Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 17.19
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della seduta
precedente sarà data lettura in altra seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
delle dimissioni dell'on. Giovanni Ioppolo dalla carica di deputato
regionale per motivi di incompatibilità
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
«Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della presa
d'atto delle dimissioni dell'on. Giovanni Ioppolo dalla carica di
deputato regionale per motivi di incompatibilità»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il punto I dell'ordine del giorno
reca: Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della presa
d'atto delle dimissioni dell'onorvole Giovanni Ioppolo dalla carica
di deputato regionale per motivi di incompatibilità .
La Commissione Verifica dei Poteri si riunirà in corso di serata e
ci auguriamo che si possa procedere all'insediamento del nuovo
deputato.
regionale 4 agosto 2015, n. 15, in materia di elezione degli organi
dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e di proro-
ga della gestione commissariale
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 4
agosto 2015, n. 15, in materia di elezione degli organi dei liberi
Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e di proroga della
gestione commissariale». (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138/A
Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifiche alla
legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, in materia di elezione degli
organi dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e
di proroga della gestione commissariale». (nn. 1153-15-845-860-922-
1003-1126-1138/A Stralcio I/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi,
l'onorevole Nicotra.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge
regionale 4 agosto 2015, n. 15, in materia di elezione degli organi
dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e di
proroga della gestione commissariale». (nn. 1153-15-845-860-922-
1003-1126-1138/A Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la I Commissione si è insediata.
GRECO GIOVANNI. Manca l'Assessore al ramo.
PRESIDENTE. Il Governo è presente.
Presidente Cascio, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si è deciso di incardinare tre disegni di legge, di
cui due di competenza della I Commissione.
Pertanto, incardiniamo, chiudiamo la discussione generale, diamo
per letto tutto. Fissiamo il termine per la presentazione degli
emendamenti a domani alle ore 12.00. Vediamo domani di andare
avanti no stop fino a sabato per l'approvazione, ove possibile, dei
disegni di legge.
In assenza del relatore, onorevole Germanà, ha facoltà di parlare
il Presidente della Commissione, onorevole Cascio Salvatore, per
svolgere la relazione.
CASCIO SALVATORE, presidente della Commissione. Mi rimetto al
testo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
rapidamente, solo per chiedere, se fosse possibile incardinare
anche l'altro disegno di legge iscritto all'ordine del giorno,
quello sui diritti della famiglia.
PRESIDENTE. Il disegno di legge di cui parla era stato inserito
nella precedente Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Oggi, la Conferenza ha deciso quali sono i disegni di legge da
incardinare, discutere ed approvare entro la chiusura della
sessione estiva.
E' chiaro che il disegno di legge rimane iscritto all'ordine del
giorno. Lei ha fatto bene ad evidenziarlo ma c'è una Conferenza che
si è disciplinata in un certo modo anche contingentando i tempi.
Però, ha fatto bene a rilevarlo. E' iscritto all'ordine del giorno.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo che il termine per presentare gli emendamenti al disegno
di legge in questione è fissato entro domani alle ore 12.00.
zione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli or-
gani comunali. Modifica di norme in materia di organo di revisione
economico-finanziaria degli enti locali e di status degli amministra-
tori locali (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1224/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazione degli
organi comunali. Modifica di norme in materia di organo di
revisione economico-finanziaria degli enti locali e di status degli
amministratori locali» (nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-
1224/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del consiglio
comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica di norme
in materia di organo di revisione economico-finanziaria degli enti
locali e di status degli amministratori locali» (nn. 1153-15-845-
860-922-1003-1126-1138-1224/A), posto al numero 2) del II punto
dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'incardinamento del testo sulla riforma elettorale, ovviamente, ci
deve far ricordare che discutiamo questo disegno di legge ormai da
più mesi. E' arrivato in Aula, sono stato anch'io a chiedere il
ritorno in Commissione, così come è avvenuto.
Ovviamente, una legge elettorale è esattamente lo stabilire le
regole del gioco e non presuppongono, diciamo, maggioranze e
minoranze, sensibilità che vanno a condividere la modifica di un
sistema che in Sicilia parte dalla legge n. 7 del 1992 ed anticipa
la stessa normativa nazionale sull'elezione diretta dei sindaci, la
legge n. 81 del 1993.
Il Gruppo parlamentare del PD, come gruppo di maggioranza, non per
fare valere diritti che non ha, prova, ed ha provato e continuerà a
lavorare insieme a tutti i Gruppi perché il testo sia condiviso,
sia un testo che riscriva le regole e veda la concertazione di
tutti i Gruppi parlamentari presenti in questo Parlamento.
Ovviamente come Gruppo parlamentare del PD privilegiamo l'idea di
dare stabilità alle amministrazioni locali in Sicilia. Noi, in
questo momento, stiamo provando anche a dire la nostra rispetto al
mantenimento del ballottaggio, pur abbassando la soglia al 40 per
cento e si lega al fatto che il premio di maggioranza per i sindaci
che vincono, poi, al secondo turno, se la coalizione raggiunge il
40 per cento avrà legittimamente il premio di maggioranza nei
consigli comunali.
Così come riteniamo che sia, diciamo, fuori luogo immaginare un
terzo mandato per il sindaco. Lo diciamo perché riteniamo che, come
nelle democrazie più mature, sia necessario che ad un certo punto
si ritorni a scegliere altri candidati che, poi, si possano
ricandidare. Quindi, la nostra idea, che sottoporremo e
sottoponiamo, in questo momento all'attenzione di tutti, è che il
terzo mandato è un errore che non va commesso.
Riteniamo anche, nella logica di trovare la massima condivisione
sulle regole, di dare stabilità quindi, una norma che è prevista
nel disegno di legge che, oggi, si incardina deve essere
modificata, cioè vale a dire le dimissioni della maggioranza dei
consiglieri comunali non possono avvenire all'indomani
dell'insediamento del Consiglio comunale, possono avvenire solo
dopo due anni, allineandoci così alla norma che prevede la
presentazione e la discussione della mozione di sfiducia solo
trascorsi due anni dall'inizio della legislatura consiliare del
sindaco.
Per cui, ci auguriamo come Gruppo parlamentare del PD, che questo
testo abbia la massima condivisione, che non venga letto e altri
provino a farlo leggere come un tentativo di cambiare le regole, ma
come una necessità qual è quella di reintrodurre, di abolire il
voto confermativo, di dare forza a quelle che sono le due parti di
un sistema democratico sui territori e sugli enti locali, vale a
dire i consigli comunali che costituiscono per essere eletti
soprattutto nei comuni superiori a 15 mila abitanti, le coalizione,
a rafforzare il senso della coalizione, perché la coalizione che
sceglie il sindaco, quindi immaginare il voto obbligatorio
confermativo è un errore a meno che il cittadino elettore decida
di esercitare il doppio diritto al voto, uno per il sindaco, uno
per il consigliere comunale che sta dentro una lista e di una
coalizione.
Il testo approvato in Commissione prevede anche l'allineamento
alla normativa nazionale per il sistema maggioritario e
proporzionale, cioè a 15 mila abitanti, togliendo un'anomalia che,
in qualche maniera, non voglio commentare i risultati, quello di
avere un sistema triplo, maggioritario dei comuni, i comuni da 10 a
15 mila abitanti e da 15 mila in su.
Per cui, l'auspicio, a nome del Partito democratico, è che il
testo debba essere un testo che stabilisca regole senza favorire
nessuno, mantenendo quei principi che nel lontano 1992 hanno
consentito a questa regione, la prima in Italia, ad avere un
sistema elettorale che garantisse la stabilità
dell'amministrazione, nel rispetto delle funzioni dei consigli
comunali, ma anche nel rispetto del voto espresso per l'elezione
del sindaco, perché noi abbiamo bisogno, in questa Sicilia più di
altre parti d'Italia, di stabilità e certezza dell'azione di
governo degli enti locali.
PRESIDENTE. In assenza del relatore, onorevole Cordaro, ha facoltà
di parlare il Presidente della Commissione, onorevole Cascio
Salvatore, per svolgere la relazione.
CASCIO SALVATORE, Presidente della Commissione. Signor Presidente,
il relatore, onorevole Cordaro, è assente. Io mi potrei limitare a
rimettermi al testo, però ho la necessità di intervenire per
chiarire un po' quali sono state le dinamiche e che cosa hanno
apportato all'esito di questo testo.
Le dinamiche sono note a tutti. Questo testo era partito in
maniera semplificata, era partito con due, tre punti, era arrivato
in Aula, era pronto al voto e dopo alcuni deputati hanno chiesto
che ritornasse in Commissione perché non si poteva perdere
un'occasione, anzi si doveva cogliere un'occasione, dato che
c'eravamo, di mettere mano alla legge elettorale in maniera anche
più consistenti. E così ha fatto la Commissione.
La Commissione si è riunita, ha esaminato gli emendamenti al testo
e ha votato questi emendamenti. E questi emendamenti, al di là
delle prese di posizione che possono essere a volte ideologiche,
che a volte sono di partito, che sono partigiane, la Commissione ha
svolto un lavoro estraniandosi da tutto quello che sono questi
aspetti, ma rimarcando quello che poteva essere l'aspetto tecnico e
l'aspetto della semplificazione della legge elettorale e ha
trovato, nella abolizione del doppio turno, la semplificazione più
consistente e più innovativa per quanto riguarda la modifica della
legge elettorale.
Tutto questo nasce da una ratio, non nasce da un'improvvisazione.
E la ratio che ha condotto la Commissione a fare questa scelta è
dovuta al fatto che il sistema politico italiano è completamente
cambiato. E' cambiato perché rispetto ai partiti tradizionali vi
sono dei blocchi e i blocchi che prima erano due, sono diventati
tre, per cui l'elettore, a volte, in un sistema di ballottaggio si
viene a trovare in una condizione del votare il meno peggio perché
chi viene escluso dal ballottaggio molto spesso o è disinteressato
al voto al secondo turno tanto e le percentuali di affluenza al
voto al secondo turno sono bassissime oppure non vota secondo
quello che era il proprio intendimento.
E allora, se questo era vero e dovevamo abituarci ad un meccanismo
del genere potevamo eliminare questo doppio turno tenendo conto che
entrava in un concetto più ampio e generale che riguardava la
spending review, la riduzione del costo della politica, perché
chiaramente un turno elettorale in meno incideva e di molto sulle
casse dei comuni e sulle casse a sua volta dei cittadini italiani e
siciliani in particolare.
Questo è stato quello che ha portato ad esitare questo disegno di
legge e l'articolo 2 è l'articolo più dibattuto di tutta la legge
in questione.
Accanto a questo si è ritornato a parlare dell'effetto
trascinamento e si è introdotta la possibilità per il candidato
sindaco che non viene eletto in consiglio comunale, cioè il
migliore perdente, di diventare consigliere comunale e
rappresentare l'opposizione.
Queste sono le novità sostanziali del disegno di legge che viene
rimesso all'Aula. Chiaramente, l'Aula è sovrana e, quindi, come
tutti i disegni di legge anche questo è emendabile.
Questo è quello che è uscito dalla Commissione e cosa uscirà
dall'Aula, Presidente, io non sono in grado nè di prevederlo nè di
fare una valutazione. La valutazione poi sarà fatta dai siciliani,
dagli elettori, se abbiamo fatto un buon disegno di legge oppure
abbiamo fatto una cosa, per usare un eufemismo, un po' pasticciata.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
disegno di legge sia finalmente una iniziativa del Parlamento che
pone chiarezza a quello che era stato fatto nella scorsa
legislatura.
Lo dico questo perché non c'è dubbio che spesso gli elettori si
sono trovati in difficoltà nell'esprimere il voto per via di una
legge che non esprimeva con chiarezza quale era il sistema e
l'avere insistito su questo sistema la scorsa legislatura ha
portato spesso alla perdita di una serie di consensi per i sindaci
e porto l'esempio della mia città dove, nella scorsa campagna
elettorale, il 18 per cento dei consensi per il sindaco non sono
stati espressi.
Questo disegno di legge elimina questo inconveniente, nel senso
che, finalmente, si ha certezza non solo del sindaco che viene
scelto, ma si ha certezza anche di una maggioranza che accompagna
il sindaco qualora si raggiunge un certo numero di voti e io non
starei qui a sottilizzare molto sulla percentuale minima che deve
essere raggiunta per dichiarare il sindaco eletto al primo turno.
Ritengo che ci sono tante ragioni valide che possono essere a
sostegno del 40 per cento o ragioni valide che possono essere
sostenute da alcuni in ordine ad una cifra inferiore. Starei più a
sottolineare il valore importante e significativo che viene dato a
questo disegno di legge per cui il cittadino ha la possibilità di
esprimere con chiarezza il proprio voto e avere la possibilità di
avere una amministrazione comunale sostenuta, se i numeri lo
consentono, di una maggioranza e un riconoscimento così come
avviene per il sistema elettorale regionale, del sindaco, del
tentato sindaco non eletto cioè il secondo nella lista dei
candidati a sindaco come capo della rappresentanza politica
dell'opposizione. Mi pare un atto questo di estrema correttezza.
Avrei delle riflessioni da fare sull'asticella che viene spostata
da 10 a 15 mila voti perché credo che sia non adeguatamente
rappresentativa. La possibilità che nei comuni fino a 15 mila
abitanti ci possa essere una rappresentanza più proporzionale di
quella che è la realtà, perché ci sono tanti comuni importanti che
il sistema delle due liste che ovviamente non consente alla terza
lista di essere rappresentata eliminerebbe una serie di opportunità
per tanti cittadini che, non volendosi schierare con un partito,
con una lista di appartenenza politica esprimono il loro impegno
politico attraverso la lista civica.
Su questo argomento rifletterei abbastanza per dire che nei comuni
piccoli è possibile fare questo, in un comune che ha già una
dimensione di 15 mila abitanti sarei per soprassedere, però,
ovviamente, su questo vedrò come andrà il dibattito e per quanto mi
riguarda è questo un suggerimento che do all'Assemblea.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo forse all'atto
finale. Ho sentito i colleghi che hanno utilizzato termini come
necessità, necessità di mettere ordine, di dare regole, di lavoro
da parte della Commissione, un lavoro impegnativo, è vero.
Assessore Cracolici, quando lei era presidente, questa legge le si
proponeva in Commissione e ha fatto un bel po' di volte avanti e
indietro, come una palla pazza o come dei peperoni che si
ripropongono ad ogni occasione, perché questo disegno di legge ha
fatto avanti e indietro dalla Commissione e, addirittura, con un
iter tutto creativo tenta di avere delle modifiche addirittura
fuori dalle sedi: nei corridoi, di notte, sui giornali, un
andirivieni di tutto Ballottaggio triplo alla francese, modello
americano, torniamo avanti, torniamo indietro Guardi, solo il
modello Giuditta ci manca Finchè lunedì siamo arrivati
all'eliminazione dei ballottaggi.
I siciliani hanno bisogno di questo , perché l'eliminazione del
ballottaggio, colleghi, è l'apoteosi della democrazia, proprio è il
massimo. Dico: elimina i ballottaggi, subito, via, si fa . Ma
facciamo risparmiare i comuni. Ebbene, colleghi, ci siamo appena
fatti fregare da Roma 7 miliardi all'anno e 30 miliardi di
arretrati e pensiamo a fare risparmiare i comuni Peccato che in
Commissione, signor Presidente, ha fatto capolino un emendamento
che metteva a carico dei comuni le primarie, le primarie per
scegliere i candidati. Ma poi, daremo evidenza di questo bellissimo
emendamento partorito nel cuore del PD.
I siciliani hanno questa necessità, è vero. Noi abbiamo il dovere
in questo momento ora che stanno andando in vacanza, magari
tantissimi senza stipendio, di dargli un po' di serenità, un nuovo
input, uno slancio, così a settembre, con la legge elettorale si
sentiranno almeno incoraggiati. E' un nostro dovere
Onorevoli colleghi, il testo che si presenta in Aula non ha
nessuna di queste necessità; l'unica necessità che noi dovremmo
avere nel cuore è quella di dare ai siciliani un solo strumento
chiaro in cui in maniera democratica, democratica e chiara,
eleggere i propri rappresentanti e dare a loro la possibilità, una
certa agilità, una certa governabilità, senza dubbio, ma uno
strumento democratico.
E allora, signor Presidente, noi come Movimento Cinque Stelle per
liberare la Sicilia dall'annoso problema del controllo del voto, di
cui le Prefetture per prime sono investite durante il periodo
elettorale, attraverso delle informative dicono a tutti di stare
attenti a chi monitora i voti, a chi cerca di circuire le persone
nel momento in cui si recano ai seggi, porgendogli i bigliettini o
stressandoli emotivamente, chiedendo il voto.
Avevamo chiesto di fare la doppia scheda in modo che si potesse
esplicitare il voto per il sindaco, se proprio si vuole dare più
potere al sindaco, invece no.
Abbiamo detto di fare il seggio unico di spoglio, quello sì
sarebbe stato un risparmio generale ed avrebbe garantito,
finalmente, a tutti noi serenamente di liberare i Siciliani dal
famoso controllo del voto che è stato acuito - checché se ne dica -
dal doppio voto di genere. E per questo siamo stati accusati di
essere maschilisti, Presidente, un Gruppo parlamentare che ha una
larghissima rappresentanza di donne, che elegge sindaci donne e
consiglieri donne indipendentemente da questa legge, perché i
cittadini sono avanti; nonostante quello che succede in Commissione
ed in Aula, i Siciliani sono avanti.
Allora, Presidente, la nostra chiave di lettura - quella per
intero non la voglio dire perché poi diranno che rappresentiamo
l'anti politica, senza ricordare che se i Siciliani si sono
allontanati dalla vita attiva politica, dalla partecipazione, dal
voto - siamo gli ultimi nelle classifiche - è per colpa di chi è
stato rappresentante della politica prima di noi.
Quindi, l'antipolitica non siamo noi. Quindi, io non dirò che
questa è una legge anti Movimento 5 Stelle, lasciamole stare queste
cose, perché i Siciliani sono più intelligenti e votano
liberamente.
Però, colleghi, eliminare il ballottaggio, non voler cogliere
l'opportunità del seggio unico, non volere dare la doppia schede in
modo da poter esplicitare, esprimere la propria volontà e
reintrodurre il vergognoso trascinamento - aboliamo questo voto -
non va.
E, per giunta, questa legge che arriva in Aula non ben definita e
rifinita dalla Commissione ma già - caro Presidente Cascio, non
l'abbia a male - il suo lavoro è finito nel cestino appena lei ha
sospeso la seduta in I Commissione tutti erano pronti a modificare,
a trattare, 5 per cento, 4 per cento, 7 per cento. Non si capisce
più niente
Presidente, oggi noi l'abbiamo detto in Conferenza dei capigruppo
però, purtroppo, la dura legge della maggioranza ha voluto che il
disegno di legge si incardinasse.
Ed incardiniamolo Ma vi raccomando: se gli emendamenti non sono
passati dalla Commissione e discussi non li presentati perché non
ve li faremo neanche trattare Possiamo rimanere qua fino al 10
settembre, non al 10 agosto, perché noi non ci spaventiamo del
dibattito democratico E situazioni nei corridoi e negli scantinati
non ne troviamo: si deve discutere in Commissione
I Siciliani non hanno bisogno di questa legge. Voi gliela volete
dare: facciamola
Per noi sarebbe stato più opportuno raffinare lo strumento
elettorale che già abbiamo delle storture che ha, quindi, apportare
degli aggiustamenti. Questa novità, questa innovazione non serve a
nulla. Queste operazioni di marketing in cui, dicendo che c'è una
novità si ha più democrazia, a noi non convince. Non è un pacco di
detersivo in cui cambi il packaging e convinci il consumatore di
dargli qualcosa, un prodotto buono.
Questa legge fa pena E faremo di tutto per rimandarla
democraticamente in Commissione e, se è possibile, se saremo
costretti, a bocciarla in Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
capito se già era iniziata la discussione generale, perché io
volevo intervenire sull'ordine dei lavori. Sulla discussione
generale ha parlato già il mio capogruppo e, quindi, io non
interverrò.
Però, le voglio fare presente, cortesemente, un problema. Lei ha
dato i termini per la presentazione degli emendamenti di questo
disegno di legge, domani alle ore 12.00 e va bene se è un disegno
di legge di pochi articoli su cui si può lavorare, ma vorrei
ricordarle, e glielo volevo ricordare, oggi, nella Conferenza dei
Capigruppo, ma un collega, amante del dibattito civile, ha
interrotto quel mio contributo, quindi, lo faccio qua in questa
sede.
Il disegno di legge sulle variazioni di bilancio, che sono 40
articoli, lei non può dire, in deroga, che gli emendamenti si
debbono presentare domani entro le ore 12.00.
Chiedo a lei di esaminare questo aspetto e darci un tempo congruo
per poter lavorare su questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la Conferenza dei Capigruppo si è
determinata, ha pure votato, anche se a maggioranza, si è deciso di
incardinare i tre disegni di legge e di dare il termine delle ore
12.00 per presentare gli emendamenti.
GRECO GIOVANNI. Ma su 40 articoli?
PRESIDENTE. Ma lei è bravo, onorevole Greco Sono sicuro che già
sono pronti, quindi, li potrà depositare.
GRECO GIOVANNI. Le chiedo, cortesemente, di darci più tempo.
PRESIDENTE. Non è possibile, l'abbiamo deciso in Conferenza dei
Capigruppo e si è pure votato.
teria di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di cessazio-
ne degli organi comunali. Modifica di norme in materia di organo di
revisione economico-finanziaria degli enti locali e di status degli
amministratori locali(nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138-1124/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale e di
cessazione degli organi comunali. Modifica di norme in materia di
organo di revisione economico-finanziaria degli enti locali e di
status degli amministratori locali» (nn. 1153-15-845-860-922-1003-
1126-1138-1224/A)
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia lunga
esperienza mi è capitato di assistere alle più ovvie ed alle più
svariate considerazioni in merito a disegni di legge che si
discutono nell'Aula. Ed in merito a questo disegno di legge, non mi
meraviglio che lo si presenti come se fosse un'apocalisse, come se
fosse un cambio epocale, uno stravolgimento totale della legge
elettorale.
Debbo solo cominciare, intanto, a far rimarcare che questo disegno
di legge non fa altro che eliminare un'improvvida modifica che è
avvenuta 2 o 3 anni fa. E, quindi, sostanzialmente, nulla di nuovo,
nulla di rivoluzionario, nulla di completamente stravolgente
introduce, se non , se non eliminare una stortura che, come tanti
colleghi hanno sottolineato, e mi riferisco al voto confermativo,
aveva come conseguenza, aveva allontanato la possibilità per
l'elettore di scegliere con compiutezza e con avvedutezza il
proprio candidato a sindaco. Tant'è, che è accaduto nelle ultime
elezioni, che i candidati a sindaco, mediamente, in tutte le liste
ed in tutte le elezioni, prendevano circa la metà dei voti,
rispetto alla coalizione che li sosteneva o al partito o alla lista
che li sosteneva.
C'era qualcosa che non andava? E' ovvio che c'era qualcosa che non
andava E' una legge poco chiara, era una legge che era fuorviante,
perché l'elettore immaginando di votare per il candidato nella
lista, immaginava, altresì, che quel voto andasse al candidato
sindaco collegato.
Nella modifica, che è stata introdotta qualche anno fa questa
possibilità era stata eliminata e, dopo aver capito che era stata
una follia, una stupidaggine averla fatta, che era antidemocratica
averla fatta, siamo dovuti, stiamo intervenendo, semplicemente, per
ripristinare quello che c'era.
Nulla di stravolgente, nulla di innovativo, nessun golpe, nessun
tentativo di gioco di Palazzo.
L'altro problema: il problema del turno unico o del doppio turno.
Chi vi parla, da una vita assieme al suo schieramento politico,
cioè il centrodestra, fa una battaglia per il turno unico. Non ora;
non perché c'è il terzo polo che è diventato tripolare, ma perché
siamo convinti da una vita.
Da vent'anni ci battiamo per il turno unico, perché riteniamo che
il turno unico possa fare maggiore chiarezza ed eliminare quegli
inciuci, quelli sì inciuci, altamente improbabili dal punto di
vista programmatico, senza cioè nessuna sostanza programmatica
dietro, ma che si vanno formando solo in funzione anti , anti
qualcuno, ma che nulla hanno a che vedere con l'amministrazione e
il governo delle nostre città e dei nostri paesi e che, quindi,
nulla ha a che vedere con una espressione democratica del voto
perché il voto non può essere concepito anti , non può essere
concepito contro qualcuno, ma il voto in democrazia deve essere
concepito, immaginato, per qualcuno e, soprattutto, per qualcosa:
per un programma, per una possibilità di governo dei nostri
territori. Ecco perché da sempre, non da ora, ci battiamo per il
turno unico.
Altra questione - e io su questo non mi accapiglio - è il
problema di introdurre nel turno unico un elemento di
morigerazione.
Io personalmente avevo proposto di introdurre purché : vieni
eletto tu al primo turno purché raggiunga almeno un terzo dei
votanti. Che è un elemento di moderazione, un elemento che serve a
cercare di evitare che possano accadere dei paradossi. Ma,
attenzione Secondo me il paradosso più grande è che al secondo
turno ci possono essere gli opposti che non vanno d'accordo
assolutamente su nulla che possono unirsi. Quello è pure un
paradosso ed è secondo me il paradosso maggiore.
Terzo argomento. Mi trovo d'accordo con quanto sostenuto dai
Cinque Stelle sulla questione del voto di genere, non in quanto
voto di genere, non in quanto voto di genere, ma in quanto doppia
preferenza e, quindi, controllo del voto.
Ora, è mai possibile, in democrazia, immaginare che c'è il boss
locale, sia esso mafioso come spesso può accadere - mafioso, lo
ripeto - come spesso può accadere che è padrone di un gruppuscolo
di voti, di un pugno di voti, che con quel pugno di voti potrebbe
al massimo eleggere un consigliere comunale e, invece, con la
doppia preferenza gli consentiamo di eleggerne due di consiglieri
comunali? Questa è una vergogna e bisogna avere il coraggio di
dirlo E' incostituzionale perché uno vale uno Sono d'accordo con
i Cinque Stelle, uno vale uno non due, non tre Uno vale uno E se
vogliamo evitare il controllo del voto dobbiamo ritornare alla
preferenza unica:uno vale uno
Perché altrimenti ci sarà sempre la possibilità, per il mafioso di
turno o per chi ha il potere di incidere comprandosi un pacchetto
di voti, di incidere prendendosi non un consigliere al massimo ma
di prenderne due. E se noi accoppiamo questo, mettiamo insieme
questo con la diminuzione dei consiglieri comunali, quindi delle
liste, oggi in buona parte, oltre la metà dei comuni siciliani
esprimono 10, 12 consiglieri al massimo e se uno ha la capacità di
andare a prendersi due consiglieri comunali, potendone eleggere uno
se ne prende due è già al 20 per cento e con quel 20 per cento può
ribaltare le maggioranze posto che a 12, con i consigli comunali a
12, e la maggior parte sono a 12, due consiglieri comunali fanno
saltare la maggioranza.
Questa è una norma che bisogna avere il coraggio di chiamarla per
quella che è.
Io sono disposto ed ho presentato un emendamento, addirittura, se
vogliamo favorire la presenza dei due sessi in maniera paritaria
nei consigli - bene - possiamo mettere una norma. Io
nell'emendamento l'ho presentato in questo senso, che le liste
debbono essere composte per il 50 per cento, metà e metà fra i due
sessi divisi.
Non è il problema di essere contro qualcosa, o contro un genere o
l'altro, il problema vero è impedire il controllo mafioso del voto
che oggi, con la riduzione dei consiglieri comunali, significa il
controllo delle amministrazioni, perché due consiglieri su quaranta
non sono niente, ma due consiglieri su otto di maggioranza, quando
la maggioranza è fatta di otto a quattro, significa che hai
capovolto le maggioranze che sono uscite dalle urne elettorali. Da
questo punto di vista io sono favorevolissimo a questa legge, e
ritengo che sia un'ottima legge.
Poi, personalmente ritengo che l'articolo 1 vada soppresso, per un
motivo di rappresentanza democratica. Quello di estendere il
sistema maggioritario nei Comuni fino a quindicimila abitanti è
una tale compressione del diritto democratico di partecipazione che
avrebbe come conseguenza, a cascata, che per esempio in una
provincia come Messina, su 108 Comuni, 105 andrebbero alle elezioni
con il sistema elettorale maggioritario, senza la possibilità, per
i partiti, di presentare le liste. Veramente vogliamo arrivare ad
una tale compressione della democrazia? Veramente andiamo verso una
follia di questo tipo? Io penso che il sistema maggioritario vada
bene per i piccoli comuni, ma già dai comuni dai diecimila abitanti
in su è una compressione enorme dell'espressione democratica, da un
lato invochiamo sempre di più che ci vuole la presenza delle
organizzazioni dei partiti in quanto, così come previsti dalla
Costituzione, strumenti civici di partecipazione, dall'altro lato
vogliamo eliminare proprio la partecipazione. Arriviamo alla
follia.
Secondo me, eliminato l'articolo 1, è una legge che può camminare
e presenta tanti aspetti positivi. Soprattutto non ha nulla di
rivoluzionario perché ripristina semplicemente un errore fatto nel
2011, quando è stata fatta l'ultima modifica in materia,
semplicemente anni fa.
Per il resto io penso che velocemente e rapidamente si possa
giungere all'approvazione, a questa piccola riforma del testo che
introduce aspetti di normalità democratica nelle elezioni delle
nostre città.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
penso che ormai siamo in dirittura d'arrivo. Questa legge credo sia
una buona proposta.
Riguardo al trascinamento e alla possibilità del voto disgiunto,
quando un elettore sceglie di votare un consigliere di una lista ed
un sindaco di una lista diversa, penso che questo rientri
nell'intelligenza umana. Queste sono delle cose che, a mio avviso,
una volta che non vengono toccate, vige la democrazia, l'elettore
entra nell'urna e può votare chicchessia. Sul turno unico sono
ancora più favorevole. Sono stato uno di quelli che ha presentato
qualche emendamento rispetto a questa forma di voto, perché ritengo
che una persona, un elettore, che si reca nell'urna a votare, già
abbia in mente per chi dovrà votare, sia per il consigliere sia per
il candidato sindaco. Questa porta al ballottaggio dove in questo
caso negli ultimi tempi ha agevolato la politica della protesta,
del Movimento cinque stelle in particolare, ma noi facciamo una
legge che durerà nel tempo, non è che facciamo una legge solo per
quest'anno o per le prossime amministrative, e vediamo un attimo
qual è il partito che viene più viene agevolato da questa proposta.
Noi dobbiamo invece, secondo me, perché nella proposta di legge io
non vedo, per esempio, la percentuale del sindaco eletto, con quale
percentuale?
Io ritengo che la percentuale del sindaco eletto non debba avere
non meno del 35-40 per cento, perché un sindaco con il 35-40 per
cento sicuramente è un candidato sindaco espressione del cittadino;
è un'espressione della città, del comune. Quindi, questo è uno
degli emendamenti che mi accingerò a presentare.
Poi, riguardo invece all'articolo 3, lettera c), dove invece si
parla del premio di maggioranza, dove il premio di maggioranza
viene attribuito al candidato sindaco che raggiunge il 40 per
cento.
Il 40 per cento mi sembra un dato giusto, ecco questo metterlo
alla elezione diretta, nel senso che l'articolo 3, lettera c), va
benissimo, quindi al raggiungimento del 40 per cento, ma
altrettanto deve essere anche questo 40 per cento o il 35 per
cento, perché è una discussione aperta tra i partiti che ancora non
hanno raggiunto questo accordo; il sindaco eletto non deve avere
meno del 35-40 per cento.
E poi, Presidente, per quanto riguarda l'elezione dei presidenti
delle circoscrizioni, noi abbiamo notato alle ultime amministrative
che, ad esempio, la città di Roma dove si è combattuto fortemente
il problema della politica dei quartieri, dei quartieri di
periferia. Dare la possibilità, se noi veramente vogliamo inserire
in questo contesto, le circoscrizioni perché non diamo la
possibilità e normare, questo lo farò con un emendamento, affinché
i comuni dove si svolgeranno le elezioni per i consigli
circoscrizionali, ad esempio penso le città metropolitane che sono
grandissime.
Per esempio, la città di Palermo ha 8 circoscrizioni con 25
quartieri, molti dei quali sono quartieri di periferia. Se noi
dessimo potere alle circoscrizioni, un potere di spesa e già a
partire fin da ora, dove diamo con norma questa possibilità e i
sindaci che vengono eletti devono sapere che i consigli
circoscrizionali devono avere un capitolo di spesa che può essere
speso nei quartieri, in particolare di periferia che sono sempre
quelli più abbandonati, che sono sempre quelli dove si aspettano
dalla politica almeno un impegno morale. Penso che su questo non ci
siano dubbi.
Poi, riguardo al voto di genere. Io, inizialmente, avevo
presentato un emendamento con alcuni miei colleghi. Io penso che
ormai viviamo un momento di parità con le donne, c'è un rispetto,
ormai abbiamo superato questi ostacoli, ormai la donna è
fondamentale come è fondamentale l'uomo.
Io presenterò un emendamento, visto e considerato che noi diamo la
possibilità del voto di genere, che possa a questo punto dividere
la lista, mettendo il 50 per cento delle donne ed il 50 per cento
degli uomini, perché considero sia l'uomo che la donna alla stessa
stregua e possono candidarsi tranquillamente alla ricerca del
consenso, perché sicuramente non sono meno degli uomini.
PRESIDENTE. Questo, però, indipendentemente dalla legge.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
parto dalla norma, proprio dall'articolo 1. L'articolo 1 è stato
l'articolo che nel passato, nell'approvazione di questa norma nelle
scorse legislature è stato motivo di discordia, vuoi perché una
volta doveva essere eletto il sindaco di Taormina, vuoi perché
un'altra volta doveva essere eletto un altro sindaco di un'altra
città.
Oggi dobbiamo dire con molta onestà, che l'articolo 1 deve essere
approvato così come è stato licenziato dalla Commissione di merito,
perché si rifà alla norma nazionale. Si allinea alla norma
nazionale. E anche perché dobbiamo dire con molta onestà che le
realtà con quindicimila abitanti oggi sono composte da sedici
consiglieri. Per cui una pluralità di liste all'interno di uno
schieramento potrebbe far determinare che un semplice consigliere
determini la maggioranza.
Per cui diventa un'amministrazione ricattabile sotto tutti gli
aspetti e di conseguenza non diamo la possibilità dell'andamento di
una sana amministrazione per i sindaci che vanno ad amministrare
queste realtà che sono da dieci a quindicimila abitanti.
A nome mio personale, e a nome del gruppo a cui appartengo, siamo
allineati a quella che è stata la decisione della Commissione per
l'approvazione dell'articolo 1.
Per quanto riguarda, invece, il problema del turno unico, l'altro
aspetto fondamentale di questa norma, - siamo ormai agli sgoccioli
-, per due o tre lustri, siamo andati avanti con la norma del
cinquanta per cento, ci siamo resi conti che al primo turno è
difficilissimo ormai anche con l'astensione raggiungere il
cinquanta per cento, e di conseguenza si è andati sempre verso il
doppio turno.
Nel doppio turno, gli elettori che vanno a votare non superano il
trenta, trentacinque per cento, per cui di conseguenza il turno
unico con il trentacinque per cento, è quello che va a giustificare
nel secondo turno l'elezione del sindaco. Questo, anche in linea
con quella che è la spending review, potrebbe dare una ricaduta
positiva per l'economia delle casse regionali per quanto riguarda
la tornata elettorale degli enti locali.
L'altro aspetto fondamentale è il voto di trascinamento. A questo
punto l'Assemblea poteva scegliere. Aveva due strada da scegliere,
o quella della doppia scheda, o quella del trascinamento. Si è
optato per il trascinamento perché giustamente coloro che
compongono la lista giocano e chiedono il voto personale e di
conseguenza appoggiano il sindaco, per cui la doppia scheda poteva
essere un motivo di dispersione di voti legati a quella che è la
rappresentanza consiliare.
Come ha detto qualche altro mio collega si è verificato che la
lista va al 90, 95 per cento, mentre il sindaco perde una
percentuale consistente dei voti.
Fra i due, si è scelta del voto di trascinamento che condivido in
pieno. L'ultima analisi, quella del voto di genere. Il voto di
genere, sostanzialmente questa Assemblea si determinerà. C'è chi è
a favore, chi è contro. Come si è detto in qualche altro intervento
abbiamo sentito: è un'agevolazione. Voto di genere sì, ma stiamo
parlando di un'agevolazione. Una donna si va a collegare, - avete
visto nelle ultime tornate elettorali -, che prende voti con due,
tre rappresentanti maschili, viene molto più facile.
A questo punto inserire anche per equità la norma della redazione
della lista al cinquanta per cento fra i generi.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Dichiaro chiusa
la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Anche per questo disegno di legge il termine per gli emendamenti è
fissato alle ore 12.00 di domani.
dei Poteri
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Comunicazione inerente la riunione della Commissione per la
Verifica dei poteri
PRESIDENTE. Comunico ai componenti della Commissione per la
Verifica dei poteri che la stessa si terrà domani alle ore 15.00
per l'insediamento del neo deputato, Barbagallo, in sostituzione
del dimissionario onorevole Ioppolo. Arriverà l'apposita
convocazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
mia. Disposizioni varie (n. 1214/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge « Disposizioni per favorire
l'economia.
Disposizioni varie » (n. 1214/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie» (n.
1214/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Vinciullo, per svolgere la relazione.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il disegno di legge che
la Commissione porta all'approvazione dell'Aula e che è stato
redatto con la partecipazione consapevole, cosciente, impegnata di
tutti i componenti della Commissione, parte da un disegno di legge
che è stato presentato dall'assessore Baccei e che originariamente
si componeva di 4 soli articoli.
Durante l'approvazione della discussione invece del disegno di
legge i componenti della Commissione hanno ritenuto opportuno
prendere in esame una serie di urgenze che erano state più volte
sollecitate alla Commissione Bilancio e di conseguenza si è
ritenuto utile, indispensabile, necessario procedere a inserire
queste urgenze nel disegno di legge.
La prima urgenza, per essere chiaro, è quella legata alle ex
province e mi riferisco all'articolo 5.
L'articolo 5 muta la destinazione delle risorse, assegnate per
l'anno 2016 nella misura di 9 milioni di euro per spese di
investimento dei liberi Consorzi comunali, per far fronte allo
stato di grave crisi finanziaria di tali enti.
In pratica cosa era successo? In fase di approvazione della
finanziaria erano stati destinati 9 milioni di euro ai liberi
Consorzi comunali per investimenti. Oggi, però, la necessità di
queste ex province non sono assolutamente gli investimenti, ma è
quello di fare fronte a quelle che sono le necessità legate
soprattutto al personale. Ed essendo rimasti pressoché intatti i 20
milioni che questa Assemblea aveva già stanziato l'anno scorso a
favore delle province per quanto riguarda gli investimenti, si è
ritenuto opportuno, ripeto con la partecipazione di tutti i
componenti della Commissione, destinare questi 9 milioni di euro
anziché ad investimenti, in questo caso saremmo passati a 29
milioni di euro, destinarli invece per fare fronte alle necessità
che le province hanno in questo momento difficile.
La seconda cosa che la Commissione ha voluto prendere in esame
riguardava la vicenda dei Consorzi di bonifica.
In un momento in cui i Consorzi di bonifica sono allo stremo, in
un momento in cui sui Consorzi, sugli agricoltori soprattutto,
stanno premendo i Consorzi per far fronte alle necessità che
riguardavano le spese che devono sostenere dal momento che questa
Assemblea ha ritenuto di diminuire la copartecipazione del Governo
alle spese, appunto, per la gestione dei Consorzi di bonifica, si è
deciso di destinare ai Consorzi di bonifica 3 milioni e 700 mila
euro.
Queste somme per essere chiari - e lo diciamo in maniera netta
affinché non vi sia nessuna cattiva interpretazione - servono per
mitigare e contenere, a partire dall'anno 2012, l'aumento delle
tariffe per gli agricoltori relative all'irrigazione e nello stesso
tempo per assicurare la prosecuzione dell'erogazione dell'acqua.
Cioè, per essere chiari, i direttori sanno che da oggi oltre ad
esigere, ma nel rispetto di questo nuovo articolo che è stato
proposto alla Commissione dagli agricoltori, il pagamento delle
quote acquee non pagate per gli altri anni devono però assicurare
come riterranno opportuno la prosecuzione dell'erogazione
dell'acqua.
Questa era la seconda cosa che ha smosso più di tutti la
Commissione.
L'altra cosa importante riguarda l'articolo 14. Come voi sapete
l'articolo 14 interviene sulle problematiche che riguardano i
lavoratori delle società partecipate che sono coinvolti in
procedimento di liquidazione. Era stato fatto un albo dove sono
confluiti i lavoratori di tre società partecipate che sono in
procedimento di liquidazione, si è stabilito il finanziamento di
contratti di servizi aggiuntivi per l'affidamento alla società
Servizi Ausiliari Sicilia di svariate attività per l'assistenza
all'utilizzo di risorse comunitarie per lo sviluppo e la crescita.
In pratica, tutti coloro i quali fino ad oggi sono stati dipendenti
di società partecipate in liquidazione, andranno presso la Servizi
Ausiliari Sicilia. E, lo stesso provvedimento è stato previsto per
i lavoratori del CERISDI, così come è stato previsto che l'IRFIS
nel sopperire ai proprio fabbisogni di personale debba attingere
dal medesimo albo e non può assumere personale da altri albi.
Queste sono le tre norme più importanti, così come sicuramente
importante è l'articolo 7 dove finalmente vengono stanziati
duemilioni e quattrocento mila euro per le scuole dell'infanzia
paritarie che godranno di questo beneficio in maniera più
oggettiva rispetto al passato, nel senso che, tutti coloro i quali
intendono ottenere il contributo da parte della Regione, dovranno
garantire la priorità all'accoglienza gratuita degli alunni in
condizioni disagiate da almeno due alunni per sezione.
E' un provvedimento che introduce da una parte il riconoscimento
della funzione pubblica che svolgono le scuole non statali, d'altra
parte il fatto, però, che i bambini, le bambine che provengono da
fasce sociali deboli devono essere accolti in queste scuole. Si
dirà che già questo viene fatto, ma viene fatto in maniera non
omogenea, in questo modo abbiamo deciso di far sì che venisse
fissato per sempre il concetto che il contributo alle scuole non
statali, pubbliche, corrisponde anche al dovere di queste scuole di
accogliere i bambini e le bambine appartenenti a ceti sociali
deboli.
E' chiaro poi che è stato finalmente data la giusta definizione al
problema dei complessi termali di Sciacca e di Acireale,
utilizzando, appunto, la possibilità di un mutuo che possa dare in
questo modo, un processo di riordino del settore termale in
Sicilia, salvaguardando, sia chiaro, il patrimonio termale di
Sciacca e di Acireale, durante questo processo di liquidazione in
corso.
Si tratta di dare una copertura attraverso l'autorizzazione alla
stipula di un mutuo per l'importo massimo di 18 milioni e 900 mila
euro, attraverso un piano di ammortamento della durata di ventinove
anni.
Ci sono tutta una serie di interventi, anch'essi, di fondamentale
importanza per cui rimandiamo a quello che è previsto nella
relazione. Una cosa importante sono gli interventi di
riqualificazione urbana mediante edilizia sociale convenzionata,
cioè il cosiddetto social housing.
E poi è chiaro che abbiamo la proroga dei termini per la
realizzazione di programmi di edilizia agevolata e convenzionate, i
confidi, gli enti regionali, e tutta una serie di provvedimenti che
sono di estrema urgenza e che hanno riscontrato la responsabile
partecipazione degli assessorati e il giusto riconoscimento, in
questo disegno di legge, che sottoponiamo all'approvazione di
questo onorevole Parlamento, certi che ci saranno, su questo
disegno di legge, i giusti e intelligenti interventi da parte di
tutti i colleghi. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti
scade domani alle ore 12.00.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 4
agosto 2016, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
I -Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della presa
d'atto delle dimissioni dell'on. Giovanni Ioppolo dalla carica di
deputato regionale per motivi di incompatibilita'
II - Comunicazioni
III -Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2015 (Doc. n. 151)
Relatori: i deputati Questori
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, in
materia di elezione degli organi dei liberi Consorzi comunali e dei
Consigli metropolitani e di proroga della gestione commissariale .
(nn. 1153-15-845-860-922-1003-1126-1138/A Stralcio I/A) (Seguito)
Relatore: on. Germanà
2) - Disposizioni per favorire l'economia. Disposizioni varie .
(n. 1214/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
3) - Disposizioni in materia di elezione del sindaco e del
consiglio comunale e di cessazione degli organi comunali. Modifica
di norme in materia di organo di revisione economico-finanziaria
degli enti locali e di status degli amministratori locali . (nn.
1153-15-845-860-922-1003-1126-1138/A) (Seguito)
Relatore: on. Cordaro
4) - Istituzione del Garante regionale della famiglia . (n.
1086/A)
Relatore: on. Rinaldi
V -Svolgimento dell'interrogazione:
N. 3025 - Chiarimenti sul provvedimento di scioglimento
dell'Amministrazione comunale di Scicli in relazione
alle gravi dichiarazioni rese alla stampa dal
Presidente della Regione.
(8 maggio 2015)
ASSENZA
VI - Discussione della mozione:
N. 496 - Iniziative in ordine al reclutamento di personale
nelle aziende del Servizio sanitario regionale.
(4 novembre 2015)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VII -Discussione del disegno di legge:
Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana .
(n. 854/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
VIII -Discussione della mozione:
N. 494 - Iniziative urgenti finalizzate alla revoca della
convenzione sottoscritta tra Regione siciliana,
Università degli studi Kore di Enna e Associazione
Proserpina, avente ad oggetto l'apertura di una nuova
facoltà di medicina e chirurgia.
(3 novembre 2015)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI -
PALMERI LA ROCCA - CAPPELLO
IX - Discussione della mozione:
N. 524 - Rimodulazione urgente del piano degli interventi
denominato 'Patto per la Sicilia 2015'.
(13 gennaio 2016)
GRASSO - CORDARO - FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - FIGUCCIA
X -Discussione della mozione:
N. 204 - Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e
osservanza dei criteri di legge negli interventi edilizi
di nuova edificazione.
(24 ottobre 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI ZAFARANA - ZITO
XI - Discussione della mozione:
N. 573 - Provvedimenti urgenti a favore dei pensionati
dell'Ente acquedotti siciliani.
(12 maggio 2016)
GRECO G. - DI MAURO - CASCIO S.
DI GIACINTO - CORDARO - PANARELLO
PANEPINTO - RUGGIRELLO - SUDANO
FALCONE - TAMAJO
La seduta è tolta alle ore 18.26
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio