Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.50
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Tamajo e Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea
N. 2351 - Urgenti provvedimenti a sostegno dei lavoratori
dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia.
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio;
Milazzo Giuseppe; Papale Alfio; Savona Riccardo
- Con nota prot. n. 7695/IN.16 del 18/02/2015, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
-Da parte dell'Assessore per le Attività produttive:
N. 2890 - Notizie sull'affidamento dell' incarico a Unioncamere
all'Expo 2015.
Firmatari: Falcone Marco; Assenza Giorgio; Figuccia Vincenzo;
Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Savona
Riccardo
- Con nota prot. n. 19462/IN.16 del 19 aprile 2016 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le attività
produttive.
-Da parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
Pubblica:
N. 1373 - Notizie circa l'utilizzo di un finanziamento regionale
concesso al Comune di Aci Catena per la ristrutturazione dell'ex
Convento dei Cappuccini adibito a sede municipale.
Firmatari: Nicotra Raffaele Giuseppe
- Con nota prot. n. 35858/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 1915 - Interventi urgenti sulla strada provinciale che collega
San Cipirello con Partinico (PA).
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana
Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 26396/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 1927 - Notizie urgenti in merito al ripristino degli interventi
di manutenzione delle strade provinciali San Cipirello-Corleone, SP
65 bis e San Cipirello-Partinico.
Firmatari: Cascio Francesco
- Con nota prot. n. 35873/IN.16 del 28 luglio il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica.
N. 1961 - Prosecuzione delle attività di sostegno alla didattica e
alla ricerca del Consorzio universitario della Provincia di
Trapani.
Firmatari: Fazio Girolamo
- Con nota prot. n. 35884/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2181 - Notizie in ordine alla mancata adozione del conto
consuntivo 2011 del comune di Milazzo e azioni di verifica
dell'andamento gestionale economico-finanziario.
Firmatari: Grasso Bernadette Felice
- Con nota prot. n. 48768/IN.16 del 17 ottobre 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
N. 2811 - Chiarimenti circa la nomina del Collegio dei revisori
dei conti del Comune di Acireale, avuto riguardo in particolare ai
requisiti di indipendenza e obiettività dei soggetti incaricati.
Firmatari: Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 61415/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica.
N. 2942 - Notizie e chiarimenti sulla mancata applicazione della
legge regionale in favore dei testimoni di giustizia.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 19480/IN.16 del 19 aprile 2016 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
-Da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità:
N. 2741 - Iniziative a livello nazionale a seguito della vicenda
della chiusura, nel 2011, dell'aeroporto civile di Trapani-Birgi.
Firmatari: Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa
Orazio; Sorbello Giuseppe
- Con nota prot. n. 40228/IN.16 del 31 agosto 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l 'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 2743 - Ripristino della viabilità sulla S.P. n. 23 che collega
Palazzolo Acreide (SR) e Giarratana (RG).
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 40229/IN.16 del 31 agosto 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 2771 - Notizie in ordine alle precarie condizioni della strada
provinciale 17 di collegamento tra i comuni di Raffadali e
Siculiana (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco;Cancelleri
Giovanni Carlo;Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
- Con nota prot. n. 61370/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 2776 - Notizie in merito alle precarie condizioni della strada
provinciale 88 tra Casteldaccia e Bagheria (PA).
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 61361/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 2797 - Notizie in merito alla cessazione del servizio di treni
a lunga percorrenza da e per la Sicilia ed al rinnovo del contratto
di servizio regionale.
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 61400/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 2807 - Ripristino del percorso stradale Palazzolo Acreide -
Giarratana.
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. n. 61411/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
-Da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 2752 - Iniziative urgenti volte a garantire l'attivazione
della convenzione con il Centro residenziale per gravi disabilità
di via Ben Haukal nel comune di Palermo.
Firmatari: Greco Giovanni
- Con nota prot. n. 61315/IN.16 del 29 dicembre 2015, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione del Collegio dei revisori della Regione e degli
altri Enti regionali. Obbligo di trasparenza degli atti dei Collegi
dei Revisori. (n. 1217)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Forzese in
data 26 maggio 2016.
- Disposizioni contabili. (n. 1218)
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Baccei) in data 1 giugno 2016.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati alle competenti
Commissioni i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione.
Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni. (n. 1207)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 maggio 2016.
PARERE VI.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifica all'articolo 120, comma 1, lettera b) della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11. (n. 1204)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 maggio 2016.
- Interventi per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. (n.
1205)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 maggio 2016.
PARERE IV.
- Norme in materia di contrasto dello spreco alimentare. (n. 1211)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 maggio 2016.
PARERE VI.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Misure per la valorizzazione della borgata Santa Lucia di
Siracusa. (1203)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 maggio 2016.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia. (n. 1209)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 maggio 2016.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 363: Promozione
dell'attività di recupero e distribuzione delle eccedenze
alimentari e non alimentari a favore delle fasce più deboli della
popolazione , già assegnato con nota prot. n. 6348/SG.LEG.PG. del
22 maggio 2013 alla VI Commissione, è stato riassegnato in data
24 maggio 2016 alla III Commissione ed alla VI Commissione per il
parere.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta ed è stata assegnata alla
competente Commissione la seguente richiesta di parere:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Composizione Consiglio regionale dei beni culturali. (n. 77/V).
Pervenuto in data 20 maggio 2016.
Inviato in data 24 maggio 2016.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto il parere reso dalla
competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
Sezione giurisdizionale. Designazione componente (n. 76/I).
Reso in data 24 maggio 2016.
Inviato in data 25 maggio 2016.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3255 - Interventi urgenti per la sistemazione
straordinaria e la messa in sicurezza della strada
provinciale n. 16 nel siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Falcone Marco; Cappello Francesco; Musumeci Nello
N. 3256 - Chiarimenti sul mancato recupero delle somme a carico
del Segretario generale di Palazzo d'Orleans ed iniziative
conseguenti.
- Presidente Regione
Figuccia Vincenzo; Falcone Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3250 - Sospensione del commissariamento ad acta del Consorzio
Acquedotto Tre Sorgenti di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Panepinto Giovanni; Cani Gaetano
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo ed alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3246 - Notizie in ordine allo sblocco dei finanziamenti europei
per la realizzazione di impianti di depurazione in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Grasso Bernadette Felice
N. 3247 - Iniziative da assumere per la problematica degli
accertamenti contributivi posti in essere dall'INPS di Ragusa.
- Presidente Regione
Assenza Giorgio
N. 3248 - Interventi atti a eliminare alcune carenze di organico e
strutturali del reparto di infettivologia dell'ospedale di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 3249 - Chiarimenti in ordine ai profili di legittimità relativi
alla procedura concorsuale indetta dall'ASP n. 5 di Messina per il
conferimento dell'incarico quinquennale di Direttore di struttura
complessa, disciplina di cardiologia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 3252 - Chiarimenti riguardo i problemi inerenti i servizi di
analisi nei presìdi ospedalieri.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La
Rocca Claudia
N. 3253 - Chiarimenti in merito all'incidente che ha interessato
una cabina di un ascensore all'interno dell'A.O. 'Cannizzaro' di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Foti Angela; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia
N. 3254 - Chiarimenti urgenti in ordine alle iniziative da
adottare presso l'impianto della raffineria di Milazzo (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Foti Angela; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia
N. 3257 - Notizie in ordine alla realizzazione dei lavori di
ammodernamento, adeguamento e ampliamento del porto di Tremestieri
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Grasso Bernadette Felice
N. 3259 - Chiarimenti circa la mancata ispezione
amministrativa per la valutazione di rimozione o sospensione del
sindaco di Capizzi (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Rinaldi Francesco
N. 3260 - Interventi presso il competente Ministero per un nuovo
impulso alla tradizionale pesca del tonno con tonnara fissa nel
mare delle Isole Egadi (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio;
Sorbello Giuseppe
N. 3261 - Chiarimenti circa l'emergenza rifiuti nel Comune di
Trapani e iniziative per migliorare la raccolta differenziata
in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio
N. 3262 - Iniziative da assumere presso le competenti autorità
statali per agevolare il processo di costituzione del polo
aeroportuale della Sicilia occidentale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio;
Sorbello Giuseppe
N. 3263 - Interventi a sostegno dell'export siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio
N. 3264 - Chiarimenti sull'attuazione della l.r. n. 10 del 2014
per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti
dall'amianto.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Attività produttive
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio; Cani
Gaetano
N. 3265 - Misure urgenti per la salvaguardia dei dipendenti
dell'ARAS e rilancio dell'associazione.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Assenza Giorgio
N. 3266 - Accertamento delle responsabilità in ordine ai ritardi
nella scerbatura, realizzazione viali parafuoco ed attività di
prevenzione antincendio nella montagna di Erice (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
Fazio Girolamo
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 429 - Notizie circa l'erogazione di prestazioni sanitarie in
regime di intramoenia.
- Assessore Salute
Cirone Maria in Di Marco
N. 430 - Iniziative urgenti a favore del centro
cardiologico pediatrico del Mediterraneo 'Bambino Gesù' di Taormina
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 574 - Iniziative per l'accesso ai contributi riconosciuti
dal Ministero dello sviluppo economico per iniziative a vantaggio
dei consumatori.
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Presentata il 24/05/16
N. 575 - Iniziative urgenti a favore del centro
cardiologico pediatrico del Mediterraneo 'Bambino Gesù' di Taormina
(ME).
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 25/05/16
N. 576 - Iniziative per il riconoscimento alla Regione delle somme
derivanti dalle accise di prodotto raffinato in Sicilia.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 25/05/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 3115
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con richiesta di
risposta in Commissione n. 3115, a firma dell'onorevole Raia,
iscritta all'ordine del giorno della seduta n. 322 del 25 maggio
2016 della V Commissione legislativa permanente Cultura,
formazione e lavoro , è da intendersi presentata con richiesta di
risposta scritta per assenza dell'interrogante al momento dello
svolgimento.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza dell'interrogazione n. 3251
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della nomina dell'on.le
Gianluca Antonello Miccichè a Assessore regionale è decaduta
l'interrogazione n. 3251 a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Zafarana e La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vista
l'assenza del Presidente Ardizzone volevo rinunciare
all'intervento, però poi ho fatto mente locale e ho ricordato che
lei stamattina era anche alla Santa celebrazione
dell'incoronazione del Sindaco Orlando.
Signor Presidente, scherzosamente ho fatto questa introduzione,
ora seriamente: il Parlamento della Regione siciliana che approva
una riforma, voi l'avete definita epocale, anche grazie al
contributo che abbiamo dato noi, sulle province anzi sui liberi
consorzi.
Io apprendo dalla stampa, per caso, che stamattina si è insediato
Leoluca Orlando, lo dico in presenza anche del presidente della
Commissione Affari Istituzionali; ma , vivaddio, non invitare i
deputati almeno del collegio palermitano, tutti indistintamente al
di là del colore politico; non invitare la Commissione Affari
istituzionali , voi intendete girare tutti i liberi consorzi, il
Presidente della Regione, Ardizzone e vi fate una riunione quattro
amici con i sindaci? Volete strumentalizzare una riforma, che voi
definite epocale, ai fini di campagna elettorale?
Vedere tutti i sindaci con la fascia - uno spettacolo che non si
può guardare - tutti i sindaci e poi c'è Ardizzone - con il
rispetto che devo, certamente, al Presidente dell'Assemblea - e il
Presidente della Regione che vanno predicando in giro per i
capoluoghi della Sicilia Ma vi sembra il modo di trattare i
deputati e il Parlamento della Regione? Veramente vorrei capire chi
si è occupato del cerimoniale, dell'organizzazione di questa
manifestazione Girerete e insedierete tutti i sindaci
metropolitani e i liberi consorzi ignorando i deputati?
Cioè, su di noi fango ad ogni impugnativa e poi voi girate e vi
date voce fra di voi, perché non è stata fatta nemmeno una e mail
ai singoli parlamentari, a nessun parlamentare Come se noi qui
cosa facciamo? Ci portate i pacchettini insacchettati per votare
le leggi e poi andate in giro a fare Ma che spettacolo: Orlando,
Crocetta e Ardizzone
Tutti si sono riuniti fra di loro, tutti i sindaci e noi deputati,
io anche componente della Commissione Affari Istituzionali , mi
sento chiamare dai consiglieri comunali anch'essi ignorati perché
molti sindaci non sono andati a presenziare, sono fuggiti
all'insaputa di molti consiglieri, non sono andati nemmeno in
Consiglio a comunicare che si insediavano Questa è la legge che
abbiamo tanto voluto perché ora i sindaci faranno gioco personale,
come si diceva quando si giocava a calcio, faranno gioco personale.
Quindi, consiglieri comunali ignorati, deputati ignorati, questa è
la riforma per come la volete applicare? Io mi vergogno, da
deputato, mi vergogno per come avete iniziato, per come avete
iniziato perché non avete avuto rispetto dei singoli deputati
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, io l'ho lasciato parlare per una
questione di cortesia, ma l'Assemblea regionale non ha invitato
nessuno perché noi non insediamo nessuno; quindi, non è il
cerimoniale dell'Assemblea che ha fatto inviti perché non doveva
fare nessuno invito. Evidentemente, il Presidente Ardizzone a sua
volta è stato invitato. Io personalmente non ho ricevuto nessuno
invito, ho saputo dell'insediamento e siccome sono deputato di
questa città ho ritenuto di essere presente. L'Assemblea regionale
non ha invitato nessuno perché non ha competenza né ad invitare né
tanto meno ad insediare nessuno.
MILAZZO Giuseppe. Presidente, lei deve difendere le prerogative
del Parlamento C'era il Presidente della Regione, l'Assessore
regionale e il Presidente dell'Assemblea. Ha invitato tutti il
sindaco Orlando? Chi l'ha fissata la data?
PRESIDENTE. Io non le so rispondere, le posso dire che l'Assemblea
regionale non ha competenza in materia e questo lei dovrebbe
saperlo, quindi, mi sorprende anche un po' il suo intervento.
MILAZZO Giuseppe. C'era il Presidente della Regione
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione è il Presidente della
Regione, l'Assemblea regionale è evidentemente altra cosa Si vede
che è stato invitato.
MILAZZO Giuseppe. Ha fatto tutto il sindaco Orlando
PRESIDENTE. Ripeto, l'Assemblea regionale non ha invitato nessuno
perché non è artefice di alcun insediamento.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
della Regione, il Presidente Ardizzone ed io, come assessore, siamo
stati invitati dal Commissario dell'ex Province, siamo stati
invitati per essere presenti ma non abbiamo fatto nessuno invito né
l'Assemblea e nemmeno il Governo regionale. Noi siamo stati
invitati da parte del cerimoniale dell'ex province e da parte del
Commissario.
MILAZZO Giuseppe. Del rimosso Commissario
LANTIERI, assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica. I Commissari non ci sono dubbi, onorevole, lo sa meglio
di me, che i Commissari
MILAZZO Giuseppe. Non avete avuto rispetto per i deputati, almeno
solo per la Commissione Affari istituzionali
COLTRARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLTRARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
semplicemente per porre all'attenzione dell'Aula e della nostra
Presidenza se è possibile fissare con una maggiore urgenza,
nell'ambito dei lavori d'Aula, una interrogazione che ho presentato
in data odierna riguardante l'apposizione di firma di un decreto
per la realizzazione di una strada di collegamento tra il Viale
Gazzi e l'approdo delle Ferrovie dello Stato di via Don Blasco a
Messina: è la famosa zona falcada; perché si è verificato un fatto
molto strano che riguarda la nostra amministrazione regionale, in
quanto il decreto per l'avviamento dei lavori è stato presentato
con la firma dell'Assessore ma mancante della firma della
Ragioneria della Regione che permette lo stanziamento dei fondi.
Siccome si tratta di un'opera di 27 milioni di euro che stava per
partire e che era finalizzata alla risoluzione di un problema
fondamentale della città che era quella dell'asse viario per
evitare che i tir passino in città e che ci sia un rilancio della
zona falcada, riguarda un problema dell'amministrazione regionale
in cui tutti i deputati regionali sono coinvolti da una vicenda
che, purtroppo, non si capisce il motivo per cui ha portato ad una
mancata partenza di questi lavori.
Vi chiedo, considerato che è un problema che interessa tutta la
città di Messina ed è un'opera comunque regionale perché riguarda
un collegamento, riguarda l'intera insularità tra le Ferrovie dello
Stato e la Calabria, quindi tutto il traffico delle merci che
arrivano in Sicilia, se fosse possibile trattarlo con urgenza per
dare una spiegazione all'amministrazione comunale e all'intera
città di Messina.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo far
notare alla Presidenza che nella lettura della presentazione delle
interrogazioni, interpellanze e mozioni, non si è fatto cenno ad
una mozione presentata dal sottoscritto firmata da altri 20-30
autorevoli colleghi, sul diritto alla pensione integrativa dei
lavoratori dell'EAS. Vorrei sapere perché non è stata annunziata in
Aula.
PRESIDENTE. Gli uffici verificheranno a brevissimo la sua
richiesta. Nel corso della seduta conto di darle risposta.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Trizzino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Rinvio della discussione della mozione n. 496
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il II punto all'ordine del giorno
riguardante la discussione della mozione n. 496 Iniziative in
ordine al reclutamento di personale nella aziende del Servizio
sanitario regionale , è rinviato in quanto l'assessore Gucciardi
per impegni istituzionali, non è presente oggi e non potrà esserlo
domani.
Onorevoli colleghi, rispondo all'onorevole Giovanni Greco: la
mozione n. 573, riguardante provvedimenti urgenti a favore dei
pensionati dell'ente acquedotti siciliani , è già stata annunziata
ed è già stata trasmessa al Governo.
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge Modifica di norme
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione disegno di legge
Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali (nn. 1153-
15-845-860-922-1003-1126/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto nell'apposito
banco.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Panepinto, per
svolgere la relazione.
PANEPINTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
testo, che è stato già trattato in quest'Aula e poi tornato in I
Commissione, è un testo che prova ad allineare anche la normativa
in materia di elezioni al sistema, cosiddetto, nazionale
disciplinato dal testo unico 267. Per cui, augurandomi che sia un
inizio, chiedo all'Assessore se ha modo di seguire i lavori d'Aula
e si rende ormai necessaria e indispensabile, una rivisitazione
complessiva di tutto il quadro normativo che nell'elezione diretta
del sindaco parte dalla legge n. 7 del 1992 per arrivare alle
ultime norme recenti. Per cui, io mi rimetto alla relazione.
Mi piace sottolineare di questo testo, un fatto secondo me
importante, ossia che il candidato sindaco che non viene eletto e
risulta secondo, appresso a chi viene eletto sindaco va in
consiglio comunale a rappresentare la minoranza che ha perso e,
quindi, ci sono elementi maggiori di una partecipazione anche ai
lavori del consiglio comunale considerato che, purtroppo, il
consiglio comunale spesso viene considerato come un luogo
istituzionale dove si adottano, si approvano pochi atti anche se
sono, per la verità, quelli più importanti come la programmazione
urbanistica e la programmazione finanziaria e regolamentare.
Detto questo, signor Presidente, il lavoro fatto dalla
Commissione, presieduta dall'onorevole Cascio, ha provato a
correggere quelli che erano degli eccessi nel primo testo, cioè la
possibilità di sfiduciare, in qualunque momento e con maggioranze
risicate, oppure per la mancata approvazione del bilancio, il
sindaco, tenendo conto che, in questa fase che io considero di
terza Repubblica e la nascita di eccessive liste civiche mettono in
discussione anche un principio che è fondamentale nella prima norma
che, in Italia, disciplina la elezione diretta del sindaco, che è
la n. 7 del 1992, che approva questo Parlamento e cioè di garantire
la stabilità degli enti locali.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiedo
l'attenzione della Commissione e degli uffici. In verità, non farò
alcuna proposta che riguarda la norma elettorale in senso stretto,
però vorrei affidarmi ai capigruppo, alla Commissione ed agli
uffici su un tema che, diciamo, ci riguarda perché - anche i
colleghi del Movimento Cinque Stelle - non so quando è stato, mesi
fa, abbiamo messo mano ai Consigli comunali relativamente allo
status e ad alcune cose.
Con un emendamento che l'Assemblea ha approvato, cosa è venuto
fuori? E' venuta fuori una norma che consente ai consiglieri
comunali dei piccoli comuni di avere non solo il tempo stretto
necessario per andare in Commissione, ma anche lo studio degli
atti.
Questo ve lo potranno supportare gli uffici dell'Assemblea
regionale. Paradossalmente, noi abbiamo vietato questa prerogativa:
lo studio degli atti, ai grandi comuni, ai comuni capoluogo
Quindi, paradossalmente, in un comune come Palermo, Catania e
Messina, il consigliere comunale deve andare in Commissione e
ritornare e non ha la possibilità di leggere le carte.
Invece, noi, con un emendamento che non era abbastanza chiaro,
abbiamo dato la possibilità ai piccoli comuni di avere questo
margine, dello studio degli atti, e ai grandi comuni no
Io chiedo alla Commissione, al Presidente Cascio con gli uffici,
se - è un emendamento tecnico - l'Assemblea lo può accogliere.
Ovvero neghiamolo per tutti: o estendere la norma così com'è per i
piccoli comuni, anche per i comuni capoluogo, o lo togliamo per
tutti, perché che senso ha un consigliere comunale di Catania che
non lo può fare e un consigliere comunale di un piccoli comune sì?
Se i capigruppo, l'onorevole Cancelleri, o il capogruppo del
Movimento Cinque Stelle, con la Commissione, l'onorevole Cordaro e
il dottore Marino, con il quale ho parlato, e la Segreteria
generale possono correggere, dal punto di vista letterale questa
norma, perché non ha senso. Quindi, io chiedo solo questa cosa.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi permetto di
richiamare l'attenzione, ovviamente, dell'Aula intanto sul momento
particolare in cui, in qualche modo, stiamo vivendo, sia sotto
l'aspetto elettorale - vorrei ricordare che, fra quindici giorni ci
sono i ballottaggi, motivo per cui, ritengo che sia, quantomeno,
inopportuna la discussione su una legge, così importante, che
modifica, sicuramente, l'assetto degli Enti locali e che,
quantomeno, dovrebbe essere rinviata successivamente al periodo
elettorale.
Tralasciato ciò, mi preme richiamare la vostra attenzione su un
aspetto che mi sembra del tutto fondamentale - è stato anticipato
dal relatore. Il legislatore siciliano, con la legge n. 7 del 1992,
innova dell'ordinamento giuridico, interviene in una disciplina
estremamente importante e fondamentale approva la legge n. 7 del
1992 il legislatore nazionale lo fa dopo. Il legislatore nazionale,
quindi, è battuto nei tempi ed il legislatore regionale introduce
delle innovazioni significative, tali da modificare la situazione,
non solo dal punto di vista prettamente politico ma, anche,
soprattutto, dal punto di vista gestionale-amministrativo.
Mi permetto di ricordare che prima della legge n. 7 del 1992 il
sindaco veniva eletto dai consiglieri comunali nel seno del
consiglio comunale e che non era assicurata alcuna minima stabilità
di governo, tant'è vero che i cittadini siciliani, e non solo,
assistevano sistematicamente alla durata dei sindaci, molti dei
quali addirittura duravano appena 24 ore.
Preso atto della situazione in cui si versava in quel periodo, e
ritenuto prevalente l'interesse pubblico alla stabilità e
assicurare la continuità prettamente amministrativa, il legislatore
siciliano introduce il sistema dell'elezione diretta dei sindaci e
fa sì che, effettivamente, siano autonomi, in maniera tale da
assicurare quella governabilità che, sicuramente, la precedente
disposizione normativa non aveva mai assicurato.
Nonostante, ovviamente, la Commissione abbia introdotto alcune
correzioni, così come effettivamente sono state definite, al testo
che era stato, in qualche modo, presentato a quest'Aula, ritengo
che quelle correzioni vadano ulteriormente corrette e, soprattutto,
integrate.
Mi riferisco in maniera particolare ad alcune integrazioni che, a
mio avviso, sono del tutto inopportune. Non è perché la norma
nazionale le ha introdotte e sono vigenti a livello nazionale, sol
perché l'abbia fatto il legislatore nazionale, queste siano,
diciamo così, immuni da critiche e da censure, anzi, a mio avviso,
tutto il contrario.
Mi riferisco in maniera particolare, ad esempio, all'autonoma ed
immediata carica di consigliere comunale nei confronti del sindaco
che non è stato eletto e che ha riportato maggiori suffragi.
Sembrerebbe così una forma asettica, quasi premiale nei confronti
di chi, in qualche modo, battuto da un concorrente che ha riportato
maggiori suffragi, ad un certo punto, riceve il premio, non il
primo premio, ma il secondo premio, il premio di consolazione.
Sembrerebbe, obiettivamente, che ciò miri semplicemente e solamente
a gratificare coloro i quali, nonostante abbiano fatto degli sforzi
elettorali abbastanza consistenti, non abbiano raggiunto, però, il
traguardo di arrivare primi.
A ben riflettere, a ben pensarci, ritengo, obiettivamente, che sia
un premio conferito ad un personaggio, qualunque esso sia, del
tutto inopportuno.
Per quale motivo? Sono convinto anche di questo, del tutto
inopportuno perché, condivido anche questa impostazione, per un
semplice motivo: voi mi insegnate, e credo ne abbiate preso atto,
che la campagna elettorale, soprattutto per quanto riguarda,
ovviamente, i comuni, è una campagna elettorale, mi riferisco in
maniera particolare ai comuni superiori ai 15 mila abitanti, dove
sicuramente le liste sono sicuramente molto più numerose, è
estremamente agguerrita. Non solo è estremamente agguerrita, ma ci
si confronta anche molte volte sugli aspetti prettamente personali
e, anzi, i requisiti di carattere personale diventano poi requisiti
di conflitto, a tutti gli effetti, di diatriba e, consentitemi, di
acredine.
Faccio un ragionamento. Qual è il motivo per cui, eventualmente,
un soggetto con il quale si è confrontato il sindaco se lo deve poi
ritrovare, e se lo deve, eventualmente, sopportare per tutti gli
anni della sindacatura, sol perché, effettivamente, il tizio è
arrivato secondo, motivo per cui deve essere premiato?
Credo che, anche, in questo caso, la questione che è prevalente è,
soprattutto, l'interesse pubblico e, soprattutto, la
governabilità.
Il secondo, che sostanzialmente poi avrà sicuramente una
coalizione, avrà tutto l'interesse a cercare di ostacolare il
percorso del sindaco che l'ha visto come nemico, l'ha visto come
concorrente, l'ha visto come avversario e continuerà - salvo
eccezioni - a vederlo tale. E quindi qual è l'opportunità di
conferire a questo la possibilità di poter non solo contrastare
durante la campagna elettorale - e questo lo trovo legittimo e
soprattutto sacrosanto - ma non riesco a capire per quale motivo
deve continuare a farlo nell'ambito dell'attività prettamente
amministrativa successiva. Salvo ovviamente eccezioni, ma questo è
demandato al carattere di ognuno di noi.
Ma creare i presupposti giuridici perché ciò avvenga, non tenendo
conto di quali possono essere le conseguenze sotto l'aspetto
prettamente amministravo, ritengo obiettivamente che non si sia
fatta una adeguata riflessione soprattutto in funzione delle
conseguenze che ciò determina.
Tenuto conto che non mi sembra obiettivamente che sia estremamente
importante e significativo sotto l'aspetto prettamente giuridico e
organizzativo. Se non fosse, peraltro, il fatto di voler premiare
il secondo. E sono convinto che anche a livello regionale ciò non è
opportuno. E consentitemi anche di fare una battuta a prescindere
dalle persone, perché a me non piace fare riferimento alle persone;
credo che sia stato quanto meno inopportuno a livello della
situazione attuale, per quanto ci riguarda.
Altro aspetto che mi sembra ancora rilevante, nonostante la
Commissione abbia proposto alcune correzioni, è la mozione di
sfiducia. Non riesco a capire perché nei Comuni con popolazione
superiore ai 15 mila abitanti il quorum è del sessanta per cento.
Quelli invece con popolazione inferiore, è dei due terzi. Come se
la mozione di sfiducia fosse la mozione di sfiducia che
sostanzialmente fosse diversa al riguardo. Qualcuno mi dirà sulla
base del numero dei consiglieri. Ma non è così. E' il quorum quello
che è importante perché vale sia per i Comuni inferiori ai
quindicimila abitanti sia per i Comuni superiori ai quindicimila. E
ancora, il sessanta per cento, la norma che prevedeva appunto
l'approvazione del testo dei componenti pari ai due terzi, a mio
avviso, aveva una ratio. Appunto quello di assicurare e tenere
conto del prevalente interesse pubblico della governabilità
piuttosto che vedere la coalizione di maggioranza che possono
determinare il venir meno di una Amministrazione, il venir meno di
un sindaco.
Ritengo che questa percentuale possa benissimo essere integrata
per assicurare, secondo me, quell'interesse estremamente importante
e fondamentale.
Non capisco poi, per quale motivo la Commissione non abbia
introdotto, in maniera del tutto opportuna, il terzo mandato. Le
ragioni per cui è stato introdotto il limite dei due mandati sono
venute meno soprattutto dalla storia che noi abbiamo vissuto in
tutti questi anni. E credo che quel limite possa benissimo essere
superato introducendo il terzo mandato, tenuto conto che solo con
il terzo mandato, si può assicurare quella continuità
amministrativa che - a mio avviso - è estremamente importante per
quella governabilità e perché effettivamente le città, soprattutto
molte città, abbiano la possibilità di poter avere un riscontro dal
punto di vista prettamente fattuale e materiale.
Altro aspetto. Se il principio del doppio mandato è applicato ed è
stato fatto valere nei confronti dei sindaci, non riesco a capire
perché non deve essere introdotto nei confronti dei consiglieri
comunali. Ritengo che l'attività politica debba essere un servizio
a favore della collettività e non deve trasformarsi in un mestiere
a tutti gli effetti. Ho avuto la possibilità di poter conoscere
anche consiglieri che sicuramente ne hanno fatto una attività
primaria non una attività secondaria. Non era un servizio, non era
un'attività di hobby, ma era un'attività primaria a tutti gli
effetti. Cioè da trenta anni consiglieri comunali hanno continuato
veramente a svolgere attività di consigliere comunale.
Sulla base di quel principio, da me non condiviso, ma laddove in
qualche modo introdotto, appunto del terzo mandato, di poter
estendere tale limite nei confronti dei Consiglieri comunali.
E quindi quanto anticipato sarà mia cura, ovviamente, tradurlo in
appositi emendamenti e sottoporli alla valutazione dell'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
giunge finalmente in Aula questo disegno di legge da parte della
Commissione che ringrazio per il lavoro attento che ha fatto, anche
mettendo insieme ben otto disegni di legge, tuttavia dobbiamo fare
una premessa. Vorrei ricordare che lo Statuto, che ha rango
costituzionale, lo Statuto della Regione siciliana, e noi lo
scorso mese abbiamo ricordato con grande enfasi, con grande
attenzione da parte dei colleghi, i motivi per cui la Regione
siciliana ha un'ampia autonomia - e i colleghi hanno, con dovizia
di particolari, ricordato come questa autonomia assegni alla
Regione siciliana poteri concorrenti ed esclusivi con lo Stato - mi
sembra, onorevole Presidente della I Commissione, che questo
disegno di legge abbia abbandonato quelle che erano le prerogative
pattizie riconosciute alla Regione siciliana e si stia solo ed
esclusivamente adeguando a quelle che sono le disposizioni del
Governo nazionale, della legge nazionale. Se così fosse non ci
sarebbe nemmeno bisogno di questo disegno di legge, potremmo dire
andiamo a recepire integralmente il testo', ma questo non lo
possiamo fare, non lo possiamo accettare perché questo non è un
consiglio regionale, questo è un Parlamento. E perché la Regione
siciliana, anche in virtù delle sue peculiari condizioni
territoriali ha delle necessità, ha delle specificità che altre
regioni d'Italia non hanno e ci devono, pertanto, portare a
legiferare nel pieno rispetto della nostra autonomia e nel pieno
rispetto dei poteri che la Costituzione ha conferito a questo
Parlamento.
Per cui veda, onorevole presidente Cascio, la cosa che credo sia
importante è cercare di trovare un minimo comune denominatore, in
maniera tale che una volta stabilita una strada, anche se questa
dovesse essere diversa rispetto a quella prevista dal Parlamento
nazionale e dalla legge nazionale, si possa procedere nel senso
della omogeneità. Quindicimila abitanti. Ma quindicimila abitanti,
sempre? Non è possibile che per alcune prerogative si parli di
ventimila, per altre si parli di trentamila, per cui nel rapporto
evidente fra i cittadini e le istituzioni e fra le istituzioni
stesse, cioè fra comuni e Regione, è chiaro che non è possibile che
vi siano due pesi e due misure, per cui veda con piacere abbiamo
accolto l'adeguamento della normativa regionale a quella nazionale,
però secondo me questo verbo adeguare' è stato usato troppo
spesso, ritengo anche impropriamente; noi non ci adeguiamo alla
legge nazionale perché non è compito di questo Parlamento adeguarsi
alla legge nazionale, noi diamo vita ad una legge che può anche
essere simile a quella proposta dal legislatore nazionale, ma non
deve essere assolutamente un tabù, se diventa un tabù è chiaro che
rinunciamo alle nostre prerogative, per cui la possibilità di
estendere ai quindicimila abitanti il sistema elettorale è una cosa
condivisibile, l'abrogazione della legge regionale 5 aprile 2011,
n. 6, nelle parti che riguarda questa significativa ed importante
modifica, credo che sia importante.
Ma io vorrei partire non parlando dell'articolo 1, ma parlando
dell'articolo 6, perché con l'articolo 6, signor Presidente - e di
questo le sono particolarmente grato - viene reintrodotto un
principio, quello secondo cui ogni amministrazione comunale - ed io
toglierei trenta mila abitanti, lo scenderei a quindici mila
abitanti -ogni Amministrazione comunale sceglie come comportarsi
nei confronti delle circoscrizioni.
Perché lei sa, signor Presidente, che ci sono dei comuni dove,
per essere chiari, le circoscrizioni sono diventate più numerose
rispetto al comune e di conseguenza non è possibile pensare che io
ho un comune, che tutte insieme le circoscrizioni vale quindici
mila abitanti però una circoscrizione ne vale otto mila. Quindi
reintrodurre le circoscrizioni, cioè i quartieri, credo che sia una
buona prassi legislativa. Una cosa importante, reintroduciamo la
democrazia negli enti locali, ridiamo ad ogni consiglio comunale la
possibilità di scegliere ad una condizione però che le
circoscrizioni non costino, che le circoscrizioni non pesino sulle
tasche dei cittadini, che le circoscrizioni siano solo un luogo,
una palestra dove i futuri consiglieri comunali, e noi auguriamo
loro deputati, regionali, nazionali, e così via, possono cominciare
a comprendere il significato della parola democrazia, possano
cominciare ad ascoltare i cittadini e farsi promotori di cause
giuste e nobili a difesa del territorio.
Per cui signor Presidente, questo articolo 6 che reintroduce,
ripeto, i consigli di circoscrizione, è un fatto importante nella
misura in cui trentamila viene sostituito con quindicimila, proprio
perché parlavamo di questa omogeneità che deve caratterizzare il
testo nella sua generale volontà di riformare un sistema
particolarmente attento.
L'articolo 2, signor Presidente, , credo che sia meritevole
dell'attenzione di questo Parlamento, perché reintroduciamo un
concetto importante che il sindaco deve essere espressione di una
maggioranza all'interno del consiglio comunale perché, nel momento
soprattutto in cui i partiti stanno entrando in crisi, nel momento
in cui non c'è la cabina di regia, fatta dai grandi partiti, noi ci
troviamo ogni giorno sempre più con sindaci che sono in balìa dei
singoli, con sindaci che sono in balìa dei consiglieri comunali.
Questo non lo possiamo assolutamente consentire. Noi dobbiamo
garantire ai sindaci che siano espressione di una maggioranza, che
siano espressione di un fatto parlamentare e consiliare che sia
coerente tra la volontà dei cittadini e la volontà di chi
amministrerà per cinque anni la città. Dopo di che, per essere
chiari, se il sindaco non ha la maggioranza non può continuare,
come avviene oggi, con il sindaco che viene a fare la vittima
dicendo che è ostaggio del consiglio comunale. Noi dobbiamo
liberare i sindaci da questa condizione di ostaggio, di mancanza di
libertà., gli dobbiamo dare tutta la responsabilità possibile ed
immaginabile e per avere tutta questa libertà occorre che la
coalizione che vince le elezioni deve esprimere il sindaco. Non è
possibile che ciò non possa accadere.
Il cosiddetto effetto trascinamento ? Io non lo chiamerei effetto
trascinamento. E' l'effetto democrazia, perché chi all'interno di
una città ha la maggioranza deve governare. Non è possibile che a
governare siano coloro i quali non hanno la maggioranza. E sono
anche d'accordo, presidente Cascio, che nell'elezione del
presidente del consiglio circoscrizionale si applicano le medesime
condizioni che regolano la vita del comune.
Ed è giusto, onorevole Fazio, che il capo dell'opposizione, cioè
quel candidato sindaco primo dei non eletti, sia in consiglio
comunale. Perché oggi cosa succede? L'opposizione appena arriva in
consiglio comunale diventa oggetto di desideri, spesso
inconfessabili, della maggioranza. E di conseguenza: vuole che le
rappresenti un caso? Bene, nella mia città la maggioranza oggi è
di trentasette consiglieri comunali su quaranta. Se vi fosse stato
in Consiglio comunale il capo dell'opposizione, cioè colui il quale
era arrivato primo dei non eletti, sicuramente non ci sarebbe stato
lo sfaldamento della coalizione.
Veda, non è un premio, non è un contentino che viene dato a
qualcuno, è il riconoscimento del ruolo che la città ha assegnato a
un uomo, perché quando un candidato prende il 49,79 per cento, non
può rimanere fuori dal Consiglio comunale, perché la città si è
divisa. La città ha eletto il sindaco ma ha anche eletto il capo
dell'opposizione, quindi è giusto che cosi come avviene in questa
Assemblea, anche il capo dell'opposizione sia presente.
Infine, vorrei che i colleghi con la dovuta celerità si
pronunciassero su questo disegno di legge.
E una cosa, onorevole Cascio, noi siamo una regione a Statuto
speciale, abbiamo un Parlamento che non deve rispondere a quello
nazionale; non è possibili che nella mozione di sfiducia, per
alcuni sindaci si parla del sessanta, per altri si parla di due
terzi.
Sono dell'idea che devono essere tutti 2/3. Dobbiamo dare la
possibilità ai sindaci di resistere quanto più tempo possibile, ma
su questo è chiaro che ci sarà un dibattito.
Se avverrà che non passerà la proposta di 2/3, è chiaro, onorevole
Sorbello, che tutti devono avere il sessanta per cento, non è
possibile che vi siano comuni con il quorum del sessanta per cento
e comuni con quorum dei 2/3.
Una volta che l'Assemblea su questo argomento si sarà espressa
liberamente, è chiaro che non potrà non essere identico il giudizio
che si dovrà avere nei confronti dei sindaci. Quindi non è
possibile una fascia sino a quindicimila e poi una fascia superiore
a quindicimila - o 60 per cento per tutti o 2/3 per tutti -. Ciò
posto credo che questo disegno di legge debba essere approvato
velocemente, proprio per dare la possibilità anche ai territori di
poter discutere questo disegno di legge e rendersi conto delle cose
positive e di questo le sono grato, presidente Cascio, che questo
disegno di legge contiene.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la I
Commissione e l'onorevole Cascio per l'impegno che hanno messo e
l'attenzione e la velocità su un tema così importante e delicato.
E' vero che ci troviamo in una fase elettorale e che quindi non è
molto opportuno affrontare questo disegno di legge, ma è da mesi
che cerchiamo di affrontare il disegno di legge e purtroppo è stato
in tempi precedenti rinviato in Commissione.
Credo che rispetto al primo testo che era stato fatto in
Commissione, questo sia peggiorativo perché sicuramente è frutto di
un compromesso, di diverse idee che sono nate all'interno della
Commissione che, non soltanto hanno fatto slittare l'approvazione
del disegno di legge, ma hanno anche tolto delle disuguaglianze non
soltanto tra la nostra Regione e l'intero Stato ma soprattutto su
alcuni aspetti delicati.
Vorrei dire, innanzitutto, che per l'articolo 1, che riguarda il
sistema elettorale, è di fondamentale importanza arrivare a
un'approvazione di questa modifica della legge del 2011 della
Regione siciliana, perché oggi tutti assistiamo alle trasmissioni
nazionali, e a Canale 5, a tutte le televisioni, a tutte le
televisioni nazionali che spiegano ai cittadini come si vota. E
quindi la Regione siciliana, se riteneva di dovere avere una legge
diversa, perlomeno doveva investire cinquecentomila euro, un
milione di euro per fare pubblicità, per spiegare ai cittadini che
il sistema elettorale siciliano è un sistema diverso. Invece la
Regione non ha investito un euro su questo tema e i cittadini
hanno, per lo più votato non sbarrando il sindaco; ci sono migliaia
di schede senza sindaco sbarrato in tutte le città che sono andate
al voto. E qui poi è nel senso di responsabilità di ognuno di noi,
nella visione che ognuno di noi ha del sistema elettorale,
stabilire se si debba tornare al trascinamento, che io condivido, o
se si debba fare la doppia scheda.
Io condivido l'impostazione di questo disegno di legge perché non
fa altro che dare vita alla naturalezza delle cose, perché tutti
sappiamo che un sindaco, quando si candida, allega il programma
elettorale o allega l'apparentamento alle liste. Dopo di che noi
prevediamo un sistema che scollega il sindaco dalle liste, che
quindi devi fare il voto confermativo .
Io mi chiedo come si possa dare il premio di maggioranza ad un
sindaco che viene scollegato nel sistema elettorale. Spero che
venga votato velocemente questo articolo 1 per poterlo applicare
alle prossime amministrative.
Mi dispiace non vedere più in questo testo quell'aspetto che
invece ritengo sia fondamentale cioè dello scioglimento sia del
consiglio comunale che della decadenza del sindaco nel caso in cui
non vengano approvati i bilanci. Perché mi sembra veramente
assurdo, e lo dico da ex consigliere comunale, che tutti sanno che
i bilanci vengono redatti dal sindaco, dalla giunta, dal Ragioniere
generale, da tutti gli uffici amministrativi di un comune.
Il consiglio comunale, per quanto il Testo Unico preveda la
competenza dell'approvazione al consiglio comunale, non ha nessun
potere sulla redazione di un bilancio. E quindi mi sembra assurdo
prevedere la decadenza del consiglio comunale se il bilancio non
viene approvato e il sindaco restare in carica nonostante le sue
responsabilità.
Quindi, io chiedo, su questo, di reinserire la norma nazionale che
prevede la decadenza di entrambi gli organi perché è veramente una
disparità perché i consiglieri comunali, al di là dei revisori dei
conti, non hanno nessuna possibilità per redigere un bilancio
perché gli uffici, tutti lo sappiamo, sono a disposizione dei
sindaci.
Mi dispiace anche che non si sia recepita per intero la norma
nazionale per quanto riguarda la sfiducia e l'approvazione del
bilancio stesso, perché io a differenza di tanti miei colleghi che
qua parlano di sindaci ricattati dai consiglieri comunali, voglio
credere che i consiglieri comunali fanno dignitosamente il loro
lavoro e che quindi se un sindaco non rispetta più il suo programma
elettorale merita di andare a casa e tornare davanti ai suoi
elettori perché i consiglieri comunali non fanno altro che
rispecchiare la società che ha votato quel sindaco e quindi non
credo che si tratti di ricatto, ma si tratta solamente di una
Amministrazione che non riesce più ad andare avanti e quindi in
quel caso credo che vada bene la norma nazionale del 50 per cento
per sfiduciare il sindaco dopo due anni e mezzo, e non questo 60
per cento che non si sa da dove esce perché comunque, a livello
regionale è i due terzi, a livello nazionale il 50 per cento, se
fatta una media non so per fare piacere a chi.
E tra l'altro non mi venga nessuno a dire che in Sicilia, siccome
c'è la mafia, bisogna dare maggiori tutele ai sindaci sempre perché
i consiglieri comunali mafiosi potrebbero ricattare i sindaci. E'
un atteggiamento vergognoso, da parte dei miei colleghi
parlamentari, perché qua rappresentiamo le istituzioni e non si può
pensare che dentro le istituzioni c'è la mafia. Se c'è la mafia va
combattuta, va denunciata e va a casa. Ma non si può fare una legge
inventando delle scuse e dicendo che i consiglieri comunali sono
dei ricattatori, io questo non lo accetterò mai da parte di questo
Parlamento.
Per quanto riguarda l'estensione di quindici mila abitanti', devo
dire che non mi entusiasma. E' vero che la legge nazionale prevede
questo ma io sono più per un sistema proporzionale che
maggioritario perché il sistema maggioritario fa scomparire la
politica, fa scomparire i partiti, fa sì che sotto una lista civica
si metta dentro un contenitore però mi rendo conto che la norma
nazionale fissa quindicimila, fa sì che si arrivi allo scalino di
quindicimila di popolazione e quindi se l'Aula ritiene di recepire
la norma nazionale faremo questo recepimento.
Devo dire che anch'io non sono d'accordo all'elezione del
candidato sindaco che perde le elezioni. Quest'Aula dimostra che
anche se il candidato presidente che ha vinto le elezioni è stato
eletto, in realtà non mi pare che abbia tenuto l'opposizione, al di
là di quello che diceva l'onorevole Vinciullo.
Credo che il candidato sindaco che perde le elezioni, se vuole
fare anche il consigliere comunale può candidarsi nella lista a
consigliere comunale e se viene eletto sarà in Aula, se no avrà il
suo gruppo consiliare, candidato nella sua lista che rappresenterà
le istanze dell'opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, cittadini
la legislazione siciliana sul tema dell'elezione del sindaco è una
legislazione molto particolare, - perché credo sia la legge del
1997 o del 1993, non ricordo con esattezza la data - l'introduzione
per la prima volta in Italia, ecco proprio con la legge 7 del 1992,
vede, partendo dalla Sicilia l'elezione diretta del sindaco; era
quella una legge che, tra l'altro, escludeva la possibilità per i
consiglieri della proposizione della mozione di sfiducia, dava agli
stessi consiglieri il potere di promuovere una consultazione
popolare all'interno delle mura cittadine e quindi, così come dava
la possibilità ai cittadini di eleggere il sindaco, restituiva allo
stesso modo, ai cittadini, il diritto di sfiduciare il sindaco e
quindi di ritornare sostanzialmente alle urne.
Ora, questa cosa, probabilmente, al Parlamento nel corso del tempo
non è piaciuta e abbiamo assistito ad una sorta di involuzione
progressiva fino a quello che assistiamo oggi che, secondo me, è il
ritorno a prima del 1992.
Perché nella misura in cui si vuole abbassare ulteriormente la
soglia per consentire ai consiglieri comunali di proporre una
mozione di sfiducia e quindi di sfiduciare il sindaco, mi pare
ovvio ed evidente che questo non solo disattenda e tradisca il
principio dell'elezione diretta del sindaco, ma consegni, ancora
una volta e direttamente nelle mani dei consiglieri comunali il
potere di veto e di ricatto nei confronti dei sindaci.
Allora, io dico che qui dentro dobbiamo metterci d'accordo: o noi
siamo per l'elezione diretta del sindaco, oppure non lo siamo.
Perché, piuttosto che approvare o bocciare una norma di questo
tipo, io sarei invece più contento se voi presentaste una norma con
la quale si assegna al consiglio comunale la possibilità di
eleggere, nel proprio seno, un sindaco, e quindi allo stesso modo
di poterlo sfiduciare.
Questa è una retromarcia, non un adeguamento alla normativa
nazionale, perché se nel '92, l'Assemblea regionale siciliana è
stata originale e all'avanguardia, rispetto a tutte le altre
regioni di Italia, oggi noi stiamo arretrando pericolosamente a
scapito dei cittadini e della democrazia.
Perché, io sono straconvinto - e lo dice la legge, e lo dice il
principio dell'elezione diretta del sindaco - che il sindaco non
debba rispondere ai consiglieri comunali, il sindaco non deve avere
una maggioranza consiliare - ammesso e concesso che oggi un
consiglio comunale abbia una qualche funzione - perché, a parte
approvare il bilancio il consiglio comunale non serve a un bel
nulla
Allora, molto probabilmente, sarebbe stato opportuno intervenire
per riequilibrare i poteri fra sindaco e assessori.
Io vedo sindaci governare per più di dieci anni con quattro
consiglieri comunali su trenta, così com'è stato nel ventennio di
sinistra nella mia città, il sindaco di Sinistra ha cominciato con
sette consiglieri, il primo per dieci anni, il secondo per altri
dieci anni, il massimo numero di consiglieri comunali su trenta era
di undici, eppure hanno governato il primo dieci e il secondo altri
dieci anni.
E' segno evidente che il consiglio comunale, a parte approvare il
bilancio che certamente è l'atto più importante di un comune, su
questo non ci piove, per il resto il sindaco è dotato di poteri
che superano ampiamente e questo perché, ovviamente, eletto
direttamente dal popolo quelli del consiglio comunale.
Allora, voi volete tornare indietro e, quindi, consegnare
integralmente il potere di sfiducia spogliando i cittadini del loro
diritto esercitato al momento delle elezioni, consegnandolo ai
consiglieri comunali? Mentre - e questo è un emendamento che
abbiamo proposto ma che è stato puntualmente e, ovviamente,
bocciato in Commissione - si poteva ritornare a quella legge del
'92 e consegnare questo potere, invece, ai cittadini: loro eleggono
il sindaco, loro lo potrebbero sfiduciare seppur attraverso la
mediazione dei consiglieri comunali che potevano all'epoca
promuovere, oggi non più, ovviamente, questo potere.
Non volete riequilibrare i poteri fra il sindaco ed il consiglio
comunale visto che attribuite tutta questa importanza al consiglio
comunale? State introducendo, almeno nelle vostre intenzioni,
l'effetto trascinamento quando - e questo ce lo dicono le
elezioni che sono ancora in corso - sarebbe sufficiente, per
evitare errori e tutta la confusione che c'è sistematicamente nei
seggi, l'introduzione di una doppia scheda, una per il sindaco ed
una per i consiglieri comunali e, invece, state cercando di battere
la via più breve che è quella di legare le sorti del consigliere
comunale a quella del sindaco e viceversa, ma anche questa cosa,
secondo me, non è accettabile?
Allora delle due, come ho detto prima, l'una: o questa legge va
nella direzione dell'elezione diretta del sindaco oppure,
ovviamente, è un'operazione ad uso e consumo dei partiti che
pretendono di esercitare la democrazia all'interno dei consigli ed
esautorare i cittadini dal potere di sfiduciare il sindaco così
come l'hanno eletto.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
di norme in materia di elezione del sindaco e del consiglio comuna-
le e di cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-
1003-1126/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali» (nn. 1153-
15-845-860-922-1003-1126/A)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, puntualmente si
assiste, nelle Aule parlamentari, a dei tentativi ad ogni piè
sospinto, o meglio ad ogni legislatura ,o meglio all'interno della
stessa legislatura, dopo un certo periodo, in coincidenza o meno
con le elezioni a livello comunale - ma questo non solo in Italia è
accaduto anche in Francia che ha cambiato spesso la proprie leggi
elettorali tranne quella nazionale ma anche quelle che riguardano
le circoscrizioni ed i comuni -, dicevo, accade che spesso si è
presi dalla voglia, o per lo meno le maggioranze sono prese dalla
voglia di modificare le leggi elettorali a proprio piacimento.
Ciò, ovviamente, genera grandissima confusione non solo
nell'elettorato ma anche negli Uffici, nei luoghi che dovrebbero,
poi, mettere in pratica ed esercitare i mandati popolari e
l'amministrazione vera e propria delle attività che riguardano i
consiglieri comunali, le città, l'amministrazione stessa della
città. E, quindi, abbiamo assistito negli ultimi anni a molte
modifiche che riguardano questo tema.
Ora, questa norma ha alcuni aspetti positivi e qualche aspetto
negativo; di positivo questa norma, non solo di positivo ma anche
di coerente, ha la reintroduzione del cosiddetto - con un termine
abusato ma che non rende neanche giustizia alla sua funzione -, in
termine dispregiativo, voto di trascinamento .
Questa, a mio modo di vedere, è una modifica sacrosanta che è in
linea esatta con ciò che prevede la stessa legge per quanto
riguarda la presentazione delle liste, proprio gli atti
propedeutici, necessari, indispensabili, imprescindibili, pena la
non possibilità di poter presentare le liste, della legge stessa.
Cosa dice la legge che c'era? Che ogni lista deve essere
collegata, quindi, accettazione da parte della lista che deve
essere collegata con il candidato a sindaco ed accettazione da
parte del candidato a sindaco della lista ad esso collegata, pena
l'impossibilità di potere presentare la candidatura stessa, la
lista stessa.
Quindi, è ovvio che c'è un legame inscindibile ed è ovvio che
bisognava reintrodurre il cosiddetto voto di trascinamento che
non è voto di trascinamento ma è un voto che certifica, che
cementifica, che semplifica agli occhi dell'elettore il fatto che
c'è una coalizione che presenta un sindaco ed un'altra coalizione
che presenta un altro sindaco. Del resto, se c'è qualche cittadino
che vuole votare per quella coalizione o per quei partiti
all'interno della coalizione e non vuole votare per il sindaco ha
la possibilità, col voto disgiunto che era previsto pure prima, di
votare per un altro candidato a sindaco.
Era stato un errore grave la modifica introdotta nel 2011, io
ricordo allora l'ho contrastata in tutti i modi, in tutte le
maniere, per molto tempo anche, perché sottolineavo che sarebbe
stato un errore grave che induceva alla confusione, che avrebbe
comportato che una grandissima parte di elettori non avrebbe capito
la novità e non avrebbe segnato anche il candidato sindaco e così è
stato.
Ci sono stati sindaci eletti che rispetto alla loro coalizione
hanno preso anche il 40, il 50 per cento di voti in meno, ma non
perché non lo volevano votare ma perché, sostanzialmente,
dall'analisi, poi, del voto risultato erano schede che non votavano
per alcun sindaco, di gente che pensava che votando per il proprio
partito o per il proprio candidato al consiglio comunale, quel
voto andasse, come era logico che fosse, anche al sindaco a cui
quel partito, quella lista erano collegati.
Quindi, l'introduzione di questo principio sacrosanto è un fatto
assolutamente necessario, sacrosanto e di democrazia, di chiarezza
nei confronti dell'elettore, altrimenti, bisognava affrontare una
riforma totalmente all'opposto in cui si dice: che il sindaco
cammina per i fatti suoi, che viene votato come una scheda per i
fatti suoi, che il sindaco non ha il potere, dimettendosi, di
mandare a casa anche il consiglio comunale, come avviene negli
Stati Uniti. Negli Stati Uniti con l'elezione diretta non è che se
si dimette il Presidente degli Stati Uniti manda a casa anche il
Congresso ed il Parlamento. Sono due organi separati e né il
Congresso dimettendosi manda a casa il Presidente. Sono due organi
separati.
Ma, allora, dovremmo fare una riforma complessiva, totale,
completa che stabilisca tutta una serie di pesi e di contrappesi.
Scimmiottare parti del sistema maggioritario, scimmiottare alcune
parti senza adottare il sistema che si vuole scimmiottare
lasciando, invece, delle procedure che appartengono ad altri
sistemi porta semplicemente alla confusione più totale.
Quindi, questa norma del cosiddetto trascinamento che non è
trascinamento ma è semplicemente l'adeguamento, l'allineamento tra
il voto al partito ed il voto al sindaco che il partito ha scelto
che è il sindaco collegato a quella coalizione. Quindi, è un fatto
di allineare, in maniera corretta e di fare chiarezza nei rispetti
dell'elettore.
Rispetto alla mozione di sfiducia ci dobbiamo mettere d'accordo.
Noi assistiamo spesso, e ci lamentiamo, lo vediamo con tutti i
sindaci, con tutti i consiglieri comunali che si lamentano del
fatto che il consiglio comunale spesso non ha alcuna funzione,
alcun potere per il cosiddetto strapotere dei sindaci. Lo diceva
l'onorevole Cappello, ora, affermando sostanzialmente che ci sono
sindaci che hanno continuato a governare anche con pochissimi
consiglieri comunali, il che vuol dire che è anche un bravo sindaco
o che quel consiglio comunale non riesce a mettersi d'accordo con
la mozione di sfiducia.
Io non sono molto convinto di abbassare la percentuale della
mozione di sfiducia perché si era raggiunto un equilibrio, in
qualche modo, con quella percentuale che è prevista attualmente.
Io ritengo che la si poteva lasciare in quel modo. Semmai,
bisognerebbe introdurre alcuni meccanismi che prevedano una
possibilità per il consiglio comunale che, attenzione, è eletto al
pari e meglio dei sindaci.
Quindi, vedere di risolvere il problema semplicemente abbassando
la soglia è uno dei modi con cui si cerca di tamponare, un poco, la
voglia di supremazia dei sindaci. E' uno dei modi. Se non ce ne
sono altri, introduciamo questo abbassamento di soglia. Io ritengo
che si potrebbe pensare qualche altro meccanismo, per vedere come
dare più poteri di bilanciamento tra i due organi che sono,
entrambi, organi democraticamente eletti, rappresentanti del popolo
e su questo non ci sono dubbi.
Ritengo sbagliata, completamente erronea, la previsione dell'
articolo 1. Attenzione, io ho presentato un emendamento
soppressivo, quello che eleva il sistema maggioritario fino a
quindicimila abitanti perché, nella realtà siciliana, nella
province siciliane, nei piccoli paesi, e segnatamente, per esempio,
in provincia di Messina, accadrebbe che su 108 comuni, 105
voterebbero con il sistema maggioritario, cioè si voterebbe con il
sistema proporzionale solo in tre comuni, il capoluogo più
Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo.
E' un attacco alla democrazia, un attacco vero alla democrazia
Quindi, prego l'Aula ed i colleghi di fare attenzione all'articolo
1. Io ho presentato un emendamento soppressivo. Non vi è alcun
motivo di portarlo fino a quindicimila, perché si produrrebbe,
veramente, quell'espressione tanto odiata di un uomo solo al
comando , e ancora di più, in contrasto con il principio della
legge quello di andare ancora di più verso il maggioritario.Un
maggioritario, che non prevede la presentazione di liste, la
presenza di liste: c'è un'unica lista collegata al sindaco, non ce
ne può essere più di una.
Quindi, lasciamo la norma così com'è perché è in contrasto con ciò
che la legge stessa si prefigge. La norma si prefigge di dare
maggiore possibilità di espressione ai partiti e, quindi, alla
democrazia, e dall'altro lato, invece, si vuole elevare fino a
quindicimila abitanti la soglia di comuni che vanno col
maggioritario.
Ripeto, nella provincia di Messina, una città metropolitana, si
arriverebbe al punto che su 108 comuni si voterebbe col
maggioritario in 105, e col proporzionale, cioè con la
rappresentanza proporzionale, solo in tre comuni, il capoluogo più
altri due. Mi pare una follia e, soprattutto, che non ci sia
bisogno di introdurre questa norma, quindi, prego di attenzionare.
Sul resto, la questione del miglior perdente che diventa
consigliere comunale, non ho grandi obiezioni da fare.
Al collega Fazio vorrei dire che, pur se condivisibili alcune
parti del suo ragionamento, però, sostanzialmente, lo stesso c'è
l'opposizione in consiglio comunale. Alla fine, si potrebbe -
collega Fazio, professore Fazio - si potrebbe comunque candidare
nella lista e, possibilmente, sarebbe eletto e sarebbe lì. Ma non
mi pare un grande stravolgimento Per il resto sono d'accordo.
Quindi, a parte l'articolo 1 di cui propongo la cancellazione, per
il resto sono d'accordo.
Sul sistema della sfiducia: attenzione, è vero che con la legge n.
7 del '92 c'era la previsione - quella norma era molto favorevole
- del referendum popolare che era promosso dal consiglio comunale,
ma attenzione; vedete che, in quel periodo, nel periodo
immediatamente successivo, si è verificata, in tantissimi comuni,
la voglia di fare referendum. Ogni due anni, la voglia del
referendum veniva a tutti i consigli comunali e, quindi, in
tantissimi comuni, ripeto, anche, per capricci personali si diceva:
ma sì, facciamo un bel referendum , quindi, c'è stata una
discrasia rispetto a ciò che la legge prevedeva.
Pertanto, ritengo che l'attuale formula di compromesso, che
prevede che il consiglio comunale possa sfiduciare il sindaco è,
appunto, una formula di compromesso che, secondo me, va mantenuta.
Sulle cifre, era i 2/3 prima, se non ricordo male, ora si porta
al 60. Non credo che cambi molto alla fine, però, è un segnale che
ci vuole, e questo sì è importante, più tempo, ci vorrebbe
veramente più tempo. Ci vuole il tempo necessario per studiare una
maggiore forma di equilibrio tra i due organi: consiglio comunale
da un lato - ripeto, democraticamente eletto con l'elezione diretta
e popolare - e sindaco. Per quello, però, ci vuole più tempo per
farlo. Per il resto, le altre previsioni minime, in questo senso,
secondo me, vanno bene ad eccezione dell'articolo 1.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, poc'anzi c'era il rappresentante del
Governo, componenti della Commissione e colleghi tutti, vorrei
approfondire le novità di questa norma che, sostanzialmente, è una
norma salutare, in tutte le parti ed in tutto l'articolato, perché
dà un'innovazione alla democrazia e mette fine al mercato delle
vacche all'interno dei consessi civici, perché una mozione di
sfiducia con i 2/3 significa che abbiamo incoronato un re per ogni
ente locale senza che possa essere spodestato per alcun motivo.
Qual è la logica? La logica è quella che se vengo eletto con una
percentuale ed ho dietro di me una percentuale di premio di
maggioranza, quella stessa percentuale e quello stesso numero di
premio di maggioranza devono valere anche per la sfiducia. Non è
possibile che ho il 60 per cento come premio di maggioranza ed i
2/3 per andarmene a casa, perché questo cozza con quello che è il
fine della norma; ciò perché sono due momenti differenti e che si
rifanno sempre al principio democratico, che è quello di un sistema
elettorale in cui vengono premiati la coalizione ed il programma.
Allora, se vengono premiati il programma e la coalizione, ed il
programma e la coalizione hanno un premio di maggioranza con una
percentuale, quando tu devi andare a casa, lo devi fare con la
stessa percentuale che hai avuto come premio di maggioranza.
Per quanto riguarda, poi, il sistema maggioritario, sarei
dell'avviso, di portarlo anche fino a trentamila perché cosa
succede, sostanzialmente? Ce lo dobbiamo dire con molta onestà
Mentre in una grande realtà demografica, in una grande realtà
siciliana, nelle grandi città, la pluralità delle liste è motivata
perché si dà la possibilità di far partecipare tutte le
associazioni, le categorie, in un piccolo centro di diecimila
abitanti che, oggi, portiamo a quindicimila, e per me è sempre
poco, per me è sempre poco e dove sappiamo che in una realtà
FORMICA. Cosa vuole dire?
SORBELLO. Glielo spiego, collega Formica.
Nelle piccole realtà ci sono 3, 4 famiglie che determinano le
elezioni. L'abbiamo visto nell'ultima tornata elettorale. Noi con
il maggioritario, aumentando la soglia demografica del
maggioritario assicuriamo una competizione maggiore, perché vediamo
che dove c'è il maggioritario ci sono più candidati, dove vige il
sistema maggioritario ci sono più candidati.
Se noi prendiamo un sistema maggioritario, una tornata elettorale
di comuni fino a diecimila abitanti e di comuni fino a quindicimila
abitanti vediamo subito quello fino a diecimila ci sono 5-6
candidati mentre in quello fino a quindicimila ce ne sono 3, con
l'aggravante di avere preso in giro centinaia di candidati perché,
quando con il sistema proporzionale, in una piccola realtà che è di
quindicimila abitanti, ci sono risultati e consensi di candidati
che prendono 2 voti, 3 voti, 5 voti, significa che avete preso in
giro quella persona e quell'amico e solo nel nostro sistema
proporzionale fino a quindicimila abitanti è per rompere delle
piccole realtà, quel sistema serve solo per fare angherie e per
rompere le famiglie, perché tu hai candidato il cugino ed io
candido il cugino dell'affiliato della moglie, tu candidi il cugino
della moglie ed io candido il cugino del marito. E' solo per
rompere equilibri anche familiari; nelle piccole realtà succede
questo.
Per cui il sistema maggioritario a quindicimila dovrebbe essere
potenziato come ritengo che il 60 per cento sia una percentuale
equa perché è la stessa percentuale che ti ha portato lì, ti ha
premiato con quella maggioranza, ti ha premiato con quel progetto
politico, ha premiato quella coalizione e quella stessa coalizione,
quel progetto politico e quei componenti, con la stessa intensità,
debbono andare a casa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera ho
sentito persino che i consigli comunali non contano nulla. E di
questo sono preoccupato se qualcuno ha detto che i consigli
comunali non contano nulla. Hanno fatto passare l'idea che, ancora
oggi, in Sicilia, per mandare a casa un sindaco ci vuole il
referendum. E così non è perché, tranne la previsione legislativa
della legge 7/1992, poi, è stato introdotto il sistema che con 2/3
si manda a casa il sindaco.
Vorrei ricordare a quest'Aula che ogni sindaco ha un obbligo di
apparentamento con delle liste o con una lista. Ciò significa che
il sindaco è direttamente collegato al consiglio comunale. Non c'è
una diversità tra il sindaco e la lista di maggioranza che vince.
Un sindaco da solo non può presentarsi. Ha l'obbligo di presentarsi
con una lista.
Per quanto mi riguarda, penso una cosa rispetto alla mozione di
sfiducia al sindaco, e la dico: la mozione di sfiducia al sindaco,
così come a livello nazionale, si dovrebbe fare con il 50 più uno
dei consiglieri comunali.
Ho fatto il sindaco e lo dico da sindaco, non lo dico da uno che
non conosce la macchina amministrativa degli enti locali. Vi spiego
una cosa: un sindaco in un comune di quindicimila abitanti si
blinda 6 consiglieri comunali su 20 e va avanti per tutta la
legislatura, non dando confidenza ad alcuno. E sapete cosa succede?
Succede anche un'altra cosa, caro collega, che poi porta il
bilancio in consiglio comunale e se quel consiglio comunale non
approva il bilancio va a casa soltanto il consiglio comunale, il
sindaco rimane. C'è un'altra storia: se il sindaco, nei due anni e
mezzo della sua legislatura, si dimette, assieme al sindaco va a
casa anche il consiglio comunale. Se si dimette il consiglio
comunale il sindaco rimane a vita.
O noi mettiamo dei contrappesi - e questo stiamo tentando di fare
- e vi spiego anche un'altra cosa: ho chiesto al Governo - e mi
auguro che lo faccia - di presentare un emendamento rispetto alle
giunte o ai sindaci che non presentano mai ai consigli comunali i
bilanci di previsione o i bilanci consuntivi. Non succede mai nulla
ai sindaci se non presentano il bilancio di previsione o quello
consuntivo. Si può andare avanti a vita, nessuno andrà a casa, solo
il consiglio comunale quando decide di non approvarlo. Ma pensate
che sia una normativa equilibrata?
Noi stiamo tentando, come I Commissione, di equilibrare un minimo.
Io sono dell'opinione che se non vogliamo mandare il sindaco a casa
quando il consiglio comunale non approva il bilancio, così come
molti hanno chiesto, bene, ma se non l'approva in giunta lo
vogliamo mandare a casa, se non lo approva dopo un anno lo vogliamo
mandare a casa, o possiamo continuare a vita a tenerli lì pur non
approvando i bilanci di previsione nelle giunte, non nei consigli
comunali?
Caro collega Fazio lei lo sa che è così, purtroppo. E ci sono
ancora oggi comuni che non hanno approvato i bilanci del 2015. E'
pensabile che siamo alla fine del 2016 e non hanno approvato i
bilanci del 2015? Eppure, sono lì.
Allora, un minimo di equilibrio rispetto a questo, ripeto, io ero
per il 50 più uno, la mediazione in Commissione ci ha portato a
dire che diamo il premio di maggioranza del 60 per cento, quando la
mozione di sfiducia al sindaco la vota il 60 per cento, il sindaco
va a casa Non mi sono impiccato, o non mi impicco Però, non
possiamo pensare ai 2/3, non andrà mai alcun sindaco a casa Mai,
mai
Quindi, per quanto mi riguarda è una buona legge, una legge di
mediazione. Sono convinto che quest'Aula la potrà migliorare,
figuratevi, qui ci siamo tante persone esperte anche di enti
locali, per cui credo che, alla fine, si potrà fare sintesi, si
potrà migliorare di più, però, chiedo al Governo, all'Assessore, se
mi ascolta, cortesemente, che se non si deve approvare la norma che
manda a casa sia il Consiglio che il sindaco, così come a livello
nazionale quando non si approva il bilancio, prepari una norma che
dica che laddove ci sia inadempienza da parte delle giunte va a
casa soltanto il sindaco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la legge
elettorale, purtroppo, non sarà mai perfetta, qualsiasi legge
elettorale ha sempre i suoi pro ed i suoi contro e qualsiasi
intervento si voglia fare e qualsiasi ragionamento condivisibile
che ho ascoltato qui da alcuni colleghi che mi hanno preceduto -
chiaramente ognuno ha il suo punto di vista rispetto anche alla
realtà in cui vive nel comune, nella comunità in cui partecipa
attivamente anche come rappresentante istituzionale -, quindi,
qualsiasi ragionamento, anche quello fatto precedentemente dai
colleghi è chiaro che ha una logica, ma nessuna legge mai potrà
essere perfetta perché qualsiasi ragionamento è contrapponibile e
può essere anche determinato da un ragionamento inverso.
Poco fa negli interventi qui si è discusso di questa legge che
abbiamo esaminato ed approvato in I Commissione, con alcuni
articoli chiaramente ed alcuni emendamenti anche bocciati ed uno
fra tutti che interessa soprattutto la nostra provincia, la
provincia di Messina, è quello dell'innalzamento del limite da
diecimila a quindicimila che, così come diceva giustamente
l'onorevole Formica, da un lato penalizza la partecipazione di chi
vuole ancora esercitare il ruolo di rappresentante attivo, di colui
che ancora crede nella politica e che vuole essere protagonista
nella propria comunità, perché la legge che c'è attualmente, da
dieci a quindicimila, prevede sì il proporzionale, ma elimina il
doppio turno che significa che, rispetto al maggioritario puro, nei
comuni fino a quindicimila chi si vuole candidare deve presentare
pure un sindaco.
Viceversa, oggi, questo innalzamento dei limiti da dieci a
quindicimila - noi della provincia di Messina veniamo dall'elezione
che c'è stata due giorni fa in due comuni importanti che
rappresentano questa fascia, Capo d'Orlando e Patti, dove il
sindaco candidato aveva a suo supporto chi quattro, chi sei, chi
cinque liste a supporto ed erano collegate - va valutato meglio.
Mi rendo conto che a livello nazionale è quindici mila, ma in
alcune realtà dare la possibilità di partecipare a chi vuole essere
protagonista della propria comunità merita tanto meno una
riflessione, se è il caso di riportarlo al dieci, piuttosto che
quindici. Poi ci sono un'altra serie di elementi che noi qui
abbiamo valutato in Commissione e che ritengo siano positivi.
Quello del collegamento direttamente fra il sindaco e le liste,
così come diceva Di Giacinto, come hanno detto altri colleghi, non
si tratta di un effetto di trascinamento ma si tratta di una
coalizione che condivide un programma tratto dal singolo, ma
condiviso anche dalla coalizione. Ed è ovvio che, se io partecipo
attivamente a questa coalizione e condivido il programma del
sindaco è normale, e credo anche naturale, che il voto venga esteso
al sindaco quando si dà al consigliere comunale. Io non credo che i
consigli comunali siano inutili. E' vero che il sindaco viene
eletto direttamente dai cittadini ma il consiglio comunale ha un
compito ben preciso. Intanto è quello del controllo degli atti
della Giunta, poi ha delle prerogative che sono esclusivamente
destinate al consiglio comunale e sono quelle, non solo
dell'approvazione del bilancio. Ma io immagino la prima
pianificazione territoriale, tutte le competenze che riguardano e
tra l'altro è un organo di indirizzo, soprattutto per quanto
riguarda un comune. Quindi è ovvio che ha delle prerogative proprie
che possono essere espletate soltanto dai consiglieri comunali. Il
60 percento che è stato frutto, come diceva l'onorevole Di
Giacinto, di una mediazione in Commissione, perché le proposte
avanzate erano quelle del 50 percento più uno, così come è previsto
nella legge nazionale, ed un'altra proposta che era del 75. Il 60
percento è frutto di questa mediazione ma che tiene conto anche
della maggioranza di cui un sindaco dispone, di cui ha bisogno e
tiene conto anche di quello che è stato precedentemente detto e
cioè nasce da un ricatto - se così vogliamo definirlo, fra
virgolette - sull'approvazione del Bilancio. E cioè che viene
penalizzato solo ed esclusivamente il consigliere comunale, il
consiglio comunale, se non approva il Bilancio - molto spesso
presentato in forte ritardo dal sindaco e dalla Giunta e che mette
in croce all'ultimo minuto il consiglio comunale che se non lo
approva va a casa. Ecco, questa forma di ricatto di cui ripeto, fra
virgolette, si era più volte discussa, non è una forma di tutela
che noi vogliamo fare per qualcuno, ma credo che sia un problema di
equità, di equilibrio, di contrappesi fra il sindaco ed il
consiglio comunale. Il sindaco ha la responsabilità di presentare
il Bilancio e,se non lo presenta entro i termini è giusto che vada
a casa. Così come se il 60 percento, che è frutto di mediazione,
decide che il sindaco non è più in grado di andare avanti nel
proprio programma, oppure non deve approvare il Bilancio, se ne
vanno a casa sia il sindaco che il consiglio comunale. Ecco, questi
ragionamenti, fatti in Commissione e sviluppati poi ci hanno
portato alla, diciamo, compilazione di questo disegno di legge che
oggi presentiamo in Aula. Ci sono altri argomenti importanti che
erano stati trattati e che per ovvi motivi non erano stati inseriti
in questo contesto perché qui riguarda più la governance e non
altri argomenti. Ma, uno che mi tocca, e mi preme sottolineare, è
quello dello status dei consiglieri comunali. Poco fa l'onorevole
Milazzo toccava il problema dei consiglieri comunali che hanno
pochissimo tempo a disposizione con la legge vigente per esaminare
tutti gli atti che sono all'ordine del giorno del consiglio
comunale. Non hanno neanche il tempo materiale di tornare ed andare
a lavoro perché hanno soltanto un'ora disponibile. E' una
riflessione che faccio qui in Aula e chiedo ai colleghi se è
possibile poi presentare degli emendamenti che riguardano diciamo
una materia che qui non è stata inserita volutamente, ma che
merita, quanto meno un minimo di attenzione da parte dei colleghi
perché credo che sia un problema attuale che stiamo vivendo in
tutti i consigli comunali. Così come la questione che riguarda i
gettoni di presenza dei consiglieri comunali.
Non so se è meglio inserire un'indennità, anzi credo sia
necessario rispetto a quello che sta succedendo e accadendo nei
vari consigli comunali,di togliere i gettoni di presenza e inserire
l'indennità, dando al consigliere comunale la possibilità di
svolgere il suo mandato serenamente, senza incorrere in quello che
sta accadendo in alcune realtà della nostra Sicilia, dove anche
involontariamente e in buona fede, spesso i consiglieri comunali,
incappano in alcuni reati, che poi sono spesso penali, senza averne
la minima volontà.
Ricordo e ribadisco che i consiglieri comunali sono quelli che
sono sul fronte, così come i consiglieri di circoscrizione, la
norma che prevede anche il collegamento che per presenziare il
commissione il Presidente della Commissione della circoscrizione
che è anche utilizza l'effetto trascinamento mi vede convinto e
contento di averlo presentato; ma i consiglieri comunali non
svolgono la loro funzione soltanto durante il consiglio comunale o
durante la commissione, hanno un lavoro che continua anche
all'esterno del palazzo e del comune.
Quante riunioni fanno la sera presso le Comunità dove chiedono il
loro intervento per la strada non illuminata, per la strada
dissestata, per la scerbatura che non è fatta, quanti interventi e
tempo perdono svolgendo queste riunioni nei vari quartieri o nelle
varie periferie della citta Ma questo tempo viene compensato in
quello che poi non l'attuano nelle commissioni e nel consiglio
comunale? E' giusto che un consigliere venga condannato perché
magari nella commissione è stato dieci minuti e poi perde due ore
di sera, per fare riunioni, con una comunità, con una parrocchia,
con tutti quelli che chiedono l'intervento del consigliere
comunale. Non si può generalizzare e individuare soltanto la
responsabilità nel tempo che deve impiegare, il consigliere
comunale per la commissione.
Credo che vada fatta una riflessione su questo tema molto delicato
e che sta toccando molti comuni della nostra Regione siciliana, per
togliere questo vulnus, per togliere questo difetto modificando i
gettoni in indennità riconosciute ai consiglieri comunali e
dandogli il tempo di esaminare e di poter studiare le carte, che
riguardano sia la commissione sia il consiglio comunale, in
serenità. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, prendo
la parola perché ritengo che questa legge sia importantissima,
perchè modificare la legge elettorale su questioni che sono di
primaria importanza, soprattutto perché tendono a migliorare le
amministrazioni locali e a renderle, certamente più snelle ma a
dare la possibilità ai cittadini di esprimersi con maggiore
convinzione e a poter dare il loro voto a chi ritengono sia
meritevole della loro fiducia, pertanto parliamo di una questione
estremamente importante che noi abbiamo dibattuto parecchie volte e
che è stata portata in commissione dove il presidente si è battuto
perché fosse portata avanti, poi ci siamo fermati poiché in
prossimità delle elezioni amministrative e quindi per ragioni di
opportunità si è pensato bene di fermarci e di postergare
l'approvazione di questa norma,
Per questo, onorevole Fazio, sono assolutamente d'accordo che la
legge vada approvata in questa fase, perché se non l'approviamo
proprio oggi che siamo già in fase di elezioni amministrative,
probabilmente fra qualche mese riproporremo il problema
dell'opportunità, perchè si volta ogni anno e il prossimo anno ci
saranno le nuove amministrative quindi se perdiamo ancora qualche
mese diremo che sarà inopportuno cambiare la norma elettorale
perché le regole non vanno cambiate, in prossimità delle scadenze
elettorali. Credo invece,al contrario di quello che è stato detto
che questo è il momento ideale per intervenire e modificare la
norma e credo proprio che l''allineamento, così come lo definirei,
più che il voto di trascinamento che mi sembra una parola che non è
opportuna. Credo che invece si debba parlare di allineamento,
quindi l'allineamento tra il voto dato a un candidato di una lista
rispetto al candidato sindaco. Del resto, i nostri elettori ormai
sono abbastanza esperti, sono assolutamente consapevoli del fatto
che può essere dato il voto disgiunto, queste elezioni recenti sono
state una testimonianza assolutamente forte perché abbiamo visto
come in alcuni comuni ed in alcuni casi vi è stato un voto
disgiunto che ha addirittura anche superato percentuali che vanno
al di là del fisiologico, perché mentre il 10, il 15 per cento di
voto dissociato o disgiunto può essere considerato un fatto
assolutamente fisiologico, abbiamo avuto casi dove addirittura si è
superato il 30, 40 per cento. Significa che il popolo è
assolutamente maturo anche per affrontare questo voto disgiunto e
quindi se l'interesse è quello di votare un candidato di una lista
e poi scegliere un candidato sindaco di una coalizione o di una
lista diversa lo farà tranquillamente senza alcun problema.
Pertanto, credo che questo problema non ci sia e che allineare le
liste al candidato sindaco sia un fatto assolutamente opportuno ed
importante.
L'altra questione è quella che riguarda una fascia, è stato già
detto, che va dai 10 mila ai 15 mila abitanti. Io non so cosa è
accaduto nel 2011 in quest'Aula perché non c'ero però credo che ci
sia stato un patto di follia collettiva perché si è voluto creare
una sorta di parametro di città che comunque sono da 10 a 15 mila
abitanti creando una sorta di situazione assolutamente anomala e
particolare, cioè soltanto in quella fascia, ancora oggi, con la
norma vigente, è possibile eleggere un sindaco che riscuote anche
il 20 per cento dei voti senza ballottaggio e quindi con un
proporzionale puro e chi prende più voti diventa sindaco. Una cosa
veramente anomala, strana, che non si comprende, e tu eri qua in
quest'Aula onorevole Formica, per cui è veramente incomprensibile
come si sia creata una cosa del genere. Non l'ho capita allora e
continuo a non capirla oggi, quindi correggerla credo che sia un
fatto assolutamente condiviso, anche da quest'Aula come è stato
condiviso, del resto, in commissione. Correggere questa fascia e
allinearci al resto del paese e quindi spostare da 10 mila a 15
mila il sistema maggioritario, del resto come accade nel resto del
Paese, perché fino a 10 mila era come eravamo noi prima, perché
prima e ancora oggi, il sistema maggioritario è fino a 10 mila,
invece lo spostiamo fino a 15 mila e credo che questo tutto sommato
sia non solo un modo per allinearlo al resto del Paese, ma anche
per dare la possibilità ai comuni fino a 15 mila abitanti di poter
utilizzare questo sistema elettorale che mi pare assolutamente
consono anche a queste realtà fino a 15 mila abitanti.
L'altra questione è quella che riguarda l'elezione al consiglio
comunale del candidato sindaco che riscuote il maggior numero di
voti rispetto all'eletto. Anche questo significa dare la
possibilità al candidato sindaco che riscuote più voti di poter
diventare anche capo dell'opposizione e credo che sia importante,
quindi viene corretta anche questa possibilità, assolutamente
condivisibile, per condividere anche la questione della mozione di
sfiducia che dai 2 terzi viene portata al 60 per cento e anche in
questo caso significa allineare il premio di maggioranza con la
sfiducia, quindi il sindaco può godere del 60 per cento del numero
dei consiglieri che sostengono la maggioranza, ma allo stesso
tempo, con la stessa percentuale, si ottiene la mozione di sfiducia
del 60 per cento dei consiglieri, quindi dei facenti parte del
consiglio comunale, va a casa e quindi mi sembra assolutamente una
modifica condivisibile.
Per quanto riguarda le circoscrizioni invece, su questo avrei
qualcosa da aggiungere, perché ritengo che le circoscrizioni nei
Comuni superiori a 30 mila abitanti, mi sembra eccessivo creare
delle sovrastrutture in territori che poi, tutto sommato, sono
ancora territori di piccole dimensioni.
Io direi che questa soglia deve essere innalzata almeno da 60 mila
in su o, addirittura, 100 mila, dove il territorio è talmente ampio
che vi è la necessità di creare le circoscrizioni che servono da
collegamento fra l'elettore, quindi i cittadini e il comune e i
consiglieri.
Ma, su 30 mila abitanti creare anche delle sovrastrutture, quindi
con le circoscrizioni, mi sembra una cosa - devo dire la verità -
eccessiva.
Questa soglia la innalzerei, non so cosa pensa il Presidente della
Commissione, però questa soglia dei 30 mila, io la innalzerei,
presenterei un emendamento per innalzare questa soglia, almeno a 60
mila quindi, da 60 mila in su, prevedere le circoscrizioni, con un
presidente delle circoscrizioni che serva proprio da collegamento
fra il territorio e le amministrazioni comunali.
Poi, sono assolutamente d'accordo con quello che diceva
l'onorevole Rinaldi, quello di ritornare, quindi di reintrodurre
l'indennità ai consiglieri, anche per evitare tutto quello che è
accaduto con gettonopoli tutte queste varie storie, perchè
onestamente i consiglieri spesso svolgono un'attività anche fuori
dal Comune, tra virgolette, e quindi svolgono anche un'attività nel
territorio e sono impegnati anche per ore indipendentemente dalla
partecipazione dei 35 minuti nelle commissioni e quindi tutto
questo ha creato una situazione che, francamente, è stata più
mediatica e che ha fatto ulteriormente danno alla politica, perché
è assolutamente vero che tutto questo che è accaduto in questi
mesi, evidentemente, ha creato ulteriore disagio nella popolazione
e quindi la politica, quella con la P maiuscola ne ha risentito
avvantaggiando, purtroppo, l'antipolitica.
Ecco, questo potrebbe essere un modo per superare tutto quello che
è accaduto con un'indennità, quindi tornare all'indennità e, in
questo caso, come accade anche all'ARS, se i consiglieri non sono
presenti o ogni volta che sono assenti alle sedute, evidentemente,
saranno sottratte delle risorse, ed è quello che accade
regolarmente anche alla Camera dei Deputati, come all'Assemblea
regionale siciliana.
Quindi, quello dell'introduzione
GRECO Giovanni. Come all'Assemblea?
FONTANA. All'Assemblea è previsto. Se tu sei assente ti levano gli
emolumenti.
GRECO Giovanni. Ci sono gli assenti giustificati.
FONTANA. No, ci sono gli assenti giustificati, ma non puoi
superare un certo numero di assenze giustificate, se non sei
giustificato dopo, perché c'è un limite, solo i capigruppo non
rispondono a questi requisiti, ma se un parlamentare supera un
numero di assenze ha una decurtazione di un gettone che non so di
preciso a quanto ammonti, ma vengono sottratte delle risorse al
deputato dell'Assemblea.
Quindi, la stessa cosa potrebbe essere applicata, anche ai
consiglieri comunali, quindi la reintroduzione, secondo me,
dell'indennità potrebbe essere un modo anche per superare tutto
quello che è accaduto con i gettoni di presenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, il
dibattito, ovviamente è importante ed è importante che sia arrivato
adesso perché, sono d'accordo con il collega Fontana, non possiamo
rinviarlo all'infinito, fra sei mesi si rivota in un comune e
diciamo che non possiamo cambiare le regole del gioco a partita
iniziata.
Primo o poi questa norma andava modificata, andavano introdotte
delle concrete modifiche che servivano - badate bene - ad andare
verso quel percorso, che non può un Parlamento seguire ascoltando,
andando dietro a questo clima di antipolitica, siamo in una fase in
cui abbiamo eliminato i consigli provinciali, siamo in una fase in
cui purtroppo ancora oggi i deputati nazionali sono legati ad un
sistema elettorale che speriamo di poter cambiare presto e solo
pertanto lontani dai territori che purtroppo non li vedono se non
che per fatti eccezionali legati alle campagne elettorali e allora,
è chiaro che il consigliere comunale, diciamocelo, insieme al
parlamentare regionale che alla fine anch'esso è frutto di un
sistema elettorale di tipo proporzionale che lo invita a stare nel
territorio, così come il deputato regionale interviene sulle
questioni che lo riguardano con il criterio del buon padre di
famiglia lo stesso va fatto sicuramente sul ruolo del consiglio
comunale ma senza andarlo a discriminare.
Oggi il consigliere comunale è chiamato ad un ruolo
importantissimo all'interno dei propri territori dove non si può
intervenire andando a denigrare lo status, stando lì con l'orologio
in mano a puntare i secondi che servono per studiare gli atti,
perché il consigliere comunale spesso ha un ruolo che si esercita
per 18-20 ore al giorno andando indietro ai temi dei piani
regolatori, per le partecipate in una grande città come Palermo,
figuriamoci andando ora incontro alle città metropolitane, ai temi
dei servizi sociali territoriali, ad una serie di questioni che lo
chiamano ad un impegno che oggettivamente, soprattutto nei piccoli
centri non è che sia ricoperto da quale, sento qua ragionamenti
sulle indennità, dobbiamo toglierle, dobbiamo ridurle, ma un
consigliere comunale in un piccolo comune oggi veramente lo fa per
vocazione, lo fa andando dietro ai bisogni della gente, come
probabilmente nessun altro addetto al ruolo della politica, oggi è
chiamato a fare.
Quindi, bene intervenire con una norma, bene farlo attraverso
alcune modifiche a partire da questa che viene indicata come legge
che fa riferimento all'effetto trascinamento perché oggettivamente
ci sono dei sindaci che hanno vinto le elezioni in piccoli e grandi
città con una norma che ricorderete fu voluta per fregare qualcuno
e poi, invece, mise l'abito addosso di questo oggetto: questo
oggetto cinque anni fa si chiamava Orlando, fu fatta una norma
secondo alcuni per, c'era il PD dietro quel foglio di carta, per
fregare qualcuno e fu invece fu una norma che poi andò ad agevolare
quello che oggi è un sindaco che sta gestendo a Palermo in maniera
assolutamente dispotica, certo di una maggioranza bulgare ottenuta
con un consiglio comunale, eletti con 200 voti mentre fior fiori di
candidati hanno preso magari oltre il migliaio di voti essendo in
liste dentro le quali non si arrivò neanche al superamento dello
sbarramento del 5%, la stessa cosa ritengo che sia come dire utile
e opportuna rispetto ad esempio al diritto di seggio in consiglio
comunale da parte del sindaco che arriva secondo, ulteriore
miglioria rispetto all'articolo 5, una cosa invece, su cui non sono
contento, è quella legata alla rappresentanza delle circoscrizioni:
per una ragione semplice oggi i consiglieri di circoscrizione nei
piccoli e nei grandi centri sono anch'esse rappresentanza di
antenne sensibili nel territorio dove ci si istituisce spesso ai
ruoli della politica più importante, allora oggettivamente
quell'articolo, credo sia il 6 che fissa la soglia di 30 mila
abitanti, mi sembra un articolo insomma che eccede rispetto al
dovuto. Io credo che quella soglia contrariamente a quanto ha
detto, prima il collega vada invece abbassata, d'altra parte questo
ruolo di consiglio di circoscrizione viene fatta assolutamente a
titolo gratuito per cui in tutti i comuni dove effettivamente c'è
la voglia, la disponibilità di un impegno civile che, tra l'altro,
viene svolto a titolo gratuito, non vedo perché non debba essere
fatto.
Io personalmente, presenterò un emendamento per abbassare la
soglia a 25 mila, ma, se quella soglia dovesse essere eliminata ne
sarei felice.
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 8
giugno 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - FOTI
LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
ZAFARANA - ZITO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
3) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
IV - Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO ZITO - CIACCIO
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO
FOTI - FERRERI - PALMERI
LA ROCCA - CAPPELLO
V -Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA - PAPALE -
FIGUCCIA
VI - Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO
CIACCIO - CIANCIO - FERRERI
LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
ZAFARANA ZITO
La seduta è tolta alle ore 18.58
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio