Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.10
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precendente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina e La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 3163 - Chiarimenti sul rimborso delle indennità di frequenza
agli allievi del corso di formazione per addetto alla fruizione
turistica dei beni culturali e ambientali.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. n. 28018/IN.16 del 31 maggio 2016 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
N. 3187 - Notizie in ordine ai ritardi nella corresponsione degli
emolumenti al personale delle scuole materne regionali.
Firmatari: Greco Giovanni
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Attività di sostegno e finanziamento alle associazioni sportive
dilettantistiche (asd) come strumento di aggregazione. (n. 1223)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lo Giudice in
data 23 giugno 2016.
- Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 15 settembre
1997, n. 35 3 in materia di mozione di sfiducia. (n. 1224)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cappello,
Siragusa, Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Foti, La Rocca, Ferreri,
Mangiacavallo, Palmeri, Trizzino, Zafarana, Zito e Tancredi in data
23 giugno 2016.
- Obbligo di informazione sulla possibilità di seppellire i
bambini non nati, siano essi vittime di aborto spontaneo o di
interruzione volontaria di gravidanza, prima della ventesima
settimana dal concepimento. (n. 1225)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 23 giugno 2016.
- Istituzione di un Nucleo operativo di progettazione presso gli
Uffici scolastici provinciali della Sicilia. (n. 1226)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 23 giugno 2016.
- Modifiche alla legge regionale 23 maggio 1994, n. 7 Norme per
la tutela dei consumatori e degli utenti . (n. 1227)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Maggio,
Milazzo A. e Panepinto in data 23 giugno 2016.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Oddo, con nota prot. n.
5322/SG.LEG.PG. del 22 giugno 2016, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 1202 Revisione della
normativa di assegnazione dei lotti nelle aree industriali da
destinare ad attività commerciali .
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Bilancio
(II) nella seduta n. 293 del 21 giugno 2016 ha approvato la
risoluzione Attuazione del comma 2 dell'articolo 32 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3.' (n. 18/II).
Comunicazione di trasmissione dello stato di attuazione delle
leggi di spesa
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia, ha
trasmesso, in data 22 giugno 2016, in attuazione dell'articolo 4,
comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, copia dello
Stato di attuazione delle principali leggi di spesa al 31 dicembre
2015 .
Si comunica, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
consultabile presso l'archivio del Servizio delle Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 3325 - Chiarimenti urgenti sul contenzioso sorto tra l'ASP di
Catania e i medici di assistenza primaria di Catania in relazione
alla prescrizione di farmaci.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Papale Alfio ; Falcone Marco
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3316 - Chiarimenti sul mancato reclutamento dei vari profili
professionali di cui alla relativa graduatoria da destinare
all'attività di REMS presso l'ASP 3 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3317 - Chiarimenti sulla mancata erogazione degli stipendi ai
dipendenti dell'IPAB di Lentini nonchè del finanziamento relativo
al progetto 'Tutoring'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3318 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
reparto di medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza presso
il presidio ospedaliero 'Gravina' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3319 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
reparto di medicina presso il presidio ospedaliero 'Gravina' di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3320 - Chiarimenti sui tempi di assegnazione del primario nel
reparto di nefrologia presso il presidio ospedaliero 'Gravina' di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3321 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
reparto di oculistica presso il presidio ospedaliero 'Gravina' di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3322 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
reparto di otorinolaringoiatria presso il presidio ospedaliero
'Gravina' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3323 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
reparto di pediatria presso il presidio ospedaliero 'Gravina' di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3324 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione del primario nel
reparto di malattie infettive presso il presidio ospedaliero
'Gravina' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3326 - Notizie in ordine alla possibile esecuzione di lavori
per la realizzazione di una barriera anti-insabbiamento nel porto
di Tremestieri (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Grasso Bernadette Felice
N. 3327 - Notizie in ordine alla realizzazione dell'asse stradale
Nord-Sud per il collegamento della Sicilia settentrionale con
quella meridionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Grasso Bernadette Felice
N. 3328 - Verifiche circa il rispetto degli standard del personale
dei centri di riabilitazione accreditati presso il Servizio
sanitario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 3330 - Chiarimenti in merito al nucleo di discariche in
contrada Grotte San Giorgio a Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Foti
Angela; Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 439 - Misure urgenti in favore dei consorzi di bonifica e dei
loro dipendenti.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
N. 440 - Iniziative in favore dei lavoratori provenienti dai
servizi per l'impiego.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e sarsnno iscrittr all'ordine del giorno per
essere svolta al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 578 - Iniziative in ordine all'accordo commerciale di
Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) tra
l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Presentata il 22/06/16
N. 579 - Monitoraggio dell'inquinamento delle acque degli scarichi
fognari del fiume Simeto e del mare che bagna la città di Catania.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Presentata il 23/06/16
Avverto che le mozione testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di decadenza di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della nomina dell'onorevole
Luisa Annunziata Lantieri a Assessore regionale è decaduta
l'interrogazione n. 3329 a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con email pervenuta il 22 giugno 2016 e
protocollata al n. 5371/AulaPG del 23 giugno successivo,
l'onorevole Foti ha ritirato, anche a nome degli altri firmatari,
la mozione n. 344, di contenuto quasi identico alla mozione n. 578,
a firma della stessa on. Foti e degli altri deputati del M5S.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
non c'è l'assessore Contraffatto ma vorrei sottoporre all'Aula un
dato, a mio avviso davvero disdicevole, perché l'intero Parlamento
e credo anche gli assessori, per entrare, passano da Piazza
Indipendenza. Da quattro mesi, signor Presidente, un centinaio di
dipendenti licenziati dell'ex COINRES si sono addirittura accampati
qui, ed è una cosa brutta con la quale fare i conti, in funzione
del fatto che si attendeva una riforma sui rifiuti che non c'è
stata.
Chiedo se in qualche modo possiamo evidenziare al Governo che
questa situazione è insostenibile; tra l'altro mi sembra di capire
che questo accordo al ribasso prevede un ulteriore scippo, e mi
dispiace non c'è neanche l'Assessore Baccei, evidentemente poco
rispetto merita da parte di questo Governo l'Assemblea tutta e con
questa i cittadini.
Signor Presidente, ho voluto approfittare del suo darmi la parola
per dire e sottoporre tale questione, e mi rivolgo a Lei che
presiede l'Aula nella speranza che l'Assessore ed il Governo
possano essere maggiormente sensibili a questa vicenda, visto che
orami da diversi mesi quei dipendenti sono accampati senza che
nessuno sembri accorgersene.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio . Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione Bilancio . Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, oggi nel primo
pomeriggio la Commissione Bilancio ha approvato il disegno di
legge n. 1213 Variazioni del bilancio di previsione della Regione
per l'esercizio finanziario 2016 ed al bilancio pluriennale per il
triennio 2016-2018. Disposizioni varie . Nell'approvare questo
disegno di legge la Commissione ha anche approvato un emendamento
presentato dal Governo con il quale viene recepita la norma che
regola i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione. Attraverso
l'accoglimento di questo emendamento, in pratica noi abbiamo
stimato che le entrate della Regione che erano di 550 milioni di
euro, intanto sono diventate certe attraverso questo accordo con lo
Stato. Di conseguenza, per potere sbloccare tutti i capitoli che
fino adesso sono sottoposti a blocco perché le somme sono o erano
insufficienti, avremo la necessità di approvare questo disegno di
legge. Pertanto credo che anche l'Assessore Baccei darà il parere
favorevole. Io chiedo a quest'Aula ed a lei Presidente di mettere
con l'urgenza del caso in discussione il disegno di legge n. 1213
proprio perché abbiamo la necessità di dare risposte concrete a
quanti giorno 30 hanno organizzato anche una manifestazione, uno
sciopero. Verranno giorno 30 da tutta la Sicilia proprio per
protestare contro le inadempienze di questo Parlamento.
Bene, il Parlamento, per essere chiari, è stato di una velocità
supersonica; la scorsa settimana è stato firmato l'accordo fra lo
Stato e la Regione, la scorsa settimana abbiamo avuto la
disponibilità di queste risorse, oggi al primo disegno di legge
utile che è passato dalla Commissione Bilancio abbiamo recepito
questo accordo. Abbiamo la necessità - Assessore Baccei vorrei che
anche lei su questo si pronunciasse - proprio per dimostrare
l'efficienza di questo Parlamento, che in settimana o al massimo
martedì mattina venga messo in discussione e approvato questo
disegno di legge, disegno di legge che è stato approvato in
Commissione Bilancio senza emendamenti, con la velocità del caso.
Vorremmo che giorno 30, quando i sindaci verranno a Palermo, devono
sapere che questo Parlamento ha già operato, ha già approvato
l'emendamento e che quindi siamo nelle condizioni di dare risposte
certe, in maniera efficiente, credo quasi come il Governo austro-
ungarico dell'età di Francesco Giuseppe, che era efficientissimo, i
livelli del Parlamento regionale siciliano credo che su questo
argomento sono stati questi, pertanto le chiedo, signor Presidente,
di poter accelerare e dare una corsia preferenziale a questo
disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la ringrazio per avere esposto un
po' la situazione; sono certo che anche l'Aula potrà condividere un
iter veloce e rapido, e le ricordo che il disegno di legge non è
ancora stato trasmesso agli uffici, verrà fatto probabilmente
domani mattina.
Chiaramente è una decisione che deve essere presa di comune
accordo con l'Aula, ma non credo che ci siano problemi per poterlo
già incardinare domani e poterlo discutere, come diceva lei stesso
nel suo intervento, già martedì prossimo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché nella seduta precedente noi abbiamo rinviato questo disegno
legge perché non si sapeva se c'era la copertura finanziaria.
Volevo anticipare l'Aula per dirle che l'emendamento che
presenterà ora il Governo, deve essere accompagnato da una
relazione tecnica.
PRESIDENTE. Assolutamente La ringrazio, onorevole Greco, per aver
ricordato a tutti quali sono le procedure per potere operare in
serenità all'interno dell'Aula.
GRECO GIOVANNI. Vorrei intervenire anche sulla richiesta avanzata
dal Presidente della II Commissione, onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, trattandosi di un disegno di
legge che va incontro a tante esigenze, non è che sono contrario,
però debbo avere il tempo necessario per leggere questo benedetto
disegno di legge; con la premura che ci fanno i vari presidenti,
anche per questo disegno di legge che andremo ad approvare stasera,
mi sembra che non ci sia più quella serenità che ci vuole per
potere legiferare in maniera compiuta.
PRESIDENTE. Vediamo se riesco a fare chiarezza, onorevole Greco.
Io sto chiedendo all'Aula semplicemente di potere incardinare
domani il disegno di legge, poi ovviamente, così come l'iter
prevede, verranno dati i termini per la presentazione degli
emendamenti, ci sarà il fine settimana, e lei avrà la possibilità
di emendare il testo, che verrà discusso in Aula martedì prossimo.
GRECO GIOVANNI. Se andiamo alla prossima settimana, va bene
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni, il
disegno di legge 1213 verrà incardinato domani. Ho bisogno del
conforto dell'Aula, perché non era stato discusso in sede di
Conferenza dei Capigruppo.
Così resta stabilito.
Se non sorgono osservazioni, invertiamo l'ordine del giorno e,
prima di passare al II punto dell'ordine del giorno che prevede il
dibattito sulle Comunicazione del Governo della Regione in ordine
all'accordo in materia finanziaria sottoscritto con il Governo
nazionale , procediamo con l punto III dell'ordine del giorno:
Discussione del disegni di legge Rifinanziamento di leggi di spesa
e di agricoltura (1189/A).
leggi di spesa in di agricoltura' (n. 1189/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegni di legge Rifinanziamento di
leggi
di spesa e di agricoltura (1189/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ripartiamo da dove c'eravamo
lasciati, cioè da un emendamento che, nel corso della scorsa
seduta, sembrava non avere la relazione di copertura; in attesa che
gli Uffici lo distribuiscono, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.29, è ripresa alle ore 16.31)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, manca ancora la relazione di
accompagnamento all'emendamento.
PRESIDENTE. La relazione è stata acquisita agli atti. Comunque,
adesso facciamo intervenire sull'emendamento, se vuole, l'assessore
Lantieri.
Abbiamo distribuito l'emendamento con la relazione tecnica, ma
faceva notare l'onorevole Greco che mancava un'altra fotocopia.
Sospendo l'Aula ancora per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 16.34)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, stanno ultimando le operazioni di
fotocopiatura, un attimo di pazienza. Non sospendo più per evitare
ai signori presenti di entrare e di uscire. Aspettiamo ancora
qualche secondo, stiamo fotocopiando le ultime pagine.
VINCIULLLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente onorevoli colleghi, assessori, con questa norma che è
stata sottoposta e firmata da quasi tutti i deputati presenti in
questa Assemblea regionale, viene affrontato in via del tutto
emergenziale, il problema dei lavoratori precari dei comuni in
dissesto e dei lavoratori precari dei liberi consorzi dei comuni.
In pratica cosa è successo? Come voi sapete al 30 luglio 2015 i
comuni in dissesto erano dodici e questo Parlamento ha stanziato le
somme necessarie per poter far fronte alla necessità dei dodici
comuni, anzi per essere chiari, questo Parlamento aveva stanziato
duecentotrentacinque mila euro in più rispetto le somme che erano
necessarie per dare seguito, fra le altre cose, alla legge
nazionale che aveva imposto alla Regione siciliana di farsi carico
degli stipendi di tutti i lavoratori precari dei comuni in
dissesto, pena il loro licenziamento.
Però, dal 19 gennaio in poi, inaspettatamente, e senza che questo
Parlamento venisse mai informato, altri tre comuni hanno dichiarato
lo stato di dissesto e di conseguenza più di trecento lavoratori si
trovano oggi nelle condizioni di non avere più copertura
finanziaria.
Per questo motivo è stato predisposto e firmato, ripeto, da quasi
tutti i deputati presenti in questa Aula, e adesso subemendato dal
Governo, e riporta le firme dell'assessore Lantieri e
dall'assessore Baccei, una proposta che, in via emergenziale,
stanzia duecentomila euro per i comuni in dissesto e
quattrocentomila euro per i consorzi dei comuni.
Di conseguenza, c'era anche il problema di dove prendere queste
risorse; come voi sapete noi, in base all'articolo 7, comma 14
della legge regionale 2/2016 abbiamo stabilito un tetto delle
riserve, le riserve non possono superare il due percento, quindi
il limite massimo delle riserve è sei milioni e ottocento mila
euro. Di questi fino ad oggi ne abbiamo impegnato sei milioni e
duecentomila, di conseguenza seicentomila euro sono ancora
disponibili e quindi vengono presi, appunto, dalla riserva, a suo
tempo voluta da questo Parlamento.
Per quanto riguarda, invece, il comma 2 , vi ricorderte che
all'articolo 27, comma 2, della legge 3, avevamo detto che entro il
30 giugno del 2016 i comuni dovevano approvare il piano
programmatico triennale delle assunzioni. Questo piano, purtroppo,
non è stato presentato da nessun comune. Quindi c'è la necessità
di spostare il termine del 30 giugno, che per essere chiari è fra
due giorni, al 30 settembre 2016.
Questo è l'emendamento che si sottopone all'approvazione del
Parlamento ma mi ricordo che quasi tutti i deputati presenti in
Aula, la scorsa settimana lo hanno firmato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
anch'io ho sottoscritto questo emendamento che prevede una
ulteriore copertura per i precari degli enti locali in dissesto,
senza nessuna difficoltà, però ci tengo a dire una cosa importante
perché non è possibile che noi dimentichiamo, tra virgolette, che
ci sono comuni - e lo abbiamo affrontato con l'assessore in
Commissione nell'ultima finanziaria -, che ci sono comuni ch e si
trovano in dissesto e non hanno solo il problema di garantire i
precari che è una cosa giusta, ma che sono costretti a licenziare
quelli già assunti, cioè lavoratori a tempo indeterminato.
Noi nella finanziaria abbiamo messo delle risorse, circa
ottocentomila euro, per tamponare questo problema, perché
immaginatevi come può essere assurdo pensare di salvare,
giustamente, i precari degli enti locali in dissesto e poi lo
stesso Parlamento determina il licenziamento di quelli
stabilizzati.
Allora, assessore, io la prego di seguirmi bene anche perché
questo lavoro lo abbiamo fatto insieme. Serve quantificare le
risorse necessarie per garantire i posti di questi lavoratori a
tempo indeterminato; capire se quelle risorse che noi abbiamo
messo, appostato sono sufficienti, perché viceversa lei ci deve far
sapere in Commissione che le risorse non sono sufficienti e così
come abbiamo fatto ora, come il Parlamento sta facendo adesso per i
precari, dobbiamo intervenire per gli stabilizzati, altrimenti è
motivo di scandalo, perché se da una parte, - ed io parlo con
cognizione di causa -, con questo intervento, assessore, mi creda,
mi ascolti, il Parlamento sta mettendo in sicurezza i precari degli
enti locali in dissesto. Io le sto dicendo che il lavoro che noi
abbiamo fatto in finanziaria forse non è sufficiente.
E allora, per quantificare l'ammontare, - poi ne discuteremo in
maniera diversa se la cosa non dovesse andare in porto -, quindi
dica i soldi che sono necessari, ce lo deve dire lei, assessore,
non è una polemica sterile, è costruttiva. Cioè lei, per favore,
deve dare mandato agli Uffici di verificare se le risorse
finanziarie previste da questo Parlamento per gli stabilizzati
degli enti in dissesto, gli esuberi, cioè quelle persone che devono
essere licenziate perché in base alla normativa nazionale, anche se
sono stabilizzati non possono essere più a carico del Comune.
Allora, se per favore lei ci fa sapere e chiedo anche al
presidente della Commissione, lo chiedo qui in Parlamento, di farsi
carico di raccordarsi con gli Uffici in modo di capire se quelle
risorse sono sufficienti perché se non dovessero essere tali noi
abbiamo il dovere di trovare le risorse per evitare che, non
precari ma stabilizzati, lavoratori a tempo indeterminato vengano
licenziati.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Alloro,
Panepinto e Grasso. Onorevole Alloro, ha facoltà di parlare.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io ritengo
che le somme che sono previste sono del tutto insufficienti. Le
somme previste per consentire la prosecuzione dei contratti dei
lavoratori a tempo indeterminato delle province sono del tutto
insufficienti perché se noi prevediamo quattrocentomila euro per le
province, per tutte, quindi per le Città metropolitane, i liberi
Consorzi eccetera, l'assessore lei aveva proposto un emendamento in
I Commissione che riguardava due milioni di euro, un milione per
Agrigento e un milione per Enna perché oggettivamente gli altri
Liberi Consorzi e le altre Città metropolitane questo problema sui
precari non ce l'hanno, perché i precari sono quattrocentocinquanta
in tutta la Sicilia e il grosso sono tra Enna e altre province.
Per cui, dico, in questo modo, io non so se l'assessore ha fatto
una ricognizione, ma in questo modo io non penso che saremo nelle
condizioni di fare la prosecuzione dei contratti dopo il 30 giugno.
Se gli Uffici, come dire, hanno verificato questo lo dirà
l'assessore.
PRESIDENTE. Assessore prima di darle la parola facciamo
intervenire i deputati. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che oggi si
approvi questo testo con i due commi, uno per le somme dovute ai
Liberi Consorzi, per i precari, così come lo slittamento del
termine dal 30 giugno al 30 settembre 2016 per la stabilizzazione,
mi pare una cosa seria e importante.
Detto ciò, assessore Lantieri, in questo momento tutta la materia
del Pubblico impiego nei nostri enti locali �� una materia scottante
e credo che serva un momento di approfondimento, sia sul raccordare
le norme nazionali con la normativa regionale in materia di
stabilizzazione, perché non vorrei che il Parlamento e il Governo
facessero tutti gli sforzi possibili e immaginabili e poi andare ad
urtare contro dei limiti che sono già previsti in termini di legge
finanziaria nel quadro normativo nazionale.
Per cui chiedo a lei di farsi carico insieme ai presidenti della I
Commissione e della V Commissione di una riunione congiunta per
affrontare questo tema per non aspettare esattamente il 29
settembre.
Detto ciò, così come abbiamo già fatto in I Commissione, io
ritengo che mantenere uno stato di precarietà psicologica da parte
di quei lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato,
dei Liberi Consorzi, sto parlando in modo particolare di Enna e di
Agrigento, con una riduzione a diciotto ore del monte-lavoro,
nonostante l'ex provincia di Agrigento, oggi libero consorzio di
Agrigento abbia risorse sufficienti, e rispetto alla deroga, cioè
al fatto che i liberi consorzi hanno approvato solo il bilancio
annuale e non il pluriennale e possono utilizzare soldi dell'avanzo
di amministrazione anche per spese correnti, deve imporre una
tutela di questi lavoratori, la deve imporre convocando d'urgenza,
- lo faccia lei come Governo -, io chiederò che lo faccia ancora
una volta la I Commissione, i vertici di quelle Amministrazioni
perché non vorrei che accadesse quello che è accaduto in questi
anni nel mercato del lavoro in generale: visto che c'è la crisi ti
sfrutto, visto che c'è la crisi ti faccio contratto di un mese e te
lo rinnovo di anno in anno.
Per cui vorrei che lei assessore, come certamente farà, coglierà
questa occasione per porre in maniera seria le due questioni che
testé ho detto, cioè vale a dire la necessità di una verifica della
I e della V Commissione, al Governo nazionale secondo me va chiesto
un suo intervento rispetto ad una normativa che rischia di
impedirci comunque le stabilizzazioni nonostante risorse e volontà
dell'Assemblea regionale siciliana.
Dall'altro versante, io credo sia urgente capire le condizioni
finanziarie dei liberi consorzi per impedire la mortificazione dei
lavoratori portati a diciotto ore settimanali, nonostante in alcuni
casi ci siano sufficienti risorse.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lantieri,
oggi è importante l'approvazione di questo disegno di legge perché
i comuni, così come ho già anticipato per le vie brevi, ma anche
rappresentato alla Commissione Bilancio', nessun comune è nelle
condizioni di potere approvare il piano programmatico triennale
delle assunzioni entro il 30 giugno, anche perché le circolari che
sono state emanate sono contraddittorie, e c'è anche la
preoccupazione per una lotta al massacro in quanto anche i
dipendenti della provincia inviano le lettere al seguito
dell'approvazione della legge sulle città metropolitane che
chiedono di essere assunti.
Ma, oltre questo, per tutti i comuni c'è un problema di natura
finanziaria perché i sei milioni e novecentomila euro che sono
stati suddivisi e che arriveranno a giorni ma, di cui, non c'è
comunicazione, non consentiranno, dal punto di vista finanziario,
alla proroga.
Quindi, è necessario che ci sia, quanto meno, una comunicazione
della disponibilità finanziaria perché nessun comune, oggi, è in
grado di chiudere il bilancio, e dovrebbe anche licenziare i
precari perché non c'è certezza del contributo.
Quindi, io la prego, visto che sono state emanate le circolari
che, in attesa dello sblocco dei centomilioni di euro, come lei ha
detto, che arrivi ai comuni prima del 30 giugno una comunicazione
di disponibilità ad assicurare la copertura, così come prevista
nella finanziaria, così come, oggi, è importante prorogare, dal 30
giugno al 30 settembre 2016, la delibera prevista, appunto, per il
fabbisogno del personale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, questa sera, noi, esaminiamo, nella finestra di questa
Finanziaria, un provvedimento che diventa prioritario e strategico
anche perché, parte dei comuni, il numero esatto, non so se sono
dodici o sono di più, sono sotto dichiarazione di dissesto e, per
cui, questa finestra ci dà la possibilità di reinserire il
provvedimento per poter continuare nei contratti a tempo
determinato.
Per cui, invito l'Assessore a voler determinare, in questa
finestra, oltre a questo, per quanto riguarda i precari dei comuni
dissestati, anche questi dei Consorzi delle province, in maniera
tale da superare la problematica che si era venuta a creare qualche
giorno fa.
Nella mia provincia, ma come in tutte le altre province, si
trovano situazioni del genere per cui, noi, responsabilmente,
questa sera, dobbiamo prodigarci per approvare e non creare un
disequilibrio fra gli Enti che hanno, sostanzialmente, una
procedura già avviata per il tempo indeterminato anche se, come
diceva la collega, abbiamo delle contraddizioni nelle circolari.
Cerchiamo di chiarire, Assessore, anche questo aspetto perché
dobbiamo mettere nelle condizioni gli Enti locali che sono in
procinto, ormai, di approvare il bilancio di previsione dell'anno
corrente, di avere un percorso chiaro sulle procedure e sull'iter
da potere avviare e concludere per quanto riguarda la normativa che
impone e che, giustamente e saggiamente, abbiamo individuato per
arrivare all'obiettivo del contratto a tempo indeterminato.
Cosa diversa quanto diceva la collega per quanto riguarda gli
stabilizzati, cioè a dire, salvare anche gli stabilizzati, là
abbiamo una norma ben precisa, su questo io non sono d'accordo,
abbiamo una norma ben precisa di rispetto le percentuali. Su
quell'aspetto mi riservo di intervenire quando approfondiremo
l'argomento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da un lato,
guardiamo con interesse ad un emendamento che metta in sicurezza i
precari dei comuni dissestati, i precari delle ex Province, Città
metropolitane, Liberi Consorzi ma, dall'altro lato, questo
emendamento poteva essere giustificato prima di questo nefasto, a
nostro avviso, - ma ne parleremo più in là nel corso della seduta
dell'accordo tra lo Stato e la Regione - questo emendamento, che
prevede appena duecento mila euro per i comuni in dissesto, per la
proroga dei contratti dei dipendenti precari,di cui al bacino
dell'articolo 30 della legge 5/2014, è chiaro che è assolutamente
insufficiente, Assessore Lantieri. Perché era una norma tampone
che serviva per arrivare sino al 15, forse al 31, luglio 2016.
Ma se il Governo regionale sostiene di aver ricevuto questi
fantomatici cinquecento milioni di euro e sostiene che con questo
Accordo' avrebbe risolto tutti i mali della Regione siciliana, che
senso ha oggi venire e presentare un emendamento di questo tipo, e
non invece riuscire a disciplinare in maniera compiuta la materia
di questi dipendenti che dopo venticinque anni ancora li teniamo
alla corda?
E' chiaro che ancora una volta questo Governo regionale dimostra
tutta la sua inefficienza, tutto il pressappochismo che noi abbiamo
sempre contestato.
Perché Assessore Lantieri, io capisco e noi capiamo la sua buona
volontà, certo, il sottosegretario Faraone, ultimamente, non l'ha
trattata bene, glielo ha detto in separata sede stamattina, quando
ha detto la colpa è del Governo regionale . Quindi un
Sottosegretario dello Stato e del Partito Democratico sostiene che
oggi tutto quello che fa il Governo regionale è negativo. Questo
immobilismo - ha detto - è dannoso per la Sicilia . Delle due
l'una: o sbaglia Faraone o sbaglia il Governo regionale. Noi
abbiamo comunque i precari che aspettano un provvedimento di
serietà ed invece gli sottoponiamo un provvedimento tampone per
quindici giorni. Dall'altro lato, noi abbiamo i comuni che
dovrebbero fare i piani di fuoriuscita, come ha detto l'onorevole
Grasso, e non c'è una norma che consentirà loro di fare questo.
Lasciando tutti nella grande incertezza.
Questo Governo deve finalmente pensare che, prima di tutto, ci
sono le sorti della Sicilia e dopo soltanto gli scontri all'interno
del Partito Democratico.
Noi guardiamo con attenzione a tutto ciò che è utile per la
Sicilia, per rimettere in moto una macchina bloccata, per dare una
boccata d'ossigeno ai precari, ma soprattutto noi guardiamo quello
che significa rimettere in movimento e dare una speranza a chi dopo
venticinque anni è ancora precario.
Signor Assessore, lo voglio dire in maniera molto chiara. Questo
emendamento che viene anche guardato con sufficienza dal Ragioniere
generale quando si dice, con messaggio di posta elettronica in
data odierna perviene l'emendamento indicato in oggetto è quasi
in termini di spregio nei suoi confronti con messaggio di posta
elettronica quasi a dire: ho ricevuto questo emendamento e ti do
un parere , quasi ormai uno scontro bestiale che c'è tra il Governo
regionale che non è più legittimato nemmeno dinnanzi alla propria
alta burocrazia. Questo dà la cifra dello stato attuale e anche
della pochezza in cui versa questa maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per vedere se l'Assessore Cracolici su questo disegno di legge,
dove io ho un dubbio, mi possa dare chiarezza. Così come ho fatto
per il primo intervento, e la ringrazio perché è chiaro che sono
d'accordo su questo emendamento presentato dall'Assessore Lantieri.
Veda, assessore Cracolici, in data 1 aprile 2016 sulla Gazzetta
Ufficiale veniva pubblicato l'avviso pubblico per manifestazione di
interesse alla concessione, da parte della Regione siciliana, di un
sostegno economico sotto forma di contributo ai sensi dell'articolo
128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modificazioni e integrazioni. In poche parole, la Regione fa un
bando, e siccome ha diversi atti firmati dal sottoscritto sui
bandi, perché dava fondi a enti pubblici che non potevano neanche
partecipare, a cui non poteva darli.
Fra questi c'è pure la Fondazione Federico II, e non ho nessuna
perplessità a denunziare anche questo. La Fondazione Federico II ha
partecipato a un bando a cui non poteva partecipare in quanto ente
pubblico. Accorgendosi che questo Corfilac e gli altri enti non
potevano partecipare al bando, si fa allora un disegno di legge,
perché dobbiamo fare in modo che nessuno perda lo stipendio.
Ma quando noi andiamo a fare un disegno di legge e mettiamo la
copertura finanziaria, assessore Cracolici, questa, va a copertura
di quel bando. Per il suo disegno di legge i soldi non li possiamo
prendere dagli stessi capitoli, perché già è stato fatto il bando
nei vari compartimenti. Io volevo sciolto questo dubbio, perché è
chiaro che gli enti hanno presentato la domanda perché entro trenta
giorni doveva fare la graduatoria e quindi suddividere le somme. E
addirittura, se sono bandi per interesse sociale, entro quindici
giorni si doveva fare la graduatoria.
Poniamo il caso che sono stati così solerti e virtuosi e le
graduatorie sono state fatte, la suddivisione nei vari dipartimenti
è stata effettuata, con che cosa copriamo questo disegno di legge
assessore Cracolici? Questa è una domanda molto semplice. Se lei mi
dà la possibilità di chiarire questo aspetto io la ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, facciamo un po' d'ordine, lei sta
facendo riferimento ad un articolo che è stato già approvato,
l'articolo 1, quindi sta facendo un passo indietro, ma sono certo
che l'assessore Cracolici, non appena sarà il momento, saprà darle
le delucidazioni che lei ha richiesto. Non abbiamo ancora approvato
l'intero disegno di legge, ma abbiamo già approvato l'articolo che
fa riferimento al suo intervento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che in
questo caso mi viene difficile e complesso a dirlo, visto che parlo
del Governo, oggettivamente, da parte dell'assessore Lantieri, mi
sembra che sia stato fatto il massimo sforzo. Il problema non è
l'operato dell'assessore Lantieri che, a mio avviso, ha provato in
qualche modo a mettere una pezza a quello che invece era purtroppo
l'atteggiamento di totale insensibilità da parte del resto della
Giunta, ma soprattutto da parte di chi ha i conti, da parte di chi
ha la borsa ovvero, da parte dell'assessore Baccei che
evidentemente, con questo accordo, che è un accordo al ribasso, che
svende ancora una volta, assessore Baccei, la Sicilia e che vede
costretto un componente della sua Giunta nella totale distrazione
di questo assessore che è impegnato su altre linee, su altri
pensieri e che vede un componente di questa Giunta andare in
soccorso a quelle che sono le richieste del territorio.
Certo devo dire che purtroppo con queste risorse, che sono il
massimo che l'assessore è riuscito a recuperare, ma che sono poche
perché la responsabilità si annida in questo commissario inviato da
Roma, da Crocetta che fa il filo a Faraone e a Renzi e alla
maggioranza del Partito Democratico, che poi di fatto altro
consente se non una proroga, neanche per tre mesi, perché a conti
fatti andremo avanti per qualche settimana, forse per quarantadue
giorni, senza peraltro avere una norma di riferimento che segni il
passo per il momento immediatamente successivo.
E' chiaro che ci saremmo aspettati da parte dell'assessore Baccei,
che continua ad avere un atteggiamento assolutamente
irresponsabile, una scelta di campo attraverso la quale dopo aver
rinunciato ad un accordo al ribasso già nel 2014. Adesso ci
ripropone uno strumento con il quale svende completamente la
Sicilia, per cui noi cosa potremmo fare, assessore Baccei, di
fronte a questo suo mancato intervento?
Andremo ovviamente in soccorso ai precari degli enti locali. Lo
faremo con riferimento sia a quei comuni che sono in dissesto,
rispetto ai quali stiamo dando questa elemosina di 400 mila euro,
mentre sapete benissimo che ce ne volevano almeno cinque volte
tanto. Lo faremo altresì con senso di responsabilità rispetto ai
dipendenti delle città metropolitane, dei liberi consorzi di
comuni, e quindi ai dipendenti delle province, e lo faremo perfino
prestando il fianco ad una ulteriore forzatura che è quella di fare
riferimento alla 1189, che altro non ha se non che ad oggetto il
rifinanziamento di leggi di spesa - pensate un po' - in ambito
agricoltura.
Questo significa che addirittura dobbiamo fare riferimento agli
strumenti di legge che riguardano l'agricoltura per potere tendere
la mano ai precari degli enti locali delle province.
Che vi possono dire? Noi ovviamente la voteremo perché non
possiamo sottrarci all'urlo di dolore dei precari ma, assessore
Lantieri, la prego, faccia in modo di non rimanere l'unico elemento
dentro questa Giunta dalla quale, secondo me, dovrebbe anche uscire
perché veramente un atto di responsabilità in un deserto dei
tartari come quello che sta vivendo il Governo Crocetta, appare
come qualcosa di ridicolo da parte loro, come qualcosa che davvero
fa rabbrividire i siciliani tutti.
Grazie comunque per questo ulteriore gesto nei confronti della
comunità. E' ben poco ma capiamo bene che con questi soggetti,
Baccei in testa, si può stare ben poco oltre.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo precisare
qualcosa, tutti gli interventi sono stati molto validi però mi
rendo conto che qualcosa da parte dei colleghi non è stata
recepita.
Questo emendamento da me presentato oggi, prevede 400 mila euro
per le ex province, per gli enti di area vasta, e 200 mila euro per
i comuni in dissesto. E questo perché siamo riusciti a recuperare,
in una riunione fatta in I Commissione, una quota del 2 per cento
da parte degli enti locali per permettere alle ex province di
continuare i contratti di lavoro senza fare contratti giuridici e
non economici, ritenendo, io personalmente, che sono dei contratti
non validi. Abbiamo preferito tamponare questo momento di
difficoltà mettendo queste somme, sicuramente esigue rispetto alla
vera necessità, da un calcolo fatto servono almeno sei milioni di
euro, perché vi comunico che i comuni in dissesto erano dodici,
adesso ci sono altri tre comuni con quasi duecento precari in più
e, di conseguenza, i comuni sono quindici e non più dodici e c'è
l'aumento dei precari.
Volevo, altresì, sottolineare che una legge regionale fatta anni
addietro mette in sicurezza i precari dei comuni in dissesto e, in
questo caso, potremmo paragonare anche le province, ma è una legge
regionale, è stato fatto con legge e quindi, in riferimento a
quello che chiede l'onorevole Dipasquale mi sento di dire di non
creare aspettative negli altri dipendenti, perché una cosa sono i
precari degli enti in dissesto, una cosa sono i lavoratori a tempo
indeterminato. Ripeto, questo è stato fatto con legge, si
dovrebbero trovare le somme e ripartire sempre con legge, ma questa
non è una cosa che si può fare in Aula.
Volevo ribadire altresì che per i precari - perché non stiamo
facendo delle cose solamente per i comuni in dissesto, per le ex
province - è un emendamento tampone, ma per i precari di tutti i
comuni abbiamo trovato un residuo di sei milioni e novecento mila
euro, già le abbiamo ripartite e penso che se non oggi, domani, i
comuni avranno questi soldi nelle proprie casse.
Un'altra cosa che voglio ribadire, e ringrazio sempre gli
interventi dei colleghi, che i famosi cinquecento milioni - e lo
voglio dire in Aula - ancora non sono arrivati, almeno, non sono
stati ripartiti. Perché io come Assessore agli enti locali, appena
ho la certezza della spesa nel giro di ventiquattro ore, e mi posso
permettere di dire di ventiquattro ore, avendo fatto già la
ripartizione sia per i comuni che per i precari degli enti locali,
abbiamo già la possibilità di ripartire la somma.
Perciò questo Governo regionale non ha nessun motivo di non dare
le somme, aspetta le somme dal Governo nazionale, che già sono
arrivate e, come tutti voi sapete meglio di me, si deve fare un
passaggio in Aula, dopo di che verrà fatta la ripartizione.
Per quanto riguarda poi l'intervento dell'onorevole Falcone, e lo
ringrazio, il dottore Sammartano non mi ha voluto trattare male, in
assoluto, il dottore Sammartano doveva certificare la spesa. Ma
siccome i seicento mila euro sono stati presi dal fondo degli enti
locali, e il dottore Morale già aveva certificato che le somme
c'erano, è stato un atto di troppa trasparenza a voler mettere la
certificazione, perché potevo dare anche io la mia parola dicendo
che la certificazione c'era e poi, come è avvenuto adesso, non c'è
nessun problema perché le somme residuali ci sono del due per cento
degli enti locali.
Per quanto riguarda la proroga, onorevole Panepinto, la
programmazione non è per la stabilizzazione, la proroga è per la
presentazione del piano programmatico delle piante organiche,
perché i comuni avevano il termine del 30 giugno per presentare la
programmazione per le piante organiche. Ci siamo resi conto che non
hanno avuto il tempo di riorganizzarsi e stiamo dando questa
prorogatio al 30 settembre in modo che i comuni avranno il tempo di
farsi il bilancio, di organizzare le somme del comune, anche perché
come sapete, ripeto, sicuramente meglio di me, ci sono delle norme
nazionali che cozzano con le norme regionali.
Circa sempre l'intervento dell'onorevole Panepinto che parlava di
stabilizzazione, volevo comunicare che ho ribadito già tre volte in
Aula di aver attivato la cabina di regia e la prossima settimana,
come dice la legge, sarà già attivato l'osservatorio, perciò questo
Governo, almeno per quello che mi riguarda, sta lavorando nel senso
di portare a termine quel che c'è da portare a termine per la
riforma delle province.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione
l'emendamento A2R. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore 17.17)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Assenza e Ioppolo hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
'Rifinanziamento di leggi di spesa in agricoltura' (n. 1189/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rifinanziamento di leggi di spesa in agricoltura» (1189/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Rifinanziamento di leggi di spesa in
agricoltura» (1189/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 59
Contrari 1
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi recandomi in
Commissione Bilancio e sollevando una perplessità che io ritenevo
legittima all'assessore Baccei, alla mia affermazione sulla
sottoscrizione dell'accordo Stato- Regione, di cui dovremo
discutere da qui a qualche momento, l'assessore Baccei mi ha
risposto che questo accordo non l'ha firmato lui, ma lo ha firmato
il presidente Crocetta.
Atteso, quindi, che tale sottoscrizione è pervenuta dal
Governatore della Sicilia, ritengo che oggi il dibattito debba
articolarsi alla presenza dello stesso onorevole Rosario Crocetta.
Diversamente, rischiamo di fare un dibattito privo della
controparte.
Ora, è giusto che ci sia l'assessore Baccei perché deve essere il
tutore del Governatore Crocetta, ma altrettanto necessario che la
parte interessata, al di là del sostegno o meno, sia presente. Per
cui, chiediamo la presenza del Presidente Crocetta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole La Rocca, vorrei comunicare all'Aula che l'onorevole
Digiacomo ha appena chiarito che, in fase di voto, non aveva
inserito il cartellino. Lo stesso ha dichiarato che, qualora avesse
potuto votare, il suo voto sarebbe stato favorevole. Questo non
cambia l'esito della votazione, chiaramente, ma era giusto
comunicarlo all'Assemblea.
LA ROCCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi ribadisco quanto
fatto presente dall'onorevole Falcone. Per avviare un dibattito, è
necessaria la presenza del Presidente Crocetta, e dopodiché ci
prenotiamo alla discussione.
PRESIDENTE. La presenza dell'Assessore, credo che sia allo stesso
modo importante. Però, visto che da più parti mi giunge questa
richiesta, sospendo la seduta per capire se sarà presente il
Presidente Crocetta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.21, è ripresa alle ore 18.16)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
all'accordo in materia di finanziaria sottoscritto con il Governo
nazionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Dibattito sulle comunicazioni del Governo della Regione in ordine
all'accordo in materia di finanziaria sottoscritto con il Governo
nazionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto II punto
all'ordine del giorno: Dibattito sulle comunicazioni del Governo
della Regione in ordine all'accordo in materia di finanziaria
sottoscritto con il Governo nazionale .
E' presente il Presidente della Regione, onorevole Rosario
Crocetta.
E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, l'Aula è rappresentata secondo le sensibilità
di ciascuno dei parlamentari per la discussione ed un dibattito, io
mi auguro, abbastanza intenso su una materia finanziaria
sicuramente di facile comprensione per gli aspetti tecnici che la
stessa presenta, ma al contempo significativo come significativa
per le ricadute che avrà nel prosieguo nella vita finanziaria
dell'ente.
Questo accordo che prevede sostanzialmente, il riconoscimento di
questi famosi 500 milioni di euro stipulato e sottoscritto dal
Presidente della Regione qualche giorno fa, precisamente il 20
giugno 2016, al contempo però ha previsto e che è stato annunziato
come salvifico, come la panacea a tutti i mali della Regione
siciliana, addirittura è stato detto da più parti, anche dal
sottosegretario Faraone, detto fatto, è stato detto da ampie parti
del Partito Democratico e non solo che con questo accordo la
Sicilia viene salvata e soprattutto alla Sicilia viene
riconosciuto più di quanto la stessa dovrebbe avere.
Bene, noi stasera abbiamo il compito di analizzare questo e io
cercherò di farlo in maniera molto laica, senza avere una posizione
preconcetta ma cercando di comprendere fino in fondo quali sono le
ricadute.
Bene, questo accordo consiste nel riconoscimento al punto 6, di
una erogazione, di uno stanziamento di 500 milioni di euro, poi
vedremo se tecnicamente sono tali o di meno, ma al contempo prevede
ben 5 prescrizioni. Quali sono le prescrizioni che prevede questo
accordo?
Innanzitutto il punto 1 prevede la prescrizione di chiudere nel
2016 con un saldo positivo di 227 milioni di euro e di chiudere con
un ulteriore saldo positivo di 577 milioni di euro nel 2017.
Significa che la Regione siciliana dovrà impegnare soldi in meno
rispetto agli stanziamenti previsti in bilancio per 227 milioni nel
2016 e per 577 nel 2017. Ciò significa sostanzialmente che,
ancorché noi prevediamo queste somme in uscita in bilancio, poi di
fatto non le possiamo impegnare e quindi non le possiamo spendere.
Ma non soltanto questo. Nel 2018 dobbiamo tendere al pareggio di
bilancio.
Al punto 2 abbiamo una riduzione progressiva del 3% della spesa,
cioè rispetto al bilancio dobbiamo spendere, sottratta la spesa
sanitaria, sottratto il contributo per la finanza pubblica,
sottratta la spesa per quanto riguarda i rinnovi contrattuali,
quindi tolti circa 16 miliardi di euro al bilancio regionale, 8,6
miliardi per quanto riguarda la sanità, 1,6 miliardi per quanto
riguarda il personale, 1 miliardo e 300 milioni circa per il
concorso alla finanza pubblica, quindi rimarrebbero intorno ai 500
milioni. Significa che noi dobbiamo ridurre, presidente Crocetta,
150 milioni di euro nel 2017 a cui si aggiungono altri 150 milioni,
e saranno 300, nel 2018 per arrivare a una riduzione di 600 milioni
di euro nel 2020.
Al punto 3 il Governo nazionale, non fidandosi per nulla della
maggioranza di Governo e del Governo regionale ha deciso di imporre
con questo accordo, di fare entrare all'interno di questo accordo
l'imposizione del recepimento di alcune norme, di alcune norme
nazionali, di alcune norme che riguardano i servizi pubblici
locali, di alcune norme che riguardano il pubblico impiego, che
riguardano la omogeneizzazione della dirigenza, facendo saltare la
prima e la seconda fascia, la riduzione delle vocazioni passive,
arrivando alla centralizzazione della committenza. Cioè dicono
questo Governo Crocetta, siccome è inaffidabile, noi come riusciamo
a far fare determinate cose, imponendoglielo nell'accordo come
prescrizione.
E al questo si aggiunge al punto 10 la quarta prescrizione, cioè
che tutti i ricorsi che siano stati presentati entro il 31/12/2015
devono essere ritirati, a prescindere dalla affermazione delle
pretese giudiziali o meno, pretese costituzionali o meno, a
prescindere dall'esito. E in più, poiché vi è stata una sentenza
della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, una sentenza di
infrazione che riguarda il settore ambientale, dovete pagare, voi
Regione siciliana, dovete restituirci questi soldi che ancora non
ci state dando.
A questo dobbiamo aggiungere l'ulteriore prescrizione, che è la
rinuncia agli effetti finanziari delle sentenze che sono state già
emesse, una per tutte la sentenza n. 65 del 2016. Su questa
sentenza, l'unica, si è discusso tanto, assessore Baccei, ed è
stato detto 2 miliardi, 1 miliardo, 500, 100 milioni di euro. Io mi
rimetto, vado indietro nel tempo e ritorno all'intervento che
l'assessore Baccei ha fatto in Aula in data 19 aprile 2016, quando
di fronte alle affermazioni dell'onorevole Lombardo, l'assessore
Baccei confutava le tesi del collega come dicendo attenzione
dobbiamo distinguere la sentenza 65 in due parti'. Il primo
periodo, dove avremmo 463 milioni di euro, e il secondo periodo, da
cui dovremo recuperare altri 231 milioni di euro. 665 + 231 stiamo
parlando di 700 mila milioni di euro di rinunce che stiamo dando,
che stiamo cedendo allo Stato.
Già basterebbe questo, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Governo che avrebbe dovuto considerare prioritariamente
gli interessi dei siciliani per dire che già questo accordo è
leonino. Potrei utilizzare altro, Assessore, al di la di quello che
lei cerca di rendere alla Sicilia e ai siciliani. Noi sappiamo
soltanto una cosa. I 500 milioni che ci riconoscono nell'Irpef, i
5/61, significa che su ogni miliardo ci darebbero 561 milioni di
euro. Ci hanno fornito una tabella nella quale c'è scritto che
dall'Irpef 2016 avremo recuperato 3 miliardi 941 milioni a cui
aggiungiamo 500 milioni e avremo 4 miliardi 441 milioni di euro.
Mi è venuto un dubbio. Avevo letto le entrate nel bilancio e sono
andato a rivedermele per cercare di capire se in effetti i conti
quadrassero, se i colleghi vanno a vedere il bilancio in entrata,
il pluriennale, ci accorgiamo che a pag. 82, al capitolo 1023,
abbiamo le entrate Irpef, che valgono 4 miliardi e 100 milioni di
euro. Poi andiamo a pagina 107 dello stesso bilancio di previsione
in entrata e, al capitolo 3360, abbiamo 500 milioni di euro; quindi
avremo 4 miliardi e 600 milioni di euro, abbiamo previsto in
bilancio. Facciamo l'accordo e con l'accordo quando stiamo
emettendo in bilancio 4 miliardi 441 milioni di euro cioè significa
158 milioni di euro in meno rispetto a quelli previsti in bilancio.
Qua c'è qualcosa che non funziona. Ma ammesso che fosse così, al
punto 6, la cosa ancora più grave è quella che dice che i 500
milioni di euro che vengono dati, le assegnazioni risultanti da
tale adempimento quello del punto 6, cioè i 500 milioni di euro
sono accreditati in un sottoconto infruttifero che non possono
essere utilizzati, non possono essere utilizzati e nel corso del
2016 la Regione non può utilizzare le predette risorse che restano
depositate sulla contabilità speciale. E possono essere utilizzati
per casi indifferibili, in caso di carenza di altra liquidità per
esigenze legate al pagamento delle competenze fisse al personale
dipendente o per il pagamento delle rate dei mutui. Cioè, siete
riusciti ad avere 500 milioni di euro, ma al contempo non li
possiamo utilizzare se non per pagare dipendenti e mutui.
Ma andiamo a vedere un attIMO. Stamattina vado in Commissione e
leggo un emendamento. L'A1, con questo emendamento si attivano le
spese che riguardano gli accantonamenti negativi, significa i
Comuni, significa i precari, significa i forestali, significa gli
Enti di ricerca, significa gli Enti teatrali, significa i Pip, i
Cantieri di servizio, significa tutta una serie di misure, di
interventi.
E come facciamo a questo punto qua se al punto 8) si dice che i
500 milioni di cui al punto 6) sono congelati e possono essere
utilizzati soltanto per determinate cose?
Ma la cosa ancora più grave che, poiché, che è poi giusta, al
punto 13) si dice che l'efficacia del presente accordo è
subordinata ad un provvedimento legislativo perché è un decreto
legge quello che è stato fatto e, poi, deve essere convertito in
legge, è chiaro che il rischio è che noi abbiamo tenuto 500 milioni
di euro, che non sono poi neanche 500 ma sono 342 milioni di euro,
e questi stessi soldi non li possiamo utilizzare.
Vorrei anche ricordare che, sempre dal prospettino' CHE il
Dipartimento economia ci ha dato, abbiamo poi il 2017 e il 2018, al
punto 6) si dice che ai soldi dell'Irpef si aggiungono 1 miliardo e
400 milioni di euro per il 2017, e ai 3 miliardi e 941 milioni si
aggiungono 1 miliardo e 685 milioni di euro per il 2018.
Io vado a prendere sempre i capitoli in entrata e ci accorgiamo
che abbiamo, nel 2017, 4 miliardi e 141 milioni di euro per quanto
riguarda l'Irpef a cui bisogna aggiungere 1 miliardo e 400 milioni,
che facendo il conto arriva a 5 miliardi 641, ce ne hanno dati
appena 5 miliardi 341; mancano 200 milioni all'appello.
Nel 2018, a fronte di una previsione di bilancio, - nel bilancio
pluriennale di 5 miliardi e 866 milioni di euro - ci hanno dato
appena, - tre minuti e vado verso la conclusione, Presidente -, ci
hanno dato appena 5 miliardi 626 milioni; mancano all'appello 240
milioni di euro.
Allora, a questo punto, io vorrei dire: Ma, scusate, ma mi volete
far capire quali sono i benefici, glielo dico in maniera molto
laica, di questo accordo? .
Da un lato stiamo restituendo, con le parole che dice l'Assessore,
700 milioni di euro; dall'altro lato i ricorsi pendenti li dobbiamo
tutti ritirare, ci hanno strozzato e ci hanno imposto altro che
lezioncina, hanno detto dovete fare A, B, C, D, E, F e se non li
fate ci sono le sanzioni e le sanzioni li andiamo a vedere,
appunto, nell'accordo laddove si dice che se, ad esempio, non
chiudiamo, nel 2016, con un saldo positivo di 227 milioni di euro,
la somma che non si raggiunge, per pari importo sarà decurtata dai
trasferimenti dello Stato, cioè, lo Stato, con l'Agenzia delle
Entrate, nel prelievo tributario, si tratterrà la somma di importo
equivalente.
E così altrettanto, se noi, entro il 2020, non ridurremo la spesa
di 600 milioni di euro, significa che dovremo pagare allo Stato la
stessa somma che avremo superato.
Che significa? Significa che noi ci siamo consegnati mani e piedi
a questo Stato centrale che ci tratta come coloro che vengono
incaprettati . Presidente Crocetta, lei ha incaprettato la
Sicilia, lei ha costretto la Sicilia al più vergognoso patto, non
accordo, patto' che poteva mai subire.
Qual è il suo orgoglio, la sua dignità di siciliano? In quale
parte della sua mente l'ha riposto nel momento in cui firmava?
Certo, se poi lei firmava a occhi chiusi, io mi rendo conto che
firmava perché quella firma era una cambiale peraltro ..
CROCETTA, presidente della Regione. Bene, allora spiegatelo voi
FALCONE. Ma noi infatti lo stiamo spiegando e mi creda lo facciamo
senza animus polemico, lo facciamo con i conti alla mano.
Mi rendo conto che non ne indovinate una. Mi rendo conto che già
dalla prossima parifica che si svolgerà il 5 luglio vorrò vedere i
conti dell'Irpef, dove avete messo nel 2015 - e concludo signor
Presidente, l'argomento è delicato, tra l'altro non abbiamo premura
- come previsione Irpef per 4 miliardi e mezzo. Tra Irpef e Iva si
parla di un minore gettito per 500 milioni di euro. E fra qualche
giorno lo potremo verificare quello che vi sto dicendo.
Allora ecco perché questo Accordo noi riteniamo che sia un Accordo
che andava fatto anche, onorevole Presidente Crocetta, con un
impegno di questo Governo ma in ragione di un voto dell'Assemblea
regionale siciliana.
Lei ha sottoscritto questo Accordo non tenendo conto della volontà
assembleare che è l'unica volontà popolare. Le voglio ricordare che
lei è stato eletto dal 31 per cento degli elettori che si sono
recati alle urne ma che, in termini assoluti, rappresentano appena
il 14 per cento dei siciliani. Mi rendo conto che oggi lei,
malgrado Faraone non le creda, ritiene di essere il migliore
presidente d'Italia ma le posso assicurare che questo Governo è il
peggiore della storia della nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Rocca Claudia. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA CLAUDIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche
mese fa l'Assessore Baccei ci ha parlato della famosa lista dei
torti subìti dalla Regione siciliana che valevano nel complesso un
miliardo e quattro e che, ricordo a quest'Aula, erano suddivisi nel
seguente modo:
-600 milioni relativi alla compartecipazione alla spesa sanitaria;
-250 milioni l'applicazione dell'articolo 37 del nostro Statuto;
-450 milioni ci riferiamo al problema dell'erosione;
-115 milioni una sentenza a favore della nostra Regione.
A seguito di ciò nella finanziaria dello Stato del 2016,
all'articolo 1, comma 685, lo Stato quindi ci riconosce i primi 900
milioni di questo miliardo e quattro che, in teoria, dovrebbero
diventare strutturali nel momento in cui la Sicilia porterà avanti
sia le nome di attuazione dello Statuto, sia la revisione
dell'Accordo Stato-Regione, ovvero l'oggetto della discussione di
oggi.
Soltanto che al comma 689 della stessa norma, si parla di una
restituzione attraverso accantonamenti crescenti. Quindi, direi che
il Governo dovrebbe chiarire un nodo fondamentale: questi 900
milioni sono delle risorse riconosciute alla Regione alla luce dei
famosi torti subìti o sono una specie di prestito fatto alla
Regione? Credo che questo sia un punto da dover chiarire.
Ma andiamo al merito del famoso Accordo Stato-Regione che, a
nostro parere, è abbastanza sbilanciato e spiego perché.
Innanzitutto, già dall'inizio si notano alcune omissioni, ad
esempio fra i VISTO' e i CONSIDERATO' dell'accordo fra Stato-
Regione vengono alla luce alcune omissioni. Ad esempio, si fa
menzione della famosa compartecipazione alla spesa sanitaria di cui
al comma 830, della legge 286 del 2006, quella che vale 600
milioni, e che cosa si dice fra i VISTO' e i CONSIDERATO'? La
difficile sostenibilità che ha la Regione nel sostenere questa
spesa. Soltanto che io non capisco perché in questo accordo non si
fa menzione al perché la Regione non riesce a sostenere questa
spesa e non si parla del comma successivo, l' 832, ovvero quello
che parla del riconoscimento delle accise sui prodotti petroliferi
che era il contrappeso a quella norma. E non è un'invenzione
nostra, è scritto proprio nella finanziaria di quell'anno, ovvero,
ripeto, la legge 296 del 2006.
Che cosa dice questo accordo? Al punto 2) ci dice che la Regione
dovrebbe, nel periodo 2007-2013, ridurre in maniera strutturale la
spesa corrente del 3 per cento di anno in anno e la riduzione di
questa spesa corrente si dovrebbe effettuare realizzando delle
norme espresse al punto 3).
E qui vorrei delle risposte dall'assessore. Questo significa che
vi è una quantificazione economica delle norme presenti al punto
3), ovvero, queste norme valgono il 3 per cento della spesa
corrente come vuole proprio l'accordo? Perché io farei un appunto.
Le norme espresse al punto 3) non mi sembra che abbiano un
particolare aspetto economico-tributario. Sembrano norme più di
carattere politico. Ad esempio, il recepimento della legge Delrio è
una norma di carattere politico, non è una norma che ha grosse
riduzioni di spesa corrente, anzi, mi sembra anche un modo per
delegittimare questo Parlamento e lo Statuto siciliano perché
questo Parlamento ha lavorato per tre ani su una norma e adesso
Roma ci chiede di recepire in toto una norma statale delegittimando
totalmente l'autonomia della nostra Regione.
Credo che questo sia un argomento su cui riflettere.
E torniamo all'accordo e alle norme che dovrebbe portare avanti
questo accordo. Che cosa dice il punto 4)? Che nel momento in cui
la Regione non sarà in grado di rispettare questa riduzione di
spesa del 3 per cento, lo Stato sarà autorizzato a trattenere a
monte delle risorse a qualsiasi titolo spettanti alla Regione, e
siccome il punto 10) ci dice che queste norme dovrebbero essere
portate avanti entro il 30 settembre 2016, la domanda da farsi è:
ma se questo Governo e questo Parlamento in quattro anni non è
riuscito a fare una riforma strutturale, posso sapere mai come si
porteranno avanti da qui a tre mesi, con in mezzo anche il mese di
agosto, l'elenco di norme e provvedimenti che sono espressi in
questo accordo?
Praticamente stiamo dicendo già che la Sicilia non sarà in grado
di rispettare l'accordo pattuito con Roma, e concludo con il punto
6), quello che affronta l'unica cosa che viene riconosciuta alla
Sicilia, ovvero l'Irpef sul maturato. Quindi, il problema
dell'erosione. Un'altra domanda che vorrei fare all'assessore
Baccei, ricordando la delibera regionale 285/2015, dove l'assessore
Baccei faceva presente che la Regione siciliana rispetto alle altre
regioni a statuto speciale aveva un concorso alla finanza pubblica
più pesante, diceva che la Regione siciliana aveva un tetto del
patto di stabilità più basso di 400 milioni nel triennio 2014-2020,
anche a seguito dello scorso accordo fra Stato-Regione, però, in
questo accordo, di tutti questi punti, di tutti questi torti subiti
dalla Regione non si fa assolutamente menzione, o meglio,
l'assessore durante la scorsa seduta ha fatto presente che vi sarà
il passaggio dal sistema dei limiti di patto al sistema degli
equilibri di bilancio, però non mi sembra che questo aspetto sia
abbastanza esplicito nell'accordo, quindi, come gruppo parlamentare
del Movimento Cinque Stelle, gradiremmo delle risposte a queste
domande perché alla luce di quanto detto, a noi sembra che questo
accordo sia eccessivamente sbilanciato a favore dello Stato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo come
sempre, vista la mia libertà di pensiero, a titolo personale perché
così mi sento più libero e più attento ai problemi che attanagliano
l'intera Isola.
Io sono alla seconda legislatura regionale. Si parla solo di
rinunce, rinunce sempre rinunce.
Però ho notato in questo accordo, firmato dall'assessore e dal
Presidente della Regione, non so a che ora, se era dopo pranzo, se
era prima, per capire esattamente se ci fosse veramente una
attenzione particolare per la firma di questo
CROCETTA, Presidente della Regione. Onorevole Lentini, io non bevo
e non sniffo.
LENTINI. Io non lo so se lei ha firmato di mattina o di
pomeriggio, e non mi interrompa. Non mi interrompa né lei e né
altri. Io sono stato eletto dal popolo siciliano e a loro devo dare
conto e ragione. Lei è qua per ascoltare e mi ascolti bene.
CROCETTA, Presidente della Regione. Non per ascoltare offese.
LENTINI. Perché se lei ascoltasse bene sicuramente non ci
troveremmo in questo inferno.
Avete regalato la Sicilia all'Italia, al Governo nazionale. Ci
utilizzano come burattini.
E ancora parla.
Quando si firma un accordo la controparte deve capire esattamente
quali sono i problemi di un territorio. Questo è ormai diventato un
territorio dove non ci sono investimenti da diversi anni, è
diventato un territorio dormitorio'.
Ormai in Sicilia si dorme. Ognuno esce da casa, gira e va a
dormire. Io ho lasciato questo compito di matematica ad una classe
di V elementare di una scuola di Palermo. Facendo un conto
approssimativo, - i ragazzi erano veramente interessati -, ho
detto su un milione e quattrocento ho dato l'accordo e ne è venuto
fuori che la Regione siciliana in questo accordo ci perde circa
sette miliardi di euro, considerando tutti i ricorsi che abbiamo
vinto, ce ne sono circa sette, e quindi dobbiamo rinunciare, dove
ancora c'è questa fantomatica risorsa di 500 milioni che deve
arrivare.
E' come la sarda: ci sono 500 milioni di euro che devono arrivare.
Li vedete? Non si possono spendere, a meno che non vengano elargiti
ai comuni o eventualmente per pagare stipendi. Prima di settembre
non li puoi utilizzare ed entro settembre devi firmare l'accordo
rinunciando a tutti i ricorsi possibili e immaginabili, vinti o
persi, al 31 dicembre del 2015.
La compartecipazione alla spesa sanitaria, - dal 2007 siamo fermi
alla compartecipazione al 49,11 per cento -, ma, attenzione, a
momenti il Governo nazionale ci dirà: signori la compartecipazione
non è più al 49 per cento, ma sarà al 100 per cento, una volta che
vi diamo un miliardo e quattrocento milioni anche questo sarà
tagliato'. E quindi questo accordo non prevede niente, della
compartecipazione sanitaria che è una delle problematiche più
importanti della Sicilia, del territorio siciliano, non se ne parla
neanche.
Quindi, il conto che voi avete fatto è che questo miliardo e
quattrocento milioni servirà per chiudere la finanziaria del 2016,
tanto il prossimo anno, nel 2017, andremo a votare, fino ad ottobre
quindi c'è tutta la copertura finanziaria, siamo tranquilli, ognuno
può svolgere il proprio ruolo, il Governo ed il Parlamento, e
siamo a posto. Poi chi verrà, il prossimo Governo, il prossimo
Parlamento, ne piangeranno le conseguenze, mettendo tasse e facendo
quello che conosciamo un po' tutti.
Ora la cosa di cui mi rammarico è che la settimana scorsa
l'Assessore Baccei è entrato qua da vincitore, dopo cinquant'anni
dice di aver risolto il problema della Sicilia, perché mai in
Sicilia era accaduto quello che sta accadendo in questi giorni.
Noi abbiamo uno Statuto che ci dà tanto veramente - io ringrazio
chi l'ha scritto, perché è scritto così bene, ma non viene mai
rispettato - ma non sono state approvate queste benedette norme
di attuazione, perché la cosa che io speravo e spererei è che
questo Governo approvi le norme di attuazione e sposi una diversa
politica con il Governo nazionale, condizionandolo, altrimenti
usciamo, andiamo via da quest'Italia Come sanno fare gli altri,
nel bene e nel male Un referendum tipo brexit', però siciliano:
Vuoi rimanere o te ne vuoi andare?
Ma lei pensa che è venuto qua per fare morti e feriti? Ma di che
parla? Caro Assessore Baccei, lei finirà quest'esperienza e se ne
andrà Lei è toscano, ma andrà a vivere a Roma. Ma noi siamo
siciliani e vogliamo vivere in Sicilia e dobbiamo avere un rapporto
con i cittadini e deve essere un rapporto così come è stato creato
votandoci, non è facile tutto quello che sta accadendo.
Certo, le responsabilità non sono solo vostre, le responsabilità
sono dei senatori, dei deputati, che negli ultimi trent'anni ci
hanno sempre rinnegato, questo è pure vero. Ma noi cosa stiamo
facendo oggi? Noi ancora spingiamo la spada sempre di più ad un
popolo che non merita questo Questo è un Parlamento dove si
legifera, questo Parlamento eletto dal popolo ha una responsabilità
madornale
Mi sarei aspettato, appunto, che questo accordo prevedesse tante
di quelle cose importanti per la Sicilia: lo sviluppo, gli
investimenti, le riforme. Oggi abbiamo una disoccupazione giovanile
al 46 per cento ed al 30 per cento il dato generale Mi sarei
aspettato un cambiamento di rotta Questo mi sarei aspettato da un
accordo tra lo Stato e con la Regione
E aggiungo, ma chi siete voi che andate a Roma a chiudere un
accordo senza che questo Parlamento possa dire la sua? Noi siamo
gestiti come burattini Ma siete pazzi Non se lo deve permettere
nessuno Noi qua dovevamo essere messi a conoscenza, ancora prima
di firmare l'accordo Questo documento doveva passare dalla
Commissione, doveva venire poi in Parlamento, discusso, ridiscusso,
da persone responsabili
Questa non è una cosa così semplice, parliamo della Sicilia, della
Costituzione, dello Statuto, abbiamo perso gli artt. 36, 37, 38,
abbiamo perso tutto con questo accordo. Dimenticavo, c'è scritto
nell'accordo: eventualmente il 31 dicembre del 2018 andiamo a
vedere se dobbiamo fare qualcosa, se possiamo riprogrammare . Ma di
che parliamo? Parliamo di persone, delle loro tasche, delle
aspettative dei nostri giovani che non vogliono andare più via,
vogliono lavorare in questa Sicilia.
Cosa bisogna fare? Questo bisogna fare Oggi siamo qua per fare
che cosa? Per votare? Per votare che cosa? Dire: sì, andate avanti
perché l'accordo è stato definito, tutto a posto, 1 miliardo 685
milioni, perché ci sono 285 milioni dell'Irpef - ancora li devo
vedere -, per poi dire che cosa?
Allora, tutti siamo distratti: controlliamo i cellulari che è più
importante
E l'assenza di alcuni deputati, per una cosa così importante che
stiamo discutendo, che è il nostro Statuto: tranquilli Io oggi ho
lasciato tutto per venire qui, perché aspettavo di parlare con il
Governo, a titolo personale, ma mi rivolgo pure a voi carissimi
amici, colleghi che condividiamo veramente la politica giorno per
giorno; il discorso non è chi vince o chi perde: qui chi perde è
sempre la Sicilia Non è possibile, puoi cambiare governi, puoi
cambiare tutto quello che vuoi, chi perde è la Sicilia e i
siciliani. Non è possibile
Ci sono quattordici punti, uno peggio dell'altro, per poi non
parlare della legge che è inserita, la 124 del 2015, che dobbiamo
recepire perché ce lo condizionano nell'accordo, si riferisce alla
banda larga, si riferisce alla semplificazione, benissimo Però,
voi lo sapete, cari colleghi, che cosa succede approvando
l'articolo 11 della legge 124 del 2015, lo sapete cosa succede?
Che i dirigenti diventeranno un tutt'uno in Italia, alla Regione e
ai Comuni.
Lo sapete cosa succederà quando ci sarà la richiesta di un
dirigente di un comune tal dei tali della Sicilia? Succederà che
qualsiasi dirigente con atto di interpello può partecipare alla
chiamata. Lo sapete cosa succede, eventualmente, per i dirigenti
che non riescono a rientrare nella logica dei servizi e delle aree?
Saranno cacciati via. Saranno cacciati via.
E allora, se noi dobbiamo recepire la legge 124 del 2015, e devo
dire che dentro quella legge ci sono anche cose positive, dobbiamo
sicuramente esaminarla così come giustamente vuole una Regione
autonoma.
Ma senti chi parla Io ho sentito un dibattito nelle province di
Trento e di Bolzano, oppure andate a vedere il parlamentino della
Valle d'Aosta, nel 2012 sono stati esclusi 70 milioni dall'energia
ma la Valle d'Aosta non li ha persi
Per non parlare del punto 1): poco fa lo diceva il collega
Falcone, ma come vai a recuperare 277 milioni nel 2016 e 577
l'anno successivo? Ma se già siamo tutti allo stremo Ormai non ce
la fa più nessuno Non produce più nessuno. Ormai perdiamo
quattrocento milioni di euro di introiti. Non paga nessuno, perché
non lavora nessuno Questo miliardo e quattro milioni servirà a
coprire le spese, a coprire già quello che abbiamo perso. E c'è poi
il taglio ulteriore del tre per cento. Ma il tre per cento dei
fondi cash, il tre per cento ogni anno per quattro anni fino al
2020
Allora, signori miei, io sono convinto che questo accordo non si
possa fare, e, se c'è qualcuno che fa ricorso, lo farò pure io
figuriamoci. Sicuramente non può andare a compimento.
Quindi, su questo, vi responsabilizzo colleghi parlamentari che, a
prescindere dai colori politici, a prescindere da quale partito voi
veniate, questo è un problema della Sicilia, dei siciliani, dove
tutti abbiamo indistintamente una responsabilità morale E io su
questo non la voglio avere, quindi questo accordo io,
personalmente, non lo voto
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo
accordo definito epocale, lo è davvero epocale E lo è perché, con
la sua firma, ha, di fatto, determinato la fine della speranza del
futuro dei nostri giovani che, dalla rivendicazione delle risorse
sottratte alla Regione, speravano in quegli investimenti che
aspettano da sempre, sempre promessi ma mai realizzati per una
futura prospettiva occupazionale, all'interno del territorio
siciliano.
Il Presidente della Regione ha svenduto la Sicilia, ha spento quel
lumicino di autonomia - fondata con tanti sacrifici dai nostri
padri - che era rimasto, e tutto questo con una grave inaudita
mancanza senza precedenti, cioè senza interpellare l'ARS.
Palazzo Chigi sblocca i cinquecento milioni di euro dopo aver
minacciato la Regione, con tutta una serie di impugnative, a cui il
Presidente della Regione si è inchinato, ma il prezzo che ci sta
facendo pagare è salato ed altissimo. Con questo accordo storico,
la Sicilia si è impegnata a rinunciare a tutti i contenziosi
finanziari, con lo Stato, davanti alla Corte costituzionale,
compresi quelli vinti o che stiamo per vincere.
L'accordo prevede che, entro il 30 settembre, si dovranno ritirare
tutti i ricorsi presentati prima del 31 dicembre 2015. Ma la cosa
assurda è che non riguarda soltanto i ricorsi di natura
finanziaria, ma anche le impugnative di legge, fatte dalla Sicilia,
in adeguamento delle nostre leggi a quelle nazionali senza nemmeno
discutere, come è stato per le ex province regionali.
Quindi, in cambio di cinquecento milioni, noi rinunciamo anche ai
ricorsi vinti dopo il 2014 Risorse che, liberate dello Stato,
perché erano state, chiaramente, accantonate e parliamo di una
cifra che equivale a circa sette miliardi, ce ne ritorna soltanto
con cinquecento milioni: un contentino.
Attenzione Ma questi cinquecento milioni non sono regalati,
questi cinquecento milioni non sono gratis E' un prestito che
dovrà essere restituito e che dovremo cominciare a pagare, ed è
subordinato ad una serie di paletti che, se non saranno rispettati,
comporteranno penalizzazioni enormi.
La Sicilia, con l'accordo, si è obbligata ad avere un saldo attivo
già nel 2016 di 220 milioni, nel 2017 di 577 milioni ed inoltre dal
2017 al 2020 dovrà ridurre la spesa del 3% e, come se ciò non
bastasse, se ciò non dovesse avvenire, l'Agenzia delle Entrate
tratterrà questo importo del 3% da qualsiasi somma spettante alla
nostra Regione a qualsiasi titolo.
Abbiamo fatto un affare veramente colossale con questa firma che
abbiamo apposto.
Ma io mi chiedo, e chiedo ai miei colleghi; ma con quali poteri il
Presidente della Regione ha svenduto la Sicilia al Presidente del
Consiglio dei Ministri? E poi chiedo anche: ma se un dirigente o un
funzionario della Regione causa un danno per le casse della Regione
questo lo è? E perché la Corte dei Conti su questo non dice nulla e
finora non ha detto nulla e non si è pronunciata?
Questa vittoria programmata del Presidente della Regione siciliana
non è altro che una menzogna per nascondere la sconfitta della
rivoluzione urlata e mai avvenuta, aggravata da una pseudo
antimafia di cui si è sempre servito e coperto per eludere e non
affrontare mai i veri problemi della Sicilia
Il contributo dato alla Sicilia come la legge di stabilità del
2015 dovrà essere istituito a cominciare già dal 2016 con ben 9
milioni per poi passare a 15 milioni nel 2017 e 18 milioni nel 2018
ed infine a 21 milioni dal 2019 in poi, non considerando i 226
milioni che dobbiamo risparmiare se aggiungiamo a tutti questi. Un
vero salasso
Per poi non parlare del ricorso presentato dal Governo siciliano
che abbiamo perso sui fondi PAC destinati agli sgravi per le
imprese previsti dalla legge nazionale di stabilità del 2014
E perché l'abbiamo perso? Perché la programmazione è stata
semplicemente presentata in ritardo da questo Governo Così come
nel 2015 perde 273 milioni di cui ben 112 - l'assessore Marziano lo
dovrebbe sapere - destinati al piano giovani, 66 nel 2016, 307 per
il 2017 e 153 nel 2018. Una somma che supera abbondantemente gli
800 milioni.
Altro che 500 milioni di elemosina destinati per giunta, ad opere
importanti e fondamentali per la nostra Terra, qualcuno lo diceva
prima, si a per il completamento della Siracusa-Gela, per le
scuole, per gli asili nido, per la banda larga e così via.
Io ricordo ancora i programmi della campagna elettorale quando si
parlava di autonomia impositiva, del recupero delle accise,
dell'obbligo delle imprese con sedi fuori dalla Sicilia ma con
strutture nell'Isole di pagare qui le tasse, la chiusura dell'ESA,
gli altri enti, bla bla bla, tanti programmi fatti anche in
televisione e sconfessati subito, il giorno dopo dai fatti.
Purtroppo, lo devo ammettere, ahimè credetti anch'io a tutte
queste cose e ad altre, ne ho ricevuto soltanto una grande
delusione da chi si vantava di essere diverso, ma pensavo si
riferisse all'idea di candidarsi a capo di un Governo regionale e
potesse dare delle risposte a chi finora aveva creduto nella
politica, agli ideali della Democrazia, nella volontà degli uomini
liberi che si pongono sopra ad ogni interesse di parte se non a
quello del popolo.
Invece qui abbiamo assistito sotto le spoglie mentite dello
sviluppo e la legalità ad una vergognosa spartizione e
lottizzazione di poltrone, a cominciare da chi, non avendo nessuna
competenza e soprattutto titolo, ha ricoperto e ricopre incarichi
di prestigio solo perché è amico o parte del cerchio magico o
candidato nel Movimento del Presidente della Regione
Ma qualcuno giustamente, vedo che mi guarda dicendomi: ma ti
scandalizzi proprio tu democristiano?
Si sono un democristiano fiero e ne vado orgoglioso. No Non mi
scandalizzo Ma da chi contesta il metodo, il sistema e poi adotta
lo stesso sistema nella peggiore specie e modo e per giunta, in
brutta copia, nel segno della rivoluzione è il peggior ipocrita
della storia che sta mentendo sapendo di mentire e tradisce i
siciliani.
Io mi auguro che questo Presidente si ricandidi nella sua
stridente convinzione, così come urla da tempo, cosicché i
siciliani possano ricambiare con tanto e tanto affetto il servizio
che ha reso alla Sicilia.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, appena qualche settimana addietro
l'assessore Baccei raccontava in un intervista all'Espresso che
ogni anno lo Stato prende dalla Regione Sicilia 7 miliardi di euro.
Ebbene, posto questo tema, andiamo velocemente a ritroso e cioè
alla finanziaria del 2016, quando ci venne spiegato che c'era un
buco di 3 miliardi. Qualcuno avrà pensato, più o meno
strumentalmente, colpa dei siciliani. Assolutamente no La colpa
era dello Stato, la causa erano gli accantonamenti imposti alla
nostra Regione per il concorso al risanamento dei conti della
finanza pubblica. Questo perché lo Stato aveva agito così: nel 2013
il buon Letta prelevò 915 milioni dalle casse della Regione; nel
2014 l'ottimo Renzi prelevò 1 miliardo 150 milioni, ai quali
aggiunse ulteriori 200 milioni delle tasche dei siciliani per i
famosi 80 euro con i quali vinse le elezioni europee; ribadii lo
stesso concetto nel 2015, l'ottimo Renzi, prelevando 1 miliardo e
300 milioni dalle casse della Sicilia. La somma fa i 3 miliardi di
buco.
Ebbene, quando si iniziò il lavoro in Commissione Bilancio per la
finanziaria del 2016 dalla notte alla mattina, cari colleghi e
soprattutto siciliani, sparì 1 miliardo di buco, il buco si era
ridotto da 3 a 2 miliardi, tanto che qualcuno poco avveduto gridò
al miracolo. Ma miracolo non era. Era un ulteriore disastro, perché
con il beneplacito del Presidente della Regione, almeno così
presumo, e con la regia dell'assessore al bilancio, i dirigenti del
bilancio avevano posto in essere un taglio orizzontale di 1
miliardo sulla spesa corrente da destinare ai siciliani.
Ebbene, a quel punto l'assessore Baccei si impegno per il Governo
nazionale - lui lo può fare - circa il trasferimento di 1 miliardo
e mezzo per tappare il buco restante di due miliardi. E però, anche
mi figlio che ha sei anni i conti li sa fare, e mi avrebbe chiesto:
ma come fa l'assessore Baccei a tappare il buco di 2 miliardi con 1
miliardo e mezzo?
Lo fa. Perché nella finanziaria del 2016, con un ulteriore
magheggio o magia il Governo regionale, si era fatto approvare
dalla sua maggioranza PD-UDC-NCD, una norma che cancellava i
crediti non ancora accertati dalla Sicilia nei confronti dello
Stato, che giusto giusto ammontavano a 500 milioni. E allora questa
volta l'aritmetica torna.
A dicembre 2015 in effetti arrivano 900 milioni con la legge di
stabilità nazionale. Gli altri 600 restano vincolati al patto di
questi giorni firmato tra il Presidente del Consiglio Renzi e il
Presidente della Regione Crocetta. Ebbene, qui dal dramma si passa
alla farsa tragica perché il Presidente Crocetta, che già nel 2014
aveva attentato seriamente al futuro delle giovani generazioni
siciliane rinunciando ad un contenzioso di 5 miliardi nel quale
erano comprese anche somme che sarebbero certamente entrate nelle
casse regionali perché la stragrande maggioranza di quei
contenziosi erano lì lì per essere definiti in favore della
Sicilia, così come era accaduto per le altre Regioni a Statuto
speciale.
Il Presidente Crocetta, che così facendo aveva già contribuito
allo smantellamento dell'articolo 36 dello Statuto, perché aveva
disposto di somme rinunciandovi con il contrario avviso, peraltro,
dei giudici costituzionali, che trovavano origine in norme dello
Statuto non negoziabili, perché oggetto di diritti sanciti
costituzionalmente.
Il Presidente Crocetta, che si era fatto beffa di un
pronunciamento di questo Parlamento regionale, che con una mozione
approvata pressoché all'unanimità, gli aveva chiesto di revocare
quell'accordo firmato che senza un percorso condiviso dall'Aula
finiva per essere carta straccia, sulla scorta di questo bagaglio
di esperienza maturata ovviamente penserebbero coloro che hanno
conservato un minimo di razionalità, si è opposto a questo accordo.
Invece no, ci è ricascato. Incredibile,. ma è avvenuto questo.
E quali sono le conseguenze? Primo: i 500 milioni ancora non ci
sono, così è stato detto dall'assessore poco fa, speriamo che
arrivano tra stasera e domani mattina; secondo: il Presidente
Crocetta decide sulla testa di 5 milioni di siciliani senza passare
dall'Assemblea, dimostrando Presidente del Parlamento pro-tempore,
Presidente Ardizzone, di spregio per le istituzioni e per il
Parlamento, al di la di ogni norma che ammetta o che preveda un
percorso parlamentare su un tema di fondamentale rilevanza per il
futuro della Sicilia e dei siciliani.
Ma quel che più lascia sbalorditi è che scopriamo che i 900
milioni altro non sono che un prestito e non una dotazione
strutturale, come ci racconta Baccei dopo avere finito di
festeggiare con Crocetta. Come e da chi verranno restituiti questi
900 milioni? A restituire questi 900 milioni saranno i siciliani
massacrati dal geniale Baccei e dall'ingenuo, dall'incauto,
dall'inconsapevole, dall'inadeguato Presidente Crocetta. Non lo so,
lo facciamo decidere ai siciliani. Come, lo scopriamo del tutto
casualmente dopo le gravi omissioni del Governo regionale.
Signor Presidente, io non parlo se il Presidente Crocetta va via.
Presidente Crocetta, io esprimo un giudizio politico, se lei non mi
capisce allora si dimetta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
((La seduta, sospesa alle ore 19.18, è ripresa alle ore 19.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito il Presidente della Regione, onorevole
Crocetta, a prendere posto per seguire il dibattito parlamentare.
Ha facoltà di proseguire il suo intervento l'onorevole Cordaro.
CORDARO. Signor Presidente, avevo appena detto chi pagherà il
debito di 900 milioni. Adesso devo dire, come.
Stavo dicendo che lo scopriamo, del tutto casualmente, dopo le
gravi omissioni del Governo regionale, nelle pieghe della legge di
stabilità nazionale che, alla voce accantonamenti , con
riferimento alla Sicilia, scrive che dovremmo restituire, e c'è
scritto in maniera assolutamente chiara per chi lo vuole leggere,
nel 2016, 1 miliardo e 300 milioni, nel 2017 più 150 milioni, nel
2018 più 200 milioni fino ad esaurimento, anno per anno, del
prestito di 900 milioni.
Bene, qua il tema è certamente economico ma è ancora di più
politico perché il Governo lo sapeva dal dicembre del 2015.
Il Governo, assessore Baccei e Presidente della Regione, ha
mentito al Parlamento ed ai siciliani e questo vostro
comportamento, questa vostra condotta politica, in un Paese civile,
sarebbe, a mio modesto parere, causa di impeachment.
Il Governo sarebbe costretto, se non avesse la dignità di
dimettersi, di andare a casa. Ma voi non lo farete
Non lo farete perché siete tutti d'accordo nel PD fate finta di
litigare, ma siete abbarbicati tutti alle vostre poltrone; non lo
farete perché pensate che questo annacamento , cosa di cui la
accusava l'onorevole Cracolici quando parlava male di lei,
Presidente, vi porterà alla salvezza politica; non lo farete perché
ancora l'UDC non ha deciso se andare di qua o di là, se restare di
qua o di là. Non lo farete perché il Nuovo Centro Destra non ha
capito se può avere il candidato alla Presidenza della Regione o,
quanto meno, un candidato sindaco in un capoluogo.
Lei non lo farà, Presidente Crocetta, perché pur essendo persona
perbene, non ha ancora finito di essere funzionale ad un sistema di
gestione del potere che passa sulla testa dei siciliani contro ogni
principio di moralità credibile.
Se lei dovesse allontanare qualcuno dalla cerchia dei dirigenti o
dei politici a lei più vicini, io ci resterei molto male, perché
indagati. Perché resto fermo ai principi del garantismo che è
sostenuto dal dettato costituzionale.
Ma lei, onorevole Presidente, che ha maltrattato nella sala di un
convegno un deputato sulla scorta di un semplice chiacchiericcio di
giornale, poi rivelatosi solo tale, come fa a pensare che la gente
non abbia compreso la sua doppia morale e la sua finta rivoluzione?
Chissà, magari contro la sua volontà.
Allora Presidente Crocetta, abbia un sussulto di orgoglio, di vera
passione civile, di vero amore per la Sicilia, li freghi tutti
questi che la sostengono per sostenersi. Si dimetta, si liberi. E
liberi la Sicilia da questa infinita agonia, oggi più di ieri, a
fronte del secondo accordo-truffa firmato con il Governo nazionale.
E poi che sarà? Penso che non bisogna temere il nuovo che avanza.
Soprattutto quando questo è populista, violento nella proposta
politica, spesso ignorante politicamente. Vedremo cosa accadrà in
Sicilia, come nel Paese. Dal canto mio lavorerò perché vi siano le
condizioni per un rinnovato impegno nelle Istituzioni, perché si
crei una sintesi che metta al centro un progetto politico credibile
per risolvere i problemi dei siciliani, con un programma concreto e
realizzabile, un candidato Presidente di alto profilo politico e
culturale, una coalizione coesa e forte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre
parlava l'onorevole Cordaro stavo leggendo un articolo di Accursio
Sabella proprio sull'ultimo mutuo acceso dalla Regione. Certamente
fa una analisi sugli ultimi 15 anni, ma non esonera il Presidente
Crocetta dall'avere acceso l'ultimo mutuo, del quale tra pochi
giorni pagheremo la prima rata. E faceva una analisi puntuale su
come per i prossimi trenta anni sui siciliani graveranno 1600 euro
a siciliano grazie agli ultimi Governi regionali. Ma non esonera e
non discolpa il Governatore Crocetta dall'avere acceso anche lui un
mutuo, per quanto riguarda i Comuni.
Signor Presidente, lasciamo stare i numeri. Le vorrei dare qualche
notizia, e magari l'Assessore Baccei è interessato. Facciamo un
confronto tra Regioni ad autonomia speciale. La Valle d'Aosta
incassa in questo periodo - mentre noi sigliamo l'Accordo - anche
con un Accordo, 70 milioni di euro.
Signor Presidente se ritiene che disturbo il gruppetto che si è
formato, io posso fare anche a meno di parlare. Capisco che se alzo
i toni magari qualcuno mi ascolta, ma il mio è un ragionamento
serio che volevo condividere con l'Assessore Baccei.
Sa, Assessore Baccei, ora la definisco subito io, visto che lei
poco fa era un po' titubante. Lei colpe non ne ha. Però lei,
politicamente, è in conflitto di interesse. Perché lei qua non
rappresenta i siciliani, non è venuto per sgravare i siciliani, lei
è venuto qua per rappresentare Roma e lei questo lo sa ed è un dato
incontrovertibile; non ha radici siciliani, non ci abita, non è
residente, lei è qua in missione, e rischia, Assessore - questa è
la mia preoccupazione - di essere come di quegli esecutori tedeschi
che alla fine della guerra dissero poi: io gli ordini ho
eseguito , perché tra lei e Crocetta non ci può essere accordo,
oggi vi state camuffando perché c'è l'assalto delle minoranze, su
tutto quello che state combinando qualche cosa ve la dirò, ma
certamente ne avete dette di tutti i colori l'un l'altro
contraddicendovi, qua, accanto, non in sedute separate, l'uno
accanto all'altro avete detto tutto e il contrario di tutto e lei
che è esecutore romano per colpire i siciliani, perché questo è il
suo mandato, Crocetta dal canto suo tenta, secondo me in modo
confuso, di portare avanti il suo programma, lei lo vuole impedire.
Ma questo è agli atti del Parlamento, lo avete dichiarato e su
quante Partecipate lei ha detto una cosa, lei ha detto: chiudi e
Crocetta ha detto: ferma .
Ma quanti ne abbiamo sperimentati. Ricordiamo Bianchi, anche i
suoi successi, continuate perché in Sicilia non c'è un esperto di
bilancio, che ce li mandano tutti da Roma E vediamo i risultati
che si sono conseguiti a Roma, quindi è giusto che arrivino fuori
la Sicilia per venirci a spiegare le cose
Parliamo, assessore Baccei - lasciamo stare le osservazioni di
carattere personale - della Valle d'Aosta che ottiene, come accise
riconosciuta, 70 milioni. Se lo dovessimo rapportare con la
Sicilia, con un accordo di questo tipo, Assessore non parta col
quarto uomo Cracolici, vi dovevate portare lui a Roma, lui che ha
regnato con tutti i governi; c'è sempre stato Cracolici Ha
governato, noi abbiamo governato con l'ultimo governo Provenzano,
Forza Italia non ha più avuto governi, sapete tutti come è finita
quando abbiamo vinto le ultime elezioni: siamo subito stati messi
fuori.
Quindi, Crocetta ora si alzerà e dirà: ma voi . Noi niente Noi
da anni siamo qua all'opposizione, ci stiamo bene perché vediamo
quanto state facendo di buono per i siciliani, però il tema è,
Presidente, Falcone ha commesso solo un errore, cioè non ha finito
la frase, ha detto: hanno partecipato il 33 per cento dei
siciliani, ha preso il 14 per cento di voti .
Lei si definisce il Presidente più bravo d'Italia. Per noi sì,
perché finché c'è lei noi non abbiamo bisogno neanche di fare
campagna elettorale. Presidente Crocetta, lei è troppo attento per
non sapere che lei è già è fuori gioco, lei, il partito che lei
vorrebbe rappresentare che dice che non si rappresenta in lei, e
invece poi si fa rappresentare perché ha gli Assessori in Giunta.
E' vero che la partita non è più con voi, ormai, Presidente
Crocetta, lei non lo vede, ma quanti ne vedo strisciare io che già
non si riconoscono più non solo in lei, ma in tutta la coalizione,
perché la partita è ormai altrove, la partita è ormai, ritengo, fra
un centrodestra e un Movimento Cinque Stelle, ormai siete fuori
gioco, lei più c'è più la partita finirà così.
Ma ritorniamo alla Valle d'Aosta. Lo Stato gli riconosce 70
milioni di accise, e a noi che cosa? Patate Diciamolo alla
siciliana. Zero Se dovessimo rapportarlo al cittadino, cioè per
popolazione, a noi dovrebbero dare 2 miliardi e 800 milioni.
Che risultato avete portato? Glielo dico io. Ora, lei si deve
alzare e mi deve dire con questi 500 milioni quale sarà, lei deve
garantire che nei prossimi 6 mesi, con questi nuovi 500 milioni
strutturali, cioè sempre, al contatore, a regime - diciamolo in
tutte le lingue del mondo - per evitare tutte queste definizioni
che scrivete, e non vi accorgete che cosa ci scrive lo Stato
nell'accordo? Alla fine della sera tutto questo discorso di rapina
alla Sicilia, di mettere in ginocchio la Sicilia, è perché si deve
riequilibrare il fondo destinato alle regioni a Statuto speciale in
soldoni .
A noi non riconoscono le accise. La Valle d'Aosta si arricchisce
con il nostro impoverimento e Lei viene qua, Presidente, orgoglio
di che cosa? Io non la offendo perché lei sa che le voglio bene, la
rispetto, abbiamo un bellissimo rapporto personale. Peccato ch e
lei non capisce di politica, ma di questo non le possiamo fare una
colpa.
Il Presidente Falcone ricordava che noi siamo fuori, o buco o
spesa non coperta, pari a 200 milioni circa; ma la sentenza di 40
milioni, assessore Baccei, quella che ci condanna con la Corte di
Giustizia europea in materia ambientale, per questi 40 milioni cosa
faremo? Faremo una manovra di bilancio, una variazione? Cosa
faremo? Faremo un altro accordo? Accenderemo un altro mutuo? Come
li rovinerete un altro poco i siciliani così cominciamo a
prepararli e cominciamo a dirglielo .
Sa, per questi 40 milioni si inventeranno un altro mutuo oppure
faremo un'altra riforma . Assessore, abbiamo chiuso l'ultima
finanziaria impegnandoci che entro tre mesi, 60 giorni, 6 mesi,
dovevamo fare: riforma della forestale, Porto olimpico davanti
Piazza Parlamento.
Avete annunciato facciamo ormai le leggi che entro . dobbiamo
fare . Poi, non facciamo niente, non cambia assolutamente niente
Presidente, non mi guardi perplesso.
L'ultima norma riguardante i forestali ci eravamo impegnati, così
come Riscossione Sicilia, così come Sviluppo Italia Sicilia, a
portare un piano definitivo. Ma dov'è questo piano definitivo? Non
c'è; ma lo sa perché non c'è, Presidente? Perché non ci sono soldi
certi, accertati.
C'è una promessa, e io l'ho definita oggi con il mio Presidente
Falcone, la flebo . Cioè, noi siamo ormai in stato vegetativo. I
500 milioni virtuali, cioè per non dichiararci falliti perché la
devono tenere là fino al referendum e alle politiche, serve solo a
questo, perché io ne ho visti accordi in Commissione Bilancio .
Quanti Agnello veniva con le tabellini, Bianchi veniva con il
Vangelo, poi è venuto Baccei. Quanti ne ho visti assessori con
tutti questi accordi che poi non hanno avuto alcun seguito
Ed allora, il tema è, Presidente della Regione, noi possiamo
fingere quanto vogliamo, ma alla fine della legislatura come potrà
dire lei che ha fatto il suo lavoro con scrupolo e coscienza
sapendo che stiamo dicendo ai siciliani una cosa che non si
verificherà
Non mi permetto di dire che lei dice bugie, me ne guardo bene.
Però, Presidente, lei è talmente soggezionato ad essere buttato in
aria dal suo partito che lei si sforza e si convince di credere che
le hanno detto la verità e che quello si verificherà e non è così,
Presidente, perché i numeri lLe danno torto.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida ha espresso voto
favorevole al disegno di legge n. 1189/A anche se non è stato
rilevato dal voto elettronico.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Clemente.
L'Assemblea ne prende atto.
Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
con il Governo nazionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo della
Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
con il Governo nazionale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, ci sono ancora una decina di iscritti a
parlare. Prevediamo di chiudere per le ore 20.30. Se siamo in
grado di autoregolamentarci nei tempi concludiamo, altrimenti
aggiorniamo la seduta, ovviamente per la prosecuzione del
dibattito, a domani.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prenderò solo
pochi minuti. Ovviamente, non intendo ripetermi. Soprattutto non
entro nel merito dell'accordo che è stato sottoscritto, che è stato
stipulato dal Presidente del Consiglio dei Ministri con il nostro
Presidente della Regione.
L'hanno fatto con dovizia di particolari, sicuramente gli
interventi che mi hanno preceduto e hanno messo in evidenza
l'inopportunità, la non convenienza dell'accordo in questione,
perché, a mio avviso, la ricaduta che ne determina è estremamente
pesante.
Non posso, però, non soffermare la vostra attenzione, soprattutto
l'attenzione dei siciliani, su un aspetto di carattere
istituzionale che, a mio avviso, è preminente e richiama la
premessa dell'accordo stesso. Nel preambolo dell'accordo viene
richiamato il Regio Decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455
recante Approvazione dello Statuto della Regione siciliana
convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 ed in
particolare l'articolo 3. Vi assicuro, nonostante ovviamente io lo
richiami integralmente alla memoria, non riesco a rinvenire una
qualche norma che autorizzi il Presidente della Regione a convenire
con il Governo nazionale aspetti di natura finanziaria e a
convenire alcunché.
Mi lascia, pertanto, perplesso come sia possibile che un
Presidente della Regione a ciò non sia legittimato né da una
delibera legislativa, né da un atto di indirizzo, che ovviamente
anche dal punto di vista politico avrebbe, a mio avviso, potuto
eventualmente ancorché carente sotto l'aspetto della legittimazione
giuridica, ma almeno dal punto di vista prettamente politico possa
conferire un mandato al Presidente e ovviamente anche vincolarlo
nell'ambito del contenuto dell'accordo che lui andava a stipulare.
Invece nulla di tutto questo si rinviene ed è indirettamente
confermato dal fatto che l'accordo come vedete è sottoposto ad una
ratifica della Commissione paritetica.
Signori, vedete che c'è veramente da sorridere per non addirittura
piangere, perché se i nostri padri costituenti, se le nostre
Istituzioni avevano individuato nella Commissione paritetica quella
istituzione che bilateralmente avrebbero dovuto trovare
quell'accordo per poi essere - lo ricordo ancora - ratificato con
decreto da parte del Ministro e ovviamente da parte della Regione
siciliana, non riesco a comprendere perché viene introdotto un
sistema del tutto irregolare ed anomalo non riconosciuto
dall'ordinamento giuridico che lascia il tempo che trova.
Io poi, nel merito, non posso non evidenziare come se questo
accordo venisse sottoposto ad un giudice - vorrei ricordare che la
parola giudice' dimostra la cosiddetta terzietà - non può non
riconoscersi la nullità di questo accordo in dipendenza del fatto
che è carente soprattutto non solo di legittimazione, ma
sottoscritto in stato di bisogno. Perché è vero e per certi versi
mi metto nei panni del Presidente che, ovviamente, ha una
difficoltà, una difficoltà contingente, non a lui imputabile, non a
lui attribuibile, sicuramente un atteggiamento da parte del Governo
nazionale non sensibile nei confronti della Regione siciliana, un
atteggiamento per certi versi anche vessatorio e, consentitemi,
anche sotto l'aspetto politico, ricattatorio.
Immaginate voi quali sarebbero state le conseguenze, per quanto
riguarda la Sicilia, laddove non dovessero arrivare o non dovesse
essere stato convenuto l'accordo sul fatto che alla Sicilia
venivano trasferiti, o meglio, venivano riconosciuti questi 500
milioni di euro. Le conseguenze nei confronti dei comuni, nei
confronti di tutta una serie di enti, che già hanno una difficoltà
enorme, sarebbero state estremamente deleterie.
Ecco perché ritengo che questo sia un accordo che è stato
sottoscritto in stato di bisogno, ma - a mio avviso - se sottoposto
ad un giudice, non può che essere dichiarato nullo proprio per
mancanza di volontà effettiva nell'ambito dell'accordo.
Senza volere prolungarmi oltre, io credo che questo accordo sia
soprattutto devastante non tanto per gli effetti immediati che ciò
produce - adesso li evidenzierò - quanto per gli effetti che andrà
a produrre prossimamente.
Mi spiego. Voi sapete che c'è in atto un procedimento di
modifiche, sotto l'aspetto prettamente normativo e segnatamente
degli statuti delle regioni a Statuto speciale; guardate, è gioco-
forza e mi sembra del tutto plausibile il fatto che questo accordo
non potrà non essere preso in considerazione, a base dell'eventuale
norma che dovrà essere elaborata per riconoscere l'aspetto
finanziario alla Regione siciliana.
Quindi, non un effetto che è semplicemente e solamente negativo,
in dipendenza delle conseguenze che ne deriva, ma anche sotto
l'aspetto postumo per quanto riguarda le trattative future in
ordine, ovviamente, alle spettanze della Regione siciliana sotto
l'aspetto finanziario. Questo accordo ritengo che sia non tutto
inopportuno, tenuto conto delle ricadute che ciò potrebbe
determinare. Se la Sicilia si è accontentata di quello che
effettivamente è contenuto in questo accordo, vorrei vedere se e in
che misura il Governo regionale può sedersi a un tavolo di
trattativa con un potere contrattuale di gran lunga più forte
rispetto a quello che effettivamente è stato questo arrendevole
comportamento in dipendenza dello stato di bisogno.
Lascio, quindi, ai siciliani andare a valutare, diciamo così, la
bontà di questo accordo e le conseguenze che ne derivano. A me,
però, preme valutare un altro aspetto: io penso che non esiste al
mondo, non esiste proprio, non può esistere un soggetto che stipula
un accordo senza sapere a cosa rinuncia.
Vengo e mi spiego. Gli effetti di questo accordo in ordine alla
conseguenza degli effetti delle sentenze della Corte
costituzionale, alcune citate, alcune indirettamente comprese,
sapete benissimo che avrebbero determinato un gettito di ex somma.
Bene Io credo che in una transazione, perché questa è una
transazione a tutti gli effetti, è ovvio che deve essere indicato
l'ammontare di quello che effettivamente si rinuncia.
Ebbene, in questo accordo non è indicato minimamente a cosa la
Sicilia rinuncia, a cosa la Sicilia sarebbe spettato e che cosa,
eventualmente, anche convenendo, diciamo così, con il Parlamento
siciliano, rinuncia.
Io ritengo, obiettivamente, che questo sia del tutto
inaccettabile, ma anche perché a scatola chiusa, una cosa del
genere, non può essere, sicuramente, digerita, anche perché non
può che essere chiarito questo aspetto che ritengo sia
fondamentale.
Altro aspetto e avverto, ovviamente, il Parlamento siciliano. Io
ne sono convinto che giuridicamente questo è inefficace, attenti
però a ratificarlo con delle norme che saranno approvate
dall'Assemblea, perché eventualmente sarebbe non solo inopponibile,
ma sarebbe poi immodificabile. Perché se l'Assemblea lo approva
indirettamente con una legge, ovviamente, questo contenuto, questo
accordo non potrà mai più essere modificato o soprattutto
contestato o soprattutto opposto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento che
stiamo affrontando è un argomento serio, importante, secondo me non
può diventare un argomento da tifo da stadio e, onestamente, i 10
colleghi che ancora sono iscritti a parlare penso vogliano
rappresentare liberamente e con il tempo dovuto la propria
opinione. Ragione per la quale io inviterei l'Assemblea, se è
d'accordo, il Presidente della Regione se è disponibile, a rinviare
i lavori a domani pomeriggio, perché credo che domani si possa
utilizzare la giornata e le ore che ci sono dalle ore 16.00 in poi
per affrontare questo argomento e dibatterlo serenamente.
PRESIDENTE. onorevoli colleghi, c'è una richiesta dell'onorevole
Turano che tutti abbiamo ascoltato. Darei la parola per l'ultimo
intervento all'onorevole Panepinto in modo che chiudiamo più o meno
alle ore 20.00 e, nel frattempo, fisso il tempo per l'iscrizione a
parlare entro l'intervento dell'onorevole Panepinto; dopodiché
aggiorneremo il dibattito a domani alle ore 16.00, considerato
anche che, oltre ai circa 10 interventi già programmati, è giusto
dare al Presidente della Regione un tempo adeguato per la replica.
Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
con il Governo nazionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo della
Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
con il Governo nazionale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
Invito i colleghi che volessero intervenire ad iscriversi a
parlare a farlo entro la fine dell'intervento dell'onorevole
Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Presidente della Regione io, nonostante abbia spesso la tentazione
di ascoltare dall'ingresso gli interventi fumando, ho voluto
restare in Aula attentamente per ascoltare gli interventi dei
colleghi su un tema molto serio, diceva l'onorevole Turano un
attimo fa.
Debbo dire che ho sentito toni apocalittici, ho sentito accuse al
Presidente della Regione, però sui numeri ho sentito, per la
verità, poco. E anche lì mi aspettavo - riconoscendogli grande
capacità intellettuale ed accademica - che anche l'onorevole Fazio
- che è un raffinato accademico - spiegasse le ragioni della
nullità, sulla nullità di questo accordo che lui, giustamente,
chiama transazione e che - certamente meglio di me lui sa perché
insegna ai discenti da buon, ottimo e splendido, debbo dire,
docente universitario - la transazione altro non è che una rinuncia
reciproca ai propri diritti.
L'onorevole professore Fazio dice una cosa che io contesto subito,
cioè non viene quantificata la rinuncia della Regione. Ma è
quantificabile rispetto, e resta esattamente negli atti.
Mi fermo un attimo per precisare. Probabilmente, quest'Aula sa, e
chi ci ascolta, che io sarei uno dei peggiori avvocati di questo
Governo e del Presidente Crocetta, nel volere difende d'ufficio
questo accordo e questo Governo, però ritengo che il tono, la
tonalità, quello che è stato detto stasera, oggettivamente, è un
torto a questo accordo che ha una sua dignità con un elemento,
professor onorevole Fazio, lei sa meglio di me - questo lo dico con
convinzione e coscienza - che tutta la materia che riguarda
l'applicazione delle norme statutarie in materia di entrate e di
trasferimenti dallo Stato, passano attraverso la Commissione
paritetica prevista dalle norme di attuazione.
E non mi pare che le vicissitudini giudiziarie, davanti il giudice
delle leggi cioè la Corte costituzionale, abbiano visto spesso e
volentieri la Regione siciliana risultare vincente in tutto ciò.
Debbo dire che l'intervento, forse dal punto di vista numerico
più puntuale, della collega del Movimento Cinque Stelle, alla fine,
non mette in dubbio il fatto che questo miliardo e 700 milioni di
euro, che la Regione non gli presta nessuno ma diventa strutturale
nel proprio bilancio, ci vede anche riconoscere di non dovere
pagare la sanzione per avere violato il Patto di stabilità per
oltre 700 milioni di euro e, nel saldo complessivo tra dare e avere
o usando la terminologia del professore Fazio, nella transazione
vede questa Regione soccombere.
Perché un elemento va detto ed è quello che oggi, con l'ansia dei
500 milioni - che, in realtà, poi sono 500 più 900 - abbiamo
allineato, esattamente, la disponibilità in competenza con la
disponibilità di cassa.
Anche rispetto al superamento di parametri dei Patti di stabilità,
io lo posso dire ora, in questo momento, pur sapendo che tutto è
contro la politica, contro questo Governo, contro il PD, contro il
mondo intero, ma oggi, finalmente, tutti quelli che sono creditori,
dipendenti a qualunque titolo, dei Comuni possono, con certezza,
sapere che per la prima volta negli ultimi anni ci sarà il saldo di
quanto dovuto ai Comuni dal Fondo della autonomie locali
esattamente, cronologicamente per l'anno solare con l'anno di
bilancio.
Dico questo perché è chiaro che questa Lega del Sud che da Cinque
Stelle va dal mio amico Cordaro a Totò Lentini ho visto toni che
mi hanno fatto pensare all'idea che quando siamo in difficoltà ad
affrontare temi complessi di diventare eredi di quello che fu
l'EVIS, l'esercito di volontari siciliani di Salvatore Giuliano,
perché fra non molto chiederemo pure al Presidente degli Stati
Uniti d'America di diventare una stella, non me ne vogliano i
colleghi del Movimento Cinque Stelle perché sono a cinque stelle.
Sono dei toni che fanno un torto profondo alla complessità di una
vicenda finanziaria che ha origini molto antiche.
Io voglio ricordare un accordo che venne fatto dal Governo
Cuffaro a saldo per 500 milioni rinunciando ad ogni spettanza della
Regione pur di avere cassa immediatamente e per avere disponibilità
per inserimento di bilancio. Dopodiché, a tutti è notorio che
ormai anche le regioni a Statuto speciale devono partecipare
esattamente al risanamento della finanza pubblica, è un dato di
fatto che riguarda non parametri che stabilisce il Parlamento
nazionale o il Governo pro-tempore di Roma o di Palermo, sono dei
fatti che discernono accordi di carattere comunitario, viste anche
le conflittualità con lo stesso Governo attuale che governa
l'Italia rispetto ai parametri che ci da l'Europa.
Per cui, voglio dire solo un elemento: dal punto di vista della
parte contabile delle poste di bilancio, oggi finalmente dopo
diversi anni di riduzione della spesa con una serie di condizioni
tra cui alcune quelle di carattere politico, lasciano perplesso
pure me, ma al netto di alcune cose che dirò dopo. A me pare che
oggi vada riconosciuto a Baccei, io non sono mai così tenero con
l'Assessore, il fatto che dopo tanti anni di autonomia Stato-
Regione e di tante sentenze negative per la Regione siciliana,
finalmente ci sono poste di bilancio certe che sono sia in
competenza, sia in cassa.
Poi, sui tempi di utilizzo di queste somme che devono fare parte
di un capitolo che va utilizzato solo alla fine dopo avere esaurito
le disponibilità della stessa Regione, onestamente siccome non
sono un raffinato economista come tanti che hanno parlato stasera,
ci sarà una ragione.
Per cui, quando noi stasera vogliamo rappresentare la
catastroficità di un accordo, quando si vuole raccontare come se
questa Sicilia fosse stata la Florida del Mediterraneo, la
California del Mediterraneo con bilanci sicuri, certi, una Regione
che è ricorsa spesso e volentieri all'indebitamento per pagare
spese correnti, oggi si ritrova non ad avere vinto tutte le
battaglie, ma ad avere delle certezze di carattere contabile in un
quadro complessivo difficile e complicato qual è il quadro
economico e finanziario dell'Italia e dei 27, oggi 26, stati
dell'Europa un punto fermo l'abbiamo messo; fermo restando che
nell'accordo viene detto un elemento, che non è stato giustamente
ripreso da chi doveva criticarlo, e cioè che la rinuncia, quindi un
elemento della transazione certa, è che la rinuncia a tutto ciò è
contenzioso che poteva diventare contenzioso, al 31 dicembre 2015.
Quindi, non c'è una rinuncia sine die della Regione, del Governo
ad aprire per tutto ciò che riguarderà poste o contenziosi o
necessità di ridefinire accordi, vale a dire, dal 1 gennaio 2016.
C'è un altro elemento positivo, secondo me, nell'accordo:
finalmente, si stabilisce che quei 5,86 decimi che sono il gettito
e non sono la migliore condizione dei 10 decimi, non avviene più
sulla basse di dove viene riscosso, ma dove viene maturato
esattamente il credito che vanta la Regione.
Io che non sono un esperto di economia, né sono stato un brillante
studente di scienza delle finanze, devo dire che questo è un
elemento che, finalmente, porta certezza nella redazione,
nell'elaborazione dei documenti contabili di questa Regione, perché
a tutti è noto, a quelli che hanno trascorso più tempo di me qui
dentro, a quelli che hanno più competenza e capacità di leggere nel
rapporto applicazione dello Statuto di rango costituzionale con le
entrate hanno certamente consapevolezza che molto spesso il
contenzioso era, banalizzo, come dice il professore Fazio vengo e
mi spiego , tra dove aveva sede la società che doveva pagare la
Regione e dove veniva maturato il credito della Regione stessa.
Lo considero un buon, non arrivo all'ottimo, un buon accordo che
dà finalmente certezza e sicurezza non a questo Parlamento, e il
professore Fazio sa benissimo che questo Parlamento non ha
competenze in materia autorizzatoria a stipulare questo accordo, ma
dà certezza finalmente a quelle persone che probabilmente stasera,
se qualcuno ci ascolta, non crederà di più a quelli che hanno, come
dire, raccontato l'apocalisse di Giovanni prossima ventura.
Probabilmente saranno in pochi a credere a quello che sto dicendo
io, perché è chiaro che in questo momento la rabbia, il ritardo nel
pagamento di stipendi, il ritardo nel pagamento di crediti vantati
nei confronti degli enti locali, delle partecipate della Regione
stessa, porta di più a credere a chi ti apre come Mosè il Nilo e ti
fa vedere che finalmente è arrivato il giorno del giudizio.
Purtroppo, quando arriverà il giorno del giudizio per questa
classe politica, arriverà per tutti quelli che hanno colpa del
passato e quelli che hanno colpa nel presente. Quindi io ritengo
che si riparte con un buon accordo, un accordo che fissa, diciamo,
la rinuncia ai contenziosi al 31/12/15, che dà certezza su
esattamente il quantum dovuto alla Regione siciliana.
Ovviamente, mi rassicura il fatto da sindaco, da cittadino come
tutti noi che finalmente possiamo far sì che la Regione siciliana
attraverso la sua Ragioneria generale possa dare i soldi per pagare
dal fondo dell'occupazione i contrattisti, possa pagare l'Inps per
gli LSU, possa dare i soldi ai consorzi di bonifica, possa dare le
trimestralità ai comuni e oggi questa certezza c'è, poi si può,
come dire, ironizzare più o meno se i soldi sono arrivati con il
camioncino della sicurezza a Reggio Calabria o hanno attraversato
Messina o hanno attraversato Palermo. C'è oggi una certezza.
Ci sono alcuni elementi che francamente, assessore Baccei, mi
lasciano perplesso, debbo essere sincero, che sono quelli di una
contrazione della potestà legislativa di questa Assemblea regionale
in materia, ed è una competenza legislativa esclusiva in materia di
enti locali. Ovviamente mi lascia perplesso, e lì l'Assemblea
doveva porre rimedio nel recepimento sic et simpliciter del
cosiddetto silenzio-assenso, dove in Sicilia sul silenzio-assenso e
sulla pesantezza della burocrazia e su, come dire, le difficoltà in
materia soprattutto ambientale e urbanistica, dovrebbe essere
libera di poter agire.
Ma detto ciò, considerato che l'assessore Baccei non è il novello
Mosè, e quindi non ha ricevuto le tavole di Mosè, è un atto di
concertazione tra una Regione a Statuto speciale e lo Stato che,
maturato questo triennio, che è la fase sostanziale di
applicazione, certamente può essere rivisto. Ad oggi tutti noi,
maggioranza e opposizione, quelli che erano in maggioranza prima e
quelli che erano opposizione ieri, sanno che da diversi anni questo
Parlamento fatica non poco a trovare esattamente la chiusura dei
propri bilanci in una Regione dove tutto ciò che è lavoro, quasi
tutto ciò che è lavoro, passa dal bilancio della Regione.
Noi abbiamo, dico noi perché non mi posso sottrarre a questa
responsabilità, anche per quelli che oggi sembrano che si siano
purificati sul Giordano, qualcuno, questa grande massa informe dove
ognuno aspetta di avere pagato il proprio salario, il proprio
stipendio, la propria indennità dalla Regione sa che questo non
nasce con questo Governo, sa che non nasce in questa legislatura. È
una storia antica che ha visto ogni volta, in ogni situazione, o
per creare consenso elettorale o per qualunque altra ragione, la
Regione siciliana fare prontezze e assumere chiunque a qualunque
condizione e in qualunque modo.
Ho sentito l'onorevole Rinaldi che era deluso di ciò cui lui
stesso aveva creduto. Io, conoscendo il pragmatismo dell'onorevole
Rinaldi - mi permetterà il mio amico Franco -, ho molti dubbi a
credere alla sua delusione perché altrimenti rischiamo che qua
dentro non riusciamo più a capire esattamente chi siamo e chi non
siamo . Rischiamo di entrare in uno stato di confusione mentale che
non ha senso. L'onorevole Rinaldi ha votato questo Governo come
l'ho votato io, il Presidente della Regione, e certamente oggi non
sarà, come dire, in uno stato di prostrazione per la delusione
provata.
Esiste un tema che è stato trattato arbitrariamente dove abbiamo
messo tutto, gli investimenti, l'agricoltura, i giovani, la
viabilità, il tasso di disoccupazione. Su questo argomento mancava
solo il quinto, sesto, il segreto di Fatima o qualche rivelazione
di Medjugorje ed era completato tutto.
Io invece lo dico agli assessori presenti, che hanno ereditato
questa Sicilia come amministrazione, come Governo, e anche quelli
che hanno parlato così tanto veemente contro, sanno che questa
compagine assessoriale non ha responsabilità sullo stato di fatto,
io credo ci siano le condizioni, assessore Baccei, perché da questo
punto fermo sulle spese correnti, sul bilancio, si possa utilizzare
al meglio tutte le risorse che esistono, che la Regione dispone,
fondi extra regionali.
L'Assessore alla formazione ha riavviato il bando sulla formazione
dando certezza e sicurezza a migliaia di lavoratori, l'Assessore
Cracolici ha lavorato per avviare il più grande piano di sviluppo
rurale di tutti i Paesi, di tutte le Regioni europee.
Onorevole Greco, quando finisco può chiedere il voto segreto sul
mio intervento. Io ho un problema di udito per cui quando qualcuno
grida, non riesco ad apprezzare gli interventi.
Detto questo, onorevoli colleghi, avete detto di tutto e di più ma
evitiamo, non trasformiamoci tutti, anche perché la storia di
ognuno, la storia di tutti è dignitosa ed è conosciuta da chi ci
ascolta. Ognuno si presenta per quello che è, sicuramente tutti
migliori di me, però vi pregherei di porre un freno alla vostra
indignazione perché se è troppa, rischia di non essere vera e di
apparire il livore di chi non può continuare a fare quello che ha
fatto fino ad adesso, a governare la Sicilia malamente.
Per cui, lo dico pubblicamente all'assessore al bilancio, per me è
urgente che questa Regione si doti anche - e non possiamo caricare
di tutto il Presidente della Regione - di una delega per la
gestione dei fondi comunitari. Questa è una mancanza che va colmata
e non possiamo caricare tutto alla Presidenza della Regione o
scaricare tutto su un solo dirigente che si occupa di
programmazione, la gestione e il Governo delle grandi opportunità.
Una su tutte, l'onorevole Lentini parlava della legge 124. C'è il
grande tema di come infrastrutturare questa Sicilia che è assente
di banda larga in gran parte del territorio. Ci sono le risorse ma
chiaramente, assessore, non possiamo delegare tutto alla
burocrazia, ed è un tema che porrò al capogruppo perché noi
dobbiamo chiedere al Presidente della Regione che assegni la delega
sulla programmazione dei fondi comunitari, altrimenti il rischio è
che siamo lenti ad assumere decisioni. Serve il coinvolgimento
delle parti politiche che sostengono questo Governo e che
continuano a credere, nonostante ci vuole tanto coraggio e tanta
forza - e non è un ottimismo cromosomico, ma è la certezza - che
qui, in queste condizioni non c'è responsabilità di questa
legislatura, ma è un passato che continua a volere mangiarsi il
presente. Per cui io gradirei che coloro che sono stati artefici
del passato, e di questa disastrosa situazione, quanto meno si
astenessero dall'essere apocalittici sul presente.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 29 giugno 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio
pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni
varie . (n. 1213/A)
Relatore: on. Vinciullo
III -SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DEL GOVERNO DELLA
REGIONE IN ORDINE ALL'ACCORDO IN MATERIA FINANZIARIA SOTTOSCRITTO
CON IL GOVERNO NAZIONALE
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifica di norme in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. (nn.
1153 - 15 - 845 - 860 - 922 - 1003 - 1126/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
2) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
3) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO
- PANARELLO
PANEPINTO -
RUGGIRELLO - SUDANO -
FALCONE - TAMAJO
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 548 - Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche.
(8 marzo 2016)
LENTINI - LO GIUDICE - CIMINO - CASCIO
S.
La seduta è tolta alle ore 20.11
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio