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Resoconto d'Aula della Seduta n. 341 di martedì 21 giugno 2016
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   spesa in agricoltura' (n. 1189/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.32

   PRESIDENTE.  La seduta è aperta.
   Onorevoli   colleghi,  avverto  che  del  verbale   della   seduta
  precedente sarà data lettura in altra seduta.

                   Discussione del disegno di legge
  «Rifinanziamento delle leggi di spesa in agricoltura». (n. 1189/A)

   PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno: Discussione
  del  disegno  di  legge «Rifinanziamento delle leggi  di  spesa  in
  agricoltura». (n.1189/A).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Il presente  disegno  di
  legge,  che si propone all'esame dell'Aula, reca il rifinanziamento
  per  il 2016, delle leggi di spese relative ai consorzi di ricerche
  in agricoltura, al Consorzio per la ricerca sulla filiera latterio-
  caseario (Corfilac) ed alle associazioni regionali degli allevatori
  della Sicilia (Aras), per gli importi rispettivi di 400 migliaia di
  euro, 1.360 migliaia di euro e 2.526 migliaia di euro.
   La   relativa   copertura   finanziaria  è   assicurata   mediante
  corrispondente  riduzione  del  fondo  di  cui  al  comma   8   bis
  dell'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, così
  come  rideterminato  dal  comma  2  dell'articolo  21  della  legge
  regionale 17 marzo 2016, n. 3.
   L'intervento si rende necessario per il fatto che i suddetti  enti
  non  possono  essere ricompresi fra quelli destinatari  dell'avviso
  pubblico  per la concessione di sostegno economico, sotto forma  di
  contributo  da parte della Regione, tenuto altresì conto  che  agli
  stessi è stata attribuita la personalità di diritto pubblico.
   Signor  Presidente,  dunque,  noi  accettiamo  di  buon  grado  la
  proposta  che lei ha avanzato, anche perché il disegno di  legge  è
  stato  esaminato,  esitato favorevolmente dalla  commissione,  l'11
  maggio del  2016. E' passato più di un mese, addirittura 40 giorni,
  quindi,  mi sembra giusto che questo disegno di legge possa  essere
  discusso.
   Tra  le  altre cose, vorrei ricordare che la commissione bilancio,
  già   su   questo   argomento   si  era   ampiamente   pronunciata,
  favorevolmente,  nel corso dell'approvazione della  finanziaria  e,
  giustamente,  è stato stralciato perché non ricompreso  fra  quelli
  che  originariamente  erano  stati inviati  dalla  commissione,  di
  conseguenza,  è  chiaro che la volontà della commissione  bilancio,
  fin  dall'inizio, era quella di far sì che questi tre  soggetti,  a
  vario  titolo,  potessero accedere ai finanziamenti previsti  dalla
  Regione.
   Ricordo,  a questo proposito, che la commissione non si è limitata
  soltanto  ad ascoltare l'assessore Baccei e l'assessore  Cracolici,
  ma  è stato convocato anche il Sottosegretario all'agricoltura,  in
  maniera  tale  che  il  testo  potesse  anche  coordinarsi  con  la
  legislazione  nazionale, dal momento che,  sulla  stessa  lunghezza
  d'onda,  si  è  ritrovato il Governo nazionale. Per questo  motivo,
  signor  Presidente,  la commissione è favorevole  alla  discussione
  immediata di questo disegno di legge.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi,  ormai sono stanco di parlare del Corfilac  e  dell'Aras.
  No,  non  è  un  problema di riposo, onorevole  Dina,  perché  ogni
  qualvolta  si tratta di cose che riguardano in particolar  modo  il
  territorio  della provincia di Ragusa, diventa un  problema  enorme
  portare avanti anche quelle cose che sono più ovvie e più scontate.
  E,  siccome, quando parliamo di Aras, il 70% della zootecnia  della
  Sicilia  è  in provincia di Ragusa, ovviamente, a noi  ragusani  la
  cosa  pesa molto, molto di più, sicuramente, rispetto al resto  del
  Parlamento. E, siccome, non possiamo discutere solamente di PIP, di
  forestali  e  di  cose  che riguardano i  colleghi  di  Palermo,  i
  colleghi di Catania, esistono anche le altre realtà, dove  hanno  e
  dove  abbiamo  un  minimo  di  esigenza  per  le  nostre  categorie
  produttive.
   Noi  a  Ragusa  siamo  arrivati al punto che  l'Aras  non  dà  più
  servizi,  che abbiamo lo sciopero in bianco in corso, non da  parte
  del  Corfilac,  ma  degli  allevatori, perché  quando  si  bloccano
  servizi  importanti,  come quelli che fa  l'Aras,  ovviamente,  gli
  allevatori ne soffrono perché non possono avere i servizi che  sono
  per loro fondamentali e basilari.
   Da una parte, quindi, sono contento che, finalmente, dopo un mese,
  questo  argomento va in Aula. Ho avuto modo di parlarne con il  mio
  capogruppo,  proprio  oggi,  ne avevo parlato  anche  con  il  vice
  presidente  Lupo,  che  ringrazio  insieme  al  capogruppo  e  sono
  contento  che,  oggi,  finalmente entriamo  nel  merito,  ringrazio
  l'assessore  che  ha  chiesto anche lui il prelievo,  proprio  oggi
  avevamo   avuto   questa  discussione  in  Commissione,   assessore
  Cracolici, e prima ancora con l'onorevole Lupo stamattina, perché è
  difficile la situazione per chi vive quel territorio, il territorio
  ragusano,  ma  non solo. Io, ed anche l'onorevole Di  Giacinto  qui
  accanto,  che vive anche lui, anche se in minima parte rispetto  al
  territorio  di  Ragusa  il problema dell'Aras,  abbiamo  più  volte
  ascoltato sindaci, amici comuni, che si lamentavano con noi  perché
  davvero stiamo assistendo alla morte dell'Aras.
   Ma  il problema non è solo questo del disegno di legge, lì abbiamo
  anche  un  altro problema che riguarda le risorse che  l'Aras  deve
  prendere  da tempo, e che ancora oggi non riesce a prendere,  hanno
  dieci mesi di stipendi arretrati, e questo è inconcepibile
   Io  sono sicuro che l'Assessore farà di tutto per evitare  che  la
  pietra tombale sull'Aras Sicilia venga messa da questo Governo,  da
  questo Assessore e da questi deputati. Perché anche io ho in  parte
  le  mie  responsabilità,  non  vorrei davvero  avere  anche  questo
  primato  e io la prego, Assessore Cracolici, di non farmi  chiudere
  questa  esperienza anche col primato di aver portato l'Associazione
  allevatori all'estinzione.
   Quindi, intanto, che ben venga questo disegno di legge che abbiamo
  voluto,  sostenuto,  anche in Commissione,  anche  se  purtroppo  è
  passato  un  mese: questo disegno di legge ci permetterà  anche  di
  risolvere  i problemi del Corfilac e degli altri centri di  ricerca
  che  sono  presenti in Sicilia, io mi auguro e chiedo al Parlamento
  davvero  di  essere veloci e di poter dare questo  strumento  prima
  possibile,  questa  norma prima possibile agli enti  di  ricerca  e
  all'Aras perché ne vale la vita economica delle nostre aziende.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  forse
  non  dovevamo neanche dare il benvenuto a questa legge  perché  era
  già  scontato  e  ne  abbiamo parlato nella Finanziaria  scorsa,  e
  quando  abbiamo  chiesto più volte all'assessore  Cracolici  se  il
  Corfilac  poteva essere inserito in quel contesto e poi partecipare
  ai  bandi,  dopo  ci siamo resi conto tutti che non era  possibile.
  Quindi, che ben venga questa legge anche se con grande ritardo,  ma
  siamo  pronti  tutti a votarla perché fa parte di  un  ragionamento
  generale  della Regione siciliana, perché è un centro  dove  si  fa
  ricerca  e  io  penso  che il passato bisogna ricordarcelo  un  po'
  tutti, è un patrimonio di questa Regione, il Corfilac, e non si può
  fare  si  che  tutto  venga dimenticato, che tutto  passi  in  modo
  inosservato,  che  tutte le risorse buone di questa  Terra  vengano
  messe  in  secondo  piano. E questo vale per il centro  di  ricerca
  Corfilac,  questo  vale  anche per l'Aras, perché  mentre  noi  qui
  dibattiamo, tante aziende zootecniche sono in sofferenza  e  questo
  dovrebbe indurre l'Assessore all'Agricoltura siciliana a pensare un
  po' meglio a quello che è l'agricoltura in generale.
   Assessore,  comprendo  che lei è molto impegnato,  d'altronde  lei
  guida  un grande assessorato, ma la pregherei di far partire subito
  i  bandi che riguardano la Crias, perché significa acquisto per  le
  scorte  e  se  le scorte non si acquistano ora non si potranno  più
  acquistare  dopo perché non avrebbe più senso, e questo vale  anche
  per i bandi europei, perché siamo in netto ritardo.
   Se   lei   Assessore  vuole  e  se  noi,  come  Parlamento,   come
  maggioranza, vogliamo cambiare regime a questo andamento politico e
  regionale,  bisogna che ci mettiamo in cammino  in  modo  rapido  e
  veloce  perché non è possibile tutto questo ritardo,  pagheremo  le
  conseguenze  economiche,  finanziarie e forse  anche  politiche  di
  questa storia  E questo vale anche per i Consorzi di bonifica.
   Da più tempo lei parla di fare riforma per i Consorzi di bonifica,
  vediamola questa riforma, studiamola, conosciamola a fondo;  questo
  vale  anche  per  i  forestali, dove si parla di  riforma,  abbiamo
  bisogno  di approfondire queste tematiche perché riguardano  ambiti
  di  lavoratori che sono in grande sofferenza; questo vale per l'Esa
  cui  ho  il  piacere  di occuparmi, di tutta questa  gente  che  ha
  bisogno e che chiede lavoro e riguarda anche Pip palermitani.
   Non ha importanza chi riguarda, ma sono famiglie in sofferenza che
  hanno bisogno di essere aiutate e sostenute, perché fanno parte  di
  un  tessuto  sociale-economico e regionale e abbiamo  il  dovere  e
  l'obbligo  morale di occuparci di tutte queste cose.  Non  possiamo
  girarci dall'altra parte e questo vale per lei, Assessore, ma  vale
  anche  per me, perché io la sostengo in questa esperienza e  quando
  io  parlo con lei è come se parlassi con me. Per cui, Assessore, la
  prego di andare avanti.
   Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ragusa.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'assessore Cracolici.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  voglio
  dire al collega Ragusa che non abbiamo nessun ritardo. C'è un crono
  programma:  abbiamo  approvato il PSR il 1  marzo  in  Comitato  di
  sorveglianza; è stata fatta la procedura scritta per l'adozione dei
  criteri  di  selezione; avevamo detto che entro la fine  di  giugno
  l'avremmo  fatto, posso annunciare che ritarderemo si e  no  di  15
  giorni,  cioè pubblicheremo le misure 4, i bandi delle misure  4  a
  metà  luglio. Quindi, nessun ritardo, anche perché evitiamo di dare
  messaggi sbagliati.
   Questa  rappresentazione che per essere bravi  dobbiamo  dire  che
  tutto fa male, io credo sia un grave errore culturale. Assicuro che
  stiamo andando dietro al crono programma che avevamo definito. Come
  si  sa  il  PSR ha la regola N+3, quindi noi dovremmo utilizzare  i
  fondi  di  quest'anno ed avere 3 anni per rendicontarli,  pertanto,
  non drammatizziamo cose semplici.
   Seconda  questione: io credo sia necessario fare questa legge.  E'
  stato già detto da altri colleghi, ma per una ragione fondamentale:
  con  il 128 noi non possiamo finanziare spese di funzionamento.  Il
  Corfilac  e i consorzi di ricerca, con il bando che si sta facendo,
  non  possono  avere risorse perché qui con queste risorse  dobbiamo
  finanziare le spese di funzionamento. Il bando di cui, ex tabella H
  riguarda attività, ecco perché è necessario fare la legge.
   Per  quanto riguarda l'Aras, la questione è un pò diversa,  perché
  l'Aras  fa  attività.  Noi  non finanziamo funzionamento,  paghiamo
  prestazioni. Però qui si pone una esigenza che siccome l'Aras è co-
  finanziato dalla Regione e dallo Stato, cosa succede? Mentre per  i
  fondi  regionali  noi  utilizziamo  le  procedure  del  128,   cioè
  l'anticipo  del  40%  e  poi il saldo al consuntivo,  con  i  fondi
  nazionali  fino  ad oggi abbiamo utilizzato pure le  procedure  del
  128,  cosa  che  è  assolutamente  illogica,  perché  lo  Stato  ci
  trasferisce le risorse, e noi queste risorse dobbiamo semplicemente
  trasferirle all'Aras una volta che lo Stato li ha accreditate.
   Ecco,  la  norma che stiamo facendo prevede sia una  modifica  dei
  criteri  di pagamento, quindi sull'Aras faremo una eccezione,  cioè
  per  la Regione anticiperemo non il 40 ma l'80 perché il meccanismo
  è  tale  che  poi quando gli dobbiamo dare i soldi non riusciamo  a
  darglieli  perché sono in sofferenza con il durc. Quindi gli  diamo
  l'anticipazione  dell'80% sulla quota regionale,  e  gli  diamo  la
  quota dello Stato quando arriva direttamente all'Aras. Quindi non è
  né una eccezione né una particolarità, ma semplicemente un fatto di
  funzionalità.
   Anche io chiedo ai colleghi di potere approvare rapidamente questo
  disegno di legge, anche perché nel frattempo visto che oggi è stato
  decretato  il  provvedimento  dei famosi  500  milioni,  questo  ci
  consentirà  di dare copertura intera al bilancio della  Regione  ed
  emettere i provvedimenti relativi, compresi quella della ex tabella
  H.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Abbastanza  chiaro  l'Assessore   Cracolici.
  Onorevoli   colleghi,   non  essendoci  altri   interventi,   diamo
  formalmente il termine fino a domani, alle ore 16.00 per presentare
  emendamenti.  Onorevole Greco, le preciso che dobbiamo  evitare  di
  introdurre emendamenti che riguardano altri soggetti. Questo  è  il
  senso,   perché   allungheremmo  di  gran  lunga  il   procedimento
  legislativo  con il rischio di non dare corso definitivo  a  questo
  disegno di legge che è stato esaminato dalla II Commissione.
   Allora, il termine per presentare gli emendamenti è stabilito fino
  alle ore 17.00 di domani, quindi, oltre le 24 ore.

   in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e  di
   cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
   1126/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge «Modifica di  norme
  in  materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale  e  di
  cessazione degli organi comunali.» (nn. 1153-15-845-860-  922-1003-
  1126/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  dei disegni di legge. Si procede con il seguito  della
  discussione del disegno di legge «Modifica di norme in  materia  di
  elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
  organi  comunali.  (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126/A), posto  al
  n. 1).
   Ricordo  che  la I Commissione aveva, più volte, esaminato  questo
  disegno di legge; io pensavo che il procedimento si fosse concluso;
  mi hanno insegnato, nel corso degli anni, che le regole si scrivono
  tutti  assieme; sono arrivati quasi 60 emendamenti, e  peraltro  ce
  n'è  qualcuno  che  potrebbe  destare anche  qualche  questione  di
  incostituzionalità, che riguarda l'abolizione della  preferenza  di
  genere.
   Allora,  io  propongo,  domani in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, ma questo deve deciderlo l'Aula, di  trattare
  questa  materia  per capire se noi dobbiamo andare  avanti  con  il
  disegno  di  legge che è stato esitato per ben due  volte,  se  non
  ricordo  male, dalla Commissione per cercare di trovare una sintesi
  su questo.
   Non  la  sto rinviando, è iscritta all'ordine del giorno. E allora
  propongo  di  affrontare  l'argomento  domani  in  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari alle 12.00, affinché ci sia  una
  intesa su alcuni argomenti che dobbiamo trattare, la questione  del
  maggioritario se 15 mila o 10 mila che era stata posta, cioè di non
  aprire il discorso con scrutini segreti su emendamenti che mettono,
  praticamente, a rischio l'intero impianto, di questo si tratta.
   Io,  su  questo  gradirei sapere cosa ne pensa l'onorevole  Cascio
  nella  qualità di presidente della Commissione, credo che  sia  una
  proposta  di  buon  senso, cioè la politica ci dovrebbe  portare  a
  questo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cascio Salvatore.

   CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  io  raccolgo il suo  invito  e,  sicuramente,
  questa  proposta,  se ha lo scopo di chiarire  alcuni  aspetti  del
  disegno di legge in seno ai gruppi politici, è ben accetta.
   Per  quanto  riguarda  lo studio di questo disegno  di  legge,  lo
  sappiamo  a  memoria perché lo abbiamo studiato per ben due  volte,
  una  prima volta, in Commissione, è andato in Aula, è ritornato  in
  Commissione e, finalmente, siamo alla stesura finale.
   Ora,  io  capisco  che  i  colleghi, nella loro  facoltà,  possono
  presentare emendamenti perché questo me lo dice il Regolamento,  lo
  prevede  la legge e, quindi, nessuno di noi può costringere qualche
  Deputato  a non presentare emendamenti, però, se il ragionamento  è
  su  una  questione  politica di linee guida, da  parte  dei  Gruppi
  parlamentari,  mi trova d'accordo la sua proposta con  l'impegno  -
  penso  -  che  non può essere rinviato sine die, dobbiamo  dare  un
  termine  per  cui,  domani  pomeriggio  al  massimo,  noi  dobbiamo
  continuare  col  disegno di legge, alla fine della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Quindi,  la  mia proposta può essere per oggi valida, ma  non  può
  essere  valida per la prossima settimana; noi la prossima settimana
  questo disegno di legge lo dobbiamo esitare.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  in
  materia  elettorale  non  è  buona norma  affrontare  ad  ogni  piè
  sospinto  delle  modifiche  di norme elettorali.  Ritengo  che  sia
  sbagliato   e  indice  di  immaturità,  fibrillazione  politica   e
  decadenza  o  decadentismo dal punto di vista della democrazia.  E'
  pericoloso, ha generato sempre, comunque confusione. Sulla  riforma
  elettorale  dei  comuni eravamo tutti d'accordo,  quando  le  varie
  proposte di modifica sono state presentate, sulla correzione minima
  di  alcun  punti in coerenza con la legge esistente. Uno di  queste
  era  il  voto  di  trascinamento in coerenza con la  scheda  unica,
  perché voglio ricordare che con la scheda unica è obbligatorio  che
  ci sia l'apparentamento.
   Se  c'è  l'elezione  a  scheda  unica  per  la  quale  si  prevede
  obbligatoriamente,   pena   la  non   presentazione   delle   liste
  elettorali,  che ci sia il collegamento tra la lista presentata  ed
  il  sindaco, e dall'altro lato il collegamento tra il sindaco e  la
  lista,  mi  pare  ovvio, che ci sia che sia  previsto  il  voto  di
  trascinamento.  Il  tentativo di modificare,  di  mediazione,  l'ho
  detto  la  volta  scorsa,  di  modificare  le  percentuali  per  la
  sfiducia, secondo me, è un buon compromesso.
   Pensare di rivoluzionare, come si è fatto finora per anni  con  la
  doppia  scheda, con una serie di cose che nulla hanno a che  vedere
  in  un  corpo  contestuale,  che non  viene  cambiato,  di  pesi  e
  contrappesi,   con  la  doppia  scheda  che  per  me   può   essere
  condivisibile,  ma  non  così .  Non  si  può  fare   una   riforma
  introducendo così la doppia scheda e lasciando tutto così com'è. E'
  una   norma  che  prevede  la  modifica  integrale  dei  pesi,  dei
  contrappesi,  non  solo nella elezione all'interno  del  corpo  dei
  singoli comuni

   PRESIDENTE. Però, scusate, sta parlando il collega, è inutile  che
  poi  ognuno  va  al podio, dice il proprio discorso e  non  ascolta
  quello che hanno detto gli altri. Questo è un brutto vizio.

   FORMICA.  Sto  cercando di fare un discorso  generale.  I  sistemi
  devono  avere  una coerenza intrinseca. Non si può, a  spizzichi  e
  bocconi,  introdurre  modifiche che  stravolgono,  senza  di  fatto
  essere ponderati ed avere i contrappesi.
   Per  quanto riguarda l'accenno che lei ha fatto al voto di genere,
  è  un  mio  emendamento, l'ho presentato io. Lo sa  perché,  signor
  Presidente, l'ho presentato? Glielo spiego subito. Noi con il  voto
  di genere, nelle regioni meridionali ed in Sicilia, in particolare,
  abbiamo reintrodotto il controllo mafioso del voto, e sono in grado
  di spiegare, anche con i dati alla mano, nelle ultime elezioni, che
  un  gruppo di potere che controlla un gruzzolo di voti, di  300  di
  400  voti, con quel gruzzolo di voti, anziché avere diritto  ad  un
  consigliere comunale, casomai se ne prende due e se noi  accoppiamo
  la  diminuzione del numero degli eletti, così come c'è  stata,  con
  questo   tipo  di  elezione,  un  gruppetto  di  voti   che   viene
  controllato,  prende  due  consiglieri  comunali  anziché   uno   e
  controlla  le  maggioranze. Si passa da 8,6  a  7,7,  per  esempio,
  quindi,  nella conformazione attuale considerare che non vi  è  più
  valido,  uno  vale  uno e uno deve essere uno, noi  invece  abbiamo
  introdotto uno vale due, con il controllo mafioso o dei  gruppi  di
  interesse delle politiche.
   La  preferenza deve essere unica, oppure si passa al maggioritario
  uninominale,  non  ci sono altre scorciatoie. E' possibile  che  in
  alcune zone del nord il voto di genere abbia avuto una sua nobiltà,
  nel meridione non è così.
   Abbiamo  assistito  in  queste elezioni a  comuni  con  cinquemila
  abitanti e quattromila votanti, a gruppi di persone, a due  a  due,
  che  hanno preso 700 voti come se fossero nel comune di Palermo  ed
  hanno fatto man bassa e razzia di quei posti in consiglio comunale,
  non  di 40 posti in consiglio comunale, ma di due, tre posti in  un
  consiglio comunale la cui maggioranza è fatta di otto e capite bene
  cosa significa.
   Quindi,  il  motivo  per  cui  ho presentato  quell'emendamento  è
  chiaro:  noi non vogliamo il controllo mafioso del voto e  le  mani
  dei gruppi di potere sui consigli comunali.
   Io,  sulla  sua  proposta,  Presidente,  di  rinviare  a  dopo  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  posso  essere
  anche  d'accordo.  Sono  d'accordo  sul  fatto  che  se  domani  si
  raggiunge, e io lo auspico, un accordo in Conferenza, si elimina la
  maggior parte degli emendamenti presentati - del resto non c'è  più
  alcuna  urgenza  -;  l'accordo originario era  su  uno,  due  punti
  coerenti: si eliminano tutti gli emendamenti che sono, secondo  me,
  ultronei  e  che non hanno veramente urgenza e si passa rapidamente
  al  voto,  possibilmente domani stesso in Aula, perché se  si  pone
  mano  ad introdurre altro, per quanto delle ipotesi possono  essere
  condivise, sarebbero pericolose e premature nel momento in  cui  si
  introducono senza considerare il resto, ed il resto è fondamentale,
  cioè i contrappesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  sul
  problema  della norma della rettifica dell'elezione dei  sindaci  e
  dei  rispettivi consessi civici quest'Aula discute  da tre, quattro
  mesi.  Prima  c'è  stata tutta la telenovela, legata  al  fatto  di
  approvarla  o  rinviarla  alla prossima tornata  elettorale,  oggi,
  scopriamo che vari gruppi di quest'Aula si sostengono, chi sostiene
  che  dobbiamo togliere la doppia preferenza, chi la doppia  scheda,
  chi il maggioritario; sostanzialmente, è uscito un disegno di legge
  che  è  stato discusso in Commissione dove sono rappresentate tutte
  le  varie forze politiche e dove, proprio su questa norma, ci si  è
  attardati in maniera inequivocabile al momento della discussione in
  seno alla Commissione.
   Ricordo  a  me stesso, prima, ed a tutti i presenti in quest'Aula,
  che questo testo di legge è rimasto per diversi mesi in Commissione
  proprio  per  far  nascere  e  per  far  approvare  un  testo   che
  rispondesse  alle  esigenze. E, poi, lo  dobbiamo  dire  con  molta
  onestà,  in  questa  norma  non abbiamo stravolto  niente.  Abbiamo
  solamente,  l'ho detto nel mio intervento di qualche settimana  fa,
  individuato un percorso di mozione di sfiducia del sindaco, con  la
  stessa norma per cui viene dato il premio di maggioranza al momento
  dell'elezione; oggi, nasce il problema della doppia  scheda,  però,
  sostanzialmente,  su  questa  base  l'Aula  o  la  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari si pronunci su  questo  perché
  diventa  un problema importante ed un nodo principale da sciogliere
  oltre  che  la  doppia  preferenza, per  cui  sui  due,  tre  punti
  indispensabili, i 60 emendamenti sono per distogliere,  tranne  che
  io  debba  ritenere che siano presentati strumentalmente senza  una
  logica e con l'obiettivo, sostanzialmente, di stravolgere la  norma
  per approdare solo ad un  papocchio  di norma.
   Per  cui, signor Presidente, si potrebbe anche formulare l'ipotesi
  di   sospendere  stasera  l'Aula  ed  attivare  l'incontro  con   i
  Capigruppo per trovare una sintesi su tre, quattro punti.
   Questa  norma, d'altra parte, cosa individua? Tre, quattro  punti;
  tre,  quattro  motivi: il trascinamento o la  doppia  scheda  dagli
  emendamenti  che sono stati presentati; la mozione di sfiducia  con
  la  stessa regola dell'elezione ed il maggioritario da 10 mila a 15
  mila.
   I  tre elementi nuovi di questa norma sono questi. Su tre elementi
  penso  che quest'Aula possa trovare la sintesi nel giro di  qualche
  minuto, tranne che l'ostruzionismo già attuato da qualche mese  non
  voglia  continuare, sine die ad oltranza fino a fare  affondare  la
  proposta di questo disegno di legge.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  semplicemente  sulla  proposta di rinvio. Ovviamente,  ritengo  sia
  necessario - dopo che sono pervenuti 60 emendamenti, mi  sembra  di
  aver  capito  -  fare  un  momento di  riflessione,  attraverso  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Certamente,  il  voto di trascinamento è una cosa alla  quale  non
  possiamo  rinunciare  da  parte nostra;  certamente  una  serie  di
  emendamenti  sono apprezzabili, pur tuttavia non possiamo   mettere
  in discussione l'intero impianto della norma.
   Addirittura,  si fa riferimento alla possibilità di  eliminare  la
  doppia  preferenza di genere, ma ritengo sia una cosa che  andrebbe
  contro  quello  che  sta  accadendo un  po'  a  livello  nazionale,
  sarebbe, veramente, una cosa in assoluta controtendenza.
   Ci  sono  alcuni punti, alcuni paletti certi che devono far  parte
  decisamente  di  questa riforma, ma il fatto che  questo  fiume  in
  piena  di  emendamenti  stia  arrivando  in  Aula,  significa   che
  evidentemente   la  quadra  su  questa  norma  non   c'è,   quindi,
  assolutamente,  rispetto  al Gruppo parlamentare  di  Forza  Italia
  ritengo  di  poter  apprezzare quest'idea  e  questa  richiesta  di
  rinviare  ad  una  decisione della Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  perché  stiamo  parlando,  ovviamente,  della
  possibilità  e della necessità di intervenire sul piano legislativo
  andando  a  modificare  gli assetti, da qui  ad  un  anno,  che  si
  verranno a creare rispetto alle consultazioni elettorali.
   Volevo dire solo questo, Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  gradirei  che
  l'assessore  Lantieri  si  ricordasse che  è  assessore.  Assessore
  Lantieri,  se  le  è possibile seguire il dibattito,  visto  che  è
  materia  importante  della  quale  gradiremmo  che  il  Governo  si
  occupasse.
   Presidente,  posso  chiederle una cosa? Anziché  avvitarci  in  un
  dibattito,  in  queste ore, che è un dibattito  che  ci  divide  in
  quanto  ognuno la pensa in maniera diversa: ho visto  colleghi  che
  hanno   votato  la  legge,  presentare  emendamenti  diametralmente
  opposti  al  testo  della  legge.  Ebbene, Presidente,  perché  non
  sospende  l'Aula e convoca adesso la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari?
   Sospenda l'Aula e riunisca la Conferenza, adesso, in modo tale che
  non  si facciano tre dibattiti: uno qua, uno all'interno dei Gruppi
  e l'altro in Conferenza.
   Siccome si tratta di regole, e lei ha ragione, e l'umore cambia  a
  secondo  se  siamo  prima o dopo le elezioni, perché  poi  è  anche
  questo,  perché c'era una spinta sulle elezioni che si sono  svolte
  qualche  ora  fa,  ora ce ne sono altre; siccome far  ritornare  il
  disegno di legge in Commissione sarebbe - a mio parere - il segnale
  dell'incapacità  a produrre atti normativi, però,  siccome  non  ho
  visto nemmeno gli emendamenti aggiuntivi
   Assessore, se la mia Capogruppo mi consente

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Sto seguendo il dibattito.

   PANEPINTO.  Lei è l'Assessore, se può seguirmi perché  mi  farebbe
  anche  piacere  che il Governo entrasse nella partita,  in  qualche
  maniera.
   Per  cui,  Presidente,  le chiedo formalmente,  nella  qualità  di
  relatore,  considerato l'iter sofferente che ha avuto il  testo:  è
  arrivato  in  Aula,  io sono stato uno di quelli  a  riportarlo  in
  Commissione, dopodiché vedo emendamenti di natura diversa;  ebbene,
  Presidente,  sospendiamo l'Aula ed evitiamo di apparire esattamente
  un  circo  equestre, dove ognuno si esibisce in un numero  diverso.
  Sospenda  l'Aula, convochi la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  io  chiedo all'Assessore di  provare  a  contattare,
  informalmente,  i Capigruppo di tutto questo Parlamento  perché  si
  tratta di regole e che si faccia lei carico, Governo, di trovare se
  ci  sono  le  condizioni, una mediazione su regole  che  riguardano
  tutti i comuni siciliani.
   Per  cui  da  subito le chiedo di sospendere l'Aula e  riunire  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questa proposta, abbiamo ancora
  iscritti  a parlare gli onorevoli Cordaro, Rinaldi, Di Mauro  e  Di
  Giacinto. Però, se dobbiamo entrare nel merito, scusate
   Guardate,  avevo  chiesto  di  sentire,  per  ovvie  ragioni,   il
  Presidente  della Commissione, il quale per fortuna  ha  precisato:
   io  non  ho  alcuna  difficoltà  a  discutere  in  Conferenza  dei
  Capigruppo  anche  domani,  l'importante  è  che  rimanga  iscritto
  all'ordine  del  giorno  perché  lo  dobbiamo  trattare .  Scusate,
  siccome  si  è  fatto riferimento al rinvio in Commissione,  non  è
  questo  il  senso. Avevo detto trattiamo domani in  Conferenza  dei
  Capigruppo, mi rendo conto che ci saranno anche altri problemi. C'è
  una  contro proposta dell'onorevole Panepinto, iniziamo a discutere
  da  stasera  in  Conferenza dei Capigruppo. Perché  ci  sono  anche
  emendamenti   aggiuntivi    Perché  è   stato   abbastanza   chiaro
  l'onorevole   Panepinto  dicendo  che  c'è  una  presentazione   di
  emendamenti da parte di colleghi che, in Commissione, hanno  votato
  in  maniera  diametralmente  opposta allo  stesso  emendamento.  E,
  siccome, si tratta di regole, non possiamo andare avanti alla cieca
  su  queste cose. Ognuno deve sapere ciò che vuole, poi, può  uscire
  pure  un  risultato diverso rispetto a quello che  è  uscito  fuori
  dalla Commissione, però, obiettivamente la Commissione ha lavorato,
  ha  trovato  un'intesa,  ha superato lo scoglio  della  mozione  di
  sfiducia che era al 50 per cento. Dico, ci dobbiamo venire incontro
  su  queste  cose. Per cui, se insistete di intervenire stasera,  vi
  darò  la possibilità di farlo, per carità. Però, per quello che  mi
  riguarda,   dopo  gli  interventi  si  inizia  la  discussione   in
  Conferenza  dei  Capigruppo,  per  quelli  che  ci  sono  e  domani
  adotteremo una decisione definitiva sempre in Conferenza.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  non
  desidero  entrare  nel  merito della questione,  desidero,  invece,
  rimanere  in  linea con quello che era il parere, in qualche  modo,
  richiesto da lei, Presidente dell'Assemblea, ai deputati.
   Allora,  vorrei  che  fosse chiaro un concetto:  se  noi  dobbiamo
  trattare  tra i Capigruppo in rappresentanza delle esigenze  o  dei
  desiderata  normativi dei Gruppi parlamentari  qualcosa  che  viene
  già  sfrondato da lei, Presidente dell'Assemblea, allora ci  stiamo
  prendendo in giro.
   È  giusto, Presidente dell'Assemblea, che lei da arbitro  detti  i
  paletti,  però, a quel punto, non ci chiedete di confrontarci  come
  ha  fatto  l'onorevole  Panepinto tra Capigruppo,  perché  io  sono
  disposto a confrontarmi con i Capigruppo e sono disposto a  trovare
  una  quadra, visto che di regole si parla e le regole si fanno  con
  una   maggioranza  assolutamente  qualificata  e  di  questo   sono
  convinto, ma il tema è che ci dobbiamo mettere d'accordo, perché se
  cominciamo a vedere che mancano gli emendamenti aggiuntivi che  non
  so  dove sono finiti è inutile che chiedete, poi, ai Capigruppo  di
  fare  la  quadra, perché già qualcuno ha fatto il  triangolo  o  il
  cerchio  E, a me, non sta bene, cara onorevole Anselmo.

   ANSELMO. Non lo conosco neanche io

   CORDARO. Non le sto chiedendo di difendersi da un'accusa  che  non
  le  sto  ponendo, le sto chiedendo, insieme a me,  di  decidere  se
  vogliamo  ragionare in maniera seria sulle regole,  sono  pronto  a
  farlo,  a  confrontarmi a 360 gradi, non soltanto perché già  è  la
  terza  volta  che  da  vicepresidente della I  Commissione   Affari
  istituzionali' mi occupo di questo legge, ma perché  soprattutto  è
  arrivato  il  momento di stabilire, in maniera democratica,  se  ci
  riusciamo con un ragionamento previo, altrimenti, confrontandoci in
  Aula, che modello di legge elettorale vogliamo per gli enti locali.
   Io,  ad  esempio, sono convinto, non per contraddire l'inizio  del
  mio ragionamento, ma perché voglio affermare - farò soltanto questo
  esempio  -  che  sono  e resto per l'effetto trascinamento,  perché
  tutti  i  voti che ci sono stati, in questi mesi, in Sicilia  hanno
  dimostrato che quel voto è una truffa, perché quando esce fuori che
  tra  il  voto  alle liste ed il voto al sindaco che è  collegato  a
  quelle  liste  c'è  una  differenza del  40  per  cento  dei  voti,
  evidentemente, dobbiamo renderci conto - e questo accade  sempre  -
  che  non  è  un errore del cittadino di Bagheria piuttosto  che  di
  quello  di  Partinico. È il fatto, o meglio la conseguenza  di  una
  legge fatta male che inganna i cittadini siciliani.
   Rispetto  a  questa  cosa io ci metto la  faccia  e  lo  dico  con
  assoluta  chiarezza.  Se ci sono temi che possono  trovare  sintesi
  prima  di  venire in Aula, sono disposto a confrontarmi con  tutti,
  però,  il  principio che ho detto all'inizio e, cioè  che  ci  deve
  essere  qualcuno  che  in  ragione delle legittime  prerogative  di
  arbitro  deve decidere quali sono i paletti entro i quali,  poi,  i
  Capigruppo si possono confrontare, è un tema che non mi troverà mai
  d'accordo.
   Quindi, presidente Ardizzone, siccome sono abituato a non mandarle
  a  dire, le dico che sono pronto a confrontarmi da subito, domani a
  mezzogiorno  in  Conferenza dei Capigruppo, dove  volete  voi,  nel
  contesto  che  voi  individuerete,  a  condizione  che  le   regole
  prevedano  un  ragionamento  a  360  gradi  perché  non   ci   sono
  emendamenti  che  hanno meno dignità di altri; ci sono  emendamenti
  che  vanno  ragionati,  nell'ambito di  una  corretta  formulazione
  costituzionale, nell'ambito di un perfetto e serio  raccordo  delle
  norme,  ma  senza  figli e figliastri perché  questo  mi  vedrebbe,
  ovviamente, in disaccordo.

   PRESIDENTE.  Credo  che  siamo  in  perfetta  sintonia,  onorevole
  Cordaro,  nonostante il suo tono. È iscritto a parlare  l'onorevole
  Rinaldi. Ne ha facoltà.

   RINALDI,   relatore.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessori,  con tutto il rispetto di questa impostazione  che  lei,
  oggi, vuole dare, anche con tutto il rispetto dell'onorevole Cascio
  che   ha  fatto  un  lavoro  egregio  in  I  Commissione  ed  anche
  dell'onorevole  Panepinto  che  è  il  relatore,  però  ho  qualche
  perplessità  dopo il lavoro che è stato svolto in I  Commissione  e
  gli  emendamenti presentati da tutti i colleghi. La Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari si doveva fare casomai prima  e,
  vorrei  capire  con  quale  criterio si  sceglierà  se  trattare  o
  togliere alcuni argomenti che ritengo importanti in questa legge, a
  cominciare da quello dell'effetto trascinamento, sul voto di genere
  o  anche  sulla fascia che riguarda alcuni comuni da 10 mila  a  15
  mila,   se   deve   essere   fatto  il  sistema   maggioritario   o
  proporzionale.
   Io  credo che, con tutto il rispetto che ho per la Conferenza  dei
  Capigruppo,  non si possa  sempre mortificare il lavoro  fatto  dai
  colleghi, dopo averlo portato in Aula, adesso i capigruppo  possano
  decidere quali emendamenti discutere e quali togliere  Io non credo
  che  sia  un ragionamento da fare oggi, io credo che sia necessario
  esaminare tutti gli emendamenti presentati dai colleghi compresi  i
  miei.  Io non vedo alcun emendamento che ho presentato, sicuramente
  saranno  tra  quelli  aggiuntivi, ma per me  riveste  un'importanza
  discutere  alcuni argomenti che, credo, debbano essere inseriti  in
  questo  testo che noi dobbiamo discutere in Aula rispetto ad altri.
   Quindi,  è evidente che tutti gli emendamenti presentati hanno  il
  sacrosanto  dovere e diritto di essere discussi qui  in  Aula;  non
  mortifichiamo il lavoro fatto dai  colleghi e da tutti  i  deputati
  per l'espressione della  singola volontà di ogni deputato in questo
  disegno di legge.
   Vorrei  che tutti gli argomenti fossero discussi in Aula, ci  sono
  argomenti  che  sono  importanti  che  non  possono  essere  decisi
  soltanto da pochi amici.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  linea  di
  massima non sono restio ad una discussione approfondita in sede  di
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  però,  qui,
  stasera, mi fa piacere constatare che il Partito Democratico  torni
  indietro rispetto  ad un'iniziativa politica che era stata  assunta
  nella scorsa legislatura.
   L'assessore  Lantieri  non sa, ma questo  pastrocchio  che  stiamo
  tentando, stasera, con un disegno di legge da modificare,  è  opera
  del suo collega Cracolici del Partito Democratico che volle a tutti
  i  costi  una legge che superasse il sistema elettorale che  questa
  sera  proponiamo.  Sa  quando ci si ravvede sugli  errori   bisogna
  prenderne  atto   L'onorevole Cracolici  continua   a  parlare  col
  Presidente perché non gli conviene ricordare quello che ha fatto la
  scorsa  legislatura, però, siamo qui tutti sereni  e tranquilli  ed
  accettiamo  di  buon  grado che, nonostante le  sollecitazioni  che
  alcuni  parlamentari fanno all'onorevole Cracolici, di  tentare  la
  via della doppia scheda, tuttavia, cerca di mantenere il fronte del
  suo  partito,  in  termini di unità, perché  l'idea  che  ci  possa
  essere  un sistema elettorale che si ponga il tema della governance
  di  un'amministrazione, ci fa piacere che, nonostante il ritardo  e
  nonostante gli errori cui ci ha indotto nella scorsa legislatura  -
  onorevole  Cracolici,  parlo  con lei  perché  non  ci  sono  altri
  Cracolici nella scorsa legislatura -, prendiamo atto.
   Presidente, questo disegno di legge ha 3, 4 punti fondamentali che
  sono  nient'altro che una ripresa di parte di disegni di legge  che
  costituivano,   nel  tempo,  la  norma  che  vigeva   a   proposito
  dell'elezione dei consigli comunali.
   Quindi,  non  vedo  nulla  di scandaloso    Il  trascinamento,  la
  questione  della  mozione di sfiducia, certo è  una  legge  diversa
  rispetto  alla 7 del 1993 che aveva un indirizzo diverso. Ci  siamo
  resi conto che perdiamo la possibilità di dare a molti cittadini la
  specificità di esprimere il voto anche per il sindaco, facciamo  in
  modo   che venga fuori un disegno di legge che sia  organico e  che
  dia  un  privilegio, o quanto meno, un'opportunità alle  coalizioni
  di essere realistiche.
   Se  noi continuassimo a perdere tempo finirebbe, caro  Presidente,
  che   il   Partito   Democratico    rivedrebbe,   si    riunirebbe,
  modificherebbe,   cambierebbe,  penserebbe  qualche   altra   cosa,
  chiederebbe il rinvio, manderemmo in crisi il Governo. Allora,  per
  carità,  lasciamo sopravvivere questo Governo che così bene lavora,
  e cerchiamo di esaminare questo disegno di legge.
   E,  pur riconoscendo alla Conferenza dei Capigruppo la capacità di
  decidere, di stralciare alcune norme, credo, signor Presidente, che
  non   ci   riusciremo.  Per  quanto  ci  riguarda,  quindi,   siamo
  dell'avviso di portare avanti, questa sera, il disegno di legge. Se
  c'è  qualche cosa che va in contraddizione, rispetto al sistema  di
  legge  che vogliamo tirare fuori, allora possiamo anche accantonare
  l'argomento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente,  ricordo a quest'Aula che  questo
  disegno  di  legge  è già tornato due volte in  Commissione  ed  il
  tentativo  di  fare mediazione è stato fatto. Ma che mediazione  si
  può  fare rispetto al trascinamento alla seconda scheda? O c'è  una
  maggioranza che vota la doppia scheda o c'è la maggioranza che vota
  il trascinamento.
   La  mediazione  è  stata  trovata sulla  mozione  di  sfiducia  al
  sindaco, c'è chi, come me, vuole il 50 più 1, perché pensa  che  la
  norma  nazionale,  così come abbiamo recepito la  Delrio,  dovremmo
  recepire,  per  gli  enti  locali, la  parte  relativa  alla  legge
  nazionale e, quindi, ho riproposto il 50 più 1 per quanto  riguarda
  la mozione di sfiducia.
   Ho  presentato anche altri emendamenti rispetto a quando non viene
  rispettata la Costituzione, il ruolo costituzionale dei consiglieri
  comunali rispetto al sindaco.
   Signor  Presidente,  sono  pronto  ad  andare,  anche  adesso   in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  per  quanto
  riguarda   questa  norma.  Poi,  domani,  ci  facciamo  l'altra   a
  mezzogiorno, però, cominciamo a ragionarci stasera, perché  non  ha
  senso rinviare, ancora una volta, questa legge. Oramai, siamo fuori
  dalle elezioni, non c'è alcuno che ci pressa, abbiamo il tempo  per
  farlo  con  serenità, anche perché ricordo che quella legge,  fatta
  qualche  anno, che non prevedeva il trascinamento, è una, scusatemi
  l'inopportunità,   grande porcata .

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO.  Signor Presidente, io come lei ho, certamente, ascoltato
  il  dibattito d'Aula, sia di oggi che dei giorni passati.  Ricordo,
  però,  prima  di  tutto a me stessa, che questo  disegno  di  legge
  parte da un'iniziativa parlamentare firmata da ben 7 Capigruppo  di
  quest'Assemblea. Ed i 7 Capigruppo avevano raggiunto  un'intesa  su
  dei  punti.  Poi,  l'iter di questo disegno di legge è  stato,  più
  volte,  richiamato  e,  quindi, è stato rimandato  in  Commissione,
  dove,  nuovamente, è stato esaminato e, su quei due punti,  su  cui
  non  si  era  d'accordo, si è trovata la quadra. Ritorna  in  Aula,
  dopodiché,   certamente,  nessuno  può  impedire  ai  deputati   di
  presentare emendamenti. Poi, signor Presidente, lei parlava  di  60
  emendamenti;  di  questi 60 emendamenti 50 sono  soppressivi  delle
  stesse cose, quindi, alla fine, in realtà

   PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, lei è il Capogruppo del partito  di
  maggioranza,  dia una mano alla Presidenza, invece,  di  alimentare
  polemiche inutili.

   ANSELMO.  Ma  io le do una mano dicendole che, noi,  come  Partito
  Democratico vogliamo approvare la legge e vogliamo andare avanti su
  questa norma.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  ho  compreso, grazie.  Lei,  come  Partito
  Democratico, vuole approvare la legge.  Ho capito. Gli  emendamenti
  presentati  dal suo Gruppo parlamentare, è stato chiaro l'onorevole
  Panepinto.  Ed  allora,  scusate, gli emendamenti  sono  oltre  60.
  Ringrazio dell'intervento l'onorevole Cordaro.
   Comunico che sono inammissibili gli emendamenti non presentati  in
  Commissione:
   -A.31 presentato dal Governo, prevede  contributi per il personale
      precario, non è stato presentato in Commissione ;
  -A.32 presentato dal Governo, proroga il termine per l'approvazione
  del piano delle assunzioni degli enti locali;
  -A.33 presentato dal Governo, individua l'assessorato competente
  per l'integrazione scolastica dei soggetti con handicap;
  -A.9 a firma degli onorevoli Cani, Sorbello, Ragusa e Lentini,
  elimina doppia preferenza di genere;
  -A.16 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, non
  presentato in Commissione;
  -A.36 a firma degli onorevoli Cancelleri, Siragusa, Mangiacavallo,
  Cappello, prevede il sistema proporzionale per tutti i comuni con
  modifica rispetto al sistema vigente, non è stato presentato in
  Commissione;
  -A.24 a firma degli onorevoli Falcone, Assenza, Federico, prevede
  il consigliere comunale supplente, non presentato in Commissione;
  -A.34 a firma degli onorevoli Falcone, Assenza, Federico, modifica
  la normativa in materia di liste elettorali, non presentato in
  Commissione;
  -A.39 a firma degli onorevoli Musumeci, Ioppolo, prevede il seggio
  unico per lo spoglio nelle elezioni comunali, non presentato in
  Commissione;
  -A.40 a firma degli onorevoli Panarello, Raia, Digiacomo,
  Panepinto, prevede lo sbarramento nei consigli circoscrizionali,
  non presentato in Commissione;
  -A.10 a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Di Mauro, Lombardo,
  Fiorenza, prevede numero minimo di componenti dei Gruppi
  consiliari, non presentato in Commissione;
  -A.15 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, Assenza,
  prevede per i consiglieri comunali la possibilità di sostituire il
  gettone di presenza con l'indennità di funzione, non presentato in
  Commissione;
  -A.11 a firma degli onorevoli Cascio Francesco, D'Asero, Fontana,
  Alongi, Germanà, Lo Sciuto, Vinciullo, sopprime alcune norme
  introdotte dalla legge regionale 11/2015 in materia di assenza,
  rimborsi degli amministratori locali, non presentato in
  Commissione;
  -A.17 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, Assenza,
  sopprime alcune modifiche introdotte dalla legge 11/2015 in materia
  di assenza di amministratori locali, non presentato in Commissione;
  -A.18 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, Assenza,
  sopprime la stessa materia, non presentato in Commissione;
  -A.1 a firma degli onorevoli Falcone, Milazzo, Di Giacinto, Lo
  Giudice, specifica che l'assenza dal servizio dei componenti delle
  Commissioni consiliari entro il limite massimo di un'ora prima
  della seduta già prevista, comprende anche lo studio dell'ordine
  del giorno, non presentato in Commissione;
  -A.6 non presentato in Commissione, a firma degli onorevoli Greco
  Giovanni, Di Mauro, Lombardo, Fiorenza;
  -A.22 a firma degli onorevoli Sudano, Nicotra, Ruggirello,
  Sammartino, estende da un'ora a due ore prima o dopo la seduta il
  diritto di assenza dei componenti delle Commissioni consiliari, non
  presentato in Commissione;
  -A.7 a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Di Mauro, Lombardo,
  Fiorenza, estende il diritto di assenza degli assessori comunali da
  36 a 48 ore al mese, dal sindaco da 48 a 60 ore, non presentato in
  Commissione;
  -A.38 a firma degli onorevoli Falcone, Assenza, Federico, modifica
  la normativa in materia di elezioni degli organi, degli enti di
  area vasta, non presentato in Commissione.
   Mentre quelli presentati in Commissione sono stati distribuiti gli
  emendamenti   aggiuntivi,  già  presentati  in  Commissione.   Sono
  ammissibili, quindi, gli emendamenti:
   -A.28 del Governo;
  -A.27 del Governo;
  -A.19 a firma degli onorevoli Germanà, Alongi, Fontana, Lo Sciuto;
  -A.25 a firma degli onorevoli Panarello, Raia, Di Giacomo,
  Panepinto;
  -A.29 del Governo;
  -A.20 a firma degli onorevoli D'Asero, Fontana, Alongi, Germanà;
  -A.5 a firma dell'onorevole Fazio,  limite temporale della carica
  di candidato sindaco ;
  -A.23 a firma degli onorevoli Assenza, Rinaldi, Papale, Figuccia;
  -A.30 a firma Coltraro, Currenti, Giuffrida, Lentini;
  -A.4 a firma dell'onorevole Fazio;
  -A.35 a firma degli onorevoli Musumeci, Ioppolo;
  -A.26 a firma degli onorevoli Panarello, Raia, Digiacomo,
  Panepinto.

   Proprio   perché  sono  anche  più  di  60,  stasera  avviamo   la
  discussione in Conferenza dei capigruppo perché è stato  più  volte
  ribadito  che  su  alcuni  argomenti,  trascinamento,  mozione   di
  sfiducia  per ben due volte si era andati in Commissione e  si  era
  trovata  una  intesa.  Rimaneva aperta la questione  da  parte  del
  Movimento  Cinque Stelle relativamente alla doppia scheda,  ma  era
  quella che in generale rimaneva aperta e avrebbe votato l'Aula.
   Noi  ci  troviamo  dinanzi ad emendamenti che contraddicono  l'uno
  rispetto  all'altro.  Siccome  si  parla  di  regole,  ripeto,  non
  possiamo  andare  avanti a  scrutini segreti o al  buio  su  queste
  cose.
   Per cui, considerato che la Commissione ha fatto un ottimo lavoro,
  i  Gruppi  parlamentari  e quindi i partiti  dovrebbero  servire  a
  questo,   considerato  che  sono  stati  presentati   numerosissimi
  emendamenti, compresi quelli del Governo e indistintamente da parte
  di  tutti  i  Gruppi, accolgo l'invito di avviare  questa  sera  la
  discussione in Conferenza dei capigruppo.
   Ho  dichiarato così come sono stato richiamato, ma non poteva  non
  essere  così, onorevole Cordaro, inammissibili gli emendamenti  che
  non  hanno seguito il percorso; sugli emendamenti aggiuntivi  anche
  la Commissione, a mio avviso - lo diceva l'onorevole Di Giacinto  -
  ha  bisogno  di  tempo  e  di riflettere,  c'è  la  possibilità  di
  riflettere da oggi a domani alle ore 12.00. Domani si riprende e il
  disegno  di  legge rimane incardinato, salvo diversa determinazione
  che l'Aula può prendere domani stesso.
   Su questo argomento già è deciso.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, posto che
  trovo  inopportuno  il  fatto che vengano dichiarati  inammissibili
  emendamenti   perché  non  sono  stati  presentati  in  Commissione
  soprattutto  su argomenti come questi, per il semplice  fatto  che,
  quando  si  parla di regole, è quanto mai opportuno  che  tutto  il
  Parlamento, e non soltanto i componenti della Commissione,  possono
  essere  messi in condizione di discutere su regole che valgono  non
  soltanto  per questi parlamentari, ma anche per quelli che verranno
  in  futuro  e,  quindi, mi sembra giusto, proprio seguendo  il  suo
  ragionamento, che proprio in questa occasione gli emendamenti anche
  che non hanno visto la luce in Commissione di merito possono essere
  esaminati dall'Aula, anche perché parliamo di 60 emendamenti e  non
  di 6000 emendamenti. 60 emendamenti e non 6000.
   Quest'Aula  è abituata a farne migliaia di emendamenti e,  quindi,
  non  mi sembra opportuno, in occasioni come queste quando si  parla
  di  regole,  che vengono esclusi emendamenti solo perché  non  sono
  stati   presentati  in  Commissioni  di  merito,  visto  che  della
  Commissione di merito fanno parte 15 parlamentari e il Parlamento è
  composto da 90 parlamentari.
   Detto  questo, per quanto riguarda il mio emendamento che è  stato
  dichiarato inammissibile perché non passato in Commissione - adesso
  non  ricordo il numero, credo A.11 - io invece, purtroppo, la  devo
  smentire,  Presidente, il mio emendamento è  stato  valutato  dalla
  Commissione e bocciato dalla Commissione. Ma il fatto che sia stato
  bocciato   non   significa  che  sia  precluso  per  l'Aula.   L'ho
  ripresentato per l'Aula perché venga bocciato nuovamente  in  Aula,
  ma mi consenta di farlo bocciare dall'Aula.
   Non  conosco il numero, credo A.11, ne ho presentato soltanto uno.
  E'  andato in Commissione ed è stato bocciato, non capisco come sia
  arrivato invece il giudizio di mancanza di presenza in Commissione.

   PRESIDENTE. No, scusate, su questo abbiamo deciso. Per  chiarezza,
  faccio    distribuire   gli   emendamenti   che   sono   dichiarati
  inammissibili  perché non sono transitati per un fatto  procedurale
  dalla Commissione.
   Presidente  Cascio, mi dispiace che sia proprio lei  a  richiamare
  questa  Presidenza,  sulla base della sua  esperienza,  perché  non
  abbiamo 6000 emendamento perché forse da questa legislatura abbiamo
  applicato  il  Regolamento  e  perché  deve  passare  tutto   dalla
  Commissione, altrimenti ne avremmo avuti 7000. Mi dispiace  proprio
  da parte sua.
   Il  Regolamento è chiaro su questo e se io ho invitato i Gruppi su
  una  materia a riflettere, tutti i Gruppi, un senso c'era su questa
  cosa, se mi arrivano emendamenti pure da parte del Governo che  non
  c'entrano con la materia.
   Onorevoli colleghi, comunico che la seduta sarà rinviata a  domani
  alle ore 16.00. Interverrà il Presidente della Regione per riferire
  in  ordine  alla questione finanziaria dei rapporti con il  Governo
  nazionale.
   La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata a
  chiusura  di questa seduta; distribuirò gli emendamenti  aggiuntivi
  sia  quelli  ammissibili  che  inammissibili;  verifichiamo  quanto
  dichiarato dal presidente Cascio e così

   FORMICA.   Perché  due  Conferenze  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari?

   PRESIDENTE.  Perché  me  lo avete chiesto voi,  scusatemi   L'Aula
  decide  se  vuole  tenere  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.   Io,  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  la  tengo  ora subito a chiusura  della  seduta  per
  distribuire   gli   emendamenti   aggiuntivi,   quelli   dichiarati
  ammissibili  e  quelli inammissibili. Se si è verificato  un  caso,
  come  evidenziato  dall'onorevole  Cascio,  nessuna  difficoltà   a
  rivedere  la posizione da parte degli Uffici, questo mi sembra  più
  che evidente.

                           (Brusio in Aula)

   Non  è normale quello che succede  Noi, con questo clima, dovevamo
  andare a discutere di regole se non decidiamo neanche quando tenere
  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari?
   La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si  terrà  a
  chiusura di questa seduta, come richiesto dall'onorevole Panepinto;
  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari distribuiremo
  gli  emendamenti aggiuntivi, sia quelli dichiarati ammissibili  che
  quelli dichiarati inammissibili per una pronta verifica - ripeto  -
  pronta   a   rivedere   posizioni  da  parte   degli   Uffici   se,
  effettivamente, c'è stato questo errore nel corso dei lavori.
   Pertanto,  è  così deciso e la seduta sarà rinviata a domani  alle
  ore 16.00.

   RINALDI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  le
  voglio  ricordare  che lei, non molto tempo  fa,  ma  quando  si  è
  verificata  la  stessa  situazione  in  altre  occasioni   con   la
  Finanziaria  ed altre leggi, ha chiesto all'Aula se gli emendamenti
  non presentati in Aula potessero essere inseriti oppure no. Quindi,
  le  regole, o vanno per sempre o non quando decidiamo di  attuarle,
  mi faccia parlare

   PRESIDENTE. No, onorevole Rinaldi

   RINALDI,  relatore. Signor Presidente, lei, la  volta  scorsa,  ha
  dato la possibilità e la facoltà all'Aula di decidere quale

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, le regole possono essere modificate
  se  l'Aula all'unanimità si pronuncia  L'onorevole Cordaro ha fatto
  un  espresso  richiamo a questa Presidenza, ed è un  Presidente  di
  Gruppo  parlamentare, dicendo praticamente che la Presidenza doveva
  stabilire i paletti.
   Onorevoli colleghi, è convocata in Sala Biblioteca la riunione dei
  Presidente dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   La seduta è rinviata a domani, 22 giugno 2016, alle ore 16.00, con
  il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEL  DISEGNO DI LEGGE:

             Rifinanziamento  di  leggi di spesa  in  agricoltura .
              (n. 1189/A) (Seguito)

                Relatore: on. Vinciullo

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
            consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
            1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Rinaldi

        2)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
            amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
            854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

                   La seduta è tolta alle ore 17.44

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio