Presidenza del viceprsidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
La seduta è aperta alle ore 16.02
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precendente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3334 - Chiarimenti sull'erogazione del contributo di gestione
dell'aeroporto 'Pio La Torre'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Assenza Giorgio
N. 3335 - Notizie in merito all'attivazione di collegamenti
straordinari per le isole Egadi.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Oddo Salvatore
Avverto che leinterrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3331 - Chiarimenti sul D.P.C.M. del 6 marzo 2015 e iniziative
da assumere presso il Governo nazionale per la stabilizzazione dei
lavoratori precari del comparto sanità.
- Assessore Salute
Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
N. 3332 - Iniziative per assicurare il servizio di trasporto e di
assistenza per l'autonomia e la comunicazione di alunni con
disabilità.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
Ferreri Vanessa; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
N. 3333 - Notizie in merito all'attuazione dell'art. 64 della
legge regionale n. 9 del 2015 in materia di associazioni di
promozione sociale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
La Rocca Claudia; Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; Ferreri Vanessa; Zafarana
Valentina
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 441 - Notizie urgenti in merito alla ripresa delle
autorizzazioni di megaparchi eolici nel territorio siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 580 - Immediato blocco delle autorizzazioni alla costruzione di
megaimpianti eolici nel territorio siciliano.
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Greco Giovanni
Presentata il 28/06/16
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Dina, Alongi, Lo Sciuto, Forzese.
L'Assemblea ne prende atto.
ne della Regione per l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio plu-
riennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie'. (n. 1213/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio di
previsione
della Regione per l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio
pluriennale
per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie». (n. 1213/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2016 e al
bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni
varie». (n. 1213/A)
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intanto, desidero ringraziare il
Presidente dell'Assemblea per aver voluto accogliere la proposta
che la Commissione Bilancio , a nome di tutti i colleghi ieri
presenti in Aula, le ha rivolto, di portare, oggi, immediatamente,
in discussione questo disegno di legge che noi, immodestamente,
riteniamo essere di fondamentale importanza per la vita della
Regione Sicilia.
Anche perché, attraverso questa variazione al bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2016 ed al
bilancio pluriennale per il triennio 2016/2018, viene data la
possibilità di incamerare immediatamente i 500 milioni di euro,
frutto dell'accordo tra lo Stato e la Regione, in virtù del quale
accordo noi avremo, oggi, la possibilità di sbloccare le risorse
destinate ai comuni, di sbloccare le risorse destinate ai precari,
le risorse destinate ai forestali, ai consorzi di bonifica, alle ex
province, cioè a tutti quei soggetti che da mesi avevano le somme
bloccate a causa della manovra finanziaria e che aspettavano questo
momento come un momento importante per avere riconosciuto,
finalmente, i loro diritti.
Onorevoli colleghi, il presente disegno di legge prevede una serie
di variazioni al bilancio di previsione 2016 - 2018, che è stato
approvato da quest'Aula con la legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
discendenti da rettifiche e differenti rappresentazioni di alcune
voci di bilancio, per una più corretta rappresentazione contabile
dalla copertura di oneri discendenti, tra l'altro, da un maggiore
concorso della finanza pubblica e dalla integrazione della quota di
cofinanziamento regionale del Fondo sanitario, nonché dal recente
accordo che è stato sottoscritto a Roma fra il Governo nazionale e
il Presidente della Regione siciliana per il riconoscimento di
maggiori entrate strutturali al bilancio della Regione che, fino
adesso, non erano mai state riconosciute alla Sicilia e che da
quest'anno, per la prima volta, sono state riconosciute in virtù
degli articoli 36, 37, 38 e 39 dello Statuto della Regione
siciliana che fino ad oggi era stato calpestato dal Governo
nazionale.
L'articolo 1, in particolare, ridetermina l'onere a carico della
Regione per il concorso alla finanza pubblica, per effetto delle
disposizioni di cui all'articolo 1, commi 568 e 689 della legge n.
208/2015, cioè la finanziaria di quest'anno, in 1.208.818 migliaia
di euro per l'anno 2016, 1.301.545 migliaia per l'anno 2017 e
1.304.945 migliaia per l'anno 2018. Senza voler fare polemica con
gli autorevoli colleghi che ieri sono intervenuti, vorremmo
ricordare come lo scollamento fra il 2016 e il 2017 è uno
scollamento minimo di soli 3 milioni di euro.
L'articolo 2 - fermo restando l'ammontare complessivo del
disavanzo da ripianare, perché è chiaro che il disavanzo va
necessariamente ripianato e non si può pensare che altri lo
facciano per noi, e in ciò paghiamo anni e anni di sperpero che vi
sono stati in questa Regione - l'articolo 2, dicevo, rimodula la
copertura a carico dei capitoli 0004 e 0009 mantenendo invariata la
quota annua costante per effetto di quanto disposto dai commi 692 e
698, sempre della legge n. 208 del dicembre 2015, cioè della
finanziaria.
L'articolo 3 apporta al bilancio le variazioni conseguenti e
necessarie alla stipula dell'accordo che è stato firmato fra lo
Stato e la Regione siciliana, stipula avvenuta in data 20 giugno
2016. In particolare, con il comma 1 si stabilisce che le entrate,
rispettivamente stimate nel bilancio di previsione per gli anni
finanziari 2016, in 500.000 migliaia di euro, per l'esercizio
finanziario 2017 in 1.400.000 migliaia di euro e per l'esercizio
finanziario 2018 in 1.685.000 migliaia di euro - vorrei comunque
ricordare che tutti e tre gli anni la somma è sempre 1.685.000
migliaia di euro perché per quanto riguarda quest'anno già 900 sono
stati postati nel bilancio della Regione, 285 sono frutto della
manovra sull'IVA. Così come per il 2017, 1.400.000 migliaia di euro
sono postati, però 285 sono sempre per effetto della manovra
sull'IVA. Invece, sono interamente assegnati per il 2018. Questo a
scanso di equivoci e anche per rispondere a quanti ieri sostenevano
che il Governo nazionale poteva diminuire le risorse destinate alla
Regione Sicilia -.
Dicevo, tutte queste somme nei bilanci 2016, 2017 e 2018, sono da
iscriversi nei singoli bilanci come entrate spettanti alla Regione
siciliana non più, come avevamo precedentemente previsto, come
contributo, ma a titolo di imposta sul reddito delle persone
fisiche.
Con il comma 2, a seguito del riconoscimento delle predette somme,
si provvede al ripristino dell'autorizzazione di spesa di cui
all'allegato 2 della legge regionale n. 3 del 2016 con una
variazione in aumento corrispondente a circa il 90 per cento delle
riduzioni operate con il predetto allegato.
Cosa significa? Significa che lo Stato ci deve ancora circa 50
milioni di euro perché la manovra era stata pensata, immaginata dai
componenti la Commissione Bilancio e poi approvata dall'Assemblea
come una manovra deficitaria di 550 milioni di euro che lo Stato
doveva ripianare per il riconoscimento dei diritti che la Regione
siciliana vanta nei confronti dello Stato.
Di conseguenza, ancora oggi noi vantiamo nei confronti dello Stato
ulteriori 50 milioni di euro che - per essere chiari - lo Stato si
è impegnato a dare alla Regione siciliana nello stesso istante in
cui ha approvato il bilancio della Regione siciliana.
Io e i componenti la Commissione, l'onorevole Di Giacinto,
l'onorevole Alloro, qui insieme a me al banco delle Commissioni,
non abbiamo mai compreso le polemiche di questo periodo. Nel
momento stesso in cui il Governo nazionale ha approvato il bilancio
della Regione, non ha impugnato le entrate della Regione era un
fatto naturale, scontato, certo, che lo Stato si impegnava a dare
queste risorse alla Regione siciliana. Tutte le polemiche, tutti i
problemi che sono stati creati spesso ad arte non sono
assolutamente giustificati. Sono assolutamente giustificati solo
leggendo il bilancio che lo Stato ha approvato.
Del resto, lo Stato, il Governo nazionale ha impugnato alcuni
articoli e alcuni commi laddove non riteneva vi fossero le
condizioni di cui all'articolo 81 della Costituzione, sulle altre
invece lo Stato ha operato in maniera seria e concreta dando a noi
la certezza di potere operare in assoluta tranquillità.
L'articolo 4 apporta allo stato di previsione dell'entrata e della
spesa del bilancio della Regione 2016-2018 alcune variazioni, oltre
a quelle contenute nella presente legge, per una più corretta
rappresentazione di talune poste contabili e relative, fra l'altro,
all'eccedenza delle reimputazioni dei residui attivi rispetto alle
reimputazioni dei residui passivi effettuate con il riaccertamento
straordinario di cui alla delibera di Giunta n. 204 dell'8 agosto
2015; all'applicazione dell'avanzo finanziario presunto dei fondi
vincolati al solo primo esercizio del bilancio di previsione;
all'integrazione del Fondo sanitario 2015 in misura pari a 53.700
migliaia di euro per adeguare il concorso della Regione all'importo
determinato con l'intesa della Conferenza delle Regioni e Province
Autonome Rep. Atti n. 237/CSR del 23 dicembre 2015 ed alla
contabilizzazione dei mutui contratti nell'anno 2014 e 2015 ai
sensi dell'articolo 2 e articolo 3 di cui al D.L. n. 35/2013 e
s.m.i.. Tali variazioni sono descritte negli allegati A e B della
presente legge.
Con gli articoli 5 e 6 si provvede, conseguentemente, alla
sostituzione di alcuni allegati al bilancio di previsione 2016-2018
di cui all'articolo 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 4,
nonché all'approvazione dei nuovi importi del totale dell'entrata e
della spesa per gli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018.
Signor Presidente, sottoponiamo ai colleghi l'approvazione di
questo disegno di legge. Le chiediamo che possa avere una corsia
preferenziale in maniera tale che la prossima settimana possa
essere approvato da parte di quest'Aula, in maniera tale che tutte
le somme fino ad oggi bloccate e che non sono state distribuite ai
Comuni, alle ex Province, alla Forestale, ai Consorzi di bonifica e
così via, possano arrivare immediatamente a coloro i quali li
devono poi distribuire a chi ha lavorato in questi mesi senza
essere, purtroppo, pagato.
Ecco perché, Signor presidente, le rappresentiamo l'urgenza e le
rappresentiamo la necessita, quindi, che venga approvato al più
presto.
FORMICA. Signor Presidente, che non ci sia il Governo, però
PRESIDENTE. Onorevole Formica, una cosa alla volta; al momento
stiamo un attimo aspettando.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me preme
richiamare l'attenzione ovviamente dell'Aula, nonostante la scarsa
presenza dei colleghi deputati, su un aspetto che mi sembra
procedimentale e che, a mio avviso, è estremamente rilevante.
Nell'intervento di ieri avevo evidenziato il fatto che il
Presidente della Regione ha partecipato e poi sottoscritto un
accordo che è stato oggetto di contestazione da parte della maggior
parte dell'Aula e, avendo soprattutto esaminato lo Statuto, a mio
avviso nessuna legittimazione viene conferita dallo Statuto nostro
al Presidente perché possa compiere un atto del genere.
Ho anche anticipato ieri, nel mio intervento, che però se non c'è
un atto propedeutico, preventivo, un mandato a svolgere
quest'attività, laddove però l'Assemblea dovesse ratificare
indirettamente o direttamente l'operato da parte del Presidente con
l'approvazione del disegno di legge proposto ed illustrato dalla II
Commissione, ovviamente non potrebbe più essere messo in
discussione l'accordo che è stato sottoscritto da parte del
Presidente della Regione con il Presidente del Consiglio dei
Ministri.
A me premeva rilevare questo aspetto che è un aspetto di carattere
giuridico. Io non mi permetto di entrare nel merito della proposta
di legge che, sicuramente, andrà a ristoro e riscontrerà le tante
esigenze che i siciliani e, soprattutto, i diversi comparti hanno
evidenziato nel tempo, ma i parlamentari debbono sapere che,
sostanzialmente, approvando questo disegno di legge, approvano
indirettamente l'operato del Governo, fanno proprio il contenuto
della transazione che è stata stipulata tra il Governo regionale ed
il Governo nazionale, abdicando o rinunciando a qualsiasi tipo di
opposizione e a qualsiasi tipo di contestazione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era solo per far
notare che, a volte, la forma vale più della sostanza o, comunque,
la sostanza si sostanzia nella forma, scusate il bisticcio di
parole.
Non stiamo trattando una leggina qualsiasi o una norma di
iniziativa parlamentare, una legge che propone il Parlamento, ma
stiamo trattando, forse, il documento economico più rilevante, più
importante, per il quale attendiamo ormai, attendevamo, i mitici
500 milioni da più di 6 mesi e che ha sostanziato la finanziaria di
quest'anno, perché tutta la finanziaria di quest'anno si è basata
su questi famosi 500 milioni che dovevano arrivare.
Ora, nel momento in cui si tratta di incardinare questa norma che
è urgentissima - sono d'accordo con il Presidente della Commissione
e penso tutti i colleghi siano d'accordo - per porre rimedio
all'enorme ritardo che c'è nel trasferimento dei fondi a tutte le
categorie siciliane e, quindi, con le difficoltà enormi che ci
sono, ma un minimo di rispetto da parte del Governo, che sia
presente Il Governo Non può un Governo non essere presente quando
si discute il documento finanziario forse fondamentale, non per noi
perché lo abbiamo ribadito e lo continueremo a ribadire nel
dibattito che si svolgerà anche oggi, ma è fondamentale perché
l'intera finanziaria di quest'anno si basa su questo documento e
sulla programmazione dei fondi, sulla distribuzione dei fondi nei
vari capitoli previsti nella finanziaria.
Ora, che non ci sia presente il Governo è un atto che non può
essere giustificato, è un insulto nei confronti del Parlamento ma
il Parlamento non rappresenta se stesso, il Parlamento rappresenta
il popolo siciliano. Quindi, la prego signor Presidente, si faccia
notare questa mancanza di rispetto verso il Parlamento e invito la
Presidenza ad attivarsi affinché il Governo sia presente in Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo precisare un fatto: stavamo
- ed era soltanto mia intenzione - incardinare il disegno di legge
e dare il termine per la presentazione degli emendamenti e
rimandare la discussione generale sul disegno di legge a martedì
prossimo.
Voi mi avete chiesto la parola ed io, ovviamente, non posso che
darvi la possibilità di intervenire, però se si procedeva in
maniera più celere io avrei comunicato semplicemente il termine per
la presentazione degli emendamenti a lunedì, per poi rimandare il
tutto a martedì per aprire la discussione generale e procedere così
da Regolamento interno.
Mi avete chiesto la parola, vi ho fatto intervenire, però se siete
d'accordo - visto fra l'altro la mancanza del Governo - io andrei
subito a fissare il termine per la presentazione degli emendamenti.
GRECO GIOVANNI. Non siamo d'accordo. Non siamo d'accordo neanche a
fare seduta senza il Governo. E non urli.
PRESIDENTE. Io non sto urlando, mi faccia finire e poi le do la
parola.
Il mio intento è fissare il termine per la presentazione degli
emendamenti e rinviare la discussione generale, e tutto quanto, a
martedì prossimo. Se, però, cominciamo ad intervenire tutti quanti
e di fatto andiamo avanti con la discussione generale, quando ho
già spiegato che l'intento di questa Presidenza, - tra l'altro lo
possiamo fare -, si tratta soltanto di incardinare il disegno di
legge, non c'è bisogno della presenza del Governo, e procedere con
i lavori programmati.
Se cominciate a chiedere la parola, di fatto, stiamo aprendo una
discussione generale, anche inutile, perché manca il Governo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per
avermi concesso la parola. Ieri noi eravamo stati favorevoli a che
questo provvedimento venisse discusso, però le notizie che ci dà
l'onorevole Fazio mi preoccupano, perché io non voglio dare nessuna
possibilità al Governo di fare una ratifica dell'accordo che loro
hanno fatto, perché hanno venduto la Sicilia e quindi ci deve
consentire, proprio in assenza del Governo, che dia la possibilità
a tutti i Gruppi parlamentari di fare una riflessione, ma
addirittura di incardinare questo disegno di legge, ma lei lo sa
che cosa significa? Lei è d'accordo?
PRESIDENTE. Onorevole Greco, lei ha tutto il tempo per emendare,
votare contro, fare quello che è nel suo diritto fare.
Qui si tratta, semplicemente, di dare seguito a quello che l'Aula
ieri - di comune accordo - ha stabilito e cioè quello di
incardinare un disegno di legge e poi quando sarà il momento lei
potrà esprimere tutte le sue valutazioni attraverso emendamenti il
cui termine di presentazione scadrà lunedì, avrà modo di votare
secondo la sua coscienza quando, e se si dovesse arrivare al voto,
quindi non capisco perché questo intervento.
GRECO GIOVANNI. Data l'assenza del Presidente della Regione e del
Governo lei sa che ai sensi del Regolamento interno non poteva
aprire la seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, per incardinare il disegno di legge
lo possiamo fare, non so quale Regolamento lei possieda.
GRECO GIOVANNI. Quello del buonsenso.
PRESIDENTE. Le consiglio di prenderne uno più recente.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo per
un chiarimento e penso che questo mio chiarimento possa essere
anche preliminare rispetto alla discussione ed ai lavori dell'Aula,
e quindi prego anche gli Uffici dell'Assemblea, se è possibile,
potere fornire ad ella alcune specifiche informazioni per
supportare la mia richiesta di chiarimenti.
Dall'esame del testo parrebbe che questa manovra finanziaria, di
fatto, - non volendo entrare nel merito dell'accordo Stato-
Regione - prende queste risorse dell'accordo Stato-Regione e va a
dare copertura finanziaria alla manovra finanziaria che questa
Assemblea ha già deliberato, per spese che erano di fatto congelate
e bloccate.
Trattandosi di questa ipotesi, probabilmente, sarebbe necessario
un semplice voto, che quella copertura va di fatto a dare copertura
a quelle spese di cui ai fondi negativi, o a spese che erano state
attribuite con voto dell'Aula senza alcuna copertura, e quindi
congelate e che con questa copertura, che può benissimo essere
anche fatta con un provvedimento generale e non specifico, di fatto
viene immediatamente attualizzata, questa è un ipotesi.
Altra ipotesi, invece, se trattasi di vere e proprie variazioni di
bilancio signor Presidente Venturino, perché se se trattasi di
altre ipotesi di bilancio, e altre ipotesi quindi che vi sono delle
poste di bilancio che non erano state congelate nella manovra
finanziaria che l'Assemblea ha votato, trattasi di vere e proprie
nuove variazioni di bilancio, al che questo testo oltre che nella
Commissione di merito che è la Commissione Bilancio', per le
singole rubriche, dovrebbe anche andare nelle Commissioni di
merito competenti per settore; perché noto che di fatto siccome
viene specificata voce per voce l'intervento finanziario, se
l'intervento finanziario coincide con l'intervento finanziario che
l'Assemblea Regionale aveva già esitato, può benissimo non
chiamarsi variazione di bilancio', ma bensì attualizzazione della
finanziaria' che il Governo ha predisposto e l'Assemblea ha votato.
Se invece si tratta di nuove variazioni di bilancio e quindi alcune
voci non coincidono con le voci che erano state già preventivate, e
allora è necessario che anche le diverse Commissioni di merito che
riguarda il tema dell'agricoltura o anche il tema della Pubblica
istruzione e via dicendo, possano dare un proprio parere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo che
vedo assente. Collega Cimino, l'operazione che noi facciamo è prima
alle entrate, siccome noi avevamo previsto cinquecentocinquanta
milioni fra i contributi dello Stato e l'accordo che è stato
sottoscritto dal Governo regionale parla di Irpef, quindi noi
andiamo ad incrementare la compartecipazione Irpef , e quindi
cambiamo il capitolo delle entrate, per cui i cinquecentocinquanta
milioni che prima erano sul capitolo delle entrate relativamente ai
contribuiti dello Stato vanno alla compartecipazione ai fini Irpef,
poi l'altra variazione di cui lei parla collega Cimino riguarda il
taglio di cinquanta milioni di euro, perché noi avevamo congelato
nella finanziaria cinquecentocinquanta milioni e di fatto lo Stato
ci ha trasferito con quell'accordo cinquecento milioni.
Vorrei dire all'Aula che la Commissione Bilancio' ha tentato di
fare un'operazione molto veloce rispetto a quest'accordo, rispetto
a questi cinquecento milioni, perché per lo più le spese congelate
in quella finanziaria riguardavano esclusivamente i trasferimenti
ai comuni, trasferimenti che per quanto riguarda i contrattisti,
LSU e quant'altro, per cui se noi non facciamo in fretta questa
variazione di bilancio, - poi condivido che il Governo deve essere
presente in Aula e su questo siamo tutti d'accordo -, e se noi non
facciamo in fretta questa manovra non mettiamo nelle condizioni i
comuni di sapere quali sono le risorse che dobbiamo trasferire, di
conseguenza non possono predisporre i bilanci, e quindi rischiamo
di mandare in fallimento tutti i comuni siciliani; per cui il buon
senso di quest'Aula dovrebbe essere quello, - così come ha fatto
la Commissione Bilancio -, nell'arco di una settimana al massimo di
approvare questa variazione di bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io speravo, però,
che la Presidenza dell'Assemblea facesse rispettare maggiormente
l'Aula.
Non voglio entrare in polemica, signor Presidente, me ne guarderei
bene dal farlo, le devo dire, però, che l'atto che stiamo
discutendo e che ieri, con un guizzo da furbetti, è stato inserito
nella calendarizzazione dei lavori d'Aula, mi sembra quanto meno un
po' eccessivo, e le spiego anche il motivo.
In effetti, per le cose che hanno detto chi mi ha preceduto e non
tanto chi mi ha preceduto dai banchi dell'opposizione, quanto chi
mi ha preceduto dai banchi della maggioranza, - l'onorevole Cimino
per tutti -, ha manifestato alcuni problemi di ordine procedurale
per cui questo disegno di legge non può essere trattato. Non lo
possiamo incardinare per un motivo molto semplice che diventa
addirittura preliminare rispetto a quello che ha detto l'onorevole
Cimino.
Ieri, siccome questo disegno di legge discende dall'accordo Stato-
Regione, abbiamo posto un problema serio. Per i dati che ci hanno
offerto, è stato detto che ci starebbero dando oltre cinquecento
milioni in più ma, leggendo il punto 6) dell'accordo, e con i
calcoli che ci sono pervenuti, abbiamo, nella colonna che ci è
stata data, un trasferimento di 4.441 milioni di euro a fronte
della previsione di quattro miliardi e seicento milioni di euro
previsti in entrata. Ma, a fronte a sua volta, di quattro miliardi
e seicentocinquanta milioni di euro.
Vi fornisco questi dati per chiedervi: come si fa a discutere
questa sera un disegno di legge quando manca il Governo che
dovrebbe, prima di tutto, spiegare e comparare i numeri, mettere in
equilibrio i numeri, di cui stiamo discutendo?
Qua ci sono numeri dati alla rinfusa. Abbiamo un disegno di legge
che prevede cinquecento milioni di euro in più, abbiamo una legge
approvata che, in accantonamento negativo, prevede
cinquecentocinquanta milioni di euro, abbiamo un allegato 2) che di
somme accantonate prevede cinquecentocinquanta milioni non
cinquecento milioni. Abbiamo, inoltre, - all'articolo 2 della
legge 3 -, cioè dell'ultima finanziaria, una previsione per gli
anni 2017-2018 che è inferiore come concorso alla finanza pubblica
rispetto a quella che è stata prevista nella variazione di
bilancio.
Allora, si sta intervenendo in questo senso? E per la parte che
è inferiore si sta provvedendo in tal senso?
Inoltre, tutte le manovre che sono state fatte, le variazioni che
riguardano le semplici e specifiche rubriche sono passate dalle
Commissioni di merito o dobbiamo, - siccome abbiamo premura -,
procedere anche in assenza della seppur minima spiegazione, del
seppur minimo e principale chiarimento?
Noi come Aula, signor Presidente, vogliamo essere rispettati, non
possiamo consentire che, poiché il Vice Presidente di turno,
ancorché vicario, dica di andare avanti noi dobbiamo andare avanti.
Noi chiediamo rispetto dei lavori, poi possiamo procedere. Ma
siccome ci sono tante e troppe discrasie tra quello che viene detto
e quelli che sono i documenti contabili, ancorché qualcuno stasera
si erge come novello difensore di un Governo che fa acqua da tutti
i lati, bene, noi non ci stiamo
Noi diciamo, signor Presidente: fermiamoci e facciamo le cose con
criterio e soprattutto con equilibrio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per chiarezza e per chi ci
ascolta, io ho semplicemente portato avanti i lavori su questo
disegno di legge perché ieri - un attimo soltanto onorevole Rinaldi
- c'era stata una condivisione da parte dell'Aula e si era detto
che bisognava, vista l'urgenza, incardinare il disegno di legge.
Onorevole Milazzo, non era mia intenzione aprire nessun dibattito
vista l'assenza del Governo, si trattava soltanto di procedere, da
un punto di vista del Regolamento interno, incardinare il disegno
di legge e dare il termine per la presentazione degli emendamenti.
Nessuna discussione generale.
Ma visto che da più parti si sta intervenendo sempre sullo stesso
motivo, e visto che mi è stata data la certezza della presenza
dell'assessore Baccei in Aula tra circa mezz'ora, io sospendo i
lavori rinviandoli alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.46, è ripesa alle ore 17.31)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
(Presidenza del vicepresidente LUPO)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la discussione generale del
disegno di legge n. 1213/A è rinviata alla seduta di martedì, 5
luglio 2016 ed il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato entro la fine della discussione generale.
RINALDI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, intervengo sul disegno di legge n.
1213/A. Se mi permette, Presidente, vorrei sottolineare alcune
cose.
Ieri, quando il presidente Vinciullo aveva chiesto di stralciare e
portare con urgenza questo disegno di legge in Aula, il testo non
era stato distribuito, quindi, i deputati non erano a conoscenza
del contenuto di questo disegno di legge; si era capito che era una
variazione per il bilancio e non che questa variazione si riferisse
esattamente ai 500 milioni dell'accordo che è stato formulato fra
Stato e Regione.
Fra l'altro, in questa variazione che noi, oggi, abbiamo visto e
che è stata distribuita, vi sono delle sostituzioni di allegati che
non rispondono a quelli approvati nel bilancio precedente.
Se lei guarda l'articolo 6 ci sono delle variazioni agli allegati
di bilancio della Regione che sostituiscono integralmente tutte le
tabelle.
Quindi, credo che la Commissione abbia approvato anche queste
variazioni senza tener conto della volontà delle Commissioni di
merito che avevano già approvato, prima del bilancio, le varie voci
inserite e, quindi, poste all'interno di ogni tabella.
Io credo che le Commissioni di merito si debbano pronunciare
rispetto a questa variazione che è stata stabilita, quindi, non
possiamo approvare una variazione di bilancio così presentata senza
indicare che le tabelle sono completamente diverse.
E poi, nel prospetto presentato dall'assessore Baccei, rispetto ai
500 milioni ce ne sono disponibili circa 300, adesso non ricorso
neanche quanti sono.
Quindi, non sono neanche 500 milioni, a meno che il prospetto che
l'Assessore ha presentato, l'altro giorno, non sia stato
modificato. Mancano quasi 158 milioni dal prospetto presentato
dall'Assessore.
Vorrei capire, quindi, noi adesso rinviamo la discussione generale
su questo disegno di legge senza che l'Aula si sia pronunciata o
senza che abbia avuto la possibilità di dire che questo disegno di
legge debba ritornare necessariamente nelle Commissioni di merito
perché le variazioni apportate ed inserite nelle tabelle allegate
di questo disegno di legge non sono state discusse
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sì, intervengo
per un fatto tecnico.
Perché non doveva andare nelle Commissioni di merito? Perché
queste somme le abbiamo stabilite a suo tempo, c'era un blocco, se
nel capitolo destinato all'Unione italiana ciechi c'era 1 milione,
500 mila erano bloccati, adesso stiamo sbloccando queste risorse.
Non stiamo facendo nulla se non sbloccare le risorse che erano
state a suo tempo bloccate e, quindi, non si poteva assolutamente
tornare nelle Commissioni perché queste ultime nulla potevano
operare, così come nulla ha potuto fare la Commissione Bilancio'
se non registrare un fatto che era stato già votato da questa
Assemblea.
Quindi, ci siamo attenuti, in maniera scrupolosa, alla volontà di
questo Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Ad integrazione di quello che,
correttamente, ha detto il presidente Vinciullo, in legge di
stabilità regionale approvata c'erano 550 milioni di cui, fin
dall'inizio, 500 erano la trattativa con il Governo nazionale e 500
sono, tant'è vero che nella relazione tecnica del decreto enti
locali - onorevole Rinaldi, le girerò la relazione tecnica; è
inutile che dica di no. Ce l'ho e gliela giro
RINALDI. Nel prospetto che lei ci ha fornito c'è la disponibilità
di 350 milioni per cui ne mancano 150 milioni.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Rinaldi, se mi fa
parlare provo a spiegarglielo.
La relazione tecnica del decreto enti locali dice che, comunque,
alla Sicilia sono dovuti 500 milioni, per cui tutte le cose che ho
sentito non sono vere: 500 milioni - le faccio avere la relazione
tecnica del decreto enti locali senza alcun tipo di problema -
dovevano arrivare da quella fonte e 500 milioni sono arrivati da
quella fonte. Gli altri 50 milioni sono un altro canale e rientrano
nel calcolo finale dell'Irap rispetto a quanto viene utilizzato dal
Fondo sanitario nazionale
MILAZZO Giuseppe. Qual è questo canale?
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Milazzo, lo sto
dicendo, se ascolta
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
(Presidenza del vicepresidente VENTURINO)
BACCEI, assessore per l'economia. È scritto nella legge di
stabilità regionale, non lo sto inventando; se lei si prende la
legge di stabilità regionale dice che 500 milioni erano nell'ambito
della trattativa con il Governo e 50 milioni venivano nel calcolo
del saldo dell'Irap rispetto all'acconto che è stato definito per
il calcolo del Fondo sanitario nazionale.
Abbiamo già intavolato con il Ministero dell'economia e delle
finanze, in questo caso non serve da parte dello Stato un disegno
di legge ma un atto amministrativo che avviene, dovrebbe avvenire
ogni anno - l'anno scorso abbiamo recuperato un po' di arretrati ma
quest'anno lo faremo puntualmente - e, i 50 milioni arriveranno
attraverso questo canale amministrativo, con un atto del Ministero
dell'economia e delle finanze della parte sanitaria.
Per cui, quello che abbiamo fatto è: erano congelati 550 milioni
ed in proporzione ne abbiamo liberati 500 andando a calcolare una
percentuale di circa il 91,5 per cento, perché 50 milioni li
liberiamo quando il Ministero dell'economia e delle finanze ci
riconosce la differenza positiva del saldo rispetto al calcolo
fatto in sede di acconto.
Questa è la manovra, esattamente tecnica, come ha detto
correttamente il presidente Vinciullo, che ha fatto la Commissione
Bilancio'. Non è stato spostato un centesimo da una voce
all'altra, per cui le somme sono esattamente quelle approvate da
questa Assemblea nel bilancio regionale; non avendo fatto alcun
intervento correttivo ma, semplicemente, riproporzionando i 500
milioni rispetto ai 550, concordo con quanto detto dall'onorevole
Vinciullo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Grazie Presidente, volevo sapere soltanto perché nel
disegno di legge, allora, c'è scritto sostituiscono integralmente
le tabelle approvate in bilancio e non riporta, invece, si
confermano le tabelle .
Perché non abbiamo nemmeno avuto il tempo di verificare se sono
quelle che abbiamo approvato nel bilancio, né la Commissione ci ha
dato la possibilità perché ieri, quando è stato chiesto lo stralcio
e, quindi, l'approvazione, nessun deputato aveva il testo e noi non
siamo stati messi in condizione di verificar se è così.
PRESIDENTE. Perfetto. Onorevole Rinaldi, come ho provato a
spiegare poc'anzi abbiamo tutto il tempo per intervenire laddove
riscontriamo delle cose che non sono, secondo noi, accettabili,
attraverso gli emendamenti.
Oggi, si trattava
C'è tutto il tempo perché lei, giustamente, ha ricevuto il testo,
oggi, ed ha la possibilità, quindi, da qui a martedì e fino a
conclusione - così come è stato anticipato dal vicepresidente Lupo
- della discussione generale che, di fatto, è come se si fosse
ormai aperta, di potere intervenire e segnalare quelle che secondo
lei sono delle anomalie ed, eventualmente, rimetterle al giudizio
dell'Aula. Questa è la prassi che adoperiamo, quindi, lei ha fatto
bene a segnalarlo adesso e farà in modo di portare avanti il suo
ragionamento anche attraverso gli atti previsti.
Pregherei gli onorevoli colleghi, lungi da me voler soffocare
nulla, perché è giusto che si continui a parlare di questo, ma dal
momento che, oggi, avremmo dovuto, soprattutto, completare la
discussione sull'accordo Stato-Regione e visto che su questo
dovremmo, comunque, ritornare martedì, direi di chiudere questa
parentesi e procedere con il dibattito avviato ieri, anche perché è
arrivato il presidente Crocetta.
Per cui, se l'Aula è d'accordo, dopo l'intervento dell'onorevole
Figuccia sul disegno di legge in questione, direi di procedere con
l'altro punto all'ordine del giorno e lasciare inteso a tutti che
il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di
legge che, oggi, abbiamo incardinato è fissato alla fine della
discussione generale, che si terrà martedì.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, lei ha enunciato con molto garbo le
cose che ha detto, ma le ha dette, esattamente, in contrapposizione
con quanto rappresentato dall'Aula fino a questo momento. Quindi,
mi permetta di farle una richiesta formale, che è quella di
rinviare il testo in Commissione.
Quest'istanza è già partita dalla maggior parte degli interventi
in Aula che rappresentavano la volontà precisa di tutti i Gruppi
parlamentari, persino con riferimento a quanto è stato testé
esposto da gruppi parlamentari di maggioranza, in funzione, tra
l'altro, approfittando della presenza dell'assessore Baccei, del
fatto che proprio sul piano tecnico abbiamo l'Allegato 2, che è
l'ultimo riferimento che è stato consegnato ai lavori d'Aula.
E' vero, la previsione era di 550 milioni, adesso abbiamo 500
milioni. Ciò significa che ci troviamo, signor Presidente
dell'Assemblea, con un taglio del 10 per cento su tutte le voci di
spesa. Ciò significa che dei 170 milioni, sui 255 previsti, avremo
disposizioni in materia di autonomie locali per i comuni che
dovranno fare i conti con 20 milioni di euro in meno e questo lo
dobbiamo spiegare, prima ancora che ai siciliani, nei lavori che
devono essere svolti in Commissione.
Quindi, signor Presidente, con l'altrettanto garbo con cui lei ha
detto delle cose - non voglio sforare, ma infischiandosene di
quello che è stato detto in Parlamento - le chiedo di tenere in
debita considerazione le richieste che le sono state poste.
Sempre in quell'Allegato 2, tra i dati relativi al taglio del 10
per cento, che l'assessore-commissario Baccei ha posto in essere,
dei 94 milioni legati al personale precario, anche lì c'è un taglio
del 10 per cento e anche lì parliamo di qualcosa, quindi, come 10
milioni di euro.
Allora, siccome onestamente questi numeri vanno esattamente in
contrasto con la logica e vanno in contrasto con le esigenze che i
territori ci rappresentano la prego, Presidente - è una richiesta
formale - di decidere lei, proceduralmente, se si deve passare al
voto d'Aula. La richiesta è, comunque, formale, quindi, tanto è
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vullo è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
zioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio fi-
nanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.
Disposizioni varie'. (n. 1213/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il
triennio 2016-2018. Disposizioni varie» (n. 1213/A)
PRESIDENTE. Ricordo che c'è una richiesta formale, ma dovrebbe
avanzarla il Presidente del Gruppo parlamentare.
FALCONE. E' il vicecapogruppo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
francamente la richiesta mi pare non motivata, per una ragione
molto semplice: la Commissione non è fatta da una parte del
Parlamento; in Commissione Bilancio' ci sono i rappresentanti di
tutti i Gruppi parlamentari e presidenti di Commissione. Per cui
porre una questione di merito che va trattata, ed è stata trattata
in quella Commissione, mi pare semplicemente un tentativo di
impedire, sostanzialmente, la prosecuzione di un iter parlamentare
che diventa anche importante dal punto di vista, non solo formale,
ma sostanziale perché, comunque, c'è la necessità, come tutti
sappiamo, di avere questa disponibilità di somme ed è necessario
che venga approvato il disegno di legge che è oggetto di
discussione e che dovrà essere eventualmente emendato entro
martedì.
Per cui, dico ai colleghi, rispetto alle tabelle, che di qua a
martedì possono essere riviste, ma nel disegno di legge sono state
approvati il testo e tutti gli allegati, quindi, la Commissione,
scientemente, ha approvato il testo con le tabelle ivi allegate. Mi
sembra, quindi, un po' strano che ora si scopra che le tabelle
siano eventualmente non conformi a tutto ciò che si pensava Ma è
la Commissione, nella sua interezza, che lo ha approvato Signor
Presidente, credo .
RINALDI. Mi stai confermando che le tabelle non sono quelle del
bilancio di previsione?
PANEPINTO. Onorevole Rinaldi, non ho detto questo. Sono quelle
approvate in Commissione che è cosa diversa. Per cui, signor
Presidente, la richiesta del collega Figuccia, non sia accoglibile
perché siamo su una fattispecie diversa da quella ordinaria.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Panepinto. Prima di procedere,
siccome più volte si è sottolineata l'importanza e credo che sulla
necessità di procedere su questo disegno di legge tutti quanti
abbiano espresso una sorta di condivisione. C'è un problema che ha
sollevato, giustamente, l'onorevole Falcone, però, prima di
procedere vuole dire qualcosa? Perché la pregherei di rivedere un
attimo la sua posizione perché, ripeto, se riuscissimo - onorevole
Falcone le do la parola in un attimo - comunque, da un punto di
vista, diciamo così, procedurale, ad andare avanti e lasciare
incardinato il disegno di legge e martedì, durante la discussione
generale, affrontare altri aspetti, avremo una settimana per potere
eventualmente intervenire. Se, invece, lo rimandiamo in
Commissione, lei sa benissimo, che corriamo il rischio di
procrastinare un impegno
MILAZZO GIUSEPPE. Si deve esprimere l'Aula
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, un attimo soltanto, sto parlando
con il suo Capogruppo, non siamo al mercato. E' un invito che le
faccio. Onorevole Milazzo, la prego di non alzare la voce. Non
siamo al mercato. Onorevole Milazzo, la prego di non continuare.
MILAZZO GIUSEPPE. E' lei che si sente al mercato
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
richiesta che abbiamo
MILAZZO GIUSEPPE. E' lei che si sente al mercato
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei sta disturbando il suo
Capogruppo, sta disturbando l'Aula, la prego di astenersi da questo
atteggiamento.
FALCONE. La richiesta che abbiamo avanzato non è in
contrapposizione ad alcuno. La richiesta che abbiamo avanzato
deriva da una esigenza che è giusto spiegare all'Aula.
Signori miei, qua abbiamo una partita di 550 milioni di euro. Era
una partita che serviva per dare soldi ai comuni, ai precari, ai
forestali, ai Pip, a tutta una serie di categorie.
Se noi approvassimo il bilancio, con questa variazione di bilancio
così com'è, dovremmo dire fuori che togliamo 20 milioni di euro ai
comuni, stiamo sottraendo ben 12 milioni di euro ai precari, stiamo
togliendo 12 milioni di euro ai forestali, stiamo togliendo 2
milioni di euro ai Pip e così via.
Siccome all'articolo 2 vi è una riduzione ed un'economia di ben 77
milioni di euro che deriva dal minore concorso alla finanza
pubblica, per cui la Regione siciliana per il 2016 passa da 1
miliardo e 286 milioni di euro ad 1 miliardo e 206 milioni di euro,
quei 77 milioni di euro devono andare a salvaguardare i comuni, a
salvaguardare i precari, a mettere soldi ulteriori nelle province
che stanno morendo, nei consorzi di bonifica che sono alla canna
del gas, e così via, allora, per fare questo non si può fare in
Aula, bisogna tornare in Commissione, perché quando in Commissione
si licenziano in maniera spedita - c'era quel cartone animato, vi
ricordate, di quel topolino che correva così bene Speedy Gonzales,
non ce ne sono -, qua si cammina perché i disastri che ha fatto il
Governo con una parte, anche, se vogliamo, connivente di qualcuno
che, ieri, è stato votato dall'opposizione, in opposizione ed è
andato al Governo, a fare, a sostenere una maggioranza traballante
LENTINI. Vattene
FALCONE. e questi signori sono quelli che avranno maggiore
vergogna dinanzi all'opinione pubblica, queste persone consentono
al Governo di fare cose inaudite. Noi chiediamo con forza di
ritornare in Commissione, perché questo disegno di legge, così
com'è, mortificherebbe, ammazzerebbe comuni e, soprattutto, la
società siciliana.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Invito, l'onorevole Lentini a non alzare la voce in
questo modo. Le ricordo che lei è un onorevole di questo
Parlamento.
(proteste da parte dell'onorevole Milazzo Giuseppe)
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, se lei continua La invito per
l'ultima volta. E' l'ultimo richiamo, la faccio accomodare fuori.
(Proteste in Aula)
FIGUCCIA. C'è una richiesta, Presidente
PRESIDENTE. Se avete completato Vi ringrazio per questa
performance che dà lustro sia al Parlamento che a voi stessi Do la
parola all'assessore Baccei.
(Prolungate proteste in Aula)
La seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.52, è ripresa alle ore 17.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, ripeto
quello che ho già detto, però permettetevi di richiamarvi ad un
minimo di senso di responsabilità che laddove vi sono problemi seri
li affrontiamo, quando montiamo problemi laddove non ci sono,
secondo me, non stiamo facendo un buon lavoro.
Ripeto, nella legge di stabilità regionale, erano previsti 550
milioni di euro di cui 500 milioni dalla trattativa con il Governo,
50 milioni che arriveranno per via amministrativa dallo Stato, come
differenza fra saldi e acconto dell'IRAP. Chiaro?
Non ci sono tagli, onorevole Falcone. Lei ha parlato di tagli del
10 per cento. Non esistono tagli, non ce ne sono e non ce ne
saranno. Per cui, tecnicamente, si è espresso in maniera sbagliata.
Abbiamo scongelato 500 milioni di euro perché abbiamo urgenza di
fare pagamenti perché avevamo congelato il 50 per cento delle
risorse, siamo ormai a fine giugno per cui abbiamo difficoltà a
pagare luglio, ovviamente, quando sarà il momento, e per alcune
fattispecie, come gli ex Pip, anche giugno. Per questo motivo
dobbiamo fare in fretta questo scongelamento, non perché siamo
andati lunghi nei tempi, perché avevamo detto dal primo giorno
l'esatta scadenza con cui sarebbero arrivati i 500 milioni di euro
e di nuovo a garanzia, come avevo fatto la garanzia per i 900
milioni di euro, per cui abbiamo fatto infinite polemiche, come
avevo dato la garanzia sui 500 milioni di euro, do la garanzia
anche sui 50 milioni di euro per cui non esiste taglio.
I 50 milioni di euro arriveranno, per via amministrativa, dal
Governo nazionale. Ho sempre detto e confermo che ci sarà una
manovra di assestamento, una volta che la Corte dei conti avrà
parificato il rendiconto ed approveremo il rendiconto, quindi, a
cavallo dell'estate ci sarà una manovra di assestamento.
Non abbiamo alcuna intenzione di metterci da parte i soldi per
fare chissà che cosa. I soldi sono dei cittadini, delle imprese e
verranno utilizzati al loro vantaggio, per cui la Commissione
Bilancio' non ha voluto fare alcun intervento, di alcun tipo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, l'Assessore sta
parlando per chiarire alcuni aspetti.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Falcone, se mi
ascolta, poi, magari
Scusate, siccome, poi, fate interventi che vanno in assoluto
contrasto con quello che ho appena detto, se magari mi ascoltate,
poi, fate interventi coerenti con quello che ho detto.
Onorevole Falcone, lo ripeto perché è una cosa importante. Lei ha
usato la parola tagli. Non esiste alcun tipo di taglio. La parola
tagli, come lei sa perfettamente, è tecnicamente sbagliata.
Corretto? Non esiste taglio. Non c'è.
Quello che abbiamo fatto: erano 550 milioni di euro, ne abbiamo
scongelato 500 milioni, 500 su 550 fa il 91,5 per cento, è rimasto
congelato il 9,5 per cento, fatto in maniera uguale per tutti, per
cui non abbiamo toccato un centesimo spostandolo da una parte
all'altra. Non avendo spostato niente, ma sicuramente scongelato
una quota parte ed abbiamo cambiato il fatto che erano previsti,
onorevole Falcone, come contributi, invece sono entrate tributarie
perché questo dice il DL enti locali e nient'altro abbiamo fatto,
non capisco le Commissioni di merito, cosa mai dovrebbero
approvare, perché non c'è alcuna modifica. Abbiamo operato come
definito dalla legge di stabilità da voi approvata.
Non essendoci, dunque, nessun tipo di modifica, nessuna scelta
discrezionale, semplicemente un calcolo aritmetico che è stato
condiviso da tutta la Commissione Bilancio che - come ha fatto
osservare giustamente l'onorevole Panepinto - rappresenta tutte le
forze, c'era presente anche Forza Italia in Commissione Bilancio
e abbiamo approvato quel disegno di legge senza che nessuno facesse
obiezione di andare alle Commissioni di merito perché non c'era
nessun bisogno.
Non vedo perché ora dobbiamo tornare in Commissione Bilancio
perdendo tempo, ritardando pagamenti a persone che di stipendio
vivono.
Laddove possiamo evitare di ritardare pagamenti, penso sarebbe
corretto evitarlo; dove possiamo evitare di generare tensione
sociale parlando di tagli laddove tagli non ce ne sono, ci possiamo
evitare anche questo.
Credo che ciò vada al di là della dialettica politica. Cerchiamo
di essere responsabili della situazione complicata.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Presidente della
Commissione Bilancio , onorevole Vinciullo, voglio chiarire che se
c'è una richiesta da parte di un Capogruppo non posso far altro che
procedere secondo Regolamento, per chiarire prima che qualcuno
possa pensare in maniera diversa. Ho già chiarito questa posizione
con il Capogruppo, si sta discutendo per cercare di evitare.
Se la richiesta verrà mantenuta, in base al Regolamento, non posso
far altro che procedere, per essere chiari ed evitare equivoci.
Onorevole Vinciullo, ha facoltà di parlare.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la verità va sempre
coltivata, la menzogna dovrebbe essere combattuta. Quando si pensa
di usare la menzogna come verità, è chiaro che ognuno di noi crolla
agli occhi di chi lo ascolta e perde ogni credibilità.
Domanda: volete dare i 13.638 milioni ai lavoratori PIP oppure non
li volete dare? - la prima domanda che vi pongo - i 13 milioni di
euro per i forestali più tutta un'altra serie di risorse previste
in questo provvedimento li volete dare o no? I 154 milioni ai
comuni li volete liberare oppure no? I 9 milioni per l'ex province
li volete assegnare o meno? Gli 85 milioni
FALCONE. Di più ne vogliamo dare noi
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Io non l'ho
interrotta durante il suo intervento perché non la considero
completamente Faccia silenzio
FIGUCCIA. Lei è vergognoso a giocare con i parlamentari
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Voi non potete
venire come dei cani rognosi ad alzare la voce, lei è un cane
rognoso, ha capito? Lei non può dire menzogne
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, questo è l'ultimo richiamo
ufficiale. Al prossimo comportamento di questo genere sono
costretto a farla accompagnare fuori
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Vorrei
ricordare ai colleghi che il rappresentante di Forza Italia in
Commissione ha votato a favore e, di conseguenza, se c'erano tutte
le problematiche che adesso state sollevando, credo che il vostro
rappresentante in Commissione avrebbe sicuramente votato contro.
In Commissione, tranne il Movimento Cinque Stelle, tutti gli altri
sono stati d'accordo nell'approvare questo provvedimento. Non c'è
nulla di quello che si dice e non c'è nulla di quello che si vuole
fare capire a coloro i quali dalle televisioni ci stanno sentendo.
La menzogna non può passare né come forma di governo, né tantomeno
come forma di opposizione.
Avete cinque giorni di tempo per correggere la manovra, per fare
vedere tutti i problemi che ci sono stati, per colpire gli
eventuali imbrogli che abbiamo fatto, ma dovete avere il coraggio
di tirare fuori quelle che sono le difficoltà della manovra. Dovete
avere il coraggio di dire dove abbiamo sbagliato, perché le accuse
generiche non servono a nulla: non servono alla Sicilia, non
servono ai lavoratori, non servono ai comuni, non servono ai
consorzi di bonifica, non servono ai PIP.
La gente ha bisogno di denaro fresco perché la gente da mesi non
viene pagata, da mesi la gente non viene pagata e voi volete
continuare a perdere tempo
Abbiamo tempo fino a martedì per fare gli emendamenti. Presentate
tutti gli emendamenti che ritenete giusti, tutti gli emendamenti
che riterrete opportuni; li esamineremo tutti, se avete ragione li
approviamo. Ma una cosa è chiara: che i precari, che i consorzi, i
Comuni, tutti coloro i quali da mesi non ricevono lo stipendio
vogliono una risposta immediata che noi non possiamo ritardare
Noi abbiamo il dovere di dare risposte certe ai cittadini; nessuno
può frapporre ostacoli al raggiungimento della verità. Per questo
io invito i colleghi, nel caso in cui si votasse, ad essere
contrari a fare ritornare questo disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Milazzo, mi creda,
niente di personale, la prego di credermi, anche lei onorevole
Cancelleri. Credo che le posizioni, ormai, siano chiare; per cui,
non farei altro che dare seguito alla richiesta del Capogruppo.
Onorevole Falcone, lei, ovviamente, mantiene la richiesta di
procedere attraverso il voto. Per cui, siccome vi siete già
espressi abbastanza, chi è favorevole e chi è contro, si passa alla
votazione per il rinvio o meno in Commissione.
Onorevole Rinaldi abbiamo già abbastanza chiarito le posizioni.
Sono stati sprecati fiumi di parole, penso che sia il caso di
procedere.
In base al Regolamento, e segnatamente all'articolo 121 quater, si
procedere con la votazione che il Regolamento prevede per alzata e
seduta; ma, per evitare ulteriore confusione nel conteggio,
passiamo direttamente alla votazione mediante lo strumento
elettronico anche se non verrà registrato per cui invito i colleghi
a mettere il tesserino e, quindi, vi prego di fare attenzione per
evitare confusione dopo.
legge n. 1213/A
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Chi è favorevole al rinvio in Commissione del disegno di legge n.
1213/A vota verde; chi è contrario vota rosso; chi si astiene vota
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 26
Contrari 26
Astenuti 1
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, la discussione generale si terrà martedì ed il
termine per la presentazione degli emendamenti è fissato al termine
della discussione generale.
in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto con il Go-
verno nazionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Governo della
Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
con il Governo nazionale
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno: Seguito
del dibattito sulle comunicazioni del Governo della Regione in
ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto con il
Governo nazionale .
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto nei
propri scranni per continuare la seduta. Invito il Governo a
prendere posto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizio
innanzitutto questo mio intervento con una piccola annotazione,
ricordando con gratitudine quanti, ed erano certamente migliaia di
siciliani, diciamo subito dopo la Seconda guerra mondiale,
partecipando politicamente al Movimento per l'indipendenza della
Sicilia e all'Evis, hanno fatto sì che potesse nascere l'autonomia
in questa Regione siciliana. E lo faccio, Presidente, anche perché
questo Parlamento lo dobbiamo anche all'attività politica di quel
Movimento e rammarica sentire, nell'intervento di ieri di qualche
suo ingrato componente, svilire quella storia.
Possiamo dire che anche il titolo di onorevole, del quale qualche
componente si fregia in giro per la Sicilia, proprio quel deputato
lo deve certamente a quella storia e a quel Movimento politico,
quindi io pretenderei rispetto da parte di questi deputati.
Poi, Presidente, dobbiamo, parlando di questo accordo, ricordare
che purtroppo questa è una terra di ascari, la Sicilia, di coloro
cioè che in cambio di un comodo assistenzialismo hanno in questi
anni, dal '46 ad oggi, svilito l'attuazione dello Statuto della
Regione siciliana; ascari politici che negli anni, appunto, hanno
costruito le proprie fortune politiche.
Non c'è nessuno degli Assessori, Presidente.
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Lombardo. Le chiedo scusa, ma
l'assessore Baccei è stato chiamato da qualche altro collega. La
prego un attimo onorevole Lombardo, le chiedo scusa personalmente
la prego di aspettare. Se cortesemente chiamiamo l'assessore Baccei
che è qui dietro. Ecco, è arrivato l'assessore Baccei. Invito i
colleghi a non disturbare l'assessore Baccei che poi, tra l'altro,
è qui da solo a rappresentare il Governo ed è giusto che stia ad
ascoltare gli interventi.
Grazie, onorevole Lombardo, la prego di continuare il suo
intervento.
LOMBARDO. La ringrazio. Dicevo, quindi, di una classe politica, o
di una parte di classe politica, ascara e ingrata. Ma ricordo anche
che invece questa è una terra di uomini liberi ed anche di uomini
che, seppure schierati all'interno dei partiti nazionali, sono
riusciti ad affermare, con voce ferma in alcuni momenti, le proprie
convinzioni ed a difendere lo Statuto.
E tra i tanti uomini liberi mi piace ricordare, Presidente, anche
in questa ore, il richiamo che un ex Presidente della Regione,
l'onorevole Angelo Capodicasa, fece non più tardi di due anni fa,
eravamo nel novembre del 2014, quando affermava che la nomina di un
assessore all'Economia in questa Regione voluto dal Governo
nazionale, e l'accordo del giugno 2014 con la rinuncia al
contenzioso era un attacco all'autonomia.
Ecco, vede, Presidente, fino a quando ad affermarlo è un deputato
dell'opposizione nulla quaestio, quando lo è un eminente uomo di
questa cosiddetta maggioranza ed un esponente di spicco del
cosiddetto Partito Democratico, qualche dubbio sulla validità delle
tesi che portano avanti i componenti di questo partito viene. E
viene anche perché, onorevole Presidente, vi è stato un alternarsi
in questi anni di giudizi e di attacchi all'autonomia, a momenti e
a parti invariate.
Ricordiamo che in quel periodo era una componente del Partito
Democratico a urlare all'attacco all'autonomia, perché forse
vogliosa di avere delle poltrone all'interno del Governo regionale,
mentre un'altra parte di quel partito accettava quell'accordo e
sottaceva i riflessi che lo stesso generava.
Invece, quella stessa componente che nel 2014 urlava all'attacco
all'autonomia, oggi è qui silente a difendere la rinuncia al
contenzioso, mentre altra parte dello stesso partito che all'epoca
era stata zittita grazie a qualche poltrona assessoriale, oggi
cerca di criticare il Governo soprattutto su queste vicende.
Questo è il fulcro di questi tre anni e mezzo di guida, e di
questa classe dirigente del Partito Democratico regionale;
sull'inchiostro di questo accordo vi è la forza e la capacità
politica di questa classe dirigente regionale del Partito
democratico e tutto il valore che ha questo accordo rispecchia
questa forza, che può certamente essere prossima alla zero.
Ed è stato un deficit culturale che manca in questo accordo,
perché in questi mesi - mentre l'assessore Baccei andava a limare o
a trattare con lo Stato - non vi è stata una partecipazione
culturale di questa Regione su questo accordo, non vi è stata una
partecipazione con le componenti della società, con le aree
produttive di questa Regione, si è andati avanti nel silenzio.
E' un problema, come dicevo, soprattutto politico, perché questo
accordo rappresenta per l'appunto la forza e la capacità di questa
classe dirigente del Partito democratico e i nomi degli autori di
questo accordo non sono certamente da ritrovare nel Presidente
Crocetta - e lo dico, l'ho detto già in altre occasioni ai miei
colleghi dell'opposizione -. Dobbiamo finirla di personalizzare la
vicenda di questa disastro di questi tre anni e mezza nella persona
del Presidente Crocetta, perché dietro lo sfascio generato vi è
certamente una classe dirigente che vede nei suoi leaders regionali
i propri nomi scolpiti nella storia di questi tra anni e mezzo, che
dimostrano tutta la loro incapacità amministrativa e politica,
capaci di grandi strida a Palermo e di grandi atti di presunzione
politica a Palermo, ma silenti ed accondiscendenti a Roma, incapaci
in questi anni di ottenere qualunque atto favorevole per questa
Regione.
E la storia di questi anni, Presidente, è scolpita in
quest'accordo, ma è anche scolpita nel più grande sfregio
istituzionale che questo Parlamento sta subendo ed è lo sfregio a
cui tutti noi siamo sottoposti.
E mi rivolgo a lei, Presidente. Sono molto dispiaciuto, non perché
voglia sminuire la sua persona, ma avrei gradito la presenza del
Presidente Ardizzone in questi giorni di discussione in merito
all'accordo con lo Stato perché su diversi punti vi è stato un
totale svilimento di questo Parlamento che, ormai, è ridotto ad un
dopo lavoro ferroviario, parliamoci chiaro, è inutile nascondersi.
Quando al punto 3 di questo accordo vengono elencati una serie di
recepimenti legislativi, firmati dal Governo, un impegno preso dal
Governo, io chiedo all'assessore Baccei - ma lo chiedo a tutti i
deputati - vorrei capire se nell'ordinamento legislativo della
Regione siciliana il Governo è titolare di un potere legislativo o
meno.
Vorrei sapere se il Governo regionale siciliano ha la
disponibilità di effettuare decreti legge o decreti legislativi; io
vorrei capire al punto 3 per conto di quale Parlamento, che non è
stato consultato, l'assessore Baccei ed il Governo regionale si
sono impegnati a recepire nei prossimi anni norme di riduzione
della spesa; vorrei capirlo, perché questa parte di accordo rende
un atto abnorme.
Questo accordo è un atto abnorme che non ha nessun riferimento
legislativo all'interno dell'ordinamento, lo capisce chiunque.
E questo avviene al punto 3 , al punto 3B, 3E, 3F, 3G, 3H, al
punto 3I. E ci tengo a sottolineare il punto 3I, e mi spiace che
ora non sia presente il Presidente Crocetta, perché sul punto 3I si
gioca questo svilimento del Parlamento. Perché questo accordo, se
non erro, è coevo a quanto è avvenuto nelle scorse settimane alla
riforma Delrio.
Siamo stati impegnati più volte in quest'Aula per non adeguarci
sic et simpliciter alla riforma Delrio, era il Presidente della
Regione, forse per delle dispute personali a venire in quest'Aula a
dire che l'Assemblea doveva difendere le proprie prerogative
legislative e non applicare in toto la riforma Delrio, salvo poi
andare a Roma e firmare un accordo dove si impegna il Parlamento,
di cui lui non è rappresentante, ad adeguarsi sic et simpliciter
alla riforma Delrio.
Questo ha dell'assurdo, penso, Presidente, perché va bene che le
correnti del Partito Democratico, a fasi alterne, sono contro o a
favore dell'autonomia, va bene che in diverse fasi temporali si può
essere a favore, ma non si può essere nello stesso tempo a favore o
contro le prerogative legislative di questo Parlamento. Penso che
sia davvero grave.
Ed è, di fatto, un accordo che ricalca quello che la Grecia ha
dovuto sottoscrivere nel luglio 2015, quando l'Eurosummit ha
previsto delle decurtazioni alla Grecia in cambio dell'erogazione
di soldi: è lo stesso identico documento Prendetelo per chi ha la
possibilità, prendete l'accordo del luglio 2015, vi sono le stesse
prescrizioni, naturalmente in termini diversi perché si parla di
adeguamento alle procedure amministrative internazionali, che è
molto simile alla lettera g) di questo accordo; di riduzione del
pubblico impiego e della spesa per pensioni, previste nei vari
punti; di riduzione - a prescindere dell'utilità che esse abbiano -
delle partecipazioni pubbliche, ed è lo stesso della lettera a) del
punto 3 di questo nostro accordo.
Quindi, un parallelismo tra una troica che impone e una Regione
che deve eseguire a prescindere.
Ed è chiaro che a fare tutto ciò non è stato il Governo regionale
che - parliamoci chiaro, onorevoli colleghi - non ha giocato
nessuna partita: il Governo regionale e questa classe dirigente del
Partito Democratico non esiste, nel tavolo ci poteva essere - con
tutto il rispetto - la Regione siciliana o non poteva esservi:
l'accordo sarebbe stato identico.
Perché qualcuno dovrebbe spiegarmi com'è possibile che il
Presidente del Consiglio dei Ministri urli alla flessibilità in
Europa e poi imponga, in modo inflessibile, alla Sicilia dei tagli
di spesa corrente che sono insostenibili Questo non si riesce a
spiegare
Così come non si riesce a spiegare, o qualcuno non è riuscito a
spiegare in questi anni, come questa Regione debba ancora ridurre
spesa corrente; io questo ancora non lo capisco Perché se
prendiamo i dati, i numeri dei rendiconti - e ringrazio i dirigenti
di questa Assemblea per avermeli forniti - nel 2008 questa Regione
siciliana spendeva 20 miliardi di spesa corrente, nel 2014 ne
spende 17 miliardi e 451 milioni e nel 2012 era arrivata, a dire la
verità, a 16 miliardi e 400 milioni; e lo Stato, che ci fa le
lezioni su cosa dobbiamo ridurre, nel 2008 spendeva 640 miliardi,
nel 2013 ne spende 720 e impone, a noi, lezioni di riduzioni di
spesa e di spending review, non solo nella quantità, ma anche nella
qualità perché ci dice dove spendere e come spendere e lo impone a
questo Parlamento eletto dai siciliani.
Ecco il capolavoro che questa classe dirigente raffazzonata del
Partito Democratico è riuscita ad imporre alla Sicilia
Ma la cosa ancora più grave - è sempre sul punto istituzionale
dello sfregio che questo Parlamento subisce - riguarda la rinuncia
al contenzioso.
Vedete, non è una questione di principio, non è una questione
personale, è una questione di dignità di voi deputati che oggi vi
fate chiamare, ci facciamo chiamare, onorevoli
Ebbene, nel giugno 2014 qualcuno, in modo segreto, andò a firmare
quell'accordo; oggi lo va a fare sapendo che il Parlamento ha
votato a maggioranza - e quindi espressione del suo popolo - ed ha
chiesto, e ha obbligato, il Governo a non rinunciare a quel
contenzioso: come si fa ad imporre a questo popolo la rinuncia al
contenzioso
Questo è il grave scollamento che sta creando
PRESIDENTE. La invito a concludere il suo intervento.
LOMBARDO. Ieri hanno parlato
PRESIDENTE. Dieci minuti. Continui.
LOMBARDO. Allora, se vuole, parliamo delle tabelle della
finanziaria, se le interessa di più
PRESIDENTE. No, la prego di finire il suo intervento. Onorevole
Lombardo, se abbiamo detto 10 minuti, lei è andato oltre perché era
stato interrotto
LOMBARDO. Ci sono stati colleghi che hanno parlato 18 minuti
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, la prego
LOMBARDO. Se lo ritiene opportuno, mi allontano. Se lo ritiene un
argomento futile parliamo di tabelle
PRESIDENTE. Faccia lei Io le sto semplicemente ricordando che ci
sono 10 minuti ad intervento. La prego di avviarsi alla
conclusione.
LOMBARDO. Se vuole parliamo delle tabelle.
Scusate. Dicevo, quindi, che vi è un problema pratico sul punto 1)
che riguarda un adeguamento ad una norma nazionale, alla quale non
eravamo obbligati, che si sta facendo e che ci costerà diversi
milioni di euro: i punti 2) e 3) dei quali ho già parlato
abbondantemente, di questa riduzione della spesa che noi abbiamo
fatto e che lo Stato, purtroppo, non ha fatto.
Il punto 4) è molto grave, e forse qualcuno l'ha sottolineato. Si
dice che il Ministero dell'economia vigilerà in questi anni sulla
riduzione della spesa che la Sicilia dovrà fare.
Ma stiamo attenti, Presidente Venturino, assessore Baccei e
onorevoli colleghi. Questo meccanismo del punto 4) funzionerà che
nel caso in cui il Ministero delle finanze - quindi non noi, ma il
Ministero dell'economia - valuterà che questa riduzione di spesa
non l'abbiamo effettuata, noi non saremo costretti a restituire
somme, come si è detto in questi giorni, perché è sbagliato, ma lo
Stato tratterrà le entrate tributarie, perché viene delegato
l'Ufficio Struttura di Gestione di Roma a gestire questo passaggio.
E quindi, nel caso in cui un giorno un ministro dell'economia,
mettiamo caso un tecnico - possibilmente dopo ottobre, e dopo il
referendum, chi lo sa, potrebbe arrivare un tecnico - dovesse
valutare come non conducenti le spese effettuate da questa Regione,
potrebbe trattenere le entrate F24 di questa Regione. E questo -
assessore Baccei - da letture costituzionali, si chiama riserva. E
le sentenze della Corte parlano di riserve soltanto per nuovi
tributi o per fronteggiare a spese temporanee. Quindi questo punto
4) è incostituzionale.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, le regole sono uguali per tutti.
Lei ha parlato per quindici minuti. La prego di avviarsi alla
conclusione.
LOMBARDO. Ieri miei colleghi hanno parlato per diciotto minuti.
GRECO GIOVANNI. Ieri altri hanno parlato per mezz'ora
PRESIDENTE. La prego di avviarsi alla conclusione. Grazie
onorevole Lombardo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.
LOMBARDO. Complimenti Parliamo delle tabelle Presidente Parli
delle tabelle. Ieri i miei colleghi hanno parlato per venti minuti.
Lei mi ha interrotto tre volte. Tre volte
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, io l'ho fatta parlare per quindici
minuti perché poco fa si era anche allontanato l'assessore Baccei.
Non l'ho interrotta tre volte. Lei è andato oltre.
LOMBARDO. Lei non è in grado di presiedere i lavori d'Aula.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Lombardo. Si accomodi. Ricordo
ai colleghi che il tempo è stato fissato in dieci minuti.
LOMBARDO. Ieri, non lo ha fatto rispettare
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, io ho seguito con molta attenzione tutti gli interventi
di ieri. Li ho seguiti tutti, nonostante fossi tra gli ultimi a
parlare, e ho seguito anche quelli di oggi. Li ho seguiti senza
indispormi più di tanto. Vedo che da ieri ci sono toni accesi,
urla, grida. Vedo in Aula un clima nervoso. E nonostante tutto ho
seguito ciascun intervento con grandissima attenzione. Non mi sono
distratto quasi mai. E, anche quando c'è stato qualche intervento
che magari poteva toccarmi, non mi sono permesso di scompormi più
di tanto.
Spero di ricevere lo stesso trattamento da parte dei miei
colleghi, ma sono sicuro che i miei colleghi sono così bravi che lo
faranno.
Io sono mortificato, lo sapete perché? Ogni tanto qualcuno ricorda
le mie provenienze: io ho fatto parte dell'esperienza del
centrodestra. Sono stato sindaco di Forza Italia, quando il centro
destra aveva ottenuto il sessantuno a zero'. Che bellissimo
momento è stato quello, quando avevamo tutta la rappresentanza
parlamentare del nostro partito, del partito di Forza Italia. Ed
era il momento di riscatto Tutti speravamo nel miracolo:
finalmente la Sicilia, forte di questo risultato ma purtroppo devo
dire, che anche se ho vissuto quell'esperienza in maniera diversa,
con ruoli diversi - parlo dell'esperienza fatta nella Democrazia
cristiana - purtroppo devo dire che anche quelle esperienze non
diedero grandi risultati per un riconoscimento serio da parte dello
Stato. Assolutamente, nessun risultato. Uno Statuto fermo,
bloccato, anzi un peso per la Sicilia perché quando dovevamo
recepire delle norme che erano state recepite e funzionavano nel
resto del Paese ed, invece, poi attraverso lo Statuto noi
riuscivamo a bloccarle. Né una lira, né un riconoscimento, e quando
i soldi non valevano molto, nel senso che le disponibilità
finanziarie di mamma Stato non erano quelle di oggi, quelle di
questi tempi. Noi la finanziaria dello Stato la conosciamo, la
sappiamo. E purtroppo la classe politica della Democrazia
Cristiana, che per me rappresenta le mie origini, non riuscì in
tanti anni di governo ad ottenere un riconoscimento serio per quel
che riguardava le nostre caratteristiche di Statuto ordinario. Non
ci riuscì, la Democrazia Cristiana non ci riuscì. E la stessa cosa
fece Forza Italia con la differenza, però, che Forza Italia aveva
il sessantuno a zero' e fu la mortificazione più grande della
Sicilia perché non riuscimmo ad ottenere nulla, zero' e neanche i
movimenti autonomistici che andavano di pari passo, che andavano a
braccetto con il presidente Berlusconi, - non dimentichiamoci il
grande rapporto con Lombardo ed il presidente Berlusconi -,
Lombardo leader di un movimento autonomista importante, risultato?
Per lo Statuto, per i siciliani, per la rivendicazione dei nostri
diritti: zero, zero
Oggi esiste una classe politica, un Presidente della Regione, e
non lo dico solo perché io per questo Presidente e per questo
progetto mi sono dimesso da sindaco di una città bella ed
importante come quella di Ragusa, ma le dico una cosa, signor
Presidente, ma forse quelle dimissioni valgono solamente per questo
atto, signor Presidente. Lo sa perché valgono solamente per questo
atto quelle dimissioni da sindaco? Perché io ero rimasto orfano
della capacità politica della Democrazia Cristiana di far valere la
mia sicilianità, anche se ero piccolo ma ero un dirigente di quel
partito. Di Forza Italia, in cui avevo creduto che con il
sessantuno a zero dovevano fare qualche cosa per la Sicilia.
Devo ripetere che mi sono dimesso da sindaco, ho creduto nel suo
progetto e lei sa quello che io ho chiesto e quello che io ho
ricevuto. Ma, dico, ho fatto bene forse anche sono per questo Ci
vale tutto l'accordo perché l'accordo può essere modificato, ci
saranno poi quelli più bravi che aggiungeranno qualcosa in più
rispetto ai quaranta anni che non è stato fatto nulla, ma tra il
nulla che era stato fatto e quello che oggi siamo riusciti ad
ottenere, grazie ad un Presidente della Regione e grazie ad un
proconsole, mamma mia, collega Cancelleri, se non fossero arrivate
queste risorse, no? Cioè, che abbiamo dichiarato più volte? Abbiamo
dichiarato: Non ci crediamo che arriveranno questi cinquecento
milioni di euro Se non arriveranno questi cinquecetno milioni di
euro l'assessore si dovrà dimettere - io ho un po' di
comunicazioni -. Questi cinquecento milioni non arriveranno e,
quindi, i comuni perderanno centosettanta milioni, la forestale
perderà settantuno milioni, i precari, ventiquattromila precari,
perderanno centoquindici milioni . Ci sono tantissimi articoli:
Sono arrivati i soldi e nessuno riesce a dire: Bravi Ci siamo
sbagliati. Vi chiediamo scusa, per quello che abbiamo sostenuto,
che abbiamo detto per mesi, che era un imbroglio, che era una
farsa, che era una sciocchezza che ci metteva su Baccei.
Purtroppo, invece, oggi, non purtroppo, per fortuna, per tutti
coloro che beneficeranno di queste cose. Ma io lo so che siete
tutti contenti. Mi spiego meglio.
Al di là delle posizioni politiche, che è giusto che ognuno faccia
la propria parte, che l'opposizione faccia l'opposizione, ma per
fortuna che sono arrivati questi soldi Perché grazie a questi
soldi potremo pagare i nostri precari.
E ve lo dice uno che quando si parla di precari diventa agitato,
perché io sono il sindaco che i precari li ha stabilizzati, non a
costo della Regione, ma a costo del comune. A costo del comune, con
le politiche del comune. Cara collega sindaco Perché io ho
stabilizzato nel 2009, così come tanti altri sindaci, non sono i
ventiquattromila, i precari di tutta la Sicilia, solo la parte dei
sindaci incapaci che non sono riusciti, allora, a stabilizzare i
loro precari. Questo è così. E noi non ce ne dimentichiamo, e non
ce ne dobbiamo dimenticare, su questo dubbi non ce ne sono.
Così come abbiamo fatto nelle province, dove abbiamo stabilizzato
i nostri precari. L'ha fatto bene Nello Musumeci, l'ha fatto bene
Franco Antoci e Nello Dipasquale alla provincia, nei tempi che
furono. Ma ci sono altri che non l'hanno fatto. Ed oggi sono a
carico nostro ed oggi li possiamo pagare solo grazie a questo
intervento economico.
Ora, in un momento di grande crisi economica che vive lo Stato,
questo miliardo e quattrocento milioni che abbiamo ricevuto ora, ma
che diventerrano un miliardo ed ottocento milioni, voi capite bene
che stabilizzare un'entrata ai giorni nostri di un miliardo e
ottocento milioni è un grandissimo risultato politico. E la cosa
grave è che, quando c'erano le risorse immense, caro onorevole
Musumeci, noi che abbiamo fatto un'esperienza politica insieme per
una parte della nostra vita, i nostri amici non sono riusciti ad
ottenere nulla per loro grandissima incapacità politica.
Ed oggi, questo viene certificato. Questi quattro scombinati del
PD, del Governo, del proconsole, - che oggi il risultato se lo
porta, che oggi il risultato se lo porta - e lo fa insieme alla
classe politica nazionale, per chi si è impegnato, - mi sto
avviando alle conclusioni - , per chi ha dato il suo contributo, il
sottosegretario Faraone si è impegnato dando il suo contributo, con
in testa il Presidente della Regione, siamo stati squadra per la
Sicilia. E' ovvio.
Quando parliamo di allineamento, e di allineamento politico,
forse, ogni tanto litighiamo. E ci sta anche Ma per le cose serie,
facciamo squadra, fanno squadra. Io sono l'ultimo chiodo della
carrozza, l'ultimo chiodo della carrozza. Fanno squadra e portano
il risultato
Si potrà, quindi, migliorare, ed io mi auguro che questo risultato
ottenuto e domani, arriveranno uomini ancora più bravi - me lo
auguro, perché negli ultimi cinquant'anni, non c'è stato alcuno,
non c'è stato alcuno - che possano ottenere ancora molto di più.
Io, possibilmente, da semplice cittadino, sarò felice, contento ed
esprimerò la mia più grande soddisfazione. Ma, oggi, un risultato
c'è. Ed è un risultato che, io per primo, auspicavo, da tantissimi
anni. L'auspicavo, come no? Ci sono miei interventi su questo a non
finire. Ed uno dei motivi del mio allontanamento, nel 2009,
dell'autosospensione, fu anche per uno di questi. Proprio
l'incapacità di ottenere un risultato, e un risultato politico con
la vicinanza nazionale.
Abbiamo, quindi, ereditato, - e concludo davvero -, una
situazione che vedeva nel 2014, scusate se faccio qualche errore,
oltre duemiliardi e quattrocento milioni di disavanzo. I numeri
sono numeri.
Oggi, noi abbiamo seicento milioni di avanzo e finalmente
quest'anno settecento milioni li possiamo utilizzare per
investimento. E' giusto che l'opposizione dica che tutto va male,
però, a me la soddisfazione che qualcosa, un passo avanti e un
passo importante si è ottenuto, questo non può togliermela nessuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, oggi in Aula c'è stato un certo nervosismo fra i banchi
dei deputati. Credo che questo nervosismo sia assolutamente
giustificato e giustificabile anche perché uscendo da quest'Aula e
ritornando nei territori dai quali proveniamo qualcosa pur dovremo
raccontarla di questa giornata, di questo accordo che il Governo
ha, non stipulato con il Governo nazionale, perché se è vero che la
giurisprudenza costituzionale ha suggerito, ha orientato le regioni
verso una trattativa per risolvere, definitivamente, i problemi
finanziari che riguardano lo Stato e le Regioni, non ha mai
suggerito invece alle regioni di subirlo questo che viene definito
accordo. Questo non è un accordo. Un accordo si fa fra due parti e
quelle due parti devono essere d'accordo, appunto, su quello che è
il contenuto stesso di quello che si stabilisce. Qui abbiamo una
sfilza di impegni che il Governo regionale siciliano,
autonomamente, ha assunto nei confronti del Governo nazionale, e
poi alla fine un impegno unico da parte del Governo nazionale che
dice che dal 2018 farà delle cose.
E' ovvio, è evidente qual è la considerazione che questo
Parlamento ha, o meglio che questo Governo ha nei propri rapporti
con lo Stato, cioè che cosa considera lo Stato e che cosa si
considera, in quanto tale, la Regione.
Rimango sempre molto colpito ogni volta che entro in quest'Aula da
quelle due date: 1130, Ruggero II di Sicilia, e 1947 che è la
prima Assemblea regionale siciliana che vide eleggere, nel
dopoguerra, il primo presidente della Regione, Giuseppe Alessi. E
poi mi chiedo: Ma come ci siamo ridotti in questo modo? Come ha
fatto la Regione siciliana a ridursi in questo modo? Come ha fatto
ad abiurare, rinunciare a tutta quella che è la storia della
Regione siciliana?
Per carità, non è tutta rose e fiori, probabilmente in questo
rapporto, che oggi questo governatore ha intavolato con il
Presidente del Consiglio dei Ministri, Renzi, è un rapporto
punitivo, quasi masochistico. Questo Presidente gode del fatto di
depredare i siciliani di risorse, gode nel far ammettere al proprio
Assessore che comunque la Sicilia e i siciliani perdono sette
miliardi di euro all'anno di risorse.
Eppure, da questo banco ho sentito colui che mi ha preceduto, il
collega Dipasquale che ne è anche felice. Con i soldi dell'IRPEF e
dell'IRAP dei siciliani, che puntualmente pagano ogni anno allo
Stato italiano, noi a differenza della Lombardia, continuiamo a
contribuire con seicento milioni in più per la sanità, però a loro
toccano quaranta deroghe sui punti nascita che non vengono chiusi,
a noi che siamo brutti, sporchi e cattivi, vengono concesse appena
due deroghe.
Voi approvate una rete ospedaliera che viene rinnegata
successivamente dallo Stato italiano che ci chiede di chiudere
reparti. Certo, è vero, molti reparti sono stati aperti soltanto
per fare qualche cortesia a qualche direttore, a qualche medico.
Certamente una riorganizzazione è necessaria.
Sicuramente la Pubblica Amministrazione, questa macchina
maledetta, che in Sicilia è stata concepita in funzione del
deputato quando invece una macchina deve essere guidata da chiunque
perché è sufficiente la benzina, perché non si muove se non c'è la
politica. Ma cosa c'entra questo?
Una macchina è una macchina, una macchina deve percorrere
chilometri, non c'è bisogno del politico che risolve i problemi
perché se c'è bisogno del politico il cittadino è schiavo.
Oggi lo è ancora di più perché lo avete reso schiavo
economicamente, perché il siciliano è costretto a continuare a
pagare delle somme esose contro tutti gli altri cittadini - come mi
piace sempre dire - siamo italiani in esilio in Sicilia.
MUSUMECI. Esuli in Patria
CAPPELLO. Esuli in patria. I siciliani sono genitori, allevatori
di figli in favore dei quali spendono migliaia e migliaia di euro
per farli studiare perché dopo la laurea vadano a lavare i piatti
in Inghilterra. Questo siamo A questo ci avete ridotti
Sono settant'anni di storia che ce lo dicono. Eppure su questi
banchi si sono alternati giuristi. Faccio un esempio: l'Assemblea
costituente quando discusse dello Statuto vedeva anche un mio
concittadino, Giovambattista Fanales, che faceva parte
dell'Assemblea costituente.
In questi mesi mi sono dilettato a leggere i dibattiti che furono
sviluppati da quei legislatori.
Tutto aveva un senso, tutto aveva una qualità, non era soltanto
rivendicazione ma era un modo di concepire la Regione siciliana,
che è la prima Regione.
Tutto si è fermato nel 1967, con il DPR n. 1065, che stabiliva dei
principi innovativi di federalismo fiscale. Dopo tutto si è
fermato Si è rinunciato all'articolo 36, all'articolo 37,
all'articolo 38 ma la cosa che mi indigna di più sono le risate di
ieri da parte dell'Assessore Baccei, la sua ilarità rispetto alle
nostre parole.
Ma quanto vale la rappresentanza, il voto democratico dei
siciliani? Quanto valgono le mie parole? Beh, rispetto a queste
risate nulla
Eppure dovrò tornare nella mia città, nella mia provincia, dovrò
spiegare perché siamo ancora più poveri, dovrò spiegare perché la
Regione siciliana si è impegnata a rinunciare ai ricorsi, che pure
sta vincendo, dovrò spiegare perché la Regione siciliana deve fare
ulteriori tagli, dovrò spiegare perché i nostri giovani non hanno
un cavolo' di lavoro, dovrò spiegare perché si continua ad
emigrare, dovrò spiegare perché qui governa il Partito democratico
e a Roma pure, dovrò spiegare perché questa miscela ci sta
uccidendo, dovrò spiegare perché voi ridete rispetto a queste
macerie
Non so se vi devo maledire per questo, o vi devo benedire perché
ci state consegnando la Sicilia Ma state facendo tabula rasa
perché il prossimo Governo Cinque Stelle' troverà soltanto
macerie Non voglio governare una Regione fatta di macerie Non
voglio che la Regione sia fatta di ricordi Voglio che la Regione
abbia una prospettiva Voglio che i siciliani abbiano una
prospettiva Voglio che questa Terra e i siciliani siano siciliani
in Italia e che abbiano gli stessi diritti di tutti i cittadini
italiani
Non mi voglio allineare alle leggi dello Stato perché questa
Regione ha le risorse, le intelligenze per essere più originale
dello Stato perché lo è già stata per essere più originale dello
Stato, in quanto non ci manca nulla. Eppure non abbiamo niente
Cosa abbiamo ricevuto in cambio? Nulla
Strade, autostrade, infrastrutture, che cosa? Oggi in IV
Commissione si è discusso dello scorrimento veloce La Libertinia .
L'unico tratto che è stato fatto è quello inutile e dopo
l'inaugurazione è stato chiuso. Ne mancano due. Si è discusso col
rappresentante del Governo, risposte? Zero Arriverà l'Anas, poi ci
sarà il MIT, ci sarà - rischio di essere veramente volgare e non
voglio esserlo perché ho l'ambizione e la prerogativa di
rappresentare i siciliani che non meritano volgarità oltre a quelle
che stanno subendo.
Non voglio aggiungere nulla perché nulla deve essere aggiunto ad
un accordo che, purtroppo, quest'Aula non può modificare. E' stato
già pubblicato tre giorni fa il decreto legge da parte del Governo
nazionale, che poi diverrà legge in Parlamento e, quindi, stiamo
discutendo del nulla, stiamo discutendo e basta, e queste sono
soltanto parole, ma sono certo che lì fuori ci sono cinque milioni
di giudici e sono i siciliani che sapranno darvi la risposta al
momento giusto.
(Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io
cercherò di essere breve, di attenermi ai tempi, anzi di
rispettarli in maniera abbondante e di provare a riportare il
ragionamento sul piano della politica, perché ieri mi ero
preoccupato di chiedere un rinvio dei lavori perché si stemperasse
il clima e perché si evitasse di trasformare la seduta, o per
meglio dire per evitare che si trasformasse la seduta, con un
argomento così importante, in un dibattito di ultrà, in un
dibattito dove si arrivasse a chiedere le dimissioni del Presidente
della Regione come se noi stessimo trattando una mozione di
sfiducia.
Io credo che, su questo punto, invece, debba esserci la calma, la
serenità, e guardare ai fatti con la verità e non essere trascinati
in un ragionamento che non porta da nessuna parte perché a me, lo
dico con assoluta franchezza, per questo accordo, - ed io lo
voglio guardare con gli occhi della verità -, non si può esultare
ma non si può neanche ignorare o denigrare come è stato fatto ieri.
E' un accordo importante che introduce alcuni principi importanti
che tiene conto di tanti anni di storia, di tanti anni di gestione,
di tanti anni di, come dire, sbavature' e di una prospettiva
importante.
Io, con assoluta franchezza, senza voler divagare, credo che noi
abbiamo scampato un pericolo ed, ahimè, quello che rimprovero ai
colleghi che ieri hanno trattato questo argomento accusando
soltanto il Governo o difendendo soltanto il Governo è quello di
dire che non si ricordano che la maggior parte delle cose che sono
state fatte in questa Aula appartengono sì al Governo ma
appartengono anche, - come dire -, alla serietà e correttezza di
questa classe dirigente che viene dai territori di ogni singola
provincia e che ha votato, nel corso di questo biennio, tantissime
riforme o tantissime leggi di contenimento della spesa che non
allineavano la Sicilia al resto d'Europa o al resto d'Italia e che
venivano spesso rimproverate anche dagli organi di controllo o
dagli organi di garanzia.
Allora sarebbe ingiusto non riconoscere all'assessore Baccei che,
con documento di programmazione economico-finanziaria e con alcune
iniziative, tenendo la schiena dritta, non sarebbe giusto non
riconoscere all'assessore Baccei il lavoro che ha indirizzato
questa Assemblea che per certi versi non si è lasciata trascinare
al guinzaglio dal Governo e dall'assessore Baccei ma, spesso è
intervenuta per modificare, per migliorare, anzi qualche volta io
personalmente ho contestato all'assessore che gli era mancato
quell'atto di forza finale che sarebbe servito per mettere un po'
più di ordine. Perché, diversamente, noi non rendiamo giustizia
delle cose che si sono fatte. Ed io credo di poter rivendicare che,
sempre con la schiena dritta, e sempre prendendo la via più
difficile, che è la via della verità e la via della serietà, questa
Assemblea ed il Gruppo parlamentare che io ho l'onore di
rappresentare, ha contribuito, in maniera decisiva, senza far finta
di nulla, senza girarsi dall'altra parte, senza mai prestarsi alle
vie più semplici che potevano essere la fuga, quella che non ce ne
accorgiamo. Per un lungo periodo ci si è comportati così e questa è
una responsabilità che nessuno può far finta che appartenga
all'altro, è una responsabilità condivisa.
E allora io credo che l'accordo di oggi serva per cominciare a
fare chiarezza. L'accordo di oggi, onorevole Cancelleri - io non
credo che alla fine questa Terra sarà governata da rappresentanti
del vostro Movimento -, però state tranquilli che l'accordo di oggi
servirà per mettere in equilibrio il bilancio della Regione e
servirà a mettere, non in equilibrio, perché già i tagli che sono
stati fatti sono stati severi, sono stati decisi, coraggiosi, sono
state fatte tante cose che, forse, andavano fatte prima, ma questo
accordo permetterà a questa legislatura, o alla fine di questa
legislatura, e certamente alla prossima legislatura, di potere
programmare in maniera diversa e con una maggiore prospettiva.
E' pur vero che si poteva fare di più, che si poteva fare meglio,
ma bisogna vedere come si arriva ad una trattativa perché, per
essere chiari, se noi fossimo arrivati a questa trattativa - e io,
ripeto, non è il miglior accordo che si poteva fare - quattro anni
fa saremmo arrivati come un pugile suonato. Se oggi siamo arrivati
a questa trattativa ci siamo arrivati perché in questo periodo
abbiamo fatto tanto, e io rivendico di essere stato uno di quelli
che ha votato, a volte anche in distonia rispetto al Governo, ma
sempre con la lucidità di potere contribuire a migliorare una
proposta o talvolta sostenendo il Governo, talvolta facendo
interventi critici, ma dicendo sempre la verità.
Noi oggi dobbiamo partire da questo, perché la Corte dei Conti nel
Giudizio di Parifica non si sarebbe espressa in quel modo se non
avessimo provato ad invertire la rotta. E lo stesso organo di
garanzia come la Corte Costituzionale aveva tracciato la via di una
serie di prerogative che ancora non sono riconosciute, e non
dobbiamo dare la colpa chissà a chi del perché queste prerogative
non l'abbiamo riconosciute, perché nei rapporti economico-
finanziari, per forza, si è dovuto tenere conto di una serie di
lavori in progress nel corso degli anni che hanno determinato
visioni diverse in contesti storici diversi, in contesti sociali
diversi ed in contesti economico-politici e nazionali diversi.
Oggi siamo al giro di boa che viene rappresentato da una parolina,
io non voglio commettere errori, proverò a ricordare: L'avere
introdotto il criterio del maturato anziché del riscosso realizza
un'entrata strutturale nel bilancio della Regione la cui copertura
è garantita negli anni a venire con le leggi di stabilità e in
questi è garantita dallo Stato che permetta alla Sicilia di fare
quel salto di qualità che noi auspichiamo .
E' chiaro che su questo noi ci dobbiamo scommettere, perché il
salto di qualità noi lo vogliamo fare senza più commettere gli
errori del passato perché, diversamente, poco fa l'onorevole
Lombardo citava l'episodio della Grecia quasi ad accomunare la
Sicilia alla Grecia.
Io credo che proprio questo accordo permette di non essere
accomunati a quel ragionamento ancorato a parametri che sono fuori
dal contesto così come - diciamolo con assoluta franchezza -
talvolta vedo il Governo, non il Governo regionale anche il Governo
nazionale, piegato rispetto ad alcune valutazioni che fa l'Europa e
talvolta penso cosa potrebbe succedere se noi facessimo una
votazione come quella che si è tenuta nel Regno Unito. Quanti
comparti strutturali della Sicilia, quante cose che vengono fatte
grazie agli aiuti europei, quante cose che forse abbiamo fatto male
perché non siamo stati chiari nelle direttive, nelle leggi, oggi
non potrebbero più realizzarsi.
Io, quindi, ritengo che questo accordo sia un accordo che serve, è
un accordo che potevamo fare meglio, forse, come qualcuno ha detto,
dicendo anche un pizzico di verità, è un accordo che ci ha visto in
certi minuti con il coltello alla gola, però se quel coltello non è
affondato è per quello che abbiamo fatto, lo ha fatto questo
Governo, lo ha fatto questa Assemblea, lo ha fatto la politica.
Io credo che questa politica oggi abbia stabilito dei parametri
nuovi su come orientare il ragionamento, per il resto non entro nel
merito del singolo punto, della singola valutazione, mi attengo
soltanto al dato più importante, se noi non pensiamo e non
riflettiamo a quello che è successo nel 2012, al contesto siciliano
che ha determinato un cambiamento, all'essere stati protagonisti di
un cambiamento politico che sperava di rilanciare alcuni comparti
dell'economia che questo Governo non ha saputo rilanciare, se noi
non ci ricordiamo e parametriamo, non portiamo indietro le
lancette, oggi non capiamo bene tutto quello che è successo.
Io non ho da considerare l'assessore Baccei perché toscano
invasore, o perché romano, ahimè, tante volte mi sono lamentato con
lui di alcune cose che se fosse stato siciliano avrebbe capito
meglio, avrebbe capito prima, tante altre volte gli ho detto che è
mancato quel gesto di coraggio che - assessore Baccei non è un
rimprovero, non è mancato a lei, è mancato al suo partito - che
serviva per determinare, perché se avessimo avuto quel coraggio
oggi forse questo accordo sarebbe stato ancora più generoso, però
sta di fatto che oggi noi siamo nelle condizioni di cominciare a
programmare in maniera diversa.
Ho sforato pure io signor Presidente il tempo a disposizione,
l'argomento onestamente è allettante, intrigante, e uno magari
diventa pure ripetitivo, però ne vale la pena.
Io credo che gli sforzi che la politica ha fatto sono stati
capiti, ora bisogna riuscire in un operazione ancora più difficile,
bisogna riuscire a comunicare bene per farli capire alle persone, e
questa è la vera sfida che ci deve intrigare, questo il
ragionamento che tutti dobbiamo sapere fare nelle piazze, perché
gridare contro qualcuno, gridare sempre, non porta a niente, porta
soltanto a rinviare i problemi, e il rinvio non è mai la soluzione,
bisogna talvolta scegliere, bisogna decidere di scegliere, e si può
fare bene o si può fare male, ma bisogna decidere, io credo che
questa decisione serva, e la programmazione prossima sarà il vero
banco di prova su cui l'Udc non farà sconti al Governo, se pensa di
tentennare, di balbettare o di non avere la direzione chiara su
come impostare la prospettiva e lo sviluppo di questa Terra, ma io
sono certo che anche col vostro aiuto questo si farà, grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato anch'io tutti gli interventi e ho cercato di comprendere
quali potevano essere gli effetti positivi di questo accordo per la
Sicilia, e non me ne voglia signor Presidente, non ne vedo, non me
ne voglia assessore Baccei, un fatto è la stima personale, un altro
fatto è la valutazione politica.
Io non ho simpatia per il Governo nazionale, non nutro alcuna
simpatia per il premier, periferia dell'Impero , purtroppo così
Renzi tratta la Sicilia, e in questo mio intervento ho cercato di
svestire i panni di opposizione e di osservare con la lenti di chi
scruta e legge, e allora nel motore di ricerca ho scritto quattro
parole Renzi, Crocetta, Sicilia e accordo, e vi leggo alcuni primi
dieci titoli Altro che accordo storico Crocetta svende la
Sicilia , Accordo bluf altro che accordo storico Crocetta svende
la Sicilia , Renzi e PD depredare la Sicilia in barba alla Corte
costituzionale , accordo capestre , affondare la Sicilia nel nome
di Renzi , per i Siciliani l'accordo è un disastro .
Questo è il risultato, non mio, del motore di ricerca.
Non ho nulla da aggiungere, dico, sul piano personale, se non
manifestare il mio dissenso, l'amarezza, la delusione e, se volete,
anche lo sdegno di Parlamentare, di sindaco e di cittadina.
Qualcuno poc'anzi brindava con toni trionfalistici all'accordo. Io
pongo una riflessione, e questa riflessione la pongo all'Aula, una
riflessione di carattere giuridico, di carattere tecnico, di
carattere amministrativo.
A mio avviso l'accordo rappresenta una chiara violazione delle
procedure legislative ed amministrative, nonché dei rapporti
parlamentari tra Assemblea e Governo. Sull'illegittimità dello
stesso rilevo che oggi, a trattativa terminata, viene coinvolto il
Parlamento al fine di ottenere una copertura normativa che dovrebbe
avere il crisma di legge.
Come si può sostenere che la commissione paritetica dovrà
ratificare il contenuto dell'intesa? Allora è mutato il principio
della gerarchia delle fonti? Come si può abdicare al contenuto del
nostro Statuto rinunciando all'applicazione degli articoli 36 e 37
dello Statuto'? Come si pone in una fase, quale quella attuale di
revisione dello Statuto, mutatis mutandis la norma di attuazione
invocata, per la cui procedura non è nemmeno previsto un passaggio
parlamentare?
A proposito di centro destra e dell'accordo del 2005 che è stato
sottoscritto da Cuffaro e che, da qualche parlamentare, è stato
ricordato ieri, riguardava una norma di attuazione. Il passaggio è
sottile. In base all'articolo 37 dello Statuto della Regione
siciliana le relative quote di competenze fiscali dello Stato sono
trasferite alla Regione, significa il 100%. Quindi, simmetricamente
sono state trasferite alla Regione competenze previste dallo
Statuto fino ad ora esercitate dallo Stato.
Si sanciva, dunque, un principio, quello della simmetria tra le
funzioni e le risorse finanziarie, e mi dispiace che qualche
deputato dell'UDC poc'anzi non rivendicava questo risultato. E,
sulla base di tale previsione, si autorizzava il Governo a trattare
con lo Stato.
In breve le norme di attuazione hanno sancito il principio della
coincidenza delle funzioni spettanti alla Sicilia e le relative
risorse economiche.
Oggi, anche baipassando un atto di indirizzo di questo Parlamento,
si è, invece, proceduto senza alcuna copertura normativa e,
trattandosi di un atto di natura prettamente amministrativa, direi
che la sanzione da applicare sia quella più grave, ovvero la
nullità, considerando l'atto tamquam non esset.
Si aggiunge, poi, quanto da me prospettato ieri in Commissione
Statuto, che un atto collegiale può essere sostituito da un altro
collegiale e non monocratico.
Se è necessaria una delibera di Giunta per autorizzare il
Presidente della Regione a proporre ricorso dinanzi la Corte
costituzionale, come si può rinunciare allo stesso con un atto
unilaterale?
Obblighiamo la Sicilia a rinunciare a somme che, secondo alcuni
conteggi, sarebbero di circa cinque miliardi per avere oggi la
cifra di 500 milioni.
Cui prodest in un momento in cui dobbiamo avviare l'intesa per
revisionare lo Statuto si può ipotizzare che quella sia la sede
naturale dove poter trattare con lo Stato, in un rapporto paritario
e no di supremazia statale?
Sono questi interrogativi che sottopongo a quest'Aula, e mi auguro
siano utili a far riflettere sulle responsabilità politiche che
questo Governo oggi, e chi lo sosterrà, con questo accordo, si
assume nei confronti dei Siciliani.
Nel merito dell'accordo, con riferimento alla riduzione
dell'attuale spesa corrente al 3%, l'assessore lo ha definito una
riqualificazione e non un taglio. Di fatto non si può definire
riqualificazione, bensì un taglio sulla spesa corrente.
Ancora, al punto 3 la riduzione della spesa indicata al punto 2 e
3 per ciascun anno, rispetto all'anno precedente, è prevista
attraverso provvedimenti legislativi ed amministrativi che la
Regione dovrà adottare, recependo pedissequamente disposizioni
normative statali.
Orbene, recepire norme statali produce, inevitabilmente, una forte
compressione della sfera dell'autonomia regionale limitandone, o
addirittura escludendone, la potestà legislativa nelle materie in
cui tale potestà è esclusiva, come ad esempio il pubblico impiego
regionale, lettera f) dell'accordo, il regime degli enti locali,
materia che l'articolo 14 dello Statuto riserva alla legislazione
regionale primaria.
Di qui l'assurdo impegno di recepire sic et simpliciter la legge
14, la legge Delrio , concernente la riforma delle province: dopo
anni di trattative fallimentari la riforma epocale di questo
Governo, che il Presidente Crocetta aveva annunciato sulle
province, si traduce ad un semplice copiato della normativa
statale.
E ancora gli impegni assunti al punto 3 saranno annualmente
oggetto di verifica da parte della presidenza del Consiglio dei
Ministri, Dipartimento della funzione pubblica: non si hanno
precedenti di verifica della funzione pubblica su attività
amministrative o legislative nelle materie riservate alla potestà
legislativa esclusiva della Regione, né è specificato in cosa
consistano tali verifiche.
L'attività legislativa della Regione verrebbe controllata dallo
Stato, laddove l'unico modo previsto per effettuare tale controllo
è l'impugnativa delle leggi regionali da parte del Consiglio dei
Ministri - oggi che non esiste più il Commissario dello Stato -
davanti alla Corte Costituzionale.
Ancora vi è il punto 8: come può un accordo impegnare ad
introdurre provvedimenti normativi di natura economica-finanziaria?
Chi farà le leggi? Il Governo? Il Governo ha solo la potestà di
iniziativa legislativa e non ha il potere di legiferare.
Ancora è previsto, al punto 8, che le assegnazioni che risultano
dagli adempimenti di cui al punto 6, saranno accreditate su un
sottoconto infruttifero della contabilità speciale della Tesoreria
unica intestata allo Stato; tali somme risultano inutilizzate - ma
allora a che servono? - tranne che in carenza di altra liquidità
disponibile, verranno utilizzate per esigenze indifferibili, per il
pagamento delle spese fisse per il personale dipendente e per il
pagamento delle rate di ammortamento dei mutui, ma con l'obbligo di
reintegro.
Un fondo, quindi, super vincolato, utilizzabile solo nei due casi
indicati in precedenza e, soprattutto, in determinate condizioni e,
per di più, con l'obbligo di reintegro: parliamo del principio di
insostenibilità, quello sancito dalla Corte Costituzionale, ma che
non è un principio immodificabile per quanto riguarda gli enti
locali.
E poi l'ultima considerazione: i 500 milioni di euro - vorrei
rispondere al presidente Vinciullo - la Sicilia ha diritto a
pretenderli, però come? Non ratificando un accordo. Il disegno di
legge di variazioni dovrà essere approvato, ma si tratterà di un
acconto che lo Stato darà alla Sicilia, di 500 milioni; il tavolo
dovrà restare aperto Il tavolo delle trattative in sede di
rinegoziazione dello Statuto dovrà restare aperto, perché con la
riforma costituzionale il Parlamento può agire per rivedere
l'accordo.
Oggi con questo accordo si sta agendo sulle norme di attuazione
che poi dovranno essere recepite nello Statuto, e invece noi ci
dobbiamo ricordare che prima, nell'ordinamento giuridico, vengono
delineati i principi generali e poi le norme di attuazione, ecco
perché questi 500 milioni servivano, i comunicati stampa sono stati
fatti perché i 500 milioni necessitano alla Sicilia, ma i 500
milioni rappresentano un acconto rispetto alle superiori somme che
lo Stato dovrà dare alla Sicilia.
E poi, non ci è stato detto a quanto ammonta il saldo che deve
avere la Sicilia rispetto all'accordo, invece, a quanto è stato
pattuito con l'accordo.
Quindi una riflessione che l'Aula dovrà fare, ma è una riflessione
che dovrà fare anche il Governo rispetto ai 500 milioni e,
soprattutto, rispetto alla rinegoziazione dell'accordo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
penso che l'accordo di cui stiamo parlando risponda pienamente agli
impegni che il Governo della Regione aveva assunto con il
Parlamento e con i Siciliani.
Noi veniamo da una fase difficile dal punto di vista finanziario e
di bilancio. E non voglio richiamarne le cause, ma certamente
sottolineare che non sono in capo all'attuale Governo.
Uscire da questa situazione era indispensabile per rendere
possibile l'erogazione dei servizi che fino ad ora la Regione ha
dato, per sostenere gli impegni che ha assunto con i Comuni e per
tutte le altre cose che sono state qui richiamate, in un quadro di
riorganizzazione della macchina amministrativa e anche di
razionalizzazione delle spese della Regione.
Da questo punto di vista - che sarebbe la prima cosa che il
Parlamento, al di là delle legittime posizioni politiche, dovrebbe
valutare - se si facesse una valutazione serena, non si può non
apprezzare quello che è stato fatto e, soprattutto, che il Governo
presieduto dall'onorevole Crocetta ha mantenuto l'impegno che aveva
assunto con il Parlamento e con i Siciliani.
Si dice che sia un accordo che pone delle condizioni capestro alla
Sicilia. Ma io di condizione capestro non ne vedo nessuna. Perché,
intanto, la riduzione del 3 per cento di cui si parla, è relativa a
norme che in parte già abbiamo approvato. In larghissima misura
Il rispetto e il recepimento di normative nazionali non limitano
l'autonomia della Regione. Faccio un esempio per tutti, per tutti i
propagandisti che qui ho ascoltato, da ieri ad oggi. C'è qualcuno
in questo Parlamento che ritiene l'applicazione delle norme
contenute nella legge Madia, sui licenziamenti dei truffatori' -
non parliamo neanche dei fannulloni - che vediamo ogni tanto
apparire in televisione io credo che non ci sia nessuno che possa
dire che nella Regione siciliana chi viene colto in fallo, a
truffare' - diciamo così - la Regione, andandosene a spasso
piuttosto che a lavorare, debba avere un trattamento differenziato
dai dipendenti degli enti locali della stessa Regione siciliana, o
dello Stato nella stessa Regione siciliana.
Quindi cerchiamo di parlare di quello che c'è. Dopodiché l'altro
elemento di discussione è se si poteva fare un accordo migliore. Ma
per carità Uno può immaginare che attraverso un rapporto tra Stato
e Regione si sarebbe potuto realizzare un accordo migliore. Però
questi colleghi che si cimentano con questo argomento dovrebbero
spiegare come, in che direzione, in che misura
Come, per altro verso - e qua entro in una discussione che credo
andrebbe affrontata in maniera seria e non propagandistica - il
rapporto tra questo accordo e lo Statuto della Regione siciliana,
che naturalmente non può essere violato da questo accordo, perché
lo Statuto è una norma costituzionale. Tant'è che nell'accordo -
per chi lo vuole leggere e non lo vuole stravolgere - c'è, in
alcuni punti, il rimando alle norme di attuazione; in altri punti
viene chiamata in causa la Commissione paritetica. Quindi non
diciamo cose che non hanno fondamento.
E io, onorevoli colleghi, suggerirei di evitare di affrontare la
discussione sull'attuazione dello Statuto in termini
propagandistici. Io capisco che siamo, più o meno, a un anno dalle
elezioni e siamo già in piena campagna elettorale. Ma guardate che
le cose che si dicono qui si possono ritorcere contro chi fa
propaganda e non affronta le questioni in materia seria. Anche
perché il tema dell'attuazione dello Statuto ha impegnato le classi
dirigenti della Sicilia e nazionali dal '47 ad oggi, e non c'è
nessuno che può dire che ha la formula magica per attuare
immediatamente lo Statuto nella ispirazione dei padri costituenti.
Anche perché, vorrei ricordare al collega, l'onorevole Cappello,
che si è cimentato, diciamo così, su questo terreno, che l'articolo
43 dello Statuto parla di leale collaborazione tra la Regione e lo
Stato e, quindi, chiama la Regione e lo Stato a lavorare assieme
per rendere praticabili i principi contenuti nello Statuto, a
partire dal tema delle risorse finanziarie.
La collega, l'onorevole Grasso, ha ricordato che cosa c'è scritto
nello Statuto, però ha dimenticato di dire - perché probabilmente
non serviva nel suo ragionamento - che proprio la simmetria tra le
risorse che dobbiamo tenere in Sicilia, come c'era scritto nello
Statuto e le competenze che lo Stato doveva trasferire alla
Sicilia, dal punto di vista economico, e non da ora, non sarebbero
in equilibrio.
Mi meraviglio che l'onorevole Falcone utilizzi l'argomento, a
proposito di questo accordo, che è stato distrutto l'articolo 37.
Vorrei ricordare sommessamente al collega Falcone, ma anche al
Parlamento tutto, che nel 2005 il Governo Cuffaro, dopo lunghissime
discussioni - che voi tutti immaginerete - ad un certo punto siglò
con il Governo Berlusconi, Ministro del Tesoro, Tremonti, un'intesa
per attuare l'articolo 37. I giornali dell'epoca riportano
dichiarazioni entusiaste dei contraenti l'accordo che parlava di
una possibilità per la Regione, di un introito annuale di 500
milioni.
In quell'accordo c'era scritto che venivano riconosciute le
risorse alla Regione siciliana simmetricamente, perché così era lo
spirito dello Statuto, al trasferimento degli oneri che comportava
la assunzione delle competenze, per esempio, l'istruzione
scolastica, l'istruzione universitaria con i dipendenti e tutte le
cose che conosciamo e così via.
Su quel simmetricamente si è bloccato tutto Non è arrivata una
lira alla Regione siciliana. Vorrei, quindi, invitare i colleghi
che straparlano, capisco, ripeto, che siamo in campagna elettorale
e si può, ma siamo anche in un Parlamento. Quello che diciamo qui
resta scritto. Tra due anni qualcuno potrà leggere questo dibattito
e chiedere a ciascuno di noi conto delle cose che qui ha affermato,
soprattutto se ancora sono persone in attività e che rappresentano
ancora i siciliani in questo Parlamento.
Ritengo che il Presidente della Regione di allora, l'onorevole
Miccichè, l'onorevole Lombardo, che erano i co-protagonisti di
quella esperienza di Governo, non è che hanno voluto prendere in
giro i siciliani, non è che hanno voluto danneggiare la Sicilia, si
sono trovati di fronte ad un ostacolo che è connaturato allo
Statuto siciliano, che, ripeto ha l'ispirazione di dire: Tu,
Sicilia, puoi tenere le tue risorse a condizione che perché questa
era l'ispirazione dei padri fondatori dello Statuto tu ti puoi
autogovernare facendoti carico delle competenze che in altre
Regioni sono a carico dello Stato , e questo è un tema rispetto al
quale oggi, ma anche ieri, la Sicilia non sarebbe stata in grado di
assolvere. Noi avremmo avuto ulteriori problemi perché la Sicilia,
in tutti questi anni, è stata una Regione, diciamo così, meno
sviluppata di altre, ancora siamo nell'obiettivo 1, quindi, ha
bisogno di un rapporto con le istituzioni extraregionali che tenga
conto del processo di allineamento che la Sicilia ancora deve
compiere.
Questo, quindi, è il tema.
E ragionare di Statuto in termini seri dovrebbe indurre tutti, e
concludo signor Presidente, a determinare le condizioni per cui la
Sicilia abbia un controllo più razionale della spesa pubblica,
compatibilmente con i problemi che abbiamo e, su questa base,
chiedere allo Stato, come si è cominciato a fare in questo accordo,
un'attuazione delle norme statutarie che siano compatibili con le
esigenze della Sicilia.
Altrimenti resta il tema dei ricorsi, e concludo, che è l'altro
elemento che è stato tirato dentro questa discussione ma al netto
dell'orientamento ormai consolidato della Corte costituzionale sui
ricorsi che, proprio per l'articolo 43, ricorda sempre che devono
accordarsi Stato e Regione. A parte questo, ma la Sicilia, oggi, se
il Presidente della Regione avesse insistito con i ricorsi, ammesso
che la Corte costituzionale gli avesse dato ragione, e sappiamo
anche con quali esiti economici, come avrebbe governato questa
Regione? E non era un problema di Crocetta, era un problema di
tutti noi. Ai contrattisti - ai quali tutti esprimiamo sostegno,
solidarietà - dicevamo: Vi paghiamo quando la Corte costituzionale
si pronuncia? Fra un anno, due, ammesso che
Dico, questo è il tema.
Affrontare queste cose, quindi, con serietà è un fatto importante
per tutti, perché uno dei mali di questa fase, ma non solo di
questa fase, è immaginare di dire ai siciliani una cosa che, poi,
non possiamo mantenere.
Il rapporto fra politica e cittadini deve essere fondato, per
tutti, per chi governa ma anche per chi fa opposizione, su
argomenti fondati rispetto ai quali poi, i cittadini possono
verificare la serietà delle cose che si dicono e la loro attuazione
concreta.
Ecco perché penso che il Parlamento debba riconoscere al Governo
della Regione, al presidente Crocetta, all'assessore Baccei, un
impegno serio e di avere mantenuto l'impegno assunto con il
Parlamento e con i siciliani.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Clemente.
L'Assemblea ne prende atto.
della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sotto-
scritto con il Governo nazionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del Governo
della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria
sottoscritto con il Governo nazionale
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, non posso non notare come i banchi di
quest'Aula siano stati vuoti fin dall'inizio ed, ancora peggio,
adesso. Mi sono riservata, però, di intervenire anche dopo gli
interventi molto interessanti, per dare la mia visione, le mie
impressioni e rivolgermi al Presidente della Regione, un Presidente
che, oggi, appare ai nostri occhi, come qualcuno che ha
letteralmente tradito il proprio mandato perché i conti non
tornano.
Quello che hanno detto i deputati della maggioranza, che hanno
fatto quasi da pompiere , volendo correre in soccorso e dare ampia
soddisfazione di questo accordo, di questo che per noi è un diktat
proveniente da Roma, ancora più grave di quello che era avvenuto lo
scorso anno: la rinuncia del contenzioso.
La rinuncia del contenzioso costituisce per i siciliani una
gravissima perdita e costituisce per quest'Assemblea
un'impossibilità di poter agire attraverso riforme a dare sostegno
a tutte quelle categorie di siciliani che, oggi, sono letteralmente
in ginocchio. E' inutile che i deputati della maggioranza, da
questo scranno, continuino a fingere che nulla sia successo, anzi
addirittura a vantare e tessere le lodi di questo accordo. Un
accordo che mi chiedo se lei prima di firmarlo, di siglarlo, abbia
letto.
CROCETTA, presidente della Regione. Ero incapace di intendere e di
volere
FOTI. Rinunciare ai contenziosi significa perdere risorse per la
Sicilia, risorse che appartengono ai siciliani e lei si è arrogato
questo diritto andando a Roma a siglare un accordo che non sta in
piedi. Rinunciare a 8 miliardi di euro, comprimere ulteriormente la
spesa, significa privare i siciliani delle risorse di cui hanno
diritto. Ma questa non è la prima volta che il governo Renzi, un
governo che non è stato eletto da alcuno si arroga di fare dei
tagli ad una Sicilia che continua ad essere in ginocchio e con un
atteggiamento da zerbino.
Di cosa parlo? Nel dicembre 2014, ci hanno imposto l'IMU. E tutti
in silenzio. Sempre nel dicembre 2014, per dare risorse, una delle
scriteriate riforme nazionali, hanno tagliato le risorse dei PAC
che andavano destinate alle attività dei nostri comuni, dalla
riqualificazione degli impianti sportivi, agli asili nido, alle
attività per gli anziani, parliamo di 350 milioni di euro che ci
sono stati sottratti e questo Governo non ha battuto ciglio.
Ci hanno imposto, di volta in volta, e qui, da lei che rappresenta
i siciliani, non si è battuto ciglio. Adesso rinuncia ai
contenziosi per la seconda volta. Inoltre, qui con la leggerezza,
con nonchalance, si dice che bisogna essere soddisfatti.
Bene, non ci stiamo Perché ogni volta, ad ogni finanziaria,
quando si sono dovuti fare dei tagli, tagli lacrime e sangue, tagli
fatti con il macete, perché c'è dove andare a risparmiare ma,
ovviamente, la maggioranza, il suo Governo vanno a ghigliottinare
delle situazioni in maniera cieca con tagli lineari senza andare a
calibrare gli interventi e ,di volta in volta, le categorie più
svantaggiate soffrono di questi tagli e abbiamo l'abbandono di
interi comparti.
Dato che qualcuno prima ha parlato di stabilizzazione, domani
avremo i precari e vedremo con quali risorse si andranno a
sostenere gli interventi a favore dei precari Vedremo con quali
risorse si andrà a pagare i dipendenti Gli daremo da mangiare, da
mettere sul piatto l'accordo storico? Gli diremo che le lacrime e
sangue sono solo per loro? Perché da Roma si sta brindando con
questo ulteriore intervento ghigliottina sulla Sicilia?
Presidente, lei, ad ogni legge di natura economica, e l'Assessore
per il bilancio, avete sempre detto che bisogna fare dei sacrifici,
che bisogna ragionare.
Bene, questo non è possibile se è solo unidirezionale. Questo
intervento ha, ulteriormente, impoverito la Sicilia ed i fatti
parlano da sé. Non è possibile pugnalare al cuore le risorse che
spettano ai siciliani e, poi, tornare qui a cuor leggero. Noi
l'abbiamo vista sgomitare, insieme ad altri personaggi alquanto
pittoreschi della sua parte politica, per annunciare questi 500
milioni di euro. Molte persone ci hanno chiesto: Bene, adesso
ripristineranno i nostri capitoli? Adesso ci daranno ascolto? No,
signori. No, perché queste risorse già erano impegnate. Erano i
famosi 500 milioni di euro che campeggiano sulle pagine dei
giornali da mesi e sono sempre quelli, sono sempre i nostri.
Lei ha capitolato, Presidente, si è arreso di fronte al diktat
romano in cambio, non oso immaginare, di cosa, perché c'è ben poco
qui da spartire, c'è ben poco da fare con la Sicilia, con le casse
vuote.
Non è possibile che le tasse dei siciliani rimangano imbrigliate
in questo grande imbuto romano grazie all'imbroglio di questo
accordo su cui si deve ripensare.
Di storico non c'è nulla. Questo è l'accordo capestro storico,
quello di sempre, quello che supera ogni immaginazione. Mi stupisco
che ci sia ancora chi osa difenderlo.
Da parte nostra, Presidente, ormai non c'è alcuna speranza e
possibilità di dialogo e ragionevolezza perché l'atto che è stato
firmato a Roma, si è andati a firmare evidentemente bendati, perché
non posso credere, è inverosimile, che si sia accettato un diktat
di questo genere.
Ci siamo già espressi, con amarezza, perché chi non guarda gli
interessi della Sicilia non può essere chiamato Presidente della
Regione siciliana.
CROCETTA, presidente della Regione. Questo non glielo consento E'
una caduta di stile
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Presidente, non raccolga provocazioni
Sono stati due giorni di dibattito abbastanza intenso. Ho
ascoltato la totalità degli interventi.
Parlare stasera, in un'Aula semivuota, ha il valore che ha, però,
è giusto rappresentare la verità dei fatti.
La verità dei fatti muove prima di tutto da una considerazione,
cioè che questo accordo muove dall'avvenuta dimostrazione
dell'insostenibilità strutturale del bilancio regionale per effetto
dei successivi e ripetuti interventi statali in materia tributaria
e dell'incremento del concorso della Regione alla spesa sanitaria
in linea, peraltro, con le sentenze e con le indicazioni della, più
volte, richiamata Corte Costituzionale.
La stessa Corte Costituzionale, infatti, sottolinea l'opportunità
di porre in essere meccanismi pattizi sulla base del principio di
leale collaborazione. Sono tantissime le sentenze dove la Corte
Costituzionale parla di questo, anche molto recenti.
Questo è un accordo che sana un gap di anni rispetto alle altre
regioni a Statuto speciale che, fin dall'inizio, hanno attuato
questi meccanismi di leale collaborazione e, quindi, il meccanismo
pattizio con lo Stato.
Ieri ho sentito dire che il presidente Crocetta ha spento il
lumicino.
Niente di più falso, in questo momento, perché forse con questo
patto possiamo finalmente dire di avere dato un po' più luce a
questa Regione.
Possiamo, infatti, dire, oggi, di avere grande liquidità, risorse
statali certe e stabili.
Già dal 2016 - come è stato richiamato da qualche altro mio
collega - è possibile destinare a spese, all'investimento, 700
milioni del Fondo sviluppo e coesione che fino ad ora utilizzavamo
per coprire la spesa corrente o per il concorso alla finanza
pubblica.
Altro che non pensare al futuro dei nostri giovani
Ieri ci hanno attaccato, hanno attaccato il Governo, questa
maggioranza, di non pensare al futuro dei nostri giovani. Ci stiamo
pensando, eccome
Ho sentito dire di tutto e di più sui contenziosi. Nessuno, però,
dice che di questi contenziosi, di questi asseriti 7 miliardi -
diventati in alcuni interventi 8, in altri 9 - sono quasi tutti
ricorsi persi e, quindi, somme che, in realtà, dobbiamo andare a
dare, a restituire somme allo Stato.
Questo lo dico non per fare - come ho sentito in questi giorni in
questi interventi - delle affermazioni di principio, lo dico dopo
avere letto uno specchietto che riguarda i contenziosi della Corte
Costituzionale che, tra l'altro, è agli atti di questa Assemblea e,
pertanto, consultabile.
Ho sentito, ovviamente, richiamare, più volte, altre soluzioni,
tutte abbastanza fantasiose.
Mi permetto di ricordare che il famoso Accordo Lombardo , quindi
assessore il professore Armao, con quell'accordo, all'epoca, erano
state trasferite nuove funzioni a fronte, ovviamente, di risorse e
all'epoca si prevedeva il trasferimento delle funzioni sulla scuola
e le università.
Questo accordo ha ribaltato quella logica, tante risorse, tante
funzioni; ovviamente, noi questa logica l'abbiamo ribaltata proprio
perché questo Governo ha tenuto il punto fermo, ha tenuto ed è
riuscito a fare un braccio di ferro con lo Stato dove, alla fine,
abbiamo vinto noi ed abbiamo detto ci devi dare più risorse ma non
ci devi dare più funzioni.
L'onorevole Giuseppe Milazzo, nel suo intervento ha, più volte -
ne ricordo sicuramente tre - citato i 70 milioni dati alla Valle
d'Aosta. Vero, la Valle d'Aosta ha ricevuto 70 milioni, ma anche la
Valle d'Aosta ha rinunciato ai contenziosi alla Corte
Costituzionale e l'ha fatto prima di ricevere, ovviamente, i 70
milioni ma questo l'onorevole Milazzo, ovviamente, non lo ha detto.
E poi vogliamo, forse, dimenticare l'importanza che, finalmente,
dopo 50 anni abbiamo norme di attuazione in materia finanziaria con
il criterio del maturato e non più con il criterio del mero
riscosso che, finalmente, ci forniscono un quadro stabile delle
entrate.
Ora è giusto che l'opposizione faccia l'opposizione, perché
altrimenti non saremmo in un Parlamento, però bisogna parlare con i
dati della verità ed i dati della verità, oggi, smentiscono tutto
quanto è stato sostenuto dalle opposizioni e dagli interventi dei
colleghi di opposizione in questa Aula.
Ritengo, a questo punto, e chiudo Presidente, sottolineare il
sacrificio e l'impegno profuso da questo Governo, dall'assessore
Baccei, per andare a ricostruire, oggi, il giusto rapporto tra lo
Stato e l'Autonomia siciliana.
La situazione economica odierna ha manifestato notevoli criticità
a tutti evidenti, criticità nate dal fatto di dover adempiere a
degli obblighi contrattuali ed alle spese correnti cui la Regione
deve fare fronte; in una logica, però, di rete e di condivisione di
obiettivi, siamo tutti concordi che la rivisitazione della giusta e
legittima Autonomia siciliana non possa non camminare attraverso un
raccordo, un percorso comune, con lo Stato e con Roma al fine di
dimostrare la bontà delle future scelte e di riacquisire i giusti
diritti, scelte e diritti che sono stati mortificate dalle passate
legislature e dai precedenti governi, non dobbiamo dimenticarlo.
Non possiamo sempre rivendicar la nostra Autonomia se non
dimostriamo di legittimarla attraverso un percorso virtuoso che ci
consenta di essere in armonia con lo Stato e non sottoponga
ulteriormente la nostra Terra a difficoltà operative ed al non
rispetto dei nostri concittadini. I cittadini tanto amati dai
Cinque Stelle, questo Governo, il presidente Crocetta, l'assessore
Baccei, hanno dimostrato di rispettarli e di voler veramente
rilanciare l'economia e di voler rilanciare il futuro di questa
Regione.
L'accordo firmato - dobbiamo essere oggettivi - non deve essere
strumentalizzato, non deve essere neanche glorificato, ma deve
essere interpretato come uno strumentale accordo necessario ad una
rivisitazione e riqualificazione della nostra amata Autonomia.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere una piccola
cortesia: prima della replica del Presidente vorrei avanzare la
richiesta di rinviare in Commissione, come da una ampia
condivisione con i colleghi, il disegno di legge iscritto al V
punto all'ordine del giorno che riguarda la legge elettorale. La
ringrazio.
PRESIDENTE. Ritengo che su questo ci sia stata condivisione, però,
per Regolamento, pongo in votazione per alzata e seduta la
richiesta avanzata dall'onorevole Turano. Chi è favorevole al
rinvio in Commissione si alzi; chi è contrario rimanga seduto. Il
disegno di legge è rinviato in Commissione.
della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sotto-
scritto con il Governo nazionale
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del Governo
della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria
sottoscritto con il Governo nazionale
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sicuramente, la folta rappresentanza di deputati in Aula
fa leggere le argomentazioni portate in questi due giorni di
dibattito per quello che sono: argomentazioni pretestuose che non
accettano alcun confronto; campagna elettorale anticipata e, in
alcuni tratti, persino con atteggiamenti, dichiarazioni e
comportamenti che sono andati ben al di là dei corretti rapporti
istituzionali, del legittimo rapporto che ci deve essere tra
Governo ed opposizione, però, nel rispetto reciproco delle persone,
delle istituzioni e dei ruoli.
Questo non è avvenuto e, sicuramente, il fatto che, poi, ognuno si
faceva il suo intervento ed alla chetichella se ne andava dimostra
quanto pretestuose, quanto coloro che hanno fatto quelle
affermazioni non credessero alle cose che dicevano.
In ogni caso, intendo parlare - pur nell'assenza, ringrazio i
parlamentari presenti, degli altri deputati che hanno deciso di non
confrontarsi - al popolo siciliano.
Una cosa è venuta chiara in questi due giorni: che se in questi
anni avessero governato il vecchio centro-destra che ha distrutto
la Sicilia ed il Movimento Cinque Stelle questa Regione, oggi,
sarebbe condannata ad essere commissariata, spazzata via, crack,
sarebbe in una situazione di totale fallimento, senza soldi nelle
casse e senza una prospettiva di rilancio economico.
Valutiamo l'accordo. Mi spiace, sinceramente, che non ci siano i
deputati dell'opposizione, anche perché qui voglio fare una grande
provocazione a questi signori e la provocazione è questa: non vi
piace l'accordo? Bene Il prossimo bilancio facciamolo senza
applicare questo accordo e vediamo che succederà. Succederà una
cosa molto semplice: senza questo accordo, per fare quadrare i
bilanci, mancherebbe 1 miliardo e mezzo di euro.
Questa è la conseguenza di chi dice: Quale danno abbiamo fatto
alla Sicilia se c'è 1 miliardo e mezzo in più, anzi per
l'esattezza 1 miliardo 685 milioni di euro, che non vengono dati
per coprire nuove funzioni ma per coprire le funzioni precedenti.
Si vuole dire questa verità al popolo siciliano, che manca 1
miliardo e mezzo di euro?
Normalmente, in via routinaria e nel corso degli anni per fare
quadrare il bilancio della Regione e questo nonostante i tagli di 3
miliardi che abbiamo fatto in questi anni, perché voglio ricordare
che il favoloso bilancio fatto dai soloni della difesa ad oltranza
della Sicilia, coloro che hanno affossato, invece, l'Autonomia
siciliana, hanno consegnato alla Regione al 31 dicembre 2012 un
bilancio con meno 2 miliardi di euro, mentre noi al 31 dicembre
2015 - grazie a questi accordi sbagliati secondo loro - abbiamo
dato, invece, un consuntivo di bilancio in più 637 milioni di euro.
Fa una bella differenza fra chi produceva debiti e buchi di
bilancio e chi, invece, produce avanzo di amministrazione che serve
ad eliminare dalle spalle dei ragazzi e ragazze di Sicilia il
debito.
Questo è il tema che abbiamo di front,e quindi, un bilancio
risanato, un Governo che controlla i conti, un Governo che ha
avviato una programmazione senza precedenti: Patto per il Sud si
concretizzerà nelle prossime settimane e darà impulso e slancio con
circa 2 milioni 320 mila euro che verranno immessi per lo sviluppo
della Sicilia; abbiamo chiuso la programmazione europea spendendo
tutti i soldi e non mandando un centesimo a Bruxelles; abbiamo
avviato la nuova programmazione, mi pare siano risultati
intangibili; la sanità era in perdita, oggi, è la sanità che è al
nono posto in Italia per i livelli essenziali di assistenza,
eravamo al penultimo posto col precedente Governo, quindi, stiano
poco a parlare e facciano mea culpa e chiedano scusa e perdono al
popolo siciliano per avere distrutto questa Sicilia.
Io non sono qui per difendere niente perché non abbiamo da
difendere nulla, anzi abbiamo da attaccare, da dire come stanno le
cose ed il lavoro che dobbiamo fare, proprio nelle prossime
settimane, sarà l'operazione verità di dire come ci hanno
consegnata la Sicilia e come l'abbiamo portata avanti, come
l'abbiamo fatta uscire dal tunnel di morte cui l'avevano consegnata
i precedenti Governi.
Una cosa abbiamo capito anche, che nella politica clientelare del
passato della spesa pubblica infinita per accontentare le
clientele, né questa demagogica e populista che vede altri versanti
di presunti innovatori che, in realtà, si rivelano dei grandi
conservatori che, spesso, votano insieme alla destra per la
conservazione e per il ripristino dei privilegi, emblematico è
anche un'accusa che voglio rendere qui pubblica, quella del
tentativo di volere abolire il doppio voto di genere, che è una
conquista di questo Governo, di questo Parlamento e, oggi, si
vorrebbe cancellare, quando quella legge che fummo i primi a
lanciare in Italia, è diventata legge di tutte le regioni italiane.
Questa che loro rivendicano non è Autonomia speciale, è
un'anomalia speciale e perniciosa che punta a quella
differenziazione negativa, non alla differenza perché si fa più
innovazione, si fanno più riforme ma, invece, ad una sorta di
anarchia, un'anarchia anomala che produce solo guasti per la
Sicilia.
Io sono rimasto veramente sorpreso quando ho sentito il
rappresentante del Movimento Cinque Stelle dire che difendeva 70
anni di storia della Sicilia, c'è da rimanere allibiti perché in
quei 70 anni ci sono gli Aldisio e gli Alessi che hanno fatto la
storia della Sicilia, ma ci sono anche le vicende terrificanti di
otto presidenti della Regione arrestati, di una Regione che,
praticamente, ha dovuto concludere diverse volte la propria
legislatura per problemi giudiziari dei Governi e degli allora
Presidenti della Regione. Dobbiamo difendere tutta questa storia?
E ho sentito anche fin troppo spesso un'accusa, anche fuori da
questo Parlamento da parte di Forza Italia per intenderci, quando
dice: Crocetta è diventato Presidente per la lotta alla mafia. Beh,
questa sarebbe un'accusa? Sarebbe un'accusa, forse, di fronte a due
legislature che si sono volute concludere in modo anticipato per
problemi di Presidenti legati alla mafia, tenere alta questa
bandiera e dire chiaro al Paese, al mondo, all'Europa, al popolo
siciliano che, sicuramente, questa legislatura non si concluderà
anticipatamente perché c'è un Presidente che difende gli interessi
della mafia, questa legislatura andrà avanti e se si dovesse
concludere anticipatamente, sarà soltanto perché i ciechi
privilegiati e potenti della Sicilia vorranno interrompere un
processo di cambiamento che abolisce privilegi e sprechi.
Ora, il ragionamento che noi andiamo a fare qui, con chiarezza, a
che cosa abbiamo rinunciato?
Vi ho dato la tabella delle famose rinunce dell'accordo del 2014,
per essere chiari, e noi lo dobbiamo rivendicare con orgoglio
perché dobbiamo avere il coraggio di dire le cose che facciamo.
Qualcuno, anche nella nostra maggioranza, i distinguo li tiene per
altre ragioni, perché è cominciata da tempo la lotta alla
successione, diciamo che è cominciata sin dal primo giorno che mi
sono insediato, un po' troppo anticipata per essere nei tempi.
Però, guardate che l'accordo del 2014 è costato in termini di
rinunce, 582 milioni 768 mila euro e ci abbiamo guadagnato -
l'onorevole Turano dice che si potrebbe fare meglio- le rinunce
sono state 582 e 758 e ci abbiamo guadagnato un miliardo 285
milioni e 400 con il famoso accordo del 2014 in cui abbiamo
svenduto la Sicilia.
Veramente qui mi pare che la Sicilia non si sia svenduta proprio
niente Ed i famosi contenziosi ai quali avremmo rinunciato sono
stati tutti bocciati dalla Corte costituzionale.
Qui si dice complessivamente 8 miliardi. Bene: 582 erano quelli
che abbiamo vinto, quelli che abbiamo perso già sono 5 miliardi
367, quelli che perderemo saranno altri 2 miliardi. Ma anche se la
cifra di tutti questi contenziosi fosse veritiera e non ci fossero
stati già i pronunciamenti della Corte costituzionale per cui le
regioni che hanno imbarcato questa via di fatto non otterranno
nulla perché i contenziosi li hanno persi, noi abbiamo guadagnato
non i 550 milioni, che in modo meschino e bugiardo si continua a
ribadire in quest'Aula, abbiamo guadagnato un miliardo 685 milioni
di euro per sempre, strutturali, che ci permettono di programmare
il futuro, di programmare il bilancio e di risolverlo.
Bene, il Parlamento non è contento? Dice che abbiamo fatto male?
Diamo ai Cinque Stelle - visto che loro si candidano a governare -
ed a Forza Italia che, in nome di questo passato glorioso di
gestione della Sicilia, che aveva portato la Sicilia alla
distruzione totale, fatelo voi questo bilancio senza quest'accordo
Non avremmo rispettato le prerogative del Parlamento? Il
Parlamento può esercitare le proprie prerogative, quando fa il
bilancio.
Noi in questo miliardo 685 milioni dello Stato, dell'accordo del
Governo non li vogliamo calare, ci mettiamo i titoli di entrata
degli eventuali contenziosi con lo Stato. Siccome nelle regola
esiste la regola delle entrate certe, altrimenti poi non si possono
spendere, però se ne assumono tutta la responsabilità politica. Noi
siamo disponibili a questa sfida.
Dite che è un accordo non giusto? Non applicatelo In fase di
legge di bilancio vi sfidiamo e vediamo se riuscite a fare meglio
di noi o se non consegnate la Sicilia al crac o al commissariamento
per default e per disequilibrio di bilancio. Dovremo agire con la
regola della parità dell'equilibrio di bilancio ed il Centrodestra
ci ha accusati di questo.
Certo che loro la considerano una cosa sconveniente, perché loro
erano abituati a fare i bilanci con la vendita finta di immobili,
mutui, contratti per coprire spesa corrente, e allora nessuno
impugnava e i Governi nazionali stavano zitti perché erano del loro
stesso colore con la stessa logica.
Nel 2012 i forestali dovevano essere pagati con un mutuo di 380
milioni mai acceso e mai riconosciuto dalla Cassa depositi e
prestiti perché non si poteva pagare la spesa corrente con il mutuo
di 380 milioni, e quei problemi ci hanno pesato. E menomale che
siamo arrivati a novembre al Governo della Regione, perché in
quegli ultimi due mesi gli impegni di spesa programmati avrebbero
quasi raddoppiato il buco di bilancio del 2012. Spesa che io
bloccai allora, per essere chiari, perché quando verificai che le
entrate non c'erano state non potevo continuare ad ammettere di
impegnare altra spesa ed oggi avremmo una situazione sicuramente
terrificante rispetto a questa.
Noi abbiamo salvato la Sicilia E lo diciamo con orgoglio, e
abbiamo fatto un accordo che esalta l'autonomia della Sicilia
perché non elemosineremo più come hanno fatto questi governi di
ascari del centrodestra di questi anni, non busseremo agli
onorevoli di Roma, a qualche Sottosegretario di Stato o a qualche
Ministro perché ci dia qualcosa nel bilancio: sappiamo che noi
queste entrate ce le abbiamo, e ce le abbiamo per sempre
Abbiamo messo anche un'altra norma di buon senso: quella che nel
2018 si possa rivedere l'accordo. Non si vuole applicare? Non
applicatelo Diteci voi Dopodiché, cosa facciamo La marcia su
Roma per chiedere il contributo straordinario dello Stato? Per
chiedere altri miliardi nella finanziaria a favore della Regione?
Viviamo di entrate proprie da questo momento Proprie della
Regione, come dicono gli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto.
Si voleva un accordo limitato? Non sono cambiati quegli articoli,
non abbiamo ceduto l'autonomia della Regione. Io stesso, quando si
avanzò quell'ipotesi, dissi : non toccheremo alcuna prerogativa
costituzionale prevista dallo Statuto , sono rimasti e non sono
stati messi in discussione dall'accordo; sono state messe in
discussione leggi ordinarie.
Volete licenziare quelli del cartellino, che non timbrano?
Veramente noi li abbiamo licenziati senza neanche la legge Madìa
- per intenderci - perché quello che abbiamo fatto noi in termini
di pulizia dell'amministrazione regionale non l'ha fatto mai
nessuno.
Voglio vedere questi governi che dicono l'antimafia parolaia ,
questi del centrodestra: non avete mai licenziato un mafioso, in
questi anni di storia bellissima di storia bellissima, di 70 anni
si Sicilia? O un piromane che stava nei forestali, lo avete mai
licenziato? Rispondete a queste cose
A volte debbo dire, al di là di ogni tono istituzionale e accuse,
perché quando si dice: Crocetta ha letto l'accordo? , non solo me
lo sono letto, ma dimostro di averlo perfettamente voluto, capito e
compreso Voluto, non subìto Voluto
Sono io che ho chiesto che vogliamo operare con il pareggio di
bilancio, perché non vogliamo lasciare altri debiti alle future
generazioni, perché superiamo i limiti di spesa del Patto di
stabilità e potremo pagare regolarmente stipendi, precari e Comuni
nelle mensilità dovute, invece di essere sottoposti ai vincoli che
ci pone l'Europa.
Tutto quello che è positivo è stato, invece, rappresentato in modo
grottesco.
Io spero che questi signori non dicano sul serio, cioè che non
abbiano portato queste argomentazioni perché le pensano veramente,
perché ci sarebbe veramente da preoccuparsi sulla loro capacità a
rappresentare il popolo siciliano in termini di interessi e sulla
loro capacità di comprendere, compreso lo stesso onorevole Micciché
. Forse Crocetta non capiva; chissà, forse avrà fatto tardi, aveva
bevuto . Io, per la cronaca, non solo sono astemio, ma
notoriamente manco sniffo
Quindi, vorrei dire, con molta attenzione, ai rappresentanti
istituzionali quando parlano del Presidente della Regione - non di
Rosario Crocetta - di utilizzare linguaggi e toni adeguati. Perché
la prossima volta, credo, che qualche procedimento civile e penale
lo avvieremo, perché le istituzioni si rispettano. Io non mi sono
mai permesso, quando erano in carica Lombardo e Cuffaro, di
lanciare accuse e offese come quelle che sono state date. Colpevole
di avere dato un miliardo e 685 milioni in più alla Sicilia
Colpevole
Senza questo accordo la Sicilia sarebbe fallita Si dice che
questi sono soldi della Regione siciliana. Certo, anche prima erano
soldi della Regione siciliana. Non sono stati capaci ad ottenerli e
neppure glieli davano.
L'ipotesi di accordo che aveva fatto il Governo Lombardo rispetto
al Governo nazionale era di 8 miliardi e 400 milioni e trasferiva
nuove funzioni. Abbiamo fatto i calcoli. Quell'accordo a noi non
conveniva. Non lo abbiamo voluto fare, perché trasferiva nuove
funzioni e, con i calcoli che abbiamo fatto per le nuovi funzioni,
noi avremmo avuto un buco di 400 milioni in più l'anno. Quindi,
quale sarebbe stato il risultato?
Abbiamo invece prodotto un miliardo e 685 milioni di euro in più
Cash Denaro corrente Che non ci deve essere riconosciuto dalla
finanziaria di turno dello Stato, ma che è invece linfa viva E'
PIL Quel denaro in circolazione è 1,5 punti di PIL in più l'anno
Ora, che io mi debba trovare di fronte a eserciti di dilettanti
allo sbaraglio, che vorrebbero persino insinuare la capacità e la
competenza che hanno gli altri, mi sembra veramente il gioco
surreale di una parte del Parlamento che, persino, non ha il buon
gusto di confrontarsi e di fare interventi che la storia condannerà
come irrazionali, perché qualsiasi persona di buon senso
Consentitemi. L'assessore del nord. Io tante volte ho con Baccei
punti di vista diversi. Non sull'obiettivo. Ma sulle modalità con
cui dobbiamo raggiungere gli obiettivi. Perché è chiaro che una
cosa è avere le regole e un'altra cosa è avere il polso della
situazione sociale. E chi, come me, fa il Presidente della Regione
e sta dentro le tensioni del popolo siciliano, deve in qualche modo
stare dentro i ragionamenti.
Per esempio, oggi abbiamo parlato, assieme all'assessore Lantieri
e all'assessore Baccei, dei problemi dei precari che domani fanno
sciopero. Io vi debbo dire che è uno sciopero che non serve a
nulla. Anche perché noi già una soluzione la stiamo trovando e sarà
molto innovativa e, come al solito, chi ci salverà sarà la nostra
intelligenza e la capacità di immaginare.
Sapete cosa ci siamo detti oggi? Che noi non abbiamo bisogno di
creare né nessuna Agenzia, né nessuna nuova società perché noi la
società che può assumere i precari l'abbiamo ed è la Resais, per
esempio, che nacque proprio come società per il lavoro interinale.
Con un piccolo aggiustamento normativo, quindi, potremmo
trasformare quella società, in attesa che non deve essere, però,
la soluzione definitiva, fare i contratti a tempo determinato ma
continua il processo di stabilizzazione degli enti locali e, man
mano che vengono stabilizzati avranno un contratto a tempo
determinato passano con gli enti locali. Ne discuteremo con il
Parlamento, ne discuteremo con i sindacati.
Noi abbiamo fatto un grande lavoro, salvato la Sicilia Risanato
il bilancio della Regione, introdotto il principio della verità dei
conti, della verità dei conti perché tutti quegli immobili che si
dovevano vendere che giustificavano le entrate nuove nei bilanci
2012, 2011, 2010, si sono verificati? No, erano falsi. Però, le
spese si sono verificate tutte.
E' merito di questo Governo avere fatto a dicembre 2012 una
delibera che dice che le spese si fanno non sulla base del bilancio
di competenza, ma sulla base dell'ingresso effettivo delle entrate.
Vi sembra niente?
Ed allora, questo è. Quindi, sembrerebbe quasi che noi dovessimo
chiedere scusa. Sono loro che devono chiedere scusa al popolo
siciliano Devono chiedere scusa per la politica di bugie e di
inganni che portano avanti Devono chiedere scusa per il passato
che ha distrutto questa Regione devono chiedere scusa anche quando
di vestono di nuovo per essere invece i conservatori di sempre
Se la Regione fosse stata governata in questi tre anni dai Cinque
Stelle o dal Centrodestra, questa seduta di oggi non discuterebbe
attorno ad un accordo di un miliardo e 685 milioni in più, ma la
presa d'atto del commissariamento dello Stato per default, per il
disequilibrio di bilancio e per il fallimento di tutta la Regione,
che avrebbe travolto la Regione. L'abbiamo salvata
Abbiamo salvato le imprese, i lavoratori e non è vero che non ci
sono state inversioni di tendenza perché il PIL al 31 dicembre del
2013, dal 2007 al 2013 perdeva due punti percentuali l'anno, nel
2014 ha perso zero e nel 2015 è stato più 0,4 e quest'anno marcia
più, Baccei è prudente lo mette sotto l'1, io direi che sarà di
più; così come ho detto a Baccei che le entrate sarebbero state
più, proprio perché l'economia cominciava ad attivarsi e perché
avevamo speso i fondi europei, quindi avevamo fatto economia reale,
ad ingressi, introiti di entrate che crescono.
Dice che stiamo perdendo, veramente stiamo aumentando le entrate.
Ci sono più entrate in atto nelle casse della Regione che sono
maggiori alle previsioni di bilancio. Queste sono le operazioni;
questa è la verità Dal 2007 al 2013 la Sicilia ha perso 20 mila
posti di lavoro. Questo è il Governo di Forza Italia e di altri
amici così che vorrebbero ritornare? Vorrebbero ritornare quando
devono chiedere solo scusa al popolo siciliano
Abbiamo perso in sette anni 150 mila posti di lavoro. Nel 2015 ne
abbiamo avuti 32 mila in più. Certo, poi arrivano i Cinque Stelle:
va benissimo l'occupazione . No perché se c'erano loro con questa
cosa degli accordi di che cosa? Di nulla Con la spesa
moltiplicata, voglio vedere quale posto di lavoro si creava o
c'erano loro che continuavano, gli altri che continuavano a
sperperare
Questo è stato possibile grazie al rigore ed alla serietà.
Quello che, allora, voglio dire al centrosinistra, agli alleati,
ai compagni di viaggio: noi non possiamo più essere timidi.
Abbiamo innalzato il PIL, risanato il bilancio, portato un
miliardo e 685 milioni di spesa in più nelle casse della Regione,
fatto pulizia dentro la Regione siciliana.
Anche lì, sui boschi, e che è? Tutto occasionale? Almeno 300 punti
di incendio contemporaneo in 24 ore, avvengono per caso in Sicilia?
E' la Sicilia della casualità
Anche la sparatoria sui Nebrodi, come gli incendi, è nata per caso
nei confronti del presidente del Parco? Tutto casuale
Oppure le minacce e i proiettili che ci sono arrivati dentro una
busta, in questi anni di governo, anche quelli erano casuali? Così,
viaggiano casualmente C'è qualcuno che scherza e ci manda un
proiettile, manda un proiettile di kalashnikov al Presidente della
Regione. Casuale
Una volta mandavano altre cose ai politici: buste con ben altri
contenuti. Diciamo che anche su questo, con orgoglio, ci
distinguiamo dal passato. Ci distinguiamo dal passato ed io sono
orgoglioso di rappresentare una coalizione che questo lavoro lo
permette, lo sta facendo, lo vuole fare, ma chiedo a questa
coalizione di essere meno timida.
Risanamento del PIL, crescita del PIL, fondi europei tutti
utilizzati, occupazione che cambia. Stabilizzeremo anche i
precari. E guardate che quando io lo dico, poi mi metto in testa
una cosa la faccio. E non abbiamo bisogno di maestrini che
dall'esterno ci dicano le cose
La Formazione professionale. Ho incontrato l'altro giorno un
insegnante che è della Formazione professionale; un anno fa mi
diceva parole, oggi mi ha detto: finalmente stiamo ripartendo .
Stiamo ripartendo. Anche questo sarà un compito dei prossimi mesi
che dimostra che avere fatto pulizia ha fatto bene, perché ha
permesso di ripartire su nuove basi.
E non sarà l'onesta a fare vincere le elezioni, perché chi vi
parla l'onestà non l'annuncia, l'ha praticata in decenni di vita
politica. E quando si è onesti, come lo posso essere io o altri,
perché si è avuta la possibilità di decidere attorno ai miliardi,
allora, l'onestà non è uno slogan ma è una cosa che conta. E su
questa base, credo che noi abbiamo tutte le carte. Meno timidezze.
Come avrebbe concluso Berlinguer, al lavoro ed alla lotta , perché
noi abbiamo tutte le carte in regola, non solo per portare avanti
questa legislatura fino in fondo, ma per dire che stravinceremo
anche le prossime elezioni.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 5
luglio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il
triennio 2016-2018. Disposizioni varie . (n. 1213/A)
(Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
III -Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
ZAFARANA - ZITO
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
V -Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
VI - Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
PAPALE - FIGUCCIA
VII -Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI ZAFARANA - ZITO
VIII -Discussione della mozione:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
FALCONE - TAMAJO
IX - Discussione della mozione:
N. 548 - Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche.
(8 marzo 2016)
LENTINI - LO GIUDICE - CIMINO - CASCIO S.
La seduta è tolta alle ore 20.24
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio