accantonare questo articolo almeno per quindici minuti in  modo  da
  proporre   un   articolato  sereno  che   sia   anche   di   facile
  interpretazione  perché,  voglio dire,  onorevole  Presidente,  con
  questo  articolo noi rischiamo di bloccare totalmente  la  macchina
  regionale  perché  nel  comma  successivo  dell'applicazione  della
  presente  norma  si  va  a creare soltanto confusione,  soprattutto
  perché  nel primo comma noi richiamiamo tutte le società sottoposte
  a  vigilanza ed a controllo della Regione, confondendo anche che vi
  sono  enti di cui all'articolo 1 che hanno il contratto prettamente
  regionale  rispetto ad altre società, invece, che non hanno  questo
  tipo di contratto.
   E, allora, direi, l'Assemblea regionale non può pensare di colpire
  un   ente   salvaguardandone  invece  un  altro,   creando   invece
  nell'articolo   1   una  confusione  generale  perché   si   pensa,
  probabilmente,   ai   consorzi  di  bonifica  anziché   all'azienda
  siciliana trasporti.
   Allora, direi al Governo di potere fornire un elenco specifico dei
  singoli enti regionali, delle singole strutture regionali, fare  in
  modo  di  prendere in esame le singole fattispecie della burocrazia
  regionale ed a questi applicare un limite ed un tetto, perché  così
  com'è noi creiamo soltanto confusione e danno ad un'Amministrazione
  regionale   che   sicuramente  troverà  questa   norma   pienamente
  inapplicabile  e  di  fatto  non si  raggiunge  l'obiettivo  né  di
  salvaguardare  l'attuale situazione, né  di  fatto  di  creare  una
  minore spesa. Così com'è creata la norma nell'articolo 1  e nel suo
  comma  2  bis è soltanto, secondo me, confusionaria, e  crea  danno
  perché non si specifica singolarmente quali enti, quali società, su
  quali partecipazioni si vuole incidere e si vuole rendere partecipe
  l'azione dell'Assemblea regionale.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cimino. Onorevoli  colleghi,  visto
  che  anche  dalla  Commissione arrivano queste perplessità,  perché
  quando  leggo  qui  enti sottoposti a controllo e  vigilanza  della
  Regione   credo  che  ci  si riferisca sia  ad  enti  pubblici  che
  privati,   però,   attenzione,  siccome   stanno   sorgendo   delle
  perplessità anche da parte della Commissione, accantono  l'articolo
  15 un attimo e ci torniamo tra qualche minuto.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  io  non  ho
  capito  quali  erano i problemi dell'articolo 15 originari,  perché
  stiamo  discutendo un emendamento, ma non ho capito quali  erano  i
  problemi  originari dell'articolo. Se capiamo i  problemi,  capiamo
  come correggerli, perché non ho capito i problemi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, visto le  perplessità  che  sono
  state sollevate sull'articolo 15 lo accantoniamo.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 3,   Lavori  in  economia  nel
  settore forestale , precedentemente accantonato.
   Comunico  che  all'articolo  3  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo 3.1, a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Di Mauro e
  Lombardo.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.4, a firma degli   onorevoli  Alloro,
  Rinaldi, Giuffrida e Panepinto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, cortesemente facciamo attenzione,
  perché   altrimenti,  anche da un punto di vista  della  procedura,
  facciamo degli errori. Eravamo già in fase di voto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  anche
  l'attenzione  del Governo e della Commissione se è  possibile.  Non
  avrei  nulla  in  contrario sull'articolo in questione  laddove  di
  mettessero  in  campo dei meccanismi di legge, degli  articoli  che
  cercano   di   intervenire  sulla  funzionalità  di   alcuni   enti
  particolari;  però, stiamo attenti, con l'articolo in questione  un
  conto  è  fare  dei programmi da parte dei forestali o,  in  questo
  caso,  omologarli  anche  ai consorzi di bonifica  per  cercare  di
  accelerare  le procedure che prevedano la continuità lavorativa  di
  questi  lavoratori,  forestali e quelli dei consorzi  di  bonifica.
  Però,  a  fronte del fatto che noi eleviamo il limite per  le  gare
  d'appalto che non si riferiscono solo al pagamento degli emolumenti
  degli  addetti  che  vogliamo mandare al lavoro,  ma  che,  invece,
  interferiscono  nell'acquisto dei materiali, dopo la  gara  si  può
  anche semplificare.
   Signor  Presidente,  stiamo attenti  perché  da  un  lato  per  il
  funzionamento  normale  di tutte le altre  istituzioni,  anche  per
  cifre  minime,  come è giusto che sia, si richiede che ci  sia  una
  procedura  di  evidenza pubblica, come possiamo consentire  che  si
  possa  svolgere  ad   intuitu personae  da parte  di  dirigenti  di
  procedere a delle gare per milioni di euro?
   Io penso - qui vorrei l'avviso dell'Assessore Baccei come di altri
  componenti  del  Governo -  che per quanto riguarda  l'acquisizione
  dei  materiali  nulla  osta  a che si possa svolgere  una  regolare
  evidenza pubblica. Non confondiamo gli emolumenti da pagare per gli
  addetti  ai lavori con l'acquisto dei materiali. Signor Presidente,
  io  pongo  questo  interrogativo e mi aspetto che  ci  siano  delle
  delucidazioni in merito.
   Per quanto riguarda l'acquisto dei materiali, io non penso che non
  si possano fare procedure di evidenza.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  onorevole  Cracolici, questo emendamento, che  io  mi  rendo  conto
  quale può essere la ratio, ha certamente alcuni punti deboli che, a
  mio parere, lei può, come Governo, emendare e sistemare.
   Intanto,  è certo che serve soltanto per acquistare materiale,  ma
  qui  recita  che   è funzionale alla manodopera  di  cui  eccetera,
  eccetera

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Anche.

   DI  MAURO.  No anche, allora si specifica che serve per pagare  la
  manodopera, assessore  O noi specifichiamo la norma con adeguatezza
  perché diciamo che è una norma che serve a realizzare lavori  ed  a
  pagare  la  manodopera, così sul modello dei progetti  che  abbiamo
  fatto  con  i  fondi comunitari, ed ha un senso, oppure  così  come
  formulata  è  una norma che serve soltanto ad acquistare  materiale
  per un valore complessivo di un milione di euro.
   Allora,  io  dico, considerato l'importo, o noi  riusciamo  a  far
  capire  bene la norma che è funzionale anche a pagare la manodopera
  o  soltanto acquistare materiale si possono seguire, mi permetto di
  dire, altre procedure.
   Onorevole  Alloro,  poi  lei  interviene  e  lei,  certamente,  ci
  chiarirà,  ma  a  mio parere, com'è scritta la  norma,  è  soltanto
  funzionale ad acquistare tutto ciò che serve e fare interventi.
   Quindi,  facciamo  il caso che c'è una rottura di  una  conduttura
  d'acqua,  servono 300 mila euro di tubi e, ovviamente, di tutto  il
  connesso e si comprano 300 mila euro di tubi senza gara. Se lei  mi
  dice  che servono, per una rottura, 50 mila euro di tubi e 250 mila
  euro  per  pagare  personale,  che è funzionale  alle  riparazioni,
  allora il discorso è diverso.
   Quindi,  nel rispetto a queste somme, a queste perizie,  non  dico
  che  dobbiamo  specificare in sede legislativa la gradualità  della
  spesa,  ma  certamente  non si può escludere  l'uso  di  manodopera
  specializzata che va ad intervenire rispetto a queste perizie.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati,  vorrei
  che l'onorevole Di Mauro e l'onorevole Formica, in particolare,  ma
  anche i colleghi dell'Aula mi ascoltassero.
   C'è  un  grande equivoco attorno a questa norma. L'equivoco  nasce
  dal  fatto  che  si  interpreta questa norma  per  non  consentire,
  eventualmente  ai consorzi di bonifica, di fare gare d'appalto  per
  l'acquisto  di  beni  e  servizi. Questo non c'entra  nulla,  anche
  perché  stiamo  semplicemente applicando la norma che  abbiamo  già
  fatto  per i forestali che riguarda l'amministrazione diretta,  non
  riguarda l'acquisizione nei confronti di terzi di beni e servizi.
   La  norma,  la 163, ha stabilito che i lavori in economia  possono
  essere  realizzati fino a 50 mila euro. Sopra  i  50  mila  euro  è
  prevista  la  procedura specifica dalla norma sugli  appalti,  cioè
  devi  fare  una gara d'appalto. Parliamo di lavori o  in  economia,
  quindi   amministrazione   diretta,  o  attraverso   procedure   di
  affidamento pubblico.
   Questa  norma  è  stata interpretata e, se volete  sapere  la  mia
  opinione,  in maniera eccessivamente forzata, perché i consorzi  di
  bonifica sono enti strumentali della Regione che operano per  conto
  dell'Amministrazione regionale e, aggiungo, anche per  conto  dello
  Stato  per  le  attività  di manutenzione straordinaria,  di  nuove
  opere, di estensione delle superficie irrigue.
   Allora,  qual  è  l'interpretazione che, ad un  certo  punto,  gli
  uffici  hanno  dato? E l'esempio più evidente è la storia  che  una
  parte  delle  risorse  che  l'Assessorato  Territorio  Ambiente  ha
  destinato  al  dissesto idrogeologico, anche per  scelte  fatte  da
  questo Parlamento, sono state affidate ai consorzi di bonifica.
   Gli  uffici  della vigilanza hanno interpretato  che  comunque  il
  consorzio  di  bonifica, sopra i 50 mila euro,  per  svolgere  quei
  lavori dovrebbe fare una gara,  compreso i costi dei lavoratori.
   Condivido  l'emendamento a firma dell'onorevole Alloro  perché  il
  tema  del  milione  di  euro è un tema che è  stato  introdotto  in
  Commissione, che non era l'emendamento previsto dal Governo  perché
  il  Governo  limitava  semplicemente  ad  applicare  la  norma  sui
  forestali anche ai consorzi di bonifica.
   E'  evidente che se noi vogliamo utilizzare i consorzi di bonifica
  nel  settore  delle manutenzioni straordinarie  -  e  aggiungo  nel
  settore del dissesto idrogeologico - se lo dobbiamo fare con  gara,
  è  evidente  che  i  consorzi di bonifica diventano  mere  stazioni
  appaltanti.
   Da  questo  punto di vista l'utilizzo di questa deroga  -  ripeto,
  secondo  me per eccesso di zelo interpretativo - è funzionale  alla
  possibilità  che  i  consorzi  di  bonifica  operino  nei   compiti
  istituzionalmente  loro  assegnati,  compreso  quindi  il  dissesto
  idrogeologico - e non solo le opere irrigue - per potere effettuare
  per  nome  e  per conto della Regione questi lavori  con  i  propri
  dipendenti e avvalendosi, laddove deve comprare tubi piuttosto  che
  altro,  procedure  di normale evidenza pubblica. Vorrei  che  fosse
  chiaro

   FORMICA. Dov'è scritto?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. L'amministrazione diretta di cui parliamo  non
  riguarda le procedure di gara, riguarda le modalità con le quali si
  fa   il   lavoro.   Amministrazione  diretta   significa,   secondo
  l'interpretazione, che fino a 50 mila euro si possono  fare  lavori
  in  economia,  sopra  i  50 mila euro si  dovrebbe  fare  una  gara
  d'appalto per fare questi lavori.
   A che servono allora i consorzi di bonifica? Non c'entra nulla con
  i tubi, acquisto di materiale, si fa con gara perché è disciplinato
  già dalle norme sugli appalti.
   Stiamo   parlando   della  possibilità  di  fare   i   lavori   in
  amministrazione diretta non più nel limite di 50 mila euro, ma - io
  dico  -  senza limiti perché il consorzio di bonifica è un ente  di
  diritto pubblico, strumentale per questo tipo di attività.
   Nessuna  interpretazione di altra natura, vorrei che fosse chiaro,
  non c'è nessun tentativo di aggirare procedure sugli appalti.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  Assessori,   questo   articolo,
  introdotto  e  voluto  dalla Commissione  Bilancio   e  su  cui  il
  Governo ha espresso parere favorevole, a cosa serve? Serve  a  dare
  le  possibilità  ai  consorzi di bonifica di  potere  usufruire  di
  finanziamenti   previsti   dall'Assessorato   del   territorio    e
  dell'ambiente che ammontano ad oltre 6 milioni di euro, per  quanto
  riguarda quest'anno.
   Nello  stanziare  le  somme  destinate ai  consorzi  di  bonifica,
  abbiamo  visto  che  36  milioni di  euro  non  erano  sufficienti.
  Bisognava andare, infatti, oltre i 40 milioni di euro.
   Come  ha spiegato l'Assessore Cracolici, c'è la difficoltà di  non
  potere,   da  parte  dei  consorzi  di  bonifica,  fare  interventi
  superiori a 50 mila euro. Cosa abbiamo fatto allora? Abbiamo  preso
  la  legge  regionale  attualmente in vigore e  l'abbiamo  applicata
  anche al settore in cui possono intervenire i consorzi di bonifica.
   Per  eccessivo scrupolo avevamo pensato di porre un limite dicendo
  di  non andare oltre il milione di euro anche se la legge regionale
  n. 24, articolo 1, questo limite non lo pone.
   Cosa  dice,  infatti, la legge? Lavori in economia,  i  lavori  di
  rimboschimento,  rinsaldamento  e  opere  costruttive  connesse  di
  ricostituzione   boschiva,   gli  interventi   di   prevenzione   e
  repressione  degli  incendi  boschivi  ed  interventi  colturali  e
  manutentori, ricompresi quelli per la gestione dei demani dei  vari
  forestali  e delle riserve naturali di cui all'articolo  64,  della
  legge  regionale  6 aprile 1996, n. 16, e successive  modifiche  ed
  integrazioni. Stiamo attenti che non sono configurabili come  opere
  edilizie  e  fanno  rimanere  salve le  situazioni  naturali,  sono
  realizzati  di  norma  in economia ed eseguiti  in  amministrazione
  diretta  prescindendo  dal  limite dell'importo  per  i  lavori  in
  amministrazione  diretta prevista dal comma 5,  dell'articolo  125,
  decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive  modifiche
  ed integrazioni.
   Cosa  significa?  Se io devo andare a comprare il materiale,  devo
  fare  la gara, non ci sono dubbi su questo. L'unica cosa è  che  il
  personale  del  settore  forestale  e  dei  consorzi  di  bonifica,
  soprattutto che in questo momento non riusciamo a pagarli, facciamo
  fare  loro anche questi lavori e di conseguenza nel settore abbiamo
  un incremento di risorse.
   Era  solo  questa  la  finalità per la quale  si  era  pensato  di
  unificare il comparto della forestale o, meglio ancora, il comparto
  dei  consorzi  di bonifica a quello della forestale,  nulla  più  e
  nulla di meno.

   PRESIDENTE.  Credo  che  questo intervento  sia  stato  abbastanza
  esaustivo e chiaro.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   DI   MAURO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore
  Cracolici, volevo chiarire una questione.
   La  legge  n.  24 non pone limiti perché è ovvio che quella  legge
  faceva  riferimento al limite di cui lei poc'anzi parlava, 50  mila
  euro.  Questo  limite di 50 mila euro, a proposito  dei  lavori  in
  economia, scaturisce dal regio decreto n. 350 del 1892. Con  questa
  norma,  così com'è formulata, superiamo questo limite. Glielo  dico
  al fine di evitare che questa norma possa essere impugnata.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo  di
  dover intervenire perché molte volte l'ottimo è nemico del buono.
   Abbiamo  presentato questo emendamento per consentire ai  consorzi
  di  bonifica di poter avviare personale soprattutto riguardante gli
  stagionali  sino  a qualche tempo fa, ma oggi per poter  consentire
  anche  al  personale  dipendente con fondi extra  ordinari  di  far
  fronte alle esigenze degli stessi consorzi di bonifica.
   Questo  emendamento a cosa servirebbe, sostanzialmente? Servirebbe
  per poter avviare personale con delle perizie specifiche. E per  le
  perizie  specifiche,  in effetti, secondo  la  norma  sui  pubblici
  appalti,   dovrebbe  essere  non  superiore   ai   50   mila   euro
  relativamente ai lavori in economia.
   Abbiamo  stabilito però - e lo voglio dire all'assessore Cracolici
  -    un  milione   di  euro  perché,  avendo  a  disposizione   una
  prospettiva  di  avviamento di lavori per cui il  milione  di  euro
  avvierebbe delle perizie abbastanza consistenti in termini  di  ore
  di  lavoro  da effettuare, avevamo ritenuto che quella cifra,  quel
  target fosse sufficiente.
   E' vero che nel settore agricolo-forestale questo limite non c'è o
  c'è, i 5 milioni di euro abbiamo stabilito l'anno scorso.
   Onde  evitare che l'Aula, nel disinteresse un po' generale,  nella
  diffidenza di qualche parlamentare, atteso che parliamo  di  lavori
  in  economia,  ma  quando si parla di lavori  in  economia,  si  fa
  riferimento alle manutenzioni, comprese anche le manutenzioni  e  i
  canali  irrigui, oltre che la sostituzione degli stessi,  io  direi
  che  vi  un  ulteriore emendamento che porterebbe il limite  da  un
  milione  a due milioni e, secondo me, questo limite di due  milioni
  diventa più che soddisfacente, perché già fare delle perizie  di  2
  milioni di euro significa poter intervenire in maniera consistente,
  laddove necessita e secondo le esigenze complessive dei consorzi di
  bonifica.  Togliere,  invece, completamente  il  limite  di  spesa,
  rischiamo  veramente  che  un domani -  non  magari  nell'immediato
  futuro  -  che  un domani venga dato ai consorzi di bonifica  venga
  data un'eccessiva libertà discrezionale. Per cui, fermiamoci.
   C'è  un emendamento successivo a quello dell'onorevole Alloro, che
  porta  la  mia firma, che innalzerebbe il tetto da 1  milione  a  2
  milioni di euro, in termini di spesa in economia.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  io,  rispetto  a questo articolo, ho un dubbio e vorrei  che  fosse
  l'Assessore a chiarirmelo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi pregherei di prendere posto  o,
  se  non  avete  intenzione di seguire l'intervento,  vi  accomodate
  fuori, perché non si riesce ad ascoltare.

   GRASSO.  Io vorrei essere rassicurata, perché è vero che  vi  sono
  dei  consorzi di bonifica in alcune province che vanno sostenuti  e
  hanno un compito ben preciso, laddove non c'è acqua e quant'altro.
   Io  mi riferisco alla provincia di Messina, perché quando si parla
  e  si  fa  una legge per i consorzi di bonifica vale per  tutto  il
  territorio  regionale.  Perché - ed è anche  una  preoccupazione  -
  Messina  è  un consorzio che non ha dipendenti; c'è un  commissario
  che,  fra  tutte  le  altre cose, continua a chiedere  tributi  per
  manutenzioni  mai  effettuate e che, quindi,  va  anche  contro  le
  disposizioni di legge istitutive dei consorzi.
   Oggi,  in  virtù  di  un  decreto  emanato  dall'Assessorato   del
  territorio  e  dell'ambiente, proprio per le somme  destinate  agli
  appalti  e  per  le gare destinate ai consorzi di bonifica,  io  mi
  chiedo:  tutte le somme urgenze, per importi di 200 mila, 250  mila
  euro, che sono state predisposte dal Genio Civile, le opere per  la
  pulizia dei torrenti, le somme sono state assegnate ai consorzi  di
  bonifica.
   Qual è la preoccupazione che le rassegno: a Messina, che non è  il
  consorzio di bonifica di Agrigento o di Enna o di Ragusa o  non  so
  quale  provincia, ma che non ha personale, come provvederanno  alla
  manutenzione  straordinaria dei torrenti fluviali e quant'altro,  a
  eseguire  cioè  quei  lavori di cui alle somme  urgenze  del  Genio
  civile? La preoccupazione è che non si faranno mai.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi,  questo  articolo  non  mi  affascina.  E  non   mi   può
  affascinare  -  le  spiegazioni, nel merito, comunque  le  ha  date
  l'onorevole  Presidente Vinciullo - perché sono  molto  preoccupato
  per  la  questione  relativa  ai consorzi  di  bonifica  e  per  la
  questione collegata ai consorzi di bonifica: gli agricoltori.
   Io  non mi posso affascinare perché i dipendenti del consorzio  di
  bonifica, purtroppo, non percepiscono gli stipendi da 6 mesi, e  lo
  dico  perché.  Venerdì,  assieme con  i  colleghi  parlamentari  di
  Ragusa,  parteciperemo ad una manifestazione  pubblica  in  cui  ci
  troveremo in grande difficoltà, perché ci verrà detto che da 6 mesi
  non  percepiscono  gli  stipendi,  dove  attraverso  una  serie  di
  sentenze  si  stanno innescando tutta una serie  di  criticità  nei
  consorzi  di bonifica e dove il rischio immenso è quello  di  veder
  ricadere, ricaricare i costi di tutta questa macchina in un settore
  che  è  in  crisi  drammatica, che è in  grande  difficoltà  che  è
  l'agricoltura.
   L'Assessore lo sa, ci sta lavorando, sta facendo la sua parte,  mi
  auguro  che  al  più  presto noi riusciamo a  dare  delle  risposte
  concrete, ma la situazione è questa. Quella dei consorzi oggi è una
  situazione difficile e drammatica e la mia preoccupazione immensa è
  che gli agricoltori che si trovano già in grandissime difficoltà si
  possano  trovare davvero a pagare canoni altissimi.  Nonostante  il
  lavoro  che  abbiamo fatto in Commissione di bloccare i  canoni  al
  2015  rischiamo  di  non ottenere i risultati  che  in  commissione
  volevamo ottenere.
   Sapendo   che   l'impegno  del  Governo  è   massimo   non   posso
  appassionarmi a questo articolo. Questo articolo c'è,  passa,  farà
  la  sua  parte,  lo voteremo tutti, però, attenzione,  abbiamo  una
  emergenza,  nei  consorzi  è  una emergenza  importante  ed  è  una
  emergenza  grave e mi auguro che di questa cosa ne possiamo  uscire
  al più presto.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo
  emendamento  si sta caricando di alcuni equivoci. La  questione  di
  cui  ci stiamo occupando è semplicemente consentire ai consorzi  di
  bonifica   di   fare   in  gestione  diretta   lavori   per   conto
  dell'amministrazione regionale e dello stato. Ripeto, che  fino  ad
  oggi  ha sempre fatto ma che, sulla base di una interpretazione  in
  applicazione del 163, a un certo punto si è posto un problema sulla
  applicabilità  o  meno  della norma del 163 anche  ai  consorzi  di
  bonifica.
   Mi  permetto di aggiungere che a differenza dei lavori  forestali,
  dove la Regione giustamente è stata costretta a fare una norma come
  quella   di   cui   ci   stiamo  occupando  in   analogia,   perché
  l'amministrazione  regionale di norma non è datore  di  lavoro,  ha
  dovuto  fare  una  norma specifica per bypassare  l'amministrazione
  diretta  sulle  questioni che riguardano i lavori forestali  e  nel
  2012 giustamente fu fatta quella norma.
   Qui, stiamo parlando dei consorzi di bonifica che nel loro statuto
  sono  nati  e  c'è una legge della Regione, quella  del  1995,  che
  riformò i consorzi di bonifica, sono enti strumentali, soggetti  di
  diritto  pubblico  che  svolgono attività  nel  campo  delle  opere
  irrigue  e  poi  si  è esteso anche alle opere del  dissesto  idro-
  geologico, che operano per conto della Regione.
   Quindi,  il  tema del limite - lo dico al collega  Falcone  -  non
  riguarda  la possibilità di consentire in maniera illogica.  Faccio
  un esempio, se domani lo Stato, nel nuovo PSR dove ci sono il piano
  nazionale delle opere irrigue, assegna alla Sicilia  x  milioni  di
  euro  per gli interventi nel settore irriguo, il tema è lo possiamo
  fare  o  non  lo possiamo fare attraverso i consorzi  di  bonifica?
  Questa  è una domanda. Oppure i consorzi di bonifica, a loro volta,
  devono fare gli appalti per realizzare opere che possono realizzare
  in gestione diretta?
   Questo  è  il  tema,  tutto il resto, la  crisi  dei  consorzi  di
  bonifica,  la  drammatica situazione, mi permetto di  dire,  quando
  abbiamo  fatto la finanziaria avevamo tutti chiaro, tant'è  che  ho
  annunciato, in  quella sede, l'intendimento  di fare una  legge  di
  riordino, che faremo, infatti, giusto ieri mattina, con l'assessore
  Baccei,  abbiamo  lavorato  anche alla questione  dei  consorzi  di
  bonifica,  stamattina in Commissione III si è  affrontato  il  caso
  Trapani.  E'  chiaro che abbiamo contezza della drammaticità  della
  situazione  dei  consorzi di bonifica, ma  non  c'entra  nulla  con
  quello di cui stiamo parlando con questa norma. Questa è  una norma
  che  consentirà  ai  consorzi  di bonifica  di  fare,  in  gestione
  diretta, opere per conto della Regione. Punto e basta

   RAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, si può intervenire per dichiarazione
  di voto soltanto sull'articolo, non sull'emendamento. Procediamo  e
  dopo  potrà  intervenire sull'articolo per dichiarazione  di  voto,
  così rispettiamo il Regolamento.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 3.4, col parere  favorevole  di
  Governo e Commissione.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti:         55
   Votanti:          55
   Maggioranza:      28
   Favorevoli:       26
   Contrari:         29
   Astenuti:          0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.2,  a firma dell'onorevole Falcone che
  lo  aveva  già spiegato precedentemente. Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

   CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo agricolo e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  si rimette all'Aula.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.2.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti:         55
   Votanti:          54
   Maggioranza:      28
   Favorevoli:        9
   Contrari:         45
   Astenuti:          0

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12
        Disposizioni per favorire la ricerca nel comparto della
                    granicoltura e della zootecnia.

   1.  All'articolo 39 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,  è
  aggiunto il seguente comma:

    1  bis.  Al fine di assicurare l'attività di ricerca nel comparto
  della  granicoltura  e della zootecnia siciliana,  nelle  more  del
  riordino  dell'Istituto  sperimentale zootecnico  per  la  Sicilia,
  dell'Istituto  incremento ippico per la Sicilia  e  della  Stazione
  consorziale  sperimentale di granicoltura per la  Sicilia,  per  il
  personale del dipartimento regionale dell'agricoltura del  comparto
  non  dirigenziale  e  per  il personale con qualifica  dirigenziale
  dell'amministrazione  regionale che  presta  servizio  presso  tali
  enti, svolgendo le attività previste dalle rispettive mansioni,  il
  trattamento  economico fondamentale e quello previdenziale  sono  a
  carico   dell'amministrazione  regionale,  mentre  il   trattamento
  accessorio è a carico degli enti utilizzatori .».

   Si passa all'emendamento soppressivo 12.1, a firma degli onorevoli
  Greco Giovanni. ed altri.
   Onorevole Greco, lo ritira?

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 12.2, a firma degli onorevoli
  Falcone ed altri.
   Onorevole Falcone, lo ritira?

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 12,  col  parere  favorevole  del
  Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11
        Integrazione scolastica dei soggetti con handicap gravi

   1.  I  servizi  di  cui all'articolo 22 della  legge  regionale  5
  novembre 2004, n. 15 sono assicurati soltanto in via sussidiaria ed
  eventuale  rispetto ai medesimi servizi garantiti dalle istituzioni
  scolastiche  a mezzo di personale interno ai sensi della  normativa
  statale vigente».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 11.6, di riscrittura
  dell'intero articolo.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 11.3,  a
  firma degli onorevoli Falcone ed altri.
   Onorevole  Falcone,  lo ritira? Anche perché  stiamo  distribuendo
  passare una riscrittura del Governo.

   FALCONE. Non lo ritiro, prima vediamo la riscrittura.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato un altro  emendamento
  soppressivo, l'11.5, a firma degli onorevoli Zafarana ed altri.
   Onorevole Zafarana, lo ritira?

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  emendamento rispetto all'articolo 11 è finalizzato ad inquadrare il
  problema ed a contestualizzarlo, nel senso che, oggi, si comprende,
  abbiamo una grave urgenza, in particolar modo vedo come l'Assessore
  ha   voluto   individuare  tra  i  servizi   su   cui   intervenire
  prioritariamente,   in   questo  momento,  quelli   relativi   alla
  integrazione  scolastica  ed il servizio  di  assistenza  di  base.
  Praticamente  adeguandolo  a quanto accade,  oggi,  sul  territorio
  italiano, mi sta benissimo, ma dobbiamo fare i conti col fatto  che
  questa  sarebbe un'evenienza che comincia a realizzarsi  da  questo
  momento in poi, perché fino ad oggi, in Sicilia, non è stato  così,
  cioè  utilizzando il personale ATA all'interno delle scuole, poiché
  l'Ufficio  scolastico regionale deputato alla formazione di  questo
  personale ha attivato, soltanto adesso, il recente primo marzo, con
  una nota, i processi per la formazione.
   Cosa  vuol  dire?  Che  se  noi già da ora  entro  settembre,  per
  cominciare  con serenità l'anno scolastico e potere garantire  agli
  studenti   disabili  delle  nostre  scuole  un  servizio  coerente,
  adeguato,  professionale che soddisfi le esigenze, che soddisfi  le
  esigenze  di  genere  soprattutto,  all'interno  delle  scuole  non
  avremmo  il personale numericamente adeguato anche perché  dobbiamo
  considerare  come, facendo anche un'analisi storica,  il  personale
  ATA  nelle  scuole  sia  stato,  nel tempo,  fortemente  dimezzato,
  ridotto, fortemente gravato anche di altre competenze rispetto alla
  vigilanza,  rispetto  alla  pulizia. Sappiamo  bene  come  anche  i
  compensi  siano  non importanti, non significativi ancorché  questa
  sia una presentazione di carattere volontario da parte di colui che
  deve fare all'interno delle scuole l'assistenza igienica.
   Dopodiché, per sopperire alla possibilità che, a settembre, non ci
  si  possa  trovare, nuovamente, in condizioni di disagio grave  per
  tutti  gli  studenti  siciliani, il  mio  emendamento  fa  sì  che,
  praticamente, si possa anche ovviare con quella che è la  richiesta
  anche  dei genitori delle Associazioni che, appunto, richiedono  il
  rispetto  dei  loro  diritti, attraverso  l'erogazione  diretta  di
  voucher, in modo tale che da un albo, anche su base regionale,  poi
  declinato  a  livello  così territoriale,  provinciale,  si  vorrà,
  magari,  poi, individuarlo nel decreto dell'Assessore  -  le  linee
  guida   -  si  possa  avere  una  erogazione  diretta  che   verrà,
  chiaramente,  spesa  per  il pagamento di  quel  tipo  di  servizio
  perché,  altrimenti, ci troveremmo, secondo me, ad  avere  un  buco
  temporale, nelle more che tutto il personale, adeguatamente,  venga
  formato anche perché, a fronte di un servizio che deve essere reso,
  ho  chiesto,  in  Commissione  Bilancio', la presenza  dell'Ufficio
  scolastico  regionale che ha relazionato di  non  avere  il  numero
  esatto  del personale ATA in possesso della qualifica per espletare
  il  servizio, quindi, ci troviamo in questa situazione e ci sono le
  registrazioni delle riprese in streaming della Commissione.
   Per  cui,  avviamo questo tipo di processo ma, contemporaneamente,
  sappiamo che possiamo sopperire con questo mio emendamento.
   Quindi,  procediamo alla scrittura del subemendamento se, appunto,
  il Governo sarà favorevole.

   BACCEI, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'Economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   premettendo  che  sono  favorevole  a   quanto   diceva
  l'onorevole Zafarana, intervento solo per un paio di precisazioni.
   Onorevole  Zafarana, innanzitutto, alcune province della  Sicilia,
  nella  fattispecie  Agrigento  sicuramente  ed  altre,  stanno  già
  facendo,  si  sono  già  organizzate in questo  modo,  quindi,  non
  soltanto  nel  territorio  italiano,  ma  anche  in  Sicilia,   sta
  succedendo e questo, comunque, è un articolo che, secondo me, cerca
  di  mettere un po' di eguaglianza sul territorio, cioè dare a tutti
  i   disabili,  sul  territorio  siciliano,  lo  stesso  livello  di
  assistenza.
   Noi  abbiamo chiesto, anche al Dipartimento lavoro, di scrivere  i
  livelli  essenziali di prestazione in modo da definire  qual  è  il
  livello minimo di assistenza che deve essere garantita, ovunque, ai
  disabili.
   Questo  articolo,  poi, va anche letto in base a  quello  che  sta
  succedendo nelle province.
   Oggi,  un paio di province, in mancanza di risorse, hanno  sospeso
  l'assistenza ai disabili.
   Se  noi  riusciamo ad organizzarci in modo che i  bidelli  possono
  fare questa assistenza, contravveniamo anche a queste problematiche
  che stanno succedendo.
   Tutto  ciò  premesso,  come  ha  detto  l'onorevole  Zafarana,  il
  Ministero  sta  cominciando, sta attivando questi corsi,  entro  il
  mese  di  ottobre  saranno formati già 1.400  assistenti,  però,  è
  corretto, specificare che l'assistenza potrà essere fatta solo dopo
  che il personale è stato formato, per cui, se lo specifichiamo,  in
  questo senso, per me va bene, siamo favorevoli.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, questo credo  che  sia  uno  degli
  argomenti più importanti di questo disegno di legge perché riguarda
  il  futuro di centinaia di ragazzi e ragazze diversamente abili che
  frequentano la scuola e che, più degli altri, hanno il bisogno e la
  necessità di essere inseriti nel percorso didattico e formativo.
   Fino  ad  oggi, Assessore, lei sa meglio di me che il  servizio  è
  stato  reso  nelle  scuole di ordine inferiore  dai  comuni,  nelle
  scuole di ordine superiore dalle province.
   Sono note le difficoltà, da parte delle province, soprattutto,  ad
  assicurare questo servizio, tant'è vero che, purtroppo,  in  questo
  anno scolastico, parecchie volte il servizio è stato interrotto,  i
  ragazzi  sono  rimasti  senza assistenti e non  è  stato  possibile
  accompagnarli   a   scuola   e,   di   conseguenza,   hanno   avuto
  l'impossibilità,  come i ragazzi normodotati, di poter  frequentare
  l'anno   scolastico  con  difficoltà  serie  per  i   processi   di
  inserimento, per chi doveva fare inserimento e difficoltà serie per
  chi aveva bisogno di essere valutato.
   Allora,  abbiamo  avuto  una  serie di  riunioni,  come  ricordava
  l'onorevole  Zafarana  e l'Assessore, anche  con  i  rappresentanti
  della  direzione  scolastica regionale perché  questo  servizio  da
  Reggio  Calabria  in  su  viene  svolto,  per  essere  chiari,  dai
  collaboratori  scolastici,  cioè dagli  ex  bidelli.  Noi  abbiamo,
  quindi, la necessità di integrare questo servizio anche in Sicilia.
  Ma  stiamo  attenti:  non  è che domani i collaboratori  scolastici
  possono  pensare  di  andare ad assistere i ragazzi  e  le  ragazze
  diversamente  abili  senza  avere  fatto  prima  un   percorso   di
  formazione  che  gli dà la possibilità di approcciarsi  in  maniera
  professionale  a questi ragazzi anche perché, altrimenti,  corriamo
  il  rischio  che  anziché  integrare il processo,  il  processo  si
  interrompe con danni irreversibili per i ragazzi.
   Per  cui, per essere chiaro, l'articolo presentato dal Governo  va
  bene  nella  misura in cui viene specificato che ciò  avverrà  solo
  dopo che l'ufficio scolastico regionale avrà predisposto, è chiaro,
  corsi  di formazione da tenersi anche in estate, da tenersi con  la
  collaborazione  delle  Asp  siciliane perché,  per  essere  chiari,
  questi sono ragazzi fragilissimi, su cui bisogna intervenire avendo
  specifiche  competenze e specifiche capacità ed in più, per  essere
  chiari,  c'è il problema, che ritengo debba essere posto in  questo
  emendamento, dell'assistenza di genere, cioè, per essere chiari, se
  in  una scuola vi sono quattro bidelli maschi e non vi sono ragazzi
  diversamente abili ma vi sono solo ragazze, è chiaro che questi non
  possono  assistere  le  ragazze, no lo possono  fare  assolutamente
  perché  ciò  comporterebbe  un'inibizione  assoluta  ed  un  blocco
  psicologico da parte delle ragazze di andare in classe.
   Vedo,  pertanto,  che  l'Assessore insieme alla  collega  Zafarana
  stanno  riscrivendo l'emendamento, ma l'emendamento deve avere  due
  caratteristiche chiare e nette: 1) la formazione dei collaboratori;
  2)  l'assistenza di genere, cioè il bidello uomo può  assistere  il
  ragazzo,  la  bidella donna può assistere la  ragazza.  Per  cui  è
  chiaro  che, in quelle scuole dove non viene rispettato il  genere,
  lì devono esserci necessariamente l'assistenza curata dal comune  o
  l'assistenza curata dall'ex provincia. Su questo, credo, che non ci
  debbano essere incertezze.
   L'ultimo  problema,  che  ritengo  possa  essere  stasera   stessa
  accolto,  è  quello  dell'erogazione dei voucher  e  quest'anno  la
  provincia  di  Messina, di fronte all'impossibilità di  trovare  un
  accordo  con  le società, con le cooperative che ne  gestiscono  il
  servizio,  ha  fatto  ricorso al voucher che è  una  soluzione  che
  potrebbe   essere,  oggettivamente,  la  migliore  perché   dà   la
  possibilità  alle  famiglie  di  scegliere  colui  il  quale   deve
  assistere  i  propri  figli  ad  un  costo  inferiore  rispetto  al
  passaggio  attraverso le cooperative e consentendo una  scelta  sul
  libero mercato di coloro che i genitori - che ricordo hanno diritti
  importanti  sui  propri  figli - ritengono  essere  più  funzionali
  all'assistenza dei loro ragazzi.
   Per  questo  motivo credo, signor Presidente,  in  attesa  che  la
  collega  e l'Assessore riscrivano questo emendamento, individuando,
  però, assistenza di genere, che sia chiaro, e formazione per gli ex
  bidelli, ritengo utile passare ad un articolo successivo anche  per
  velocizzare il percorso.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  precisare
  al  Presidente,  all'onorevole  Zafarana,  di  mettere   a  livello
  provinciale   non per non fare le graduatorie a livello  regionale,
  ma l'iter diventerebbe molto lungo perché, poi, occorrerebbe aprire
  un'istruttoria,  fare l'elenco, fare il bando di tutte  le  aziende
  che  vogliono  partecipare.  Quindi, se  si  inserisce   a  livello
  provinciale   si  perde  meno  tempo  e  le  società  che  vogliono
  partecipare  diventano  meno,  sono quelle  che  magari  già  hanno
  assistito le province. Pertanto, occorre specificare  provinciale .
  Se,  poi,  si  vuole  fare a livello regionale significa  allungare
  l'iter, aprire un'istruttoria, fare partecipare e dare del tempo  e
  significa  allungare i tempi, significa che nel tempo che  formiamo
  la   gente   ancora  dobbiamo  finire  l'istruttoria  per  l'elenco
  regionale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Trizzino e Ferreri  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.51, è ripresa alle ore 17.59)

   La seduta è ripresa.

                              1133-1155/A

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                              1133-1155/A

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sta  per  essere   distribuito
  l'emendamento riscritto. Se, nel frattempo, onorevole Zafarana lei,
  magari,  ce lo anticipa, ce lo illustra, proseguiamo con  i  lavori
  d'Aula.  Vi  pregherei di prestare attenzione, onorevoli  colleghi,
  così risparmiamo anche un po' di tempo, ottimizziamo i tempi.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  l'emendametno recita: «All'emendamento 11.6 aggiungere il  seguente
  comma:   nelle  istituzioni scolastiche in  cui  non  sia  presente
  personale  interno adeguamente formato e nel rispetto di genere,  i
  servizi  di cui al comma 1 possono essere espletati tramite voucher
  a  favore  delle famiglie secondo modalità individuate con  decreto
  dell'Assessore  regionale della funzione pubblica entro  30  giorni
  dall'entrata  in  vigore della presente legge e  nei  limiti  delle
  risorse  finanziarie previste dalla normativa vigente».  Penso  che
  possa  essere  un  buon percorso per sopperire alle  difficoltà  ed
  iniziare serenamente l'anno scolastico prossimo.

   PRESIDENTE.  Se  l'illustrazione  dell'onorevole  Zafarana  vi  ha
  convinti,  passerei alla votazione del sub emendamento  11.6.1.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 11.6, così  come  emendato.  Il
  parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 11, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13
          Riforma dei servizi per il lavoro e delle politiche
                                attive.
          Riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e
       dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle
                esigenze di cura, di vita e di lavoro.

   1.  La  Regione recepisce i principi di cui alla legge 10 dicembre
  2014,   n.  183  ed  attua  nel  territorio  regionale  i   decreti
  legislativi attuativi della medesima legge.

   2.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro  è  autorizzato  a sottoscrivere  le  convenzioni  ed  i
  protocolli di intesa previsti dal decreto legislativo 14  settembre
  2015, n. 149, e dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n.  150.
  Con  successivi decreti, senza nuovi o maggiori oneri a carico  del
  bilancio  della  Regione, è data applicazione, anche  relativamente
  alle strutture e al personale, alle predette convenzioni.

   3.  Al  comma  2 dell'articolo 63 della legge regionale  7  maggio
  2015, n. 9, dopo le parole  all'articolo 17 del decreto legislativo
  4  marzo  2015,  n.  22  sono aggiunte le seguenti:   e  successive
  modifiche ed integrazioni ».

   Si passa all'esame degli emendamenti.

   GRECO  Giovanni. Dichiaro di ritirare gli emendamenti  soppressivi
  13.1, 13.2, 13.3, 13.4, a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, apprezzo che l'onorevole Greco  abbia
  ritirato tutti gli emendamenti in modo da passare velocemente anche
  ad un'approvazione rapida.
   Intervengo,  solo per dire che la vicenda cui abbiamo assistito  è
  complessa  perché  questi lavoratori erano, a  tutti  gli  effetti,
  lavoratori  che  beneficiavano di una norma  regionale,  con  fondi
  regionali e che inopinatamente, per problemi di bilancio, dal  2010
  in poi sono stati privati di questa possibilità.
   Da alcuni anni, infatti, questi lavoratori non percepiscono alcuno
  stipendio,  pur essendo la loro opera assolutamente indispensabile,
  dal  punto  di  vista  delle  direttive della   Comunità  economica
  europea e dal punto di vista delle direttive nazionali, tanto è che
  si  tenta  ad  implementare, quanto più possibile,  i  servizi  per
  l'impiego in un'ottica di miglioramento del mercato complessivo del
  lavoro che registra una fortissima carenza in questo settore.
   L'articolo  13  recepisce alcune norme dello  Stato,  del  Governo
  nazionale e - segnatamente - la legge, il job act, in Sicilia parte
  della  legge  Fornero' che sono indispensabili per potere usufruire
  anche  noi  come  Regione  siciliana alla  ripartizione  dei  fondi
  nazionali  che  sono fondi abbondanti e che possono  consentire  la
  stabilizzazione, nel tempo, di queste categorie.
   Per  quanto riguarda l'articolo 14, ringraziando l'onorevole Greco
  per   avere   ritirato   gli  emendamenti,  per   quanto   riguarda
  l'emendamento 14.6 a mia firma, voglio dire che saremmo  stati  ben
  lieti  di poter approvare questo emendamento, che abbiamo formulato
  tutti insieme.
   Avendo  però approfondito ed essendoci confrontati con il  Governo
  nazionale  - oltre che con l'Assessore per il bilancio del  Governo
  regionale - e non volendo mettere a rischio l'approvazione  di  una
  norma  che consenta finalmente a questi lavoratori di riprendere  a
  lavorare e avere nel tempo una stabilizzazione, questo emendamento,
  il  14.6,  rischia  fortemente l'impugnativa e per  non  mettere  a
  rischio  quanto di  buono stiamo facendo, con la norma  che  stiamo
  portando  avanti,  a  malincuore,  devo  dire  che  vorremo  averlo
  approvato ma se lo approvassimo metteremmo fortemente a rischio  la
  possibilità per questi lavoratori.
   Per  quanto  riguarda  gli altri emendamenti, piccoli  emendamenti
  aggiuntivi,  sono  necessari per implementare le  prestazioni  e  i
  servizi che la Regione, tramite questi lavoratori, dovrà fornire al
  fine  di potere avere la nostra Regione una maggiore erogazione  di
  contributi  da  parte  dello Stato centrale. Pertanto,  chiedo  una
  rapida  approvazione  dei due articoli, il cui  combinato  disposto
  consentirà a questa platea di riprendere a lavorare e di riprendere
  a lavorare con il CIAPI, cioè con l'organismo in house.
   Assessore  Miccichè,  la  norma  prevede  ente  in  house  o  APL.
  Ribadisco ancora una volta, così come il Governo ha ribadito  anche
  in  Commissione  che la volontà da parte del Governo  e  di  questo
  Parlamento è che questi lavoratori possano riattivarsi, iniziare  a
  lavorare  quando ci sarà il finanziamento adeguato, con l'organismo
  in  house. Poi, eventualmente, una volta esaurita questa platea, se
  dovessero ancora esserci altre risorse possono essere affidate alle
  APL. Ma la norma prioritariamente prevede l'ente in house.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
  su  questo articolo perché ritengo che tracci una chiara finalmente
  chiara  rispetto a quello che doveva essere il percorso  di  questi
  lavoratori    e   il   loro   utilizzo   perché   fa    riferimento
  all'implementazione di tutte quelle attività che ancora in  Regione
  Sicilia  non sono state implementate e che permettono utilmente  di
  spendere  professionalità che nel corso di  questi  anni  non  sono
  state  utilmente  impiegate  e non si sono  potute  esprimere  come
  invece con questa norma sarà possibile fare.
   Anche   perché  voglio  attenzionarvi  su  un'altra  faccia  della
  medaglia  che è la qualità e la necessità che la Sicilia finalmente
  espleti   questi   servizi   per   i   giovani   disoccupati.   Una
  raccomandazione forte all'Assessore. Se questa norma è una  traccia
  significativa e importante e soprattutto delinea quelle che sono le
  possibilità di utilizzo,sarà importante poi all'interno dei bandi e
  credo che nei confronti che ci sono stati l'Assessore metterà  cura
  e  attenzione  per  fare  in modo, non  solo  che  siano  questi  i
  lavoratori garantiti, ma non una garanzia fine a sé stessa, ma  una
  garanzia  rispetto  alla loro professionalità e  a  quanto  possono
  utilmente  fare,  ma una garanzia all'interno  del  bando  che  sia
  finalizzata  tra l'altro nelle azioni che verranno  ad  utilizzarli
  prioritariamente dentro il CIAPI, il nostro ente in house  che  tra
  l'altro è anche abilitato come APL.
   Questo  può  significare per i lavoratori soprattutto  non  essere
  rimessi  all'interno  di  un percorso che li  veda  remunerati  con
  quelle  che  sono le saltuarietà, la provvisorietà che  all'interno
  degli enti anche in passato hanno vissuto.
   Credo  che  questa sia una garanzia che noi, dal  punto  di  vista
  morale, gli dobbiamo purtroppo perché finora, nonostante tutto, non
  siamo riusciti a risolvere i problemi.
   Quindi   esprimo  il  mio  parere  favorevole  ma  faccio  appello
  all'Assessore - e credo che ci sia la disponibilità, così come l'ha
  manifestata  -  perché  tutto  ciò  che  ne  seguirà  sia   rivolto
  fortemente  alla tutela di quelle professionalità di  cui  dobbiamo
  fare  buon  uso per la società, per la collettività,  per  i  tanti
  giovani che aspettano finalmente di fruire di questi servizi.

   PRESIDENTE. Per fare chiarezza agli onorevoli colleghi che  stanno
  seguendo  il  dibattito  non  stiamo trattando  l'articolo  14,  ma
  l'articolo  13.  Teniamo  per buono il  suo  intervento,  onorevole
  Maggio, quando passeremo all'articolo 14.
  Pongo in votazione l'articolo 13. Il parere del Governo?

   MICCICHE',  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
               Organizzazione dei servizi per il lavoro

   1.  In  attuazione del decreto legislativo 14 settembre  2015,  n.
  150,  al  fine di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni
  (LEP) in materia di servizi e politiche attive del lavoro, al  fine
  di  garantire  il potenziamento della funzionalità dei  centri  per
  l'impiego, previsto quale condizionalità ex ante del PO  FSE  2014-
  2020,   ed   in  particolare  per  l'implementazione  dei   servizi
  specialistici   nonché  il  potenziamento  dei  servizi   formativi
  (orientamento  di  base  e  specialistico, progettazione,  percorsi
  formativi  individualizzati, tutorship nell'attività di  tirocinio,
  sportelli  inclusione sociale, conciliazione  e  pari  opportunità,
  sportello migranti), l'Assessorato regionale della famiglia,  delle
  politiche sociali e del lavoro si avvale degli organismi  in  house
  providing  della Regione e degli enti accreditati come Agenzie  per
  il lavoro ai sensi della normativa vigente.

   2.  Entro  trenta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  con  decreto  dell'Assessore  regionale  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e il lavoro, è istituito  l'elenco
  unico   ad  esaurimento  dei  lavoratori  provenienti  dai  servizi
  formativi di cui all'articolo 12 della legge regionale 26  novembre
  2000, n. 24 e successive modifiche ed integrazioni.

   3.   Gli  enti  e  gli  organismi  di  cui  al  comma  1,  per  la
  realizzazione  delle  attività affidate dal dipartimento  regionale
  del  lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi  e  delle
  attività formative, si avvalgono prioritariamente dei lavoratori di
  cui al comma 2.».

   Si  passa all'emendamento 14.1, degli onorevole Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GRECO Marcello. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello.  Signor Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,
  finalmente  abbiamo  fatto  una norma.  E  questo  è  anche  merito
  dell'assessore  Micciché, che ha contribuito alla realizzazione  di
  questa  norma,  con  gli  emendamenti che  hanno  posto  in  essere
  l'onorevole Formica e l'onorevole Maggio.
   Su   questa   norma   abbiamo  lavorato  tanto.   La   Commissione
  parlamentare ha lavorato circa tre anni e finalmente siamo riusciti
  a ottenere un risultato. Noi crediamo in questa norma e ci crediamo
  per  la  sistemazione di questi lavoratori, che veramente  meritano
  una  collocazione.  Meritano  di  ritornare  al  posto  di  lavoro,
  meritano di ricevere gli stipendi e di ottenere, finalmente, quello
  per cui questi anni hanno in effetti sofferto.
   Bene  assessore,  ma non basta. La norma, per  la  quale  io  sono
  convinto  che questo Parlamento darà un consenso unanime, necessita
  poi   degli   atti  amministrativi  successivi.  E  questa   è   la
  raccomandazione   che  le  fa  il  Presidente   della   Commissione
  parlamentare  e  la Commissione tutta: è necessario  che  a  questa
  norma  possano succedere tutti gli atti successivi e  dovrà  essere
  lei,  così come ha fatto sinora, dimostrando grande attaccamento  a
  questa categoria, a proseguire su questa strada.
   Questi   lavoratori,  e  la  Sicilia  tutta,  merita  che   questi
  lavoratori  ritornino  a lavorare e ritornino  a  lavorare  in  una
  società  in house - il CIAPI di Priolo - con tutti i servizi  e  le
  organizzazione che debbono essere fatti.
   Quindi  questa  è la raccomandazione forte che io, in  qualità  di
  Presidente  della  Commissione,  e  tutta  la  Commissione  fa:  di
  proseguire   su  questa  strada  affinché  al  più  presto   questi
  lavoratori possano trovare una collocazione che - ripeto - meritano
  da tanto tempo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo arrivati  a
  questo  articolo 14, che ha visto l'impegno trasversale  sia  delle
  attività in Commissione, che dell'attività in Parlamento e  che  ha
  visto  fare,  probabilmente, tanti passi indietro e tanti  passaggi
  rispetto  alla  possibilità  di  inquadrare  la  norma  in  maniera
  organica.  In maniera organica rispetto non soltanto ai  lavoratori
  che  sono  stati  coinvolti,  ma rispetto  a  quella  tanto  spesso
  richiamata  riforma delle politiche attive del lavoro, che  avrebbe
  dovuto  -  già  anni  fa,  ma non è mai  troppo  tardi  -  rivedere
  l'impostazione  complessiva  attraverso  la  quale  offrire   delle
  opportunità e dei servizi concreti nel territorio.
   E'  una norma che ha visto davvero impegnata la quinta Commissione
   Cultura, formazione e lavoro   - l'ha detto prima il Presidente  -
  per  circa tre anni e avremmo potuto davvero farla prima,  evitando
  probabilmente  che nei territori si verificassero  situazioni  come
  quelle  che  si  sono verificate. E dobbiamo riconoscere  -  questo
  dobbiamo  dirlo - l'impegno dei lavoratori, che spesso hanno  anche
  solleticato  e  sollecitato l'attività  del  Parlamento,  perché  -
  diciamocelo  -  rispetto  a delle sviste, che  avevano  portato  al
  licenziamento  di questa gente, si è dovuto fare  appello  a  delle
  sensibilità  trasversali, che hanno visto questa gente per  strada,
  che  hanno visto questa gente arrivare addirittura a scioperi della
  fame,  e  che hanno visto coinvolti migliaia di persone -  possiamo
  dirlo perché prima parlavamo di 1.700 persone, oggi ridotte a circa
  1.050  persone - che hanno vissuto un calvario e che, credo,  però,
  abbiano  avuto il valore di dimostrare anche alla società siciliana
  come credendo in un impegno si possa arrivare a dei risultati.
   Di  fronte  però  a  queste  aspettative  -  signori  assessori  e
  onorevoli colleghi, ovviamente abbiamo delle grandi responsabilità.
  Le  responsabilità sono dettate dal fatto che accusiamo oggi questa
  norma   come   frutto   di  un  impegno,  di  una   assunzione   di
  responsabilità  voluta  da  parte del Governo  che  è  riuscito  in
  qualche  modo a mettere insieme le sensibilità, talvolta anche  con
  un  travaglio non solo politico ma anche interiore che poi è quello
  che porta a fare dei passi indietro.
   Oggi  quei  passi  indietro vengono fatti  anche  dal  mio  Gruppo
  parlamentare,  che  arriva a condividere questa norma,  ma  vengono
  fatti  con  una  apertura  di  fiducia, legata,  signor  assessore,
  all'idea  che  noi  auspichiamo  che  il  passaggio  immediatamente
  successivo  all'approvazione di questa norma, che  noi  voteremo  e
  rispetto alla quale tuttavia ve lo diciamo, la voteremo perché  non
  vogliamo  che un giorno qualcuno ci possa dire  per colpa di  Forza
  Italia questo provvedimento non ha visto luce'. Noi la voteremo, ma
  chiedendo  all'assessore Micciché e al Governo tutto di  dimostrare
  all'indomani, dal giorno dopo della pubblicazione in Gazzetta,  che
  degli atti concreti portino ad un risultato certo, che è quello che
  questa  gente  possa  tornare a lavorare e che  i  servizi  possano
  tornare  ad  essere  erogati rispetto al  mondo  dell'orientamento,
  delle politiche attive del lavoro, al coinvolgimento delle imprese,
  del  mondo  produttivo, di tutto quello che potrà essere necessario
  nelle linee guida di questa norma voluta dal governo e che, ripeto,
  forse  non è la migliore, ma noi ci ritroveremo a votare come  atto
  di  sfiducia  dal  quale però, governo, assessore,  presidente,  vi
  chiediamo  di  non  farcene pentire. Ripeto, noi  questa  norma  la
  voteremo, ma non potremo fare altro che prendere atto di quelli che
  faranno i provvedimenti che siamo sicuri ci saranno e garantiranno,
  auspichiamo,  l'avvio  delle attività e il  ritorno  al  lavoro  di
  queste mille persone.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   una
  considerazione per dire esattamente che quella di  oggi  non  è  la
  soluzione al problema, ma l'inizio di un cammino. E' giusto  essere
  corretti con noi stessi, con questa platea di persone, di famiglie,
  di  storie  personali  che  hanno  visto  interrompere  la  propria
  attività lavorativa.
   Io  chiedo solo un secondo all'assessore Micciché con il quale  mi
  sono  intrattenuto  più volte al telefono e  a  cui  riconosco  una
  grande  onestà intellettuale con lo sforzo fatto dalle  commissioni
  di merito e da tutti i Gruppi parlamentari.
   Inizia  un cammino per il quale ovviamente la gestione deve essere
  in house, su questo serve il coinvolgimento del Governo nazionale e
  di  politiche che siano in condizione di dare attuazione alle norme
  che ci accingiamo ad approvare con il linguaggio della verità che è
  fondamentale, quello che è stato usato in questi giorni, in  questi
  minuti in quest'Aula.
   Inizia un percorso importante che deve essere accompagnato, signor
  assessore, dalla sua onestà intellettuale che dal primo momento  ha
  messo  in  campo  e su tutte le iniziative, dall'onorevole  Maggio,
  all'onorevole Panarello, all'onorevole Formica, a tutti quelli  che
  si   sono  cimentati,  alla  fine  anche  in  seconda  Commissione,
  ricorderà  lì onorevole Vinciullo che sono stato uno di quelli  che
  nella  prima  stesura era contrario perché dire che risolviamo  con
  una  bacchetta magica tutto e subito, ho usato una parola  bella  e
  importante  ma  che non ci avrebbe aiutato l'assunzione  per  conto
  della  regione  siciliana  di queste oltre  1500  persone,  non  mi
  sembrava giusto e senza bisogno di catturare la simpatia.
   Per  cui,  assessore, se oggi quest'Aula approva,  lei  e  il  suo
  governo  dovrete  attuare, con l'aiuto di questo Parlamento,  tutto
  ciò  che  è  necessario  affinché  quello  di  oggi  sia  un  primo
  importante  passo  verso il ripristino dell'attività  lavorativa  e
  delle funzioni di questi lavoratori.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo,
  solo  per  fare una riflessione perché c'è chi strumentalizza,  c'è
  chi  fa  populismo,  c'è  chi va dietro le  masse  e  chi  va  agli
  scioperi, c'è invece chi lavora in silenzio e cerca di risolvere  i
  problemi di questa Regione.
   E  devo  fare  i  complimenti all'onorevole  Marcello  Greco,  che
  lavorando  in silenzio e lavorando con grande spirito e soprattutto
  con  grande dedizione ha portato avanti questa norma che mi auguro,
  dall'indomani  assessore Miccichè, noi saremo  sicuramente  vigili,
  noi  di  Sicilia  Futura  affinché questa  norma  porti  avanti  un
  percorso  che  miri alla risoluzione del problema  e  all'effettiva
  messa in servizio di tutti questi lavoratori che da tempo soffrono.
  Li  ho  visti  scioperare davanti all'assessorato alla  famiglia  e
  hanno realmente bisogno di iniziare il loro percorso di lavoro  per
  la loro certezza e per il loro futuro.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  assessori,   come   giustamente
  ricordava  poco fa l'onorevole Panepinto, e credo che  l'intervento
  della    Commissione   poteva   anche   concludersi   con    quello
  dell'onorevole  Panepinto, non è assolutamente un traguardo  quello
  che stasera stiamo raggiungendo.
   Questa sera, assessore Miccichè, Presidente Greco, e quanti  altri
  a  cominciare  dall'onorevole Formica, si  sono  impegnati  per  il
  raggiungimento di questo obiettivo. E' l'inizio di un percorso,  un
  percorso  che  lascia  alle spalle, evidentemente,  tante  maceria,
  lascia  alle  spalle  tanto dolore, qualche lutto  ed  è  anche  un
  articolo  che rende il giusto omaggio a quanti in questi mesi,  con
  orgoglio,   hanno  sostenuto  le  proprie  battaglie.   Parlo   dei
  lavoratori   che   in   maniera  veramente   straordinaria,   hanno
  rappresentato  le  ragioni che stavano alla base della  difesa  del
  loro  posto di lavoro, decine e decine di giorni di sciopero  della
  fame, numerose giornate e nottate trascorse davanti all'assessorato
  e   davanti  all'Assemblea  regionale  siciliana  perché   volevano
  difendere  il  loro  posto di lavoro, volevano  difendere  il  loro
  futuro, volevano difendere il futuro delle rispettive famiglie.
   Vedete, la Commissione Bilancio in questo ultimo periodo era stata
  additata come quella che non aveva voluto dare la copertura  ad  un
  precedente   articolo   giunto   dalla   V   Commissione,   ma   su
  quell'articolo,  così  come ha ricordato correttamente  il  collega
  Panepinto,  non siamo stati nelle condizioni di dare le  coperture,
  perché le coperture finanziarie devono essere certe, mai generiche,
  devono  individuare  la fonte di finanziamento e  quell'emendamento
  oggettivamente non le indicava.
   Adesso,  in attuazione del decreto legislativo 14 settembre  2015,
  n.  150  comincia  un  percorso,  un  percorso  in  cui,  assessore
  Miccichè, ricordo che lei ha assunto degli impegni importanti e  so
  che  questi  impegni li onorerà; un percorso in cui la  Commissione
  Bilancio  spera, crede che potranno trovare finalmente  occupazione
  tutti  coloro i  quali fino a qualche anno fa l'aveva; un  percorso
  che credo sia ancora irto di ostacoli, ma è l'inizio di un percorso
  con  una  norma,  con una legge, vero onorevole  Clemente,  che  dà
  dignità a dei lavorator4i che fino ad adesso brancolavano nel buio.
   Non  è  la  cosa  migliore,  non è  quello  che  i  lavoratori  si
  aspettavano, non è nemmeno quello che noi volevamo fare.
   Ma  queste  sono le condizioni in cui la Commissione ha operato  e
  questo è stato il massimo che ha potuto esprimere e nel momento  in
  cui  è  arrivato, da parte della Commissione lavoro, un emendamento
  che  poteva essere approvato con la giusta celerità e con la giusta
  velocità,  la Commissione Bilancio lo stesso giorno l'ha  approvato
  proprio   perché  iniziava  per  i  lavoratori  un   percorso   che
  rappresenta un momento di speranza, di fiducia per loro ma anche un
  momento  di  impegno vero per noi che lo stiamo  approvando  e  che
  siamo  chiamati  e  dare una risposta concreta  a  millecinquecento
  lavoratori.

                              1133-1155/A

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


             (Assume la Presidenza il Vicepresidente LUPO)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 14.6, degli onorevoli Formica
  e altri.

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 14.2, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.8, degli onorevoli Formica ed altri.

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.7, degli onorevoli Formica ed altri.

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.5, degli onorevoli Formica ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   MICCICHE',  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 14.3, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 14.4, degli onorevoli Greco Giovanni  ed
  altri.
   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 14, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Ioppolo ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                              1133-1155/A

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Riprende il seguito dell discussione del disegno di legge nn. 1133-
                                1155/A

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 15, precedentemente
  accantonato.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dalla   Commissione   il
  subemendamento 15COMM2 che recita:  all'emendamento  15.COMM,  dopo
   dipendenti' aggiungere  anche con qualifica dirigenziale' .

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  rivolgo
  nuovamente  un  invito  al Presidente della Commissione,  onorevole
  Vinciullo,  affinché  ritiri il subemendamento,  perché  credo  che
  abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro, sarebbe anche ingiusto  nei
  confronti di noi stessi, Presidente, glielo dico davvero col cuore.
  Capiamo quali sono i margini per potere intervenire, però, in  quel
  modo  davvero vanifichiamo ore ed ore di lavoro nelle quali abbiamo
  scritto  una  norma  che sarà all'avanguardia anche  per  il  resto
  d'Italia.
   Ci pensi davvero.

   PRESIDENTE.   Quindi,   l'onorevole   ha   chiesto    il    ritiro
  dell'emendamento di riscrittura.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  volevo
  sollevare  un  problema perché questa norma, in  passato,  era  già
  stata  approvata ed è stata impugnata dal Commissario dello  Stato,
  in  passato, perché ritenuta anticostituzionale soprattutto per gli
  Enti  di  cui all'articolo 1 perché sono definiti con un  contratto
  dei  regionali per cui, se questa norma la approviamo  così  com'è,
  non  togliamo  gli  Enti  di  cui all'articolo  1,  sarà  di  nuovo
  impugnata perché anticostituzionale perché questi soggetti hanno il
  contratto  dei  regionali, per cui io l'ho votata  in  Commissione,
  però,   se  poi  mi  accorgo  che  c'è  stata  già  una  precedente
  impugnativa  non  è che posso andare avanti lo stesso,  quindi,  io
  sottopongo  alla Presidenza questa questione,  vediamo di  fermarci
  un  attimo  sull'articolo  15 e, poi, vediamo  se  possiamo  andare
  avanti, verifichiamo perché è stata impugnata precedentemente.

   PRESIDENTE. Onorevole, il comma 3 dell'articolo 13 è vigente,  non
  c'è alcuna impugnativa, non riguarda alcuna norma impugnata, quanto
  meno  il  comma  3  ad  oggi  è vigente,  quindi,  l'emendamento  è
  ammissibile.

   DI GIACINTO. Mi riferisco all'articolo.

   PRESIDENTE. L'articolo pure, l'articolo 13 della legge  11  giugno
  2014, è vigente.
   Questo è un altro argomento, il Parlamento è sovrano.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, mi rivolgo, soprattutto, all'onorevole Cancelleri che  ha
  fatto l'intervento.
   Prima  avevo  anch'io dei dubbi, infatti, ho chiesto  la  verifica
  agli  Uffici.
   La   riscrittura   è  una  riscrittura  tecnica  per   agganciarsi
  direttamente alla legge regionale attualmente vigente e, in maniera
  chirurgica,  andare a cambiare le cose in modo  da  riscrivere  gli
  stessi   contenuti  dell'articolo  15  attuale,   quindi,   è   una
  riscrittura  fatta con gli Uffici dell'Assemblea che non  cambia  i
  contenuti  e, secondo me, potrebbe essere più garantista nel  senso
  che va ad intervenire sulla legge già vigente per cui, anche per  i
  dubbi  espressi  dall'onorevole Di Giacinto, se  quella  è  vigente
  interveniamo chirurgicamente su quella, ma è vigente però così come
  è scritta.

   PRESIDENTE. Accantoniamo, per qualche minuto, questo articolo  15,
  il tempo di approfondire l'argomento.
   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
              Attuazione della programmazione comunitaria

     1.  Ai sensi dell'articolo 1, comma 804, della legge 28 dicembre
  2015,  n.  208, al fine di assicurare il completamento dei progetti
  di cui al comma 2 inseriti nei programmi PO FESR 2007-2013 e PO FSE
  2007-2013,  non  conclusi  alla  data  del  31  dicembre   2015   è
  autorizzato  l'utilizzo delle risorse finanziarie previste  per  il
  piano  di completamento (FESR) e per il piano di cambiamento  (FSE)
  inseriti  nella programmazione complementare di cui  alla  delibera
  CIPE  n. 10/2015 del 27 gennaio 2015, come deliberato dalla  Giunta
  regionale con atto n. 268 del 10 novembre 2015.

   2. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell'articolo  l
  del  decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le società  e  gli
  enti  in  house  alle predette amministrazioni, gli  enti  pubblici
  economici e i concessionari statali o regionali di servizi pubblici
  e  opere  pubbliche, beneficiari titolari di progetti non  conclusi
  alla  data  del  31  dicembre 2015, possono presentare  all'ufficio
  regionale  competente una domanda di proroga al 31  dicembre  2016,
  ovvero  entro  il  31 dicembre 2018 per i progetti  superiori  a  5
  milioni  di euro, del termine di conclusione e di funzionamento  ed
  entrata  in uso dei predetti progetti. Con la medesima domanda  può
  essere  richiesta la copertura finanziaria, a valere sulle  risorse
  di  cui  al  comma 1, dei progetti non conclusi alla  data  del  31
  dicembre  2015.  Le  modalità e i termini  di  presentazione  e  di
  accoglimento della domanda sono definiti con apposita circolare  da
  emanarsi,  con provvedimento della competente autorità di gestione,
  entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge.  Per i progetti non conclusi alla data del 31 dicembre  2015
  dei  quali è beneficiaria titolare l'amministrazione regionale, gli
  uffici  regionali  competenti  provvedono,  previa  verifica  della
  sussistenza  delle condizioni giuridiche e tecniche per consentire,
  nel   rispetto  delle  vigenti  norme  comunitarie,   nazionali   e
  regionali,  la  proroga al 31 dicembre 2016,  ovvero  entro  il  31
  dicembre  2018 per i progetti superiori a 5 milioni  di  euro,  del
  relativo  termine di conclusione e di funzionamento ed  entrata  in
  uso,  ad  adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata  in
  vigore  della presente legge, gli atti ed i provvedimenti necessari
  a garantirne la copertura finanziaria a valere sulle risorse di cui
  al comma 1.

   3.  I soggetti privati beneficiari di regimi di aiuto titolari  di
  progetti  non conclusi alla data del 31 dicembre 2015  e  che  alla
  data  di  entrata  in vigore della presene legge  non  abbiano  già
  rinunciato al finanziamento concesso possono presentare all'ufficio
  regionale  o  all'organismo intermedio competente  una  domanda  di
  proroga   al   30   settembre  2016,  con   copertura   finanziaria
  esclusivamente con risorse proprie, del termine di conclusione e di
  funzionamento ed entrata in uso dei predetti progetti. Le  modalità
  e  i  termini di presentazione e di accoglimento della domanda sono
  definiti  con  apposita  circolare da emanarsi,  con  provvedimento
  della  competente autorità di gestione, entro trenta  giorni  dalla
  data di entrata in vigore della presente legge.

   4.  Con la domanda di copertura finanziaria di cui al comma 2,  le
  amministrazioni  pubbliche di cui al comma 2  dell'articolo  l  del
  decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le società e gli enti in
  house alle predette amministrazioni, gli enti pubblici economici  e
  i  concessionari  statali o regionali di servizi pubblici  o  opere
  pubbliche  possono  richiedere l'erogazione  in  anticipazione  del
  finanziamento di cui al comma l nella misura del novanta per  cento
  delle risorse finanziarie necessarie alla conclusione del progetto.
  Il  saldo del dieci per cento del finanziamento può essere  erogato
  solo  dietro  verifica, da parte degli uffici regionali competenti,
  che  il  progetto è effettivamente concluso, funzionante ed entrato
  in uso entro i termini di cui al comma 2 nonché previo accertamento
  della   regolarità  e  ammissibilità  delle  spese   sostenute   in
  rispondenza  alla  disciplina comunitaria, nazionale,  regionale  e
  convenzionale di riferimento. Ai titolari e beneficiari di progetti
  di  cui  al comma 2 il finanziamento di cui al comma l è erogato  a
  saldo  dietro verifica, da parte degli uffici regionali competenti,
  che  il  progetto è effettivamente concluso, funzionante ed entrato
  in  uso  entro  i termini di cui al comma 2 nonché di  accertamento
  della   regolarità  e  ammissibilità  delle  spese   sostenute   in
  rispondenza  alla  disciplina comunitaria, nazionale,  regionale  e
  convenzionale di riferimento.

   5.  Alla presentazione delle domande di cui ai commi 2 e 3, con le
  modalità  e  nei  termini  definiti  dalle  circolari  emanate  con
  provvedimenti  della competente autorità di gestione,  consegue  la
  proroga  automatica  rispettivamente al 31  dicembre  2016,  al  31
  dicembre 2018 per i progetti superiori a 5 milioni di euro ed al 30
  settembre 2016 del termine ultimo di conclusione e di funzionamento
  ed  entrata  in  uso dei progetti non conclusi  alla  data  del  31
  dicembre  2015, senza necessità di modifica, riforma o integrazione
  di eventuali diversi termini previsti dalla disciplina regionale  o
  convenzionale  di  riferimento precedente la  data  di  entrata  in
  vigore   della   presente  legge.  Ciò  al   fine   di   consentire
  l'espletamento  di  tutti  gli  adempimenti  di  competenza   delle
  autorità  di  gestione dei rispettivi programmi  entro  il  termine
  ultimo  del  31  marzo 2017 per la presentazione dei  documenti  di
  chiusura alla Commissione europea.

   6. La copertura finanziaria delle anticipazioni di cui al comma 1,
  nelle  more del perfezionamento delle previsioni normative  di  cui
  all'articolo 1, comma 804, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,  è
  assicurata,  relativamente alle operazioni del PO FESR 2007-2013  a
  valere  sulle risorse del  Piano di Salvaguardia  del PAC 2007-2013
  e,  relativamente  alle operazioni del PO FSE 2007-2013,  a  valere
  sulle risorse disponibili del  Piano straordinario per il lavoro in
  Sicilia:  Opportunità  Giovani   e  del   Piano  straordinario  per
  rafforzare   l'occupabilità  in  Sicilia    di   cui   al   decreto
  dell'Ispettorato  generale per i rapporti finanziari  con  l'Unione
  europea n. 25 del 5 agosto 2015.

   7.  Ai  fini  del presente articolo, per progetti non conclusi  si
  intendono i progetti inseriti nei programmi PO FESR 2007-2013 e  PO
  FSE  2007-2013 le cui spese non sono state interamente sostenute  e
  pagate dai soggetti beneficiari titolari, pubblici o privati, entro
  la data del 31 dicembre 2015.

   8. Le autorità di gestione dei Programmi Operativi 2014-2020 della
  Regione  siciliana  e  i  dipartimenti  interessati,  nel  rispetto
  dell'articolo   65,   comma  2,  del  Regolamento   UE   1303/2013,
  considerano  ammissibili  le spese già  sostenute  dai  beneficiari
  dalla  data  dell'1 gennaio 2014, purché coerenti con il  programma
  comunitario.

   9.  I  soggetti  beneficiari,  pubblici  o  privati,  titolari  di
  interventi  finanziati a valere sulle risorse di tutti i  programmi
  della  politica  unitaria di coesione dei cicli  di  programmazione
  2000-2006  e  2007-2013, inadempienti agli obblighi di monitoraggio
  fisico,  finanziario e procedurale disciplinati dalle  disposizioni
  normative  di  riferimento o dai provvedimenti  e  convenzioni  che
  concedono  il  finanziamento,  non possono  presentare  domande  di
  finanziamento   a   valere  sulle  risorse  FESR   ed   FSE   della
  programmazione    comunitaria   2014-2020   fintantoché    persiste
  l'inadempimento ai predetti obblighi.

   10.  Le  domande presentate in violazione del divieto  di  cui  al
  comma  9  sono considerate inammissibili e, in quanto tali, escluse
  d'ufficio  da qualsiasi procedura finalizzata alla selezione  degli
  interventi da finanziare a valere sulle risorse FESR ed  FSE  della
  programmazione comunitaria 2014-2020.

   11.  Al  comma 3 dell'articolo 50 della legge regionale  6  agosto
  2009,  n. 9, le parole  Laddove i pareri non sono trasmessi nei  15
  giorni  previsti  il  Governo ne prescinde  sono  sostituite  dalle
  seguenti:   II Governo deve assicurare una informazione qualificata
  e  tempestiva.  In  caso  di  ripetuta  violazione  degli  obblighi
  previsti  dal  presente  comma,  il Presidente  della  Regione,  su
  richiesta  di  1/10 dei componenti, deve riferire,  in  un'apposita
  seduta,  all'Assembla regionale siciliana sulle  motivazioni  della
  suddetta violazione. La seduta si conclude con l'approvazione di un
  atto d'indirizzo al Governo. ».

   Sono stati presentati  diversi emendamenti soppressivi.
   Chiedo se sono ritirati.
   Gli  emendamenti  soppressivi 16.1, 16.2, 16.3,  16.4,  16.5  sono
  tutti ritirati.
   Non ci sono altri emendamenti.
   C'è  un  emendamento che mi è stato appena consegnato,  che  è  di
  riscrittura  del comma 3, in corso di distribuzione, a firma  della
  Commissione.
   Chiedo al  presidente della Commissione di illustrarlo.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in pratica cosa succede?
   Che i soggetti privati beneficiari di regime di aiuto, titolari di
  progetti che non sono stati conclusi alla data del 31 dicembre 2015
  e  che,  alla data dell'entrata in vigore della presente legge  non
  hanno  ancora  rinunciato al finanziamento, che è  stato  concesso,
  possono  portare a compimento le opere, utilizzando risorse proprie
  e questo in maniera tale da evitare che rimangano delle incompiute.
  E  questo  è un emendamento che va nel senso sperato da  quanti  in
  questi anni, anche a causa della burocrazia ed ai ritardi che  sono
  stati  frapposti  alla  realizzazione  delle  opere  da  parte  dei
  privati, si ritrovano con strutture realizzate in parte e che  ora,
  per  essere chiari, sarebbero costretti a restituire alla  comunità
  una  parte di finanziamento ottenuto e dall'altra parte non  potere
  mai  completare  l'opera che hanno iniziato in  questo  modo  senza
  gravare  sul  bilancio  della Regione, senza gravare  sul  bilancio
  dello  Stato, senza intaccare i finanziamenti europei, noi  daremmo
  la  possibilità  a  chi  ha intrapreso un'opera,  utilizzando  solo
  proprie risorse di portarlo a compimento.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Vorrei  capire  che  differenza  c'è  tra  il  comma   3
  dell'articolo e la riscrittura del comma 3 dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, se intanto può  rispondere  alla
  richiesta dell'onorevole Turano che chiedeva di capire meglio  qual
  è la differenza tra la riscrittura ed il comma 3 oggi contenuto nel
  testo.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che   la
  formulazione  dell'emendamento  sia  troppo  generica  a  riguardo.
  Infatti,   vorrei   che,  eventualmente,  l'assessore   Baccei   lo
  verificasse meglio. Che significa  nell'ipotesi in cui  i  progetti
  non   siano   stati   conclusi   per  problematiche   connesse   al
  funzionamento    degli    uffici   regionali    o    dell'organismo
  intermediario ?   Che   significa?  Per  me   risulta   del   tutto
  incomprensibile, chi è che lo accerta se effettivamente il progetto
  non  è  stato  definito e questo è attribuibile,  ovviamente,  agli
  uffici  regionali oppure altre deficienze e chi, in  qualche  modo,
  possa  fare un'affermazione del genere per fare scaturire, poi,  le
  conseguenze  che  ne  derivano? Mi lasciano  perplesso,  mi  lascia
  veramente di stucco

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei,
  credo  che  questo emendamento per la prima parte fino alle  parole
   fino  a progetti.  possa essere apprezzato positivamente da  parte
  del  Governo  perché,  di  fatto, l'emendamento  della  Commissione
  consente  di  ultimare i lavori con risorse  proprie  fino  a   del
  termine  di  conclusione di funzionamento, di entrata  in  uso  dei
  predetti progetti , credo che sia una norma di buon senso.
   Il  resto si presta ovviamente a dubbia interpretazione, così come
  illustrava  il collega Fazio e credo che sia soprattutto  argomento
  di  contenzioso  cioè la burocrazia che inceppa  una  procedura  di
  finanziamento,   è  argomento  di  contenzioso   non   può   essere
  disciplinato secondo un parere di un funzionario il quale prima  fa
  in modo che la pratica intoppi nel soffice e poi lui stesso afferma
  che  la pratica si è bloccata per sua inefficienza o inadeguatezza,
  quindi, limitatamente alla prima parte, cioè fino a  progetti  ..

   SAVONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  senso  della
  seconda  parte è un fatto reale,  successo. Ci sono alcuni progetti
  che provengono dall'Assessorato per la famiglia che per contenziosi
  interni hanno mandato le carte all'assessorato per l'economia  alla
  fine dell'anno.  L'Assessorato per l'economia non ha avuto il tempo
  di erogare, quindi, solo un problema di termini.
   Qui  c'è  un gruppo di quattordici progetti che restano nel  limbo
  fra  gli  assessorati  per  la famiglia e  per  l'economia.  Questi
  progetti,  pur  avendo  la proroga già prevista  dalla  norma,  non
  possono rendicontare perché devono pagare a spese proprie.  Qua  si
  parlava di fondi comunitari. Questo è il senso dell'emendamento. E'
  un pacchetto di quattordici progetti che è rimasto sospeso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
  solo  per  un chiarimento. La riscrittura del comma 3, nell'ipotesi
  in  cui  i  progetti  non  sono  stati conclusi  per  problematiche
  connesse  al  funzionamento degli uffici regionali e dell'organismo
  intermedio,  perché  ci  sono le due ipotesi  nel  caso  in  cui  i
  progetti  non sono stati conclusi per una sorta di adempimento  del
  privato  anziché restituire il privato completerà il  finanziamento
  con  risorse  proprie,  Come si stabilirà la  responsabilità  degli
  organismi  regionali? Chi lo stabilirà e come? I  dipartimenti.  In
  che modo? Qualcuno lo dovrà spiegare perché così non si comprende.
   Glielo  dico perché parecchi enti, anche Comuni, che non  si  sono
  visti  finanziati i progetti hanno addotto responsabilità ai Comuni
  nelle   procedure   o   agli  enti  privati  quando,   invece,   le
  responsabilità erano dei dipartimenti.
   Siccome  si tratta di finanziamenti in itinere che non sono  stati
  completati  e  quindi qualora le responsabilità siano invece  della
  Regione  dobbiamo  capire in che termini e  come  si  identificano,
  quali sono, ci sarà una circolare che dice se c'è stato un ritardo,
  se  si è perso tempo nell'istruttoria, perché parecchi progetti non
  si sono conclusi proprio perché l'istruttoria è durata anni.
   Quindi  prima  di  approvare è necessario che si  stabilisca  come
  vengono individuate le responsabilità da parte della Regione o  dei
  privati.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Ho parlato adesso con il  dott.
  Falgares,  la  problematica è che questi interventi  non  sarebbero
  ammissibili; nel programma comunitario andrebbero coperti con fondi
  regionali,  non  essendoci  fondi  regionali  per  coprirli  questo
  emendamento, di fatto, non ha copertura.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. Assessore  si
  spieghi meglio.

   BACCEI, assessore per l'economia. Ho parlato con il dott. Falgares
  che mi dice che se  anche  questo emendamento passasse, questi  non
  possono  essere  e non sono considerati ammissibili  sui  programmi
  comunitari,  per cui andrebbero coperti con fondi regionali.  Fondi
  regionali  per coprire queste spese non ce ne sono, perché  non  li
  abbiamo.  Il dott. Falgares mi dice che non si può fare, andrebbero
  coperti con fondi regionali. Tutte le cose che sono state dette  le
  condivido pienamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  se  non  lo  ritira  lo   devo
  dichiarare inammissibile, tranne che non si possa subemendare   per
  ovviare  all'inconveniente di copertura che  mi  pare  sostanziale.
  Possiamo  anche accantonarlo qualche minuto per un approfondimento,
  lo chiede l'Assessore per la famiglia.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, mi pare che questa norma è  stata
  scritta  per  risolvere  una serie di problemi  relativamente  agli
  imprenditori che non hanno colpa rispetto alla rendicontazione  sul
  POR  2007-2013  e  noi gli diamo la possibilità di potere  inserire
  queste somme nella programmazione 2014-2020. Se così non è che cosa
  stiamo  facendo? Perché mi pare di capire che il dott. Falgares  ha
  detto  all'Assessore che non è possibile, quindi se non è possibile
  che cosa stiamo scrivendo?
   Fra l'altro questa norma è stata suggerita anche da lui, perché in
  Commissione  Attività produttive ero presente e  il  Presidente  ha
  parlato  con il dott. Falgares, quindi non capisco. Se  è  così   è
  bene accantonarla.

   PRESIDENTE.  Chiedeva  di  intervenire anche  l'onorevole  Turano.
  Rinuncia?  C'è una richiesta di approfondimento dell'assessore  per
  la  famiglia? in tal caso accantono per qualche minuto per  passare
  all'articolo successivo. Assessore Miccichè che suggerisce?

   MICCICHE',  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Accantoniamo.

   PRESIDENTE.   Accantoniamo  l'articolo  16   per   consentire   un
  approfondimento al Governo.
   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17
         Amministrazione delle società a totale o maggioritaria
                     partecipazione della Regione

   l.  All'articolo 33 della legge regionale 7 maggio 2015,  n.  9  e
  successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma:
      9  bis.  Con decreto del Presidente della Regione, su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per l'economia,  previa  delibera  della
  Giunta  regionale, sono individuate le società di cui alla  lettera
  a)  del  comma l la cui amministrazione, per specifiche ragioni  di
  adeguatezza   amministrativa,  è  affidata  ad  un   consiglio   di
  amministrazione composto da tre membri. .»

   L'emendamento soppressivo 17.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Falcone l'emendamento soppressivo 17.3, a sua  firma, lo
  mantiene o lo ritira?

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. E' l'unico emendamento soppressivo, quindi  in  questo
  caso si vota il mantenimento dell'articolo 17.
   Chi  è  a  favore dell'approvazione dell'articolo 17 resti seduto,
  chi è contrario

   LENTINI. Assessore Baccei può illustrarcelo? Voglio avere le  idee
  chiare

   PRESIDENTE.  Se  lei  vuole  può intervenire,  siamo  in  fase  di
  votazione onorevole. Vuole chiarire, assessore Baccei? Onorevoli se
  ci  sono proposte di subemendamento le mettiamo ai voti, se non  ci
  sono si va avanti secondo procedura.
   C'è  una  richiesta  di chiarimento. Il Governo  ha  già  espresso
  parere  contrario all'emendamento soppressivo, quindi evidentemente
  è  favorevole al mantenimento. Comunque, assessore Baccei,  se  può
  precisare e chiarire meglio.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io credo
  che  l'articolo 17 è fin troppo chiaro, non ha bisogno  neanche  di
  una  spiegazione particolare. C'è una legge nazionale  che  prevede
  che, per le società pubbliche o a prevalente capitale pubblico, sia
  nominato  soltanto un amministratore unico. Il Governo ritiene  che
  ci   sono   alcune   società   che   meritano   un   consiglio   di
  amministrazione, perché sono società particolarmente delicate, sono
  società  per  le  quali  potrebbe essere  poco  utile  indicare  un
  amministratore    unico.   Una   pluralità   del    Consiglio    di
  amministrazione  permette senza dubbio una  maggiore,  da  un  lato
  responsabilità,  e  dall'altro attenzione  nelle  delibere  che  si
  adottano,  ragione per la quale mi sembra opportuna  l'approvazione
  dell'articolo  17  così  come mi sembra opportuno  che  il  Governo
  indichi  con  un decreto quali sono quelle società che meritano  un
  consiglio di amministrazione.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io,
  sinceramente, non riesco a capire come si affrontino temi  delicati
  dell'amministrazione della gestione della Regione.
   La  legge  regionale 7 maggio 2015, meno di un anno fa, una  norma
  che è stata approvata maggio 2015 viene modificata a maggio 2016.
   Assessore,  se  ci  può  illustrare quali siano  le  problematiche
  emerse  in questo anno e farci capire perché si ritiene di  tornare
  sui  propri  passi  -  fra  l'altro non  indicando  le  società  ma
  indicandole  successivamente  -  le  sarei  grato,  perché   almeno
  riuscirei a capire il perché un anno fa ho votato una norma e  oggi
  mi si chiede di votare l'esatto opposto.
   La  prego,  Assessore, di fornirci le indicazioni  necessarie  per
  esercitare criticamente il voto in quest'Aula.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore   per  l'economia.  Onorevoli   deputati,   le
  motivazioni sono quelle espresse dall'onorevole Turano per cui  per
  alcune società complesse

   GRECO Giovanni. Quali sono?
   GRASSO. Quali sono?

   BACCEI, assessore per l'economia. Riscossione Sicilia, ad esempio,
  ma se si vota la norma...
   Ad   esempio  si  ritiene  opportuno  avere  una  governance   più
  equilibrata di un Amministratore unico.
   Per le società più semplici l'amministratore unico va bene, questa
  è la considerazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Presidente,  credo  che ancora  una  volta  il  Governo,
  purtroppo,  dimostri schizofrenia perché se ieri  viene  fatta  una
  norma con la quale si dice che nelle società in house providing  vi
  è  soltanto  l'Amministratore unico piuttosto che un  consiglio  di
  amministrazione - tra l'altro l'Amministratore unico come recita il
  primo comma dell'articolo 33 è per un periodo limitato, cioè da tre
  a cinque anni.
   Questo  viene fatto sia per l'armonizzazione delle norme regionali
  a quelle nazionali che anche per una spending review.
   Proprio in questo principio le società in house providing quale ad
  esempio Sicilia e Servizi o Riscossione Sicilia sono passate da tre
  componenti  ad  un solo componente - anche Sviluppo Italia  Sicilia
  che in questo momento è in liquidazione.
   Dovrebbe passare anche questa ad un Amministratore unico.
   Ora  il problema qual è? Il problema che attorno a qualche società
  sono emerse tante problematiche e vi sono stati anche dei bracci di
  ferro, sotto un profilo politico, che esulano da un ambito e da  un
  contesto  legislativo per trasferirsi invece a  rapporti  di  forza
  all'interno della stessa maggioranza.
   Presidente,  ho voluto mantenere il mio emendamento soppressivo  -
  non  per  mettere le dita negli occhi a qualcuno - ma riteniamo  il
  Governo  si è assunta la responsabilità col suo Presidente, Rosario
  Crocetta, di fare determinate scelte.
   Quelle scelte vanno mantenute.
   Poi fra un anno, due anni o un anno e mezzo saranno gli elettori a
  decidere se le scelte fatte da questo Governo e da Rosario Crocetta
  sono  scelte vantaggiose, utili che riscoprono anche e che  avranno
  il riscontro popolare o meno.
   Diciamo no alla confusione
   No alla schizofrenia
   Abbiamo già votato per quanto riguarda questo argomento, l'Aula si
  era  già espressa, tutto venga mantenuto così come vi era stato  un
  precedente deliberato.
   In   questo   senso,   proponiamo   un   emendamento   soppressivo
  all'articolo 17 perché tutto rimanga così come già era stato deciso
  precedentemente da questa stessa Assemblea regionale siciliana.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
  semplicemente qualche ulteriore chiarimento sulla ratio della norma
  sia  perché oltre a essere chiara la finalità della norma penso che
  sia  stata,  non so se volutamente o meno, scritta in modo  un  po'
  oscuro.  Perché  se è vero che con l'articolo 33 questa  Assemblea,
  con  la legge n. 9 del 2015, ha voluto per volontà politica cercare
  di  ridurre i componenti dei consigli d'amministrazione e scegliere
  la  via  e la strada di un Amministratore unico, non capisco perché
  le  società che svolgono alcuni compiti per conto della Regione  in
  house   debbano  avere  tre  componenti.  Anche  perché,  onorevoli
  colleghi,  le società che svolgono dei servizi in house  per  conto
  della  Regione  siciliana, si contano sulle dita di una  mano,  non
  penso siano più di tre.
   Penso  anche,  per  evitare delle non lineari  interpretazioni  di
  questo  articolo, sarebbe stato più opportuno che  l'Assessore  per
  l'economia, piuttosto che il Governo nella sua interezza,  avessero
  indicato  in  modo tassativo quali di queste società,  per  ragioni
  tecniche  e amministrative, andavano incontro a delle problematiche
  se vi fosse stata la scelta di un Amministratore unico.
   Questo  non  si  è fatto. Si è voluto elencare un decreto  che  di
  fatto azzera la volontà di questa Assemblea perché dicendo che  poi
  un decreto indicherà quali possono averne tre e quali uno, di fatto
  rimettiamo  in mano e in gioco tutto quello che già l'Assemblea  ha
  deciso, mi sembra un modo di legiferare ondivago e senza finalità.
   Per  questo  motivo  personalmente voterò per la  soppressione  di
  questo articolo e spero che lo possa fare l'intero Parlamento.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  molto
  velocemente  perché  mi  convincono appieno le  argomentazioni  dei
  colleghi che mi hanno preceduto.
   Siamo  in un tempo davvero strano e particolare per cui se  magari
  ci   troviamo  a  fare  l'opposizione  al  Governo,  seppur   dalla
  maggioranza,   e   allora   siamo  per  ridurre   i   consigli   di
  amministrazione.
   Se  poi improvvisamente la sorte vuole che dall'opposizione  della
  maggioranza al Governo, ci troviamo addirittura al Governo,  magari
  sentiamo  l'esigenza  forte di aumentare i posti  nei  consigli  di
  amministrazione  perché è chiaro che nel momento  della  scelta  ci
  saremo pure noi.
   Siamo  in  tempo di spending review. Prendo a prestito uno  slogan
  del  presidente,  ottimo  presidente  Crocetta,   non  è  tempo  di
  manciugghia'.
   Cari  colleghi  della maggioranza, vi preghiamo  sommessamente  da
  questi banchi di opposizione, che dire, ritirare l'articolo non  si
  può, ma di bocciare coerentemente questo articolo perché sarebbe un
  oltraggio  alle  tonnellate di parole che  avete  speso  in  questo
  scorcio  di legislatura che arriva ormai pressocchè alla  sua  fine
  spiegandoci cosa andava fatto e cosa non andava fatto.
   Ebbene,  tra  quello  che  non  andava  fatto  c'era  appunto  non
  allargare i consigli di amministrazione.
   Siccome   questa   volta  vi  vogliamo  seguire  voteremo   contro
  l'articolo 17.

   PRESIDENTE. Assessore Baccei desidera replicare.

   BACCEI, assessore per l'economia. No.

   PRESIDENTE. Si vota il mantenimento dell'articolo 17.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   GRASSO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 17

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  17.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          16
   Contrari            34
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

    Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                             «Articolo 18
           Disposizioni in favore dei Consorzi universitari
             e degli Istituti superiori di studi musicali

   1.  I  trasferimenti di cui all'articolo 9, comma 1,  della  legge
  regionale   7   maggio  2015,  n.  9  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  ferma  restando la riserva di cui  all'articolo  26,
  comma  1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, sono destinati
  anche  al  mantenimento della quota di partecipazione nei  Consorzi
  universitari e negli Istituti superiori di studi musicali».

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, intervengo per chiedere al  Governo  il
  perché di questo articolo.
   Sostanzialmente, dal punto di vista giuridico, se non vado errato,
  si  approva una norma se innova l'ordinamento giuridico. Qui, nella
  fattispecie,  non c'è nessuna innovazione nell'ordinamento.  Sembra
  quasi  una  norma manifesto a tutti gli effetti, in  considerazione
  che  nessuna conseguenza ciò determina. Che significa, se  leggiamo
  letteralmente,  ferma restando la riserva di cui  all'articolo  26,
  comma  1, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, sono destinati
  anche  al  mantenimento della quota di partecipazione nei  Consorzi
  universitari e negli Istituti superiori di studi musicali?
   Sostanzialmente,  se  i Liberi consorzi di  comuni  detenevano  le
  quote  nei  Consorzi universitari, è ovvio che  queste  somme  sono
  destinate  anche per il pagamento. Quindi, non riesco a comprendere
  il perché di questa norma.
   A mio avviso, invece, sarebbe opportuno effettuare delle modifiche
  alla  stessa,  anche perché a riguardo ho presentato appunto  degli
  emendamenti.  Così com'è il testo non significa un bel  niente.  E'
  totalmente una norma inutile.

   PRESIDENTE.  Se  non ci sono altre richieste di intervento  chiedo
  all'Assessore, onorevole Marziano, di intervenire sull'articolo 18.
   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole all'articolo, non alla soppressione.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
   L'emendamento  18.2,  a  firma dell'onorevole  Greco  Giovanni  ed
  altri,  e  l'emendamento  18.3, a firma dell'onorevole  Falcone  ed
  altri, sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.1, a firma dell'onorevole Fazio.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Fazio, rispetto al suo
  intervento,  come sa noi stiamo lavorando, insieme con  l'assessore
  Lantieri e, nella fattispecie per i Consorzi universitari,  insieme
  con  l'assessore  Marziano.  Molte province  sono  già  uscite  dai
  Consorzi e altre stanno valutando l'uscita. Noi, anche in base a un
  articolo dell'ultima finanziaria approvata, stiamo facendo incontri
  con  i  rettori delle Università. Ne abbiamo già fatti  un  paio  e
  anche  domattina ci rivedremo, proprio per rivedere la logica della
  governance.
   Le  Province,  chiaramente,  sono in  una  situazione  finanziaria
  drammatica e dobbiamo stare attenti a non sovraccaricarle di oneri,
  perché  già  hanno un deficit di 150-180 milioni di  euro.  Quindi,
  prioritariamente  pagano gli stipendi, pagano  i  disabili,  pagano
  l'illuminazione delle strade. Questo qui è un po' meno  prioritario
  degli  altri;  per  questo,  dopo  la  discussione  in  Commissione
   Bilancio , abbiamo trovato questa formula che, sono d'accordo  con
  lei,  non  è  particolarmente  incisiva;  ma  dall'altro  lato  non
  possiamo  neanche dire  prioritariamente , perché vuol dire  che  i
  disabili   vengono  dopo,  e  questo  non  lo   vogliamo,   o   che
  l'illuminazione pubblica delle strade viene dopo.
   Per cui, secondo me, l'intervento vero è quello che stiamo facendo
  con l'assessore Marziano per ridefinire la governance, oltre che la
  contribuzione  della  Regione, la contribuzione  delle  Università,
  quindi  il  modello di finanziamento dei Consorzi è  come  previsto
  dalla legge finanziaria che abbiamo approvato.
   Secondo  me  la  strada non è quella di trovare  risorse  che  non
  esistono nel bilancio delle province che hanno priorità forse anche
  un  pochino più urgenti, disabili e illuminazione pubblica,  quindi
  dobbiamo  stare  attenti  a dire che è  importante,  ma  non  è  la
  priorità  numero  1  secondo  me, anche in  Commissione   Bilancio
  abbiamo   fatto   questa   formulazione.   Questa   è   la   logica
  dell'articolo,   che  non  è  un  articolo  governativo,  nasce  in
  Commissione   Bilancio  e abbiamo trovato un equilibrio  in  questa
  formulazione.

   VINCIULLO,   presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, premesso che io non penso che la Commissione  Bilancio
  produca  provvedimenti legislativi inutili e non  so  quanti  altri
  aggettivi di questa natura ha utilizzato l'onorevole Fazio.
   Il  problema  è  semplice. Noi abbiamo rappresentato all'onorevole
  Fazio  un fatto concreto: nelle poche risorse che hanno le province
  vengono  prima  il  pagamento degli stipendi  al  personale  o  gli
  istituti  musicali e i consorzi universitari? Nelle  poche  risorse
  che   sono   destinate  alle  province  vengono  prima  i   ragazzi
  diversamente  abili oppure i consorzi universitari e  gli  istituti
  superiori   di   studi  musicali?  Bene,  secondo  la   Commissione
   Bilancio ,  vengono prima i ragazzi diversamente  abili,  dopo  il
  pagamento   degli  stipendi  e  immediatamente  dopo   i   consorzi
  universitari.
   Veda,  onorevole  Fazio, ha ragione l'Assessore  quando  dice  che
  questo è un testo che il Governo non ha presentato. E' un testo che
  la  Commissione   Bilancio  ha subìto, perché  fino  alla  fine  lo
  volevamo  bocciare, poi abbiamo cercato di trovare una soluzione  e
  abbiamo pensato di aggiungere l'avverbio  anche  nel rispetto della
  sua  persona e di quella dell'onorevole Fontana che sostenevate con
  enfasi e con forza la necessità di trovare una soluzione per quanto
  riguarda i consorzi universitari.
   Però,  dopo  che si esce dalla Commissione non si può  pensare  di
  bollare  come  inutile il lavoro di 15 persone che abbiamo  votato,
  l'abbiamo approvato e l'abbiamo fatto nella convinzione che  questo
  provvedimento va inserito in un contesto di rispetto nei  confronti
  del  mondo accademico e del mondo così importante che riguarda  gli
  studi  musicali. Però, è chiaro che non potevamo dare la precedenza
  rispetto  ai  ragazzi  diversamente abili e non  potevamo  dare  la
  precedenza rispetto ai dipendenti delle province perché, con  buona
  pace  di  tutti,  prima vengono i disabili, poi i dipendenti  delle
  province  e  poi tutto quello che viene dopo; anche perché  ricordo
  che  ci  sono delle province dove per pagare i debiti che si  hanno
  con   i  consorzi  universitari,  con  le  università  c'è  qualche
  provincia che sta per vendere qualche bene immobile.
   Ci  sono  le  possibilità di venire incontro  alle  richieste  dei
  consorzi universitari e degli studi superiori di studi musicali, ma
  per  noi  hanno una dignità in terza fascia, cioè prima  i  ragazzi
  diversamente   abili,  dopo  i  dipendenti   e   poi   i   consorzi
  universitari. Pensavamo di non aver fatto un lavoro  inutile  e  di
  essere venuti incontro alle vostre legittime aspettative.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo e della Commissione è contrario.

   FAZIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace  aver
  creato   un  po'  di  polemica,  lungi  da  me  aver  avuto  questa
  intenzione,  però  non posso non ricalcare un  aspetto  che  a  mio
  avviso mi sembra rilevante ed importante.
   Il   Presidente  rileva  che  prima  vengono  effettivamente   gli
  stipendi,  poi  le  persone con disabilità e  poi  eventualmente  i
  consorzi  universitari.  Magari avesse  detto  in  questi  termini
  Sicuramente  poteva benissimo essere accolto se fosse formulato  in
  questi termini.
   Mi  rimetto  alla  capacità  intellettiva  di  ognuno  di  noi  e,
  interpretando la norma, la questione che non produce nessuna novità
  nell'ordinamento  giuridico perché non dice  niente,  è  una  norma
  manifesto  a tutti gli effetti, non pone il consorzio universitario
  nella  terza  o quarta o quinta, mi starebbe pure bene  a  riguardo
  nella  posizione, ma li degrada; che le somme sono destinate  anche
  ai consorzi universitari, nulla dice al riguardo.
   Quindi,  mi spiace ovviamente, Presidente, non me ne voglia  se  è
  stato  oggetto di qualche polemica, ma le posso assicurare  che  la
  mia  non era intenzione di volere scavalcare né il pagamento  degli
  stipendi,  né  il pagamento, ovviamente, di coloro  i  quali  hanno
  disabilità,  ma  semplicemente  e  solamente  fare  attenzionare  e
  attenzionare i consorzi universitari che sostanzialmente hanno  una
  posizione, a mio avviso, rilevante  sotto  l'aspetto culturale  nel
  territorio.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto  per
  ribadire  il  concetto  che è già stato  espresso  molto  bene  dal
  collega  Fazio  e  volevo ribadire che la parola  prioritariamente
  non  supera l'obbligatorietà delle spese che la provincia  deve  in
  qualche  modo garantire. Gli stipendi, anche l'attività per  quanto
  riguarda  i  disabili,  quelle sono delle  spese  obbligatorie,  le
  priorità   vengono  subito  dopo  l'obbligatorietà,   non   è   che
  prioritariamente significa che vengono prima ancora  del  pagamento
  degli stipendi.
   Per  cui  questo, a mio parere, non modifica nulla quindi  anziché
  scrivere     anche    possiamo   sostituirlo    con    la    parola
   prioritariamente  o aggiungere  prioritariamente  e a mio  modesto
  parere  non  cambia nulla e diamo però un indirizzo  preciso  anche
  alle ex province, ribadendo che, per quanto riguarda l'attività   e
  i  finanziamenti relativi ai consorzi universitari e agli  istituti
  musicali, sono delle spese prioritarie.
   Quindi,   questo  lo  si  può  dire  tranquillamente  senza  nulla
  compromettere.

   PRESIDENTE.   Assessore  Baccei,  chiedo  di   nuovo   il   parere
  sull'emendamento 18.1.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Ripeto  quello  che  ho  detto
  prima.

   PRESIDENTE. Parere contrario.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  18.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario   si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'articolo 16, in precedenza accantonato.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   riparto
  dall'emendamento 16.14

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole Cordaro, la Commissione  ha  appena
  annunciato il ritiro.

   CORDARO. Hanno avuto paura solo del fatto che sono salito qui?  Va
  bene così, Presidente ne prendo atto.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  16.14 di riscrittura  del  comma  3  è
  ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'articolo 15, in precedenza accantonato, dove peraltro
  era già stato approvato un subemendamento; ce ne sono altri due che
  sono stati distribuiti. I due emendamenti sono il 15.COMM.2.1. e il
  15.COMM.2  che emendano il 15.COMM che è la riscrittura  presentata
  dalla Commissione.
   Il  parere del Governo sull'emendamento 15.COMM.2.1, che  aggiunge
   nonché dei titolari di contratti di lavoro ?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 15.COMM.2.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 15.COMM.2.

   DI  GIACINTO.  Dichiaro  il  mio  voto  contrario  all'emendamento
  15.COMM.2.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  15.COMM.2.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura dell'articolo  15,
  15.COMM  a  firma della Commissione, così come emendato. Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso  che  l'emendamento  15.COMM  è  approvato  con  il   voto
  contrario degli onorevoli Lentini, Giuffrida, Fazio.

   Si ritorna all'articolo 7, in precedenza accantonato.
   Gli  emendamenti soppressivi a firma degli onorevoli Greco e altri
  sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 7.8 a firma degli onorevoli  Falcone  e
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  7.3,  degli onorevoli Greco Giovanni  ed  altri,  è
   ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  7.4,  degli onorevoli Greco Giovanni  ed  altri,  è
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 7.9,degli onorevoli Falcone ed altri, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 7.1, soppressivo dei commi 3 e 4, a firma
  degli onorevoli Vinciullo e altri.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra  strano
  che mi trovi sempre a dovere difendere in un certo senso attacchi a
  quelle  che  sono  le poche realtà che lavorano,  che  vanno  bene,
  soprattutto stiamo parlando di beni culturali.
   Pare  che quando si parla di beni culturali si possono fare  tagli
  orizzontali di strutture che hanno spesa ridottissima senza entrare
  nel merito.
   Io  chiederei  di fare un ragionamento su questo discorso,  perché
  gli articoli 3 e 4 vanno tout court a sopprimere due centri che  in
  questo momento sono commissariati.
   A  me sembra una madornale svista, perché ricordiamo che sono quei
  centri la cui opera, in tutta Italia, viene espletata fino a Reggio
  Calabria dall'Istituto per il restauro.
   Qua stiamo parlando di restauro, stiamo parlando di catalogazione,
  stiamo  parlando di archiviazione dei nostri beni culturali, stiamo
  parlando  di un corso universitario che si svolge in collaborazione
  con questi due centri regionali di eccellenza. Noi che facciamo? Li
  andiamo a chiudere
   Io  posso capire che esista un centro di gestione che ha un  costo
  irrisorio  - mi pare - di 25 mila euro; va bene, facciamo  in  modo
  che  venga espletato a titolo gratuito il centro di gestione ma non
  andiamo  a  sopprimere questi due centri, assessore  Baccei,  anche
  perché  non  vedo  neanche l'assessore Vermiglio qui  presente  che
  possa  dare spiegazioni perché non è venuto in Commissione V quando
  ho  chiesto  spiegazioni,  era passato  un  emendamento,  approvato
  all'unanimità dalla Commissione, di soppressione dei commi 3 e 4 in
  Commissione V, è arrivato alla Commissione II e non è stato  tenuto
  in  considerazione  se  non  da  pochi  votanti  che  hanno  votato
  contrario.
   Cioè, a che gioco stiamo giocando? Siccome i beni culturali non si
  alzano  e  non  vengono  qua  sotto a manifestare  allora  possiamo
  togliere  tutte le risorse possibili ed immaginabili poi dall'unico
  ambito  che  invece porta economie nelle casse della Regione  anche
  attraverso il lavoro che si fa di cura e di tutela?
   E'  un discorso che questa Assemblea aveva già affrontato nel 2009
  e  ci  sono  gli  articoli di stampa, c'è l'intervento  dell'allora
  Presidente della Commissione  Bilancio , onorevole Savona, che oggi
  ne è vicepresidente, rispetto alla tutela di questi due centri.
   Io   cosa   propongo?  Sicuramente,  insomma,  che  non  si   vada
  all'estrema  ratio  del  soppressivo perché,  comunque,  in  questo
  momento,  purtroppo, sono stati commissariati, se andiamo a  vedere
  l'attuale finanziaria ultima del 2015.
   Io vado a dire semplicemente il comma 3 dell'articolo 61, appunto,
  quello  a  cui  faccio  riferimento,  è  abrogato  che  mi   va   a
  commissariare  i centri di gestione, all'articolo  10  della  legge
  regionale  1  agosto  77-80,  è  aggiunto  il  seguente  comma:   I
  componenti  del  Comitato di gestione, di cui al precedente  comma,
  espletano il mandato a titolo gratuito . E così tagliamo  la  testa
  al  toro, facciamo in modo che gli operatori, che sono già in  seno
  all'Assessorato   al  Dipartimento  dei  Beni  culturali,   possano
  continuare  il  loro  lavoro. Anche perché  dovrebbero  addirittura
  gestire,  adesso,  importanti finanziamenti per i  siti  Unesco  in
  Sicilia,  cioè,  se vogliamo tagliare sempre sui beni  culturali  -
  dico - non mi sembra una operazione coerente, diciamolo chiaramente
  alla  popolazione siciliana, non mi sembra questa  la  spesa  delle
  spese  da  tagliare  su  cui  abbassare l'accetta,  quindi,  chiedo
  chiarimenti e chiaramente ho fatto la mia proposta.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   allora,  facciamo  un  chiarimento  e  poi   fate   gli
  interventi, se no andiamo avanti senza capire l'obiettivo che ci si
  propone.
   L'obiettivo  non  è di contenimento della spesa  e  nessuno  vuole
  sopprimere le attività che vengono fatte, il problema è che  questi
  due,  non  so come chiamarli, perché sono degli ibridi, e  sono  di
  fatto  delle  gestioni fuori bilancio, il decreto  legislativo  118
  sull'armonizzazione  contabile non  consente  più  queste  gestioni
  fuori  bilancio  per cui o, come proposto, si riportano  dentro  la
  Regione e continuano a fare tutte le attività che facevano fino  ad
  oggi  perché  sono  dipendenti regionali  questi,  sono  dipendenti
  regionali  che,  non  so  per  quale motivo,  rientrano  in  questa
  gestione  fuori bilancio; fra l'altro, abbiamo delle relazioni  dei
  revisori  dei conti, agli atti, che dicono che la gestione  è  poco
  trasparente, non è in linea con la legislazione contabile  vigente,
  quindi,  una  serie  di  veridicità gravi,  oltretutto,  in  questa
  situazione,  non siamo in grado di fare il consolidato,  a  livello
  regionale, che ci richiede il decreto legislativo del 118  per  cui
  siamo in gravi difficoltà.
   Per cui, non c'è nessun obiettivo di contenimento della spesa, non
  c'è  nessuna volontà di non fare questa attività o denunciare fondi
  ma,  semplicemente,  di  dire, ai dipendenti  regionali,  che  sono
  dipendenti  regionali, non più dipendenti di questa gestione  fuori
  bilancio che, di fatto, non è più né carne e né pesce.
   Quindi,  c'è la volontà di trasformarli in un ente, ma  mi  sembra
  assurdo creare un nuovo ente o si riporta dentro il dipartimento  e
  le   stesse  persone  continuano  a  fare  lo  stesso  lavoro  come
  dipendenti  regionali  quali di fatto sono.  Per  cui,  nessuno  di
  questi  obiettivi, semplicemente stiamo cercando di  rispondere  ad
  una  normativa  e  di toglierci dalla difficoltà  di  essere  nella
  situazione  di impedimento, di fare un consolidato richiesto  dalla
  legge perché abbiamo queste due gestioni fuori bilancio. Tutto qua.

   PRESIDENTE.  L'assessore  Baccei ha dato  delle  spiegazioni  che,
  ovviamente,  attengono  al suo Assessorato.  Credo  sia  necessario
  anche   sentire  l'Assessore  al  ramo  e  siccome  prevediamo   di
  proseguire i lavori per domani, intanto, proporrei l'accantonamento
  dell'articolo 7.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo già chiesto
  prima dell'intervento dell'assessore Baccei di parlare e devo  dire
  che  l'intervento del Governo non mi ha assolutamente  soddisfatto,
  perché  se  c'è  un problema di carattere tecnico ed  organizzativo
  all'interno  delle  due  strutture dei due  centri,  credo  che  la
  soluzione meno adatta sia quella di abrogare, di sopprimere  i  due
  enti  e  di  abrogare  la  relativa  normativa  che  ne  disciplina
  l'attività.
   Qui,  semmai,  è l'occasione propizia per chiedere,  se  ci  fosse
  stato il rappresentante del Governo preposto al ramo ma l'Assessore
  per  la  cultura non c'è, quale attività hanno svolto i due  centri
  sotto  la  spinta  propulsiva  del Governo,  quali  stimoli,  quale
  programmazione, quali incentivi, quale valorizzazione i due  centri
  hanno avuto sotto il Governo Crocetta, davvero non mi pare il  caso
  di farmi eccessive illusioni.
   Ed  allora,  se  il problema non è dei costi ma è un  problema  di
  carattere organizzativo, farebbe bene il Governo a porre il tema al
  centro  di un apposito confronto, allargato possibilmente anche  ai
  soggetti  esterni che operano nel mondo del restauro  e  nel  mondo
  della  catalogazione e fare di queste due strutture  un  motivo  di
  orgoglio d un fiore all'occhiello per la Regione siciliana.
   Sono  contrario  a  che avvenga, si proceda nella  trattazione  di
  questa  norma  e, quindi, colgo con piacere la sua proposta  che  è
  quella  di rinviarne la trattazione, nella speranza che l'Assessore
  al  ramo possa offrirci sufficienti chiarimenti al di là di  quelli
  squisitamente  tecnici  che  ha  voluto  dare  stasera  l'onorevole
  assessore Baccei.
   Noi  siamo non solo per il mantenimento dei due centri, ma per  la
  loro valorizzazione, per una serie di iniziative che consentano  di
  potere essere messi nelle condizioni di lavorare in una Terra  come
  la  nostra  che,  com'è  stato richiamato dal  collega  che  mi  ha
  preceduto,  proprio  per  la sua specificità  potrebbe,  su  questo
  fronte,   profondere   tantissime  energie  ed   offrire   concreti
  contributi.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  è  necessario,  quindi,   anche
  sentire  il parere dell'assessore al ramo Vermiglio, d'altronde  si
  prevede che i lavori possano continuare domani.
   Pertanto,  la seduta è rinviata a domani mercoledì 4 maggio  2016,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
            personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
            Disposizioni stralciate/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -   Modifica di norme in materia di elezione del sindaco  e del
            consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
            1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Panepinto

        4)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
            amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
            854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 19.30

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio