Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 16.06
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 2856 - Interventi urgenti di messa in sicurezza dell'Istituto
scolastico comprensivo 'Salvatore Todaro' di Augusta (SR).
Firmatari: Coltraro Giambattista
- Con nota prot. n. 20211/IN.16 del 22 aprile 2016 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica.
N. 2922 - Chiarimenti sulla realizzazione di opere di
ammodernamento sulla tratta ferroviaria a Paternò (CT).
Firmatari: Ciancio Gianina;Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; La
Rocca Claudia; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
Ferreri Vanessa
- Con nota prot. n. 20223/IN.16 del 22 aprile 2016 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Misure per la crescita competitiva e sostenibile del sistema
produttivo regionale finalizzate a contrastare la disoccupazione e
la stagnazione economica della Regione. (n. 1241)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Laccoto e
Anselmo in data 27 luglio 2016.
- Progetti di mobilità giovanile internazionale, di promozione
dell'interculturalità e della cittadinanza europea. Promozione di
scambi giovanili. (n. 1242)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 27 luglio 2016.
- Modifiche alla legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 Cessazione
delle Aziende sanitarie provinciali ed istituzione delle aziende
territoriali sanitarie . (n. 1245)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Giuffrida in
data 27 luglio 2016.
Comunicazione di presentazione e contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni:
BILANCIO (II)
- Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modifiche ed integrazioni. (n. 1244).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 27 luglio 2016.
Inviato il 28 luglio 2016.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia di organizzazione del servizio di gestione
integrata dei rifiuti urbani. Disposizioni a sostegno dell'economia
circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani e
del riuso dei beni a fine vita. (n. 1243).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 27 luglio 2016.
Inviato il 28 luglio 2016.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 1024 Norme per
l'erogazione di contributi in favore di progetti d'investimento
delle imprese operanti in Sicilia. Credito d'imposta , già
assegnato con nota prot. n. 8303/SG.LEG.PG. del 22 settembre 2015
alla III Commissione, è stato riassegnato in data 28 luglio 2016
alla II Commissione e, per il parere, alla III Commissione ed alla
Commissione per l'esame delle attività del'Unione europea.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo, Arancio, Cani, Di
Giacinto, Dina, Federico, Lentini, Papale, Rinaldi e Savona, con
nota prot. n. 6232/SG.LEG.PG. del 28 luglio 2016, hanno chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 1233 Trattamento
pensionistico integrativo dei dipendenti ex Consorzi ASI .
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 334 del 26 luglio 2016 ha
approvato la risoluzione Atto di indirizzo in materia di
erogazione del servizio di assistenza scolastica agli studenti
disabili' (n. 36/V).
Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione n.
133/2016/GEST Verifica del rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2015 , approvata dalla
Sezione di controllo per la Regione siciliana della Corte dei conti
nell'adunanza del 30 giugno 2016.
Comunico altresì che la stessa è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 3421 - Interventi per la compiuta definizione
dell'interporto di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Vullo Gianfranco
N. 3423 - Interventi per il rispetto delle quote di genere negli
organi amministrativi e sindacali in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Cirone Maria in Di Marco
N. 3424 - Notizie circa l'inibizione di immissioni di reflui
civili nelle reti fognarie cittadine disposta dal gestore Girgenti
Acque nei confronti di diverse abitazioni dell'agrigentino.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
La Rocca Ruvolo Margherita
N. 3425 - Notizie sul funzionamento del Fondo di solidarietà per
il pagamento delle bollette del servizio idrico integrato.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
La Rocca Ruvolo Margherita
N. 3427 - Urgenti misure sulla disciplina del vincolo
paesaggistico in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Figuccia Vincenzo
N. 3428 - Interventi in merito alla paventata chiusura
dell'Agenzia delle entrate di Modica (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Assenza Giorgio
N. 3436 - Chiarimenti in merito alle problematiche contrattuali e
sindacali di talune sigle in rappresentanza dei lavoratori
stagionali dell'ESA.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Falcone Marco
N. 3439 - Interventi urgenti a sostegno dell'aeroporto 'Vincenzo
Florio' di Birgi (TP) per il rinnovo del Consiglio di
amministrazione della società aeroportuale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3431 - Interventi per il pronto risanamento statico del Duomo
di Giarre (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Vullo Gianfranco
N. 3432 - Iniziative in favore di Acciaierie di Sicilia e per
l'espansione del comparto produttivo e occupazionale.
- Assessore Attività produttive
Vullo Gianfranco
N. 3433 - Salvaguardia delle prospettive di 'Sicilia Patrimonio
Immobiliare'.
- Assessore Economia
Vullo Gianfranco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo ed alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 3426 - Chiarimenti in ordine ai posti previsti per gli
operatori socio-sanitari nella nuova dotazione organica
dell'Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa.
- Assessore Salute
Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
N. 3429 - Interventi in ordine ai disagi nella tratta ferroviaria
Castelvetrano - Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lo Sciuto Giovanni
N. 3430 - Accertamenti sui destinatari della seconda e terza
annualità dell'ambito denominato formazione permanente dell'Avviso
20/2011.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni
N. 3434 - Chiarimenti circa la condotta tenuta dal settore
fiscalità locale del Comune di Siracusa in ordine al procedimento
di discarico delle sanzioni relative agli avvisi di addebito.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Ferreri Vanessa; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio
N. 3435 - Chiarimenti circa la condotta tenuta dal Comune di
Siracusa in ordine al contenzioso instauratosi con la ditta Open
Land s.r.l.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Ferreri Vanessa; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio
N. 3437 - Chiarimenti sulla soppressione del servizio di autolinea
S. Caterina - Villarmosa - Enna, effettuato dalla SAIS Autolinee
s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Ferreri Vanessa; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio
N. 3438 - Misure relative all'inserimento del consenso o diniego
alla donazione degli organi nelle carte d'identità.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Palmeri
Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Cancelleri Giovanni
Carlo; Ferreri Vanessa; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
N. 3440 - Chiarimenti in ordine alla procedura di mobilità avviata
dalla Casa di cura 'Santa Barbara Hospital' di Gela nei confronti
del personale ausiliario socio-sanitario.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Palmeri
Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Ferreri Vanessa; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
N. 3907 - Chiarimenti in merito allo svolgimento di attività
ispettiva sulle società cooperative edilizie.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Cappello Francesco; Palmeri
Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Ferreri Vanessa; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 589 - Opportune iniziative volte al rafforzamento degli
interventi nel settore scolastico.
Maggio Maria Leonarda; Milazzo Antonella Maria; Panarello
Filippo; Panepinto Giovanni
Presentata il 26/07/16
N. 591 - Iniziative in ordine alla rimodulazione dei posti letto
presso gli ospedali riuniti Vittoria- Comiso (RG).
Assenza Giorgio; Savona Riccardo; Falcone Marco; Papale Alfio
Presentata il 26/07/16
N. 592 - Iniziative in ordine al piano straordinario di mobilità
territoriale e professionale per l'anno scolastico 2016/2017.
Cancelleri Giovanni Carlo; Formica Santi; Turano Girolamo; Di
Mauro Giovanni; D'Asero Antonino; Falcone Marco; Cordaro Salvatore;
Picciolo Giuseppe; Anselmo Alice; Coltraro Giambattista; Di
Giacinto Giovanni; Fazio Girolamo; Assenza Giorgio; Currenti
Carmelo; Fontana Vincenzo
Presentata il 26/07/16
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione, ad eccezione delle mozioni n. 589 e
n. 592 già calanderizzate.
Comunicazione di decadenza di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della cessazione
dell'affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente in capo all'onorevole Bandiera, di cui l'Assemblea ha
preso atto nella seduta n. 303 del 23 dicembre 2015, è decaduta
l'interrogazione n. 3422 a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Giuffrida, Sorbello, Dina, Germanà, Dipasquale,
Arancio, Federico, Zafarana, Ciaccio e Vullo. L'onorevole Alongi
per oggi e domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di proroga dei lavori della
Commissione parlamentare speciale Statuto
PRESIDENTE. Do lettura della nota prot. n. 271/CP del 26 luglio
2106, a firma del Presidente della Commissione parlamentare
speciale Statuto , onorevole D'Asero:
Onorevole Presidente,
in considerazione della prossimità dello scadere del termine
assegnato alla Commissione parlamentare speciale Statuto ,
istituita con decreto n. 465 del 25 novembre 2015, e non avendo
ancora la Commissione stessa terminato il lavoro assegnato per la
complessità dell'argomento da trattare e per la riforma
costituzionale in itinere che, qualora superasse il vaglio
referendario, avrà refluenze sullo Statuto stesso, Le chiedo di
accordare una proroga di ulteriori sei mesi, ai sensi dell'articolo
29 ter, comma 3 del Regolamento interno.
On. Antonino D'Asero
Sebbene il suddetto termine non sia ancora spirato, scadendo il 23
agosto prossimo secondo quanto stabilito dal DPA n. 465 del 25
novembre 2015, e cioè dopo 6 mesi dall'insediamento della
Commissione (23 febbraio 2016), la richiesta di proroga è da
considerarsi tempestiva per l'approssimarsi della suddetta
scadenza.
La richiesta di proroga del termine assegnato alla Commissione,
che scadrà il 23 agosto 2016, sarà posta all'ordine del giorno
della seduta successiva.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni dalla carica di deputato dell'Assemblea
regionale siciliana
per motivi di incompatibilità
PRESIDENTE. Dò lettura della nota a firma dell'onorevole Ioppolo,
datata 23 luglio 2016, pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea il
primo agosto 2016 e protocollata al n. 6344/AulaPG di pari data:
Il sottoscritto IOPPOLO Giovanni (Gino), nato a Caltagirone il 3
luglio 1959, essendo stato eletto alla carica di Sindaco del Comune
di Caltagirone, rassegna le proprie dimissioni da Deputato
dell'Assemblea regionale siciliana.
Si fa presente, altresì, che in pari data ha comunicato
all'Ufficio del Segretario Generale del Comune di Caltagirone, di
avere optato per la scelta di matenere la carica di Sindaco della
medesima Città.
Palermo, 23 luglio 2016
Gino Ioppolo
Trattandosi di dimissioni volte a rimuovere una situazione di
incompatibilità, l'Assemblea ne prende atto.
All'attribuzione del seggio resosi vacante si procederà a norma di
legge e di Regolamento interno.
Comunicazione di scioglimento di Gruppo parlamentare e conseguente
transito
di diritto al Gruppo parlamentare Misto
PRESIDENTE. A seguito della presa d'atto, da parte dell'Assemblea,
delle dimissioni dell'onorevole Ioppolo, il Gruppo parlamentare
Lista Musumeci verso Forza Italia , ridottosi a 2 componenti, è da
intendersi contestualmente e automaticamente sciolto ai sensi
dell'atto di indirizzo volto a non concedere l'autorizzazione in
deroga a Gruppi parlamentari che risultassero composti da meno di 3
deputati, adottato dal Consiglio di Presidenza nella seduta n. 243
del 16 giugno 2015, e comunicato in Aula nella seduta n. 243 di
pari data.
Per quanto sopra, a decorrere dal 2 agosto 2016, ai sensi
dell'articolo 23, comma 4, del Regolamento interno dell'Assemblea,
gli onorevoli Formica e Musumeci transitano di diritto al Gruppo
parlamentare Misto fino a nuova diversa comunicazione.
Onorevoli colleghi, domani si terrà la Commissione per la verifica
dei poteri per verificare i requisiti di eleggibilità del
subentrante e quindi domani stesso il subentrante sarà invitato al
giuramento.
La Commissione per la verifica dei poteri è convocato domani,
mercoledì 3 agosto 2016, alle ore 15.30.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io non ho nulla da eccepire rispetto
alla sua comunicazione. Si potevano anche aspettare gli
orientamenti del subentrante e qualora il subentrante dovesse
aderire alla stessa lista cui apparteneva l'onorevole Musumeci, in
quel caso il gruppo sarebbe comunque composto da tre perché il
subentrante fa parte della stessa lista e penso che nessun
regolamento sarebbe vietato e che la Presidenza possa avere
qualcosa in contrario.
PRESIDENTE. Vediamo domani l'adesione del deputato. E' chiaro che
in atto sono due.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola per chiedere di incardinare il disegno di legge che è uno
stralcio del 1138, che è una proroga alla elezione dei liberi
consorzi e dei consigli delle città metropolitana, approvata in I
Commissione e trasmessa all'Aula. E poi, chiedo di dare la
comunicazione che il disegno di legge sulle modifiche della legge
elettorale che per ben due volte è passato in Commissione, è stato
esitato ed il testo è pronto, e quindi, se è possibile, ne chiedo
l'incardinamento.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che personalmente sono contrario rispetto alla
prima richiesta del Presidente Cascio. Noi dobbiamo abituarci a
mantenere l'ordine del calendario stabilito in Conferenza dei
Capigruppo. Le incursioni che vengono fatte in Commissione e poi
venire qua a chiedere l'approvazione di un disegno di legge
rispetto ad un altro, chiaramente ha del singolare.
Signor Presidente, chiedo che i disegni di legge che vengono
trattati devono avere o il consenso unanime dell'Aula oppure
dobbiamo accedere secondo un calendario che è stato stabilito in
Conferenza dei Capigruppo.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Falcone
fa un ragionamento apprezzabile però dimentica che circa due mesi
fa, in questa Assemblea, fu chiesto di attivare una sorta di
procedura d'urgenza per la legge elettorale e i connessi alla legge
elettorale quando sarebbe stata approvata dalla Commissione, e già
l'Aula si è pronunziata su quel provvedimento.
CASCIO Salvatore. Fa riferimento alla proroga.
TURANO. Ma il disegno di legge è unico. Ho detto legge elettorale
e connessi, onorevole Cascio. Ragione per la quale l'Aula già si è
pronunciata esprimendosi unanimemente per la calendarizzazione in
Aula una volta che i disegni di legge fossero stati esitati dalla
Commissione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
io che sono sempre d'accordo, o quasi sempre d'accordo, con
l'onorevole Falcone, questa volta devo dissentire. Intanto
pretenderei che da parte di un collega avvocato si utilizzasse un
termine diverso da quello di incursione perché l'incursione mi dà
più la sensazione di qualcosa di piratesco. In I Commissione
abbiamo fatto un lavoro dove ciascuno ha svolto il suo ruolo alla
presenza anche del componente del Gruppo parlamentare di cui
l'onorevole Falcone è Presidente, e lo abbiamo fatto in maniera
assolutamente unitaria e concorde, in maniera assolutamente pacata
ma altrettanto convinta. Ripeto, c'è stato il consenso unanime di
tutti i presenti in Commissione, si è fatto un buon lavoro rispetto
al rinvio del voto dall'11 settembre all'11 novembre o comunque
alla data che verrà decisa dal Governo.
Quindi io confermo quanto è stato rappresentato dal Presidente
della I Commissione, onorevole Cascio Salvatore, e le chiedo da
Vicepresidente della I Commissione Affari istituzionali - e quindi
non soltanto per il mio ruolo politico di capogruppo ma anche per
quello istituzionale di Vicepresidente della I Commissione - di
incardinare quel disegno di legge.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo
l'intervento dell'onorevole Falcone nelle linee generali. Nella
fattispecie l'onorevole Falcone commette, a mio avviso, un errore
per disattenzione perché, se sta attento, il disegno di legge di
cui parliamo è il n. 1138 ed è il disegno di legge riguardante le
modifiche della legge elettorale. Concordato, passato dalla
Conferenza dei capigruppo, rimandato in Commissione con l'impegno
che quando era pronto si discuteva, si riportava in Aula e si
incardinava.
Il disegno di legge cui faccio riferimento, che è la proroga dei
Liberi Consorzi, è contenuto nel 1138, che è lo stesso disegno di
legge. Quindi si poteva, ad esempio, non stralciarlo, far parte del
testo originario e non cambiava niente.
Lo tranquillizzo, quindi, che incursioni non ce ne sono state
perché è lo stesso identico disegno di legge. E' una parte del
1138, quindi anche quello era stato discusso in Conferenza dei
capigruppo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori, il
mio Gruppo ritiene che in merito ai disegni di legge poc'anzi
illustrati dai colleghi, questo non sia il momento, e non ci sia
neanche l'urgenza in entrambi i casi di portare a metà agosto la
votazione di materie così delicate.
Tra l'altro, abbiamo ancora per le mani il disegno di legge
sull'edilizia.
La Conferenza dei Capigruppo aveva messo tanta carne al fuoco,
tanti atti, leggi, mozioni, da votare. Non capiamo perché l'urgenza
nel volere a tutti i costi entrare in questa materia così delicata
e così dibattuta. Non mi pare che la Commissione si sia espressa in
maniera unanime in nessuno dei due casi; almeno per il nostro
Gruppo c'è stata un voto contrario.
Invito quindi la Presidenza, a volere rispettare quello che si era
detto in Conferenza dei Capigruppo senza fare queste fughe in
avanti che, in questo periodo, non sono per nulla gradite.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, secondo me lei sta lasciando un
po' le redini.
La richiesta del capogruppo di Forza Italia, onorevole Falcone, mi
trova d'accordo. Perché se i disegni di legge li presentiamo per la
premura, magari perché c'è un bisogno e li dobbiamo fare entrare
senza la consultazione della Conferenza dei Capigruppo, non mi
trova d'accordo e lei lo sa. E lo sa che succede nella sua
Assemblea, Presidente? Che si sostituiscono i componenti di una
Commissione con una delega. Io, una volta che ho sostituito il
componente nella Commissione Bilancio c'è voluta la sua
autorizzazione, ed era giusto. Ma questo perché non accade nelle
altre Commissioni e nella Commissione Bilancio, Presidente? Cerchi
quindi di stare - come sempre ha fatto - guardingo in queste cose,
perché al momento è una torre di Babele.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco la
difficoltà, visto che la parte che riguarda le Province faceva
parte del testo del disegno di legge sugli enti locali, per cui è
stato fatto uno stralcio e sono diventati due disegni di legge.
Quindi nessuna difficoltà per quanto ci riguarda il disegno di
legge sulla proroga ai liberi consorzi ed alle città metropolitane.
Però, signor Presidente, volevo dire che la Conferenza dei
Capigruppo aveva deciso di incardinare anche il provvedimento che
usciva dalla Commissione Bilancio. Per cui le chiedo ufficialmente
di incardinare anche il provvedimento che è uscito dalla
Commissione Bilancio la settimana scorsa, già trasmesso agli uffici
della Segreteria generale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, leggo il deliberato della
Conferenza dei Capigruppo: Una nuova Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari stabilirà la calendarizzazione di ulteriori
disegni di legge fra tanti esitati dalle competenti Commissioni .
Perché ricordo che avevamo autorizzato sia la I che la II
Commissione a procedere nel percorso legislativo con particolare
riferimento al disegno di legge di riforma della legislazione
elettorale degli enti locali, nonché al disegno di legge di
variazione di Bilancio, ai fini della relativa trattazione prima
della conclusione prima della corrente sessione estiva . Ed allora,
questo è il deliberato della Conferenza dei Capigruppo e non
intendo discostarmi.
Su questo, cosa è successo? Lo richiamava nell'intervento
l'onorevole Cordaro sia come capogruppo, ma anche per il ruolo
istituzionale che riveste. Si diceva, ma non sembra essere così,
che la Commissione avrebbe deliberato all'unanimità lo stralcio
proprio da un punto di vista istituzionale.
Per quello che mi riguarda, se c'era unità di intenti e non c'era
opposizione, stasera si poteva incardinare lo stralcio del 1138, e
convocare successivamente la Conferenza dei Capigruppo per
stabilire il percorso da attuare. Tra l'altro, faccio presente che
il Governo, nella persona dell'assessore Baccei, ha sollecitato
l'approvazione di almeno due norme, quella relativa ai
trasferimenti alle Province, e quella relativa alle partecipate,
che fanno parte di un complesso molto più articolato.
Mi riservo domani, in Conferenza dei Capigruppo, di prendere una
decisione, cioè di prendere tutti assieme una decisione sul
percorso. Si era convenuto però, occorre dirlo, che la I e la II
Commissione avrebbero lavorato su questi due disegni di legge.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo è convocata per
domani, mercoledì 3 agosto 2016, alle ore 11.00 per decidere il
percorso e concordare effettivamente quali disegni di legge possono
essere esitati improrogabilmente entro il 10 agosto.
Unico in materia di edilizia, decreto del Presidente della Repub-
blica 6 giugno 2001, n. 380
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge n. 841/A
Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
PRESIDENTE. Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il se4guito della discussione del disegno di legge
n. 841/A Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia,
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 ,
posto al numero 1). Invito i componenti la IV Commissione a
prendere posto nell'apposito banco.
Ricordo che risultano ancora accantonati gli articoli 1, 14 e 17.
Si procede con l'esame dell'articolo 14.
Comunico che sono stati presenti dagli onorevoli Lentini e Turano
gli emendamenti 14.4 e 14.5.
TURANO. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.6, dell'onorevole Raia.
RAIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dalla Commisione l'emendamento
14.7. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commisione l'emendamento
14.8. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 17, precedentemente accantonato.
Ci sono alcuni emendamenti che fanno chiarezza, come quello
dell'onorevole Rinaldi, perché questo Ufficio regionale che si
vuole istituire sembrerebbe un doppione rispetto alle competenze
sono dei Comuni.
Vediamo di essere chiari su cosa stiamo istituendo, perché il 380
non prevede che sia la Regione ad occuparsi dei titoli abilitativi;
se è un sistema di ricognizione al quale si rivolgono i Comuni,
bene. Ma cerchiamo di capire per non sovraccaricare poi il
cittadino di oneri da ogni punto di vista, sia burocratici che
finanziari, nella incomprensione generale.
Si prevede di istituire uno sportello unico presso la Regione
siciliana, però il 380 prevede lo sportello unico presso i Comuni,
che si possono anche aggregare tra di loro, perché a rilasciare le
certificazioni, le autorizzazioni e le concessioni sono i Comuni e
non è la Regione.
Se questo Ufficio centralizzato regionale ha un altro compito,
quello della vigilanza o non so che cosa, qual è l'intento, lo
dobbiamo specificare, altrimenti sembrerebbe un doppione rispetto a
quello che chiaramente prevede il 380.
MAGGIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'istituzione di questo sportello è demandato ad un
Regolamento successivo all'Assessorato e non è un doppione rispetto
a quanto previsto dal 380 ma è cosa diversa, tant'è che è opinione
della Commissione di respingere tutti gli emendamenti successivi
che sono stati presentati all'articolo 17, perché sono dettami che
dovranno essere presenti nel Regolamento che verrà emanato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è una questione di carattere
tecnico importante, che è stata anche sollevata in questi giorni.
Nell'articolo, così come è stato scritto più volte, anche ai fini
dell'attuazione dello sportello unico per l'edilizia di cui
all'articolo 5, che noi stiamo richiamando dal 380, c'è proprio una
disciplina di dettaglio.
SUDANO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO, relatore. Signor Presidente, il punto è che la Commissione
non ha ritenuto di recepire l'articolo del 380 ma ha voluto
istituire questi due sportelli in capo alla Regione e la Regione
farà un successivo decreto stabilendo tutte le modalità attraverso
le quali i Comuni faranno i loro sportelli comunali.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
intervenire perché, così come è scritto, l'articolo di legge
prevede l'istituzione dello sportello telematico presso la Regione.
Questo non fa altro che tornare indietro rispetto, invece, allo
spirito della legge nazionale che stiamo recependo. Cioè, il 380
prevede di snellire la procedura, e per snellire la procedura non
potete rinviare nuovamente tutto alla Regione, perché ci sarà uno
burocratizzazione, come avviene adesso, che complicherà nuovamente
l'iter.
Secondo me, l'Ente deputato ad avere questo sportello è il Comune
e non la Regione, perché altrimenti torniamo indietro, ed in questo
senso mi sono permesso di presentare gli emendamenti.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, lo sportello che si istituisce alla
Regione non ha il carattere di centralizzare il rilascio delle
concessioni alla Regione; lo sportello che noi identifichiamo e
istituiamo per legge è uno strumento che si affianca a quello
previsto nel 380, e serve solo alla Regione per avere un
monitoraggio intero di tutto il territorio regionale e dei singoli
comuni, ma solo a livello di monitoraggio e di controllo, non ha
finalità gestionali.
Tutti gli emendamenti presentati, per la maggior parte a firma
dell'onorevole Rinaldi e del Gruppo di Forza Italia, in realtà sono
tutte una serie di indicazioni che l'assessorato deve andare ad
inserire nel successivo decreto che regolamenterà lo strumento.
RINALDI. Perché non lo prevedete adesso?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Perché la legge
dice che lo dobbiamo fare entro 180 giorni, perché è una attività
gestionale, procedurale, che non va normata per legge, ma può
essere tranquillamente normata con un decreto dell'assessore o del
Presidente, nel fatto specifico, dell'assessore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'intervento dell'assessore ha
chiarito che non ci stiamo sovrapponendo agli uffici comunali, però
era importante questo tipo di intervento, perché sta parlando solo
di un ufficio di monitoraggio regionale; il discorso è che
all'ufficio di monitoraggio regionale si possono rivolgere i
comuni, non può essere il privato cittadino che per richiedere una
concessione deve scrivere alla Regione siciliana.
RINALDI. Signor Presidente, mi scusi, il secondo comma prevede che
la documentazione relativa alle attività dello STARS, di cui al
comma 1, sono trasmesse tramite modello unico per l'edilizia di
seguito denominato MUE ; quindi già c'è di fatto una procedura
messa in atto, perché questi documenti devono essere trasmessi a
questo ufficio STARS. non è come dite voi
O lo scrivete in maniera diversa, o quello che avete scritto è
diverso da quello che dite.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a chiarimento e
ad ulteriore conferma di quello che diceva l'assessore Croce, lo
STARS ed il MUE sono dei software che si affiancano agli sportelli
unici già previsti dall'articolo 5 e dall'articolo 6 del DPR 380,
non andiamo a sostituire gli sportelli unici, utilizziamo degli
strumenti telematici di raccordo. Le funzioni dei comuni, così come
previsto dall'articolo 5 del DPR 380, rimangono tali; l'unico
meccanismo che viene introdotto è un sistema che garantisce da un
lato un maggiore controllo del territorio, perché chiaramente c'è
il riscontro diretto attraverso questo software e quindi
l'immediato riscontro della domanda, che si fa attraverso il MUE
che è questo modello unico. Il MUE non è altro che un file che
garantisce la compilazione automatica di tutti i titoli edilizi e
questo già esiste per alcuni titoli edilizi già previsti nelle 71-
78. Noi li estendiamo in tutti gli strumenti, e proprio per evitare
delle falle abbiamo chiesto all'assessorato di stabilire entro 180
giorni le modalità applicative di raccordo con l'articolo 5 del DPR
380.
PRESIDENTE. Occorre chiarirlo per evitare equivoci.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, io leggo in italiano è istituito lo
sportello telematico per i titoli edilizi abitativi della Regione
di seguito denominati STARS, anche ai fini dell'attuazione dello
sportello unico per l'edilizia e poi la documentazione relativa
all'attività dello STARS di cui al comma 1, sono trasmesse tramite
il modello unico per l'edilizia . O lo scrivete meglio, o qui il
significato è diverso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono comuni che hanno già
istituito il loro sistema, e l'articolo non è scritto in maniera
chiara. Dagli interventi dell'onorevole Trizzino e dell'assessore
Croce è chiaro che si vuole fare un centro regionale di
monitoraggio, però non possiamo fare noi riferimento a quello che è
previsto dal 380, perché già quelli sono partiti in automatico i
comuni. Il dibattito serve a chiarimento. Se siamo tutti d'accordo
lo precisate.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anzitutto vorrei
capire, dalla Commissione e anche dall'Assessore, se questa norma è
prevista nel disegno nazionale. Mi sembra di no
Ora, visto che ci avete spiegato, giustamente, che stiamo
recependo la normativa nazionale, almeno spiegare la ragioni per
cui, in Sicilia, si ritiene che bisogna fare questo centro di
monitoraggio, perché non basta dire, Assessore, che noi facciamo il
monitoraggio. Almeno spiegare perché, così l'Aula capisce e si
orienta. Fermo restando le cose che sono state dette, che non si
può, come dire, sovrapporre ai compiti che deleghiamo ai comuni.
PRESIDENTE. Va bene. Assessore Croce, l'obiettivo è chiaro a
tutti, si tratta di perfezionarlo. Noi possiamo dire che: E'
istituito in Sicilia lo sportello unico per l'edilizia di cui
all'articolo 5 del 380. E', altresì, istituito uno sportello
telematico ai fini conoscitivi e di monitoraggio da attuarsi con
decreto dell'Assessore .
RINALDI. Scritto così è perfetto. Modifichiamolo così e sono
d'accordo.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a
questo articolo 17 a me sembra che si appesantisca, ancora una
volta, l'azione burocratica anche perché non è chiaro chi debba
trasmettere i documenti allo STARS: il cittadino o il comune?
Allora, chiariamo anche questo aspetto perché, se il cittadino
deve trasmettere a due enti diversi la stessa documentazione è un
inutile appesantimento. Sarebbe utile dire che i comuni, nel
momento in cui rilasciano la concessione, nel momento in cui è
proposta la domanda, trasmettono il tutto al centro di monitoraggio
regionale, ma non graviamo i cittadini di altri oneri perché già ne
hanno anche troppi
PRESIDENTE. Va bene, sull'obiettivo è tutto chiaro. Vediamo di
riscriverlo come Commissione e come Governo ed andiamo avanti.
RINALDI. Presidente, così come lo aveva detto lei prima era
perfetto.
PRESIDENTE. Sì, però non posso essere io. Io posso dire: E'
istituito in Sicilia lo sportello unico per l'edilizia . Tra
l'altro l'onorevole Sudano ha evidenziato che c'è un recepimento
dinamico. Lo stiamo ribadendo. E', altresì, istituito un ufficio
regionale ai fini del monitoraggio e della vigilanza . Assessore
Croce, va bene così? Così è chiaro? Sospendo l'Aula per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Maggio, assessore Croce, abbiamo scritto in
maniera chiara, perché abbiamo chiarito l'obiettivo.
Onorevole Maggio, onorevole Trizzino, dobbiamo riprendere.
Scusate è un fatto di tecnica legislativa, alla fine; se siamo
chiari su quello che vogliamo scrivere.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 17.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
emendamento a firma dell'onorevole Maggio che così recita: «Al
comma 1 sostituire le parole da anche ai fini' fino a
dall'articolo 1' con le seguenti ai fini del monitoraggio e del
controllo dell'attività edilizia'.».
Assessore, ha visto la modifica?
Onorevoli colleghi, è stato presentato questo emendamento. Alla
fine viene cassata tutta la parte ai fini dell'attuazione dello
sportello unico' perché per riprendere le parole della relatrice,
onorevole Sudano, c'è un recepimento dinamico dello sportello
unico, quindi, previsto già dal 380. Stiamo istituendo un nuovo
ufficio regionale solo ai fini del monitoraggio e del controllo
dell'attività edilizia. Rimane anche il 2 comma che dice che tutte
le procedure saranno disciplinate con decreto da parte
dell'Assessore.
Onorevoli colleghi, è necessario distribuirlo?
RINALDI. Sì, Presidente, voglio leggerlo un attimo. Presidente,
così come è scritto non è che intralcia l'iter attualmente in
corso, nel senso che bisogna aspettare che la Regione dia il
consenso?
PRESIDENTE. No. Questo è chiaro. «E' istituito lo sportello
telematico per i titoli di edilizia abitativa della Regione, di
seguito denominato STARS, ai fini del monitoraggio e del controllo
dell'attività edilizia».
Allora, subemendiamo. Allora, resta così inteso, lo leggo: Ai
fini del monitoraggio dell'attività edilizia . L'Assessore con suo
decreto disciplinerà queste forme di trasmissione fra i comuni e
questo ufficio regionale.
Pongo in votazione l'emendamento 17.14. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.1, presentato dalla Commissione
Bilancio, ai fini della copertura finanziaria.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Rinaldi, lei ritira tutti gli emendamenti a sua firma?
RINALDI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 17, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LENTINI. Signor Presidente, ma l'emendamento 17.4 è stato votato?
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, abbiamo detto che è con decreto
dell'Assessore che si procede in tutte le modalità e di non fare
una normativa di dettaglio. Stiamo parlando di utilizzo dei modelli
unificati approvati dalla Conferenza Stato-Regione. Sarà
l'Assessore a prevedere nel decreto le varie
LENTINI. Signor Presidente, a me interessa sapere perché
l'emendamento 17.4 non sia stato trattato e chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, l'emendamento 17.4 va in coerenza con
i modelli unificati approvati dalla Conferenza Stato-Regione.
Attraverso la Conferenza Stato-Regione organizzata dal Consiglio
dei Ministri, praticamente, è stata assegnata una modulistica che
integriamo al MUE e allo STARS. Se leggete l'emendamento dice anche
questo.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, ci siamo sforzati fino adesso, e il
suo intervento è puntuale, di dirci tra di noi e, quindi, a tutta
la Sicilia di semplificare le procedure. Siccome abbiamo rinviato
tutto al decreto dell'Assessore, abbiamo detto di non dettagliare
la normativa, per cui l'emendamento è superato dalla stessa
approvazione dell'emendamento proposto dalla Commissione.
Onorevole Lentini, ci sono una serie di emendamenti di dettaglio
LENTINI. Non è così Non possiamo disattendere
PRESIDENTE. Ma nessuno lo sta disattendendo L'Assessore deve fare
il decreto di dettaglio. Ma chi lo sta disattendendo Se abbiamo
detto all'onorevole Rinaldi di ritirare tutti gli emendamenti che
dettagliavano, ci siamo chiariti che viene istituito un ufficio
regionale che è di monitoraggio, non altro. Siccome l'Assessore
dovrà verificare come avviene la trasmissione di questi dati, se
saranno i comuni a fare questa trasmissione, in che termini, con
quali soldi, gli oneri finanziari a carico di chi, è inutile che
sovraccarichiamo. Lo faccia presente all'Assessore e chiudiamo la
questione.
LENTINI. A gennaio 2014 la Conferenza Stato-Regioni in cui la
Sicilia ha partecipato è stata votata all'unanimità l'unificazione
e hanno proposto dei modelli già esistenti.
PRESIDENTE. Sì, e questo riguarda l'ufficio presso i vari comuni,
se è stato votato. Noi stiamo istituendo un nuovo ufficio, quello
regionale. Per cui, se lo riterrà opportuno, lo farà.
Pertanto, questo emendamento è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 1, precedentemente accantonato.
Ne do lettura:
«Articolo 1.
Recepimento dinamico degli articoli del Decreto del
Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
1. Le seguenti disposizioni del Decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia' e successive
modifiche ed integrazioni, trovano applicazione nella Regione: 1,
2, 2bis, 3, 3bis, 5, 7, 8, 9bis, 11, 12, 13, 14, 15, 18, 20, 21,
23, 23ter, 24, 25, 26, 27, 28, 28bis, 29, 30, 31, 33, 35, 37, 38,
39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55,
56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72,
73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 90,
91, 92, 93, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 105, 106,
107, 108, 109, 110, 111, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 118, 119,
120, 121, 122, 136 e 137».
Distribuiamo gli ulteriori emendamenti presentati dal Governo;
però, sarebbe bene spiegarli perché si sta intervenendo su una
materia complessa e delicata.
Si passa all'emendamento 1.4, del Governo. Il parere della
Commissione?
MAGGIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, degli onorevoli Raia e altri.
RAIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli Raia e altri.
RAIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.6, degli onorevoli Lentini e Turano.
LENTINI. Lo Ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.7, del Governo.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 1.7.1, del
Governo.
Assessore, può spiegare di che cosa si tratta?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, sono le abrogazioni delle norme regionali che vanno in
contrasto con la legge che abbiamo appena scritto, quindi le
abbiamo dovute abrogare. Abbiamo legiferato su queste norme già
esistenti, quindi abbiamo la necessità di abrogare questi articoli
di queste norme perché andrebbero in conflitto.
PRESIDENTE. Quali sarebbero le norme l'articolo 7 e l'articolo 9?
Se se lo ricorda? Qua si dice di abrogare l'articolo 7 e la legge
regionale 37/85, l'articolo 9 della legge regionale 37/85.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti per
verificare cosa abroghiamo.
(La seduta, sospesa alle ore 17.38, è ripresa alle ore 17.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Se cortesemente l'assessore Croce vuole spiegare
all'Aula il senso di queste modifiche o di questa abrogazione. Se
vuole spiegare gli emendamenti 1.7.1, 1.8 e l'emendamento 1.9.
L'emendamento 1.9 è chiaro.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'emendamento 1.9 è della Commissione.
L'emendamento 1.7.1 riguarda l'abrogazione di due norme della
legge regionale 37/85.
L'articolo 7 è quello che riguarda le opere eseguite in parziale
difformità e l'articolo 9 è quello relativo alle opere interne;
entrambe le due fattispecie vengono regolamentate dall'articolo 14
di questa norma che stiamo andando ad approvare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.7, così come subemendato. Il
parere della Commissione?
MAGGIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.8, del Governo. Assessore Croce, se può
spiegare l'emendamento 1.8 All'articolo 1 è aggiunto il seguente
comma: nella Regione si applica il decreto ministeriale 22 gennaio
2008, n. 27' .
CROCE, assessore per il territorio e l'Ambiente. Signor
Presidente, l'emendamento 1.8 si lega agli emendamenti 1.1 e 1.2,
perché noi modifichiamo, rispetto al testo originario, togliamo i
commi da 107 a 121, che sono quelli riguardanti la certificazione
energetica degli edifici e con l'emendamento 1.8 specifichiamo che
per quanto riguarda la certificazione energetica vale il DM del 22
gennaio 2008.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MAGGIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.9 della Commissione. Ne do lettura:
All'articolo 1 è aggiunto il seguente comma: gli enti locali
adeguano i propri regolamenti edilizi entro 180 giorni dalla data
di approvazione della presente legge' .
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.1 del Governo, così come
modificato con gli emendamenti testé approvati. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.2 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto di essere considerata in
congedo l'onorevole Margherita La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
841/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1
all'articolo 26. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa agli emendamenti aggiuntivi, che
dichiaro inammissibili.
Gli emendamenti A1 ed A3 non sono stati presentati in Commissione.
Sull'emendamento A2, presentato dall'onorevole Fazio ed altri al
disegno di legge n. 841/A, gli Uffici hanno condotto una
approfondita analisi dalla quale sono emersi profili di violazione
dei parametri costituzionali di seguito elencati (ricordo che
analogo approfondimento che rilevava i profili di
incostituzionalità era stato già sottoposto durante la fase
istruttoria alla Presidenza della Commissione, con riferimento
all'emendamento di analogo contenuto A8):
- Violazione della competenza statale in tema di ambiente, tutela
del paesaggio, nonché in materia penale.
Si rammenta, infatti, che la Corte costituzionale ha più volte
affermato che è pacifico che non spetta alla legge regionale
allargare l'area del condono edilizio, rispetto a quanto stabilito
dalla legge dello Stato (sentenza n. 196 del 2004 e sentenza n. 70
del 2005). Nello specifico, disposizioni regionali analoghe a
quelle in esame sono state già reputate costituzionalmente
illegittime (sentenza n. 54 del 2009).
Inoltre, va segnalato che in passato già alcune norme regionali
sul tema hanno subito l'impugnativa del Commissario dello Stato.
A tal proposito, sul disegno di legge 1095 il Commissario, su
disposizione di analoga natura, affermava che esse appaiono lesive
dei principi di cui agli articoli 3, 9 e 114 e della Costituzione,
in quanto ampliando la portata delle disposizioni statali in
materia di condono edilizio, legittimano in Sicilia condotte
penalmente sanzionate nel resto del territorio nazionale.
- Violazione del principio di ragionevolezza.
L'emendamento, ampliando l'applicazione del condono edilizio,
contrasta con il principio di ragionevolezza, così come delineato
dalla sentenza della Corte costituzionale n. 39 del 2006 in materia
di interpretazione autentica e relativa proprio ad una norma della
Regione siciliana di interpretazione autentica in tema di vincoli,
dichiarata dalla Corte illegittima.
Si legge nella pronuncia che: In ogni caso, è estraneo a
qualunque possibilità di giustificazione sul piano della
ragionevolezza un rinnovato esercizio del potere di interpretazione
autentica di una medesima disposizione legislativa, per di più
dando ad essa un significato addirittura opposto a quello che in
precedenza si era già determinato come autentico
- Violazione del principio della certezza del diritto e di
legittimo affidamento.
Atteso che la legge regionale n. 15 del 1991 ha statuito la
interpretazione autentica dell'articolo 15, comma 1 lettera a)
della legge regionale n. 78 del 1976 si può affermare che le
disposizioni della l.r. 76/1978 sulla inedificabilità assoluta
delle costruzioni all'interno dei 150 metri dalla battigia, devono
intendersi direttamente ed immediatamente applicabili ai privati
fin dal 1976.
- Un ulteriore intervento normativo, alla luce dei principi di
ragionevolezza ed uguaglianza, determina una ingiustificata
disparità di trattamento tra i soggetti destinatari della norma.
Né può invocarsi la violazione del legittimo affidamento da parte
di quei privati che, prima del 1991, hanno realizzato costruzioni
entro i 150 metri dalla battigia. Infatti, come la Corte
costituzionale ha chiarito da tempo, la tutela del legittimo
affidamento, la cui copertura costituzionale deve rinvenirsi
nell'art. 3, primo comma, Costituzione, non preclude al legislatore
di adottare disposizioni aventi efficacia retroattiva purché ciò
avvenga alla condizione che tali disposizioni non trasmodino in un
regolamento irrazionale, frustrando, con riguardo a situazioni
sostanziali fondate sulle leggi precedenti, l'affidamento dei
cittadini nella sicurezza giuridica, da intendersi quale elemento
fondamentale dello Stato di diritto' (sentenze n. 56 del 2015, n.
302 del 2010, n. 236 e n. 206 del 2009).
Solo in presenza di posizioni giuridiche non adeguatamente
consolidate, dunque, ovvero in seguito alla sopravvenienza di
interessi pubblici che esigano interventi normativi diretti a
incidere peggiorativamente su di esse, ma sempre nei limiti della
proporzionalità dell'incisione rispetto agli obiettivi di interesse
pubblico perseguiti, è consentito alla legge di intervenire in
senso sfavorevole su assetti regolatori precedentemente definiti
(ex plurimis, sentenza n. 56 del 2015) (Corte costituzionale,
sentenza n. 216 del 2015).
Sulla base di tali valutazioni, questa Presidenza invita i
proponenti a ritirare l'emendamento A2, avvertendo sin d'ora che in
mancanza di ritiro lo stesso sarà dichiarato inammissibile.
Per cui, invito l'onorevole Fazio ad aderire alla richiesta di
ritiro dell'emendamento. L'ho già avvertito che, nel caso in cui
non lo ritira, comunque è inammissibile.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Facci sognare
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente non
andrete a fare un sogno, ma un incubo credo che lo andrete a
percepire.
Grazie, Presidente, per avermi dato la parola e, quindi, avere
consentito l'intervento anche se la richiesta, ovviamente, è una
richiesta di ritiro. E consentitemi, anche, di esprimere tutta la
mia amarezza perché, finalmente, posso esternare nella sede che, a
mio avviso, è naturale, la sede competente, qual è l'effetto, la
previsione normativa che è devastante nei confronti dei cittadini.
Faccio un ragionamento. E' mai possibile che viene prodotta una
legge e, nei fatti, produce effetti devastanti e il Parlamento non
interviene per effettuare una verifica e, quindi, correggerla
laddove questa norma vìola, dal punto di vista sostanziale, alcuni
princìpi che sono stati oggetto di riferimento nell'intervento da
parte del Presidente?
Ebbene, io credo che questo Parlamento abbia una responsabilità e,
soprattutto, deve conoscere, perché non lo sa. Non sa cosa è
successo e non sa che la norma ha trovato applicazione non per
scelta del Parlamento, bensì per scelta di un altro Organo, che non
c'entra nulla con il Parlamento e che però ha interpretato la
volontà del Parlamento applicandola e, quindi, rendendola
attuativa.
Cerco di spiegarmi perché possa essere compreso anche da coloro i
quali sicuramente non hanno una cultura giuridica e hanno qualche
difficoltà a seguire il ragionamento giuridico, però è di estrema
importanza e di estrema valenza. Perché quello che è successo è un
obbrobrio giuridico, in quanto va a violare uno dei diritti
fondamentali su cui poggia, onorevole, il nostro Ordinamento
giuridico che è proprio il principio della certezza del diritto.
Cerco di spiegarmi, e non posso non farlo se non do lettura di
quello che è avvenuto tra il 1976 e il 1991 che sono date
estremamente importanti dove il legislatore ha espresso la propria
volontà, ma la cui attuazione, forse, meritava una maggiore
attenzione.
Iniziamo con la legge, appunto, n. 78/76.
Nel 1976 il nostro legislatore assume una decisione di intervenire
in una legge sul turismo, dettando una disciplina di carattere
urbanistico. Già di per sé è una scelta un po' anomala. Ma
superiamo questa scelta
La formula che utilizza è veramente scandalosa. Perché scandalosa?
Utilizza questa formula, colleghi, perché, come potete comprendere,
erano altri vostri colleghi, altri nostri colleghi, che hanno
formulato quel dettato.
La norma, segnatamente l'articolo 15, lettera A così espressamente
recita: Ai fini della formazione degli strumenti urbanistici
generali, comunali, debbono osservarsi in tutte le zone omogenee,
ad eccezione della zona A e B, in aggiunta alle disposizioni
vigenti, le seguenti prescrizioni: lettera A: le costruzioni
debbono arretrarsi di mt. 150 dalla battigia, entro detta fascia
sono consentite opere ed impianti destinati alla diretta fruizione
del mare, nonché la ristrutturazione degli edifici esistenti senza
alterazione dei volumi già realizzati .
Comprendete e credo che anche ricorderete che questa formulazione,
alquanto confusionaria, ha determinato immediatamente nell'ambito
del corpo sociale e anche dagli addetti ai lavori l'incertezza, se
la stessa era rivolta ai comuni come testualmente era previsto,
oppure se esplicava effetti immediatamente in capo ai privati
cittadini e quindi l'obbligo in capo agli stessi di osservarla.
Ebbene, questa iniziale incertezza venne subito chiarita perché
intervenne un'autorevole intervento e fu la circolare applicativa,
da parte dell'Assessorato dell'ambiente (un suo collega, Assessore
per il territorio e l'ambiente) che testualmente precisò: in sede
di applicazione della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78
recante: provvidenze per lo sviluppo del turismo in Sicilia sono
sorte talune perplessità circa l'interpretazione del complesso di
norme contenute negli articoli 15, 16, 18 e 19 che riguardano la
disciplina urbanistica. Si rende necessario, pertanto, emanare
direttive interpretative atte a facilitare l'applicazione anche in
relazione ai quesiti specifici posti a questo Assessorato dai
diversi comuni. Va innanzitutto precisato l'ambito di applicazione,
ma passo avanti.
Il primo, sarebbe l'articolo 15, lettera a), pone l'obbligo per i
comuni di recepire in fase di formazione degli strumenti
urbanistici le prescrizioni sopra accennate, quindi pone l'obbligo
in capo ai comuni di recepirle e poi renderle esecutive. Aspettate,
Ma dice oltre facoltando implicitamente la Regione ad introdurle
d'ufficio al momento dell'approvazione in caso di inosservanza di
detto obbligo da parte dei comuni in sede di adozione . E' chiaro e
pacifico che quindi la norma così come era stata interpretata dal
Governo regionale dell'epoca, con la circolare applicativa, non
produceva effetti immediati e diretti in capo ai cittadini, bensì
solo quando la stessa norma fosse stata recepita nella
pianificazione urbanistica dei comuni di competenza e resa poi in
qualche modo esecutiva.
A questa interpretazione univoca e, secondo me, troncante, si
aggiunge altra autorevole interprestazione che è quella che viene
demandata ed è stata demandata ai giudici amministrativi perché tra
il 1976 e il 1990 non rinveniamo alcuna sentenza se non quelle che
precisano che le norme non trovavano applicazione immediata e
diretta, bensì solo quando venivano applicate dopo il recepimento.
Mi permetto, semplicemente e solamente, di richiamare la vostra
attenzione su un passaggio a mio avviso significativo e anche esso
importante per ben capire che cosa è successo ai nostri cittadini.
In tal senso si pronunciava la II sezione del Tribunale
Amministrativo regionale di Palermo nella decisione 461 del 4
luglio 1989, e solo nel 1990 si registrava una prima decisione di
segno contrario. Nella sentenza n. 403 del 4 giugno 1990, infatti,
la II sezione del TAR Catania si esprimeva per la forza
immediatamente precettiva dell'articolo 15 della legge regionale
78/1976. La stessa sentenza dava atto, però, che la soluzione
normalmente affermata era quella della sua efficacia indiretta,
ossia in quanto recepita negli strumenti urbanistici.
Troncante è la decisione del CGA, vorrei ricordare che il CGA è
l'organo superiore rispetto al TAR, in quanto questa sentenza è
stata impugnata dinanzi al CGA il cui risultato è stato
completamente ribaltato. Il 26 marzo 1991 con la sentenza n. 99 la
Sezione giurisdizionale del Consiglio di Giustizia amministrativa
perentoriamente affermava: - colleghi andatevelo a leggere se non
credete a quello che effettivamente io vi dico - la disposizione
dell'articolo 15 della lettera a) della legge regionale 12 giugno
1976, n. 78 costituisce precetto rivolto ai comuni i quali nella
formulazione degli strumenti urbanistici avrebbero dovuto vietare
in zone diverse da quella a) e b) la edificazione a meno di
centocinquanta metri dalla battigia. Tale norma, quindi, non pone
un immediato e diretto vincoli di inedificabilità che esplica
efficacia nei confronti dei terzi, ma vincola i comuni a
conformarvisi nella redazione dei futuri piani urbanistici.
Presidente, questa è una sentenza che è stata pronunciata dal
nostro Consiglio di Giustizia Amministrativa nel 1991, il 26 marzo
1991, la sentenza reca il numero 99.
Signori colleghi ciò significa che fino al 1991 ai siciliani, a
tutti i siciliani è stato detto da autorevoli organi, dal Governo
regionale, dall'Assessorato per il territorio e l'ambiente,
insieme ai giudici amministrativi che non vi era alcun divieto che
loro dovevano rispettare, perché potevano benissimo costruire,
ovviamente rispettando l'altro divieto, di non costruire senza
munirsi di concessione edilizia.
Questo va da sé, interviene ulteriormente il legislatore regionale
nel 1991 e, cari colleghi, vi prego, vorrei che faceste attenzione
al dettato. Legge regionale n. 15 del 30.04.1991: Modifiche e
integrazioni alla legge regionale del 27 dicembre 1978, n. 71 .
All'articolo 2, comma 3, cosi testualmente stabilisce: Le
disposizioni di cui all'articolo 15, comma 1, lett a) d) ed e),
della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, devono intendersi
direttamente ed immediatamente efficaci anche nei confronti dei
privati. Esse prevalgono sulle disposizioni degli strumenti
urbanistici generali e dei regolamenti edilizi .
Ebbene, abbiamo una decisione da parte del nostro legislatore dove
precisa che quella norma anziché valere, esclusivamente in capo ai
comuni, produce effetti nei confronti dei privati e pone l'obbligo
nei confronti degli stessi di rispettare il precetto che ha
stabilito la norma.
Cari colleghi ci hanno insegnato che la legge produce effetti
solo quando viene pubblicata e quando, ovviamente, viene portata a
conoscenza dei destinatari, entra in vigore dalla pubblicazione.
Entra in vigore dal momento in cui viene pubblicata. Non è cosi E
la singolarità, l'aberrazione giuridica è proprio questa, perché
non è il legislatore che dice e aggiunge a questa legge, - dal
momento in cui la legge è entrata in vigore - non è una decisione
che assume il legislatore, bensì è un'interpretazione della
giurisprudenza che la equipara, la ritiene un'interpretazione
autentica, motivo per cui ne fa discendere gli effetti dal 1976.
Quando mi sono occupato per motivi di servizio di questa questione
sono rimasto del tutto inorridito. Ma sapete perché inorridito?
Stiamo parlando di un'interpretazione che è fatta in questo caso,
non dallo stesso organo che ha emanato, che ha prodotto la norma ma
di un altro organo che si deve occupare, non di interpretare la
legge, la mia volontà, ma di applicare la norma E sfido chiunque
di voi e anche gli ambientalisti: questa può definirsi
un'interpretazione autentica?
Signori la legge del '76, così testualmente prevedeva, qui è un
disposto normativo nuovo, perché introduce una novità
nell'ordinamento giuridico, perché dice una cosa totalmente diversa
che non ne aveva minimamente accennato nel '76, e come fai a
ritenere che questa è la volontà di questo Parlamento, del
Parlamento precedente.
Vorrei semplicemente sottolineare un altro aspetto che mi sembra
ancor più rilevante: quindi, l'interpretazione viene fatta da un
altro organo non dallo stesso organo, equiparando l'interpretazione
autentica, ma viene fatta quindici anni dopo. E' lo stesso organo?
Mi direte, chi ha fatto diritto, si presume che sia la volontà
dello stesso organo, perché c'è una continuità, come c'è la
continuità anche adesso. Ma non posso ignorare il fatto che dal
1976 al 1991, è il terzo Parlamento, se non addirittura il quarto.
Però questa è la volontà del Parlamento del 1976. Come fai a dirlo?
Come fai ad affermare una cosa del genere? Ma andiamo all'effetto
pratico. Quale è l'effetto pratico che ha determinato questo modo
di agire, questa abnormità giuridica, cosa ha determinato ? Io non
ero abusivo fino al 29 aprile del 1991, lo sono diventato il 30
aprile 1991. Io non ero abusivo, può mai un ordinamento giuridico
far sì che un cittadino possa essere punito se allo stesso non è
stato evidenziato qual è il precetto e che se lo vìola questa è la
sanzione perché il precetto, non glielo ho detto nel 1976, glielo
dico nel 1991, ma lui, la sua condotta l'ha posta in essere nel
1976, non nel 1991.
Presidente, le sembra cosa da poco? Per uno che è cultore del
diritto questo è un elemento fondamentale su cui poggia la stessa
democrazia di un popolo. E tanto è vero che non è consentito ai
nostri organi fare una operazione del genere in materia penale
perché sovviene l'articolo 25, secondo comma: Nessuno può essere
punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del
fatto compiuto , eppure non siamo in materia penale. Quindi questo
può accadere. E questo Parlamento, non assumendosi la
responsabilità, perché qui non è il problema della premialità degli
abusivi. Ma cosa c'entra la sanatoria? Qui è in gioco uno dei
principi fondamentali cardini del nostro ordinamento. In quale
paese civile può essere detto a un soggetto guarda che 15 anni
prima la tua condotta è sanzionata' e quello mi dici ma da quale
norma?'. Dalla norma che è entrata in vigore nel 1991 Ma come è
possibile una cosa del genere? Come è immaginabile? Ma di cosa
stiamo parlando? Sono stato aggredito, ma di cosa? Io volevo
presentare una sanatoria? Io volevo ristabilire quel principio che
per me è fondamentale, perché per me è fondamentale e viene prima
di qualsiasi altra tutela. Anch'io sono un ambientalista. Ma che
credete? Ma come faccio a ignorare e a trascurare? E invece sono
stato boicottato. Perché lo sono stato? Perché se non ne parlo con
voi, qual è la sede naturale? Non è il Parlamento che produce le
leggi, non è il Parlamento che è responsabile nei confronti della
collettività? A quale organo mi rivolgo, signor Presidente? Lei mi
insegna che la Corte Costituzionale ha una competenza, quella di
verificare la legittimità delle leggi e degli atti aventi forza di
legge. Qui non è il legislatore che ha dichiarato che quella è una
norma di interpretazione autentica, è la giurisprudenza. Come
faccio a rimetterla al vaglio della Corte Costituzionale? Onorevole
Trizzino, è una cosa squallida, questa è una cosa seria? Lei che ha
fatto diritto, se ne rende conto cosa significa questo, significa
che noi consentiamo la punizione, anche un suo fratello, un suo
parente domani potrà essere punito per che cosa? Perché dieci anni
fa ha posto in essere una condotta Ma cosa ho violato Quale è il
precetto? E questo è il frutto sa di che cosa? Del fatto che il
legislatore, il Parlamento non si è assunto mai la responsabilità,
perché io ho diritto, ho diritto, di avere un precetto laddove
debba essere chiaro a tutti, la cui violazione determina questo
effetto. Ebbene, come potevo tacere in questi anni?
Ho presentato il disegno di legge e sono stato massacrato.
PRESIDENTE. La invito a concludere, lei sta parlando da circa
venti minuti, le sto dando tutta la possibilità.
FAZIO. Signor Presidente, la prego, l'argomento è di una
delicatezza, non avete idea. Non può dirmi d'accordo. Non può dirmi
che la Commissione non rileva nessuna incostituzionalità. Sono
d'accordo che la Corte Costituzionale deve entrare nel merito.
Voglio vedere la Corte Costituzionale che dice: ma come è
possibile, una norma l'approvi nel 1991 e la fai retroagire nel
1976? . Ma in quale Paese siamo?
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, lo ritira o lo mantiene?
FAZIO. Ma non ci penso neanche
PRESIDENTE. Allora, lo dichiaro inammissibile.
GRECO GIOVANNI. Complimenti, presidente Ardizzone, lei che è un
grande giurista
PRESIDENTE. Sì, lo so; mi sto assumendo una grandissima
responsabilità. Si, ho capito l'ingiustizia. Atteniamoci ai profili
giuridici, onorevole Fazio.
LENTINI. Signor Presidente, bisogna aprire un dibattito.
PRESIDENTE. Si può intervenire per dichiarazioni di voto. E'
inammissibile questo emendamento e, quindi, non si può aprire la
discussione. Pensavo che l'onorevole Fazio volesse ritirarlo.
Gli aggiuntivi sono inammissibili quelli non presentati in
Commissione e su questo avevo invitato al ritiro, e non lo ha
ritirato.
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
Articolo 30.
Disposizione finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito gli onorevoli colleghi a munirsi della tessera personale di
voto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lombardo ha chiesto di essere
considerato in congedo per l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Prima di continuare è doveroso fare una rettifica rispetto a una
comunicazione con riferimento al deputato che si dovrà insediare
domani, e quindi le conseguenze eventuali per la Lista Musumeci.
verso Forza Italia
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione inerente il Gruppo parlamentare Lista Musumeci
verso Forza Italia
PRESIDENTE. Con riferimento alla comunicazione testé letta
riguardante il Gruppo parlamentare Lista Musumeci verso Forza
Italia , per venire incontro alla richiesta dell'onorevole Formica,
dispongo che il suddetto Gruppo rimanga temporaneamente in vita,
secondo la prassi vigente presso questa Assemblea regionale e la
Camera dei deputati.
E ciò fino alla scadenza del termine di cui all'articolo 23, comma
1, del Regolamento interno dell'Assemblea, pari a cinque giorni non
oltre dall'insediamento, entro il quale il deputato subentrante
all'onorevole Ioppolo deve dichiarare a quale gruppo parlamentare
intende appartenere.
Se il deputato subentrante, dovesse aderire al Gruppo parlamentare
Lista Musumeci verso Forza Italia , questo continuerà a rimanere
temporaneamente in vita secondo la richiamata prassi parlamentare;
qualora, invece, il subentrante dovesse aderire ad altro Gruppo
parlamentare, il Gruppo Lista Musumeci verso Forza Italia sarà
considerato automaticamente e contestualmente sciolto e i suoi
iscritti, onorevoli Formica e Musumeci, transiteranno di diritto al
Gruppo parlamentare Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
841/A
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
il Gruppo parlamentare Cantiere popolare - Grande Sud voterà
favorevolmente al disegno di legge che esitiamo, perché riteniamo
che sia stato fatto un lavoro importante ed è un plauso, perché no,
a questo Assessore, ed è la dimostrazione che quando le cose si
fanno bene, si discutono, si dibattono, possono venire fuori
prodotti normativi di pregio e anche in qualche modo al netto delle
cialtronate rivoluzionarie che in questi anni ci sono state
proposte e che nulla avevano di rivoluzionario ma molto di
restauratorio. Ecco, parlare probabilmente di una norma che in
qualche parte e per qualche aspetto è rivoluzionaria, forse nel
caso del quale ci stiamo occupando ha un senso. E quindi
convintamente il nostro Gruppo parlamentare voterà a favore.
Però, signor Presidente, io non posso non esternare il mio
sentimento che oggi, dopo aver ascoltato il collega Fazio, è anche
legato alla razionalità e al diritto. Dico questo perché un
giornale, un quotidiano, che credo esca anche a Palermo, oggi ha
scritto che io avrei ritrattato. E' un termine da aula di
giustizia, che io lascio alla giornalista che l'ha scritto, e però
devo dire, onorevole Fazio, che se io oggi devo fare una
precisazione, la devo fare nei suoi confronti, e mi spiego. Da
Capogruppo, ed in assenza del componente del mio Gruppo
parlamentare in Commissione, lei mi ha chiesto una firma ad un
emendament, ed io ritenendola ieri, ed a maggior ragione oggi,
persona per bene, senza aver letto l'emendamento gliel'ho firmato,
sulla base del tema che lei mi poneva, senza approfondirlo. Beh,
vedete è accaduto niente di più e niente di meno di quello che è
accaduto qualche giorno fa, quando l'onorevole Cancelleri mi ha
chiesto di firmare una mozione sulle insegnanti. Io non ho letto la
mozione dell'onorevole Cancelleri, l'ho firmata perché per me
l'onorevole Cancelleri è una persona per bene.
Oggi, avendo ascoltato l'onorevole Fazio, mi sono reso conto che
non soltanto non avrei avuto nulla da ritrattare, collega,
avvocato, professore Fazio, ma che questa è una vergogna che lei -
collega, onorevole, presidente, avvocato Ardizzone - ha il dovere
istituzionale, prima che giuridico, di trattare, con maggiore
attenzione, con maggiore cura e con maggiore considerazione per un
uomo - prima che un politico - prestigioso e perbene come il
collega Fazio.
Ed allora io lo preannunzio: il nostro voto è favorevole, però
siccome io non ho paura della piazza e siccome io non sono uno che
lotta per le sanatorie, non l'ho mai fatto, non comincerò oggi,
sono pronto, onorevole Fazio insieme a lei, ad intraprendere una
battaglia per il rispetto del diritto ed auspico che il Presidente
Ardizzone, presidente della legalità, sia al nostro fianco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, annunciare il voto favorevole al
disegno di legge è un fatto scontato. Io credo che se dovessimo
parlare del voto favorevole sarebbe perfettamente inutile il mio
intervento.
Però, il ragionamento che è stato posto con enfasi, talvolta con
toni duri, - onorevole Formica, mi ascolta un attimo per
cortesia? -, perché siccome qua non voglio che passi che su questo
punto che ha indicato l'onorevole Fazio vi sia soltanto uno scontro
ideologico e non anche la verifica di alcuni aspetti tecnici che
meritano di essere approfonditi, diversamente parliamo del nulla.
Io credo che l'argomento meriti attenzione, e poiché io ritengo
che quello che ha indicato l'onorevole Fazio è un fatto sociale, a
me non sembra che la giurisprudenza sia preposta a risolverlo. A me
sembra che sia la politica preposta a risolverlo.
E io chiedo soltanto questo, chiedo finalmente di fare certezza e
fare certezza non significa accontentare chi ha abusato del proprio
comportamento. Dare certezza significa dare risposte e poiché, in
sintesi, percepisco che non è serio non dare risposte a distanza di
quaranta anni, credo che sul punto le risposte le debba dare il
Governo.
Io stesso in Commissione ambiente e territorio ho chiesto al
collega Fazio, - che ha fatto bene a fare l'intervento -, di
stralciare la norma per permettere al Governo di presentare un
disegno di legge organico che in punta di diritto dia risposte
certe alle persone e che abbia delle sanzioni altrettante certe al
fine di sapere cosa si può e cosa non si può fare.
E a me non è sembrato che l'Assessore Croce avesse un
atteggiamento preconcetto anzi tra le righe ha detto che forse era
giusto fare un dibattito sul punto.
Io vorrei che su questo si fosse consequenziali e non c'è
bisogno, onorevole Fazio, di presentare un ordine del giorno, del
resto il dibattito c'è stato e con franchezza è stato sviluppato
nei suoi aspetti anche con le perplessità della Presidenza
dell'Assemblea che ha letto una serie di sentenze che motivavano
per l'inammissibilità e però, ribadisco, un fatto sociale lo si
risolve con la forza della politica.
Allora io faccio appello all'Assessore Croce affinché si impegni
lui, come Governo, in un tempo congruo, un mese, due mesi, alla
ripresa dei lavori, a presentare un disegno di legge o a presentare
una relazione in Assemblea che dica la verità dei fatti, e a
presentare se questa verità è nel senso che l'onorevole Fazio ha
indicato, un disegno di legge che risolva il problema, seppur
parzialmente, e la risoluzione del problema può essere anche quella
di decidere, dopo quaranta anni di dare una risposta negativa, ma
che sia una risposta che abbia tempi certi perché diversamente noi
trasformiamo questo fatto in uno scontro ideologico che non risolve
il problema delle persone e, ahimè, non risolve neppure il
problema della tutela delle coste.
Se lo si fosse affrontato con più coraggio e prima, forse si
poteva fare meglio, però non è mai troppo tardi per risolvere i
problemi dei cittadini, in fondo siamo chiamati qua solo per
questo, per richiamare le istanze che vengono da un territorio, le
istanze legittime, nessuno è un pirata o un provocatore che vuole
saccheggiare il territorio, ma le istanze legittime, quelle giuste
quelle corrette, credo che giustamente debbano essere portate in
quest'Aula, e poi con serenità senza pregiudizi di nessun tipo si
affrontano e si risolvono, e questo lo chiedo pure all'onorevole
Maggio, che è il presidente della Commissione, per verificare che
nessuno si presti a speculazioni di alcun tipo se non
all'accertamento della verità e alla soluzione del problema.
Per il resto noi votiamo il disegno di legge; guardi Presidente,
colleghi, ci dobbiamo interrogare anche su questo, il 380 è del
2001 stiamo arrivando anche su questo punto con quindici anni di
ritardo perché quest'Aula è stata tenuta prigioniera ogni qualvolta
si è affrontato un argomento qualsiasi, non la sanatoria delle
coste, - impropriamente chiamata così -, un argomento qualsiasi
di urbanistica, è stata tenuta prigioniera da pregiudizi
ideologici.
Allora, io chiedo all'Assessore con la stessa serietà con cui ha
affrontato l'argomento del recepimento del 380 e l'ha portato in
Aula, di affrontare questo argomento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io la volevo
ringraziare per due motivi.
Il primo per aver giustamente impedito la presentazione di questo
emendamento che, di fatto, costituisce una sanatoria che avrebbe
esposto la Sicilia ad un regime giuridico totalmente diverso dal
resto dell'Italia, e sarebbe stato un ulteriore scempio delle coste
siciliane che già ne hanno subite tante. Aver prospettato dei
problemi giuridici riconducibili a Comuni piuttosto che a cittadini
con motivazioni molto discutibili dimenticando che, fra le fonti
del diritto, esistono le interpretazioni della giurisprudenza,
esistono le prassi per ricordare, dopo 25 anni dall'approvazione di
una norma, che quella norma non andava interpretata in quel modo,
sinceramente, mi sembra una questione di lana caprina.
C'è un diritto sostanziale ed un diritto formale ed in questo caso
io penso che la forma non possa prevalere sulla sostanza della
tutela ambientale, della tutela delle coste siciliane.
Mi si parlava poco fa, da questo scranno, della certezza del
diritto; io vorrei ricordare che, proprio qualche giorno addietro -
e questo è il secondo motivo per cui la ringrazio - si parlava
dell'articolo 26 per il quale, secondo una norma interpretativa,
non di una giurisprudenza che costituisce, io torno a dire, fonte
di diritto, ma per una interpretazione burocratica di un
funzionario della Regione, i piani paesaggistici venivano
retrodatati alla pubblicazione nell'albo pretorio che costituisce
solo ed esclusivamente un momento dell'iter burocratico per la loro
definitiva approvazione.
Quella è certezza del diritto, Presidente.
La certezza dei diritto si ha nel momento in cui le leggi vengono
pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e non in base alla
interpretazione data da quisque de populo per funzionario regionale
che sia o no. Quindi, io la ringrazio anche per questa seconda
attenzione.
Ringrazio l'assessore Croce con cui abbiamo avuto una lunga
interlocuzione per chiarire quali fossero le problematiche,
giustamente, anche la IV Commissione ha aderito alla mia tesi che è
semplicissima, il diritto si realizza al momento della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e non al momento della
affissione di un documento in un albo pretorio.
Questo sì, ha tutelato gli interessi di centinaia e centinaia di
cittadini che, in possesso di regolarissime concessioni edilizie,
correvano il rischio di vedersi abbattere gli edifici pur essendo
assolutamente incolpevoli di una interpretazione burocratica
tardiva, becera che avrebbe determinato gravissime conseguenze
sociali ed economiche.
Questa è una buona legge, la voteremo perché sono stati apportati
quei correttivi che chiedevamo, realizza una semplificazione
burocratica non indifferente e credo finalmente che il Parlamento
abbia avuto un sussulto nel legiferare su argomenti importanti e
con leggi ben fatte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spenderò due
parole per esprimere il voto favorevole del Movimento Cinque Stelle
alla legge, due parole per l'onore di essere stato alla guida della
Commissione durante i lavori preparatori del testo, i miei
complimenti anche a presidente Maggio per avere proseguito
celermente questi lavori, lavori nei quali il contributo delle
categorie professionali in testa la consulta degli architetti, è
stato determinante, lavori che sono stati possibili anche grazie
alla dedizione dell'Ufficio della IV Commissione e dei tecnici
dell'Assessorato; due parole per l'onore di essere il primo
firmatario della legge che darà seguito ad una disciplina antica ma
carica di storia e di valore, la legge 71 del 1978 una legge voluta
da Piersanti Mattarella, una legge che già allora conteneva
principi di tutela ambientale di tutto rispetto, basti pensare alla
riduzione delle aree verdi per l'edificabilità, e la riproposizione
dei vincoli che erano stati precedentemente individuati dalla legge
del '76, oggi consegniamo alla Sicilia uno strumento moderno di
Governo del territorio, che però vuole essere anche modello di
semplificazione amministrativa, abbiamo introdotto principi
innovativi come lo sportello telematico, il modello unico
elettronico per tutti i titoli edilizi abilitativi, che se
correttamente utilizzati determineranno innegabili vantaggi, tanto
per le azioni di monitoraggio, quanto per contrastare e reprimere
gli abusi.
Abbiamo voluto garantire l'aggiornamento continuo con la
legislazione nazionale, affinché la Sicilia non rimanesse indietro
con il resto del Paese, e questo lo abbiamo fatto costruendo un
sistema statico e dinamico al contempo, ciò permetterà alla
disciplina regionale di potersi adeguare via via alle varie novità
che verranno introdotte dal Parlamento nazionale, poi per il
rispetto dello Statuto non potevamo recepire il DPR sic et
simpliciter, abbiamo infatti voluto dare peso alle peculiarità
siciliane, cioè visibile non solo in alcuni specifici aspetti
procedurali quali l'adozione dei regolamenti edilizi, i pareri
sugli strumenti urbanistici e le ulteriori ipotesi di edilizia di
edilizia così detta semplice, ma anche e particolarmente nei
maggiori ambiti di tutela che la normativa accorda tanto per le
aree protette, quanto per quelle della rete natura 2000 e per le
fasce relative di rispetto, il testo invero presenta anche qualche
elemento che non avremmo voluto, come per esempio la singola
conformità nel caso di sanatoria ordinaria, siamo forse ancora
lontani dal concetto di edilizia così come Wright lo riuscì a
sintetizzare quando disse una casa non deve essere mai su una
collina, ma della collina, appartenerle in modo tale che l'una sia
più felice per merito dell'altra .
Nel complesso, però, possiamo affermare di avere prodotto un testo
che per quanto perfettibile è un grande passo in avanti verso una
disciplina del territorio più aderente ai rinnovati principi di
trasparenza amministrativa, e di tutela del paesaggio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
disegno di legge in qualche modo, anche se arrivato in forte e
notevole ritardo, abbia colmato una serie di iter burocratici che
rallentavano le autorizzazioni, e le procedure per l'edilizia della
nostra Sicilia, quindi l'ho accolto favorevolmente. Siamo stati
anche determinanti sia in Commissione che con i vari emendamenti
presentati per l'approvazione di questo disegno di legge, ma le
devo dire che sarebbe stato completato in maniera ottimale, se
l'emendamento presentato dall'onorevole Fazio avesse avuto la
possibilità di essere discusso con maggiore attenzione e maggiore
riflessione.
Non me ne voglia se le dico che rispetto le motivazioni che lei ha
argomentato qui e che ha presentato per rigettarlo, ne avrei potuti
presentare altrettanti con le motivazioni opposte per cui bisognava
accettarlo, anche con alcune che l'onorevole Fazio aveva descritto
e elencato qui prima del mio intervento, ma io voglio entrare nel
merito della questione. Noi abbiamo tutti questi alloggi, queste
abitazioni di fatto esistenti nel territorio oggi che erano state
autorizzate a suo tempo, e che sono messe li, per cui noi oggi con
questa dichiarazione di inammissibilità abbiamo messo la testa
sotto la sabbia non affrontando il problema, perché il problema
continua ad esistere, le abitazioni sono lì, e lei sa bene che non
lo risolviamo con le demolizioni, perché non c'è nessun sindaco che
ha a disposizione delle risorse per poter effettuare questa
demolizione, e contemporaneamente non riesce a farlo perché appena
emette un'ordinanza di demolizione, chi ci abita si barrica dentro
la casa e vieta che questo possa avvenire.
Quindi, credo che il problema comunque c'è, esiste e va
affrontato, quello che abbiamo fatto oggi è quello che è stato
fatto per tanti anni in quest'Aula, cioè far finta che non esistano
queste abitazioni, di far finta che questo problema non c'è.
Lo abbiamo evitato senza risolverlo. Io credo che era un tema che
andava affrontato con molta, ma molta attenzione e con una
riflessione diversa. Cioè quello di voler entrare nel merito,
affrontare il problema e trovare una soluzione che, da
cinquant'anni, viene sempre rinviata. Lo dico al Governo, lo dico
all'Assessore, se si può fare carico di questo disegno di legge, se
si può fare carico di un'iniziativa che, finalmente, non veda al
centro l'edilizia perché noi abbiamo, poi, il cattivo gusto che
quando trattiamo di alcuni argomenti, come quello dell'edilizia,
scatta subito un pregiudizio della strumentalizzazione, della
prevaricazione, cioè di coloro che vogliono utilizzare una norma
per fare delle sanatorie e così via. Lo abbiamo ascoltato,
l'abbiamo visto.
Io, invece, credo che questo problema vada affrontato. Lo ripeto
anche perché, Presidente, tutte le case che insistono in questo
territorio e, ripeto, che erano state autorizzate fino ad una certa
data, come è stato detto dal 1991 in poi, è una cosa insolita e
incredula rischiano anche di non versare le tasse che dovrebbero
versare ai comuni.
Quindi, non soltanto il danno, ma pure la beffa Ecco perché dico
che il Parlamento avrebbe il dovere di affrontare questo argomento
e trovare una soluzione perché, comunque, queste case non verranno
mai demolite. Ora, noi che sappiamo che questo problema - non
voglio trovare la scusa per dire, siccome non le possiamo demolire
allora le saniamo - non si tratta di una sanatoria ma si tratta di
riconoscere un diritto che è stato leso per coloro che le hanno
costruite avendo un titolo abitativo fino al 1991. Ecco perché
chiedo, nuovamente, al Governo ma lo chiedo anche alla Commissione,
e lo chiedo anche ai colleghi che in questo momento sono distratti,
di fare un tavolo tecnico, di fare una sottocommissione, di fare
qualsiasi iniziativa affinché questo problema, annoso, di questa
Sicilia venga, quantomeno, affrontato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo un minuto per annunciare il voto, ovviamente, favorevole
del Gruppo parlamentare del PD su un testo che è stato lungamente
elaborato in Commissione e, come diceva l'onorevole Trizzino, ha
visto il passaggio di testimone dall'onorevole Trizzino
all'onorevole Maggio con un risultato, debbo dire, eccellente.
Io volevo ringraziare la Commissione, tutti i componenti, il
relatore l'onorevole Sudano, il Presidente della Commissione,
perché alla fine questo Parlamento ha tirato fuori un testo
importante con il contributo significativo del Governo,
dell'Assessore Croce.
Per cui, oggi si chiude una fase mettendo in condizione, questa
nostra Sicilia, di avere norme che siano in sintonia con il dettato
normativo nazionale - senza diventare solo un Consiglio regionale
che ratifica le norme, il quadro normativo nazionale - e, al tempo
stesso, avendo dato impulso e velocizzazione anche a tempi, alle
volte, lunghi per il rilascio delle autorizzazioni per l'attività
edilizia.
Detto ciò, voglio pregare l'Assessore Croce, il Presidente Maggio
e la Commissione - senza entrare nel tema che è stato oggetto anche
di discussione e di sottolineature nei vari interventi - di
attenzionare la necessità che la Sicilia, finalmente, si possa
liberare di due vicende che si chiamano Pratiche di sanatoria , la
47/85 e la 724/94, che ancora continuano ad ingombrare gli uffici
dei comuni, che ancora continuano ad essere sospese per alcuni
versi e che necessita di un intervento forte da parte del
Parlamento e del Governo possibilmente analizzando,
complessivamente, la situazione delle migliaia e migliaia di
pratiche che rimangono ancora inevase, della necessità di poter
chiudere definitivamente la stagione delle pratiche di sanatoria
per la quale sono stati assunti centinaia e centinaia di tecnici.
Per cui, voglio pregare il Governo nella persona dell'Assessore
Croce, e la Commissione nella persona del suo Presidente, ad aprire
una discussione con le organizzazioni professionali, con le
organizzazioni ambientaliste, con i soggetti, con le associazioni
dei comuni, per evitare che un problema che esiste e poi crea anche
problemi di interpretazione, di circolari, di autorizzazioni, di
nulla-osta, se date prima o dopo, determinate circolari emanate
dall'Assessorato territorio e ambiente, di porre finalmente fine o
avviare al termine una stagione che rischierebbe di fare
prigioniero questo testo che, certamente, è un ottimo testo che il
Parlamento approverà con il voto favorevole del Gruppo parlamentare
del Partito Democratico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono componente
della IV Commissione territorio e ambiente e debbo come tale
ringraziare tutti i componenti della Commissione, ma in particolare
i due presidenti che si sono succeduti in questo arco temporale
della legislatura e quindi l'onorevole Trizzino e l'onorevole
Maggio, per avere fortemente voluto che, l'esame di questo disegno
di legge, venisse finalmente approvato.
Io ho votato favorevolmente in Commissione e confermo il mio voto
favorevole finale.
Debbo dire che è un testo, nel suo complesso, bene armonizzato che
certamente semplificherà l'attività edilizia e urbanistica in
Sicilia.
In ultimo è passato anche un emendamento che, magari non sembra
importante, ma che per gli addetti ai lavori è abbastanza
importante, ossia che per le violazioni della normativa
antisismica, mentre vi era una diversa previsione a seconda che i
procedimenti penali si fossero conclusi con sentenza di condanna o
sentenza di assoluzione o se l'autorità giudiziaria non fosse
intervenuta per nulla, creando una disparità di trattamento, nei
casi di condanna o anche di patteggiamento, l'esame della pratica
riservato all'ufficio provinciale del Genio civile, in caso
contrario viceversa all'Autorità centrale, il che creava proprio
delle mostruosità e delle diversità di trattamento uniche.
Quindi, un giudizio complessivamente e assolutamente favorevole.
Però, presidente Ardizzone, mi consenta. Io sono il secondo
firmatario dell'emendamento Fazio, se l'avesse ritirato l'onorevole
Fazio, cosa di cui,evidentemente, dubitavo fortemente, così come è
accaduto, io non l'avrei ritirato.
Presidente, mi deve consentire: questo emendamento è all'esame
della Commissione da mesi, se era inammissibile, come è stato
dichiarato oggi inammissibile, sarebbe stato corretto che fosse
stato dichiarato inammissibile all'inizio della discussione.
Non dobbiamo aspettare l'input di un Ministro che non sa nemmeno
di che cosa si parla, perché straparla, non parla, straparla di
sanatoria come se stessimo autorizzando la cementificazione
avvenuta fino a ieri, stravolgendo le nostre coste e sotto questo
input e sotto l'input di una - non opinione pubblica - manovra
mediatica studiata a tavolino, dove si stravolgono i principi e le
realtà, perché credo che questo emendamento sia stato letto da
nessuno dei signori giornalisti che si sono permessi di pontificare
urbi et orbi. Io non accetto che un Parlamento libero e sovrano
come quello regionale debba decidere sulla base di queste pressioni
esterne indebite.
Per cui avrei preferito che l'Aula, dopo ampia e serena
discussione, fosse pervenuta alla decisione di subemendare, di
approvare, di bocciare l'emendamento, ma non di evitare una
discussione su un problema che in Sicilia esiste ed è gravissimo.
Allora Presidente, l'onorevole Fazio ha fatto una disamina attenta
dal punto di vista tecnico-giuridico che non mi permetto
assolutamente di riepilogare. Vorrei solo dire che questo
emendamento era stato oggetto di una circolare, credo di un paio di
anni fa, dell'Assessore Lo Bello, di questo Governo, che diceva
pari pari le stesse cose, che è passata per un certo periodo
inosservata ed è stata applicata durante questo periodo, nel
momento in cui qualcuno svegliandosi dal torpore se ne è accorto, è
intervenuto e allora re melius perpensa con il solito coraggio,
assolutamente inesistente di questo Governo, ha fatto marcia
indietro e questa circolare è stata messa nel nulla, aggiungendo
disparità a disparità, perché nelle more di questa circolare
qualche pratica ha ottenuto la cognata sanatoria e le altre sono
rimaste nei cassetti a dormire.
Signor Presidente, siccome si è parlato di chissà quale opera di
grande cementificazione, chiariamo che qua si voleva porre rimedio
ad una situazione assurda di pratiche presentate ai sensi della
Legge 47/85, parliamo di immobili realizzati da più di 30 anni fa,
perché è chiaro il discrimine, la data finale dell'ultimazione dei
lavori doveva essere quella prevista da quella legge, del 1985, che
è stata applicata in tutta Italia, Sardegna compresa, Sicilia
compresa, prima che venisse l'altra legge regionale che modificava
dicendo che in Sicilia non si poteva applicare per le costruzioni
realizzate entro la zona di vincolo. In Sicilia è stata applicata
prima di questa modifica interpretativa non normativa, e prima
dell'entrata in vigore della successiva legge di sanatoria, per
cui, signor Presidente, se lei ha la bontà di venire nella mia
provincia, io l'accompagnerò a Caucana, a Casuzze, e le farò vedere
che le case sulle spiagge per cui è stata presentata la sanatoria
nazionale, sono stati pagati immediatamente i ratei dell'ablazione
ed è stata esaminata prontamente dagli uffici, sono sanate, quelle
molto più distanti dal mare che hanno presentato la sanatoria
qualche mese successivo ed è cominciato quel bailamme
interpretativo per cui la norma era vigente o non vigente a seconda
di chi si occupava del problema, invece rischiano di essere
demolite. Per arrivare poi, ma tutti questi sindaci coraggiosi che
in questi trent'anni - io non sono stato mai sindaco - hanno
amministrato i nostri comuni e che ora si strappano le vesti, ma
che cosa hanno fatto in questi trent'anni? E mi si consenta anche
le autorità giudiziarie che hanno emesso la sentenza di condanna e
le Procure che poi dovevano dare l'esecuzione a queste sentenza di
condanna, dove sono stati in questi trenta anni?
E adesso riscopriamo di essere le vestali della legalità del
territorio Dopo che abbiamo permesso che il territorio venisse
effettivamente devastato. Questa era una norma che voleva
ripristinare un trattamento identico, altro che incostituzionale
questo emendamento?
Incostituzionale la diversità di trattamento che in realtà stiamo
continuando a perpetrare in confronto di casi simili, identici,
perfettamente identici e in alcuni casi ancora più gravi. E poi,
signor Presidente, qualche mese fa abbiamo approvato in questa Aula
la legge di riordino dei lidi. In quella norma, intelligentemente
io dico, è stata introdotta la possibilità di ristrutturare, anche
profondamente, immobili di grande pregio storico ricadenti
addirittura a picco sul mare. Abbiamo devastato la costa
Ma cerchiamo di essere seri. Se siamo qui siamo è perché dobbiamo
legiferare, non siamo qui perché dobbiamo farci guidare dalle prime
pagine dei giornali o dagli interventi televisivi dell'ultimo
arrivato, anche se attualmente ricopre la carica di ministro
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
desidero esprimere apprezzamento nei confronti della Commissione,
perché finalmente non c'è solo il recepimento di una legge
nazionale sull'edilizia, ma snellisce di molto il procedimento
amministrativo e quindi agevola, non solo le pubbliche
amministrazioni, ma soprattutto pone dei criteri anche oggettivi,
come il rilascio delle autorizzazioni da parte del Genio civile, di
una sua conformità per le sanatorie e quant'altro.
L'emendamento dell'onorevole Fazione secondo me, seppur formulato
forse in maniera diversa, poteva anche essere corretto, perché il
problema non era quello della sanatoria. Troppe volte i ministri,
rappresentanti del Governo nazionale, entrano a gamba tesa
sull'attività del governo regionale non conoscendo i fatti; per
chiarire e fugare ogni dubbio, dobbiamo avere tutti contezza, e
soprattutto lo deve avere il Ministro al quale porgo un invito che
recepisca, questa volta, la legge regionale e che proponga un
disegno di legge a livello nazionale perché tutti sappiamo che il
vincolo di inedificabilità entro i 150 metri esiste in virtù
proprio di quella norma interpretativa del '91 sono in Sicilia.
Perché se un piano regolatore da Reggio Calabria a Catanzaro, a
Milano, a Roma o in qualsiasi altra città non è previsto, può a 5
metri dalla battigia realizzare un immobile, quel proprietario è
soggetto solo all'autorizzazione da parte della sovrintendenza che
gli potrà dire di fare la finestra gialla invece di verde, invece
di verde, bianca, ma la può realizzare.
In Sicilia non è così Qui non era un problema di sanatoria, e lo
ha richiamato poc'anzi l'onorevole Assenza, è una disparità di
trattamento, e forse anche un profilo di costituzionalità fra i
residenti in Sicilia e i residenti in tutto il resto d'Italia,
perché in Sicilia i cittadini non possono costruire per volontà di
una norma legislativa, nel resto d'Italia invece è possibile. Io mi
riferisco al cittadino che oggi ha realizzato e che dovesse aprire
un contenzioso, non in linea generale.
La norma della inedificabilità in molte parti della Sicilia, ed è
un problema serio, è rimasta inapplicata, per cui c'era il problema
posto dall'onorevole Fazio e dai colleghi presentatori
dell'emendamento che prevedeva il riordino, quanto meno il rilascio
della concessione per quelle abitazioni realizzate nel 1985-86, che
dopo quarant'anni ancora sono lì e quelle invece che sono state
realizzate successivamente.
Allora, che cosa bisogna fare? Bisogna avere o l'onestà
intellettuale di dire che la pubblica amministrazione, domani
mattina, ha la capacità economica, ha la forza di andare a demolire
tutte le costruzioni, soprattutto i comuni quando iniziano un
procedimento ed arrivano ad emettere l'ordinanza di sgombero,
possono farlo, o altrimenti bisogna pensare di contemperare e
garantire il diritto di tutti di avere la fruibilità della spiaggia
e l'accesso alla spiaggia e cercare però, nello stesso tempo, di
mettere ordine laddove si è verificato questo abusivismo.
Assessore, le rubo trenta secondi, perché questo lo può fare anche
con un disegno di legge governativo, forse e così come si è fatto
con la norma approvata sul demanio. Bisogna agire sul comparto e
sul riordino delle spiagge e per agire sul riordino delle spiagge
bisogna mettere dei vincoli seri a coloro i quali, non consentendo
nuove costruzioni, hanno realizzato quelle villette dicendo che
devono realizzare i parcheggi, l'accesso al mare, il verde pubblico
e pagare un costo che le pubbliche amministrazioni incasseranno per
il danno ambientale provocato. Perché altrimenti noi rimandando e
avendo la preoccupazione e la paura demagogica, populistica, le
coste rimarranno sempre devastate, la gente non riuscirà ad avere
l'accesso al mare e quindi, continuiamo da un lato a consentire,
ormai un abusivismo e quasi a legalizzarlo e, dall'altro lato a
comprimere quel diritto di fruibilità alla spiaggia, al mare, come
bene comune, come bene di tutti, non facendo assolutamente nulla,
quindi, credo che questa discussione non sia servita invano, ma sia
un punto di riflessione perché si faccia e si proceda non ad una
sanatoria, lo diciamo al Ministro, a Lega Ambiente, a chiunque, ma
ad un riordino del comparto delle spiagge per andare a vedere che
cosa si può recuperare, che cosa si deve abbattere e come si può
recuperare per evitare quella disparità di trattamento fra quei
cittadini che hanno potuto procedere ad ottenere la concessione
edilizia e quei cittadini che, invece, proprio in virtù delle
sanzioni e delle sentenze, non lo hanno fatto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà. Onorevole Fazio, ha a
disposizione soltanto 5 minuti.
FAZIO. Le chiedo, Presidente, di non essere così rigido, tenuto
conto che altri miei colleghi che sono intervenuti hanno,
ampiamente, superato il termine da lei assegnato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ovviamente non
posso che essere contento da una parte perché, così come ho avuto
modo di anticipare, la norma che troverà la luce nei prossimi
giorni e sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, pone rimedio, vi
posso assicurare, ad un'incertezza sulla materia urbanistica che
andava avanti da troppo tempo.
Finalmente, forse, vedremo che un comune non sarà un legislatore
ma ogni comune dovrà necessariamente applicare la norma che abbiamo
diligentemente approntato per tutto il territorio siciliano. Non è
cosa da poco perché tutto quello che è stato visto in tutti questi
anni, soprattutto in materia urbanistica, vi posso assicurare che
solo in Sicilia poteva essere tollerato perché ogni comune aveva un
proprio regolamento, una propria disciplina e non sapevi se una
cosa poteva essere fatta e quale cosa poteva essere fatta e quale
esclusa.
Ebbene, dall'entrata in vigore della norma sicuramente tutto
questo viene meno. E viene anche, a mio avviso, approntata una
certa agevolazione, una certa celerità parlando dei rapporti con la
stessa amministrazione perché, come noi sappiamo, come ormai,
purtroppo, conosciamo l'attività burocratica è talmente lenta e la
burocrazia è talmente fastidiosa che, laddove abbiamo avuto la
possibilità di potere intervenire, l'abbiamo proprio eliminata
perché abbiamo introdotto le forme di silenzio significativo, in
molti casi di assenso o di accoglimento, piuttosto che introdurre
invece, così come anche in alcune parti della normativa nazionale,
prevedeva il cosiddetto silenzio-rifiuto.
Non posso non nascondere, però, il mio rammarico perché credo che
nonostante l'aggressione che ho subito in tutto questo periodo, non
ho mai visto qualcuno che sia intervenuto e mi abbia detto: guarda
la tua ricostruzione storica è sbagliata. Non è vero quello che tu
dici. Non è vero che la pronuncia del 1991 ha modificato
radicalmente, perché già precedentemente qualcuno è intervenuto a
chiarire ai siciliani'. Credo che qualora passasse questo principio
per il quale, consentitemi, ci ho messo la faccia e mi sono
battuto, perché ritengo che sia un principio fondamentale di
democrazia in quanto nessuno può essere punito se non dietro una
disposizione e dietro una violazione della stessa disposizione che,
ovviamente, deve essere chiara e precisa e deve essere pubblica ed
entrata in vigore precedentemente; ebbene, ancora una volta,
ribadisco che questo principio questo Parlamento non l'ha
rispettato e non l'ha garantito ai propri cittadini, però prendo
atto delle iniziative e soprattutto degli interventi dei colleghi e
della volontà espressa in Commissione da parte dell'Assessore di
occuparsi finalmente di un problema.
Vedete, non è che mettendo la testa sotto la sabbia il problema si
risolve, anzi il problema si aggrava sempre di più e credo che sia
un problema sociale e giuridico che non possa essere ignorato,
trascurato ancora per molto, prima che le tensioni sociali - che
per altro hanno avuto già, a mio avviso, evidenza - si scatenino.
E, poi, non credo che siano a fare le barricate gli assessori
ambientalisti. A fare le barricate sicuramente saranno i cittadini
nei confronti, ovviamente, dei propri rappresentanti perché chi è
eletto a rappresentare la collettività ha una responsabilità non
indifferente; ha una responsabilità nei confronti degli
amministrati cui risponde del proprio operato e si assume la
responsabilità.
Ebbene, ancora una volta, qualcuno ha deciso ed ha impedito che
questo Parlamento potesse intervenire su un argomento estremamente
importante e fondamentale.
Non posso non negare l'amarezza di vedere che le motivazioni che
sono state addotte non abbiano un risconto dal punto di vista
prettamente sostanziale. Mi sembra come se ci si voglia arrampicare
sugli specchi per togliere l'Assemblea dall'imbarazzo di dovere, in
qualche modo, decidere su una questione, invece, estremamente
importante che, per carità, nessuno pretendeva di ottenere in
termini positivi, ma almeno di riscontrarlo in un dibattito
pubblico, civile, anche aspro ma la cui conclusione era rimessa
alla decisione collegiale dell'organo Parlamento. Ma così non è
stato, forse così era segnato Forse avrò commesso degli errori,
non lo metto in dubbio, forse avrò commesso degli errori perché era
opportuno intervenire tempestivamente e prioritariamente e, forse,
perché la proposta ha coinciso con una serie di iniziative,
nell'ambito di alcuni territori che, a dire il vero, erano in
contraddizione con quanto si stava per esaminare e decidere.
Spero che in un prossimo futuro il Parlamento, questo Parlamento o
il nuovo Parlamento, affronti il tema e non faccia come Ponzio
Pilato, come se, sostanzialmente, chi ha i problemi se li tiene e
gli altri non vogliono essere coinvolti o interessati alla
questione.
Ho sentito ed ascoltato l'intervento del presidente Crocetta, il
quale - mi è sembrato di capire - non solo ha deciso di non
prendere posizione ma anche di non volere trattare un argomento
estremamente importante che, forse, per certi versi, è uguale a
quello dei rifiuti che sta sicuramente affrontando - secondo me -
malamente.
Da ultimo, grazie Presidente, grazie Commissione, per avermi
sopportato nell'ambito dei miei interventi anche, per certi versi,
oltre le righe, ma sempre con la volontà di volere, in qualche
modo, contribuire , anche forse in maniera molto vivace , a dare
alla norma o alla disposizione quel contenuto che, secondo me, è
importante, che la collettività si aspetta. E penso di esserci
riuscito, tranne ovviamente nella cosa più importante alla quale
tenevo. Non perché volevo sanare, anzi, tutto il contrario. Volevo
sanare un'ingiustizia che, a mio avviso, è stata perpetrata e di
cui nessuno si occupa e non si vuole occupare. Pazienza, io ci ho
provato, forse altri, sicuramente, saranno molto più bravi di me
nell'iniziativa in questione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
voglio esprimere la soddisfazione per essere arrivati alla
conclusione ed alla votazione del testo. Però, devo dire che, oltre
alla soddisfazione, emerge anche in me l'amarezza. Ma l'amarezza
emerge perché su un testo di 135 articoli, come ho detto quando ho
fatto la relazione, oggi, si discute solo dell'emendamento Fazio,
invece, che del testo del quale stiamo parlando.
Questa amarezza, purtroppo, non posso nasconderla e devo dire che
la IV Commissione - e faccio, quindi, i complimenti quindi al
presidente Trizzino prima, ed alla presidente Maggio oggi - aveva
scelto un percorso, quindi, posso capire i colleghi che non fanno
parte della IV Commissione, ma non posso accettare gli interventi
dei miei colleghi della IV Commissione.
La IV Commissione ha fatto un percorso ed , ha scelto di non
nascondersi sotto la sabbia - come ha detto lei onorevole Fazio, e
lei lo sa perfettamente - perché ha stabilito di affrontare tutti
questi temi con disegni di legge organici, tant'è vero che è stato
fatto il disegno di legge sui parchi e le riserve, è stato fatto il
disegno di legge sui centri storici, è stato fatto il recepimento
del Testo unico del 380 del 2001, e lei sapeva benissimo che,
successivamente, sarebbero stati fatti i testi sulle coste e sulla
legge urbanistica.
E, quindi, io dico, signor Presidente, a me è successa la stessa
cosa. Il mio collega Ruggirello - e tutti sanno che cinque anni fa
presentò un disegno di legge sulle coste che ripropone in ogni
legislatura - ha presentato un emendamento sulle coste. Ho spiegato
al collega Ruggirello che la Commissione non voleva fare
emendamenti sulle coste, perché voleva fare un disegno di legge
organico ed ha ritirato il suo emendamento.
Allora, io dico, perché l'onorevole Fazio si è voluto imputare ad
andare avanti per svilire un lavoro di due anni sapendo
perfettamente che era un argomento per il quale, per quanto mi
riguarda, ho un approccio laico e non ideologico e ritengo che vada
affrontato, come sempre la Commissione ha detto.
Allora, mi chiedo se l'onorevole Fazio voleva fare propaganda in
quest'Aula, sapendo che questo emendamento, in quest'Aula, non
sarebbe mai arrivato.
Ora io dico, basta, con questa scena e con questo teatro.
Mettiamoci a lavorare come abbiamo fatto con il recepimento del
380, facciamo un lavoro serio anche sulle coste, è stato presentato
il suo disegno di legge, c'è il disegno di legge dell'onorevole
Ruggirello, ci sono tanti testi in Commissione che possono essere
utilizzati ed affrontiamo il problema. Non si può risolvere con un
emendamento in un testo che, come lei ha detto, è stato fatto nella
legge 78 del 76 che era una legge sul turismo, che nulla aveva a
che fare con questo tema, anche questa legge non ha nulla a che
fare con le coste.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare il presidente della Commissione,
onorevole Maggio. Ne ha facoltà.
MAGGIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io ritengo che il Parlamento stasera dovrebbe essere
soddisfatto di portare a termine e sancire con il proprio voto uno
strumento normativo che era tanto atteso, uno strumento normativo
che darà sicuramente ristoro in Sicilia, non solo ai tanti
professionisti ma ai cittadini per le semplificazioni che prevede e
soprattutto per le certezze, da parte della Pubblica
amministrazione, che vengono assolutamente puntualizzate.
Detto ciò, sono molto contenta in particolare per il lavoro che la
Commissione ha potuto continuare, in maniera molto puntuale, così
come era stato avviato, in maniera partecipativa e cercando,
appunto, di restare dentro quello che era il tema, il recepimento
del 380, impedendo che qualsiasi altra norma interagisse per farne
venire fuori una cosa diversa da quello che doveva essere.
A tal proposito, e considerato che è stato qui ricordato
dall'onorevole Fazio, mentre con forza non condividevo il suo
emendamento, non avendo a disposizione, allora, strumenti fornitimi
dagli uffici, che mi potessero garantire sulle opportunità di
inammissibilità, l'ho messo ai voti cercando di fare capire anche
agli altri componenti della Commissione che, in effetti, parlavamo
di una norma totalmente estranea al contesto legislativo. Sono
felice del fatto che, successivamente, gli approfondimenti hanno
dato gli strumenti a questa Presidenza per dichiararlo
inammissibile e non nascondo la preoccupazione che ho, tra l'altro,
più volte, manifestato che il voto segreto in quest'Aula portasse a
qualche ripensamento ed avevo anche pensato all'opportunità
dell'utilizzo dell'articolo 111 del Regolamento con relativa
pregiudiziale.
Dico ciò non perché voglio assolutamente mettere qualcuno
all'ostracismo o perché la mia sia una posizione ideologica, ma
perché ritengo che, rendendomi conto della difficoltà della materia
trattata, fosse necessario mettere un punto fermo ed affermare con
questo che la legge è legge e che, purtroppo, anche mi rendo conto,
per qualche mala amministrazione o per qualche norma non recepita
in tempo, ci sono dei cittadini che, adesso, ne pagano le spese e,
però, non avrei mai potuto permettere, così come non l'ha voluto
la Commissione, che col recepimento del 380 si consentisse di
intervenire sulla salvaguardia del nostro territorio, sulla
salvaguardia delle nostre coste, sulla salvaguardia dell'ambiente e
ritengo, in ultimo, che non sia estraneo l'appello che, qui, molti
interventi hanno fatto all'assessore Croce perché si possa al più
presto intervenire anche a sostegno di quei tanti amministratori
coraggiosi che hanno avuto, finora, la capacità di fare applicare
la legge e, quindi, concludo, con un appello anch'io all'assessore
Croce perché ritengo che sia assolutamente necessario colmare quei
buchi e dare slancio, impulso diverso al nostro ambiente, le nostre
coste, a sostegno del turismo ed a sostegno, davvero, della
salvaguardia del bene più prezioso che abbiamo nella nostra
Regione, cioé il paesaggio, l'ambiente.
Ringrazio tutti i componenti della Commissione per la
collaborazione e ringrazio anche per ciò che ho ereditato dal
presidente Trizzino.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, prendo la parola, intanto, perché
sento il dovere e l'obbligo di ringraziare tutti i parlamentari, il
presidente della Commissione, onorevole Trizzino, il presidente
della Commissione, onorevole Maggio, tutta la Commissione
territorio e ambiente e tutti voi deputati perché credo che stiamo
per approvare una legge che i cittadini siciliani si aspettano
veramente da tanto tempo e che ammoderna, in qualche modo, e mette
delle regole certe rispetto al sistema dell'edilizia che può
rappresentare e che rappresenta, certamente, anche sviluppo
economico all'interno del tessuto e del territorio siciliano.
Sono stato chiamato in appello più volte. Vede, onorevole Fazio,
io vorrei andare oltre, nel senso che non entro nel merito
dell'incostituzionalità, dell'inammissibilità,
dell'incompatibilità, non credo sia opportuno entrare nel merito
perché gli Uffici dell'Assemblea regionale, il Presidente
dell'Assemblea regionale hanno già espresso il loro parere ed
accolgo l'invito che, poi, era u n po' quello che ho detto anche in
Commissione ambiente.
Veda io non l'avevo neanche letto il suo emendamento, glielo dico
con estrema sincerità, ho ascoltato le sue ragioni in Aula, perché
non ho mai contestato il merito perché non lo conoscevo, ma mi sono
sempre limitato un po' a contestare il metodo. Un po' di
argomentazioni le hanno dette i deputati, le ha dette il Presidente
della Commissione, il fatto di contaminare un testo di
recepimento di un testo di un decreto del Presidente della
Repubblica con un emendamento di questo genere, ebbene, volevo
provare ad andarci oltre perché credo che, qui, non sia soltanto un
problema di natura giuridica e di certezza del diritto ma credo che
ci dobbiamo anche, un po', sforzare di pensare alla salvaguardia
del territorio e dell'ambiente.
Credo che oggi - e non perché lo dica il Ministro dell'Ambiente o
lo dica chiunque -, noi stiamo vivendo, già da qualche decennio, a
dire il vero, un'epoca di cambiamenti climatici non indifferenti;
la Sicilia, per la prima volta, è soggetta a quello che io chiamo
un rischio che fino a 6, 7 anni fa non conosceva che è il rischio
delle alluvioni ed abbiamo un processo erosivo della costa che,
oggettivamente, mi sembra evidente ed anche molto grave.
Oggi, intervenire su qualcosa all'interno della costa, è veramente
una responsabilità che conviene non assumersi solo per dover
rispettare la certezza del diritto.
Io credo che dobbiamo incominciare a pensare e me ne farò,
ovviamente, portavoce, accolgo favorevolmente l'invito di tutti i
deputati, del Presidente della Commissione, dell'onorevole Turano -
ripeto lo avevo già detto in Commissione Ambiente -, sono pronto a
sedermi con le stesse modalità di come è stato approvato questo
recepimento del 380, con una giusta concertazione, con tutti gli
attori coinvolti, con un giusto coinvolgimento di tutte le
Amministrazioni locali le quali si dovranno far carico di dirci di
cosa stiamo parlando perché oggi, sento, ho visto numeri sui
giornali in questi giorni, 700 mila, 800 mila, 300, 500, 1.000,
2.000, non si capisce di cosa stiamo parlando.
Allora, se non si parte da un piano particolareggiato delle coste,
che ogni singola Amministrazione si deve far carico di produrre,
oggi, mettere in cantiere un disegno di legge che serva a
valorizzare le coste è realmente qualcosa di molto pericoloso per
cui credo che, con la giusta concertazione, con la stessa
concertazione e condivisione che è stata fatta sul testo che stiamo
andando ad approvare, credo che si possa fare anche sul disegno di
legge per la valorizzazione e la tutela delle coste un ottimo
lavoro.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congelo per oggi gli onorevoli
Sorbello, Gennuso, Ferreri.
L'Assemblea ne prende atto.
Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto Presiden-
sidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
841/A
Recepimento del Testo Unico in materia di Edilizia, Decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Recepimento del Testo Unico in materia di
Edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
380» (841/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 60
Contrari 01
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione unificata delle mozioni nn. 589 «Opportune iniziative
volte al rafforzamento degli interventi nel settore scolastico» e
592 «Iniziative in ordine al piano straordinario di mobilità
territoriale e professionale per l'anno scolastico 2016-2017»
PRESIDENTE. Si passa al punto X dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni nn. 589 «Opportune iniziative
volte al rafforzamento degli interventi nel settore scolastico», a
firma degli onorevoli Maggio, Milazzo A., Panarello e Panepinto e
592 «Iniziative in ordine al piano straordinario di mobilità
territoriale e professionale per l'anno scolastico 2016-2017», a
firma degli onorevoli Cancelleri, Formica, Turano, Di Mauro,
D'Asero, Falcone, Cordaro, Picciolo, Anselmo, Coltraro, Di
Giacinto, Fazio, Assenza, Currenti, Fontana.
Invito i presentatori ad illustrare le mozioni.
PANEPINTO. Le copie le possiamo fare distribuire, Presidente?
PRESIDENTE. Invito a distribuire le copie delle mozioni n. 589 e
n. 592 ai deputati. L'assessore Marziano è presente. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Panepinto per illustrare la mozione n. 589.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Marziano, preciso subito che per i firmatari della mozione, cioè a
dire sottoscritto ed i tre colleghi facenti parte della V
Commissione, ma anche tutti i parlamentari del PD, per noi non c'è
la preclusione a volere difendere la nostra mozione rispetto a
quella che porta la firma di tutti i Capigruppo come spesso avviene
in questo Parlamento, noi vogliamo, così come lo stesso
intendimento ha l'altra mozione presentata dai colleghi - porre
l'attenzione, come ci siamo detti più volte, con l'assessore
Marziano, nel rappresentare il fatto che non solo migliaia di
persone con le loro famiglie, riconoscendo la legge la cosiddetta
Buona scuola , il merito di avere assunto centomila persone, cosa
che non accadeva da anni ma, ovviamente, per ognuno che viene
assunto, in queste ultime ore, si pone il problema del
trasferimento in altre città del Nord e, chiaramente, si pone la
questione di famiglie che si smembrano, di nuclei familiari che
dovranno stabilire le loro due residenze, perché spesso se sono
insegnanti capita che vanno in scuole diverse, in regioni diverse.
Noi abbiamo voluto porre la questione con la nostra mozione,
insieme ai colleghi Milazzo, Maggio e Panarello, non solo per
rappresentare un disagio sociale, così come è stato fatto nel
Consiglio regionale della Puglia, ma per rappresentare da questo
fatto grave, da questa drammatica ripercussione sulle famiglie, ma
per onestà intellettuale devo ripetere che il Governo Renzi con il
Ministero della Pubblica istruzione, hanno consentito di sanare
situazioni di precariato di diversi anni e anche di offrire
l'opportunità a persone che un anno fa non immaginavano di poter
entrare in questo meraviglioso mondo che è la scuola, di avere un
posto di lavoro e, soprattutto, diventare docenti ed insegnanti.
Noi ci siamo posti un problema e, correttamente debbo dire, ce lo
siamo posti non solo come Gruppo parlamentare ma come partito,
coinvolgendo la nostra responsabile regionale - che è
un'insegnante, peraltro, la professoressa Altamore, per
rappresentare quali sono, oggettivamente, le ragioni per cui le
scuole del nord assorbono molto personale, quelle siciliane in
particolare e del sud non hanno la possibilità di garantire lavoro
a questi insegnanti che hanno trovato una stabilità in questi
ultimi mesi. E la ragione è che il numero di ore che viene
effettuato nei nostri istituti scolastici, nelle nostre istituzioni
scolastiche è molto inferiore rispetto a quello di altre regioni
del nord e del centro Italia e non arriviamo alle 40 ore che
permetterebbero e consentirebbero di avere personale, di avere una
scuola completa, di avere un'attività didattica curriculare ed
extra curriculare idonea, sostanzialmente, di avere quello che la
moderna pedagogia ci dice necessario per formare soprattutto gli
alunni degli istituti comprensivi della primaria e della
secondaria.
Per cui, nella nostra mozione noi poniamo una questione
preliminare, cioè come trovare le formule perché il monte ore, che
a Milano è di 40 ore, a Palermo, come a Catania, come ad Agrigento
e ad Enna non sia più di 24 ma raggiunga le 24 ore.
Noi sappiamo benissimo che i comuni che possono permettersi
finanziariamente l'erogazione dei pasti, la cosiddetta mensa
scolastica , in Sicilia sono pochi. Per esempio, nel mio comune noi
garantiamo servizio mensa a tutte le classi elementari, medie e
materne ma con grande sacrificio rispetto al nostro bilancio.
Ovviamente, questo accade in pochi comuni così come pochi sono in
comuni in Sicilia a cui è stato autorizzato il tempo pieno.
Per cui, consegniamo all'assessore Bruno Marziano, non tanto il
compito di diventare il sindacalista di una folta, importante,
umanità di persone che in queste ore debbono fare i conti con le
loro vicende personali ma, chiaramente, gli insegnanti sono stati
nominati per insegnare nelle scuole e, quindi, dobbiamo avere le
condizioni perché ciò possa accadere.
Per questa ragione, io chiedo, ad iniziare dal capogruppo del PD,
ai colleghi parlamentari degli altri Gruppi, non perché riteniamo
la nostra migliore, ma perché è stata elaborata non solo come un
appello politico, ma come l'individuazione di possibili soluzioni,
di ritenere un'unica mozione quella che presentiamo, incaricando
l'Assessore di fare una sintesi senza che ci siano, e noi ancor
meno degli altri vogliamo farlo, primi della classe.
Oggi, questa Assemblea, per le funzioni che ha, che sono quelle di
stimolo, che sono quelle di sollecitazione nei confronti del
Ministero della Pubblica istruzione che ha come espressione un
sottosegretario siciliano, l'onorevole Davide Faraone, di
consegnare all'Assessore che già conosce il tema, lo ha
approfondito, se mi posso permettere, ha contribuito anche alla
relazione della mozione che il PD presenta con i tre componenti
della V Commissione ed io che la firmo, la necessità non solo di
rappresentare le esigenze del mondo della scuola e dei suoi
insegnanti, circa 7 mila se non ricordo male, che dovrebbero
trasferirsi in altra parte di Italia, ma soprattutto la necessità
di allineare le attività scolastiche siciliane, il monte ore, a
quelle delle altre regioni italiane.
Io penso che anche la necessità di dirottare risorse che non
possono essere quelle della Regione che non ne ha e nemmeno quelle
degli enti locali che non hanno sufficienti risorse, tanti comuni
andati poi in dissesto, di sostenere questa attività che è
fondamentale per il cosiddetto tempo prolungato e per aumentare il
numero di ore scolastiche e per avere più insegnanti che lavorano
da siciliani nelle scuole siciliane.
Per cui, la necessità anche di intervenire sui cosiddetti PON per
essere utilizzati anche per attività aggiuntive quale può essere
quello del servizio mensa.
Noi chiediamo, Assessore, che lei sia nella Conferenza Stato-
Regione, alla luce del deliberato del Consiglio regionale della
Puglia, così come farà la Calabria e così come farà pure la
Campania, possa rappresentare esattamente questo disagio, che non è
solo il disagio degli insegnanti che partono, ma anche il disagio
delle famiglie, degli alunni che chiedono una scuola moderna e,
chiaramente, per fare tutto ciò rispetto anche alle novità che ha
introdotto la legge 107, nonché mi permetto di dire anche per il
merito di questo Governo e del Governo nazionale, interventi per
milioni e milioni di euro che si stanno facendo per l'edilizia
scolastica per rendere sicure le nostre scuole, belle ed efficienti
anche dal punto di vista dell'accoglienza.
Credo, Assessore, che a lei e al Governo questo compito di
rappresentare le esigenze che sono nella nostra mozione, al Governo
nazionale, nella Conferenza Stato-Regione poco importa, ovviamente,
non credo che sarà un grande tema di così speculare importanza,
quello di avere una sola mozione che metta in condizioni lei e il
Governo siciliano a rappresentare quello che nelle mozioni stesse
viene rappresentato.
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di apporre la propria firma
alla mozione n. 589 gli onorevoli Raia, Sammartino, Riggio, Cirone
e Cani.
L'Assemblea ne prende atto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo di Forza
Italia ha sottoscritto insieme agli altri capigruppo la mozione n.
592, ma non c'è nessuna difficoltà per quel che mi riguarda ad
unificare la mozione, perché sostanzialmente l'obiettivo che ci
poniamo e che si pone il Gruppo di Forza Italia è proprio quello di
evitare l'esodo, che poi è l'esodo non solo degli insegnanti, ma è
dei siciliani e di intere famiglia, come se noi favorissimo un
ulteriore emigrazione, perché poi è gente che si trasferisce e
possibilmente non torna più; e nello stesso tempo quello di
implementare la durata delle lezioni non solo con il tempo pieno,
ma anche inserendo, per esempio, alcune materia, come l'inglese non
solo in maniera sporadica, ma anche nella scuola primaria dando
così la possibilità a tanti insegnanti e soprattutto ai nostri
alunni di potere avere una maggiore attenzione e soprattutto una
maggiore formazione.
Quindi, l'obiettivo è proprio quello che l'Assessore si faccia
portavoce in seno alla Conferenza Stato-Regione perché al pari
delle altre regioni anche la Sicilia possa avere il tempo
prolungato e soprattutto dare la possibilità agli insegnanti di
restare qua.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che la trattazione è
unificata, quindi dopo l'intervento dell'assessore Marziano si
passerà alla votazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
anche perché nell'intervento di apertura, del collega Panepinto
sono stati illustrati i temi.
Le mozioni sono state presentate a firma praticamente di tutti,
quindi la trattazione poi congiunta. E' un chiaro intento da parte
di tutto il Parlamento di volere dare corso a quella che è la
richiesta di impegnare il Governo regionale, e per esso quindi
l'Assessore, a farsi carico di rappresentare quelle che sono le
motivazioni della mozione nella Conferenza Stato-Regione.
Da una interlocuzione ho saputo che l'Assessore già da domani è
attivo su questo tema, ci spiegherà adesso come intende
intervenire.
Rivolgo un ringraziamento a tutti i componenti del Parlamento
proprio perché c'è stata un'attenzione particolare e, soprattutto,
anche una velocità nella calendarizzazione di questo documento che
poi è anche frutto del lavoro di squadra che è stato fatto in
un'altra regione che è la regione Puglia.
Quindi, con la speranza che tutto vada a buon fine e che ci sia,
appunto, una risposta immediata, anche da parte del Governo
nazionale, ringrazio l'Assessore per quello che da domani comincerà
a fare e che porterà a fare proprio per questo tema.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, in effetti le due mozioni hanno
lo stesso unico obiettivo che è quello di impegnare il Governo
della Regione, che condivide perfettamente e totalmente i contenuti
delle due mozioni, a far sì che il Governo nazionale possa adottare
tutti i provvedimenti necessari ad evitare quello che, per ragioni
oggettive che adesso brevemente mi sforzerò di illustrare, appare
come una sorta di esodo, quando si spostano alcune migliaia di
persone è come si determina un impoverimento della regione da cui
queste persone sono costrette a spostarsi verso altre regioni.
Perché dal punto di vista della completezza della mozione io
preferirei unificare le due mozioni a partire da quella presentata
dal Gruppo dei parlamenti del PD? Sicuramente non per ragioni di
appartenenza, ma perché in questa mozione sono indicati anche due
percorsi da adottare per ottenere questo risultato perché noi ci
possiamo presentare alla trattativa con il Governo nazionale
dicendo: vi preghiamo di evitare l'esodo degli insegnanti .
Ci possiamo presentare invece dicendo: Caro Governo nazionale,
noi vogliamo contribuire, visto che non abbiamo competenza in
materia di personale e di didattica, vogliamo contribuire a porre
le condizioni perché questo fenomeno non si verifichi più nel
futuro .
Quali sono le condizioni? Noi, purtroppo, viviamo questa
situazione perché in Sicilia, in Campania, e in Calabria una delle
condizioni che determina la permanenza delle persone nel proprio
territorio ci mette in una spiacevole graduatoria ai primi posti,
cioè noi garantiamo il tempo pieno nelle scuole primarie e
dell'infanzia solo per il 7 per cento, penultimi solo alla
Campania che lo garantisce al 6,5 per cento, mentre ci sono Regioni
come la Lombardia, 43 per cento, l'Emilia Romagna 41 per cento, la
Toscana 41 per cento, che per ciò stesso poi attirano personale,
attirano insegnanti.
Quindi, la prima delle condizioni è mettere in atto tutte le
misure necessarie ad incrementare, io dico a raddoppiare, perché ci
sono le condizioni, ora mi sforzerò brevemente di illustrarle, a
raddoppiare la percentuale di tempo pieno nelle scuole primarie e
dell'infanzia, che intanto risolverebbe il problema del
trasferimento di tutta quella parte di insegnanti che opera nella
scuola primaria e dell'infanzia.
C'è poi il tema della scuole secondarie superiori, cioè la
possibilità di aumentare quello che si chiama tempo prolungato,
attraverso una serie di misure. Una di queste è ridurre il numero
degli alunni in una scuola: dal momento in cui abbassi il tetto
massimo aumenti il numero delle classi e quindi aumenti l'esigenza
di persone che si fermano. Si potrebbe dire: ma come si fa questo?
Come riusciamo al netto delle risorse che abbiamo e con un saldo
zero a ottenere questo? .
Io ho avviato in questi giorni, a seguito di questa pressione, lo
dico senza problemi, è nata da una presa di posizione della Regione
Puglia che ha posto con forza il problema, ci siamo raccordati con
l'Assessore della Regione Puglia, abbiamo contattato gli assessori
delle altre regioni meridionali, quello che emerge è un'esigenza
che riguarda il meridione d'Italia, cioè quelle regioni ad un basso
tasso di tempo pieno e di tempo prolungato. Noi abbiamo, però,
dalla nostra come Sicilia una risorsa che è la possibilità di
utilizzare i fondi PON e POR della scuola
Ho avviato, in questi giorni, una interlocuzione con il
sottosegretario Faraone per vedere come possiamo utilizzare i fondi
PON e POR per mettere in condizione i comuni di programmare il
tempo pieno. Perché è facile dire a un comune: devi fare il tempo
pieno , ma se il comune non ha le risorse la mensa non la potrà
fare, è facile dire all'ex province, al libero consorzio: devi
garantire le condizioni per il tempo prolungato , per fare questo è
necessario che ci siano le risorse.
Io penso che uno degli impegni che posso assumere con questo
Parlamento è proprio quello di mettere, assieme al Sottosegretario
e al Ministero della Pubblica istruzione, un piano che punti
nell'utilizzo delle risorse PON e delle risorse POR, come primo
obiettivo quello di incrementare il tempo pieno nelle primarie e
nelle scuole dell'infanzia il tempo prolungato nelle secondarie
superiori. Questo ci consentirà, così come stiamo cercando di fare
per l'altro tipo di istruzione, quella che ormai ha carattere
ordinamentale anch'essa ma è l'istruzione e formazione, noi
vogliamo presentarci al Governo nazionale con le nostre idee.
Vogliamo presentarci come coloro i quali hanno in testa un
percorso di rafforzamento delle condizioni di base per aumentare il
numero degli insegnanti e, quindi, eliminazione delle cosiddette
classi pollaio , aumento del tempo pieno e aumento del tempo
prolungato.
Su questa base, penso di potere esercitare per conto e su mandato
del Parlamento della Regione tutto il percorso necessario fino ad
arrivare ad un confronto fra la Commissione dell'Assemblea
regionale siciliana, le organizzazioni sindacali e il Ministero
perché è un problema che non potremo risolvere domani ma che se non
avviamo il percorso non si risolverà mai.
Io penso che con un piano triennale di incremento del tempo pieno
e del tempo prolungato noi non ci dovremmo trovare più nel futuro
in queste condizioni.
Intanto, adesso ho colto le indicazioni che sono venute da questi
confronti con le organizzazioni sindacali, con questi gruppi
spontanei di insegnanti, perché tutto quello che è possibile
tecnicamente fare già da adesso, si possa fare per ridurre al
minimo questo trasferimento che non è solo di insegnanti ma di
beni, di ricchezza. Questo strappare le famiglie al loro
territorio, alla loro città che è il sacrificio ritenuto
necessario, si può condividere o meno, per la stabilizzazione di un
settore, dover per anni ha vissuto il precariato.
Penso che pur non avendo noi, come Regione, competenza specifica
in materia di didattica e di personale, un'azione sinergica,
congiunta con il Ministero possa ridurre al minimo i disagi dovuti
all'applicazione di queste norme.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 589, che assorbe
anche nel dispositivo la mozione n. 592. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Preciso che la mozione è stata approvata all'unanimità.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LENTINI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento intero.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di parlare
ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno, per
rappresentare il mio disappunto per il comportamento assunto dal
Presidente di Riscossione Sicilia. Pertanto, ho presentato una
mozione di censura e rimozione per tre ordini di motivi.
Il primo: per palese conflitto di interesse perché l'avvocato
Fiumefreddo ha organizzato, è leader di un partito siciliano che si
chiama Movimento Cittadino e, dichiarato da lui stesso, Movimento
digitale che ha programmato in Sicilia 8 macro aree. E' una notizia
che hanno dato pure i quotidiani. Sappiamo tutti che per la
gestione della riscossione tributaria, secondo me, non può stare in
quel posto.
Il secondo motivo: il 21 giugno scorso, signor Presidente, io ho
presentato al Presidente di Riscossione Sicilia una richiesta di
accesso agli atti, ai sensi dell'articolo 28 della legge 10 del
1991. Ho avuto come risposta un diniego, tenendo presente che la
Presidenza dell'onorevole Ardizzone, con nota 3049 del 2013, ha
dichiarato che non si può disattendere il sindacato ispettivo e
politico conferito ai deputati regionali, tenendo presente anche
che la Corte costituzionale con nota del 1966 dichiara che il
deputato regionale, per le prerogative, per tutto quello che
riguarda l'attività politica, può fare ispezione, può fare atti che
sicuramente possono danneggiare la comunità siciliana.
Il terzo motivo ancora più grave che metto a conoscenza dei
colleghi. L'avvocato Fiumefreddo ha subìto una imputazione coatta
dal GIP, la dottoressa Cosentino, per i reati di truffa e
patrocinio infedele e il 29 settembre di questo mese la prima
udienza si svolgerà al Tribunale di Catania.
Ritengo, signor Presidente, che per questi fatti, così importanti,
così deleteri per la partecipazione attiva della politica e della
gestione della burocrazia regionale, che questo fatto venga
trattato con carattere di urgenza, immediatamente in Conferenza dei
capigruppo per prendere immediatamente una decisione per trattare
la mozione di censura e il relativo sollevamento.
RAGUSA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento intero.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
riguarda il dispositivo finanziario che la II Commissione sta
elaborando e che chiederei sia alla II Commissione sia al Governo
di portare velocemente in Aula perché le somme destinate alle
province regionali siciliani, oggi liberi consorzi, non sono
bastevoli per quanto riguarda i servizi di assistenza igienico-
sanitaria nelle scuole superiori.
Quindi, vuol dire che noi dovremmo affrontare la prossima stagione
scolastica con una insufficienza economica per portare avanti
questi servizi importantissimi per quanto riguarda questi giovani
affetti da disabilità e, quindi, creando un grosso problema sia a
loro che alle loro famiglie, tenendo presente anche che la
Conferenza unificata del Ministero del Presidente del Consiglio
assegna 70 milioni di euro alle Regioni italiane e non a quelle a
Statuto speciale.
Quindi, il danno, in questo senso, diventa doppio perché non solo
non ci vengono assegnati dei fondi come Regione a Statuto speciale,
ma bisogna tenere presente che nella passata stagione, il prelievo
forzato, ha messo in ginocchio le province regionali della Sicilia
ed, in particolare, quella di Ragusa che oggi ha grosse difficoltà
a chiudere il proprio bilancio in equilibrio.
Per cui, serve subito, con urgenza, che il dispositivo venga in
Aula, venga approvato, per dare serenità alle famiglie e ai ragazzi
compresi nel grado di disabilità, ma anche agli enti che oggi si
chiamano Liberi Consorzi, per proseguire in modo efficiente nel
dare servizio al territorio e, quindi, a tutte le famiglie che ne
sentono il bisogno.
Per cui, signor Presidente, spero che il Governo faccia il proprio
dovere in modo rapido e certo.
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, volevo agganciarmi all'intervento del
collega proprio perché questa situazione c'è stata, è uscita sui
giornali, dei nostri colleghi parlamentari hanno presentato delle
interrogazioni e delle interpellanze, perché su questo Fondo di
riparto di ben 70 milioni, purtroppo, la Sicilia è stata totalmente
esclusa. E noi sappiamo che proprio recentemente, in questo ultimo
anno, come i nostri studenti diversamente abili hanno dovuto subire
diverse interruzioni nella frequentazione dell'anno scolastico
proprio perché le province non hanno potuto - vista l'esiguità
delle risorse e gli innumerevoli tagli subiti - garantire i servizi
necessari per questi studenti.
Abbiamo presentato una interpellanza volta al Governo proprio per
chiedere come intende interfacciarsi con lo Stato, sulla Conferenza
Stato-Regioni, anche se abbiamo cercato i verbali e il decreto era
stato ampiamente illustrato, ed era evidente già in una prima fase,
che la Sicilia sarebbe stata esclusa.
Quindi, chiedo a lei, signor Presidente, se è possibile domani in
Conferenza dei capigruppo sottoporre all'attenzione di tutti i
capogruppo, magari trasformandola in mozione, o comunque in un atto
di indirizzo che possa essere sottoposto al Governo, perché anche
la trattazione di questo argomento, viste le gravissime purtroppo
condizioni in cui si trovano le ex province, ci porterà a settembre
a vedere di nuovo calpestati i diritti di questi ragazzi e di
queste famiglie.
Ora, senza nessun senso polemico, solo volendo parlare al
buonsenso di questa Presidenza, vorrei che domani si trovasse lo
scorcio, il momento giusto per potere parlare di questa questione e
soprattutto dare una soluzione a breve termine, perché la
situazione è veramente gravissima, come ci viene continuamente
sollecitata dalle Associazioni dei familiari presso le Commissioni,
a volte Affari istituzionali , a volte la V Commissione, a volte
la VI Commissione, proprio per il grave senso di abbandono e
solitudine a cui non potremo dare risposta perché senza risorse le
risposte potranno essere solo a parole e non con i fatti.
PRESIDENTE. Ricordo che proprio domani è convocata la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alle ore 11.00, presso la
Sala Pio La Torre, proprio con all'ordine del giorno
Sprogrammazione dei lavori della sessione estiva . Quindi, potrà
essere quella la sede anche per affrontare questo argomento.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi
unisco alla richiesta che è stata formulata durante la serata da
parte di numerosi colleghi affinché a partire da domani sera possa
essere discusso il disegno di legge n. 1214.
Questo disegno di legge, per essere chiari, oltre a prevedere
tutta una serie di interventi per i Consorzi di bonifica, per le
società partecipate, per tutto ciò che è necessario in questo
momento, ha però un obiettivo fondamentale, cioè quello di
distribuire 9 milioni di euro alle Province. Province che - come i
colleghi hanno ricordato - sono in una situazione drammatica, a
partire dalla mia Provincia, che è gravata da un debito di 8
milioni e mezzo l'anno, non riesce assolutamente più a pagare i
lavoratori, tant'è vero che il commissario della Provincia
regionale di Siracusa è stato costretto alle dimissioni proprio
perché non riusciva a chiudere il bilancio e, di conseguenza,
doveva portare al dissesto la ex Provincia regionale di Siracusa.
Signor Presidente, io mi appello a lei affinché domani la
Conferenza dei capigruppo non solo metta all'ordine del giorno
questo disegno di legge, ma soprattutto che già domani pomeriggio
in Aula si discuta sui problemi riguardanti le Province.
La collega Foti, con l'abituale intelligenza, ha posto il problema
dei ragazzi, delle ragazze diversamente abili, che non hanno
ricevuto assistenza nell'ultimo anno scolastico e che, comunque,
anche nel futuro anno scolastico - nel caso in cui non riuscissimo
ad approvare prima della chiusura della sessione estiva questo
disegno di legge che stanzia i nove milioni di euro, ripeto, per le
Province - non potrebbe partire il servizio a partire dal nuovo
anno scolastico, costringendo questi ragazzi, che già hanno
grossissime difficoltà, a rimanere ancora a casa e non socializzare
come invece è giusto che sia.
Io però avevo chiesto di intervenire per denunciare - uso il
termine denunciare volutamente - una cosa gravissima, che ha,
ancora una volta, come protagonista in negativo la mia Provincia e
che sta causando gravissimi danni al mio territorio anche in
considerazione del fatto che adesso le voglio raccontare.
La provincia di Siracusa ha sempre avuto, data la vastità dei suoi
boschi che, le ricordo, sono tra i più significativi in Italia, un
elicottero. Questo elicottero è stato sempre appostato nella
postazione della Forestale di Buccheri, che è una zona baricentrica
rispetto alla Provincia di Siracusa, alla Provincia di Ragusa ed
alla Provincia di Catania, proprio perché Buccheri è al confine di
queste tre Province, e di conseguenza questo elicottero ha potuto,
negli anni, intervenire sulle tre Province garantendo una immediata
presenza.
L'anno scorso, improvvisamente, si decise - credo per motivi solo
clientelari, perché non c'erano altre motivazioni da giustificare
questo trasferimento - di trasferire l'elicottero nella vicina e
confinante città di Vizzini.
Si disse che la base degli elicotteri della Forestale non andava
più bene perché c'era un pino che era cresciuto un po' troppo e
quindi non era più possibile fare atterrare gli elicotteri. Di
conseguenza, ci sono stati mesi e mesi di trattative con il Comune
di Buccheri, il quale Comune di Buccheri ha una base di elicotteri
che è quello della Protezione civile, quindi collaudato, quindi
perfettamente funzionante, quindi perfettamente in grado di fare
atterrare questi elicotteri.
Le trattative fra il Corpo forestale ed il Comune di Buccheri alla
fine si sono concluse positivamente, nel senso che il Comune di
Buccheri dava in disponibilità al Corpo forestale anche dei locali
per fare alloggiare gli elicotteristi e comunque per fare
alloggiare quelli del Corpo forestale, forse dismettendo anche
qualche affitto.
E' stata firmata una convenzione; in questa convenzione al Comune
di Buccheri sono stati imposti di fare dei lavori. Il Comune di
Buccheri ha fatto questi lavori, quindi spendendo risorse della
collettività proprio perché avevamo la necessità di avere
l'elicottero in Provincia di Siracusa.
Bene, il giorno in cui dovevano arrivare gli elicotteri è stato
comunicato al Comune di Buccheri che pacta non sunt servanda, cioè
che gli accordi non vanno più mantenuti, che gli accordi firmati
con la Regione sono carta straccia e che di conseguenza la Regione
non intendeva più onorare gli impegni che aveva assunto col Comune
di Buccheri e che aveva assunto con la Provincia di Siracusa,
facendo - ripeto - spendere qualche migliaio di euro al Comune di
Buccheri.
Dopodiché, una serie di interlocuzioni che vi sono state con il
Corpo forestale - a quanto pare i "pentiti" non sarebbero quelli
del Corpo forestale ma sarebbero quelli del Corpo nazionale
forestale, cioè quelli che gestiscono gli elicotteri che noi
paghiamo - a quanto pare gli elicotteristi non intendono
trascorrere le serate e le loro giornate a Buccheri, ma vogliono
rimanere a Comiso, perché a Comiso hanno l'aeroporto a portata di
mano, perché a Comiso ci sono locali che a Buccheri non ci sono,
perché a Comiso facilmente scendono dall'elicottero e possono
andare a prendere l'aereo.
Ho sottoposto queste cose più volte al dirigente del Corpo
forestale. Ha pensato e ritenuto opportuno nemmeno di rispondere.
Ritiene che questa sia una landa deserta, dove il Corpo nazionale
forestale può fare quello che vuole. Però, vorrei ricordare a tutti
che questo non è un servizio che ci viene dato gratuitamente, ma è
un servizio che viene pagato, e viene pagato anche bene dai
siciliani. E non viene pagato per tenere gli elicotteristi nella
base di Comiso, che ricordo essere in una zona lontanissima dalla
Provincia di Siracusa, eppure quest'anno la Provincia di Siracusa
sta bruciando come non mai. Ed i ritardi nell'arrivo degli
elicotteri - che prima erano immediati - si stanno facendo sentire.
Veda, nello spegnimento degli incendi, l'intervento immediato
dell'elicottero è fondamentale, perché se noi non riusciamo ad
essere subito sul fuoco poi non riusciamo più a riprenderlo. E
ricordo che la Provincia di Siracusa è una Provincia che ha, per
quanto riguarda impianti che contiene petrolio e derivati dal
petrolio, una situazione fra le più importanti d'Europa.
La scorsa settimana sono bruciati ettari di terreno attorno alle
nostre raffinerie e l'elicottero, l'incendio è iniziato alle ore
14.00, poi vi farò avere anche le fotografie, è arrivato verso le
ore 16.56, cioè con quattro ore di ritardo e quando la macchia
mediterranea dei monti Climiti, quelli fra altre cose cantati da
Virgilio, era andata interamente distrutta.
Questo, signor Presidente, per denunciare ancora una volta un
gravissimo disservizio. Si è ascari nei confronti del Governo
nazionale anche in questi casi; anche nei casi in cui paghiamo e
non riusciamo ad imporre scelte a coloro i quali pensano di
continuare a tenere questa Isola come se fosse una colonia romana.
Non lo siamo più, però mi pare di capire che qualche nostro
dirigente generale non ha capito che lui deve servire la Regione
Sicilia, non deve servire il Governo nazionale, perché noi
siciliani lo paghiamo per questo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 3 agosto 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
I -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLA PRESA
D'ATTO DELLE DIMISSIONI DELL'ON. GIOVANNI IOPPOLO DALLA CARICA DI
DEPUTATO REGIONALE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA'
II - COMUNICAZIONI
III -RICHIESTA DI PROROGA, A NORMA DELL'ARTICOLO 29 TER, COMMA 3,
DEL REGOLAMENTO INTERNO, DEL TERMINE ASSEGNATO ALLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE SPECIALE STATUTO .
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
1086/A)
Relatore: on. Rinaldi
V -SVOLGIMENTO DELL'INTERROGAZIONE:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VII -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per
gli amministratori e per i dipendenti della Regione
Siciliana . (n. 854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una
nuova facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi
edilizi di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO -
FALCONE - TAMAJO
La seduta è tolta alle ore 20.09
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio