Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.00
LO GIUDICE, segretario, dà lettura dei processi verbale delle
sedute n. 332 del 4 maggio 2016 e n. 333 del 5 maggio 2016 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Cani, Laccoto e Ioppolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
-da parte dell' Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 2392 - Notizie circa i progetti, gli obiettivi e la mancata
erogazione degli stipendi ai dipendenti dell'Istituto regionale
vini e oli.
Firmatari: Maggio Maria Leonarda
- Con nota prot. n. 8216/IN.16 del 20/02/2015, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea.
N. 2823 - Provvedimenti urgenti a favore del Consorzio di Bonifica
7 di Caltagirone.
Firmatari: Falcone Marco
- Con nota prot. n. 61440/IN.16 del 30 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
- da parte dell' Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 3051 - Chiarimenti circa la cessione in amministrazione
straordinaria del complesso aziendale CEFOP al CERF.
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni
- Con nota prot. n. 20650/IN.16 del 26 aprile 2016, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per l'istruzione e
la formazione professionale.
- da parte dell'Assessore per la salute
N. 2904 - Ulteriori notizie in ordine all'istituzione del registro
tumori nell' agrigentino.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. 19504/IN.16 del 19 aprile 2016 il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
N. 2943 - Ulteriori notizie in ordine alla mancata istituzione del
registro tumori della ex provincia di Enna.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. 19483/IN.16 del 19 aprile 2016 il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione.
Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni. (n. 1207)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
data 5 maggio 2016;
- Disposizioni in materia di riordino e liquidazione degli enti
pubblici regionali. (n. 1208)
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Baccei) in data 5 maggio 2016;
- Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia. (n. 1209)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli i Panepinto,
Anselmo, Alloro, Arancio, Cirone, Digiacomo, Dipasquale, Laccoto,
Lupo, Maggio, Milazzo A., Nicotra, Panarello, Raia, Ruggirello,
Sammartino, Sudano e Vullo in data 5 maggio 2016;
- Disposizioni per consentire le manifestazioni motoristiche e la
promozione delle
memorie storiche dell'Ente Autodromo di Pergusa. (n. 1210)
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per lo sport,
il turismo e lo spettacolo (Barbagallo) in data 10 maggio 2016.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati riassegnati i seguenti disegni
di legge:
CULTURA FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione del reddito minimo garantito al nucleo di convivenza
e riordino dei contributi economici e servizi per i meno abbienti.
(n. 408)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 maggio 2016.
PARERE I e VI.
- Integrazione al reddito contro la povertà assoluta. (n. 1127)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 maggio 2016.
PARERE VI.
- Istituzione della misura per l'inclusione attiva ed il sostegno
al reddito. (n. 1131)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 maggio 2016.
PARERE VI.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state approvate in Commissione le
seguenti risoluzioni:
- la Commissione legislativa Ambiente e territorio (IV) nella
seduta n. 291, del 4 maggio 2016, ha approvato la risoluzione Atto
di indirizzo in ordine al rilascio dell'autorizzazione integrata
ambientale (AIA) per la realizzazione e gestione dell'impianto di
ampliamento dell'attività di gestione dei rifiuti della piattaforma
di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non presso il
comune di Scicli, in contrada Cuturi, in variante allo strumento
urbanistico' (n. 27/IV);
- la Commissione legislativa Servizi sociali e sanitari' (VI)
nella seduta n. 206, del 4 maggio 2016, ha approvato la risoluzione
Atto di indirizzo in ordine al rilascio dell'autorizzazione
integrata ambientale (AIA) per la realizzazione e gestione
dell'impianto di ampliamento dell'attività di gestione dei rifiuti
della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e
non presso il comune di Scicli, in contrada Cuturi, in variante
allo strumento urbanistico' (n. 60/VI).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3165 - Notizie in merito alla fruibilità del castello della
Colombaia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Oddo Salvatore
N. 3169 - Chiarimenti sull'errata indicazione contenuta nel
quaderno di gravidanza pubblicato dall'Assessorato della salute,
che indica un punto nascite inesistente nel siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Vinciullo Vincenzo
Le interrogazioni ora annunziate saranno poste all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3161 - Chiarimenti in ordine alla gestione del Servizio 6 -
Distretto minerario di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Economia
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3162 - Misure urgenti per scongiurare lo smantellamento dei
binari della stazione ferroviaria del comune di Comiso.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Assenza Giorgio
N. 3163 - Chiarimenti sul rimborso delle indennità di frequenza
agli allievi del corso di formazione per addetto alla fruizione
turistica dei beni culturali e ambientali.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3164 - Chiarimenti in merito alla chiusura festiva del Museo
archeologico Baglio Anselmi di Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 3166 - Misure a tutela occupazionale dei lavoratori di siti
archeologici e museali siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Lo Sciuto Giovanni; Cascio Francesco; Alongi Pietro; Fontana
Vincenzo; Vinciullo Vincenzo
N. 3167 - Chiarimenti in merito all'inizio della terza annualità
dell'Avviso 20 a favore dell'Ente Enaip Asaform Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Lo Sciuto Giovanni; Cascio Francesco; Alongi Pietro; Fontana
Vincenzo; Vinciullo Vincenzo
N. 3168 - Notizie circa l'I.P.A.B. Educandato Castelnuovo con sede
in Santa Caterina Villarmosa (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Zito Stefano
N. 3170 - Notizie in merito ai provvedimenti da adottare per la
stabilizzazione lavorativa dei precari storici degli Enti locali
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Figuccia Vincenzo
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 424 - Chiarimenti in merito all'attuazione delle
raccomandazioni del Comitato Patrimonio Mondiale dell'Unesco
relative al sito patrimoniale Unesco 'Monte Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 425 - Notizie sulla mancata erogazione dei livelli essenziali
di assistenza in favore di paziente affetto da tetraparesi spastica
con distonie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 569 - Iniziative per una riscossione dei tributi basata sui
principi di equità e giustizia.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 28/04/16
N. 570 - Iniziative per l'immediata riduzione dei costi delle
tariffe aeree per i collegamenti tra la Sicilia e i principali
scali aeroportuali italiani.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 28/04/16
N. 571 - Iniziative in ordine alla procedura concorsuale
straordinaria per soli titoli volta all'assegnazione di nuove sedi
farmaceutiche in Sicilia.
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano
Presentata il 28/04/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione delle
relative date di discussione.
favorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni
varie'. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni per
favorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni
varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si procede con l'esame del
disegno di legge Disposizioni per favorire l'economia. Norme in
materia di personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione Bilancio' a prendere posto a
loro assegnato.
Onorevoli colleghi, così come si era concordato, gli emendamenti
aggiuntivi sono quelli autorizzati dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, e quelli che hanno avuto il parere delle
Commissioni; se c'era un accordo d'Aula e sembra che ci sia, è
stato presentato un emendamento da parte dell'onorevole Sammartino
che riguarda l'Ersu, sostanzialmente l'ampliamento e la
partecipazione degli studenti all'Ersu, perché in base alla legge
votata - se non ho capito male - rimarrebbero fuori. Quindi viene
distribuito insieme agli altri che hanno già avuto il parere, per
quanto riguarda l'emendamento quello clou, mi riferisco a quello
delle scuole paritarie, rispetto alle quali c'era l'intesa a
trattarlo invito il presidente della Commissione Bilancio a
riferire sull'esito dei lavori della Commissione perché c'era
un'intesa a trovare la necessaria copertura finanziaria.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, in fase di esame
dell'emendamento che riguarda il capitolo 37-3701, cioè le scuole
dell'infanzia paritarie, la Commissione ha ritenuto importante
trovare delle risorse per far sì che queste scuole non chiudano,
anche perché vi sarebbe un ritorno preoccupante per quanto riguarda
gli enti locali che non sarebbero nelle condizioni di potere
assolvere alle funzioni che nel caso in cui queste scuole
chiudessero dovrebbero assicurare i comuni.
Per questo motivo, all'unanimità di tutti i presenti, la
Commissione ha predisposto un emendamento di tre milioni di euro,
prendendo un milione e mezzo di euro dal capitolo 212514 e un altro
milione e mezzo dal capitolo 215740.
Il Governo di fronte a questa richiesta pur dichiarandosi
disponibile a prendere in esame e far approvare favorevolmente
questo emendamento, ha chiesto alla Commissione - affinchè io
informassi anche l'Assemblea -, una settimana di tempo, cioè
anziché dare il parere oggi il Governo, entro il 17 maggio, cioè
entro questa settimana o comunque entro martedì della prossima
settimana, farebbe in modo che nell'assestamento del bilancio -
che è un fatto tecnico che sta predisponendo - , venga prevista
appunto, la somma di tre milioni di euro.
La Commissione ha ascoltato la proposta del Governo, però, ritiene
che questa proposta possa essere accolta a condizione che, oggi,
venga approvato un ordine del giorno - che abbiamo già
predisposto in Commissione Bilancio - con il quale si impegna il
Governo della Regione a prevedere, nel corso della prossima
manovra, da presentarsi entro il 17 maggio 2016, il
rifinanziamento del capitolo di spesa relativo le scuole paritarie
dell'infanzia per l'importo di tre milioni di euro per l'esercizio
finanziario 2016 con l'accortezza però, Presidente Ardizzone, che
noi vorremmo che questo ordine del giorno venisse votato e che il
Governo desse parere favorevole e non l'accettasse come
raccomandazione ma come fatto certo, in maniera tale che non si
possa più tornare indietro su questo impegno che, grazie anche al
suo intervento, Presidente Ardizzone, potremmo realizzare entro il
17 maggio, e quindi entro una data vicinissima.
Chiedo però che il Governo si esprima in maniera tale che la
risposta rno rimanga agli atti, sia sull'emendamento quanto
sull'ordine del giorno, che la Commissione ritiene indispensabile,
venga accettato e poi messo in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, per chiarezza, quindi daremmo una
parziale copertura sull'emendamento e la restante parte sull'ordine
del giorno.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. La copertura
c'è per intero per essere chiari, solo che il Governo chiede di
spostarlo di una settimana, anziché dare la copertura questa sera
lo inserisce nella manovra di assestamento che sta per preparare,
cioè chiede solo ed esclusivamente sette giorni di tempo. Noi come
garanzia di questi sette giorni di tempo però vogliamo
l'approvazione di un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Quindi, approveremmo, ai fini procedurali solo
l'ordine del giorno.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Solo l'ordine
del giorno.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io purtroppo sarò
rimasto fermo ai tempi in cui preso un impegno si manteneva forse
sono vecchio non sono più, caro onorevole Greco, collegato ai
tempi.
Qui è tutto dinamico. E' dinamica la parola, l'impegno solenne, è
dinamico una petizione firmata dal Presidente della Regione, è
dinamico anche un emendamento a firma del Capogruppo del PD il
quale fa un emendamento del quale si legge che bisogna mettere tre
milioni alle scuole dell'infanzia.
Signor Presidente, delle due l'una. Io non ho nessuna difficoltà a
credere l'assessore Baccei che il 17 maggio, così come ha detto il
collega Vinciullo, questo assestamento di bilancio porterà
finalmente tre milioni di euro alle scuole paritarie previa
approvazione, oggi pomeriggio, di questo ordine del giorno.
Però, assessore Baccei, che non mi si propongano altri emendamenti
di spesa.
Onorevole Sammartino non mi proponete altri emendamenti di spesa
perché soldi non ce n'è. Non ce n'è per nessuno. Che sia chiaro
Perché altrimenti, al di là degli impegni solenni, al di là delle
manifestazioni di volontà espresse dal Presidente della Regione, al
di là dell'emendamento a firma della collega Anselmo, qua ci
dobbiamo mettere d'accordo.
Io non posso tollerare che rispetto a temi sociali di questa
rilevanza ci siano figli e figliastri.
E allora, se non ci sono i soldi per le scuole dell'infanzia e
bisogna attendere una settimana, evidentemente, attenderemo per
tutte le altre cose.
Quindi, qui non si tratta di ERSU o di non ERSU, qui si tratta di
apprezzare un procedimento ed io chiedo al Presidente
dell'Assemblea, perché non voglio assumere atteggiamenti
sconvenienti, di essere garante di un percorso che deve essere,
finalmente e tendenzialmente di onestà intellettuale perché mi
rendo conto che qui qualcuno non sa cosa sia, però dico,
tendenzialmente di onestà intellettuale, dopodiché prenderò atto di
quelli che saranno gli atti consequenziali e mi comporterò in
attesa.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come prima
cosa la ringrazio per avere dato disposizione per far pulire
l'entrata dei deputati da Piazza Indipendenza. Grazie Presidente.
Ora possiamo dire che questo lavoro ci voleva. Ora l'Assemblea pare
più bella.
Signor Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi
è vero quello che ha detto lei e cioè che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva fatto propri quattro
emendamenti presentati dal Presidente Crocetta. Ma in quella
seduta, Presidente Ardizzone, Le avevo chiesto, avendoli dati in
visione, se i suoi Uffici li avevano esaminati, e non mi fu più
data risposta.
Presidente Ardizzone - ripeto - durante la riunione dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari avevamo stabilito che questi quattro
emendamenti, presentati dal Presidente Crocetta, lei li doveva fare
vedere ai suoi Uffici per controllare la natura di queste norme.
Io non ho avuto più risposta ma se non c'è risposta le chiedo,
guardando tutti gli emendamenti che fanno riferimento a diverse
norme, lei non ci può fare discutere questi emendamenti stasera
perché, almeno io, le norme che fanno riferimento a questi
emendamenti vorrei controllarle, le vorrei guardare.
Inoltre avevo presentato degli emendamenti che mi hanno detto che
li mettevano fra gli emendamenti aggiuntivi.
Presidente Ardizzone, erano due emendamenti fatti approvare nella
grande confusione della finanziaria dal Presidente Crocetta che
riguardavano la sanatoria degli incarichi fatta ai dirigenti.
E' passata la notte dell'approvazione della finanziaria, io avevo
presentato due emendamenti me li hanno inseriti fra gli aggiuntivi.
E' possibile prendere questi due emendamenti e portarli fra gli
aggiuntivi? Se c'è un accordo, è giusto che anche i miei vadano
alla discussione di quest'Aula, se non c'è accordo non discutiamo
alcun emendamento aggiuntivo.
PRESIDENTE. Ho compreso bene sia l'intervento dell'onorevole
Cordaro che dice no ad altri emendamenti di spesa, però tra quelli
che ancora sono da approvare non sono previsti emendamenti di
spesa. Per quanto riguarda gli aggiuntivi, cui lei faceva
riferimento, e mi riferisco al procedimento amministrativo, sono
andati nelle Commissioni di merito, ed anche se il parere è
negativo, almeno su due, però sono andati nelle Commissioni di
merito. I suoi emendamenti - me li hanno recuperati gli uffici -
non sono andati nelle Commissioni di merito. Se lei non è d'accordo
a trattare l'emendamento - ma sembrava ci fosse una condivisione -
presentato dall'onorevole Sammartino, verrà stralciato ed inviato
nella Commissione di merito.
GRECO Giovanni. Non sono d'accordo, Presidente.
PRESIDENTE. Non è d'accordo. Pertanto, l'emendamento che riguarda
le IPAB viene stralciato ed inviato alla Commissione di merito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, solo per sollevare la questione, per
chiedere, ovviamente, qual è il criterio che viene utilizzato per
quanto riguarda l'esame degli emendamenti aggiuntivi. Mi permetto
di segnalare che nell'ambito, appunto, degli emendamenti
aggiuntivi, a pagina 46, mi ero permesso di presentarne uno, e
visto che non era stato esaminato dalla Commissione III e
soprattutto dalla Commissione Bilancio, nonostante non comportasse
una lira di spesa, ho chiesto che venisse, in qualche modo
rinviato, appunto, in Commissione. Qui, mi trovo invece a prendere
in esame una serie di emendamenti aggiuntivi, diversi da quelli che
sono stati anticipati in sede di Conferenza dei Capigruppo e mi
sembra, obbiettivamente, che siano del tutto nuovi al riguardo.
Quindi, vorrei comprendere qual è il criterio che verrà seguito
nell'esaminare e se, sostanzialmente, ci sono delle corsie
preferenziali, oppure no.
PRESIDENTE. No, mi scusi onorevole Fazio, al fine di evitare
equivoci, non c'è alcuna corsia preferenziale per nessuno. In
Conferenza dei Capigruppo il Governo aveva evidenziato l'esigenza
di approvare alcuni emendamenti, soprattutto sul procedimento
amministrativo. Però, se non ascoltano i colleghi è inutile perché,
poi, ognuno interviene e ripete la stessa musica. Non mi riferisco,
chiaramente, a lei. Poi, si era detto che gli altri emendamenti
dovevano passare in Commissione, necessariamente in Commissione.
L'emendamento A 46.R è passato in Commissione, l'emendamento A82, a
firma dell'onorevole Marziano, è passato in Commissione,
l'emendamento A 83, a firma dell'onorevole Sammartino, non è
passato in Commissione. Però, si era detto che se l'Aula fosse
stata d'accordo, poiché portava la firma di tutti i Capigruppo,
l'avremmo approvato. L'onorevole Greco ha detto che non è
d'accordo, quindi, deve andare in Commissione.
CORDARO. Ritiro la firma
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento A 84 è
passato in Commissione. Quello che non è passato in Commissione non
può trovare accesso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per la
questione che attiene il finanziamento per la scuola dell'infanzia.
PRESIDENTE. Scusate, però, un po' di silenzio, non riesco ad
ascoltare il collega che parla. Scusate, con questo vociare in
sottofondo è difficile seguire i lavori. E' impossibile
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
quanto riguarda la roblematica attinente alla scuola dell'infanzia.
Giovedì scorso, quando abbiamo lasciato quest'Aula, si erano presi
degli impegni ben precisi da parte del Governo, di tutta la
deputazione per risolvere la questione.
Secondo me, oggi, dobbiamo risolvere la questione perché trovo che
il taglio dei contributi alla scuola dell'infanzia sia un episodio
molto grave e dobbiamo porvi rimedio, caro Presidente.
Qui si parla di impegni, ordini del giorno...
Signor Presidente, mi scusi
PRESIDENTE. E' impossibile Onorevole Riggio, cortesemente, si
allontani dai banchi del Governo.
TAMAJO. Qui si è parlato di impegni in merito alla questione le
scuola dell'infanzia, si è parlato, se non sbaglio, anche di
formulare un ordine del giorno, io vorrei ascoltare, però, lei,
assessore Baccei, al microfono, e capire se questi impegni sono
degli impegni solenni, devono essere rispettati perché trovo grave,
anzi gravissimo, il taglio che è avvenuto nei mesi scorsi alle
scuole dell'infanzia paritarie, quindi, ai bambini, quindi parliamo
di sociale, parliamo di bambini di una fascia di età dai tre ai
cinque anni e parliamo anche di persone, tante persone che operano
nel mondo della scuola.
Per cui, assessore Baccei, la prego di intervenire e, soprattutto,
conosco la sua onestà intellettuale e so che se lei prende un
impegno è un impegno di onore e questo va bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividendo
l'intervento di diversi colleghi sull'importanza dell'emendamento
che stiamo trattando per dare le risorse alle scuole paritarie
dell'infanzia, gradirei - direi per ordine dei lavori - che ci
fosse chiarezza rispetto ai lavori d'Aula.
Quindi, io direi che è necessario, signor presidente Ardizzone,
che nella votazione degli emendamenti l'assessore Baccei possa
intervenire chiarendo anche come avvengono queste coperture e come
si pensa di provvedere alle mancate risorse rispetto alle coperture
che vengono date.
Ad esempio, signor Presidente, leggo nell'emendamento del
Capogruppo del Partito Democratico, onorevole Anselmo, che queste
risorse vengono tolte rispetto alla spesa autorizzata dall'articolo
32, comma 3, della legge regionale fatta come legge di stabilità a
marzo.
Quindi, noi, con questo articolo dell'onorevole Anselmo, togliamo
le risorse a Riscossione Sicilia per darle alla scuola
dell'infanzia.
Vorrei capire dall'assessore Baccei, anche rispetto alle audizioni
che abbiamo fatto, come si pensa di poter procedere per l'iter che
ci si è dati per Riscossione Sicilia.
Così come nell'emendamento successivo del presidente Vinciullo e
dei colleghi del Nuovo Centro Destra, vorrei capire
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo
riscritto l'emendamento e l'ha firmato anche lei
CIMINO. da dove arriva la copertura e come si provvede a dare il
mantenimento delle iniziative di cui, di fatto, con la legge di
stabilità, quest'Assemblea ha dato copertura.
Ad oggi, sto intervenendo su questo emendamento, che è
l'emendamento aggiuntivo primo, qui nel testo, dove si dà la
copertura togliendo i soldi di cui all'articolo 32, comma 3 che
riguardano i fondi per Riscossione Sicilia.
Nel successivo si tolgono alle informatizzazioni, quindi, se si
può fare un minimo di chiarezza, sapendo anche da dove vengono
prelevate le risorse per la copertura a questo articolo della
Presidenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo al coro
dei colleghi che mi hanno preceduto in merito all'emendamento o
agli emendamenti per le scuole paritarie dell'infanzia, ma dico per
le scuole paritarie in genere perché le stesse svolgono, abbiamo
detto, un servizio pubblico ancorché non siano scuole statali.
Vorrei allargare il concetto ed il mio pensiero e spero che lo
stesso possa diventare anche il pensiero dell'assessore Baccei.
Signor Assessore, lei ha chiesto un sacrificio o un
temporeggiamento all'Aula; ha chiesto all'Aula di temporeggiare
sull'approvazione di questa norma che assegna tre milioni di euro
alle scuole paritarie dell'infanzia perché, piuttosto che
intervenire togliendo soldi ad un capitolo, ci sarebbe la
variazione di bilancio giorno 17 maggio prossimo.
Le dico che, personalmente, pur volendo e pur sperando che questo
emendamento, oggi stesso, anzi ieri, poteva essere approvato, sono
pronto ad accedere con il Gruppo di Forza Italia a questa sua tesi
ma, altrettanto, le chiedo un impegno, che penso poi sia l'impegno
dell'onorevole Anselmo e di tanti altri dell'Aula che hanno
sostenuto la battaglia delle scuole paritarie: nella variazione non
mettiamo soltanto i tre milioni di euro per il 2016, ma dobbiamo
mettere la previsione triennale, cioè 2016-2017-2018. Così come,
alle scuole paritarie primarie, abbiamo messo i soldi per il 2016,
dobbiamo mantenere lo stesso stanziamento per il 2017 e per il
2018.
Sa perché le dico questo? Perché non è giusto che ogni anno questi
che svolgono un servizio fondamentale, un servizio pubblico,
debbano venire qui a pietire. E lo abbiamo detto oggi, con
l'onorevole Cordaro ne abbiamo parlato, parlando di province,
abbiamo anche fatto cenno alle scuole paritarie, perché non è
possibile che, ogni anno, i rappresentanti della FIDAE o della FISM
o di altre organizzazioni delle scuole paritarie debbano venire a
pietire, dico a pietire, lo stanziamento di bilancio. E, allora, in
questo senso, qua c'è l'assessore Marziano che ha onorato il Gruppo
di Forza Italia con la sua presenza a Catania, ha preso un impegno
sacrosanto per le stesse scuole. Bene, credo che qua ci sia un
impegno corale. E, allora, accediamo alla sua richiesta ma, al
contempo, le chiediamo altrettanta disponibilità perché giorno 17,
nella variazione di bilancio, si inserisca anche la previsione
triennale per gli anni 2016/2018.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente, anche
il mio intervento è sul tema delle scuole paritarie dell'infanzia.
E' chiaro, assessore Baccei, che mi fido ciecamente delle sue
parole e sono convinta che entro il 17 maggio, nelle variazioni,
avremo i tre milioni di euro. Però, lei si renda anche conto che
dobbiamo dare una risposta seria e definitiva ad un settore, quale
quello delle scuole paritarie, che danno un servizio di cui nessuno
può mettere in dubbio l'utilità e l'importanza.
Quello che chiedo a lei, a questo punto, è di rispettare il
termine del 17 maggio ma, chiaramente, poi, alla Commissione
Bilancio ed alla Presidenza dell'Ars, di calendarizzare
immediatamente. Perché se voi esitate dalla Giunta entro il 17 di
maggio e, poi, noi in Aula arriviamo a luglio, non diamo un
servizio; queste scuole hanno bisogno di una risposta, hanno
bisogno di una risposta immediata e dobbiamo dare risposte
concrete, non possiamo più continuare a prendere in giro le persone
con promesse su promesse. I soldi lei, e noi ci fidiamo, ha detto
che li troverà in variazione di bilancio, quindi, aspetteremo una
settimana, ma che non sia più di una settimana.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Baccei, più che discutere delle scuole paritarie, tutti i colleghi
hanno sviscerato l'argomento, vorrei discutere del percorso che vi
siete dati. Assessore, da un paio di sedute di questo Parlamento,
almeno il sottoscritto percepisce una cosa: che il Presidente della
Regione dice una cosa e lei l'esatto contrario. Ora, il tema è: è
mai possibile che tutto il Parlamento da destra a sinistra,
unanimemente, voglia risolvere definitivamente la questione delle
scuole paritarie, assessore Baccei, e lei è diventato il nostro
signor no?
Ora il tema è: lei può essere anche portatore, come dire, di
un'idea che è legittima e forse pure giusta, però, il Governo deve
assumere una posizione, perché non si possono fare, al mio paese
direbbero, il ladro ed il guardiano, il Governo deve assumere una
posizione o di rigidità romana nel senso che qua a Palermo il
Governo è composto da inetti ed incapaci, non è il mio pensiero, o
la teoria, invece, di Crocetta che siamo vessati da una politica
romana che ci sta mortificando con tutti, perché oggi le scuole
paritarie, domani arriveranno altre cose.
E mentre la Commissione Bilancio produce l'ennesima pezza per
cercare di non far fare una magra figura al Parlamento, assessore
Baccei, lei dovrebbe prendere la parola formalmente e chiarire qual
è il percorso perché, altrimenti, si va in confusione più totale e
penso che lei sorride perché forse, dentro di se, è un poco
rattristato per questa confusione che, certamente, poi, crea
scompiglio perché, Assessore, glielo dico e mi taccio, questo è il
Parlamento dei voti segreti. Non si può imporre alcuna cosa al
Parlamento perché si alzerà il deputato che proporrà il voto
segreto e libererà la coscienza di ogni singolo parlamentare, ecco
perché cadono le vostre norme, perché non c'è autorevolezza nel
proporle.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, solo
qualche minuto per ricordare a tutti i colleghi e mi compiaccio con
loro che, oggi, finalmente, pensano alle scuole dell'infanzia
dimenticando che nella finanziaria scorsa io e l'onorevole Falcone
abbiamo presentato tre volte un emendamento che destinava tre
milioni di euro alle scuole.
Mi fa piacere che, oggi, sia stato presentato un ordine del giorno
a firma di tutti i Capigruppo che, finalmente, hanno sposato un
problema serio e reale, perché dobbiamo portare avanti quello che è
l'istituto dei privati, perché è una cosa seria, a parte il fatto
che i comuni non ce la fanno a gestire le scuole comunali, quindi,
c'è stato sempre bisogno negli anni delle scuole private, mi fa
piacere, sono contento che finalmente il Parlamento si stia dando
una dritta per agevolare il percorso delle scuole dell'infanzia.
Giuliana Saladino di Palermo
Presidenza del Presidente Ardizzone
Saluto ai docenti ed agli studenti dell'Istituto Comprensivo
Giuliana Saladino di Palermo
PRESIDENTE. Ringraziamo gli studenti ed i docenti che li
accompagnano dell'Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di
Palermo. Stanno assistendo ad una seduta d'Aula abbastanza
partecipata.
nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, innanzitutto
vi vorrei ricordare che il Governo, in finanziaria, aveva previsto
a bilancio i soldi per le scuole paritarie dell'infanzia, e che poi
la Commissione ha deciso in modo diverso, per cui non è stata una
scelta politica del Governo quella di non mettere i soldi
quest'anno in bilancio.
Mi rendo conto e condivido la volontà di stanziare tre milioni di
euro per le scuole. La mia questione era legata al fatto che si
inserissero, in questo disegno di legge, anziché in quello che va
domani alle due all'approvazione della Giunta. Abbiamo concordato
prima con il Presidente Crocetta, in cui ha inserito già
l'emendamento con i tre milioni.
Il disegno di legge è un disegno di variazione di bilancio. Io ho
fatto questo perché avevo la necessità di non toccare, tranne
quelle partite che, di fatto, erano in qualche modo già state
previste in finanziaria, numeri e tabelle che sono oggetto di
discussione con il Governo romano e col quale si devono sbloccare i
novecento milioni previsti in finanziaria, perché anche quelli
vanno sbloccati, darne 500 e andare avanti con la trattativa.
Nel disegno di variazione di bilancio questo è possibile fare
anche perché andiamo a liberare delle altre poste, riusciamo a dare
la dovuta copertura a questo emendamento. Quindi, domani va messa a
posto dalla Giunta alle due per approvare questo disegno di legge,
dopodiché è in Aula e per me prima si approva e meglio è, anche
perché questo disegno di variazione di bilancio è stato richiesto
proprio per accogliere tutte le modifiche tecniche alle tabelle che
ci aiuteranno nel percorso per avere 500 milioni e per sbloccare i
900 milioni previsti nella legge di stabilità.
Per cui c'è assolutamente il mio impegno, tant'è vero che il
disegno di legge verrà approvato domani.
Per quanto riguarda le richieste che venivano dall'onorevole
Falcone sul rivedere le scuole paritarie dell'infanzia nel discorso
più ampio, nel percorso alle altre scuole, come ho già detto altre
volte c'è la mia disponibilità non nella variazione di bilancio e,
quindi, mi rifaccio a quanto dichiarava, mi pare, l'onorevole
Cordaro, io nella variazione di bilancio metterò solo l'emendamento
dei tre milioni e nient'altro. Per me, oggi, non c'è copertura su
nient'altro come ho detto. Quando andremo in assestamento di
bilancio, io già sto lavorando con l'assessore Marziano sia per la
formazione in generale che per le scuole paritarie, per capire il
quantum e cercare una copertura a bilancio.
Ovviamente, ci troveremo in assestamento una serie di esigenze:
avremo le province, avremo i precari, abbiamo il problema di
Legambiente, i soldi che dobbiamo dare, abbiamo appunto la
formazione, abbiamo diverse esigenze, alcune anche importanti, ieri
ne parlavamo con l'onorevole Marziano, sono richieste importanti.
Io dirò tutti i soldi che ci sono a disposizione e, poi, insieme
alla Commissione e all'Aula si deciderà quali sono le priorità,
però sicuramente il tema delle scuole paritarie lo affronteremo nel
suo complesso, lo dimensioneremo, metteremo le risorse sul tavolo e
decideremo insieme come assegnare i soldi.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno, sono assolutamente
favorevole, c'è la mia disponibilità e la mia parola, con il
Presidente ne abbiamo parlato prima, penso che siamo d'accordo.
Ovviamente il Presidente, così come altri Assessori, giustamente,
così come voi, volevano le cose fatte subito, purtroppo, stiamo
seguendo un percorso complesso, mi rendo conto che sono spesso
quello che si mette in mezzo, fa certe cose, ma vi assicuro che lo
faccio nella visione complessiva e soprattutto nel sapere che
spostare ogni piccolo numero, in questo momento, crea problemi,
però penso che una settimana non cambi niente, e vi ripeto domani
va approvato in Giunta.
PRESIDENTE. Presidente Vinciullo, siamo in linea con le
indicazioni della Commissione degli interventi?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Presidente
siamo in linea, l'unica cosa che la Commissione le chiedeva era se
poteva mettere subito l'ordine del giorno
PRESIDENTE. No, no, va alla fine l'ordine giorno, così come
previsto.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore D'accordo, va
bene.
PRESIDENTE. Quindi, abbiamo chiuso la discussione sulle scuole
paritarie. Alla fine voteremo, quindi, non si accetta come
raccomandazione l'ordine del giorno che porta la firma,
sembrerebbe, di tutti i Capigruppo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FAZIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per farle la
richiesta se era possibile trattare subito l'emendamento
aggiuntivo per quanto riguarda i liberi consorzi dei comuni, tenuto
conto che, più tardi, dovrò andare via e, quindi, volevo esserci
soprattutto per il dibattito e per l'eventuale votazione. Quindi,
se lo poteva porre in trattazione prima degli altri emendamenti
aggiuntivi.
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.
nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, all'emendamento A 80, a firma
degli onorevoli Anselmo, Di Giacinto, Turano, Lo Giudice, Fontana,
Falcone, Fazio e Di Mauro.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, diventa difficile Condurre i lavori d'Aula
diventa difficile e per voi ascoltare i colleghi. Scusate onorevoli
colleghi. Onorevoli Tamajo, Marziano, Anselmo, Germanà,
cortesemente. Se ascoltiamo i colleghi il lavoro sarà più
disciplinato, il dibattito più disciplinato e, forse, comprenderemo
qualcosa in più.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per annunziare il mio voto contrario a questo emendamento e
chiederne, visto che ne abbiamo sicuramente un po' di desiderio, il
voto segreto.
Voto contrario a questo emendamento perché, secondo questa legge
che doveva essere la rivoluzione del governo Crocetta, per quanto
riguarda questo emendamento, ricordo bene quando è stato esaminato
dalla I Commissione con l'allora presidente Cracolici, e ricordo
bene quando, parlando di questo argomento, abbiamo fatto valere le
nostre prerogative della Regione a Statuto speciale e, quindi,
avevamo votato affinché, per i sindaci metropolitani si dovesse
votare e io sono rimasto di quel parere.
Quindi, Presidente, per evitare che dopo, nella confusione, lo
dimentichiamo annunzio il voto contrario e la richiesta di voto
segreto.
PRESIDENTE. Allora, al momento della votazione, chiederò, se lei
insiste nella richiesta di voto segreto e dovrà essere appoggiata
da altri otto deputati ai fini procedurali.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
questo emendamento mi dà grande serenità, perché, nonostante
l'onorevole Greco abbia preannunciato il voto contrario e la
richiesta di voto segreto, il fatto che un emendamento di tale
portata politica veda la firma del suo capogruppo, l'onorevole Di
Mauro, del capogruppo del Gruppo Misto, l'onorevole Fazio, del
capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Falcone, dell'onorevole
Fontana, del Nuovo Centro Destra, dell'onorevole Lo Giudice,
dell'onorevole Turano, capogruppo dell'UDC, dell'onorevole Di
Giacinto, capogruppo anch'egli, ma soprattutto dell'onorevole
Anselmo, capogruppo del PD.
Devo dire che questa - Presidente Ardizzone e Presidente Crocetta
V è una norma blindata. Perché è troppo evidente che, se viene
firmata da tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari, e per prima
dal Presidente del gruppo parlamentare del PD, è chiaro che questa
norma non solo non può non passare, ma soprattutto io sono convinto
che, per quello che è il prestigio di questo capogruppo del PD, è
chiaro che nessuno dei deputati del PD appoggerà un'eventuale
richiesta di voto segreto dell'onorevole Greco.
E quindi io sono sereno, signor Presidente, perché siccome ritengo
che il Partito Democratico sia un partito serio - a partire dal suo
capogruppo, per finire al massimo rappresentante, che è il
Presidente della Regione - ovviamente immagino che questo gruppo
parlamentare si sia riunito, abbia dibattuto, si sia confrontato,
abbia litigato e che alla fine, per il prestigio di questi
colleghi, sia venuta fuori una soluzione che è - e di questo io vi
ringrazio - la migliore possibile sotto il profilo, normativo,
giuridico, politico e istituzionale.
E allora se questa è la premessa, evidentemente l'iniziativa
dell'onorevole Giovanni Greco, seppur apprezzabile sotto il suo
profilo, è un'iniziativa isolata. E non può che essere così. Perché
l'UDC ha firmato quest'ordine del giorno. Io, come ho già detto
nella scorsa seduta, non l'ho firmato per assenza, ma è da
intendersi firmato da me medesimo. Col capogruppo di Forza Italia
abbiamo fatto stamani una conferenza stampa, spiegando due ragioni;
e abbiamo spiegato soprattutto, signor Presidente, che a me - e lo
devo dire - viene un po' di tristezza, perché mi pare che l'unica
persona che fino ad oggi si sia battuta per salvare le province
all'interno del Governo, sia l'assessore Lantieri, che avete
lasciato sola - assessore Baccei e Presidente Crocetta - nei tavoli
istituzionali, romani e palermitani.
E la cosa che mi fa più specie - Presidente Crocetta - è che non
vi rendete conto che immaginare una soluzione diversa, so che non
potrà accadere perché l'ha firmato il capogruppo del PD che quanto
meno si dovrebbe dimettere, se per caso non dovesse passare questo
emendamento Quanto meno So che non accadrà. Ma se dovesse
accadere, mi fa veramente specie che non si comprenda come
continuiate a dare alibi al Governo nazionale, il quale continua a
spiegarci che non può operare i trasferimenti alle province perché
non abbiamo ancora approvato una legge E noi continuiamo a fare i
compari del Governo nazionale, dando la scusa al Governo nazionale
per non approvare una legge che, al di là del nuovo assetto
istituzionale che dovremmo dare all'ente intermedio, finisce -
questo sì - per danneggiare e rischia di mettere in strada 5.500
padri di famiglia, dipendenti delle Province siciliane
Complimenti
Complimenti all'onorevole Anselmo, all'onorevole Di Giacinto,
all'onorevole Turano, all'onorevole Lo Giudice, Fontana, Falcone,
Fazio e Di Mauro. Anzi, a parte di loro. A coloro che in maniera
surrettizia, oppure inadeguata, daranno la possibilità a qualche
deputato del loro gruppo di appoggiare il voto segreto del collega
Greco, per impallinare per la terza volta contro il Governo
nazionale questa norma, allora che sia chiaro qua nessun è
diventato renziano, qua semmai i veri renziani siete tutti coloro
che continuate a tenere borbone al Governo nazionale, non
comprendendo che votando la stessa legge in disaccordo con
l'indicazione della legge del Rio per la terza volta, commettete
per la terza volta un atto di arroganza politica e di ignoranza
istituzionale, perché non state facendo altro che farvi dire tra
virgolette cretini dal Governo nazionale, che per la terza volta vi
dice che questa norma così come è non può andare e va cambiata.
E allora Presidente Crocetta, le ho detto nella scorsa seduta che
delle due la soluzione non poteva che essere una, e le ho detto
pure Presidente Crocetta che noi volevamo sostenere l'indicazione
di un Governo che con prestigio si fosse schierato contro
l'indicazione del Governo nazionale, ma quando l'intervento dice
che passerà la palla all'Aula, questa cosa è davvero ignominiosa,
perché il Governo deve dire noi ci opporremo all'eventuale
impugnativa del Governo nazionale, e allora sì il Parlamento
sarebbe vicino al Governo, per una nuova stagione della specialità
dello Statuto siciliano, altrimenti bisogna votare la Delrio,
perché quello che farete cari colleghi che fate gli accordi nei
corridoi, cari colleghi dei retro bottega, l'unica soluzione e
l'unica conseguenza sarà quella di portare 5.500 padri di famiglia
in mezzo a una strada, non c'è soluzione diversa, se lo volete fare
metteteci la faccia, non vi nascondete dietro il voto segreto, dite
quello che volete fare e fatelo con dignità, è troppo facile il
voto segreto, per questa ragione noi Presidente Ardizzone in
maniera assolutamente lineare, con dignità, con il prestigio che
deve avere un parlamento ed un parlamentare, sosteniamo quanto
abbiamo firmato, perché per noi la firma è un impegno solenne,
istituzionale, politico e prima ancora da uomini o da donne a
seconda di chi lo firma, noi voteremo favorevolmente perché si
siamo impegnati, e perché vogliamo salvare posti di lavoro e faccia
di questo Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
intervenire per dire ciò che questo Governo e questa maggioranza
avrebbero dovuto fare e dire da lungo tempo, dispiace intervenire
per dover difendere le istituzioni, per dover difendere come
cercherò di fare coerentemente come ho fatto prima e sempre, e come
continuerò a fare, la nostra autonomia e la nostra specificità,
avrei preferito che fosse questo Governo a farlo, questa
maggioranza purtroppo, e non solo da questo episodio ciò non è
avvenuto, e non è avvenuto non solo su questo argomento, ma su
tantissimi argomenti che sarebbe persino arduo elencare per intero,
e cioè sulle umiliazioni che questa Regione, che questo Parlamento
hanno subito e continuano a subire da parte di un Governo nazionale
che, accortosi di avere a che fare con il nulla, non lascia perdere
occasione per cercare di mortificarci.
Noi siamo stati fin dall'inizio, fin da quando è cominciata questa
vergognosa tiritera sull'abolizione delle province, contrari,
fermamente contrari all'abolizione di questo importante istituto
elencando tutta una serie di problemi che sarebbero nati e che sono
nati immancabilmente a cascata, io potrei riprendere ciò che
abbiamo detto nella passata legislatura e all'inizio di questa,
quante volte abbiamo messo il Governo sul chi va là state attenti
che se aboliamo questo istituto importante noi rischiamo di gettare
nel caos tutta una serie di interventi che venivano affidati alle
province, noi rischiamo di gettare nel caos anche l'avvenire dei
dipendenti delle province, noi rischiamo di gettar nel caos la
manutenzione delle strade, le scuole, l'assistenza ai soggetti
deboli, ai soggetti con handicap Era tutto ciò che dicevamo non
ieri, non avantieri ma già 4 anni fa.
Poi i fatti ci hanno dato ragione e mi meraviglia ascoltare che in
questo Parlamento ci sono i renziani duri e puri, gli aspiranti
renziani , i quasi renziani , quelli che vorrebbero ma non
possono, quelli che propongono di portare avanti anche idee non
proprie.
Io ritengo che quello che sta avvenendo con la mistificazione su
questa norma che continuamente viene agitata è semplicemente
l'ennesimo tentativo di prender in giro questo Parlamento, la
Sicilia e gli elettori.
Di cosa state parlando? Di quale impugnativa state parlando? La
legge c'è, è stata fatta, è operativa, il Governo nazionale che
agita impugnative che ci rincorra
Intanto applichiamo la legge, eleggiamo gli organi così come
prevede la legge e che poi sia il Governo nazionale a convincere
la Corte costituzionale che è incostituzionale, badate bene, ciò
che questa legge prevede preso dalla Del Rio perché l'elezione col
voto ponderato è stato preso dalla Del Rio e se hanno giudicato
costituzionale la Del Rio laddove prevede che ci sia il voto
ponderato per tutti i liberi consorzi e che opera solo con un
capriccio per le città metropolitane, solo con un capriccio e ci
vuole fare intendere il Governo che la Corte costituzionale possa
dichiarare incostituzionale ciò che ha dichiarato costituzionale
nella stessa legge E badate bene si tratta di un principio che
nella stessa Del Rio, quella dell'equivalenza del sindaco
metropolitano, che la stessa Del Rio prevede solo provvisorio e
solo in sede di prima applicazione perché la stessa prevede che poi
gli organi una volta insediati possano deliberare nel proprio
Statuto addirittura l'elezione diretta e popolare del Presidente
dei consorzi.
Di che state parlando? A chi volete prendere in giro? Questo
Parlamento difenda le proprie prerogative e cioè che in materia
elettorale la prerogativa dello Statuto di competenza della
Regione, difenda la propria legge e non si prostri alle fustigate,
ai ricatti e ai tentativi vergognosi di umiliarci da parte del
Governo nazionale.
Non è vero che il Governo nazionale non potrà prevedere o
trasferire i fondi alle città metropolitane o ai liberi consorzi.
Quello sì che sarebbe un golpe
Quindi, non infinocchiamo le persone, non cerchiamo di coprire con
una foglia di fico la voglia di sbarazzarsi della Sicilia e il
tentativo da parte del Governo nazionale di umiliarci ancora una
volta. Questo Parlamento riaffermi la propria volontà.
La legge è operativa. La legge è già in funzione ed è il Governo
nazionale, questa volta, che dovrà fare ricorso alla Consulta. E
quando e se la Consulta si pronuncerà, provvederemo.
Intanto il Governo nazionale ci dovrà dare i soldini che
inopinatamente, e così come ha fatto per altre occasioni, con tutte
le scuse ci nega, sottraendoci, fino adesso, più di tre miliardi di
euro di trasferimenti contanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola oggi sia per rappresentare il Gruppo Sicilia Futura, sia
nelle vesti di Presidente della I Commissione dell'Assemblea
regionale. E annuncio subito che Sicilia Futura esprimerà un voto
favorevole all'emendamento così come è stato sottoscritto assieme
agli altri Capigruppo, all'onorevole Cordaro e ad altri.
E dice di più. Pensa che questa legge e questo emendamento vada
votato con il voto palese in modo che ognuno di noi si assuma la
responsabilità di quello che fa.
Ed entro nel merito di quello che stiamo facendo.
Presidente Ardizzone, errare è umano, perseverare è diabolico, ma
quando si incaglia per la terza volta diventa demenziale e, quindi,
questo basterebbe come motivazione a votare questa legge.
Ma non c'è solo questa motivazione. La motivazione rientra in
quello che è il tecnicismo, il fatto tecnico della legge,
Presidente.
La legge Delrio, come è stato più volte detto, è una riforma che
ha in sé i crismi economici e sociali, quindi come tale non può
essere da parte della Regione Sicilia interpretata ma deve essere
applicata fermo restando che la Regione siciliana ha un proprio
Statuto ed una propria autonomia.
Ed è proprio nella legge che abbiamo approvato, onorevole Formica,
all'articolo 46, noi abbiamo una possibilità che la Delrio non ha
che è quella di istituire nuovi liberi consorzi.
Se Lei va a vedere la Delrio non c'è questa possibilità.
Nella Delrio è anche previsto che le città metropolitane
coincidano con le province. Cioè la città metropolitana di Torino è
fatta di Torino e di tutta la provincia.
Onorevole Formica, non è vero che il voto ponderato non è stato
attenzionato nella Delrio. E' stato attenzionato per quanto
riguarda i liberi consorzi, mentre per le città metropolitane
questo non è successo.
Allora, qua ci si chiede oggi di adeguare la nostra legge a quella
che è la legge nazionale.
Io penso che è semplice il meccanismo ed è semplice quello che ci
stanno chiedendo.
Per quanto riguarda la demagogia rappresentata dal fatto dei
lavoratori che rischiano il posto, che non hanno le risorse, io per
un fatto di onestà intellettuale mi trovo sulla posizione
dell'onorevole Formica. Non è la legge che impedisce alle province
o ai liberi consorzi di avere le risorse. Semmai ci vuole un tavolo
nazionale tra il Governo e le regioni per far sì che quei
trasferimenti avvengano anche perché per me e per tutti la legge
esiste. La legge è stata impugnata ma non c'è stata nessuna
pronuncia che questa legge non va bene. Quindi, nell'attesa della
pronuncia, la legge è esistente. E' chiaro però che è tempo, e non
voglio che sia una scusa da parte del Governo romano, che questo
meccanismo venga usato come una sorta di ricatto latente: se tu mi
fai questo, io ti mando i soldi , se non mi fai questo io i soldi
non te li do . Io mi rifiuto di pensare e di credere che ci sia
questo tra le righe della legge e quindi penso che noi dobbiamo,
con senso di responsabilità, anche per evitare ulteriori ritardi,
votare così per com'è l'emendamento proposto dai nostri Capigruppo,
e pertanto onorevole Formica, invito anche lei a votare in maniera
palese per questo emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi e
cittadini, siamo all'atto quinto di una legge che è partita male,
no, no, questa è la quinta riforma diciamo delle Province, lo
ricordo bene perché ho fatto parte della I Commissione, e la
storia, purtroppo, la conosco per intero. Questo è l'atto quinto
della riforma delle Province, una storia come ho detto, partita
male e finita ancora assolutamente peggio. Molte volte, quando
abbiamo cominciato questa avventura per le piazze, parlo del
Movimento Cinque Stelle uno dei leitmotiv che recitavamo alle
persone era il fatto che qui dentro, così come al Parlamento
nazionale, foste tutti uguali. Beh, se leggo l'elenco dei
Capigruppo d'accordo sull'approvazione di questo emendamento, e
quindi della completa ricezione della legge Delrio questa ne è una
conferma. Leggo appunto i nominativi dei Capigruppo: Anselmo,
Partito Democratico; Di Giacinto, PSI; Turano, UDC; Lo Giudice,
Sicilia Futura; Fontana, NCD; Falcone, Forza Italia; Fazio, Gruppo
Misto; Di Mauro, MPA. Quindi vuol dire che tre quarti del
Parlamento, se non la totalità - manchiamo soltanto il Movimento
Cinque Stelle e la Lista Musumeci - sono integralmente piegati e
sottomessi alle politiche nazionali del Partito Democratico, che
talaltro al suo interno non è nemmeno tanto convinto di votare
questa riforma - tanto che, voglio dire, qualcuno elemosina persino
il voto segreto, al fine di smascherare i propri compagni di
partito. Ora, è in ballo, diciamo, è il velo , come dice sempre la
mia collega, dell'ipocrisia che probabilmente il voto palese
potrebbe finalmente squarciare. Ed è un gioco al quale poi vedremo
se il Movimento Cinque Stelle a seconda delle dinamiche d'Aula
vorrà prestarsi oppure no, ma questa è una scelta che faremo
ovviamente nel corso di questo dibattito. Ma una cosa è certa, non
ci faremo condizionare dalle guerre intestine di un partito che è
riuscito a farsi prendere in giro dal signor Renzi che è venuto ad
inaugurare una strada che non è mai crollata, per questo il Partito
Democratico è disponibile a farsi prendere in giro da un tizio non
eletto da nessuno, figuriamoci se può trovare unità al proprio
interno nel voto di questo emendamento che, ovviamente, lascia il
tempo che trova e che, certamente, non può essere condiviso dal
Movimento Cinque Stelle che da questo punto di vista voleva, sì,
una riforma delle Province. Perché, vedete, abolire le Province è
una parola che vuol dire tutto e non vuol dire nulla. Voi l'avete
interpretata nel senso di cambiargli nome, perché la legge anche
quella tutt'oggi vigente contro la quale noi abbiamo votato è una
legge che non vuol dire assolutamente nulla. Perché è del resto, di
tutto quello che resta delle Province che noi volevamo, come dire,
fare una riforma seria, volevamo dare più poteri ai sindaci.
Volevamo fare in modo che i territori contigui fossero trattati
come fosse un condominio in cui i servizi, e non la politica,
fossero erogati immediatamente ai cittadini.
Ma nulla di tutto questo è passato in I Commissione all'epoca,
nulla di tutto questo continua praticamente a passare per il
Parlamento siciliano, fino a consumare l'ultimo atto, qualche
giorno fa in I Commissione, con un voto che, ancora una volta, ha
visto una maggioranza molto compatta e coesa che ha dato uno
schiaffo definitivo alle comunità di Gela, di Piazza Armerina, di
Niscemi e di Licodia Eubea, bocciando i quattro disegni di legge
che sancivano il definitivo passaggio di questi comuni, i primi tre
nella città metropolitana di Catania e l'ultimo nel libero
consorzio di Licodia Eubea.
C'è stato risposto, nella buona sostanza - perché anche in quella
circostanza solo il Movimento cinque stelle ha votato contro, che
non poteva farsi altrimenti perché i cittadini di quelle città con
il referendum avevano scelto il libero consorzio anziché la città
metropolitana.
Questo ovviamente non è sostenibile ed è una falsa motivazione
perché nella quarta legge che abbiamo fatto abbiamo obbligato i
consigli comunali a ratificare la scelta dei referendum.
Ma, evidentemente, la prima commissione è voluta passare sulla
testa di questi cittadini e, quindi, si è cambiato sostanzialmente
tutto per non cambiare nulla.
Quindi avremo nove collegi elettorali, perché poi, alla fine, la
paura dipende proprio dal fatto che i gelesi possono entrare nella
città metropolitana di Catania e che i catanesi possono concorrere
sostanzialmente con i gelesi e via dicendo e null'altro.
E' un atto, mi pare, di un'evidente codardia che non solo mi
lascia basito ma dà tutto il senso di quanto sia forte
l'attaccamento non ai cittadini ma alla poltrona del quale
quest'Aula ha dato ampia dimostrazione nel corso di questi anni.
Noi, come Parlamento siciliano, lo abbiamo detto più volte da
questo scranno, dobbiamo difendere lo Statuto siciliano ma dobbiamo
uscire fuori dal cliché autonomista ed indipendentista - e del
resto l'onorevole Di Mauro, firmando questo emendamento, ce ne sta
dando un'ampia lezione - e dello Statuto dobbiamo difendere le
prerogative dello stesso, prerogative che ci avrebbero consentito
di essere avanti lo stesso Stato, cosa alla quale noi, invece,
abbiamo rinunciato e lo stiamo facendo per la quinta volta di
seguito.
Noi a questo gioco - come già detto prima - non ci prestiamo, non
ci vogliamo prestare e, soprattutto fateci una cortesia, quando
girate per le province, non dite ai dipendenti provinciali che, se
domani rischiano di andare a casa, è colpa del Movimento cinque
stelle, perché il Movimento cinque stelle non ha messo mai in
discussione seimila posti di lavoro. Anzi, vi dico di più, è la
legge Delrio che mette in discussione i dipendenti delle province,
i dipendenti delle partecipate delle province e questo voglio che
sia chiaro, netto ed inequivocabile perché siamo francamente
stanchi di farvi da parafulmine. Per cui i problemi risolveteli voi
e se non siete capaci di reagire a Renzi allora è meglio che
lasciate perdere
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorniamo a
discutere di un argomento dibattuto da un paio di anni a questa
parte in Assemblea, sempre con gli stessi temi, sempre con gli
stessi problemi, magari con una seduta d'Aula andata a vuota
all'ultimo momento - cosa che non ho assolutamente apprezzato.
Io non penso che oggi qua si decida il futuro delle province,
perché ormai mi sembra assodato che non sia questo il vero
problema, il vero problema è politico perché la politica di
quest'Aula non è stata in grado di esprimere un indirizzo, di
guidare un processo riformatore, non è stata in grado di apprezzare
la legge Delrio che, per quanto discutibile, comunque aveva
organizzato un sistema, non è stata in grado di proporre un sistema
alternativo su cui discutere, dibattere e trovare delle soluzioni,
al limite resistendo anche ad una propugnata impugnativa di cui si
è preannunciato il tutto ma che non è arrivata, non è stata in
grado di ricordare all'assessore Baccei che, sull'argomento, aveva
detto che ci sarebbe stato un apprezzamento positivo del Governo.
Sostanzialmente, la politica di quest'Aula, la politica di questi
Partiti in Sicilia, non è in grado semplicemente di dire che cosa
si debba fare delle Istituzioni, quali processi riformatori vanno
guidati, condotti e portati a compimento, e non è in grado di
assumersi le responsabilità.
E in questo, vede onorevole Giovanni Greco, dal suo punto di vista
lei fa il suo legittimo e giusto gioco nel richiedere il voto
segreto. E' un suo diritto, però voglio vedere chi appoggerà quel
voto segreto. I nomi e i cognomi di coloro che lo appoggeranno si
assumeranno le responsabilità di fronte all'opinione pubblica,
perché per l'ennesima volta avremo il teatrino della politica. I
Capigruppo che firmano un emendamento che sarà poi impallinato da
qualche deputato, da una consistenza fetta di deputati, che poi
alla fine, dietro il paravento del voto segreto, continueranno a
non avere idee e a mantenere le proprie posizioni; posizioni
inspiegabili. Non è il sindaco metropolitano quello che sarà
responsabile o colpevole o che avrà i meriti di chissà quali grandi
situazioni.
Forse, qua non si è ancora capito, oggi, che questa Terra è
irrimediabilmente compromessa. Non si è capito che noi abbiamo
negato la speranza ai giovani. Non si è capito che ci sono migliaia
di giovani dalla Sicilia che quotidianamente vanno via. Non si è
capito che bisogna esercitare una responsabilità politica chiara
dove la gente possa dire: hai fatto bene, hai fatto male ,
assumersi le proprie responsabilità. Perché, cari colleghi,
assumersi le responsabilità delle proprie scelte e sottoporle al
giudizio della pubblica opinione è un dovere del parlamentare, non
è una scelta o una possibilità. Il voto segreto in questo campo è
sicuramente indecente. E' solo ed esclusivamente indecente per
coloro che della maggioranza lo appoggeranno.
Mi auguro che i Capigruppo che hanno firmato questo emendamento,
nel caso in cui fosse impallinato così come si respira dentro
quest'Aula grazie a movimenti che ormai durano da dieci giorni, mi
auguro che i Capigruppo dei più grossi Partiti ne assumono le
relative conseguenze politiche e abbiano il coraggio e la dignità
di dimettersi da Capogruppo, visto e considerato che poi coloro che
rappresentano voteranno in modo difforme.
Mi auguro anche che i siciliani capiscono, una buona volta per
tutte, come quest'Aula, spesso e volentieri, li prende in giro
senza avere il coraggio di metterci la faccia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
mi sento di dire che il ragionamento portato avanti e svolto
dall'onorevole Cappello è un ragionamento, sotto il profilo della
forma, che mi sento di condividere.
In verità, uno dei passaggi che bisogna fare è che
quell'abrogazione delle province, certamente non era la schifezza
che ne è venuta fuori dopo mediazioni e contentini per arrivare ad
una maggioranza d'Aula e per evitare questi voti segreti.
Onorevole Greco, un inciso: rispetto lei che legittimamente ci
mette la faccia, però ritengo che questa volta lei non deve
togliere le castagne dal fuoco ad altri. Si alzino altri per
chiedere il voto segreto Si voti con voto palese. Non aiuti altri.
E' giunto il momento che ognuno di noi, in base alla propria azione
politica, ci metta la faccia. E non è un fatto di cortesia
personale Che fa un voto lo puoi mettere, lo puoi dare Qua è la
faccia di ognuno di noi
Io non sono appassionato, innamorato della Delrio, ma dopo tre
errori continuati e dopo che tutto, diciamo, l'entourage del
Consiglio dei Ministri ci ride in faccia, perché io sono convinto
che tutte queste riflessioni non arrivino nel merito, arrivano per
questioni politiche e proprio per questo, perché è un fatto
politico, diceva l'onorevole Malafarina, noi dobbiamo fare un passo
indietro e fare giocare la partita a chi vuole consumare realmente
questo scontro e ritengo che la strategia del Presidente Ardizzone
di portarsi la palla l'altra volta per evitare queste cose e per
far fare una ulteriore riflessione all'Assemblea sia stato un
fatto di saggezza.
Oggi, siamo qua, ma immaginate voi che ne usciremo? Al di là poi
di chi voterà verde e di chi voterà rosso, se ci sarà voto segreto
io voterò con un solo dito per fare vedere quale sarà il pulsante
che pigerò, verde, perché io non voglio aiutare nessuno.
Oggi, se consumiamo per la terza volta, perché il Presidente della
Regione non ha intenzione di sollevare un conflitto di attribuzioni
per cui si gioca la partita nel merito delle cose. Non ne hanno
intenzione perché arrivano a Roma e non hanno autorevolezza.
Allora, io ritengo che la saggezza e la proposta del Presidente
dell'Assemblea sia di chiuderla a prescindere, recependo una norma
di un Governo che non è amico nostro, ma non nostro di una parte,
nostro della Sicilia, perché ci tiene sottoscacco. Ed allora, fare
il meno peggio, oggi fare il meno peggio, perché arriveremo
all'ennesima impugnativa e all'ennesimo caos. Questo è il tema
politico che bisogna portare avanti.
Ecco perché noi non abbiamo la patente di dirimere le liti altrui
in casa degli altri. Secondo me noi dobbiamo fare chiarezza,
intanto non sostenendo il voto segreto perché già gli otto
parlamentari che lo sosterranno incentiveranno, diciamo, l'ammuino.
Ecco perché non farà la fine, faremo confusione. Magari, capisco
legittimamente la strategia di alcuni Gruppi, ma il caos non fa
bene a nessuno e questa è un'Assemblea che, al di là del fatto che
siamo obbligati a mettere la cravatta, io vedo capi di Stato in
altri Parlamenti senza cravatta perché non è l'autorevolezza della
cravatta. Abbiamo l'obbligo della cravatta qua, ma non siamo
rispettati lo stesso. Forse, è meglio togliere l'obbligo della
cravatta e cominciare a fare qualche cosa di più serio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io non
intervengo certamente per arricchire il dibattito perché lo abbiamo
già fatto decine di volte, e non intervengo neanche per un fatto
politico; cercherò di rimettermi, in maniera quasi asettica, ad un
atto di buon senso; buon senso, almeno io lo considero così.
Signor Presidente, delle due l'una: non possiamo questa volta
esporre, secondo me, l'Assemblea regionale o il Governo a delle
figure che non mettono questa Assemblea e questo Governo a rischio
di figuracce; non lo volevo dire questo termine perché non è
consono bisogna sempre rispettare tutte le idee, bisogna quasi
legittimamente utilizzare anche gli escamotage che il Regolamento
prevede per esprimere la propria opinione, però proprio oggi no.
Noi non stiamo facendo un dibattito per la prima volta. Noi
abbiamo una legge che ritorna in Aula per la quarta volta e abbiamo
una legge che sul punto delle Città metropolitane, parlo della
legge nazionale, della legge Delrio, sulla quale noi siamo
intervenuti dopo, classifica questo punto come una riforma
economico-sociale e, nella classificazione della riforma economico-
sociale seppur dia ancora la possibilità al legislatore regionale
di intervenire, non comprime la potestà statutaria.
Presidente Ardizzone, mi aiuti, qua non dobbiamo tirare, come
diceva l'onorevole Milazzo, la palla fuori dal campo perché abbiamo
un momento di difficoltà, qua dobbiamo intervenire e cercare di
fare un ragionamento che convinca i colleghi. Ragione per la quale
io non la voglio buttare in politica, ma voglio parlare in maniera
asettica. Ecco, questa limitazione della potestà statutaria noi la
potevamo contestare, ma la potevamo contestare soltanto se avessimo
impugnato la legge dinnanzi la Corte costituzionale.
Per salvaguardare il Governo, io credo che il Governo ci debba
dire se vuole impugnare questa legge o no, e io ritengo che non la
voglia impugnare perché se già lo voleva fare, poteva
legittimamente agire.
Allora, delle due l'una: se il Governo ha deciso di non impugnare
la legge Delrio, e la legge Delrio ci dice che noi dobbiamo
adeguarci in quattro punti, perché dovremmo farlo soltanto per tre
punti e non anche per il quarto? Ragione per la quale io credo che
legittimamente gli uffici dell'Assemblea - questa è la storia, la
verità - hanno preparato un articolato che risolvesse i problemi di
costituzionalità e noi capigruppo ci siamo impegnati a
sottoscriverlo.
Oggi, pensare di utilizzare l'escamotage del voto segreto per
raggiungere un ragionamento che può esporre l'Assemblea ad una
figura che già sappiamo, perché è anticipata dal Sottosegretario
Bressa, il quale ha mandato una nota ufficiale al Governo dicendo:
la legge che voi avete approvato non è esaustiva delle obiezioni e
dei rilievi che abbiamo mosso, dunque legiferate per evitare
un'ulteriore impegnativa .
Io credo che sia un atto di buon senso; poi ad estremi mali,
estremi rimedi, signor Presidente. Nessuno qua ha la sfera magica e
nessuno è in condizioni di sapere come finirà, però come finisce
finisce, visto che l'Aula è sovrana. Possiamo quantomeno
atteggiarci a viso aperto decidendo quello che dobbiamo fare? È una
posizione di buon senso, possiamo farlo esponendoci politicamente?
Io penso che questo lo dovremmo fare e credo che dovremmo andare
avanti votando l'emendamento sottoscritto e votandolo palesemente.
Io spero che poi l'Aula approvi l'emendamento, ma se l'Aula lo
dovesse bocciare almeno c'è una posizione politica chiara che non
può essere vista contro qualcuno o contro il Governo o contro il
Governo nazionale. Sarebbe vista contro di noi, ma almeno sappiamo
chi l'ha fatta.
Aggiungo l'ultima cosa, Presidente. A me non sembra di capire che
le leggi che fa il Governo nazionale noi le impugniamo. Mi sembra,
però, di ricordare che le leggi che noi facciamo vanno al vaglio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'impugnativa. Se
ce l'hanno detto prima, che cosa dovremmo fare? Qualcuno vuole
speculare dicendo che ci hanno commissariato. Si sa che non è così,
perché sulle riforme economico-sociali tante volte il Governo
nazionale ha classificato delle riforme come economico-sociali e
tantissime volte noi ci siamo adeguati.
Allora, non ci sta commissariando nessuno; non facciamo demagogia,
non parliamo politicamente, cerchiamo di risolvere un problema che
abbiamo trasformato da politico in tecnico, e da tecnico oggi deve
risolto con un voto chiaro, a favore dell'emendamento che abbiamo
sottoscritto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, questo è ciò che accade,
più o meno velatamente, in quest'Aula; è un po' allucinante per
alcuni versi, perché il dato reale è che abbiamo iniziato a pensare
una riforma, la prima in Italia, e siamo ancora qui al palo per
farla partire.
Per quello che può valere, io sono stato uno di quelli in I
Commissione che avrebbe voluto una riforma diversa da quella che
poi questo Parlamento ha varato, creare un ente che avesse funzioni
maggiori rispetto a quelle previste dalla legge 9 dell'86, che
fosse uno strumento di area vasta in grado di pianificare,
programmare.
Alla fine, dopo le mediazioni normali che accadono nelle
Commissioni, nel Parlamento, oggi c'è una legge che non possiamo
attuare, perché, tra i punti di rilievo di incostituzionalità
ovvero dell'impugnativa che il Governo nazionale presenta a questa
legge, c'è anche il tema odierno cioè che il Presidente della città
metropolitana debba essere, necessariamente, il sindaco della città
capoluogo.
Io non mi scandalizzo se ci sono opinioni diverse. Mi preoccupa,
invece, il fatto che se oggi la norma - come è già accaduto qualche
settimana fa anche lì per voto segreto, un emendamento a firma
Anselmo-Panepinto - venisse bocciata, oltre che coprirci di
ridicolo bisognerebbe fare anche un conto. Ed è il conto
dell'incapacità di questo Parlamento ad avere anche il coraggio di
dire come la pensa.
Ci sono alcune azioni o omissioni di questo Governo che non
condivido. Quando si vuole impugnare una legge o si ritiene che sia
costituzionale, rispetto a quella che è l'opinione del Governo
nazionale, ci si costituisce in giudizio.
Io, spesso, vedo annunci a cui non segue la costituzione in
giudizio su questa legge, sulla legge sull'acqua, su altre
normative.
Quindi, che cosa accade, onorevole Cappello? Io apprezzo il suo
intervento, il suo punto di vista è ineccepibile. Però, un dato di
fatto c'è oggi: chiunque chiederà il voto segreto e lo sosterrà,
che in un voto segreto è l'unico dato palese, ovviamente dirà a 6
mila lavoratori delle ex province che il loro destino sarà sempre
tortuoso, difficile e complicato.
Lo dico perché il dato vero qual è? Bocciando questa norma, che
non contiene solo la condivisione del Presidente del libero
consorzio con il sindaco della città metropolitana, c'è anche che
terremo al palo, ancora una volta, la riforma. Una riforma che ha
una serie di effetti che sono di carattere economico, che sono
anche di potere dotare i 6 liberi consorzi e le 3 città
metropolitane di un Governo che oggi non hanno perché non si sono
indette le elezioni. E continueremo così, ancora per settimane, e
mesi.
Poi, ripeto, io sono rispettoso dell'opinione di tutti, ma la
domanda che mi pongo è: possiamo sacrificare, sull'altare di
conflitti e conflittualità in 3 città metropolitane, esattamente
sul fatto che il sindaco di Palermo, il sindaco di Catania e il
sindaco di Messina che non sono della mia parte politica, li debba
osteggiare come persone e non come istituzioni, per assumere queste
funzioni?
Per cui, alla fine, io che sono uno che conosce anche le tecniche
di quest'Aula, sono sicuro che sarà complicato che ci siano più
voti a favore dell'emendamento nel voto segreto.
Per cui, l'unico dato che voglio registrare è chi chiederà il voto
segreto Con onestà intellettuale, lo fa ormai come lavoro, come
secondo mestiere, l'onorevole Greco di chiedere il voto segreto.
Dopo di che, trova sempre qualcuno. Oggi, il problema è: voglio
vedere chi vota. Ma non è perché debbo fare la lista di
proscrizione.
GRECO GIOVANNI. Mi manca la remunerazione
PANEPINTO. Ma, ovviamente, la sua è una passione, il voto segreto,
onorevole Greco.
Detto questo, però l'elemento, e lo dico a chi vorrebbe trovare
ragionamenti anche dentro i Gruppi, saremmo ipocriti se noi non
dicessimo che anche dentro il PD c'è stato un dibattito profondo,
anche lì con una contraddizione: chi è più sostenitore del Governo
nazionale, è contrario e ha una specie di allergia a recepire le
indicazioni che io considero anche non necessariamente da
accogliere perché, per non essere accolte, bisogna costituirsi
davanti il giudice delle leggi che è la Corte costituzionale. Per
cui, come finirà? Non lo so come finirà
Ripeto, la certezza è che, se si vogliono usare argomenti come la
nostra autonomia, la difesa del nostro Statuto, se si vogliono
utilizzare argomenti che sono legittimi e facciamo sempre meno in
questo Parlamento, e lo stesso Governo rispetto al Governo
nazionale, che si faccia con un voto palese e - perché no -
nominale. La dignità di un ragionamento, non delle persone, cosa
che è fuori discussione, è data dal fatto che ci sia il voto
palese. E io mi auguro, onorevole Cappello, che lei non si sia
fatto sedurre da chi viene a elemosinare il vostro aiuto per il
voto segreto. Fermo restando che, come dicevo prima, ognuno si
convince se nel dibattito ci sono le motivazioni per convincersi.
Io non vi chiedo né di sostenere l'onorevole Greco nel voto segreto
o meno.
Condivido però un fatto e cioè che noi non possiamo - tutti,
perché non c'è una parte che si libera da questo peso - dire ai
dipendenti dei liberi consorzi, ex province, compresi i lavoratori
precari, che non potranno assolutamente, in questa situazione,
partecipare a nessun processo di stabilizzazione; noi possiamo dire
io sono innocente o io sono colpevole, lo si fa solo con il voto
palese. Con una considerazione: io credo che questa nostra
stagione, che ogni giorno vede categorie in difficoltà, oggi vedevo
il Parlamento impegnato in un pronto soccorso: i lavoratori precari
degli enti locali in Sala Gialla, quelli dell'Associazione
regionale allevatori in II Commissione e altri in V Commissione.
Io credo che un Parlamento, nella sua autorevolezza, debba avere
in alcuni momenti, trattandosi di temi che ognuno interpreta dal
punto di vista del principio e delle ragioni stesse
dell'appartenenza a questo Parlamento, che si abbia il coraggio e
la dignità di farlo in maniera palese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, è chiaro che ognuno di noi può aver
maturato nel dibattito d'Aula in questi - mi piacerebbe dire mesi,
ma invece devo dire anni - in questi tre anni e mezzo, però credo
che sia arrivato il momento, oggi, di mettere da parte il proprio
personale punto di vista. Credo che sia arrivato il momento di
guardare oltre rispetto a una norma, rispetto alla quale sembrava
fossimo partiti per prima, e mi spiacerebbe oggi poter dire siamo
arrivati per ultimi. Ma neanche questo possiamo dire, perché ancora
non siamo arrivati.
E allora, il fatto che si arrivi, in un momento come questo, a
discutere ancora addirittura di poter esprimere un voto segreto,
ovviamente è qualcosa che sa di assurdo. Sa di assurdo per ragioni
molto semplici. Io nella mia città, ad esempio, posso essere uno
che non sta dalla parte del sindaco Orlando. Notoriamente, in
questa città, io e il mio partito siamo sempre stati
all'opposizione, ma certamente non possono essere queste le ragioni
che possono indurre a fare delle valutazioni per cui non dobbiamo
applicare la Delrio.
D'altra parte, la norma si fa oggi ed è una norma che varrà per
sempre. Credo debba prescindere dalle simpatie o dalle antipatie
che possono esserci verso il sindaco Orlando a Palermo o il sindaco
Bianco a Catania.
Io credo che noi non abbiamo molti margini di ragionamento
arrivando al punto in cui siamo arrivati. Noi dobbiamo avere
soltanto due punti fermi nel nostro orizzonte. Da una parte la
necessità di garantire i servizi - e per servizi intendiamo i
servizi scolastici, i servizi che riguardano la viabilità, i
servizi all'interno delle scuole a favore dei portatori di handicap
- e dall'altra il grande tema dei dipendenti, il grande tema del
personale: 5.500 dipendenti, ai quali si aggiungono i dipendenti
delle società partecipate; e tra queste, ad esempio a Palermo, la
partecipata in house al 100 per cento, la Palermo Energia .
E insieme a questi, cosa che è stata rappresentata forse troppo
poco velatamente in quest'Aula, i temi che riguardano i precari
degli enti locali, perché forse il Governo su questo tema non ha
fatto alcun ragionamento, perché se è vero che attraverso la
riduzione di trasferimenti dello Stato, perché se è vero che
attraverso la possibilità di spostamento e di mobilità dalle
province ai singoli comuni si opera un'opportunità per i
dipendenti, è altresì vero che in funzione della norma che prevede
la riduzione del 50 per cento dei trasferimenti a favore di quei
comuni che entro il 2016 non stabilizzano, somma che arriva
addirittura al 100 per cento per i comuni che non si adeguano entro
il 2017, è altrettanto vero che noi non abbiamo affrontato
adeguatamente questa tematica e che rischiamo di creare una guerra
tra poveri, una contrapposizione tra i dipendenti e i precari degli
enti locali.
Detto questo, Presidente, io davvero non mi sarei aspettato che
ancora oggi avremmo potuto affrontare la questione in termini di
voto segreto, e mi auguro e sono certo che nessuna diatriba interna
ad alcun partito di maggioranza o di opposizione, ed evidentemente
il rischio tuttavia si sovrappone rispetto al partito democratico,
che mi sembra di capire che ha affrontato in maniera articolata
questo dibattito, rispetto al quale forse non si sono ancora messi
d'accordo rispetto alla possibilità di indicare un sindaco di
un'area o di un'altra e, badate bene, la stessa ragione per cui,
probabilmente, non siamo ancora arrivati all'approvazione della
norma.
Allora, io dico che, personalmente, il mio Gruppo parlamentare e
probabilmente ciascuno dei Gruppi in quest'Aula, in questi anni
hanno maturato una posizione personale e di gruppo e di
appartenenza rispetto alla norma, oggi è arrivato il momento di
mettere da parte quella posizione perché non c'è più tempo, ce lo
chiedono e siamo obbligati dalle esigenze dettate dal personale e
dalle esigenze di porre in essere servizi che possano funzionare,
senza se e senza ma, noi oggi voteremo la Delrio e auspico che
quest'Aula non arrivi alla necessità, alla possibilità, al rischio
di doversi silurare con un voto segreto che, oggettivamente, non
considererei adeguato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo
che oggi siamo arrivati all'ultimo atto di una tragicommedia che si
recita in questa Sala da almeno tre anni. E con molta franchezza
debbo dire, l'ha già anticipato il collega Formica, che a noi il
tema dell'emendamento in discussione non appassiona; che il sindaco
della città metropolitana debba coincidere con il sindaco della
città capoluogo o che il sindaco della città metropolitana debba
essere eletto dai sindaci di quel perimetro poco importa rispetto
ad un principio fondamentale che il mio Gruppo parlamentare ha
difeso sin dal primo momento in quest'Aula, ed è il principio della
democrazia partecipativa.
Se la gente viene tenuta fuori da così importanti processi
decisionali è la politica che perde, è la politica che esce
sconfitta, è un discorso fra sordi quello delle due opzioni.
Davvero io stamattina nei corridoi di questo Palazzo notavo, con
grande rincrescimento, come parecchi deputati avessero nelle ultime
ore mutato posizioni che sembravano robuste e consolidate, sul
piano della coerenza culturale prima ancora che politica.
C'è un grave deficit di democrazia in questa legge che il
Parlamento ha votato e che oggi vorrebbe riconsacrare nell'ultimo
tassello sintetizzato nell'emendamento della maggioranza che mi si
dice è stato votato da tutti i capigruppo.
Certo, da tutti tranne dal mio capogruppo e da quello del
Movimento Cinque Stelle.
C'è un grave deficit di democrazia che di fatto porta ad accordi a
tavolino, accordi trasversali fra le segreterie dei partiti, fra
le congreghe, fra le accozzaglie, fra la legittimazione di
interessi non sempre trasparenti com'è avvenuto di recente nella
Penisola italiana.
Noi siamo contrari all'elezione di II grado, comunque la si voglia
presentare; il presidente della provincia, il presidente del libero
consorzio, il sindaco della città metropolitana, per noi, va eletto
direttamente dal popolo e soltanto al popolo può rispondere delle
proprie scelte e delle proprie azioni.
Senza questa legittimazione popolare il sindaco della città
metropolitana sarà e resterà ostaggio delle segreterie dei partiti.
Questo è un principio assolutamente inconfutabile, peraltro, è in
contrasto l'emendamento che si vuole fare approvare in quest'Aula
con l'articolo 3 signor Presidente, -lo dico a lei, soprattutto,
perché è giurista -, in contrasto con l'articolo 3 della Carta
europea dell'autonomia locale, e lei frequenta le istituzioni
europee da qualche tempo a questa parte nella sua qualità.
La Carta europea, come lei sa, è stata ratificata all'Italia l'11
maggio del 1990 e parla con estrema chiarezza. Dice testualmente:
Per autonomia locale si intende il diritto e la capacità
effettiva, per le collettività locali, di regolamentare e
amministrare nell'ambito della legge, sotto la loro responsabilità
e a favore delle popolazioni una parte importante degli affari
pubblici. Tale diritto, chiarisce la Carta europea, è esercitato da
consigli e assemblee costituiti da membri eletti a suffragio
libero, segreto, paritario, diretto e universale
Signor Presidente questa Carta europea è stata ratificata
all'Italia l'11 maggio del 1990 e come lei sa e come sanno i
colleghi, assume dignità di trattato internazionale, per quel poco
di esperienze che io abbia potuto maturare fra i banchi di
Strasburgo e di Bruxelles. C'è una chiara violazione degli obblighi
internazionali, c'è una violazione indiretta della potestà
legislativa ordinaria, appare sotto gli occhi di tutti, l'unico a
non essersene accorto è stato il Presidente della Regione che
avrebbe dovuto rivendicare il diritto per questa Regione a
difendere le proprie prerogative e invece nei suoi viaggi nella
capitale ha avuto la coda fra le gambe , uso un eufemismo,
linguaggio figurato, naturalmente, con un atteggiamento di
vergognosa remissione, vergognosa remissione Il Governo avrebbe
dovuto fare ricorso alla Corte Costituzionale, il Governo regionale
avrebbe dovuto dire al Governo nazionale: giù le mani
dall'autonomia siciliana .
Non lo ha fatto, tranne poi venire in quest'Aula e dire tutto il
contrario che invece è stato fatto e dire noi non siamo mai stati
favorevoli alla coincidenza fra il sindaco della città
metropolitana e il sindaco della città capoluogo .
C'è, non soltanto, quindi, una violazione del Trattato
internazionale ma c'è anche una violazione palese dello Statuto
siciliano che attribuisce alla Regione competenze specifiche.
Signor Presidente, Governo e colleghi, fra cinque giorni, appena
cinque, cade il settantesimo anniversario dello Statuto siciliano.
In questi settanta anni lo Stato ci ha espropriato di tanti
poteri e lo ha fatto lentamente. Ha fatto la cosa peggiore e lo ha
fatto nel modo migliore.
Ci ha tolto l'articolo 31, comma 1, dello Statuto; ci ha tolto
l'articolo 21, comma 3, dello Statuto; ci ha tolto l'articolo 22
dello Statuto; ha messo in discussione gli articoli 36, 37 e 38
dello Statuto; ha soppresso l'articolo che prevedeva l'Alta Corte,
contemplato nello Statuto, già nel '57.
Ci restava soltanto l'articolo 15, comma 3, dello Statuto che dice
testualmente, lo voglio dire ai colleghi deputati che si
approssimano al voto, che si apprestano al voto. Dice l'articolo
15, comma 3, Spetta alla Regione la legislazione esclusiva in
materia di circoscrizioni, di ordinamento e di controllo degli enti
locali . Non me lo sono inventato io.
Significa che l'Ordinamento degli enti locali non rientra nel
principio della grande riforma economica e sociale sancito dalla
legge Delrio. Perché l'ordinamento significa l'organizzazione
dell'ente locale che è a competenza di questa Aula. Non si può
cedere, Presidente, di fronte ad un ignobile ricatto del Capo del
Governo. Non si può. Si fa offesa a mille anni di storia
Non ci sono misure finanziarie che tengano. Quale autonomia fra
cinque giorni potremo celebrare. Non c'è nulla da festeggiare
signor Presidente e colleghi deputati
Abroghiamolo questo Statuto
E' diventata una zavorra perché ci presenta alla pubblica opinione
come una casta legata ai privilegi e quando, invece, dobbiamo
utilizzare lo Statuto per cogliere le opportunità che esso ci offre
sul piano della crescita economica e sociale noi diciamo ha
ragione Renzi è una vergogna .
Non si può andare avanti, abroghiamolo. Almeno salviamo la faccia
o cerchiamo di salvarla.
Questo voglio dire, - e mi avvio alla conclusione -, a questa
maggioranza di centrosinistra che oggi su questo tema sembra
allargata anche ad alcune forze, mi dispiace, del centrodestra.
Diciamolo a questa maggioranza timorosa, diciamolo. Talmente
timorosa da avere paura del parere dell'elettorato isolano. Perché
altrimenti non si spiegherebbe il voto della I Commissione che ha
respinto, con la maggioranza di centrosinistra, la volontà che
aveva liberamente espresso il popolo di Gela, di Niscemi e di
Piazza Armerina.
Io non entro nel merito delle questioni perché offenderei
l'intelligenza di quelle comunità e sono decine di migliaia di
siciliani.
Ma come si può non tenere conto, con una interpretazione assai
discutibile della norma, come si fa a non ricevere la delegazione
ed a sentire le ragioni di quella gente? Una maggioranza, quella di
Crocetta, pavida, remissiva, obbediente agli ordini di Roma.
Questa legge e l'emendamento col quale si vuole chiudere questa
tragi-commedia è una riforma folle, che produce soltanto incertezze
sul futuro dei dipendenti provinciali, che ora state utilizzando
come pegno umano, per condizionare la libera scelta della
Assemblea
Sono state dette cose gravi in questo dibattito, Signor
Presidente Da questa tribuna E' stato creato un clima di
intimidazione, sottile e perciò maggiormente pericoloso. Come se il
voto segreto fosse una manovra ignobile e non invece un legittimo
diritto del Parlamento. Ma se il Parlamento avesse il coraggio,
dovrebbe avere il coraggio, palesemente, di bocciare questa legge,
di bocciare questo emendamento, e di dire basta Renzi , basta
Delrio , in Sicilia - fino a prova contraria - le nostre
prerogative ce le gestiamo con senso di responsabilità
Ed invece? Avete partorito una Provincia, o ex Provincia, che non
dà certezza a seimila dipendenti, che non dà certezza ai lavoratori
delle partecipate ed ai precari della Pubblica Amministrazione, che
ha abbandonato il territorio. Ha abbandonato il territorio, e so di
cosa parlo Presidente perché sto parlando di Province - so di cosa
parlo. Ha lasciato in una squallida solitudine i sindaci, ha
escluso quattro milioni di siciliani dal diritto di scegliere i
vertici di chi dovrà gestire il proprio territorio. Ed allora,
signor Presidente, o palese o segreto, il mio voto all'emendamento,
che è ricattatorio del Governo Renzi, il mio voto palese o segreto
sarà contrario. Non voglio aggiungere il mio nome a quello di
quanti - rispettabili colleghi - si sono piegati direttamente o
indirettamente ad un ricatto del centralismo romano, che non solo
suona ad offesa dell'autorevolezza della politica, ma che di fatto
piega il prestigio e la dignità di questo Parlamento e della sua
plurisecolare vicenda autonomistica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà
CIMINO. Onorevole Presidente, è difficile intervenire dopo le
parole così accese e l'intervento del Presidente Musumeci. Io
condivido pienamente l'intervento fatto dal Presidente della
Commissione, l'onorevole Cascio e così come quello del collega del
gruppo di Sicilia Futura' che ha firmato questo emendamento.
Perché da sempre sono stato tra chi ha sostenuto il recepimento
della legge Delrio anche in Sicilia. E non perché si trattava di
perdere autonomia nella nostra Regione, perché l'autonomia della
nostra Regione viene sancita nel momento in cui, finalmente, da
Roma ci danno la possibilità di cassare quella parte dell'articolo
36 dello Statuto che dà e cede delle risorse dei siciliani nel
bilancio dello Stato.
Questa da sempre, abbiamo letto ed abbiamo approfondito, trattasi
di una riforma economico-sociale ed era giusto e necessario potere
attenersi a quel recepimento. Ma io intervengo, signor Presidente,
per un altro argomento, che secondo me è interessante poter
rendere questa Assemblea - per davvero - più agevole. Ho ascoltato
ed apprezzato gli interventi di quasi tutti i Capigruppo
dell'Assemblea Regionale Siciliana, interventi che sono stati
contrari al voto segreto su questa legge. Ed allora io prego il
Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, di convocare
d'urgenza la Commissione per il Regolamento, modificare questo
Regolamento per abrogare il voto segreto con le consultazioni e
così gli interventi assunti dai colleghi Capigruppo possono anche
rendere le prossime votazioni più agevoli e consone rispetto agli
interventi dei lavori di questa sera.
PRESIDENTE. Chiaramente per la prossima legislatura, io non sono
quello che cambia le regole in corso d'opera.
Condivido con lei che non ha più ragione d'esistere il voto
segreto, però dalla prossima legislatura.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono stato, se
non ricordo male, il primo deputato che ha presentato in I
Commissione un disegno di legge che vedeva il recepimento della
legge Delrio.
Ma non perché io sia appassionato o consapevole di tutto ciò ma
per tutto quello che è accaduto in tutti questi anni. Perché io
buona parte dell'intervento dell'onorevole Musumeci lo condivido.
Però, carissimo onorevole Musumeci, lei uomo di grande esperienza,
noi dobbiamo prendercela con i deputati ed i senatori che in tutti
questi anni, dal dopoguerra, da quando si è costituito il
Parlamento regionale siciliano, non hanno fatto altro che
denigrarci e buttarci nella spazzatura giorno per giorno,
vendendosi i cittadini di tutta la Sicilia. Questa è la verità.
Siccome loro, il Governo nazionale ed il Parlamento, non ritengono
che noi siamo utili ed indispensabili per la gestione pubblica
arriva, purtroppo, questa scelta.
Se questo mortificare ancora i liberi consorzi e le città
metropolitane che con la legge n. 8 abbiamo già votato, allora
votiamo e portiamo avanti finalmente, se ci assicura l'assessore
Baccei che, immediatamente dopo il voto favorevole all'emendamento
A80, arriveranno questi soldi e non facciamo piangere i servizi
delle ex province a partire dai disabili, dalle scuole e da tutto.
Ormai nessuno dei dipendenti delle ex province si sente ben
rappresentato da questo Parlamento.
Il problema è questo. L'Autonomia Ma di quale Autonomia parliamo.
Ci lamentavamo quando avevamo il Commissario dello Stato, ma
quando mai, il Commissario dello Stato, quanto meno, abitava a
Palermo e quantomeno il Governo, uno per uno, assessore per
assessore, si recava dal Commissario e vedeva se effettivamente
quella era una proposta di legge che si poteva portare avanti o era
una proposta da annullare.
Oggi qua abbiamo a che fare con il Parlamento nazionale, con il
Governo nazionale dobbiamo capire esattamente se condividono o
meno. Perché, parliamoci chiaro: io prima di essere identificato in
tutto quello che riguarda Governo e Parlamento nazionale sono
Siciliano, faccio parte dell'Autonomia siciliana, e rispetto
l'Autonomia siciliana da cittadino siciliano.
Quindi, questa è la prerogativa oggi. Siamo stati eletti per fare
un determinato lavoro e lo dobbiamo fare.
Ma voi avete mai sentito che qualcuno del Parlamento nazionale o
del Governo nazionale abbia mai messo becco su Trento e Bolzano,
sulle province autonome di Trento e Bolzano? Ma non se ne parla
neanche Perché quelli sono i ricchi e qua ci sono i nulla facenti,
questa è la verità.
Non è che noi dobbiamo litigare l'un con l'altro perché io penso
che tutti siamo d'accordo ad una Autonomia siciliana, a renderci
utili per i cittadini e portare avanti finalmente un reale
cambiamento.
Questo non sta avvenendo ed il problema principale è che soccombe
immediatamente giorno per giorno la perdita non solo dei posti di
lavoro delle ex province ma la mortificazione delle loro famiglie.
Questo è il problema reale.
Quindi se noi oggi, Assessore Baccei, con la votazione di oggi,
con l'emendamento A80 lei ora prende la parola e dice a tutti,
perché io la voglio ascoltare con le mie orecchie, che
immediatamente lo Stato trasferisce questi soldi per darli
finalmente alla gestione delle ex province, quindi ai Liberi
Consorzi e alle Città metropolitane, sono pronto a votarlo.
Ascolterò lei perché lei è romano , perché lei è in Sicilia non
solo per fare l'Assessore ma perché deve trasferire un messaggio
ben preciso che oggi le cose in Sicilia sono cambiate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché credo che i discorsi che sono stati fatti da
quassù, in realtà, sono bei discorsi ma dietro le parole di ogni
mio collega, mi dispiace dirlo, forse si nasconde altro, perché ho
visto sfilare, soprattutto i miei colleghi di FORZA ITALIA, contro
il voto segreto che non hanno fatto altro in questi tre anni che
chiedere il voto segreto durante le finanziarie, durante tante
votazioni.
Mi è sembrato un atteggiamento surreale dentro l'Aula. E questo
credo che alla fine non è il problema della legge che stiamo
andando a votare ma, forse, va detta la verità ai siciliani. Va
detta la verità che la politica è in evoluzione, va detta la verità
che forse cambiano gli schemi in politica, che anche gli accordi
che vengono fatti in quest'Aula poi vanno sopra anche quello che
ognuno pensa.
Forse è vero che c'è un asse nuovo tra l'UDC, NCD e FORZA ITALIA e
quindi questi tre partiti si muovono insieme nell'approvazione
delle leggi. Veda, signor Presidente, io sono tra coloro che si è
opposta alla prima legge Giletti fatta in quest'Aula perché ho
creduto che era sbagliato proliferare i Liberi Consorzi in Sicilia.
Ho creduto che noi dovevamo immediatamente recepire la legge Delrio
proprio perché le province erano nove, noi avevamo una legge del
1986, del 1995, che era ben fatta e bisognava forse attuare solo
quella.
Col passare dei tre anni credo che in realtà l'unica cosa saggia
da fare è abolire e abrogare l'articolo 15 dello Statuto siciliano.
Perché la verità è che questa Regione non ha un euro, che lo Stato
non ci trasferirà nulla sulle province. E che quindi noi stiamo
prendendo in giro i siciliani se non diciamo che gli enti
intermedi, ormai, non hanno più valore nella nostra struttura
costituzionale.
Noi dobbiamo, se vogliamo dare speranza ai dipendenti delle
province, invece di continuarli a prendere in giro, che se si vota
la coincidenza o la non coincidenza, arrivano i centottanta milioni
per pagare i debiti, bisognerebbe invece fare un piano con lo Stato
per distribuire i dipendenti tra i comuni e la Regione, perché così
noi stiamo solo prendendo in giro tutti i dipendenti delle province
siciliane. Anche perché credo che quando lo Stato ha varato la
legge Delrio, tutti sanno che i dipendenti delle province nelle
regioni ordinarie sono automaticamente andati in mobilità. La
Regione Siciliana con l'Assessore pro-tempore di allora - e non mi
ricordo di quale partito era - non ha chiesto mai un tavolo Stato-
Regione per intervenire sul il problema dei dipendenti della
provincia. Quindi oggi credo che sia solo un dibattito falso, un
dibattito improntato sul resistere o non resistere davanti alla
Corte Costituzionale.
Io ho studiato giurisprudenza e faccio l'avvocato, nessuno mi farà
credere che questa legge può avere un'impugnativa per motivi
costituzionali. Qua c'è un'impugnativa politica, al di là del
merito della questione, signor Presidente, perché noi abbiamo
autonomia esclusiva nella struttura della nostra Regione. E poi le
voglio dire che sono state fatte impugnative, come i diciotto mesi,
come altri pezzi di legge che sono previsti nella stessa legge
Delrio e, invece nella nostra legge sono stati dichiarati
incostituzionali. L'elezione di II grado non può essere
incostituzionale e quindi io credo che quest'Aula non può essere
presa in giro dicendo che rimangono seimila dipendenti a casa,
seimila dipendenti senza posto di lavoro, avendo noi fatto una
legge dove abbiamo dato milioni di competenze alle province e non
saremo mai in grado di dare le risorse utili da trasferire alle
singole province, ai singoli liberi Consorzi e alle aree
metropolitane.
Allora, andava recepita la Delrio tutta com'era, cioè levando
l'accentramento delle province, proprio come si prevede a livello
nazionale, e invece noi abbiamo dato tantissime competenze che gli
enti non potranno sopportare, imbrogliando, di nuovo, i dipendenti
che dandogli queste competenze loro avevano le risorse per poter
lavorare.
Allora, io dico a quest'Aula di smetterla di fare il teatrino
perché veramente il discorso è serio, non si può dire a seimila
persone che se si vota la coincidenza queste seimila persone
saranno salve e, quindi, chiedo a tutta l'Aula di smetterla di
giocare soprattutto a FORZA ITALIA di smetterla di fare da tre anni
la stampella di questo Governo e fare finta di essere
all'opposizione.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io inizio
il mio intervento ricollegandomi all'ultima fase dell'onorevole
Sudano: Basta fare teatrino, basta giocare .
Io ho sentito in questi minuti, in queste ore, in questo dibattito
tanto populismo, tanta demagogia, ho sentito richiamare lo Statuto
ho sentito fare discorsi assolutamente rispettabilissimi, però, ho
sentito lanciare sfide, guanti di sfida che vengono lanciati in
quest'Aula. Io credo che qua non ci sia da sfidare assolutamente
nessuno. Io ritengo di avere fatto il mio dovere nel dare una
possibilità di coerenza alla legislazione nazionale, una coerenza
che c'è stata richiesta in via ufficiale, - in via ufficiosa -, ma
c'è stata richiesta, non certo qua si vuole sfidare nessuno, il
tema è che oggi non possiamo più continuare a tergiversare ma la
politica, soprattutto, e tutti noi dobbiamo metterci la faccia in
quello che facciamo.
Il legislatore non è l'onorevole Anselmo, non è l'onorevole Di
Giacinto, non è l'onorevole Turano. Il legislatore è quest'Aula,
quest'Aula è chiamata a votare e non si nascondano dietro il voto
segreto chi vuole consumare sciocche faide localistiche o,
comunque, diciamo, per ripicche e posizioni di principio. Non si
può riversare su un voto segreto che per quanto mi riguarda una
richiesta di voto segreto è da vigliacchi per chi non vuole
assumersi la responsabilità di quello che fa e di quello che
sostiene.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
cercherò di essere sintetico, però è chiaro che il dibattito
odierno e di stasera è veramente surreale. Cioè io sento un
capogruppo del partito di maggioranza dire una cosa, sento invece
alcuni colleghi che si sono contraddistinti per la loro mobilità
d'Aula e mobilità partitica' invocare inciuci tra Forza Italia e
questo Governo.
Io vorrei ricordare innanzitutto che noi eravamo per l'elezione
diretta del presidente della provincia. Sulla scorta della mancata
messa ai voti dell'emendamento sull'elezione diretta del Presidente
della Provincia o dell'ente intermedio come oggi si chiama, Forza
Italia non partecipò più ai lavori d'Aula, e non ha contribuito a
quel modello Sicilia, caro collega Cappello, che così avevate
invocato e sul quale voi vi giocavate la vostra credibilità. Quel
modello Sicilia, oggi, è naufragato miseramente assieme a voi,
assieme al presidente Crocetta, che siete stati la causa primaria
di questa vergognosa norma sulle Province, questo lo dobbiamo dire.
A poco a poco, poi, avete capito che il presidente Crocetta vi
stava portando nel baratro per cui avete fatto scendere addirittura
Beppe Grillo, che prima era stato chiamato quale consulente dal
sindaco Crocetta per smentire e per offendere, addirittura,
l'attuale Presidente della Regione.
Noi alla legge 15 del 2015 non abbiamo partecipato, perché sapete,
cari colleghi del Movimento Cinque Stelle, è molto semplice prima
buttare la pietra e poi ritirarsi la mano, e voi siete stati coloro
che avete contribuito a questa norma quando nel marzo del 2013 si
disse: siamo i primi - questo lo disse il Partito Democratico -,
siamo i primi ad abrogare le Province .
Certo, erano i tempi ancora in cui l'onorevole Sudano non era nel
Partito Democratico, e altra parte di questi nuovi renziani,
catanesi, non erano nel Partito Democratico. Oggi, cosa c'è? C'è
quasi uno scontro: il Partito Democratico renziano catanese contro
il Partito Democratico renziano di Palermo.
Allora, gli scontri sono all'ordine del giorno. Oggi, caro
presidente Crocetta, lei è stato attaccato dal suo sottosegretario
Faraone che dice che così, finalmente, con questo referendum,
Crocetta guadagnerà meno di Renzi. Ma Faraone dovrebbe dire,
anziché gioire per tutti i tagli delle Regioni, delle Province, dei
sindaci, dovrebbe dire quali tagli si sono fatti i deputati
nazionali, loro che prendono il doppio rispetto ai deputati
regionali, cosa hanno fatto loro per ridurre i costi al Parlamento
nazionale che costa un miliardo di euro? E, invece, cosa si dice, i
suoi 79 mila euro, presidente Crocetta
È questo il dibattito surreale, di bizantiniana memoria, in cui,
oggi, ci troviamo noi di Forza Italia, che siamo stati contrari a
questa legge. Abbiamo detto: attenzione, state facendo questa
norma? Questa norma porterà al baratro . E noi, oggi, abbiamo fatto
una conferenza stampa assieme al Capogruppo di Cantiere Popolare,
onorevole Cordaro, per dire, fermo restando, e l'ho detto alla
collega Anselmo, che riteniamo che questa norma che è stata fatta
sia una norma assolutamente perniciosa, dannosa per la Sicilia,
perché non mette in sicurezza i dipendenti, non efficienta i
servizi, presidente Musumeci, non riduce i costi e abbiamo lasciato
il territorio scoperto di ogni possibile attenzione.
Questo è il risultato del Governo di centro-sinistra che non
viene, sicuramente, appoggiato né da chi le parla, né da Forza
Italia, lo voglio dire in maniera molto chiara, anzi, siamo i
principali contrappositori ed oppositori di questo Governo che
riteniamo assolutamente fallimentare.
Ma poi vorrei dire a qualcuno ancora: chi ha letto l'articolo 44
della legge 15 del 2015? Qualcuno ha detto: questa norma ha
mortificato i territori di Niscemi, di Gela, di Piazza Armerina e
di Licodia Eubea. E chi lo ha messo il secondo comma dell'articolo
44? C'eravamo noi in Aula o c'eravate tutti voi? Quando avete
inserito, con un sotterfugio, il secondo comma per dire che i
comuni che si sono già espressi devono soltanto deliberare per la
seconda volta in Consiglio comunale salvo, poi, il fatto a mettere
un'altra norma che la legge di ridefinizione dei confini deve
passare in Aula perché sapevate, molto bene, che in Aula sarebbe
stata bocciata e sarebbe naufragata miseramente
Questa è la verità dei fatti E' una legge della contraddizione
Ma noi di Forza Italia e del Cantiere popolare, oggi, abbiamo un
dovere. Presidente Musumeci, non siamo in contrapposizione. Noi,
però, riteniamo che sia un errore madornale consentire, oggi, che
il Governo nazionale - che non è né amico della Sicilia, né amico
dell'onorevole Crocetta, soprattutto - utilizzi la non
approvazione, il non riallineamento alla norma nazionale per poter
avere un alibi o una giustificazione per continuare a massacrare la
Sicilia
Noi vogliamo sottrarre questo alibi al Governo nazionale e noi
siamo assolutamente convinti, anzi, noi riteniamo che Renzi, in
campo nazionale, abbia fatto la peggiore delle riforme che è quella
delle Province che, paradossalmente, a livello nazionale vengono
chiamate Province e qua liberi consorzi.
E allora, delle due l'una: o ci troviamo dinnanzi ad un grande
pasticcio a cui ormai bisogna, comunque, dare una mera, una
piccola, una seppur rabberciata soluzione, oppure continuiamo.
Certo, ci sarà il voto segreto e, nel voto segreto, molti di
questi deputati presenti stasera voteranno per la non coincidenza,
contro l'emendamento del Presidente dell'Assemblea, sostenuto da
tutti i Capigruppo, da quasi tutti i capigruppo. Questo dovrebbe
far riflettere, dovrebbe far riflettere la maggioranza, dovrebbe
far riflettere tutti coloro che, stasera, non guardano a questa
legge ma guardano a quali saranno i rapporti di potere a Catania ed
a Palermo, soprattutto, forse anche a Messina
Ma perché vi dico questo? Ma, secondo voi, è mai possibile che,
oggi, tolto il voto a suffragio universale e introdotto il concetto
che l'ente Provincia non è un centro di spesa, ma è soltanto un
ente intermedio, guardiamo ad una elezione frutto delle segreterie
politiche?
Certo, io mi rendo conto, a noi di Forza Italia, se non passa la
norma, non cambia niente. Noi siamo minoranza, sia a Palermo che a
Catania; a Catania, su 58 comuni, noi ne abbiamo meno di 15, a
Palermo più o meno la media è quella.
Che significa, allora? Che questa battaglia, presidente Crocetta,
è il suo partito, sono le bande del Partito Democratico che la
vogliono fare perché devono creare, all'interno dello stesso, un
rapporto contrattuale interno, non altro Devono, all'interno del
Partito democratico, dimostrare chi ha più forza. Per cui, se il
sindaco di Catania o il sindaco di Palermo, hanno delle difficoltà,
con questo strumento li devono mettere ulteriormente in difficoltà.
Allora, diciamo, noi siamo fuori da tutta questa partita. Noi
diciamo, però, che non ci devono essere più alibi perché se, domani
mattina, non passasse questa norma di allineamento, l'emendamento
Ardizzone ed altri, e il Governo nazionale impugnasse questa
ulteriore norma, è vero non cambierebbe niente per i dipendenti,
non cambierebbe niente per i servizi, ma si bloccherebbe tutto per
cui ci sarebbe, come dire, una responsabilità che qualcuno cercherà
di far ricadere sull'intera Assemblea regionale siciliana, nessun
escluso perché, oggi, voi state capendo quando parla il
sottosegretario Faraone che dice: L'ARS è un Soviet . Ma quale
Soviet? L'ARS ha una maggioranza ed una minoranza. Se la
maggioranza non è capace di fare la maggioranza, di poter governare
nei processi legislativi, è una responsabilità di chiaro
fallimento.
Faraone mente e mente perché vuole nascondere la sua incapacità,
la sua inettitudine di rappresentante nazionale e mente perché deve
massacrare Crocetta, ma massacrando Crocetta, il Partito
Democratico sta massacrando la Sicilia. Faraone è il suggeritore
occulto di Renzi per dire, un giorno sì e l'altro anche, di
stringere i cordoni alla Sicilia.
Quando parla - e concludo veramente - e dice i rifiuti, presidente
Crocetta, la attacca ogni giorno sui rifiuti Ma chi è a capo
dell'Assessorato per l'energia ed i servizi di pubblica utilità?
Chi c'è? C'è un esponente di Cuperlo? C'è un esponente di Speranza?
C'è un esponente di qualche altra componente? O c'è un esponente
dell'onorevole Faraone, che prende il doppio come indennità
rispetto ai deputati regionali?
SAMMARTINO. Pensa per te
FALCONE. Calma, calma, calma. I vari balletti li fate da un'altra
parte. Qua in Assemblea c'è gente
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, si rivolga alla Presidenza.
FALCONE. Concludo dicendo che noi voteremo per l'allineamento.
Voteremo verde. Chi vuole conformarsi si conforma, chi vuole votare
contro voterà contro. A noi non cambia niente. Noi siamo e
rimaniamo convinti che questa legge è un danno micidiale per la
Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A80. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
Presidenza del Presidente Ardizzone
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 80.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A 80.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Il Movimento Cinque Stelle non vota. Hanno alzato i tesserini.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 34
Contrari 27
Astenuti 1
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'Aula non è finita. Abbiamo almeno altri due
importanti argomenti. La questione della legge sugli appalti
pubblici, su cui il Governo ha già evidenziato la necessità di fare
chiarezza. Poi, c'è la questione del procedimento amministrativo,
più volte sollecitata dal presidente Crocetta.
L'Aula non è finita. Onorevoli colleghi, abbiate pazienza, non
possiamo andare avanti a ruota libera, dobbiamo andare avanti con
gli emendamenti aggiuntivi. Abbiamo due importanti emendamenti o
meglio due argomenti, la questione della legge sugli appalti,
perché è stata invocata da tutti la relativa approvazione, il
Governo, l'assessore Pistorio, nella fattispecie, il direttore di
riferimento ha fatto una circolare, da quello che mi risulta; la
seconda questione riguarda il procedimento amministrativo. Il
presidente Crocetta, più volte, ha sollecitato l'Assemblea, l'ha
portata pure in Conferenza dei Capigruppo ad approvare questi
articoli, io sarei dell'avviso di andare avanti almeno su questi
due argomenti; l'assessore Marziano ha evidenziato un altro
argomento. Dico, io sarei intanto per andare avanti, magari, poi,
ci fermiamo e domani diamo il voto finale con le relative
dichiarazioni di voto e vediamo se dobbiamo inserire eventualmente
altri argomenti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, capisco. Onorevole, ognuno non
può andare a ruota libera sulle proprie cose. Sì, però noi abbiamo
un ordine, è quello degli emendamenti aggiuntivi, se ognuno di noi
ha il proprio argomento
Prego sull'ordine dei lavori, non le voglio negare la parola, per
carità.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lantieri,
Governo, siccome stiamo trattando gli emendamenti aggiuntivi -
assessore scusi dico già ho avuto la concessione da parte della
Presidenza di parlare - e io avevo posto un problema che non è di
secondaria importanza, ma che riguarda il trasporto interurbano
degli alunni, allora, avevo presentato, già in prima battuta,
durante la finanziaria, un emendamento che era andato a finire fra
gli aggiuntivi, emendamento che ho riproposto nella legge stralcio.
Perché? Perché è vero che la legge n. 5 del 2014 aveva previsto che
avvenisse l'inserimento del trasporto interurbano, però prevedeva
la copertura delle spese solo per quell'anno; nella finanziaria del
2015 è stato riproposto l'emendamento proprio per assicurare ai
ragazzi, e quindi per assicurare la mobilità interurbana, per
coprire le spese del 2015.
Avevo riproposto questo emendamento, che è stato apprezzato dalla
Commissione di merito, dalla I Commissione, ma non è stato discusso
in Commissione Bilancio. Bene, ritengo - siccome non c'è aumento di
spesa, non c'è variazione di spesa, perché è a valere sul fondo
perequativo - che sia necessaria una norma. Il direttore generale,
il Governo e forse anche la Commissione riteneva di no. Vorrei che
il Governo assicurasse che non è necessaria la norma, perché anche
quest'anno sarà garantito il trasporto interurbano degli alunni, o
se è così pregherei il Governo di presentare un emendamento, visto
che ormai la sottoscritta non può più farlo, per garantire agli
studenti la mobilità e perché qui stiamo parlando veramente del
diritto allo studio che viene vanificato e sacrificato se non si
chiarisce questo aspetto.
PRESIDENTE. Scusate, però se ognuno di noi
Andiamo avanti, presidente Crocetta, cortesemente, andiamo avanti
su quegli emendamenti, evitiamo di aprire discorsi che non
c'entrano.
Allora, io sono dell'avviso di approvare stasera il procedimento
amministrativo, approviamo la legge sugli appalti, ci fermiamo e
rinviamo a domani per le altre questioni. Questo è ciò che abbiamo
votato in Conferenza dei Capigruppo.
TURANO. Domani si presentano le liste.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Turano, d'accordo, però, è inutile
che la approviamo tutta stasera. Va bene.
nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
PRESIDENTE. Allora il Governo, chiede di anticipare la legge sugli
appalti. Si passa all'emendamento A 81, della Commissione.
Il parere del Governo?
PISTORIO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 75, sul procedimento amministrativo,
a firma del Governo. La I Commissione ha espresso parere
favorevole. Il parere della Commissione Bilancio?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 76, sempre sul procedimento
amministrativo, a firma del Governo. La I Commissione ha espresso
parere favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sui 4
emendamenti, uno è stato votato, Presidente, però, le devo dire le
mie personali, ma come Gruppo noi siamo contrari a questi
emendamenti che non semplificano nulla, ma sembrano quasi degli
avvisi e delle minacce nei confronti dei dirigenti della Regione
soprattutto l'emendamento A 75 che è già stato votato, perché
quando si dice che la mancata o ritardata espressione della volontà
dell'Amministrazione, sarà considerata ai fini della responsabilità
dirigenziale, non stiamo dicendo nulla di nuovo; questi
emendamenti non stanno apportando alcunché di contributo alla
semplificazione, al miglioramento delle procedure amministrative,
ma stanno incancrenendo i rapporti già molto deteriorati tra il
Governo regionale, gli assessori ed i dirigenti della Regione
perché è quasi come se stessimo caricando esclusivamente ai
dirigenti, ai funzionari la malagestio di questa Regione siciliana.
Certo, ci saranno alcuni anche funzionari che non lavorano e che
lavorano poco, però con questi articoli, che sono articoli spot o
quando si dice che il procedimento si chiude e si conclude entro
30 giorni, stiamo soltanto ripetendo e ribadendo principi generali
che già esistono nella norma.
Per cui le voglio dire, presidente, Ardizzone, votiamoli questi
emendamenti, però con un po' di calma, alcuni saranno approvati,
alcuni saranno bocciati, ma Forza Italia è assolutamente contraria
a questi emendamenti che comporteranno soltanto ulteriore
confusione e non daranno alcuna semplificazione al procedimento
amministrativo già molto confuso, farraginoso ed ulteriormente
onerato con queste norme soltanto ultronee e molte volte inutili ed
alcune volte anche dannose.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sinceramente la posizione di Forza Italia mi sembra
totalmente fuori linea rispetto alle esternazioni che, più volte,
sono venute da Forza Italia sul piano politico generale, partendo
da un segretario regionale, onorevole Miccichè, che sostiene
addirittura che non bisogna neanche chiedere l'autorizzazione, cioè
che un privato faccia la richiesta e per evitare le lungaggini
burocratiche che vengono denunciate qui si trovi di fronte
all'indecisione. Che, poi, sostanzialmente questa è una linea di
mediazione fra ciò che c'è attualmente
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Vicepresidente LUPO
Su che cosa innova la legge?
La legge introduce la responsabilità dirigenziale, non scarica sui
dirigenti. Introduce la responsabilità dirigenziale e, quindi,
disciplinare e amministrativa per i provvedimenti che non prende
perché, a volte, il silenzio-assenso ha conseguenze devastanti per
la società quando si tratta di cose che non possono essere fatte e
che vengono scaricate dai dirigenti e, poi, i privati ricorrono al
TAR e fanno pagare alla Regione la responsabilità.
Quindi, introduce il principio che il provvedimento va sempre
messo. E' questo è estremamente importante.
Spesso nelle conferenze di servizio si manca per non prendere mai
la decisione. In questo caso il parere si intende reso.
In buona sostanza, riproducono una serie di norme che consentono
in tre mesi di prendere una decisione. Si deduce un nuovo principio
che non si è responsabili soltanto quando si prende una decisione,
ma si è responsabili delle conseguenze di quella decisione anche
quando la decisione non si prende perché spesso il non prendere la
decisione serve a favorire interessi privati non sempre legittimi.
Quando si dice: si scarica sui dirigenti , allora, signora
Bassanini, questi sono procedimenti tutti a carico dei dirigenti
non è che li può prendere il Governo in sostituzione. Quindi, è
normale che dobbiamo disciplinare il comportamento dei dirigenti.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico.
Presidente, lei ha citato Micciché come colui il quale vuole
semplificare. Tuttavia, l'opinione di Micciché non coincide con
quello che ha detto ma, soprattutto, con quello che avete scritto.
Glielo leggo Presidente: Le amministrazioni qualora ravvisano
di irrecivibilità, l'improcedibilità, l'infondatezza, previo
esperimento , in pratica secondo rigoroso ordine cronologico ,
arriviamo alla fine, ma perché c'è la possibilità che le istanze si
fanno a saltare? In base ad antipatia e simpatia?
Poi: verranno esaminate in base alla legge e al Regolamento .
Allora, c'è un attentato alla Costituzione. Avete scritto che si
dovevano fare in ordine cronologico, che dobbiamo rispettare la
legge ed i regolamenti ma qua vengono i vigili e ci mettono i
sigilli, Presidente. Ma cosa avete scritto? Dite una cosa e ne fate
un'altra.
Tutto quello che lei ha detto, io lo sposo. Si fermi 24 ore.
Scriviamolo in italiano e forse qualcuno lo capirà. E non mi dite
che scrivete bene in italiano Dopo tutti gli articoli che ci
impugnano. A Roma c'è un ufficio Crocetta. Tutte le norme che noi
approviamo le impugnano.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Milazzo, le norme le
fa il Parlamento, non sia irrituale. Rispetti gli organismi.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma sono proposte da voi. Sono proposte da voi.
Ora ci sono norme proposte da me? Presidente. Così è Presidente. E
la conferma è che lei non solleva nemmeno conflitto di attribuzione
talmente non è convinto di difendere il Parlamento.
C'è una sua maggioranza. Tre mozioni di sfiducia. Lei, la
maggioranza ce l'ha certificata. Questa maggioranza che sostiene le
norme
Le chiedo scusa, ufficialmente, Presidente, ho sbagliato. Ammetto
davanti a tutto il Parlamento che ho sbagliato. Quindi, questa
norma non la smentisce, non è sua, non è proposta da voi. Perché
lei dice no, non sono io . Non è così. Tutte queste norme sono
state proposte da lei Lei è il primo attore, Presidente Crocetta,
questo è il tema Per cui, io vedo scritte cose pleonastiche.
Dobbiamo rispettare l'ordine cronologico, la legge Regolamento, ma
che cosa c'è scritto? Qual è l'elemento di novità?
Mi ascolti Presidente, non faccia prevalere l'astio, si fermi e
scrivetela meglio, siamo in tempo. Non dica di trattarla
velocemente. Dica invece di fermarci, la studiate bene, perché
qualche errore - che non vi sto qui, ora, ad esternare - c'è
scritto Presidente. Nell'interesse dei siciliani, perché la legge
non serve né a lei e né a me, serve a coloro i quali devono
produrre qualche cosa di buono per la Sicilia. Al contrario di
quello che fa questo Parlamento
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A76 del Governo, con
il parere favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa l'emendamento A77 del Governo, sul quale è stato espresso
il parere contrario della I Commissione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, io credo che quello che ha detto
l'onorevole Milazzo, vada anche preso con attenzione e vada
accolto, vada preso in considerazione, per un fatto molto semplice.
Presidente Crocetta, noi non siamo contrari alla semplificazione,
ma la vogliamo in questo senso qua, aiutare. Perché se facciamo una
norma scritta bene rimane nel futuro anche per coloro che verranno
dopo di noi.
Noi non sappiamo se la prossima volta saremo qua, o se faremo
altre cose. Nel momento in cui scriviamo una norma, Presidente - mi
rendo conto che non l'ha scritta lei, ed ha chiesto già scusa
l'onorevole Giuseppe Milazzo, nel senso che non era una
provocazione quando ha detto Ufficio Crocetta e così via , perché
qua stiamo parlando in maniera molto pacata - riteniamo che debba
servire. L'emendamento A77 dice delle cose molto ovvie, ad esempio
quando dice: è così sostituito: 3. Le pubbliche amministrazioni
sono tenute ad esaminare gli atti di loro competenza secondo un
rigoroso ordine cronologico, con le seguenti , più o meno siamo là.
O alla fine quando dice: può essere riconosciuto carattere di
priorità alle valutazioni di iniziative ricadenti in area di
crisi , ma questo anche se non lo scriviamo è già così. Tra
l'altro, per come è articolato, non è che lei sta dando - come dire
- una disposizione chiara, ma è una possibilità. Sta facoltando gli
uffici a fare determinate cose. O quando dice: può essere
riconosciuto carattere di priorità alla valutazione di iniziative
nell'ambito di programmi cofinanziati dai fondi strutturali ed
investimenti europei . E' così già. E quando ci sono iniziative che
riguardano la Conferenza dei Servizi, quando ci sono iniziative che
riguardano investimenti, si può dare già. Quindi noi su questo,
tant'è che c'è anche il parere negativo della Commissione, diciamo
di rifletterci un attimo.
Se lei però dice che dobbiamo continuare, siccome non vorremmo
essere tacciati di coloro che frenano l'attività legislativa e
l'attività amministrativa, noi ci asteniamo dal voto, signor
Presidente, e non le chiedo neanche il rinvio in Commissione. Ci
asteniamo dal voto e così evitiamo ogni piccolo equivoco.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questa è una norma di trasparenza, perché è evidente,
laddove noi prevediamo delle deroghe, dobbiamo rimarcare gli
articoli che confermano l'ordine cronologico. Quindi, non è che
perché è così, onorevole Milazzo, non si deve scrivere. Si deve
scrivere nel momento in cui la norma prevede alcune deroghe, quindi
si rimarca che, di prassi, le istruttorie sono in ordine
cronologico, per i fondi strutturali e per le aree di crisi o per
determinati provvedimenti si può eccepire dall'ordine cronologico -
come dice l'onorevole Falcone - per il buon senso. Però, perché lo
dovremmo disciplinare col buon senso e non con la legge? Quindi,
non è che non si è fatto, stiamo dicendo che si è fatto però senza
una prerogativa di legge.
La legge fissa i punti e, soprattutto, le regole e quando fare
eccezione rispetto a queste regole. Introduce anche un concetto di
controllo ai dirigenti che si siano avvalsi della regola,
relazionando periodicamente rispetto alle deroghe che hanno fatto.
Mi pare che è una norma a tutela delle imprese, della trasparenza
senza bloccare assolutamente quelle situazioni di criticità come i
fondi europei, come le aree di crisi o situazioni particolari che
prevedono un'attenzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
A77 con il parere contrario della Commissione di merito.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli onorevoli Cordaro e Grasso esprimono il loro voto contrario
insieme ad altri deputati dell'opposizione.
Si passa all'emendamento A78 del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A46R, dell'onorevole Turano,
sul quale è stato espresso il parere favorevole della III
commissione. lo pongo in votazione.
Onorevoli colleghi, se dobbiamo dare il voto finale, vi prego di
non allontanarvi dall'Aula perché occorrono 41 presenze. Peraltro
abbiamo due emendamenti che sono stati presentati; uno è del
Governo che riguarda un'impugnativa e per cui credo che l'Aula si
debba determinare se ammetterlo o no. Per quello che mi riguarda,
può essere ammesso.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, la legge regionale sul commercio
classifica all'articolo 2, lettera f), le medie strutture di
vendita introducendo dei principi molti restrittivi ai fini della
classificazione per permettere, per salvaguardare i centri piccoli.
La legge nazionale dice che si possono aprire centri di media
struttura di vendita nei comuni superiori a 10 mila abitanti pari a
2500 metri. La legge regionale, invece, dice superiore a 100 mila
abitanti, 1500 metri. La legge regionale commette un errore; non fa
un distinguo tra le merci ingombranti e le merci non ingombranti
cioè considera chi vende abiti per bambini alla stregua di chi
vendi automobili. E' chiaro che chi vende automobili ha bisogno di
uno spazio diverso. L'emendamento introduce il principio che
soltanto ai fini autorizza tori, è consentito per le merci
ingombranti che sono autoveicoli e natanti escluderli dalla
superficie di vendita perché altrimenti non si può lavorare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che
questo emendamento è un emendamento che stravolge il commercio
all'ingrosso. Perché alla lettera f) - sono andata a riprendermela
perché chiaramente quando un emendamento di questa portata arriva
così, uno deve anche leggere - dell'articolo 2 si dice nei Comuni
superiori a 100 mila abitanti . Che significa? Significa che se noi
nei Comuni superiori a 100 mila abitanti togliamo una limitazione
che era quella dei 1500 metri quadrati. Qua lo dobbiamo capire
perché questo è un emendamento in cui chiederei se lo possiamo
mettere alla fine, signor Presidente, di fermarci un attimo. Perché
su questo, così come formulato, a me da l'impressione che stiamo
allargando la possibilità quando invece prima una norma generale
disciplinava la vendita all'ingrosso. Oggi, nel momento in cui
inseriamo questo emendamento, stiamo stravolgendo interamente la
vendita all'ingrosso. Sicuramente ci sarà una persona, due persone,
non più di dieci, che dovranno fare questa attività. In questo modo
attualmente non la possono realizzare. In questo modo stiamo
consentendo la realizzazione di una certa attività con un limite di
metri quadri, con uno spazio che oggi non è consentito.
Onorevole Turano, io non sono aprioristicamente contro, ma la
vorrei comprendere. Vorrei comprendere la portata di questa norma.
Leggendola così, a me sembra che stiamo andando in maniera mirata
ad attenzionare qualcuno o qualche attività. Se non è così, siccome
noi dobbiamo legiferare e disciplinare erga omnes e in maniera
generale, vorrei evitare che stasera possiamo legiferare in maniera
mirata nei confronti a vantaggio o a svantaggio di qualcuno.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, collega Turano,
vorrei capire una cosa. All'articolo 2, al comma 1, alla lettera
f), lei nell'emendamento dice dopo le parole 100 mila abitanti .
Ma in realtà nella lettera f) la parola 100 mila abitanti viene
iscritta due volte. Quindi a quale dei centomila abitanti lo
dobbiamo inserire? Questo me lo deve dire lei, non certo io perché
qui si fa un ragionamento diverso sui metri quadrati e quant'altro.
Poi volevo capire una cosa, anche rispetto a questa norma io
vorrei avere anche un riscontro con gli Uffici: cioè ma questa cosa
è possibile all'interno di una normativa nazionale? Cioè stiamo
escludendo dal pagamento chiaramente di alcune tasse tutta una
serie di metri quadrati che invece altri tipi di attività
commerciali hanno. Cioè questa cosa è possibile? Si può fare?
Perché apre chiaramente uno scenario al quale ovviamente non è che
siamo contrari, però vorremo capire se siamo sulla stessa linea. O
siamo di fronte all'ennesima norma che il Consiglio dei Ministri ci
rimanderà di nuovo indietro?
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, si dice:
fino a 1.500 metri quadrati nei comuni con popolazione superiore a
centomila abitanti . Nel resto dell'Italia la normativa regionale
di altre Regioni si è posta il problema di fare un distinguo per le
merci ingombranti. Sono considerate merci ingombranti le macchine e
i natanti. La esclusione della quadratura per le merci ingombranti
è quella per l'esposizione. Qual è la differenza? È la differenza
della vendita: la vendita differita o la vendita immediata. Se io
faccio un esempio, prendo un abito per una bambina, consumo la
vendita nel momento in cui prendo l'abitino. Se parlo della vendita
di una macchia è una merce differita e dunque la devo tenere in
esposizione perché tenendola in esposizione ho la possibilità di
farla vedere, poi viene il cliente e mi dice come la vuole
personalizzata. Noi dobbiamo escludere soltanto gli autoveicoli e i
natanti. In altre Regioni d'Italia è stato fatto così e lo è
soltanto ai fini autorizzativi, non ai fini concessori, cioè lo
spazio deve essere quello. Incide, una volta ottenuto lo spazio di
vendita per un massimo di 1.500 metri, è ai fini autorizzativi che
io permetto la vendita della marce ingombrante non considerandola
come superficie. Dobbiamo essere chiari su questo, è ai fini
autorizzativi non stiamo permettendo ulteriore superficie.
PRESIDENTE. Il ragionamento è troppo tecnico, e pensavo che fosse
stato superato in III Commissione.
TURANO. Signor Presidente, in III Commissione è stato affrontato
con il parere favorevole del Governo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, con la
legge n. 28 del 1999 vengono disciplinati gli esercizi di vendita
all'ingrosso di piccoli, medi e grandi. Ora, nei comuni fino a
centomila abitanti le vendite all'ingrosso possono essere
autorizzate sino a 1.500 metri quadrati. Con l'emendamento Turano e
qua lo voglio dire al Governo anche
TURANO. Rimangono 1.500 metri.
FALCONE. Con questa norma stiamo mantenendo l'esercizio di vendita
a 1.500 metri quadrati ma stiamo sottraendo dal titolo abilitativo
tutta l'esposizione. Che significa, onorevole Turano? Che lei così
facendo ha un esercizio di vendita di 1.500 metri quadrati e poi
può avere 20.000 metri quadrati di esposizione laddove esercita
sempre la vendita, ma poiché soltanto un luogo ed un contesto
espositivo lo sottrae al titolo abilitativi. Allora io le chiedo,
onorevole Turano, questa norma dobbiamo rifletterci, riportiamola
in Commissione, siccome è una norma che stravolge veramente e
addirittura con il sotterfugio della zona espositiva sottraiamo in
maniera ab libitum, cioè la sottraiamo senza limiti al titolo
abilitativi. Perché lei può avere un esercizio di 1500 metri
quadrati, come il titolo abilitativo alla vendita, e poi invece 10,
20 mila o 30 mila metri quadrati come zona espositiva che
rientrerebbero sempre nei 1500 metri quadrati.
Chiedo al Governo di far ritirare questa norma e di ridiscuterla
in Commissione, diversamente il nostro voto non può che essere
contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, insiste per votare l'emendamento?
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, non si tratta di una speculazione ma è
un principio corretto che si faccia un distinguo tra le merci
ingombranti e non. Io sono fortemente convinto che non si sta
favorendo nessuno, si sta permettendo soltanto di considerare lo
spazio bene, con serenità, poi l'Aula è sovrana.
Personalmente, insisto per porlo in votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.46.R. Il parere del
Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A82, del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione non ha mai visto
questo emendamento. Al comma 4 c'è scritto Dall'applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo non derivano nuove spese a
carico del bilancio della Regione , quindi la V Commissione ha
certificato un'invarianza. Ma l'invarianza non la certifica la V
Commissione, la certifica la Commissione Bilancio. Di conseguenza,
o abroghiamo il comma 4, oppure è chiaro che la Commissione
Bilancio deve esprimere il proprio parere.
Inoltre, chiediamo di chiarire questo emendamento, soprattutto nel
comma 3, dove c'è scritto nell'esercizio delle funzioni previste
dal comma 1, l'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale può, previa intesa con una o più Regioni, o previa
modifica alle eventuali intese , le intese o ci sono o non ci sono.
Può succedere che noi non sappiamo se abbiamo fatto intese? È
veramente assurdo, quindi chiediamo che anche questa parte venga
cassata, perché o previa modifica alle eventuali intese
precedentemente intervenute con le altre Regioni non è possibile.
O le intese ci sono o non ci sono.
Quindi la Commissione non ha nulla da eccepire nella misura in cui
viene abrogato il comma 4 e viene cassata questa parte, perché le
intese o ci sono o non ci sono.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale
Signor Presidente, il disegno di legge che è arrivato pronto Aula,
era stato approvato in Commissione anche con il comma 4 perché, di
cosa si tratta?
Ai sensi del decreto legislativo del gennaio 2013, entro il 30
giugno 2016 tutte le regioni, per potere finanziare attività
formative, devono dotarsi del cosiddetto Repertorio delle
competenze certificate. Per cui, bisogna saper che, ove non si
dotasse la Regione siciliana di Repertorio delle competenze
certificate il cosiddetto Avviso 3 , dotato di centossessantasette
milioni di euro, non potrebbe essere ribadito perché ci manca il
presupposto fondamentale.
Siccome, in questi tre anni, la Regione Sicilia non si è dotata
del Repertorio delle competenze certificate attraverso il sistema
del maternage, cioè una Regione che lo ha già fatto lo cede
gratuitamente ad una Regione che non lo ha ancora fatto, noi ci
dotiamo del Repertorio delle competenze certificate da parte della
Regione Piemonte.
Quindi, con l'articolo 1, l'Assemblea approva l'esigenza che la
Regione siciliana si doti, come previsto dal decreto, del
Repertorio delle competenze certificate. Con il comma 2, si
chiarisce cosa certifica il repertorio. Il repertorio certifica le
qualifiche professionali per le quali si potrà fare attività
formativa.
Con il comma 3, in pratica, a cosa ci si richiama? La Regione
siciliana ha già una convenzione approvata con la Regione Piemonte.
Questa convenzione prevede il rapporto, assolutamente, gratuito e
lo scambio gratuito di informazioni che riguardano il sistema
informatico. In questo modo, con il comma 3, noi aggiungiamo al
sistema informatico anche il sistema di certificazione delle
competenze che deve garantire i cosiddetti LEPF, cioè i Livelli
Essenziali di Prestazione formativa.
E quindi è una modifica, un'aggiunta ad una convenzione già
esistente, firmata da una società in house-providing Sicilia e
servizi , con la omologa società Sicilia e servizi del Piemonte.
Questa convenzione stabilisce che non ci sono oneri nello scambio
di queste informazioni. Perché specifichiamo col comma 4? Perché ci
richiamiamo ad una convenzione che non prevede oneri per lo scambio
di informazioni delle regioni.
Ecco perché abbiamo inserito questo: perché ci richiamiamo ad un
comma della Convenzione madre, firmata a suo tempo da un
predecessore dell'assessore Lantieri agli Enti locali.
Per cui io ritengo che, chiariti questi due aspetti alla
Commissione bilancio, si debba tenere il testo in questa formula,
perché intanto consente all'assessore di promulgare tutti gli atti
conseguenti e di accelerare la ripresa delle attività formative, e
poi chiarisce che il tutto si svolge nell'ambito di una convenzione
che non ha oneri per la Regione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore Signor
Presidente, onorevoli colleghi rimane la vicenda. L'onorevole
Marziano chiarisce che c'è la convenzione, e che è con il Piemonte.
Eventuale significa che non sappiamo se c'è: quindi eventuale
lo dobbiamo, necessariamente, cassare.
Lei, poi, ha detto che c'è una sola convenzione: qui si parla di
più convenzioni. Quindi, evidentemente, dobbiamo cassare il termine
eventuale perché sappiamo che già c'è un accordo, e dobbiamo poi
sostituire il plurale con il singolare, dal momento che mi pare di
capire che è solo una la convenzione che è attualmente in vita.
Sul quarto comma rimaniamo, anche se a maggioranza, dell'avviso
che il vada tolto, perché l'invarianza la certifica la II
Commissione
ALLORO, componente Commissione. Prima chiedi ai colleghi e poi
dici a maggioranza
VINCIULLO, presidente della Commissione. Tu mi hai detto che non
sei d'accordo. Poi ci sono tutti i colleghi che mi hanno detto che
sono d'accordo.
Dopodiché io chiedo agli Uffici di pronunciarsi su questa vicenda.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, questo lo chiedo io agli Uffici.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, concordo con l'onorevole Vinciullo sul fatto che la
certificazione dei non oneri aggiuntivi la dovrebbe fare la
Commissione Bilancio'. Però ritengo sia opportuno, a questo punto,
che il comma 4 venga mantenuto, perché almeno certifica che non ci
sono oneri aggiuntivi.
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo, correttamente, da Presidente
della Commissione non poteva non sollevare la questione, è inutile
che ci giriamo intorno. Siccome noi, però, abbiamo aderito a quanto
ci siamo detti in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
e alcuni emendamenti su cui c'era condivisione si portavano avanti,
se c'è condivisione andiamo avanti e le questioni di carattere
tecnico le superiamo.
Pongo in votazione l'emendamento A82. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A83 è stato stralciato.
Si passa all'emendamento A84, degli onorevoli Lentini ed altri.
Non essendoci i firmatari in Aula, l'emendamento è decaduto.
Sull'emendamento A86 l'assessore Contrafatto ieri, opportunamente
e correttamente, mi ha posto un tema: il Governo nazionale ha
preannunciato l'impugnativa di una norma. L'assessore Contrafatto
si è fatta promotrice di un emendamento che si adegua ai rilievi. E
siamo al punto di prima e difatti ho detto riferisca all'Aula: se
l'Aula è d'accordo a trattarlo, per me nulla osta', considerato che
abbiamo seguito un percorso e considerato che dobbiamo dare corso a
quella mozione, perché - e non è polemico il mio intervento -
dobbiamo evitare che ci sia discrezionalità. Però se un assessore
mi pone una questione di carattere tecnico io non posso non dare
seguito.
Si passa all'emendamento A85, del Governo, che riguarda la
questione dell'amianto, sul quale è già stato espresso il parere
positivo della VI Commissione sesta e c'è solo una questione di
termini.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A86.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, col permesso del
Presidente vorrei chiarire cosa è accaduto.
L'articolo 34, che era quello della Finanziaria che introduceva
l'ecoincentivo, in particolare al comma 12, prevedeva lo sgravio
per i Comuni che avessero incrementato la loro percentuale di
raccolta nel successivo biennio. Questo comma era passato con il
parere favorevole tanto della IV Commissione che della Commissione
Bilancio. La sera in cui siamo passati alla votazione in Aula, il
Movimento Cinque Stelle aveva proposto un emendamento aggiuntivo
per andare a coprire anche una parte di comuni che non avevano già
raggiunto un certo livello di differenziata, e che si voleva
premiare anche loro. L'emendamento era quindi un emendamento
aggiuntivo; ci siamo accorti poi dalle registrazioni d'Aula che,
non si sa per quale disguido, è diventato un emendamento
sostitutivo alla prima parte del comma 12, per cui è stato
pubblicato solo lo sgravio del 50% che era originariamente - ripeto
- un emendamento aggiuntivo, e così siamo andati sotto il minimo
previsto dalla legge nazionale. Perché un minimo di tributo deve
essere pagato, che è quello di 5 euro ogni tonnellata e due di
rifiuto; allora con questo emendamento si vuole reintrodurre quella
premialità che era prevista nella versione originaria, e che ripeto
era già passata nelle due Commissioni, e che invece prevedendo lo
sconto del 30 e del 40 fa si che non si va al di sotto del minimo
previsto dalla legge. Pertanto, l'articolo non ha più ragione di
essere impugnato.
Spero di essere stata chiara, se necessita qualche ulteriore
spiegazione sono qui.
PANEPINTO. Ma il primo comma che significa assessore?
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e la pubblica utilità. Nella
legislazione nazionale è prevista la dicitura oggetti passivi
individuati dall'articolo 26 , noi invece avevamo messo soggetti
conferitori , e nell'impugnativa c'è scritto che con soggetti
conferitori in senso lato non c'è l'individuazione effettiva di chi
deve pagare il tributo, e che quindi è una indicazione troppo
generica. Invece, utilizzando questa formula, che poi era la stessa
contenuta nel nostro emendamento, avevamo messo una parolina in
più, sostanzialmente la togliamo, ci ricolleghiamo di nuovo
perfettamente in linea con il soggetto passivo previsto della
normativa nazionale, e lo stesso per il comma 7 quando diciamo dopo
le parole palabili vengono aggiunte le seguenti e i rifiuti come
individuati , perché nelle more della pubblicazione della nostra
legge finanziaria è entrato in vigore il collegato ambientale, che
introduceva in materia di rifiuti quest'altra dizione la abbiamo
aggiunta la nostro comma, quindi con questa piccole accorgimenti
l'articolo 34 che votammo quella notte diventa inimpugnabile
rispetto ai rilievi che ha fatto il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Mi scusi assessore Contrafatto, c'è un problema di
carattere generale, perché ho capito che non c'è condivisione,
siccome sono stati preannunciati più punti di impugnativa alla
finanziaria, sarebbe opportuno che il Governo ci facesse sapere su
quali resiste e su quali non resiste.
CONTRAFATTO, assessore per l'energia e la pubblica utilità. Noi su
questo abbiamo intenzione di resistere.
PRESIDENTE. Assessore, io questo l'ho compreso perfettamente,
tant'è che le ho detto che non ho nessuna difficoltà, però non
credo che ci siano in questo momento le condizioni per approfondire
il tema alla luce di preannunciate impugnative, perché su questo
secondo me per il futuro il Governo deve fare una delibera in
assenza di norma, dove dice premesso che è stata impugnata su
questo resiste e su questo va in Aula e l'Aula decide, non ci vuole
molto in assenza di procedure chiare.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti, anche
io ricordo che quell'emendamento della collega Palmeri non
sostituiva tutto il comma ma soltanto aggiungeva una parte, quindi
sarà stato un errore di trascrizione e pertanto sono d'accordo. I
miei dubbi sono sul comma 7 perché sembrerebbe che, in questo modo
riprendendo il collegato ambientale, noi andiamo ad introdurre
altri rifiuti oltre a quelli che già rientrano nel novero della
disciplina dell'ecotassa.
Per cui, secondo me, anche alla luce del fatto che la
Commissione Ambiente non si è pronunciata su questo delicato
aspetto, io direi limitiamoci al comma 12, in questo caso, e
stralciamo gli altri commi e, magari, poi apriamo la discussione in
Commissione dove possiamo avviare un dibattito un po' più completo
perché la norma è tecnica.
PRESIDENTE. Invito l'Assessore a ritirarlo possibilmente e a farsi
promotrice lei stessa di una iniziativa parlamentare, secondo le
procedure che conosciamo, in IV Commissione per un'attenta
valutazione, sulla base di quello che dice l'onorevole Trizzino.
DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Perché ritirarlo
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, proprio lei mi dice perché
ritirarlo Proprio lei che sulla questione della Delrio ne ha fatto
un cavallo di battaglia Questo è proprio a tutela del Parlamento
Questo è a tutela del Parlamento
Questa va con procedura d'urgenza in IV Commissione. L'assessore
Contrafatto ha fatto bene perché è l'Assessore di riferimento, non
poteva fare diversamente, però il Governo è uno, siccome sono
state preannunciate più impugnative, sarebbe bene che il Governo in
un unico atto faccia sapere all'Assemblea come intende procedere.
Comunque questo va con procedura d'urgenza in IV Commissione.
TURANO. L'emendamento A.84 è stato dichiarato inammissibile per
assenza dei firmatari.
PRESIDENTE. Non inammissibile, decaduto per assenza dei firmatari.
TURANO. Io ero distratto, stavo parlando al telefono.
PRESIDENTE. L'emendamento che stiamo trattando è l'A.86.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero assentato
un quarto d'ora per motivi gravi non per rilassamento, quindi la
ringrazio per avere accettato la trattazione dell'emendamento A84.
Questo è un emendamento che già nell'ultima finanziaria è stato
approvato un ordine del giorno all'unanimità con il parere
favorevole della I Commissione, parliamo di dirigenti che lo sono
dal 1994 presso la Protezione civile e parliamo di 17 dirigenti che
hanno presentato più volte e l'Ufficio legislativo e legale ha
dato parere favorevole prima nell'aprile 2011 e poi ad ottobre 2014
per essere utilizzati dopo i dirigenti regionali.
Considerato il fatto che ormai, come tutti sappiamo, già sono
state presentate più volte tante domande di pensionamento, si
chiede che questo emendamento sia adottato per inserire,
finalmente, questi dirigenti e utilizzarli anziché tenerli alla
Protezione civile senza fare nulla, cioè fanno solo ed
esclusivamente semplici lavori dati dal dirigente generale.
Quindi, questo permetterà, appunto, di arricchire ancora di più il
contenitore dirigenti.
PRESIDENTE. Questo è già andato in Commissione, onorevole
Dipasquale, altrimenti non sarebbe arrivato qua.
Il parere del Governo?
LANTIERI, Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIPASQUALE, Vicepresidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1,
che riguarda la legge sulle province.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 607, sulle scuole paritarie, a
firma degli onorevoli Vinciullo, Dipasquale, Savona, Di Giacinto,
Cancelleri, La Rocca, Cimino, Turano, illustrato prima
dall'onorevole Vinciullo. Tutti i capigruppo chiedono di apporre la
firma.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, preciso che il Governo aveva dato il parere
prima ed era favorevole, addirittura l'onorevole Vinciullo voleva
anticipare la votazione.
Comunico che sono stati presentati gli ordini del giorno n. 600, a
firma degli onorevoli Falcone ed altri; n. 601, a firma degli
onorevole Falcone e Savona; n. 602, a firma degli onorevoli Lupo e
Cirone; n. 603, a firma degli onorevoli Lupo e Cirone; n. 604, a
firma degli onorevoli Tancredi ed altri; n. 605, a firma degli
onorevoli Foti ed altri e il n. 606, a firma degli onorevoli
Falcone ed altri.
Il Governo intende accettarli come raccomandazione?
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho dato una rapida lettura agli ordini del giorno e mi
pare che siano condivisibili e, quindi, il Governo li accetta come
raccomandazione.
E' chiaro che poi ci sono alcuni fatti che sono tipicamente
amministrativi. Per esempio, come quello della Chiesa, della
Maddalena che è una cosa buona quello che vogliamo, però capite
bene che ci sono poi delle procedure: bisogna inviare i progetti
esecutivi, presentarli alla segreteria generale. Ma è chiaro che se
poi ci sono tutti questi presupposti di legge è chiaro che il
Governo li accoglierà.
Il Governo accetta gli ordini del giorno presentati come
raccomandazione, li esaminerà attentamente ed eventualmente li
discuterà con i deputati interessati per approfondire la
problematica.
PRESIDENTE. Vengono, quindi, accettati tutti come raccomandazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Le darò la parola dopo per dichiarazione di voto.
FALCONE. Presidente, può leggere i titoli degli ordini del giorno?
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno sono i seguenti: n. 600
Iniziative urgenti per la categoria dei docenti a seguito
dell'applicazione della legge sulla Buona scuola , a firma degli
onorevoli Falcone, Savona, Cordaro; n. 601 Risorse per il recupero
della chiesa della Maddalena nel comune di Bisacquino , a firma
degli onorevoli Savona e Falcone; n. 602 Iniziative per promuovere
un servizio postale adeguato in Sicilia nel rispetto degli
interessi dei lavoratori , a firma degli onorevoli Lupo e Cirone;
n. 603 Tutela del lavoro stagionale nel comparto del turismo , a
firma degli onorevoli Lupo e Cirone; n. 604 Lavoratori del
Consorzio di bonifica 1 di Trapani , a firma degli onorevole
Tancredi ed altri; n. 605 Presidenza per le II.PP.A.B. , a firma
degli onorevoli Foti ed altri; n. 606 Tutela dei lavoratori di
cui all'art. 14 del ddl n. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni
stralciate/A , a firma degli onorevoli Falcone ed altri.
1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di nn.
1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni
stralciate/A.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.52, è ripresa alle ore 19.53)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 11
maggio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia
di personale. Disposizioni varie . (nn. 1133-1155/A
Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
3) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros n.
31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
VINCIULLO
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 19.54
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio