spesa in agricoltura' (n. 1189/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.32
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della seduta
precedente sarà data lettura in altra seduta.
Discussione del disegno di legge
«Rifinanziamento delle leggi di spesa in agricoltura». (n. 1189/A)
PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno: Discussione
del disegno di legge «Rifinanziamento delle leggi di spesa in
agricoltura». (n.1189/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Il presente disegno di
legge, che si propone all'esame dell'Aula, reca il rifinanziamento
per il 2016, delle leggi di spese relative ai consorzi di ricerche
in agricoltura, al Consorzio per la ricerca sulla filiera latterio-
caseario (Corfilac) ed alle associazioni regionali degli allevatori
della Sicilia (Aras), per gli importi rispettivi di 400 migliaia di
euro, 1.360 migliaia di euro e 2.526 migliaia di euro.
La relativa copertura finanziaria è assicurata mediante
corrispondente riduzione del fondo di cui al comma 8 bis
dell'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, così
come rideterminato dal comma 2 dell'articolo 21 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3.
L'intervento si rende necessario per il fatto che i suddetti enti
non possono essere ricompresi fra quelli destinatari dell'avviso
pubblico per la concessione di sostegno economico, sotto forma di
contributo da parte della Regione, tenuto altresì conto che agli
stessi è stata attribuita la personalità di diritto pubblico.
Signor Presidente, dunque, noi accettiamo di buon grado la
proposta che lei ha avanzato, anche perché il disegno di legge è
stato esaminato, esitato favorevolmente dalla commissione, l'11
maggio del 2016. E' passato più di un mese, addirittura 40 giorni,
quindi, mi sembra giusto che questo disegno di legge possa essere
discusso.
Tra le altre cose, vorrei ricordare che la commissione bilancio,
già su questo argomento si era ampiamente pronunciata,
favorevolmente, nel corso dell'approvazione della finanziaria e,
giustamente, è stato stralciato perché non ricompreso fra quelli
che originariamente erano stati inviati dalla commissione, di
conseguenza, è chiaro che la volontà della commissione bilancio,
fin dall'inizio, era quella di far sì che questi tre soggetti, a
vario titolo, potessero accedere ai finanziamenti previsti dalla
Regione.
Ricordo, a questo proposito, che la commissione non si è limitata
soltanto ad ascoltare l'assessore Baccei e l'assessore Cracolici,
ma è stato convocato anche il Sottosegretario all'agricoltura, in
maniera tale che il testo potesse anche coordinarsi con la
legislazione nazionale, dal momento che, sulla stessa lunghezza
d'onda, si è ritrovato il Governo nazionale. Per questo motivo,
signor Presidente, la commissione è favorevole alla discussione
immediata di questo disegno di legge.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, ormai sono stanco di parlare del Corfilac e dell'Aras.
No, non è un problema di riposo, onorevole Dina, perché ogni
qualvolta si tratta di cose che riguardano in particolar modo il
territorio della provincia di Ragusa, diventa un problema enorme
portare avanti anche quelle cose che sono più ovvie e più scontate.
E, siccome, quando parliamo di Aras, il 70% della zootecnia della
Sicilia è in provincia di Ragusa, ovviamente, a noi ragusani la
cosa pesa molto, molto di più, sicuramente, rispetto al resto del
Parlamento. E, siccome, non possiamo discutere solamente di PIP, di
forestali e di cose che riguardano i colleghi di Palermo, i
colleghi di Catania, esistono anche le altre realtà, dove hanno e
dove abbiamo un minimo di esigenza per le nostre categorie
produttive.
Noi a Ragusa siamo arrivati al punto che l'Aras non dà più
servizi, che abbiamo lo sciopero in bianco in corso, non da parte
del Corfilac, ma degli allevatori, perché quando si bloccano
servizi importanti, come quelli che fa l'Aras, ovviamente, gli
allevatori ne soffrono perché non possono avere i servizi che sono
per loro fondamentali e basilari.
Da una parte, quindi, sono contento che, finalmente, dopo un mese,
questo argomento va in Aula. Ho avuto modo di parlarne con il mio
capogruppo, proprio oggi, ne avevo parlato anche con il vice
presidente Lupo, che ringrazio insieme al capogruppo e sono
contento che, oggi, finalmente entriamo nel merito, ringrazio
l'assessore che ha chiesto anche lui il prelievo, proprio oggi
avevamo avuto questa discussione in Commissione, assessore
Cracolici, e prima ancora con l'onorevole Lupo stamattina, perché è
difficile la situazione per chi vive quel territorio, il territorio
ragusano, ma non solo. Io, ed anche l'onorevole Di Giacinto qui
accanto, che vive anche lui, anche se in minima parte rispetto al
territorio di Ragusa il problema dell'Aras, abbiamo più volte
ascoltato sindaci, amici comuni, che si lamentavano con noi perché
davvero stiamo assistendo alla morte dell'Aras.
Ma il problema non è solo questo del disegno di legge, lì abbiamo
anche un altro problema che riguarda le risorse che l'Aras deve
prendere da tempo, e che ancora oggi non riesce a prendere, hanno
dieci mesi di stipendi arretrati, e questo è inconcepibile
Io sono sicuro che l'Assessore farà di tutto per evitare che la
pietra tombale sull'Aras Sicilia venga messa da questo Governo, da
questo Assessore e da questi deputati. Perché anche io ho in parte
le mie responsabilità, non vorrei davvero avere anche questo
primato e io la prego, Assessore Cracolici, di non farmi chiudere
questa esperienza anche col primato di aver portato l'Associazione
allevatori all'estinzione.
Quindi, intanto, che ben venga questo disegno di legge che abbiamo
voluto, sostenuto, anche in Commissione, anche se purtroppo è
passato un mese: questo disegno di legge ci permetterà anche di
risolvere i problemi del Corfilac e degli altri centri di ricerca
che sono presenti in Sicilia, io mi auguro e chiedo al Parlamento
davvero di essere veloci e di poter dare questo strumento prima
possibile, questa norma prima possibile agli enti di ricerca e
all'Aras perché ne vale la vita economica delle nostre aziende.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, forse
non dovevamo neanche dare il benvenuto a questa legge perché era
già scontato e ne abbiamo parlato nella Finanziaria scorsa, e
quando abbiamo chiesto più volte all'assessore Cracolici se il
Corfilac poteva essere inserito in quel contesto e poi partecipare
ai bandi, dopo ci siamo resi conto tutti che non era possibile.
Quindi, che ben venga questa legge anche se con grande ritardo, ma
siamo pronti tutti a votarla perché fa parte di un ragionamento
generale della Regione siciliana, perché è un centro dove si fa
ricerca e io penso che il passato bisogna ricordarcelo un po'
tutti, è un patrimonio di questa Regione, il Corfilac, e non si può
fare si che tutto venga dimenticato, che tutto passi in modo
inosservato, che tutte le risorse buone di questa Terra vengano
messe in secondo piano. E questo vale per il centro di ricerca
Corfilac, questo vale anche per l'Aras, perché mentre noi qui
dibattiamo, tante aziende zootecniche sono in sofferenza e questo
dovrebbe indurre l'Assessore all'Agricoltura siciliana a pensare un
po' meglio a quello che è l'agricoltura in generale.
Assessore, comprendo che lei è molto impegnato, d'altronde lei
guida un grande assessorato, ma la pregherei di far partire subito
i bandi che riguardano la Crias, perché significa acquisto per le
scorte e se le scorte non si acquistano ora non si potranno più
acquistare dopo perché non avrebbe più senso, e questo vale anche
per i bandi europei, perché siamo in netto ritardo.
Se lei Assessore vuole e se noi, come Parlamento, come
maggioranza, vogliamo cambiare regime a questo andamento politico e
regionale, bisogna che ci mettiamo in cammino in modo rapido e
veloce perché non è possibile tutto questo ritardo, pagheremo le
conseguenze economiche, finanziarie e forse anche politiche di
questa storia E questo vale anche per i Consorzi di bonifica.
Da più tempo lei parla di fare riforma per i Consorzi di bonifica,
vediamola questa riforma, studiamola, conosciamola a fondo; questo
vale anche per i forestali, dove si parla di riforma, abbiamo
bisogno di approfondire queste tematiche perché riguardano ambiti
di lavoratori che sono in grande sofferenza; questo vale per l'Esa
cui ho il piacere di occuparmi, di tutta questa gente che ha
bisogno e che chiede lavoro e riguarda anche Pip palermitani.
Non ha importanza chi riguarda, ma sono famiglie in sofferenza che
hanno bisogno di essere aiutate e sostenute, perché fanno parte di
un tessuto sociale-economico e regionale e abbiamo il dovere e
l'obbligo morale di occuparci di tutte queste cose. Non possiamo
girarci dall'altra parte e questo vale per lei, Assessore, ma vale
anche per me, perché io la sostengo in questa esperienza e quando
io parlo con lei è come se parlassi con me. Per cui, Assessore, la
prego di andare avanti.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa. Ha facoltà di parlare
l'assessore Cracolici.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
dire al collega Ragusa che non abbiamo nessun ritardo. C'è un crono
programma: abbiamo approvato il PSR il 1 marzo in Comitato di
sorveglianza; è stata fatta la procedura scritta per l'adozione dei
criteri di selezione; avevamo detto che entro la fine di giugno
l'avremmo fatto, posso annunciare che ritarderemo si e no di 15
giorni, cioè pubblicheremo le misure 4, i bandi delle misure 4 a
metà luglio. Quindi, nessun ritardo, anche perché evitiamo di dare
messaggi sbagliati.
Questa rappresentazione che per essere bravi dobbiamo dire che
tutto fa male, io credo sia un grave errore culturale. Assicuro che
stiamo andando dietro al crono programma che avevamo definito. Come
si sa il PSR ha la regola N+3, quindi noi dovremmo utilizzare i
fondi di quest'anno ed avere 3 anni per rendicontarli, pertanto,
non drammatizziamo cose semplici.
Seconda questione: io credo sia necessario fare questa legge. E'
stato già detto da altri colleghi, ma per una ragione fondamentale:
con il 128 noi non possiamo finanziare spese di funzionamento. Il
Corfilac e i consorzi di ricerca, con il bando che si sta facendo,
non possono avere risorse perché qui con queste risorse dobbiamo
finanziare le spese di funzionamento. Il bando di cui, ex tabella H
riguarda attività, ecco perché è necessario fare la legge.
Per quanto riguarda l'Aras, la questione è un pò diversa, perché
l'Aras fa attività. Noi non finanziamo funzionamento, paghiamo
prestazioni. Però qui si pone una esigenza che siccome l'Aras è co-
finanziato dalla Regione e dallo Stato, cosa succede? Mentre per i
fondi regionali noi utilizziamo le procedure del 128, cioè
l'anticipo del 40% e poi il saldo al consuntivo, con i fondi
nazionali fino ad oggi abbiamo utilizzato pure le procedure del
128, cosa che è assolutamente illogica, perché lo Stato ci
trasferisce le risorse, e noi queste risorse dobbiamo semplicemente
trasferirle all'Aras una volta che lo Stato li ha accreditate.
Ecco, la norma che stiamo facendo prevede sia una modifica dei
criteri di pagamento, quindi sull'Aras faremo una eccezione, cioè
per la Regione anticiperemo non il 40 ma l'80 perché il meccanismo
è tale che poi quando gli dobbiamo dare i soldi non riusciamo a
darglieli perché sono in sofferenza con il durc. Quindi gli diamo
l'anticipazione dell'80% sulla quota regionale, e gli diamo la
quota dello Stato quando arriva direttamente all'Aras. Quindi non è
né una eccezione né una particolarità, ma semplicemente un fatto di
funzionalità.
Anche io chiedo ai colleghi di potere approvare rapidamente questo
disegno di legge, anche perché nel frattempo visto che oggi è stato
decretato il provvedimento dei famosi 500 milioni, questo ci
consentirà di dare copertura intera al bilancio della Regione ed
emettere i provvedimenti relativi, compresi quella della ex tabella
H.
PRESIDENTE. Grazie. Abbastanza chiaro l'Assessore Cracolici.
Onorevoli colleghi, non essendoci altri interventi, diamo
formalmente il termine fino a domani, alle ore 16.00 per presentare
emendamenti. Onorevole Greco, le preciso che dobbiamo evitare di
introdurre emendamenti che riguardano altri soggetti. Questo è il
senso, perché allungheremmo di gran lunga il procedimento
legislativo con il rischio di non dare corso definitivo a questo
disegno di legge che è stato esaminato dalla II Commissione.
Allora, il termine per presentare gli emendamenti è stabilito fino
alle ore 17.00 di domani, quindi, oltre le 24 ore.
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali' (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifica di norme
in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali.» (nn. 1153-15-845-860- 922-1003-
1126/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge «Modifica di norme in materia di
elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
organi comunali. (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126/A), posto al
n. 1).
Ricordo che la I Commissione aveva, più volte, esaminato questo
disegno di legge; io pensavo che il procedimento si fosse concluso;
mi hanno insegnato, nel corso degli anni, che le regole si scrivono
tutti assieme; sono arrivati quasi 60 emendamenti, e peraltro ce
n'è qualcuno che potrebbe destare anche qualche questione di
incostituzionalità, che riguarda l'abolizione della preferenza di
genere.
Allora, io propongo, domani in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, ma questo deve deciderlo l'Aula, di trattare
questa materia per capire se noi dobbiamo andare avanti con il
disegno di legge che è stato esitato per ben due volte, se non
ricordo male, dalla Commissione per cercare di trovare una sintesi
su questo.
Non la sto rinviando, è iscritta all'ordine del giorno. E allora
propongo di affrontare l'argomento domani in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari alle 12.00, affinché ci sia una
intesa su alcuni argomenti che dobbiamo trattare, la questione del
maggioritario se 15 mila o 10 mila che era stata posta, cioè di non
aprire il discorso con scrutini segreti su emendamenti che mettono,
praticamente, a rischio l'intero impianto, di questo si tratta.
Io, su questo gradirei sapere cosa ne pensa l'onorevole Cascio
nella qualità di presidente della Commissione, credo che sia una
proposta di buon senso, cioè la politica ci dovrebbe portare a
questo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cascio Salvatore.
CASCIO Salvatore, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io raccolgo il suo invito e, sicuramente,
questa proposta, se ha lo scopo di chiarire alcuni aspetti del
disegno di legge in seno ai gruppi politici, è ben accetta.
Per quanto riguarda lo studio di questo disegno di legge, lo
sappiamo a memoria perché lo abbiamo studiato per ben due volte,
una prima volta, in Commissione, è andato in Aula, è ritornato in
Commissione e, finalmente, siamo alla stesura finale.
Ora, io capisco che i colleghi, nella loro facoltà, possono
presentare emendamenti perché questo me lo dice il Regolamento, lo
prevede la legge e, quindi, nessuno di noi può costringere qualche
Deputato a non presentare emendamenti, però, se il ragionamento è
su una questione politica di linee guida, da parte dei Gruppi
parlamentari, mi trova d'accordo la sua proposta con l'impegno -
penso - che non può essere rinviato sine die, dobbiamo dare un
termine per cui, domani pomeriggio al massimo, noi dobbiamo
continuare col disegno di legge, alla fine della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Quindi, la mia proposta può essere per oggi valida, ma non può
essere valida per la prossima settimana; noi la prossima settimana
questo disegno di legge lo dobbiamo esitare.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che in
materia elettorale non è buona norma affrontare ad ogni piè
sospinto delle modifiche di norme elettorali. Ritengo che sia
sbagliato e indice di immaturità, fibrillazione politica e
decadenza o decadentismo dal punto di vista della democrazia. E'
pericoloso, ha generato sempre, comunque confusione. Sulla riforma
elettorale dei comuni eravamo tutti d'accordo, quando le varie
proposte di modifica sono state presentate, sulla correzione minima
di alcun punti in coerenza con la legge esistente. Uno di queste
era il voto di trascinamento in coerenza con la scheda unica,
perché voglio ricordare che con la scheda unica è obbligatorio che
ci sia l'apparentamento.
Se c'è l'elezione a scheda unica per la quale si prevede
obbligatoriamente, pena la non presentazione delle liste
elettorali, che ci sia il collegamento tra la lista presentata ed
il sindaco, e dall'altro lato il collegamento tra il sindaco e la
lista, mi pare ovvio, che ci sia che sia previsto il voto di
trascinamento. Il tentativo di modificare, di mediazione, l'ho
detto la volta scorsa, di modificare le percentuali per la
sfiducia, secondo me, è un buon compromesso.
Pensare di rivoluzionare, come si è fatto finora per anni con la
doppia scheda, con una serie di cose che nulla hanno a che vedere
in un corpo contestuale, che non viene cambiato, di pesi e
contrappesi, con la doppia scheda che per me può essere
condivisibile, ma non così . Non si può fare una riforma
introducendo così la doppia scheda e lasciando tutto così com'è. E'
una norma che prevede la modifica integrale dei pesi, dei
contrappesi, non solo nella elezione all'interno del corpo dei
singoli comuni
PRESIDENTE. Però, scusate, sta parlando il collega, è inutile che
poi ognuno va al podio, dice il proprio discorso e non ascolta
quello che hanno detto gli altri. Questo è un brutto vizio.
FORMICA. Sto cercando di fare un discorso generale. I sistemi
devono avere una coerenza intrinseca. Non si può, a spizzichi e
bocconi, introdurre modifiche che stravolgono, senza di fatto
essere ponderati ed avere i contrappesi.
Per quanto riguarda l'accenno che lei ha fatto al voto di genere,
è un mio emendamento, l'ho presentato io. Lo sa perché, signor
Presidente, l'ho presentato? Glielo spiego subito. Noi con il voto
di genere, nelle regioni meridionali ed in Sicilia, in particolare,
abbiamo reintrodotto il controllo mafioso del voto, e sono in grado
di spiegare, anche con i dati alla mano, nelle ultime elezioni, che
un gruppo di potere che controlla un gruzzolo di voti, di 300 di
400 voti, con quel gruzzolo di voti, anziché avere diritto ad un
consigliere comunale, casomai se ne prende due e se noi accoppiamo
la diminuzione del numero degli eletti, così come c'è stata, con
questo tipo di elezione, un gruppetto di voti che viene
controllato, prende due consiglieri comunali anziché uno e
controlla le maggioranze. Si passa da 8,6 a 7,7, per esempio,
quindi, nella conformazione attuale considerare che non vi è più
valido, uno vale uno e uno deve essere uno, noi invece abbiamo
introdotto uno vale due, con il controllo mafioso o dei gruppi di
interesse delle politiche.
La preferenza deve essere unica, oppure si passa al maggioritario
uninominale, non ci sono altre scorciatoie. E' possibile che in
alcune zone del nord il voto di genere abbia avuto una sua nobiltà,
nel meridione non è così.
Abbiamo assistito in queste elezioni a comuni con cinquemila
abitanti e quattromila votanti, a gruppi di persone, a due a due,
che hanno preso 700 voti come se fossero nel comune di Palermo ed
hanno fatto man bassa e razzia di quei posti in consiglio comunale,
non di 40 posti in consiglio comunale, ma di due, tre posti in un
consiglio comunale la cui maggioranza è fatta di otto e capite bene
cosa significa.
Quindi, il motivo per cui ho presentato quell'emendamento è
chiaro: noi non vogliamo il controllo mafioso del voto e le mani
dei gruppi di potere sui consigli comunali.
Io, sulla sua proposta, Presidente, di rinviare a dopo la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, posso essere
anche d'accordo. Sono d'accordo sul fatto che se domani si
raggiunge, e io lo auspico, un accordo in Conferenza, si elimina la
maggior parte degli emendamenti presentati - del resto non c'è più
alcuna urgenza -; l'accordo originario era su uno, due punti
coerenti: si eliminano tutti gli emendamenti che sono, secondo me,
ultronei e che non hanno veramente urgenza e si passa rapidamente
al voto, possibilmente domani stesso in Aula, perché se si pone
mano ad introdurre altro, per quanto delle ipotesi possono essere
condivise, sarebbero pericolose e premature nel momento in cui si
introducono senza considerare il resto, ed il resto è fondamentale,
cioè i contrappesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, sul
problema della norma della rettifica dell'elezione dei sindaci e
dei rispettivi consessi civici quest'Aula discute da tre, quattro
mesi. Prima c'è stata tutta la telenovela, legata al fatto di
approvarla o rinviarla alla prossima tornata elettorale, oggi,
scopriamo che vari gruppi di quest'Aula si sostengono, chi sostiene
che dobbiamo togliere la doppia preferenza, chi la doppia scheda,
chi il maggioritario; sostanzialmente, è uscito un disegno di legge
che è stato discusso in Commissione dove sono rappresentate tutte
le varie forze politiche e dove, proprio su questa norma, ci si è
attardati in maniera inequivocabile al momento della discussione in
seno alla Commissione.
Ricordo a me stesso, prima, ed a tutti i presenti in quest'Aula,
che questo testo di legge è rimasto per diversi mesi in Commissione
proprio per far nascere e per far approvare un testo che
rispondesse alle esigenze. E, poi, lo dobbiamo dire con molta
onestà, in questa norma non abbiamo stravolto niente. Abbiamo
solamente, l'ho detto nel mio intervento di qualche settimana fa,
individuato un percorso di mozione di sfiducia del sindaco, con la
stessa norma per cui viene dato il premio di maggioranza al momento
dell'elezione; oggi, nasce il problema della doppia scheda, però,
sostanzialmente, su questa base l'Aula o la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari si pronunci su questo perché
diventa un problema importante ed un nodo principale da sciogliere
oltre che la doppia preferenza, per cui sui due, tre punti
indispensabili, i 60 emendamenti sono per distogliere, tranne che
io debba ritenere che siano presentati strumentalmente senza una
logica e con l'obiettivo, sostanzialmente, di stravolgere la norma
per approdare solo ad un papocchio di norma.
Per cui, signor Presidente, si potrebbe anche formulare l'ipotesi
di sospendere stasera l'Aula ed attivare l'incontro con i
Capigruppo per trovare una sintesi su tre, quattro punti.
Questa norma, d'altra parte, cosa individua? Tre, quattro punti;
tre, quattro motivi: il trascinamento o la doppia scheda dagli
emendamenti che sono stati presentati; la mozione di sfiducia con
la stessa regola dell'elezione ed il maggioritario da 10 mila a 15
mila.
I tre elementi nuovi di questa norma sono questi. Su tre elementi
penso che quest'Aula possa trovare la sintesi nel giro di qualche
minuto, tranne che l'ostruzionismo già attuato da qualche mese non
voglia continuare, sine die ad oltranza fino a fare affondare la
proposta di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente sulla proposta di rinvio. Ovviamente, ritengo sia
necessario - dopo che sono pervenuti 60 emendamenti, mi sembra di
aver capito - fare un momento di riflessione, attraverso la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Certamente, il voto di trascinamento è una cosa alla quale non
possiamo rinunciare da parte nostra; certamente una serie di
emendamenti sono apprezzabili, pur tuttavia non possiamo mettere
in discussione l'intero impianto della norma.
Addirittura, si fa riferimento alla possibilità di eliminare la
doppia preferenza di genere, ma ritengo sia una cosa che andrebbe
contro quello che sta accadendo un po' a livello nazionale,
sarebbe, veramente, una cosa in assoluta controtendenza.
Ci sono alcuni punti, alcuni paletti certi che devono far parte
decisamente di questa riforma, ma il fatto che questo fiume in
piena di emendamenti stia arrivando in Aula, significa che
evidentemente la quadra su questa norma non c'è, quindi,
assolutamente, rispetto al Gruppo parlamentare di Forza Italia
ritengo di poter apprezzare quest'idea e questa richiesta di
rinviare ad una decisione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari perché stiamo parlando, ovviamente, della
possibilità e della necessità di intervenire sul piano legislativo
andando a modificare gli assetti, da qui ad un anno, che si
verranno a creare rispetto alle consultazioni elettorali.
Volevo dire solo questo, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei che
l'assessore Lantieri si ricordasse che è assessore. Assessore
Lantieri, se le è possibile seguire il dibattito, visto che è
materia importante della quale gradiremmo che il Governo si
occupasse.
Presidente, posso chiederle una cosa? Anziché avvitarci in un
dibattito, in queste ore, che è un dibattito che ci divide in
quanto ognuno la pensa in maniera diversa: ho visto colleghi che
hanno votato la legge, presentare emendamenti diametralmente
opposti al testo della legge. Ebbene, Presidente, perché non
sospende l'Aula e convoca adesso la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari?
Sospenda l'Aula e riunisca la Conferenza, adesso, in modo tale che
non si facciano tre dibattiti: uno qua, uno all'interno dei Gruppi
e l'altro in Conferenza.
Siccome si tratta di regole, e lei ha ragione, e l'umore cambia a
secondo se siamo prima o dopo le elezioni, perché poi è anche
questo, perché c'era una spinta sulle elezioni che si sono svolte
qualche ora fa, ora ce ne sono altre; siccome far ritornare il
disegno di legge in Commissione sarebbe - a mio parere - il segnale
dell'incapacità a produrre atti normativi, però, siccome non ho
visto nemmeno gli emendamenti aggiuntivi
Assessore, se la mia Capogruppo mi consente
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Sto seguendo il dibattito.
PANEPINTO. Lei è l'Assessore, se può seguirmi perché mi farebbe
anche piacere che il Governo entrasse nella partita, in qualche
maniera.
Per cui, Presidente, le chiedo formalmente, nella qualità di
relatore, considerato l'iter sofferente che ha avuto il testo: è
arrivato in Aula, io sono stato uno di quelli a riportarlo in
Commissione, dopodiché vedo emendamenti di natura diversa; ebbene,
Presidente, sospendiamo l'Aula ed evitiamo di apparire esattamente
un circo equestre, dove ognuno si esibisce in un numero diverso.
Sospenda l'Aula, convochi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, io chiedo all'Assessore di provare a contattare,
informalmente, i Capigruppo di tutto questo Parlamento perché si
tratta di regole e che si faccia lei carico, Governo, di trovare se
ci sono le condizioni, una mediazione su regole che riguardano
tutti i comuni siciliani.
Per cui da subito le chiedo di sospendere l'Aula e riunire la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questa proposta, abbiamo ancora
iscritti a parlare gli onorevoli Cordaro, Rinaldi, Di Mauro e Di
Giacinto. Però, se dobbiamo entrare nel merito, scusate
Guardate, avevo chiesto di sentire, per ovvie ragioni, il
Presidente della Commissione, il quale per fortuna ha precisato:
io non ho alcuna difficoltà a discutere in Conferenza dei
Capigruppo anche domani, l'importante è che rimanga iscritto
all'ordine del giorno perché lo dobbiamo trattare . Scusate,
siccome si è fatto riferimento al rinvio in Commissione, non è
questo il senso. Avevo detto trattiamo domani in Conferenza dei
Capigruppo, mi rendo conto che ci saranno anche altri problemi. C'è
una contro proposta dell'onorevole Panepinto, iniziamo a discutere
da stasera in Conferenza dei Capigruppo. Perché ci sono anche
emendamenti aggiuntivi Perché è stato abbastanza chiaro
l'onorevole Panepinto dicendo che c'è una presentazione di
emendamenti da parte di colleghi che, in Commissione, hanno votato
in maniera diametralmente opposta allo stesso emendamento. E,
siccome, si tratta di regole, non possiamo andare avanti alla cieca
su queste cose. Ognuno deve sapere ciò che vuole, poi, può uscire
pure un risultato diverso rispetto a quello che è uscito fuori
dalla Commissione, però, obiettivamente la Commissione ha lavorato,
ha trovato un'intesa, ha superato lo scoglio della mozione di
sfiducia che era al 50 per cento. Dico, ci dobbiamo venire incontro
su queste cose. Per cui, se insistete di intervenire stasera, vi
darò la possibilità di farlo, per carità. Però, per quello che mi
riguarda, dopo gli interventi si inizia la discussione in
Conferenza dei Capigruppo, per quelli che ci sono e domani
adotteremo una decisione definitiva sempre in Conferenza.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non
desidero entrare nel merito della questione, desidero, invece,
rimanere in linea con quello che era il parere, in qualche modo,
richiesto da lei, Presidente dell'Assemblea, ai deputati.
Allora, vorrei che fosse chiaro un concetto: se noi dobbiamo
trattare tra i Capigruppo in rappresentanza delle esigenze o dei
desiderata normativi dei Gruppi parlamentari qualcosa che viene
già sfrondato da lei, Presidente dell'Assemblea, allora ci stiamo
prendendo in giro.
È giusto, Presidente dell'Assemblea, che lei da arbitro detti i
paletti, però, a quel punto, non ci chiedete di confrontarci come
ha fatto l'onorevole Panepinto tra Capigruppo, perché io sono
disposto a confrontarmi con i Capigruppo e sono disposto a trovare
una quadra, visto che di regole si parla e le regole si fanno con
una maggioranza assolutamente qualificata e di questo sono
convinto, ma il tema è che ci dobbiamo mettere d'accordo, perché se
cominciamo a vedere che mancano gli emendamenti aggiuntivi che non
so dove sono finiti è inutile che chiedete, poi, ai Capigruppo di
fare la quadra, perché già qualcuno ha fatto il triangolo o il
cerchio E, a me, non sta bene, cara onorevole Anselmo.
ANSELMO. Non lo conosco neanche io
CORDARO. Non le sto chiedendo di difendersi da un'accusa che non
le sto ponendo, le sto chiedendo, insieme a me, di decidere se
vogliamo ragionare in maniera seria sulle regole, sono pronto a
farlo, a confrontarmi a 360 gradi, non soltanto perché già è la
terza volta che da vicepresidente della I Commissione Affari
istituzionali' mi occupo di questo legge, ma perché soprattutto è
arrivato il momento di stabilire, in maniera democratica, se ci
riusciamo con un ragionamento previo, altrimenti, confrontandoci in
Aula, che modello di legge elettorale vogliamo per gli enti locali.
Io, ad esempio, sono convinto, non per contraddire l'inizio del
mio ragionamento, ma perché voglio affermare - farò soltanto questo
esempio - che sono e resto per l'effetto trascinamento, perché
tutti i voti che ci sono stati, in questi mesi, in Sicilia hanno
dimostrato che quel voto è una truffa, perché quando esce fuori che
tra il voto alle liste ed il voto al sindaco che è collegato a
quelle liste c'è una differenza del 40 per cento dei voti,
evidentemente, dobbiamo renderci conto - e questo accade sempre -
che non è un errore del cittadino di Bagheria piuttosto che di
quello di Partinico. È il fatto, o meglio la conseguenza di una
legge fatta male che inganna i cittadini siciliani.
Rispetto a questa cosa io ci metto la faccia e lo dico con
assoluta chiarezza. Se ci sono temi che possono trovare sintesi
prima di venire in Aula, sono disposto a confrontarmi con tutti,
però, il principio che ho detto all'inizio e, cioè che ci deve
essere qualcuno che in ragione delle legittime prerogative di
arbitro deve decidere quali sono i paletti entro i quali, poi, i
Capigruppo si possono confrontare, è un tema che non mi troverà mai
d'accordo.
Quindi, presidente Ardizzone, siccome sono abituato a non mandarle
a dire, le dico che sono pronto a confrontarmi da subito, domani a
mezzogiorno in Conferenza dei Capigruppo, dove volete voi, nel
contesto che voi individuerete, a condizione che le regole
prevedano un ragionamento a 360 gradi perché non ci sono
emendamenti che hanno meno dignità di altri; ci sono emendamenti
che vanno ragionati, nell'ambito di una corretta formulazione
costituzionale, nell'ambito di un perfetto e serio raccordo delle
norme, ma senza figli e figliastri perché questo mi vedrebbe,
ovviamente, in disaccordo.
PRESIDENTE. Credo che siamo in perfetta sintonia, onorevole
Cordaro, nonostante il suo tono. È iscritto a parlare l'onorevole
Rinaldi. Ne ha facoltà.
RINALDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessori, con tutto il rispetto di questa impostazione che lei,
oggi, vuole dare, anche con tutto il rispetto dell'onorevole Cascio
che ha fatto un lavoro egregio in I Commissione ed anche
dell'onorevole Panepinto che è il relatore, però ho qualche
perplessità dopo il lavoro che è stato svolto in I Commissione e
gli emendamenti presentati da tutti i colleghi. La Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari si doveva fare casomai prima e,
vorrei capire con quale criterio si sceglierà se trattare o
togliere alcuni argomenti che ritengo importanti in questa legge, a
cominciare da quello dell'effetto trascinamento, sul voto di genere
o anche sulla fascia che riguarda alcuni comuni da 10 mila a 15
mila, se deve essere fatto il sistema maggioritario o
proporzionale.
Io credo che, con tutto il rispetto che ho per la Conferenza dei
Capigruppo, non si possa sempre mortificare il lavoro fatto dai
colleghi, dopo averlo portato in Aula, adesso i capigruppo possano
decidere quali emendamenti discutere e quali togliere Io non credo
che sia un ragionamento da fare oggi, io credo che sia necessario
esaminare tutti gli emendamenti presentati dai colleghi compresi i
miei. Io non vedo alcun emendamento che ho presentato, sicuramente
saranno tra quelli aggiuntivi, ma per me riveste un'importanza
discutere alcuni argomenti che, credo, debbano essere inseriti in
questo testo che noi dobbiamo discutere in Aula rispetto ad altri.
Quindi, è evidente che tutti gli emendamenti presentati hanno il
sacrosanto dovere e diritto di essere discussi qui in Aula; non
mortifichiamo il lavoro fatto dai colleghi e da tutti i deputati
per l'espressione della singola volontà di ogni deputato in questo
disegno di legge.
Vorrei che tutti gli argomenti fossero discussi in Aula, ci sono
argomenti che sono importanti che non possono essere decisi
soltanto da pochi amici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in linea di
massima non sono restio ad una discussione approfondita in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, però, qui,
stasera, mi fa piacere constatare che il Partito Democratico torni
indietro rispetto ad un'iniziativa politica che era stata assunta
nella scorsa legislatura.
L'assessore Lantieri non sa, ma questo pastrocchio che stiamo
tentando, stasera, con un disegno di legge da modificare, è opera
del suo collega Cracolici del Partito Democratico che volle a tutti
i costi una legge che superasse il sistema elettorale che questa
sera proponiamo. Sa quando ci si ravvede sugli errori bisogna
prenderne atto L'onorevole Cracolici continua a parlare col
Presidente perché non gli conviene ricordare quello che ha fatto la
scorsa legislatura, però, siamo qui tutti sereni e tranquilli ed
accettiamo di buon grado che, nonostante le sollecitazioni che
alcuni parlamentari fanno all'onorevole Cracolici, di tentare la
via della doppia scheda, tuttavia, cerca di mantenere il fronte del
suo partito, in termini di unità, perché l'idea che ci possa
essere un sistema elettorale che si ponga il tema della governance
di un'amministrazione, ci fa piacere che, nonostante il ritardo e
nonostante gli errori cui ci ha indotto nella scorsa legislatura -
onorevole Cracolici, parlo con lei perché non ci sono altri
Cracolici nella scorsa legislatura -, prendiamo atto.
Presidente, questo disegno di legge ha 3, 4 punti fondamentali che
sono nient'altro che una ripresa di parte di disegni di legge che
costituivano, nel tempo, la norma che vigeva a proposito
dell'elezione dei consigli comunali.
Quindi, non vedo nulla di scandaloso Il trascinamento, la
questione della mozione di sfiducia, certo è una legge diversa
rispetto alla 7 del 1993 che aveva un indirizzo diverso. Ci siamo
resi conto che perdiamo la possibilità di dare a molti cittadini la
specificità di esprimere il voto anche per il sindaco, facciamo in
modo che venga fuori un disegno di legge che sia organico e che
dia un privilegio, o quanto meno, un'opportunità alle coalizioni
di essere realistiche.
Se noi continuassimo a perdere tempo finirebbe, caro Presidente,
che il Partito Democratico rivedrebbe, si riunirebbe,
modificherebbe, cambierebbe, penserebbe qualche altra cosa,
chiederebbe il rinvio, manderemmo in crisi il Governo. Allora, per
carità, lasciamo sopravvivere questo Governo che così bene lavora,
e cerchiamo di esaminare questo disegno di legge.
E, pur riconoscendo alla Conferenza dei Capigruppo la capacità di
decidere, di stralciare alcune norme, credo, signor Presidente, che
non ci riusciremo. Per quanto ci riguarda, quindi, siamo
dell'avviso di portare avanti, questa sera, il disegno di legge. Se
c'è qualche cosa che va in contraddizione, rispetto al sistema di
legge che vogliamo tirare fuori, allora possiamo anche accantonare
l'argomento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, ricordo a quest'Aula che questo
disegno di legge è già tornato due volte in Commissione ed il
tentativo di fare mediazione è stato fatto. Ma che mediazione si
può fare rispetto al trascinamento alla seconda scheda? O c'è una
maggioranza che vota la doppia scheda o c'è la maggioranza che vota
il trascinamento.
La mediazione è stata trovata sulla mozione di sfiducia al
sindaco, c'è chi, come me, vuole il 50 più 1, perché pensa che la
norma nazionale, così come abbiamo recepito la Delrio, dovremmo
recepire, per gli enti locali, la parte relativa alla legge
nazionale e, quindi, ho riproposto il 50 più 1 per quanto riguarda
la mozione di sfiducia.
Ho presentato anche altri emendamenti rispetto a quando non viene
rispettata la Costituzione, il ruolo costituzionale dei consiglieri
comunali rispetto al sindaco.
Signor Presidente, sono pronto ad andare, anche adesso in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, per quanto
riguarda questa norma. Poi, domani, ci facciamo l'altra a
mezzogiorno, però, cominciamo a ragionarci stasera, perché non ha
senso rinviare, ancora una volta, questa legge. Oramai, siamo fuori
dalle elezioni, non c'è alcuno che ci pressa, abbiamo il tempo per
farlo con serenità, anche perché ricordo che quella legge, fatta
qualche anno, che non prevedeva il trascinamento, è una, scusatemi
l'inopportunità, grande porcata .
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, io come lei ho, certamente, ascoltato
il dibattito d'Aula, sia di oggi che dei giorni passati. Ricordo,
però, prima di tutto a me stessa, che questo disegno di legge
parte da un'iniziativa parlamentare firmata da ben 7 Capigruppo di
quest'Assemblea. Ed i 7 Capigruppo avevano raggiunto un'intesa su
dei punti. Poi, l'iter di questo disegno di legge è stato, più
volte, richiamato e, quindi, è stato rimandato in Commissione,
dove, nuovamente, è stato esaminato e, su quei due punti, su cui
non si era d'accordo, si è trovata la quadra. Ritorna in Aula,
dopodiché, certamente, nessuno può impedire ai deputati di
presentare emendamenti. Poi, signor Presidente, lei parlava di 60
emendamenti; di questi 60 emendamenti 50 sono soppressivi delle
stesse cose, quindi, alla fine, in realtà
PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, lei è il Capogruppo del partito di
maggioranza, dia una mano alla Presidenza, invece, di alimentare
polemiche inutili.
ANSELMO. Ma io le do una mano dicendole che, noi, come Partito
Democratico vogliamo approvare la legge e vogliamo andare avanti su
questa norma.
PRESIDENTE. Va bene, ho compreso, grazie. Lei, come Partito
Democratico, vuole approvare la legge. Ho capito. Gli emendamenti
presentati dal suo Gruppo parlamentare, è stato chiaro l'onorevole
Panepinto. Ed allora, scusate, gli emendamenti sono oltre 60.
Ringrazio dell'intervento l'onorevole Cordaro.
Comunico che sono inammissibili gli emendamenti non presentati in
Commissione:
-A.31 presentato dal Governo, prevede contributi per il personale
precario, non è stato presentato in Commissione ;
-A.32 presentato dal Governo, proroga il termine per l'approvazione
del piano delle assunzioni degli enti locali;
-A.33 presentato dal Governo, individua l'assessorato competente
per l'integrazione scolastica dei soggetti con handicap;
-A.9 a firma degli onorevoli Cani, Sorbello, Ragusa e Lentini,
elimina doppia preferenza di genere;
-A.16 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, non
presentato in Commissione;
-A.36 a firma degli onorevoli Cancelleri, Siragusa, Mangiacavallo,
Cappello, prevede il sistema proporzionale per tutti i comuni con
modifica rispetto al sistema vigente, non è stato presentato in
Commissione;
-A.24 a firma degli onorevoli Falcone, Assenza, Federico, prevede
il consigliere comunale supplente, non presentato in Commissione;
-A.34 a firma degli onorevoli Falcone, Assenza, Federico, modifica
la normativa in materia di liste elettorali, non presentato in
Commissione;
-A.39 a firma degli onorevoli Musumeci, Ioppolo, prevede il seggio
unico per lo spoglio nelle elezioni comunali, non presentato in
Commissione;
-A.40 a firma degli onorevoli Panarello, Raia, Digiacomo,
Panepinto, prevede lo sbarramento nei consigli circoscrizionali,
non presentato in Commissione;
-A.10 a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Di Mauro, Lombardo,
Fiorenza, prevede numero minimo di componenti dei Gruppi
consiliari, non presentato in Commissione;
-A.15 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, Assenza,
prevede per i consiglieri comunali la possibilità di sostituire il
gettone di presenza con l'indennità di funzione, non presentato in
Commissione;
-A.11 a firma degli onorevoli Cascio Francesco, D'Asero, Fontana,
Alongi, Germanà, Lo Sciuto, Vinciullo, sopprime alcune norme
introdotte dalla legge regionale 11/2015 in materia di assenza,
rimborsi degli amministratori locali, non presentato in
Commissione;
-A.17 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, Assenza,
sopprime alcune modifiche introdotte dalla legge 11/2015 in materia
di assenza di amministratori locali, non presentato in Commissione;
-A.18 a firma degli onorevoli Rinaldi, Papale, Figuccia, Assenza,
sopprime la stessa materia, non presentato in Commissione;
-A.1 a firma degli onorevoli Falcone, Milazzo, Di Giacinto, Lo
Giudice, specifica che l'assenza dal servizio dei componenti delle
Commissioni consiliari entro il limite massimo di un'ora prima
della seduta già prevista, comprende anche lo studio dell'ordine
del giorno, non presentato in Commissione;
-A.6 non presentato in Commissione, a firma degli onorevoli Greco
Giovanni, Di Mauro, Lombardo, Fiorenza;
-A.22 a firma degli onorevoli Sudano, Nicotra, Ruggirello,
Sammartino, estende da un'ora a due ore prima o dopo la seduta il
diritto di assenza dei componenti delle Commissioni consiliari, non
presentato in Commissione;
-A.7 a firma degli onorevoli Greco Giovanni, Di Mauro, Lombardo,
Fiorenza, estende il diritto di assenza degli assessori comunali da
36 a 48 ore al mese, dal sindaco da 48 a 60 ore, non presentato in
Commissione;
-A.38 a firma degli onorevoli Falcone, Assenza, Federico, modifica
la normativa in materia di elezioni degli organi, degli enti di
area vasta, non presentato in Commissione.
Mentre quelli presentati in Commissione sono stati distribuiti gli
emendamenti aggiuntivi, già presentati in Commissione. Sono
ammissibili, quindi, gli emendamenti:
-A.28 del Governo;
-A.27 del Governo;
-A.19 a firma degli onorevoli Germanà, Alongi, Fontana, Lo Sciuto;
-A.25 a firma degli onorevoli Panarello, Raia, Di Giacomo,
Panepinto;
-A.29 del Governo;
-A.20 a firma degli onorevoli D'Asero, Fontana, Alongi, Germanà;
-A.5 a firma dell'onorevole Fazio, limite temporale della carica
di candidato sindaco ;
-A.23 a firma degli onorevoli Assenza, Rinaldi, Papale, Figuccia;
-A.30 a firma Coltraro, Currenti, Giuffrida, Lentini;
-A.4 a firma dell'onorevole Fazio;
-A.35 a firma degli onorevoli Musumeci, Ioppolo;
-A.26 a firma degli onorevoli Panarello, Raia, Digiacomo,
Panepinto.
Proprio perché sono anche più di 60, stasera avviamo la
discussione in Conferenza dei capigruppo perché è stato più volte
ribadito che su alcuni argomenti, trascinamento, mozione di
sfiducia per ben due volte si era andati in Commissione e si era
trovata una intesa. Rimaneva aperta la questione da parte del
Movimento Cinque Stelle relativamente alla doppia scheda, ma era
quella che in generale rimaneva aperta e avrebbe votato l'Aula.
Noi ci troviamo dinanzi ad emendamenti che contraddicono l'uno
rispetto all'altro. Siccome si parla di regole, ripeto, non
possiamo andare avanti a scrutini segreti o al buio su queste
cose.
Per cui, considerato che la Commissione ha fatto un ottimo lavoro,
i Gruppi parlamentari e quindi i partiti dovrebbero servire a
questo, considerato che sono stati presentati numerosissimi
emendamenti, compresi quelli del Governo e indistintamente da parte
di tutti i Gruppi, accolgo l'invito di avviare questa sera la
discussione in Conferenza dei capigruppo.
Ho dichiarato così come sono stato richiamato, ma non poteva non
essere così, onorevole Cordaro, inammissibili gli emendamenti che
non hanno seguito il percorso; sugli emendamenti aggiuntivi anche
la Commissione, a mio avviso - lo diceva l'onorevole Di Giacinto -
ha bisogno di tempo e di riflettere, c'è la possibilità di
riflettere da oggi a domani alle ore 12.00. Domani si riprende e il
disegno di legge rimane incardinato, salvo diversa determinazione
che l'Aula può prendere domani stesso.
Su questo argomento già è deciso.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, posto che
trovo inopportuno il fatto che vengano dichiarati inammissibili
emendamenti perché non sono stati presentati in Commissione
soprattutto su argomenti come questi, per il semplice fatto che,
quando si parla di regole, è quanto mai opportuno che tutto il
Parlamento, e non soltanto i componenti della Commissione, possono
essere messi in condizione di discutere su regole che valgono non
soltanto per questi parlamentari, ma anche per quelli che verranno
in futuro e, quindi, mi sembra giusto, proprio seguendo il suo
ragionamento, che proprio in questa occasione gli emendamenti anche
che non hanno visto la luce in Commissione di merito possono essere
esaminati dall'Aula, anche perché parliamo di 60 emendamenti e non
di 6000 emendamenti. 60 emendamenti e non 6000.
Quest'Aula è abituata a farne migliaia di emendamenti e, quindi,
non mi sembra opportuno, in occasioni come queste quando si parla
di regole, che vengono esclusi emendamenti solo perché non sono
stati presentati in Commissioni di merito, visto che della
Commissione di merito fanno parte 15 parlamentari e il Parlamento è
composto da 90 parlamentari.
Detto questo, per quanto riguarda il mio emendamento che è stato
dichiarato inammissibile perché non passato in Commissione - adesso
non ricordo il numero, credo A.11 - io invece, purtroppo, la devo
smentire, Presidente, il mio emendamento è stato valutato dalla
Commissione e bocciato dalla Commissione. Ma il fatto che sia stato
bocciato non significa che sia precluso per l'Aula. L'ho
ripresentato per l'Aula perché venga bocciato nuovamente in Aula,
ma mi consenta di farlo bocciare dall'Aula.
Non conosco il numero, credo A.11, ne ho presentato soltanto uno.
E' andato in Commissione ed è stato bocciato, non capisco come sia
arrivato invece il giudizio di mancanza di presenza in Commissione.
PRESIDENTE. No, scusate, su questo abbiamo deciso. Per chiarezza,
faccio distribuire gli emendamenti che sono dichiarati
inammissibili perché non sono transitati per un fatto procedurale
dalla Commissione.
Presidente Cascio, mi dispiace che sia proprio lei a richiamare
questa Presidenza, sulla base della sua esperienza, perché non
abbiamo 6000 emendamento perché forse da questa legislatura abbiamo
applicato il Regolamento e perché deve passare tutto dalla
Commissione, altrimenti ne avremmo avuti 7000. Mi dispiace proprio
da parte sua.
Il Regolamento è chiaro su questo e se io ho invitato i Gruppi su
una materia a riflettere, tutti i Gruppi, un senso c'era su questa
cosa, se mi arrivano emendamenti pure da parte del Governo che non
c'entrano con la materia.
Onorevoli colleghi, comunico che la seduta sarà rinviata a domani
alle ore 16.00. Interverrà il Presidente della Regione per riferire
in ordine alla questione finanziaria dei rapporti con il Governo
nazionale.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è convocata a
chiusura di questa seduta; distribuirò gli emendamenti aggiuntivi
sia quelli ammissibili che inammissibili; verifichiamo quanto
dichiarato dal presidente Cascio e così
FORMICA. Perché due Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari?
PRESIDENTE. Perché me lo avete chiesto voi, scusatemi L'Aula
decide se vuole tenere Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Io, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, la tengo ora subito a chiusura della seduta per
distribuire gli emendamenti aggiuntivi, quelli dichiarati
ammissibili e quelli inammissibili. Se si è verificato un caso,
come evidenziato dall'onorevole Cascio, nessuna difficoltà a
rivedere la posizione da parte degli Uffici, questo mi sembra più
che evidente.
(Brusio in Aula)
Non è normale quello che succede Noi, con questo clima, dovevamo
andare a discutere di regole se non decidiamo neanche quando tenere
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari?
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si terrà a
chiusura di questa seduta, come richiesto dall'onorevole Panepinto;
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari distribuiremo
gli emendamenti aggiuntivi, sia quelli dichiarati ammissibili che
quelli dichiarati inammissibili per una pronta verifica - ripeto -
pronta a rivedere posizioni da parte degli Uffici se,
effettivamente, c'è stato questo errore nel corso dei lavori.
Pertanto, è così deciso e la seduta sarà rinviata a domani alle
ore 16.00.
RINALDI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io le
voglio ricordare che lei, non molto tempo fa, ma quando si è
verificata la stessa situazione in altre occasioni con la
Finanziaria ed altre leggi, ha chiesto all'Aula se gli emendamenti
non presentati in Aula potessero essere inseriti oppure no. Quindi,
le regole, o vanno per sempre o non quando decidiamo di attuarle,
mi faccia parlare
PRESIDENTE. No, onorevole Rinaldi
RINALDI, relatore. Signor Presidente, lei, la volta scorsa, ha
dato la possibilità e la facoltà all'Aula di decidere quale
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, le regole possono essere modificate
se l'Aula all'unanimità si pronuncia L'onorevole Cordaro ha fatto
un espresso richiamo a questa Presidenza, ed è un Presidente di
Gruppo parlamentare, dicendo praticamente che la Presidenza doveva
stabilire i paletti.
Onorevoli colleghi, è convocata in Sala Biblioteca la riunione dei
Presidente dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è rinviata a domani, 22 giugno 2016, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Rifinanziamento di leggi di spesa in agricoltura .
(n. 1189/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
La seduta è tolta alle ore 17.44
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio