Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.00
CORDARO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 3036
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta n. 314 del 28 aprile 2016
della V Commissione legislativa permanente si è svolta
l'interrogazione n. 3036, a firma dell'onorevolele Picciolo ed
altri, e che l'onorevole Greco Marcello, cofirmatario del suddetto
atto ispettivo, si è dichiarato soddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ogni
promozione che lei fa è chiaro che lo debba annunciare all'Aula e,
quindi, debbo fare gli auguri all'onorevole Cordaro per questa
promozione che ha avuto testé.
Il guaio è questo, caro onorevole Cordaro, che ne paghiamo cinque
e questi cinque non fanno il proprio dovere Quindi, io non posso
farci niente e ho promesso al Presidente che fino a quando non
metterà mano ai famosi ordini del giorno che io ho presentato in
questa Assemblea in occasione della presentazione del Bilancio
interno dell'Assemblea, io farò puntualmente il mio intervento. A
lei da un orecchio le entra e dall'altro le esce
Io penso che qualcuno farà giustizia su questo perché, Presidente,
è una cosa attuale di apprezzare l'ordine del giorno riguardante il
privilegio dell'assenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dei
componenti del Consiglio di Presidenza, di tutti i Presidenti di
Commissione, quando ci vorrà mettere mano lei farà figura in quel
momento. Come pure le debbo dire che un altro ordine del giorno che
ho presentato, che è quello dell'abolizione del budget di tutto il
Consiglio di Presidenza, compreso il suo, quanto prima sarà di
attualità e io la invito, Presidente, a veramente mettere mano su
questi ordini del giorno; più tempo passa peggio è per
quest'Assemblea
LO GIUDICE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda onorevole
Greco io sono presente qui ogni seduta, sono seduto sempre nello
stesso posto, il problema è che anch'io, a volte, come lei come gli
altri colleghi - come vede l'Aula è vuota - arrivo quei cinque
minuti di ritardo, siccome il Presidente vuole accelerare...
GRECO GIOVANNI. Impari a venire cinque minuti prima
LO GIUDICE. Fermo restando, caro deputato, che il lavoro del
Deputato segretario non si esaurisce con la lettura del verbale qui
in Aula
GRECO GIOVANNI. Che fa?
LO GIUDICE. Ci sono tante altre cose che facciamo; lei, magari,
non se ne accorge, ma ci sono tante altre cose che facciamo ...
GRECO GIOVANNI. Ci informi su quello che fa.
LO GIUDICE. Cosa faccio? Lei, visto che sa tutto ,si informi e
veda quali sono i compiti e il ruolo del Deputato segretario e
guardiamo alle cose concrete, ci sono tante cose da fare. Il
problema della Sicilia non è il Deputato segretario che non è
presente in Aula, parliamo di altro, non perdiamo tempo qui in Aula
a parlare, a fare queste segnalazioni che tolgono tempo alle cose
importanti, onorevole Greco
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che
dobbiamo cercare di non delegittimarci a vicenda perché facciamo
solamente danni.
Signor Presidente, intervengo perché ci tenevo ad esprimere la mia
soddisfazione nei confronti di un atto che ho appena visto, è stato
fatto da parte dell'assessore Croce, e comunque già stamattina
avevo avuto prontezza relativa ad una questione che riguarda il mio
territorio, Scicli, una discarica che si stava facendo senza le
giuste autorizzazioni. Io avevo chiesto la revoca e già stamattina
ho avuto modo di apprendere che si andava verso le procedure di
revoca.
L'Assessore non è presente, è presente l'Assessore per gli enti
locali che ringrazio, ma la prego di trasmettere all'assessore
Croce soddisfazione, compiacimento, e così anche all'assessore
all'energia Vania Contrafatto con cui c'è stata ieri una riunione,
un incontro, proprio per definire questa vicenda e chiuderla. Io
ritengo che quando il Governo, ci lamentiamo sempre, motivi di
lamentele non ne mancano, ma quando il Governo interviene e riesce
poi a portare a termine anche con atti cose importanti abbiamo il
dovere di riconoscerlo.
PRESIDENTE. Chiedo agli assistenti di sollecitare il
vicepresidente della Regione, l'Assessore Lo Bello, che era in
questo Palazzo, ad essere presente a rappresentare il Governo.
VULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno, mentre ero
seduto vicino all'onorevole Panarello e all'onorevole Cirone,
diceva: ma di che cosa stiamo parlando . Risposta dell'onorevole
Panarello: A ruota libera . Dato che siamo a ruota libera, io mi
sento di dire due cose. Presidente.
La prima di queste due cose: io vorrei capire quando i deputati
fanno delle interrogazioni, perché non si stabilisce dentro
quest'Aula quello che avviene in quasi tutti i Parlamenti del
mondo, il question time. Perché, vede, Presidente Ardizzone noi
come classe politica negli ultimi tempi riusciamo a bisticciarci e
molte volte anche a non farci comprendere un po' da tutte le
categorie. Mi fa piacere che è entrato in Aula l'onorevole Alloro
che conosce un po' la materia.
Nell'Irsap di Catania, nella fattispecie l'ex zona industriale
ASI, le domande per accedere ai terreni della zona industriale
dell'ASI, le aziende fanno richiesta, dopo questa richiesta si
riunisce una commissione, dopodiché che si riunisce questa
commissione stabilisce se all'azienda A, B, o C bisogna dare il
terreno per costruire naturalmente un capannone per fare poi
un'attività industriale.
Dal 2013, Presidente Ardizzone, questa commissione non si è più
riunita e dal 2013 giacciono negli uffici di Pantano d'Arci dove
c'è l'ex ASI, oggi IRSAP, decine di domande.
Questo comporta una serie di danni. Primo che la Regione non
incassa dei soldi per la vendita di questi terreni; secondo che gli
imprenditori che vogliono costruire e di conseguenza si mette in
moto una macchina virtuosa, cioè quella della costruzione di
capannoni per poi avviare un'attività si trovano fermi.
Allora, io vorrei capire, Presidente Ardizzone, se le
interrogazioni che noi molte volte facciamo ai vari assessori,
quanto tempo dobbiamo aspettare affinché abbiamo delle risposte?
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io ruberò un minuto di attenzione
all'Aula, ma mi rivolgo soprattutto agli uffici, Segretario
Generale, perché sono stato in contatto negli ultimi giorni con
alcuni testimoni di giustizia, i quali mi hanno chiamato per
rappresentarmi un tema che vorrei fosse sciolto, visto che siamo
ancora nel corso della trattazione di questo di legge stralcio, che
vorrei fosse sciolto appunto nel corso di questa trattazione.
Mi riferisco all'articolo 4, che noi abbiamo già approvato, che
riguarda proprio i testimoni di giustizia, perché mi si dice della
necessità di sganciare questo articolo dall'articolo 1, comma 1,
della legge 6 del 2005, perché senza questo passaggio normativo in
buona sostanza questi soggetti potrebbero essere avviati
esclusivamente presso le pubbliche amministrazioni in Sicilia, e
quindi con un ulteriore nocumento per quelle ragioni di sicurezza
che pure avevamo apprezzato con la Commissione Antimafia, e non
nell'intero territorio nazionale, né nelle sedi di rappresentanza.
Allora, se possiamo fare questa valutazione e poi la Presidenza,
con il tempo necessario, ovviamente, può rispondermi perché se
dovesse essere così probabilmente sarebbe necessaria una
rivisitazione della norma.
PRESIDENTE. Prestiamo attenzione a quello che ha detto l'onorevole
Cordaro, e lo ringrazio, perché comunque fa parte del verbale. C'è
una sollecitazione in tal senso per fare chiarezza. Quindi, magari
prima dell'approvazione definitiva, anche ai sensi del 117, vediamo
se non ci convince la norma di prestare la dovuta e necessaria
correzione.
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io intervengo per due ordini di
motivi. Innanzitutto, noi abbiamo approvato l'articolo 15, vorrei
se possibile che gli uffici prestino attenzione alla formulazione
di quell'articolo 15, perché anche attraverso audizioni in
Commissione ci siamo resi conto che potrebbero esserci dei problemi
di applicazione, ma anche di legittimità, così come è formulato.
Sto dicendo solo di prestare attenzione eventualmente se con il
117 si dovesse formulare qualcosa. Perché lì succede che di fatto
c'è un tetto massimo, che è quello dei direttori generali, poi ci
sono dirigenti che in questo modo non hanno una diversificazione
rispetto. Questo è il primo punto.
Il secondo punto, con la presenza dell'assessore agli enti locali
noi abbiamo approvato una norma che per alcuni Comuni crea dei
problemi. Abbiamo detto che entro il 30 giugno 2016 deve essere
fatto il piano triennale delle assunzioni e qualsiasi risparmio
viene fatto sul fondo del personale deve essere tutto attribuito ai
precari altrimenti avviene una penalizzazione nel 2017 del 50
percento.
Io credo, ieri è stato posto lo stesso problema, che dal momento
che viene modificata la circolare c'è un problema di
interpretazione, perché in alcuni Comuni medio alti, dove ci sono i
dirigenti, se non vengono coperti i posti dei dirigenti i Comuni
non possono funzionare.
Quindi, io credo che questo vada chiarito da parte
dell'assessorato enti locali, facendo sì che le somme per ricoprire
i posti dei dirigenti, senza i quali non può funzionare l'ente
locale, possa essere in deroga a quanto prescritto, così in
generale, dall'articolo di legge.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Sorbello, Trizzino e Siragusa.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sia l'onorevole Cordaro che l'onorevole
Laccoto, e lo hanno fatto in tempo, hanno posto delle tematiche,
delle questioni.
grammatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità re-
gionale'. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di stabilità
regionale. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2016. Legge di
stabilità regionale. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni
stralciate/A) .
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo all'Aula che sono da approvare gli articoli 7 e 9 e poi
dal 19 al 25, a parte gli emendamenti aggiuntivi. Compreso
l'emendamento aggiuntivo appena presentato dalla IV Commissione che
riguarda la legge sugli appalti. Così come siamo rimasti ieri in
Conferenza dei Capigruppo è pervenuto con il relativo parere.
Si riprende l'esame dell'articolo 7, in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 7.1, dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Prevede la soppressione dei commi 3 e 4.
Il parere del Governo?
VERMIGLIO, Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 7.1 presentato dall'onorevole Vinciullo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, non mi ha chiesto se ritiravo o
no l'emendamento.
PRESIDENTE. No, lei già lo aveva ritirato ieri. Siamo ripartiti
dall'emendamento 7.1 perché erano ritirati da ieri.
Gli emendamenti 7.10, 7.5, 7.6, 7.12 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 7.7, a firma dell'onorevole Giovanni
Greco. L'emendamento prevede la soppressione del comma 5.
Lo mantiene o lo ritira?
GRECO GIOVANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sull'articolo 9 la volta precedente c'è stato un mio intervento non
tanto finalizzato ad individuare modifiche su persone o quant'altro
all'articolo 9, che mi trova abbondantemente d'accordo, quanto
piuttosto sul suo sistema attuativo. Sistema attuativo che oggi mi
sembra quanto meno incerto nel futuro.
Io avevo chiesto la presenza dell'assessore alle Attività
produttive, assessore Lo Bello, che oggi, purtroppo, non vedo in
Aula. Non so se verrà nel prosieguo della seduta o meno.
Ritengo importante che il Governo dia delle indicazioni su chi
dovrà andare a gestire - colleghi, vi prego, è un fatto importante
su cui vi prego di prestare la giusta attenzione.
L'articolo 9, nel complesso delle norme finanziarie adottate da
questa Regione, è uno dei pochissimi, per non dire l'unico
articolo, che individua possibilità di sviluppo per la Sicilia con
la creazione di start up, qua si dice, innovative destinando poi,
alla fine, una cospicua somma a valere sul PO FERS Obiettivo
tematico 1 e Obiettivo tematico 3 , oltre all'individuazione di
altre risorse provenienti dalla programmazione europea.
Qua si sta ponendo il grosso, enorme, gigantesco problema del come
dare concreta attuazione a questo articolo.
In particolare, fino a ieri, esisteva in Sicilia una società
chiamata Sviluppo Italia-Sicilia - acquisita dalla Regione nel
2007, se ricordo bene, per l'importo appena di 10 milioni di euro -
società in house che, oggi corre il rischio di essere dismessa ed i
cui dipendenti andrebbero a confluire nella SAS, disperdendo un
patrimoni di conoscenze, di impegno e di risultati, che mi dicono
essere molto modesti ma che in realtà, dai dati che mi hanno appena
appena ora forniti, nel solo 2015 hanno portato alla creazione, se
ricordo bene, di oltre cinquecento imprese solo ed esclusivamente
per la legge 185/2000, cioè autoimpiego e misure di lavoro
autonome.
Oltre a considerare il bando per l'imprenditoria giovanile, che ha
portato alla creazione di centoventi imprese finanziate, e a
cinquantacinque imprese finanziate per il cosiddetto imprese di
qualità .
Ora, io volevo chiedere all'assessore Lo Bello e all'assessore
all'Economia se questi dati che mi sono stati forniti sono aderenti
alla realtà, in primis, e in secundis, sulla scorta di quale
ipotesi stiano pensando di dismettere la società Sviluppo
Sicilia . E non solo, perché pensano di dismetterla, ma con che
cosa intendono sostituirla?
Perché noi, ritorno a dire, possiamo fare tutte le norme di legge
volte allo sviluppo, ma se poi queste norme non trovano concreta
applicazione con un settore dell'amministrazione regionale che ne
curi l'attuazione, rinvieremo fino alle calende greche la
possibilità di finanziare la imprese. Cosa che è successa anche nel
passato, con una serie di complicazioni burocratiche che hanno
disperso patrimoni, risorse e tempo.
Mi dicono che il solo capitolo dell'assistenza tecnica sui fondi
europei, vale diverse decine di milioni di euro, esattamente circa
centocinquanta milioni di euro. Parliamo di assistenza tecnica,
cioè i soldi che vanno a finire all'organismo, individuato dalla
Regione, per fare da incubatore di imprese e quant'altro.
La domanda che mi sento di porgere da questo scranno è: perché la
Sicilia, che ha una propria struttura organizzativa che sembra aver
funzionato, senta la necessità di sopprimere quella struttura e,
verosimilmente, distogliere queste risorse destinandole ad altri
organismi nazionali o internazionali a cui andrebbero , colleghi vi
prego, onorevole Savona, vi prego, seguite un attimino il filo del
discorso perché credo che sia importante. Sto dicendo una cosa
abbastanza grave, e la gravità del fatto consiste nel fatto che ci
sono in ballo 150 milioni di euro e oltre come fondi destinati
all'assistenza tecnica a valere sulla programmazione europea e qua
stiamo correndo il rischio di destinare questi 150 milioni a
società non siciliane abolendo, invece, e sacrificando una società
in house siciliana acquistata anni fa per 10 milioni di euro, che
mi si dice che non abbia prodotto risultati ma che invece i
risultati sembra averli prodotti.
Allora io chiedo al Governo, in particolare all'assessore Baccei,
in particolare all'assessore Lo Bello, di venire in Aula a dire a
quale società intendono affidare le assistenze tecniche e perché
intendono sopprimere, se già non lo abbiano fatto, Sviluppo Italia
Sicilia.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Malafarina,
sebbene sia stato poco ascoltato dall'Aula, è un intervento che di
fatto prende in esame una questione che da diversi giorni stiamo
cercando di poter trattare in Commissione Bilancio'.
All'ordine del giorno della Commissione Bilancio', e il
Presidente della Commissione può anche smentirmi, da diversi giorni
vi è la proposta di poter incontrare il Presidente della Regione
con l'assessore al bilancio e poter definire con chiarezza,
rispetto alle ipotesi di liquidare la società di Sviluppo Italia,
così come anche la struttura del Cerisdi, cosa si pensa di poter
attivare come procedure per garantire il personale, soprattutto per
le esperienze che questo personale ha maturato negli anni
nell'attività sia di Sviluppo Italia Sicilia, ma anche del Cerisdi.
Ora, in questo momento, leggo come l'articolo 9 del presente testo
di legge pone una questione che di fatto va ad essere risolta, nel
punto 4, con una ipotetica società regionale in house che dovrebbe
pensare alle iniziative volte alla promozione delle start up
affidate per il tramite dell'assessorato alle attività produttive.
Allora, io ritengo, signor Presidente, che una materia come questa
non si può trattare senza la presenza del Governo con la materia
competente incaricata, quindi abbiamo l'assenza del Presidente
della Regione - che sicuramente ha le sue buone ragioni - ma manca
l'assessore per l'economia, che è colui il quale che ha, con
attenzione, pensato a liquidare queste società che, secondo il
sottoscritto, non dovevano andare ad essere liquidate. Manca
l'assessore Lo Bello che è l'assessore per le attività produttive,
com'è che possiamo trattare noi l'articolo 9 che parla di start up,
che dà nuova competenza alle attività produttive e nello stesso
tempo dovrebbe poter risolvere un tema che riguarda le società
partecipate poste in liquidazione? Società partecipate poste in
liquidazione che ancora oggi la Commissione Bilancio' non riesce a
trattare e ad individuare quale percorso fornire a questo capitale
umano che, di fatto, questa società negli anni ha formato e, come
bene diceva l'onorevole Malafarina, hanno avuto un percorso che
l'amministrazione regionale negli anni ha di fatto sponsorizzato,
supportato e voluto, potenziando anche nelle proprie competenze.
E allora, questo articolo 9 è un articolo importantissimo per lo
sviluppo ed il rilancio delle categorie produttive siciliane, ma a
questo articolo 9 se non viene gestito direttamente
dall'Assessorato Attività produttive va dato lo strumento, la
cabina di regia che deve provvedere di fatto alla creazione,
all'animazione nel territorio di queste strutture che vanno a
nascere. Questa attività negli anni l'ha saputa svolgere Sviluppo
Italia seguendo il prestito d'onore, seguendo i contratti di
sviluppo.
Ed allora, ritengo che questo articolo 9 sia direttamente
collegato a Sviluppo Italia a meno che, leggendo la norma, ma il
Governo mi può meglio spiegare se si pensa di chiudere Sviluppo
Italia, liquidare Sviluppo Italia e creare una nuova società
regionale in house per rendere operativo l'articolo 9.
E allora, siccome c'è un po' di confusione e siccome ritengo che
l'attività della Commissione II Bilancio può essere superata da
un vero chiarimento che viene fatto in quest'Aula, è la volta buona
che il Governo direttamente in Aula possa dire qual è la soluzione
del personale delle società partecipate poste in liquidazione e
cosa si vuole fare per quanto riguarda le start-up e gli
acceleratori dello sviluppo locale.
Io ritengo che sia cosa buona e giusta rimettere in bonus Sviluppo
Italia e fare in modo che questo articolo 9 sia l'articolo proprio
che dà la forza, l'autonomia, la credibilità ad una struttura come
Sviluppo Italia di mettere in moto tutte le iniziative volte alla
promozione delle start-up ed agli incubatori come di fatto anche
agli acceleratori dello sviluppo locale.
Per fare questo ritengo che l'Assessorato delle Attività
produttive da solo non è nelle condizioni di poterlo realizzare,
sebbene l'assessore Lo Bello può bene spiegarci le ragioni di
questa norma, se a questa norma noi affianchiamo le realtà
esistenti probabilmente possiamo rendere questo articolo 9 non un
libro di sogni, non un'enunciazione di principi ma qualcosa che di
fatto può realmente attivare ed animare il territorio della nostra
regione.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, io assisto ad un dibattito
surreale. Durante la trattazione, Presidente Ardizzone,
dell'articolo che riguardava Riscossione Sicilia, da lei più volte
rinviato per evitare, in base ad emozioni d'Aula, di bocciare
quell'articolo, si è lavorato con alcuni colleghi - onorevole
Cimino mi ascolti perché qua abbiamo gravi perdite di memoria - su
una norma che è in vigore.
Io ho proposto un emendamento, suggerito dagli uffici, che
all'inizio impediva, creava un fondo di un milione e 200 che ancora
è vigente, che gli uffici ci suggerirono di istituire come fondo
generico ed evitare di chiamare Sviluppo Italia Sicilia, per
evitare di farlo dichiarare inammissibile dalla Presidenza che si
era dato un ordine corretto, non accettare alcuni andamenti,
quell'emendamento fu approvato all'unanimità.
L'Assessore Baccei nel dibattito spiegò che sarebbero stati
destinati a regime, cioè strutturalmente, per sempre; come lo
dobbiamo dire, non lo so, alla società, anzi ai dipendenti di
Sviluppo Italia Sicilia quell'articolo è in vigore, quel milione e
200 c'è, ce ne siamo dimenticati tutti.
E allora, siccome io ipotizzavo che qualcuno avrebbe perso la
memoria presentai un ordine del giorno firmato da tutti, in quella
stessa seduta l'Assemblea stabiliva, ribadiva, diceva al Governo
che quel milione e 200 era destinato per la salvaguardia - lo
scrissi sotto dettatura di Baccei - degli equilibri occupazionali
dei dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia. Il Presidente lo legge,
Ardizzone dice: onorevole Milazzo, lo vuole mettere in
votazione? . Sì , il Governo dà parere favorevole. Tutto a posto.
Si è chiuso il cerchio. Quel milione e 200 mette a riparo i
dipendenti: basta lavorare con le commesse e il gioco è finito.
Oggi, sento un dibattito che al comma 2 per la realizzazione e
direzione dell'attività di cui al comma 1, l'Assessorato della
Regione Attività Produttive individua una società, senza fare nome.
Mi sembra che stiamo parlando di testimoni di giustizia; rispetto,
ovviamente Una società, abbiamo paura a dire qual è eventualmente
questa società. Non facciamo il nome. Facciamo questo dibattito.
Io direi, l'Assessore Baccei non c'è, ma che articolo porta in
Aula Gli impegni assunti con l'Assemblea dove sono andati a
finire Quel milione e 200 è in vita In questa finanziaria
stralcio è stata impegnata un'altra cosa. Dobbiamo dire le cose per
come stanno
Quindi, io aspetto che il Presidente della Commissione Bilancio
prenda la parola, ma l'Assessore ci vuole
Per cui, Presidente, se questo articolo si accantona ed evitiamo
che i dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia, così come quelli del
Cerisdi, devono fare ogni giorno i viaggi della speranza, qua con
il piattino in mano, per fermare prima Milazzo, poi Greco, poi
Formica, poi Riggio, con la speranza di convincere la maggioranza
e salvarsi, mi sembra veramente come metodo indegno, indegno per
un'Assemblea che invece approva leggi quando le piazze si riempiono
sull'onda della minaccia ai deputati: non vi votiamo più Bruciamo
qualche cassonetto .
Diamoci un criterio uguale per tutti, che facciamo forse un buon
lavoro
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al collega
Milazzo manca forse un passaggio. Noi abbiamo dovuto correggere in
Commissione Bilancio questa norma dove era stato inserita Sviluppo
Italia Sicilia perché nel frattempo Sviluppo Italia Sicilia è stata
messa in liquidazione.
Ora, io nell'essere d'accordo prima con il mio collega di Gruppo
Malafarina e poi con l'onorevole Cimino rispetto all'intervento
fatto, chiedo però che questo punto all'ordine del giorno,
quest'articolo venga approvato, perché fra l'altro è un articolo
parlamentare nel senso che non è una cosa che è stata presentata
dal Governo, è stato deciso dal parlamentare. Tra l'altro,
Panepinto, ho lavorato io, ha lavorato tantissimo Panepinto a
questo articolo affinché venisse inserito prima in finanziaria e
adesso in questo stralcio.
Quindi, chiedo io che venga approvato, che venga approvato però
con una condizione, una condizione ben precisa. Noi stiamo
presentando un ordine del giorno che chiede al Governo di rimettere
in bonus Sviluppo Italia Sicilia perché possa con questo portare
avanti questa attività, perchè altrimenti Sviluppo Italia Sicilia,
quelle 76 persone se ne andranno ad essere licenziate e noi
dobbiamo andare a cercare qualche società esterna per fare partire
la fase di start up.
Per cui, io vi chiedo di votare questo articolo, chiedo all'Aula
di votare questo articolo, così come chiedo di votare
successivamente l'ordine del giorno che stiamo presentando per
mettere in bonus Sviluppo Italia Sicilia.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, intervengo nuovamente
sull'articolo 9 perché lei ha rinviato giustamente, Presidente
Ardizzone, io a lei mi rivolgo perché è una questione che deve
decidere lei, al di là di tutte le argomentazioni, che condivido,
del collega Cimino e Milazzo.
Questo è un articolo, e lei stesso lo ha ritenuto tale di gravità,
importantissimo. Perché? Perché in questo articolo va messa una
salvaguardia a Sviluppo Italia Sicilia.
Ora, se viene l'Assessore che pare che abbia individuato,
presidente Ardizzone, una strada per potere dare garanzia a questi
lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, se lo accantona come lei già
lo ha fatto accantonare nella precedente seduta, fa una cosa buona
e giusta e cerchiamo di risolvere questi problemi dei lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io stesso ho sollecitato più
volte, e pensavo che fosse in questo Palazzo, l'Assessore Lo Bello
nella qualità di Vicepresidente della Regione ad essere presente
perché è giusto che il Governo sia presente, non posso fare pure da
mediazione fra le giuste e legittime richieste dei parlamentari e
il Governo, perché buon senso e garbo istituzionale vuole che il
Governo sia presente nella massima istituzione.
Di fronte ad una richiesta dell'onorevole Giovanni Greco, non
posso dire che siamo se c'è accordo, dico, si va avanti, però,
francamente.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, intervengo per un minuto rivolgendomi a chi, come me e
più di me, ha a cuore il destino dei 77 professionisti che hanno
reso il lavoro svolto con Sviluppo Italia Sicilia importante.
Però, francamente, lo dico all'onorevole Greco e ne comprendo le
ragioni dell'intervento per difendere il diritto di quei lavoratori
e comprendere le ragioni.
Questa norma è stata oggetto di una lunga discussione in
Commissione Bilancio , siamo partiti con Sviluppo Italia,
attuazione alle norme, a un certo punto il Governo sostenuti dal
Vicepresidente Lo Bello, dopodiché il Governo nella sua interezza,
intendo dire l'Assessore per le attività produttive, l'Assessore
per l'economia hanno richiesto questa riscrittura.
Io, come dire, con il disincanto che questa Assemblea riesce a
produrre, rispetto all'intervento dell'onorevole Cimino,
dell'onorevole Di Giacinto, ritengo che se oggi viene approvata la
norma allora apriamo la possibilità che i lavoratori, non solo per
salvaguardare il posto dei lavoratori, che è importante, ma
consentitemi di dire, riduttivo, perché se non ci sono questi
lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia è complicato dare attuazione
alla norma, però io credo che l'ipotesi testé indicata, prima
dall'onorevole Cimino e poi compiutamente dall'onorevole Di
Giacinto di un ordine del giorno che impegna il Governo, che si
impegna direttamente con la presenza dell'Assessore Lo Bello che si
assume, perché è lei l'Assessore che doveva dare attuazione alla
norma.
Se l'Assessore ci dirà in quest'Aula che intende utilizzare quel
personale tutto sarà l'Assessore a dirlo e l'ordine del giorno vi
dico approviamolo, lo dico perché è l'anticipazione di quella quota
di fondi comunitari che è del 3 per cento, qui è molto, ma molto di
meno, che ci consente di mettere, tra virgolette, in cantiere delle
leghe che possono diventare imprese e imprese lavoro, facendo
ritornare in campo 77 professionalità che sono a Sviluppo Italia
Sicilia. Però approviamolo, altrimenti rischiamo di girarci attorno
come una danza della pioggia.
PRESIDENTE. Intanto l'Assessore Lo Bello è presente, essendo
presente l'Assessore Lo Bello è presente il Governo nella sua
interezza perché non è presente solo nella qualità di Assessore con
delega alle attività produttive, ma nella qualità di Vicepresidente
del Governo regionale.
Ha facoltà di parlare l'assessore Lo Bello.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Questa norma, come
certamente sapete, aveva come società attuatrice di questo tipo di
intervento, di start up, aveva individuato Sviluppo Italia Sicilia,
non semplicemente perché è la società, diciamo così, che ha, nella
propria mission, caratteristiche di questo genere, ma perché
sappiamo bene che è una società che per le professionalità che ha
all'interno, crediamo che non possa pagare il prezzo di una
difficoltà economica che, in questo momento, la società sta vivendo
e che, pertanto, ne ha decretato la sua messa in liquidazione.
Sappiamo, pur tuttavia, che questa società, non solo ha le
potenzialità, ma io credo, ed il Governo tutto crede, che debba
essere data anche la possibilità per le professionalità di cui ho
parlato prima, di potere tornare a svolgere tutte quelle funzioni
per cui è stata, mi permetto di dire, acquistata dalla Regione
siciliana.
Qui dentro ci sono una serie di atti, una serie di risorse, una
serie di obiettivi che la Regione, questo Governo e questo
Parlamento, mi auguro, vogliamo tutti insieme raggiungere. Ed è per
questo che tutte le iniziative svolte alla promozione di start up,
siamo al di fuori, siamo in questa specie di inversione ad U
rispetto alla crisi.
Speriamo la crisi di averla ancora di fianco, ma presto di
potercela lasciare alle spalle, per cui iniziative che parlano di
start up, di restart, di incubatori ed accelerazioni dello
sviluppo locale, non possono che vedere, attraverso l'articolo 9
ma, mi permetto di dire, anche la sollecitazione che veniva fatta
da ultimo dall'onorevole Panepinto ma, da quello che ho sentito,
anche dagli onorevoli Di Giacinto e Cimino e che altri potrebbero
anche apprestarsi a fare, nel dare indicazioni ed in questo assumo
formale impegno, a nome dell'intero Governo, che sarà affidato, ai
lavoratori ed alla società Sviluppo Italia Sicilia, la gestione, la
lavorazione, quella che è tutta la parte, tutta la parte di
sostegno e di avvio di procedure rispetto alle cose che stanno
dentro, alle iniziative che stanno dentro l'articolo 9.
Vorrei anche dire, in riferimento alla società Sviluppo Italia
Sicilia che, in questo momento, vedrà parte di lavoratori
impegnati in quello che comunemente chiamiamo bando, commercio.
Per cui, chiedo, ai deputati dell'Aula, mentre assumo l'impegno
formale di affidare, a Sviluppo Italia Sicilia ed ai suoi
lavoratori, questo tipo affidamento, dall'altro, nel chiedere
questo all'Aula, credo che faremmo davvero una gran bella cosa per
la Sicilia: potere prefigurare uno strumento che coinvolge, con
quell'animazione territoriale, non semplicemente le imprese e la
nascita di queste imprese, ma anche la possibilità di passare, di
uscire dagli incubatori di impresa per cercare di creare imprese
vere, imprese che facciano dell'innovazione e della ricerca la loro
caratteristica principale.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Stavo, per altro, rivolgendomi a lei. Ieri, lei aveva ritirato gli
articoli soppressivi, le chiedo se conferma il ritiro o meno.
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirate tutti gli emendamenti
soppressivi a mia firma.
Signor Presidente, solo per rimarcare la volontà, anche da parte
del mio Gruppo, di approvare questo articolo, perché forse, dico
forse, ma non mi sbaglio molto, è l'unico articolo che era degno di
questo stralcio. Poi, tutte le altre cose sono melina .
Volevo aggiungere, signor Presidente, e chiedere al vice
presidente Lo Bello: è possibile, con un articolo, mettere già da
ora, questo tipo di impegno che lei ha formalizzato, metterlo
dentro la legge? Se è possibile, facciamolo con un subemendamento,
signor Presidente. Non so se lei è ha capito quello che io voglio
dire.
Assessore Lo Bello, metterlo già dentro la legge che affidiamo
questi servizi a Sviluppo Italia Sicilia. Se i colleghi sono
d'accordo, scriviamo un subemendamento al comma 2, lo mettiamo e
tagliamo la testa al toro e così gli impegni sono mantenuti.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
credo che il subemendamento si possa fare però dicendo che il
Governo rimette in bonus Sviluppo Italia Sicilia e affida il
servizio, facendo così perché se non diciamo che rimette in bonus
la società non abbiamo detto niente per cui per me va benissimo
come subemendamento se il Governo è d'accordo per me va benissimo
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, le
chiedo cortesemente la sospensione dell'Aula per un paio di minuti
perché la richiesta fatta dall'onorevole Greco che viene condivisa
da gran parte dei deputati però necessita di un chiarimento con gli
Uffici.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.04, è ripresa alle ore 17.07)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore Lo Bello ha
presentato, come richiesto da gran parte dell'Aula, un
subemendamento.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi,
l'onorevole Ioppolo e l'onorevole Federico.
L'Assemblea ne prende atto.
1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate/A
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Onorevoli colleghi, scusate un attimo perché la cosa
credo sia importante, e chiedo attenzione all'assessore Lo Bello.
Assessore, noi ovviamente non abbiamo fatto altro che apprezzare il
suo intervento, e apprezziamo anche il tentativo di fare un po'
chiarezza sull'articolo 9 con l'emendamento da lei presentato che
tra un po' verrà distribuito.
Abbiamo apprezzato anche il tentativo, con l'emendamento che ha
presentato l'assessore Lo Bello.
(brusio in Aula)
Parlo a beneficio di chi ascolta fuori dall'Aula, perché
evidentemente qui non interessa. Onorevole Di Giacinto, se mi
ascolta un attimo.
Tenterò malgrado tutto di procedere in questo mio intervento che è
brevissimo ed è rivolto in particolare all'assessore Lo Bello, di
cui ribadisco abbiamo apprezzato il tenore dell'intervento
precedente, però una domanda, onorevole Di Giacinto, che mi sono
posto, e la faccio all'assessore per avere fugato ogni perplessità
sull'emendamento stesso.
Nell'emendamento che lei ha presentato dice al comma 2
sostituire aggiunge la parola prioritariamente . La mia domanda -
io non sono un tecnico, chiedo scusa se sto per dire qualcosa di
poco chiaro - questo prioritariamente secondo me ha un senso se
noi oggi apprendiamo da lei che non è stato fatto nessun decreto nei
confronti di Sviluppo Italia Sicilia. Se invece c'è un decreto -
vorremmo avere la certezza - in quel caso prioritariamente
potrebbe convincerci, no? Onorevole Panepinto.
PRESIDENTE. C'è scritto prioritariamente .
VENTURINO. Sì, ma vogliamo sapere se c'è già un decreto nei
confronti o meno di Sviluppo Italia Sicilia.
PRESIDENTE. Ora l'assessore Lo Bello lo illustrerà a tutta l'Aula.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
la domanda che veniva fatta è se ancora esiste Sviluppo Italia
Sicilia. Quindi, credo che questo sia assolutamente esaustivo.
ALONGI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Presidente, accolgo con piacere l'emendamento integrativo
firmato dall'assessore Lo Bello, anche perché coincidenza vuole, mi
pare corretto questo che venga esplicitato oggi visto che votiamo
questo articolo 9, che Invitalia - chiaramente non c'entra con
Sviluppo Italia - proprio oggi ha rifinanziato le linee di
intervento per quanto riguarda l'auto impiego.
Con questo cosa voglio dire? È importante che oggi Sviluppo
Italia, che ha una grandissima esperienza in quella direzione, per
una storia fatta fondamentalmente o gestita da Invitalia, possa
essere utilizzato, assessore io sono sicuro che lei si muoverà in
questa direzione, a sostegno di tutti quei ragazzi, tutti quei
soggetti che vogliono portare avanti iniziative di auto impiego in
questa terra e possano essere affiancati perché ne hanno
sicuramente bisogno.
Quindi, credo che questa sia la strada giusta non soltanto per
salvare quei lavoratori ma per dare risposte anche ad un territorio
bisognoso e abbisognevole di sostegno nello sviluppo del
territorio.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
dei chiarimenti dal Governo rispetto a tutto quello che si è detto
in Commissione Bilancio perché di fronte l'articolo 9, proprio in
Commissione Bilancio, all'unanimità abbiamo tolto ogni riferimento
che avesse a che fare con Sviluppo Italia Sicilia, proprio alla
luce della liquidazione di Sviluppo Italia. Anche perché per legge,
dopo tre esercizi in perdita, una società non può non andare in
liquidazione e Sviluppo Italia Sicilia è in perdita da otto
esercizi, da quello che si è detto in Commissione, tanto che si
erano pensate altre alternative per aiutare i lavoratori, quindi
salvaguardare i livelli occupazionali.
Ad esempio, fare come si è fatto con SPI, creando un ramo nella
SAS.
Quindi io questo atteggiamento un po' schizofrenico da parte del
Governo non lo capisco, considerato che l'Assessore Baccei e il
Ragioniere generale in Commissione hanno detto delle cose che ci
hanno portato a togliere ogni riferimento su Sviluppo Italia
Sicilia dall'articolo 9 perché si pensava di portare avanti delle
altre soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali e adesso
in Aula si sta facendo tutt'altro.
Io credo che la legge sia chiara sugli esercizi in perdita, non so
come si vuole esprimere il Parlamento, se dare semplicemente una
soluzione populista per fare contenti i lavoratori su una cosa che
tecnicamente non si può fare, e in Commissione ci è stato
chiaramente detto dal Governo stesso.
PRESIDENTE. Assessore Lo Bello, è stata fatta una richiesta da
parte dell'onorevole La Rocca, pertanto le chiedo cortesemente se
intende rispondere risponda a tutte le istanze che sono state
fatte.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, in riferimento all'interrogativo che poneva
l'onorevole La Rocca, in prima questione è vero che passati tre
esercizi una società, così come dicono le regole, va in
liquidazione ed in questo momento la società viene indicata fra
quelle che potrebbero essere in liquidazione. Ma in questo momento
il decreto di liquidazione non solo non c'è ma noi abbiamo tutte le
possibilità di fare in modo che la società riviva.
E se poi, invece, questa è una società, se questa è una società
che ha un numero di dipendenti superiori a quelli che potrebbero
essere, ebbene una parte di questi vadano in SAS, magari
volontariamente, come se ci fosse una spinta anche da parte di
dipendenti interni per la chiusura di Sviluppo Italia Sicilia.
Ricordo che questa società è costata 10 milioni di euro e crediamo
che debba fare quello che sa fare. Abbiamo una società che ha le
caratteristiche, che ha la professionalità, che ha la possibilità e
noi in questa Aula solo perché abbiamo avuto i tre esercizi in
negativo, mi permetto di dire che forse l'Assessore Baccei sa molto
di bilancio ma probabilmente rispetto alla storia di alcune società
alcuni non li conosce.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lo
Bello, prendo atto, con particolare compiacimento del suo ultimo
intervento in Aula.
Mi soffermo, però in maniera assai breve nel tempo concessomi, su
alcuni passaggi che, in rapida sintesi, si sono svolti negli ultimi
mesi, perché in quest'Aula - e ci tengo per una volta personalmente
e anche sotto il profilo istituzionale a difendere tutta l'Aula -
nessuno ha mai chiesto né la chiusura di Sviluppo Italia-Sicilia ,
né tanto meno il licenziamento dei dipendenti o il loro transito in
altra società partecipata.
Quello che è successo, soprattutto nel corso della discussione
sull'ultima finanziaria, è che l'assessore Baccei, componente di
questo Governo - e lo dico senza spirito polemico, ma con la sola
forza della constatazione oggettiva - ci ha spiegato, e lo aveva
già fatto in Commissione Bilancio personalmente e anche attraverso
il Ragioniere generale, che Sviluppo Italia-Sicilia andava
sciolta, peraltro determinando le nostre veementi proteste,
assessore Lo Bello, e il richiamo di alcuni assessori che, nel
corso della trattazione della legge finanziaria, avevano assunto
impegno formale in Aula
Ricordo e li menziono perché li considero uomini che, quando
assumono un impegno politico lo mantengono, gli assessori Cracolici
e Marziano i quali avevano detto, scongiurando la possibilità di
rivolgersi a FORMEZ ed altro, che le commesse sarebbero andate a
Sviluppo Italia-Sicilia perché Sviluppo Italia-Sicilia aveva il
know how, le competenze e la possibilità concreta di essere
salvata.
Ora, in Commissione Bilancio ancora una volta, da parte - viva Dio
- di un pezzo di Governo, si sono fatte le barricate contro
Sviluppo Italia-Sicilia . Quindi noi, dal Vice Presidente della
Regione, ascoltiamo parole che per noi sono musica, perché questa è
stata sempre la nostra posizione e, quindi, siccome l'assessore Lo
Bello è persona seria e degna di fede, se l'assessore Lo Bello oggi
dice questo, per noi vale più della sigla di un contratto. Quindi
noi ringraziamo il Governo per questa presa d'atto, ci
rammarichiamo del fatto che ogni tanto ci pare che ci siano due o
tre Governi - ma spero che, nei prossimi mesi, riuscirete a
risolvere i vostri problemi interni. Quello che ci importa, da
parlamentari che agiscono in questa Aula nell'esclusivo interesse
dei siciliani, è che si diano risposte, soprattutto a quelle
categorie che sono sempre border line tra lo stipendio e la strada.
Si tratta di centinai di siciliani e salvarne anche dieci, cento,
mille è qualcosa che è nostro dovere morale, personale, di politico
e istituzionale.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori la
norma inizialmente che arrivò in Commissione Bilancio, riportava
esattamente la dicitura in calce di Sviluppo Italia-Sicilia . Io
credo che né la Commissione Bilancio, né tanto meno l'Aula ,
avessero motivo per, in una normale seduta, togliere quel
riferimento.
Quel riferimento è stato tolto dopo che articoli di giornale,
documenti governativi e tutta una serie di cose sono arrivate sui
banchi di commissari di quella Commissione e rapportati dal
giudizio sia dell'assessore Bacchi, che anche del Ragioniere
generale, dott. Sammartano, perché Sviluppo Italia Sicilia non era
più nella possibilità di gestire quello che gli stavano demandando
con quell'articolo di legge.
Quindi viene formulato un emendamento all'interno della
Commissione stessa, col quale viene tolto qualunque riferimento;
oggi scopriamo che così non è.
Ora io non mi ammanto, invece, della possibilità di credere
all'uno o all'altro assessore perché politicamente sono degli
avversari ed io a questo Governo non credo in quanto tale, ma
quella è una posizione politica.
Però, signor Presidente, oggi le chiedo - e credo che questa sia
una richiesta che dovrebbe provenire da tutta l'Aula e,
probabilmente proviene da tutta l'Aula - noi dobbiamo averlo un
confronto oggi, qui, perché non possiamo avere l'assessore al
bilancio che dice una cosa ed il vicepresidente della Regione che
ne dice un'altra.
O chiamiamo l'assessore Baccei e sentiamo dalla sua viva voce se
ha cambiato posizione, se si è reso conto che ha sbagliato, e
allora lo accettiamo e possiamo proseguire; oppure, se c'è in atto
uno scontro all'interno del Governo e, a questo punto, andiamo
oltre a quell'articolo, andiamo esattamente oltre quell'articolo
perché qui siamo di fronte ad un Governo che ieri aveva sugli
scranni Baccei e, quindi, avevamo una posizione governativa e oggi,
invece, ne ha un'altra perché non ci sono presenti quegli assessori
e ce ne sono ben altri.
Non c'è serenità per potere votare una legge, non c'è serenità per
potere prendere decisioni quando siamo di fronte a condizioni del
genere, ed io la prego di verificare questo, glielo chiedo a nome
del Movimento Cinque Stelle - e siamo 14 componenti -, io spero che
ci siano anche altri deputati che possano prendere la parola in
nome e per conto di altri Gruppi parlamentari per potere ragionare
su questo aspetto.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri ha posto una questione di
carattere squisitamente politico, pertanto chiedo se il Governo
ritiene di rispondere.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
voglio rispondere all'onorevole Cancelleri perché credo che nel suo
intervento abbia voluto raggiungere un altro obiettivo.
Non c'è nessuna frattura all'interno del Governo, c'è
semplicemente una posizione ed una distanza tra un assessore
all'economia che guarda conti e bilanci, ed un Governo ed una
Giunta che guardano, politicamente, alle prospettive che una
società che sta vivendo un momento di difficoltà ha per le cose che
dicevamo prima.
Il Governo crede nella possibilità che Sviluppo Italia Sicilia
possa riprendere il suo cammino di competenza, fatto di competenza
e di grande professionalità, crediamo che possa esserci la
possibilità che non vada dimessa, ed è per questo che abbiamo
introdotto non il già scritto affidamento a Sviluppo Italia Sicilia
ma l'affidamento a società in house e, prioritariamente, a Sviluppo
Italia Sicilia.
PRESIDENTE. Si procede con la votazione dell'emendamento 9.22, del
Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ricordo che tutti gli emendamenti soppressivi
all'articolo 9 erano già stati ritirati dal firmatario, onorevole
Giovanni Greco.
Si passa all'emendamento 9.21, degli onorevoli Cordaro ed altri.
Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.16, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.20, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 9.20
vorrebbe dare una certa copertura; questo articolo che stiamo
facendo serve appunto per le start-up, ed ogni norma che intende
agevolare e sostenere l'impresa privata già nel suo avvio è chiaro
che ha bisogno però anche di una certa dotazione finanziaria, ed il
Governo, con questo articolo, la sta trovando sul PO FESR.
Noi abbiamo qualche dubbio, devo dire, perché ritenevo che la vera
copertura finanziaria la potevamo invece trovare nei fondi PAC
relativamente alla misura, all'obiettivo cambiamento. Questo perché
l'obiettivo cambiamento serve appunto perché si possa trovare una
copertura certa già definita e delineata e già anche specifica,
attinente alla misura che stiamo andando ad approvare. Però, se il
governo e l'assessore Lo Bello, in questa fase, garantiscono che
questa copertura che ha trovato il Governo è una copertura reale,
per cui da qui ai prossimi due, tre mesi, questo articolo diventa
attuabile e riesce, diciamo così, a porre in essere i propri
effetti, allora noi non abbiamo nessun tipo di problema a ritirare
questo emendamento.
Però, signor Presidente, io gradirei che il Governo prenda un
impegno e dica e garantisca che la copertura individuata dal
Governo è una copertura certa con delle risorse immediatamente
disponibili.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, è una copertura propria, avendola indicata sul
PO FESR all'S3, come sapete ricerca ed innovazione stanno proprio
alla base della nuova programmazione. L'abbiamo individuata ed
abbiamo cercato e trovato lì queste risorse a questa misura per noi
importante anche rispetto ai tempi. Voglio rassicurare l'onorevole
Falcone, perché saranno quelli di una trimestralità prima di
passare all'azione reale di concreta attuazione.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ritira l'emendamento 9.20?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9, così com'è emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19
Oasi Maria SS. di Troina Onlus
1. Al fine di consentire, la regolare prosecuzione delle attività
dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedale
classificato specializzato Oasi Maria SS. di Troina Onlus,
l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, essendo già scaduta da
tempo la convenzione precedente, provvedono a stipulare entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge
una convenzione che regoli i rapporti con l'Istituto per il
triennio 2016-2018, con particolare riferimento alle funzioni
assistenziali erogate dallo stesso, ai sensi e nei limiti di quanto
definito dall'articolo 8 sexies del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, che prevede, tra le predette funzioni, anche la forte
integrazione fra assistenza ospedaliera e territoriale, sanitaria e
sociale, per patologie croniche di lunga durata o recidivanti.
3. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 5.000 migliaia di euro
annui per il triennio 2016-2018, si provvede, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018, quanto a 4.000 migliaia di
euro a valere sulle risorse del Fondo nazionale per le non
autosufficienze e quanto a 1.000 migliaia di euro a valere sulle
risorse del Fondo sanitario regionale.».
Si passa all'emendamento 19.1, degli onorevoli Zito e altri.
ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché la
presentazione dell'emendamento soppressivo? Qualcuno ha voluto
strumentalizzare l'emendamento perché giustamente non sa fare
altro, però sostanzialmente questo emendamento soppressivo proviene
dal fatto che questo articolo 19 è un articolo pubblicitario, cioè
non serve assolutamente a niente. E vi spiego perché.
Noi stiamo dicendo, per legge, che due assessorati si devono
vedere per fare una convenzione. Ma scusate, per fare una
convenzione, che è un atto amministrativo e non un atto
legislativo, a che serve inserire un articolo sulla finanziaria?
Voi potreste dire che la mia è la visione di un pazzo che sta
facendo un intervento in Aula per dare supporto all'emendamento
soppressivo. Ma nell'audizione, del 7 ottobre del 2015, la dott.ssa
Bulgara, che è un dirigente, ex dirigente dell'assessorato delle
politiche sociali disse che svolge anche funzioni legate
all'interazione socio-sanitaria che sono quindi storicamente
imputate finanziariamente all'assessorato alla famiglia e le
politiche sociali, ed evidenzia che, a seguito della disdetta da
parte dell'assessorato alla salute, e vorrei vedere nel momento in
cui c'è stata la disdetta dove erano quelli che ci mettono contro i
disabili, dell'accordo relativo al riconoscimento delle funzioni
sociali connesse a quelle sanitarie, difficilmente il proprio
ufficio può individuare nell'ente erogatore delle prestazioni, così
violando le norme sulla concorrenza del privato sociale essendo lo
stesso un soggetto privato o serve nell'accordo degli assessorati
in condizione necessaria per l'ente.
Ma è stata un'occasione? No, non è stata un'occasione perché
successivamente nell'audizione del 17 novembre del 2015 la dott.ssa
Bullara, che sempre a quel tempo era il direttore generale delle
politiche sociali, ribadisce quanto affermato nella precedente
seduta dedicata al tema, in particolare dicendo che svolge anche
funzioni legate all'integrazione socio sanitarie e ripete le stesse
cose. Inoltre c'è l'intervento del dott. Chiaro, direttore generale
della salute, che rappresenta che l'abbattimento delle tariffe
giornaliere discende dal decreto Balduzzi, quindi non è possibile
derogare essendo la Regione siciliana il piano di rientro, comunica
che è stata avviata una interrogazione con il Ministero. Al
problema con la convenzione con l'Assessorato per le politiche
sociali relative al riconoscimento delle funzioni socio-
assistenziali riferisce che l'assessorato per la salute non aveva
interesse a stipulare in quanto erogava le somme per la parte
sanitaria tramite l'ASP. Chiarisce che comunque due assessorati
calendarizzeranno un incontro. Cosa dice sostanzialmente il dott.
Chiaro? Intanto fa presente che quello che è scritto nell'articolo
è sbagliato, perché la convenzione non la può fare l'assessorato
alla salute perché non è l'ente erogatore dei fondi, ma dovrebbe
essere l'ASP, e quindi non sapete neanche scrivere gli articoli.
Punto secondo, dice che la convenzione, soprattutto nella parte
sociale, probabilmente dovrebbe andare tramite bando e non con
l'assegnazione diretta che eviterebbe tanti problemi in quanto è un
ente privato e non può erogare direttamente i fondi. Inoltre la
gestione dei fondi, lo sappiamo, manca un piano di programmazione
sui fabbisogni, e questo soprattutto sul sociale carissimo
assessore non c'è, manca un decreto socio-sanitario o una legge
ancor meglio, perché visto che in tutta Italia servirebbe una legge
sul socio-sanitario e non c'è.
Quindi noi non abbiamo le tariffe per quanto riguarda il socio
sanitario e per quanto penso io perdiamo pure soldi che potrebbe
erogare Roma per i servizi socio-sanitari e dare comunque sia del
supporto in più ai disabili. E' questo pensare ai disabili, non
farsi la pubblicità come ha fatto qualcuno su facebook. Noi
ritireremo l'emendamento soppressivo solo per una cosa, solo per un
motivo, solo per non dare adito a quelli che si fanno pubblicità su
facebook ma quello che le dico è, signor Presidente, che noi
abbiamo presentato anche l'emendamento 19.2, che invece vogliamo
che venga votato, in modo che si chiariscano tanti aspetti. Perché
non vorrei che questa norma serva anche per pararsi da eventuali
danni erariali, perché almeno c'è la legge e non c'è un problema
più amministrativo.
Ora, l'Oasi fa un servizio veramente eccellente, i disabili vanno
tutelati in tutti i modi, ma non possiamo fare mostri giuridici e
soprattutto non possiamo fare con atti amministrativi cose che si
potrebbero fare con atti legislativi.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, è la prima volta che sento dire che una norma può creare
danno erariale.
Sono gli atti amministrativi in difformità delle leggi che possono
creare danni erariali contestabili, perché se mettiamo in meno la
potestà legislativa, finiamo per non capirci nulla.
Nei tre anni precedenti al 2013 è stata realizzata una convenzione
già operata con apposito capitolo di bilancio, per l'Oasi di
Troina, riconoscendo a tale struttura una peculiarità specifica,
unica nel contesto dell'assistenza che dà ai diversamente abili.
Un progetto unico che riguarda non soltanto la cura del disabile,
in particolare anche ai soggetti affetti da gravi patologie
genetiche, ma anche un modello di recupero che include la presenza
delle famiglie delle persone diversamente abili dentro la struttura
con consti addizionali che non ha nessuna struttura sanitaria,
nessuna struttura socio-assistenziale in Sicilia in un unicum che
prefigura un modello di integrazione socio-sanitario, cioè ci
troviamo in una struttura che possiamo dire anomala rispetto al
resto delle altre strutture, non c è solo l'assistenza e non c'è
solo sanità; cioè un mix che prevede intervento sanitario e
intervento assistenziale che non riguarda soltanto il diversamente
abile, ma per una serie di categorie, ma non solo che riguarda
anche le famiglie che condividono i percorsi anche considerato il
fatto che poi il bambino, il ragazzo etc. vanno integrati nella
famiglia, che prevede anche l'educazione nel nucleo familiare.
Esistono poche strutture in Italia con questa tipologia, capite
bene che l'intervento non può gravare tutto sul fondo sanitario
proprio perché la parte sanitaria è giudicata 1/5 dell'intervento e
capite bene che non può gravare tutta sul fondo socio-assistenziale
perché proprio c'è una parte di intervento sanitario. Diciamo che
la prima struttura in Sicilia che anticipa l'integrazione socio-
sanitaria.
In presenza di una situazione di questo tipo, sicuramente, questo
non può essere il risolversi con i normali interventi che facciamo
alle altre strutture assistenziali, perché forniscono un servizio
qualitativamente più alto e unico per cui non c'è alcuna violazione
ai principi della concorrenza, in quanto trattasi di intervento
unico. E' considerato nel tempo. E' una struttura alla quale si
accede da tutta la Sicilia. Il privato, fra l'altro, di che
trattasi, è un privato religioso, senza finalità di lucro. Non
parliamo dei padroni della sanità, quindi, che interviene anche,
proprio per abbassare i costi, utilizzando una parte di lavoro
volontario che va ad adiuvandum con gli operatori stabilmente
assunti nella struttura. Una struttura di eccellenza, che ci
invidiano tutti e che credo vada sostenuta.
Discipliniamo, per legge, l'istituzione della convenzione.
Non capisco di quali favoritismi, di quali danni erariali ci
dovremmo macchiare, solo perché vogliamo dare, alle persone
diversamente abili ed alle loro famiglie, un intervento fortemente
innovativo ed avanzato.
La convenzione che vorremmo praticare, fra l'altro, mette in
campo, ed anche in questo, in anticipo rispetto persino al panorama
nazionale, la questione del dopo vita , che è uno dei temi più
gravi che hanno le persone, le famiglie dei diversamente abili,
fortemente angosciati rispetto al destino dei loro figli quando non
ci saranno più.
Non capisco perchè, ogni volta, qualsiasi intervento di rilevanza
sociale debba essere macchiato dal sospetto di chissà quali
interessi da privilegiare.
Se, poi, ci sono state attribuzioni, polemiche fu facebook, il
Parlamento non ha all'ordine del giorno le tematiche che vengono
avanzate su facebook, ma le leggi che vengono presentate
legittimamente dal Governo e dai parlamentari che hanno il diritto
di presentare leggi.
Le questioni di facebook lasciate su facebook e le polemiche
facciamole lì.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, vorrei che i colleghi si soffermassero un
attimino sulla comparazione dell'articolo nella sua interezza e
nella proposta di modifica del comma 1, perché di questo trattasi.
La nostra proposta, infatti, non riguarda il comma 2 e, quindi, la
copertura finanziaria, che viene assolutamente lasciata
immodificata.
L'unica cosa in cui il nostro articolo differisce, tranne la
premessa della finalità, al fine di consentire la regolare
prosecuzione, è la convenzione tra ASP ed assessore regionale alla
famiglia, e qui i colleghi giuristi potranno dire che la
convenzione va fatta tra l'ASP e l'assessorato per la famiglia, ma
viene chiesta semplicemente l'acquisizione dei pareri della
commissione e degli uffici competenti.
La richiesta di questi pareri degli uffici competenti, non è una
mirabolante trovata dell'onorevole Zito, ma è una richiesta che
scaturisce proprio dai lavori della commissione, dove entrambi i
dirigenti, quindi il dottore Chiaro e la ex dirigente Bullara, più
volte, ripetutamente, hanno dato un parere che ci fa intuire che la
convenzione, così fatta, per legge, non può andare.
Cosa stiamo, quindi, chiedendo semplicemente? Acquisire il parere
dei dirigenti ed il parere della commissione sanità. Le
disposizioni finanziarie, poi, le 5.000 migliaia di euro, quelle
rimangono immodificate.
Non creiamo, quindi, paure, quasi come si volesse andare a
togliere un servizio alle famiglie, ai ragazzi che hanno bisogno di
quelle prestazioni di carattere socio-assistenziale, e questo è
assolutamente fuori di dubbio. Noi stiamo dicendo solo acquisiamo
i pareri dei dirigenti del ramo e il passaggio dalla Commissione
Sanità , ricordiamoci che se noi abbiamo dovuto vedere i sindaci,
le famiglie, qui sotto il Palazzo d'Orleàns protestare, di certo
non è per colpa di questa proposta di emendamento ma probabilmente
degli assessori al ramo che in questi anni hanno tergiversato a
lungo sul decreto, sull'integrazione socio-assistenziale.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima il collega
Cancelleri parlava di comportamento schizofrenico, adesso su questo
articolo io francamente vorrei capire o si sostiene che è un atto
di gestione o si sostiene che è un atto legislativo e parlamentare,
perché richiamare all'emendamento 19.2 il parere della Commissione
Sanità ritengo che sia proprio un atto parlamentare ed io consiglio
di distinguere la fase prettamente gestionale dalla fase
prettamente parlamentare, soprattutto per quanto riguarda la
Commissione Sanità. Perché chiedere ai componenti della Commissione
Sanità di esprimersi su un atto che, di fatto, è un atto degli
Uffici dell'Assessorato alla Sanità, vuol dire entrare nella
gestione dell'attività del Dipartimento della Sanità.
Il caso Corte dei Conti e 118 chiaramente pone il problema della
divisione che ha dato la Legge 10 tra l'attività parlamentare delle
Commissioni e le attività di gestione che è una attività che è
fatta dal Dipartimento della Sanità con i propri Uffici, quindi io
consiglio al Presidente dell'Assemblea, quando con legge si
richiede che i pareri di atti di questo genere siano dovuti dalle
Commissioni parlamentari, di dichiarare inammissibile l'articolo
perché un emendamento di questo genere pone realmente a rischio
l'attività parlamentare dei componenti della Commissione Sanità e
purtroppo in questa Regione abbiamo avuto qualche spiacevole
precedente di Commissari che si sono trovati per caso a sostituire
colleghi parlamentari che non conoscevano gli atti amministrativi
che fa il Dipartimento e si sono trovati a dare parere favorevoli e
poi condannati dalla Corte dei Conti.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda le perplessità che ha esposto il collega del Movimento
Cinque Stelle, onorevole Zito, io chiedevo all'assessore di
intervenire sull'articolo 19 per darci alcuni chiarimenti.
Veda, signor Presidente, lavorando sul territorio, quando una
associazione, un ospedale, vuole un servizio fa la richiesta
all'ASP e l'ASP inoltra la domanda all'Assessorato alla Sanità e
interviene un dialogo tra l'assessore competente e l'ASP. Ora,
posso chiedere di avere chiarito come darà il servizio l'assessore
alla Famiglia a questo ospedale privato che fa un servizio
importante per il territorio della Regione Sicilia?
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per
delineare velocemente lo scenario in cui si muove questa norma,
come voi sapete, in Sicilia noi abbiamo tre istituti di ricerca e
cura, uno il Bonino Puleo, l'altro è l'Ismett e l'ultimo è l'Oasi
di Troina.
I primi due sono pubblici, l'Oasi di Troina è privato, ma
l'oggetto diciamo della norma è questo: mentre non ci piove che i
processi riabilitativi del Bonino Puleo avvengano dentro il Bonino
Puleo, a cura del Bonino Puleo, mentre non ci piove che i processi
riabilitativi delle attività sanitarie che fa l'Ismett avvengono
dentro l'Ismett, c'è una questione controversa rispetto ai processi
riabilitativi che avvengono nella terza Irccs, cioè relativi non a
fatti traumatici e non a fatti di trapianto, se debbano avvenire
dentro l'Oasi di Troina oppure possono essere svolti in altre sedi,
ed è questo l'argomento di cui stiamo parlando.
A quanto pare è consolidata l'idea che i processi riabilitativi
per gli ammalati dopo la fase acuta all'interno dell'Irccs di
Troina devono avvenire entro quella stessa casa di cura, questo è
quello he noi stiamo votando, signor Presidente non so se ho
espresso lo scenario, con tutto il rispetto per l'intervento fatto
dall'onorevole Cimino cioè non c'entra nulla questo, cioè non è una
questione procedurale, il Governo dice guarda che tu solo
all'interno di Troina e non nella riabilitazione di Pedalino,
piuttosto che un altro comune Siciliano, solo li puoi riconsegnare
il malato che io ho curato, ad un attività che lo renda diciamo
reinserito nel tessuto sociale , quindi se noi pensiamo che sta
cosa debba essere fatta a bando di gara bocciamo l'articolo, se noi
invece pensiamo che solo a Troina ci sia una possibilità di
reinserimento reale del malato nel tessuto sociale, allora non c'è
altro verso, non c'è altro modo, bisogna come dire adottare questo
articolo e dobbiamo farlo subito, perché in questa come dire
vacatio legis che cosa sta accadendo, che la società scientifica
nel suo interesse dice il malato mi deve rimanere a Troina, loro
continuano ad erogare prestazioni e continua ad indebitarsi perché
nessuno gliele remunera, e stiamo parlando di un istituto di
ricerca e cura di fama europea, internazionale, quindi non c'entra
nulla diciamo il discorso che abbiamo fatto che sono stati fatti,
io mi rendo conto insomma, nessun bando di gara perché
conformemente agli altri irccs noi diciamo approvando questo
articolo, che il mio malato, il mio figliolo, che non sapeva
neanche parlare, che io a poco a poco gli ho detto come si parla,
come ci si muove, e come si agisce, lo reinserisco nella società a
cura dei medici e dei riabilitatori dell'Irccs di Troina, non in
qualche altra riabilitazione dove mio figlio poi sarà curato dodici
mesi dopo, rimanendo un tronco in una sedia. Questo stiamo votando
noi, il resto non c'entra nulla
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, la Commissione ha preparato un emendamento tecnico
venendo incontro a quello che sono state le richieste dei colleghi,
per cui il termine l'assessore regionale per la salute e
l'assessore regionale per la famiglia diventa l'assessorato
regionale per la salute e l'assessorato regionale per la famiglia .
In questo modo non è più un atto di diretta promanazione
dell'assessore in quanto soggetto politico. Anche in questo senso
si è espresso il Presidente della Regione e l'assessore competente
al ramo.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, ritira gli emendamenti soppressivi?
GRECO Giovanni. Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 19.3 e
19.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, si passa alla votazione dell'emendamento 19.2.
E' chiaro che se dovesse essere approvato, decade l'emendamento
19.7 della Commissione.
Il parere del Governo sull'emendamento 19.2?
MICCICHE', assessore alla famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
Presidenza del Presidente Ardizzone
ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 19.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 17
Contrari 38
Astenuti 7
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.7, della Commissione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
dare un chiarimento ai colleghi. Anzitutto, attraverso questo sub-
emendamento mi sembra di capire che la Commissione in effetti abbia
ravvisato nell'articolo che era stato proposto in votazione un
errore. Cioè si è passati dalla parola assessore alla sanità e
assessore alla famiglia ad assessorato spostando proprio ai
dirigenti dei dipartimenti il compito di stipulare, finalmente, la
convenzione.
E' stata espunta anche la parte iniziale dell'articolo 19 in cui
si diceva essendo già da tempo scaduta la convenzione proprio
perché l'articolo così non andava bene.
Quindi, siamo parzialmente soddisfatti del fatto che l'Aula abbia
compreso l'errore formale che stavamo compiendo approvando
l'articolo 19 per come era stato esitato dalle Commissioni.
Però ci permettiamo di invitare ulteriormente alla riflessione - e
qui presenteremo un sub emendamento - in cui diciamo che la
politica si deve prendere le proprie responsabilità e chiediamo che
questo atto, questa convenzione, abbia preventivamente un parere da
parte della Commissione salute che conosce bene la materia e che
deve essere l'occhio vigile della politica su questa vicenda.
Quindi, stiamo preparando un sub al 19.7 che aggiunge previo
parere della Commissione salute . Poi l'Aula si esprimerà. Se la
politica intende derogare tutto ai dirigente ne prenderemo atto, se
invece si vorrà fare carico di dare un parere sulla convenzione
tanto attesa e tanto importante ne saremo pienamente soddisfatti.
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, ha sentito l'intervento
dell'onorevole Foti? Va ne senso dell'intervento fatto da Lei quale
Presidente della Commissione.
E' stato preannunciato un sub emendamento che prevede
sostanzialmente il previo parere della Commissione alla salute .
Sospendo brevemente la seduta al fine di far distribuire gli
emendamenti.
(la seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore 18.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Foti,
nella qualità di Capogruppo del Movimento Cinque Stelle il
subemendamento che recita: previo parere della Commissione servizi
sociali .
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io esprimo le mie perplessità su
questo emendamento e sull'intera impostazione di questo articolo.
Però, al netto del fatto che sono fortemente convinto della
necessità di dare una risposta positiva all'Oasi di Troina per
l'attività straordinaria, meritoria e direi unica che ha portato
avanti in questi anni, sono altrettanto convinto che tutto quello
che attiene alla gestione delle risorse sia solo ed esclusivamente
un atto gestionale.
Rispetto all'atto gestionale il parere di qualunque Commissione,
compreso il parere della Commissione Sanità' risulta, a mio
parere, un fuor d'opera e quindi annuncio fin d'ora che avendo
ritenuto, secondo me in questo caso in maniera non corretta, la
Presidenza di ammettere questo emendamento, il voto contrario del
mio Gruppo parlamentare, perché non è plausibile che un atto di
gestione che attiene al Governo e che attiene alla dirigenza dal
tempo in cui la Regione siciliana ha recepito la legge Bassanini e
quindi non da ieri ma da qualche tempo in più, debba passare in
maniera assolutamente surrettizia dalla commissione sanità perché
questa esprima un parere.
Io non so e non voglio entrare nel merito di argomenti che altri
colleghi hanno trattato, qualcuno ha parlato di storie del passato
recente, qualcuno ha fatto riferimento alla vicenda 118, io non so
se c'entri o meno, so però che per personale cognizione, per
responsabilità politica e per senso delle istituzioni, se ogni
tanto ci sforzassimo tutti di fare una legge buona, una norma
buona, ci sforzassimo tutti di votare ciascuno ciò che è di propria
competenza, questo parlamento ne guadagnerebbe sia per il profilo
delle leggi, sia nell'immaginario collettivo, per questa ragione io
voterò contro.
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, intervengo manifestando il mio voto
contrario sul subemendamento dell'onorevole Foti e del Movimento
Cinque Stelle. Prendo atto della sensibilità del Presidente della
Regione che ha dato all'assessorato regionale la competenza di
svolgere il proprio ruolo tecnico-amministrativo per il compimento
di un'azione che è prettamente di procedura amministrativa. Prendo
atto nello stesso tempo che quando si parla di invadenza e di
influenza della politica su un atto prettamente tecnico e
amministrativo che il Presidente della Regione, giustamente, ha
demandato ai tecnici dell'Assessorato regionale della sanità, il
Movimento Cinque Stelle anziché far valere il proprio ruolo di
parlamentari con le interrogazioni, con le mozioni, con le
ispezioni che possono chiedere nel momento in cui si va a svolgere
questo tipo di convenzione, vogliono entrare ed influire nella
convenzione stessa chiedendo un parere vincolante alla Commissione
sanità. Il sottoscritto ribadisce che è contrario a qualsiasi
parere che la commissione parlamentare debba dare su atti che sono
non politici ma di procedure del procedimento amministrativo, e
quindi tecnici che vanno demandati ai dirigenti, ai funzionari
dell'Assessorato, sia questo sanità, sia territorio e ambiente,
perché noi siamo legislatori e non gestori dell'azione
amministrativa.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo e mi
associo alle richieste che le sono state come dire rivolte di
dichiarare inammissibile questo subemendamento non tanto per il
merito del concetto che vuole esprimere il Movimento Cinque Stelle,
che posso anche ritenere opportuno, ma perché mi sembra che si stia
creando un mostro legislativo. Nel Corriere della Sera di oggi, un
noto costituzionalista, Michelainis, parla dei dannosi scambi di
ruolo che si stanno effettuando all'interno della nostra Repubblica
e cita proprio diversi esempi, tra questi vi sono anche quelli tra
attività amministrativa e prettamente politica.
Io ritengo che l'emendamento 19.2 del Movimento Cinque Stelle,
dove si parlava dell'assessorato e del parere successivo alla
commissione, poteva avere un senso ma data la riscrittura offertaci
dalla commissione nella sua interezza, come dire sgravare
l'assessore della sua responsabilità dando la responsabilità della
firma di questa convenzione, giustamente, legittimamente ai
dirigenti e poi scaricare invece la responsabilità ad una
commissione che non partecipa alla stesura della convenzione, che
non conosce gli atti amministrativi nella sua formazione genetica e
successiva, mi sembra davvero un assurdo.
Scrivere queste norme dove diciamo che l'assessore che redige e
che di fatto segue la convenzione, in quanto capo
dell'amministrazione del settore, non ha responsabilità, ma una
commissione di persone che non conosce il suo evolversi invece ha
responsabilità e deve dare un parere, mi sembra un assurdo e le
chiedo davvero, non perché voglio sottrarmi al voto che
legittimamente i parlamentari ora daranno, ma davvero per evitare
questi scambi dannosi di ruoli che si succedono all'interno della
Repubblica italiana e che noi dobbiamo evitare al massimo affinché
ci sia ancora una linearità all'interno di questa nostra
Repubblica.
Le chiedo, in quanto garante di questo Parlamento, di non
accettare questo sub emendamento per garantire la dignità e la
linearità di questo nostro processo legislativo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi trovo a fare
un ragionamento diametralmente opposto a quello che ha svolto
l'onorevole Cordaro e l'onorevole Lombardo e non per fare una
battaglia di retroguardia ma per ricordare la storia dei fatti.
I pareri che davano una responsabilità erano i pareri che sono
stati inseriti dal legislatore fino al 1995 e rendevano
obbligatorio e vincolante il parere della Commissione su un atto
del Governo. Cioè eravamo in pieno consociativismo dove, con tanto
rispetto per chi faceva all'epoca opposizione, o chi era
maggioranza, si stabiliva un equilibrio nella Commissione su un
atto amministrativo del Governo che era un programma di spesa, un
programma di finanziamento.
Tutto questo è finito da 20 anni. Tutto questo non c'è più dal
1996. Addirittura nella legislatura che andava dal 1996/2001, si
inserì una norma generale che abrogava tutti i pareri vincolanti.
Dire oggi che si possa informare la commissione di un atto
amministrativo è una cosa che sta nei fatti, è come quella
collaborazione, il parere non è vincolante, non è obbligatorio ma
il Governo si impegna a trasmettere l'atto in commissione. La
commissione entro 20 giorni non si pronuncia, il Presidente della
commissione non chiede una proroga, il parere non è reso e non
decade nulla, il Governo continua per la sua azione amministrativa.
Che c'è di scandaloso? Onestamente, onorevole Cimino, noi abbiamo
visto una stagione che è finita 20 anni fa e credo sia
un'operazione trasparente. Tante altre volte io stesso o i colleghi
sono stati promotori che sulla programmazione o anche sugli atti
amministrativi vi sia una condivisione, vi sia una informativa da
parte del Governo alla Commissione di merito. Questo non significa
che la Commissione diventa responsabile dell'atto amministrativo
del Governo e se così fosse sarebbe sbagliato, ragione per la quale
io non vedo niente di allarmante sul sub emendamento che è stato
presentato e spero che i lavori possano continuare celermente
perche stiamo andando un poco a rilento.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare una
sottolineatura perché gli interventi che hanno fatto i colleghi
sono assolutamente esaustivi di quella che è una vicenda che, come
diceva bene il Presidente Crocetta, si trascina oramai da 3 anni.
Ora, senza volere entrare nel merito dell'opportunità di una
eventuale parere di una commissione è ben strano che su una legge
debba esprimere un parere successivo la commissione. Semmai la
commissione esprime un parere preventivo.
Volevo però dire due cose. Come il Presidente Di Giacomo sa e come
ha bene illustrato da questo scranno, questa vicenda è stata
trattata in commissione sanità almeno 15 volte e sempre con lo
stesso esito. Sono state fatte risoluzioni, sono stati votati
ordini del giorno, quindi sulla volontà di questa Assemblea nelle
varie sedi, in commissione ed in aula, non ultimo l'ultimo l'ordine
del giorno che abbiamo votato in sede di finanziaria, non ci sono
dubbi. Ma poi mi chiedo: noi stiamo ripristinando una convenzione,
cioè non è una convenzione ex novo, ma una convenzione che era in
vita fino al 2012e che determinava esattamente lo stesso importo
che noi stiamo mettendo adesso, quindi se questa convenzione ha
funzionato, se ha funzionato per anni, se è servita per ristorate
l'Oasi di Troina in merito alle funzioni assistenziali che presta,
il motivo di gravare la Commissione di un ulteriore parere, mi
chiedo io qual è? Secondo me è un di più, come dire è un atto
ultroneo, un atto che non dà nulla di nuovo, se lo vogliamo fare
facciamolo però, dico, stiamo parlando di una convenzione che
viene ripristinata e che non si è ripristinata nel 2012 solo
perché, come il Presidente sa, si sono susseguiti tutta una serie
di assessori e, quindi, si è dovuto riprendere il percorso ogni
volta.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come potrà
comprendere non mi appassiona mai la diatriba su una questione, a
mio avviso, che mi sembra del tutto scontata in dipendenza del
fatto che molti interventi che mi hanno preceduto hanno evidenziato
come da tempo la norma ha fatto la distinzione tra le funzioni
politiche e le funzioni amministrative gestionali.
Mi lascia molto perplesso, Presidente, che questo emendamento non
sia stato immediatamente dichiarato inammissibili, in dipendenza
del fatto che chiama la Commissione a pronunciarsi non su una
scelta politico-amministrativa, ma bensì su una scelta
squisitamente gestionale e amministrativa.
Cosa che, in molte occasioni, lei mi insegna, la Corte
costituzionale ha sancito l'illegittimità costituzionale della
presenza di pareri in capo alla funzione legislativa e/o funzione
politica quanto trattasi, appunto, squisitamente gestionali.
Nella specie, a prescindere dal fatto che non viene evidenziato
che tipo di parere dovrebbe essere, ma mi sembra fin troppo
evidente, che rientra nell'ambito di una scelta squisitamente
gestionale demandata, eventualmente, alle funzioni gestionali che
non sono espletate dal Parlamento siciliano e neanche presso dalle
Commissioni, ma bensì dal Governo regionale o eventualmente da
altri organi tecnici all'uopo incaricati.
Quindi, la inviterei ad approfondire il tema prima che,
eventualmente, la norma possa essere oggetto di impugnativa e,
ovviamente, sanzionata da parte del Governo e per esso
successivamente da parte della Corte Costituzionale, non tanto per
la questione in sé, quanto per rilevare, ovviamente, che le
funzioni legislative sono una cosa, le funzioni politiche sono
altro, e le funzioni gestionali amministrative sono altra cosa.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, il suo intervento è sempre puntuale,
siccome più volte è stata chiamata in causa la questione
dell'ammissibilità o meno, vorrei precisare, ma l'Aula non l'ha
dimenticato, che sei, sette mesi fa abbiamo votato una legge che
riguardava l'IRCS Bonino Pulejo, dove abbiamo previsto tutta una
serie di pareri che passavano nelle Commissioni, se non ricordo
male, onorevole Digiacomo, quindi si è fatto riferimento alla
questione 118, tutto quello che vogliamo. Io sono dell'avviso che
l'attività amministrativa - ma è una mia opinione personale -
l'attività amministrativa deve essere sempre separata dall'attività
legislativa, però è una mia opinione personale, per carità
Poi, lasciamo disquisire agli altri se si tratta di attività para
amministrative o meno come è stato con il 118. questo è il punto
fondamentale.
Per quanto riguarda l'ammissibilità dell'emendamento proposto
dall'onorevole Foti, però non ci sono dubbi che l'emendamento è
ammissibile e, quindi, l'Aula, sulla base degli interventi che sono
stati fatti, potrà pronunciarsi in un senso o nell'altro.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
chiarire questo. Quest'Aula ha già legiferato in merito ai pareri
che deve rendere la VI Commissione. La VI Commissione deve rendere
i pareri in tutti gli atti di programmazione.
Ora, il punto è questo. Onorevoli colleghi, voi ritenete questo un
atto di programmazione o un atto gestionale? Perché la questione è
aperta.
Il fatto che io dica che solo all'interno dell'Oasi di Troina ed
in nessun'altra parte bisogna fare questa riabilitazione, è un atto
gestionale o io sto programmando, sto programmando un settore ben
preciso? La discussione è aperta. Nessuno, quindi, si arroghi
sicurezze. E' una questione su cui l'Aula è chiamata ad esprimersi.
Devo dire, per la verità, che non ci sarebbe stato nemmeno bisogno
di questo emendamento perché è il Governo, la Segreteria generale
di Palazzo d'Orleans, la Segreteria generale dell'ARS, il
Presidente della Regione, il Presidente dell'ARS, che vedendosi
recapitare questo dispositivo dice: Bene, rispetto a questo
decreto, siccome io lo giudico un atto di programmazione, è
necessario il parere . Viceversa: Siccome questo mi pare abbia
preso il profilo di un atto gestionale, il parere non è
necessario .
Abbiamo parlato, diversi quarti d'ora, inutilmente, secondo me.
Non cambia assolutamente nulla.
Lì, sarà il profilo del decreto a dare la dimensione di atto
meramente gestionale, cioè di tariffe, oppure di atto
programmatorio. Non abbiamo, quindi, se non da attendere
serenamente, quelle che saranno le determinazioni degli uffici
tecnici e politici del Palazzo d'Orleansa, del Governo e
dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 19.7.1.
Il parere del Governo?
MICCICHE', assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, colleghi, la norma, così come scritta
nella sua stesura originale, penso sia chiara ed individua il
perimetro gestionale della competenza dell'atto. Questa norma è
stata, ulteriormente, corretta da un emendamento presentato dal
Presidente della I commissione e, devo dire anche, suggerito
velatamente dai colleghi del Movimento 5 Stelle che volevano
marcare ancora di più questo perimetro gestionale, proprio per
evitare l'invadenza della politica sulla discrezionalità di un atto
o quant'altro.
Questo ulteriore emendamento mi sembra un po' un controsenso,
rispetto ad un percorso che abbiamo appena avviato, quasi concluso
rispetto alle votazioni precedenti, per cui non nascondo il mio
imbarazzo rispetto ad una già chiara stesura, sia nella prima, sia
nell'ulteriore correzione, con l'emendamento approvato dalla
commissione. E, pur nondimeno, rispettando in questo caso il
volere dei colleghi, che è un po' discordante dagli interventi, non
c'è un'univocità in tal senso e, dovendosi assumere una
responsabilità che va oltre la interpretazione della norma, che è
abbastanza chiara, sul parere ci rimettiamo al Parlamento che
deciderà nella sua autonomia.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI PASQUALE, vicepresidente della Commmissione. Contrario a
maggioranza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 19.7.1.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 19.7.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 19.7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione votazione per
scrutinio segreto:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 14
Contrari 42
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 19.7, della Commissione. Il
parere del Governo?
MICCICHE', assessore per la Famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
L'emendamento 19.5 è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 19 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20
Servizio di dissalazione isola di Vulcano e aeroporto di Trapani
Birgi
1. Per la copertura delle spese relative alla gestione del
servizio di dissalazione dell'isola minore di Vulcano, in relazione
alle obbligazioni che verranno assunte a seguito dell'espletamento
della gara di appalto da parte del dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti, è autorizzata, per dieci anni, la spesa
annua di 1.237 migliaia di euro a decorrere dall'esercizio
finanziario 2016.
2. All'onere di cui al comma 1 si fa fronte, per gli esercizi
finanziari 2016, 2017 e 2018, mediante riduzione di parte delle
disponibilità della Missione 20, Programma 3, capitolo 215704,
accantonamento 1006 del bilancio della Regione.
3. Alla lettera a) del comma 4 sexies dell'articolo 3 della legge
regionale 11 maggio 2011, n. 7 le parole da in conseguenza fino a
2011 sono soppresse.
4. Per le finalità di cui alla lettera a) del comma 4 sexies
dell'articolo 3 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 7, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2016, la spesa di 1.000
migliaia di euro.
5. Agli oneri di cui al comma 4 si fa fronte, per l'esercizio
finanziario 2016, mediante riduzione di pari importo
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo 16
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9».
PRESIDENTE. Gli emendamenti 20.1 e 20.2 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 20.7, a firma dell'onorevole Falcone ed
altri, che è ritirato.
Gli emendamenti 20.3 e 20.4 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 20.8, a firma dell'onorevole Falcone ed
altri, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 20.9, a firma dell'onorevole Falcone ed
altri. Il parere del Governo?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 20.6 è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21.
Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
e successive modifiche ed integrazioni
1. La legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 e successive modifiche
ed integrazioni è così modificata:
a) al comma 1 dell'articolo 8 le parole nell'ambito dei tre
componenti designati dalle associazioni di categoria sono
sostituite con le seguenti: nell'ambito dei componenti designati
su proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive ;
b) al comma 2 dell'articolo 8 le parole nell'ambito dei
componenti designati su proposta dell'Assessore regionale per le
attività produttive ai sensi dell'articolo 7, comma 1, sono
sostituite con le seguenti: secondo modalità e criteri previsti
dallo Statuto ;
c) al comma 4 dell'articolo 12 è aggiunto il seguente periodo: II
commissario straordinario è nominato secondo modalità e criteri
previsti dallo Statuto. ;
d) alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 le parole dalla
competente Agenzia del territorio sono sostituite dalle seguenti:
dagli Uffici del genio civile competenti per territorio ;
e) al comma 4 dell'articolo 19 le parole nel rispetto di quanto
previsto dal comma 8, la gestione dei singoli Consorzi per le aree
sviluppo industriale transita all'Istituto sono sostituite con le
seguenti: l'Istituto subentra nelle funzioni e nei compiti già
esercitati dai singoli Consorzi in liquidazione. Resta fermo quanto
previsto al comma 8 in ordine ai rapporti giuridici attivi e
passivi pendenti in capo a ciascun Consorzio in liquidazione. ;
f) al comma 5 dell'articolo 19 le parole nella gestione delle
aree di cui all'articolo l, comma 2, secondo quanto stabilito dalla
presente legge e per i fini e le attività dalla stessa contemplate
sono sostituite con le seguenti: nell'esercizio delle funzioni e
dei compiti relativi alle aree di cui all'articolo 1, comma 2,
secondo quanto stabilito dalla presente legge e per i fini e le
attività dalla stessa contemplate. Resta fermo quanto previsto al
comma 8 in ordine ai rapporti giuridici attivi e passivi
conseguenti alla gestione delle aree medesime da parte dei Consorzi
in liquidazione. ;
g) il comma 8 dell'articolo 19 è sostituito dal seguente:
8. Decorso infruttuosamente il termine di cui al comma 4, i
rapporti attivi e passivi dei soppressi Consorzi per le aree di
sviluppo industriale della Sicilia permangono in capo agli stessi,
posti in liquidazione, e ciò sino alla definitiva chiusura delle
operazioni di liquidazione. In nessun caso è consentito che le
singole posizioni debitorie dei soppressi Consorzi ASI transitino
all'IRSAP ovvero nel bilancio della Regione. Ogni singola
liquidazione di cui al presente comma è amministrata, ai fini della
celere conclusione delle operazioni di liquidazione, da un
commissario liquidatore, nominato dallo stesso Assessore regionale
per le attività produttive tra i dirigenti degli ex Consorzi ASI
con qualifica più elevata, insieme al personale occorrente. Le
operazioni di liquidazione sono sottoposte al controllo ed alla
vigilanza dell'Assessorato regionale dell'economia. Al liquidatore
nominato ai sensi del presente comma è attribuita, altresì, la
legale rappresentanza della liquidazione. L'attività dei
liquidatori di cui al presente comma è esercitata a titolo
gratuito. ;
h) il comma 9 dell'articolo 19 è sostituito dal seguente:
9. I beni immobili già facenti parte del patrimonio dei Consorzi
per le aree di sviluppo industriale, non strumentali
all'organizzazione ed al funzionamento degli stessi, nonché i
capannoni industriali ed i centri direzionali individuati a seguito
dell'attività di ricognizione dei commissari nominati ai sensi del
comma l, acquisite le relazioni di stima di cui alla lettera b) del
comma 2, trascorso il termine di cui al comma 4, fatte salve le
procedure esecutive in corso, sono alienati dai liquidatori dei
singoli Consorzi ASI e i proventi sono destinati al ripiano delle
situazioni debitorie discendenti dalla liquidazione di ogni singolo
Consorzio. Conclusa la liquidazione, i proventi eventualmente
residuati confluiscono nel patrimonio dell'Istituto. ;
i) Al comma 1 dell'articolo 23 la parola esclusivamente è
cassata e dopo le parole manutenzione ordinaria sono aggiunte le
seguenti: e straordinaria ».
Onorevole Falcone, mi deve seguire nel ragionamento, gradirei pure
l'Assessore, vi sono degli emendamenti, primo firmatario Falcone,
che in effetti rappresentano una rivisitazione completa della
normativa. Per cui, io inviterei al ritiro di questi emendamenti,
cioè mentre l'Assessore interviene già su una legge che l'Aula ha
approvato, che era l'Irsap sostanzialmente, questa ripristina
consorzi ASI; non credo che si possa affrontare in questi termini
con un emendamento. Mi ha seguito onorevole Falcone? Se lei vuole
li mandiamo alla Commissione III per un approfondimento.
L'articolo 21 che riguarda l'Irsap sostanzialmente propone delle
modifiche sulla legge che già abbiamo; lei, sostanzialmente, con i
suoi emendamenti fa una riscrittura complessivamente.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento che
abbiamo presentato, il 21.7, insieme con l'onorevole Assenza primo
firmatario e a tutti gli altri colleghi del Gruppo parlamentare, lo
abbiamo fatto proprio per accendere finalmente i riflettori, lo
dico al vicepresidente Lo Bello, su un ente che doveva essere la
panacea ai mali delle aree di sviluppo industriali, e si è invece
rivelato un farmaco che ha decisamente e definitivamente ammazzato
questi contesti, che avrebbero invece dovuto sostenere e
incentivare le industrie, le imprese in Sicilia.
In questo senso il nostro emendamento serve non per ritornare
indietro, ma per rivedere l'intera materia, perché nonostante gli
annunci, le rassicurazioni che il Governo ha fatto in tutti questi
anni, soprattutto negli ultimi 24 mesi, abbiamo lasciato le aree di
sviluppo industriale in una condizione di assoluto evidente
degrado, in più questa lente che doveva rappresentare una
semplificazione amministrativa per tutti gli imprenditori o
industriali che volessero accostarsi alla macchina amministrativa,
e invece si è rivelato un soggetto che ha causato una buro-
patologia per tutti gli imprenditori, che invece si accostano e
hanno problemi vari in termini di rapporto privato-pubblica
amministrazione.
Ed allora, perché noi oggi abbiamo presentato questo emendamento
che di fatto abroga e fa ritornare indietro nel tempo, ma non nella
materia, l'ente che doveva essere invece quell'ente che andasse a
stimolare le attività produttive in Sicilia? Noi saremo per
abrogare l'Irsap, vicepresidente Lo Bello, ma lo facciamo non come
motivo e come diciamo così provocazione, ma perché ne siamo
convinti e perché forse anche lei, anzi io sono convinto che anche
lei è convinta, e lo è convinta sul ragionamento che l'Irsap non ha
agevolato una sola impresa, non ha migliorato le
infrastrutturazione delle aree di sviluppo industriale in Sicilia,
non ha accompagnato anche nelle start-up che poc'anzi abbiamo
votato nell'avvio delle imprese in Sicilia.
Sostanzialmente, è stato un grande fallimento ed è un fallimento
questo che deve essere anche attribuito ad una parte di
Confindustria siciliana che ha voluto con forza quella norma,
quella norma che da quei banchi noi allora del PDL dicemmo al
Governo: allora, state attenti che fate un grande errore ,
quell'errore che non avrebbe stimolato la ripresa in Sicilia ma
l'avrebbe rallentata, così come oggi è stata rallentata. E quando
oggi tutti gli imprenditori stanno scappando dalle aree di sviluppo
industriali non è un caso. E non è un caso se oggi sono aumentati i
contenziosi in Sicilia, i contenziosi tra imprenditori e IRSAP sono
di gran lunga aumentati. Tra l'altro, si è creato un ulteriore
contenzioso tra gli ex consorzi in liquidazione e lo stesso IRSAP.
E non a caso tutti questi incarichi che sono stati dati, non a
caso lo stesso Governo, lo stesso Presidente Crocetta ha gridato
allo scandalo quando abbiamo visto numerosi, centinaia di incarichi
e milioni di euro spesi per l'assistenza legale all'esterno. Non a
caso, vice presidente Lo Bello, lei ha voluto più volte
reiteratamente proporre una norma che impedisse l'assegnazione di
incarichi legali all'esterno, come se la causa fossero gli avvocati
professionisti e non fossero invece la governance a creare questi
problemi eventualmente o il Governo regionale che non ha voluto
risolvere i problemi dell'IRSAP in tutti questi anni.
Allora, l'IRSAP va chiusa, senza se e senza ma, vice presidente Lo
Bello, e va chiusa perché l'IRSAP è il peggiore carrozzone che in
tutti questi anni è riuscita a creare certa politica. Certa
politica che trova il marchio del Partito Democratico anche quando
volle con forza creare, sopprimere, abrogare, annullare gli ex
consorzi per le aree di sviluppo industriale e passare a questo
grande ente dello sviluppo delle attività produttive in Sicilia. E
fu sempre il Partito Democratico che anche allora tramite
l'assessore di Confindustria che decideva e impose a questo
Parlamento di votare quella norma.
Oggi, noi siamo pronti e vogliamo accedere all'invito che il
Presidente Ardizzone rivolge a Forza Italia.
Noi, Presidente, siamo perché questa norma vada in Commissione di
merito, alla III Commissione, venga trattata, venga fatto un
disegno di legge organico e non si proceda a spizziche e bocconi.
Perché anche adesso, vicepresidente Lo Bello, lei ha predisposto
tante norme a questo articolo 21, ma sono tutte delle toppe che
stiamo dando. È come dire la politica dei pannicelli caldi quando
c'è un'intrapresa siciliana industriale che ormai è stata azzerata,
pressoché annullata e viene annullata perché la politica del
Governo regionale non è una politica di prospettiva nel settore
industriale, nel settore artigianale, ma nemmeno in quello
commerciale.
In questo senso, noi siamo pronti, accediamo, facciamo un passo
indietro, ma chiediamo che abbia una procedura d'urgenza. Lo stesso
disegno di legge si trasformi, e qua penso di potere interpretare
anche la posizione dell'onorevole Assenza che, preventivamente al
mio intervento, mi ha confortato in tal senso, di far sì che questo
emendamento così articolato, così puntuale, diventi un disegno di
legge e abbia una procedura d'urgenza perché finalmente si ponga
fine, non tanto a un sistema, quanto ad un ente che ha causato un
sistema assolutamente pernicioso e dannoso per questa Sicilia.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono per
rafforzare quello che ha detto l'onorevole Falcone, perché l'IRSAP
è stato creato solo ed esclusivamente per penalizzare gli
industriali. Le sue funzioni originali, quando all'interno di tutta
quanta la struttura ci dovevano essere gli stessi imprenditori, nel
momento in cui ci mette mano la Regione siciliana non lo fa per
aiutare per gli industriali, ma lo ha fatto solo ed esclusivamente
per creare dei posti di potere, dei posti politici che non hanno
fatto altro che frenare l'imprenditoria, frenare tute le attività
produttive.
Io sono d'accordo affinché si faccia un disegno organico, ma il
pensiero principale di questo disegno, Assessore, deve essere
quello che l'ente vada chiuso.
Non ha senso che determinate funzioni passano all'IRSAP solo per
inventare del lavoro impiegatizio che frena le attività produttive.
Le attività devono essere snellite. Le procedure devono essere
rapide. Un imprenditore che ti richiede una concessione non può
aspettare due anni per averla ma deve aspettare, al massimo, trenta
giorni, sessanta giorni. E' questo lo possono fare solo ed
esclusivamente i comuni di appartenenza.
Gli impiegati possono essere benissimo dirottati su un Genio
civile o sulle nuove aree metropolitane.
Non ha senso che i provvedimenti devono essere esaminati due-tre
volte. Tutti quanti per avere una unica finalità di esprimere un
consenso che debba passare attraverso otto-dieci persone.
Quindi un invito per cortesia, io gliene riconosco le capacità, è
quello di cercare di snellire ma di fare delle leggi che aiutino
gli imprenditori perché il senso per cui è nata io ritengo che sia
stato solo questo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io non
posso evidentemente contraddire l'opinione testè annunciata dal mio
Capogruppo che, aderendo ad una sua richiesta, consente al rinvio
in Commissione di quello che era una normativa di completa
rivisitazione della materia rispetto all'impostazione governativa.
Su questo tema dell'IRSAP io ho avuto uno scambio, ritengo
garbato, epistolare con l'Assessore Lo Bello perché se voi
ricordate in una intervista del febbraio di quest'anno inveiva
contro l'IRSAP dicendo all'IRSAP più stipendi che investimenti.
Io mi sono permesso di replicare con una lettera in cui dicevo
all'Assessore Lo Bello che mi ha risposto in maniera garbata alle
due di notte di febbraio, l'Assessore che viene dalla luna perché
evidentemente che l'IRSAP si sia trasformata in uno stipendificio è
sotto gli occhi di tutti, ma un qualcosa si poteva prevedere sin
dalla prima finanziaria, quando attraverso quel famigerato articolo
44 questo Governo volle insistere in quella iniziativa veramente
deprecabile del Governo precedente di sostituire alle ASI, o di
accentrare le ASI, in questo IRSAP che ha accumulato centinaia di
migliaia, o anzi, milioni e milioni di posizioni debitorie
adottando un sistema che era prassi dei partigiani titini, ossia
per uccidere una persona ancora viva, onorevole Musumeci, si
incatenava ad un cadavere che poi si buttava nelle foibe che
trascinava giù.
Così quei nuclei industriali funzionanti come quello della
provincia di Ragusa, legato in questo carrozzone regionale pur
avendo a tutt'oggi centinaia di migliaia di attivi, non di euro di
attivo, non vede la possibilità di pagare nemmeno gli stipendi dei
propri dipendenti perché tutto è stato riunito in questo magma
generale.
E, allora, signor Presidente se noi vogliamo insistere su questa
via facciamolo pure. Ma io ritengo che stiamo facendo l'ennesimo
danno alla Sicilia e a quelle poche attività industriali che ancora
esistono sul territorio e che essendo private dei nuclei di
riferimento all'interno delle singole ASI provinciali non trovano
più nessun riferimento, nessuno sbocco, nessuna possibilità di
avere interlocutori seri e di programmazione.
Le ASI che funzionavano hanno anche funzioni di progettualità.
Avevano anche fondi di finanziamento propri e se funzionanti erano
in attivo. Noi li abbiamo trasformati, ripeto, tutti in un cadavere
complessivo. Insistere su questa via non porta, assolutamente, a
nulla.
Poi, questa mania di affidare la liquidazione sempre ad organi
decentrati, quando si potrebbero nominare fra i liquidatori anche
personale e dirigenti delle singole ASI, la dice lunga
sull'intenzione vera di questo Governo di continuare a controllare
tutto, anche l'aria che si respira, nei singoli enti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che, dopo
alcuni anni durante i quali abbiamo assistito a ciò che ne è stato
di quella riforma epocale, che nella precedente legislatura almeno
era stata posta come tale, e che ha visto - voglio ricordare a chi
non c'era in quest'Aula nella precedente legislatura, ma anche a
chi c'era - durante la discussione di quella legge che sopprimeva i
consorzi ASI per istituire questo ente miracoloso, questa IRSAP,
che avrebbe risolto le sorti della Sicilia in un futuro progressivo
di speranza, di miglioramento e di fuoriuscita dalla situazione
drammatica in cui si trova, quel barlume di espressione industriale
inespressa, a tutt'oggi che c'è stato finora, beh anche durante
l'approvazione di quella legge, voglio ricordare che quest'Aula ha
impiegato molti mesi, perché tanti erano i dubbi che hanno assalito
questo Parlamento nel trattare quella norma.
Dubbi di natura istituzionale, per quanto riguardava l'assetto e
la rappresentanza. Dubbi per quanto riguardava l'efficacia di
questo nuovo carrozzone. Debbo dire che, a distanza di anni, tutti
quei dubbi sono stati tutti, non solo confermati, ma amplificati a
dismisura.
Si è trattato di un vero carrozzone che è riuscito a fare peggio
dei famigerati consorzi ASI, che intendeva soppiantare. Almeno, con
i consorzi ASI c'era un legame diretto con la Provincia e i Comuni
che facevano parte di quei consorzi e, quindi, ci poteva essere
anche un dialogo diretto con le imprese, nella maggior parte dei
casi piccole imprese artigianali, commerciali che trovavano un
interlocutore vicino.
Si è abolita, anche, quella pur minima interlocuzione per mettere
in campo che cosa? Un semplice carrozzone che, come i colleghi
Falcone e Assenza hanno sottolineato, non ha fatto altro che essere
uno stipendificio mal pagato e, invece, un ente capace di dare
incarichi legali a iosa come abbiamo potuto appurare, anche
recentemente, in Commissione Bilancio con un corposo dossier di
incarichi legali spesso ai soliti noti, spesso per cause che,
oserei dire temerarie, che non c'era bisogno neppure di intentare
ma che servivano solo a pagare lo stipendio e l'incarico a molti
legali.
Io credo che sia un dovere di quest'Aula cancellare quella
bruttura e ritornare, poi, in Commissione con la proposizione di
una nuova legge che, tenendo conto dei risultati disastrosi a cui
siamo andati incontro e soprattutto oggi che siamo all'inizio della
programmazione della spesa dei fondi del nuovo settennio, io penso
che sarebbe utile, cosa buona per la Sicilia, riappropriarci di uno
strumento più condiviso e più vicino ai territori per agganciare le
risorse necessarie a riqualificare le aree degradate dei Consorzi
ASI, a renderli nuovamente appetibili per l'insediamento di nuove
industrie, a sistemare i disastri del passato con i debiti che ci
sono e fare opera meritoria.
Quindi, io ritengo che bisogna bocciare l'intero articolo e
ripartire ora, ora perché ora siamo all'inizio della
programmazione, con una nuova norma che tenga conto del fallimento
della passata norma e facendo tesoro del fallimento della norma
passata possa offire uno strumento agile e che risponda al
territorio e non ai gruppi politici, né tanto meno serva da
strumento per distribuire prebende e incarichi.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, solo
pochi minuti per sottolineare al vicepresidente, in quanto
assessore al ramo, come l'esame dell'articolo 21 di questo disegno
di legge offra, finalmente a quest'Aula, l'occasione di accendere i
riflettori su un aspetto particolarmente complesso e travagliato
della vicenda politica degli ultimi anni in Sicilia.
La vicenda dell'Irsap, assessore Lo Bello, credo che vada
affrontata al di là di ogni tentazione improntata a retorica o a
esasperato giustizialismo.
La politica ha il dovere di essere, quando ci riesce, serena ed
equilibrata nei propri giudizi.
Il Governo propone di sostituire la nomina dei tre componenti
designati dalle organizzazioni di categoria con una rosa offerta
dall'assessorato regionale
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Il presidente
scelto tra quelli di nomina e non invece tra gli altri.
MUSUMECI. Chiedo scusa, chiedo perdono, è vero mi sono espresso
male. Sissignore, il presidente.
Ecco, questo non può essere, presidente, una soluzione e non può
neanche legittimare il Governo a non guardare tra le pieghe di una
realtà che in questi ultimi mesi ha presentato gravi lacune ed ha
suscitato preoccupanti allarmi da parte degli stessi operatori
nelle aree industriali.
Io, davvero, non so e non riesco a comprendere - anche perché non
sedevo fra i banchi di quest'Aula nel gennaio del 2012 - quale
spirito abbia potuto improntare, il Governo e la maggioranza che
sostenevano quel Governo, ad inventarsi l'Irsap.
Un fatto anomalo mi è sembrato fissarne la sede a Caltanissetta,
davvero un fatto assolutamente senza precedenti, e mi è sembrata
anche anomala la condotta del presidente di questo istituto che, in
più occasioni, ha voluto sottolineare la amoralità di questo
Parlamento mettendolo più volte sotto accusa senza fare specifici
riferimenti.
Ora io con molta serenità, vicepresidente Lo Bello, non voglio
escludere che la gestione dell'Irsap, la precedente gestione
dell'Irsap, abbia potuto improntare la propria azione ad uno
spirito di legalità e di trasparenza, non sarei sereno con me
stesso e sarei bugiardo.
E non voglio neanche esprimere apprezzamenti su quella gestione
che nulla ha a che vedere, dal punto di vista delle accuse mosse -
alcune probabilmente fondate e legittime, altre per essere
generiche, ingenerose e quindi non credibili - io credo che le
accuse debbano prescindere dalla serena valutazione che il
Parlamento, stasera, deve poter fare.
Ma chiedo a lei, Assessore competente perché è alle attività
produttive, non ritiene che sia stato un fallimento la gestione
dell'Irsap sul piano del fatturato attivo, sul piano degli
interventi sul territorio, sul piano dell'innovazione, sul piano
della capacità di stimolare nuovi insediamenti produttivi perché
anche a questo l'Irsap è preposta.
Basta andare in giro per le aree industriali e rendersi conto, in
Sicilia, dello stato di abbandono nel quale si trovano quelle aree
alle quali spesso è stato negato persino il diritto alla ordinaria
manutenzione.
Sarebbe perfino vano chiedersi, e tuttavia approfitto della sua
presenza, assessore Lo Bello, per chiederle a che punto sono i
rapporti attivi e passivi, per esempio, dei soppressi consorzi, a
che punto sono le procedure di liquidazione degli stessi consorzi,
a che punto è la liquidazione dei beni immobili del vasto
patrimonio appartenente ai soppressi consorzi? Sono domande
legittime alle quali il Governo avrebbe dovuto dare una risposta a
prescindere dal punto all'ordine del giorno.
Ora, al di là della provocazione degli emendamenti che i colleghi
hanno voluto suggerire e che hanno determinato questa discussione,
io credo di potere lanciare un appello all'Assessore per chiedere
al Governo di porre fine a questa triste e fallimentare vicenda
dell'Irsap in Sicilia.
Non ho una soluzione preconfezionata e se l'avessi rischierei di
peccare di presunzione, sono sempre convinto che le scelte,
soprattutto le più impegnative del Governo, vanno sempre aperte al
confronto con l'Aula, ma pensare di continuare a mantenere in vita
una struttura che sul piano degli obiettivi istituzionali ha fatto
acqua da tutte le parti mi sembra davvero un atto di grave
irresponsabilità politica.
Per questa ragione, assessore Lo Bello, io mi permetto di
lanciare, a nome del mio Gruppo, abbiamo già ascoltato il
capogruppo Formica, mi sento di lanciare un appello perché lei si
impegni stasera a portare in Aula una seria proposta di riforma e
che lo faccia entro qualche settimana e, naturalmente, evitare che
si debba andare al voto sull'articolo 21, non soltanto perché, da
quello che mi sembra di capire, la posizione del Governo ne
uscirebbe soccombente, ma anche perché daremmo all'esterno un
segnale certamente non improntato a grande senso di responsabilità.
Questo è l'appello che mi sento di rivolgere al Governo nella
speranza di avere incontrato la disponibilità certamente
all'ascolto, e c'è stata, mi auguro alla condivisione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Io ho seguito con attenzione l'intervento del Presidente
Musumeci, devo dire che in Commissione abbiamo di fatto esaminato
più volte, audito, richiesto gli atti da parte dell'Irsap e
concordo che sia stata una gestione totalmente fallimentare, dove
questa riforma fatta nel 2009 sicuramente non ha portato benefici
né dal punto di vista economico, né dal punto di vista finanziario,
né dal punto di visto dello snellimento delle procedure.
Abbiamo notato che ci sono stati circa 100 milioni negli ultimi 3
anni di spese legali; abbiamo notato che non c'è stata nessuna
lungimiranza, nessuna prospettiva, nessun programma di rilancio. Ma
a ben dire ci siamo trovati ben 2 volte in Commissione, io parlo
dal punto di vista istituzionale, a dovere esaminare quelle che
sono state le proposte del Governo, dell'Assessore, vicepresidente
della Regione, che è stata più volte sollecitata, ma anche più
volte pronta nel prendere formale impegno intanto di cercare di
stralciare quella che è la posizione liquidatoria delle ASI
rispetto a quello che era il compito iniziale dell'Irsap, che
dobbiamo dirlo, ahimè, non è stato compiuto fino ad oggi.
Ed è chiaro, però, che oggi, dopo 7 anni, se dovessimo ritornare
indietro, proprio oggi noi creeremmo dei problemi, problemi dal
punto di vista gestionale, dal punto di vista dell'aggressione, dal
punto di vista del personale, perché? Noi abbiamo approvato con un
lungo dibattito queste norme che oggi si trovano nella Commissione
di merito, le abbiamo approvate proprio perché ci siamo resi conto
che, stante la situazione passata, secondo la norma, non avremmo
potuto nè gestire il patrimonio immobiliare, che doveva pur dare
una ricchezza all'Irsap, nè potere garantire il personale che pur
le sue colpe ha.
Ma le colpe, io ritengo siano state anche colpa di una scelta
sbagliata fatta allora con entusiasmo di queste innovazioni, con
l'entusiasmo di chissà quale ente che doveva dare. Ma oggi ci
troviamo ad un bivio.
Ecco perché noi abbiamo dato unanimemente questo parere
favorevole, perché abbiamo tentato di scindere quella che è la
gestione dell'Irsap da quelle che sono state anche le gestioni di
liquidazione anche da parte delle ASI.
Ora, non c'è dubbio che l'Assessore deve prendere un impegno
formale, che quello che è avvenuto fino ad oggi non può
sicuramente più avvenire.
Altro impegno è che noi siamo stati finora con Commissario ad
acta. Fino ad oggi siamo con Commissario ad acta con una
conclusione enorme, con la paralisi di tutte quelle che sono le
procedure anche di affidamento a privati o di vendita o di
acquisizione dei beni immobili che fanno parte delle ASI.
Allora, io dico che questo emendamento proposto dal Governo, vada
in questa fase approvato con l'impegno previsto in finanziaria che
entro il 10 giugno devono essere date gestioni ordinarie non più
straordinarie da parte praticamente del Governo.
Ora, il fatto che vi sia stato l'altro elemento, lo dobbiamo dire
che non sia stato la presidenza data alle associazioni di
categorie, ma se quello è stato il risultato fallimentare fino ad
oggi, noi abbiamo accettato di approvare quell'emendamento proprio
nella visione di dovere dare al Governo la massima responsabilità
di una gestione che fino ad oggi, lasciatemelo dire, non solo è
stata fallimentare, ma ha creato dei grossi problemi senza una
vigilanza da parte degli assessorati che si sono avuti, senza avere
un controllo di quelle che sono state spese a volte folli e non
giustificabili.
Allora, io penso rispetto a quelle che sono state anche le
osservazioni di alcuni colleghi dell'opposizione, che noi
praticamente diamo una approvazione condizionata perché su questo
argomento noi è giusto che ritorniamo sia nella commissione di
merito un domani ma anche in aula per potere vedere se le
condizioni poste da questo emendamento possono, sicuramente,
salvare il personale che vi è, ma soprattutto dare una gestione
ordinaria e corretta a quella che deve essere il futuro dell'IRSAP,
ma di tutte quelle gestioni che possono dare.
Quindi, dico che le ombre del passato io le ho non solo viste, non
solo verificate, non solo approfondite in Commissione, ma che
l'Assessore Lo Bello ci deve dare un impegno formale perché con
questo emendamento ci possa essere la possibilità di portare avanti
quelle che sono le parti buone di un Ente che finora è stato
paralizzato.
PRESIDENTE. Se non sto interpretando male il volere dell'Assemblea
e soprattutto dei presentatori, stiamo mandando, con procedura
d'urgenza, alla III Commissione tutta la materia contenuta negli
emendamenti relativa, sostanzialmente, alla riforma dell'IRSAP,
perché di questo si tratta. La soppressione riforma perché questo è
contenuto, con l'impegno .
MUSUMECI. La riforma del settore Ma dobbiamo sopprimere
l'Istituto
DI GIACINTO. Approviamo questo emendamento e poi
PRESIDENTE. Quale emendamento, l'emendamento del Governo non
l'emendamento Falcone; se vuole approvato l'emendamento Falcone lo
approviamo subito.
FORMICA. La norma deve andare in Commissione.
PRESIDENTE. Vanno in Commissione gli emendamenti alla norma, la
norma è stata esitata dalle Commissione di merito e dovrà essere
votata; si può bocciare o approvare, ma tutti gli emendamenti che
sono di riscrittura complessivamente della riforma vanno in
Commissione.
L'impegno preso con procedura d'urgenza.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse avrei
fatto la stessa identica proposta che ha avanzato lei. Approviamo
l'articolo 21, così come presentato dal Governo, e rinviamo in
Commissione, ma soprattutto presentiamo un disegno di legge
organico su quello che è il futuro dello sviluppo economico in
Sicilia.
Veda, Assessore, lei ha ereditato, purtroppo, una situazione
fallimentare, il termine fallimentare è stato più volte utilizzato
da chi mi ha preceduto e, purtroppo, visto e considerato l'abnorme
numero di contenziosi, l'abnorme situazione delle aree industriali,
l'abbandono in cui versano, bisogna dare ragione a chi mi ha
preceduto: è un fallimento Ma un fallimento, onorevole Papale, non
dovuto in questo caso alla inefficienza degli uffici regionali che,
bontà nostra, è all'ordine del giorno, ma probabilmente a una
visione politica completamente sbagliata nell'avere voluto
organizzare un Istituto, un IRSAP diretta espressione di
Confidustria e sottolineo diretta espressione di Confindustria,
perché l'Assessore alle attività produttive da cui dipende l'Irsap
è stato gestito per ben 8 anni da assessori, prima Venturi e poi
Vancheri, diretta espressione di una organizzazione di categoria
che, dietro il paravento dell'Antimafia predicata, ha preteso di
gestire quella che è la politica industriale in Sicilia, con un
disastro annunciato e oggi verificato.
Lei, oggi, si trova costretto a dover dire liquidiamo le ASI e le
pendenze giudiziarie ed economiche delle ASI, senza caricare
l'IRSAP di altre problematiche perché non ha altra via di uscita.
Purtroppo, devo dire che, sotto questo punto di vista, manca una
visione generale.
Le ricordo che in campagna elettorale, a cui lei partecipò insieme
a me, in tante situazioni, parlammo di una voglia di fare
ripartire la Sicilia, di avere una capacità attrattiva per gli
investimenti, di creare delle corsie preferenziali per lo sviluppo
delle imprese.
Devo dire, purtroppo, a tre anni di distanza, che molto poco di
questo è stato fatto. E, devo dire, mio malgrado che, oggi, questo
articolo presentato con una norma inserita in una finanziaria a
stralcio, non depone bene.
Lei è da poco tempo all'Assessorato, mi auguro che già abbia
acquisito gli elementi sufficienti e necessari per avere una
visione pragmatica del problema. E mi auguro che, a breve, voglia
presentare un disegno di legge di riordino complessivo dell'IRSAP,
ma soprattutto di ciò che riguarda la semplificazione burocratica,
amministrativa per le concessioni delle aree, ammesso che ve ne
siano ancora disponibili, perché tante volte mi sono informato per
avere delle aree disponibili e regolarmente mi è stato detto che
non ce ne sono. E, tante volte, imprenditori ed imprese si sono
lamentati delle lungaggini per far partire attività assolutamente
importanti. Parlo, per esempio, di attività di termovalorizzazione
con investimenti privati e di una banca etica, fra l'altro, che, da
anni, sono in attesa di una qualsiasi autorizzazione senza avere i
bastoni fra le ruote.
Lei sa che io sono un paladino della semplificazione
amministrativa. Basta andare in qualsiasi altro Stato europeo per
capire che un'impresa si apre nel giro di 30 giorni, 180 giorni, 3
mesi al massimo, 6 mesi al massimo nella peggiore delle ipotesi.
Qua, dopo 5 anni, un'impresa ancora è in attesa delle
autorizzazioni.
L'IRSAP può essere un motore di sviluppo se ben organizzato e ben
gestito, altrimenti sarà un'ennesima palla al piede allo sviluppo
della Sicilia.
Mi auguro che, sotto questo punto di vista, finalmente, il
Governo, e lei in particolare, voglia assumere degli impegni
precisi sulle aree da assegnare e sulla capacità di attrarre
investimenti esteri, in aree che oggi sono pressoché dei deserti,
abbandonati a se stesse, senza illuminazione, senza strade, senza
servizi, senza una rete telematica ed in queste condizioni, vorrei
capire che cosa dovremmo attrarre.
Vorrei semplicemente capire che cosa dovremmo attrarre
Ben venga questa norma se l'aiuta a risolvere le problematiche
aperte sul tappeto, ma con il suo impegno, domani, di ripartire con
un disegno di legge organico, sentite anche le forze politiche di
maggioranza che, fino ad oggi, non mi risulta, siano state
coinvolte su questa tematica.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onestamente, dopo il mio intervento su
quella mia interrogazione, ne ho parlato anche con l'Assessore, non
volevo intervenire. Ascoltando, però, il presidente Laccoto e, su
quelle cose che ha detto, anche il Presidente Ardizzone, mi volevo
permettere di dare qualche suggerimento, perché, vedete, molti di
noi conosciamo le vicende delle cosiddette zone industriali .
Per questioni del mio lavoro, sono costretto a frequentare la zona
industriale di Catania e di Piano Tavola tutti i giorni. Quando
sento, solo ed esclusivamente, l'aspetto teorico della questione,
non vi offendete, qualche volta, mi viene anche da ridere.
Mi viene da ridere, perché penso quella che negli anni 60 era
definita la Milano del Sud , in virtù di alcune situazioni, non
ultima la zona industriale di Catania che, se non vado errato, è la
zona industriale più grande di Italia, se non vado errato, della
Sicilia è sicuro e del meridione. Ed allora, se andiamo a
constatare quello che si vede tutti i giorni alla zona industriale
di Catania c'è da mettersi, assessore, le mani ai capelli
Presidente Ardizzone, Presidente Laccoto, se pensate per un attimo
che questa interlocuzione possa essere solo ed esclusivamente con i
deputati della Commissione, stiamo sbagliando perché, carissimo
Presidente Laccoto, noi dobbiamo capire che in primo luogo lì ci
sono e ci andranno diverse decine di attività industriali,
paraindustriali e quant'altro.
Ed allora, una delle prime cose da fare è interloquire con coloro
i quali hanno intenzione e ci stanno e quelli che vogliono starci,
perché non so se qualcuno poco fa era presente, ma io una
interrogazione, assessore ne abbiamo parlato poco fa, io ho detto
che dal 2013 ci sono una serie di imprenditori che hanno fatto
istanza per avere i terreni all'ASI e ancora dal 2013 ad oggi, per
una serie di disavventure, non si possono assegnare questa aree
Io mi ricordo nella scorsa legislatura c'è stato un assessore che
ha fatto la riforma, se non sbaglio questo assessore si chiama
Venturi, andando a sbandierare la cosa bellissime che lui nelle ASI
aveva tolto finalmente i consigli di Amministrazione e ha tolto, se
non vado errato, era una informazione giornalistica, 500
sottogoverni scordandosi che, onorevole Falcone, lei è un attento
osservatore, tutti i rappresentanti dei comuni che facevano parte
dei consorzi dell'ASI erano rappresentanti che non prendevano
nessuno emolumento, erano rappresentanti che molte volte potevano
interloquire con le associazioni industriali e con le associazioni
di categorie.
E allora, assessore, facciamola questa riforma perché ce lo chiede
sicuramente la gente, sicuramente possiamo fare il bene della
Sicilia perché ci sono, come dice l'onorevole Malafarina, una serie
di imprenditori che vogliono investire; però, la prima cosa che
dobbiamo guardare, che è la cosa più importante dal mio punto di
vista, è come razionalizzare le zone industriali, perché se noi
pensiamo che possono venire dal Nord o dall'estero imprenditori che
possono fare degli investimenti in quella situazione noi pensiamo
sicuramente bene, ma non sarà così; stiamo facendo sì che molti
imprenditori chiudono le loro aziende e vanno via
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'articolo in questione riguarda alcune peculiarità delle
problematiche dell'Irsap.
La prima fra tutte è quella dei dipendenti, ce ne sono alcune che
se, colleghi, non andiamo a scindere davvero le casse rischiano di
continuare a non prendere lo stipendio, gravi problemi. Lo ha
annunciato anche qualcuno prima di me, per me importante e
interessante, e credo che sia la lettera g) del primo comma che
dobbiamo assolutamente mantenere, cambiamo se volete miglioriamo,
discutiamone, ma è quella assolutamente necessaria che venga
approvata in questa riforma.
Io voglio, invece, parlare dell'altro aspetto, quello più
propriamente politico di questo Istituto regionale, e mi riferisco
alle prime lettere del primo comma: la a), la b), la c), la d).
Io vi ricordo che la legge regionale n. 17 del 2013, che questo
Parlamento ha approvato durante questa legislatura, riguardava
proprio il cambio delle modalità di scelta delle governance
dell'Irsap, il Presidente della III Commissione al tempo era Bruno
Marziano, oggi assessore di questo Governo, e qui in quest'Aula si
decise all'unanimità di votare quella legge, che decideva
finalmente di ridare in mano agli imprenditori iscritti nelle
associazioni di categoria maggiormente rappresentative di questa
regione, la guida di quell'ente, perché i tre che venivano eletti
poi andavano a costituire il consiglio di amministrazione insieme
ai due che erano nomianti dall'assessorato alle attività
produttive, e fra i tre eletti dall'associazione di categoria il
Presidente della Regione nominava il Presidente dell'Irsap.
Voi mi direte ma questa regola dice non ha funzionato, ebbene
questa regola non ha funzionato perché quell'assessorato, e
quest'assessorato, e questa politica, e questo Governo non hanno
voluto farlo funzionare quel sistema, e oggi si ritorna di nuovo
indietro si chiede a questo Parlamento di ritornare di nuovo
indietro, a come eravamo prima.
Ora io ho ascoltato con grande interesse l'intervento
dell'onorevole Malafarina, perché lui è vero aveva ragione, e ha
ragione, quando dice che da otto anni Confindustria pesantemente è
alla guida di questo assessorato, era alla guida di questo
assessorato, ma da otto anni è alla guida di questa regione, è alla
guida di questo Governo, è alla guida di questo Presidente della
Regione, perché io non posso dimenticare quando all'inizio, quando
sono stati designati gli assessori, alla domanda di una giornalista
al Presidente Crocetta che gli chiedeva la Vancheri a quale partito
fosse in quota, lui rispose in quota Montante, non lo dimentico,
non posso dimenticarlo.
E allora io non ci sto oggi qui a sentirmi dire ancora una volta
che dobbiamo tornare indietro a situazioni di quel tipo, quelle
sono le stesse persone che ci sono nelle intercettazioni di tenda
rossa, quando con Gemelli parlano e si spartiscono i posti, e
dall'Irsap parte la nomina al cda dell'Isa a Siracusa dello stesso
Gemelli, proprio per una contrattazione e spartizione di poltrone,
di favori e di posti, non ci sto a questa cosa, e non ci sto a
tornare indietro, ed è ora che questo Parlamento cominci a
prendersi la responsabilità delle norme che vota, perché non è
possibile che ogni volta facciamo un lavoro, e subito dopo quando a
qualcuno non conviene più si ritorna di nuovo indietro, colleghi
ribellatevi a questo stato di cose perché ne va anche del vostro
onore, della vostra faccia, voi tornate sui territori e parlate con
la gente.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che l'Irsap
non ha funzionato non è che ne stiamo prendendo atto stasera, se
l'istituto in questi anni avrebbe dato risposte agli imprenditori,
io credo che l'assessore non sarebbe qui stasera a proporre questo
articolo, proprio per questo noi dobbiamo approvare questo articolo
caro collega Falcone, perché che cosa fa questo articolo, questo
articolo non fa altro che definire due aspetti. Una cosa è l'Irsap,
una cosa è l'ASI, noi definiamo con questo articolo undici
liquidazioni, mettiamo al riparo la Regione siciliana da eventuali
rischi che i creditori vanno ad aggredire la Regione. E in questo
momento è così, quindi noi stasera dobbiamo prendere atto di una
cosa, di undici liquidazioni, undici liquidazioni che non saranno
date come prebende ad esterne, perché nella norma è stato scritto
che vanno ai dipendenti all'interno dell'Irsap, a chi ha le
qualifiche funzionali per fare le liquidazioni a titolo gratuito,
per cui noi stasera non possiamo fare altro approvarla questa
norma, mettiamo al riparo la Regione Sicilia, e non mettiamo a
rischio in ogni caso i creditori, non li mettiamo a rischio perché
abbiamo visto in Commissione Bilancio, perché l'assessore aveva
apportato e credo che ce l'abbia anche stasera qui, la situazione
patrimoniale di ogni ente, di ogni asi, e con le vendite dei
capannoni non solo riusciamo a coprire tutti i debiti, ma riusciamo
ad avere anche degli utili.
Se noi stasera, come folli, votassimo la legge e l'articolo
riscritto così come ha fatto l'onorevole Falcone, da domani mattina
non capisco chi gestisce cosa, chi gestisce le aree, chi gestisce
le strade, chi gestisce l'illuminazione, chi gestisce i servizi.
Non mi dite che volete passare questo ai Comuni, perché li finiamo
d'ammazzare. Non mi dite che li volete passare ai Liberi Consorzi,
perché sapete che mancano duecento e passa milioni per poterli fare
funzionare oggi.
Per cui questo rispetto a ciò che dobbiamo fare, poi sono
d'accordo eventualmente a fare una riforma organica del sistema e
che non è quello che in questi anni ha portato avanti
Confindustria, il sistema che poteva funzionare, siamo tutti
d'accordo su questo. Ma stasera il buon senso vuole che noi
approviamo questo articolo perché metta al riparo la Regione da
eventuali danni nei confronti dei creditori.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il tema che stiamo
ponendo è un tema difficile che potrebbe travolgere anche il
bilancio della Regione se non riusciamo ad operare con oculatezza e
con attenzione.
Giustamente, la III Commissione, la Commissione di merito, ha
esaminato e discusso lungamente un testo che ha come obiettivo
quello, non solo di riformare l'IRSAP, ma quello soprattutto di
separare le responsabilità fra l'IRSAP e gli ex consorzi ASI.
Perché da alcuni mesi a questa parte si sta innescando un processo
per cui si attaccano le ex ASI e, contemporaneamente, viene
attaccato il patrimonio dell'IRSAP che, in questo caso, per la
maggior parte sono le risorse destinate ai lavoratori.
Per questo motivo, quando l'articolo, che ha avuto il parere
favorevole ed è stato emendato dalla Commissione di merito, è
arrivato in Commissione bilancio, dovendosi occupare la Commissione
bilancio solo degli aspetti relativi alla copertura, ci siamo posti
in maniera scrupolosa discutendo per tre giorni di seguito come
fare per salvaguardare gli interessi intanto della Sicilia, quindi
poi dei lavoratori, e per salvaguardare il patrimonio della
società.
Perché è chiaro che noi non possiamo esporre il patrimonio liquido
della società, che poi sono gli stipendi dei lavoratori,
all'attacco quotidiano di coloro i quali hanno crediti nei
confronti delle ex ASI.
Crediti che, per essere chiari, non sono in modo omogeneo, non
sono in modo conforme. Crediti che sono distribuiti in maniera non
equa su tutto il territorio, per cui abbiamo ex ASI che hanno
operato in maniera lineare, corretta con pochi contenziosi - tant'è
vero che pochi incarichi a legali sono stati dati - e invece ex ASI
dove oggettivamente vi sono delle situazioni, delle incrostazioni,
non colmabili attingendo al patrimonio comune.
Perché, per essere chiari, in questa vicenda perché la Commissione
bilancio, ma ancor prima la III Commissione, ha cercato di separare
le responsabilità delle ex ASI dall'IRSAP? Perché è evidente che
non è possibile che non ci sia nessuno che ha commesso delle
imprudenze o comunque anche dei reati di natura amministrativa e
che tutti sono eguali fra di loro perché essendo tutti eguali
nessuno è colpevole.
Quindi la necessità di separare il passato dal presente e dal
futuro serve anche ad individuare chi nel passato ha fatto un uso
poco appropriato delle risorse dell'ASI. Su questo non possiamo
assolutamente fare finta di non capire, su questo non possiamo fare
finta di non vedere ciò che è successo Un ritorno all'ancien
regime, oggi non è possibile.
Noi dobbiamo bonificare le ASI, dobbiamo chiarire quello che è
successo. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e poi,
una volta bonificate le varie ASI e assuntesi ognuno le proprie
responsabilità, possiamo pensare ad una riforma.
E del resto vedete, cari amici deputati, noi abbiamo la necessità
di dare all'IRSAP una guida. Non è possibile che questa società
continui ad operare in maniera non uniforme, quasi fosse una
succursale della provincia di Caltanissetta in tutte le province di
Sicilia. Come se i vari territori non fossero in grado di gestire
il proprio futuro e si siano affidati in questi anni a soggetti
provenienti da questa Eldorado che è la provincia di Caltanissetta
e che come obiettivo finale è stato quello di sperperare il
pubblico denaro e di portare ad esempio al fallimento l'autoporto
in provincia di Siracusa. E vede, onorevole Cancelleri, lei fa bene
a sollevare il problema e lo faccio anch'io con la stessa forza con
cui lo fa lei.
Però se questa Aula continua a dare al Governo l'alibi di non
nominare i componenti del Consiglio di Amministrazione dell'IRSAP,
continueremo ad avere un Commissario, Presidente Lo Bello, che non
può continuare ad essere un Commissario ad acta. O lo fate
diventare un Commissario straordinario o lo sostituite. Non è
possibile che in una società così importante continui ad avere un
Presidente, un legale rappresentante che non è nelle condizioni di
operare.
Per cui veda, Presidente Crocetta, su questa vicenda lei non può
fare finta di non sapere. O lei nomina la Brandara Commissario
straordinario o la sostituisce. Così non possiamo andare.
Allora, colleghi, per essere chiari, chi non vuole questa legge,
chi vuole ritardare questa legge, vuole che questa situazione di
precarietà, e non voglio usare altri termini, continui a persistere
in Sicilia.
Approviamo questa legge, diamo degli organi a questo IRSAP,
separiamo le due amministrazioni, cioè il passato dal futuro, e
dopodiché ha ragione il Presidente Ardizzone possiamo fare una
nuova legge, possiamo fare tutto quello che vogliamo. Ma non è
possibile che ogni volta che ci proviamo a fare una legge devono
essere trovate delle anomalie nella legge che si vara che non
esistono, non sono comprensibili e che serve solo a far sì che la
restaurazione e che coloro i quali in questi anni hanno operato in
maniera poco corretta, continua a rimanere ai posti di comando.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiaramente gli emendamenti
soppressivi rimangono perché riguardano sia l'articolo in generale
che le singole questioni. Gli emendamenti che vanno in Commissione
sono: 21.7, 21.17, 21.11, 21.6, 21.23, 21.24, 21.20, 21.21 e 21.22.
LO BELLO, assessore per le attività produttive Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per le attività produttive Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che la discussione che qui avete
affrontato, ed abbiamo affrontato perché questo dell'IRSAP, così
come diceva il Presidente Laccoto, ha visto impegnata la
Commissione per ben tre sedute. E, così come diceva il Presidente
Vinciullo, anche in questa occasione, in Commissione Bilancio,
abbiamo approfondito ogni singolo emendamento di questo articolo.
Tra gli interventi di oggi, io vorrei riassumere un po' i primi
tre interventi quelli dell'onorevole Falcone, dell'onorevole Alongi
e, per ultimo, quello dell'onorevole Musumeci.
E nel cominciare con un quesito che si poneva l'onorevole Falcone,
del perché una sede fatta a Caltanissetta dell'IRSAP, e devo dire
che, in questo senso, siamo dell'idea e quindi forse in questo
conveniamo che la sede dell'IRSAP debba essere a Palermo. Ce lo
chiediamo anche noi e credo che sia davvero ora, però, di guardare
all'IRSAP, ma guardarla nella sua vera natura: l'IRSAP non è mai
partita Di fatto l'agenzia, così come era stata pensata, chi
l'aveva ideata - probabilmente l'assessore dell'epoca, in una sorta
di diatriba tra l'Assessorato Attività produttive e l'Assessorato
al Bilancio - avevano determinato una struttura le cui gambe erano
assolutamente prive della forza necessaria per poter andare avanti.
Convengo col fatto che l'IRSAP, ad oggi, non ha realizzato, non ha
di fatto avuto quelle funzioni che, nella mente del legislatore
probabilmente, doveva avere e che, quindi, dobbiamo capire a che
punto siamo e perché, oggi, abbiamo proposto questi emendamenti,
che non sono una legge organica sull'IRSAP e credo che, qui, le
proposte che venivano fatte, per una seria riforma dell'IRSAP quale
strumento per le aziende, sia un passaggio che analizzeremo e che
verificheremo tutti insieme.
Abbiamo un'esigenza, lo dicevate tutti, che è quella della
semplificazione, che io credo che davvero dovremmo cercare di
raggiungere come obiettivo. Ma lo diceva anche chi, come
l'onorevole Cancelleri, ha posto un problema: oggi bocciare
l'IRSAP, cancellare l'IRSAP significa non solo far fare alle
imprese siciliane un passo indietro, ma significa, di fatto, non
realizzare quell'opportunità, per tutte le imprese di Sicilia, che
proprio nell'IRSAP hanno invece la possibilità di realizzare
percorsi.
Veniva detto che, se oggi noi dovessimo bocciare questo
emendamento, significherebbe annullare tre obiettivi. Primo, la
messa in sicurezza delle risorse dell'IRSAP. Perché, vedete,
l'IRSAP non è un'agenzia che sta male, vorrei ricordare che il
totale delle attività di tutta l'IRSAP è pari a 477.503.000 euro
mentre, invece, le passività sono pari a 276.571.000 euro. Solo tre
aree ASI risultano essere in disavanzo e sono quella di Agrigento
per una cifra certamente eccessiva, come quella di 38.989.390 euro,
Enna per circa 3 milioni e Messina per altrettanti 3 milioni.
Quindi, complessivamente, il patrimonio delle ex aree ASI, nel
fare un conto tra avanzo e disavanzo, abbiamo 159.127.963. Quindi
abbiamo un avanzo di amministrazione che permette, al di là del
pagamento dei debiti, davvero di soddisfare tutti i creditori,
anche per quelle province di Agrigento, Enna e Messina - che sono
le tre province di cui ci siamo occupati più degli altri - e
crediamo che le procedure di conciliazione con i creditori possano
permettere, realizzato ciò che questo emendamento prevede, lo
diceva l'onorevole Di Giacinto: finalmente separiamo la gestione
delle ex aree ASI messe in liquidazione, con le gestioni dell'Irsap
nominando a costo zero 11 commissari liquidatori.
E credo che 46 milioni sono certamente una cifra improponibile se
noi dovessimo pensare di valutarla come importo da dovere prelevare
dalle casse delle regioni, perché questo finirebbe per accadere se
noi oggi non dovessimo approvare questa norma.
Per cui credo, e vorrei in questo richiamare l'attenzione
dell'Aula tutta, anche dell'opposizione, che abbiamo la necessità:
primo di mettere in sicurezza quelle risorse, lo avete detto tutti,
che servono per pagare i salari dei dipendenti delle ex aree ASI;
secondo, abbiamo la necessità di mettere in sicurezza quelle aree
per cui sono state create, offrendo la possibilità di acquisto da
parte di chi le la avute in affitto per tutti questi anni.
E dobbiamo, per ultimo, dire che le questioni della governance, la
governance dell'Irsap nei prossimi giorni, come certamente ho più
volte detto in Commissione Attività produttive' ed anche in
Commissione Bilancio', l'Irsap, la Crias e l'Ircac avranno la loro
governance, e l'avranno per giugno tenuto conto che insieme al
Presidente Crocetta ed alla Giunta, nelle prossime giunte porteremo
le proposte per i consigli di amministrazione che vedranno il
presidente dell'Irsap, così come quelli della Crias e dell'Ircac,
nominato tra i componenti di parte pubblica, mentre, invece, per i
vicepresidenti, con le modifiche che verranno apportate agli
statuti che fisseranno, da un lato il numero della composizione dei
consigli di amministrazione a tre e dall'altro finiranno col
prevedere snellimenti di procedure anche per quanto riguarda
procedure interne all'Irsap, alla Crias ed all'Ircac.
Perché vorrei ricordarlo, sono tutti e tre enti soggetti a
controllo dell'assessorato delle attività produttive che vedranno
prima dell'estate le governance, normali governance alla loro
guida.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 21.2,
degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 21.7 e 21.17 sono stati inviati in Commissione.
Si passa all'emendamento 21.3, degli onorevoli Falcone ed altri.
Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 33
Contrari 24
(E' approvato)
Gli emendamenti 21.1 e 21.13 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 21.5, degli onorevoli Falcone ed altri.
Il parere del Governo?
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 37
Contrari 23
(E' approvato)
L'emendamento 21.8 è assorbito.
Si passa all'emendamento 21.1 degli onorevoli Cancelleri ed altri.
Presidenza del Presidente Ardizzone
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Parere del governo contrario, la Commissione contraria a
maggioranza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 25
Astenuto 1
(E' approvato)
L'emendamento 21.15 è assorbito.
Si passa all'emendamento 21.16, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, siccome successivamente al 21.16 c'è
l'emendamento 21.10, ritiro l'emendamento 21.16, che sopprime la
lettera g), perché noi non la vogliamo sopprimere ma modificare.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.10, degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, per illustrare brevemente
l'articolo, senza aprire discussione. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, l'emendamento sostanzialmente in cosa
si differenzia rispetto alla norma già nel testo. Si differenzia
che lasciando intanto le due posizioni, come diceva l'onorevole Di
Giacinto, quella delle ex ASI e quella dell'Irsap, noi consentiamo
che i commissari liquidatori siano presi, siano individuati oltre
che tra i dirigenti anche tra i funzionari direttivi. Lo consente
la legge e i funzionari direttivi delle ex ASI. Quindi, è una norma
di buon senso di risparmio che immediatamente individua già in loco
gli stessi commissari liquidatori non soltanto in possesso dei
requisiti chiaramente previsti dalla norma. Quindi è una norma che
semplifica e consente anche un risparmio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.10. Il parere del
Governo?
LO BELLO, assessore alle attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 21.18 è precluso.
L'emendamento 21.19 è ritirato.
Si passa all'emendamento 21.12, degli onorevoli Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
entra nel merito delle prospettive di sviluppo di un importante
territorio della città di Messina perché le zone ex ASI, ZIR e ZIS
sono esattamente il cuore, il centro vitale della città di Messina,
del comune di Messina sulle quali vi è un ampio dibattito nel
merito di ciò che si vorrebbe fare etc.. però io credo anche e
chiaramente bisogna programmare in queste aree, bisogna
pianificare, bisogna avere una prospettiva di città. Il problema è
questo però: io ho voluto emendare perché il Governo ripescando
probabilmente quella che era l'intenzione di un precedente disegno
di legge in parte chiaramente si intende solo per l'aspetto del
cambiamento di manutenzione da ordinaria a straordinaria,
presentato dai DR allora che non portarono poi più avanti, perché
appunto ci fu anche un dibattito in città su questa cosa importante
e acceso. Cosa fa sostanzialmente, introduce la possibilità che in
queste aree si possa senza una pianificazione pensata che era
demandata dal Comune fare manutenzione straordinaria, quindi aprire
sostanzialmente a tutte quelle che sono le attività di manutenzione
straordinaria prevista dal codice dell'edilizia. Però il discorso è
ancora più sottile ed è per questo che io propongo di
contestualizzare e di restringere il campo perché non vorrà questo
Parlamento togliere le castagne dal fuoco al comune di Messina,
voglio sperare perché noi abbiamo dal 2012, l'articolo 24 della
legge 8 del 2012 prevedeva allora per questa ex ASI che il comune
entro 60 giorni facesse un piano di recupero Cosa che non ha fatto.
Noi lo abbiamo chiesto personalmente. L'ho chiesto all'attuale
assessore a Messina cosa dobbiamo fare, se ha intenzione di
pianificare su questa area perché in questo momento sei tu e da tre
anni sono loro. Io non comprendo se c'è un accordo rispetto al
quale si vuole calato dall'alto, dalla Regione una prospettiva di
vabbè vediamo, intanto il comune non si pronuncia, non pianifica'.
Dovrebbe farlo e nel frattempo però la Regione praticamente si
sostituisce alle prerogative dell'ente comunale di pianificazione e
di Governo del proprio territorio, io ipotizzo chiaramente, ma la
politica è arte del prevedere e pianificare, studiare perché
avvenga ciò che è meglio, che non avvenga a Messina che si ponga il
carro davanti ai buoi', cioè che attuali capannoni, attuali
strutture, vengano modificate nelle more che si faccia il PI, nelle
more che si faccia il PIAU, perché ci sono varie fasi progettuali
ancora tutte da definire, in itinere.
Si parlava di un progetto condiviso, ma non c'è nessuna
condivisione con la città ed io mi potrei trovare, domani, centri
commerciali a iosa perché attualmente, non essendoci un piano
regolatore vigente su quell'area, vige il piano regolatore della ex
ASI scaduto nel 2012.
Dopodiché non ci vuole nulla, come del resto già avvenuto, che si
facciano tutta una serie, dico per dire, sto facendo ipotesi: di
centri commerciali e poi allorquando più in là ci troveremo a
dovere pianificare la città che vogliamo e non soltanto quindi
avere, che vi posso dire, parchi urbani, ma avere strade, avere
strutture, avere edifici pubblici, ci troveremo nelle condizioni di
potere avere, che ne so, edifici e centri commerciali, cosa di cui
non penso che la città abbia propriamente bisogno, dato l'attuale
accumulo di strutture di questo genere che troveremmo già fatti.
Dopodiché la pianificazione verrebbe fortemente mortificata, oltre
a ciò c'è anche un discorso di pianificazione residenziale. Il
discorso è questo, io chiaramente, credo di interpretare la volontà
di chi ha proposto questo emendamento alla legge 8, pensando che
noi non dobbiamo essere per l'immobilismo.
E' chiaro che chi opera e fa commercio e produce in quelle aree
deve avere la possibilità di farsi un'attività, farsi una struttura
per un bagno che abbia i requisiti a norma di legge, deve avere
questa possibilità, ma che non si sfrutti questa chiave per potere
avviare un processo non pianificato.
Pertanto il mio emendamento va a regimentare l'attuale condizione
di vacuità,d i indefinitezza. Spero che l'Aula, diciamo, voglia
accogliere questo consiglio e soprattutto speriamo che il Comune di
Messina vada avanti in questa progettazione che la città glielo
chiede.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace ogni
volta che c'è una questione che riguarda Messina, trattenere i
colleghi, però questo è un argomento importante e voglio spiegare
perché ho presentato questo emendamento che prevede anche la parola
straordinaria' nella legge che avevamo approvato nel 2012.
Intanto voglio dire alla collega che non è così come lei immagina,
la parola straordinaria', non è altro che dare la possibilità a
tutti coloro che sono rimasti bloccati purtroppo dal 2012, da
quando abbiamo fatto la legge, che riguarda una zona di Messina,
esattamente la zona Zir e Zis, dove c'era un vincolo industriale in
tutta quell'area.
Questo vincolo però è stato fatto ed è stato messo in quella zona
50 anni fa. Nel frattempo, ci sono stati degli insediamenti in
tutta quella zona, che chi è di Messina conosce bene, che parte dal
Viale Europa e arriva fino al Ventiquattresimo Artiglieria, in
tutta quella zona ci sono stati degli insediamenti anche abitativi,
commerciali, addirittura ci sono pure delle scuole.
Quindi, è stata stravolta quella che era la vecchia destinazione
di quella zona Zir e Zis.
Nella legge 8 del 2012, abbiamo tolto questo vincolo dicendo al
Comune di fare un piano di riqualificazione e di recupero di tutta
questa zona. Il Comune purtroppo ,nei sei mesi previsti dalla
legge, non ha fatto questo piano di recupero e quindi è successo
che in tutto questo tempo i proprietari degli immobili che ricadono
in quella zona che avevano il vincolo industriale non potevano fare
la manutenzione straordinaria e, proprio per evitare che qualcuno
ci speculasse sopra, nel frattempo, avevamo messo, avevo scritto,
che era possibile fare soltanto l'ordinaria manutenzione, pensando
che il comune si attivasse, entro i 6 mesi, a fare un piano di
recupero e di riqualificazione di quella zona.
La parola straordinaria, quindi, non può essere intesa così come è
stato scritto nel subemendamento, signor Presidente, perché quando
si dice sostituire le parole straordinaria su fabbricati ed opere,
mantenendo comunque la destinazione d'uso , ricordo che la
destinazione d'uso non si può cambiare attraverso una manutenzione
straordinaria, ma bisogna presentare un progetto ed una richiesta
al servizio urbanistica.
Pertanto, se gli uffici mi seguono un attimo ritengo che il
termine straordinaria riguardi la manutenzione. Per fare un cambio
di destinazione d'uso, o anche il titolo abitativo ricevuto,
bisogna fare una richiesta ed una progettazione. La manutenzione
straordinaria, invece, è un'altra cosa: è una richiesta che viene
fatta attraverso un articolo che riguarda le regole
dell'urbanistica, ma che non ha nulla a che fare col cambio di
destinazione d'uso.
Voglio dire, con la manutenzione straordinaria non si può ottenere
né il cambio del titolo abitativo, né il cambio di destinazione
d'uso.
Per me, quindi, l'emendamento è improponibile.
Dico, per carità, non ho nulla in contrario perché sono stato il
primo a dire bisogna effettuare solo l'ordinaria manutenzione ,
però, abbiamo, purtroppo, posto un vincolo nei confronti di tutti
coloro che hanno la proprietà di questi immobili. Ecco perché ho
inserito la straordinaria manutenzione. Ripeto, però, la
straordinaria manutenzione non può comportare il cambio del titolo
abitativo oppure il cambio di destinazione d'uso, perché è una
pratica completamente diversa, bisogna presentare un progetto,
bisogna avere i pareri. Non c'entra nulla con la manutenzione
straordinaria.
Chiedo, quindi, agli uffici, se questo emendamento è compatibile e
poteva essere inserito in questo modo. Se è compatibile, per
carità, lo possiamo approvare, ma non vorrei che si facesse
confusione. Ripeto, l'articolo che è passato in Commissione
Bilancio', che ho approvato, prevede solo la straordinaria
manutenzione, che non ha nulla a che fare né col titolo abitativo,
né col cambio destinazione d'uso.
Spero di essere stato chiaro nei confronti degli uffici, del
Presidente e dei colleghi.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, faccio mio l'intervento della collega
Zafarana, perché comunque la precisazione dell'onorevole Rinaldi è
esatta. Secondo me, state dicendo la stessa cosa, onorevole
Rinaldi.
L'onorevole Zafarana sta limitando la straordinarietà
dell'intervento a delle condizioni ben determinate. Su questa
norma, onorevole Rinaldi, lei sa che siamo stati promotori di un
disegno di legge che, poi, è stato ritirato perché il comune aveva
garantito, in tempi brevi, il suo intervento, intervento che
regolarmente non c'è stato. Con l'onorevole Greco, siamo stati
forieri di questa cattiva notizia, l'avevamo anticipato due anni
fa. Abbiamo atteso due anni. Oggi, quanto meno, si mette mano alla
straordinarietà delle ristrutturazioni.
Ritengo che l'emendamento dell'onorevole Zafarana sia
perfettamente accettabile perché, comunque, lo strumento di
pianificazione deve essere fatto, a questo punto, dal comune.
Non ci possono essere errori di fraintendimento sui cambi di
destinazione d'uso.
Non ce ne sarebbero comunque, sono d'accordo con lei, onorevole
Rinaldi, però, è ovvio che una parola in più che limiti, in questo
caso che costringa il comune a mettere mano a questo strumento di
riordino
Onorevole Rinaldi, lo strumento di riordino è un pannicello caldo
RINALDI. Ma non c'entra il comune. Non può mettere la manutenzione
straordinaria, non è prevista.
PICCIOLO. Assolutamente, non è prevista la manutenzione
straordinaria. Certamente, non è previsto. Ma siccome, se gli
uffici renderanno ammissibile questo tipo di emendamento, nulla
quaestio, a precisare ancora i termini della discussione. Secondo
me, è un ragionamento che consente di ridare, come dice bene, la
patata bollente a chi ce l'ha chiesta, a chi ha fatto tanto battage
quando avevamo proposto una norma a volumetria zero ed a
valorizzazione zero, quindi, per evitare proprio speculazioni
edilizie, su un'area così preziosa che va regolamentata da uno
strumento urbanistico corretto. Dice bene l'onorevole Zafarana. E'
quello che sostenevamo noi nel nostro disegno di legge di due
righe, mi sembra che tardivamente si sia arrivati ad una
conclusione che era quella che avevamo proposto noi. Ancora
attendiamo questa norma da parte del comune e credo che attenderemo
per qualche legislatura.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 21.12, a firma
dell'onorevole Zafarana.
LO BELLO, assessore per le attività produttive. Contrario.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio per
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti e votanti: 52
Maggioranza: 27
favorevoli: 31
contrari: 20
astenuti: 1
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23
Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11
ed all'articolo 21 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3
1. L'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e
successive modifiche e integrazioni è così modificato:
a) al comma 8 bis dopo le parole previa delibera della Giunta
regionale sono inserite le seguenti: da adottarsi entro 15 giorni
dalla conclusione delle istruttorie di cui al comma 8 quater ;
b) al comma 8 ter dopo le parole La Giunta regionale sono
inserite le seguenti: , entro 15 giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di stabilità regionale, e le parole entro 30
giorni sono sostituite con le seguenti: entro 15 giorni ;
c) il comma 8 quater è sostituito dal seguente:
8 quater. Le istruttorie di concessione dei contributi relative
alle istanze presentate dagli enti di cui al comma 1 sono definite
entro il termine di 15 giorni dalla scadenza prevista dal comma 8
ter per la presentazione delle stesse. ;
d) al comma 8 quinquies dopo le parole del decreto sono
aggiunte le seguenti: dell'Assessore regionale per l'economia di
cui al comma 8 bis. .
2. Al comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3, le parole finanziati sulla programmazione nazionale e
comunitaria sono soppresse».
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, sull'ordine dei lavori no, lei più volte l'ha
chiesto, faceva assembramento. Vi dico subito così evitiamo che
ognuno abbia le proprie teorie: noi stasera chiudiamo il testo base
di legge, gli aggiuntivi vanno domani, onorevole Greco. Vanno
domani perché siamo pagati per lavorare Vanno domani Ho sentito
un po' gli umori di tutti e si va a domani, intanto
(Brusio in Aula)
Si passa all'emendamento 23.1, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni ed altri.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 23, però vorrei fare un appello a lei: lei ha detto
che ha contattato a tutti e che si è convenuto di rinviare a
domani.
PRESIDENTE. Diciamo che mi hanno contattato dietro perché ognuno
ha l'esigenza di rinviare a martedì. Noi entro questa settimana
dobbiamo approvare la legge.
SAMMARTINO. Si lavora di notte
PRESIDENTE. Di notte non si lavora Se lei ha esigenze nella sua
città vada lei ma lasci lavorare i deputati. Scelgo io in base al
calendario che ci siamo dati e che è stato approvato dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
GRECO GIOVANNI. Presidente Ardizzone, la invito a fare intervenire
un deputato per Gruppo parlamentare e lei dopo
PRESIDENTE. Onorevole Greco, pensavo che lei mi venisse incontro,
già ho detto che gli aggiuntivi verranno trattati domani, noi siamo
pagati per lavorare, non possiamo lavorare solo due giorni, un
giorno e mezzo
Non mi potete dire andiamo avanti perché ognuno ha le proprie
esigenze, ognuno mi ha espresso esigenze di carattere personale e
non è tollerabile.
GRECO GIOVANNI. Chi io?
PRESIDENTE. Non sto parlando di lei Chi vuole rimanga in Aula.
GRECO GIOVANNI. Io volevo fare un intervento per cercare di
mettere un poco di ordine Dichiaro di ritirare l'emendamento
soppressivo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 23.2, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
23.3.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
23.5 a firma dell'onorevole Anselmo. Lo fa proprio l'onorevole
Lupo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, l'emendamento presentato dall'onorevole Anselmo e che
faccio mio precisa che gli enti che partecipano agli avvisi
sostitutivi dell'ex tabella H, non possono accedere ad altri
contributi per le medesime attività, evidentemente, per altre
attività quali possano essere progetti che non hanno nulla a che
vedere col finanziamento ottenuto dai fondi ex tabella H, possono
essere comunque presentati, diversamente noi avremmo la difficoltà
di un ente che nell'incertezza anche di potere accedere ai fondi ex
tabella H, nel frattempo, non potrebbe partecipare, per esempio, ad
altri avvisi pubblici, ancorché riguardanti attività previste dallo
Statuto, per esempio svolte dall'Assessorato ai beni culturali o da
altri assessorati.
CROCETTA, presidente della Regione, Stiamo parlando degli
interventi per il contributo?
LUPO. No, stiamo parlando della possibilità che un ente che per le
attività generali previste dallo Statuto presenta l'avviso ex
tabella H per le attività ordinarie, se poi, per esempio, viene
emesso dalla Regione o da altri enti un altro avviso per progetti
specifici che esulano dalle attività ordinarie, ha diritto comunque
di partecipare, solo questo, quindi, precisiamo che se si tratta
delle medesime attività non può accedere ad altri finanziamenti, se
si tratta di progetti aggiuntivi, diversi, per attività che nulla
hanno a che vedere con l'attività ordinaria dell'ente hanno diritto
di partecipare, solo questo.
PRESIDENTE. E, allora, il parere del Governo sul subemendamento
23.5.1?
CROCETTA, presidente della Regione, Favorevole.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione pongo in votazione il subemendamento 23.5.1 che
sostituisce il 23.5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 23.4 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Disposizioni in materia di personale dell'Ufficio
legislativo e legale
della Presidenza della Regione
1. Al comma 12 dell'articolo 26 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, dopo le parole Presso l'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze sono aggiunte le
seguenti: e, per il solo esercizio finanziario 2016, presso
l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della
Regione , e dopo la parola unità sono aggiunte le seguenti:
per ufficio .
2. Per le finalità di cui al comma 1, è data priorità ai
lavoratori delle ex province forniti di idonei titoli.
3 Agli oneri di cui al comma 1, quantificati in 225
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2016, si fa
fronte mediante riduzione di pari importo, per l'esercizio
finanziario medesimo, dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 16, comma 2, della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9».
Sono stati presentati tutti emendamenti soppressivi. Sono
tutti ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Commissione per l'emersione del lavoro nero
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'allegato 4 della
legge regionale 17 marzo 2016, n. 4, Missione 1, Programma 2,
capitolo 104537, è incrementata di 30 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2016.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede, per
l'esercizio finanziario medesimo, mediante riduzione di pari
importo dell'autorizzazione di spesa di cui all'allegato 1,
parte A, del comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3, per le finalità dell'articolo 7 della
legge regionale 25 novembre 2002, n. 20 (capitolo 373312)».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati. L'Assemblea ne
prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 26 è quello finale.
Allora, onorevoli colleghi, seguitemi un momento: sono
arrivati diversi colleghi evidenziando l'esigenza di
aggiungere ulteriori emendamenti, a parte quelli che sono
stati già esitati dalle Commissioni. Gli emendamenti che
sono stati esitati dalle Commissioni di merito per me sono
tutti ammessi, però, nulla osta, se c'è una convergenza -
alcuni sono stati presentati con le firme di tutti i
Capigruppo - di fare una valutazione, sul momento, comunque,
io ho ammesso come aggiuntivi quelli che sono passati dalle
Commissioni.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, con riferimento al tema posto da ultimo dal
Presidente dell'Assemblea, vorrei sottoporre all'attenzione
dell'Aula, ma soprattutto del Governo, due temi che ritengo, per
ragioni diverse, essere di straordinaria rilevanza politica e
sociale.
La prima questione è quella relativa al finanziamento delle scuole
dell'infanzia. Non mi era mai capitato, devo dire, di vedere un
Presidente della Regione che firma una petizione. Io accolgo la
firma di quella petizione sui fondi alle scuole per l'infanzia da
parte del Presidente della Regione come un patto siglato dal
Presidente della Regione con le scuole dell'infanzia e siccome
pacta sun serranda, caro presidente Crocetta, auspico che dopo la
firma delle petizioni, dopo l'intervento in Aula del capogruppo del
PD, dopo l'intervento voluto, forte e convinto del Presidente della
Commissione Bilancio, non si trasformi tutto in fuffa perché è
arrivato il momento che ciascuno di voi ci metta la faccia per
spiegarci se c'è la volontà di risolvere il problema, come in tutti
i modi in Commissione Bilancio ha cercato di fare il presidente
Vinciullo, oppure no.
L'assessore per l'economia che questa sera non c'è, ieri sera ci
ha spiegato che ci sarebbe un assestamento di bilancio che verrebbe
in Giunta il 17 maggio, e che in quel caso si potrebbero trovare i
tre milioni.
Io desidero sapere, ora, dal Presidente della Regione, perché per
me conta quello che dice il Presidente della Regione fino a prova
contraria e spero di non essere mai deluso in questo, se quello che
dice il Presidente della Regione è un impegno del Presidente della
Regione e, allora, trovate i fondi che ci sono e dopodiché votiamo
questa sera, o al massimo domani, secondo quella che è la
tempistica dettata dalla Presidenza dell'Assemblea, il
finanziamento delle scuole paritarie e delle scuole dell'infanzia.
Poi, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, signori
capigruppo e Governo, ha firmato un emendamento che, in buona
sostanza - io lo firmo anche se non ho potuto partecipare a quella
Conferenza e non c'è la mia firma, e tuttavia presidente Ardizzone
è come se fosse firmato pure da me - impone a quest'Aula, fino a
quando dovesse esistere la politica, di recepire totalmente la
legge Delrio sui liberi consorzi e sulle città metropolitane.
Allora, io l'ultima volta che si è votato, avendo riproposto
all'Aula la stessa norma che era stata impugnata dal Governo
nazionale, mi sono rifiutato di votare non volendo fare la figura
di quello che non capiva che stavamo votando una norma che,
certamente, sarebbe stata nuovamente impugnata. È accaduto in
maniera assolutamente ovvia, io non ho votato, me ne sono andato in
polemica con questo modo di operare.
Io chiedo al presidente Crocetta che ci indichi anche su questo
punto la strada. Se il Governo ha deciso di resistere al tema
politico del recepimento della Delrio non volendo che il sindaco
della città metropolitana sia il sindaco della città capoluogo, il
Presidente della Regione ha il dovere di indicarci la via dicendo
che resisterà a quella impostazione del Governo nazionale ed a quel
punto il Parlamento, sono convinto che sosterrà la posizione del
Governo, ma il Governo non può delegare al Parlamento il fuoco che
non vuole prendere con le sue mani perché io rebus sic stantibus
non voterò alcuna legge diversa rispetto a quella che c'è stata
rispedita per la terza volta dal Governo nazionale e, quindi, delle
due l'una, o si intraprende un'iniziativa politica forte che segni
una rottura rispetto al diktat di Roma oppure io voto la Delrio.
Non possiamo continuare con soluzioni pasticciate, con soluzioni
di corridoio che non mi vedranno mai d'accordo perché quando assumo
una posizione politica ci metto la faccia e lo farò fino a quando
gli elettori mi terranno in quest'Aula.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
argomentazioni che sono state poc'anzi, illustrate dall'onorevole
Cordaro mi pongono una domanda che pongo a lei, Presidente, quando
avrà finito di lavorare con l'onorevole Raia.
Al di là del fatto che lei può decidere e noi saremo osservanti
delle sue decisioni, di fare Aula stasera, domani mattina, domani
pomeriggio, ed è giusto che lei organizzi i lavori parlamentari nel
modo che ritiene più opportuno.
Il dubbio che ho, però, rispetto al suo ragionamento, Presidente,
è quello di trattare domani una norma, che è quella che riguarda il
recepimento della Delrio o meno, e sarà decisione di questo
Parlamento stabilire quale norma o quale metodo si sceglierà.
Dopodiché, lei ha aggiunto e, quindi, stiamo parlando di un tema
per il quale c'è potenzialmente anche un conflitto Regione-Governo
nazionale davanti la Corte costituzionale.
Dall'altro ha aggiunto un elemento che riguarda la conduzione dei
lavori. Una serie di emendamenti, alcuni approvati in Commissione
altri non approvati, e mutuando e virgolettando, estrapolando una
parte del suo intervento lei dice vediamo l'andazzo dei lavori .
Signor Presidente, sono preoccupato perché mettiamo insieme
un'Aula, non per non lavorare, mi consenta questa considerazione,
ma perché riteneva domani di potersi trovare nei territori per la
presentazione delle liste visto che è il primo giorno dal
trentesimo al venticinquesimo.
Ma ci sta bene domani mattina, pomeriggio, quando lei deciderà di
tenere seduta e ce lo comunicherà, noi saremo qua.
Mi preoccupa, signor Presidente, affrontare domani mattina, o nel
pomeriggio quando lei vorrà, una questione così delicata che ha
visto questo Parlamento ormai da due anni confrontarsi sulla
riforma delle province, sulla coincidenza del sindaco della città
capoluogo con il sindaco della città metropolitana. Modalità di
votazioni e tutto ciò che domani potrebbe accadere in questa Aula.
Sommato pure ad un clima che secondo me non aiuta le scelte più
ponderate. Aggiungendo una cosa - lo dico questa volta ai
Capigruppo della maggioranza ed a tutti i Capigruppo - si può
assumere una decisione che - io ricordo l'emendamento a firma
Anselmo, Panepinto che non è passato per due voti, in votazione
segreta - riproponeva che il sindaco della città capoluogo in prima
applicazione della legge fosse il sindaco della città
metropolitana.
Io credo che sia anche necessario un momento di confronto tra i
Capigruppo di maggioranza i Capigruppo di minoranza.
Provare ad azzardare un tema che ci ha visto in questa Aula
proporci e riproporci in più leggi, dalla 15 a scendere, del 2015,
francamente, mi lascia perplesso perché, poi, nell'immaginario
collettivo riusciamo, comunque, a creare sempre delle situazioni
che non reggono e che vengono o impugnate oppure diventano oggetto
di discussione infinita per l'applicazione.
Per cui, Presidente, il mio intervento non vuole assumere toni né
che la convincano né che cambino la sua idea, ma immaginare che,
domani, si possa trattare tutto ed il contrario di tutto, mi sembra
un grande azzardo che può fare danno solo alla qualità delle norme
che ci accingiamo ad approvare, prima fra tutte quella che è
diventata, grazie alla decisione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, una norma aggiuntiva a questo testo che,
ormai, contiene di tutto e di più
CROCETTA, presidente della Regione Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione Signor Presidente, considerata
l'ora e considerato anche il buon andamento dei lavori d'Aula,
questa sera, eccetto alcune valutazioni, diciamo più politiche,
sull'articolo 21 perché, involontariamente, credo che si sia
consegnata ai privati la presidenza di un ente pubblico, laddove
esistono, poi, nelle ASI anche conflitti con i privati.
Io spero che, prima o poi, questa considerazione questo Parlamento
la faccia, perché le conseguenze sono quelle, cioè, invece di dare
la leadership alla gestione pubblica, la si è data a organizzazioni
private Facciamolo un chiarimento su queste cose.
Per quel che mi riguarda, sono disponibile anche ad un confronto
su questi temi. Io debbo dire che condivido l'impostazione delle
questioni sollevate dall'onorevole Cordaro a proposito della scuola
per l'infanzia, della scuola materna fra l'altro condivise nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché avevamo
fatto dei passaggi in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in cui ci impegnavamo. Fra l'altro, in quella
circostanza, non solo io ma anche l'assessore Baccei si era
pronunciato favorevolmente a condizione che non diventasse la
chiave per aprire ad una revisione generalizzata del bilancio,
perché sarebbe grave
Però, c'è un problema, per cui domani mi raccorderò col presidente
della Commissione Bilancio, onorevole Vinciullo, per trovare
insieme la copertura finanziaria che vedrà, quasi certamente nelle
ipotesi che ci siamo dati, il parere favorevole del Governo.
Per quanto riguarda la seconda questione, la questione quella dei
sindaci metropolitani, il Governo ha presentato per ben tre volte,
com'è noto, la proposta della coincidenza. L'Aula ha deciso
diversamente. Per noi, le leggi che approva l'Aula sono leggi
operative ed efficaci.
Il conflitto costituzionale, su questa legge, è ridotto solo a
questo piccolo emendamento perché, col Governo nazionale, abbiamo
fatto Quindi, non la vedrei né in termini di persecuzione, né
niente. C'è una differenza di punti di vista attorno all'
interpretazione sulla Costituzione. C'è una proposta che è stata
emendata dai diversi Gruppi, che propongono la coincidenza. Io mi
auguro che tale norma venga approvata, però, è chiaro che, se non
dovesse venire approvata io sono, dal punto di vista
amministrativo, custode e garante delle leggi che vengono approvate
dal Parlamento e, quindi ,debbo difendere l'Autonomia del
Parlamento e le leggi che saranno approvate, in un senso o
nell'altro.
Fra l'altro, dopo le elezioni amministrative, prevediamo di
convocare le date per quanto riguarda le elezioni dei presidenti
dei liberi consorzi. Ovviamente, se l'ipotesi di conflitto
costituzionale è sparita, non convocheremo le elezioni per i
sindaci metropolitani. Però, se il Parlamento dovesse persistere in
quella decisione, abbiamo il dovere di convocare anche per i
sindaci metropolitani tali elezioni e difendere, anche - già
abbiamo dato, tra l'altro, mandato all'ufficio legislativo e legale
di verificare la portata delle questioni costituzionali che si
pongono, perché è chiaro che, in ogni caso, ho il dovere di
tutelare le vostre leggi.
PRESIDENTE. Allora, un attimo di attenzione. Noi ringraziamo il
Governatore che intende tutelare le leggi che esita il Parlamento,
però, dobbiamo, purtroppo, constatare che questa è la terza
impugnativa e che sulle precedenti due non c'è alcuna costituzione
in giudizio.
Peraltro, dobbiamo constatare, in riferimento alla Delrio, che la
Delrio, la legge n. 56 del 2014 non è stata mai impugnata dalla
Regione siciliana a tutela e difesa dell'autonomia. E tutti
sappiamo che al comma 5, perché tutte da la discendono le
impugnative, indipendentemente dai punti di vista, la 56 del 2014
non è stata mai impugnata
FORMICA. Ne discutiamo domani.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la prego, onorevole Formica non sto
discutendo nel merito
FORMICA. E allora?
PRESIDENTE. Onorevole Formica, intanto la prego di ascoltare così
come ha ascoltato il Presidente della Regione.
FORMICA. E ascoltiamo
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione, a furia di ripetere non
il Presidente della Regione ma probabilmente, per carità, ma ripeto
non è riferito al Presidente della Regione, ci si convince che
alcune cose siano andare in un certo modo.
Il Governo regionale non ha mai presentato una norma che preveda
la coincidenza tra il sindaco della Città metropolitana e il
sindaco del Comune capoluogo, tant'è che ringrazio tutti i
Capigruppo che prima - ricordava bene - l'onorevole Panepinto
insieme all'onorevole Anselmo, hanno presentato questo emendamento;
quello è l'emendamento bocciato, l'emendamento di partito, ma il
Governo non ha mai parlato di alcuna coincidenza.
Con l'ultima legge, e su questo mi può seguire meglio il
presidente della I Commissione, Salvatore Cascio, che ringrazio
perché almeno c'è un'affinità, non tanto possiamo essere d'accordo
o favorevoli, ma sul piano giuridico, sul percorso.
Con l'ultima legge si è aggravato il procedimento. Perché si è
aggravato il procedimento? Perché noi abbiamo in parte recepito la
Delrio laddove prevediamo che il Consiglio metropolitano si rinnova
ogni qualvolta si rinnova il Consiglio comunale del Comune
capoluogo; sta a significare che se nel mese di settembre dovesse
essere eletto il sindaco di Blufi, faccio l'esempio di Palermo, uno
dei più piccoli comuni della Sicilia, il sindaco del Comune
capoluogo che verrà eletto successivamente dal 2017 rischia di non
fare parte neanche del Consiglio metropolitano.
Questo è l'esito di quella legge, in termine di diritto.
MUSUMECI. E' una legge del Parlamento
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, precisiamo, siccome si è parlato e
si sono dette alcune cose
FORMICA. Poi la discutiamo
PRESIDENTE. Onorevole Formica
FORMICA. Lei non può interferire con la volontà. Lei parla per
noi Lasci parlare pure noi
PRESIDENTE. Come non posso intervenire? Questo è il punto di vista
della Presidenza che si è fatta interprete della Conferenza dei
Capigruppo. Lei vuole dire quello che deve fare questa Presidenza?
Ai fini della razionalità della legge, lei vuole dire Voti a
scrutinio segreto e la boccia, faccia quello che vuole Lei viene
domani e la boccia.
La Presidenza si è fatta carico, nell'omissione del Governo, lo
ribadisco, che non ha impugnato la normativa, di razionalizzare il
procedimento per cui noi ritorniamo in Aula.
Si può bocciare, si può approvare, ma c'è una terza indicazione
che arriva dal Governo nazionale che non ha impugnato la legge,
onorevole Formica, ha detto che non vengono meno le ragioni
dell'impugnativa precedente. Questo è diritto
MUSUMECI. E' lì l'oltraggio
FORMICA. O è ricatto
MUSUMECI. È competenza nostra
PRESIDENTE. Questo appartiene alla sfera politica.
Quindi, la seduta sarà rinviata a domani. L'Aula è sovrana e
siccome abbiamo una terza nota da parte del Sottosegretario Bressa,
l'Aula quello che ritiene opportuno fare, farà.
La seduta sarà rinviata a domani, precisando che gli emendamenti
aggiuntivi sono, così come stabilito in Conferenza dei Capigruppo,
seguite attentamente altrimenti domani dite quali erano gli
emendamenti aggiuntivi.
Quelli che sono stati ammessi dalla Conferenza - segua
attentamente sennò lei, poi, domani dice quali erano gli
emendamenti aggiuntivi - quelli che sono stati ammessi dalla
Conferenza dei Capigruppo, mi riferisco alla questione delle scuole
paritarie. Io credo che domani avrà qualcosa da dirci su questo il
Presidente della II Commissione che ha avuto un'interlocuzione con
l'assessore Baccei, in ordine alla copertura finanziaria, alla
questione dell'assestamento di bilancio perché abbiamo avuto
sollecitazione da ogni parte, compreso il Presidente Crocetta,
sull'urgenza.
Quelli sul procedimento amministrativo, seguitemi, che ha
insistito con forza il Presidente Crocetta di portarli in Aula
estrapolandolo dalla legge di carattere generale, su questa già si
è espressa la Commissione di merito, su qualcuno di questi
emendamenti il parere è negativo, ma ciò non significa che l'Aula
non si possa esprimere.
L'altro emendamento è quello che riguarda la questione delle
province.
Ne abbiamo altri due. Abbiamo gli appalti che sono stati
sollecitati in Commissione, sono passati dalla IV Commissione.
Ringrazio l'onorevole Maggio che stamattina si è fatta carico e
interprete delle esigenze espresse dal Governo, altro che rinviare
a martedì
L'altro è l'emendamento, passato dalla III Commissione, 46 R.
L'altro è A 82 a firma Marziano che mi conferma che sia passato
dalle Commissioni.
Preciso quello che ho voluto dire, onorevole Panepinto mi dispiace
che sia stato lei a volere quasi ingenerare che questa Presidenza
chissà quale discrezionalità aveva su queste cose.
Vi sono degli altri emendamenti che non sono passati dalle
Commissioni di merito. Uno presentato dall'onorevole Sanmartino,
primo firmatario, che porta la firma di gran parte dei capigruppo,
ma - ripeto - non sono passati dalle Commissioni di merito. Un
altro che è circuitato, ce n'è qualche altro.
Se domani c'è una condivisione li possiamo pure approvare, se non
ho condivisione sul percorso è chiaro che ammetterò alla votazione
solo gli emendamenti che sono passati dalla Commissione di merito.
per questo l'Aula è rinviata alle ore 10.00.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, io chiedo al Presidente Crocetta un
attimo di aspettare.
Mi è stata posta questa sera dai lavoratori della Seus del 118 la
grande difficoltà che stanno vivendo in queste ore, perché
sembrerebbe che l'Assessorato dell'economia e l'Assessorato della
salute non abbiano firmato il rinnovo del contratto.
Ieri lei era in una trasmissione e si parlava di sanità e si
parlava di prevenzione e si parlava di una buona sanità. Io le dico
signor Presidente, e assuma lei e verifichi le ragioni per le quali
questo contratto non viene firmato perché mi sembra che ci siano
delle scuse perché vengono posti e chiesti dei quesiti ed io vorrei
chiedere al Direttore generale dell'Assessorato dell'economia se le
ha chieste anche alle altre partecipate, quesiti pare di raffronto
con le onlus a cui sicuramente il 118 non potrà rispondere.
Ci saranno lavoratori che restano in mezzo alla strada, ma non è
questo; ci sarà la rete dell'emergenza-urgenza che sarà paralizzata
e non è un problema da poco.
Signor Presidente dell'Assemblea, io ho presentato un emendamento
relativo al trasporto alunni che è stato esitato positivamente
dalla Commissione di merito; io desidero sapere le ragioni per le
quali non è stato ammesso e non rientra fra gli emendamenti che lei
ha testé enunciato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
giovedì 5 maggio 2016, alle ore 10.00, con il seguente ordine del
giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di
personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I
Disposizioni stralciate/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
4) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 20.54.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio