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Resoconto d'Aula della Seduta n. 332 di mercoledì 04 maggio 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.00

   CORDARO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Arancio.

    L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 3036

   PRESIDENTE.  Comunico che nella seduta n. 314 del 28  aprile  2016
  della   V   Commissione   legislativa  permanente   si   è   svolta
  l'interrogazione  n.  3036,  a firma dell'onorevolele  Picciolo  ed
  altri,  e che l'onorevole Greco Marcello, cofirmatario del suddetto
  atto  ispettivo, si è dichiarato soddisfatto della risposta fornita
  dall'Assessore   regionale  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  ogni
  promozione che lei fa è chiaro che lo debba annunciare all'Aula  e,
  quindi,  debbo  fare  gli auguri all'onorevole Cordaro  per  questa
  promozione che ha avuto testé.
   Il  guaio è questo, caro onorevole Cordaro, che ne paghiamo cinque
  e  questi cinque non fanno il proprio dovere  Quindi, io non  posso
  farci  niente  e ho promesso al Presidente che fino  a  quando  non
  metterà  mano  ai famosi ordini del giorno che io ho presentato  in
  questa  Assemblea  in  occasione della presentazione  del  Bilancio
  interno  dell'Assemblea, io farò puntualmente il mio intervento.  A
  lei da un orecchio le entra e dall'altro le esce
   Io penso che qualcuno farà giustizia su questo perché, Presidente,
  è una cosa attuale di apprezzare l'ordine del giorno riguardante il
  privilegio dell'assenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dei
  componenti  del Consiglio di Presidenza, di tutti i  Presidenti  di
  Commissione, quando ci vorrà mettere mano lei farà figura  in  quel
  momento. Come pure le debbo dire che un altro ordine del giorno che
  ho  presentato, che è quello dell'abolizione del budget di tutto il
  Consiglio  di  Presidenza, compreso il suo, quanto  prima  sarà  di
  attualità e io la invito, Presidente, a veramente mettere  mano  su
  questi   ordini  del  giorno;  più  tempo  passa   peggio   è   per
  quest'Assemblea
   LO GIUDICE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda onorevole
  Greco  io  sono presente qui ogni seduta, sono seduto sempre  nello
  stesso posto, il problema è che anch'io, a volte, come lei come gli
  altri  colleghi  -  come vede l'Aula è vuota - arrivo  quei  cinque
  minuti di ritardo, siccome il Presidente vuole accelerare...

   GRECO GIOVANNI. Impari a venire cinque minuti prima

   LO  GIUDICE.  Fermo  restando, caro deputato, che  il  lavoro  del
  Deputato segretario non si esaurisce con la lettura del verbale qui
  in Aula

   GRECO GIOVANNI. Che fa?

   LO  GIUDICE.  Ci sono tante altre cose che facciamo; lei,  magari,
  non se ne accorge, ma ci sono tante altre cose che facciamo ...

   GRECO GIOVANNI. Ci informi su quello che fa.

   LO  GIUDICE.  Cosa faccio? Lei, visto che sa tutto ,si  informi  e
  veda  quali  sono  i compiti e il ruolo del Deputato  segretario  e
  guardiamo  alle  cose  concrete, ci sono tante  cose  da  fare.  Il
  problema  della  Sicilia non è il Deputato  segretario  che  non  è
  presente in Aula, parliamo di altro, non perdiamo tempo qui in Aula
  a  parlare, a fare queste segnalazioni che tolgono tempo alle  cose
  importanti, onorevole Greco

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  penso  che
  dobbiamo  cercare di non delegittimarci a vicenda  perché  facciamo
  solamente danni.
   Signor Presidente, intervengo perché ci tenevo ad esprimere la mia
  soddisfazione nei confronti di un atto che ho appena visto, è stato
  fatto  da  parte  dell'assessore Croce, e comunque  già  stamattina
  avevo avuto prontezza relativa ad una questione che riguarda il mio
  territorio,  Scicli, una discarica che si stava  facendo  senza  le
  giuste  autorizzazioni. Io avevo chiesto la revoca e già stamattina
  ho  avuto  modo di apprendere che si andava verso le  procedure  di
  revoca.
   L'Assessore  non è presente, è presente l'Assessore per  gli  enti
  locali  che  ringrazio,  ma  la prego di trasmettere  all'assessore
  Croce  soddisfazione,  compiacimento, e  così  anche  all'assessore
  all'energia Vania Contrafatto con cui c'è stata ieri una  riunione,
  un  incontro,  proprio per definire questa vicenda e chiuderla.  Io
  ritengo  che  quando il Governo, ci lamentiamo  sempre,  motivi  di
  lamentele non ne mancano, ma quando il Governo interviene e  riesce
  poi  a portare a termine anche con atti cose importanti abbiamo  il
  dovere di riconoscerlo.

   PRESIDENTE.    Chiedo   agli   assistenti   di   sollecitare    il
  vicepresidente  della Regione, l'Assessore Lo  Bello,  che  era  in
  questo Palazzo, ad essere presente a rappresentare il Governo.

   VULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno, mentre ero
  seduto  vicino  all'onorevole  Panarello  e  all'onorevole  Cirone,
  diceva:   ma di che cosa stiamo parlando  . Risposta dell'onorevole
  Panarello:  A ruota libera . Dato che siamo a ruota libera,  io  mi
  sento di dire due cose. Presidente.
   La  prima  di queste due cose: io vorrei capire quando i  deputati
  fanno   delle  interrogazioni,  perché  non  si  stabilisce  dentro
  quest'Aula  quello  che  avviene in quasi tutti  i  Parlamenti  del
  mondo,  il  question time. Perché, vede, Presidente  Ardizzone  noi
  come classe politica negli ultimi tempi riusciamo a bisticciarci  e
  molte  volte  anche  a non farci comprendere un  po'  da  tutte  le
  categorie.  Mi fa piacere che è entrato in Aula l'onorevole  Alloro
  che conosce un po' la materia.
   Nell'Irsap  di  Catania, nella fattispecie l'ex  zona  industriale
  ASI,  le  domande  per accedere ai terreni della  zona  industriale
  dell'ASI,  le  aziende fanno richiesta, dopo  questa  richiesta  si
  riunisce   una  commissione,  dopodiché  che  si  riunisce   questa
  commissione  stabilisce se all'azienda A, B, o C  bisogna  dare  il
  terreno  per  costruire  naturalmente un  capannone  per  fare  poi
  un'attività industriale.
   Dal  2013, Presidente Ardizzone, questa commissione non si  è  più
  riunita  e  dal 2013 giacciono negli uffici di Pantano d'Arci  dove
  c'è l'ex ASI, oggi IRSAP, decine di domande.
   Questo  comporta  una serie di danni. Primo  che  la  Regione  non
  incassa dei soldi per la vendita di questi terreni; secondo che gli
  imprenditori che vogliono costruire e di conseguenza  si  mette  in
  moto  una  macchina  virtuosa,  cioè quella  della  costruzione  di
  capannoni per poi avviare un'attività si trovano fermi.
   Allora,   io   vorrei   capire,  Presidente   Ardizzone,   se   le
  interrogazioni  che  noi molte volte facciamo  ai  vari  assessori,
  quanto tempo dobbiamo aspettare affinché abbiamo delle risposte?

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, io ruberò un  minuto  di  attenzione
  all'Aula,   ma  mi  rivolgo  soprattutto  agli  uffici,  Segretario
  Generale,  perché  sono stato in contatto negli ultimi  giorni  con
  alcuni  testimoni  di  giustizia, i quali  mi  hanno  chiamato  per
  rappresentarmi  un tema che vorrei fosse sciolto, visto  che  siamo
  ancora nel corso della trattazione di questo di legge stralcio, che
  vorrei fosse sciolto appunto nel corso di questa trattazione.
   Mi  riferisco  all'articolo 4, che noi abbiamo già approvato,  che
  riguarda proprio i testimoni di giustizia, perché mi si dice  della
  necessità  di sganciare questo articolo dall'articolo 1,  comma  1,
  della legge 6 del 2005, perché senza questo passaggio normativo  in
  buona   sostanza   questi   soggetti  potrebbero   essere   avviati
  esclusivamente presso le pubbliche amministrazioni  in  Sicilia,  e
  quindi  con un ulteriore nocumento per quelle ragioni di  sicurezza
  che  pure  avevamo apprezzato con la Commissione Antimafia,  e  non
  nell'intero territorio nazionale, né nelle sedi di rappresentanza.
   Allora,  se  possiamo fare questa valutazione e poi la Presidenza,
  con  il  tempo  necessario, ovviamente, può rispondermi  perché  se
  dovesse   essere   così   probabilmente  sarebbe   necessaria   una
  rivisitazione della norma.

   PRESIDENTE. Prestiamo attenzione a quello che ha detto l'onorevole
  Cordaro, e lo ringrazio, perché comunque fa parte del verbale.  C'è
  una  sollecitazione in tal senso per fare chiarezza. Quindi, magari
  prima dell'approvazione definitiva, anche ai sensi del 117, vediamo
  se  non  ci  convince la norma di prestare la dovuta  e  necessaria
  correzione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  io intervengo  per  due  ordini  di
  motivi.  Innanzitutto, noi abbiamo approvato l'articolo 15,  vorrei
  se  possibile  che gli uffici prestino attenzione alla formulazione
  di   quell'articolo  15,  perché  anche  attraverso  audizioni   in
  Commissione ci siamo resi conto che potrebbero esserci dei problemi
  di applicazione, ma anche di legittimità, così come è formulato.
   Sto  dicendo solo di prestare attenzione eventualmente se  con  il
  117  si dovesse formulare qualcosa. Perché lì succede che di  fatto
  c'è  un tetto massimo, che è quello dei direttori generali, poi  ci
  sono  dirigenti  che in questo modo non hanno una  diversificazione
  rispetto. Questo è il primo punto.
   Il  secondo punto, con la presenza dell'assessore agli enti locali
  noi  abbiamo  approvato una norma che per alcuni  Comuni  crea  dei
  problemi.  Abbiamo detto che entro il 30 giugno  2016  deve  essere
  fatto  il  piano  triennale delle assunzioni e qualsiasi  risparmio
  viene fatto sul fondo del personale deve essere tutto attribuito ai
  precari  altrimenti  avviene una penalizzazione  nel  2017  del  50
  percento.
   Io  credo, ieri è stato posto lo stesso problema, che dal  momento
  che   viene   modificata   la  circolare   c'è   un   problema   di
  interpretazione, perché in alcuni Comuni medio alti, dove ci sono i
  dirigenti,  se non vengono coperti i posti dei dirigenti  i  Comuni
  non possono funzionare.
   Quindi,   io   credo   che   questo   vada   chiarito   da   parte
  dell'assessorato enti locali, facendo sì che le somme per ricoprire
  i  posti  dei  dirigenti, senza i quali non può  funzionare  l'ente
  locale,  possa  essere  in  deroga a  quanto  prescritto,  così  in
  generale, dall'articolo di legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Sorbello, Trizzino e Siragusa.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  sia  l'onorevole  Cordaro  che  l'onorevole
  Laccoto,  e  lo hanno fatto in tempo, hanno posto delle  tematiche,
  delle questioni.

    grammatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità  re-
    gionale'. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni
    programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità
  regionale. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
  stabilità  regionale.  (nn.  1133-1155/A  Stralcio  I  Disposizioni
  stralciate/A) .
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  all'Aula che sono da approvare gli articoli 7 e 9  e  poi
  dal  19  al  25,  a  parte  gli  emendamenti  aggiuntivi.  Compreso
  l'emendamento aggiuntivo appena presentato dalla IV Commissione che
  riguarda  la legge sugli appalti. Così come siamo rimasti  ieri  in
  Conferenza dei Capigruppo è pervenuto con il relativo parere.
   Si riprende l'esame dell'articolo 7, in precedenza accantonato.
   Si passa all'emendamento 7.1, dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Prevede la soppressione dei commi 3 e 4.
   Il parere del Governo?
   VERMIGLIO,  Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione l'emendamento 7.1 presentato dall'onorevole Vinciullo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, non mi ha chiesto se ritiravo o
  no l'emendamento.

   PRESIDENTE.  No,  lei già lo aveva ritirato ieri. Siamo  ripartiti
  dall'emendamento 7.1 perché erano ritirati da ieri.
   Gli emendamenti 7.10, 7.5, 7.6, 7.12 sono assorbiti.
   Si  passa  all'emendamento  7.7, a firma  dell'onorevole  Giovanni
  Greco. L'emendamento prevede la soppressione del comma 5.
   Lo mantiene o lo ritira?

   GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 7,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  sull'articolo 9 la volta precedente c'è stato un mio intervento non
  tanto finalizzato ad individuare modifiche su persone o quant'altro
  all'articolo  9,  che  mi trova abbondantemente  d'accordo,  quanto
  piuttosto sul suo sistema attuativo. Sistema attuativo che oggi  mi
  sembra quanto meno incerto nel futuro.
     Io  avevo  chiesto  la  presenza  dell'assessore  alle  Attività
  produttive,  assessore Lo Bello, che oggi, purtroppo, non  vedo  in
  Aula. Non so se verrà nel prosieguo della seduta o meno.
   Ritengo  importante  che il Governo dia delle indicazioni  su  chi
  dovrà  andare a gestire - colleghi, vi prego, è un fatto importante
  su cui vi prego di prestare la giusta attenzione.
   L'articolo  9, nel complesso delle norme finanziarie  adottate  da
  questa  Regione,  è  uno  dei  pochissimi,  per  non  dire  l'unico
  articolo, che individua possibilità di sviluppo per la Sicilia  con
  la  creazione di start up, qua si dice, innovative destinando  poi,
  alla  fine,  una  cospicua somma a valere sul  PO  FERS   Obiettivo
  tematico  1  e  Obiettivo tematico 3 , oltre all'individuazione  di
  altre risorse provenienti dalla programmazione europea.
   Qua si sta ponendo il grosso, enorme, gigantesco problema del come
  dare concreta attuazione a questo articolo.
   In  particolare,  fino  a ieri, esisteva in  Sicilia  una  società
  chiamata   Sviluppo Italia-Sicilia  - acquisita dalla  Regione  nel
  2007, se ricordo bene, per l'importo appena di 10 milioni di euro -
  società in house che, oggi corre il rischio di essere dismessa ed i
  cui  dipendenti  andrebbero a confluire nella SAS,  disperdendo  un
  patrimoni  di conoscenze, di impegno e di risultati, che mi  dicono
  essere molto modesti ma che in realtà, dai dati che mi hanno appena
  appena ora forniti, nel solo 2015 hanno portato alla creazione,  se
  ricordo  bene,  di oltre cinquecento imprese solo ed esclusivamente
  per  la  legge  185/2000,  cioè  autoimpiego  e  misure  di  lavoro
  autonome.
   Oltre a considerare il bando per l'imprenditoria giovanile, che ha
  portato  alla  creazione  di centoventi  imprese  finanziate,  e  a
  cinquantacinque  imprese finanziate per il cosiddetto   imprese  di
  qualità .
   Ora,  io  volevo  chiedere all'assessore Lo Bello e  all'assessore
  all'Economia se questi dati che mi sono stati forniti sono aderenti
  alla  realtà,  in  primis, e in secundis,  sulla  scorta  di  quale
  ipotesi   stiano  pensando  di  dismettere  la  società    Sviluppo
  Sicilia .  E non solo, perché pensano di dismetterla,  ma  con  che
  cosa intendono sostituirla?
   Perché noi, ritorno a dire, possiamo fare tutte le norme di  legge
  volte  allo  sviluppo, ma se poi queste norme non trovano  concreta
  applicazione con un settore dell'amministrazione regionale  che  ne
  curi   l'attuazione,  rinvieremo  fino  alle  calende   greche   la
  possibilità di finanziare la imprese. Cosa che è successa anche nel
  passato,  con  una  serie di complicazioni burocratiche  che  hanno
  disperso patrimoni, risorse e tempo.
   Mi  dicono che il solo capitolo dell'assistenza tecnica sui  fondi
  europei, vale diverse decine di milioni di euro, esattamente  circa
  centocinquanta  milioni  di euro. Parliamo di  assistenza  tecnica,
  cioè  i  soldi che vanno a finire all'organismo, individuato  dalla
  Regione, per fare da incubatore di imprese e quant'altro.
   La  domanda che mi sento di porgere da questo scranno è: perché la
  Sicilia, che ha una propria struttura organizzativa che sembra aver
  funzionato,  senta la necessità di sopprimere quella  struttura  e,
  verosimilmente,  distogliere queste risorse destinandole  ad  altri
  organismi nazionali o internazionali a cui andrebbero , colleghi vi
  prego, onorevole Savona, vi prego, seguite un attimino il filo  del
  discorso  perché  credo che sia importante. Sto  dicendo  una  cosa
  abbastanza grave, e la gravità del fatto consiste nel fatto che  ci
  sono  in  ballo  150 milioni di euro e oltre come  fondi  destinati
  all'assistenza tecnica a valere sulla programmazione europea e  qua
  stiamo  correndo  il  rischio di destinare  questi  150  milioni  a
  società  non siciliane abolendo, invece, e sacrificando una società
  in  house siciliana acquistata anni fa per 10 milioni di euro,  che
  mi  si  dice  che  non abbia prodotto risultati  ma  che  invece  i
  risultati sembra averli prodotti.
   Allora  io chiedo al Governo, in particolare all'assessore Baccei,
  in  particolare all'assessore Lo Bello, di venire in Aula a dire  a
  quale  società intendono affidare le assistenze tecniche  e  perché
  intendono sopprimere, se già non lo abbiano fatto, Sviluppo  Italia
  Sicilia.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Malafarina,
  sebbene sia stato poco ascoltato dall'Aula, è un intervento che  di
  fatto  prende  in esame una questione che da diversi giorni  stiamo
  cercando di poter trattare in Commissione  Bilancio'.
   All'ordine   del  giorno  della  Commissione   Bilancio',   e   il
  Presidente della Commissione può anche smentirmi, da diversi giorni
  vi  è  la  proposta di poter incontrare il Presidente della Regione
  con  l'assessore  al  bilancio  e  poter  definire  con  chiarezza,
  rispetto  alle ipotesi di liquidare la società di Sviluppo  Italia,
  così  come anche la struttura del Cerisdi, cosa si pensa  di  poter
  attivare come procedure per garantire il personale, soprattutto per
  le   esperienze  che  questo  personale  ha  maturato  negli   anni
  nell'attività sia di Sviluppo Italia Sicilia, ma anche del Cerisdi.
   Ora, in questo momento, leggo come l'articolo 9 del presente testo
  di  legge pone una questione che di fatto va ad essere risolta, nel
  punto  4, con una ipotetica società regionale in house che dovrebbe
  pensare  alle  iniziative  volte alla  promozione  delle  start  up
  affidate per il tramite dell'assessorato alle attività produttive.
   Allora, io ritengo, signor Presidente, che una materia come questa
  non  si  può trattare senza la presenza del Governo con la  materia
  competente  incaricata,  quindi abbiamo  l'assenza  del  Presidente
  della  Regione - che sicuramente ha le sue buone ragioni - ma manca
  l'assessore  per  l'economia, che è colui  il  quale  che  ha,  con
  attenzione,  pensato  a liquidare queste società  che,  secondo  il
  sottoscritto,  non  dovevano  andare  ad  essere  liquidate.  Manca
  l'assessore  Lo Bello che è l'assessore per le attività produttive,
  com'è che possiamo trattare noi l'articolo 9 che parla di start up,
  che  dà  nuova  competenza alle attività produttive e nello  stesso
  tempo  dovrebbe  poter risolvere un tema che  riguarda  le  società
  partecipate  poste  in liquidazione? Società partecipate  poste  in
  liquidazione che ancora oggi la Commissione  Bilancio' non riesce a
  trattare  e ad individuare quale percorso fornire a questo capitale
  umano  che, di fatto, questa società negli anni ha formato e,  come
  bene  diceva  l'onorevole Malafarina, hanno avuto un  percorso  che
  l'amministrazione  regionale negli anni ha di fatto  sponsorizzato,
  supportato e voluto, potenziando anche nelle proprie competenze.
   E  allora, questo articolo 9 è un articolo importantissimo per  lo
  sviluppo ed il rilancio delle categorie produttive siciliane, ma  a
  questo    articolo   9   se   non   viene   gestito    direttamente
  dall'Assessorato  Attività produttive  va  dato  lo  strumento,  la
  cabina  di  regia  che  deve provvedere di  fatto  alla  creazione,
  all'animazione  nel  territorio di queste  strutture  che  vanno  a
  nascere.  Questa attività negli anni l'ha saputa svolgere  Sviluppo
  Italia  seguendo  il  prestito d'onore,  seguendo  i  contratti  di
  sviluppo.
   Ed  allora,   ritengo  che  questo  articolo  9  sia  direttamente
  collegato  a Sviluppo Italia a meno che, leggendo la norma,  ma  il
  Governo  mi  può  meglio spiegare se si pensa di chiudere  Sviluppo
  Italia,  liquidare  Sviluppo  Italia e  creare  una  nuova  società
  regionale in house per rendere operativo l'articolo 9.
   E  allora, siccome c'è un po' di confusione e siccome ritengo  che
  l'attività  della Commissione II  Bilancio  può essere superata  da
  un vero chiarimento che viene fatto in quest'Aula, è la volta buona
  che  il Governo direttamente in Aula possa dire qual è la soluzione
  del  personale  delle società partecipate poste in  liquidazione  e
  cosa  si  vuole  fare  per  quanto  riguarda  le  start-up  e   gli
  acceleratori dello sviluppo locale.
   Io ritengo che sia cosa buona e giusta rimettere in bonus Sviluppo
  Italia  e fare in modo che questo articolo 9 sia l'articolo proprio
  che  dà la forza, l'autonomia, la credibilità ad una struttura come
  Sviluppo  Italia di mettere in moto tutte le iniziative volte  alla
  promozione  delle start-up ed agli incubatori come di  fatto  anche
  agli acceleratori dello sviluppo locale.
   Per   fare   questo  ritengo  che  l'Assessorato  delle   Attività
  produttive  da  solo non è nelle condizioni di poterlo  realizzare,
  sebbene  l'assessore  Lo  Bello può bene spiegarci  le  ragioni  di
  questa  norma,  se  a  questa  norma  noi  affianchiamo  le  realtà
  esistenti probabilmente possiamo rendere questo articolo 9  non  un
  libro di sogni, non un'enunciazione di principi ma qualcosa che  di
  fatto  può realmente attivare ed animare il territorio della nostra
  regione.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, io assisto ad  un  dibattito
  surreale.    Durante   la   trattazione,   Presidente    Ardizzone,
  dell'articolo che riguardava Riscossione Sicilia, da lei più  volte
  rinviato  per  evitare,  in base ad emozioni  d'Aula,  di  bocciare
  quell'articolo,  si  è  lavorato con alcuni  colleghi  -  onorevole
  Cimino mi ascolti perché qua abbiamo gravi perdite di memoria -  su
  una norma che è in vigore.
   Io  ho  proposto  un  emendamento,  suggerito  dagli  uffici,  che
  all'inizio impediva, creava un fondo di un milione e 200 che ancora
  è  vigente,  che gli uffici ci suggerirono di istituire come  fondo
  generico  ed  evitare  di  chiamare Sviluppo  Italia  Sicilia,  per
  evitare di farlo dichiarare inammissibile dalla Presidenza  che  si
  era  dato  un  ordine  corretto, non  accettare  alcuni  andamenti,
  quell'emendamento fu approvato all'unanimità.
   L'Assessore  Baccei  nel  dibattito  spiegò  che  sarebbero  stati
  destinati  a  regime,  cioè strutturalmente, per  sempre;  come  lo
  dobbiamo  dire,  non  lo so, alla società, anzi  ai  dipendenti  di
  Sviluppo Italia Sicilia quell'articolo è in vigore, quel milione  e
  200 c'è, ce ne siamo dimenticati tutti.
   E  allora,  siccome io ipotizzavo che qualcuno  avrebbe  perso  la
  memoria presentai un ordine del giorno firmato da tutti, in  quella
  stessa  seduta l'Assemblea stabiliva, ribadiva, diceva  al  Governo
  che  quel  milione  e 200 era destinato per la  salvaguardia  -  lo
  scrissi  sotto dettatura di Baccei -  degli equilibri occupazionali
  dei  dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia. Il Presidente lo legge,
  Ardizzone   dice:    onorevole  Milazzo,  lo   vuole   mettere   in
  votazione? .  Sì , il Governo dà parere favorevole. Tutto a  posto.
  Si  è  chiuso  il  cerchio. Quel milione e 200  mette  a  riparo  i
  dipendenti: basta lavorare con le commesse e il gioco è finito.
   Oggi,  sento  un  dibattito che al comma 2 per la realizzazione  e
  direzione  dell'attività  di cui al comma  1,  l'Assessorato  della
  Regione Attività Produttive individua una società, senza fare nome.
  Mi  sembra che stiamo parlando di testimoni di giustizia; rispetto,
  ovviamente   Una società, abbiamo paura a dire qual è eventualmente
  questa società. Non facciamo il nome. Facciamo questo dibattito.
   Io  direi,  l'Assessore Baccei non c'è, ma che articolo  porta  in
  Aula   Gli  impegni  assunti con l'Assemblea  dove  sono  andati  a
  finire   Quel  milione  e  200  è in vita   In  questa  finanziaria
  stralcio è stata impegnata un'altra cosa. Dobbiamo dire le cose per
  come stanno
   Quindi,  io  aspetto che il Presidente della Commissione  Bilancio
  prenda la parola, ma l'Assessore ci vuole
   Per  cui,  Presidente, se questo articolo si accantona ed evitiamo
  che  i dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia, così come quelli  del
  Cerisdi, devono fare ogni giorno i viaggi della speranza,  qua  con
  il  piattino  in  mano, per fermare prima Milazzo, poi  Greco,  poi
  Formica,   poi Riggio, con la speranza di convincere la maggioranza
  e  salvarsi, mi sembra veramente come metodo indegno,  indegno  per
  un'Assemblea che invece approva leggi quando le piazze si riempiono
  sull'onda della minaccia ai deputati:  non vi votiamo più  Bruciamo
  qualche cassonetto  .
   Diamoci  un criterio uguale per tutti, che facciamo forse un  buon
  lavoro

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  al  collega
  Milazzo manca forse un passaggio. Noi abbiamo dovuto correggere  in
  Commissione Bilancio questa norma dove era stato inserita  Sviluppo
  Italia Sicilia perché nel frattempo Sviluppo Italia Sicilia è stata
  messa in liquidazione.
     Ora, io nell'essere d'accordo prima con il mio collega di Gruppo
  Malafarina  e  poi  con l'onorevole Cimino rispetto  all'intervento
  fatto,   chiedo  però  che  questo  punto  all'ordine  del  giorno,
  quest'articolo venga approvato, perché fra l'altro  è  un  articolo
  parlamentare  nel  senso che non è una cosa che è stata  presentata
  dal   Governo,  è  stato  deciso  dal  parlamentare.  Tra  l'altro,
  Panepinto,  ho  lavorato  io, ha lavorato  tantissimo  Panepinto  a
  questo  articolo affinché venisse inserito prima in  finanziaria  e
  adesso in questo stralcio.
   Quindi,  chiedo  io che venga approvato, che venga approvato  però
  con   una  condizione,  una  condizione  ben  precisa.  Noi  stiamo
  presentando un ordine del giorno che chiede al Governo di rimettere
  in  bonus  Sviluppo Italia Sicilia perché possa con questo  portare
  avanti  questa attività, perchè altrimenti Sviluppo Italia Sicilia,
  quelle  76  persone  se  ne  andranno ad essere  licenziate  e  noi
  dobbiamo andare a cercare qualche società esterna per fare  partire
  la fase di start up.
   Per  cui,  io vi chiedo di votare questo articolo, chiedo all'Aula
  di   votare   questo   articolo,  così  come   chiedo   di   votare
  successivamente  l'ordine  del giorno che  stiamo  presentando  per
  mettere in bonus Sviluppo Italia Sicilia.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO   GIOVANNI.   Signor   Presidente,   intervengo   nuovamente
  sull'articolo  9  perché  lei ha rinviato  giustamente,  Presidente
  Ardizzone,  io  a  lei mi rivolgo perché è una questione  che  deve
  decidere  lei, al di là di tutte le argomentazioni, che  condivido,
  del collega Cimino e Milazzo.
   Questo è un articolo, e lei stesso lo ha ritenuto tale di gravità,
  importantissimo.  Perché? Perché in questo articolo  va  messa  una
  salvaguardia a Sviluppo Italia Sicilia.
   Ora,   se  viene  l'Assessore  che  pare  che  abbia  individuato,
  presidente Ardizzone, una strada per potere dare garanzia a  questi
  lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, se lo accantona come lei già
  lo  ha fatto accantonare nella precedente seduta, fa una cosa buona
  e giusta e cerchiamo di risolvere questi problemi dei lavoratori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, io  stesso  ho  sollecitato  più
  volte, e pensavo che fosse in questo Palazzo, l'Assessore Lo  Bello
  nella  qualità  di Vicepresidente della Regione ad essere  presente
  perché è giusto che il Governo sia presente, non posso fare pure da
  mediazione  fra le giuste e legittime richieste dei parlamentari  e
  il  Governo, perché buon senso e garbo istituzionale vuole  che  il
  Governo sia presente nella massima istituzione.
   Di  fronte  ad  una richiesta dell'onorevole Giovanni  Greco,  non
  posso  dire  che siamo  se c'è accordo, dico, si va  avanti,  però,
  francamente.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi,  intervengo per un minuto rivolgendomi a chi, come  me  e
  più  di  me, ha a cuore il destino dei 77 professionisti che  hanno
  reso il lavoro svolto con Sviluppo Italia Sicilia importante.
   Però,  francamente, lo dico all'onorevole Greco e ne comprendo  le
  ragioni dell'intervento per difendere il diritto di quei lavoratori
  e comprendere le ragioni.
   Questa  norma  è  stata  oggetto  di  una  lunga  discussione   in
  Commissione    Bilancio ,  siamo  partiti  con   Sviluppo   Italia,
  attuazione  alle norme, a un certo punto il Governo  sostenuti  dal
  Vicepresidente Lo Bello, dopodiché il Governo nella sua  interezza,
  intendo  dire  l'Assessore per le attività produttive,  l'Assessore
  per l'economia hanno richiesto questa riscrittura.
   Io,  come  dire, con il disincanto che questa Assemblea  riesce  a
  produrre,    rispetto    all'intervento   dell'onorevole    Cimino,
  dell'onorevole Di Giacinto, ritengo che se oggi viene approvata  la
  norma allora apriamo la possibilità che i lavoratori, non solo  per
  salvaguardare  il  posto  dei  lavoratori,  che  è  importante,  ma
  consentitemi  di  dire, riduttivo, perché se  non  ci  sono  questi
  lavoratori di  Sviluppo Italia Sicilia è complicato dare attuazione
  alla  norma,  però  io  credo che l'ipotesi testé  indicata,  prima
  dall'onorevole   Cimino  e  poi  compiutamente  dall'onorevole   Di
  Giacinto  di  un ordine del giorno che impegna il Governo,  che  si
  impegna direttamente con la presenza dell'Assessore Lo Bello che si
  assume,  perché  è lei l'Assessore che doveva dare attuazione  alla
  norma.
   Se  l'Assessore ci dirà in quest'Aula che intende utilizzare  quel
  personale  tutto sarà l'Assessore a dirlo e l'ordine del giorno  vi
  dico approviamolo, lo dico perché è l'anticipazione di quella quota
  di fondi comunitari che è del 3 per cento, qui è molto, ma molto di
  meno, che ci consente di mettere, tra virgolette, in cantiere delle
  leghe  che  possono  diventare imprese e  imprese  lavoro,  facendo
  ritornare  in campo 77 professionalità che sono a  Sviluppo  Italia
  Sicilia. Però approviamolo, altrimenti rischiamo di girarci attorno
  come una danza della pioggia.

   PRESIDENTE.  Intanto  l'Assessore Lo  Bello  è  presente,  essendo
  presente  l'Assessore  Lo Bello è presente  il  Governo  nella  sua
  interezza perché non è presente solo nella qualità di Assessore con
  delega alle attività produttive, ma nella qualità di Vicepresidente
  del Governo regionale.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Lo Bello.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Questa norma, come
  certamente sapete, aveva come società attuatrice di questo tipo  di
  intervento, di start up, aveva individuato Sviluppo Italia Sicilia,
  non  semplicemente perché è la società, diciamo così, che ha, nella
  propria  mission,  caratteristiche  di  questo  genere,  ma  perché
  sappiamo bene che è una società che per le professionalità  che  ha
  all'interno,  crediamo  che  non possa  pagare  il  prezzo  di  una
  difficoltà economica che, in questo momento, la società sta vivendo
  e che, pertanto, ne ha decretato la sua messa in liquidazione.
   Sappiamo,  pur  tuttavia,  che questa  società,  non  solo  ha  le
  potenzialità,  ma  io credo, ed il Governo tutto crede,  che  debba
  essere  data anche la possibilità per le professionalità di cui  ho
  parlato  prima, di potere tornare a svolgere tutte quelle  funzioni
  per  cui  è  stata, mi permetto di dire, acquistata  dalla  Regione
  siciliana.
   Qui  dentro  ci sono una serie di atti, una serie di risorse,  una
  serie  di  obiettivi  che  la  Regione,  questo  Governo  e  questo
  Parlamento, mi auguro, vogliamo tutti insieme raggiungere. Ed è per
  questo che tutte le iniziative svolte alla promozione di start  up,
  siamo  al  di  fuori, siamo in questa specie di inversione  ad   U
  rispetto alla crisi.
   Speriamo  la  crisi  di  averla ancora di  fianco,  ma  presto  di
  potercela  lasciare alle spalle, per cui iniziative che parlano  di
  start  up,  di  restart,  di  incubatori  ed   accelerazioni  dello
  sviluppo  locale, non possono che vedere, attraverso  l'articolo  9
  ma,  mi permetto di dire, anche la sollecitazione che veniva  fatta
  da  ultimo  dall'onorevole Panepinto ma, da quello che ho  sentito,
  anche  dagli onorevoli Di Giacinto e Cimino e che altri  potrebbero
  anche  apprestarsi a fare, nel dare indicazioni ed in questo assumo
  formale impegno, a nome dell'intero Governo, che sarà affidato,  ai
  lavoratori ed alla società Sviluppo Italia Sicilia, la gestione, la
  lavorazione,  quella  che  è tutta la  parte,  tutta  la  parte  di
  sostegno  e  di  avvio di procedure rispetto alle cose  che  stanno
  dentro, alle iniziative che stanno dentro l'articolo 9.
   Vorrei  anche  dire, in riferimento alla società  Sviluppo  Italia
  Sicilia   che,  in  questo  momento,   vedrà  parte  di  lavoratori
  impegnati in quello che comunemente chiamiamo bando, commercio.
   Per  cui,  chiedo, ai deputati dell'Aula, mentre assumo  l'impegno
  formale  di  affidare,  a  Sviluppo  Italia  Sicilia  ed  ai   suoi
  lavoratori,  questo  tipo  affidamento,  dall'altro,  nel  chiedere
  questo all'Aula, credo che faremmo davvero una gran bella cosa  per
  la  Sicilia:  potere prefigurare uno strumento che  coinvolge,  con
  quell'animazione territoriale, non semplicemente le  imprese  e  la
  nascita  di queste imprese, ma anche la possibilità di passare,  di
  uscire  dagli  incubatori di impresa per cercare di creare  imprese
  vere, imprese che facciano dell'innovazione e della ricerca la loro
  caratteristica principale.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Stavo, per altro, rivolgendomi a lei. Ieri, lei aveva ritirato gli
  articoli soppressivi, le chiedo se conferma il ritiro o meno.

   GRECO   GIOVANNI.  Dichiaro  di  ritirate  tutti  gli  emendamenti
  soppressivi a mia firma.
   Signor  Presidente, solo per rimarcare la volontà, anche da  parte
  del  mio  Gruppo, di approvare questo articolo, perché forse,  dico
  forse, ma non mi sbaglio molto, è l'unico articolo che era degno di
  questo stralcio. Poi, tutte le altre cose sono  melina .
   Volevo   aggiungere,  signor  Presidente,  e  chiedere   al   vice
  presidente Lo Bello: è possibile, con un articolo, mettere  già  da
  ora,  questo  tipo  di  impegno che lei ha  formalizzato,  metterlo
  dentro  la legge? Se è possibile, facciamolo con un subemendamento,
  signor  Presidente. Non so se lei è ha capito quello che io  voglio
  dire.
   Assessore  Lo  Bello, metterlo già dentro la legge  che  affidiamo
  questi  servizi  a  Sviluppo Italia Sicilia.  Se  i  colleghi  sono
  d'accordo, scriviamo un subemendamento al comma 2,  lo mettiamo   e
  tagliamo la testa al toro e così gli impegni sono mantenuti.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,
  credo  che  il  subemendamento si possa fare però  dicendo  che  il
  Governo  rimette  in  bonus Sviluppo Italia  Sicilia  e  affida  il
  servizio, facendo così perché se non diciamo che rimette  in  bonus
  la  società  non abbiamo detto niente per cui per me  va  benissimo
  come subemendamento se il Governo è d'accordo per me va benissimo

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  le
  chiedo  cortesemente la sospensione dell'Aula per un paio di minuti
  perché  la richiesta fatta dall'onorevole Greco che viene condivisa
  da gran parte dei deputati però necessita di un chiarimento con gli
  Uffici.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.04, è ripresa alle ore 17.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  l'assessore   Lo   Bello   ha
  presentato,   come   richiesto  da   gran   parte   dell'Aula,   un
  subemendamento.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno  chiesto  congedo,   per   oggi,
  l'onorevole Ioppolo e l'onorevole Federico.

   L'Assemblea ne prende atto.

    1133-1155/A  Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
                 Stralcio I Disposizioni stralciate/A
   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Onorevoli colleghi, scusate un attimo  perché  la  cosa
  credo  sia  importante, e chiedo attenzione all'assessore Lo  Bello.
  Assessore, noi ovviamente non abbiamo fatto altro che apprezzare  il
  suo  intervento, e apprezziamo anche il tentativo  di  fare  un  po'
  chiarezza  sull'articolo 9 con l'emendamento da lei  presentato  che
  tra un po' verrà distribuito.
   Abbiamo  apprezzato  anche il tentativo, con l'emendamento  che  ha
  presentato l'assessore Lo Bello.

                           (brusio in Aula)

   Parlo   a   beneficio  di  chi  ascolta  fuori  dall'Aula,   perché
  evidentemente  qui  non  interessa. Onorevole  Di  Giacinto,  se  mi
  ascolta un attimo.
   Tenterò malgrado tutto di procedere in questo mio intervento che  è
  brevissimo  ed è rivolto in particolare all'assessore Lo  Bello,  di
  cui   ribadisco   abbiamo   apprezzato  il  tenore   dell'intervento
  precedente,  però una domanda, onorevole Di Giacinto,  che  mi  sono
  posto,  e  la faccio all'assessore per avere fugato ogni perplessità
  sull'emendamento stesso.
   Nell'emendamento   che  lei  ha  presentato  dice    al   comma   2
  sostituire   aggiunge la parola  prioritariamente . La mia domanda -
  io  non  sono  un tecnico, chiedo scusa se sto per dire qualcosa  di
  poco  chiaro - questo  prioritariamente  secondo me ha un  senso  se
  noi oggi apprendiamo da lei che non è stato fatto nessun decreto nei
  confronti  di  Sviluppo Italia Sicilia. Se invece c'è un  decreto  -
  vorremmo  avere  la  certezza  -  in  quel  caso   prioritariamente
  potrebbe convincerci, no? Onorevole Panepinto.

   PRESIDENTE. C'è scritto  prioritariamente .

   VENTURINO.  Sì,  ma  vogliamo sapere se  c'è  già  un  decreto  nei
  confronti o meno di Sviluppo Italia Sicilia.

   PRESIDENTE. Ora l'assessore Lo Bello lo illustrerà a tutta l'Aula.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  la  domanda  che  veniva  fatta è se ancora esiste  Sviluppo  Italia
  Sicilia. Quindi, credo che questo sia assolutamente esaustivo.

   ALONGI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Presidente, accolgo con piacere l'emendamento  integrativo
  firmato dall'assessore Lo Bello, anche perché coincidenza vuole,  mi
  pare  corretto questo che venga esplicitato oggi visto  che  votiamo
  questo  articolo  9,  che Invitalia - chiaramente  non  c'entra  con
  Sviluppo  Italia  -  proprio  oggi  ha  rifinanziato  le  linee   di
  intervento per quanto riguarda l'auto impiego.
   Con  questo  cosa  voglio  dire? È importante  che  oggi  Sviluppo
  Italia, che ha una grandissima esperienza in quella direzione,  per
  una  storia  fatta  fondamentalmente o gestita da Invitalia,  possa
  essere  utilizzato, assessore io sono sicuro che lei si muoverà  in
  questa  direzione,  a  sostegno di tutti quei ragazzi,  tutti  quei
  soggetti che vogliono portare avanti iniziative di auto impiego  in
  questa   terra  e  possano  essere  affiancati  perché   ne   hanno
  sicuramente bisogno.
   Quindi,  credo  che questa sia la strada giusta non  soltanto  per
  salvare quei lavoratori ma per dare risposte anche ad un territorio
  bisognoso   e   abbisognevole  di  sostegno  nello   sviluppo   del
  territorio.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
  dei  chiarimenti dal Governo rispetto a tutto quello che si è detto
  in  Commissione Bilancio perché di fronte l'articolo 9, proprio  in
  Commissione  Bilancio, all'unanimità abbiamo tolto ogni riferimento
  che  avesse  a  che fare con Sviluppo Italia Sicilia, proprio  alla
  luce della liquidazione di Sviluppo Italia. Anche perché per legge,
  dopo  tre  esercizi in perdita, una società non può non  andare  in
  liquidazione  e  Sviluppo  Italia Sicilia  è  in  perdita  da  otto
  esercizi,  da  quello che si è detto in Commissione, tanto  che  si
  erano  pensate  altre alternative per aiutare i lavoratori,  quindi
  salvaguardare i  livelli occupazionali.
   Ad  esempio, fare come si è fatto con SPI, creando un  ramo  nella
  SAS.
   Quindi  io questo atteggiamento un po' schizofrenico da parte  del
  Governo  non  lo capisco, considerato che l'Assessore Baccei  e  il
  Ragioniere  generale in Commissione hanno detto delle cose  che  ci
  hanno  portato  a  togliere  ogni riferimento  su  Sviluppo  Italia
  Sicilia  dall'articolo 9 perché si pensava di portare avanti  delle
  altre  soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali e adesso
  in Aula si sta facendo tutt'altro.
   Io credo che la legge sia chiara sugli esercizi in perdita, non so
  come  si  vuole esprimere il Parlamento, se dare semplicemente  una
  soluzione populista per fare contenti i lavoratori su una cosa  che
  tecnicamente  non  si  può  fare,  e  in  Commissione  ci  è  stato
  chiaramente detto dal Governo stesso.

   PRESIDENTE.  Assessore Lo Bello, è stata fatta  una  richiesta  da
  parte  dell'onorevole La Rocca, pertanto le chiedo cortesemente  se
  intende  rispondere  risponda a tutte le  istanze  che  sono  state
  fatte.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  in riferimento all'interrogativo  che  poneva
  l'onorevole  La  Rocca, in prima questione è vero che  passati  tre
  esercizi   una  società,  così  come  dicono  le  regole,   va   in
  liquidazione  ed  in questo momento la società viene  indicata  fra
  quelle  che potrebbero essere in liquidazione. Ma in questo momento
  il decreto di liquidazione non solo non c'è ma noi abbiamo tutte le
  possibilità di fare in modo che la società riviva.
   E  se  poi, invece, questa è una società, se questa è una  società
  che  ha  un  numero di dipendenti superiori a quelli che potrebbero
  essere,   ebbene  una  parte  di  questi  vadano  in  SAS,   magari
  volontariamente,  come se ci fosse una spinta  anche  da  parte  di
  dipendenti interni per la chiusura di Sviluppo Italia Sicilia.
   Ricordo che questa società è costata 10 milioni di euro e crediamo
  che  debba fare quello che sa fare. Abbiamo una società che  ha  le
  caratteristiche, che ha la professionalità, che ha la possibilità e
  noi  in  questa  Aula solo perché abbiamo avuto i tre  esercizi  in
  negativo, mi permetto di dire che forse l'Assessore Baccei sa molto
  di bilancio ma probabilmente rispetto alla storia di alcune società
  alcuni non li conosce.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore  Lo
  Bello,  prendo atto, con particolare compiacimento del  suo  ultimo
  intervento in Aula.
   Mi  soffermo, però in maniera assai breve nel tempo concessomi, su
  alcuni passaggi che, in rapida sintesi, si sono svolti negli ultimi
  mesi, perché in quest'Aula - e ci tengo per una volta personalmente
  e  anche sotto il profilo istituzionale a difendere tutta l'Aula  -
  nessuno ha mai chiesto né la chiusura di  Sviluppo Italia-Sicilia ,
  né tanto meno il licenziamento dei dipendenti o il loro transito in
  altra società partecipata.
   Quello  che  è  successo, soprattutto nel corso della  discussione
  sull'ultima  finanziaria, è che l'assessore Baccei,  componente  di
  questo  Governo - e lo dico senza spirito polemico, ma con la  sola
  forza  della constatazione oggettiva - ci ha spiegato, e  lo  aveva
  già  fatto in Commissione Bilancio personalmente e anche attraverso
  il   Ragioniere  generale,  che   Sviluppo  Italia-Sicilia   andava
  sciolta,   peraltro  determinando  le  nostre  veementi   proteste,
  assessore  Lo  Bello, e il richiamo di alcuni  assessori  che,  nel
  corso  della  trattazione della legge finanziaria, avevano  assunto
  impegno formale in Aula
   Ricordo  e  li  menziono perché li considero  uomini  che,  quando
  assumono un impegno politico lo mantengono, gli assessori Cracolici
  e  Marziano  i quali avevano detto, scongiurando la possibilità  di
  rivolgersi  a FORMEZ ed altro, che le commesse sarebbero  andate  a
   Sviluppo Italia-Sicilia  perché  Sviluppo Italia-Sicilia  aveva il
  know  how,  le  competenze  e  la possibilità  concreta  di  essere
  salvata.
   Ora, in Commissione Bilancio ancora una volta, da parte - viva Dio
  -  di  un  pezzo  di  Governo, si sono fatte  le  barricate  contro
   Sviluppo  Italia-Sicilia . Quindi noi, dal Vice  Presidente  della
  Regione, ascoltiamo parole che per noi sono musica, perché questa è
  stata sempre la nostra posizione e, quindi, siccome l'assessore  Lo
  Bello è persona seria e degna di fede, se l'assessore Lo Bello oggi
  dice  questo, per noi vale più della sigla di un contratto.  Quindi
  noi   ringraziamo   il  Governo  per  questa   presa   d'atto,   ci
  rammarichiamo del fatto che ogni tanto ci pare che ci siano  due  o
  tre  Governi  -  ma  spero  che, nei prossimi  mesi,  riuscirete  a
  risolvere  i  vostri problemi interni. Quello che  ci  importa,  da
  parlamentari  che agiscono in questa Aula nell'esclusivo  interesse
  dei  siciliani,  è  che  si diano risposte,  soprattutto  a  quelle
  categorie che sono sempre border line tra lo stipendio e la strada.
  Si  tratta di centinai di siciliani e salvarne anche dieci,  cento,
  mille è qualcosa che è nostro dovere morale, personale, di politico
  e istituzionale.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori  la
  norma  inizialmente  che arrivò in Commissione Bilancio,  riportava
  esattamente  la dicitura in calce di  Sviluppo Italia-Sicilia .  Io
  credo  che  né  la  Commissione Bilancio, né tanto  meno  l'Aula  ,
  avessero   motivo  per,  in  una  normale  seduta,  togliere   quel
  riferimento.
   Quel  riferimento  è  stato tolto dopo che articoli  di  giornale,
  documenti  governativi e tutta una serie di cose sono arrivate  sui
  banchi  di  commissari  di  quella  Commissione  e  rapportati  dal
  giudizio  sia  dell'assessore  Bacchi,  che  anche  del  Ragioniere
  generale, dott. Sammartano, perché Sviluppo Italia Sicilia non  era
  più  nella possibilità di gestire quello che gli stavano demandando
  con quell'articolo di legge.
   Quindi   viene   formulato   un  emendamento   all'interno   della
  Commissione  stessa,  col quale viene tolto qualunque  riferimento;
  oggi scopriamo che così non è.
   Ora  io  non  mi  ammanto,  invece, della possibilità  di  credere
  all'uno  o  all'altro  assessore perché  politicamente  sono  degli
  avversari  ed  io  a questo Governo non credo in  quanto  tale,  ma
  quella è una posizione politica.
   Però,  signor Presidente, oggi le chiedo - e credo che questa  sia
  una   richiesta   che  dovrebbe  provenire  da  tutta   l'Aula   e,
  probabilmente  proviene da tutta l'Aula - noi  dobbiamo  averlo  un
  confronto  oggi,  qui,  perché non possiamo  avere  l'assessore  al
  bilancio  che dice una cosa ed il vicepresidente della Regione  che
  ne dice un'altra.
   O  chiamiamo l'assessore Baccei e sentiamo dalla sua viva voce  se
  ha  cambiato  posizione, se si è reso conto  che  ha  sbagliato,  e
  allora lo accettiamo e possiamo proseguire; oppure, se c'è in  atto
  uno  scontro  all'interno del Governo e, a  questo  punto,  andiamo
  oltre  a  quell'articolo, andiamo esattamente oltre  quell'articolo
  perché  qui  siamo  di fronte ad un Governo che  ieri  aveva  sugli
  scranni Baccei e, quindi, avevamo una posizione governativa e oggi,
  invece, ne ha un'altra perché non ci sono presenti quegli assessori
  e ce ne sono ben altri.
   Non c'è serenità per potere votare una legge, non c'è serenità per
  potere  prendere decisioni quando siamo di fronte a condizioni  del
  genere, ed io la prego di verificare questo, glielo chiedo  a  nome
  del Movimento Cinque Stelle - e siamo 14 componenti -, io spero che
  ci  siano  anche altri deputati che possano prendere la  parola  in
  nome  e per conto di altri Gruppi parlamentari per potere ragionare
  su questo aspetto.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Cancelleri ha  posto  una  questione  di
  carattere  squisitamente politico, pertanto chiedo  se  il  Governo
  ritiene di rispondere.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  voglio rispondere all'onorevole Cancelleri perché credo che nel suo
  intervento abbia voluto raggiungere un altro obiettivo.
   Non   c'è   nessuna   frattura  all'interno   del   Governo,   c'è
  semplicemente  una  posizione  ed una  distanza  tra  un  assessore
  all'economia  che  guarda conti e bilanci, ed  un  Governo  ed  una
  Giunta  che  guardano,  politicamente,  alle  prospettive  che  una
  società che sta vivendo un momento di difficoltà ha per le cose che
  dicevamo prima.
   Il  Governo  crede nella possibilità che Sviluppo  Italia  Sicilia
  possa  riprendere il suo cammino di competenza, fatto di competenza
  e   di  grande  professionalità,  crediamo  che  possa  esserci  la
  possibilità  che  non  vada dimessa, ed è per  questo  che  abbiamo
  introdotto non il già scritto affidamento a Sviluppo Italia Sicilia
  ma l'affidamento a società in house e, prioritariamente, a Sviluppo
  Italia Sicilia.

   PRESIDENTE. Si procede con la votazione dell'emendamento 9.22, del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, ricordo che tutti gli emendamenti soppressivi
  all'articolo  9 erano già stati ritirati dal firmatario,  onorevole
  Giovanni Greco.
   Si passa all'emendamento 9.21, degli onorevoli Cordaro ed altri.
   Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.16, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.20, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 9.20
  vorrebbe  dare  una  certa copertura; questo  articolo  che  stiamo
  facendo  serve appunto per le start-up, ed ogni norma  che  intende
  agevolare e sostenere l'impresa privata già nel suo avvio è  chiaro
  che ha bisogno però anche di una certa dotazione finanziaria, ed il
  Governo, con questo articolo, la sta trovando sul PO FESR.
   Noi abbiamo qualche dubbio, devo dire, perché ritenevo che la vera
  copertura  finanziaria  la potevamo invece trovare  nei  fondi  PAC
  relativamente alla misura, all'obiettivo cambiamento. Questo perché
  l'obiettivo  cambiamento serve appunto perché si possa trovare  una
  copertura  certa  già definita e delineata e già  anche  specifica,
  attinente alla misura che stiamo andando ad approvare. Però, se  il
  governo  e  l'assessore Lo Bello, in questa fase, garantiscono  che
  questa  copertura che ha trovato il Governo è una copertura  reale,
  per  cui  da qui ai prossimi due, tre mesi, questo articolo diventa
  attuabile  e  riesce,  diciamo così, a porre  in  essere  i  propri
  effetti,  allora noi non abbiamo nessun tipo di problema a ritirare
  questo emendamento.
   Però,  signor  Presidente, io gradirei che il  Governo  prenda  un
  impegno  e  dica  e  garantisca che la  copertura  individuata  dal
  Governo  è  una  copertura certa con delle  risorse  immediatamente
  disponibili.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli deputati, è una copertura propria, avendola indicata  sul
  PO  FESR  all'S3, come sapete ricerca ed innovazione stanno proprio
  alla  base  della  nuova programmazione. L'abbiamo  individuata  ed
  abbiamo cercato e trovato lì queste risorse a questa misura per noi
  importante  anche rispetto ai tempi. Voglio rassicurare l'onorevole
  Falcone,  perché  saranno  quelli di  una  trimestralità  prima  di
  passare all'azione reale di concreta attuazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ritira l'emendamento 9.20?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 9, così  com'è  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19
                    Oasi Maria SS. di Troina Onlus

   1.  Al fine di consentire, la regolare prosecuzione delle attività
  dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedale
  classificato   specializzato  Oasi  Maria  SS.  di  Troina   Onlus,
  l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore regionale per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, essendo già scaduta  da
  tempo  la  convenzione  precedente, provvedono  a  stipulare  entro
  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge
  una  convenzione  che  regoli  i rapporti  con  l'Istituto  per  il
  triennio  2016-2018,  con  particolare  riferimento  alle  funzioni
  assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi e nei limiti di quanto
  definito dall'articolo 8 sexies del decreto legislativo 30 dicembre
  1992, n. 502, che prevede, tra le predette funzioni, anche la forte
  integrazione fra assistenza ospedaliera e territoriale, sanitaria e
  sociale, per patologie croniche di lunga durata o recidivanti.

   3.  Agli  oneri di cui al comma 1, pari a 5.000 migliaia  di  euro
  annui  per  il triennio 2016-2018, si provvede, per ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2016, 2017 e 2018, quanto a 4.000 migliaia  di
  euro  a  valere  sulle  risorse del  Fondo  nazionale  per  le  non
  autosufficienze e quanto a 1.000 migliaia di euro  a  valere  sulle
  risorse del Fondo sanitario regionale.».

   Si passa all'emendamento 19.1, degli onorevoli Zito e altri.

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   perché   la
  presentazione  dell'emendamento  soppressivo?  Qualcuno  ha  voluto
  strumentalizzare  l'emendamento  perché  giustamente  non  sa  fare
  altro, però sostanzialmente questo emendamento soppressivo proviene
  dal  fatto che questo articolo 19 è un articolo pubblicitario, cioè
  non serve assolutamente a niente. E vi spiego perché.
   Noi  stiamo  dicendo,  per legge, che due  assessorati  si  devono
  vedere  per  fare  una  convenzione.  Ma  scusate,  per  fare   una
  convenzione,  che  è  un  atto  amministrativo  e   non   un   atto
  legislativo,  a  che serve inserire un articolo sulla  finanziaria?
  Voi  potreste  dire che la mia è la visione di  un  pazzo  che  sta
  facendo  un  intervento  in Aula per dare supporto  all'emendamento
  soppressivo. Ma nell'audizione, del 7 ottobre del 2015, la dott.ssa
  Bulgara,  che  è un dirigente, ex dirigente dell'assessorato  delle
  politiche   sociali   disse  che  svolge  anche   funzioni   legate
  all'interazione   socio-sanitaria  che  sono  quindi   storicamente
  imputate  finanziariamente  all'assessorato  alla  famiglia  e   le
  politiche  sociali, ed evidenzia che, a seguito della  disdetta  da
  parte dell'assessorato alla salute, e vorrei vedere nel momento  in
  cui c'è stata la disdetta dove erano quelli che ci mettono contro i
  disabili,  dell'accordo relativo al riconoscimento  delle  funzioni
  sociali  connesse  a  quelle sanitarie,  difficilmente  il  proprio
  ufficio può individuare nell'ente erogatore delle prestazioni, così
  violando le norme sulla concorrenza del privato sociale essendo  lo
  stesso  un  soggetto privato o serve nell'accordo degli assessorati
  in condizione necessaria per l'ente.
   Ma  è  stata  un'occasione?  No, non è stata  un'occasione  perché
  successivamente nell'audizione del 17 novembre del 2015 la dott.ssa
  Bullara,  che  sempre a quel tempo era il direttore generale  delle
  politiche  sociali,  ribadisce quanto  affermato  nella  precedente
  seduta  dedicata al tema, in particolare dicendo che  svolge  anche
  funzioni legate all'integrazione socio sanitarie e ripete le stesse
  cose. Inoltre c'è l'intervento del dott. Chiaro, direttore generale
  della  salute,  che  rappresenta che l'abbattimento  delle  tariffe
  giornaliere  discende dal decreto Balduzzi, quindi non è  possibile
  derogare essendo la Regione siciliana il piano di rientro, comunica
  che  è  stata  avviata  una interrogazione  con  il  Ministero.  Al
  problema  con  la  convenzione con l'Assessorato per  le  politiche
  sociali   relative   al   riconoscimento  delle   funzioni   socio-
  assistenziali riferisce che l'assessorato per la salute  non  aveva
  interesse  a  stipulare in quanto erogava le  somme  per  la  parte
  sanitaria  tramite  l'ASP. Chiarisce che comunque  due  assessorati
  calendarizzeranno un incontro. Cosa dice sostanzialmente  il  dott.
  Chiaro?  Intanto fa presente che quello che è scritto nell'articolo
  è  sbagliato,  perché la convenzione non la può fare  l'assessorato
  alla  salute  perché non è l'ente erogatore dei fondi, ma  dovrebbe
  essere  l'ASP,  e quindi non sapete neanche scrivere gli  articoli.
  Punto  secondo,  dice che la convenzione, soprattutto  nella  parte
  sociale,  probabilmente dovrebbe andare tramite  bando  e  non  con
  l'assegnazione diretta che eviterebbe tanti problemi in quanto è un
  ente  privato  e non può erogare direttamente i fondi.  Inoltre  la
  gestione  dei  fondi, lo sappiamo, manca un piano di programmazione
  sui   fabbisogni,  e  questo  soprattutto  sul  sociale   carissimo
  assessore  non c'è, manca un decreto socio-sanitario  o  una  legge
  ancor meglio, perché visto che in tutta Italia servirebbe una legge
  sul socio-sanitario e non c'è.
   Quindi  noi  non abbiamo le tariffe per quanto riguarda  il  socio
  sanitario  e  per quanto penso io perdiamo pure soldi che  potrebbe
  erogare  Roma per i servizi socio-sanitari e dare comunque sia  del
  supporto  in  più ai disabili. E' questo pensare ai  disabili,  non
  farsi  la  pubblicità  come  ha fatto  qualcuno  su  facebook.  Noi
  ritireremo l'emendamento soppressivo solo per una cosa, solo per un
  motivo, solo per non dare adito a quelli che si fanno pubblicità su
  facebook  ma  quello  che  le dico è, signor  Presidente,  che  noi
  abbiamo  presentato anche l'emendamento 19.2, che  invece  vogliamo
  che  venga votato, in modo che si chiariscano tanti aspetti. Perché
  non  vorrei  che questa norma serva anche per pararsi da  eventuali
  danni  erariali, perché almeno c'è la legge e non c'è  un  problema
  più amministrativo.
   Ora,  l'Oasi fa un servizio veramente eccellente, i disabili vanno
  tutelati  in tutti i modi, ma non possiamo fare mostri giuridici  e
  soprattutto non possiamo fare con atti amministrativi cose  che  si
  potrebbero fare con atti legislativi.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, è la prima volta che sento dire che una norma può  creare
  danno erariale.
   Sono gli atti amministrativi in difformità delle leggi che possono
  creare  danni erariali contestabili, perché se mettiamo in meno  la
  potestà legislativa, finiamo per non capirci nulla.
   Nei tre anni precedenti al 2013 è stata realizzata una convenzione
  già  operata  con  apposito capitolo di  bilancio,  per  l'Oasi  di
  Troina,  riconoscendo  a tale struttura una peculiarità  specifica,
  unica nel contesto dell'assistenza che dà ai diversamente abili.
   Un  progetto unico che riguarda non soltanto la cura del disabile,
  in  particolare  anche  ai  soggetti  affetti  da  gravi  patologie
  genetiche, ma anche un modello di recupero che include la  presenza
  delle famiglie delle persone diversamente abili dentro la struttura
  con  consti  addizionali  che non ha nessuna  struttura  sanitaria,
  nessuna  struttura socio-assistenziale in Sicilia in un unicum  che
  prefigura  un  modello  di  integrazione socio-sanitario,  cioè  ci
  troviamo  in  una struttura che possiamo dire anomala  rispetto  al
  resto  delle altre strutture, non c è solo l'assistenza e  non  c'è
  solo  sanità;  cioè  un  mix  che prevede  intervento  sanitario  e
  intervento  assistenziale che non riguarda soltanto il diversamente
  abile,  ma  per  una serie di categorie, ma non solo  che  riguarda
  anche  le famiglie che condividono i percorsi anche considerato  il
  fatto  che  poi  il bambino, il ragazzo etc. vanno integrati  nella
  famiglia, che prevede anche l'educazione nel nucleo familiare.
   Esistono  poche  strutture in Italia con questa tipologia,  capite
  bene  che  l'intervento non può gravare tutto sul  fondo  sanitario
  proprio perché la parte sanitaria è giudicata 1/5 dell'intervento e
  capite bene che non può gravare tutta sul fondo socio-assistenziale
  perché  proprio c'è una parte di intervento sanitario. Diciamo  che
  la  prima  struttura in Sicilia che anticipa l'integrazione  socio-
  sanitaria.
   In  presenza di una situazione di questo tipo, sicuramente, questo
  non  può essere il risolversi con i normali interventi che facciamo
  alle  altre strutture assistenziali, perché forniscono un  servizio
  qualitativamente più alto e unico per cui non c'è alcuna violazione
  ai  principi  della concorrenza, in quanto trattasi  di  intervento
  unico.  E'  considerato nel tempo. E' una struttura alla  quale  si
  accede  da  tutta  la  Sicilia. Il privato,  fra  l'altro,  di  che
  trattasi,  è  un privato religioso, senza finalità  di  lucro.  Non
  parliamo  dei  padroni della sanità, quindi, che interviene  anche,
  proprio  per  abbassare i costi, utilizzando una  parte  di  lavoro
  volontario  che  va  ad  adiuvandum con gli  operatori  stabilmente
  assunti  nella  struttura.  Una struttura  di  eccellenza,  che  ci
  invidiano tutti e che credo vada sostenuta.
   Discipliniamo, per legge, l'istituzione della convenzione.
   Non  capisco  di  quali favoritismi, di quali  danni  erariali  ci
  dovremmo  macchiare,  solo  perché  vogliamo  dare,  alle   persone
  diversamente abili ed alle loro famiglie, un intervento  fortemente
  innovativo ed avanzato.
   La  convenzione  che  vorremmo praticare, fra  l'altro,  mette  in
  campo, ed anche in questo, in anticipo rispetto persino al panorama
  nazionale,  la questione del  dopo vita , che è uno  dei  temi  più
  gravi  che  hanno  le persone, le famiglie dei diversamente  abili,
  fortemente angosciati rispetto al destino dei loro figli quando non
  ci saranno più.
   Non  capisco perchè, ogni volta, qualsiasi intervento di rilevanza
  sociale  debba  essere  macchiato  dal  sospetto  di  chissà  quali
  interessi da privilegiare.
   Se,  poi,  ci  sono state attribuzioni, polemiche fu facebook,  il
  Parlamento  non ha all'ordine del giorno le tematiche  che  vengono
  avanzate   su   facebook,  ma  le  leggi  che  vengono   presentate
  legittimamente dal Governo e dai parlamentari che hanno il  diritto
  di presentare leggi.
   Le  questioni  di  facebook lasciate su facebook  e  le  polemiche
  facciamole lì.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, vorrei che i colleghi si soffermassero un
  attimino  sulla  comparazione dell'articolo nella sua  interezza  e
  nella proposta di modifica del comma 1, perché di questo trattasi.
   La nostra proposta, infatti, non riguarda il comma 2 e, quindi, la
  copertura    finanziaria,   che   viene   assolutamente    lasciata
  immodificata.
   L'unica  cosa  in  cui  il nostro articolo differisce,  tranne  la
  premessa   della  finalità,  al  fine  di  consentire  la  regolare
  prosecuzione, è la convenzione tra ASP ed assessore regionale  alla
  famiglia,  e  qui  i  colleghi  giuristi  potranno  dire   che   la
  convenzione va fatta tra l'ASP e l'assessorato per la famiglia,  ma
  viene   chiesta  semplicemente  l'acquisizione  dei  pareri   della
  commissione e degli uffici competenti.
   La  richiesta di questi pareri degli uffici competenti, non è  una
  mirabolante  trovata dell'onorevole Zito, ma è  una  richiesta  che
  scaturisce  proprio dai lavori della commissione, dove  entrambi  i
  dirigenti, quindi il dottore Chiaro e la ex dirigente Bullara,  più
  volte, ripetutamente, hanno dato un parere che ci fa intuire che la
  convenzione, così fatta, per legge, non può andare.
   Cosa  stiamo, quindi, chiedendo semplicemente? Acquisire il parere
  dei   dirigenti   ed  il  parere  della  commissione   sanità.   Le
  disposizioni  finanziarie, poi, le 5.000 migliaia di  euro,  quelle
  rimangono immodificate.
   Non  creiamo,  quindi,  paure, quasi come  si   volesse  andare  a
  togliere un servizio alle famiglie, ai ragazzi che hanno bisogno di
  quelle  prestazioni di carattere socio-assistenziale,  e  questo  è
  assolutamente fuori di dubbio. Noi stiamo dicendo solo   acquisiamo
  i  pareri  dei dirigenti del ramo e il passaggio dalla  Commissione
  Sanità ,  ricordiamoci che se noi abbiamo dovuto vedere i  sindaci,
  le  famiglie, qui sotto il Palazzo d'Orleàns protestare,  di  certo
  non  è per colpa di questa proposta di emendamento ma probabilmente
  degli  assessori  al ramo che in questi anni hanno  tergiversato  a
  lungo sul decreto, sull'integrazione socio-assistenziale.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima  il  collega
  Cancelleri parlava di comportamento schizofrenico, adesso su questo
  articolo io francamente vorrei capire o si sostiene che è  un  atto
  di gestione o si sostiene che è un atto legislativo e parlamentare,
  perché  richiamare all'emendamento 19.2 il parere della Commissione
  Sanità ritengo che sia proprio un atto parlamentare ed io consiglio
  di   distinguere   la  fase  prettamente  gestionale   dalla   fase
  prettamente  parlamentare,  soprattutto  per  quanto  riguarda   la
  Commissione Sanità. Perché chiedere ai componenti della Commissione
  Sanità  di  esprimersi su un atto che, di fatto, è  un  atto  degli
  Uffici  dell'Assessorato  alla  Sanità,  vuol  dire  entrare  nella
  gestione dell'attività del Dipartimento della Sanità.
   Il  caso Corte dei Conti e 118 chiaramente pone il problema  della
  divisione che ha dato la Legge 10 tra l'attività parlamentare delle
  Commissioni  e  le attività di gestione che è una  attività  che  è
  fatta dal Dipartimento della Sanità con i propri Uffici, quindi  io
  consiglio  al  Presidente  dell'Assemblea,  quando  con  legge   si
  richiede  che i pareri di atti di questo genere siano dovuti  dalle
  Commissioni  parlamentari, di dichiarare  inammissibile  l'articolo
  perché  un  emendamento di questo genere pone realmente  a  rischio
  l'attività parlamentare dei componenti della Commissione  Sanità  e
  purtroppo  in  questa  Regione  abbiamo  avuto  qualche  spiacevole
  precedente  di Commissari che si sono trovati per caso a sostituire
  colleghi  parlamentari che non conoscevano gli atti  amministrativi
  che fa il Dipartimento e si sono trovati a dare parere favorevoli e
  poi condannati dalla Corte dei Conti.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
  riguarda  le  perplessità che ha esposto il collega  del  Movimento
  Cinque  Stelle,  onorevole  Zito,  io  chiedevo  all'assessore   di
  intervenire sull'articolo 19 per darci alcuni chiarimenti.
   Veda,  signor  Presidente, lavorando sul  territorio,  quando  una
  associazione,  un  ospedale,  vuole un  servizio  fa  la  richiesta
  all'ASP  e l'ASP inoltra la domanda all'Assessorato alla  Sanità  e
  interviene  un  dialogo tra l'assessore competente  e  l'ASP.  Ora,
  posso  chiedere di avere chiarito come darà il servizio l'assessore
  alla  Famiglia  a  questo  ospedale  privato  che  fa  un  servizio
  importante per il territorio della Regione Sicilia?

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche   per
  delineare  velocemente lo scenario in cui si  muove  questa  norma,
  come  voi sapete, in Sicilia noi abbiamo tre istituti di ricerca  e
  cura,  uno il Bonino Puleo, l'altro è l'Ismett e l'ultimo è  l'Oasi
  di Troina.
   I  primi  due  sono  pubblici, l'Oasi  di  Troina  è  privato,  ma
  l'oggetto diciamo della norma è questo: mentre non ci piove  che  i
  processi riabilitativi del Bonino Puleo avvengano dentro il  Bonino
  Puleo,  a cura del Bonino Puleo, mentre non ci piove che i processi
  riabilitativi  delle attività sanitarie che fa  l'Ismett  avvengono
  dentro l'Ismett, c'è una questione controversa rispetto ai processi
  riabilitativi che avvengono nella terza Irccs, cioè relativi non  a
  fatti  traumatici  e non a fatti di trapianto, se debbano  avvenire
  dentro l'Oasi di Troina oppure possono essere svolti in altre sedi,
  ed è questo l'argomento di cui stiamo parlando.
   A  quanto  pare  è consolidata l'idea che i processi riabilitativi
  per  gli  ammalati  dopo  la fase acuta all'interno  dell'Irccs  di
  Troina  devono avvenire entro quella stessa casa di cura, questo  è
  quello  he  noi  stiamo votando, signor Presidente  non  so  se  ho
  espresso lo scenario, con tutto il rispetto per l'intervento  fatto
  dall'onorevole Cimino cioè non c'entra nulla questo, cioè non è una
  questione  procedurale,  il  Governo  dice   guarda  che  tu   solo
  all'interno  di  Troina  e  non nella riabilitazione  di  Pedalino,
  piuttosto  che un altro comune Siciliano, solo li puoi riconsegnare
  il  malato  che  io ho curato, ad un attività che lo renda  diciamo
  reinserito  nel  tessuto sociale , quindi se noi pensiamo  che  sta
  cosa debba essere fatta a bando di gara bocciamo l'articolo, se noi
  invece  pensiamo  che  solo  a Troina ci  sia  una  possibilità  di
  reinserimento reale del malato nel tessuto sociale, allora non  c'è
  altro  verso, non c'è altro modo, bisogna come dire adottare questo
  articolo  e  dobbiamo  farlo subito, perché  in  questa  come  dire
  vacatio  legis  che cosa sta accadendo, che la società  scientifica
  nel  suo  interesse dice il malato mi deve rimanere a Troina,  loro
  continuano ad erogare prestazioni e continua ad indebitarsi  perché
  nessuno  gliele  remunera,  e stiamo parlando  di  un  istituto  di
  ricerca  e cura di fama europea, internazionale, quindi non c'entra
  nulla  diciamo il discorso che abbiamo fatto che sono stati  fatti,
  io   mi   rendo   conto  insomma,  nessun  bando  di  gara   perché
  conformemente  agli  altri  irccs  noi  diciamo  approvando  questo
  articolo,  che  il  mio  malato, il mio figliolo,  che  non  sapeva
  neanche  parlare, che io a poco a poco gli ho detto come si  parla,
  come ci si muove, e come si agisce, lo reinserisco nella società  a
  cura  dei medici e dei riabilitatori dell'Irccs di Troina,  non  in
  qualche altra riabilitazione dove mio figlio poi sarà curato dodici
  mesi  dopo, rimanendo un tronco in una sedia. Questo stiamo votando
  noi, il resto non c'entra nulla

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  la  Commissione ha preparato  un  emendamento  tecnico
  venendo incontro a quello che sono state le richieste dei colleghi,
  per  cui  il  termine   l'assessore  regionale  per  la  salute   e
  l'assessore  regionale  per  la  famiglia   diventa   l'assessorato
  regionale per la salute e l'assessorato regionale per la famiglia .
   In  questo  modo  non  è  più  un  atto  di  diretta  promanazione
  dell'assessore in quanto soggetto politico. Anche in  questo  senso
  si  è espresso il Presidente della Regione e l'assessore competente
  al ramo.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, ritira gli emendamenti soppressivi?

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 19.3  e
  19.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, si passa alla votazione dell'emendamento 19.2.
  E'  chiaro  che  se dovesse essere approvato, decade  l'emendamento
  19.7 della Commissione.
   Il parere del Governo sull'emendamento 19.2?

   MICCICHE',  assessore  alla famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 19.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          17
   Contrari            38
   Astenuti            7

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 19.7, della Commissione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  volevo
  dare  un chiarimento ai colleghi. Anzitutto, attraverso questo sub-
  emendamento mi sembra di capire che la Commissione in effetti abbia
  ravvisato  nell'articolo  che era stato proposto  in  votazione  un
  errore.  Cioè si è passati dalla parola  assessore alla  sanità   e
   assessore  alla  famiglia  ad  assessorato  spostando  proprio  ai
  dirigenti dei dipartimenti il compito di stipulare, finalmente,  la
  convenzione.
   E'  stata espunta anche la parte iniziale dell'articolo 19 in  cui
  si  diceva   essendo  già da tempo scaduta la convenzione   proprio
  perché l'articolo così non andava bene.
   Quindi, siamo parzialmente soddisfatti del fatto che l'Aula  abbia
  compreso   l'errore   formale  che  stavamo  compiendo   approvando
  l'articolo 19 per come era stato esitato dalle Commissioni.
   Però ci permettiamo di invitare ulteriormente alla riflessione - e
  qui  presenteremo  un  sub emendamento -  in  cui  diciamo  che  la
  politica si deve prendere le proprie responsabilità e chiediamo che
  questo atto, questa convenzione, abbia preventivamente un parere da
  parte  della Commissione salute che conosce bene la materia  e  che
  deve essere l'occhio vigile della politica su questa vicenda.
   Quindi,  stiamo  preparando un sub al 19.7  che  aggiunge   previo
  parere  della Commissione salute . Poi l'Aula si esprimerà.  Se  la
  politica intende derogare tutto ai dirigente ne prenderemo atto, se
  invece  si  vorrà  fare carico di dare un parere sulla  convenzione
  tanto attesa e tanto importante ne saremo pienamente soddisfatti.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Digiacomo,   ha   sentito   l'intervento
  dell'onorevole Foti? Va ne senso dell'intervento fatto da Lei quale
  Presidente della Commissione.
   E'   stato   preannunciato   un  sub   emendamento   che   prevede
  sostanzialmente il  previo parere della Commissione alla salute .
   Sospendo  brevemente  la  seduta al fine di  far  distribuire  gli
  emendamenti.

     (la seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore 18.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato dall'onorevole  Foti,
  nella  qualità  di  Capogruppo  del  Movimento  Cinque  Stelle   il
  subemendamento che recita:  previo parere della Commissione servizi
  sociali .

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, io esprimo  le  mie  perplessità  su
  questo emendamento e sull'intera impostazione di questo articolo.
   Però,  al  netto  del  fatto  che sono fortemente  convinto  della
  necessità  di  dare una risposta positiva all'Oasi  di  Troina  per
  l'attività  straordinaria, meritoria e direi unica che  ha  portato
  avanti  in questi anni, sono altrettanto convinto che tutto  quello
  che  attiene alla gestione delle risorse sia solo ed esclusivamente
  un atto gestionale.
   Rispetto  all'atto gestionale il parere di qualunque  Commissione,
  compreso  il  parere  della Commissione   Sanità'  risulta,  a  mio
  parere,  un  fuor  d'opera e quindi annuncio fin d'ora  che  avendo
  ritenuto,  secondo me in questo caso in maniera  non  corretta,  la
  Presidenza  di ammettere questo emendamento, il voto contrario  del
  mio  Gruppo  parlamentare, perché non è plausibile che un  atto  di
  gestione  che  attiene al Governo e che attiene alla dirigenza  dal
  tempo in cui la Regione siciliana ha recepito la legge Bassanini  e
  quindi  non  da ieri ma da qualche tempo in più, debba  passare  in
  maniera  assolutamente surrettizia dalla commissione sanità  perché
  questa esprima un parere.
   Io  non so e non voglio entrare nel merito di argomenti che  altri
  colleghi hanno trattato, qualcuno ha parlato di storie del  passato
  recente, qualcuno ha fatto riferimento alla vicenda 118, io non  so
  se  c'entri  o  meno,  so  però che per personale  cognizione,  per
  responsabilità  politica  e per senso delle  istituzioni,  se  ogni
  tanto  ci  sforzassimo  tutti di fare una legge  buona,  una  norma
  buona, ci sforzassimo tutti di votare ciascuno ciò che è di propria
  competenza, questo parlamento ne guadagnerebbe sia per  il  profilo
  delle leggi, sia nell'immaginario collettivo, per questa ragione io
  voterò contro.

   CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, intervengo manifestando  il  mio  voto
  contrario  sul  subemendamento dell'onorevole Foti e del  Movimento
  Cinque  Stelle. Prendo atto della sensibilità del Presidente  della
  Regione  che  ha  dato all'assessorato regionale la  competenza  di
  svolgere  il proprio ruolo tecnico-amministrativo per il compimento
  di  un'azione che è prettamente di procedura amministrativa. Prendo
  atto  nello  stesso  tempo che quando si parla di  invadenza  e  di
  influenza   della  politica  su  un  atto  prettamente  tecnico   e
  amministrativo  che  il Presidente della Regione,  giustamente,  ha
  demandato  ai tecnici dell'Assessorato regionale della  sanità,  il
  Movimento  Cinque  Stelle anziché far valere il  proprio  ruolo  di
  parlamentari  con  le  interrogazioni,  con  le  mozioni,  con   le
  ispezioni che possono chiedere nel momento in cui si va a  svolgere
  questo  tipo  di  convenzione, vogliono entrare ed  influire  nella
  convenzione  stessa chiedendo un parere vincolante alla Commissione
  sanità.  Il  sottoscritto  ribadisce che è  contrario  a  qualsiasi
  parere che la commissione parlamentare debba dare su atti che  sono
  non  politici  ma  di procedure del procedimento amministrativo,  e
  quindi  tecnici  che  vanno demandati ai dirigenti,  ai  funzionari
  dell'Assessorato,  sia  questo sanità, sia territorio  e  ambiente,
  perché   noi   siamo   legislatori  e   non   gestori   dell'azione
  amministrativa.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  e  mi
  associo  alle  richieste che le sono state  come  dire  rivolte  di
  dichiarare  inammissibile questo subemendamento non  tanto  per  il
  merito del concetto che vuole esprimere il Movimento Cinque Stelle,
  che posso anche ritenere opportuno, ma perché mi sembra che si stia
  creando un mostro legislativo. Nel Corriere della Sera di oggi,  un
  noto  costituzionalista, Michelainis, parla dei dannosi  scambi  di
  ruolo che si stanno effettuando all'interno della nostra Repubblica
  e  cita proprio diversi esempi, tra questi vi sono anche quelli tra
  attività amministrativa e prettamente politica.
   Io  ritengo  che  l'emendamento 19.2 del Movimento Cinque  Stelle,
  dove  si  parlava  dell'assessorato e del  parere  successivo  alla
  commissione, poteva avere un senso ma data la riscrittura offertaci
  dalla   commissione  nella  sua  interezza,  come   dire   sgravare
  l'assessore della sua responsabilità dando la responsabilità  della
  firma   di  questa  convenzione,  giustamente,  legittimamente   ai
  dirigenti  e  poi  scaricare  invece  la  responsabilità   ad   una
  commissione  che non partecipa alla stesura della convenzione,  che
  non conosce gli atti amministrativi nella sua formazione genetica e
  successiva, mi sembra davvero un assurdo.
   Scrivere  queste norme dove diciamo che l'assessore che  redige  e
  che    di   fatto   segue   la   convenzione,   in   quanto    capo
  dell'amministrazione  del settore, non ha  responsabilità,  ma  una
  commissione di persone che non conosce il suo evolversi  invece  ha
  responsabilità  e deve dare un parere, mi sembra un  assurdo  e  le
  chiedo   davvero,  non  perché  voglio  sottrarmi   al   voto   che
  legittimamente i parlamentari ora daranno, ma davvero  per  evitare
  questi  scambi dannosi di ruoli che si succedono all'interno  della
  Repubblica italiana e che noi dobbiamo evitare al massimo  affinché
  ci   sia   ancora  una  linearità  all'interno  di  questa   nostra
  Repubblica.
   Le  chiedo,  in  quanto  garante  di  questo  Parlamento,  di  non
  accettare  questo sub emendamento per garantire  la  dignità  e  la
  linearità di questo nostro processo legislativo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi trovo a  fare
  un  ragionamento  diametralmente opposto a  quello  che  ha  svolto
  l'onorevole  Cordaro e l'onorevole Lombardo  e  non  per  fare  una
  battaglia di retroguardia ma per ricordare la storia dei fatti.
   I  pareri  che davano una responsabilità erano i pareri  che  sono
  stati   inseriti   dal  legislatore  fino  al  1995   e   rendevano
  obbligatorio e vincolante il parere della Commissione  su  un  atto
  del  Governo. Cioè eravamo in pieno consociativismo dove, con tanto
  rispetto   per  chi  faceva  all'epoca  opposizione,  o   chi   era
  maggioranza,  si  stabiliva un equilibrio nella Commissione  su  un
  atto  amministrativo del Governo che era un programma di spesa,  un
  programma di finanziamento.
   Tutto  questo è finito da 20 anni. Tutto questo non  c'è  più  dal
  1996.  Addirittura nella legislatura che andava dal  1996/2001,  si
  inserì  una  norma generale che abrogava tutti i pareri vincolanti.
  Dire  oggi  che  si  possa  informare la  commissione  di  un  atto
  amministrativo  è  una  cosa  che sta  nei  fatti,  è  come  quella
  collaborazione,  il parere non è vincolante, non è obbligatorio  ma
  il  Governo  si  impegna a trasmettere l'atto  in  commissione.  La
  commissione  entro 20 giorni non si pronuncia, il Presidente  della
  commissione  non chiede una proroga, il parere non  è  reso  e  non
  decade nulla, il Governo continua per la sua azione amministrativa.
   Che  c'è di scandaloso? Onestamente, onorevole Cimino, noi abbiamo
  visto   una  stagione  che  è  finita  20  anni  fa  e  credo   sia
  un'operazione trasparente. Tante altre volte io stesso o i colleghi
  sono  stati  promotori che sulla programmazione o anche sugli  atti
  amministrativi  vi sia una condivisione, vi sia una informativa  da
  parte  del Governo alla Commissione di merito. Questo non significa
  che  la  Commissione diventa responsabile dell'atto  amministrativo
  del Governo e se così fosse sarebbe sbagliato, ragione per la quale
  io  non  vedo niente di allarmante sul sub emendamento che è  stato
  presentato  e  spero  che  i lavori possano  continuare  celermente
  perche stiamo andando un poco a rilento.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare  una
  sottolineatura  perché gli interventi che hanno  fatto  i  colleghi
  sono  assolutamente esaustivi di quella che è una vicenda che, come
  diceva bene il Presidente Crocetta, si trascina oramai da 3 anni.
   Ora,  senza  volere  entrare nel merito  dell'opportunità  di  una
  eventuale  parere di una commissione è ben strano che su una  legge
  debba  esprimere  un  parere successivo la commissione.  Semmai  la
  commissione esprime un parere preventivo.
   Volevo però dire due cose. Come il Presidente Di Giacomo sa e come
  ha  bene  illustrato  da  questo scranno, questa  vicenda  è  stata
  trattata  in  commissione sanità almeno 15 volte e  sempre  con  lo
  stesso  esito.  Sono  state fatte risoluzioni,  sono  stati  votati
  ordini  del giorno, quindi sulla volontà di questa Assemblea  nelle
  varie sedi, in commissione ed in aula, non ultimo l'ultimo l'ordine
  del  giorno che abbiamo votato in sede di finanziaria, non ci  sono
  dubbi.  Ma poi mi chiedo: noi stiamo ripristinando una convenzione,
  cioè  non è una convenzione ex novo, ma una convenzione che era  in
  vita  fino  al 2012e che determinava esattamente lo stesso  importo
  che  noi  stiamo  mettendo adesso, quindi se questa convenzione  ha
  funzionato,  se ha funzionato per anni, se è servita per  ristorate
  l'Oasi  di Troina in merito alle funzioni assistenziali che presta,
  il  motivo  di  gravare la Commissione di un ulteriore  parere,  mi
  chiedo  io  qual  è? Secondo me è un di più, come dire  è  un  atto
  ultroneo,  un  atto che non dà nulla di nuovo, se lo vogliamo  fare
  facciamolo  però,  dico,  stiamo parlando di  una  convenzione  che
  viene  ripristinata  e  che  non si è ripristinata  nel  2012  solo
  perché,  come il Presidente sa, si sono susseguiti tutta una  serie
  di  assessori  e, quindi, si è dovuto riprendere il  percorso  ogni
  volta.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   come   potrà
  comprendere  non mi appassiona mai la diatriba su una questione,  a
  mio  avviso,  che  mi sembra del tutto scontata in  dipendenza  del
  fatto che molti interventi che mi hanno preceduto hanno evidenziato
  come  da  tempo  la norma ha fatto la distinzione tra  le  funzioni
  politiche e le funzioni amministrative gestionali.
   Mi  lascia molto perplesso, Presidente, che questo emendamento non
  sia  stato  immediatamente dichiarato inammissibili, in  dipendenza
  del  fatto  che  chiama la Commissione a pronunciarsi  non  su  una
  scelta    politico-amministrativa,   ma   bensì   su   una   scelta
  squisitamente gestionale e amministrativa.
   Cosa   che,  in  molte  occasioni,  lei  mi  insegna,   la   Corte
  costituzionale  ha  sancito  l'illegittimità  costituzionale  della
  presenza  di pareri in capo alla funzione legislativa e/o  funzione
  politica quanto trattasi, appunto, squisitamente gestionali.
   Nella  specie,  a prescindere dal fatto che non viene  evidenziato
  che  tipo  di  parere  dovrebbe essere, ma  mi  sembra  fin  troppo
  evidente,  che  rientra  nell'ambito di  una  scelta  squisitamente
  gestionale  demandata, eventualmente, alle funzioni gestionali  che
  non  sono espletate dal Parlamento siciliano e neanche presso dalle
  Commissioni,  ma  bensì dal Governo regionale  o  eventualmente  da
  altri organi tecnici all'uopo incaricati.
   Quindi,   la   inviterei  ad  approfondire  il  tema  prima   che,
  eventualmente,  la  norma possa essere oggetto  di  impugnativa  e,
  ovviamente,   sanzionata  da  parte  del   Governo   e   per   esso
  successivamente da parte della Corte Costituzionale, non tanto  per
  la  questione  in  sé,  quanto  per rilevare,  ovviamente,  che  le
  funzioni  legislative  sono una cosa, le  funzioni  politiche  sono
  altro, e le funzioni gestionali amministrative sono altra cosa.

   PRESIDENTE. Onorevole Fazio, il suo intervento è sempre  puntuale,
  siccome   più  volte  è  stata  chiamata  in  causa  la   questione
  dell'ammissibilità  o meno, vorrei precisare, ma  l'Aula  non  l'ha
  dimenticato,  che sei, sette mesi fa abbiamo votato una  legge  che
  riguardava  l'IRCS Bonino Pulejo, dove abbiamo previsto  tutta  una
  serie  di  pareri che passavano nelle Commissioni, se  non  ricordo
  male,  onorevole  Digiacomo, quindi si  è  fatto  riferimento  alla
  questione  118, tutto quello che vogliamo. Io sono dell'avviso  che
  l'attività  amministrativa  - ma è una  mia  opinione  personale  -
  l'attività amministrativa deve essere sempre separata dall'attività
  legislativa, però è una mia opinione personale, per carità
   Poi,  lasciamo disquisire agli altri se si tratta di attività para
  amministrative o meno come è stato con il 118. questo  è  il  punto
  fondamentale.
   Per  quanto  riguarda  l'ammissibilità  dell'emendamento  proposto
  dall'onorevole  Foti, però non ci sono dubbi  che  l'emendamento  è
  ammissibile e, quindi, l'Aula, sulla base degli interventi che sono
  stati fatti, potrà pronunciarsi in un senso o nell'altro.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  chiarire  questo. Quest'Aula ha già legiferato in merito ai  pareri
  che  deve rendere la VI Commissione. La VI Commissione deve rendere
  i pareri in tutti gli atti di programmazione.
   Ora, il punto è questo. Onorevoli colleghi, voi ritenete questo un
  atto di programmazione o un atto gestionale? Perché la questione  è
  aperta.
   Il  fatto che io dica che solo all'interno dell'Oasi di Troina  ed
  in nessun'altra parte bisogna fare questa riabilitazione, è un atto
  gestionale  o io sto programmando, sto programmando un settore  ben
  preciso?  La  discussione  è aperta. Nessuno,  quindi,  si  arroghi
  sicurezze. E' una questione su cui l'Aula è chiamata ad esprimersi.
   Devo dire, per la verità, che non ci sarebbe stato nemmeno bisogno
  di  questo emendamento perché è il Governo, la Segreteria  generale
  di   Palazzo   d'Orleans,  la  Segreteria  generale  dell'ARS,   il
  Presidente  della  Regione, il Presidente dell'ARS,  che  vedendosi
  recapitare  questo  dispositivo  dice:   Bene,  rispetto  a  questo
  decreto,  siccome  io  lo  giudico un  atto  di  programmazione,  è
  necessario  il  parere . Viceversa:  Siccome questo mi  pare  abbia
  preso  il  profilo  di  un  atto  gestionale,  il  parere   non   è
  necessario .
   Abbiamo  parlato, diversi quarti d'ora, inutilmente,  secondo  me.
  Non cambia assolutamente nulla.
   Lì,  sarà  il  profilo del decreto a dare la  dimensione  di  atto
  meramente   gestionale,   cioè   di   tariffe,   oppure   di   atto
  programmatorio.   Non  abbiamo,  quindi,  se   non   da   attendere
  serenamente,  quelle   che saranno le determinazioni  degli  uffici
  tecnici   e   politici  del  Palazzo  d'Orleansa,  del  Governo   e
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 19.7.1.
   Il parere del Governo?

   MICCICHE', assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro.  Signor Presidente, colleghi, la norma, così  come  scritta
  nella  sua  stesura  originale, penso sia chiara  ed  individua  il
  perimetro  gestionale della competenza dell'atto.  Questa  norma  è
  stata,  ulteriormente,  corretta da un emendamento  presentato  dal
  Presidente  della  I  commissione e,  devo  dire  anche,  suggerito
  velatamente  dai  colleghi  del Movimento  5  Stelle  che  volevano
  marcare  ancora  di  più questo perimetro gestionale,  proprio  per
  evitare l'invadenza della politica sulla discrezionalità di un atto
  o quant'altro.
   Questo  ulteriore  emendamento mi sembra un  po'  un  controsenso,
  rispetto  ad un percorso che abbiamo appena avviato, quasi concluso
  rispetto  alle  votazioni precedenti, per cui non nascondo  il  mio
  imbarazzo rispetto ad una già chiara stesura, sia nella prima,  sia
  nell'ulteriore   correzione,  con  l'emendamento  approvato   dalla
  commissione.  E,  pur nondimeno, rispettando  in  questo  caso   il
  volere dei colleghi, che è un po' discordante dagli interventi, non
  c'è   un'univocità   in  tal  senso  e,  dovendosi   assumere   una
  responsabilità che va oltre la interpretazione della norma,  che  è
  abbastanza  chiara,  sul  parere ci rimettiamo  al  Parlamento  che
  deciderà nella sua autonomia.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI  PASQUALE,  vicepresidente  della  Commmissione.  Contrario   a
  maggioranza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 19.7.1.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 19.7.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 19.7.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  votazione   per
  scrutinio segreto:

   Presenti e votanti        56
   Maggioranza               29
   Favorevoli                14
   Contrari                  42
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 19.7,  della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

   MICCICHE', assessore per la Famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 19.5 è ritirato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 19 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 20. Ne do lettura:

                             «Articolo 20
   Servizio di dissalazione isola di Vulcano e aeroporto di Trapani
                                 Birgi

   1.  Per  la  copertura  delle  spese relative  alla  gestione  del
  servizio di dissalazione dell'isola minore di Vulcano, in relazione
  alle  obbligazioni che verranno assunte a seguito dell'espletamento
  della   gara  di  appalto  da  parte  del  dipartimento   regionale
  dell'acqua e dei rifiuti, è autorizzata, per dieci anni,  la  spesa
  annua   di  1.237  migliaia  di  euro  a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2016.
   2.  All'onere  di  cui al comma 1 si fa fronte, per  gli  esercizi
  finanziari  2016, 2017 e 2018, mediante riduzione  di  parte  delle
  disponibilità  della  Missione 20, Programma  3,  capitolo  215704,
  accantonamento 1006 del bilancio della Regione.

   3.  Alla lettera a) del comma 4 sexies dell'articolo 3 della legge
  regionale 11 maggio 2011, n. 7 le parole da  in conseguenza  fino a
   2011  sono soppresse.

   4.  Per  le  finalità di cui alla lettera a) del  comma  4  sexies
  dell'articolo  3  della legge regionale 11 maggio  2011,  n.  7,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2016, la spesa  di  1.000
  migliaia di euro.

   5.  Agli  oneri  di cui al comma 4 si fa fronte,  per  l'esercizio
  finanziario    2016,   mediante   riduzione   di    pari    importo
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  2  dell'articolo  16
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9».

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 20.1 e 20.2 sono ritirati.
   Si  passa all'emendamento 20.7, a firma dell'onorevole Falcone  ed
  altri, che è ritirato.
   Gli emendamenti 20.3 e 20.4 sono ritirati.

   Si  passa all'emendamento 20.8, a firma dell'onorevole Falcone  ed
  altri, che è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 20.9, a firma dell'onorevole Falcone  ed
  altri. Il parere del Governo?

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo,  lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 20.6 è ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                             «Articolo 21.
          Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
                e successive modifiche ed integrazioni

   1. La legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 e successive modifiche
  ed integrazioni è così modificata:

   a)  al  comma  1  dell'articolo 8 le parole  nell'ambito  dei  tre
  componenti   designati  dalle  associazioni  di   categoria    sono
  sostituite  con le seguenti:  nell'ambito dei componenti  designati
  su proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive ;
   b)   al  comma  2  dell'articolo  8  le  parole   nell'ambito  dei
  componenti  designati su proposta dell'Assessore regionale  per  le
  attività  produttive  ai  sensi dell'articolo  7,  comma  1,   sono
  sostituite  con  le seguenti:  secondo modalità e criteri  previsti
  dallo Statuto ;

   c) al comma 4 dell'articolo 12 è aggiunto il seguente periodo:  II
  commissario  straordinario è nominato secondo  modalità  e  criteri
  previsti dallo Statuto. ;

   d)  alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 le parole   dalla
  competente Agenzia del territorio  sono sostituite dalle  seguenti:
   dagli Uffici del genio civile competenti per territorio ;

   e)  al  comma 4 dell'articolo 19 le parole  nel rispetto di quanto
  previsto dal comma 8, la gestione dei singoli Consorzi per le  aree
  sviluppo industriale transita all'Istituto  sono sostituite con  le
  seguenti:   l'Istituto subentra nelle funzioni e  nei  compiti  già
  esercitati dai singoli Consorzi in liquidazione. Resta fermo quanto
  previsto  al  comma  8  in ordine ai rapporti  giuridici  attivi  e
  passivi pendenti in capo a ciascun Consorzio in liquidazione. ;

   f)  al  comma  5 dell'articolo 19 le parole  nella gestione  delle
  aree di cui all'articolo l, comma 2, secondo quanto stabilito dalla
  presente legge e per i fini e le attività dalla stessa contemplate
  sono  sostituite con le seguenti:  nell'esercizio delle funzioni  e
  dei  compiti  relativi alle aree di cui all'articolo  1,  comma  2,
  secondo  quanto stabilito dalla presente legge e per i  fini  e  le
  attività  dalla stessa contemplate. Resta fermo quanto previsto  al
  comma   8   in  ordine  ai  rapporti  giuridici  attivi  e  passivi
  conseguenti alla gestione delle aree medesime da parte dei Consorzi
  in liquidazione. ;

   g) il comma 8 dell'articolo 19 è sostituito dal seguente:

    8.  Decorso  infruttuosamente il termine di cui  al  comma  4,  i
  rapporti  attivi e passivi dei soppressi Consorzi per  le  aree  di
  sviluppo industriale della Sicilia permangono in capo agli  stessi,
  posti  in  liquidazione, e ciò sino alla definitiva chiusura  delle
  operazioni  di  liquidazione. In nessun caso è  consentito  che  le
  singole  posizioni debitorie dei soppressi Consorzi ASI  transitino
  all'IRSAP   ovvero  nel  bilancio  della  Regione.   Ogni   singola
  liquidazione di cui al presente comma è amministrata, ai fini della
  celere  conclusione  delle  operazioni  di  liquidazione,   da   un
  commissario liquidatore, nominato dallo stesso Assessore  regionale
  per  le  attività produttive tra i dirigenti degli ex Consorzi  ASI
  con  qualifica  più  elevata, insieme al personale  occorrente.  Le
  operazioni  di  liquidazione sono sottoposte al controllo  ed  alla
  vigilanza  dell'Assessorato regionale dell'economia. Al liquidatore
  nominato  ai  sensi  del presente comma è attribuita,  altresì,  la
  legale   rappresentanza   della   liquidazione.   L'attività    dei
  liquidatori  di  cui  al  presente  comma  è  esercitata  a  titolo
  gratuito. ;

   h) il comma 9 dell'articolo 19 è sostituito dal seguente:

    9.  I beni immobili già facenti parte del patrimonio dei Consorzi
  per    le   aree   di   sviluppo   industriale,   non   strumentali
  all'organizzazione  ed  al funzionamento  degli  stessi,  nonché  i
  capannoni industriali ed i centri direzionali individuati a seguito
  dell'attività di ricognizione dei commissari nominati ai sensi  del
  comma l, acquisite le relazioni di stima di cui alla lettera b) del
  comma  2,  trascorso il termine di cui al comma 4, fatte  salve  le
  procedure  esecutive  in corso, sono alienati dai  liquidatori  dei
  singoli  Consorzi ASI e i proventi sono destinati al ripiano  delle
  situazioni debitorie discendenti dalla liquidazione di ogni singolo
  Consorzio.  Conclusa  la  liquidazione,  i  proventi  eventualmente
  residuati confluiscono nel patrimonio dell'Istituto. ;

   i)  Al  comma  1  dell'articolo 23 la  parola   esclusivamente   è
  cassata e dopo le parole  manutenzione ordinaria  sono aggiunte  le
  seguenti:  e straordinaria ».

   Onorevole Falcone, mi deve seguire nel ragionamento, gradirei pure
  l'Assessore,  vi sono degli emendamenti, primo firmatario  Falcone,
  che  in  effetti  rappresentano  una rivisitazione  completa  della
  normativa.  Per cui, io inviterei al ritiro di questi  emendamenti,
  cioè  mentre l'Assessore interviene già su una legge che l'Aula  ha
  approvato,  che  era  l'Irsap  sostanzialmente,  questa  ripristina
  consorzi  ASI; non credo che si possa affrontare in questi  termini
  con  un emendamento. Mi ha seguito onorevole Falcone? Se lei  vuole
  li mandiamo alla Commissione III per un approfondimento.
   L'articolo  21 che riguarda l'Irsap sostanzialmente propone  delle
  modifiche sulla legge che già abbiamo; lei, sostanzialmente, con  i
  suoi emendamenti fa una riscrittura complessivamente.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  che
  abbiamo presentato, il 21.7, insieme con l'onorevole Assenza  primo
  firmatario e a tutti gli altri colleghi del Gruppo parlamentare, lo
  abbiamo  fatto  proprio per accendere finalmente i  riflettori,  lo
  dico  al  vicepresidente Lo Bello, su un ente che doveva essere  la
  panacea  ai mali delle aree di sviluppo industriali, e si è  invece
  rivelato  un farmaco che ha decisamente e definitivamente ammazzato
  questi   contesti,   che  avrebbero  invece  dovuto   sostenere   e
  incentivare le industrie, le imprese in Sicilia.
   In  questo  senso  il nostro emendamento serve non  per  ritornare
  indietro,  ma per rivedere l'intera materia, perché nonostante  gli
  annunci, le rassicurazioni che il Governo ha fatto in tutti  questi
  anni, soprattutto negli ultimi 24 mesi, abbiamo lasciato le aree di
  sviluppo   industriale  in  una  condizione  di  assoluto  evidente
  degrado,   in  più  questa  lente  che  doveva  rappresentare   una
  semplificazione  amministrativa  per  tutti  gli   imprenditori   o
  industriali  che volessero accostarsi alla macchina amministrativa,
  e  invece  si  è  rivelato un soggetto che  ha  causato  una  buro-
  patologia  per  tutti gli imprenditori, che invece si  accostano  e
  hanno   problemi  vari  in  termini  di  rapporto  privato-pubblica
  amministrazione.
   Ed  allora,  perché noi oggi abbiamo presentato questo emendamento
  che di fatto abroga e fa ritornare indietro nel tempo, ma non nella
  materia,  l'ente che doveva essere invece quell'ente che andasse  a
  stimolare  le  attività  produttive  in  Sicilia?  Noi  saremo  per
  abrogare l'Irsap, vicepresidente Lo Bello, ma lo facciamo non  come
  motivo  e  come  diciamo  così provocazione,  ma  perché  ne  siamo
  convinti e perché forse anche lei, anzi io sono convinto che  anche
  lei è convinta, e lo è convinta sul ragionamento che l'Irsap non ha
  agevolato    una    sola   impresa,   non    ha    migliorato    le
  infrastrutturazione  delle aree di sviluppo industriale in Sicilia,
  non  ha  accompagnato  anche nelle start-up  che  poc'anzi  abbiamo
  votato nell'avvio delle imprese in Sicilia.
   Sostanzialmente, è stato un grande fallimento ed è  un  fallimento
  questo   che  deve  essere  anche  attribuito  ad  una   parte   di
  Confindustria  siciliana  che ha voluto  con  forza  quella  norma,
  quella  norma  che  da quei banchi noi allora del  PDL  dicemmo  al
  Governo:   allora,  state  attenti che  fate  un  grande  errore  ,
  quell'errore  che non avrebbe stimolato la ripresa  in  Sicilia  ma
  l'avrebbe rallentata, così come oggi è stata rallentata.  E  quando
  oggi tutti gli imprenditori stanno scappando dalle aree di sviluppo
  industriali non è un caso. E non è un caso se oggi sono aumentati i
  contenziosi in Sicilia, i contenziosi tra imprenditori e IRSAP sono
  di  gran  lunga  aumentati. Tra l'altro, si è creato  un  ulteriore
  contenzioso tra gli ex consorzi in liquidazione e lo stesso IRSAP.
   E  non  a caso tutti questi incarichi che sono stati dati,  non  a
  caso  lo  stesso Governo, lo stesso Presidente Crocetta ha  gridato
  allo scandalo quando abbiamo visto numerosi, centinaia di incarichi
  e  milioni di euro spesi per l'assistenza legale all'esterno. Non a
  caso,   vice  presidente  Lo  Bello,  lei  ha  voluto   più   volte
  reiteratamente  proporre una norma che impedisse l'assegnazione  di
  incarichi legali all'esterno, come se la causa fossero gli avvocati
  professionisti e non fossero invece la governance a  creare  questi
  problemi  eventualmente o il Governo regionale che  non  ha  voluto
  risolvere i problemi dell'IRSAP in tutti questi anni.
   Allora, l'IRSAP va chiusa, senza se e senza ma, vice presidente Lo
  Bello,  e va chiusa perché l'IRSAP è il peggiore carrozzone che  in
  tutti  questi  anni  è  riuscita  a creare  certa  politica.  Certa
  politica che trova il marchio del Partito Democratico anche  quando
  volle  con  forza  creare, sopprimere, abrogare, annullare  gli  ex
  consorzi  per  le aree di sviluppo industriale e passare  a  questo
  grande ente dello sviluppo delle attività produttive in Sicilia.  E
  fu   sempre  il  Partito  Democratico  che  anche  allora   tramite
  l'assessore  di  Confindustria  che  decideva  e  impose  a  questo
  Parlamento di votare quella norma.
   Oggi,  noi  siamo  pronti e vogliamo accedere  all'invito  che  il
  Presidente Ardizzone rivolge a Forza Italia.
   Noi, Presidente, siamo perché questa norma vada in Commissione  di
  merito,  alla  III  Commissione, venga  trattata,  venga  fatto  un
  disegno  di legge organico e non si proceda a spizziche e  bocconi.
  Perché  anche  adesso, vicepresidente Lo Bello, lei ha  predisposto
  tante  norme  a questo articolo 21, ma sono tutte delle  toppe  che
  stiamo  dando. È come dire la politica dei pannicelli caldi  quando
  c'è un'intrapresa siciliana industriale che ormai è stata azzerata,
  pressoché  annullata  e  viene annullata  perché  la  politica  del
  Governo  regionale  non è una politica di prospettiva  nel  settore
  industriale,  nel  settore  artigianale,  ma  nemmeno   in   quello
  commerciale.
   In  questo senso, noi siamo pronti, accediamo, facciamo  un  passo
  indietro, ma chiediamo che abbia una procedura d'urgenza. Lo stesso
  disegno  di  legge si trasformi, e qua penso di potere interpretare
  anche  la posizione dell'onorevole Assenza che, preventivamente  al
  mio intervento, mi ha confortato in tal senso, di far sì che questo
  emendamento così articolato, così puntuale, diventi un  disegno  di
  legge  e  abbia una procedura d'urgenza perché finalmente si  ponga
  fine,  non tanto a un sistema, quanto ad un ente che ha causato  un
  sistema assolutamente pernicioso e dannoso per questa Sicilia.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sono   per
  rafforzare quello che ha detto l'onorevole Falcone, perché  l'IRSAP
  è   stato  creato  solo  ed  esclusivamente  per  penalizzare   gli
  industriali. Le sue funzioni originali, quando all'interno di tutta
  quanta la struttura ci dovevano essere gli stessi imprenditori, nel
  momento  in cui ci mette mano la Regione siciliana non  lo  fa  per
  aiutare  per gli industriali, ma lo ha fatto solo ed esclusivamente
  per  creare dei posti di potere, dei posti politici che  non  hanno
  fatto  altro che frenare l'imprenditoria, frenare tute le  attività
  produttive.
   Io  sono d'accordo affinché si faccia un disegno organico,  ma  il
  pensiero  principale  di  questo disegno,  Assessore,  deve  essere
  quello che l'ente vada chiuso.
   Non  ha senso che determinate funzioni passano all'IRSAP solo  per
  inventare del lavoro impiegatizio che frena le attività produttive.
   Le  attività  devono essere snellite. Le procedure  devono  essere
  rapide.  Un  imprenditore che ti richiede una concessione  non  può
  aspettare due anni per averla ma deve aspettare, al massimo, trenta
  giorni,  sessanta  giorni.  E'  questo  lo  possono  fare  solo  ed
  esclusivamente i comuni di appartenenza.
   Gli  impiegati  possono  essere benissimo dirottati  su  un  Genio
  civile o sulle nuove aree metropolitane.
   Non  ha  senso che i provvedimenti devono essere esaminati due-tre
  volte.  Tutti  quanti per avere una unica finalità di esprimere  un
  consenso che debba passare attraverso otto-dieci persone.
   Quindi un invito per cortesia, io gliene riconosco le capacità,  è
  quello  di  cercare di snellire ma di fare delle leggi che  aiutino
  gli  imprenditori perché il senso per cui è nata io ritengo che sia
  stato solo questo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io  non
  posso evidentemente contraddire l'opinione testè annunciata dal mio
  Capogruppo che, aderendo ad una sua richiesta, consente  al  rinvio
  in  Commissione  di  quello  che  era  una  normativa  di  completa
  rivisitazione della materia rispetto all'impostazione governativa.
   Su  questo  tema  dell'IRSAP  io ho  avuto  uno  scambio,  ritengo
  garbato,  epistolare  con  l'Assessore  Lo  Bello  perché  se   voi
  ricordate  in  una  intervista del febbraio di  quest'anno  inveiva
  contro l'IRSAP dicendo all'IRSAP più stipendi che investimenti.
   Io  mi  sono  permesso di replicare con una lettera in cui  dicevo
  all'Assessore Lo Bello che mi ha risposto in maniera  garbata  alle
  due  di  notte di febbraio, l'Assessore che viene dalla luna perché
  evidentemente che l'IRSAP si sia trasformata in uno stipendificio è
  sotto  gli  occhi di tutti, ma un qualcosa si poteva prevedere  sin
  dalla prima finanziaria, quando attraverso quel famigerato articolo
  44  questo  Governo volle insistere in quella iniziativa  veramente
  deprecabile  del Governo precedente di sostituire alle  ASI,  o  di
  accentrare  le ASI, in questo IRSAP che ha accumulato centinaia  di
  migliaia,   o  anzi,  milioni  e  milioni  di  posizioni  debitorie
  adottando  un  sistema che era prassi dei partigiani titini,  ossia
  per  uccidere  una  persona  ancora viva,  onorevole  Musumeci,  si
  incatenava  ad  un  cadavere che poi si  buttava  nelle  foibe  che
  trascinava giù.
   Così   quei  nuclei  industriali  funzionanti  come  quello  della
  provincia  di  Ragusa,  legato in questo carrozzone  regionale  pur
  avendo a tutt'oggi centinaia di migliaia di attivi, non di euro  di
  attivo, non vede la possibilità di pagare nemmeno gli stipendi  dei
  propri  dipendenti  perché tutto è stato riunito  in  questo  magma
  generale.
   E,  allora, signor Presidente se noi vogliamo insistere su  questa
  via  facciamolo  pure. Ma io ritengo che stiamo facendo  l'ennesimo
  danno alla Sicilia e a quelle poche attività industriali che ancora
  esistono  sul  territorio  e  che essendo  private  dei  nuclei  di
  riferimento  all'interno delle singole ASI provinciali non  trovano
  più  nessun  riferimento, nessuno sbocco,  nessuna  possibilità  di
  avere interlocutori seri e di programmazione.
   Le  ASI  che  funzionavano hanno anche funzioni di  progettualità.
  Avevano anche fondi di finanziamento propri e se funzionanti  erano
  in attivo. Noi li abbiamo trasformati, ripeto, tutti in un cadavere
  complessivo.  Insistere su questa via non porta,  assolutamente,  a
  nulla.
   Poi,  questa  mania di affidare la liquidazione sempre  ad  organi
  decentrati,  quando si potrebbero nominare fra i liquidatori  anche
  personale   e   dirigenti  delle  singole  ASI,   la   dice   lunga
  sull'intenzione vera di questo Governo di continuare a  controllare
  tutto, anche l'aria che si respira, nei singoli enti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che, dopo
  alcuni anni durante i quali abbiamo assistito a ciò che ne è  stato
  di  quella riforma epocale, che nella precedente legislatura almeno
  era  stata posta come tale, e che ha visto - voglio ricordare a chi
  non  c'era in quest'Aula nella precedente legislatura, ma  anche  a
  chi c'era - durante la discussione di quella legge che sopprimeva i
  consorzi  ASI  per istituire questo ente miracoloso, questa  IRSAP,
  che avrebbe risolto le sorti della Sicilia in un futuro progressivo
  di  speranza,  di  miglioramento e di fuoriuscita dalla  situazione
  drammatica in cui si trova, quel barlume di espressione industriale
  inespressa,  a  tutt'oggi che c'è stato finora, beh  anche  durante
  l'approvazione di quella legge, voglio ricordare che quest'Aula  ha
  impiegato molti mesi, perché tanti erano i dubbi che hanno assalito
  questo Parlamento nel trattare quella norma.
   Dubbi  di natura istituzionale, per quanto riguardava l'assetto  e
  la  rappresentanza.  Dubbi  per quanto  riguardava  l'efficacia  di
  questo nuovo carrozzone. Debbo dire che, a distanza di anni,  tutti
  quei dubbi sono stati tutti, non solo confermati, ma amplificati  a
  dismisura.
   Si  è  trattato di un vero carrozzone che è riuscito a fare peggio
  dei famigerati consorzi ASI, che intendeva soppiantare. Almeno, con
  i consorzi ASI c'era un legame  diretto con la Provincia e i Comuni
  che  facevano  parte di quei consorzi e, quindi, ci  poteva  essere
  anche  un  dialogo diretto con le imprese, nella maggior parte  dei
  casi  piccole  imprese artigianali, commerciali  che  trovavano  un
  interlocutore vicino.
   Si  è abolita, anche, quella pur minima interlocuzione per mettere
  in  campo  che  cosa? Un semplice carrozzone che, come  i  colleghi
  Falcone e Assenza hanno sottolineato, non ha fatto altro che essere
  uno  stipendificio  mal pagato e, invece, un ente  capace  di  dare
  incarichi  legali  a  iosa  come  abbiamo  potuto  appurare,  anche
  recentemente,  in  Commissione Bilancio con un corposo  dossier  di
  incarichi  legali  spesso ai soliti noti,  spesso  per  cause  che,
  oserei  dire temerarie, che non c'era bisogno neppure di  intentare
  ma  che  servivano solo a pagare lo stipendio e l'incarico a  molti
  legali.
   Io  credo  che  sia  un  dovere  di quest'Aula  cancellare  quella
  bruttura  e  ritornare, poi, in Commissione con la proposizione  di
  una  nuova legge che, tenendo conto dei risultati disastrosi a  cui
  siamo andati incontro e soprattutto oggi che siamo all'inizio della
  programmazione della spesa dei fondi del nuovo settennio, io  penso
  che sarebbe utile, cosa buona per la Sicilia, riappropriarci di uno
  strumento più condiviso e più vicino ai territori per agganciare le
  risorse  necessarie a riqualificare le aree degradate dei  Consorzi
  ASI,  a renderli nuovamente appetibili per l'insediamento di  nuove
  industrie, a sistemare i disastri del passato con i debiti  che  ci
  sono e fare opera meritoria.
   Quindi,  io  ritengo  che  bisogna bocciare  l'intero  articolo  e
  ripartire   ora,   ora   perché   ora   siamo   all'inizio    della
  programmazione, con una nuova norma che tenga conto del  fallimento
  della  passata  norma e facendo tesoro del fallimento  della  norma
  passata  possa  offire  uno  strumento  agile  e  che  risponda  al
  territorio  e  non  ai  gruppi politici, né  tanto  meno  serva  da
  strumento per distribuire prebende e incarichi.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  solo
  pochi   minuti  per  sottolineare  al  vicepresidente,  in   quanto
  assessore al ramo, come l'esame dell'articolo 21 di questo  disegno
  di legge offra, finalmente a quest'Aula, l'occasione di accendere i
  riflettori  su  un aspetto particolarmente complesso e  travagliato
  della vicenda politica degli ultimi anni in Sicilia.
   La   vicenda  dell'Irsap,  assessore  Lo  Bello,  credo  che  vada
  affrontata  al di là di ogni tentazione improntata a retorica  o  a
  esasperato giustizialismo.
   La  politica ha il dovere di essere, quando ci riesce,  serena  ed
  equilibrata nei propri giudizi.
   Il  Governo  propone  di sostituire la nomina dei  tre  componenti
  designati  dalle organizzazioni di categoria con una  rosa  offerta
  dall'assessorato regionale

   LO  BELLO,  assessore  per le attività produttive.  Il  presidente
  scelto tra quelli di nomina e non invece tra gli altri.

   MUSUMECI.  Chiedo scusa, chiedo perdono, è vero mi  sono  espresso
  male. Sissignore, il presidente.
   Ecco,  questo non può essere, presidente, una soluzione e non  può
  neanche legittimare il Governo a non guardare tra le pieghe di  una
  realtà che in questi ultimi mesi ha presentato gravi lacune  ed  ha
  suscitato  preoccupanti  allarmi da parte  degli  stessi  operatori
  nelle aree industriali.
   Io,  davvero, non so e non riesco a comprendere - anche perché non
  sedevo  fra  i  banchi di quest'Aula nel gennaio del 2012  -  quale
  spirito  abbia  potuto improntare, il Governo e la maggioranza  che
  sostenevano quel Governo, ad inventarsi l'Irsap.
   Un  fatto  anomalo mi è sembrato fissarne la sede a Caltanissetta,
  davvero  un  fatto assolutamente senza precedenti, e mi è  sembrata
  anche anomala la condotta del presidente di questo istituto che, in
  più  occasioni,  ha  voluto sottolineare  la  amoralità  di  questo
  Parlamento  mettendolo più volte sotto accusa senza fare  specifici
  riferimenti.
   Ora  io  con  molta serenità, vicepresidente Lo Bello, non  voglio
  escludere  che  la  gestione  dell'Irsap,  la  precedente  gestione
  dell'Irsap,  abbia  potuto  improntare la  propria  azione  ad  uno
  spirito  di  legalità  e di trasparenza, non sarei  sereno  con  me
  stesso e sarei bugiardo.
   E  non  voglio neanche esprimere apprezzamenti su quella  gestione
  che nulla ha a che vedere, dal punto di vista delle accuse mosse  -
  alcune   probabilmente  fondate  e  legittime,  altre  per   essere
  generiche,  ingenerose e quindi non credibili -  io  credo  che  le
  accuse   debbano  prescindere  dalla  serena  valutazione  che   il
  Parlamento, stasera, deve poter fare.
   Ma  chiedo  a  lei, Assessore competente perché  è  alle  attività
  produttive,  non  ritiene che sia stato un fallimento  la  gestione
  dell'Irsap  sul  piano  del  fatturato  attivo,  sul  piano   degli
  interventi  sul territorio, sul piano dell'innovazione,  sul  piano
  della  capacità  di stimolare nuovi insediamenti produttivi  perché
  anche a questo l'Irsap è preposta.
   Basta andare in giro per le aree industriali e rendersi conto,  in
  Sicilia, dello stato di abbandono nel quale si trovano quelle  aree
  alle  quali spesso è stato negato persino il diritto alla ordinaria
  manutenzione.
   Sarebbe  perfino vano chiedersi, e tuttavia approfitto  della  sua
  presenza,  assessore Lo Bello, per chiederle a  che  punto  sono  i
  rapporti  attivi e passivi, per esempio, dei soppressi consorzi,  a
  che  punto sono le procedure di liquidazione degli stessi consorzi,
  a  che  punto  è  la  liquidazione  dei  beni  immobili  del  vasto
  patrimonio   appartenente  ai  soppressi  consorzi?  Sono   domande
  legittime alle quali il Governo avrebbe dovuto dare una risposta  a
  prescindere dal punto all'ordine del giorno.
   Ora,  al di là della provocazione degli emendamenti che i colleghi
  hanno  voluto suggerire e che hanno determinato questa discussione,
  io  credo  di potere lanciare un appello all'Assessore per chiedere
  al  Governo  di  porre fine a questa triste e fallimentare  vicenda
  dell'Irsap in Sicilia.
   Non  ho una soluzione preconfezionata e se l'avessi rischierei  di
  peccare  di  presunzione,  sono  sempre  convinto  che  le  scelte,
  soprattutto le più impegnative del Governo, vanno sempre aperte  al
  confronto con l'Aula, ma pensare di continuare a mantenere in  vita
  una  struttura che sul piano degli obiettivi istituzionali ha fatto
  acqua  da  tutte  le  parti  mi sembra davvero  un  atto  di  grave
  irresponsabilità politica.
   Per  questa  ragione,  assessore  Lo  Bello,  io  mi  permetto  di
  lanciare,  a  nome  del  mio  Gruppo,  abbiamo  già  ascoltato   il
  capogruppo Formica, mi sento di lanciare un appello perché  lei  si
  impegni  stasera a portare in Aula una seria proposta di riforma  e
  che  lo faccia entro qualche settimana e, naturalmente, evitare che
  si  debba andare al voto sull'articolo 21, non soltanto perché,  da
  quello  che  mi  sembra  di  capire, la posizione  del  Governo  ne
  uscirebbe  soccombente,  ma  anche perché  daremmo  all'esterno  un
  segnale certamente non improntato a grande senso di responsabilità.
   Questo  è  l'appello che mi sento di rivolgere  al  Governo  nella
  speranza   di   avere   incontrato  la   disponibilità   certamente
  all'ascolto, e c'è stata, mi auguro alla condivisione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.
   LACCOTO.  Io ho seguito con attenzione l'intervento del Presidente
  Musumeci,   devo dire che in Commissione abbiamo di fatto esaminato
  più  volte,  audito,  richiesto gli  atti  da  parte  dell'Irsap  e
  concordo  che sia stata una gestione totalmente fallimentare,  dove
  questa  riforma fatta nel 2009 sicuramente non ha portato  benefici
  né dal punto di vista economico, né dal punto di vista finanziario,
  né dal punto di visto dello snellimento delle procedure.
   Abbiamo notato che ci sono stati circa 100 milioni negli ultimi  3
  anni  di  spese  legali; abbiamo  notato che non c'è stata  nessuna
  lungimiranza, nessuna prospettiva, nessun programma di rilancio. Ma
  a  ben  dire ci siamo trovati ben 2 volte in Commissione, io  parlo
  dal  punto  di vista istituzionale, a dovere esaminare  quelle  che
  sono  state le proposte del Governo, dell'Assessore, vicepresidente
  della  Regione,  che è stata più volte sollecitata,  ma  anche  più
  volte  pronta  nel prendere formale impegno intanto di  cercare  di
  stralciare  quella  che  è  la  posizione  liquidatoria  delle  ASI
  rispetto  a  quello  che  era il compito iniziale  dell'Irsap,  che
  dobbiamo dirlo, ahimè, non è stato compiuto fino ad oggi.
   Ed  è  chiaro, però, che oggi, dopo 7 anni, se dovessimo ritornare
  indietro,  proprio  oggi noi creeremmo dei problemi,  problemi  dal
  punto di vista gestionale, dal punto di vista dell'aggressione, dal
  punto di vista del personale, perché? Noi abbiamo approvato con  un
  lungo  dibattito queste norme che oggi si trovano nella Commissione
  di  merito, le abbiamo approvate proprio perché ci siamo resi conto
  che,  stante  la situazione passata, secondo la norma, non  avremmo
  potuto  nè gestire il patrimonio immobiliare, che doveva  pur  dare
  una  ricchezza all'Irsap, nè potere garantire il personale che  pur
  le sue colpe ha.
   Ma  le  colpe,  io ritengo siano state anche colpa di  una  scelta
  sbagliata  fatta  allora con entusiasmo di queste innovazioni,  con
  l'entusiasmo  di  chissà quale ente che doveva  dare.  Ma  oggi  ci
  troviamo ad un bivio.
   Ecco   perché   noi  abbiamo  dato  unanimemente   questo   parere
  favorevole,  perché abbiamo tentato di scindere  quella  che  è  la
  gestione  dell'Irsap da quelle che sono state anche le gestioni  di
  liquidazione anche da parte delle ASI.
   Ora,  non  c'è  dubbio  che l'Assessore deve prendere  un  impegno
  formale,   che  quello  che  è  avvenuto  fino  ad  oggi  non   può
  sicuramente più avvenire.
   Altro  impegno  è  che noi siamo stati finora con  Commissario  ad
  acta.  Fino  ad  oggi  siamo  con  Commissario  ad  acta  con   una
  conclusione  enorme, con la paralisi di tutte quelle  che  sono  le
  procedure  anche  di  affidamento a  privati  o  di  vendita  o  di
  acquisizione dei beni immobili che fanno parte delle ASI.
   Allora, io dico che questo emendamento proposto dal Governo,  vada
  in  questa fase approvato con l'impegno previsto in finanziaria che
  entro  il 10 giugno devono essere date gestioni ordinarie  non  più
  straordinarie da parte praticamente del Governo.
   Ora,  il fatto che vi sia stato l'altro elemento, lo dobbiamo dire
  che  non  sia  stato  la  presidenza  data  alle  associazioni   di
  categorie, ma se quello è stato il risultato fallimentare  fino  ad
  oggi,  noi abbiamo accettato di approvare quell'emendamento proprio
  nella   visione di dovere dare al Governo la massima responsabilità
  di  una  gestione che fino ad oggi, lasciatemelo dire, non  solo  è
  stata  fallimentare,  ma ha creato dei grossi  problemi  senza  una
  vigilanza da parte degli assessorati che si sono avuti, senza avere
  un  controllo di quelle che sono state spese a volte  folli  e  non
  giustificabili.
   Allora,  io  penso  rispetto a quelle  che  sono  state  anche  le
  osservazioni   di   alcuni  colleghi  dell'opposizione,   che   noi
  praticamente diamo una approvazione condizionata perché  su  questo
  argomento  noi  è  giusto che ritorniamo sia nella  commissione  di
  merito  un  domani  ma  anche  in aula  per  potere  vedere  se  le
  condizioni   poste  da  questo  emendamento  possono,  sicuramente,
  salvare  il  personale che vi è, ma soprattutto dare  una  gestione
  ordinaria e corretta a quella che deve essere il futuro dell'IRSAP,
  ma di tutte quelle gestioni che possono dare.
   Quindi, dico che le ombre del passato io le ho non solo viste, non
  solo  verificate,  non  solo approfondite in  Commissione,  ma  che
  l'Assessore  Lo  Bello ci deve dare un impegno formale  perché  con
  questo emendamento ci possa essere la possibilità di portare avanti
  quelle  che  sono  le  parti buone di un Ente che  finora  è  stato
  paralizzato.

   PRESIDENTE. Se non sto interpretando male il volere dell'Assemblea
  e  soprattutto  dei  presentatori, stiamo mandando,  con  procedura
  d'urgenza,  alla  III Commissione tutta la materia contenuta  negli
  emendamenti  relativa,  sostanzialmente, alla  riforma  dell'IRSAP,
  perché di questo si tratta. La soppressione riforma perché questo è
  contenuto, con l'impegno .

   MUSUMECI.   La   riforma  del  settore   Ma  dobbiamo   sopprimere
  l'Istituto

   DI GIACINTO. Approviamo questo emendamento e poi

   PRESIDENTE.  Quale  emendamento,  l'emendamento  del  Governo  non
  l'emendamento Falcone; se vuole approvato l'emendamento Falcone  lo
  approviamo subito.

   FORMICA. La norma deve andare in Commissione.

   PRESIDENTE.  Vanno in Commissione gli emendamenti alla  norma,  la
  norma  è  stata esitata dalle Commissione di merito e dovrà  essere
  votata;  si può bocciare o approvare, ma tutti gli emendamenti  che
  sono  di  riscrittura  complessivamente  della  riforma  vanno   in
  Commissione.
   L'impegno preso con procedura d'urgenza.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  forse  avrei
  fatto  la  stessa identica proposta che ha avanzato lei. Approviamo
  l'articolo  21,  così come presentato dal Governo,  e  rinviamo  in
  Commissione,  ma  soprattutto  presentiamo  un  disegno  di   legge
  organico  su  quello  che è il futuro dello sviluppo  economico  in
  Sicilia.
   Veda,  Assessore,  lei  ha  ereditato, purtroppo,  una  situazione
  fallimentare, il termine fallimentare è stato più volte  utilizzato
  da  chi mi ha preceduto e, purtroppo, visto e considerato l'abnorme
  numero di contenziosi, l'abnorme situazione delle aree industriali,
  l'abbandono  in  cui versano, bisogna dare ragione  a  chi   mi  ha
  preceduto: è un fallimento  Ma un fallimento, onorevole Papale, non
  dovuto in questo caso alla inefficienza degli uffici regionali che,
  bontà  nostra,  è  all'ordine del giorno, ma  probabilmente  a  una
  visione   politica   completamente  sbagliata   nell'avere   voluto
  organizzare   un   Istituto,  un  IRSAP  diretta   espressione   di
  Confidustria  e  sottolineo diretta espressione  di  Confindustria,
  perché  l'Assessore alle attività produttive da cui dipende l'Irsap
  è  stato gestito per ben 8 anni da assessori, prima Venturi  e  poi
  Vancheri,  diretta espressione di una organizzazione  di  categoria
  che,  dietro il paravento dell'Antimafia predicata, ha  preteso  di
  gestire  quella  che è la politica industriale in Sicilia,  con  un
  disastro annunciato e oggi verificato.
   Lei, oggi, si trova costretto a dover dire liquidiamo le ASI e  le
  pendenze  giudiziarie  ed  economiche  delle  ASI,  senza  caricare
  l'IRSAP di altre problematiche perché non ha altra via di uscita.
   Purtroppo, devo dire che, sotto questo punto di vista,  manca  una
  visione generale.
   Le ricordo che in campagna elettorale, a cui lei partecipò insieme
  a  me,  in  tante  situazioni, parlammo   di  una  voglia  di  fare
  ripartire  la  Sicilia, di avere una capacità  attrattiva  per  gli
  investimenti, di creare delle corsie preferenziali per lo  sviluppo
  delle imprese.
   Devo  dire, purtroppo, a tre anni di distanza, che molto  poco  di
  questo  è stato fatto. E, devo dire, mio malgrado che, oggi, questo
  articolo  presentato con una norma inserita in  una  finanziaria  a
  stralcio, non depone bene.
   Lei  è  da  poco  tempo all'Assessorato, mi auguro che  già  abbia
  acquisito  gli  elementi  sufficienti e  necessari  per  avere  una
  visione  pragmatica del problema. E mi auguro che, a breve,  voglia
  presentare  un disegno di legge di riordino complessivo dell'IRSAP,
  ma  soprattutto di ciò che riguarda la semplificazione burocratica,
  amministrativa  per le concessioni delle aree, ammesso  che  ve  ne
  siano ancora disponibili, perché tante volte mi sono informato  per
  avere  delle aree disponibili e regolarmente mi è stato  detto  che
  non  ce  ne sono. E, tante volte, imprenditori ed imprese  si  sono
  lamentati  delle lungaggini per far partire attività  assolutamente
  importanti.  Parlo, per esempio, di attività di termovalorizzazione
  con investimenti privati e di una banca etica, fra l'altro, che, da
  anni, sono in attesa di una qualsiasi autorizzazione senza avere  i
  bastoni fra le ruote.
   Lei   sa   che   io   sono   un  paladino  della   semplificazione
  amministrativa. Basta andare in qualsiasi altro Stato  europeo  per
  capire che un'impresa si apre nel giro di 30 giorni, 180 giorni,  3
  mesi  al  massimo, 6 mesi al massimo nella peggiore delle  ipotesi.
  Qua,   dopo   5   anni,  un'impresa  ancora   è  in  attesa   delle
  autorizzazioni.
   L'IRSAP può essere un motore di sviluppo se ben organizzato e  ben
  gestito,  altrimenti sarà un'ennesima palla al piede allo  sviluppo
  della Sicilia.
   Mi  auguro  che,  sotto  questo punto  di  vista,  finalmente,  il
  Governo,  e  lei  in  particolare, voglia  assumere  degli  impegni
  precisi  sulle  aree  da  assegnare e sulla  capacità  di  attrarre
  investimenti  esteri, in aree che oggi sono pressoché dei  deserti,
  abbandonati  a se stesse, senza illuminazione, senza strade,  senza
  servizi, senza una rete telematica ed in queste condizioni,  vorrei
  capire che cosa dovremmo attrarre.
   Vorrei semplicemente capire che cosa dovremmo attrarre
   Ben  venga  questa  norma se l'aiuta a risolvere le  problematiche
  aperte sul tappeto, ma con il suo impegno, domani, di ripartire con
  un  disegno di legge organico, sentite anche le forze politiche  di
  maggioranza  che,  fino  ad  oggi,  non  mi  risulta,  siano  state
  coinvolte su questa tematica.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onestamente, dopo il mio intervento  su
  quella mia interrogazione, ne ho parlato anche con l'Assessore, non
  volevo intervenire. Ascoltando, però, il presidente Laccoto  e,  su
  quelle  cose che ha detto, anche il Presidente Ardizzone, mi volevo
  permettere di dare qualche suggerimento, perché, vedete,  molti  di
  noi conosciamo le vicende delle cosiddette  zone industriali .
   Per questioni del mio lavoro, sono costretto a frequentare la zona
  industriale  di  Catania e di Piano Tavola tutti i  giorni.  Quando
  sento,  solo ed esclusivamente, l'aspetto teorico della  questione,
  non vi offendete, qualche volta, mi viene anche da ridere.
   Mi  viene  da ridere, perché penso quella che negli anni   60  era
  definita  la   Milano del Sud , in virtù di alcune situazioni,  non
  ultima la zona industriale di Catania che, se non vado errato, è la
  zona  industriale più grande di Italia, se non vado  errato,  della
  Sicilia  è  sicuro  e  del  meridione.  Ed  allora,  se  andiamo  a
  constatare  quello che si vede tutti i giorni alla zona industriale
  di Catania c'è da mettersi, assessore, le mani ai capelli
   Presidente Ardizzone, Presidente Laccoto, se pensate per un attimo
  che questa interlocuzione possa essere solo ed esclusivamente con i
  deputati  della  Commissione, stiamo sbagliando  perché,  carissimo
  Presidente  Laccoto, noi dobbiamo capire che in primo luogo  lì  ci
  sono   e  ci  andranno  diverse  decine  di  attività  industriali,
  paraindustriali e quant'altro.
   Ed  allora, una delle prime cose da fare è interloquire con coloro
  i  quali hanno intenzione e ci stanno e quelli che vogliono starci,
  perché  non  so  se  qualcuno  poco fa  era  presente,  ma  io  una
  interrogazione, assessore ne abbiamo parlato poco fa, io  ho  detto
  che  dal  2013  ci sono una serie di imprenditori che  hanno  fatto
  istanza per avere i terreni all'ASI e ancora dal 2013 ad oggi,  per
  una serie di disavventure, non si possono assegnare questa aree
   Io  mi ricordo nella scorsa legislatura c'è stato un assessore che
  ha  fatto  la  riforma, se non sbaglio questo assessore  si  chiama
  Venturi, andando a sbandierare la cosa bellissime che lui nelle ASI
  aveva tolto finalmente i consigli di Amministrazione e ha tolto, se
  non   vado   errato,   era  una  informazione  giornalistica,   500
  sottogoverni scordandosi che, onorevole Falcone, lei è  un  attento
  osservatore,  tutti i rappresentanti dei comuni che facevano  parte
  dei  consorzi  dell'ASI  erano rappresentanti  che  non  prendevano
  nessuno  emolumento, erano rappresentanti che molte volte  potevano
  interloquire  con le associazioni industriali e con le associazioni
  di categorie.
   E allora, assessore, facciamola questa riforma perché ce lo chiede
  sicuramente  la  gente, sicuramente possiamo  fare  il  bene  della
  Sicilia perché ci sono, come dice l'onorevole Malafarina, una serie
  di  imprenditori che vogliono investire; però, la  prima  cosa  che
  dobbiamo  guardare, che è la cosa più importante dal mio  punto  di
  vista,  è  come razionalizzare le zone industriali, perché  se  noi
  pensiamo che possono venire dal Nord o dall'estero imprenditori che
  possono  fare degli investimenti in quella situazione noi  pensiamo
  sicuramente  bene, ma non sarà così; stiamo facendo  sì  che  molti
  imprenditori chiudono le loro aziende e vanno via

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  l'articolo   in   questione  riguarda  alcune   peculiarità   delle
  problematiche dell'Irsap.
   La  prima fra tutte è quella dei dipendenti, ce ne sono alcune che
  se, colleghi, non andiamo a scindere davvero le casse rischiano  di
  continuare  a  non  prendere lo stipendio, gravi  problemi.  Lo  ha
  annunciato  anche  qualcuno  prima  di  me,  per  me  importante  e
  interessante,  e  credo che sia la lettera g) del primo  comma  che
  dobbiamo  assolutamente mantenere, cambiamo se volete  miglioriamo,
  discutiamone,  ma  è  quella  assolutamente  necessaria  che  venga
  approvata in questa riforma.
   Io   voglio,  invece,  parlare  dell'altro  aspetto,  quello   più
  propriamente politico di questo Istituto regionale, e mi  riferisco
  alle prime lettere del primo comma: la a), la b), la c), la d).
   Io  vi  ricordo che la legge regionale n. 17 del 2013, che  questo
  Parlamento  ha  approvato  durante questa  legislatura,  riguardava
  proprio  il  cambio  delle  modalità  di  scelta  delle  governance
  dell'Irsap, il Presidente della III Commissione al tempo era  Bruno
  Marziano, oggi assessore di questo Governo, e qui in quest'Aula  si
  decise   all'unanimità  di  votare  quella  legge,   che   decideva
  finalmente  di  ridare  in  mano agli imprenditori  iscritti  nelle
  associazioni  di categoria maggiormente rappresentative  di  questa
  regione,  la guida di quell'ente, perché i tre che venivano  eletti
  poi  andavano a costituire il consiglio di amministrazione  insieme
  ai   due   che   erano  nomianti  dall'assessorato  alle   attività
  produttive,  e fra i tre eletti dall'associazione di  categoria  il
  Presidente della Regione nominava il Presidente dell'Irsap.
   Voi  mi  direte  ma  questa regola dice non ha funzionato,  ebbene
  questa  regola  non  ha  funzionato  perché  quell'assessorato,   e
  quest'assessorato, e questa politica, e questo  Governo  non  hanno
  voluto  farlo funzionare quel sistema, e oggi si ritorna  di  nuovo
  indietro  si  chiede  a  questo Parlamento di  ritornare  di  nuovo
  indietro, a come eravamo prima.
   Ora   io   ho   ascoltato   con  grande   interesse   l'intervento
  dell'onorevole Malafarina, perché lui è vero aveva  ragione,  e  ha
  ragione, quando dice che da otto anni Confindustria pesantemente  è
  alla  guida  di  questo  assessorato,  era  alla  guida  di  questo
  assessorato, ma da otto anni è alla guida di questa regione, è alla
  guida  di  questo Governo, è alla guida di questo Presidente  della
  Regione, perché io non posso dimenticare quando all'inizio,  quando
  sono stati designati gli assessori, alla domanda di una giornalista
  al Presidente Crocetta che gli chiedeva la Vancheri a quale partito
  fosse  in  quota, lui rispose in quota Montante, non lo  dimentico,
  non posso dimenticarlo.
   E  allora io non ci sto oggi qui a sentirmi dire ancora una  volta
  che  dobbiamo  tornare indietro a situazioni di quel  tipo,  quelle
  sono  le stesse persone che ci sono nelle intercettazioni di  tenda
  rossa,  quando  con  Gemelli parlano e si spartiscono  i  posti,  e
  dall'Irsap parte la nomina al cda dell'Isa a Siracusa dello  stesso
  Gemelli,  proprio per una contrattazione e spartizione di poltrone,
  di  favori  e di posti, non ci sto a questa cosa, e non  ci  sto  a
  tornare  indietro,  ed  è  ora  che  questo  Parlamento  cominci  a
  prendersi  la  responsabilità delle norme che vota,  perché  non  è
  possibile che ogni volta facciamo un lavoro, e subito dopo quando a
  qualcuno  non  conviene più si ritorna di nuovo indietro,  colleghi
  ribellatevi  a questo stato di cose perché ne va anche  del  vostro
  onore, della vostra faccia, voi tornate sui territori e parlate con
  la gente.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  che  l'Irsap
  non  ha  funzionato non è che ne stiamo prendendo atto stasera,  se
  l'istituto  in questi anni avrebbe dato risposte agli imprenditori,
  io  credo che l'assessore non sarebbe qui stasera a proporre questo
  articolo, proprio per questo noi dobbiamo approvare questo articolo
  caro  collega  Falcone, perché che cosa fa questo articolo,  questo
  articolo non fa altro che definire due aspetti. Una cosa è l'Irsap,
  una  cosa  è  l'ASI,  noi  definiamo  con  questo  articolo  undici
  liquidazioni, mettiamo al riparo la Regione siciliana da  eventuali
  rischi  che i creditori vanno ad aggredire la Regione. E in  questo
  momento  è così, quindi noi stasera dobbiamo prendere atto  di  una
  cosa,  di undici liquidazioni, undici liquidazioni che non  saranno
  date  come prebende ad esterne, perché nella norma è stato  scritto
  che  vanno  ai  dipendenti  all'interno dell'Irsap,  a  chi  ha  le
  qualifiche  funzionali per fare le liquidazioni a titolo  gratuito,
  per  cui  noi  stasera  non possiamo fare altro  approvarla  questa
  norma,  mettiamo  al riparo la Regione Sicilia, e  non  mettiamo  a
  rischio in ogni caso i creditori, non li mettiamo a rischio  perché
  abbiamo  visto  in  Commissione Bilancio, perché l'assessore  aveva
  apportato  e credo che ce l'abbia anche stasera qui, la  situazione
  patrimoniale  di  ogni  ente, di ogni asi, e  con  le  vendite  dei
  capannoni non solo riusciamo a coprire tutti i debiti, ma riusciamo
  ad avere anche degli utili.
   Se  noi  stasera,  come  folli, votassimo la  legge  e  l'articolo
  riscritto così come ha fatto l'onorevole Falcone, da domani mattina
  non  capisco chi gestisce cosa, chi gestisce le aree, chi  gestisce
  le  strade,  chi gestisce l'illuminazione, chi gestisce i  servizi.
  Non  mi dite che volete passare questo ai Comuni, perché li finiamo
  d'ammazzare. Non mi dite che li volete passare ai Liberi  Consorzi,
  perché sapete che mancano duecento e passa milioni per poterli fare
  funzionare oggi.
   Per  cui  questo  rispetto  a  ciò che  dobbiamo  fare,  poi  sono
  d'accordo  eventualmente a fare una riforma organica del sistema  e
  che   non   è   quello  che  in  questi  anni  ha  portato   avanti
  Confindustria,  il  sistema  che  poteva  funzionare,  siamo  tutti
  d'accordo  su  questo.  Ma  stasera il buon  senso  vuole  che  noi
  approviamo  questo articolo perché metta al riparo  la  Regione  da
  eventuali danni nei confronti dei creditori.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, assessore,  il  tema  che  stiamo
  ponendo  è  un  tema  difficile che potrebbe  travolgere  anche  il
  bilancio della Regione se non riusciamo ad operare con oculatezza e
  con attenzione.
   Giustamente,  la  III Commissione, la Commissione  di  merito,  ha
  esaminato  e  discusso lungamente un testo che  ha  come  obiettivo
  quello,  non  solo di riformare l'IRSAP, ma quello  soprattutto  di
  separare  le  responsabilità fra l'IRSAP e  gli  ex  consorzi  ASI.
  Perché  da alcuni mesi a questa parte si sta innescando un processo
  per  cui  si  attaccano  le  ex  ASI e,  contemporaneamente,  viene
  attaccato  il  patrimonio dell'IRSAP che, in questo  caso,  per  la
  maggior parte sono le risorse destinate ai lavoratori.
   Per  questo  motivo,  quando l'articolo, che ha  avuto  il  parere
  favorevole  ed  è  stato emendato dalla Commissione  di  merito,  è
  arrivato in Commissione bilancio, dovendosi occupare la Commissione
  bilancio solo degli aspetti relativi alla copertura, ci siamo posti
  in  maniera  scrupolosa discutendo per tre giorni di  seguito  come
  fare  per salvaguardare gli interessi intanto della Sicilia, quindi
  poi  dei  lavoratori,  e  per  salvaguardare  il  patrimonio  della
  società.
   Perché è chiaro che noi non possiamo esporre il patrimonio liquido
  della   società,   che  poi  sono  gli  stipendi  dei   lavoratori,
  all'attacco  quotidiano  di  coloro  i  quali  hanno  crediti   nei
  confronti delle ex ASI.
   Crediti  che,  per essere chiari, non sono in modo  omogeneo,  non
  sono in modo conforme. Crediti che sono distribuiti in maniera  non
  equa  su  tutto  il territorio, per cui abbiamo ex  ASI  che  hanno
  operato in maniera lineare, corretta con pochi contenziosi - tant'è
  vero che pochi incarichi a legali sono stati dati - e invece ex ASI
  dove  oggettivamente vi sono delle situazioni, delle incrostazioni,
  non colmabili attingendo al patrimonio comune.
   Perché, per essere chiari, in questa vicenda perché la Commissione
  bilancio, ma ancor prima la III Commissione, ha cercato di separare
  le  responsabilità delle ex ASI dall'IRSAP? Perché è  evidente  che
  non  è  possibile  che  non ci sia nessuno che  ha  commesso  delle
  imprudenze  o  comunque anche dei reati di natura amministrativa  e
  che  tutti  sono  eguali fra di loro perché  essendo  tutti  eguali
  nessuno è colpevole.
   Quindi  la  necessità di separare il passato dal  presente  e  dal
  futuro  serve anche ad individuare chi nel passato ha fatto un  uso
  poco  appropriato  delle risorse dell'ASI. Su questo  non  possiamo
  assolutamente fare finta di non capire, su questo non possiamo fare
  finta  di  non  vedere  ciò che è successo  Un  ritorno  all'ancien
  regime, oggi non è possibile.
   Noi  dobbiamo  bonificare le ASI, dobbiamo chiarire quello  che  è
  successo. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e  poi,
  una  volta  bonificate le varie ASI e assuntesi ognuno  le  proprie
  responsabilità, possiamo pensare ad una riforma.
   E  del resto vedete, cari amici deputati, noi abbiamo la necessità
  di  dare  all'IRSAP una guida. Non è possibile che  questa  società
  continui  ad  operare  in  maniera non uniforme,  quasi  fosse  una
  succursale della provincia di Caltanissetta in tutte le province di
  Sicilia.  Come se i vari territori non fossero in grado di  gestire
  il  proprio  futuro e si siano affidati in questi anni  a  soggetti
  provenienti  da questa Eldorado che è la provincia di Caltanissetta
  e  che  come  obiettivo  finale è stato  quello  di  sperperare  il
  pubblico  denaro e di portare ad esempio al fallimento  l'autoporto
  in provincia di Siracusa. E vede, onorevole Cancelleri, lei fa bene
  a sollevare il problema e lo faccio anch'io con la stessa forza con
  cui lo fa lei.
   Però  se  questa  Aula continua a dare al Governo l'alibi  di  non
  nominare  i componenti del Consiglio di Amministrazione dell'IRSAP,
  continueremo ad avere un Commissario, Presidente Lo Bello, che  non
  può  continuare  ad  essere  un Commissario  ad  acta.  O  lo  fate
  diventare  un  Commissario straordinario o  lo  sostituite.  Non  è
  possibile che in una società così importante continui ad  avere  un
  Presidente, un legale rappresentante che non è nelle condizioni  di
  operare.
   Per  cui veda, Presidente Crocetta, su questa vicenda lei non  può
  fare  finta  di  non  sapere. O lei nomina la Brandara  Commissario
  straordinario o la sostituisce. Così non possiamo andare.
   Allora,  colleghi, per essere chiari, chi non vuole questa  legge,
  chi  vuole  ritardare questa legge, vuole che questa situazione  di
  precarietà, e non voglio usare altri termini, continui a persistere
  in Sicilia.
   Approviamo  questa  legge,  diamo degli  organi  a  questo  IRSAP,
  separiamo  le  due amministrazioni, cioè il passato dal  futuro,  e
  dopodiché  ha  ragione il Presidente Ardizzone  possiamo  fare  una
  nuova  legge,  possiamo fare tutto quello che vogliamo.  Ma  non  è
  possibile  che ogni volta che ci proviamo a fare una  legge  devono
  essere  trovate  delle anomalie nella legge che  si  vara  che  non
  esistono, non sono comprensibili e che serve solo a far sì  che  la
  restaurazione e che coloro i quali in questi anni hanno operato  in
  maniera poco corretta, continua  a rimanere ai posti di comando.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  chiaramente  gli   emendamenti
  soppressivi rimangono perché riguardano sia l'articolo in  generale
  che  le singole questioni. Gli emendamenti che vanno in Commissione
  sono: 21.7, 21.17, 21.11, 21.6, 21.23, 21.24, 21.20, 21.21 e 21.22.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  BELLO, assessore per le attività produttive Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  credo  che  la  discussione  che  qui   avete
  affrontato,  ed  abbiamo affrontato perché questo dell'IRSAP,  così
  come   diceva   il  Presidente  Laccoto,  ha  visto  impegnata   la
  Commissione  per ben tre sedute. E, così come diceva il  Presidente
  Vinciullo,  anche  in  questa occasione, in  Commissione  Bilancio,
  abbiamo approfondito ogni singolo emendamento di questo articolo.
   Tra  gli  interventi di oggi, io vorrei riassumere un po' i  primi
  tre interventi quelli dell'onorevole Falcone, dell'onorevole Alongi
  e, per ultimo, quello dell'onorevole Musumeci.
   E nel cominciare con un quesito che si poneva l'onorevole Falcone,
  del  perché una sede fatta a Caltanissetta dell'IRSAP, e devo  dire
  che,  in  questo  senso, siamo dell'idea e quindi forse  in  questo
  conveniamo  che  la sede dell'IRSAP debba essere a Palermo.  Ce  lo
  chiediamo anche noi e credo che sia davvero ora, però, di  guardare
  all'IRSAP, ma guardarla nella sua vera natura: l'IRSAP  non  è  mai
  partita   Di  fatto  l'agenzia, così come era  stata  pensata,  chi
  l'aveva ideata - probabilmente l'assessore dell'epoca, in una sorta
  di  diatriba  tra l'Assessorato Attività produttive e l'Assessorato
  al  Bilancio - avevano determinato una struttura le cui gambe erano
  assolutamente prive della forza necessaria per poter andare avanti.
   Convengo col fatto che l'IRSAP, ad oggi, non ha realizzato, non ha
  di  fatto  avuto  quelle funzioni che, nella mente del  legislatore
  probabilmente, doveva avere e che, quindi, dobbiamo  capire  a  che
  punto  siamo  e perché, oggi, abbiamo proposto questi  emendamenti,
  che  non  sono una legge organica sull'IRSAP e credo che,  qui,  le
  proposte che venivano fatte, per una seria riforma dell'IRSAP quale
  strumento per le aziende, sia un passaggio che analizzeremo  e  che
  verificheremo tutti insieme.
   Abbiamo  un'esigenza,  lo  dicevate  tutti,  che  è  quella  della
  semplificazione,  che  io  credo che davvero  dovremmo  cercare  di
  raggiungere   come  obiettivo.  Ma  lo  diceva  anche   chi,   come
  l'onorevole  Cancelleri,  ha  posto  un  problema:  oggi   bocciare
  l'IRSAP,  cancellare  l'IRSAP significa  non  solo  far  fare  alle
  imprese  siciliane un passo indietro, ma significa, di  fatto,  non
  realizzare quell'opportunità, per tutte le imprese di Sicilia,  che
  proprio  nell'IRSAP  hanno  invece  la  possibilità  di  realizzare
  percorsi.
   Veniva   detto   che,  se  oggi  noi  dovessimo  bocciare   questo
  emendamento,  significherebbe annullare tre  obiettivi.  Primo,  la
  messa  in  sicurezza  delle  risorse  dell'IRSAP.  Perché,  vedete,
  l'IRSAP  non  è  un'agenzia che sta male, vorrei ricordare  che  il
  totale  delle  attività di tutta l'IRSAP è pari a 477.503.000  euro
  mentre, invece, le passività sono pari a 276.571.000 euro. Solo tre
  aree  ASI  risultano essere in disavanzo e sono quella di Agrigento
  per una cifra certamente eccessiva, come quella di 38.989.390 euro,
  Enna per circa 3 milioni e Messina per altrettanti 3 milioni.
   Quindi,  complessivamente, il patrimonio delle ex  aree  ASI,  nel
  fare  un conto tra avanzo e disavanzo, abbiamo 159.127.963.  Quindi
  abbiamo  un avanzo di amministrazione che permette, al  di  là  del
  pagamento  dei  debiti, davvero di soddisfare  tutti  i  creditori,
  anche  per quelle province di Agrigento, Enna e Messina - che  sono
  le  tre  province  di cui ci siamo occupati più  degli  altri  -  e
  crediamo che le procedure di conciliazione con i creditori  possano
  permettere,  realizzato  ciò  che questo  emendamento  prevede,  lo
  diceva  l'onorevole Di Giacinto: finalmente separiamo  la  gestione
  delle ex aree ASI messe in liquidazione, con le gestioni dell'Irsap
  nominando a costo zero 11 commissari liquidatori.
   E  credo che 46 milioni sono certamente una cifra improponibile se
  noi dovessimo pensare di valutarla come importo da dovere prelevare
  dalle casse delle regioni, perché questo finirebbe per accadere  se
  noi oggi non dovessimo approvare questa norma.
   Per   cui  credo,  e  vorrei  in  questo  richiamare  l'attenzione
  dell'Aula  tutta, anche dell'opposizione, che abbiamo la necessità:
  primo di mettere in sicurezza quelle risorse, lo avete detto tutti,
  che  servono per pagare i salari dei dipendenti delle ex aree  ASI;
  secondo,  abbiamo la necessità di mettere in sicurezza quelle  aree
  per  cui sono state create, offrendo la possibilità di acquisto  da
  parte di chi le la avute in affitto per tutti questi anni.
   E dobbiamo, per ultimo, dire che le questioni della governance, la
  governance dell'Irsap nei prossimi giorni, come certamente  ho  più
  volte  detto  in  Commissione  Attività  produttive'  ed  anche  in
  Commissione  Bilancio', l'Irsap, la Crias e l'Ircac avranno la loro
  governance,  e  l'avranno per giugno tenuto conto  che  insieme  al
  Presidente Crocetta ed alla Giunta, nelle prossime giunte porteremo
  le  proposte  per  i consigli di amministrazione  che  vedranno  il
  presidente  dell'Irsap, così come quelli della Crias e  dell'Ircac,
  nominato tra i componenti di parte pubblica, mentre, invece, per  i
  vicepresidenti,  con  le  modifiche  che  verranno  apportate  agli
  statuti che fisseranno, da un lato il numero della composizione dei
  consigli  di  amministrazione  a tre  e  dall'altro  finiranno  col
  prevedere  snellimenti  di  procedure  anche  per  quanto  riguarda
  procedure interne all'Irsap, alla Crias ed all'Ircac.
   Perché  vorrei  ricordarlo,  sono tutti  e  tre  enti  soggetti  a
  controllo  dell'assessorato delle attività produttive che  vedranno
  prima  dell'estate  le  governance, normali  governance  alla  loro
  guida.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa  all'emendamento  21.2,
  degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 21.7 e 21.17 sono stati inviati in Commissione.
   Si passa all'emendamento 21.3, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          33
   Contrari            24

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 21.1 e 21.13 sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento 21.5, degli onorevoli Falcone ed altri.
   Il parere del Governo?

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          37
   Contrari            23

                            (E' approvato)

   L'emendamento 21.8 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 21.1 degli onorevoli Cancelleri ed altri.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Parere   del   governo  contrario,  la  Commissione   contraria   a
  maggioranza.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          34
   Contrari            25
   Astenuto             1

                            (E' approvato)

   L'emendamento 21.15 è assorbito.

   Si passa all'emendamento 21.16, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, siccome successivamente al 21.16  c'è
  l'emendamento  21.10, ritiro l'emendamento 21.16, che  sopprime  la
  lettera g), perché noi non la vogliamo sopprimere ma modificare.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 21.10, degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, per illustrare brevemente
  l'articolo, senza aprire discussione. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, l'emendamento sostanzialmente in  cosa
  si  differenzia  rispetto alla norma già nel testo. Si  differenzia
  che lasciando intanto le due posizioni, come diceva l'onorevole  Di
  Giacinto,  quella delle ex ASI e quella dell'Irsap, noi consentiamo
  che  i  commissari liquidatori siano presi, siano individuati oltre
  che  tra  i dirigenti anche tra i funzionari direttivi. Lo consente
  la legge e i funzionari direttivi delle ex ASI. Quindi, è una norma
  di buon senso di risparmio che immediatamente individua già in loco
  gli  stessi  commissari liquidatori non soltanto  in  possesso  dei
  requisiti chiaramente previsti dalla norma. Quindi è una norma  che
  semplifica e consente anche un risparmio.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.10. Il parere  del
  Governo?

   LO BELLO, assessore alle attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 21.18 è precluso.
   L'emendamento 21.19 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 21.12, degli onorevoli Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  entra  nel  merito delle prospettive di sviluppo di  un  importante
  territorio della città di Messina perché le zone ex ASI, ZIR e  ZIS
  sono esattamente il cuore, il centro vitale della città di Messina,
  del  comune  di  Messina sulle quali vi è un  ampio  dibattito  nel
  merito  di  ciò  che si vorrebbe fare etc.. però io credo  anche  e
  chiaramente   bisogna   programmare   in   queste   aree,   bisogna
  pianificare, bisogna avere una prospettiva di città. Il problema  è
  questo  però:  io  ho voluto emendare perché il Governo  ripescando
  probabilmente quella che era l'intenzione di un precedente  disegno
  di  legge  in  parte chiaramente si intende solo per l'aspetto  del
  cambiamento   di   manutenzione  da  ordinaria   a   straordinaria,
  presentato  dai DR allora che non portarono poi più avanti,  perché
  appunto ci fu anche un dibattito in città su questa cosa importante
  e  acceso. Cosa fa sostanzialmente, introduce la possibilità che in
  queste  aree  si  possa senza una pianificazione  pensata  che  era
  demandata dal Comune fare manutenzione straordinaria, quindi aprire
  sostanzialmente a tutte quelle che sono le attività di manutenzione
  straordinaria prevista dal codice dell'edilizia. Però il discorso è
  ancora   più   sottile  ed  è  per  questo  che  io   propongo   di
  contestualizzare e di restringere il campo perché non vorrà  questo
  Parlamento  togliere le castagne dal fuoco al  comune  di  Messina,
  voglio  sperare  perché noi abbiamo dal 2012, l'articolo  24  della
  legge  8 del 2012 prevedeva allora per questa ex ASI che il  comune
  entro 60 giorni facesse un piano di recupero Cosa che non ha fatto.
  Noi  lo  abbiamo  chiesto personalmente. L'ho  chiesto  all'attuale
  assessore  a  Messina  cosa  dobbiamo fare,  se  ha  intenzione  di
  pianificare su questa area perché in questo momento sei tu e da tre
  anni  sono  loro.  Io non comprendo se c'è un accordo  rispetto  al
  quale  si vuole calato dall'alto, dalla Regione una prospettiva  di
   vabbè vediamo, intanto il comune non si pronuncia, non pianifica'.
  Dovrebbe  farlo  e  nel frattempo però la Regione  praticamente  si
  sostituisce alle prerogative dell'ente comunale di pianificazione e
  di  Governo del proprio territorio, io ipotizzo chiaramente, ma  la
  politica  è  arte  del  prevedere e  pianificare,  studiare  perché
  avvenga ciò che è meglio, che non avvenga a Messina che si ponga il
   carro  davanti  ai  buoi',  cioè che  attuali  capannoni,  attuali
  strutture, vengano modificate nelle more che si faccia il PI, nelle
  more  che  si faccia il PIAU, perché ci sono varie fasi progettuali
  ancora tutte da definire, in itinere.
   Si   parlava  di  un  progetto  condiviso,  ma  non  c'è   nessuna
  condivisione  con la città ed io mi potrei trovare, domani,  centri
  commerciali  a  iosa  perché attualmente, non  essendoci  un  piano
  regolatore vigente su quell'area, vige il piano regolatore della ex
  ASI scaduto nel 2012.
   Dopodiché non ci vuole nulla, come del resto già avvenuto, che  si
  facciano  tutta una serie, dico per dire, sto facendo  ipotesi:  di
  centri  commerciali  e poi allorquando più in  là  ci  troveremo  a
  dovere  pianificare  la città che vogliamo e  non  soltanto  quindi
  avere,  che  vi  posso dire, parchi urbani, ma avere strade,  avere
  strutture, avere edifici pubblici, ci troveremo nelle condizioni di
  potere avere, che ne so, edifici e centri commerciali, cosa di  cui
  non  penso  che la città abbia propriamente bisogno, dato l'attuale
  accumulo di strutture di questo genere che troveremmo già fatti.
   Dopodiché la pianificazione verrebbe fortemente mortificata, oltre
  a  ciò  c'è  anche  un discorso di pianificazione residenziale.  Il
  discorso è questo, io chiaramente, credo di interpretare la volontà
  di  chi  ha proposto questo emendamento alla legge 8, pensando  che
  noi non dobbiamo essere per l'immobilismo.
   E'  chiaro  che chi opera e fa commercio e produce in quelle  aree
  deve avere la possibilità di farsi un'attività, farsi una struttura
  per  un  bagno che abbia i requisiti a norma di legge,  deve  avere
  questa  possibilità, ma che non si sfrutti questa chiave per potere
  avviare un processo non pianificato.
   Pertanto  il mio emendamento va a regimentare l'attuale condizione
  di  vacuità,d  i  indefinitezza. Spero che l'Aula, diciamo,  voglia
  accogliere questo consiglio e soprattutto speriamo che il Comune di
  Messina  vada  avanti in questa progettazione che la  città  glielo
  chiede.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace ogni
  volta  che  c'è  una questione che riguarda Messina,  trattenere  i
  colleghi,  però questo è un argomento importante e voglio  spiegare
  perché ho presentato questo emendamento che prevede anche la parola
   straordinaria' nella legge che avevamo approvato nel 2012.
   Intanto voglio dire alla collega che non è così come lei immagina,
  la  parola   straordinaria', non è altro che dare la possibilità  a
  tutti  coloro  che  sono rimasti bloccati purtroppo  dal  2012,  da
  quando  abbiamo fatto la legge, che riguarda una zona  di  Messina,
  esattamente la zona Zir e Zis, dove c'era un vincolo industriale in
  tutta quell'area.
   Questo vincolo però è stato fatto ed è stato messo in quella  zona
  50  anni  fa.  Nel  frattempo, ci sono stati degli insediamenti  in
  tutta quella zona, che chi è di Messina conosce bene, che parte dal
  Viale  Europa  e  arriva fino al Ventiquattresimo  Artiglieria,  in
  tutta quella zona ci sono stati degli insediamenti anche abitativi,
  commerciali, addirittura ci sono  pure delle scuole.
   Quindi,  è  stata stravolta quella che era la vecchia destinazione
  di quella zona Zir e Zis.
   Nella  legge 8 del 2012, abbiamo tolto questo vincolo  dicendo  al
  Comune di fare un piano di riqualificazione e di recupero di  tutta
  questa  zona.  Il  Comune purtroppo ,nei sei  mesi  previsti  dalla
  legge,  non  ha fatto questo piano di recupero e quindi è  successo
  che in tutto questo tempo i proprietari degli immobili che ricadono
  in quella zona che avevano il vincolo industriale non potevano fare
  la  manutenzione straordinaria e, proprio per evitare che  qualcuno
  ci  speculasse sopra, nel frattempo, avevamo messo, avevo  scritto,
  che  era possibile fare soltanto l'ordinaria manutenzione, pensando
  che  il  comune si attivasse, entro i 6 mesi,  a fare un  piano  di
  recupero e di riqualificazione di quella zona.
   La parola straordinaria, quindi, non può essere intesa così come è
  stato  scritto nel subemendamento, signor Presidente, perché quando
  si dice  sostituire le parole straordinaria su fabbricati ed opere,
  mantenendo  comunque  la  destinazione  d'uso ,  ricordo   che   la
  destinazione  d'uso non si può cambiare attraverso una manutenzione
  straordinaria, ma bisogna presentare un progetto ed  una  richiesta
  al servizio urbanistica.
   Pertanto,  se  gli  uffici mi seguono un  attimo  ritengo  che  il
  termine straordinaria riguardi la manutenzione. Per fare un  cambio
  di  destinazione  d'uso,  o  anche il  titolo  abitativo  ricevuto,
  bisogna  fare  una richiesta ed una progettazione. La  manutenzione
  straordinaria, invece, è un'altra cosa: è una richiesta  che  viene
  fatta    attraverso   un   articolo   che   riguarda   le    regole
  dell'urbanistica,  ma che non ha nulla a che  fare  col  cambio  di
  destinazione d'uso.
   Voglio dire, con la manutenzione straordinaria non si può ottenere
  né  il  cambio  del titolo abitativo, né il cambio di  destinazione
  d'uso.
   Per me, quindi, l'emendamento è improponibile.
   Dico,  per carità, non ho nulla in contrario perché sono stato  il
  primo  a  dire   bisogna effettuare solo l'ordinaria manutenzione ,
  però,  abbiamo, purtroppo, posto un vincolo nei confronti di  tutti
  coloro  che hanno la proprietà di questi immobili. Ecco  perché  ho
  inserito   la   straordinaria  manutenzione.   Ripeto,   però,   la
  straordinaria manutenzione non può comportare il cambio del  titolo
  abitativo  oppure  il cambio di destinazione d'uso,  perché  è  una
  pratica  completamente  diversa, bisogna  presentare  un  progetto,
  bisogna  avere  i  pareri. Non c'entra nulla  con  la  manutenzione
  straordinaria.
   Chiedo, quindi, agli uffici, se questo emendamento è compatibile e
  poteva  essere  inserito  in questo modo.  Se  è  compatibile,  per
  carità,  lo  possiamo  approvare, ma  non  vorrei  che  si  facesse
  confusione.   Ripeto,  l'articolo  che  è  passato  in  Commissione
   Bilancio',   che  ho  approvato,  prevede  solo  la  straordinaria
  manutenzione, che non ha nulla a che fare né col titolo  abitativo,
  né col cambio destinazione d'uso.
   Spero  di  essere  stato chiaro nei confronti  degli  uffici,  del
  Presidente e dei colleghi.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, faccio mio l'intervento della collega
  Zafarana, perché comunque la precisazione dell'onorevole Rinaldi  è
  esatta.  Secondo  me,  state  dicendo  la  stessa  cosa,  onorevole
  Rinaldi.
   L'onorevole    Zafarana   sta   limitando    la    straordinarietà
  dell'intervento  a  delle  condizioni ben  determinate.  Su  questa
  norma,  onorevole Rinaldi, lei sa che siamo stati promotori  di  un
  disegno di legge che, poi, è stato ritirato perché  il comune aveva
  garantito,  in  tempi  brevi,  il suo  intervento,  intervento  che
  regolarmente  non  c'è stato. Con l'onorevole  Greco,  siamo  stati
  forieri  di questa cattiva notizia, l'avevamo anticipato  due  anni
  fa.  Abbiamo atteso due anni. Oggi, quanto meno, si mette mano alla
  straordinarietà delle ristrutturazioni.
   Ritengo    che    l'emendamento   dell'onorevole   Zafarana    sia
  perfettamente  accettabile  perché,  comunque,  lo   strumento   di
  pianificazione deve essere fatto, a questo punto, dal comune.
   Non  ci  possono  essere errori di fraintendimento  sui  cambi  di
  destinazione d'uso.
   Non  ce  ne  sarebbero comunque, sono d'accordo con lei, onorevole
  Rinaldi, però, è ovvio che una parola in più che limiti, in  questo
  caso  che costringa il comune a mettere mano a questo strumento  di
  riordino
   Onorevole Rinaldi, lo strumento di riordino è un pannicello caldo

   RINALDI. Ma non c'entra il comune. Non può mettere la manutenzione
  straordinaria, non è prevista.

   PICCIOLO.   Assolutamente,   non  è   prevista   la   manutenzione
  straordinaria.  Certamente,  non è previsto.  Ma  siccome,  se  gli
  uffici  renderanno  ammissibile questo tipo di  emendamento,  nulla
  quaestio,  a precisare ancora i termini della discussione.  Secondo
  me,  è  un ragionamento che consente di ridare, come dice bene,  la
  patata bollente a chi ce l'ha chiesta, a chi ha fatto tanto battage
  quando  avevamo  proposto  una  norma  a  volumetria  zero   ed   a
  valorizzazione  zero,  quindi,  per  evitare  proprio  speculazioni
  edilizie,  su  un'area  così preziosa che va regolamentata  da  uno
  strumento urbanistico corretto. Dice bene l'onorevole Zafarana.  E'
  quello  che  sostenevamo noi nel nostro disegno  di  legge  di  due
  righe,   mi  sembra  che  tardivamente  si  sia  arrivati  ad   una
  conclusione  che  era  quella  che  avevamo  proposto  noi.  Ancora
  attendiamo questa norma da parte del comune e credo che attenderemo
  per qualche legislatura.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 21.12, a  firma
  dell'onorevole Zafarana.

   LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  si rimette all'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   ZAFARANA.  Chiedo  che  la  votazione avvenga  per  scrutinio  per
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.12

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Presenti e votanti:   52
   Maggioranza:          27
   favorevoli:           31
   contrari:             20
   astenuti:              1

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 21, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 23. Ne do lettura:

                             «Articolo 23
          Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12
                          maggio 2010, n. 11
        ed all'articolo 21 della legge regionale 17 marzo 2016,
                                 n. 3

   1.  L'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n.  11  e
  successive modifiche e integrazioni è così modificato:

   a)  al  comma  8 bis dopo le parole  previa delibera della  Giunta
  regionale  sono inserite le seguenti:  da adottarsi entro 15 giorni
  dalla conclusione delle istruttorie di cui al comma 8 quater ;

   b)  al  comma  8  ter  dopo le parole  La Giunta  regionale   sono
  inserite  le seguenti:  , entro 15 giorni dalla data di entrata  in
  vigore  della legge di stabilità regionale,  e le parole  entro  30
  giorni  sono sostituite con le seguenti:  entro 15 giorni ;

   c) il comma 8 quater è sostituito dal seguente:

    8  quater. Le istruttorie di concessione dei contributi  relative
  alle  istanze presentate dagli enti di cui al comma 1 sono definite
  entro  il termine di 15 giorni dalla scadenza prevista dal comma  8
  ter per la presentazione delle stesse. ;

   d)  al  comma  8  quinquies  dopo le  parole   del  decreto   sono
  aggiunte  le seguenti:  dell'Assessore regionale per l'economia  di
  cui al comma 8 bis. .

   2.  Al  comma  3 dell'articolo 21 della legge regionale  17  marzo
  2016, n. 3, le parole  finanziati sulla programmazione nazionale  e
  comunitaria  sono soppresse».

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  No,  sull'ordine dei lavori no, lei  più  volte  l'ha
  chiesto,  faceva  assembramento. Vi dico subito così  evitiamo  che
  ognuno abbia le proprie teorie: noi stasera chiudiamo il testo base
  di  legge,  gli  aggiuntivi vanno domani,  onorevole  Greco.  Vanno
  domani  perché siamo pagati per lavorare  Vanno domani  Ho  sentito
  un po' gli umori di tutti e si va a domani, intanto

                           (Brusio in Aula)

   Si  passa all'emendamento 23.1, a firma dell'onorevole Greco
  Giovanni ed altri.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  sull'articolo 23, però vorrei fare un appello a lei: lei  ha  detto
  che  ha  contattato  a  tutti e che si è convenuto  di  rinviare  a
  domani.

   PRESIDENTE.  Diciamo che mi hanno contattato dietro perché  ognuno
  ha  l'esigenza  di  rinviare a martedì. Noi entro questa  settimana
  dobbiamo approvare la legge.

   SAMMARTINO. Si lavora di notte

   PRESIDENTE. Di notte non si lavora  Se lei ha esigenze  nella  sua
  città  vada lei ma lasci lavorare i deputati. Scelgo io in base  al
  calendario  che  ci  siamo  dati e che  è  stato  approvato   dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   GRECO GIOVANNI. Presidente Ardizzone, la invito a fare intervenire
  un deputato per Gruppo parlamentare e lei dopo

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, pensavo che lei mi venisse  incontro,
  già ho detto che gli aggiuntivi verranno trattati domani, noi siamo
  pagati  per  lavorare, non possiamo lavorare solo  due  giorni,  un
  giorno e mezzo
   Non  mi  potete  dire andiamo avanti perché ognuno ha  le  proprie
  esigenze,  ognuno mi ha espresso esigenze di carattere personale  e
  non è tollerabile.

   GRECO GIOVANNI. Chi io?

   PRESIDENTE. Non sto parlando di lei  Chi vuole rimanga in Aula.

   GRECO  GIOVANNI.  Io  volevo  fare un intervento  per  cercare  di
  mettere  un  poco  di  ordine  Dichiaro di  ritirare  l'emendamento
  soppressivo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 23.2, a firma dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  23.3.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  23.5  a  firma  dell'onorevole Anselmo. Lo fa  proprio  l'onorevole
  Lupo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  l'emendamento  presentato dall'onorevole  Anselmo  e  che
  faccio  mio  precisa  che  gli  enti che  partecipano  agli  avvisi
  sostitutivi  dell'ex  tabella  H, non  possono  accedere  ad  altri
  contributi  per  le  medesime attività,  evidentemente,  per  altre
  attività  quali possano essere progetti che non hanno nulla  a  che
  vedere  col finanziamento ottenuto dai fondi ex tabella H,  possono
  essere  comunque presentati, diversamente noi avremmo la difficoltà
  di un ente che nell'incertezza anche di potere accedere ai fondi ex
  tabella H, nel frattempo, non potrebbe partecipare, per esempio, ad
  altri avvisi pubblici, ancorché riguardanti attività previste dallo
  Statuto, per esempio svolte dall'Assessorato ai beni culturali o da
  altri assessorati.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione,  Stiamo   parlando   degli
  interventi per il contributo?

   LUPO. No, stiamo parlando della possibilità che un ente che per le
  attività  generali  previste  dallo Statuto  presenta  l'avviso  ex
  tabella  H  per  le attività ordinarie, se poi, per esempio,  viene
  emesso  dalla Regione o da altri enti un altro avviso per  progetti
  specifici che esulano dalle attività ordinarie, ha diritto comunque
  di  partecipare, solo questo, quindi, precisiamo che se  si  tratta
  delle medesime attività non può accedere ad altri finanziamenti, se
  si  tratta di progetti aggiuntivi, diversi, per attività che  nulla
  hanno a che vedere con l'attività ordinaria dell'ente hanno diritto
  di partecipare, solo questo.

   PRESIDENTE.  E,  allora, il parere del Governo sul  subemendamento
  23.5.1?

   CROCETTA, presidente della Regione, Favorevole.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione  pongo  in  votazione  il  subemendamento  23.5.1   che
  sostituisce il 23.5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 23.4 è precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 23. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                             «Articolo 24
           Disposizioni in materia di personale dell'Ufficio
                         legislativo e legale
                    della Presidenza della Regione

   1.  Al  comma  12 dell'articolo 26 della legge regionale  16
  aprile  2003,  n.  4,  dopo le parole   Presso  l'Assessorato
  regionale  del  bilancio e delle finanze   sono  aggiunte  le
  seguenti:  e, per il solo esercizio finanziario 2016,  presso
  l'Ufficio   legislativo  e  legale  della  Presidenza   della
  Regione , e dopo la parola  unità  sono aggiunte le seguenti:
   per ufficio .

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1, è data priorità  ai
  lavoratori delle ex province forniti di idonei titoli.

   3  Agli  oneri  di  cui  al  comma 1,  quantificati  in  225
  migliaia  di  euro per l'esercizio finanziario  2016,  si  fa
  fronte  mediante  riduzione di pari importo, per  l'esercizio
  finanziario  medesimo, dell'autorizzazione di  spesa  di  cui
  all'articolo  16,  comma 2, della legge  regionale  7  maggio
  2015, n. 9».

   Sono  stati  presentati tutti emendamenti soppressivi.  Sono
  tutti ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 24. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             «Articolo 25
              Commissione per l'emersione del lavoro nero

   1.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'allegato  4  della
  legge regionale 17 marzo 2016, n. 4, Missione 1, Programma 2,
  capitolo  104537, è incrementata di 30 migliaia di  euro  per
  l'esercizio finanziario 2016.

   2.   Agli  oneri  di  cui  al  comma  1  si  provvede,   per
  l'esercizio finanziario medesimo, mediante riduzione di  pari
  importo  dell'autorizzazione di spesa di cui all'allegato  1,
  parte  A,  del comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale
  17  marzo 2016, n. 3, per le finalità dell'articolo  7  della
  legge regionale 25 novembre 2002, n. 20 (capitolo 373312)».

   Gli  emendamenti  soppressivi sono ritirati. L'Assemblea  ne
  prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 25. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 26 è quello finale.
   Allora,  onorevoli  colleghi,  seguitemi  un  momento:  sono
  arrivati   diversi   colleghi  evidenziando   l'esigenza   di
  aggiungere  ulteriori emendamenti, a parte  quelli  che  sono
  stati  già  esitati dalle Commissioni. Gli  emendamenti   che
  sono  stati esitati dalle Commissioni di merito per  me  sono
  tutti  ammessi,  però, nulla osta, se c'è una  convergenza  -
  alcuni  sono  stati  presentati  con  le  firme  di  tutti  i
  Capigruppo - di fare una valutazione, sul momento,  comunque,
  io  ho  ammesso come aggiuntivi quelli che sono passati dalle
  Commissioni.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi, con riferimento al tema posto  da  ultimo  dal
  Presidente   dell'Assemblea,   vorrei   sottoporre   all'attenzione
  dell'Aula,  ma soprattutto del Governo, due temi che  ritengo,  per
  ragioni  diverse,  essere  di straordinaria  rilevanza  politica  e
  sociale.
   La prima questione è quella relativa al finanziamento delle scuole
  dell'infanzia.  Non mi era mai capitato, devo dire,  di  vedere  un
  Presidente  della Regione che firma una petizione.  Io  accolgo  la
  firma  di quella petizione sui fondi alle scuole per l'infanzia  da
  parte  del  Presidente  della Regione come  un  patto  siglato  dal
  Presidente  della  Regione con le scuole  dell'infanzia  e  siccome
  pacta  sun serranda, caro presidente Crocetta, auspico che dopo  la
  firma delle petizioni, dopo l'intervento in Aula del capogruppo del
  PD, dopo l'intervento voluto, forte e convinto del Presidente della
  Commissione  Bilancio, non si trasformi tutto in  fuffa   perché  è
  arrivato  il  momento che ciascuno di voi ci metta  la  faccia  per
  spiegarci se c'è la volontà di risolvere il problema, come in tutti
  i  modi  in  Commissione Bilancio ha cercato di fare il  presidente
  Vinciullo, oppure no.
   L'assessore per l'economia che questa sera non c'è, ieri  sera  ci
  ha spiegato che ci sarebbe un assestamento di bilancio che verrebbe
  in Giunta il 17 maggio, e che in quel caso si potrebbero trovare  i
  tre milioni.
   Io  desidero sapere, ora, dal Presidente della Regione, perché per
  me  conta quello che dice il Presidente della Regione fino a  prova
  contraria e spero di non essere mai deluso in questo, se quello che
  dice  il Presidente della Regione è un impegno del Presidente della
  Regione  e, allora, trovate i fondi che ci sono e dopodiché votiamo
  questa  sera,  o  al  massimo  domani,  secondo  quella  che  è  la
  tempistica    dettata    dalla   Presidenza   dell'Assemblea,    il
  finanziamento delle scuole paritarie e delle scuole dell'infanzia.
   Poi, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, signori
  capigruppo  e  Governo,  ha firmato un emendamento  che,  in  buona
  sostanza - io lo firmo anche se non ho potuto partecipare a  quella
  Conferenza e non c'è la mia firma, e tuttavia presidente  Ardizzone
  è  come  se fosse firmato pure da me - impone a quest'Aula, fino  a
  quando  dovesse  esistere la politica, di  recepire  totalmente  la
  legge Delrio sui liberi consorzi e sulle città metropolitane.
   Allora,  io  l'ultima  volta  che si è votato,  avendo  riproposto
  all'Aula  la  stessa  norma  che era stata  impugnata  dal  Governo
  nazionale, mi sono rifiutato di votare non volendo fare  la  figura
  di  quello  che  non  capiva che stavamo  votando  una  norma  che,
  certamente,  sarebbe  stata nuovamente  impugnata.  È  accaduto  in
  maniera assolutamente ovvia, io non ho votato, me ne sono andato in
  polemica con questo modo di operare.
   Io  chiedo  al presidente Crocetta che ci indichi anche su  questo
  punto  la  strada.  Se il Governo ha deciso di  resistere  al  tema
  politico  del recepimento della Delrio non volendo che  il  sindaco
  della città metropolitana sia il sindaco della città capoluogo,  il
  Presidente  della Regione ha il dovere di indicarci la via  dicendo
  che resisterà a quella impostazione del Governo nazionale ed a quel
  punto  il  Parlamento, sono convinto che sosterrà la posizione  del
  Governo, ma il Governo non può delegare al Parlamento il fuoco  che
  non  vuole  prendere con le sue mani perché io rebus sic  stantibus
  non  voterò  alcuna legge diversa rispetto a quella che  c'è  stata
  rispedita per la terza volta dal Governo nazionale e, quindi, delle
  due  l'una, o si intraprende un'iniziativa politica forte che segni
  una rottura rispetto al diktat di Roma oppure io voto la Delrio.
   Non  possiamo continuare con soluzioni pasticciate, con  soluzioni
  di corridoio che non mi vedranno mai d'accordo perché quando assumo
  una  posizione politica ci metto la faccia e lo farò fino a  quando
  gli elettori mi terranno in quest'Aula.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.    Signor    Presidente,   onorevoli    colleghi,    le
  argomentazioni  che sono state poc'anzi, illustrate  dall'onorevole
  Cordaro mi pongono una domanda che pongo a lei, Presidente,  quando
  avrà finito di lavorare con l'onorevole Raia.
   Al  di  là  del fatto che lei può decidere e noi saremo osservanti
  delle  sue decisioni, di fare Aula stasera, domani mattina,  domani
  pomeriggio, ed è giusto che lei organizzi i lavori parlamentari nel
  modo che ritiene più opportuno.
   Il  dubbio che ho, però, rispetto al suo ragionamento, Presidente,
  è quello di trattare domani una norma, che è quella che riguarda il
  recepimento  della  Delrio  o  meno, e  sarà  decisione  di  questo
  Parlamento stabilire quale norma o quale metodo si sceglierà.
   Dopodiché, lei ha aggiunto e, quindi, stiamo parlando di  un  tema
  per il quale c'è potenzialmente anche  un conflitto Regione-Governo
  nazionale davanti la Corte costituzionale.
   Dall'altro ha aggiunto un elemento che riguarda la conduzione  dei
  lavori.  Una  serie di emendamenti, alcuni approvati in Commissione
  altri  non approvati, e mutuando e virgolettando, estrapolando  una
  parte del suo intervento lei dice  vediamo l'andazzo dei lavori .
   Signor   Presidente,  sono  preoccupato  perché  mettiamo  insieme
  un'Aula,  non  per non lavorare, mi consenta questa considerazione,
  ma  perché riteneva domani di potersi trovare nei territori per  la
  presentazione  delle  liste  visto  che  è  il  primo  giorno   dal
  trentesimo al venticinquesimo.
   Ma  ci sta bene domani mattina, pomeriggio, quando lei deciderà di
  tenere seduta e ce lo comunicherà, noi saremo qua.
   Mi  preoccupa, signor Presidente, affrontare domani mattina, o nel
  pomeriggio  quando lei vorrà, una questione così  delicata  che  ha
  visto  questo  Parlamento  ormai da  due  anni  confrontarsi  sulla
  riforma  delle province, sulla coincidenza del sindaco della  città
  capoluogo  con  il sindaco della città metropolitana.  Modalità  di
  votazioni e tutto ciò che domani potrebbe accadere in questa  Aula.
  Sommato  pure  ad un clima che secondo me non aiuta le  scelte  più
  ponderate.  Aggiungendo  una  cosa  -  lo  dico  questa  volta   ai
  Capigruppo  della  maggioranza ed a tutti i  Capigruppo  -  si  può
  assumere  una  decisione  che - io ricordo  l'emendamento  a  firma
  Anselmo,  Panepinto  che non è passato per due voti,  in  votazione
  segreta - riproponeva che il sindaco della città capoluogo in prima
  applicazione   della   legge   fosse   il   sindaco   della   città
  metropolitana.
   Io  credo che sia anche necessario un momento di confronto  tra  i
  Capigruppo di maggioranza i Capigruppo di minoranza.
   Provare  ad  azzardare  un tema che ci ha  visto  in  questa  Aula
  proporci e riproporci in più leggi, dalla 15 a scendere, del  2015,
  francamente,  mi  lascia  perplesso perché,  poi,  nell'immaginario
  collettivo  riusciamo, comunque, a creare sempre  delle  situazioni
  che  non reggono e che vengono o impugnate oppure diventano oggetto
  di discussione infinita per l'applicazione.
   Per cui, Presidente, il mio intervento non vuole assumere toni  né
  che  la  convincano né che cambino la sua idea, ma immaginare  che,
  domani, si possa trattare tutto ed il contrario di tutto, mi sembra
  un  grande azzardo che può fare danno solo alla qualità delle norme
  che  ci  accingiamo  ad approvare, prima fra  tutte  quella  che  è
  diventata,  grazie alla decisione della Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, una norma aggiuntiva a questo testo  che,
  ormai, contiene di tutto e di più

   CROCETTA, presidente della Regione Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione Signor Presidente, considerata
  l'ora  e  considerato anche il buon andamento  dei  lavori  d'Aula,
  questa  sera,  eccetto alcune valutazioni, diciamo  più  politiche,
  sull'articolo  21  perché,  involontariamente,  credo  che  si  sia
  consegnata  ai  privati la presidenza di un ente pubblico,  laddove
  esistono, poi, nelle ASI anche conflitti con i privati.
   Io spero che, prima o poi, questa considerazione questo Parlamento
  la  faccia, perché le conseguenze sono quelle, cioè, invece di dare
  la leadership alla gestione pubblica, la si è data a organizzazioni
  private  Facciamolo un chiarimento su queste cose.
   Per  quel  che mi riguarda, sono disponibile anche ad un confronto
  su  questi  temi. Io debbo dire che condivido l'impostazione  delle
  questioni sollevate dall'onorevole Cordaro a proposito della scuola
  per  l'infanzia,  della scuola materna fra l'altro condivise  nella
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché  avevamo
  fatto   dei  passaggi  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  in  cui  ci  impegnavamo.  Fra  l'altro,  in   quella
  circostanza,  non  solo  io  ma anche  l'assessore  Baccei  si  era
  pronunciato  favorevolmente  a condizione  che  non  diventasse  la
  chiave  per  aprire  ad una revisione generalizzata  del  bilancio,
  perché sarebbe grave
   Però, c'è un problema, per cui domani mi raccorderò col presidente
  della   Commissione  Bilancio,  onorevole  Vinciullo,  per  trovare
  insieme la copertura finanziaria  che vedrà, quasi certamente nelle
  ipotesi che ci siamo dati, il parere favorevole del Governo.
   Per  quanto riguarda la seconda questione, la questione quella dei
  sindaci metropolitani, il Governo ha presentato per ben tre  volte,
  com'è  noto,  la  proposta  della  coincidenza.  L'Aula  ha  deciso
  diversamente.  Per  noi,  le leggi che approva  l'Aula  sono  leggi
  operative ed efficaci.
   Il  conflitto  costituzionale, su questa legge, è ridotto  solo  a
  questo  piccolo emendamento perché, col Governo nazionale,  abbiamo
  fatto   Quindi,  non  la vedrei né in termini di  persecuzione,  né
  niente.  C'è  una  differenza  di  punti  di  vista  attorno   all'
  interpretazione sulla Costituzione. C'è una proposta  che  è  stata
  emendata dai diversi Gruppi, che propongono la coincidenza.  Io  mi
  auguro  che tale norma venga approvata, però, è chiaro che, se  non
  dovesse   venire   approvata   io  sono,   dal   punto   di   vista
  amministrativo, custode e garante delle leggi che vengono approvate
  dal   Parlamento   e,  quindi  ,debbo  difendere  l'Autonomia   del
  Parlamento  e  le  leggi  che saranno  approvate,  in  un  senso  o
  nell'altro.
   Fra  l'altro,  dopo  le  elezioni  amministrative,  prevediamo  di
  convocare  le  date per quanto riguarda le elezioni dei  presidenti
  dei   liberi  consorzi.  Ovviamente,  se  l'ipotesi  di   conflitto
  costituzionale  è  sparita,  non convocheremo  le  elezioni  per  i
  sindaci metropolitani. Però, se il Parlamento dovesse persistere in
  quella  decisione,  abbiamo il dovere  di  convocare  anche  per  i
  sindaci  metropolitani  tali elezioni  e  difendere,  anche  -  già
  abbiamo dato, tra l'altro, mandato all'ufficio legislativo e legale
  di  verificare  la  portata delle questioni costituzionali  che  si
  pongono,  perché  è  chiaro che, in ogni  caso,  ho  il  dovere  di
  tutelare le vostre leggi.

   PRESIDENTE.  Allora, un attimo di attenzione. Noi  ringraziamo  il
  Governatore  che intende tutelare le leggi che esita il Parlamento,
  però,  dobbiamo,  purtroppo,  constatare  che  questa  è  la  terza
  impugnativa  e che sulle precedenti due non c'è alcuna costituzione
  in giudizio.
   Peraltro, dobbiamo constatare, in riferimento alla Delrio, che  la
  Delrio,  la  legge n. 56 del 2014 non è stata mai  impugnata  dalla
  Regione  siciliana  a  tutela  e  difesa  dell'autonomia.  E  tutti
  sappiamo  che  al  comma  5,  perché  tutte  da  la  discendono  le
  impugnative, indipendentemente dai punti di vista, la 56  del  2014
  non è stata mai impugnata

   FORMICA. Ne discutiamo domani.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, la prego, onorevole Formica non sto
  discutendo nel merito

   FORMICA. E allora?

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, intanto la prego di ascoltare  così
  come ha ascoltato il Presidente della Regione.

   FORMICA. E ascoltiamo

   PRESIDENTE.  Il Presidente della Regione, a furia di ripetere  non
  il Presidente della Regione ma probabilmente, per carità, ma ripeto
  non  è  riferito  al Presidente della Regione, ci si  convince  che
  alcune cose siano andare in un certo modo.
   Il  Governo regionale non ha mai presentato una norma che  preveda
  la  coincidenza  tra  il  sindaco della Città  metropolitana  e  il
  sindaco  del  Comune  capoluogo,  tant'è  che  ringrazio  tutti   i
  Capigruppo  che  prima  -  ricordava bene -  l'onorevole  Panepinto
  insieme all'onorevole Anselmo, hanno presentato questo emendamento;
  quello  è l'emendamento bocciato, l'emendamento di partito,  ma  il
  Governo non ha mai parlato di alcuna coincidenza.
   Con  l'ultima  legge,  e  su  questo  mi  può  seguire  meglio  il
  presidente  della  I Commissione, Salvatore Cascio,  che  ringrazio
  perché  almeno c'è un'affinità, non tanto possiamo essere d'accordo
  o favorevoli, ma sul piano giuridico, sul percorso.
   Con  l'ultima legge si è aggravato il procedimento.  Perché  si  è
  aggravato il procedimento? Perché noi abbiamo in parte recepito  la
  Delrio laddove prevediamo che il Consiglio metropolitano si rinnova
  ogni   qualvolta  si  rinnova  il  Consiglio  comunale  del  Comune
  capoluogo;  sta a significare che se nel mese di settembre  dovesse
  essere eletto il sindaco di Blufi, faccio l'esempio di Palermo, uno
  dei  più  piccoli  comuni  della Sicilia,  il  sindaco  del  Comune
  capoluogo che verrà eletto successivamente dal 2017 rischia di  non
  fare parte neanche del Consiglio metropolitano.
   Questo è l'esito di quella legge, in termine di diritto.

   MUSUMECI. E' una legge del Parlamento

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, precisiamo, siccome si è parlato e
  si sono dette alcune cose

   FORMICA. Poi la discutiamo

   PRESIDENTE. Onorevole Formica

   FORMICA.  Lei  non può interferire con la volontà. Lei  parla  per
  noi  Lasci parlare pure noi

   PRESIDENTE. Come non posso intervenire? Questo è il punto di vista
  della  Presidenza  che si è fatta interprete della  Conferenza  dei
  Capigruppo. Lei vuole dire quello che deve fare questa Presidenza?
   Ai  fini  della razionalità della legge, lei vuole  dire   Voti  a
  scrutinio  segreto e la boccia, faccia quello che vuole  Lei  viene
  domani e la boccia.
   La  Presidenza si è fatta carico, nell'omissione del  Governo,  lo
  ribadisco, che non ha impugnato la normativa, di razionalizzare  il
  procedimento per cui noi ritorniamo in Aula.
   Si  può  bocciare, si può approvare, ma c'è una terza  indicazione
  che  arriva  dal Governo nazionale che non ha impugnato  la  legge,
  onorevole  Formica,  ha  detto  che non  vengono  meno  le  ragioni
  dell'impugnativa precedente. Questo è diritto

   MUSUMECI. E' lì l'oltraggio

   FORMICA. O è ricatto

   MUSUMECI. È competenza nostra

   PRESIDENTE. Questo appartiene alla sfera politica.
   Quindi,  la  seduta  sarà rinviata a domani. L'Aula  è  sovrana  e
  siccome abbiamo una terza nota da parte del Sottosegretario Bressa,
  l'Aula quello che ritiene opportuno fare, farà.
   La  seduta  sarà rinviata a domani, precisando che gli emendamenti
  aggiuntivi  sono, così come stabilito in Conferenza dei Capigruppo,
  seguite  attentamente  altrimenti  domani  dite  quali  erano   gli
  emendamenti aggiuntivi.
   Quelli   che   sono  stati  ammessi  dalla  Conferenza   -   segua
  attentamente  sennò  lei,  poi,  domani  dice   quali   erano   gli
  emendamenti  aggiuntivi   - quelli che  sono  stati  ammessi  dalla
  Conferenza dei Capigruppo, mi riferisco alla questione delle scuole
  paritarie. Io credo che domani avrà qualcosa da dirci su questo  il
  Presidente della II Commissione che ha avuto un'interlocuzione  con
  l'assessore  Baccei,  in  ordine alla copertura  finanziaria,  alla
  questione  dell'assestamento  di  bilancio  perché  abbiamo   avuto
  sollecitazione  da  ogni  parte, compreso il  Presidente  Crocetta,
  sull'urgenza.
   Quelli   sul  procedimento  amministrativo,  seguitemi,   che   ha
  insistito  con  forza il Presidente Crocetta di  portarli  in  Aula
  estrapolandolo dalla legge di carattere generale, su questa già  si
  è  espressa  la  Commissione  di  merito,  su  qualcuno  di  questi
  emendamenti il parere è negativo, ma ciò non significa  che  l'Aula
  non si possa esprimere.
   L'altro  emendamento  è  quello che riguarda  la  questione  delle
  province.
   Ne   abbiamo  altri  due.  Abbiamo  gli  appalti  che  sono  stati
  sollecitati  in  Commissione, sono passati  dalla  IV  Commissione.
  Ringrazio  l'onorevole Maggio che stamattina si è  fatta  carico  e
  interprete delle esigenze espresse dal Governo, altro che  rinviare
  a martedì
   L'altro  è  l'emendamento, passato dalla III  Commissione,  46  R.
  L'altro  è  A  82 a firma Marziano che mi conferma che sia  passato
  dalle Commissioni.
   Preciso quello che ho voluto dire, onorevole Panepinto mi dispiace
  che  sia  stato lei a volere quasi ingenerare che questa Presidenza
  chissà quale discrezionalità aveva su queste cose.
   Vi  sono  degli  altri  emendamenti che  non  sono  passati  dalle
  Commissioni  di  merito. Uno presentato dall'onorevole  Sanmartino,
  primo  firmatario, che porta la firma di gran parte dei capigruppo,
  ma  -  ripeto  - non sono passati dalle Commissioni di  merito.  Un
  altro che è circuitato, ce n'è qualche altro.
   Se  domani c'è una condivisione li possiamo pure approvare, se non
  ho  condivisione sul percorso è chiaro che ammetterò alla votazione
  solo  gli emendamenti che sono passati dalla Commissione di merito.
  per questo l'Aula è rinviata alle ore 10.00.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, io chiedo al Presidente  Crocetta  un
  attimo di aspettare.
   Mi  è stata posta questa sera dai lavoratori della Seus del 118 la
  grande   difficoltà  che  stanno  vivendo  in  queste  ore,  perché
  sembrerebbe  che l'Assessorato dell'economia e l'Assessorato  della
  salute non abbiano firmato il rinnovo del contratto.
   Ieri  lei  era  in una trasmissione e si parlava di  sanità  e  si
  parlava di prevenzione e si parlava di una buona sanità. Io le dico
  signor Presidente, e assuma lei e verifichi le ragioni per le quali
  questo  contratto non viene firmato perché mi sembra che  ci  siano
  delle scuse perché vengono posti e chiesti dei quesiti ed io vorrei
  chiedere al Direttore generale dell'Assessorato dell'economia se le
  ha  chieste anche alle altre partecipate, quesiti pare di raffronto
  con le onlus a cui sicuramente il 118 non potrà rispondere.
   Ci  saranno lavoratori che restano in mezzo alla strada, ma non  è
  questo; ci sarà la rete dell'emergenza-urgenza che sarà paralizzata
  e non è un problema da poco.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, io ho presentato un emendamento
  relativo  al  trasporto  alunni che è stato  esitato  positivamente
  dalla  Commissione di merito; io desidero sapere le ragioni per  le
  quali non è stato ammesso e non rientra fra gli emendamenti che lei
  ha testé enunciato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  giovedì  5 maggio 2016, alle ore 10.00, con il seguente ordine  del
  giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
            personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
            Disposizioni stralciate/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

        2)  -  Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -   Modifica di norme in materia di elezione del sindaco  e del
            consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
            1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Panepinto

        4)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
            amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
            854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 20.54.

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio