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Resoconto d'Aula della Seduta n. 334 di martedì 10 maggio 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.00

   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura dei  processi  verbale  delle
  sedute n. 332 del 4 maggio 2016 e n. 333 del 5 maggio 2016 che, non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Cani, Laccoto e Ioppolo.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -da  parte dell' Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
      la pesca mediterranea

   N.  2392  -  Notizie circa i progetti, gli obiettivi e la  mancata
  erogazione  degli  stipendi ai dipendenti  dell'Istituto  regionale
  vini e oli.
   Firmatari: Maggio Maria Leonarda

   - Con nota prot. n. 8216/IN.16 del 20/02/2015, il Presidente della
  Regione  ha  delegato l'Assessore per l'agricoltura,  lo   sviluppo
  rurale  e  la  pesca mediterranea.

   N. 2823 - Provvedimenti urgenti a favore del Consorzio di Bonifica
  7 di Caltagirone.
   Firmatari: Falcone Marco

   -  Con  nota  prot.  n.  61440/IN.16  del  30  dicembre  2015,  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato l'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca mediterranea.

   -  da  parte  dell'  Assessore per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N.  3051  -  Chiarimenti  circa  la  cessione  in  amministrazione
  straordinaria del complesso aziendale CEFOP al CERF.
   Firmatari: Lo Sciuto Giovanni

   -  Con nota prot. n. 20650/IN.16 del 26 aprile 2016, il Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per l'istruzione e
  la formazione professionale.

   - da parte dell'Assessore per la  salute
   N. 2904 - Ulteriori notizie in ordine all'istituzione del registro
  tumori nell' agrigentino.
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   -  Con  nota  prot. 19504/IN.16 del 19 aprile 2016  il  Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   N. 2943 - Ulteriori notizie in ordine alla mancata istituzione del
  registro tumori della ex provincia di Enna.
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   -  Con  nota  prot. 19483/IN.16 del 19 aprile 2016  il  Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Ordinamento  del governo e dell'amministrazione della  Regione.
  Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
  modifiche ed integrazioni. (n. 1207)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
  data 5 maggio 2016;

   -  Disposizioni in  materia di riordino e liquidazione degli  enti
  pubblici regionali. (n. 1208)
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
  (Baccei) in data 5 maggio 2016;

   - Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia. (n. 1209)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli i Panepinto,
  Anselmo,  Alloro, Arancio, Cirone, Digiacomo, Dipasquale,  Laccoto,
  Lupo,  Maggio,  Milazzo A., Nicotra, Panarello,  Raia,  Ruggirello,
  Sammartino, Sudano e Vullo in data 5 maggio 2016;

   -  Disposizioni per consentire le manifestazioni motoristiche e la
  promozione delle
   memorie storiche dell'Ente Autodromo di Pergusa. (n. 1210)
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per lo  sport,
  il turismo e lo spettacolo (Barbagallo) in data 10 maggio 2016.

          Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati riassegnati i seguenti disegni
  di legge:

                    CULTURA FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Istituzione del reddito minimo garantito al nucleo di convivenza
  e  riordino dei contributi economici e servizi per i meno abbienti.
  (n. 408)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 maggio 2016.
   PARERE I e VI.

   - Integrazione al reddito contro la povertà assoluta. (n. 1127)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 maggio 2016.
   PARERE VI.

   -  Istituzione della misura per l'inclusione attiva ed il sostegno
  al reddito. (n. 1131)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 maggio 2016.
   PARERE VI.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono state approvate in  Commissione  le
  seguenti risoluzioni:

   -   la  Commissione legislativa  Ambiente e territorio  (IV) nella
  seduta n. 291, del 4 maggio 2016, ha approvato la risoluzione  Atto
  di  indirizzo  in ordine al rilascio dell'autorizzazione  integrata
  ambientale  (AIA) per la realizzazione e gestione dell'impianto  di
  ampliamento dell'attività di gestione dei rifiuti della piattaforma
  di  trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e  non  presso  il
  comune  di  Scicli, in contrada Cuturi, in variante allo  strumento
  urbanistico' (n. 27/IV);

   -  la   Commissione legislativa  Servizi sociali e sanitari'  (VI)
  nella seduta n. 206, del 4 maggio 2016, ha approvato la risoluzione
   Atto  di  indirizzo  in  ordine  al  rilascio  dell'autorizzazione
  integrata   ambientale  (AIA)  per  la  realizzazione  e   gestione
  dell'impianto di ampliamento dell'attività di gestione dei  rifiuti
  della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e
  non  presso  il comune di Scicli, in contrada Cuturi,  in  variante
  allo strumento urbanistico' (n. 60/VI).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3165  -  Notizie in merito alla fruibilità del castello  della
  Colombaia di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Oddo Salvatore

   N.  3169  -  Chiarimenti  sull'errata  indicazione  contenuta  nel
  quaderno  di  gravidanza pubblicato dall'Assessorato della  salute,
  che indica un punto nascite inesistente nel siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Vinciullo Vincenzo

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno poste   all'ordine  del
  giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3161  - Chiarimenti in ordine alla gestione del Servizio  6  -
  Distretto minerario di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Economia
   Ciaccio  Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello   Francesco;   Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;  Foti
  Angela;  La  Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  3162  -  Misure urgenti per scongiurare lo smantellamento  dei
  binari della stazione ferroviaria del comune di Comiso.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Assenza Giorgio

   N.  3163  -  Chiarimenti sul rimborso delle indennità di frequenza
  agli  allievi  del corso di formazione per addetto  alla  fruizione
  turistica dei beni culturali e ambientali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  3164  - Chiarimenti in merito alla chiusura festiva del  Museo
  archeologico Baglio Anselmi di Marsala (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  3166  - Misure a tutela occupazionale dei lavoratori  di  siti
  archeologici e museali siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Lo  Sciuto  Giovanni;  Cascio Francesco;  Alongi  Pietro;  Fontana
  Vincenzo; Vinciullo Vincenzo

   N.  3167  - Chiarimenti in merito all'inizio della terza annualità
  dell'Avviso 20 a favore dell'Ente Enaip Asaform Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lo  Sciuto  Giovanni;  Cascio Francesco;  Alongi  Pietro;  Fontana
  Vincenzo; Vinciullo Vincenzo

   N. 3168 - Notizie circa l'I.P.A.B. Educandato Castelnuovo con sede
  in Santa Caterina Villarmosa (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Foti  Angela;  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi Sergio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Zito Stefano

   N.  3170 - Notizie in merito ai provvedimenti da adottare  per  la
  stabilizzazione  lavorativa dei precari storici degli  Enti  locali
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Figuccia Vincenzo

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.    424   -   Chiarimenti   in   merito   all'attuazione   delle
  raccomandazioni   del  Comitato  Patrimonio  Mondiale   dell'Unesco
  relative al sito patrimoniale Unesco 'Monte Etna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio    Giorgio;    Ferreri   Vanessa;   La    Rocca    Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  425  - Notizie sulla mancata erogazione dei livelli essenziali
  di assistenza in favore di paziente affetto da tetraparesi spastica
  con distonie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  569  -  Iniziative per una riscossione dei tributi basata  sui
  principi di equità e giustizia.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 28/04/16

   N.  570  -  Iniziative per l'immediata riduzione dei  costi  delle
  tariffe  aeree  per i collegamenti tra la Sicilia  e  i  principali
  scali aeroportuali italiani.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 28/04/16

   N.   571   -  Iniziative  in  ordine  alla  procedura  concorsuale
  straordinaria per soli titoli volta all'assegnazione di nuove  sedi
  farmaceutiche in Sicilia.
   Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco;  Ciancio
  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano
   Presentata il 28/04/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  delle
  relative date di discussione.

   favorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni
   varie'. (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della discussione del disegno di legge  Disposizioni  per
  favorire  l'economia.  Norme in materia di personale.  Disposizioni
  varie . (nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  dei  disegni  di legge. Si  procede  con  l'esame  del
  disegno  di legge  Disposizioni per favorire l'economia.  Norme  in
  materia   di   personale.  Disposizioni  varie .  (nn.  1133-1155/A
  Stralcio I Disposizioni stralciate/A), posto al numero 1).
   Invito  i componenti la Commissione  Bilancio' a prendere posto  a
  loro assegnato.
   Onorevoli  colleghi, così come si era concordato, gli  emendamenti
  aggiuntivi  sono quelli autorizzati dalla Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, e quelli che hanno avuto il parere  delle
  Commissioni;   se c'era un accordo d'Aula e sembra che  ci  sia,  è
  stato  presentato un emendamento da parte dell'onorevole Sammartino
  che   riguarda   l'Ersu,   sostanzialmente   l'ampliamento   e   la
  partecipazione degli studenti all'Ersu, perché in base  alla  legge
  votata -  se non ho capito male -  rimarrebbero fuori. Quindi viene
  distribuito  insieme agli altri che hanno già avuto il parere,  per
  quanto  riguarda l'emendamento quello clou, mi riferisco  a  quello
  delle  scuole  paritarie,  rispetto alle  quali  c'era  l'intesa  a
  trattarlo  invito  il  presidente  della  Commissione  Bilancio   a
  riferire  sull'esito  dei  lavori della  Commissione  perché  c'era
  un'intesa  a trovare la necessaria copertura finanziaria.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  in  fase  di   esame
  dell'emendamento che riguarda il capitolo 37-3701, cioè  le  scuole
  dell'infanzia  paritarie,  la Commissione  ha  ritenuto  importante
  trovare  delle  risorse per far sì che queste scuole non  chiudano,
  anche perché vi sarebbe un ritorno preoccupante per quanto riguarda
  gli  enti  locali  che  non sarebbero nelle  condizioni  di  potere
  assolvere  alle  funzioni  che  nel  caso  in  cui  queste   scuole
  chiudessero dovrebbero assicurare i comuni.
   Per   questo  motivo,  all'unanimità  di  tutti  i  presenti,   la
  Commissione ha predisposto un emendamento di tre  milioni di  euro,
  prendendo un milione e mezzo di euro dal capitolo 212514 e un altro
  milione e mezzo dal capitolo 215740.
   Il   Governo  di  fronte  a  questa  richiesta  pur  dichiarandosi
  disponibile  a  prendere  in esame e far  approvare  favorevolmente
  questo  emendamento,  ha chiesto alla Commissione  -   affinchè  io
  informassi  anche  l'Assemblea -, una  settimana   di  tempo,  cioè
  anziché  dare  il parere oggi il Governo, entro il 17 maggio,  cioè
  entro  questa   settimana o comunque entro martedì  della  prossima
  settimana,  farebbe in modo che nell'assestamento  del  bilancio  -
  che  è  un  fatto tecnico che sta predisponendo - , venga  prevista
  appunto, la somma di tre milioni di euro.
   La Commissione ha ascoltato la proposta del Governo, però, ritiene
  che  questa proposta possa essere  accolta a condizione che,  oggi,
  venga   approvato  un   ordine  del  giorno  -   che  abbiamo   già
  predisposto  in Commissione Bilancio - con il quale si  impegna  il
  Governo  della  Regione  a  prevedere,  nel  corso  della  prossima
  manovra,   da   presentarsi   entro   il   17   maggio   2016,   il
  rifinanziamento del capitolo di spesa relativo le scuole  paritarie
  dell'infanzia per l'importo di tre milioni di euro per  l'esercizio
  finanziario  2016 con l'accortezza però, Presidente Ardizzone,  che
  noi vorremmo che questo ordine del  giorno venisse votato e che  il
  Governo   desse   parere   favorevole  e  non   l'accettasse   come
  raccomandazione  ma come fatto certo, in maniera tale  che  non  si
  possa  più tornare indietro su questo impegno che, grazie anche  al
  suo  intervento, Presidente Ardizzone, potremmo realizzare entro il
  17 maggio,  e quindi entro  una data vicinissima.
   Chiedo  però  che  il Governo si esprima in maniera  tale  che  la
  risposta  rno  rimanga  agli  atti,  sia   sull'emendamento  quanto
  sull'ordine del giorno,  che la Commissione ritiene indispensabile,
  venga accettato e poi messo in votazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, per chiarezza, quindi daremmo una
  parziale copertura sull'emendamento e la restante parte sull'ordine
  del giorno.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. La  copertura
  c'è  per  intero per essere chiari, solo che il Governo  chiede  di
  spostarlo di una settimana, anziché dare la copertura questa   sera
  lo  inserisce nella manovra di assestamento che sta per  preparare,
  cioè chiede solo ed esclusivamente sette giorni  di tempo. Noi come
  garanzia   di   questi   sette  giorni  di  tempo   però   vogliamo
  l'approvazione di un ordine del giorno.

   PRESIDENTE.   Quindi,  approveremmo,  ai  fini  procedurali   solo
  l'ordine del giorno.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Solo  l'ordine
  del giorno.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io purtroppo  sarò
  rimasto  fermo ai tempi in cui preso un impegno si manteneva  forse
  sono  vecchio  non  sono più, caro onorevole  Greco,  collegato  ai
  tempi.
   Qui è tutto dinamico. E' dinamica la parola, l'impegno solenne,  è
  dinamico  una  petizione firmata dal Presidente  della  Regione,  è
  dinamico  anche  un emendamento a firma del Capogruppo  del  PD  il
  quale fa un emendamento del quale si legge che bisogna mettere  tre
  milioni alle scuole dell'infanzia.
   Signor Presidente, delle due l'una. Io non ho nessuna difficoltà a
  credere l'assessore Baccei che il 17 maggio, così come ha detto  il
  collega   Vinciullo,  questo  assestamento  di   bilancio   porterà
  finalmente  tre  milioni  di  euro  alle  scuole  paritarie  previa
  approvazione, oggi pomeriggio, di questo ordine del giorno.
   Però, assessore Baccei, che non mi si propongano altri emendamenti
  di spesa.
   Onorevole Sammartino non mi proponete altri emendamenti  di  spesa
  perché  soldi non ce n'è. Non ce n'è per nessuno. Che  sia  chiaro
  Perché  altrimenti, al di là degli impegni solenni, al di là  delle
  manifestazioni di volontà espresse dal Presidente della Regione, al
  di  là  dell'emendamento  a firma della  collega  Anselmo,  qua  ci
  dobbiamo mettere d'accordo.
   Io  non  posso  tollerare che rispetto a temi  sociali  di  questa
  rilevanza ci siano figli e figliastri.
   E  allora,  se  non ci sono i soldi per le scuole dell'infanzia  e
  bisogna  attendere  una settimana, evidentemente,  attenderemo  per
  tutte le altre cose.
   Quindi, qui non si tratta di ERSU o di non ERSU, qui si tratta  di
  apprezzare   un   procedimento   ed   io   chiedo   al   Presidente
  dell'Assemblea,   perché   non   voglio   assumere    atteggiamenti
  sconvenienti,  di  essere garante di un percorso che  deve  essere,
  finalmente  e   tendenzialmente di onestà intellettuale  perché  mi
  rendo   conto  che  qui  qualcuno  non  sa  cosa  sia,  però  dico,
  tendenzialmente di onestà intellettuale, dopodiché prenderò atto di
  quelli  che  saranno  gli atti consequenziali e  mi  comporterò  in
  attesa.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come prima
  cosa  la  ringrazio  per  avere dato disposizione  per  far  pulire
  l'entrata  dei deputati da Piazza Indipendenza. Grazie  Presidente.
  Ora possiamo dire che questo lavoro ci voleva. Ora l'Assemblea pare
  più bella.
   Signor  Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi
  è  vero  quello  che  ha  detto lei e cioè che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari aveva  fatto  propri  quattro
  emendamenti  presentati  dal  Presidente  Crocetta.  Ma  in  quella
  seduta,  Presidente Ardizzone, Le avevo chiesto, avendoli  dati  in
  visione,  se i suoi Uffici li avevano esaminati, e non  mi  fu  più
  data risposta.
   Presidente Ardizzone - ripeto - durante la riunione dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  avevamo  stabilito  che  questi  quattro
  emendamenti, presentati dal Presidente Crocetta, lei li doveva fare
  vedere ai suoi Uffici per controllare la natura di queste norme.
   Io  non  ho  avuto più risposta ma se non c'è risposta le  chiedo,
  guardando  tutti  gli emendamenti che fanno riferimento  a  diverse
  norme,  lei  non ci può fare  discutere questi emendamenti  stasera
  perché,  almeno  io,  le  norme  che  fanno  riferimento  a  questi
  emendamenti vorrei controllarle, le vorrei guardare.
   Inoltre avevo presentato degli emendamenti che mi hanno detto  che
  li mettevano fra gli emendamenti aggiuntivi.
   Presidente Ardizzone, erano due emendamenti fatti approvare  nella
  grande  confusione  della finanziaria dal Presidente  Crocetta  che
  riguardavano la sanatoria degli incarichi fatta ai dirigenti.
   E'  passata la notte dell'approvazione della finanziaria, io avevo
  presentato due emendamenti me li hanno inseriti fra gli aggiuntivi.
  E'  possibile  prendere questi due emendamenti e portarli  fra  gli
  aggiuntivi?  Se c'è un accordo, è giusto che anche  i  miei  vadano
  alla  discussione di quest'Aula, se non c'è accordo non  discutiamo
  alcun emendamento aggiuntivo.

   PRESIDENTE.  Ho  compreso  bene  sia  l'intervento  dell'onorevole
  Cordaro che dice no ad altri emendamenti di spesa, però tra  quelli
  che  ancora  sono  da  approvare non sono previsti  emendamenti  di
  spesa.   Per  quanto  riguarda  gli  aggiuntivi,  cui  lei   faceva
  riferimento,  e  mi riferisco al procedimento amministrativo,  sono
  andati  nelle  Commissioni di merito,  ed  anche  se  il  parere  è
  negativo,  almeno  su  due, però sono andati nelle  Commissioni  di
  merito.  I suoi emendamenti - me li hanno recuperati gli  uffici  -
  non sono andati nelle Commissioni di merito. Se lei non è d'accordo
  a  trattare l'emendamento - ma sembrava ci fosse una condivisione -
  presentato  dall'onorevole Sammartino, verrà stralciato ed  inviato
  nella Commissione di merito.

   GRECO Giovanni. Non sono d'accordo, Presidente.

   PRESIDENTE. Non è d'accordo. Pertanto, l'emendamento che  riguarda
  le IPAB viene stralciato ed inviato alla Commissione di merito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, solo per sollevare la  questione,  per
  chiedere,  ovviamente, qual è il criterio che viene utilizzato  per
  quanto  riguarda l'esame degli emendamenti aggiuntivi. Mi  permetto
  di   segnalare   che   nell'ambito,  appunto,   degli   emendamenti
  aggiuntivi,  a  pagina 46, mi ero permesso di  presentarne  uno,  e
  visto  che  non  era  stato  esaminato  dalla  Commissione  III   e
  soprattutto  dalla Commissione Bilancio, nonostante non comportasse
  una  lira  di  spesa,  ho  chiesto che  venisse,  in  qualche  modo
  rinviato, appunto, in Commissione. Qui, mi trovo invece a  prendere
  in esame una serie di emendamenti aggiuntivi, diversi da quelli che
  sono  stati  anticipati in sede di Conferenza dei Capigruppo  e  mi
  sembra,  obbiettivamente, che siano del tutto  nuovi  al  riguardo.
  Quindi,  vorrei  comprendere qual è il criterio che  verrà  seguito
  nell'esaminare  e  se,  sostanzialmente,  ci  sono   delle   corsie
  preferenziali, oppure no.

   PRESIDENTE.  No,  mi  scusi onorevole Fazio, al  fine  di  evitare
  equivoci,  non  c'è alcuna  corsia preferenziale  per  nessuno.  In
  Conferenza  dei Capigruppo il Governo aveva evidenziato  l'esigenza
  di  approvare  alcuni  emendamenti,  soprattutto  sul  procedimento
  amministrativo. Però, se non ascoltano i colleghi è inutile perché,
  poi, ognuno interviene e ripete la stessa musica. Non mi riferisco,
  chiaramente,  a  lei. Poi, si era detto che gli  altri  emendamenti
  dovevano  passare in Commissione, necessariamente  in  Commissione.
  L'emendamento A 46.R è passato in Commissione, l'emendamento A82, a
  firma   dell'onorevole   Marziano,  è   passato   in   Commissione,
  l'emendamento  A  83,  a  firma dell'onorevole  Sammartino,  non  è
  passato  in  Commissione. Però, si era detto che  se  l'Aula  fosse
  stata  d'accordo,  poiché portava la firma di tutti  i  Capigruppo,
  l'avremmo  approvato.  L'onorevole  Greco  ha  detto  che   non   è
  d'accordo, quindi, deve andare in Commissione.

   CORDARO. Ritiro la firma

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  L'emendamento  A  84  è
  passato in Commissione. Quello che non è passato in Commissione non
  può trovare accesso.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per  la
  questione che attiene il finanziamento per la scuola dell'infanzia.

   PRESIDENTE.  Scusate,  però, un po' di  silenzio,  non  riesco  ad
  ascoltare  il  collega che parla. Scusate, con  questo  vociare  in
  sottofondo è difficile seguire i lavori. E' impossibile

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  quanto riguarda la roblematica attinente alla scuola dell'infanzia.
  Giovedì scorso, quando abbiamo lasciato quest'Aula, si erano  presi
  degli  impegni  ben  precisi da parte  del  Governo,  di  tutta  la
  deputazione per risolvere la questione.
   Secondo me, oggi, dobbiamo risolvere la questione perché trovo che
  il  taglio dei contributi alla scuola dell'infanzia sia un episodio
  molto grave e dobbiamo porvi rimedio, caro Presidente.
   Qui si parla di impegni, ordini del giorno...
   Signor Presidente, mi scusi

   PRESIDENTE.  E'  impossibile  Onorevole Riggio,  cortesemente,  si
  allontani dai banchi del Governo.

   TAMAJO.  Qui  si è parlato di impegni in merito alla questione  le
  scuola  dell'infanzia,  si  è parlato, se  non  sbaglio,  anche  di
  formulare  un  ordine del giorno, io vorrei ascoltare,  però,  lei,
  assessore  Baccei,  al microfono, e capire se questi  impegni  sono
  degli impegni solenni, devono essere rispettati perché trovo grave,
  anzi  gravissimo,  il taglio che è avvenuto nei  mesi  scorsi  alle
  scuole dell'infanzia paritarie, quindi, ai bambini, quindi parliamo
  di  sociale, parliamo di bambini di una fascia di età  dai  tre  ai
  cinque  anni e parliamo anche di persone, tante persone che operano
  nel mondo della scuola.
   Per cui, assessore Baccei, la prego di intervenire e, soprattutto,
  conosco  la  sua  onestà intellettuale e so che se  lei  prende  un
  impegno è un impegno di onore e questo va bene.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   condividendo
  l'intervento  di  diversi colleghi sull'importanza dell'emendamento
  che  stiamo  trattando  per dare le risorse alle  scuole  paritarie
  dell'infanzia,  gradirei - direi per ordine dei  lavori  -  che  ci
  fosse chiarezza rispetto ai lavori d'Aula.
   Quindi,  io  direi che è necessario, signor presidente  Ardizzone,
  che  nella  votazione  degli emendamenti l'assessore  Baccei  possa
  intervenire chiarendo anche come avvengono queste coperture e  come
  si pensa di provvedere alle mancate risorse rispetto alle coperture
  che vengono date.
   Ad   esempio,   signor  Presidente,  leggo  nell'emendamento   del
  Capogruppo  del Partito Democratico, onorevole Anselmo, che  queste
  risorse vengono tolte rispetto alla spesa autorizzata dall'articolo
  32, comma 3, della legge regionale fatta come legge di stabilità  a
  marzo.
   Quindi,  noi, con questo articolo dell'onorevole Anselmo, togliamo
  le   risorse   a   Riscossione  Sicilia  per  darle   alla   scuola
  dell'infanzia.
   Vorrei capire dall'assessore Baccei, anche rispetto alle audizioni
  che  abbiamo fatto, come si pensa di poter procedere per l'iter che
  ci si è dati per Riscossione Sicilia.
   Così  come nell'emendamento successivo del presidente Vinciullo  e
  dei colleghi del Nuovo Centro Destra, vorrei capire

   VINCIULLO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Abbiamo
  riscritto l'emendamento e l'ha firmato anche lei

   CIMINO.   da dove arriva la copertura e come si provvede a dare il
  mantenimento  delle iniziative di cui, di fatto, con  la  legge  di
  stabilità, quest'Assemblea ha dato copertura.
   Ad   oggi,   sto  intervenendo  su  questo  emendamento,   che   è
  l'emendamento  aggiuntivo  primo, qui nel  testo,  dove  si  dà  la
  copertura  togliendo i soldi di cui all'articolo 32,  comma  3  che
  riguardano i fondi per Riscossione Sicilia.
   Nel  successivo si tolgono alle informatizzazioni, quindi,  se  si
  può  fare  un  minimo di chiarezza, sapendo anche da  dove  vengono
  prelevate  le  risorse  per la copertura a  questo  articolo  della
  Presidenza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo al coro
  dei  colleghi  che  mi hanno preceduto in merito all'emendamento  o
  agli emendamenti per le scuole paritarie dell'infanzia, ma dico per
  le  scuole  paritarie in genere perché le stesse svolgono,  abbiamo
  detto,  un  servizio  pubblico ancorché non siano  scuole  statali.
  Vorrei  allargare il concetto ed il mio pensiero  e  spero  che  lo
  stesso possa diventare anche il pensiero dell'assessore Baccei.
   Signor   Assessore,   lei   ha  chiesto   un   sacrificio   o   un
  temporeggiamento  all'Aula; ha chiesto  all'Aula  di  temporeggiare
  sull'approvazione di questa norma che assegna tre milioni  di  euro
  alle   scuole   paritarie  dell'infanzia  perché,   piuttosto   che
  intervenire  togliendo  soldi  ad  un  capitolo,  ci   sarebbe   la
  variazione di bilancio giorno 17 maggio prossimo.
   Le  dico che, personalmente, pur volendo e pur sperando che questo
  emendamento, oggi stesso, anzi ieri, poteva essere approvato,  sono
  pronto ad accedere con il Gruppo di Forza Italia a questa sua  tesi
  ma,  altrettanto, le chiedo un impegno, che penso poi sia l'impegno
  dell'onorevole  Anselmo  e  di  tanti  altri  dell'Aula  che  hanno
  sostenuto la battaglia delle scuole paritarie: nella variazione non
  mettiamo  soltanto i tre milioni di euro per il 2016,  ma  dobbiamo
  mettere  la  previsione triennale, cioè 2016-2017-2018. Così  come,
  alle  scuole paritarie primarie, abbiamo messo i soldi per il 2016,
  dobbiamo  mantenere lo stesso stanziamento per il  2017  e  per  il
  2018.
   Sa perché le dico questo? Perché non è giusto che ogni anno questi
  che  svolgono  un  servizio  fondamentale,  un  servizio  pubblico,
  debbano  venire  qui  a  pietire. E  lo  abbiamo  detto  oggi,  con
  l'onorevole  Cordaro  ne  abbiamo parlato,  parlando  di  province,
  abbiamo  anche  fatto  cenno alle scuole paritarie,  perché  non  è
  possibile che, ogni anno, i rappresentanti della FIDAE o della FISM
  o  di altre organizzazioni delle scuole paritarie debbano venire  a
  pietire, dico a pietire, lo stanziamento di bilancio. E, allora, in
  questo senso, qua c'è l'assessore Marziano che ha onorato il Gruppo
  di  Forza Italia con la sua presenza a Catania, ha preso un impegno
  sacrosanto  per le stesse scuole. Bene, credo che  qua  ci  sia  un
  impegno  corale.  E, allora, accediamo alla sua  richiesta  ma,  al
  contempo, le chiediamo altrettanta disponibilità perché giorno  17,
  nella  variazione  di  bilancio, si inserisca anche  la  previsione
  triennale per gli anni 2016/2018.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente,  anche
  il  mio intervento è sul tema delle scuole paritarie dell'infanzia.
  E'  chiaro,  assessore  Baccei, che mi fido  ciecamente  delle  sue
  parole  e  sono convinta che entro il 17 maggio, nelle  variazioni,
  avremo  i  tre milioni di euro. Però, lei si renda anche conto  che
  dobbiamo dare una risposta seria e definitiva ad un settore,  quale
  quello delle scuole paritarie, che danno un servizio di cui nessuno
  può mettere in dubbio l'utilità e l'importanza.
   Quello  che  chiedo  a lei, a questo punto,  è  di  rispettare  il
  termine  del  17  maggio  ma, chiaramente,  poi,  alla  Commissione
  Bilancio   ed   alla   Presidenza   dell'Ars,   di   calendarizzare
  immediatamente. Perché se voi esitate dalla Giunta entro il  17  di
  maggio  e,  poi,  noi  in Aula arriviamo a  luglio,  non  diamo  un
  servizio;  queste  scuole  hanno bisogno  di  una  risposta,  hanno
  bisogno   di  una  risposta  immediata  e  dobbiamo  dare  risposte
  concrete, non possiamo più continuare a prendere in giro le persone
  con  promesse su promesse. I soldi lei, e noi ci fidiamo, ha  detto
  che  li troverà in variazione di bilancio, quindi, aspetteremo  una
  settimana, ma che non sia più di una settimana.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
  Baccei,  più che discutere delle scuole paritarie, tutti i colleghi
  hanno sviscerato l'argomento, vorrei discutere del percorso che  vi
  siete  dati.  Assessore, da un paio di sedute di questo Parlamento,
  almeno il sottoscritto percepisce una cosa: che il Presidente della
  Regione dice una cosa e lei l'esatto contrario. Ora, il tema  è:  è
  mai  possibile  che  tutto  il Parlamento  da  destra  a  sinistra,
  unanimemente,  voglia risolvere definitivamente la questione  delle
  scuole  paritarie,  assessore Baccei, e lei è diventato  il  nostro
  signor no?
   Ora  il  tema  è: lei può essere anche portatore,  come  dire,  di
  un'idea che è legittima e forse pure giusta, però, il Governo  deve
  assumere  una posizione, perché non si possono fare, al  mio  paese
  direbbero,  il ladro ed il guardiano, il Governo deve assumere  una
  posizione  o  di  rigidità romana nel senso che qua  a  Palermo  il
  Governo è composto da inetti ed incapaci, non è il mio pensiero,  o
  la  teoria,  invece, di Crocetta che siamo vessati da una  politica
  romana  che  ci sta mortificando con tutti, perché oggi  le  scuole
  paritarie, domani arriveranno altre cose.
   E  mentre  la  Commissione Bilancio produce l'ennesima  pezza  per
  cercare  di non far fare una magra figura al Parlamento,  assessore
  Baccei, lei dovrebbe prendere la parola formalmente e chiarire qual
  è  il percorso perché, altrimenti, si va in confusione più totale e
  penso  che  lei  sorride perché forse, dentro  di  se,  è  un  poco
  rattristato  per  questa  confusione  che,  certamente,  poi,  crea
  scompiglio perché, Assessore, glielo dico e mi taccio, questo è  il
  Parlamento  dei  voti segreti. Non si può imporre  alcuna  cosa  al
  Parlamento  perché  si  alzerà il deputato  che  proporrà  il  voto
  segreto e libererà la coscienza di ogni singolo parlamentare,  ecco
  perché  cadono  le  vostre norme, perché non c'è autorevolezza  nel
  proporle.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  solo
  qualche minuto per ricordare a tutti i colleghi e mi compiaccio con
  loro  che,  oggi,  finalmente, pensano  alle  scuole  dell'infanzia
  dimenticando che nella finanziaria scorsa io e l'onorevole  Falcone
  abbiamo  presentato  tre  volte un emendamento  che  destinava  tre
  milioni di euro alle scuole.
   Mi fa piacere che, oggi, sia stato presentato un ordine del giorno
  a  firma  di  tutti i Capigruppo che, finalmente, hanno sposato  un
  problema serio e reale, perché dobbiamo portare avanti quello che è
  l'istituto dei privati, perché è una cosa seria, a parte  il  fatto
  che  i comuni non ce la fanno a gestire le scuole comunali, quindi,
  c'è  stato  sempre bisogno negli anni delle scuole private,  mi  fa
  piacere,  sono contento che finalmente il Parlamento si stia  dando
  una dritta per agevolare il percorso delle scuole dell'infanzia.

   Giuliana Saladino di Palermo

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Saluto ai docenti ed agli studenti dell'Istituto Comprensivo
                     Giuliana Saladino  di Palermo

   PRESIDENTE.  Ringraziamo  gli  studenti  ed  i  docenti   che   li
  accompagnano  dell'Istituto  Comprensivo   Giuliana  Saladino    di
  Palermo.   Stanno  assistendo  ad  una  seduta  d'Aula   abbastanza
  partecipata.

   nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
         nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, innanzitutto
  vi  vorrei ricordare che il Governo, in finanziaria, aveva previsto
  a bilancio i soldi per le scuole paritarie dell'infanzia, e che poi
  la  Commissione ha deciso in modo diverso, per cui non è stata  una
  scelta  politica  del  Governo  quella  di  non  mettere  i   soldi
  quest'anno in bilancio.
   Mi  rendo conto e condivido la volontà di stanziare tre milioni di
  euro  per  le scuole. La mia questione era legata al fatto  che  si
  inserissero, in questo disegno di legge, anziché in quello  che  va
  domani  alle due all'approvazione della Giunta. Abbiamo  concordato
  prima   con  il  Presidente  Crocetta,  in  cui  ha  inserito   già
  l'emendamento con i tre milioni.
   Il  disegno di legge è un disegno di variazione di bilancio. Io ho
  fatto  questo  perché  avevo la necessità di  non  toccare,  tranne
  quelle  partite  che,  di fatto, erano in qualche  modo  già  state
  previste  in  finanziaria, numeri e tabelle  che  sono  oggetto  di
  discussione con il Governo romano e col quale si devono sbloccare i
  novecento  milioni  previsti in finanziaria,  perché  anche  quelli
  vanno sbloccati, darne 500 e andare avanti con la trattativa.
   Nel  disegno  di  variazione di bilancio questo è  possibile  fare
  anche perché andiamo a liberare delle altre poste, riusciamo a dare
  la dovuta copertura a questo emendamento. Quindi, domani va messa a
  posto  dalla Giunta alle due per approvare questo disegno di legge,
  dopodiché  è  in Aula e per me prima si approva e meglio  è,  anche
  perché  questo disegno di variazione di bilancio è stato  richiesto
  proprio per accogliere tutte le modifiche tecniche alle tabelle che
  ci aiuteranno nel percorso per avere 500 milioni e per sbloccare  i
  900 milioni previsti nella legge di stabilità.
   Per  cui  c'è  assolutamente il mio impegno, tant'è  vero  che  il
  disegno di legge verrà approvato domani.
   Per  quanto  riguarda  le  richieste che  venivano  dall'onorevole
  Falcone sul rivedere le scuole paritarie dell'infanzia nel discorso
  più  ampio, nel percorso alle altre scuole, come ho già detto altre
  volte c'è la mia disponibilità non nella variazione di bilancio  e,
  quindi,  mi  rifaccio  a quanto dichiarava,  mi  pare,  l'onorevole
  Cordaro, io nella variazione di bilancio metterò solo l'emendamento
  dei  tre milioni e nient'altro. Per me, oggi, non c'è copertura  su
  nient'altro  come  ho  detto.  Quando andremo  in  assestamento  di
  bilancio, io già sto lavorando con l'assessore Marziano sia per  la
  formazione in generale che per le scuole paritarie, per  capire  il
  quantum e cercare una copertura a bilancio.
   Ovviamente,  ci troveremo in assestamento una serie  di  esigenze:
  avremo  le  province,  avremo i precari,  abbiamo  il  problema  di
  Legambiente,  i  soldi  che  dobbiamo  dare,  abbiamo  appunto   la
  formazione, abbiamo diverse esigenze, alcune anche importanti, ieri
  ne  parlavamo con l'onorevole Marziano, sono richieste  importanti.
  Io  dirò  tutti i soldi che ci sono a disposizione e, poi,  insieme
  alla  Commissione  e all'Aula si deciderà quali sono  le  priorità,
  però sicuramente il tema delle scuole paritarie lo affronteremo nel
  suo complesso, lo dimensioneremo, metteremo le risorse sul tavolo e
  decideremo insieme come assegnare i soldi.
   Per  quanto  riguarda  l'ordine  del  giorno,  sono  assolutamente
  favorevole,  c'è  la  mia disponibilità e la  mia  parola,  con  il
  Presidente  ne  abbiamo parlato prima, penso che  siamo  d'accordo.
  Ovviamente  il Presidente, così come altri Assessori,  giustamente,
  così  come  voi,  volevano le cose fatte subito, purtroppo,  stiamo
  seguendo  un  percorso complesso, mi rendo conto  che  sono  spesso
  quello che si mette in mezzo, fa certe cose, ma vi assicuro che  lo
  faccio  nella  visione  complessiva e soprattutto  nel  sapere  che
  spostare  ogni  piccolo numero, in questo momento,  crea  problemi,
  però  penso che una settimana non cambi niente, e vi ripeto  domani
  va approvato in Giunta.

   PRESIDENTE.   Presidente  Vinciullo,  siamo  in   linea   con   le
  indicazioni della Commissione degli interventi?

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Presidente
  siamo in linea, l'unica cosa che la Commissione le chiedeva era  se
  poteva mettere subito l'ordine del giorno

   PRESIDENTE.  No,  no,  va  alla fine l'ordine  giorno,  così  come
  previsto.

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore D'accordo,  va
  bene.

   PRESIDENTE.  Quindi,  abbiamo chiuso la discussione  sulle  scuole
  paritarie.  Alla  fine  voteremo,  quindi,  non  si  accetta   come
  raccomandazione   l'ordine  del  giorno   che   porta   la   firma,
  sembrerebbe, di tutti i Capigruppo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FAZIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per  farle  la
  richiesta   se   era   possibile   trattare  subito   l'emendamento
  aggiuntivo per quanto riguarda i liberi consorzi dei comuni, tenuto
  conto  che,  più tardi, dovrò andare via e, quindi, volevo  esserci
  soprattutto  per il dibattito e per l'eventuale votazione.  Quindi,
  se  lo  poteva  porre in trattazione prima degli altri  emendamenti
  aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.

     nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
         nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   PRESIDENTE.  Si passa, pertanto, all'emendamento  A  80,  a  firma
  degli  onorevoli Anselmo, Di Giacinto, Turano, Lo Giudice, Fontana,
  Falcone, Fazio e Di Mauro.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, diventa difficile  Condurre i  lavori  d'Aula
  diventa difficile e per voi ascoltare i colleghi. Scusate onorevoli
  colleghi.    Onorevoli   Tamajo,   Marziano,   Anselmo,    Germanà,
  cortesemente.  Se  ascoltiamo  i  colleghi  il  lavoro   sarà   più
  disciplinato, il dibattito più disciplinato e, forse, comprenderemo
  qualcosa in più.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  annunziare  il  mio  voto contrario  a  questo  emendamento  e
  chiederne, visto che ne abbiamo sicuramente un po' di desiderio, il
  voto segreto.
   Voto  contrario a questo emendamento perché, secondo questa  legge
  che  doveva essere la rivoluzione del governo Crocetta, per  quanto
  riguarda  questo emendamento, ricordo bene quando è stato esaminato
  dalla  I  Commissione con l'allora presidente Cracolici, e  ricordo
  bene quando, parlando di questo argomento, abbiamo fatto valere  le
  nostre  prerogative  della Regione a Statuto  speciale  e,  quindi,
  avevamo  votato  affinché, per i sindaci metropolitani  si  dovesse
  votare e io sono rimasto di quel parere.
   Quindi,  Presidente,  per evitare che dopo, nella  confusione,  lo
  dimentichiamo  annunzio il voto contrario e la  richiesta  di  voto
  segreto.

   PRESIDENTE. Allora, al momento della votazione, chiederò,  se  lei
  insiste  nella richiesta di voto segreto e dovrà essere  appoggiata
  da altri otto deputati ai fini procedurali.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  questo  emendamento  mi  dà  grande  serenità,  perché,  nonostante
  l'onorevole  Greco  abbia preannunciato  il  voto  contrario  e  la
  richiesta  di  voto  segreto, il fatto che un emendamento  di  tale
  portata  politica veda la firma del suo capogruppo, l'onorevole  Di
  Mauro,  del  capogruppo  del Gruppo Misto, l'onorevole  Fazio,  del
  capogruppo  di  Forza  Italia, l'onorevole Falcone,  dell'onorevole
  Fontana,  del  Nuovo  Centro  Destra,  dell'onorevole  Lo  Giudice,
  dell'onorevole  Turano,  capogruppo  dell'UDC,  dell'onorevole   Di
  Giacinto,   capogruppo  anch'egli,  ma  soprattutto  dell'onorevole
  Anselmo, capogruppo del PD.
   Devo  dire che questa - Presidente Ardizzone e Presidente Crocetta
  V  è  una  norma blindata. Perché è troppo evidente che,  se  viene
  firmata da tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari, e per  prima
  dal  Presidente del gruppo parlamentare del PD, è chiaro che questa
  norma non solo non può non passare, ma soprattutto io sono convinto
  che,  per quello che è il prestigio di questo capogruppo del PD,  è
  chiaro  che  nessuno  dei  deputati del PD  appoggerà  un'eventuale
  richiesta di voto segreto dell'onorevole Greco.
   E quindi io sono sereno, signor Presidente, perché siccome ritengo
  che il Partito Democratico sia un partito serio - a partire dal suo
  capogruppo,  per  finire  al  massimo  rappresentante,  che  è   il
  Presidente  della Regione - ovviamente immagino che  questo  gruppo
  parlamentare  si sia riunito, abbia dibattuto, si sia  confrontato,
  abbia  litigato  e  che  alla  fine, per  il  prestigio  di  questi
  colleghi, sia venuta fuori una soluzione che è - e di questo io  vi
  ringrazio  -  la  migliore possibile sotto il  profilo,  normativo,
  giuridico, politico e istituzionale.
   E  allora  se  questa  è  la premessa, evidentemente  l'iniziativa
  dell'onorevole  Giovanni Greco, seppur apprezzabile  sotto  il  suo
  profilo, è un'iniziativa isolata. E non può che essere così. Perché
  l'UDC  ha  firmato quest'ordine del giorno. Io, come ho  già  detto
  nella  scorsa  seduta,  non  l'ho firmato  per  assenza,  ma  è  da
  intendersi  firmato da me medesimo. Col capogruppo di Forza  Italia
  abbiamo fatto stamani una conferenza stampa, spiegando due ragioni;
  e  abbiamo spiegato soprattutto, signor Presidente, che a me - e lo
  devo  dire - viene un po' di tristezza, perché mi pare che  l'unica
  persona  che  fino ad oggi si sia battuta per salvare  le  province
  all'interno  del  Governo,  sia  l'assessore  Lantieri,  che  avete
  lasciato sola - assessore Baccei e Presidente Crocetta - nei tavoli
  istituzionali, romani e palermitani.
   E  la cosa che mi fa più specie - Presidente Crocetta - è che  non
  vi  rendete conto che immaginare una soluzione diversa, so che  non
  potrà  accadere perché l'ha firmato il capogruppo del PD che quanto
  meno  si dovrebbe dimettere, se per caso non dovesse passare questo
  emendamento   Quanto  meno   So che  non  accadrà.  Ma  se  dovesse
  accadere,  mi  fa  veramente  specie  che  non  si  comprenda  come
  continuiate a dare alibi al Governo nazionale, il quale continua  a
  spiegarci che non può operare i trasferimenti alle province  perché
  non abbiamo ancora approvato una legge  E noi continuiamo a fare  i
  compari  del Governo nazionale, dando la scusa al Governo nazionale
  per  non  approvare  una  legge che, al di  là  del  nuovo  assetto
  istituzionale  che  dovremmo dare all'ente  intermedio,  finisce  -
  questo  sì  - per danneggiare e rischia di mettere in strada  5.500
  padri   di   famiglia,   dipendenti   delle   Province   siciliane
  Complimenti
   Complimenti  all'onorevole  Anselmo,  all'onorevole  Di  Giacinto,
  all'onorevole  Turano, all'onorevole Lo Giudice, Fontana,  Falcone,
  Fazio  e  Di Mauro. Anzi, a parte di loro. A coloro che in  maniera
  surrettizia,  oppure inadeguata, daranno la possibilità  a  qualche
  deputato del loro gruppo di appoggiare il voto segreto del  collega
  Greco,  per  impallinare  per  la terza  volta  contro  il  Governo
  nazionale  questa  norma,  allora  che  sia  chiaro  qua  nessun  è
  diventato  renziano, qua semmai i veri renziani siete tutti  coloro
  che   continuate  a  tenere  borbone  al  Governo  nazionale,   non
  comprendendo  che  votando  la  stessa  legge  in  disaccordo   con
  l'indicazione  della legge del Rio per la terza  volta,  commettete
  per  la  terza  volta un atto di arroganza politica e di  ignoranza
  istituzionale, perché  non state facendo altro che farvi  dire  tra
  virgolette cretini dal Governo nazionale, che per la terza volta vi
  dice che questa norma così come è non può andare e va cambiata.
   E  allora Presidente Crocetta, le ho detto nella scorsa seduta che
  delle  due  la soluzione non poteva che essere una, e le  ho  detto
  pure  Presidente Crocetta che noi volevamo sostenere  l'indicazione
  di   un  Governo  che  con  prestigio  si  fosse  schierato  contro
  l'indicazione  del  Governo nazionale, ma quando l'intervento  dice
  che  passerà  la palla all'Aula, questa cosa è davvero ignominiosa,
  perché   il  Governo  deve  dire  noi  ci  opporremo  all'eventuale
  impugnativa  del  Governo  nazionale, e  allora  sì  il  Parlamento
  sarebbe  vicino al Governo, per una nuova stagione della specialità
  dello  Statuto  siciliano,  altrimenti bisogna  votare  la  Delrio,
  perché  quello  che farete cari colleghi che fate gli  accordi  nei
  corridoi,  cari  colleghi dei retro bottega,  l'unica  soluzione  e
  l'unica  conseguenza sarà quella di portare 5.500 padri di famiglia
  in mezzo a una strada, non c'è soluzione diversa, se lo volete fare
  metteteci la faccia, non vi nascondete dietro il voto segreto, dite
  quello  che  volete fare e fatelo con dignità, è troppo  facile  il
  voto  segreto,  per  questa  ragione noi  Presidente  Ardizzone  in
  maniera  assolutamente lineare, con dignità, con il  prestigio  che
  deve  avere  un  parlamento ed un parlamentare,  sosteniamo  quanto
  abbiamo  firmato,  perché per noi la firma è  un  impegno  solenne,
  istituzionale,  politico e prima ancora da  uomini  o  da  donne  a
  seconda  di  chi  lo firma, noi voteremo favorevolmente  perché  si
  siamo impegnati, e perché vogliamo salvare posti di lavoro e faccia
  di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  a  me  dispiace
  intervenire  per  dire ciò che questo Governo e questa  maggioranza
  avrebbero  dovuto fare e dire da lungo tempo, dispiace  intervenire
  per  dover  difendere  le  istituzioni, per  dover  difendere  come
  cercherò di fare coerentemente come ho fatto prima e sempre, e come
  continuerò  a  fare,  la nostra autonomia e la nostra  specificità,
  avrei   preferito  che  fosse  questo  Governo  a   farlo,   questa
  maggioranza  purtroppo, e non solo da questo  episodio  ciò  non  è
  avvenuto,  e  non  è avvenuto non solo su questo argomento,  ma  su
  tantissimi argomenti che sarebbe persino arduo elencare per intero,
  e  cioè sulle umiliazioni che questa Regione, che questo Parlamento
  hanno subito e continuano a subire da parte di un Governo nazionale
  che, accortosi di avere a che fare con il nulla, non lascia perdere
  occasione per cercare di mortificarci.
   Noi siamo stati fin dall'inizio, fin da quando è cominciata questa
  vergognosa  tiritera  sull'abolizione  delle  province,   contrari,
  fermamente  contrari  all'abolizione di questo importante  istituto
  elencando tutta una serie di problemi che sarebbero nati e che sono
  nati  immancabilmente  a  cascata, io  potrei  riprendere  ciò  che
  abbiamo  detto  nella passata legislatura e all'inizio  di  questa,
  quante  volte abbiamo messo il Governo sul chi va là  state attenti
  che se aboliamo questo istituto importante noi rischiamo di gettare
  nel  caos tutta una serie di interventi  che venivano affidati alle
  province,  noi  rischiamo di gettare nel caos anche l'avvenire  dei
  dipendenti  delle  province, noi rischiamo di gettar  nel  caos  la
  manutenzione   delle strade, le scuole, l'assistenza  ai   soggetti
  deboli,  ai soggetti con handicap  Era tutto ciò  che dicevamo  non
  ieri, non avantieri ma già 4 anni fa.
   Poi i fatti ci hanno dato ragione e mi meraviglia ascoltare che in
  questo  Parlamento ci sono i  renziani  duri e puri, gli  aspiranti
   renziani ,  i  quasi   renziani , quelli  che  vorrebbero  ma  non
  possono,  quelli che propongono di portare avanti  anche  idee  non
  proprie.
   Io  ritengo che quello che sta avvenendo con la mistificazione  su
  questa  norma  che  continuamente  viene  agitata  è  semplicemente
  l'ennesimo  tentativo  di prender in giro   questo  Parlamento,  la
  Sicilia e gli elettori.
   Di  cosa  state parlando? Di quale impugnativa state parlando?  La
  legge  c'è,  è  stata fatta, è operativa, il Governo nazionale  che
  agita impugnative che ci rincorra
   Intanto  applichiamo  la legge, eleggiamo  gli  organi  così  come
  prevede  la  legge e che poi sia il Governo nazionale  a convincere
  la  Corte costituzionale che  è incostituzionale, badate bene,  ciò
  che questa legge prevede preso dalla Del  Rio perché l'elezione col
  voto  ponderato  è stato preso dalla Del Rio e se  hanno  giudicato
  costituzionale  la  Del Rio laddove prevede  che  ci  sia  il  voto
  ponderato  per  tutti i liberi consorzi e che  opera  solo  con  un
  capriccio  per le città metropolitane, solo con un capriccio  e  ci
  vuole  fare intendere il Governo che la Corte costituzionale  possa
  dichiarare  incostituzionale ciò che ha  dichiarato  costituzionale
  nella  stessa  legge  E badate bene si tratta  di un principio  che
  nella   stessa  Del   Rio,  quella  dell'equivalenza  del   sindaco
  metropolitano,  che la  stessa Del Rio prevede solo  provvisorio  e
  solo in sede di prima applicazione perché la stessa prevede che poi
  gli  organi  una  volta  insediati possano deliberare  nel  proprio
  Statuto  addirittura l'elezione diretta e popolare  del  Presidente
  dei consorzi.
   Di  che   state  parlando? A chi volete prendere in  giro?  Questo
  Parlamento  difenda le proprie prerogative  e cioè che  in  materia
  elettorale  la  prerogativa  dello  Statuto  di  competenza   della
  Regione,  difenda la propria legge e non si prostri alle fustigate,
  ai  ricatti  e  ai tentativi vergognosi di umiliarci da  parte  del
  Governo nazionale.
   Non  è  vero  che  il  Governo nazionale  non  potrà  prevedere  o
  trasferire i fondi alle città metropolitane o ai liberi consorzi.
   Quello sì che sarebbe un golpe
   Quindi, non infinocchiamo le persone, non cerchiamo di coprire con
  una  foglia  di fico la voglia di sbarazzarsi della  Sicilia  e  il
  tentativo  da parte del Governo nazionale di umiliarci  ancora  una
  volta. Questo Parlamento riaffermi la propria volontà.
   La  legge è operativa. La legge è già in funzione ed è il  Governo
  nazionale,  questa volta, che dovrà fare ricorso alla  Consulta.  E
  quando e se la Consulta si pronuncerà, provvederemo.
   Intanto  il  Governo  nazionale  ci  dovrà  dare  i  soldini   che
  inopinatamente, e così come ha fatto per altre occasioni, con tutte
  le scuse ci nega, sottraendoci, fino adesso, più di tre miliardi di
  euro di trasferimenti contanti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Salvatore. Ne
  ha facoltà.

   CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
  parola  oggi  sia per rappresentare il Gruppo Sicilia  Futura,  sia
  nelle  vesti  di  Presidente  della  I  Commissione  dell'Assemblea
  regionale. E annuncio subito che Sicilia Futura esprimerà  un  voto
  favorevole  all'emendamento così come è stato sottoscritto  assieme
  agli altri Capigruppo, all'onorevole Cordaro e ad altri.
   E  dice  di più. Pensa che questa legge e questo emendamento  vada
  votato  con il voto palese in modo che ognuno di noi si  assuma  la
  responsabilità di quello che fa.
   Ed entro nel merito di quello che stiamo facendo.
   Presidente Ardizzone, errare è umano, perseverare è diabolico,  ma
  quando si incaglia per la terza volta diventa demenziale e, quindi,
  questo basterebbe come motivazione a votare questa legge.
   Ma  non  c'è  solo questa motivazione. La motivazione  rientra  in
  quello   che  è  il  tecnicismo,  il  fatto  tecnico  della  legge,
  Presidente.
   La  legge Delrio, come è stato più volte detto, è una riforma  che
  ha  in  sé i crismi economici e sociali, quindi come tale  non  può
  essere  da parte della Regione Sicilia interpretata ma deve  essere
  applicata  fermo restando che la Regione siciliana  ha  un  proprio
  Statuto ed una propria autonomia.
   Ed è proprio nella legge che abbiamo approvato, onorevole Formica,
  all'articolo 46, noi abbiamo una possibilità che la Delrio  non  ha
  che è quella di istituire nuovi liberi consorzi.
   Se Lei va a vedere la Delrio non c'è questa possibilità.
   Nella   Delrio   è  anche  previsto  che  le  città  metropolitane
  coincidano con le province. Cioè la città metropolitana di Torino è
  fatta di Torino e di tutta la provincia.
   Onorevole  Formica, non è vero che il voto ponderato non  è  stato
  attenzionato  nella  Delrio.  E'  stato  attenzionato  per   quanto
  riguarda  i  liberi  consorzi, mentre per  le  città  metropolitane
  questo non è successo.
   Allora, qua ci si chiede oggi di adeguare la nostra legge a quella
  che è la legge nazionale.
   Io  penso che è semplice il meccanismo ed è semplice quello che ci
  stanno chiedendo.
   Per  quanto  riguarda  la demagogia rappresentata  dal  fatto  dei
  lavoratori che rischiano il posto, che non hanno le risorse, io per
  un   fatto   di  onestà  intellettuale  mi  trovo  sulla  posizione
  dell'onorevole Formica. Non è la legge che impedisce alle  province
  o ai liberi consorzi di avere le risorse. Semmai ci vuole un tavolo
  nazionale  tra  il  Governo  e  le regioni  per  far  sì  che  quei
  trasferimenti  avvengano anche perché per me e per tutti  la  legge
  esiste.  La  legge  è  stata impugnata ma  non  c'è  stata  nessuna
  pronuncia  che questa legge non va bene. Quindi, nell'attesa  della
  pronuncia, la legge è esistente. E' chiaro però che è tempo, e  non
  voglio  che  sia una scusa da parte del Governo romano, che  questo
  meccanismo venga usato come una sorta di ricatto latente:  se tu mi
  fai  questo, io ti mando i soldi ,  se non mi fai questo io i soldi
  non  te  li do . Io mi rifiuto di pensare e di credere che  ci  sia
  questo  tra  le righe della legge e quindi penso che noi  dobbiamo,
  con  senso di responsabilità, anche per evitare ulteriori  ritardi,
  votare così per com'è l'emendamento proposto dai nostri Capigruppo,
  e  pertanto onorevole Formica, invito anche lei a votare in maniera
  palese per questo emendamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi   e
  cittadini,  siamo all'atto quinto di una legge che è partita  male,
  no,  no,  questa  è  la quinta riforma diciamo delle  Province,  lo
  ricordo  bene  perché  ho fatto parte della  I  Commissione,  e  la
  storia,  purtroppo, la conosco per intero. Questo è  l'atto  quinto
  della  riforma  delle Province, una storia come ho  detto,  partita
  male  e  finita  ancora assolutamente peggio. Molte  volte,  quando
  abbiamo  cominciato  questa avventura  per  le  piazze,  parlo  del
  Movimento  Cinque  Stelle  uno dei leitmotiv  che  recitavamo  alle
  persone  era  il  fatto  che qui dentro, così  come  al  Parlamento
  nazionale,   foste  tutti  uguali.  Beh,  se  leggo  l'elenco   dei
  Capigruppo  d'accordo  sull'approvazione di questo  emendamento,  e
  quindi della completa ricezione della legge Delrio questa ne è  una
  conferma.  Leggo  appunto  i nominativi  dei  Capigruppo:  Anselmo,
  Partito  Democratico; Di Giacinto, PSI; Turano,  UDC;  Lo  Giudice,
  Sicilia Futura; Fontana, NCD; Falcone, Forza Italia; Fazio,  Gruppo
  Misto;  Di  Mauro,  MPA.  Quindi  vuol  dire  che  tre  quarti  del
  Parlamento,  se non la totalità - manchiamo soltanto  il  Movimento
  Cinque  Stelle e la Lista Musumeci - sono integralmente  piegati  e
  sottomessi  alle  politiche nazionali del Partito Democratico,  che
  talaltro  al  suo  interno non è nemmeno tanto convinto  di  votare
  questa riforma - tanto che, voglio dire, qualcuno elemosina persino
  il  voto  segreto,  al  fine di smascherare i  propri  compagni  di
  partito. Ora, è in ballo, diciamo, è il  velo , come dice sempre la
  mia  collega,  dell'ipocrisia  che  probabilmente  il  voto  palese
  potrebbe finalmente squarciare. Ed è un gioco al quale poi  vedremo
  se  il  Movimento  Cinque Stelle a seconda delle  dinamiche  d'Aula
  vorrà  prestarsi  oppure  no, ma questa è  una  scelta  che  faremo
  ovviamente nel corso di questo dibattito. Ma una cosa è certa,  non
  ci  faremo condizionare dalle guerre intestine di un partito che  è
  riuscito a farsi prendere in giro dal signor Renzi che è venuto  ad
  inaugurare una strada che non è mai crollata, per questo il Partito
  Democratico è disponibile a farsi prendere in giro da un tizio  non
  eletto  da  nessuno, figuriamoci se può trovare  unità  al  proprio
  interno  nel voto di questo emendamento che, ovviamente, lascia  il
  tempo  che  trova e che, certamente, non può essere  condiviso  dal
  Movimento  Cinque Stelle che da questo punto di vista  voleva,  sì,
  una  riforma delle Province. Perché, vedete, abolire le Province  è
  una  parola che vuol dire tutto e non vuol dire nulla. Voi  l'avete
  interpretata  nel senso di cambiargli nome, perché la  legge  anche
  quella tutt'oggi vigente contro la quale noi abbiamo votato  è  una
  legge che non vuol dire assolutamente nulla. Perché è del resto, di
  tutto  quello che resta delle Province che noi volevamo, come dire,
  fare  una  riforma  seria, volevamo dare  più  poteri  ai  sindaci.
  Volevamo  fare  in  modo che i territori contigui fossero  trattati
  come  fosse  un  condominio in cui i servizi, e  non  la  politica,
  fossero erogati immediatamente ai cittadini.
   Ma  nulla  di  tutto questo è passato in I Commissione  all'epoca,
  nulla  di  tutto  questo continua praticamente  a  passare  per  il
  Parlamento  siciliano,  fino  a consumare  l'ultimo  atto,  qualche
  giorno  fa in I Commissione, con un voto che, ancora una volta,  ha
  visto  una  maggioranza  molto compatta e coesa  che  ha  dato  uno
  schiaffo  definitivo alle comunità di Gela, di Piazza Armerina,  di
  Niscemi  e di Licodia Eubea, bocciando i quattro disegni  di  legge
  che sancivano il definitivo passaggio di questi comuni, i primi tre
  nella   città  metropolitana  di  Catania  e  l'ultimo  nel  libero
  consorzio di Licodia Eubea.
   C'è  stato risposto, nella buona sostanza - perché anche in quella
  circostanza  solo il Movimento cinque stelle ha votato contro,  che
  non  poteva farsi altrimenti perché i cittadini di quelle città con
  il  referendum avevano scelto il libero consorzio anziché la  città
  metropolitana.
   Questo  ovviamente  non è sostenibile ed è una  falsa  motivazione
  perché  nella  quarta legge che abbiamo fatto abbiamo  obbligato  i
  consigli comunali a ratificare la scelta dei referendum.
   Ma,  evidentemente,  la prima commissione è voluta  passare  sulla
  testa  di questi cittadini e, quindi, si è cambiato sostanzialmente
  tutto per non cambiare nulla.
   Quindi  avremo nove collegi elettorali, perché poi, alla fine,  la
  paura  dipende proprio dal fatto che i gelesi possono entrare nella
  città  metropolitana di Catania e che i catanesi possono concorrere
  sostanzialmente con i gelesi e via dicendo e null'altro.
   E'  un  atto,  mi pare, di un'evidente codardia che  non  solo  mi
  lascia   basito  ma  dà  tutto  il  senso  di  quanto   sia   forte
  l'attaccamento  non  ai  cittadini  ma  alla  poltrona  del   quale
  quest'Aula ha dato ampia dimostrazione nel corso di questi anni.
   Noi,  come  Parlamento siciliano, lo abbiamo detto  più  volte  da
  questo scranno, dobbiamo difendere lo Statuto siciliano ma dobbiamo
  uscire  fuori  dal cliché autonomista ed indipendentista  -  e  del
  resto l'onorevole Di Mauro, firmando questo emendamento, ce ne  sta
  dando  un'ampia  lezione - e dello Statuto  dobbiamo  difendere  le
  prerogative  dello stesso, prerogative che ci avrebbero  consentito
  di  essere  avanti  lo stesso Stato, cosa alla quale  noi,  invece,
  abbiamo  rinunciato  e lo stiamo facendo per  la  quinta  volta  di
  seguito.
   Noi  a questo gioco - come già detto prima - non ci prestiamo, non
  ci  vogliamo  prestare e, soprattutto fateci una  cortesia,  quando
  girate per le province, non dite ai dipendenti provinciali che,  se
  domani  rischiano  di andare a casa, è colpa del  Movimento  cinque
  stelle,  perché  il Movimento cinque stelle non  ha  messo  mai  in
  discussione  seimila posti di lavoro. Anzi, vi dico di  più,  è  la
  legge  Delrio che mette in discussione i dipendenti delle province,
  i  dipendenti delle partecipate delle province e questo voglio  che
  sia  chiaro,  netto  ed  inequivocabile  perché  siamo  francamente
  stanchi di farvi da parafulmine. Per cui i problemi risolveteli voi
  e  se  non  siete  capaci di reagire a Renzi allora  è  meglio  che
  lasciate perdere

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritorniamo  a
  discutere  di  un argomento dibattuto da un paio di anni  a  questa
  parte  in  Assemblea, sempre con gli stessi temi,  sempre  con  gli
  stessi  problemi,  magari  con una seduta  d'Aula  andata  a  vuota
  all'ultimo momento - cosa che non ho assolutamente apprezzato.
   Io  non  penso  che oggi qua si decida il futuro  delle  province,
  perché  ormai  mi  sembra  assodato che  non  sia  questo  il  vero
  problema,  il  vero  problema  è politico  perché  la  politica  di
  quest'Aula  non  è  stata in grado di esprimere  un  indirizzo,  di
  guidare un processo riformatore, non è stata in grado di apprezzare
  la  legge  Delrio  che,  per  quanto  discutibile,  comunque  aveva
  organizzato un sistema, non è stata in grado di proporre un sistema
  alternativo su cui discutere, dibattere e trovare delle  soluzioni,
  al  limite resistendo anche ad una propugnata impugnativa di cui si
  è  preannunciato il tutto ma che non è arrivata,  non  è  stata  in
  grado  di ricordare all'assessore Baccei che, sull'argomento, aveva
  detto  che ci sarebbe stato un apprezzamento positivo del  Governo.
  Sostanzialmente, la politica di quest'Aula, la politica  di  questi
  Partiti  in Sicilia, non è in grado semplicemente di dire che  cosa
  si  debba fare delle Istituzioni, quali processi riformatori  vanno
  guidati,  condotti  e portati a compimento, e non  è  in  grado  di
  assumersi le responsabilità.
   E in questo, vede onorevole Giovanni Greco, dal suo punto di vista
  lei  fa  il  suo  legittimo e giusto gioco nel richiedere  il  voto
  segreto.  E' un suo diritto, però voglio vedere chi appoggerà  quel
  voto  segreto. I nomi e i cognomi di coloro che lo appoggeranno  si
  assumeranno  le  responsabilità  di fronte  all'opinione  pubblica,
  perché  per  l'ennesima volta avremo il teatrino della politica.  I
  Capigruppo  che firmano un emendamento che sarà poi impallinato  da
  qualche  deputato,  da una consistenza fetta di deputati,  che  poi
  alla  fine,  dietro il paravento del voto segreto, continueranno  a
  non  avere  idee  e  a  mantenere le proprie  posizioni;  posizioni
  inspiegabili.  Non  è  il  sindaco metropolitano  quello  che  sarà
  responsabile o colpevole o che avrà i meriti di chissà quali grandi
  situazioni.
   Forse,  qua  non  si  è ancora capito, oggi, che  questa  Terra  è
  irrimediabilmente  compromessa. Non si è  capito  che  noi  abbiamo
  negato la speranza ai giovani. Non si è capito che ci sono migliaia
  di  giovani dalla Sicilia che quotidianamente vanno via. Non  si  è
  capito  che  bisogna esercitare una responsabilità politica  chiara
  dove  la  gente  possa  dire:  hai fatto  bene,  hai  fatto  male ,
  assumersi   le  proprie  responsabilità.  Perché,  cari   colleghi,
  assumersi  le  responsabilità delle proprie scelte e sottoporle  al
  giudizio della pubblica opinione è un dovere del parlamentare,  non
  è  una scelta o una possibilità. Il voto segreto in questo campo  è
  sicuramente  indecente.  E'  solo ed esclusivamente  indecente  per
  coloro che della maggioranza lo appoggeranno.
   Mi  auguro  che i Capigruppo che hanno firmato questo emendamento,
  nel  caso  in  cui  fosse impallinato così come si  respira  dentro
  quest'Aula grazie a movimenti che ormai durano da dieci giorni,  mi
  auguro  che  i  Capigruppo dei più grossi Partiti  ne  assumono  le
  relative  conseguenze politiche e abbiano il coraggio e la  dignità
  di dimettersi da Capogruppo, visto e considerato che poi coloro che
  rappresentano voteranno in modo difforme.
   Mi  auguro  anche che i siciliani capiscono, una buona  volta  per
  tutte,  come  quest'Aula, spesso e volentieri, li  prende  in  giro
  senza avere il coraggio di metterci la faccia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intanto
  mi  sento  di  dire  che il ragionamento portato  avanti  e  svolto
  dall'onorevole Cappello è un ragionamento, sotto il  profilo  della
  forma, che mi sento di condividere.
   In   verità,   uno   dei   passaggi  che  bisogna   fare   è   che
  quell'abrogazione delle province, certamente non era  la  schifezza
  che ne è venuta fuori dopo mediazioni e contentini per arrivare  ad
  una maggioranza d'Aula e per evitare questi voti segreti.
   Onorevole  Greco,  un inciso: rispetto lei che  legittimamente  ci
  mette  la  faccia,  però  ritengo che questa  volta  lei  non  deve
  togliere  le  castagne  dal fuoco ad altri.  Si  alzino  altri  per
  chiedere il voto segreto  Si voti con voto palese. Non aiuti altri.
  E' giunto il momento che ognuno di noi, in base alla propria azione
  politica,  ci  metta  la  faccia. E non  è  un  fatto  di  cortesia
  personale  Che fa un voto lo puoi mettere, lo puoi dare  Qua  è  la
  faccia di ognuno di noi
   Io  non  sono appassionato, innamorato della Delrio, ma  dopo  tre
  errori  continuati  e  dopo  che tutto,  diciamo,  l'entourage  del
  Consiglio  dei Ministri ci ride in faccia, perché io sono  convinto
  che  tutte queste riflessioni non arrivino nel merito, arrivano per
  questioni  politiche  e  proprio per  questo,  perché  è  un  fatto
  politico, diceva l'onorevole Malafarina, noi dobbiamo fare un passo
  indietro  e fare giocare la partita a chi vuole consumare realmente
  questo  scontro e ritengo che la strategia del Presidente Ardizzone
  di  portarsi la palla l'altra volta per evitare queste cose  e  per
  far   fare  una  ulteriore riflessione all'Assemblea sia  stato  un
  fatto di saggezza.
   Oggi,  siamo qua, ma immaginate voi che ne usciremo? Al di là  poi
  di  chi voterà verde e di chi voterà rosso, se ci sarà voto segreto
  io  voterò con un solo dito per fare vedere quale sarà il  pulsante
  che pigerò, verde, perché io non voglio aiutare nessuno.
   Oggi, se consumiamo per la terza volta, perché il Presidente della
  Regione non ha intenzione di sollevare un conflitto di attribuzioni
  per  cui  si gioca la partita nel merito delle cose. Non  ne  hanno
  intenzione perché arrivano a Roma e non hanno autorevolezza.
   Allora,  io  ritengo che la saggezza e la proposta del  Presidente
  dell'Assemblea sia di chiuderla a prescindere, recependo una  norma
  di  un  Governo che non è amico nostro, ma non nostro di una parte,
  nostro della Sicilia, perché ci tiene sottoscacco. Ed allora,  fare
  il  meno  peggio,  oggi  fare  il meno  peggio,  perché  arriveremo
  all'ennesima  impugnativa e all'ennesimo caos.  Questo  è  il  tema
  politico che bisogna portare avanti.
   Ecco  perché noi non abbiamo la patente di dirimere le liti altrui
  in  casa  degli  altri.  Secondo me noi  dobbiamo  fare  chiarezza,
  intanto  non  sostenendo  il  voto  segreto  perché  già  gli  otto
  parlamentari che lo sosterranno incentiveranno, diciamo, l'ammuino.
  Ecco  perché  non farà la fine, faremo confusione. Magari,  capisco
  legittimamente  la strategia di alcuni Gruppi, ma il  caos  non  fa
  bene a nessuno e questa è un'Assemblea che, al di là del fatto  che
  siamo  obbligati a mettere la cravatta, io vedo capi  di  Stato  in
  altri  Parlamenti senza cravatta perché non è l'autorevolezza della
  cravatta.  Abbiamo  l'obbligo della  cravatta  qua,  ma  non  siamo
  rispettati  lo  stesso.  Forse, è meglio togliere  l'obbligo  della
  cravatta e cominciare a fare qualche cosa di più serio.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  intervengo certamente per arricchire il dibattito perché lo abbiamo
  già  fatto decine di volte, e non intervengo neanche per  un  fatto
  politico; cercherò di rimettermi, in maniera quasi asettica, ad  un
  atto di buon senso; buon senso, almeno io lo considero così.
   Signor  Presidente,  delle due l'una: non  possiamo  questa  volta
  esporre,  secondo me, l'Assemblea regionale o il  Governo  a  delle
  figure  che non mettono questa Assemblea e questo Governo a rischio
  di  figuracce;  non  lo  volevo dire questo termine  perché  non  è
  consono  bisogna  sempre rispettare tutte le  idee,  bisogna  quasi
  legittimamente utilizzare anche gli escamotage  che il  Regolamento
  prevede per esprimere la propria opinione, però proprio oggi no.
   Noi  non  stiamo  facendo un dibattito per  la  prima  volta.  Noi
  abbiamo una legge che ritorna in Aula per la quarta volta e abbiamo
  una  legge  che  sul punto delle Città metropolitane,  parlo  della
  legge   nazionale,  della  legge  Delrio,  sulla  quale  noi  siamo
  intervenuti   dopo,  classifica  questo  punto  come  una   riforma
  economico-sociale e, nella classificazione della riforma economico-
  sociale  seppur dia ancora la possibilità al legislatore  regionale
  di intervenire, non comprime la potestà statutaria.
   Presidente  Ardizzone,  mi aiuti, qua non  dobbiamo  tirare,  come
  diceva l'onorevole Milazzo, la palla fuori dal campo perché abbiamo
  un  momento  di difficoltà, qua dobbiamo intervenire e  cercare  di
  fare  un ragionamento che convinca i colleghi. Ragione per la quale
  io  non la voglio buttare in politica, ma voglio parlare in maniera
  asettica. Ecco, questa limitazione della potestà statutaria noi  la
  potevamo contestare, ma la potevamo contestare soltanto se avessimo
  impugnato la legge dinnanzi la Corte costituzionale.
   Per  salvaguardare il Governo, io credo che il  Governo  ci  debba
  dire se vuole impugnare questa legge o no, e io ritengo che non  la
  voglia   impugnare   perché  se  già   lo   voleva   fare,   poteva
  legittimamente agire.
   Allora,  delle due l'una: se il Governo ha deciso di non impugnare
  la  legge  Delrio,  e  la  legge Delrio ci dice  che  noi  dobbiamo
  adeguarci in quattro punti, perché dovremmo farlo soltanto per  tre
  punti e non anche per il quarto? Ragione per la quale io credo  che
  legittimamente gli uffici dell'Assemblea - questa è la  storia,  la
  verità - hanno preparato un articolato che risolvesse i problemi di
  costituzionalità   e   noi  capigruppo   ci   siamo   impegnati   a
  sottoscriverlo.
   Oggi,  pensare  di  utilizzare l'escamotage del voto  segreto  per
  raggiungere  un  ragionamento che può esporre  l'Assemblea  ad  una
  figura  che  già  sappiamo, perché è anticipata dal Sottosegretario
  Bressa,  il quale ha mandato una nota ufficiale al Governo dicendo:
   la legge che voi avete approvato non è esaustiva delle obiezioni e
  dei  rilievi  che  abbiamo  mosso, dunque  legiferate  per  evitare
  un'ulteriore impegnativa .
   Io  credo  che  sia  un atto di buon senso; poi ad  estremi  mali,
  estremi rimedi, signor Presidente. Nessuno qua ha la sfera magica e
  nessuno  è  in condizioni di sapere come finirà, però come  finisce
  finisce,   visto   che   l'Aula  è  sovrana.  Possiamo   quantomeno
  atteggiarci a viso aperto decidendo quello che dobbiamo fare? È una
  posizione  di buon senso, possiamo farlo esponendoci politicamente?
  Io  penso  che questo lo dovremmo fare e credo che dovremmo  andare
  avanti votando l'emendamento sottoscritto e votandolo palesemente.
   Io  spero  che poi l'Aula approvi l'emendamento, ma se  l'Aula  lo
  dovesse  bocciare almeno c'è una posizione politica chiara che  non
  può  essere vista contro qualcuno o contro il Governo o  contro  il
  Governo  nazionale. Sarebbe vista contro di noi, ma almeno sappiamo
  chi l'ha fatta.
   Aggiungo l'ultima cosa, Presidente. A me non sembra di capire  che
  le  leggi che fa il Governo nazionale noi le impugniamo. Mi sembra,
  però,  di  ricordare che le leggi che noi facciamo vanno al  vaglio
  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'impugnativa.  Se
  ce  l'hanno  detto  prima, che cosa dovremmo fare?  Qualcuno  vuole
  speculare dicendo che ci hanno commissariato. Si sa che non è così,
  perché  sulle  riforme  economico-sociali tante  volte  il  Governo
  nazionale  ha  classificato delle riforme come economico-sociali  e
  tantissime volte noi ci siamo adeguati.
   Allora, non ci sta commissariando nessuno; non facciamo demagogia,
  non  parliamo politicamente, cerchiamo di risolvere un problema che
  abbiamo trasformato da politico in tecnico, e da tecnico oggi  deve
  risolto  con un voto chiaro, a favore dell'emendamento che  abbiamo
  sottoscritto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, Governo, questo è ciò  che  accade,
  più  o  meno  velatamente, in quest'Aula; è un po' allucinante  per
  alcuni versi, perché il dato reale è che abbiamo iniziato a pensare
  una  riforma, la prima in Italia, e siamo ancora qui  al  palo  per
  farla partire.
   Per  quello  che  può valere, io sono stato uno  di  quelli  in  I
  Commissione  che avrebbe voluto una riforma diversa da  quella  che
  poi questo Parlamento ha varato, creare un ente che avesse funzioni
  maggiori  rispetto a quelle previste  dalla legge  9  dell'86,  che
  fosse  uno  strumento  di  area  vasta  in  grado  di  pianificare,
  programmare.
   Alla   fine,  dopo  le  mediazioni  normali  che  accadono   nelle
  Commissioni,  nel Parlamento, oggi c'è una legge che  non  possiamo
  attuare,  perché,  tra  i  punti di rilievo  di  incostituzionalità
  ovvero  dell'impugnativa che il Governo nazionale presenta a questa
  legge, c'è anche il tema odierno cioè che il Presidente della città
  metropolitana debba essere, necessariamente, il sindaco della città
  capoluogo.
   Io  non  mi scandalizzo se ci sono opinioni diverse. Mi preoccupa,
  invece, il fatto che se oggi la norma - come è già accaduto qualche
  settimana  fa  anche  lì per voto segreto, un emendamento  a  firma
  Anselmo-Panepinto  -  venisse  bocciata,  oltre  che  coprirci   di
  ridicolo   bisognerebbe  fare  anche  un  conto.  Ed  è  il   conto
  dell'incapacità di questo Parlamento ad avere anche il coraggio  di
  dire come la pensa.
   Ci  sono  alcune  azioni  o omissioni di questo  Governo  che  non
  condivido. Quando si vuole impugnare una legge o si ritiene che sia
  costituzionale,  rispetto  a quella che è  l'opinione  del  Governo
  nazionale, ci si costituisce in giudizio.
   Io,  spesso,  vedo  annunci  a cui non segue  la  costituzione  in
  giudizio  su  questa  legge,  sulla  legge  sull'acqua,  su   altre
  normative.
   Quindi,  che cosa accade, onorevole Cappello? Io apprezzo  il  suo
  intervento, il suo punto di vista è ineccepibile. Però, un dato  di
  fatto  c'è  oggi: chiunque chiederà il voto segreto e lo  sosterrà,
  che  in un voto segreto è l'unico dato palese, ovviamente dirà a  6
  mila  lavoratori delle ex province che il loro destino sarà  sempre
  tortuoso, difficile e complicato.
   Lo  dico  perché il dato vero qual è? Bocciando questa norma,  che
  non  contiene  solo  la  condivisione  del  Presidente  del  libero
  consorzio  con il sindaco della città metropolitana, c'è anche  che
  terremo al palo, ancora una volta, la riforma. Una riforma  che  ha
  una  serie  di  effetti che sono di carattere economico,  che  sono
  anche   di  potere  dotare  i  6  liberi  consorzi  e  le  3  città
  metropolitane di un Governo che oggi non hanno perché non  si  sono
  indette  le elezioni. E continueremo così, ancora per settimane,  e
  mesi.
   Poi,  ripeto,  io sono rispettoso dell'opinione di  tutti,  ma  la
  domanda  che  mi  pongo  è:  possiamo sacrificare,  sull'altare  di
  conflitti  e  conflittualità in 3 città metropolitane,  esattamente
  sul  fatto  che il sindaco di Palermo, il sindaco di Catania  e  il
  sindaco di Messina che non sono della mia parte politica, li  debba
  osteggiare come persone e non come istituzioni, per assumere queste
  funzioni?
   Per  cui, alla fine, io che sono uno che conosce anche le tecniche
  di  quest'Aula, sono sicuro che sarà complicato che  ci  siano  più
  voti a favore dell'emendamento nel voto segreto.
   Per cui, l'unico dato che voglio registrare è chi chiederà il voto
  segreto   Con  onestà intellettuale, lo fa ormai come lavoro,  come
  secondo  mestiere, l'onorevole Greco di chiedere il  voto  segreto.
  Dopo  di  che, trova sempre qualcuno. Oggi, il problema  è:  voglio
  vedere  chi  vota.  Ma  non  è  perché  debbo  fare  la  lista   di
  proscrizione.

   GRECO GIOVANNI. Mi manca la remunerazione

   PANEPINTO. Ma, ovviamente, la sua è una passione, il voto segreto,
  onorevole Greco.
   Detto  questo,  però l'elemento, e lo dico a chi vorrebbe  trovare
  ragionamenti  anche dentro i Gruppi, saremmo ipocriti  se  noi  non
  dicessimo  che anche dentro il PD c'è stato un dibattito  profondo,
  anche  lì con una contraddizione: chi è più sostenitore del Governo
  nazionale,  è contrario e ha una specie di allergia a  recepire  le
  indicazioni   che   io  considero  anche  non  necessariamente   da
  accogliere  perché,  per  non essere accolte,  bisogna  costituirsi
  davanti  il giudice delle leggi che è la Corte costituzionale.  Per
  cui, come finirà? Non lo so come finirà
   Ripeto, la certezza è che, se si vogliono usare argomenti come  la
  nostra  autonomia,  la difesa del nostro Statuto,  se  si  vogliono
  utilizzare argomenti che sono legittimi e facciamo sempre  meno  in
  questo   Parlamento,  e  lo  stesso  Governo  rispetto  al  Governo
  nazionale,  che  si  faccia con un voto palese  e  -  perché  no  -
  nominale.  La  dignità di un ragionamento, non delle persone,  cosa
  che  è  fuori  discussione, è data dal fatto che  ci  sia  il  voto
  palese.  E  io mi auguro, onorevole Cappello, che lei  non  si  sia
  fatto  sedurre da chi viene a elemosinare il vostro  aiuto  per  il
  voto  segreto.  Fermo restando che, come dicevo  prima,  ognuno  si
  convince  se  nel dibattito ci sono le motivazioni per convincersi.
  Io non vi chiedo né di sostenere l'onorevole Greco nel voto segreto
  o meno.
   Condivido  però  un  fatto e cioè che noi non  possiamo  -  tutti,
  perché  non c'è una parte che si libera da questo peso  -  dire  ai
  dipendenti  dei liberi consorzi, ex province, compresi i lavoratori
  precari,  che  non  potranno assolutamente, in  questa  situazione,
  partecipare a nessun processo di stabilizzazione; noi possiamo dire
  io  sono  innocente o io sono colpevole, lo si fa solo con il  voto
  palese.  Con  una  considerazione:  io  credo  che  questa   nostra
  stagione, che ogni giorno vede categorie in difficoltà, oggi vedevo
  il Parlamento impegnato in un pronto soccorso: i lavoratori precari
  degli   enti   locali  in  Sala  Gialla,  quelli  dell'Associazione
  regionale allevatori in II Commissione e altri in V Commissione.
   Io  credo che un Parlamento, nella sua autorevolezza, debba  avere
  in  alcuni  momenti, trattandosi di temi che ognuno interpreta  dal
  punto   di   vista   del   principio   e   delle   ragioni   stesse
  dell'appartenenza a questo Parlamento, che si abbia il  coraggio  e
  la dignità di farlo in maniera palese.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, è chiaro che ognuno di noi  può  aver
  maturato nel dibattito d'Aula in questi - mi piacerebbe dire  mesi,
  ma  invece devo dire anni - in questi tre anni e mezzo, però  credo
  che  sia  arrivato il momento, oggi, di mettere da parte il proprio
  personale  punto  di vista. Credo che sia arrivato  il  momento  di
  guardare  oltre rispetto a una norma, rispetto alla quale  sembrava
  fossimo  partiti per prima, e mi spiacerebbe oggi poter dire  siamo
  arrivati per ultimi. Ma neanche questo possiamo dire, perché ancora
  non siamo arrivati.
   E  allora,  il fatto che si arrivi, in un momento come  questo,  a
  discutere  ancora addirittura di poter esprimere un  voto  segreto,
  ovviamente è qualcosa che sa di assurdo. Sa di assurdo per  ragioni
  molto  semplici. Io nella mia città, ad esempio, posso  essere  uno
  che  non  sta  dalla  parte del sindaco Orlando.  Notoriamente,  in
  questa   città,   io   e   il  mio  partito  siamo   sempre   stati
  all'opposizione, ma certamente non possono essere queste le ragioni
  che  possono indurre a fare delle valutazioni per cui non  dobbiamo
  applicare la Delrio.
   D'altra  parte, la norma si fa oggi ed è una norma che  varrà  per
  sempre.  Credo  debba prescindere dalle simpatie o dalle  antipatie
  che possono esserci verso il sindaco Orlando a Palermo o il sindaco
  Bianco a Catania.
   Io  credo  che  noi  non  abbiamo molti  margini  di  ragionamento
  arrivando  al  punto  in  cui siamo arrivati.  Noi  dobbiamo  avere
  soltanto  due  punti fermi nel nostro orizzonte. Da  una  parte  la
  necessità  di  garantire i servizi -  e per  servizi  intendiamo  i
  servizi  scolastici,  i  servizi che  riguardano  la  viabilità,  i
  servizi all'interno delle scuole a favore dei portatori di handicap
  -  e  dall'altra il grande tema dei dipendenti, il grande tema  del
  personale:  5.500 dipendenti, ai quali si aggiungono  i  dipendenti
  delle  società partecipate; e tra queste, ad esempio a Palermo,  la
  partecipata in house al 100 per cento, la  Palermo Energia .
   E  insieme  a questi, cosa che è stata rappresentata forse  troppo
  poco  velatamente  in quest'Aula, i temi che riguardano  i  precari
  degli  enti locali, perché forse il Governo su questo tema  non  ha
  fatto  alcun  ragionamento, perché se  è  vero  che  attraverso  la
  riduzione  di  trasferimenti dello Stato,  perché  se  è  vero  che
  attraverso  la  possibilità  di spostamento  e  di  mobilità  dalle
  province   ai  singoli  comuni  si  opera  un'opportunità   per   i
  dipendenti, è altresì vero che in funzione della norma che  prevede
  la  riduzione del 50 per cento dei trasferimenti a favore  di  quei
  comuni  che  entro  il  2016  non stabilizzano,  somma  che  arriva
  addirittura al 100 per cento per i comuni che non si adeguano entro
  il  2017,  è  altrettanto  vero  che  noi  non  abbiamo  affrontato
  adeguatamente questa tematica e che rischiamo di creare una  guerra
  tra poveri, una contrapposizione tra i dipendenti e i precari degli
  enti locali.
   Detto  questo,  Presidente, io davvero non mi sarei aspettato  che
  ancora  oggi avremmo potuto affrontare la questione in  termini  di
  voto segreto, e mi auguro e sono certo che nessuna diatriba interna
  ad  alcun partito di maggioranza o di opposizione, ed evidentemente
  il  rischio tuttavia si sovrappone rispetto al partito democratico,
  che  mi  sembra  di capire che ha affrontato in maniera  articolata
  questo dibattito, rispetto al quale forse non si sono ancora  messi
  d'accordo  rispetto  alla possibilità di  indicare  un  sindaco  di
  un'area  o di un'altra e, badate bene, la stessa ragione  per  cui,
  probabilmente,  non  siamo ancora arrivati  all'approvazione  della
  norma.
   Allora,  io dico che, personalmente, il mio Gruppo parlamentare  e
  probabilmente  ciascuno dei Gruppi in quest'Aula,  in  questi  anni
  hanno   maturato  una  posizione  personale  e  di  gruppo   e   di
  appartenenza  rispetto alla norma, oggi è arrivato  il  momento  di
  mettere da parte quella posizione perché non c'è più tempo,  ce  lo
  chiedono  e siamo obbligati dalle esigenze dettate dal personale  e
  dalle  esigenze di porre in essere servizi che possano  funzionare,
  senza  se  e  senza ma, noi oggi voteremo la Delrio e  auspico  che
  quest'Aula non arrivi alla necessità, alla possibilità, al  rischio
  di  doversi  silurare con un voto segreto che, oggettivamente,  non
  considererei adeguato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  credo
  che oggi siamo arrivati all'ultimo atto di una tragicommedia che si
  recita  in  questa Sala da almeno tre anni. E con molta  franchezza
  debbo  dire, l'ha già anticipato il collega Formica, che a  noi  il
  tema dell'emendamento in discussione non appassiona; che il sindaco
  della  città  metropolitana debba coincidere con il  sindaco  della
  città  capoluogo  o che il sindaco della città metropolitana  debba
  essere  eletto dai sindaci di quel perimetro poco importa  rispetto
  ad  un  principio  fondamentale che il mio Gruppo  parlamentare  ha
  difeso sin dal primo momento in quest'Aula, ed è il principio della
  democrazia partecipativa.
   Se  la  gente  viene  tenuta  fuori da  così  importanti  processi
  decisionali  è  la  politica che perde,  è  la  politica  che  esce
  sconfitta,  è  un  discorso  fra sordi quello  delle  due  opzioni.
  Davvero  io  stamattina nei corridoi di questo Palazzo notavo,  con
  grande rincrescimento, come parecchi deputati avessero nelle ultime
  ore  mutato  posizioni che sembravano robuste  e  consolidate,  sul
  piano della coerenza culturale prima ancora che politica.
   C'è  un  grave  deficit  di democrazia  in  questa  legge  che  il
  Parlamento  ha votato e che oggi vorrebbe riconsacrare  nell'ultimo
  tassello sintetizzato nell'emendamento della maggioranza che  mi si
  dice è stato votato da tutti i capigruppo.
   Certo,  da  tutti  tranne  dal  mio capogruppo  e  da  quello  del
  Movimento Cinque Stelle.
   C'è un grave deficit di democrazia che di fatto porta ad accordi a
  tavolino,  accordi trasversali fra le segreterie dei partiti,   fra
  le   congreghe,  fra  le  accozzaglie,  fra  la  legittimazione  di
  interessi  non  sempre trasparenti com'è avvenuto di recente  nella
  Penisola italiana.
   Noi siamo contrari all'elezione di II grado, comunque la si voglia
  presentare; il presidente della provincia, il presidente del libero
  consorzio, il sindaco della città metropolitana, per noi, va eletto
  direttamente dal popolo e soltanto al popolo  può rispondere  delle
  proprie scelte e delle proprie azioni.
   Senza  questa  legittimazione  popolare  il  sindaco  della  città
  metropolitana sarà e resterà ostaggio delle segreterie dei partiti.
  Questo è un principio assolutamente inconfutabile, peraltro,  è  in
  contrasto  l'emendamento che si vuole fare approvare in  quest'Aula
  con  l'articolo 3 signor Presidente,  -lo dico a lei,  soprattutto,
  perché  è  giurista -, in contrasto con l'articolo  3  della  Carta
  europea  dell'autonomia   locale, e lei  frequenta  le  istituzioni
  europee da qualche tempo  a questa parte nella sua qualità.
   La  Carta europea, come lei sa, è stata ratificata all'Italia l'11
  maggio  del  1990 e parla con estrema chiarezza. Dice testualmente:
   Per   autonomia  locale  si  intende  il  diritto  e  la  capacità
  effettiva,   per   le  collettività  locali,  di  regolamentare   e
  amministrare  nell'ambito della legge, sotto la loro responsabilità
  e  a  favore  delle popolazioni una parte importante  degli  affari
  pubblici. Tale diritto, chiarisce la Carta europea, è esercitato da
  consigli  e  assemblee  costituiti da  membri  eletti  a  suffragio
  libero, segreto, paritario, diretto e universale
   Signor   Presidente  questa   Carta  europea  è  stata  ratificata
  all'Italia  l'11  maggio del 1990 e come lei  sa  e  come  sanno  i
  colleghi, assume dignità di trattato internazionale, per quel  poco
  di   esperienze  che  io abbia potuto maturare   fra  i  banchi  di
  Strasburgo e di Bruxelles. C'è una chiara violazione degli obblighi
  internazionali,  c'è  una   violazione  indiretta   della   potestà
  legislativa ordinaria, appare sotto  gli occhi di tutti, l'unico  a
  non  essersene  accorto è  stato il Presidente  della  Regione  che
  avrebbe  dovuto  rivendicare   il  diritto  per  questa  Regione  a
  difendere  le  proprie prerogative e invece nei suoi  viaggi  nella
  capitale  ha  avuto  la   coda fra le  gambe ,  uso  un  eufemismo,
  linguaggio    figurato,  naturalmente,  con  un  atteggiamento   di
  vergognosa  remissione, vergognosa remissione  Il  Governo  avrebbe
  dovuto fare ricorso alla Corte Costituzionale, il Governo regionale
  avrebbe   dovuto   dire  al  Governo  nazionale:    giù   le   mani
  dall'autonomia siciliana  .
   Non  lo ha fatto, tranne poi venire in quest'Aula e dire tutto  il
  contrario che invece è stato fatto e dire  noi non siamo mai  stati
  favorevoli   alla   coincidenza  fra   il   sindaco   della   città
  metropolitana e il sindaco della città capoluogo .
   C'è,   non   soltanto,   quindi,  una  violazione   del   Trattato
  internazionale  ma  c'è anche una violazione palese  dello  Statuto
  siciliano che attribuisce alla Regione competenze specifiche.
   Signor  Presidente, Governo e colleghi, fra cinque giorni,  appena
  cinque, cade il settantesimo anniversario dello Statuto siciliano.
   In  questi  settanta   anni lo Stato ci ha  espropriato  di  tanti
  poteri e lo ha fatto lentamente. Ha fatto la cosa peggiore e lo  ha
  fatto nel modo migliore.
   Ci  ha  tolto l'articolo 31, comma 1, dello Statuto; ci  ha  tolto
  l'articolo  21, comma 3, dello Statuto; ci ha tolto  l'articolo  22
  dello  Statuto; ha messo in discussione gli articoli 36,  37  e  38
  dello  Statuto; ha soppresso l'articolo che prevedeva l'Alta Corte,
  contemplato nello Statuto, già nel '57.
   Ci restava soltanto l'articolo 15, comma 3, dello Statuto che dice
  testualmente,   lo  voglio  dire  ai  colleghi  deputati   che   si
  approssimano  al  voto, che si apprestano al voto. Dice  l'articolo
  15,  comma  3,    Spetta alla Regione la legislazione esclusiva  in
  materia di circoscrizioni, di ordinamento e di controllo degli enti
  locali . Non me lo sono inventato io.
   Significa  che  l'Ordinamento degli enti locali  non  rientra  nel
  principio  della grande riforma economica e sociale  sancito  dalla
  legge   Delrio.  Perché  l'ordinamento  significa  l'organizzazione
  dell'ente  locale  che è a competenza di questa Aula.  Non  si  può
  cedere,  Presidente, di fronte ad un ignobile ricatto del Capo  del
  Governo. Non si può. Si fa offesa a mille anni di storia
   Non  ci  sono misure finanziarie che tengano. Quale autonomia  fra
  cinque  giorni  potremo  celebrare. Non c'è  nulla  da  festeggiare
  signor Presidente e colleghi deputati
   Abroghiamolo questo Statuto
   E' diventata una zavorra perché ci presenta alla pubblica opinione
  come  una  casta  legata  ai privilegi e quando,  invece,  dobbiamo
  utilizzare lo Statuto per cogliere le opportunità che esso ci offre
  sul  piano  della  crescita economica e  sociale  noi  diciamo   ha
  ragione Renzi è una vergogna .
   Non  si può andare avanti, abroghiamolo. Almeno salviamo la faccia
  o cerchiamo di salvarla.
   Questo  voglio dire,  - e mi avvio alla conclusione  -,  a  questa
  maggioranza  di  centrosinistra che  oggi  su  questo  tema  sembra
  allargata anche ad alcune forze, mi dispiace, del centrodestra.
   Diciamolo  a  questa  maggioranza  timorosa,  diciamolo.  Talmente
  timorosa da avere paura del parere dell'elettorato isolano.  Perché
  altrimenti non si spiegherebbe il voto della I Commissione  che  ha
  respinto,  con  la maggioranza di centrosinistra,  la  volontà  che
  aveva  liberamente  espresso il popolo di Gela,  di  Niscemi  e  di
  Piazza Armerina.
   Io   non  entro  nel  merito  delle  questioni  perché  offenderei
  l'intelligenza  di  quelle comunità e sono decine  di  migliaia  di
  siciliani.
   Ma  come  si  può non tenere conto, con una interpretazione  assai
  discutibile  della norma, come si fa a non ricevere la  delegazione
  ed a sentire le ragioni di quella gente? Una maggioranza, quella di
  Crocetta, pavida, remissiva, obbediente agli ordini di Roma.
   Questa  legge  e l'emendamento col quale si vuole chiudere  questa
  tragi-commedia è una riforma folle, che produce soltanto incertezze
  sul  futuro  dei dipendenti provinciali, che ora state  utilizzando
  come   pegno  umano,  per  condizionare  la  libera  scelta   della
  Assemblea
   Sono   state   dette  cose  gravi  in  questo  dibattito,   Signor
  Presidente   Da  questa  tribuna   E'  stato  creato  un  clima  di
  intimidazione, sottile e perciò maggiormente pericoloso. Come se il
  voto  segreto fosse una manovra ignobile e non invece un  legittimo
  diritto  del  Parlamento. Ma se il Parlamento avesse  il  coraggio,
  dovrebbe avere il coraggio, palesemente, di bocciare questa  legge,
  di  bocciare  questo emendamento, e di dire  basta Renzi  ,   basta
  Delrio  ,   in  Sicilia  -  fino  a prova  contraria  -  le  nostre
  prerogative ce le gestiamo con senso di responsabilità
   Ed  invece? Avete partorito una Provincia, o ex Provincia, che non
  dà certezza a seimila dipendenti, che non dà certezza ai lavoratori
  delle partecipate ed ai precari della Pubblica Amministrazione, che
  ha abbandonato il territorio. Ha abbandonato il territorio, e so di
  cosa  parlo Presidente perché sto parlando di Province - so di cosa
  parlo.  Ha  lasciato  in  una squallida solitudine  i  sindaci,  ha
  escluso  quattro milioni di siciliani dal diritto  di  scegliere  i
  vertici  di  chi  dovrà gestire il proprio territorio.  Ed  allora,
  signor Presidente, o palese o segreto, il mio voto all'emendamento,
  che  è ricattatorio del Governo Renzi, il mio voto palese o segreto
  sarà  contrario.  Non voglio aggiungere il mio  nome  a  quello  di
  quanti  -  rispettabili colleghi - si sono piegati  direttamente  o
  indirettamente ad un ricatto del centralismo romano, che  non  solo
  suona  ad offesa dell'autorevolezza della politica, ma che di fatto
  piega  il  prestigio e la dignità di questo Parlamento e della  sua
  plurisecolare vicenda autonomistica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà

   CIMINO.  Onorevole  Presidente, è difficile  intervenire  dopo  le
  parole  così  accese  e  l'intervento del Presidente  Musumeci.  Io
  condivido  pienamente  l'intervento  fatto  dal  Presidente   della
  Commissione, l'onorevole Cascio  e così come quello del collega del
  gruppo  di   Sicilia  Futura'  che ha firmato  questo  emendamento.
  Perché  da  sempre sono stato tra chi ha sostenuto  il  recepimento
  della  legge  Delrio anche in Sicilia. E non perché si trattava  di
  perdere  autonomia  nella nostra Regione, perché l'autonomia  della
  nostra  Regione  viene sancita nel momento in cui,  finalmente,  da
  Roma  ci danno la possibilità di cassare quella parte dell'articolo
  36  dello  Statuto  che dà e cede delle risorse dei  siciliani  nel
  bilancio dello Stato.
   Questa  da sempre, abbiamo letto ed abbiamo approfondito, trattasi
  di  una riforma economico-sociale ed era giusto e necessario potere
  attenersi  a quel recepimento. Ma io intervengo, signor Presidente,
  per  un  altro  argomento,  che secondo me  è  interessante   poter
  rendere  questa Assemblea - per davvero - più agevole. Ho ascoltato
  ed   apprezzato  gli  interventi  di  quasi  tutti   i   Capigruppo
  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana,  interventi  che  sono  stati
  contrari  al  voto segreto su questa legge. Ed allora io  prego  il
  Presidente   dell'Assemblea,  onorevole  Ardizzone,  di   convocare
  d'urgenza  la  Commissione  per il Regolamento,  modificare  questo
  Regolamento  per  abrogare il voto segreto con le  consultazioni  e
  così  gli interventi assunti dai colleghi Capigruppo possono  anche
  rendere  le prossime votazioni più agevoli e consone rispetto  agli
  interventi dei lavori di questa sera.

   PRESIDENTE. Chiaramente per la prossima legislatura, io  non  sono
  quello che cambia le regole in corso d'opera.
   Condivido  con  lei  che  non ha più ragione  d'esistere  il  voto
  segreto, però dalla prossima legislatura.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono stato,  se
  non  ricordo  male,  il  primo deputato  che  ha  presentato  in  I
  Commissione  un  disegno di legge che vedeva il  recepimento  della
  legge Delrio.
   Ma  non  perché io sia appassionato o consapevole di tutto ciò  ma
  per  tutto  quello che è accaduto in tutti questi anni.  Perché  io
  buona parte dell'intervento dell'onorevole Musumeci lo condivido.
   Però, carissimo onorevole Musumeci, lei uomo di grande esperienza,
  noi  dobbiamo prendercela con i deputati ed i senatori che in tutti
  questi  anni,  dal  dopoguerra,  da  quando  si  è  costituito   il
  Parlamento   regionale  siciliano,  non  hanno  fatto   altro   che
  denigrarci   e  buttarci  nella  spazzatura  giorno   per   giorno,
  vendendosi i cittadini di tutta la Sicilia. Questa è la verità.
   Siccome loro, il Governo nazionale ed il Parlamento, non ritengono
  che  noi  siamo  utili ed indispensabili per la  gestione  pubblica
  arriva, purtroppo, questa scelta.
   Se  questo  mortificare  ancora  i  liberi  consorzi  e  le  città
  metropolitane  che  con la legge n. 8 abbiamo  già  votato,  allora
  votiamo  e  portiamo avanti finalmente, se ci assicura  l'assessore
  Baccei  che, immediatamente dopo il voto favorevole all'emendamento
  A80,  arriveranno  questi soldi e non facciamo piangere  i  servizi
  delle ex province a partire dai disabili, dalle scuole e da tutto.
   Ormai  nessuno  dei  dipendenti delle ex  province  si  sente  ben
  rappresentato da questo Parlamento.
   Il problema è questo. L'Autonomia  Ma di quale Autonomia parliamo.
  Ci  lamentavamo  quando  avevamo il Commissario  dello  Stato,   ma
  quando  mai,  il  Commissario dello Stato, quanto meno,  abitava  a
  Palermo  e  quantomeno  il  Governo, uno  per  uno,  assessore  per
  assessore,  si  recava dal Commissario e vedeva  se  effettivamente
  quella era una proposta di legge che si poteva portare avanti o era
  una proposta da annullare.
   Oggi  qua abbiamo a che fare con il Parlamento nazionale,  con  il
  Governo  nazionale  dobbiamo capire esattamente  se  condividono  o
  meno. Perché, parliamoci chiaro: io prima di essere identificato in
  tutto  quello  che  riguarda  Governo e Parlamento  nazionale  sono
  Siciliano,  faccio  parte  dell'Autonomia  siciliana,  e   rispetto
  l'Autonomia siciliana da cittadino siciliano.
   Quindi, questa è la prerogativa oggi. Siamo stati eletti per  fare
  un determinato lavoro e lo dobbiamo fare.
   Ma  voi avete mai sentito che qualcuno del Parlamento nazionale  o
  del  Governo nazionale abbia mai messo becco su Trento  e  Bolzano,
  sulle  province autonome di Trento e Bolzano? Ma non  se  ne  parla
  neanche  Perché quelli sono i ricchi e qua ci sono i nulla facenti,
  questa è la verità.
   Non  è  che noi dobbiamo litigare l'un con l'altro perché io penso
  che  tutti siamo d'accordo ad  una Autonomia siciliana, a  renderci
  utili  per  i  cittadini  e  portare  avanti  finalmente  un  reale
  cambiamento.
   Questo  non sta avvenendo ed il problema principale è che soccombe
  immediatamente giorno per giorno la perdita non solo dei  posti  di
  lavoro  delle ex province ma la mortificazione delle loro famiglie.
  Questo è il problema reale.
   Quindi  se noi oggi, Assessore Baccei, con la votazione  di  oggi,
  con  l'emendamento A80 lei ora prende la parola  e  dice  a  tutti,
  perché   io   la   voglio  ascoltare  con  le  mie  orecchie,   che
  immediatamente  lo  Stato  trasferisce  questi  soldi   per   darli
  finalmente  alla  gestione  delle ex  province,  quindi  ai  Liberi
  Consorzi  e  alle  Città  metropolitane,  sono  pronto  a  votarlo.
  Ascolterò  lei perché lei è  romano , perché lei è in  Sicilia  non
  solo  per  fare l'Assessore ma perché deve trasferire un  messaggio
  ben preciso che oggi le cose in Sicilia sono cambiate.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  perché credo che i discorsi che sono  stati  fatti  da
  quassù,  in realtà, sono bei discorsi ma dietro le parole  di  ogni
  mio collega, mi dispiace dirlo, forse si nasconde altro, perché  ho
  visto  sfilare, soprattutto i miei colleghi di FORZA ITALIA, contro
  il  voto  segreto che non hanno fatto altro in questi tre anni  che
  chiedere  il  voto  segreto durante le finanziarie,  durante  tante
  votazioni.
   Mi  è  sembrato un atteggiamento surreale dentro l'Aula. E  questo
  credo  che  alla  fine  non è il problema della  legge  che  stiamo
  andando  a  votare ma, forse, va detta la verità ai  siciliani.  Va
  detta la verità che la politica è in evoluzione, va detta la verità
  che  forse  cambiano gli schemi in politica, che anche gli  accordi
  che  vengono fatti in quest'Aula poi vanno sopra anche  quello  che
  ognuno pensa.
   Forse è vero che c'è un asse nuovo tra l'UDC, NCD e FORZA ITALIA e
  quindi  questi  tre  partiti  si muovono insieme  nell'approvazione
  delle leggi. Veda, signor Presidente, io sono tra coloro che  si  è
  opposta  alla prima legge  Giletti  fatta in quest'Aula  perché  ho
  creduto che era sbagliato proliferare i Liberi Consorzi in Sicilia.
  Ho creduto che noi dovevamo immediatamente recepire la legge Delrio
  proprio  perché le province erano nove, noi avevamo una  legge  del
  1986,  del  1995, che era ben fatta e bisognava forse attuare  solo
  quella.
   Col  passare dei tre anni credo che in realtà l'unica cosa  saggia
  da fare è abolire e abrogare l'articolo 15 dello Statuto siciliano.
  Perché la verità è che questa Regione non ha un euro, che lo  Stato
  non  ci  trasferirà nulla sulle province. E che quindi  noi  stiamo
  prendendo  in  giro  i  siciliani  se  non  diciamo  che  gli  enti
  intermedi,  ormai,  non  hanno più valore  nella  nostra  struttura
  costituzionale.
   Noi  dobbiamo,  se  vogliamo  dare speranza  ai  dipendenti  delle
  province, invece di continuarli a prendere in giro, che se si  vota
  la coincidenza o la non coincidenza, arrivano i centottanta milioni
  per pagare i debiti, bisognerebbe invece fare un piano con lo Stato
  per distribuire i dipendenti tra i comuni e la Regione, perché così
  noi stiamo solo prendendo in giro tutti i dipendenti delle province
  siciliane.  Anche  perché credo che quando lo Stato  ha  varato  la
  legge  Delrio,  tutti sanno che i dipendenti delle  province  nelle
  regioni  ordinarie  sono  automaticamente andati  in  mobilità.  La
  Regione Siciliana con l'Assessore pro-tempore di allora - e non  mi
  ricordo di quale partito era - non ha chiesto mai un tavolo  Stato-
  Regione  per  intervenire  sul  il problema  dei  dipendenti  della
  provincia.  Quindi oggi credo che sia solo un dibattito  falso,  un
  dibattito  improntato  sul resistere o non resistere  davanti  alla
  Corte Costituzionale.
   Io ho studiato giurisprudenza e faccio l'avvocato, nessuno mi farà
  credere  che  questa  legge  può avere  un'impugnativa  per  motivi
  costituzionali.  Qua  c'è un'impugnativa politica,  al  di  là  del
  merito  della  questione,  signor Presidente,  perché  noi  abbiamo
  autonomia esclusiva nella struttura della nostra Regione. E poi  le
  voglio dire che sono state fatte impugnative, come i diciotto mesi,
  come  altri  pezzi  di legge che sono previsti nella  stessa  legge
  Delrio   e,   invece  nella  nostra  legge  sono  stati  dichiarati
  incostituzionali.   L'elezione  di  II   grado   non   può   essere
  incostituzionale e quindi io credo che quest'Aula  non  può  essere
  presa  in  giro  dicendo che rimangono seimila dipendenti  a  casa,
  seimila  dipendenti  senza posto di lavoro, avendo  noi  fatto  una
  legge  dove abbiamo dato milioni di competenze alle province e  non
  saremo  mai  in  grado di dare le risorse utili da trasferire  alle
  singole   province,  ai  singoli  liberi  Consorzi  e   alle   aree
  metropolitane.
   Allora,  andava  recepita la Delrio tutta  com'era,  cioè  levando
  l'accentramento delle province, proprio come si prevede  a  livello
  nazionale, e invece noi abbiamo dato tantissime competenze che  gli
  enti  non potranno sopportare, imbrogliando, di nuovo, i dipendenti
  che  dandogli queste competenze loro avevano le risorse  per  poter
  lavorare.
   Allora,  io  dico  a quest'Aula di smetterla di fare  il  teatrino
  perché  veramente il discorso è serio, non si può  dire  a  seimila
  persone  che  se  si  vota  la coincidenza queste  seimila  persone
  saranno  salve  e, quindi, chiedo a tutta l'Aula  di  smetterla  di
  giocare soprattutto a FORZA ITALIA di smetterla di fare da tre anni
  la   stampella   di   questo  Governo  e  fare  finta   di   essere
  all'opposizione.

   PRESIDENTE.   È  iscritta  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io inizio
  il  mio  intervento  ricollegandomi all'ultima fase  dell'onorevole
  Sudano:  Basta fare teatrino, basta giocare .
   Io ho sentito in questi minuti, in queste ore, in questo dibattito
  tanto  populismo, tanta demagogia, ho sentito richiamare lo Statuto
  ho  sentito fare discorsi assolutamente rispettabilissimi, però, ho
  sentito  lanciare  sfide, guanti di sfida che vengono  lanciati  in
  quest'Aula.  Io  credo che qua non ci sia da sfidare  assolutamente
  nessuno.  Io  ritengo di avere fatto il mio dovere   nel  dare  una
  possibilità  di coerenza alla legislazione nazionale, una  coerenza
  che c'è stata richiesta in via ufficiale,  - in via ufficiosa -, ma
  c'è  stata  richiesta, non certo qua si vuole sfidare  nessuno,  il
  tema  è che oggi non possiamo più continuare a tergiversare  ma  la
  politica,  soprattutto, e tutti noi dobbiamo metterci la faccia  in
  quello che facciamo.
   Il  legislatore  non è l'onorevole Anselmo, non è  l'onorevole  Di
  Giacinto,  non  è l'onorevole Turano. Il legislatore è  quest'Aula,
  quest'Aula è chiamata a votare e non si nascondano dietro  il  voto
  segreto   chi  vuole  consumare  sciocche  faide  localistiche   o,
  comunque,  diciamo, per ripicche e posizioni di principio.  Non  si
  può  riversare su un voto segreto  che per quanto mi  riguarda  una
  richiesta  di  voto  segreto  è da vigliacchi  per  chi  non  vuole
  assumersi  la  responsabilità di quello che  fa  e  di  quello  che
  sostiene.

   PRESIDENTE.   È  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   io
  cercherò  di  essere  sintetico, però è  chiaro  che  il  dibattito
  odierno  e  di  stasera  è veramente surreale.  Cioè  io  sento  un
  capogruppo  del partito di maggioranza dire una cosa, sento  invece
  alcuni  colleghi che si sono contraddistinti per la loro   mobilità
  d'Aula  e  mobilità partitica' invocare inciuci tra Forza Italia  e
  questo Governo.
   Io  vorrei  ricordare innanzitutto che noi eravamo per  l'elezione
  diretta  del presidente della provincia. Sulla scorta della mancata
  messa ai voti dell'emendamento sull'elezione diretta del Presidente
  della  Provincia o dell'ente intermedio come oggi si chiama,  Forza
  Italia  non partecipò più ai lavori d'Aula, e non ha contribuito  a
  quel  modello  Sicilia,  caro collega Cappello,  che  così  avevate
  invocato  e sul quale voi vi giocavate la vostra credibilità.  Quel
  modello  Sicilia,  oggi, è naufragato miseramente  assieme  a  voi,
  assieme  al presidente Crocetta, che siete stati la causa  primaria
  di questa vergognosa norma sulle Province, questo lo dobbiamo dire.
   A  poco  a  poco, poi, avete capito che il presidente Crocetta  vi
  stava portando nel baratro per cui avete fatto scendere addirittura
  Beppe  Grillo,  che prima era stato chiamato quale  consulente  dal
  sindaco   Crocetta  per  smentire  e  per  offendere,  addirittura,
  l'attuale Presidente della Regione.
   Noi alla legge 15 del 2015 non abbiamo partecipato, perché sapete,
  cari  colleghi del Movimento Cinque Stelle, è molto semplice  prima
  buttare la pietra e poi ritirarsi la mano, e voi siete stati coloro
  che  avete contribuito a questa norma quando nel marzo del 2013  si
  disse:  siamo i primi  - questo lo disse il Partito Democratico  -,
   siamo i primi ad abrogare le Province .
   Certo, erano i tempi ancora in cui l'onorevole Sudano non era  nel
  Partito  Democratico,  e  altra parte  di  questi  nuovi  renziani,
  catanesi,  non erano nel Partito Democratico. Oggi, cosa  c'è?  C'è
  quasi  uno scontro: il Partito Democratico renziano catanese contro
  il Partito Democratico renziano di Palermo.
   Allora,  gli  scontri  sono  all'ordine  del  giorno.  Oggi,  caro
  presidente  Crocetta, lei è stato attaccato dal suo sottosegretario
  Faraone  che  dice  che  così, finalmente, con  questo  referendum,
  Crocetta  guadagnerà  meno  di Renzi.  Ma  Faraone  dovrebbe  dire,
  anziché gioire per tutti i tagli delle Regioni, delle Province, dei
  sindaci,  dovrebbe  dire  quali tagli  si  sono  fatti  i  deputati
  nazionali,  loro  che  prendono  il  doppio  rispetto  ai  deputati
  regionali,  cosa hanno fatto loro per ridurre i costi al Parlamento
  nazionale che costa un miliardo di euro? E, invece, cosa si dice, i
  suoi 79 mila euro, presidente Crocetta
   È  questo il dibattito surreale, di bizantiniana memoria, in  cui,
  oggi,  ci troviamo noi di Forza Italia, che siamo stati contrari  a
  questa  legge.  Abbiamo detto:  attenzione,  state  facendo  questa
  norma? Questa norma porterà al baratro . E noi, oggi, abbiamo fatto
  una  conferenza stampa assieme al Capogruppo di Cantiere  Popolare,
  onorevole  Cordaro, per dire, fermo restando,  e  l'ho  detto  alla
  collega  Anselmo, che riteniamo che questa norma che è stata  fatta
  sia  una  norma assolutamente perniciosa, dannosa per  la  Sicilia,
  perché  non  mette  in  sicurezza i dipendenti,  non  efficienta  i
  servizi, presidente Musumeci, non riduce i costi e abbiamo lasciato
  il territorio scoperto di ogni possibile attenzione.
   Questo  è  il  risultato  del Governo di centro-sinistra  che  non
  viene,  sicuramente, appoggiato né da chi le  parla,  né  da  Forza
  Italia,  lo  voglio  dire in maniera molto chiara,  anzi,  siamo  i
  principali  contrappositori ed oppositori  di  questo  Governo  che
  riteniamo assolutamente fallimentare.
   Ma  poi vorrei dire a qualcuno ancora: chi ha letto l'articolo  44
  della  legge  15  del  2015? Qualcuno ha detto:   questa  norma  ha
  mortificato i territori di Niscemi, di Gela, di Piazza  Armerina  e
  di  Licodia Eubea. E chi lo ha messo il secondo comma dell'articolo
  44?  C'eravamo  noi  in Aula o c'eravate tutti  voi?  Quando  avete
  inserito,  con  un sotterfugio, il secondo comma  per  dire  che  i
  comuni  che si sono già espressi devono soltanto deliberare per  la
  seconda  volta in Consiglio comunale salvo, poi, il fatto a mettere
  un'altra  norma  che  la legge di ridefinizione  dei  confini  deve
  passare  in  Aula perché sapevate, molto bene, che in Aula  sarebbe
  stata bocciata e sarebbe naufragata miseramente
   Questa è la verità dei fatti  E' una legge della contraddizione
   Ma  noi di Forza Italia e del Cantiere popolare, oggi, abbiamo  un
  dovere.  Presidente  Musumeci, non siamo in contrapposizione.  Noi,
  però,  riteniamo che sia un errore madornale consentire, oggi,  che
  il  Governo nazionale - che non è né amico della Sicilia, né  amico
  dell'onorevole   Crocetta,   soprattutto   -   utilizzi   la    non
  approvazione, il non riallineamento alla norma nazionale per  poter
  avere un alibi o una giustificazione per continuare a massacrare la
  Sicilia
   Noi  vogliamo  sottrarre questo alibi al Governo nazionale  e  noi
  siamo  assolutamente convinti, anzi, noi riteniamo  che  Renzi,  in
  campo nazionale, abbia fatto la peggiore delle riforme che è quella
  delle  Province  che, paradossalmente, a livello nazionale  vengono
  chiamate Province e qua liberi consorzi.
   E  allora,  delle due l'una: o ci troviamo dinnanzi ad  un  grande
  pasticcio  a  cui  ormai  bisogna, comunque,  dare  una  mera,  una
  piccola, una seppur rabberciata soluzione, oppure continuiamo.
   Certo,  ci  sarà  il  voto segreto e, nel voto segreto,  molti  di
  questi  deputati presenti stasera voteranno per la non coincidenza,
  contro  l'emendamento del Presidente dell'Assemblea,  sostenuto  da
  tutti  i  Capigruppo, da quasi tutti i capigruppo. Questo  dovrebbe
  far  riflettere,  dovrebbe far riflettere la maggioranza,  dovrebbe
  far  riflettere  tutti coloro che, stasera, non guardano  a  questa
  legge ma guardano a quali saranno i rapporti di potere a Catania ed
  a Palermo, soprattutto, forse anche a Messina
   Ma  perché  vi dico questo? Ma, secondo voi, è mai possibile  che,
  oggi, tolto il voto a suffragio universale e introdotto il concetto
  che  l'ente  Provincia non è un centro di spesa, ma è  soltanto  un
  ente  intermedio, guardiamo ad una elezione frutto delle segreterie
  politiche?
   Certo,  io mi rendo conto, a noi di Forza Italia, se non passa  la
  norma, non cambia niente. Noi siamo minoranza, sia a Palermo che  a
  Catania;  a  Catania, su 58 comuni, noi ne abbiamo meno  di  15,  a
  Palermo più o meno la media è quella.
   Che  significa, allora? Che questa battaglia, presidente Crocetta,
  è  il  suo  partito, sono le bande del Partito Democratico  che  la
  vogliono  fare perché devono creare, all'interno dello  stesso,  un
  rapporto  contrattuale interno, non altro  Devono, all'interno  del
  Partito  democratico, dimostrare chi ha più forza. Per cui,  se  il
  sindaco di Catania o il sindaco di Palermo, hanno delle difficoltà,
  con questo strumento li devono mettere ulteriormente in difficoltà.
   Allora,  diciamo,  noi siamo fuori da tutta  questa  partita.  Noi
  diciamo, però, che non ci devono essere più alibi perché se, domani
  mattina,  non  passasse questa norma di allineamento, l'emendamento
  Ardizzone  ed  altri,  e  il  Governo nazionale  impugnasse  questa
  ulteriore  norma, è vero non cambierebbe niente per  i  dipendenti,
  non  cambierebbe niente per i servizi, ma si bloccherebbe tutto per
  cui ci sarebbe, come dire, una responsabilità che qualcuno cercherà
  di  far  ricadere sull'intera Assemblea regionale siciliana, nessun
  escluso   perché,   oggi,  voi  state  capendo  quando   parla   il
  sottosegretario  Faraone che dice:  L'ARS è un  Soviet .  Ma  quale
  Soviet?  L'ARS  ha  una  maggioranza  ed  una  minoranza.   Se   la
  maggioranza non è capace di fare la maggioranza, di poter governare
  nei   processi   legislativi,  è  una  responsabilità   di   chiaro
  fallimento.
   Faraone  mente e mente perché vuole nascondere la sua  incapacità,
  la sua inettitudine di rappresentante nazionale e mente perché deve
  massacrare   Crocetta,   ma  massacrando   Crocetta,   il   Partito
  Democratico  sta massacrando la Sicilia. Faraone è  il  suggeritore
  occulto  di  Renzi  per  dire, un giorno sì  e  l'altro  anche,  di
  stringere i cordoni alla Sicilia.
   Quando parla - e concludo veramente - e dice i rifiuti, presidente
  Crocetta,  la  attacca ogni giorno sui rifiuti  Ma  chi  è  a  capo
  dell'Assessorato  per l'energia ed i servizi di  pubblica  utilità?
  Chi c'è? C'è un esponente di Cuperlo? C'è un esponente di Speranza?
  C'è  un  esponente di qualche altra componente? O c'è un  esponente
  dell'onorevole  Faraone,  che  prende  il  doppio  come   indennità
  rispetto ai deputati regionali?

   SAMMARTINO. Pensa per te

   FALCONE.  Calma, calma, calma. I vari balletti li fate da un'altra
  parte. Qua  in Assemblea c'è gente

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, si rivolga alla Presidenza.

   FALCONE.  Concludo  dicendo che noi voteremo  per  l'allineamento.
  Voteremo verde. Chi vuole conformarsi si conforma, chi vuole votare
  contro  voterà  contro.  A  noi non  cambia  niente.  Noi  siamo  e
  rimaniamo  convinti che questa legge è un danno  micidiale  per  la
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento A80. Il  parere  del
  Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 80.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento A 80.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Il Movimento Cinque Stelle non vota. Hanno alzato i tesserini.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          34
   Contrari            27
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'Aula non è finita. Abbiamo almeno altri  due
  importanti  argomenti.  La  questione  della  legge  sugli  appalti
  pubblici, su cui il Governo ha già evidenziato la necessità di fare
  chiarezza.  Poi,  c'è la questione del procedimento amministrativo,
  più volte sollecitata dal presidente Crocetta.
   L'Aula  non  è  finita. Onorevoli colleghi, abbiate pazienza,  non
  possiamo  andare avanti a ruota libera, dobbiamo andare avanti  con
  gli  emendamenti aggiuntivi. Abbiamo due importanti  emendamenti  o
  meglio  due  argomenti,  la questione della  legge  sugli  appalti,
  perché  è  stata  invocata  da tutti la relativa  approvazione,  il
  Governo,  l'assessore Pistorio, nella fattispecie, il direttore  di
  riferimento  ha fatto una circolare, da quello che mi  risulta;  la
  seconda  questione  riguarda  il  procedimento  amministrativo.  Il
  presidente  Crocetta, più volte, ha sollecitato  l'Assemblea,  l'ha
  portata  pure  in  Conferenza dei Capigruppo  ad  approvare  questi
  articoli,  io sarei dell'avviso di andare avanti almeno  su  questi
  due   argomenti;  l'assessore  Marziano  ha  evidenziato  un  altro
  argomento.  Dico, io sarei intanto per andare avanti, magari,  poi,
  ci  fermiamo  e  domani  diamo  il  voto  finale  con  le  relative
  dichiarazioni  di voto e vediamo se dobbiamo inserire eventualmente
  altri argomenti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, capisco. Onorevole, ognuno non
  può  andare a ruota libera sulle proprie cose. Sì, però noi abbiamo
  un  ordine, è quello degli emendamenti aggiuntivi, se ognuno di noi
  ha il proprio argomento
   Prego sull'ordine dei lavori, non le voglio negare la parola,  per
  carità.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lantieri,
  Governo,  siccome  stiamo  trattando gli emendamenti  aggiuntivi  -
  assessore  scusi dico già ho avuto la concessione  da  parte  della
  Presidenza di parlare - e io avevo posto un problema che non  è  di
  secondaria  importanza,  ma che riguarda il  trasporto  interurbano
  degli  alunni,  allora,  avevo presentato, già  in  prima  battuta,
  durante la finanziaria, un emendamento che era andato a finire  fra
  gli aggiuntivi, emendamento che ho riproposto nella legge stralcio.
  Perché? Perché è vero che la legge n. 5 del 2014 aveva previsto che
  avvenisse  l'inserimento del trasporto interurbano, però  prevedeva
  la copertura delle spese solo per quell'anno; nella finanziaria del
  2015  è  stato  riproposto l'emendamento proprio per assicurare  ai
  ragazzi,  e  quindi  per  assicurare la mobilità  interurbana,  per
  coprire le spese del 2015.
   Avevo  riproposto questo emendamento, che è stato apprezzato dalla
  Commissione di merito, dalla I Commissione, ma non è stato discusso
  in Commissione Bilancio. Bene, ritengo - siccome non c'è aumento di
  spesa,  non  c'è variazione di spesa, perché è a valere  sul  fondo
  perequativo - che sia necessaria una norma. Il direttore  generale,
  il  Governo e forse anche la Commissione riteneva di no. Vorrei che
  il  Governo assicurasse che non è necessaria la norma, perché anche
  quest'anno sarà garantito il trasporto interurbano degli alunni,  o
  se  è così pregherei il Governo di presentare un emendamento, visto
  che  ormai  la  sottoscritta non può più farlo, per garantire  agli
  studenti  la  mobilità e perché qui stiamo parlando  veramente  del
  diritto  allo studio che viene vanificato e sacrificato se  non  si
  chiarisce questo aspetto.

   PRESIDENTE. Scusate, però se ognuno di noi
   Andiamo avanti, presidente Crocetta, cortesemente, andiamo  avanti
  su   quegli  emendamenti,  evitiamo  di  aprire  discorsi  che  non
  c'entrano.
   Allora,  io  sono dell'avviso di approvare stasera il procedimento
  amministrativo, approviamo la legge sugli appalti,  ci  fermiamo  e
  rinviamo a domani per le altre questioni. Questo è ciò che  abbiamo
  votato in Conferenza dei Capigruppo.

   TURANO. Domani si presentano le liste.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Turano, d'accordo, però, è  inutile
  che la approviamo tutta stasera. Va bene.

         nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
         nn. 1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   PRESIDENTE. Allora il Governo, chiede di anticipare la legge sugli
  appalti. Si passa all'emendamento A 81, della Commissione.
   Il parere del Governo?

   PISTORIO,   assessore  per  le  infrastrutture  e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa all'emendamento A 75, sul procedimento  amministrativo,
  a   firma  del  Governo.  La   I  Commissione  ha  espresso  parere
  favorevole. Il parere della Commissione Bilancio?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  A  76,   sempre   sul   procedimento
  amministrativo, a firma del Governo. La  I Commissione ha  espresso
  parere favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sui   4
  emendamenti, uno è stato votato, Presidente, però, le devo dire  le
  mie   personali,  ma  come  Gruppo  noi  siamo  contrari  a  questi
  emendamenti  che  non semplificano nulla, ma sembrano  quasi  degli
  avvisi  e  delle minacce nei confronti dei dirigenti della  Regione
  soprattutto  l'emendamento  A 75 che è  già  stato  votato,  perché
  quando si dice che la mancata o ritardata espressione della volontà
  dell'Amministrazione, sarà considerata ai fini della responsabilità
  dirigenziale,   non   stiamo  dicendo  nulla   di   nuovo;   questi
  emendamenti  non  stanno  apportando alcunché  di  contributo  alla
  semplificazione,  al miglioramento delle procedure  amministrative,
  ma  stanno  incancrenendo i rapporti già molto deteriorati  tra  il
  Governo  regionale,  gli  assessori ed i  dirigenti  della  Regione
  perché  è  quasi  come  se   stessimo caricando  esclusivamente  ai
  dirigenti, ai funzionari la malagestio di questa Regione siciliana.
   Certo, ci saranno alcuni anche funzionari che non lavorano  e  che
  lavorano poco, però con questi articoli,  che sono articoli spot  o
  quando  si dice che il procedimento si  chiude e si conclude  entro
  30  giorni, stiamo soltanto ripetendo e ribadendo principi generali
  che già esistono nella norma.
   Per  cui  le voglio dire, presidente, Ardizzone, votiamoli  questi
  emendamenti,  però  con un po' di calma, alcuni saranno  approvati,
  alcuni saranno bocciati, ma  Forza Italia è assolutamente contraria
  a   questi   emendamenti  che  comporteranno   soltanto   ulteriore
  confusione  e  non daranno alcuna semplificazione  al  procedimento
  amministrativo  già  molto  confuso, farraginoso  ed  ulteriormente
  onerato con queste norme soltanto ultronee e molte volte inutili ed
  alcune volte anche dannose.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sinceramente  la posizione di  Forza  Italia  mi  sembra
  totalmente  fuori linea rispetto alle esternazioni che, più  volte,
  sono  venute da Forza Italia sul piano politico generale,  partendo
  da  un  segretario  regionale,  onorevole  Miccichè,  che  sostiene
  addirittura che non bisogna neanche chiedere l'autorizzazione, cioè
  che  un  privato faccia la richiesta e per evitare   le  lungaggini
  burocratiche  che  vengono  denunciate  qui  si  trovi  di   fronte
  all'indecisione. Che, poi, sostanzialmente questa è  una  linea  di
  mediazione fra ciò che c'è attualmente


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   Su che cosa innova la legge?
   La legge introduce la responsabilità dirigenziale, non scarica sui
  dirigenti.  Introduce  la  responsabilità dirigenziale  e,  quindi,
  disciplinare  e amministrativa per i provvedimenti che  non  prende
  perché, a volte, il silenzio-assenso ha conseguenze devastanti  per
  la società quando si tratta di cose che non possono essere fatte  e
  che vengono scaricate dai dirigenti e, poi, i privati ricorrono  al
  TAR e fanno pagare alla Regione la responsabilità.
   Quindi,  introduce  il  principio che il provvedimento  va  sempre
  messo. E' questo è estremamente importante.
   Spesso nelle conferenze di servizio si manca per non prendere  mai
  la decisione. In questo caso il parere si intende reso.
   In  buona  sostanza, riproducono una serie di norme che consentono
  in tre mesi di prendere una decisione. Si deduce un nuovo principio
  che  non si è responsabili soltanto quando si prende una decisione,
  ma  si  è responsabili delle conseguenze di quella decisione  anche
  quando la decisione non si prende perché spesso il non prendere  la
  decisione serve a favorire interessi privati non sempre legittimi.
   Quando  si  dice:   si  scarica  sui dirigenti ,  allora,  signora
  Bassanini,  questi sono procedimenti tutti a carico  dei  dirigenti
  non  è  che  li può prendere il Governo in sostituzione. Quindi,  è
  normale che dobbiamo disciplinare il comportamento dei dirigenti.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò
  telegrafico.
   Presidente,  lei  ha  citato Micciché come colui  il  quale  vuole
  semplificare.  Tuttavia, l'opinione di Micciché  non  coincide  con
  quello che ha detto ma, soprattutto, con quello che avete scritto.
   Glielo  leggo  Presidente:  Le amministrazioni  qualora  ravvisano
   di   irrecivibilità,  l'improcedibilità,  l'infondatezza,   previo
  esperimento  ,  in  pratica  secondo rigoroso ordine  cronologico ,
  arriviamo alla fine, ma perché c'è la possibilità che le istanze si
  fanno a saltare? In base ad antipatia e simpatia?
   Poi:   verranno  esaminate in base alla legge e  al  Regolamento .
  Allora,  c'è un attentato alla Costituzione. Avete scritto  che  si
  dovevano  fare  in ordine cronologico, che dobbiamo  rispettare  la
  legge  ed  i  regolamenti ma qua vengono i vigili e  ci  mettono  i
  sigilli, Presidente. Ma cosa avete scritto? Dite una cosa e ne fate
  un'altra.
   Tutto  quello  che  lei ha detto, io lo sposo. Si  fermi  24  ore.
  Scriviamolo in italiano e forse qualcuno lo capirà. E non  mi  dite
  che  scrivete  bene  in italiano  Dopo tutti gli  articoli  che  ci
  impugnano. A Roma c'è un ufficio Crocetta. Tutte le norme  che  noi
  approviamo le impugnano.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Milazzo, le norme le
  fa il Parlamento, non sia irrituale. Rispetti gli organismi.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Ma sono proposte da voi. Sono proposte da  voi.
  Ora ci sono norme proposte da me? Presidente. Così è Presidente.  E
  la conferma è che lei non solleva nemmeno conflitto di attribuzione
  talmente non è  convinto di difendere il Parlamento.
   C'è  una  sua  maggioranza.  Tre  mozioni  di  sfiducia.  Lei,  la
  maggioranza ce l'ha certificata. Questa maggioranza che sostiene le
  norme
   Le  chiedo scusa, ufficialmente, Presidente, ho sbagliato. Ammetto
  davanti  a  tutto  il Parlamento che ho sbagliato.  Quindi,  questa
  norma  non  la smentisce, non è sua, non è proposta da voi.  Perché
  lei  dice   no, non sono io . Non è così. Tutte queste  norme  sono
  state  proposte da lei  Lei è il primo attore, Presidente Crocetta,
  questo  è  il  tema   Per cui, io vedo scritte  cose  pleonastiche.
  Dobbiamo rispettare l'ordine cronologico, la legge Regolamento,  ma
  che cosa c'è scritto? Qual è l'elemento di novità?
   Mi  ascolti Presidente, non faccia prevalere l'astio, si  fermi  e
  scrivetela   meglio,  siamo  in  tempo.  Non  dica   di   trattarla
  velocemente.  Dica  invece di fermarci, la  studiate  bene,  perché
  qualche  errore  -  che non vi sto qui, ora,  ad  esternare  -  c'è
  scritto  Presidente. Nell'interesse dei siciliani, perché la  legge
  non  serve  né  a  lei  e né a me, serve a coloro  i  quali  devono
  produrre  qualche  cosa di buono per la Sicilia.  Al  contrario  di
  quello che fa questo Parlamento

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A76 del Governo,  con
  il  parere  favorevole della Commissione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

   Si passa l'emendamento A77 del Governo, sul quale è stato espresso
  il parere contrario della I Commissione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, io credo che  quello  che  ha  detto
  l'onorevole  Milazzo,  vada  anche  preso  con  attenzione  e  vada
  accolto, vada preso in considerazione, per un fatto molto semplice.
  Presidente  Crocetta, noi non siamo contrari alla  semplificazione,
  ma la vogliamo in questo senso qua, aiutare. Perché se facciamo una
  norma  scritta bene rimane nel futuro anche per coloro che verranno
  dopo di noi.
   Noi  non  sappiamo se la prossima volta saremo qua,  o  se  faremo
  altre cose. Nel momento in cui scriviamo una norma, Presidente - mi
  rendo  conto  che  non l'ha scritta lei, ed ha  chiesto  già  scusa
  l'onorevole   Giuseppe  Milazzo,  nel  senso  che   non   era   una
  provocazione quando ha detto  Ufficio Crocetta e così via ,  perché
  qua  stiamo parlando in maniera molto pacata - riteniamo che  debba
  servire. L'emendamento A77 dice delle cose molto ovvie, ad  esempio
  quando  dice:   è  così sostituito: 3. Le pubbliche amministrazioni
  sono  tenute  ad esaminare gli atti di loro competenza  secondo  un
  rigoroso ordine cronologico, con le seguenti , più o meno siamo là.
  O  alla  fine  quando dice:  può essere riconosciuto  carattere  di
  priorità  alle  valutazioni  di iniziative  ricadenti  in  area  di
  crisi ,  ma  questo  anche  se non lo scriviamo  è  già  così.  Tra
  l'altro, per come è articolato, non è che lei sta dando - come dire
  - una disposizione chiara, ma è una possibilità. Sta facoltando gli
  uffici  a  fare  determinate  cose.  O  quando  dice:   può  essere
  riconosciuto  carattere di priorità alla valutazione di  iniziative
  nell'ambito  di  programmi cofinanziati dai  fondi  strutturali  ed
  investimenti europei . E' così già. E quando ci sono iniziative che
  riguardano la Conferenza dei Servizi, quando ci sono iniziative che
  riguardano  investimenti, si può dare già. Quindi  noi  su  questo,
  tant'è  che c'è anche il parere negativo della Commissione, diciamo
  di rifletterci un attimo.
   Se  lei  però  dice che dobbiamo continuare, siccome non  vorremmo
  essere  tacciati  di  coloro che frenano l'attività  legislativa  e
  l'attività  amministrativa,  noi  ci  asteniamo  dal  voto,  signor
  Presidente,  e  non le chiedo neanche il rinvio in Commissione.  Ci
  asteniamo dal voto e così evitiamo ogni piccolo equivoco.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  questa  è una norma di trasparenza, perché  è  evidente,
  laddove  noi  prevediamo  delle  deroghe,  dobbiamo  rimarcare  gli
  articoli  che confermano l'ordine cronologico. Quindi,  non  è  che
  perché  è  così, onorevole Milazzo, non si deve scrivere.  Si  deve
  scrivere nel momento in cui la norma prevede alcune deroghe, quindi
  si   rimarca  che,  di  prassi,  le  istruttorie  sono  in   ordine
  cronologico, per i fondi strutturali e per le aree di crisi  o  per
  determinati provvedimenti si può eccepire dall'ordine cronologico -
  come dice l'onorevole Falcone - per il buon senso. Però, perché  lo
  dovremmo  disciplinare col buon senso e non con la  legge?  Quindi,
  non  è che non si è fatto, stiamo dicendo che si è fatto però senza
  una prerogativa di legge.
   La  legge  fissa i punti e, soprattutto, le regole e  quando  fare
  eccezione rispetto a queste regole. Introduce anche un concetto  di
  controllo   ai  dirigenti  che  si  siano  avvalsi  della   regola,
  relazionando periodicamente rispetto alle deroghe che hanno  fatto.
  Mi  pare  che è una norma a tutela delle imprese, della trasparenza
  senza bloccare assolutamente quelle situazioni di criticità come  i
  fondi  europei, come le aree di crisi o situazioni particolari  che
  prevedono un'attenzione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  A77 con il parere contrario della Commissione di merito.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  onorevoli  Cordaro e Grasso esprimono il loro voto  contrario
  insieme ad altri deputati dell'opposizione.
   Si passa all'emendamento A78  del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A46R, dell'onorevole  Turano,
  sul   quale  è  stato  espresso  il  parere  favorevole  della  III
  commissione. lo pongo in votazione.
   Onorevoli colleghi, se dobbiamo dare il voto finale, vi  prego  di
  non  allontanarvi dall'Aula perché occorrono 41 presenze.  Peraltro
  abbiamo  due  emendamenti  che sono stati  presentati;  uno  è  del
  Governo  che riguarda un'impugnativa e per cui credo che l'Aula  si
  debba  determinare se ammetterlo o no. Per quello che mi  riguarda,
  può essere ammesso.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  la  legge  regionale  sul  commercio
  classifica  all'articolo  2, lettera  f),  le  medie  strutture  di
  vendita  introducendo dei principi molti restrittivi ai fini  della
  classificazione per permettere, per salvaguardare i centri piccoli.
  La  legge  nazionale  dice che si possono aprire  centri  di  media
  struttura di vendita nei comuni superiori a 10 mila abitanti pari a
  2500  metri. La legge regionale, invece, dice superiore a 100  mila
  abitanti, 1500 metri. La legge regionale commette un errore; non fa
  un  distinguo  tra le merci ingombranti e le merci non  ingombranti
  cioè  considera  chi vende abiti per bambini alla  stregua  di  chi
  vendi automobili. E' chiaro che chi vende automobili ha bisogno  di
  uno  spazio  diverso.  L'emendamento  introduce  il  principio  che
  soltanto  ai  fini  autorizza  tori,  è  consentito  per  le  merci
  ingombranti  che  sono  autoveicoli  e  natanti  escluderli   dalla
  superficie di vendita perché altrimenti non si può lavorare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  chiaro  che
  questo  emendamento  è  un emendamento che stravolge  il  commercio
  all'ingrosso.  Perché alla lettera f) - sono andata a riprendermela
  perché  chiaramente quando un emendamento di questa portata  arriva
  così,  uno deve anche leggere - dell'articolo 2 si dice  nei Comuni
  superiori a 100 mila abitanti . Che significa? Significa che se noi
  nei  Comuni  superiori a 100 mila abitanti togliamo una limitazione
  che  era  quella  dei 1500 metri quadrati. Qua lo  dobbiamo  capire
  perché  questo  è un emendamento in cui chiederei  se  lo  possiamo
  mettere alla fine, signor Presidente, di fermarci un attimo. Perché
  su  questo,  così come formulato, a me da l'impressione che  stiamo
  allargando  la  possibilità quando invece prima una norma  generale
  disciplinava  la  vendita all'ingrosso. Oggi, nel  momento  in  cui
  inseriamo  questo emendamento, stiamo stravolgendo  interamente  la
  vendita all'ingrosso. Sicuramente ci sarà una persona, due persone,
  non più di dieci, che dovranno fare questa attività. In questo modo
  attualmente  non  la  possono realizzare.  In  questo  modo  stiamo
  consentendo la realizzazione di una certa attività con un limite di
  metri quadri, con uno spazio che oggi non è consentito.
   Onorevole  Turano,  io non sono aprioristicamente  contro,  ma  la
  vorrei  comprendere. Vorrei comprendere la portata di questa norma.
  Leggendola  così, a me sembra che stiamo andando in maniera  mirata
  ad attenzionare qualcuno o qualche attività. Se non è così, siccome
  noi  dobbiamo legiferare e disciplinare  erga omnes  e  in  maniera
  generale, vorrei evitare che stasera possiamo legiferare in maniera
  mirata nei confronti a vantaggio o a svantaggio di qualcuno.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, collega Turano,
  vorrei  capire una cosa. All'articolo 2, al comma 1,  alla  lettera
  f),  lei  nell'emendamento dice  dopo le parole 100 mila abitanti .
  Ma  in  realtà  nella lettera f) la parola 100 mila abitanti  viene
  iscritta  due  volte.  Quindi a quale  dei  centomila  abitanti  lo
  dobbiamo inserire? Questo me lo deve dire lei, non certo io  perché
  qui si fa un ragionamento diverso sui metri quadrati e quant'altro.
   Poi  volevo  capire  una cosa, anche rispetto a  questa  norma  io
  vorrei avere anche un riscontro con gli Uffici: cioè ma questa cosa
  è  possibile  all'interno di una normativa nazionale?  Cioè  stiamo
  escludendo  dal  pagamento chiaramente di alcune  tasse  tutta  una
  serie   di  metri  quadrati  che  invece  altri  tipi  di  attività
  commerciali  hanno.  Cioè  questa cosa è possibile?  Si  può  fare?
  Perché apre chiaramente uno scenario al quale ovviamente non è  che
  siamo contrari, però vorremo capire se siamo sulla stessa linea.  O
  siamo di fronte all'ennesima norma che il Consiglio dei Ministri ci
  rimanderà di nuovo indietro?

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, si  dice:
   fino a 1.500 metri quadrati nei comuni con popolazione superiore a
  centomila  abitanti . Nel resto dell'Italia la normativa  regionale
  di altre Regioni si è posta il problema di fare un distinguo per le
  merci ingombranti. Sono considerate merci ingombranti le macchine e
  i  natanti. La esclusione della quadratura per le merci ingombranti
  è  quella  per l'esposizione. Qual è la differenza? È la differenza
  della  vendita: la vendita differita o la vendita immediata. Se  io
  faccio  un  esempio,  prendo un abito per una bambina,  consumo  la
  vendita nel momento in cui prendo l'abitino. Se parlo della vendita
  di  una  macchia è una merce differita e dunque la devo  tenere  in
  esposizione  perché tenendola in esposizione ho la  possibilità  di
  farla  vedere,  poi  viene  il cliente e  mi  dice  come  la  vuole
  personalizzata. Noi dobbiamo escludere soltanto gli autoveicoli e i
  natanti.  In  altre  Regioni d'Italia è stato fatto  così  e  lo  è
  soltanto  ai  fini autorizzativi, non ai fini concessori,  cioè  lo
  spazio deve essere quello. Incide, una volta ottenuto lo spazio  di
  vendita per un massimo di 1.500 metri, è ai fini autorizzativi  che
  io  permetto  la vendita della marce ingombrante non considerandola
  come  superficie.  Dobbiamo essere chiari  su  questo,  è  ai  fini
  autorizzativi non stiamo permettendo ulteriore superficie.

   PRESIDENTE. Il ragionamento è troppo tecnico, e pensavo che  fosse
  stato superato in III Commissione.

   TURANO.  Signor Presidente, in III Commissione è stato  affrontato
  con il parere favorevole del Governo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  con  la
  legge  n. 28 del 1999 vengono disciplinati gli esercizi di  vendita
  all'ingrosso  di  piccoli, medi e grandi. Ora, nei  comuni  fino  a
  centomila   abitanti   le  vendite  all'ingrosso   possono   essere
  autorizzate sino a 1.500 metri quadrati. Con l'emendamento Turano e
  qua lo voglio dire al Governo anche

   TURANO. Rimangono 1.500 metri.

   FALCONE. Con questa norma stiamo mantenendo l'esercizio di vendita
  a  1.500 metri quadrati ma stiamo sottraendo dal titolo abilitativo
  tutta l'esposizione. Che significa, onorevole Turano? Che lei  così
  facendo  ha un esercizio di vendita di 1.500 metri quadrati  e  poi
  può  avere  20.000  metri quadrati di esposizione laddove  esercita
  sempre  la  vendita,  ma poiché soltanto un luogo  ed  un  contesto
  espositivo  lo sottrae al titolo abilitativi. Allora io le  chiedo,
  onorevole  Turano, questa norma dobbiamo rifletterci,  riportiamola
  in  Commissione,  siccome  è una norma che  stravolge  veramente  e
  addirittura con il sotterfugio della zona espositiva sottraiamo  in
  maniera  ab  libitum,  cioè la sottraiamo senza  limiti  al  titolo
  abilitativi.  Perché  lei  può avere un  esercizio  di  1500  metri
  quadrati, come il titolo abilitativo alla vendita, e poi invece 10,
  20  mila  o  30  mila  metri  quadrati  come  zona  espositiva  che
  rientrerebbero sempre nei 1500 metri quadrati.
   Chiedo  al  Governo di far ritirare questa norma e di ridiscuterla
  in  Commissione,  diversamente il nostro voto non  può  che  essere
  contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, insiste per votare l'emendamento?

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, non si tratta di una speculazione ma  è
  un  principio  corretto  che si faccia un distinguo  tra  le  merci
  ingombranti  e  non. Io sono fortemente convinto  che  non  si  sta
  favorendo  nessuno, si sta permettendo soltanto di  considerare  lo
  spazio bene, con serenità, poi l'Aula è sovrana.
   Personalmente, insisto per porlo in votazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.46.R. Il parere del
  Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A82, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione non  ha  mai  visto
  questo emendamento. Al comma 4 c'è scritto  Dall'applicazione delle
  disposizioni di cui al presente articolo non derivano nuove spese a
  carico  del  bilancio della Regione , quindi la  V  Commissione  ha
  certificato  un'invarianza. Ma l'invarianza non la certifica  la  V
  Commissione,  la certifica la Commissione Bilancio. Di conseguenza,
  o  abroghiamo  il  comma  4,  oppure è chiaro  che  la  Commissione
  Bilancio deve esprimere il proprio parere.
   Inoltre, chiediamo di chiarire questo emendamento, soprattutto nel
  comma  3,  dove c'è scritto  nell'esercizio delle funzioni previste
  dal comma 1, l'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
  professionale  può, previa intesa con una o più Regioni,  o  previa
  modifica alle eventuali intese , le intese o ci sono o non ci sono.
  Può  succedere  che  noi non sappiamo se abbiamo  fatto  intese?  È
  veramente  assurdo, quindi chiediamo che anche questa  parte  venga
  cassata,   perché    o  previa  modifica  alle   eventuali   intese
  precedentemente intervenute con le altre Regioni  non è  possibile.
  O le intese ci sono o non ci sono.
   Quindi la Commissione non ha nulla da eccepire nella misura in cui
  viene  abrogato il comma 4 e viene cassata questa parte, perché  le
  intese o ci sono o non ci sono.

   MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale
  Signor Presidente, il disegno di legge che è arrivato pronto  Aula,
  era stato approvato in Commissione anche con il comma 4 perché,  di
  cosa si tratta?
   Ai  sensi  del decreto legislativo del gennaio 2013, entro  il  30
  giugno  2016  tutte  le  regioni, per  potere  finanziare  attività
  formative,   devono   dotarsi  del  cosiddetto   Repertorio   delle
  competenze  certificate. Per cui, bisogna saper  che,  ove  non  si
  dotasse   la  Regione  siciliana  di  Repertorio  delle  competenze
  certificate il cosiddetto  Avviso 3 , dotato di centossessantasette
  milioni  di euro, non potrebbe essere ribadito perché ci  manca  il
  presupposto fondamentale.
   Siccome,  in questi tre anni, la Regione Sicilia non si  è  dotata
  del  Repertorio delle competenze certificate attraverso il  sistema
  del  maternage,  cioè  una Regione che lo  ha  già  fatto  lo  cede
  gratuitamente  ad una Regione che non lo ha ancora  fatto,  noi  ci
  dotiamo del Repertorio delle competenze certificate da parte  della
  Regione Piemonte.
   Quindi,  con l'articolo 1, l'Assemblea approva l'esigenza  che  la
  Regione   siciliana  si  doti,  come  previsto  dal  decreto,   del
  Repertorio  delle  competenze  certificate.  Con  il  comma  2,  si
  chiarisce cosa certifica il repertorio. Il repertorio certifica  le
  qualifiche  professionali  per  le quali  si  potrà  fare  attività
  formativa.
   Con  il  comma  3, in pratica, a cosa ci si richiama?  La  Regione
  siciliana ha già una convenzione approvata con la Regione Piemonte.
  Questa  convenzione prevede il rapporto, assolutamente, gratuito  e
  lo  scambio  gratuito  di informazioni che  riguardano  il  sistema
  informatico.  In  questo modo, con il comma 3, noi  aggiungiamo  al
  sistema  informatico  anche  il  sistema  di  certificazione  delle
  competenze  che  deve garantire i cosiddetti LEPF, cioè  i  Livelli
  Essenziali di Prestazione formativa.
   E  quindi  è  una  modifica, un'aggiunta ad  una  convenzione  già
  esistente,  firmata  da una società in house-providing   Sicilia  e
  servizi ,  con la omologa società  Sicilia e servizi  del Piemonte.
  Questa  convenzione stabilisce che non ci sono oneri nello  scambio
  di queste informazioni. Perché specifichiamo col comma 4? Perché ci
  richiamiamo ad una convenzione che non prevede oneri per lo scambio
  di informazioni delle regioni.
   Ecco  perché abbiamo inserito questo: perché ci richiamiamo ad  un
  comma   della  Convenzione  madre,  firmata  a  suo  tempo  da   un
  predecessore dell'assessore Lantieri agli Enti locali.
   Per   cui  io  ritengo  che,  chiariti  questi  due  aspetti  alla
  Commissione  bilancio, si debba tenere il testo in questa  formula,
  perché intanto consente all'assessore di promulgare tutti gli  atti
  conseguenti e di accelerare la ripresa delle attività formative,  e
  poi chiarisce che il tutto si svolge nell'ambito di una convenzione
  che non ha oneri per la Regione.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e   relatore   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi  rimane  la  vicenda.  L'onorevole
  Marziano chiarisce che c'è la convenzione, e che è con il Piemonte.
   Eventuale   significa che non sappiamo se c'è: quindi   eventuale
  lo dobbiamo, necessariamente, cassare.
   Lei,  poi, ha detto che c'è una sola convenzione: qui si parla  di
  più convenzioni. Quindi, evidentemente, dobbiamo cassare il termine
   eventuale  perché sappiamo che già c'è un accordo, e dobbiamo  poi
  sostituire il plurale con il singolare, dal momento che mi pare  di
  capire che è solo una la convenzione che è attualmente in vita.
   Sul  quarto  comma rimaniamo, anche se a maggioranza,  dell'avviso
  che  il  vada  tolto,  perché  l'invarianza  la  certifica  la   II
  Commissione

   ALLORO,  componente Commissione. Prima chiedi ai  colleghi  e  poi
  dici a maggioranza

   VINCIULLO, presidente della Commissione. Tu mi hai detto  che  non
  sei  d'accordo. Poi ci sono tutti i colleghi che mi hanno detto che
  sono d'accordo.
   Dopodiché io chiedo agli Uffici di pronunciarsi su questa vicenda.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, questo lo chiedo io agli Uffici.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  concordo  con l'onorevole Vinciullo  sul  fatto  che  la
  certificazione  dei  non  oneri  aggiuntivi  la  dovrebbe  fare  la
  Commissione  Bilancio'. Però ritengo sia opportuno, a questo punto,
  che il comma 4 venga mantenuto, perché almeno certifica che non  ci
  sono oneri aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Vinciullo, correttamente,  da  Presidente
  della  Commissione non poteva non sollevare la questione, è inutile
  che ci giriamo intorno. Siccome noi, però, abbiamo aderito a quanto
  ci siamo detti in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  e alcuni emendamenti su cui c'era condivisione si portavano avanti,
  se  c'è  condivisione  andiamo avanti e le questioni  di  carattere
  tecnico le superiamo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A82. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A83 è stato stralciato.
   Si  passa  all'emendamento A84, degli onorevoli Lentini ed  altri.
  Non essendoci i firmatari in Aula, l'emendamento è decaduto.
   Sull'emendamento A86 l'assessore Contrafatto ieri,  opportunamente
  e  correttamente,  mi  ha posto un tema: il  Governo  nazionale  ha
  preannunciato  l'impugnativa di una norma. L'assessore  Contrafatto
  si è fatta promotrice di un emendamento che si adegua ai rilievi. E
  siamo al punto di prima e difatti ho detto  riferisca all'Aula:  se
  l'Aula è d'accordo a trattarlo, per me nulla osta', considerato che
  abbiamo seguito un percorso e considerato che dobbiamo dare corso a
  quella  mozione,  perché - e non è polemico  il  mio  intervento  -
  dobbiamo  evitare che ci sia discrezionalità. Però se un  assessore
  mi  pone  una questione di carattere tecnico io non posso non  dare
  seguito.
   Si  passa  all'emendamento  A85,  del  Governo,  che  riguarda  la
  questione  dell'amianto, sul quale è già stato espresso  il  parere
  positivo  della  VI Commissione sesta e c'è solo una  questione  di
  termini.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A86.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CONTRAFATTO,  assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor Presidente, onorevoli deputati, col  permesso  del
  Presidente vorrei chiarire cosa è accaduto.
   L'articolo  34,  che era quello della Finanziaria che  introduceva
  l'ecoincentivo,  in particolare al comma 12, prevedeva  lo  sgravio
  per  i  Comuni  che  avessero incrementato la loro  percentuale  di
  raccolta  nel successivo biennio. Questo comma era passato  con  il
  parere  favorevole tanto della IV Commissione che della Commissione
  Bilancio. La sera in cui siamo passati alla votazione in  Aula,  il
  Movimento  Cinque  Stelle aveva proposto un emendamento  aggiuntivo
  per  andare a coprire anche una parte di comuni che non avevano già
  raggiunto  un  certo  livello di differenziata,  e  che  si  voleva
  premiare  anche  loro.  L'emendamento  era  quindi  un  emendamento
  aggiuntivo;  ci siamo accorti poi dalle registrazioni  d'Aula  che,
  non   si   sa  per  quale  disguido,  è  diventato  un  emendamento
  sostitutivo  alla  prima  parte del  comma  12,  per  cui  è  stato
  pubblicato solo lo sgravio del 50% che era originariamente - ripeto
  -  un  emendamento aggiuntivo, e così siamo andati sotto il  minimo
  previsto  dalla legge nazionale. Perché un minimo di  tributo  deve
  essere  pagato,  che è quello di 5 euro ogni tonnellata  e  due  di
  rifiuto; allora con questo emendamento si vuole reintrodurre quella
  premialità che era prevista nella versione originaria, e che ripeto
  era  già passata nelle due Commissioni, e che invece prevedendo  lo
  sconto  del 30 e del 40 fa si che non si va al di sotto del  minimo
  previsto  dalla legge. Pertanto, l'articolo non ha più  ragione  di
  essere impugnato.
   Spero  di  essere  stata  chiara, se necessita  qualche  ulteriore
  spiegazione sono qui.

   PANEPINTO. Ma il primo comma che significa assessore?

   CONTRAFATTO, assessore per l'energia e la pubblica utilità.  Nella
  legislazione  nazionale  è  prevista la dicitura   oggetti  passivi
  individuati  dall'articolo 26 , noi invece avevamo messo   soggetti
  conferitori ,  e  nell'impugnativa c'è  scritto  che  con  soggetti
  conferitori in senso lato non c'è l'individuazione effettiva di chi
  deve  pagare  il  tributo, e che quindi è  una  indicazione  troppo
  generica. Invece, utilizzando questa formula, che poi era la stessa
  contenuta  nel  nostro emendamento, avevamo messo una  parolina  in
  più,   sostanzialmente  la  togliamo,  ci  ricolleghiamo  di  nuovo
  perfettamente  in  linea  con il soggetto  passivo  previsto  della
  normativa nazionale, e lo stesso per il comma 7 quando diciamo dopo
  le parole  palabili  vengono aggiunte le seguenti  e i rifiuti come
  individuati ,  perché nelle more della pubblicazione  della  nostra
  legge finanziaria è entrato in vigore il collegato ambientale,  che
  introduceva  in materia di rifiuti quest'altra dizione  la  abbiamo
  aggiunta  la  nostro comma, quindi con questa piccole  accorgimenti
  l'articolo  34  che  votammo  quella  notte  diventa  inimpugnabile
  rispetto ai rilievi che ha fatto il Governo nazionale.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi assessore Contrafatto, c'è un  problema  di
  carattere  generale,  perché ho capito che  non  c'è  condivisione,
  siccome  sono  stati  preannunciati più punti di  impugnativa  alla
  finanziaria, sarebbe opportuno che il Governo ci facesse sapere  su
  quali resiste e su quali non resiste.

   CONTRAFATTO, assessore per l'energia e la pubblica utilità. Noi su
  questo abbiamo intenzione di resistere.

   PRESIDENTE.  Assessore,  io  questo l'ho  compreso  perfettamente,
  tant'è  che  le  ho detto che non ho nessuna difficoltà,  però  non
  credo che ci siano in questo momento le condizioni per approfondire
  il  tema  alla luce di preannunciate impugnative, perché su  questo
  secondo  me  per  il futuro il Governo deve fare  una  delibera  in
  assenza  di  norma,  dove dice premesso che è  stata  impugnata  su
  questo resiste e su questo va in Aula e l'Aula decide, non ci vuole
  molto in assenza di procedure chiare.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti, anche
  io   ricordo  che  quell'emendamento   della  collega  Palmeri  non
  sostituiva tutto il  comma ma soltanto aggiungeva una parte, quindi
  sarà stato  un errore di trascrizione e pertanto sono d'accordo.  I
  miei  dubbi sono sul comma 7 perché sembrerebbe che, in questo modo
  riprendendo  il  collegato ambientale, noi  andiamo  ad  introdurre
  altri  rifiuti oltre a quelli che già  rientrano nel  novero  della
  disciplina dell'ecotassa.
   Per   cui,  secondo   me,  anche  alla  luce   del  fatto  che  la
  Commissione   Ambiente   non si è pronunciata  su  questo  delicato
  aspetto,  io  direi  limitiamoci al comma 12,  in  questo  caso,  e
  stralciamo gli altri commi e, magari, poi apriamo la discussione in
  Commissione dove possiamo avviare un dibattito un po' più  completo
  perché la norma è tecnica.

   PRESIDENTE. Invito l'Assessore a ritirarlo possibilmente e a farsi
  promotrice  lei stessa di una iniziativa parlamentare,  secondo  le
  procedure   che  conosciamo,  in  IV  Commissione  per   un'attenta
  valutazione, sulla base di quello che dice l'onorevole Trizzino.

   DIPASQUALE, vicepresidente della Commissione. Perché ritirarlo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, proprio  lei  mi  dice  perché
  ritirarlo  Proprio lei che sulla questione della Delrio ne ha fatto
  un cavallo di battaglia  Questo è proprio  a tutela del Parlamento
  Questo è a tutela del Parlamento
   Questa   va con procedura d'urgenza in IV Commissione. L'assessore
  Contrafatto ha fatto bene perché è l'Assessore di riferimento,  non
  poteva  fare  diversamente, però il Governo è  uno,  siccome   sono
  state preannunciate più impugnative, sarebbe bene che il Governo in
  un  unico  atto faccia sapere all'Assemblea come intende procedere.
  Comunque questo va con procedura d'urgenza in IV Commissione.

   TURANO.  L'emendamento A.84 è stato dichiarato  inammissibile  per
  assenza dei firmatari.

   PRESIDENTE. Non inammissibile, decaduto per assenza dei firmatari.

   TURANO. Io ero distratto, stavo parlando al telefono.

   PRESIDENTE. L'emendamento che stiamo trattando è l'A.86.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero  assentato
  un  quarto  d'ora per motivi gravi non per rilassamento, quindi  la
  ringrazio per avere accettato la trattazione dell'emendamento A84.
   Questo  è un emendamento che già nell'ultima  finanziaria è  stato
  approvato  un  ordine  del   giorno  all'unanimità  con  il  parere
  favorevole della I Commissione, parliamo di dirigenti che  lo  sono
  dal 1994 presso la Protezione civile e parliamo di 17 dirigenti che
  hanno  presentato più volte e l'Ufficio legislativo   e  legale  ha
  dato parere favorevole prima nell'aprile 2011 e poi ad ottobre 2014
  per essere utilizzati dopo i dirigenti regionali.
   Considerato  il  fatto che ormai, come tutti  sappiamo,  già  sono
  state  presentate  più  volte tante domande  di  pensionamento,  si
  chiede   che   questo  emendamento  sia  adottato   per   inserire,
  finalmente,  questi  dirigenti e utilizzarli anziché  tenerli  alla
  Protezione   civile   senza  fare  nulla,  cioè   fanno   solo   ed
  esclusivamente semplici lavori dati dal dirigente generale.
   Quindi, questo permetterà, appunto, di arricchire ancora di più il
  contenitore dirigenti.

   PRESIDENTE.   Questo  è  già  andato  in  Commissione,   onorevole
  Dipasquale, altrimenti non sarebbe arrivato qua.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  Assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIPASQUALE,  Vicepresidente della Commissione. La  Commissione  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che   è   stato  presentato  dal  Governo,   ai   sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento interno,  l'emendamento  117.1,
  che riguarda la legge sulle province.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 607, sulle scuole paritarie,   a
  firma  degli onorevoli Vinciullo, Dipasquale, Savona, Di  Giacinto,
  Cancelleri,   La   Rocca,   Cimino,   Turano,   illustrato    prima
  dall'onorevole Vinciullo. Tutti i capigruppo chiedono di apporre la
  firma.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, preciso che il Governo aveva dato  il  parere
  prima  ed era favorevole, addirittura l'onorevole Vinciullo  voleva
  anticipare la votazione.
   Comunico che sono stati presentati gli ordini del giorno n. 600, a
  firma  degli  onorevoli Falcone ed altri; n.  601,  a  firma  degli
  onorevole Falcone e Savona; n. 602, a firma degli onorevoli Lupo  e
  Cirone;  n. 603, a firma degli onorevoli Lupo e Cirone; n.  604,  a
  firma  degli  onorevoli Tancredi ed altri; n. 605,  a  firma  degli
  onorevoli  Foti  ed  altri e il n. 606,  a  firma  degli  onorevoli
  Falcone ed altri.
   Il Governo intende accettarli come raccomandazione?

   CROCETTA,  Presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  ho dato una rapida lettura agli ordini del giorno  e  mi
  pare  che siano condivisibili e, quindi, il Governo li accetta come
  raccomandazione.
   E'  chiaro  che  poi  ci  sono alcuni fatti che  sono  tipicamente
  amministrativi.  Per  esempio,  come  quello  della  Chiesa,  della
  Maddalena  che  è una cosa buona quello che vogliamo,  però  capite
  bene  che  ci sono poi delle procedure: bisogna inviare i  progetti
  esecutivi, presentarli alla segreteria generale. Ma è chiaro che se
  poi  ci  sono  tutti questi presupposti di legge è  chiaro  che  il
  Governo li accoglierà.
   Il   Governo  accetta  gli  ordini  del  giorno  presentati   come
  raccomandazione,  li  esaminerà attentamente  ed  eventualmente  li
  discuterà   con   i   deputati  interessati  per  approfondire   la
  problematica.

   PRESIDENTE. Vengono, quindi, accettati tutti come raccomandazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Le darò la parola dopo per dichiarazione di voto.

   FALCONE. Presidente, può leggere i titoli degli ordini del giorno?

   PRESIDENTE.  Gli  ordini  del  giorno  sono  i  seguenti:  n.  600
   Iniziative  urgenti  per  la  categoria  dei  docenti  a   seguito
  dell'applicazione della legge sulla Buona scuola ,  a  firma  degli
  onorevoli Falcone, Savona, Cordaro; n. 601  Risorse per il recupero
  della  chiesa  della Maddalena nel comune di Bisacquino ,  a  firma
  degli onorevoli Savona e Falcone; n. 602  Iniziative per promuovere
  un   servizio  postale  adeguato  in  Sicilia  nel  rispetto  degli
  interessi  dei lavoratori , a firma degli onorevoli Lupo e  Cirone;
  n.  603  Tutela del lavoro stagionale nel comparto del turismo ,  a
  firma  degli  onorevoli  Lupo  e Cirone;  n.  604   Lavoratori  del
  Consorzio  di  bonifica  1  di Trapani , a  firma  degli  onorevole
  Tancredi ed altri; n. 605  Presidenza per le II.PP.A.B. ,  a  firma
  degli  onorevoli  Foti ed altri; n. 606  Tutela dei  lavoratori  di
  cui  all'art.  14 del ddl  n. 1133-1155/A Stralcio  I  Disposizioni
  stralciate/A , a firma degli onorevoli Falcone ed altri.

            1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di nn.
           1133-1155/A Stralcio I Disposizioni stralciate/A

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno   di   legge  nn.  1133-1155/A  Stralcio   I   Disposizioni
  stralciate/A.

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.52, è ripresa alle ore 19.53)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
  Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  11
  maggio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia
              di  personale. Disposizioni varie . (nn.  1133-1155/A
              Stralcio I Disposizioni stralciate/A)

   III  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        2)  -   Modifica di norme in materia di elezione del sindaco  e del
            consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
            1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Panepinto

        3)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
            amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
            854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233 -  Opportune  iniziative concernenti  il  complesso
                immobiliare  sito a Palermo, in via  Ingegneros  n.
                31.

         (25 novembre 2013)
                                 MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. -
                                                          VINCIULLO

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 19.54

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio