Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura successivamente.
Comunico che tra i componenti dell'Intergruppo parlamentare
Sicilia-Libia, di cui è stata data comunicazione nella precedente
seduta, figura anche l'on. Paolo Ruggirello.
L'Assemblea ne prende atto.
all'onorevole Tancredi
Presidenza del vicepresidente Venturino
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Sergio Troisi dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Sergio Troisi dalla carica di deputato regionale.
Comunico che, in previsione dell'attribuzione del seggio resosi
vacante a seguito delle dimissioni irrevocabili dalla carica di
deputato regionale dell'onorevole Sergio Troisi, proclamato eletto
nel collegio circoscrizionale di Trapani (per la lista avente la
denominazione Movimento Cinque Stelle ), la Commissione per la
verifica dei poteri, ai sensi del combinato disposto dell'art. 4,
parte seconda, dello Statuto della Regione e della sezione IV del
Capo V del Titolo II del Regolamento interno dell'Assemblea, nella
riunione tenutasi il 16 aprile 2013, dopo aver proceduto ai
necessari accertamenti, ha deliberato, all'unanimità, ai sensi
dell'articolo 60 della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni (legge elettorale siciliana),
di attribuire il seggio lasciato vacante dall'onorevole Troisi al
candidato Sergio Tancredi, che, primo dei non eletti della
medesima lista provinciale e nel medesimo collegio elettorale in
cui era stato eletto l'on. Troisi, segue immediatamente - con voti
2.791 - l'ultimo dei proclamati eletti, on. Sergio Troisi.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Sergio Tancredi, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
(L'onorevole Sergio Tancredi entra in Aula)
Poiché l'onorevole Tancredi è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana .
(L'onorevole Tancredi pronuncia a voce alta le parole: Lo
giuro )
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Sergio Tancredi nelle
funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.
(Applausi)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo
dobbiamo constatare che il Governo continua ad essere assente dai
lavori d'Aula.
La prima cosa che voglio fare è ringraziare l'onorevole Troisi che
in questi mesi ha fatto parte, con grande competenza e grande
capacità, di quest'Assemblea. L'onorevole Troisi si è distinto per
una compostezza e una serietà nelle varie commissioni e anche in
Aula e quindi mi sembra giusto, a nome di tutti i colleghi,
salutarlo sapendo che perdiamo un collega di grande valore e di
grande capacità che ha fatto una scelta di libertà che condividiamo.
Nel frattempo, facciamo gli auguri all'onorevole Tancredi sapendo
che, sicuramente, lo sostituirà con la stessa verve la stessa
capacità, la stessa voglia di lavorare per la Sicilia.
Signor Presidente, al di là quindi del legittimo giusto
riconoscimento nei confronti dell'onorevole Troisi volevo
intervenire sull'approvazione del bilancio, perché, veda, siamo già
ad aprile inoltrato, da giorni il bilancio e la finanziaria doveva
essere depositato nelle commissioni di merito e nella commissione
bilancio, ma ad oggi, purtroppo, tutto ciò non è ancora avvenuto,
sappiamo che è stato depositato il bilancio, le variazioni di
bilancio, ma la finanziaria non è stata ancora approvata. Ciò cosa
comporta? Comporta, innanzitutto, che le commissioni di merito non
sono nelle condizioni di potere operare e ancora peggio non è nelle
condizioni di potere operate la commissione bilancio, mancano pochi
giorni, e, quindi, la prima cosa che le chiedo è di predisporre
l'apertura dell'Assemblea per questo sabato e per questa domenica,
e per il sabato e la domenica successiva, anche perché al di là di
qualcuno che protesterà è evidente che dobbiamo avere i tempi
necessari per esaminare il bilanci, per esaminare la finanziaria,
per proporre degli emendamenti che, proprio perché quest'anno il
bilancio è particolarmente esiguo, il bilancio è particolarmente
striminzito, abbiamo la necessità più delle altre volte, più degli
altri anni di riflettere, ragionare e possibilmente trovare una
soluzione unitaria e condivisa.
Veda signor Presidente, questo bilancio che è stato portato,
oggettivamente non è assolutamente nelle condizioni di rispondere
alle necessità della Sicilia che in questo momento ha bisogno di
avere sostanze, di avere risorse da investire in alcuni settori
importanti, e invece vediamo che il capitolo relativo alla CRIAS,
ad esempio, da 10 milioni di euro passa a 3 milioni, qualcuno ci
dovrebbe spiegare come faranno le attività produttive a potere
quest'anno continuare ad investire e lavorare, c'è una serie di
interventi nel sociale pressoché inesistenti, io non mi riferisco
solo alla legge sulla violenza alle donne, di cui sono stato colui
che presentò il disegno di legge e relatore, che è stata
completamente marginalizzata come se questa Regione una volta fatta
la legge avesse scrollato di dosso ogni responsabilità nei
confronti delle donne violate, penso alla legge sugli oratori,
penso, ad esempio, alla legge sulla garanzia per le coppie povere
di poter mantenere in vita i propri figli, cioè quelli sulla vita
nascente, penso ad esempio ad una serie di interventi che andavano
fatti sulle case popolari e che invece sono stati tagliati,
completamente, da parte del Governo; senza, poi, volermi
soffermare su vicende prettamente siracusane: la legge speciale per
Ortigia, l'Isisc (International Institute of Higher Studies in
Criminal Sciences), né l'Istituto del Papiro sono state ritenute
da parte di questo Governo meritevoli di attenzione e di
finanziamento.
Per questo motivo, signor Presidente, io mi appello alla sua
responsabilità, non posso, fra le altre cose, non riflettere
sulla decisione che il Presidente dell'Assemblea e il Presidente
della Regione hanno assunto di andare a Roma in questi giorni così
convulsi e così difficili per la storia della Sicilia, come se la
loro presenza fosse indispensabile per l'elezione del Capo dello
Stato, in questo momento il Presidente dell'Assemblea e il
Presidente della Regione dovrebbero essere in Aula, dovrebbero
essere a Palermo, dovrebbero essere in Sicilia, perché abbiamo
bisogno della loro presenza per tirare fuori dalle secche in cui è
arenato il bilancio della Regione, e, invece, sono andati via e
non sappiamo se ritorneranno velocemente, perché si arriverà
velocemente all'elezione del Capo dello Stato, o rimarranno altri
giorni a Roma, di conseguenza noi, signor Presidente ci appelliamo
a lei, alla sua figura, chiedendole ancora una volta di convocare
i capi gruppo per programmare l'attività dell'Assemblea regionale
siciliana di qui alla fine del mese, prevedendo l'apertura sabato e
domenica e anche il 25 aprile.
Potremmo, una volta tanto rimanere in Aula, anche il 25 aprile,
onorare anche questo giorno lavorando, la Sicilia non ha bisogno di
ferie, non ha bisogno di una Assemblea regionale siciliana che stia
a casa il 25 aprile, ma ha bisogno di un Parlamento che operi, che
lavori che prepari emendamenti, che siano oggetto di attenta
riflessione da parte delle commissioni, non possiamo assolutamente
pensare che le commissioni dovranno operare velocemente con
l'assillo del 30 aprile, ultimo giorno utile per poter approvare il
bilancio.
Signor Presidente, proprio perché lei oggi è il presidente facente
funzioni di questa assemblea la invito ad esaminare tutte le
possibilità, nessuna esclusa per programmare i lavori di questa
Assemblea.
La invito a richiamare il Governo ad essere presente nelle
commissioni, alcuni assessori sono assenti cronici, sono
totalmente assenti dai lavori d'Aula, anche oggi, non i deputati
dell'opposizione, perché abbiamo avuto la dignità di stare in
silenzio ma gli stessi deputati della maggioranza non hanno potuto
far altro che constatare l'assenza del Governo che non viene in
Commissione Bilancio che non va nella Commissione Lavoro,
nonostante ci sia stato un ex direttore generale, Ludovico Albert
che ha smentito totalmente l'azione intrapresa dal Governo sulla
formazione. Nemmeno di fronte a questa smentita pubblica, il
Governo ha pensato di presentarsi in Commissione e di chiarire
quello che bisognava fare.
Ci sono gli oltre ventimila forestali che aspettano risposte.
Ci sono i lavoratori della formazione. Ci sono i precari. A tutti
questi dobbiamo dare delle risposte certe, delle risposte celeri,
delle risposte che non siano messe in discussione dal Commissario
dello Stato.
Per fare tutto questo, signor Presidente, occorre tempo, occorre
il tempo per riflettere, occorre il tempo per giudicare e, di
conseguenza, nell'invitarla a chiedere al Governo di depositare
entro oggi la finanziaria, cosa che ancora non è avvenuta, la
invito e la prego di farsi interprete di questa volontà
dell'Assemblea, di dare vita ad un nuovo calendario, in cui non vi
sia un solo giorno che non venga utilizzato.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo soltanto tranquillizzare
l'onorevole Vinciullo che, per quanto riguarda la calendarizzazione
degli impegni di questa Aula, abbiamo concordato ieri, con i
presidenti delle commissioni, come arrivare alla data del 25 aprile
e come data ultima per la presentazione degli emendamenti, ma dal
24 in poi, escluso il 25 aprile, per ovvi motivi, l'Aula lavorerà
non-stop.
Per quanto riguarda, invece, la presentazione della finanziaria,
stiamo aspettando e penso che in serata probabilmente verrà
esitata, e me lo auguro - perché ha ragione l'onorevole Vinciullo -
è necessario che le commissioni vengano messe in condizioni di
poter lavorare in serenità e non arrivare, come già è successo,
ricorderete tutti quanti a dicembre, all'ultimo momento.
Io spero che questa sera verrà esitata la finanziaria e che le
commissioni avranno modo di poter lavorare in tutta serenità ed
arrivare entro il 30 aprile, così come previsto per legge.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono
disponibile come il mio amico e collega Vinciullo perché credo che
non spetti al Parlamento dare una disponibilità a fronte della
irresponsabilità del Governo.
Io non ci sto a fare il parlamentare responsabile, quando altri
non lo sono e non lo fanno, e la invito, signor Presidente, a nome
di tutto il parlamento ad evitare di essere, così come è da giorni,
continuamente mortificati.
Questo Parlamento è diventato ostaggio del Governo.
Noi andiamo in Commissione, ci presentiamo, dopodiché ci viene
comunicato, da giorni, che manca il documento finanziario e quindi
aggiorniamo al pomeriggio, poi rinviamo all'indomani mattina;
abbiamo rinviato ad oggi pomeriggio e stiamo rinviando a dopo la
seduta dell'Aula.
Io credo, signor Presidente, che questo Governo farebbe bene a
dire una cosa molto seria, forse la prima dalle elezioni ad oggi,
ammettere che questo Governo è incapace, totalmente, di presentare
un documento finanziario alla Sicilia, perché, onorevole Vinciullo,
lei ne ha tempo di elencare forestali, precari, formazione,
imprese, azienda, cassa straordinaria, quando la bozza di bilancio
contiene soltanto dei tagli impressionanti che metteranno in
ginocchio la Sicilia e ne faranno una regione messa a ferro e
fuoco. Perché quando vengono tagliati in maniera orizzontale tutti
i capitoli, sia di sviluppo che di investimento, che di servizi in
favore delle persone, io credo che questo Governo abbia fallito
prima ancora di iniziare.
Basta per tutti un dato, caro a tutti, quello della legalità. Noi
abbiamo la Sicilia che è preda di una impennata delle estorsioni,
per fortuna abbiamo una generazione di imprenditori che non abbassa
più lo sguardo ma anzi guarda negli occhi il mafioso, lo caccia via
dal negozio e lo denunzia, poi in tribunale lo accusa e lo fa
condannare ad anni di carcere, e noi cosa facciamo? Invece di
sostenere questa primavera di cambiamento e di riscossa, cosa
facciamo? Azzeriamo, quasi, il capitolo delle somme a sostegno
degli imprenditori che denunciano delle vittime di usura, delle
donne vittime di violenza, delle parti civili contro la mafia e poi
assistiamo ad un presidente della Regione che aumenta di centomila
euro il capitolo per la sua sicurezza, o che aumenta in maniera
esponenziale le somme per la rappresentanza, o per i trasferimenti
o per le missioni.
Io credo che qui ci sia una logica a due velocità, c'è qualcuno
che come noi guarda la Sicilia e si spinge, devo dire in maniera
quasi eroica, come dice l'onorevole Vinciullo, lavoriamo sabato e
domenica e il 25 aprile, c'è chi invece, fino ad oggi, non si è
curato neanche di venire in Aula, e la invito a fare rispettare,
come lei so che sa fare sempre, questo Parlamento.
Oggi non deve essere il Presidente dell'Assemblea a comunicare che
c'è un ulteriore rinvio della presentazione del documento
finanziario, qui doveva venire il Presidente della Regione, doveva
venire l'assessore per l'economia, al quale chiederò una norma di
comportamento, sarà che non è un politico, è un tecnico, ma noi
sappiamo che l'assessore per l'economia si è recato da alcuni
gruppi parlamentari, e tutti di maggioranza, cari onorevoli
colleghi, e ha anticipato il lavoro che il Governo sta facendo,
mentre non è venuto in Commissione, però nei conventicoli di
maggioranza c'è andato.
Oggi in Commissione Attività produttive , il direttore generale
non si è presentato per partecipare all'audizione sui forestali e
l'abbiamo trovato in corridoio che parlava con deputati di
maggioranza. Beh, signor Presidente, è bene che qui si istauri un
nuovo sistema, che qui, nell'attività istituzionale, non c'è la
maggioranza e l'opposizione, c'è un Parlamento, e ci sono
parlamentari, e quelli di opposizione hanno gli stessi diritti e le
stesse prerogative dei parlamentari di maggioranza ed io non ci sto
a sapere che l'assessore del Governo, non del mio Governo, del
Governo della Sicilia, ha dei canali privilegiati con dei gruppi
parlamentari, perché questo è offensivo signor Presidente. Lo
diremo all'assessore e, probabilmente, andremo a censurare in Aula
l'assessore.
Oggi chiederò una censura del Governo, appena arriveremo in
Commissione attività produttive, ed il presidente della Commissione
sarà costretto a dirci che ancora una volta deve rinviare perché
manca il documento finanziario.
Questo è un Governo si è arreso all'emergenza, questo è un Governo
che ha esaurito la sua spinta mediatica perché, dopo che il
presidente Crocetta ha annunciato in tutti i canali di avere fatto
le grandi riforme, è diventato vittima della sua frenesia
mediatica, e non avendo più nulla da comunicare, oggi si trova ad
affrontare i problemi e non li sa affrontare come non li sa
affrontare nessun assessore di questo Governo, e lo spettacolo,
signor Presidente, desolante, squallido, preoccupante, allarmante
di queste sedie vuote Quando qui, siamo a 13 giorni della
scadenza del termine per approvare il bilancio e la finanziaria
questa è la fotografia del Governo e questa è la fotografia della
Sicilia, del Presidente Crocetta e di questa maggioranza: la
solitudine, l'abbandono, l'assenza e la incapacità. Signor
Presidente la invito - e io non sono disponibile, onorevole
Vinciullo, né a lavorare di sabato né di domenica per questo
Governo
Se il Governo dimostrerà responsabilità e allora saremo qui a
lavorare.
Ma io non capisco in questo momento che sta facendo il Governo,
perché non c'è la priorità massima, se non quella di venire qui,
informare il Parlamento, scusarsi col Parlamento, scusarsi con i
Siciliani, ammettere di avere fallito nella propria azione di
programmazione e di governo e rassegnare le dimissioni - signor
Presidente - perché a 13 giorni dalla scadenza della finanziaria io
vorrei capire quando dovremmo lavorare in Commissione?
Abbiamo norme regolamentari che non possono essere superate.
Abbiamo bisogno di avere il tempo per gli emendamenti, perché non
parliamo del disegno di legge sulla saga della ricotta', parliamo
della finanziaria e del bilancio di questa Regione, che è il
documento più importante e la sintesi politica di questo Governo e
noi abbiamo bisogno del tempo per lavorarci Nessuna fretta e
nessuna corsa: non a un Governo che ha dimostrato di fuggire
vigliaccamente dalle proprie responsabilità
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Governo che non c'è, onorevoli
colleghi, prendo la parola perché, nonostante i due interventi che
mi hanno preceduto, e cioè quello dell'onorevole Vinciullo e quello
dell'onorevole Caputo - devo dire per me più convincente quello
dell'onorevole Vinciullo che quello dell'onorevole Caputo, ma per
carità ognuno ha il suo punto di vista - devono, secondo me, però
avere delle conseguenze, signor Presidente dell'Assemblea.
E allora siccome il ruolo del Presidente dell'Assemblea è quello
di tutelare questa istituzione, ma è quello di tutelare i
Siciliani, che attraverso gli eletti che stanno in quest'Aula
rappresentano esigenze, bisogni ed interessi legittimi, io credo
che dopo la vicenda storico-politica del governo Lombardo, che ci
ha portato per quattro anni, e quindi per tutti gli anni di
esercizio finanziario, a confrontarci con l'esercizio provvisorio,
noi dobbiamo oggi stabilire - e il Governo su questo deve essere
chiaro, e le chiedo, Presidente, di farsi latore di questa
richiesta dei parlamentari nei confronti del Governo - se
quell'esempio cattivo, che nella gestione precedente a quella
Lombardo, e cioè quello Cuffaro, non era mai accaduto, perché le
finanziarie erano state approvate sempre entro il 31 dicembre, e
quindi sempre nella maniera migliore per tutelare interessi e
bisogni dei Siciliani, dopo la vicenda Lombardo noi per caso,
vorrei comprendere se al netto di questa vicenda finanziaria del
2013 - perché io non mi sento in coscienza di attribuire
preventivamente responsabilità al Governo Crocetta sotto il profilo
della tempistica, e mi riferisco all'esercizio provvisorio: un
presidente eletto il 28 ottobre, un Governo insediatosi a novembre,
era evidente che anche in un momento di grande confusione sulle
fonti finanziarie che devono capitalizzare bilancio, e soprattutto
lo strumento finanziario successivo, c'era la necessità comunque -
anche in ragione delle elezioni nazionali imminenti ed in ragione
delle amministrative e quindi di momenti di grande pressione di
chiedere ed ottenere così come questa Aula responsabilmente ha
fatto in modo che accadesse, quattro mesi di esercizio provvisorio.
Però, signor Presidente, questo calendario che oggi abbiamo
concordato, chi formalmente, come i presidenti delle Commissioni
insieme all'Ufficio di Presidenza, chi informalmente, come il
sottoscritto da presidente del Gruppo parlamentare Cantiere
Popolare, credo che non dovrebbe solamente dare un senso alle
formalità di rito ma dare il senso del perché questo bilancio è
stato presentato nella maniera che abbiamo conosciuto e cioè con un
consolidato che non dà proiezioni per il futuro, mentre la
finanziaria è stata, di fatto, azzerata, per quello che è dato
sapere, perché riceveremo - faccio un'incidentale - lo strumento
finanziario, ma io mi chiedo e le chiedo quando se oggi pomeriggio
noi, chiusa l'Aula, nelle Commissioni di merito dovremmo' iniziare
a valutare questa seconda nota di variazione allo strumento
finanziario.
Ed allora dico una finanziaria svuotata potrebbe essere anche un
atto di fiducia nei confronti dell'Aula e cioè i bisogni dei
siciliani non sono né di destra né di sinistra, sediamoci tutti
insieme e lavoriamo per dare il migliore risultato possibile.
Ma la ratio di un tale disegno di legge qualcuno ce la deve
spiegare o no? Io credo di sì.
Signor Presidente, anche se io concettualmente sono d'accordo col
fatto che il Presidente della Regione o l'Assessore per il bilancio
scelga di non andare in tutte le Commissioni di merito ma di
recarsi soltanto nella Commissione Bilancio , credo che in questo
caso da qua a venerdì quando, se non ho letto male, le Commissioni
di merito per le rispettive parti di competenza dovranno esprimere
il loro parere ed inviarlo alla Commissione bilancio, io le chiedo
di invitare l'Assessore per il bilancio a dedicare dieci minuti a
ciascuna Commissione, concordandolo insieme ai Presidenti, perché
ci spieghino la ratio di un'operazione che, se trasparente,
potrebbe essere un atto di buona politica, se non spiegato rischia
di finire come qualcosa che ha un odore di puzzo e che abbiamo
contrastato negli scorsi quattro anni della legislatura Lombardo.
Non vorremmo, signor Presidente, arrivare anche quest'anno alla
notte del 30 aprile, obiettivamente non ce ne sono le ragioni né
politiche né temporali.
Io, peraltro, personalmente mi auguro, nell'interesse del Paese,
che già domattina venga eletto il miglior Presidente della
Repubblica possibile e, quindi, che tanto il Presidente Crocetta,
quanto il Presidente Ardizzone possano tornare ad occuparsi della
Sicilia, dopo aver egregiamente svolto il prestigioso ruolo che
questa Assemblea gli ha assegnato.
Ma se anche non dovesse essere così, signor Presidente, io la
invito a chiedere formalmente all'Assessore per l'economia, in un
momento così delicato per l'economia e per i problemi sociali della
Sicilia, di dedicare a ciascuna Commissione di merito dieci minuti,
anche da domani mattina, in modo che i pareri nelle Commissioni di
merito possano essere espressi in maniera più compiuta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Posso garantirle che,
personalmente, assumo questo impegno e contatterò l'Assessore
Bianchi affinché possa partecipare almeno dieci minuti in ogni
Commissione e spiegare esattamente quale è il quadro generale,
quale è la strategia che questo Governo intenderà adottare. Questo
sicuramente glielo posso garantire.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, colleghi, volevo cominciare questo
intervento con una breve parte personale: Ciao Sergio che vuole
essere un arrivederci ad un amico, al cittadino Troisi che ci
lascia per una scelta di vita molto importante ed un benvenuto,
invece, al cittadino Tancredi che, chiaramente, ci porta le sue
forze, le sue competenze e, sicuramente, si mette al servizio
dell'Aula, d'altronde l'idea del Movimento è quella di essere
intercambiabili, la possibilità di sviluppare al meglio quelle che
sono le capacità personali e metterle al servizio di quello che è
il nostro programma elettorale.
Ecco, se finissi qui il mio intervento, probabilmente sarebbe già
bene, buono, perché se devo duplicare, probabilmente, quelli che
sono stati gli interventi che, invece, mi hanno preceduto rispetto
a questa fase politica che stiamo vivendo, quindi la votazione del
bilancio e della legge finanziaria e trovandomi ad esprimere un
parere sulla legge finanziaria, probabilmente dovrei stare a
guardare l'orologio e stare zitto perché, visto che ancora non
abbiamo potuto vederla, chiaramente non posso esprimere alcuna
osservazione rispetto a questo documento e questo, ovviamente, ci
sta preoccupando parecchio perché siamo stati chiamati a compiere
uno sforzo durante questo mese di studio di documenti che poi si
sono ritrovati ogni volta riveduti, stracciati e, chiaramente,
ripresentati. E' avvenuto più volte e questo, ovviamente, ha
ritardato i lavori.
Allora, quando poco fa l'onorevole Caputo diceva: Ci ritroveremo
- oggi sono gli ultimi 12,13 giorni del mese - probabilmente, negli
ultimi cinque giorni, all'interno di quest'Aula . E cosa succederà?
Quali saranno le dinamiche di votazione?
Presidente, io le chiedo di fare un invito affinché chi in quei
giorni dirigerà i lavori abbia molta attenzione e spieghi molto
bene quali saranno le operazioni che ci condurranno al voto di ogni
singolo articolo perché non vorrei ritrovarmi con scene già viste
dove, nella bolgia e nel caos più totale, non capiremo quale
articolo, quale emendamento stiamo andando a votare perché questo è
il rischio che, purtroppo, andremo a correre e questa cosa
chiaramente non ci piace e non piacerà ai siciliani perché il
documento che potrebbe uscire, la manovra finanziaria che potrebbe
uscire non sarà ottimale.
Visto che la Sicilia in questo momento vive una grande condizione
di disagio sociale, è una polveriera, arrivare agli ultimi cinque
giorni con una legge di bilancio ancora da approvare è come
giocarci con un accendino sopra, vediamo se si accende, ma
rischiamo di saltare tutti in aria.
Questa cosa preoccupa.
Spiego anche ai cittadini - e qui faccio comunicazione anche
all'esterno visto che abbiamo questo servizio di diretta in
streaming - che il documento di bilancio che ci viene fornito,
senza l'appannaggio, senza la pezza d'appoggio della legge
finanziaria, risulta essere un ingranaggio di cui non conosciamo il
funzionamento e si sono dimenticati di darci il libretto delle
istruzioni e anche questo, ovviamente, è da denunciare.
Noi vogliamo metterci al servizio di questo momento storico, di
questa legislatura, ma vogliamo, con forza, dire che non ci stiamo
a queste logiche per le quali poi, alla fine, gli ultimi cinque
giorni avremo in Aula la possibilità di vedere questo documento e
nei prossimi giorni, probabilmente, andremo a fare delle
Commissioni.
Noi non abbiamo problemi come l'onorevole Caputo il sabato o la
domenica, ci adattiamo, d'altronde rimaniamo qui fino a sera tardi
come fanno anche molti altri deputati, quello non è un problema,
però, che non si portino ancora in Commissione o audizioni alle
quali poi, puntualmente, gli Assessori, o chi per loro, non si
vengono a presentare perché questo non è un gioco, qui ci sono
cittadini che hanno bisogno di risposte serie e concrete, ogni
giorno i nostri Palazzi sono sedi di manifestazioni.
A chi dobbiamo rispondere se non ai cittadini che sono fuori?
Io, per me e per il gruppo che mi onoro di rappresentare, mi sento
di dare risposte soltanto a quelle persone che sono fuori, non ne
devo dare a nessun altro.
Vorrei però averle queste risposte, non trovarmi, come in questi
giorni, a dover parlare con qualcuno e non sapere cosa dire, non
perché non ho capito il disegno politico di chi deve portare avanti
un progetto di finanza pubblica, un progetto di bilancio, ma perché
non lo so, perché loro non lo sanno neanche, perché ancora non lo
hanno presentato e questa è una condizione che a chi rappresenta,
in una istituzione importante come questa, i cittadini siciliani
non è possibile. Questa cosa non è possibile.
Allora, per me è importante, oggi, prendere le distanze da
estremismi, da posizioni che, seppur accettabili, noi chiaramente
non condividiamo, quelle di estrema chiusura.
Noi lo vogliamo vedere questo documento, probabilmente se sarà
buono, se lo valuteremo buono, con i nostri dovuti accorgimenti, lo
voteremo.
Però, vorrei che venga messo agli atti che non ci vogliamo più
basare su tempistiche come queste e che, se ci sarà la prossima
volta, questo bilancio arrivi nei tempi consoni di
un'amministrazione che si vuole definire tale e non in progressivi
mesi di bilancio provvisorio ma che avvenga entro dicembre come
tutte le amministrazione sane fanno, in maniera tale che avremo il
tempo di discutere, di ammodernare, avremo il tempo di migliorare e
tutti insieme arriveremo a un risultato condiviso.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole D'Asero, mi
corre l'obbligo di fare una piccola valutazione: è chiaro che
questa Assemblea si esprime allo stesso modo circa l'atteggiamento
del Governo e, soprattutto, ancora una volta, dà una certa amarezza
registrare che questa Assemblea deve ancora, come è successo a
dicembre, lavorare sempre all'ultimo momento con una certa frenesia
che potrebbe portare a degli errori.
Per questo motivo, la Presidenza fa appello agli onorevoli
colleghi, di fare appello - mi ripeto nel termine - al proprio
senso di dovere, e non appena questo documento verrà esitato, io
spero che si possa lavorare mettendo in primo piano l'interesse dei
cittadini che si aspettano da questa Assemblea e anche da questo
Governo, delle risposte concrete per i problemi che questa terra in
questo momento sta attraversando.
Quindi, un appello accorato ai colleghi per far sì, che quando
questo documento - speriamo - sarà esitato probabilmente già questa
sera, ci si possa mettere tutti al lavoro ed arrivare insieme ad
una conclusione ottimale per i nostri cittadini.
Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
evidenziare che, probabilmente, l'appello accorato, più che a
questa Assemblea ed ai colleghi parlamentari che dimostrano, con
senso di impegno ma anche di preoccupazione, qual è il momento che
stiamo vivendo, io ritengo che, probabilmente, il senso di
responsabilità e l'invito accorato vada rivolto al Governo. Un
Governo che abbiamo salutato nel rispetto di ruoli e di posizioni,
anche di ruoli di maggioranza e opposizione, con grande speranza
per un impegno comune ed una coesione che portassero ad affrontare
problemi e a dare soluzioni alle emergenze che quotidianamente
crescono.
Signor Presidente, è veramente importante lanciare un grido di
allarme, perché lo stesso calendario dei lavori programmati e
comunicati dalla Presidenza dell'Assemblea comincia a dimostrare un
momento di incertezza, atteso che ad oggi, ad ora, non è ancora
pronto il documento contabile su cui bisogna lavorare.
Questo modo di procedere, fatto di proclami, fatto di annunci,
fatto a volte anche di una sottile arroganza istituzionale, diventa
il vero problema che deve farci riflettere.
Le tensioni sociali aumentano. Abbiamo assistito sul problema
della formazione, e continuiamo ad assistere, ad un balletto di
grande confusione e anche di imprecisione.
La Commissione Bilancio ha avuto modo di ascoltare Albert, il
precedente dirigente generale, che dice sul problema del
finanziamento triennale, sul nuovo modo di fare formazione con i
finanziamenti comunitari, che c'è l'opportunità di utilizzare
risorse sul Piano giovani, qualora lo voglia il Governo.
Una precedente audizione nella Commissione Bilancio, riunita
congiuntamente con la Commissione Lavoro, ha visto uno show anche
del Presidente della Regione, in cui egli ha detto non ci sono
problemi, lasciate che i pargoli vengano a me , quindi, non
preoccupatevi voi dipendenti della formazione; sulla gestione, sul
core businnes ci saranno nuovi ipotesi di lavoro; nella sostanza un
nuovo proclama.
Alcuni dirigenti di enti parlano di licenziamenti, potrebbero
essere mille o millecinquecento, dopo di che la settimana scorsa
riscontriamo che, probabilmente, il ricorso alla cassa integrazione
e a licenziamenti potrebbe essere per tremila unità, anzi dopo tre
giorni viene corretto questo numero, probabilmente parliamo di
tremilacinquecento unità lavorative.
Allora, fermo restando che l'argomento, il comparto della
formazione è un mondo molto articolato, complesso, delicato, che
richiede sicuramente una grande ristrutturazione, una svolta, c'è
bisogno di capire che ci sono due tempi: uno dell'emergenza e uno
della ragione per la svolta, per la programmazione diversa.
E' stata fatta una commissione plenipotenziaria, con grandi sigle,
ma dove evidentemente i risultati tarderanno ad arrivare, atteso
che ancora deve avviare la sua attività.
Però, in questo settore c'è anche una grande confusione, dove ci
sono degli enti che meritano di essere censurati, ed enti che,
invece, meritano di essere rispettati; ed è stata fatta una grande
accusa generalizzata che porta, nella sostanza, ad uno stato di
difficoltà che vede alcuni enti in regola con rendiconti ancora da
definire, che vede anticipazioni ancora da ricevere e che vede
l'altra parte del cosiddetto Obbligo formativo' che, ancora, deve
avere le relative anticipazioni. Quindi, un mondo che mi onoro di
difendere e che è il mondo cattolico, che ha svolto negli anni
un'azione di grande serietà, con grandi risultati, che ha visto una
grande azione lineare sotto il profilo gestionale e che, di fatto,
viene denigrata al pari di altri enti che il loro dovere non hanno
perfettamente realizzato.
E' giunto il momento che questo Parlamento prenda atto della
situazione e veda come rispondere perché comunque questo è il primo
tassello di un mosaico che diventa esplosivo.
C'è una tensione sociale, si reca agli sportelli gente che non
prende stipendi da un anno, da sei mesi, da otto mesi, da un anno e
mezzo. Se noi vogliamo essere sordi, amici e colleghi, davanti a
questo problema sappiate che questo è il viatico, il percorso che
porta a quella politica negativa che tutti condanniamo ma che, nei
fatti, però, dovremmo tentare di ostacolare per favorire la
politica dei fatti, che deve essere determinata da risposte
concrete e da azioni comuni in maniera coesa, a prescindere dalle
appartenenze politiche. Quando ci sono obiettivi seri da
raggiungere dobbiamo ritrovarci tutti assieme.
Questo è il primo problema di un'emergenza che, assieme all'azione
di un Governo che comincia ad essere anche responsabile , perché
se oggi siamo a giorno 17 aprile e non abbiamo i documenti
contabili per procedere ad un serio lavoro nelle commissioni di
merito e in Commissione Bilancio affinché si definisca questo
importante strumento contabile è importante anche denunziare questi
aspetti.
C'è un problema che riguarda i precari, su cui è stato assicurato
che esiste la copertura finanziaria; ma c'è un problema ben più
pesante che ricorre da ben tre anni, da quando nella famosa
assemblea dei sindaci, all'Albergo delle Povere, io ebbi ad
evidenziare ad alcuni amici e poi in quest'Aula in tre occasioni
diverse che il problema del precariato deve trovare una nuova
dimensione che è nel rapporto costo-servizio, in quanto non c'è più
la possibilità di ottenere patti in deroga, non c'è più la
possibilità di ottenere deroghe al patto di stabilità, non c'è più
la possibilità di ottenere una risorsa finanziaria che il Fondo
nazionale forse taglierà. Ma, quel che è più grave, noi andremmo a
contrastare una norma che impedisce ai precari di poter essere
impegnati in altre parti.
Qua c'è un problema di rapporto con gli enti locali; c'è un
problema di rapporto con le piante organiche; c'è un problema di
programmare e di spalmare su un periodo che va definito, siano essi
tre o cinque gli anni, per capire come collocare in maniera
diversa, seria, questa nuova problematica. Però, anche qui, tranne
la risposta mediatica per dire sempre a quel momento di consenso
che, forse, si ricerca, in maniera spasmodica, ci sarebbero i soldi
ma questi soldi non so se, poi, li potremmo utilizzare fino in
fondo e, comunque, c'è sempre il problema di carattere giuridico e,
quindi, realmente del mantenimento nella posizione di precariato
che, invece, dovrebbe diventare di stabilizzazione.
Poi, signor Presidente, voglio evidenziare a quest'Aula un altro
argomento importante che è in questi giorni oggetto di grande
attenzione anche della stampa e cioè il problema della sanità.
Al di là del ragionamento sulla razionalizzazione dei punti
nascita che si chiudono, che si aprono, in deroga, se tutto diventa
una nuova deroga, allora, noi che abbiamo accettato il piano di
rientro, prima aveva una logica diversa e, allora, vorremmo capire
anche qua le nuove condizioni quali possono essere perché ognuno di
noi che nei territori è sollecitato a sostenere deroghe. E, allora,
se siamo una realtà derogante, cari colleghi, vediamo di capire di
quali deroghe dobbiamo occuparci. Ma questo è un problema delicato.
Ma c'è un altro problema che riguarda l'albo dei direttori
generali.
Questa nuova fase che vede la possibilità, la necessità di
rinnovare i direttori generali con un bando già pubblicato, con le
domande già presentate, con un nuovo capitolo che si apre per
capire se la determinazione del percorso fatto di valutazione di
una commissione che deve avere ulteriori risorse finanziarie che,
quindi, costa soldi alla Regione siciliana, determinerà criteri
diversi da quelli che erano stati definiti nella fase della
pubblicazione del bando.
Allora, anche questo diventa un capitolo importante, ma forse
siamo in un momento di democrazia cavalcante. Ci sono,
probabilmente, le nuove regole, non sapevo che quando una partita
di calcio comincia si possono anche successivamente modificare le
regole. Sono abituato ad una vecchia logica che è quella del
rispetto delle regole, delle istituzioni, delle posizioni, a quel
periodo che ha visto, anche in questa Regione, un grande senso di
equilibrio quando c'era il potere politico democristiano che
governava e il Presidente dell'Assemblea che era un comunista, ma
forse di quei comunisti che rispettavano le regole, quindi, assieme
nel rispetto delle istituzioni c'era un grande obiettivo comune.
Oggi siamo davanti a tutto ed al contrario di tutto. Questo è ilo
vero momento che deve farci preoccupare.
Concludo il mio ragionamento su una mozione che presenteremo e che
è stata oggetto di una conferenza stampa, relativa all'articolo 37
e alla finzione di carattere finanziario che con questo grande
proclama si è voluto evidenziare.
Nella sostanza, signor Presidente, onorevoli colleghi - udite,
udite - noi abbiamo ottenuto con l'applicazione dell'articolo 37
che lo Stato ci ha dato ciò che già avevamo.
Tutto ciò che riguardava l'articolo 38, le risorse sull'edilizia
sociale e altri interventi vengono, sostanzialmente - le stesse
risorse - posizionate su quello che vuol essere un risultato che,
di fatto, o attiene ad altri momenti, perché il percorso relativo
all'articolo 37 e che viene indicato nel decreto legge all'articolo
11, nella sostanza, come sapete, essendo un decreto legge deve
essere convertito in legge, rappresenta il momento di impegno per
ottenere risorse per utilizzarle, quindi, per il bilancio.
E vorrei rispondere all'assessore Bianchi - mi dispiace che non
sia qui, ma lo farò in un altro momento, in altra sede - quando
dice che c'è una nuova filosofia da interpretare. Sicuramente siamo
all'altezza di capirlo, siamo però in un momento in cui parliamo di
autonomia finanziaria che passa dal principio e dal ragionamento
delle regole del federalismo fiscale all'attuazione dello Statuto,
perché l'articolo 37 riguarda l'attuazione dello Statuto regionale
siciliano ma, nello stesso tempo, l'articolo 43 dello Statuto
prevedeva una Commissione paritetica Stato-Regione. Attività che,
di fatto, non è stata espletata. Quindi, nella sostanza, in
maniera anche mediatica, si è voluto dare riscontro ad un percorso
che, probabilmente, merita ulteriori altri passaggi.
Concludo dicendo, alla luce di questi fatti, che c'è un'importante
emergenza che attraversa la Sicilia, emergenza che è rappresentata
da diversi fatti che creano tensioni sociali.
Queste tensioni sicuramente vanno affrontate con un impegno comune
da parte di un'Assemblea regionale responsabile, ma stessa
responsabilità deve avere il Governo della Regione e, come si
diceva, non è importante che la moglie di Cesare sia onesta, ma
che lo dimostri . Quindi, che il Governo dimostri questa sua
responsabilità
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché voglio esprimere una preoccupazione, la
preoccupazione che non avendo ancora ricevuto il documento
contabile ed essendo ormai prossima la scadenza del 30 aprile, in
un momento in cui la Sicilia versa in una situazione a dir poco
drammatica per un disagio sociale, per una crisi che investe tutti
i settori, è scoraggiante per chi, come me e come i colleghi, ha
assunto delle responsabilità istituzionali nei confronti dei
propri elettori e dei propri territori.
Ricevo telefonate, da stamattina, da parte dei forestali, da parte
dei precari e credo che queste categorie stiano contattando tutti i
gruppi parlamentari perché sono in forte preoccupazione.
Oggi, non avendo ancora visto il documento contabile - e, quindi,
è prematuro -, non vorrei fare critiche aprioristiche o di
bandiera. Voglio auspicare e auspico il buon senso da parte del
Governo e della maggioranza a che si eviti di fare macelleria
sociale'.
Ieri sera è stata pubblicata la Tabella H. E' stata sempre una
nota dolente perché, in passato, nella Tabella H sono stati
inseriti finanziamenti che non sono serviti a nessuno.
Auspico che la Tabella H non sia poi da eliminare completamente
per evitare che poi alcuni enti che effettivamente meritano di
essere finanziati siano quelli che poi subiranno anche questi
tagli.
Il mio auspicio riguarda intanto i precari.
Abbiamo assistito ad una riunione, a cui ha partecipato il
Presidente della Regione ed ha assicurato che c'erano le somme. Ma
in quella riunione non abbiamo avuto certezza se fossero previste
anche somme da erogare ai comuni come contributo per le
stabilizzazioni.
Allora, auspico e chiedo a tutti i componenti delle commissioni e
soprattutto ai parlamentari che le somme destinate ai comuni per la
stabilizzazione dei precari siano previste e siano sufficienti
perché già questo significa eliminare, anche seppur in minima
parte, il problema perché consente di completare le procedure di
stabilizzazione.
Allo stesso modo, oggi, per quanto riguarda i forestali, non è
possibile rispettare l'accordo del 2009 ma, quanto meno, garantire
le stesse giornate dell'anno precedente con l'impegno che si
approvi un disegno di legge che vada ad uniformare, intanto, a
racchiudere in un unico corpo tutti i forestali e a far sì che si
possa procedere ad una stabilizzazione perché le condizioni perché
si possano stabilizzare questi soggetti con un programma serio ci
possono essere.
E, ancora, un'ultima cosa: io sono un sindaco; tutti i comuni
versano in gravi condizioni economiche. Ho presentato una mozione
che impegni il Governo ad attivare, al di là del decreto
ministeriale, la deroga al patto di stabilità, incentivante
verticale.
Questo che cosa consente? Consente ai comuni di sforare,
soprattutto per i crediti relativi all'anno 2013, e di garantire
servizi.
Il Governo deve fare, l'Assessorato dell'Economia deve adempiere a
determinate funzioni, quindi la Conferenza Stato-Regioni, devono
inviare la richiesta ai comuni che vogliono partecipare e poi
emanare un bando.
Auspico che questa iniziativa, che questa interrogazione venga
accolta dall'assessore per l'economia. Certo, per tutte le altre
potremmo continuare, però aspettiamo che venga depositato il
documento finanziario, poi auspichiamo che quanto meno alcuni
servizi, alcune funzioni istituzionali e le categorie e le imprese
vengano garantite.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
24 aprile 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
(nn. 68-68 bis-68 ter)
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
Legge di stabilità regionale. (n. 69)
La seduta è tolta alle ore 17.31
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli