Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.32
FIGUCCIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Cappello, Ferreri, Foti e Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3267 - Chiarimenti sulla sospensione della graduatoria per
l'assunzione di esperti 'Sprint'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Vinciullo Vincenzo
N. 3271 - Verifica delle procedure amministrative in materia di
regolamenti e circolari con particolare riferimento a quanto
stabilito dalla l.r. n. 2 del 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Panepinto Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3268 - Provvedimenti urgenti per attenuare la grave crisi
idrica del comparto agricolo siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni
N. 3269 - Notizie in merito alla mancata dotazione finanziaria
sull'impiantistica sportiva a valere sui fondi PAC.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Figuccia Vincenzo; Milazzo
Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Savona Riccardo; Federico
Giuseppe; Papale Alfio
N. 3270 - Interventi di manutenzione in area di interesse
archeologico nel Comune di Troina (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 431 - Riapertura urgente del poliambulatorio 'Sebastiano
Arena' di Valguarnera (EN).
- Presidente Regione
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 432 - Iniziative in ordine al mancato rispetto della parità di
genere nella composizione della giunta comunale di Bronte (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 433 - Chiarimenti in merito alla mancata attivazione del
'Servizio trasporto studenti universitari disabili'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lo Giudice Salvatore
N. 434 - Lotta allo stato di abbandono e di degrado in cui versano
i siti archeologici presenti nel territorio del Comune di Mussomeli
(CL).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 435 - Urgente apertura dello sportello Suap dell'ospedale
di Militello in Val di Catania (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge Modifica di norme
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione disegno di legge
Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali (nn. 1153-
15-845-860-922-1003-1126/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, eravamo in sede di discussione generale. Sono
iscritti a parlare gli onorevoli Greco Giovanni e Cani. Poiché
l'assessore per le Autonomie locali e la funzione pubblica,
onorevole Lantieri, ha fatto sapere che sarà in Aula fra poco,
sospendo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.42, è ripresa alle ore 17.06)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi siamo chiamati
a discutere, abbiamo cominciato ieri, sulla riforma elettorale per
l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali.
Prima di entrare nel merito del disegno di legge, vorrei dire che
quest'Aula anche oggi ha un clima surreale. Perché? Mentre noi
discutiamo e comunque tentiamo di approvare una legge che in
qualche maniera cerca di modellare un sistema elettorale che sia
anche da peso e contrappeso per quanto riguarda la composizione del
consiglio comunale e invece il potere dei sindaci, non ci rendiamo
conto che i comuni sono messi in una situazione che non so che cosa
faranno di questa riforma.
C'è una situazione economica gravissima. Oggi non c'è nessun
comune in Sicilia che è in grado di chiudere un bilancio. Il
Governo non viene in Aula da mesi. Mancano all'appello
cinquecentomilioni di euro e mentre vi è stata la proroga per
quanto riguarda i precari, fino a dicembre 2016, dal punto di vista
finanziario, i comuni non sono nelle condizioni di potere
provvedere al pagamento dei precari.
Vi è una lotta contrapposta fra i dipendenti della provincia che
chiedono di essere assunti dai comuni e i precari che rischiano di
andare a casa. Vi è una situazione drammatica di disperazione, di
disagio sociale. I territori sono persone, sono composti da persone
che non riescono ad arrivare a fine mese. Non c'è stata una sola
risposta in termini di ripresa economica, nè quantomeno di quelle
misure che potevano dare un minimo di garanzia di sopravvivenza
anche ai disoccupati e mi riferisco ai cantieri di lavoro che sono
stati approvati e che sono stati poi previsti nella finanziaria. E
ancora ci trasciniamo, oggi approviamo, domani, spero e mi auguro
che non stiamo qui venti giorni per approvare questo disegno di
legge che si poteva eventualmente non portare in questo momento, ma
in questo momento la Sicilia ha bisogno di risposte dal punto di
vista economico.
Oggi siamo qui e sappiamo che ci sono dei tavoli tecnici per la
risoluzione dei precari.
C'è una questione che riguarda l'emergenza sanitaria e ancora si
parla dei concorsi che non si saprà quando e come si faranno quando
in questo momento non vengono nemmeno garantiti i minimi
assistenziali dell'EA. Questa è la situazione della Sicilia.
Vi è la questione dei rifiuti. Vi è stata l'impugnativa della
legge dell'ecotassa. Ebbene, quello che arriverà, e ancora quello
che si prevede che ha imposto il Governo romano alla Sicilia, sarà
ancora peggio. Ma di che cosa stiamo discutendo e ci parliamo
addosso. E' da un anno che ci parliamo addosso. Un minimo di
sussulto di orgoglio questo Governo che non è più un governo di
tecnici ma è un governo di politici, quanto meno che vengano a
riferire quali soluzioni trovando sia per quanto riguarda la
questione dei rifiuti, sia per quanto riguarda i precari,
soprattutto all'aspetto finanziario di trasferire le somme ai
Comuni, perché questa riforma diventa ridicola quando i Comuni ad
oggi non sono nelle condizioni non solo di redigere il consuntivo
ma, soprattutto di predisporre, a luglio, il bilancio preventivo,
perché, come sappiamo, è cambiato non c'è più un bilancio di
competenza ma semplicemente è necessario ristabilire e raggiungere
gli equilibri finanziari che i Comuni non possono arrivare.
Per quanto riguarda, invece, il merito della riforma io ritengo
che ci sono alcuni aspetti che il Parlamento deve valutare e
soprattutto il maggioritario che deve essere esteso anche ai Comuni
con popolazioni - così come era prima - fino a 15 mila abitanti,
perché altrimenti si soffoca e si sospende la democrazia.
Immaginiamo la provincia di Messina composta da 108 Comuni di cui
solo 2-3 Comuni sono oltre i 10 mila abitanti, laddove ci sarà un
sistema maggioritario significa che abbiamo ridotto i Consigli
comunali, significa meno partecipazione attiva, meno competizione e
quindi significa limitare la possibilità a persone che vogliono
scommettersi, che vogliono competere e potersi aggregare ad un
candidato sindaco e quindi dare la possibilità ai cittadini di
potere eleggere più consiglieri comunali e quindi una maggiore
rappresentanza e sicuramente è un correttivo che va a beneficio
della democrazia.
Lo stesso discorso e condivido, invece, l'effetto trascinamento
perché qualcuno parla di controllo del voto, non è così perché,
purtroppo, dovendo oggi esserci il voto confermativo tanti
continuano a sbagliare, magari votando la lista e il sindaco si
pensa di votare per il candidato sindaco e il voto non è
espressione.
Quindi qui le soluzioni sono due: o la doppia scheda, che la
Commissione non ha previsto, o il voto che non è un voto
trascinamento ma è un voto di collegamento, perché quando si
presentano le liste queste si presentano collegate al sindaco.
Quindi esprimendo il voto alla lista, al consigliere comunale e al
consiglio si esprime automaticamente il voto al candidato sindaco
di quella coalizione.
Questi erano i due punti critici che volevo sottolineare e che
volevo porre all'attenzione dell'Aula soprattutto l'articolo 1.
Ripeto, il sistema maggioritario, io sono per una democrazia
partecipata il più possibile, abbiamo già ridotto i consigli
comunali, credo che si possa intervenire e condivido
quell'emendamento che è stato presentato dall'onorevole Formica
sull'articolo 1.
Io voglio lanciare anche un altro messaggio ai colleghi ed è
quello relativo al terzo mandato, sono sindaco qualcuno dirà: Ti
vorrai candidare ; ho fatto già dei comunicati stampa, io non mi
candiderò, ho già completato. Guardavo l'onorevole Panarello, non
mi riguarda, però onestamente il sindaco, al pari di ogni eletto,
viene eletto dai cittadini e oggi non c'era più quella
preoccupazione di anni fa che il sindaco potesse fare determine,
che ci potesse essere un problema clientelare. Oggi c'è un
controllo e il sindaco ha una responsabilità in più, quindi per
quale motivo non dare la possibilità, così come per tutte le altre
candidature, anche a quei sindaco che hanno voglia di ricandidarsi
e poi si sottopongono al giudizio dei cittadini che liberamente
possono scegliere di votarli o meno.
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge Modifica di norme
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali.
(nn. 1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, essendo arrivato in Aula l'assessore
Lantieri, si riprende la discussione del disegno di legge nn.
1153-15-845-860-922-1003- 126/A.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cani. Ne ha facoltà.
CANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, dopo
l'intervento della collega Grasso, che ha enunciato un po' tutti i
problemi che hanno i comuni oggi, soprattutto a livello economico,
di bilancio, parlare di questa legge sembra forse un po' surreale.
Tuttavia, l'argomento è questo e, quindi, vado subito nel merito.
Questa modifica alla legge per il rinnovo dei consigli comunali, a
mio avviso, andava fatta prima; prima di questa tornata elettorale,
qualche mese fa quando si era raggiunto in Commissione un accordo.
Purtroppo, non si è fatto ed abbiamo assistito a queste ultime
elezioni, nei comuni che sono andati al voto, ad una grandissima
confusione, come diceva qualcuno prima. Questo voto confermativo ha
portato tanta, tanta, confusione e tanta gente a sbagliare.
Faccio presente solo due dati: il numero delle schede nulle che è
una percentuale mai vista e, soprattutto, la percentuale delle
schede che non hanno riportato il segno sul nome del sindaco.
Almeno nel mio paese, dove si è votato qualche giorno fa, proprio
percentuali che superano il 30%. Ma questo non perché i cittadini
non volessero scegliere o esprimere la preferenza sul sindaco ma,
appunto, perché depistati e non informati bene, considerate anche
che le televisioni nazionali parlavano e spiegavano le modalità di
voto in maniera completamente diversa, concludendo in Sicilia ed in
Friuli si vota in maniera diversa. Quindi molta gente ha fatto
confusione. Finalmente, quindi, questa legge arriva, io sono
contento che, finalmente, si possa cambiare e migliorare. L'effetto
trascinamento: sicuramente porterà grandi vantaggi, allineerà la
maggioranza al sindaco, ci saranno le coalizioni e, quindi, questo,
più che effetto trascinamento lo possiamo definire - come diceva
l'onorevole Vinciullo - effetto democrazia, in quanto si collegano
le liste, i partiti collegati al candidato sindaco amministrano
assieme perché oggi, con le difficoltà che ci sono,
l'amministrazione non è un fatto personale. Il sindaco amministra,
ma è un fatto collegiale, sindaco, giunta, consiglio comunale.
Quindi ben venga questa modifica.
Uno degli altri punti importanti che è stato modificato è quello
del candidato sindaco che raggiunge il maggior numero di voti dopo
il sindaco eletto e, quindi, è giusto che entri in consiglio
comunale automaticamente perché rappresenta anche il punto di
riferimento delle minoranza, consentirà ai consiglieri di minoranza
di non sfaldarsi, ma di restare uniti e aumenteranno, a mio avviso,
i controllo nei confronti dell'attività amministrativa. La sfiducia
al 60% e non più ai 2/3, che viene collegata, quindi, alla
maggioranza non si capisce perché la maggioranza del 60% e la
sfiducia oltre. Anche se, forse, andrebbe portata al 50 più 1, ma
comunque questa sicuramente migliorerà la situazione.
Poi non parliamo della presentazione dei bilanci, onorevole
Grasso, ci sono comuni che veramente hanno superato ogni limite.
Bilanci preventivi, faccio l'esempio di alcuni comuni, assessore,
ed andrebbe lì inserito qualche correttivo, bilancio di previsione
del 2015, presentato nel gennaio 2016, quindi veramente
paradossale. Questo anche per un po' di furberia da parte dei
sindaci che hanno evitato, così, di passare dal consiglio con lo
storno, con l'assestamento e continuare con i famosi dodicesimi.
In ogni caso questa legge va bene così, con queste modifiche, noi
siamo d'accordo e sosteniamo queste modifiche. Tuttavia,
personalmente e con il mio Gruppo riteniamo che si può ancora
migliorare. Migliorare in due aspetti: uno prettamente tecnico, che
è quello del famoso 40%, previsto nella precedente legge, solo al
primo turno; mentre al ballottaggio non è più necessario avere
raggiunto questa soglia per trascinarsi la maggioranza e, quindi,
stiamo presentando un emendamento nel merito per portare anche a
secondo turno la soglia del 40%, quindi stimolare ulteriormente le
coalizioni, le alleanze.
L'altra modifica, a mio avviso, è quella della doppia preferenza,
perché dove si è votato si è avuto modo di assistere a un piccolo
mercato di scambio, di collegamenti, di abbinamenti, e soprattutto
alla mancanza di trasparenza assoluta. Questo sì che porta al
controllo del voto. Tanti abbinamenti, tanti nomi segnati,
controsegnati ed è veramente una cosa da evitare.
Quindi noi siamo per togliere la doppia preferenza, la preferenza
di genere, lasciare l'obbligo di inserire nella lista un certo
numero di donne in proporzione, anche per favorire la presenza
femminile, ma che poi però siano liberi di cercarsi i voti e se ci
sono i consensi bene, se non ci sono si evita questo mercatino e
soprattutto questo controllo del voto. In questo senso presenteremo
due emendamenti - ripeto - sia per quanto riguarda la soglia del 40
per cento, per portarlo anche al ballottaggio al secondo turno, sia
per eliminare la cosiddetta preferenza di genere. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluto con
piacere l'assessore Lantieri, che so avere dovuto rivedere oggi la
propria agenda dei lavori per poter assicurare la propria presenza
in Aula e le confesso subito, onorevole assessore, che io parlerò
a titolo personale, perché sul disegno di legge oggetto dell'esame
di quest'Aula so che il mio collega Formica ha espresso una
valutazione, altrettanto personale, che non corrisponde alla mia.
Se tutta la geografia politica fosse così democraticamente
impegnata a condividere, io credo che la politica tornerebbe ad
essere autorevole e, soprattutto, credibile.
Mi consenta di dirle che io intervengo per manifestare serie
perplessità su questo disegno di legge. Intanto per una questione
di principio: nella relazione che accompagna l'articolato si legge
che uno degli obiettivi che si prefigge di realizzare il
legislatore proponente è quello di rendere la normativa regionale
più coerente con la disciplina nazionale. Ecco, assessore,
onorevoli colleghi e signor Presidente, mi sembra davvero una
visione poco lucida della politica.
Ma quale medico ha mai prescritto l'obbligo per un organo
legislativo, in una regione a Statuto speciale, a dovere rendere
coerente la normativa in materia di enti locali con quella del
Governo centrale? A maggior ragione in una regione, la nostra, dove
una delle poche competenze ancora rimaste, di fronte ad un vero e
proprio processo di espropriazione dei poteri dell'Assemblea
regionale siciliana, è la materia della organizzazione degli enti
locali, come dice perfettamente e in maniera inequivocabile uno
degli articoli dello Statuto siciliano.
Bene, per quale ragione noi dovremmo rendere coerente con la
disciplina nazionale la normativa in materia di organizzazione
degli enti locali? Non si è ancora spenta l'eco dell'obbrobrio
realizzato con la cosiddetta riforma delle province, una riforma
votata da poco più di un terzo di quest'Aula e i cui effetti
devastanti saranno evidenti soltanto fra qualche mese, non fra
qualche anno.
Mi risulta che oggi si è insediato il sindaco della città
metropolitana di Catania; ieri, credo, quello della città
metropolitana di Palermo; non so se domani o già l'altro ieri,
quello della città metropolitana di Messina, complimenti.
Nella provincia di Catania, la cito perché è la mia, un milione
circa di cittadini si ritrovano da oggi un amministratore che non
hanno mai eletto. Nella mia provincia, quella di Catania, 57
sindaci si ritrovano un amministratore che non hanno mai indicato.
Se questo è il principio ispiratore di questa cocente, fitta,
appassionata e folle stagione di riforme delGoverno Crocetta e
della sua maggioranza, io credo che sia una giornata di lutto,
quella di oggi, per la democrazia partecipata.
Non si è ancora spento l'eco di quella sorta di riforma e mi
ritrovo davanti la relazione della I Commissione, con tutto il
rispetto per il suo Presidente e per i colleghi componenti,
naturalmente io contesto il principio generale, quello politico,
che dice che il presente disegno di legge introduce una serie di
riforme per rendere la normativa regionale più coerente con la
disciplina nazionale. E dov'è l'atto di eroismo? E chi lo ha
imposto? E chi lo ha detto che la normativa della penisola sia
migliore rispetto alla nostra? E' come se noi, che soffriamo di
alzheimer politico, avessimo dimenticato che fu proprio questa
Assemblea a votare nel 1992 la legge n. 7 che introduceva, per la
prima volta in Italia, il principio della elezione diretta dei
sindaci e, l'anno dopo, quella dei presidenti di Provincia.
Questa Assemblea ha anticipato un principio che poi è diventato
generale e oggi si mette al carrozzone, si arrampica dietro il tram
della normativa nazionale, non si è capito in nome di quale
principio e di quale valore
Un'autonomia abbiamo e la stiamo sacrificando per la seconda volta
nello spazio di un paio di settimane. Ma è veramente una vocazione
al suicidio di questo Parlamento
E questa è una questione di principio; poi, c'è la questione
specifica.
Io non so, Presidente, se c'è un limite nella discussione
generale, temo che dovrò rubare ancora qualche minuto di questo, me
ne scuso ove mai ci fosse il limite.
Con questo disegno di legge, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, di fatto noi stiamo mortificando ancora una volta lo
spirito autonomistico siciliano. E' una condotta schizofrenica
quella della maggioranza alla quale lei appartiene, perché proprio
ieri il Partito Democratico sosteneva e difendeva principi
assolutamente diversi rispetto a quelli che sostiene e difende
oggi.
Sia chiaro, l'ultima legge di riforma è quella del 2011 in materia
di enti locali, non stiamo parlando di cinquant'anni fa. Ed oggi si
chiede di modificare alcuni articoli particolarmente significativi
di quella normativa, come se fosse assolutamente secondario il
pericolo che, procedendo su questa strada, si corre il rischio di
consegnare i sindaci in ostaggio al potere di ricatto non solo e
non tanto dei partiti che non ci sono più, ma dei gruppi di potere,
delle lobby di una parte dei consiglieri comunali, perché conosco
consiglieri comunali in comuni piccoli e grandi animati da senso di
responsabilità, ma ne conosco altri mascalzoni, faccendieri, trenta
denari, saltabanchi, opportunisti e trasformisti, ricattatori
perché essi stessi ricattati.
Ed allora, Assessore, io mi debbo rivolgere necessariamente a lei.
Lei ha il diritto e il dovere di garantire per quanto di sua
competenza e ognuno di noi per quanto di nostra competenza, il
diritto all'autonomia del sindaco, esattamente come dobbiamo
garantire il diritto all'autonomia al consigliere comunale. Il
sindaco non deve essere trascinato dalle liste dei partiti, al
contrario sono i partiti che devono essere trascinati dal sindaco o
se preferisce nessuno deve trascinare l'altro.
Il principio dell'elezione diretta del sindaco qual era? Era
quello di considerare il primo cittadino in quanto espressione
diretta della promiscuità popolare al di sopra delle parti, capace
quindi di rendere conto del proprio operato soltanto al corpo
elettorale che lo ha espresso, non in forza di un accordo di
coalizione fra partiti o movimenti, ma soltanto in forza di un
programma che il candidato sindaco aveva l'obbligo di presentare
agli elettori nel momento stesso della propria candidatura. Veda
che lungimiranza del legislatore che non veniva dall'Australia, ma
era un nostro collega di quest'Aula, erano colleghi nostri, nel '92
in un periodo fra i più tormentati e difficili per la politica
siciliana, perché si voleva il sindaco capace di garantire
stabilità amministrativa e capace, quindi, di essere impermeabile a
qualunque sollecitazione che arrivasse dall'altra parte: o dal
consiglio o dai partiti.
E qui si continua a parlare di legge di trascinamento? Vogliamo
trascinare che cosa? Vogliamo dare all'effetto partitico una
valenza di gran lunga superiore rispetto allo spirito che deve
nella più assoluta indipendenza animare il candidato sindaco che
per essere candidato sindaco va al di là della maggioranza e della
minoranza, può essere votato in maniera trasversale, può essere
votato anche da chi poi vota in consiglio comunale per un candidato
in maniera diversa rispetto alla coalizione che dichiara di volere
condividere il programma che il sindaco presenta.
Quindi, è il sindaco che trascina, non i partiti che trascinano il
sindaco. Ecco perché io ritengo che questa sia una legge folle, me
lo consenta Assessore, Signor Presidente e colleghi consiglieri,
perché si opera in maniera assolutamente opposta rispetto a quello
che vuole la gente, rispetto alla esigenza di dovere restituire
protagonismo ai cittadini che dalla politica si sentono solo
utilizzati, spremuti.
Di questo passo, noi finiamo con il considerare i cittadini
soltanto dei donatori di sangue, donatore di sangue fino
all'anemia. Non è possibile
Abbiamo il dovere di chiederci che cosa non funziona nei comuni; e
voi pensate all'interno di questo disegno di legge, addirittura, di
elevare il sistema maggioritario fino a 15 mila abitanti
Giustamente, diceva il collega Formica ieri, in una provincia
popolosa come quella di Messina, dove c'è una presenza molto
polverizzata di enti locali, finirà che con il sistema
maggioritario a 15 mila abitanti, voterebbero tutti con il sistema
maggioritario: alla faccia della democrazia e del principio di
rappresentanza plurale Alla faccia del principio di proporzione
Allora? Allora, abbiamo il dovere di capire cosa dobbiamo fare.
Veda, Assessore, io sono convinto che persino l'articolo della
mozione di sfiducia rappresenti un oltraggio all'elezione diretta
del sindaco perché oggi all'interno di molti consigli comunali si
determina una frequente mobilità, dalla opposizione alla
maggioranza e dalla maggioranza all'opposizione, finalizzata
soltanto a mandare a casa un Sindaco. E' sufficiente che un Sindaco
dica tre volte no a tre consiglieri comunali per avere chiesto o
preteso cose cui non si può aderire e quel Sindaco di fatto è sotto
ricatto di una rediviva maggioranza consiliare.
Allora, siccome sono favorevole e lo dico senza alcuna difficoltà,
non soltanto al diritto di seggio per il candidato sindaco che ha
avuto il maggior numero di voti. Non si capisce nella norma, lo
dico tra parentesi, se il diritto viene conservato anche se i
competitori fossero due, uno che vince e uno che perde, perché si
dice il candidato Sindaco che avrà avuto il maggior numero di voti,
se fossero 3, 4 o 5 i candidati e se sono solo 2? Automaticamente
ha diritto. Non è chiaro nella norma, potrebbe esserci un
emendamento, potrebbe essere maggiormente chiarito.
Sono favorevole perché il candidato Sindaco che perde è la sintesi
della coalizione dell'opposizione, è l'anima di quella coalizione e
mi pare giusto che egli più degli altri consiglieri comunali possa
rappresentare le ragioni della minoranza o dell'opposizione.
Così come sono favorevole all'articolo 6 che prevede l'istituzione
dei consigli circoscrizionali in quelle frazioni che abbiano almeno
2 mila abitanti in un comune di popolazione superiore ai 30 mila
abitanti, a condizione che naturalmente non ci sia un ulteriore
aggravio di spesa.
Allora - e concludo, signor Presidente, e la ringrazio per la sua
clemenza - quali sono le proposte?
Io ritengo, onorevole Assessore, colleghi deputati, che noi
abbiamo il dovere di ripensare alla doppia scheda, noi abbiamo il
dovere di tornare allo spirito ed in parte alla lettera ella legge
7 del 92.
Il sindaco deve essere eletto con una scheda, il consigliere
comunale deve essere eletto con un'altra scheda. Non può e non deve
esserci interferenza fra le due espressioni di voto. La prima
premia la competenza, lo spirito istituzionale, lo stile, il
radicamento sul territorio, la seconda premia l'appartenenza,
premia la fazione, premia l'apparato, sono due principi e due stati
d'animo assolutamente diversi. Si torni al referendum, altro che
mozione di sfiducia Chi l'ha detto che un sindaco eletto dal
popolo debba essere mandato a casa dai consiglieri comunali? Per
quale motivo? Dov'è il principio della reciprocità? Se un sindaco è
eletto dal popolo è chiaro che soltanto il popolo può mandarlo a
casa, mi pare logico.
Ecco perché il principio del referendum aveva un senso, il
Consiglio vigila e prende atto che è stato eletto un sindaco
incapace - non che commetta reati perché in quel caso non ci
sarebbe bisogno neanche della sfiducia - un sindaco incapace, un
ebete può capitare ogni tanto. Bene, il Consiglio comunale non può
arrogarsi il diritto di mandare a casa un sindaco per quanto
ignorante o per quanto incapace eletto comunque dal popolo, propone
al corpo elettorale il referendum per mandare a casa un sindaco che
dimostrerà il Consiglio essere incapace, inetto e inerte. Ma è il
popolo che vota, non il Consiglio comunale.
Ecco, sono due principi della legge n. 7 del 1992 che io mi
permetto di richiamare all'attenzione di quest'Aula perché serve
stabilizzare il governo nei comuni, perché serve maggiore potere di
autonomia da parte del sindaco, ma anche maggiori poteri da parte
del Consiglio comunale.
Certo, bisogna rivedere le competenze dei consiglieri che per ora
sono soltanto di potestà regolamentare e soltanto per quanto
riguarda lo strumento contabile e lo strumento urbanistico. Bisogna
rivedere le competenze del Consiglio comunale; bisogna dare
maggiori poteri, sono d'accordo, ma dobbiamo rendere libere le due
figure, il ruolo del sindaco ed il ruolo del consigliere comunale.
Questo è un disegno di legge, Presidente e Assessore, che va
avanti con troppa fretta e non mi sono saputo dare una risposta.
Perché tanta fretta? Perché una legge di riforma così importante
deve essere affrontata e discussa in un'Aula così poco piena,
semivuota vorrei dire e non lo dico per omaggio alla gente che ci
segue da casa. Perché? Perché questa fretta? Perché non si cerca
una convergenza con l'opposizione? Perché questa furia giacobina,
questo vento impetuoso che vuole travolgere qualunque istituto,
anche istituti che hanno dimostrato nel tempo di essere
inossidabili alle incurie del tempo? Perché? Perché non facciamo
una pausa, assessore Lantieri?
Peraltro, sono in corso i ballottaggi fra qualche giorno e mi
sembra davvero di cattivo gusto trasmettere all'esterno un segnale
che può anche alimentare confusione nel corpo elettorale. Mentre la
gente va a votare con la vecchia legge, noi, quasi per dispetto, in
Aula votiamo una nuova legge. Si abbia il pudore di aspettare
qualche settimana in più Io credo che non cada il mondo Ma
soprattutto sono d'accordo sul fatto che si debba compiere una
pausa.
C'è una sorta di vendetta nei confronti dei sindaci che emerge dal
primo testo del disegno di legge tornato e poi in Commissione,
basta leggerlo per capire come c'è una sete di vendetta, di
giustizia. Siamo ai tempi della Rivoluzione francese Mandiamo a
casa i sindaci anche con pochi consiglieri, non importa, quale
maggioranza, quale 60 per cento, ma perché? Perché? Perché tutto
questo? A chi serve? Serve a rendere più autorevole la politica?
Credo proprio di no
Ed allora, la mia proposta - e concludo davvero - è quella, signor
Presidente e Assessore, di sospendere la trattazione di questo
disegno di legge per potere, una volta spenti i fuochi elettorali e
questo avverrà domenica 19 giugno, per poterci ritrovare attorno ad
un tavolo e capire, molto ragionevolmente, quali sono i veri
obiettivi che si vogliono perseguire per garantire buon governo,
stabilità e trasparenza ai processi politici senza fare dei
cittadini carne da macello. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, io voglio fare una considerazione
preliminare, lo dico all'Assessore, lo dico al Presidente della
Commissione ed ai capigruppo, anzi a partire dalla maggioranza di
cui io faccio parte, ma naturalmente a tutti i capigruppo
parlamentari.
Avendo ascoltato il dibattito di ieri sera e di stasera, ho avuto
la sensazione di una attenzione e di un impegno del Parlamento non
all'altezza del valore della legge che facciamo. Nel senso che
intervenire su una legge elettorale meriterebbe sempre uno sforzo
da parte di tutti.
Vorrei dire al collega Musumeci che l'altra volta, proprio per
queste ragioni, io sono stato tra quelli che ha chiesto il ritorno
in Commissione, ma naturalmente poi la Commissione ha cercato di
tenere conto del confronto parlamentare, può non essersi concluso
positivamente ma lo sforzo c'è stato. Quindi, non è vero che siamo
in presenza di una furia da parte della maggioranza. Anche perché
le devo dire, onorevole Musumeci, che guardando, ascoltando il
dibattito non ha visto, anche da parte di parlamentari della
maggioranza, una assoluta sintonia e mi interrogo su questo.
Lo dico soprattutto al Presidente dell'Assemblea, lo dico al
Presidente della Commissione, perché la legge nasce per affrontare
un tema che era quello del voto confermativo e sulla base di un
argomento che ha un fondamento. Cioè, siccome le elezioni regionali
sempre più coincidono con le elezioni comunali fatte negli altri
comuni italiani e le spiegazioni che vengono date dalla
televisione, dalla radio, dai giornali, si riferiscono ai comuni
del resto d'Italia, il tema può determinare una confusione negli
elettori, perché se, Presidente Musumeci, Presidente Lupo, pensiamo
alla propaganda elettorale è chiaro che si può creare una
confusione. Dopodiché io auspicherei un confronto anche se il
superamento del voto confermativo deve andare nella direzione del
voto di trascinamento, o del voto della doppia scheda.
Io, per esempio, l'ho detto nella mia riunione di Gruppo
parlamentare, sarei per la doppia scheda, considero la legge
campione uno dei momenti più alti del Parlamento siciliano e vorrei
rivendicare a quella maggioranza di centrosinistra la capacità e la
forza politica di esprimere quel tipo di legge senza enfatizzare
perché, per esempio, considero quello schema giusto - compreso il
referendum - poi, onorevole Musumeci, il voto diretto ai presidenti
delle Regioni non comporta per la sfiducia il referendum, ed è
altrettanto importante la Regione almeno quanto i comuni.
Dico di più. Sarei per la doppia scheda anche perché è previsto in
qualunque ordinamento, anche in quello nazionale, che ci possa
essere un sindaco che non ha la maggioranza in consiglio comunale.
Dal punto di vista costituzionale non si può impedire ad una
persona di votare una lista di uno schieramento e un sindaco di un
altro schieramento.
Quelli che considerano quasi un delitto che un sindaco possa non
avere la maggioranza non li comprendo, in qualunque ordinamento
questo è possibile, proprio perché l'elezione diretta significa che
si può votare un sindaco, un Presidente di Regione, senza che
questo ti obbliga a votare una lista dello stesso segno.
Se il confronto è su questo, credo che tutti lo potremmo
accettare.
Per quanto mi riguarda, se nell'ambito della maggioranza
prevalesse l'idea del voto di trascinamento - per carità - mi
adeguerei.
Se invece, onorevole Cascio, come ho avvertito nel corso del
dibattito e dando atto a lei e alla Commissione di avere tentato di
mediare rispetto ai punti controversi che erano più gravi nella
prima stesura, molto più gravi, onorevole Musumeci, dando atto alla
Commissione di avere fatto uno sforzo di mediazione. Se fossero
quegli articoli e aprendo la possibilità di un confronto sulla
doppia scheda proposta dal Movimento Cinque Stelle, dal Presidente
Musumeci, temo un'altra cosa, onorevole Cascio, che diventi
l'occasione per affrontare ognuno dal suo punto di vista, tutti
legittimi, per fare una nuova legge elettorale globale senza
neanche dirlo.
L'onorevole Grasso ha parlato del terzo mandato, legittimo, per
carità Qualche altro collega ha evocato il tema dello status del
consigliere comunale in rapporto ai permessi e anche al gettone.
Onorevole Cascio, se andiamo ad una rivisitazione globale della
legge, secondo me, intanto rischiamo di fare una legge pasticciata
perché è del tutto evidente che se presento un emendamento di un
certo tipo e penso di farlo passare col voto segreto, chiederò il
voto segreto.
Rischiamo, quindi, di venire meno all'impegno che i promotori di
queste modifiche hanno esplicitato nel momento in cui hanno
presentato il disegno di legge. Rischiamo di fare una legge
pasticciata e di rendere ulteriormente incomprensibile il nostro
rapporto con l'opinione pubblica.
Invito tutti ad una riflessione, a partire dai promotori della
legge e dalla maggioranza che ha votato quel testo in Commissione.
Sono contrario, contrarissimo, ad una discussione su un tema così
importante che venga utilizzata legittimamente, perché il
parlamentare è libero, per impallinare questo o quel pezzo della
legge dei comuni creando una gran confusione fra quello che mi
conviene della normativa nazionale ce lo metto, quello che mi
conviene della normativa regionale insisto per averlo. Ripeto, al
di fuori di un confronto trasparente in cui si possano esplicitare
maggioranza e minoranza, anche trasversale e utilizzando come è
previsto, peraltro dal Regolamento, il voto segreto.
Naturalmente, io non chiedo né il rinvio in Commissione, né credo
che la Presidenza pensi di andare al voto la settimana prossima. Mi
auguro presidente Cascio, lo dico anche al presidente Musumeci, e
ai capigruppo, che la votazione cominci dopo il ballottaggio, che
il termine per gli emendamenti sia un poco più ampio, presidente
Lupo, e che in questo contesto ci sia un confronto promosso dalla
Commissione di merito e dall'Assessore con tutti i capigruppo per
vedere se si può fare una sintesi felice, come auspico, e si possa
venire in Aula a fare un confronto sereno e fare uscire un disegno
di legge che non sia un pasticcio che avrebbe un esito catastrofico
non solo per chi deve andare a votare, ma anche nel rapporto fra
l'Assemblea, i suoi Gruppi parlamentari e l'opinione pubblica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere, a nome di Forza Italia, anche rispetto alle cose che
sono state dette qui in Aula dai miei colleghi, se è possibile
rinviare oltre i termini per la presentazione degli emendamenti,
anche la discussione generale.
Quindi, se è possibile, in considerazione che la prossima
settimana ci saranno i ballottaggi, rinviare la discussione
generale per dare la possibilità anche agli altri colleghi che oggi
non sono presenti, non la prossima ma l'altra ancora e, quindi,
prorogare il termine degli emendamenti a seguire dopo la
discussione generale. Lo chiedo ufficialmente a nome del Gruppo.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Sigor Presidente,
prendo la parola dopo aver ascoltato gli interventi dei colleghi
che si sono avvicendati dallo scranno che ho davanti a me.
Parto con una constatazione. La prima constatazione è che questo
Parlamento a volte ha una malattia che definirei schizofrenia
cronica. Perché schizofrenia cronica? Perché non riesco a
comprendere come un disegno di legge firmato dalla maggior parte
dei capigruppo, non è di singola o estemporanea iniziativa
parlamentare, ma dalla maggior parte dei capigruppo, ad eccezione
del Movimento Cinque Stelle, oggi possa essere messo in discussione
per un maggior approfondimento, perché pensavo, e sbagliavo che i
capigruppo nel momento che avevano firmato questo disegno di legge,
quanto meno, avevano avuto la cortesia di parlarne all'interno dei
Gruppi.
Questa mi sembra una regola così elementare che, purtroppo, sto
apprendendo che i capigruppo hanno firmato un disegno di legge motu
proprio senza parlarne.
Mi viene difficile pensare questo, però ne prendo atto. E non
riesco a comprendere come poi le posizioni siano di tipo
individuale e non siano di tipo partitico, di tipo di appartenenza,
di tipo di credo politico.
Mi riferisco soprattutto a chi questa professione la esercita
costantemente, il credo politico: ho una bandiera, partecipo ad un
progetto e sposo quel progetto, a prescindere se sono convinto o
meno al 100 per cento, perché il mio Gruppo ha deciso in questa
maniera. Penso che sia una regola buona della democrazia questa.
Se, invece, deve essere un esercizio verbale a differenziare
ognuno la propria posizione, non penso che facciamo un'opera utile.
L'opera utile, invece, è di andare per ragionamenti politici. E
condivido quello che dice l'onorevole Musumeci quando dice: Perché
allinearci o essere in coerenza con la legge nazionale? . Come se
fare questo significasse obbedire ciecamente
MUSUMECI. O liberarci da un complesso di inferiorità.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Liberarci dal
complesso di inferiorità. E sono convinto che noi non dobbiamo
avere complessi di inferiorità, ma sono altresì convinto che
cacciare di ascarismo - non mi riferisco a lei, onorevole Musumeci
- chiunque pensa che essere in coerenza con la legge nazionale può
dare buoni frutti o può essere un'operazione che gli inglesi
chiamano marketing cioè di comparare le cose positive di una
legge nazionale con quelle nostre che non funzionano per trarne al
meglio per quella che è la nostra comunità.
E qui si sta facendo questo tentativo e questo tentativo si sta
facendo perché dopo quel capoverso che lei ha letto che dice: In
particolare l'articolo che adegua la normativa regionale a quella
nazionale riguardano due aspetti fondamentali, quello dei 15 mila
abitanti - e ora vengo e mi spiego - e quello dell'effetto di
trascinamento .
L'effetto di trascinamento quest'Assemblea e questa Regione quando
lo ha percepito? Quando si vota per l'elezione a Roma, per
l'elezioni a Torino e in tutta Italia accendiamo il canale della
Rai e ci dicono come si deve votare.
La Rai dà indicazione agli italiani per come si vota e dice che
basta mettere il simbolo su uno dei partiti appartenenti al sindaco
che fa parte di quella coalizione che in automatico il voto và
anche al sindaco, creando una confusione indicibile in Sicilia,
perché quel voto in Sicilia non è un voto valido, tant'è che
qualche giorno fa ci sono state le elezioni in vari Comuni della
Sicilia, vi cito un dato che è quello più vicino a me: nel Comune
di Favara su 20 mila votanti che hanno espresso il voto 5 mila non
hanno espresso il voto per il sindaco, il 25 per cento. E io mi
rifiuto di pensare che 5 mila persone non vogliono votare il
sindaco. Non hanno capito come si vota e allora questa legge
serviva per fare chiarezza.
Si può disquisire se c'è la doppia scheda o c'è l'effetto
trascinamento ed io non entro nel merito se la doppia scheda è
migliore rispetto all'effetto trascinamento, però sono certo di una
cosa e cioè che questo è un pasticcio perché è un ibrido tra la
doppia scheda e il voto di trascinamento e quindi questo è da
eliminare.
I proponenti hanno scelto quel modello e l'hanno detto in premessa
per allinearsi con la norma nazionale. Perché quel modello a mio
modesto avviso? Perché è vero che il sindaco è eletto dal popolo,
però è vero in parte perché se fosse vero al 100 per cento il
sindaco per essere candidato a sindaco non avrebbe bisogno di
presentare una sua lista: io mi candido a sindaco e vengo eletto
dai cittadini, invece la legge impone che il sindaco per candidarsi
abbia una lista di appoggio. Se questo è vero c'è un rapporto
sinergico tra sindaco e lista, tra sindaco e candidati, tra sindaco
e coalizioni.
Il sindaco non è il potestà di una volta, rappresenta il progetto
di una coalizione, non rappresenta l'individuo e così vale per
l'elezione del Presidente della Regione siciliana, perché il
Presidente della Regione siciliana viene eletto esattamente con
questo meccanismo; però il Presidente della Regione siciliana viene
sfiduciato quando il 50 per cento più uno di questo Parlamento lo
vuole mandare a casa.
Per i sindaci vi è una specificità tutta siciliana che non avviene
nel resto d'Italia, però avviene a Roma, avviene a Milano, avviene
a Torino dove, con il 50% più 1, i sindaci vanno a casa, e là si
dice: ma sono territori evoluti, non c'è il ricatto, non c'è la
malavita, non c'è do ut des, ti do questo e tu mi dai quello .
Però, dimenticano che questa legge è operante a Reggio Calabria, in
Puglia, in Campania e nei paesi della Locride, è operante in tutta
Italia. La Sicilia si ferma allo stretto di Messina, dopodiché si
chiama Italia' e Regioni d'Italia'.
Ed allora, questa specificità che, abbiamo questo orgoglio, a
volte si tramuta in privilegio, ed a volte in abuso, perché è vero
che i sindaci devono avere libertà e devono essere con le mani
libere, tant'é che per avere un'azione mediata tra quell'estremo e
l'estremo dei 2/3 per sfiduciare il sindaco, questa Commissione ha
emendato il testo ed ha pensato, bene, male, sarà il Parlamento a
decidere, di proporre la mozione di sfiducia al 60%.
Perché al 60%? Perché il premio di maggioranza che ha un sindaco è
del 60%: significa che quando prende quel premio di maggioranza ed
il 60% dei consiglieri l'hanno sfiduciato, hanno sfiduciato il loro
stesso progetto. Non abbiamo messo al 50% più 1.
Poi, c'era l'onorevole Vinciullo che, giustamente, diceva: e
perché per i comuni maggioritari abbiamo lasciato i 2/3? . Noi
abbiamo lasciato i 2/3, lo dico come tecnicismo, perché di comuni
maggioritari con il nuovo sistema elettorale ce ne sono di due
specie: uno con un consiglio comunale fatto da 12 consiglieri
comunali, ed un altro fatto da 15. Se la matematica non è una
opinione, il 60% di 12 è 8, i 2/3 di 12 è 8. Per il maggioritario
nei comuni con 12 consiglieri comunali non cambia niente, abbiamo
voluto salvaguardare invece, là c'è la specificità, i comuni con 15
consiglieri comunali in cui ci vogliono 10 consiglieri comunali per
sfiduciare il sindaco ed in quella maniera ne bastavano 9. Questa è
l'unica eccezione che questa commissione ha ritenuto per dare
maggiore sicurezza al sindaco da questo punto di vista.
Poi, vi sono altre cose che io ho cercato di segnare in maniera
così frammentaria. La prima, un quesito che tutti hanno posto ed un
problema che hanno evidenziato è quello dei comuni, diciamo del
maggioritario esteso ai 15 mila abitanti.
Però, onorevole Musumeci, ci dobbiamo mettere d'accordo: ci
interessa il sindaco o ci interessa il consiglio comunale? Se ci
interessa il sindaco lo dobbiamo mettere in condizione di fare il
sindaco.
Con questo sistema da 10.000 e 15.000, nel momento in cui abbiamo
eliminato il doppio turno, si è creato un vulnus perché il sindaco
che fa il sindaco nel comune tra 10 e 15 mila, non avendo doppio
turno, con il 34% dei voti viene eletto e non ha mai la maggioranza
in consiglio comunale perché non usufruisce del premio di
maggioranza, perché per usufruirne doveva prendere almeno il 40%,
però può essere eletto con il 35, potenzialmente, con il 33,
dipende da quanti candidati ci sono. E, quindi, si è creato un
vulnus.
Noi vogliamo salvaguardare il sindaco in questa maniera, non il
consiglio comunale, nel senso che diciamo: sindaco tu vinci e tu
hai la possibilità di governare . Poi, ci può essere un'opzione a
questo. Cioè la via mediana qual è a questo, onorevole Musumeci? Se
è vero come ratio che noi gli dobbiamo dare solidità, gli dobbiamo
assicurare la maggioranza, questa fattispecie che noi
artificiosamente abbiamo creato, l'abbiamo creata noi, perché in
Italia non esiste, esiste maggioritaria fino a 15.000 abitanti. Noi
ci siamo fatti una nicchia, dai 10 ai 15.000 è un sistema ibrido.
Allora, se dobbiamo dare consistenza, dobbiamo per forza di cose
inserire il doppio turno anche da loro per far sì che il sindaco
abbia la maggioranza, sennò non ha senso. Ma questa è un'opzione
che io non mi sento di fare.
C'è un termine per gli emendamenti, ci sono gli emendamenti, c'è
un'Aula che si pronuncerà. Noi stiamo valutando il testo che è
arrivato e non abbiamo ritenuto di emendarlo, non perché non ce ne
siamo accorti, ma perché abbiamo voluto fare un testo snello. Sulla
legge elettorale c'erano altri cento temi da affrontare; però se
qua ci mettiamo - come ieri ho sentito dire a qualcuno - i gettoni
di presenza, i permessi, non abbiamo capito niente. Noi dobbiamo
blindarlo al massimo questo testo. E' chiaro che allora sono
d'accordo con l'onorevole Rinaldi, con lei e con tutti gli altri,
che non basta una settimana, ma ci vogliono tre, sei mesi. E' un
altro testo
Noi dobbiamo limitarci a questi tre, quattro punti, che abbiamo
ritenuto essenziali per alleggerire il testo e per meglio essere
interpretato: questa era la ratio di tutto questo ragionamento. La
Commissione non ha preso in considerazione gli emendamenti fuori
sacco', perché è stato fatto un lavoro all'unisono e all'unanimità.
Terzi mandati, quarti mandati: niente Questo testo è asciutto, non
c'è niente. Ma voi pensate che non avevamo anche noi la possibilità
di fare un emendamento e inserirlo pure qua il terzo mandato?
Pensate veramente così?
Abbiamo ritenuto di fare un lavoro correttamente ed eticamente
accettabile per l'Aula, essendo scarno al massimo; ma scarno in
questo caso non significa insufficiente. Perché a volte scarno può
essere insufficiente. Scarno in questo caso significa semplice,
significa agevole, significa un testo che può essere esitato in
poco tempo e che non stravolge la vita ai cittadini siciliani e
alla politica siciliana. Questo testo non la stravolge.
Onorevole Cani, non abbiamo parlato né di preferenza di genere,
perché andiamo oltre. E noi
PANARELLO. Ma già c'è
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Siccome
l'onorevole Cani ha proposto di abolire la preferenza di genere,
lei si è perso la prima parte. Non ne abbiamo parlato perché
esulava da quella che era la nostra competenza. Come non abbiamo
parlato di un problema che lei ha posto, giustamente. Perché il
premio di maggioranza viene bloccato al 40 per cento e al secondo
turno questo obbligo non c'è?
Ma noi quando facciamo le leggi, facciamo le leggi in maniera equa
e le facciamo per tutti. Ma voi pensate - lo dico così senza ombra
di smentita - che il Movimento Cinque Stelle, che per proprio
statuto non fa apparentamenti con nessuno, allora è costretto a non
avere mai la maggioranza Cioè, può arrivare al 33 per cento in un
ballottaggio e vincere e non avere mai la maggioranza Quindi per
me, personalmente, è improponibile quell'emendamento, per un fatto
di giustizia, per un fatto di equità, per un fatto di pari
opportunità elettorale. Anche perché io sono convinto che i
cittadini, ma anche la politica deve essere libera, e se io non
voglio avere a che fare con nessuno è giusto che non abbia a che
fare con nessuno e mi prenda le responsabilità, gli oneri e gli
onori del caso.
Io non ho altro da aggiungere. Auspico a chi è intervenuto,
all'onorevole Musumeci e ad altri, che, invece, questo testo possa
trovare luce nel più breve tempo possibile, perché è scarno. Se
invece questo testo lo appesantiamo, è chiaro che ha necessità di
ulteriori approfondimenti, di ulteriori riflessioni, magari di
ritornare in Commissione; ma se lo lasciamo così io penso che possa
andare.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Onorevole Musumeci, io sono libero e ho tanto rispetto
per lei, lo sa. Io ritengo che i lavori che fanno in Commissione i
deputati siano lavori di tutto rispetto, perché a partire dalla I
Commissione, che è la Commissione responsabile per portare avanti
appunto questa proposta di legge, è rappresentata da tutti i
partiti. E' una Commissione che ci ha lavorato, a volte sono stato
presente anche io per capire esattamente quale fosse l'indirizzo
per arrivare, finalmente, a cancellare la legge attuale che, di
fatto, se ricordate bene, noi abbiamo qualche sindaco che è stato
eletto con questa legge che, a mio avviso, li chiamo sindaci
abusivi perché poc'anzi il Presidente della I Commissione portava
un esempio pratico: è mai possibile che in un paese come Favara 5
mila persona non hanno segnato il sindaco?
Sicuramente, queste 5 mila persone si sono rese conto o non
sapevano o non sanno perché non sono tutti che seguono i lavori
parlamentari, i lavori delle leggi elettorali, perché ognuno è
libero di fare quello che vuole e, possibilmente, è anche
disinteressato, non hanno capito che non contrassegnare il simbolo
del sindaco, quindi del candidato sindaco, non gli va il voto e,
quindi, a questo punto, diciamo la coalizione, il sindaco proposto
dalla coalizione perde quel voto, quel riferimento.
Quindi, il voto di trascinamento, che oggi noi vogliamo riportare
così com'era prima, mi sembra più democratico questo pensiero
rispetto a quello che invece il cittadino non sa, non conosce
perché secondo me non è portato nemmeno a conoscere perché ognuno
si fida dell'onorevole Musumeci per la politica che porta avanti,
dell'onorevole Lentini, dell'onorevole Giuffrida e quant'altro
perché noi rappresentiamo di fatto il popolo.
Io ho sempre condannato come condanno, ad esempio, la legge
elettorale nazionale che mi auguro che non vada avanti perché il
rappresentante del popolo deve essere votato dal popolo, non
nominato dal popolo. E questo lo deve portare avanti fino a
rappresentare dentro l'Istituzione, il cittadino che l'ha votato.
Questa è democrazia perché altrimenti noi mettiamo in discussione
l'elezione del Presidente della Repubblica perché il Presidente
della Repubblica è eletto dal Parlamento ma chi è il Parlamento
nazionale? E' l'espressione del popolo italiano. E' la cosa più
giusta, più corretta che possa esistere. Poi, il Presidente della
Repubblica sta nelle sue prerogative, nei suoi poteri, a nominare
attraverso i partiti, sentiti i partiti, il Presidente del
Consiglio, ma i partiti che sono presenti in Parlamento.
Quindi, è una democrazia che è perfetta. E' imperfetto, invece, il
fatto su cui io invece non sono d'accordo sul voto di genere,
perché qua ci sono tante donne che io vedo qua veramente a
manifestare la loro forza dirompente nell'accaparrarsi, nel
parlare, io lo vedo qua, io vedo i colleghi che sono abbastanza
preparati.
Questa cosa non funziona perché in alcuni comuni, abbiamo visto
anche alle ultime elezioni, ci sono signore che sono state elette
consigliere comunali per il fatto del trascinamento del personaggio
possibilmente conosciuto nei vari comuni a discapito di qualcuno
che ha preso dei voti o di altre, anche donne, che hanno preso i
voti e non hanno raggiunto il consenso per arrivare alla vittoria,
alla nomina.
la verità è che la Sicilia e l'Italia in questo momento vive un
momento di smarrimento, questa è la verità politica perché ancora
tutti vanno appresso al Movimento Cinque Stelle che stanno
perfezionando e stanno portando avanti una politica seria, poi la
possiamo pure contraddire, come la contraddico, però di fatto si
stanno organizzando e noi, anziché organizzarci e lavorare dentro
veramente le istituzioni rispettando la democrazia, qua si vedono
interventi di tanti deputati ognuno contro l'altro per primeggiare
che cosa?
Questa è un'Istituzione, la nostra, la più perfetta possibile,
perché qua dentro non ci sono persone nominate, ci sono persone
elette, ci sono persone che hanno posto la fiducia a noi e che noi
responsabilmente dobbiamo portare avanti, altrimenti non ha senso
che l'onorevole Cascio se ne poteva stare tranquillamente a casa
perché tanto è una Commissione che ha prodotto una proposta e noi
qua ancora pensiamo se deve ritornare in Commissione o se dobbiamo
fare questo o se dobbiamo fare quello Ci sono delle regole da
portare avanti dove le Commissioni, grazie a Dio, sono
rappresentate da tutti i partiti e responsabilmente si va avanti.
Quando arriva un documento qua in Aula si deve solo perfezionare,
non stravolgere perché altrimenti doveva essere stravolto in
Commissione. È un lavoro imperfetto questo. È un lavoro che ci farà
perdere solo tempo.
Quindi, noi dobbiamo capire esattamente se c'è una coalizione di
maggioranza, una coalizione di minoranza che la pensa in un modo e
l'altra in un altro modo, ed è sacrosanto, ma dobbiamo capire come
andare perché altrimenti ci confondiamo. Se ognuno di noi porta
avanti un disegno di legge proprio non abbiamo capito niente.
Noi ci dobbiamo adeguare, dobbiamo capire esattamente se noi siamo
una Regione autonoma e veramente lo vogliamo essere e, quindi, a
questo punto sono d'accordo con l'onorevole Musumeci quando dice
noi con forza dobbiamo portare avanti la nostra autonomia perché ce
la siamo conquistata e non la dobbiamo perdere e sono d'accordo con
lui. Ma se dobbiamo fare che il Parlamento nazionale adotta delle
leggi e dei provvedimenti e noi dobbiamo andare appresso a volte sì
e a volte no, su questo non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ovviamente, sentito il dibattito e
considerato che stiamo trattando un disegno di legge in materia
elettorale, considerato che domenica 19 è previsto un turno di
ballottaggio in diversi comuni della nostra Regione ricadenti in
più province e, quindi, anche al fine di non ingenerare confusione
tra gli elettori, visto che si vota appunto domenica 19 sul fatto
che nel contempo si sta discutendo di modifiche di normative in
materia elettorale dei comuni, noi chiudiamo questa sera la
discussione generale, d'altronde ci sono stati numerosi
approfondimenti.
Sono emerse altre richieste di approfondimento, io anche in
relazione a ciò fisso i termini per gli emendamenti a mercoledì 15
alle ore 12.00. Quindi, ogni parlamentare avrà modo e tempo di
approfondire adeguatamente il testo del disegno di legge per
formulare gli emendamenti del caso e, pertanto, l'Aula è convocata
per martedì 21; ovviamente, con tutti gli emendamenti a seguire
fino a conclusione dei lavori. Ovviamente, se qualcuno volesse
intervenire in merito al disegno di legge potrà farlo su singoli
articoli. Quindi, ancorché chiusa la discussione generale, chi
volesse può approfondire. Pertanto, ribadisco il termine per la
presentazione degli emendamenti fino a mercoledì 15 giugno 2016
alle ore 12.00.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, Assessore, se ha
la bontà di rimanere. Io volevo affrontare 3 argomenti.
Il primo velocemente. Ci sono depositati più di 3 mila
interrogazioni parlamentari e non riusciamo ad avere risposte da
parte degli assessori. Da mesi questa Assemblea non svolge attività
ispettiva.
Credo che non possiamo continuare a depositare interrogazioni
parlamentari se il Governo non si decide a venire in Aula a
rispondere. In più, ricordo che l'ultima volta che c'è stata
attività ispettiva, gli Assessori sono venuti con decine e decine
di risposte e ciò ha reso pressochè impossibile svolgere l'attività
ispettiva perché c'era la fretta e la voglia di concludere
velocemente la serata.
Quindi, se noi possiamo stabilire che un giorno la settimana gli
Assessori, che vedo che sono in giro a fare campagna elettorale, a
raccontare frottole alle persone, a moltiplicare questi fondi
previsti nel Patto per la Sicilia; anche perché mi pare di capire
che ci sono tre, quattro elenchi, per cui ogni Assessore ha un
elenco e racconta la frottola che ha ascoltato. Anche su questo,
Presidente, sarebbe il caso di richiamare il Governo ad essere
serio Non possono andare in giro per i collegisoprattutto in
campagna elettorale, a raccontare dei finanziamenti a chiese,
strade e comuni che non sono assolutamente previsti nel Patto per
il Sud.
Poi, mi pare di capire che ogni Assessore si sta facendo un
proprio elenco in maniera tale che lo utilizza ad usum delphini,
no? Per cui, ognuno arriva in un posto e racconta una novena. Per
essere chiari, i siciliani non hanno bisogno di ascoltare novene,
avrebbero bisogno di fatti concreti.
Al di là, quindi, di queste messe in scene degli Assessori che
sono veramente vergognose, puerili, ai limiti dell'irrisione
generale, anche perché la gente ormai l'ha capito che questi
elenchi non esistono e, quindi, vengono presi sistematicamente in
giro.
Pertanto, Assessore pre gli enti locali, sarebbe opportuno che
lei consigliasse ai suoi colleghi di non raccontare più
stupidaggini in giro, perché non esiste nessun elenco ed è stata
approvata una delibera senza gli elenchi e, di conseguenza, potrei
da domani mattina anche io impazzire e andare in giro e raccontare
non so di quante chiese ho fatto finanziare. Ma il senso della
decenza mi impone di non farlo. Glielo consigli ai suoi colleghi di
non andare più in giro a raccontare castronerie perché poi
rischiano di essere presi in giro.
La seconda cosa, invece, Assessore, che la riguarda direttamente -
ed io per questo chiedo al Presidente Lupo anche lui di farsi
interprete di questa esigenza nella riunione dei Capigruppo -
riguarda la necessità di un provvedimento legislativo immediato per
quanto riguarda i precari di due province della Sicilia, mi pare
Enna e Caltanissetta e soprattutto dei comuni in dissesto.
Per essere chiari, alcuni comuni in dissesto, mal consigliati dal
Ministero degli Interni, il quale pensa che in Sicilia ha
competenze su questo aspetto, perché lo vorrei ricordare a tutti
che il Ministero può intervenire sui comuni in dissesto, ma non può
assolutamente condizionare l'operato dei comuni quando le risorse
vengono impegnate da parte della Regione. Cioè, il Ministero degli
Interni non si deve permettere assolutamente di intervenire su temi
che riguardano le casse della Regione. E, invece, ciò sta accadendo
e da ciò accadendo cosa sta facendo? Stiamo assistendo ad
atteggiamenti persecutori che i comuni hanno nei confronti dei
lavoratori in dissesto, dei lavoratori precari, e per cui anzichè
rinnovare il contratto fino al 30 dicembre di quest'anno, mal
consigliati dal Ministero degli Interni, stanno condizionando la
proroga dei lavoratori di settimana in settimana.
Ma si è mai vista una cosa del genere? E' mai possibile immaginare
che i lavoratori precari vengono prima ad un mese, ora a 15 giorni
dalla prossima settimana ad una settimana Non è possibile,
Assessore
Entro la prossima settimana lei deve - non può - deve depositare
un disegno di legge su questa vicenda. Dobbiamo definitivamente
normare questa storia e dobbiamo evitare che il Ministero degli
interni continui ad intromettersi in questa vicenda. E' veramente
insopportabile, insopportabile, l'intervento degli uffici del
Ministero degli Interni nelle vicende legate alla Regione Sicilia
ed alle nostre risorse
Per cui, Assessore, io la prego di presentare un disegno di legge,
prego il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Lupo, di far sì che
questo disegno di legge possa arrivare immediatamente nelle
Commissioni di merito, che possiamo dare la copertura, anche perché
così non possiamo continuare.
Il Ministero degli Interni ha detto: proroga ai precari però ci
devi pensare tu Regione , e siccome noi abbiamo deciso di fare una
legge per consentire ai comuni di prorogare i contratti ai
lavoratori precari il Ministero degli Interni su questa vicenda non
deve più intervenire.
Facciamo una norma, cerchiamo di trovare le risorse, ci facciamo
persino un mutuo se non riusciamo a trovare le risorse per i
precari, ma dobbiamo, entro la prossima settimana, durante
l'approvazione della legge sui comuni, e sarebbe opportuno,
Assessore, presentare un emendamento così questa cosa la
accorciamo, la facciamo velocemente.
Siccome stiamo parlando di comuni, allora possiamo benissimo fare
un emendamento inserendo un emendamento a tutela dei lavoratori
precari dei comuni in dissesto e delle due province di
Caltanissetta e di Enna nel caso in cui c'è questa necessità. Non
sfuggirà alla sua intelligenza, alle sue competenze ed alla sua
capacità presentare un emendamento in questo senso, entro mercoledì
sarebbe opportuno depositarlo.
L'ultima cosa, invece, la dico all'onorevole Lupo. Onorevole Lupo
da 8 mesi l'Irsap, non il condominio di via Giosuè Carducci,
l'Irsap è senza commissario, non possiamo continuare così, è
un'indecenza E' una vergogna
PRESIDENTE. Lo deve dire al Governo, onorevole Vinciullo. Non è
competenza della Presidenza.
VINCIULLO. E' stato nominato un commissario ad acta, cioè un
commissario che non ha alcuna competenza specifica. Le cose sono
due: o questo commissario ad acta diventa commissario straordinario
o si trova una persona che possa fare il commissario straordinario.
Anche perché, ricordo, l'Irsap, non il condominio di via Foscolo,
non ha nemmeno il direttore e non ha nemmeno il vice direttore ed è
stato preso un vice direttore del vice direttore del vice direttore
che è stato nominato, forse, facente funzione del facente funzione.
Ma state ridendo? Ma non vi vergognate? Un Governo che non pensa a
trovare una soluzione sull'Irsap, pensate che è un Governo che
possa continuare a vivere in questa Regione? L'ho spiegato anche
all'Assessore che si presume rappresentarvi, chiaro? Anche a lui
gliel'ho spiegata questa cosa. Non si può andare così
Ma l'Esa, in un momento di difficoltà come questo, lei pensa che
l'Esa possa stare senza commissario e senza direttore?
I deputati della presunta maggioranza che oggi in Aula non ce n'è
nessuno, così come mi pare nemmeno della presunta opposizione
perché in tutto siamo due, quattro, sette, otto col Presidente. Il
problema di fondo è ci dobbiamo porre ogni tanto qualche problema e
dobbiamo avere il coraggio di tirarli fuori questi problemi, non
possiamo continuare a fare finta che le cose non esistono e
dobbiamo trovare delle soluzioni.
Sull'Irsap, continuo a dirlo ogni settimana, chiunque altro
avrebbe poco, poco provato vergogna. Ma questo è un Governo che ha
ormai smarrito il colore rosso, ha soltanto il colore nero, il
colore nero che porterà allo sfascio questa isola.
Per questo, Assessore, le chiedo un emendamento a favore dei
precari, subito, da inserire nella legge che stiamo discutendo e
poi sarebbe opportuno che lei, che è donna intelligente, attiva, si
faccia interprete della necessità di avere i due responsabili
presso l'Irsap e presso l'Esa.
MUSUMECI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, solo per un minuto approfitto della
graditissima presenza dell'assessore Lantieri che mostra, come
sempre, grande senso di responsabilità.
Solo per richiamare la sua attenzione, onorevole Assessore, sulla
ormai drammatica vicenda che riguarda i precari della Pubblica
Amministrazione del comune di Adrano, situazione che è il paradigma
di tantissime altre analoghe situazioni in Sicilia.
Ne parlo a lei perché le ho già sottoposto il caso e lei si è
prontamente attivata, con i suoi uffici, assicurando che quel
comune che dovrà, poi, pagare gli stipendi ad un centinaio di
dipendenti precari, aspetta il saldo rispetto ad una anticipazione
dello scorso anno. Lei mi ha assicurato che entro qualche settimana
il problema sarebbe stato risolto, bisognava aspettare la firma
della circolare e completare le procedure previste dalla legge. Mi
permetto di richiamare la sua attenzione su questo tema, in omaggio
al dramma che vivono quelle famiglie ed in Sicilia migliaia di
famiglie, per sapere da lei, affinché io possa riferire, tornando
in sede, se su quel fronte è in condizione di potermi dare utili
elementi di novità, mi auguro, in positivo, ben conoscendo la sua
sensibilità e la sua disponibilità.
PRESIDENTE. Assessore Lantieri, vorrei ringraziarla per la
disponibilità, per la presenza che ha assicurato in queste giornate
e la invito a replicare.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, vorrei scusarmi per
il ritardo ma, come tutti sapete o se qualcuno non lo sa lo dico
adesso, oggi, ho insediato la cabina di regia presso l'Assessore
agli enti locali proprio per parlare di precari perché la loro
situazione in Sicilia, sia per quanto riguarda gli enti locali che
le ex province è diventato un fatto drammatico, anche perché,
sicuramente sapete meglio di me, con le norme nazionali e le norme
regionali dell'ultima finanziaria si sono creati dei disguidi e
diventa impossibile la stabilizzazione dei precari, in quanto
abbiamo anche una relazione della Corte dei Conti che dice che il
personale delle ex province deve essere messo in mobilità e questa
norma dei dipendenti a tempo indeterminato delle ex province con la
norma degli enti locali, con la norma del 101 dello Stato, con la
norma regionale, vanno a cozzare e diventa problematico, ripeto,
arrivare intanto al 31 dicembre 2016 data in cui il Governo
nazionale ha dato la proroga, ma diventa importantissimo decidere
cosa fare dei precari in Sicilia perché ci potrebbero essere
problemi nel 2016 da parte dello Stato a non autorizzare più la
stabilizzazione perché la proroga viene data con una legge
solamente al fine della stabilizzazione.
Se questo non dovesse accadere i precari potrebbero avere seri
problemi. Pertanto, abbiamo insediato, oggi, la cabina di regia con
l'ANCI, dove i sindaci sono protagonisti, sono quelli che hanno la
maggior parte dei precari in Sicilia, con i rappresentati delle ex
province ed i sindacati, ed è dovuto a questo il mio ritardo di
oggi.
Vorrei rispondere, innanzitutto mi scuso, perché prima di tutto
rispetto verso i colleghi, verso l'Assemblea, al presidente
Vinciullo che è sempre molto attento. Per prima io, Presidente,
adesso mi lamenterò con il Governo perché non ho l'elenco di questo
Patto per il Sud quindi nella campagna elettorale non l'ho potuto
utilizzare, e chiederò anch'io di essere messa al corrente di
questo elenco di finanziamenti.
MUSUMECI. Almeno per il ballottaggio
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e funzione pubblica.
Purtroppo, in provincia di Enna i due comuni non vanno al
ballottaggio quindi sono salva per questo.
Quindi, la volevo rassicurare e, poi, Presidente, quello che deve
dire lei ai miei colleghi, lo dica personalmente perché saprà,
sicuramente, chi degli assessori ha girato con questo malloppo di
Patto per il Sud.
Seconda cosa, dobbiamo parlare qua in Aula, la gente ci ascolta, i
cittadini ci guardano. Concordo con lei per quanto riguarda i
precari dei comuni in dissesto.
Quando un comune va in dissesto - sapete meglio di me - viene
tutto trasmesso al Ministero degli interni.
Per quanto riguarda le problematiche finanziarie dell'ente tutto
ricade sulla Regione sia per quanto riguarda i contratti a tempo
determinato, di cui la Regione si fa carico del 100 per cento, sia
per quanto riguarda un aiuto straordinario che la Regione dà ai
comuni in dissesto per aiutarli nel percorso di risanamento.
Indubbiamente quest'anno i comuni in dissesto sono aumentati
perché con l'armonizzazione dei bilanci, purtroppo, non riescono ad
equilibrare più quelli che sono i bilanci dei comuni.
Ancora più comuni stanno andando in dissesto e ci siamo ritrovati
con una platea di precari, di lavoratori a tempo determinato
maggiore di quella prevista nel 2015.
Ringrazio l'onorevole Vinciullo per averlo evidenziato ma, già il
disegno di legge è pronto, andrà in Commissione perché necessita di
una copertura finanziaria.
Abbiamo poco più di due milioni di euro e ne servono almeno 5 e
più milioni per garantire i precari, lavoratori a tempo determinato
dei comuni in dissesto.
Si parla anche delle ex province perché i contratti vengono fatti
mensilmente perché c'è bisogno della copertura finanziaria e
dobbiamo scongiurare sempre l'interruzione contrattuale.
Nel momento in cui le ex province dovessero decidere di non
rinnovare il contratto, i lavoratori rimarrebbero senza cautele
normative perché perderebbero il diritto. Dobbiamo stare, quindi,
molto attenti.
La prossima settimana, c'è già il disegno di legge pronto che
andrà prima in Commissione e, poi, in Aula.
Confido nella sensibilità di tutti i deputati perché questi
lavoratori dopo venticinque anni ancora attendono una
stabilizzazione.
Penso che non ci sia colore politico, né di destra né di sinistra,
perché questa norma possa passare.
Riguardo ad Adrano, onorevole Musumeci, purtroppo, le somme per i
lavoratori a tempo determinato, per i famosi precari, sono
stabiliti in 181 milioni.
Abbiamo messo a disposizione di tutti i comuni questa somma, la
rimanente somma è nei cinquecento milioni congelati, da parte dello
Stato, e penso che subito dopo i ballottaggi arriverano queste
somme.
Abbiamo tutto pronto e non appena ci saranno le somme disponibili
faremo la ripartizione per tutti i comuni.
Bisogna avere almeno dieci giorni di pazienza.
VINCIULLO. Assessore, il disegno di legge arriverà quando i
precari saranno morti
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il disegno di legge sarà presentato la prossima
settimana.
VINCIULLO. Sarebbe opportuno trasformare questo disegno di legge
in un emendamento.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Ci raccorderemo in tal senso, onorevole Vinciullo, così
da portarlo in settimana in Aula.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, volevo esortarla a far riportare in
Aula il disegno di legge n. 773 che disciplina la materia
venatoria.
In una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di circa
due mesi fa si era detto che la Commissione di merito doveva
valutare tale disegno di legge.
Sono passati più di due mesi e ancora questo disegno di legge non
torna in Aula.
La invito, cortesemente, a riferire al Presidente della
Commissione di deliberare questo disegno di legge e riportarlo in
Aula.
C'è infatti una categoria che versa circa cinque milioni di euro
nelle casse della Regione e merita una disciplina in materia
venatoria che ritengo sia quanto mai opportuna.
PRESIDENTE. Il disegno di legge di cui lei parla è all'esame della
Commissione, credo non sia ancora stato esitato per
l'approfondimento richiesto anche dal Governo. Lo verificheremo.
GIUFFRIDA. Mi appello all'articolo 124 quinquies del Regolamento
interno dell'Assemblea e le chiedo che venga riportato ai sensi di
questo articolo.
PRESIDENTE. Facciamo una verifica con il Presidente della
Commissione e con gli Uffici.
GIUFFRIDA. Viene inserito all'ordine del giorno, ma non viene
discusso. Pertanto, si deve impegnare il Presidente dell'Assemblea
a riportarlo, entro dieci, quindici giorni.
Giorno 12 fa due mesi. Lascio alla sua sensibilità
PRESIDENTE. La richiesta potrà essere reiterata dai Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
GIUFFRIDA. Invito a fare ciò.
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta a martedì, 21 giugno
2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
ZAFARANA - ZITO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
IV - Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
V -Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
PAPALE - FIGUCCIA
VI - discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 18.46
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio