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Resoconto d'Aula della Seduta n. 338 di martedì 07 giugno 2016
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   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.50

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Tamajo e Lombardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -da parte dell'Assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la
      pesca mediterranea

   N.   2351  -  Urgenti  provvedimenti  a  sostegno  dei  lavoratori
  dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia.
   Firmatari:  Figuccia  Vincenzo; Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;
  Milazzo Giuseppe; Papale Alfio; Savona Riccardo
   - Con nota prot. n. 7695/IN.16 del 18/02/2015, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   -Da parte dell'Assessore per le Attività produttive:

   N.  2890  -  Notizie sull'affidamento dell' incarico a Unioncamere
  all'Expo 2015.
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Assenza Giorgio;  Figuccia  Vincenzo;
  Grasso  Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ;  Savona
  Riccardo
   -  Con  nota prot. n. 19462/IN.16 del 19 aprile 2016 il Presidente
  della  Regione  ha delegato l'Assessore regionale per  le  attività
  produttive.

   -Da  parte  dell'Assessore per le Autonomie Locali e  la  Funzione
      Pubblica:

   N.  1373  - Notizie circa l'utilizzo di un finanziamento regionale
  concesso al Comune di Aci  Catena per  la ristrutturazione  dell'ex
  Convento dei Cappuccini adibito a sede municipale.
   Firmatari: Nicotra Raffaele Giuseppe
   -  Con  nota prot. n. 35858/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  1915 - Interventi urgenti sulla strada provinciale che collega
  San Cipirello con Partinico (PA).
   Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Zafarana
  Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi  Sergio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 26396/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N. 1927 - Notizie urgenti in merito al ripristino degli interventi
  di manutenzione delle strade provinciali San Cipirello-Corleone, SP
  65 bis e San Cipirello-Partinico.
   Firmatari: Cascio Francesco
   -  Con nota prot. n. 35873/IN.16 del 28 luglio il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie locali e
  la funzione pubblica.

   N. 1961 - Prosecuzione delle attività di sostegno alla didattica e
  alla  ricerca  del  Consorzio  universitario  della  Provincia   di
  Trapani.
   Firmatari: Fazio Girolamo
   -  Con  nota prot. n. 35884/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  2181  -  Notizie  in ordine alla mancata  adozione  del  conto
  consuntivo  2011  del  comune  di  Milazzo  e  azioni  di  verifica
  dell'andamento gestionale economico-finanziario.
   Firmatari: Grasso Bernadette Felice
   -  Con nota prot. n. 48768/IN.16 del 17 ottobre 2014 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   N.  2811  - Chiarimenti circa la nomina del Collegio dei  revisori
  dei conti del Comune di Acireale, avuto riguardo in particolare  ai
  requisiti di indipendenza e obiettività dei soggetti incaricati.
   Firmatari:  Foti  Angela; Zafarana Valentina; Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio   Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
  Carlo; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot.  n.  61415/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  autonomie locali e la funzione pubblica.

   N.  2942 - Notizie e chiarimenti sulla mancata applicazione  della
  legge regionale in favore dei testimoni di giustizia.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 19480/IN.16 del 19 aprile 2016 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   -Da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità:

   N.  2741  - Iniziative a livello nazionale a seguito della vicenda
  della chiusura, nel 2011, dell'aeroporto civile di Trapani-Birgi.
   Firmatari:  Turano  Girolamo; La Rocca Ruvolo  Margherita;  Ragusa
  Orazio; Sorbello Giuseppe
   -  Con  nota prot. n. 40228/IN.16 del 31 agosto 2015 il Presidente
  della   Regione   ha  delegato  l  'Assessore  regionale   per   le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  2743 - Ripristino della viabilità sulla S.P. n. 23 che collega
  Palazzolo Acreide (SR) e Giarratana (RG).
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 40229/IN.16 del 31 agosto 2015 il Presidente
  della   Regione   ha   delegato  l'Assessore   regionale   per   le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  2771 - Notizie in ordine alle precarie condizioni della strada
  provinciale  17  di  collegamento  tra  i  comuni  di  Raffadali  e
  Siculiana (AG).
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;Cancelleri
  Giovanni  Carlo;Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio  Giorgio;
  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Ferreri  Vanessa;  Palmeri Valentina; La  Rocca  Claudia;  Zafarana
  Valentina
   -  Con  nota  prot.  n.  61370/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  2776 - Notizie in merito alle precarie condizioni della strada
  provinciale 88 tra Casteldaccia e Bagheria (PA).
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   -  Con  nota  prot.  n.  61361/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  2797 - Notizie in merito alla cessazione del servizio di treni
  a lunga percorrenza da e per la Sicilia ed al rinnovo del contratto
  di servizio regionale.
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano
   -  Con  nota  prot.  n.  61400/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  2807  -  Ripristino del percorso stradale Palazzolo Acreide  -
  Giarratana.
   Firmatari: Assenza Giorgio
   -  Con  nota  prot.  n.  61411/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità.

   -Da parte dell'Assessore per la Salute:

   N. 2752  -  Iniziative  urgenti  volte  a  garantire l'attivazione
  della  convenzione con il Centro residenziale per gravi  disabilità
  di via Ben Haukal nel comune di Palermo.
   Firmatari: Greco Giovanni
   -  Con  nota  prot.  n.  61315/IN.16  del  29  dicembre  2015,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  la
  salute.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Istituzione  del Collegio dei revisori della  Regione  e  degli
  altri Enti regionali. Obbligo di trasparenza degli atti dei Collegi
  dei Revisori. (n. 1217)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Forzese  in
  data 26 maggio 2016.

   - Disposizioni contabili. (n. 1218)
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
  (Baccei) in data 1 giugno 2016.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  inviati  alle  competenti
  Commissioni i seguenti disegni di legge:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ordinamento  del governo e dell'amministrazione della  Regione.
  Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
  modifiche ed integrazioni. (n. 1207)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 maggio 2016.
   PARERE VI.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Modifica  all'articolo 120, comma 1,  lettera  b)  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11. (n. 1204)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 maggio 2016.

   - Interventi per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. (n.
  1205)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 maggio 2016.
   PARERE IV.

   - Norme in materia di contrasto dello spreco alimentare. (n. 1211)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 maggio 2016.
   PARERE VI.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Misure  per  la  valorizzazione della borgata  Santa  Lucia  di
  Siracusa. (1203)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 maggio 2016.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia. (n. 1209)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 maggio 2016.

          Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che il disegno di legge n. 363:   Promozione
  dell'attività   di   recupero  e  distribuzione   delle   eccedenze
  alimentari  e non alimentari a favore delle fasce più deboli  della
  popolazione ,  già assegnato con nota prot. n. 6348/SG.LEG.PG.  del
  22  maggio 2013 alla VI Commissione,  è  stato riassegnato in  data
  24  maggio 2016 alla  III Commissione ed alla VI Commissione per il
  parere.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta ed è  stata  assegnata  alla
  competente Commissione la seguente richiesta di parere:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Composizione Consiglio regionale dei beni culturali. (n. 77/V).
   Pervenuto in data 20 maggio 2016.
   Inviato in data 24 maggio 2016.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  pervenuto  il  parere  reso   dalla
  competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
  Sezione giurisdizionale. Designazione componente (n. 76/I).
   Reso in data 24 maggio 2016.
   Inviato in data 25 maggio 2016.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.       3255   -   Interventi   urgenti   per   la   sistemazione
  straordinaria      e   la   messa   in   sicurezza   della   strada
  provinciale n. 16 nel siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Falcone Marco; Cappello Francesco; Musumeci Nello

   N.  3256  - Chiarimenti sul mancato recupero delle somme a  carico
  del   Segretario  generale  di  Palazzo  d'Orleans  ed   iniziative
  conseguenti.
   - Presidente Regione
   Figuccia Vincenzo; Falcone Marco

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3250  - Sospensione del commissariamento ad acta del Consorzio
  Acquedotto Tre Sorgenti di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Panepinto Giovanni; Cani Gaetano

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alle competenti Commissioni.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 3246 - Notizie in ordine allo sblocco dei finanziamenti europei
  per la realizzazione di impianti di depurazione in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Grasso Bernadette Felice

   N.  3247  -  Iniziative  da  assumere per  la  problematica  degli
  accertamenti contributivi posti in essere dall'INPS di Ragusa.
   - Presidente Regione
   Assenza Giorgio

   N. 3248 - Interventi atti a eliminare alcune carenze di organico e
  strutturali   del   reparto  di  infettivologia  dell'ospedale   di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N. 3249 - Chiarimenti in ordine ai profili di legittimità relativi
  alla procedura concorsuale indetta dall'ASP n. 5 di Messina per  il
  conferimento  dell'incarico quinquennale di Direttore di  struttura
  complessa, disciplina di cardiologia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio    Giorgio;    Ferreri   Vanessa;   La    Rocca    Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  3252  - Chiarimenti riguardo i problemi inerenti i servizi  di
  analisi nei presìdi ospedalieri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio;  Mangiacavallo  Matteo;  Ferreri  Vanessa;        Siragusa
  Salvatore;   Foti   Angela;  Trizzino Giampiero; Zito  Stefano;  La
  Rocca Claudia

   N.  3253  - Chiarimenti in merito all'incidente che ha interessato
  una  cabina  di un ascensore all'interno dell'A.O. 'Cannizzaro'  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Foti  Angela;  Ciancio  Gianina;  Cappello  Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia

   N.  3254  -  Chiarimenti  urgenti in  ordine  alle  iniziative  da
  adottare presso l'impianto della raffineria di Milazzo (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Zafarana   Valentina;   Ciancio   Gianina;   Cappello   Francesco;
  Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Foti Angela;  Ciaccio
  Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia

   N.  3257  -  Notizie in ordine alla realizzazione  dei  lavori  di
  ammodernamento, adeguamento e ampliamento del porto di  Tremestieri
  (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Grasso Bernadette Felice

   N.       3259   -   Chiarimenti   circa   la   mancata   ispezione
  amministrativa  per la valutazione di rimozione o  sospensione  del
  sindaco di Capizzi (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Rinaldi Francesco

   N.  3260 - Interventi presso il competente Ministero per un  nuovo
  impulso  alla  tradizionale pesca del tonno con tonnara  fissa  nel
  mare delle Isole Egadi (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Turano  Girolamo;  La  Rocca  Ruvolo  Margherita;  Ragusa  Orazio;
  Sorbello Giuseppe

   N.  3261  -  Chiarimenti circa l'emergenza rifiuti nel  Comune  di
  Trapani  e  iniziative  per  migliorare  la  raccolta differenziata
  in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio

   N.  3262  -  Iniziative da assumere presso le competenti  autorità
  statali  per  agevolare  il  processo  di  costituzione  del   polo
  aeroportuale della Sicilia occidentale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Turano  Girolamo;  La  Rocca  Ruvolo  Margherita;  Ragusa  Orazio;
  Sorbello Giuseppe

   N. 3263 - Interventi a sostegno dell'export siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio

   N.  3264  - Chiarimenti sull'attuazione della l.r. n. 10 del  2014
  per  la  tutela della salute e del territorio dai rischi  derivanti
  dall'amianto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Attività produttive
   Turano  Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio;  Cani
  Gaetano

   N.  3265  -  Misure  urgenti  per la salvaguardia  dei  dipendenti
  dell'ARAS e rilancio dell'associazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Assenza Giorgio

   N.  3266  - Accertamento delle responsabilità in ordine ai ritardi
  nella  scerbatura,  realizzazione viali parafuoco  ed  attività  di
  prevenzione antincendio nella montagna di Erice (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Fazio Girolamo

   Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  429  - Notizie circa l'erogazione di prestazioni sanitarie  in
  regime di intramoenia.
   - Assessore Salute
   Cirone Maria in Di Marco

   N.   430    -    Iniziative   urgenti   a   favore   del    centro
  cardiologico pediatrico del Mediterraneo 'Bambino Gesù' di Taormina
  (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N. 574  -  Iniziative  per  l'accesso  ai  contributi riconosciuti
  dal  Ministero dello sviluppo economico per iniziative a  vantaggio
  dei consumatori.
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   Presentata il 24/05/16

   N.   575    -    Iniziative   urgenti   a   favore   del    centro
  cardiologico pediatrico del Mediterraneo 'Bambino Gesù' di Taormina
  (ME).
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 25/05/16

   N. 576 - Iniziative per il riconoscimento alla Regione delle somme
  derivanti dalle accise di prodotto raffinato in Sicilia.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 25/05/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 3115

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'interrogazione  con  richiesta   di
  risposta  in  Commissione  n.  3115, a firma  dell'onorevole  Raia,
  iscritta  all'ordine del giorno della seduta n. 322 del  25  maggio
  2016   della   V  Commissione  legislativa   permanente    Cultura,
  formazione e lavoro ,  è da intendersi presentata con richiesta  di
  risposta  scritta  per assenza dell'interrogante al  momento  dello
  svolgimento.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di decadenza dell'interrogazione n. 3251

   PRESIDENTE.  Comunico  che  a  seguito  della  nomina   dell'on.le
  Gianluca  Antonello  Miccichè  a  Assessore  regionale  è  decaduta
  l'interrogazione n. 3251  a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Zafarana e La Rocca.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  vista
  l'assenza    del    Presidente    Ardizzone    volevo    rinunciare
  all'intervento, però poi ho fatto mente locale e ho  ricordato  che
  lei    stamattina    era    anche   alla     Santa    celebrazione
  dell'incoronazione del Sindaco Orlando.
     Signor  Presidente, scherzosamente ho fatto questa introduzione,
  ora  seriamente: il Parlamento della Regione siciliana che  approva
  una  riforma,  voi  l'avete  definita  epocale,  anche  grazie   al
  contributo  che  abbiamo dato noi, sulle province anzi  sui  liberi
  consorzi.
   Io  apprendo dalla stampa, per caso, che stamattina si è insediato
  Leoluca  Orlando,  lo dico in presenza anche del  presidente  della
  Commissione  Affari Istituzionali; ma , vivaddio,  non  invitare  i
  deputati almeno del collegio palermitano, tutti indistintamente  al
  di  là  del  colore  politico; non invitare la Commissione   Affari
  istituzionali ,  voi intendete girare tutti i liberi  consorzi,  il
  Presidente della Regione, Ardizzone e vi fate una riunione  quattro
  amici  con i sindaci? Volete strumentalizzare una riforma, che  voi
  definite epocale, ai fini di campagna elettorale?
   Vedere  tutti i sindaci con la fascia - uno spettacolo che non  si
  può  guardare   -  tutti i sindaci e poi c'è  Ardizzone  -  con  il
  rispetto che devo, certamente, al Presidente dell'Assemblea - e  il
  Presidente  della  Regione  che vanno  predicando  in  giro  per  i
  capoluoghi  della  Sicilia  Ma vi sembra  il  modo  di  trattare  i
  deputati e il Parlamento della Regione? Veramente vorrei capire chi
  si  è  occupato  del  cerimoniale,  dell'organizzazione  di  questa
  manifestazione    Girerete   e   insedierete   tutti   i    sindaci
  metropolitani e i liberi consorzi ignorando i deputati?
   Cioè,  su di noi fango ad ogni impugnativa e poi voi girate  e  vi
  date  voce fra di voi, perché non è stata fatta nemmeno una e  mail
  ai  singoli  parlamentari, a nessun parlamentare  Come se  noi  qui
  cosa  facciamo? Ci portate i  pacchettini insacchettati per  votare
  le  leggi e poi andate in giro a fare   Ma che spettacolo: Orlando,
  Crocetta e Ardizzone
   Tutti si sono riuniti fra di loro, tutti i sindaci e noi deputati,
  io  anche  componente della Commissione  Affari Istituzionali ,  mi
  sento  chiamare dai consiglieri comunali anch'essi ignorati  perché
  molti   sindaci  non  sono  andati  a  presenziare,  sono   fuggiti
  all'insaputa  di  molti  consiglieri, non sono  andati  nemmeno  in
  Consiglio  a comunicare che si insediavano  Questa è la  legge  che
  abbiamo  tanto voluto perché ora i sindaci faranno gioco personale,
  come si diceva quando si giocava a calcio, faranno gioco personale.
   Quindi, consiglieri comunali ignorati, deputati ignorati, questa è
  la  riforma  per  come  la volete applicare?  Io  mi  vergogno,  da
  deputato,  mi  vergogno  per come avete iniziato,  per  come  avete
  iniziato perché non avete avuto rispetto dei singoli deputati

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, io l'ho lasciato parlare  per  una
  questione  di  cortesia, ma l'Assemblea regionale non  ha  invitato
  nessuno  perché  noi  non  insediamo  nessuno;  quindi,  non  è  il
  cerimoniale  dell'Assemblea che ha fatto inviti perché  non  doveva
  fare  nessuno invito. Evidentemente, il Presidente Ardizzone a  sua
  volta  è  stato invitato. Io personalmente non ho ricevuto  nessuno
  invito,  ho  saputo dell'insediamento  e siccome sono  deputato  di
  questa  città ho ritenuto di essere presente. L'Assemblea regionale
  non ha invitato nessuno perché non ha competenza né ad invitare  né
  tanto meno ad insediare nessuno.

   MILAZZO  Giuseppe. Presidente, lei deve difendere  le  prerogative
  del  Parlamento   C'era  il Presidente della  Regione,  l'Assessore
  regionale  e  il  Presidente dell'Assemblea. Ha invitato  tutti  il
  sindaco Orlando? Chi l'ha fissata la data?

   PRESIDENTE. Io non le so rispondere, le posso dire che l'Assemblea
  regionale  non  ha  competenza in materia  e  questo  lei  dovrebbe
  saperlo, quindi, mi sorprende anche un po' il suo intervento.

   MILAZZO Giuseppe. C'era il Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Il  Presidente della Regione è  il  Presidente  della
  Regione, l'Assemblea regionale è evidentemente altra cosa  Si  vede
  che è stato invitato.

   MILAZZO Giuseppe. Ha fatto tutto il sindaco Orlando

   PRESIDENTE. Ripeto, l'Assemblea regionale non ha invitato  nessuno
  perché non è artefice di alcun insediamento.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  Presidente
  della Regione, il Presidente Ardizzone ed io, come assessore, siamo
  stati  invitati  dal  Commissario  dell'ex  Province,  siamo  stati
  invitati per essere presenti ma non abbiamo fatto nessuno invito né
  l'Assemblea  e  nemmeno  il  Governo  regionale.  Noi  siamo  stati
  invitati  da parte del cerimoniale dell'ex province e da parte  del
  Commissario.

   MILAZZO Giuseppe. Del rimosso Commissario

   LANTIERI,  assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  I Commissari non ci sono dubbi, onorevole, lo sa  meglio
  di me, che i Commissari

   MILAZZO Giuseppe. Non avete avuto rispetto per i deputati,  almeno
  solo per la Commissione  Affari istituzionali

   COLTRARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLTRARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  semplicemente  per porre all'attenzione dell'Aula  e  della  nostra
  Presidenza  se  è  possibile  fissare  con  una  maggiore  urgenza,
  nell'ambito dei lavori d'Aula, una interrogazione che ho presentato
  in  data  odierna riguardante l'apposizione di firma di un  decreto
  per  la  realizzazione di una strada di collegamento tra  il  Viale
  Gazzi  e  l'approdo delle Ferrovie dello Stato di via Don Blasco  a
  Messina: è la famosa zona falcada; perché si è verificato un  fatto
  molto  strano che riguarda la nostra amministrazione regionale,  in
  quanto  il  decreto per l'avviamento dei lavori è stato  presentato
  con   la  firma  dell'Assessore  ma  mancante  della  firma   della
  Ragioneria della Regione che permette lo stanziamento dei fondi.
   Siccome si tratta di un'opera di 27 milioni di euro che stava  per
  partire  e  che  era finalizzata alla risoluzione  di  un  problema
  fondamentale  della  città  che era  quella  dell'asse  viario  per
  evitare  che i tir passino in città e che ci sia un rilancio  della
  zona  falcada, riguarda un problema dell'amministrazione  regionale
  in  cui  tutti i deputati regionali sono coinvolti da  una  vicenda
  che, purtroppo, non si capisce il motivo per cui ha portato ad  una
  mancata partenza di questi lavori.
   Vi  chiedo, considerato che è un problema che interessa  tutta  la
  città  di  Messina ed è un'opera comunque regionale perché riguarda
  un collegamento, riguarda l'intera insularità tra le Ferrovie dello
  Stato  e  la  Calabria, quindi tutto il traffico  delle  merci  che
  arrivano  in Sicilia, se fosse possibile trattarlo con urgenza  per
  dare  una  spiegazione  all'amministrazione comunale  e  all'intera
  città di Messina.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  far
  notare alla Presidenza che nella lettura della presentazione  delle
  interrogazioni, interpellanze e mozioni, non si è  fatto  cenno  ad
  una  mozione  presentata dal sottoscritto firmata da  altri   20-30
  autorevoli   colleghi,  sul diritto alla pensione  integrativa  dei
  lavoratori dell'EAS. Vorrei sapere perché non è stata annunziata in
  Aula.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici  verificheranno  a  brevissimo   la   sua
  richiesta. Nel corso della seduta conto di darle risposta.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che   ha chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Trizzino.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


             Rinvio della discussione della mozione n. 496

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il II punto all'ordine del  giorno
  riguardante  la  discussione della  mozione n. 496   Iniziative  in
  ordine  al  reclutamento di personale nella  aziende  del  Servizio
  sanitario  regionale ,  è rinviato in quanto l'assessore  Gucciardi
  per  impegni istituzionali, non è presente oggi e non potrà esserlo
  domani.

   Onorevoli  colleghi,  rispondo all'onorevole  Giovanni  Greco:  la
  mozione  n.  573, riguardante  provvedimenti urgenti a  favore  dei
  pensionati  dell'ente acquedotti siciliani , è già stata annunziata
  ed è già stata trasmessa al Governo.

   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e  di
   cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
   1126/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge  Modifica di norme
   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
   cessazione degli organi comunali  (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
                                1126/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  disegno  di  legge
   Modifica  di  norme  in materia di elezione  del  sindaco   e  del
  consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali  (nn. 1153-
  15-845-860-922-1003-1126/A), posto al numero 2).
  Invito i componenti la I Commissione a prendere posto nell'apposito
  banco.
  Ha  facoltà  di  parlare  il  relatore,  onorevole  Panepinto,  per
  svolgere la relazione.

   PANEPINTO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli   colleghi,  il
  testo, che è stato già trattato in quest'Aula e poi  tornato  in  I
  Commissione,  è un testo che prova ad allineare anche la  normativa
  in   materia   di   elezioni  al  sistema,  cosiddetto,   nazionale
  disciplinato dal testo unico 267. Per cui, augurandomi che  sia  un
  inizio, chiedo all'Assessore se ha modo di seguire i lavori  d'Aula
  e  si  rende  ormai necessaria e indispensabile, una  rivisitazione
  complessiva di tutto il quadro normativo che nell'elezione  diretta
  del  sindaco   parte dalla legge n.  7 del 1992 per  arrivare  alle
  ultime norme recenti. Per cui, io mi rimetto alla relazione.
  Mi  piace  sottolineare  di  questo  testo,  un  fatto  secondo  me
  importante, ossia che il candidato sindaco che non viene  eletto  e
  risulta  secondo,  appresso  a  chi  viene  eletto  sindaco  va  in
  consiglio  comunale a rappresentare la minoranza che  ha  perso  e,
  quindi,  ci sono elementi maggiori di una partecipazione  anche  ai
  lavori  del  consiglio  comunale  considerato  che,  purtroppo,  il
  consiglio   comunale  spesso  viene  considerato  come   un   luogo
  istituzionale  dove si adottano, si approvano pochi atti  anche  se
  sono,  per  la verità, quelli più importanti come la programmazione
  urbanistica e la programmazione finanziaria e regolamentare.
   Detto   questo,   signor  Presidente,  il   lavoro   fatto   dalla
  Commissione,  presieduta  dall'onorevole  Cascio,  ha   provato   a
  correggere quelli che erano degli eccessi  nel primo testo, cioè la
  possibilità  di sfiduciare, in qualunque momento e con  maggioranze
  risicate,  oppure  per  la mancata approvazione  del  bilancio,  il
  sindaco,  tenendo  conto che, in questa fase che  io  considero  di
  terza Repubblica e la nascita di eccessive liste civiche mettono in
  discussione anche un principio che è fondamentale nella prima norma
  che,  in Italia, disciplina la elezione diretta del sindaco, che  è
  la n. 7 del 1992, che approva questo Parlamento e cioè di garantire
  la stabilità degli enti locali.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiedo
  l'attenzione della Commissione e degli uffici. In verità, non  farò
  alcuna  proposta che riguarda la norma elettorale in senso stretto,
  però  vorrei  affidarmi  ai capigruppo, alla  Commissione  ed  agli
  uffici  su  un  tema che, diciamo, ci riguarda  perché  -  anche  i
  colleghi del Movimento Cinque Stelle - non so quando è stato,  mesi
  fa,  abbiamo  messo  mano ai Consigli comunali  relativamente  allo
  status e ad alcune cose.
   Con  un  emendamento che l'Assemblea ha approvato, cosa  è  venuto
  fuori?  E'  venuta  fuori  una norma che  consente  ai  consiglieri
  comunali  dei  piccoli comuni di avere non solo  il  tempo  stretto
  necessario  per  andare in Commissione, ma anche  lo  studio  degli
  atti.
   Questo   ve  lo  potranno  supportare  gli  uffici  dell'Assemblea
  regionale. Paradossalmente, noi abbiamo vietato questa prerogativa:
  lo studio degli atti, ai grandi comuni, ai comuni capoluogo
   Quindi,  paradossalmente, in un comune  come  Palermo,  Catania  e
  Messina,  il  consigliere  comunale deve andare  in  Commissione  e
  ritornare e non ha la possibilità di leggere le carte.
   Invece,  noi,  con  un emendamento che non era abbastanza  chiaro,
  abbiamo  dato  la  possibilità ai piccoli comuni  di  avere  questo
  margine, dello studio degli atti, e ai grandi comuni no
   Io  chiedo alla Commissione, al Presidente Cascio con gli  uffici,
  se  -  è  un  emendamento tecnico -  l'Assemblea lo può accogliere.
  Ovvero neghiamolo per tutti: o estendere la norma così com'è per  i
  piccoli  comuni,  anche per i comuni capoluogo, o lo  togliamo  per
  tutti,  perché che senso ha un consigliere comunale di Catania  che
  non lo può fare e un consigliere comunale di un piccoli comune sì?
   Se  i  capigruppo,  l'onorevole Cancelleri, o  il  capogruppo  del
  Movimento Cinque Stelle, con la Commissione, l'onorevole Cordaro  e
  il  dottore  Marino,  con  il quale ho  parlato,  e  la  Segreteria
  generale  possono  correggere, dal punto di vista letterale  questa
  norma, perché non ha senso. Quindi, io chiedo solo questa cosa.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi io mi  permetto  di
  richiamare l'attenzione, ovviamente, dell'Aula intanto sul  momento
  particolare  in  cui, in qualche modo, stiamo  vivendo,  sia  sotto
  l'aspetto elettorale - vorrei ricordare che, fra quindici giorni ci
  sono  i  ballottaggi, motivo per cui, ritengo che sia,  quantomeno,
  inopportuna  la  discussione  su una legge,  così  importante,  che
  modifica,   sicuramente,  l'assetto  degli  Enti  locali   e   che,
  quantomeno,  dovrebbe  essere rinviata successivamente  al  periodo
  elettorale.
   Tralasciato  ciò, mi preme richiamare la vostra attenzione  su  un
  aspetto  che mi sembra del tutto fondamentale - è stato  anticipato
  dal relatore. Il legislatore siciliano, con la legge n. 7 del 1992,
  innova  dell'ordinamento giuridico, interviene  in  una  disciplina
  estremamente importante e fondamentale approva la legge  n.  7  del
  1992 il legislatore nazionale lo fa dopo. Il legislatore nazionale,
  quindi,  è  battuto nei tempi ed il legislatore regionale introduce
  delle  innovazioni significative, tali da modificare la situazione,
  non  solo  dal  punto  di  vista prettamente  politico  ma,  anche,
  soprattutto, dal punto di vista gestionale-amministrativo.
   Mi  permetto di ricordare che prima della legge n. 7 del  1992  il
  sindaco  veniva  eletto  dai  consiglieri  comunali  nel  seno  del
  consiglio comunale e che non era assicurata alcuna minima stabilità
  di  governo,  tant'è vero che i cittadini siciliani,  e  non  solo,
  assistevano  sistematicamente alla durata dei  sindaci,  molti  dei
  quali addirittura duravano appena 24 ore.
   Preso  atto della situazione in cui si versava in quel periodo,  e
  ritenuto   prevalente  l'interesse  pubblico   alla   stabilità   e
  assicurare la continuità prettamente amministrativa, il legislatore
  siciliano introduce il sistema dell'elezione diretta dei sindaci  e
  fa  sì  che,  effettivamente, siano autonomi, in  maniera  tale  da
  assicurare  quella  governabilità che, sicuramente,  la  precedente
  disposizione normativa non aveva mai assicurato.
   Nonostante,  ovviamente,  la Commissione abbia  introdotto  alcune
  correzioni, così come effettivamente sono state definite, al  testo
  che  era  stato, in qualche modo, presentato a quest'Aula,  ritengo
  che quelle correzioni vadano ulteriormente corrette e, soprattutto,
  integrate.
   Mi riferisco in maniera particolare ad alcune integrazioni che,  a
  mio  avviso,  sono  del tutto inopportune. Non è  perché  la  norma
  nazionale le ha introdotte e sono vigenti a livello nazionale,  sol
  perché  l'abbia  fatto  il  legislatore  nazionale,  queste  siano,
  diciamo  così, immuni da critiche e da censure, anzi, a mio avviso,
  tutto il contrario.
   Mi  riferisco in maniera particolare, ad esempio, all'autonoma  ed
  immediata carica di consigliere comunale nei confronti del  sindaco
  che non è stato eletto e che ha riportato maggiori suffragi.
   Sembrerebbe così una forma asettica, quasi premiale nei  confronti
  di chi, in qualche modo, battuto da un concorrente che ha riportato
  maggiori  suffragi, ad un certo punto, riceve  il  premio,  non  il
  primo  premio,  ma  il secondo premio, il premio  di  consolazione.
  Sembrerebbe, obiettivamente, che ciò miri semplicemente e solamente
  a gratificare coloro i quali, nonostante abbiano fatto degli sforzi
  elettorali abbastanza consistenti, non abbiano raggiunto, però,  il
  traguardo di arrivare primi.
   A ben riflettere, a ben pensarci, ritengo, obiettivamente, che sia
  un  premio  conferito ad un personaggio, qualunque  esso  sia,  del
  tutto inopportuno.
   Per  quale  motivo?  Sono  convinto anche  di  questo,  del  tutto
  inopportuno  perché,  condivido anche questa impostazione,  per  un
  semplice  motivo: voi mi insegnate, e credo ne abbiate preso  atto,
  che  la  campagna  elettorale,  soprattutto  per  quanto  riguarda,
  ovviamente,  i comuni, è una campagna elettorale, mi  riferisco  in
  maniera  particolare ai comuni superiori ai 15 mila abitanti,  dove
  sicuramente  le  liste  sono  sicuramente  molto  più  numerose,  è
  estremamente agguerrita. Non solo è estremamente agguerrita, ma  ci
  si  confronta anche molte volte sugli aspetti prettamente personali
  e, anzi, i requisiti di carattere personale diventano poi requisiti
  di  conflitto, a tutti gli effetti, di diatriba e, consentitemi, di
  acredine.
   Faccio  un  ragionamento. Qual è il motivo per cui, eventualmente,
  un soggetto con il quale si è confrontato il sindaco se lo deve poi
  ritrovare,  e se lo deve, eventualmente, sopportare per  tutti  gli
  anni  della  sindacatura, sol perché, effettivamente,  il  tizio  è
  arrivato secondo, motivo per cui deve essere premiato?
   Credo che, anche, in questo caso, la questione che è prevalente è,
  soprattutto,     l'interesse   pubblico    e,    soprattutto,    la
  governabilità.
   Il   secondo,   che  sostanzialmente  poi  avrà  sicuramente   una
  coalizione,  avrà  tutto  l'interesse a cercare  di  ostacolare  il
  percorso  del sindaco che l'ha visto come nemico, l'ha  visto  come
  concorrente,  l'ha  visto  come avversario  e  continuerà  -  salvo
  eccezioni  -  a  vederlo  tale. E quindi qual  è  l'opportunità  di
  conferire  a  questo la possibilità di poter non  solo  contrastare
  durante  la  campagna elettorale - e questo lo  trovo  legittimo  e
  soprattutto  sacrosanto - ma non riesco a capire per  quale  motivo
  deve  continuare  a  farlo  nell'ambito  dell'attività  prettamente
  amministrativa successiva. Salvo ovviamente eccezioni, ma questo  è
  demandato al carattere di ognuno di noi.
   Ma  creare i presupposti giuridici perché ciò avvenga, non tenendo
  conto  di  quali  possono  essere le  conseguenze  sotto  l'aspetto
  prettamente  amministravo, ritengo obiettivamente che  non  si  sia
  fatta  una  adeguata  riflessione  soprattutto  in  funzione  delle
  conseguenze che ciò determina.
   Tenuto conto che non mi sembra obiettivamente che sia estremamente
  importante e significativo sotto l'aspetto prettamente giuridico  e
  organizzativo.  Se non fosse, peraltro, il fatto di voler  premiare
  il secondo. E sono convinto che anche a livello regionale ciò non è
  opportuno.  E consentitemi anche di fare una battuta a  prescindere
  dalle persone, perché a me non piace fare riferimento alle persone;
  credo  che  sia  stato  quanto  meno inopportuno  a  livello  della
  situazione attuale, per quanto ci riguarda.
   Altro  aspetto  che  mi  sembra ancora  rilevante,  nonostante  la
  Commissione  abbia  proposto alcune correzioni,  è  la  mozione  di
  sfiducia.  Non  riesco a capire perché nei Comuni  con  popolazione
  superiore  ai 15 mila abitanti il quorum è del sessanta per  cento.
  Quelli invece con popolazione  inferiore, è dei due terzi. Come  se
  la   mozione   di  sfiducia  fosse  la  mozione  di  sfiducia   che
  sostanzialmente fosse diversa al riguardo. Qualcuno mi  dirà  sulla
  base del numero dei consiglieri. Ma non è così. E' il quorum quello
  che  è  importante  perché  vale sia  per  i  Comuni  inferiori  ai
  quindicimila abitanti sia per i Comuni superiori ai quindicimila. E
  ancora,  il  sessanta  per cento, la norma  che  prevedeva  appunto
  l'approvazione del testo dei componenti pari ai due  terzi,  a  mio
  avviso,  aveva  una  ratio. Appunto quello di assicurare  e  tenere
  conto   del   prevalente  interesse  pubblico  della  governabilità
  piuttosto  che  vedere  la  coalizione di maggioranza  che  possono
  determinare il venir meno di una Amministrazione, il venir meno  di
  un sindaco.
   Ritengo  che  questa percentuale possa benissimo essere  integrata
  per assicurare, secondo me, quell'interesse estremamente importante
  e fondamentale.
   Non  capisco  poi,  per  quale motivo  la  Commissione  non  abbia
  introdotto,  in maniera del tutto opportuna, il terzo  mandato.  Le
  ragioni  per cui è stato introdotto il limite dei due mandati  sono
  venute  meno  soprattutto dalla storia che noi abbiamo  vissuto  in
  tutti  questi anni. E credo che quel limite possa benissimo  essere
  superato introducendo il terzo mandato,  tenuto conto che solo  con
  il   terzo   mandato,   si   può   assicurare   quella   continuità
  amministrativa  che - a mio avviso - è estremamente importante  per
  quella  governabilità e perché effettivamente le città, soprattutto
  molte città, abbiano la possibilità di poter avere un riscontro dal
  punto di vista prettamente fattuale e materiale.
   Altro aspetto. Se il principio del doppio mandato è applicato ed è
  stato  fatto valere nei confronti dei sindaci, non riesco a  capire
  perché  non  deve  essere introdotto nei confronti dei  consiglieri
  comunali. Ritengo che l'attività politica debba essere un  servizio
  a  favore della collettività e non deve trasformarsi in un mestiere
  a  tutti  gli  effetti. Ho avuto la possibilità di poter  conoscere
  anche  consiglieri  che  sicuramente ne hanno  fatto  una  attività
  primaria non una attività secondaria. Non era un servizio, non  era
  un'attività  di  hobby, ma era un'attività  primaria  a  tutti  gli
  effetti.  Cioè da trenta anni consiglieri comunali hanno continuato
  veramente a svolgere attività di consigliere comunale.
   Sulla  base di quel principio, da me non condiviso, ma laddove  in
  qualche  modo  introdotto,  appunto del  terzo  mandato,  di  poter
  estendere tale limite nei confronti dei Consiglieri comunali.
  E  quindi quanto anticipato sarà mia cura, ovviamente, tradurlo  in
  appositi emendamenti e sottoporli  alla valutazione dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  giunge  finalmente in Aula questo disegno di legge da  parte  della
  Commissione che ringrazio per il lavoro attento che ha fatto, anche
  mettendo insieme ben otto disegni di legge, tuttavia dobbiamo  fare
  una  premessa.  Vorrei  ricordare che  lo  Statuto,  che  ha  rango
  costituzionale,  lo  Statuto della Regione siciliana,    e  noi  lo
  scorso  mese  abbiamo  ricordato  con  grande  enfasi,  con  grande
  attenzione  da  parte dei colleghi, i motivi  per  cui  la  Regione
  siciliana  ha un'ampia autonomia - e i colleghi hanno, con  dovizia
  di  particolari,  ricordato  come  questa  autonomia  assegni  alla
  Regione siciliana poteri concorrenti ed esclusivi con lo Stato - mi
  sembra,  onorevole  Presidente  della  I  Commissione,  che  questo
  disegno  di legge abbia abbandonato quelle che erano le prerogative
  pattizie  riconosciute alla Regione siciliana e  si  stia  solo  ed
  esclusivamente  adeguando  a quelle che sono  le  disposizioni  del
  Governo  nazionale, della legge nazionale. Se  così  fosse  non  ci
  sarebbe  nemmeno bisogno di questo disegno di legge, potremmo  dire
   andiamo  a  recepire integralmente il testo',  ma  questo  non  lo
  possiamo  fare, non lo possiamo accettare perché questo  non  è  un
  consiglio  regionale, questo è un Parlamento. E perché  la  Regione
  siciliana,   anche   in   virtù  delle  sue  peculiari   condizioni
  territoriali  ha  delle necessità, ha delle specificità  che  altre
  regioni  d'Italia  non  hanno  e ci  devono,  pertanto,  portare  a
  legiferare  nel pieno rispetto della nostra autonomia e  nel  pieno
  rispetto  dei  poteri  che la Costituzione ha  conferito  a  questo
  Parlamento.
   Per  cui veda, onorevole presidente Cascio, la cosa che credo  sia
  importante  è cercare di trovare un minimo comune denominatore,  in
  maniera  tale che una volta stabilita una strada, anche  se  questa
  dovesse  essere  diversa rispetto a quella prevista dal  Parlamento
  nazionale  e  dalla legge nazionale, si possa procedere  nel  senso
  della  omogeneità. Quindicimila abitanti. Ma quindicimila abitanti,
  sempre?  Non  è possibile che per alcune prerogative  si  parli  di
  ventimila,  per altre si parli di trentamila, per cui nel  rapporto
  evidente  fra  i  cittadini e le istituzioni e fra  le  istituzioni
  stesse, cioè fra comuni e Regione, è chiaro che non è possibile che
  vi  siano  due pesi e due misure, per cui veda con piacere  abbiamo
  accolto l'adeguamento della normativa regionale a quella nazionale,
  però  secondo  me  questo verbo  adeguare'  è  stato  usato  troppo
  spesso,  ritengo  anche impropriamente; noi non ci  adeguiamo  alla
  legge nazionale perché non è compito di questo Parlamento adeguarsi
  alla  legge  nazionale, noi diamo vita ad una legge che  può  anche
  essere  simile a quella proposta dal legislatore nazionale, ma  non
  deve essere assolutamente un tabù, se diventa un tabù è chiaro  che
  rinunciamo  alle  nostre prerogative, per  cui  la  possibilità  di
  estendere ai quindicimila abitanti il sistema elettorale è una cosa
  condivisibile, l'abrogazione della legge regionale 5  aprile  2011,
  n.  6,  nelle parti che riguarda questa significativa ed importante
  modifica, credo che sia importante.
   Ma  io  vorrei partire non parlando dell'articolo 1,  ma  parlando
  dell'articolo 6, perché con l'articolo 6, signor Presidente - e  di
  questo  le  sono  particolarmente grato  -  viene  reintrodotto  un
  principio, quello secondo cui ogni amministrazione comunale - ed io
  toglierei  trenta  mila  abitanti, lo  scenderei  a  quindici  mila
  abitanti  -ogni  Amministrazione comunale sceglie come  comportarsi
  nei confronti delle circoscrizioni.
     Perché  lei sa, signor Presidente, che ci sono dei comuni  dove,
  per  essere  chiari, le circoscrizioni sono diventate più  numerose
  rispetto al comune e di conseguenza non è possibile pensare che  io
  ho  un  comune, che tutte insieme le circoscrizioni  vale  quindici
  mila  abitanti  però una circoscrizione ne vale otto  mila.  Quindi
  reintrodurre le circoscrizioni, cioè i quartieri, credo che sia una
  buona  prassi  legislativa. Una cosa importante, reintroduciamo  la
  democrazia negli enti locali, ridiamo ad ogni consiglio comunale la
  possibilità   di   scegliere  ad  una  condizione   però   che   le
  circoscrizioni non costino, che le circoscrizioni non pesino  sulle
  tasche  dei cittadini, che le circoscrizioni siano solo  un  luogo,
  una  palestra  dove i futuri consiglieri comunali, e noi  auguriamo
  loro deputati, regionali, nazionali, e così via, possono cominciare
  a  comprendere  il  significato della  parola  democrazia,  possano
  cominciare  ad  ascoltare i cittadini e farsi  promotori  di  cause
  giuste e nobili a difesa del territorio.
   Per  cui  signor  Presidente, questo articolo 6  che  reintroduce,
  ripeto,  i consigli di circoscrizione, è un fatto importante  nella
  misura in cui trentamila viene sostituito con quindicimila, proprio
  perché  parlavamo  di questa omogeneità che deve caratterizzare  il
  testo   nella  sua  generale  volontà  di  riformare   un   sistema
  particolarmente attento.
   L'articolo  2,  signor  Presidente, ,  credo  che  sia  meritevole
  dell'attenzione  di  questo Parlamento,  perché  reintroduciamo  un
  concetto importante che il sindaco deve essere espressione  di  una
  maggioranza all'interno del consiglio comunale perché, nel  momento
  soprattutto in cui i partiti stanno entrando in crisi, nel  momento
  in cui non c'è la cabina di regia, fatta dai grandi partiti, noi ci
  troviamo  ogni giorno sempre più con sindaci che sono in balìa  dei
  singoli,  con  sindaci che sono in balìa dei consiglieri  comunali.
  Questo  non  lo  possiamo  assolutamente consentire.  Noi  dobbiamo
  garantire ai sindaci che siano espressione di una maggioranza,  che
  siano  espressione  di un fatto parlamentare e consiliare  che  sia
  coerente  tra  la  volontà  dei  cittadini  e  la  volontà  di  chi
  amministrerà  per  cinque anni la città. Dopo di  che,  per  essere
  chiari,  se  il  sindaco non ha la maggioranza non può  continuare,
  come  avviene  oggi, con il sindaco che viene  a  fare  la  vittima
  dicendo  che  è  ostaggio  del  consiglio  comunale.  Noi  dobbiamo
  liberare i sindaci da questa condizione di ostaggio, di mancanza di
  libertà.,  gli dobbiamo dare tutta la responsabilità  possibile  ed
  immaginabile  e  per  avere tutta questa  libertà  occorre  che  la
  coalizione che vince le elezioni deve esprimere il sindaco.  Non  è
  possibile che ciò non possa accadere.
   Il cosiddetto  effetto trascinamento ? Io non lo chiamerei effetto
  trascinamento.  E' l'effetto democrazia, perché chi all'interno  di
  una  città ha la maggioranza deve governare. Non è possibile che  a
  governare  siano  coloro i quali non hanno la maggioranza.  E  sono
  anche   d'accordo,   presidente  Cascio,  che   nell'elezione   del
  presidente del consiglio circoscrizionale si applicano le  medesime
  condizioni che regolano la vita del comune.
   Ed  è  giusto, onorevole Fazio, che il capo dell'opposizione, cioè
  quel  candidato  sindaco  primo dei non eletti,  sia  in  consiglio
  comunale. Perché oggi cosa succede? L'opposizione appena arriva  in
  consiglio   comunale   diventa   oggetto   di   desideri,    spesso
  inconfessabili, della maggioranza. E di conseguenza:  vuole che  le
  rappresenti  un caso? Bene, nella mia città la maggioranza  oggi  è
  di  trentasette consiglieri comunali su quaranta. Se vi fosse stato
  in Consiglio comunale il capo dell'opposizione, cioè colui il quale
  era arrivato primo dei non eletti, sicuramente non ci sarebbe stato
  lo sfaldamento della coalizione.
   Veda,  non  è  un  premio, non è un contentino che  viene  dato  a
  qualcuno, è il riconoscimento del ruolo che la città ha assegnato a
  un  uomo, perché quando un candidato prende il 49,79 per cento, non
  può  rimanere fuori dal Consiglio comunale, perché la  città  si  è
  divisa.  La città ha eletto il sindaco ma ha anche eletto  il  capo
  dell'opposizione, quindi è giusto che cosi come avviene  in  questa
  Assemblea, anche il capo dell'opposizione sia presente.
   Infine,   vorrei  che  i  colleghi  con  la  dovuta  celerità   si
  pronunciassero su questo disegno di legge.
   E  una  cosa,  onorevole Cascio, noi siamo una regione  a  Statuto
  speciale,  abbiamo un Parlamento che non deve rispondere  a  quello
  nazionale;  non  è  possibili che nella mozione  di  sfiducia,  per
  alcuni  sindaci si parla del sessanta, per altri si  parla  di  due
  terzi.
   Sono  dell'idea  che  devono essere tutti 2/3.  Dobbiamo  dare  la
  possibilità ai sindaci di resistere quanto più tempo possibile,  ma
  su questo è chiaro che ci sarà un dibattito.
   Se avverrà che non passerà la proposta di 2/3, è chiaro, onorevole
  Sorbello,  che  tutti devono avere il sessanta  per  cento,  non  è
  possibile che vi siano comuni con il quorum del sessanta per  cento
  e comuni con quorum dei 2/3.
   Una  volta  che  l'Assemblea su questo argomento si sarà  espressa
  liberamente, è chiaro che non potrà non essere identico il giudizio
  che  si  dovrà  avere  nei  confronti dei  sindaci.  Quindi  non  è
  possibile una fascia sino a quindicimila e poi una fascia superiore
  a  quindicimila - o 60 per cento per tutti o 2/3 per tutti  -.  Ciò
  posto  credo  che  questo disegno di legge debba  essere  approvato
  velocemente, proprio per dare la possibilità anche ai territori  di
  poter discutere questo disegno di legge e rendersi conto delle cose
  positive  e di questo le sono grato, presidente Cascio, che  questo
  disegno di legge contiene.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  la  I
  Commissione  e l'onorevole Cascio per l'impegno che hanno  messo  e
  l'attenzione e la velocità su un tema così importante e delicato.
   E' vero che ci troviamo in una fase elettorale e che quindi non  è
  molto  opportuno affrontare questo disegno di legge, ma è  da  mesi
  che cerchiamo di affrontare il disegno di legge e purtroppo è stato
  in tempi precedenti rinviato in Commissione.
   Credo  che  rispetto  al  primo  testo  che  era  stato  fatto  in
  Commissione, questo sia peggiorativo perché sicuramente è frutto di
  un  compromesso,  di diverse idee che sono nate  all'interno  della
  Commissione  che, non soltanto hanno fatto slittare  l'approvazione
  del disegno di legge, ma hanno anche tolto delle disuguaglianze non
  soltanto  tra la nostra Regione e l'intero Stato ma soprattutto  su
  alcuni aspetti delicati.
   Vorrei  dire, innanzitutto, che per l'articolo 1, che riguarda  il
  sistema  elettorale,  è  di  fondamentale  importanza  arrivare   a
  un'approvazione  di  questa modifica della  legge  del  2011  della
  Regione  siciliana, perché oggi tutti assistiamo alle  trasmissioni
  nazionali,  e  a  Canale  5, a tutte le  televisioni,  a  tutte  le
  televisioni  nazionali che spiegano ai cittadini come  si  vota.  E
  quindi la Regione siciliana, se riteneva di dovere avere una  legge
  diversa,  perlomeno  doveva  investire  cinquecentomila  euro,   un
  milione di euro per fare pubblicità, per spiegare ai cittadini  che
  il  sistema  elettorale siciliano è un sistema diverso.  Invece  la
  Regione  non  ha  investito un euro su questo tema  e  i  cittadini
  hanno, per lo più votato non sbarrando il sindaco; ci sono migliaia
  di  schede senza sindaco sbarrato in tutte le città che sono andate
  al  voto. E qui poi è nel senso di responsabilità di ognuno di noi,
  nella  visione  che  ognuno  di  noi  ha  del  sistema  elettorale,
  stabilire se si debba tornare al trascinamento, che io condivido, o
  se si debba fare la doppia scheda.
   Io  condivido l'impostazione di questo disegno di legge perché non
  fa  altro  che dare vita alla naturalezza delle cose, perché  tutti
  sappiamo  che  un sindaco, quando si candida, allega  il  programma
  elettorale  o allega l'apparentamento alle liste. Dopo di  che  noi
  prevediamo  un  sistema che scollega il sindaco  dalle  liste,  che
  quindi devi fare il voto confermativo .
   Io  mi  chiedo come si possa dare il premio di maggioranza  ad  un
  sindaco  che  viene  scollegato nel sistema elettorale.  Spero  che
  venga  votato  velocemente questo articolo 1 per poterlo  applicare
  alle prossime amministrative.
   Mi  dispiace  non  vedere  più in questo testo  quell'aspetto  che
  invece  ritengo  sia fondamentale cioè dello scioglimento  sia  del
  consiglio comunale che della decadenza del sindaco nel caso in  cui
  non  vengano  approvati  i  bilanci.  Perché  mi  sembra  veramente
  assurdo, e lo dico da ex consigliere comunale, che tutti sanno  che
  i bilanci vengono redatti dal sindaco, dalla giunta, dal Ragioniere
  generale, da tutti gli uffici amministrativi di un comune.
   Il  consiglio  comunale,  per quanto il  Testo  Unico  preveda  la
  competenza dell'approvazione al consiglio comunale, non  ha  nessun
  potere  sulla redazione di un bilancio. E quindi mi sembra  assurdo
  prevedere  la  decadenza del consiglio comunale se il bilancio  non
  viene  approvato e il sindaco restare in carica nonostante  le  sue
  responsabilità.
   Quindi, io chiedo, su questo, di reinserire la norma nazionale che
  prevede la decadenza di entrambi gli organi perché è veramente  una
  disparità perché i consiglieri comunali, al di là dei revisori  dei
  conti,  non  hanno  nessuna possibilità per  redigere  un  bilancio
  perché  gli  uffici,  tutti lo sappiamo, sono  a  disposizione  dei
  sindaci.
   Mi  dispiace  anche che non si sia recepita per  intero  la  norma
  nazionale  per  quanto  riguarda la sfiducia e  l'approvazione  del
  bilancio stesso, perché io a differenza di tanti miei colleghi  che
  qua  parlano di sindaci ricattati dai consiglieri comunali,  voglio
  credere  che  i consiglieri comunali fanno dignitosamente  il  loro
  lavoro e che quindi se un sindaco non rispetta più il suo programma
  elettorale  merita  di  andare a casa e  tornare  davanti  ai  suoi
  elettori  perché  i  consiglieri  comunali  non  fanno  altro   che
  rispecchiare  la società che ha votato quel sindaco  e  quindi  non
  credo  che  si  tratti di ricatto, ma si tratta  solamente  di  una
  Amministrazione  che non riesce più ad andare avanti  e  quindi  in
  quel  caso credo che vada bene la norma nazionale del 50 per  cento
  per  sfiduciare il sindaco dopo due anni e mezzo, e non  questo  60
  per  cento  che non si sa da dove esce perché comunque,  a  livello
  regionale  è i due terzi, a livello nazionale il 50 per  cento,  se
  fatta una media non so per fare piacere a chi.
   E  tra l'altro non mi venga nessuno a dire che in Sicilia, siccome
  c'è la mafia, bisogna dare maggiori tutele ai sindaci sempre perché
  i  consiglieri comunali mafiosi potrebbero ricattare i sindaci.  E'
  un   atteggiamento   vergognoso,  da  parte   dei   miei   colleghi
  parlamentari, perché qua rappresentiamo le istituzioni e non si può
  pensare che dentro le istituzioni c'è la mafia. Se c'è la mafia  va
  combattuta, va denunciata e va a casa. Ma non si può fare una legge
  inventando  delle scuse e dicendo che i consiglieri  comunali  sono
  dei  ricattatori, io questo non lo accetterò mai da parte di questo
  Parlamento.
   Per quanto riguarda l'estensione di  quindici mila abitanti', devo
  dire  che non mi entusiasma. E' vero che la legge nazionale prevede
  questo   ma   io   sono  più  per  un  sistema  proporzionale   che
  maggioritario  perché  il sistema maggioritario  fa  scomparire  la
  politica, fa scomparire i partiti, fa sì che sotto una lista civica
  si  metta  dentro un contenitore però mi rendo conto che  la  norma
  nazionale  fissa quindicimila, fa sì che si arrivi allo scalino  di
  quindicimila di popolazione e quindi se l'Aula ritiene di  recepire
  la norma nazionale faremo questo recepimento.
   Devo  dire  che  anch'io  non  sono  d'accordo  all'elezione   del
  candidato  sindaco che perde le elezioni. Quest'Aula  dimostra  che
  anche  se il candidato presidente che ha vinto le elezioni è  stato
  eletto, in realtà non mi pare che abbia tenuto l'opposizione, al di
  là di quello che diceva l'onorevole Vinciullo.
   Credo  che  il candidato sindaco che perde le elezioni,  se  vuole
  fare  anche  il consigliere comunale può candidarsi nella  lista  a
  consigliere comunale e se viene eletto sarà in Aula, se no avrà  il
  suo  gruppo consiliare, candidato nella sua lista che rappresenterà
  le istanze dell'opposizione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, cittadini
  la  legislazione siciliana sul tema dell'elezione del sindaco è una
  legislazione molto particolare,  - perché  credo sia la  legge  del
  1997 o del 1993, non ricordo con esattezza la data - l'introduzione
  per la prima volta in Italia, ecco proprio con la legge 7 del 1992,
  vede,  partendo dalla Sicilia l'elezione diretta del  sindaco;  era
  quella una legge che, tra l'altro, escludeva la possibilità  per  i
  consiglieri della proposizione della mozione di sfiducia, dava agli
  stessi  consiglieri  il  potere  di  promuovere  una  consultazione
  popolare all'interno delle mura cittadine e quindi, così come  dava
  la possibilità ai cittadini di eleggere il sindaco, restituiva allo
  stesso  modo, ai cittadini, il diritto di sfiduciare il  sindaco  e
  quindi di ritornare sostanzialmente alle urne.
   Ora, questa cosa, probabilmente, al Parlamento nel corso del tempo
  non  è  piaciuta  e abbiamo assistito ad una sorta  di  involuzione
  progressiva fino a quello che assistiamo oggi che, secondo me, è il
  ritorno a prima del 1992.
   Perché  nella  misura in cui si vuole abbassare  ulteriormente  la
  soglia  per  consentire  ai consiglieri comunali  di  proporre  una
  mozione  di  sfiducia e quindi di sfiduciare il  sindaco,  mi  pare
  ovvio  ed  evidente che questo non solo disattenda  e  tradisca  il
  principio  dell'elezione diretta del sindaco, ma  consegni,  ancora
  una  volta  e  direttamente nelle mani dei consiglieri comunali  il
  potere di veto e di ricatto nei confronti dei sindaci.
   Allora, io dico che qui dentro dobbiamo metterci d'accordo: o  noi
  siamo  per  l'elezione diretta del sindaco, oppure  non  lo  siamo.
  Perché,  piuttosto  che approvare o bocciare una  norma  di  questo
  tipo, io sarei invece più contento se voi presentaste una norma con
  la  quale  si  assegna  al  consiglio comunale  la  possibilità  di
  eleggere,  nel proprio seno, un sindaco, e quindi allo stesso  modo
  di poterlo sfiduciare.
   Questa  è  una  retromarcia,  non un  adeguamento  alla  normativa
  nazionale,  perché  se nel '92, l'Assemblea regionale  siciliana  è
  stata  originale  e  all'avanguardia, rispetto  a  tutte  le  altre
  regioni  di  Italia, oggi noi stiamo arretrando  pericolosamente  a
  scapito dei cittadini e della democrazia.
   Perché,  io sono straconvinto - e lo dice la legge, e lo  dice  il
  principio  dell'elezione diretta del sindaco - che il  sindaco  non
  debba rispondere ai consiglieri comunali, il sindaco non deve avere
  una  maggioranza  consiliare  - ammesso  e  concesso  che  oggi  un
  consiglio  comunale abbia una qualche funzione -  perché,  a  parte
  approvare  il  bilancio il consiglio comunale non serve  a  un  bel
  nulla
   Allora,  molto probabilmente, sarebbe stato opportuno  intervenire
  per riequilibrare i poteri fra sindaco e assessori.
     Io  vedo  sindaci  governare per più di dieci anni  con  quattro
  consiglieri  comunali su trenta, così com'è stato nel ventennio  di
  sinistra nella mia città, il sindaco di Sinistra ha cominciato  con
  sette  consiglieri, il primo per dieci anni, il secondo  per  altri
  dieci anni, il massimo numero di consiglieri comunali su trenta era
  di undici, eppure hanno governato il primo dieci e il secondo altri
  dieci anni.
   E'  segno evidente che il consiglio comunale, a parte approvare il
  bilancio  che certamente è l'atto  più importante di un comune,  su
  questo  non ci piove,  per il resto il sindaco è dotato  di  poteri
  che   superano  ampiamente  e  questo  perché,  ovviamente,  eletto
  direttamente dal popolo quelli del consiglio comunale.
   Allora,   voi  volete  tornare  indietro  e,  quindi,   consegnare
  integralmente il potere di sfiducia spogliando i cittadini del loro
  diritto  esercitato  al  momento delle elezioni,  consegnandolo  ai
  consiglieri  comunali?  Mentre - e  questo  è  un  emendamento  che
  abbiamo  proposto  ma  che  è  stato  puntualmente  e,  ovviamente,
  bocciato  in Commissione - si poteva ritornare a quella  legge  del
  '92 e consegnare questo potere, invece, ai cittadini: loro eleggono
  il  sindaco,  loro  lo potrebbero sfiduciare seppur  attraverso  la
  mediazione   dei   consiglieri  comunali  che  potevano   all'epoca
  promuovere, oggi non più, ovviamente, questo potere.
   Non  volete riequilibrare i poteri fra il sindaco ed il  consiglio
  comunale  visto che attribuite tutta questa importanza al consiglio
  comunale?  State  introducendo,  almeno  nelle  vostre  intenzioni,
  l'effetto   trascinamento   quando -  e  questo  ce  lo  dicono  le
  elezioni  che  sono  ancora  in corso -  sarebbe  sufficiente,  per
  evitare  errori e tutta la confusione che c'è sistematicamente  nei
  seggi,  l'introduzione di una doppia scheda, una per il sindaco  ed
  una per i consiglieri comunali e, invece, state cercando di battere
  la  via  più  breve che è quella di legare le sorti del consigliere
  comunale  a  quella del sindaco e viceversa, ma anche questa  cosa,
  secondo me, non è accettabile?
   Allora  delle due, come ho detto prima, l'una: o questa  legge  va
  nella   direzione   dell'elezione  diretta  del   sindaco   oppure,
  ovviamente,  è  un'operazione ad uso  e  consumo  dei  partiti  che
  pretendono di esercitare la democrazia all'interno dei consigli  ed
  esautorare  i  cittadini dal potere di sfiduciare il  sindaco  così
  come l'hanno eletto.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole La Rocca Ruvolo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   di norme in materia di elezione del sindaco e del consiglio comuna-
   le e di cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-
   1003-1126/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
      «Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
  consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali» (nn. 1153-
                      15-845-860-922-1003-1126/A)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, puntualmente  si
  assiste,  nelle  Aule  parlamentari, a dei tentativi  ad  ogni  piè
  sospinto, o meglio ad ogni legislatura ,o meglio all'interno  della
  stessa  legislatura, dopo un certo periodo, in coincidenza  o  meno
  con le elezioni a livello comunale - ma questo non solo in Italia è
  accaduto  anche in Francia che ha cambiato spesso la proprie  leggi
  elettorali  tranne quella nazionale ma anche quelle che  riguardano
  le  circoscrizioni ed i comuni -, dicevo, accade che  spesso  si  è
  presi  dalla voglia, o per lo meno le maggioranze sono prese  dalla
  voglia di modificare le leggi elettorali a proprio piacimento.
   Ciò,   ovviamente,   genera  grandissima   confusione   non   solo
  nell'elettorato  ma anche negli Uffici, nei luoghi che  dovrebbero,
  poi,  mettere  in  pratica  ed  esercitare  i  mandati  popolari  e
  l'amministrazione vera e propria delle attività  che  riguardano  i
  consiglieri  comunali,  le  città, l'amministrazione  stessa  della
  città.  E,  quindi,  abbiamo assistito negli ultimi  anni  a  molte
  modifiche che riguardano questo tema.
   Ora,  questa  norma ha alcuni aspetti positivi e  qualche  aspetto
  negativo; di positivo questa norma, non solo di positivo  ma  anche
  di  coerente, ha la reintroduzione del cosiddetto - con un  termine
  abusato ma che non rende neanche giustizia alla sua funzione -,  in
  termine dispregiativo,  voto di trascinamento .
   Questa, a mio modo di vedere, è una modifica sacrosanta che  è  in
  linea  esatta  con  ciò  che prevede la  stessa  legge  per  quanto
  riguarda   la   presentazione  delle  liste,   proprio   gli   atti
  propedeutici, necessari, indispensabili, imprescindibili,  pena  la
  non possibilità di poter presentare le liste, della legge stessa.
   Cosa  dice  la  legge  che  c'era?  Che  ogni  lista  deve  essere
  collegata,  quindi,  accettazione da parte  della  lista  che  deve
  essere  collegata  con il candidato a sindaco  ed  accettazione  da
  parte  del candidato a sindaco della lista ad esso collegata,  pena
  l'impossibilità  di  potere presentare la  candidatura  stessa,  la
  lista stessa.
   Quindi,  è  ovvio che c'è un legame inscindibile ed  è  ovvio  che
  bisognava  reintrodurre il  cosiddetto  voto di trascinamento   che
  non  è  voto  di  trascinamento ma è un  voto  che  certifica,  che
  cementifica, che semplifica agli occhi dell'elettore il  fatto  che
  c'è  una  coalizione che presenta un sindaco ed un'altra coalizione
  che  presenta un altro sindaco. Del resto, se c'è qualche cittadino
  che   vuole  votare  per  quella  coalizione  o  per  quei  partiti
  all'interno della coalizione e non vuole votare per il  sindaco  ha
  la  possibilità, col voto disgiunto che era previsto pure prima, di
  votare per un altro candidato a sindaco.
   Era  stato  un  errore grave la modifica introdotta nel  2011,  io
  ricordo  allora  l'ho  contrastata in tutti i  modi,  in  tutte  le
  maniere,  per  molto tempo anche, perché sottolineavo  che  sarebbe
  stato  un  errore grave che induceva alla confusione,  che  avrebbe
  comportato che una grandissima parte di elettori non avrebbe capito
  la novità e non avrebbe segnato anche il candidato sindaco e così è
  stato.
   Ci  sono  stati sindaci eletti che  rispetto alla loro  coalizione
  hanno  preso anche  il 40, il 50 per cento di voti in meno, ma  non
  perché   non   lo   volevano  votare  ma  perché,  sostanzialmente,
  dall'analisi, poi, del voto risultato erano schede che non votavano
  per alcun sindaco, di gente  che pensava che votando per il proprio
  partito  o  per  il proprio  candidato al consiglio comunale,  quel
  voto  andasse,  come era logico che fosse, anche al sindaco  a  cui
  quel partito, quella lista erano collegati.
   Quindi,  l'introduzione di questo principio sacrosanto è un  fatto
  assolutamente necessario, sacrosanto e di democrazia, di  chiarezza
  nei  confronti dell'elettore, altrimenti, bisognava affrontare  una
  riforma  totalmente  all'opposto in cui si  dice:  che  il  sindaco
  cammina  per i fatti suoi, che viene votato come una scheda  per  i
  fatti  suoi,  che  il  sindaco non ha il potere,  dimettendosi,  di
  mandare  a  casa  anche il consiglio comunale, come  avviene  negli
  Stati Uniti. Negli Stati Uniti con l'elezione diretta non è che  se
  si  dimette il Presidente degli Stati Uniti manda a casa  anche  il
  Congresso  ed  il  Parlamento. Sono due organi  separati  e  né  il
  Congresso dimettendosi manda a casa il Presidente. Sono due  organi
  separati.
   Ma,   allora,  dovremmo  fare  una  riforma  complessiva,  totale,
  completa  che  stabilisca tutta una serie di pesi e di contrappesi.
  Scimmiottare parti del sistema  maggioritario, scimmiottare  alcune
  parti   senza   adottare  il  sistema  che  si  vuole  scimmiottare
  lasciando,  invece,  delle  procedure  che  appartengono  ad  altri
  sistemi porta semplicemente alla confusione più totale.
   Quindi,  questa  norma del cosiddetto  trascinamento   che  non  è
  trascinamento ma è semplicemente l'adeguamento, l'allineamento  tra
  il  voto al partito ed il voto al sindaco che il partito ha  scelto
  che  è il sindaco collegato a quella coalizione. Quindi, è un fatto
  di  allineare, in maniera corretta e di fare chiarezza nei rispetti
  dell'elettore.
   Rispetto  alla mozione di sfiducia ci dobbiamo mettere  d'accordo.
  Noi  assistiamo spesso, e ci lamentiamo, lo vediamo  con  tutti   i
  sindaci,  con   tutti i consiglieri comunali che si  lamentano  del
  fatto  che  il  consiglio comunale spesso non ha  alcuna  funzione,
  alcun  potere per il cosiddetto  strapotere dei sindaci. Lo  diceva
  l'onorevole Cappello, ora, affermando sostanzialmente che  ci  sono
  sindaci  che  hanno  continuato a governare  anche  con  pochissimi
  consiglieri comunali, il che vuol dire che è anche un bravo sindaco
  o  che quel consiglio comunale  non riesce a mettersi d'accordo con
  la mozione di sfiducia.
   Io  non  sono  molto  convinto di abbassare la  percentuale  della
  mozione  di  sfiducia  perché si era raggiunto  un  equilibrio,  in
  qualche modo, con quella percentuale che è prevista attualmente.
   Io  ritengo  che  la  si  poteva lasciare in  quel  modo.  Semmai,
  bisognerebbe   introdurre  alcuni  meccanismi  che  prevedano   una
  possibilità per il consiglio comunale che, attenzione, è eletto  al
  pari e meglio dei sindaci.
   Quindi,  vedere di risolvere il problema semplicemente  abbassando
  la soglia è uno dei modi con cui si cerca di tamponare, un poco, la
  voglia  di  supremazia dei sindaci. E' uno dei modi. Se non  ce  ne
  sono  altri, introduciamo questo abbassamento di soglia. Io ritengo
  che  si potrebbe pensare qualche altro meccanismo, per vedere  come
  dare  più  poteri  di  bilanciamento tra i  due  organi  che  sono,
  entrambi, organi democraticamente eletti, rappresentanti del popolo
  e su questo non ci sono dubbi.
   Ritengo  sbagliata,  completamente erronea,  la  previsione  dell'
  articolo   1.   Attenzione,   io  ho  presentato   un   emendamento
  soppressivo,  quello  che  eleva il sistema  maggioritario  fino  a
  quindicimila   abitanti  perché,  nella  realtà  siciliana,   nella
  province siciliane, nei piccoli paesi, e segnatamente, per esempio,
  in  provincia  di  Messina,  accadrebbe  che  su  108  comuni,  105
  voterebbero con il sistema maggioritario, cioè si voterebbe con  il
  sistema  proporzionale  solo  in  tre  comuni,  il  capoluogo   più
  Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo.
   E'  un  attacco alla democrazia, un attacco vero alla  democrazia
  Quindi,  prego l'Aula ed i colleghi di fare attenzione all'articolo
  1.  Io  ho  presentato un emendamento soppressivo. Non vi  è  alcun
  motivo  di  portarlo  fino a quindicimila, perché  si  produrrebbe,
  veramente,  quell'espressione tanto odiata  di   un  uomo  solo  al
  comando ,  e  ancora  di più, in contrasto con il  principio  della
  legge  quello  di  andare ancora di più verso  il  maggioritario.Un
  maggioritario,  che  non  prevede la  presentazione  di  liste,  la
  presenza di liste: c'è un'unica lista collegata al sindaco, non  ce
  ne può essere più di una.
   Quindi, lasciamo la norma così com'è perché è in contrasto con ciò
  che  la  legge  stessa si prefigge. La norma si  prefigge  di  dare
  maggiore  possibilità  di espressione ai partiti  e,  quindi,  alla
  democrazia,  e   dall'altro lato, invece, si vuole elevare  fino  a
  quindicimila   abitanti  la  soglia  di  comuni   che   vanno   col
  maggioritario.
   Ripeto,  nella  provincia di Messina, una città metropolitana,  si
  arriverebbe   al  punto  che  su  108  comuni  si   voterebbe   col
  maggioritario   in   105,  e  col  proporzionale,   cioè   con   la
  rappresentanza proporzionale, solo in tre comuni, il capoluogo  più
  altri  due.  Mi  pare una follia e, soprattutto,  che  non  ci  sia
  bisogno di introdurre questa norma, quindi, prego di attenzionare.
   Sul   resto,  la  questione  del  miglior  perdente  che   diventa
  consigliere comunale, non ho grandi obiezioni da fare.
   Al  collega  Fazio  vorrei dire che, pur se  condivisibili  alcune
  parti  del  suo ragionamento, però, sostanzialmente, lo stesso  c'è
  l'opposizione  in  consiglio comunale. Alla  fine,  si  potrebbe  -
  collega  Fazio,  professore Fazio - si potrebbe comunque  candidare
  nella  lista e, possibilmente, sarebbe eletto e sarebbe lì. Ma  non
  mi pare un grande stravolgimento  Per il resto sono d'accordo.
   Quindi, a parte l'articolo 1 di cui propongo la cancellazione, per
  il resto sono d'accordo.
   Sul sistema della sfiducia: attenzione, è vero che con la legge n.
  7  del  '92 c'era la previsione - quella norma era molto favorevole
  -  del referendum popolare che era promosso dal consiglio comunale,
  ma   attenzione;   vedete  che,  in  quel  periodo,   nel   periodo
  immediatamente  successivo, si è verificata, in tantissimi  comuni,
  la  voglia  di  fare  referendum. Ogni  due  anni,  la  voglia  del
  referendum  veniva  a  tutti  i consigli  comunali  e,  quindi,  in
  tantissimi comuni, ripeto, anche, per capricci personali si diceva:
   ma  sì,  facciamo  un  bel  referendum ,  quindi,  c'è  stata  una
  discrasia rispetto a ciò che la legge prevedeva.
   Pertanto,  ritengo  che  l'attuale  formula  di  compromesso,  che
  prevede  che il consiglio comunale possa sfiduciare il  sindaco  è,
  appunto, una formula di compromesso che, secondo me, va mantenuta.
   Sulle  cifre,  era i 2/3 prima, se non ricordo male, ora si  porta
  al  60. Non credo che cambi molto alla fine, però, è un segnale che
  ci  vuole,  e  questo  sì  è importante,  più  tempo,  ci  vorrebbe
  veramente più tempo. Ci vuole il tempo necessario per studiare  una
  maggiore  forma di equilibrio tra i due organi: consiglio  comunale
  da un lato - ripeto, democraticamente eletto con l'elezione diretta
  e  popolare - e sindaco. Per quello, però, ci vuole più  tempo  per
  farlo.  Per il resto, le altre previsioni minime, in questo  senso,
  secondo me, vanno bene ad eccezione dell'articolo 1.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, poc'anzi c'era il rappresentante  del
  Governo,  componenti  della Commissione e  colleghi  tutti,  vorrei
  approfondire le novità di questa norma che, sostanzialmente, è  una
  norma  salutare, in tutte le parti ed in tutto l'articolato, perché
  dà  un'innovazione alla democrazia e mette fine  al  mercato  delle
  vacche  all'interno  dei consessi civici,  perché  una  mozione  di
  sfiducia con i 2/3 significa che abbiamo incoronato un re per  ogni
  ente locale senza che possa essere spodestato per alcun motivo.
   Qual  è la logica? La logica è quella che se vengo eletto con  una
  percentuale  ed  ho  dietro  di me una  percentuale  di  premio  di
  maggioranza,  quella stessa percentuale e quello stesso  numero  di
  premio  di maggioranza devono valere anche per la sfiducia.  Non  è
  possibile  che ho il 60 per cento come premio di maggioranza  ed  i
  2/3  per andarmene a casa, perché questo cozza con quello che è  il
  fine  della norma; ciò perché sono due momenti differenti e che  si
  rifanno sempre al principio democratico, che è quello di un sistema
  elettorale  in cui vengono premiati la coalizione ed il  programma.
  Allora,  se vengono premiati il programma e la coalizione,   ed  il
  programma  e la coalizione hanno un premio di maggioranza  con  una
  percentuale,  quando tu devi andare a casa, lo  devi  fare  con  la
  stessa percentuale che hai avuto come premio di maggioranza.
   Per   quanto  riguarda,  poi,  il  sistema  maggioritario,   sarei
  dell'avviso,  di  portarlo  anche fino  a  trentamila  perché  cosa
  succede,  sostanzialmente? Ce lo dobbiamo dire  con  molta  onestà
  Mentre  in  una  grande realtà demografica, in  una  grande  realtà
  siciliana, nelle grandi città, la pluralità delle liste è  motivata
  perché   si  dà  la  possibilità  di  far  partecipare   tutte   le
  associazioni,  le  categorie,  in un piccolo  centro  di  diecimila
  abitanti  che,  oggi, portiamo a quindicimila, e per  me  è  sempre
  poco, per me è sempre poco e dove sappiamo che in una realtà

   FORMICA. Cosa vuole dire?

   SORBELLO. Glielo spiego, collega Formica.
   Nelle  piccole  realtà ci sono 3, 4 famiglie  che  determinano  le
  elezioni. L'abbiamo visto nell'ultima tornata elettorale.  Noi  con
  il    maggioritario,   aumentando   la   soglia   demografica   del
  maggioritario assicuriamo una competizione maggiore, perché vediamo
  che  dove c'è il maggioritario ci sono più candidati, dove vige  il
  sistema maggioritario ci sono più candidati.
   Se  noi prendiamo un sistema maggioritario, una tornata elettorale
  di comuni fino a diecimila abitanti e di comuni fino a quindicimila
  abitanti  vediamo  subito  quello fino  a  diecimila  ci  sono  5-6
  candidati  mentre in quello fino a quindicimila ce ne sono  3,  con
  l'aggravante di avere preso in giro centinaia di candidati  perché,
  quando con il sistema proporzionale, in una piccola realtà che è di
  quindicimila  abitanti, ci sono risultati e consensi  di  candidati
  che  prendono 2 voti, 3 voti, 5 voti, significa che avete preso  in
  giro  quella  persona  e  quell'amico e  solo  nel  nostro  sistema
  proporzionale  fino  a quindicimila abitanti è  per  rompere  delle
  piccole  realtà, quel sistema serve solo per fare  angherie  e  per
  rompere  le  famiglie,  perché tu hai candidato  il  cugino  ed  io
  candido il cugino dell'affiliato della moglie, tu candidi il cugino
  della  moglie  ed  io  candido il cugino del marito.  E'  solo  per
  rompere  equilibri  anche familiari; nelle piccole  realtà  succede
  questo.
   Per  cui  il sistema maggioritario a quindicimila dovrebbe  essere
  potenziato  come  ritengo che il 60 per cento sia  una  percentuale
  equa  perché è la stessa percentuale che ti ha portato  lì,  ti  ha
  premiato  con quella maggioranza, ti ha premiato con quel  progetto
  politico, ha premiato quella coalizione e quella stessa coalizione,
  quel  progetto politico e quei componenti, con la stessa intensità,
  debbono andare a casa.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  stasera  ho
  sentito  persino che i consigli comunali non contano  nulla.  E  di
  questo  sono  preoccupato  se qualcuno  ha  detto  che  i  consigli
  comunali non contano nulla. Hanno fatto passare l'idea che,  ancora
  oggi,  in  Sicilia,  per  mandare a casa un  sindaco  ci  vuole  il
  referendum.  E così non è perché, tranne la previsione  legislativa
  della legge 7/1992, poi, è stato introdotto il sistema che con  2/3
  si manda a casa il sindaco.
   Vorrei  ricordare a quest'Aula che ogni sindaco ha un  obbligo  di
  apparentamento con delle liste o con una lista. Ciò  significa  che
  il  sindaco è direttamente collegato al consiglio comunale. Non c'è
  una  diversità tra il sindaco e la lista di maggioranza che  vince.
  Un sindaco da solo non può presentarsi. Ha l'obbligo di presentarsi
  con una lista.
   Per  quanto  mi riguarda, penso una cosa rispetto alla mozione  di
  sfiducia  al sindaco, e la dico: la mozione di sfiducia al sindaco,
  così  come a livello nazionale, si dovrebbe fare con il 50 più  uno
  dei consiglieri comunali.
   Ho  fatto il sindaco e lo dico da sindaco, non lo dico da uno  che
  non conosce la macchina amministrativa degli enti locali. Vi spiego
  una  cosa:  un  sindaco  in un comune di quindicimila  abitanti  si
  blinda  6  consiglieri  comunali su 20 e va  avanti  per  tutta  la
  legislatura, non dando confidenza ad alcuno. E sapete cosa succede?
  Succede  anche  un'altra  cosa, caro  collega,  che  poi  porta  il
  bilancio  in  consiglio comunale e se quel consiglio  comunale  non
  approva  il  bilancio va a casa soltanto il consiglio comunale,  il
  sindaco rimane. C'è un'altra storia: se il sindaco, nei due anni  e
  mezzo  della sua legislatura, si dimette, assieme al sindaco  va  a
  casa  anche  il  consiglio  comunale. Se si  dimette  il  consiglio
  comunale il sindaco rimane a vita.
   O  noi mettiamo dei contrappesi - e questo stiamo tentando di fare
  -  e   vi spiego anche un'altra cosa: ho chiesto al Governo - e  mi
  auguro  che lo faccia - di presentare un emendamento rispetto  alle
  giunte  o ai sindaci che non presentano mai ai consigli comunali  i
  bilanci di previsione o i bilanci consuntivi. Non succede mai nulla
  ai  sindaci  se non presentano il bilancio di previsione  o  quello
  consuntivo. Si può andare avanti a vita, nessuno andrà a casa, solo
  il  consiglio comunale quando decide di non approvarlo. Ma  pensate
  che sia una normativa equilibrata?
   Noi stiamo tentando, come I Commissione, di equilibrare un minimo.
  Io sono dell'opinione che se non vogliamo mandare il sindaco a casa
  quando  il  consiglio comunale non approva il bilancio,  così  come
  molti  hanno  chiesto,  bene,  ma se non  l'approva  in  giunta  lo
  vogliamo mandare a casa, se non lo approva dopo un anno lo vogliamo
  mandare  a casa, o possiamo continuare a vita a tenerli lì pur  non
  approvando  i bilanci di previsione nelle giunte, non nei  consigli
  comunali?
   Caro  collega  Fazio lei lo sa che è così, purtroppo.  E  ci  sono
  ancora  oggi comuni che non hanno approvato i bilanci del 2015.  E'
  pensabile  che  siamo alla fine del 2016 e non  hanno  approvato  i
  bilanci del 2015? Eppure, sono lì.
   Allora, un minimo di equilibrio rispetto a questo, ripeto, io  ero
  per  il  50  più uno, la mediazione in Commissione ci ha portato  a
  dire che diamo il premio di maggioranza del 60 per cento, quando la
  mozione  di sfiducia al sindaco la vota il 60 per cento, il sindaco
  va  a  casa   Non  mi sono impiccato, o non mi impicco   Però,  non
  possiamo  pensare ai 2/3, non andrà mai alcun sindaco a casa   Mai,
  mai
   Quindi,  per  quanto mi riguarda è una buona legge, una  legge  di
  mediazione.  Sono  convinto  che quest'Aula  la  potrà  migliorare,
  figuratevi,  qui  ci  siamo tante persone  esperte  anche  di  enti
  locali,  per  cui credo che, alla fine, si potrà fare  sintesi,  si
  potrà migliorare di più, però, chiedo al Governo, all'Assessore, se
  mi ascolta, cortesemente, che se non si deve approvare la norma che
  manda  a  casa sia il Consiglio che il sindaco, così come a livello
  nazionale quando non si approva il bilancio, prepari una norma  che
  dica  che  laddove ci sia inadempienza da parte delle giunte  va  a
  casa soltanto il sindaco.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole   Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la  legge
  elettorale,  purtroppo,  non  sarà mai  perfetta,  qualsiasi  legge
  elettorale  ha  sempre  i  suoi pro ed i suoi  contro  e  qualsiasi
  intervento  si  voglia fare e qualsiasi ragionamento  condivisibile
  che  ho  ascoltato qui da alcuni colleghi che mi hanno preceduto  -
  chiaramente  ognuno  ha il suo punto di vista rispetto  anche  alla
  realtà  in  cui  vive nel comune, nella comunità in  cui  partecipa
  attivamente  anche  come  rappresentante istituzionale  -,  quindi,
  qualsiasi  ragionamento,  anche quello  fatto  precedentemente  dai
  colleghi  è  chiaro che ha una logica, ma nessuna legge  mai  potrà
  essere  perfetta perché qualsiasi ragionamento è contrapponibile  e
  può essere anche determinato da un ragionamento inverso.
   Poco  fa  negli interventi qui si è discusso di questa  legge  che
  abbiamo  esaminato  ed  approvato  in  I  Commissione,  con  alcuni
  articoli  chiaramente ed alcuni emendamenti anche bocciati  ed  uno
  fra  tutti  che  interessa  soprattutto  la  nostra  provincia,  la
  provincia  di  Messina, è quello dell'innalzamento  del  limite  da
  diecimila   a   quindicimila  che,  così  come  diceva  giustamente
  l'onorevole Formica, da un lato penalizza la partecipazione di  chi
  vuole ancora esercitare il ruolo di rappresentante attivo, di colui
  che  ancora  crede  nella politica e che vuole essere  protagonista
  nella  propria  comunità, perché la legge che c'è  attualmente,  da
  dieci  a  quindicimila, prevede sì il proporzionale, ma elimina  il
  doppio turno che significa che, rispetto al maggioritario puro, nei
  comuni  fino a quindicimila chi si vuole candidare deve  presentare
  pure un sindaco.
   Viceversa,  oggi,  questo  innalzamento  dei  limiti  da  dieci  a
  quindicimila - noi della provincia di Messina veniamo dall'elezione
  che   c'è  stata  due  giorni  fa  in  due  comuni  importanti  che
  rappresentano  questa  fascia, Capo  d'Orlando  e  Patti,  dove  il
  sindaco  candidato aveva a suo supporto chi quattro, chi  sei,  chi
  cinque liste a supporto ed erano collegate - va valutato meglio.
   Mi  rendo  conto che a livello nazionale è quindici  mila,  ma  in
  alcune realtà dare la possibilità di partecipare a chi vuole essere
  protagonista   della  propria  comunità  merita  tanto   meno   una
  riflessione,  se  è il caso di riportarlo al dieci,  piuttosto  che
  quindici.  Poi  ci  sono un'altra serie di  elementi  che  noi  qui
  abbiamo  valutato  in  Commissione e che  ritengo  siano  positivi.
  Quello  del  collegamento direttamente fra il sindaco e  le  liste,
  così come diceva Di Giacinto, come hanno detto altri colleghi,  non
  si  tratta  di  un  effetto di trascinamento  ma si tratta  di  una
  coalizione  che  condivide  un programma  tratto  dal  singolo,  ma
  condiviso  anche dalla coalizione. Ed è ovvio che, se io  partecipo
  attivamente  a  questa  coalizione e  condivido  il  programma  del
  sindaco è normale, e credo anche naturale, che il voto venga esteso
  al sindaco quando si dà al consigliere comunale. Io non credo che i
  consigli  comunali  siano inutili. E' vero  che  il  sindaco  viene
  eletto  direttamente dai cittadini ma il consiglio comunale  ha  un
  compito  ben  preciso.  Intanto è quello del controllo  degli  atti
  della  Giunta,  poi  ha delle prerogative che  sono  esclusivamente
  destinate   al   consiglio  comunale  e  sono  quelle,   non   solo
  dell'approvazione   del  bilancio.  Ma   io   immagino   la   prima
  pianificazione territoriale, tutte le competenze che  riguardano  e
  tra  l'altro  è  un  organo di indirizzo,  soprattutto  per  quanto
  riguarda un comune. Quindi è ovvio che ha delle prerogative proprie
  che possono essere espletate soltanto dai consiglieri comunali.  Il
  60  percento  che  è  stato  frutto,  come  diceva  l'onorevole  Di
  Giacinto,  di  una  mediazione in Commissione, perché  le  proposte
  avanzate erano quelle del 50 percento più uno, così come è previsto
  nella  legge nazionale, ed un'altra proposta che era del 75. Il  60
  percento  è  frutto di questa mediazione ma che tiene  conto  anche
  della  maggioranza di cui un sindaco dispone, di cui ha  bisogno  e
  tiene  conto  anche di quello che è stato precedentemente  detto  e
  cioè  nasce  da  un  ricatto  -  se così  vogliamo  definirlo,  fra
  virgolette  -  sull'approvazione del Bilancio.  E  cioè  che  viene
  penalizzato  solo  ed  esclusivamente il consigliere  comunale,  il
  consiglio  comunale,  se  non approva il Bilancio  -  molto  spesso
  presentato in forte ritardo dal sindaco e dalla Giunta e che  mette
  in  croce  all'ultimo minuto il consiglio comunale che  se  non  lo
  approva va a casa. Ecco, questa forma di ricatto di cui ripeto, fra
  virgolette,  si era più volte discussa, non è una forma  di  tutela
  che noi vogliamo fare per qualcuno, ma credo che sia un problema di
  equità,  di  equilibrio,  di  contrappesi  fra  il  sindaco  ed  il
  consiglio  comunale. Il sindaco ha la responsabilità di  presentare
  il  Bilancio e,se non lo presenta entro i termini è giusto che vada
  a  casa.  Così come se il 60 percento, che è frutto di  mediazione,
  decide  che  il  sindaco non è più in grado di  andare  avanti  nel
  proprio  programma, oppure non deve approvare il  Bilancio,  se  ne
  vanno a casa sia il sindaco che il consiglio comunale. Ecco, questi
  ragionamenti,  fatti  in  Commissione e  sviluppati  poi  ci  hanno
  portato alla, diciamo, compilazione di questo disegno di legge  che
  oggi  presentiamo in Aula. Ci sono altri argomenti  importanti  che
  erano stati trattati e che per ovvi motivi non erano stati inseriti
  in  questo  contesto perché qui riguarda più la  governance  e  non
  altri  argomenti. Ma, uno che mi tocca, e mi preme sottolineare,  è
  quello  dello status dei consiglieri comunali. Poco fa  l'onorevole
  Milazzo  toccava  il  problema dei consiglieri comunali  che  hanno
  pochissimo tempo a disposizione con la legge vigente per  esaminare
  tutti  gli  atti  che  sono  all'ordine del  giorno  del  consiglio
  comunale. Non hanno neanche il tempo materiale di tornare ed andare
  a   lavoro  perché  hanno  soltanto  un'ora  disponibile.  E'   una
  riflessione  che  faccio  qui in Aula e chiedo  ai  colleghi  se  è
  possibile  poi presentare degli emendamenti che riguardano  diciamo
  una  materia  che  qui  non è stata inserita  volutamente,  ma  che
  merita,  quanto meno un minimo di attenzione da parte dei  colleghi
  perché  credo  che  sia un problema attuale che stiamo  vivendo  in
  tutti  i  consigli comunali. Così come la questione che riguarda  i
  gettoni di presenza dei consiglieri comunali.
   Non   so  se  è  meglio  inserire  un'indennità,  anzi  credo  sia
  necessario  rispetto a quello che sta succedendo  e  accadendo  nei
  vari consigli comunali,di togliere i gettoni di presenza e inserire
  l'indennità,  dando  al  consigliere  comunale  la  possibilità  di
  svolgere il suo mandato serenamente, senza incorrere in quello  che
  sta  accadendo in alcune realtà  della nostra Sicilia,  dove  anche
  involontariamente  e in buona fede, spesso i consiglieri  comunali,
  incappano in alcuni reati, che poi sono spesso penali, senza averne
  la minima volontà.
   Ricordo  e  ribadisco che i consiglieri comunali sono  quelli  che
  sono  sul  fronte,  così come i consiglieri di  circoscrizione,  la
  norma  che  prevede  anche il collegamento che per  presenziare  il
  commissione  il  Presidente della Commissione della  circoscrizione
  che  è  anche utilizza l'effetto trascinamento mi vede  convinto  e
  contento  di  averlo  presentato; ma  i  consiglieri  comunali  non
  svolgono la loro funzione soltanto durante il consiglio comunale  o
  durante  la  commissione,  hanno  un  lavoro  che  continua   anche
  all'esterno del palazzo e del comune.
   Quante riunioni fanno la sera presso le Comunità dove chiedono  il
  loro  intervento  per  la  strada non  illuminata,  per  la  strada
  dissestata, per la scerbatura che non è fatta, quanti interventi  e
  tempo  perdono svolgendo queste riunioni nei vari quartieri o nelle
  varie  periferie della citta  Ma questo tempo viene  compensato  in
  quello  che  poi  non l'attuano nelle commissioni e  nel  consiglio
  comunale?  E'  giusto  che un consigliere venga  condannato  perché
  magari  nella commissione è stato dieci minuti e poi perde due  ore
  di  sera,  per fare riunioni, con una comunità, con una parrocchia,
  con   tutti   quelli  che  chiedono  l'intervento  del  consigliere
  comunale.  Non  si  può  generalizzare e  individuare  soltanto  la
  responsabilità  nel  tempo  che  deve  impiegare,  il   consigliere
  comunale per la commissione.
   Credo che vada fatta una riflessione su questo tema molto delicato
  e che sta toccando molti comuni della nostra Regione siciliana, per
  togliere  questo vulnus, per togliere questo difetto modificando  i
  gettoni  in  indennità  riconosciute  ai  consiglieri  comunali   e
  dandogli  il tempo di  esaminare e di poter studiare le carte,  che
  riguardano  sia  la  commissione  sia  il  consiglio  comunale,  in
  serenità. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  prendo
  la  parola  perché  ritengo che questa legge  sia  importantissima,
  perchè  modificare  la legge elettorale su questioni  che  sono  di
  primaria  importanza, soprattutto perché tendono  a  migliorare  le
  amministrazioni  locali e a renderle, certamente più  snelle  ma  a
  dare  la  possibilità  ai  cittadini  di  esprimersi  con  maggiore
  convinzione  e  a  poter  dare il loro voto  a  chi  ritengono  sia
  meritevole  della loro fiducia, pertanto parliamo di una  questione
  estremamente importante che noi abbiamo dibattuto parecchie volte e
  che  è stata portata in commissione dove il presidente si è battuto
  perché  fosse  portata  avanti, poi  ci  siamo  fermati  poiché  in
  prossimità  delle elezioni amministrative e quindi per  ragioni  di
  opportunità  si  è  pensato  bene  di  fermarci  e  di   postergare
  l'approvazione di questa norma,
   Per  questo, onorevole Fazio, sono assolutamente d'accordo che  la
  legge  vada  approvata in questa fase, perché se  non  l'approviamo
  proprio  oggi  che  siamo  già in fase di elezioni  amministrative,
  probabilmente   fra   qualche   mese   riproporremo   il   problema
  dell'opportunità, perchè  si volta ogni anno e il prossimo anno  ci
  saranno  le nuove amministrative quindi se perdiamo ancora  qualche
  mese  diremo  che  sarà inopportuno cambiare  la  norma  elettorale
  perché  le regole non vanno cambiate, in prossimità delle  scadenze
  elettorali.  Credo invece,al contrario di quello che è stato  detto
  che  questo  è  il momento ideale per intervenire e  modificare  la
  norma  e credo proprio che l''allineamento, così come lo definirei,
  più che il voto di trascinamento che mi sembra una parola che non è
  opportuna.  Credo  che  invece si debba  parlare  di  allineamento,
  quindi l'allineamento tra il voto dato a un candidato di una  lista
  rispetto  al candidato sindaco. Del resto, i nostri elettori  ormai
  sono  abbastanza esperti, sono assolutamente consapevoli del  fatto
  che può essere dato il voto disgiunto, queste elezioni recenti sono
  state  una  testimonianza assolutamente forte perché abbiamo  visto
  come  in  alcuni  comuni  ed in alcuni casi  vi  è  stato  un  voto
  disgiunto  che ha addirittura anche superato percentuali che  vanno
  al  di là del fisiologico, perché mentre il 10, il 15 per cento  di
  voto  dissociato  o  disgiunto  può  essere  considerato  un  fatto
  assolutamente fisiologico, abbiamo avuto casi dove addirittura si è
  superato   il  30,  40  per  cento.  Significa  che  il  popolo   è
  assolutamente maturo anche per affrontare questo voto  disgiunto  e
  quindi se l'interesse è quello di votare un candidato di una  lista
  e  poi  scegliere un candidato sindaco di una coalizione o  di  una
  lista diversa lo farà tranquillamente senza alcun problema.
   Pertanto, credo che questo problema non ci sia e che allineare  le
  liste al candidato sindaco sia un fatto assolutamente opportuno  ed
  importante.
   L'altra  questione è quella che riguarda una fascia, è  stato  già
  detto,  che va dai 10 mila ai 15 mila abitanti. Io non  so  cosa  è
  accaduto nel 2011 in quest'Aula perché non c'ero però credo che  ci
  sia  stato un patto di follia collettiva perché si è voluto  creare
  una  sorta di parametro di città che comunque sono da 10 a 15  mila
  abitanti  creando una sorta di situazione assolutamente  anomala  e
  particolare,  cioè soltanto in quella fascia, ancora oggi,  con  la
  norma  vigente, è possibile eleggere un sindaco che riscuote  anche
  il  20  per  cento  dei voti senza ballottaggio e  quindi  con   un
  proporzionale puro e chi prende più voti diventa sindaco. Una  cosa
  veramente  anomala, strana, che non si comprende, e tu eri  qua  in
  quest'Aula  onorevole Formica, per cui è veramente  incomprensibile
  come  si  sia creata una cosa del genere. Non l'ho capita allora  e
  continuo  a non capirla oggi, quindi correggerla credo che  sia  un
  fatto  assolutamente condiviso, anche da quest'Aula  come  è  stato
  condiviso,  del resto, in commissione. Correggere questa  fascia  e
  allinearci  al resto del paese e quindi spostare da 10  mila  a  15
  mila il sistema maggioritario, del resto come accade nel resto  del
  Paese,  perché  fino a 10 mila era come eravamo noi  prima,  perché
  prima  e  ancora oggi, il sistema maggioritario è fino a  10  mila,
  invece lo spostiamo fino a 15 mila e credo che questo tutto sommato
  sia  non  solo un modo per allinearlo al resto del Paese, ma  anche
  per  dare la possibilità ai comuni fino a 15 mila abitanti di poter
  utilizzare  questo  sistema elettorale che  mi  pare  assolutamente
  consono anche a queste realtà fino a 15 mila abitanti.
   L'altra  questione è quella che riguarda l'elezione  al  consiglio
  comunale  del candidato sindaco che riscuote il maggior  numero  di
  voti   rispetto   all'eletto.  Anche  questo  significa   dare   la
  possibilità  al candidato sindaco che riscuote più  voti  di  poter
  diventare  anche capo dell'opposizione e credo che sia  importante,
  quindi  viene  corretta  anche  questa  possibilità,  assolutamente
  condivisibile, per condividere anche la questione della mozione  di
  sfiducia  che dai 2 terzi viene portata al 60 per cento e anche  in
  questo  caso  significa allineare il premio di maggioranza  con  la
  sfiducia, quindi il sindaco può godere del 60 per cento del  numero
  dei  consiglieri  che  sostengono la maggioranza,  ma  allo  stesso
  tempo, con la stessa percentuale, si ottiene la mozione di sfiducia
  del  60  per  cento dei consiglieri, quindi dei facenti  parte  del
  consiglio comunale, va a casa e quindi mi sembra assolutamente  una
  modifica condivisibile.
   Per  quanto  riguarda le circoscrizioni invece,  su  questo  avrei
  qualcosa  da  aggiungere, perché ritengo che le circoscrizioni  nei
  Comuni  superiori  a 30 mila abitanti, mi sembra  eccessivo  creare
  delle  sovrastrutture  in territori che poi,  tutto  sommato,  sono
  ancora territori di piccole dimensioni.
   Io direi che questa soglia deve essere innalzata almeno da 60 mila
  in su o, addirittura, 100 mila, dove il territorio è talmente ampio
  che  vi è la necessità di creare  le circoscrizioni che servono  da
  collegamento  fra l'elettore, quindi i cittadini e il  comune  e  i
  consiglieri.
   Ma,  su 30 mila abitanti creare anche delle sovrastrutture, quindi
  con  le circoscrizioni, mi sembra una cosa - devo dire la verità  -
  eccessiva.
   Questa soglia la innalzerei, non so cosa pensa il Presidente della
  Commissione,  però   questa soglia dei 30 mila, io  la  innalzerei,
  presenterei un emendamento per innalzare questa soglia, almeno a 60
  mila quindi, da 60 mila in su, prevedere le circoscrizioni, con  un
  presidente  delle circoscrizioni che serva proprio da  collegamento
  fra il territorio e le amministrazioni comunali.
   Poi,   sono   assolutamente  d'accordo  con  quello   che   diceva
  l'onorevole  Rinaldi, quello di ritornare, quindi  di  reintrodurre
  l'indennità  ai consiglieri, anche per evitare tutto quello  che  è
  accaduto  con   gettonopoli   tutte  queste  varie  storie,  perchè
  onestamente  i consiglieri spesso svolgono un'attività anche  fuori
  dal Comune, tra virgolette, e quindi svolgono anche un'attività nel
  territorio  e sono impegnati anche per ore indipendentemente  dalla
  partecipazione  dei  35  minuti nelle commissioni  e  quindi  tutto
  questo  ha  creato  una situazione che, francamente,  è  stata  più
  mediatica e che ha fatto ulteriormente danno alla politica,  perché
  è  assolutamente  vero che tutto questo che è  accaduto  in  questi
  mesi,  evidentemente, ha creato ulteriore disagio nella popolazione
  e  quindi  la  politica, quella con la P maiuscola ne ha  risentito
  avvantaggiando, purtroppo, l'antipolitica.
   Ecco, questo potrebbe essere un modo per superare tutto quello che
  è  accaduto  con un'indennità, quindi tornare all'indennità  e,  in
  questo  caso, come accade anche all'ARS, se i consiglieri non  sono
  presenti  o ogni volta che sono assenti alle sedute, evidentemente,
  saranno   sottratte   delle  risorse,  ed  è  quello   che   accade
  regolarmente  anche  alla Camera dei Deputati,  come  all'Assemblea
  regionale siciliana.
   Quindi, quello dell'introduzione

   GRECO Giovanni. Come all'Assemblea?

   FONTANA. All'Assemblea è previsto. Se tu sei assente ti levano gli
  emolumenti.

   GRECO Giovanni. Ci sono gli assenti giustificati.

   FONTANA.  No,  ci  sono  gli  assenti giustificati,  ma  non  puoi
  superare  un  certo  numero  di assenze giustificate,  se  non  sei
  giustificato  dopo,  perché c'è un limite, solo  i  capigruppo  non
  rispondono  a  questi  requisiti, ma se un parlamentare  supera  un
  numero di assenze ha una decurtazione di un gettone che non  so  di
  preciso  a  quanto ammonti, ma vengono sottratte delle  risorse  al
  deputato dell'Assemblea.
   Quindi,  la  stessa  cosa  potrebbe  essere  applicata,  anche  ai
  consiglieri   comunali,  quindi  la  reintroduzione,  secondo   me,
  dell'indennità  potrebbe essere un modo anche  per  superare  tutto
  quello che è accaduto con i gettoni di presenza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, assessore, onorevoli  colleghi,  il
  dibattito, ovviamente è importante ed è importante che sia arrivato
  adesso  perché, sono d'accordo con il collega Fontana, non possiamo
  rinviarlo  all'infinito, fra sei mesi si  rivota  in  un  comune  e
  diciamo  che  non possiamo cambiare le regole del gioco  a  partita
  iniziata.
   Primo  o  poi questa norma andava modificata, andavano  introdotte
  delle  concrete modifiche che servivano - badate bene -  ad  andare
  verso  quel percorso, che non può un Parlamento seguire ascoltando,
  andando dietro a questo clima di antipolitica, siamo in una fase in
  cui abbiamo eliminato i consigli provinciali, siamo in una fase  in
  cui  purtroppo ancora oggi i deputati nazionali sono legati  ad  un
  sistema  elettorale che speriamo di poter cambiare  presto  e  solo
  pertanto lontani dai territori che purtroppo non li vedono  se  non
  che per fatti eccezionali legati alle campagne elettorali e allora,
  è  chiaro  che  il  consigliere comunale, diciamocelo,  insieme  al
  parlamentare  regionale  che alla fine anch'esso  è  frutto  di  un
  sistema elettorale di tipo proporzionale che lo invita a stare  nel
  territorio,  così  come  il  deputato  regionale  interviene  sulle
  questioni  che  lo  riguardano con il criterio del  buon  padre  di
  famiglia  lo  stesso va fatto sicuramente sul ruolo  del  consiglio
  comunale ma senza andarlo a discriminare.
   Oggi   il   consigliere   comunale  è   chiamato   ad   un   ruolo
  importantissimo all'interno dei propri territori dove  non  si  può
  intervenire andando a denigrare lo status, stando lì con l'orologio
  in  mano  a  puntare i secondi che servono per studiare  gli  atti,
  perché  il consigliere comunale spesso ha un ruolo che si  esercita
  per  18-20  ore  al  giorno  andando indietro  ai  temi  dei  piani
  regolatori,  per le partecipate in una grande città  come  Palermo,
  figuriamoci andando ora incontro alle città metropolitane, ai  temi
  dei servizi sociali territoriali, ad una serie di questioni che  lo
  chiamano ad un impegno che oggettivamente, soprattutto nei  piccoli
  centri  non  è  che sia ricoperto da quale, sento qua  ragionamenti
  sulle  indennità,  dobbiamo  toglierle,  dobbiamo  ridurle,  ma  un
  consigliere comunale in un piccolo comune oggi veramente lo fa  per
  vocazione,  lo  fa  andando  dietro ai bisogni  della  gente,  come
  probabilmente nessun altro addetto al ruolo della politica, oggi  è
  chiamato a fare.
   Quindi,  bene  intervenire con una norma,  bene  farlo  attraverso
  alcune modifiche a partire da questa che viene indicata come  legge
  che  fa riferimento all'effetto trascinamento perché oggettivamente
  ci sono dei sindaci che hanno vinto le elezioni in piccoli e grandi
  città  con una norma che ricorderete fu voluta per fregare qualcuno
  e  poi,  invece,  mise  l'abito addosso di questo  oggetto:  questo
  oggetto  cinque  anni fa si chiamava Orlando, fu  fatta  una  norma
  secondo  alcuni per, c'era il PD dietro quel foglio di  carta,  per
  fregare qualcuno e fu invece fu una norma che poi andò ad agevolare
  quello  che oggi è un sindaco che sta gestendo a Palermo in maniera
  assolutamente dispotica, certo di una maggioranza bulgare  ottenuta
  con un consiglio comunale, eletti con 200 voti mentre fior fiori di
  candidati  hanno preso magari oltre il migliaio di voti essendo  in
  liste  dentro  le quali non si arrivò neanche al superamento  dello
  sbarramento del 5%, la stessa cosa ritengo che sia come dire  utile
  e  opportuna rispetto ad esempio al diritto di seggio in  consiglio
  comunale  da  parte  del  sindaco  che  arriva  secondo,  ulteriore
  miglioria rispetto all'articolo 5, una cosa invece, su cui non sono
  contento, è quella legata alla rappresentanza delle circoscrizioni:
  per  una ragione semplice oggi i consiglieri di circoscrizione  nei
  piccoli  e  nei  grandi  centri  sono anch'esse  rappresentanza  di
  antenne  sensibili nel territorio dove ci si istituisce  spesso  ai
  ruoli   della   politica  più  importante,  allora   oggettivamente
  quell'articolo,  credo sia il 6 che fissa  la  soglia  di  30  mila
  abitanti,  mi  sembra un articolo insomma che  eccede  rispetto  al
  dovuto.  Io  credo  che quella soglia contrariamente  a  quanto  ha
  detto, prima il collega vada invece abbassata, d'altra parte questo
  ruolo  di  consiglio di circoscrizione viene fatta assolutamente  a
  titolo  gratuito per cui in tutti i comuni dove effettivamente  c'è
  la  voglia, la disponibilità di un impegno civile che, tra l'altro,
  viene  svolto  a titolo gratuito, non vedo perché non debba  essere
  fatto.
   Io  personalmente,  presenterò  un emendamento  per  abbassare  la
  soglia a 25 mila, ma, se quella soglia dovesse essere eliminata  ne
  sarei felice.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  8
  giugno 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

     I  -Comunicazioni
  II  - Discussione della mozione:

       N. 496  -  Iniziative in ordine al reclutamento  di  personale
             nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

             (4 novembre 2015)

                                      CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                           CIANCIO - FERRERI -   FOTI
                                   LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
                                       SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                      ZAFARANA - ZITO

     III  -Discussione dei disegni di legge:

      1)  -    Valorizzazione  del  demanio trazzerale .  (n.  349/A)
          (Seguito)

          Relatore: on. Laccoto

      2)  -   Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
          consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
          1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

          Relatore: on. Panepinto

      3)  -   Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
          amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
          854/A)

          Relatore: on. La Rocca Ruvolo

     IV  - Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

             (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                                        MANGIACAVALLO  ZITO - CIACCIO
                                        SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO
                                            FOTI  - FERRERI - PALMERI
                                                  LA ROCCA - CAPPELLO

     V  -Discussione della mozione:

       N. 524  -  Rimodulazione  urgente del piano  degli  interventi
             denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

             (13 gennaio 2016)

                      GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA - PAPALE -
                                                             FIGUCCIA

     VI  - Discussione della mozione:

       N. 204  -  Verifica  della presenza di gas radon indoor  negli
             edifici   utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
             osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
             di nuova edificazione.

             (24 ottobre 2013)

                                         FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO
                                         CIACCIO - CIANCIO -  FERRERI
                                   LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
                                       SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                       ZAFARANA  ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 18.58

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio