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Resoconto d'Aula della Seduta n. 353 di mercoledì 03 agosto 2016
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 17.19

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

   Onorevoli   colleghi,  avverto   che  del  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura in altra seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   delle dimissioni dell'on. Giovanni Ioppolo dalla carica di deputato
   regionale per motivi di incompatibilità
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   «Attribuzione  del  seggio resosi vacante a  seguito  della  presa
  d'atto  delle dimissioni dell'on. Giovanni Ioppolo dalla carica  di
  deputato regionale per motivi di incompatibilità»

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il punto I dell'ordine del  giorno
  reca:  Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della presa
  d'atto delle dimissioni dell'onorvole Giovanni Ioppolo dalla carica
  di deputato regionale per motivi di incompatibilità .
   La Commissione Verifica dei Poteri si riunirà in corso di serata e
  ci  auguriamo  che  si possa procedere all'insediamento  del  nuovo
  deputato.

   regionale 4 agosto 2015, n. 15, in materia di elezione  degli  organi
   dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e di proro-
   ga della gestione commissariale
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 4
  agosto  2015, n. 15, in materia di elezione degli organi dei liberi
  Consorzi  comunali e dei Consigli metropolitani e di proroga  della
  gestione  commissariale». (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138/A
  Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifiche alla
  legge  regionale 4 agosto 2015, n. 15, in materia di elezione degli
  organi dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani  e
  di proroga della gestione commissariale». (nn. 1153-15-845-860-922-
  1003-1126-1138/A Stralcio I/A), posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.   Comunico   che  ha  chiesto   congedo,   per   oggi,
  l'onorevole Nicotra.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende la discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge
  regionale 4 agosto 2015, n. 15, in materia di elezione degli organi
  dei  liberi  Consorzi comunali e dei Consigli  metropolitani  e  di
  proroga  della  gestione commissariale». (nn.  1153-15-845-860-922-
  1003-1126-1138/A Stralcio I/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la I Commissione si è insediata.

   GRECO GIOVANNI. Manca l'Assessore al ramo.

   PRESIDENTE. Il Governo è presente.
   Presidente  Cascio,  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari  si è deciso di incardinare tre disegni di  legge,  di
  cui due di competenza della I Commissione.
   Pertanto,  incardiniamo, chiudiamo la discussione generale,  diamo
  per  letto  tutto.  Fissiamo il termine per la presentazione  degli
  emendamenti  a  domani  alle ore 12.00. Vediamo  domani  di  andare
  avanti no stop fino a sabato per l'approvazione, ove possibile, dei
  disegni di legge.
   In  assenza del relatore, onorevole Germanà, ha facoltà di parlare
  il  Presidente  della Commissione, onorevole Cascio Salvatore,  per
  svolgere la relazione.

   CASCIO  SALVATORE,  presidente della Commissione.  Mi  rimetto  al
  testo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  rapidamente,  solo  per  chiedere, se fosse  possibile  incardinare
  anche  l'altro  disegno  di legge iscritto all'ordine  del  giorno,
  quello sui diritti della famiglia.

   PRESIDENTE.  Il  disegno di legge di cui parla era stato  inserito
  nella precedente Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
  Oggi,  la  Conferenza ha deciso quali sono i disegni  di  legge  da
  incardinare,  discutere  ed  approvare  entro  la  chiusura   della
  sessione estiva.
   E'  chiaro che il disegno di legge rimane iscritto all'ordine  del
  giorno. Lei ha fatto bene ad evidenziarlo ma c'è una Conferenza che
  si  è  disciplinata in un certo modo anche contingentando i  tempi.
  Però, ha fatto bene a rilevarlo. E' iscritto all'ordine del giorno.
    Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto di  parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Ricordo  che il termine per presentare gli emendamenti al  disegno
  di legge in questione è fissato entro domani alle ore 12.00.

   zione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli or-
   gani comunali. Modifica di norme in  materia di organo di  revisione
   economico-finanziaria degli enti locali e di status degli amministra-
   tori locali (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Discussione  del  disegno  di legge «Disposizioni  in  materia  di
  elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
  organi  comunali.  Modifica  di  norme  in  materia  di  organo  di
  revisione economico-finanziaria degli enti locali e di status degli
  amministratori   locali»  (nn.  1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-
  1224/A)

    PRESIDENTE.  Si procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Disposizioni  in materia di elezione del sindaco e  del  consiglio
  comunale  e di cessazione degli organi comunali. Modifica di  norme
  in  materia di organo di revisione economico-finanziaria degli enti
  locali  e  di status degli amministratori locali» (nn. 1153-15-845-
  860-922-1003-1126-1138-1224/A), posto al numero  2)  del  II  punto
  dell'ordine del giorno.
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  l'incardinamento del testo sulla riforma elettorale, ovviamente, ci
  deve far ricordare che discutiamo questo disegno di legge ormai  da
  più  mesi.  E' arrivato in Aula, sono stato anch'io a  chiedere  il
  ritorno in Commissione, così come è avvenuto.
   Ovviamente,  una  legge elettorale è esattamente lo  stabilire  le
  regole  del  gioco  e  non  presuppongono, diciamo,  maggioranze  e
  minoranze,  sensibilità che vanno a condividere la modifica  di  un
  sistema  che in Sicilia parte dalla legge n. 7 del 1992 ed anticipa
  la stessa normativa nazionale sull'elezione diretta dei sindaci, la
  legge n. 81 del 1993.
   Il Gruppo parlamentare del PD, come gruppo di maggioranza, non per
  fare valere diritti che non ha, prova, ed ha provato e continuerà a
  lavorare  insieme a tutti i Gruppi perché il testo  sia  condiviso,
  sia  un  testo  che  riscriva le regole e veda la concertazione  di
  tutti i Gruppi parlamentari presenti in questo Parlamento.
   Ovviamente come Gruppo parlamentare del PD privilegiamo l'idea  di
  dare  stabilità  alle amministrazioni locali in  Sicilia.  Noi,  in
  questo momento, stiamo provando anche a dire la nostra rispetto  al
  mantenimento del ballottaggio, pur abbassando la soglia al  40  per
  cento e si lega al fatto che il premio di maggioranza per i sindaci
  che  vincono, poi, al secondo turno, se la coalizione raggiunge  il
  40  per  cento  avrà  legittimamente il premio di  maggioranza  nei
  consigli comunali.
   Così  come  riteniamo che sia, diciamo, fuori luogo immaginare  un
  terzo mandato per il sindaco. Lo diciamo perché riteniamo che, come
  nelle  democrazie più mature, sia necessario che ad un certo  punto
  si  ritorni  a  scegliere  altri candidati  che,  poi,  si  possano
  ricandidare.   Quindi,   la  nostra  idea,   che   sottoporremo   e
  sottoponiamo, in questo momento all'attenzione di tutti, è  che  il
  terzo mandato è un errore che non va commesso.
   Riteniamo  anche, nella logica di trovare la massima  condivisione
  sulle  regole, di dare stabilità quindi, una norma che  è  prevista
  nel   disegno  di  legge  che,  oggi,  si  incardina  deve   essere
  modificata,  cioè vale a dire le dimissioni della  maggioranza  dei
  consiglieri    comunali    non   possono   avvenire    all'indomani
  dell'insediamento  del  Consiglio comunale, possono  avvenire  solo
  dopo  due  anni,  allineandoci  così  alla  norma  che  prevede  la
  presentazione  e  la  discussione della mozione  di  sfiducia  solo
  trascorsi  due  anni dall'inizio della legislatura  consiliare  del
  sindaco.
   Per  cui, ci auguriamo come Gruppo parlamentare del PD, che questo
  testo  abbia la massima condivisione, che non venga letto  e  altri
  provino a farlo leggere come un tentativo di cambiare le regole, ma
  come  una  necessità qual è quella di reintrodurre, di  abolire  il
  voto confermativo, di dare forza a quelle che sono le due parti  di
  un  sistema democratico sui territori e sugli enti locali,  vale  a
  dire  i  consigli  comunali  che costituiscono  per  essere  eletti
  soprattutto nei comuni superiori a 15 mila abitanti, le coalizione,
  a  rafforzare  il senso della coalizione, perché la coalizione  che
  sceglie   il   sindaco,  quindi  immaginare  il  voto  obbligatorio
  confermativo  è un errore  a meno che il cittadino elettore  decida
  di  esercitare il doppio diritto al voto, uno per il  sindaco,  uno
  per  il  consigliere comunale che sta dentro una  lista  e  di  una
  coalizione.
   Il  testo  approvato  in Commissione prevede anche  l'allineamento
  alla   normativa   nazionale  per  il   sistema   maggioritario   e
  proporzionale, cioè a 15 mila abitanti, togliendo un'anomalia  che,
  in  qualche maniera, non voglio commentare i risultati,  quello  di
  avere un sistema triplo, maggioritario dei comuni, i comuni da 10 a
  15 mila abitanti e da 15 mila in su.
   Per  cui,  l'auspicio, a nome del Partito democratico,  è  che  il
  testo  debba  essere un testo che stabilisca regole senza  favorire
  nessuno,  mantenendo  quei  principi che  nel  lontano  1992  hanno
  consentito  a  questa  regione, la prima in  Italia,  ad  avere  un
  sistema      elettorale     che     garantisse     la     stabilità
  dell'amministrazione,  nel  rispetto delle  funzioni  dei  consigli
  comunali,  ma  anche nel rispetto del voto espresso per  l'elezione
  del  sindaco, perché noi abbiamo bisogno, in questa Sicilia più  di
  altre  parti  d'Italia,  di  stabilità e  certezza  dell'azione  di
  governo degli enti locali.

   PRESIDENTE. In assenza del relatore, onorevole Cordaro, ha facoltà
  di  parlare  il  Presidente  della  Commissione,  onorevole  Cascio
  Salvatore, per svolgere la relazione.

   CASCIO SALVATORE, Presidente della Commissione. Signor Presidente,
  il relatore, onorevole Cordaro, è assente. Io mi potrei limitare  a
  rimettermi  al  testo,  però  ho la necessità  di  intervenire  per
  chiarire  un  po' quali sono state le dinamiche e  che  cosa  hanno
  apportato all'esito di questo testo.
   Le  dinamiche  sono  note a tutti. Questo  testo  era  partito  in
  maniera  semplificata, era partito con due, tre punti, era arrivato
  in  Aula,  era pronto al voto e dopo alcuni deputati hanno  chiesto
  che   ritornasse  in  Commissione  perché  non  si  poteva  perdere
  un'occasione,  anzi  si  doveva  cogliere  un'occasione,  dato  che
  c'eravamo,  di mettere mano alla legge elettorale in maniera  anche
  più consistenti. E così ha fatto la Commissione.
   La Commissione si è riunita, ha esaminato gli emendamenti al testo
  e  ha  votato questi emendamenti. E questi emendamenti,  al  di  là
  delle  prese  di posizione che possono essere a volte  ideologiche,
  che a volte sono di partito, che sono partigiane, la Commissione ha
  svolto  un  lavoro estraniandosi da tutto quello  che  sono  questi
  aspetti, ma rimarcando quello che poteva essere l'aspetto tecnico e
  l'aspetto  della  semplificazione  della  legge  elettorale  e   ha
  trovato, nella abolizione del doppio turno, la semplificazione  più
  consistente e più innovativa per quanto riguarda la modifica  della
  legge elettorale.
   Tutto  questo nasce da una ratio, non nasce da un'improvvisazione.
  E  la  ratio che ha condotto la Commissione a fare questa scelta  è
  dovuta  al  fatto che il sistema politico italiano è  completamente
  cambiato.  E'  cambiato perché rispetto ai partiti tradizionali  vi
  sono  dei  blocchi e i blocchi che prima erano due, sono  diventati
  tre, per cui l'elettore, a volte, in un sistema di ballottaggio  si
  viene  a trovare in una condizione del votare il meno peggio perché
  chi  viene escluso dal ballottaggio molto spesso o è disinteressato
  al  voto  al  secondo turno tanto e le percentuali di affluenza  al
  voto  al  secondo  turno sono bassissime oppure  non  vota  secondo
  quello che era il proprio intendimento.
   E allora, se questo era vero e dovevamo abituarci ad un meccanismo
  del genere potevamo eliminare questo doppio turno tenendo conto che
  entrava  in  un  concetto più ampio e generale  che  riguardava  la
  spending  review,  la  riduzione del costo della  politica,  perché
  chiaramente  un turno elettorale in meno incideva e di molto  sulle
  casse dei comuni e sulle casse a sua volta dei cittadini italiani e
  siciliani in particolare.
   Questo è stato quello che ha portato ad esitare questo disegno  di
  legge  e l'articolo 2 è l'articolo più dibattuto di tutta la  legge
  in questione.
   Accanto   a   questo   si  è  ritornato  a  parlare   dell'effetto
  trascinamento  e  si è introdotta la possibilità per  il  candidato
  sindaco  che  non  viene  eletto in  consiglio  comunale,  cioè  il
  migliore   perdente,   di   diventare   consigliere   comunale    e
  rappresentare l'opposizione.
   Queste  sono le novità sostanziali del disegno di legge che  viene
  rimesso  all'Aula. Chiaramente, l'Aula è sovrana  e,  quindi,  come
  tutti i disegni di legge anche questo è emendabile.
   Questo  è  quello  che è uscito dalla Commissione  e  cosa  uscirà
  dall'Aula, Presidente, io non sono in grado nè di prevederlo nè  di
  fare  una valutazione. La valutazione poi sarà fatta dai siciliani,
  dagli  elettori, se abbiamo fatto un buon disegno di  legge  oppure
  abbiamo fatto una cosa, per usare un eufemismo, un po' pasticciata.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
  disegno  di legge sia finalmente una iniziativa del Parlamento  che
  pone   chiarezza  a  quello  che  era  stato  fatto  nella   scorsa
  legislatura.
   Lo  dico questo perché  non c'è dubbio che spesso gli elettori  si
  sono  trovati in difficoltà nell'esprimere il voto per via  di  una
  legge  che  non  esprimeva con chiarezza quale  era  il  sistema  e
  l'avere  insistito  su  questo sistema  la  scorsa  legislatura  ha
  portato  spesso alla perdita di una serie di consensi per i sindaci
  e  porto  l'esempio  della mia città dove,  nella  scorsa  campagna
  elettorale,  il 18 per cento dei consensi per il sindaco  non  sono
  stati espressi.
   Questo  disegno di legge elimina questo inconveniente,  nel  senso
  che,  finalmente,  si ha certezza non solo del  sindaco  che  viene
  scelto,  ma  si ha certezza anche di una maggioranza che accompagna
  il  sindaco qualora si raggiunge un certo numero di voti e  io  non
  starei  qui a sottilizzare molto sulla percentuale minima che  deve
  essere raggiunta per dichiarare il sindaco eletto al primo turno.
   Ritengo  che  ci  sono tante ragioni valide che possono  essere  a
  sostegno  del  40  per cento o ragioni valide  che  possono  essere
  sostenute da alcuni in ordine ad una cifra inferiore. Starei più  a
  sottolineare il valore importante e significativo che viene dato  a
  questo  disegno di legge per cui il cittadino ha la possibilità  di
  esprimere con  chiarezza il proprio voto e avere la possibilità  di
  avere  una  amministrazione  comunale sostenuta,  se  i  numeri  lo
  consentono,  di  una  maggioranza e  un  riconoscimento  così  come
  avviene  per  il  sistema elettorale regionale,  del  sindaco,  del
  tentato  sindaco  non  eletto  cioè  il  secondo  nella  lista  dei
  candidati  a  sindaco  come  capo  della  rappresentanza   politica
  dell'opposizione.  Mi pare un atto questo di estrema correttezza.
   Avrei  delle riflessioni da fare sull'asticella che viene spostata
  da  10  a  15  mila  voti  perché credo che sia  non  adeguatamente
  rappresentativa.  La  possibilità che nei comuni  fino  a  15  mila
  abitanti  ci  possa essere una rappresentanza più proporzionale  di
  quella che è la realtà, perché ci sono tanti comuni importanti  che
  il  sistema delle due liste che ovviamente non consente alla  terza
  lista di essere rappresentata eliminerebbe una serie di opportunità
  per  tanti cittadini che,  non volendosi schierare con un  partito,
  con  una  lista di appartenenza politica esprimono il loro  impegno
  politico attraverso la lista civica.
   Su questo argomento rifletterei abbastanza per dire che nei comuni
  piccoli  è  possibile  fare questo, in un comune  che  ha  già  una
  dimensione  di  15  mila  abitanti sarei  per  soprassedere,  però,
  ovviamente, su questo vedrò come andrà il dibattito e per quanto mi
  riguarda è questo un suggerimento che do all'Assemblea.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo forse all'atto
  finale.  Ho  sentito i colleghi che hanno utilizzato  termini  come
  necessità, necessità di mettere ordine, di dare regole,  di  lavoro
  da parte della Commissione, un lavoro impegnativo, è vero.
   Assessore Cracolici, quando lei era presidente, questa legge le si
  proponeva  in Commissione e ha fatto un bel po' di volte  avanti  e
  indietro,  come  una  palla  pazza  o  come  dei  peperoni  che  si
  ripropongono ad ogni occasione, perché questo disegno di  legge  ha
  fatto  avanti e indietro dalla Commissione e, addirittura,  con  un
  iter  tutto  creativo  tenta di avere delle  modifiche  addirittura
  fuori  dalle  sedi:  nei  corridoi,  di  notte,  sui  giornali,  un
  andirivieni  di  tutto  Ballottaggio triplo alla francese,  modello
  americano,  torniamo  avanti, torniamo indietro   Guardi,  solo  il
  modello   Giuditta   ci   manca   Finchè  lunedì   siamo   arrivati
  all'eliminazione dei ballottaggi.
    I siciliani hanno bisogno di questo  ,  perché l'eliminazione del
  ballottaggio, colleghi, è l'apoteosi della democrazia, proprio è il
  massimo.  Dico:  elimina i ballottaggi, subito, via,  si  fa  .  Ma
  facciamo  risparmiare i comuni. Ebbene, colleghi, ci  siamo  appena
  fatti  fregare  da  Roma  7  miliardi all'anno  e  30  miliardi  di
  arretrati  e pensiamo a fare risparmiare i comuni  Peccato  che  in
  Commissione,  signor Presidente, ha fatto capolino  un  emendamento
  che  metteva  a  carico  dei comuni le primarie,  le  primarie  per
  scegliere i candidati. Ma poi, daremo evidenza di questo bellissimo
  emendamento partorito nel cuore del PD.
   I  siciliani hanno questa necessità, è vero. Noi abbiamo il dovere
  in  questo  momento  ora  che  stanno andando  in  vacanza,  magari
  tantissimi senza stipendio, di dargli un po' di serenità, un  nuovo
  input,  uno  slancio, così a settembre, con la legge elettorale  si
  sentiranno almeno incoraggiati. E' un nostro dovere
   Onorevoli  colleghi,  il  testo che si presenta  in  Aula  non  ha
  nessuna  di  queste necessità; l'unica necessità che  noi  dovremmo
  avere  nel  cuore è quella di dare ai siciliani un  solo  strumento
  chiaro  in  cui  in  maniera  democratica,  democratica  e  chiara,
  eleggere i propri rappresentanti e dare a loro la possibilità,  una
  certa  agilità,  una  certa governabilità,  senza  dubbio,  ma  uno
  strumento democratico.
    E allora, signor Presidente, noi come Movimento Cinque Stelle per
  liberare la Sicilia dall'annoso problema del controllo del voto, di
  cui  le  Prefetture  per prime sono investite  durante  il  periodo
  elettorale,  attraverso delle informative dicono a tutti  di  stare
  attenti  a chi monitora i voti, a chi cerca di circuire le  persone
  nel momento in cui si recano ai seggi, porgendogli i bigliettini  o
  stressandoli emotivamente, chiedendo il voto.
   Avevamo  chiesto di fare la doppia scheda in modo che  si  potesse
  esplicitare  il voto per il sindaco, se proprio si vuole  dare  più
  potere al sindaco, invece no.
   Abbiamo  detto  di  fare  il seggio unico di  spoglio,  quello  sì
  sarebbe   stato   un  risparmio  generale  ed  avrebbe   garantito,
  finalmente,  a  tutti noi serenamente di liberare i  Siciliani  dal
  famoso controllo del voto che è stato acuito - checché se ne dica -
  dal  doppio  voto di genere. E per questo siamo stati  accusati  di
  essere  maschilisti, Presidente, un Gruppo parlamentare che ha  una
  larghissima  rappresentanza di donne, che elegge  sindaci  donne  e
  consiglieri  donne  indipendentemente da  questa  legge,  perché  i
  cittadini sono avanti; nonostante quello che succede in Commissione
  ed in Aula, i Siciliani sono avanti.
   Allora,  Presidente,  la nostra chiave di  lettura  -  quella  per
  intero  non  la   voglio dire perché poi diranno che rappresentiamo
  l'anti  politica,  senza  ricordare che  se  i  Siciliani  si  sono
  allontanati  dalla vita attiva politica, dalla partecipazione,  dal
  voto  - siamo gli ultimi nelle classifiche - è per colpa di  chi  è
  stato rappresentante della politica prima di noi.
   Quindi,  l'antipolitica non siamo noi. Quindi,  io  non  dirò  che
  questa è una legge anti Movimento 5 Stelle, lasciamole stare queste
  cose,   perché   i  Siciliani  sono  più  intelligenti   e   votano
  liberamente.
   Però,  colleghi,  eliminare il ballottaggio,  non  voler  cogliere
  l'opportunità del seggio unico, non volere dare la doppia schede in
  modo   da  poter  esplicitare,  esprimere  la  propria  volontà   e
  reintrodurre il vergognoso trascinamento - aboliamo questo  voto  -
  non va.
   E, per giunta, questa legge che arriva in Aula non ben definita  e
  rifinita  dalla  Commissione ma già - caro Presidente  Cascio,  non
  l'abbia a male - il suo lavoro è finito nel cestino appena  lei  ha
  sospeso la seduta in I Commissione tutti erano pronti a modificare,
  a  trattare, 5 per cento, 4 per cento, 7 per cento. Non si  capisce
  più niente
   Presidente, oggi noi l'abbiamo detto in Conferenza dei  capigruppo
  però,  purtroppo, la dura legge della maggioranza ha voluto che  il
  disegno di legge si incardinasse.
   Ed  incardiniamolo  Ma vi raccomando: se gli emendamenti non  sono
  passati  dalla Commissione e discussi non li presentati perché  non
  ve  li  faremo neanche trattare  Possiamo rimanere qua fino  al  10
  settembre,  non  al  10 agosto, perché noi non ci  spaventiamo  del
  dibattito democratico  E situazioni nei corridoi e negli scantinati
  non ne troviamo: si deve discutere in Commissione
   I  Siciliani non hanno bisogno di questa legge. Voi gliela  volete
  dare: facciamola
   Per  noi  sarebbe  stato  più  opportuno  raffinare  lo  strumento
  elettorale che già abbiamo delle storture che ha, quindi, apportare
  degli aggiustamenti. Questa novità, questa innovazione non serve  a
  nulla.  Queste operazioni di marketing in cui, dicendo che c'è  una
  novità si ha più democrazia, a noi non convince. Non è un pacco  di
  detersivo  in  cui cambi il packaging e convinci il consumatore  di
  dargli qualcosa, un prodotto buono.
   Questa   legge   fa  pena   E  faremo  di  tutto  per   rimandarla
  democraticamente  in  Commissione e,  se  è  possibile,  se  saremo
  costretti, a bocciarla in Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non  ho
  capito  se  già  era  iniziata la discussione generale,  perché  io
  volevo   intervenire  sull'ordine  dei  lavori.  Sulla  discussione
  generale  ha  parlato  già  il mio capogruppo  e,  quindi,  io  non
  interverrò.
   Però,  le voglio fare presente, cortesemente, un problema. Lei  ha
  dato  i  termini per la presentazione degli emendamenti  di  questo
  disegno  di legge, domani alle ore 12.00 e  va bene se è un disegno
  di  legge  di  pochi  articoli su cui si può  lavorare,  ma  vorrei
  ricordarle,  e glielo volevo ricordare, oggi, nella Conferenza  dei
  Capigruppo,  ma  un  collega,  amante  del  dibattito  civile,   ha
  interrotto  quel mio contributo, quindi, lo faccio  qua  in  questa
  sede.
   Il  disegno  di legge sulle variazioni di bilancio,  che  sono  40
  articoli,  lei  non  può dire, in deroga,  che gli  emendamenti  si
  debbono presentare domani entro le ore 12.00.
   Chiedo  a lei di esaminare questo aspetto e darci un tempo congruo
  per poter lavorare su questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, la Conferenza dei  Capigruppo  si  è
  determinata, ha pure votato, anche se a maggioranza, si è deciso di
  incardinare i tre disegni di legge e di dare il termine  delle  ore
  12.00 per presentare gli emendamenti.

   GRECO GIOVANNI. Ma su  40 articoli?

   PRESIDENTE. Ma lei è bravo, onorevole Greco  Sono  sicuro che  già
  sono pronti, quindi, li potrà depositare.

   GRECO GIOVANNI. Le chiedo, cortesemente, di darci più tempo.

   PRESIDENTE.  Non è possibile, l'abbiamo deciso in  Conferenza  dei
  Capigruppo e si è pure votato.

   teria di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazio-
   ne degli organi comunali. Modifica di norme in materia di  organo di
   revisione economico-finanziaria degli enti locali e di status  degli
   amministratori locali(nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1124/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende  la  discussione del disegno di  legge  «Disposizioni  in
  materia  di  elezione  del sindaco e del consiglio  comunale  e  di
  cessazione  degli organi comunali. Modifica di norme in materia  di
  organo  di revisione economico-finanziaria degli enti locali  e  di
  status  degli amministratori locali» (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
  1126-1138-1224/A)

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella  mia  lunga
  esperienza  mi è capitato di assistere alle più ovvie ed  alle  più
  svariate  considerazioni   in merito a  disegni  di  legge  che  si
  discutono nell'Aula. Ed in merito a questo disegno di legge, non mi
  meraviglio che lo si presenti come se fosse un'apocalisse, come  se
  fosse  un  cambio  epocale, uno stravolgimento totale  della  legge
  elettorale.
   Debbo solo cominciare, intanto, a far rimarcare che questo disegno
  di  legge non fa altro che eliminare un'improvvida modifica  che  è
  avvenuta 2 o 3 anni fa. E, quindi, sostanzialmente, nulla di nuovo,
  nulla   di  rivoluzionario,  nulla  di  completamente  stravolgente
  introduce,  se non , se non eliminare una stortura che, come  tanti
  colleghi  hanno sottolineato, e mi riferisco al voto  confermativo,
  aveva  come  conseguenza,  aveva  allontanato  la  possibilità  per
  l'elettore  di  scegliere  con compiutezza  e  con  avvedutezza  il
  proprio  candidato a sindaco. Tant'è, che è accaduto  nelle  ultime
  elezioni, che i candidati a sindaco, mediamente, in tutte le  liste
  ed  in  tutte  le  elezioni, prendevano circa  la  metà  dei  voti,
  rispetto alla coalizione che li sosteneva o al partito o alla lista
  che li sosteneva.
   C'era qualcosa che non andava? E' ovvio che c'era qualcosa che non
  andava  E' una legge poco chiara, era una legge che era fuorviante,
  perché  l'elettore  immaginando di votare per  il  candidato  nella
  lista,  immaginava,  altresì, che quel voto  andasse  al  candidato
  sindaco collegato.
   Nella  modifica,  che è stata introdotta qualche  anno  fa  questa
  possibilità era stata eliminata e,  dopo aver capito che era  stata
  una  follia, una stupidaggine averla fatta, che era antidemocratica
  averla fatta, siamo dovuti, stiamo intervenendo, semplicemente, per
  ripristinare quello che c'era.
   Nulla  di stravolgente, nulla di innovativo, nessun golpe,  nessun
  tentativo di gioco di Palazzo.
   L'altro problema: il problema del turno unico o del doppio turno.
   Chi  vi  parla, da una vita assieme al suo schieramento  politico,
  cioè il centrodestra, fa una battaglia per il turno unico. Non ora;
  non  perché c'è il terzo polo che è diventato tripolare, ma  perché
  siamo convinti da una vita.
   Da  vent'anni ci battiamo per il turno unico, perché riteniamo che
  il  turno  unico possa fare maggiore chiarezza ed eliminare  quegli
  inciuci,  quelli  sì inciuci, altamente improbabili  dal  punto  di
  vista  programmatico,  senza  cioè nessuna  sostanza  programmatica
  dietro,  ma  che  si vanno formando solo in funzione   anti ,  anti
  qualcuno,  ma che nulla hanno a che vedere con l'amministrazione  e
  il  governo  delle nostre città e dei nostri paesi e  che,  quindi,
  nulla  ha  a  che vedere con una espressione democratica  del  voto
  perché  il  voto  non può essere concepito  anti , non  può  essere
  concepito  contro  qualcuno, ma il voto in democrazia  deve  essere
  concepito,  immaginato, per qualcuno e, soprattutto, per  qualcosa:
  per  un  programma,  per  una possibilità  di  governo  dei  nostri
  territori.  Ecco perché da sempre, non da ora, ci battiamo  per  il
  turno unico.
   Altra  questione  -  e  io su questo non mi  accapiglio  -   è  il
  problema   di   introdurre  nel  turno   unico   un   elemento   di
  morigerazione.
   Io  personalmente  avevo  proposto di introdurre   purché :  vieni
  eletto  tu  al  primo turno purché raggiunga almeno  un  terzo  dei
  votanti. Che è un elemento di moderazione, un elemento che serve  a
  cercare  di  evitare  che  possano  accadere  dei  paradossi.   Ma,
  attenzione   Secondo me il paradosso più grande è  che  al  secondo
  turno  ci  possono  essere  gli opposti  che  non  vanno  d'accordo
  assolutamente  su  nulla  che possono  unirsi.  Quello  è  pure  un
  paradosso ed è secondo me il paradosso maggiore.
   Terzo  argomento.  Mi  trovo d'accordo con  quanto  sostenuto  dai
  Cinque  Stelle  sulla questione del voto di genere, non  in  quanto
  voto  di genere, non in quanto voto di genere, ma in quanto  doppia
  preferenza e, quindi, controllo del voto.
   Ora,  è  mai possibile, in democrazia, immaginare che c'è il  boss
  locale,  sia  esso mafioso come spesso può accadere -  mafioso,  lo
  ripeto  -  come spesso può accadere che è padrone di un gruppuscolo
  di  voti,  di un pugno di voti, che con quel pugno di voti potrebbe
  al  massimo  eleggere un consigliere comunale  e,  invece,  con  la
  doppia  preferenza gli consentiamo di eleggerne due di  consiglieri
  comunali?  Questa  è una vergogna e bisogna avere  il  coraggio  di
  dirlo  E' incostituzionale perché uno vale uno  Sono d'accordo  con
  i  Cinque Stelle, uno vale uno non due, non tre  Uno vale uno  E se
  vogliamo  evitare  il  controllo del voto dobbiamo  ritornare  alla
  preferenza unica:uno vale uno
   Perché altrimenti ci sarà sempre la possibilità, per il mafioso di
  turno  o  per chi ha il potere di incidere comprandosi un pacchetto
  di  voti, di incidere prendendosi non un consigliere al massimo  ma
  di  prenderne  due.  E se noi accoppiamo questo,  mettiamo  insieme
  questo  con  la diminuzione dei consiglieri comunali, quindi  delle
  liste,  oggi  in  buona parte, oltre la metà dei  comuni  siciliani
  esprimono 10, 12 consiglieri al massimo e se uno ha la capacità  di
  andare a prendersi due consiglieri comunali, potendone eleggere uno
  se  ne prende due è già al 20 per cento e con quel 20 per cento può
  ribaltare le maggioranze posto che a 12, con i consigli comunali  a
  12,  e  la maggior parte sono a 12, due consiglieri comunali  fanno
  saltare la maggioranza.
   Questa è una norma che bisogna avere il coraggio di chiamarla  per
  quella che è.
   Io  sono disposto ed ho presentato un emendamento, addirittura, se
  vogliamo  favorire  la presenza dei due sessi in maniera  paritaria
  nei   consigli   -   bene  -  possiamo  mettere   una   norma.   Io
  nell'emendamento  l'ho presentato in questo  senso,  che  le  liste
  debbono essere composte per il 50 per cento, metà e metà fra i  due
  sessi divisi.
   Non è il problema di essere contro qualcosa, o contro un genere  o
  l'altro, il problema vero è impedire il controllo mafioso del  voto
  che  oggi, con la riduzione dei consiglieri comunali, significa  il
  controllo delle amministrazioni, perché due consiglieri su quaranta
  non  sono niente, ma due consiglieri su otto di maggioranza, quando
  la  maggioranza  è  fatta  di  otto a quattro,  significa  che  hai
  capovolto le maggioranze che sono uscite dalle urne elettorali.  Da
  questo  punto  di vista io sono favorevolissimo a questa  legge,  e
  ritengo che sia un'ottima legge.
   Poi, personalmente ritengo che l'articolo 1 vada soppresso, per un
  motivo  di  rappresentanza  democratica.  Quello  di  estendere  il
  sistema   maggioritario nei Comuni fino a quindicimila  abitanti  è
  una tale compressione del diritto democratico di partecipazione che
  avrebbe  come  conseguenza,  a cascata,  che  per  esempio  in  una
  provincia come Messina, su 108 Comuni, 105 andrebbero alle elezioni
  con  il sistema elettorale maggioritario, senza la possibilità, per
  i  partiti, di presentare le liste. Veramente vogliamo arrivare  ad
  una tale compressione della democrazia? Veramente andiamo verso una
  follia  di questo tipo? Io penso che il sistema maggioritario  vada
  bene per i piccoli comuni, ma già dai comuni dai diecimila abitanti
  in su è una compressione enorme dell'espressione democratica, da un
  lato  invochiamo  sempre  di più che ci  vuole  la  presenza  delle
  organizzazioni  dei  partiti in quanto, così  come  previsti  dalla
  Costituzione,  strumenti civici di partecipazione, dall'altro  lato
  vogliamo  eliminare  proprio  la  partecipazione.  Arriviamo   alla
  follia.
   Secondo  me, eliminato l'articolo 1, è una legge che può camminare
  e  presenta  tanti aspetti positivi. Soprattutto non  ha  nulla  di
  rivoluzionario perché ripristina semplicemente un errore fatto  nel
  2011,   quando  è  stata  fatta  l'ultima  modifica   in   materia,
  semplicemente  anni fa.
   Per  il  resto  io  penso che velocemente e rapidamente  si  possa
  giungere  all'approvazione, a questa piccola riforma del testo  che
  introduce  aspetti  di normalità democratica nelle  elezioni  delle
  nostre città.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  penso che ormai siamo in dirittura d'arrivo. Questa legge credo sia
  una buona proposta.
   Riguardo  al trascinamento e alla possibilità del voto  disgiunto,
  quando un elettore sceglie di votare un consigliere di una lista ed
  un   sindaco  di  una  lista  diversa,  penso  che  questo  rientri
  nell'intelligenza umana. Queste sono delle cose che, a mio  avviso,
  una  volta  che non vengono toccate, vige la democrazia, l'elettore
  entra  nell'urna  e può votare chicchessia. Sul  turno  unico  sono
  ancora  più  favorevole. Sono stato uno di quelli che ha presentato
  qualche emendamento rispetto a questa forma di voto, perché ritengo
  che  una persona, un elettore, che si reca nell'urna a votare,  già
  abbia in mente per chi dovrà votare, sia per il consigliere sia per
  il  candidato sindaco. Questa porta al  ballottaggio dove in questo
  caso  negli  ultimi tempi ha agevolato la politica della  protesta,
  del  Movimento  cinque stelle in particolare, ma noi  facciamo  una
  legge  che durerà nel tempo, non è che facciamo una legge solo  per
  quest'anno  o per le prossime amministrative, e vediamo  un  attimo
  qual è il partito che viene più viene agevolato da questa proposta.
  Noi dobbiamo invece, secondo me, perché nella proposta di legge  io
  non vedo, per esempio, la percentuale del sindaco eletto, con quale
  percentuale?
   Io  ritengo che la percentuale del sindaco eletto non debba  avere
  non  meno  del 35-40 per cento, perché un sindaco con il 35-40  per
  cento sicuramente è un candidato sindaco espressione del cittadino;
  è  un'espressione  della città, del comune. Quindi,  questo  è  uno
  degli emendamenti che mi accingerò a presentare.
   Poi,  riguardo invece all'articolo 3, lettera c), dove  invece  si
  parla  del  premio  di maggioranza, dove il premio  di  maggioranza
  viene  attribuito  al  candidato sindaco che raggiunge  il  40  per
  cento.
   Il  40  per  cento mi sembra un dato giusto, ecco questo  metterlo
  alla  elezione diretta, nel senso che l'articolo 3, lettera c),  va
  benissimo,   quindi  al  raggiungimento  del  40  per   cento,   ma
  altrettanto  deve  essere anche questo 40 per cento  o  il  35  per
  cento, perché è una discussione aperta tra i partiti che ancora non
  hanno  raggiunto questo accordo; il sindaco eletto non  deve  avere
  meno del 35-40 per cento.
   E  poi,  Presidente, per quanto riguarda l'elezione dei presidenti
  delle circoscrizioni, noi abbiamo notato alle ultime amministrative
  che,  ad  esempio, la città di Roma dove si è combattuto fortemente
  il   problema  della  politica  dei  quartieri,  dei  quartieri  di
  periferia. Dare la possibilità, se noi veramente vogliamo  inserire
  in   questo  contesto,  le  circoscrizioni  perché  non  diamo   la
  possibilità e normare, questo lo farò con un emendamento,  affinché
  i   comuni   dove  si  svolgeranno  le  elezioni  per  i   consigli
  circoscrizionali, ad esempio penso le città metropolitane che  sono
  grandissime.
   Per  esempio,  la  città  di Palermo ha 8  circoscrizioni  con  25
  quartieri,  molti  dei quali sono quartieri di  periferia.  Se  noi
  dessimo  potere alle circoscrizioni, un potere di  spesa  e  già  a
  partire  fin  da ora, dove diamo con norma questa possibilità  e  i
  sindaci   che   vengono  eletti  devono  sapere  che   i   consigli
  circoscrizionali devono avere un capitolo di spesa che  può  essere
  speso  nei  quartieri, in particolare di periferia che sono  sempre
  quelli  più  abbandonati, che sono sempre quelli dove si  aspettano
  dalla politica almeno un impegno morale. Penso che su questo non ci
  siano dubbi.
   Poi,   riguardo  al  voto  di  genere.  Io,  inizialmente,   avevo
  presentato  un emendamento con alcuni miei colleghi. Io  penso  che
  ormai  viviamo un momento di parità con le donne, c'è un  rispetto,
  ormai   abbiamo  superato  questi  ostacoli,  ormai  la   donna   è
  fondamentale come è fondamentale l'uomo.
   Io presenterò un emendamento, visto e considerato che noi diamo la
  possibilità  del voto di genere, che possa a questo punto  dividere
  la  lista, mettendo il 50 per cento delle donne ed il 50 per  cento
  degli  uomini, perché considero sia l'uomo che la donna alla stessa
  stregua  e  possono  candidarsi tranquillamente  alla  ricerca  del
  consenso, perché sicuramente non sono meno degli uomini.

   PRESIDENTE. Questo, però,  indipendentemente dalla legge.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
  parto  dalla norma, proprio dall'articolo 1. L'articolo 1  è  stato
  l'articolo che nel passato, nell'approvazione di questa norma nelle
  scorse  legislature è stato motivo di discordia,  vuoi  perché  una
  volta  doveva  essere  eletto il sindaco di Taormina,  vuoi  perché
  un'altra  volta doveva essere eletto un altro sindaco  di  un'altra
  città.
   Oggi  dobbiamo dire con molta onestà, che l'articolo 1 deve essere
  approvato così come è stato licenziato dalla Commissione di merito,
  perché  si  rifà  alla  norma  nazionale.  Si  allinea  alla  norma
  nazionale.  E  anche perché dobbiamo dire con molta onestà  che  le
  realtà  con  quindicimila  abitanti oggi sono  composte  da  sedici
  consiglieri.  Per  cui una pluralità di liste  all'interno  di  uno
  schieramento  potrebbe far determinare che un semplice  consigliere
  determini la maggioranza.
   Per  cui  diventa un'amministrazione ricattabile sotto  tutti  gli
  aspetti e di conseguenza non diamo la possibilità dell'andamento di
  una  sana  amministrazione per i sindaci che vanno ad  amministrare
  queste realtà che sono da dieci a quindicimila abitanti.
   A  nome mio personale, e a nome del gruppo a cui appartengo, siamo
  allineati  a quella che è stata la decisione della Commissione  per
  l'approvazione dell'articolo 1.
   Per  quanto riguarda, invece, il problema del turno unico, l'altro
  aspetto fondamentale di questa norma,  - siamo ormai agli sgoccioli
  -,  per  due  o  tre lustri, siamo andati avanti con la  norma  del
  cinquanta  per  cento, ci siamo resi conti che  al  primo  turno  è
  difficilissimo   ormai  anche  con  l'astensione   raggiungere   il
  cinquanta per cento, e di conseguenza si è andati sempre  verso  il
  doppio turno.
   Nel doppio turno, gli elettori che vanno a votare non superano  il
  trenta,  trentacinque  per cento, per cui di conseguenza  il  turno
  unico con il trentacinque per cento, è quello che va a giustificare
  nel  secondo turno l'elezione del sindaco. Questo, anche  in  linea
  con  quella  che è la spending review, potrebbe dare  una  ricaduta
  positiva  per l'economia delle casse regionali per quanto  riguarda
  la tornata elettorale degli enti locali.
   L'altro aspetto fondamentale è il voto di trascinamento. A  questo
  punto  l'Assemblea poteva scegliere. Aveva due strada da scegliere,
  o  quella  della  doppia scheda, o quella del trascinamento.  Si  è
  optato   per   il  trascinamento  perché  giustamente  coloro   che
  compongono  la  lista  giocano e chiedono il voto  personale  e  di
  conseguenza appoggiano il sindaco, per cui la doppia scheda  poteva
  essere  un motivo di dispersione di voti legati a quella che  è  la
  rappresentanza consiliare.
   Come  ha  detto qualche altro mio collega si è verificato  che  la
  lista  va  al  90,  95  per  cento, mentre  il  sindaco  perde  una
  percentuale consistente dei voti.
   Fra i due, si è scelta del voto di trascinamento che condivido  in
  pieno.  L'ultima  analisi, quella del voto di genere.  Il  voto  di
  genere, sostanzialmente questa Assemblea si determinerà. C'è chi  è
  a favore, chi è contro. Come si è detto in qualche altro intervento
  abbiamo  sentito: è un'agevolazione. Voto di genere sì,  ma  stiamo
  parlando di un'agevolazione. Una donna si va a collegare,  -  avete
  visto  nelle ultime tornate elettorali -, che prende voti con  due,
  tre rappresentanti maschili, viene molto più facile.
   A questo punto inserire anche per equità  la norma della redazione
  della lista al cinquanta per cento fra i generi.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Dichiaro  chiusa
  la discussione generale.
   Pongo  in  votazione il passaggio agli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Anche per questo disegno di legge il termine per gli emendamenti è
  fissato  alle ore 12.00 di domani.

   dei Poteri

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Comunicazione inerente la riunione della Commissione per la
                          Verifica dei poteri

   PRESIDENTE.  Comunico  ai  componenti  della  Commissione  per  la
  Verifica  dei poteri che la stessa si terrà domani alle  ore  15.00
  per  l'insediamento del neo deputato, Barbagallo,  in  sostituzione
  del    dimissionario   onorevole   Ioppolo.   Arriverà   l'apposita
  convocazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   mia. Disposizioni varie (n. 1214/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Discussione del disegno di legge « Disposizioni per favorire
                              l'economia.
                   Disposizioni varie » (n. 1214/A)

    PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione  del  disegno  di  legge
  «Disposizioni  per  favorire l'economia.  Disposizioni  varie»  (n.
  1214/A),  posto al numero 3).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.

   VINCIULLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il disegno di legge  che
  la  Commissione  porta all'approvazione dell'Aula  e  che  è  stato
  redatto con la partecipazione consapevole, cosciente, impegnata  di
  tutti  i componenti della Commissione, parte da un disegno di legge
  che  è stato presentato dall'assessore Baccei e che originariamente
  si componeva di 4 soli articoli.
   Durante  l'approvazione della discussione invece  del  disegno  di
  legge  i  componenti  della  Commissione hanno  ritenuto  opportuno
  prendere  in esame una serie di urgenze che erano state  più  volte
  sollecitate  alla  Commissione  Bilancio  e  di  conseguenza  si  è
  ritenuto  utile,  indispensabile, necessario procedere  a  inserire
  queste urgenze nel disegno di legge.
   La  prima  urgenza,  per essere chiaro, è quella  legata  alle  ex
  province e mi riferisco all'articolo 5.
   L'articolo  5  muta la destinazione delle risorse,  assegnate  per
  l'anno  2016  nella  misura  di 9 milioni  di  euro  per  spese  di
  investimento  dei  liberi Consorzi comunali, per  far  fronte  allo
  stato di grave crisi finanziaria di tali enti.
   In  pratica  cosa  era  successo? In fase  di  approvazione  della
  finanziaria  erano  stati destinati 9 milioni  di  euro  ai  liberi
  Consorzi  comunali per investimenti. Oggi, però,  la  necessità  di
  queste  ex province non sono assolutamente gli investimenti,  ma  è
  quello  di  fare  fronte  a  quelle che sono  le  necessità  legate
  soprattutto al personale. Ed essendo rimasti pressoché intatti i 20
  milioni  che questa Assemblea aveva già stanziato l'anno  scorso  a
  favore  delle province per quanto riguarda gli investimenti,  si  è
  ritenuto  opportuno,  ripeto  con  la  partecipazione  di  tutti  i
  componenti  della Commissione, destinare questi 9 milioni  di  euro
  anziché  ad  investimenti,  in questo caso  saremmo  passati  a  29
  milioni  di euro, destinarli invece per fare fronte alle  necessità
  che le province hanno in questo momento difficile.
   La  seconda  cosa che la Commissione ha voluto prendere  in  esame
  riguardava la vicenda dei Consorzi di bonifica.
   In  un momento in cui i Consorzi di bonifica sono allo stremo,  in
  un  momento  in  cui  sui Consorzi, sugli agricoltori  soprattutto,
  stanno  premendo  i  Consorzi per far  fronte  alle  necessità  che
  riguardavano le spese che devono sostenere dal momento  che  questa
  Assemblea ha ritenuto di diminuire la copartecipazione del  Governo
  alle spese, appunto, per la gestione dei Consorzi di bonifica, si è
  deciso  di destinare ai Consorzi di bonifica 3 milioni e  700  mila
  euro.
   Queste  somme  per essere chiari - e lo diciamo in  maniera  netta
  affinché  non vi sia nessuna cattiva interpretazione - servono  per
  mitigare  e  contenere, a partire dall'anno 2012,  l'aumento  delle
  tariffe per gli agricoltori relative all'irrigazione e nello stesso
  tempo  per  assicurare la prosecuzione dell'erogazione  dell'acqua.
  Cioè,  per  essere chiari, i direttori sanno che da oggi  oltre  ad
  esigere,  ma  nel  rispetto di questo nuovo articolo  che  è  stato
  proposto  alla  Commissione dagli agricoltori, il  pagamento  delle
  quote  acquee non pagate per gli altri anni devono però  assicurare
  come   riterranno   opportuno   la   prosecuzione   dell'erogazione
  dell'acqua.
   Questa  era  la  seconda  cosa che  ha  smosso  più  di  tutti  la
  Commissione.
   L'altra  cosa importante riguarda l'articolo 14. Come  voi  sapete
  l'articolo  14  interviene  sulle problematiche  che  riguardano  i
  lavoratori   delle  società  partecipate  che  sono  coinvolti   in
  procedimento  di liquidazione. Era stato fatto un  albo  dove  sono
  confluiti  i  lavoratori  di tre società partecipate  che  sono  in
  procedimento  di  liquidazione, si è stabilito il finanziamento  di
  contratti  di  servizi  aggiuntivi per l'affidamento  alla  società
  Servizi  Ausiliari  Sicilia di svariate attività  per  l'assistenza
  all'utilizzo di risorse comunitarie per lo sviluppo e la  crescita.
  In pratica, tutti coloro i quali fino ad oggi sono stati dipendenti
  di  società partecipate in liquidazione, andranno presso la Servizi
  Ausiliari Sicilia. E, lo stesso provvedimento è stato previsto  per
  i  lavoratori del CERISDI, così come è stato previsto  che  l'IRFIS
  nel  sopperire  ai proprio fabbisogni di personale debba  attingere
  dal medesimo albo e non può assumere personale da altri albi.
   Queste  sono  le  tre norme più importanti, così come  sicuramente
  importante  è  l'articolo  7  dove  finalmente  vengono   stanziati
  duemilioni  e  quattrocento mila euro per le  scuole  dell'infanzia
  paritarie  che  godranno  di  questo  beneficio  in  maniera    più
  oggettiva rispetto al passato, nel senso che, tutti coloro i  quali
  intendono  ottenere il contributo da parte della Regione,  dovranno
  garantire  la  priorità all'accoglienza gratuita  degli  alunni  in
  condizioni disagiate da almeno due alunni per sezione.
   E'  un  provvedimento che introduce da una parte il riconoscimento
  della funzione pubblica che svolgono le scuole non statali, d'altra
  parte  il fatto, però, che i bambini, le bambine che provengono  da
  fasce  sociali  deboli devono essere accolti in queste  scuole.  Si
  dirà  che  già  questo viene fatto, ma viene fatto in  maniera  non
  omogenea,  in  questo modo abbiamo deciso di  far  sì  che  venisse
  fissato  per sempre il concetto che il contributo alle  scuole  non
  statali, pubbliche, corrisponde anche al dovere di queste scuole di
  accogliere  i  bambini  e le bambine appartenenti  a  ceti  sociali
  deboli.
   E' chiaro poi che è stato finalmente data la giusta definizione al
  problema   dei   complessi  termali  di  Sciacca  e  di   Acireale,
  utilizzando, appunto, la possibilità di un mutuo che possa dare  in
  questo  modo,  un  processo  di riordino  del  settore  termale  in
  Sicilia,  salvaguardando,  sia chiaro,  il  patrimonio  termale  di
  Sciacca  e di Acireale, durante questo processo di liquidazione  in
  corso.
   Si  tratta di dare una copertura attraverso l'autorizzazione  alla
  stipula di un mutuo per l'importo massimo di 18 milioni e 900  mila
  euro, attraverso un piano di ammortamento della durata di ventinove
  anni.
   Ci  sono tutta una serie di interventi, anch'essi, di fondamentale
  importanza  per  cui  rimandiamo a  quello  che  è  previsto  nella
  relazione.   Una   cosa   importante   sono   gli   interventi   di
  riqualificazione  urbana mediante edilizia  sociale  convenzionata,
  cioè il cosiddetto social housing.
   E  poi  è  chiaro  che  abbiamo  la proroga  dei  termini  per  la
  realizzazione di programmi di edilizia agevolata e convenzionate, i
  confidi, gli enti regionali, e tutta una serie di provvedimenti che
  sono  di  estrema  urgenza e che hanno riscontrato la  responsabile
  partecipazione  degli  assessorati e il giusto  riconoscimento,  in
  questo  disegno  di  legge,  che sottoponiamo  all'approvazione  di
  questo  onorevole  Parlamento, certi  che  ci  saranno,  su  questo
  disegno  di legge, i giusti e intelligenti interventi da  parte  di
  tutti i colleghi. Grazie.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo  che  il  termine per la presentazione  degli  emendamenti
  scade domani alle ore 12.00.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  a  domani,  giovedì  4
  agosto 2016, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:

     I  -Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della presa
       d'atto delle dimissioni dell'on. Giovanni Ioppolo dalla carica di
       deputato regionale per motivi di incompatibilita'
  II  - Comunicazioni
  III  -Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
  regionale siciliana per l'anno finanziario 2015 (Doc. n. 151)

       Relatori: i deputati Questori

     IV  - Discussione dei disegni di legge:

       1)  -  Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, in
          materia di elezione degli organi dei liberi Consorzi comunali e dei
          Consigli metropolitani e di proroga della gestione commissariale .
          (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138/A Stralcio I/A) (Seguito)

          Relatore: on. Germanà

       2)  -  Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie .
          (n. 1214/A) (Seguito)

          Relatore: on. Vinciullo

       3)   -   Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del
          consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica
          di norme in materia di organo di revisione economico-finanziaria
          degli enti locali e di status degli amministratori locali . (nn.
          1153-15-845-860-922-1003-1126-1138/A) (Seguito)

          Relatore: on. Cordaro

       4)   -  Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
          1086/A)

          Relatore: on. Rinaldi

     V  -Svolgimento dell'interrogazione:

       N. 3025   -  Chiarimenti  sul  provvedimento  di  scioglimento
              dell'Amministrazione comunale di  Scicli  in  relazione
              alle   gravi   dichiarazioni  rese  alla   stampa   dal
              Presidente della Regione.

              (8 maggio 2015)

                                                              ASSENZA

     VI  - Discussione della mozione:

       N. 496  -  Iniziative in ordine al reclutamento  di  personale
             nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

         (4 novembre 2015)

                                  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                               MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                              TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

     VII  -Discussione del disegno di legge:

        Codice  etico  per  gli eletti a cariche pubbliche,  per  gli
       amministratori  e  per i dipendenti della Regione  Siciliana .
       (n. 854/A)

       Relatore: on. La Rocca Ruvolo

     VIII  -Discussione della mozione:

       N. 494  -  Iniziative  urgenti finalizzate alla  revoca  della
             convenzione   sottoscritta   tra   Regione    siciliana,
             Università  degli  studi  Kore di  Enna  e  Associazione
             Proserpina,  avente ad oggetto l'apertura di  una  nuova
             facoltà di medicina e chirurgia.

             (3 novembre 2015)

                                     ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
                            MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
                                TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
                                       PALMERI    LA ROCCA - CAPPELLO

     IX  - Discussione della mozione:

       N. 524  -  Rimodulazione  urgente del piano  degli  interventi
             denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.

             (13 gennaio 2016)

                               GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
                                                    PAPALE - FIGUCCIA

     X  -Discussione della mozione:

       N. 204  -  Verifica  della presenza di gas radon indoor  negli
             edifici   utilizzati  da  enti  pubblici  e  privati   e
             osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
             di nuova edificazione.

             (24 ottobre 2013)

                               FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                                       CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
                                  MANGIACAVALLO  PALMERI - SIRAGUSA -
                                 TRIZZINO - TANCREDI  ZAFARANA - ZITO

     XI  - Discussione della mozione:

       N. 573   -  Provvedimenti  urgenti  a  favore  dei  pensionati
             dell'Ente acquedotti siciliani.

             (12 maggio 2016)

                                      GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
                                    DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
                                      PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO
                                                     FALCONE - TAMAJO

                   La seduta è tolta alle ore 18.26

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio