Presidenza del Presidente Ardizzone
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Alloro e Cirone.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
culturale
N. 3101 - Notizie in merito allo stato di abbandono e di degrado
in cui versa l'area archeologica di Cava d'Ispica (RG).
Firmatari: Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
- Con nota prot. n. 27909/IN.16 del 30 maggio 2016 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
- da parte dell'Assessore per la salute
N. 3054 - Urgenti provvedimenti a salvaguardia del servizio di
primo intervento pediatrico presso il PTA di Vizzini nei locali
dell'ex ospedale Rinaldi.
Firmatari: Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio;
Federico Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Milazzo Giuseppe;
Papale Alfio; Savona Riccardo
- Con nota prot. 20555/IN.16 del 26 aprile 2016 il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per la salute.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3357 - Iniziative in merito alla fruizione dell'immobile di
proprietà dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) occupato
abusivamente.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Riggio Francesco
N. 3358 - Chiarimenti sui notevoli ritardi nei lavori di
realizzazione della bretella di collegamento tra lo svincolo
autostradale di Noto (SR) e la strada provinciale 19.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 3359 - Iniziative per l'istituzione di una Consulta regionale
sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso.
- Presidente Regione
Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita; Cani Gaetano; Ragusa
Orazio
N. 3360 - Misure urgenti per l'applicazione della normativa
vigente sugli obblighi di pubblicità e trasparenza della Pubblica
Amministrazione.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Ciancio Gianina; Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
N. 3356 - Notizie sulle iniziative assunte per fronteggiare
gli eventi alluvionali occorsi nel comune di Bisacquino (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Maggio Maria Leonarda
L'interrogazione testè annunziata sarà inviata al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 444 - Stipula della convenzione tra la Regione siciliana e la
direzione regionale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
- Presidente Regione
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 584 - Iniziative a tutela dello sport agonistico siciliano.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Presentata il 5/07/16
Avverto che la mozioni testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
lameto interno, del termine assegnato alla Commissione parlamentare
speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel comprensorio del-
la Valle del Mela
Presidenza del Presidente Ardizzone
Richiesta di proroga, a norma dell'articolo 29 ter, comma 3, del
Regolamento interno, del termine assegnato alla Commissione
parlamentare speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel
comprensorio della Valle del Mela
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno che reca:
Richiesta di proroga, a norma dell'art. 29 ter, comma 3, del
Regolamento interno, del termine assegnato alla Commissione
parlamentare speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel
comprensorio della valle del Mela .
Comunico che, con nota prot. n. 232/CP del 30 giugno 2016, il
presidente della Commissione, on. Santi Formica, ha richiesto a
questa Presidenza la proroga di ulteriori 6 mesi dei lavori della
Commissione in questione, ai sensi dell'art. 29 ter, comma 3, del
Regolamento interno dell'Assemblea.
Ne do lettura:
On.le Presidente,
Le comunico che è decorso il termine per l'espletamento dei
lavori della Commissione parlamentare speciale di indagine
sull'emergenza ambientale nel comprensorio della Valle del Mela.
In considerazione della complessità della tematica oggetto di
indagine e del ritardo nella trasmissione della documentazione
richiesta da parte di alcuni Enti a vario titolo coinvolti nella
vicenda, questa Commissione ritiene opportuna la prosecuzione dei
propri lavori al fine di pervenire ad una conoscenza completa ed
esaustiva della tematica in oggetto.
Le chiedo pertanto, ai sensi dell'articolo 29 ter, comma 3, del
Regolamento interno dell'Assemblea, di accordare una proroga di
ulteriori sei mesi per la prosecuzione dei lavori della Commissione
parlamentare speciale di indagine sull'emergenza ambientale nel
comprensorio della Valle del Mela.
On. Santi FORMICA
Sebbene il suddetto termine non sia ancora spirato, scadendo il 2
agosto prossimo secondo quanto stabilito dal DPA n. 483 del 15
dicembre 2015, e cioè dopo 6 mesi dall'insediamento della
Commissione (2 febbraio 2016), la richiesta di proroga è da
considerarsi tempestiva per l'approssimarsi della suddetta
scadenza.
Pongo, pertanto, in votazione, per alzata e seduta, la richiesta
di proroga ai sensi dell'art. 29 ter, comma 3, Reg. int. ARS.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Il termine assegnato alla Commissione parlamentare speciale di
indagine sull'emergenza ambientale nel comprensorio della valle
del Mela è quindi prorogato di ulteriori 6 mesi, vale a dire fino
al 3 febbraio 2017.
lancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2016
e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni
varie' (n. 1213/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Variazioni al
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2016 e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.
Disposizioni varie (n. 1213/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge: Variazioni al bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2016 e al
bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie
(n. 1213/A) (Seguito).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Ioppolo.
L'Assemblea ne prende atto.
1213/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1213/A
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché ieri, durante la discussione generale del disegno di legge
all'ordine del giorno, l'Assessore Baccei ha dato comunicazione che
alla Camera è stata presentata una pregiudiziale.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, l'onorevole Greco si sta rivolgendo
a lei, la invito a prestare attenzione, capendo quale sia lo
spirito dell'intervento.
GRECO GIOVANNI. L'Assessore Baccei alla fine della discussione
generale comunicava a quest'Aula che in Parlamento era stata
presentata una pregiudiziale sull'accordo Stato-Regione.
Poiché non era possibile intervenire sull'argomento per il fatto
che altri colleghi avevano chiesto di intervenire sull'articolo 83,
chiedo oggi di potere dibattere su queste comunicazioni.
Considerando che si tratta di comunicazioni che alcuni colleghi -
fra i quali anche io - avevano posto in essere chiedendo
delucidazioni all'Assessore per l'economia, chiedo e credo sia
interessante intanto, di dibattere questa pregiudiziale, se fosse
possibile.
A causa, poi, di questa pregiudiziale chiedo se non sia giusto che
questo disegno venga rinviato.
Sia chiaro infatti che, se approvassimo questo testo, signor
Presidente, e successivamente venisse approvata la pregiudiziale di
incostituzionalità, il danno che faremmo a tutti gli enti
interessati a questa spartizione di 500 milioni, non si ha idea di
quanto possa essere.
Pertanto, chiedo formalmente, - d'accordo con l'Aula - di rinviare
questo disegno di legge, in attesa che si conosca l'esito della
pregiudiziale di incostituzionalità in Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, le informazioni in possesso di
questa Presidenza sono quelle che si apprendono solo attraverso
stampa, per cui non posso prendere una decisione sulla base delle
comunicazioni che si leggono solamente.
Ieri l'assessore ha fatto cenno, correttamente, con la massima
onestà intellettuale, alla questione, né nascondo che con
l'assessore ne abbiamo pure parlato, perché è chiaro che questa è
una situazione nuova che si sta ponendo. Chiedo all'assessore di
intervenire, per conoscere la sua visione della problema.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, anch'io ho appreso la notizia dalla stampa, nel senso che
non sono stato convocato, e non ho un ruolo in questa cosa, per cui
mi allineo alle dichiarazioni del Presidente Ardizzone, è una cosa
che leggiamo dalla stampa, non ho informazioni diverse da quelle
che avete voi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo formalmente in presenza di
un decreto, rispetto al quale si legge che è stata sollevata una
questione di pregiudizialità costituzionale. Il decreto deve pur
essere convertito in legge, rischieremmo pure che non lo sia;
formalmente, se non ho compreso male l'intervento dell'onorevole
Greco, possiamo andare avanti, perché un decreto c'è.
Certo è aperta una questione perché anche la mancata conversione
del decreto comporterebbe dei problemi.
Non possiamo aspettare 60 giorni, onorevole Formica. Se il Governo
dice di andare avanti, possiamo farlo, altrimenti significherebbe
bloccare l'attività.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevoli deputati, confermo
quello che sta dicendo il Presidente Ardizzone, nel senso che se
dovessimo aspettare, significherebbe aspettare 60 giorni, noi
abbiamo persone che rimarrebbero per 60 giorni senza stipendio, e
molte di loro sono già in grosse difficoltà.
Noi siamo in presenza di un decreto legge approvato, che è in fase
di conversione, per cui sulla base di questi elementi ci muoviamo.
Non penso che possiamo aspettare 60 giorni e non è che alla fine di
queste audizioni si saprà qualcosa di più o di meno.
La scelta migliore è andare avanti, approvare e sbloccare le somme
a fronte di questo disegno di legge approvato, così da poter pagare
gli stipendi alle persone.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
dibattito di ieri sta proseguendo in questi minuti, mentre noi
parliamo, alla Camera dei deputati; in Commissione Bilancio è in
atto un'audizione, e su questo poi dirò a qualcosa a questa
Presidenza; viene audito un costituzionalista sulla pregiudiziale
di incostituzionalità sollevata dal mio partito, che è Forza
Italia
Perché noi solleviamo questa eccezione? Per un fatto molto chiaro,
noi diciamo che, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Renzi,
deve mantenere i patti. Ha promesso 500 milioni di euro, in
aggiunta ai 900 milioni, perché erano un miliardo e 400 milioni, ce
ne diede soltanto 900 e ce li diede prendendoli dal Fondo per la
ristrutturazione dei debiti delle Regioni, caricando poi alle
Regioni, beneficiarie di questo Fondo, la quota interessi, e
chiediamo quindi che in linea continui e ci dia l'intera somma di
un miliardo e 400 milioni di euro, in attesa e quindi nelle more
che vi sia la modifica delle norme di attuazione, con le norme di
attuazione che vennero stabilite, disciplinate con un decreto del
Presidente della Repubblica del 1965, in ragione del quale
bisognerebbe, nel caso in cui si volesse procedere alla modifica,
passare prioritariamente dalla Commissione paritetica,
successivamente procedere con la modifica e alla fine, quindi a
margine, quindi a valle, arrivare all'accordo. Quello che ha voluto
esplicitare l'onorevole Greco è proprio questo che è stato
invertito il procedimento, il procedimento legislativo perché
dall'accordo si è passati poi domani, passeremo, alla modifica
delle norme statutarie.
Perché vede Assessore, è vero che c'è una norma che è la 42 del
2009, che prevede che gli accordi possono addirittura superare o
mai disciplinare i rapporti fra Stato e regioni, ma è nelle more.
Sono passati ben 7 anni, queste more sono venute meno, oggi io
scherzavo, solo venute meno, i rovi stessi sono appassiti per cui
non possiamo pensare che un accordo che ha il Presidente della
Regione siciliana e il Ministro dell'economia possono superare le
norme di attuazione, e il Presidente del Consiglio possono superare
le norme di attuazione. Allora noi cosa diciamo, Assessore. Noi non
vogliamo, Forza Italia non vuole bloccare nulla, vorrebbero
chiarire e dice. Intanto noi stasera noi abbiamo due strade, o
procediamo con una questione pregiudiziale che non aspetti sessanta
giorni, Presidente Ardizzone, ma aspetti che domani la camera di
esprima perché è lo stesso, prima si deve esprimere la Commissione
cioè la Commissione deve esprimersi domani pomeriggio sulla
pregiudiziale di costituzionalità sulla norma che è stata
presentata e specificatamente sull'articolo 11. E quindi noi
potremo rinviare a settimana prossima, eventualmente. Diversamente
poi abbiamo una seconda ipotesi più gradita, che è questa: se il
Governo si impegna a procedere all'approvazione dell'emendamento
Greco all'articolo 3, che prevede la soppressione del comma 1 e
lascia intatto il comma 2 che dice Secondo, noi i 500 milioni di
euro li incameriamo, liberiamo tutti i soldi, il 90 per cento per i
Comuni, per i forestali, per i precari, per gli enti teatrali, per
i PIP e per tutte le categoria in realtà che aspettano, in attesa
che il Parlamento nazionale ci trasmetta queste risorse, poi nella
ridefinizione delle norme di attuazione, andremo a determinare il
gettito, la percentuale del gettito, che può essere 561, che può
essere 680, che può essere 990, però c'è un problema che io vorrei
ricordare, Assessore Baccei, quando venne fatto nel 1965 le norme
di attuazione parlavano di riscosso, perché ancora non c'era la
differenza della ritenuta d'imposta alla fonte, quando nel 1971
venne fatta la legge di riforma sulle imposte dello Stato e si
previde che ci fossero anche la trattenuta, la ritenuta d'accont0,
è chiaro si introdusse il concetto di maturato o riscosso nel senso
che le somme, l'imposta può essere, può maturare in una parte della
Italia e può essere riscossa in un'altra parte come avviene
attualmente, anche se nel 1971 non c'era questa differenza ecco
perché il legislatore non si pose questo problema, questo
interrogativo, ma sono questi aspetti abbastanza articolati che
necessitano di un, e allora noi stasera non vogliamo bloccare i
lavori, onorevole Rinaldi, però il Governo non deve essere
contrario e contrapposto agli interressi della Sicilia, questa
autonomia statutaria non può essere strozzata, non può essere
ingessata, non può essere colonizzata. Noi diciamo che pronti a
ricevere i 500 milioni di euro, liberiamo questi 500 milioni ma non
lo dice l'onorevole Falcone, o l'onorevole Greco che ha parlato, lo
ha detto con un comunicato stampa, con una dichiarazione, il già
Presidente della Regione siciliana componente della Commissione
Bilancio alla Camera onorevole Capodicasa, e allora quando
l'onorevole Capodicasa pone questa questione e dice di stare
attenti, in effetti stiamo lavorando per apportare delle modifiche
degli emendamenti correttivi, è chiaro che c'è un problema
serissimo e concludo, Presidente Ardizzone, con due questioni.
Alla Sardegna hanno riconosciuto 1 miliardo, hanno riconosciuto
anche una somme, fondi per investimenti ed una fiscalità di
vantaggio, cioè hanno riconosciuto delle misure che intende a
sostegno dello sviluppo di un territorio che ha le stesse
caratteristiche insulari della Sicilia, alla Valle D'Aosta hanno
riconosciuto un'altra quota di oltre 70 milioni di euro quali in
conto accise, e allora a noi perché in questa Sicilia si è detto
non hanno riconosciuto le accise, i legislatori siciliani
svendettero Alitalia non è vero, perché quando si realizzo
l'articolo 36 che parlava di imposte di produzione, le imposte
l'allora legislatore pensava alle imposte di produzione
dell'agricoltura, dell'industria non era stato scoperto l'oro nero
il petrolio, venne scoperto dopo nel '50 nel '51 e questo comportò
come dire un gettito su cui in maniera rapace lo Stato ha messo gli
artigli, noi oggi dobbiamo sottrarre parte di questa nostra
ricchezza dagli artigli dello Stato.
Signor Presidente, concludo dicendo che non so cosa succede oggi,
ma chiaramente, come partito di Forza Italia, non escludo che
presentiamo una mozione per rimuovere dalla Commissione paritetica
il prof. Verde, il quale oggi sta andando in Commissione Bilancio
per sostenere anzitempo le tesi di costituzionalità di una norma,
anticipando il suo giudizio in qualità di componente della
Commissione paritetica, vorrei ricordare a quest'Aula che il prof.
Verde è anche componente del nucleo di valutazione dei dirigenti
regionali alla Presidenza della Regione, allora questo soggetto
deve dirci come si chiama e quale è il suo ruolo, non può giocare
più parti in commedia, non può giocarlo, questo è un dato che io
voglio rappresentare a questa onorevole Presidenza dell'Assemblea
regionale perché ne prenda atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ho compreso male
l'onorevole Falcone proponeva di rinviare di una settimana in
attesa di conoscere l'evoluzione della pregiudiziale che si
dovrebbe trattare domani.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che le
notizie di cui in qualche modo siamo in possesso mi sembrano del
tutto insufficienti perché possa francamente quest'Aula assumere
una decisione così importante, che potrebbe addirittura
pregiudicare ovviamente il futuro, almeno per quanto riguarda i
rapporti che sono stati contenuti sotto l'aspetto finanziario
nell'accordo in qualche modo che è stipulato, mi permetto di
ricordare che in linea di principio la dove viene sollevata la
questione di legittimità costituzionale non comporta e non
determina la sospensione dell'efficacia ovviamente della legge, e
poi la sentenza della Corte Costituzionale che dopo la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale produce effetti e vorrei
ricordare che ha anche effetti retroattivi, cioè retroagisce a
regolamentare, a disciplinare la questione in base alla quale
ovviamente è stata sollevata al giudizio della Corte
Costituzionale.
Nel momento in cui noi questa sera dovessimo approvare il disegno
di legge da parte del Governo a mio avviso spinti anche dallo stato
in cui ci troviamo, che è stato in qualche modo ampiamente
descritto negli interventi che si sono susseguiti e confermati
ovviamente dall'assessore Baccei, io ritengo che questo
comportamento possa ritenersi sul prospetto giuridico come
comportamento concludente, cioè come una implicita rinuncia alla
volontà di volere in qualche modo contestare, impugnare comunque,
censurare il comportamento da parte del Presidente della Regione e
quindi, il contenuto della intesa in questione. Ritengo, pertanto,
che un rinvio di qualche giorno, non so se una settimana è
sufficiente, ma credo che acquisire maggiori elementi
sull'argomento, tenuto conto che non è stata solo l'opposizione qui
a contestare l'accordo ma anche a livello nazionale, mi pare
obiettivamente che molte partite, e soprattutto molte figure hanno
in qualche modo anch'esse contestato la metodologia utilizzata e
soprattutto il contenuto dell'accordo che è stato in qualche modo
formalizzato. Quindi, la invito a ponderare soprattutto la
decisione che questa sera bisogna assumere al fine di evitare
obiettivamente che la stessa possa essere pregiudizievole per
quanto riguarda il percorso successivo e futuro e potremmo in
qualche modo subirne le conseguenze in relazione all'atteggiamento,
al comportamento che sotto l'aspetto giuridico andremmo ad
assumere.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
ritengo che rinviare di qualche giorno sia quasi un obbligo che
questa Presidenza in ossequio alla sua correttezza dal punto di
vista del rispetto dei rapporti con il Governo nazionale deve
assolutamente assumere.
E senza ripetere ciò che i colleghi hanno detto, faccio notare
solo alcuni aspetti che sono stati sollevati a livello nazionale.
Veda, Presidente, non è tanto il problema dei 500 milioni che anche
a livello nazionale e da più parti, è stato citato l'onorevole
Capodicasa, ma potremmo anche citare altri componenti della stessa
maggioranza a livello nazionale, non mettono in discussione i 500
milioni, mettono in discussione le modalità previste di erogazione
all'interno dell'articolo 11 in sede di conversione quindi, non è
tanto o solo il problema di aspettare i 60 giorni per l'aspetto
della costituzionalità o meno del decreto in sé, il problema è se
viene modificato quell'articolo 11 come è molto probabile che sia
modificato, come tutti auspichiamo che sia modificato
quell'articolo 11 che, ferma restando l'attribuzione dei 500
milioni, se cadono le modalità dell'articolo 11 cadono una serie di
articoli di previsione che sono contenute all'interno e che si
richiamano all'accordo. Allora, come giustamente si faceva notare e
lo faceva notare poca fa il Prof. Fazio, qualora noi approvassimo
oggi e cioè prima della conversione dell'articolo 11, prima quindi
dell'eventuale modifiche all'articolo 11, una serie di affermazioni
che discendono direttamente da quell'accordo, che non sarebbe più
in quei termini perché una serie di argomenti pattuiti all'interno
di quell'accordo non ne farebbero più parte, noi di fatto
scavalcheremmo il giudizio, scavalcheremmo la norma nazionale e
accetteremmo delle imposizioni che lo stesso Governo nazionale non
accetta più, non mette più all'interno della norma.
Allora, Presidente, siccome dopo il disastro a cui assistiamo
continuamente, aspettare una settimana in più nell'erogazione di
questi fondi non cambia assolutamente nulla rispetto ai benefici
che la Regione stessa ne potrebbe trarre rispetto alla formazione
del prossimo bilancio e dei bilanci dei prossimi anni, io ritengo
che faremmo cosa giusta, corretta dal punto di vista istituzionale,
vedere da qui alla settimana prossima quale sarà la decisione che
viene presa a livello nazionale e se quell'articolo 11 rimarrà in
quei termini oppure se sarà modificato, cosa che tutti noi
auspichiamo, perché se sarà modificato, ed è l'auspicio che qua
dentro tutti abbiamo nel senso migliorativo e cioè di demandare
nella sede opportuna quella della Conferenza pattizia che stabilirà
l'eventuale nuova revisione o i nuovi patti fra lo Stato e la
Regione, allora noi avremo fatto cosa corretta istituzionalmente
rinviando di una settimana e affrontando poi il dibattito e questo
disegno di legge con cognizione di causa e senza causare danni
irreparabili per i bilanci futuri.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
intervenire sulla giustezza dell'accordo o sulla necessità di
poterlo esitare o tra una settimana, dieci giorni, ma voglio
intervenire per richiamare l'Aula ad un senso di responsabilità e a
poter leggere questa materia, questa fase con lo spirito, non di
opposizione e di maggioranza, ma soprattutto di chi vuole
approfittare perché finalmente a livello regionale, ma anche a
livello nazionale si può parlare di Sicilia.
Questa Assemblea più volte, onorevole Presidente, ha approvato e
ha tentato di mandare a Roma anche delle leggi voto per creare le
condizioni affinchè lo Statuto della nostra Regione venisse
liberato da alcune parti che di fatto erano in controtendenza
rispetto ad altri statuti regionali con leggi voto che sono state
inviate a Roma, sia quando vi era al Governo il centro-destra e non
sono mai state attenzionate, sia anche attualmente con l'attuale
Governo.
Ma questo dato di quest'oggi con le attività del Governo regionale
con il Governo nazionale apre una fase molto importante, una fase
che direi può essere una fase storica e, onorevole Presidente,
siccome queste carte poi sicuramente ci sarà la possibilità di
leggerle, di studiare e di analizzarle, qualsiasi superficialità
verrà pagata cara ed amara.
Ricordo come, ad esempio, quando si parlava della modifica del
titolo V della Costituzione, la stessa fu applaudita da più parti.
Però, a voler leggere l'articolo 119 della Costituzione, prima
della riforma del titolo V, al III comma, c'era scritto che lo
Stato garantiva aiuti economici alle regioni del Mezzogiorno e alle
isole.
Con la modifica del titolo V è venuta meno sia la parola
Mezzogiorno , sia la parola Isole . Così come nei recenti accordi
che ci sono stati e sono stati inseriti termini come quella della
Ssimmetria rispetto alle risorse date che voleva significare
soltanto che lo Stato dava le risorse in base a nuove funzioni, a
nuove competenze che simmetricamente dovevi svolgere. Ed allora, io
sono convinto che il lavoro dell'assessore Baccei sia stato un
lavoro buono, che può dare finalmente alla nostra Regione la
possibilità di chiarire una posizione di costituzionalità, una
posizione rispetto alla situazione economica degli articoli 36, 37
e 38 del nostro Statuto. Ma, allo stesso tempo, proprio perché la
Sicilia non deve poter chiedere di più rispetto alle altre Regioni,
io chiedo che venga presa ad esame la situazione della Sardegna e
fare in modo che ciò che avviene per la Sardegna, altra Regione a
Statuto speciale, possa verificarsi anche per la Sicilia. Perché
ormai la specialità delle Regioni è venuta meno, perché di fatto,
rispetto alle cinque Regioni a Satuto speciale come il Trentino
Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, la Valle D'Aosta, la Sicilia
e la Sardegna sono le uniche Regioni che hanno qualcosa di comune
da poter condividere che è l'insularità. Insularità che può valere
anche a livello comunitario.
Più volte abbiamo provato a difendere l'abrogazione dell'articolo
36, comma 2, con legge voto e non ci siamo riusciti. Ritengo che
questa sia, invece, una partita da poter giocare tutti insieme col
mondo della politica a livello nazionale, a livello regionale e col
mondo anche dell'università. Per questo non mi sta bene che in
quest'Aula l'onorevole Falcone richiami il professore Verde.
Professore Verde che rappresenta una delle menti più illuminate in
tema di diritto pubblico della nostra Regione, e che, caro
onorevole Falcone, da più di un anno non è più componente del
nucleo di valutazione del Governo della Regione siciliana. E
sicuramente il suo lavoro in Commissione paritetica lo sta
svolgendo con imparzialità, con dovizia di particolari perché
conosce la materia e saprà difendere la nostra Regione.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
ripartirei intanto dall'appello accorato che nella seduta scorsa il
Presidente Vinciullo ha fatto ricordando tutte le categorie delle
persone che saranno colpite, o sarebbero state colpite, se noi
avessimo approvato l'altra volta la nostra mozione di rinviare in
Commissione questa, diciamo, variazione. Ricordo tutto l'elenco dei
lavoratori che ha fatto l'onorevole Vinciullo e domando
all'onorevole Vinciullo che dovrebbe rappresentare la Commissione
Bilancio, né Nuovo Centro Destra, né Forza Italia, ma la
Commissione Bilancio, quindi con imparzialità, lei sa che io non ho
né inveito, né replicato, però oggi voglio inserire in un contesto
di buon senso e di analisi, diciamo molto serena.
Presidente Vinciullo, secondo lei, alla luce di tutte queste
persone che saranno colpite dalla mancata approvazione di una
variazione di Bilancio, noi siamo una Repubblica a parte? O
interessiamo qualche cosa agli amici dell'assessore Baccei? Cioè,
noi abbiamo invertito la teoria gravitazionale Un corpo lasciato
libero va verso l'alto Quindi, prima approviamo noi, contrastando
noi stessi i nostri principi statutari, con la speranza che
arriverà, io lo dicevo che questo accordo ancora non c'è. Boh. Ma
di che cosa state parlando? Ma come speriamo di avere rispetto da
parte dei siciliani, se noi stessi non rispettiamo le nostre regole
statutarie, cioè i nostri principi, i nostri valori, la nostra
carta costituzionale ed il nostro Statuto?
Ancora non c'è la norma che ne modifica, diciamo gli effetti
stessi che produce in questo momento il nostro Statuto, non sono
intervenute le modifiche e noi già dobbiamo procedere a trattare
che cosa? Allora io mi affido alla saggezza e all'imparzialità, non
di Baccei che ha la magliettina Renzi, prendi, ruba in Sicilia e
porta a Roma , non mi fido di questo assessore che non è siciliano.
Io mi appello all'imparzialità del Presidente dell'Assemblea, che
fermi lui per un attimo l'Assemblea, riunisca i capigruppo e chiami
il Presidente della Regione.
Dov'è il Presidente della Regione? Che fine ha fatto la
maggioranza che, quasi sgretolata, non c'è? Quasi sembra un
problema nostro. Noi siamo tutti qua, se votassimo in questo
momento, assessore Baccei, sarebbe un massacro della vostra
variazione di bilancio.
Allora, io chiedo al Presidente Ardizzone, fermi, convochi una
conferenza dei capigruppo, raccogliamo tutte le forze di buon
senso, e troviamo una via d'uscita istituzionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà. Però, fatemi capire sul discorso del rinvio o meno di una
settimana.
TURANO. Signor Presidente, io intervengo proprio su questo, perché
per certi versi il ragionamento che ha fatto l'onorevole Cimino lo
condivido, nel senso che credo che questo dibattito di oggi forse
doveva essere anticipato di una settimana. Invece quel dibattito
che si è tenuto lo abbiamo trasformato in una sorta di mozione di
sfiducia al Governo della Regione o al Presidente della Regione.
Cosa che io ebbi a contestare in quella seduta, perché si divagò
tanto per non risolvere nessun problema.
Ora lo dico con franchezza, io sono uno pratico, che è abituato a
guardare le cose concretamente. Provare a lapidare il Governo e
l'assessore Baccei per avere
CORDARO. Guai a chi lo tocca
TURANO. Onorevole Cordaro, mi lasci passare il termine forte,
perché per gli interventi che ho sentito la scorsa volta,
onestamente, poco ci voleva. Anche il suo, anche il suo.
Detto questo, io credo che le ragioni dell'urgenza che ci hanno
spinto la scorsa volta a insistere, dovrebbero farci riflettere,
non sono venute meno. Ma non sono venute meno le stesse ragioni che
hanno portato il Governo a sottoscrivere un accordo che, per certi
versi, inverte il percorso, dicendo con assoluta franchezza che si
poteva fare di più, che si poteva fare meglio. Possiamo dire tutto
il contrario di tutto.
Oggi abbiamo risolto un problema che, penso, ci permetta di andare
avanti, e ritengo che dobbiamo sforzarci, buon senso da parte di
tutti. Se poi dovesse prevalere una soluzione diversa, io non
attacco trilla , ma credo che le ragioni della opportunità di
continuare a lavorare e delle emergenze che sono state illustrate
dal Presidente Vinciullo non posso che condividerle, dunque sono
per questo.
Per il resto, ha fatto bene l'onorevole Cimino, io non ho bisogno
di difendere nessuno, men che meno il professore Verde che è una
persona che non ha bisogno di essere difesa - scusate il bisticcio
di parole - da nessuno. Però, trascinare in una querelle d'Aula un
noto professionista, apprezzato, stimato, io credo di dire il vero
quando dico che il professore è stimato oltre i confini siciliani,
ben oltre, nell'intero Paese, a me sembra una caduta di stile. E
non c'è bisogno di presentare nessuna mozione quando si parla di
illustri professionisti, al pari di altri costituzionalisti che
spesso sono stati sentiti anche da noi per apportare le modifiche
che servivano o per studiare con loro ed avere dei consigli.
Ragione per la quale io suggerirei ai colleghi un po' di buon
senso, e suggerirei di continuare questi lavori e di portare a casa
questa legge, di approvarla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
E' opportuno parlare uno per gruppo, capisco che ci sono tutti
iscritti a parlare, c'era una richiesta iniziale, riassumiamo i
termini. C'è una richiesta iniziale dell'onorevole Greco. Tutti
stanno cercando di intervenire. Io non ho difficoltà a dare la
facoltà di parlare a tutti, ho compreso qual è l'andamento dei
Gruppi.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, intervengo proprio per questo. Naturalmente, i colleghi
che hanno sostenuto la tesi del rinvio sono, io li conosco,
pienamente informati sull'iter del procedimento parlamentare, anche
nazionale.
L'Assessore Baccei, ieri, ci ha comunicato che un parlamentare
dell'opposizione, ancorché autorevole, ha sollevato eccezione di
legittimità costituzionale sul comma del decreto che riguarda la
Sicilia.
Come è noto, questa eccezione sarà valutata dalla Commissione
Affari Costituzionali e, poi, dal Parlamento. È un procedimento
logico, non è mai successo che un parlamentare di opposizione
sollevi una questione di legittimità costituzionale su un decreto
legge, che è una cosa quasi quotidiana, e si fermi tutto.
Dopodiché, alla base della norma del decreto, c'è l'accordo tra la
Regione e lo Stato, un accordo che i colleghi hanno,
legittimamente, contestato con argomenti che considero sbagliati,
oltre che propagandistici e mi dispiace, soprattutto, la seconda
parte perché di queste cose che diciamo qua, chi continuerà ad
esercitare un ruolo politico sarà chiamato a risponderne nel
futuro. Mi riferisco a certi interventi che hanno sbeffeggiato
l'accordo, hanno santificato non si capisce quale prerogativa
autonomistica, dimenticando che lo Statuto prevede che ci debba
essere un patto tra la Regione e lo Stato.
Io capisco che i componenti dell'opposizione dicano: Se ci
fossimo stati noi al Governo, regionale e nazionale, avremmo fatto
cose straordinarie, invece, dei 500 milioni avremmo dato 5 miliardi
al mese per la Sicilia, vita natural durante . Può darsi che quando
questi colleghi saranno maggioranza in Regione ed al Governo
nazionale faranno questo.
Detto ciò, alla base del decreto c'è l'accordo. Qualora il comma
di cui si parla venisse dichiarato problematico dal punto di vista
costituzionale, il Governo farà un'altra norma, un altro decreto
per corrispondere alla Sicilia gli stessi soldi.
Io chiedo ai colleghi che, legittimamente, contestano l'accordo di
non introdurre elementi che non hanno niente a che vedere con il
tema di cui stiamo parlando. Tra l'altro mi permetto,
sommessamente, di ricordare a tutti che la questione dei 500
milioni, fino a dieci giorni fa era un modo per criticare il
Governo, regionale e nazionale, che ancora non aveva risolto questo
problema.
Vi prego, colleghi, si può essere d'accordo o contrari, ma non c'è
alcun motivo per rinviare la discussione di una norma della quale
si è discusso a lungo, anche nella precedente seduta, nel senso
che, come è stato ricordato, il decreto è già legge, è già
esigibile, quindi, se dovessero insorgere dei problemi il Governo
nazionale si dovrà fare carico di risolverli anche se, secondo me,
non ci saranno perché vorrei ricordare che l'eccezione di
legittimità costituzionale viene affrontata e risolta dal
Parlamento stesso, non c'è bisogno di andare alla Corte
Costituzionale in quanto è una prassi parlamentare che viene
affrontata e risolta dal Parlamento nazionale.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sto sentendo i Gruppi, onorevole
Lentini, onorevole Lombardo. Poi, vediamo se possiamo concludere
questo discorso del rinviare o meno.
LOMBARDO. Presidente, ho una proposta.
PRESIDENTE. Già l'ha detto l'onorevole Greco che vuole andare
avanti.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, onorevole Panarello, apprezzo molto il ragionamento che
ha fatto poc'anzi, però c'è un problema che rappresenta un vizio di
fondo. Per la prima volta, a meno che non sia già accaduto, questo
accordo è oggetto di un decreto legge, come è stato ben detto fino
a questo momento, sottoposto a conversione e ,quindi, è un decreto
legge che deve diventare legge che, in quanto tale, può essere
approvato, può essere bocciato oppure può essere approvato e
modificato. Non siamo in presenza della procedura prevista dallo
Statuto sulla base del quale l'accordo viene assunto dalla
Commissione paritetica Stato-Regione e, poi, determinata dal
Governo nazionale attraverso un decreto legislativo che, in quanto
tale, è immodificabile perché non passa dal Parlamento nazionale.
Questo decreto legge, per ovvie ragioni, deve passare dal
Parlamento nazionale. Tanto è vero che alla Camera, domani alle ore
12.00, scadrà il termine per gli emendamenti al decreto legge
stesso.
E su questo, vi assicuriamo che il Movimento Cinque Stelle, a
Roma, darà battaglia perché se questo accordo non piace al
Movimento Cinque Stelle siciliano, figuratevi se piace al Movimento
Cinque Stelle siciliano a Roma e, sicuramente, faremo di tutto al
fine di modificarlo nel senso più favorevole ai siciliani ed alla
Regione siciliana.
Pertanto, stiamo discutendo di un disegno di legge, oggi, in
Assemblea che, paradossalmente, domani o entra sessanta giorni,
potrebbe avere ragione di non essere perché, come detto prima,
approvato, bocciato, o approvato e modificato con legge dello Stato
dallo Stato medesimo.
Per cui, questa eccezione di incostituzionalità, questa
pregiudiziale avanzata a Roma da Forza Italia, probabilmente, ha
una ragion d'essere, tanto che oggi ci risulta essere stato audito
il professore Verde, sempre alla Camera dei Deputati e in
Commissione Bilancio e Finanze.
Quindi, credo che il senso di responsabilità che invocava
l'onorevole Cimino, questo Governo lo avrebbe dovuto invocare a sé
stesso, non ora, non nei confronti dei deputati, non nei confronti
dei cittadini, ma prima di assumere un accordo che non solo abbiamo
criticato e nel cui merito non intendo entrare nuovamente, ma
soprattutto nelle modalità e nelle procedure che, oggi, ci portano
a Roma in una posizione assolutamente discutibilissima e con un
decreto legge che, ribadisco, diverrà legge, sempre che diverrà
legge anche l'articolo 11, così come potrebbe non avere alcuna
luce.
Ribadisco, se davvero vogliamo avere senso di responsabilità,
dobbiamo rimandare questa discussione. E, quindi, oggi, riteniamo
di non poter affrontare alcuna discussione, né sugli emendamenti,
né sull'articolato, né su altro, e questo per il senso di
responsabilità. Altrimenti, non avremo che dare praticamente agli
enti locali, ai precari, ai comuni, alle ex province, proprio in
virtù di questo passaggio che, per la prima volta, viene invertito
in maniera ingiustificata, e aggiungo anche in maniera
assolutamente irresponsabile.
PRESIDENTE. Scusate, i Gruppi parlamentari si erano già espressi
LOMBARDO. Chiedo di parlare. Ho una proposta da formulare.
PRESIDENTE. Ribadisco, comunque che i Gruppi si erano già espressi
su questa vicenda, per cui brevemente. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Lombardo.
LOMBARDO. Signor Presidente, mi rivolgo a lei brevemente e non
voglio né bloccare, né tendere ad un atteggiamento ostruzionistico;
voglio soltanto fare notare a lei che è il garante della legalità
all'interno di quest'Aula, fino a prova contrario, che è il garante
dello stato di diritto all'interno di quest'Aula, che noi deputati
siamo tutti chiamati ad operare a legislazione vigente.
Su questo non penso vi siano dubbi.
Allo stato attuale abbiamo una norma che è il DPR del 1965, n.
1074 che ha attuato le norme statutarie finanziarie in una
determinata maniera parlando di Irpef, parlando di tutto il resto.
Non ci addentriamo nel resto.
Non ricordo che quest'Aula, nel giugno del 2014, mi correggerà
Presidente, abbia approvato o recepito l'accordo firmato dal
presidente Crocetta nel giugno del 2014 scrivendo in un comma di
legge finanziaria o di variazione che, ai sensi di quell'accordo,
si facevano delle operazioni finanziarie. Non mi risulta questo.
Eppure l'accordo ha avuto vita. Quindi, l'accordo per essere valido
non necessita certamente dell'approvazione di un comma, all'interno
di quest'Aula.
Vero, invece, è il contrario. Quest'Aula non può approvare un
accordo in materia finanziaria se non vengono approvate le norme di
attuazione che sono norme eccentriche che, proprio per la loro
natura, vengono approvate dal Consiglio dei Ministri, proprio per
la natura pattizia che svolgono e che senza le quali non possiamo
legiferare un bel niente.
Presidente, siccome è una vicenda limpida, pacifica, chiara, non
capisco il motivo per il quale bisogna portare a Roma lo scalpo e
dire: Bene L'Assemblea regionale ha approvato una cosa che non
serve a nulla ma io lo scalpo ve lo porto ugualmente .
A questo, Presidente, non ci sto
Non le chiedo di bloccare i lavori di quest'Assemblea perché il
presidente Vinciullo insieme agli altri colleghi hanno fatto un
lavoro importante e so quanta pressione hanno dovuto sorbire in
queste ultime settimane su questa vicenda.
C'è solo da approvare il comma 2, stralciare e bocciare il comma
1, approvando l'emendamento a firma dell'onorevole Greco, affinché
le somme a legislazione vigente ovvero col DPR n. 1074 del 1965
vengano incamerate e possono essere incamerate come anticipazioni.
Dopo si fanno le norme di attuazione, verranno approvate e noi
usufruiremo di quanto previsto in quelle norme di attuazione.
Ringrazio l'onorevole Falcone per avere lanciato questa proposta
alla quale noi ci accodiamo e in merito ai presunti conflitti di
interesse, Presidente, questo professore di cui non ricordo il
nome
LENTINI. Professore Verde.
LOMBARDO. nel 2012 reclamava l'aiuto dei caschi blu in questa
Regione per dirimere delle situazioni finanziarie più o meno
dubbie. Beh, caro Presidente, penso che non basterebbero neanche i
caschi blu per dirimere il suo conflitto di interessi e la sua
inopportunità nel non difendere la Sicilia.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, un breve intervento per ricordare
all'assessore Baccei che la settimana scorsa ridevano tutti quando
dissi che quell'accordo non era costituzionale. Era
incostituzionale
Finalmente, alla Camera dei Deputati hanno deciso di organizzare
un'audizione con i giuristi per capire esattamente se questo fosse
un accordo da portare avanti o se fosse un accordo su cui pensare,
riflettere. E non solo. Hanno ribadito che questa materia è materia
parlamentare così come sostenevo.
Siamo noi che dobbiamo votare questo accordo, in accordo col
Governo. Di certo andava aperto un dibattito, una discussione per
arrivare a questo. Non voglio che il lavoro svolto dalla II
Commissione, fatto bene e con attenzione, sia inutile.
La proposta che è stata fatta, onorevoli colleghi, ricordata ora
dall'onorevole Lombardo e prima ancora dall'onorevole Falcone -
cosa che avevo in mente - secondo cui stralciamo l'accordo dalla
variazione, votiamo la variazione e se veramente avete a cuore il
problema del pagamento degli stipendi a persone che aspettano da
mesi che gli vengano riconosciute spettanze, votiamo questo ed il
problema è risolto.
Considerato che questi 500 milioni ancora non sono nel cassetto,
facciamo un po' di melina
Il problema è questo.
Se questo Governo vuole veramente risolvere il problema delle
tante società, dei tanti lavoratori che attendono la variazione di
questo bilancio per avere, finalmente, riconosciuti i trattamenti
stipendiali, faccia uno sforzo col Governo nazionale dicendo che
qui ci sono persone serie che mantengono, con fermezza, tutto
quello che dicono.
Se diciamo, infatti, che stralciamo l'accordo fino a quando non
viene raggiunto un accordo serio e noi la prossima settimana -
prima fanno, meglio è - siamo qui a votare l'accordo che è in
costituzionale perché prima doveva passare da questo Parlamento -
così non è stato fatto -, così finalmente lo dice il giurista e
tutti siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, vuole intervenire?
ANSELMO. Per il PD è intervenuto l'onorevole Panarello.
PRESIDENTE. Perfetto.
Onorevoli colleghi, scusate, sono state dette molte cose, per
carità, ognuno dal proprio punto di vista sostiene le ragioni che
ritiene opportune. Però, onorevole Lombardo, lei parla di
legislazione vigente, so che faceva riferimento al titolo V dei
rapporti finanziari del nostro Statuto.
Però, di legislazione vigente si parla anche con riferimento ad un
decreto che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
LOMBARDO. I rapporti finanziari si disciplinano con le norme di
attuazione.
PRESIDENTE. Ed allora, questo discorso lei non lo fa in questa
sede dove ci sarebbe una richiesta di sospensiva, questo voglio
dire. Lo poteva fare benissimo all'articolo 3. Si sviluppava il
ragionamento che voleva. Siccome ha richiamato il mio ruolo di
Presidente. Poiché non c'è uniformità andiamo avanti con i lavori
dell'Assemblea.
MILAZZO GIUSEPPE. Convochi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e si stabilisca un percorso certo.
PRESIDENTE. Sa il voto è un momento in cui si decide, diventa il
momento più importante.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Gucciardi e Cracolici.
L'Assemblea ne prende atto.
1213/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1213/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stavo cercando di
leggere un po' il Regolamento perché noi, alla fine, abbiamo fatto
una pregiudiziale.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'aiuto io: in base all'articolo
101 del Regolamento è una richiesta di sospensiva. Se mi
formalizzate una richiesta di sospensiva, bisogna essere almeno 8
parlamentari, perché è iniziata la discussione generale. Così non è
una pregiudiziale.
FALCONE. Certo, perché già la discussione generale è iniziata.
CANCELLERI. C'era.
PRESIDENTE. Ma la dovete formalizzare. Se fate una richiesta di
sospensiva la dovete formalizzare.
FALCONE. Presidente, ora la formalizziamo. Non l'abbiamo
formalizzata per un motivo: perché abbiamo chiesto al Governo,
eventualmente come subordinata, se riteneva fare proprio
l'emendamento Greco. Stiamo aspettando che il Governo si pronunci.
PRESIDENTE. Il Governo si è pronunciato. Capisco che ognuno, alla
fine, faccia il proprio intervento e non segua ciò che dicano gli
altri. Il ragionamento era di ordine politico, c'era una richiesta
iniziale fatta dall'onorevole Greco e successivamente formalizzata
da lei, richiamando alla buona volontà, di dire: rinviamo alla
prossima settimana, in attesa di... .
Ma non c'è una richiesta formale di sospensiva; se mi fate la
richiesta di sospensiva l'Aula vota con la massima libertà.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo alla
collega Anselmo, capogruppo del PD, che capisco sia impegnata con
la matematica che può essere utile se finalizzata all'approvazione
o meno di un articolo o di una legge, quindi, non è necessariamente
un affare ultroneo però, Presidente, è stata già affrontata la
questione in maniera assolutamente compiuta ed il tema, come lei ha
ben detto, è proprio l'articolo 3.
Siccome io, così come ritengo il centro-destra, o meglio per
essere ancora più chiari, perché queste categorie mi appaiono
assolutamente superate, impariamo anche lessicalmente ad utilizzare
le parole corrette: oggi, c'è un'opposizione, in quest'Aula, che
ritiene per le ragioni espresse dal collega Falcone ma anche dal
collega Cappello e da altri colleghi, da ultimo l'onorevole
Lentini, l'onorevole Lombardo, in maniera assolutamente conducente,
devo dire, ciascuno dal suo punto di vista, ma tutti verso un unico
obiettivo, che dobbiamo sciogliere il nodo sull'articolo 3.
Ora, interpretando l'idea dell'opposizione al governo Crocetta,
ritengo che nessuno di costoro voglia andare contro quelle
categorie di soggetti che aspettano di essere finanziate, che
aspettano gli stipendi, che aspettano un momento di serenità ed una
risposta da questo Parlamento. Tutti costoro, invece, chiediamo di
capire se il collegamento dell'articolo 3 sia assolutamente
necessitato col resto del disegno di legge.
E, allora, a questo punto, onorevole Falcone, onorevole Formica,
onorevole Di Mauro, vorrei fare una proposta per capirne intanto la
conducenza e, eventualmente, per sottoporla alla Presidenza, prima
che all'Aula.
Signor Presidente, chiedo, con l'ausilio degli Uffici, il
prelievo dell'articolo 3 perché lo si ponga in votazione prima di
ogni altro articolo e invito gli Uffici a non sfigurarsi troppo con
smorfie ma a compenetrarsi nell'esigenza politica e sociale forte
di questa storia; vivaddio, se per una volta userete l'elasticità,
in questa Presidenza, forse si capirà dove vogliamo arrivare tutti
insieme
E, allora, qualora l'articolo 3 passasse, bene, non intaccheremo
alcuna categoria e scioglieremo un nodo politico; se l'articolo 3
non passasse, bene, noi non intaccheremo la legge e scioglieremo,
comunque, un nodo politico, dopodiché gli Uffici e la Presidenza ci
spiegheranno che dobbiamo fare.
La mia è una proposta di buon senso, perché qualora non
sciogliessimo il tema dell'articolo 3 finiremo per farci del male.
Vorrei evitarlo, quindi, affido la proposta alla Presidenza. Se la
Presidenza vorrà scegliere questa strada la percorrerà, altrimenti,
si convochi una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
ma, siccome, il nodo è quello, girarci intorno significherebbe
soltanto prenderci in giro.
E' una proposta formale: preleviamo l'articolo 3 e votiamolo ora,
dopodiché proseguiamo.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per qualche minuto, per raccordarmi
informalmente con il Governo ed i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma in questa Aula stessa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.24, è ripresa alle ore 17.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo un'informale consultazione
con il Governo e i capigruppo, ritengo opportuno andare avanti
secondo l'ordine, cioè articolo 1, articolo 2, articolo 3, fino
alla fine.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Germanà, Ragusa, Forzese, La Rocca Ruvolo, Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
1213/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1213/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda le questioni
regolamentari, come ben sapete, sono costretto a dichiarare
inammissibili gli emendamenti aggiuntivi che non sono transitati
dalla Commissione, però siccome c'è una manovra di variazione di
bilancio, credo che potranno essere trattati celermente in quella
sede.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Accantonamenti tributari
l. L'onere a carico della Regione per il concorso al risanamento
della finanza pubblica di cui all'articolo 2 della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3 è rideterminato, per effetto delle disposizioni
di cui all'articolo 1, commi 568 e 689, della legge 28 dicembre
2015, n. 208, in 1.208.818 migliaia di euro per l'anno 2016,
1.301.545 migliaia di euro per l'anno 2017 e 1.304.945 migliaia di
euro per l'anno 2018».
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati emendamenti
soppressivi.
Onorevole Giovanni Greco, mantiene gli emendamenti soppressivi 1.1
e 1.2 a sua firma?
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.3, soppressivo dell'articolo 1, degli
onorevoli Cancelleri ed altri.
Onorevole Cancelleri, mantiene l'emendamento?
CANCELLERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Risultato di amministrazione
1. Per effetto di quanto disposto dai commi 692 e 698 della legge
28 dicembre 2015, n. 208, all'articolo 1 della legge regionale 30
settembre 2015, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni è
aggiunto il seguente comma:
1 bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2016, parte della
suddetta quota annua costante di cui al comma 1 è determinata in
relazione alle disposizioni discendenti dai commi 692 e 698
dell'articolo 1 della legge dicembre 2015, n. 208. »
Onorevole Greco, mantiene gli emendamenti soppressivi a sua firma
2.1 e 2.2?
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Cancelleri, mantiene l'emendamento 2.3?
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Rapporti finanziari Stato-Regione
1. A seguito di quanto definito nell'accordo tra lo Stato e la
Regione siciliana, sottoscritto in data 20 giugno 2016, le entrate
stimate nel bilancio della Regione per gli esercizi finanziari
2016, 2017 e 2018 ai sensi del comma 1 dell'articolo 3 della legge
regionale 31 dicembre 2015, n. 32 e del comma 3 dell'articolo 4
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 4, pari rispettivamente a
500.000 migliaia di euro, 1.400.000 migliaia di euro e 1.685.000
migliaia di euro, sono da iscrivere nel bilancio medesimo come
entrate spettanti alla Regione siciliana a titolo di imposta sul
reddito delle persone fisiche (Irpef), Titolo 1, Tipologia 103
(capitolo 1023).
2. Le somme riconosciute alla Regione per l'anno 2016, ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legge 24 giugno 2016, n. 113, pari a
500.000 migliaia di euro, accantonate nel bilancio della Regione in
un apposito fondo (Missione 1, Programma 3, capitolo 215741), sono
destinate al ripristino delle autorizzazioni di spesa riepilogate
nell'Allegato 2 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, nella
misura prevista dal comma 5 dell'articolo 4 della medesima legge».
I due emendamenti sono collegati. Onorevole Lombardo, i due commi,
comma 1 e comma 2, sono strettamente correlati. Quindi, anche su
questo articolo abbiamo gli emendamenti soppressivi e, quindi, si
può votare il mantenimento dell'intero articolo 3.
CORDARO. Da quello che mi dicono gli uffici del Bilancio non è
così
PRESIDENTE. Scusate, sono collegati. Onorevole Cordaro, lei parla
con gli uffici del Bilancio, non parla con questi uffici. Allora,
siccome stiamo mettendo in contrapposizione gli uffici del Bilancio
con gli uffici dell'Assemblea, gradirei che l'Assessore si
pronunciasse sulla correlazione o meno dei commi 1 e 2.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Confermo quanto affermato dalla
Presidenza. I due commi sono strettamente legati per cui vanno
votati insieme.
MILAZZO GIUSEPPE. Perché? Ce lo deve spiegare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome capisco che questo è il
motivo del contendere, nel senso positivo del termine, allora,
assessore Baccei, cortesemente spieghi questa correlazione e poi,
magari, si interviene cinque minuti ciascuno. Però, seguiamo gli
interventi dei colleghi e dell'Assessore in primo luogo.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, si arriva, come sapete, a questo articolo attraverso un
percorso. Il percorso ha previsto il Patto, da parte dello Stato il
decreto legge, da parte nostra ci deve essere lo stesso percorso.
Per cui, nel primo c'è sostanzialmente la fonte del finanziamento,
i termini dell'accordo, nel secondo, nel decreto legge si dà la
copertura.
Speculare percorso viene fatto dalla Regione. Per cui, se le due
cose non sono speculari si perde l'efficacia dell'accordo
complessivo. Qui non può essere una cosa che, essendo comunque un
patto tutto a linea ascesa, poi il percorso a quello deve fare
riferimento, perché da lì nasce la copertura.
PRESIDENTE. E' scritto proprio testualmente tutto questo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori e colleghi, a me non
convincono le parole dell'assessore Baccei. Non mi convincono non
perché non siano scritte le abbiamo lette tutti ma perché io cerco
di interpretare quella che è la norma di una legge regionale, di
quella che dovrebbe diventare una legge regionale.
Nel comma 1 dell'articolo 3, non viene mai, mai e poi mai citato
il riferimento ad una normativa nazionale. Non c'è mai nulla Si
citano due leggi regionali, si cita un accordo dello Stato con la
Regione, si citano dei soldi che dovremo ricevere e quant'altro, ma
non si cita mai da dove li prendiamo, chi ce li sta riconoscendo.
Tutto questo invece avviene nel comma 2.
Io non sono convinto che le due cose siano collegate. Anzi,
assolutamente, tant'è che il comma 2 cammina benissimo da solo,
perché dice che è ai sensi di un decreto legislativo nazionale,
vengono riconosciuti alla Regione siciliana 500 milioni di euro,
per andare ad espletare tutta una serie di adempimenti che si era
impegnato a farlo. Basta, è finita lì
Poi, vorrei capire anche un'altra cosa onestamente, assessore
Baccei, e qui così lo chiariamo almeno anche ai colleghi. Perché
questi 500 milioni di euro, da quello che leggo - ed adesso io vi
leggerò testualmente e così capirete anche voi quello di cui stiamo
parlando - non sono un dare da parte dello Stato, un riconoscimento
a fronte di alcune riforme che noi dobbiamo calarci dall'alto e
basta, assolutamente. Perché l'articolo 11 del decreto legislativo
24 giugno 2016 n. 113, ci dice questo, il comma 3: per assicurare
la neutralità sul saldo di cassa delle Amministrazioni Pubbliche
nel 2016, la Regione non può utilizzare le risorse di cui al comma
1 - che sono i 500 milioni - che restano depositati su una
contabilità speciale, di cui al medesimo comma 1 - cioè una
contabilità speciale dello Stato - li può utilizzare soltanto in
carenza di altra liquidità disponibile, per far fronte ad esigenze
indifferibili legate al pagamento delle competenze fisse, al
personale dipendente e delle rate di ammortamento dei mutui che
scadono nel medesimo esercizio .
Aspetti, Assessore, se finisse qui sarebbe tutto quello che fino
ad oggi ci hanno raccontato; ma continua, e dice che questi 500
milioni abbiamo l'obbligo che, nel caso in cui li utilizziamo,
abbiamo l'obbligo di reintegro nel medesimo anno con il gettito
riveniente dalle entrate devolute, cioè glieli dobbiamo ridare
questi soldi Ogni volta che li utilizziamo, poi li dobbiamo andare
a rimettere lì.
Sì, noi non capiamo nulla, Assessore, è vero Voi avete capito
tutto, tant'è che siamo con le pezze al culo e voi avete capito
tutto però Noi non abbiamo capito assolutamente nulla e questa è
la verità dei fatti
Voi ci dovete venire a spiegare cosa avete firmato; voi ci dovete
venire a spiegare come ogni volta tornate da Roma sbandierando
delle grandi vittorie, poi alla fine però scopriamo che sono stati
sempre i soliti inganni E, purtroppo, sa cosa le dico Io ci sto
cominciando a credere a questa storia che lei non è siciliano e che
l'hanno mandato qui proprio per fare gli interessi di qualcun
altro, che non è più una battuta, mi dispiace dirglielo ma non è
più una battuta ormai
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, purtroppo l'Assessore è stato troppo
approssimativo nello spiegare l'interconnessione tra il primo e il
secondo comma, e io mi permetterò, non perché voglia assurgere a
professorino, ma cercherò di spiegare all'Aula i motivi per cui,
anzi, noi dobbiamo votare soltanto il secondo comma e non il primo.
Cosa dice il secondo comma, Presidente? Lo voglio dire anche alla
Segreteria generale, che mi può confortare in questo. Dice: le
somme riconosciute alla Regione per l'anno 2016, ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legge 113 . Nel primo comma invece si
dice: le somme verranno riconosciute a titolo di gettito IRPEF .
Stasera e domani sera si sta discutendo il decreto legge in
Commissione, e chi lo dice che il decreto legge all'articolo 11 non
venga modificato? Perché noi dobbiamo creare e dobbiamo
cristallizzare - Segretario Generale le chiedo anche un minimo di
attenzione perché è utile - perché noi dobbiamo cristallizzare col
comma 1 quello che farà la Camera dei Deputati in Commissione
Bilancio?
Presidente Ardizzone, noi col comma 1 stiamo già ipotizzando che
la Camera dei Deputati alla Commissione Bilancio non cambierà
nulla. E se domani sera invece cambiasse qualcosa? Se domani sera
invece non dicesse, così come ha detto l'onorevole Capodicasa, che
potrà essere
Onorevole assessore Marziano, proprio per venire incontro al tema,
noi dobbiamo dire che dobbiamo approvare le risorse così come
deciderà alla Camera dei Deputati all'articolo 11, perché poi non
sappiamo quale sarà il contenuto dell'articolo 11 e le modalità con
cui la Camera ci trasferirà queste risorse.
Assessore Baccei, lei sa bene che, passando dalla Commissione
Bilancio, il Governo metterà la fiducia su questo testo. Lo hanno
già annunciato, lo hanno detto in Commissione, a me l'hanno detto
dei componenti in Commissione.
Dopodiché noi diciamo, siccome un decreto legge, lei mi insegna,
assessore Baccei, che sortisce già effetti, ha efficacia, nel
momento in cui un decreto legge già è stato varato dal Consiglio
dei Ministri, già sortisce degli effetti. Ma siccome arriva in
Commissione, la Commissione lo modifica, nel momento in cui lo
modifica quella è l'ultima modifica se viene messa la fiducia, se
poi l'Aula lo modificherà è altra cosa.
Presidente Ardizzone, io la prego, lei non può comprimere il comma
1 e integrare il comma 2 all'interno del comma 1, perché sono due
cose separate. Per regolarità noi dovremmo procedere per parti
separate, il comma 1 non lo possiamo approvare perché il comma 1
già sta cristallizzando, anzitempo, il deliberato della
Commissione.
Noi, invece, vogliamo venire incontro e diciamo di approvare il
comma 2 e non il primo. Se poi questo Governo si vuole arrogare
delle prerogative in contrasto alle esigenze del territorio
siciliano, perché, attenzione, quando ha parlato l'onorevole
Cancelleri e ha detto alcune cose, nei saldi positivi e nei saldi
di cassa, nell'articolo 11 non c'è un euro in più che lo Stato ci
sta dando perché ci impone delle prescrizioni che, alla fine, il
saldo netto rimane sempre invariato. È ad invarianza di saldi
questo articolo, quindi non sono nuove risorse che lo Stato ci dà,
ma sono risorse che con un artifizio contabile ce li trasferiscono
soltanto sulla carta.
Presidente Ardizzone, colleghi, un ente è in default in due casi:
nel primo caso quando non può pagare gli stipendi, nel secondo caso
quando non può pagare le rate di mutui. Sapete cosa dice con questo
articolo e con l'accordo dello Stato? Che noi 500 milioni li
possiamo utilizzare solo per pagare rate di mutuo e dipendenti. Per
cui, è anche una bugia quando si dice che con questi soldi
pagheremo i forestali, pagheremo i comuni, pagheremo i teatri.
Dobbiamo fare una forzatura contabile noi in Sicilia.
Ed allora, noi quell'accordo non lo riconosciamo, noi diciamo che
dobbiamo approvare sì il comma 2 e non il primo che è molto
restrittivo, che vìola le norme costituzionali, infrange le norme
di attuazione ed è stato fatto con un accordo che non è passato,
preventivamente, dalla Commissione paritetica.
Presidente Ardizzone, io le chiedo di procedere con regolarità. I
due commi sono assolutamente scindibili, devono essere scissi
perché, altrimenti, lei ci costringe a votare sull'intero articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le sue considerazioni meritano una
riflessione. Mi attengo alla questione di carattere tecnico.
Nessuno qua ha l'esclusività della verità in questa materia che è
molto complessa. Nel comma 1 è prevista la parte relativa alle
entrate. Nel comma 2 è prevista la parte relativa alle uscite. Io
non posso approvare solo il comma 2 se non ho una previsione delle
entrate. Questo è il dato fondamentale; così è. Però, riflettiamo
su questo. Il comma 1 riguarda la parte delle entrate,
relativamente al 2016; per quanto riguarda le uscite si possono
spendere 500 milioni sulla base delle indicazioni che abbiamo dato
con la Finanziaria approvata e aspettavamo questo accordo, ma io
come faccio ad approvare il comma 2 se nella parte entrate non
prevedo da dove provengono queste somme
(Brusio in Aula)
Onorevoli colleghi, non riesco a seguire. Siccome sono delle
questioni di carattere tecnico, il ragionamento per chi ci ascolta
è più di carattere politico, nel senso nobile del termine e più
volte evidenziato, appunto dicevo che avevo anticipato il discorso
dell'onorevole Lombardo, che noi formalmente ratificheremmo
l'accordo approvando questa norma, diciamo le cose come stanno, ma
non la portiamo sull'aspetto tecnico. Sull'aspetto tecnico la
correlazione c'è. L'onorevole Lombardo, come tanti altri, ne ha
fatto un cavallo di battaglia. Lo sto portando su un piano politico
quando ha anticipato le sue riflessioni. Questo riguarda l'aspetto
politico che è una cosa diversa, ma non una questione di carattere
tecnico, non mi potete dire che non c'è correlazione tra il comma 1
e il comma 2
FALCONE. Abbiamo detto alla fine del primo rigo del comma 1.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Onorevole Formica non distragga il Presidente
perché ho capito che qua si tratta di convincere il Presidente
dell'Assemblea.
Signor Presidente, mi scusi, il tema è il primo rigo del comma 2
non è un fatto politico. Le somme riconosciute alla Regione per
l'anno 2016, ai sensi dell'articolo 11 , già le entrate sono
specificate e garantite con questo rigo.
PRESIDENTE. 2016 Ma siccome il bilancio è triennale, mi hanno
insegnato, non ho capito come faccio un bilancio solo relativamente
al 2016
MILAZZO GIUSEPPE. Presidente, ma se è come dice lei, che questo
accordo è la Bibbia, allora ritorniamo
PRESIDENTE. Non sto discutendo dell'accordo
MILAZZO GIUSEPPE. Mi scusi, Presidente, ma se l'accordo non c'è -
mi scusi, l'accordo c'è - e in attesa che il decreto venga
convertito, appena è legge dello Stato la norma che verrà approvata
dalla Camera non avrà immediato effetti in Sicilia? Sì Allora, una
eventuale non approvazione del comma 1, non comporterà niente di
negativo, Presidente, perché già è tutto richiamato nel comma 2.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ribadisco un concetto a lei molto
chiaro. A lei il concetto è chiaro anche tecnicamente. E'inutile
che giriamo intorno al problema. Il bilancio ha una portata annuale
per il 2016 e triennale; io non posso dire, nel fare il bilancio,
che prevedo solo il secondo comma relativo al 2016 e faccio finta
di dimenticare che il bilancio sia triennale, non prevedo né il
2017 , né il 2018
MILAZZO GIUSEPPE. Presidente, ma non sono collegati
PRESIDENTE. Come non sono collegati
MILAZZO GIUSEPPE. Come mai non è stato fatto un unico articolo?
Presenteremo un subemendamento, Presidente. Ci dia la possibilità.
PRESIDENTE. Va bene, è chiaro.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, vorrei integrare i discorsi fatti sin
qui, perché lei ha perfettamente ragione dicendo che il comma 2 può
reggersi da solo, ma può reggersi solo per l'anno 2016; noi abbiamo
la necessità di fare una previsione del bilancio triennale e,
quindi, fare riferimento anche gli altri anni.
Siccome siamo tutti d'accordo che il punto principale della
diatriba attualmente all'attenzione dell'Assemblea è questo
accordo, per alcuni salvifico, per altri, famigerato, io sono fra
questi, potremmo superare il problema attraverso un subemendamento
al comma - se non mi ascolta nessuno, è inutile continuare - perché
penso che potremmo salvare capre e cavoli con un subemendamento, se
l'Assessore ha la bontà di ascoltarmi, perché se ciascuno resta
aprioristicamente sulle proprie posizioni andiamo ad uno scontro
muro contro muro che non credo non farà bene a nessuno.
Il mio voleva essere un intervento per cercare di arrivare ad una
soluzione.
Fermo restando che siamo tutti d'accordo che il comma 2, così come
è scritto, trova la sua fonte di finanziamento esclusivamente per
l'anno 2016.
Basterebbe un sub emendamento che, facendo riferimento allo stesso
articolo 11, fonte di finanziamento che garantisce le entrate,
specificasse che le somme riconosciute dalla Regione per gli anni
2016, 2017, 2018, ai sensi dell'articolo 11, pari a , riportando
le varie cifre, così come al comma 1, senza entrare in quel
famigerato accordo. Avremmo risolto la fonte delle entrate e,
parimenti, assicurando le uscite, ed evitando così di fare una
guerra di religione su questo benedetto o stramaledetto accordo,
cercando di arrivare ad un risultato pratico di salvare le fonti di
entrata per le uscite.
Basterebbe, il comma 2 si reggerebbe da solo, perché in
riferimento all'articolo 11 del decreto legge credo che da solo sia
sufficiente a garantire le entrate per le spese di cui
all'allegato.
Si potrebbe sospendere l'Aula un minuto, fare un emendamento in
tal senso, a firma di tutti i Capigruppo, e uscire da questa
empasse, altrimenti non ne usciamo più.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dato che le
riconosciamo la sensibilità rispetto all'ossequio al Regolamento
interno, leggo all'articolo 116 è sempre ammessa la votazione per
parti separate ed è ciò che in questo momento quest'Aula sta
chiedendo.
Si comprende che l'articolo 116 fa riferimento alla votazione
degli emendamenti.
E' nei suoi poteri chiedere una verifica agli Uffici
sull'interpretazione di questo articolo e sull'applicazione, dal
momento che è sempre ammessa la votazione per parti separate,
rispetto alla non differente natura di un articolo rispetto ad un
emendamento, altrimenti qui stiamo spaccando il capello in quattro
e in tre anni non abbiamo capito niente.
Ritengo che se un Regolamento - che lei tanto rispetta e ha sempre
rispettato in quest'Aula da tre anni a questa parte -, prevede
questo, direi che anche oggi possiamo rispettarlo e che quest'Aula
possa pertanto regolamentarsi in maniera democratica, proprio ai
sensi di questo Regolamento.
Vorremmo una gradita risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, gliela do subito, anzi ribadisco.
I due commi sono correlati perché il comma 1 è relativo alla parte
Entrata', il comma 2 riguarda la parte Uscita'.
La questione politica in tutti gli interventi, con tutto il
rispetto per tutti, l'ha toccata l'onorevole Assenza. La questione
è prettamente politica.
L'onorevole Assenza dice di fare riferimento al decreto, non
facendo riferimento all'accordo se è una questione di entrata e di
uscita. Questo è il dato fondamentale, se il dato è politico.
Non vuole fare riferimento all'accordo per tutto ciò che implica,
ma fa riferimento solo al decreto perché, tecnicamente parlando, il
decreto mi riconosce sia le entrate che le uscite.
Detto questo, sospendo per cinque minuti perché siamo in una fase
delicata.
Non posso porre in votazione per parti separate perché, onorevole
Zafarana, non c'entra il Regolamento.
Se viene bocciato il comma 1 delle entrate come faccio a porre in
votazione il comma 2 che riguarda le uscite?
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle ore 18.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è stato un dibattito in
quest'Aula anche se a microfoni spenti, molto serrato.
E' chiaro che non si è arrivati, purtroppo, ad una soluzione
condivisa. Se il presidente della Commissione, onorevole Vinciullo,
mi segue nel ragionamento, i commi 1 e 2 dell'articolo 3 sono
correlati.
C'era una soluzione avanzata dall'onorevole Assenza sulla quale si
stava lavorando, però su questo avevo interessato la Commissione
perché sarebbe un sub emendamento, e non lo possiamo agganciare
formalmente a nessuno degli emendamenti presentati, che sono tutti
soppressivi.
Si può fare un emendamento di riscrittura, che però deve essere a
firma del Governo o della Commissione. Per questo bisogna che ci
sia una condivisione in Commissione.
CORDARO. Andiamo a domani
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, chiedo il suo conforto in un
senso o nell'altro.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le chiedo altri cinque minuti di sospensione per vedere
se si può arrivare ad una soluzione.
PRESIDENTE. Mi affido a lei, presidente Vinciullo.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle 18,47, è ripresa alle ore 18.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la invito a riferire perché
rimanga agli atti.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ho tentato tutte le ipotesi di mediazione possibili.
C'è un irrigidimento delle due parti e credo che non si possa
trovare una soluzione.
Avevamo pensato di sostituire in attuazione dell'accordo in
riferimento all'articolo 11 relativo agli impegni sottoscritti', ma
nemmeno questa soluzione va bene.
Ritengo, pertanto, che sia necessario andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proceduralmente mi è stata
depositata una richiesta di sospensiva, o meglio di rinvio dei
lavori di una settimana, in base al Regolamento, che prevede un
voto dell'Aula per alzata e seduta.
La leggo testualmente I sottoscritti deputati chiedono un rinvio
dei lavori di una settimana in merito al disegno di legge 1213/A in
attesa che la Commissione Bilancio' della Camera si esprima sulla
pregiudiziale di costituzionalità , a firma degli onorevoli
Falcone, Formica, Rinaldi, Greco, Riggio, Fazio, Di Mauro,
Federico.
PANEPINTO. La questione di costituzionalità è inammissibile.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, non si tratta di questione di
costituzionalità, si tratta di rinvio dei lavori.
Siccome domani c'è un dibattito aperto alla Camera, non posso
riaprire il discorso già fatto all'inizio della seduta.
Per evitare che nascano incomprensioni, evitiamo la votazione per
alzata e seduta perché potrebbe risultare lesiva del voto in un
senso o nell'altro, e procediamo con la votazione palese semplice
con il sistema elettronico senza registrazione dei votanti.
Chi vota a favore del rinvio a martedì prossimo vota verde, chi
vota contro vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 27
Contrari 35
Astenuto 1
(Non è approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 3.
Comunico è stato presentato dagli onorevoli Greco, Di Mauro,
Lombardo e Fiorenza un emendamento interamente soppressivo
dell'articolo. Si vota pertanto il mantenimento dell'articolo 3.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde, e vota quindi per il mantenimento dell'articolo; chi vota no
prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 37
Contrari 28
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione di cui all'articolo 1 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 4 sono introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella A,
contenenti altresì gli effetti della presente legge.
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione di cui all'articolo 2 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 4 sono introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella B,
contenenti altresì agli effetti della presente legge».
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 4 sono stati
presentati tutta una serie di emendamenti, che sono le Tabelle.
Si interviene una volta sola sull'intero articolo 4.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
4 avevo presentato vari emendamenti.
Preannuncio che il mio Gruppo parlamentare non parteciperà al voto
finale. Noi siamo contrari a questo accordo che sigla la svendita
della Sicilia.
Di questo se ne prenderanno la responsabilità piena il Partito
Democratico, il Nuovo Centro Cestra che, ancora, gioca sulla pelle
dei siciliani ma, assieme, si devono prendere la responsabilità
quei partiti come l'UDC che, oggi, ha certificato il disastro della
Sicilia.
Ma poiché vorrei essere smentito, affinché le mie parole possano
essere cestinate, spero che da domani i comuni possano avere un
grande ristoro finanziario; spero che da domani i precari possano
essere tutti stabilizzati, come dice un certo sottosegretario alla
Pubblica istruzione; spero che da domani i PIP possano, finalmente,
trovare una gratificazione personale e lavorativa; spero che domani
tutti gli enti partecipati vengano rimessi in equilibrio; spero di
essere smentito.
Fatta questa premessa, presidente Ardizzone, pongo una questione
sull'articolo 4. L'articolo 4 presenta una tabella e cosa dovrebbe
essere sostanzialmente: presenta una tabella in cui,
contemporaneamente, abbiamo un utilizzo del risparmio dell'articolo
1 dei 79 milioni del concorso alla finanza pubblica per pagare il
contributo alla sanità, al servizio sanitario e per pagare le
regolazioni contabili.
Ma questa variazione di bilancio viene messa anche all'interno di
una stessa tabella in cui vi sono anche le somme liberate ed in cui
vi sono anche delle modifiche contabili secondo cui, per una
questione di regolazioni, diremo così, contabili, ma non sono le
regolazioni contabili, ci sono delle partite in aumento ed in
diminuzione.
Allora, abbiamo anche presentato degli emendamenti perché
all'interno di questa tabella abbiamo inserito nuove spese per 100
milioni di euro per i quali non c'è stato detto il motivo e per i
quali chiediamo il voto sull'azzeramento dei capitoli e mi
riferisco al capitolo, ai vari capitoli che troveremo a pagina 8:
abbiamo il capitolo 672401 sono dei contributi costanti a favore
dei comuni per 21 milioni di euro; abbiamo il capitolo 673305 che
sono i contributi in conto interessi per 9 milioni di euro; il
capitolo 673307 per 2 milioni di euro; il capitolo 742802 per 64
milioni di euro.
Presidente Ardizzone, potrei continuare. Chiedo che i miei
emendamenti di azzeramento di questi capitoli arrivino in Aula,
possano essere apprezzati, votati favorevolmente o in maniera
contraria, ma meritano un voto.
Ci sono altri due emendamenti che riguardano i consorzi di
bonifica per far sì che, oggi, gli agricoltori siciliani non siano
sottoposti ad un balzello del 200 per cento di aumento dei canoni
irrigui nelle proprie campagne e prevediamo di dare 2 milioni di
euro per quanto riguarda le spese di funzionamento ai consorzi per
poter ridurre così il canone irriguo agli agricoltori che, oggi,
sono soffocati ed inserire anche un altro emendamento di 1 milione
e 200 mila euro per gli stagionali.
Ci sono delle proteste in corso presso i consorzi di Catania, di
Palermo, di Agrigento; questi lavoratori, oggi, sono stati sospesi
perché sono finiti i soldi e, nel contempo, c'è la campagna irrigua
da attenzionare, da garantire, da sostenere.
Allora, presidente Ardizzone, speriamo che possano arrivare questi
emendamenti perché sono emendamenti al testo che non rappresentano
materia né estranea, né aggiuntiva, quindi, chiedo: a) che la
tabella venga spiegata compiutamente da parte dell'Assessore,
soprattutto vogliamo capire per cosa vengono dati i 100 milioni di
euro all'Assessorato alla Mobilità ed ai Trasporti ed ai lavori
Pubblici, vogliamo capire perché dobbiamo inserire gli ulteriori 53
milioni di euro per la compartecipazione sanitaria quando proprio
due mesi fa avete tolto 127 milioni di euro abbassando i Lea,
dobbiamo capire se per le regolazioni contabili sono sufficienti 49
milioni di euro o ne necessitano altri, vogliamo capire, poi, le
altre poste in bilancio in più ed in meno a cosa servono e, alla
fine, vogliamo capire che in una variazione di bilancio, presidente
Ardizzone, ai più devono corrispondere i meno, cioè il bilancio, le
partite devono essere a saldi invariati e da questi saldi non lo
riusciamo a capire perché abbiamo: - 894 milioni, - 3 miliardi e
366 milioni nel 2017, e - 5 miliardi e 77 milioni nel 2018, per cui
Assessore anziché intascare, in maniera frettolosa, l'approvazione
di questo articolo e scappare dall'Aula, venga in Aula e spieghi
queste variazioni ma compiutamente, capitolo per capitolo,
spiegando le motivazioni e le finalità in maniera compiuta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà. La sua brevità è notoria e molto apprezzata dalla
Presidenza e dall'Aula tutta.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un minuto
e mezzo così confermerò quanto è nelle sue aspettative.
Presidente, sono felice che questo percorso abbia portato
all'approvazione degli articoli precedenti, e di qui a poco
approveremo anche l'articolo 4, e mi rifaccio alle parole del
presidente Vinciullo: da domani i Pip non avranno alcun problema,
procederemo alla stabilizzazione dei forestali, stranamente però il
presidente Graffeo della Corte dei Conti, mentre Cracolici era
seduto là, ha detto che nessuna stabilizzazione ci potrà mai essere
per i forestali, visto che volevo comunicare all'assessore Marziano
- ora le manderò la mia foto con whatsapp -, lei lo può dire a
tutti, può fare i manifesti, le pago - se me la porta - la fattura,
metta i manifesti che ho votato contro ed avrei bocciato questa
schifezza che abbiamo poco fa certificato, abbiamo fatto il primo
bonifico alla Valle d'Aosta sulle accise pari a 70 milioni.
E noi cosa prendiamo? Zero. La Valle d'Aosta è un buco rispetto
alla popolazione che ha la Sicilia, che prende zero; questo è uno
dei vostri successi. Sono felice di dire che l'avrei non solo
bocciato, anche strappato se lo avessi avuto tra le mani, non l'ho
nemmeno voluto leggere, assessore Marziano, quindi, sa ci metto
sempre la faccia, piuttosto pensate voi, ora che ci sono questi 500
milioni, il mio pensiero va a tutte le persone che sono state
travolte nel settore della formazione con le loro famiglie da
questo Governo regionale, penso ai concorsi alla sanità che avete
promesso e che ancora non espletate; lo dite, fate capire,
ammiccate, tipico atteggiamento da campagna elettorale, penso alle
scuole paritarie che attendono un disegno di legge che gira per
questo Palazzo e non atterra mai - ricordo ordini del giorno,
risoluzioni, riunioni -, continuate con la campagna elettorale.
Questi 500 milioni li potete sbandierare - falsi - per una
settimana perché non è nuovo gettito, non è nuovo trasferimento, in
sostanza sotto alcuna forma, in materia economico-finanziaria, è
una nuova risorsa da iscrivere nel bilancio di questa Regione.
Questo è il tema.
E le partecipate? Come non pensare alle persone, al personale di
Sviluppo Italia Sicilia? Ora dovete risolvergli il problema Come
non pensare al Cerisdi? Ora glielo dovete risolvere il problema
Fate arrivare la riforma su Riscossione Sicilia? L'ultima norma
approvata si impegnava a portare, qua, entro un tempo stabilito
dall'Assemblea, il nuovo piano, ma dov'è questo nuovo piano? Dov'è
questo nuovo piano? Fiumefreddo, ormai, non si può attaccare, non
lo attacca nessuno, è là e noi, da un eccesso ad un altro, dalle
offese ci siamo tirati stracci in faccia, ora siamo all'abbandono,
non si sa più il rapporto tra il proprietario unico che è la
Regione siciliana e cosa fa Riscossione Sicilia. Ci siamo persi di
vista
Così come la riforma definitiva sui forestali: non doveva arrivare
qua prima dell'estate? Ora ci sarà qualcuno che dirà: i forestali
accendono tutti gli incendi e, quindi, buttiamoli tutti a mare
Poi, appena si avvicina la campagna elettorale cominceremo a fare
capire e non capire che forse una riforma gliela faremo.
Io dico, presidente Ardizzone, che questo è uno straccio, non un
accordo E, oggi, abbiamo trasformato la Regione Sicilia, Regione a
Statuto speciale in una Regione a Statuto ordinario. E, oggi, dico
che, per quanto mi riguarda, sarei felice se la coalizione di cui
faccio parte fosse composta solo da Salvini, Fratelli d'Italia e
Forza Italia; non dobbiamo più rincorrere e mortificarci con
nessuno, chi è dall'altro lato legittimamente li rispetto, non
fanno niente di male, atti di responsabilità
GRECO GIOVANNI. E il Mpa
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo scusa, e il Mpa. Chi è da questa parte,
chi ha deciso di concorrere allo sviluppo della Sicilia, alla
salvezza di tutti i comparti della Regione siciliana, continui con
questi successi ma noi dobbiamo rimanere coerenti e non
mortificarci nel mendicare accordi a tutti i costi Buon lavoro
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
allorquando avevamo approvato la finanziaria era stata indicata, in
una tabella, una riduzione di spesa di circa 500 milioni. Questa
riduzione di spesa era supportata da una trattativa che doveva
avviarsi con lo Stato affinché venissero riconosciute delle somme,
cosa che peraltro, poi, è avvenuta con un metodo improprio, con un
metodo che ha, di fatto, trasformato lo Statuto della Regione
siciliana, infatti, adesso, la possiamo considerare, a tutti gli
effetti, una Regione a Statuto ordinario, così come tante altre che
ci sono in Italia e queste somme non sono state inserite nel
bilancio della Regione siciliana, così come era stato ipotizzato
allorquando era stata approvata la finanziaria, bensì si è visto il
Governo predisporre una manovra di tipo finanziaria, cioè dalla
manovra di carattere tecnico che, più volte, era stata annunciata
dal Governo e anche dal presidente Vinciullo si è passati ad una
manovra politica.
Credo che, di fatto, questa manovra politica si sia conclusa con
la soddisfazione di alcuni Assessorati, di alcuni Dipartimenti che
hanno avuto la necessità di rimpinguare le proprie ragioni, i
propri capitoli, mi permetto di dire di dubbio interesse pubblico,
se non finalizzati proprio a questioni di carattere particolare per
alimentare il supporto, le clientele e quant'altro necessita al
Governo per tenersi in vita e si è creata una manovra politica che
preclude qualsiasi supporto di natura tecnica-politica che dovrà
essere fatta in questo spezzone di fine anno perché credo che tali
e tante saranno le necessità che dovrà affrontare il Governo,
quando io mi sarei limitato a recepire sul piano tecnico la norma
che trasformava in spendibile le somme che erano state accantonate
con la formula dell'accantonamento negativo che, a mio parere, è
un'operazione assolutamente dannosa perché porta a spendere
risorse, è dannosa perché preclude qualsiasi iniziativa nei tempi
successivi che ci saranno per spese che saranno sopravvenute e
metterà in condizione, certamente, i siciliani di dovere attendere
altre risorse che non ci sono e che non ci saranno.
Per questi motivi, Presidente, per la slealtà del Governo nei
confronti del Parlamento che per l'ennesima volta non determina un
rapporto di lealtà con il Parlamento, non concorda le cose che
sono necessarie col Parlamento ma che, anzi, con un atteggiamento,
mi permetto di dire, truffaldino nei confronti del Parlamento ha
approvato una manovra che è finalizzata, lo dicevo poc'anzi ma lo
voglio ripetere, soltanto ad interessi personali di qualche
Assessore, noi su questo articolo 4 esprimiamo un voto
assolutamente negativo che potrà trovare certamente la sensibilità
anche di altri parlamentari dell'opposizione perché questa è una
manovra in senso puramente politico senza nulla di tecnico, volta
al soddisfacimento di Assessori, della maggioranza e di qualche
iniziativa che è soltanto di carattere personale.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera il
dibattito si è incentrato puntualmente, come ci aspettavamo su
questo passaggio in cui si è rievocato l'accordo tra lo Stato e la
nostra Regione a proposito di queste risorse finanziarie che
vengono vendute sui giornali da mesi e mesi.
Annuncio fin da ora che il mio Gruppo parlamentare non parteciperà
alla votazione; non abbiamo alcuna intenzione di essere sottoposti
a questa ratifica, a posteriori, che il Parlamento dovrebbe fare
attraverso l'approvazione di questo articolato.
Però, una cosa ci tengo a dirla: raccomando al Governo di avere
più rispetto non tanto del Parlamento ma dei siciliani perché
sventolare ed applaudire ad una norma che, carte alla mano, ci
costringe all'approvazione di riforme dettate dallo Stato, che ci
costringe a determinare su dove e come si devono disporre le
somme, beh, non è una vittoria, è una sconfitta per tutti e se
ancora questo Governo, che si mostra così contento e soddisfatto,
non si è reso conto di quello che c'è in giro, perché non sarà
accontentando qualcuno con una soddisfazione momentanea che andremo
a curare questo rapporto malato con lo Stato.
Qui si parla di numeri ed i numeri ci dicono chiaramente che
rispetto alle altre Regioni a Statuto speciale la nostra subisce un
torto ed un furto che è a carico dei cittadini e, quindi, andando
in giro per la Sicilia la mancanza dei servizi, la mancanza del
pagamento degli stipendi per servizi erogati, il ritardo sul
percorso di stabilizzazione delle migliaia di precari non create da
noi, di certo, non è che spariscono perché voi vendete una
vittoria, una vittoria che non c'è; le magagne continuano ad
esserci e non sarà rilanciando al ribasso nei riguardi di Roma con
questi accordi fatti negli sgabuzzini anziché venire a discutere
qui nel Parlamento prima di andarlo a firmare che cambieranno le
cose. Non è così che si sistemano i problemi
Come dicevo, non parteciperemo alla votazione, vi lasciamo tutto
il palcoscenico, godetevi questa soddisfazione, continuate a
vendere ghiaccioli agli eschimesi. Ma i siciliani non sono
eschimesi
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo con grande
delusione il voto che ci ha preceduto poc'anzi, che ha preceduto il
mio intervento, perché davvero penso che una volta di più,
purtroppo, questa parte di questa classe politica siciliana si
dimostra non all'altezza del compito per la quale è stata chiamata
ad essere in questo Parlamento.
E, purtroppo, presidente Ardizzone, ad essere svilito è stato
davvero questo Parlamento. Ho tra le mani il decreto legislativo
114 riguardante la Sardegna dove, nelle premesse, viene indicato:
visto il parere del Consiglio regionale della Sardegna espresso il
primo febbraio 2016, cioè prima della conclusione e della firma del
contratto il Presidente della Regione Sardegna ha sentito il dovere
di sentire il Consiglio regionale e di chiedergli un parere.
Non vi è stato alcun parere, alcuna partecipazione di questo
Parlamento e non vi è stata, diciamo, alcuna possibilità di
interloquire. E mi dispiace che il voto che ci ha preceduto si sia
consumato in una spaccatura tra opposizione e maggioranza. Quello
che si continua a non capire, purtroppo, in quest'Aula è che qui in
gioco non vi è una questione di destra o di sinistra, o di
maggioranza ed opposizione. Una volta per tutte i siciliani
dovrebbero essere tutti da una parte.
E ringrazio nuovamente, l'ho fatto nel corso del mio intervento
della settimana scorsa, l'onorevole Angelo Capodicasa che,
coraggiosamente, così come nel novembre del 2014 definì la nomina
di Baccei - assessore voluto dal Governo romano -, un fatto mai
accaduto nella storia di questa Regione siciliana come un attacco
all'autonomia , oggi, definisce l'accordo con lo Stato una
truffa .
E vedete, cari onorevoli colleghi, gli effetti di tutto questo si
protrarranno negli anni, saranno effetti, come dire, non
dirompenti, perché non vi sarà possibilmente la chiusura di enti,
non verranno molto probabilmente cacciati degli stagionali, ma
verrà semplicemente accompagnata ancora questa Sicilia in una lenta
morte, accompagnata pian piano con il minimo indispensabile.
Perché? Lo diceva poc'anzi un collega di antiche elezioni interne
di questo Parlamento, ci è stato concesso il minimo ed
indispensabile per pagare stipendi. Questo è il grande accordo che
è stato portato avanti.
Ed ho avuto modo, lo dico ai colleghi ed ai siciliani che ci
guardano, di vedere un intervento del Presidente della Regione
Mattarella, in questi giorni, eletto nel '78. Proprio al momento
della sua elezione parlava di risolvere la crisi finanziaria che
attanagliava la Regione, parliamo del 1978 onorevoli colleghi.
Vedete, oggi, qui parte di questo Parlamento festeggia perché
l'accordo voluto da Roma è passato surrettiziamente col voto di
qualche deputato che si dimentica forse i quartieri popolari e le
città da cui proviene.
Ma il punto è questo cari colleghi onorevoli e caro presidente
Ardizzone: qui potremmo andare avanti fino al 2078 e si parlerà
sempre di crisi finanziaria. Lo Stato avrà l'interesse da un lato a
non fare fallire una Regione che ha 5 milioni di abitanti, che
raffina il 50 per cento degli idrocarburi utilizzati in questo
Paese, che ha l'elettrodotto che collega il Nord Africa con
l'Europa, che detiene dal punto di vista logistico alcuni dei porti
e degli interporti più importanti del Mediterraneo, dall'altro avrà
interesse a continuare ad alimentare una classe politica inserita
all'interno dei partiti nazionali. Ascara che si vende al padrone
di turno che, oggi, si chiami Renzi, o che ieri si chiamava
Berlusconi.
E questo atteggiamento, onorevoli colleghi, lo si vede su tutto:
su una maggioranza che ha ridato il via ai parchi eolici, in questa
Regione, perché si stanno nuovamente autorizzando parchi eolici di
società private del Nord Italia, che saccheggiano il nostro
territorio, perché questo Governo sta nuovamente autorizzando i
termovalorizzatori che vengono costruiti e verranno costruiti da
grossi gruppi del Nord che riceveranno miliardi di euro di questo
povero popolo. E la storia non cambierà mai, quando ancora questa
classe politica continuerà ad utilizzare il consenso che una Terra
generosa e disperata gli dà, solo ed esclusivamente, per
accontentare il potente di turno che, puntualmente, saccheggia
questa Terra.
Ecco perché, Presidente, non sono deluso per l'esito della
votazione, sono deluso per una classe politica che, ancora oggi nel
2016, non prende atto che i tempi sono cambiati e che è giunto il
momento che questa Regione ottenga realmente quanto è di sua
spettanza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi abbiamo
assistito, in quest'Aula, ad un episodio molto triste. E l'episodio
triste è stato rappresentato da quegli applausi di una classe
politica miope, irresponsabile, che spesso si nasconde dietro il
potente di turno e che nasconde
TURANO. Irresponsabile, onorevole Formica?
FORMICA. Onorevole Turano, non mi riferivo a lei. Ma se lei si
offende, mi conferma che mi riferivo anche a lei.
Allora, dicevo, di una classe politica che non riesce a scrollarsi
di dosso quella paura antica che la fa propendere spesso per la
soluzione prendiamoci almeno questo, perché altrimenti ci tolgono
anche questo , anche nel momento in cui ci umiliano, anche nel
momento in cui ci tolgono persino le risorse previste dalle leggi,
dallo Statuto e dalla Costituzione, siamo lì ad applaudire
l'Assessore, il plenipotenziario del governo Renzi che è qui, in
quest'Aula, e che di fronte alla richiesta minima, minimale di
cambiare, o per lo meno, di non scrivere, nella norma che doveva
essere approvata, il riferimento a quel fatto tra il Presidente
della Regione ed il Governo nazionale, ha minacciato che se veniva
cambiata anche una virgola di quel famigerato patto, lui avrebbe
ritirato l'intero articolo 3.
Cosa testimonia questo fatto? Testimonia il fatto che, ormai,
questo Governo è inesistente e calpesta la dignità del Parlamento e
dello Statuto siciliano perché, altrimenti, come minimo, prima di
andare a firmare quel patto scellerato che, di fatto, ci sottrae
almeno 3 miliardi di euro, sarebbe dovuto venire in Parlamento,
portare la questione in Parlamento e lasciare decidere a questo
Parlamento quali dovevano essere i contorni della trattativa. Non
lo ha fatto e, oggi, l'assessore Baccei col suo diktat ha
dimostrato una cosa: che tutto ciò che dicevamo e che abbiamo detto
a proposito di questo famigerato patto era vero perché anche di
fronte ad ipotesi di mediazione, attenzione, che tendevano a
salvaguardare le entrate finanziarie, pur se secondo noi ridotte,
secondo noi prive almeno di 1 miliardo di euro, ma che tendevano a
salvaguardare dal punto di vista tecnico le entrate finanziarie e
toglievamo semplicemente il riferimento al patto
Ma a quale patto? Ad un patto firmato da una persona che non ha
avuto neppure, non dico la dignità, ma il fair play di andare in
Parlamento prima. Quindi, un patto inesistente perché non avallato
da tutti gli organi che compongono questa Regione. C'è il
Presidente della Regione e c'è il Parlamento, sono ambedue eletti
dai siciliani.
Quindi, oggi abbiamo scritto veramente una pagina buia. Per di
più, nel momento in cui persino a Roma si sta discutendo, perché la
questione è stata sollevata sulla legittimità di quel patto e
pertanto, domani, in Commissione Bilancio alla Camera continuerà
l'audizione ed il dibattito circa la costituzionalità o meno di
questo patto che prevede, unilateralmente, una modifica dello
Statuto - il che non è possibile, ma intanto di fatto è così - noi
da perfetti imbecilli, da perfetti schiavi, oserei dire, coloro che
hanno votato a favore, hanno avallato in anticipo ciò che ancora lo
stesso Governo nazionale, cioè anche il Parlamento nazionale, non
si appresta ad avallare perché ha dei dubbi circa la
costituzionalità di ciò che si sta mettendo in campo. Ma si può
essere più schiavi di così?
Pertanto, io annuncio che l'intera opposizione uscirà dall'Aula e
non parteciperà a questa vergogna. Questa vergogna ve la votate
voi Poi, spiegherete a tutti i siciliani, a tutte le categorie che
avete massacrato in questi anni, gli effetti nefasti di questa
regalia. Come si suol dire: mangia che tu poi mangi . Ve lo
spiego in italiano: ci hanno sottratto tre miliardi in questi
ultimi anni e ora ci danno un osso di 500 milioni. E noi dovremmo
avallare questa porcheria? Questa porcheria ve la votate voi e lo
spiegherete voi Questa come tutte le altre vergogne che avete
messo in campo in questi anni
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Gradirei
l'attenzione della Commissione e del Governo perché abbiamo una
serie di emendamenti alle tabelle.
Si passa all'emendamento TAB 1, a firma degli onorevoli Falcone,
Assenza e Federico.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Trattandosi di regolazione
contabile non sono comprimibili, per cui non c'è copertura.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento TAB 2. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Questi sono fondi alimentati
dallo Stato, per cui se si volessero prendere le somme bisognerebbe
dare la copertura con fondi regionali e ad oggi non ci sono; per
cui, non c'è copertura.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, il fondo pluriennale vincolato non è
altro che un fondo che è stato introdotto dal 118 del 2011 e serve
per finanziare spese che si ripetono nel tempo, in più anni,
infatti si chiama pluriennale.
Per questo motivo, questo fondo può servire per varie iniziative,
per finanziare l'edilizia, come in questo caso, ma potrebbe
finanziare opere artigianali, opere di efficientamento energetico,
opere di edilizia pubblica o di edilizia scolastica. Inserire in
una variazione di bilancio tecnica, proprio come norma tecnica,
questo fondo e questi limiti di impegno che rappresentano un fatto
squisitamente politico, è per noi un atto eccessivo da parte del
Governo.
Quindi, sono fondi che possono essere spostati all'assestamento di
bilancio. Non a caso noi abbiamo presentato emendamenti di
azzeramento di questi capitoli perché poi nell'assestamento di
bilancio l'Assessore, dopo averli valutati, li inserirà. Non fanno
gioco nella variazione di bilancio tecnica perché o è tecnica o è
politica. Se è tecnica questi titoli di spesa non dovrebbero
entrare, se poi è politica, allora possiamo entrare e, quindi,
discrezionalmente li vogliamo azzerare. Quindi, signor Presidente,
le chiedo di farli votare.
PRESIDENTE. Ma se mi dice che non c'è la copertura
FALCONE. Non è questione di copertura
PRESIDENTE. Sono fondi statali.
FALCONE. Non è vero, non è vero
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Tab. 3. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento Tab. 4. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento Tab. 5. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento Tab. 6. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento Tab. 7. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Non c'è copertura.
PRESIDENTE. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento Tab. 8. E' inammissibile.
Si passa all'emendamento Tab. 9. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. C'è qualche emendamento che è
tecnicamente ammissibile. La posizione del Governo su tutti questi,
indipendentemente da chi li abbia presentati, è di mantenere quello
che era stato previsto in legge di stabilità regionale votata
dall'Assemblea.
Eventuali variazioni si fanno in assestamento. Non andrei ora a
spostare soldi da una parte all'altra. Sono contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei è il primo firmatari
dell'emendamento Tab. 9 che è formalmente ammissibile. L'Assessore
dice di rinviare la discussione alla variazione di bilancio.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Assessore, capisco quali sono i suoi intendimenti, però le
chiedo se può prendere l'impegno successivamente di aumentare lo
stanziamento, perché l'ente nazionale sordomuti vive una situazione
di disagio totale. Le dico che non ce la fanno, probabilmente,
nemmeno a pagare gli stipendi.
Se le risorse rimangono quelle che sono state stanziate nella
legge di stabilità, con l'impegno nel futuro a breve termine di
aumentare le risorse, lo ritiro.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDEDNTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Onorevole Tamajo, prendo
l'impegno di fare, come con tutti gli altri, una manovra di
assestamento dove ci saranno una serie di priorità che valutiamo
insieme.
In questo momento non so dire se è prioritario l'ente sordi, i
consorzi di bonifica, le ex province, la formazione. Non sto
dicendo di no e non sto dicendo di sì a nessuno, sto dicendo che ci
sarà una manovra di assestamento, faremo una proposta come Governo
in cui considereremo, ovviamente e prioritariamente, anche questo
ente insieme alle altre priorità. Poi, facciamo una proposta, poi è
la Commissione e poi l'Aula che decide.
Ci sarà un assestamento in cui sarà considerata insieme alle
altre.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Si passa all'emendamento Tab. 10. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Ripeto quello che ho detto: sono
contrario perché queste valutazioni le faremo in assestamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere contrario e motivato del Governo e della
Commissione, a maggioranza, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Tab. 11. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, per trovare
la copertura sul fondo etico occorre fare quella manovra che stiamo
facendo, anche stamattina in Commissione Bilancio ; per cui, come
è formulato ed essendo a gestione separata non possiamo prendere
fondi direttamente, quindi manca la copertura.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ritengo
che ci sia la copertura finanziaria perché è un capitolo che non è
stato utilizzato.
La copertura finanziaria c'è perché trattasi di una manovra che
può essere fatta tranquillamente in quest'Aula. Cosa diversa è se
lei ritiene che tutte le operazioni di variazione di bilancio vanno
fatte.
A me corre l'obbligo di rappresentare che questo emendamento è un
emendamento che consente alle aziende agricole per le quali oggi
devono rientrare dei conguagli per il 2012, 2013, 2014 e 2015, con
il sotteso che in alcuni consorzi è arrivato a 90 euro l'ettaro, e
siccome questi smetteranno di irrigare possibilmente prima di
iniziare perché non sono in condizione, devo prendere atto che
l'Assessore per l'economia dà, sostanzialmente, parere negativo per
un settore che è in affanno e che costituisce il settore primario
di questa Regione dove fra le aziende agricole ci sono migliaia e
migliaia di ettari di terreno coltivati a biologico.
Il tema qual è? Se dobbiamo fare agricoltura senz'acqua o l'acqua
deve costare più di 24-25 centesimi al metro cubo, gradirei che
avesse la stessa sensibilità che ha per le scuole private. Gradirei
che il mondo dell'agricoltura lo trattasse esattamente allo stesso
modo.
Considero questo suo blocco, questa sua dichiarazione negativa non
tecnica ma uno schiaffo profondo a quel comparto che ho il dovere
di rappresentare in quest'Aula.
Gradirei che lei, Presidente, rivedesse e sospendesse l'Aula un
minuto per vedere se tecnicamente è possibile considerare
emendabile.
GRECO GIOVANNI. Chi ha messo questo tesserino, se avete comunicato
che è assente? L'onorevole Germanà è assente ed il tesserino è
rimasto inserito per tutta la seduta
PRESIDENTE. Onorevole Greco, ne va dell'onorabilità dell'Aula. A
me risulta assente l'onorevole Germanà. Qui c'è la votazione.
Evitiamo di enfatizzare cose che non esistono Nel momento della
votazione elettronica risulta assente.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, provo a
calmare gli animi, visto che si stanno surriscaldando senza motivo.
L'onorevole Germanà era presente ad inizio seduta, ha inserito il
tesserino regolarmente; dopo è andato via.
GREGO GIOVANNI. Non è vero Ad inizio di seduta non c'era
CASCIO FRANCESCO. Onorevole Greco, sono testimone oculare; dopo è
andato via ed il tesserino è rimasto, come consuetudine, inserito.
PRESIDENTE. Risulta assente.
CASCIO FRANCESCO. Sto dicendo quello che sta dicendo lei,
Presidente; sto cercando di calmare gli animi. Al momento del voto
non c'era, quindi non poteva essere presente. Quindi, non capisco
dove sta la polemica.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 19.48)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, considerata l'ora, la seduta è rinviata a
martedì, 12 luglio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il
triennio 2016-2018. Disposizioni varie . (n. 1213/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
III -Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
ZAFARANA - ZITO
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Valorizzazione del demanio trazzerale . (n. 349/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) - Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana . (n.
854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
V -Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
VI - Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA
PAPALE - FIGUCCIA
VII -Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI ZAFARANA - ZITO
VIII -Discussione della mozione:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO
FALCONE - TAMAJO
IX - Discussione della mozione:
N. 548 - Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche.
(8 marzo 2016)
LENTINI - LO GIUDICE - CIMINO - CASCIO S.
La seduta è tolta alle ore 19.48
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio