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Resoconto d'Aula della Seduta n. 351 di martedì 02 agosto 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 16.06

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le autonomie locali e la  funzione
  pubblica

   N.  2856  - Interventi urgenti di messa in sicurezza dell'Istituto
  scolastico comprensivo 'Salvatore Todaro' di Augusta (SR).
   Firmatari: Coltraro Giambattista
   -  Con  nota prot. n. 20211/IN.16 del 22 aprile 2016 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e  la
  funzione pubblica.

   N.   2922   -   Chiarimenti  sulla  realizzazione  di   opere   di
  ammodernamento sulla tratta ferroviaria a Paternò (CT).
   Firmatari:  Ciancio Gianina;Cancelleri  Giovanni   Carlo;  Palmeri
  Valentina;  Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciaccio  Giorgio;  La
  Rocca  Claudia;  Foti  Angela;  Trizzino  Giampiero;  Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore;  Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
  Ferreri Vanessa
   -  Con  nota prot. n. 20223/IN.16 del 22 aprile 2016 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Misure  per la crescita competitiva e sostenibile  del  sistema
  produttivo regionale finalizzate a contrastare la disoccupazione  e
  la stagnazione economica della Regione. (n. 1241)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Laccoto  e
  Anselmo in data 27 luglio 2016.

   -  Progetti  di  mobilità giovanile internazionale, di  promozione
  dell'interculturalità e della cittadinanza europea.  Promozione  di
  scambi giovanili. (n. 1242)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 27 luglio 2016.

   -  Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5  Cessazione
  delle  Aziende  sanitarie provinciali ed istituzione delle  aziende
  territoriali sanitarie . (n. 1245)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Giuffrida in
  data 27 luglio 2016.

   Comunicazione di presentazione e contestuale invio di disegni di
                   legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati ed  inviati alle competenti Commissioni:
                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e successive modifiche ed integrazioni. (n. 1244).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 27 luglio 2016.
   Inviato il 28 luglio 2016.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme  in  materia di organizzazione del servizio  di  gestione
  integrata dei rifiuti urbani. Disposizioni a sostegno dell'economia
  circolare,  della riduzione della produzione dei rifiuti  urbani  e
  del riuso dei beni a fine vita. (n. 1243).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 27 luglio 2016.
   Inviato il 28 luglio 2016.

          Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che il disegno di legge n. 1024   Norme  per
  l'erogazione  di  contributi in favore di  progetti  d'investimento
  delle   imprese  operanti  in  Sicilia.  Credito  d'imposta ,   già
  assegnato  con nota prot. n. 8303/SG.LEG.PG. del 22 settembre  2015
  alla  III Commissione,  è  stato riassegnato in data 28 luglio 2016
  alla  II Commissione e, per il parere, alla III Commissione ed alla
  Commissione per l'esame delle attività del'Unione europea.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo, Arancio, Cani,  Di
  Giacinto,  Dina, Federico, Lentini, Papale, Rinaldi e  Savona,  con
  nota prot. n. 6232/SG.LEG.PG. del 28 luglio 2016, hanno chiesto  di
  apporre  la  propria firma al disegno di legge n. 1233  Trattamento
  pensionistico integrativo dei dipendenti ex Consorzi ASI .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 334 del 26 luglio 2016  ha
  approvato   la  risoluzione   Atto  di  indirizzo  in  materia   di
  erogazione  del  servizio  di assistenza scolastica  agli  studenti
  disabili' (n. 36/V).

         Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  pervenuta  la   deliberazione   n.
  133/2016/GEST   Verifica  del  rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana  per  l'esercizio  finanziario  2015 ,  approvata   dalla
  Sezione di controllo per la Regione siciliana della Corte dei conti
  nell'adunanza del 30 giugno 2016.

   Comunico altresì che la stessa è disponibile presso l'archivio del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   3421   -   Interventi    per    la    compiuta    definizione
  dell'interporto di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vullo Gianfranco

   N.  3423 - Interventi per il rispetto delle quote di genere  negli
  organi amministrativi e sindacali in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Cirone Maria in Di Marco

   N.  3424  -  Notizie  circa l'inibizione di immissioni  di  reflui
  civili  nelle reti fognarie cittadine disposta dal gestore Girgenti
  Acque nei confronti di diverse abitazioni dell'agrigentino.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   La Rocca Ruvolo Margherita

   N.  3425 - Notizie sul funzionamento del Fondo di solidarietà  per
  il pagamento delle bollette del servizio idrico integrato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   La Rocca Ruvolo Margherita

   N.   3427   -   Urgenti  misure  sulla  disciplina   del   vincolo
  paesaggistico in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Figuccia Vincenzo

   N.   3428   -   Interventi  in  merito  alla  paventata   chiusura
  dell'Agenzia delle entrate di Modica (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Assenza Giorgio

   N. 3436 - Chiarimenti in merito alle problematiche contrattuali  e
  sindacali   di  talune  sigle  in  rappresentanza  dei   lavoratori
  stagionali dell'ESA.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Falcone Marco

   N.  3439  - Interventi urgenti a sostegno dell'aeroporto 'Vincenzo
  Florio'   di   Birgi   (TP)  per  il  rinnovo  del   Consiglio   di
  amministrazione della società aeroportuale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Ruggirello Paolo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3431 - Interventi per il pronto risanamento statico del  Duomo
  di Giarre (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Vullo Gianfranco

   N.  3432  -  Iniziative in favore di Acciaierie di Sicilia  e  per
  l'espansione del comparto produttivo e occupazionale.
   - Assessore Attività produttive
   Vullo Gianfranco

   N.  3433  -  Salvaguardia delle prospettive di 'Sicilia Patrimonio
  Immobiliare'.
   - Assessore Economia
   Vullo Gianfranco

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo ed alle competenti Commissioni.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  3426  -  Chiarimenti  in  ordine ai  posti  previsti  per  gli
  operatori    socio-sanitari   nella   nuova   dotazione    organica
  dell'Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa.
   - Assessore Salute
   Ferreri  Vanessa; Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
  Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio

   N.  3429 - Interventi in ordine ai disagi nella tratta ferroviaria
  Castelvetrano - Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lo Sciuto Giovanni

   N.  3430  -  Accertamenti sui destinatari della  seconda  e  terza
  annualità  dell'ambito denominato formazione permanente dell'Avviso
  20/2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni

   N.  3434  -  Chiarimenti  circa  la condotta  tenuta  dal  settore
  fiscalità  locale del Comune di Siracusa in ordine al  procedimento
  di discarico delle sanzioni relative agli avvisi di addebito.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Zito  Stefano;  Trizzino  Giampiero;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco; Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;
  Ferreri  Vanessa;  Ciancio  Gianina; Siragusa  Salvatore;  Tancredi
  Sergio

   N.  3435  -  Chiarimenti circa la condotta tenuta  dal  Comune  di
  Siracusa  in ordine al contenzioso instauratosi con la  ditta  Open
  Land s.r.l.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Zito  Stefano;  Trizzino  Giampiero;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco; Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;
  Ferreri  Vanessa;  Ciancio  Gianina; Siragusa  Salvatore;  Tancredi
  Sergio

   N. 3437 - Chiarimenti sulla soppressione del servizio di autolinea
  S.  Caterina  - Villarmosa - Enna, effettuato dalla SAIS  Autolinee
  s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;
  Palmeri  Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco; Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;
  Ferreri  Vanessa;  Ciancio  Gianina; Siragusa  Salvatore;  Tancredi
  Sergio

   N.  3438  - Misure relative all'inserimento del consenso o diniego
  alla donazione degli organi nelle carte d'identità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   La  Rocca  Claudia;  Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Palmeri
  Valentina;   Ciaccio   Giorgio;  Mangiacavallo   Matteo;   Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco; Foti Angela;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Ferreri  Vanessa;  Ciancio  Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   N. 3440 - Chiarimenti in ordine alla procedura di mobilità avviata
  dalla  Casa di cura 'Santa Barbara Hospital' di Gela nei  confronti
  del personale ausiliario socio-sanitario.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;  Palmeri
  Valentina;   Ciaccio   Giorgio;  Mangiacavallo   Matteo;   Zafarana
  Valentina;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;  La   Rocca
  Claudia;  Ferreri  Vanessa;  Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   N.  3907  -  Chiarimenti  in merito allo svolgimento  di  attività
  ispettiva sulle società cooperative edilizie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zito  Stefano;  Trizzino  Giampiero; Cappello  Francesco;  Palmeri
  Valentina;   Ciaccio   Giorgio;  Mangiacavallo   Matteo;   Zafarana
  Valentina;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;  La   Rocca
  Claudia;  Ferreri  Vanessa;  Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  589  -  Opportune  iniziative  volte  al  rafforzamento  degli
  interventi nel settore scolastico.
   Maggio Maria Leonarda; Milazzo Antonella Maria; Panarello
   Filippo; Panepinto Giovanni
   Presentata il 26/07/16

   N.  591 - Iniziative in ordine alla rimodulazione dei posti  letto
  presso gli ospedali riuniti Vittoria- Comiso (RG).
   Assenza Giorgio; Savona Riccardo; Falcone Marco; Papale Alfio
   Presentata il 26/07/16

   N.  592  - Iniziative in ordine al piano straordinario di mobilità
  territoriale e professionale per l'anno scolastico 2016/2017.
   Cancelleri  Giovanni  Carlo; Formica Santi;  Turano  Girolamo;  Di
  Mauro Giovanni; D'Asero Antonino; Falcone Marco; Cordaro Salvatore;
  Picciolo   Giuseppe;  Anselmo  Alice;  Coltraro  Giambattista;   Di
  Giacinto   Giovanni;  Fazio  Girolamo;  Assenza  Giorgio;  Currenti
  Carmelo; Fontana Vincenzo
   Presentata il 26/07/16

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione, ad eccezione delle mozioni n.  589  e
  n. 592 già calanderizzate.

             Comunicazione di decadenza di interrogazione

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   a   seguito   della    cessazione
  dell'affidamento  temporaneo delle funzioni di  deputato  regionale
  supplente  in  capo all'onorevole Bandiera, di cui  l'Assemblea  ha
  preso  atto  nella seduta n. 303 del 23 dicembre 2015,  è  decaduta
  l'interrogazione n. 3422  a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli   Giuffrida,   Sorbello,   Dina,   Germanà,   Dipasquale,
  Arancio,  Federico,  Zafarana, Ciaccio e Vullo. L'onorevole  Alongi
  per oggi e domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di richiesta di proroga dei lavori della
              Commissione parlamentare speciale  Statuto

   PRESIDENTE. Do lettura della nota  prot. n.  271/CP del 26  luglio
  2106,   a  firma  del  Presidente  della  Commissione  parlamentare
  speciale  Statuto , onorevole D'Asero:

    Onorevole Presidente,
   in  considerazione  della  prossimità dello  scadere  del  termine
  assegnato   alla   Commissione  parlamentare  speciale    Statuto ,
  istituita  con decreto n. 465 del 25 novembre 2015,  e  non  avendo
  ancora  la Commissione stessa terminato il lavoro assegnato per  la
  complessità   dell'argomento  da  trattare   e   per   la   riforma
  costituzionale  in  itinere  che,  qualora  superasse   il   vaglio
  referendario,  avrà refluenze sullo Statuto stesso,  Le  chiedo  di
  accordare una proroga di ulteriori sei mesi, ai sensi dell'articolo
  29 ter, comma 3 del Regolamento interno.

   On. Antonino D'Asero

   Sebbene il suddetto termine non sia ancora spirato, scadendo il 23
  agosto  prossimo secondo quanto stabilito dal  DPA n.  465  del  25
  novembre   2015,  e  cioè  dopo  6  mesi  dall'insediamento   della
  Commissione  (23  febbraio  2016), la richiesta  di  proroga  è  da
  considerarsi   tempestiva   per  l'approssimarsi   della   suddetta
  scadenza.
   La  richiesta  di proroga del termine assegnato alla  Commissione,
  che  scadrà  il 23 agosto 2016,  sarà posta all'ordine  del  giorno
  della seduta successiva.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione di dimissioni dalla carica di deputato dell'Assemblea
                          regionale siciliana
                     per motivi di incompatibilità

   PRESIDENTE. Dò lettura della nota  a firma dell'onorevole Ioppolo,
  datata 23 luglio 2016, pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea  il
  primo agosto 2016 e protocollata al n. 6344/AulaPG di pari data:

    Il sottoscritto IOPPOLO Giovanni (Gino),  nato a Caltagirone il 3
  luglio 1959, essendo stato eletto alla carica di Sindaco del Comune
  di   Caltagirone,  rassegna  le  proprie  dimissioni  da   Deputato
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Si   fa   presente,  altresì,  che  in  pari  data  ha  comunicato
  all'Ufficio  del Segretario Generale del Comune di Caltagirone,  di
  avere  optato per la scelta di matenere la carica di Sindaco  della
  medesima Città.

   Palermo, 23 luglio 2016

                             Gino Ioppolo

   Trattandosi  di  dimissioni volte a rimuovere  una  situazione  di
  incompatibilità, l'Assemblea ne prende atto.
   All'attribuzione del seggio resosi vacante si procederà a norma di
  legge e di Regolamento interno.

  Comunicazione di scioglimento di Gruppo parlamentare e conseguente
                               transito
                di diritto al Gruppo parlamentare Misto

   PRESIDENTE. A seguito della presa d'atto, da parte dell'Assemblea,
  delle  dimissioni  dell'onorevole Ioppolo, il  Gruppo  parlamentare
   Lista Musumeci verso Forza Italia , ridottosi a 2 componenti, è da
  intendersi  contestualmente  e  automaticamente  sciolto  ai  sensi
  dell'atto  di  indirizzo volto a non concedere l'autorizzazione  in
  deroga a Gruppi parlamentari che risultassero composti da meno di 3
  deputati, adottato dal Consiglio di Presidenza nella seduta n.  243
  del  16  giugno 2015, e comunicato in Aula nella seduta n.  243  di
  pari data.
   Per  quanto  sopra,  a  decorrere dal  2  agosto  2016,  ai  sensi
  dell'articolo  23, comma 4, del Regolamento interno dell'Assemblea,
  gli  onorevoli Formica e Musumeci transitano di diritto  al  Gruppo
  parlamentare Misto fino a nuova diversa comunicazione.
   Onorevoli colleghi, domani si terrà la Commissione per la verifica
  dei   poteri  per  verificare  i  requisiti  di  eleggibilità   del
  subentrante e quindi domani stesso il subentrante sarà invitato  al
  giuramento.
   La  Commissione  per  la verifica dei poteri è  convocato  domani,
  mercoledì 3 agosto 2016, alle ore 15.30.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, io non ho nulla da eccepire  rispetto
  alla   sua   comunicazione.  Si  potevano   anche   aspettare   gli
  orientamenti  del  subentrante  e qualora  il  subentrante  dovesse
  aderire alla stessa lista cui apparteneva l'onorevole Musumeci,  in
  quel  caso  il  gruppo sarebbe comunque composto da tre  perché  il
  subentrante  fa  parte  della  stessa  lista  e  penso  che  nessun
  regolamento  sarebbe  vietato  e  che  la  Presidenza  possa  avere
  qualcosa in contrario.

   PRESIDENTE. Vediamo domani l'adesione del deputato. E' chiaro  che
  in atto sono due.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
  parola  per chiedere di incardinare il disegno di legge che  è  uno
  stralcio  del  1138,  che è una proroga alla  elezione  dei  liberi
  consorzi e dei consigli delle città metropolitana, approvata  in  I
  Commissione  e  trasmessa  all'Aula.  E  poi,  chiedo  di  dare  la
  comunicazione che il disegno di legge sulle modifiche  della  legge
  elettorale che per ben due volte è passato in Commissione, è  stato
  esitato  ed il testo è pronto, e quindi, se è possibile, ne  chiedo
  l'incardinamento.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  per  dire che personalmente sono contrario rispetto  alla
  prima  richiesta  del Presidente Cascio. Noi dobbiamo  abituarci  a
  mantenere  l'ordine  del  calendario stabilito  in  Conferenza  dei
  Capigruppo.  Le incursioni che vengono fatte in Commissione  e  poi
  venire  qua  a  chiedere  l'approvazione di  un  disegno  di  legge
  rispetto ad un altro, chiaramente ha del singolare.
   Signor  Presidente,  chiedo che i disegni  di  legge  che  vengono
  trattati  devono  avere  o  il consenso  unanime  dell'Aula  oppure
  dobbiamo  accedere secondo un calendario che è stato  stabilito  in
  Conferenza dei Capigruppo.

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Falcone
  fa  un ragionamento apprezzabile però dimentica che circa due  mesi
  fa,  in  questa  Assemblea, fu chiesto di  attivare  una  sorta  di
  procedura d'urgenza per la legge elettorale e i connessi alla legge
  elettorale quando sarebbe stata approvata dalla Commissione, e  già
  l'Aula si è pronunziata su quel provvedimento.

   CASCIO Salvatore. Fa riferimento alla proroga.

   TURANO.  Ma il disegno di legge è unico. Ho detto legge elettorale
  e  connessi, onorevole Cascio. Ragione per la quale l'Aula già si è
  pronunciata  esprimendosi unanimemente per la calendarizzazione  in
  Aula  una volta che i disegni di legge fossero stati esitati  dalla
  Commissione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  io  che  sono  sempre  d'accordo, o  quasi  sempre  d'accordo,  con
  l'onorevole   Falcone,  questa  volta  devo   dissentire.   Intanto
  pretenderei  che da parte di un collega avvocato si utilizzasse  un
  termine diverso da quello di  incursione  perché l'incursione mi dà
  più  la  sensazione  di  qualcosa di piratesco.  In  I  Commissione
  abbiamo  fatto un lavoro dove ciascuno ha svolto il suo ruolo  alla
  presenza  anche  del  componente del  Gruppo  parlamentare  di  cui
  l'onorevole  Falcone è Presidente, e lo abbiamo  fatto  in  maniera
  assolutamente unitaria e concorde, in maniera assolutamente  pacata
  ma  altrettanto convinta. Ripeto, c'è stato il consenso unanime  di
  tutti i presenti in Commissione, si è fatto un buon lavoro rispetto
  al  rinvio  del voto dall'11 settembre all'11 novembre  o  comunque
  alla data che verrà decisa dal Governo.
   Quindi  io  confermo quanto è stato rappresentato  dal  Presidente
  della  I  Commissione, onorevole Cascio Salvatore, e le  chiedo  da
  Vicepresidente della I Commissione Affari istituzionali - e  quindi
  non  soltanto per il mio ruolo politico di capogruppo ma anche  per
  quello  istituzionale di Vicepresidente della I  Commissione  -  di
  incardinare quel disegno di legge.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo
  l'intervento  dell'onorevole Falcone nelle  linee  generali.  Nella
  fattispecie l'onorevole Falcone commette, a mio avviso,  un  errore
  per  disattenzione perché, se sta attento, il disegno di  legge  di
  cui  parliamo è il n. 1138 ed è il disegno di legge riguardante  le
  modifiche   della  legge  elettorale.  Concordato,  passato   dalla
  Conferenza  dei capigruppo, rimandato in Commissione con  l'impegno
  che  quando  era pronto si discuteva, si riportava  in  Aula  e  si
  incardinava.
   Il  disegno di legge cui faccio riferimento, che è la proroga  dei
  Liberi  Consorzi, è contenuto nel 1138, che è lo stesso disegno  di
  legge. Quindi si poteva, ad esempio, non stralciarlo, far parte del
  testo originario e non cambiava niente.
   Lo  tranquillizzo, quindi, che incursioni non  ce  ne  sono  state
  perché  è  lo  stesso identico disegno di legge. E' una  parte  del
  1138,  quindi  anche quello era stato discusso  in  Conferenza  dei
  capigruppo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori, il
  mio  Gruppo  ritiene  che in merito ai disegni  di  legge  poc'anzi
  illustrati  dai colleghi, questo non sia il momento, e non  ci  sia
  neanche  l'urgenza in entrambi i casi di portare a metà  agosto  la
  votazione di materie così delicate.
   Tra  l'altro,  abbiamo  ancora per le mani  il  disegno  di  legge
  sull'edilizia.
   La  Conferenza  dei Capigruppo aveva messo tanta carne  al  fuoco,
  tanti atti, leggi, mozioni, da votare. Non capiamo perché l'urgenza
  nel  volere a tutti i costi entrare in questa materia così delicata
  e così dibattuta. Non mi pare che la Commissione si sia espressa in
  maniera  unanime  in  nessuno dei due casi; almeno  per  il  nostro
  Gruppo c'è stata un voto contrario.
   Invito quindi la Presidenza, a volere rispettare quello che si era
  detto  in  Conferenza  dei Capigruppo senza fare  queste  fughe  in
  avanti che, in questo periodo, non sono per nulla gradite.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, secondo me lei sta lasciando un
  po' le redini.
   La richiesta del capogruppo di Forza Italia, onorevole Falcone, mi
  trova d'accordo. Perché se i disegni di legge li presentiamo per la
  premura,  magari perché c'è un bisogno e li dobbiamo  fare  entrare
  senza  la  consultazione della Conferenza dei  Capigruppo,  non  mi
  trova  d'accordo  e  lei  lo  sa. E lo sa  che  succede  nella  sua
  Assemblea,  Presidente? Che si sostituiscono i  componenti  di  una
  Commissione  con  una delega. Io, una volta che  ho  sostituito  il
  componente   nella   Commissione  Bilancio  c'è   voluta   la   sua
  autorizzazione,  ed era giusto. Ma questo perché non  accade  nelle
  altre  Commissioni e nella Commissione Bilancio, Presidente? Cerchi
  quindi di stare - come sempre ha fatto - guardingo in queste  cose,
  perché al momento è una torre di Babele.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco la
  difficoltà,  visto  che la parte che riguarda  le  Province  faceva
  parte  del testo del disegno di legge sugli enti locali, per cui  è
  stato  fatto  uno stralcio e sono diventati due disegni  di  legge.
  Quindi  nessuna  difficoltà per quanto ci riguarda  il  disegno  di
  legge sulla proroga ai liberi consorzi ed alle città metropolitane.
   Però,  signor  Presidente,  volevo  dire  che  la  Conferenza  dei
  Capigruppo  aveva deciso di incardinare anche il provvedimento  che
  usciva  dalla Commissione Bilancio. Per cui le chiedo ufficialmente
  di   incardinare  anche  il  provvedimento  che  è   uscito   dalla
  Commissione Bilancio la settimana scorsa, già trasmesso agli uffici
  della Segreteria generale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  leggo  il   deliberato   della
  Conferenza dei Capigruppo:  Una nuova Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  stabilirà la calendarizzazione  di  ulteriori
  disegni  di  legge fra tanti esitati dalle competenti Commissioni .
  Perché  ricordo  che  avevamo  autorizzato  sia  la  I  che  la  II
  Commissione  a procedere nel percorso legislativo  con  particolare
  riferimento  al  disegno  di  legge di riforma  della  legislazione
  elettorale  degli  enti  locali, nonché  al  disegno  di  legge  di
  variazione  di  Bilancio, ai fini della relativa trattazione  prima
  della conclusione prima della corrente sessione estiva . Ed allora,
  questo  è  il  deliberato della Conferenza  dei  Capigruppo  e  non
  intendo discostarmi.
   Su   questo,   cosa  è  successo?  Lo  richiamava  nell'intervento
  l'onorevole  Cordaro sia come capogruppo, ma  anche  per  il  ruolo
  istituzionale  che riveste. Si diceva, ma non sembra  essere  così,
  che  la  Commissione avrebbe deliberato all'unanimità  lo  stralcio
  proprio da un punto di vista istituzionale.
   Per  quello che mi riguarda, se c'era unità di intenti e non c'era
  opposizione, stasera si poteva incardinare lo stralcio del 1138,  e
  convocare   successivamente  la  Conferenza  dei   Capigruppo   per
  stabilire il percorso da attuare. Tra l'altro, faccio presente  che
  il  Governo,  nella persona dell'assessore Baccei,  ha  sollecitato
  l'approvazione   di   almeno   due  norme,   quella   relativa   ai
  trasferimenti  alle Province, e quella relativa  alle  partecipate,
  che fanno parte di un complesso molto più articolato.
   Mi  riservo domani, in Conferenza dei Capigruppo, di prendere  una
  decisione,  cioè  di  prendere  tutti  assieme  una  decisione  sul
  percorso. Si era convenuto però, occorre dirlo, che la I  e  la  II
  Commissione avrebbero lavorato su questi due disegni di legge.
   Onorevoli  colleghi, la Conferenza dei Capigruppo è convocata  per
  domani,  mercoledì 3 agosto 2016, alle ore 11.00  per  decidere  il
  percorso e concordare effettivamente quali disegni di legge possono
  essere esitati improrogabilmente entro il 10 agosto.

   Unico in materia di edilizia, decreto del Presidente della Repub-
   blica 6 giugno 2001, n. 380
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge   n.   841/A
   Recepimento  del Testo Unico in materia di edilizia,  decreto  del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il se4guito della discussione del disegno di legge
  n.  841/A   Recepimento  del Testo Unico in  materia  di  edilizia,
  decreto  del  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.  380 ,
  posto  al  numero  1).  Invito i componenti  la  IV  Commissione  a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Ricordo che risultano ancora accantonati gli articoli 1, 14 e 17.
   Si procede con l'esame dell'articolo 14.
   Comunico che sono stati presenti dagli onorevoli Lentini e  Turano
  gli emendamenti 14.4 e 14.5.

   TURANO. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.6, dell'onorevole Raia.

   RAIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato dalla Commisione  l'emendamento
  14.7. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato presentato dalla Commisione  l'emendamento
  14.8. Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 14, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 17, precedentemente accantonato.
   Ci  sono  alcuni  emendamenti  che fanno  chiarezza,  come  quello
  dell'onorevole  Rinaldi,  perché questo Ufficio  regionale  che  si
  vuole  istituire  sembrerebbe un doppione rispetto alle  competenze
  sono dei Comuni.
   Vediamo di essere chiari su cosa stiamo istituendo, perché il  380
  non prevede che sia la Regione ad occuparsi dei titoli abilitativi;
  se  è  un  sistema di ricognizione al quale si rivolgono i  Comuni,
  bene.  Ma  cerchiamo  di  capire  per  non  sovraccaricare  poi  il
  cittadino  di  oneri  da ogni punto di vista, sia  burocratici  che
  finanziari, nella incomprensione generale.
   Si  prevede  di  istituire uno sportello unico presso  la  Regione
  siciliana, però il 380 prevede lo sportello unico presso i  Comuni,
  che si possono anche aggregare tra di loro, perché a rilasciare  le
  certificazioni, le autorizzazioni e le concessioni sono i Comuni  e
  non è la Regione.
   Se  questo  Ufficio centralizzato regionale ha un  altro  compito,
  quello  della  vigilanza o non so che cosa, qual  è  l'intento,  lo
  dobbiamo specificare, altrimenti sembrerebbe un doppione rispetto a
  quello che chiaramente prevede il 380.

   MAGGIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  l'istituzione  di questo sportello  è  demandato  ad  un
  Regolamento successivo all'Assessorato e non è un doppione rispetto
  a  quanto previsto dal 380 ma è cosa diversa, tant'è che è opinione
  della  Commissione  di respingere tutti gli emendamenti  successivi
  che  sono stati presentati all'articolo 17, perché sono dettami che
  dovranno essere presenti nel Regolamento che verrà emanato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è  una  questione  di  carattere
  tecnico  importante, che è stata anche sollevata in questi  giorni.
  Nell'articolo, così come è stato scritto più volte, anche  ai  fini
  dell'attuazione  dello  sportello  unico  per  l'edilizia  di   cui
  all'articolo 5, che noi stiamo richiamando dal 380, c'è proprio una
  disciplina di dettaglio.

   SUDANO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO, relatore. Signor Presidente, il punto è che la Commissione
  non  ha  ritenuto  di  recepire l'articolo del  380  ma  ha  voluto
  istituire  questi due sportelli in capo alla Regione e  la  Regione
  farà  un successivo decreto stabilendo tutte le modalità attraverso
  le quali i Comuni faranno i loro sportelli comunali.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  intervenire  perché,  così  come è  scritto,  l'articolo  di  legge
  prevede l'istituzione dello sportello telematico presso la Regione.
   Questo  non  fa altro che tornare indietro rispetto, invece,  allo
  spirito  della legge nazionale che stiamo recependo. Cioè,  il  380
  prevede  di snellire la procedura, e per snellire la procedura  non
  potete  rinviare nuovamente tutto alla Regione, perché ci sarà  uno
  burocratizzazione, come avviene adesso, che complicherà  nuovamente
  l'iter.
   Secondo me, l'Ente deputato ad avere questo sportello è il  Comune
  e non la Regione, perché altrimenti torniamo indietro, ed in questo
  senso mi sono permesso di presentare gli emendamenti.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli deputati, lo sportello che si istituisce alla
  Regione  non  ha  il carattere di centralizzare il  rilascio  delle
  concessioni  alla  Regione; lo sportello che noi  identifichiamo  e
  istituiamo  per  legge  è uno strumento che si  affianca  a  quello
  previsto  nel  380,  e  serve  solo  alla  Regione  per  avere   un
  monitoraggio intero di tutto il territorio regionale e dei  singoli
  comuni,  ma solo a livello di monitoraggio e di controllo,  non  ha
  finalità gestionali.
   Tutti  gli  emendamenti presentati, per la maggior parte  a  firma
  dell'onorevole Rinaldi e del Gruppo di Forza Italia, in realtà sono
  tutte  una  serie di indicazioni che l'assessorato deve  andare  ad
  inserire nel successivo decreto che regolamenterà lo strumento.

   RINALDI. Perché non lo prevedete adesso?

   CROCE,  assessore per il territorio e l'ambiente. Perché la  legge
  dice  che  lo dobbiamo fare entro 180 giorni, perché è una attività
  gestionale,  procedurale,  che non va normata  per  legge,  ma  può
  essere tranquillamente normata con un decreto dell'assessore o  del
  Presidente, nel fatto specifico, dell'assessore.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'intervento  dell'assessore  ha
  chiarito che non ci stiamo sovrapponendo agli uffici comunali, però
  era  importante questo tipo di intervento, perché sta parlando solo
  di  un  ufficio  di  monitoraggio  regionale;  il  discorso  è  che
  all'ufficio  di  monitoraggio  regionale  si  possono  rivolgere  i
  comuni, non può essere il privato cittadino che per richiedere  una
  concessione deve scrivere alla Regione siciliana.

   RINALDI. Signor Presidente, mi scusi, il secondo comma prevede che
   la  documentazione relativa alle attività dello STARS, di  cui  al
  comma  1,  sono  trasmesse tramite modello unico per l'edilizia  di
  seguito  denominato  MUE ; quindi già c'è di  fatto  una  procedura
  messa  in  atto, perché questi documenti devono essere trasmessi  a
  questo ufficio STARS. non è come dite voi
   O  lo  scrivete in maniera diversa, o quello che avete  scritto  è
  diverso da quello che dite.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a chiarimento  e
  ad  ulteriore conferma di quello che diceva l'assessore  Croce,  lo
  STARS  ed il MUE sono dei software che si affiancano agli sportelli
  unici  già previsti dall'articolo 5 e dall'articolo 6 del DPR  380,
  non  andiamo  a  sostituire gli sportelli unici, utilizziamo  degli
  strumenti telematici di raccordo. Le funzioni dei comuni, così come
  previsto  dall'articolo  5  del DPR 380,  rimangono  tali;  l'unico
  meccanismo che viene introdotto è un sistema che garantisce  da  un
  lato  un maggiore controllo del territorio, perché chiaramente  c'è
  il   riscontro   diretto  attraverso  questo  software   e   quindi
  l'immediato  riscontro della domanda, che si fa attraverso  il  MUE
  che  è  questo modello unico. Il MUE non è altro che un  file   che
  garantisce la compilazione automatica di tutti i titoli  edilizi  e
  questo già esiste per alcuni titoli edilizi già previsti nelle  71-
  78. Noi li estendiamo in tutti gli strumenti, e proprio per evitare
  delle falle abbiamo chiesto all'assessorato di stabilire entro  180
  giorni le modalità applicative di raccordo con l'articolo 5 del DPR
  380.

   PRESIDENTE. Occorre chiarirlo per evitare equivoci.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, io leggo in italiano  è istituito  lo
  sportello  telematico per i titoli edilizi abitativi della  Regione
  di  seguito  denominati STARS, anche ai fini dell'attuazione  dello
  sportello  unico per l'edilizia  e poi  la documentazione  relativa
  all'attività dello STARS di cui al comma 1, sono trasmesse  tramite
  il  modello unico per l'edilizia . O lo scrivete meglio, o  qui  il
  significato è diverso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ci sono  comuni  che  hanno  già
  istituito  il loro sistema, e l'articolo non è scritto  in  maniera
  chiara.  Dagli  interventi dell'onorevole Trizzino e dell'assessore
  Croce   è  chiaro  che  si  vuole  fare  un  centro  regionale   di
  monitoraggio, però non possiamo fare noi riferimento a quello che è
  previsto  dal  380, perché già quelli sono partiti in automatico  i
  comuni.  Il dibattito serve a chiarimento. Se siamo tutti d'accordo
  lo precisate.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anzitutto vorrei
  capire, dalla Commissione e anche dall'Assessore, se questa norma è
  prevista nel disegno nazionale. Mi sembra di no
   Ora,   visto  che  ci  avete  spiegato,  giustamente,  che  stiamo
  recependo  la normativa nazionale, almeno spiegare la  ragioni  per
  cui,  in  Sicilia,  si ritiene che bisogna fare  questo  centro  di
  monitoraggio, perché non basta dire, Assessore, che noi facciamo il
  monitoraggio.  Almeno spiegare perché, così  l'Aula  capisce  e  si
  orienta.  Fermo restando le cose che sono state dette, che  non  si
  può, come dire, sovrapporre ai compiti che deleghiamo ai comuni.

   PRESIDENTE.  Va  bene.  Assessore Croce, l'obiettivo  è  chiaro  a
  tutti,  si  tratta  di perfezionarlo. Noi possiamo  dire  che:   E'
  istituito  in  Sicilia  lo sportello unico per  l'edilizia  di  cui
  all'articolo  5  del  380.  E', altresì,  istituito  uno  sportello
  telematico  ai fini conoscitivi e di monitoraggio da  attuarsi  con
  decreto dell'Assessore .

   RINALDI.  Scritto  così  è perfetto. Modifichiamolo  così  e  sono
  d'accordo.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  merito  a
  questo  articolo  17  a me sembra che si appesantisca,  ancora  una
  volta,  l'azione  burocratica anche perché non è chiaro  chi  debba
  trasmettere i documenti allo STARS: il cittadino o il comune?
   Allora,  chiariamo anche questo aspetto perché,  se  il  cittadino
  deve  trasmettere a due enti diversi la stessa documentazione è  un
  inutile  appesantimento.  Sarebbe utile  dire  che  i  comuni,  nel
  momento  in  cui rilasciano la concessione, nel momento  in  cui  è
  proposta la domanda, trasmettono il tutto al centro di monitoraggio
  regionale, ma non graviamo i cittadini di altri oneri perché già ne
  hanno anche troppi

   PRESIDENTE.  Va  bene, sull'obiettivo è tutto chiaro.  Vediamo  di
  riscriverlo come Commissione e come Governo ed andiamo avanti.

   RINALDI.  Presidente,  così  come lo aveva  detto  lei  prima  era
  perfetto.

   PRESIDENTE.  Sì,  però non posso essere io.  Io  posso  dire:   E'
  istituito  in  Sicilia  lo  sportello unico  per  l'edilizia .  Tra
  l'altro  l'onorevole Sudano ha evidenziato che c'è  un  recepimento
  dinamico.  Lo stiamo ribadendo.  E', altresì, istituito un  ufficio
  regionale  ai  fini del monitoraggio e della vigilanza .  Assessore
  Croce, va bene così? Così è chiaro? Sospendo l'Aula per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Maggio, assessore Croce, abbiamo scritto  in
  maniera chiara, perché abbiamo chiarito l'obiettivo.
   Onorevole Maggio, onorevole Trizzino, dobbiamo riprendere.
   Scusate  è  un fatto di tecnica legislativa, alla fine;  se  siamo
  chiari su quello che vogliamo scrivere.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 17.21)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
  emendamento  a  firma dell'onorevole Maggio che  così  recita:  «Al
  comma   1  sostituire  le  parole  da   anche  ai  fini'   fino   a
   dall'articolo 1' con le seguenti  ai fini del monitoraggio  e  del
  controllo dell'attività edilizia'.».
   Assessore, ha visto la modifica?
   Onorevoli  colleghi, è stato presentato questo  emendamento.  Alla
  fine  viene  cassata tutta la parte  ai fini dell'attuazione  dello
  sportello  unico' perché per riprendere le parole della  relatrice,
  onorevole  Sudano,  c'è  un  recepimento dinamico  dello  sportello
  unico,  quindi,  previsto già dal 380. Stiamo istituendo  un  nuovo
  ufficio  regionale solo ai fini del monitoraggio  e  del  controllo
  dell'attività edilizia. Rimane anche il 2  comma che dice che tutte
  le   procedure   saranno   disciplinate  con   decreto   da   parte
  dell'Assessore.
   Onorevoli colleghi, è necessario distribuirlo?

   RINALDI.  Sì,  Presidente, voglio leggerlo un attimo.  Presidente,
  così  come  è  scritto  non è che intralcia l'iter  attualmente  in
  corso,  nel  senso  che bisogna aspettare che  la  Regione  dia  il
  consenso?

   PRESIDENTE.  No.  Questo  è  chiaro. «E'  istituito  lo  sportello
  telematico  per  i titoli di edilizia abitativa della  Regione,  di
  seguito  denominato STARS, ai fini del monitoraggio e del controllo
  dell'attività edilizia».
   Allora,  subemendiamo. Allora, resta così inteso,  lo  leggo:   Ai
  fini del monitoraggio dell'attività edilizia . L'Assessore con  suo
  decreto  disciplinerà queste forme di trasmissione fra i  comuni  e
  questo ufficio regionale.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 17.14. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  17.1,  presentato  dalla  Commissione
  Bilancio, ai fini della copertura finanziaria.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Rinaldi, lei ritira tutti gli emendamenti a sua firma?

   RINALDI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 17, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LENTINI. Signor Presidente, ma l'emendamento 17.4 è stato votato?

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, abbiamo detto che  è  con  decreto
  dell'Assessore che si procede in tutte le modalità e  di  non  fare
  una normativa di dettaglio. Stiamo parlando di utilizzo dei modelli
  unificati   approvati   dalla   Conferenza   Stato-Regione.    Sarà
  l'Assessore a prevedere nel decreto le varie

   LENTINI.   Signor  Presidente,  a  me  interessa   sapere   perché
  l'emendamento 17.4 non sia stato trattato e chiedo di  parlare  per
  illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, l'emendamento 17.4 va in coerenza  con
  i  modelli  unificati  approvati  dalla  Conferenza  Stato-Regione.
  Attraverso  la  Conferenza Stato-Regione organizzata dal  Consiglio
  dei  Ministri, praticamente, è stata assegnata una modulistica  che
  integriamo al MUE e allo STARS. Se leggete l'emendamento dice anche
  questo.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ci siamo sforzati fino adesso, e il
  suo  intervento è puntuale, di dirci tra di noi e, quindi, a  tutta
  la  Sicilia di semplificare le procedure. Siccome abbiamo  rinviato
  tutto  al  decreto dell'Assessore, abbiamo detto di non dettagliare
  la  normativa,  per  cui  l'emendamento  è  superato  dalla  stessa
  approvazione dell'emendamento proposto dalla Commissione.
   Onorevole Lentini, ci sono una serie di emendamenti di dettaglio

   LENTINI. Non è così  Non possiamo disattendere

   PRESIDENTE. Ma nessuno lo sta disattendendo  L'Assessore deve fare
  il  decreto  di dettaglio. Ma chi lo sta disattendendo  Se  abbiamo
  detto  all'onorevole Rinaldi di ritirare tutti gli emendamenti  che
  dettagliavano,  ci  siamo chiariti che viene istituito  un  ufficio
  regionale  che  è  di monitoraggio, non altro. Siccome  l'Assessore
  dovrà  verificare come avviene la trasmissione di questi  dati,  se
  saranno  i  comuni a fare questa trasmissione, in che termini,  con
  quali  soldi, gli oneri finanziari a carico di chi, è  inutile  che
  sovraccarichiamo. Lo faccia presente all'Assessore e  chiudiamo  la
  questione.

   LENTINI.  A  gennaio 2014 la Conferenza Stato-Regioni  in  cui  la
  Sicilia  ha partecipato è stata votata all'unanimità l'unificazione
  e hanno proposto dei modelli già esistenti.

   PRESIDENTE. Sì, e questo riguarda l'ufficio presso i vari  comuni,
  se  è  stato votato. Noi stiamo istituendo un nuovo ufficio, quello
  regionale. Per cui, se lo riterrà opportuno, lo farà.
   Pertanto, questo emendamento è assorbito.
   Pongo  in  votazione l'articolo 17, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 1, precedentemente accantonato.
  Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
          Recepimento dinamico degli articoli del Decreto del
                           Presidente della
                   Repubblica 6 giugno 2001, n. 380

   1.  Le  seguenti  disposizioni del Decreto  del  Presidente  della
  Repubblica  6  giugno 2001, n. 380  Testo unico delle  disposizioni
  legislative  e  regolamentari  in materia  edilizia'  e  successive
  modifiche ed integrazioni, trovano applicazione nella Regione:   1,
  2,  2bis, 3, 3bis, 5, 7, 8, 9bis, 11, 12, 13, 14, 15, 18,  20,  21,
  23,  23ter, 24, 25, 26, 27, 28, 28bis, 29, 30, 31, 33, 35, 37,  38,
  39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55,
  56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72,
  73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 90,
  91,  92, 93, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 105, 106,
  107,  108,  109, 110, 111, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 118,  119,
  120, 121, 122, 136 e 137».

   Distribuiamo  gli  ulteriori emendamenti presentati  dal  Governo;
  però,  sarebbe  bene  spiegarli perché si sta intervenendo  su  una
  materia complessa e delicata.
   Si  passa  all'emendamento  1.4,  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   MAGGIO, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.5, degli onorevoli Raia e altri.

   RAIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli Raia e altri.

   RAIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.6, degli onorevoli Lentini e Turano.

   LENTINI. Lo Ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.7, del Governo.
   Comunico  che  è  stato  presentato il subemendamento  1.7.1,  del
  Governo.
   Assessore, può spiegare di che cosa si tratta?

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente, sono le abrogazioni delle norme regionali che vanno  in
  contrasto  con  la  legge  che abbiamo appena  scritto,  quindi  le
  abbiamo  dovute  abrogare. Abbiamo legiferato su queste  norme  già
  esistenti, quindi abbiamo la necessità di abrogare questi  articoli
  di queste norme perché andrebbero in conflitto.

   PRESIDENTE. Quali sarebbero le norme l'articolo 7 e l'articolo  9?
  Se  se lo ricorda? Qua si dice di abrogare l'articolo 7 e  la legge
  regionale 37/85, l'articolo 9 della legge regionale 37/85.
   Onorevoli  colleghi,   sospendo la seduta per  cinque  minuti  per
  verificare cosa abroghiamo.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.38, è ripresa alle ore 17.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Se  cortesemente  l'assessore  Croce  vuole  spiegare
  all'Aula  il senso di queste modifiche o di questa abrogazione.  Se
  vuole  spiegare  gli  emendamenti 1.7.1, 1.8 e  l'emendamento  1.9.
  L'emendamento 1.9 è chiaro.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente, l'emendamento 1.9 è della Commissione.
   L'emendamento  1.7.1 riguarda l'abrogazione  di  due  norme  della
  legge regionale 37/85.
   L'articolo  7 è quello che riguarda le opere eseguite in  parziale
  difformità  e  l'articolo 9 è quello relativo alle  opere  interne;
  entrambe le due fattispecie vengono regolamentate dall'articolo  14
  di questa norma che stiamo andando ad approvare.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento  1.7.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.7, così come subemendato.  Il
  parere della Commissione?

   MAGGIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.8, del Governo. Assessore Croce, se può
  spiegare  l'emendamento 1.8  All'articolo 1 è aggiunto il  seguente
  comma:  nella Regione si applica il decreto ministeriale 22 gennaio
  2008, n. 27' .

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'Ambiente.   Signor
  Presidente, l'emendamento 1.8 si lega agli emendamenti 1.1  e  1.2,
  perché  noi modifichiamo, rispetto al testo originario, togliamo  i
  commi  da  107 a 121, che sono quelli riguardanti la certificazione
  energetica degli edifici e con l'emendamento 1.8 specifichiamo  che
  per quanto riguarda la certificazione energetica vale il DM del  22
  gennaio 2008.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MAGGIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.8. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.9 della Commissione. Ne  do  lettura:
   All'articolo  1  è aggiunto il seguente comma:   gli  enti  locali
  adeguano  i propri regolamenti edilizi entro 180 giorni dalla  data
  di approvazione della presente legge' .
   Il  parere del Governo?

    CROCE, assessore per il territorio e l'Ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.1  del  Governo,  così  come
  modificato  con gli emendamenti testé approvati. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.2 è precluso.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha chiesto di  essere  considerata  in
  congedo l'onorevole Margherita La Rocca Ruvolo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 841/A

   PRESIDENTE.   Comunico   che   è  stato   presentato,   ai   sensi
  dell'articolo  117  del  Regolamento interno,  l'emendamento  117.1
  all'articolo  26.  Lo pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  si  passa agli emendamenti  aggiuntivi,  che
  dichiaro inammissibili.
   Gli emendamenti A1 ed A3 non sono stati presentati in Commissione.
   Sull'emendamento A2, presentato dall'onorevole Fazio ed  altri  al
  disegno   di  legge  n.  841/A,  gli  Uffici  hanno  condotto   una
  approfondita analisi dalla quale sono emersi profili di  violazione
  dei  parametri  costituzionali  di seguito  elencati  (ricordo  che
  analogo    approfondimento    che    rilevava    i    profili    di
  incostituzionalità  era  stato  già  sottoposto  durante  la   fase
  istruttoria  alla  Presidenza  della Commissione,  con  riferimento
  all'emendamento di analogo contenuto A8):
   -  Violazione della competenza statale in tema di ambiente, tutela
  del paesaggio, nonché in materia penale.
   Si  rammenta,  infatti, che la Corte costituzionale ha  più  volte
  affermato  che   è  pacifico che non spetta  alla  legge  regionale
  allargare  l'area del condono edilizio, rispetto a quanto stabilito
  dalla legge dello Stato (sentenza n. 196 del 2004 e sentenza n.  70
  del  2005).  Nello  specifico, disposizioni  regionali  analoghe  a
  quelle   in   esame  sono  state  già  reputate  costituzionalmente
  illegittime (sentenza n. 54 del 2009).
   Inoltre,  va  segnalato che in passato già alcune norme  regionali
  sul tema hanno subito l'impugnativa del Commissario dello Stato.
   A  tal  proposito,  sul disegno di legge 1095 il  Commissario,  su
  disposizione di analoga natura, affermava che esse appaiono  lesive
  dei  principi di cui agli articoli 3, 9 e 114 e della Costituzione,
  in  quanto  ampliando  la  portata delle  disposizioni  statali  in
  materia  di  condono  edilizio,  legittimano  in  Sicilia  condotte
  penalmente sanzionate nel resto del territorio nazionale.
   - Violazione del principio di ragionevolezza.
   L'emendamento,  ampliando  l'applicazione  del  condono  edilizio,
  contrasta  con il principio di ragionevolezza, così come  delineato
  dalla sentenza della Corte costituzionale n. 39 del 2006 in materia
  di  interpretazione autentica e relativa proprio ad una norma della
  Regione  siciliana di interpretazione autentica in tema di vincoli,
  dichiarata dalla Corte illegittima.
   Si  legge  nella  pronuncia  che:  In  ogni  caso,  è  estraneo  a
  qualunque   possibilità   di  giustificazione   sul   piano   della
  ragionevolezza un rinnovato esercizio del potere di interpretazione
  autentica  di  una medesima disposizione legislativa,  per  di  più
  dando  ad essa un significato addirittura opposto a quello  che  in
  precedenza si era già determinato come autentico
   -  Violazione  del  principio della  certezza  del  diritto  e  di
  legittimo affidamento.
   Atteso  che  la  legge  regionale n. 15 del 1991  ha  statuito  la
  interpretazione  autentica dell'articolo 15,  comma  1  lettera  a)
  della  legge  regionale  n. 78 del 1976 si  può  affermare  che  le
  disposizioni  della  l.r.  76/1978 sulla  inedificabilità  assoluta
  delle  costruzioni all'interno dei 150 metri dalla battigia, devono
  intendersi  direttamente ed immediatamente applicabili  ai  privati
  fin dal 1976.
   -  Un  ulteriore intervento normativo, alla luce dei  principi  di
  ragionevolezza   ed  uguaglianza,   determina  una   ingiustificata
  disparità di trattamento tra i soggetti destinatari della norma.
   Né  può invocarsi la violazione del legittimo affidamento da parte
  di  quei  privati che, prima del 1991, hanno realizzato costruzioni
  entro   i  150  metri  dalla  battigia.  Infatti,  come  la   Corte
  costituzionale  ha  chiarito  da tempo,  la  tutela  del  legittimo
  affidamento,  la  cui  copertura  costituzionale  deve   rinvenirsi
  nell'art. 3, primo comma, Costituzione, non preclude al legislatore
  di  adottare disposizioni aventi efficacia retroattiva purché   ciò
  avvenga alla condizione che tali disposizioni  non trasmodino in un
  regolamento  irrazionale,  frustrando, con  riguardo  a  situazioni
  sostanziali  fondate  sulle  leggi  precedenti,  l'affidamento  dei
  cittadini  nella sicurezza giuridica, da intendersi quale  elemento
  fondamentale dello Stato di diritto' (sentenze n. 56 del  2015,  n.
  302 del 2010, n. 236 e n. 206 del 2009).
   Solo   in  presenza  di  posizioni  giuridiche  non  adeguatamente
  consolidate,  dunque,  ovvero  in seguito  alla  sopravvenienza  di
  interessi  pubblici  che  esigano interventi  normativi  diretti  a
  incidere  peggiorativamente su di esse, ma sempre nei limiti  della
  proporzionalità dell'incisione rispetto agli obiettivi di interesse
  pubblico  perseguiti,  è consentito alla legge  di  intervenire  in
  senso  sfavorevole  su assetti regolatori precedentemente  definiti
  (ex  plurimis,  sentenza  n. 56 del 2015)   (Corte  costituzionale,
  sentenza n. 216 del 2015).
   Sulla  base  di  tali  valutazioni,  questa  Presidenza  invita  i
  proponenti a ritirare l'emendamento A2, avvertendo sin d'ora che in
  mancanza di ritiro lo stesso sarà dichiarato inammissibile.
   Per  cui,  invito l'onorevole Fazio ad aderire alla  richiesta  di
  ritiro  dell'emendamento. L'ho già avvertito che, nel caso  in  cui
  non lo ritira, comunque è inammissibile.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Facci sognare

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  sicuramente  non
  andrete  a  fare  un sogno, ma un incubo credo  che  lo  andrete  a
  percepire.
   Grazie,  Presidente, per avermi dato la parola  e,  quindi,  avere
  consentito  l'intervento anche se la richiesta, ovviamente,  è  una
  richiesta di ritiro. E consentitemi, anche, di esprimere  tutta  la
  mia amarezza perché, finalmente, posso esternare nella sede che,  a
  mio  avviso,  è naturale, la sede competente, qual è l'effetto,  la
  previsione normativa che è devastante nei confronti dei cittadini.
   Faccio  un  ragionamento. E' mai possibile che viene prodotta  una
  legge e, nei fatti, produce effetti devastanti e il Parlamento  non
  interviene  per  effettuare  una verifica  e,  quindi,  correggerla
  laddove questa norma vìola, dal punto di vista sostanziale,  alcuni
  princìpi  che sono stati oggetto di riferimento nell'intervento  da
  parte del Presidente?
   Ebbene, io credo che questo Parlamento abbia una responsabilità e,
  soprattutto,  deve  conoscere, perché non lo  sa.  Non  sa  cosa  è
  successo  e  non  sa che la norma ha trovato applicazione  non  per
  scelta del Parlamento, bensì per scelta di un altro Organo, che non
  c'entra  nulla  con  il Parlamento e che però  ha  interpretato  la
  volontà   del   Parlamento  applicandola  e,   quindi,   rendendola
  attuativa.
   Cerco di spiegarmi perché possa essere compreso anche da coloro  i
  quali  sicuramente non hanno una cultura giuridica e hanno  qualche
  difficoltà  a seguire il ragionamento giuridico, però è di  estrema
  importanza e di estrema valenza. Perché quello che è successo è  un
  obbrobrio  giuridico,  in  quanto va  a  violare  uno  dei  diritti
  fondamentali  su  cui  poggia,  onorevole,  il  nostro  Ordinamento
  giuridico che è proprio il principio della certezza del diritto.
   Cerco  di  spiegarmi, e non posso non farlo se non do  lettura  di
  quello  che  è  avvenuto  tra il  1976 e  il  1991  che  sono  date
  estremamente importanti dove il legislatore ha espresso la  propria
  volontà,  ma  la  cui  attuazione,  forse,  meritava  una  maggiore
  attenzione.
   Iniziamo con la legge, appunto, n. 78/76.
   Nel 1976 il nostro legislatore assume una decisione di intervenire
  in  una  legge  sul turismo, dettando una disciplina  di  carattere
  urbanistico.  Già  di  per  sé è una  scelta  un  po'  anomala.  Ma
  superiamo questa scelta
   La formula che utilizza è veramente scandalosa. Perché scandalosa?
  Utilizza questa formula, colleghi, perché, come potete comprendere,
  erano  altri  vostri  colleghi, altri nostri  colleghi,  che  hanno
  formulato quel dettato.
   La norma, segnatamente l'articolo 15, lettera A così espressamente
  recita:   Ai  fini  della  formazione degli  strumenti  urbanistici
  generali,  comunali, debbono osservarsi in tutte le zone  omogenee,
  ad  eccezione  della  zona  A  e B, in aggiunta  alle  disposizioni
  vigenti,  le  seguenti prescrizioni:  lettera  A:   le  costruzioni
  debbono  arretrarsi di mt. 150 dalla battigia, entro  detta  fascia
  sono  consentite opere ed impianti destinati alla diretta fruizione
  del  mare, nonché la ristrutturazione degli edifici esistenti senza
  alterazione dei volumi già realizzati .
   Comprendete e credo che anche ricorderete che questa formulazione,
  alquanto  confusionaria, ha determinato immediatamente  nell'ambito
  del corpo sociale e anche dagli addetti ai lavori l'incertezza,  se
  la  stessa  era  rivolta ai comuni come testualmente era  previsto,
  oppure  se  esplicava effetti immediatamente  in  capo  ai  privati
  cittadini e quindi l'obbligo in capo agli stessi di osservarla.
   Ebbene,  questa  iniziale incertezza venne subito chiarita  perché
  intervenne  un'autorevole intervento e fu la circolare applicativa,
  da  parte dell'Assessorato dell'ambiente (un suo collega, Assessore
  per  il territorio e l'ambiente) che testualmente precisò:  in sede
  di  applicazione  della  legge regionale  12  giugno  1976,  n.  78
  recante:  provvidenze per lo sviluppo del turismo in Sicilia   sono
  sorte  talune perplessità circa l'interpretazione del complesso  di
  norme  contenute negli articoli 15, 16, 18 e 19 che  riguardano  la
  disciplina  urbanistica.  Si  rende necessario,  pertanto,  emanare
  direttive interpretative atte a facilitare l'applicazione anche  in
  relazione  ai  quesiti  specifici posti a  questo  Assessorato  dai
  diversi comuni. Va innanzitutto precisato l'ambito di applicazione,
  ma passo avanti.
   Il primo, sarebbe l'articolo 15, lettera a), pone l'obbligo per  i
  comuni   di   recepire  in  fase  di  formazione  degli   strumenti
  urbanistici le prescrizioni sopra accennate, quindi pone  l'obbligo
  in capo ai comuni di recepirle e poi renderle esecutive. Aspettate,
  Ma  dice  oltre  facoltando implicitamente la Regione ad introdurle
  d'ufficio  al momento dell'approvazione in caso di inosservanza  di
  detto obbligo da parte dei comuni in sede di adozione . E' chiaro e
  pacifico  che quindi la norma così come era stata interpretata  dal
  Governo  regionale  dell'epoca, con la circolare  applicativa,  non
  produceva  effetti immediati e diretti in capo ai cittadini,  bensì
  solo   quando   la   stessa  norma  fosse  stata   recepita   nella
  pianificazione urbanistica dei comuni di competenza e resa  poi  in
  qualche modo esecutiva.
   A  questa  interpretazione univoca e, secondo  me,  troncante,  si
  aggiunge  altra autorevole interprestazione che è quella che  viene
  demandata ed è stata demandata ai giudici amministrativi perché tra
  il  1976 e il 1990 non rinveniamo alcuna sentenza se non quelle che
  precisano  che  le  norme  non trovavano applicazione  immediata  e
  diretta, bensì solo quando venivano applicate dopo il recepimento.
   Mi  permetto, semplicemente e solamente, di richiamare  la  vostra
  attenzione su un passaggio a mio avviso significativo e anche  esso
  importante  per ben capire che cosa è successo ai nostri cittadini.
  In   tal   senso  si  pronunciava  la  II  sezione  del   Tribunale
  Amministrativo  regionale  di Palermo nella  decisione  461  del  4
  luglio  1989, e solo nel 1990 si registrava una prima decisione  di
  segno contrario. Nella  sentenza n. 403 del 4 giugno 1990, infatti,
  la   II   sezione  del  TAR  Catania  si  esprimeva  per  la  forza
  immediatamente  precettiva  dell'articolo 15 della legge  regionale
  78/1976.  La  stessa  sentenza dava atto, però,  che  la  soluzione
  normalmente  affermata  era quella della sua  efficacia  indiretta,
  ossia in quanto recepita negli strumenti urbanistici.
   Troncante è la decisione del CGA, vorrei ricordare che  il  CGA  è
  l'organo  superiore rispetto al TAR, in quanto  questa  sentenza  è
  stata   impugnata  dinanzi  al  CGA  il  cui  risultato   è   stato
  completamente ribaltato. Il 26 marzo 1991 con la sentenza n. 99  la
  Sezione  giurisdizionale del Consiglio di Giustizia  amministrativa
  perentoriamente affermava: - colleghi andatevelo a leggere  se  non
  credete  a  quello che effettivamente io vi dico -  la disposizione
  dell'articolo 15 della lettera a) della legge regionale  12  giugno
  1976,  n. 78 costituisce  precetto rivolto ai comuni i quali  nella
  formulazione  degli strumenti urbanistici avrebbero dovuto  vietare
  in  zone  diverse  da  quella a) e b) la  edificazione  a  meno  di
  centocinquanta metri dalla battigia. Tale norma, quindi,  non  pone
  un  immediato  e  diretto  vincoli di inedificabilità  che  esplica
  efficacia  nei  confronti  dei  terzi,  ma  vincola  i   comuni   a
  conformarvisi nella redazione dei futuri piani urbanistici.
   Presidente,  questa  è  una sentenza che è stata  pronunciata  dal
  nostro Consiglio di Giustizia Amministrativa nel 1991, il 26  marzo
  1991, la sentenza reca il numero 99.
   Signori  colleghi ciò significa che fino al 1991 ai  siciliani,  a
  tutti  i  siciliani è stato detto da autorevoli organi, dal Governo
  regionale,   dall'Assessorato   per  il  territorio  e  l'ambiente,
  insieme ai giudici amministrativi che non vi era alcun divieto  che
  loro  dovevano  rispettare,  perché potevano  benissimo  costruire,
  ovviamente  rispettando  l'altro divieto, di  non  costruire  senza
  munirsi di concessione edilizia.
   Questo va da sé, interviene ulteriormente il legislatore regionale
  nel  1991 e, cari colleghi, vi prego, vorrei che faceste attenzione
  al  dettato.  Legge  regionale n. 15 del 30.04.1991:   Modifiche  e
  integrazioni  alla legge regionale del 27 dicembre  1978,  n.  71 .
  All'articolo  2,  comma  3,   cosi  testualmente  stabilisce:    Le
  disposizioni  di cui all'articolo 15, comma 1, lett a)  d)  ed  e),
  della  legge  regionale  12 giugno 1976, n. 78,  devono  intendersi
  direttamente  ed  immediatamente efficaci anche nei  confronti  dei
  privati.   Esse  prevalgono  sulle  disposizioni   degli  strumenti
  urbanistici generali e dei regolamenti edilizi .
   Ebbene, abbiamo una decisione da parte del nostro legislatore dove
  precisa che quella norma anziché valere, esclusivamente in capo  ai
  comuni,  produce effetti nei confronti dei privati e pone l'obbligo
  nei  confronti  degli  stessi  di rispettare  il  precetto  che  ha
  stabilito la norma.
   Cari  colleghi  ci  hanno insegnato che la legge  produce  effetti
  solo quando viene pubblicata e quando, ovviamente, viene portata  a
  conoscenza  dei  destinatari, entra in vigore dalla  pubblicazione.
  Entra in vigore dal momento in cui viene pubblicata. Non è cosi   E
  la  singolarità, l'aberrazione giuridica è proprio  questa,  perché
  non  è  il legislatore che dice e aggiunge a questa legge,   -  dal
  momento  in cui la legge è entrata in vigore - non è una  decisione
  che   assume  il  legislatore,  bensì  è  un'interpretazione  della
  giurisprudenza  che  la  equipara,  la  ritiene  un'interpretazione
  autentica, motivo per cui ne fa discendere gli effetti dal 1976.
   Quando mi sono occupato per motivi di servizio di questa questione
  sono  rimasto  del  tutto inorridito. Ma sapete perché  inorridito?
  Stiamo  parlando di un'interpretazione che è fatta in questo  caso,
  non dallo stesso organo che ha emanato, che ha prodotto la norma ma
  di  un  altro  organo che si deve occupare, non di interpretare  la
  legge,  la mia volontà, ma di applicare la norma  E sfido  chiunque
  di   voi   e   anche  gli  ambientalisti:  questa   può   definirsi
  un'interpretazione autentica?
   Signori  la legge del '76, così testualmente prevedeva, qui  è  un
  disposto    normativo   nuovo,   perché   introduce   una    novità
  nell'ordinamento giuridico, perché dice una cosa totalmente diversa
  che  non  ne  aveva minimamente accennato nel '76,  e  come  fai  a
  ritenere  che  questa  è  la  volontà  di  questo  Parlamento,  del
  Parlamento precedente.
   Vorrei  semplicemente sottolineare un altro aspetto che mi  sembra
  ancor  più rilevante: quindi, l'interpretazione viene fatta  da  un
  altro organo non dallo stesso organo, equiparando l'interpretazione
  autentica, ma viene fatta quindici anni dopo.  E' lo stesso organo?
  Mi  direte,  chi  ha fatto diritto, si presume che sia  la  volontà
  dello  stesso  organo,  perché  c'è una  continuità,  come  c'è  la
  continuità  anche adesso. Ma non posso ignorare il  fatto  che  dal
  1976  al 1991, è il terzo Parlamento, se non addirittura il quarto.
  Però questa è la volontà del Parlamento del 1976. Come fai a dirlo?
  Come  fai  ad affermare una cosa del genere? Ma andiamo all'effetto
  pratico.  Quale è l'effetto pratico che ha determinato questo  modo
  di  agire, questa abnormità giuridica, cosa ha determinato ? Io non
  ero  abusivo  fino al 29 aprile del 1991, lo sono diventato  il  30
  aprile  1991. Io non ero abusivo, può mai un ordinamento  giuridico
  far  sì che un cittadino possa essere punito se allo stesso  non  è
  stato evidenziato qual è il  precetto e che se lo vìola questa è la
  sanzione  perché il precetto, non glielo ho detto nel 1976,  glielo
  dico  nel  1991, ma lui, la sua condotta l'ha posta in  essere  nel
  1976, non nel 1991.
   Presidente,  le  sembra cosa da poco? Per uno che  è  cultore  del
  diritto  questo è un elemento fondamentale su cui poggia la  stessa
  democrazia  di  un popolo. E tanto è vero che non è  consentito  ai
  nostri  organi  fare una operazione del genere  in  materia  penale
  perché  sovviene l'articolo 25, secondo comma:  Nessuno può  essere
  punito  se  non in forza di una legge entrata in vigore  prima  del
  fatto  compiuto , eppure non siamo in materia penale. Quindi questo
  può   accadere.   E   questo   Parlamento,   non   assumendosi   la
  responsabilità, perché qui non è il problema della premialità degli
  abusivi.  Ma  cosa  c'entra la sanatoria? Qui è in  gioco  uno  dei
  principi  fondamentali  cardini del nostro  ordinamento.  In  quale
  paese  civile può essere detto a un soggetto  guarda  che  15  anni
  prima  la tua condotta è sanzionata' e quello mi dici  ma da  quale
  norma?'.  Dalla norma che è entrata in vigore nel 1991  Ma  come  è
  possibile  una  cosa del genere? Come è immaginabile?  Ma  di  cosa
  stiamo  parlando?  Sono  stato aggredito, ma  di  cosa?  Io  volevo
  presentare una sanatoria? Io volevo ristabilire quel principio  che
  per  me è  fondamentale, perché per me è fondamentale e viene prima
  di  qualsiasi altra tutela. Anch'io sono un ambientalista.  Ma  che
  credete?  Ma  come faccio a ignorare e a trascurare? E invece  sono
  stato boicottato. Perché lo sono stato? Perché se non ne parlo  con
  voi,  qual  è la sede naturale? Non è il Parlamento che produce  le
  leggi,  non è il Parlamento che è responsabile nei confronti  della
  collettività? A quale organo mi rivolgo, signor Presidente? Lei  mi
  insegna  che la Corte Costituzionale ha una competenza,  quella  di
  verificare la legittimità delle leggi e degli atti aventi forza  di
  legge. Qui non è il legislatore che ha dichiarato che quella è  una
  norma  di  interpretazione  autentica, è  la  giurisprudenza.  Come
  faccio a rimetterla al vaglio della Corte Costituzionale? Onorevole
  Trizzino, è una cosa squallida, questa è una cosa seria? Lei che ha
  fatto  diritto, se ne rende conto cosa significa questo,  significa
  che  noi  consentiamo la punizione, anche un suo fratello,  un  suo
  parente domani potrà essere punito per che cosa? Perché dieci  anni
  fa  ha posto in essere una condotta  Ma cosa ho violato  Quale è il
  precetto?  E  questo è il frutto sa di che cosa? Del fatto  che  il
  legislatore,  il Parlamento non si è assunto mai la responsabilità,
  perché  io  ho  diritto, ho diritto, di avere un  precetto  laddove
  debba  essere  chiaro a tutti, la cui violazione  determina  questo
  effetto. Ebbene, come potevo tacere in questi anni?
   Ho presentato il disegno di legge e sono stato massacrato.

   PRESIDENTE.  La  invito a concludere, lei sta  parlando  da  circa
  venti minuti, le sto dando tutta la possibilità.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  la  prego,  l'argomento  è  di   una
  delicatezza, non avete idea. Non può dirmi d'accordo. Non può dirmi
  che  la  Commissione  non  rileva nessuna incostituzionalità.  Sono
  d'accordo  che  la  Corte Costituzionale deve entrare  nel  merito.
  Voglio  vedere  la  Corte  Costituzionale  che  dice:   ma  come  è
  possibile,  una  norma l'approvi nel 1991 e la fai  retroagire  nel
  1976? . Ma in quale Paese siamo?

   PRESIDENTE. Onorevole Fazio, lo ritira o lo mantiene?

   FAZIO. Ma non ci penso neanche

   PRESIDENTE. Allora, lo dichiaro inammissibile.

   GRECO  GIOVANNI. Complimenti, presidente Ardizzone, lei che  è  un
  grande giurista

   PRESIDENTE.   Sì,   lo  so;  mi  sto  assumendo  una   grandissima
  responsabilità. Si, ho capito l'ingiustizia. Atteniamoci ai profili
  giuridici, onorevole Fazio.

   LENTINI. Signor Presidente, bisogna aprire un dibattito.

   PRESIDENTE.  Si  può  intervenire per dichiarazioni  di  voto.  E'
  inammissibile  questo emendamento e, quindi, non si può  aprire  la
  discussione. Pensavo che l'onorevole Fazio volesse ritirarlo.
   Gli  aggiuntivi  sono  inammissibili  quelli  non  presentati   in
  Commissione  e  su questo avevo invitato al ritiro,  e  non  lo  ha
  ritirato.

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                              Articolo 30.
                          Disposizione finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Pongo  in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Invito gli onorevoli colleghi a munirsi della tessera personale di
  voto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lombardo ha chiesto di essere
  considerato in congedo per l'odierna seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Prima  di continuare è doveroso fare una rettifica rispetto a  una
  comunicazione  con riferimento al deputato che si  dovrà  insediare
  domani, e quindi le conseguenze eventuali per la Lista Musumeci.

                          verso Forza Italia

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Comunicazione inerente il Gruppo parlamentare  Lista Musumeci
                          verso Forza Italia

   PRESIDENTE.   Con  riferimento  alla  comunicazione  testé   letta
  riguardante  il  Gruppo parlamentare  Lista  Musumeci  verso  Forza
  Italia , per venire incontro alla richiesta dell'onorevole Formica,
  dispongo  che il suddetto Gruppo rimanga temporaneamente  in  vita,
  secondo  la prassi vigente presso questa Assemblea regionale  e  la
  Camera dei deputati.
   E ciò fino alla scadenza del termine di cui all'articolo 23, comma
  1, del Regolamento interno dell'Assemblea, pari a cinque giorni non
  oltre  dall'insediamento, entro il quale  il  deputato  subentrante
  all'onorevole  Ioppolo deve dichiarare a quale gruppo  parlamentare
  intende appartenere.
   Se il deputato subentrante, dovesse aderire al Gruppo parlamentare
   Lista  Musumeci verso Forza Italia , questo continuerà a  rimanere
  temporaneamente in vita secondo la richiamata prassi  parlamentare;
  qualora,  invece, il subentrante dovesse aderire  ad  altro  Gruppo
  parlamentare,  il Gruppo  Lista Musumeci verso Forza  Italia   sarà
  considerato  automaticamente e contestualmente  sciolto  e  i  suoi
  iscritti, onorevoli Formica e Musumeci, transiteranno di diritto al
  Gruppo parlamentare Misto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 841/A

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  il  Gruppo  parlamentare  Cantiere popolare -  Grande  Sud   voterà
  favorevolmente  al disegno di legge che esitiamo, perché  riteniamo
  che sia stato fatto un lavoro importante ed è un plauso, perché no,
  a  questo  Assessore, ed è la dimostrazione che quando le  cose  si
  fanno  bene,  si  discutono,  si dibattono,  possono  venire  fuori
  prodotti normativi di pregio e anche in qualche modo al netto delle
   cialtronate  rivoluzionarie  che in  questi  anni  ci  sono  state
  proposte  e  che  nulla  avevano  di  rivoluzionario  ma  molto  di
  restauratorio.  Ecco, parlare probabilmente di  una  norma  che  in
  qualche  parte  e per qualche aspetto è rivoluzionaria,  forse  nel
  caso   del  quale  ci  stiamo  occupando  ha  un  senso.  E  quindi
  convintamente il nostro Gruppo parlamentare voterà a favore.
     Però,  signor  Presidente, io non posso  non  esternare  il  mio
  sentimento che oggi, dopo aver ascoltato il collega Fazio, è  anche
  legato  alla  razionalità  e  al diritto.  Dico  questo  perché  un
  giornale,  un quotidiano, che credo esca anche a Palermo,  oggi  ha
  scritto  che  io  avrei  ritrattato.  E'  un  termine  da  aula  di
  giustizia, che io lascio alla giornalista che l'ha scritto, e  però
  devo  dire,  onorevole  Fazio,  che  se  io  oggi  devo  fare   una
  precisazione,  la devo fare nei suoi confronti,  e  mi  spiego.  Da
  Capogruppo,   ed   in  assenza  del  componente  del   mio   Gruppo
  parlamentare  in  Commissione, lei mi ha chiesto una  firma  ad  un
  emendament,  ed  io  ritenendola ieri, ed a maggior  ragione  oggi,
  persona  per bene, senza aver letto l'emendamento gliel'ho firmato,
  sulla  base  del tema che lei mi poneva, senza approfondirlo.  Beh,
  vedete  è accaduto niente di più e niente di meno di quello  che  è
  accaduto  qualche  giorno fa, quando l'onorevole Cancelleri  mi  ha
  chiesto di firmare una mozione sulle insegnanti. Io non ho letto la
  mozione  dell'onorevole  Cancelleri, l'ho  firmata  perché  per  me
  l'onorevole Cancelleri è una persona per bene.
   Oggi,  avendo ascoltato l'onorevole Fazio, mi sono reso conto  che
  non   soltanto  non  avrei  avuto  nulla  da  ritrattare,  collega,
  avvocato, professore Fazio, ma che questa è una vergogna che lei  -
  collega,  onorevole, presidente, avvocato Ardizzone - ha il  dovere
  istituzionale,  prima  che  giuridico, di  trattare,  con  maggiore
  attenzione, con maggiore cura e con maggiore considerazione per  un
  uomo  -  prima  che  un politico - prestigioso e  perbene  come  il
  collega Fazio.
   Ed  allora  io  lo preannunzio: il nostro voto è favorevole,  però
  siccome io non ho paura della piazza e siccome io non sono uno  che
  lotta  per  le  sanatorie, non l'ho mai fatto, non comincerò  oggi,
  sono  pronto,  onorevole Fazio insieme a lei, ad intraprendere  una
  battaglia  per il rispetto del diritto ed auspico che il Presidente
  Ardizzone, presidente della legalità, sia al nostro fianco.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  annunciare  il  voto  favorevole  al
  disegno  di  legge è un fatto scontato. Io credo che  se  dovessimo
  parlare  del voto favorevole sarebbe perfettamente inutile  il  mio
  intervento.
   Però,  il ragionamento che è stato posto con enfasi, talvolta  con
  toni  duri,  -   onorevole  Formica,   mi  ascolta  un  attimo  per
  cortesia? -, perché siccome qua non voglio che passi che su  questo
  punto che ha indicato l'onorevole Fazio vi sia soltanto uno scontro
  ideologico  e non anche la verifica di alcuni aspetti  tecnici  che
  meritano di essere approfonditi, diversamente parliamo del nulla.
   Io  credo  che l'argomento meriti attenzione, e poiché io  ritengo
  che quello che ha indicato l'onorevole Fazio è un fatto sociale,  a
  me non sembra che la giurisprudenza sia preposta a risolverlo. A me
  sembra che sia la politica preposta a risolverlo.
   E  io chiedo soltanto questo, chiedo finalmente di fare certezza e
  fare certezza non significa accontentare chi ha abusato del proprio
  comportamento. Dare certezza significa dare risposte e  poiché,  in
  sintesi, percepisco che non è serio non dare risposte a distanza di
  quaranta  anni, credo che sul punto le risposte le  debba  dare  il
  Governo.
   Io  stesso  in  Commissione ambiente e territorio  ho  chiesto  al
  collega  Fazio,  -   che ha fatto bene a fare  l'intervento  -,  di
  stralciare  la  norma per permettere al Governo  di  presentare  un
  disegno  di  legge  organico che in punta di diritto  dia  risposte
  certe alle persone e che abbia delle sanzioni altrettante certe  al
  fine di sapere cosa si può e cosa non si può fare.
   E   a   me  non  è  sembrato  che  l'Assessore  Croce  avesse   un
  atteggiamento preconcetto anzi tra le righe ha detto che forse  era
  giusto fare un dibattito sul punto.
     Io  vorrei  che  su  questo si fosse consequenziali  e  non  c'è
  bisogno,  onorevole Fazio, di presentare un ordine del giorno,  del
  resto  il  dibattito c'è stato e con franchezza è stato  sviluppato
  nei   suoi  aspetti  anche  con  le  perplessità  della  Presidenza
  dell'Assemblea  che ha letto una serie di sentenze  che  motivavano
  per  l'inammissibilità e però, ribadisco, un fatto sociale   lo  si
  risolve con la forza della politica.
   Allora  io faccio appello all'Assessore Croce affinché si  impegni
  lui,  come  Governo, in un tempo congruo, un mese, due  mesi,  alla
  ripresa dei lavori, a presentare un disegno di legge o a presentare
  una  relazione  in  Assemblea che dica la verità  dei  fatti,  e  a
  presentare  se questa verità è nel senso che l'onorevole  Fazio  ha
  indicato,  un  disegno  di legge che risolva  il  problema,  seppur
  parzialmente, e la risoluzione del problema può essere anche quella
  di  decidere, dopo quaranta anni di dare una risposta negativa,  ma
  che  sia una risposta che abbia tempi certi perché diversamente noi
  trasformiamo questo fatto in uno scontro ideologico che non risolve
  il  problema  delle  persone  e, ahimè,  non  risolve   neppure  il
  problema della tutela delle coste.
   Se  lo  si  fosse  affrontato con più coraggio e prima,  forse  si
  poteva  fare  meglio, però non è mai troppo tardi per  risolvere  i
  problemi  dei  cittadini,  in fondo siamo  chiamati  qua  solo  per
  questo, per richiamare le istanze che vengono da un territorio,  le
  istanze  legittime, nessuno è un pirata o un provocatore che  vuole
  saccheggiare il territorio, ma le istanze legittime, quelle  giuste
  quelle  corrette, credo che giustamente debbano essere  portate  in
  quest'Aula, e poi con serenità senza pregiudizi di nessun  tipo  si
  affrontano  e  si risolvono, e questo lo chiedo pure  all'onorevole
  Maggio,  che è il presidente della Commissione, per verificare  che
  nessuno   si   presti  a  speculazioni  di  alcun   tipo   se   non
  all'accertamento della verità e alla soluzione del problema.
   Per  il  resto noi votiamo il disegno di legge; guardi Presidente,
  colleghi,  ci dobbiamo interrogare anche su questo, il  380  è  del
  2001  stiamo arrivando anche su questo punto con quindici  anni  di
  ritardo perché quest'Aula è stata tenuta prigioniera ogni qualvolta
  si  è  affrontato  un argomento qualsiasi, non la  sanatoria  delle
  coste,   -  impropriamente chiamata così -, un argomento  qualsiasi
  di   urbanistica,   è  stata  tenuta  prigioniera   da   pregiudizi
  ideologici.
   Allora, io chiedo all'Assessore con la stessa serietà con  cui  ha
  affrontato  l'argomento del recepimento del 380 e l'ha  portato  in
  Aula, di affrontare questo argomento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  la  volevo
  ringraziare per due motivi.
   Il  primo per aver giustamente impedito la presentazione di questo
  emendamento  che, di fatto, costituisce una sanatoria  che  avrebbe
  esposto  la  Sicilia ad un regime giuridico totalmente diverso  dal
  resto dell'Italia, e sarebbe stato un ulteriore scempio delle coste
  siciliane  che  già  ne  hanno subite tante. Aver  prospettato  dei
  problemi giuridici riconducibili a Comuni piuttosto che a cittadini
  con  motivazioni molto discutibili dimenticando che, fra  le  fonti
  del  diritto,  esistono  le interpretazioni  della  giurisprudenza,
  esistono le prassi per ricordare, dopo 25 anni dall'approvazione di
  una  norma, che quella norma non andava interpretata in quel  modo,
  sinceramente, mi sembra una questione di lana caprina.
   C'è un diritto sostanziale ed un diritto formale ed in questo caso
  io  penso  che  la forma non possa prevalere sulla  sostanza  della
  tutela ambientale, della tutela delle coste siciliane.
   Mi  si  parlava  poco  fa, da questo scranno, della  certezza  del
  diritto; io vorrei ricordare che, proprio qualche giorno addietro -
  e  questo  è  il secondo motivo per cui la ringrazio -  si  parlava
  dell'articolo  26  per il quale, secondo una norma  interpretativa,
  non  di una giurisprudenza che costituisce, io torno a dire,  fonte
  di   diritto,  ma  per  una  interpretazione  burocratica   di   un
  funzionario   della   Regione,  i  piani   paesaggistici   venivano
  retrodatati  alla pubblicazione nell'albo pretorio che  costituisce
  solo ed esclusivamente un momento dell'iter burocratico per la loro
  definitiva approvazione.
   Quella è certezza del diritto, Presidente.
   La  certezza dei diritto si ha nel momento in cui le leggi vengono
  pubblicate   nella   Gazzetta  Ufficiale  e  non   in   base   alla
  interpretazione data da quisque de populo per funzionario regionale
  che  sia  o  no.  Quindi, io la ringrazio anche per questa  seconda
  attenzione.
   Ringrazio  l'assessore  Croce  con cui  abbiamo  avuto  una  lunga
  interlocuzione   per  chiarire  quali  fossero  le   problematiche,
  giustamente, anche la IV Commissione ha aderito alla mia tesi che è
  semplicissima,  il  diritto  si  realizza  al  momento  della   sua
  pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale e  non  al  momento  della
  affissione di un documento in un albo pretorio.
   Questo  sì, ha tutelato gli interessi di centinaia e centinaia  di
  cittadini  che, in possesso di regolarissime concessioni  edilizie,
  correvano  il rischio di vedersi abbattere gli edifici pur  essendo
  assolutamente   incolpevoli  di  una  interpretazione   burocratica
  tardiva,  becera  che  avrebbe determinato  gravissime  conseguenze
  sociali ed economiche.
   Questa  è una buona legge, la voteremo perché sono stati apportati
  quei   correttivi  che  chiedevamo,  realizza  una  semplificazione
  burocratica  non indifferente e credo finalmente che il  Parlamento
  abbia  avuto  un sussulto nel legiferare su argomenti importanti  e
  con leggi ben fatte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  spenderò  due
  parole per esprimere il voto favorevole del Movimento Cinque Stelle
  alla legge, due parole per l'onore di essere stato alla guida della
  Commissione  durante  i  lavori  preparatori  del  testo,  i   miei
  complimenti   anche  a  presidente  Maggio  per  avere   proseguito
  celermente  questi  lavori, lavori nei quali  il  contributo  delle
  categorie  professionali in testa la consulta degli  architetti,  è
  stato  determinante, lavori che sono stati possibili  anche  grazie
  alla  dedizione  dell'Ufficio della IV Commissione  e  dei  tecnici
  dell'Assessorato;  due  parole  per  l'onore  di  essere  il  primo
  firmatario della legge che darà seguito ad una disciplina antica ma
  carica di storia e di valore, la legge 71 del 1978 una legge voluta
  da  Piersanti  Mattarella,  una  legge  che  già  allora  conteneva
  principi di tutela ambientale di tutto rispetto, basti pensare alla
  riduzione delle aree verdi per l'edificabilità, e la riproposizione
  dei vincoli che erano stati precedentemente individuati dalla legge
  del  '76,  oggi consegniamo alla Sicilia uno strumento  moderno  di
  Governo  del  territorio, che però vuole essere  anche  modello  di
  semplificazione   amministrativa,   abbiamo   introdotto   principi
  innovativi   come  lo  sportello  telematico,  il   modello   unico
  elettronico  per  tutti  i  titoli  edilizi  abilitativi,  che   se
  correttamente utilizzati determineranno innegabili vantaggi,  tanto
  per  le  azioni di monitoraggio, quanto per contrastare e reprimere
  gli abusi.
   Abbiamo   voluto   garantire  l'aggiornamento  continuo   con   la
  legislazione nazionale, affinché la Sicilia non rimanesse  indietro
  con  il  resto  del Paese, e questo lo abbiamo fatto costruendo  un
  sistema  statico  e  dinamico  al  contempo,  ciò  permetterà  alla
  disciplina regionale di potersi adeguare via via alle varie  novità
  che  verranno  introdotte  dal Parlamento  nazionale,  poi  per  il
  rispetto  dello  Statuto  non  potevamo  recepire  il  DPR  sic  et
  simpliciter,  abbiamo  infatti voluto dare  peso  alle  peculiarità
  siciliane,  cioè  visibile  non solo in  alcuni  specifici  aspetti
  procedurali  quali  l'adozione dei regolamenti  edilizi,  i  pareri
  sugli  strumenti urbanistici e le ulteriori ipotesi di edilizia  di
  edilizia  così  detta  semplice, ma  anche  e  particolarmente  nei
  maggiori  ambiti di tutela che la normativa accorda  tanto  per  le
  aree  protette, quanto per quelle della rete natura 2000 e  per  le
  fasce  relative di rispetto, il testo invero presenta anche qualche
  elemento  che  non  avremmo voluto, come  per  esempio  la  singola
  conformità  nel  caso di sanatoria ordinaria,  siamo  forse  ancora
  lontani  dal  concetto di edilizia così come  Wright  lo  riuscì  a
  sintetizzare  quando disse  una casa non deve  essere  mai  su  una
  collina, ma della collina, appartenerle in modo tale che l'una  sia
  più felice per merito dell'altra .
   Nel complesso, però, possiamo affermare di avere prodotto un testo
  che  per quanto perfettibile è un grande passo in avanti verso  una
  disciplina  del  territorio più aderente ai rinnovati  principi  di
  trasparenza amministrativa, e di tutela del paesaggio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questo
  disegno  di  legge in qualche modo, anche se arrivato  in  forte  e
  notevole  ritardo, abbia colmato una serie di iter burocratici  che
  rallentavano le autorizzazioni, e le procedure per l'edilizia della
  nostra  Sicilia,  quindi l'ho accolto favorevolmente.  Siamo  stati
  anche  determinanti sia in Commissione che con i  vari  emendamenti
  presentati  per l'approvazione di questo disegno di  legge,  ma  le
  devo  dire  che  sarebbe stato completato in maniera  ottimale,  se
  l'emendamento  presentato  dall'onorevole  Fazio  avesse  avuto  la
  possibilità di essere discusso con maggiore attenzione  e  maggiore
  riflessione.
   Non me ne voglia se le dico che rispetto le motivazioni che lei ha
  argomentato qui e che ha presentato per rigettarlo, ne avrei potuti
  presentare altrettanti con le motivazioni opposte per cui bisognava
  accettarlo, anche con alcune che l'onorevole Fazio aveva  descritto
  e  elencato qui prima del mio intervento, ma io voglio entrare  nel
  merito  della  questione. Noi abbiamo tutti questi alloggi,  queste
  abitazioni  di fatto esistenti nel territorio oggi che erano  state
  autorizzate a suo tempo, e che sono messe li, per cui noi oggi  con
  questa  dichiarazione  di inammissibilità abbiamo  messo  la  testa
  sotto  la  sabbia non affrontando il problema, perché  il  problema
  continua ad esistere, le abitazioni sono lì, e lei sa bene che  non
  lo risolviamo con le demolizioni, perché non c'è nessun sindaco che
  ha  a  disposizione  delle  risorse  per  poter  effettuare  questa
  demolizione, e contemporaneamente non riesce a farlo perché  appena
  emette  un'ordinanza di demolizione, chi ci abita si barrica dentro
  la casa e vieta che questo possa avvenire.
   Quindi,  credo  che  il  problema  comunque  c'è,  esiste   e   va
  affrontato,  quello  che abbiamo fatto oggi è quello  che  è  stato
  fatto per tanti anni in quest'Aula, cioè far finta che non esistano
  queste abitazioni, di far finta che questo problema non c'è.
   Lo  abbiamo evitato senza risolverlo. Io credo che era un tema che
  andava  affrontato  con  molta,  ma  molta  attenzione  e  con  una
  riflessione  diversa.  Cioè  quello di voler  entrare  nel  merito,
  affrontare   il   problema  e  trovare  una   soluzione   che,   da
  cinquant'anni, viene sempre rinviata. Lo dico al Governo,  lo  dico
  all'Assessore, se si può fare carico di questo disegno di legge, se
  si  può  fare carico di un'iniziativa che, finalmente, non veda  al
  centro  l'edilizia  perché noi abbiamo, poi, il cattivo  gusto  che
  quando  trattiamo  di alcuni argomenti, come quello  dell'edilizia,
  scatta  subito  un  pregiudizio  della  strumentalizzazione,  della
  prevaricazione,  cioè di coloro che vogliono utilizzare  una  norma
  per  fare  delle  sanatorie  e  così  via.  Lo  abbiamo  ascoltato,
  l'abbiamo visto.
   Io,  invece, credo che questo problema vada affrontato. Lo  ripeto
  anche  perché,  Presidente, tutte le case che insistono  in  questo
  territorio e, ripeto, che erano state autorizzate fino ad una certa
  data,  come  è stato detto dal 1991 in poi, è una cosa  insolita  e
  incredula  rischiano anche di non versare le tasse  che  dovrebbero
  versare ai comuni.
   Quindi, non soltanto il danno, ma pure la beffa  Ecco perché  dico
  che  il Parlamento avrebbe il dovere di affrontare questo argomento
  e  trovare una soluzione perché, comunque, queste case non verranno
  mai  demolite.  Ora,  noi che sappiamo che questo  problema  -  non
  voglio  trovare la scusa per dire, siccome non le possiamo demolire
  allora le saniamo - non si tratta di una sanatoria ma si tratta  di
  riconoscere  un diritto che è stato leso per coloro  che  le  hanno
  costruite  avendo  un titolo abitativo fino al  1991.  Ecco  perché
  chiedo, nuovamente, al Governo ma lo chiedo anche alla Commissione,
  e lo chiedo anche ai colleghi che in questo momento sono distratti,
  di  fare  un tavolo tecnico, di fare una sottocommissione, di  fare
  qualsiasi  iniziativa affinché questo problema, annoso,  di  questa
  Sicilia venga, quantomeno, affrontato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  intervengo un minuto per annunciare il voto, ovviamente, favorevole
  del  Gruppo  parlamentare del PD su un testo che è stato lungamente
  elaborato  in  Commissione e, come diceva l'onorevole Trizzino,  ha
  visto   il   passaggio   di   testimone   dall'onorevole   Trizzino
  all'onorevole Maggio con un risultato, debbo dire, eccellente.
   Io  volevo  ringraziare  la Commissione, tutti  i  componenti,  il
  relatore  l'onorevole  Sudano,  il  Presidente  della  Commissione,
  perché  alla  fine  questo  Parlamento ha  tirato  fuori  un  testo
  importante   con   il   contributo   significativo   del   Governo,
  dell'Assessore Croce.
   Per  cui,  oggi si chiude una fase mettendo in condizione,  questa
  nostra Sicilia, di avere norme che siano in sintonia con il dettato
  normativo  nazionale - senza diventare solo un Consiglio  regionale
  che  ratifica le norme, il quadro normativo nazionale - e, al tempo
  stesso,  avendo dato impulso e velocizzazione anche a  tempi,  alle
  volte,  lunghi per il rilascio delle autorizzazioni per  l'attività
  edilizia.
   Detto  ciò, voglio pregare l'Assessore Croce, il Presidente Maggio
  e la Commissione - senza entrare nel tema che è stato oggetto anche
  di  discussione  e  di  sottolineature nei  vari  interventi  -  di
  attenzionare  la  necessità che la Sicilia,  finalmente,  si  possa
  liberare di due vicende che si chiamano  Pratiche di sanatoria , la
  47/85  e la 724/94, che ancora continuano ad ingombrare gli  uffici
  dei  comuni,  che  ancora continuano ad essere sospese  per  alcuni
  versi  e  che  necessita  di  un  intervento  forte  da  parte  del
  Parlamento     e    del    Governo    possibilmente    analizzando,
  complessivamente,  la  situazione  delle  migliaia  e  migliaia  di
  pratiche  che  rimangono ancora inevase, della necessità  di  poter
  chiudere  definitivamente la stagione delle pratiche  di  sanatoria
  per la quale sono stati assunti centinaia e centinaia di tecnici.
   Per  cui,  voglio pregare il Governo nella persona  dell'Assessore
  Croce, e la Commissione nella persona del suo Presidente, ad aprire
  una  discussione  con  le  organizzazioni  professionali,  con   le
  organizzazioni  ambientaliste, con i soggetti, con le  associazioni
  dei comuni, per evitare che un problema che esiste e poi crea anche
  problemi  di  interpretazione, di circolari, di autorizzazioni,  di
  nulla-osta,  se  date prima o dopo, determinate  circolari  emanate
  dall'Assessorato territorio e ambiente, di porre finalmente fine  o
  avviare   al  termine  una  stagione  che  rischierebbe   di   fare
  prigioniero questo testo che, certamente, è un ottimo testo che  il
  Parlamento approverà con il voto favorevole del Gruppo parlamentare
  del Partito Democratico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sono  componente
  della  IV  Commissione  territorio e ambiente  e  debbo  come  tale
  ringraziare tutti i componenti della Commissione, ma in particolare
  i  due  presidenti che si sono succeduti in questo  arco  temporale
  della  legislatura  e  quindi l'onorevole  Trizzino  e  l'onorevole
  Maggio,  per avere fortemente voluto che, l'esame di questo disegno
  di legge, venisse finalmente approvato.
   Io  ho votato favorevolmente in Commissione e confermo il mio voto
  favorevole finale.
   Debbo dire che è un testo, nel suo complesso, bene armonizzato che
  certamente  semplificherà  l'attività  edilizia  e  urbanistica  in
  Sicilia.
   In  ultimo  è passato anche un emendamento che, magari non  sembra
  importante,  ma  che  per  gli  addetti  ai  lavori  è   abbastanza
  importante,   ossia   che   per  le  violazioni   della   normativa
  antisismica, mentre vi era una diversa previsione a seconda  che  i
  procedimenti penali si fossero conclusi con sentenza di condanna  o
  sentenza  di  assoluzione  o se l'autorità  giudiziaria  non  fosse
  intervenuta  per  nulla, creando una disparità di trattamento,  nei
  casi  di  condanna o anche di patteggiamento, l'esame della pratica
  riservato  all'ufficio  provinciale  del  Genio  civile,  in   caso
  contrario  viceversa all'Autorità centrale, il che  creava  proprio
  delle mostruosità e delle diversità di trattamento uniche.
   Quindi, un giudizio complessivamente  e assolutamente favorevole.
   Però,  presidente  Ardizzone,  mi consenta.  Io  sono  il  secondo
  firmatario dell'emendamento Fazio, se l'avesse ritirato l'onorevole
  Fazio, cosa di cui,evidentemente, dubitavo fortemente, così come  è
  accaduto, io non l'avrei ritirato.
   Presidente,  mi  deve consentire: questo emendamento  è  all'esame
  della  Commissione  da  mesi, se era inammissibile,  come  è  stato
  dichiarato  oggi  inammissibile, sarebbe stato corretto  che  fosse
  stato dichiarato inammissibile all'inizio della discussione.
   Non  dobbiamo aspettare l'input di un Ministro che non sa  nemmeno
  di  che  cosa  si parla, perché straparla, non parla, straparla  di
  sanatoria   come   se  stessimo  autorizzando  la  cementificazione
  avvenuta  fino a ieri, stravolgendo le nostre coste e sotto  questo
  input  e  sotto  l'input di una - non opinione pubblica  -  manovra
  mediatica studiata a tavolino, dove si stravolgono i principi e  le
  realtà,  perché  credo che questo emendamento sia  stato  letto  da
  nessuno dei signori giornalisti che si sono permessi di pontificare
  urbi  et  orbi. Io non accetto che un Parlamento libero  e  sovrano
  come quello regionale debba decidere sulla base di queste pressioni
  esterne indebite.
   Per   cui  avrei  preferito  che  l'Aula,  dopo  ampia  e   serena
  discussione,  fosse  pervenuta alla decisione  di  subemendare,  di
  approvare,  di  bocciare  l'emendamento,  ma  non  di  evitare  una
  discussione su un problema che in Sicilia esiste ed è gravissimo.
   Allora Presidente, l'onorevole Fazio ha fatto una disamina attenta
  dal   punto   di  vista  tecnico-giuridico  che  non  mi   permetto
  assolutamente   di  riepilogare.  Vorrei  solo  dire   che   questo
  emendamento era stato oggetto di una circolare, credo di un paio di
  anni  fa,  dell'Assessore Lo Bello, di questo Governo,  che  diceva
  pari  pari  le  stesse  cose, che è passata per  un  certo  periodo
  inosservata  ed  è  stata  applicata durante  questo  periodo,  nel
  momento in cui qualcuno svegliandosi dal torpore se ne è accorto, è
  intervenuto  e  allora re melius perpensa con il  solito  coraggio,
  assolutamente  inesistente  di  questo  Governo,  ha  fatto  marcia
  indietro  e  questa circolare è stata messa nel nulla,  aggiungendo
  disparità  a  disparità,  perché nelle  more  di  questa  circolare
  qualche  pratica ha ottenuto la cognata sanatoria e le  altre  sono
  rimaste nei cassetti a dormire.
   Signor  Presidente, siccome si è parlato di chissà quale opera  di
  grande  cementificazione, chiariamo che qua si voleva porre rimedio
  ad  una  situazione assurda di pratiche presentate ai  sensi  della
  Legge 47/85, parliamo di immobili realizzati da più di 30 anni  fa,
  perché è chiaro il discrimine, la data finale dell'ultimazione  dei
  lavori doveva essere quella prevista da quella legge, del 1985, che
  è  stata  applicata  in  tutta Italia, Sardegna  compresa,  Sicilia
  compresa,  prima che venisse l'altra legge regionale che modificava
  dicendo  che  in Sicilia non si poteva applicare per le costruzioni
  realizzate  entro la zona di vincolo. In Sicilia è stata  applicata
  prima  di  questa  modifica interpretativa non normativa,  e  prima
  dell'entrata  in  vigore della successiva legge di  sanatoria,  per
  cui,  signor  Presidente, se lei ha la bontà di  venire  nella  mia
  provincia, io l'accompagnerò a Caucana, a Casuzze, e le farò vedere
  che  le  case sulle spiagge per cui è stata presentata la sanatoria
  nazionale,  sono stati pagati immediatamente i ratei dell'ablazione
  ed  è stata esaminata prontamente dagli uffici, sono sanate, quelle
  molto  più  distanti  dal  mare che hanno presentato  la  sanatoria
  qualche   mese   successivo   ed   è   cominciato   quel   bailamme
  interpretativo per cui la norma era vigente o non vigente a seconda
  di  chi  si  occupava  del  problema, invece  rischiano  di  essere
  demolite. Per arrivare poi, ma tutti questi sindaci coraggiosi  che
  in  questi  trent'anni  - io non sono stato  mai  sindaco  -  hanno
  amministrato  i nostri comuni e che ora si strappano le  vesti,  ma
  che  cosa hanno fatto in questi trent'anni? E mi si consenta  anche
  le autorità giudiziarie che hanno emesso la sentenza di condanna  e
  le  Procure che poi dovevano dare l'esecuzione a queste sentenza di
  condanna, dove sono stati in questi trenta anni?
   E  adesso  riscopriamo  di essere le vestali  della  legalità  del
  territorio   Dopo  che abbiamo permesso che il  territorio  venisse
  effettivamente   devastato.  Questa  era  una  norma   che   voleva
  ripristinare  un  trattamento identico, altro che  incostituzionale
  questo emendamento?
   Incostituzionale la diversità di trattamento che in realtà  stiamo
  continuando  a  perpetrare in confronto di casi  simili,  identici,
  perfettamente  identici e in alcuni casi ancora più gravi.  E  poi,
  signor Presidente, qualche mese fa abbiamo approvato in questa Aula
  la  legge  di riordino dei lidi. In quella norma, intelligentemente
  io  dico, è stata introdotta la possibilità di ristrutturare, anche
  profondamente,   immobili  di  grande  pregio   storico   ricadenti
  addirittura a picco sul mare. Abbiamo devastato la costa
   Ma  cerchiamo di essere seri. Se siamo qui siamo è perché dobbiamo
  legiferare, non siamo qui perché dobbiamo farci guidare dalle prime
  pagine  dei  giornali  o  dagli interventi  televisivi  dell'ultimo
  arrivato, anche se attualmente ricopre la carica di ministro

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   innanzitutto
  desidero  esprimere apprezzamento nei confronti della  Commissione,
  perché  finalmente  non  c'è  solo  il  recepimento  di  una  legge
  nazionale  sull'edilizia,  ma snellisce di  molto  il  procedimento
  amministrativo   e   quindi  agevola,   non   solo   le   pubbliche
  amministrazioni,  ma soprattutto pone dei criteri anche  oggettivi,
  come il rilascio delle autorizzazioni da parte del Genio civile, di
  una sua conformità per le sanatorie e quant'altro.
   L'emendamento dell'onorevole Fazione secondo me, seppur  formulato
  forse  in maniera diversa, poteva anche essere corretto, perché  il
  problema  non era quello della sanatoria. Troppe volte i  ministri,
  rappresentanti  del  Governo  nazionale,  entrano  a   gamba   tesa
  sull'attività  del governo regionale non conoscendo  i  fatti;  per
  chiarire  e  fugare ogni dubbio, dobbiamo avere tutti contezza,   e
  soprattutto lo deve avere il Ministro al quale porgo un invito  che
  recepisca,  questa  volta, la legge regionale  e  che  proponga  un
  disegno di legge a livello nazionale perché tutti sappiamo  che  il
  vincolo  di  inedificabilità entro i  150  metri  esiste  in  virtù
  proprio  di  quella norma interpretativa del '91 sono  in  Sicilia.
  Perché  se  un  piano regolatore da Reggio Calabria a Catanzaro,  a
  Milano, a Roma o in qualsiasi altra città non è previsto, può  a  5
  metri  dalla  battigia realizzare un immobile, quel proprietario  è
  soggetto solo all'autorizzazione da parte della sovrintendenza  che
  gli  potrà dire di fare la finestra gialla invece di verde,  invece
  di verde, bianca, ma la può realizzare.
   In  Sicilia non è così  Qui non era un problema di sanatoria, e lo
  ha  richiamato  poc'anzi l'onorevole Assenza, è  una  disparità  di
  trattamento,  e  forse anche un profilo di costituzionalità  fra  i
  residenti  in  Sicilia e i residenti in tutto  il  resto  d'Italia,
  perché in Sicilia i cittadini non possono costruire per volontà  di
  una norma legislativa, nel resto d'Italia invece è possibile. Io mi
  riferisco al cittadino che oggi ha realizzato e che dovesse  aprire
  un contenzioso, non in linea generale.
   La norma della inedificabilità in molte parti della Sicilia, ed  è
  un problema serio, è rimasta inapplicata, per cui c'era il problema
  posto    dall'onorevole   Fazio   e   dai   colleghi   presentatori
  dell'emendamento che prevedeva il riordino, quanto meno il rilascio
  della concessione per quelle abitazioni realizzate nel 1985-86, che
  dopo  quarant'anni ancora sono lì e quelle invece  che  sono  state
  realizzate successivamente.
   Allora,   che  cosa  bisogna  fare?  Bisogna  avere   o   l'onestà
  intellettuale  di  dire  che  la pubblica  amministrazione,  domani
  mattina, ha la capacità economica, ha la forza di andare a demolire
  tutte  le  costruzioni,  soprattutto i comuni  quando  iniziano  un
  procedimento  ed  arrivano  ad emettere  l'ordinanza  di  sgombero,
  possono  farlo,  o  altrimenti bisogna pensare  di  contemperare  e
  garantire il diritto di tutti di avere la fruibilità della spiaggia
  e  l'accesso alla spiaggia e  cercare però, nello stesso tempo,  di
  mettere ordine laddove si è verificato questo abusivismo.
   Assessore, le rubo trenta secondi, perché questo lo può fare anche
  con  un disegno di legge governativo, forse e così come si è  fatto
  con  la  norma approvata sul demanio. Bisogna agire sul comparto  e
  sul  riordino delle spiagge e per agire sul riordino delle  spiagge
  bisogna  mettere dei vincoli seri a coloro i quali, non consentendo
  nuove  costruzioni,  hanno realizzato quelle villette  dicendo  che
  devono realizzare i parcheggi, l'accesso al mare, il verde pubblico
  e pagare un costo che le pubbliche amministrazioni incasseranno per
  il  danno ambientale provocato. Perché altrimenti noi rimandando  e
  avendo  la  preoccupazione e la paura demagogica,  populistica,  le
  coste  rimarranno sempre devastate, la gente non riuscirà ad  avere
  l'accesso  al  mare e quindi, continuiamo da un lato a  consentire,
  ormai  un  abusivismo e quasi a legalizzarlo e, dall'altro  lato  a
  comprimere quel diritto di fruibilità alla spiaggia, al mare,  come
  bene  comune, come bene di tutti, non facendo assolutamente  nulla,
  quindi, credo che questa discussione non sia servita invano, ma sia
  un  punto di riflessione perché si faccia e si proceda non  ad  una
  sanatoria, lo diciamo al Ministro, a Lega Ambiente, a chiunque,  ma
  ad  un riordino del comparto delle spiagge per andare a vedere  che
  cosa  si può recuperare, che cosa si deve abbattere e come  si  può
  recuperare  per  evitare quella disparità di trattamento  fra  quei
  cittadini  che  hanno potuto procedere ad ottenere  la  concessione
  edilizia  e  quei  cittadini che, invece, proprio  in  virtù  delle
  sanzioni e delle sentenze, non lo hanno fatto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole   Fazio.  Ne  ha  facoltà.  Onorevole   Fazio,   ha   a
  disposizione soltanto 5 minuti.

   FAZIO.  Le  chiedo, Presidente, di non essere così rigido,  tenuto
  conto   che  altri  miei  colleghi   che  sono  intervenuti  hanno,
  ampiamente, superato il termine da lei assegnato.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  anch'io  ovviamente  non
  posso  che essere contento da una parte perché, così come ho  avuto
  modo  di  anticipare,  la norma che troverà la  luce  nei  prossimi
  giorni e sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, pone rimedio, vi
  posso  assicurare, ad un'incertezza sulla materia  urbanistica  che
  andava avanti da troppo tempo.
   Finalmente,  forse, vedremo che un comune non sarà un  legislatore
  ma ogni comune dovrà necessariamente applicare la norma che abbiamo
  diligentemente approntato per tutto il territorio siciliano. Non  è
  cosa  da poco perché tutto quello che è stato visto in tutti questi
  anni,  soprattutto in materia urbanistica, vi posso assicurare  che
  solo in Sicilia poteva essere tollerato perché ogni comune aveva un
  proprio  regolamento, una propria disciplina e non  sapevi  se  una
  cosa  poteva essere fatta e quale cosa poteva essere fatta e  quale
  esclusa.
   Ebbene,  dall'entrata  in  vigore della  norma  sicuramente  tutto
  questo  viene  meno.  E viene anche, a mio avviso,  approntata  una
  certa agevolazione, una certa celerità parlando dei rapporti con la
  stessa  amministrazione  perché, come  noi  sappiamo,  come  ormai,
  purtroppo, conosciamo l'attività burocratica è talmente lenta e  la
  burocrazia  è  talmente fastidiosa che, laddove  abbiamo  avuto  la
  possibilità  di  potere  intervenire, l'abbiamo  proprio  eliminata
  perché  abbiamo  introdotto le forme di silenzio significativo,  in
  molti  casi  di assenso o di accoglimento, piuttosto che introdurre
  invece,  così come anche in alcune parti della normativa nazionale,
  prevedeva il cosiddetto silenzio-rifiuto.
   Non  posso non nascondere, però, il mio rammarico perché credo che
  nonostante l'aggressione che ho subito in tutto questo periodo, non
  ho mai visto qualcuno che sia intervenuto e mi abbia detto:  guarda
  la  tua ricostruzione storica è sbagliata. Non è vero quello che tu
  dici.   Non  è  vero  che  la  pronuncia  del  1991  ha  modificato
  radicalmente,  perché già precedentemente qualcuno è intervenuto  a
  chiarire ai siciliani'. Credo che qualora passasse questo principio
  per  il  quale,  consentitemi, ci ho messo  la  faccia  e  mi  sono
  battuto,  perché  ritengo  che  sia un  principio  fondamentale  di
  democrazia  in quanto nessuno può essere punito se non  dietro  una
  disposizione e dietro una violazione della stessa disposizione che,
  ovviamente, deve essere chiara e precisa e deve essere pubblica  ed
  entrata  in  vigore  precedentemente;  ebbene,  ancora  una  volta,
  ribadisco   che  questo  principio  questo  Parlamento   non   l'ha
  rispettato  e non l'ha garantito ai propri cittadini,  però  prendo
  atto delle iniziative e soprattutto degli interventi dei colleghi e
  della  volontà  espressa in Commissione da parte dell'Assessore  di
  occuparsi finalmente di un problema.
   Vedete, non è che mettendo la testa sotto la sabbia il problema si
  risolve, anzi il problema si aggrava sempre di più e credo che  sia
  un  problema  sociale  e giuridico che non possa  essere  ignorato,
  trascurato  ancora per molto, prima che le tensioni sociali  -  che
  per  altro  hanno avuto già, a mio avviso, evidenza - si scatenino.
  E,  poi,  non  credo  che siano a fare le barricate  gli  assessori
  ambientalisti. A fare le barricate sicuramente saranno i  cittadini
  nei  confronti, ovviamente, dei propri rappresentanti perché chi  è
  eletto  a  rappresentare la collettività ha una responsabilità  non
  indifferente;   ha   una   responsabilità   nei   confronti   degli
  amministrati  cui  risponde del proprio  operato  e  si  assume  la
  responsabilità.
   Ebbene,  ancora una volta, qualcuno ha deciso ed ha  impedito  che
  questo  Parlamento potesse intervenire su un argomento estremamente
  importante e fondamentale.
   Non  posso non negare l'amarezza di vedere che le motivazioni  che
  sono  state  addotte  non abbiano un risconto dal  punto  di  vista
  prettamente sostanziale. Mi sembra come se ci si voglia arrampicare
  sugli specchi per togliere l'Assemblea dall'imbarazzo di dovere, in
  qualche  modo,  decidere  su  una questione,  invece,  estremamente
  importante  che,  per  carità, nessuno pretendeva  di  ottenere  in
  termini  positivi,  ma  almeno  di  riscontrarlo  in  un  dibattito
  pubblico,  civile,  anche aspro ma la cui conclusione  era  rimessa
  alla  decisione collegiale dell'organo Parlamento. Ma  così  non  è
  stato,  forse  così era segnato  Forse avrò commesso degli  errori,
  non lo metto in dubbio, forse avrò commesso degli errori perché era
  opportuno intervenire tempestivamente e prioritariamente e,  forse,
  perché  la  proposta  ha  coinciso con  una  serie  di  iniziative,
  nell'ambito  di  alcuni territori che, a  dire il  vero,  erano  in
  contraddizione con quanto si stava per esaminare e decidere.
   Spero che in un prossimo futuro il Parlamento, questo Parlamento o
  il  nuovo  Parlamento, affronti il tema e non  faccia  come  Ponzio
  Pilato,  come se, sostanzialmente, chi ha i problemi se li tiene  e
  gli   altri  non  vogliono  essere  coinvolti  o  interessati  alla
  questione.
   Ho  sentito ed ascoltato l'intervento del presidente Crocetta,  il
  quale  -  mi  è  sembrato di capire - non solo  ha  deciso  di  non
  prendere  posizione  ma anche di non volere trattare  un  argomento
  estremamente  importante che, forse, per certi versi,  è  uguale  a
  quello dei rifiuti che sta sicuramente affrontando - secondo  me  -
  malamente.
   Da  ultimo,  grazie  Presidente, grazie  Commissione,  per  avermi
  sopportato nell'ambito dei miei interventi anche, per certi  versi,
  oltre  le  righe,  ma sempre con la volontà di volere,  in  qualche
  modo,  contribuire , anche forse in maniera molto vivace ,  a  dare
  alla  norma o alla disposizione quel contenuto che, secondo  me,  è
  importante,  che  la collettività si aspetta. E  penso  di  esserci
  riuscito,  tranne ovviamente nella cosa più importante  alla  quale
  tenevo. Non perché volevo sanare, anzi, tutto il contrario.  Volevo
  sanare  un'ingiustizia che, a mio avviso, è stata perpetrata  e  di
  cui  nessuno si occupa e non si vuole occupare. Pazienza, io ci  ho
  provato,  forse altri, sicuramente, saranno molto più bravi  di  me
  nell'iniziativa in questione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io
  voglio   esprimere  la  soddisfazione  per  essere  arrivati   alla
  conclusione ed alla votazione del testo. Però, devo dire che, oltre
  alla  soddisfazione, emerge anche in me l'amarezza.  Ma  l'amarezza
  emerge perché su un testo di 135 articoli, come ho detto quando  ho
  fatto  la relazione, oggi, si discute solo dell'emendamento  Fazio,
  invece, che del testo del quale stiamo parlando.
   Questa amarezza, purtroppo, non posso nasconderla e devo dire  che
  la  IV  Commissione  -  e faccio, quindi, i complimenti  quindi  al
  presidente Trizzino prima, ed alla presidente Maggio oggi  -  aveva
  scelto  un percorso, quindi, posso capire i colleghi che non  fanno
  parte  della IV Commissione, ma non posso accettare gli  interventi
  dei miei colleghi della IV Commissione.
   La  IV  Commissione ha fatto un percorso ed ,  ha  scelto  di  non
  nascondersi sotto la sabbia - come ha detto lei onorevole Fazio,  e
  lei  lo sa perfettamente - perché ha stabilito di affrontare  tutti
  questi temi con disegni di legge organici, tant'è vero che è  stato
  fatto il disegno di legge sui parchi e le riserve, è stato fatto il
  disegno  di  legge sui centri storici, è stato fatto il recepimento
  del  Testo  unico  del  380 del 2001, e lei sapeva  benissimo  che,
  successivamente, sarebbero stati fatti i testi sulle coste e  sulla
  legge urbanistica.
   E,  quindi, io dico, signor Presidente, a me è successa la  stessa
  cosa. Il mio collega Ruggirello - e tutti sanno che cinque anni  fa
  presentò  un  disegno di legge sulle coste che  ripropone  in  ogni
  legislatura - ha presentato un emendamento sulle coste. Ho spiegato
  al   collega   Ruggirello  che  la  Commissione  non  voleva   fare
  emendamenti  sulle coste, perché voleva fare un  disegno  di  legge
  organico ed ha ritirato il suo emendamento.
   Allora, io dico, perché l'onorevole Fazio si è voluto imputare  ad
  andare   avanti  per  svilire  un  lavoro  di  due   anni   sapendo
  perfettamente  che  era un argomento per il quale,  per  quanto  mi
  riguarda, ho un approccio laico e non ideologico e ritengo che vada
  affrontato, come sempre la Commissione ha detto.
   Allora,  mi chiedo se l'onorevole Fazio voleva fare propaganda  in
  quest'Aula,  sapendo  che questo emendamento,  in  quest'Aula,  non
  sarebbe mai arrivato.
   Ora  io  dico,  basta,  con  questa scena  e  con  questo  teatro.
  Mettiamoci  a  lavorare come abbiamo fatto con il  recepimento  del
  380, facciamo un lavoro serio anche sulle coste, è stato presentato
  il  suo  disegno  di legge, c'è il disegno di legge  dell'onorevole
  Ruggirello,  ci sono tanti testi in Commissione che possono  essere
  utilizzati ed affrontiamo il problema. Non si può risolvere con  un
  emendamento in un testo che, come lei ha detto, è stato fatto nella
  legge  78 del  76 che era una legge sul turismo, che nulla aveva  a
  che  fare  con questo tema, anche questa legge non ha nulla  a  che
  fare con le coste.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare il presidente della Commissione,
  onorevole Maggio. Ne ha facoltà.

   MAGGIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  io  ritengo  che il Parlamento stasera  dovrebbe  essere
  soddisfatto di portare a termine e sancire con il proprio voto  uno
  strumento  normativo che era tanto atteso, uno strumento  normativo
  che  darà  sicuramente  ristoro  in  Sicilia,  non  solo  ai  tanti
  professionisti ma ai cittadini per le semplificazioni che prevede e
  soprattutto   per   le   certezze,   da   parte   della    Pubblica
  amministrazione, che vengono assolutamente puntualizzate.
   Detto ciò, sono molto contenta in particolare per il lavoro che la
  Commissione  ha potuto continuare, in maniera molto puntuale,  così
  come  era  stato  avviato,  in maniera  partecipativa  e  cercando,
  appunto,  di  restare dentro quello che era il tema, il recepimento
  del  380, impedendo che qualsiasi altra norma interagisse per farne
  venire fuori una cosa diversa da quello che doveva essere.
   A   tal  proposito,  e  considerato  che  è  stato  qui  ricordato
  dall'onorevole  Fazio,  mentre con forza  non  condividevo  il  suo
  emendamento, non avendo a disposizione, allora, strumenti fornitimi
  dagli  uffici,  che  mi  potessero garantire sulle  opportunità  di
  inammissibilità, l'ho messo ai voti cercando di fare  capire  anche
  agli  altri componenti della Commissione che, in effetti, parlavamo
  di  una  norma  totalmente estranea al contesto  legislativo.  Sono
  felice  del  fatto che, successivamente, gli approfondimenti  hanno
  dato   gli   strumenti   a   questa  Presidenza   per   dichiararlo
  inammissibile e non nascondo la preoccupazione che ho, tra l'altro,
  più volte, manifestato che il voto segreto in quest'Aula portasse a
  qualche   ripensamento  ed  avevo  anche  pensato   all'opportunità
  dell'utilizzo  dell'articolo  111  del  Regolamento  con   relativa
  pregiudiziale.
   Dico   ciò   non  perché  voglio  assolutamente  mettere  qualcuno
  all'ostracismo  o  perché la mia sia una posizione  ideologica,  ma
  perché ritengo che, rendendomi conto della difficoltà della materia
  trattata, fosse necessario mettere un punto fermo ed affermare  con
  questo che la legge è legge e che, purtroppo, anche mi rendo conto,
  per  qualche mala amministrazione o per qualche norma non  recepita
  in  tempo, ci sono dei cittadini che, adesso, ne pagano le spese e,
  però,  non avrei mai potuto  permettere, così come non l'ha  voluto
  la  Commissione,  che  col recepimento del 380  si  consentisse  di
  intervenire   sulla  salvaguardia  del  nostro  territorio,   sulla
  salvaguardia delle nostre coste, sulla salvaguardia dell'ambiente e
  ritengo, in ultimo, che non sia estraneo l'appello che, qui,  molti
  interventi hanno fatto all'assessore Croce perché si possa  al  più
  presto  intervenire  anche a sostegno di quei tanti  amministratori
  coraggiosi  che hanno avuto, finora, la capacità di fare  applicare
  la  legge e, quindi, concludo, con un appello anch'io all'assessore
  Croce perché ritengo che sia assolutamente necessario colmare  quei
  buchi e dare slancio, impulso diverso al nostro ambiente, le nostre
  coste,  a  sostegno  del  turismo ed  a  sostegno,  davvero,  della
  salvaguardia  del  bene  più  prezioso  che  abbiamo  nella  nostra
  Regione, cioé il paesaggio,  l'ambiente.
   Ringrazio   tutti   i   componenti  della   Commissione   per   la
  collaborazione  e  ringrazio anche per ciò  che  ho  ereditato  dal
  presidente Trizzino.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.    Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, prendo la parola, intanto,  perché
  sento il dovere e l'obbligo di ringraziare tutti i parlamentari, il
  presidente  della  Commissione, onorevole Trizzino,  il  presidente
  della   Commissione,   onorevole  Maggio,  tutta   la   Commissione
  territorio e ambiente e tutti voi deputati perché credo che  stiamo
  per  approvare  una  legge che i cittadini siciliani  si  aspettano
  veramente da tanto tempo e che ammoderna, in qualche modo, e  mette
  delle  regole  certe  rispetto  al sistema  dell'edilizia  che  può
  rappresentare   e  che  rappresenta,  certamente,  anche   sviluppo
  economico all'interno del tessuto e del territorio siciliano.
   Sono  stato chiamato in appello più volte. Vede, onorevole  Fazio,
  io  vorrei  andare  oltre,  nel senso  che  non  entro  nel  merito
  dell'incostituzionalità,                      dell'inammissibilità,
  dell'incompatibilità, non credo sia opportuno  entrare  nel  merito
  perché   gli   Uffici  dell'Assemblea  regionale,   il   Presidente
  dell'Assemblea  regionale  hanno già espresso  il  loro  parere  ed
  accolgo l'invito che, poi, era u n po' quello che ho detto anche in
  Commissione ambiente.
   Veda  io non l'avevo neanche letto il suo emendamento, glielo dico
  con  estrema sincerità, ho ascoltato le sue ragioni in Aula, perché
  non ho mai contestato il merito perché non lo conoscevo, ma mi sono
  sempre  limitato  un  po'  a  contestare  il  metodo.  Un  po'   di
  argomentazioni le hanno dette i deputati, le ha dette il Presidente
  della   Commissione,  il  fatto  di   contaminare   un   testo   di
  recepimento  di  un  testo  di  un  decreto  del  Presidente  della
  Repubblica  con  un  emendamento di questo genere,  ebbene,  volevo
  provare ad andarci oltre perché credo che, qui, non sia soltanto un
  problema di natura giuridica e di certezza del diritto ma credo che
  ci  dobbiamo  anche, un po', sforzare di pensare alla  salvaguardia
  del territorio e dell'ambiente.
   Credo che oggi - e non perché lo dica il Ministro dell'Ambiente  o
  lo dica chiunque -, noi stiamo vivendo, già da qualche decennio,  a
  dire  il  vero, un'epoca di cambiamenti climatici non indifferenti;
  la  Sicilia, per la prima volta, è soggetta a quello che io  chiamo
  un  rischio che fino a 6, 7 anni fa non conosceva che è il  rischio
  delle  alluvioni  ed abbiamo un processo erosivo della  costa  che,
  oggettivamente, mi sembra evidente ed anche molto grave.
   Oggi, intervenire su qualcosa all'interno della costa, è veramente
  una  responsabilità  che  conviene non  assumersi  solo  per  dover
  rispettare la certezza del diritto.
   Io  credo  che  dobbiamo  incominciare a pensare  e  me  ne  farò,
  ovviamente, portavoce, accolgo favorevolmente l'invito di  tutti  i
  deputati, del Presidente della Commissione, dell'onorevole Turano -
  ripeto lo avevo già detto in Commissione Ambiente -, sono pronto  a
  sedermi  con  le  stesse modalità di come è stato approvato  questo
  recepimento  del 380, con una giusta concertazione, con  tutti  gli
  attori  coinvolti,  con  un  giusto  coinvolgimento  di  tutte   le
  Amministrazioni locali le quali si dovranno far carico di dirci  di
  cosa  stiamo  parlando  perché oggi, sento,  ho  visto  numeri  sui
  giornali  in  questi giorni, 700 mila, 800 mila, 300,  500,  1.000,
  2.000, non si capisce di cosa stiamo parlando.
   Allora, se non si parte da un piano particolareggiato delle coste,
  che  ogni  singola Amministrazione si deve far carico di  produrre,
  oggi,  mettere  in  cantiere  un  disegno  di  legge  che  serva  a
  valorizzare  le coste è realmente qualcosa di molto pericoloso  per
  cui   credo  che,  con  la  giusta  concertazione,  con  la  stessa
  concertazione e condivisione che è stata fatta sul testo che stiamo
  andando ad approvare, credo che si possa fare anche sul disegno  di
  legge  per  la  valorizzazione e la tutela delle  coste  un  ottimo
  lavoro.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congelo per oggi  gli  onorevoli
  Sorbello, Gennuso, Ferreri.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto Presiden-
   sidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 841/A
    Recepimento del Testo Unico in materia di Edilizia, Decreto del
          Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n. 380

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Recepimento del Testo Unico  in  materia  di
  Edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.
  380» (841/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          60
   Contrari            01
   Astenuti             0

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Discussione unificata delle mozioni nn. 589 «Opportune iniziative
   volte al rafforzamento degli interventi nel settore scolastico» e
     592 «Iniziative in ordine al piano straordinario di mobilità
     territoriale e professionale per l'anno scolastico 2016-2017»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  X  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione unificata  delle mozioni nn. 589 «Opportune  iniziative
  volte al rafforzamento degli interventi nel settore scolastico»,  a
  firma  degli onorevoli Maggio, Milazzo A., Panarello e Panepinto  e
  592  «Iniziative  in  ordine  al piano  straordinario  di  mobilità
  territoriale  e professionale per l'anno scolastico  2016-2017»,  a
  firma  degli  onorevoli  Cancelleri,  Formica,  Turano,  Di  Mauro,
  D'Asero,   Falcone,  Cordaro,  Picciolo,  Anselmo,   Coltraro,   Di
  Giacinto, Fazio, Assenza, Currenti, Fontana.
   Invito i presentatori ad illustrare le mozioni.

   PANEPINTO. Le copie le possiamo fare distribuire, Presidente?

   PRESIDENTE. Invito a distribuire le copie delle mozioni n.  589  e
  n.  592 ai deputati. L'assessore Marziano è presente. Ha facoltà di
  parlare l'onorevole Panepinto per illustrare la mozione n. 589.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Marziano, preciso subito che per i firmatari della mozione, cioè  a
  dire  sottoscritto  ed  i  tre  colleghi  facenti  parte  della   V
  Commissione, ma anche tutti i parlamentari del PD, per noi non  c'è
  la  preclusione  a  volere difendere la nostra mozione  rispetto  a
  quella che porta la firma di tutti i Capigruppo come spesso avviene
  in   questo   Parlamento,  noi  vogliamo,  così  come   lo   stesso
  intendimento  ha  l'altra mozione presentata dai colleghi  -  porre
  l'attenzione,  come  ci  siamo detti  più  volte,  con  l'assessore
  Marziano,  nel  rappresentare il fatto che  non  solo  migliaia  di
  persone  con le loro famiglie, riconoscendo la legge la  cosiddetta
   Buona scuola , il merito di avere assunto centomila persone,  cosa
  che  non  accadeva  da anni ma, ovviamente, per  ognuno  che  viene
  assunto,   in   queste  ultime  ore,  si  pone  il   problema   del
  trasferimento in altre città del Nord e, chiaramente,  si  pone  la
  questione  di  famiglie che si smembrano, di nuclei  familiari  che
  dovranno  stabilire le loro due residenze, perché  spesso  se  sono
  insegnanti capita che vanno in scuole diverse, in regioni diverse.
   Noi  abbiamo  voluto  porre la questione con  la  nostra  mozione,
  insieme  ai  colleghi  Milazzo, Maggio e Panarello,  non  solo  per
  rappresentare  un  disagio sociale, così come  è  stato  fatto  nel
  Consiglio  regionale della Puglia, ma per rappresentare  da  questo
  fatto grave, da questa drammatica ripercussione sulle famiglie,  ma
  per onestà intellettuale devo ripetere che il Governo Renzi con  il
  Ministero  della  Pubblica istruzione, hanno consentito  di  sanare
  situazioni  di  precariato  di diversi  anni  e  anche  di  offrire
  l'opportunità  a persone che un anno fa non immaginavano  di  poter
  entrare  in questo meraviglioso mondo che è la scuola, di avere  un
  posto di lavoro e, soprattutto, diventare docenti ed insegnanti.
   Noi ci siamo posti un problema e, correttamente debbo dire, ce  lo
  siamo  posti  non  solo come Gruppo parlamentare ma  come  partito,
  coinvolgendo   la   nostra   responsabile   regionale   -   che   è
  un'insegnante,   peraltro,   la   professoressa    Altamore,    per
  rappresentare  quali sono, oggettivamente, le ragioni  per  cui  le
  scuole  del  nord assorbono molto personale,  quelle  siciliane  in
  particolare e del sud non hanno la possibilità di garantire  lavoro
  a  questi  insegnanti  che hanno trovato una  stabilità  in  questi
  ultimi  mesi.  E  la  ragione è che il  numero  di  ore  che  viene
  effettuato nei nostri istituti scolastici, nelle nostre istituzioni
  scolastiche  è  molto inferiore rispetto a quello di altre  regioni
  del  nord  e  del  centro Italia e non arriviamo alle  40  ore  che
  permetterebbero e consentirebbero di avere personale, di avere  una
  scuola  completa,  di  avere un'attività didattica  curriculare  ed
  extra  curriculare idonea, sostanzialmente, di avere quello che  la
  moderna  pedagogia ci dice necessario per formare  soprattutto  gli
  alunni   degli   istituti  comprensivi  della  primaria   e   della
  secondaria.
   Per   cui,   nella  nostra  mozione  noi  poniamo  una   questione
  preliminare, cioè come trovare le formule perché il monte ore,  che
  a  Milano è di 40 ore, a Palermo, come a Catania, come ad Agrigento
  e ad Enna non sia più di 24 ma raggiunga le 24 ore.
   Noi  sappiamo  benissimo  che  i comuni  che  possono  permettersi
  finanziariamente  l'erogazione  dei  pasti,  la  cosiddetta   mensa
  scolastica , in Sicilia sono pochi. Per esempio, nel mio comune noi
  garantiamo  servizio  mensa a tutte le classi elementari,  medie  e
  materne  ma  con  grande sacrificio rispetto  al  nostro  bilancio.
  Ovviamente, questo accade in pochi comuni così come pochi  sono  in
  comuni in Sicilia a cui è stato autorizzato il tempo pieno.
   Per  cui,  consegniamo all'assessore Bruno Marziano, non tanto  il
  compito  di  diventare  il sindacalista di una  folta,  importante,
  umanità  di persone che in queste ore debbono fare i conti  con  le
  loro  vicende personali ma, chiaramente, gli insegnanti sono  stati
  nominati  per insegnare nelle scuole e, quindi, dobbiamo  avere  le
  condizioni perché ciò possa accadere.
   Per  questa ragione, io chiedo, ad iniziare dal capogruppo del PD,
  ai  colleghi parlamentari degli altri Gruppi, non perché  riteniamo
  la  nostra migliore, ma perché è stata elaborata non solo  come  un
  appello  politico, ma come l'individuazione di possibili soluzioni,
  di  ritenere  un'unica mozione quella che presentiamo,  incaricando
  l'Assessore  di fare una sintesi senza che ci siano,  e  noi  ancor
  meno degli altri vogliamo farlo, primi della classe.
   Oggi, questa Assemblea, per le funzioni che ha, che sono quelle di
  stimolo,  che  sono  quelle  di sollecitazione  nei  confronti  del
  Ministero  della  Pubblica istruzione che ha  come  espressione  un
  sottosegretario   siciliano,   l'onorevole   Davide   Faraone,   di
  consegnare   all'Assessore  che  già  conosce  il   tema,   lo   ha
  approfondito,  se  mi posso permettere, ha contribuito  anche  alla
  relazione  della  mozione che il PD presenta con i  tre  componenti
  della  V  Commissione ed io che la firmo, la necessità non solo  di
  rappresentare  le  esigenze  del mondo  della  scuola  e  dei  suoi
  insegnanti,  circa  7  mila  se non ricordo  male,  che  dovrebbero
  trasferirsi  in altra parte di Italia, ma soprattutto la  necessità
  di  allineare le attività scolastiche siciliane, il monte  ore,   a
  quelle delle altre regioni italiane.
   Io  penso  che  anche la necessità di dirottare  risorse  che  non
  possono essere quelle della Regione che non ne ha e  nemmeno quelle
  degli  enti locali che non hanno sufficienti risorse, tanti  comuni
  andati  poi  in  dissesto,  di  sostenere  questa  attività  che  è
  fondamentale per il cosiddetto tempo prolungato e per aumentare  il
  numero  di ore scolastiche e per avere più insegnanti che  lavorano
  da siciliani nelle scuole siciliane.
   Per  cui, la necessità anche di intervenire sui cosiddetti PON per
  essere  utilizzati anche per attività aggiuntive quale  può  essere
  quello del servizio mensa.
   Noi  chiediamo,  Assessore, che lei sia  nella  Conferenza  Stato-
  Regione,  alla  luce del deliberato del Consiglio  regionale  della
  Puglia,  così  come  farà  la Calabria e così  come  farà  pure  la
  Campania, possa rappresentare esattamente questo disagio, che non è
  solo  il  disagio degli insegnanti che partono, ma anche il disagio
  delle  famiglie,  degli alunni che chiedono una scuola  moderna  e,
  chiaramente, per fare tutto ciò rispetto anche alle novità  che  ha
  introdotto  la legge 107, nonché mi permetto di dire anche  per  il
  merito  di  questo Governo e del Governo nazionale, interventi  per
  milioni  e  milioni  di euro che si stanno facendo  per  l'edilizia
  scolastica per rendere sicure le nostre scuole, belle ed efficienti
  anche dal punto di vista dell'accoglienza.
   Credo,  Assessore,  che  a  lei e al  Governo  questo  compito  di
  rappresentare le esigenze che sono nella nostra mozione, al Governo
  nazionale, nella Conferenza Stato-Regione poco importa, ovviamente,
  non  credo  che  sarà un grande tema di così speculare  importanza,
  quello di avere una sola mozione che metta in condizioni lei  e  il
  Governo  siciliano a rappresentare quello che nelle mozioni  stesse
  viene rappresentato.

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di apporre la propria firma
  alla  mozione n. 589 gli onorevoli Raia, Sammartino, Riggio, Cirone
  e Cani.
   L'Assemblea ne prende atto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo di  Forza
  Italia ha sottoscritto insieme agli altri capigruppo la mozione  n.
  592,  ma  non  c'è nessuna difficoltà per quel che mi  riguarda  ad
  unificare  la  mozione, perché sostanzialmente l'obiettivo  che  ci
  poniamo e che si pone il Gruppo di Forza Italia è proprio quello di
  evitare l'esodo, che poi è l'esodo non solo degli insegnanti, ma  è
  dei  siciliani  e  di intere famiglia, come se noi  favorissimo  un
  ulteriore  emigrazione, perché poi è gente  che  si  trasferisce  e
  possibilmente  non  torna  più;  e nello  stesso  tempo  quello  di
  implementare  la durata delle lezioni non solo con il tempo  pieno,
  ma anche inserendo, per esempio, alcune materia, come l'inglese non
  solo  in   maniera sporadica, ma anche nella scuola primaria  dando
  così  la  possibilità  a tanti insegnanti e soprattutto  ai  nostri
  alunni  di  potere avere una maggiore attenzione e soprattutto  una
  maggiore formazione.
   Quindi,  l'obiettivo  è proprio quello che l'Assessore  si  faccia
  portavoce  in  seno alla Conferenza Stato-Regione  perché  al  pari
  delle   altre  regioni  anche  la  Sicilia  possa  avere  il  tempo
  prolungato  e  soprattutto dare la possibilità agli  insegnanti  di
  restare qua.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ricordo  che  la  trattazione  è
  unificata,  quindi  dopo  l'intervento dell'assessore  Marziano  si
  passerà alla votazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  anche  perché  nell'intervento di apertura, del  collega  Panepinto
  sono stati illustrati i temi.
   Le  mozioni sono state presentate a firma praticamente  di  tutti,
  quindi la trattazione poi congiunta. E' un chiaro intento da  parte
  di  tutto  il  Parlamento di volere dare corso a quella  che  è  la
  richiesta  di  impegnare il Governo regionale, e  per  esso  quindi
  l'Assessore,  a farsi carico di rappresentare quelle  che  sono  le
  motivazioni della mozione nella Conferenza Stato-Regione.
   Da  una  interlocuzione ho saputo che l'Assessore già da domani  è
  attivo   su   questo  tema,  ci  spiegherà  adesso   come   intende
  intervenire.
   Rivolgo  un  ringraziamento  a tutti i componenti  del  Parlamento
  proprio  perché c'è stata un'attenzione particolare e, soprattutto,
  anche una velocità nella calendarizzazione di questo documento  che
  poi  è  anche  frutto del lavoro di squadra che è  stato  fatto  in
  un'altra regione che è la regione Puglia.
   Quindi,  con la speranza che tutto vada a buon fine e che ci  sia,
  appunto,  una  risposta  immediata,  anche  da  parte  del  Governo
  nazionale, ringrazio l'Assessore per quello che da domani comincerà
  a fare e che porterà a fare proprio per questo tema.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor Presidente, in effetti le due mozioni  hanno
  lo  stesso  unico  obiettivo che è quello di impegnare  il  Governo
  della Regione, che condivide perfettamente e totalmente i contenuti
  delle due mozioni, a far sì che il Governo nazionale possa adottare
  tutti  i provvedimenti necessari ad evitare quello che, per ragioni
  oggettive  che adesso brevemente mi sforzerò di illustrare,  appare
  come  una  sorta  di esodo, quando si spostano alcune  migliaia  di
  persone è come si determina un impoverimento della regione  da  cui
  queste persone sono costrette a spostarsi verso altre regioni.
   Perché  dal  punto  di vista della completezza  della  mozione  io
  preferirei  unificare le due mozioni a partire da quella presentata
  dal  Gruppo  dei parlamenti del PD? Sicuramente non per ragioni  di
  appartenenza, ma perché in questa mozione sono indicati  anche  due
  percorsi  da adottare per ottenere questo risultato perché  noi  ci
  possiamo  presentare  alla  trattativa  con  il  Governo  nazionale
  dicendo:   vi preghiamo di evitare l'esodo degli insegnanti .
   Ci  possiamo  presentare invece dicendo:  Caro Governo  nazionale,
  noi  vogliamo  contribuire,  visto che non  abbiamo  competenza  in
  materia  di personale e di didattica, vogliamo contribuire a  porre
  le  condizioni  perché  questo fenomeno non si  verifichi  più  nel
  futuro .
   Quali   sono   le  condizioni?  Noi,  purtroppo,  viviamo   questa
  situazione perché in Sicilia, in Campania, e in Calabria una  delle
  condizioni  che determina la permanenza delle persone  nel  proprio
  territorio  ci mette in una spiacevole graduatoria ai primi  posti,
  cioè  noi  garantiamo  il  tempo  pieno  nelle  scuole  primarie  e
  dell'infanzia  solo  per  il  7 per  cento,   penultimi  solo  alla
  Campania che lo garantisce al 6,5 per cento, mentre ci sono Regioni
  come la Lombardia, 43 per cento, l'Emilia Romagna 41 per cento,  la
  Toscana  41  per cento, che per ciò stesso poi attirano  personale,
  attirano insegnanti.
   Quindi,  la  prima  delle condizioni è mettere in  atto  tutte  le
  misure necessarie ad incrementare, io dico a raddoppiare, perché ci
  sono  le  condizioni, ora mi sforzerò brevemente di illustrarle,  a
  raddoppiare la percentuale di tempo pieno nelle scuole  primarie  e
  dell'infanzia,   che   intanto   risolverebbe   il   problema   del
  trasferimento di tutta quella parte di insegnanti che  opera  nella
  scuola primaria e dell'infanzia.
   C'è  poi  il  tema  della  scuole secondarie  superiori,  cioè  la
  possibilità  di  aumentare quello che si chiama  tempo  prolungato,
  attraverso una serie di misure. Una di queste è ridurre  il  numero
  degli  alunni  in una scuola: dal momento in cui abbassi  il  tetto
  massimo  aumenti il numero delle classi e quindi aumenti l'esigenza
  di persone che si fermano. Si potrebbe dire:  ma come si fa questo?
  Come  riusciamo al netto delle risorse che abbiamo e con  un  saldo
  zero a ottenere questo? .
   Io  ho avviato in questi giorni, a seguito di questa pressione, lo
  dico senza problemi, è nata da una presa di posizione della Regione
  Puglia che ha posto con forza il problema, ci siamo raccordati  con
  l'Assessore della Regione Puglia, abbiamo contattato gli  assessori
  delle  altre  regioni meridionali, quello che emerge è  un'esigenza
  che riguarda il meridione d'Italia, cioè quelle regioni ad un basso
  tasso  di  tempo  pieno e di tempo prolungato. Noi  abbiamo,  però,
  dalla  nostra  come  Sicilia una risorsa che è  la  possibilità  di
  utilizzare i fondi PON e POR della scuola
   Ho   avviato,  in  questi  giorni,  una  interlocuzione   con   il
  sottosegretario Faraone per vedere come possiamo utilizzare i fondi
  PON  e  POR  per  mettere in condizione i comuni di programmare  il
  tempo  pieno. Perché è facile dire a un comune:  devi fare il tempo
  pieno ,  ma  se il comune non ha le risorse la mensa non  la  potrà
  fare,  è  facile  dire all'ex province, al libero consorzio:   devi
  garantire le condizioni per il tempo prolungato , per fare questo è
  necessario che ci siano le risorse.
   Io  penso  che  uno  degli impegni che posso assumere  con  questo
  Parlamento  è proprio quello di mettere, assieme al Sottosegretario
  e  al  Ministero  della Pubblica istruzione,  un  piano  che  punti
  nell'utilizzo  delle risorse PON e delle risorse  POR,  come  primo
  obiettivo  quello di incrementare il tempo pieno nelle  primarie  e
  nelle  scuole  dell'infanzia il tempo prolungato  nelle  secondarie
  superiori. Questo ci consentirà, così come stiamo cercando di  fare
  per  l'altro  tipo  di istruzione, quella che  ormai  ha  carattere
  ordinamentale  anch'essa  ma  è  l'istruzione  e  formazione,   noi
  vogliamo presentarci al Governo nazionale con le nostre idee.
   Vogliamo  presentarci  come  coloro i  quali  hanno  in  testa  un
  percorso di rafforzamento delle condizioni di base per aumentare il
  numero  degli  insegnanti e, quindi, eliminazione delle  cosiddette
   classi  pollaio ,  aumento del tempo pieno  e  aumento  del  tempo
  prolungato.
   Su  questa base, penso di potere esercitare per conto e su mandato
  del  Parlamento della Regione tutto il percorso necessario fino  ad
  arrivare   ad   un  confronto  fra  la  Commissione  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, le organizzazioni sindacali  e  il  Ministero
  perché è un problema che non potremo risolvere domani ma che se non
  avviamo il percorso non si risolverà mai.
   Io  penso che con un piano triennale di incremento del tempo pieno
  e  del  tempo prolungato noi non ci dovremmo trovare più nel futuro
  in queste condizioni.
   Intanto, adesso ho colto le indicazioni che sono venute da  questi
  confronti  con  le  organizzazioni  sindacali,  con  questi  gruppi
  spontanei  di  insegnanti,  perché tutto  quello  che  è  possibile
  tecnicamente  fare  già da adesso, si possa  fare  per  ridurre  al
  minimo  questo  trasferimento che non è solo di  insegnanti  ma  di
  beni,   di  ricchezza.  Questo  strappare  le  famiglie   al   loro
  territorio,   alla   loro  città  che  è  il  sacrificio   ritenuto
  necessario, si può condividere o meno, per la stabilizzazione di un
  settore, dover per anni ha vissuto il precariato.
   Penso  che  pur non avendo noi, come Regione, competenza specifica
  in  materia  di  didattica  e  di personale,  un'azione  sinergica,
  congiunta con il Ministero possa ridurre al minimo i disagi  dovuti
  all'applicazione di queste norme.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione la mozione n.  589,  che  assorbe
  anche  nel  dispositivo la mozione n. 592. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

    Preciso che la mozione è stata approvata all'unanimità.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LENTINI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento intero.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo di parlare
  ai  sensi  dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno,  per
  rappresentare  il mio disappunto per il comportamento  assunto  dal
  Presidente  di  Riscossione Sicilia. Pertanto,  ho  presentato  una
  mozione di censura e rimozione per tre ordini di motivi.
   Il  primo:  per  palese conflitto di interesse  perché  l'avvocato
  Fiumefreddo ha organizzato, è leader di un partito siciliano che si
  chiama  Movimento Cittadino  e, dichiarato da lui stesso, Movimento
  digitale che ha programmato in Sicilia 8 macro aree. E' una notizia
  che  hanno  dato  pure  i quotidiani. Sappiamo  tutti  che  per  la
  gestione della riscossione tributaria, secondo me, non può stare in
  quel posto.
   Il  secondo motivo: il 21 giugno scorso, signor Presidente, io  ho
  presentato  al Presidente di Riscossione Sicilia una  richiesta  di
  accesso  agli  atti, ai sensi dell'articolo 28 della legge  10  del
  1991.  Ho avuto come risposta un diniego, tenendo presente  che  la
  Presidenza  dell'onorevole Ardizzone, con nota 3049  del  2013,  ha
  dichiarato  che  non si può disattendere il sindacato  ispettivo  e
  politico  conferito ai deputati regionali, tenendo  presente  anche
  che  la  Corte  costituzionale con nota del 1966  dichiara  che  il
  deputato  regionale,  per  le prerogative,  per  tutto  quello  che
  riguarda l'attività politica, può fare ispezione, può fare atti che
  sicuramente possono danneggiare la comunità siciliana.
   Il  terzo  motivo  ancora  più grave che metto  a  conoscenza  dei
  colleghi.  L'avvocato Fiumefreddo ha subìto una imputazione  coatta
  dal  GIP,  la  dottoressa   Cosentino, per  i  reati  di  truffa  e
  patrocinio  infedele  e il 29 settembre di  questo  mese  la  prima
  udienza si svolgerà al Tribunale di Catania.
   Ritengo, signor Presidente, che per questi fatti, così importanti,
  così  deleteri per la partecipazione attiva della politica e  della
  gestione  della  burocrazia  regionale,  che  questo  fatto   venga
  trattato con carattere di urgenza, immediatamente in Conferenza dei
  capigruppo  per prendere immediatamente una decisione per  trattare
  la mozione di censura e il relativo sollevamento.

   RAGUSA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento intero.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  riguarda  il  dispositivo finanziario che  la  II  Commissione  sta
  elaborando  e che chiederei sia alla II Commissione sia al  Governo
  di  portare  velocemente  in Aula perché le  somme  destinate  alle
  province  regionali  siciliani,  oggi  liberi  consorzi,  non  sono
  bastevoli  per  quanto  riguarda i servizi di assistenza  igienico-
  sanitaria nelle scuole superiori.
   Quindi, vuol dire che noi dovremmo affrontare la prossima stagione
  scolastica  con  una  insufficienza economica  per  portare  avanti
  questi  servizi importantissimi per quanto riguarda questi  giovani
  affetti da disabilità e, quindi, creando un grosso problema  sia  a
  loro  che  alle  loro  famiglie,  tenendo  presente  anche  che  la
  Conferenza  unificata  del Ministero del Presidente  del  Consiglio
  assegna  70 milioni di euro alle Regioni italiane e non a quelle  a
  Statuto speciale.
   Quindi, il danno, in questo senso, diventa doppio perché non  solo
  non ci vengono assegnati dei fondi come Regione a Statuto speciale,
  ma  bisogna tenere presente che nella passata stagione, il prelievo
  forzato, ha messo in ginocchio le province regionali della  Sicilia
  ed,  in particolare, quella di Ragusa che oggi ha grosse difficoltà
  a chiudere il proprio bilancio in equilibrio.
   Per  cui,  serve subito, con urgenza, che il dispositivo venga  in
  Aula, venga approvato, per dare serenità alle famiglie e ai ragazzi
  compresi  nel grado di disabilità, ma anche agli enti che  oggi  si
  chiamano  Liberi  Consorzi, per proseguire in modo  efficiente  nel
  dare  servizio al territorio e, quindi, a tutte le famiglie che  ne
  sentono il bisogno.
   Per cui, signor Presidente, spero che il Governo faccia il proprio
  dovere in modo rapido e certo.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, volevo agganciarmi  all'intervento  del
  collega  proprio perché questa situazione c'è stata, è  uscita  sui
  giornali,  dei nostri colleghi parlamentari hanno presentato  delle
  interrogazioni  e delle interpellanze, perché su  questo  Fondo  di
  riparto di ben 70 milioni, purtroppo, la Sicilia è stata totalmente
  esclusa. E noi sappiamo che proprio recentemente, in questo  ultimo
  anno, come i nostri studenti diversamente abili hanno dovuto subire
  diverse  interruzioni  nella  frequentazione  dell'anno  scolastico
  proprio  perché  le  province non hanno potuto -  vista  l'esiguità
  delle risorse e gli innumerevoli tagli subiti - garantire i servizi
  necessari per questi studenti.
   Abbiamo presentato una interpellanza volta al Governo proprio  per
  chiedere come intende interfacciarsi con lo Stato, sulla Conferenza
  Stato-Regioni, anche se abbiamo cercato i verbali e il decreto  era
  stato ampiamente illustrato, ed era evidente già in una prima fase,
  che la Sicilia sarebbe stata esclusa.
   Quindi, chiedo a lei, signor Presidente, se è possibile domani  in
  Conferenza  dei  capigruppo sottoporre all'attenzione  di  tutti  i
  capogruppo, magari trasformandola in mozione, o comunque in un atto
  di  indirizzo che possa essere sottoposto al Governo, perché  anche
  la  trattazione di questo argomento, viste le gravissime  purtroppo
  condizioni in cui si trovano le ex province, ci porterà a settembre
  a  vedere  di  nuovo calpestati i diritti di questi  ragazzi  e  di
  queste famiglie.
   Ora,  senza  nessun  senso  polemico,  solo  volendo  parlare   al
  buonsenso  di questa Presidenza, vorrei che domani si  trovasse  lo
  scorcio, il momento giusto per potere parlare di questa questione e
  soprattutto  dare  una  soluzione  a  breve  termine,   perché   la
  situazione  è  veramente  gravissima, come ci  viene  continuamente
  sollecitata dalle Associazioni dei familiari presso le Commissioni,
  a  volte  Affari istituzionali , a volte la V Commissione, a  volte
  la  VI  Commissione,  proprio per il grave  senso  di  abbandono  e
  solitudine a cui non potremo dare risposta perché senza risorse  le
  risposte potranno essere solo a parole e non con i fatti.

   PRESIDENTE.  Ricordo che proprio domani è convocata la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, alle ore 11.00, presso  la
  Sala   Pio   La   Torre,   proprio  con   all'ordine   del   giorno
  Sprogrammazione  dei lavori della sessione estiva .  Quindi,  potrà
  essere quella la sede anche per affrontare questo argomento.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anch'io  mi
  unisco  alla richiesta che è stata formulata durante la  serata  da
  parte  di numerosi colleghi affinché a partire da domani sera possa
  essere discusso il disegno di legge n. 1214.
   Questo  disegno  di  legge, per essere chiari, oltre  a  prevedere
  tutta  una serie di interventi per i Consorzi di bonifica,  per  le
  società  partecipate,  per tutto ciò che  è  necessario  in  questo
  momento,  ha  però  un  obiettivo  fondamentale,  cioè  quello   di
  distribuire 9 milioni di euro alle Province. Province che - come  i
  colleghi  hanno  ricordato - sono in una situazione  drammatica,  a
  partire  dalla  mia  Provincia, che è gravata da  un  debito  di  8
  milioni  e  mezzo l'anno, non riesce assolutamente più a  pagare  i
  lavoratori,   tant'è  vero  che  il  commissario  della   Provincia
  regionale  di  Siracusa è stato costretto alle  dimissioni  proprio
  perché  non  riusciva  a chiudere il bilancio  e,  di  conseguenza,
  doveva portare al dissesto la ex Provincia regionale di Siracusa.
   Signor  Presidente,  io  mi  appello  a  lei  affinché  domani  la
  Conferenza  dei  capigruppo non solo metta  all'ordine  del  giorno
  questo  disegno di legge, ma soprattutto che già domani  pomeriggio
  in Aula si discuta sui problemi riguardanti le Province.
   La collega Foti, con l'abituale intelligenza, ha posto il problema
  dei  ragazzi,  delle  ragazze diversamente  abili,  che  non  hanno
  ricevuto  assistenza nell'ultimo anno scolastico e  che,  comunque,
  anche  nel futuro anno scolastico - nel caso in cui non riuscissimo
  ad  approvare  prima  della chiusura della sessione  estiva  questo
  disegno di legge che stanzia i nove milioni di euro, ripeto, per le
  Province  -  non potrebbe partire il servizio a partire  dal  nuovo
  anno   scolastico,  costringendo  questi  ragazzi,  che  già  hanno
  grossissime difficoltà, a rimanere ancora a casa e non socializzare
  come invece è giusto che sia.
   Io  però  avevo  chiesto di intervenire per denunciare  -  uso  il
  termine  denunciare  volutamente - una  cosa  gravissima,  che  ha,
  ancora una volta,  come protagonista in negativo la mia Provincia e
  che  sta  causando  gravissimi danni al  mio  territorio  anche  in
  considerazione del fatto che adesso le voglio raccontare.
   La provincia di Siracusa ha sempre avuto, data la vastità dei suoi
  boschi che, le ricordo, sono tra i più significativi in Italia,  un
  elicottero.  Questo  elicottero  è  stato  sempre  appostato  nella
  postazione della Forestale di Buccheri, che è una zona baricentrica
  rispetto  alla Provincia di Siracusa, alla Provincia di  Ragusa  ed
  alla Provincia di Catania, proprio perché Buccheri è al confine  di
  queste  tre Province, e di conseguenza questo elicottero ha potuto,
  negli anni, intervenire sulle tre Province garantendo una immediata
  presenza.
   L'anno scorso, improvvisamente, si decise - credo per motivi  solo
  clientelari,  perché non c'erano altre motivazioni da  giustificare
  questo  trasferimento - di trasferire l'elicottero nella  vicina  e
  confinante città di Vizzini.
   Si  disse che la base degli elicotteri della Forestale non  andava
  più  bene  perché c'era un pino che era cresciuto un po'  troppo  e
  quindi  non  era  più possibile fare atterrare gli  elicotteri.  Di
  conseguenza, ci sono stati mesi e mesi di trattative con il  Comune
  di  Buccheri, il quale Comune di Buccheri ha una base di elicotteri
  che  è  quello  della Protezione civile, quindi collaudato,  quindi
  perfettamente  funzionante, quindi perfettamente in grado  di  fare
  atterrare questi elicotteri.
   Le trattative fra il Corpo forestale ed il Comune di Buccheri alla
  fine  si  sono concluse positivamente, nel senso che il  Comune  di
  Buccheri dava in disponibilità al Corpo forestale anche dei  locali
  per   fare  alloggiare  gli  elicotteristi  e  comunque  per   fare
  alloggiare  quelli  del  Corpo forestale, forse  dismettendo  anche
  qualche affitto.
   E'  stata firmata una convenzione; in questa convenzione al Comune
  di  Buccheri  sono stati imposti di fare dei lavori. Il  Comune  di
  Buccheri  ha  fatto questi lavori, quindi spendendo  risorse  della
  collettività   proprio  perché  avevamo  la  necessità   di   avere
  l'elicottero in Provincia di Siracusa.
   Bene,  il giorno in cui dovevano arrivare gli elicotteri  è  stato
  comunicato al Comune di Buccheri che pacta non sunt servanda,  cioè
  che  gli  accordi non vanno più mantenuti, che gli accordi  firmati
  con  la Regione sono carta straccia e che di conseguenza la Regione
  non  intendeva più onorare gli impegni che aveva assunto col Comune
  di  Buccheri  e  che  aveva assunto con la Provincia  di  Siracusa,
  facendo  - ripeto - spendere qualche migliaio di euro al Comune  di
  Buccheri.
   Dopodiché,  una serie di interlocuzioni che vi sono state  con  il
  Corpo  forestale  - a quanto pare i "pentiti" non sarebbero  quelli
  del  Corpo  forestale  ma  sarebbero  quelli  del  Corpo  nazionale
  forestale,  cioè  quelli  che gestiscono  gli  elicotteri  che  noi
  paghiamo   -   a  quanto  pare  gli  elicotteristi  non   intendono
  trascorrere  le serate e le loro giornate a Buccheri,  ma  vogliono
  rimanere  a Comiso, perché a Comiso hanno l'aeroporto a portata  di
  mano,  perché a Comiso ci sono locali che a Buccheri non  ci  sono,
  perché  a  Comiso  facilmente scendono  dall'elicottero  e  possono
  andare a prendere l'aereo.
     Ho  sottoposto  queste  cose più volte al  dirigente  del  Corpo
  forestale.  Ha pensato e ritenuto opportuno nemmeno di  rispondere.
  Ritiene  che questa sia una landa deserta, dove il Corpo  nazionale
  forestale può fare quello che vuole. Però, vorrei ricordare a tutti
  che questo non è un servizio che ci viene dato gratuitamente, ma  è
  un  servizio  che  viene  pagato, e viene  pagato  anche  bene  dai
  siciliani.  E  non viene pagato per tenere gli elicotteristi  nella
  base  di Comiso, che ricordo essere in una zona lontanissima  dalla
  Provincia  di Siracusa, eppure quest'anno la Provincia di  Siracusa
  sta  bruciando  come  non  mai.  Ed  i  ritardi  nell'arrivo  degli
  elicotteri - che prima erano immediati - si stanno facendo sentire.
   Veda,  nello  spegnimento  degli incendi,  l'intervento  immediato
  dell'elicottero  è  fondamentale, perché se noi  non  riusciamo  ad
  essere  subito  sul fuoco poi non riusciamo più  a  riprenderlo.  E
  ricordo  che la Provincia di Siracusa è una Provincia che  ha,  per
  quanto  riguarda  impianti che contiene  petrolio  e  derivati  dal
  petrolio, una situazione fra le più importanti d'Europa.
   La  scorsa settimana sono bruciati ettari di terreno attorno  alle
  nostre  raffinerie e l'elicottero, l'incendio è iniziato  alle  ore
  14.00,  poi vi farò avere anche le fotografie, è arrivato verso  le
  ore  16.56,  cioè  con quattro ore di ritardo e quando  la  macchia
  mediterranea  dei monti Climiti, quelli fra altre cose  cantati  da
  Virgilio, era andata interamente distrutta.
   Questo,  signor  Presidente, per denunciare ancora  una  volta  un
  gravissimo  disservizio.  Si è ascari  nei  confronti  del  Governo
  nazionale  anche in questi casi; anche nei casi in cui  paghiamo  e
  non  riusciamo  ad  imporre  scelte a coloro  i  quali  pensano  di
  continuare a tenere questa Isola come se fosse una colonia  romana.
  Non  lo  siamo  più,  però  mi pare di capire  che  qualche  nostro
  dirigente  generale non ha capito che lui deve servire  la  Regione
  Sicilia,  non  deve  servire  il  Governo  nazionale,  perché   noi
  siciliani lo paghiamo per questo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 3 agosto 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
  giorno:

   I   -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLA PRESA
     D'ATTO DELLE DIMISSIONI DELL'ON. GIOVANNI IOPPOLO DALLA CARICA DI
     DEPUTATO REGIONALE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA'
  II  - COMUNICAZIONI
  III  -RICHIESTA DI PROROGA, A NORMA DELL'ARTICOLO 29 TER, COMMA 3,
  DEL REGOLAMENTO INTERNO, DEL TERMINE ASSEGNATO ALLA COMMISSIONE
  PARLAMENTARE SPECIALE  STATUTO .
  IV  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
              1086/A)

                Relatore: on. Rinaldi

   V  -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 3025  -  Chiarimenti sul provvedimento di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di Scicli in  relazione
              alle   gravi  dichiarazioni  rese  alla  stampa   dal
              Presidente della Regione.

         (8 maggio 2015)

                                                            ASSENZA

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
              nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   VII  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Codice  etico per gli eletti a cariche pubbliche,  per
              gli  amministratori e per i dipendenti della  Regione
              Siciliana . (n. 854/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 494 -  Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
                convenzione  sottoscritta  tra  Regione  siciliana,
                Università  degli studi Kore di Enna e Associazione
                Proserpina,  avente ad oggetto  l'apertura  di  una
                nuova facoltà di medicina e chirurgia.

         (3 novembre 2015)

                                 ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
                                   MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
                             SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                            FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 524  - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
              denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

         (13 gennaio 2016)

                             GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                  PAPALE - FIGUCCIA

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
              edifici  utilizzati  da enti  pubblici  e  privati  e
              osservanza  dei  criteri  di legge  negli  interventi
              edilizi di nuova edificazione.

         (24 ottobre 2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                     CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 573  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  pensionati
              dell'Ente acquedotti siciliani.

         (12 maggio 2016)

                                    GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                  DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
                                  PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
                                                   FALCONE - TAMAJO

                   La seduta è tolta alle ore 20.09

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio