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Resoconto d'Aula della Seduta n. 339 di mercoledì 08 giugno 2016
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   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.32

   FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Cappello, Ferreri, Foti e Zafarana.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3267  -  Chiarimenti sulla sospensione della  graduatoria  per
  l'assunzione di esperti 'Sprint'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3271  - Verifica delle procedure amministrative in materia  di
  regolamenti  e  circolari  con  particolare  riferimento  a  quanto
  stabilito dalla l.r. n. 2 del 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Panepinto Giovanni

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3268  -  Provvedimenti urgenti per attenuare  la  grave  crisi
  idrica del comparto agricolo siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni

   N.  3269  -  Notizie in merito alla mancata dotazione  finanziaria
  sull'impiantistica sportiva a valere sui fondi PAC.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Falcone   Marco;  Assenza  Giorgio;  Figuccia  Vincenzo;   Milazzo
  Giuseppe;  Grasso  Bernadette  Felice;  Savona  Riccardo;  Federico
  Giuseppe; Papale Alfio

   N.  3270  -  Interventi  di  manutenzione  in  area  di  interesse
  archeologico nel Comune di Troina (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.   431  -  Riapertura  urgente  del  poliambulatorio 'Sebastiano
  Arena' di Valguarnera (EN).
   - Presidente Regione
   Cappello  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  432 - Iniziative in ordine al mancato rispetto della parità di
  genere nella composizione della giunta comunale di Bronte (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Cappello  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  433  -  Chiarimenti  in  merito alla mancata  attivazione  del
  'Servizio trasporto studenti universitari disabili'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Lo Giudice Salvatore

   N. 434 - Lotta allo stato di abbandono e di degrado in cui versano
  i siti archeologici presenti nel territorio del Comune di Mussomeli
  (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  435 -  Urgente  apertura  dello  sportello  Suap dell'ospedale
  di Militello in Val di Catania (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al proprio turno.

   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale  e  di
   cessazione degli organi comunali'   (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
   1126/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge  Modifica di norme
   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
   cessazione degli organi comunali  (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
                                1126/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  disegno  di  legge
   Modifica  di  norme  in materia di elezione  del  sindaco   e  del
  consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali  (nn. 1153-
  15-845-860-922-1003-1126/A), posto al numero 2).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli colleghi, eravamo in sede di discussione generale.  Sono
  iscritti  a  parlare gli onorevoli Greco Giovanni  e  Cani.  Poiché
  l'assessore  per  le  Autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica,
  onorevole  Lantieri, ha fatto sapere che sarà in  Aula   fra  poco,
  sospendo la seduta per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.42, è ripresa alle ore 17.06)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi siamo chiamati
  a  discutere, abbiamo cominciato ieri, sulla riforma elettorale per
  l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali.
   Prima di entrare nel merito del disegno di legge, vorrei dire  che
  quest'Aula  anche  oggi ha un clima surreale.  Perché?  Mentre  noi
  discutiamo  e  comunque  tentiamo di approvare  una  legge  che  in
  qualche  maniera cerca di modellare un sistema elettorale  che  sia
  anche da peso e contrappeso per quanto riguarda la composizione del
  consiglio comunale e invece il potere dei sindaci, non ci  rendiamo
  conto che i comuni sono messi in una situazione che non so che cosa
  faranno di questa riforma.
   C'è  una  situazione  economica gravissima. Oggi  non  c'è  nessun
  comune  in  Sicilia  che  è in grado di chiudere  un  bilancio.  Il
  Governo   non   viene   in  Aula  da  mesi.   Mancano   all'appello
  cinquecentomilioni  di  euro e mentre vi è  stata  la  proroga  per
  quanto riguarda i precari, fino a dicembre 2016, dal punto di vista
  finanziario,  i  comuni  non  sono  nelle  condizioni   di   potere
  provvedere al pagamento dei precari.
   Vi  è una lotta contrapposta fra i dipendenti della provincia  che
  chiedono di essere assunti dai comuni e i precari che rischiano  di
  andare  a casa. Vi è una situazione drammatica di disperazione,  di
  disagio sociale. I territori sono persone, sono composti da persone
  che  non  riescono ad arrivare a fine mese. Non c'è stata una  sola
  risposta  in termini di ripresa economica, nè quantomeno di  quelle
  misure  che  potevano dare un minimo di garanzia  di  sopravvivenza
  anche ai disoccupati e mi riferisco ai cantieri di lavoro che  sono
  stati approvati e che sono stati poi previsti nella finanziaria.  E
  ancora  ci trasciniamo, oggi approviamo, domani, spero e mi  auguro
  che  non  stiamo qui venti giorni per approvare questo  disegno  di
  legge che si poteva eventualmente non portare in questo momento, ma
  in  questo momento la Sicilia ha bisogno di risposte dal  punto  di
  vista economico.
   Oggi  siamo qui e sappiamo che ci sono dei tavoli tecnici  per  la
  risoluzione dei precari.
   C'è  una questione che riguarda l'emergenza sanitaria e ancora  si
  parla dei concorsi che non si saprà quando e come si faranno quando
  in   questo  momento  non  vengono  nemmeno  garantiti   i   minimi
  assistenziali dell'EA. Questa è la situazione della Sicilia.
   Vi  è  la  questione  dei rifiuti. Vi è stata l'impugnativa  della
  legge  dell'ecotassa. Ebbene, quello che arriverà, e ancora  quello
  che  si prevede che ha imposto il Governo romano alla Sicilia, sarà
  ancora  peggio.  Ma  di che cosa stiamo discutendo  e  ci  parliamo
  addosso.  E'  da  un  anno che ci parliamo addosso.  Un  minimo  di
  sussulto  di  orgoglio questo Governo che non è più un  governo  di
  tecnici  ma  è  un governo di politici, quanto meno che  vengano  a
  riferire  quali  soluzioni  trovando sia  per  quanto  riguarda  la
  questione   dei  rifiuti,  sia  per  quanto  riguarda  i   precari,
  soprattutto  all'aspetto  finanziario di  trasferire  le  somme  ai
  Comuni,  perché questa riforma diventa ridicola quando i Comuni  ad
  oggi  non sono nelle condizioni  non solo di redigere il consuntivo
  ma,  soprattutto di predisporre, a luglio, il bilancio  preventivo,
  perché,  come  sappiamo,  è cambiato non c'è  più  un  bilancio  di
  competenza  ma semplicemente è necessario ristabilire e raggiungere
  gli equilibri finanziari che i Comuni non possono arrivare.
   Per  quanto  riguarda, invece, il merito della riforma io  ritengo
  che  ci  sono  alcuni  aspetti che il Parlamento  deve  valutare  e
  soprattutto il maggioritario che deve essere esteso anche ai Comuni
  con  popolazioni - così come era prima - fino a 15  mila  abitanti,
  perché altrimenti si soffoca e si sospende la democrazia.
   Immaginiamo la provincia di Messina composta da 108 Comuni di  cui
  solo  2-3 Comuni sono oltre i 10 mila abitanti, laddove ci sarà  un
  sistema  maggioritario  significa che abbiamo  ridotto  i  Consigli
  comunali, significa meno partecipazione attiva, meno competizione e
  quindi  significa  limitare la possibilità a persone  che  vogliono
  scommettersi,  che  vogliono competere e potersi  aggregare  ad  un
  candidato  sindaco  e quindi dare la possibilità  ai  cittadini  di
  potere  eleggere   più consiglieri comunali e quindi  una  maggiore
  rappresentanza  e sicuramente è un correttivo che  va  a  beneficio
  della democrazia.
   Lo  stesso  discorso e condivido, invece, l'effetto  trascinamento
  perché  qualcuno parla di controllo del voto, non  è  così  perché,
  purtroppo,   dovendo  oggi  esserci  il  voto  confermativo   tanti
  continuano  a  sbagliare, magari votando la lista e il  sindaco  si
  pensa  di  votare  per  il  candidato  sindaco  e  il  voto  non  è
  espressione.
   Quindi  qui  le  soluzioni sono due: o la doppia  scheda,  che  la
  Commissione  non  ha  previsto,  o  il  voto  che  non  è  un  voto
  trascinamento  ma  è  un  voto di collegamento,  perché  quando  si
  presentano  le  liste  queste si presentano collegate  al  sindaco.
  Quindi esprimendo il voto alla lista, al consigliere comunale e  al
  consiglio  si esprime automaticamente il voto al candidato  sindaco
  di quella coalizione.
   Questi  erano  i due punti critici che volevo sottolineare  e  che
  volevo  porre  all'attenzione dell'Aula soprattutto  l'articolo  1.
  Ripeto,  il  sistema  maggioritario, io  sono  per  una  democrazia
  partecipata  il  più  possibile, abbiamo  già  ridotto  i  consigli
  comunali,    credo   che   si   possa   intervenire   e   condivido
  quell'emendamento  che  è stato presentato  dall'onorevole  Formica
  sull'articolo 1.
   Io  voglio  lanciare anche un altro messaggio  ai  colleghi  ed  è
  quello  relativo al terzo mandato, sono sindaco qualcuno dirà:   Ti
  vorrai  candidare ; ho fatto già dei comunicati stampa, io  non  mi
  candiderò,  ho già completato. Guardavo l'onorevole Panarello,  non
  mi  riguarda, però onestamente il sindaco, al pari di ogni  eletto,
  viene   eletto   dai  cittadini  e  oggi  non  c'era   più   quella
  preoccupazione  di anni fa che il sindaco potesse  fare  determine,
  che  ci  potesse  essere  un  problema  clientelare.  Oggi  c'è  un
  controllo  e  il sindaco ha una responsabilità in più,  quindi  per
  quale  motivo non dare la possibilità, così come per tutte le altre
  candidature,  anche a quei sindaco che hanno voglia di ricandidarsi
  e  poi  si  sottopongono al giudizio dei cittadini  che liberamente
  possono scegliere di votarli o meno.

   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e  di
   cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
   1126/A)
   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge  Modifica di norme
   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
                  cessazione degli organi comunali.
           (nn. 1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

      Onorevoli   colleghi,  essendo  arrivato  in  Aula  l'assessore
  Lantieri,  si  riprende la discussione del  disegno  di  legge  nn.
  1153-15-845-860-922-1003- 126/A.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cani. Ne ha facoltà.

   CANI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,  dopo
  l'intervento della collega Grasso,  che ha enunciato un po' tutti i
  problemi  che hanno i comuni oggi, soprattutto a livello economico,
  di bilancio, parlare di questa legge sembra forse un po' surreale.
   Tuttavia, l'argomento è questo e, quindi, vado subito nel  merito.
  Questa modifica alla legge per il rinnovo dei consigli comunali,  a
  mio avviso, andava fatta prima; prima di questa tornata elettorale,
  qualche  mese fa quando si era raggiunto in Commissione un accordo.
  Purtroppo,  non  si è fatto ed abbiamo assistito  a  queste  ultime
  elezioni,  nei  comuni che sono andati al voto, ad una  grandissima
  confusione, come diceva qualcuno prima. Questo voto confermativo ha
  portato tanta, tanta, confusione e tanta gente a sbagliare.
   Faccio presente solo due dati: il numero delle schede nulle che  è
  una  percentuale  mai  vista e, soprattutto, la  percentuale  delle
  schede  che  non  hanno riportato il segno sul  nome  del  sindaco.
  Almeno  nel mio paese, dove si è votato qualche giorno fa,  proprio
  percentuali  che superano il 30%. Ma questo non perché i  cittadini
  non  volessero scegliere o esprimere la preferenza sul sindaco  ma,
  appunto,  perché depistati e non informati bene, considerate  anche
  che le televisioni nazionali parlavano e spiegavano le modalità  di
  voto in maniera completamente diversa, concludendo in Sicilia ed in
  Friuli  si  vota  in maniera diversa. Quindi molta gente  ha  fatto
  confusione.  Finalmente,  quindi,  questa  legge  arriva,  io  sono
  contento che, finalmente, si possa cambiare e migliorare. L'effetto
  trascinamento:  sicuramente porterà grandi vantaggi,  allineerà  la
  maggioranza al sindaco, ci saranno le coalizioni e, quindi, questo,
  più  che  effetto trascinamento lo possiamo definire - come  diceva
  l'onorevole Vinciullo - effetto democrazia, in quanto si  collegano
  le  liste,  i  partiti collegati al candidato sindaco  amministrano
  assieme   perché   oggi,   con   le   difficoltà   che   ci   sono,
  l'amministrazione non è un fatto personale. Il sindaco  amministra,
  ma  è  un  fatto  collegiale, sindaco, giunta, consiglio  comunale.
  Quindi ben venga questa modifica.
   Uno  degli altri punti importanti che è stato modificato è  quello
  del  candidato sindaco che raggiunge il maggior numero di voti dopo
  il  sindaco  eletto  e,  quindi, è giusto che  entri  in  consiglio
  comunale  automaticamente  perché rappresenta  anche  il  punto  di
  riferimento delle minoranza, consentirà ai consiglieri di minoranza
  di non sfaldarsi, ma di restare uniti e aumenteranno, a mio avviso,
  i controllo nei confronti dell'attività amministrativa. La sfiducia
  al  60%  e  non  più  ai  2/3, che viene  collegata,  quindi,  alla
  maggioranza  non  si capisce perché la maggioranza  del  60%  e  la
  sfiducia oltre. Anche se, forse, andrebbe portata al 50 più  1,  ma
  comunque questa sicuramente migliorerà la situazione.
   Poi  non  parliamo  della  presentazione  dei  bilanci,  onorevole
  Grasso,  ci  sono comuni che veramente hanno superato ogni  limite.
  Bilanci  preventivi, faccio l'esempio di alcuni comuni,  assessore,
  ed  andrebbe lì inserito qualche correttivo, bilancio di previsione
  del   2015,   presentato   nel  gennaio  2016,   quindi   veramente
  paradossale.  Questo  anche per un po' di  furberia  da  parte  dei
  sindaci  che hanno evitato, così, di passare dal consiglio  con  lo
  storno, con l'assestamento e continuare con i famosi dodicesimi.
   In  ogni caso questa legge va bene così, con queste modifiche, noi
  siamo   d'accordo   e   sosteniamo  queste   modifiche.   Tuttavia,
  personalmente  e  con il mio Gruppo riteniamo  che  si  può  ancora
  migliorare. Migliorare in due aspetti: uno prettamente tecnico, che
  è  quello del famoso 40%, previsto nella precedente legge, solo  al
  primo  turno;  mentre  al ballottaggio non è più  necessario  avere
  raggiunto  questa soglia per trascinarsi la maggioranza e,  quindi,
  stiamo  presentando un emendamento nel merito per portare  anche  a
  secondo turno la soglia del 40%, quindi stimolare ulteriormente  le
  coalizioni, le alleanze.
   L'altra  modifica, a mio avviso, è quella della doppia preferenza,
  perché  dove si è votato si è avuto modo di assistere a un  piccolo
  mercato  di scambio, di collegamenti, di abbinamenti, e soprattutto
  alla  mancanza  di trasparenza assoluta. Questo  sì  che  porta  al
  controllo   del  voto.  Tanti  abbinamenti,  tanti  nomi   segnati,
  controsegnati ed è veramente una cosa da evitare.
   Quindi  noi siamo per togliere la doppia preferenza, la preferenza
  di  genere,  lasciare l'obbligo di inserire nella  lista  un  certo
  numero  di  donne  in proporzione, anche per favorire  la  presenza
  femminile, ma che poi però siano liberi di cercarsi i voti e se  ci
  sono  i  consensi bene, se non ci sono si evita questo mercatino  e
  soprattutto questo controllo del voto. In questo senso presenteremo
  due emendamenti - ripeto - sia per quanto riguarda la soglia del 40
  per cento, per portarlo anche al ballottaggio al secondo turno, sia
  per eliminare la cosiddetta preferenza di genere. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  saluto   con
  piacere l'assessore Lantieri, che so avere dovuto rivedere oggi  la
  propria  agenda dei lavori per poter assicurare la propria presenza
  in  Aula e  le confesso subito, onorevole assessore, che io parlerò
  a  titolo personale, perché sul disegno di legge oggetto dell'esame
  di  quest'Aula  so  che  il  mio collega Formica  ha  espresso  una
  valutazione, altrettanto personale, che non corrisponde  alla  mia.
  Se   tutta   la  geografia  politica  fosse  così  democraticamente
  impegnata  a  condividere, io credo che la politica  tornerebbe  ad
  essere autorevole e, soprattutto, credibile.
   Mi  consenta  di  dirle  che io intervengo per  manifestare  serie
  perplessità  su questo disegno di legge. Intanto per una  questione
  di  principio: nella relazione che accompagna l'articolato si legge
  che   uno  degli  obiettivi  che  si  prefigge  di  realizzare   il
  legislatore  proponente è quello di rendere la normativa  regionale
  più   coerente  con  la  disciplina  nazionale.  Ecco,   assessore,
  onorevoli  colleghi  e  signor Presidente, mi  sembra  davvero  una
  visione poco lucida della politica.
   Ma  quale  medico  ha  mai  prescritto  l'obbligo  per  un  organo
  legislativo,  in una regione a Statuto speciale, a  dovere  rendere
  coerente  la  normativa in materia di enti locali  con  quella  del
  Governo centrale? A maggior ragione in una regione, la nostra, dove
  una  delle poche competenze ancora rimaste, di fronte ad un vero  e
  proprio   processo  di  espropriazione  dei  poteri  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, è la materia della organizzazione degli  enti
  locali,  come  dice  perfettamente e in maniera inequivocabile  uno
  degli articoli dello Statuto siciliano.
   Bene,  per  quale  ragione noi dovremmo rendere  coerente  con  la
  disciplina  nazionale  la  normativa in materia  di  organizzazione
  degli  enti  locali?  Non si è ancora spenta  l'eco  dell'obbrobrio
  realizzato  con la cosiddetta riforma delle province,  una  riforma
  votata  da  poco  più di un terzo di quest'Aula  e  i  cui  effetti
  devastanti  saranno  evidenti soltanto fra qualche  mese,  non  fra
  qualche anno.
   Mi  risulta  che  oggi  si  è insediato  il  sindaco  della  città
  metropolitana   di  Catania;  ieri,  credo,  quello   della   città
  metropolitana  di  Palermo; non so se domani o  già  l'altro  ieri,
  quello della città metropolitana di Messina, complimenti.
   Nella  provincia di Catania, la cito perché è la mia,  un  milione
  circa  di cittadini si ritrovano da oggi un amministratore che  non
  hanno  mai  eletto.  Nella mia provincia,  quella  di  Catania,  57
  sindaci  si ritrovano un amministratore che non hanno mai indicato.
  Se  questo  è  il  principio ispiratore di questa  cocente,  fitta,
  appassionata  e  folle  stagione di riforme delGoverno  Crocetta  e
  della  sua  maggioranza, io credo che sia una  giornata  di  lutto,
  quella di oggi, per la democrazia partecipata.
   Non  si  è  ancora spento l'eco di quella sorta di  riforma  e  mi
  ritrovo  davanti  la relazione della I Commissione,  con  tutto  il
  rispetto  per  il  suo  Presidente e  per  i  colleghi  componenti,
  naturalmente  io  contesto il principio generale, quello  politico,
  che  dice  che il presente disegno di legge introduce una serie  di
  riforme  per  rendere la normativa regionale più  coerente  con  la
  disciplina  nazionale.  E dov'è l'atto di  eroismo?  E  chi  lo  ha
  imposto?  E  chi  lo ha detto che la normativa della  penisola  sia
  migliore  rispetto alla nostra? E' come se noi,  che  soffriamo  di
  alzheimer  politico,  avessimo dimenticato che  fu  proprio  questa
  Assemblea a votare nel 1992 la legge n. 7 che introduceva,  per  la
  prima  volta  in  Italia, il principio della elezione  diretta  dei
  sindaci e, l'anno dopo, quella dei presidenti di Provincia.
   Questa  Assemblea ha anticipato un principio che poi  è  diventato
  generale e oggi si mette al carrozzone, si arrampica dietro il tram
  della  normativa  nazionale, non si  è  capito  in  nome  di  quale
  principio e di quale valore
   Un'autonomia abbiamo e la stiamo sacrificando per la seconda volta
  nello  spazio di un paio di settimane. Ma è veramente una vocazione
  al suicidio di questo Parlamento
   E  questa  è  una  questione di principio; poi, c'è  la  questione
  specifica.
   Io  non  so,  Presidente,  se  c'è  un  limite  nella  discussione
  generale, temo che dovrò rubare ancora qualche minuto di questo, me
  ne scuso ove mai ci fosse il limite.
   Con  questo  disegno  di  legge,  onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi,  di  fatto noi stiamo mortificando ancora  una  volta  lo
  spirito  autonomistico  siciliano. E'  una  condotta  schizofrenica
  quella  della maggioranza alla quale lei appartiene, perché proprio
  ieri   il   Partito  Democratico  sosteneva  e  difendeva  principi
  assolutamente  diversi  rispetto a quelli che  sostiene  e  difende
  oggi.
   Sia chiaro, l'ultima legge di riforma è quella del 2011 in materia
  di enti locali, non stiamo parlando di cinquant'anni fa. Ed oggi si
  chiede  di modificare alcuni articoli particolarmente significativi
  di  quella  normativa,  come se fosse assolutamente  secondario  il
  pericolo  che, procedendo su questa strada, si corre il rischio  di
  consegnare  i sindaci in ostaggio al potere di ricatto non  solo  e
  non tanto dei partiti che non ci sono più, ma dei gruppi di potere,
  delle  lobby di una parte dei consiglieri comunali, perché  conosco
  consiglieri comunali in comuni piccoli e grandi animati da senso di
  responsabilità, ma ne conosco altri mascalzoni, faccendieri, trenta
  denari,   saltabanchi,  opportunisti  e  trasformisti,  ricattatori
  perché essi stessi ricattati.
   Ed allora, Assessore, io mi debbo rivolgere necessariamente a lei.
  Lei  ha  il  diritto  e il dovere di garantire per  quanto  di  sua
  competenza  e  ognuno  di noi per quanto di nostra  competenza,  il
  diritto   all'autonomia  del  sindaco,  esattamente  come  dobbiamo
  garantire  il  diritto  all'autonomia al consigliere  comunale.  Il
  sindaco  non  deve essere trascinato dalle liste  dei  partiti,  al
  contrario sono i partiti che devono essere trascinati dal sindaco o
  se preferisce nessuno deve trascinare l'altro.
   Il  principio  dell'elezione diretta del  sindaco  qual  era?  Era
  quello  di  considerare  il primo cittadino in  quanto  espressione
  diretta della promiscuità popolare al di sopra delle parti,  capace
  quindi  di  rendere  conto del proprio operato  soltanto  al  corpo
  elettorale  che  lo  ha espresso, non in forza  di  un  accordo  di
  coalizione  fra  partiti o movimenti, ma soltanto in  forza  di  un
  programma  che  il candidato sindaco aveva l'obbligo di  presentare
  agli  elettori  nel momento stesso della propria candidatura.  Veda
  che lungimiranza del legislatore che non veniva dall'Australia,  ma
  era un nostro collega di quest'Aula, erano colleghi nostri, nel '92
  in  un  periodo  fra i più tormentati e difficili per  la  politica
  siciliana,  perché  si  voleva  il  sindaco  capace  di   garantire
  stabilità amministrativa e capace, quindi, di essere impermeabile a
  qualunque  sollecitazione che arrivasse  dall'altra  parte:  o  dal
  consiglio o dai partiti.
   E  qui  si  continua a parlare di legge di trascinamento? Vogliamo
  trascinare  che  cosa?  Vogliamo  dare  all'effetto  partitico  una
  valenza  di  gran  lunga superiore rispetto allo spirito  che  deve
  nella  più  assoluta indipendenza animare il candidato sindaco  che
  per  essere candidato sindaco va al di là della maggioranza e della
  minoranza,  può  essere votato in maniera trasversale,  può  essere
  votato anche da chi poi vota in consiglio comunale per un candidato
  in  maniera diversa rispetto alla coalizione che dichiara di volere
  condividere il programma che il sindaco presenta.
   Quindi, è il sindaco che trascina, non i partiti che trascinano il
  sindaco. Ecco perché io ritengo che questa sia una legge folle,  me
  lo  consenta  Assessore, Signor Presidente e colleghi  consiglieri,
  perché  si opera in maniera assolutamente opposta rispetto a quello
  che  vuole  la  gente, rispetto alla esigenza di dovere  restituire
  protagonismo  ai  cittadini  che dalla  politica  si  sentono  solo
  utilizzati, spremuti.
     Di  questo  passo,  noi finiamo con il considerare  i  cittadini
  soltanto   dei  donatori  di  sangue,  donatore  di   sangue   fino
  all'anemia. Non è possibile
   Abbiamo il dovere di chiederci che cosa non funziona nei comuni; e
  voi pensate all'interno di questo disegno di legge, addirittura, di
  elevare il sistema maggioritario fino a 15 mila abitanti
   Giustamente,  diceva  il collega Formica ieri,  in  una  provincia
  popolosa  come  quella  di Messina, dove  c'è  una  presenza  molto
  polverizzata   di   enti  locali,  finirà  che   con   il   sistema
  maggioritario a 15 mila abitanti, voterebbero tutti con il  sistema
  maggioritario:  alla faccia della democrazia  e  del  principio  di
  rappresentanza plurale  Alla faccia del principio di proporzione
   Allora? Allora, abbiamo il dovere di capire cosa dobbiamo fare.
   Veda,  Assessore,  io sono convinto che persino  l'articolo  della
  mozione  di sfiducia rappresenti un oltraggio all'elezione  diretta
  del  sindaco perché oggi all'interno di molti consigli comunali  si
  determina   una   frequente  mobilità,   dalla   opposizione   alla
  maggioranza   e  dalla  maggioranza  all'opposizione,   finalizzata
  soltanto a mandare a casa un Sindaco. E' sufficiente che un Sindaco
  dica  tre  volte no a tre consiglieri comunali per avere chiesto  o
  preteso cose cui non si può aderire e quel Sindaco di fatto è sotto
  ricatto di una rediviva maggioranza consiliare.
   Allora, siccome sono favorevole e lo dico senza alcuna difficoltà,
  non  soltanto al diritto di seggio per il candidato sindaco che  ha
  avuto  il  maggior numero di voti. Non si capisce nella  norma,  lo
  dico  tra  parentesi,  se il diritto viene conservato  anche  se  i
  competitori fossero due, uno che vince e uno che perde,  perché  si
  dice il candidato Sindaco che avrà avuto il maggior numero di voti,
  se  fossero  3, 4 o 5 i candidati e se sono solo 2? Automaticamente
  ha   diritto.  Non  è  chiaro  nella  norma,  potrebbe  esserci  un
  emendamento, potrebbe essere maggiormente chiarito.
   Sono favorevole perché il candidato Sindaco che perde è la sintesi
  della coalizione dell'opposizione, è l'anima di quella coalizione e
  mi  pare giusto che egli più degli altri consiglieri comunali possa
  rappresentare le ragioni della minoranza o dell'opposizione.
   Così come sono favorevole all'articolo 6 che prevede l'istituzione
  dei consigli circoscrizionali in quelle frazioni che abbiano almeno
  2  mila  abitanti in un comune di popolazione superiore ai 30  mila
  abitanti,  a  condizione che naturalmente non ci sia  un  ulteriore
  aggravio di spesa.
   Allora - e concludo, signor Presidente, e la ringrazio per la  sua
  clemenza - quali sono le proposte?
   Io  ritengo,  onorevole  Assessore,  colleghi  deputati,  che  noi
  abbiamo  il dovere di ripensare alla doppia scheda, noi abbiamo  il
  dovere di tornare allo spirito ed in parte alla lettera ella  legge
  7 del 92.
   Il  sindaco  deve  essere  eletto con una scheda,  il  consigliere
  comunale deve essere eletto con un'altra scheda. Non può e non deve
  esserci  interferenza  fra le due espressioni  di  voto.  La  prima
  premia  la  competenza,  lo  spirito istituzionale,  lo  stile,  il
  radicamento  sul  territorio,  la  seconda  premia  l'appartenenza,
  premia la fazione, premia l'apparato, sono due principi e due stati
  d'animo  assolutamente diversi. Si torni al referendum,  altro  che
  mozione  di  sfiducia   Chi l'ha detto che un  sindaco  eletto  dal
  popolo  debba  essere mandato a casa dai consiglieri comunali?  Per
  quale motivo? Dov'è il principio della reciprocità? Se un sindaco è
  eletto  dal  popolo è chiaro che soltanto il popolo può mandarlo  a
  casa, mi pare logico.
   Ecco  perché  il  principio  del referendum  aveva  un  senso,  il
  Consiglio  vigila  e  prende atto che è  stato  eletto  un  sindaco
  incapace  -  non  che commetta reati perché in  quel  caso  non  ci
  sarebbe  bisogno neanche della sfiducia - un sindaco  incapace,  un
  ebete può capitare ogni tanto. Bene, il Consiglio comunale non  può
  arrogarsi  il  diritto  di mandare a casa  un  sindaco  per  quanto
  ignorante o per quanto incapace eletto comunque dal popolo, propone
  al corpo elettorale il referendum per mandare a casa un sindaco che
  dimostrerà il Consiglio essere incapace, inetto e inerte. Ma  è  il
  popolo che vota, non il Consiglio comunale.
   Ecco,  sono  due  principi della legge n. 7 del  1992  che  io  mi
  permetto  di  richiamare all'attenzione di quest'Aula perché  serve
  stabilizzare il governo nei comuni, perché serve maggiore potere di
  autonomia da parte del sindaco, ma anche maggiori poteri  da  parte
  del Consiglio comunale.
   Certo, bisogna rivedere le competenze dei consiglieri che per  ora
  sono  soltanto  di  potestà regolamentare  e  soltanto  per  quanto
  riguarda lo strumento contabile e lo strumento urbanistico. Bisogna
  rivedere  le  competenze  del  Consiglio  comunale;  bisogna   dare
  maggiori poteri, sono d'accordo, ma dobbiamo rendere libere le  due
  figure, il ruolo del sindaco ed il ruolo del consigliere comunale.
   Questo  è  un  disegno di legge, Presidente e  Assessore,  che  va
  avanti  con  troppa fretta e non mi sono saputo dare una  risposta.
  Perché  tanta  fretta? Perché una legge di riforma così  importante
  deve  essere  affrontata  e discussa in un'Aula  così  poco  piena,
  semivuota vorrei dire e non lo dico per omaggio alla gente  che  ci
  segue  da  casa. Perché? Perché questa fretta? Perché non si  cerca
  una  convergenza con l'opposizione? Perché questa furia  giacobina,
  questo  vento  impetuoso che vuole travolgere  qualunque  istituto,
  anche   istituti   che  hanno  dimostrato  nel  tempo   di   essere
  inossidabili  alle incurie del tempo? Perché? Perché  non  facciamo
  una pausa, assessore Lantieri?
   Peraltro,  sono  in corso i ballottaggi fra qualche  giorno  e  mi
  sembra  davvero di cattivo gusto trasmettere all'esterno un segnale
  che può anche alimentare confusione nel corpo elettorale. Mentre la
  gente va a votare con la vecchia legge, noi, quasi per dispetto, in
  Aula  votiamo  una  nuova legge. Si abbia il  pudore  di  aspettare
  qualche  settimana  in  più  Io credo che non  cada  il  mondo   Ma
  soprattutto  sono  d'accordo sul fatto che si  debba  compiere  una
  pausa.
   C'è una sorta di vendetta nei confronti dei sindaci che emerge dal
  primo  testo  del  disegno di legge tornato e poi  in  Commissione,
  basta  leggerlo  per  capire come c'è  una  sete  di  vendetta,  di
  giustizia.  Siamo ai tempi della Rivoluzione francese   Mandiamo  a
  casa  i  sindaci  anche con pochi consiglieri, non  importa,  quale
  maggioranza,  quale 60 per cento, ma perché? Perché?  Perché  tutto
  questo?  A  chi serve? Serve a rendere più autorevole la  politica?
  Credo proprio di no
   Ed allora, la mia proposta - e concludo davvero - è quella, signor
  Presidente  e  Assessore, di sospendere la  trattazione  di  questo
  disegno di legge per potere, una volta spenti i fuochi elettorali e
  questo avverrà domenica 19 giugno, per poterci ritrovare attorno ad
  un  tavolo  e  capire, molto ragionevolmente,  quali  sono  i  veri
  obiettivi  che  si vogliono perseguire per garantire buon  governo,
  stabilità  e  trasparenza  ai  processi  politici  senza  fare  dei
  cittadini carne da macello. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, io voglio fare una  considerazione
  preliminare,  lo  dico all'Assessore, lo dico al  Presidente  della
  Commissione  ed ai capigruppo, anzi a partire dalla maggioranza  di
  cui   io  faccio  parte,  ma  naturalmente  a  tutti  i  capigruppo
  parlamentari.
   Avendo ascoltato il dibattito di ieri sera e di stasera, ho  avuto
  la  sensazione di una attenzione e di un impegno del Parlamento non
  all'altezza  del  valore della legge che facciamo.  Nel  senso  che
  intervenire su una legge elettorale meriterebbe sempre  uno  sforzo
  da parte di tutti.
   Vorrei  dire  al collega Musumeci che l'altra volta,  proprio  per
  queste  ragioni, io sono stato tra quelli che ha chiesto il ritorno
  in  Commissione, ma naturalmente poi la Commissione ha  cercato  di
  tenere  conto del confronto parlamentare, può non essersi  concluso
  positivamente ma lo sforzo c'è stato. Quindi, non è vero che  siamo
  in  presenza di una furia da parte della maggioranza. Anche  perché
  le  devo  dire,  onorevole Musumeci, che guardando,  ascoltando  il
  dibattito  non  ha  visto,  anche da parte  di  parlamentari  della
  maggioranza, una assoluta sintonia e mi interrogo su questo.
   Lo  dico  soprattutto  al Presidente dell'Assemblea,  lo  dico  al
  Presidente  della Commissione, perché la legge nasce per affrontare
  un  tema  che era quello del voto confermativo e sulla base  di  un
  argomento che ha un fondamento. Cioè, siccome le elezioni regionali
  sempre  più coincidono con le elezioni  comunali fatte negli  altri
  comuni   italiani   e  le  spiegazioni  che  vengono   date   dalla
  televisione,  dalla radio, dai giornali, si riferiscono  ai  comuni
  del  resto  d'Italia, il tema può determinare una confusione  negli
  elettori, perché se, Presidente Musumeci, Presidente Lupo, pensiamo
  alla  propaganda  elettorale  è  chiaro  che  si  può  creare   una
  confusione.  Dopodiché  io auspicherei un  confronto  anche  se  il
  superamento  del voto confermativo deve andare nella direzione  del
  voto di trascinamento, o del voto della doppia scheda.
   Io,   per  esempio,  l'ho  detto  nella  mia  riunione  di  Gruppo
  parlamentare,  sarei  per  la  doppia scheda,  considero  la  legge
  campione uno dei momenti più alti del Parlamento siciliano e vorrei
  rivendicare a quella maggioranza di centrosinistra la capacità e la
  forza  politica  di esprimere quel tipo di legge senza  enfatizzare
  perché,  per esempio, considero quello schema giusto - compreso  il
  referendum - poi, onorevole Musumeci, il voto diretto ai presidenti
  delle  Regioni  non comporta per la sfiducia il  referendum,  ed  è
  altrettanto importante la Regione almeno quanto i comuni.
   Dico di più. Sarei per la doppia scheda anche perché è previsto in
  qualunque  ordinamento,  anche in quello nazionale,  che  ci  possa
  essere un sindaco che non ha la maggioranza in consiglio comunale.
   Dal  punto  di  vista costituzionale non si può  impedire  ad  una
  persona di votare una lista di uno schieramento e un sindaco di  un
  altro schieramento.
   Quelli  che considerano quasi un delitto che un sindaco possa  non
  avere  la  maggioranza  non li comprendo, in qualunque  ordinamento
  questo è possibile, proprio perché l'elezione diretta significa che
  si  può  votare  un  sindaco, un Presidente di Regione,  senza  che
  questo ti obbliga a votare una lista dello stesso segno.
   Se  il  confronto  è  su  questo,  credo  che  tutti  lo  potremmo
  accettare.
   Per   quanto   mi  riguarda,  se  nell'ambito  della   maggioranza
  prevalesse  l'idea  del voto di trascinamento -  per  carità  -  mi
  adeguerei.
   Se  invece,  onorevole  Cascio, come ho avvertito  nel  corso  del
  dibattito e dando atto a lei e alla Commissione di avere tentato di
  mediare  rispetto ai punti controversi che erano  più  gravi  nella
  prima stesura, molto più gravi, onorevole Musumeci, dando atto alla
  Commissione  di  avere fatto uno sforzo di mediazione.  Se  fossero
  quegli  articoli  e  aprendo la possibilità di un  confronto  sulla
  doppia  scheda proposta dal Movimento Cinque Stelle, dal Presidente
  Musumeci,  temo  un'altra  cosa,  onorevole  Cascio,  che   diventi
  l'occasione  per  affrontare ognuno dal suo punto di  vista,  tutti
  legittimi,  per  fare  una  nuova legge  elettorale  globale  senza
  neanche dirlo.
   L'onorevole  Grasso ha parlato del terzo mandato,  legittimo,  per
  carità   Qualche altro collega ha evocato il tema dello status  del
  consigliere comunale in rapporto ai permessi e anche al gettone.
   Onorevole  Cascio, se andiamo ad una rivisitazione  globale  della
  legge,  secondo me, intanto rischiamo di fare una legge pasticciata
  perché  è del tutto evidente che se presento un emendamento  di  un
  certo  tipo e penso di farlo passare col voto segreto, chiederò  il
  voto segreto.
   Rischiamo,  quindi, di venire meno all'impegno che i promotori  di
  queste  modifiche  hanno  esplicitato  nel  momento  in  cui  hanno
  presentato  il  disegno  di  legge. Rischiamo  di  fare  una  legge
  pasticciata  e di rendere ulteriormente incomprensibile  il  nostro
  rapporto con l'opinione pubblica.
   Invito  tutti  ad  una riflessione, a partire dai promotori  della
  legge e dalla maggioranza che ha votato quel testo in Commissione.
   Sono  contrario, contrarissimo, ad una discussione su un tema così
  importante   che   venga  utilizzata  legittimamente,   perché   il
  parlamentare  è libero, per impallinare questo o quel  pezzo  della
  legge  dei  comuni creando una gran confusione fra  quello  che  mi
  conviene  della  normativa nazionale ce lo  metto,  quello  che  mi
  conviene  della normativa regionale insisto per averlo. Ripeto,  al
  di  fuori di un confronto trasparente in cui si possano esplicitare
  maggioranza  e  minoranza, anche trasversale e utilizzando  come  è
  previsto, peraltro dal Regolamento, il voto segreto.
   Naturalmente, io non chiedo né il rinvio in Commissione, né  credo
  che la Presidenza pensi di andare al voto la settimana prossima. Mi
  auguro  presidente Cascio, lo dico anche al presidente Musumeci,  e
  ai  capigruppo, che la votazione cominci dopo il ballottaggio,  che
  il  termine  per gli emendamenti sia un poco più ampio,  presidente
  Lupo,  e che in questo contesto ci sia un confronto promosso  dalla
  Commissione  di merito e dall'Assessore con tutti i capigruppo  per
  vedere se si può fare una sintesi felice, come auspico, e si  possa
  venire  in Aula a fare un confronto sereno e fare uscire un disegno
  di legge che non sia un pasticcio che avrebbe un esito catastrofico
  non  solo  per chi deve andare a votare, ma anche nel rapporto  fra
  l'Assemblea, i suoi Gruppi parlamentari e l'opinione pubblica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  chiedere,  a  nome di Forza Italia,  anche rispetto alle  cose  che
  sono  state  dette qui in Aula dai miei colleghi,  se  è  possibile
  rinviare  oltre  i termini per la presentazione degli  emendamenti,
  anche la discussione generale.
   Quindi,   se  è  possibile,  in  considerazione  che  la  prossima
  settimana   ci  saranno  i  ballottaggi,  rinviare  la  discussione
  generale per dare la possibilità anche agli altri colleghi che oggi
  non  sono  presenti, non la prossima ma l'altra ancora  e,  quindi,
  prorogare   il  termine  degli  emendamenti  a  seguire   dopo   la
  discussione generale. Lo chiedo ufficialmente a nome del Gruppo.

   CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE, presidente della Commissione. Sigor Presidente,
  prendo  la  parola dopo aver ascoltato gli interventi dei  colleghi
  che si sono avvicendati dallo scranno che ho davanti a me.
   Parto  con una constatazione. La prima constatazione è che  questo
  Parlamento  a  volte  ha  una malattia che  definirei  schizofrenia
  cronica.   Perché  schizofrenia  cronica?  Perché  non   riesco   a
  comprendere  come un disegno di legge firmato dalla  maggior  parte
  dei   capigruppo,  non  è  di  singola  o  estemporanea  iniziativa
  parlamentare, ma dalla maggior parte dei capigruppo,  ad  eccezione
  del Movimento Cinque Stelle, oggi possa essere messo in discussione
  per  un maggior approfondimento, perché pensavo, e sbagliavo che  i
  capigruppo nel momento che avevano firmato questo disegno di legge,
  quanto meno, avevano avuto la cortesia di parlarne all'interno  dei
  Gruppi.
   Questa  mi  sembra una regola così elementare che, purtroppo,  sto
  apprendendo che i capigruppo hanno firmato un disegno di legge motu
  proprio senza parlarne.
   Mi  viene  difficile pensare questo, però ne prendo  atto.  E  non
  riesco   a  comprendere  come  poi  le  posizioni  siano  di   tipo
  individuale e non siano di tipo partitico, di tipo di appartenenza,
  di tipo di credo politico.
   Mi  riferisco  soprattutto a chi questa  professione  la  esercita
  costantemente, il credo politico: ho una bandiera, partecipo ad  un
  progetto  e  sposo quel progetto, a prescindere se sono convinto  o
  meno  al  100 per cento, perché il mio Gruppo ha deciso  in  questa
  maniera.  Penso che sia una regola buona della democrazia questa.
   Se,  invece,  deve  essere  un esercizio verbale  a  differenziare
  ognuno la propria posizione, non penso che facciamo un'opera utile.
  L'opera  utile,  invece, è di andare per ragionamenti  politici.  E
  condivido quello che dice l'onorevole Musumeci quando dice:  Perché
  allinearci o essere in coerenza con la legge nazionale? .  Come  se
  fare questo significasse obbedire ciecamente

   MUSUMECI. O liberarci da un complesso di inferiorità.

   CASCIO  SALVATORE,  presidente della  Commissione.  Liberarci  dal
  complesso  di  inferiorità. E sono convinto che  noi  non  dobbiamo
  avere  complessi  di  inferiorità, ma  sono  altresì  convinto  che
  cacciare  di ascarismo - non mi riferisco a lei, onorevole Musumeci
  -  chiunque pensa che essere in coerenza con la legge nazionale può
  dare  buoni  frutti  o  può essere un'operazione  che  gli  inglesi
  chiamano     marketing  cioè di comparare le cose positive  di  una
  legge nazionale con quelle nostre che non funzionano per trarne  al
  meglio per quella che è la nostra comunità.
   E  qui  si sta facendo questo tentativo e questo tentativo si  sta
  facendo  perché dopo quel capoverso che lei ha letto che dice:   In
  particolare l'articolo che adegua la normativa regionale  a  quella
  nazionale riguardano due aspetti fondamentali, quello dei  15  mila
  abitanti  -  e  ora  vengo e mi spiego - e quello  dell'effetto  di
  trascinamento .
   L'effetto di trascinamento quest'Assemblea e questa Regione quando
  lo  ha  percepito?   Quando si vota per  l'elezione  a  Roma,   per
  l'elezioni  a  Torino e in tutta Italia accendiamo il canale  della
  Rai e ci dicono come si deve votare.
   La  Rai dà indicazione agli italiani per come si vota e dice   che
  basta mettere il simbolo su uno dei partiti appartenenti al sindaco
  che  fa  parte di quella coalizione che in automatico  il  voto  và
  anche  al  sindaco, creando una confusione indicibile  in  Sicilia,
  perché  quel  voto  in  Sicilia non è un voto  valido,  tant'è  che
  qualche  giorno fa ci sono state le elezioni in vari  Comuni  della
  Sicilia,  vi cito un dato che è quello più vicino a me: nel  Comune
  di  Favara su 20 mila votanti che hanno espresso il voto 5 mila non
  hanno  espresso il voto per il sindaco, il 25 per cento.  E  io  mi
  rifiuto  di  pensare  che  5 mila persone non  vogliono  votare  il
  sindaco.  Non  hanno  capito come si vota  e  allora  questa  legge
  serviva per fare chiarezza.
   Si  può  disquisire  se  c'è  la doppia  scheda  o  c'è  l'effetto
  trascinamento  ed  io non entro nel merito se la  doppia  scheda  è
  migliore rispetto all'effetto trascinamento, però sono certo di una
  cosa  e  cioè che questo è un pasticcio perché è un ibrido  tra  la
  doppia  scheda  e  il voto di trascinamento e quindi  questo  è  da
  eliminare.
   I proponenti hanno scelto quel modello e l'hanno detto in premessa
  per  allinearsi con la norma nazionale. Perché quel modello  a  mio
  modesto  avviso? Perché è vero che il sindaco è eletto dal  popolo,
  però  è  vero  in parte perché se fosse vero al 100 per  cento   il
  sindaco  per  essere  candidato a sindaco non  avrebbe  bisogno  di
  presentare  una sua lista: io mi candido a sindaco e  vengo  eletto
  dai cittadini, invece la legge impone che il sindaco per candidarsi
  abbia  una  lista  di appoggio. Se questo è vero  c'è  un  rapporto
  sinergico tra sindaco e lista, tra sindaco e candidati, tra sindaco
  e coalizioni.
   Il  sindaco non è il potestà di una volta, rappresenta il progetto
  di  una  coalizione, non rappresenta l'individuo e  così  vale  per
  l'elezione  del  Presidente  della  Regione  siciliana,  perché  il
  Presidente  della  Regione siciliana viene eletto  esattamente  con
  questo meccanismo; però il Presidente della Regione siciliana viene
  sfiduciato  quando il 50 per cento più uno di questo Parlamento  lo
  vuole mandare a casa.
   Per i sindaci vi è una specificità tutta siciliana che non avviene
  nel  resto d'Italia, però avviene a Roma, avviene a Milano, avviene
  a  Torino dove, con il 50% più 1, i sindaci vanno a casa, e  là  si
  dice:   ma sono territori evoluti, non c'è il ricatto, non  c'è  la
  malavita,  non  c'è do ut des, ti do questo e tu  mi  dai  quello .
  Però, dimenticano che questa legge è operante a Reggio Calabria, in
  Puglia, in Campania e nei paesi della Locride, è operante in  tutta
  Italia.  La Sicilia si ferma allo stretto di Messina, dopodiché  si
  chiama  Italia' e  Regioni d'Italia'.
   Ed  allora,  questa  specificità che, abbiamo questo  orgoglio,  a
  volte si tramuta in privilegio, ed a volte in abuso, perché è  vero
  che  i  sindaci devono avere libertà e devono essere  con  le  mani
  libere, tant'é che per avere un'azione mediata tra quell'estremo  e
  l'estremo dei 2/3 per sfiduciare il sindaco, questa Commissione  ha
  emendato  il testo ed ha pensato, bene, male, sarà il Parlamento  a
  decidere, di proporre la mozione di sfiducia al 60%.
   Perché al 60%? Perché il premio di maggioranza che ha un sindaco è
  del 60%: significa che quando prende quel premio di maggioranza  ed
  il 60% dei consiglieri l'hanno sfiduciato, hanno sfiduciato il loro
  stesso progetto. Non abbiamo messo al 50% più 1.
   Poi,  c'era  l'onorevole  Vinciullo che, giustamente,  diceva:   e
  perché  per  i comuni maggioritari abbiamo lasciato i  2/3? .   Noi
  abbiamo  lasciato i 2/3, lo dico come tecnicismo, perché di  comuni
  maggioritari  con il nuovo sistema elettorale ce  ne  sono  di  due
  specie:  uno  con  un consiglio comunale fatto  da  12  consiglieri
  comunali,  ed  un  altro fatto da 15. Se la matematica  non  è  una
  opinione,  il  60% di 12 è 8, i 2/3 di 12 è 8. Per il maggioritario
  nei  comuni con 12 consiglieri comunali non cambia niente,  abbiamo
  voluto salvaguardare invece, là c'è la specificità, i comuni con 15
  consiglieri comunali in cui ci vogliono 10 consiglieri comunali per
  sfiduciare il sindaco ed in quella maniera ne bastavano 9. Questa è
  l'unica  eccezione  che questa commissione  ha  ritenuto  per  dare
  maggiore sicurezza al sindaco da questo punto di vista.
   Poi,  vi  sono altre cose che io ho cercato di segnare in  maniera
  così frammentaria. La prima, un quesito che tutti hanno posto ed un
  problema  che  hanno evidenziato è quello dei comuni,  diciamo  del
  maggioritario esteso ai 15 mila abitanti.
   Però,  onorevole  Musumeci,  ci  dobbiamo  mettere  d'accordo:  ci
  interessa  il sindaco o ci interessa il consiglio comunale?  Se  ci
  interessa il sindaco lo dobbiamo mettere in condizione di  fare  il
  sindaco.
    Con questo sistema da 10.000 e 15.000, nel momento in cui abbiamo
  eliminato il doppio turno, si è creato un vulnus perché il  sindaco
  che  fa  il sindaco nel comune tra 10 e 15 mila, non avendo  doppio
  turno, con il 34% dei voti viene eletto e non ha mai la maggioranza
  in   consiglio  comunale  perché  non  usufruisce  del  premio   di
  maggioranza, perché per usufruirne doveva prendere almeno  il  40%,
  però  può  essere  eletto  con il 35, potenzialmente,  con  il  33,
  dipende  da  quanti candidati ci sono. E, quindi, si  è  creato  un
  vulnus.
   Noi  vogliamo salvaguardare il sindaco in questa maniera,  non  il
  consiglio comunale, nel senso che diciamo:  sindaco tu vinci  e  tu
  hai  la possibilità di governare . Poi, ci può essere un'opzione  a
  questo. Cioè la via mediana qual è a questo, onorevole Musumeci? Se
  è  vero come ratio che noi gli dobbiamo dare solidità, gli dobbiamo
  assicurare   la   maggioranza,   questa   fattispecie    che    noi
  artificiosamente abbiamo creato, l'abbiamo creata  noi,  perché  in
  Italia non esiste, esiste maggioritaria fino a 15.000 abitanti. Noi
  ci siamo fatti una nicchia, dai 10 ai 15.000 è un sistema ibrido.
   Allora, se  dobbiamo dare consistenza, dobbiamo per forza di  cose
  inserire  il doppio turno anche da loro per far sì che  il  sindaco
  abbia  la  maggioranza, sennò non ha senso. Ma questa è  un'opzione
  che io non mi sento di fare.
   C'è  un termine per gli emendamenti, ci sono gli emendamenti,  c'è
  un'Aula  che  si pronuncerà. Noi stiamo valutando il  testo  che  è
  arrivato e non abbiamo ritenuto di emendarlo, non perché non ce  ne
  siamo accorti, ma perché abbiamo voluto fare un testo snello. Sulla
  legge  elettorale c'erano altri cento temi da affrontare;  però  se
  qua  ci mettiamo - come ieri ho sentito dire a qualcuno - i gettoni
  di  presenza,  i permessi, non abbiamo capito niente. Noi  dobbiamo
  blindarlo  al  massimo  questo testo. E'  chiaro  che  allora  sono
  d'accordo  con l'onorevole Rinaldi, con lei e con tutti gli  altri,
  che  non basta una settimana, ma ci vogliono tre, sei mesi.  E'  un
  altro testo
   Noi  dobbiamo limitarci a questi tre, quattro punti,  che  abbiamo
  ritenuto  essenziali per alleggerire il testo e per  meglio  essere
  interpretato: questa era la ratio di tutto questo ragionamento.  La
  Commissione  non ha preso in considerazione gli emendamenti   fuori
  sacco', perché è stato fatto un lavoro all'unisono e all'unanimità.
  Terzi mandati, quarti mandati: niente  Questo testo è asciutto, non
  c'è niente. Ma voi pensate che non avevamo anche noi la possibilità
  di  fare  un  emendamento e inserirlo pure qua  il  terzo  mandato?
  Pensate veramente così?
   Abbiamo  ritenuto  di fare un lavoro correttamente  ed  eticamente
  accettabile  per l'Aula, essendo scarno al massimo;  ma  scarno  in
  questo caso non significa insufficiente. Perché a volte scarno  può
  essere  insufficiente.  Scarno in questo caso  significa  semplice,
  significa  agevole, significa un testo che può  essere  esitato  in
  poco  tempo  e che non stravolge la vita ai cittadini  siciliani  e
  alla politica siciliana. Questo testo non la stravolge.
   Onorevole  Cani, non abbiamo parlato né di preferenza  di  genere,
  perché andiamo oltre. E noi

   PANARELLO. Ma già c'è

   CASCIO    SALVATORE,   presidente   della   Commissione.   Siccome
  l'onorevole  Cani ha proposto di abolire la preferenza  di  genere,
  lei  si  è  perso  la  prima parte. Non ne abbiamo  parlato  perché
  esulava  da  quella che era la nostra competenza. Come non  abbiamo
  parlato  di  un problema che lei ha posto, giustamente.  Perché  il
  premio  di maggioranza viene bloccato al 40 per cento e al  secondo
  turno questo obbligo non c'è?
   Ma noi quando facciamo le leggi, facciamo le leggi in maniera equa
  e  le facciamo per tutti. Ma voi pensate - lo dico così senza ombra
  di  smentita  -  che il Movimento Cinque Stelle,  che  per  proprio
  statuto non fa apparentamenti con nessuno, allora è costretto a non
  avere mai la maggioranza  Cioè, può arrivare al 33 per cento in  un
  ballottaggio e vincere e non avere mai la maggioranza   Quindi  per
  me,  personalmente, è improponibile quell'emendamento, per un fatto
  di  giustizia,  per  un  fatto di equità,  per  un  fatto  di  pari
  opportunità  elettorale.  Anche  perché  io  sono  convinto  che  i
  cittadini,  ma anche la politica deve essere libera, e  se  io  non
  voglio  avere a che fare con nessuno è giusto che non abbia  a  che
  fare  con  nessuno e mi prenda le responsabilità, gli oneri  e  gli
  onori del caso.
   Io  non  ho  altro  da  aggiungere. Auspico a chi  è  intervenuto,
  all'onorevole Musumeci e ad altri, che, invece, questo testo  possa
  trovare  luce  nel più breve tempo possibile, perché è  scarno.  Se
  invece  questo testo lo appesantiamo, è chiaro che ha necessità  di
  ulteriori  approfondimenti,  di ulteriori  riflessioni,  magari  di
  ritornare in Commissione; ma se lo lasciamo così io penso che possa
  andare.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Onorevole Musumeci, io sono libero e ho  tanto  rispetto
  per lei, lo sa. Io ritengo che i lavori che fanno in Commissione  i
  deputati siano lavori di tutto rispetto, perché a partire  dalla  I
  Commissione,  che è la Commissione responsabile per portare  avanti
  appunto  questa  proposta  di legge, è  rappresentata  da  tutti  i
  partiti. E' una Commissione che ci ha lavorato, a volte sono  stato
  presente  anche  io per capire esattamente quale fosse  l'indirizzo
  per  arrivare,  finalmente, a cancellare la legge attuale  che,  di
  fatto,  se ricordate bene, noi abbiamo qualche sindaco che è  stato
  eletto  con  questa  legge che, a mio avviso,  li  chiamo   sindaci
  abusivi  perché poc'anzi il Presidente della I Commissione  portava
  un  esempio pratico: è mai possibile che in un paese come Favara  5
  mila persona non hanno segnato il sindaco?
   Sicuramente,  queste  5  mila persone si sono  rese  conto  o  non
  sapevano  o  non sanno perché non sono tutti che seguono  i  lavori
  parlamentari,  i  lavori delle leggi elettorali,  perché  ognuno  è
  libero  di  fare  quello  che  vuole  e,  possibilmente,  è   anche
  disinteressato, non hanno capito che non contrassegnare il  simbolo
  del  sindaco, quindi del candidato sindaco, non gli va il  voto  e,
  quindi,  a questo punto, diciamo la coalizione, il sindaco proposto
  dalla coalizione perde quel voto, quel riferimento.
   Quindi,  il voto di trascinamento, che oggi noi vogliamo riportare
  così  com'era  prima,  mi  sembra più democratico  questo  pensiero
  rispetto  a  quello  che invece il cittadino non  sa,  non  conosce
  perché  secondo me non è portato nemmeno a conoscere perché  ognuno
  si  fida  dell'onorevole Musumeci per la politica che porta avanti,
  dell'onorevole  Lentini,  dell'onorevole  Giuffrida  e  quant'altro
  perché noi rappresentiamo di fatto il popolo.
   Io  ho  sempre  condannato come condanno,  ad  esempio,  la  legge
  elettorale  nazionale che mi auguro che non vada avanti  perché  il
  rappresentante  del  popolo  deve essere  votato  dal  popolo,  non
  nominato  dal  popolo.  E  questo lo deve  portare  avanti  fino  a
  rappresentare dentro l'Istituzione, il cittadino che  l'ha  votato.
  Questa  è  democrazia perché altrimenti noi mettiamo in discussione
  l'elezione  del  Presidente della Repubblica perché  il  Presidente
  della  Repubblica è eletto dal Parlamento ma chi  è  il  Parlamento
  nazionale?  E' l'espressione del popolo italiano. E'  la  cosa  più
  giusta,  più corretta che possa esistere. Poi, il Presidente  della
  Repubblica  sta nelle sue prerogative, nei suoi poteri, a  nominare
  attraverso  i  partiti,  sentiti  i  partiti,  il  Presidente   del
  Consiglio, ma i partiti che sono presenti in Parlamento.
   Quindi, è una democrazia che è perfetta. E' imperfetto, invece, il
  fatto  su  cui  io  invece non sono d'accordo sul voto  di  genere,
  perché  qua  ci  sono  tante donne che  io  vedo  qua  veramente  a
  manifestare   la  loro  forza  dirompente  nell'accaparrarsi,   nel
  parlare,  io  lo  vedo qua, io vedo i colleghi che sono  abbastanza
  preparati.
   Questa  cosa  non funziona perché in alcuni comuni, abbiamo  visto
  anche  alle ultime elezioni, ci sono signore che sono state  elette
  consigliere comunali per il fatto del trascinamento del personaggio
  possibilmente  conosciuto nei vari comuni a discapito  di  qualcuno
  che  ha  preso dei voti o di altre, anche donne, che hanno preso  i
  voti  e non hanno raggiunto il consenso per arrivare alla vittoria,
  alla nomina.
   la  verità è che la Sicilia e l'Italia in questo momento  vive  un
  momento  di smarrimento, questa è la verità politica perché  ancora
  tutti   vanno  appresso  al  Movimento  Cinque  Stelle  che  stanno
  perfezionando e stanno portando avanti una politica seria,  poi  la
  possiamo  pure contraddire, come la contraddico, però di  fatto  si
  stanno  organizzando e noi, anziché organizzarci e lavorare  dentro
  veramente  le istituzioni rispettando la democrazia, qua si  vedono
  interventi  di tanti deputati ognuno contro l'altro per primeggiare
  che cosa?
   Questa  è  un'Istituzione, la nostra, la più  perfetta  possibile,
  perché  qua  dentro non ci sono persone nominate, ci  sono  persone
  elette, ci sono persone che hanno posto la fiducia a noi e che  noi
  responsabilmente dobbiamo portare avanti, altrimenti non  ha  senso
  che  l'onorevole Cascio  se ne poteva stare tranquillamente a  casa
  perché tanto è una Commissione che ha prodotto una proposta  e  noi
  qua  ancora pensiamo se deve ritornare in Commissione o se dobbiamo
  fare  questo  o  se dobbiamo fare quello  Ci sono delle  regole  da
  portare   avanti   dove  le  Commissioni,  grazie   a   Dio,   sono
  rappresentate da tutti i partiti e responsabilmente si  va  avanti.
  Quando  arriva  un documento qua in Aula si deve solo perfezionare,
  non  stravolgere  perché  altrimenti  doveva  essere  stravolto  in
  Commissione. È un lavoro imperfetto questo. È un lavoro che ci farà
  perdere solo tempo.
   Quindi,  noi dobbiamo capire esattamente se c'è una coalizione  di
  maggioranza, una coalizione di minoranza che la pensa in un modo  e
  l'altra in un altro modo, ed è sacrosanto, ma dobbiamo capire  come
  andare  perché altrimenti ci confondiamo. Se ognuno  di  noi  porta
  avanti un disegno di legge proprio non abbiamo capito niente.
   Noi ci dobbiamo adeguare, dobbiamo capire esattamente se noi siamo
  una  Regione autonoma e veramente lo vogliamo essere e,  quindi,  a
  questo  punto sono d'accordo con l'onorevole Musumeci  quando  dice
  noi con forza dobbiamo portare avanti la nostra autonomia perché ce
  la siamo conquistata e non la dobbiamo perdere e sono d'accordo con
  lui.  Ma se dobbiamo fare che il Parlamento nazionale adotta  delle
  leggi e dei provvedimenti e noi dobbiamo andare appresso a volte sì
  e a volte no, su questo non sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ovviamente, sentito il dibattito e
  considerato  che  stiamo trattando un disegno di legge  in  materia
  elettorale,  considerato che domenica 19 è  previsto  un  turno  di
  ballottaggio  in diversi comuni della nostra Regione  ricadenti  in
  più  province e, quindi, anche al fine di non ingenerare confusione
  tra  gli elettori, visto che si vota appunto domenica 19 sul  fatto
  che  nel  contempo si sta discutendo di modifiche di  normative  in
  materia  elettorale  dei  comuni,  noi  chiudiamo  questa  sera  la
  discussione   generale,   d'altronde   ci   sono   stati   numerosi
  approfondimenti.
   Sono  emerse  altre  richieste  di approfondimento,  io  anche  in
  relazione a ciò fisso i termini per gli emendamenti a mercoledì  15
  alle  ore  12.00. Quindi, ogni parlamentare avrà modo  e  tempo  di
  approfondire  adeguatamente  il testo  del  disegno  di  legge  per
  formulare  gli emendamenti del caso e, pertanto, l'Aula è convocata
  per  martedì  21; ovviamente, con tutti gli emendamenti  a  seguire
  fino  a  conclusione  dei lavori. Ovviamente, se  qualcuno  volesse
  intervenire  in merito al disegno di legge potrà farlo  su  singoli
  articoli.  Quindi,  ancorché chiusa la  discussione  generale,  chi
  volesse  può  approfondire. Pertanto, ribadisco il termine  per  la
  presentazione  degli emendamenti fino a mercoledì  15  giugno  2016
  alle ore 12.00.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, Assessore, se ha
  la bontà di rimanere. Io volevo affrontare 3 argomenti.
   Il   primo  velocemente.  Ci  sono  depositati  più  di   3   mila
  interrogazioni  parlamentari e non riusciamo ad avere  risposte  da
  parte degli assessori. Da mesi questa Assemblea non svolge attività
  ispettiva.
   Credo  che  non  possiamo  continuare a depositare  interrogazioni
  parlamentari  se  il  Governo non si decide  a  venire  in  Aula  a
  rispondere.  In  più,  ricordo che l'ultima  volta  che  c'è  stata
  attività  ispettiva, gli Assessori sono venuti con decine e  decine
  di risposte e ciò ha reso pressochè impossibile svolgere l'attività
  ispettiva  perché  c'era  la  fretta  e  la  voglia  di  concludere
  velocemente la serata.
   Quindi,  se noi possiamo stabilire che un giorno la settimana  gli
  Assessori, che vedo che sono in giro a fare campagna elettorale,  a
  raccontare  frottole  alle  persone, a  moltiplicare  questi  fondi
  previsti  nel Patto per la Sicilia; anche perché mi pare di  capire
  che  ci  sono  tre, quattro elenchi, per cui ogni Assessore  ha  un
  elenco  e  racconta la frottola che ha ascoltato. Anche su  questo,
  Presidente,  sarebbe  il caso di richiamare il  Governo  ad  essere
  serio   Non  possono  andare in giro per  i  collegisoprattutto  in
  campagna  elettorale,  a  raccontare dei  finanziamenti  a  chiese,
  strade e comuni che  non sono assolutamente previsti nel Patto  per
  il Sud.
   Poi,  mi  pare  di  capire che ogni Assessore si  sta  facendo  un
  proprio  elenco in maniera tale che lo utilizza ad usum   delphini,
  no?  Per cui, ognuno arriva in un posto e racconta una novena.  Per
  essere  chiari, i siciliani non hanno bisogno di ascoltare  novene,
  avrebbero bisogno di fatti concreti.
   Al  di  là,  quindi, di queste messe in scene degli Assessori  che
  sono   veramente  vergognose,  puerili,  ai  limiti  dell'irrisione
  generale,  anche  perché  la gente ormai  l'ha  capito  che  questi
  elenchi  non esistono e, quindi, vengono presi sistematicamente  in
  giro.
     Pertanto,  Assessore pre gli enti locali, sarebbe opportuno  che
  lei   consigliasse   ai  suoi  colleghi  di  non   raccontare   più
  stupidaggini in giro, perché non esiste nessun elenco  ed  è  stata
  approvata una delibera senza gli elenchi e, di conseguenza,  potrei
  da  domani mattina anche io impazzire e andare in giro e raccontare
  non  so  di  quante chiese ho fatto finanziare. Ma il  senso  della
  decenza mi impone di non farlo. Glielo consigli ai suoi colleghi di
  non  andare  più  in  giro  a  raccontare  castronerie  perché  poi
  rischiano di essere presi in giro.
   La seconda cosa, invece, Assessore, che la riguarda direttamente -
  ed  io  per  questo chiedo al Presidente Lupo anche  lui  di  farsi
  interprete  di  questa  esigenza nella riunione  dei  Capigruppo  -
  riguarda la necessità di un provvedimento legislativo immediato per
  quanto  riguarda i precari di due province della Sicilia,  mi  pare
  Enna e Caltanissetta e soprattutto dei comuni in dissesto.
   Per  essere chiari, alcuni comuni in dissesto, mal consigliati dal
  Ministero  degli  Interni,  il  quale  pensa  che  in  Sicilia   ha
  competenze  su questo aspetto, perché lo vorrei ricordare  a  tutti
  che il Ministero può intervenire sui comuni in dissesto, ma non può
  assolutamente condizionare l'operato dei comuni quando  le  risorse
  vengono impegnate da parte della Regione. Cioè, il Ministero  degli
  Interni non si deve permettere assolutamente di intervenire su temi
  che riguardano le casse della Regione. E, invece, ciò sta accadendo
  e   da  ciò  accadendo  cosa  sta  facendo?  Stiamo  assistendo  ad
  atteggiamenti  persecutori che i comuni  hanno  nei  confronti  dei
  lavoratori in dissesto, dei lavoratori precari,  e per cui  anzichè
  rinnovare  il  contratto  fino al 30 dicembre  di  quest'anno,  mal
  consigliati  dal  Ministero degli Interni, stanno condizionando  la
  proroga dei lavoratori di settimana in settimana.
   Ma si è mai vista una cosa del genere? E' mai possibile immaginare
  che  i lavoratori precari vengono prima ad un mese, ora a 15 giorni
  dalla  prossima  settimana  ad  una  settimana   Non  è  possibile,
  Assessore
   Entro  la  prossima settimana lei deve - non può - deve depositare
  un  disegno  di  legge su questa vicenda. Dobbiamo  definitivamente
  normare  questa  storia e dobbiamo evitare che il  Ministero  degli
  interni  continui ad intromettersi in questa vicenda. E'  veramente
  insopportabile,  insopportabile,  l'intervento  degli  uffici   del
  Ministero  degli Interni nelle vicende legate alla Regione  Sicilia
  ed alle nostre risorse
   Per cui, Assessore, io la prego di presentare un disegno di legge,
  prego il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Lupo, di far sì che
  questo  disegno  di  legge  possa  arrivare  immediatamente   nelle
  Commissioni di merito, che possiamo dare la copertura, anche perché
  così non possiamo continuare.
   Il  Ministero degli Interni ha detto:  proroga ai precari però  ci
  devi pensare tu Regione ,  e siccome noi abbiamo deciso di fare una
  legge  per  consentire  ai  comuni  di  prorogare  i  contratti  ai
  lavoratori precari il Ministero degli Interni su questa vicenda non
  deve più intervenire.
   Facciamo  una norma, cerchiamo di trovare le risorse, ci  facciamo
  persino  un  mutuo  se non riusciamo a trovare  le  risorse  per  i
  precari,   ma  dobbiamo,  entro  la  prossima  settimana,   durante
  l'approvazione  della  legge  sui  comuni,  e  sarebbe   opportuno,
  Assessore,   presentare  un  emendamento  così   questa   cosa   la
  accorciamo, la facciamo velocemente.
   Siccome stiamo parlando di comuni, allora possiamo benissimo  fare
  un  emendamento  inserendo un emendamento a tutela  dei  lavoratori
  precari   dei   comuni  in  dissesto  e  delle  due   province   di
  Caltanissetta  e di Enna nel caso in cui c'è questa necessità.  Non
  sfuggirà  alla sua intelligenza, alle sue competenze  ed  alla  sua
  capacità presentare un emendamento in questo senso, entro mercoledì
  sarebbe opportuno depositarlo.
   L'ultima cosa, invece, la dico all'onorevole Lupo. Onorevole  Lupo
  da  8  mesi  l'Irsap,  non il condominio di  via  Giosuè  Carducci,
  l'Irsap  è  senza  commissario, non  possiamo  continuare  così,  è
  un'indecenza  E' una vergogna

   PRESIDENTE.  Lo deve dire al Governo, onorevole Vinciullo.  Non  è
  competenza della Presidenza.

   VINCIULLO.  E'  stato nominato un commissario  ad  acta,  cioè  un
  commissario  che non ha alcuna competenza specifica. Le  cose  sono
  due: o questo commissario ad acta diventa commissario straordinario
  o si trova una persona che possa fare il commissario straordinario.
  Anche  perché, ricordo, l'Irsap, non il condominio di via  Foscolo,
  non ha nemmeno il direttore e non ha nemmeno il vice direttore ed è
  stato preso un vice direttore del vice direttore del vice direttore
  che è stato nominato, forse, facente funzione del facente funzione.
  Ma state ridendo? Ma non vi vergognate? Un Governo che non pensa  a
  trovare  una  soluzione sull'Irsap, pensate che è  un  Governo  che
  possa  continuare a vivere in questa Regione? L'ho  spiegato  anche
  all'Assessore che si presume rappresentarvi, chiaro?  Anche  a  lui
  gliel'ho spiegata questa cosa. Non si può andare così
   Ma  l'Esa, in un momento di difficoltà come questo, lei pensa  che
  l'Esa possa stare senza commissario e senza direttore?
   I  deputati della presunta maggioranza che oggi in Aula non ce n'è
  nessuno,  così  come  mi  pare nemmeno della  presunta  opposizione
  perché in tutto siamo due, quattro, sette, otto col Presidente.  Il
  problema di fondo è ci dobbiamo porre ogni tanto qualche problema e
  dobbiamo  avere il coraggio di tirarli fuori questi  problemi,  non
  possiamo  continuare  a  fare finta che  le  cose  non  esistono  e
  dobbiamo trovare delle soluzioni.
   Sull'Irsap,  continuo  a  dirlo  ogni  settimana,  chiunque  altro
  avrebbe poco, poco provato vergogna. Ma questo è un Governo che  ha
  ormai  smarrito  il colore rosso, ha soltanto il  colore  nero,  il
  colore nero che porterà allo sfascio questa isola.
   Per  questo,  Assessore,  le chiedo un emendamento  a  favore  dei
  precari,  subito, da inserire nella legge che stiamo  discutendo  e
  poi sarebbe opportuno che lei, che è donna intelligente, attiva, si
  faccia  interprete  della  necessità di avere  i  due  responsabili
  presso l'Irsap e presso l'Esa.

   MUSUMECI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, solo per un minuto approfitto  della
  graditissima  presenza  dell'assessore Lantieri  che  mostra,  come
  sempre, grande senso di responsabilità.
   Solo  per richiamare la sua attenzione, onorevole Assessore, sulla
  ormai  drammatica  vicenda che riguarda i  precari  della  Pubblica
  Amministrazione del comune di Adrano, situazione che è il paradigma
  di tantissime altre analoghe situazioni in Sicilia.
   Ne  parlo  a lei perché le ho già sottoposto il caso e  lei  si  è
  prontamente  attivata,  con  i suoi uffici,  assicurando  che  quel
  comune  che  dovrà,  poi, pagare gli stipendi ad  un  centinaio  di
  dipendenti  precari, aspetta il saldo rispetto ad una anticipazione
  dello scorso anno. Lei mi ha assicurato che entro qualche settimana
  il  problema  sarebbe stato risolto, bisognava aspettare  la  firma
  della circolare e completare le procedure previste dalla legge.  Mi
  permetto di richiamare la sua attenzione su questo tema, in omaggio
  al  dramma  che  vivono quelle famiglie ed in Sicilia  migliaia  di
  famiglie,  per sapere da lei, affinché io possa riferire,  tornando
  in  sede,  se su quel fronte è in condizione di potermi dare  utili
  elementi di novità, mi auguro, in positivo, ben conoscendo  la  sua
  sensibilità e la sua disponibilità.

   PRESIDENTE.  Assessore  Lantieri,  vorrei  ringraziarla   per   la
  disponibilità, per la presenza che ha assicurato in queste giornate
  e la invito a replicare.

   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali e funzione  pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, vorrei scusarmi per
  il  ritardo ma, come tutti sapete o se qualcuno non lo sa  lo  dico
  adesso,  oggi,  ho insediato la cabina di regia presso  l'Assessore
  agli  enti  locali proprio per parlare di precari  perché  la  loro
  situazione in Sicilia, sia per quanto riguarda gli enti locali  che
  le  ex  province  è  diventato un fatto drammatico,  anche  perché,
  sicuramente sapete meglio di me, con le norme nazionali e le  norme
  regionali  dell'ultima finanziaria si sono creati  dei  disguidi  e
  diventa  impossibile  la  stabilizzazione dei  precari,  in  quanto
  abbiamo anche una relazione della Corte dei Conti che dice  che  il
  personale delle ex province deve essere messo in mobilità e  questa
  norma dei dipendenti a tempo indeterminato delle ex province con la
  norma  degli enti locali, con la norma del 101 dello Stato, con  la
  norma  regionale,  vanno a cozzare e diventa problematico,  ripeto,
  arrivare  intanto  al  31  dicembre 2016 data  in  cui  il  Governo
  nazionale  ha dato la proroga, ma diventa importantissimo  decidere
  cosa  fare  dei  precari  in Sicilia perché  ci  potrebbero  essere
  problemi  nel  2016 da parte dello Stato a non autorizzare  più  la
  stabilizzazione  perché  la  proroga  viene  data  con  una   legge
  solamente al fine della stabilizzazione.
   Se  questo  non dovesse accadere i precari potrebbero  avere  seri
  problemi. Pertanto, abbiamo insediato, oggi, la cabina di regia con
  l'ANCI, dove i sindaci sono protagonisti, sono quelli che hanno  la
  maggior parte dei precari in  Sicilia, con i rappresentati delle ex
  province  ed i sindacati, ed è dovuto a  questo il mio  ritardo  di
  oggi.
   Vorrei  rispondere, innanzitutto mi scuso, perché prima  di  tutto
  rispetto   verso  i  colleghi,  verso  l'Assemblea,  al  presidente
  Vinciullo  che  è  sempre molto attento. Per prima io,  Presidente,
  adesso mi lamenterò con il Governo perché non ho l'elenco di questo
  Patto  per il Sud quindi nella campagna elettorale non l'ho  potuto
  utilizzare,  e  chiederò anch'io di essere  messa  al  corrente  di
  questo elenco di finanziamenti.

   MUSUMECI. Almeno per il ballottaggio

   LANTIERI,  assessore per le autonomie locali e funzione  pubblica.
  Purtroppo,  in  provincia  di  Enna  i  due  comuni  non  vanno  al
  ballottaggio quindi sono salva per questo.
   Quindi, la volevo rassicurare e, poi, Presidente, quello che  deve
  dire   lei  ai  miei colleghi, lo dica personalmente perché  saprà,
  sicuramente, chi degli assessori ha girato con questo  malloppo  di
  Patto per il Sud.
   Seconda cosa, dobbiamo parlare qua in Aula, la gente ci ascolta, i
  cittadini  ci  guardano. Concordo con lei  per  quanto  riguarda  i
  precari dei comuni in dissesto.
   Quando  un  comune va in dissesto - sapete meglio di  me  -  viene
  tutto trasmesso al Ministero degli interni.
   Per  quanto riguarda le problematiche finanziarie dell'ente  tutto
  ricade  sulla Regione sia per quanto riguarda i contratti  a  tempo
  determinato, di cui la Regione si fa carico del 100 per cento,  sia
  per  quanto  riguarda un aiuto straordinario che la Regione  dà  ai
  comuni in dissesto per aiutarli nel percorso di risanamento.
   Indubbiamente  quest'anno  i  comuni in  dissesto  sono  aumentati
  perché con l'armonizzazione dei bilanci, purtroppo, non riescono ad
  equilibrare più quelli che sono i bilanci dei comuni.
   Ancora  più comuni stanno andando in dissesto e ci siamo ritrovati
  con  una  platea  di  precari, di lavoratori  a  tempo  determinato
  maggiore di quella prevista nel 2015.
   Ringrazio l'onorevole Vinciullo per averlo evidenziato ma, già  il
  disegno di legge è pronto, andrà in Commissione perché necessita di
  una copertura finanziaria.
   Abbiamo  poco più di due milioni di euro e ne servono almeno  5  e
  più milioni per garantire i precari, lavoratori a tempo determinato
  dei comuni in dissesto.
   Si  parla anche delle ex province perché i contratti vengono fatti
  mensilmente  perché  c'è  bisogno  della  copertura  finanziaria  e
  dobbiamo scongiurare sempre l'interruzione contrattuale.
   Nel  momento  in  cui  le ex province dovessero  decidere  di  non
  rinnovare  il  contratto, i lavoratori rimarrebbero  senza  cautele
  normative  perché perderebbero il diritto. Dobbiamo stare,  quindi,
  molto attenti.
   La  prossima  settimana, c'è già il disegno di  legge  pronto  che
  andrà prima in Commissione e, poi, in Aula.
   Confido  nella  sensibilità  di tutti  i  deputati  perché  questi
  lavoratori    dopo   venticinque   anni   ancora   attendono    una
  stabilizzazione.
   Penso che non ci sia colore politico, né di destra né di sinistra,
  perché questa norma possa passare.
   Riguardo ad Adrano, onorevole Musumeci, purtroppo, le somme per  i
  lavoratori  a  tempo  determinato,  per  i  famosi  precari,   sono
  stabiliti in 181 milioni.
   Abbiamo  messo a disposizione di tutti i comuni questa  somma,  la
  rimanente somma è nei cinquecento milioni congelati, da parte dello
  Stato,  e  penso  che subito dopo i ballottaggi  arriverano  queste
  somme.
   Abbiamo  tutto pronto e non appena ci saranno le somme disponibili
  faremo la ripartizione per tutti i comuni.
   Bisogna avere almeno dieci giorni di pazienza.

   VINCIULLO.  Assessore,  il  disegno di  legge  arriverà  quando  i
  precari saranno morti

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.   Il  disegno  di  legge  sarà  presentato  la   prossima
  settimana.

   VINCIULLO. Sarebbe opportuno trasformare questo disegno  di  legge
  in un emendamento.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Ci raccorderemo in tal senso, onorevole Vinciullo,  così
  da portarlo in settimana in Aula.

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA. Signor Presidente, volevo esortarla a far riportare  in
  Aula  il  disegno  di  legge  n.  773  che  disciplina  la  materia
  venatoria.
   In  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di circa
  due  mesi  fa  si  era detto che la Commissione  di  merito  doveva
  valutare tale disegno di legge.
   Sono passati più di due mesi e ancora questo disegno di legge  non
  torna in Aula.
   La   invito,   cortesemente,  a  riferire  al   Presidente   della
  Commissione  di deliberare questo disegno di legge e riportarlo  in
  Aula.
   C'è  infatti una categoria che versa circa cinque milioni di  euro
  nelle  casse  della  Regione  e merita una  disciplina  in  materia
  venatoria che ritengo sia quanto mai opportuna.

   PRESIDENTE. Il disegno di legge di cui lei parla è all'esame della
  Commissione,   credo   non   sia   ancora   stato    esitato    per
  l'approfondimento richiesto anche dal Governo. Lo verificheremo.

   GIUFFRIDA.  Mi appello all'articolo 124 quinquies del  Regolamento
  interno dell'Assemblea e le chiedo che venga riportato ai sensi  di
  questo articolo.

   PRESIDENTE.   Facciamo  una  verifica  con  il  Presidente   della
  Commissione e con gli Uffici.

   GIUFFRIDA.  Viene  inserito all'ordine del giorno,  ma  non  viene
  discusso.  Pertanto, si deve impegnare il Presidente dell'Assemblea
  a riportarlo, entro dieci, quindici giorni.
   Giorno 12 fa due mesi. Lascio alla sua sensibilità

   PRESIDENTE. La richiesta potrà essere reiterata dai Presidenti dei
  Gruppi parlamentari.

   GIUFFRIDA. Invito a fare ciò.


   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta a  martedì,  21  giugno
  2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

     I  -Comunicazioni
  II  - Discussione della mozione:

       N. 496 -  Iniziative  in ordine al reclutamento  di  personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

              (4 novembre 2015)

                            CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                            FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                             PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                      ZAFARANA - ZITO

     III  -Discussione dei disegni di legge:

      1)  -  Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
          consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
          1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

          Relatore: on. Rinaldi

      2)  -    Valorizzazione  del  demanio trazzerale .  (n.  349/A)
          (Seguito)

          Relatore: on. Laccoto

      3)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
          amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
          854/A)

          Relatore: on. La Rocca Ruvolo

     IV  - Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

            (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                          PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO

     V  -Discussione della mozione:

       N. 524  -  Rimodulazione  urgente del piano  degli  interventi
             denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

            (13 gennaio 2016)

                                GRASSO - CORDARO - FALCONE -  ASSENZA
                                                    PAPALE - FIGUCCIA

     VI  - discussione della mozione:

       N. 204  -  Verifica  della presenza di gas radon indoor  negli
             edifici   utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
             osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
             di nuova edificazione.

            (24 ottobre 2013)

                               FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                        CIANCIO - FERRERI -  LA ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 18.46

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio