Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 346 di mercoledì 06 luglio 2016
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Alloro e Cirone.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  culturale

   N.  3101  - Notizie in merito allo stato di abbandono e di degrado
  in cui versa l'area archeologica di Cava d'Ispica (RG).
   Firmatari:  Ferreri  Vanessa; Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti
  Angela;  La  Rocca  Claudia; Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio
   -  Con  nota prot. n. 27909/IN.16 del 30 maggio 2016 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   - da parte dell'Assessore per la salute

   N.  3054  -  Urgenti provvedimenti a salvaguardia del servizio  di
  primo  intervento  pediatrico presso il PTA di Vizzini  nei  locali
  dell'ex ospedale Rinaldi.
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Figuccia Vincenzo;  Assenza  Giorgio;
  Federico  Giuseppe; Grasso  Bernadette  Felice;  Milazzo  Giuseppe;
  Papale Alfio; Savona Riccardo
   -  Con  nota  prot. 20555/IN.16 del 26 aprile 2016  il  Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per la salute.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  3357  -  Iniziative in merito alla fruizione dell'immobile  di
  proprietà   dell'Ente   di   sviluppo   agricolo   (ESA)   occupato
  abusivamente.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Riggio Francesco

   N.   3358  -  Chiarimenti  sui  notevoli  ritardi  nei  lavori  di
  realizzazione  della  bretella  di  collegamento  tra  lo  svincolo
  autostradale di Noto (SR) e la strada provinciale 19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  3359  - Iniziative per l'istituzione di una Consulta regionale
  sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso.
   - Presidente Regione
   Turano  Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Cani Gaetano; Ragusa
  Orazio

   N.  3360  -  Misure  urgenti  per l'applicazione  della  normativa
  vigente  sugli obblighi di pubblicità e trasparenza della  Pubblica
  Amministrazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Ciancio Gianina; Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3356  -  Notizie  sulle  iniziative  assunte  per fronteggiare
  gli eventi alluvionali occorsi nel comune di Bisacquino (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Maggio Maria Leonarda

   L'interrogazione testè annunziata sarà inviata al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  444 - Stipula della convenzione tra la Regione siciliana e  la
  direzione regionale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
   - Presidente Regione
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N. 584 - Iniziative a tutela dello sport agonistico siciliano.
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   Presentata il 5/07/16

   Avverto  che la mozioni testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   lameto interno, del termine assegnato alla Commissione parlamentare
   speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel comprensorio del-
   la Valle del Mela
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Richiesta di proroga, a norma dell'articolo 29 ter, comma 3, del
      Regolamento interno, del termine assegnato alla Commissione
    parlamentare speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel
                   comprensorio della Valle del Mela

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno che  reca:
   Richiesta  di  proroga, a norma dell'art. 29  ter,  comma  3,  del
  Regolamento   interno,  del  termine  assegnato  alla   Commissione
  parlamentare  speciale  di indagine sull'emergenza  ambientale  nel
  comprensorio della valle del Mela .
   Comunico  che,  con nota prot. n. 232/CP del 30  giugno  2016,  il
  presidente  della Commissione, on. Santi Formica,  ha  richiesto  a
  questa  Presidenza la proroga di ulteriori 6 mesi dei lavori  della
  Commissione in questione, ai sensi dell'art. 29 ter, comma  3,  del
  Regolamento  interno dell'Assemblea.
   Ne do lettura:

     On.le Presidente,

      Le  comunico  che  è decorso il termine per l'espletamento  dei
  lavori   della  Commissione  parlamentare  speciale   di   indagine
  sull'emergenza ambientale nel comprensorio della Valle del Mela.
      In  considerazione della complessità della tematica oggetto  di
  indagine  e  del  ritardo nella trasmissione  della  documentazione
  richiesta  da  parte di alcuni Enti a vario titolo coinvolti  nella
  vicenda,  questa Commissione ritiene opportuna la prosecuzione  dei
  propri  lavori al fine di pervenire ad una conoscenza  completa  ed
  esaustiva della tematica in oggetto.
      Le chiedo pertanto, ai sensi dell'articolo 29 ter, comma 3, del
  Regolamento  interno dell'Assemblea, di accordare  una  proroga  di
  ulteriori sei mesi per la prosecuzione dei lavori della Commissione
  parlamentare  speciale  di indagine sull'emergenza  ambientale  nel
  comprensorio della Valle del Mela.

                                              On. Santi FORMICA

   Sebbene il suddetto termine non sia ancora spirato, scadendo il  2
  agosto  prossimo secondo quanto stabilito dal  DPA n.  483  del  15
  dicembre   2015,  e  cioè  dopo  6  mesi  dall'insediamento   della
  Commissione  (2  febbraio  2016), la  richiesta  di  proroga  è  da
  considerarsi   tempestiva   per  l'approssimarsi   della   suddetta
  scadenza.
   Pongo,  pertanto, in votazione, per alzata e seduta, la  richiesta
  di proroga  ai sensi  dell'art. 29 ter, comma 3, Reg. int. ARS.
     Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Il  termine  assegnato alla Commissione parlamentare  speciale  di
  indagine  sull'emergenza  ambientale nel comprensorio  della  valle
  del  Mela è quindi prorogato di ulteriori 6 mesi, vale a dire  fino
  al 3 febbraio 2017.

   lancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2016
   e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.   Disposizioni
   varie' (n. 1213/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Variazioni  al
  bilancio  di  previsione della Regione per l'esercizio  finanziario
  2016   e   al  bilancio  pluriennale  per  il  triennio  2016-2018.
  Disposizioni varie  (n. 1213/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  disegno  di  legge:  Variazioni  al  bilancio  di
  previsione  della  Regione per l'esercizio finanziario  2016  e  al
  bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie
  (n. 1213/A) (Seguito).
   Invito  i  componenti la seconda Commissione a prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Ioppolo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                1213/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1213/A

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché  ieri, durante la discussione generale del disegno di  legge
  all'ordine del giorno, l'Assessore Baccei ha dato comunicazione che
  alla Camera è stata presentata una pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Assessore Baccei, l'onorevole Greco si sta  rivolgendo
  a  lei,  la  invito  a prestare attenzione, capendo  quale  sia  lo
  spirito dell'intervento.

   GRECO  GIOVANNI.  L'Assessore Baccei alla fine  della  discussione
  generale  comunicava  a  quest'Aula che  in  Parlamento  era  stata
  presentata una pregiudiziale sull'accordo Stato-Regione.
   Poiché  non era possibile intervenire sull'argomento per il  fatto
  che altri colleghi avevano chiesto di intervenire sull'articolo 83,
  chiedo oggi di potere dibattere su queste comunicazioni.
   Considerando che si tratta di comunicazioni che alcuni colleghi  -
  fra   i  quali  anche  io  -  avevano  posto  in  essere  chiedendo
  delucidazioni  all'Assessore per l'economia,  chiedo  e  credo  sia
  interessante intanto, di dibattere questa pregiudiziale,  se  fosse
  possibile.
   A causa, poi, di questa pregiudiziale chiedo se non sia giusto che
  questo disegno venga rinviato.
   Sia  chiaro  infatti  che, se approvassimo  questo  testo,  signor
  Presidente, e successivamente venisse approvata la pregiudiziale di
  incostituzionalità,  il  danno  che  faremmo  a  tutti   gli   enti
  interessati a questa spartizione di 500 milioni, non si ha idea  di
  quanto possa essere.
   Pertanto, chiedo formalmente, - d'accordo con l'Aula - di rinviare
  questo  disegno  di legge, in attesa che si conosca  l'esito  della
  pregiudiziale di incostituzionalità in Parlamento.
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, le informazioni  in  possesso  di
  questa  Presidenza  sono quelle che si apprendono  solo  attraverso
  stampa,  per cui non posso prendere una decisione sulla base  delle
  comunicazioni che si leggono solamente.
   Ieri  l'assessore ha fatto cenno, correttamente,  con  la  massima
  onestà   intellettuale,  alla  questione,  né  nascondo   che   con
  l'assessore ne abbiamo pure parlato, perché è chiaro che  questa  è
  una  situazione  nuova che si sta ponendo. Chiedo all'assessore  di
  intervenire, per conoscere la sua visione della problema.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, anch'io ho appreso la notizia dalla stampa, nel senso che
  non sono stato convocato, e non ho un ruolo in questa cosa, per cui
  mi  allineo alle dichiarazioni del Presidente Ardizzone, è una cosa
  che  leggiamo dalla stampa, non ho informazioni diverse  da  quelle
  che avete voi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siamo formalmente in presenza  di
  un  decreto,  rispetto al quale si legge che è stata sollevata  una
  questione  di pregiudizialità costituzionale. Il decreto  deve  pur
  essere  convertito  in legge, rischieremmo pure  che  non  lo  sia;
  formalmente,  se  non ho compreso male l'intervento  dell'onorevole
  Greco, possiamo andare avanti, perché un decreto c'è.
   Certo  è  aperta una questione perché anche la mancata conversione
  del decreto comporterebbe dei problemi.
   Non possiamo aspettare 60 giorni, onorevole Formica. Se il Governo
  dice  di  andare avanti, possiamo farlo, altrimenti significherebbe
  bloccare l'attività.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Onorevoli  deputati,  confermo
  quello  che sta dicendo il Presidente Ardizzone, nel senso  che  se
  dovessimo  aspettare,  significherebbe  aspettare  60  giorni,  noi
  abbiamo persone che rimarrebbero per  60 giorni senza stipendio,  e
  molte di loro sono già in grosse difficoltà.
   Noi siamo in presenza di un decreto legge approvato, che è in fase
  di  conversione, per cui sulla base di questi elementi ci muoviamo.
  Non penso che possiamo aspettare 60 giorni e non è che alla fine di
  queste audizioni si saprà qualcosa di più o di meno.
   La scelta migliore è andare avanti, approvare e sbloccare le somme
  a fronte di questo disegno di legge approvato, così da poter pagare
  gli stipendi alle persone.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   il
  dibattito  di  ieri  sta proseguendo in questi minuti,  mentre  noi
  parliamo,  alla Camera dei deputati; in Commissione Bilancio  è  in
  atto  un'audizione,  e  su  questo poi dirò  a  qualcosa  a  questa
  Presidenza;  viene audito un costituzionalista sulla  pregiudiziale
  di  incostituzionalità  sollevata dal  mio  partito,  che  è  Forza
  Italia
   Perché noi solleviamo questa eccezione? Per un fatto molto chiaro,
  noi  diciamo che, il Presidente del Consiglio dei Ministri,  Renzi,
  deve  mantenere  i  patti.  Ha promesso 500  milioni  di  euro,  in
  aggiunta ai 900 milioni, perché erano un miliardo e 400 milioni, ce
  ne  diede soltanto 900 e ce li diede prendendoli dal Fondo  per  la
  ristrutturazione  dei  debiti  delle Regioni,  caricando  poi  alle
  Regioni,  beneficiarie  di  questo Fondo,  la  quota  interessi,  e
  chiediamo quindi che in linea continui e ci dia l'intera  somma  di
  un  miliardo e 400 milioni di euro, in attesa e quindi  nelle  more
  che  vi sia la modifica delle norme di attuazione, con le norme  di
  attuazione  che vennero stabilite, disciplinate con un decreto  del
  Presidente  della  Repubblica  del  1965,  in  ragione  del   quale
  bisognerebbe,  nel caso in cui si volesse procedere alla  modifica,
  passare     prioritariamente    dalla    Commissione    paritetica,
  successivamente  procedere con la modifica e alla  fine,  quindi  a
  margine, quindi a valle, arrivare all'accordo. Quello che ha voluto
  esplicitare  l'onorevole  Greco  è  proprio  questo  che  è   stato
  invertito  il  procedimento,  il  procedimento  legislativo  perché
  dall'accordo  si  è  passati poi domani, passeremo,  alla  modifica
  delle norme statutarie.
   Perché  vede Assessore, è vero che c'è una norma che è la  42  del
  2009,  che  prevede che gli accordi possono addirittura superare  o
  mai  disciplinare i rapporti fra Stato e regioni, ma è nelle  more.
  Sono  passati  ben 7 anni, queste more sono venute  meno,  oggi  io
  scherzavo, solo venute meno, i rovi stessi sono appassiti  per  cui
  non  possiamo  pensare che un accordo che ha  il  Presidente  della
  Regione  siciliana e il Ministro dell'economia possono superare  le
  norme di attuazione, e il Presidente del Consiglio possono superare
  le norme di attuazione. Allora noi cosa diciamo, Assessore. Noi non
  vogliamo,   Forza  Italia  non  vuole  bloccare  nulla,  vorrebbero
  chiarire  e  dice. Intanto noi stasera noi abbiamo  due  strade,  o
  procediamo con una questione pregiudiziale che non aspetti sessanta
  giorni,  Presidente Ardizzone, ma aspetti che domani la  camera  di
  esprima  perché è lo stesso, prima si deve esprimere la Commissione
  cioè   la  Commissione  deve  esprimersi  domani  pomeriggio  sulla
  pregiudiziale  di  costituzionalità  sulla  norma   che   è   stata
  presentata  e  specificatamente  sull'articolo  11.  E  quindi  noi
  potremo  rinviare a settimana prossima, eventualmente. Diversamente
  poi  abbiamo una seconda ipotesi più gradita, che è questa:  se  il
  Governo  si  impegna a procedere all'approvazione  dell'emendamento
  Greco  all'articolo 3, che prevede la soppressione del  comma  1  e
  lascia intatto il comma 2 che dice  Secondo, noi  i 500 milioni  di
  euro li incameriamo, liberiamo tutti i soldi, il 90 per cento per i
  Comuni, per i forestali, per i precari, per gli enti teatrali,  per
  i  PIP  e per tutte le categoria in realtà che aspettano, in attesa
  che  il Parlamento nazionale ci trasmetta queste risorse, poi nella
  ridefinizione  delle norme di attuazione, andremo a determinare  il
  gettito,  la percentuale del gettito, che può essere 561,  che  può
  essere  680, che può essere 990, però c'è un problema che io vorrei
  ricordare, Assessore Baccei, quando venne fatto nel 1965  le  norme
  di  attuazione parlavano di riscosso, perché ancora  non  c'era  la
  differenza  della ritenuta d'imposta alla fonte,  quando  nel  1971
  venne  fatta  la legge di riforma sulle imposte dello  Stato  e  si
  previde  che ci fossero anche la trattenuta, la ritenuta d'accont0,
  è chiaro si introdusse il concetto di maturato o riscosso nel senso
  che le somme, l'imposta può essere, può maturare in una parte della
  Italia  e  può  essere  riscossa in  un'altra  parte  come  avviene
  attualmente,  anche  se nel 1971 non c'era questa  differenza  ecco
  perché   il  legislatore  non  si  pose  questo  problema,   questo
  interrogativo,  ma  sono questi aspetti abbastanza  articolati  che
  necessitano  di  un, e allora noi stasera non vogliamo  bloccare  i
  lavori,  onorevole  Rinaldi,  però  il  Governo  non  deve   essere
  contrario  e  contrapposto agli interressi  della  Sicilia,  questa
  autonomia  statutaria  non  può essere strozzata,  non  può  essere
  ingessata,  non può essere colonizzata. Noi diciamo  che  pronti  a
  ricevere i 500 milioni di euro, liberiamo questi 500 milioni ma non
  lo dice l'onorevole Falcone, o l'onorevole Greco che ha parlato, lo
  ha  detto con un comunicato stampa, con una dichiarazione,  il  già
  Presidente  della  Regione siciliana componente  della  Commissione
  Bilancio   alla  Camera  onorevole  Capodicasa,  e  allora   quando
  l'onorevole  Capodicasa  pone questa  questione  e  dice  di  stare
  attenti,  in effetti stiamo lavorando per apportare delle modifiche
  degli   emendamenti  correttivi,  è  chiaro  che  c'è  un  problema
  serissimo e concludo, Presidente Ardizzone, con due questioni.
   Alla  Sardegna  hanno riconosciuto 1 miliardo, hanno  riconosciuto
  anche  una  somme,  fondi  per investimenti  ed  una  fiscalità  di
  vantaggio,  cioè  hanno riconosciuto delle  misure  che  intende  a
  sostegno  dello  sviluppo  di  un  territorio  che  ha  le   stesse
  caratteristiche  insulari della Sicilia, alla Valle  D'Aosta  hanno
  riconosciuto  un'altra quota di oltre 70 milioni di euro  quali  in
  conto  accise, e allora a noi perché in questa Sicilia si  è  detto
  non   hanno   riconosciuto  le  accise,  i  legislatori   siciliani
  svendettero  Alitalia  non  è  vero,  perché  quando  si   realizzo
  l'articolo  36  che  parlava di imposte di produzione,  le  imposte
  l'allora   legislatore   pensava   alle   imposte   di   produzione
  dell'agricoltura, dell'industria non era stato scoperto l'oro  nero
  il  petrolio, venne scoperto dopo nel '50 nel '51 e questo comportò
  come dire un gettito su cui in maniera rapace lo Stato ha messo gli
  artigli,  noi  oggi  dobbiamo  sottrarre  parte  di  questa  nostra
  ricchezza dagli artigli dello Stato.
   Signor Presidente, concludo dicendo che non so cosa succede  oggi,
  ma  chiaramente,  come  partito di Forza Italia,  non  escludo  che
  presentiamo una mozione per rimuovere dalla Commissione  paritetica
  il  prof.  Verde, il quale oggi sta andando in Commissione Bilancio
  per  sostenere anzitempo le tesi di costituzionalità di una  norma,
  anticipando  il  suo  giudizio  in  qualità  di  componente   della
  Commissione paritetica, vorrei ricordare a quest'Aula che il  prof.
  Verde  è  anche componente del nucleo di valutazione dei  dirigenti
  regionali  alla  Presidenza della Regione, allora  questo  soggetto
  deve  dirci come si chiama e quale è il suo ruolo, non può  giocare
  più  parti in commedia, non può giocarlo, questo è un dato  che  io
  voglio  rappresentare a questa onorevole Presidenza  dell'Assemblea
  regionale perché ne prenda atto.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  se  non   ho   compreso   male
  l'onorevole  Falcone  proponeva di rinviare  di  una  settimana  in
  attesa  di  conoscere  l'evoluzione  della  pregiudiziale  che   si
  dovrebbe trattare domani.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che  le
  notizie  di  cui in qualche modo siamo in possesso mi sembrano  del
  tutto  insufficienti  perché possa francamente quest'Aula  assumere
  una   decisione   così   importante,   che   potrebbe   addirittura
  pregiudicare  ovviamente il futuro, almeno per  quanto  riguarda  i
  rapporti  che  sono  stati  contenuti sotto  l'aspetto  finanziario
  nell'accordo  in  qualche  modo che è  stipulato,  mi  permetto  di
  ricordare  che  in  linea di principio la dove viene  sollevata  la
  questione  di  legittimità  costituzionale  non  comporta   e   non
  determina la sospensione dell'efficacia ovviamente della  legge,  e
  poi   la   sentenza  della  Corte  Costituzionale   che   dopo   la
  pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale produce  effetti  e  vorrei
  ricordare  che  ha  anche effetti retroattivi, cioè  retroagisce  a
  regolamentare,  a  disciplinare la questione  in  base  alla  quale
  ovviamente   è   stata   sollevata   al   giudizio   della    Corte
  Costituzionale.
   Nel  momento in cui noi questa sera dovessimo approvare il disegno
  di legge da parte del Governo a mio avviso spinti anche dallo stato
  in  cui  ci  troviamo,  che  è  stato in  qualche  modo  ampiamente
  descritto  negli  interventi che si sono  susseguiti  e  confermati
  ovviamente   dall'assessore   Baccei,   io   ritengo   che   questo
  comportamento   possa  ritenersi  sul  prospetto   giuridico   come
  comportamento  concludente, cioè come una implicita  rinuncia  alla
  volontà  di volere in qualche modo contestare, impugnare  comunque,
  censurare il comportamento da parte del Presidente della Regione  e
  quindi,  il contenuto della intesa in questione. Ritengo, pertanto,
  che  un  rinvio  di  qualche giorno, non  so  se  una  settimana  è
  sufficiente,    ma   credo   che   acquisire   maggiori    elementi
  sull'argomento, tenuto conto che non è stata solo l'opposizione qui
  a  contestare  l'accordo  ma  anche a livello  nazionale,  mi  pare
  obiettivamente che molte partite, e soprattutto molte figure  hanno
  in  qualche  modo anch'esse contestato la metodologia utilizzata  e
  soprattutto  il contenuto dell'accordo che è stato in qualche  modo
  formalizzato.   Quindi,  la  invito  a  ponderare  soprattutto   la
  decisione  che  questa sera bisogna assumere  al  fine  di  evitare
  obiettivamente  che  la  stessa possa  essere  pregiudizievole  per
  quanto  riguarda  il  percorso successivo e futuro  e  potremmo  in
  qualche modo subirne le conseguenze in relazione all'atteggiamento,
  al   comportamento  che  sotto  l'aspetto  giuridico  andremmo   ad
  assumere.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  ritengo  che  rinviare di qualche giorno sia quasi un  obbligo  che
  questa  Presidenza in ossequio alla sua correttezza  dal  punto  di
  vista  del  rispetto  dei  rapporti con il Governo  nazionale  deve
  assolutamente assumere.
   E  senza  ripetere ciò che i colleghi hanno detto,  faccio  notare
  solo  alcuni aspetti che sono stati sollevati a livello  nazionale.
  Veda, Presidente, non è tanto il problema dei 500 milioni che anche
  a  livello  nazionale  e da più parti, è stato  citato  l'onorevole
  Capodicasa, ma potremmo anche citare altri componenti della  stessa
  maggioranza a livello nazionale, non mettono in discussione  i  500
  milioni,  mettono in discussione le modalità previste di erogazione
  all'interno dell'articolo 11 in sede di conversione quindi,  non  è
  tanto  o  solo  il problema di aspettare i 60 giorni per  l'aspetto
  della costituzionalità o meno del decreto in sé, il problema  è  se
  viene  modificato quell'articolo 11 come è molto probabile che  sia
  modificato,    come   tutti   auspichiamo   che   sia    modificato
  quell'articolo  11  che,  ferma  restando  l'attribuzione  dei  500
  milioni, se cadono le modalità dell'articolo 11 cadono una serie di
  articoli  di  previsione che sono contenute all'interno  e  che  si
  richiamano all'accordo. Allora, come giustamente si faceva notare e
  lo  faceva  notare poca fa il Prof. Fazio, qualora noi approvassimo
  oggi  e cioè prima della conversione dell'articolo 11, prima quindi
  dell'eventuale modifiche all'articolo 11, una serie di affermazioni
  che  discendono direttamente da quell'accordo, che non sarebbe  più
  in  quei termini perché una serie di argomenti pattuiti all'interno
  di   quell'accordo  non  ne  farebbero  più  parte,  noi  di  fatto
  scavalcheremmo  il  giudizio, scavalcheremmo la norma  nazionale  e
  accetteremmo delle imposizioni che lo stesso Governo nazionale  non
  accetta più, non mette più all'interno della norma.
   Allora,  Presidente,  siccome dopo il disastro  a  cui  assistiamo
  continuamente,  aspettare una settimana in più  nell'erogazione  di
  questi  fondi non cambia assolutamente nulla rispetto  ai  benefici
  che  la  Regione stessa ne potrebbe trarre rispetto alla formazione
  del  prossimo bilancio e dei bilanci dei prossimi anni, io  ritengo
  che faremmo cosa giusta, corretta dal punto di vista istituzionale,
  vedere  da qui alla settimana prossima quale sarà la decisione  che
  viene  presa a livello nazionale e se quell'articolo 11 rimarrà  in
  quei  termini  oppure  se  sarà  modificato,  cosa  che  tutti  noi
  auspichiamo,  perché se sarà modificato, ed è  l'auspicio  che  qua
  dentro  tutti  abbiamo nel senso migliorativo e cioè  di  demandare
  nella sede opportuna quella della Conferenza pattizia che stabilirà
  l'eventuale  nuova  revisione o i nuovi patti fra  lo  Stato  e  la
  Regione,  allora  noi avremo fatto cosa corretta  istituzionalmente
  rinviando di una settimana  e affrontando poi il dibattito e questo
  disegno  di  legge  con cognizione di causa e senza  causare  danni
  irreparabili per i bilanci futuri.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   voglio
  intervenire  sulla  giustezza dell'accordo  o  sulla  necessità  di
  poterlo  esitare  o  tra  una settimana, dieci  giorni,  ma  voglio
  intervenire per richiamare l'Aula ad un senso di responsabilità e a
  poter  leggere questa materia, questa fase con lo spirito,  non  di
  opposizione  e  di  maggioranza,  ma  soprattutto  di   chi   vuole
  approfittare  perché finalmente a livello regionale,  ma  anche   a
  livello nazionale si può parlare di Sicilia.
   Questa  Assemblea più volte, onorevole Presidente, ha approvato  e
  ha  tentato di mandare a Roma anche delle leggi  voto per creare le
  condizioni  affinchè  lo  Statuto  della   nostra  Regione  venisse
  liberato  da  alcune  parti che di fatto  erano  in  controtendenza
  rispetto  ad altri statuti regionali con leggi voto che sono  state
  inviate a Roma, sia quando vi era al Governo il centro-destra e non
  sono  mai  state attenzionate, sia anche attualmente con  l'attuale
  Governo.
   Ma questo dato di quest'oggi con le attività del Governo regionale
  con  il Governo nazionale apre una fase molto importante, una  fase
  che  direi  può  essere  una fase storica e, onorevole  Presidente,
  siccome  queste  carte poi sicuramente ci sarà  la  possibilità  di
  leggerle,  di  studiare e di analizzarle,  qualsiasi superficialità
  verrà pagata cara ed amara.
   Ricordo  come,  ad esempio, quando si parlava della  modifica  del
  titolo  V della Costituzione, la stessa fu applaudita da più parti.
  Però,  a  voler  leggere l'articolo 119 della  Costituzione,  prima
  della  riforma  del titolo V, al III comma, c'era  scritto  che  lo
  Stato garantiva aiuti economici alle regioni del Mezzogiorno e alle
  isole.
   Con  la  modifica  del  titolo  V è  venuta  meno  sia  la  parola
   Mezzogiorno , sia la parola  Isole . Così come nei recenti accordi
  che  ci sono stati e sono stati inseriti termini come quella  della
  Ssimmetria   rispetto  alle  risorse date  che  voleva  significare
  soltanto  che lo Stato dava le risorse in base a nuove funzioni,  a
  nuove competenze che simmetricamente dovevi svolgere. Ed allora, io
  sono  convinto  che il lavoro dell'assessore Baccei  sia  stato  un
  lavoro  buono,  che  può  dare finalmente alla  nostra  Regione  la
  possibilità  di  chiarire  una posizione di  costituzionalità,  una
  posizione rispetto alla situazione economica degli articoli 36,  37
  e  38 del nostro Statuto. Ma, allo stesso tempo, proprio perché  la
  Sicilia non deve poter chiedere di più rispetto alle altre Regioni,
  io  chiedo che venga presa ad esame la situazione della Sardegna  e
  fare  in modo che ciò che avviene per la Sardegna, altra Regione  a
  Statuto  speciale, possa verificarsi anche per la  Sicilia.  Perché
  ormai  la specialità delle Regioni è venuta meno, perché di  fatto,
  rispetto  alle  cinque Regioni a Satuto speciale come  il  Trentino
  Alto  Adige, il Friuli Venezia Giulia, la Valle D'Aosta, la Sicilia
  e  la  Sardegna sono le uniche Regioni che hanno qualcosa di comune
  da  poter condividere che è l'insularità. Insularità che può valere
  anche a livello comunitario.
   Più  volte abbiamo provato a difendere l'abrogazione dell'articolo
  36,  comma  2, con legge voto e non ci siamo riusciti. Ritengo  che
  questa sia, invece, una partita da poter giocare tutti insieme  col
  mondo della politica a livello nazionale, a livello regionale e col
  mondo  anche  dell'università. Per questo non mi sta  bene  che  in
  quest'Aula  l'onorevole  Falcone  richiami  il  professore   Verde.
  Professore Verde che rappresenta una delle menti più illuminate  in
  tema  di  diritto  pubblico  della  nostra  Regione,  e  che,  caro
  onorevole  Falcone,  da più di un anno non  è  più  componente  del
  nucleo  di  valutazione  del  Governo della  Regione  siciliana.  E
  sicuramente  il  suo  lavoro  in  Commissione  paritetica  lo   sta
  svolgendo  con  imparzialità,  con dovizia  di  particolari  perché
  conosce la materia e saprà difendere la nostra Regione.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io
  ripartirei intanto dall'appello accorato che nella seduta scorsa il
  Presidente  Vinciullo ha fatto ricordando tutte le categorie  delle
  persone  che  saranno colpite, o sarebbero state  colpite,  se  noi
  avessimo  approvato l'altra volta la nostra mozione di rinviare  in
  Commissione questa, diciamo, variazione. Ricordo tutto l'elenco dei
  lavoratori   che   ha   fatto  l'onorevole  Vinciullo   e   domando
  all'onorevole  Vinciullo che dovrebbe rappresentare la  Commissione
  Bilancio,  né  Nuovo  Centro  Destra,  né  Forza  Italia,   ma   la
  Commissione Bilancio, quindi con imparzialità, lei sa che io non ho
  né  inveito, né replicato, però oggi voglio inserire in un contesto
  di buon senso e di analisi, diciamo molto serena.
   Presidente  Vinciullo,  secondo lei, alla  luce  di  tutte  queste
  persone  che  saranno  colpite dalla mancata  approvazione  di  una
  variazione  di  Bilancio,  noi siamo  una  Repubblica  a  parte?  O
  interessiamo  qualche cosa agli amici dell'assessore Baccei?  Cioè,
  noi  abbiamo invertito la teoria gravitazionale  Un corpo  lasciato
  libero  va verso l'alto  Quindi, prima approviamo noi, contrastando
  noi  stessi  i  nostri  principi statutari,  con  la  speranza  che
  arriverà, io lo dicevo che questo accordo ancora non c'è.  Boh.  Ma
  di  che cosa state parlando? Ma come speriamo di avere rispetto  da
  parte dei siciliani, se noi stessi non rispettiamo le nostre regole
  statutarie,  cioè  i nostri principi, i nostri  valori,  la  nostra
  carta costituzionale ed il nostro Statuto?
   Ancora  non  c'è  la  norma che ne modifica, diciamo  gli  effetti
  stessi  che produce in questo momento il nostro Statuto,  non  sono
  intervenute  le modifiche e noi già dobbiamo procedere  a  trattare
  che cosa? Allora io mi affido alla saggezza e all'imparzialità, non
  di  Baccei che ha la magliettina  Renzi, prendi, ruba in Sicilia  e
  porta a Roma , non mi fido di questo assessore che non è siciliano.
  Io  mi appello all'imparzialità del Presidente dell'Assemblea,  che
  fermi lui per un attimo l'Assemblea, riunisca i capigruppo e chiami
  il Presidente della Regione.
   Dov'è   il  Presidente  della  Regione?  Che  fine  ha  fatto   la
  maggioranza  che,  quasi  sgretolata,  non  c'è?  Quasi  sembra  un
  problema  nostro.  Noi  siamo tutti qua,  se  votassimo  in  questo
  momento,  assessore  Baccei,  sarebbe  un  massacro  della   vostra
  variazione di bilancio.
   Allora,  io  chiedo al Presidente Ardizzone, fermi,  convochi  una
  conferenza  dei  capigruppo, raccogliamo tutte  le  forze  di  buon
  senso, e troviamo una via d'uscita istituzionale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà. Però, fatemi capire sul discorso del rinvio o meno di  una
  settimana.

   TURANO. Signor Presidente, io intervengo proprio su questo, perché
  per certi versi il ragionamento che ha fatto l'onorevole Cimino  lo
  condivido,  nel senso che credo che questo dibattito di oggi  forse
  doveva  essere  anticipato di una settimana. Invece quel  dibattito
  che  si è tenuto lo abbiamo trasformato in una sorta di mozione  di
  sfiducia  al  Governo della Regione o al Presidente della  Regione.
  Cosa  che  io ebbi a contestare in quella seduta, perché si  divagò
  tanto per non risolvere nessun problema.
   Ora lo dico con franchezza, io sono uno pratico, che è abituato  a
  guardare  le  cose concretamente. Provare a lapidare il  Governo  e
  l'assessore Baccei per avere

   CORDARO. Guai a chi lo tocca

   TURANO.  Onorevole  Cordaro, mi lasci passare  il  termine  forte,
  perché   per  gli  interventi  che  ho  sentito  la  scorsa  volta,
  onestamente, poco ci voleva. Anche il suo, anche il suo.
   Detto  questo, io credo che le ragioni dell'urgenza che  ci  hanno
  spinto  la  scorsa volta a insistere, dovrebbero farci  riflettere,
  non sono venute meno. Ma non sono venute meno le stesse ragioni che
  hanno  portato il Governo a sottoscrivere un accordo che, per certi
  versi, inverte il percorso, dicendo con assoluta franchezza che  si
  poteva fare di più, che si poteva fare meglio. Possiamo dire  tutto
  il contrario di tutto.
   Oggi abbiamo risolto un problema che, penso, ci permetta di andare
  avanti,  e ritengo che dobbiamo sforzarci, buon senso da  parte  di
  tutti.  Se  poi  dovesse prevalere una soluzione  diversa,  io  non
  attacco   trilla ,  ma  credo che le ragioni della  opportunità  di
  continuare  a lavorare e delle emergenze che sono state  illustrate
  dal  Presidente Vinciullo non posso che condividerle,  dunque  sono
  per questo.
   Per  il resto, ha fatto bene l'onorevole Cimino, io non ho bisogno
  di  difendere nessuno, men che meno il professore Verde che  è  una
  persona  che non ha bisogno di essere difesa - scusate il bisticcio
  di  parole - da nessuno. Però, trascinare in una querelle d'Aula un
  noto  professionista, apprezzato, stimato, io credo di dire il vero
  quando  dico che il professore è stimato oltre i confini siciliani,
  ben  oltre, nell'intero Paese, a me sembra una caduta di  stile.  E
  non  c'è  bisogno di presentare nessuna mozione quando si parla  di
  illustri  professionisti,  al pari di altri  costituzionalisti  che
  spesso  sono stati sentiti anche da noi per apportare le  modifiche
  che  servivano  o  per  studiare con loro ed  avere  dei  consigli.
  Ragione  per  la  quale io suggerirei ai colleghi un  po'  di  buon
  senso, e suggerirei di continuare questi lavori e di portare a casa
  questa legge, di approvarla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.
   E'  opportuno  parlare uno per gruppo, capisco che ci  sono  tutti
  iscritti  a  parlare, c'era una richiesta iniziale,  riassumiamo  i
  termini.  C'è  una richiesta iniziale dell'onorevole  Greco.  Tutti
  stanno  cercando  di intervenire. Io non ho difficoltà  a  dare  la
  facoltà  di  parlare a tutti, ho compreso qual  è  l'andamento  dei
  Gruppi.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori, intervengo proprio per questo. Naturalmente, i  colleghi
  che  hanno  sostenuto  la  tesi del rinvio  sono,  io  li  conosco,
  pienamente informati sull'iter del procedimento parlamentare, anche
  nazionale.
   L'Assessore  Baccei,  ieri, ci ha comunicato che  un  parlamentare
  dell'opposizione,  ancorché autorevole, ha sollevato  eccezione  di
  legittimità  costituzionale sul comma del decreto che  riguarda  la
  Sicilia.
   Come  è  noto,  questa eccezione sarà valutata  dalla  Commissione
  Affari  Costituzionali e, poi, dal Parlamento.  È  un  procedimento
  logico,  non  è  mai  successo che un parlamentare  di  opposizione
  sollevi  una questione di legittimità costituzionale su un  decreto
  legge,  che  è  una  cosa  quasi  quotidiana,  e  si  fermi  tutto.
  Dopodiché, alla base della norma del decreto, c'è l'accordo tra  la
  Regione   e   lo   Stato,  un  accordo  che   i   colleghi   hanno,
  legittimamente,  contestato con argomenti che considero  sbagliati,
  oltre  che  propagandistici e mi dispiace, soprattutto, la  seconda
  parte  perché  di  queste cose che diciamo qua, chi  continuerà  ad
  esercitare  un  ruolo  politico sarà  chiamato  a  risponderne  nel
  futuro.  Mi  riferisco  a certi interventi che  hanno  sbeffeggiato
  l'accordo,  hanno  santificato  non si  capisce  quale  prerogativa
  autonomistica,  dimenticando che lo Statuto prevede  che  ci  debba
  essere un patto tra la Regione e lo Stato.
   Io  capisco  che  i  componenti dell'opposizione  dicano:   Se  ci
  fossimo stati noi al Governo, regionale e nazionale, avremmo  fatto
  cose straordinarie, invece, dei 500 milioni avremmo dato 5 miliardi
  al mese per la Sicilia, vita natural durante . Può darsi che quando
  questi  colleghi  saranno  maggioranza in  Regione  ed  al  Governo
  nazionale faranno questo.
   Detto  ciò, alla base del decreto c'è l'accordo. Qualora il  comma
  di  cui si parla venisse dichiarato problematico dal punto di vista
  costituzionale,  il Governo farà un'altra norma, un  altro  decreto
  per corrispondere alla Sicilia gli stessi soldi.
   Io chiedo ai colleghi che, legittimamente, contestano l'accordo di
  non  introdurre elementi che non hanno niente a che vedere  con  il
  tema   di   cui   stiamo   parlando.  Tra  l'altro   mi   permetto,
  sommessamente,  di  ricordare a tutti  che  la  questione  dei  500
  milioni,  fino  a  dieci  giorni fa era un modo  per  criticare  il
  Governo, regionale e nazionale, che ancora non aveva risolto questo
  problema.
   Vi prego, colleghi, si può essere d'accordo o contrari, ma non c'è
  alcun  motivo per rinviare la discussione di una norma della  quale
  si  è  discusso a lungo, anche nella precedente seduta,  nel  senso
  che,  come  è  stato  ricordato, il decreto  è  già  legge,  è  già
  esigibile,  quindi, se dovessero insorgere dei problemi il  Governo
  nazionale si dovrà fare carico di risolverli anche se, secondo  me,
  non   ci  saranno  perché  vorrei  ricordare  che  l'eccezione   di
  legittimità   costituzionale  viene  affrontata   e   risolta   dal
  Parlamento   stesso,  non  c'è  bisogno  di   andare   alla   Corte
  Costituzionale  in  quanto  è  una prassi  parlamentare  che  viene
  affrontata e risolta dal Parlamento nazionale.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Sto sentendo  i  Gruppi,  onorevole
  Lentini,  onorevole  Lombardo. Poi, vediamo se possiamo  concludere
  questo discorso del rinviare o meno.

   LOMBARDO. Presidente, ho una proposta.

   PRESIDENTE.  Già  l'ha detto l'onorevole Greco  che  vuole  andare
  avanti.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini, onorevole Panarello, apprezzo molto il ragionamento  che
  ha fatto poc'anzi, però c'è un problema che rappresenta un vizio di
  fondo.  Per la prima volta, a meno che non sia già accaduto, questo
  accordo è oggetto di un decreto legge, come è stato ben detto  fino
  a  questo momento, sottoposto a conversione e ,quindi, è un decreto
  legge  che  deve  diventare legge che, in quanto tale,  può  essere
  approvato,  può  essere  bocciato oppure  può  essere  approvato  e
  modificato.  Non siamo in presenza della procedura  prevista  dallo
  Statuto  sulla  base  del  quale  l'accordo  viene  assunto   dalla
  Commissione  paritetica  Stato-Regione  e,  poi,  determinata   dal
  Governo nazionale attraverso un decreto legislativo che, in  quanto
  tale,  è  immodificabile perché non passa dal Parlamento nazionale.
  Questo   decreto  legge,  per  ovvie  ragioni,  deve  passare   dal
  Parlamento nazionale. Tanto è vero che alla Camera, domani alle ore
  12.00,  scadrà  il  termine per gli emendamenti  al  decreto  legge
  stesso.
   E  su  questo,  vi assicuriamo che il Movimento Cinque  Stelle,  a
  Roma,  darà  battaglia  perché  se  questo  accordo  non  piace  al
  Movimento Cinque Stelle siciliano, figuratevi se piace al Movimento
  Cinque  Stelle siciliano a Roma e, sicuramente, faremo di tutto  al
  fine  di modificarlo nel senso più favorevole ai siciliani ed  alla
  Regione siciliana.
   Pertanto,  stiamo  discutendo di un disegno  di  legge,  oggi,  in
  Assemblea  che,  paradossalmente, domani o entra  sessanta  giorni,
  potrebbe  avere  ragione di non essere perché,  come  detto  prima,
  approvato, bocciato, o approvato e modificato con legge dello Stato
  dallo Stato medesimo.
   Per   cui,   questa   eccezione   di  incostituzionalità,   questa
  pregiudiziale  avanzata a Roma da Forza Italia,  probabilmente,  ha
  una  ragion d'essere, tanto che oggi ci risulta essere stato audito
  il   professore  Verde,  sempre  alla  Camera  dei  Deputati  e  in
  Commissione Bilancio e Finanze.
   Quindi,   credo  che  il  senso  di  responsabilità  che  invocava
  l'onorevole Cimino, questo Governo lo avrebbe dovuto invocare a  sé
  stesso,  non ora, non nei confronti dei deputati, non nei confronti
  dei cittadini, ma prima di assumere un accordo che non solo abbiamo
  criticato  e  nel  cui  merito non intendo entrare  nuovamente,  ma
  soprattutto nelle modalità e nelle procedure che, oggi, ci  portano
  a  Roma  in una posizione assolutamente discutibilissima e  con  un
  decreto  legge  che, ribadisco, diverrà legge, sempre  che  diverrà
  legge  anche  l'articolo 11, così come potrebbe  non  avere  alcuna
  luce.
   Ribadisco,  se  davvero  vogliamo avere senso  di  responsabilità,
  dobbiamo  rimandare questa discussione. E, quindi, oggi,  riteniamo
  di  non  poter affrontare alcuna discussione, né sugli emendamenti,
  né  sull'articolato,  né  su  altro,  e  questo  per  il  senso  di
  responsabilità.  Altrimenti, non avremo che dare praticamente  agli
  enti  locali, ai precari, ai comuni, alle ex province,  proprio  in
  virtù  di questo passaggio che, per la prima volta, viene invertito
  in   maniera   ingiustificata,  e   aggiungo   anche   in   maniera
  assolutamente irresponsabile.

   PRESIDENTE. Scusate, i Gruppi parlamentari si erano già espressi

   LOMBARDO. Chiedo di parlare. Ho una proposta da formulare.

   PRESIDENTE. Ribadisco, comunque che i Gruppi si erano già espressi
  su  questa  vicenda,  per cui brevemente.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Lombardo.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente, mi rivolgo a lei brevemente  e  non
  voglio né bloccare, né tendere ad un atteggiamento ostruzionistico;
  voglio  soltanto fare notare a lei che è il garante della  legalità
  all'interno di quest'Aula, fino a prova contrario, che è il garante
  dello  stato di diritto all'interno di quest'Aula, che noi deputati
  siamo tutti chiamati ad operare a legislazione vigente.
   Su questo non penso vi siano dubbi.
   Allo  stato  attuale abbiamo una norma che è il DPR del  1965,  n.
  1074  che  ha  attuato  le  norme  statutarie  finanziarie  in  una
  determinata maniera parlando di Irpef, parlando di tutto il  resto.
  Non ci addentriamo nel resto.
   Non  ricordo  che quest'Aula, nel giugno del 2014,  mi  correggerà
  Presidente,  abbia  approvato  o  recepito  l'accordo  firmato  dal
  presidente  Crocetta nel giugno del 2014 scrivendo in un  comma  di
  legge  finanziaria o di variazione che, ai sensi di  quell'accordo,
  si  facevano  delle operazioni finanziarie. Non mi risulta  questo.
  Eppure l'accordo ha avuto vita. Quindi, l'accordo per essere valido
  non necessita certamente dell'approvazione di un comma, all'interno
  di quest'Aula.
   Vero,  invece,  è  il contrario. Quest'Aula non può  approvare  un
  accordo in materia finanziaria se non vengono approvate le norme di
  attuazione  che  sono norme eccentriche che, proprio  per  la  loro
  natura,  vengono approvate dal Consiglio dei Ministri, proprio  per
  la  natura pattizia che svolgono e che senza le quali non  possiamo
  legiferare un bel niente.
   Presidente,  siccome è una vicenda limpida, pacifica, chiara,  non
  capisco  il motivo per il quale bisogna portare a Roma lo scalpo  e
  dire:   Bene  L'Assemblea regionale ha approvato una cosa  che  non
  serve a nulla ma io lo scalpo ve lo porto ugualmente .
   A questo, Presidente, non ci sto
   Non  le  chiedo di bloccare i lavori di quest'Assemblea perché  il
  presidente  Vinciullo insieme agli altri colleghi  hanno  fatto  un
  lavoro  importante  e so quanta pressione hanno dovuto  sorbire  in
  queste ultime settimane su questa vicenda.
   C'è  solo da approvare il comma 2, stralciare e bocciare il  comma
  1,  approvando l'emendamento a firma dell'onorevole Greco, affinché
  le  somme  a legislazione vigente ovvero col DPR n. 1074  del  1965
  vengano incamerate e possono essere incamerate come anticipazioni.
   Dopo  si  fanno le norme di attuazione, verranno approvate  e  noi
  usufruiremo di quanto previsto in quelle norme di attuazione.
   Ringrazio  l'onorevole Falcone per avere lanciato questa  proposta
  alla  quale  noi ci accodiamo e in merito ai presunti conflitti  di
  interesse,  Presidente, questo professore di  cui  non  ricordo  il
  nome

   LENTINI. Professore Verde.

   LOMBARDO.   nel 2012 reclamava l'aiuto dei caschi  blu  in  questa
  Regione  per  dirimere  delle situazioni  finanziarie  più  o  meno
  dubbie. Beh, caro Presidente, penso che non basterebbero neanche  i
  caschi  blu  per dirimere il suo conflitto di interessi  e  la  sua
  inopportunità nel non difendere la Sicilia.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, un breve  intervento  per  ricordare
  all'assessore Baccei che la settimana scorsa ridevano tutti  quando
  dissi    che    quell'accordo   non   era    costituzionale.    Era
  incostituzionale
   Finalmente,  alla Camera dei Deputati hanno deciso di  organizzare
  un'audizione con i giuristi per capire esattamente se questo  fosse
  un  accordo da portare avanti o se fosse un accordo su cui pensare,
  riflettere. E non solo. Hanno ribadito che questa materia è materia
  parlamentare così come sostenevo.
   Siamo  noi  che  dobbiamo votare questo accordo,  in  accordo  col
  Governo.  Di certo andava aperto un dibattito, una discussione  per
  arrivare  a  questo.  Non  voglio che il  lavoro  svolto  dalla  II
  Commissione, fatto bene e con attenzione, sia inutile.
   La  proposta che è stata fatta, onorevoli colleghi, ricordata  ora
  dall'onorevole  Lombardo  e prima ancora dall'onorevole  Falcone  -
  cosa  che  avevo in mente - secondo cui stralciamo l'accordo  dalla
  variazione, votiamo la variazione e se veramente avete a  cuore  il
  problema  del  pagamento degli stipendi a persone che aspettano  da
  mesi  che gli vengano riconosciute spettanze, votiamo questo ed  il
  problema è risolto.
   Considerato  che questi 500 milioni ancora non sono nel  cassetto,
  facciamo un po' di melina
   Il problema è questo.
   Se  questo  Governo  vuole veramente risolvere il  problema  delle
  tante società, dei tanti lavoratori che attendono la variazione  di
  questo  bilancio per avere, finalmente, riconosciuti i  trattamenti
  stipendiali,  faccia uno sforzo col Governo nazionale  dicendo  che
  qui  ci  sono  persone  serie che mantengono, con  fermezza,  tutto
  quello che dicono.
   Se  diciamo, infatti, che stralciamo l'accordo fino a  quando  non
  viene  raggiunto  un  accordo serio e noi la prossima  settimana  -
  prima  fanno,  meglio è - siamo qui a votare  l'accordo  che  è  in
  costituzionale perché prima doveva passare da questo  Parlamento  -
  così  non  è  stato fatto -, così finalmente lo dice il giurista  e
  tutti siamo d'accordo.

   PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, vuole intervenire?

   ANSELMO. Per il PD è intervenuto l'onorevole Panarello.

   PRESIDENTE. Perfetto.
   Onorevoli  colleghi,  scusate, sono state dette  molte  cose,  per
  carità,  ognuno dal proprio punto di vista sostiene le ragioni  che
  ritiene   opportune.  Però,  onorevole  Lombardo,  lei   parla   di
  legislazione  vigente, so che faceva riferimento al  titolo  V  dei
  rapporti finanziari del nostro Statuto.
   Però, di legislazione vigente si parla anche con riferimento ad un
  decreto che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

   LOMBARDO.  I rapporti finanziari si disciplinano con le  norme  di
  attuazione.

   PRESIDENTE.  Ed allora, questo discorso lei non lo  fa  in  questa
  sede  dove  ci  sarebbe una richiesta di sospensiva, questo  voglio
  dire.  Lo  poteva fare benissimo all'articolo 3. Si  sviluppava  il
  ragionamento  che voleva. Siccome ha richiamato  il  mio  ruolo  di
  Presidente. Poiché non c'è uniformità andiamo avanti con  i  lavori
  dell'Assemblea.

   MILAZZO GIUSEPPE. Convochi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari e si stabilisca un percorso certo.

   PRESIDENTE. Sa il voto è un momento in cui si decide,  diventa  il
  momento più importante.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo,  per  oggi,   gli
  onorevoli Gucciardi e Cracolici.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               1213/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1213/A

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stavo cercando  di
  leggere un po' il Regolamento perché noi, alla fine, abbiamo  fatto
  una pregiudiziale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, l'aiuto io: in  base  all'articolo
  101   del  Regolamento  è  una  richiesta  di  sospensiva.  Se   mi
  formalizzate una richiesta di sospensiva, bisogna essere  almeno  8
  parlamentari, perché è iniziata la discussione generale. Così non è
  una pregiudiziale.

   FALCONE. Certo, perché già la discussione generale è iniziata.

   CANCELLERI. C'era.

   PRESIDENTE.  Ma la dovete formalizzare. Se fate una  richiesta  di
  sospensiva la dovete formalizzare.

   FALCONE.   Presidente,   ora  la  formalizziamo.   Non   l'abbiamo
  formalizzata  per  un  motivo: perché abbiamo chiesto  al  Governo,
  eventualmente   come   subordinata,  se   riteneva   fare   proprio
  l'emendamento Greco. Stiamo aspettando che il Governo si pronunci.

   PRESIDENTE. Il Governo si è pronunciato. Capisco che ognuno,  alla
  fine,  faccia il proprio intervento e non segua ciò che dicano  gli
  altri.  Il ragionamento era di ordine politico, c'era una richiesta
  iniziale  fatta dall'onorevole Greco e successivamente formalizzata
  da  lei,  richiamando alla buona volontà, di dire:   rinviamo  alla
  prossima settimana, in attesa di... .
   Ma  non  c'è  una richiesta formale di sospensiva; se mi  fate  la
  richiesta di sospensiva l'Aula vota con la massima libertà.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rivolgo  alla
  collega  Anselmo, capogruppo del PD, che capisco sia impegnata  con
  la  matematica che può essere utile se finalizzata all'approvazione
  o meno di un articolo o di una legge, quindi, non è necessariamente
  un  affare  ultroneo però, Presidente, è stata  già  affrontata  la
  questione in maniera assolutamente compiuta ed il tema, come lei ha
  ben detto, è proprio l'articolo 3.
   Siccome  io,  così  come ritengo il centro-destra,  o  meglio  per
  essere  ancora  più  chiari, perché queste  categorie  mi  appaiono
  assolutamente superate, impariamo anche lessicalmente ad utilizzare
  le  parole  corrette: oggi, c'è un'opposizione, in quest'Aula,  che
  ritiene  per le ragioni espresse dal collega Falcone ma  anche  dal
  collega  Cappello  e  da  altri  colleghi,  da  ultimo  l'onorevole
  Lentini, l'onorevole Lombardo, in maniera assolutamente conducente,
  devo dire, ciascuno dal suo punto di vista, ma tutti verso un unico
  obiettivo, che dobbiamo sciogliere il nodo sull'articolo 3.
   Ora,  interpretando l'idea dell'opposizione al  governo  Crocetta,
  ritengo  che  nessuno  di  costoro  voglia  andare  contro   quelle
  categorie  di  soggetti  che aspettano di  essere  finanziate,  che
  aspettano gli stipendi, che aspettano un momento di serenità ed una
  risposta da questo Parlamento. Tutti costoro, invece, chiediamo  di
  capire   se  il  collegamento  dell'articolo  3  sia  assolutamente
  necessitato col resto del disegno di legge.
   E,  allora, a questo punto, onorevole Falcone, onorevole  Formica,
  onorevole Di Mauro, vorrei fare una proposta per capirne intanto la
  conducenza e, eventualmente, per sottoporla alla Presidenza,  prima
  che all'Aula.
   Signor   Presidente,  chiedo,  con  l'ausilio  degli  Uffici,   il
  prelievo  dell'articolo 3 perché lo si ponga in votazione prima  di
  ogni altro articolo e invito gli Uffici a non sfigurarsi troppo con
  smorfie  ma a compenetrarsi nell'esigenza politica e sociale  forte
  di  questa storia; vivaddio, se per una volta userete l'elasticità,
  in  questa Presidenza, forse si capirà dove vogliamo arrivare tutti
  insieme
   E,  allora,  qualora l'articolo 3 passasse, bene, non intaccheremo
  alcuna  categoria e scioglieremo un nodo politico; se l'articolo  3
  non  passasse,  bene, noi non intaccheremo la legge e scioglieremo,
  comunque, un nodo politico, dopodiché gli Uffici e la Presidenza ci
  spiegheranno che dobbiamo fare.
   La   mia  è  una  proposta  di  buon  senso,  perché  qualora  non
  sciogliessimo il tema dell'articolo 3 finiremo per farci del  male.
  Vorrei evitarlo, quindi, affido la proposta alla Presidenza. Se  la
  Presidenza vorrà scegliere questa strada la percorrerà, altrimenti,
  si  convochi  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  ma,  siccome,  il  nodo  è quello, girarci intorno  significherebbe
  soltanto prenderci in giro.
   E'  una proposta formale: preleviamo l'articolo 3 e votiamolo ora,
  dopodiché proseguiamo.

   PRESIDENTE.  Sospendo l'Aula per qualche minuto,  per  raccordarmi
  informalmente   con   il  Governo  ed  i  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, ma in questa Aula stessa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.24, è ripresa alle ore 17.37)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dopo un'informale  consultazione
  con  il  Governo  e i capigruppo, ritengo opportuno  andare  avanti
  secondo  l'ordine, cioè articolo 1, articolo 2,  articolo  3,  fino
  alla fine.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Germanà, Ragusa,  Forzese, La Rocca Ruvolo, Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               1213/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1213/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda le  questioni
  regolamentari,  come  ben  sapete,  sono  costretto  a   dichiarare
  inammissibili  gli emendamenti aggiuntivi che non  sono  transitati
  dalla  Commissione, però siccome c'è una manovra di  variazione  di
  bilancio, credo che  potranno essere trattati celermente in  quella
  sede.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                       Accantonamenti tributari

   l.  L'onere  a carico della Regione per il concorso al risanamento
  della  finanza pubblica di cui all'articolo 2 della legge regionale
  17 marzo 2016, n. 3 è rideterminato, per effetto delle disposizioni
  di  cui  all'articolo 1, commi 568 e 689, della legge  28  dicembre
  2015,  n.  208,  in  1.208.818 migliaia di euro  per  l'anno  2016,
  1.301.545 migliaia di euro per l'anno 2017 e 1.304.945 migliaia  di
  euro per l'anno 2018».

   Comunico  che  all'articolo  1 sono stati  presentati  emendamenti
  soppressivi.
   Onorevole Giovanni Greco, mantiene gli emendamenti soppressivi 1.1
  e 1.2 a sua firma?

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.3, soppressivo dell'articolo 1,  degli
  onorevoli Cancelleri ed altri.
   Onorevole Cancelleri, mantiene l'emendamento?

   CANCELLERI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                     Risultato di amministrazione

   1.  Per effetto di quanto disposto dai commi 692 e 698 della legge
  28  dicembre 2015, n. 208, all'articolo 1 della legge regionale  30
  settembre  2015,  n. 21 e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  aggiunto il seguente comma:

    1  bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2016, parte  della
  suddetta  quota  annua costante di cui al comma 1 è determinata  in
  relazione  alle  disposizioni  discendenti  dai  commi  692  e  698
  dell'articolo 1 della legge dicembre 2015, n. 208. »

   Onorevole Greco, mantiene gli emendamenti soppressivi a sua  firma
  2.1 e 2.2?

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Cancelleri, mantiene l'emendamento 2.3?

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                   Rapporti finanziari Stato-Regione

   1.  A  seguito di quanto definito nell'accordo tra lo Stato  e  la
  Regione  siciliana, sottoscritto in data 20 giugno 2016, le entrate
  stimate  nel  bilancio  della Regione per gli  esercizi  finanziari
  2016,  2017 e 2018 ai sensi del comma 1 dell'articolo 3 della legge
  regionale  31  dicembre 2015, n. 32 e del comma 3  dell'articolo  4
  della  legge regionale 17 marzo 2016, n. 4, pari rispettivamente  a
  500.000  migliaia di euro, 1.400.000 migliaia di euro  e  1.685.000
  migliaia  di  euro,  sono da iscrivere nel bilancio  medesimo  come
  entrate  spettanti alla Regione siciliana a titolo di  imposta  sul
  reddito  delle  persone fisiche (Irpef), Titolo  1,  Tipologia  103
  (capitolo 1023).

   2.  Le  somme riconosciute alla Regione per l'anno 2016, ai  sensi
  dell'articolo 11 del decreto legge 24 giugno 2016, n. 113,  pari  a
  500.000 migliaia di euro, accantonate nel bilancio della Regione in
  un  apposito fondo (Missione 1, Programma 3, capitolo 215741), sono
  destinate  al ripristino delle autorizzazioni di spesa  riepilogate
  nell'Allegato 2 della legge regionale 17 marzo 2016,  n.  3,  nella
  misura prevista dal comma 5 dell'articolo 4 della medesima legge».

   I due emendamenti sono collegati. Onorevole Lombardo, i due commi,
  comma  1  e comma 2, sono strettamente correlati. Quindi, anche  su
  questo articolo abbiamo gli emendamenti  soppressivi e, quindi,  si
  può votare il mantenimento dell'intero articolo 3.

   CORDARO.  Da  quello che mi dicono gli uffici del Bilancio  non  è
  così

   PRESIDENTE. Scusate, sono collegati. Onorevole Cordaro, lei  parla
  con  gli  uffici del Bilancio, non parla con questi uffici. Allora,
  siccome stiamo mettendo in contrapposizione gli uffici del Bilancio
  con   gli  uffici  dell'Assemblea,  gradirei  che  l'Assessore   si
  pronunciasse sulla correlazione o meno dei commi 1 e 2.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI, assessore per l'economia. Confermo quanto affermato  dalla
  Presidenza.  I  due commi sono strettamente legati  per  cui  vanno
  votati insieme.

   MILAZZO GIUSEPPE. Perché? Ce lo deve spiegare

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siccome capisco che questo  è  il
  motivo  del  contendere, nel senso positivo  del  termine,  allora,
  assessore Baccei, cortesemente spieghi questa correlazione  e  poi,
  magari,  si  interviene cinque minuti ciascuno. Però, seguiamo  gli
  interventi dei colleghi e dell'Assessore in primo luogo.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  si arriva, come sapete, a questo articolo attraverso  un
  percorso. Il percorso ha previsto il Patto, da parte dello Stato il
  decreto  legge, da parte nostra ci deve essere lo stesso  percorso.
  Per  cui, nel primo c'è sostanzialmente la fonte del finanziamento,
  i  termini dell'accordo, nel secondo, nel decreto legge  si  dà  la
  copertura.
   Speculare percorso viene fatto dalla Regione. Per cui, se  le  due
  cose   non   sono  speculari  si  perde  l'efficacia   dell'accordo
  complessivo. Qui non può essere una cosa che, essendo  comunque  un
  patto  tutto  a  linea ascesa, poi il percorso a quello  deve  fare
  riferimento, perché da lì nasce la copertura.

   PRESIDENTE. E' scritto proprio testualmente tutto questo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, assessori e colleghi,  a  me  non
  convincono  le parole dell'assessore Baccei. Non mi convincono  non
  perché non siano scritte le abbiamo lette tutti ma perché io  cerco
  di  interpretare quella che è la norma di una legge  regionale,  di
  quella che dovrebbe diventare una legge regionale.
   Nel  comma 1 dell'articolo 3, non viene mai, mai e poi mai  citato
  il  riferimento ad una normativa nazionale. Non c'è mai  nulla   Si
  citano  due leggi regionali, si cita un accordo dello Stato con  la
  Regione, si citano dei soldi che dovremo ricevere e quant'altro, ma
  non  si  cita mai da dove li prendiamo, chi ce li sta riconoscendo.
  Tutto questo invece avviene nel comma 2.
   Io  non  sono  convinto  che le due cose  siano  collegate.  Anzi,
  assolutamente,  tant'è che il comma 2 cammina  benissimo  da  solo,
  perché  dice  che  è ai sensi di un decreto legislativo  nazionale,
  vengono  riconosciuti alla Regione siciliana 500 milioni  di  euro,
  per  andare ad espletare tutta una serie di adempimenti che si  era
  impegnato a farlo. Basta, è finita lì
   Poi,  vorrei  capire  anche un'altra cosa  onestamente,  assessore
  Baccei,  e  qui così lo chiariamo almeno anche ai colleghi.  Perché
  questi 500 milioni di euro, da quello che leggo - ed adesso  io  vi
  leggerò testualmente e così capirete anche voi quello di cui stiamo
  parlando - non sono un dare da parte dello Stato, un riconoscimento
  a  fronte  di  alcune riforme che noi dobbiamo calarci dall'alto  e
  basta,  assolutamente. Perché l'articolo 11 del decreto legislativo
  24  giugno 2016 n. 113, ci dice questo, il comma 3:  per assicurare
  la  neutralità  sul saldo di cassa delle Amministrazioni  Pubbliche
  nel  2016, la Regione non può utilizzare le risorse di cui al comma
  1   -  che  sono  i  500 milioni -  che restano depositati  su  una
  contabilità  speciale,  di cui al medesimo  comma  1   -  cioè  una
  contabilità  speciale dello Stato -  li può utilizzare soltanto  in
  carenza  di altra liquidità disponibile, per far fronte ad esigenze
  indifferibili  legate  al  pagamento  delle  competenze  fisse,  al
  personale  dipendente e delle rate di ammortamento  dei  mutui  che
  scadono nel medesimo esercizio .
   Aspetti,  Assessore, se finisse qui sarebbe tutto quello che  fino
  ad  oggi  ci  hanno raccontato; ma continua, e dice che questi  500
  milioni  abbiamo  l'obbligo che, nel caso in  cui  li  utilizziamo,
  abbiamo  l'obbligo di reintegro nel medesimo anno  con  il  gettito
  riveniente  dalle  entrate devolute, cioè  glieli  dobbiamo  ridare
  questi soldi  Ogni volta che li utilizziamo, poi li dobbiamo andare
  a rimettere lì.
   Sì,  noi  non  capiamo nulla, Assessore, è vero  Voi avete  capito
  tutto,  tant'è che siamo  con  le pezze al culo  e voi avete capito
  tutto  però  Noi non abbiamo capito assolutamente nulla e questa  è
  la verità dei fatti
   Voi  ci dovete venire a spiegare cosa avete firmato; voi ci dovete
  venire  a  spiegare  come ogni volta tornate da  Roma  sbandierando
  delle  grandi vittorie, poi alla fine però scopriamo che sono stati
  sempre  i soliti inganni  E, purtroppo, sa cosa le dico  Io ci  sto
  cominciando a credere a questa storia che lei non è siciliano e che
  l'hanno  mandato  qui  proprio per fare gli  interessi  di  qualcun
  altro,  che non è più una battuta, mi dispiace dirglielo ma  non  è
  più una battuta ormai

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, purtroppo l'Assessore è stato  troppo
  approssimativo nello spiegare l'interconnessione tra il primo e  il
  secondo  comma, e io mi permetterò, non perché voglia  assurgere  a
  professorino,  ma cercherò di spiegare all'Aula i motivi  per  cui,
  anzi, noi dobbiamo votare soltanto il secondo comma e non il primo.
   Cosa  dice il secondo comma, Presidente? Lo voglio dire anche alla
  Segreteria  generale, che mi può confortare in  questo.  Dice:   le
  somme   riconosciute  alla  Regione  per  l'anno  2016,  ai   sensi
  dell'articolo 11 del decreto legge 113 . Nel primo comma invece  si
  dice:  le somme verranno riconosciute a titolo di gettito IRPEF .
   Stasera  e  domani  sera si sta discutendo  il  decreto  legge  in
  Commissione, e chi lo dice che il decreto legge all'articolo 11 non
  venga   modificato?   Perché  noi  dobbiamo   creare   e   dobbiamo
  cristallizzare - Segretario Generale le chiedo anche un  minimo  di
  attenzione perché è utile - perché noi dobbiamo cristallizzare  col
  comma  1  quello  che  farà la Camera dei Deputati  in  Commissione
  Bilancio?
   Presidente  Ardizzone, noi col comma 1 stiamo già ipotizzando  che
  la  Camera  dei  Deputati alla Commissione  Bilancio  non  cambierà
  nulla.  E se domani sera invece cambiasse qualcosa? Se domani  sera
  invece non dicesse, così come ha detto l'onorevole Capodicasa,  che
  potrà essere
   Onorevole assessore Marziano, proprio per venire incontro al tema,
  noi  dobbiamo  dire  che dobbiamo approvare le  risorse  così  come
  deciderà alla Camera dei Deputati all'articolo 11, perché  poi  non
  sappiamo quale sarà il contenuto dell'articolo 11 e le modalità con
  cui la Camera ci trasferirà queste risorse.
   Assessore  Baccei,  lei  sa bene che, passando  dalla  Commissione
  Bilancio, il Governo metterà la fiducia su questo testo.  Lo  hanno
  già  annunciato, lo hanno detto in Commissione, a me l'hanno  detto
  dei componenti in Commissione.
   Dopodiché  noi diciamo, siccome un decreto legge, lei mi  insegna,
  assessore  Baccei,  che  sortisce già effetti,  ha  efficacia,  nel
  momento  in  cui un decreto legge già è stato varato dal  Consiglio
  dei  Ministri,  già  sortisce degli effetti. Ma siccome  arriva  in
  Commissione,  la  Commissione lo modifica, nel momento  in  cui  lo
  modifica  quella è l'ultima modifica se viene messa la fiducia,  se
  poi l'Aula lo modificherà è altra cosa.
   Presidente Ardizzone, io la prego, lei non può comprimere il comma
  1  e  integrare il comma 2 all'interno del comma 1, perché sono due
  cose  separate.  Per  regolarità noi dovremmo procedere  per  parti
  separate,  il comma 1 non lo possiamo approvare perché il  comma  1
  già   sta   cristallizzando,   anzitempo,   il   deliberato   della
  Commissione.
   Noi,  invece,  vogliamo venire incontro e diciamo di approvare  il
  comma  2  e  non il primo. Se poi questo Governo si vuole  arrogare
  delle   prerogative  in  contrasto  alle  esigenze  del  territorio
  siciliano,   perché,  attenzione,  quando  ha  parlato  l'onorevole
  Cancelleri e ha detto alcune cose, nei saldi positivi e  nei  saldi
  di  cassa, nell'articolo 11 non c'è un euro in più che lo Stato  ci
  sta  dando perché ci impone delle prescrizioni che, alla  fine,  il
  saldo  netto  rimane  sempre invariato. È ad  invarianza  di  saldi
  questo articolo, quindi non sono nuove risorse che lo Stato ci  dà,
  ma  sono risorse che con un artifizio contabile ce li trasferiscono
  soltanto sulla carta.
   Presidente Ardizzone, colleghi, un ente è in default in due  casi:
  nel primo caso quando non può pagare gli stipendi, nel secondo caso
  quando non può pagare le rate di mutui. Sapete cosa dice con questo
  articolo  e  con  l'accordo dello Stato? Che  noi  500  milioni  li
  possiamo utilizzare solo per pagare rate di mutuo e dipendenti. Per
  cui,  è  anche  una  bugia  quando si dice  che  con  questi  soldi
  pagheremo  i  forestali, pagheremo i comuni,  pagheremo  i  teatri.
  Dobbiamo fare una forzatura contabile noi in Sicilia.
   Ed  allora, noi quell'accordo non lo riconosciamo, noi diciamo che
  dobbiamo  approvare  sì  il comma 2 e non  il  primo  che  è  molto
  restrittivo, che vìola le norme costituzionali, infrange  le  norme
  di  attuazione ed è stato fatto con un accordo che non  è  passato,
  preventivamente, dalla Commissione paritetica.
   Presidente Ardizzone, io le chiedo di procedere con regolarità.  I
  due  commi  sono  assolutamente scindibili,  devono  essere  scissi
  perché, altrimenti, lei ci costringe a votare sull'intero articolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le sue considerazioni meritano  una
  riflessione.  Mi  attengo  alla  questione  di  carattere  tecnico.
  Nessuno qua ha l'esclusività della verità in questa materia  che  è
  molto  complessa.  Nel comma 1 è prevista la  parte  relativa  alle
  entrate.  Nel comma 2 è prevista la parte relativa alle uscite.  Io
  non  posso approvare solo il comma 2 se non ho una previsione delle
  entrate.  Questo è il dato fondamentale; così è. Però,  riflettiamo
  su   questo.   Il   comma  1  riguarda  la  parte  delle   entrate,
  relativamente  al  2016; per quanto riguarda le uscite  si  possono
  spendere 500 milioni sulla base delle indicazioni che abbiamo  dato
  con  la Finanziaria approvata e aspettavamo questo accordo,  ma  io
  come  faccio  ad  approvare il comma 2 se nella parte  entrate  non
  prevedo da dove provengono queste somme

                           (Brusio in Aula)

   Onorevoli  colleghi,  non  riesco a seguire.  Siccome  sono  delle
  questioni di carattere tecnico, il ragionamento per chi ci  ascolta
  è  più  di carattere politico, nel senso nobile del termine  e  più
  volte  evidenziato, appunto dicevo che avevo anticipato il discorso
  dell'onorevole   Lombardo,   che  noi  formalmente   ratificheremmo
  l'accordo approvando questa norma, diciamo le cose come stanno,  ma
  non  la  portiamo  sull'aspetto tecnico.  Sull'aspetto  tecnico  la
  correlazione  c'è. L'onorevole Lombardo, come tanti  altri,  ne  ha
  fatto un cavallo di battaglia. Lo sto portando su un piano politico
  quando  ha anticipato le sue riflessioni. Questo riguarda l'aspetto
  politico  che è una cosa diversa, ma non una questione di carattere
  tecnico, non mi potete dire che non c'è correlazione tra il comma 1
  e il comma 2

   FALCONE. Abbiamo detto alla fine del primo rigo del comma 1.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Onorevole Formica non distragga  il  Presidente
  perché  ho  capito  che qua si tratta di convincere  il  Presidente
  dell'Assemblea.
   Signor  Presidente, mi scusi, il tema è il primo rigo del comma  2
  non  è  un fatto politico.  Le somme riconosciute alla Regione  per
  l'anno  2016,  ai  sensi dell'articolo 11 ,  già  le  entrate  sono
  specificate e garantite con questo rigo.

   PRESIDENTE.  2016   Ma siccome il bilancio è triennale,  mi  hanno
  insegnato, non ho capito come faccio un bilancio solo relativamente
  al 2016

   MILAZZO  GIUSEPPE. Presidente, ma se è come dice lei,  che  questo
  accordo è la Bibbia, allora ritorniamo

   PRESIDENTE. Non sto discutendo dell'accordo

   MILAZZO GIUSEPPE. Mi scusi, Presidente, ma se l'accordo non c'è  -
  mi  scusi,  l'accordo  c'è  -  e in attesa  che  il  decreto  venga
  convertito, appena è legge dello Stato la norma che verrà approvata
  dalla Camera non avrà immediato effetti in Sicilia? Sì  Allora, una
  eventuale  non approvazione del comma 1, non comporterà  niente  di
  negativo, Presidente, perché già è tutto richiamato nel comma 2.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ribadisco un concetto a  lei  molto
  chiaro.  A  lei il concetto è chiaro anche tecnicamente.  E'inutile
  che giriamo intorno al problema. Il bilancio ha una portata annuale
  per  il  2016 e triennale; io non posso dire, nel fare il bilancio,
  che  prevedo solo il secondo comma relativo al 2016 e faccio  finta
  di  dimenticare che il bilancio sia triennale, non  prevedo  né  il
  2017 , né il 2018

   MILAZZO GIUSEPPE. Presidente, ma non sono collegati

   PRESIDENTE. Come non sono collegati

   MILAZZO  GIUSEPPE. Come mai non è stato fatto un  unico  articolo?
  Presenteremo un subemendamento, Presidente. Ci dia la possibilità.

   PRESIDENTE. Va bene, è chiaro.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, vorrei integrare i discorsi fatti  sin
  qui, perché lei ha perfettamente ragione dicendo che il comma 2 può
  reggersi da solo, ma può reggersi solo per l'anno 2016; noi abbiamo
  la  necessità  di  fare  una previsione del bilancio  triennale  e,
  quindi, fare riferimento anche gli altri anni.
   Siccome  siamo  tutti  d'accordo che  il  punto  principale  della
  diatriba   attualmente  all'attenzione  dell'Assemblea   è   questo
  accordo,  per alcuni salvifico, per altri, famigerato, io sono  fra
  questi,  potremmo superare il problema attraverso un subemendamento
  al comma - se non mi ascolta nessuno, è inutile continuare - perché
  penso che potremmo salvare capre e cavoli con un subemendamento, se
  l'Assessore  ha  la bontà di ascoltarmi, perché se  ciascuno  resta
  aprioristicamente sulle proprie posizioni andiamo  ad  uno  scontro
  muro contro muro che non credo non farà bene a nessuno.
   Il  mio voleva essere un intervento per cercare di arrivare ad una
  soluzione.
   Fermo restando che siamo tutti d'accordo che il comma 2, così come
  è  scritto, trova la sua fonte di finanziamento esclusivamente  per
  l'anno 2016.
   Basterebbe un sub emendamento che, facendo riferimento allo stesso
  articolo  11,  fonte  di finanziamento che garantisce  le  entrate,
  specificasse che le somme riconosciute dalla Regione per  gli  anni
  2016,  2017, 2018, ai sensi dell'articolo 11, pari a  ,  riportando
  le  varie  cifre,  così  come al comma 1,  senza  entrare  in  quel
  famigerato  accordo.  Avremmo risolto la  fonte  delle  entrate  e,
  parimenti,  assicurando le uscite, ed evitando  così  di  fare  una
  guerra  di  religione su questo benedetto o stramaledetto  accordo,
  cercando di arrivare ad un risultato pratico di salvare le fonti di
  entrata per le uscite.
   Basterebbe,  il  comma  2  si  reggerebbe  da  solo,   perché   in
  riferimento all'articolo 11 del decreto legge credo che da solo sia
  sufficiente   a  garantire  le  entrate  per  le   spese   di   cui
  all'allegato.
   Si  potrebbe  sospendere l'Aula un minuto, fare un emendamento  in
  tal  senso,  a  firma  di tutti i Capigruppo, e  uscire  da  questa
  empasse, altrimenti non ne usciamo più.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  dato  che  le
  riconosciamo  la sensibilità rispetto all'ossequio  al  Regolamento
  interno, leggo all'articolo 116  è sempre ammessa la votazione  per
  parti  separate   ed  è  ciò che in questo momento  quest'Aula  sta
  chiedendo.
   Si  comprende  che  l'articolo 116 fa riferimento  alla  votazione
  degli emendamenti.
   E'   nei   suoi   poteri   chiedere  una  verifica   agli   Uffici
  sull'interpretazione  di questo articolo e  sull'applicazione,  dal
  momento  che  è  sempre ammessa la votazione  per  parti  separate,
  rispetto alla non differente natura di un articolo rispetto  ad  un
  emendamento, altrimenti qui stiamo spaccando il capello in  quattro
  e in tre anni non abbiamo capito niente.
   Ritengo che se un Regolamento - che lei tanto rispetta e ha sempre
  rispettato  in  quest'Aula da tre anni a questa  parte  -,  prevede
  questo,  direi che anche oggi possiamo rispettarlo e che quest'Aula
  possa  pertanto regolamentarsi in maniera democratica,  proprio  ai
  sensi di questo Regolamento.
   Vorremmo una gradita risposta.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, gliela do subito, anzi ribadisco.
   I due commi sono correlati perché il comma 1 è relativo alla parte
   Entrata', il comma 2 riguarda la parte  Uscita'.
   La  questione  politica  in  tutti gli interventi,  con  tutto  il
  rispetto  per tutti, l'ha toccata l'onorevole Assenza. La questione
  è prettamente politica.
   L'onorevole  Assenza  dice  di fare riferimento  al  decreto,  non
  facendo riferimento all'accordo se è una questione di entrata e  di
  uscita. Questo è il dato fondamentale, se il dato è politico.
   Non  vuole fare riferimento all'accordo per tutto ciò che implica,
  ma fa riferimento solo al decreto perché, tecnicamente parlando, il
  decreto mi riconosce sia le entrate che le uscite.
   Detto questo, sospendo per cinque minuti perché siamo in una  fase
  delicata.
   Non  posso porre in votazione per parti separate perché, onorevole
  Zafarana, non c'entra il Regolamento.
   Se  viene bocciato il comma 1 delle entrate come faccio a porre in
  votazione il comma 2 che riguarda le uscite?
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle ore 18.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  c'è  stato  un  dibattito   in
  quest'Aula anche se a microfoni spenti, molto serrato.
   E'  chiaro  che  non si è arrivati, purtroppo,  ad  una  soluzione
  condivisa. Se il presidente della Commissione, onorevole Vinciullo,
  mi  segue  nel  ragionamento, i commi 1 e 2  dell'articolo  3  sono
  correlati.
   C'era una soluzione avanzata dall'onorevole Assenza sulla quale si
  stava  lavorando, però su questo avevo interessato  la  Commissione
  perché  sarebbe  un  sub emendamento, e non lo possiamo  agganciare
  formalmente a nessuno degli emendamenti presentati, che sono  tutti
  soppressivi.
   Si può fare un emendamento di riscrittura, che però deve essere  a
  firma  del Governo o della Commissione. Per questo bisogna  che  ci
  sia una condivisione in Commissione.

   CORDARO. Andiamo a domani

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, chiedo il  suo  conforto  in  un
  senso o nell'altro.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, le chiedo altri cinque minuti di sospensione per vedere
  se si può arrivare ad una soluzione.

   PRESIDENTE. Mi affido a lei, presidente Vinciullo.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle 18,47, è ripresa alle ore 18.52)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, la  invito  a  riferire  perché
  rimanga agli atti.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  ho  tentato tutte le ipotesi di mediazione  possibili.
  C'è  un  irrigidimento delle due parti e credo  che  non  si  possa
  trovare una soluzione.
   Avevamo  pensato  di  sostituire  in  attuazione  dell'accordo  in
  riferimento all'articolo 11 relativo agli impegni sottoscritti', ma
  nemmeno questa soluzione va bene.
   Ritengo, pertanto, che sia necessario andare avanti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  proceduralmente  mi   è   stata
  depositata  una  richiesta di sospensiva, o meglio  di  rinvio  dei
  lavori  di  una settimana, in base al Regolamento, che  prevede  un
  voto dell'Aula per alzata e seduta.
   La  leggo testualmente  I sottoscritti deputati chiedono un rinvio
  dei lavori di una settimana in merito al disegno di legge 1213/A in
  attesa che la Commissione  Bilancio' della Camera si esprima  sulla
  pregiudiziale   di  costituzionalità ,  a  firma  degli   onorevoli
  Falcone,   Formica,  Rinaldi,  Greco,  Riggio,  Fazio,  Di   Mauro,
  Federico.

   PANEPINTO. La questione di costituzionalità è inammissibile.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, non si tratta  di  questione  di
  costituzionalità, si tratta di rinvio dei lavori.
   Siccome  domani  c'è un dibattito aperto alla  Camera,  non  posso
  riaprire il discorso già fatto all'inizio della seduta.
   Per  evitare che nascano incomprensioni, evitiamo la votazione per
  alzata  e  seduta perché potrebbe risultare lesiva del voto  in  un
  senso  o  nell'altro, e procediamo con la votazione palese semplice
  con il sistema elettronico senza registrazione dei votanti.
   Chi  vota  a favore del rinvio a martedì prossimo vota verde,  chi
  vota contro vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          27
   Contrari            35
   Astenuto             1

                           (Non è approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 3.
   Comunico  è  stato  presentato dagli onorevoli  Greco,  Di  Mauro,
  Lombardo   e   Fiorenza  un  emendamento  interamente   soppressivo
  dell'articolo. Si vota pertanto il mantenimento dell'articolo 3.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde, e vota quindi per il mantenimento dell'articolo; chi vota  no
  prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          37
   Contrari            28

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione di cui all'articolo 1 della legge regionale 17 marzo  2016,
  n.  4  sono introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella  A,
  contenenti altresì gli effetti della presente legge.
   2.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione di cui all'articolo 2 della legge regionale 17 marzo  2016,
  n.  4  sono introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella  B,
  contenenti altresì agli effetti della presente legge».

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  all'articolo  4  sono   stati
  presentati tutta una serie di emendamenti, che sono le Tabelle.
   Si interviene una volta sola sull'intero articolo 4.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
  4 avevo presentato vari emendamenti.
   Preannuncio che il mio Gruppo parlamentare non parteciperà al voto
  finale.  Noi siamo contrari a questo accordo che sigla la  svendita
  della Sicilia.
   Di  questo  se ne prenderanno la responsabilità piena  il  Partito
  Democratico, il Nuovo Centro Cestra che, ancora, gioca sulla  pelle
  dei  siciliani  ma,  assieme, si devono prendere la  responsabilità
  quei partiti come l'UDC che, oggi, ha certificato il disastro della
  Sicilia.
     Ma poiché vorrei essere smentito, affinché le mie parole possano
  essere  cestinate,  spero che da domani i comuni possano  avere  un
  grande  ristoro finanziario; spero che da domani i precari  possano
  essere tutti stabilizzati, come dice un certo sottosegretario  alla
  Pubblica istruzione; spero che da domani i PIP possano, finalmente,
  trovare una gratificazione personale e lavorativa; spero che domani
  tutti gli enti partecipati vengano rimessi in equilibrio; spero  di
  essere smentito.
   Fatta  questa premessa, presidente Ardizzone, pongo una  questione
  sull'articolo 4.  L'articolo 4 presenta una tabella e cosa dovrebbe
  essere    sostanzialmente:   presenta   una   tabella    in    cui,
  contemporaneamente, abbiamo un utilizzo del risparmio dell'articolo
  1  dei 79 milioni del concorso alla finanza pubblica per pagare  il
  contributo  alla  sanità, al servizio sanitario  e  per  pagare  le
  regolazioni contabili.
   Ma  questa variazione di bilancio viene messa anche all'interno di
  una stessa tabella in cui vi sono anche le somme liberate ed in cui
  vi  sono  anche  delle  modifiche contabili secondo  cui,  per  una
  questione  di regolazioni, diremo così, contabili, ma non  sono  le
  regolazioni  contabili,  ci sono delle partite  in  aumento  ed  in
  diminuzione.
   Allora,   abbiamo   anche  presentato  degli  emendamenti   perché
  all'interno di questa tabella abbiamo inserito nuove spese per  100
  milioni di euro per i quali non c'è stato detto il motivo e  per  i
  quali  chiediamo  il  voto  sull'azzeramento  dei  capitoli  e   mi
  riferisco  al capitolo, ai vari capitoli che troveremo a pagina  8:
  abbiamo  il capitolo 672401 sono dei contributi costanti  a  favore
  dei  comuni per 21 milioni di euro; abbiamo il capitolo 673305  che
  sono  i  contributi in conto interessi per 9 milioni  di  euro;  il
  capitolo  673307 per 2 milioni di euro; il capitolo 742802  per  64
  milioni di euro.
   Presidente  Ardizzone,  potrei  continuare.  Chiedo  che  i   miei
  emendamenti  di  azzeramento di questi capitoli arrivino  in  Aula,
  possano  essere  apprezzati,  votati favorevolmente  o  in  maniera
  contraria, ma meritano un voto.
     Ci  sono  altri  due emendamenti che riguardano  i  consorzi  di
  bonifica per far sì che, oggi, gli agricoltori siciliani non  siano
  sottoposti  ad un balzello del 200 per cento di aumento dei  canoni
  irrigui  nelle proprie campagne e prevediamo di dare 2  milioni  di
  euro per quanto riguarda le spese di funzionamento ai consorzi  per
  poter  ridurre così il canone irriguo agli agricoltori  che,  oggi,
  sono  soffocati ed inserire anche un altro emendamento di 1 milione
  e 200 mila euro per gli stagionali.
   Ci  sono delle proteste in corso presso i consorzi di Catania,  di
  Palermo, di Agrigento; questi lavoratori, oggi, sono stati  sospesi
  perché sono finiti i soldi e, nel contempo, c'è la campagna irrigua
  da attenzionare, da garantire, da sostenere.
   Allora, presidente Ardizzone, speriamo che possano arrivare questi
  emendamenti  perché sono emendamenti al testo che non rappresentano
  materia  né  estranea, né aggiuntiva, quindi,  chiedo:  a)  che  la
  tabella  venga  spiegata  compiutamente  da  parte  dell'Assessore,
  soprattutto vogliamo capire per cosa vengono dati i 100 milioni  di
  euro  all'Assessorato alla Mobilità ed ai Trasporti  ed  ai  lavori
  Pubblici, vogliamo capire perché dobbiamo inserire gli ulteriori 53
  milioni  di euro per la compartecipazione sanitaria quando  proprio
  due  mesi  fa  avete  tolto 127 milioni di euro abbassando  i  Lea,
  dobbiamo capire se per le regolazioni contabili sono sufficienti 49
  milioni  di euro o ne necessitano altri, vogliamo capire,  poi,  le
  altre  poste in bilancio in più ed in meno a cosa servono  e,  alla
  fine, vogliamo capire che in una variazione di bilancio, presidente
  Ardizzone, ai più devono corrispondere i meno, cioè il bilancio, le
  partite  devono essere a saldi invariati e da questi saldi  non  lo
  riusciamo  a capire perché abbiamo: - 894 milioni, - 3  miliardi  e
  366 milioni nel 2017, e - 5 miliardi e 77 milioni nel 2018, per cui
  Assessore  anziché intascare, in maniera frettolosa, l'approvazione
  di  questo  articolo e scappare dall'Aula, venga in Aula e  spieghi
  queste   variazioni  ma  compiutamente,  capitolo   per   capitolo,
  spiegando le motivazioni e le finalità in maniera compiuta.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha  facoltà.  La  sua  brevità è notoria e molto  apprezzata  dalla
  Presidenza e dall'Aula tutta.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un minuto
  e mezzo così confermerò quanto è nelle sue aspettative.
   Presidente,   sono  felice  che  questo  percorso  abbia   portato
  all'approvazione  degli  articoli  precedenti,  e  di  qui  a  poco
  approveremo  anche  l'articolo 4, e mi  rifaccio  alle  parole  del
  presidente  Vinciullo: da domani i Pip non avranno alcun  problema,
  procederemo alla stabilizzazione dei forestali, stranamente però il
  presidente  Graffeo  della Corte dei Conti,  mentre  Cracolici  era
  seduto là, ha detto che nessuna stabilizzazione ci potrà mai essere
  per i forestali, visto che volevo comunicare all'assessore Marziano
  -  ora  le  manderò la mia foto con whatsapp -, lei lo può  dire  a
  tutti, può fare i manifesti, le pago - se me la porta - la fattura,
  metta  i  manifesti che ho votato contro ed avrei  bocciato  questa
   schifezza  che abbiamo poco fa certificato, abbiamo fatto il primo
  bonifico alla Valle d'Aosta sulle accise pari a 70 milioni.
   E  noi  cosa prendiamo? Zero. La Valle d'Aosta è un buco  rispetto
  alla  popolazione che ha la Sicilia, che prende zero; questo è  uno
  dei  vostri  successi.  Sono felice di dire che  l'avrei  non  solo
  bocciato, anche strappato se lo avessi avuto tra le mani, non  l'ho
  nemmeno  voluto leggere, assessore Marziano, quindi,  sa  ci  metto
  sempre la faccia, piuttosto pensate voi, ora che ci sono questi 500
  milioni,  il  mio  pensiero va a tutte le persone  che  sono  state
  travolte  nel  settore della formazione con  le  loro  famiglie  da
  questo  Governo regionale, penso ai concorsi alla sanità che  avete
  promesso  e  che  ancora  non  espletate;  lo  dite,  fate  capire,
  ammiccate, tipico atteggiamento da campagna elettorale, penso  alle
  scuole  paritarie che attendono un disegno di legge  che  gira  per
  questo  Palazzo  e  non atterra mai - ricordo  ordini  del  giorno,
  risoluzioni, riunioni -, continuate con la campagna elettorale.
   Questi  500  milioni  li potete sbandierare  -  falsi  -  per  una
  settimana perché non è nuovo gettito, non è nuovo trasferimento, in
  sostanza  sotto  alcuna forma, in materia economico-finanziaria,  è
  una  nuova  risorsa  da iscrivere nel bilancio di  questa  Regione.
  Questo è il tema.
   E  le partecipate? Come non pensare alle persone, al personale  di
  Sviluppo  Italia Sicilia? Ora dovete risolvergli il problema   Come
  non  pensare  al Cerisdi? Ora glielo dovete risolvere il  problema
  Fate  arrivare  la riforma su Riscossione Sicilia?  L'ultima  norma
  approvata  si  impegnava a portare, qua, entro un  tempo  stabilito
  dall'Assemblea, il nuovo piano, ma dov'è questo nuovo piano?  Dov'è
  questo  nuovo piano? Fiumefreddo, ormai, non si può attaccare,  non
  lo  attacca  nessuno, è là e noi, da un eccesso ad un altro,  dalle
  offese  ci siamo tirati stracci in faccia, ora siamo all'abbandono,
  non  si  sa  più  il rapporto tra il proprietario unico  che  è  la
  Regione siciliana e cosa fa Riscossione Sicilia. Ci siamo persi  di
  vista
   Così come la riforma definitiva sui forestali: non doveva arrivare
  qua  prima dell'estate? Ora ci sarà qualcuno che dirà:  i forestali
  accendono tutti gli incendi  e, quindi,  buttiamoli tutti a  mare
  Poi,  appena si avvicina la campagna elettorale cominceremo a  fare
  capire e non capire che forse una riforma gliela faremo.
   Io  dico, presidente Ardizzone, che questo è uno straccio, non  un
  accordo  E, oggi, abbiamo trasformato la Regione Sicilia, Regione a
  Statuto speciale in una Regione a Statuto ordinario. E, oggi,  dico
  che,  per quanto mi riguarda, sarei felice se la coalizione di  cui
  faccio  parte fosse composta solo da Salvini, Fratelli  d'Italia  e
  Forza  Italia;  non  dobbiamo  più rincorrere  e  mortificarci  con
  nessuno,  chi  è  dall'altro lato legittimamente li  rispetto,  non
  fanno niente di male, atti di responsabilità

   GRECO GIOVANNI. E il Mpa

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo scusa,  e il Mpa. Chi è da questa  parte,
  chi  ha  deciso  di  concorrere allo sviluppo della  Sicilia,  alla
  salvezza di tutti i comparti della Regione siciliana, continui  con
  questi   successi  ma  noi  dobbiamo  rimanere   coerenti   e   non
  mortificarci nel mendicare accordi a tutti i costi  Buon lavoro

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  allorquando avevamo approvato la finanziaria era stata indicata, in
  una  tabella,  una riduzione di spesa di circa 500 milioni.  Questa
  riduzione  di  spesa  era supportata da una trattativa  che  doveva
  avviarsi con lo Stato affinché venissero riconosciute delle  somme,
  cosa che peraltro, poi, è avvenuta con un metodo improprio, con  un
  metodo  che  ha,  di  fatto, trasformato lo Statuto  della  Regione
  siciliana,  infatti, adesso, la possiamo considerare, a  tutti  gli
  effetti, una Regione a Statuto ordinario, così come tante altre che
  ci  sono  in  Italia  e queste somme non sono  state  inserite  nel
  bilancio  della  Regione siciliana, così come era stato  ipotizzato
  allorquando era stata approvata la finanziaria, bensì si è visto il
  Governo  predisporre  una manovra di tipo finanziaria,  cioè  dalla
  manovra  di  carattere tecnico che, più volte, era stata annunciata
  dal  Governo e anche dal presidente Vinciullo si è passati  ad  una
  manovra  politica.
   Credo  che, di fatto, questa manovra politica si sia conclusa  con
  la  soddisfazione di alcuni Assessorati, di alcuni Dipartimenti che
  hanno  avuto  la  necessità di rimpinguare le  proprie  ragioni,  i
  propri  capitoli, mi permetto di dire di dubbio interesse pubblico,
  se non finalizzati proprio a questioni di carattere particolare per
  alimentare  il  supporto, le clientele e quant'altro  necessita  al
  Governo per tenersi in vita e si è creata una manovra politica  che
  preclude  qualsiasi supporto di natura tecnica-politica  che  dovrà
  essere fatta in questo spezzone di fine anno perché credo che  tali
  e  tante  saranno  le  necessità che dovrà affrontare  il  Governo,
  quando  io mi sarei limitato a recepire sul piano tecnico la  norma
  che  trasformava in spendibile le somme che erano state accantonate
  con  la  formula dell'accantonamento negativo che, a mio parere,  è
  un'operazione  assolutamente  dannosa  perché  porta   a   spendere
  risorse, è dannosa perché preclude qualsiasi  iniziativa nei  tempi
  successivi  che  ci  saranno per spese che saranno  sopravvenute  e
  metterà  in condizione, certamente, i siciliani di dovere attendere
  altre risorse che non ci sono  e che non ci saranno.
   Per  questi  motivi, Presidente, per la slealtà  del  Governo  nei
  confronti del Parlamento che per  l'ennesima volta non determina un
  rapporto  di   lealtà con il Parlamento, non concorda le  cose  che
  sono necessarie col Parlamento ma che,  anzi, con un atteggiamento,
  mi  permetto  di dire, truffaldino nei confronti del  Parlamento ha
  approvato una manovra che è finalizzata, lo  dicevo poc'anzi ma  lo
  voglio   ripetere,  soltanto  ad  interessi  personali  di  qualche
  Assessore,   noi   su   questo  articolo  4  esprimiamo   un   voto
  assolutamente negativo che  potrà trovare certamente la sensibilità
  anche  di altri parlamentari dell'opposizione  perché questa è  una
  manovra  in senso puramente politico senza nulla di tecnico,  volta
  al  soddisfacimento di Assessori, della  maggioranza e  di  qualche
  iniziativa che è soltanto di carattere personale.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa  sera  il
  dibattito  si  è  incentrato puntualmente, come ci  aspettavamo  su
  questo passaggio in cui si è rievocato l'accordo tra lo Stato e  la
  nostra  Regione  a  proposito  di queste  risorse  finanziarie  che
  vengono vendute sui giornali da mesi e mesi.
   Annuncio fin da ora che il mio Gruppo parlamentare non parteciperà
  alla votazione; non abbiamo alcuna intenzione di  essere sottoposti
  a  questa  ratifica, a posteriori, che il Parlamento dovrebbe  fare
  attraverso  l'approvazione di questo  articolato.
   Però,  una cosa ci tengo a dirla: raccomando al Governo  di  avere
  più  rispetto  non  tanto del Parlamento ma  dei  siciliani  perché
  sventolare  ed  applaudire ad una norma che, carte  alla  mano,  ci
  costringe all'approvazione di  riforme dettate dallo Stato, che  ci
  costringe  a  determinare  su dove  e come si  devono  disporre  le
  somme,  beh,  non è una vittoria, è una sconfitta per  tutti  e  se
  ancora  questo Governo, che si mostra così contento e  soddisfatto,
  non  si  è  reso conto di quello che c'è in giro, perché  non  sarà
  accontentando qualcuno con una soddisfazione momentanea che andremo
  a curare questo rapporto malato con lo Stato.
   Qui  si  parla   di numeri ed i numeri ci dicono  chiaramente  che
  rispetto alle altre Regioni a Statuto speciale la nostra subisce un
  torto  ed un  furto che è a carico dei cittadini e, quindi, andando
  in  giro  per  la Sicilia la mancanza dei servizi, la mancanza  del
  pagamento  degli  stipendi  per servizi  erogati,  il  ritardo  sul
  percorso di stabilizzazione delle migliaia di precari non create da
  noi,  di  certo,  non  è  che spariscono  perché  voi  vendete  una
  vittoria,  una  vittoria  che non c'è; le   magagne  continuano  ad
  esserci e non  sarà rilanciando al ribasso nei riguardi di Roma con
  questi  accordi fatti negli sgabuzzini anziché  venire a  discutere
  qui  nel Parlamento prima  di andarlo a firmare che cambieranno  le
  cose. Non è così che si sistemano i problemi
   Come  dicevo, non  parteciperemo alla votazione, vi lasciamo tutto
  il  palcoscenico,  godetevi  questa  soddisfazione,  continuate   a
  vendere  ghiaccioli  agli  eschimesi.  Ma  i  siciliani  non   sono
  eschimesi

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo con  grande
  delusione il voto che ci ha preceduto poc'anzi, che ha preceduto il
  mio  intervento,  perché  davvero  penso  che  una  volta  di  più,
  purtroppo,  questa  parte di questa classe  politica  siciliana  si
  dimostra  non all'altezza del compito per la quale è stata chiamata
  ad essere in questo Parlamento.
   E,  purtroppo,  presidente Ardizzone, ad essere  svilito  è  stato
  davvero  questo  Parlamento. Ho tra le mani il decreto  legislativo
  114  riguardante la Sardegna dove, nelle premesse, viene  indicato:
   visto il parere del Consiglio regionale della Sardegna espresso il
  primo febbraio 2016, cioè prima della conclusione e della firma del
  contratto il Presidente della Regione Sardegna ha sentito il dovere
  di sentire il Consiglio regionale e di chiedergli un parere.
   Non  vi  è  stato  alcun parere, alcuna partecipazione  di  questo
  Parlamento  e  non  vi  è  stata, diciamo,  alcuna  possibilità  di
  interloquire. E mi dispiace che il voto che ci ha preceduto si  sia
  consumato  in una spaccatura tra opposizione e maggioranza.  Quello
  che si continua a non capire, purtroppo, in quest'Aula è che qui in
  gioco  non  vi  è  una  questione di destra o  di  sinistra,  o  di
  maggioranza  ed  opposizione.  Una  volta  per  tutte  i  siciliani
  dovrebbero essere tutti da una parte.
   E  ringrazio  nuovamente, l'ho fatto nel corso del mio  intervento
  della   settimana   scorsa,  l'onorevole  Angelo  Capodicasa   che,
  coraggiosamente, così come nel novembre del 2014 definì  la  nomina
  di  Baccei  - assessore voluto dal Governo romano -, un  fatto  mai
  accaduto nella storia di questa Regione siciliana come  un  attacco
  all'autonomia ,  oggi,  definisce  l'accordo  con  lo  Stato    una
  truffa .
   E  vedete, cari onorevoli colleghi, gli effetti di tutto questo si
  protrarranno   negli  anni,  saranno  effetti,   come   dire,   non
  dirompenti, perché non vi sarà possibilmente la chiusura  di  enti,
  non  verranno  molto  probabilmente cacciati degli  stagionali,  ma
  verrà semplicemente accompagnata ancora questa Sicilia in una lenta
  morte, accompagnata pian piano con il minimo indispensabile.
   Perché?  Lo diceva poc'anzi un collega di antiche elezioni interne
  di   questo   Parlamento,  ci  è  stato  concesso  il   minimo   ed
  indispensabile per pagare stipendi. Questo è il grande accordo  che
  è stato portato avanti.
   Ed  ho  avuto  modo, lo dico ai colleghi ed ai  siciliani  che  ci
  guardano,  di  vedere  un intervento del Presidente  della  Regione
  Mattarella,  in questi giorni, eletto nel '78. Proprio  al  momento
  della  sua  elezione parlava di risolvere la crisi finanziaria  che
  attanagliava la Regione, parliamo del 1978 onorevoli colleghi.
   Vedete,  oggi,  qui  parte di questo Parlamento  festeggia  perché
  l'accordo  voluto da Roma è passato surrettiziamente  col  voto  di
  qualche deputato che si dimentica forse i quartieri popolari  e  le
  città da cui proviene.
   Ma  il  punto  è questo cari colleghi onorevoli e caro  presidente
  Ardizzone:  qui potremmo andare avanti fino al 2078  e  si  parlerà
  sempre di crisi finanziaria. Lo Stato avrà l'interesse da un lato a
  non  fare  fallire  una Regione che ha 5 milioni di  abitanti,  che
  raffina  il  50  per cento degli idrocarburi utilizzati  in  questo
  Paese,  che  ha  l'elettrodotto che  collega  il  Nord  Africa  con
  l'Europa, che detiene dal punto di vista logistico alcuni dei porti
  e degli interporti più importanti del Mediterraneo, dall'altro avrà
  interesse  a continuare ad alimentare una classe politica  inserita
  all'interno dei partiti nazionali. Ascara che si vende  al  padrone
  di  turno  che,  oggi,  si chiami Renzi, o  che  ieri  si  chiamava
  Berlusconi.
   E  questo atteggiamento, onorevoli colleghi, lo si vede su  tutto:
  su una maggioranza che ha ridato il via ai parchi eolici, in questa
  Regione, perché si stanno nuovamente autorizzando parchi eolici  di
  società  private  del  Nord  Italia,  che  saccheggiano  il  nostro
  territorio,  perché  questo Governo sta nuovamente  autorizzando  i
  termovalorizzatori  che vengono costruiti e verranno  costruiti  da
  grossi  gruppi del Nord che riceveranno miliardi di euro di  questo
  povero  popolo. E la storia non cambierà mai, quando ancora  questa
  classe politica continuerà ad utilizzare il consenso che una  Terra
  generosa   e   disperata  gli  dà,  solo  ed  esclusivamente,   per
  accontentare  il  potente  di turno che,  puntualmente,  saccheggia
  questa Terra.
   Ecco  perché,  Presidente,  non  sono  deluso  per  l'esito  della
  votazione, sono deluso per una classe politica che, ancora oggi nel
  2016,  non prende atto che i tempi sono cambiati e che è giunto  il
  momento  che  questa  Regione ottenga realmente  quanto  è  di  sua
  spettanza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi  abbiamo
  assistito, in quest'Aula, ad un episodio molto triste. E l'episodio
  triste  è  stato  rappresentato da quegli applausi  di  una  classe
  politica  miope, irresponsabile, che spesso si nasconde  dietro  il
  potente di turno e che nasconde

   TURANO. Irresponsabile, onorevole Formica?

   FORMICA.  Onorevole Turano, non mi riferivo a lei. Ma  se  lei  si
  offende, mi conferma che mi riferivo anche a lei.
   Allora, dicevo, di una classe politica che non riesce a scrollarsi
  di  dosso  quella paura antica che la fa propendere spesso  per  la
  soluzione  prendiamoci almeno questo, perché altrimenti ci  tolgono
  anche  questo ,  anche nel momento in cui ci  umiliano,  anche  nel
  momento in cui ci tolgono persino le risorse previste dalle  leggi,
  dallo   Statuto  e  dalla  Costituzione,  siamo  lì  ad  applaudire
  l'Assessore, il plenipotenziario del governo Renzi che  è  qui,  in
  quest'Aula,  e  che  di fronte alla richiesta minima,  minimale  di
  cambiare,  o per lo meno, di non scrivere, nella norma  che  doveva
  essere  approvata,  il riferimento a quel fatto tra  il  Presidente
  della  Regione ed il Governo nazionale, ha minacciato che se veniva
  cambiata  anche una virgola di quel famigerato patto,  lui  avrebbe
  ritirato l'intero articolo 3.
   Cosa  testimonia  questo fatto? Testimonia il  fatto  che,  ormai,
  questo Governo è inesistente e calpesta la dignità del Parlamento e
  dello  Statuto siciliano perché, altrimenti, come minimo, prima  di
  andare  a  firmare quel patto scellerato che, di fatto, ci  sottrae
  almeno  3  miliardi di euro, sarebbe dovuto venire  in  Parlamento,
  portare  la  questione in Parlamento e lasciare decidere  a  questo
  Parlamento  quali dovevano essere i contorni della trattativa.  Non
  lo  ha  fatto  e,  oggi,  l'assessore  Baccei  col  suo  diktat  ha
  dimostrato una cosa: che tutto ciò che dicevamo e che abbiamo detto
  a  proposito  di questo famigerato patto era vero perché  anche  di
  fronte  ad  ipotesi  di  mediazione, attenzione,  che  tendevano  a
  salvaguardare le entrate finanziarie, pur se secondo  noi  ridotte,
  secondo noi prive almeno di 1 miliardo di euro, ma che tendevano  a
  salvaguardare  dal punto di vista tecnico le entrate finanziarie  e
  toglievamo semplicemente il riferimento al patto
   Ma  a  quale patto? Ad un patto firmato da una persona che non  ha
  avuto  neppure, non dico la dignità, ma il fair play  di andare  in
  Parlamento prima. Quindi, un patto inesistente perché non  avallato
  da   tutti  gli  organi  che  compongono  questa  Regione.  C'è  il
  Presidente  della Regione e c'è il Parlamento, sono ambedue  eletti
  dai siciliani.
   Quindi,  oggi  abbiamo scritto veramente una pagina buia.  Per  di
  più, nel momento in cui persino a Roma si sta discutendo, perché la
  questione  è  stata sollevata sulla legittimità  di  quel  patto  e
  pertanto,  domani, in Commissione  Bilancio  alla Camera continuerà
  l'audizione  ed il dibattito circa la costituzionalità  o  meno  di
  questo  patto  che  prevede, unilateralmente,  una  modifica  dello
  Statuto - il che non è possibile, ma intanto di fatto è così -  noi
  da perfetti imbecilli, da perfetti schiavi, oserei dire, coloro che
  hanno votato a favore, hanno avallato in anticipo ciò che ancora lo
  stesso  Governo nazionale, cioè anche il Parlamento nazionale,  non
  si   appresta   ad   avallare  perché  ha  dei   dubbi   circa   la
  costituzionalità  di ciò che si sta mettendo in campo.  Ma  si  può
  essere più schiavi di così?
   Pertanto, io annuncio che l'intera opposizione uscirà dall'Aula  e
  non  parteciperà a questa vergogna. Questa vergogna  ve  la  votate
  voi  Poi, spiegherete a tutti i siciliani, a tutte le categorie che
  avete  massacrato  in questi anni, gli effetti  nefasti  di  questa
  regalia.  Come  si  suol dire:  mangia che tu poi  mangi  .  Ve  lo
  spiego  in  italiano:  ci hanno sottratto tre  miliardi  in  questi
  ultimi  anni e ora ci danno un osso di 500 milioni. E noi  dovremmo
  avallare questa porcheria? Questa porcheria ve la votate voi  e  lo
  spiegherete  voi   Questa come tutte le altre  vergogne  che  avete
  messo in campo in questi anni

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  altri  iscritti  a  parlare.  Gradirei
  l'attenzione  della  Commissione e del Governo perché  abbiamo  una
  serie di emendamenti alle tabelle.
   Si  passa  all'emendamento TAB 1, a firma degli onorevoli Falcone,
  Assenza e Federico.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Trattandosi  di  regolazione
  contabile non sono comprimibili, per cui non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento TAB 2. Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Questi sono  fondi  alimentati
  dallo Stato, per cui se si volessero prendere le somme bisognerebbe
  dare  la  copertura con fondi regionali e ad oggi non ci sono;  per
  cui, non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro  inammissibile.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, il fondo pluriennale vincolato  non  è
  altro  che un fondo che è stato introdotto dal 118 del 2011 e serve
  per  finanziare  spese  che si ripetono nel  tempo,  in  più  anni,
  infatti si chiama pluriennale.
   Per  questo motivo, questo fondo può servire per varie iniziative,
  per  finanziare  l'edilizia,  come  in  questo  caso,  ma  potrebbe
  finanziare  opere artigianali, opere di efficientamento energetico,
  opere  di  edilizia pubblica o di edilizia scolastica. Inserire  in
  una  variazione  di bilancio tecnica, proprio come  norma  tecnica,
  questo fondo e questi limiti di impegno che rappresentano un  fatto
  squisitamente politico, è per noi un atto eccessivo  da  parte  del
  Governo.
   Quindi, sono fondi che possono essere spostati all'assestamento di
  bilancio.  Non  a  caso  noi  abbiamo  presentato  emendamenti   di
  azzeramento  di  questi  capitoli perché poi  nell'assestamento  di
  bilancio l'Assessore, dopo averli valutati, li inserirà. Non  fanno
  gioco nella variazione di bilancio tecnica perché o è tecnica  o  è
  politica.  Se  è  tecnica  questi titoli di  spesa  non  dovrebbero
  entrare,  se  poi  è politica, allora possiamo entrare  e,  quindi,
  discrezionalmente li vogliamo azzerare. Quindi, signor  Presidente,
  le chiedo di farli votare.

   PRESIDENTE. Ma se mi dice che non c'è la copertura

   FALCONE. Non è questione di copertura

   PRESIDENTE. Sono fondi statali.

   FALCONE. Non è vero, non è vero

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  Tab.  3.  Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento Tab. 4. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento Tab. 5. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento Tab. 6. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento Tab. 7. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.

   PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento Tab. 8. E' inammissibile.
   Si passa all'emendamento Tab. 9. Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. C'è qualche emendamento  che  è
  tecnicamente ammissibile. La posizione del Governo su tutti questi,
  indipendentemente da chi li abbia presentati, è di mantenere quello
  che  era  stato  previsto  in legge di stabilità  regionale  votata
  dall'Assemblea.
   Eventuali  variazioni si fanno in assestamento. Non andrei  ora  a
  spostare soldi da una parte all'altra. Sono contrario.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cimino,  lei   è   il   primo   firmatari
  dell'emendamento Tab. 9 che è formalmente ammissibile.  L'Assessore
  dice di rinviare la discussione alla variazione di bilancio.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Assessore, capisco quali sono i suoi intendimenti, però le
  chiedo  se  può prendere l'impegno successivamente di aumentare  lo
  stanziamento, perché l'ente nazionale sordomuti vive una situazione
  di  disagio  totale.  Le  dico che non ce la fanno,  probabilmente,
  nemmeno a pagare gli stipendi.
   Se  le  risorse  rimangono quelle che sono state  stanziate  nella
  legge  di  stabilità, con l'impegno nel futuro a breve  termine  di
  aumentare le risorse, lo ritiro.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDEDNTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,   assessore  per  l'economia.  Onorevole  Tamajo,   prendo
  l'impegno  di  fare,  come  con tutti gli  altri,  una  manovra  di
  assestamento  dove ci saranno una serie di priorità  che  valutiamo
  insieme.
   In  questo  momento non so dire se è prioritario l'ente  sordi,  i
  consorzi  di  bonifica,  le ex province,  la  formazione.  Non  sto
  dicendo di no e non sto dicendo di sì a nessuno, sto dicendo che ci
  sarà  una manovra di assestamento, faremo una proposta come Governo
  in  cui  considereremo, ovviamente e prioritariamente, anche questo
  ente insieme alle altre priorità. Poi, facciamo una proposta, poi è
  la Commissione e poi l'Aula che decide.
   Ci  sarà  un  assestamento  in cui sarà considerata  insieme  alle
  altre.

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   Si passa all'emendamento Tab. 10. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Ripeto quello che ho detto: sono
  contrario perché queste valutazioni le faremo in assestamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO,  presidente della Commissione e relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Con il parere contrario e motivato del Governo e della
  Commissione, a maggioranza, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento Tab. 11. Il parere del Governo?

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente, per  trovare
  la copertura sul fondo etico occorre fare quella manovra che stiamo
  facendo, anche stamattina in Commissione  Bilancio ; per cui,  come
  è  formulato  ed essendo a gestione separata non possiamo  prendere
  fondi direttamente, quindi manca la copertura.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ritengo
  che ci sia la copertura finanziaria perché è un capitolo che non  è
  stato utilizzato.
   La  copertura finanziaria c'è perché trattasi di una  manovra  che
  può  essere fatta tranquillamente in quest'Aula. Cosa diversa è  se
  lei ritiene che tutte le operazioni di variazione di bilancio vanno
  fatte.
   A  me corre l'obbligo di rappresentare che questo emendamento è un
  emendamento  che consente alle aziende agricole per le  quali  oggi
  devono rientrare dei conguagli per il 2012, 2013, 2014 e 2015,  con
  il sotteso che in alcuni consorzi è arrivato a 90 euro l'ettaro,  e
  siccome  questi  smetteranno  di irrigare  possibilmente  prima  di
  iniziare  perché  non sono in condizione, devo  prendere  atto  che
  l'Assessore per l'economia dà, sostanzialmente, parere negativo per
  un  settore che è in affanno e che costituisce il settore  primario
  di  questa Regione dove fra le aziende agricole ci sono migliaia  e
  migliaia di ettari di terreno coltivati a biologico.
   Il  tema qual è? Se dobbiamo fare agricoltura senz'acqua o l'acqua
  deve  costare  più di 24-25 centesimi al metro cubo,  gradirei  che
  avesse la stessa sensibilità che ha per le scuole private. Gradirei
  che  il mondo dell'agricoltura lo trattasse esattamente allo stesso
  modo.
   Considero questo suo blocco, questa sua dichiarazione negativa non
  tecnica  ma uno schiaffo profondo a quel comparto che ho il  dovere
  di rappresentare in quest'Aula.
   Gradirei  che lei, Presidente, rivedesse e sospendesse  l'Aula  un
  minuto   per   vedere  se  tecnicamente  è  possibile   considerare
  emendabile.

   GRECO GIOVANNI. Chi ha messo questo tesserino, se avete comunicato
  che  è  assente?  L'onorevole Germanà è assente ed il  tesserino  è
  rimasto inserito per tutta la seduta

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, ne va dell'onorabilità dell'Aula.  A
  me  risulta  assente  l'onorevole Germanà. Qui  c'è  la  votazione.
  Evitiamo  di  enfatizzare cose che non esistono  Nel momento  della
  votazione elettronica risulta assente.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, provo  a
  calmare gli animi, visto che si stanno surriscaldando senza motivo.
  L'onorevole  Germanà era presente ad inizio seduta, ha inserito  il
  tesserino regolarmente; dopo è andato via.

   GREGO GIOVANNI. Non è vero  Ad inizio di seduta non c'era

   CASCIO FRANCESCO. Onorevole Greco, sono testimone oculare; dopo  è
  andato via ed il tesserino è rimasto, come consuetudine, inserito.

   PRESIDENTE. Risulta assente.

   CASCIO  FRANCESCO.  Sto  dicendo  quello  che  sta  dicendo   lei,
  Presidente; sto cercando di calmare gli animi. Al momento del  voto
  non  c'era, quindi non poteva essere presente. Quindi, non  capisco
  dove sta la polemica.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 19.48)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  considerata l'ora, la seduta  è  rinviata  a
  martedì, 12 luglio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
  giorno:

     I  -Comunicazioni
  II  - Discussione del disegno di legge:

        Variazioni  al  bilancio  di  previsione  della  Regione  per
       l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per  il
       triennio 2016-2018. Disposizioni varie . (n. 1213/A) (Seguito)

       Relatore: on. Vinciullo

     III  -Discussione della mozione:

       N. 496  -  Iniziative in ordine al reclutamento  di  personale
             nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

       (4 novembre 2015)

                            CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
                            FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                             PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                      ZAFARANA - ZITO

     IV  - Discussione dei disegni di legge:

      1)  -    Valorizzazione  del  demanio trazzerale .  (n.  349/A)
          (Seguito)

            Relatore: on. Laccoto

      2)  -  Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
          amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
          854/A)

            Relatore: on. La Rocca Ruvolo

     V  -Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

             (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                       PALMERI    LA ROCCA - CAPPELLO

     VI  - Discussione della mozione:

       N. 524  -  Rimodulazione  urgente del piano  degli  interventi
             denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

             (13 gennaio 2016)

                                 GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
                                                    PAPALE - FIGUCCIA

     VII  -Discussione della mozione:

       N. 204  -  Verifica  della presenza di gas radon indoor  negli
             edifici   utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
             osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
             di nuova edificazione.

             (24 ottobre 2013)
                               FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                       CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                                 MANGIACAVALLO   PALMERI - SIRAGUSA -
                                  TRIZZINO - TANCREDI ZAFARANA - ZITO

     VIII  -Discussione della mozione:

       N. 573   -  Provvedimenti  urgenti  a  favore  dei  pensionati
             dell'Ente acquedotti siciliani.

             (12 maggio 2016)

                                      GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                    DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
                                      PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO
                                                     FALCONE - TAMAJO

     IX  - Discussione della mozione:

       N. 548  -  Adozione  dei piani di eliminazione delle  barriere
             architettoniche.

             (8 marzo 2016)

                            LENTINI - LO GIUDICE - CIMINO - CASCIO S.

                   La seduta è tolta alle ore 19.48

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio