Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 344 di mercoledì 29 giugno 2016
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del viceprsidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   La seduta è aperta alle ore 16.02

   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precendente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3334  - Chiarimenti sull'erogazione del contributo di gestione
  dell'aeroporto 'Pio La Torre'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Assenza Giorgio

   N.  3335  -  Notizie  in  merito  all'attivazione  di collegamenti
  straordinari per le isole Egadi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Oddo Salvatore

   Avverto  che  leinterrogazioni  testé  annunziate  saranno   poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3331  - Chiarimenti sul D.P.C.M. del 6 marzo 2015 e iniziative
  da  assumere presso il Governo nazionale per la stabilizzazione dei
  lavoratori precari del comparto sanità.
   - Assessore Salute
   Ferreri   Vanessa;   Cappello  Francesco;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
  Valentina

   N.  3332 - Iniziative per assicurare il servizio di trasporto e di
  assistenza  per  l'autonomia  e  la  comunicazione  di  alunni  con
  disabilità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Ferreri   Vanessa;   Cappello  Francesco;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
  Valentina

   N.  3333  -  Notizie in merito all'attuazione dell'art.  64  della
  legge  regionale  n.  9  del  2015 in materia  di  associazioni  di
  promozione sociale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   La   Rocca  Claudia;  Cappello  Francesco;  Mangiacavallo  Matteo;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito   Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina;  Foti Angela; Palmeri Valentina; Ferreri Vanessa; Zafarana
  Valentina

   Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.   441   -   Notizie  urgenti  in  merito  alla  ripresa   delle
  autorizzazioni di  megaparchi eolici nel  territorio siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N. 580 - Immediato blocco delle autorizzazioni alla costruzione di
  megaimpianti eolici nel territorio siciliano.
   Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Greco Giovanni
   Presentata il 28/06/16

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Dina, Alongi, Lo Sciuto, Forzese.

   L'Assemblea ne prende atto.

  ne della Regione per l'esercizio finanziario  2016 e al bilancio plu-
  riennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie'. (n. 1213/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio di
                              previsione
     della Regione per l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio
                              pluriennale
      per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie». (n. 1213/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  del  disegno  di  legge  «Variazioni  al  bilancio  di
  previsione  della  Regione per l'esercizio finanziario  2016  e  al
  bilancio   pluriennale  per  il  triennio  2016-2018.  Disposizioni
  varie». (n. 1213/A)
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, intanto, desidero  ringraziare  il
  Presidente  dell'Assemblea per aver voluto accogliere  la  proposta
  che  la  Commissione  Bilancio , a nome di tutti  i  colleghi  ieri
  presenti  in Aula, le ha rivolto, di portare, oggi, immediatamente,
  in  discussione  questo disegno di legge che  noi,  immodestamente,
  riteniamo  essere  di fondamentale importanza  per  la  vita  della
  Regione Sicilia.
   Anche   perché,  attraverso  questa  variazione  al  bilancio   di
  previsione  della Regione per l'esercizio finanziario  2016  ed  al
  bilancio  pluriennale  per  il triennio 2016/2018,  viene  data  la
  possibilità  di  incamerare immediatamente i 500 milioni  di  euro,
  frutto  dell'accordo tra lo Stato e la Regione, in virtù del  quale
  accordo  noi avremo, oggi, la possibilità di sbloccare  le  risorse
  destinate ai comuni, di sbloccare le risorse destinate ai  precari,
  le risorse destinate ai forestali, ai consorzi di bonifica, alle ex
  province, cioè a tutti quei soggetti che da mesi avevano  le  somme
  bloccate a causa della manovra finanziaria e che aspettavano questo
  momento   come   un  momento  importante  per  avere  riconosciuto,
  finalmente, i loro diritti.
   Onorevoli colleghi, il presente disegno di legge prevede una serie
  di  variazioni al bilancio di previsione 2016 - 2018, che  è  stato
  approvato da quest'Aula con la legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
  discendenti da rettifiche e differenti rappresentazioni  di  alcune
  voci  di  bilancio, per una più corretta rappresentazione contabile
  dalla  copertura di oneri discendenti, tra l'altro, da un  maggiore
  concorso della finanza pubblica e dalla integrazione della quota di
  cofinanziamento regionale del Fondo sanitario, nonché  dal  recente
  accordo che è stato sottoscritto a Roma fra il Governo nazionale  e
  il  Presidente  della  Regione siciliana per il  riconoscimento  di
  maggiori  entrate strutturali al bilancio della Regione  che,  fino
  adesso,  non  erano mai state riconosciute alla Sicilia  e  che  da
  quest'anno,  per la prima volta, sono state riconosciute  in  virtù
  degli  articoli  36,  37,  38  e  39 dello  Statuto  della  Regione
  siciliana  che  fino  ad  oggi  era stato  calpestato  dal  Governo
  nazionale.
   L'articolo  1, in particolare, ridetermina l'onere a carico  della
  Regione  per  il concorso alla finanza pubblica, per effetto  delle
  disposizioni di cui all'articolo 1, commi 568 e 689 della legge  n.
  208/2015, cioè la finanziaria di quest'anno, in 1.208.818  migliaia
  di  euro  per  l'anno 2016, 1.301.545 migliaia per  l'anno  2017  e
  1.304.945  migliaia per l'anno 2018. Senza voler fare polemica  con
  gli   autorevoli  colleghi  che  ieri  sono  intervenuti,  vorremmo
  ricordare  come  lo  scollamento fra  il  2016  e  il  2017  è  uno
  scollamento minimo di soli 3 milioni di euro.
   L'articolo  2   -  fermo  restando  l'ammontare  complessivo   del
  disavanzo  da  ripianare,  perché è  chiaro  che  il  disavanzo  va
  necessariamente  ripianato  e  non si  può  pensare  che  altri  lo
  facciano per noi, e in ciò paghiamo anni e anni di sperpero che  vi
  sono  stati  in questa Regione - l'articolo 2, dicevo, rimodula  la
  copertura a carico dei capitoli 0004 e 0009 mantenendo invariata la
  quota annua costante per effetto di quanto disposto dai commi 692 e
  698,  sempre  della  legge  n. 208 del dicembre  2015,  cioè  della
  finanziaria.
   L'articolo  3  apporta  al  bilancio le variazioni  conseguenti  e
  necessarie  alla stipula dell'accordo che è stato  firmato  fra  lo
  Stato  e  la Regione siciliana, stipula avvenuta in data 20  giugno
  2016.  In particolare, con il comma 1 si stabilisce che le entrate,
  rispettivamente  stimate nel bilancio di previsione  per  gli  anni
  finanziari  2016,  in  500.000 migliaia di  euro,  per  l'esercizio
  finanziario   2017 in 1.400.000 migliaia di euro e per  l'esercizio
  finanziario  2018 in 1.685.000 migliaia di euro -  vorrei  comunque
  ricordare  che  tutti e tre gli anni la somma  è  sempre  1.685.000
  migliaia di euro perché per quanto riguarda quest'anno già 900 sono
  stati  postati  nel bilancio della Regione, 285 sono  frutto  della
  manovra sull'IVA. Così come per il 2017, 1.400.000 migliaia di euro
  sono  postati,  però  285  sono sempre per  effetto  della  manovra
  sull'IVA. Invece, sono interamente assegnati per il 2018. Questo  a
  scanso di equivoci e anche per rispondere a quanti ieri sostenevano
  che il Governo nazionale poteva diminuire le risorse destinate alla
  Regione Sicilia -.
   Dicevo, tutte queste somme nei bilanci 2016, 2017 e 2018, sono  da
  iscriversi nei singoli bilanci come entrate spettanti alla  Regione
  siciliana  non  più,  come avevamo precedentemente  previsto,  come
  contributo,  ma  a  titolo  di imposta sul  reddito  delle  persone
  fisiche.
   Con il comma 2, a seguito del riconoscimento delle predette somme,
  si  provvede  al  ripristino dell'autorizzazione di  spesa  di  cui
  all'allegato  2  della  legge regionale  n.  3  del  2016  con  una
  variazione in aumento corrispondente a circa il 90 per cento  delle
  riduzioni operate con il predetto allegato.
  Cosa  significa?  Significa che lo Stato ci deve  ancora  circa  50
  milioni di euro perché la manovra era stata pensata, immaginata dai
  componenti la Commissione  Bilancio  e poi approvata dall'Assemblea
  come  una  manovra deficitaria di 550 milioni di euro che lo  Stato
  doveva  ripianare per il riconoscimento dei diritti che la  Regione
  siciliana vanta nei confronti dello Stato.
   Di conseguenza, ancora oggi noi vantiamo nei confronti dello Stato
  ulteriori 50 milioni di euro che - per essere chiari - lo Stato  si
  è  impegnato a dare alla Regione siciliana nello stesso istante  in
  cui ha approvato il bilancio della Regione siciliana.
   Io  e  i  componenti  la  Commissione,  l'onorevole  Di  Giacinto,
  l'onorevole  Alloro, qui insieme a me al banco  delle  Commissioni,
  non  abbiamo  mai  compreso le polemiche  di  questo  periodo.  Nel
  momento stesso in cui il Governo nazionale ha approvato il bilancio
  della  Regione,  non ha impugnato le entrate della Regione  era  un
  fatto  naturale, scontato, certo, che lo Stato si impegnava a  dare
  queste risorse alla Regione siciliana. Tutte le polemiche, tutti  i
  problemi   che   sono  stati  creati  spesso  ad  arte   non   sono
  assolutamente  giustificati. Sono assolutamente  giustificati  solo
  leggendo il bilancio che lo Stato ha approvato.
   Del  resto,  lo  Stato, il Governo nazionale ha  impugnato  alcuni
  articoli  e  alcuni  commi  laddove  non  riteneva  vi  fossero  le
  condizioni  di cui all'articolo 81 della Costituzione, sulle  altre
  invece lo Stato ha operato in maniera seria e concreta dando a  noi
  la certezza di potere operare in assoluta tranquillità.
   L'articolo 4 apporta allo stato di previsione dell'entrata e della
  spesa del bilancio della Regione 2016-2018 alcune variazioni, oltre
  a  quelle  contenute  nella presente legge, per  una  più  corretta
  rappresentazione di talune poste contabili e relative, fra l'altro,
  all'eccedenza delle reimputazioni dei residui attivi rispetto  alle
  reimputazioni  dei residui passivi effettuate con il riaccertamento
  straordinario  di cui alla delibera di Giunta n. 204 dell'8  agosto
  2015;  all'applicazione dell'avanzo finanziario presunto dei  fondi
  vincolati  al  solo  primo  esercizio del bilancio  di  previsione;
  all'integrazione del Fondo sanitario 2015 in misura pari  a  53.700
  migliaia di euro per adeguare il concorso della Regione all'importo
  determinato con l'intesa della Conferenza delle Regioni e  Province
  Autonome  Rep.  Atti  n.  237/CSR del  23  dicembre  2015  ed  alla
  contabilizzazione  dei mutui contratti nell'anno  2014  e  2015  ai
  sensi  dell'articolo 2 e articolo 3 di cui al  D.L.  n.  35/2013  e
  s.m.i..  Tali variazioni sono descritte negli allegati A e B  della
  presente legge.
   Con  gli  articoli  5  e  6   si provvede, conseguentemente,  alla
  sostituzione di alcuni allegati al bilancio di previsione 2016-2018
  di  cui all'articolo 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n.  4,
  nonché all'approvazione dei nuovi importi del totale dell'entrata e
  della spesa per gli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018.
    Signor  Presidente,  sottoponiamo ai colleghi  l'approvazione  di
  questo  disegno di legge. Le chiediamo che possa avere  una  corsia
  preferenziale  in  maniera  tale che la  prossima  settimana  possa
  essere approvato da parte di quest'Aula, in maniera tale che  tutte
  le  somme fino ad oggi bloccate e che non sono state distribuite ai
  Comuni, alle ex Province, alla Forestale, ai Consorzi di bonifica e
  così  via,  possano  arrivare immediatamente a coloro  i  quali  li
  devono  poi  distribuire a chi ha lavorato  in  questi  mesi  senza
  essere, purtroppo, pagato.
    Ecco perché, Signor presidente, le rappresentiamo l'urgenza e  le
  rappresentiamo  la necessita, quindi, che venga  approvato  al  più
  presto.

   FORMICA. Signor Presidente,  che non ci sia il Governo, però

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, una cosa alla  volta;  al  momento
  stiamo un attimo aspettando.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a   me   preme
  richiamare l'attenzione ovviamente dell'Aula, nonostante la  scarsa
  presenza  dei  colleghi  deputati, su  un  aspetto  che  mi  sembra
  procedimentale e che, a mio avviso, è estremamente rilevante.
   Nell'intervento  di  ieri  avevo  evidenziato  il  fatto  che   il
  Presidente  della  Regione ha partecipato  e  poi  sottoscritto  un
  accordo che è stato oggetto di contestazione da parte della maggior
  parte  dell'Aula e, avendo soprattutto esaminato lo Statuto, a  mio
  avviso  nessuna legittimazione viene conferita dallo Statuto nostro
  al Presidente perché possa compiere un atto del genere.
   Ho  anche anticipato ieri, nel mio intervento, che però se non c'è
  un   atto   propedeutico,  preventivo,  un   mandato   a   svolgere
  quest'attività,   laddove  però  l'Assemblea   dovesse   ratificare
  indirettamente o direttamente l'operato da parte del Presidente con
  l'approvazione del disegno di legge proposto ed illustrato dalla II
  Commissione,   ovviamente  non  potrebbe  più   essere   messo   in
  discussione  l'accordo  che  è  stato  sottoscritto  da  parte  del
  Presidente  della  Regione  con  il Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri.
   A me premeva rilevare questo aspetto che è un aspetto di carattere
  giuridico. Io non mi permetto di entrare nel merito della  proposta
  di  legge che, sicuramente, andrà a ristoro e riscontrerà le  tante
  esigenze  che i siciliani e, soprattutto, i diversi comparti  hanno
  evidenziato  nel  tempo,  ma  i parlamentari  debbono  sapere  che,
  sostanzialmente,  approvando  questo disegno  di  legge,  approvano
  indirettamente  l'operato del Governo, fanno proprio  il  contenuto
  della transazione che è stata stipulata tra il Governo regionale ed
  il  Governo nazionale, abdicando o rinunciando a qualsiasi tipo  di
  opposizione e a qualsiasi tipo di contestazione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era solo  per  far
  notare  che, a volte, la forma vale più della sostanza o, comunque,
  la  sostanza  si  sostanzia nella forma, scusate  il  bisticcio  di
  parole.
   Non  stiamo  trattando  una  leggina  qualsiasi  o  una  norma  di
  iniziativa  parlamentare, una legge che propone il  Parlamento,  ma
  stiamo trattando, forse, il documento economico più rilevante,  più
  importante,  per il quale attendiamo ormai, attendevamo,  i  mitici
  500 milioni da più di 6 mesi e che ha sostanziato la finanziaria di
  quest'anno, perché tutta la finanziaria di quest'anno si  è  basata
  su questi famosi 500 milioni che dovevano arrivare.
   Ora, nel momento in cui si tratta di incardinare questa norma  che
  è urgentissima - sono d'accordo con il Presidente della Commissione
  e  penso  tutti  i  colleghi siano d'accordo -  per  porre  rimedio
  all'enorme ritardo che c'è nel trasferimento dei fondi a  tutte  le
  categorie  siciliane  e, quindi, con le difficoltà  enormi  che  ci
  sono,  ma  un  minimo  di rispetto da parte del  Governo,  che  sia
  presente  Il Governo  Non può un Governo non essere presente quando
  si discute il documento finanziario forse fondamentale, non per noi
  perché  lo  abbiamo  ribadito  e lo  continueremo  a  ribadire  nel
  dibattito  che  si  svolgerà anche oggi, ma è  fondamentale  perché
  l'intera  finanziaria di quest'anno si basa su questo  documento  e
  sulla  programmazione dei fondi, sulla distribuzione dei fondi  nei
  vari capitoli previsti nella finanziaria.
   Ora,  che  non ci sia presente il Governo è un atto  che  non  può
  essere  giustificato, è un insulto nei confronti del Parlamento  ma
  il  Parlamento non rappresenta se stesso, il Parlamento rappresenta
  il  popolo siciliano. Quindi, la prego signor Presidente, si faccia
  notare questa mancanza di rispetto verso il Parlamento e invito  la
  Presidenza ad attivarsi affinché il Governo sia presente in Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo precisare un fatto: stavamo
  -  ed era soltanto mia intenzione - incardinare il disegno di legge
  e  dare  il  termine  per  la presentazione  degli  emendamenti   e
  rimandare  la discussione generale sul disegno di legge  a  martedì
  prossimo.
   Voi  mi  avete chiesto la parola ed io, ovviamente, non posso  che
  darvi  la  possibilità  di intervenire, però  se  si  procedeva  in
  maniera più celere io avrei comunicato semplicemente il termine per
  la  presentazione degli emendamenti a lunedì, per poi rimandare  il
  tutto a martedì per aprire la discussione generale e procedere così
  da Regolamento interno.
   Mi avete chiesto la parola, vi ho fatto intervenire, però se siete
  d'accordo  - visto fra l'altro la mancanza del Governo - io  andrei
  subito a fissare il termine per la presentazione degli emendamenti.

   GRECO GIOVANNI. Non siamo d'accordo. Non siamo d'accordo neanche a
  fare seduta senza il Governo. E non urli.

   PRESIDENTE. Io non sto urlando, mi faccia finire e poi  le  do  la
  parola.
   Il  mio  intento  è fissare il termine per la presentazione  degli
  emendamenti e rinviare la discussione generale, e tutto  quanto,  a
  martedì prossimo. Se, però, cominciamo ad intervenire tutti  quanti
  e  di  fatto andiamo avanti con la discussione generale, quando  ho
  già spiegato che l'intento di questa Presidenza, -  tra l'altro  lo
  possiamo  fare -, si tratta soltanto di incardinare il  disegno  di
  legge, non c'è bisogno della presenza del  Governo, e procedere con
  i lavori programmati.
   Se  cominciate a chiedere la parola, di fatto, stiamo aprendo  una
  discussione generale, anche inutile,  perché manca il Governo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie  per
  avermi concesso la parola. Ieri noi eravamo stati  favorevoli a che
  questo  provvedimento venisse discusso, però le notizie che  ci  dà
  l'onorevole Fazio mi preoccupano, perché io non voglio dare nessuna
  possibilità al Governo di fare una ratifica dell'accordo  che  loro
  hanno  fatto,  perché hanno venduto la Sicilia  e  quindi  ci  deve
  consentire, proprio in assenza del Governo,  che dia la possibilità
  a   tutti  i  Gruppi  parlamentari  di  fare  una  riflessione,  ma
  addirittura di incardinare questo disegno di legge, ma  lei  lo  sa
  che cosa significa? Lei è d'accordo?
   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, lei ha tutto il tempo per  emendare,
  votare contro, fare quello che è nel suo diritto fare.
   Qui  si tratta, semplicemente, di dare seguito a quello che l'Aula
  ieri  -  di  comune  accordo  -  ha stabilito  e  cioè   quello  di
  incardinare  un disegno di legge e poi quando sarà il  momento  lei
  potrà esprimere tutte le sue valutazioni attraverso emendamenti  il
  cui  termine  di presentazione scadrà lunedì, avrà modo  di  votare
  secondo la sua coscienza quando, e se si dovesse arrivare al  voto,
  quindi non capisco perché questo intervento.

   GRECO GIOVANNI. Data l'assenza del Presidente della Regione  e del
  Governo  lei  sa che ai sensi del Regolamento interno   non  poteva
  aprire la seduta.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, per incardinare il disegno  di  legge
  lo possiamo fare, non so quale Regolamento lei possieda.

   GRECO GIOVANNI. Quello del buonsenso.

   PRESIDENTE. Le consiglio di prenderne uno più recente.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  per
  un  chiarimento  e  penso che questo mio chiarimento  possa  essere
  anche preliminare rispetto alla discussione ed ai lavori dell'Aula,
  e  quindi  prego anche gli Uffici dell'Assemblea, se  è  possibile,
  potere   fornire   ad  ella  alcune  specifiche  informazioni   per
  supportare la mia richiesta di chiarimenti.
   Dall'esame  del testo parrebbe che questa manovra finanziaria,  di
  fatto,   -   non  volendo  entrare nel merito  dell'accordo  Stato-
  Regione - prende queste risorse dell'accordo Stato-Regione e  va  a
  dare  copertura  finanziaria alla manovra  finanziaria  che  questa
  Assemblea ha già deliberato, per spese che erano di fatto congelate
  e bloccate.
   Trattandosi  di questa ipotesi, probabilmente, sarebbe  necessario
  un semplice voto, che quella copertura va di fatto a dare copertura
  a  quelle spese di cui ai fondi negativi, o a spese che erano state
  attribuite  con  voto  dell'Aula senza alcuna copertura,  e  quindi
  congelate  e  che  con questa copertura, che può  benissimo  essere
  anche fatta con un provvedimento generale e non specifico, di fatto
  viene immediatamente attualizzata, questa è un ipotesi.
   Altra ipotesi, invece, se trattasi di vere e proprie variazioni di
  bilancio  signor  Presidente Venturino, perché se  se  trattasi  di
  altre ipotesi di bilancio, e altre ipotesi quindi che vi sono delle
  poste  di  bilancio  che  non erano state congelate  nella  manovra
  finanziaria che l'Assemblea ha votato, trattasi di vere  e  proprie
  nuove  variazioni di bilancio, al che questo testo oltre che  nella
  Commissione  di  merito  che è la Commissione   Bilancio',  per  le
  singole  rubriche,   dovrebbe  anche andare  nelle  Commissioni  di
  merito  competenti per settore; perché noto che  di  fatto  siccome
  viene  specificata  voce  per  voce  l'intervento  finanziario,  se
  l'intervento finanziario coincide con l'intervento finanziario  che
  l'Assemblea   Regionale  aveva  già  esitato,  può  benissimo   non
  chiamarsi  variazione di bilancio', ma bensì  attualizzazione della
  finanziaria' che il Governo ha predisposto e l'Assemblea ha votato.
  Se invece si tratta di nuove variazioni di bilancio e quindi alcune
  voci non coincidono con le voci che erano state già preventivate, e
  allora è necessario che anche le diverse Commissioni di merito  che
  riguarda  il  tema dell'agricoltura o anche il tema della  Pubblica
  istruzione e via dicendo, possano dare un proprio parere.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  che
  vedo assente. Collega Cimino, l'operazione che noi facciamo è prima
  alle  entrate,  siccome  noi avevamo previsto  cinquecentocinquanta
  milioni  fra  i  contributi dello Stato e  l'accordo  che  è  stato
  sottoscritto  dal  Governo regionale parla  di  Irpef,  quindi  noi
  andiamo  ad  incrementare la compartecipazione  Irpef  ,  e  quindi
  cambiamo  il capitolo delle entrate, per cui i cinquecentocinquanta
  milioni che prima erano sul capitolo delle entrate relativamente ai
  contribuiti dello Stato vanno alla compartecipazione ai fini Irpef,
  poi l'altra variazione di cui lei parla collega Cimino riguarda  il
  taglio  di  cinquanta milioni di euro, perché noi avevamo congelato
  nella  finanziaria cinquecentocinquanta milioni e di fatto lo Stato
  ci ha trasferito con quell'accordo cinquecento milioni.
   Vorrei  dire all'Aula che la Commissione  Bilancio' ha tentato  di
  fare  un'operazione molto veloce rispetto a quest'accordo, rispetto
  a  questi cinquecento milioni, perché per lo più le spese congelate
  in  quella  finanziaria riguardavano esclusivamente i trasferimenti
  ai  comuni,  trasferimenti che  per quanto riguarda i contrattisti,
  LSU  e  quant'altro, per cui se noi non facciamo in  fretta  questa
  variazione di bilancio,  - poi condivido che il Governo deve essere
  presente in Aula e su questo siamo tutti d'accordo -, e  se noi non
  facciamo  in fretta questa manovra non mettiamo nelle condizioni  i
  comuni di sapere quali sono le risorse che dobbiamo trasferire,  di
  conseguenza  non possono predisporre i bilanci, e quindi  rischiamo
  di mandare  in fallimento tutti i comuni siciliani; per cui il buon
  senso  di quest'Aula dovrebbe essere quello,  - così come ha  fatto
  la Commissione Bilancio -, nell'arco di una settimana al massimo di
  approvare questa variazione di bilancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io speravo,  però,
  che  la  Presidenza dell'Assemblea facesse rispettare  maggiormente
  l'Aula.
   Non voglio entrare in polemica, signor Presidente, me ne guarderei
  bene  dal  farlo,  le  devo  dire,  però,  che  l'atto  che  stiamo
  discutendo e che ieri, con un guizzo da furbetti, è stato  inserito
  nella calendarizzazione dei lavori d'Aula, mi sembra quanto meno un
  po' eccessivo,  e le spiego anche il motivo.
   In  effetti, per le cose che hanno detto chi mi ha preceduto e non
  tanto  chi mi ha preceduto dai banchi dell'opposizione, quanto  chi
  mi ha preceduto dai banchi della maggioranza,  - l'onorevole Cimino
  per  tutti  -, ha manifestato alcuni problemi di ordine procedurale
  per  cui  questo disegno di legge non può essere trattato.  Non  lo
  possiamo  incardinare  per  un motivo molto  semplice  che  diventa
  addirittura  preliminare rispetto a quello che ha detto l'onorevole
  Cimino.
   Ieri, siccome questo disegno di legge discende dall'accordo Stato-
  Regione,  abbiamo posto un problema serio. Per i dati che ci  hanno
  offerto,  è  stato detto che ci starebbero dando oltre  cinquecento
  milioni  in  più  ma, leggendo il punto 6) dell'accordo,  e  con  i
  calcoli  che  ci sono pervenuti, abbiamo, nella colonna  che  ci  è
  stata  data,  un trasferimento di 4.441 milioni di  euro  a  fronte
  della  previsione di quattro miliardi e seicento  milioni  di  euro
  previsti  in entrata. Ma, a fronte a sua volta, di quattro miliardi
  e seicentocinquanta milioni di euro.
   Vi  fornisco  questi dati per chiedervi:  come si fa  a  discutere
  questa  sera  un  disegno  di legge quando  manca  il  Governo  che
  dovrebbe, prima di tutto, spiegare e comparare i numeri, mettere in
  equilibrio i numeri,  di cui stiamo discutendo?
   Qua  ci sono numeri dati alla rinfusa. Abbiamo un disegno di legge
  che  prevede cinquecento milioni di euro in più, abbiamo una  legge
  approvata     che,    in    accantonamento    negativo,     prevede
  cinquecentocinquanta milioni di euro, abbiamo un allegato 2) che di
  somme   accantonate   prevede  cinquecentocinquanta   milioni   non
  cinquecento  milioni.  Abbiamo, inoltre,  -  all'articolo  2  della
  legge  3  -, cioè dell'ultima finanziaria, una previsione  per  gli
  anni  2017-2018 che è inferiore come concorso alla finanza pubblica
  rispetto  a  quella  che  è  stata  prevista  nella  variazione  di
  bilancio.
   Allora, si sta intervenendo in questo senso?  E  per la parte  che
  è inferiore si sta provvedendo in tal senso?
   Inoltre, tutte le manovre che sono state fatte, le variazioni  che
  riguardano  le  semplici e specifiche rubriche sono  passate  dalle
  Commissioni  di  merito o dobbiamo,  - siccome abbiamo  premura  -,
  procedere  anche  in assenza della seppur minima  spiegazione,  del
  seppur minimo e principale chiarimento?
   Noi  come Aula, signor Presidente, vogliamo essere rispettati, non
  possiamo  consentire  che,  poiché il  Vice  Presidente  di  turno,
  ancorché vicario, dica di andare avanti noi dobbiamo andare avanti.
   Noi  chiediamo  rispetto  dei lavori, poi possiamo  procedere.  Ma
  siccome ci sono tante e troppe discrasie tra quello che viene detto
  e  quelli che sono i documenti contabili, ancorché qualcuno stasera
  si  erge come novello difensore di un Governo che fa acqua da tutti
  i lati, bene, noi non ci stiamo
   Noi  diciamo, signor Presidente: fermiamoci e facciamo le cose con
  criterio e soprattutto con equilibrio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  per  chiarezza  e  per  chi  ci
  ascolta,  io  ho  semplicemente portato avanti i lavori  su  questo
  disegno di legge perché ieri - un attimo soltanto onorevole Rinaldi
  -  c'era  stata una condivisione da parte dell'Aula e si era  detto
  che bisognava, vista l'urgenza, incardinare il disegno di legge.
   Onorevole  Milazzo, non era mia intenzione aprire nessun dibattito
  vista l'assenza del Governo, si trattava soltanto di procedere,  da
  un  punto di vista del Regolamento interno, incardinare il  disegno
  di  legge e dare il termine per la presentazione degli emendamenti.
  Nessuna discussione generale.
   Ma  visto che da più parti si sta intervenendo sempre sullo stesso
  motivo,  e  visto  che mi è stata data la certezza  della  presenza
  dell'assessore  Baccei in Aula tra circa mezz'ora,  io  sospendo  i
  lavori rinviandoli alle ore 17.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.46, è ripesa alle ore 17.31)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                 (Presidenza del vicepresidente LUPO)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  discussione  generale   del
  disegno  di  legge n. 1213/A è rinviata alla seduta di  martedì,  5
  luglio 2016 ed il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato entro la fine della discussione generale.

   RINALDI . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, intervengo sul disegno  di  legge  n.
  1213/A.  Se  mi  permette, Presidente, vorrei  sottolineare  alcune
  cose.
   Ieri, quando il presidente Vinciullo aveva chiesto di stralciare e
  portare  con urgenza questo disegno di legge in Aula, il testo  non
  era  stato  distribuito, quindi, i deputati non erano a  conoscenza
  del contenuto di questo disegno di legge; si era capito che era una
  variazione per il bilancio e non che questa variazione si riferisse
  esattamente  ai 500 milioni dell'accordo che è stato formulato  fra
  Stato e Regione.
   Fra  l'altro, in questa variazione che noi, oggi, abbiamo visto  e
  che è stata distribuita, vi sono delle sostituzioni di allegati che
  non rispondono a quelli approvati nel bilancio precedente.
   Se  lei guarda l'articolo 6 ci sono delle variazioni agli allegati
  di  bilancio della Regione che sostituiscono integralmente tutte le
  tabelle.
   Quindi,  credo  che  la Commissione abbia approvato  anche  queste
  variazioni  senza  tener conto della volontà delle  Commissioni  di
  merito che avevano già approvato, prima del bilancio, le varie voci
  inserite e, quindi, poste all'interno di ogni tabella.
   Io  credo  che  le  Commissioni di merito si  debbano  pronunciare
  rispetto  a  questa variazione che è stata stabilita,  quindi,  non
  possiamo approvare una variazione di bilancio così presentata senza
  indicare che le tabelle sono completamente diverse.
   E poi, nel prospetto presentato dall'assessore Baccei, rispetto ai
  500  milioni  ce ne sono disponibili circa 300, adesso non  ricorso
  neanche quanti sono.
   Quindi, non sono neanche 500 milioni, a meno che il prospetto  che
  l'Assessore   ha  presentato,  l'altro  giorno,   non   sia   stato
  modificato.  Mancano  quasi 158 milioni  dal  prospetto  presentato
  dall'Assessore.
   Vorrei capire, quindi, noi adesso rinviamo la discussione generale
  su  questo  disegno di legge senza che l'Aula si sia pronunciata  o
  senza che abbia avuto la possibilità di dire che questo disegno  di
  legge  debba ritornare necessariamente nelle Commissioni di  merito
  perché  le variazioni apportate ed inserite nelle tabelle  allegate
  di questo disegno di legge non sono state discusse

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Sì, intervengo
  per un fatto tecnico.
   Perché  non  doveva  andare nelle Commissioni  di  merito?  Perché
  queste somme le abbiamo stabilite a suo tempo, c'era un blocco,  se
  nel  capitolo destinato all'Unione italiana ciechi c'era 1 milione,
  500  mila  erano bloccati, adesso stiamo sbloccando queste risorse.
  Non  stiamo  facendo nulla se non sbloccare le  risorse  che  erano
  state  a  suo tempo bloccate e, quindi, non si poteva assolutamente
  tornare  nelle  Commissioni  perché queste  ultime  nulla  potevano
  operare,  così come nulla ha potuto fare la Commissione   Bilancio'
  se  non  registrare  un fatto che era stato già  votato  da  questa
  Assemblea.
   Quindi, ci siamo attenuti, in maniera scrupolosa, alla volontà  di
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Ad integrazione di quello  che,
  correttamente,  ha  detto  il presidente  Vinciullo,  in  legge  di
  stabilità  regionale  approvata c'erano 550  milioni  di  cui,  fin
  dall'inizio, 500 erano la trattativa con il Governo nazionale e 500
  sono,  tant'è  vero che nella relazione tecnica  del  decreto  enti
  locali  -  onorevole  Rinaldi, le girerò la  relazione  tecnica;  è
  inutile che dica di no. Ce l'ho e gliela giro

   RINALDI.  Nel prospetto che lei ci ha fornito c'è la disponibilità
  di 350 milioni per cui ne mancano 150 milioni.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Onorevole Rinaldi,  se  mi  fa
  parlare provo a spiegarglielo.
   La  relazione tecnica del decreto enti locali dice che,  comunque,
  alla Sicilia sono dovuti 500 milioni, per cui tutte le cose che  ho
  sentito  non sono vere: 500 milioni - le faccio avere la  relazione
  tecnica  del  decreto enti locali senza alcun tipo  di  problema  -
  dovevano  arrivare da quella fonte e 500 milioni sono  arrivati  da
  quella fonte. Gli altri 50 milioni sono un altro canale e rientrano
  nel calcolo finale dell'Irap rispetto a quanto viene utilizzato dal
  Fondo sanitario nazionale

   MILAZZO Giuseppe. Qual è questo canale?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Onorevole  Milazzo,  lo  sto
  dicendo, se ascolta


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


               (Presidenza del vicepresidente VENTURINO)

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  È  scritto  nella  legge  di
  stabilità  regionale, non lo sto inventando; se lei  si  prende  la
  legge di stabilità regionale dice che 500 milioni erano nell'ambito
  della  trattativa con il Governo e 50 milioni venivano nel  calcolo
  del  saldo dell'Irap rispetto all'acconto che è stato definito  per
  il calcolo del Fondo sanitario nazionale.
   Abbiamo  già  intavolato con il Ministero  dell'economia  e  delle
  finanze,  in questo caso non serve da parte dello Stato un  disegno
  di  legge  ma un atto amministrativo che avviene, dovrebbe avvenire
  ogni anno - l'anno scorso abbiamo recuperato un po' di arretrati ma
  quest'anno  lo  faremo puntualmente - e, i 50  milioni  arriveranno
  attraverso questo canale amministrativo, con un atto del  Ministero
  dell'economia e delle finanze della parte sanitaria.
   Per  cui, quello che abbiamo fatto è: erano congelati 550  milioni
  ed  in proporzione ne abbiamo liberati 500 andando a calcolare  una
  percentuale  di  circa  il 91,5 per cento,  perché  50  milioni  li
  liberiamo  quando  il Ministero dell'economia e  delle  finanze  ci
  riconosce  la  differenza positiva del saldo  rispetto  al  calcolo
  fatto in sede di acconto.
   Questa   è   la  manovra,  esattamente  tecnica,  come  ha   detto
  correttamente il presidente Vinciullo, che ha fatto la  Commissione
   Bilancio'.  Non  è  stato  spostato  un  centesimo  da  una   voce
  all'altra,  per cui le somme sono esattamente quelle  approvate  da
  questa  Assemblea  nel bilancio regionale; non avendo  fatto  alcun
  intervento  correttivo  ma, semplicemente, riproporzionando  i  500
  milioni  rispetto ai 550, concordo con quanto detto  dall'onorevole
  Vinciullo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Grazie  Presidente, volevo sapere  soltanto  perché  nel
  disegno  di legge, allora, c'è scritto  sostituiscono integralmente
  le  tabelle  approvate  in  bilancio  e non  riporta,  invece,   si
  confermano le tabelle .
   Perché  non abbiamo nemmeno avuto il tempo di verificare  se  sono
  quelle che abbiamo approvato nel bilancio, né la Commissione ci  ha
  dato la possibilità perché ieri, quando è stato chiesto lo stralcio
  e, quindi, l'approvazione, nessun deputato aveva il testo e noi non
  siamo stati messi in condizione di verificar se è così.

   PRESIDENTE.  Perfetto.  Onorevole  Rinaldi,  come  ho  provato   a
  spiegare  poc'anzi  abbiamo tutto il tempo per intervenire  laddove
  riscontriamo  delle  cose che non sono, secondo  noi,  accettabili,
  attraverso gli emendamenti.
   Oggi, si trattava
   C'è  tutto il tempo perché lei, giustamente, ha ricevuto il testo,
  oggi,  ed  ha  la possibilità, quindi, da qui a martedì  e  fino  a
  conclusione - così come è stato anticipato dal vicepresidente  Lupo
  -  della  discussione generale che, di fatto, è come  se  si  fosse
  ormai  aperta, di potere intervenire e segnalare quelle che secondo
  lei  sono  delle anomalie ed, eventualmente, rimetterle al giudizio
  dell'Aula. Questa è la prassi che adoperiamo, quindi, lei ha  fatto
  bene  a  segnalarlo adesso e farà in modo di portare avanti il  suo
  ragionamento anche attraverso gli atti previsti.
   Pregherei  gli  onorevoli colleghi, lungi da  me  voler  soffocare
  nulla, perché è giusto che si continui a parlare di questo, ma  dal
  momento  che,  oggi,  avremmo  dovuto, soprattutto,  completare  la
  discussione  sull'accordo  Stato-Regione  e  visto  che  su  questo
  dovremmo,  comunque, ritornare martedì, direi  di  chiudere  questa
  parentesi e procedere con il dibattito avviato ieri, anche perché è
  arrivato il presidente Crocetta.
   Per  cui,  se l'Aula è d'accordo, dopo l'intervento dell'onorevole
  Figuccia sul disegno di legge in questione, direi di procedere  con
  l'altro  punto all'ordine del giorno e lasciare inteso a tutti  che
  il  termine  per la presentazione degli emendamenti al  disegno  di
  legge  che,  oggi, abbiamo incardinato è fissato  alla  fine  della
  discussione generale, che si terrà martedì.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, lei ha enunciato con molto  garbo  le
  cose che ha detto, ma le ha dette, esattamente, in contrapposizione
  con  quanto rappresentato dall'Aula fino a questo momento.  Quindi,
  mi  permetta  di  farle  una richiesta formale,  che  è  quella  di
  rinviare il testo in Commissione.
   Quest'istanza  è già partita dalla maggior parte degli  interventi
  in  Aula  che rappresentavano la volontà precisa di tutti i  Gruppi
  parlamentari,  persino  con riferimento  a  quanto  è  stato  testé
  esposto  da  gruppi parlamentari di maggioranza, in  funzione,  tra
  l'altro,  approfittando della presenza dell'assessore  Baccei,  del
  fatto  che proprio sul piano tecnico abbiamo l'Allegato  2,  che  è
  l'ultimo riferimento che è stato consegnato ai lavori d'Aula.
   E'  vero,  la  previsione era di 550 milioni, adesso  abbiamo  500
  milioni.   Ciò   significa  che  ci  troviamo,  signor   Presidente
  dell'Assemblea, con un taglio del 10 per cento su tutte le voci  di
  spesa.  Ciò significa che dei 170 milioni, sui 255 previsti, avremo
  disposizioni  in  materia  di autonomie locali  per  i  comuni  che
  dovranno  fare i conti con 20 milioni di euro in meno e  questo  lo
  dobbiamo  spiegare, prima ancora che ai siciliani, nei  lavori  che
  devono essere svolti in Commissione.
   Quindi, signor Presidente, con l'altrettanto garbo con cui lei  ha
  detto  delle  cose  -  non voglio sforare, ma  infischiandosene  di
  quello  che  è stato detto in Parlamento - le chiedo di  tenere  in
  debita considerazione le richieste che le sono state poste.
   Sempre  in quell'Allegato 2, tra i dati relativi al taglio del  10
  per  cento, che l'assessore-commissario Baccei ha posto in  essere,
  dei 94 milioni legati al personale precario, anche lì c'è un taglio
  del  10 per cento e anche lì parliamo di qualcosa, quindi, come  10
  milioni di euro.
   Allora,  siccome  onestamente questi numeri vanno  esattamente  in
  contrasto con la logica e vanno in contrasto con le esigenze che  i
  territori  ci rappresentano la prego, Presidente - è una  richiesta
  formale  - di decidere lei, proceduralmente, se si deve passare  al
  voto d'Aula. La richiesta è, comunque, formale, quindi, tanto è


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Vullo  è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   zioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio  fi-
   nanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.
   Disposizioni varie'. (n. 1213/A)
   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
        «Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
     l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il
          triennio 2016-2018. Disposizioni varie» (n. 1213/A)

   PRESIDENTE.  Ricordo  che c'è una richiesta formale,  ma  dovrebbe
  avanzarla il Presidente del Gruppo parlamentare.

   FALCONE. E' il  vicecapogruppo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  francamente  la  richiesta mi pare non motivata,  per  una  ragione
  molto  semplice:  la  Commissione non è  fatta  da  una  parte  del
  Parlamento;  in Commissione  Bilancio' ci sono i rappresentanti  di
  tutti  i  Gruppi parlamentari e presidenti di Commissione. Per  cui
  porre  una questione di merito che va trattata, ed è stata trattata
  in  quella  Commissione,  mi  pare semplicemente  un  tentativo  di
  impedire,  sostanzialmente, la prosecuzione di un iter parlamentare
  che  diventa anche importante dal punto di vista, non solo formale,
  ma  sostanziale  perché,  comunque, c'è la  necessità,  come  tutti
  sappiamo,  di avere questa disponibilità di somme  ed è  necessario
  che  venga  approvato  il  disegno  di  legge  che  è  oggetto   di
  discussione  e  che  dovrà  essere  eventualmente  emendato   entro
  martedì.
   Per  cui,  dico ai colleghi, rispetto alle tabelle, che di  qua  a
  martedì possono essere riviste, ma nel disegno di legge sono  state
  approvati  il  testo e tutti gli allegati, quindi, la  Commissione,
  scientemente, ha approvato il testo con le tabelle ivi allegate. Mi
  sembra,  quindi,  un po' strano che ora si scopra  che  le  tabelle
  siano eventualmente non conformi  a tutto ciò che si pensava  Ma  è
  la  Commissione,  nella sua interezza, che lo ha approvato   Signor
  Presidente, credo  .

   RINALDI.  Mi stai confermando che le tabelle non sono  quelle  del
  bilancio di previsione?

   PANEPINTO.  Onorevole Rinaldi, non ho detto  questo.  Sono  quelle
  approvate  in  Commissione  che è cosa  diversa.  Per  cui,  signor
  Presidente,  la richiesta del collega Figuccia, non sia accoglibile
  perché siamo su una fattispecie diversa da quella ordinaria.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Panepinto.  Prima  di  procedere,
  siccome più volte si è sottolineata l'importanza e credo che  sulla
  necessità  di  procedere su questo disegno di  legge  tutti  quanti
  abbiano espresso una sorta di condivisione. C'è un problema che  ha
  sollevato,  giustamente,  l'onorevole  Falcone,  però,   prima   di
  procedere  vuole dire qualcosa? Perché la pregherei di rivedere  un
  attimo  la sua posizione perché, ripeto, se riuscissimo - onorevole
  Falcone  le  do la parola in un attimo - comunque, da un  punto  di
  vista,  diciamo  così,  procedurale, ad andare  avanti  e  lasciare
  incardinato  il disegno di legge e martedì, durante la  discussione
  generale, affrontare altri aspetti, avremo una settimana per potere
  eventualmente   intervenire.   Se,   invece,   lo   rimandiamo   in
  Commissione,  lei  sa  benissimo,  che  corriamo  il   rischio   di
  procrastinare un impegno

   MILAZZO GIUSEPPE. Si deve esprimere l'Aula

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, un attimo soltanto,  sto  parlando
  con  il  suo Capogruppo, non siamo al mercato. E' un invito che  le
  faccio.  Onorevole  Milazzo, la prego di non alzare  la  voce.  Non
  siamo al mercato. Onorevole Milazzo, la prego di non continuare.

   MILAZZO GIUSEPPE. E' lei che si sente al mercato
   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  richiesta che abbiamo

   MILAZZO GIUSEPPE. E' lei che si sente al mercato

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  lei  sta  disturbando   il   suo
  Capogruppo, sta disturbando l'Aula, la prego di astenersi da questo
  atteggiamento.

   FALCONE.   La   richiesta   che  abbiamo   avanzato   non   è   in
  contrapposizione  ad  alcuno.  La richiesta  che  abbiamo  avanzato
  deriva da una esigenza che è giusto spiegare all'Aula.
   Signori miei, qua abbiamo una partita di 550 milioni di euro.  Era
  una  partita  che serviva per dare soldi ai comuni, ai precari,  ai
  forestali, ai Pip, a tutta una serie di categorie.
   Se noi approvassimo il bilancio, con questa variazione di bilancio
  così com'è, dovremmo dire fuori che togliamo 20 milioni di euro  ai
  comuni, stiamo sottraendo ben 12 milioni di euro ai precari, stiamo
  togliendo  12  milioni  di euro ai forestali,  stiamo  togliendo  2
  milioni di euro ai Pip e così via.
   Siccome all'articolo 2 vi è una riduzione ed un'economia di ben 77
  milioni  di  euro  che  deriva  dal minore  concorso  alla  finanza
  pubblica,  per  cui la Regione siciliana per il  2016  passa  da  1
  miliardo e 286 milioni di euro ad 1 miliardo e 206 milioni di euro,
  quei  77 milioni di euro devono andare a salvaguardare i comuni,  a
  salvaguardare  i precari, a mettere soldi ulteriori nelle  province
  che  stanno  morendo, nei consorzi di bonifica che sono alla  canna
  del  gas,  e così via, allora, per fare questo non si può  fare  in
  Aula,  bisogna tornare in Commissione, perché quando in Commissione
  si  licenziano in maniera spedita - c'era quel cartone animato,  vi
  ricordate, di quel topolino che correva così bene Speedy  Gonzales,
  non ce ne sono -, qua si cammina perché i disastri che ha fatto  il
  Governo  con una parte, anche, se vogliamo, connivente di  qualcuno
  che,  ieri,  è stato votato dall'opposizione, in opposizione  ed  è
  andato al Governo, a fare, a sostenere una maggioranza traballante

   LENTINI. Vattene

   FALCONE.   e  questi  signori  sono quelli  che  avranno  maggiore
  vergogna  dinanzi all'opinione pubblica, queste persone  consentono
  al  Governo  di  fare  cose inaudite. Noi chiediamo  con  forza  di
  ritornare  in  Commissione, perché questo disegno  di  legge,  così
  com'è,  mortificherebbe,  ammazzerebbe comuni  e,  soprattutto,  la
  società siciliana.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Invito, l'onorevole Lentini a non alzare  la  voce  in
  questo   modo.  Le  ricordo  che  lei  è  un  onorevole  di  questo
  Parlamento.

          (proteste da parte dell'onorevole Milazzo Giuseppe)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, se lei continua   La  invito  per
  l'ultima volta. E' l'ultimo richiamo, la faccio accomodare fuori.

                          (Proteste  in Aula)

   FIGUCCIA. C'è una richiesta, Presidente
   PRESIDENTE.   Se  avete  completato   Vi  ringrazio   per   questa
  performance che dà lustro sia al Parlamento che a voi stessi  Do la
  parola all'assessore Baccei.

                     (Prolungate proteste in Aula)

   La seduta è sospesa per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.52, è ripresa alle ore 17.56)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Baccei.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Onorevoli  deputati,  ripeto
  quello  che  ho già detto, però permettetevi di richiamarvi  ad  un
  minimo di senso di responsabilità che laddove vi sono problemi seri
  li  affrontiamo,  quando montiamo problemi  laddove  non  ci  sono,
  secondo me, non stiamo facendo un buon lavoro.
   Ripeto,  nella  legge di stabilità regionale, erano  previsti  550
  milioni di euro di cui 500 milioni dalla trattativa con il Governo,
  50 milioni che arriveranno per via amministrativa dallo Stato, come
  differenza fra saldi e acconto dell'IRAP. Chiaro?
   Non  ci sono tagli, onorevole Falcone. Lei ha parlato di tagli del
  10  per  cento.  Non esistono tagli, non ce ne sono  e  non  ce  ne
  saranno. Per cui, tecnicamente, si è espresso in maniera sbagliata.
   Abbiamo  scongelato 500 milioni di euro perché abbiamo urgenza  di
  fare  pagamenti  perché avevamo congelato il  50  per  cento  delle
  risorse,  siamo  ormai a fine giugno per cui abbiamo  difficoltà  a
  pagare  luglio, ovviamente, quando sarà il momento,  e  per  alcune
  fattispecie,  come  gli  ex Pip, anche giugno.  Per  questo  motivo
  dobbiamo  fare  in  fretta questo scongelamento, non  perché  siamo
  andati  lunghi  nei tempi, perché avevamo detto  dal  primo  giorno
  l'esatta scadenza con cui sarebbero arrivati i 500 milioni di  euro
  e  di  nuovo  a garanzia, come avevo fatto la garanzia  per  i  900
  milioni  di  euro, per cui abbiamo fatto infinite  polemiche,  come
  avevo  dato  la  garanzia sui 500 milioni di euro, do  la  garanzia
  anche sui 50 milioni di euro per cui non esiste taglio.
   I  50  milioni  di  euro arriveranno, per via amministrativa,  dal
  Governo  nazionale.  Ho sempre detto e confermo  che  ci  sarà  una
  manovra  di  assestamento, una volta che la Corte  dei  conti  avrà
  parificato  il rendiconto ed approveremo il rendiconto,  quindi,  a
  cavallo dell'estate ci sarà una manovra di assestamento.
   Non  abbiamo  alcuna intenzione di metterci da parte i  soldi  per
  fare  chissà che cosa. I soldi sono dei cittadini, delle imprese  e
  verranno  utilizzati  al  loro vantaggio, per  cui  la  Commissione
   Bilancio' non ha voluto fare alcun intervento, di alcun tipo

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  per  favore,  l'Assessore   sta
  parlando per chiarire alcuni aspetti.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Onorevole  Falcone,  se   mi
  ascolta, poi, magari
   Scusate,  siccome,  poi, fate interventi  che  vanno  in  assoluto
  contrasto  con quello che ho appena detto, se magari mi  ascoltate,
  poi, fate interventi coerenti con quello che ho detto.
   Onorevole Falcone, lo ripeto perché è una cosa importante. Lei  ha
  usato  la parola tagli. Non esiste alcun tipo di taglio. La  parola
  tagli,   come  lei  sa  perfettamente,  è  tecnicamente  sbagliata.
  Corretto? Non esiste taglio. Non c'è.
   Quello  che  abbiamo fatto: erano 550 milioni di euro, ne  abbiamo
  scongelato 500 milioni, 500 su 550 fa il 91,5 per cento, è  rimasto
  congelato il 9,5 per cento, fatto in maniera uguale per tutti,  per
  cui  non  abbiamo  toccato un centesimo spostandolo  da  una  parte
  all'altra.  Non  avendo spostato niente, ma sicuramente  scongelato
  una  quota  parte ed abbiamo cambiato il fatto che erano  previsti,
  onorevole  Falcone, come contributi, invece sono entrate tributarie
  perché  questo dice il DL enti locali e nient'altro abbiamo  fatto,
  non   capisco  le  Commissioni  di  merito,  cosa  mai   dovrebbero
  approvare,  perché  non c'è alcuna modifica. Abbiamo  operato  come
  definito dalla legge di stabilità da voi approvata.
   Non  essendoci,  dunque, nessun tipo di modifica,  nessuna  scelta
  discrezionale,  semplicemente un calcolo  aritmetico  che  è  stato
  condiviso  da tutta la Commissione  Bilancio  che - come  ha  fatto
  osservare giustamente l'onorevole Panepinto - rappresenta tutte  le
  forze,  c'era presente anche Forza Italia in Commissione  Bilancio
  e abbiamo approvato quel disegno di legge senza che nessuno facesse
  obiezione  di  andare alle Commissioni di merito perché  non  c'era
  nessun bisogno.
   Non  vedo  perché  ora dobbiamo tornare in Commissione   Bilancio
  perdendo  tempo,  ritardando pagamenti a persone che  di  stipendio
  vivono.
   Laddove  possiamo  evitare di ritardare pagamenti,  penso  sarebbe
  corretto  evitarlo;  dove  possiamo evitare  di  generare  tensione
  sociale parlando di tagli laddove tagli non ce ne sono, ci possiamo
  evitare anche questo.
   Credo  che  ciò vada al di là della dialettica politica. Cerchiamo
  di essere responsabili della situazione complicata.

   VINCIULLO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.    Prima  di  dare  la  parola  al  Presidente   della
  Commissione  Bilancio , onorevole Vinciullo, voglio chiarire che se
  c'è una richiesta da parte di un Capogruppo non posso far altro che
  procedere  secondo  Regolamento, per chiarire  prima  che  qualcuno
  possa  pensare in maniera diversa. Ho già chiarito questa posizione
  con il Capogruppo, si sta discutendo per cercare di evitare.
   Se la richiesta verrà mantenuta, in base al Regolamento, non posso
  far altro che procedere, per essere chiari ed evitare equivoci.
   Onorevole Vinciullo, ha facoltà di parlare.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Assessori,  la  verità  va  sempre
  coltivata, la menzogna dovrebbe essere combattuta. Quando si  pensa
  di usare la menzogna come verità, è chiaro che ognuno di noi crolla
  agli occhi di chi lo ascolta e perde ogni credibilità.
   Domanda: volete dare i 13.638 milioni ai lavoratori PIP oppure non
  li  volete dare? - la prima domanda che vi pongo - i 13 milioni  di
  euro  per  i forestali più tutta un'altra serie di risorse previste
  in  questo  provvedimento li volete dare o no?  I  154  milioni  ai
  comuni  li volete liberare oppure no? I 9 milioni per l'ex province
  li volete assegnare o meno? Gli 85 milioni

   FALCONE. Di più ne vogliamo dare noi

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore. Io  non  l'ho
  interrotta  durante  il  suo intervento  perché  non  la  considero
  completamente  Faccia silenzio

   FIGUCCIA. Lei è vergognoso a giocare con i parlamentari

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Voi non potete
  venire  come  dei cani rognosi ad alzare la voce,  lei  è  un  cane
  rognoso, ha capito? Lei non può dire menzogne

   PRESIDENTE.   Onorevole  Figuccia,  questo  è  l'ultimo   richiamo
  ufficiale.   Al  prossimo  comportamento  di  questo  genere   sono
  costretto a farla accompagnare fuori
   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Vorrei
  ricordare  ai  colleghi che il rappresentante di  Forza  Italia  in
  Commissione ha votato a favore e, di conseguenza, se c'erano  tutte
  le  problematiche che adesso state sollevando, credo che il  vostro
  rappresentante in Commissione avrebbe sicuramente votato contro.
   In Commissione, tranne il Movimento Cinque Stelle, tutti gli altri
  sono  stati d'accordo nell'approvare questo provvedimento. Non  c'è
  nulla  di quello che si dice e non c'è nulla di quello che si vuole
  fare capire a coloro i quali dalle televisioni ci stanno sentendo.
   La menzogna non può passare né come forma di governo, né tantomeno
  come forma di opposizione.
   Avete  cinque giorni di tempo per correggere la manovra, per  fare
  vedere  tutti  i  problemi  che  ci sono  stati,  per  colpire  gli
  eventuali  imbrogli che abbiamo fatto, ma dovete avere il  coraggio
  di tirare fuori quelle che sono le difficoltà della manovra. Dovete
  avere  il coraggio di dire dove abbiamo sbagliato, perché le accuse
  generiche  non  servono  a  nulla: non servono  alla  Sicilia,  non
  servono  ai  lavoratori,  non servono ai  comuni,  non  servono  ai
  consorzi di bonifica, non servono ai PIP.
   La  gente ha bisogno di denaro fresco perché la gente da mesi  non
  viene  pagata,  da  mesi la gente non viene  pagata  e  voi  volete
  continuare a perdere tempo
   Abbiamo  tempo fino a martedì per fare gli emendamenti. Presentate
  tutti  gli  emendamenti che ritenete giusti, tutti gli  emendamenti
  che riterrete opportuni; li esamineremo tutti, se avete ragione  li
  approviamo. Ma una cosa è chiara: che i precari, che i consorzi,  i
  Comuni,  tutti  coloro  i quali da mesi non ricevono  lo  stipendio
  vogliono una risposta immediata che noi non possiamo ritardare
   Noi abbiamo il dovere di dare risposte certe ai cittadini; nessuno
  può  frapporre ostacoli al raggiungimento della verità. Per  questo
  io  invito  i  colleghi,  nel caso in cui  si  votasse,  ad  essere
  contrari a fare ritornare questo disegno di legge in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  onorevole  Milazzo,  mi  creda,
  niente  di  personale, la prego di credermi,  anche  lei  onorevole
  Cancelleri. Credo che le posizioni, ormai, siano chiare;  per  cui,
  non farei altro che dare seguito alla richiesta del Capogruppo.
   Onorevole  Falcone,  lei,  ovviamente, mantiene  la  richiesta  di
  procedere  attraverso  il  voto. Per  cui,  siccome  vi  siete  già
  espressi abbastanza, chi è favorevole e chi è contro, si passa alla
  votazione per il rinvio o meno in Commissione.
   Onorevole  Rinaldi abbiamo già abbastanza chiarito  le  posizioni.
  Sono  stati  sprecati fiumi di parole, penso che  sia  il  caso  di
  procedere.
   In base al Regolamento, e segnatamente all'articolo 121 quater, si
  procedere con la votazione che il Regolamento prevede per alzata  e
  seduta;   ma,  per  evitare  ulteriore  confusione  nel  conteggio,
  passiamo   direttamente  alla  votazione  mediante   lo   strumento
  elettronico anche se non verrà registrato per cui invito i colleghi
  a  mettere il tesserino e, quindi, vi prego di fare attenzione  per
  evitare confusione dopo.

   legge n. 1213/A

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Chi è favorevole al rinvio in Commissione del disegno di legge  n.
  1213/A vota verde; chi è contrario vota rosso; chi si astiene  vota
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti     53
   Maggioranza            27
   Favorevoli             26
   Contrari               26
   Astenuti                1

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, la discussione generale si terrà martedì ed il
  termine per la presentazione degli emendamenti è fissato al termine
  della discussione generale.

   in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto con il Go-
   verno nazionale

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Governo della
   Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sottoscritto
                       con il Governo nazionale

   PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:   Seguito
  del  dibattito  sulle comunicazioni del Governo  della  Regione  in
  ordine  all'accordo  in  materia finanziaria  sottoscritto  con  il
  Governo nazionale .
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.13)

       La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito  gli onorevoli colleghi a prendere  posto  nei
  propri  scranni  per  continuare la seduta.  Invito  il  Governo  a
  prendere posto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    inizio
  innanzitutto  questo  mio intervento con una  piccola  annotazione,
  ricordando con gratitudine quanti, ed erano certamente migliaia  di
  siciliani,   diciamo  subito  dopo  la  Seconda  guerra   mondiale,
  partecipando  politicamente al Movimento per  l'indipendenza  della
  Sicilia  e all'Evis, hanno fatto sì che potesse nascere l'autonomia
  in  questa Regione siciliana. E lo faccio, Presidente, anche perché
  questo  Parlamento lo dobbiamo anche all'attività politica di  quel
  Movimento  e rammarica sentire, nell'intervento di ieri di  qualche
  suo ingrato componente, svilire quella storia.
   Possiamo dire che anche il titolo di onorevole, del quale  qualche
  componente si fregia in giro per la Sicilia, proprio quel  deputato
  lo  deve  certamente  a quella storia e a quel Movimento  politico,
  quindi io pretenderei rispetto da parte di questi deputati.
   Poi,  Presidente, dobbiamo, parlando di questo accordo,  ricordare
  che  purtroppo questa è una terra di ascari, la Sicilia, di  coloro
  cioè  che  in cambio di un comodo assistenzialismo hanno in  questi
  anni,  dal  '46  ad oggi, svilito l'attuazione dello Statuto  della
  Regione  siciliana; ascari politici che negli anni, appunto,  hanno
  costruito le proprie fortune politiche.
   Non c'è nessuno degli Assessori, Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha ragione, onorevole Lombardo. Le chiedo  scusa,  ma
  l'assessore  Baccei è stato chiamato da qualche altro  collega.  La
  prego  un  attimo onorevole Lombardo, le chiedo scusa personalmente
  la prego di aspettare. Se cortesemente chiamiamo l'assessore Baccei
  che  è  qui dietro. Ecco, è arrivato l'assessore Baccei.  Invito  i
  colleghi  a non disturbare l'assessore Baccei che poi, tra l'altro,
  è  qui  da solo a rappresentare il Governo ed è giusto che stia  ad
  ascoltare gli interventi.
   Grazie,  onorevole  Lombardo,  la  prego  di  continuare  il   suo
  intervento.
   LOMBARDO. La ringrazio. Dicevo, quindi, di una classe politica,  o
  di una parte di classe politica, ascara e ingrata. Ma ricordo anche
  che  invece questa è una terra di uomini liberi ed anche di  uomini
  che,  seppure  schierati  all'interno dei partiti  nazionali,  sono
  riusciti ad affermare, con voce ferma in alcuni momenti, le proprie
  convinzioni ed a difendere lo Statuto.
   E  tra i tanti uomini liberi mi piace ricordare, Presidente, anche
  in  questa  ore,  il richiamo che un ex Presidente  della  Regione,
  l'onorevole Angelo Capodicasa, fece non più tardi di due  anni  fa,
  eravamo nel novembre del 2014, quando affermava che la nomina di un
  assessore  all'Economia  in  questa  Regione  voluto  dal   Governo
  nazionale,  e  l'accordo  del  giugno  2014  con  la  rinuncia   al
  contenzioso era un attacco all'autonomia.
   Ecco,  vede, Presidente, fino a quando ad affermarlo è un deputato
  dell'opposizione  nulla quaestio, quando lo è un eminente  uomo  di
  questa  cosiddetta  maggioranza  ed  un  esponente  di  spicco  del
  cosiddetto Partito Democratico, qualche dubbio sulla validità delle
  tesi  che  portano avanti i componenti di questo partito  viene.  E
  viene anche perché, onorevole Presidente, vi è stato  un alternarsi
  in questi anni di giudizi e di attacchi all'autonomia, a momenti  e
  a parti invariate.
   Ricordiamo  che  in  quel periodo era una componente  del  Partito
  Democratico  a  urlare  all'attacco  all'autonomia,  perché   forse
  vogliosa di avere delle poltrone all'interno del Governo regionale,
  mentre  un'altra  parte di quel partito accettava  quell'accordo  e
  sottaceva i riflessi che lo stesso generava.
   Invece,  quella stessa componente che nel 2014 urlava  all'attacco
  all'autonomia,  oggi  è  qui silente a  difendere  la  rinuncia  al
  contenzioso, mentre altra parte dello stesso partito che  all'epoca
  era  stata  zittita  grazie a qualche poltrona  assessoriale,  oggi
  cerca di criticare il Governo soprattutto su queste vicende.
   Questo  è  il  fulcro di questi tre anni e mezzo di  guida,  e  di
  questa   classe   dirigente  del  Partito  Democratico   regionale;
  sull'inchiostro  di  questo accordo vi è la  forza  e  la  capacità
  politica   di   questa  classe  dirigente  regionale  del   Partito
  democratico   e  tutto il valore che ha questo  accordo  rispecchia
  questa forza, che può certamente essere prossima alla zero.
   Ed  è  stato  un  deficit culturale che manca in  questo  accordo,
  perché in questi mesi - mentre l'assessore Baccei andava a limare o
  a  trattare  con  lo  Stato  - non vi è  stata  una  partecipazione
  culturale  di questa Regione su questo accordo, non vi è stata  una
  partecipazione  con  le  componenti  della  società,  con  le  aree
  produttive di questa Regione, si è andati avanti nel silenzio.
   E'  un  problema, come dicevo, soprattutto politico, perché questo
  accordo rappresenta per l'appunto la forza e la capacità di  questa
  classe  dirigente del Partito democratico e i nomi degli autori  di
  questo  accordo  non  sono certamente da ritrovare  nel  Presidente
  Crocetta  -  e lo dico, l'ho detto già in altre occasioni  ai  miei
  colleghi dell'opposizione -. Dobbiamo finirla di personalizzare  la
  vicenda di questa disastro di questi tre anni e mezza nella persona
  del  Presidente Crocetta, perché dietro lo sfascio  generato  vi  è
  certamente una classe dirigente che vede nei suoi leaders regionali
  i propri nomi scolpiti nella storia di questi tra anni e mezzo, che
  dimostrano  tutta  la  loro incapacità amministrativa  e  politica,
  capaci  di  grandi strida a Palermo e di grandi atti di presunzione
  politica a Palermo, ma silenti ed accondiscendenti a Roma, incapaci
  in  questi  anni di ottenere qualunque atto favorevole  per  questa
  Regione.
   E   la   storia   di  questi  anni,  Presidente,  è  scolpita   in
  quest'accordo,   ma  è  anche  scolpita  nel  più  grande   sfregio
  istituzionale che questo Parlamento sta subendo ed è lo  sfregio  a
  cui tutti noi siamo sottoposti.
   E mi rivolgo a lei, Presidente. Sono molto dispiaciuto, non perché
  voglia  sminuire la sua persona, ma avrei gradito la  presenza  del
  Presidente  Ardizzone  in questi giorni di  discussione  in  merito
  all'accordo  con lo Stato perché su diversi punti  vi  è  stato  un
  totale svilimento di questo Parlamento che, ormai, è ridotto ad  un
  dopo lavoro ferroviario, parliamoci chiaro, è inutile nascondersi.
   Quando al punto 3 di questo accordo vengono elencati una serie  di
  recepimenti legislativi, firmati dal Governo, un impegno preso  dal
  Governo,  io chiedo all'assessore Baccei - ma lo chiedo a  tutti  i
  deputati  -  vorrei  capire se nell'ordinamento  legislativo  della
  Regione siciliana il Governo è titolare di un potere legislativo  o
  meno.
   Vorrei   sapere   se  il  Governo  regionale   siciliano   ha   la
  disponibilità di effettuare decreti legge o decreti legislativi; io
  vorrei capire al punto 3 per conto di quale Parlamento, che  non  è
  stato  consultato,  l'assessore Baccei ed il Governo  regionale  si
  sono  impegnati  a  recepire nei prossimi anni norme  di  riduzione
  della  spesa; vorrei capirlo, perché questa parte di accordo  rende
  un atto abnorme.
   Questo  accordo  è  un atto abnorme che non ha nessun  riferimento
  legislativo all'interno dell'ordinamento, lo capisce chiunque.
   E  questo  avviene al punto 3 , al punto 3B, 3E, 3F,  3G,  3H,  al
  punto  3I.  E ci tengo a sottolineare il punto 3I, e mi spiace  che
  ora non sia presente il Presidente Crocetta, perché sul punto 3I si
  gioca  questo svilimento del Parlamento. Perché questo accordo,  se
  non  erro, è coevo a quanto è avvenuto nelle scorse settimane  alla
  riforma Delrio.
   Siamo  stati  impegnati più volte in quest'Aula per non  adeguarci
  sic  et  simpliciter alla riforma Delrio,  era il Presidente  della
  Regione, forse per delle dispute personali a venire in quest'Aula a
  dire  che  l'Assemblea  doveva  difendere  le  proprie  prerogative
  legislative  e non applicare in toto la riforma Delrio,  salvo  poi
  andare  a  Roma e firmare un accordo dove si impegna il Parlamento,
  di  cui  lui  non è rappresentante, ad adeguarsi sic et simpliciter
  alla riforma Delrio.
   Questo  ha dell'assurdo, penso, Presidente, perché va bene che  le
  correnti del Partito Democratico, a fasi alterne, sono contro  o  a
  favore dell'autonomia, va bene che in diverse fasi temporali si può
  essere a favore, ma non si può essere nello stesso tempo a favore o
  contro  le prerogative legislative di questo Parlamento. Penso  che
  sia davvero grave.
   Ed  è,  di  fatto, un accordo che ricalca quello che la Grecia  ha
  dovuto  sottoscrivere  nel  luglio  2015,  quando  l'Eurosummit  ha
  previsto  delle  decurtazioni alla Grecia in cambio dell'erogazione
  di  soldi: è lo stesso identico documento  Prendetelo per chi ha la
  possibilità, prendete l'accordo del luglio 2015, vi sono le  stesse
  prescrizioni, naturalmente in termini diversi perché  si  parla  di
  adeguamento  alle  procedure amministrative internazionali,  che  è
  molto  simile  alla lettera g) di questo accordo; di riduzione  del
  pubblico  impiego  e della spesa per pensioni,  previste  nei  vari
  punti; di riduzione - a prescindere dell'utilità che esse abbiano -
  delle partecipazioni pubbliche, ed è lo stesso della lettera a) del
  punto 3 di questo nostro accordo.
   Quindi,  un  parallelismo tra una troica che impone e una  Regione
  che deve eseguire a prescindere.
   Ed  è chiaro che a fare tutto ciò non è stato il Governo regionale
  che  -  parliamoci  chiaro, onorevoli colleghi  -  non  ha  giocato
  nessuna partita: il Governo regionale e questa classe dirigente del
  Partito Democratico non esiste, nel tavolo ci poteva essere  -  con
  tutto  il  rispetto  - la Regione siciliana o non  poteva  esservi:
  l'accordo sarebbe stato identico.
   Perché   qualcuno  dovrebbe  spiegarmi  com'è  possibile  che   il
  Presidente  del  Consiglio dei Ministri urli alla  flessibilità  in
  Europa e poi imponga, in modo inflessibile, alla Sicilia dei  tagli
  di  spesa  corrente che sono insostenibili  Questo non si riesce  a
  spiegare
   Così  come  non si riesce a spiegare, o qualcuno non è riuscito  a
  spiegare  in questi anni, come questa Regione debba ancora  ridurre
  spesa  corrente;  io  questo  ancora  non  lo  capisco   Perché  se
  prendiamo i dati, i numeri dei rendiconti - e ringrazio i dirigenti
  di  questa Assemblea per avermeli forniti - nel 2008 questa Regione
  siciliana  spendeva  20  miliardi di spesa corrente,  nel  2014  ne
  spende 17 miliardi e 451 milioni e nel 2012 era arrivata, a dire la
  verità,  a  16  miliardi e 400 milioni; e lo Stato, che  ci  fa  le
  lezioni  su cosa dobbiamo ridurre, nel 2008 spendeva 640  miliardi,
  nel  2013  ne  spende 720 e impone, a noi, lezioni di riduzioni  di
  spesa e di spending review, non solo nella quantità, ma anche nella
  qualità perché ci dice dove spendere e come spendere e lo impone  a
  questo Parlamento eletto dai siciliani.
   Ecco  il  capolavoro che questa classe dirigente raffazzonata  del
  Partito Democratico è riuscita ad imporre alla Sicilia
   Ma  la  cosa  ancora più grave - è sempre sul punto  istituzionale
  dello  sfregio che questo Parlamento subisce - riguarda la rinuncia
  al contenzioso.
   Vedete,  non  è  una questione di principio, non è  una  questione
  personale, è una questione di dignità di voi deputati che  oggi  vi
  fate chiamare, ci facciamo chiamare, onorevoli
   Ebbene,  nel giugno 2014 qualcuno, in modo segreto, andò a firmare
  quell'accordo;  oggi  lo va a fare sapendo  che  il  Parlamento  ha
  votato a maggioranza - e quindi espressione del suo popolo - ed  ha
  chiesto,  e  ha  obbligato, il Governo  a  non  rinunciare  a  quel
  contenzioso: come si fa ad imporre a questo popolo la  rinuncia  al
  contenzioso
   Questo è il grave scollamento che sta creando

   PRESIDENTE. La invito a concludere il suo intervento.

   LOMBARDO. Ieri hanno parlato

   PRESIDENTE. Dieci minuti. Continui.

   LOMBARDO.   Allora,  se  vuole,  parliamo  delle   tabelle   della
  finanziaria, se le interessa di più

   PRESIDENTE.  No,  la prego di finire il suo intervento.  Onorevole
  Lombardo, se abbiamo detto 10 minuti, lei è andato oltre perché era
  stato interrotto

   LOMBARDO. Ci sono stati colleghi che hanno parlato 18 minuti

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, la prego

   LOMBARDO. Se lo ritiene opportuno, mi allontano. Se lo ritiene  un
  argomento futile parliamo di tabelle

   PRESIDENTE. Faccia lei  Io le sto semplicemente ricordando che  ci
  sono   10   minuti  ad  intervento.  La  prego  di  avviarsi   alla
  conclusione.

   LOMBARDO. Se vuole parliamo delle tabelle.
   Scusate. Dicevo, quindi, che vi è un problema pratico sul punto 1)
  che  riguarda un adeguamento ad una norma nazionale, alla quale non
  eravamo  obbligati,  che si sta facendo e che  ci  costerà  diversi
  milioni  di  euro:  i  punti  2) e 3)  dei  quali  ho  già  parlato
  abbondantemente, di questa riduzione della spesa  che  noi  abbiamo
  fatto e che lo Stato, purtroppo, non ha fatto.
   Il  punto 4) è molto grave, e forse qualcuno l'ha sottolineato. Si
  dice  che il Ministero dell'economia vigilerà in questi anni  sulla
  riduzione della spesa che la Sicilia dovrà fare.
   Ma  stiamo  attenti,  Presidente  Venturino,  assessore  Baccei  e
  onorevoli colleghi. Questo meccanismo del punto 4)  funzionerà  che
  nel caso in cui il Ministero delle finanze - quindi non noi, ma  il
  Ministero  dell'economia - valuterà che questa riduzione  di  spesa
  non  l'abbiamo  effettuata, noi non saremo costretti  a  restituire
  somme, come si è detto in questi giorni, perché è sbagliato, ma  lo
  Stato  tratterrà  le  entrate  tributarie,  perché  viene  delegato
  l'Ufficio Struttura di Gestione di Roma a gestire questo passaggio.
  E  quindi,  nel  caso  in cui un giorno un ministro  dell'economia,
  mettiamo  caso un tecnico - possibilmente dopo ottobre, e  dopo  il
  referendum,  chi  lo  sa, potrebbe arrivare un  tecnico  -  dovesse
  valutare come non conducenti le spese effettuate da questa Regione,
  potrebbe  trattenere le entrate F24 di questa Regione. E  questo  -
  assessore Baccei - da letture costituzionali, si chiama riserva.  E
  le  sentenze  della  Corte parlano di riserve  soltanto  per  nuovi
  tributi o per fronteggiare a spese temporanee. Quindi questo  punto
  4) è incostituzionale.
   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, le regole sono uguali  per  tutti.
  Lei  ha  parlato  per quindici minuti. La prego  di  avviarsi  alla
  conclusione.

   LOMBARDO. Ieri miei colleghi hanno parlato per diciotto minuti.

   GRECO GIOVANNI. Ieri altri hanno parlato per mezz'ora

   PRESIDENTE.   La  prego  di  avviarsi  alla  conclusione.   Grazie
  onorevole Lombardo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.

   LOMBARDO.  Complimenti  Parliamo delle tabelle  Presidente   Parli
  delle tabelle. Ieri i miei colleghi hanno parlato per venti minuti.
  Lei mi ha interrotto tre volte. Tre volte

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, io l'ho fatta parlare per quindici
  minuti  perché poco fa si era anche allontanato l'assessore Baccei.
  Non l'ho interrotta tre volte. Lei è andato oltre.

   LOMBARDO. Lei non è in grado di presiedere i lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Lombardo. Si accomodi.  Ricordo
  ai colleghi che il tempo è stato fissato in dieci minuti.

   LOMBARDO. Ieri, non lo ha fatto rispettare

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi,  io ho seguito con molta attenzione tutti gli  interventi
  di  ieri.  Li ho seguiti tutti, nonostante fossi tra gli  ultimi  a
  parlare,  e  ho  seguito anche quelli di oggi. Li ho seguiti  senza
  indispormi  più  di  tanto. Vedo che da ieri ci sono  toni  accesi,
  urla,  grida. Vedo in Aula un clima nervoso. E nonostante tutto  ho
  seguito ciascun intervento con grandissima attenzione. Non mi  sono
  distratto  quasi mai. E, anche quando c'è stato qualche  intervento
  che  magari poteva toccarmi, non mi sono permesso di scompormi  più
  di tanto.
   Spero  di  ricevere  lo  stesso  trattamento  da  parte  dei  miei
  colleghi, ma sono sicuro che i miei colleghi sono così bravi che lo
  faranno.
   Io sono mortificato, lo sapete perché? Ogni tanto qualcuno ricorda
  le   mie  provenienze:  io  ho  fatto  parte  dell'esperienza   del
  centrodestra. Sono stato sindaco di Forza Italia, quando il  centro
  destra  aveva  ottenuto  il  sessantuno  a  zero'.  Che  bellissimo
  momento  è  stato  quello, quando avevamo tutta  la  rappresentanza
  parlamentare  del nostro partito, del partito di Forza  Italia.  Ed
  era   il   momento  di  riscatto   Tutti  speravamo  nel  miracolo:
  finalmente la Sicilia, forte di questo risultato  ma purtroppo devo
  dire,  che anche se ho vissuto quell'esperienza in maniera diversa,
  con  ruoli  diversi - parlo dell'esperienza fatta nella  Democrazia
  cristiana  -  purtroppo devo dire che anche quelle  esperienze  non
  diedero grandi risultati per un riconoscimento serio da parte dello
  Stato.   Assolutamente,  nessun  risultato.  Uno   Statuto   fermo,
  bloccato,  anzi  un  peso  per la Sicilia  perché  quando  dovevamo
  recepire  delle  norme che erano state recepite e funzionavano  nel
  resto  del  Paese  ed,  invece,  poi  attraverso  lo  Statuto   noi
  riuscivamo a bloccarle. Né una lira, né un riconoscimento, e quando
  i  soldi  non  valevano  molto,  nel  senso  che  le  disponibilità
  finanziarie  di  mamma Stato non erano quelle di  oggi,  quelle  di
  questi  tempi.  Noi  la finanziaria dello Stato la  conosciamo,  la
  sappiamo.   E   purtroppo  la  classe  politica  della   Democrazia
  Cristiana,  che per me rappresenta le mie origini,  non  riuscì  in
  tanti anni di governo ad ottenere un riconoscimento serio per  quel
  che  riguardava le nostre caratteristiche di Statuto ordinario. Non
  ci  riuscì, la Democrazia Cristiana non ci riuscì. E la stessa cosa
  fece  Forza Italia con la differenza, però, che Forza Italia  aveva
  il   sessantuno  a  zero' e fu la mortificazione più  grande  della
  Sicilia perché non riuscimmo ad ottenere nulla,  zero' e neanche  i
  movimenti autonomistici che andavano di pari passo, che andavano  a
  braccetto  con il presidente Berlusconi, -  non dimentichiamoci  il
  grande  rapporto  con  Lombardo  ed  il  presidente  Berlusconi  -,
  Lombardo  leader di un movimento autonomista importante, risultato?
  Per  lo  Statuto, per i siciliani, per la rivendicazione dei nostri
  diritti: zero, zero
   Oggi  esiste una classe politica, un Presidente della  Regione,  e
  non  lo  dico  solo perché io per questo Presidente  e  per  questo
  progetto  mi  sono  dimesso  da  sindaco  di  una  città  bella  ed
  importante  come  quella di Ragusa, ma le  dico  una  cosa,  signor
  Presidente, ma forse quelle dimissioni valgono solamente per questo
  atto,  signor Presidente. Lo sa perché valgono solamente per questo
  atto   quelle  dimissioni da sindaco? Perché io ero rimasto  orfano
  della capacità politica della Democrazia Cristiana di far valere la
  mia  sicilianità, anche se ero piccolo ma ero un dirigente di  quel
  partito.  Di  Forza  Italia,  in  cui  avevo  creduto  che  con  il
  sessantuno a zero dovevano fare qualche cosa per la Sicilia.
   Devo  ripetere che mi sono dimesso da sindaco, ho creduto nel  suo
  progetto  e  lei  sa quello che io ho chiesto e quello  che  io  ho
  ricevuto.  Ma, dico, ho fatto bene forse anche sono per questo   Ci
  vale  tutto  l'accordo perché l'accordo può essere  modificato,  ci
  saranno  poi  quelli più bravi che aggiungeranno  qualcosa  in  più
  rispetto ai quaranta anni  che non è stato fatto nulla, ma  tra  il
  nulla  che  era  stato fatto e quello che oggi  siamo  riusciti  ad
  ottenere,  grazie ad un Presidente della Regione  e  grazie  ad  un
  proconsole, mamma mia, collega Cancelleri, se non fossero  arrivate
  queste risorse, no? Cioè, che abbiamo dichiarato più volte? Abbiamo
  dichiarato:   Non  ci crediamo che arriveranno  questi  cinquecento
  milioni  di euro  Se non arriveranno questi cinquecetno milioni  di
  euro   l'assessore  si  dovrà  dimettere   -  io   ho  un  po'   di
  comunicazioni  -.   Questi cinquecento milioni non  arriveranno  e,
  quindi,  i  comuni perderanno centosettanta milioni,  la  forestale
  perderà  settantuno  milioni, i precari, ventiquattromila  precari,
  perderanno  centoquindici milioni   . Ci sono tantissimi  articoli:
   Sono  arrivati i soldi   e nessuno riesce a dire:  Bravi  Ci siamo
  sbagliati.  Vi  chiediamo scusa, per quello che abbiamo  sostenuto,
  che  abbiamo  detto  per mesi, che era un imbroglio,  che  era  una
  farsa, che era una sciocchezza che ci metteva su Baccei.
   Purtroppo,  invece,  oggi, non purtroppo, per fortuna,  per  tutti
  coloro  che  beneficeranno di queste cose. Ma io lo  so  che  siete
  tutti contenti. Mi spiego meglio.
   Al di là delle posizioni politiche, che è giusto che ognuno faccia
  la  propria parte, che l'opposizione faccia l'opposizione,  ma  per
  fortuna  che  sono arrivati questi soldi  Perché  grazie  a  questi
  soldi potremo pagare i nostri precari.
   E  ve  lo dice uno che quando si parla di precari diventa agitato,
  perché io sono il sindaco che i precari li ha stabilizzati,  non  a
  costo della Regione, ma a costo del comune. A costo del comune, con
  le  politiche  del  comune.  Cara collega  sindaco   Perché  io  ho
  stabilizzato nel 2009, così come tanti altri sindaci,  non  sono  i
  ventiquattromila, i precari di tutta la Sicilia, solo la parte  dei
  sindaci  incapaci che non sono riusciti, allora, a  stabilizzare  i
  loro precari.  Questo è così. E noi non ce ne dimentichiamo, e  non
  ce ne dobbiamo dimenticare, su questo dubbi non ce ne sono.
   Così  come abbiamo fatto nelle province, dove abbiamo stabilizzato
  i  nostri precari. L'ha fatto bene Nello Musumeci, l'ha fatto  bene
  Franco  Antoci  e Nello Dipasquale alla provincia,  nei  tempi  che
  furono.  Ma  ci sono altri che non l'hanno fatto. Ed  oggi  sono  a
  carico  nostro  ed  oggi li possiamo pagare solo  grazie  a  questo
  intervento economico.
   Ora,  in  un momento di grande crisi economica che vive lo  Stato,
  questo miliardo e quattrocento milioni che abbiamo ricevuto ora, ma
  che  diventerrano un miliardo ed ottocento milioni, voi capite bene
  che  stabilizzare  un'entrata ai giorni nostri  di  un  miliardo  e
  ottocento  milioni è un grandissimo risultato politico. E  la  cosa
  grave  è  che,  quando c'erano le risorse immense,  caro  onorevole
  Musumeci, noi che abbiamo fatto un'esperienza politica insieme  per
  una  parte  della nostra vita, i nostri amici non sono riusciti  ad
  ottenere nulla per loro grandissima incapacità politica.
   Ed  oggi, questo viene certificato. Questi quattro scombinati  del
  PD,  del  Governo, del proconsole,  - che oggi il risultato  se  lo
  porta, che oggi il risultato se lo porta  -  e lo fa  insieme  alla
  classe  politica  nazionale, per chi si  è  impegnato,   -  mi  sto
  avviando alle conclusioni - , per chi ha dato il suo contributo, il
  sottosegretario Faraone si è impegnato dando il suo contributo, con
  in  testa il Presidente della Regione, siamo stati squadra  per  la
  Sicilia. E' ovvio.
   Quando  parliamo  di  allineamento, e  di  allineamento  politico,
  forse, ogni tanto litighiamo. E ci sta anche  Ma per le cose serie,
  facciamo  squadra,  fanno squadra. Io sono  l'ultimo  chiodo  della
  carrozza,  l'ultimo chiodo della carrozza. Fanno squadra e  portano
  il risultato
   Si potrà, quindi, migliorare, ed io mi auguro che questo risultato
  ottenuto  e  domani, arriveranno uomini ancora più bravi  -  me  lo
  auguro,  perché negli ultimi cinquant'anni, non c'è  stato  alcuno,
  non c'è stato alcuno - che possano ottenere ancora molto di più.
   Io, possibilmente, da semplice cittadino, sarò felice, contento ed
  esprimerò  la mia più grande soddisfazione. Ma, oggi, un  risultato
  c'è.  Ed è un risultato che, io per primo, auspicavo, da tantissimi
  anni. L'auspicavo, come no? Ci sono miei interventi su questo a non
  finire.  Ed  uno  dei  motivi  del mio  allontanamento,  nel  2009,
  dell'autosospensione,  fu  anche  per  uno   di   questi.   Proprio
  l'incapacità di ottenere un risultato, e un risultato politico  con
  la vicinanza nazionale.
   Abbiamo,  quindi,  ereditato,   -  e  concludo  davvero   -,   una
  situazione  che vedeva nel 2014, scusate se faccio qualche  errore,
  oltre   duemiliardi e  quattrocento milioni di disavanzo. I  numeri
  sono numeri.
   Oggi,   noi  abbiamo  seicento  milioni  di  avanzo  e  finalmente
  quest'anno   settecento   milioni  li   possiamo   utilizzare   per
  investimento. E' giusto che l'opposizione dica che tutto  va  male,
  però,  a  me  la soddisfazione che qualcosa, un passo avanti  e  un
  passo importante si è ottenuto, questo non può togliermela nessuno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  cittadini, oggi in Aula c'è stato un certo nervosismo fra i  banchi
  dei   deputati.  Credo  che  questo  nervosismo  sia  assolutamente
  giustificato e giustificabile anche perché uscendo da quest'Aula  e
  ritornando nei territori dai quali proveniamo qualcosa pur  dovremo
  raccontarla  di questa giornata, di questo accordo che  il  Governo
  ha, non stipulato con il Governo nazionale, perché se è vero che la
  giurisprudenza costituzionale ha suggerito, ha orientato le regioni
  verso  una  trattativa per risolvere, definitivamente,  i  problemi
  finanziari  che  riguardano lo Stato  e  le  Regioni,  non  ha  mai
  suggerito invece alle regioni di subirlo questo che viene  definito
  accordo. Questo non è un accordo. Un accordo si fa fra due parti  e
  quelle due parti devono essere d'accordo, appunto, su quello che  è
  il  contenuto stesso di quello che si stabilisce. Qui  abbiamo  una
  sfilza   di   impegni   che   il   Governo   regionale   siciliano,
  autonomamente,  ha assunto nei confronti del Governo  nazionale,  e
  poi  alla fine un impegno unico da parte del Governo nazionale  che
  dice che dal 2018 farà delle cose.
   E'   ovvio,  è  evidente  qual  è  la  considerazione  che  questo
  Parlamento  ha, o meglio che questo Governo ha nei propri  rapporti
  con  lo  Stato,  cioè che cosa considera lo Stato  e  che  cosa  si
  considera, in quanto tale, la Regione.
   Rimango sempre molto colpito ogni volta che entro in quest'Aula da
  quelle  due  date: 1130, Ruggero II di Sicilia,  e 1947  che  è  la
  prima   Assemblea  regionale  siciliana  che  vide  eleggere,   nel
  dopoguerra, il primo presidente della Regione, Giuseppe  Alessi.  E
  poi  mi  chiedo:  Ma come ci siamo ridotti in questo modo? Come  ha
  fatto  la Regione siciliana a ridursi in questo modo? Come ha fatto
  ad  abiurare,  rinunciare a tutta quella  che  è  la  storia  della
  Regione siciliana?
   Per  carità,  non  è tutta rose e fiori, probabilmente  in  questo
  rapporto,  che  oggi  questo  governatore  ha  intavolato  con   il
  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri,  Renzi,   è  un  rapporto
  punitivo, quasi masochistico. Questo Presidente gode del  fatto  di
  depredare i siciliani di risorse, gode nel far ammettere al proprio
  Assessore  che  comunque  la Sicilia e i  siciliani  perdono  sette
  miliardi di euro all'anno di risorse.
   Eppure,  da questo banco ho sentito colui che mi ha preceduto,  il
  collega Dipasquale che ne è anche felice. Con i soldi dell'IRPEF  e
  dell'IRAP  dei  siciliani, che puntualmente pagano ogni  anno  allo
  Stato  italiano,  noi a differenza della Lombardia,  continuiamo  a
  contribuire con seicento milioni in più per la sanità, però a  loro
  toccano  quaranta deroghe sui punti nascita che non vengono chiusi,
  a  noi che siamo brutti, sporchi e cattivi, vengono concesse appena
  due deroghe.
   Voi   approvate   una   rete  ospedaliera  che   viene   rinnegata
  successivamente  dallo  Stato italiano che ci  chiede  di  chiudere
  reparti.  Certo,  è vero, molti reparti sono stati aperti  soltanto
  per   fare qualche cortesia a qualche direttore, a qualche  medico.
  Certamente una riorganizzazione è necessaria.
   Sicuramente   la   Pubblica   Amministrazione,   questa   macchina
  maledetta,  che  in  Sicilia  è stata  concepita  in  funzione  del
  deputato quando invece una macchina deve essere guidata da chiunque
  perché è sufficiente la benzina, perché non si muove se non c'è  la
  politica. Ma cosa c'entra questo?
   Una   macchina  è  una  macchina,  una  macchina  deve  percorrere
  chilometri,  non  c'è bisogno del politico che risolve  i  problemi
  perché se c'è bisogno del politico il cittadino è schiavo.
   Oggi   lo   è   ancora  di  più  perché  lo  avete  reso   schiavo
  economicamente,  perché  il siciliano è costretto  a  continuare  a
  pagare delle somme esose contro tutti gli altri cittadini - come mi
  piace sempre dire - siamo italiani in esilio in Sicilia.

   MUSUMECI. Esuli in Patria

   CAPPELLO.  Esuli in patria. I siciliani sono genitori,  allevatori
  di  figli in favore dei quali spendono migliaia e migliaia di  euro
  per  farli studiare perché dopo la laurea vadano a lavare i  piatti
  in Inghilterra. Questo siamo  A questo ci avete ridotti
   Sono  settant'anni di storia che ce lo dicono.  Eppure  su  questi
  banchi  si  sono alternati giuristi. Faccio un esempio: l'Assemblea
  costituente  quando  discusse dello Statuto  vedeva  anche  un  mio
  concittadino,    Giovambattista   Fanales,   che    faceva    parte
  dell'Assemblea costituente.
   In  questi mesi mi sono dilettato a leggere i dibattiti che furono
  sviluppati da quei legislatori.
   Tutto  aveva  un senso, tutto aveva una qualità, non era  soltanto
  rivendicazione  ma  era un modo di concepire la Regione  siciliana,
  che è la prima Regione.
   Tutto si è fermato nel 1967, con il DPR n. 1065, che stabiliva dei
  principi  innovativi  di  federalismo  fiscale.  Dopo  tutto  si  è
  fermato    Si  è  rinunciato  all'articolo  36,  all'articolo   37,
  all'articolo 38  ma la cosa che mi indigna di più sono le risate di
  ieri  da parte dell'Assessore Baccei, la sua ilarità rispetto  alle
  nostre parole.
   Ma   quanto  vale  la  rappresentanza,  il  voto  democratico  dei
  siciliani?  Quanto  valgono le mie parole? Beh, rispetto  a  queste
  risate nulla
   Eppure  dovrò tornare nella mia città, nella mia provincia,  dovrò
  spiegare  perché siamo ancora più poveri, dovrò spiegare perché  la
  Regione siciliana si è impegnata a rinunciare ai ricorsi, che  pure
  sta  vincendo, dovrò spiegare perché la Regione siciliana deve fare
  ulteriori  tagli, dovrò spiegare perché i nostri giovani non  hanno
  un   cavolo'  di  lavoro,  dovrò spiegare  perché  si  continua  ad
  emigrare,  dovrò spiegare perché qui governa il Partito democratico
  e  a  Roma  pure,  dovrò  spiegare perché  questa  miscela  ci  sta
  uccidendo,  dovrò  spiegare perché voi  ridete  rispetto  a  queste
  macerie
   Non  so  se vi devo maledire per questo, o vi devo benedire perché
  ci  state  consegnando  la Sicilia  Ma state  facendo  tabula  rasa
  perché   il  prossimo  Governo   Cinque  Stelle'  troverà  soltanto
  macerie   Non  voglio governare una Regione fatta di  macerie   Non
  voglio  che la Regione sia fatta di ricordi  Voglio che la  Regione
  abbia   una  prospettiva   Voglio  che  i  siciliani  abbiano   una
  prospettiva  Voglio che questa Terra e i siciliani siano  siciliani
  in  Italia  e  che abbiano gli stessi diritti di tutti i  cittadini
  italiani
   Non  mi  voglio  allineare alle leggi dello  Stato  perché  questa
  Regione  ha  le  risorse, le intelligenze per essere più  originale
  dello  Stato  perché lo è già stata per essere più originale  dello
  Stato,  in  quanto non ci manca nulla. Eppure non  abbiamo  niente
  Cosa abbiamo ricevuto in cambio? Nulla
   Strade,   autostrade,  infrastrutture,  che  cosa?  Oggi   in   IV
  Commissione si è discusso dello scorrimento veloce  La Libertinia .
  L'unico  tratto  che  è  stato  fatto  è  quello  inutile  e   dopo
  l'inaugurazione è stato chiuso. Ne mancano due. Si è  discusso  col
  rappresentante del Governo, risposte? Zero  Arriverà l'Anas, poi ci
  sarà  il MIT, ci sarà  - rischio di essere veramente volgare e  non
  voglio   esserlo   perché  ho  l'ambizione  e  la  prerogativa   di
  rappresentare i siciliani che non meritano volgarità oltre a quelle
  che stanno subendo.
   Non  voglio aggiungere nulla perché nulla deve essere aggiunto  ad
  un  accordo che, purtroppo, quest'Aula non può modificare. E' stato
  già  pubblicato tre giorni fa il decreto legge da parte del Governo
  nazionale,  che  poi diverrà legge in Parlamento e, quindi,  stiamo
  discutendo  del nulla, stiamo discutendo e basta,   e  queste  sono
  soltanto parole, ma sono certo che lì fuori ci sono cinque  milioni
  di  giudici  e sono i siciliani che sapranno darvi la  risposta  al
  momento giusto.

     (Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,  io
  cercherò  di  essere  breve,  di  attenermi  ai  tempi,   anzi   di
  rispettarli  in  maniera  abbondante e di provare  a  riportare  il
  ragionamento  sul  piano  della  politica,  perché  ieri   mi   ero
  preoccupato  di chiedere un rinvio dei lavori perché si stemperasse
  il  clima  e  perché si evitasse di trasformare la  seduta,  o  per
  meglio  dire  per  evitare che si trasformasse la  seduta,  con  un
  argomento  così  importante,  in  un  dibattito  di  ultrà,  in  un
  dibattito dove si arrivasse a chiedere le dimissioni del Presidente
  della  Regione  come  se  noi stessimo trattando   una  mozione  di
  sfiducia.
   Io  credo che, su questo punto, invece, debba esserci la calma, la
  serenità, e guardare ai fatti con la verità e non essere trascinati
  in  un ragionamento che non porta da nessuna parte perché a me,  lo
  dico  con  assoluta franchezza, per questo accordo,  -   ed  io  lo
  voglio  guardare con gli occhi della verità -, non si può  esultare
  ma non si può neanche ignorare o denigrare come è stato fatto ieri.
   E'  un accordo importante che introduce alcuni principi importanti
  che tiene conto di tanti anni di storia, di tanti anni di gestione,
  di  tanti  anni  di,  come dire,  sbavature' e di  una  prospettiva
  importante.
   Io,  con assoluta franchezza, senza voler divagare, credo che  noi
  abbiamo  scampato un pericolo ed, ahimè, quello che  rimprovero  ai
  colleghi   che  ieri  hanno  trattato  questo  argomento  accusando
  soltanto  il Governo o difendendo soltanto il Governo è  quello  di
  dire  che non si ricordano che la maggior parte delle cose che sono
  state   fatte  in  questa  Aula  appartengono  sì  al  Governo   ma
  appartengono  anche,  - come dire -, alla serietà e correttezza  di
  questa  classe  dirigente che viene dai territori di  ogni  singola
  provincia  e che ha votato, nel corso di questo biennio, tantissime
  riforme  o  tantissime leggi di contenimento della  spesa  che  non
  allineavano la Sicilia al resto d'Europa o al resto d'Italia e  che
  venivano  spesso  rimproverate anche dagli organi  di  controllo  o
  dagli organi di garanzia.
   Allora sarebbe ingiusto non riconoscere all'assessore Baccei  che,
  con  documento di programmazione economico-finanziaria e con alcune
  iniziative,  tenendo  la  schiena dritta, non  sarebbe  giusto  non
  riconoscere  all'assessore  Baccei il  lavoro  che  ha  indirizzato
  questa  Assemblea che per certi versi non si è lasciata  trascinare
  al  guinzaglio  dal Governo e dall'assessore Baccei  ma,  spesso  è
  intervenuta per modificare, per migliorare, anzi qualche  volta  io
  personalmente  ho  contestato all'assessore  che  gli  era  mancato
  quell'atto di forza finale che sarebbe servito per mettere  un  po'
  più  di  ordine.  Perché, diversamente, noi non rendiamo  giustizia
  delle cose che si sono fatte. Ed io credo di poter rivendicare che,
  sempre  con  la  schiena  dritta, e sempre  prendendo  la  via  più
  difficile, che è la via della verità e la via della serietà, questa
  Assemblea   ed  il  Gruppo  parlamentare  che  io  ho  l'onore   di
  rappresentare, ha contribuito, in maniera decisiva, senza far finta
  di  nulla, senza girarsi dall'altra parte, senza mai prestarsi alle
  vie più semplici che potevano essere la fuga, quella che non ce  ne
  accorgiamo. Per un lungo periodo ci si è comportati così e questa è
  una  responsabilità  che  nessuno  può  far  finta  che  appartenga
  all'altro, è una responsabilità condivisa.
   E  allora  io  credo che l'accordo di oggi serva per cominciare  a
  fare  chiarezza. L'accordo di oggi, onorevole Cancelleri -  io  non
  credo  che  alla fine questa Terra sarà governata da rappresentanti
  del vostro Movimento -, però state tranquilli che l'accordo di oggi
  servirà  per  mettere  in equilibrio il bilancio  della  Regione  e
  servirà  a mettere, non in equilibrio, perché già i tagli che  sono
  stati fatti sono stati severi, sono stati decisi, coraggiosi,  sono
  state  fatte tante cose che, forse, andavano fatte prima, ma questo
  accordo  permetterà  a questa legislatura, o alla  fine  di  questa
  legislatura,  e  certamente alla prossima  legislatura,  di  potere
  programmare in maniera diversa e con una maggiore prospettiva.
   E'  pur vero che si poteva fare di più, che si poteva fare meglio,
  ma  bisogna  vedere  come si arriva ad una trattativa  perché,  per
  essere chiari, se noi fossimo arrivati a questa trattativa - e  io,
  ripeto, non è il miglior accordo che si poteva fare - quattro  anni
  fa  saremmo arrivati come un pugile suonato. Se oggi siamo arrivati
  a  questa  trattativa ci siamo arrivati perché  in  questo  periodo
  abbiamo  fatto tanto, e io rivendico di essere stato uno di  quelli
  che  ha  votato, a volte anche in distonia rispetto al Governo,  ma
  sempre  con  la  lucidità di potere contribuire  a  migliorare  una
  proposta  o  talvolta  sostenendo  il  Governo,  talvolta   facendo
  interventi critici, ma dicendo sempre la verità.
   Noi oggi dobbiamo partire da questo, perché la Corte dei Conti nel
  Giudizio  di Parifica non si sarebbe espressa in quel modo  se  non
  avessimo  provato  ad  invertire la rotta. E lo  stesso  organo  di
  garanzia come la Corte Costituzionale aveva tracciato la via di una
  serie  di  prerogative  che  ancora non sono  riconosciute,  e  non
  dobbiamo  dare la colpa chissà a chi del perché queste  prerogative
  non   l'abbiamo   riconosciute,  perché  nei  rapporti   economico-
  finanziari,  per forza, si è dovuto tenere conto di  una  serie  di
  lavori  in  progress  nel corso degli anni  che  hanno  determinato
  visioni  diverse  in contesti storici diversi, in contesti  sociali
  diversi ed in contesti economico-politici e nazionali diversi.
   Oggi siamo al giro di boa che viene rappresentato da una parolina,
  io  non  voglio  commettere errori, proverò a  ricordare:   L'avere
  introdotto  il criterio del maturato anziché del riscosso  realizza
  un'entrata strutturale nel bilancio della Regione la cui  copertura
  è  garantita  negli anni a venire con le leggi di  stabilità  e  in
  questi  è garantita dallo Stato che permetta alla Sicilia  di  fare
  quel salto di qualità che noi auspichiamo .
   E'  chiaro  che su questo noi ci dobbiamo scommettere,  perché  il
  salto  di  qualità  noi lo vogliamo fare senza più  commettere  gli
  errori  del  passato  perché,  diversamente,  poco  fa  l'onorevole
  Lombardo  citava  l'episodio della Grecia quasi  ad  accomunare  la
  Sicilia alla Grecia.
   Io  credo  che  proprio  questo accordo  permette  di  non  essere
  accomunati a quel ragionamento ancorato a parametri che sono  fuori
  dal  contesto  così  come  - diciamolo con  assoluta  franchezza  -
  talvolta vedo il Governo, non il Governo regionale anche il Governo
  nazionale, piegato rispetto ad alcune valutazioni che fa l'Europa e
  talvolta  penso  cosa  potrebbe  succedere  se  noi  facessimo  una
  votazione  come  quella  che si è tenuta nel  Regno  Unito.  Quanti
  comparti  strutturali della Sicilia, quante cose che vengono  fatte
  grazie agli aiuti europei, quante cose che forse abbiamo fatto male
  perché  non  siamo stati chiari nelle direttive, nelle leggi,  oggi
  non potrebbero più realizzarsi.
   Io, quindi, ritengo che questo accordo sia un accordo che serve, è
  un accordo che potevamo fare meglio, forse, come qualcuno ha detto,
  dicendo anche un pizzico di verità, è un accordo che ci ha visto in
  certi minuti con il coltello alla gola, però se quel coltello non è
  affondato  è  per  quello che abbiamo fatto,  lo  ha  fatto  questo
  Governo, lo ha fatto questa Assemblea, lo ha fatto la politica.
   Io  credo  che questa politica oggi abbia stabilito dei  parametri
  nuovi su come orientare il ragionamento, per il resto non entro nel
  merito  del  singolo punto, della singola valutazione,  mi  attengo
  soltanto  al  dato  più  importante, se  noi  non  pensiamo  e  non
  riflettiamo a quello che è successo nel 2012, al contesto siciliano
  che ha determinato un cambiamento, all'essere stati protagonisti di
  un  cambiamento politico che sperava di rilanciare alcuni  comparti
  dell'economia che questo Governo non ha saputo rilanciare,  se  noi
  non  ci  ricordiamo  e  parametriamo,  non  portiamo  indietro   le
  lancette, oggi non capiamo bene tutto quello che è successo.
   Io  non  ho  da  considerare  l'assessore  Baccei  perché  toscano
  invasore, o perché romano, ahimè, tante volte mi sono lamentato con
  lui  di  alcune  cose che se fosse stato siciliano  avrebbe  capito
  meglio, avrebbe capito prima, tante altre volte gli ho detto che  è
  mancato  quel  gesto di coraggio che - assessore Baccei  non  è  un
  rimprovero,  non è mancato a lei, è mancato al suo  partito  -  che
  serviva  per  determinare, perché se avessimo avuto  quel  coraggio
  oggi  forse questo accordo sarebbe stato ancora più generoso,  però
  sta  di  fatto che oggi noi siamo nelle condizioni di cominciare  a
  programmare in maniera diversa.
   Ho  sforato  pure  io signor Presidente il tempo  a  disposizione,
  l'argomento  onestamente  è allettante, intrigante,  e  uno  magari
  diventa pure ripetitivo, però ne vale la pena.
   Io  credo  che  gli  sforzi che la politica ha  fatto  sono  stati
  capiti, ora bisogna riuscire in un operazione ancora più difficile,
  bisogna riuscire a comunicare bene per farli capire alle persone, e
  questa   è  la  vera  sfida  che  ci  deve  intrigare,  questo   il
  ragionamento  che tutti dobbiamo sapere fare nelle  piazze,  perché
  gridare contro qualcuno, gridare sempre, non porta a niente,  porta
  soltanto a rinviare i problemi, e il rinvio non è mai la soluzione,
  bisogna talvolta scegliere, bisogna decidere di scegliere, e si può
  fare  bene  o si può fare male, ma bisogna decidere, io  credo  che
  questa  decisione serva, e la programmazione prossima sarà il  vero
  banco di prova su cui l'Udc non farà sconti al Governo, se pensa di
  tentennare,  di  balbettare o di non avere la direzione  chiara  su
  come impostare la prospettiva e lo sviluppo di questa Terra, ma  io
  sono certo che anche col vostro aiuto questo si farà, grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  ascoltato  anch'io tutti gli interventi e ho cercato di comprendere
  quali potevano essere gli effetti positivi di questo accordo per la
  Sicilia, e non me ne voglia signor Presidente, non ne vedo, non  me
  ne voglia assessore Baccei, un fatto è la stima personale, un altro
  fatto è la valutazione politica.
   Io  non  ho  simpatia per il Governo nazionale, non  nutro  alcuna
  simpatia  per  il premier,  periferia dell'Impero , purtroppo  così
  Renzi  tratta la Sicilia, e in questo mio intervento ho cercato  di
  svestire i panni di opposizione e di osservare con la lenti di  chi
  scruta  e legge, e allora nel motore di ricerca ho scritto  quattro
  parole Renzi, Crocetta, Sicilia e accordo, e vi leggo alcuni  primi
  dieci  titoli   Altro  che  accordo  storico  Crocetta  svende   la
  Sicilia ,   Accordo bluf altro che accordo storico Crocetta  svende
  la  Sicilia ,  Renzi e PD depredare la Sicilia in barba alla  Corte
  costituzionale ,  accordo capestre ,  affondare la Sicilia nel nome
  di Renzi ,  per i Siciliani l'accordo è un disastro .
   Questo è il risultato, non mio, del motore di ricerca.
   Non  ho  nulla  da aggiungere, dico, sul piano personale,  se  non
  manifestare il mio dissenso, l'amarezza, la delusione e, se volete,
  anche lo sdegno di Parlamentare, di sindaco e di cittadina.
   Qualcuno poc'anzi brindava con toni trionfalistici all'accordo. Io
  pongo una riflessione, e questa riflessione la pongo all'Aula,  una
  riflessione  di  carattere  giuridico,  di  carattere  tecnico,  di
  carattere amministrativo.
   A  mio  avviso  l'accordo rappresenta una chiara violazione  delle
  procedure  legislative  ed  amministrative,  nonché  dei   rapporti
  parlamentari  tra  Assemblea  e Governo.  Sull'illegittimità  dello
  stesso rilevo che oggi, a trattativa terminata, viene coinvolto  il
  Parlamento al fine di ottenere una copertura normativa che dovrebbe
  avere il crisma di legge.
   Come   si  può  sostenere  che  la  commissione  paritetica  dovrà
  ratificare  il contenuto dell'intesa? Allora è mutato il  principio
  della gerarchia delle fonti? Come si può abdicare al contenuto  del
  nostro Statuto rinunciando all'applicazione degli articoli 36 e  37
  dello  Statuto'? Come si pone in una fase, quale quella attuale  di
  revisione  dello Statuto, mutatis mutandis la norma  di  attuazione
  invocata,  per la cui procedura non è nemmeno previsto un passaggio
  parlamentare?
   A  proposito di centro destra e dell'accordo del 2005 che è  stato
  sottoscritto  da  Cuffaro e che, da qualche parlamentare,  è  stato
  ricordato ieri, riguardava una norma di attuazione. Il passaggio  è
  sottile.  In  base  all'articolo 37  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana le relative quote di competenze fiscali dello Stato  sono
  trasferite alla Regione, significa il 100%. Quindi, simmetricamente
  sono  state  trasferite  alla  Regione  competenze  previste  dallo
  Statuto fino ad ora esercitate dallo Stato.
   Si  sanciva, dunque, un principio, quello della simmetria  tra  le
  funzioni  e  le  risorse  finanziarie, e mi  dispiace  che  qualche
  deputato  dell'UDC  poc'anzi non rivendicava questo  risultato.  E,
  sulla base di tale previsione, si autorizzava il Governo a trattare
  con lo Stato.
   In  breve le norme di attuazione hanno sancito il principio  della
  coincidenza  delle funzioni spettanti alla Sicilia  e  le  relative
  risorse economiche.
   Oggi, anche baipassando un atto di indirizzo di questo Parlamento,
  si  è,  invece,  proceduto  senza  alcuna  copertura  normativa  e,
  trattandosi di un atto di natura prettamente amministrativa,  direi
  che  la  sanzione  da  applicare sia quella più  grave,  ovvero  la
  nullità, considerando l'atto tamquam non esset.
   Si  aggiunge,  poi, quanto da me prospettato ieri  in  Commissione
  Statuto,  che un atto collegiale può essere sostituito da un  altro
  collegiale e non monocratico.
   Se  è  necessaria  una  delibera  di  Giunta  per  autorizzare  il
  Presidente  della  Regione  a proporre  ricorso  dinanzi  la  Corte
  costituzionale,  come si può rinunciare allo  stesso  con  un  atto
  unilaterale?
   Obblighiamo  la  Sicilia a rinunciare a somme che, secondo  alcuni
  conteggi,  sarebbero di circa cinque miliardi  per  avere  oggi  la
  cifra di 500 milioni.
   Cui  prodest  in un momento in cui dobbiamo avviare  l'intesa  per
  revisionare  lo Statuto si può ipotizzare che quella  sia  la  sede
  naturale dove poter trattare con lo Stato, in un rapporto paritario
  e no di supremazia statale?
   Sono questi interrogativi che sottopongo a quest'Aula, e mi auguro
  siano  utili  a  far riflettere sulle responsabilità politiche  che
  questo  Governo  oggi, e chi lo sosterrà, con  questo  accordo,  si
  assume nei confronti dei Siciliani.
   Nel   merito   dell'accordo,   con  riferimento   alla   riduzione
  dell'attuale  spesa corrente al 3%, l'assessore lo ha definito  una
  riqualificazione  e  non un taglio. Di fatto non  si  può  definire
  riqualificazione, bensì un taglio sulla spesa corrente.
   Ancora, al punto 3 la riduzione della spesa indicata al punto 2  e
  3  per  ciascun  anno,  rispetto all'anno  precedente,  è  prevista
  attraverso  provvedimenti  legislativi  ed  amministrativi  che  la
  Regione  dovrà  adottare,  recependo  pedissequamente  disposizioni
  normative statali.
   Orbene, recepire norme statali produce, inevitabilmente, una forte
  compressione  della sfera dell'autonomia regionale  limitandone,  o
  addirittura escludendone, la potestà legislativa nelle  materie  in
  cui  tale potestà è esclusiva, come ad esempio il pubblico  impiego
  regionale,  lettera f) dell'accordo, il regime degli  enti  locali,
  materia  che  l'articolo 14 dello Statuto riserva alla legislazione
  regionale primaria.
   Di  qui l'assurdo impegno di recepire sic et simpliciter la  legge
  14,  la legge  Delrio , concernente la riforma delle province: dopo
  anni  di  trattative  fallimentari la  riforma  epocale  di  questo
  Governo,   che  il  Presidente  Crocetta  aveva  annunciato   sulle
  province,  si  traduce  ad  un  semplice  copiato  della  normativa
  statale.
   E  ancora  gli  impegni  assunti al punto  3  saranno  annualmente
  oggetto  di  verifica da parte della presidenza del  Consiglio  dei
  Ministri,  Dipartimento  della  funzione  pubblica:  non  si  hanno
  precedenti  di  verifica  della   funzione  pubblica   su  attività
  amministrative o legislative nelle materie riservate  alla  potestà
  legislativa  esclusiva  della Regione, né  è  specificato  in  cosa
  consistano tali verifiche.
   L'attività  legislativa della Regione verrebbe  controllata  dallo
  Stato,  laddove l'unico modo previsto per effettuare tale controllo
  è  l'impugnativa delle leggi regionali da parte del  Consiglio  dei
  Ministri  -  oggi che non esiste più il Commissario dello  Stato  -
  davanti alla Corte Costituzionale.
   Ancora  vi  è  il  punto  8:  come può  un  accordo  impegnare  ad
  introdurre provvedimenti normativi di natura economica-finanziaria?
  Chi  farà  le leggi? Il Governo? Il Governo ha solo la  potestà  di
  iniziativa legislativa e non ha il potere di legiferare.
   Ancora  è  previsto, al punto 8, che le assegnazioni che risultano
  dagli  adempimenti  di cui al punto 6, saranno  accreditate  su  un
  sottoconto infruttifero della contabilità speciale della  Tesoreria
  unica intestata allo Stato; tali somme risultano inutilizzate -  ma
  allora  a  che servono? - tranne che in carenza di altra  liquidità
  disponibile, verranno utilizzate per esigenze indifferibili, per il
  pagamento delle spese fisse per il personale dipendente  e  per  il
  pagamento delle rate di ammortamento dei mutui, ma con l'obbligo di
  reintegro.
   Un  fondo, quindi, super vincolato, utilizzabile solo nei due casi
  indicati in precedenza e, soprattutto, in determinate condizioni e,
  per  di più, con l'obbligo di reintegro: parliamo del principio  di
  insostenibilità, quello sancito dalla Corte Costituzionale, ma  che
  non  è  un  principio immodificabile per quanto riguarda  gli  enti
  locali.
   E  poi  l'ultima considerazione: i 500 milioni di  euro  -  vorrei
  rispondere  al  presidente Vinciullo -  la  Sicilia  ha  diritto  a
  pretenderli, però come? Non ratificando un accordo. Il  disegno  di
  legge  di variazioni dovrà essere approvato, ma si tratterà  di  un
  acconto  che lo Stato darà alla Sicilia, di 500 milioni; il  tavolo
  dovrà  restare  aperto   Il  tavolo delle  trattative  in  sede  di
  rinegoziazione dello Statuto dovrà restare aperto,  perché  con  la
  riforma   costituzionale  il  Parlamento  può  agire  per  rivedere
  l'accordo.
   Oggi  con  questo accordo si sta agendo sulle norme di  attuazione
  che  poi  dovranno essere recepite nello Statuto, e invece  noi  ci
  dobbiamo  ricordare che prima, nell'ordinamento giuridico,  vengono
  delineati  i  principi generali e poi le norme di attuazione,  ecco
  perché questi 500 milioni servivano, i comunicati stampa sono stati
  fatti  perché  i  500 milioni necessitano alla Sicilia,  ma  i  500
  milioni rappresentano un acconto rispetto alle superiori somme  che
  lo Stato dovrà dare alla Sicilia.
   E  poi,  non ci è stato detto a quanto ammonta il saldo  che  deve
  avere  la  Sicilia rispetto all'accordo, invece, a quanto  è  stato
  pattuito con l'accordo.
   Quindi una riflessione che l'Aula dovrà fare, ma è una riflessione
  che  dovrà  fare  anche  il  Governo rispetto  ai  500  milioni  e,
  soprattutto, rispetto alla rinegoziazione dell'accordo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  io
  penso che l'accordo di cui stiamo parlando risponda pienamente agli
  impegni  che  il  Governo  della  Regione  aveva  assunto  con   il
  Parlamento e con i Siciliani.
   Noi veniamo da una fase difficile dal punto di vista finanziario e
  di  bilancio.  E  non  voglio richiamarne le cause,  ma  certamente
  sottolineare che non sono in capo all'attuale Governo.
   Uscire   da  questa  situazione  era  indispensabile  per  rendere
  possibile  l'erogazione dei servizi che fino ad ora la  Regione  ha
  dato,  per sostenere gli impegni che ha assunto con i Comuni e  per
  tutte le altre cose che sono state qui richiamate, in un quadro  di
  riorganizzazione   della  macchina  amministrativa   e   anche   di
  razionalizzazione delle spese della Regione.
   Da  questo  punto  di vista - che sarebbe la  prima  cosa  che  il
  Parlamento, al di là delle legittime posizioni politiche,  dovrebbe
  valutare  -  se si facesse una valutazione serena, non si  può  non
  apprezzare quello che è stato fatto e, soprattutto, che il  Governo
  presieduto dall'onorevole Crocetta ha mantenuto l'impegno che aveva
  assunto con il Parlamento e con i Siciliani.
   Si dice che sia un accordo che pone delle condizioni capestro alla
  Sicilia. Ma io di condizione capestro non ne vedo nessuna.  Perché,
  intanto, la riduzione del 3 per cento di cui si parla, è relativa a
  norme che in parte già abbiamo approvato. In larghissima misura
   Il  rispetto e il recepimento di normative nazionali non  limitano
  l'autonomia della Regione. Faccio un esempio per tutti, per tutti i
  propagandisti che qui ho ascoltato, da ieri ad oggi.  C'è  qualcuno
  in   questo  Parlamento  che  ritiene  l'applicazione  delle  norme
  contenute  nella legge Madia, sui licenziamenti dei  truffatori'  -
  non  parliamo  neanche  dei fannulloni -  che  vediamo  ogni  tanto
  apparire in televisione   io credo che non ci sia nessuno che possa
  dire  che  nella  Regione siciliana chi viene  colto  in  fallo,  a
   truffare'  -  diciamo  così  - la Regione,  andandosene  a  spasso
  piuttosto  che a lavorare, debba avere un trattamento differenziato
  dai dipendenti degli enti locali della stessa Regione siciliana,  o
  dello Stato nella stessa Regione siciliana.
   Quindi  cerchiamo di parlare di quello che c'è. Dopodiché  l'altro
  elemento di discussione è se si poteva fare un accordo migliore. Ma
  per carità  Uno può immaginare che attraverso un rapporto tra Stato
  e  Regione  si sarebbe potuto realizzare un accordo migliore.  Però
  questi  colleghi  che si cimentano con questo argomento  dovrebbero
  spiegare come, in che direzione, in che misura
   Come,  per altro verso - e qua entro in una discussione che  credo
  andrebbe  affrontata  in maniera seria e non propagandistica  -  il
  rapporto  tra questo accordo e lo Statuto della Regione  siciliana,
  che  naturalmente non può essere violato da questo accordo,  perché
  lo  Statuto  è una norma costituzionale. Tant'è che nell'accordo  -
  per  chi  lo  vuole leggere e non lo vuole stravolgere  -  c'è,  in
  alcuni  punti, il rimando alle norme di attuazione; in altri  punti
  viene  chiamata  in  causa la Commissione  paritetica.  Quindi  non
  diciamo cose che non hanno fondamento.
   E  io, onorevoli colleghi, suggerirei di evitare di affrontare  la
  discussione    sull'attuazione    dello    Statuto    in    termini
  propagandistici. Io capisco che siamo, più o meno, a un anno  dalle
  elezioni e siamo già in piena campagna elettorale. Ma guardate  che
  le  cose  che  si  dicono qui si possono ritorcere  contro  chi  fa
  propaganda  e  non  affronta le questioni in materia  seria.  Anche
  perché il tema dell'attuazione dello Statuto ha impegnato le classi
  dirigenti  della  Sicilia e nazionali dal '47 ad oggi,  e  non  c'è
  nessuno  che  può  dire  che  ha  la  formula  magica  per  attuare
  immediatamente lo Statuto nella ispirazione dei padri costituenti.
   Anche  perché, vorrei ricordare al collega, l'onorevole  Cappello,
  che si è cimentato, diciamo così, su questo terreno, che l'articolo
  43  dello Statuto parla di leale collaborazione tra la Regione e lo
  Stato  e,  quindi, chiama la Regione e lo Stato a lavorare  assieme
  per  rendere  praticabili  i principi contenuti  nello  Statuto,  a
  partire dal tema delle risorse finanziarie.
   La  collega, l'onorevole Grasso, ha ricordato che cosa c'è scritto
  nello  Statuto, però ha dimenticato di dire - perché  probabilmente
  non serviva nel suo ragionamento - che proprio la simmetria tra  le
  risorse  che  dobbiamo tenere in Sicilia, come c'era scritto  nello
  Statuto  e  le  competenze  che  lo Stato  doveva  trasferire  alla
  Sicilia,  dal punto di vista economico, e non da ora, non sarebbero
  in equilibrio.
   Mi  meraviglio  che  l'onorevole Falcone utilizzi  l'argomento,  a
  proposito  di questo accordo, che è stato distrutto l'articolo  37.
  Vorrei  ricordare  sommessamente al collega Falcone,  ma  anche  al
  Parlamento tutto, che nel 2005 il Governo Cuffaro, dopo lunghissime
  discussioni - che voi tutti immaginerete - ad un certo punto  siglò
  con il Governo Berlusconi, Ministro del Tesoro, Tremonti, un'intesa
  per   attuare  l'articolo  37.  I  giornali  dell'epoca   riportano
  dichiarazioni  entusiaste dei contraenti l'accordo che  parlava  di
  una  possibilità  per  la Regione, di un introito  annuale  di  500
  milioni.
   In  quell'accordo  c'era  scritto  che  venivano  riconosciute  le
  risorse alla Regione siciliana simmetricamente, perché così era  lo
  spirito  dello Statuto, al trasferimento degli oneri che comportava
  la   assunzione   delle   competenze,  per  esempio,   l'istruzione
  scolastica, l'istruzione universitaria con i dipendenti e tutte  le
  cose che conosciamo e così via.
   Su  quel  simmetricamente  si è bloccato tutto  Non è arrivata una
  lira  alla  Regione siciliana. Vorrei, quindi, invitare i  colleghi
  che  straparlano, capisco, ripeto, che siamo in campagna elettorale
  e  si può, ma siamo anche in un Parlamento. Quello che diciamo  qui
  resta scritto. Tra due anni qualcuno potrà leggere questo dibattito
  e chiedere a ciascuno di noi conto delle cose che qui ha affermato,
  soprattutto  se ancora sono persone in attività e che rappresentano
  ancora i siciliani in questo Parlamento.
   Ritengo  che  il  Presidente della Regione di allora,  l'onorevole
  Miccichè,  l'onorevole  Lombardo, che erano  i  co-protagonisti  di
  quella  esperienza di Governo, non è che hanno voluto  prendere  in
  giro i siciliani, non è che hanno voluto danneggiare la Sicilia, si
  sono  trovati  di  fronte  ad un ostacolo che  è  connaturato  allo
  Statuto  siciliano,  che,  ripeto ha l'ispirazione  di  dire:   Tu,
  Sicilia, puoi tenere le tue risorse a condizione che  perché questa
  era  l'ispirazione dei padri fondatori dello Statuto   tu  ti  puoi
  autogovernare  facendoti  carico  delle  competenze  che  in  altre
  Regioni sono a carico dello Stato , e questo è un tema rispetto  al
  quale oggi, ma anche ieri, la Sicilia non sarebbe stata in grado di
  assolvere. Noi avremmo avuto ulteriori problemi perché la  Sicilia,
  in  tutti  questi  anni, è stata una Regione,  diciamo  così,  meno
  sviluppata  di  altre, ancora siamo nell'obiettivo  1,  quindi,  ha
  bisogno di un rapporto con le istituzioni extraregionali che  tenga
  conto  del  processo  di allineamento che la  Sicilia  ancora  deve
  compiere.
   Questo, quindi, è il tema.
   E  ragionare di Statuto in termini seri dovrebbe indurre tutti,  e
  concludo signor Presidente, a determinare le condizioni per cui  la
  Sicilia  abbia  un  controllo più razionale della  spesa  pubblica,
  compatibilmente  con  i problemi che abbiamo  e,  su  questa  base,
  chiedere allo Stato, come si è cominciato a fare in questo accordo,
  un'attuazione delle norme statutarie che siano compatibili  con  le
  esigenze della Sicilia.
   Altrimenti  resta il tema dei ricorsi, e concludo, che  è  l'altro
  elemento che  è stato tirato dentro questa discussione ma al  netto
  dell'orientamento ormai consolidato della Corte costituzionale  sui
  ricorsi  che, proprio per l'articolo 43, ricorda sempre che  devono
  accordarsi Stato e Regione. A parte questo, ma la Sicilia, oggi, se
  il Presidente della Regione avesse insistito con i ricorsi, ammesso
  che  la  Corte costituzionale gli avesse dato ragione,  e  sappiamo
  anche  con  quali  esiti economici, come avrebbe  governato  questa
  Regione?  E  non  era un problema di Crocetta, era un  problema  di
  tutti  noi.  Ai contrattisti - ai quali tutti esprimiamo  sostegno,
  solidarietà  - dicevamo: Vi paghiamo quando la Corte costituzionale
  si pronuncia? Fra un  anno, due, ammesso che
   Dico, questo è il tema.
   Affrontare  queste cose, quindi, con serietà è un fatto importante
  per  tutti,  perché uno dei mali di questa fase,  ma  non  solo  di
  questa  fase, è immaginare di dire ai siciliani una cosa che,  poi,
  non possiamo mantenere.
   Il  rapporto  fra  politica e cittadini deve essere  fondato,  per
  tutti,  per  chi  governa  ma  anche per  chi  fa  opposizione,  su
  argomenti  fondati  rispetto  ai quali  poi,  i  cittadini  possono
  verificare la serietà delle cose che si dicono e la loro attuazione
  concreta.
   Ecco  perché penso che il Parlamento debba riconoscere al  Governo
  della  Regione,  al presidente Crocetta, all'assessore  Baccei,  un
  impegno  serio  e  di  avere  mantenuto l'impegno  assunto  con  il
  Parlamento e con i siciliani.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Clemente.

   L'Assemblea ne prende atto.

   della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria sotto-
   scritto con il Governo nazionale

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del Governo
      della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria
                 sottoscritto con il Governo nazionale

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, non posso non notare come  i  banchi  di
  quest'Aula  siano  stati vuoti fin dall'inizio ed,  ancora  peggio,
  adesso.  Mi  sono riservata, però, di intervenire  anche  dopo  gli
  interventi  molto  interessanti, per dare la mia  visione,  le  mie
  impressioni e rivolgermi al Presidente della Regione, un Presidente
  che,   oggi,  appare  ai  nostri  occhi,  come  qualcuno   che   ha
  letteralmente  tradito  il  proprio  mandato  perché  i  conti  non
  tornano.
   Quello  che  hanno detto i deputati della maggioranza,  che  hanno
  fatto quasi da  pompiere , volendo correre in soccorso e dare ampia
  soddisfazione di questo accordo, di questo che per noi è un  diktat
  proveniente da Roma, ancora più grave di quello che era avvenuto lo
  scorso anno: la rinuncia del contenzioso.
   La  rinuncia  del  contenzioso costituisce  per  i  siciliani  una
  gravissima    perdita    e    costituisce    per    quest'Assemblea
  un'impossibilità di poter agire attraverso riforme a dare  sostegno
  a tutte quelle categorie di siciliani che, oggi, sono letteralmente
  in  ginocchio.  E'  inutile che i deputati  della  maggioranza,  da
  questo  scranno, continuino a fingere che nulla sia successo,  anzi
  addirittura  a  vantare  e tessere le lodi di  questo  accordo.  Un
  accordo che mi chiedo se lei prima di firmarlo, di siglarlo,  abbia
  letto.

   CROCETTA, presidente della Regione. Ero incapace di intendere e di
  volere

   FOTI.  Rinunciare ai contenziosi significa perdere risorse per  la
  Sicilia,  risorse che appartengono ai siciliani e lei si è arrogato
  questo  diritto andando a Roma a siglare un accordo che non sta  in
  piedi. Rinunciare a 8 miliardi di euro, comprimere ulteriormente la
  spesa,  significa privare i siciliani delle risorse  di  cui  hanno
  diritto.  Ma questa non è la prima volta che il governo  Renzi,  un
  governo  che  non è stato eletto da alcuno si arroga  di  fare  dei
  tagli  ad una Sicilia che continua ad essere in ginocchio e con  un
  atteggiamento da zerbino.
   Di  cosa parlo? Nel dicembre 2014, ci hanno imposto l'IMU. E tutti
  in  silenzio. Sempre nel dicembre 2014, per dare risorse, una delle
  scriteriate  riforme nazionali, hanno tagliato le risorse  dei  PAC
  che  andavano  destinate  alle attività dei  nostri  comuni,  dalla
  riqualificazione  degli impianti sportivi, agli  asili  nido,  alle
  attività  per gli anziani, parliamo di 350 milioni di euro  che  ci
  sono stati sottratti e questo Governo non ha battuto ciglio.
   Ci hanno imposto, di volta in volta, e qui, da lei che rappresenta
  i   siciliani,  non  si  è  battuto  ciglio.  Adesso  rinuncia   ai
  contenziosi  per la seconda volta. Inoltre, qui con la  leggerezza,
  con nonchalance, si dice che bisogna essere soddisfatti.
   Bene,  non  ci  stiamo   Perché ogni volta, ad  ogni  finanziaria,
  quando si sono dovuti fare dei tagli, tagli lacrime e sangue, tagli
  fatti  con  il  macete, perché c'è dove andare  a  risparmiare  ma,
  ovviamente,  la  maggioranza, il suo Governo vanno a ghigliottinare
  delle situazioni in maniera cieca con tagli lineari senza andare  a
  calibrare  gli  interventi e ,di volta in volta, le  categorie  più
  svantaggiate  soffrono  di questi tagli e  abbiamo  l'abbandono  di
  interi comparti.
   Dato  che  qualcuno  prima  ha parlato di stabilizzazione,  domani
  avremo  i  precari  e  vedremo  con quali  risorse  si  andranno  a
  sostenere  gli interventi a favore dei precari  Vedremo  con  quali
  risorse si andrà a pagare i dipendenti  Gli daremo da mangiare,  da
  mettere  sul piatto l'accordo storico? Gli diremo che le lacrime  e
  sangue  sono  solo  per loro? Perché da Roma si sta  brindando  con
  questo ulteriore intervento  ghigliottina  sulla Sicilia?
   Presidente,  lei, ad ogni legge di natura economica, e l'Assessore
  per il bilancio, avete sempre detto che bisogna fare dei sacrifici,
  che bisogna ragionare.
   Bene,  questo  non  è  possibile se è solo unidirezionale.  Questo
  intervento  ha,  ulteriormente, impoverito la Sicilia  ed  i  fatti
  parlano  da  sé. Non è possibile pugnalare al cuore le risorse  che
  spettano  ai  siciliani e, poi, tornare qui  a  cuor  leggero.  Noi
  l'abbiamo  vista  sgomitare, insieme ad altri  personaggi  alquanto
  pittoreschi  della  sua parte politica, per annunciare  questi  500
  milioni  di  euro.  Molte persone ci hanno chiesto:   Bene,  adesso
  ripristineranno i nostri capitoli? Adesso ci daranno  ascolto?  No,
  signori.  No,  perché queste risorse già erano impegnate.  Erano  i
  famosi  500  milioni  di  euro  che campeggiano  sulle  pagine  dei
  giornali da mesi e sono sempre quelli, sono sempre i nostri.
   Lei  ha  capitolato, Presidente, si è arreso di fronte  al  diktat
  romano in cambio, non oso immaginare, di cosa, perché c'è ben  poco
  qui  da spartire, c'è ben poco da fare con la Sicilia, con le casse
  vuote.
   Non  è  possibile che le tasse dei siciliani rimangano imbrigliate
  in  questo  grande  imbuto  romano grazie all'imbroglio  di  questo
  accordo su cui si deve ripensare.
   Di  storico  non  c'è nulla. Questo è l'accordo capestro  storico,
  quello di sempre, quello che supera ogni immaginazione. Mi stupisco
  che ci sia ancora chi osa difenderlo.
   Da  parte  nostra,  Presidente, ormai non c'è  alcuna  speranza  e
  possibilità di dialogo e ragionevolezza perché l'atto che  è  stato
  firmato a Roma, si è andati a firmare evidentemente bendati, perché
  non  posso credere, è inverosimile, che si sia accettato un  diktat
  di questo genere.
   Ci  siamo  già espressi, con amarezza, perché chi non  guarda  gli
  interessi  della  Sicilia non può essere chiamato Presidente  della
  Regione siciliana.

   CROCETTA, presidente della Regione. Questo non glielo consento  E'
  una caduta di stile

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO. Presidente, non raccolga provocazioni
   Sono  stati  due  giorni  di  dibattito  abbastanza  intenso.   Ho
  ascoltato la totalità degli interventi.
   Parlare stasera, in un'Aula semivuota, ha il valore che ha,  però,
  è giusto rappresentare la verità dei fatti.
   La  verità  dei  fatti muove prima di tutto da una considerazione,
  cioè   che   questo   accordo  muove  dall'avvenuta   dimostrazione
  dell'insostenibilità strutturale del bilancio regionale per effetto
  dei  successivi e ripetuti interventi statali in materia tributaria
  e  dell'incremento del concorso della Regione alla spesa  sanitaria
  in linea, peraltro, con le sentenze e con le indicazioni della, più
  volte, richiamata Corte Costituzionale.
   La  stessa Corte Costituzionale, infatti, sottolinea l'opportunità
  di  porre in essere meccanismi pattizi sulla base del principio  di
  leale  collaborazione. Sono tantissime le sentenze  dove  la  Corte
  Costituzionale parla di questo, anche molto recenti.
   Questo  è  un accordo che sana un gap di anni rispetto alle  altre
  regioni  a  Statuto  speciale che, fin dall'inizio,  hanno  attuato
  questi  meccanismi di leale collaborazione e, quindi, il meccanismo
  pattizio con lo Stato.
   Ieri  ho  sentito  dire che il presidente Crocetta  ha  spento  il
  lumicino.
   Niente  di  più falso, in questo momento, perché forse con  questo
  patto  possiamo  finalmente dire di avere dato un po'  più  luce  a
  questa Regione.
   Possiamo, infatti, dire, oggi, di avere grande liquidità,  risorse
  statali certe e stabili.
   Già  dal  2016  -  come è stato richiamato da  qualche  altro  mio
  collega  -  è  possibile  destinare a spese, all'investimento,  700
  milioni  del Fondo sviluppo e coesione che fino ad ora utilizzavamo
  per  coprire  la  spesa  corrente o per il  concorso  alla  finanza
  pubblica.
   Altro che non pensare al futuro dei nostri giovani
   Ieri  ci  hanno  attaccato,  hanno attaccato  il  Governo,  questa
  maggioranza, di non pensare al futuro dei nostri giovani. Ci stiamo
  pensando, eccome
   Ho  sentito dire di tutto e di più sui contenziosi. Nessuno, però,
  dice  che  di questi contenziosi, di questi asseriti 7  miliardi  -
  diventati  in  alcuni interventi 8, in altri 9 - sono  quasi  tutti
  ricorsi  persi e, quindi, somme che, in realtà, dobbiamo  andare  a
  dare, a restituire somme allo Stato.
   Questo lo dico non per fare - come ho sentito in questi giorni  in
  questi  interventi - delle affermazioni di principio, lo dico  dopo
  avere  letto uno specchietto che riguarda i contenziosi della Corte
  Costituzionale che, tra l'altro, è agli atti di questa Assemblea e,
  pertanto, consultabile.
   Ho  sentito,  ovviamente, richiamare, più volte, altre  soluzioni,
  tutte abbastanza fantasiose.
   Mi  permetto di ricordare che il famoso  Accordo Lombardo , quindi
  assessore il professore Armao, con quell'accordo, all'epoca,  erano
  state trasferite nuove funzioni a fronte, ovviamente, di risorse  e
  all'epoca si prevedeva il trasferimento delle funzioni sulla scuola
  e le università.
   Questo  accordo  ha ribaltato quella logica, tante risorse,  tante
  funzioni; ovviamente, noi questa logica l'abbiamo ribaltata proprio
  perché  questo  Governo ha tenuto il punto fermo, ha  tenuto  ed  è
  riuscito  a fare un braccio di ferro con lo Stato dove, alla  fine,
  abbiamo vinto noi ed abbiamo detto ci devi dare più risorse ma  non
  ci devi dare più funzioni.
   L'onorevole Giuseppe Milazzo, nel suo intervento ha, più  volte  -
  ne  ricordo  sicuramente tre - citato i 70 milioni dati alla  Valle
  d'Aosta. Vero, la Valle d'Aosta ha ricevuto 70 milioni, ma anche la
  Valle   d'Aosta   ha   rinunciato   ai   contenziosi   alla   Corte
  Costituzionale  e  l'ha fatto prima di ricevere, ovviamente,  i  70
  milioni ma questo l'onorevole Milazzo, ovviamente, non lo ha detto.
   E  poi  vogliamo, forse, dimenticare l'importanza che, finalmente,
  dopo 50 anni abbiamo norme di attuazione in materia finanziaria con
  il  criterio  del  maturato  e non più con  il  criterio  del  mero
  riscosso  che,  finalmente, ci forniscono un quadro  stabile  delle
  entrate.
   Ora  è  giusto  che  l'opposizione  faccia  l'opposizione,  perché
  altrimenti non saremmo in un Parlamento, però bisogna parlare con i
  dati  della verità ed i dati della verità, oggi, smentiscono  tutto
  quanto  è stato sostenuto dalle opposizioni e dagli interventi  dei
  colleghi di opposizione in questa Aula.
   Ritengo,  a  questo  punto, e chiudo Presidente,  sottolineare  il
  sacrificio  e  l'impegno profuso da questo Governo,  dall'assessore
  Baccei, per andare a ricostruire, oggi, il giusto rapporto  tra  lo
  Stato e l'Autonomia siciliana.
   La  situazione economica odierna ha manifestato notevoli criticità
  a  tutti  evidenti, criticità nate dal fatto di dover  adempiere  a
  degli  obblighi contrattuali ed alle spese correnti cui la  Regione
  deve fare fronte; in una logica, però, di rete e di condivisione di
  obiettivi, siamo tutti concordi che la rivisitazione della giusta e
  legittima Autonomia siciliana non possa non camminare attraverso un
  raccordo,  un percorso comune, con lo Stato e con Roma al  fine  di
  dimostrare la bontà delle future scelte e di riacquisire  i  giusti
  diritti, scelte e diritti che sono stati mortificate dalle  passate
  legislature e dai precedenti governi, non dobbiamo dimenticarlo.
   Non   possiamo  sempre  rivendicar  la  nostra  Autonomia  se  non
  dimostriamo di legittimarla attraverso un percorso virtuoso che  ci
  consenta  di  essere  in  armonia con lo  Stato  e  non  sottoponga
  ulteriormente  la  nostra Terra a difficoltà operative  ed  al  non
  rispetto  dei  nostri  concittadini. I cittadini  tanto  amati  dai
  Cinque  Stelle, questo Governo, il presidente Crocetta, l'assessore
  Baccei,  hanno  dimostrato  di rispettarli  e  di  voler  veramente
  rilanciare  l'economia e di voler rilanciare il  futuro  di  questa
  Regione.
   L'accordo  firmato - dobbiamo essere oggettivi - non  deve  essere
  strumentalizzato,  non  deve essere neanche  glorificato,  ma  deve
  essere interpretato come uno strumentale accordo necessario ad  una
  rivisitazione e riqualificazione della nostra amata Autonomia.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  intervengo   sull'ordine  dei  lavori  per  chiedere  una   piccola
  cortesia:  prima  della replica del Presidente vorrei  avanzare  la
  richiesta   di   rinviare  in  Commissione,  come  da   una   ampia
  condivisione  con  i colleghi, il disegno di legge  iscritto  al  V
  punto  all'ordine del giorno che riguarda la legge  elettorale.  La
  ringrazio.

   PRESIDENTE. Ritengo che su questo ci sia stata condivisione, però,
  per  Regolamento,  pongo  in  votazione  per  alzata  e  seduta  la
  richiesta  avanzata  dall'onorevole Turano.  Chi  è  favorevole  al
  rinvio  in Commissione si alzi; chi è contrario rimanga seduto.  Il
  disegno di legge è rinviato in Commissione.

   della Regione in ordine all'accordo in materia  finanziaria sotto-
   scritto con il Governo nazionale

   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni del Governo
      della Regione in ordine all'accordo in materia finanziaria
                 sottoscritto con il Governo nazionale

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, sicuramente, la folta rappresentanza di deputati in  Aula
  fa  leggere  le  argomentazioni portate in  questi  due  giorni  di
  dibattito per quello che sono: argomentazioni pretestuose  che  non
  accettano  alcun  confronto; campagna elettorale anticipata  e,  in
  alcuni   tratti,   persino  con  atteggiamenti,   dichiarazioni   e
  comportamenti  che  sono andati ben al di là dei corretti  rapporti
  istituzionali,  del  legittimo rapporto  che  ci  deve  essere  tra
  Governo ed opposizione, però, nel rispetto reciproco delle persone,
  delle istituzioni e dei ruoli.
   Questo non è avvenuto e, sicuramente, il fatto che, poi, ognuno si
  faceva  il suo intervento ed alla chetichella se ne andava dimostra
  quanto   pretestuose,  quanto  coloro  che   hanno   fatto   quelle
  affermazioni non credessero alle cose che dicevano.
   In  ogni  caso,  intendo parlare - pur nell'assenza,  ringrazio  i
  parlamentari presenti, degli altri deputati che hanno deciso di non
  confrontarsi - al popolo siciliano.
   Una  cosa  è venuta chiara in questi due giorni: che se in  questi
  anni  avessero governato il vecchio centro-destra che ha  distrutto
  la  Sicilia  ed  il Movimento Cinque Stelle questa  Regione,  oggi,
  sarebbe  condannata ad essere commissariata, spazzata  via,  crack,
  sarebbe  in una situazione di totale fallimento, senza soldi  nelle
  casse e senza una prospettiva di rilancio economico.
   Valutiamo l'accordo. Mi spiace, sinceramente, che non ci  siano  i
  deputati dell'opposizione, anche perché qui voglio fare una  grande
  provocazione  a questi signori e la provocazione è questa:  non  vi
  piace  l'accordo?  Bene   Il  prossimo  bilancio  facciamolo  senza
  applicare  questo  accordo e vediamo che succederà.  Succederà  una
  cosa  molto  semplice: senza questo accordo, per  fare  quadrare  i
  bilanci, mancherebbe 1 miliardo e mezzo di euro.
   Questa  è  la conseguenza di chi dice:  Quale danno abbiamo  fatto
  alla  Sicilia  se  c'è  1  miliardo  e  mezzo  in  più,   anzi  per
  l'esattezza  1 miliardo 685 milioni di euro, che non  vengono  dati
  per coprire nuove funzioni ma per coprire le funzioni precedenti.
   Si  vuole  dire  questa verità al popolo siciliano,  che  manca  1
  miliardo e mezzo di euro?
     Normalmente, in via routinaria e nel corso degli anni  per  fare
  quadrare il bilancio della Regione e questo nonostante i tagli di 3
  miliardi  che abbiamo fatto in questi anni, perché voglio ricordare
  che  il favoloso bilancio fatto dai soloni della difesa ad oltranza
  della  Sicilia,  coloro  che hanno affossato,  invece,  l'Autonomia
  siciliana,  hanno  consegnato alla Regione al 31 dicembre  2012  un
  bilancio  con  meno 2 miliardi di euro, mentre noi al  31  dicembre
  2015  -  grazie a questi accordi  sbagliati secondo loro -  abbiamo
  dato, invece, un consuntivo di bilancio in più 637 milioni di euro.
   Fa  una  bella  differenza fra chi produceva  debiti  e  buchi  di
  bilancio e chi, invece, produce avanzo di amministrazione che serve
  ad  eliminare  dalle  spalle dei ragazzi e ragazze  di  Sicilia  il
  debito.
     Questo  è  il  tema che abbiamo di front,e quindi,  un  bilancio
  risanato,  un  Governo che controlla i conti,  un  Governo  che  ha
  avviato  una programmazione senza precedenti: Patto per il  Sud  si
  concretizzerà nelle prossime settimane e darà impulso e slancio con
  circa  2 milioni 320 mila euro che verranno immessi per lo sviluppo
  della  Sicilia; abbiamo chiuso la programmazione europea  spendendo
  tutti  i  soldi  e  non mandando un centesimo a Bruxelles;  abbiamo
  avviato   la   nuova  programmazione,  mi  pare   siano   risultati
  intangibili; la sanità era in perdita, oggi, è la sanità che  è  al
  nono  posto  in  Italia  per  i livelli essenziali  di  assistenza,
  eravamo  al penultimo posto col precedente Governo, quindi,  stiano
  poco  a parlare e facciano mea culpa e chiedano scusa e perdono  al
  popolo siciliano per avere distrutto questa Sicilia.
   Io  non  sono  qui  per  difendere niente perché  non  abbiamo  da
  difendere nulla, anzi abbiamo da attaccare, da dire come stanno  le
  cose  ed  il  lavoro  che  dobbiamo fare,  proprio  nelle  prossime
  settimane,  sarà  l'operazione  verità  di  dire  come   ci   hanno
  consegnata  la  Sicilia  e  come  l'abbiamo  portata  avanti,  come
  l'abbiamo fatta uscire dal tunnel di morte cui l'avevano consegnata
  i precedenti Governi.
   Una  cosa abbiamo capito anche, che nella politica clientelare del
  passato   della   spesa  pubblica  infinita  per  accontentare   le
  clientele, né questa demagogica e populista che vede altri versanti
  di  presunti  innovatori  che, in realtà, si  rivelano  dei  grandi
  conservatori  che,  spesso,  votano  insieme  alla  destra  per  la
  conservazione  e  per  il ripristino dei privilegi,  emblematico  è
  anche  un'accusa  che  voglio  rendere  qui  pubblica,  quella  del
  tentativo  di volere abolire il doppio voto di genere,  che  è  una
  conquista  di  questo  Governo, di questo Parlamento  e,  oggi,  si
  vorrebbe  cancellare,  quando quella legge  che  fummo  i  primi  a
  lanciare in Italia, è diventata legge di tutte le regioni italiane.
   Questa   che   loro  rivendicano  non  è  Autonomia  speciale,   è
  un'anomalia   speciale   e   perniciosa   che   punta   a    quella
  differenziazione  negativa, non alla differenza perché  si  fa  più
  innovazione,  si  fanno più riforme ma, invece,  ad  una  sorta  di
  anarchia,  un'anarchia  anomala che  produce  solo  guasti  per  la
  Sicilia.
   Io   sono   rimasto  veramente  sorpreso  quando  ho  sentito   il
  rappresentante  del Movimento Cinque Stelle dire che  difendeva  70
  anni  di  storia della Sicilia, c'è da rimanere allibiti perché  in
  quei  70  anni ci sono gli Aldisio e gli Alessi che hanno fatto  la
  storia  della Sicilia, ma ci sono anche le vicende terrificanti  di
  otto  presidenti  della  Regione arrestati,  di  una  Regione  che,
  praticamente,  ha  dovuto  concludere  diverse  volte  la   propria
  legislatura  per  problemi giudiziari dei Governi  e  degli  allora
  Presidenti della Regione. Dobbiamo difendere tutta questa storia?
   E  ho  sentito anche fin troppo spesso un'accusa, anche  fuori  da
  questo  Parlamento da parte di Forza Italia per intenderci,  quando
  dice: Crocetta è diventato Presidente per la lotta alla mafia. Beh,
  questa sarebbe un'accusa? Sarebbe un'accusa, forse, di fronte a due
  legislature  che si sono volute concludere in modo  anticipato  per
  problemi  di  Presidenti  legati alla  mafia,  tenere  alta  questa
  bandiera  e dire chiaro al Paese, al mondo, all'Europa,  al  popolo
  siciliano  che, sicuramente, questa legislatura non  si  concluderà
  anticipatamente perché c'è un Presidente che difende gli  interessi
  della  mafia,  questa  legislatura andrà avanti  e  se  si  dovesse
  concludere   anticipatamente,  sarà  soltanto   perché   i   ciechi
  privilegiati  e  potenti  della Sicilia  vorranno  interrompere  un
  processo di cambiamento che abolisce privilegi e sprechi.
   Ora, il ragionamento che noi andiamo a fare qui, con chiarezza,  a
  che cosa abbiamo rinunciato?
   Vi  ho dato la tabella delle famose rinunce dell'accordo del 2014,
  per  essere  chiari,  e  noi lo dobbiamo rivendicare  con  orgoglio
  perché dobbiamo avere il coraggio di dire le cose che facciamo.
   Qualcuno, anche nella nostra maggioranza, i distinguo li tiene per
  altre  ragioni,  perché  è  cominciata  da  tempo  la  lotta   alla
  successione, diciamo che è cominciata sin dal primo giorno  che  mi
  sono  insediato,  un po' troppo anticipata per  essere  nei  tempi.
  Però,  guardate  che  l'accordo del 2014 è costato  in  termini  di
  rinunce,  582  milioni  768 mila euro e  ci  abbiamo  guadagnato  -
  l'onorevole  Turano dice che si potrebbe fare meglio-   le  rinunce
  sono  state  582  e  758 e ci abbiamo guadagnato  un  miliardo  285
  milioni  e  400  con  il famoso accordo del  2014  in  cui  abbiamo
  svenduto la Sicilia.
   Veramente  qui mi pare che la Sicilia non si sia svenduta  proprio
  niente   Ed  i famosi contenziosi ai quali avremmo rinunciato  sono
  stati tutti bocciati dalla Corte costituzionale.
   Qui  si  dice complessivamente 8 miliardi. Bene: 582 erano  quelli
  che  abbiamo  vinto, quelli che abbiamo perso già sono  5  miliardi
  367, quelli che perderemo saranno altri 2 miliardi. Ma anche se  la
  cifra  di tutti questi contenziosi fosse veritiera e non ci fossero
  stati  già i pronunciamenti della Corte costituzionale per  cui  le
  regioni  che  hanno  imbarcato questa via di fatto  non  otterranno
  nulla  perché i contenziosi li hanno persi, noi abbiamo  guadagnato
  non  i  550 milioni, che in modo meschino e bugiardo si continua  a
  ribadire in quest'Aula, abbiamo guadagnato un miliardo 685  milioni
  di  euro  per sempre, strutturali, che ci permettono di programmare
  il futuro, di programmare il bilancio e di risolverlo.
   Bene,  il Parlamento non è contento? Dice che abbiamo fatto  male?
  Diamo ai Cinque Stelle - visto che loro si candidano a governare  -
  ed  a  Forza  Italia  che, in nome di questo  passato  glorioso  di
  gestione   della  Sicilia,  che  aveva  portato  la  Sicilia   alla
  distruzione totale, fatelo voi questo bilancio senza quest'accordo
   Non   avremmo   rispettato  le  prerogative  del  Parlamento?   Il
  Parlamento  può  esercitare le proprie prerogative,  quando  fa  il
  bilancio.
   Noi  in questo miliardo 685 milioni dello Stato, dell'accordo  del
  Governo  non  li vogliamo calare, ci mettiamo i titoli  di  entrata
  degli  eventuali  contenziosi con lo Stato.  Siccome  nelle  regola
  esiste la regola delle entrate certe, altrimenti poi non si possono
  spendere, però se ne assumono tutta la responsabilità politica. Noi
  siamo disponibili a questa sfida.
   Dite  che  è  un accordo non giusto? Non applicatelo  In  fase  di
  legge  di bilancio vi sfidiamo e vediamo se riuscite a fare  meglio
  di noi o se non consegnate la Sicilia al crac o al commissariamento
  per  default e per disequilibrio di bilancio. Dovremo agire con  la
  regola  della parità dell'equilibrio di bilancio ed il Centrodestra
  ci ha accusati di questo.
   Certo  che loro la considerano una cosa sconveniente, perché  loro
  erano  abituati a fare i bilanci con la vendita finta di  immobili,
  mutui,  contratti  per  coprire spesa corrente,  e  allora  nessuno
  impugnava e i Governi nazionali stavano zitti perché erano del loro
  stesso colore con la stessa logica.
   Nel  2012 i forestali dovevano essere pagati con un mutuo  di  380
  milioni  mai  acceso  e  mai riconosciuto dalla  Cassa  depositi  e
  prestiti perché non si poteva pagare la spesa corrente con il mutuo
  di  380  milioni, e quei problemi ci hanno pesato. E  menomale  che
  siamo  arrivati  a  novembre al Governo della  Regione,  perché  in
  quegli  ultimi due mesi gli impegni di spesa programmati  avrebbero
  quasi  raddoppiato  il  buco di bilancio del  2012.  Spesa  che  io
  bloccai allora, per essere chiari, perché quando verificai  che  le
  entrate  non  c'erano state non potevo continuare ad  ammettere  di
  impegnare  altra  spesa ed oggi avremmo una situazione  sicuramente
  terrificante rispetto a questa.
   Noi  abbiamo  salvato  la Sicilia  E lo diciamo  con  orgoglio,  e
  abbiamo  fatto  un  accordo  che esalta l'autonomia  della  Sicilia
  perché  non  elemosineremo più come hanno fatto questi  governi  di
  ascari  del  centrodestra  di  questi  anni,  non  busseremo   agli
  onorevoli  di Roma, a qualche Sottosegretario di Stato o a  qualche
  Ministro  perché  ci dia qualcosa nel bilancio:  sappiamo  che  noi
  queste entrate ce le abbiamo, e ce le abbiamo per sempre
   Abbiamo  messo anche un'altra norma di buon senso: quella che  nel
  2018  si  possa  rivedere l'accordo. Non si  vuole  applicare?  Non
  applicatelo   Diteci voi  Dopodiché, cosa facciamo   La  marcia  su
  Roma  per  chiedere il contributo straordinario  dello  Stato?  Per
  chiedere altri miliardi nella finanziaria a favore della Regione?
   Viviamo  di  entrate  proprie  da questo  momento   Proprie  della
  Regione, come dicono gli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto.
   Si  voleva un accordo limitato? Non sono cambiati quegli articoli,
  non abbiamo ceduto l'autonomia della Regione. Io stesso, quando  si
  avanzò  quell'ipotesi,  dissi : non toccheremo  alcuna  prerogativa
  costituzionale  prevista dallo Statuto , sono rimasti  e  non  sono
  stati  messi  in  discussione dall'accordo;  sono  state  messe  in
  discussione leggi ordinarie.
   Volete   licenziare  quelli  del  cartellino,  che  non  timbrano?
  Veramente noi li abbiamo licenziati senza neanche la legge   Madìa
  -  per  intenderci - perché quello che abbiamo fatto noi in termini
  di  pulizia  dell'amministrazione  regionale  non  l'ha  fatto  mai
  nessuno.
   Voglio  vedere  questi governi che dicono  l'antimafia  parolaia ,
  questi  del  centrodestra: non avete mai licenziato un mafioso,  in
  questi  anni di storia bellissima di storia bellissima, di 70  anni
  si  Sicilia?  O un piromane che stava nei forestali, lo  avete  mai
  licenziato? Rispondete a queste cose
   A  volte debbo dire, al di là di ogni tono istituzionale e accuse,
  perché quando si dice:  Crocetta ha letto l'accordo? , non solo  me
  lo sono letto, ma dimostro di averlo perfettamente voluto, capito e
  compreso  Voluto, non subìto  Voluto
   Sono  io  che  ho chiesto che vogliamo operare con il pareggio  di
  bilancio,  perché  non vogliamo lasciare altri debiti  alle  future
  generazioni,  perché  superiamo i limiti  di  spesa  del  Patto  di
  stabilità e potremo pagare regolarmente stipendi, precari e  Comuni
  nelle mensilità dovute, invece di essere sottoposti ai vincoli  che
  ci pone l'Europa.
   Tutto quello che è positivo è stato, invece, rappresentato in modo
  grottesco.
   Io  spero  che questi signori non dicano sul serio, cioè  che  non
  abbiano  portato queste argomentazioni perché le pensano veramente,
  perché  ci sarebbe veramente da preoccuparsi sulla loro capacità  a
  rappresentare il popolo siciliano in termini di interessi  e  sulla
  loro capacità di comprendere, compreso lo stesso onorevole Micciché
  .  Forse Crocetta non capiva; chissà, forse avrà fatto tardi, aveva
  bevuto  .   Io,  per  la  cronaca,  non  solo  sono   astemio,   ma
  notoriamente manco sniffo
   Quindi,  vorrei  dire,  con  molta attenzione,  ai  rappresentanti
  istituzionali quando parlano del Presidente della Regione - non  di
  Rosario Crocetta - di utilizzare linguaggi e toni adeguati.  Perché
  la  prossima volta, credo, che qualche procedimento civile e penale
  lo  avvieremo, perché le istituzioni si rispettano. Io non mi  sono
  mai  permesso,  quando  erano  in carica  Lombardo  e  Cuffaro,  di
  lanciare accuse e offese come quelle che sono state date. Colpevole
  di  avere  dato  un  miliardo e 685 milioni in  più  alla  Sicilia
  Colpevole
   Senza  questo  accordo  la Sicilia sarebbe fallita   Si  dice  che
  questi sono soldi della Regione siciliana. Certo, anche prima erano
  soldi della Regione siciliana. Non sono stati capaci ad ottenerli e
  neppure glieli davano.
   L'ipotesi di accordo che aveva fatto il Governo Lombardo  rispetto
  al  Governo  nazionale era di 8 miliardi e 400 milioni e trasferiva
  nuove  funzioni. Abbiamo fatto i calcoli. Quell'accordo a  noi  non
  conveniva.  Non  lo  abbiamo voluto fare, perché  trasferiva  nuove
  funzioni  e, con i calcoli che abbiamo fatto per le nuovi funzioni,
  noi  avremmo  avuto un buco di 400 milioni in più  l'anno.  Quindi,
  quale sarebbe stato il risultato?
   Abbiamo invece prodotto un miliardo e 685 milioni di euro in  più
  Cash   Denaro  corrente  Che non ci deve essere riconosciuto  dalla
  finanziaria  di turno dello Stato, ma che è invece linfa  viva   E'
  PIL  Quel denaro in circolazione è 1,5 punti di PIL in più l'anno
   Ora,  che  io mi debba trovare di fronte a eserciti di  dilettanti
  allo  sbaraglio, che vorrebbero persino insinuare la capacità e  la
  competenza  che  hanno  gli  altri, mi sembra  veramente  il  gioco
  surreale di una parte del Parlamento che, persino, non ha  il  buon
  gusto di confrontarsi e di fare interventi che la storia condannerà
  come irrazionali, perché qualsiasi persona di buon senso
   Consentitemi. L'assessore del nord. Io tante volte ho  con  Baccei
  punti  di vista diversi. Non sull'obiettivo. Ma sulle modalità  con
  cui  dobbiamo  raggiungere gli obiettivi. Perché è chiaro  che  una
  cosa  è  avere  le regole e un'altra cosa è avere  il  polso  della
  situazione sociale. E chi, come me, fa il Presidente della  Regione
  e sta dentro le tensioni del popolo siciliano, deve in qualche modo
  stare dentro i ragionamenti.
   Per  esempio, oggi abbiamo parlato, assieme all'assessore Lantieri
  e  all'assessore Baccei, dei problemi dei precari che domani  fanno
  sciopero.  Io  vi  debbo dire che è uno sciopero che  non  serve  a
  nulla. Anche perché noi già una soluzione la stiamo trovando e sarà
  molto  innovativa e, come al solito, chi ci salverà sarà la  nostra
  intelligenza e la capacità di immaginare.
   Sapete  cosa ci siamo detti oggi? Che noi non abbiamo  bisogno  di
  creare  né nessuna Agenzia, né nessuna nuova società perché noi  la
  società  che può assumere i precari  l'abbiamo ed è la Resais,  per
  esempio,  che nacque proprio come società per il lavoro interinale.
  Con   un   piccolo   aggiustamento  normativo,   quindi,   potremmo
  trasformare  quella società, in attesa che non deve essere,   però,
  la  soluzione  definitiva, fare i contratti a tempo determinato  ma
  continua  il processo di stabilizzazione degli enti locali  e,  man
  mano   che  vengono  stabilizzati  avranno  un  contratto  a  tempo
  determinato  passano  con gli enti locali. Ne  discuteremo  con  il
  Parlamento, ne discuteremo con i sindacati.
   Noi  abbiamo fatto un grande lavoro, salvato la Sicilia   Risanato
  il bilancio della Regione, introdotto il principio della verità dei
  conti,  della verità dei conti perché tutti quegli immobili che  si
  dovevano  vendere che giustificavano le entrate nuove  nei  bilanci
  2012,  2011,  2010, si sono verificati? No, erano falsi.  Però,  le
  spese si sono verificate tutte.
   E'  merito  di  questo  Governo avere fatto a  dicembre  2012  una
  delibera che dice che le spese si fanno non sulla base del bilancio
  di competenza, ma sulla base dell'ingresso effettivo delle entrate.
  Vi sembra niente?
     Ed allora, questo è. Quindi, sembrerebbe quasi che noi dovessimo
  chiedere  scusa.  Sono  loro che devono chiedere  scusa  al  popolo
  siciliano   Devono chiedere scusa per la politica  di  bugie  e  di
  inganni  che portano avanti  Devono chiedere scusa per  il  passato
  che ha distrutto questa Regione  devono chiedere scusa anche quando
  di vestono di nuovo per essere invece i conservatori di sempre
   Se  la Regione fosse stata governata in questi tre anni dai Cinque
  Stelle  o  dal Centrodestra, questa seduta di oggi non discuterebbe
  attorno  ad un accordo di un miliardo e 685 milioni in più,  ma  la
  presa  d'atto del commissariamento dello Stato per default, per  il
  disequilibrio di bilancio e per il fallimento di tutta la  Regione,
  che avrebbe travolto la Regione. L'abbiamo salvata
   Abbiamo salvato le imprese, i lavoratori e non è vero che  non  ci
  sono state inversioni di tendenza perché il PIL al 31 dicembre  del
  2013,  dal  2007 al 2013 perdeva due punti percentuali l'anno,  nel
  2014  ha perso zero e nel 2015 è stato più 0,4 e quest'anno  marcia
  più,  Baccei  è prudente lo mette sotto l'1, io direi che  sarà  di
  più;  così  come  ho detto a Baccei che le entrate sarebbero  state
  più,  proprio  perché l'economia cominciava ad attivarsi  e  perché
  avevamo speso i fondi europei, quindi avevamo fatto economia reale,
  ad ingressi, introiti di entrate che crescono.
   Dice  che stiamo perdendo, veramente stiamo aumentando le entrate.
  Ci  sono  più  entrate in atto nelle casse della Regione  che  sono
  maggiori  alle  previsioni di bilancio. Queste sono le  operazioni;
  questa  è la verità  Dal 2007 al 2013 la Sicilia ha perso  20  mila
  posti  di  lavoro. Questo è il Governo di Forza Italia e  di  altri
  amici  così  che vorrebbero ritornare? Vorrebbero ritornare  quando
  devono chiedere solo scusa al popolo siciliano
   Abbiamo perso in sette anni 150 mila posti di lavoro. Nel 2015  ne
  abbiamo  avuti 32 mila in più. Certo, poi arrivano i Cinque Stelle:
    va benissimo l'occupazione . No perché se c'erano loro con questa
  cosa   degli  accordi  di  che  cosa?  Di  nulla   Con   la   spesa
  moltiplicata,  voglio  vedere quale posto di  lavoro  si  creava  o
  c'erano  loro  che  continuavano,  gli  altri  che  continuavano  a
  sperperare
   Questo è stato possibile grazie al rigore ed alla serietà.
   Quello  che, allora, voglio dire al centrosinistra, agli  alleati,
  ai compagni di viaggio: noi non possiamo più essere timidi.
   Abbiamo  innalzato  il  PIL,  risanato  il  bilancio,  portato  un
  miliardo  e 685 milioni di spesa in più nelle casse della  Regione,
  fatto pulizia dentro la Regione siciliana.
   Anche lì, sui boschi, e che è? Tutto occasionale? Almeno 300 punti
  di incendio contemporaneo in 24 ore, avvengono per caso in Sicilia?
  E' la Sicilia della casualità
   Anche la sparatoria sui Nebrodi, come gli incendi, è nata per caso
  nei confronti del presidente del Parco? Tutto casuale
   Oppure  le minacce e i proiettili che ci sono arrivati dentro  una
  busta, in questi anni di governo, anche quelli erano casuali? Così,
  viaggiano  casualmente  C'è qualcuno che  scherza  e  ci  manda  un
  proiettile, manda un proiettile di kalashnikov al Presidente  della
  Regione. Casuale
   Una  volta  mandavano altre cose ai politici: buste con ben  altri
  contenuti.   Diciamo  che  anche  su  questo,  con   orgoglio,   ci
  distinguiamo dal passato. Ci distinguiamo dal passato  ed  io  sono
  orgoglioso  di  rappresentare una coalizione che questo  lavoro  lo
  permette,  lo  sta  facendo, lo vuole  fare,  ma  chiedo  a  questa
  coalizione di essere meno timida.
   Risanamento  del  PIL,  crescita  del  PIL,  fondi  europei  tutti
  utilizzati,   occupazione  che  cambia.  Stabilizzeremo   anche   i
  precari.  E guardate che quando io lo dico, poi mi metto  in  testa
  una  cosa  la  faccio.  E non abbiamo bisogno  di   maestrini   che
  dall'esterno ci dicano le cose
   La  Formazione  professionale.  Ho incontrato  l'altro  giorno  un
  insegnante  che è della Formazione  professionale; un  anno  fa  mi
  diceva parole, oggi mi ha detto:  finalmente stiamo ripartendo .
   Stiamo ripartendo. Anche questo sarà un compito dei prossimi  mesi
  che  dimostra  che  avere fatto pulizia ha fatto  bene,  perché  ha
  permesso di ripartire su nuove basi.
   E  non  sarà  l'onesta a fare vincere le elezioni, perché  chi  vi
  parla  l'onestà non l'annuncia, l'ha praticata in decenni  di  vita
  politica.  E quando si è onesti, come lo posso essere io  o  altri,
  perché  si  è avuta la possibilità di decidere attorno ai miliardi,
  allora,  l'onestà non è uno slogan ma è una cosa che  conta.  E  su
  questa  base, credo che noi abbiamo tutte le carte. Meno timidezze.
  Come avrebbe concluso Berlinguer,  al lavoro ed alla lotta , perché
  noi  abbiamo tutte le carte in regola, non solo per portare  avanti
  questa  legislatura  fino in fondo, ma per dire  che  stravinceremo
  anche le prossime elezioni.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del vicepresidente Lupo

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  5
  luglio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

       I  -Comunicazioni
  II  - Discussione del disegno di legge:

         Variazioni  al  bilancio  di previsione  della  Regione  per
        l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il
        triennio   2016-2018.   Disposizioni  varie .   (n.   1213/A)
        (Seguito)

        Relatore: on. Vinciullo

       III  -Discussione della mozione:

        N. 496  -  Iniziative in ordine al reclutamento di  personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

       (4 novembre 2015)

                            CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                            FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                             PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                      ZAFARANA - ZITO

       IV  - Discussione dei disegni di legge:

        1)  -    Valorizzazione del demanio trazzerale .  (n.  349/A)
              (Seguito)

            Relatore: on. Laccoto

        2)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
            amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
            854/A)

            Relatore: on. La Rocca Ruvolo

       V  -Discussione della mozione:

        N. 494  -  Iniziative urgenti finalizzate alla  revoca  della
              convenzione   sottoscritta   tra   Regione   siciliana,
              Università  degli  studi Kore di  Enna  e  Associazione
              Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
              facoltà di medicina e chirurgia.

       (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                          PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO

       VI  - Discussione della mozione:

        N. 524  -  Rimodulazione  urgente del piano degli  interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

       (13 gennaio 2016)

                                 GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
                                                    PAPALE - FIGUCCIA

       VII  -Discussione della mozione:

        N. 204  -  Verifica della presenza di gas radon indoor  negli
              edifici  utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
              osservanza   dei  criteri  di  legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

       (24 ottobre 2013)

                               FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                         CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA
                                   MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                  TRIZZINO - TANCREDI ZAFARANA - ZITO

       VIII  -Discussione della mozione:

        N. 573  -  Provvedimenti  urgenti  a  favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

       (12 maggio 2016)

                                      GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                    DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
                                    PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
                                                     FALCONE - TAMAJO

       IX  - Discussione della mozione:

        N. 548  -  Adozione dei piani di eliminazione delle  barriere
              architettoniche.

       (8 marzo 2016)

                            LENTINI - LO GIUDICE - CIMINO - CASCIO S.

                   La seduta è tolta alle ore 20.24

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio