Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 35 di mercoledì 17 aprile 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura successivamente.

   Comunico  che  tra  i  componenti  dell'Intergruppo  parlamentare
  Sicilia-Libia, di cui è stata data comunicazione nella  precedente
  seduta, figura anche l'on. Paolo Ruggirello.

    L'Assemblea ne prende atto.

   all'onorevole Tancredi

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
    dell'onorevole Sergio Troisi dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle  dimissioni
  dell'onorevole Sergio Troisi dalla carica di deputato regionale.
   Comunico  che, in previsione dell'attribuzione del seggio  resosi
  vacante  a  seguito delle dimissioni irrevocabili dalla carica  di
  deputato regionale dell'onorevole Sergio Troisi, proclamato eletto
  nel  collegio circoscrizionale di Trapani (per la lista avente  la
  denominazione   Movimento Cinque Stelle ), la Commissione  per  la
  verifica dei poteri, ai sensi del combinato disposto dell'art.  4,
  parte seconda, dello Statuto della Regione e della sezione IV  del
  Capo V del Titolo II del Regolamento interno dell'Assemblea, nella
  riunione  tenutasi  il  16 aprile 2013,  dopo  aver  proceduto  ai
  necessari  accertamenti,  ha deliberato, all'unanimità,  ai  sensi
  dell'articolo  60 della legge regionale 20 marzo  1951,  n.  29  e
  successive modifiche ed integrazioni (legge elettorale siciliana),
  di  attribuire il seggio lasciato vacante dall'onorevole Troisi al
  candidato  Sergio  Tancredi,  che,  primo  dei  non  eletti  della
  medesima  lista provinciale e nel medesimo collegio elettorale  in
  cui era stato eletto l'on. Troisi, segue immediatamente - con voti
  2.791 - l'ultimo dei proclamati eletti, on. Sergio Troisi.

   Non   sorgendo  osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.

   Proclamo,   quindi,  eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il  candidato Sergio Tancredi, salva la sussistenza  di
  motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.

   Avverto  che  da  oggi decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o  reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
  29 e successive modificazioni.

              (L'onorevole Sergio Tancredi entra in Aula)

   Poiché  l'onorevole  Tancredi è presente in  Aula,  lo  invito  a
  prestare il giuramento di rito.
   Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:

    Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana .

      (L'onorevole Tancredi pronuncia a voce alta le parole:  Lo
                                giuro )

   PRESIDENTE.  Dichiaro immesso l'onorevole Sergio  Tancredi  nelle
  funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.

        (Applausi)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   purtroppo
  dobbiamo  constatare che il Governo continua ad essere  assente  dai
  lavori d'Aula.
   La  prima cosa che voglio fare è ringraziare l'onorevole Troisi che
  in  questi  mesi  ha  fatto parte, con grande  competenza  e  grande
  capacità,  di quest'Assemblea. L'onorevole Troisi si è distinto  per
  una  compostezza e una serietà nelle varie commissioni  e  anche  in
  Aula  e  quindi  mi  sembra  giusto, a nome  di  tutti  i  colleghi,
  salutarlo  sapendo  che perdiamo un collega di grande  valore  e  di
  grande capacità che ha fatto una scelta di libertà che condividiamo.
   Nel  frattempo, facciamo gli auguri all'onorevole Tancredi sapendo
  che,  sicuramente,  lo sostituirà  con la stessa  verve  la  stessa
  capacità, la stessa voglia di lavorare per la Sicilia.
   Signor   Presidente,  al  di  là  quindi  del   legittimo   giusto
  riconoscimento   nei   confronti   dell'onorevole   Troisi   volevo
  intervenire sull'approvazione del bilancio, perché, veda, siamo già
  ad  aprile inoltrato, da giorni il bilancio e la finanziaria doveva
  essere  depositato nelle commissioni di merito e nella  commissione
  bilancio,  ma ad oggi, purtroppo, tutto ciò non è ancora  avvenuto,
  sappiamo  che  è  stato depositato il bilancio,  le  variazioni  di
  bilancio, ma la finanziaria non è stata ancora approvata. Ciò  cosa
  comporta? Comporta, innanzitutto, che le commissioni di merito  non
  sono nelle condizioni di potere operare e ancora peggio non è nelle
  condizioni di potere operate la commissione bilancio, mancano pochi
  giorni,  e,  quindi, la prima cosa che le chiedo è  di  predisporre
  l'apertura dell'Assemblea per questo sabato e per questa  domenica,
  e  per il sabato e la domenica successiva, anche perché al di là di
  qualcuno  che  protesterà è evidente che  dobbiamo  avere  i  tempi
  necessari  per esaminare il bilanci, per esaminare la  finanziaria,
  per  proporre  degli emendamenti che, proprio perché quest'anno  il
  bilancio  è  particolarmente  esiguo, il bilancio è particolarmente
  striminzito, abbiamo la necessità più delle altre volte, più  degli
  altri  anni  di riflettere, ragionare e possibilmente  trovare  una
  soluzione unitaria e condivisa.
   Veda  signor  Presidente, questo bilancio  che  è  stato  portato,
  oggettivamente non è assolutamente nelle condizioni  di  rispondere
  alle  necessità della Sicilia che in questo momento ha  bisogno  di
  avere  sostanze,  di avere risorse da investire in  alcuni  settori
  importanti,  e invece vediamo che il capitolo relativo alla  CRIAS,
  ad  esempio,  da 10 milioni di euro passa a 3 milioni, qualcuno  ci
  dovrebbe  spiegare  come faranno le attività  produttive  a  potere
  quest'anno  continuare ad investire e lavorare, c'è una  serie   di
  interventi  nel sociale pressoché inesistenti, io non mi  riferisco
  solo  alla legge sulla violenza alle donne, di cui sono stato colui
  che   presentò  il  disegno  di  legge  e  relatore,  che  è  stata
  completamente marginalizzata come se questa Regione una volta fatta
  la   legge  avesse  scrollato  di  dosso  ogni  responsabilità  nei
  confronti  delle  donne violate, penso alla  legge  sugli  oratori,
  penso,  ad esempio,  alla legge sulla garanzia per le coppie povere
  di  poter mantenere in vita i propri figli, cioè quelli sulla  vita
  nascente, penso ad esempio ad una serie di interventi che  andavano
  fatti  sulle  case  popolari  e  che invece  sono  stati  tagliati,
  completamente,   da  parte  del  Governo;   senza,   poi,   volermi
  soffermare su vicende prettamente siracusane: la legge speciale per
  Ortigia,  l'Isisc  (International Institute of  Higher  Studies  in
  Criminal  Sciences),  né  l'Istituto del Papiro sono state ritenute
  da   parte  di  questo  Governo  meritevoli  di  attenzione  e   di
  finanziamento.
   Per  questo  motivo, signor  Presidente,  io mi appello  alla  sua
  responsabilità,   non  posso, fra le altre  cose,   non  riflettere
  sulla  decisione che il Presidente dell'Assemblea e  il  Presidente
  della Regione hanno assunto di andare a Roma in questi giorni  così
  convulsi e così difficili per la storia della Sicilia, come  se  la
  loro  presenza fosse indispensabile per l'elezione del  Capo  dello
  Stato,  in  questo  momento  il  Presidente  dell'Assemblea  e   il
  Presidente  della  Regione dovrebbero essere  in  Aula,  dovrebbero
  essere  a  Palermo, dovrebbero essere in Sicilia,   perché  abbiamo
  bisogno della loro presenza per tirare fuori dalle secche in cui  è
  arenato  il bilancio della Regione,  e, invece, sono andati  via  e
  non  sappiamo  se  ritorneranno velocemente,   perché  si  arriverà
  velocemente all'elezione del Capo dello Stato,  o rimarranno  altri
  giorni a Roma, di conseguenza noi, signor Presidente ci  appelliamo
  a lei, alla sua figura,  chiedendole ancora una volta  di convocare
  i  capi gruppo per  programmare l'attività dell'Assemblea regionale
  siciliana di qui alla fine del mese, prevedendo l'apertura sabato e
  domenica e anche il 25 aprile.
   Potremmo,  una volta tanto rimanere in Aula, anche il  25  aprile,
  onorare anche questo giorno lavorando, la Sicilia non ha bisogno di
  ferie, non ha bisogno di una Assemblea regionale siciliana che stia
  a  casa il 25 aprile, ma ha bisogno di un Parlamento che operi, che
  lavori  che  prepari  emendamenti, che  siano  oggetto  di  attenta
  riflessione  da parte delle commissioni, non possiamo assolutamente
  pensare  che  le  commissioni  dovranno  operare  velocemente   con
  l'assillo del 30 aprile, ultimo giorno utile per poter approvare il
  bilancio.
   Signor Presidente, proprio perché lei oggi è il presidente facente
  funzioni  di  questa  assemblea la invito  ad  esaminare  tutte  le
  possibilità,  nessuna esclusa per programmare i  lavori  di  questa
  Assemblea.
   La  invito  a  richiamare  il Governo  ad  essere  presente  nelle
  commissioni,    alcuni   assessori  sono  assenti   cronici,   sono
  totalmente  assenti dai lavori d'Aula, anche oggi, non  i  deputati
  dell'opposizione,  perché abbiamo avuto  la  dignità  di  stare  in
  silenzio ma gli stessi deputati della maggioranza non hanno  potuto
  far  altro  che constatare l'assenza del Governo che non  viene  in
  Commissione   Bilancio  che  non  va  nella   Commissione   Lavoro,
  nonostante  ci sia stato un ex direttore generale, Ludovico  Albert
  che  ha  smentito totalmente l'azione intrapresa dal Governo  sulla
  formazione.  Nemmeno  di  fronte a  questa  smentita  pubblica,  il
  Governo  ha  pensato di presentarsi in Commissione  e  di  chiarire
  quello che bisognava fare.
   Ci sono gli oltre ventimila forestali che aspettano risposte.
   Ci  sono i lavoratori della formazione. Ci sono i precari. A tutti
  questi  dobbiamo dare delle risposte certe, delle risposte  celeri,
  delle  risposte che non siano messe in discussione dal  Commissario
  dello Stato.
   Per  fare tutto questo, signor Presidente, occorre tempo,  occorre
  il  tempo  per  riflettere, occorre il tempo per  giudicare  e,  di
  conseguenza,  nell'invitarla a chiedere al  Governo  di  depositare
  entro  oggi  la  finanziaria, cosa che ancora non  è  avvenuta,  la
  invito   e   la  prego  di  farsi  interprete  di  questa   volontà
  dell'Assemblea, di dare vita ad un nuovo calendario, in cui non  vi
  sia un solo giorno che non venga utilizzato.
                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, volevo soltanto  tranquillizzare
  l'onorevole Vinciullo che, per quanto riguarda la calendarizzazione
  degli  impegni  di  questa Aula, abbiamo  concordato  ieri,  con  i
  presidenti delle commissioni, come arrivare alla data del 25 aprile
  e  come data ultima per la presentazione degli emendamenti, ma  dal
  24  in  poi, escluso il 25 aprile, per ovvi motivi, l'Aula lavorerà
  non-stop.
   Per  quanto  riguarda, invece, la presentazione della finanziaria,
  stiamo  aspettando  e  penso  che  in  serata  probabilmente  verrà
  esitata, e me lo auguro - perché ha ragione l'onorevole Vinciullo -
  è  necessario  che  le commissioni vengano messe in  condizioni  di
  poter  lavorare  in serenità e non arrivare, come già  è  successo,
  ricorderete tutti quanti a dicembre,  all'ultimo momento.
   Io  spero  che questa sera verrà esitata la finanziaria e  che  le
  commissioni  avranno modo di poter lavorare in  tutta  serenità  ed
  arrivare entro il  30 aprile, così come previsto per legge.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non   sono
  disponibile come il mio amico e collega Vinciullo perché credo  che
  non  spetti  al  Parlamento dare una disponibilità a  fronte  della
  irresponsabilità del Governo.
   Io  non  ci sto a fare il parlamentare responsabile, quando  altri
  non  lo sono e non lo fanno, e la invito, signor Presidente, a nome
  di tutto il parlamento ad evitare di essere, così come è da giorni,
  continuamente mortificati.
   Questo Parlamento è diventato ostaggio del Governo.
   Noi  andiamo  in Commissione, ci presentiamo, dopodiché  ci  viene
  comunicato, da giorni, che manca il documento finanziario e  quindi
  aggiorniamo  al  pomeriggio,  poi  rinviamo  all'indomani  mattina;
  abbiamo  rinviato ad oggi pomeriggio e stiamo rinviando a  dopo  la
  seduta dell'Aula.
   Io  credo,  signor Presidente, che questo Governo farebbe  bene  a
  dire  una cosa molto seria, forse la prima dalle elezioni ad  oggi,
  ammettere  che questo Governo è incapace, totalmente, di presentare
  un documento finanziario alla Sicilia, perché, onorevole Vinciullo,
  lei  ne  ha  tempo  di  elencare  forestali,  precari,  formazione,
  imprese, azienda, cassa straordinaria,  quando la bozza di bilancio
  contiene  soltanto  dei  tagli  impressionanti  che  metteranno  in
  ginocchio  la  Sicilia e ne faranno una regione  messa  a  ferro  e
  fuoco. Perché quando vengono tagliati in maniera orizzontale  tutti
  i  capitoli, sia di sviluppo che di investimento, che di servizi in
  favore  delle  persone, io credo che questo Governo  abbia  fallito
  prima ancora di iniziare.
   Basta per tutti un dato, caro a tutti, quello della legalità.  Noi
  abbiamo  la  Sicilia che è preda di una impennata delle estorsioni,
  per fortuna abbiamo una generazione di imprenditori che non abbassa
  più lo sguardo ma anzi guarda negli occhi il mafioso, lo caccia via
  dal  negozio  e  lo denunzia, poi in tribunale lo accusa  e  lo  fa
  condannare  ad  anni  di carcere,  e noi cosa facciamo?  Invece  di
  sostenere  questa  primavera di cambiamento  e  di  riscossa,  cosa
  facciamo?  Azzeriamo,  quasi, il capitolo delle  somme  a  sostegno
  degli  imprenditori che denunciano delle vittime  di  usura,  delle
  donne vittime di violenza, delle parti civili contro la mafia e poi
  assistiamo ad un presidente della Regione che aumenta di  centomila
  euro  il  capitolo per la sua sicurezza, o che aumenta  in  maniera
  esponenziale  le somme per la rappresentanza, o per i trasferimenti
  o per le missioni.
     Io  credo che qui ci sia una logica a due velocità, c'è qualcuno
  che  come  noi guarda la Sicilia e si spinge, devo dire in  maniera
  quasi  eroica, come dice l'onorevole Vinciullo, lavoriamo sabato  e
  domenica  e il 25 aprile, c'è chi invece, fino ad oggi,  non  si  è
  curato  neanche  di venire in Aula, e la invito a fare  rispettare,
  come lei so che sa fare sempre,   questo Parlamento.
   Oggi non deve essere il Presidente dell'Assemblea a comunicare che
  c'è   un   ulteriore  rinvio  della  presentazione  del   documento
  finanziario, qui doveva venire il Presidente della Regione,  doveva
  venire  l'assessore per l'economia, al quale chiederò una norma  di
  comportamento,  sarà che non è un politico, è un tecnico,   ma  noi
  sappiamo  che  l'assessore per l'economia si  è  recato  da  alcuni
  gruppi   parlamentari,  e  tutti  di  maggioranza,  cari  onorevoli
  colleghi,  e  ha anticipato il lavoro che il Governo  sta  facendo,
  mentre  non  è  venuto  in Commissione,  però nei  conventicoli  di
  maggioranza c'è andato.
   Oggi  in  Commissione  Attività produttive , il direttore generale
  non  si è presentato per partecipare all'audizione sui forestali  e
  l'abbiamo  trovato  in  corridoio  che  parlava  con  deputati   di
  maggioranza. Beh, signor Presidente, è bene che qui si  istauri  un
  nuovo  sistema, che qui, nell'attività istituzionale,  non  c'è  la
  maggioranza  e  l'opposizione,  c'è  un  Parlamento,  e   ci   sono
  parlamentari, e quelli di opposizione hanno gli stessi diritti e le
  stesse prerogative dei parlamentari di maggioranza ed io non ci sto
  a  sapere  che  l'assessore del Governo, non del mio  Governo,  del
  Governo  della Sicilia, ha dei canali privilegiati con  dei  gruppi
  parlamentari,   perché  questo è offensivo  signor  Presidente.  Lo
  diremo all'assessore e, probabilmente, andremo a censurare in  Aula
  l'assessore.
   Oggi  chiederò  una  censura  del Governo,  appena  arriveremo  in
  Commissione attività produttive, ed il presidente della Commissione
  sarà  costretto  a dirci che ancora una volta deve rinviare  perché
  manca il documento finanziario.
   Questo è un Governo si è arreso all'emergenza, questo è un Governo
  che  ha  esaurito  la  sua spinta mediatica  perché,  dopo  che  il
  presidente Crocetta ha annunciato in tutti i canali di avere  fatto
  le   grandi  riforme,  è  diventato  vittima  della  sua   frenesia
  mediatica, e non avendo più nulla da comunicare, oggi si  trova  ad
  affrontare  i  problemi  e  non li sa affrontare  come  non  li  sa
  affrontare  nessun assessore di questo Governo,  e  lo  spettacolo,
  signor  Presidente, desolante, squallido, preoccupante,  allarmante
  di  queste  sedie  vuote   Quando qui,  siamo  a  13  giorni  della
  scadenza  del  termine per approvare il bilancio e  la  finanziaria
  questa  è la fotografia del Governo e questa è la fotografia  della
  Sicilia,  del  Presidente  Crocetta e  di  questa  maggioranza:  la
  solitudine,   l'abbandono,  l'assenza  e  la   incapacità.   Signor
  Presidente  la  invito  -  e  io  non sono  disponibile,  onorevole
  Vinciullo,  né  a  lavorare di sabato né  di  domenica  per  questo
  Governo
   Se  il  Governo dimostrerà responsabilità e allora  saremo  qui  a
  lavorare.
   Ma  io  non capisco in questo momento che sta facendo il  Governo,
  perché  non  c'è la priorità massima, se non quella di venire  qui,
  informare  il Parlamento, scusarsi col Parlamento, scusarsi  con  i
  Siciliani,  ammettere  di  avere fallito nella  propria  azione  di
  programmazione  e di governo e rassegnare le dimissioni  -   signor
  Presidente - perché a 13 giorni dalla scadenza della finanziaria io
  vorrei capire quando dovremmo lavorare in Commissione?
   Abbiamo  norme  regolamentari  che non  possono  essere  superate.
  Abbiamo  bisogno di avere il tempo per gli emendamenti, perché  non
  parliamo  del disegno di legge sulla  saga della ricotta', parliamo
  della  finanziaria  e del bilancio di questa  Regione,   che  è  il
  documento più importante e la sintesi politica di questo Governo  e
  noi  abbiamo  bisogno del tempo per lavorarci   Nessuna  fretta   e
  nessuna  corsa:  non  a  un Governo che ha  dimostrato  di  fuggire
  vigliaccamente dalle proprie responsabilità

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  Governo  che  non  c'è,  onorevoli
  colleghi, prendo la parola perché, nonostante i due interventi  che
  mi hanno preceduto, e cioè quello dell'onorevole Vinciullo e quello
  dell'onorevole  Caputo  - devo dire per me più  convincente  quello
  dell'onorevole Vinciullo che quello dell'onorevole Caputo,  ma  per
  carità  ognuno ha il suo punto di vista - devono, secondo me,  però
  avere delle conseguenze, signor  Presidente dell'Assemblea.
   E  allora siccome il ruolo del Presidente dell'Assemblea è  quello
  di  tutelare  questa  istituzione,  ma  è  quello  di  tutelare   i
  Siciliani,  che  attraverso gli eletti  che  stanno  in  quest'Aula
  rappresentano  esigenze, bisogni ed interessi legittimi,  io  credo
  che dopo la vicenda storico-politica del  governo Lombardo, che  ci
  ha  portato  per  quattro anni, e quindi  per  tutti  gli  anni  di
  esercizio  finanziario, a confrontarci con l'esercizio provvisorio,
  noi  dobbiamo oggi stabilire - e il Governo su questo  deve  essere
  chiaro,   e  le  chiedo,  Presidente, di  farsi  latore  di  questa
  richiesta  dei  parlamentari  nei  confronti  del  Governo   -   se
  quell'esempio  cattivo,  che  nella gestione  precedente  a  quella
  Lombardo,  e cioè quello Cuffaro, non era mai accaduto,  perché  le
  finanziarie  erano state approvate sempre entro il 31  dicembre,  e
  quindi  sempre  nella  maniera migliore per  tutelare  interessi  e
  bisogni  dei  Siciliani,  dopo la vicenda Lombardo  noi  per  caso,
  vorrei  comprendere se al netto di questa vicenda  finanziaria  del
  2013   -  perché  io  non  mi  sento  in  coscienza  di  attribuire
  preventivamente responsabilità al Governo Crocetta sotto il profilo
  della  tempistica,  e  mi riferisco all'esercizio  provvisorio:  un
  presidente eletto il 28 ottobre, un Governo insediatosi a novembre,
  era  evidente  che  anche in un momento di grande confusione  sulle
  fonti  finanziarie che devono capitalizzare bilancio, e soprattutto
  lo strumento finanziario successivo, c'era la necessità comunque  -
  anche  in ragione delle elezioni nazionali imminenti ed in  ragione
  delle  amministrative e quindi di momenti di  grande  pressione  di
  chiedere  ed  ottenere  così come questa Aula  responsabilmente  ha
  fatto in modo che accadesse, quattro mesi di esercizio provvisorio.
   Però,  signor  Presidente,  questo  calendario  che  oggi  abbiamo
  concordato,  chi  formalmente, come i presidenti delle  Commissioni
  insieme  all'Ufficio  di  Presidenza, chi  informalmente,  come  il
  sottoscritto   da  presidente  del  Gruppo  parlamentare   Cantiere
  Popolare,  credo  che non dovrebbe solamente  dare  un  senso  alle
  formalità  di  rito ma dare il senso del perché questo  bilancio  è
  stato presentato nella maniera che abbiamo conosciuto e cioè con un
  consolidato  che  non  dà  proiezioni  per  il  futuro,  mentre  la
  finanziaria  è  stata, di fatto, azzerata, per quello  che  è  dato
  sapere,  perché riceveremo - faccio un'incidentale -  lo  strumento
  finanziario, ma io mi chiedo e le chiedo quando se oggi  pomeriggio
  noi, chiusa l'Aula, nelle Commissioni di merito  dovremmo' iniziare
  a  valutare  questa  seconda  nota  di  variazione  allo  strumento
  finanziario.
   Ed  allora dico una finanziaria svuotata potrebbe essere anche  un
  atto  di  fiducia  nei confronti dell'Aula e  cioè  i  bisogni  dei
  siciliani  non  sono né di destra né di sinistra,  sediamoci  tutti
  insieme e lavoriamo per dare il migliore risultato possibile.
   Ma  la  ratio  di  un tale disegno di legge qualcuno  ce  la  deve
  spiegare o no? Io credo di sì.
   Signor Presidente, anche se io concettualmente sono d'accordo  col
  fatto che il Presidente della Regione o l'Assessore per il bilancio
  scelga  di  non  andare in tutte le Commissioni  di  merito  ma  di
  recarsi soltanto nella Commissione  Bilancio , credo che in  questo
  caso  da qua a venerdì quando, se non ho letto male, le Commissioni
  di  merito per le rispettive parti di competenza dovranno esprimere
  il  loro parere ed inviarlo alla Commissione bilancio, io le chiedo
  di  invitare l'Assessore per il bilancio a dedicare dieci minuti  a
  ciascuna  Commissione, concordandolo insieme ai Presidenti,  perché
  ci  spieghino  la  ratio  di  un'operazione  che,  se  trasparente,
  potrebbe essere un atto di buona politica, se non spiegato  rischia
  di  finire  come qualcosa che ha un odore di puzzo  e  che  abbiamo
  contrastato negli scorsi quattro anni della legislatura Lombardo.
   Non  vorremmo,  signor Presidente, arrivare anche quest'anno  alla
  notte  del 30 aprile, obiettivamente non ce ne sono  le ragioni  né
  politiche né temporali.
   Io,  peraltro, personalmente mi auguro, nell'interesse del  Paese,
  che   già  domattina  venga  eletto  il  miglior  Presidente  della
  Repubblica  possibile e, quindi, che tanto il Presidente  Crocetta,
  quanto  il Presidente Ardizzone possano tornare ad occuparsi  della
  Sicilia,  dopo  aver egregiamente svolto il prestigioso  ruolo  che
  questa Assemblea gli ha assegnato.
   Ma  se  anche  non dovesse essere così, signor Presidente,  io  la
  invito a chiedere formalmente all'Assessore per l'economia,  in  un
  momento così delicato per l'economia e per i problemi sociali della
  Sicilia, di dedicare a ciascuna Commissione di merito dieci minuti,
  anche da domani mattina, in modo che i pareri nelle Commissioni  di
  merito possano essere espressi in maniera più compiuta.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cordaro.  Posso  garantirle  che,
  personalmente,  assumo  questo  impegno  e  contatterò  l'Assessore
  Bianchi  affinché  possa partecipare almeno dieci  minuti  in  ogni
  Commissione  e  spiegare esattamente quale è  il  quadro  generale,
  quale  è la strategia che questo Governo intenderà adottare. Questo
  sicuramente glielo posso garantire.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, colleghi, volevo cominciare  questo
  intervento con una breve parte personale:  Ciao Sergio   che  vuole
  essere  un  arrivederci  ad un amico, al cittadino  Troisi  che  ci
  lascia  per  una scelta di vita molto importante ed  un  benvenuto,
  invece,  al  cittadino Tancredi che, chiaramente, ci porta  le  sue
  forze,  le  sue  competenze e, sicuramente, si  mette  al  servizio
  dell'Aula,  d'altronde  l'idea del Movimento  è  quella  di  essere
  intercambiabili, la possibilità di sviluppare al meglio quelle  che
  sono  le capacità personali e metterle al servizio di quello che  è
  il nostro programma elettorale.
   Ecco, se finissi qui il mio intervento, probabilmente sarebbe  già
  bene,  buono, perché se devo duplicare, probabilmente,  quelli  che
  sono  stati gli interventi che, invece, mi hanno preceduto rispetto
  a  questa fase politica che stiamo vivendo, quindi la votazione del
  bilancio  e  della legge finanziaria e trovandomi ad  esprimere  un
  parere  sulla  legge  finanziaria,  probabilmente  dovrei  stare  a
  guardare  l'orologio  e stare zitto perché, visto  che  ancora  non
  abbiamo  potuto  vederla, chiaramente non  posso  esprimere  alcuna
  osservazione  rispetto a questo documento e questo, ovviamente,  ci
  sta  preoccupando parecchio perché siamo stati chiamati a  compiere
  uno  sforzo durante questo  mese di studio di documenti che poi  si
  sono  ritrovati  ogni  volta riveduti, stracciati  e,  chiaramente,
  ripresentati.  E'  avvenuto  più volte  e  questo,  ovviamente,  ha
  ritardato i lavori.
   Allora,  quando poco fa l'onorevole Caputo diceva:  Ci ritroveremo
  - oggi sono gli ultimi 12,13 giorni del mese - probabilmente, negli
  ultimi cinque giorni, all'interno di quest'Aula . E cosa succederà?
  Quali saranno le dinamiche di votazione?
   Presidente,  io le chiedo di fare un invito affinché chi  in  quei
  giorni  dirigerà  i lavori abbia molta attenzione e  spieghi  molto
  bene quali saranno le operazioni che ci condurranno al voto di ogni
  singolo  articolo perché non vorrei ritrovarmi con scene già  viste
  dove,  nella  bolgia  e  nel caos più totale,  non  capiremo  quale
  articolo, quale emendamento stiamo andando a votare perché questo è
  il  rischio  che,  purtroppo,  andremo  a  correre  e  questa  cosa
  chiaramente  non  ci  piace e non piacerà ai  siciliani  perché  il
  documento che potrebbe uscire, la manovra finanziaria che  potrebbe
  uscire non sarà ottimale.
   Visto  che la Sicilia in questo momento vive una grande condizione
  di  disagio sociale, è una polveriera, arrivare agli ultimi  cinque
  giorni  con  una  legge  di bilancio ancora  da  approvare  è  come
  giocarci  con  un  accendino  sopra,  vediamo  se  si  accende,  ma
  rischiamo di saltare tutti in aria.
   Questa cosa preoccupa.
   Spiego  anche  ai  cittadini  - e qui faccio  comunicazione  anche
  all'esterno  visto  che  abbiamo  questo  servizio  di  diretta  in
  streaming  -  che  il documento di bilancio che ci  viene  fornito,
  senza   l'appannaggio,  senza  la  pezza  d'appoggio  della   legge
  finanziaria, risulta essere un ingranaggio di cui non conosciamo il
  funzionamento  e  si sono dimenticati di darci  il  libretto  delle
  istruzioni e anche questo, ovviamente, è da denunciare.
   Noi  vogliamo metterci al servizio di questo momento  storico,  di
  questa  legislatura, ma vogliamo, con forza, dire che non ci stiamo
  a  queste  logiche per le quali poi, alla fine, gli  ultimi  cinque
  giorni  avremo in Aula la possibilità di vedere questo documento  e
  nei   prossimi   giorni,  probabilmente,  andremo  a   fare   delle
  Commissioni.
   Noi  non abbiamo problemi come l'onorevole Caputo il sabato  o  la
  domenica, ci adattiamo, d'altronde rimaniamo qui fino a sera  tardi
  come  fanno  anche molti altri deputati, quello non è un  problema,
  però,  che  non  si portino ancora in Commissione o audizioni  alle
  quali  poi,  puntualmente, gli Assessori, o chi per  loro,  non  si
  vengono  a  presentare perché questo non è un gioco,  qui  ci  sono
  cittadini  che  hanno bisogno di risposte serie  e  concrete,  ogni
  giorno i nostri Palazzi sono sedi di manifestazioni.
   A chi dobbiamo rispondere se non ai cittadini che sono fuori?
   Io, per me e per il gruppo che mi onoro di rappresentare, mi sento
  di  dare risposte soltanto a quelle persone che sono fuori, non  ne
  devo dare a nessun altro.
   Vorrei  però averle queste risposte, non trovarmi, come in  questi
  giorni,  a  dover parlare con qualcuno e non sapere cosa dire,  non
  perché non ho capito il disegno politico di chi deve portare avanti
  un progetto di finanza pubblica, un progetto di bilancio, ma perché
  non  lo so, perché loro non lo sanno neanche, perché ancora non  lo
  hanno  presentato e questa è una condizione che a chi  rappresenta,
  in  una  istituzione importante come questa, i cittadini  siciliani
  non è possibile. Questa cosa non è possibile.
   Allora,  per  me  è  importante, oggi,  prendere  le  distanze  da
  estremismi,  da posizioni che, seppur accettabili, noi  chiaramente
  non condividiamo, quelle di estrema chiusura.
     Noi  lo vogliamo vedere questo documento, probabilmente se  sarà
  buono, se lo valuteremo buono, con i nostri dovuti accorgimenti, lo
  voteremo.
     Però,  vorrei che venga messo agli atti che non ci vogliamo  più
  basare  su  tempistiche come queste e che, se ci sarà  la  prossima
  volta,    questo   bilancio   arrivi   nei   tempi    consoni    di
  un'amministrazione che si vuole definire tale e non in  progressivi
  mesi  di  bilancio provvisorio ma che avvenga entro  dicembre  come
  tutte le amministrazione sane fanno, in maniera tale che avremo  il
  tempo di discutere, di ammodernare, avremo il tempo di migliorare e
  tutti insieme arriveremo a un risultato condiviso.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare la parola all'onorevole  D'Asero,  mi
  corre  l'obbligo  di  fare una piccola valutazione:  è  chiaro  che
  questa  Assemblea si esprime allo stesso modo circa l'atteggiamento
  del Governo e, soprattutto, ancora una volta, dà una certa amarezza
  registrare  che  questa Assemblea deve ancora, come  è  successo  a
  dicembre, lavorare sempre all'ultimo momento con una certa frenesia
  che potrebbe portare a degli errori.
   Per  questo  motivo,  la  Presidenza  fa  appello  agli  onorevoli
  colleghi,  di  fare appello - mi ripeto nel termine  -  al  proprio
  senso  di  dovere, e non appena questo documento verrà esitato,  io
  spero che si possa lavorare mettendo in primo piano l'interesse dei
  cittadini  che si aspettano da questa Assemblea e anche  da  questo
  Governo, delle risposte concrete per i problemi che questa terra in
  questo momento sta attraversando.
   Quindi,  un  appello accorato ai colleghi per far sì,  che  quando
  questo documento - speriamo - sarà esitato probabilmente già questa
  sera,  ci  si possa mettere tutti al lavoro ed arrivare insieme  ad
  una conclusione ottimale per i nostri cittadini.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  evidenziare  che,  probabilmente, l'appello  accorato,  più  che  a
  questa  Assemblea ed ai colleghi parlamentari che  dimostrano,  con
  senso di impegno ma anche di preoccupazione, qual è il momento  che
  stiamo  vivendo,  io  ritengo  che,  probabilmente,  il  senso   di
  responsabilità  e  l'invito accorato vada rivolto  al  Governo.  Un
  Governo  che abbiamo salutato nel rispetto di ruoli e di posizioni,
  anche  di  ruoli di maggioranza e opposizione, con grande  speranza
  per  un impegno comune ed una coesione che portassero ad affrontare
  problemi  e  a  dare  soluzioni alle emergenze che  quotidianamente
  crescono.
   Signor  Presidente, è veramente importante lanciare  un  grido  di
  allarme,  perché  lo  stesso calendario dei  lavori  programmati  e
  comunicati dalla Presidenza dell'Assemblea comincia a dimostrare un
  momento  di  incertezza, atteso che ad oggi, ad ora, non  è  ancora
  pronto il documento contabile su cui bisogna lavorare.
   Questo  modo  di procedere, fatto di proclami, fatto  di  annunci,
  fatto a volte anche di una sottile arroganza istituzionale, diventa
  il vero problema che deve farci riflettere.
   Le  tensioni  sociali  aumentano. Abbiamo assistito  sul  problema
  della  formazione, e continuiamo ad assistere, ad  un  balletto  di
  grande confusione e anche di imprecisione.
   La  Commissione  Bilancio ha avuto modo di  ascoltare  Albert,  il
  precedente   dirigente  generale,  che  dice   sul   problema   del
  finanziamento  triennale, sul nuovo modo di fare formazione  con  i
  finanziamenti  comunitari,  che  c'è  l'opportunità  di  utilizzare
  risorse sul Piano giovani, qualora lo voglia il Governo.
   Una  precedente  audizione  nella  Commissione  Bilancio,  riunita
  congiuntamente con la Commissione Lavoro, ha visto uno  show  anche
  del  Presidente della Regione, in cui egli ha detto   non  ci  sono
  problemi,  lasciate  che  i  pargoli vengano  a  me ,  quindi,  non
  preoccupatevi voi dipendenti della formazione; sulla gestione,  sul
  core businnes ci saranno nuovi ipotesi di lavoro; nella sostanza un
  nuovo proclama.
   Alcuni  dirigenti  di  enti  parlano di licenziamenti,  potrebbero
  essere  mille  o millecinquecento, dopo di che la settimana  scorsa
  riscontriamo che, probabilmente, il ricorso alla cassa integrazione
  e  a licenziamenti potrebbe essere per tremila unità, anzi dopo tre
  giorni  viene  corretto  questo numero, probabilmente  parliamo  di
  tremilacinquecento unità lavorative.
   Allora,   fermo  restando  che  l'argomento,  il  comparto   della
  formazione  è  un mondo molto articolato, complesso, delicato,  che
  richiede  sicuramente una grande ristrutturazione, una svolta,  c'è
  bisogno di capire che ci sono due tempi: uno dell'emergenza  e  uno
  della ragione per la svolta, per la programmazione diversa.
   E' stata fatta una commissione plenipotenziaria, con grandi sigle,
  ma  dove  evidentemente i risultati tarderanno ad arrivare,  atteso
  che ancora deve avviare la sua attività.
   Però,  in questo settore c'è anche una grande confusione, dove  ci
  sono  degli  enti che meritano di essere censurati,  ed  enti  che,
  invece, meritano di essere rispettati; ed è stata fatta una  grande
  accusa  generalizzata che porta, nella sostanza, ad  uno  stato  di
  difficoltà che vede alcuni enti in regola con rendiconti ancora  da
  definire,  che  vede anticipazioni ancora da ricevere  e  che  vede
  l'altra parte del cosiddetto  Obbligo formativo' che, ancora,  deve
  avere  le relative anticipazioni. Quindi, un mondo che mi onoro  di
  difendere  e  che  è il mondo cattolico, che ha svolto  negli  anni
  un'azione di grande serietà, con grandi risultati, che ha visto una
  grande  azione lineare sotto il profilo gestionale e che, di fatto,
  viene  denigrata al pari di altri enti che il loro dovere non hanno
  perfettamente realizzato.
   E'  giunto  il  momento che questo Parlamento  prenda  atto  della
  situazione e veda come rispondere perché comunque questo è il primo
  tassello di un mosaico che diventa esplosivo.
   C'è  una  tensione sociale, si reca agli sportelli gente  che  non
  prende stipendi da un anno, da sei mesi, da otto mesi, da un anno e
  mezzo.  Se  noi vogliamo essere sordi, amici e colleghi, davanti  a
  questo  problema sappiate che questo è il viatico, il percorso  che
  porta a quella politica negativa che tutti condanniamo ma che,  nei
  fatti,  però,  dovremmo  tentare  di  ostacolare  per  favorire  la
  politica  dei  fatti,  che  deve  essere  determinata  da  risposte
  concrete  e da azioni comuni in maniera coesa, a prescindere  dalle
  appartenenze   politiche.  Quando  ci  sono   obiettivi   seri   da
  raggiungere dobbiamo ritrovarci tutti assieme.
   Questo è il primo problema di un'emergenza che, assieme all'azione
  di  un  Governo che comincia ad essere anche  responsabile , perché
  se  oggi  siamo  a  giorno  17 aprile e  non  abbiamo  i  documenti
  contabili  per  procedere ad un serio lavoro nelle  commissioni  di
  merito  e  in  Commissione Bilancio affinché  si  definisca  questo
  importante strumento contabile è importante anche denunziare questi
  aspetti.
   C'è  un problema che riguarda i precari, su cui è stato assicurato
  che  esiste  la copertura finanziaria; ma c'è un problema  ben  più
  pesante  che  ricorre  da  ben tre anni,  da  quando  nella  famosa
  assemblea  dei  sindaci,  all'Albergo  delle  Povere,  io  ebbi  ad
  evidenziare  ad alcuni amici e poi in quest'Aula in  tre  occasioni
  diverse  che  il  problema del precariato deve  trovare  una  nuova
  dimensione che è nel rapporto costo-servizio, in quanto non c'è più
  la  possibilità  di  ottenere patti  in  deroga,  non  c'è  più  la
  possibilità di ottenere deroghe al patto di stabilità, non c'è  più
  la  possibilità di ottenere una risorsa finanziaria  che  il  Fondo
  nazionale forse taglierà. Ma, quel che è più grave, noi andremmo  a
  contrastare  una  norma che impedisce ai precari  di  poter  essere
  impegnati in altre parti.
   Qua  c'è  un  problema  di rapporto con gli enti  locali;  c'è  un
  problema  di  rapporto con le piante organiche; c'è un problema  di
  programmare e di spalmare su un periodo che va definito, siano essi
  tre  o  cinque  gli  anni,  per capire come  collocare  in  maniera
  diversa, seria, questa nuova problematica. Però, anche qui,  tranne
  la  risposta  mediatica per dire sempre a quel momento di  consenso
  che, forse, si ricerca, in maniera spasmodica, ci sarebbero i soldi
  ma  questi  soldi  non so se, poi, li potremmo utilizzare  fino  in
  fondo e, comunque, c'è sempre il problema di carattere giuridico e,
  quindi,  realmente del mantenimento nella posizione  di  precariato
  che, invece, dovrebbe diventare di stabilizzazione.
   Poi,  signor Presidente, voglio evidenziare a quest'Aula un  altro
  argomento  importante  che  è in questi giorni  oggetto  di  grande
  attenzione anche della stampa e cioè il problema della sanità.
   Al  di  là  del  ragionamento  sulla razionalizzazione  dei  punti
  nascita che si chiudono, che si aprono, in deroga, se tutto diventa
  una  nuova  deroga, allora, noi che abbiamo accettato il  piano  di
  rientro, prima aveva una logica diversa e, allora, vorremmo  capire
  anche qua le nuove condizioni quali possono essere perché ognuno di
  noi che nei territori è sollecitato a sostenere deroghe. E, allora,
  se  siamo una realtà derogante, cari colleghi, vediamo di capire di
  quali deroghe dobbiamo occuparci. Ma questo è un problema delicato.
   Ma  c'è  un  altro  problema  che riguarda  l'albo  dei  direttori
  generali.
   Questa  nuova  fase  che  vede  la possibilità,  la  necessità  di
  rinnovare i direttori generali con un bando già pubblicato, con  le
  domande  già  presentate, con un nuovo capitolo  che  si  apre  per
  capire  se  la determinazione del percorso fatto di valutazione  di
  una  commissione che deve avere ulteriori risorse finanziarie  che,
  quindi,  costa  soldi  alla Regione siciliana, determinerà  criteri
  diversi  da  quelli  che  erano stati  definiti  nella  fase  della
  pubblicazione del bando.
   Allora,  anche  questo  diventa un capitolo importante,  ma  forse
  siamo   in   un   momento  di  democrazia  cavalcante.   Ci   sono,
  probabilmente, le nuove regole, non sapevo che quando  una  partita
  di  calcio comincia si possono anche successivamente modificare  le
  regole.  Sono  abituato  ad una vecchia logica  che  è  quella  del
  rispetto delle regole, delle istituzioni, delle posizioni,  a  quel
  periodo  che ha visto, anche in questa Regione, un grande senso  di
  equilibrio  quando  c'era  il  potere  politico  democristiano  che
  governava  e il Presidente dell'Assemblea che era un comunista,  ma
  forse di quei comunisti che rispettavano le regole, quindi, assieme
  nel  rispetto  delle istituzioni c'era un grande obiettivo  comune.
  Oggi  siamo davanti a tutto ed al contrario di tutto. Questo è  ilo
  vero momento che deve farci preoccupare.
   Concludo il mio ragionamento su una mozione che presenteremo e che
  è  stata oggetto di una conferenza stampa, relativa all'articolo 37
  e  alla  finzione  di carattere finanziario che con  questo  grande
  proclama si è voluto evidenziare.
   Nella  sostanza, signor Presidente, onorevoli colleghi  -   udite,
  udite   -  noi abbiamo ottenuto con l'applicazione dell'articolo 37
  che lo Stato ci ha dato ciò che già avevamo.
   Tutto  ciò  che riguardava l'articolo 38, le risorse sull'edilizia
  sociale  e  altri interventi vengono, sostanzialmente -  le  stesse
  risorse  - posizionate su quello che vuol essere un risultato  che,
  di  fatto, o attiene ad altri momenti, perché il percorso  relativo
  all'articolo 37 e che viene indicato nel decreto legge all'articolo
  11,  nella  sostanza, come sapete, essendo un  decreto  legge  deve
  essere  convertito in legge, rappresenta il momento di impegno  per
  ottenere risorse per utilizzarle, quindi, per il bilancio.
   E  vorrei rispondere all'assessore Bianchi - mi dispiace  che  non
  sia  qui,  ma lo farò in un altro momento, in altra sede  -  quando
  dice che c'è una nuova filosofia da interpretare. Sicuramente siamo
  all'altezza di capirlo, siamo però in un momento in cui parliamo di
  autonomia  finanziaria che passa dal principio e  dal  ragionamento
  delle  regole del federalismo fiscale all'attuazione dello Statuto,
  perché  l'articolo 37 riguarda l'attuazione dello Statuto regionale
  siciliano  ma,  nello  stesso tempo, l'articolo  43  dello  Statuto
  prevedeva  una Commissione paritetica Stato-Regione. Attività  che,
  di  fatto,  non  è  stata  espletata. Quindi,  nella  sostanza,  in
  maniera  anche mediatica, si è voluto dare riscontro ad un percorso
  che, probabilmente, merita ulteriori altri passaggi.
   Concludo dicendo, alla luce di questi fatti, che c'è un'importante
  emergenza  che attraversa la Sicilia, emergenza che è rappresentata
  da diversi fatti che creano tensioni sociali.
   Queste tensioni sicuramente vanno affrontate con un impegno comune
  da   parte  di  un'Assemblea  regionale  responsabile,  ma   stessa
  responsabilità  deve  avere il Governo della  Regione  e,  come  si
  diceva,   non è importante che la moglie di Cesare sia  onesta,  ma
  che  lo  dimostri .  Quindi,  che il Governo  dimostri  questa  sua
  responsabilità

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire   perché   voglio  esprimere  una  preoccupazione,   la
  preoccupazione  che  non  avendo  ancora  ricevuto   il   documento
  contabile  ed essendo ormai prossima la scadenza del 30 aprile,  in
  un  momento  in cui la Sicilia versa in una situazione a  dir  poco
  drammatica per un disagio sociale, per una crisi che investe  tutti
  i  settori,  è scoraggiante per chi, come me e come i colleghi,  ha
  assunto  delle  responsabilità  istituzionali  nei  confronti   dei
  propri elettori e dei propri territori.
   Ricevo telefonate, da stamattina, da parte dei forestali, da parte
  dei precari e credo che queste categorie stiano contattando tutti i
  gruppi parlamentari perché sono in forte preoccupazione.
   Oggi,  non avendo ancora visto il documento contabile - e, quindi,
  è  prematuro  -,  non  vorrei  fare  critiche  aprioristiche  o  di
  bandiera.  Voglio auspicare e auspico il buon senso  da  parte  del
  Governo  e  della  maggioranza a che si eviti di  fare   macelleria
  sociale'.
   Ieri  sera  è stata pubblicata la Tabella H. E' stata  sempre  una
  nota  dolente  perché,  in  passato, nella  Tabella  H  sono  stati
  inseriti finanziamenti che non sono serviti a nessuno.
   Auspico  che  la Tabella H non sia poi da eliminare  completamente
  per  evitare  che  poi alcuni enti che effettivamente  meritano  di
  essere  finanziati  siano  quelli che poi  subiranno  anche  questi
  tagli.
   Il mio auspicio riguarda intanto i precari.
   Abbiamo  assistito  ad  una riunione,  a  cui  ha  partecipato  il
  Presidente della Regione ed ha assicurato che c'erano le somme.  Ma
  in  quella riunione non abbiamo avuto certezza se fossero  previste
  anche   somme  da  erogare  ai  comuni  come  contributo   per   le
  stabilizzazioni.
   Allora, auspico e chiedo a tutti i componenti delle commissioni  e
  soprattutto ai parlamentari che le somme destinate ai comuni per la
  stabilizzazione  dei  precari siano previste  e  siano  sufficienti
  perché  già  questo  significa eliminare, anche  seppur  in  minima
  parte,  il  problema perché consente di completare le procedure  di
  stabilizzazione.
   Allo  stesso  modo, oggi, per quanto riguarda i forestali,  non  è
  possibile  rispettare l'accordo del 2009 ma, quanto meno, garantire
  le  stesse  giornate  dell'anno precedente  con  l'impegno  che  si
  approvi  un  disegno  di legge che vada ad uniformare,  intanto,  a
  racchiudere in un unico corpo tutti i forestali e a far sì  che  si
  possa  procedere ad una stabilizzazione perché le condizioni perché
  si  possano stabilizzare questi soggetti con un programma serio  ci
  possono essere.
   E,  ancora,  un'ultima cosa: io sono un sindaco;  tutti  i  comuni
  versano  in gravi condizioni economiche. Ho presentato una  mozione
  che   impegni  il  Governo  ad  attivare,  al  di  là  del  decreto
  ministeriale,  la  deroga  al  patto  di  stabilità,   incentivante
  verticale.
   Questo   che  cosa  consente?  Consente  ai  comuni  di   sforare,
  soprattutto  per i crediti relativi all'anno 2013, e  di  garantire
  servizi.
   Il Governo deve fare, l'Assessorato dell'Economia deve adempiere a
  determinate  funzioni,  quindi la Conferenza Stato-Regioni,  devono
  inviare  la  richiesta  ai comuni che vogliono  partecipare  e  poi
  emanare un bando.
   Auspico  che  questa  iniziativa, che questa interrogazione  venga
  accolta  dall'assessore per l'economia. Certo, per tutte  le  altre
  potremmo  continuare,  però  aspettiamo  che  venga  depositato  il
  documento  finanziario,  poi auspichiamo  che  quanto  meno  alcuni
  servizi, alcune funzioni istituzionali e le categorie e le  imprese
  vengano garantite.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  mercoledì,
  24 aprile 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:

        1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
            finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
            (nn. 68-68 bis-68 ter)

        2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
            Legge di stabilità regionale.  (n. 69)

                   La seduta è tolta alle ore 17.31

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli