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Resoconto d'Aula della Seduta n. 343 di martedì 28 giugno 2016
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.10

   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precendente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina e La Rocca Ruvolo.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N.  3163  -  Chiarimenti sul rimborso delle indennità di frequenza
  agli  allievi  del corso di formazione per addetto  alla  fruizione
  turistica dei beni culturali e ambientali.
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   -  Con  nota prot. n. 28018/IN.16 del 31 maggio 2016 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   N.  3187 - Notizie in ordine ai ritardi nella corresponsione degli
  emolumenti al personale delle scuole materne regionali.
   Firmatari: Greco Giovanni

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Attività di sostegno e finanziamento alle associazioni sportive
  dilettantistiche (asd) come strumento di aggregazione. (n. 1223)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lo Giudice in
  data 23 giugno 2016.

   -  Modifiche  all'articolo 10 della legge regionale  15  settembre
  1997, n. 35 3 in materia di mozione di sfiducia. (n. 1224)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Cappello,
  Siragusa,  Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Foti, La  Rocca,  Ferreri,
  Mangiacavallo, Palmeri, Trizzino, Zafarana, Zito e Tancredi in data
  23 giugno 2016.

   -  Obbligo  di  informazione  sulla possibilità  di  seppellire  i
  bambini  non  nati,  siano essi vittime di aborto  spontaneo  o  di
  interruzione  volontaria  di  gravidanza,  prima  della   ventesima
  settimana dal concepimento. (n. 1225)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 23 giugno 2016.

   -  Istituzione di un Nucleo operativo di progettazione presso  gli
  Uffici scolastici provinciali della Sicilia. (n. 1226)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 23 giugno 2016.

   -  Modifiche alla legge regionale 23 maggio 1994, n. 7  Norme  per
  la tutela dei consumatori e degli utenti . (n. 1227)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Maggio,
  Milazzo A. e Panepinto in data 23 giugno 2016.

       Comunicazione di apposizione di firma  a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Oddo,  con  nota  prot.  n.
  5322/SG.LEG.PG.  del  22  giugno 2016, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al  disegno  di  legge  n.  1202   Revisione  della
  normativa  di  assegnazione  dei lotti nelle  aree  industriali  da
  destinare ad attività commerciali .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che la Commissione  legislativa   Bilancio
  (II)  nella  seduta  n.  293 del 21 giugno  2016  ha  approvato  la
  risoluzione   Attuazione del comma 2 dell'articolo 32  della  legge
  regionale 17 marzo 2016, n. 3.' (n. 18/II).

     Comunicazione di trasmissione dello stato di attuazione delle
                            leggi di spesa

   PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia, ha
  trasmesso,  in data 22 giugno 2016, in attuazione dell'articolo  4,
  comma  2,  della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, copia  dello
   Stato di attuazione delle principali leggi di spesa al 31 dicembre
  2015 .

   Si comunica, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
  consultabile presso l'archivio del Servizio delle Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N.  3325 - Chiarimenti urgenti sul contenzioso sorto tra l'ASP  di
  Catania  e  i medici di assistenza primaria di Catania in relazione
  alla prescrizione di farmaci.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Papale Alfio ; Falcone Marco

   Avverto   che   l'interrogazione  testé  annunziata   sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3316  - Chiarimenti sul mancato reclutamento dei vari  profili
  professionali  di  cui  alla  relativa  graduatoria  da   destinare
  all'attività di REMS presso l'ASP 3 di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3317 - Chiarimenti sulla mancata erogazione degli stipendi  ai
  dipendenti  dell'IPAB di Lentini nonchè del finanziamento  relativo
  al progetto 'Tutoring'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3318 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
  reparto  di medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza  presso
  il presidio ospedaliero 'Gravina' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3319 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
  reparto  di  medicina presso il presidio ospedaliero  'Gravina'  di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3320 - Chiarimenti sui tempi di assegnazione del primario  nel
  reparto  di nefrologia presso il presidio ospedaliero 'Gravina'  di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3321 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
  reparto  di oculistica presso il presidio ospedaliero 'Gravina'  di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3322 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
  reparto  di  otorinolaringoiatria presso  il  presidio  ospedaliero
  'Gravina' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3323 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
  reparto  di  pediatria presso il presidio ospedaliero 'Gravina'  di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3324 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
  reparto  di  malattie  infettive  presso  il  presidio  ospedaliero
  'Gravina' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3326  - Notizie in ordine alla possibile esecuzione di  lavori
  per  la realizzazione di una barriera anti-insabbiamento nel  porto
  di Tremestieri (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Grasso Bernadette Felice

   N.  3327 - Notizie in ordine alla realizzazione dell'asse stradale
  Nord-Sud  per  il  collegamento della  Sicilia  settentrionale  con
  quella meridionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Grasso Bernadette Felice

   N. 3328 - Verifiche circa il rispetto degli standard del personale
  dei   centri  di  riabilitazione  accreditati  presso  il  Servizio
  sanitario regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Foti  Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;  Ciancio
  Gianina;  Ferreri  Vanessa; Cappello Francesco; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  3330  -  Chiarimenti  in merito al  nucleo  di  discariche  in
  contrada Grotte San Giorgio a Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;  Foti
  Angela;  Ferreri  Vanessa; Cappello Francesco;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  439 - Misure urgenti in favore dei consorzi di bonifica e  dei
  loro dipendenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Ferreri   Vanessa;   Cappello  Francesco;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
  Valentina

   N.  440  -  Iniziative  in favore dei lavoratori  provenienti  dai
  servizi per l'impiego.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e sarsnno iscrittr all'ordine del  giorno  per
  essere svolta al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.   578  -  Iniziative  in  ordine  all'accordo  commerciale   di
  Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP)  tra
  l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America.
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La   Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   Presentata il 22/06/16

   N. 579 - Monitoraggio dell'inquinamento delle acque degli scarichi
  fognari del fiume Simeto e del mare che bagna la città di Catania.
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La   Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   Presentata il 23/06/16

   Avverto che le mozione testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

             Comunicazione di decadenza di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che a seguito della  nomina  dell'onorevole
  Luisa   Annunziata  Lantieri  a  Assessore  regionale  è   decaduta
  l'interrogazione n. 3329  a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

                  Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che, con email pervenuta il 22 giugno 2016  e
  protocollata   al   n.   5371/AulaPG  del  23  giugno   successivo,
  l'onorevole  Foti ha ritirato, anche a nome degli altri  firmatari,
  la mozione n. 344, di contenuto quasi identico alla mozione n. 578,
  a firma della stessa on. Foti e degli altri deputati del M5S.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  non  c'è l'assessore Contraffatto ma vorrei sottoporre all'Aula  un
  dato,  a mio avviso davvero disdicevole, perché l'intero Parlamento
  e  credo  anche  gli  assessori, per  entrare,  passano  da  Piazza
  Indipendenza. Da quattro mesi, signor Presidente, un  centinaio  di
  dipendenti licenziati dell'ex COINRES si sono addirittura accampati
  qui,  ed  è una cosa brutta con la quale fare i conti, in  funzione
  del  fatto  che si attendeva una riforma sui rifiuti  che  non  c'è
  stata.
   Chiedo  se  in  qualche modo possiamo evidenziare al  Governo  che
  questa  situazione è insostenibile; tra l'altro mi sembra di capire
  che  questo  accordo al ribasso prevede un ulteriore scippo,  e  mi
  dispiace  non  c'è  neanche l'Assessore Baccei, evidentemente  poco
  rispetto merita da parte di questo Governo l'Assemblea tutta e  con
  questa i cittadini.
   Signor  Presidente, ho voluto approfittare del suo darmi la parola
  per  dire  e  sottoporre tale questione, e mi  rivolgo  a  Lei  che
  presiede  l'Aula  nella  speranza che  l'Assessore  ed  il  Governo
  possano  essere maggiormente sensibili a questa vicenda, visto  che
  orami  da  diversi  mesi quei dipendenti sono accampati  senza  che
  nessuno sembri accorgersene.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione   Bilancio .  Chiedo  di
  parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione    Bilancio .   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  Assessori,   oggi   nel   primo
  pomeriggio  la  Commissione  Bilancio  ha approvato il  disegno  di
  legge  n. 1213  Variazioni del bilancio di previsione della Regione
  per l'esercizio finanziario 2016 ed al bilancio pluriennale per  il
  triennio  2016-2018.  Disposizioni  varie .  Nell'approvare  questo
  disegno  di  legge la Commissione ha anche approvato un emendamento
  presentato  dal Governo con il quale viene recepita  la  norma  che
  regola  i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione. Attraverso
  l'accoglimento  di  questo  emendamento,  in  pratica  noi  abbiamo
  stimato  che le entrate della Regione che erano di 550  milioni  di
  euro, intanto sono diventate certe attraverso questo accordo con lo
  Stato.  Di  conseguenza, per potere sbloccare tutti i capitoli  che
  fino  adesso sono sottoposti a blocco perché le somme sono o  erano
  insufficienti, avremo la necessità di approvare questo  disegno  di
  legge.  Pertanto credo che anche l'Assessore Baccei darà il  parere
  favorevole. Io chiedo a quest'Aula ed a lei Presidente  di  mettere
  con  l'urgenza del caso in discussione il disegno di legge n.  1213
  proprio  perché  abbiamo la necessità di dare risposte  concrete  a
  quanti  giorno  30 hanno organizzato anche una manifestazione,  uno
  sciopero.  Verranno  giorno  30 da tutta  la  Sicilia  proprio  per
  protestare contro le inadempienze di questo Parlamento.
   Bene,  il  Parlamento, per essere chiari, è stato di una  velocità
  supersonica; la scorsa settimana è stato firmato l'accordo  fra  lo
  Stato   e  la  Regione,  la  scorsa  settimana  abbiamo  avuto   la
  disponibilità  di  queste risorse, oggi al primo disegno  di  legge
  utile  che  è  passato dalla Commissione Bilancio abbiamo  recepito
  questo accordo. Abbiamo la necessità - Assessore Baccei vorrei  che
  anche  lei  su  questo  si  pronunciasse - proprio  per  dimostrare
  l'efficienza  di questo Parlamento, che in settimana o  al  massimo
  martedì  mattina  venga  messo in discussione  e  approvato  questo
  disegno  di  legge,  disegno di legge  che  è  stato  approvato  in
  Commissione Bilancio senza emendamenti, con la velocità  del  caso.
  Vorremmo che giorno 30, quando i sindaci verranno a Palermo, devono
  sapere  che  questo  Parlamento ha già operato,  ha  già  approvato
  l'emendamento e che quindi siamo nelle condizioni di dare  risposte
  certe,  in maniera efficiente, credo quasi come il Governo  austro-
  ungarico dell'età di Francesco Giuseppe, che era efficientissimo, i
  livelli  del  Parlamento regionale siciliano credo  che  su  questo
  argomento sono stati questi, pertanto le chiedo, signor Presidente,
  di  poter  accelerare  e  dare una corsia  preferenziale  a  questo
  disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la ringrazio per avere esposto un
  po' la situazione; sono certo che anche l'Aula potrà condividere un
  iter  veloce e rapido, e le ricordo che il disegno di legge  non  è
  ancora  stato  trasmesso  agli uffici,  verrà  fatto  probabilmente
  domani mattina.
   Chiaramente  è  una  decisione che deve  essere  presa  di  comune
  accordo  con l'Aula, ma non credo che ci siano problemi per poterlo
  già  incardinare domani e poterlo discutere, come diceva lei stesso
  nel suo intervento, già martedì prossimo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché  nella seduta precedente noi abbiamo rinviato questo disegno
  legge perché non si sapeva se c'era la copertura finanziaria.
   Volevo   anticipare   l'Aula  per  dirle  che  l'emendamento   che
  presenterà  ora  il  Governo,  deve  essere  accompagnato  da   una
  relazione tecnica.

   PRESIDENTE. Assolutamente  La ringrazio, onorevole Greco, per aver
  ricordato  a  tutti quali sono le procedure per potere  operare  in
  serenità all'interno dell'Aula.

   GRECO  GIOVANNI. Vorrei intervenire anche sulla richiesta avanzata
  dal Presidente della II Commissione, onorevole Vinciullo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, trattandosi di un  disegno  di
  legge  che  va incontro a tante esigenze, non è che sono contrario,
  però debbo avere il tempo necessario per leggere questo  benedetto
  disegno  di  legge; con la premura che ci fanno i vari  presidenti,
  anche per questo disegno di legge che andremo ad approvare stasera,
  mi  sembra  che  non ci sia più quella serenità che  ci  vuole  per
  potere legiferare in maniera compiuta.

   PRESIDENTE. Vediamo se riesco a fare chiarezza, onorevole Greco.
   Io  sto  chiedendo  all'Aula semplicemente di  potere  incardinare
  domani  il  disegno  di  legge, poi ovviamente,  così  come  l'iter
  prevede,  verranno  dati  i  termini  per  la  presentazione  degli
  emendamenti,  ci sarà il fine settimana, e lei avrà la  possibilità
  di emendare il testo, che verrà discusso in Aula martedì prossimo.

   GRECO GIOVANNI. Se andiamo alla prossima settimana, va bene

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se non sorgono  osservazioni,  il
  disegno  di  legge 1213 verrà incardinato domani.  Ho  bisogno  del
  conforto  dell'Aula,  perché non era  stato  discusso  in  sede  di
  Conferenza dei Capigruppo.
   Così resta  stabilito.
   Se  non  sorgono osservazioni, invertiamo l'ordine del  giorno  e,
  prima di passare al II punto dell'ordine del giorno che prevede  il
  dibattito sulle  Comunicazione del Governo della Regione in  ordine
  all'accordo  in  materia finanziaria sottoscritto  con  il  Governo
  nazionale ,  procediamo  con l punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione del disegni di legge  Rifinanziamento di leggi di spesa
  e di agricoltura  (1189/A).

           leggi di spesa in di agricoltura' (n. 1189/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


  Seguito della discussione del disegni di legge  Rifinanziamento di
                                 leggi
                  di spesa e di agricoltura  (1189/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ripartiamo  da  dove  c'eravamo
  lasciati,  cioè  da  un  emendamento che, nel  corso  della  scorsa
  seduta, sembrava non avere la relazione di copertura; in attesa che
  gli Uffici lo distribuiscono, sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.29, è ripresa alle ore 16.31)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, manca ancora la  relazione  di
  accompagnamento all'emendamento.

   PRESIDENTE.  La  relazione è stata acquisita agli atti.  Comunque,
  adesso facciamo intervenire sull'emendamento, se vuole, l'assessore
  Lantieri.
   Abbiamo  distribuito  l'emendamento con la relazione  tecnica,  ma
  faceva  notare  l'onorevole Greco che mancava  un'altra  fotocopia.
  Sospendo l'Aula ancora per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 16.34)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   stanno   ultimando   le   operazioni    di
  fotocopiatura, un attimo di pazienza. Non sospendo più per  evitare
  ai  signori  presenti  di  entrare e di uscire.  Aspettiamo  ancora
  qualche secondo, stiamo fotocopiando le ultime pagine.

   VINCIULLLO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente  onorevoli colleghi, assessori, con questa norma  che  è
  stata  sottoposta e firmata da quasi tutti i deputati  presenti  in
  questa  Assemblea  regionale, viene affrontato  in  via  del  tutto
  emergenziale,  il  problema dei lavoratori precari  dei  comuni  in
  dissesto e dei lavoratori precari dei  liberi consorzi dei comuni.
   In  pratica cosa è successo? Come voi sapete al 30 luglio  2015  i
  comuni in dissesto erano dodici e questo Parlamento ha stanziato le
  somme  necessarie  per poter far fronte alla necessità  dei  dodici
  comuni,  anzi per essere chiari, questo  Parlamento aveva stanziato
  duecentotrentacinque mila euro in più  rispetto le somme che  erano
  necessarie  per  dare  seguito,  fra  le  altre  cose,  alla  legge
  nazionale che aveva imposto alla Regione siciliana di farsi  carico
  degli  stipendi  di  tutti  i  lavoratori  precari  dei  comuni  in
  dissesto, pena il loro licenziamento.
   Però,  dal 19 gennaio in poi, inaspettatamente, e senza che questo
  Parlamento venisse mai informato, altri tre comuni hanno dichiarato
  lo stato di dissesto e di conseguenza più di trecento lavoratori si
  trovano   oggi   nelle  condizioni  di  non  avere  più   copertura
  finanziaria.
   Per  questo motivo è stato predisposto e firmato, ripeto, da quasi
  tutti i deputati presenti in questa Aula, e adesso subemendato  dal
  Governo,   e   riporta   le   firme   dell'assessore   Lantieri   e
  dall'assessore   Baccei,  una proposta che,  in  via  emergenziale,
  stanzia   duecentomila   euro  per  i   comuni   in   dissesto    e
  quattrocentomila euro per i consorzi dei comuni.
   Di  conseguenza,  c'era anche il problema di dove prendere  queste
  risorse;  come  voi sapete noi, in base all'articolo  7,  comma  14
  della  legge  regionale  2/2016 abbiamo stabilito  un  tetto  delle
  riserve,  le riserve non possono  superare il due percento,  quindi
  il  limite  massimo delle riserve è sei milioni  e  ottocento  mila
  euro.  Di  questi fino ad oggi ne abbiamo impegnato sei  milioni  e
  duecentomila,  di  conseguenza  seicentomila  euro    sono   ancora
  disponibili e quindi vengono  presi, appunto, dalla riserva, a  suo
  tempo voluta da questo Parlamento.
   Per  quanto  riguarda,  invece, il comma 2  ,  vi  ricorderte  che
  all'articolo 27, comma 2, della legge 3, avevamo detto che entro il
  30   giugno  del  2016  i  comuni  dovevano  approvare   il   piano
  programmatico triennale delle assunzioni. Questo piano,  purtroppo,
  non  è stato presentato da  nessun comune. Quindi  c'è la necessità
  di  spostare il termine del 30 giugno, che per essere chiari è  fra
  due giorni, al 30 settembre 2016.
   Questo  è  l'emendamento  che  si sottopone  all'approvazione  del
  Parlamento  ma  mi ricordo che quasi tutti i deputati  presenti  in
  Aula, la scorsa settimana lo hanno firmato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  anch'io   ho  sottoscritto  questo  emendamento  che  prevede   una
  ulteriore  copertura per i precari degli enti locali  in  dissesto,
  senza  nessuna difficoltà, però ci tengo a dire una cosa importante
  perché  non è possibile che noi dimentichiamo, tra virgolette,  che
  ci  sono  comuni  -   e lo abbiamo  affrontato con  l'assessore  in
  Commissione nell'ultima finanziaria -, che ci sono comuni ch  e  si
  trovano  in  dissesto e non hanno solo il problema di  garantire  i
  precari  che è una cosa giusta, ma che sono costretti a  licenziare
  quelli già assunti, cioè lavoratori a tempo indeterminato.
   Noi   nella   finanziaria  abbiamo  messo  delle  risorse,   circa
  ottocentomila   euro,   per  tamponare  questo   problema,   perché
  immaginatevi   come   può  essere  assurdo  pensare   di   salvare,
  giustamente,  i  precari degli enti locali in  dissesto  e  poi  lo
  stesso    Parlamento   determina   il   licenziamento   di   quelli
  stabilizzati.
   Allora,  assessore,  io  la prego di seguirmi  bene  anche  perché
  questo  lavoro  lo  abbiamo fatto insieme.  Serve  quantificare  le
  risorse  necessarie  per garantire i posti di questi  lavoratori  a
  tempo  indeterminato;  capire se quelle  risorse  che  noi  abbiamo
  messo, appostato sono sufficienti, perché viceversa lei ci deve far
  sapere  in Commissione che le risorse non sono sufficienti  e  così
  come abbiamo fatto ora, come il Parlamento sta facendo adesso per i
  precari,  dobbiamo intervenire per gli stabilizzati,  altrimenti  è
  motivo  di  scandalo,  perché se da una parte,  - ed io  parlo  con
  cognizione di causa -, con questo intervento, assessore, mi  creda,
  mi ascolti, il Parlamento sta mettendo in sicurezza i precari degli
  enti  locali in dissesto. Io le sto dicendo che il lavoro  che  noi
  abbiamo fatto in finanziaria forse non è sufficiente.
   E  allora, per quantificare l'ammontare,  - poi ne discuteremo  in
  maniera  diversa se la cosa non dovesse andare in porto  -,  quindi
  dica  i  soldi che sono necessari, ce lo deve dire lei,  assessore,
  non  è  una polemica sterile, è costruttiva. Cioè lei, per  favore,
  deve   dare  mandato  agli  Uffici  di  verificare  se  le  risorse
  finanziarie  previste  da questo Parlamento  per  gli  stabilizzati
  degli enti in dissesto, gli esuberi, cioè quelle persone che devono
  essere licenziate perché in base alla normativa nazionale, anche se
  sono stabilizzati non possono essere più a carico del Comune.
   Allora,  se  per  favore  lei  ci fa  sapere  e  chiedo  anche  al
  presidente della Commissione, lo chiedo qui in Parlamento, di farsi
  carico  di  raccordarsi con gli Uffici in modo di capire se  quelle
  risorse  sono sufficienti perché se non dovessero essere  tali  noi
  abbiamo  il  dovere  di  trovare le risorse per  evitare  che,  non
  precari  ma stabilizzati, lavoratori a tempo indeterminato  vengano
  licenziati.

   PRESIDENTE.   Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli   Alloro,
  Panepinto e Grasso. Onorevole Alloro, ha facoltà di parlare.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io ritengo
  che  le  somme  che sono previste sono del tutto insufficienti.  Le
  somme  previste  per consentire la prosecuzione dei  contratti  dei
  lavoratori  a  tempo indeterminato delle province  sono  del  tutto
  insufficienti perché se noi prevediamo quattrocentomila euro per le
  province,  per tutte, quindi per le Città metropolitane,  i  liberi
  Consorzi eccetera, l'assessore lei aveva proposto un emendamento in
  I  Commissione che riguardava due milioni di euro, un  milione  per
  Agrigento  e  un milione per Enna perché oggettivamente  gli  altri
  Liberi Consorzi e le altre Città metropolitane questo problema  sui
  precari non ce l'hanno, perché i precari sono quattrocentocinquanta
  in tutta la Sicilia e il grosso sono tra Enna e altre province.
   Per  cui, dico, in questo modo, io non so se l'assessore ha  fatto
  una  ricognizione, ma in questo modo io non penso che saremo  nelle
  condizioni di fare la prosecuzione dei contratti dopo il 30 giugno.
  Se   gli  Uffici,  come  dire,  hanno  verificato  questo  lo  dirà
  l'assessore.

   PRESIDENTE.   Assessore  prima  di  darle   la   parola   facciamo
  intervenire   i   deputati.  Ha  facoltà  di  parlare   l'onorevole
  Panepinto.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  che  oggi  si
  approvi  questo testo con i due commi, uno per le somme  dovute  ai
  Liberi  Consorzi,  per  i  precari, così come  lo  slittamento  del
  termine dal 30 giugno al 30 settembre  2016 per la stabilizzazione,
  mi pare una cosa seria e importante.
   Detto  ciò, assessore Lantieri, in questo momento tutta la materia
  del Pubblico impiego nei nostri enti locali �� una materia scottante
  e credo che serva un momento di approfondimento, sia sul raccordare
  le  norme  nazionali  con  la normativa  regionale  in  materia  di
  stabilizzazione, perché non vorrei che il Parlamento e  il  Governo
  facessero tutti gli sforzi possibili e immaginabili e poi andare ad
  urtare contro dei limiti che sono già previsti in termini di  legge
  finanziaria nel quadro normativo nazionale.
   Per cui chiedo a lei di farsi carico insieme ai presidenti della I
  Commissione  e  della V Commissione di una riunione  congiunta  per
  affrontare  questo  tema  per  non  aspettare  esattamente  il   29
  settembre.
   Detto  ciò,  così  come  abbiamo già fatto in  I  Commissione,  io
  ritengo che mantenere uno stato di precarietà psicologica da  parte
  di  quei  lavoratori dipendenti con contratto a tempo  determinato,
  dei Liberi Consorzi, sto parlando in modo particolare di Enna e  di
  Agrigento,  con  una  riduzione a diciotto  ore  del  monte-lavoro,
  nonostante  l'ex provincia di Agrigento, oggi libero  consorzio  di
  Agrigento  abbia risorse sufficienti, e rispetto alla deroga,  cioè
  al  fatto  che i liberi consorzi hanno approvato solo  il  bilancio
  annuale e non il pluriennale e possono utilizzare soldi dell'avanzo
  di  amministrazione  anche  per spese correnti,  deve  imporre  una
  tutela  di questi lavoratori, la deve imporre convocando d'urgenza,
  -  lo  faccia lei come Governo -, io chiederò che lo  faccia ancora
  una  volta  la  I  Commissione, i vertici di quelle Amministrazioni
  perché  non  vorrei che accadesse quello che è accaduto  in  questi
  anni nel mercato del lavoro in generale: visto che c'è la crisi  ti
  sfrutto, visto che c'è la crisi ti faccio contratto di un mese e te
  lo rinnovo di anno in anno.
   Per  cui  vorrei che lei assessore, come certamente farà, coglierà
  questa  occasione per porre in maniera seria le due  questioni  che
  testé ho detto, cioè vale a dire la necessità di una verifica della
  I e della V Commissione, al Governo nazionale secondo me va chiesto
  un  suo  intervento  rispetto  ad  una  normativa  che  rischia  di
  impedirci comunque le stabilizzazioni nonostante risorse e  volontà
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Dall'altro  versante,  io credo sia urgente capire  le  condizioni
  finanziarie dei liberi consorzi per impedire la mortificazione  dei
  lavoratori portati a diciotto ore settimanali, nonostante in alcuni
  casi ci siano sufficienti risorse.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lantieri,
  oggi  è importante l'approvazione di questo disegno di legge perché
  i  comuni, così come ho già anticipato per le vie brevi,  ma  anche
  rappresentato  alla Commissione  Bilancio', nessun comune  è  nelle
  condizioni  di  potere  approvare il piano programmatico  triennale
  delle assunzioni entro il 30 giugno, anche perché le circolari  che
  sono   state   emanate  sono  contraddittorie,  e  c'è   anche   la
  preoccupazione  per  una  lotta  al  massacro  in  quanto  anche  i
  dipendenti   della   provincia  inviano  le  lettere   al   seguito
  dell'approvazione   della  legge  sulle  città  metropolitane   che
  chiedono di essere assunti.
   Ma,  oltre  questo, per tutti i comuni c'è un problema  di  natura
  finanziaria  perché  i sei milioni e novecentomila  euro  che  sono
  stati  suddivisi  e che arriveranno a giorni ma, di  cui,  non  c'è
  comunicazione,  non consentiranno, dal punto di vista  finanziario,
  alla proroga.
   Quindi,  è  necessario che ci sia, quanto meno, una  comunicazione
  della  disponibilità finanziaria perché nessun comune, oggi,  è  in
  grado  di  chiudere  il  bilancio, e dovrebbe  anche  licenziare  i
  precari perché  non c'è certezza del contributo.
   Quindi,  io  la prego, visto che sono state emanate  le  circolari
  che, in attesa dello sblocco dei centomilioni di euro, come lei  ha
  detto,  che  arrivi ai comuni prima del 30 giugno una comunicazione
  di  disponibilità  ad assicurare la copertura, così  come  prevista
  nella finanziaria, così come, oggi, è importante prorogare, dal  30
  giugno al 30 settembre 2016, la delibera prevista, appunto, per  il
  fabbisogno del personale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  questa sera, noi, esaminiamo, nella finestra  di  questa
  Finanziaria, un provvedimento che diventa prioritario e  strategico
  anche  perché, parte dei comuni, il numero esatto, non so  se  sono
  dodici  o sono di più, sono sotto dichiarazione di dissesto e,  per
  cui,  questa  finestra  ci  dà  la  possibilità  di  reinserire  il
  provvedimento   per   poter  continuare  nei  contratti   a   tempo
  determinato.
   Per  cui,  invito  l'Assessore  a  voler  determinare,  in  questa
  finestra, oltre a questo, per quanto riguarda i precari dei  comuni
  dissestati,  anche questi dei Consorzi delle province,  in  maniera
  tale da superare la problematica che si era venuta a creare qualche
  giorno fa.
   Nella  mia  provincia,  ma come in tutte  le  altre  province,  si
  trovano  situazioni  del  genere per  cui,  noi,  responsabilmente,
  questa  sera,  dobbiamo prodigarci per approvare e  non  creare  un
  disequilibrio   fra  gli  Enti  che  hanno,  sostanzialmente,   una
  procedura  già  avviata per il tempo indeterminato anche  se,  come
  diceva la collega, abbiamo delle contraddizioni nelle circolari.
   Cerchiamo  di  chiarire, Assessore, anche  questo  aspetto  perché
  dobbiamo  mettere  nelle condizioni gli Enti  locali  che  sono  in
  procinto,  ormai, di approvare il bilancio di previsione  dell'anno
  corrente,  di avere un percorso chiaro sulle procedure e  sull'iter
  da potere avviare e concludere per quanto riguarda la normativa che
  impone  e  che, giustamente e saggiamente, abbiamo individuato  per
  arrivare all'obiettivo del contratto a tempo indeterminato.
   Cosa  diversa  quanto  diceva la collega per quanto  riguarda  gli
  stabilizzati,  cioè  a  dire, salvare anche  gli  stabilizzati,  là
  abbiamo  una  norma ben precisa, su questo io non  sono  d'accordo,
  abbiamo  una  norma  ben precisa di rispetto  le  percentuali.   Su
  quell'aspetto  mi  riservo  di  intervenire  quando  approfondiremo
  l'argomento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  da  un  lato,
  guardiamo con interesse ad un emendamento che metta in sicurezza  i
  precari  dei comuni dissestati, i precari delle ex Province,  Città
  metropolitane,   Liberi  Consorzi  ma,  dall'altro   lato,   questo
  emendamento poteva essere giustificato prima di questo  nefasto,  a
  nostro  avviso,  - ma ne parleremo più in là nel corso della seduta
  dell'accordo  tra lo Stato e la Regione - questo emendamento,   che
  prevede appena duecento mila euro per i comuni in dissesto, per  la
  proroga  dei  contratti  dei dipendenti precari,di  cui  al  bacino
  dell'articolo  30 della legge 5/2014, è chiaro che è  assolutamente
  insufficiente, Assessore Lantieri.  Perché era  una  norma  tampone
  che serviva per arrivare sino al 15, forse al 31, luglio 2016.
   Ma  se  il  Governo  regionale sostiene di  aver  ricevuto  questi
  fantomatici cinquecento milioni di euro e sostiene che  con  questo
   Accordo' avrebbe risolto tutti i mali della Regione siciliana, che
  senso ha oggi venire e presentare un emendamento di questo tipo,  e
  non  invece riuscire a disciplinare in maniera compiuta la  materia
  di  questi  dipendenti che dopo venticinque anni ancora li  teniamo
  alla corda?
   E'  chiaro che ancora una volta questo Governo regionale  dimostra
  tutta la sua inefficienza, tutto il pressappochismo che noi abbiamo
  sempre contestato.
   Perché  Assessore Lantieri, io capisco e noi capiamo la sua  buona
  volontà,  certo, il sottosegretario Faraone, ultimamente, non  l'ha
  trattata bene, glielo ha detto in separata sede stamattina,  quando
  ha   detto    la  colpa  è  del  Governo  regionale .   Quindi   un
  Sottosegretario dello Stato e del Partito Democratico sostiene  che
  oggi  tutto quello che fa il Governo regionale è negativo.   Questo
  immobilismo  -  ha  detto - è dannoso per la  Sicilia .  Delle  due
  l'una:  o  sbaglia  Faraone  o sbaglia il  Governo  regionale.  Noi
  abbiamo  comunque  i  precari  che aspettano  un  provvedimento  di
  serietà  ed  invece gli sottoponiamo un provvedimento  tampone  per
  quindici  giorni.  Dall'altro  lato,  noi  abbiamo  i  comuni   che
  dovrebbero  fare i piani di fuoriuscita, come ha detto  l'onorevole
  Grasso,  e  non c'è una norma che consentirà loro di  fare  questo.
  Lasciando tutti nella grande incertezza.
   Questo  Governo deve finalmente pensare che, prima  di  tutto,  ci
  sono le sorti della Sicilia e dopo soltanto gli scontri all'interno
  del Partito Democratico.
   Noi  guardiamo  con  attenzione a tutto ciò che  è  utile  per  la
  Sicilia, per rimettere in moto una macchina bloccata, per dare  una
  boccata d'ossigeno ai precari, ma soprattutto noi guardiamo  quello
  che significa rimettere in movimento e dare una speranza a chi dopo
  venticinque anni è ancora precario.
   Signor  Assessore, lo voglio dire in maniera molto chiara.  Questo
  emendamento che viene anche guardato con sufficienza dal Ragioniere
  generale  quando si dice,   con messaggio di posta  elettronica  in
  data  odierna perviene l'emendamento indicato in oggetto    è quasi
  in  termini di spregio nei suoi confronti  con messaggio  di  posta
  elettronica  quasi a dire:  ho ricevuto questo emendamento e ti  do
  un parere , quasi ormai uno scontro bestiale che c'è tra il Governo
  regionale  che non è più legittimato nemmeno dinnanzi alla  propria
  alta  burocrazia. Questo dà la cifra dello stato  attuale  e  anche
  della pochezza in cui versa questa maggioranza.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  vedere  se l'Assessore Cracolici su questo disegno  di  legge,
  dove  io ho un dubbio, mi possa dare chiarezza. Così come ho  fatto
  per  il  primo intervento, e la ringrazio perché è chiaro che  sono
  d'accordo su questo emendamento presentato dall'Assessore Lantieri.
   Veda,  assessore Cracolici, in data 1 aprile 2016  sulla  Gazzetta
  Ufficiale veniva pubblicato l'avviso pubblico per manifestazione di
  interesse alla concessione, da parte della Regione siciliana, di un
  sostegno economico sotto forma di contributo ai sensi dell'articolo
  128  della  legge  regionale 12 maggio 2010,  n.  11  e  successive
  modificazioni  e integrazioni. In poche parole, la  Regione  fa  un
  bando,  e  siccome  ha  diversi atti firmati dal  sottoscritto  sui
  bandi,  perché dava fondi a enti pubblici che non potevano  neanche
  partecipare, a cui non poteva darli.
   Fra  questi  c'è pure la Fondazione Federico II, e non ho  nessuna
  perplessità a denunziare anche questo. La Fondazione Federico II ha
  partecipato a un bando a cui non poteva partecipare in quanto  ente
  pubblico.  Accorgendosi che questo Corfilac e gli  altri  enti  non
  potevano  partecipare al bando, si fa allora un disegno  di  legge,
  perché dobbiamo fare in modo che nessuno perda lo stipendio.
   Ma  quando  noi andiamo a fare un disegno di legge e  mettiamo  la
  copertura  finanziaria, assessore Cracolici, questa, va a copertura
  di  quel bando. Per il suo disegno di legge i soldi non li possiamo
  prendere  dagli stessi capitoli, perché già è stato fatto il  bando
  nei  vari compartimenti. Io volevo sciolto questo dubbio, perché  è
  chiaro che gli enti hanno presentato la domanda perché entro trenta
  giorni doveva fare la graduatoria e quindi suddividere le somme.  E
  addirittura,  se sono bandi per interesse sociale,  entro  quindici
  giorni si doveva fare la graduatoria.
   Poniamo  il  caso  che sono stati così solerti  e  virtuosi  e  le
  graduatorie sono state fatte, la suddivisione nei vari dipartimenti
  è  stata effettuata, con che cosa copriamo questo disegno di  legge
  assessore Cracolici? Questa è una domanda molto semplice. Se lei mi
  dà la possibilità di chiarire questo aspetto io la ringrazio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, facciamo un po'  d'ordine,  lei  sta
  facendo  riferimento  ad  un articolo che è  stato  già  approvato,
  l'articolo  1, quindi sta facendo un passo indietro, ma sono  certo
  che  l'assessore Cracolici, non appena sarà il momento, saprà darle
  le delucidazioni che lei ha richiesto. Non abbiamo ancora approvato
  l'intero disegno di legge, ma abbiamo già approvato l'articolo  che
  fa riferimento al suo intervento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto  che  in
  questo caso mi viene difficile e complesso a dirlo, visto che parlo
  del  Governo, oggettivamente, da parte dell'assessore Lantieri,  mi
  sembra  che  sia stato fatto il massimo sforzo. Il problema  non  è
  l'operato dell'assessore Lantieri che, a mio avviso, ha provato  in
  qualche  modo a mettere una pezza a quello che invece era purtroppo
  l'atteggiamento  di totale insensibilità da parte del  resto  della
  Giunta, ma soprattutto da parte di chi ha i conti, da parte di  chi
  ha   la   borsa   ovvero,  da  parte  dell'assessore   Baccei   che
  evidentemente, con questo accordo, che è un accordo al ribasso, che
  svende  ancora una volta, assessore Baccei, la Sicilia e  che  vede
  costretto  un componente della sua Giunta nella totale  distrazione
  di  questo  assessore  che è impegnato su  altre  linee,  su  altri
  pensieri  e  che  vede  un componente di questa  Giunta  andare  in
  soccorso a quelle che sono le richieste del territorio.
   Certo  devo  dire che purtroppo con queste risorse,  che  sono  il
  massimo che l'assessore è riuscito a recuperare, ma che sono  poche
  perché la responsabilità si annida in questo commissario inviato da
  Roma,  da  Crocetta  che fa il filo a Faraone  e  a  Renzi  e  alla
  maggioranza  del  Partito  Democratico,  che  poi  di  fatto  altro
  consente se non una proroga, neanche per tre mesi, perché  a  conti
  fatti  andremo avanti per qualche settimana, forse per  quarantadue
  giorni, senza peraltro avere una norma di riferimento che segni  il
  passo per il momento immediatamente successivo.
   E' chiaro che ci saremmo aspettati da parte dell'assessore Baccei,
  che    continua    ad   avere   un   atteggiamento    assolutamente
  irresponsabile, una scelta di campo attraverso la quale  dopo  aver
  rinunciato  ad  un  accordo al ribasso  già  nel  2014.  Adesso  ci
  ripropone  uno  strumento  con  il quale  svende  completamente  la
  Sicilia,  per  cui  noi  cosa potremmo fare, assessore  Baccei,  di
  fronte a questo suo mancato intervento?
   Andremo  ovviamente in soccorso ai precari degli enti  locali.  Lo
  faremo  con  riferimento sia a quei comuni che  sono  in  dissesto,
  rispetto  ai quali stiamo dando questa elemosina di 400 mila  euro,
  mentre  sapete  benissimo che ce ne volevano  almeno  cinque  volte
  tanto.  Lo  faremo altresì con senso di responsabilità rispetto  ai
  dipendenti  delle  città  metropolitane,  dei  liberi  consorzi  di
  comuni,  e quindi ai dipendenti delle province, e lo faremo perfino
  prestando il fianco ad una ulteriore forzatura che è quella di fare
  riferimento  alla 1189, che altro non ha se non che ad  oggetto  il
  rifinanziamento  di leggi di spesa - pensate un  po'  -  in  ambito
  agricoltura.
   Questo  significa  che addirittura dobbiamo fare riferimento  agli
  strumenti di legge che riguardano l'agricoltura per potere  tendere
  la mano ai precari degli enti locali delle province.
   Che  vi  possono  dire?  Noi ovviamente  la  voteremo  perché  non
  possiamo  sottrarci  all'urlo di dolore dei precari  ma,  assessore
  Lantieri, la prego, faccia in modo di non rimanere l'unico elemento
  dentro questa Giunta dalla quale, secondo me, dovrebbe anche uscire
  perché  veramente  un  atto di responsabilità  in  un  deserto  dei
  tartari  come  quello che sta vivendo il Governo  Crocetta,  appare
  come  qualcosa di ridicolo da parte loro, come qualcosa che davvero
  fa rabbrividire i siciliani tutti.
   Grazie  comunque  per questo ulteriore gesto nei  confronti  della
  comunità.  E'  ben  poco ma capiamo bene che con  questi  soggetti,
  Baccei in testa, si può stare ben poco oltre.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  precisare
  qualcosa,  tutti  gli interventi sono stati molto  validi  però  mi
  rendo  conto  che  qualcosa  da parte  dei  colleghi  non  è  stata
  recepita.
   Questo  emendamento da me presentato oggi, prevede 400  mila  euro
  per le ex province, per gli enti di area vasta, e 200 mila euro per
  i  comuni in dissesto. E questo perché siamo riusciti a recuperare,
  in  una riunione fatta in I Commissione, una quota del 2 per  cento
  da  parte  degli  enti locali per permettere alle  ex  province  di
  continuare  i contratti di lavoro senza fare contratti giuridici  e
  non  economici, ritenendo, io personalmente, che sono dei contratti
  non   validi.  Abbiamo  preferito  tamponare  questo   momento   di
  difficoltà mettendo queste somme, sicuramente esigue rispetto  alla
  vera  necessità, da un calcolo fatto servono almeno sei milioni  di
  euro,  perché  vi comunico che i comuni in dissesto  erano  dodici,
  adesso  ci sono altri tre comuni con quasi duecento precari in  più
  e,  di  conseguenza, i comuni sono quindici e non più dodici e  c'è
  l'aumento dei precari.
   Volevo,  altresì, sottolineare che una legge regionale fatta  anni
  addietro mette in sicurezza i precari dei comuni in dissesto e,  in
  questo caso, potremmo paragonare anche le province, ma è una  legge
  regionale,  è  stato  fatto con legge e quindi,  in  riferimento  a
  quello  che chiede l'onorevole Dipasquale mi sento di dire  di  non
  creare  aspettative negli altri dipendenti, perché una cosa sono  i
  precari degli enti in dissesto, una cosa sono i lavoratori a  tempo
  indeterminato.  Ripeto,  questo  è  stato  fatto  con   legge,   si
  dovrebbero trovare le somme e ripartire sempre con legge, ma questa
  non è una cosa che si può fare in Aula.
   Volevo  ribadire  altresì che per i precari -  perché  non  stiamo
  facendo  delle cose solamente per i comuni in dissesto, per  le  ex
  province  - è un emendamento tampone, ma per i precari di  tutti  i
  comuni  abbiamo trovato un residuo di sei milioni e novecento  mila
  euro,  già le abbiamo ripartite e penso che se non oggi, domani,  i
  comuni avranno questi soldi nelle proprie casse.
   Un'altra  cosa  che  voglio  ribadire,  e  ringrazio  sempre   gli
  interventi dei colleghi, che i famosi cinquecento milioni  -  e  lo
  voglio  dire in Aula - ancora non sono arrivati, almeno,  non  sono
  stati  ripartiti. Perché io come Assessore agli enti locali, appena
  ho la certezza della spesa nel giro di ventiquattro ore, e mi posso
  permettere  di  dire  di  ventiquattro ore,  avendo  fatto  già  la
  ripartizione sia per i comuni che per i precari degli enti  locali,
  abbiamo già la possibilità di ripartire la somma.
   Perciò  questo Governo regionale non ha nessun motivo di non  dare
  le  somme,  aspetta le somme dal Governo nazionale,  che  già  sono
  arrivate  e,  come tutti voi sapete meglio di me, si deve  fare  un
  passaggio in Aula, dopo di che verrà fatta la ripartizione.
   Per quanto riguarda poi l'intervento dell'onorevole Falcone, e  lo
  ringrazio, il dottore Sammartano non mi ha voluto trattare male, in
  assoluto,  il  dottore Sammartano doveva certificare la  spesa.  Ma
  siccome i seicento mila euro sono stati presi dal fondo degli  enti
  locali,  e  il  dottore Morale già aveva certificato che  le  somme
  c'erano,  è stato un atto di troppa trasparenza a voler mettere  la
  certificazione, perché potevo dare anche io la mia  parola  dicendo
  che  la certificazione c'era e poi, come è avvenuto adesso, non c'è
  nessun problema perché le somme residuali ci sono del due per cento
  degli enti locali.
   Per   quanto   riguarda  la  proroga,  onorevole   Panepinto,   la
  programmazione non è per la stabilizzazione, la proroga  è  per  la
  presentazione  del  piano  programmatico  delle  piante  organiche,
  perché i comuni avevano il termine del 30 giugno per presentare  la
  programmazione per le piante organiche. Ci siamo resi conto che non
  hanno  avuto  il  tempo  di riorganizzarsi e  stiamo  dando  questa
  prorogatio al 30 settembre in modo che i comuni avranno il tempo di
  farsi il bilancio, di organizzare le somme del comune, anche perché
  come  sapete, ripeto, sicuramente meglio di me, ci sono delle norme
  nazionali che cozzano con le norme regionali.
   Circa sempre l'intervento dell'onorevole Panepinto che parlava  di
  stabilizzazione, volevo comunicare che ho ribadito già tre volte in
  Aula  di  aver attivato la cabina di regia e la prossima settimana,
  come dice la legge, sarà già attivato l'osservatorio, perciò questo
  Governo, almeno per quello che mi riguarda, sta lavorando nel senso
  di  portare  a  termine quel che c'è da portare a  termine  per  la
  riforma delle province.

   PRESIDENTE.  Se non ci sono altri interventi, pongo  in  votazione
  l'emendamento A2R. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore 17.17)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Assenza  e  Ioppolo  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   'Rifinanziamento di leggi di spesa in agricoltura' (n. 1189/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Rifinanziamento di leggi di spesa in agricoltura» (1189/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Rifinanziamento  di  leggi  di  spesa   in
  agricoltura» (1189/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          59
   Contrari            1
   Astenuti            1

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi recandomi  in
  Commissione  Bilancio e sollevando una perplessità che io  ritenevo
  legittima   all'assessore  Baccei,  alla  mia  affermazione   sulla
  sottoscrizione   dell'accordo  Stato-  Regione,  di   cui   dovremo
  discutere  da  qui  a  qualche momento, l'assessore  Baccei  mi  ha
  risposto che questo accordo non l'ha firmato lui, ma lo ha  firmato
  il presidente Crocetta.
   Atteso,   quindi,   che  tale  sottoscrizione  è   pervenuta   dal
  Governatore  della  Sicilia, ritengo che oggi  il  dibattito  debba
  articolarsi alla presenza dello stesso onorevole Rosario  Crocetta.
  Diversamente,   rischiamo  di  fare  un   dibattito   privo   della
  controparte.
   Ora, è giusto che ci sia l'assessore Baccei perché deve essere  il
  tutore  del Governatore Crocetta, ma altrettanto necessario che  la
  parte interessata, al di là del sostegno o meno, sia presente.  Per
  cui, chiediamo la presenza del Presidente Crocetta.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole La Rocca, vorrei comunicare all'Aula che  l'onorevole
  Digiacomo  ha  appena  chiarito che, in fase  di  voto,  non  aveva
  inserito il cartellino. Lo stesso ha dichiarato che, qualora avesse
  potuto  votare,  il suo voto sarebbe stato favorevole.  Questo  non
  cambia   l'esito  della  votazione,  chiaramente,  ma  era   giusto
  comunicarlo all'Assemblea.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi ribadisco  quanto
  fatto presente dall'onorevole Falcone. Per avviare un dibattito,  è
  necessaria  la  presenza del Presidente Crocetta,  e  dopodiché  ci
  prenotiamo alla discussione.

   PRESIDENTE. La presenza dell'Assessore, credo che sia allo  stesso
  modo  importante.  Però, visto che da più parti  mi  giunge  questa
  richiesta,  sospendo  la  seduta per capire  se  sarà  presente  il
  Presidente Crocetta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.21, è ripresa alle ore 18.16)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   all'accordo in materia di finanziaria sottoscritto con il Governo
                               nazionale
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Dibattito sulle comunicazioni del Governo della Regione in ordine
   all'accordo in materia di finanziaria sottoscritto con il Governo
                               nazionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  punto  II  punto
  all'ordine  del giorno:  Dibattito sulle comunicazioni del  Governo
  della  Regione  in  ordine all'accordo in  materia  di  finanziaria
  sottoscritto con il Governo nazionale .
   E'   presente  il  Presidente  della  Regione,  onorevole  Rosario
  Crocetta.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  assessori, l'Aula è rappresentata secondo le  sensibilità
  di ciascuno dei parlamentari per la discussione ed un dibattito, io
  mi   auguro,   abbastanza  intenso  su  una   materia   finanziaria
  sicuramente di facile comprensione per gli aspetti tecnici  che  la
  stessa  presenta,  ma al contempo significativo come  significativa
  per  le  ricadute  che avrà  nel prosieguo nella  vita  finanziaria
  dell'ente.
   Questo  accordo che prevede sostanzialmente, il riconoscimento  di
  questi  famosi  500  milioni di euro stipulato e  sottoscritto  dal
  Presidente  della  Regione qualche giorno fa,  precisamente  il  20
  giugno 2016, al contempo però ha previsto e che è stato  annunziato
  come  salvifico,  come   la panacea a tutti i  mali  della  Regione
  siciliana,  addirittura  è stato detto  da  più  parti,  anche  dal
  sottosegretario Faraone, detto fatto, è stato detto da ampie  parti
  del  Partito  Democratico  e non solo che  con  questo  accordo  la
  Sicilia   viene   salvata  e  soprattutto   alla   Sicilia    viene
  riconosciuto più di quanto la stessa dovrebbe avere.
   Bene,  noi  stasera abbiamo il compito di analizzare questo  e  io
  cercherò di farlo in maniera molto laica, senza avere una posizione
  preconcetta ma cercando di comprendere fino in fondo  quali sono le
  ricadute.
   Bene,  questo accordo consiste nel riconoscimento al punto  6,  di
  una  erogazione, di uno stanziamento di 500 milioni  di  euro,  poi
  vedremo se tecnicamente sono tali o di meno, ma al contempo prevede
  ben  5  prescrizioni. Quali sono le prescrizioni che prevede questo
  accordo?
   Innanzitutto  il punto 1 prevede la prescrizione di  chiudere  nel
  2016 con un saldo positivo di 227 milioni di euro e di chiudere con
  un  ulteriore  saldo  positivo di 577 milioni  di  euro  nel  2017.
  Significa  che la Regione siciliana dovrà impegnare soldi  in  meno
  rispetto agli stanziamenti previsti in bilancio per 227 milioni nel
  2016  e  per  577  nel  2017.  Ciò significa  sostanzialmente  che,
  ancorché noi prevediamo queste somme in uscita in bilancio, poi  di
  fatto non le possiamo impegnare e  quindi non le possiamo spendere.
  Ma  non  soltanto questo. Nel 2018 dobbiamo tendere al pareggio  di
  bilancio.
   Al  punto 2 abbiamo una riduzione progressiva del 3% della  spesa,
  cioè  rispetto  al bilancio dobbiamo spendere, sottratta  la  spesa
  sanitaria,  sottratto  il  contributo  per  la  finanza   pubblica,
  sottratta  la  spesa  per quanto riguarda i  rinnovi  contrattuali,
  quindi  tolti circa 16 miliardi di euro al bilancio regionale,  8,6
  miliardi  per  quanto riguarda la sanità, 1,6 miliardi  per  quanto
  riguarda  il  personale,  1 miliardo e 300  milioni  circa  per  il
  concorso alla finanza pubblica, quindi rimarrebbero intorno ai  500
  milioni.  Significa che noi dobbiamo ridurre, presidente  Crocetta,
  150 milioni di euro nel 2017 a cui si aggiungono altri 150 milioni,
  e saranno 300, nel 2018 per arrivare a una riduzione di 600 milioni
  di euro nel 2020.
   Al  punto  3  il Governo nazionale, non fidandosi per nulla  della
  maggioranza di Governo e del Governo regionale ha deciso di imporre
  con  questo accordo, di fare entrare all'interno di questo  accordo
  l'imposizione  del  recepimento di alcune norme,  di  alcune  norme
  nazionali,  di  alcune  norme  che riguardano  i  servizi  pubblici
  locali,  di  alcune norme che riguardano il pubblico  impiego,  che
  riguardano la omogeneizzazione della dirigenza, facendo saltare  la
  prima  e  la seconda fascia, la riduzione delle vocazioni  passive,
  arrivando  alla  centralizzazione della  committenza.  Cioè  dicono
  questo Governo Crocetta, siccome è inaffidabile, noi come riusciamo
  a  far  fare  determinate cose, imponendoglielo  nell'accordo  come
  prescrizione.
   E  al  questo si aggiunge al punto 10 la quarta prescrizione, cioè
  che  tutti i ricorsi che siano stati presentati entro il 31/12/2015
  devono  essere  ritirati,  a prescindere dalla  affermazione  delle
  pretese  giudiziali  o  meno,  pretese  costituzionali  o  meno,  a
  prescindere  dall'esito. E in più, poiché vi è stata  una  sentenza
  della  Corte  di  Giustizia dell'Unione Europea,  una  sentenza  di
  infrazione  che riguarda il settore ambientale, dovete pagare,  voi
  Regione  siciliana, dovete restituirci questi soldi che ancora  non
  ci state dando.
   A  questo dobbiamo aggiungere l'ulteriore prescrizione, che  è  la
  rinuncia agli effetti finanziari delle sentenze che sono state  già
  emesse,  una  per  tutte  la sentenza n. 65  del  2016.  Su  questa
  sentenza,  l'unica,  si è discusso tanto, assessore  Baccei,  ed  è
  stato detto 2 miliardi, 1 miliardo, 500, 100 milioni di euro. Io mi
  rimetto,  vado  indietro  nel  tempo e ritorno  all'intervento  che
  l'assessore Baccei ha fatto in Aula in data 19 aprile 2016,  quando
  di  fronte  alle affermazioni dell'onorevole Lombardo,  l'assessore
  Baccei  confutava  le  tesi  del collega come  dicendo   attenzione
  dobbiamo  distinguere  la  sentenza 65  in  due  parti'.  Il  primo
  periodo, dove avremmo 463 milioni di euro, e il secondo periodo, da
  cui  dovremo recuperare altri 231 milioni di euro. 665 + 231 stiamo
  parlando  di 700 mila milioni di euro di rinunce che stiamo  dando,
  che stiamo cedendo allo Stato.
   Già   basterebbe  questo,  onorevoli  colleghi,  Presidente  della
  Regione,  Governo  che avrebbe dovuto considerare  prioritariamente
  gli  interessi  dei  siciliani per dire che già  questo  accordo  è
  leonino. Potrei utilizzare altro, Assessore, al di la di quello che
  lei  cerca  di  rendere alla Sicilia e ai siciliani.  Noi  sappiamo
  soltanto  una cosa. I 500 milioni che ci riconoscono nell'Irpef,  i
  5/61,  significa che su ogni miliardo ci darebbero 561  milioni  di
  euro.  Ci  hanno  fornito una tabella nella quale c'è  scritto  che
  dall'Irpef  2016  avremo recuperato 3 miliardi 941  milioni  a  cui
  aggiungiamo 500 milioni e avremo 4 miliardi 441 milioni di euro.
   Mi  è venuto un dubbio. Avevo letto le entrate nel bilancio e sono
  andato  a rivedermele per cercare di capire se in effetti  i  conti
  quadrassero, se i colleghi vanno a vedere il bilancio  in  entrata,
  il  pluriennale,  ci accorgiamo che a pag. 82,  al  capitolo  1023,
  abbiamo  le entrate Irpef, che valgono 4 miliardi e 100 milioni  di
  euro.  Poi andiamo a pagina 107 dello stesso bilancio di previsione
  in entrata e, al capitolo 3360, abbiamo 500 milioni di euro; quindi
  avremo  4  miliardi  e  600 milioni di euro,  abbiamo  previsto  in
  bilancio.   Facciamo  l'accordo  e  con  l'accordo  quando   stiamo
  emettendo in bilancio 4 miliardi 441 milioni di euro cioè significa
  158 milioni di euro in meno rispetto a quelli previsti in bilancio.
   Qua  c'è qualcosa che non funziona. Ma ammesso che fosse così,  al
  punto  6,  la  cosa ancora più grave è quella che dice  che  i  500
  milioni  di  euro che vengono dati, le assegnazioni  risultanti  da
  tale  adempimento quello del punto 6, cioè i 500  milioni  di  euro
  sono  accreditati  in un sottoconto infruttifero  che  non  possono
  essere  utilizzati, non possono essere utilizzati e nel  corso  del
  2016  la Regione non può utilizzare le predette risorse che restano
  depositate  sulla contabilità speciale. E possono essere utilizzati
  per  casi indifferibili, in caso di carenza di altra liquidità  per
  esigenze  legate al pagamento delle competenze fisse  al  personale
  dipendente  o  per il pagamento delle rate dei mutui.  Cioè,  siete
  riusciti  ad  avere  500 milioni di euro, ma  al  contempo  non  li
  possiamo utilizzare se non per pagare dipendenti e mutui.
   Ma  andiamo  a vedere un attIMO. Stamattina vado in Commissione  e
  leggo  un emendamento. L'A1, con questo emendamento si attivano  le
  spese  che  riguardano  gli accantonamenti  negativi,  significa  i
  Comuni,  significa i precari, significa i forestali, significa  gli
  Enti  di ricerca, significa gli Enti teatrali,  significa i Pip,  i
  Cantieri  di  servizio, significa tutta una  serie  di  misure,  di
  interventi.
   E  come facciamo a questo punto qua se al punto 8) si dice  che  i
  500  milioni  di  cui al punto 6) sono congelati e  possono  essere
  utilizzati soltanto per determinate cose?
   Ma  la  cosa  ancora più grave che, poiché, che è poi  giusta,  al
  punto  13)  si  dice  che   l'efficacia  del  presente  accordo   è
  subordinata ad un provvedimento legislativo   perché è  un  decreto
  legge  quello  che è stato fatto e, poi, deve essere convertito  in
  legge, è chiaro che il rischio è che noi abbiamo tenuto 500 milioni
  di  euro, che non sono poi neanche 500 ma sono 342 milioni di euro,
  e questi stessi soldi non li possiamo utilizzare.
   Vorrei  anche  ricordare  che, sempre  dal   prospettino'  CHE  il
  Dipartimento economia ci ha dato, abbiamo poi il 2017 e il 2018, al
  punto 6) si dice che ai soldi dell'Irpef si aggiungono 1 miliardo e
  400 milioni di euro per il 2017,  e ai 3 miliardi e 941 milioni  si
  aggiungono 1 miliardo e 685 milioni di euro per il 2018.
   Io  vado  a  prendere sempre i capitoli in entrata e ci accorgiamo
  che  abbiamo, nel 2017, 4 miliardi e 141 milioni di euro per quanto
  riguarda l'Irpef a cui bisogna aggiungere 1 miliardo e 400 milioni,
  che  facendo  il conto arriva a 5 miliardi 641, ce  ne  hanno  dati
  appena 5 miliardi 341; mancano 200 milioni all'appello.
   Nel  2018, a fronte di una previsione di bilancio, -  nel bilancio
  pluriennale  di 5 miliardi e 866 milioni di euro -  ci  hanno  dato
  appena,  - tre minuti e vado verso la conclusione, Presidente -, ci
  hanno  dato appena 5 miliardi 626 milioni; mancano all'appello  240
  milioni di euro.
   Allora, a questo punto, io vorrei dire:  Ma, scusate, ma mi volete
  far  capire  quali  sono i benefici, glielo dico in  maniera  molto
  laica, di questo accordo? .
   Da un lato stiamo restituendo, con le parole che dice l'Assessore,
  700 milioni di euro; dall'altro lato i ricorsi pendenti li dobbiamo
  tutti  ritirare,  ci hanno strozzato e ci hanno imposto  altro  che
  lezioncina, hanno detto dovete fare A, B, C, D, E, F e  se  non  li
  fate  ci  sono  le  sanzioni e le sanzioni  li  andiamo  a  vedere,
  appunto,  nell'accordo  laddove si dice che  se,  ad  esempio,  non
  chiudiamo, nel 2016, con un saldo positivo di 227 milioni di  euro,
  la  somma che non si raggiunge, per pari importo sarà decurtata dai
  trasferimenti  dello  Stato, cioè, lo Stato,  con  l'Agenzia  delle
  Entrate, nel prelievo tributario, si tratterrà la somma di  importo
  equivalente.
   E  così altrettanto, se noi, entro il 2020, non ridurremo la spesa
  di  600 milioni di euro, significa che dovremo pagare allo Stato la
  stessa somma che avremo superato.
   Che  significa? Significa che noi ci siamo consegnati mani e piedi
  a  questo  Stato  centrale che ci tratta come  coloro  che  vengono
   incaprettati .  Presidente  Crocetta,  lei  ha   incaprettato   la
  Sicilia,  lei ha costretto la Sicilia al più vergognoso patto,  non
  accordo,  patto' che poteva mai subire.
   Qual  è  il  suo orgoglio, la sua dignità di siciliano?  In  quale
  parte  della  sua  mente l'ha riposto nel momento in  cui  firmava?
  Certo,  se  poi lei firmava a occhi chiusi, io mi rendo  conto  che
  firmava perché quella firma era una cambiale peraltro  ..

   CROCETTA, presidente della Regione. Bene, allora spiegatelo voi

   FALCONE. Ma noi infatti lo stiamo spiegando e mi creda lo facciamo
  senza animus polemico, lo facciamo con i conti alla mano.
   Mi  rendo conto che non ne indovinate una. Mi rendo conto che  già
  dalla prossima parifica che si svolgerà il 5 luglio vorrò vedere  i
  conti  dell'Irpef,  dove avete messo nel 2015 - e  concludo  signor
  Presidente, l'argomento è delicato, tra l'altro non abbiamo premura
  -  come previsione Irpef per 4 miliardi e mezzo. Tra Irpef e Iva si
  parla  di un minore gettito per 500 milioni di euro. E fra  qualche
  giorno lo potremo verificare quello che vi sto dicendo.
   Allora ecco perché questo Accordo noi riteniamo che sia un Accordo
  che  andava  fatto  anche, onorevole Presidente  Crocetta,  con  un
  impegno  di  questo Governo ma in ragione di un voto dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Lei ha sottoscritto questo Accordo non tenendo conto della volontà
  assembleare che è l'unica volontà popolare. Le voglio ricordare che
  lei  è  stato  eletto dal 31 per cento degli elettori che  si  sono
  recati  alle urne ma che, in termini assoluti, rappresentano appena
  il  14  per  cento  dei  siciliani. Mi rendo conto  che  oggi  lei,
  malgrado  Faraone  non  le creda, ritiene  di  essere  il  migliore
  presidente d'Italia ma le posso assicurare che questo Governo è  il
  peggiore della storia della nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Rocca Claudia. Ne
  ha facoltà.

   LA  ROCCA CLAUDIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  qualche
  mese  fa  l'Assessore Baccei ci ha parlato della famosa  lista  dei
  torti subìti dalla Regione siciliana che valevano nel complesso  un
  miliardo e quattro e che, ricordo a quest'Aula, erano suddivisi nel
  seguente modo:
   -600 milioni relativi alla compartecipazione alla spesa sanitaria;
  -250 milioni l'applicazione dell'articolo 37 del nostro Statuto;
  -450 milioni ci riferiamo al problema dell'erosione;
  -115 milioni una sentenza a favore della nostra Regione.
   A   seguito  di  ciò  nella  finanziaria  dello  Stato  del  2016,
  all'articolo 1, comma 685, lo Stato quindi ci riconosce i primi 900
  milioni  di  questo  miliardo e quattro che, in teoria,  dovrebbero
  diventare strutturali nel momento in cui la Sicilia porterà  avanti
  sia   le  nome  di  attuazione  dello  Statuto,  sia  la  revisione
  dell'Accordo  Stato-Regione, ovvero l'oggetto della discussione  di
  oggi.
   Soltanto  che  al comma 689 della stessa norma, si  parla  di  una
  restituzione attraverso accantonamenti crescenti. Quindi, direi che
  il  Governo  dovrebbe  chiarire un nodo  fondamentale:  questi  900
  milioni sono delle risorse riconosciute alla Regione alla luce  dei
  famosi  torti  subìti  o  sono una specie di  prestito  fatto  alla
  Regione? Credo che questo sia un punto da dover chiarire.
   Ma  andiamo  al  merito  del famoso Accordo Stato-Regione  che,  a
  nostro   parere,   è  abbastanza  sbilanciato  e   spiego   perché.
  Innanzitutto,  già  dall'inizio  si  notano  alcune  omissioni,  ad
  esempio  fra  i  VISTO' e i  CONSIDERATO' dell'accordo  fra  Stato-
  Regione  vengono  alla luce alcune omissioni.  Ad  esempio,  si  fa
  menzione della famosa compartecipazione alla spesa sanitaria di cui
  al  comma  830,  della  legge 286 del 2006,  quella  che  vale  600
  milioni,  e  che  cosa si dice fra i  VISTO' e i  CONSIDERATO'?  La
  difficile  sostenibilità  che ha la Regione  nel  sostenere  questa
  spesa. Soltanto che io non capisco perché in questo accordo non  si
  fa  menzione  al  perché la Regione non riesce a  sostenere  questa
  spesa  e  non si parla del comma successivo, l' 832, ovvero  quello
  che  parla del riconoscimento delle accise sui prodotti petroliferi
  che  era  il  contrappeso a quella norma.  E  non  è  un'invenzione
  nostra,  è scritto proprio nella finanziaria di quell'anno, ovvero,
  ripeto, la legge 296 del 2006.
   Che  cosa dice questo accordo? Al punto 2) ci dice che la  Regione
  dovrebbe, nel periodo 2007-2013, ridurre in maniera strutturale  la
  spesa  corrente del 3 per cento di anno in anno e la  riduzione  di
  questa  spesa  corrente  si dovrebbe effettuare  realizzando  delle
  norme espresse al punto 3).
   E  qui vorrei delle risposte dall'assessore. Questo significa  che
  vi  è  una quantificazione economica delle norme presenti al  punto
  3),  ovvero,  queste  norme valgono il  3  per  cento  della  spesa
  corrente  come vuole proprio l'accordo? Perché io farei un appunto.
  Le  norme  espresse  al  punto 3) non  mi  sembra  che  abbiano  un
  particolare  aspetto economico-tributario. Sembrano  norme  più  di
  carattere politico. Ad esempio, il recepimento della legge Delrio è
  una  norma  di  carattere politico, non è una norma che  ha  grosse
  riduzioni  di  spesa corrente, anzi, mi sembra anche  un  modo  per
  delegittimare  questo  Parlamento e  lo  Statuto  siciliano  perché
  questo  Parlamento ha lavorato per tre ani su una  norma  e  adesso
  Roma ci chiede di recepire in toto una norma statale delegittimando
  totalmente l'autonomia della nostra Regione.
   Credo che questo sia un argomento su cui riflettere.
   E  torniamo  all'accordo e alle norme che dovrebbe portare  avanti
  questo  accordo. Che cosa dice il punto 4)? Che nel momento in  cui
  la  Regione  non  sarà in grado di rispettare questa  riduzione  di
  spesa  del  3  per cento, lo Stato sarà autorizzato a trattenere  a
  monte  delle risorse a qualsiasi titolo spettanti alla  Regione,  e
  siccome  il  punto  10) ci dice che queste norme dovrebbero  essere
  portate  avanti entro il 30 settembre 2016, la domanda da farsi  è:
   ma  se  questo Governo e questo Parlamento in quattro anni  non  è
  riuscito a fare una riforma strutturale, posso sapere mai  come  si
  porteranno avanti da qui a tre mesi, con in mezzo anche il mese  di
  agosto,  l'elenco  di norme e provvedimenti che  sono  espressi  in
  questo accordo?
   Praticamente stiamo dicendo già che la Sicilia non sarà  in  grado
  di  rispettare l'accordo pattuito con Roma, e concludo con il punto
  6),  quello  che affronta l'unica cosa che viene riconosciuta  alla
  Sicilia,   ovvero  l'Irpef  sul  maturato.  Quindi,   il   problema
  dell'erosione.  Un'altra  domanda  che  vorrei  fare  all'assessore
  Baccei, ricordando la delibera regionale 285/2015, dove l'assessore
  Baccei faceva presente che la Regione siciliana rispetto alle altre
  regioni  a statuto speciale aveva un concorso alla finanza pubblica
  più  pesante,  diceva che la Regione siciliana aveva un  tetto  del
  patto di stabilità più basso di 400 milioni nel triennio 2014-2020,
  anche  a  seguito dello scorso accordo fra Stato-Regione, però,  in
  questo accordo, di tutti questi punti, di tutti questi torti subiti
  dalla   Regione  non  si  fa  assolutamente  menzione,  o   meglio,
  l'assessore durante la scorsa seduta ha fatto presente che vi  sarà
  il  passaggio  dal  sistema dei limiti di patto  al  sistema  degli
  equilibri  di bilancio, però non mi sembra che questo  aspetto  sia
  abbastanza esplicito nell'accordo, quindi, come gruppo parlamentare
  del  Movimento  Cinque Stelle, gradiremmo delle risposte  a  queste
  domande  perché alla luce di quanto detto, a noi sembra che  questo
  accordo sia eccessivamente sbilanciato a favore dello Stato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  come
  sempre, vista la mia libertà di pensiero, a titolo personale perché
  così mi sento più libero e più attento ai problemi che attanagliano
  l'intera Isola.
   Io  sono  alla  seconda legislatura regionale. Si  parla  solo  di
  rinunce, rinunce sempre rinunce.
   Però  ho  notato in questo accordo, firmato dall'assessore  e  dal
  Presidente della Regione, non so a che ora, se era dopo pranzo,  se
  era  prima,  per  capire  esattamente se  ci  fosse  veramente  una
  attenzione particolare per la firma di questo

   CROCETTA, Presidente della Regione. Onorevole Lentini, io non bevo
  e non sniffo.

   LENTINI.  Io  non  lo  so  se  lei ha  firmato  di  mattina  o  di
  pomeriggio,  e non mi interrompa. Non mi interrompa  né  lei  e  né
  altri. Io sono stato eletto dal popolo siciliano e a loro devo dare
  conto e ragione. Lei è qua per ascoltare e mi ascolti bene.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Non per ascoltare offese.

   LENTINI.  Perché  se  lei  ascoltasse  bene  sicuramente  non   ci
  troveremmo in questo inferno.
   Avete  regalato  la Sicilia all'Italia, al Governo  nazionale.  Ci
  utilizzano come burattini.
   E ancora parla.
   Quando  si firma un accordo la controparte deve capire esattamente
  quali sono i problemi di un territorio. Questo è ormai diventato un
  territorio  dove  non  ci  sono investimenti  da  diversi  anni,  è
  diventato un territorio  dormitorio'.
   Ormai  in  Sicilia  si dorme. Ognuno esce da casa,  gira  e  va  a
  dormire. Io ho lasciato questo compito di matematica ad una  classe
  di  V  elementare  di  una  scuola di  Palermo.  Facendo  un  conto
  approssimativo,   -  i ragazzi erano veramente  interessati  -,  ho
  detto  su un milione e quattrocento ho dato l'accordo e ne è venuto
  fuori  che  la Regione siciliana in questo accordo ci  perde  circa
  sette  miliardi di euro, considerando tutti i ricorsi  che  abbiamo
  vinto,  ce ne sono circa sette, e quindi dobbiamo rinunciare,  dove
  ancora  c'è  questa  fantomatica risorsa di 500  milioni  che  deve
  arrivare.
   E' come la sarda: ci sono 500 milioni di euro che devono arrivare.
  Li vedete? Non si possono spendere, a meno che non vengano elargiti
  ai  comuni  o eventualmente per pagare stipendi. Prima di settembre
  non  li  puoi utilizzare ed entro settembre devi firmare  l'accordo
  rinunciando  a  tutti i ricorsi possibili e immaginabili,  vinti  o
  persi, al 31 dicembre del 2015.
   La compartecipazione alla spesa sanitaria,  - dal 2007 siamo fermi
  alla  compartecipazione al 49,11 per cento  -,  ma,  attenzione,  a
  momenti il Governo nazionale ci dirà:  signori la compartecipazione
  non  è più al 49 per cento, ma sarà al 100 per cento, una volta che
  vi  diamo  un  miliardo e quattrocento milioni  anche  questo  sarà
  tagliato'.  E  quindi  questo accordo  non  prevede  niente,  della
  compartecipazione  sanitaria  che è  una  delle  problematiche  più
  importanti della Sicilia, del territorio siciliano, non se ne parla
  neanche.
   Quindi,  il  conto  che voi avete fatto è che  questo  miliardo  e
  quattrocento milioni servirà per chiudere la finanziaria del  2016,
  tanto il prossimo anno, nel 2017, andremo a votare, fino ad ottobre
  quindi c'è tutta la copertura finanziaria, siamo tranquilli, ognuno
  può  svolgere  il  proprio ruolo, il Governo ed il  Parlamento,   e
  siamo  a  posto.  Poi chi verrà, il prossimo Governo,  il  prossimo
  Parlamento, ne piangeranno le conseguenze, mettendo tasse e facendo
  quello che conosciamo un po' tutti.
   Ora  la  cosa  di  cui  mi  rammarico è che  la  settimana  scorsa
  l'Assessore  Baccei è entrato qua da vincitore, dopo  cinquant'anni
  dice  di  aver  risolto il problema della Sicilia,  perché  mai  in
  Sicilia era accaduto quello che sta accadendo in questi giorni.
   Noi  abbiamo uno Statuto che ci dà tanto veramente - io  ringrazio
  chi  l'ha  scritto, perché è scritto così bene, ma  non  viene  mai
  rispettato  -  ma non  sono state approvate queste benedette  norme
  di  attuazione,  perché la cosa che io speravo  e  spererei  è  che
  questo  Governo approvi le norme di attuazione e sposi una  diversa
  politica  con  il  Governo  nazionale, condizionandolo,  altrimenti
  usciamo,  andiamo via da quest'Italia  Come sanno fare  gli  altri,
  nel  bene  e nel male  Un referendum tipo  brexit', però siciliano:
   Vuoi rimanere o te ne vuoi andare?
   Ma  lei pensa che è venuto qua per fare morti e feriti? Ma di  che
  parla? Caro Assessore Baccei, lei finirà quest'esperienza e  se  ne
  andrà   Lei  è  toscano, ma andrà a vivere a  Roma.  Ma  noi  siamo
  siciliani e vogliamo vivere in Sicilia e dobbiamo avere un rapporto
  con i cittadini e  deve essere un rapporto così come è stato creato
  votandoci, non è facile tutto quello che sta accadendo.
   Certo,  le  responsabilità non sono solo vostre, le responsabilità
  sono  dei  senatori, dei deputati, che negli ultimi  trent'anni  ci
  hanno  sempre  rinnegato, questo è pure vero. Ma  noi  cosa  stiamo
  facendo  oggi? Noi ancora spingiamo la spada sempre di  più  ad  un
  popolo  che  non  merita  questo  Questo è un  Parlamento  dove  si
  legifera, questo Parlamento eletto dal popolo ha una responsabilità
  madornale
   Mi  sarei aspettato, appunto, che questo accordo prevedesse  tante
  di  quelle  cose  importanti  per  la  Sicilia:  lo  sviluppo,  gli
  investimenti, le riforme. Oggi abbiamo una disoccupazione giovanile
  al  46  per  cento  ed al 30 per cento il dato generale   Mi  sarei
  aspettato un cambiamento di rotta  Questo mi sarei aspettato da  un
  accordo tra lo Stato e con la Regione
   E  aggiungo,  ma  chi siete voi che andate a Roma  a  chiudere  un
  accordo  senza che questo Parlamento possa dire la sua?  Noi  siamo
  gestiti  come burattini  Ma siete pazzi  Non se lo deve  permettere
  nessuno   Noi qua dovevamo essere messi a conoscenza, ancora  prima
  di   firmare  l'accordo   Questo  documento  doveva  passare  dalla
  Commissione, doveva venire poi in Parlamento, discusso, ridiscusso,
  da persone responsabili
   Questa non è una cosa così semplice, parliamo della Sicilia, della
  Costituzione, dello Statuto, abbiamo perso gli artt.  36,  37,  38,
  abbiamo  perso tutto con questo accordo. Dimenticavo,  c'è  scritto
  nell'accordo:    eventualmente il 31 dicembre del  2018  andiamo  a
  vedere se dobbiamo fare qualcosa, se possiamo riprogrammare . Ma di
  che  parliamo?  Parliamo  di  persone,  delle  loro  tasche,  delle
  aspettative  dei  nostri giovani che non vogliono andare  più  via,
  vogliono lavorare in questa Sicilia.
   Cosa  bisogna fare? Questo bisogna fare  Oggi siamo qua  per  fare
  che  cosa? Per votare? Per votare che cosa? Dire: sì, andate avanti
  perché  l'accordo è stato definito, tutto a posto, 1  miliardo  685
  milioni, perché ci sono 285 milioni dell'Irpef  -  ancora  li  devo
  vedere -, per poi dire che cosa?
   Allora, tutti siamo distratti: controlliamo i cellulari che è  più
  importante
     E l'assenza di alcuni deputati, per una cosa così importante che
  stiamo discutendo, che è il nostro Statuto: tranquilli  Io oggi  ho
  lasciato tutto per venire qui, perché aspettavo di parlare  con  il
  Governo,  a  titolo personale, ma mi rivolgo pure a  voi  carissimi
  amici,  colleghi che condividiamo veramente la politica giorno  per
  giorno;  il discorso non è  chi vince o chi perde: qui chi perde  è
  sempre  la  Sicilia  Non è possibile, puoi cambiare  governi,  puoi
  cambiare  tutto  quello  che vuoi, chi  perde  è  la  Sicilia  e  i
  siciliani. Non è possibile
   Ci  sono  quattordici punti, uno peggio dell'altro,  per  poi  non
  parlare  della legge che è inserita, la 124 del 2015, che  dobbiamo
  recepire perché ce lo condizionano nell'accordo, si riferisce  alla
  banda  larga,  si riferisce alla semplificazione, benissimo   Però,
  voi   lo   sapete,  cari  colleghi,  che  cosa  succede  approvando
  l'articolo  11  della legge  124 del 2015, lo sapete cosa  succede?
  Che i dirigenti diventeranno un tutt'uno in Italia, alla Regione  e
  ai Comuni.
   Lo  sapete  cosa  succederà quando ci  sarà  la  richiesta  di  un
  dirigente  di  un comune tal dei tali della Sicilia? Succederà  che
  qualsiasi  dirigente  con atto di interpello può  partecipare  alla
  chiamata.  Lo sapete cosa succede, eventualmente, per  i  dirigenti
  che non riescono a rientrare nella logica dei servizi e delle aree?
  Saranno cacciati via. Saranno cacciati via.
   E  allora, se noi dobbiamo recepire la legge 124 del 2015, e  devo
  dire  che dentro quella legge ci sono anche cose positive, dobbiamo
  sicuramente  esaminarla  così come giustamente  vuole  una  Regione
  autonoma.
   Ma  senti chi parla  Io ho sentito un dibattito nelle province  di
  Trento  e di Bolzano, oppure andate a vedere il parlamentino  della
  Valle  d'Aosta, nel 2012 sono stati esclusi 70 milioni dall'energia
  ma la Valle d'Aosta non li ha persi
   Per  non  parlare  del  punto 1):  poco fa lo  diceva  il  collega
  Falcone,   ma  come vai a recuperare 277 milioni  nel  2016  e  577
  l'anno successivo?  Ma se già siamo tutti allo stremo  Ormai non ce
  la  fa  più  nessuno   Non  produce  più  nessuno.  Ormai  perdiamo
  quattrocento milioni di euro di introiti. Non paga nessuno,  perché
  non  lavora  nessuno  Questo miliardo e quattro milioni  servirà  a
  coprire le spese, a coprire già quello che abbiamo perso. E c'è poi
  il  taglio  ulteriore del tre per cento. Ma il tre  per  cento  dei
  fondi  cash,  il tre per cento ogni anno per quattro anni  fino  al
  2020
   Allora, signori miei, io sono convinto che questo accordo  non  si
  possa  fare,  e, se c'è qualcuno che fa ricorso, lo  farò  pure  io
  figuriamoci. Sicuramente non può andare a compimento.
   Quindi, su questo, vi responsabilizzo colleghi parlamentari che, a
  prescindere dai colori politici, a prescindere da quale partito voi
  veniate,  questo  è un problema della Sicilia, dei siciliani,  dove
  tutti  abbiamo indistintamente una responsabilità morale  E  io  su
  questo   non   la   voglio  avere,  quindi   questo   accordo   io,
  personalmente, non lo voto

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  questo
  accordo definito epocale, lo è davvero epocale  E lo è perché,  con
  la  sua firma, ha, di fatto, determinato la fine della speranza del
  futuro  dei nostri giovani che, dalla rivendicazione delle  risorse
  sottratte  alla  Regione,  speravano  in  quegli  investimenti  che
  aspettano  da  sempre, sempre promessi ma mai  realizzati  per  una
  futura   prospettiva  occupazionale,  all'interno  del   territorio
  siciliano.
   Il Presidente della Regione ha svenduto la Sicilia, ha spento quel
  lumicino  di  autonomia - fondata con tanti  sacrifici  dai  nostri
  padri  -  che  era rimasto, e tutto questo con una  grave  inaudita
  mancanza senza precedenti, cioè senza interpellare l'ARS.
   Palazzo  Chigi  sblocca i cinquecento milioni di  euro  dopo  aver
  minacciato la Regione, con tutta una serie di impugnative, a cui il
  Presidente  della Regione si è inchinato, ma il prezzo che  ci  sta
  facendo  pagare è salato ed altissimo. Con questo accordo  storico,
  la  Sicilia  si  è  impegnata a rinunciare a  tutti  i  contenziosi
  finanziari,  con  lo  Stato,  davanti  alla  Corte  costituzionale,
  compresi quelli vinti o che stiamo per vincere.
   L'accordo prevede che, entro il 30 settembre, si dovranno ritirare
  tutti  i ricorsi presentati prima del 31 dicembre 2015. Ma la  cosa
  assurda   è   che  non  riguarda  soltanto  i  ricorsi  di   natura
  finanziaria, ma anche le impugnative di legge, fatte dalla Sicilia,
  in  adeguamento delle nostre leggi a quelle nazionali senza nemmeno
  discutere, come è stato per le ex province regionali.
   Quindi, in cambio di cinquecento milioni, noi rinunciamo anche  ai
  ricorsi  vinti  dopo  il 2014  Risorse che, liberate  dello  Stato,
  perché  erano  state, chiaramente, accantonate e  parliamo  di  una
  cifra  che equivale a circa sette miliardi, ce ne ritorna  soltanto
  con cinquecento milioni: un contentino.
   Attenzione   Ma  questi  cinquecento milioni  non  sono  regalati,
  questi  cinquecento  milioni non sono gratis  E'  un  prestito  che
  dovrà  essere  restituito e che dovremo cominciare a pagare,  ed  è
  subordinato ad una serie di paletti che, se non saranno rispettati,
  comporteranno penalizzazioni enormi.
   La Sicilia, con l'accordo, si è obbligata ad avere un saldo attivo
  già nel 2016 di 220 milioni, nel 2017 di 577 milioni ed inoltre dal
  2017  al  2020  dovrà ridurre la spesa del 3% e, come  se  ciò  non
  bastasse,  se  ciò  non dovesse avvenire, l'Agenzia  delle  Entrate
  tratterrà  questo importo del 3% da qualsiasi somma spettante  alla
  nostra Regione a qualsiasi titolo.
   Abbiamo  fatto un affare veramente colossale con questa firma  che
  abbiamo apposto.
   Ma io mi chiedo, e chiedo ai miei colleghi; ma con quali poteri il
  Presidente  della Regione ha svenduto la Sicilia al Presidente  del
  Consiglio dei Ministri? E poi chiedo anche: ma se un dirigente o un
  funzionario della Regione causa un danno per le casse della Regione
  questo lo è? E perché la Corte dei Conti su questo non dice nulla e
  finora non ha detto nulla e non si è pronunciata?
   Questa vittoria programmata del Presidente della Regione siciliana
  non  è  altro  che  una menzogna per nascondere la sconfitta  della
  rivoluzione  urlata  e  mai  avvenuta,  aggravata  da  una   pseudo
  antimafia  di cui si è sempre servito e coperto per eludere  e  non
  affrontare mai i veri problemi della Sicilia
   Il  contributo  dato alla Sicilia come la legge di  stabilità  del
  2015  dovrà essere istituito a cominciare già dal 2016  con  ben  9
  milioni per poi passare a 15 milioni nel 2017 e 18 milioni nel 2018
  ed  infine  a  21 milioni dal 2019 in poi, non considerando  i  226
  milioni che dobbiamo risparmiare se aggiungiamo a tutti questi.  Un
  vero salasso
   Per  poi  non parlare del ricorso presentato dal Governo siciliano
  che  abbiamo  perso  sui fondi PAC destinati  agli  sgravi  per  le
  imprese previsti dalla legge nazionale di stabilità del 2014
   E  perché  l'abbiamo  perso?  Perché  la  programmazione  è  stata
  semplicemente  presentata in ritardo da questo Governo   Così  come
  nel 2015 perde 273 milioni di cui ben 112 - l'assessore Marziano lo
  dovrebbe sapere - destinati al piano giovani, 66 nel 2016, 307  per
  il  2017  e 153 nel 2018. Una somma che supera abbondantemente  gli
  800 milioni.
   Altro  che 500 milioni di elemosina destinati per giunta, ad opere
  importanti e fondamentali per la nostra Terra, qualcuno  lo  diceva
  prima,  si  a  per  il  completamento della Siracusa-Gela,  per  le
  scuole, per gli asili nido, per la banda larga e così via.
   Io  ricordo ancora i programmi della campagna elettorale quando si
  parlava   di  autonomia  impositiva,  del  recupero  delle  accise,
  dell'obbligo  delle  imprese con sedi fuori dalla  Sicilia  ma  con
  strutture  nell'Isole di pagare qui le tasse, la chiusura dell'ESA,
  gli  altri  enti,  bla  bla  bla, tanti programmi  fatti  anche  in
  televisione e sconfessati subito, il giorno dopo dai fatti.
   Purtroppo,  lo  devo  ammettere, ahimè credetti  anch'io  a  tutte
  queste  cose  e  ad  altre,  ne  ho ricevuto  soltanto  una  grande
  delusione  da  chi  si  vantava di essere diverso,  ma  pensavo  si
  riferisse  all'idea di candidarsi a capo di un Governo regionale  e
  potesse  dare  delle  risposte a chi  finora  aveva  creduto  nella
  politica, agli ideali della Democrazia, nella volontà degli  uomini
  liberi  che si pongono sopra ad ogni interesse di parte  se  non  a
  quello del popolo.
   Invece  qui  abbiamo  assistito sotto  le  spoglie  mentite  dello
  sviluppo   e   la   legalità  ad  una  vergognosa   spartizione   e
  lottizzazione di poltrone, a cominciare da chi, non avendo  nessuna
  competenza  e soprattutto titolo, ha ricoperto e ricopre  incarichi
  di  prestigio  solo  perché è amico o parte del  cerchio  magico  o
  candidato nel Movimento del Presidente della Regione
   Ma  qualcuno  giustamente, vedo che mi  guarda  dicendomi:  ma  ti
  scandalizzi proprio tu democristiano?
   Si  sono un democristiano fiero e ne vado orgoglioso. No   Non  mi
  scandalizzo  Ma da chi contesta il metodo, il sistema e poi  adotta
  lo  stesso  sistema nella peggiore specie e modo e per  giunta,  in
  brutta  copia,  nel segno della rivoluzione è il  peggior  ipocrita
  della  storia  che  sta mentendo sapendo di mentire  e  tradisce  i
  siciliani.
   Io  mi  auguro  che  questo  Presidente  si  ricandidi  nella  sua
  stridente  convinzione,  così  come  urla  da  tempo,  cosicché   i
  siciliani possano ricambiare con tanto e tanto affetto il  servizio
  che ha reso alla Sicilia.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, assessori, appena qualche  settimana  addietro
  l'assessore  Baccei  raccontava in un intervista  all'Espresso  che
  ogni anno lo Stato prende dalla Regione Sicilia 7 miliardi di euro.
   Ebbene,  posto questo tema, andiamo velocemente a ritroso  e  cioè
  alla  finanziaria del 2016, quando ci venne spiegato che  c'era  un
  buco   di   3   miliardi.  Qualcuno  avrà  pensato,  più   o   meno
  strumentalmente, colpa dei siciliani. Assolutamente  no   La  colpa
  era  dello  Stato, la causa erano gli accantonamenti  imposti  alla
  nostra  Regione  per  il concorso al risanamento  dei  conti  della
  finanza pubblica. Questo perché lo Stato aveva agito così: nel 2013
  il  buon  Letta prelevò 915 milioni dalle casse della Regione;  nel
  2014  l'ottimo  Renzi  prelevò 1 miliardo  150  milioni,  ai  quali
  aggiunse  ulteriori 200 milioni delle tasche dei  siciliani  per  i
  famosi  80  euro con i quali vinse le elezioni europee; ribadii  lo
  stesso  concetto nel 2015, l'ottimo Renzi, prelevando 1 miliardo  e
  300 milioni dalle casse della Sicilia. La somma fa i 3 miliardi  di
  buco.
   Ebbene, quando si iniziò il lavoro in Commissione Bilancio per  la
  finanziaria  del  2016 dalla notte alla mattina,  cari  colleghi  e
  soprattutto  siciliani, sparì 1 miliardo di buco, il  buco  si  era
  ridotto  da 3 a 2 miliardi, tanto che qualcuno poco avveduto  gridò
  al miracolo. Ma miracolo non era. Era un ulteriore disastro, perché
  con  il  beneplacito  del  Presidente della  Regione,  almeno  così
  presumo, e con la regia dell'assessore al bilancio, i dirigenti del
  bilancio  avevano  posto  in  essere un  taglio  orizzontale  di  1
  miliardo sulla spesa corrente da destinare ai siciliani.
   Ebbene,  a quel punto l'assessore Baccei si impegno per il Governo
  nazionale - lui lo può fare - circa il trasferimento di 1  miliardo
  e mezzo per tappare il buco restante di due miliardi. E però, anche
  mi figlio che ha sei anni i conti li sa fare, e mi avrebbe chiesto:
  ma come fa l'assessore Baccei a tappare il buco di 2 miliardi con 1
  miliardo e mezzo?
   Lo  fa.  Perché  nella  finanziaria del  2016,  con  un  ulteriore
  magheggio  o  magia  il Governo regionale, si era  fatto  approvare
  dalla  sua  maggioranza  PD-UDC-NCD, una  norma  che  cancellava  i
  crediti  non  ancora  accertati dalla Sicilia nei  confronti  dello
  Stato, che giusto giusto ammontavano a 500 milioni. E allora questa
  volta l'aritmetica torna.
   A  dicembre 2015 in effetti arrivano 900 milioni con la  legge  di
  stabilità  nazionale. Gli altri 600 restano vincolati al  patto  di
  questi  giorni firmato tra il Presidente del Consiglio Renzi  e  il
  Presidente della Regione Crocetta. Ebbene, qui dal dramma si  passa
  alla  farsa tragica perché il Presidente Crocetta, che già nel 2014
  aveva  attentato  seriamente al futuro  delle  giovani  generazioni
  siciliane  rinunciando ad un contenzioso di 5  miliardi  nel  quale
  erano  comprese anche somme che sarebbero certamente entrate  nelle
  casse   regionali   perché  la  stragrande  maggioranza   di   quei
  contenziosi  erano  lì  lì  per essere  definiti  in  favore  della
  Sicilia,  così  come era accaduto per le altre  Regioni  a  Statuto
  speciale.
   Il  Presidente  Crocetta, che così facendo aveva  già  contribuito
  allo  smantellamento dell'articolo 36 dello Statuto,  perché  aveva
  disposto  di somme rinunciandovi con il contrario avviso, peraltro,
  dei  giudici  costituzionali, che trovavano origine in norme  dello
  Statuto   non  negoziabili,  perché  oggetto  di  diritti   sanciti
  costituzionalmente.
   Il   Presidente   Crocetta,  che  si  era  fatto   beffa   di   un
  pronunciamento di questo Parlamento regionale, che con una  mozione
  approvata  pressoché all'unanimità, gli aveva chiesto  di  revocare
  quell'accordo  firmato  che senza un percorso  condiviso  dall'Aula
  finiva  per essere carta straccia, sulla scorta di questo  bagaglio
  di  esperienza  maturata ovviamente penserebbero coloro  che  hanno
  conservato un minimo di razionalità, si è opposto a questo accordo.
  Invece no, ci è ricascato. Incredibile,. ma è avvenuto questo.
   E  quali sono le conseguenze? Primo: i 500 milioni ancora  non  ci
  sono,  così  è  stato detto dall'assessore poco  fa,  speriamo  che
  arrivano  tra  stasera  e  domani mattina; secondo:  il  Presidente
  Crocetta decide sulla testa di 5 milioni di siciliani senza passare
  dall'Assemblea, dimostrando Presidente del Parlamento  pro-tempore,
  Presidente  Ardizzone,  di spregio per  le  istituzioni  e  per  il
  Parlamento,  al  di la di ogni norma che ammetta o che  preveda  un
  percorso parlamentare su un tema di fondamentale rilevanza  per  il
  futuro della Sicilia e dei siciliani.
   Ma  quel  che  più  lascia sbalorditi è che scopriamo  che  i  900
  milioni  altro  non  sono  che  un prestito  e  non  una  dotazione
  strutturale,  come  ci  racconta  Baccei  dopo  avere   finito   di
  festeggiare con Crocetta. Come e da chi verranno restituiti  questi
  900  milioni? A restituire questi 900 milioni saranno  i  siciliani
  massacrati   dal  geniale  Baccei  e  dall'ingenuo,   dall'incauto,
  dall'inconsapevole, dall'inadeguato Presidente Crocetta. Non lo so,
  lo  facciamo  decidere ai siciliani. Come, lo scopriamo  del  tutto
  casualmente dopo le gravi omissioni del Governo regionale.
   Signor Presidente, io non parlo se il Presidente Crocetta va  via.
  Presidente Crocetta, io esprimo un giudizio politico, se lei non mi
  capisce allora si dimetta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    ((La seduta, sospesa alle ore 19.18, è ripresa alle ore 19.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Invito   il  Presidente  della  Regione,   onorevole
  Crocetta, a prendere posto per seguire il dibattito parlamentare.
   Ha facoltà di proseguire il suo intervento l'onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Signor  Presidente, avevo appena detto  chi  pagherà  il
  debito di 900 milioni. Adesso devo dire, come.
   Stavo  dicendo  che lo scopriamo, del tutto casualmente,  dopo  le
  gravi omissioni del Governo regionale, nelle pieghe della legge  di
  stabilità   nazionale   che,   alla  voce    accantonamenti ,   con
  riferimento  alla  Sicilia, scrive che dovremmo restituire,  e  c'è
  scritto  in maniera assolutamente chiara per chi lo vuole  leggere,
  nel  2016, 1 miliardo e 300 milioni, nel 2017 più 150 milioni,  nel
  2018  più  200  milioni fino ad esaurimento,  anno  per  anno,  del
  prestito di 900 milioni.
   Bene,  qua  il  tema è certamente economico ma  è  ancora  di  più
  politico perché il Governo lo sapeva dal dicembre del 2015.
   Il  Governo,  assessore  Baccei  e Presidente  della  Regione,  ha
  mentito   al   Parlamento   ed  ai  siciliani   e   questo   vostro
  comportamento, questa vostra condotta politica, in un Paese civile,
  sarebbe, a mio modesto parere, causa di impeachment.
   Il  Governo  sarebbe  costretto,  se  non  avesse  la  dignità  di
  dimettersi, di andare a casa. Ma voi non lo farete
   Non  lo  farete perché siete tutti d'accordo nel PD fate finta  di
  litigare, ma siete abbarbicati tutti alle vostre poltrone;  non  lo
  farete  perché  pensate che questo  annacamento , cosa  di  cui  la
  accusava  l'onorevole  Cracolici  quando  parlava  male   di   lei,
  Presidente, vi porterà alla salvezza politica; non lo farete perché
  ancora l'UDC non ha deciso se andare di qua o di là, se restare  di
  qua  o  di là. Non lo farete perché il Nuovo Centro Destra  non  ha
  capito  se può avere il candidato alla Presidenza della Regione  o,
  quanto meno, un candidato sindaco in un capoluogo.
   Lei  non  lo farà, Presidente Crocetta, perché pur essendo persona
  perbene, non ha ancora finito di essere funzionale ad un sistema di
  gestione del potere che passa sulla testa dei siciliani contro ogni
  principio di moralità credibile.
   Se lei dovesse allontanare qualcuno dalla cerchia dei dirigenti  o
  dei  politici  a lei più vicini, io ci resterei molto male,  perché
  indagati.  Perché  resto fermo ai principi  del  garantismo  che  è
  sostenuto dal dettato costituzionale.
   Ma  lei, onorevole Presidente, che ha maltrattato nella sala di un
  convegno un deputato sulla scorta di un semplice chiacchiericcio di
  giornale, poi rivelatosi solo tale, come fa a pensare che la  gente
  non abbia compreso la sua doppia morale e la sua finta rivoluzione?
  Chissà, magari contro la sua volontà.
   Allora Presidente Crocetta, abbia un sussulto di orgoglio, di vera
  passione  civile,  di vero amore per la Sicilia,  li  freghi  tutti
  questi  che la sostengono per sostenersi. Si dimetta, si liberi.  E
  liberi  la Sicilia da questa infinita agonia, oggi più di  ieri,  a
  fronte del secondo accordo-truffa firmato con il Governo nazionale.
   E  poi che sarà? Penso che non bisogna temere il nuovo che avanza.
  Soprattutto  quando  questo è populista,  violento  nella  proposta
  politica,  spesso ignorante politicamente. Vedremo cosa accadrà  in
  Sicilia, come nel Paese. Dal canto mio lavorerò perché vi siano  le
  condizioni  per un rinnovato impegno nelle Istituzioni,  perché  si
  crei una sintesi che metta al centro un progetto politico credibile
  per risolvere i problemi dei siciliani, con un programma concreto e
  realizzabile,  un candidato Presidente di alto profilo  politico  e
  culturale, una coalizione coesa e forte.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  mentre
  parlava  l'onorevole Cordaro stavo leggendo un articolo di Accursio
  Sabella  proprio sull'ultimo mutuo acceso dalla Regione. Certamente
  fa  una  analisi sugli ultimi 15 anni, ma non esonera il Presidente
  Crocetta  dall'avere  acceso l'ultimo mutuo, del  quale  tra  pochi
  giorni  pagheremo la prima rata. E faceva una analisi  puntuale  su
  come  per i prossimi trenta anni sui siciliani graveranno 1600 euro
  a  siciliano grazie agli ultimi Governi regionali. Ma non esonera e
  non discolpa il Governatore Crocetta dall'avere acceso anche lui un
  mutuo, per quanto riguarda i Comuni.
   Signor Presidente, lasciamo stare i numeri. Le vorrei dare qualche
  notizia,  e  magari l'Assessore Baccei è interessato.  Facciamo  un
  confronto  tra  Regioni  ad autonomia speciale.  La  Valle  d'Aosta
  incassa  in questo periodo - mentre noi sigliamo l'Accordo -  anche
  con un Accordo, 70 milioni di euro.
   Signor  Presidente se ritiene che disturbo il gruppetto che  si  è
  formato, io posso fare anche a meno di parlare. Capisco che se alzo
  i  toni  magari  qualcuno mi ascolta, ma il mio è  un  ragionamento
  serio che volevo condividere con l'Assessore Baccei.
   Sa,  Assessore Baccei, ora la definisco subito io, visto  che  lei
  poco  fa  era  un  po' titubante. Lei colpe non ne  ha.  Però  lei,
  politicamente,  è  in conflitto di interesse. Perché  lei  qua  non
  rappresenta i siciliani, non è venuto per sgravare i siciliani, lei
  è venuto qua per rappresentare Roma e lei questo lo sa ed è un dato
  incontrovertibile;  non ha radici siciliani, non ci  abita,  non  è
  residente, lei è qua in missione, e rischia, Assessore -  questa  è
  la mia preoccupazione - di essere come di quegli esecutori tedeschi
  che  alla  fine  della  guerra  dissero  poi:   io  gli  ordini  ho
  eseguito  ,  perché tra lei e Crocetta non ci può  essere  accordo,
  oggi  vi state camuffando perché c'è l'assalto delle minoranze,  su
  tutto  quello  che state combinando qualche cosa  ve  la  dirò,  ma
  certamente   ne  avete  dette  di  tutti  i  colori  l'un   l'altro
  contraddicendovi,  qua,  accanto, non  in  sedute  separate,  l'uno
  accanto all'altro avete detto tutto e il contrario di tutto  e  lei
  che è esecutore romano per colpire i siciliani, perché questo è  il
  suo  mandato,  Crocetta dal canto suo tenta,  secondo  me  in  modo
  confuso, di portare avanti il suo programma, lei lo vuole impedire.
  Ma  questo  è  agli atti del Parlamento, lo avete dichiarato  e  su
  quante Partecipate lei ha detto una cosa, lei ha detto:  chiudi   e
  Crocetta ha detto:  ferma .
   Ma  quanti  ne abbiamo sperimentati. Ricordiamo Bianchi,  anche  i
  suoi  successi, continuate perché in Sicilia non c'è un esperto  di
  bilancio,  che ce li mandano tutti da Roma  E vediamo  i  risultati
  che  si sono conseguiti a Roma, quindi è giusto che arrivino  fuori
  la Sicilia per venirci a spiegare le cose
   Parliamo,  assessore Baccei - lasciamo stare  le  osservazioni  di
  carattere personale - della Valle d'Aosta che ottiene, come  accise
  riconosciuta,  70  milioni.  Se  lo  dovessimo  rapportare  con  la
  Sicilia,  con  un accordo di questo tipo, Assessore non  parta  col
  quarto  uomo Cracolici, vi dovevate portare lui a Roma, lui che  ha
  regnato  con  tutti  i  governi; c'è  sempre  stato  Cracolici   Ha
  governato,  noi abbiamo governato con l'ultimo governo  Provenzano,
  Forza  Italia non ha più avuto governi, sapete tutti come è  finita
  quando  abbiamo vinto le ultime elezioni: siamo subito stati  messi
  fuori.
   Quindi, Crocetta ora si alzerà e dirà:  ma voi  . Noi niente   Noi
  da  anni  siamo qua all'opposizione, ci stiamo bene perché  vediamo
  quanto  state  facendo di buono per i siciliani, però  il  tema  è,
  Presidente, Falcone ha commesso solo un errore, cioè non ha  finito
  la  frase,  ha  detto:   hanno partecipato  il  33  per  cento  dei
  siciliani, ha preso il 14 per cento di voti .
   Lei  si  definisce il Presidente più bravo d'Italia. Per  noi  sì,
  perché  finché  c'è  lei noi non abbiamo bisogno  neanche  di  fare
  campagna elettorale. Presidente Crocetta, lei è troppo attento  per
  non  sapere  che lei è già è fuori gioco, lei, il partito  che  lei
  vorrebbe  rappresentare che dice che non si rappresenta in  lei,  e
  invece  poi si fa rappresentare perché ha gli Assessori in  Giunta.
  E'  vero  che  la  partita  non è più con  voi,  ormai,  Presidente
  Crocetta, lei non lo vede, ma quanti ne vedo strisciare io che  già
  non  si riconoscono più non solo in lei, ma in tutta la coalizione,
  perché la partita è ormai altrove, la partita è ormai, ritengo, fra
  un  centrodestra  e un Movimento Cinque Stelle, ormai  siete  fuori
  gioco, lei più c'è più la partita finirà così.
   Ma  ritorniamo  alla  Valle d'Aosta. Lo  Stato  gli  riconosce  70
  milioni  di  accise,  e  a  noi che cosa?  Patate   Diciamolo  alla
  siciliana.  Zero  Se dovessimo rapportarlo al cittadino,  cioè  per
  popolazione, a noi dovrebbero dare 2 miliardi e 800 milioni.
   Che  risultato  avete portato? Glielo dico io. Ora,  lei  si  deve
  alzare  e mi deve dire con questi 500 milioni quale sarà, lei  deve
  garantire  che  nei prossimi 6 mesi, con questi nuovi  500  milioni
  strutturali,  cioè sempre, al contatore, a regime  -  diciamolo  in
  tutte  le  lingue del mondo - per evitare tutte queste  definizioni
  che  scrivete,  e  non vi accorgete che cosa  ci  scrive  lo  Stato
  nell'accordo? Alla fine della sera tutto questo discorso di  rapina
  alla  Sicilia, di mettere in ginocchio la Sicilia, è perché si deve
  riequilibrare il fondo destinato alle regioni a Statuto speciale in
   soldoni .
   A  noi  non riconoscono le accise. La Valle d'Aosta si arricchisce
  con  il  nostro impoverimento e Lei viene qua, Presidente, orgoglio
  di che cosa? Io non la offendo perché lei sa che le voglio bene, la
  rispetto,  abbiamo un bellissimo rapporto personale. Peccato  ch  e
  lei  non capisce di politica, ma di questo non le possiamo fare una
  colpa.
   Il  Presidente  Falcone ricordava che noi siamo fuori,  o  buco  o
  spesa  non coperta, pari a 200 milioni circa; ma la sentenza di  40
  milioni,  assessore Baccei, quella che ci condanna con la Corte  di
  Giustizia europea in materia ambientale, per questi 40 milioni cosa
  faremo?  Faremo  una  manovra  di bilancio,  una  variazione?  Cosa
  faremo?  Faremo un altro accordo? Accenderemo un altro mutuo?  Come
  li  rovinerete  un  altro  poco  i  siciliani  così  cominciamo   a
  prepararli e cominciamo a dirglielo .
    Sa,  per questi 40 milioni si inventeranno un altro mutuo  oppure
   faremo  un'altra  riforma .  Assessore,  abbiamo  chiuso  l'ultima
  finanziaria  impegnandoci che entro tre mesi, 60  giorni,  6  mesi,
  dovevamo  fare:  riforma  della forestale, Porto  olimpico  davanti
  Piazza Parlamento.
   Avete  annunciato  facciamo ormai le leggi che entro   .  dobbiamo
  fare  . Poi, non facciamo niente, non cambia assolutamente niente
   Presidente, non mi guardi perplesso.
   L'ultima norma riguardante i forestali ci eravamo impegnati,  così
  come  Riscossione  Sicilia, così come Sviluppo  Italia  Sicilia,  a
  portare un piano definitivo. Ma dov'è questo piano definitivo?  Non
  c'è;  ma lo sa perché non c'è, Presidente? Perché non ci sono soldi
  certi, accertati.
   C'è  una  promessa, e io l'ho definita oggi con il mio  Presidente
  Falcone,  la  flebo . Cioè, noi siamo ormai in stato vegetativo.  I
  500  milioni virtuali, cioè per non dichiararci falliti  perché  la
  devono tenere là fino al referendum e alle politiche, serve solo  a
  questo,  perché  io ne ho visti accordi in Commissione   Bilancio .
  Quanti   Agnello  veniva con le tabellini, Bianchi  veniva  con  il
  Vangelo,  poi  è  venuto Baccei. Quanti ne ho visti  assessori  con
  tutti questi accordi che poi non hanno avuto alcun seguito
   Ed  allora,  il  tema  è, Presidente della Regione,  noi  possiamo
  fingere quanto vogliamo, ma alla fine della legislatura come  potrà
  dire  lei  che  ha  fatto il suo lavoro con  scrupolo  e  coscienza
  sapendo   che  stiamo  dicendo ai siciliani una  cosa  che  non  si
  verificherà
   Non  mi  permetto di dire che lei dice bugie, me ne  guardo  bene.
  Però,  Presidente, lei è talmente soggezionato ad essere buttato in
  aria dal suo partito che lei si sforza e si convince di credere che
  le  hanno detto la verità e che quello si verificherà e non è così,
  Presidente, perché i numeri lLe danno torto.

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Giuffrida ha  espresso  voto
  favorevole  al  disegno di legge n. 1189/A anche  se  non  è  stato
  rilevato dal voto elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Clemente.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
                       con il Governo nazionale
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo della
   Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
                       con il Governo nazionale

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
   facoltà.
   Onorevoli  colleghi,  ci  sono ancora una  decina  di  iscritti  a
  parlare.  Prevediamo  di chiudere per le ore  20.30.  Se  siamo  in
  grado  di  autoregolamentarci  nei  tempi  concludiamo,  altrimenti
  aggiorniamo   la   seduta,  ovviamente  per  la  prosecuzione   del
  dibattito, a domani.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  prenderò  solo
  pochi  minuti.  Ovviamente, non intendo ripetermi. Soprattutto  non
  entro nel merito dell'accordo che è stato sottoscritto, che è stato
  stipulato  dal Presidente del Consiglio dei Ministri con il  nostro
  Presidente della Regione.
   L'hanno   fatto  con  dovizia  di  particolari,  sicuramente   gli
  interventi  che  mi  hanno  preceduto e  hanno  messo  in  evidenza
  l'inopportunità,  la  non  convenienza dell'accordo  in  questione,
  perché,  a  mio avviso, la ricaduta che ne determina è estremamente
  pesante.
   Non  posso, però, non soffermare la vostra attenzione, soprattutto
  l'attenzione   dei   siciliani,  su   un   aspetto   di   carattere
  istituzionale  che,  a  mio  avviso, è  preminente  e  richiama  la
  premessa  dell'accordo  stesso. Nel  preambolo  dell'accordo  viene
  richiamato  il  Regio Decreto legislativo 15 maggio  1946,  n.  455
  recante    Approvazione  dello  Statuto  della  Regione   siciliana
  convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.  2   ed  in
  particolare l'articolo 3. Vi assicuro, nonostante ovviamente io  lo
  richiami  integralmente alla memoria, non riesco  a  rinvenire  una
  qualche norma che autorizzi il Presidente della Regione a convenire
  con  il  Governo  nazionale  aspetti  di  natura  finanziaria  e  a
  convenire alcunché.
   Mi   lascia,  pertanto,  perplesso  come  sia  possibile  che   un
  Presidente  della  Regione  a ciò non sia  legittimato  né  da  una
  delibera  legislativa, né da un atto di indirizzo,  che  ovviamente
  anche  dal  punto di vista politico avrebbe, a mio  avviso,  potuto
  eventualmente ancorché carente sotto l'aspetto della legittimazione
  giuridica, ma almeno dal punto di vista prettamente politico  possa
  conferire  un  mandato al Presidente e ovviamente anche  vincolarlo
  nell'ambito del contenuto dell'accordo che lui andava a  stipulare.
  Invece  nulla  di  tutto  questo si rinviene  ed  è  indirettamente
  confermato dal fatto che l'accordo come vedete è sottoposto ad  una
  ratifica della Commissione paritetica.
   Signori, vedete che c'è veramente da sorridere per non addirittura
  piangere,  perché  se  i  nostri padri costituenti,  se  le  nostre
  Istituzioni avevano individuato nella Commissione paritetica quella
  istituzione    che   bilateralmente   avrebbero   dovuto    trovare
  quell'accordo  per poi essere - lo ricordo ancora - ratificato  con
  decreto  da parte del Ministro e ovviamente da parte della  Regione
  siciliana,  non  riesco a comprendere perché  viene  introdotto  un
  sistema   del   tutto  irregolare  ed  anomalo   non   riconosciuto
  dall'ordinamento giuridico che lascia il tempo che trova.
   Io  poi,  nel  merito, non posso non evidenziare  come  se  questo
  accordo venisse sottoposto ad un giudice - vorrei ricordare che  la
  parola   giudice' dimostra la cosiddetta terzietà  -  non  può  non
  riconoscersi la nullità di questo accordo in dipendenza  del  fatto
  che   è   carente  soprattutto  non  solo  di  legittimazione,   ma
  sottoscritto in stato di bisogno. Perché è vero e per  certi  versi
  mi   metto  nei  panni  del  Presidente  che,  ovviamente,  ha  una
  difficoltà, una difficoltà contingente, non a lui imputabile, non a
  lui attribuibile, sicuramente un atteggiamento da parte del Governo
  nazionale  non sensibile nei confronti della Regione siciliana,  un
  atteggiamento  per  certi versi anche vessatorio  e,  consentitemi,
  anche sotto l'aspetto politico, ricattatorio.
   Immaginate  voi quali sarebbero state le conseguenze,  per  quanto
  riguarda  la Sicilia, laddove non dovessero arrivare o non  dovesse
  essere  stato  convenuto  l'accordo  sul  fatto  che  alla  Sicilia
  venivano  trasferiti,  o meglio, venivano riconosciuti  questi  500
  milioni  di  euro.  Le conseguenze nei confronti  dei  comuni,  nei
  confronti  di tutta una serie di enti, che già hanno una difficoltà
  enorme, sarebbero state estremamente deleterie.
   Ecco  perché  ritengo  che  questo sia  un  accordo  che  è  stato
  sottoscritto in stato di bisogno, ma - a mio avviso - se sottoposto
  ad  un  giudice,  non può che essere dichiarato nullo  proprio  per
  mancanza di volontà effettiva nell'ambito dell'accordo.
   Senza  volere prolungarmi oltre, io credo che questo  accordo  sia
  soprattutto devastante non tanto per gli effetti immediati che  ciò
  produce - adesso li evidenzierò - quanto per gli effetti che  andrà
  a produrre prossimamente.
   Mi  spiego.  Voi  sapete  che  c'è  in  atto  un  procedimento  di
  modifiche,  sotto  l'aspetto prettamente normativo  e  segnatamente
  degli  statuti delle regioni a Statuto speciale; guardate, è gioco-
  forza  e mi sembra del tutto plausibile il fatto che questo accordo
  non potrà non essere preso in considerazione, a base dell'eventuale
  norma   che   dovrà  essere  elaborata  per  riconoscere  l'aspetto
  finanziario alla Regione siciliana.
   Quindi,  non un effetto che è semplicemente e solamente  negativo,
  in  dipendenza  delle  conseguenze che ne deriva,  ma  anche  sotto
  l'aspetto  postumo  per  quanto riguarda le  trattative  future  in
  ordine,  ovviamente, alle spettanze della Regione  siciliana  sotto
  l'aspetto  finanziario. Questo accordo ritengo che  sia  non  tutto
  inopportuno,   tenuto  conto  delle  ricadute  che   ciò   potrebbe
  determinare.  Se  la  Sicilia  si  è  accontentata  di  quello  che
  effettivamente è contenuto in questo accordo, vorrei vedere se e in
  che  misura  il  Governo  regionale può  sedersi  a  un  tavolo  di
  trattativa  con  un  potere contrattuale di gran  lunga  più  forte
  rispetto  a  quello  che effettivamente è stato questo  arrendevole
  comportamento in dipendenza dello stato di bisogno.
   Lascio,  quindi, ai siciliani andare a valutare, diciamo così,  la
  bontà  di  questo accordo e le conseguenze che ne derivano.  A  me,
  però,  preme valutare un altro aspetto: io penso che non esiste  al
  mondo, non esiste proprio, non può esistere un soggetto che stipula
  un accordo senza sapere a cosa rinuncia.
   Vengo  e  mi spiego. Gli effetti di questo accordo in ordine  alla
  conseguenza    degli   effetti   delle   sentenze    della    Corte
  costituzionale,  alcune  citate,  alcune  indirettamente  comprese,
  sapete  benissimo che avrebbero determinato un gettito di ex somma.
  Bene   Io  credo  che  in  una transazione,  perché  questa  è  una
  transazione  a tutti gli effetti, è ovvio che deve essere  indicato
  l'ammontare di quello che effettivamente si rinuncia.
   Ebbene,  in questo accordo non è indicato minimamente  a  cosa  la
  Sicilia  rinuncia, a cosa la Sicilia sarebbe spettato e  che  cosa,
  eventualmente,  anche convenendo, diciamo così, con  il  Parlamento
  siciliano, rinuncia.
   Io   ritengo,   obiettivamente,   che   questo   sia   del   tutto
  inaccettabile,  ma  anche perché a scatola  chiusa,  una  cosa  del
  genere,  non  può essere, sicuramente, digerita, anche  perché  non
  può   che   essere   chiarito  questo  aspetto  che   ritengo   sia
  fondamentale.
   Altro  aspetto e avverto, ovviamente, il Parlamento siciliano.  Io
  ne  sono  convinto che giuridicamente questo è inefficace,  attenti
  però   a   ratificarlo  con  delle  norme  che  saranno   approvate
  dall'Assemblea, perché eventualmente sarebbe non solo inopponibile,
  ma  sarebbe  poi immodificabile. Perché se l'Assemblea  lo  approva
  indirettamente con una legge, ovviamente, questo contenuto,  questo
  accordo   non   potrà  mai  più  essere  modificato  o  soprattutto
  contestato o soprattutto opposto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'argomento  che
  stiamo affrontando è un argomento serio, importante, secondo me non
  può diventare un argomento da tifo da stadio  e, onestamente, i  10
  colleghi   che  ancora  sono  iscritti  a  parlare  penso  vogliano
  rappresentare  liberamente  e  con  il  tempo  dovuto  la   propria
  opinione.  Ragione  per  la quale io inviterei  l'Assemblea,  se  è
  d'accordo, il Presidente della Regione se è disponibile, a rinviare
  i  lavori  a  domani pomeriggio, perché credo che domani  si  possa
  utilizzare la giornata e le ore che ci sono dalle ore 16.00 in  poi
  per affrontare questo argomento e dibatterlo serenamente.

   PRESIDENTE.  onorevoli colleghi, c'è una richiesta  dell'onorevole
  Turano  che  tutti abbiamo ascoltato. Darei la parola per  l'ultimo
  intervento all'onorevole Panepinto in modo che chiudiamo più o meno
  alle ore 20.00 e, nel frattempo,  fisso il tempo per l'iscrizione a
  parlare  entro  l'intervento  dell'onorevole  Panepinto;  dopodiché
  aggiorneremo  il  dibattito a domani alle  ore  16.00,  considerato
  anche  che, oltre ai circa 10 interventi già programmati, è  giusto
  dare al Presidente della Regione un tempo adeguato per la replica.

   Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
                       con il Governo nazionale
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo della
   Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
                       con il Governo nazionale

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.
   Invito  i  colleghi  che  volessero intervenire  ad  iscriversi  a
  parlare  a  farlo  entro  la  fine  dell'intervento  dell'onorevole
  Panepinto.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  Presidente  della Regione io, nonostante abbia spesso la tentazione
  di  ascoltare  dall'ingresso  gli  interventi  fumando,  ho  voluto
  restare  in  Aula  attentamente per ascoltare  gli  interventi  dei
  colleghi  su  un  tema  molto serio, diceva l'onorevole  Turano  un
  attimo fa.
   Debbo dire che ho sentito toni apocalittici, ho sentito accuse  al
  Presidente  della  Regione,  però sui numeri  ho  sentito,  per  la
  verità,  poco.  E  anche  lì mi aspettavo - riconoscendogli  grande
  capacità intellettuale ed accademica - che anche l'onorevole  Fazio
  -  che  è  un  raffinato accademico - spiegasse  le  ragioni  della
  nullità,  sulla  nullità di questo accordo  che  lui,  giustamente,
  chiama  transazione e che - certamente meglio di me lui  sa  perché
  insegna  ai  discenti  da  buon, ottimo e  splendido,  debbo  dire,
  docente universitario - la transazione altro non è che una rinuncia
  reciproca ai propri diritti.
   L'onorevole professore Fazio dice una cosa che io contesto subito,
  cioè  non  viene  quantificata  la rinuncia  della  Regione.  Ma  è
  quantificabile rispetto, e resta esattamente negli atti.
   Mi fermo un attimo per precisare. Probabilmente, quest'Aula sa,  e
  chi  ci  ascolta, che io sarei uno dei peggiori avvocati di  questo
  Governo  e  del  Presidente Crocetta, nel volere difende  d'ufficio
  questo  accordo  e questo Governo, però ritengo  che  il  tono,  la
  tonalità,  quello che è stato detto stasera, oggettivamente,  è  un
  torto  a  questo  accordo che ha una sua dignità con  un  elemento,
  professor onorevole Fazio, lei sa meglio di me - questo lo dico con
  convinzione  e  coscienza  -  che tutta  la  materia  che  riguarda
  l'applicazione delle norme statutarie in materia di  entrate  e  di
  trasferimenti  dallo  Stato,  passano  attraverso  la   Commissione
  paritetica prevista dalle norme di attuazione.
   E non mi pare che le vicissitudini giudiziarie, davanti il giudice
  delle  leggi cioè la Corte costituzionale, abbiano visto  spesso  e
  volentieri la Regione siciliana risultare vincente in tutto ciò.
     Debbo  dire che l'intervento, forse dal punto di vista  numerico
  più puntuale, della collega del Movimento Cinque Stelle, alla fine,
  non  mette in dubbio il fatto che questo miliardo e 700 milioni  di
  euro,  che la Regione non gli presta nessuno ma diventa strutturale
  nel  proprio  bilancio,  ci vede anche riconoscere  di  non  dovere
  pagare  la  sanzione per avere violato il Patto  di  stabilità  per
  oltre 700 milioni di euro e, nel saldo complessivo tra dare e avere
  o  usando  la  terminologia del professore Fazio, nella transazione
  vede questa Regione soccombere.
    Perché un elemento va detto ed è quello che oggi, con l'ansia dei
  500  milioni  -  che, in realtà, poi sono 500  più  900  -  abbiamo
  allineato,  esattamente,  la disponibilità  in  competenza  con  la
  disponibilità di cassa.
   Anche rispetto al superamento di parametri dei Patti di stabilità,
  io  lo  posso dire ora, in questo momento, pur sapendo che tutto  è
  contro la politica, contro questo Governo, contro il PD, contro  il
  mondo intero, ma oggi, finalmente, tutti quelli che sono creditori,
  dipendenti  a  qualunque titolo, dei Comuni possono, con  certezza,
  sapere che per la prima volta negli ultimi anni ci sarà il saldo di
  quanto   dovuto   ai  Comuni  dal  Fondo  della  autonomie   locali
  esattamente,  cronologicamente per  l'anno  solare  con  l'anno  di
  bilancio.
   Dico  questo perché è chiaro che questa Lega del Sud che da Cinque
  Stelle va  dal mio amico Cordaro a Totò Lentini ho visto  toni  che
  mi  hanno fatto pensare all'idea che quando siamo in difficoltà  ad
  affrontare  temi  complessi di diventare eredi  di  quello  che  fu
  l'EVIS,  l'esercito  di volontari siciliani di Salvatore  Giuliano,
  perché  fra  non  molto chiederemo pure al Presidente  degli  Stati
  Uniti  d'America  di diventare una stella, non  me  ne  vogliano  i
  colleghi  del Movimento Cinque Stelle perché sono a cinque  stelle.
  Sono dei  toni che fanno un torto profondo alla complessità di  una
  vicenda finanziaria che ha origini molto antiche.
   Io  voglio  ricordare  un  accordo che  venne  fatto  dal  Governo
  Cuffaro a saldo per 500 milioni rinunciando ad ogni spettanza della
  Regione pur di avere cassa immediatamente e per avere disponibilità
  per  inserimento  di bilancio. Dopodiché,  a tutti  è  notorio  che
  ormai  anche  le  regioni  a Statuto  speciale  devono  partecipare
  esattamente al risanamento  della finanza pubblica, è un  dato   di
  fatto  che  riguarda  non  parametri che stabilisce  il  Parlamento
  nazionale o il Governo pro-tempore di Roma o di Palermo,  sono  dei
  fatti che discernono accordi di carattere comunitario,  viste anche
  le  conflittualità  con   lo  stesso Governo  attuale  che  governa
  l'Italia rispetto ai parametri che  ci da l'Europa.
   Per  cui, voglio dire solo un elemento:  dal punto di vista  della
  parte   contabile  delle poste di bilancio,  oggi  finalmente  dopo
  diversi  anni di riduzione della spesa con una serie di  condizioni
  tra  cui  alcune  quelle di carattere politico, lasciano  perplesso
  pure  me,  ma al netto di alcune cose che dirò dopo. A me pare  che
  oggi  vada  riconosciuto a Baccei, io non sono mai così tenero  con
  l'Assessore,  il  fatto  che dopo tanti anni  di  autonomia  Stato-
  Regione  e  di  tante sentenze negative per  la Regione  siciliana,
  finalmente  ci  sono  poste di bilancio  certe  che  sono  sia   in
  competenza, sia in cassa.
   Poi,  sui tempi di utilizzo di queste somme che devono fare  parte
  di un capitolo che va utilizzato solo alla fine dopo avere esaurito
  le  disponibilità  della stessa  Regione, onestamente  siccome  non
  sono  un raffinato economista come tanti che hanno parlato stasera,
  ci sarà una ragione.
   Per   cui,   quando   noi   stasera  vogliamo   rappresentare   la
  catastroficità  di un accordo, quando si vuole raccontare  come  se
  questa  Sicilia  fosse  stata  la  Florida  del  Mediterraneo,   la
  California del Mediterraneo con bilanci sicuri, certi, una  Regione
  che  è  ricorsa  spesso e volentieri all'indebitamento  per  pagare
  spese  correnti,  oggi  si  ritrova non ad  avere  vinto  tutte  le
  battaglie, ma ad avere delle certezze di carattere contabile in  un
  quadro   complessivo  difficile  e  complicato  qual  è  il  quadro
  economico  e  finanziario dell'Italia e  dei  27,  oggi  26,  stati
  dell'Europa  un  punto fermo l'abbiamo messo;  fermo  restando  che
  nell'accordo  viene detto un elemento, che non è stato  giustamente
  ripreso da chi doveva criticarlo, e cioè che la rinuncia, quindi un
  elemento della transazione certa, è che la rinuncia a  tutto ciò  è
  contenzioso che poteva diventare contenzioso, al 31 dicembre 2015.
   Quindi,  non c'è una rinuncia sine die della Regione,  del Governo
  ad  aprire  per  tutto  ciò che riguarderà poste  o  contenziosi  o
  necessità di ridefinire accordi, vale a dire, dal 1  gennaio 2016.
   C'è   un   altro  elemento  positivo,  secondo  me,  nell'accordo:
  finalmente, si stabilisce che quei 5,86 decimi che sono il  gettito
  e  non  sono la migliore condizione dei 10 decimi, non avviene  più
  sulla  basse  di  dove  viene  riscosso, ma  dove   viene  maturato
  esattamente il credito che vanta la Regione.
   Io che non sono un esperto di economia, né sono stato un brillante
  studente  di  scienza  delle finanze, devo dire  che  questo  è  un
  elemento   che,   finalmente,  porta  certezza   nella   redazione,
  nell'elaborazione dei documenti contabili di questa Regione, perché
  a  tutti è noto, a quelli  che hanno trascorso più tempo di me  qui
  dentro, a quelli che hanno più competenza e capacità di leggere nel
  rapporto applicazione dello Statuto di rango costituzionale con  le
  entrate  hanno  certamente  consapevolezza  che  molto  spesso   il
  contenzioso era, banalizzo, come dice il professore Fazio  vengo  e
  mi  spiego ,  tra dove aveva sede la società che doveva  pagare  la
  Regione e dove veniva maturato il credito della Regione stessa.
   Lo  considero un buon, non arrivo all'ottimo, un buon accordo  che
  dà  finalmente certezza e sicurezza non a questo Parlamento,  e  il
  professore  Fazio  sa  benissimo  che  questo  Parlamento  non   ha
  competenze in materia autorizzatoria a stipulare questo accordo, ma
  dà  certezza finalmente a quelle persone che probabilmente stasera,
  se qualcuno ci ascolta, non crederà di più a quelli che hanno, come
  dire, raccontato l'apocalisse di Giovanni prossima ventura.
   Probabilmente saranno in pochi a credere a quello che sto  dicendo
  io, perché è chiaro che in questo momento la rabbia, il ritardo nel
  pagamento di stipendi, il ritardo nel pagamento di crediti  vantati
  nei  confronti  degli enti locali, delle partecipate della  Regione
  stessa, porta di più a credere a chi ti apre come Mosè il Nilo e ti
  fa vedere che finalmente è arrivato il giorno del giudizio.
   Purtroppo,  quando  arriverà il giorno  del  giudizio  per  questa
  classe  politica,  arriverà per tutti quelli che  hanno  colpa  del
  passato  e  quelli che hanno colpa nel presente. Quindi io  ritengo
  che  si riparte con un buon accordo, un accordo che fissa, diciamo,
  la  rinuncia  ai  contenziosi  al  31/12/15,  che  dà  certezza  su
  esattamente il quantum dovuto alla Regione siciliana.
   Ovviamente,  mi  rassicura il fatto da sindaco, da cittadino  come
  tutti  noi  che finalmente possiamo far sì che la Regione siciliana
  attraverso la sua Ragioneria generale possa dare i soldi per pagare
  dal  fondo dell'occupazione i contrattisti, possa pagare l'Inps per
  gli LSU, possa dare i soldi ai consorzi di bonifica, possa dare  le
  trimestralità  ai comuni e oggi questa certezza c'è,  poi  si  può,
  come  dire, ironizzare più o meno se i soldi sono arrivati  con  il
  camioncino  della sicurezza a Reggio Calabria o hanno  attraversato
  Messina o hanno attraversato Palermo. C'è oggi una certezza.
   Ci  sono  alcuni  elementi che francamente, assessore  Baccei,  mi
  lasciano  perplesso, debbo essere sincero, che sono quelli  di  una
  contrazione della potestà legislativa di questa Assemblea regionale
  in materia, ed è una competenza legislativa esclusiva in materia di
  enti  locali.  Ovviamente  mi lascia perplesso,  e  lì  l'Assemblea
  doveva  porre  rimedio  nel  recepimento  sic  et  simpliciter  del
  cosiddetto silenzio-assenso, dove in Sicilia sul silenzio-assenso e
  sulla pesantezza della burocrazia e su, come dire, le difficoltà in
  materia  soprattutto  ambientale  e  urbanistica,  dovrebbe  essere
  libera di poter agire.
   Ma  detto ciò, considerato che l'assessore Baccei non è il novello
  Mosè,  e  quindi non ha ricevuto le tavole di Mosè, è  un  atto  di
  concertazione  tra una Regione a Statuto speciale e lo  Stato  che,
  maturato   questo   triennio,  che  è  la   fase   sostanziale   di
  applicazione,  certamente può essere rivisto. Ad  oggi  tutti  noi,
  maggioranza e opposizione, quelli che erano in maggioranza prima  e
  quelli che erano opposizione ieri, sanno che da diversi anni questo
  Parlamento  fatica non poco a trovare esattamente la  chiusura  dei
  propri  bilanci in una Regione dove tutto ciò che è  lavoro,  quasi
  tutto ciò che è lavoro, passa dal bilancio della Regione.
   Noi  abbiamo,  dico  noi perché non mi posso  sottrarre  a  questa
  responsabilità,  anche per quelli che oggi sembrano  che  si  siano
  purificati sul Giordano, qualcuno, questa grande massa informe dove
  ognuno  aspetta  di  avere pagato il proprio  salario,  il  proprio
  stipendio,  la  propria indennità dalla Regione sa che  questo  non
  nasce con questo Governo, sa che non nasce in questa legislatura. È
  una  storia  antica che ha visto ogni volta, in ogni situazione,  o
  per  creare  consenso elettorale o per qualunque altra ragione,  la
  Regione  siciliana fare prontezze e assumere chiunque  a  qualunque
  condizione e in qualunque modo.
   Ho  sentito  l'onorevole Rinaldi che era deluso  di  ciò  cui  lui
  stesso  aveva creduto. Io, conoscendo il pragmatismo dell'onorevole
  Rinaldi  -  mi permetterà il mio amico Franco -, ho molti  dubbi  a
  credere  alla  sua  delusione perché altrimenti rischiamo  che  qua
  dentro  non riusciamo più a capire esattamente chi siamo e chi  non
  siamo . Rischiamo di entrare in uno stato di confusione mentale che
  non  ha  senso. L'onorevole Rinaldi ha votato questo  Governo  come
  l'ho votato io, il Presidente della Regione, e certamente oggi  non
  sarà,  come  dire,  in uno stato di prostrazione per  la  delusione
  provata.
   Esiste  un tema che è stato trattato arbitrariamente dove  abbiamo
  messo  tutto,  gli  investimenti,  l'agricoltura,  i  giovani,   la
  viabilità, il tasso di disoccupazione. Su questo argomento  mancava
  solo  il  quinto, sesto, il segreto di Fatima o qualche rivelazione
  di Medjugorje ed era completato tutto.
   Io  invece  lo  dico agli assessori presenti, che hanno  ereditato
  questa  Sicilia come amministrazione, come Governo, e anche  quelli
  che  hanno  parlato così tanto veemente contro,  sanno  che  questa
  compagine assessoriale non ha responsabilità sullo stato di  fatto,
  io credo ci siano le condizioni, assessore Baccei, perché da questo
  punto fermo sulle spese correnti, sul bilancio, si possa utilizzare
  al  meglio  tutte le risorse che esistono, che la Regione  dispone,
  fondi extra regionali.
   L'Assessore alla formazione ha riavviato il bando sulla formazione
  dando  certezza  e sicurezza a migliaia di lavoratori,  l'Assessore
  Cracolici  ha lavorato per avviare il più grande piano di  sviluppo
  rurale di tutti i Paesi, di tutte le Regioni europee.
   Onorevole  Greco, quando finisco può chiedere il voto segreto  sul
  mio  intervento. Io ho un problema di udito per cui quando qualcuno
  grida, non riesco ad apprezzare gli interventi.
   Detto questo, onorevoli colleghi, avete detto di tutto e di più ma
  evitiamo,  non  trasformiamoci tutti, anche  perché  la  storia  di
  ognuno,  la storia di tutti è dignitosa ed è conosciuta da  chi  ci
  ascolta.  Ognuno  si presenta per quello che è,  sicuramente  tutti
  migliori  di  me, però vi pregherei di porre un freno  alla  vostra
  indignazione perché se è troppa, rischia di non essere  vera  e  di
  apparire il livore di chi non può continuare a fare quello  che  ha
  fatto fino ad adesso, a governare la Sicilia malamente.
   Per cui, lo dico pubblicamente all'assessore al bilancio, per me è
  urgente  che questa Regione si doti anche - e non possiamo caricare
  di  tutto  il  Presidente della Regione -  di  una  delega  per  la
  gestione dei fondi comunitari. Questa è una mancanza che va colmata
  e  non  possiamo  caricare tutto alla Presidenza  della  Regione  o
  scaricare   tutto   su  un  solo  dirigente  che   si   occupa   di
  programmazione, la gestione e il Governo delle grandi opportunità.
   Una su tutte, l'onorevole Lentini parlava della legge 124. C'è  il
  grande  tema di come infrastrutturare questa Sicilia che è  assente
  di  banda larga in gran parte del territorio. Ci sono le risorse ma
  chiaramente,   assessore,   non  possiamo   delegare   tutto   alla
  burocrazia,  ed  è  un  tema  che porrò al  capogruppo  perché  noi
  dobbiamo chiedere al Presidente della Regione che assegni la delega
  sulla programmazione dei fondi comunitari, altrimenti il rischio  è
  che  siamo  lenti  ad assumere decisioni. Serve  il  coinvolgimento
  delle   parti  politiche  che  sostengono  questo  Governo  e   che
  continuano  a credere, nonostante ci vuole tanto coraggio  e  tanta
  forza  - e non è un ottimismo cromosomico, ma è la certezza  -  che
  qui,   in  queste  condizioni  non  c'è  responsabilità  di  questa
  legislatura,  ma  è un passato che continua a volere  mangiarsi  il
  presente.  Per  cui io gradirei che coloro che sono stati  artefici
  del  passato,  e  di questa disastrosa situazione, quanto  meno  si
  astenessero dall'essere apocalittici sul presente.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  29  giugno 2016, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
              l'esercizio   finanziario   2016   e   al    bilancio
              pluriennale  per il triennio 2016-2018.  Disposizioni
              varie . (n. 1213/A)

                Relatore: on. Vinciullo

   III  -SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DEL GOVERNO DELLA
     REGIONE IN ORDINE ALL'ACCORDO IN MATERIA FINANZIARIA SOTTOSCRITTO
     CON IL GOVERNO NAZIONALE
  IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   V  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
            consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali.  (nn.
            1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)

                Relatore: on. Rinaldi

        2)  -   Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Laccoto

        3)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
            amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
            854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                    GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                              DI GIACINTO - CORDARO
                                                        - PANARELLO
                                                        PANEPINTO -
                                              RUGGIRELLO - SUDANO -
                                                   FALCONE - TAMAJO

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 548 - Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
              architettoniche.

         (8 marzo 2016)

                             LENTINI - LO GIUDICE - CIMINO - CASCIO
                                                                 S.

                   La seduta è tolta alle ore 20.11

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio