Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 16.46
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della seduta
precedente sarà data lettura in altra seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, vi
chiedo due minuti di attenzione perché voglio rappresentare,
soprattutto al Presidente dell'Assemblea e agli Uffici, non tanto
un fatto che è legato al DPA n. 38 del 2015 e, quindi, la necessità
di ripetere da parte dell'Assemblea alcune somme che sarebbero
nella dotazione dei gruppi - io so bene che non avendo impugnato il
DPA in oggetto, la disciplina è questa - però, so bene anche che
nessuna pronuncia della Corte dei Conti aveva dato indicazioni che
queste spese ricadessero sul contributo ai gruppi parlamentari. E
so anche, altrettanto bene, che in nessun Consiglio regionale e in
nessuna Regione d'Italia queste spese vengono addebitate ai gruppi.
Però capisco che è un fatto di legalità e, quindi, ci dobbiamo
adeguare; anche se non nascondo che, nel momento in cui queste
somme verranno trattenute, valuterò insieme a qualche collega
civilista la possibilità di accedere al rito ordinario -
eventualmente, appunto, in sede civile - per comprendere se la
questione possa essere meglio dipanata.
Però il tema vero del mio intervento, e dei due minuti che ruberò
all'Aula, e sui quali chiedo l'attenzione soprattutto della
Presidenza, riguardano - a proposito di legalità - un'altra
questione, Presidente Ardizzone, perché ho ricevuto, così come
tutti i capigruppo che sono in indirizzo, una lettera da un noto
avvocato palermitano che scrive per ricordare, appunto ai
capigruppo, che il 29 maggio del 2015 è stata emessa una sentenza
da un Tribunale italiano, dal giudice del lavoro, che riconosceva a
un dipendente della Fondazione Federico II - del quale non faccio
il nome per ragioni di privacy - il secondo livello del contratto
collettivo nazionale di lavoro.
Riconosceva questo secondo livello a partire dal 4 agosto 2007. E
quindi una sentenza di un Tribunale italiano intimava alla
Fondazione il pagamento delle differenze retributive a decorrere
dal 4 maggio 2007, la rivalutazione monetaria e gli interessi
legali. Il tutto a carico - onorevole D'Agostino - della Fondazione
Federico II.
La sentenza è stata depositata e notificata niente meno che il 17
luglio 2015. Vi è stata una regolare messa in mora, e si è
contestata l'azione esecutiva alla Fondazione Federico II - della
quale, ricordo, il Presidente Ardizzone è legale rappresentante,
mentre il Direttore generale è il Dott. Forgione.
Ebbene, rispetto alle rimostranze del legale del dipendente, con
una sentenza ormai irrevocabile, è stata data una risposta il
31/03/2016, al dipendente ed al suo legale, nella quale il
Direttore generale diceva che il dipendente avrebbe agito, - udite
udite -, in maniera illegittima ed arbitraria perché non si era
curato, o meglio aveva rifiutato di curare l'invio alle scuole ed
ai Tour operator - per mail o per fax - della documentazione
concernente l'autorizzazione delle visite didattiche firmate dallo
stesso direttore generale della Fondazione.
Anche questa motivazione è destituita di qualunque fondamento
perché, come è stato dimostrato, nonostante non fosse nelle sue
mansioni, né prima né dopo la decisione del giudice del lavoro, il
dipendente in argomento aveva, - via fax e via e-mail -,
assecondato i voleri del Direttore generale inoltrando, come è
stato dimostrato, cartolarmente, ex tabulas, via fax e per e-mail,
quanto gli era stato richiesto dal Direttore generale.
Allora, siccome siamo, ormai, al limite della rilevanza penale,
perché si tratterebbe di una sentenza non eseguita dopo quasi un
anno e mezzo - ormai irrevocabile -, io credo che lei, Presidente
Ardizzone, non ne fosse a conoscenza prima di oggi, perché
l'incartamento ed il rapporto è stato curato con il Direttore
generale, credo fosse mio dovere, oltre che dovere di tutti i
capigruppo, mettere a conoscenza lei, che è il legale
rappresentante della Fondazione Federico II, lei che è il custode
della legalità in questo palazzo, che c'è una sentenza di un
tribunale italiano non eseguita da oltre un anno e mezzo.
Credo che oggi lei ne è a conoscenza, sono certo che lei darà
seguito a questa sentenza. Attendo gli sviluppi.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi non è un intervento
strumentale, né un intervento per fare perdere tempo, ma è un
intervento per denunciare un fatto grave che si sta verificando da
alcuni mesi.
Come lei sa questo Parlamento, alcuni mesi addietro, ha votato
l'istituzione di una Commissione parlamentare di indagine sulle
criticità ambientali della Valle del Mela. Da allora questa
Commissione, insediatasi nel corso del 2016, ha chiesto ai
ministeri competenti e, soprattutto, ai vari assessorati competenti
e agli enti preposti alla tutela e al monitoraggio ambientale, di
avere la documentazione necessaria per permettere a questa
Commissione, in maniera compiuta, di poter svolgere la propria
attività.
Questa Commissione ha ottenuto celermente e rapidamente la
documentazione chiesta al Ministero dell'Ambiente, e alle varie
istituzioni nazionali che nel giro di una ventina di giorni, hanno
mandato la copiosa documentazione richiesta, così come ha risposto
l'Assessorato del territorio e ambiente, per la parte di
competenza, ma questa Commissione non riesce ad avere la
documentazione chiesta all'Assessorato dell'energia.
Non solo, Presidente, ma benché convocati ormai per la quarta
volta consecutivamente sia l'Assessore Vania Contrafatto che il
direttore generale, non si presentano in Commissione e non mandano
la documentazione richiesta.
Per vie informali, Presidente, veniamo a sapere da parte di alcuni
funzionari dell'Assessorato stesso che la relazione con la
documentazione che la Commissione ha chiesto è pronta sin dal mese
di maggio, è alla firma dell'Assessore, e non viene inviata.
Noi abbiamo comunicato alla Presidenza stessa l'esistenza di
questa grave stortura - oserei dire di questo impedimento al
funzionamento della Commissione stessa - quindi la preghiamo signor
Presidente nella sua qualità, di intervenire per preservare il voto
espresso da questo Parlamento, per far sì che la Commissione possa
svolgere compiutamente il lavoro che è stato affidato.
Comunicazione relativa a causa di incompatibilità
di deputato con il mandato parlamentare
Presidenza del Presidente Ardizzone
Commissione Verifica Poteri
Comunicazione relativa a causa di incompatibilità
di deputato con il mandato parlamentare
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno che reca:
Verifica Poteri - Comunicazione relativa a causa di
incompatibilità di deputato con il mandato parlamentare .
Comunico, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 51 del
Regolamento interno dell'Assemblea e 10 sexies, comma 1, della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni,
che la Commissione per la verifica dei poteri, nella seduta n. 21
del 13 luglio 2016, dopo avere esaminato i relativi documenti, ha
deliberato, all' unanimità, di dichiarare l'insussistenza della
situazione di incompatibilità sollevata, con reclamo presentato da
Apprendi Giuseppe, nei confronti del deputato on. Francesco Riggio.
A termini dell'art. 51 del Regolamento interno, l'Assemblea prende
atto della deliberazione di compatibilità con il mandato
parlamentare testé comunicata, la quale non può mettersi in
discussione, salva la sussistenza di motivi preesistenti e non
conosciuti al momento della deliberazione adottata dalla
Commissione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Currenti.
L'Assemblea ne prende atto.
sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge Adesione del comune di Gela alla Città
metropolitana di Catania. Variazione territoriale. (n. 1190/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione, ai sensi dell'art. 64, comma 3, del Regolamento
interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del disegno di legge Adesione del comune
di Gela alla Città metropolitana di Catania. Variazione
territoriale . (n. 1190/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno recante:
Discussione ai sensi dell'art. 64 comma 3 del Regolamento interno
sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge Adesione del comune di Gela alla
Città metropolitana di Catania. Variazione territoriale . (n.
1190/A).
Onorevoli colleghi, vi anticipo che a seguire abbiamo il III punto
sempre di identico oggetto: Adesione del Comune di Piazza Armerina
alla città metropolitana di Catania, variazione territoriale .
Al IV punto discussione ai sensi dell'art. 64, comma 3, del
Regolamento interno sulla proposta della Commissione di non
passaggio all'esame degli articoli. Disegno di legge: Adesione del
Comune di Niscemi.
Invito gli Uffici a distribuire la copia dell'ordine del giorno.
Ripeto, dal punto II al punto V abbiamo la discussione di disegni
di legge di variazione territoriale in ordine alla città
metropolitana di Catania. Sono quattro disegni di legge distinti:
comune di Gela, comune di Piazza Armerina, comune di Niscemi e
comune di Licodia Eubea.
Comunico, - se evitiamo di fare confusione, ma su questo riferirà
la I Commissione, e invito la stessa a prendere posto nell'apposito
banco -, che in base all'art. 64 del Regolamento interno, che leggo
testualmente: 3. Qualora un disegno di legge sia stato respinto
dalla commissione competente, la discussione in Assemblea ha luogo
sulla proposta della commissione di non passaggio all'esame degli
articoli, che dopo la discussione, viene posta ai voti.
4. La reiezione della proposta comporta il rinvio del disegno di
legge, per l'esame dell'articolato, alla commissione, la quale
riferisce entro 60 giorni.
Quindi, onorevoli colleghi, sui singoli disegni di legge si farà
una discussione unificata però poi la votazione deve essere
differente.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, prendo la parola per chiarire ai colleghi che
non fanno parte della I Commissione quali sono i punti della
questione, che appaiono un po' ingarbugliati, perché ingarbugliato
e travagliato è stato il disegno di legge sui liberi consorzi. Si è
partito con un disegno di legge che aveva una sua struttura e una
sua impalcatura, e si è arrivati ad un altro disegno di legge che
ne ha un'altra completamente diversa. E lo voglio ricordare. La
prima impalcatura del disegno di legge sulle province prevedeva e
dava la possibilità reale di istituire nuovi liberi consorzi e, di
fatto, confermando i nove liberi consorzi, sommava le tre città
metropolitane.
Successivamente, questo disegno di legge è stato completamente
modificato, nel senso che le tre città metropolitane rappresentano
le intere province di Palermo, Catania e Messina. Il perimetro
della città metropolitana corrisponde al perimetro delle province,
per cui vi sono attualmente tre città metropolitane e sei liberi
consorzi.
Nel momento in cui viene posto il quesito referendario alle
popolazioni di Gela, di Niscemi, di Licodia Eubea e di Piazza
Armerina, lo stesso è posto ai cittadini sull'adesione al libero
consorzio di Catania, non alla città metropolitana di Catania.
Però, al di là di questo, il legislatore ha sanato questo vulnus
con una norma transitoria dicendo che vero è che il quesito
referendario originario non era quello per cui ci stavamo
pronunciando, ma i consigli comunali, votando a maggioranza
assoluta, potevano deliberare, e il consiglio comunale - non so se
la fattispecie giuridica è prevista, però questa è la legge -
confermava quel referendum che era di altra natura.
Quando il disegno di legge è arrivato in Commissione, la stessa
non ha disquisito sul fatto della costituzionalità o meno del
disegno di legge e del quesito referendario, ma è entrata nel
merito squisitamente tecnico, Presidente, nel senso che l'articolo
2 prevede un passaggio di competenze economiche, di personale,
quindi vi sono delle poste, sia negative che positive, che vanno a
carico o della città metropolitana o dei liberi consorzi.
La Commissione ha chiesto al Governo se vi era un quadro
sinottico, un report, una tabella per capire se questo meccanismo
metteva in discussione la funzionalità successiva degli altri
liberi consorzi. Perché è chiaro a tutti che quando centomila
abitanti del libero consorzio di Caltanissetta transitano nel
libero consorzio di Catania gli effetti sono duplici. Abbiamo una
sovraesposizione su Catania e una sottoesposizione su
Caltanissetta. Il personale come verrà distribuito? Anche perché i
commissari sono stati richiamati, anche da parte della Corte dei
Conti, a mettere in atto delle procedure per mettere in sicurezza i
conti delle province, e tra le principali procedure vi è quella del
piano degli esuberi.
La Commissione non capiva come poteva la provincia, pardon, il
libero consorzio di Caltanissetta fare un piano di esuberi, non
avendo già diviso a priori le competenze tra il territorio di Gela
e Niscemi e le province di Caltanissetta.
Allora, tutti questi eventi hanno fatto sì - è stato chiesto più
volte al dirigente generale e all'Assessore che erano presenti -
che necessitava un ulteriore approfondimento, quindi la Commissione
ha ritenuto di non votarle, di non passare all'articolato per una
carenza istruttoria sul disegno di legge, quindi per un fatto
squisitamente tecnico, non volendo né mortificare i cittadini dei
territori sopramenzionati e anche perché, devo dire e lo ripeto, lo
ribadisco per un ulteriore volta, quel referendum non era riferito
a questo quesito, era tutt'altra cosa.
Ora, in termini procedurali è chiaro che non avendo votato il
passaggio all'articolato, questo ai sensi dell'articolo 46 del
Regolamento va in Aula.
Penso, che la discussione può essere unificata per tutti e quattro
i disegni di legge, perché ripeteremmo esattamente le stesse cose
l'un per l'altro.
La Commissione non ha, in questo momento, fatti ulteriori che gli
possono chiarire quel quadro e quelle risposte che volevamo da
parte del Governo.
Quindi, da questo punto di vista, la Commissione si rimette
all'Aula, perché già si è espressa, sarebbe ultroneo dire, si
riesprime nuovamente, però è chiaro che tutti quei dubbi permangono
e sono cogenti alla discussione.
PRESIDENTE. E' chiaro l'intervento del Presidente della
Commissione, ha fatto bene a richiamare l'articolo 64, perché il
parere è negativo e quindi formalmente di non passaggio all'esame
degli articoli.
Dichiaro chiuso il dibattito sul disegno di legge n. 1190/A e
pongo in votazione la proposta della Commissione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto della
proposta della Commissione di non passaggio all'esame degli
articoli del Disegno di legge: Adesione del comune di Gela alla
Città metropolitana di Catania. Variazione territoriale . (n.
1190/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 51
Contrari 14
Astenuti 0
(E' approvata)
interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame
degli articoli del disegno di legge Adesione del comune di Piazza
Armerina alla Città metrpolitana di Catania. Variazione territoriale.
(n. 1191/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del Disegno di legge: Adesione del comune
di Piazza Armerina alla Città metropolitana di Catania. Variazione
territoriale . (n. 1191/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del Disegno di legge: Adesione del comune
di Piazza Armerina alla Città metropolitana di Catania. Variazione
territoriale . (n. 1191/A).
La pongo in votazione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, anche ai fini non procedurali, ma ai
fini del buon senso, c'è stata una discussione unica, le
motivazioni sono uniche, l'Aula ha votato, buon senso e logica
vorrebbe che si prosegua.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale della
proposta della Commissione di non passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge n. 1191 Adesione del comune di
Piazza Armerina alla Città Metropolitana di Catania. Variazione
territoriale'. Chi vota a favore della proposta della Commissione
preme il pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 49
Contrari 15
Astenuti 1
(E' approvata)
interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame
degli articoli del disegno di legge Adesione del comune di Niscemi
alla città metropolitana di Catania. Variazione territoriale.
(n. 1192/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del Disegno di legge: Adesione del comune
di Niscemi alla Città metropolitana di Catania. Variazione
territoriale . (n. 1192/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del disegno di legge: Adesione del comune
di Niscemi alla Città metropolitana di Catania. Variazione
territoriale . (n. 1192/A)
La pongo in votazione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale della
proposta della Commissione di non passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge n. 1192/A Adesione del comune di
Niscemi alla Città metropolitana di Catania. Variazione
territoriale'. Chi vota a favore della proposta della Commissione
preme il pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 48
Contrari 15
Astenuti 1
(E' approvata)
interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame
degli articoli del disegno di legge Adesione del comune di Licodia
Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione territoriale
(n. 1193/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del disegno di legge: Adesione del comune
di Licodia Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione
territoriale (n. 1193/A)
PRESIDENTE. Si passa al V punto all'ordine del giorno:
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del disegno di legge Adesione del comune
di Licodia Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione
territoriale (n. 1193/A).
La pongo in votazione.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio palese della
proposta della Commissione di non passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge n. 1193/A Adesione del comune di
Licodia Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione
territoriale'. Chi vota a favore della proposta della Commissione
preme il pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 47
Contrari 15
Astenuti 1
(E' approvata)
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro
l'astensione del voto, perché essendo la proponente del disegno di
legge dichiaro ufficialmente che mi sono astenuta.
PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Palmeri e Trizzino.
L'Assemblea ne prende atto.
tico Sperimentale della Sicilia (nn. 537-567/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge nn. 537-567/A Riordino
dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia
PRESIDENTE. Si passa al VI punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge Riordino
dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (nn. 537-
567/A), posto al numero 1).
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
alla trattazione di questo punto indicato all'ordine del giorno, mi
permetto di chiedere all'Aula, anche in relazione a quelli che sono
una serie di aspetti che riguardano questo disegno di legge, circa
alcune parti che non sono state puntualizzate.
Nulla per esempio è stato detto sulle prestazioni, il tariffario,
le analisi di laboratorio, non si affronta il coordinamento con i
servizi veterinari della Regione, la governance dell'Istituto, non
si affronta la fondamentale questione dei controlli di qualità,
assieme ad un'altra realtà che riguarda il cosiddetto disegno di
legge n. 106, in discussione al Parlamento nazionale. Ritengo che,
per rendere anche un senso di maggiore razionalità al percorso
della stessa legge, di fare in modo che il disegno di legge torni
in Commissione perché possa approfondire gli aspetti che non sono
stati oggetto di trattazione e perché si possa anche capire qual è
l'orientamento che viene dal disegno di legge nazionale al quale
dovremmo fare riferimento.
Pertanto chiedo che venga rinviato ai sensi dell'articolo 121
quater, in Commissione, per essere affrontata la problematica che
non emerge dallo stesso disegno di legge e perché, nello stesso
tempo ci sia anche la possibilità di raccordarsi a quello che è a
la norma a livello nazionale va a essere definita.
PRESIDENTE. C'è una richiesta da parte di un Capogruppo, formulata
ai sensi dell'articolo 121 quater, di rinvio in Commissione, per le
motivazioni che ha appena addotto.
Hanno chiesto di intervenire su questa proposta l'onorevole
Falcone e l'onorevole Digiacomo. Uno a favore l'altro contro.
FALCONE. Chiedo di parlare a favore della proposta di rinvio del
disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
proposta dell'onorevole D'Asero vada accolta perché il disegno di
legge che dovremo trattare riguarda una materia su cui il
Parlamento ha avuto modi di articolare qualche riflessione già nel
passato, qualche tempo fa.
L'assessorato per la salute decise di commissariare questo ente
con un suo componente, con l'attuale Direttore del dipartimento,
pur sapendo che quel commissariamento, quella nomina, non era
regolare, perché la competenza di tale nomina risiedeva in capo al
Ministero per la Salute. Successivamente si è ritornati su questa
materia e si è ripristinato la regolarità procedurale per cui il
Ministero è intervenuto e ha dato l'opportuno commissariamento a
tale ente, con una nomina nazionale.
Oggi noi dovremmo trattare in fretta e furia questa materia, pur
sapendo che è in atto un dibattito parlamentare nazionale che sta
trattando adeguatamente,e sta entrando nel merito, innovando anche
tutti gli istituti zooprofilattici d'Italia,e quindi anche quello
siciliano.
Sta entrando nel merito con delle innovazioni che poi,
successivamente, il Parlamento regionale dovrebbe recepire, magari
apportando delle modifiche, allora mi sembra un po' intempestivo.
Purtroppo non sono stato presente nella Conferenza dei Capi Gruppo
ma avrei già rappresentato queste mie considerazioni in quella sede
per dire di aspettare e rinviare alla prossima sessione la
trattazione di questo disegno di legge.
Abbiamo sicuramente disegni di legge più urgenti, quale quello
della manovra finanziaria, quale quello del 380, quello sugli asini
nido e così via.
Ritengo necessario non fare dei pasticci, perché molte volte la
gattina frettolosa fa i gattini ciechi, dovremmo evitare di correre
per arrivare poi azzoppati, per arrivare incidentati all'approdo,
anzi per non arrivare all'approdo, per naufragare prima di arrivare
all'approdo.
Chiedo all'Aula di riflettere, di rimandare in Commissione questo
disegno di legge perché si possa avere una riflessione compiuta,
possa anche assieme al Governo aspettare le indicazioni, le
direttive del Parlamento nazionale e - soltanto alla fine -
riuscire ad articolare come un intervento legislativo, opportuno,
compiuto e conclusivo.
DIGIACOMO, presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare
contro la proposta di rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, presidente della VI Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, le obiezioni portate avanti dal Presidente
Falcone sono di doppia natura.
La prima di carattere contenutistico, dice l'onorevole Falcone ci
sono alcune parti di questo dispositivo che vanno implementate e
corrette.
Su questo concordo pienamente.
Siamo qui per questa ragione. Non possiamo, onorevole Falcone,
stare un minuto in più con le mani in mano rispetto a un disegno di
legge che è depositato nel 2013.
Stiamo tenendo su un commissariamento illegittimo.
Poi c'è un ragionamento politico generale, nazionale. Il
Parlamento nazionale al Senato sta ridiscutendo alcune modifiche.
Noi non possiamo però subordinare la nostra attività parlamentare
in previsione di modifiche che sicuramente ci saranno, che saranno
importanti, però fino a quando non vengono consustanziate è come se
non ci fossero.
Suggerirei, Presidente, di procedere con l'assegnazione, alla fine
della discussione generale, dei termini per gli emendamenti e sono
convinto che - per quanto riguarda i contenuti che dovremo inserire
- gli emendamenti potranno rimediare a questo vulnus.
Dopodiché se il Parlamento nazionale dovesse apportare altre
modifiche, noi saremo pronti come Parlamento regionale - entro i
termini e i limiti delle nostre facoltà - a recepirle senz'altro.
Ragioni per portare avanti questo commissariamento non ce ne sono
assolutamente.
CORDARO. Chiedo di parlare a favore della proposta di rinvio in
Commissione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione
l'intervento dei colleghi che mi hanno preceduto e devo dire che la
mia dichiarazione di voto, e del Gruppo che rappresento, a favore
del rinvio in Commissione del disegno di legge in argomento è
assolutamente in linea con quanto è stato precedentemente
dichiarato tanto dall'onorevole D'Asero quanto dall'onorevole
Falcone.
Mi dispiace dissentire dall'onorevole Digiacomo al punto che
voglio dire sommessamente che, se la proposta non fosse di una
persona perbene come l'onorevole Digiacomo, dovrei pensare che la
volontà di discutere questo disegno di legge a tutti i costi
sarebbe legato, in tempi di rivoluzione e di contromanciugghia',
alla volontà di farsi un consiglio di amministrazione nuovo da
parte del Governo e della maggioranza.
Ma siccome la sostiene l'onorevole Digiacomo, che è persona
perbene devo ritenere che non sia così. E, tuttavia, le
argomentazioni nel merito restano assolutamente ineludibili.
Ed è proprio una delle ragioni che sono state accampate dal
collega Digiacomo e cioè che questo disegno di legge, presentato
nel 2013, che impone il ritorno in Commissione, proprio perché
oltre alle argomentazioni già affrontate dai colleghi, oltre al
fatto che al Senato c'è un disegno di legge che parla di riordino
della norma, oltre al fatto che rischiamo di approvare una norma
assolutamente superata - se non addirittura morta in partenza -, il
vero tema è proprio il merito di questa norma che non ha recepito
normative comunitarie che nel frattempo sono state recepite nel
nostro Paese.
Si tratta di una norma che non fa alcuna menzione di prestazioni,
di tariffario, di analisi di laboratorio, una norma che omette di
affrontare il coordinamento tra i servizi veterinari della Regione
e l'Osservatorio Epidemiologico, una norma che non parla delle
novità circa la governance dell'Istituto e che non affronta ancora
la fondamentale questione dei controlli di qualità sul latte,
settore inquinato, l'Istituto Zooprofilattico siciliano è
all'avanguardia.
Signor Presidente, con molta pacatezza, ma con altrettanta
convinzione, io credo che sono proprio le gravi esigenze igienico-
sanitario di carattere veterinario che in questi mesi, soprattutto
in questi mesi estivi, affronta la nostra veterinaria che impongono
una discussione meditata e rinnovata per il recepimento di tutto
quanto nel frattempo è accaduto, e per andare in linea con le
normative che nelle altre Regioni attendono di recepire non appena
la norma in discussione al Senato troverà definitiva approvazione.
Per questa ragione chiedo il ritorno in commissione del disegno di
legge in argomento.
PRESIDENTE. Non ci sono altre richieste di intervento per
sostenere le ragioni contrarie alla richiesta del capogruppo di NCD
per il rinvio in Commissione del disegno di legge Riordino
dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia .
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
teria di edilizia, DPR 6 giugno 2001, n. 380 (n. 841/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Recepimento del Testo Unico in
materia di edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380 (n. 841/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, Decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (n. 841/A),
posto al numero 2).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Sudano, per svolgere
la relazione.
SUDANO, relatore. Signor Presidente, prima di entrare nel merito
del testo, volevo ringraziare il dottore Gianni Lupo e il dottore
Paolo Marino per come ci hanno supportato e sopportato in questi
due anni di lavoro su questo testo e sul confronto che si è aperto
all'interno della commissione.
Mi dispiace che, oggi, non sia presente l'onorevole Trizzino,
perché anche lui come Presidente ha ben fatto il suo lavoro ed è
stato il primo firmatario di questo disegno di legge insieme a
tutti i componenti della Commissione. Quindi, devo dire che un
ringraziamento va fatto a tutti i Gruppi parlamentari perché questo
testo in realtà è un testo del Parlamento a firma di tutti i
Gruppi. E' un testo importante che il presidente Maggio, non appena
eletta ha immediatamente riportato in Commissione cercando di
velocizzare i lavori, riaprendo i termini e dandoci la possibilità,
grazie al Governo, di avere i dirigenti del Dipartimento per
fornirci tutte le spiegazioni necessarie per poter procedere al
recepimento del Testo Unico.
Questo disegno di legge quindi si propone l'obiettivo di recepire
nella Regione il Testo Unico in materia edilizia, il n. 380 del
2001 ma, nello stesso tempo, cerca di aggiornare e semplificare
tutte le procedure amministrative del settore.
Durante la fase istruttoria sono state sentite le consulte degli
architetti, gli ordini degli ingegneri, dei geometri, delle
associazioni di categoria e tutti i dirigenti della Regione. Tutti
gli intervenuti hanno convenuto sulla necessità di modificare la
normativa regionale di settore, con particolare riguardo alla
semplificazione delle procedure e ad un più funzionale e concreto
coordinamento con la normativa nazionale tramite il recepimento del
Testo Unico e le modifiche che, poi, sono state introdotte dalla
presente legge proprio perché, in realtà, era necessario un
rilancio in Sicilia dell'intero comparto dell'edilizia perché, ogni
giorno, leggiamo sulla stampa le difficoltà di questo comparto.
Il disegno di legge è stato incardinato il 5 novembre del 2015 e
dopo la fase istruttoria e l'esame degli emendamenti è stato
trasmetto il 20 gennaio del 2015 alla Commissione Bilancio'. Su
questo aspetto tengo a precisare che tutta la Commissione ha
valutato se fosse opportuno oppure no levare i due articoli che si
riferivano allo STARS ed al MUE, cioè tutta la procedura di
internazionalizzazione del sistema e tutti, d'accordo, abbiamo
ritenuto che fosse un elemento fondamentale da inserire in questo
testo in quanto, proprio attraverso questi due articoli, cioè
attraverso lo STARS che si dà una trasparenza, cioè uno sportello
telematico per i titoli edilizi abilitativi ed attraverso il MUE
che è uno strumento obbligatorio, unico per la richiesta dei titoli
abilitativi, si levano finalmente quelle nicchie di potere che,
purtroppo, spesso ci sono negli uffici decentrati.
Finalmente il diritto dei cittadini non è più una cortesia,
finalmente il diritto dei cittadini non sarà più messo alla
corruzione di singoli funzionari degli uffici tecnici perché tutto
sarà fatto per via telematica attraverso uno sportello unico che
avrà un controllo della Regione siciliana.
La Commissione ha deciso anche, insieme ovviamente ai suggerimenti
degli ordini e della Consulta degli architetti, di recepire una
parte del testo in modo dinamico, in modo che ogni volta che lo
Stato interviene sulla modifica degli articoli che fanno parte del
Testo Unico, del decreto n. 380, automaticamente queste modifiche
intervengono anche in Sicilia. Mentre si è deciso di modificare
circa 12 articoli, per renderli statici, in modo tale da poterli
utilizzare per tutte quelle questioni aperte che richiedono
particolare attenzione da parte della Regione siciliana e, quindi,
tutti quegli articoli che riguardano la necessaria tutela per le
aree protette PSIC, SIC, ZSC e ZPS e per le relative fasce di
rispetto.
Quindi, abbiamo diviso il testo in tre titoli e, poi, oltre al
recepimento statico di questi articoli vengono inseriti altri
articoli che servono per esempio: l'articolo 28 è finalizzato a
permettere alle Soprintendenze dei beni culturali ed ambientali di
potere valutare le richieste per il rilascio della compatibilità
paesaggistica su opere che avevano già ottenuto in passato la
concessione edilizia, anche in sanatoria, ma su cui non è stato
rilasciato alcun parere paesaggistico, a causa, appunto,
dell'incertezza del recepimento del cosiddetto Decreto Galasso'
nella Regione siciliana.
Inoltre è prevista, all'articolo 31, la possibilità di allegare
una perizia giurata, da un tecnico abilitato, anche alle richieste
di concessione in sanatoria del 2004, così come è possibile fare
per le sanatorie precedenti e come è possibile fare in tutta
Italia, in modo tale da dare maggiori contributi e, quindi,
maggiori entrate, agli enti locali ed anche dare una stabilità del
diritto del titolo abilitativo ai singoli cittadini.
Io credo, signor Presidente, che sia stato fatto un lavoro
complesso e che questo testo sia un esempio di quella buona
politica che questo Parlamento deve portare avanti, proprio perché
- ripeto - ha avuto il consenso e l'apprezzamento di tutti i Gruppi
parlamentari.
Mi auguro che un recepimento di circa 117 articoli non sia
vanificato e svilito da piccoli e singoli emendamenti. Mi auguro
che l'Aula rimanga responsabile, come lo è stata dentro la
Commissione e possa portare, velocemente, questo testo
all'approvazione, perché i cittadini siciliani ce lo chiedono.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, non posso non condividere, ovviamente,
quanto affermato dalla relatrice del disegno di legge sulla
laboriosità di questo disegno di legge in una materia, appunto,
estremamente importante e fondamentale.
Al di là delle diverse posizioni, credo che si raggiunga un
obiettivo che, a mio avviso, è veramente di estrema importanza:
finalmente, laddove dovesse essere approvato questo disegno di
legge, si elimina quel regno del tutto autonomo di ogni comune
perché è giusto che, effettivamente, la collettività ed i colleghi
sappiano che ogni comune gestiva l'aspetto urbanistico motu
proprio, senza tenere conto di norme che, a mio avviso, erano
vigenti e soprattutto in dipendenza dalla enorme, grande confusione
che regnava nell'ambito del settore urbanistico.
Ebbene, con il recepimento del Testo Unico, finalmente, si dà un
quadro normativo unico e chiaro, in maniera tale che gli Uffici
tecnici non abbiano situazioni di confusione e procedano
semplicemente e solamente all'applicazione, ovviamente, delle
norme.
Un articolo segnatamente conferma, appunto, la bontà del contenuto
di questo disegno di legge, laddove, per esempio, appronta il
Regolamento cosiddetto unico . E' vero che ogni comune avrà la
possibilità di poter adeguare le esigenze del proprio territorio,
ma è anche vero che, ovviamente, dovrà rispondere a delle esigenze
di carattere unitario e, soprattutto, di rispetto dei principi
fondamentali delle norme.
Quindi, credo che, al di là, appunto, delle posizioni, laddove in
qualche modo questo disegno di legge trovi, poi, applicazione,
avremo dei benefici estremamente importanti. Sotto l'aspetto
prettamente urbanistico sono attenzionate anche delle situazioni
particolari e ringrazio, qui, soprattutto la Commissione che ha
esitato favorevolmente alcune proposte, non solo mie, ma anche di
altri colleghi che, a mio avviso, hanno accresciuto e caricato
ancor di più significato, sotto l'aspetto sociale, il testo in
questione.
Mi auguro anche che gli stessi colleghi procedano con il loro
contributo a voler arricchire ed ampliare, senza però svilire,
l'obiettivo che tutti ci si è prefissati, che è quello appunto di
dare un riordino alla materia urbanistica, senza necessariamente
doverla svilire.
Quindi, anche io mi accodo ai ringraziamenti e, soprattutto, ai
complimenti nei confronti dei colleghi che hanno dato il loro
contributo augurandomi che, comunque, nell'ambito del successivo
dibattito ci sia un confronto costruttivo e non, ovviamente, di
presa di posizione.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale. Vista la complessità della materia,
il termine per gli emendamenti è fissato alle ore 13.00, di lunedì
25 luglio 2016. Pertanto, la seduta sarà rinviata a martedì, 26
luglio 2016, alle ore 16.00 con l'ordine del giorno che conosciamo
e con l'inizio della votazione sul disegno di legge n. 841/A
«Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380».
di eliminazione delle barriere architettoniche
Presidenza del Presidente Ardizzone
Richiesta di trattazione della mozione n. 548
«Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche»
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo chiedo di
poter trattare, oggi, la mozione n. 548 «Adozione dei piani di
eliminazione delle barriere architettoniche», che riguarda
l'abbattimento delle barriere architettoniche. Penso che sia un
problema sociale, che riguarda un po' tutti e penso che potrebbe
essere anche la soluzione per chiudere questo contenzioso. Ci sono
delle associazioni che reclamano, giorno per giorno, questa
problematica.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sul disegno di legge n. 841/A
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi in merito al disegno
di legge n. 841/A, ovviamente, siamo ben felici che sia arrivato in
Aula, ma le volevo chiedere - dato che lei ha fissato il termine
per la presentazione gli emendamenti a lunedì prossimo che,
verosimilmente, potrebbero essere moltissimi - di valutare,
successivamente magari, in base alla quantità degli emendamenti,
che ci venga dato un tempo minimo, congruo, di valutazione, cioè
non l'indomani, qualora gli emendamenti dovessero essere copiosi
perché, Presidente, è una materia molto delicata.
Come ha detto la collega Sudano, in IV Commissione, c'è voluto
moltissimo lavoro, quasi due anni, proprio perché è una materia
molto complessa. Quindi, vogliamo mettere un po' le mani avanti e
chiederle, qualora ci dovesse essere un numero sostanzioso di
emendamenti, di darci la possibilità ed il tempo di studiarli per
bene.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la ringrazio di questo intervento
perché è proprio intenzione della Presidenza ed è per questo è
stato dato termine, per l'esame degli emendamenti, fino a lunedì e
non fino a martedì
E' chiaro che prevediamo anche, vista la complessità della
materia, un percorso, mi auguro agevole, ma se ci sono voluti tre
anni in Commissione non possiamo accelerare, in questa fase,
cercando di creare un vulnus all'impianto della legge.
Per cui, quello che le posso assicurare da parte di questa
Presidenza, ma d'intesa con la Commissione e la relatrice, è la
massima attenzione. Su questo non c'è dubbio. Proprio per questo il
termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato il
giorno prima.
Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione della mozione n. 548
«Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'era una richiesta, da parte
dell'onorevole Lentini, di proseguire sull'ordine del giorno. Nella
fattispecie mi chiedeva, se era possibile, però d'intesa con il
Governo, assessore Croce, ma eventualmente dovrebbe essere
l'assessore di riferimento, l'assessore per famiglia o comunque
l'assessore per la salute. Assessore Gucciardi, c'è una richiesta
da parte dell''onorevole Lentini di voler trattare la mozione n.
548 «Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
architettoniche».
Bene, il Governo è presente. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Lentini per illustrare la mozione n. 548.
LENTINI. Signor Presidente, intervengo semplicemente per
ricordare che l'articolo 32 commi 21 e 22 della legge 41 del 1986
prevedeva che i comuni, le province e le regioni adottassero i
cosiddetti PEBA che sono i piani per l'eliminazione delle barriere
architettoniche. Quindi, è un provvedimento che allerta i comuni a
dare immediatamente, in particolare la Regione siciliana, ad
intervenire, con la massima urgenza, nei comuni che ancora non
hanno provveduto all'abbattimento delle barriere architettoniche e,
quindi, nominare eventualmente un Commissario ad acta per redigere
dei progetti che possano portare a termine, finalmente, questa
problematica. Ce lo chiedono i diversamente abili, ce lo chiede
mezzo mondo, penso che sia un fatto apolitico, ma è un fatto umano
che condivide e coinvolge l'intera umanità.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, leggevo oggi un articolo su Live
Sicilia che faceva riferimento al giudice Borsellino ed
esattamente era il giorno dopo. E il riferimento sta proprio nel
fatto che il giorno dopo, purtroppo, si dimentica. E' un bellissimo
articolo, l'ho letto con piacere e penso che forse anche noi lo
abbiamo dimenticato e, quindi, il pensiero mio, oggi, sicuramente
va a lui ed a tutto quello che è successo in quel periodo ed in
quegli anni e penso che l'Aula non possa che condividere questo
momento anche se, così come diceva l'articolo di Live Sicilia , è
il giorno dopo, però, noi ieri non c'eravamo in Aula, oggi sì.
Quindi, penso che possiamo osservare un minuto di silenzio e lo
possiamo osservare tutti sapendo che non è una dimenticanza ma che
i lavori della giornata ci hanno permesso di farlo in questo
momento. Quindi, Presidente, intanto la invito a far osservare
questo minuto di silenzio per il giudice Falcone.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale guardi, dobbiamo evitare ogni
ipocrisia su queste vicende.
DIPASQUALE. Lei non si deve neanche permettere
PRESIDENTE. Non sto parlando di lei.
DIPASQUALE. Io le ho chiesto di esprimere solo questo, la smetta
di fare il primo della classe.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ieri è stata la ricorrenza della
morte del giudice Borsellino e di altri 5 uomini della scorta. Sono
stati ricordati anche da questo Parlamento, abbiamo rinviato l'Aula
proprio per dare la possibilità a tutti di partecipare alle
manifestazioni. Mi dispiace per chi non è stato presente o non è
potuto essere presente, lo dico con la massima franchezza. Domani
ricorre un'altra data, quella della morte del commissario Boris
Giuliano e questo Parlamento sarà presente come è sempre stato.
Quando dico che dobbiamo evitare le ipocrisie su queste cose, lo
dico con la massima convinzione. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro
fino in fondo, io non ho nulla in contrario a fare un minuto di
ricordo, di raccoglimento per tutte le vittime, per il giudice
Borsellino, per Boris Giuliano, per il giudice Chinnici il 29
luglio, per Libero Grassi il 29 agosto, per Carlo Alberto Dalla
Chiesa il 3 settembre, per tutte le vittime di mafia, che sono
troppe.
Tutto ciò, però, ci dovrebbero fare andare al di là della retorica
delle manifestazioni. Non mi sto riferendo alla sua proposta perché
ha un significato, però lei ha voluto richiamare l'attenzione di
quest'Aula, però quest'Aula, ribadisco, si è riunita di mercoledì e
non di martedì proprio perché c'era la coincidenza di queste
manifestazioni. E chi ha ritenuto opportuno ha partecipato, però
ciò non toglie che ricordando il giudice Borsellino dobbiamo
ricordare tutte le vittime di mafia, dobbiamo ricordare i
poliziotti, il poliziotto D'Agostino che verrà ricordato il 5
agosto, il cui padre è quello con la barba lunga che ha giurato che
non se la taglierà fin quando non si scopriranno i veri
responsabili dell'omicidio del figlio, per cui ricordando il
giudice Borsellino, ricordiamo tutte le vittime di mafia.
DIPASQUALE. E ritengo che se noi lo facciamo nel Parlamento, il
giorno dopo abbia un significato, condivisibile o no, ma questo è
il Parlamento siciliano e questo Parlamento che si riunisce oggi,
il giorno dopo, secondo me e non voglio offendere nessuno e non
voglio togliere niente a nessuno...
PRESIDENTE. Il dibattito su questi argomenti è molto aperto,
addirittura c'è chi ha pensato di fare solo una giornata di
riflessione e di ricordo, io non mi sento di esprimere giudizi
perché non ci sono vittime di serie A e di serie B, però ho voluto
precisare che abbiamo tenuto un giorno dopo il ricordo.
DIPASQUALE. Presidente, io sono soddisfatto per avere sollevato la
questione.
PRESIDENTE. Ricordiamo il giudice Borsellino, gli uomini della
scorta, tutte le vittime morte per mano mafiosa. Mi auguro che i
comportamenti di ciascuno di noi, di ognuno che ha responsabilità
pubbliche, in primo luogo, sia consequenziale e che non ci si
soffermi solo al ricordo perché non è col ricordo che ci liberiamo
la coscienza. Osserviamo un minuto di raccoglimento.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
DIPASQUALE. Signor Presidente, nel ringraziarla per aver accolto
la mia riflessione, intervengo sulla città di Scicli. Come tutti
noi sappiamo la città di Scicli era stata sciolta per mafia perché
l'allora sindaco Susino era stato oggetto di un avviso di garanzia
e, poi, rinviato a giudizio.
Io, siccome sono stato uno dei parlamentari che su questa cosa si
è espresso sempre in maniera contraria, al punto che ho partecipato
anche ad un ricorso perché sono stato sempre convinto che questo
scioglimento - è molto difficile parlare in un'Aula così
movimentata, però mi sforzerò - fosse stato davvero un abuso nei
confronti della città di Scicli e mentre c'erano tanti che
chiedevano le dimissioni di Susino, che chiedevano che questa città
venisse commissariata, che chiedevano l'intervento del Ministero
degli Interni, io ero tra i pochi che sosteneva che questo era un
errore, che era una cosa eccessiva; i fatti, purtroppo, mi hanno
dato ragione ed il Tribunale ha riconosciuto la non colpevolezza al
sindaco.
Capite bene quale sia la mortificazione di una città e di un
territorio che si trova ad avere la città sciolta per mafia con il
principale imputato che non è stato riconosciuto colpevole di tale
reato.
Cosa c'entriamo noi? Noi c'entriamo, come no La Regione siciliana
c'entra Il Presidente della Regione ha la possibilità di
richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - così come
ha dato parere per lo scioglimento - di rivedere velocemente, cioè
è necessario chiudere questa pagina buia della città di Scicli e
della provincia di Ragusa che ha visto una città, una comunità
sciolta per mafia quando il principale mafioso, poi, non c'era.
Quindi, ho presentato un'interpellanza, ma ci tenevo a fare questo
intervento per avere il suo aiuto e la sua collaborazione,
Presidente, affinché Scicli ritorni davvero ad ottenere la
giustizia che merita, che non è quella di essere definita città
mafiosa.
Lo dico nella forza, nella consapevolezza e nella coerenza di chi,
dal primo momento, ha detto che questa città non andava sciolta per
mafia, di chi ha partecipato ad un ricorso contro lo scioglimento e
di chi continua a dire che è stata un'immensa ed eterna
sciocchezza.
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei l'attenzione
dell'assessore Gucciardi perché vorrei parlare dell'Asp di
Siracusa. Perché? Perché, al solito l'Asp di Siracusa, sono passati
anni, sono cambiati i dirigenti o almeno il direttore generale,
prima c'era il commissario Zappia, ora c'è Brucaletta, ma il
direttore sanitario è rimasto lo stesso, è cambiato il direttore
amministrativo, però sempre nella richiesta di accesso agli atti ci
sono sempre i soliti problemi.
Le spiego meglio: ad esempio, ho fatto una richiesta di accesso
agli atti per quanto riguarda la spesa farmaceutica per distretto,
fatta il 16 febbraio 2016, mi rispondono dopo diffida a maggio 2016
in maniera molto incompleta e parziale il 20 giugno 2016, dicendo
che stanno estrapolando gli altri dati. Perché c'è anche questa
difficoltà nell'estrapolare i dati
Faccio un'altra richiesta, invece, a gennaio 2016 per quanto
riguarda una convenzione per l'Asp di Catania per le prestazioni
dell'endoscopia, RCP, fatta il 20 gennaio, diffida il 26 febbraio,
risposta molto incompleta e molto simpatica anche, data
praticamente il 15 marzo, dove mi si dice che per queste tipologie
di prestazioni ci vuole tanto tempo, che ancora il personale non è
preparato, che c'è una curva di apprendimento molto lunga.
Fatto sta che sono passati quattro anni, quindi, la domanda è una:
o sono molto scarsi, quindi l'apprendimento di questi medici è
molto scarso o forse c'è qualcosa da approfondire, perché quattro
anni per imparare a fare delle endoscopie biliari mi sembrano un
poco eccessivi e, comunque, la risposta è stata parziale perché
c'erano altre metodologie, ad esempio, prendere questo personale e
farlo formare in altri Policlinici. In Alta Italia fanno concorsi
di un anno e, poi, vengono formati.
Ma la cosa più interessante, Assessore, è quella su alcune
richieste che avevo fatto per quanto riguarda le assunzioni
avvenute presso l'ASP di Siracusa. Io avevo fatto la richiesta il
13 luglio 2015, quindi un anno fa avevo fatto la prima richiesta,
poi ho fatto un'integrazione il 28 agosto e la prima risposta, che
è molto incompleta, arriva il 14 ottobre; ma, poi, per avere
un'ulteriore risposta ho dovuto fare un ulteriore sollecito il 13
aprile 2016, ma ancora una risposta concreta non c'è stata.
Ma cosa chiedevo in questa richiesta di accesso agli atti?
Chiedevo tutte le assunzioni che c'erano state negli ultimi anni,
se erano avvenute con concorso o per chiamata diretta o
quant'altro. Questa cosa non si è potuta sapere. E mi hanno dato
all'inizio un mero elenco di alcune assunzioni, dopodiché per
semplificare il lavoro avevano detto: restringiamo sui pediatri,
medici oncologici e qualche altra figura professionale , ma di
quell'elenco non risultano le modalità di assunzione, mi hanno dato
alcune delibere ma in quelle delibere non ci sono tutti i nomi che
mi avevano fornito nell'elenco precedente e, quindi, ho chiesto
ulteriori informazioni ma queste informazioni non arrivano.
Come pure ho chiesto informazioni se i biologi che lavorano
all'interno e che hanno ruoli di responsabilità hanno tutti la
specializzazione. Anche questa è una risposta che non è mai
arrivata.
Io le manderò una nota con una sintesi di tutte queste richieste
che ho fatto, non evase o evase parzialmente, la manderò a lei, la
manderò per conoscenza al responsabile dell'anticorruzione e se non
dovessero rispondere nel breve termine io sarò costretto a
presentare un atto parlamentare per la rimozione del Direttore
sanitario e del Direttore amministrativo dell'ASP di Siracusa.
CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io porrò una
questione molto più lieve di quella che ha posto il mio collega,
onorevole Zito. La questione riguarda la favolosa', favolosa'
perché appunto lontana dal realizzarsi, possibilità che nella
nostra Regione sia istituito, o meglio ripristinato, il Consiglio
regionale dei Beni culturali.
Credo che stiamo vivendo una situazione paradossale, che la
trasmissione Chi l'ha visto potrebbe forse soddisfare la mia
curiosità, perché mi ritrovo di fronte ad uno strano problema.
Chiedo all'Assessorato per i beni culturali se, a seguito della
finanziaria del 2015, si è proceduto con la riduzione prevista
nell'articolato alla nomina dei componenti del Consiglio regionale
dei Beni culturali fissata il 15 e mi dicono che la nomina deve
essere fatta a seguito di una modifica che si ritiene necessaria
dei criteri compositivi. Sollecito la modifica dei criteri
compositivi e, finalmente, mi si dice che questi criteri
compositivi sono stati adottati dal Dipartimento e dopo, credo, 20
o 25 giorni, vanno in Giunta regionale.
In Giunta regionale mi dicono che sono stati accolti, altri mi
dicono che non è ancora invece andata in discussione la vicenda,
alcuni mi dicono che invece è per strada e che deve arrivare alla
Commissione Cultura . Il risultato è che dopo due mesi e mezzo da
quel dì, in Commissione Cultura non è arrivato nulla e di questo
Consiglio regionale dei Beni culturali che, ahimè, in Sicilia non
ha mai avuto, per la verità, una grande fortuna, non si hanno
tracce.
Allora, mi ritrovo, dopo avere naturalmente percorso tutte le
strade che sono consentite ad un parlamentare - quindi richieste al
Dipartimento, richieste al Gabinetto dell'Assessore, richieste
all'Assessore, richiesta alla Segreteria della Presidenza della
Regione - a porre a questo autorevole consesso il mio problema, nel
senso che è mio nel momento nel quale invece riguarda numerosi
territori che attendono dal ripristino del Consiglio regionale dei
Beni culturali la risposta a numerose domande che, se non vengono
validate dal Consiglio regionale dei Beni culturali, restano al
palo.
Era necessario, Presidente, che io investissi quest'Aula della
questione perché, mi creda, al parlamentare resta veramente poco,
del momento nel quale, dibattendosi tra uffici e uffici di
gabinetto o dipartimenti, non riesce ad avere risposta.
RAGUSA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato trattato in
Aula stasera un argomento molto importante, molto delicato che
riguarda lo scioglimento di un piccolo comune della provincia di
Ragusa che è Scicli, che è la mia città e che, obiettivamente,
coglie di sorpresa questa collettività, perché questa nostra
Scicli, abitata da gente che ritengo meravigliosa, onesta,
laboriosa, tutto si aspettavano tranne di essere inclusi in un
elenco di comuni sciolti per mafia.
Al di là delle appartenenze politiche e al processo politico che
si può avere in un dibattito democratico, aperto, libero,
spontaneo, dicendo sempre fino in fondo quello che si pensa, noi
riteniamo come cittadini di Scicli di avere subito un torto. Un
torto che vede questa piccola città in continua crescita, perché
oggi Scicli viene richiesta da tutte le testate turistiche e non
ultima la fiction di Montalbano che ci ha dato questa grande
opportunità di essere famosi nel mondo; tant'è che questa fiction
viene acquistata da quasi tutti i paesi europei e anche mondiali.
Questo sta a significare che da una parte noi abbiamo un veicolo
pubblicitario, perché è una città ricca di cultura, è tutelata
dall'Unesco, c'è tanto barocco, è un piccolo scrigno, un centro
culturale molto interessante e se da una parte cresciamo dal punto
di vita turistico, dall'altra parte siamo stati penalizzati per
questo scioglimento che ci penalizza non poco.
A me preme qui dire in quest'Aula molto importante della Regione
siciliana che noi ci teniamo a essere indicati come persone oneste
e perbene e non certamente per mafia, perché sono convinto che la
mafia nella nostra città non ci sia. Tra l'altro, gli ultimi
risultati che vedono eletto il sindaco in modo democratico, sciolto
in primo grado da questa accusa pesante, stanno a indicare che ai
tempi - e mi preme dire questa cosa - un magistrato che oggi non è
più con noi, ebbe a dire che questo sarebbe stato un errore
giudiziario pesante e che avrebbe penalizzato questa piccola
collettività, perché oggi Scicli viene amministrata dai commissari
mandati dallo Stato e certamente si capisce che la burocrazia è
molto lenta e farraginosa e non si riesce a dare le risposte che la
città si aspetta; per cui, un attestato di appartenenza, un
attestato di amore per questa città.
Speriamo che molto presto questo dubbio venga sciolto in modo
definitivo.
La ringrazio, Presidente, di avermi dato questa opportunità
riprendendo le parole di un famosissimo scrittore, che si chiama
Vittorini, e che ha detto che Scicli è la città più bella del
mondo .
PRESIDENTE. Complimenti, onorevole Ragusa, anche per la citazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 26 luglio
2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 . (n. 841/A)
(Seguito)
Relatore: on. Sudano
2) - Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
1086/A)
Relatore: on. Rinaldi
III -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
FALCONE - TAMAJO
La seduta è tolta alle ore 18.09
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio