Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 349 di mercoledì 20 luglio 2016
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   La seduta è aperta alle ore 16.46

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

   Onorevoli   colleghi,  avverto  che  del  verbale   della   seduta
  precedente sarà data lettura in altra seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  vi
  chiedo  due  minuti  di  attenzione  perché  voglio  rappresentare,
  soprattutto al Presidente dell'Assemblea e agli Uffici,  non  tanto
  un fatto che è legato al DPA n. 38 del 2015 e, quindi, la necessità
  di  ripetere  da  parte dell'Assemblea alcune somme  che  sarebbero
  nella dotazione dei gruppi - io so bene che non avendo impugnato il
  DPA  in  oggetto, la disciplina è questa - però, so bene anche  che
  nessuna pronuncia della Corte dei Conti aveva dato indicazioni  che
  queste  spese ricadessero sul contributo ai gruppi parlamentari.  E
  so  anche, altrettanto bene, che in nessun Consiglio regionale e in
  nessuna Regione d'Italia queste spese vengono addebitate ai gruppi.
  Però  capisco  che  è un fatto di legalità e, quindi,  ci  dobbiamo
  adeguare;  anche  se non nascondo che, nel momento  in  cui  queste
  somme  verranno  trattenute, valuterò  insieme  a  qualche  collega
  civilista   la  possibilità  di  accedere  al  rito   ordinario   -
  eventualmente,  appunto, in sede civile -  per  comprendere  se  la
  questione possa essere meglio dipanata.
   Però il tema vero del mio intervento,  e dei due minuti che ruberò
  all'Aula,  e  sui  quali  chiedo  l'attenzione  soprattutto   della
  Presidenza,  riguardano  -  a  proposito  di  legalità  -  un'altra
  questione,  Presidente  Ardizzone, perché ho  ricevuto,  così  come
  tutti  i  capigruppo che sono in indirizzo, una lettera da un  noto
  avvocato   palermitano  che  scrive  per  ricordare,   appunto   ai
  capigruppo,  che il 29 maggio del 2015 è stata emessa una  sentenza
  da un Tribunale italiano, dal giudice del lavoro, che riconosceva a
  un  dipendente della Fondazione Federico II - del quale non  faccio
  il  nome  per ragioni di privacy - il secondo livello del contratto
  collettivo nazionale di lavoro.
   Riconosceva questo secondo livello a partire dal 4 agosto 2007.  E
  quindi  una  sentenza  di  un  Tribunale  italiano  intimava   alla
  Fondazione  il pagamento delle differenze retributive  a  decorrere
  dal  4  maggio  2007, la rivalutazione monetaria  e  gli  interessi
  legali. Il tutto a carico - onorevole D'Agostino - della Fondazione
  Federico II.
   La  sentenza è stata depositata e notificata niente meno che il 17
  luglio  2015.  Vi  è  stata una regolare messa  in  mora,  e  si  è
  contestata l'azione esecutiva alla Fondazione Federico II  -  della
  quale,  ricordo,  il Presidente Ardizzone è legale  rappresentante,
  mentre il Direttore generale è il Dott. Forgione.
   Ebbene,  rispetto alle rimostranze del legale del dipendente,  con
  una  sentenza  ormai  irrevocabile, è stata data  una  risposta  il
  31/03/2016,  al  dipendente  ed  al  suo  legale,  nella  quale  il
  Direttore generale diceva che il dipendente avrebbe agito,  - udite
  udite  -,  in maniera illegittima ed arbitraria perché non  si  era
  curato,  o meglio aveva rifiutato di curare l'invio alle scuole  ed
  ai  Tour  operator  -  per  mail o per fax -  della  documentazione
  concernente l'autorizzazione delle visite didattiche firmate  dallo
  stesso direttore generale della Fondazione.
   Anche  questa  motivazione è destituita  di  qualunque  fondamento
  perché,  come  è stato dimostrato, nonostante non fosse  nelle  sue
  mansioni, né prima né dopo la decisione del giudice del lavoro,  il
  dipendente  in  argomento  aveva,   -  via  fax  e  via  e-mail  -,
  assecondato  i  voleri del Direttore generale  inoltrando,  come  è
  stato  dimostrato, cartolarmente, ex tabulas, via fax e per e-mail,
  quanto gli era stato richiesto dal Direttore generale.
   Allora,  siccome  siamo, ormai, al limite della rilevanza  penale,
  perché  si tratterebbe di una sentenza non eseguita dopo  quasi  un
  anno  e mezzo -  ormai irrevocabile -, io credo che lei, Presidente
  Ardizzone,  non  ne  fosse  a  conoscenza  prima  di  oggi,  perché
  l'incartamento  ed  il  rapporto è stato curato  con  il  Direttore
  generale,  credo  fosse mio dovere, oltre che  dovere  di  tutti  i
  capigruppo,   mettere   a  conoscenza  lei,   che   è   il   legale
  rappresentante della Fondazione Federico II, lei che è  il  custode
  della  legalità  in  questo palazzo, che c'è  una  sentenza  di  un
  tribunale italiano non eseguita da oltre un anno e mezzo.
   Credo  che  oggi lei ne è a conoscenza, sono certo  che  lei  darà
  seguito a questa sentenza. Attendo gli sviluppi.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi non è un intervento
  strumentale,  né  un intervento per fare perdere  tempo,  ma  è  un
  intervento per denunciare un fatto grave che si sta verificando  da
  alcuni mesi.
   Come  lei  sa questo Parlamento, alcuni mesi addietro,  ha  votato
  l'istituzione  di  una Commissione parlamentare di  indagine  sulle
  criticità  ambientali  della  Valle  del  Mela.  Da  allora  questa
  Commissione,  insediatasi  nel  corso  del  2016,  ha  chiesto   ai
  ministeri competenti e, soprattutto, ai vari assessorati competenti
  e  agli enti preposti alla tutela e al monitoraggio ambientale,  di
  avere   la  documentazione  necessaria  per  permettere  a   questa
  Commissione,  in  maniera compiuta, di poter  svolgere  la  propria
  attività.
   Questa  Commissione  ha  ottenuto  celermente  e  rapidamente   la
  documentazione chiesta al Ministero dell'Ambiente,   e  alle  varie
  istituzioni nazionali che nel giro di una ventina di giorni,  hanno
  mandato  la copiosa documentazione richiesta, così come ha risposto
  l'Assessorato   del  territorio  e  ambiente,  per  la   parte   di
  competenza,  ma  questa  Commissione   non  riesce  ad   avere   la
  documentazione chiesta all'Assessorato dell'energia.
   Non  solo,  Presidente, ma benché convocati ormai  per  la  quarta
  volta  consecutivamente sia l'Assessore Vania  Contrafatto  che  il
  direttore generale, non si presentano in Commissione e non  mandano
  la documentazione richiesta.
   Per vie informali, Presidente, veniamo a sapere da parte di alcuni
  funzionari  dell'Assessorato  stesso  che  la  relazione   con   la
  documentazione che la Commissione ha chiesto è pronta sin dal  mese
  di maggio, è alla firma dell'Assessore, e non viene inviata.
   Noi  abbiamo  comunicato  alla Presidenza  stessa  l'esistenza  di
  questa  grave  stortura  -  oserei dire di  questo  impedimento  al
  funzionamento della Commissione stessa - quindi la preghiamo signor
  Presidente nella sua qualità, di intervenire per preservare il voto
  espresso da questo Parlamento, per far sì che la Commissione  possa
  svolgere compiutamente il lavoro che è stato affidato.

           Comunicazione relativa a causa di incompatibilità
                di deputato con il mandato parlamentare
   Presidenza del Presidente Ardizzone


                      Commissione Verifica Poteri
          Comunicazione relativa a causa  di incompatibilità
                di deputato con il mandato parlamentare

   PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno  che  reca:
   Verifica   Poteri   -   Comunicazione   relativa   a   causa    di
  incompatibilità di deputato con il mandato parlamentare  .
   Comunico,  ai  sensi  e  per  gli  effetti  dell'articolo  51  del
  Regolamento  interno  dell'Assemblea e 10 sexies,  comma  1,  della
  legge  regionale  20 marzo 1951, n. 29 e successive  modificazioni,
  che  la Commissione per la verifica dei poteri, nella seduta n.  21
  del  13 luglio 2016, dopo avere esaminato i relativi documenti,  ha
  deliberato,  all'  unanimità, di dichiarare l'insussistenza   della
  situazione di incompatibilità sollevata, con reclamo presentato  da
  Apprendi Giuseppe, nei confronti del deputato on. Francesco Riggio.
   A termini dell'art. 51 del Regolamento interno, l'Assemblea prende
  atto   della   deliberazione  di  compatibilità  con   il   mandato
  parlamentare  testé  comunicata,  la  quale  non  può  mettersi  in
  discussione,  salva  la sussistenza di motivi  preesistenti  e  non
  conosciuti   al   momento   della  deliberazione   adottata   dalla
  Commissione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Currenti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   sulla proposta della Commissione di non  passaggio  all'esame  degli
   articoli del disegno di legge Adesione del comune di Gela alla Città
   metropolitana di Catania. Variazione territoriale. (n. 1190/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione,  ai  sensi  dell'art. 64, comma  3,  del  Regolamento
  interno,   sulla  proposta  della  Commissione  di  non   passaggio
  all'esame degli articoli del disegno di legge  Adesione del  comune
  di   Gela   alla   Città   metropolitana  di  Catania.   Variazione
  territoriale . (n. 1190/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno  recante:
   Discussione ai sensi dell'art. 64 comma 3 del Regolamento  interno
  sulla  proposta della Commissione di non passaggio all'esame  degli
  articoli  del  disegno di legge  Adesione del comune di  Gela  alla
  Città  metropolitana  di  Catania.  Variazione  territoriale .  (n.
  1190/A).
   Onorevoli colleghi, vi anticipo che a seguire abbiamo il III punto
  sempre di identico oggetto:  Adesione del Comune di Piazza Armerina
  alla città metropolitana di Catania, variazione territoriale .
   Al  IV  punto  discussione ai sensi dell'art.  64,  comma  3,  del
  Regolamento  interno  sulla  proposta  della  Commissione  di   non
  passaggio all'esame degli articoli. Disegno di legge:  Adesione del
  Comune di Niscemi.
    Invito gli Uffici a distribuire la copia dell'ordine del giorno.
   Ripeto,  dal punto II al punto V abbiamo la discussione di disegni
  di   legge   di  variazione  territoriale  in  ordine  alla   città
  metropolitana  di Catania. Sono quattro disegni di legge  distinti:
  comune  di  Gela, comune di Piazza Armerina, comune  di  Niscemi  e
  comune di Licodia Eubea.
   Comunico,  - se evitiamo di fare confusione, ma su questo riferirà
  la I Commissione, e invito la stessa a prendere posto nell'apposito
  banco -, che in base all'art. 64 del Regolamento interno, che leggo
  testualmente:   3. Qualora un disegno di legge sia  stato  respinto
  dalla  commissione competente, la discussione in Assemblea ha luogo
  sulla  proposta della commissione di non passaggio all'esame  degli
  articoli, che dopo la discussione, viene posta ai voti.
   4.  La reiezione della proposta comporta il rinvio del disegno  di
  legge,  per  l'esame dell'articolato,  alla commissione,  la  quale
  riferisce entro 60 giorni.
   Quindi,  onorevoli colleghi, sui singoli disegni di legge si  farà
  una  discussione  unificata  però  poi  la  votazione  deve  essere
  differente.

   CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, prendo la parola per chiarire ai colleghi  che
  non  fanno  parte  della I Commissione quali  sono  i  punti  della
  questione,  che appaiono un po' ingarbugliati, perché ingarbugliato
  e travagliato è stato il disegno di legge sui liberi consorzi. Si è
  partito con un disegno di legge che aveva una sua struttura  e  una
  sua  impalcatura, e si è arrivati ad un altro disegno di legge  che
  ne  ha  un'altra completamente diversa. E lo voglio  ricordare.  La
  prima  impalcatura del disegno di legge sulle province prevedeva  e
  dava la possibilità reale di istituire nuovi liberi consorzi e,  di
  fatto,  confermando i nove liberi consorzi, sommava  le  tre  città
  metropolitane.
   Successivamente,  questo disegno di legge  è  stato  completamente
  modificato,  nel senso che le tre città metropolitane rappresentano
  le  intere  province  di Palermo, Catania e Messina.  Il  perimetro
  della  città metropolitana corrisponde al perimetro delle province,
  per  cui  vi sono attualmente tre città metropolitane e sei  liberi
  consorzi.
   Nel  momento  in  cui  viene  posto il quesito  referendario  alle
  popolazioni  di  Gela, di Niscemi, di Licodia  Eubea  e  di  Piazza
  Armerina,  lo stesso è posto ai cittadini sull'adesione  al  libero
  consorzio  di  Catania,  non alla città metropolitana  di  Catania.
  Però,  al  di là di questo, il legislatore ha sanato questo  vulnus
  con  una  norma  transitoria dicendo che  vero  è  che  il  quesito
  referendario  originario  non  era  quello  per  cui   ci   stavamo
  pronunciando,  ma  i  consigli  comunali,  votando  a   maggioranza
  assoluta, potevano deliberare, e il consiglio comunale - non so  se
  la  fattispecie  giuridica è prevista, però questa  è  la  legge  -
  confermava quel referendum che era di altra natura.
   Quando  il  disegno di legge è arrivato in Commissione, la  stessa
  non  ha  disquisito  sul fatto della costituzionalità  o  meno  del
  disegno  di  legge  e del quesito referendario, ma  è  entrata  nel
  merito  squisitamente tecnico, Presidente, nel senso che l'articolo
  2  prevede  un  passaggio di competenze economiche,  di  personale,
  quindi vi sono delle poste, sia negative che positive, che vanno  a
  carico o della città metropolitana o dei liberi consorzi.
   La  Commissione  ha  chiesto  al  Governo  se  vi  era  un  quadro
  sinottico,  un report, una tabella per capire se questo  meccanismo
  metteva  in  discussione  la funzionalità  successiva  degli  altri
  liberi  consorzi.  Perché  è chiaro a tutti  che  quando  centomila
  abitanti  del  libero  consorzio di  Caltanissetta  transitano  nel
  libero  consorzio di Catania gli effetti sono duplici. Abbiamo  una
  sovraesposizione    su   Catania   e   una   sottoesposizione    su
  Caltanissetta. Il personale come verrà distribuito? Anche perché  i
  commissari  sono stati richiamati, anche da parte della  Corte  dei
  Conti, a mettere in atto delle procedure per mettere in sicurezza i
  conti delle province, e tra le principali procedure vi è quella del
  piano degli esuberi.
   La  Commissione  non capiva come poteva la provincia,  pardon,  il
  libero  consorzio di Caltanissetta fare un piano  di  esuberi,  non
  avendo già diviso a priori le competenze tra il territorio di  Gela
  e Niscemi e le province di Caltanissetta.
   Allora,  tutti questi eventi hanno fatto sì - è stato chiesto  più
  volte  al  dirigente generale e all'Assessore che erano presenti  -
  che necessitava un ulteriore approfondimento, quindi la Commissione
  ha  ritenuto di non votarle, di non passare all'articolato per  una
  carenza  istruttoria  sul disegno di legge,  quindi  per  un  fatto
  squisitamente  tecnico, non volendo né mortificare i cittadini  dei
  territori sopramenzionati e anche perché, devo dire e lo ripeto, lo
  ribadisco per un ulteriore volta, quel referendum non era  riferito
  a questo quesito, era tutt'altra cosa.
   Ora,  in  termini  procedurali è chiaro che non avendo  votato  il
  passaggio  all'articolato,  questo ai sensi  dell'articolo  46  del
  Regolamento va in Aula.
   Penso, che la discussione può essere unificata per tutti e quattro
  i  disegni di legge, perché ripeteremmo esattamente le stesse  cose
  l'un per l'altro.
   La  Commissione non ha, in questo momento, fatti ulteriori che gli
  possono  chiarire  quel quadro e quelle risposte  che  volevamo  da
  parte del Governo.
   Quindi,  da  questo  punto  di vista, la  Commissione  si  rimette
  all'Aula,  perché  già  si è espressa, sarebbe  ultroneo  dire,  si
  riesprime nuovamente, però è chiaro che tutti quei dubbi permangono
  e sono cogenti alla discussione.

   PRESIDENTE.   E'   chiaro  l'intervento   del   Presidente   della
  Commissione,  ha fatto bene a richiamare l'articolo 64,  perché  il
  parere  è  negativo e quindi formalmente di non passaggio all'esame
  degli articoli.
   Dichiaro  chiuso  il dibattito sul disegno di legge  n.  1190/A  e
  pongo in votazione la proposta della Commissione.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                    Votazione per scrutinio segreto

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  della
  proposta  della  Commissione  di  non  passaggio  all'esame   degli
  articoli  del Disegno di legge:  Adesione del comune di  Gela  alla
  Città  metropolitana  di  Catania.  Variazione  territoriale .  (n.
  1190/A)
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti   65
   Maggioranza          33
   Favorevoli           51
   Contrari             14
   Astenuti             0

                            (E' approvata)

   interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame
   degli articoli del  disegno di  legge  Adesione del comune di Piazza
   Armerina alla Città metrpolitana di Catania. Variazione territoriale.
   (n. 1191/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione,  ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del  Regolamento
  Interno,   sulla  proposta  della  Commissione  di  non   passaggio
  all'esame degli articoli del Disegno di legge:  Adesione del comune
  di  Piazza Armerina alla Città metropolitana di Catania. Variazione
  territoriale . (n. 1191/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione,  ai  sensi dell'articolo 64, comma 3, del  Regolamento
  Interno,   sulla  proposta  della  Commissione  di  non   passaggio
  all'esame degli articoli del Disegno di legge:  Adesione del comune
  di  Piazza Armerina alla Città metropolitana di Catania. Variazione
  territoriale . (n. 1191/A).
   La pongo in votazione.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, anche ai fini non procedurali, ma  ai
  fini   del  buon  senso,  c'è  stata  una  discussione  unica,   le
  motivazioni  sono  uniche, l'Aula ha votato, buon  senso  e  logica
  vorrebbe che si prosegua.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indico  la  votazione per  scrutinio  nominale  della
  proposta  della  Commissione  di  non  passaggio  all'esame   degli
  articoli  del  disegno  di legge n. 1191  Adesione  del  comune  di
  Piazza  Armerina  alla Città Metropolitana di  Catania.  Variazione
  territoriale'.  Chi vota a favore della proposta della  Commissione
  preme il pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
   nominale:

   Presenti           65
   Votanti            65
   Maggioranza        33
   Favorevoli         49
   Contrari           15
   Astenuti            1

                            (E' approvata)

   interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio all'esame
   degli articoli  del  disegno di legge Adesione del comune di Niscemi
   alla città metropolitana di Catania. Variazione territoriale.
   (n. 1192/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
      Interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
  all'esame degli articoli del Disegno di legge:  Adesione del comune
      di Niscemi alla Città metropolitana di Catania. Variazione
                      territoriale . (n. 1192/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione,  ai  sensi dell'articolo 64, comma 3, del  Regolamento
  Interno,   sulla  proposta  della  Commissione  di  non   passaggio
  all'esame degli articoli del disegno di legge:  Adesione del comune
  di   Niscemi   alla  Città  metropolitana  di  Catania.  Variazione
  territoriale . (n. 1192/A)
   La pongo in votazione.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indico  la  votazione per  scrutinio  nominale  della
  proposta  della  Commissione  di  non  passaggio  all'esame   degli
  articoli  del  disegno di legge n. 1192/A  Adesione del  comune  di
  Niscemi   alla   Città   metropolitana   di   Catania.   Variazione
  territoriale'.  Chi vota a favore della proposta della  Commissione
  preme il pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese:

   Presenti           64
   Votanti            64
   Maggioranza        33
   Favorevoli         48
   Contrari           15
   Astenuti            1

                            (E' approvata)

   interno, sulla proposta  della Commissione di non passaggio all'esame
   degli articoli del disegno  di legge Adesione del comune  di  Licodia
   Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione territoriale
   (n. 1193/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione,  ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del  Regolamento
  Interno,   sulla  proposta  della  Commissione  di  non   passaggio
  all'esame degli articoli del disegno di legge:  Adesione del comune
  di Licodia Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione
  territoriale  (n. 1193/A)

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  V  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione,  ai  sensi dell'articolo 64, comma 3, del  Regolamento
  Interno,   sulla  proposta  della  Commissione  di  non   passaggio
  all'esame degli articoli del disegno di legge  Adesione del  comune
  di Licodia Eubea al Libero Consorzio comunale di Ragusa. Variazione
  territoriale  (n. 1193/A).
   La pongo in votazione.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indico  la  votazione  per  scrutinio  palese   della
  proposta  della  Commissione  di  non  passaggio  all'esame   degli
  articoli  del  disegno di legge n. 1193/A  Adesione del  comune  di
  Licodia  Eubea  al Libero Consorzio comunale di Ragusa.  Variazione
  territoriale'.  Chi vota a favore della proposta della  Commissione
  preme il pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
   nominale:

   Presenti           63
   Votanti            63
   Maggioranza        32
   Favorevoli         47
   Contrari           15
   Astenuti            1

                            (E' approvata)

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   dichiaro
  l'astensione del voto, perché essendo la proponente del disegno  di
  legge dichiaro ufficialmente che mi sono astenuta.

   PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Palmeri e Trizzino.
   L'Assemblea ne prende atto.

   tico Sperimentale della Sicilia (nn. 537-567/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Discussione del disegno di legge nn. 537-567/A  Riordino
       dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  VI  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la  discussione del disegno di  legge   Riordino
  dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia  (nn. 537-
  567/A), posto al numero 1).

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  riferimento
  alla trattazione di questo punto indicato all'ordine del giorno, mi
  permetto di chiedere all'Aula, anche in relazione a quelli che sono
  una  serie di aspetti che riguardano questo disegno di legge, circa
  alcune parti che non sono state puntualizzate.
   Nulla  per esempio è stato detto sulle prestazioni, il tariffario,
  le  analisi di laboratorio, non si affronta il coordinamento con  i
  servizi veterinari della Regione, la governance dell'Istituto,  non
  si  affronta  la fondamentale questione dei controlli  di  qualità,
  assieme  ad  un'altra realtà che riguarda il cosiddetto disegno  di
  legge n. 106, in discussione al Parlamento nazionale. Ritengo  che,
  per  rendere  anche  un senso di maggiore razionalità  al  percorso
  della  stessa legge, di fare in modo che il disegno di legge  torni
  in  Commissione perché possa approfondire gli aspetti che non  sono
  stati oggetto di trattazione e perché si possa anche capire qual  è
  l'orientamento  che viene dal disegno di legge nazionale  al  quale
  dovremmo fare riferimento.
   Pertanto  chiedo  che  venga rinviato ai sensi  dell'articolo  121
  quater,  in Commissione, per essere affrontata la problematica  che
  non  emerge  dallo stesso disegno di legge e perché,  nello  stesso
  tempo ci sia anche la possibilità di raccordarsi a quello che  è  a
  la norma a livello nazionale va a essere definita.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta da parte di un Capogruppo, formulata
  ai sensi dell'articolo 121 quater, di rinvio in Commissione, per le
  motivazioni che ha appena addotto.
   Hanno  chiesto  di  intervenire  su  questa  proposta  l'onorevole
  Falcone e l'onorevole Digiacomo. Uno a favore l'altro contro.

   FALCONE.  Chiedo di parlare a favore della proposta di rinvio  del
  disegno di legge in Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  proposta  dell'onorevole D'Asero vada accolta perché il disegno  di
  legge  che  dovremo  trattare  riguarda  una  materia  su  cui   il
  Parlamento ha avuto modi di articolare qualche riflessione già  nel
  passato, qualche tempo fa.
   L'assessorato  per la salute decise di commissariare  questo  ente
  con  un  suo  componente, con l'attuale Direttore del dipartimento,
  pur  sapendo  che  quel commissariamento, quella  nomina,  non  era
  regolare, perché la competenza di tale nomina risiedeva in capo  al
  Ministero  per la Salute. Successivamente si è ritornati su  questa
  materia  e si è ripristinato la regolarità procedurale per  cui  il
  Ministero  è  intervenuto e ha dato l'opportuno commissariamento  a
  tale ente, con una nomina nazionale.
   Oggi  noi dovremmo trattare in fretta e furia questa materia,  pur
  sapendo  che è in atto un dibattito parlamentare nazionale che  sta
  trattando adeguatamente,e sta entrando nel merito, innovando  anche
  tutti  gli istituti zooprofilattici d'Italia,e quindi anche  quello
  siciliano.
   Sta   entrando   nel  merito  con  delle  innovazioni   che   poi,
  successivamente, il Parlamento regionale dovrebbe recepire,  magari
  apportando  delle modifiche, allora mi sembra un po'  intempestivo.
  Purtroppo non sono stato presente nella Conferenza dei Capi  Gruppo
  ma avrei già rappresentato queste mie considerazioni in quella sede
  per  dire  di  aspettare  e  rinviare  alla  prossima  sessione  la
  trattazione di questo disegno di legge.
   Abbiamo  sicuramente  disegni di legge più urgenti,  quale  quello
  della manovra finanziaria, quale quello del 380, quello sugli asini
  nido e così via.
   Ritengo  necessario non fare dei pasticci, perché molte  volte  la
  gattina frettolosa fa i gattini ciechi, dovremmo evitare di correre
  per  arrivare  poi azzoppati, per arrivare incidentati all'approdo,
  anzi per non arrivare all'approdo, per naufragare prima di arrivare
  all'approdo.
   Chiedo  all'Aula di riflettere, di rimandare in Commissione questo
  disegno  di  legge perché si possa avere una riflessione  compiuta,
  possa  anche  assieme  al  Governo  aspettare  le  indicazioni,  le
  direttive  del  Parlamento  nazionale e  -  soltanto  alla  fine  -
  riuscire  ad articolare come un intervento legislativo,  opportuno,
  compiuto e conclusivo.

   DIGIACOMO,  presidente  della VI Commissione.  Chiedo  di  parlare
  contro la proposta di rinvio in Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO,  presidente  della VI Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  le obiezioni portate  avanti  dal  Presidente
  Falcone sono di doppia natura.
   La  prima di carattere contenutistico, dice l'onorevole Falcone ci
  sono  alcune  parti di questo dispositivo che vanno implementate  e
  corrette.
   Su questo concordo pienamente.
   Siamo  qui  per  questa ragione. Non possiamo, onorevole  Falcone,
  stare un minuto in più con le mani in mano rispetto a un disegno di
  legge che è depositato nel 2013.
   Stiamo tenendo su un commissariamento illegittimo.
   Poi   c'è   un  ragionamento  politico  generale,  nazionale.   Il
  Parlamento nazionale al Senato sta ridiscutendo alcune modifiche.
   Noi  non possiamo però subordinare la nostra attività parlamentare
  in  previsione di modifiche che sicuramente ci saranno, che saranno
  importanti, però fino a quando non vengono consustanziate è come se
  non ci fossero.
   Suggerirei, Presidente, di procedere con l'assegnazione, alla fine
  della discussione generale, dei termini per gli emendamenti e  sono
  convinto che - per quanto riguarda i contenuti che dovremo inserire
  - gli emendamenti potranno rimediare a questo vulnus.
   Dopodiché  se  il  Parlamento nazionale  dovesse  apportare  altre
  modifiche, noi saremo pronti come Parlamento regionale  -  entro  i
  termini e i limiti delle nostre facoltà - a recepirle senz'altro.
   Ragioni per portare avanti questo commissariamento non ce ne  sono
  assolutamente.

   CORDARO.  Chiedo di parlare a favore della proposta di  rinvio  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  ho   ascoltato   con   attenzione
  l'intervento dei colleghi che mi hanno preceduto e devo dire che la
  mia  dichiarazione di voto, e del Gruppo che rappresento, a  favore
  del  rinvio  in  Commissione del disegno di legge  in  argomento  è
  assolutamente   in   linea  con  quanto  è  stato   precedentemente
  dichiarato   tanto  dall'onorevole  D'Asero  quanto  dall'onorevole
  Falcone.
   Mi  dispiace  dissentire  dall'onorevole Digiacomo  al  punto  che
  voglio  dire  sommessamente che, se la proposta non  fosse  di  una
  persona perbene come l'onorevole Digiacomo, dovrei pensare  che  la
  volontà  di  discutere  questo disegno di legge  a  tutti  i  costi
  sarebbe  legato,  in tempi di rivoluzione e di  contromanciugghia',
  alla  volontà  di  farsi un consiglio di amministrazione  nuovo  da
  parte del Governo e della maggioranza.
   Ma  siccome  la  sostiene  l'onorevole Digiacomo,  che  è  persona
  perbene   devo   ritenere  che  non  sia  così.  E,  tuttavia,   le
  argomentazioni nel merito restano assolutamente ineludibili.
   Ed  è  proprio  una  delle ragioni che sono  state  accampate  dal
  collega  Digiacomo  e cioè che questo disegno di legge,  presentato
  nel  2013,  che  impone il ritorno in Commissione,  proprio  perché
  oltre  alle  argomentazioni già affrontate dai colleghi,  oltre  al
  fatto  che al Senato c'è un disegno di legge che parla di  riordino
  della  norma, oltre al fatto che rischiamo di approvare  una  norma
  assolutamente superata - se non addirittura morta in partenza -, il
  vero  tema è proprio il merito di questa norma che non ha  recepito
  normative  comunitarie che nel frattempo sono  state  recepite  nel
  nostro Paese.
   Si  tratta di una norma che non fa alcuna menzione di prestazioni,
  di  tariffario, di analisi di laboratorio, una norma che omette  di
  affrontare il coordinamento tra i servizi veterinari della  Regione
  e  l'Osservatorio  Epidemiologico, una norma che  non  parla  delle
  novità  circa la governance dell'Istituto e che non affronta ancora
  la  fondamentale  questione dei controlli  di  qualità  sul  latte,
  settore   inquinato,   l'Istituto   Zooprofilattico   siciliano   è
  all'avanguardia.
   Signor   Presidente,  con  molta  pacatezza,  ma  con  altrettanta
  convinzione, io credo che sono proprio le gravi esigenze  igienico-
  sanitario  di carattere veterinario che in questi mesi, soprattutto
  in questi mesi estivi, affronta la nostra veterinaria che impongono
  una  discussione meditata e rinnovata per il recepimento  di  tutto
  quanto  nel  frattempo è accaduto, e per andare  in  linea  con  le
  normative che nelle altre Regioni attendono di recepire non  appena
  la norma in discussione al Senato troverà definitiva approvazione.
   Per questa ragione chiedo il ritorno in commissione del disegno di
  legge in argomento.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  altre  richieste  di  intervento   per
  sostenere le ragioni contrarie alla richiesta del capogruppo di NCD
  per  il  rinvio  in  Commissione del  disegno  di  legge   Riordino
  dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia .
   Pongo  in  votazione la proposta di rinvio in Commissione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   teria di edilizia, DPR 6 giugno 2001, n. 380 (n. 841/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge  Recepimento del Testo Unico in
    materia di edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica 6
                    giugno 2001, n. 380  (n. 841/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
   Recepimento  del Testo Unico in materia di edilizia,  Decreto  del
  Presidente  della  Repubblica 6 giugno 2001, n.  380   (n.  841/A),
  posto al numero 2).
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il relatore, onorevole Sudano, per svolgere
  la relazione.

   SUDANO,  relatore. Signor Presidente, prima di entrare nel  merito
  del  testo, volevo ringraziare il dottore Gianni Lupo e il  dottore
  Paolo  Marino per come ci hanno supportato e sopportato  in  questi
  due  anni di lavoro su questo testo e sul confronto che si è aperto
  all'interno della commissione.
   Mi  dispiace  che,  oggi, non sia presente  l'onorevole  Trizzino,
  perché  anche lui come Presidente ha ben fatto il suo lavoro  ed  è
  stato  il  primo  firmatario di questo disegno di legge  insieme  a
  tutti  i  componenti della Commissione. Quindi, devo  dire  che  un
  ringraziamento va fatto a tutti i Gruppi parlamentari perché questo
  testo  in  realtà  è un testo del Parlamento a  firma  di  tutti  i
  Gruppi. E' un testo importante che il presidente Maggio, non appena
  eletta  ha  immediatamente  riportato in  Commissione  cercando  di
  velocizzare i lavori, riaprendo i termini e dandoci la possibilità,
  grazie  al  Governo,  di  avere i dirigenti  del  Dipartimento  per
  fornirci  tutte  le spiegazioni necessarie per poter  procedere  al
  recepimento del Testo Unico.
   Questo  disegno di legge quindi si propone l'obiettivo di recepire
  nella  Regione il Testo Unico in materia edilizia, il  n.  380  del
  2001  ma,  nello  stesso tempo, cerca di aggiornare e  semplificare
  tutte le procedure amministrative del settore.
   Durante  la fase istruttoria sono state sentite le consulte  degli
  architetti,  gli  ordini  degli  ingegneri,  dei  geometri,   delle
  associazioni di categoria e tutti i dirigenti della Regione.  Tutti
  gli  intervenuti hanno convenuto sulla necessità di  modificare  la
  normativa  regionale  di  settore, con  particolare  riguardo  alla
  semplificazione delle procedure e ad un più funzionale  e  concreto
  coordinamento con la normativa nazionale tramite il recepimento del
  Testo  Unico  e le modifiche che, poi, sono state introdotte  dalla
  presente  legge  proprio  perché,  in  realtà,  era  necessario  un
  rilancio in Sicilia dell'intero comparto dell'edilizia perché, ogni
  giorno, leggiamo sulla stampa le difficoltà di questo comparto.
   Il  disegno di legge è stato incardinato il 5 novembre del 2015  e
  dopo  la  fase  istruttoria  e l'esame degli  emendamenti  è  stato
  trasmetto  il  20 gennaio del 2015 alla Commissione  Bilancio'.  Su
  questo  aspetto  tengo  a  precisare che tutta  la  Commissione  ha
  valutato se fosse opportuno oppure no levare i due articoli che  si
  riferivano  allo  STARS  ed  al MUE, cioè  tutta  la  procedura  di
  internazionalizzazione  del  sistema e  tutti,  d'accordo,  abbiamo
  ritenuto  che fosse un elemento fondamentale da inserire in  questo
  testo  in  quanto,  proprio attraverso questi  due  articoli,  cioè
  attraverso  lo STARS che si dà una trasparenza, cioè uno  sportello
  telematico  per i titoli edilizi abilitativi ed attraverso  il  MUE
  che è uno strumento obbligatorio, unico per la richiesta dei titoli
  abilitativi,  si levano finalmente quelle nicchie  di  potere  che,
  purtroppo, spesso ci sono negli uffici decentrati.
   Finalmente  il  diritto  dei cittadini non  è  più  una  cortesia,
  finalmente  il  diritto  dei cittadini  non  sarà  più  messo  alla
  corruzione di singoli funzionari degli uffici tecnici perché  tutto
  sarà  fatto per via telematica attraverso uno sportello  unico  che
  avrà un controllo della Regione siciliana.
   La Commissione ha deciso anche, insieme ovviamente ai suggerimenti
  degli  ordini  e della Consulta degli architetti, di  recepire  una
  parte  del  testo in modo dinamico, in modo che ogni volta  che  lo
  Stato interviene sulla modifica degli articoli che fanno parte  del
  Testo  Unico, del decreto n. 380, automaticamente queste  modifiche
  intervengono  anche  in Sicilia. Mentre si è deciso  di  modificare
  circa  12  articoli, per renderli statici, in modo tale da  poterli
  utilizzare   per  tutte  quelle  questioni  aperte  che  richiedono
  particolare attenzione da parte della Regione siciliana e,  quindi,
  tutti  quegli articoli che riguardano la necessaria tutela  per  le
  aree  protette  PSIC,  SIC, ZSC e ZPS e per le  relative  fasce  di
  rispetto.
   Quindi,  abbiamo diviso il testo in tre titoli e,  poi,  oltre  al
  recepimento  statico  di  questi articoli  vengono  inseriti  altri
  articoli  che  servono per esempio: l'articolo 28 è  finalizzato  a
  permettere alle Soprintendenze dei beni culturali ed ambientali  di
  potere  valutare  le richieste per il rilascio della  compatibilità
  paesaggistica  su  opere  che avevano già ottenuto  in  passato  la
  concessione  edilizia, anche in sanatoria, ma su cui  non  è  stato
  rilasciato   alcun   parere  paesaggistico,   a   causa,   appunto,
  dell'incertezza  del recepimento del cosiddetto   Decreto  Galasso'
  nella Regione siciliana.
   Inoltre  è  prevista, all'articolo 31, la possibilità di  allegare
  una  perizia giurata, da un tecnico abilitato, anche alle richieste
  di  concessione  in sanatoria del 2004, così come è possibile  fare
  per  le  sanatorie  precedenti e come è  possibile  fare  in  tutta
  Italia,  in  modo  tale  da  dare maggiori  contributi  e,  quindi,
  maggiori entrate, agli enti locali ed anche dare una stabilità  del
  diritto del titolo abilitativo ai singoli cittadini.
   Io  credo,  signor  Presidente, che  sia  stato  fatto  un  lavoro
  complesso  e  che  questo  testo sia un  esempio  di  quella  buona
  politica che questo Parlamento deve portare avanti, proprio  perché
  - ripeto - ha avuto il consenso e l'apprezzamento di tutti i Gruppi
  parlamentari.
   Mi  auguro  che  un  recepimento di circa  117  articoli  non  sia
  vanificato  e svilito da piccoli e singoli emendamenti.  Mi  auguro
  che  l'Aula  rimanga  responsabile,  come  lo  è  stata  dentro  la
  Commissione   e   possa   portare,   velocemente,   questo    testo
  all'approvazione, perché i cittadini siciliani ce lo chiedono.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, non posso non condividere,  ovviamente,
  quanto  affermato  dalla  relatrice  del  disegno  di  legge  sulla
  laboriosità  di  questo disegno di legge in una  materia,  appunto,
  estremamente importante e fondamentale.
   Al  di  là  delle  diverse posizioni, credo che  si  raggiunga  un
  obiettivo  che,  a  mio avviso, è veramente di estrema  importanza:
  finalmente,  laddove  dovesse essere approvato  questo  disegno  di
  legge,  si  elimina quel regno del tutto autonomo  di  ogni  comune
  perché  è giusto che, effettivamente, la collettività ed i colleghi
  sappiano  che  ogni  comune  gestiva  l'aspetto  urbanistico   motu
  proprio,  senza  tenere conto di norme che,  a  mio  avviso,  erano
  vigenti e soprattutto in dipendenza dalla enorme, grande confusione
  che regnava nell'ambito del settore urbanistico.
   Ebbene, con il recepimento del Testo Unico, finalmente, si  dà  un
  quadro  normativo unico e chiaro, in maniera tale  che  gli  Uffici
  tecnici   non   abbiano  situazioni  di  confusione   e   procedano
  semplicemente  e  solamente  all'applicazione,  ovviamente,   delle
  norme.
   Un articolo segnatamente conferma, appunto, la bontà del contenuto
  di  questo  disegno  di  legge, laddove, per esempio,  appronta  il
  Regolamento  cosiddetto  unico . E' vero che ogni  comune  avrà  la
  possibilità  di poter adeguare le esigenze del proprio  territorio,
  ma  è anche vero che, ovviamente, dovrà rispondere a delle esigenze
  di  carattere  unitario  e, soprattutto, di rispetto  dei  principi
  fondamentali delle norme.
   Quindi, credo che, al di là, appunto, delle posizioni, laddove  in
  qualche  modo  questo  disegno di legge trovi,  poi,  applicazione,
  avremo   dei  benefici  estremamente  importanti.  Sotto  l'aspetto
  prettamente  urbanistico sono attenzionate anche  delle  situazioni
  particolari  e  ringrazio, qui, soprattutto la Commissione  che  ha
  esitato  favorevolmente alcune proposte, non solo mie, ma anche  di
  altri  colleghi  che,  a mio avviso, hanno accresciuto  e  caricato
  ancor  di  più significato, sotto l'aspetto sociale,  il  testo  in
  questione.
   Mi  auguro  anche che gli stessi colleghi procedano  con  il  loro
  contributo  a  voler  arricchire ed ampliare, senza  però  svilire,
  l'obiettivo che tutti ci si è prefissati, che è quello  appunto  di
  dare  un  riordino alla materia urbanistica, senza  necessariamente
  doverla svilire.
   Quindi,  anche  io mi accodo ai ringraziamenti e, soprattutto,  ai
  complimenti  nei  confronti dei colleghi che  hanno  dato  il  loro
  contributo  augurandomi che, comunque, nell'ambito  del  successivo
  dibattito  ci  sia un confronto costruttivo e non,  ovviamente,  di
  presa di posizione.

   PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
  chiusa la discussione generale. Vista la complessità della materia,
  il  termine per gli emendamenti è fissato alle ore 13.00, di lunedì
  25  luglio  2016. Pertanto, la seduta sarà rinviata a  martedì,  26
  luglio  2016, alle ore 16.00 con l'ordine del giorno che conosciamo
  e  con  l'inizio  della votazione sul disegno  di  legge  n.  841/A
  «Recepimento  del Testo Unico in materia di edilizia,  decreto  del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380».

           di eliminazione delle barriere architettoniche

   Presidenza del Presidente Ardizzone


             Richiesta di trattazione della mozione n. 548
          «Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
                           architettoniche»

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo chiedo  di
  poter  trattare,  oggi, la mozione n. 548 «Adozione  dei  piani  di
  eliminazione   delle   barriere  architettoniche»,   che   riguarda
  l'abbattimento  delle barriere architettoniche. Penso  che  sia  un
  problema  sociale, che riguarda un po' tutti e penso  che  potrebbe
  essere anche la soluzione per chiudere questo contenzioso. Ci  sono
  delle   associazioni  che  reclamano,  giorno  per  giorno,  questa
  problematica.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                     Sul disegno di legge n. 841/A

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi in merito al  disegno
  di legge n. 841/A, ovviamente, siamo ben felici che sia arrivato in
  Aula,  ma  le volevo chiedere - dato che lei ha fissato il  termine
  per  la  presentazione  gli  emendamenti  a  lunedì  prossimo  che,
  verosimilmente,  potrebbero  essere  moltissimi  -   di   valutare,
  successivamente  magari, in base alla quantità  degli  emendamenti,
  che  ci  venga dato un tempo minimo, congruo, di valutazione,  cioè
  non  l'indomani, qualora gli emendamenti dovessero  essere  copiosi
  perché, Presidente, è una materia molto delicata.
     Come  ha detto la collega Sudano, in IV Commissione, c'è  voluto
  moltissimo  lavoro, quasi due anni, proprio perché  è  una  materia
  molto  complessa. Quindi, vogliamo mettere un po' le mani avanti  e
  chiederle,  qualora  ci  dovesse essere un  numero  sostanzioso  di
  emendamenti,  di darci la possibilità ed il tempo di studiarli  per
  bene.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, la ringrazio  di  questo  intervento
  perché  è  proprio intenzione della Presidenza ed è  per  questo  è
  stato dato termine, per l'esame degli emendamenti, fino a lunedì  e
  non fino a martedì
   E'  chiaro  che  prevediamo  anche,  vista  la  complessità  della
  materia,  un percorso, mi auguro agevole, ma se ci sono voluti  tre
  anni  in  Commissione  non  possiamo accelerare,  in  questa  fase,
  cercando di creare un vulnus all'impianto della legge.
   Per  cui,  quello  che  le posso assicurare  da  parte  di  questa
  Presidenza,  ma  d'intesa con la Commissione e la relatrice,  è  la
  massima attenzione. Su questo non c'è dubbio. Proprio per questo il
  termine  per la presentazione degli emendamenti è stato fissato  il
  giorno prima.

          Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
                          architettoniche

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                   Discussione della mozione n. 548
          «Adozione dei piani di eliminazione delle barriere
                           architettoniche»

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, c'era una  richiesta,  da  parte
  dell'onorevole Lentini, di proseguire sull'ordine del giorno. Nella
  fattispecie  mi  chiedeva, se era possibile, però d'intesa  con  il
  Governo,   assessore  Croce,  ma  eventualmente   dovrebbe   essere
  l'assessore  di  riferimento, l'assessore per famiglia  o  comunque
  l'assessore  per la salute. Assessore Gucciardi, c'è una  richiesta
  da  parte  dell''onorevole Lentini di voler trattare la mozione  n.
  548   «Adozione   dei   piani   di  eliminazione   delle   barriere
  architettoniche».
   Bene,  il  Governo  è presente. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Lentini per illustrare la mozione n. 548.

   LENTINI.    Signor   Presidente,  intervengo   semplicemente   per
  ricordare che l'articolo 32 commi 21 e 22 della legge 41  del  1986
  prevedeva  che  i comuni,  le province e le regioni  adottassero  i
  cosiddetti PEBA che sono i piani per l'eliminazione delle  barriere
  architettoniche. Quindi,  è un provvedimento che allerta i comuni a
  dare  immediatamente,  in  particolare  la  Regione  siciliana,  ad
  intervenire,  con  la massima urgenza, nei comuni  che  ancora  non
  hanno provveduto all'abbattimento delle barriere architettoniche e,
  quindi,  nominare eventualmente un Commissario ad acta per redigere
  dei  progetti  che  possano portare a termine,  finalmente,  questa
  problematica.  Ce lo chiedono i diversamente abili,  ce  lo  chiede
  mezzo  mondo, penso che sia un fatto apolitico, ma è un fatto umano
  che condivide e coinvolge l'intera umanità.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, leggevo oggi un articolo  su   Live
  Sicilia    che   faceva  riferimento  al  giudice   Borsellino   ed
  esattamente  era il giorno dopo. E il riferimento sta  proprio  nel
  fatto che il giorno dopo, purtroppo, si dimentica. E' un bellissimo
  articolo,  l'ho letto con piacere e penso che forse anche  noi   lo
  abbiamo  dimenticato e, quindi, il pensiero mio, oggi,  sicuramente
  va  a  lui ed a tutto quello che è successo in quel periodo  ed  in
  quegli  anni  e  penso che l'Aula non possa che condividere  questo
  momento anche se, così come diceva l'articolo di  Live Sicilia ,  è
  il giorno dopo, però, noi ieri non c'eravamo in Aula, oggi sì.
   Quindi,  penso che possiamo osservare un minuto di silenzio  e  lo
  possiamo osservare tutti sapendo che non  è una dimenticanza ma che
  i  lavori  della  giornata ci hanno permesso  di  farlo  in  questo
  momento.  Quindi,  Presidente, intanto la invito  a  far  osservare
  questo minuto di silenzio per  il giudice Falcone.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale guardi, dobbiamo  evitare  ogni
  ipocrisia su queste vicende.

   DIPASQUALE. Lei non si deve neanche permettere

   PRESIDENTE. Non sto parlando di lei.

   DIPASQUALE. Io  le ho chiesto di esprimere solo questo, la  smetta
  di fare il primo della classe.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ieri è stata la ricorrenza della
  morte del giudice Borsellino e di altri 5 uomini della scorta. Sono
  stati ricordati anche da questo Parlamento, abbiamo rinviato l'Aula
  proprio  per  dare  la  possibilità a  tutti  di  partecipare  alle
  manifestazioni. Mi dispiace per chi non è stato presente  o  non  è
  potuto  essere presente, lo dico con la massima franchezza.  Domani
  ricorre  un'altra  data, quella della morte del  commissario  Boris
  Giuliano  e  questo Parlamento sarà presente come è  sempre  stato.
  Quando  dico che dobbiamo evitare le ipocrisie su queste  cose,  lo
  dico con la massima convinzione. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro
  fino  in  fondo, io non ho nulla in contrario a fare un  minuto  di
  ricordo,  di  raccoglimento per tutte le vittime,  per  il  giudice
  Borsellino,  per  Boris  Giuliano, per il giudice  Chinnici  il  29
  luglio,  per  Libero Grassi il 29 agosto, per Carlo  Alberto  Dalla
  Chiesa  il  3  settembre, per tutte le vittime di mafia,  che  sono
  troppe.
   Tutto ciò, però, ci dovrebbero fare andare al di là della retorica
  delle manifestazioni. Non mi sto riferendo alla sua proposta perché
  ha  un  significato, però lei ha voluto richiamare l'attenzione  di
  quest'Aula, però quest'Aula, ribadisco, si è riunita di mercoledì e
  non  di  martedì  proprio  perché c'era la  coincidenza  di  queste
  manifestazioni.  E  chi ha ritenuto opportuno ha partecipato,  però
  ciò  non  toglie  che  ricordando il  giudice  Borsellino  dobbiamo
  ricordare   tutte  le  vittime  di  mafia,  dobbiamo  ricordare   i
  poliziotti,  il  poliziotto D'Agostino che  verrà  ricordato  il  5
  agosto, il cui padre è quello con la barba lunga che ha giurato che
  non   se  la  taglierà  fin  quando  non  si  scopriranno  i   veri
  responsabili  dell'omicidio  del  figlio,  per  cui  ricordando  il
  giudice Borsellino, ricordiamo tutte le vittime di mafia.

   DIPASQUALE.   E ritengo che se noi lo facciamo nel Parlamento,  il
  giorno  dopo abbia un significato, condivisibile o no, ma questo  è
  il  Parlamento siciliano e questo Parlamento che si riunisce  oggi,
  il  giorno  dopo, secondo me e non voglio offendere nessuno  e  non
  voglio togliere niente a nessuno...

   PRESIDENTE.  Il  dibattito  su questi argomenti  è  molto  aperto,
  addirittura  c'è  chi  ha  pensato di fare  solo  una  giornata  di
  riflessione  e  di  ricordo, io non mi sento di  esprimere  giudizi
  perché  non ci sono vittime di serie A e di serie B, però ho voluto
  precisare che abbiamo tenuto un giorno dopo il ricordo.

   DIPASQUALE. Presidente, io sono soddisfatto per avere sollevato la
  questione.

   PRESIDENTE.  Ricordiamo il giudice Borsellino,  gli  uomini  della
  scorta,  tutte le vittime morte per mano mafiosa. Mi auguro  che  i
  comportamenti  di ciascuno di noi, di ognuno che ha  responsabilità
  pubbliche,  in  primo luogo, sia consequenziale e  che  non  ci  si
  soffermi  solo al ricordo perché non è col ricordo che ci liberiamo
  la coscienza. Osserviamo un minuto di raccoglimento.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, nel ringraziarla per aver  accolto
  la  mia  riflessione, intervengo sulla città di Scicli. Come  tutti
  noi  sappiamo la città di Scicli era stata sciolta per mafia perché
  l'allora  sindaco Susino era stato oggetto di un avviso di garanzia
  e, poi, rinviato a giudizio.
   Io, siccome sono stato uno dei parlamentari che su questa cosa  si
  è espresso sempre in maniera contraria, al punto che ho partecipato
  anche  ad  un ricorso perché sono stato sempre convinto che  questo
  scioglimento   -  è  molto  difficile  parlare  in   un'Aula   così
  movimentata,  però mi sforzerò - fosse stato davvero un  abuso  nei
  confronti  della  città  di  Scicli  e  mentre  c'erano  tanti  che
  chiedevano le dimissioni di Susino, che chiedevano che questa città
  venisse  commissariata, che chiedevano l'intervento  del  Ministero
  degli  Interni, io ero tra i pochi che sosteneva che questo era  un
  errore,  che era una cosa eccessiva;  i fatti, purtroppo, mi  hanno
  dato ragione ed il Tribunale ha riconosciuto la non colpevolezza al
  sindaco.
   Capite  bene  quale sia la mortificazione di una  città  e  di  un
  territorio che si trova ad avere la città sciolta per mafia con  il
  principale imputato che non è stato riconosciuto colpevole di  tale
  reato.
   Cosa c'entriamo noi? Noi c'entriamo, come no  La Regione siciliana
  c'entra    Il  Presidente  della  Regione  ha  la  possibilità   di
  richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -  così  come
  ha  dato parere per lo scioglimento - di rivedere velocemente, cioè
  è  necessario chiudere questa pagina buia della città di  Scicli  e
  della  provincia  di  Ragusa che ha visto una città,  una  comunità
  sciolta per mafia quando il principale mafioso, poi, non c'era.
   Quindi, ho presentato un'interpellanza, ma ci tenevo a fare questo
  intervento  per  avere  il  suo  aiuto  e  la  sua  collaborazione,
  Presidente,   affinché  Scicli  ritorni  davvero  ad  ottenere   la
  giustizia  che  merita, che non è quella di essere  definita  città
  mafiosa.
   Lo dico nella forza, nella consapevolezza e nella coerenza di chi,
  dal primo momento, ha detto che questa città non andava sciolta per
  mafia, di chi ha partecipato ad un ricorso contro lo scioglimento e
  di   chi   continua  a  dire  che  è  stata  un'immensa  ed  eterna
  sciocchezza.

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei l'attenzione
  dell'assessore   Gucciardi  perché  vorrei  parlare   dell'Asp   di
  Siracusa. Perché? Perché, al solito l'Asp di Siracusa, sono passati
  anni,  sono  cambiati  i dirigenti o almeno il direttore  generale,
  prima  c'era  il  commissario Zappia, ora  c'è  Brucaletta,  ma  il
  direttore  sanitario è rimasto lo stesso, è cambiato  il  direttore
  amministrativo, però sempre nella richiesta di accesso agli atti ci
  sono sempre i soliti problemi.
   Le  spiego  meglio: ad esempio, ho fatto una richiesta di  accesso
  agli  atti per quanto riguarda la spesa farmaceutica per distretto,
  fatta il 16 febbraio 2016, mi rispondono dopo diffida a maggio 2016
  in  maniera molto incompleta e parziale il 20 giugno 2016,  dicendo
  che  stanno  estrapolando gli altri dati. Perché c'è  anche  questa
  difficoltà nell'estrapolare i dati
   Faccio  un'altra  richiesta, invece, a  gennaio  2016  per  quanto
  riguarda  una  convenzione per l'Asp di Catania per le  prestazioni
  dell'endoscopia, RCP, fatta il 20 gennaio, diffida il 26  febbraio,
  risposta   molto   incompleta  e  molto   simpatica   anche,   data
  praticamente il 15 marzo, dove mi si dice che per queste  tipologie
  di prestazioni ci vuole tanto tempo, che ancora il personale non  è
  preparato, che c'è una curva di apprendimento molto lunga.
   Fatto sta che sono passati quattro anni, quindi, la domanda è una:
  o  sono  molto  scarsi, quindi l'apprendimento di questi  medici  è
  molto  scarso o forse c'è qualcosa da approfondire, perché  quattro
  anni  per  imparare a fare delle endoscopie biliari mi sembrano  un
  poco  eccessivi  e, comunque, la risposta è stata  parziale  perché
  c'erano altre metodologie, ad esempio, prendere questo personale  e
  farlo  formare in altri Policlinici. In Alta Italia fanno  concorsi
  di un anno e, poi, vengono formati.
   Ma  la  cosa  più  interessante, Assessore,  è  quella  su  alcune
  richieste  che  avevo  fatto  per  quanto  riguarda  le  assunzioni
  avvenute  presso l'ASP di Siracusa. Io avevo fatto la richiesta  il
  13  luglio  2015, quindi un anno fa avevo fatto la prima richiesta,
  poi  ho fatto un'integrazione il 28 agosto e la prima risposta, che
  è  molto  incompleta,  arriva il 14 ottobre;  ma,  poi,  per  avere
  un'ulteriore risposta ho dovuto fare un ulteriore sollecito  il  13
  aprile 2016, ma ancora una risposta concreta non c'è stata.
   Ma  cosa  chiedevo  in  questa richiesta  di  accesso  agli  atti?
  Chiedevo  tutte le assunzioni che c'erano state negli ultimi  anni,
  se   erano   avvenute  con  concorso  o  per  chiamata  diretta   o
  quant'altro.  Questa cosa non si è potuta sapere. E mi  hanno  dato
  all'inizio  un  mero  elenco  di alcune assunzioni,  dopodiché  per
  semplificare  il lavoro avevano detto:  restringiamo sui  pediatri,
  medici  oncologici  e  qualche altra figura professionale ,  ma  di
  quell'elenco non risultano le modalità di assunzione, mi hanno dato
  alcune delibere ma in quelle delibere non ci sono tutti i nomi  che
  mi  avevano  fornito nell'elenco precedente e, quindi,  ho  chiesto
  ulteriori informazioni ma queste informazioni non arrivano.
   Come  pure  ho  chiesto  informazioni se i  biologi  che  lavorano
  all'interno  e  che hanno ruoli di responsabilità  hanno  tutti  la
  specializzazione.  Anche  questa è  una  risposta  che  non  è  mai
  arrivata.
   Io  le  manderò una nota con una sintesi di tutte queste richieste
  che ho fatto, non evase o evase parzialmente, la manderò a lei,  la
  manderò per conoscenza al responsabile dell'anticorruzione e se non
  dovessero  rispondere  nel  breve  termine  io  sarò  costretto   a
  presentare  un  atto  parlamentare per la rimozione  del  Direttore
  sanitario e del Direttore amministrativo dell'ASP di Siracusa.

   CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  porrò   una
  questione  molto più lieve di quella che ha posto il  mio  collega,
  onorevole  Zito.  La  questione riguarda la  favolosa',   favolosa'
  perché  appunto  lontana  dal realizzarsi,  possibilità  che  nella
  nostra  Regione sia istituito, o meglio ripristinato, il  Consiglio
  regionale dei Beni culturali.
   Credo  che  stiamo  vivendo  una situazione  paradossale,  che  la
  trasmissione   Chi  l'ha visto  potrebbe forse  soddisfare  la  mia
  curiosità, perché mi ritrovo di fronte ad uno strano problema.
   Chiedo  all'Assessorato per i beni culturali se, a  seguito  della
  finanziaria  del  2015,  si è proceduto con la  riduzione  prevista
  nell'articolato alla nomina dei componenti del Consiglio  regionale
  dei  Beni  culturali fissata il 15 e mi dicono che la  nomina  deve
  essere  fatta  a seguito di una modifica che si ritiene  necessaria
  dei   criteri  compositivi.  Sollecito  la  modifica  dei   criteri
  compositivi   e,   finalmente,  mi  si  dice  che  questi   criteri
  compositivi sono stati adottati dal Dipartimento e dopo, credo,  20
  o 25 giorni, vanno in Giunta regionale.
   In  Giunta  regionale mi dicono che sono stati accolti,  altri  mi
  dicono  che  non è ancora invece andata in discussione la  vicenda,
  alcuni mi dicono che invece è  per strada  e che deve arrivare alla
  Commissione  Cultura . Il risultato è che dopo due mesi e mezzo  da
  quel  dì, in Commissione  Cultura  non è arrivato nulla e di questo
  Consiglio  regionale dei Beni culturali che, ahimè, in Sicilia  non
  ha  mai  avuto,  per la verità, una grande fortuna,  non  si  hanno
  tracce.
   Allora,  mi  ritrovo, dopo avere naturalmente  percorso  tutte  le
  strade che sono consentite ad un parlamentare - quindi richieste al
  Dipartimento,  richieste  al  Gabinetto  dell'Assessore,  richieste
  all'Assessore,  richiesta alla Segreteria  della  Presidenza  della
  Regione - a porre a questo autorevole consesso il mio problema, nel
  senso  che  è  mio  nel momento nel quale invece riguarda  numerosi
  territori che attendono dal ripristino del Consiglio regionale  dei
  Beni  culturali la risposta a numerose domande che, se non  vengono
  validate  dal  Consiglio regionale dei Beni culturali,  restano  al
  palo.
   Era  necessario,  Presidente, che io investissi  quest'Aula  della
  questione  perché, mi creda, al parlamentare resta veramente  poco,
  del  momento  nel  quale,  dibattendosi  tra  uffici  e  uffici  di
  gabinetto o dipartimenti, non riesce ad avere risposta.

   RAGUSA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato trattato in
  Aula  stasera  un  argomento molto importante, molto  delicato  che
  riguarda  lo  scioglimento di un piccolo comune della provincia  di
  Ragusa  che  è  Scicli,  che è la mia città e che,  obiettivamente,
  coglie  di  sorpresa  questa  collettività,  perché  questa  nostra
  Scicli,   abitata  da  gente  che  ritengo  meravigliosa,   onesta,
  laboriosa,  tutto  si aspettavano tranne di essere  inclusi  in  un
  elenco di comuni sciolti per mafia.
   Al  di là delle appartenenze politiche e al processo politico  che
  si   può   avere  in  un  dibattito  democratico,  aperto,  libero,
  spontaneo,  dicendo sempre fino in fondo quello che si  pensa,  noi
  riteniamo  come cittadini di Scicli di avere subito  un  torto.  Un
  torto  che  vede questa piccola città in continua crescita,  perché
  oggi  Scicli viene richiesta da tutte le testate turistiche  e  non
  ultima  la  fiction  di  Montalbano che ci ha  dato  questa  grande
  opportunità  di essere famosi nel mondo; tant'è che questa  fiction
  viene acquistata da quasi tutti i paesi europei e anche mondiali.
   Questo  sta a significare che da una parte noi abbiamo un  veicolo
  pubblicitario,  perché  è una città ricca di  cultura,  è  tutelata
  dall'Unesco,  c'è  tanto barocco, è un piccolo scrigno,  un  centro
  culturale molto interessante e se da una parte cresciamo dal  punto
  di  vita  turistico, dall'altra parte siamo stati  penalizzati  per
  questo scioglimento che ci penalizza non poco.
   A  me  preme qui dire in quest'Aula molto importante della Regione
  siciliana che noi ci teniamo a essere indicati come persone  oneste
  e  perbene e non certamente per mafia, perché sono convinto che  la
  mafia  nella  nostra  città non ci sia.  Tra  l'altro,  gli  ultimi
  risultati che vedono eletto il sindaco in modo democratico, sciolto
  in  primo grado da questa accusa pesante, stanno a indicare che  ai
  tempi - e mi preme dire questa cosa - un magistrato che oggi non  è
  più  con  noi,  ebbe  a  dire che questo sarebbe  stato  un  errore
  giudiziario  pesante  e  che  avrebbe  penalizzato  questa  piccola
  collettività, perché oggi Scicli viene amministrata dai  commissari
  mandati  dallo  Stato e certamente si capisce che la  burocrazia  è
  molto lenta e farraginosa e non si riesce a dare le risposte che la
  città  si  aspetta;  per  cui,  un attestato  di  appartenenza,  un
  attestato di amore per questa città.
   Speriamo  che  molto presto questo dubbio venga  sciolto  in  modo
  definitivo.
   La  ringrazio,  Presidente,  di  avermi  dato  questa  opportunità
  riprendendo  le parole di un famosissimo scrittore, che  si  chiama
  Vittorini,  e  che ha detto che  Scicli è la città  più  bella  del
  mondo .

   PRESIDENTE. Complimenti, onorevole Ragusa, anche per la citazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  26  luglio
  2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

        1)  -  Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto
            del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 . (n. 841/A)
            (Seguito)

                Relatore: on. Sudano

        2)  -   Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
            1086/A)

                Relatore: on. Rinaldi

   III  -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   V  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                    GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                  DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
                                  PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
                                                   FALCONE - TAMAJO

                   La seduta è tolta alle ore 18.09

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio